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Timestamp: 2020-08-06 13:30:59+00:00

Document:
Camera dei Deputati - 5-03740 -Interrogazione sul sistema sanzionatorio in materia di incentivi per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinno - Infoparlamento
camera dei deputati 503740 interrogazione sul sistema sanzionatorio in materia di incentivi per la promozione delluso dellenergia da fonti rinnovabili
Camera dei Deputati - 5-03740 -Interrogazione sul sistema sanzionatorio in materia di incentivi per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinno
Camera dei Deputati - 5-03740 -Interrogazione sul sistema sanzionatorio in materia di incentivi per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. RISPOSTA
Camera dei Deputati - 5-03740 -Interrogazione a risposta in commissione presentata il marzo 2020.
l'articolo 13-bis del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2019 modifica il sistema sanzionatorio previsto dall'articolo 42 del decreto legislativo n. 48 del 2011 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), in materia di incentivi nel settore elettrico e termico, erogati dal Gestore dei servizi energetici (Gse);
con le nuove norme, a seguito di accertamento di una violazione rilevante, il Gse può decurtare l'incentivo in misura ricompresa fra il 10 e il 50 per cento (mentre precedentemente la decurtazione poteva essere disposta in misura ricompresa fra il 20 e l'80 per cento), con riduzione della metà (invece che di un terzo) in caso di violazioni spontaneamente denunciate dal soggetto responsabile, al di fuori di un procedimento di verifica e controllo. Si prevede, inoltre, che la minore sanzione si applica agli impianti in esercizio, oggetto di procedimenti amministrativi o giurisdizionali in corso;
inoltre, agli impianti di potenza compresa tra 1 e 3 kw nei quali, a seguito di verifica, risultino installati moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento, si applica una decurtazione del 10 per cento della tariffa incentivante (in luogo del precedente 30 per cento) sin dalla data di decorrenza della convenzione;
la riforma del sistema sanzionatorio, entrata in vigore il 3 novembre 2019, tuttavia non e ancora stata attuata in quanto il Gse non ha, a tutt'oggi, reso note le procedure per la presentazione dell'istanza di revisione delle sanzioni applicate a carico delle tariffe incentivanti;
sono oltre 50.000 gli impianti interessati da questa incertezza normativa che sta provocando rilevanti ripercussioni economiche agli operatori che hanno presentato istanza ai sensi della normativa previgente;
il 30 gennaio 2020 alcune associazioni di produttori di energia elettrica da impianti fotovoltaici hanno scritto una lettera al Ministro interrogato per chiarire che «...la logica del taglio delle tariffe come unica tipologia di sanzione appare sbagliata (...) e che si auspica un drastico cambiamento di rotta per il futuro (...) l'applicazione delle sanzioni dovrebbe seguire una logica di salvaguardia della produzione di energia da fonti rinnovabili, anche in virtù degli obiettivi comunitari esplicitati dal Pniec (...). Tale logica dovrebbe portare a impostare le sanzioni con decurtazioni massime del 10 per cento fatto salvo i casi accertati nei quali è in corso un procedimento penale, in modo da ridurre il rischio di perdite, parziali o totali, delle produzioni energetiche degli impianti fotovoltaici...»;
per le citate associazioni, qualsiasi taglio delle tariffe, anche minimo, si traduce in seri problemi di sostenibilità finanziaria delle aziende di riferimento, con inevitabili difficoltà a garantire la continuità della manutenzione degli impianti stessi e quindi la loro operatività –:
se non ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza affinché il Gestore dei servizi energetici definisca le istruzioni e la modulistica applicative delle disposizioni dell'articolo 13-bis del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2019;
se si intendano adottare le iniziative di competenza per chiarire se alle istanze di revisione delle sanzioni presentate ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo n. 48 del 2011 previgente si applichino automaticamente le nuove disposizioni o se invece debba essere proposta nuova istanza;
se non ritenga opportuno adottare iniziative per rivedere il sistema sanzionatorio sopra citato secondo modalità che non incidano sulla tariffa incentivante, in considerazione del fatto che la sua riduzione percentuale, applicata per tutta la durata del periodo incentivato, comporta problemi di sostenibilità degli investimenti effettuati.
(5-03740)
Mercoledì 15 luglio 2020. — Presidenza del vicepresidente Gianluca BENAMATI. — Interviene la sottosegretaria di Stato per lo sviluppo economico Alessia Morani.
5-03740 Cattaneo: Sul sistema sanzionatorio in materia di incentivi per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
La sottosegretaria Alessia MORANI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 8).
Alessandro CATTANEO (FI), replicando, si dichiara soddisfatto per l'acquisizione degli elementi di risposta da parte della rappresentante del Governo, che potranno contribuire a chiarire i termini della questione. Evidenzia quindi l'assoluta esigenza di certezze in materia da parte degli operatori del settore.
Come ricordato dagli Onorevoli Interroganti, con l'articolo 13-bis del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 2 novembre 2019, n. 128, il Legislatore è nuovamente intervenuto sull'articolo 42 del decreto legislativo n. 28 del 2011 relativo «ai controlli e alle sanzioni in materia di incentivi nel settore elettrico e termico», riducendo le percentuali delle decurtazioni sugli incentivi che il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) dovrà applicare.
Relativamente al primo quesito posto a tal riguardo, posso confermare è in corso l'iter di adozione del decreto attuativo delle disposizioni di legge e che il Ministero dello sviluppo economico lo adotterà quanto prima, identificando la tipologia di violazione oggetto di decurtazione, in luogo della decadenza, e la relativa percentuale di decurtazione.
Con riferimento poi al secondo quesito, che si ritiene strettamente collegato in quanto afferente aspetti di carattere amministrativo, si rappresenta che il citato articolo 13-bis, al comma 2, stabilisce che per gli impianti che presentano problematiche diverse da quelle afferenti i moduli fotovoltaici, le decurtazioni si applicano altresì ai seguenti casi:
agli impianti realizzati e in esercizio, oggetto di procedimenti amministrativi in corso:
su istanza dell'interessato, ai procedimenti definiti con provvedimenti del Gestore dei Servizi Energetici di decadenza dagli incentivi, oggetto di procedimenti giurisdizionali pendenti, nonché di quelli non definiti con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, compresi i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica per i quali non è intervenuto il parere di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.
Alla luce di quanto previsto dalle citate disposizioni, l'interessato dovrà quindi predisporre apposita istanza per i casi richiamati, vale a dire relativi a procedimenti definiti con provvedimenti del GSE di decadenza dagli incentivi, oggetto di procedimenti giurisdizionali pendenti nonché di quelli non definiti con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore della legge 2 novembre 2019, n. 128.
Rispetto, in particolare, agli impianti nei quali, a seguito di verifica, risultino installati moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento, si rappresenta che il Gestore, in data 6 aprile 2020, ha pubblicato sul proprio sito web specifiche informazioni in merito alla «presentazione delle istanze di revisione e aggiornamento delle tariffe incentivanti per impianti fotovoltaici», con le quali ha inteso fornire la procedura per accedere alle decurtazioni di cui all'articolo 13-bis, comma 1 lettere b) e c) del predetto decreto-legge n. 101 del 2019.
In tal modo, ha reso disponibile la modulistica utile per presentare le istanze, oltre che le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà con le quali il Soggetto Responsabile dovrà dichiarare, sotto la propria responsabilità, che la condotta che ha
determinato il provvedimento di decadenza da parte del GSE, non sia oggetto di procedimento e processo penale in corso, ovvero concluso con sentenza di condanna anche non definitiva. A riguardo, si precisa che il comma 2 del medesimo articolo 13-bis, dispone che «le decurtazioni non si applicano qualora la condotta dell'operatore che ha determinato il provvedimento del GSE di decadenza sia oggetto di procedimento e processo penale in corso, ovvero concluso con sentenza di condanna anche non definitiva».
Invero, giova precisare che, relativamente agli impianti che presentano violazioni diverse da quelle afferenti ai moduli fotovoltaici, le decurtazioni, e quindi anche quelle comprese nei casi prima richiamati, verranno effettuate soltanto in seguito all'aggiornamento della disciplina dei controlli, che, ad oggi, è in fase di predisposizione. Tale aggiornamento definirà nel dettaglio la percentuale di decurtazione da applicare alle singole violazioni diverse da quelle c.d. «rilevanti», che invece comporteranno la decadenza dagli incentivi (o il rigetto dell'istanza per gli impianti che presentano richiesta di ammissione agli incentivi), ciò in ragione del fatto che il citato articolo 13-bis, comma 1, lettera a), dispone una decurtazione dell'incentivo nell'ambito di una forchetta che va dal 10 al 50 per cento (in luogo della precedente tra 20 e l'80 per cento).
Quanto all'ultima delle questioni poste, in merito alla possibilità di una rivisitazione del sistema sanzionatorio secondo modalità che non incidano sulla tariffa incentivante, è opportuno premettere che la previsione e l'adozione di provvedimenti sfavorevoli, a fronte di condotte contrarie al sistema normativo di riferimento, risulta indispensabile non solo quale effetto deterrente rispetto a detti comportamenti, ma anche per assicurare l'effettività alle disposizioni che presiedono al riconoscimento di incentivi pubblici, il cui rispetto, tra l'altro, costituisce garanzia di parità di trattamento nell'interesse degli stessi operatori.
L'applicazione, dunque, di adeguati strumenti sanzionatori risponde ad ineludibili ragioni di interesse pubblico a che tali incentivi – si ricorda gravanti in modo significativo sulle bollette di famiglie e imprese – siano erogati alle iniziative effettivamente meritevoli di agevolazione in quanto in possesso dei requisiti normativamente prefissati e, di conseguenza, la pena non può non avere un carattere afflittivo.
Si ritiene, pertanto, che l'introduzione della misura della decurtazione tariffaria da applicare a fronte dell'accertamento di violazioni altrimenti sanzionabili con la decadenza e, successivamente, la rimodulazione più favorevole delle percentuali di decurtazione, costituiscano già di per sé misure fortemente attenuative del previgente sistema sanzionatorio, idonee a riscontrare le preoccupazioni manifestate dagli Onorevoli Interroganti.
In conclusione, confermo l'impegno del Ministero dello sviluppo economico affinché si giunga in tempi rapidi all'adozione del decreto attuativo di cui si discute, così come previsto dalle vigenti disposizioni di legge.

References: articolo 13
 sentenza 
 sentenza 
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 articolo 13
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