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Timestamp: 2017-10-20 14:31:06+00:00

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PIANO DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE DI RECUPERO DELLE AREE ESCAVATE E RIUTILIZZO DEI RESIDUI RECUPERABILI DELLA PROVINCIA (P.A.E.R.P.) - PDF
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Agostina Natalia Graziani
1 PIANO DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE DI RECUPERO DELLE AREE ESCAVATE E RIUTILIZZO DEI RESIDUI RECUPERABILI DELLA PROVINCIA (P.A.E.R.P.) Gruppo di lavoro interno Arch. Pietro Pettini (Coordinatore) Arch. Lucia Gracili Arch. Marco Scandroglio Geol. Riccardo Cinelli For. Paolo Stefanini Collaboratori Gianluca Fedeli Gabriele Pisicchio Geom. Daniele Crescenzi Fiorella Martinelli P.A. Bruni Andrea Gruppo di lavoro esterno Professionista incaricato Geol. Mauro Rocchi Elaborazioni GIS Netspring S.r.l.: Geom. Roberta Ravenni A RELAZIONE febbraio 2009
3 INDICE A. IL PIANO REGIONALE DELLE ATTIVITÀ STRATTIVE DI RECUPERO DELLE AREE ESCAVATE E DI RIUTILIZZO DEI RESIDUI RECUPERABILI (P.R.A.E.R.) a.1 Evoluzione della pianificazione regionale pag. 2 a.2 Le previsioni P.R.A.E.R pag. 3 a.3 Gli adempimenti provinciali pag. 9 B. IL QUADRO CONOSCITIVO DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE E DEI MATERIALI DI RECUPERO (P.A.E.R.P.) b.1 Premessa pag. 15 b.2 Approfondimento del quadro conoscitivo del P.R.A.E.R. pag. 15 b.3 Assetto produttivo attuale del comparto estrattivo pag. 17 b.4 Inventario degli impianti di stoccaggio e riciclaggio pag. 19 b.5 Materiali di recupero da ornamentali pag. 20 b.6 Panorama occupazionale pag. 20 b.7 Materiali storici pag. 21 b.8 Schedatura delle cave dismesse e abbandonate pag. 21 C. IL PIANO PROVINCIALE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE (P.A.E.R.P.) c.1 Premessa pag. 24 c.2 Gli studi di programmazione provinciale 1995 e 1997 pag. 24 c.3 Contributi della Provincia per la formazione del P.R.A.E.R. pag. 25 c.4 Criteri di analisi e definizione delle previsioni P.R.A.E.R pag. 29 c.5 Individuazione delle prescrizioni localizzative delle attività pag. 30 estrattive c.6 Dinamica del comparto estrattivo pag. 31 c.7 Analisi del fabbisogno provinciale pag. 34 c.8 Dimensionamento delle produzioni pag. 35 c.9 Utilizzazione dei materiali pag. 37 c.10 Coerenza del dimensionamento con il P.R.A.E.R. pag. 38 D. MONITORAGGIO DEL P.A.E.R.P. pag. 42 i
4 TABELLE NEL TESTO Tabella 1: Quadro riassuntivo delle cave attive per settore Tabella 2: Quadro riassuntivo delle cave attive distinte per tipo di materiale Tabella 3: Produzioni 2007 del comparto estrattivo Tabella 4: Quadro riassuntivo delle cave in esercizio Tabella 5: Quadro riassuntivo delle cave in recupero ambientale Tabella 6: Quadro riassuntivo degli esercenti le attività estrattive Tabella 7: Quadro riassuntivo degli impianti di lavorazione dei materiali Tabella 8A: Produzione degli impianti di stoccaggio e riciclaggio autorizzati con procedura ordinaria Tabella 8B: Esercenti operanti con procedura semplificata Tabella 8C: Impianti di riciclaggio mobili autorizzati con procedura ordinaria Tabella 9: Materiali inerti recuperabili dalle lavorazioni dei materiali ornamentali Tabella 10A: Dati occupazionali 2007 del comparto estrattivo Tabella 10B: Dati occupazionali 2007 per settore Tabella 11: Siti dei materiali ornamentali storici P.R.A.E.R. Tabella 12: Quadro riassuntivo delle cave dismesse oggetto di proposte di intervento Tabella 13: Quadro riassuntivo delle prescrizioni localizzative Tabella 14: Produzioni annuali per tipo di materiale TaBella 15: Quadro riassuntivo delle produzioni annuali dichiarate dagli esercenti del comparto estrattivo ( ) Tabella 16: Dimensionamento decennale delle attività estrattive (da P.R.A.E.R.) Tabella 17: Programma di produzione Tabella 18: Coerenza del dimensionamento con il P.R.A.E.R. ii
5 ELENCO DEGLI ELABORATI DI RIFERIMENTO ALLA RELAZIONE Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.R.) A.1 - Catalogo delle previsioni P.R.A.E. - scala 1: / 1: ; Quadro conoscitivo B.1 - Schedario delle cave attive; B.2 Carta delle cave attive - scala 1: ; B.3 - Catalogo delle attività estrattive in corso - scala 1:25.000/ 1:10.000; B.4 Schedario degli impianti di stoccaggio e riciclaggio; B.5 - Schedario delle cave dismesse e abbandonate; Piano Provinciale di Settore (P.A.E.R.P.) C.1 Schedario delle attività estrattive per comune; C.2.1 Catalogo delle attività estrattive per comune scala 1:25.000/ 1: (parte prima - Comuni da Campagnatico a Manciano); C.2.2 Catalogo delle attività estrattive per comune scala 1:25.000/ 1: (parte seconda - Comuni da Massa Marittima a Sorano); C.3 - Carta delle risorse - scala 1: ; C.4 Carta dei giacimenti scala 1: ; C.5 Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive - scala 1: ; C.6 Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive per settore - scala 1: ; C.7 Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive per tipo di materiale - scala 1: ; C.8 - Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive in relazione al sistema ambientale: SIR-SIC- ZPS - scala 1: ; C.9 - Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive in relazione al sistema ambientale : ARPA e AR - scala 1: ; C.10 - Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive in relazione al sistema ambientale : Parchi e Riserve - scala 1: ; C.11 - Carta delle prescrizioni localizzative delle aree estrattive in relazione al vincolo paesaggistico: D.Lgs. 42/2004, art. 136; C.12 Carta delle cave e zone di reperimento di materiali ornamentali storici. iii
7 Il PIANO REGIONALE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE DI RECUPERO DELLE AREE ESCAVATE E DI RIUTILIZZO DEI RESIDUI RECUPERABILI (P.R.A.E.R.) A 1
8 a.1 EVOLUZIONE DELLA PIANIFICAZIONE REGIONALE I riferimenti normativi fondamentali per la formazione della disciplina in materia di attività estrattive sono rappresentati dal R.D. 29 luglio 1927, n. 1443, che regola la ricerca e la coltivazione di risorse del sottosuolo distinte in sostanze minerali di prima categoria (miniere) e quelle di seconda categoria (cave), e dai successivi provvedimenti legislativi di cui alla legge 22 luglio 1975, n.382 " e D.P.R 24 luglio 1977, n.616, con i quali è stato attuato il trasferimento delle competenze in materia "cave e torbiere" dallo Stato alle Regioni. Conseguentemente la Regione Toscana ha disciplinato l'attività di coltivazione delle cave e torbiere nell'ambito del proprio territorio mediante la legge regionale n. 69/1978, stabilendo i livelli di programmazione e pianificazione di propria competenza e degli Enti locali, ed è intervenuta nuovamente con L.R. n. 36/80 e successive modifiche ed integrazioni (L.R. 55/1992, L.R. 22/1994, L.R. 75/1994 e L.R. 48/1995) per l emanazione di normativa tecnica di dettaglio. La necessità di poter affrontare in modo unitario i vari aspetti del settore delle attività estrattive, quali la programmazione e gestione delle attività ordinarie, oltre alle attività straordinarie collegate alle opere pubbliche e le attività minerarie in attuazione del D. Lgs. 112/1998, ha dato luogo all emanazione della legge regionale 3 novembre 1998, n. 78 (Testo unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili) che ha consentito anche una rivisitazione generale della precedente legislazione di settore. Con la L.R. 78/98 in Toscana si afferma il principio, introdotto con la L.R. 16 gennaio 1995, n. 5 Norme per il governo del territorio, secondo il quale la pianificazione diviene indispensabile ed efficace per gestire con razionalità lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo, soprattutto rispetto alla necessità di conciliare esigenze di tutela del territorio e dell'ambiente con quelle socioeconomiche della produzione di materie prime. Successivamente la Regione Toscana ha elaborato il Piano Regionale delle Attività Estrattive, poi approvato con DCRT n.200/1995 (P.R.A.E. 2000), che le amministrazioni comunali hanno attuato mediante il recepimento delle previsioni ivi contenute nei propri strumenti urbanistici. 2
9 Le istruzioni tecniche emanate con DPGRT 10/R/2007, in attuazione dell articolo 6 della L.R. 78/1998, così come modificata dalla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio), hanno stabilito i contenuti degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio di competenza provinciale e comunale. Il principio fondamentale su cui è stata basata questa legge è quello dello sviluppo sostenibile, come già definito dalla L.R. 5/1995 sul governo del territorio sopra ricordata, da attuarsi tramite un attento uso delle risorse territoriali al fine di preservarle per le generazioni future e, in tale prospettiva, l attività estrattiva si rivolge anche al recupero delle aree oggetto di precedenti escavazioni e al riutilizzo dei materiali residui assimilabili a quelli derivanti dall attività estrattiva stessa. Infine la Regione Toscana, anche mediante una rivisitazione ed approfondimento dei contenuti del PRAE 2000, ha approvato il 27 Febbraio 2007 con Delibera del Consiglio Regionale n. 27 il Piano Regionale delle Attività Estrattive, di Recupero delle aree escavate e di riutilizzo dei residui recuperabili (P.R.A.E.R.), con il quale ha individuato risorse e giacimenti e pianifica tali attività. a.2 LE PREVISIONI DEL P.R.A.E.R. La redazione del Piano ha comportato l aggiornamento delle cartografie del precedente P.R.A.E., tenendo conto anche delle ulteriori richieste fatte da vari soggetti pubblici e privati, riguardanti modifiche alle aree estrattive esistenti od inserimenti di nuove aree, nonché delle limitazioni all uso estrattivo imposte dalla normativa vigente di carattere ambientale. Quindi la rielaborazione della perimetrazione delle Risorse e dei Giacimenti potenzialmente coltivabili ha generato una nuova elaborazione grafica che ha tenuto conto anche dei vincoli e le limitazioni all uso estrattivo del territorio eventualmente sopraggiunti in ragione dell evoluzione della normativa di comparto nonché di quella relativa agli strumenti di pianificazione e degli atti di governo del territorio. In particolare il Piano, tenendo conto di valutazioni di carattere geominerario, economico e della stima del fabbisogno complessivo dei materiali da estrarre, tratta principalmente i seguenti temi: 3
10 localizzazione delle risorse localizzazione dei giacimenti potenzialmente coltivabili principali vincoli ostativi o condizionanti che possono imporre limitazioni d uso all attività estrattiva ( Es. siti di interesse naturalistico di importanza comunitaria); prescrizioni e criteri per l attuazione del P.R.A.E.R. con specifico riferimento alla formazione dei Piani di Settore sotto-ordinati. a.2.1 Le risorse Le risorse sono distinte in due settori: - Settore I Materiali per usi industriali, per costruzioni ed opere civili ; - Settore II Materiali ornamentali. Al settore degli ornamentali si aggiungono anche i materiali storici, cioè quei materiali coltivati in passato per uso ornamentale, la conoscenza dei quali riveste particolare importanza sia nel collocamento delle pietre toscane nell edilizia e nell arte, sia per il restauro monumentale. a.2.2 I giacimenti L individuazione dei Giacimenti potenzialmente coltivabili, come previsto dalla lettera a) comma 2, art. 4 della Legge Regionale 3 Novembre 1998 n. 78, ha tenuto conto: a) dell individuazione e della perimetrazione come giacimenti delle aree di risorsa non sottostanti a vincoli o condizionamenti ostativi all attività estrattiva; b) di tutti i giacimenti individuati dal P.R.A.E. ai sensi dell ex D.G.R. n. 200/1995 e successive modificazioni approvate dalla Regione, fatta eccezione per quelli risultanti inseriti in contesti caratterizzati da elevato pregio ambientale e per quelli che dal 1995 al 2003 sono stati inseriti in aree protette per i quali non sia stata eseguita la Valutazione d incidenza di cui alla L.R n. 56 Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche, o dove è stata operata una valutazione, oltre che sulla qualità della risorsa, sui valori paesaggistici, quindi al rapporto tra l eventuale attività estrattiva ed il territorio. 4
11 a.2.3 I vincoli Le aree di risorsa sono state confrontate con i vincoli e limitazioni d uso del territorio, come descritti all art. 6 della delibera n. 200/ Piano Regionale delle attività estrattive, ai quali si aggiungono le aree di cui al progetto Bioitaly, eseguito in attuazione della direttiva 92/43/CEE detta Habitat e di cui all allegato D della l.r. 6 aprile 2000 n. 56. Occorre comunque precisare che nel PRAER l individuazione e la perimetrazione delle Risorse non tiene necessariamente conto della presenza di vincoli ostativi o condizionanti, in quanto questa fase di verifica è stata demandata alle province (PAERP) ed ai Comuni. a.2.4 Prescrizioni e criteri per l attuazione del P.R.A.E.R. La disciplina del Piano, redatta secondo le disposizioni di cui all art. 3 della legge regionale 3 novembre 1998, n. 78, riguarda la redazione dei Piani provinciali e l adeguamento della pianificazione comunale. In particolare per la pianificazione di competenza della Provincia definisce: - la specificazione del quadro conoscitivo ed integrazioni al P.R.A.E.R.; - i criteri per l individuazione delle prescrizioni localizzative; - gli indirizzi per il coordinamento dell attività estrattiva nei bacini di cave contermini; - le cave e le zone di reperimento di materiali ornamentali storici; - le cave dismesse; - il monitoraggio a cura delle Province; - le misure di salvaguardia. a.2.5 I contenuti del Piano Rgionale riferiti al territorio della Provincia di Grosseto Qui di seguito riportiamo uno stralcio dei contenuti del piano regionale riferito al contesto delle risorse e dei giacimenti individuati nel territorio della Provincia di Grosseto in modo da favorire un rapido confronto con gli approfondimenti e le previsioni del piano provinciale successivamente illustrato. - Accorpamento formazionale Per la formazione del P.R.A.E. la Toscana ha proceduto alla definizione delle risorse innanzitutto sotto l aspetto geologico, raggruppando le formazioni geologiche presenti nel 5
12 territorio secondo un criterio per gruppi litologici omogenei. Il criterio di selezione adottato segue parametri di valutazione di natura litotecnica, genetica e di composizione mineralogica e petrografia secondo la logica della destinazione d uso e commerciale della risorsa estraibile. Ogni gruppo, distinto da un codice da 0 a 20, comprende un certo numero di formazioni geologiche con caratteristiche litotecniche simili rispetto al quale si possono prevedere modalità estrattive e campi d'impiego simili, non escludendo che lo stesso campo d'impiego possa appartenere a formazioni inserite in gruppi diversi. Qui di seguito riportiamo una tabella di sintesi, estratta dal vigente PRAER, dove si rileva la presenza di accorpamenti formazionali relativi al campo di indagine di livello regionale. ma che non necessariamente sono rappresentati nell ambito provinciale. - Codici degli accorpamenti formazionali codice descrizione della formazione 0 depositi alluvionali recenti ed attuali terrazzati e non; depositi di colmata, palustri, torbosi, accumuli detritici e di frana 1 sabbie di spiaggia e dune costiere recenti ed attuali 2 travertini attuali e recenti; calcari detritico-organogeni 3 conglomerati poligenici; brecce poligeniche 4 depositi argillosi di origine fluvio lacustre o marina, talvolta con lenti di sabbia e/o ghiaia o gesso 5 depositi sabbiosi di origine fluvio lacustre; arenarie poco cementate tipo "panchina"; molasse; depositi sabbiosi con ciottoli 6 depositi sabbioso-argillosi o limosi con o senza ghiaie ed altri materiali 7 gessi; alabastri; anidriti con intercalate argille, marne e sabbie 8 arenarie quarzoso-feldspatiche, spesso torbiditiche, con o senza marne o argilliti 9 arenarie e arenarie grossolane metamorfiche, formazione indifferenziata del Verrucano 10 marne, argilliti, argilloscisti, talvolta con intercalazioni di altri litotipi; scisti metamorfici; filladi 6
13 11 diaspri, radiolariti e scisti silicei 12 calcari ben stratificati con o senza intercalazioni marnose, calcari litografici, selciferi, nodulari, calcareniti 13 alternanze di calcari, calcareniti ed argilliti; calcari marnosi e marne spesso gradate; brecciole calcaree 14 calcari saccaroidi; calcari ceroidi; calcescisti, marmi e cipollini 15 calcari massicci o grossolanamente stratificati; calcari dolomitici e vacuolari (calcare cavernoso); dolomie e anidriti 16 dolomie e calcari dolomitici metamorfici (grezzoni e marmi dolomitici) 17 rocce igee intrusive: graniti, granodioriti, quarzomonzoniti,apliti, rocce filoniane, cornubianiti 18 rocce effusive: ignimbriti, tufi, lipariti, trachiti, quarzolatiti, tefriti fonolitiche, trachibasalti, basaniti, leuciti, e vulcaniti in genere 19 rocce ofiolitiche: diabasi, gabbri, serpentine, peridotiti, pillow lavas, brecce ofiolitiche 20 complesso indifferenziato costituito da alternanze di argilloscisti, calcari e calcari silicei, talora caotizzati con intercalazioni di arenarie calcaree, calcari marnosi e argilliti, appartenenti prevalentemente ai complessi di base delle Unità Liguri e sub Liguri A tal proposito si rileva che il PRAER ha individuato le risorse e i relativi giacimenti potenzialmente coltivabili per l area grossetana in relazione ai soli accorpamenti formazionali qui di seguito riportati e descritti. - Descrizione delle risorse estrattive e dei giacimenti potenzialmente coltivabili per la Provincia di Grosseto Per il nostro territorio sono stati individuati materiale riferibili sia al Settore I degli inerti per usi industriali, per costruzioni e opere civili, sia al Settore II, quello degli ornamentali. Nelle tabelle successive i materiali individuati sono distinti per tipologia di materiale individuato al quale viene riportato il riferimento circa il codice di accorpamento formazionale e il Comune interessato dal sito estrattivo potenziale. 7
14 I settore (inerti) Tipologia di materiale individuato Codice Comuni interessati Argille (codice 4), depositi attuali o recenti sabbioso argillosi (codice 0), sabbie e ghiaie, riferibili prevalentemente a depositi alluvionali recenti nei fondovalle (codice 0) e a depositi più antichi di origine fluvio lacustre (codice 5) Campagnatico, Capalbio, Castel del Piano, Castell Azzara, Civitella Paganico, Grosseto, Manciano, Massa M.ma, Monterotondo M.mo, Orbetello, Pitigliano, e Scansano Calcari e calcareniti, massicci e stratificati, Campagnatico, Capalbio, riferibili sia alla Serie Toscana non Gavorrano, Massa M.ma, metamorfica sia alle Liguridi. (impiegati come inerti e come materiali industriali) Monterotondo M.mo, Orbetello, Roccastrada e Santa Fiora Calcari vacuolari, calcari cavernosi, talora 15 Roccastrada con gessi, brecce calcaree appartenenti alla formazione anidritica. (impiegati come materiali industriali tecnologici) Argilloscisti, marne, marne calcaree e 10 Castell Azzara calcari marnosi. (usati prevalentemente come materiali industriali) Rocce vulcaniche effusive rappresentate 18 Pitigliano e Sorano prevalentemente da tufi, e subordinatamente da altre vulcaniti, (impiegate come materiale industriale nell edilizia e nell arredo urbano) Rocce verdi (Serpentine, Gabbri e Diabase). 19 Zavorrano, Massa M.ma e Manciano Diaspri 11 Montieri e Semproniano 8
15 II settore (ornamentali) Tipologia di materiale individuato Codice Comuni interessati Travertini 2 Manciano Arenarie calcareo quarzoso feldspatiche riferibili alla formazione dell Arenaria di Manciano ( Pietra Dorata ). Arenarie quarzoso feldspatiche riferibili alla formazione del Macigno 5 Manciano 8 Grosseto e Scarlino Dai dati desunti dal PRAER la superficie delle Risorse estrattive è di ha 3.573,61 mentre quella dei Giacimenti è di ha 2.538,14, con una differenza di ha 1.035,47 e in percentuale del 28,9%. La netta differenza è dovuta alla perimetrazione delle sabbie e ghiaie alluvionali per le quali le Risorse sono nettamente maggiori dei Giacimenti effettivamente e potenzialmente coltivabili. a.3 GLI ADEMPIMENTI PROVINCIALI Tra i compiti conferiti alle Province con la L.R. 78/98 vi è quello di predisporre il Piano delle Attività Estrattive di Recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili, in seguito denominato P.A.E.R.P., attraverso il quale si attuano gli indirizzi e le prescrizioni dei due settori del P.R.A.E.R. Il P.A.E.R.P. è al contempo anche strumento di attuazione del Piano Territoriale Provinciale (P.T.C.), pertanto ne recepisce gli indirizzi definendo specifiche indicazioni nei confronti del comparto delle attività estrattive. Il Piano ha il compito di disciplinare lo svolgimento nel territorio provinciale dell'attività estrattiva con l'obiettivo di far coesistere la corretta utilizzazione della risorsa mineraria, dal punto di vista tecnico-economico, valorizzando al massimo fonti alternative di approvvigionamento per aggregati (scarti di lapidei, macerie da demolizione, smarini e risulte 9
16 da scavi e sbancamenti), con la tutela dell'ambiente e la fruizione ottimale delle risorse del territorio. Con la formulazione di un piano si delinea un quadro entro cui gli operatori del settore possono muoversi nel rispetto di prescrizioni e norme finalizzate al raggiungimento di un equilibrio tra le varie ipotesi d'utilizzo del territorio. Ma il Piano deve assolvere anche al compito di disciplinare i siti estrattivi dismessi nella logica del corretto recupero e reinserimento ambientale. Infatti nel passato, a causa del regime normativo insufficiente (precedentemente al 1980) e di difficoltà nella verifica dello stato di risistemazione dei luoghi, molte aree del territorio provinciale hanno subito profonde trasformazioni morfologiche e strutturali a causa dell'attività estrattiva, con conseguenti modificazioni morfologiche, del reticolo idraulico superficiale e dell'idrogeologia, che hanno lasciato condizioni ambientali degradate e talora compromesse. Durante la fase di localizzazione delle prescrizioni localizzative della aree estrattive è stata considerata la necessità di reintervenire in tali luoghi per esaurire l eventuale risorsa residua o bilanciare la compromissione di nuovi siti, comunque sempre nell'ottica del recupero ambientale e funzionale delle Aree Escavate. Ovviamente questo principio è perseguito ancora e più rigorosamente per i nuovi siti di attività previsti dal PAERP stesso, attraverso particolari accorgimenti sia per la mitigazione degli impatti durante l'esercizio della cava, che con specifiche indicazioni per la ricomposizione dei luoghi una volta che la cava sia giunta ad esaurimento. Nel dettaglio, il Piano (nel rispetto dell Art. 8 della L.R. 78/98, come integrato dal regolamento emanato in attuazione dell Art. 6 della stessa e del vigente P.R.A.E.R.) deve contenere: a) la specificazione del quadro conoscitivo delle risorse estrattive, dei giacimenti, dei materiali recuperabili assimilabili individuati dal PRAER e delle altre risorse essenziali del territorio potenzialmente interessate dai processi estrattivi, nonché il censimento delle attività estrattive in corso. La specificazione si ottiene mediante approfondimenti delle conoscenze relative alle risorse estrattive, ai giacimenti ed ai materiali recuperabili e assimilabili di cui all articolo 2, comma 2, della l.r. 78/1998; mentre per le risorse essenziali del territorio occorre riferirsi a quanto disposto all articolo 3 della legge regionale 3 gennaio 2005 n. 1 (Norme per il governo del territorio). 10
17 Il censimento deve evidenziare lo stato di attuazione delle autorizzazioni rilasciate dai comuni, della tipologia dei materiali estratti,dei metodi di coltivazione e delle potenzialità estrattive residue anche in termini temporali. Quanto sopra, deve riguardare anche le zone di reperimento di materiali ornamentali storici per le quali la ricognizione e consistenza dei materiali di recupero derivanti dalla scarto della lavorazione diviene fondamentale nella logica della razionalizzazione dei consumi e del ciclo di recupero dei rifiuti. Le Province, a seguito degli approfondimenti del quadro conoscitivo delle risorse estrattive, dei giacimenti, dei materiali recuperabili/assimilabili e delle altre risorse del territorio potenzialmente interessate, possono integrare le localizzazioni delle risorse estrattive e dei giacimenti individuati dal P.R.A.E.R. nel relativo territorio, fornendo le relative ed esplicite motivazioni; b) vincoli e limitazioni d uso del territorio, compresi quelli eventualmente stabiliti da atti di pianificazione territoriale e ambientale che saranno di riferimento anche ai fini dell obbligo di definire prescrizioni localizzative delle aree estrattive, ai fini della pianificazione comunale di adeguamento, in relazione al dimensionamento e ai criteri attuativi definiti dal PRAER. Il piano deve contenere anche precisazioni circa i criteri e i parametri applicati nella redazione del P.A.E.R.P. per la valutazione degli effetti territoriali, ambientali e igienico sanitari sulla base delle prescrizioni del PRAER; c) individuazione generale delle cave dismesse in condizioni di degrado ambientale e per le quali non vi sia preventivo impegno alla risistemazione, evidenziando quelle che necessitano di interventi tesi a ridurre o eliminare il degrado; d) Indirizzi per la pianificazione comunale prioritariamente riferiti ai seguenti aspetti: coordinamento delle attività estrattive nei bacini di cave contermini, al fine di assicurare le condizioni di sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni interessate; individuazione delle cave e delle zone di reperimento di materiali ornamentali storici, compatibilmente con la tutela delle risorse lapidee e del territorio interessato; recupero ambientale di cave dismesse in condizioni di degrado ambientale e per le quali non vi sia preventivo impegno alla risistemazione; 11
18 modalità di coltivazione e risistemazione ambientale. le interrelazioni con gli altri piani di settore regionali e provinciali interessati; i termini, comunque non superiori a sei mesi, per l adeguamento della pianificazione comunale al PAERP; il programma di monitoraggio (biennale) del PAERP anche ai fini della verifica del rispetto del dimensionamento definito dal PRAER. 12
19 IL QUADRO CONOSCITIVO DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE E DEI MATERIALI DI RECUPERO DEL PIANO PROVINCIALE (P.A.E.R.P.) 13
21 b.1 PREMESSA Le risorse litologiche e i giacimenti insistenti sul territorio provinciale, come individuati e perimetrati nella documentazione cartografica del Piano Regionale (cfr. ELABORAT0 A.1), sono stati sottoposti ad analisi di dettaglio nei loro aspetti dimensionali e in relazione all ambito e al contesto di riferimento. A tal fine ogni singola area è stata posta a confronto e valutata, nei suoi aspetti morfologici e geo-giacimentologici, con la più recente cartografia geologica e con le corrispondenti riprese aeree. Successivamente, con sopralluoghi diretti sulle aree individuate e la raccolta in loco dei dati di produzione forniti dagli esercenti, è stato possibile: conseguire l approfondimento e l aggiornamento conoscitivo delle previsioni areali P.R.A.E.R.; inquadrare l assetto areale e produttivo attuale del comparto estrattivo; valutare la consistenza dei materiali effettivamente riutilizzati negli impianti di riciclaggio dei rifiuti inerti non pericolosi; individuare i possibili apporti al comparto inerti ricavabili dall utilizzo degli sfridi di abbattaggio e di lavorazione dei materiali ornamentali; censire le cave utilizzabili per materiali ornamentali storici. E stata infine effettuata una rilettura della schedatura delle cave dismesse e abbandonate, già effettuata dalla Provincia nel 1997, allo scopo di documentate il loro stato fisico e valutare la prospettiva di un eventuale loro riutilizzo produttivo nell ambito di necessari interventi di recupero ambientale. b.2 APPROFONDIMENTO DEL QUADRO CONOSCITIVO DEL P.R.A.E.R. Avendo come documentazione di riferimento la Carta Geologica Regionale alla scala 1: della Regione Toscana, tutte le aree delimitate come Risorsa e Giacimento nelle previsioni del P.R.A.E.R. (cfr. ELABORATO A.1) sono state riconsiderate per quanto concerne la presenza di elementi sia morfologici sia strutturali di potenziale incidenza sull attività estrattiva, sia infine per la verifica degli aspetti dimensionali e qualitativi rilevati 15
22 che caratterizzano i depositi e le litologie oggetto di attuale o potenziale interesse estrattivo. Allo stesso modo, riportate le perimetrazioni sulle basi topografiche recenti della Carta Tecnica Regionale alla scala 1:10.000, l ubicazione di ogni singola area è stata valutata, con l aiuto delle riprese aeree in bianco e nero eseguite da A.I.M.A. nel 2006 e con la successiva ripresa a colori del 2007, per la verifica della sua collocazione rispetto alle componenti ambientali (morfologia, copertura boschiva, viabilità, abitati, rete idrografica, ecc.) desumibili dalla visione dall alto dei luoghi. Il sistema delle aree sottoposte a tutela del territorio dalle normative pianificatorie regionali (P.I.T.) e provinciali (P.T.C.) e dei vincoli ha costituito un ulteriore documentazione alla luce della quale si è proceduto alla verifica della compatibilità delle aree di risorse e giacimenti perimetrate dal P.R.A.E.R; le stesse sono state poi confrontate con le codificazioni introdotte dal P.A.I relative ai rischi idraulici e geomorfologici del territorio. Analogo confronto valutativo è stato effettuato prendendo atto dei contenuti delle varianti comunali di adeguamento al P.R.A.E. (anni ), così come di quelle di adeguamento alle successive modifiche del Piano Regionale. Infine si è tenuto conto delle previsioni dei vari Piani Strutturali e delle autorizzazioni comunali rilasciate. L analisi e la raccolta cartografica e di dati, eseguita con l attività sopra descritta, ha costituito quindi l insieme dei termini di confronto in base ai quali le primitive aree di Risorsa e Giacimento delimitate nella cartografia programmatica P.R.A.E.R., sono state valutate nella loro congruità e, ove ritenuto necessario, modificate e adeguate alla effettiva realtà dei luoghi nella proposta di piano provinciale. Sono state inoltre considerate le possibili fonti di materiali che potrebbero integrare la produzione provinciale degli inerti da cava; gli unici materiali in grado di fornire quantità apprezzabili a tale scopo sono stati individuati negli scarti di scavo, di cernita e di sbozzatura accumulati in discarica al margine dell attività estrattiva di arenarie e travertini nel comune di Manciano. Anche le cave e le zone di provenienza dei materiali storici considerati nel P.R.A.E.R. sono state riviste nella loro ubicazione e ne è stata valutata l opportunità di riconferma; è stata inoltre considerata la loro integrazione con altri tipi di litologie di pregio. 16
23 b.3 ASSETTO PRODUTTIVO ATTUALE DEL COMPARTO ESTRATTIVO Nella elaborazione del P.A.E.R.P. il quadro delle attività estrattive in corso è stato aggiornato ed attualizzato attraverso un dettagliato censimento delle cave attive. Con l effettuazione di sopralluoghi, di interviste per la raccolta dei più recenti dati di produzione e con il fattivo contributo delle amministrazioni comunali, è stata eseguita la rilevazione, per singola unità, sia dei dati caratteristici e specifici sia dei dati sensibili necessari alla programmazione provinciale per il rispetto del dimensionamento P.R.A.E.R. delle produzioni. Nelle schede dell ELABORATO B.1 le cave censite sono state raggruppate per comune di appartenenza e per esse vengono riportati i seguenti dati: nome convenzionale e codici identificativi con i quali la stessa area è stata individuata nel P.R.A.E. 1995, nel P.R.A.E.R e in quello del presente P.A.E.R.P.; la ditta esercente l attività e la sua sede legale; la tipologia dei materiali estratti; l autorizzazione comunale e relativo stato di attuazione; le produzioni nell arco temporale ; la metodologia di coltivazione; le potenzialità residue in termini quantitativi e temporali. Il censimento ha quindi permesso la rappresentazione di sintesi di cui allo ELABORATO B.2, Carta delle cave attive in scala 1: , della distribuzione sul territorio provinciale dei vari centri di attività estrattiva cui è associato il codice identificativo P.A.E.R.P.. Da tale documento si evince la irregolare distribuzione areale degli stessi, ubicati in prevalenza lungo le aste fluviali dei corsi d acqua principali, e l assenza di fonti locali di produzione per materiali da costruzione e ornamentali presso un congruo numero di Comuni: Castiglione della Pescaia, Follonica, Massa Marittima, Seggiano, Arcidosso, Roccalbegna, Magliano in Toscana, Monte Argentario e Capalbio. Si può notare inoltre come in un ampia fascia di territorio parallela alla costa le attività estrattive attuali siano rarissime e comunque localizzate in situazioni morfologiche che non determinano l impatto visivo. 17
24 TABELLA 1 - QUADRO RIASSUNTIVO DELLE CAVE ATTIVE PER SETTORE Settore 1 Settore 2 Comune N cave Edilizia e Costruzioni Industriale Ornam entale Campagnatico Castel del Piano 1 1 Castell'Azzara 1 1 Cinigiano 1 1 Civitella Paganico 2 2 Gavorrano 2 2 Grosseto 1 1 Manciano Monterotondo M.mo 3 3 Montieri 1 1 Orbetello 1 1 Pitigliano Roccastrada 3 3 Santa Fiora 2 2 Scansano 1 1 Scarlino 1 1 Semproniano 1 1 Sorano Totali
25 Sulla base del Settore di riferimento (cfr. Tabella 1), la localizzazione delle cave che attengono al comparto dell edilizia e delle costruzioni (n. 23) e a quello industriale (n. 8) interessa sedici comuni, sui ventotto della provincia, mentre la produzione di materiali del Settore 2 riguarda i soli materiali ornamentali da taglio, non essendo attiva nessuna cava per l estrazione di ornamentali storici. Infine la Tabella 2, riassuntiva delle cave raggruppate per tipologia dei materiali estratti, sottolinea come la produzione di granulati e pietrischi abbia il maggior peso sia per numero di centri di attività che per volumi della produzione; inoltre come la produzione degli ornamentali risulti concentrata solo nei territori dei comuni di Manciano (arenaria e travertino) e Sorano (tufo), essendo infatti trascurabili gli apporti della cava sita nel comune di Scarlino. Dal confronto con le cartografie dei vincoli e delle limitazioni d uso del territorio emerge come due cave attive (Le Volte e Valle Culaccia) ricadenti nei comuni di Manciano e di Pitigliano siano interessati da aree S.I.R.- S.I.C. Z.P.S. Per quanto concerne i quantitativi, dall aggiornamento dei dati nell anno 2007 (cfr. Tabella 3), le produzioni dell attività estrattiva provinciale ammontano in totale a circa m 3 ; i materiali del Settore 1 sono rappresentati con larga prevalenza dagli inerti per edilizia e costruzioni, che costituiscono il 74 % contro un 26 % di materiali industriali. Gli ornamentali da taglio incidono solo per il 5 % sulla produzione totale. Per una più snella consultazione, nelle Tabelle 4, 5, 6 e 7 sono riportati i prospetti riassuntivi delle cave in esercizio, di quelle in recupero produttivo-ambientale, degli Esercenti e quello degli impianti di lavorazione dei materiali (da costruzione e ornamentali). Nell ELABORATO B.3 sono raccolte le cartografie in scala 1: di ubicazione delle cave attive censite e, di seguito (in considerazione della loro importanza come centri di approvvigionamento e distribuzione), quelle dei vari impianti di lavorazione dei materiali; nella maggior parte dei casi questi ultimi sono annessi alle cave stesse. È da evidenziare come per i materiali ornamentali di maggior pregio vi sia in ambito provinciale solo un impianto di segagione e lavorazione in loco che ne incrementi ulteriormente il valore economico e occupazionale (cava Pianetti). 18
26 TABELLA 2 - QUADRO RIASSUNTIVO DELLE CAVE ATTIVE DISTINTE PER TIPO DI MATERIALE Comune N cave Sabbia Calcare Diabase Diaspro Detrito Argi lla Gesso Pomice Travertino Arenaria Tufo Campagnatico Castel del Piano 1 1 Castell'Azzara 1 1 Cinigiano 1 1 Civitella Paganico 2 2 Gavorrano Grosseto 1 1 Manciano Monterotondo M.mo Montieri 1 1 Orbetello 1 1 Pitigliano Roccastrada 3 3 Santa Fiora 2 2 Scansano 1 1 Scarlino 1 1 Semproniano 1 1 Sorano Totali
27 TABELLA 3 - PRODUZIONI 2007 DEL COMPARTO ESTRATTIVO MATERIALI INERTI Esercenti Località Materiali Volumi m 3 Comparto - AMIATA BITUMI S.r.l. Poggio Sassaiola - S. Fiora Calcare BETON COSTRUZIONI S.r.l. Saracchieto - Manciano Calcare COIMAR S.r.l. Priorato - Orbetello Calcare CONS. MAREM. BRIZZI - MASSAI S.r.l. Poggio Petriccio - Campagnatico Calcare PIAZZI RINO S.a.s. S. Croce - Monterotondo M.mo Calcare ROSATI GASTONE S.a.s. S. Anna - S. Fiora Calcare ARTIGIANA MIRAFIORA S.n.c. Valle Culaccia - Pitigliano Sabbia/Ghiaia BERTI REMO E FIGLIO S.n.c. La Castellina - Campagnatico Sabbia/Ghiaia BETONVAL S.p.A. Renai - Scansano Sabbia/Ghiaia BRAMERINI COSTRUZIONI S.r.l. Pian delle Birbe - Castel d. Piano Sabbia/Ghiaia BRIZZI ESCAVAZIONI S.r.l. La Lena - Campagnatico Sabbia/Ghiaia COIMAR S.r.l. Le Volte - Manciano Sabbia/Ghiaia EDILCAVE S.r.l. Cornia Nord - Monterotondo Sabbia/Ghiaia EGEA S.r.l. Pian Colombaio S - Civitella Paganico Sabbia/Ghiaia F.LLI MASSAI Pian Colombaio N - Civitella Paganico Sabbia/Ghiaia F.LLI MASSAI Le Capanne - Cinigiano Sabbia/Ghiaia F.LLI MEDORO S.n.c. Pianetti - Campagnatico Sabbia/Ghiaia PERNA ELIO & C. S.r.l. Arcille - Campagnatico Sabbia/Ghiaia SALETTI GIULIANO Pian delle Birbe - Castel del Piano Sabbia/Ghiaia F.LLI BUZZICHELLI S.r.l. La Selva - Montieri Diaspro CAVA NUOVA BARTOLINA S.r.l. Poggio Girotondo - Gavorrano Diabase TOTALE MATERIALI INERTI m MATERIALI INDUSTRIALI - GESSI DEL LAGO D'ISEO S.p.A. Poggio Ulivi - Roccastrada Gesso GESSI ROCCASTRADA S.r.l. Cava Nord - Cava La Tana - Roccastrada Gesso COTTO REF S.p.A. Poggio Le Greppe - Castell'Azzara Argilla SANLORENZO LATERIZI S.r.l. Voltina - Grosseto Argilla SANLORENZO LATERIZI S.r.l. Sticcianese - Campagnatico Argilla EUROPOMICE S.r.l. Poggio Nardeci - Pitigliano Pomice CONTI GIULIANO Vaiana - Sorano Pomice TOTALE MATERIALI INDUSTRIALI m TOTALE SETTORE 1 - INERTI MATERIALI ORNAMENTALI - TRAVERTINI PARADISO S.r.l. Pian di Palma - Manciano Travertino 30 - SATURNIA STONES S.r.l. Pianetti - Manciano Travertino PIETRA DORATA S.r.l. Gamberaio - Manciano Arenaria SANTAFIORA PIETRE S.r.l. Scarceta-Poggio la Vecchia - Manciano Arenaria CAVE CAMPIMAGLIA S.n.c. Campimaglia - Sorano Tufo CAVE PIANDIRENA S.r.l. Pian di Rena - Sorano Tufo TOTALE SETTORE 2 - ORNAMENTALI m
28 TABELLA 4 - QUADRO RIASSUNTIVO DELLE CAVE IN ESERCIZIO N Denominazione Comune Esercente Materiale estratto 1 Arcille Campagnatico Perna Elio & C. S.r.l. Sabbia e ghiaia 2 La Castellina Campagnatico Berti Remo & Figlio S.n.c. Sabbia 3 La Sticcianese Campagnatico Sanlorenzo Laterizi S.r.l. Argilla 4 La Lena Campagnatico Brizzi Escavazioni S.r.l. Sabbia e ghiaia 5 Pianetti Campagnatico F.lli Medoro S.n.c. Sabbia e ghiaia 6 Poggio Petriccio Campagnatico Cons. Marem. Cave Brizzi-Massai S.r.l. Calcare 7 Piano delle Birbe Castel del Piano Bramerini Costr.ni S.r.l.-Saletti Giuliano Sabbia e ghiaia 8 Poggio le Greppe Castell'Azzara Cotto REF S.p.A. Argilla 9 Le Capanne Cinigiano F.lli Massai Sabbia e ghiaia 10 Pian Colombaio Nord Civitella Paganico F.lli Massai Sabbia e ghiaia 11 Pian colombaio Sud Civitella Paganico Egea S.p.A. Sabbia e ghiaia 12 La Vallina Gavorrano Edil Cave S.r.l. Calcare 13 Poggio Girotondo Gavorrano Cava Nuova Bartolina S.r.l. Diabase 14 Voltina Grosseto Sanlorenzo Laterizi S.r.l. Argilla 15 Pian di Palma Manciano Travertini Paradiso S.r.l. Travertino 16 Pianetti Manciano Saturnia Stones S.r.l. Travertino 17 Le Volte Manciano Co.I.Mar. S.r.l. Sabbia e ghiaia 18 Saracchieto Manciano Beton Costruzioni S.r.l. Calcare 19 Poggio la Vecchia Manciano Santa Fiora Pietre S.r.l. Arenaria 20 Scarceta Manciano Santa Fiora Pietre S.r.l. Arenaria 21 Gamberaio Manciano Pietra Dorata S.r.l. Arenaria 22 Fonte Torniai Monterotondo M.mo Piazzi Rino S.a.s. Detrito calcareo 23 S. Croce Monterotondo M.mo Piazzi Rino S.a.s. Calcare 24 Cornia Nord Monterotondo M.mo Edil Cave S.r.l. Sabbia e ghiaia 25 La Selva Montieri F.lli Buzzichelli S.r.l. Diaspro 26 Priorato Orbetello Co.I.Mar. S.r.l. Calcare 27 Poggio Nardeci Pitigliano Europomice Minerali & Derivati S.r.l. Pomice 28 Valle Culaccia Pitigliano Artigiana Mirafiora S.r.l. Sabbia e ghiaia 29 Cava Nord Roccastrada Gessi Roccastrada S.r.l. Gesso 30 La Tana Roccastrada Gessi Roccastrada S.r.l. Gesso 31 Poggio Ulivi Roccastrada Gessi del Lago d'iseo S.p.A. Gesso 32 Poggio Sassaiola Santa Fiora Amiata Bitumi S.r.l. Calcare 33 S. Anna Santa Fiora Rosati Gastone S.a.s. Calcare 34 Renai Scansano Betonval S.p.A. Sabbia e ghiaia 35 Il Poggetto Scarlino Edil Cave S.r.l. Arenaria 36 Cà di Brizio Semproniano Bertoncave Olivi S.r.l. Diaspro 37 Vaiana Sorano Conti Giuliano Pomice 38 Pian di Rena Sorano Cave Piandirena S.r.l. Tufo 39 Campimaglia Sorano Cave Campimaglia S.n.c. Tufo 40 Poggio Corto Sorano Cave Piandirena S.r.l. Tufo 41 Poggio Ceccarello Sorano Eurotufo S.n.c. Tufo
29 TABELLA 5 - QUADRO RIASSUNTIVO DELLE CAVE IN RECUPERO AMBIENTALE Codice Denominazione Comune Esercente Materiale estratto 1 Fonte Torniai MONTEROTONDO M.MO PIAZZI RINO S.a.s Detrito calcareo 2 La Selva MONTIERI F.LLI BUZZICHELLI S.r.l. Diaspro 3 Campisanti ROCCASTRADA GESSI ROCCASTRADA S.r.l. Gesso 4 Molino Nuovo ROCCASTRADA GESSI ROCCASTRADA S.r.l. Gesso 5 S. Rocco GAVORRANO POZZI STEFANO S.r.l. Calcare
30 TABELLA 6 - QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI ESERCENTI LE ATTIVITA' ESTRATTIVE N Esercente Sede legale Codice cava Codice impianto 1 AMIATA BITUMI S.r.l. CASTEL DEL PIANO 34 C I 27 2 ARTIGIANA MIRAFIORA S.n.c. PITIGLIANO 44 SG I 39 3 BERTI REMO e FIGLIO S.n.c. SCANSANO 33 S - 4 BETON CAVE OLIVI S.r.l. SEMPRONIANO 38 DT I 29 5 BETON COSTRUZIONI S.r.l. ROCCALBEGNA 49 C I 41 6 BETONVAL S.p.A. CALENZANO (FI) 26 SG I 21 7 BRAMERINI COSTRUZIONI S.r.l. ARCIDOSSO 18 SG - 8 BUZZICHELLI F.LLI S.r.l. POMARANCE (PI) Ba DT 9 BRIZZI ESCAVAZIONI S.r.l. CAMPAGNATICO 20 SG I CAVA NUOVA BARTOLINA S.r.l. GAVORRANO 12 D I 5 11 CAVE CAMPIMAGLIA S.n.c. SORANO 7 TF - 12 CAVE PIANDIRENA S.r.l. SORANO 8 TF-10 TF-11 TF - 13 CO.I.MAR. S.r.l. MANCIANO 48 C-41 SG I CONS. MAREMM. CAVE BRIZZI-MASSAI S.r.l. GROSSETO 19 C 15 CONTI GIULIANO SORANO 5 Po I COTTO REF S.p.A. CASTELL'AZZARA 8.00 AM - 17 EDILCAVE S.r.l. FOLLONICA 6 SG-11 C-2 AR I EGEA S.r.l. CHIUSDINO (SI) 17 SG - 19 EUROPOMICE MINERALI & DERIVATI S.r.l. MILANO (MI) 16 PM I EUROTUFO S.n.c. SORANO 9 TF - 21 F.LLI MASSAI DI MASSAI R. & L. S.n.c. CINIGIANO 6 I F.LLI MEDORO S.n.c. CAMPAGNATICO 23 SG I GESSI DEL LAGO D'ISEO S.p.A. COSTA VOLPINO (BG) 2 GS I 9 24 GESSI ROCCASTRADA S.r.l. ROCCASTRADA 2 GS I PERNA ELIO & C. S.r.l. GROSSETO 31 SG-32 SG I PIAZZI RINO S.a.s. MONTEROTONDO M.MO 4 C-5 DT I 1 27 PIETRA DORATA S.r.l. MANCIANO 14 AR - 28 ROSATI GASTONE S.a.s. SANTA FIORA 35 C I SALETTI GIULIANO CIVITELLA-PAGANICO 18 SG I SANLORENZO LATERIZI S.r.l. CECINA (LI) 5 A-6 A I SANTA FIORA PIETRE S.r.l. VITORCHIANO (VT) 13 AR - 32 SATURNIA STONES S.r.l. MANCIANO 12 T I TRAVERTINI PARADISO S.r.l. MANCIANO 6 T I 30
31 TABELLA 7 - QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI IMPIANTI DI LAVORAZIONE DEI MATERIALI N Denominazione Comune Esercente Tipo di impianto 1 Poggio Petriccio CAMPAGNATICO CONS. MAREMM. CAVE BRIZZI-MASSAI S.r.l. frant. + classificazione 2 Pianetti CAMPAGNATICO F.LLI MEDORO S.n.c. frant.+ lav. + classificazione 3 Molinaccio CAMPAGNATICO BRIZZI ESCAVAZIONI S.r.l. frant.+ lav. + classificazione 4 Trasubbie CAMPAGNATICO PERNA ELIO & C. S.r.l. frant.+ lav. + classificazione 5 Cipressino CIVITELLA-PAGANICO F.LLI MASSAI frant.+ lav. + classificazione 6 Cipressino 2 CIVITELLA-PAGANICO SALETTI GIULIANO frant.+ lav. + classificazione 7 La Vallina GAVORRANO EDILCAVE S.r.l. frant.+ lav. + classificazione 8 Poggio Girotondo GAVORRANO CAVA NUOVA BARTOLINA S.r.l. frant.+ lav. + classificazione 9 San Martino GROSSETO SANLORENZO LATERIZI S.r.l. fornace di laterizi 10 Pian di Palma MANCIANO SATURNIA STONES S.r.l. laboraborio pietra ornamentale 11 Pianetti MANCIANO TRAVERTINI PARADISO S.r.l. laboraborio pietra ornamentale 12 Marsiliana MANCIANO CO.I.MAR. S.r.l. frant.+ lav. + classificazione 13 Saracchieto MANCIANO BETON COSTRUZIONI S.r.l. frant.+ classificazione 14 Pianetti MANCIANO BETON CAVE OLIVI S.r.l. frant.+ classificazione 15 Piano S. Croce MONTEROTONDO M.MO PIAZZI RINO S.a.s frant.+ lav. + classificazione 16 Fornacelle MONTEROTONDO M.MO EDILCAVE S.r.l. frant.+ lav. + classificazione 17 Poggio Nardeci PITIGLIANO EUROPOMICE MINERALI & DERIVATI S.r.l. frant.+ classificazione 18 Capannella Fiora PITIGLIANO ARTIGIANA MIRAFIORA S.n.c. frant.+ lav. + classificazione 19 La Tana ROCCASTRADA GESSI ROCCASTRADA S.r.l. frant.+ vagliatura 20 Tamburino ROCCASTRADA GESSI ROCCASTRADA S.r.l. frant.+ vagliatura + fornace di gesso 21 Poggio Ulivi ROCCASTRADA GESSI DEL LAGO D'ISEO S.p.A. frant.+ vagliatura + fornace di gesso 22 Poggio Sassaiola SANTA FIORA AMIATA BITUMI S.r.l. frant.+ vagliatura 23 S. Anna SANTA FIORA ROSATI GASTONE S.a.s. frant.+ vagliatura 24 Renai SCANSANO BETONVAL S.p.A. frant.+ lav. + classificazione 25 Ca' di Brizio SEMPRONIANO BETON CAVE OLIVI S.r.l. frant.+ classificazione 26 Pian di Rena SORANO CAVE PIANDIRENA S.r.l. segagione (frant + vagliatura) 27 Campimaglia SORANO CAVE CAMPIMAGLIA S.n.c. segagione 28 Poggio Corto SORANO CAVE PIANDIRENA S.r.l. segagione 29 Vaiana SORANO CONTI GIULIANO segagione (frant.+ vagliatura) 29 Poggio Ceccarello SORANO EUROTUFO S.n.c. segagione
32 b.4 INVENTARIO DEGLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO E RICICLAGGIO Per il completamento del quadro provinciale delle produzioni di materiali inerti per edilizia e costruzioni è stato preso in considerazione l apporto che l attività di riciclaggio dei diversi materiali di scarto aggiunge a quelli di nuovo prelievo provenienti dagli scavi. Prescindendo dalle imprecisabili quantità di tali materiali di immediato reimpiego locale, si è proceduto al censimento ed alla schedatura degli impianti di stoccaggio e riciclaggio dei rifiuti recuperabili, come definiti dalle normative vigenti, per delineare un panorama localizzativo di tali centri e per conoscere l entità dei volumi dei materiali immessi sul mercato. Nell ELABORATO B.4 sono raccolte in schede anagrafiche le notizie sugli impianti autorizzati con procedura ordinaria in attività nel 2007 rilevando gli estremi delle ditte esercenti, quelli di rilascio e di scadenza delle autorizzazioni, la tipologia dei materiali ammessi, i quantitativi annui lavorabili autorizzati e le produzioni effettive del triennio Un quadro riassuntivo di tale comparto è ripreso in Tabella 8 A. I centri di lavorazione di maggior peso per la raccolta e il riutilizzo risultano ubicati uno nell area settentrionale della Provincia (Follonica-Caldana), uno in quella centrale (Grosseto) e un terzo nell area meridionale (Marsiliana di Manciano) nella parte occidentale e più prossima alla costa, mentre risultano assenti nell area centrale interna. Sono tuttavia in corso d istruttoria le richieste di autorizzazione per la realizzazione di altri impianti. Un apporto quantitativamente secondario di inerti è fornito sia dagli impianti mobili di riciclaggio autorizzati con procedura ordinaria, per i quali in Tabella 8 B viene fornito il quadro relativo all attività svolta nel 2007, sia dai più numerosi esercenti che operano con procedura semplificata (cfr. Tabella 8 C). Con riferimento ai dati di produzione rilevati per l anno 2007, il volume totale dei materiali inerti provenienti dalle attività di riciclaggio ha raggiunto l 11 % rispetto agli inerti provenienti dall attività estrattiva e, nel triennio , denuncia un trend di incremento annuo superiore al 15 %. 19
33 TABELLA 8 A - PRODUZIONE DEGLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO E RICICLAGGIO AUTORIZZATI CON PROCEDURA ORDINARIA Impresa Autorizzazione Scadenza Quantitativo annuo (t) Note autorizzato lavorato 2007 Rosati Gastone Sas n 735 del 07/03/ /11/ Cessato il 9 Novembre 2007 Asta Costruzioni S.a.s. n 257 del 07/04/ /04/ n 4336 del 26/06/ /10/ CO.I.MAR. Srl n 2719 del 29/10/ /10/ EMI Srl n 1417 del 08/06/ /05/ Consorzio Blu Bonifica Srl n 4802 del 30/11/ /11/ Ulivelli Sas n 5039 del 12/12/ /12/ Totale pari a mc (K di riduzione 1.2) In istruttoria Berti Costruzioni S.r.l. Monte Argentario Betoncave Olivi S.r.l. Manciano
34 TABELLA 8 B - ESERCENTI OPERANTI CON PROCEDURA SEMPLIFICATA Ai sensi dell'art. 216 D.Lgs 152/06 Impresa Sede Produzioni 2007 Note Perna Elio S.r.l. Campagnatico - Arcille t Bartiromo Luigi Bagno di Gavorrano - Via della Blenda, 7 Scadenza 19/05/ ;170504; Intestataria anche di autorizzazione ordinaria con impianto mobile Bramerini Costruzioni S.r.l. Arcidosso - Via Curtatone, t Solo miscele bituminose Beton Costruzioni S.r.l. Manciano - Borgo Marsiliana 0 Co.S.E.CA. S.p.A. Massa Marittima - Loc. Magrone 88 Vedi Asta Costruzioni S.r.l. Costanzi Vincenzo Orbetello - Albinia 0 Varo S.n.c. M. Argentario - P.S. Stefano Vedi Co.I.Mar. S.r.l. Edilizia Commerciale S.r.l. Grosseto - Via Nepal, 40 Vedi Consorzio Blu Bonifica S.r.l. Solo , Impianto guasto non ha esercitato Esercita solo attività di stoccaggio presso l'area di proprietà a Valpiana. Il materiale viene conferito ad Asta Costruzioni S.r.l. Solo scarrabile per stoccaggio; conferimento ad impianto di riciclaggio presso CO.I.MAR. Iscritta al registro ma non ha mai esercitato. Fa solo trasporto conto terzi presso la CO.I.MAR. S.r.l. Solo scarrabile per stoccaggio; conferimento ad impianto di riciclaggio presso Consorzio Blu Bonifica Coop. Ser. Tur. Orbetello - Corso Italia, Mai attivata Centro Edile Lombardelli S.r.l. Orbetello - Loc. Le Topaie 0 Non esercita Vibralcementi S.r.l. Grosseto - Via Aurelia Nord, Ediljolly S.r.l. Grosseto - Via dell' Antimonio, 7 0 Scansano Servizi S.r.l. Scansano Vedi Co.I.Mar. S.r.l. Solo trasporto conto terzi presso il Consorzio Blu Bonifica Solo scarrabile per stoccaggio; conferimento ad impianti di riciclaggio Iscritta al registro ma non ha mai esercitato. Fa solo trasporto conto terzi presso la CO.I.MAR. S.r.l. Mancini Costruzioni S.r.l. Follonica - Località Cannavota 0 Solo miscele bituminose Santa Fiora Pietre S.r.l. Vitorchiano (VT) - Strada Ortana 3162 t Betonval S.p.A. Calenzano (FI) - Via Dante Alighieri, 3 0 Consorio Blu Bonifica S.r.l. Grosseto - Via Monte Leoni, 10 0 Solo ; gli scarti del laboratorio di Vitorchiano vengono trasportati presso le cave ed utilizzato per la realizzazione di strade e per il recupero ambientale delle aree estrattive. Solo non sono ancora autorizzati Intestatarie anche di concessioi in procedura ordinaria
P R O V I N C I A D I P I S A DIPARTIMENTO DEL TERRITORIO Servizio Difesa del Suolo e Protezione Civile U.O. Georisorse Allegato 2 parte integrante e sostanziale della DCP 12 del 12/02/09 Piano Provinciale
PIANO DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE DI RECUPERO DELLE AREE ESCAVATE E RIUTILIZZO DEI RESIDUI RECUPERABILI DELLA PROVINCIA (P.A.E.R.P.) Gruppo di lavoro interno Arch. Pietro Pettini (Coordinatore) Arch. Lucia
1 - INDUSTRIA ESTRATTIVA
1 - INDUSTRIA ESTRATTIVA 1A - PROGETTAZIONE BPB ITALIA S.p.A Società appartenente gruppo multinazionale BPB Industries - UK Progetto messa in sicurezza e parziale ripristino della cava dismessa di pietra
Allegato A Proposta di legge Norme in materia di cave.
Allegato A Proposta di legge Norme in materia di cave. Sommario Titolo I - Oggetto e disposizioni generali Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Funzioni della Regione Toscana Art. 4 - Funzioni

References: art. 136
 articolo 6
 art. 4
 art. 6
 art. 3
 Art. 8
 Art. 6
 articolo 2
 articolo 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4