Source: http://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/archivio/Pages/Legge%20provinciale%2013%20novembre%201992,%20n.%2021_913.aspx?zid=
Timestamp: 2017-05-25 02:59:36+00:00

Document:
Ti trovi in: Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioLegge provinciale 13 novembre 1992, n. 21
4.6. - Edilizia abitativa
Indice AttoTitolo I - Obiettivi,
programmazione e assetto organizzativoCapo I - Norme
generaliArt. 1 - Programmazione
degli interventiArt. 2 - Attuazione degli
interventiArt. 3 - Sistema informativo
per le politiche abitative provincialiArt. 4 - Soggetti
beneficiariCapo II - Comitato per
l'edilizia abitativaArt. 5 - Art.
6 - omissisCapo III - omissisCapo
IV - omissisCapo V - Deleghe ai
comuniArt. 20 - Funzioni
delegateArt. 21 - Criteri generali
per l'esercizio delle funzioni delegateArt. 22 - Commissioni per la
formazione delle graduatorieTitolo II - Interventi nel
settore dell'edilizia abitativa pubblicaCapo I - Norme
generaliArt. 23 - Destinazione degli
alloggiCapo
II - omissisCapo III - omissisTitolo III - Interventi nel
settore dell'edilizia abitativa agevolataCapo I - Interventi per
l'acquisto e la costruzione di alloggiSezione I - Norme
generaliArt.
38 - InterventiArt.
38 bis - Termine per la stipulazione del contratto di
mutuoSezione II - Interventi a
favore dei singoliArt.
39 - ContributiArt. 40 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 41 - Risparmio casa per
nubendi e giovani coppieArt.
41 bis - Ulteriori provvidenze per le giovani coppie e
nubendiArt. 41 ter - Integrazione
del canone a favore delle giovani coppie e dei nubendiArt.
41 quater - Locazione di alloggi comunali a canone agevolato in
favore di giovani coppie e nubendiArt. 42 - Concessione ed
erogazione dei contributiSezione III - Interventi a
favore di cooperative edilizieArt. 43 - Norme
generaliArt. 44 - ContributiArt. 45 - Modalità di
ammissione alle agevolazioniArt. 46 - Concessione ed
erogazione dei contributiArt. 47 - Mutui edilizi
individualiSezione
IV - omissisCapo II - Interventi per il
risanamento del patrimonio edilizio
esistenteSezione I - Norme
53 - DefinizioneSezione II - Risanamento di
alloggi da parte di singoli privatiArt.
54 - InterventiArt.
55 - ContributiArt. 56 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 57 - Concessione ed
erogazione dei contributiSezione III - Interventi di
risanamento a favore delle cooperative
edilizieArt.
58 - ContributiArt. 59 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 60 - Concessione ed
erogazione di contributiArt. 61 - Mutui edilizi
individualiSezione IV - Risanamento a
fini locativiArt.
62 - InterventiArt.
63 - ContributiArt. 64 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 65 - Concessione ed
erogazione dei contributiCapo III - Interventi per
l'acquisto e il risanamento di immobiliSezione I - Norme
66 - InterventiSezione II - Interventi a
favore di singoliArt.
67 - ContributiArt. 68 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 69 - Concessione ed
favore delle cooperative edilizieArt.
70 - ContributiArt. 71 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 72 - Concessione ed
erogazione dei contributiArt. 73 - Mutui edilizi
individualiSezione IV - Interventi a
favore dei comuniArt.
74 - ContributiArt. 75 - Modalità di
ammissione ai contributiArt. 76 - Concessione ed
erogazione dei contributiCapo IV - Interventi per
eventi straordinariSezione I - Norme
77 - InterventiArt. 78 - Soggetti
beneficiariArt.
79 - ContributiArt. 80 - Attuazione degli
interventiCapo V - Norme comuni al
titolo IIISezione I - Disposizioni per
il preammortamento dei mutuiArt.
81 - ContributiSezione II - Vincoli e
sanzioniArt. 82 - Destinazione e
utilizzo degli alloggiArt. 83 - Cessione di
proprietà degli immobili oggetto dei
contributiArt. 83
bis - SanzioniArt. 84 - Restituzione e
trasferimento dei contributiArt. 85 - Vincoli specifici
per cooperative a proprietà indivisaArt. 86 - Autorizzazione
alla cessione in proprietà del patrimonio realizzato da cooperative a proprietà
indivisaArt.
86 bis - Subentro del socio nel contributo concesso alla
cooperativa a proprietà individualeArt. 87 - Norme per il
recupero dei contributiTitolo IV - Acquisizione di
areeCapo
I - AreeArt. 88 - Individuazione,
acquisto e cessione di areeCapo II - Fondo di
rotazioneArt. 89 - Istituzione e
destinazione del fondo di rotazioneArt. 90 - Modalità per
l'ammissioneArt. 91 - Rimborso delle
sommeTitolo IV bis - Disposizioni
particolari per la locazione convenzionataArt.
91 bis - InterventiArt.
91 ter - Destinazione e utilizzo degli
alloggiArt.
91 quater - Deliberazione attuativa degli
interventiTitolo V - Modificazioni
alla legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16 ed alla legge provinciale 2 maggio
1990, n. 13Capo I - Modificazioni alla
legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16 concernente "Interventi di
edilizia abitativa a favore di persone anziane e modificazioni alle leggi
provinciali in materia di edilizia abitativa e alla legge provinciale 14 settembre
1979, n. 8 concernente ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale della Provincia autonoma di
Trento’"Art. 92 - Modificazioni
all'articolo 3 della legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16Art. 93 - omissisArt. 94 - Art.
95 - omissisCapo II - Modificazioni alla
legge provinciale 2 maggio 1990, n. 13 concernente "Interventi nel settore
dell'immigrazione straniera
extracomunitaria"Art.
96 - omissisTitolo VI - Norme
transitorie e finaliCapo I - Norme
transitorieArt. 97 - Costituzione degli
organi e prima attuazione dell'articolo 3Art. 98 - Nuovo statuto
dell'ITEAArt. 99 - Esercizio delle
funzioni delegateArt. 100 - Disposizioni
transitorie per l'edilizia abitativaArt. 101 - Disposizioni per
i canoni di locazioneArt. 102 - Conversione dei
vincoli in materia di edilizia abitativa
agevolataArt.
102 bis - Disposizioni a sostegno dei sottoscrittori di mutuo per
l'abitazione principaleArt.
102 bis 1 - Semplificazione dell'intervento previsto
dall'articolo 102 bisArt.
102 ter - Misure straordinarie per il sostegno alle famiglie per
il rimborso dei mutui agevolatiCapo II - Norme
finaliArt. 103 - Disposizioni per
l'attuazione degli interventiArt.
104 - AbrogazioniArt. 105 - Disposizioni
relative alla capacità redditualeArt. 106 - Deroghe
particolari per edifici già oggetto di agevolazioni
provincialiArt. 107 - Subentro nelle
agevolazioni previste da precedenti leggi
provincialiArt. 108 - Anticipazione
delle spese di progettazione a favore dei
108 bis - Disposizioni in materia di restituzione di somme
erogate agli enti localiTitolo VII - Disposizioni
finanziarieArt. 109 - Rinvio delle
autorizzazioni di spesaArt. 110 - Art. 111 -
omissisTitolo VIII - Dichiarazione
d'urgenza ed entrata in vigoreArt.
Testo vigente dal 28 aprile 2017
LEGGE PROVINCIALE 13
novembre 1992, n. 21
Disciplina degli
interventi provinciali in materia di edilizia abitativa
(b.u. 24
novembre 1992, n. 48, suppl. ord. Errata
corrige in b.u. 16 febbraio 1993, n. 8)
Vedi anche, in materia, l'art. 58 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20, l'art. 53 della l.p. 21 dicembre 2007,
n. 23, l'art. 45,
commi 4 e 7 della l.p.
12 settembre 2008, n. 16, l'art. 59 della l.p. 28 dicembre
2009, n. 19, l'art. 33 della l.p. 27 dicembre 2011,
n. 18 e l'art. 54 della l.p.
22 aprile 2014, n. 1.
programmazione e assetto organizzativo
1. La Giunta provinciale provvede alla programmazione coordinata degli interventi in materia di
edilizia abitativa, ivi compresi gli interventi a favore delle persone anziane
previsti dalla legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16 e gli interventi a favore degli immigrati
extracomunitari previsti dalla legge provinciale 2 maggio 1990, n. 13, nonché gli interventi a fini abitativi su
immobili ricadenti nell'ambito degli insediamenti storici individuati ai sensi
della normativa di settore, tenendo presente l'esigenza primaria della
razionale utilizzazione del territorio e delle strutture esistenti, finalizzandole
al miglioramento della qualità della vita.
2. Ai fini di cui al
comma 1 la Giunta provinciale predispone, in conformità alle previsioni del
programma di sviluppo provinciale ed in armonia con gli obiettivi contenuti nel
piano urbanistico provinciale, piani pluriennali con eventuali aggiornamenti
annuali di interventi:
a) nel settore
dell'edilizia abitativa pubblica;
b) nel settore
dell'edilizia abitativa agevolata;
c) diretti
all'acquisizione ed urbanizzazione di aree.
3. Nell'ambito del
settore dell'edilizia abitativa pubblica di cui alla lettera a) del comma 2,
sono compresi gli interventi finalizzati all'edilizia abitativa pubblica
individuati dal programma di intervento previsto dal provvedimento
legislativo concernente "Norme per il recupero degli insediamenti storici
e interventi finanziari".
4. Nell'ambito del
possono essere previsti specifici alloggi da assegnare esclusivamente a persone
portatrici di menomazioni.
5. Gli interventi di cui
al comma 2 inseriti nei piani integrati previsti dalla normativa urbanistica
provinciale sono finanziati con priorità rispetto agli interventi previsti dai
piani di edilizia abitativa.
6. Al fine di consentire
la partecipazione alla programmazione degli interventi di cui al presente
articolo, i comuni e i comprensori inviano alla Giunta provinciale proposte di
intervento nel settore dell'edilizia abitativa pubblica ed agevolata, correlate
alle effettive necessità abitative rilevate sul rispettivo territorio.
- Il comma 4
è stato così sostituito dall'art. 23 della l.p. 3 settembre 1993, n. 23.
- Con riguardo al comma 2 vedi anche l'art. 14 della l.p. 3
novembre 2000, n. 12, l'art. 58 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20, l'art. 53 della l.p. 21 dicembre 2007,
n. 23 e l'art. 59 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19.
1. All'attuazione dei
piani pluriennali e dei relativi aggiornamenti annuali provvedono:
a) la Provincia e, per delega, i comprensori e i comuni di Trento e Rovereto per quanto attiene
agli interventi nel settore dell'edilizia abitativa agevolata;
b) l'Istituto trentino
per l'edilizia abitativa (ITEA), per quanto attiene agli interventi nel settore
c) i comuni e l'ITEA, a
seconda della rispettiva competenza, per quanto attiene agli interventi diretti
2. I piani pluriennali e
gli eventuali aggiornamenti annuali sono approvati dalla Giunta provinciale,
sentito il parere del comitato per l'edilizia abitativa di cui all'articolo 5,
della conferenza dei presidenti dei comprensori e dei comuni con più di
trentamila abitanti.
3. La Giunta provinciale in relazione ai piani pluriennali ed agli eventuali aggiornamenti annuali
dispone l'assegnazione all'ITEA, ai comuni e ai comprensori dei fondi necessari
all'attuazione degli interventi medesimi. Nell'assegnazione dei predetti fondi
ai comuni di Trento e Rovereto possono essere altresì comprese le spese a
carico dei comuni medesimi per la gestione degli interventi nel settore dell'edilizia
pubblica e agevolata.
4. L'assegnazione dei
fondi di cui al comma 3, nonché l'erogazione degli stessi ai predetti enti o
agli istituti di credito mutuanti, sono disposte secondo le modalità stabilite
con deliberazione della Giunta provinciale. Con propria deliberazione la Giunta provinciale dispone in merito alle somme assegnate o erogate e non utilizzate.
5. La Giunta provinciale assicura, sia a livello di pianificazione che nell'esercizio delle
funzioni di indirizzo, di controllo e di coordinamento delle attività di
finanziamento, l'integrazione delle attività o degli interventi in materia di
edilizia abitativa, di edilizia nei centri storici e di edilizia scolastica, la
cui realizzazione sia demandata all'ITEA.
6. Il servizio edilizia
abitativa in relazione a quanto disposto dal comma 5 cura il coordinamento e il
raccordo finanziario fra i vari interventi con riguardo sia alle spese di
funzionamento che alle spese d'investimento, fatte salve le competenze
attribuite agli altri servizi provinciali competenti in materia.
Articolo così
modificato dall'art. 35 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13 e
dall'art. 55 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23.
informativo per le politiche abitative provinciali
1. Al fine di elevare e
qualificare la capacità di governo del comparto dell'edilizia abitativa
attraverso il metodo della programmazione, la Giunta provinciale è autorizzata ad istituire un sistema informativo per le politiche abitative provinciali.
2. I soggetti pubblici e
privati che direttamente o indirettamente operano nel settore della casa sono
tenuti a fornire al sistema informativo per le politiche abitative provinciali
tutte le informazioni e la documentazione ritenuta necessaria per la
predisposizione dei piani e dei programmi d'intervento per l'edilizia
3. Compete altresì al
sistema informativo per le politiche abitative provinciali la raccolta di dati
connessi all'attuazione anche di altre leggi che riguardino la materia
dell'edilizia abitativa.
4. Il sistema informativo
per le politiche abitative provinciali si attua nel quadro del sistema
informativo elettronico provinciale attraverso progetti approvati dalla Giunta
5. Per l'attuazione del
sistema informativo per le politiche abitative provinciali, nonché allo scopo
di predisporre i necessari supporti di conoscenza per la definizione dei
programmi di cui all'articolo 1, la Giunta provinciale può costituire,
nell'ambito del servizio edilizia abitativa, un apposito ufficio in aggiunta al
numero stabilito dall'articolo 8 della legge provinciale 29
aprile 1983, n. 12
autonoma di Trento", secondo le modalità previste dal medesimo articolo.
1. Le persone fisiche che
richiedono l'assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica o la
concessione dei contributi per l'edilizia abitativa agevolata di cui alla
presente legge devono possedere i seguenti requisiti:
a) avere la cittadinanza
italiana o di uno dei Paesi della CEE;
b) avere la residenza anagrafica in un comune della
provincia di Trento da almeno tre anni;
c) appartenere ad un
nucleo familiare il cui reddito convenzionale non sia superiore al limite
massimo fissato periodicamente con deliberazione della Giunta provinciale. Il
reddito al quale far riferimento è il reddito complessivo ai fini fiscali
relativo al triennio anteriore all'anno di presentazione della domanda. Ai fini
della determinazione del limite massimo, il reddito derivante da lavoro
dipendente è ridotto del cinquanta per cento. Per gli agricoltori iscritti all'Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS) in qualità di datori di lavoro agricolo o prestatori di lavoro
agricolo, il possesso del requisito relativo al reddito è verificato con
riferimento ad un reddito convenzionalmente attribuito sulla base di criteri
determinati con deliberazione della Giunta provinciale. Con la medesima
deliberazione della Giunta provinciale sono altresì stabiliti i criteri e le
modalità per la determinazione del reddito richiesto per gli emigrati
d) non essere titolare o
contitolare, erede o legatario, del diritto di proprietà, di uso, di usufrutto
o di abitazione su altro alloggio idoneo, anche in relazione alla sua
ubicazione, alle esigenze familiari. Con deliberazione della Giunta provinciale
sono stabiliti i criteri e le caratteristiche per la definizione dell'idoneità
dell'alloggio anche in relazione alle porzioni ideali dell'alloggio medesimo;
e) non essere titolare o
o di abitazione su altro alloggio o di quote anche ideali di altri alloggi, che
consentano, per quanto spettante, un reddito da fabbricati convenzionale
superiore a quello determinato dalla Giunta provinciale. Ai fini della
valutazione del requisito previsto dalla presente lettera, i proprietari o comproprietari
di nuda proprietà sono equiparati a tutti gli effetti a coloro che siano
titolari o contitolari di diritto di piena proprietà. Nella determinazione del
reddito da fabbricati convenzionale sono fissate le quote attribuite ai
titolari o contitolari di nuda proprietà;
f) non essere stato
titolare dei diritti contemplati nelle lettere d) ed e) nel triennio
antecedente la presentazione della domanda, fatta eccezione per i titolari dei
diritti medesimi che siano stati oggetto di alienazione coattiva ovvero di
espropriazione;
g) non avere già
ottenuto, a qualsiasi titolo, l'assegnazione di altro alloggio in proprietà o
per il quale sia in corso la cessione in proprietà, costruito con contributi
pubblici; non essere assegnatario di altro alloggio di cooperative edilizie a
proprietà individuale, ovvero non avere realizzato, anche attraverso il
risanamento, o acquistato alloggi con agevolazioni finanziarie pubbliche.
Qualora il socio di cooperativa sia prenotatario di altro alloggio, lo stesso,
prima della concessione delle agevolazioni provinciali, deve rinunciare alla
prenotazione medesima; questa lettera non trova applicazione nel caso di
situazioni di particolare disagio del richiedente determinatesi a seguito di
pronunciamenti dell'autorità giudiziaria che abbiano inciso sulla originaria
condizione economica o sociale del richiedente medesimo o del nucleo familiare
2. Per i richiedenti
l'assegnazione di alloggi di edilizia abitativa pubblica i requisiti di cui
alle lettere d), e), f) e g) del comma 1 devono essere posseduti da tutti i
3. Per i singoli
richiedenti gli interventi previsti per l'edilizia abitativa agevolata i
requisiti di cui alle lettere d), e), f) e g) del comma 1 devono essere
posseduti anche dal relativo coniuge non separato legalmente o dall'eventuale
convivente legato da un rapporto coniugale di fatto.
4. I requisiti di cui al
presente articolo devono essere posseduti:
a) per i singoli
richiedenti l'assegnazione di alloggi di edilizia abitativa pubblica alla data
di apertura dei termini per la presentazione delle domande o per la
presentazione della documentazione ai fini della revisione delle graduatorie;
b) per i singoli
richiedenti le agevolazioni previste per l'edilizia abitativa agevolata, salvo
quanto disposto dalla successiva lettera c), alla data di apertura dei termini
per la presentazione delle domande o per la presentazione della documentazione
ai fini della revisione delle graduatorie;
c) per i soci delle
cooperative edilizie alla data di prenotazione dell'alloggio, ovvero nel caso
di risanamento ai sensi della sezione III del capo II del titolo III, alla data
di apertura dei termini per la presentazione delle domande.
4 bis. La Giunta provinciale, previo parere della competente commissione
permanente del Consiglio provinciale e del Consiglio delle autonomie locali,
che si esprimono entro venti giorni, può individuare, per i richiedenti singoli
e per i soci delle cooperative edilizie, autonomi indicatori di condizione
economico-patrimoniale, anche differenziati, tenuto conto - in particolare -
delle caratteristiche e della localizzazione delle aree o degli immobili il cui
possesso è necessario per la prenotazione o l'acquisto di alloggi costruiti su
aree destinate alla realizzazione di alloggi per l'edilizia agevolata, anche in
deroga a quanto previsto da quest'articolo. Inoltre può definire i prezzi di
vendita degli alloggi.
5. In sede di
assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica di cui alla lettera
a) del comma 4 o in sede di ammissione alle agevolazioni di edilizia abitativa
agevolata di cui alla lettera b) del medesimo comma 4, salvo quanto disposto
dal comma 6, deve essere verificata la persistenza dei requisiti richiesti per
accedere ai rispettivi benefici.
6. Per gli acquirenti di
alloggio costruito dalle imprese con le agevolazioni di cui all'articolo 49 la
persistenza dei requisiti deve essere riferita alla data di apertura dei
termini per la presentazione delle domande antecedente alla stipula del
contratto di acquisto.
7. A tutti gli effetti
della presente legge il nascituro è considerato componente del nucleo familiare
del richiedente beneficiario. Il relativo stato di gravidanza, non inferiore a
dodici settimane calcolato alla data di apertura del termine per la
presentazione delle domande, ovvero nel caso di cooperative alla data di
prenotazione dell'alloggio, deve essere certificato da un medico addetto ai
servizi sanitari di base dell'unità sanitaria locale territorialmente
8. Le dichiarazioni presentate
dai richiedenti relative al possesso dei requisiti previsti al presente
articolo risultanti non veritiere comportano l'inammissibilità delle domande ai
benefici previsti dalla presente legge.
9. Per i soggetti già
beneficiari di agevolazioni di edilizia abitativa agevolata, il cui nucleo
familiare, a seguito di fatti gravi ed eccezionali individuati con
deliberazione della Giunta provinciale, possegga un reddito convenzionale non
superiore al 65 per cento del limite massimo di cui alla lettera c) del comma
1, si prescinde, ai fini dell'assegnazione di alloggi di edilizia abitativa
pubblica, dai requisiti di cui alle lettere f) e g) del comma 1.
modificato dall'art. 23 della l.p. 3 settembre 1993, n. 23, dall'art. 34 della l.p. 12
settembre 1994, n. 6, dall'art. 34 della l.p. 4 settembre 2000, n.
11, dall'art. 13,
commi 1 e 2 della l.p. 7 novembre 2005, n. 15 (per una
disposizione transitoria connessa a questa modificazione vedi il comma 4 dello
stesso art. 13), dall'art. 4 della l.p. 15 maggio
2013, n. 9,
dall'art. 55 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e dall'art.
18 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20 (per una
disposizione transitoria connessa a questa modificazione vedi il comma 3 dello
stesso art. 18). Vedi anche l'art. 6 della l.p. 1
febbraio 1993, n. 3
e l'art. 7 della l.p. 3 febbraio 1997, n. 2.
l'edilizia abitativa
Articoli abrogati dall'art.
30 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
Capo abrogato
dall'art. 19 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg, ai sensi
dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006,
Per una disposizione transitoria connessa all'abrogazione vedi l'art. 21, comma 3 del d.p.p. n. 4-6/Leg del 2014.
dall'art. 12 della l.p. 7 novembre 2005, n. 15.
Deleghe ai comuni
1. Sono delegate ai
comuni, che, fatta eccezione per i comuni di Trento e Rovereto, le esercitano
in forma associata in conformità alle disposizioni della presente legge, le
seguenti funzioni amministrative:
a) formazione delle
graduatorie e assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica ai
sensi del capo II del titolo II;
b) formazione delle
graduatorie, concessione, nonché erogazione dei contributi ai singoli
richiedenti per l'acquisto o la costruzione di alloggi ai sensi della sezione
II del capo I del titolo III;
c) formazione delle
richiedenti per il risanamento di alloggi ai sensi della sezione II del capo II
del titolo III;
d) formazione delle
graduatorie, concessione ed erogazione dei contributi ai singoli richiedenti
per l'acquisto e il risanamento di immobili da adibire ad abitazione ai sensi
della sezione II del capo III del titolo III;
e) concessione ed
erogazione dei contributi ai singoli richiedenti ed alle cooperative edilizie
per gli interventi previsti dalla sezione I del capo IV del titolo III;
f) concessione dei
contributi di preammortamento di cui alla sezione I del capo V del titolo III
relativi agli interventi di cui alle lettere b), c), d) ed e).
2. Fino all'entrata in
vigore della legge di riordino del sistema delle deleghe nelle materie di
competenza della Provincia, l'esercizio in forma associata delle funzioni
delegate ai comuni ai sensi del comma 1 viene effettuato da parte del
comprensorio di rispettiva appartenenza.
per l'esercizio delle funzioni delegate
1. Nell'esercizio delle
funzioni delegate ai sensi delle lettere b), c) e d) del comma 1 dell'articolo
20, i comprensori e i comuni di Trento e Rovereto si attengono ai seguenti
a) favorire, nell'ambito
degli interventi di risanamento, iniziative volte al recupero del patrimonio
abitativo altrimenti destinato all'abbandono;
b) considerare in via
prioritaria gli interventi idonei a ridurre l'utilizzo di aree, nonché quelli
localizzati nell'ambito di piani speciali per l'edilizia abitativa pubblica;
c) privilegiare le zone
a più intenso fabbisogno abitativo tenendo anche conto degli obiettivi
contenuti nel piano urbanistico provinciale e nel programma di sviluppo
d) adottare soluzioni
operative che garantiscano la tempestività dell'intervento pubblico, anche ai
fini del massimo contenimento dei costi.
Commissioni per la
1. Presso ciascun
comprensorio e presso i comuni di Trento e Rovereto è istituita una commissione
per la formazione delle graduatorie ai fini dell'assegnazione degli alloggi di
edilizia abitativa pubblica.
2. La commissione è
nominata dalla giunta comprensoriale; per Trento e Rovereto provvedono i
rispettivi comuni. Essa è composta:
a) dal presidente del comprensorio
o sindaco per i comuni di Trento e Rovereto, o da un assessore da loro
b) da due rappresentanti
dell'assemblea comprensoriale o del consiglio comunale nel caso di Trento e
Rovereto di cui uno scelto dalle rispettive minoranze, tra i quali è scelto il
c) da tre rappresentanti
dei lavoratori scelti fra i nominativi indicati dalle organizzazioni sindacali
provinciali più rappresentative;
d) da un assistente
sociale addetto ai servizi territoriali designato dall'ente territoriale
e) da un dipendente del
comprensorio o del comune addetto al settore dell'edilizia abitativa;
f) limitatamente alla
commissione presso il comprensorio, da due rappresentanti dei comuni di cui uno
designato dalla sezione provinciale di Trento dell'ANCI e uno designato dalla
delegazione provinciale di Trento dell'UNCEM.
3. Le funzioni di
segretario della commissione sono svolte da un dipendente del comprensorio o
dei comuni di Trento e Rovereto.
4. I membri di cui alla
lettera b) del comma 2 possono essere sostituiti, in caso di assenza o
impedimento, da supplenti all'uopo designati.
5. Qualora entro il
termine di trenta giorni dalla richiesta gli enti e gli organismi interpellati
non provvedano a designare i propri rappresentanti, la commissione è ugualmente
nominata dagli organi competenti prescindendo dai membri dei quali manchi la
designazione, purché sia raggiunta la maggioranza dei componenti; i medesimi
organi provvedono all'integrazione della commissione a seguito delle
designazioni effettuate oltre il termine di cui al presente comma.
6. I componenti della
commissione restano in carica per la durata dell'assemblea comprensoriale o,
per i comuni di Trento e Rovereto, del rispettivo consiglio comunale.
7. Le adunanze della
commissione sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti e le
relative deliberazioni sono valide se adottate con il voto favorevole della
maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi la presiede.
8. Il presidente, ove lo
ritenga opportuno, può di volta in volta invitare a partecipare alle riunioni,
senza diritto di voto, esperti e rappresentanti di enti o associazioni
Interventi nel
settore dell'edilizia abitativa pubblica
Destinazione degli
1. Gli alloggi costruiti
o acquistati ed eventualmente risanati dall'ITEA, nell'ambito dei piani
pluriennali e dei relativi aggiornamenti di cui all'articolo 1, sono destinati
per la generalità dei cittadini a basso reddito e a risolvere casi di urgente
necessità abitativa nei limiti e alle condizioni previste dalla presente legge.
settore dell'edilizia abitativa agevolata
l'acquisto e la costruzione di alloggi
1. Per la costruzione o
l'acquisto di abitazioni, aventi le caratteristiche stabilite con deliberazione
della Giunta provinciale, da parte di singoli, di cooperative edilizie o di
imprese di costruzione, possono essere concessi, anche cumulativamente:
a) contributi in conto
capitale determinati in misura differenziata secondo quanto stabilito nei
successivi articoli;
b) contributi annuali
costanti per la durata massima di venticinque anni sull'importo dei mutui che i
richiedenti intendono contrarre con istituti di credito. Il tasso di interesse
applicato dagli istituti di credito mutuati può essere abbattuto, anche in modo
differenziato, secondo i criteri e le modalità stabilite con deliberazione
della Giunta provinciale, fino ad un massimo del 70 per cento del tasso di
riferimento fissato ai sensi della normativa statale in vigore al momento della
stipulazione del contratto definitivo di mutuo; comunque il tasso di interesse
a carico del beneficiario non può essere inferiore a quello stabilito
periodicamente dalla Giunta provinciale in relazione all'andamento del mercato
finanziario, né inferiore al tasso minimo fissato ai sensi della normativa
statale in materia.
2. In alternativa ai
contributi annuali costanti previsti dalla lettera b) del comma 1, possono
essere concessi contributi annui variabili, per la durata massima di
venticinque anni, per l'abbattimento degli interessi sui mutui a tasso
variabile che gli interessati intendono contrarre con istituti di credito
convenzionati con la Provincia ai sensi del comma 9.
3. In relazione a
particolari esigenze del mercato finanziario e alla situazione finanziaria
della Provincia, la Giunta provinciale stabilisce i casi in cui possono essere
concessi i contributi di cui al comma 2.
4. I contributi variabili
di cui al comma 2 sono determinati:
a) per la prima
semestralità con le modalità previste dalla lettera b) del comma 1;
b) per le successive
semestralità in modo da mantenere costante, nei singoli anni, l'incidenza
percentuale del contributo sulla rata d'ammortamento semestrale complessiva
determinata al momento della stipulazione del contratto definitivo di mutuo. I
tassi a carico dei beneficiari non possono comunque essere inferiori a quelli
stabiliti ai sensi della lettera b) del comma 1. Tuttavia, qualora il tasso a
carico del beneficiario derivante dall'abbattimento del tasso di interesse
risulti inferiore al tasso minimo fissato dalla Giunta provinciale, l'incidenza
percentuale del contributo sulla rata di ammortamento semestrale complessiva è
riferita all'incidenza del contributo sulla rata di ammortamento semestrale
complessiva derivante dall'effettiva applicazione dell'abbattimento del tasso
di interesse senza tener conto del tasso minimo fissato.
5. Dal 1° gennaio 2008, se il beneficiario è tenuto alla
corresponsione della rata semestrale aumentata in misura superiore al 15 per
cento rispetto alla rata posta inizialmente a suo carico, in seguito alla
variazione dei tassi, il contributo provinciale è incrementato dell'importo
eccedente la predetta percentuale, a decorrere dalla prima rata successiva
all'aumento.
5 bis. Nel caso di rinegoziazione del mutuo in applicazione di
quanto disposto dall'articolo 3 del decreto-legge
27 maggio 2008, n. 93
(Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie),
4 luglio 2008, n. 126,
il contributo provinciale spettante in assenza di detta rinegoziazione, tenuto
conto anche di quanto previsto dal comma 5 e di quanto effettivamente
corrisposto dalla Provincia, è erogato alla scadenza del mutuo originario,
secondo le modalità e nel rispetto dei criteri di assegnazione stabiliti con
deliberazione della Giunta provinciale.
5 ter. Qualora il mutuatario richieda all'istituto finanziatore
la rinegoziazione del mutuo mediante conversione del tasso variabile in tasso
fisso, la Giunta provinciale è autorizzata a concorrere agli oneri derivanti
dalla suddetta rinegoziazione, nel caso in cui la conversione comporti una rata
fissa a carico del beneficiario superiore al 15 per cento rispetto a quella
iniziale. Il concorso è determinato secondo i criteri e le modalità stabiliti
con deliberazione della Giunta provinciale.
5 quater. La Provincia può concedere un'integrazione del
contributo disposto a favore dei beneficiari che non possono dedurre
dall'imposta la detrazione fiscale relativa agli interessi passivi in quanto
hanno sottoscritto il mutuo agevolato oltre i termini previsti dalla normativa
fiscale. La Giunta provinciale delibera i criteri e le modalità per la
concessione dell'integrazione del contributo.
6. Con la legge
finanziaria della Provincia sono stabilite le disposizioni necessarie per
l'applicazione del contributo a tasso variabile, qualora, in dipendenza della
variabilità dei tassi, l'onere a carico della Provincia sia superiore a quello
determinato al momento della stipulazione del contratto definitivo di mutuo.
7. Con deliberazione
della Giunta provinciale sono stabilite le modalità per la determinazione dei
contributi annuali variabili, anche attraverso la fissazione in via provvisoria
di contributi annui costanti, calcolati ai sensi delle disposizioni di cui alla
lettera a) del comma 4, e la successiva regolazione, in relazione all'eventuale
variazione dei tassi sulla base degli elaborati presentati dagli istituti di
credito convenzionati con le modalità di cui al comma 9.
8. L'erogazione dei
contributi variabili è disposta direttamente agli istituti mutuanti
convenzionati da parte della Giunta provinciale con le modalità previste dalla
Giunta medesima.
9. La Provincia può stipulare convenzioni con gli istituti di credito mutuanti, anche per il
tramite di aziende di credito di categoria, al fine di stabilire:
a) i parametri di
indicizzazione da utilizzare ai fini della determinazione della variabilità dei
b) le modalità della
regolazione dei rapporti finanziari conseguenti alla concessione dei contributi
di cui al presente articolo;
c) le modalità per una
graduale unificazione delle erogazioni corrispondenti ai contributi annuali
costanti concessi ai sensi delle leggi provinciali in materia di edilizia
abitativa agevolata;
d) quant'altro si renda
necessario per una corretta definizione delle procedure inerenti ai rapporti
tecnico-amministrativi tra la Provincia e gli istituti di credito
10. La concessione dei
contributi annui previsti dalla presente legge può essere subordinata
all'inserimento nei contratti di mutuo di una clausola che consenta la
rinegoziazione delle condizioni contrattuali del mutuo stesso nei casi e con le
modalità stabiliti dalla Giunta provinciale. Nella predetta deliberazione sono
stabilite altresì le modalità per l'eventuale richiesta della Provincia, alla
quale il mutuatario è comunque tenuto a corrispondere nei termini dalla stessa
fissati, a pena di decadenza dal contributo a decorrere dalla semestralità
successiva alla data di richiesta medesima, le condizioni per l'eventuale
assunzione degli oneri a carico della Provincia, qualora la richiesta venga
avanzata dalla Provincia medesima, nonché le condizioni di onerosità dei nuovi
mutui che non possono comunque essere superiori a quelle previste dai contratti
11. In deroga alle
disposizioni previste dagli articoli 82 e 83, l'ente concedente può autorizzare la cessione di parte dell'area di pertinenza dell'immobile già oggetto delle
agevolazioni provinciali o la costituzione di un diritto di superficie sulla
medesima area per consentire la costruzione in aderenza di alloggi.
modificato dall'art. 15 della l.p. 7 marzo 1997, n. 5, dall'art. 37 della l.p. 22
marzo 2001, n. 3,
dall'art. 55 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 45 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 e dall'art. 30 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.
Per i criteri previsti
dal comma 5 ter vedi la deliberazione della giunta provinciale 30
ottobre 2009, n. 2606 (b.u. 24 novembre 2009, n. 48), modificata dalle deliberazioni
3 dicembre 2010, n. 2788 (b.u. 14 dicembre 2010, n. 50) e 5 aprile 2012, n. 669
(b.u. 17 aprile 2012, n. 16); per quelli previsti dal comma 5 quater vedi la deliberazione 12 giugno 2009, n. 1434 (b.u. 21
luglio 2009, n. 30); per quelli previsti dal comma 5 bis vedi la deliberazione
6 novembre 2009, n. 2675 (b.u. 1 dicembre 2009, n. 49).
Termine per la stipulazione del contratto di mutuo
1. Il soggetto ammesso a beneficiare dei contributi per
l'abbattimento degli interessi sui mutui agevolati previsti dall'articolo 38
deve stipulare il contratto di mutuo entro un anno dal ricevimento della
comunicazione relativa all'avvenuto accertamento delle condizioni per la
stipulazione del contratto di mutuo, da parte dell'ente competente, pena la
decadenza dai contributi.
Articolo aggiunto dall'art.
18, comma 2 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20 (vedi
anche il comma 5 dello stesso art. 18).
1. Ai fini della
concessione dei contributi di cui al comma 1 dell'articolo 38, la spesa
ammissibile per la costruzione o l'acquisto è convenzionalmente determinata
dalla Giunta provinciale. Con deliberazione della Giunta provinciale sono
stabiliti i criteri per la determinazione della spesa ammissibile a contributo
anche con specifico riferimento al caso in cui i soggetti interessati
all'intervento di acquisto o di costruzione siano proprietari o comproprietari
di alloggi non idonei.
2. La misura dei
contributi è diversificata secondo le seguenti fasce:
a) prima fascia:
1) contributi in
conto capitale nella misura del 30 per cento della spesa ammessa;
2) contributi
annuali come determinati dall'articolo 38 su mutui di importo non superiore al
60 per cento della spesa ammessa;
b) seconda fascia:
conto capitale nella misura del 10 per cento della spesa ammessa;
65 per cento della spesa ammessa;
c) terza fascia:
1) contributi
75 per cento della spesa ammessa.
3. Con deliberazione
della Giunta provinciale sono stabiliti i criteri per l'inserimento dei
beneficiari nelle fasce di cui al comma 2 tenendo conto delle condizioni
soggettive che determinano la posizione in graduatoria.
4. Non è ammesso ai
contributi di cui al presente articolo l'acquisto di un'intera unità
immobiliare tra parenti o affini entro il secondo grado o tra coniugi non
separati legalmente. Possono essere invece ammesse iniziative di acquisto di
quote di alloggio, purché l'acquisto medesimo non intervenga tra parenti o
affini di primo grado o tra coniugi non separati legalmente e comporti la
ricostituzione in proprietà dell'intera unità immobiliare.
5. Non sono ammesse ai
contributi le iniziative di acquisto per le quali si verifichi la cessione di
alloggi da parte di imprese costituite nella forma di società commerciali,
escluse le società per azioni, delle quali facciano parte come soci il
richiedente, il coniuge non separato legalmente del richiedente ovvero parenti
o affini entro il secondo grado del richiedente medesimo.
5 bis. In deroga a quanto
previsto dall'articolo 4, comma 1, lettere e), f) e g), può essere ammesso a
contributo anche l'acquisto o la costruzione di un alloggio avente le
caratteristiche previste per l'edilizia abitativa agevolata da parte di
soggetti che, alla data di apertura dei termini per la presentazione delle
domande di contributo, risultino proprietari di un unico alloggio non più
idoneo, con riferimento alle sue dimensioni in rapporto alla composizione del
nucleo familiare. I parametri d'idoneità dell'alloggio sono stabiliti dalla
Giunta provinciale con propria deliberazione.
5 ter. L'ammontare
dell'agevolazione di cui al comma 5 bis è commisurato al solo incremento della
superficie del nuovo alloggio rispetto alla superficie di quello ritenuto non
più idoneo al nucleo familiare.
5 quater. L'alloggio
acquistato o costruito con le agevolazioni di cui al comma 5 bis è assoggettato
ai vincoli e alle sanzioni previsti dalla sezione II del capo V.
modificato dall'art. 72 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1 e dall'art. 33 della l.p. 29 dicembre 2016, n.
ammissione ai contributi
1. Le domande dirette ad
ottenere i contributi previsti dall'articolo 38 sono presentate annualmente al
comprensorio e ai comuni di Trento e Rovereto entro i termini fissati dalla
Giunta provinciale e corredate dalla documentazione stabilita dalla Giunta
2. Ai fini
dell'accoglimento delle domande la giunta comprensoriale e i comuni di Trento e
Rovereto predispongono apposite graduatorie sulla base di criteri fissati con
deliberazione della Giunta provinciale. Tali graduatorie sono permanenti e
soggette ad aggiornamento annuale in dipendenza delle nuove domande presentate
e delle eventuali variazioni delle condizioni documentate dai richiedenti già
inseriti in graduatoria.
3. In ogni caso la giunta
comprensoriale e i comuni di Trento e Rovereto procedono ogni tre anni alla
revisione delle graduatorie stesse. A tal fine tutti coloro che sono inseriti
in graduatoria sono invitati a produrre, pena l'esclusione dalla graduatoria,
entro i termini fissati dalla Giunta provinciale, la documentazione stabilita
dalla Giunta medesima per la verifica della persistenza dei requisiti e delle
condizioni di punteggio.
4. Le graduatorie sono
depositate, a disposizione del pubblico, presso la segreteria del comprensorio
o dei comuni di Trento e Rovereto per un periodo di trenta giorni. Del deposito
è data notizia mediante avviso all'albo comprensoriale o comunale.
5. Possono essere ammessi
a contributo anche gli interventi di acquisto o di nuova costruzione realizzati
nel periodo intercorrente tra la presentazione della domanda e la scadenza
della revisione triennale della graduatoria di cui al comma 3.
6. Sulla base delle
graduatorie la giunta comprensoriale e i comuni di Trento e Rovereto
individuano le domande da ammettere ad istruttoria e richiedono
all'interessato, entro i termini fissati dalla Giunta provinciale, la
documentazione stabilita dalla Giunta medesima per l'ammissione al contributo
comprovante la rispondenza dell'alloggio alle caratteristiche prescritte con
deliberazione della Giunta provinciale, nonché la persistenza dei requisiti per
l'ammissibilità di cui all'articolo 4.
7. L'ammissione a contributo
è disposta dalla giunta comprensoriale e dai comuni di Trento e Rovereto; con
il medesimo provvedimento sono fissati i termini per l'ultimazione delle
costruzioni o per la stipula del contratto di compravendita. Tali termini non
possono essere superiori a due anni dalla data del provvedimento di ammissione
stesso, salvo proroga che può essere concessa una sola volta per cause di forza
8. Possono essere ammesse
a contributo anche domande per il completamento di alloggi già iniziati, purché
gli stessi corrispondano alle caratteristiche prescritte e, alla data di
apertura dei termini di presentazione delle domande, lo stato di avanzamento
dei lavori risulti non superiore al 50 per cento; in tal caso la spesa da
ammettere a contributo è commisurata alla percentuale delle opere ancora da
Il comma 4 è stato
così sostituito dall'art. 40 della l.p. 12 settembre 1994, n.
6 e modificato
dall'art. 19 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg, che ha
abrogato il suo ultimo periodo ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3 (in questa sede s'è corretta
un'imprecisione formale sull'individuazione della parte da abrogare).
Risparmio casa per
nubendi e giovani coppie
comprensoriale e i comuni di Trento e Rovereto riservano annualmente una quota
di fondi destinati agli interventi previsti dalla presente sezione e secondo
quanto previsto dal presente articolo a giovani coppie di coniugi ed a coloro
che intendono contrarre matrimonio.
2. Le domande dirette ad
ottenere i contributi previsti dal presente articolo sono presentate
annualmente al comprensorio o ai comuni di Trento e Rovereto entro i termini
fissati dalla Giunta provinciale e corredate dalla documentazione stabilita
dalla Giunta medesima.
3. Ai fini
deliberazione della Giunta provinciale; tali graduatorie sono permanenti e
4. In ogni caso la giunta
5. Le graduatorie sono
graduatorie di cui al comma 3 la giunta comprensoriale e i comuni di Trento e
Rovereto individuano le domande da ammettere ad istruttoria per la successiva
ammissione a contributo.
7. Ai soggetti che si
trovano nei posti utili della graduatoria di cui al comma 3, il cui reddito
complessivo non superi del 40 per cento il limite massimo stabilito ai sensi
della lettera c) del comma 1 dell'articolo 4, può essere concesso
a) un contributo in
conto capitale nella misura massima del 40 per cento del valore risultante da
un piano programmato di risparmio, come definito dal comma 8, effettuato per un
periodo non inferiore a trentasei mensilità e non superiore a ottantaquattro
mensilità;
come determinati dall'articolo 38 su mutui di durata massima di venticinque
anni e di importo pari alla differenza derivante dalla spesa ammessa a
contributo, tenuto conto di quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 39, e la
somma risultante dal piano programmato di risparmio e i contributi di cui alla
8. Il piano programmato
di risparmio è attuato sulla base di un contratto con istituti di credito
all'uopo abilitati redatto in conformità ad uno schema contrattuale adottato
con deliberazione della Giunta provinciale; con il medesimo provvedimento sono
fissate le caratteristiche e le modalità per l'attuazione del piano programmato
di risparmio, l'entità minima del versamento periodico, nonché i criteri per la
quantificazione del contributo in conto capitale di cui alla lettera a) del
9. La spesa ammissibile a
contributo è quella, determinata ai sensi del comma 1 dell'articolo 39, vigente
alla data della scadenza del piano programmato di risparmio.
10. Con il provvedimento di
individuazione di cui al comma 6 sono fissati i termini e le condizioni per
l'effettuazione del piano programmato di risparmio individuale.
11. Entro i termini fissati
dalla Giunta provinciale decorrenti dalla scadenza del piano programmato di
risparmio, il richiedente presenta la documentazione stabilita dalla Giunta
provinciale comprovante la rispondenza dell'alloggio alle caratteristiche
prescritte con deliberazione della Giunta provinciale, la persistenza dei
requisiti per l'ammissibilità di cui all'articolo 4, nonché la documentazione
atta a dimostrare l'attuazione del piano programmato di risparmio.
12. L'ammissione a
contributo è disposta dalla giunta comprensoriale e dai comuni di Trento e
Rovereto; con il medesimo provvedimento sono fissati i termini per
l'ultimazione delle costruzioni o per la stipula del contratto di
compravendita. Tali termini non possono essere superiori a due anni dalla data
del provvedimento di ammissione stesso, salvo proroga che può essere concessa
una sola volta per cause di forza maggiore.
13. Nel caso di interventi
a favore di colui che intende contrarre matrimonio, il medesimo deve avvenire
prima dell'erogazione del contributo di cui alla lettera b) del comma 7, salvo
il caso di decesso, dopo l'ammissione a contributo, di uno dei nubendi prima
del matrimonio; in tal caso può subentrare ai contributi l'altro nubendo.
14. Al fine
dell'ammissibilità della domanda di colui che intende contrarre matrimonio, i
requisiti di cui alle lettere d), e), f) e g) del comma 1 dell'articolo 4
devono essere posseduti anche dall'altro contraente il matrimonio. Agli effetti
del possesso del requisito di cui alla lettera c) del comma 1 del medesimo
articolo 4, al reddito imponibile del richiedente è sommato quello dell'altro
contraente il matrimonio ed escluso il reddito di altri familiari.
15. L'inosservanza delle
disposizioni di cui al presente articolo determina la decadenza dal contributo
e comporta l'obbligo per il beneficiario di restituire all'ente concedente i
contributi già corrisposti aumentati in ragione d'anno del tasso ufficiale di
sconto vigente al momento in cui si è accertata l'inosservanza.
Articolo così modificato dall'art. 41 della l.p. 12 settembre 1994, n. 6, dall'art. 60 della l.p. 20 marzo 2000, n. 3, dall'art. 37 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3 e dall'art. 19 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg, che
ha abrogato l'ultimo periodo del comma 5 ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3 (in questa sede s'è corretta
un'imprecisione formale sull'individuazione della parte da abrogare). Vedi
anche l'art. 30, comma 4 della l.p. 28 marzo
2009, n. 2,
che avrebbe potuto essere formulato, più correttamente, come integrazione
testuale di quest'articolo.
Ulteriori provvidenze per le giovani coppie e nubendi
1. La Giunta provinciale può prevedere, nei piani pluriennali
e nei relativi aggiornamenti annuali di cui all'articolo 1, l'assegnazione temporanea di alloggi in locazione semplice da destinare a giovani coppie e nubendi
di cui all'articolo 41 per un periodo massimo di 7 anni, a decorrere dalla data
di avvio del piano programmato di risparmio di cui all'articolo 41.
2. All'assegnazione temporanea degli alloggi alle giovani
coppie e nubendi provvedono i comprensori o i comuni di Trento e Rovereto,
sulla base delle graduatorie formate ai sensi dell'articolo 41.
3. L'assegnatario è tenuto al pagamento di un canone di
locazione il cui ammontare è determinato ai sensi dell'articolo 26 e ridotto a
un importo comunque non inferiore al canone corrispondente a quello pagato
dagli assegnatari aventi un reddito convenzionale pari ai limiti massimi
previsti per l'assegnazione. La riduzione è stabilita con riferimento
all'ammontare del reddito convenzionale dell'assegnatario, ai versamenti
periodici effettuati sul piano programmato di risparmio e alla presenza di
figli minori.
4. Decorso il periodo dei versamenti periodici previsti dal
piano programmato di risparmio i beneficiari sono tenuti, entro un anno dalla
data di completamento del piano programmato di risparmio, ad acquisire in
proprietà l'alloggio occupato, qualora quest'ultimo sia posto in cessione, a un
prezzo pari a quello di mercato stabilito dal servizio edilizia abitativa,
oppure ad acquistare un alloggio sul libero mercato.
5. Nel caso di acquisto dell'alloggio occupato la spesa
ammessa a contributo è pari al prezzo di mercato stabilito dal servizio
edilizia abitativa. L'ammontare della spesa ammessa può essere rideterminato
con i criteri di cui al comma 1 dell'articolo 39 nel caso in cui i soggetti
interessati siano proprietari o comproprietari di alloggi non idonei.
6. Per il mantenimento dei benefici previsti dal presente
articolo i soggetti beneficiari sono tenuti a dimostrare annualmente il possesso
dei requisiti per l'accesso alle agevolazioni previste dall'articolo 41. In caso di perdita dei requisiti e nel caso di nubendi che non contraggano matrimonio entro un
anno dall'assegnazione dell'alloggio, è disposta la revoca dell'assegnazione e si
applicano le disposizioni previste dall'articolo 27.
7. Qualora il beneficiario non acquisisca l'alloggio in
proprietà entro il termine stabilito dal comma 4, è disposta la revoca
dell'assegnazione e l'interessato è tenuto alla restituzione della differenza
tra il canone pagato e quello soggettivo di cui al comma 3 dell'articolo 26
maggiorata degli interessi calcolati al tasso applicato dal tesoriere della
Provincia sulle anticipazioni di cassa vigente al momento della revoca. In caso
d'inadempienza nella restituzione delle somme dovute, l'ITEA può rivalersi
sulle somme accantonate nel piano programmato di risparmio; a tal fine a favore
dell'ITEA il beneficiario è tenuto a far rilasciare fideiussione dalla banca
presso la quale ha acceso il piano programmato di risparmio. Tuttavia per
eccezionali, gravi e circostanziati motivi la Provincia può autorizzare la non restituzione totale o parziale delle somme e autorizzare
inoltre l'assegnazione definitiva dell'alloggio occupato, sempreché, nel caso
di assegnazione, gli interessati posseggano i requisiti per l'accesso
all'assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica.
8. Per le finalità del presente articolo la Giunta provinciale stabilisce con deliberazione:
a) i termini per la presentazione delle domande per la prima
applicazione del presente articolo;
b) le caratteristiche degli alloggi ceduti in locazione;
c) criteri e modalità per la fissazione del prezzo di
mercato degli alloggi ceduti in proprietà secondo quanto stabilito dal comma 4;
d) criteri e modalità per l'assegnazione, per la
determinazione del canone di locazione, nonché per la determinazione della
riduzione del canone di cui al comma 3;
e) la documentazione tecnico-amministrativa per
l'acquisizione in proprietà dell'alloggio;
f) criteri e modalità per la verifica sulla persistenza dei
requisiti di cui al comma 6;
g) criteri e modalità per l'individuazione dei gravi ed
eccezionali motivi per cui si applica il comma 7;
h) ogni altro elemento necessario per l'attuazione del
dall'art. 60 della l.p. 20 marzo 2000, n. 3.
canone a favore delle giovani coppie e dei nubendi
1. I benefici previsti
all'articolo 33 bis possono essere estesi alle giovani coppie e ai nubendi come
individuati ai sensi dell'articolo 41. L'integrazione del canone può essere concessa per un periodo massimo di ottantaquattro mensilità a decorrere dalla
data di avvio del piano programmato di risparmio previsto dall'articolo 41.
2. La Giunta provinciale determina i criteri per la concessione dell'integrazione del canone,
tenendo conto anche delle condizioni economiche del nucleo familiare dei
soggetti richiedenti.
3. Per il mantenimento
dei benefici previsti dal presente articolo i soggetti beneficiari sono tenuti
a dimostrare annualmente, all'ente concedente l'integrazione del canone, il
possesso dei requisiti per l'accesso alle agevolazioni previste dall'articolo
4. In caso di perdita dei
requisiti e nel caso di nubendi che non contraggano matrimonio entro un anno
dall'avvio del piano programmato di risparmio e qualora il beneficiario non
acquisisca l'alloggio in proprietà sul libero mercato entro i termini fissati
dall'articolo 41, comma 12, è disposta la revoca totale o parziale dei benefici
e l'interessato è tenuto alla restituzione dell'integrazione del canone
erogata, maggiorata degli interessi calcolati al tasso applicato dal tesoriere
della Provincia sulle anticipazioni di cassa vigente al momento della revoca.
In caso di mancata restituzione delle somme dovute, l'ente concedente l'integrazione
del canone può rivalersi sulle somme accantonate nel piano programmato di
risparmio; a tal fine, il beneficiario è tenuto a far rilasciare fideiussione a
favore dell'ente concedente l'integrazione del canone dalla banca preso la
quale ha acceso il piano programmato di risparmio.
5. Per quanto non
espressamente previsto dal presente articolo si applicano gli articoli 33 bis,
41 e 41 bis, in quanto compatibili.
6. Per le finalità del
presente articolo la Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione:
a) i termini per la presentazione delle domande;
b) i criteri e le modalità per l'assegnazione e per la
determinazione dell'integrazione del canone di locazione;
c) i criteri e le modalità per la verifica della persistenza
dei requisiti di cui al comma 3;
d) i criteri per l'individuazione dei casi e per la
determinazione dell'ammontare della revoca parziale a seguito di gravi ed
eccezionali motivi e le modalità per l'applicazione del comma 4;
e) ogni altro elemento necessario per l'attuazione del presente
dall'art. 37 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3 e così modificato dall'art. 72, comma 3 della l.p. 19
(per una disposizione transitoria sull'efficacia di quest'ultima modificazione
vedi lo stesso art. 72, comma 7).
41 quater
Locazione di alloggi comunali a canone agevolato in
favore di giovani coppie e nubendi
1. Al fine di favorire l'accesso alla casa delle famiglie in
formazione, i comuni possono assegnare in locazione a canone agevolato alloggi
non utilizzati di cui abbiano la disponibilità, ancorché vincolati a diversa
destinazione ai sensi della legislazione provinciale, a nubendi o giovani
coppie di coniugi, di cui almeno uno sia cittadino dell'Unione europea o
straniero regolarmente soggiornante per motivi di lavoro e risieda in provincia
di Trento da almeno tre anni.
2. I criteri e le modalità per l'assegnazione degli alloggi
di cui al comma 1 sono stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale,
previa intesa con il Consiglio delle autonomie locali.
Concessione ed
1. La concessione dei
contributi di cui agli articoli 39 e 41 è disposta dalla giunta comprensoriale
e dai comuni di Trento e Rovereto.
2. Per i contributi in conto
capitale di cui al comma 2 dell'articolo 39 e della lettera a) del comma 7
dell'articolo 41 l'erogazione è effettuata nel seguente modo:
a) per le nuove
costruzioni su presentazione di copia della comunicazione di inizio lavori
presentata al comune;
b) per gli acquisti
previa presentazione di copia del preliminare di compravendita debitamente
registrato o del contratto di compravendita.
4. L'erogazione dei
contributi annuali ha inizio in corrispondenza con il piano di ammortamento
medesimo e le rate semestrali del contributo stesso, scadenti il 30 giugno ed
il 31 dicembre di ogni anno, sono corrisposte direttamente all'istituto
mutuante. In caso di estinzione anticipata del mutuo, con esclusione del caso
di rinegoziazione del mutuo stesso richiesta ai sensi del comma 10
dell'articolo 38, il contributo cessa di essere corrisposto e devono essere
restituite le rate eventualmente erogate successivamente a tale data maggiorate
degli interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto vigente alla medesima
5. Qualora il richiedente
non provveda a realizzare l'alloggio nel termine assegnato o l'alloggio risulti
realizzato in modo difforme dalle caratteristiche previste con deliberazione
della Giunta provinciale, l'interessato è tenuto a restituire i contributi di
cui al comma 2 già erogati maggiorati degli interessi calcolati al tasso
ufficiale di sconto vigente alla data di accertamento della mancata
realizzazione ovvero della difformità.
6. Per gli interventi
previsti dall'articolo 41 l'erogazione dei contributi in conto capitale di cui
al comma 2 è subordinata alla presentazione della documentazione stabilita
dalla Giunta provinciale atta a dimostrare l'attuazione del piano programmato
Il comma 3 è stato
abrogato dall'art. 15, comma 3 bis del d.p.g.p. 5 giugno
2000, n. 9-27/Leg,
ai sensi dell'art. 15, comma 7 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3.
di cooperative edilizie
presente sezione disciplinano la concessione di contributi a favore di
cooperative edilizie per la costruzione o l'acquisto di alloggi, aventi le
caratteristiche previste dalla deliberazione della Giunta provinciale, da
destinare ai soci delle cooperative medesime in possesso dei requisiti di cui
2. La costruzione o
l'acquisto di alloggi di cui al comma 1 possono essere realizzati anche per
lotti secondo i criteri stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.
3. Non è ammesso a
contributo l'acquisto di un alloggio da parte della cooperativa, qualora
l'alloggio medesimo sia destinato a soci che siano parenti o affini entro il
secondo grado o che siano coniugi non separati legalmente dei titolari o soci
dell'impresa venditrice, costituita nella forma di società commerciale con
esclusione delle società per azioni, o comunque del soggetto che ha ceduto la
proprietà dell'alloggio medesimo alla cooperativa.
l'acquisto di alloggi di cui all'articolo 43 possono essere concessi:
a) alle cooperative a
proprietà individuale i contributi previsti per la seconda fascia di beneficiari
dal comma 2 dell'articolo 39;
b) alle cooperative a
proprietà indivisa i contributi previsti per la prima fascia di beneficiari dal
comma 2 dell'articolo 39, nonché un ulteriore contributo in conto capitale pari
al 10 per cento della spesa ammessa.
2. A favore di soci di
cooperative a proprietà indivisa aventi i requisiti previsti dall'articolo 3,
comma 2, della legge regionale 22 ottobre 1988, n. 24, concernente "Norme
in materia di cooperazione di solidarietà sociale" e che si trovino nelle
condizioni stabilite con deliberazione dalla Giunta provinciale, oltre ai
contributi previsti dal comma 1, lettera b), può essere concesso un ulteriore
contributo in conto capitale pari al 10 per cento della spesa ammessa. La quota
di mutuo non può essere superiore alla parte di spesa ammessa non coperta dal
3. La spesa ammissibile a
contributo è determinata convenzionalmente dalla Giunta provinciale; con
deliberazione della Giunta provinciale sono stabiliti i criteri per la
determinazione della spesa ammissibile.
4. Possono essere ammesse
a contributo anche le spese sostenute dalle cooperative di cui al comma 2 per
la realizzazione di locali da destinarsi a servizi sociali per i soci delle
cooperative medesime secondo i criteri e le modalità stabilite con
5. In caso di alloggi
acquistati o costruiti da cooperative a proprietà indivisa da destinarsi ai
soggetti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 28, possono essere
concessi i contributi previsti a favore delle cooperative a proprietà indivisa
5 bis. Dall'anno 2012 sono ammissibili a contributo solo gli
interventi di costruzione di alloggi da parte di cooperative edilizie su aree
edificabili acquistate da altre società cooperative. Per detti interventi
possono essere concessi contributi in conto capitale e contributi in conto
interessi sulle rate di ammortamento dei mutui contratti con banche
convenzionate, per un importo massimo pari alla spesa ammessa a contributo. I contributi
in conto interessi possono essere concessi nella misura massima del 90 per
cento del tasso a cui sono stipulati i contratti di mutuo. La Giunta provinciale definisce i criteri e le modalità per la concessione dei contributi, le
tipologie di mutuo ammissibili, il parametro di riferimento e lo spread massimo
da applicare al mutuo, in relazione alla durata del prestito e all'entità del
contributo provinciale. La Giunta, inoltre, stabilisce i criteri per la
stipulazione con le banche convenzionate di appositi accordi che, per ottenere
condizioni più favorevoli, prevedano anche la possibilità di rinegoziare le
condizioni applicate ai mutui in relazione all'andamento dei mercati
finanziari. I termini per la produzione della documentazione tecnica necessaria
per l'ammissione a contributo sono fissati dalla deliberazione attuativa entro
il termine massimo di quattro anni. La deliberazione può richiedere e
disciplinare anche la presentazione di un'idonea garanzia.
5 ter. I contributi previsti dal comma 5 bis possono essere
concessi anche a cooperative edilizie che risanano o recuperano immobili di
loro proprietà o che acquistano da altre cooperative edilizie immobili allo
stato grezzo per la realizzazione di alloggi nonché a società cooperative, enti
pubblici, ONLUS, enti ecclesiastici e fondazioni per il risanamento di alloggi
di loro proprietà da cedere in locazione secondo criteri e modalità stabiliti
dalla Giunta provinciale con la deliberazione di cui al comma 5 bis.
5 ter 1. I contributi previsti dal comma 5 ter possono essere
concessi alle cooperative edilizie per la realizzazione di alloggi da destinare
ai soci attraverso il recupero di immobili acquistati da ITEA s.p.a. I
contributi possono essere concessi in annualità il cui valore attuale
corrisponde al 30 per cento dell'importo della spesa. Con deliberazione della
Giunta provinciale sono stabilite le modalità attuative di questo comma,
comprese le caratteristiche degli immobili oggetto di contributo, le tipologie
di recupero ammissibili, i requisiti dei soci, i casi di rideterminazione o
revoca del contributo. I soci destinatari degli alloggi realizzati dalle
cooperative non possono beneficiare di ulteriori agevolazioni pubbliche
provinciali per l'edilizia agevolata.
5 quater. Le cooperative edilizie che hanno presentato domanda
di contributo per interventi di acquisto ai sensi dell'articolo 59
(Disposizioni in materia di edilizia abitativa agevolata) della legge provinciale 28 dicembre 2009, n. 19, entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore di questo comma, possono
chiedere che la domanda venga valutata quale domanda di contributo per
interventi di costruzione presentando la documentazione prevista per tale
fattispecie; in tal caso trovano comunque applicazione la spesa massima
ammissibile e la tipologia e la quantificazione del contributo concedibile per
gli interventi di acquisto.
5 quinquies. In deroga a quanto previsto dal comma 5 bis, la Giunta provinciale concede contributi pluriennali della durata di dieci anni alle cooperative
edilizie che hanno acquistato da enti pubblici immobili anche se oggetto di recupero, da destinare a casa
di abitazione per i propri soci in possesso dei requisiti stabiliti
dall'articolo 4, dopo il 31 dicembre 2011 ed entro la data individuata con
deliberazione della Giunta provinciale. La Giunta provinciale stabilisce, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale e
del Consiglio delle autonomie locali, che si esprimono entro venti giorni, le
misure attuative di questo comma, comprese le
tipologie di recupero ammissibili nonché, se necessario, gli ulteriori
criteri e requisiti per la concessione dei contributi.
modificato dall'art. 21 della l.p. 3 febbraio 1995, n. 1, dall'art. 32 della l.p.
27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 4 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9, dall'art. 55 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1, dall'art. 77 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 8 dellal.p. 3 giugno 2015, n. 9.
l'attuazione del comma 5 bis vedi la deliberazione della giunta provinciale 8
agosto 2012, n. 1722 (b.u. 21 agosto 2012, n. 34), modificata dalla deliberazione
28 aprile 2017, n. 628.
l'attuazione del comma 5 quinquies vedi la deliberazione 27 ottobre 2014, n.
ammissione alle agevolazioni
ottenere i contributi previsti dall'articolo 44 sono presentate annualmente
alla Provincia entro i termini fissati dalla Giunta provinciale e corredate
dalla documentazione stabilita dalla Giunta medesima.
2. La Giunta provinciale predispone apposite graduatorie sulla base di criteri da essa previamente
fissati e individua le domande da ammettere ad istruttoria.
3. In caso di ammissione
ad istruttoria, la cooperativa presenta, entro i termini fissati dalla Giunta
provinciale, la documentazione stabilita dalla Giunta medesima per l'ammissione
al contributo comprovante la rispondenza degli alloggi alle caratteristiche
4. L'ammissione al
contributo è disposta dalla Giunta provinciale; con il medesimo provvedimento
sono fissati i termini per l'ultimazione delle costruzioni o per la stipula del
contratto di compravendita; tali termini non possono essere superiori a due
anni dalla data del provvedimento di ammissione stesso, salvo proroga che può
essere concessa una sola volta per cause di forza maggiore.
5. Nel caso di iniziative
a carattere pluriennale di particolare consistenza predisposte dalle
cooperative edilizie, la Giunta provinciale può ammettere ai contributi
previsti dall'articolo 44 l'intera o parte dell'iniziativa proposta in
relazione alla sua effettiva realizzabilità.
contributi di cui all'articolo 44 è disposta dalla Giunta provinciale.
2. Per l'erogazione dei
contributi di cui all'articolo 44 si applicano le disposizioni di cui ai commi
2, 3, 4 e 5 dell'articolo 42.
1. Le cooperative
edilizie beneficiarie dei contributi di cui alla presente sezione possono
trasferire la proprietà degli alloggi ai soci non appena redatto il verbale di
fine lavori o il verbale di consistenza e conformità. Il trasferimento è
soggetto a nullaosta del servizio edilizia abitativa che determina altresì le
quote di mutuo riferite alla consistenza del singolo alloggio. Il rilascio del
nullaosta per ciascuna iniziativa è subordinato:
a) alla presentazione
del conto finale, del collaudo tecnico-amministrativo e del riparto della spesa
approvati dal consiglio di amministrazione;
2. Il nullaosta di cui al
comma 1 indica inoltre il termine, prorogabile per giustificati motivi, entro
il quale la cooperativa deve procedere alla suddivisione del mutuo. In caso di
inosservanza del suddetto termine è sospesa l'erogazione dei contributi alla
3. Per effetto
dell'avvenuta suddivisione dei mutui e dell'accollo delle singole quote di
mutuo, il socio assegnatario subentra alla cooperativa in tutti gli obblighi
dipendenti dall'operazione di mutuo; il socio medesimo rimane soggetto alle
disposizioni concernenti l'edilizia abitativa agevolata.
4. Il contributo,
derivante dalla suddivisione del mutuo di cui al comma 1, è rideterminato dalla
Giunta provinciale secondo i criteri stabiliti dalla Giunta medesima nel caso
in cui l'interessato risulti al momento della prenotazione dell'alloggio
proprietario o comproprietario di alloggi non idonei.
sostituito dall'art. 63 della l.p. 29 dicembre 2006,
modificato dall'art. 19 del d.p.p. 28 marzo 2014,
n. 4-6/Leg
(che ha abrogato la lettera c) del comma 1 ai sensi dell'art. 38, comma 4 della
l.p. 16 giugno 2006, n. 3) e dall'art. 77
della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
Sezione abrogata
risanamento del patrimonio edilizio esistente
1. Agli effetti della
presente legge costituiscono intervento di risanamento le opere tendenti al
recupero e all'adeguamento all'uso moderno di edifici o di parti di essi,
destinati o da destinare ad abitazione, anche con l'eventuale ampliamento
dell'alloggio esistente e la sopraelevazione per la realizzazione di un nuovo
2. Con deliberazione
della Giunta provinciale sono specificati gli interventi di risanamento nonché
le opere ammissibili a contributo.
3. Le disposizioni del
presente capo si applicano anche agli interventi di risanamento su immobili
ricadenti nell'ambito degli insediamenti storici individuati ai sensi della legge
provinciale 5 settembre 1991, n. 22 concernente "Ordinamento urbanistico e
tutela del territorio".
4. Per le iniziative di
risanamento situate nell'ambito dei centri storici, con deliberazione della
Giunta provinciale sono previsti punteggi preferenziali e può essere prevista
una maggiorazione della spesa nel caso di iniziative che richiedono particolari
soluzioni esecutive.
4 bis. Nei criteri per la
formazione delle graduatorie di cui al comma 2 dell'articolo 56 sono previsti
appositi punteggi preferenziali per gli interventi di risanamento di fabbricati
situati in zone svantaggiate, come definite dalla vigente legislazione
provinciale, da realizzarsi da imprenditori agricoli iscritti nella sezione
prima dell'albo di cui all'articolo 76 della legge provinciale
26 novembre 1976, n. 39 (Provvedimenti per la ristrutturazione e lo
sviluppo dell'agricoltura trentina).
modificato dall'art. 16 della l.p. 7 marzo 1997, n. 5.
Risanamento di
alloggi da parte di singoli privati
proprietari per l'intera unità immobiliare che siano in possesso dei requisiti
di cui all'articolo 4, per il risanamento di alloggi occupati o da occupare con
il proprio nucleo familiare.
2. Ai fini dell'accesso
ai contributi di cui alla presente sezione, qualora l'alloggio oggetto
dell'intervento sia gravato da diritti reali di godimento, la proprietà
dell'alloggio medesimo deve essere resa libera dai citati diritti prima che sia
disposta l'erogazione del contributo.
3. In deroga alle
disposizioni di cui alle lettere d), e) e f) del comma 1 dell'articolo 4 e a
quelle di cui al comma 2 nel caso in cui i titolari dei diritti reali siano i
destinatari dell'alloggio, possono essere ammesse a contributo iniziative di
risanamento per più alloggi, situati anche in edifici diversi, da parte di
proprietari che intendano predisporre un adeguato alloggio, oltre che per sé,
per i figli maggiorenni o per i propri genitori o per quelli del coniuge,
purché i proprietari e i destinatari, come individuati nella domanda, siano in
possesso degli altri requisiti previsti dall'articolo 4. In ogni caso devono essere posseduti dai richiedenti e dai destinatari i requisiti di cui alle
lettere d), e) e f) del comma 1 dell'articolo 4, non considerando a tal fine
gli alloggi oggetto degli interventi di risanamento e, nel caso del
richiedente, a quello eventualmente occupato dal proprio nucleo familiare.
a contributo le iniziative di risanamento di cui al comma 3, anche se la loro
realizzazione non è contestuale al risanamento dell'alloggio del richiedente.
5. Nel caso in cui il
richiedente o il destinatario dell'alloggio oggetto dell'intervento di cui al
comma 3 siano soggetti che intendono contrarre matrimonio, si applicano altresì
le disposizioni di cui ai commi 13, 14 e 15 dell'articolo 41.
6. Per i fini di cui al
presente articolo possono essere ammesse a contributo iniziative di risanamento
di immobili in atto non destinati ad abitazione per i quali, prima della
concessione, sia intervenuto il mutamento di destinazione.
7. In deroga alla lettera
g) del comma 1 dell'articolo 4 possono essere ammesse a contributo di cui alla
presente sezione le iniziative di risanamento che interessino alloggi già
oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche, purché gli alloggi medesimi siano
stati costruiti o integralmente risanati o ristrutturati da almeno trent'anni
alla data di apertura dei termini per la presentazione delle domande. Parimenti
possono essere ammesse a contributo iniziative che prevedano il risanamento
anche parziale di alloggi, purché relative ad opere diverse da quelle già
oggetto di contributo secondo le modalità e i criteri stabiliti con deliberazione
8. In deroga alle
disposizioni di cui agli articoli 82 e 83, l'ente concedente può autorizzare la cessione di parte della proprietà dell'immobile, già oggetto di agevolazioni
provinciali, ovvero la costituzione di un diritto reale di godimento su parte
del medesimo immobile, per consentire il risanamento diretto alla realizzazione
di un alloggio da parte di parenti o affini di primo grado del proprietario del
così modificato dall'art. 42
della l.p. 12 settembre 1994, n. 6.
1. Per il risanamento
degli immobili di cui alla presente sezione possono essere concessi contributi
in conto capitale; la misura dei contributi è diversificata secondo le seguenti
contributi nella misura pari al 50 per cento della spesa ammessa;
b) seconda fascia: contributi
nella misura del 40 per cento della spesa ammessa;
contributi nella misura del 30 per cento della spesa ammessa.
beneficiari nelle fasce di cui al comma 1, tenendo conto delle condizioni
3. In aggiunta ai
contributi in conto capitale previsti dal comma 1 possono essere concessi
contributi annuali costanti per la durata massima di quindici anni per
l'abbattimento degli interessi sui mutui che i richiedenti intendano contrarre
con gli istituti di credito mutuanti per un importo non superiore al 40 per
cento della spesa ammessa. Il tasso di interesse applicato dagli istituti di
credito mutuanti può essere abbattuto, anche in modo differenziato, secondo i
criteri stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale, fino ad un
massimo dell'80 per cento del tasso di riferimento fissato ai sensi della
normativa statale in vigore al momento della stipulazione del contratto
definitivo di mutuo. In ogni caso il tasso di interesse a carico del
beneficiario non può essere inferiore a quello stabilito dalla Giunta
provinciale in relazione all'andamento del mercato finanziario, né inferiore al
tasso minimo fissato ai sensi della normativa statale in materia.
4. La Giunta provinciale determina periodicamente la spesa ammissibile a contributo; con
determinazione della spesa ammissibile anche con specifico riferimento al caso
in cui i soggetti interessati all'intervento di risanamento siano proprietari o
comproprietari di altri alloggi non idonei oltre a quelli interessati
5. In alternativa ai
contributi annuali costanti di cui al comma 3 possono essere concessi
contributi annuali variabili; in tal caso si applicano le disposizioni di cui
ai commi da 2 a 10 dell'articolo 38.
contributo anche il risanamento di un alloggio avente le caratteristiche
previste per l'edilizia abitativa agevolata da parte di soggetti che, alla data
di apertura dei termini per la presentazione delle domande di contributo,
risultino proprietari di un unico alloggio non più idoneo, con riferimento alle
sue dimensioni in rapporto alla composizione del nucleo familiare. I parametri
d'idoneità dell'alloggio sono stabiliti dalla Giunta provinciale con propria
risanato con le agevolazioni di cui al comma 5 bis è assoggettato ai vincoli e
alle sanzioni previsti dalla sezione II del capo V.
modificato dall'art. 72 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1 e dall'art. 33 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20.
ottenere i contributi previsti dall'articolo 55 sono presentate annualmente ai
comprensori e ai comuni di Trento e Rovereto entro i termini fissati dalla
2. Ai fini dell'accoglimento
delle domande, la giunta comprensoriale e i comuni di Trento e Rovereto
predispongono apposite graduatorie sulla base di criteri fissati con
in graduatoria vengono invitati a produrre, pena l'esclusione dalla graduatoria
stessa, entro i termini fissati dalla Giunta provinciale, la documentazione
stabilita dalla Giunta medesima per la verifica della persistenza dei requisiti
e delle condizioni di punteggio.
5. Possono essere ammesse
a contributo iniziative di risanamento realizzate nel periodo intercorrente tra
la presentazione della domanda e la scadenza della revisione triennale della
graduatoria di cui al comma 3.
comprovante la persistenza dei requisiti di cui all'articolo 4, delle
condizioni di cui al comma 3 dell'articolo 54, nonché la documentazione
attestante il possesso delle prescritte autorizzazioni alla realizzazione dei
lavori richiesti.
7. L'ammissione a
Rovereto; con il medesimo provvedimento di ammissione sono fissati i termini
per l'ultimazione delle opere ammesse a contributo. Tali termini non possono
essere superiori a due anni dalla data del provvedimento di ammissione stesso,
salvo proroga che può essere concessa una sola volta per cause di forza
Il comma 4 è stato così sostituito dall'art. 43 della l.p. 12 settembre 1994, n. 6 e modificato dall'art. 19 del
d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg, che
ha abrogato il suo ultimo periodo ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3 (in questa sede s'è corretta
contributi di cui all'articolo 55 è disposta dalla giunta comprensoriale e dai
comuni di Trento e Rovereto.
2. Per i contributi in
conto capitale di cui al comma 1 dell'articolo 55 l'erogazione è effettuata nel seguente modo:
a) per una quota pari al
50 per cento del contributo previa presentazione da parte dell'interessato di
copia della relativa comunicazione presentata al comune di avvenuto inizio dei
b) per la restante quota
ad avvenuta ultimazione dei lavori.
3. Per i contributi
annuali sui mutui di cui al comma 3 dell'articolo 55 l'erogazione è effettuata ad avvenuta ultimazione dei lavori.
il 31 dicembre di ogni anno, sono corrisposte direttamente all'istituto mutuante.
In caso di estinzione anticipata del mutuo, con esclusione del caso di
rinegoziazione del mutuo stesso richiesta ai sensi del comma 10 dell'articolo
38, il contributo cessa di essere corrisposto e devono essere restituite le
rate eventualmente erogate successivamente a tale data, maggiorate degli
interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto vigente alla medesima data.
non provveda a realizzare le opere di risanamento nel termine assegnato o le
stesse vengano realizzate in modo difforme da quelle previste dagli elaborati
di progetto, l'interessato è tenuto a restituire i contributi di cui al comma 2
già erogati, maggiorati degli interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto
vigente alla data di accertamento della mancata realizzazione ovvero della
difformità.
6. Nel caso in cui
l'alloggio oggetto dell'intervento sia destinato ai figli maggiorenni deve
essere intervenuta, prima dell'erogazione del contributo, la cessione della
proprietà dell'immobile oggetto dell'intervento a favore del figlio.
modificato dall'art. 15, comma 3 bis del d.p.g.p. 5 giugno
risanamento a favore delle cooperative edilizie
cooperative edilizie per il risanamento di alloggi di loro proprietà già
alla data di apertura dei termini per la presentazione delle domande e purché i
soggetti assegnatari siano in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 4.
2. Per le iniziative di
cui al comma 1 possono essere concessi i contributi previsti per la terza
fascia di beneficiari dal comma 1 dell'articolo 55, nonché quelli di cui al
comma 3 del medesimo articolo 55.
contributo è determinata dalla Giunta provinciale; con deliberazione della
Giunta provinciale sono stabiliti i criteri per la determinazione della spesa
4. In alternativa ai
contributi annuali costanti di cui al comma 3 dell'articolo 55 possono essere
concessi contributi annuali variabili; in tal caso si applicano le disposizioni
di cui ai commi da 2 a 10 dell'articolo 38.
5. A favore di soci di
condizioni stabilite con deliberazione della Giunta provinciale, possono essere
concessi i contributi previsti per la prima fascia di beneficiari previsti
dall'articolo 55, comma 1, nonché quelli di cui al medesimo articolo 55, comma
6. Possono essere ammesse
a contributo anche le spese sostenute dalle cooperative di cui al comma 5 per
Il comma 5 è stato
così sostituito dall'art. 21 della l.p. 3 febbraio 1995, n. 1.
ottenere i contributi di cui all'articolo 58 sono presentate annualmente alla
Provincia nei termini fissati dalla Giunta provinciale e corredate dalla
documentazione stabilita dalla Giunta medesima.
dell'accoglimento delle domande, la Giunta provinciale individua gli interventi
da ammettere ad istruttoria sulla base di criteri da essa previamente fissati.
al contributo attestante il possesso delle prescritte autorizzazioni alla
realizzazione dei lavori richiesti.
4. L'ammissione ai
contributi è disposta dalla Giunta provinciale; con il medesimo provvedimento
di ammissione sono fissati i termini per l'ultimazione dei lavori. Tali termini
non possono essere superiori a due anni dalla data del provvedimento di
ammissione stesso, salvo proroga che può essere concessa una sola volta per
contributi di cui all'articolo 58 è disposta dalla Giunta provinciale.
contributi di cui all'articolo 58 si applicano le disposizioni di cui ai commi
2, 3, 4 e 5 dell'articolo 57.
1. Per il trasferimento
della proprietà degli alloggi ai soci delle cooperative edilizie beneficiarie
dei contributi previsti dalla presente sezione si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 47.
Risanamento a fini
presente sezione disciplinano la concessione di contributi a favore di soggetti
che intendono risanare immobili di loro proprietà al fine di realizzare alloggi
da cedere in locazione secondo i criteri e le modalità stabilite con
1. Per il risanamento degli
immobili di cui all'articolo 62 possono essere concessi a soggetti giuridici
privati e agli enti locali contributi in conto capitale nella misura massima
del 50 per cento della spesa ammessa, al netto della detrazione d'imposta
27 dicembre 1997, n. 449
(Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica). I contributi in conto
capitale possono essere sostituiti, in tutto o in parte, da contributi in
annualità, determinati in modo che il valore attuale sia corrispondente a
quello del contributo in conto capitale. Con deliberazione della Giunta
provinciale sono disciplinati i criteri e le modalità per la concessione di
detti contributi nonché, anche tenendo conto della capienza dell'imposta sui
redditi del beneficiario del contributo riferita agli anni precedenti alla
domanda, i casi, i criteri e le modalità in base ai quali la detrazione
d'imposta teorica prevista dalla legge
n. 449 del 1997
è detratta dalla spesa ammessa.
2. I soggetti giuridici privati sono tenuti a locare, con contratto
di locazione stipulato entro dodici mesi dalla data di ultimazione delle opere,
gli alloggi risanati:
a) a soggetti aventi, al momento della stipulazione del
contratto di locazione, i requisiti per la permanenza in alloggi di edilizia
abitativa pubblica con contratto agevolato secondo la disciplina vigente per la
locazione di immobili ad uso abitativo;
b) a ITEA s.p.a., che li destina all'attuazione della
politica provinciale per la casa.
3. Gli enti ecclesiastici legalmente riconosciuti possono, in
alternativa a quanto disposto al comma 2, cedere gli alloggi risanati in
comodato gratuito per i fini abitativi connessi agli scopi dell'ente. I
contributi ad essi corrisposti non sono cumulabili con altri interventi
pubblici provinciali.
4. Gli enti locali sono tenuti a locare gli alloggi a favore
dei soggetti collocati in posizione utile nelle graduatorie per l'accesso agli
alloggi di edilizia abitativa pubblica.
5. Gli alloggi oggetto dell'intervento sono vincolati
all'utilizzo di cui ai commi 2, 3 e 4 per un periodo di dieci anni decorrente
dalla data di ultimazione delle opere.
6. L'inosservanza dei commi 2, 3 e 4 determina la decadenza
dal contributo e comporta l'obbligo per il beneficiario di restituire all'ente
concedente i contributi già corrisposti aumentati in ragione d'anno del tasso
stabilito dalla Banca centrale europea (BCE) vigente al momento in cui si
accerta l'inosservanza.
7. Non sono ammesse a contributo iniziative di risanamento di
alloggi da destinare a parenti o affini entro il secondo grado o al coniuge non
separato legalmente del richiedente.
8. Le disposizioni di cui a quest'articolo si applicano anche
agli interventi non ultimati alla data di entrata in vigore di questa legge.
sostituito dall'art. 30
della l.p. 28 marzo 2009, n. 2. Nel comma 8, anziché "entrata in vigore di
questa legge" bisogna intendere, presumibilmente, "entrata in vigore
di quest'articolo".
ottenere i contributi previsti dall'articolo 63 sono presentate annualmente
alla Provincia nei termini fissati dalla Giunta provinciale e corredate dalla
dell'accoglimento delle domande la Giunta provinciale delibera gli interventi
da ammettere ad istruttoria sulla base dei criteri da essa previamente fissati.
ad istruttoria, i soggetti interessati devono presentare, entro i termini
fissati dalla Giunta provinciale, la documentazione stabilita dalla Giunta
medesima per l'ammissione al contributo comprovante la rispondenza delle
abitazioni alle caratteristiche prescritte, nonché un'apposita dichiarazione di
presa d'atto dei vincoli.
a carattere pluriennale di particolare consistenza predisposte dai comuni, la Giunta provinciale può ammettere ai contributi previsti dall'articolo 63 l'intera o parte dell'iniziativa proposta in relazione alla sua effettiva realizzabilità.
contributi di cui all'articolo 63 è disposta dalla Giunta provinciale.
contributi di cui all'articolo 63 si applicano le disposizioni di cui ai commi
3. Nel caso in cui la
concessione sia disposta a favore dei comuni, la denuncia di inizio lavori di
cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 57 è sostituita da una
dichiarazione del sindaco.
l'acquisto e il risanamento di immobili
1. Le disposizioni del
presente capo disciplinano la concessione di contributi a favore di singoli, di
cooperative edilizie e di comuni, per l'acquisto ed il risanamento di immobili,
costruiti o integralmente ristrutturati da almeno trent'anni alla data di
apertura dei termini per la presentazione della domanda, da destinarsi ad
abitazioni dei richiedenti singoli o dei soci delle cooperative, o nel caso di
comuni all'edilizia residenziale pubblica.
2. Possono essere ammesse
a contributo anche le iniziative di acquisto e di risanamento relative ad
della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 concernente "Ordinamento urbanistico e
3. Possono essere ammesse
ai contributi anche le iniziative di acquisto e di risanamento di immobili in
atto non destinati ad abitazione per i quali prima della concessione sia
intervenuto il mutamento di destinazione.
4. Ai fini dell'accesso
ai contributi, qualora l'alloggio oggetto dell'intervento sia gravato da
diritti reali di godimento, la proprietà deve essere resa libera dai citati
diritti prima dell'erogazione del contributo.
5. Non sono ammesse a
contributo le iniziative per le quali l'acquisto comporti il trasferimento
della proprietà dell'intera unità immobiliare tra parenti o affini entro il
secondo grado o tra coniugi non separati legalmente. Possono essere invece
ammesse a contributo le iniziative di acquisto di quote di proprietà di un immobile
che comporti l'acquisizione dell'intera unità abitativa, purché l'acquisto
medesimo non intervenga tra parenti o affini di primo grado o tra coniugi non
separati legalmente e si provveda al successivo risanamento dell'unità
6. Per iniziative di
acquisto e di risanamento situate nell'ambito dei centri storici, con
deliberazione della Giunta provinciale saranno previsti punteggi preferenziali
e potrà essere prevista una maggiorazione della spesa nel caso di iniziative
che richiedano particolari soluzioni esecutive.
1. Per l'acquisto ed il
risanamento di immobili di cui all'articolo 66 a favore di richiedenti singoli possono essere concessi contributi in conto capitale; la misura
dei contributi è diversificata secondo le seguenti fasce:
contributi nella misura del 40 per cento della spesa ammessa;
2. Con deliberazione della
Giunta provinciale sono stabiliti i criteri per l'inserimento dei beneficiari
nelle fasce di cui al comma 1, tenendo conto delle condizioni soggettive che
determinano la posizione in graduatoria.
contributi in conto capitale previsti dal comma 1, possono essere concessi
contributi annuali costanti per la durata massima di venticinque anni per
credito mutuanti può essere abbattuto in modo differenziato per fasce secondo i
abbattimento massimo dell'80 per cento del tasso di riferimento fissato ai
sensi della normativa statale in vigore al momento della stipulazione del
contratto definitivo di mutuo. In ogni caso il tasso di interesse a carico del
in cui i soggetti interessati all'intervento di acquisto e di risanamento siano
proprietari o comproprietari di altri alloggi non idonei.
6. Nel caso in cui i
richiedenti siano soggetti che intendano contrarre matrimonio, si applicano
altresì le disposizioni di cui ai commi 13, 14 e 15 dell'articolo 41.
7. Non sono ammesse ai
contributi le iniziative di acquisto e di risanamento per le quali si verifichi
la cessione di alloggi da parte di imprese costituite nella forma di società
commerciali, con esclusione delle società per azioni, delle quali facciano
parte come soci il richiedente, il coniuge non separato legalmente del
richiedente ovvero parenti o affini entro il secondo grado del richiedente
7 bis. In deroga a quanto
contributo anche l'acquisto e il risanamento di un alloggio avente le
7 ter. L'ammontare
dell'agevolazione di cui al comma 7 bis è commisurato al solo incremento della
7 quater. L'alloggio
acquistato e risanato con le agevolazioni di cui al comma 7 bis è assoggettato
modificato dall'art. 37 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3, dall'art. 72 della l.p. 19
e dall'art. 33 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20.
ottenere i contributi di cui all'articolo 67 sono presentate annualmente ai
comprensori e ai comuni di Trento e Rovereto nei termini fissati dalla Giunta
provinciale e corredate dalla documentazione stabilita dalla Giunta medesima.
Rovereto predispongono apposite graduatorie sulla base di criteri fissati dalla
in graduatoria sono invitati a produrre, pena l'esclusione dalla graduatoria
medesima, entro i termini fissati dalla Giunta provinciale, la documentazione
5. Sulla base delle
individuano le domande da ammettere ad istruttoria e richiedono all'interessato,
dalla Giunta medesima per l'ammissione al contributo comprovante la persistenza
dei requisiti di cui all'articolo 4, nonché quella attestante il possesso delle
prescritte autorizzazioni alla realizzazione dei lavori richiesti.
6. L'ammissione ai
contributi è disposta dalla giunta comprensoriale e dai comuni di Trento e
7. Possono essere ammesse
a contributo le iniziative di acquisto e di risanamento realizzate nel periodo
intercorrente tra la presentazione della domanda e la scadenza della revisione
triennale della graduatoria di cui al comma 3.
Il comma 4 è stato così sostituito dall'art. 44 della l.p. 12 settembre 1994, n. 6 e modificato dall'art. 19 del
contributi di cui all'articolo 67 è disposta dalla giunta comprensoriale e dai
conto capitale di cui al comma 1 dell'articolo 67 l'erogazione è effettuata nel seguente modo:
copia del contratto di acquisto e di copia della denuncia, presentata al
comune, di avvenuto inizio dei lavori;
annuali sui mutui di cui al comma 3 dell'articolo 67 l'erogazione è effettuata ad avvenuta ultimazione dei lavori.
già erogati maggiorati in ragione d'anno del tasso ufficiale di sconto vigente
alla data di accertamento della mancata realizzazione ovvero di riscontro delle
delle cooperative edilizie
1. Per iniziative di
acquisto e di risanamento di cui all'articolo 66 a favore di cooperative edilizie possono essere concessi:
proprietà individuale i contributi previsti per la seconda fascia di
beneficiari dal comma 1 dell'articolo 67, nonché i contributi di cui al comma 3
del medesimo articolo 67;
comma 1 dell'articolo 67 e i contributi di cui al comma 3 del medesimo articolo
67. In tal caso l'importo del mutuo di cui all'articolo 67 può essere elevato
fino ad un massimo del 50 per cento della spesa ammessa.
2. La spesa ammissibile a
contributo è determinata periodicamente dalla Giunta provinciale secondo
criteri stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.
3. In alternativa ai
contributi annuali costanti di cui al comma 1 possono essere concessi
4. A favore di soci di
a contributo anche le spese sostenute dalle cooperative di cui al comma 4 per
6. Non è ammesso a
contributo l'alloggio realizzato attraverso l'acquisto e il risanamento di
immobili da parte di cooperativa, qualora l'alloggio medesimo sia destinato a
soci che siano parenti o affini entro il secondo grado o che siano coniugi non
separati legalmente dei titolari o soci dell'impresa, costituita nella forma di
società commerciale con esclusione delle società per azioni, o comunque del
soggetto che ha ceduto la proprietà dell'immobile alla cooperativa.
7. In caso di alloggi
acquistati e risanati da cooperative a proprietà indivisa da destinarsi ai
di cui al comma 4.
ottenere i contributi previsti all'articolo 70 sono presentate alla Provincia
nei termini fissati dalla Giunta provinciale e corredate dalla documentazione
stabilita dalla Giunta medesima.
dell'accoglimento delle domande la Giunta provinciale predispone apposite
graduatorie sulla base di criteri da essa previamente fissati e individua le
domande da ammettere ad istruttoria.
ad istruttoria, la cooperativa edilizia presenta, entro i termini fissati dalla
Giunta provinciale, la documentazione stabilita dalla Giunta medesima per
l'ammissione al contributo comprovante la rispondenza delle abitazioni alle
caratteristiche prescritte.
4. L'ammissione a
contributo è disposta dalla Giunta provinciale; con il medesimo provvedimento di
ammissione sono fissati i termini per l'ultimazione dei lavori. Tali termini
cooperative, la Giunta provinciale può ammettere ai contributi previsti
dall'articolo 70 l'intera o parte dell'iniziativa proposta in relazione alla
sua effettiva realizzabilità.
contributi di cui all'articolo 70 è disposta dalla Giunta provinciale.
conto capitale di cui all'articolo 70 l'erogazione è effettuata nel seguente
50 per cento del contributo previa presentazione da parte della cooperativa di
annuali su mutui di cui all'articolo 70 l'erogazione è effettuata ad avvenuta ultimazione dei lavori.
5. Qualora la cooperativa
di progetto, la cooperativa medesima è tenuta a restituire i contributi di cui
al comma 2 già erogati maggiorati in ragione d'anno del tasso ufficiale di
sconto vigente alla data di accertamento della mancata realizzazione ovvero di
riscontro delle difformità.
dei contributi di cui all'articolo 70 si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 47.
acquisto e di risanamento di cui all'articolo 66 a favore dei comuni possono essere concessi i contributi previsti per la prima fascia di
beneficiari dal comma 1 dell'articolo 67, nonché quelli di cui al comma 3 del
medesimo articolo 67.
contributo è determinata periodicamente dalla Giunta provinciale secondo i
4. Gli alloggi acquistati
e risanati ai sensi della presente sezione debbono essere destinati
all'edilizia abitativa pubblica secondo le disposizioni di cui al comma 1
dell'articolo 31. A tale scopo prima dell'erogazione dei contributi il comune
interessato è tenuto ad assumere atto formale d'impegno.
ottenere i contributi di cui all'articolo 74 sono presentate annualmente alla
dell'accoglimento delle domande, la Giunta provinciale delibera gli interventi
da ammettere ad istruttoria, sulla base di criteri da essa previamente fissati.
ad istruttoria, il comune presenta, entro i termini fissati dalla Giunta
al contributo comprovante la rispondenza delle abitazioni alle caratteristiche
a carattere pluriennale di particolare consistenza predisposte dai comuni, la Giunta provinciale può ammettere ai contributi previsti dall'articolo 74 l'intera o parte dell'iniziativa proposta in relazione alla sua effettiva realizzabilità.
contributi di cui all'articolo 74 è disposta dalla Giunta provinciale.
conto capitale di cui all'articolo 74 l'erogazione è effettuata nel seguente
50 per cento del contributo previa presentazione di una dichiarazione del
sindaco di avvenuto inizio lavori;
annuali su mutui di cui all'articolo 74 l'erogazione è effettuata ad avvenuta ultimazione dei lavori.
restituite le rate eventualmente erogate successivamente a tale data.
5. Qualora il comune non
adempia agli impegni assunti ai sensi del comma 4 dell'articolo 74 ovvero non
provveda a realizzare le opere di risanamento nel termine assegnato o le stesse
vengano realizzate in modo difforme da quelle previste dagli elaborati di
progetto, il comune medesimo è tenuto a restituire i contributi già erogati
maggiorati in ragione d'anno del tasso ufficiale di sconto vigente al momento
del riscontro dell'avvenuto inadempimento ovvero delle difformità.
modificato dall'art. 15, comma 3 bis del d.p.g.p. 5 giugno 2000,
n. 9-27/Leg,
1. Per il risanamento, la
ricostruzione o l'adeguamento di alloggi a seguito del verificarsi di eventi
straordinari possono essere concessi, anche in deroga alle disposizioni di cui
al comma 1 dell'articolo 83, i contributi previsti dal presente capo. I
contributi possono riguardare iniziative su immobili ovunque situati sul
territorio provinciale, ivi compresi quelli ricadenti nell'ambito degli
insediamenti storici individuati ai sensi della legge provinciale 5
settembre 1991, n. 22 concernente "Ordinamento urbanistico e tutela del territorio".
1 bis. I contributi previsti
dal presente capo possono essere concessi nei confronti di comproprietari non
esclusivi dell'unità immobiliare, sempreché prima dell'erogazione del
contributo essi provvedano all'intavolazione a proprio nome dell'intera unità
2. Per eventi
straordinari si intende l'insorgere per qualunque causa di situazioni atte a
compromettere in modo grave la vivibilità dell'alloggio occupato ed in
a) la distruzione o il
grave danneggiamento dell'alloggio occupato a causa di incendio o altre
b) eventi incidentali
accaduti ad uno o più dei componenti del nucleo familiare e che comportino
grave necessità di adeguamento strutturale dell'alloggio occupato.
3. Qualora risulti
eccessivamente gravoso risanare, ricostruire ovvero adeguare l'alloggio
occupato, possono essere ammesse iniziative dirette alla costruzione ovvero
all'acquisto di alloggi idonei.
4. Con deliberazione
della Giunta provinciale sono stabiliti i criteri per la determinazione della
spesa ammissibile anche con specifico riferimento al caso in cui i soggetti
interessati siano proprietari o comproprietari di alloggi non idonei alle esigenze
insorte a seguito dell'evento straordinario.
5. Le disposizioni di cui
al presente capo non si applicano nel caso di distruzione o di grave
danneggiamento di immobili conseguenti a pubbliche calamità e come tali
dichiarati ai sensi della legislazione provinciale in materia di pubbliche
calamità; i benefici relativi non sono cumulabili con quelli eventualmente
concessi per lo stesso scopo dallo Stato, dalla regione, dai comuni o da altri
Il comma 1 bis è
stato aggiunto dall'art. 37 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3.
1. Possono accedere ai
benefici del presente capo i singoli privati in possesso dei requisiti di cui
all'articolo 4 relativamente al settore dell'edilizia abitativa agevolata, con
esclusione delle lettere f) e g) del comma 1 del medesimo articolo 4, che
intendano risanare, ricostruire o adeguare l'alloggio in proprietà. Possono
altresì beneficiare dei contributi medesimi le cooperative per gli alloggi
assegnati e non ancora attribuiti in proprietà ai soci.
2. I requisiti di cui al
comma 1 devono sussistere al momento del verificarsi dell'evento straordinario.
Tuttavia nel caso di eventi di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 77
i requisiti sono valutati secondo criteri stabiliti con deliberazione della
Giunta provinciale, tenendo conto delle modificazioni eventualmente insorte a seguito
ricostruzione, l'adeguamento ovvero la costruzione o l'acquisto di alloggi ai
sensi dell'articolo 77, la giunta comprensoriale e i comuni di Trento e
Rovereto possono concedere, su conforme parere dell'assessore provinciale
competente in materia di edilizia abitativa, i contributi di cui alla sezione
II del capo II del titolo III a richiedenti che si trovino nelle condizioni
previste dal medesimo articolo 77. Per l'ammissione, la concessione e
l'erogazione dei contributi si osservano le disposizioni contenute nella
predetta sezione II del capo II del titolo III prescindendo dalle graduatorie
ivi previste; a tal fine possono essere previste annualmente apposite riserve
2. Gli interventi possono
riguardare, oltre alla riparazione dei danni, anche opere dirette al
consolidamento statico dell'edificio, la realizzazione di servizi igienici, il miglioramento
funzionale e, in relazione alle esigenze del nucleo familiare, l'ampliamento
dell'alloggio nonché, ove necessario, anche la ricostruzione totale delle
abitazioni medesime.
3. Le abitazioni
risanate, ricostruite, adeguate, costruite o acquistate con le agevolazioni di
cui al presente articolo devono avere le caratteristiche previste dalle vigenti
norme in materia di edilizia abitativa agevolata. Per quelle da realizzare con
l'obbligo del rispetto del perimetro di edifici preesistenti si prescinde dai
limiti di superficie.
4. Qualora ricorra la
fattispecie prevista dalla lettera a) del comma 2 dell'articolo 77 e al momento
dell'evento calamitoso l'immobile interessato risulti coperto da assicurazione,
la spesa ammessa è ridotta in misura proporzionale al risarcimento ottenuto o
ottenibile dalla società assicuratrice e tenuto conto delle disposizioni di cui
al comma 4 dell'articolo 77.
1. La Giunta provinciale con propria deliberazione stabilisce:
a) i termini di
presentazione delle domande e la relativa documentazione
tecnico-amministrativa, da presentarsi ai comprensori e ai comuni di Trento e
Rovereto;
b) la quantificazione e
la specificazione, ove necessario, delle spese ammissibili a contributo;
c) la documentazione
tecnico-amministrativa e i relativi termini di presentazione a seguito
dell'ammissione ad istruttoria definitiva;
d) ogni altro elemento
necessario per l'attuazione del presente capo.
Norme comuni al titolo
preammortamento dei mutui
1. Per il periodo
compreso fra la data di stipulazione del contratto definitivo di mutuo e la
data di entrata in ammortamento può essere concesso un contributo sulla somma
mutuata in misura pari a quello determinato per ogni singolo intervento per il
corrispondente periodo di ammortamento.
2. Il contributo di cui
al comma 1 è corrisposto direttamente all'istituto mutuante previa
presentazione da parte dell'istituto stesso della documentazione stabilita
dalla Giunta provinciale.
3. La Giunta provinciale, stabilisce periodicamente la somma minima relativa all'onere di
preammortamento ammissibile ai contributi di cui al comma 1.
Destinazione e
utilizzo degli alloggi
1. Salvo quando disposto dall'articolo 83, per un periodo di
tempo pari alla durata del mutuo e comunque non inferiore a dieci anni dalla
data del verbale di accertamento di fine lavori, in caso di realizzazione di
opere, o dalla data del verbale di consistenza e conformità, in caso di
acquisto, gli alloggi oggetto dei contributi disciplinati da questo titolo
devono essere occupati dai beneficiari e possono essere oggetto, anche
parzialmente, di locazione, di comodato o di costituzione di un diritto reale
di godimento solo a seguito di autorizzazione dell'ente che ha concesso il
contributo, rilasciata per particolari e giustificati motivi, o a seguito di un
provvedimento dell'autorità giudiziaria. Il provvedimento dell'autorità
giudiziaria e i successivi atti di disposizione del bene devono essere
comunicati dall'interessato all'ente che ha concesso il contributo entro
sessanta giorni dall'atto di disposizione.
1 bis. L'autorizzazione prevista dal comma 1 e quella a non
occupare l'alloggio sono sempre rilasciate se il beneficiario è impossibilitato
a occupare l'alloggio in quanto non autosufficiente ai sensi della legge provinciale 28 maggio 1998, n. 6 (Interventi a favore degli
anziani e delle persone non autosufficienti o con gravi disabilità) o se il
beneficiario, dovendo assistere una persona non autosufficiente, richiede la
propria residenza presso il domicilio di quest'ultima entro dodici mesi
dall'autorizzazione.
1 bis 1. Non costituisce violazione dell'obbligo di occupazione
degli immobili da parte dei beneficiari di cui al comma 1 lo spostamento
temporaneo della residenza per documentati motivi lavorativi o di studio fino
ad un massimo di ventiquattro mesi.
1 ter. Le disposizioni previste dal comma 1 bis sono estese
anche nei confronti dei soggetti che hanno ottenuto il contributo in materia di
edilizia abitativa su leggi provinciali antecedenti alla presente legge.
4. Le disposizioni del
presente articolo non si applicano agli alloggi oggetto dei contributi previsti
per il risanamento a fini locativi, agli alloggi oggetto dei contributi a
favore delle cooperative a proprietà indivisa, nonché agli alloggi realizzati
attraverso le iniziative di acquisto e di risanamento effettuate dai comuni.
modificato dall'art. 17 della l.p. 7 marzo 1997, n. 5, dall'art. 44 della l.p. 27
agosto 1999, n. 3,
dall'art. 37 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3, dall'art. 55 della l.p.
21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 19 del d.p.p.
28 marzo 2014, n. 4-6/Leg
(che ha abrogato il comma 3 ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3) e dall'art. 77
della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14. Vedi però l'art. 14
della l.p. 3 novembre 2000, n. 12.
Cessione di
proprietà degli immobili oggetto dei contributi
1. Salvo quanto previsto
dal comma 7 dell'articolo 54 e dal comma 1 dell'articolo 77, gli alloggi
oggetto degli interventi di cui al presente titolo non possono essere oggetto
di ulteriori contributi per un periodo pari alla durata del mutuo e comunque
non inferiore a dieci anni dalla data del verbale di fine lavori nel caso di
realizzazione di opere o dalla data del verbale di consistenza e conformità nel
caso di acquisto.
2. Nel caso in cui il
beneficiario intenda, nel periodo di tempo di dieci anni, ridotti a
cinque nel caso di passaggio di proprietà tra parenti entro il secondo grado, dalla data del verbale di accertamento di fine
lavori in caso di realizzazione di opere, o dalla data del verbale di
consistenza e conformità in caso di acquisito, cedere in tutto o in parte la
proprietà degli alloggi oggetto dei contributi previsti dal presente titolo, si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 84. Per la durata del
periodo di cui al comma 1 l'alloggio oggetto del contributo può essere donato,
in tutto o in parte, solo a seguito di autorizzazione dell'ente che ha concesso
il contributo, rilasciata per particolari e giustificati motivi, o a seguito di
un provvedimento dell'autorità giudiziaria che disponga in merito. Il
provvedimento dell'autorità giudiziaria e i successivi atti di disposizione del
bene devono essere comunicati dall'interessato all'ente che ha concesso il
contributo entro sessanta giorni dall'atto di disposizione.
2 bis. omissis
3. Le disposizioni di cui
al comma 2 non si applicano agli alloggi oggetto dei contributi previsti per il
risanamento a fini locativi, agli alloggi oggetto dei contributi a favore delle
cooperative a proprietà indivisa, nonché agli alloggi realizzati attraverso le
iniziative di acquisto e risanamento effettuate dai comuni.
4. Nel caso di decesso
del beneficiario gli eredi subentrano allo stesso sia nei contributi che nei
vincoli indipendentemente dal possesso dei requisiti.
7. Qualora il richiedente
beneficiario restituisca i contributi già erogati, maggiorati in ragione d'anno
del tasso ufficiale di sconto vigente al momento della restituzione, cessano di
avere efficacia gli obblighi e i divieti di cui al comma 1 dell'articolo 82 e
ai commi 1 e 2 del presente articolo. In ogni caso l'interessato continua ad
essere considerato beneficiario ai fini di future agevolazioni provinciali
previste dalla normativa in materia di edilizia abitativa.
10. I vincoli di cui ai
commi 1 e 2 non si applicano per iniziative di risanamento consistenti in sole
opere di manutenzione straordinaria entro i limiti fissati con deliberazione
12. Qualora il beneficiario
estingua il mutuo dopo che siano decorsi dieci anni dalla data del verbale di
accertamento di fine lavori in caso di realizzazione di opere o dalla data del
verbale di consistenza e conformità in caso di acquisto, i vincoli e gli
obblighi di cui all'articolo 82 e del presente articolo cessano a decorrere
dalla data dell'estinzione medesima.
12 bis. Nel periodo di
vigenza dei vincoli di cui agli articoli 82 e 83, agli alloggi oggetto di
contributo possono essere apportate modifiche strutturali e dimensionali,
sempreché esse non comportino il superamento degli standard per l'edilizia
abitativa agevolata stabiliti dall'articolo 38, comma 1.
modificato dall'art. 23 della l.p. 3 settembre 1993, n. 23, dall'art. 45 della l.p. 12
settembre 1994, n. 6, dall'art. 18 della l.p. 7 marzo 1997, n. 5, dall'art. 37 della l.p. 22
dall'art. 55 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 61 della l.p.
27 dicembre 2012, n. 25, dall'art. 19 del d.p.p.
(che ha abrogato il comma 9 ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3) e dall'art. 33
della l.p. 29 dicembre 2016, n.
1. L'inosservanza dei
vincoli previsti agli articoli 82, 83 e 85 determina la decadenza dal
contributo e comporta l'obbligo per il beneficiario di restituire all'ente
concedente una quota dei contributi già erogata pari a quella stabilita ai
sensi dell'articolo 84, comma 1, maggiorata del 20 per cento. Non si applica la
maggiorazione qualora la quota da restituire sia pari al contributo concesso.
L'importo oggetto di restituzione è maggiorato in ragione d'anno degli
interessi calcolati al tasso applicato dal tesoriere della Provincia sulle
anticipazioni di cassa vigente al momento della revoca.
dall'art. 37 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3.
1. In caso di cessione
della proprietà dell'alloggio di cui al comma 2 dell'articolo 83 il
beneficiario è tenuto a restituire all'ente concedente una quota dei contributi
già erogati pari ad un importo determinato secondo i criteri e le modalità
stabilite con deliberazione della Giunta provinciale. Tuttavia non ha luogo la
restituzione della quota dei contributi, qualora l'interessato intenda
trasferire i contributi residui su altro alloggio avente le caratteristiche
previste per l'edilizia abitativa agevolata da occuparsi con il proprio nucleo
familiare e dimostri, alla data della cessione, la persistenza dei requisiti
previsti per l'edilizia abitativa agevolata vigenti alla medesima data.
2. In caso di cessione
della proprietà dell'alloggio di cui al comma 2 dell'articolo 83 i contributi
non ancora erogati possono essere trasferiti:
a) su altro alloggio
avente le caratteristiche previste in materia di edilizia abitativa agevolata,
sito nella provincia di Trento, da occuparsi da parte del beneficiario con il
proprio nucleo familiare sempreché il beneficiario stesso dimostri, alla data
della cessione dell'originario alloggio oggetto di contributo, la persistenza
dei requisiti previsti per l'edilizia abitativa agevolata vigenti alla medesima
data. In tal caso i vincoli di cui agli articoli 82 e 83 si trasferiscono per
la durata residua sul nuovo alloggio;
b) ad altro soggetto
acquirente dell'alloggio, purché lo stesso sia, alla data dell'atto di cessione
in proprietà, in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 4. In tale caso i vincoli di cui agli articoli 82 e 83 permangono per la durata residua sull'alloggio
oggetto del contributo.
3. Qualora la cessione
della proprietà dell'alloggio avvenga al di fuori dei casi di cui al comma 2
ovvero avvenga a favore di soggetti non interessati al trasferimento dei
contributi medesimi, i contributi residui sono revocati a decorrere dalla rata
successiva alla data dell'atto di cessione in proprietà e permane comunque il
vincolo di cui al comma 1 dell'articolo 83.
4. Nell'ipotesi
contemplata dal comma 4 dell'articolo 83 i coeredi possono cedere la propria
quota di proprietà ad altri coeredi purché i medesimi occupino stabilmente
l'alloggio oggetto dell'intervento. In tale caso i rispettivi contributi
possono essere trasferiti ai destinatari dell'alloggio.
modificato dall'art. 23 della l.p. 3 settembre 1993, n. 23, dall'art. 46 della l.p. 12
settembre 1994, n. 6, dall'art. 19 della l.p. 7 marzo 1997, n. 5 e dall'art. 33 della l.p. 29 dicembre 2016, n.
20. Per una disposizione
transitoria connessa vedi l'art. 61, comma 1 della l.p.
27 dicembre 2012, n. 25.
Vincoli specifici
per cooperative a proprietà indivisa
1. È fatto divieto alle
cooperative a proprietà indivisa, beneficiarie dei contributi previsti dalla
presente legge, di trasformarsi in cooperative a proprietà individuale. Gli alloggi
oggetto dei contributi previsti dalla presente legge non possono essere
alienati o locati, anche parzialmente, a nessun titolo, né su di essi può
costituirsi alcun diritto reale di godimento.
3. In caso di
liquidazione o scioglimento della cooperativa, la Giunta provinciale può adottare i provvedimenti più opportuni per il raggiungimento degli
scopi previsti dalla legge, ivi compreso l'eventuale trasferimento della
proprietà degli immobili all'ITEA.
della Giunta provinciale sono stabilite le condizioni, i criteri e le modalità
che debbono essere statutariamente previsti per l'ammissione di nuovi soci alla
cooperativa, per il subentro nell'assegnazione dell'alloggio nel caso di
decesso del socio e nel caso di nuova prenotazione a seguito di cambio di
modificato dall'art. 23 della l.p. 3 settembre 1993, n. 23 e dall'art. 37 della l.p. 22
marzo 2001, n. 3.
1. Le cooperative a
proprietà indivisa, che abbiano usufruito di agevolazioni pubbliche concesse
per la realizzazione di alloggi da assegnare in uso e godimento ai propri soci,
possono chiedere alla Giunta provinciale, in deroga al divieto stabilito dal
comma 1 dell'articolo 85, l'autorizzazione a cedere in proprietà individuale
tutti o parte degli alloggi realizzati, ai soci che ne abbiano già ottenuto
l'assegnazione in uso e godimento. Con deliberazione della Giunta provinciale
sono stabilite le condizioni, i criteri e le modalità ai fini
dell'autorizzazione per la cessione degli alloggi, nonché per la determinazione
del prezzo di cessione degli alloggi medesimi.
2. Gli assegnatari che
hanno ottenuto l'autorizzazione alla cessione in proprietà degli alloggi
previsti dal comma 1 sono tenuti a rimborsare agli enti che hanno concesso le
agevolazioni la differenza fra i contributi erogati fino alla data della
cessione in proprietà e quelli previsti fino alla stessa data per le
cooperative a proprietà individuale. I rimanenti contributi ancora da erogarsi
sono rideterminati con le modalità previste dalla rispettiva disciplina
relativamente alle agevolazioni previste per le cooperative a proprietà
individuale. La somma è restituita in
un'unica soluzione con una riduzione nella misura massima del 20 per cento
secondo i criteri stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale; per le
cessioni in proprietà intervenute nell'anno 2017 è concessa una riduzione pari
al 20 per cento, anche in deroga a quanto previsto dal comma 3.
3. Nessuna riduzione è
praticata a coloro che alla data della cessione in proprietà non siano in
possesso dei requisiti soggettivi previsti dall'articolo 4.
4. Gli assegnatari che
ottengono la cessione in proprietà dell'alloggio sono tenuti a sostenere le
spese conseguenti alla cessione medesima.
5. Nel caso di cessione
in proprietà degli alloggi agli assegnatari si applicano le disposizioni previste
dalla presente legge in materia di cooperative a proprietà individuale.
6. Le disposizioni
previste al presente articolo possono essere applicate anche alle cooperative a
proprietà indivisa che hanno ottenuto agevolazioni pubbliche su precedenti
leggi provinciali.
Il comma 2 è stato
così modificato dall'art. 33 della l.p.
29 dicembre 2016, n. 20.
Subentro del socio nel contributo concesso alla
cooperativa a proprietà individuale
1. A richiesta del socio di una cooperativa edilizia a
proprietà individuale in liquidazione concorsuale che, anche in assenza delle
condizioni previste dall'articolo 47, è diventato proprietario o
comproprietario assieme al coniuge dell'alloggio, la Provincia può ammettere il subentro pro quota nel contributo concesso alla cooperativa, anche
se il mutuo originariamente contratto è estinto e l'alloggio non è ultimato, a
condizione che l'alloggio costituisca un'unità abitativa autonomamente
funzionale o che possa essere resa tale. Il contributo rateale può essere
attualizzato ed erogato in un'unica soluzione. La Giunta provinciale determina le caratteristiche di funzionalità dell'alloggio nonché le
condizioni, i criteri e le modalità per l'applicazione di questo comma.
dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18 e così modificato dall'art. 61 della l.p.
recupero dei contributi
1. Nei casi in cui è
previsto dalla presente legge l'obbligo per i beneficiari di restituire i
contributi concessi, per l'eventuale recupero delle relative somme si applicano
le disposizioni di cui all'articolo 51 della legge provinciale
14 settembre 1979, n. 7 concernente "Norme in materia di bilancio e
di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento". Le somme
restituite al comprensorio e ai comuni di Trento e Rovereto sono dagli stessi
riversate alla tesoreria della Provincia, entro trenta giorni dalla
riscossione, per essere introitate nel bilancio della Provincia.
Acquisizione di aree
acquisto e cessione di aree
1. Per l'individuazione,
l'acquisto e la cessione delle aree necessarie agli insediamenti di edilizia
abitativa sia pubblica che agevolata si osservano le disposizioni della legge
2. In assenza di piani
attuativi di cui alla legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22, o nel caso in cui le aree comprese nei piani
medesimi siano insufficienti per la realizzazione degli interventi programmati
di edilizia abitativa pubblica, la Giunta provinciale può autorizzare l'ITEA ad
acquisire a trattativa privata le aree residenziali necessarie, che saranno
individuate dal comune interessato, ad un prezzo non superiore alla media fra
il valore di mercato e il valore di esproprio determinati dal servizio edilizia
3. Il prezzo di cessione
delle aree comprese nei piani attuativi è determinato in misura pari al costo
di acquisizione delle aree medesime aumentato del costo delle relative opere di
urbanizzazione in proporzione al valore edificabile, ove queste siano
realizzate a cura del comune.
4. I comuni o i loro
consorzi possono stabilire a favore dell'ITEA e delle cooperative edilizie
condizioni particolari per quanto riguarda gli oneri relativi alle opere di
5. Fra il comune o il
consorzio ed il cessionario è stipulata una convenzione per atto pubblico, da
annotare nel libro fondiario, la quale deve prevedere:
a) gli elementi
progettuali degli edifici da costruire e le modalità del controllo sulla loro
b) le caratteristiche
costruttive e tipologiche degli edifici da costruire;
c) i termini di inizio e
di ultimazione degli edifici;
d) i casi nei quali
l'inosservanza degli obblighi previsti dalla convenzione comporti la
risoluzione dell'atto di cessione con conseguente restituzione da parte del
comune di una somma pari al prezzo di cessione.
6. Qualora i comuni
intendano chiedere alla Giunta provinciale la redazione del piano attuativo ai
sensi del comma 5 dell'articolo 45 della legge provinciale 5
settembre 1991, n. 22, la Giunta medesima può incaricare l'ITEA della redazione del piano
7. Qualora il comune
demandi direttamente all'ITEA la facoltà di espropriazione ai sensi del comma 1
dell'articolo 52 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22, ovvero l'ITEA debba provvedere alla
realizzazione degli interventi ai sensi del comma 3 dell'articolo 46 della
medesima legge provinciale, l'ITEA vi provvede in relazione alle localizzazioni
di interventi di edilizia abitativa pubblica previsti dai piani pluriennali di
cui al comma 2 dell'articolo 1 della presente legge. Con le stesse modalità
l'ITEA provvede per gli interventi di recupero previsti dal comma 9 dell'articolo
11 della legge provinciale 15 gennaio 1993, n. 1 concernente "Norme per il recupero degli
insediamenti storici e interventi finanziari nonché modificazioni alla legge
provinciale 5 settembre 1991, n. 22".
modificato dall'art. 23 della 80}l.p. 3 settembre
1993, n. 23.
Istituzione e
destinazione del fondo di rotazione
1. È istituito un fondo
di rotazione destinato all'assegnazione di somme a favore dei comuni per
l'acquisizione di aree comprese nei piani attuativi di edilizia abitativa di
cui alla legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 concernente "Ordinamento urbanistico e
tutela del territorio", per l'urbanizzazione primaria delle aree e per la
realizzazione delle opere di carattere generale necessarie per allacciare le
aree stesse ai pubblici servizi, nonché per le finalità previste dal comma 4
dell'articolo 17.
1. I comuni che intendono
beneficiare di erogazioni a carico del fondo di cui all'articolo 89 presentano
la domanda entro i termini previsti dalla Giunta provinciale e corredata dalla
2. La Giunta provinciale, nell'ambito dei progetti di cui alla lettera c) del comma 2 dell'articolo
1, individua i comuni ammessi a beneficiare delle erogazioni del fondo di
rotazione e determina l'entità delle somme destinate a ciascuno di essi.
1. Le somme erogate ai
comuni ai sensi dell'articolo 89 sono rimborsate alla Provincia con i criteri e
le modalità stabilite dalla Giunta provinciale.
2. Le somme rimborsate
dai comuni ai sensi del comma 1 sono introitate nel bilancio della Provincia
per essere destinate al fondo di cui all'articolo 89.
particolari per la locazione convenzionata
Titolo aggiunto
dall'art. 16 della l.p. 25 luglio 2002, n. 9.
1. La Provincia può concedere alle imprese o a loro consorzi
contributi per l'acquisto, la costruzione, il risanamento, nonché l'acquisto e
il risanamento, di alloggi idonei da destinare in locazione convenzionata a
propri dipendenti o a dipendenti delle imprese consorziate, provenienti da
comuni ubicati fuori del territorio provinciale e comunque a una distanza dai
confini della provincia di Trento individuata dalla Giunta provinciale ovvero
provenienti da paesi esteri. Per la costruzione di alloggi da destinare alle
finalità del presente articolo i beneficiari dei contributi accedono,
subordinatamente all'ITEA, alle aree di edilizia abitativa pubblica di cui agli
articoli 45 e 74 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22.
2. Possono accedere ai benefici di cui al comma 1 anche le
cooperative edilizie, le cooperative di servizi o loro consorzi, per alloggi da
destinare in locazione convenzionata a immigrati stranieri che svolgano un lavoro
autonomo o dipendente.
3. I contributi di cui ai commi 1 e 2 sono concessi nella
misura massima dell’80 per cento della spesa ammissibile ai soggetti di cui al
comma 1 e del 100 per cento ai soggetti di cui al comma 2. I contributi sono
pluriennali e sono erogati in rate semestrali costanti per la durata massima di
quindici anni, secondo le modalità stabilite dalla deliberazione di cui
all’articolo 91 quater.
4. In alternativa ai contributi previsti dal comma 3 possono
essere concessi contributi in conto capitale, secondo le modalità stabilite
dalla deliberazione di cui all’articolo 91 quater, in misura pari al valore
attualizzato dei contributi spettanti ai sensi del comma 3.
5. I contributi e i canoni di locazione convenzionata
previsti da questo titolo sono stabiliti in modo tale da non realizzare alcun
beneficio patrimoniale aggiuntivo in favore dei beneficiari di cui ai commi 1 e
2, anche tenuto conto dell’eventuale cessione delle aree ai sensi degli
6. La programmazione degli interventi previsti da questo
titolo nell'ambito dei piani di cui all'articolo 1, comma 2, assicura la
precedenza agli interventi previsti dal comma 1.
7. I requisiti previsti per i beneficiari devono sussistere
alla data di apertura dei termini per la presentazione delle domande.
8. Possono essere conduttori degli alloggi realizzati ai
sensi del presente titolo i soggetti aventi i requisiti per l'accesso all'edilizia
abitativa pubblica che svolgono attività lavorativa in provincia di Trento.
Tali requisiti devono sussistere dal 1° gennaio dell'anno di sottoscrizione del
contratto di locazione convenzionata. I conduttori devono essere in possesso
dei requisiti previsti per la permanenza negli alloggi di edilizia abitativa
pubblica e mantenerli per tutta la durata della locazione prevista
dall'articolo 91 ter, comma 1.
9. La locazione convenzionata degli alloggi realizzati ai
sensi di questo titolo avviene sulla base di uno schema di contratto approvato
dalla Giunta provinciale, avente durata triennale e tacitamente rinnovabile di
tre anni in tre anni, previa verifica della persistenza dei requisiti di cui al
comma 8. Il canone di locazione non può essere inferiore al canone soggettivo
dovuto per un analogo alloggio di edilizia abitativa pubblica ed è stabilito
periodicamente dalla Giunta provinciale.
10. Lo schema di contratto di cui al comma 9 disciplina i
rapporti tra locatore e conduttore degli alloggi realizzati ai sensi di questo
titolo e prevede comunque:
a) la risoluzione del contratto di locazione nel caso in cui
i conduttori perdano i requisiti per la permanenza nell’alloggio durante il
periodo di vigenza dei vincoli previsti dall'articolo 91 ter, comma 1;
b) limitatamente agli alloggi realizzati ai sensi del comma
1, qualora la Provincia non autorizzi un loro diverso utilizzo, l'obbligo di
stipulare un nuovo contratto di locazione in caso di risoluzione del rapporto
di lavoro. Il nuovo contratto di locazione ha durata non inferiore a due anni,
nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro dovuta a licenziamento, e non
inferiore a sei mesi, nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro dovuta a
dimissioni volontarie risultanti da atto avente data certa. Il canone del nuovo
contratto di locazione non può essere superiore al canone oggettivo applicato
ad analogo alloggio di edilizia abitativa pubblica. In tal caso i contributi di
cui al comma 1 permangono per tutta la durata del nuovo contratto di locazione.
Alla scadenza del nuovo contratto di locazione l'alloggio è destinato ai
soggetti di cui al comma 1 secondo quanto disposto dall'articolo 91 ter, comma
Art. 91 ter
Destinazione e utilizzo degli alloggi
1. Per un periodo di tempo pari alla durata dei contributi e
comunque non inferiore a quindici anni dal verbale di fine lavori, nel caso di
realizzazione di opere, o di consistenza e conformità, nel caso di acquisto, i
conduttori di cui all'articolo 91 bis, commi 1 e 2, devono occupare, in via
continuativa, gli alloggi oggetto del contributo previsto da questo titolo.
2. L'inosservanza, da parte dei beneficiari, dei vincoli di
cui ai commi 1 e 3 o delle disposizioni di cui all'articolo 91 bis, comma 10,
nonché la violazione degli obblighi derivanti dal contratto di lavoro da parte
dei beneficiari di cui all'articolo 91 bis, comma 1, determinano la revoca
delle eventuali quote di contributo residue e l'obbligo di restituire una quota
di contributo già erogata. La quota da restituire è maggiorata, in ragione d'anno,
degli interessi calcolati al tasso applicato dal tesoriere della Provincia
sulle anticipazioni di cassa, vigente al momento dell'inosservanza.
3. In caso di rilascio dell'alloggio per qualsiasi motivo da
parte del conduttore, il beneficiario del contributo provvede a locare a un
nuovo soggetto, purché in possesso dei requisiti di cui all'articolo 91 bis,
comma 8, entro il termine fissato dalla Giunta provinciale.
5. Gli alloggi oggetto dei contributi di cui all’articolo 91
bis possono essere ceduti in proprietà dai beneficiari ad altre imprese previa
autorizzazione della Provincia, purché le imprese cessionarie si assumano i
vincoli residui previsti dal presente articolo.
dall'art. 16 della l.p. 25 luglio 2002, n. 9,
così modificato dall'art. 19 del d.p.p. 28
marzo 2014, n. 4-6/Leg
(che ha abrogato il comma 4 ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3) e dall'art. 33
Art. 91 quater
Deliberazione attuativa degli interventi
1. La Giunta provinciale stabilisce con deliberazione i
requisiti, i criteri, le modalità, i termini per l'accesso alle agevolazioni e
per la quantificazione, la concessione, l’erogazione e l’eventuale restituzione
dei relativi contributi, nonché i criteri e le modalità per la verifica del
possesso dei requisiti previsti dall'articolo 91 bis, comma 8, i casi in cui la Provincia può autorizzare, anche in via temporanea, il diverso o il mancato utilizzo
dell'alloggio oggetto di contributo o l'utilizzo dell'alloggio da parte
dell'ITEA e quant'altro necessario per l'attuazione di questo titolo.
Modificazioni alla legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16 ed
alla legge provinciale 2 maggio 1990, n. 13
Modificazioni alla legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16
concernente "Interventi di edilizia abitativa a favore di persone anziane
e modificazioni alle leggi provinciali in materia di edilizia abitativa e alla legge provinciale 14 settembre 1979, n. 8
concernente ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
della Provincia autonoma di Trento’"
Modificazioni all'articolo 3 della legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16
- Il comma 1
modifica l'art. 3 della l.p. 18 giugno 1990, n. 16.
- Il comma 2
è stato abrogato dall'art. 12 della l.p. 7 novembre 2005, n.
Articolo abrogato
Art. 94 - Art. 95
modificativi degli articoli 6 e 6 bis della l.p. 18 giugno 1990, n. 16.
Modificazioni alla legge provinciale 2 maggio 1990, n. 13
concernente "Interventi nel settore dell'immigrazione straniera
extracomunitaria"
modificativo dell'art. 10 della l.p. 2 maggio 1990, n. 13.
Norme transitorie e
Costituzione degli
organi e prima attuazione dell'articolo 3
1. Entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i comprensori
ovvero i comuni di Trento e Rovereto provvedono alla nomina delle commissioni
per la formazione delle graduatorie di edilizia abitativa pubblica di cui
all'articolo 22.
2. In prima applicazione
della presente legge e fino alla costituzione dei nuovi organi nella prossima
legislatura restano in carica:
a) il comitato per
l'edilizia abitativa (CEA) costituito ai sensi dell'articolo 4 della legge
provinciale 6 giugno 1983, n. 16 concernente "Disciplina degli interventi
provinciali in materia di edilizia abitativa", con i compiti previsti
dall'articolo 6 della presente legge;
dell'ITEA nominato ai sensi dell'articolo 8 della legge
provinciale 6 giugno 1983, n. 16;
c) il consiglio di
amministrazione dell'ITEA costituito ai sensi dell'articolo 7 della legge
provinciale 6 giugno 1983, n. 16, con i compiti previsti dall'articolo 8 della
d) il collegio dei
revisori dei conti costituito ai sensi dell'articolo 7 della legge
e) la commissione
provinciale per l'edilizia abitativa costituita ai sensi dell'articolo 12 della
legge provinciale 6 giugno 1983, n. 16, con i compiti previsti dall'articolo 7 della
applicazione della presente legge e sempreché non si provveda ai sensi degli
articoli 35 e 54 della legge provinciale 29
autonoma di Trento", come modificati, da ultimo, rispettivamente dagli
articoli 23 e 30 della legge provinciale 23 febbraio 1990, n. 6 in materia di disposizioni sul funzionamento
della struttura provinciale e modifiche alla sopraccitata legge
provinciale 29 aprile 1983, n. 12, la Giunta provinciale può conferire l'incarico
di capo dell'ufficio di cui al comma 5 dell'articolo 3 ad un funzionario che
sia ricompreso nelle categorie previste dal comma 3 dell'articolo 30 della legge provinciale
29 aprile 1983, n. 12, anche in deroga alle disposizioni di cui al comma 1 del medesimo
dell'ITEA
1. Entro un anno
dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta provinciale delibera il nuovo statuto dell'ITEA di cui all'articolo 9. Il parere del
consiglio di amministrazione deve essere reso entro sessanta giorni dalla data
della richiesta da parte della Giunta provinciale.
vigore del nuovo statuto si applica quello vigente alla data di entrata in
Esercizio delle
1. La delega delle
funzioni ai comuni di Trento e Rovereto ai sensi della presente legge, ivi
compresa quella prevista per l'attuazione della legge provinciale 18
giugno 1990, n. 16
in materia di interventi di edilizia abitativa a favore di persone anziane come
modificata dalla presente legge, ha efficacia a far tempo dalla data stabilita
dalla Giunta provinciale, tenuto conto delle esigenze organizzative e
funzionali dei predetti comuni; fino a tale data i rispettivi comprensori
continuano ad esercitare anche le funzioni delegate ai comuni medesimi.
2. La Giunta provinciale è autorizzata a disporre tutte le ulteriori modalità per il passaggio
delle funzioni delegate ai comuni di Trento e Rovereto.
di quest'articolo vedi la deliberazione della giunta provinciale 8 marzo 1993,
n. 2737 (b.u. 13 aprile 1993, n. 17).
transitorie per l'edilizia abitativa
1. Le graduatorie di
edilizia abitativa pubblica formate ai sensi dell'articolo 20 della legge
provinciali in materia di edilizia abitativa", come modificato
dall'articolo 1 della legge provinciale 26 gennaio 1987, n. 6 concernente "Provvedimenti urgenti in
materia di edilizia abitativa", esplicano la loro efficacia fino alla
formazione delle graduatorie previste dalla presente legge. A tal fine tutti
coloro che sono inseriti nelle graduatorie vigenti all'entrata in vigore della
presente legge sono invitati dal comprensorio a produrre entro i termini
fissati dalla Giunta provinciale la documentazione richiesta ai sensi del comma
3 dell'articolo 24 al fine dell'inserimento nelle nuove graduatorie formate secondo
le disposizioni previste dalla presente legge.
2. In deroga alla
disciplina per l'assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica
prevista dalla presente legge, la giunta comprensoriale ovvero i comuni di
Trento e Rovereto possono assegnare temporaneamente ai sensi dell'articolo 28 l'alloggio in locazione semplice a coloro che, senza titolo, lo occupino alla data di entrata in
vigore della presente legge; qualora alla medesima data sia già intervenuta la
revoca dell'assegnazione ed eventuale proroga, la giunta comprensoriale ovvero
i comuni di Trento e Rovereto possono riassegnare l'alloggio in via temporanea
purché sussistano i presupposti di seguito indicati. L'assegnazione è
subordinata al possesso dei requisiti per la permanenza negli alloggi di
edilizia abitativa pubblica, nonché al recupero da parte dell'ITEA di tutti i
canoni e spese accessorie dovute per il periodo non regolato da contratto e
delle spese legali e giudiziarie eventualmente occorse in sede di contenzioso.
La disposizione del presente comma non si applica qualora l'occupazione
dell'alloggio abbia avuto origine da fatto violento o clandestino.
3. Ai richiedenti
inseriti nelle graduatorie di edilizia abitativa agevolata, formate ai sensi
delle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge,
continuano ad applicarsi le medesime disposizioni.
4. In prima applicazione
della presente legge, possono accedere ai benefici di cui al capo I e III del
titolo III anche le iniziative rispettivamente di acquisto ed
acquisto-risanamento il cui contratto di acquisto sia stato stipulato nell'anno
antecedente all'entrata in vigore della presente legge e sempreché, nel caso di
acquisto e risanamento, la spesa ammissibile per le opere di risanamento ancora
da effettuarsi rientri nei limiti fissati dalla Giunta provinciale secondo
quanto stabilito dal comma 4 dell'articolo 67.
così modificato dall'art. 23
della l.p. 3 settembre 1993, n. 23.
Disposizioni per i
1. Entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della deliberazione della Giunta provinciale, l'ITEA
provvede alla rideterminazione dei canoni di locazione degli alloggi di
edilizia abitativa pubblica in proprietà o ad esso affidati in amministrazione
secondo le disposizioni stabilite dalla presente legge. I canoni di locazione
così determinati hanno effetto a decorrere dal primo gennaio dell'anno
successivo alla loro approvazione.
2. Fino alla data di cui
al comma 1 continuano ad applicarsi le disposizioni in materia di canoni
previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della
Conversione dei
vincoli in materia di edilizia abitativa agevolata
1. Gli alloggi oggetto di agevolazioni ai sensi della
legislazione provinciale in materia di edilizia abitativa agevolata vigente
prima della data di entrata in vigore di questa legge sono assoggettati ai
vincoli e alle relative sanzioni previsti da questa legge.
2. La scadenza dei vincoli apposti ai sensi della
prima della data di entrata in vigore di questa legge è provata, ai fini della
cancellazione della relativa annotazione nel libro fondiario, mediante
un'attestazione rilasciata dall'ente che ha concesso le agevolazioni.
Articolo già
modificato dall'art. 23 della l.p. 3 settembre 1993, n. 23, dall'art. 47 della l.p. 12
settembre 1994, n. 6 e così sostituito dall'art. 63 della l.p. 29
dicembre 2006, n. 11.
Disposizioni a sostegno dei sottoscrittori di mutuo
1. La Giunta provinciale è autorizzata a concorrere agli
oneri derivanti dall'aumento intervenuto sui mercati finanziari dei tassi sui
mutui finalizzati all'acquisto, alla costruzione o al risanamento
dell'abitazione principale, sottoscritti a partire dal 1° gennaio 1997 e fino
al 31 dicembre 2007, qualora la variazione dei tassi sui mutui a carico del
beneficiario sia superiore al 10 per cento rispetto al tasso iniziale.
2. L'intervento di cui al comma 1 è determinato in relazione
alla differenza tra il tasso a carico del mutuatario e il tasso iniziale, secondo
criteri e modalità graduati in base all'indicatore della condizione economica
familiare (ICEF) stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.
2 bis. Qualora il mutuatario richieda all'istituto finanziatore
dalla suddetta rinegoziazione, nel caso in cui la conversione comporti un tasso
a carico del beneficiario superiore al 10 per cento rispetto a quello iniziale.
Il concorso è determinato in relazione alla differenza tra il tasso fisso a
carico del mutuatario e il tasso iniziale, secondo i criteri e le modalità
stabiliti con la deliberazione prevista al comma 2.
3. Possono richiedere l'intervento previsto al comma 1 i
soggetti che hanno la residenza anagrafica in un comune della provincia di
Trento e che non hanno la titolarità di diritti reali su immobili diversi da
quello per il quale è stato acceso il mutuo.
4. Con deliberazione della Giunta provinciale sono stabilite
le modalità di attuazione di questo comma e, in particolare:
a) le modalità per la presentazione delle domande, che può
avvenire anche tramite l'intermediario bancario o finanziario che ha concesso
b) i criteri per l'applicazione dell'indicatore della
condizione di cui al comma 2, ai sensi dell'articolo 6 della legge provinciale 1 febbraio 1993, n. 3, e dell'articolo 7 della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2;
c) le caratteristiche delle operazioni finanziarie
d) le modalità di determinazione e la durata del contributo,
nonché le modalità della sua erogazione, che può essere disposta anche per il
tramite dell'intermediario bancario o finanziario;
e) le ulteriori modalità per l'applicazione di questo
dall'art. 55 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23 e così modificato dall'art. 45 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16.
deliberazione prevista dal comma 4 vedi la deliberazione della giunta
provinciale 10 ottobre 2008, n. 2588 (non pubblicata), modificata dalla
deliberazione 27 novembre 2008, n. 3090 (b.u. 10 febbraio 2009, n. 7), a sua
volta modificata dalla deliberazione 12 giugno 2009, n. 1436 (b.u. 30 giugno
2009, n. 27, suppl. n. 2).
Art. 102 bis 1
Semplificazione dell'intervento previsto dall'articolo
1. A decorrere dall'anno 2009 e fino alla scadenza del mutuo l'intervento
previsto dall'articolo 102 bis è quantificato in una somma una tantum, definita
e concessa secondo criteri e modalità stabiliti dalla Giunta provinciale, nel rispetto
a) determinazione della somma spettante in funzione del contributo
concesso per il 2008 e della durata residua del mutuo, utilizzando quale tasso di
attualizzazione il 4,25 per cento;
b) graduazione della somma in funzione della tipologia di tasso
applicata al mutuo e del livello del tasso iniziale;
c) erogazione del contributo in un'unica soluzione direttamente
ai soggetti beneficiari o, su richiesta di questi ultimi, alla banca mutuante al
fine di abbattere il capitale residuo del mutuo.
2. Nei casi di perdita di diritto all'intervento previsto dall'articolo
102 bis e nei casi di estinzione anticipata rispetto alla data di concessione del
contributo di cui al comma 1, il contributo spetta fino al verificarsi dei predetti
3. I soggetti che hanno presentato domanda per ottenere le agevolazioni
previste dall'articolo 58 della legge provinciale
29 dicembre 2005, n. 20,
e dall'articolo 53 della legge provinciale 21 dicembre 2007, n. 23, relativi
all'edilizia abitativa agevolata, e per i quali non è ancora stato adottato il provvedimento
di concessione, devono optare tra tali agevolazioni e quella di cui al comma 1,
secondo le modalità stabilite dalla Giunta provinciale.
4. La Provincia si avvale di Cassa del Trentino s.p.a. per l'attività
di supporto nella fase istruttoria e per la liquidazione dell'intervento disciplinato
da quest'articolo in via anticipata rispetto all'erogazione delle relative somme
alla cassa. I rapporti tra Cassa del Trentino s.p.a. e la Provincia sono disciplinati da un'apposita convenzione.
5. Con deliberazione della Giunta provinciale, adottata previo
parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, sono individuati
i criteri e le modalità per l'attuazione di quest'articolo.
dall'art. 60 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19.
Misure straordinarie per il sostegno alle famiglie per
il rimborso dei mutui agevolati
1. Al fine di sostenere le famiglie in difficoltà a seguito
dell'eccezionale situazione di crisi economica in atto, negli anni 2009, 2010,
2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 e in quelli successivamente individuati con
deliberazione della Giunta provinciale, la Provincia promuove la sospensione
del pagamento delle rate per un periodo non superiore a diciotto mesi a favore
dei mutuatari che lo richiedono da parte delle banche convenzionate per
l'erogazione di mutui contratti per l'acquisto, la costruzione e il risanamento
dell'abitazione principale, agevolati ai sensi della normativa provinciale. La
banca comunica agli enti locali che hanno concesso i contributi le sospensioni
disposte.
2. La Provincia può assumere a proprio carico gli oneri
relativi ai costi delle procedure bancarie, agli onorari notarili, nonché agli
interessi per la sospensione del pagamento delle rate, al netto di eventuali
contributi statali per i periodi di sospensione nei quali i mutuatari di cui al
comma 1 risultino essere beneficiari dell'intervento di sostegno economico di
cui all'articolo 35, comma 2, della legge
provinciale 27 luglio 2007, n. 13 (Politiche sociali nella provincia di
Trento). La Provincia concede il predetto sostegno economico per la sospensione
del pagamento delle rate, salvo le ipotesi di rinegoziazione ai sensi
dell'articolo 45 della legge provinciale 12 settembre 2008, n.
dell'articolo 53 della legge provinciale 21 dicembre 2007, n. 23, e
dell'articolo 102 bis di questa legge.
3. Con deliberazione della Giunta provinciale sono definiti i
criteri, le modalità e le condizioni per l'applicazione di quest'articolo.
30 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, così modificato dall'art. 43 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 32 della l.p.
27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 4 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9, dall'art. 55 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1, dall'art. 77 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 18
della l.p. 30 dicembre 2015,
I criteri per l'applicazione
di quest'articolo sono stabiliti dalla deliberazione della giunta provinciale
30 dicembre 2009, n. 3303 (b.u. 2 febbraio 2010, n. 5), modificata dalle
deliberazioni 4 febbraio 2011, n. 171 (b.u. 15 febbraio 2011, n. 7), 2 marzo
2012, n. 397 (b.u. 13 marzo 2012, n. 11), 24 maggio 2013, n. 1014, 19 maggio
2014, n. 756 e 9 febbraio 2015, n. 170.
Disposizioni per
1. Le deliberazioni della
Giunta provinciale riguardanti la disciplina dei criteri per la formazione
delle graduatorie di edilizia abitativa pubblica e agevolata, per la
determinazione dei contributi a favore dei beneficiari, nonché i criteri e gli
elementi per la determinazione del valore convenzionale e del prezzo di
cessione degli alloggi di cui all'articolo 35, sono assunte dalla Giunta medesima
previo parere della competente commissione permanente del Consiglio, la quale
deve provvedere all'espressione del suddetto parere entro trenta giorni dalla
data di ricevimento della richiesta.
2. Le deliberazioni di
cui al comma 1 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della regione.
3. Ai fini della presente
legge la Giunta provinciale definisce con propria deliberazione:
a) il contenuto di
prestazione abituale dell'attività lavorativa, il nucleo familiare, le giovani
b) i criteri e le modalità
per la restituzione dei contributi già erogati in caso di concessione di soli
c) i criteri e le
modalità per la conversione dei vincoli in materia di edilizia abitativa di cui
all'articolo 102;
necessario per l'attuazione della presente legge.
aggiunto dall'art. 23
del comma 1 vedi la deliberazione della giunta provinciale 29 marzo
1993, n. 3998.
1. Salvo per quanto
disposto dall'articolo 100 e dal comma 3 del presente articolo, dalla data di
entrata in vigore delle disposizioni di cui all'articolo 103, sono abrogate le
a) legge
b) legge
provinciale 8 luglio 1985, n. 8;
c) legge
provinciale 6 agosto 1985, n. 10;
d) legge
provinciale 18 novembre 1985, n. 19;
e) legge
provinciale 31 dicembre 1985, n. 21;
f) legge
provinciale 16 dicembre 1986, n. 34;
g) legge
provinciale 26 gennaio 1987, n. 6, con esclusione dell'articolo 2;
h) legge
provinciale 21 marzo 1988, n. 13;
i) legge
provinciale 25 novembre 1988, n. 46;
l) capo II della legge
provinciale 18 giugno 1990, n. 16;
m) articolo 5 della legge
provinciale 30 dicembre 1972, n. 31;
n) articolo 21 della legge
provinciale 20 gennaio 1987, n. 3;
o) articolo 9 della legge
provinciale 19 gennaio 1988, n. 4;
p) articolo 7 della legge
provinciale 1 settembre 1988, n. 29;
q) articolo 8 della legge
provinciale 31 agosto 1991, n. 18.
2. Dalla data di cui al
comma 1, gli eventuali rinvii alle disposizioni abrogate con il medesimo comma,
si intendono effettuati alle corrispondenti norme della presente legge.
3. Gli atti conseguenti
agli impegni di spesa assunti entro la data di cui al comma 1, sono definiti
con le modalità e secondo le procedure stabilite dalla previgente legislazione.
Per l'esercizio finanziario 1993 continuano ad applicarsi le disposizioni
previste ai commi 5 e 6 dell'articolo 11 ed al numero 1) del comma 1
dell'articolo 101 della legge provinciale 6
giugno 1983, n. 16,
relativi all'assegnazione di somme all'ITEA per spese di funzionamento.
4. Dalla data di entrata
in vigore della presente legge non è ammessa la presentazione di nuove domande
rivolte ad ottenere i benefici di cui alla legge provinciale 6
giugno 1983, n. 16.
relative alla capacità reddituale
previste alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 4 si applicano fino a che,
con apposita legge provinciale, verranno fissati i nuovi criteri di valutazione
della capacità reddituale, riferiti anche ad elementi significativi del
patrimonio, dei soggetti richiedenti i benefici previsti dalle leggi
Deroghe particolari
per edifici già oggetto di agevolazioni provinciali
1. In deroga ai vincoli
previsti dalla legislazione provinciale antecedente alla data di entrata in
vigore della presente legge, l'ente concedente può autorizzare la cessione di
parte dell'area di pertinenza dell'immobile già oggetto delle agevolazioni
provinciali o la costituzione di un diritto di superficie sulla medesima area
per consentire la costruzione in aderenza di alloggi.
2. Le deroghe di cui al
comma 1 possono riguardare anche la cessione di parte della proprietà
dell'immobile già oggetto delle agevolazioni provinciali ovvero la costituzione
di un diritto reale di godimento su parte del medesimo immobile per consentire
il risanamento diretto alla realizzazione di un alloggio da parte di parenti o
affini di primo grado del proprietario del predetto immobile.
Subentro nelle
agevolazioni previste da precedenti leggi provinciali
1. In caso di decesso di
beneficiari dei contributi concessi ai sensi della legislazione provinciale in
materia di edilizia abitativa agevolata vigente alla data di entrata in vigore
delle deliberazioni della Giunta provinciale di cui all'articolo 103, i
rispettivi eredi subentrano ai beneficiari sia nei contributi che nei vincoli
indipendentemente dal possesso dei requisiti.
delle spese di progettazione a favore dei comuni
1. Al fine di accelerare
l'attuazione delle iniziative ammesse nei piani di cui al comma 2 dell'articolo
1 e per le quali sia prevista la concessione di contributi in conto capitale
per la relativa progettazione, la Giunta provinciale è autorizzata a concedere
ai comuni un'anticipazione in conto capitale sulle spese di progettazione nella
misura e con i criteri stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.
L'anticipazione medesima è oggetto di conguaglio con il relativo provvedimento
di concessione delle agevolazioni.
2. L'anticipazione di cui
al comma 1 è concessa singolarmente per ciascuna delle iniziative inserite nel
piano previa richiesta del comune interessato.
3. L'erogazione
dell'anticipazione è effettuata in un'unica soluzione, subordinatamente alla
presentazione del provvedimento comunale di incarico al professionista.
4. Qualora non venga
perfezionato l'iter procedurale per la realizzazione dell'iniziativa per la
quale è stata liquidata l'anticipazione, la medesima è restituita, maggiorata
del tasso ufficiale di sconto vigente al momento della restituzione, alla
Provincia in un'unica soluzione entro i termini fissati con deliberazione della
Disposizioni in materia di restituzione di somme erogate
1. Le somme erogate dalla Provincia agli enti locali ai sensi
della legge provinciale 5 gennaio 1970, n. 3, del
titolo V, capo II, della legge provinciale 6 giugno 1983, n. 16, e del
titolo IV, capo II, di questa legge per le quali, alla data di entrata in
vigore di quest'articolo, è stato revocato il finanziamento o sussistono i
presupposti per la revoca, sono restituite alla Provincia secondo tempi e
modalità individuati dalla Giunta provinciale con propria deliberazione, anche
in deroga a quanto previsto dalle singole leggi e dalle altre disposizioni
applicabili; se sono rispettati i tempi e le modalità per la restituzione individuati
dalla predetta deliberazione resta esclusa la corresponsione di maggiorazioni o
interessi, ivi compresi quelli di mora. Analogamente non si applicano
maggiorazioni o interessi di mora se, alla data di entrata in vigore di
quest'articolo, le somme erogate sono state restituite con ritardo o in assenza
di documentazione di rendicontazione.
Articolo aggiunto dall'art. 34 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
Rinvio delle
1. Per i fini di cui al
comma 3 dell'articolo 2, alle lettere b) e c) del comma 1 dell'articolo 14,
alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 15, al comma 7 dell'articolo 16, al
comma 3 dell'articolo 17, al comma 2 dell'articolo 18, al comma 7 dell'articolo
26, al comma 3 dell'articolo 30, al comma 5 dell'articolo 34, ai commi 1, 2 e 5
dell'articolo 38, al comma 7 dell'articolo 41, ai commi 1, 2 e 5 dell'articolo
44, al comma 1 dell'articolo 49, ai commi 1, 3 e 5 dell'articolo 55, ai commi 2,
4 e 5 dell'articolo 58, ai commi 1, 6 e 8 dell'articolo 63, ai commi 1, 3, 5 e
6 dell'articolo 67, ai commi 1, 3, 4 e 7 dell'articolo 70, ai commi 1 e 3
dell'articolo 74, al comma 1 dell'articolo 77, al comma 1 dell'articolo 79, al
comma 1 dell'articolo 81, all'articolo 89 ed all'articolo 107, con successive
leggi provinciali si provvederà alle relative autorizzazioni di spesa.
2. Per i fini di cui al
comma 1 dell'articolo 3, si utilizza una quota delle spese autorizzate per
l'attuazione del sistema informativo elettronico provinciale di cui alla legge
provinciale 6 maggio 1980, n. 10 concernente "Istituzione di un sistema
informativo elettronico provinciale".
3. Per i fini di cui al
comma 6 dell'articolo 88, si utilizza una quota delle spese autorizzate per i
fini di cui alla disposizione richiamata nel medesimo comma.
4. I limiti d'impegno
autorizzati per la concessione di contributi pluriennali su mutui contratti per
risanamento di abitazioni, acquisto e risanamento di immobili non occupati e
risanamento di edifici da cedere in locazione, ai sensi degli articoli 64,
comma 1, lettera b) della lettera B), 68, comma 1, lettera B), e 73, comma 1,
lettera B), della legge provinciale 6 giugno 1983, n. 16, sono utilizzabili anche per la concessione di
contributi pluriennali su mutui contratti da imprese di costruzione per il
risanamento di edifici di loro proprietà o l'acquisto-risanamento di alloggi,
di cui al comma 1 dell'articolo 50 della legge provinciale 6
come da ultimo modificato dall'articolo 9 della legge provinciale 19
gennaio 1988, n. 4.
Vedi anche l'art.
32 della l.p. 1 febbraio 1993, n. 3 e l'art. 43, comma 01 ter della l.p.
16 giugno 2006, n. 3.
Art. 110 - Art. 111
d'urgenza ed entrata in vigore
1. La presente legge è
dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 55 del decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 ed entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione.
testo aggiornato al 31 dicembre 2016 modificati gli articoli 39, 55, 67, 83, 84, 86 e 91 ter testo aggiornato al 31 dicembre 2015 modificati gli articoli 4 e 102 ter; aggiunto l'art. 38 bis
testo aggiornato al 5 giugno 2015 modificato l'art. 44
testo aggiornato al 9 febbraio 2015 modificata deliberazione attuativa dell'art. 102 ter
testo aggiornato al 1 gennaio 2015 modificati gli articoli 44, 47, 82, 102 ter
testo aggiornato al 27 ottobre 2014 nuova deliberazione attuativa dell'art. 44
testo aggiornato al 19 maggio 2014 modificata deliberazione attuativa dell'art. 102 ter
testo aggiornato al 25 aprile 2014 abrogati gli articoli 5 e 6; modificati gli articoli 4, 44 e 102 ter
testo aggiornato al 2 aprile 2014 abrogato il capo III del titolo I; modificati gli articoli 40, 41, 47, 56, 68, 82, 83 e 91 ter
testo aggiornato al 28 marzo 2014 nuova deliberazione attuativa dell'art. 44
testo aggiornato al 24 maggio 2013 modificata deliberazione attuativa dell'art. 102 ter
testo aggiornato al 16 maggio 2013 modificati gli articoli 4, 44 e 102 ter
testo aggiornato al 28 dicembre 2012 modificati gli articoli 83 e 86 bis
testo aggiornato al 21 agosto 2012 nuova deliberazione attuativa dell'art. 44
testo aggiornato al 17 aprile 2012 modificata la deliberazione attuativa dell'art. 38
testo aggiornato al 13 marzo 2012 modificata la deliberazione attuativa dell'art. 102 ter
testo aggiornato al 29 dicembre 2011 modificati gli articoli 44 e 102 ter; aggiunto l'art. 86 bis
testo aggiornato al 15 febbraio 2011 testo aggiornato al 29 dicembre 2010 testo aggiornato al 14 dicembre 2010 testo aggiornato al 1 ottobre 2010 testo aggiornato al 2 febbraio 2010 testo aggiornato al 30 dicembre 2009 testo aggiornato al 1 dicembre 2009 testo aggiornato al 24 novembre 2009 testo aggiornato al 21 luglio 2009 testo aggiornato al 30 giugno 2009 testo aggiornato al 31 marzo 2009 testo aggiornato al 10 febbraio 2009 testo aggiornato al 10 ottobre 2008 testo aggiornato al 17 settembre 2008 testo aggiornato al 1 gennaio 2008 testo aggiornato al 28 dicembre 2007 testo aggiornato al 25 aprile 2007 testo aggiornato al 3 gennaio 2007 testo aggiornato al 2 gennaio 2007 testo aggiornato al 4 gennaio 2006 testo aggiornato al 30 novembre 2005 testo aggiornato al 16 novembre 2005 testo aggiornato al 29 dicembre 2004 testo aggiornato al 7 agosto 2002 testo aggiornato al 27 febbraio 2002 testo aggiornato al 13 giugno 2001 testo aggiornato al 28 marzo 2001 testo aggiornato al 15 novembre 2000 testo aggiornato al 27 settembre 2000 testo aggiornato al 29 marzo 2000 testo aggiornato al 1 settembre 1999 Corte costituzionale - ordinanza 23 dicembre 1998, n. 436
Pagine visitate Legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21
NEWS: 24/05/2017 Sì all'intesa per il 2017 tra Provincia e Università e al ddl che facilita ... 23/05/2017 Dorigatti sulla strage a Manchester: servono le parole e l'impegno del ... 23/05/2017 Insieme per non tremare: la “lezione del fare” dell'istituto don Milani ... 22/05/2017 Rriforma dello statuto di autonomia: la Consulta incontra la popolazione ... 19/05/2017 Due nuove mostre a palazzo Trentini 19/05/2017 Le attività della settimana 18/05/2017 I docenti dovranno lavorare per almeno tre anni nelle scuole trentine prima ... 17/05/2017 I prestatori di assistenza familiare hanno diritto ad un riconoscimento ... 22/05/2017 UN GIORNO IN CONSIGLIO PROVINCIALE: RAGAZZI IN AULA ​Questo sito usa cookie tecnici e cookie di terze parti per la raccolta in forma aggregata e anonima di dati che aiutano il Consiglio della Provincia autonoma di Trento a migliorare la fruibilità dei contenuti. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione del sito acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare la sezione Cookie Policy.

References: Art.
6
 Art.
95
 Art. 111
 art. 13
 art. 18
 art. 18

articolo 4
 art. 72
 articolo 55
 articolo 55
 articolo 67
 articolo
67
 articolo 67
 articolo 4
 articolo 77

Art. 91

Art. 91

Art. 94
 Art. 95

Art. 102
 articolo 5
 articolo 21
 articolo 9
 articolo 7
 articolo 8

Art. 110
 Art. 111