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Timestamp: 2018-03-19 03:21:26+00:00

Document:
Conferenza servizi approvazione progetto – modalità, procedure – Regione Siciliana – CATANIA VIVA
settembre 19, 2011 novembre 14, 2011 M
Conferenza servizi approvazione progetto – modalità, procedure – Regione Siciliana
Codice dei Contratti – art. 10 – Competenze del RUP
Non rileva invece, sempre dal codice dei contratti, gli art. 165 e seguenti, che attengono esclusivamente a progetti per infrastrutture sui quali vi sia competenza ministeriale.
In merito alla normativa regionale:
Art. 5. Legge 12 luglio 2011 n. 12 –
1. Per tutti i livelli di progettazione dei lavori pubblici il cui importo complessivo sia inferiore o uguale alla soglia comunitaria*, il responsabile del procedimento convoca una Conferenza di servizi con le modalità e l’osservanza delle procedure di cui all’articolo 4 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5**, per l’acquisizione, in riferimento al livello di progettazione, di tutte le intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nullaosta e assensi comunque enominati, necessari alla realizzazione dei lavori ed il suo parere sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali ed uffici regionali in materia di opere pubbliche. Ai lavori della Conferenza di servizi partecipano i progettisti dell’opera.
2. Qualora alla Conferenza di servizi, convocata ai sensi dell’articolo 4 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, il rappresentante di un’amministrazione invitata risulti assente, la Conferenza è riconvocata per na sola volta, tra il decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convocazione, e decide prescindendo dalla presenza della totalità delle amministrazioni invitate.
4. I pareri sui progetti di importo complessivo superiore alla soglia comunitaria e fino a tre volte il valore di tale soglia, vengono resi, quale che sia il livello di progettazione, dalla Conferenza speciale di servizi che è convocata, con le modalità e le procedure di cui all’articolo 4 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, dall’ingegnere capo del Genio civile competente per territorio, sulla base del progetto delle opere inviato dal responsabile del procedimento. Il voto del presidente, in caso di parità, determina la maggioranza. Si intende ingegnere capo del Genio civile competente per territorio quello della provincia in cui ricade l’opera o la maggiore estensione della stessa.
12. I pareri sui progetti, quale che sia il livello di progettazione, di importo superiore a tre volte la soglia comunitaria, sono resi dalla Commissione regionale dei lavori pubblici, di seguito denominata Commissione regionale, istituita quale organo tecnico consultivo della Regione. La Commissione regionale esprime anche il parere nei casi di appalto-concorso.
13. La Commissione regionale svolge attività di consulenza tecnica per la Regione e, per consulenze di particolare complessità, su richiesta degli altri enti di cui all’articolo 2. Rilascia altresì i pareri consultivi previsti in capo al Consiglio superiore dei lavori pubblici in materia di acque pubbliche, di cui al testo unico approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e di opere idrauliche. Per la predetta attività la Commissione regionale è integrata senza ulteriori oneri per il bilancio regionale da un dirigente regionale con comprovata esperienza in materia di acque, nominato con le modalità di cui al comma 17.
17. La Commissione regionale è composta dal dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico che assume la funzione di presidente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, dal dirigente generale del Dipartimento regionale dell’ambiente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale dell’urbanistica, dall’avvocato generale della Regione, dall’ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da cinque consulenti tecnico-giuridici nominati dall’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
21. Il compenso ai componenti esterni della Commissione regionale è ridotto del 5 per cento rispetto alle disposizioni precedentemente emanate. Analoga riduzione è applicata sul compenso dovuto ai omponenti interni, per i quali tale compenso non può essere in alcun caso superiore a quello corrisposto ai componenti esterni a decorrere dal 2002.
23. Nel caso di interventi sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale o a procedura di incidenza in attuazione dell’articolo 4 della direttiva n. 85/337/ CEE del Consiglio del 27 giugno 1985 pubblicata in G.U.C.E. 5 luglio 1985, n. 175 L, partecipa alla Conferenza speciale o alla Commissione regionale l’autorità competente in materia di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.
* Soglia comunitaria (Regolamento (CE) n. 1177/2009)
Soglie comunitarie per gli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi
Il Regolamento (CE) n. 1177/2009 della Commissione del 30 novembre 2009 stabilisce dal 1 gennaio 2010 le nuove soglie comunitarie per gli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi
I nuovi valori sono validi, come stabilito dall’ Articolo 28:.per i contratti pubblici di rilevanza comunitaria fatta eccezione per gli appalti di forniture del Ministero della difesa dall’articolo 196.
Essendo il provvedimento un regolamento CE, i nuovi valori delle soglie vengono applicati direttamente nei paesi membri compresa l’ Italia senza che siano necessari un provvedimenti di recepimento. Ecco la nuova tabella dei valori con il riferimento ai valori precedenti al netto dell’imposta sul valore aggiunto (i.v.a.)
Tipologia Soglie precedenti (Regolamento CE n. 1422/2007) Soglie applicate dal 1° Gennaio 2010
Lavori (settori ordinari e speciali) 5.150.000,00 4.845.000,00
Servizi e forniture (settori ordinari) 206.000,00 193.000,00
Servizi e forniture (amm.ni statali) 133.000,00 125.000,00
Servizi e forniture (settori speciali) 412.000,00 387.000,00
** Art. 4. legge regionale 5 aprile 2011, n. 5
1. L’articolo 15 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
“Art. 15. – 1. Trovano applicazione nella Regione le disposizioni di cui gli articoli 14, 14 bis, 14 ter, 14 quater e 14 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241***, e successive modifiche ed integrazioni.
2. Se il motivato dissenso di cui all’articolo 14 quater della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, è espresso da un’amministrazione regionale o locale in materia di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio artistico, della salute o dell’incolumità pubblica, l’amministrazione procedente, in caso di dissenso tra dipartimenti o uffici equiparati dell’amministrazione regionale, tra quest’ultima e un ente locale o un ente non territoriale o in caso di dissenso tra enti locali, entro dieci giorni rimette la decisione alla Giunta regionale.
3. Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione è assunta entro trenta giorni, salvo che il Presidente della Regione valutata la complessità dell’istruttoria, decida di prorogare tale termine per un periodo non superiore a trenta giorni.”
***articoli 14, 14 bis, 14 ter, 14 quater e 14 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241:
(articolo già sostituito dall’articolo 9 della legge n. 340 del 2000)
(comma così modificato dall’articolo 49, comma 1, legge n. 122 del 2010)
2. La conferenza di servizi è sempre indetta quando l’amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell’amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza può essere altresì indetta quando nello stesso termine è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate ovvero nei casi in cui è consentito all’amministrazione procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle amministrazioni competenti.
(comma così modificato dall’articolo 8, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005, poi dall’articolo 49, comma 1, legge n. 122 del 2010)
3. La conferenza di servizi può essere convocata anche per l’esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attività o risultati. In tal caso, la conferenza è indetta dall’amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l’interesse pubblico prevalente. L’indizione della conferenza può essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta.
(comma così modificato dall’articolo 8, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di servizi è convocata dal concedente ovvero, con il consenso di quest’ultimo, dal concessionario, entro quindici giorni fatto salvo quanto previsto dalle leggi regionali in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza è convocata ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al concedente il diritto di voto.
(comma così modificato dall’articolo 8, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)
(comma introdotto dall’articolo 8, comma 1, lettera d), legge n. 15 del 2005)
(articolo già sostituito dall’articolo 10 della legge n. 340 del 2000)
1. La conferenza di servizi può essere convocata per progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell’interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno studio di fattibilità, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente.
(comma così modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
(comma così modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità, con riferimento alle opere interregionali, è sottoposto alla disciplina di cui all’articolo 14-quater, comma 3.
(comma introdotto dall’articolo 9, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)
5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni indicate dalle stesse amministrazioni in sede di conferenza di servizi sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo giorno successivi alla trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici, l’amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del solo progetto preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. (ora decreto legislativo n. 163 del 2006 – n.d.r.)
(articolo già sostituito dall’articolo 11 della legge n. 340 del 2000)
01. La prima riunione della conferenza di servizi è convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di particolare complessità dell’istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione.
(comma introdotto dall’articolo 10, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
(comma così modificato dall’articolo 9, comma 1, legge n. 69 del 2009)
2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni interessate, anche per via telematica o informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a partecipare, l’effettuazione della riunione in una diversa data; in tale caso, l’amministrazione procedente concorda una nuova data, comunque entro i dieci giorni successivi alla prima. La nuova data della riunione può essere fissata entro i quindici giorni successivi nel caso la richiesta provenga da un’autorità preposta alla tutela del patrimonio culturale. I responsabili degli sportelli unici per le attività produttive e per l’edilizia, ove costituiti, o i Comuni concordano con i Soprintendenti territorialmente competenti il calendario, almeno trimestrale, delle riunioni delle conferenze di servizi che coinvolgano atti di assenso o consultivi comunque denominati di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali.
(comma così modificato dall’articolo 10, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005, poi dall’articolo 49, comma 2, legge n. 122 del 2010)
(comma aggiunto dall’articolo 9, comma 2, legge n. 69 del 2009)
(comma così modificato dall’articolo 10, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)
(comma introdotto dall’articolo 49, comma 2, legge n. 122 del 2010)
4. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo aver acquisito la valutazione medesima ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un massimo di novanta giorni, fino all’acquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale. Se la VIA non interviene nel termine previsto per l’adozione del relativo provvedimento, l’amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente periodo è prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessità di approfondimenti istruttori.
(comma così modificato dall’articolo 10, comma 1, lettera d), legge n. 15 del 2005)
4-bis. Nei casi in cui l’intervento oggetto della conferenza di servizi è stato sottoposto positivamente a valutazione ambientale strategica (VAS), i relativi risultati e prescrizioni, ivi compresi gli adempimenti di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, devono essere utilizzati, senza modificazioni, ai fini della VIA, qualora effettuata nella medesima sede, statale o regionale, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.(comma introdotto dall’articolo 49, comma 2, legge n. 122 del 2010)
(comma così modificato dall’articolo 10, comma 1, lettera e), legge n. 15 del 2005)
6-bis. All’esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui ai commi 3 e 4, l’amministrazione procedente, in caso di VIA statale, può adire direttamente il consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n. 152; in tutti gli altri casi, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede, adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza. La mancata partecipazione alla conferenza di servizi ovvero la ritardata o mancata adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento sono valutate ai fini della responsabilità dirigenziale o disciplinare e amministrativa, nonché ai fini dell’attribuzione della retribuzione di risultato. Resta salvo il diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata osservanza del termine di conclusione del procedimento ai sensi degli articoli 2 e 2-bis.
(comma così sostituito dall’articolo 49, comma 2, legge n. 122 del 2010)
7. Si considera acquisito l’assenso dell’amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumità, alla tutela paessaggistico-territoriale e alla tutela ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA, VAS e AIA, il cui rappresentante, all’esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la volontà dell’amministrazione rappresentata.
9. (comma abrogato dall’articolo 49, comma 2, legge n. 122 del 2010)
(articolo già sostituito dall’articolo 12 della legge n. 340 del 2000)
1. Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, regolarmente convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilità, deve essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell’assenso.
(comma così modificato dall’articolo 49, comma 3, legge n. 122 del 2010)
2. (abrogato dall’articolo 11, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
3. Al di fuori dei casi di cui all’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, e delle infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parte seconda, titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, nonché dei casi di localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storicoartistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate, in caso di dissenso tra un’amministrazione statale e una regionale o tra più amministrazioni regionali, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra un’amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra più enti locali. Se l’intesa non è raggiunta nei successivi entro trenta giorni, la deliberazione del Consiglio dei ministri può essere comunque adottata. Se il motivato dissenso è espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministri delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate
(comma così sostituito dall’articolo 49, comma 3, legge n. 122 del 2010, che ha soppresso anche i commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, poi modificato dall’articolo 5, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
(comma introdotto dall’articolo 11, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
4. (abrogato dall’articolo 11, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)
(introdotto dall’articolo 12 della legge n. 15 del 2005)
1. Nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all’approvazione del progetto definitivo in relazione alla quale trovino applicazione le procedure di cui agli articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, (ora articolo 153 del decreto legislativo n. 163 del 2006 – n.d.r.) sono convocati alla conferenza, senza diritto di voto, anche i soggetti aggiudicatari di concessione individuati all’esito della procedura di cui all’articolo 37-quater della legge n. 109 del 1994, ovvero le società di progetto di cui all’articolo 37-quinquies della medesima legge.
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geom. Mauro Polizzano ha detto:
agosto 7, 2012 alle 8:29 am
un progetto, superiore alla soglia comunitaria è stato approvato in sede di conferenza dei servizi dall’Ufficio del Genio Civile, prima della pubblicazione della legge Regionale12/2011:
il progetto reso esecutivo, successivamente alla pubblicazione della LR 12/2011 ,ed adeguato al D.P.R. 207*/2010, si richiede, ove possibile, di chi è la competenza ad esprimere il parere tecnico sullo stesso.
Geo. Mauro Polizzano
agosto 7, 2012 alle 5:07 pm
Gentile Mauro Polizzano, per quesiti di natura tecnica come quello da Lei posto, indirizziamo all’assistenza tecnica del Formez asse6.at@regione.sicilia.it

References: art. 10
 art. 165

Art. 5
 Articolo 28
 Art. 4
 articolo 153