Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/1460
Timestamp: 2020-07-10 19:54:45+00:00

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I Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria, salvo che termini diversi per l'adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura del contratto.
II. Tuttavia non può rifiutarsi l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona fede.
Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Covid 19 - Clausola solve et repete
Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Covid-19 - Evento imprevedibile e straordinario
Covid-19 - Attività alberghiera - Temporaneità delle limitazioni - Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Insussistenza
Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Pronuncia costitutiva - Eccezione di inadempimento art. 1460 c.c. - Insussistenza
Procedimento cautelare - Preclusioni - Insussistenza - Modifica della domanda - Ammissibilità.
La clausola solve et repete - pur soggetta a specifica approvazione ex art.1341 c.c. nella ipotesi di contratto per adesione - impone all'affittuaria anche in ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione di far valere qualunque rimedio solo dopo aver adempiuto.
E' fatto notorio che la pandemia e le conseguenti misure di contenimento adottate nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 per il contenimento dell’emergenza Covid-19 abbiano precluso quasi del tutto l’esercizio dell’attività alberghiera e che si sia trattato di eventi di carattere imprevedibile e straordinario.
Le drastiche misure adottate dal Governo per l’emergenza Covid-19 hanno avuto vigenza temporanea e non essendovi più restrizioni agli spostamenti all’interno del territorio nazionale è possibile proficuamente riavviare l’attività alberghiera per la stagione estiva, e, anche in considerazione delle misure a sostegno delle imprese adottate dal Governo, affermare che lo squilibrio tra le prestazioni ha avuto carattere solo temporaneo non incompatibile con la conservazione del contratto.
La risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta non opera di diritto e deve essere oggetto di una pronuncia giudiziale avente natura costitutiva. L’intenzione manifestata da una delle parti di avvalersi di tale rimedio, dunque, non la autorizza a sospendere l’esecuzione della prestazione, posto che non vi è estinzione dell’obbligazione (come nel caso dell’impossibilità sopravvenuta) e non ricorre una delle ipotesi disciplinate dagli artt. 1460 e 1461 c.c.
Poiché nel procedimento cautelare non sono previste preclusioni deve essere considerato ammissibile l’integrazione della domanda cautelare effettuata dal ricorrente in sede di note conclusive, avendo la controparte avuto modo di svolgere le proprie difese sul punto in replica. (Massimiliano Semprini) (Massimo Battazza) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 28 Giugno 2020. Segue...
Locazione - Omessa consegna del bene da parte del locatore - Obbligo del conduttore di pagare il canone - Esclusione - Facoltà del locatario di agire per la consegna coattiva o per la risoluzione - Irrilevanza.
La mancata consegna dell'immobile locato da parte del locatore esclude l'obbligo del conduttore di pagare il canone, senza che assuma rilievo la facoltà del locatario di agire per la consegna coattiva del bene o per la risoluzione del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Maggio 2020, n. 9666. Segue...
Concordato preventivo - Preparazione e presentazione della domanda - Inadempimento dell’avvocato al mandato professionale.
L’avvocato che assiste l’imprenditore nella preparazione e presentazione della domanda di concordato preventivo è tenuto, in adempimento al mandato professionale ricevuto, a rilevare quelle criticità della proposta che ne possono compromettere l’esito ed altresì la conformità della domanda di concordato al modello legale con riferimento alla sua fattibilità giuridica.
L’inadempimento a detti obblighi, tra i quali vi è anche quello di dissuadere l’imprenditore dal presentare una domanda non conforme al modello giuridico, costituisce grave violazione non solo della diligenza e perizia qualificata e dei doveri di controllo e di coordinamento degli altri professionisti e di informazione imposti dalla particolare diligenza qualificata ex art. 1176, secondo comma c.c., ma anche dei doveri generali di diligenza, ove tali violazioni si siano risolte nel deposito di una domanda di concordato ex ante non idonea, in quanto manifestamente e giuridicamente non fattibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Marzo 2020. Segue...
Inoltre, seguendo il nesso logico-sistematico tra l’autotutela ex art. 1481 c.c. e l’autotutela ex art. 1460 c.c., va ricordato che il compratore è legittimato a sollevare l’eccezione di inadempimento a prescindere dalla colpa del venditore, essendo obiettivamente meritevole di tutela l’interesse dell’acquirente a non eseguire la prestazione in difetto di controprestazione e a non trovarsi, così, in una situazione deteriore rispetto a controparte. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 29 Novembre 2019, n. 31314. Segue...
Compenso per l’assunzione della carica di Presidente del Collegio Sindacale – Eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. – Fondatezza – Tardiva attivazione strumento ex art. 2409 c.c..
Integra grave inadempimento la condotta del Sindaco che attivi tardivamente il procedimento ex art. 2409 c.c.. (Giovanni Cedrini) (Maura Vadalà) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 18 Novembre 2019. Segue...
Appalto privato - Compenso dell'appaltatore - Momento dal quale decorrono gli interessi - Individuazione - Sussistenza di vizi - Richiesta di eliminazione di questi, nonché di risarcimento del danno per l'inesatto adempimento - Conseguenze - Decorrenza degli interessi ed incidenza del d.lgs. n. 231 del 2002 - Esclusione.
In tema di appalto privato, il corrispettivo deve essere versato alle scadenze contrattuali ovvero, in difetto di pattuizione, quando l'opera sia accettata, sicché è da questo momento che decorrono per l'appaltatore gli interessi sulle somme dovutegli le quali, però, ove siano riscontrati difetti della detta opera legittimanti l'eccezione di inadempimento, sono inesigibili finché questi non siano eliminati od il committente non opti per la riduzione dell'importo a lui spettante. Ne consegue che, qualora il medesimo committente rilevi l'esistenza di vizi e ne domandi l'eliminazione diretta da parte dell'appaltatore, oltre a richiedere il risarcimento del danno per l'inesatto adempimento, il credito di quest'ultimo per il corrispettivo permane, ma il mancato pagamento dell'appaltante non può ritenersi causa di debenza degli interessi, neppure ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. n. 231 del 2002, se non dalla data della sentenza per effetto della quale il credito diviene liquido ed esigibile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 27 Febbraio 2019, n. 5734. Segue...
Avvocato – Responsabilità – Errori ed omissioni – Incarico professionale – Diversi gradi di giudizio – Considerazione Unitaria – Conseguenze – Pubblicazione della sentenza non impugnabile che definisce il giudizio – Eccezione d’inadempimento – Ammissibilità – Fondamento.
L'incarico professionale deve essere considerato unitariamente anche quando vi siano stati più gradi di giudizio e indipendentemente dal fatto che sia stata conferita una nuova procura al medesimo difensore per il grado successivo; tale circostanza, infatti, implica la prosecuzione dell'affare di cui il legale era stato incaricato dal cliente e non il suo esaurimento, sicché il cliente, alla data di pubblicazione della sentenza non impugnabile che definisce il giudizio, può ancora opporre l'eccezione d'inadempimento, ex art. 1460 c.c., per avere l'avvocato violato l'obbligo di diligenza professionale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Luglio 2018, n. 18858. Segue...
Pagamento di debiti liquidi ed esigibili nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento - Soggezione all'azione revocatoria - Estensione alle imprese creditrici operanti in regime di monopolio legale - Ragioni - Fattispecie.
In favore dell'imprenditore che somministri beni o presti servizi in regime di monopolio legale, trovano applicazione, in assenza di espressa deroga, non solo l'art. 1460 c.c., sull'eccezione di inadempimento, ma anche l'art. 1461 c.c., sulla facoltà di sospendere l'esecuzione della prestazione dovuta quando sussista un evidente pericolo di non ricevere il corrispettivo in ragione delle condizioni patrimoniali dell'altro contraente, trattandosi di previsioni compatibili con l'obbligo, posto dall'art. 2597 c.c., di contrattare e di osservare parità di trattamento. L'applicabilità dell'art. 1461 c.c., come delle altre disposizioni dettate a presidio del nesso di sinallagmaticità nella fase di esecuzione dei contratti a prestazioni corrispettive, comporta che il pagamento del debito liquido ed esigibile, ricevuto dal monopolista nell'anno che precede la dichiarazione di fallimento del somministrato o dell'utente, con la consapevolezza del suo stato d'insolvenza, resta soggetto alla revocatoria di cui all'art. 67, comma 2, l. fall., non trovandosi il monopolista in una situazione differenziata rispetto agli altri creditori, e difettando di conseguenza i presupposti per cogliere nell'art. 2597 c.c. una implicita previsione di esenzione dalla revocatoria stessa. (Fattispecie relativa a pagamenti di diritti e tasse aeroportuali effettuati da un vettore aereo in favore di un gestore aeroportuale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Aprile 2018, n. 10117. Segue...
Nell’ambito del rapporto tra amministratore e società, l'eccezione di inadempimento mantiene un suo spazio di applicazione anche dopo la sentenza della Corte di cassazione, sez. un. civ. n. 1545/2017 la quale ha escluso che il rapporto tra amministratore e società abbia natura parasubordinata; l’applicazione alla fattispecie della eccezione in questione ha, infatti, lo scopo di rafforzare l'adempimento delle obbligazioni in un contesto di corrispettività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Luglio 2017. Segue...
Avvocato - Responsabilità civile - Errori ed omissioni - Eccezione d'inadempimento da parte del cliente - Legittimità - Condizioni - Fattispecie.
L'eccezione d'inadempimento, ex art. 1460 c.c., può essere opposta dal cliente all'avvocato che abbia violato l'obbligo di diligenza professionale, purché la negligenza sia idonea a incidere sugli interessi del primo, non potendo il professionista garantire l'esito comunque favorevole del giudizio ed essendo contrario a buona fede l'esercizio del potere di autotutela ove la negligenza nell’attività difensiva, secondo un giudizio probabilistico, non abbia pregiudicato la "chance" di vittoria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto inadempiente la condotta dell'avvocato, consistita nella mancata presenza all'udienza di ammissione dei mezzi di prova e nell'omessa produzione di un documento attestante le spese mediche sostenute, in quanto la mera assenza all'udienza di ammissione dei mezzi di prova non implica alcuna rinuncia implicita alle deduzioni istruttorie, formulate negli atti introduttivi o nelle appendici scritte dell'udienza di trattazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 15 Dicembre 2016, n. 25894. Segue...
Somministrazione (contratto di) - Rilevazione dei consumi mediante contatore - Contestazione dei consumi - Ripartizione degli oneri probatori - Fattispecie.
In tema di contratti di somministrazione, la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità, sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante l'onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre il fruitore deve dimostrare che l'eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un'attenta custodia dell'impianto, ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore o determinare un incremento dei consumi. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la sentenza impugnata che aveva posto a carico del somministrato la mancata prova in ordine al malfunzionamento del contatore, sebbene il somministrante avesse sostituito unilateralmente lo stesso, senza dar modo al fruitore di effettuare alcuna verifica sul suo corretto funzionamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Novembre 2016, n. 23699. Segue...
Centrale dei rischi - Segnalazione a sofferenza - Stato di insolvenza - Informativa preventiva - Credito contestato - Illiceità della segnalazione.
La segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito, ma deve fondarsi sul riscontro di uno stato di insolvenza, inteso come grave e non transitoria difficoltà economica. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)
La banca, prima di procedere alla segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi, deve informare il cliente (anche non consumatore) al fine di consentirgli di predisporre ogni misura idonea ad evitare la segnalazione e, altresì, di verificare ed eventualmente contestare lo stato di insolvenza. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)
Non è lecita la segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi di un credito contestato, quando la contestazione alla base del rifiuto del cliente di adempiere non è manifestamente infondata. (Marta Gilli) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 10 Ottobre 2016. Segue...
Opposizione allo stato passivo – Collegio sindacale – Compensi – Eccezione di inadempimento ex art. 1460 cod. civ. – Sussistenza.
L’art. 1460 cod. civ. è applicabile anche al contratto di prestazione d’opera professionale, laddove sia riscontrabile un’apprezzabile violazione dell’obbligo di diligenza professionale nell’espletamento dell’incarico dal momento che la caratteristica del tipo negoziale disciplinato dagli artt. 2229 e segg. cod. civ., costituita dall’idoneità di dar vita alla cosiddetta obbligazione di mezzi anzichè di risultato, non influisce sull’elemento essenziale al fine dell’applicabilità dell’exceptio inadimplenti non est adimplendum rappresentato dal nesso sinallagmatico tra prestazione del professionista ed obbligo del cliente di pagare il corrispettivo. (Luca Caravella) (riproduzione riservata).
Alla luce del dimostrato inesatto adempimento dell’incarico di sindaco e del conseguente danno che ne è scaturito, la pretesa creditoria verificata con la domanda di insinuazione al passivo, in applicazione dell’art. 1460 c.c., non può trovare accoglimento. E’, infatti, onere dell’opponente – a fronte della specifica allegazione dell’inesattezza dell’adempimento – dimostrare di aver agito conformemente a legge al fine di evitare l’operatività dell’eccezione, idonea come tale a paralizzarne la pretesa. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 05 Maggio 2016. Segue...
Appalto di opera pubblica - Fallimento dell'appaltatore - Scioglimento - Diritto del curatore al corrispettivo delle prestazioni rese - Sussistenza - Rifiuto del committente di pagare le opere per la parte ineseguita o non eseguita a regola d'arte - Legittimità.
Appalto - Fallimento dell'appaltatore - Eccezione di inadempimento ex articolo 1460 c.c. - Esclusione - Efficacia ex nunc dello scioglimento - Diritto del fallimento dell'appaltatore al corrispettivo maturato per le opere eseguite.
Scioglimento del contratto di appalto con effetto "ex nunc" - Conseguenze - Diritto del curatore di chiedere il corrispettivo per le opere eseguite - Sussistenza - Committente - Eccezione di inadempimento - Ammissibilità - Esclusione.
Contratto di appalto – Eccezione di inadempimento sollevata committente – Compatibilità con la risoluzione – Sussiste – Effetti – Efficacia impeditiva della pretesa dell'appaltatore – Sussiste.
Allorquando il committente, ingiunto dall'appaltatore del pagamento del corrispettivo di una quota dei lavori appaltati, solleva l'eccezione ex art. 1460 c.c., la stessa, oltre a doversi ritenere validamente sollevata anche in presenza di una contestuale domanda di risoluzione, si rivela pienamente ammissibile anche nel caso in cui l'inadempimento contestato all'appaltatore risulti solo parziale, in quanto essa rinviene il proprio fondamento nel rapporto sinallagmatico che intercorre tra le contrapposte prestazioni; a tanto consegue che, nel caso in cui l'inadempimento dell'appaltatore riguardi solo una parte dei lavori pattuiti, legittimamente il committente potrà rifiutarsi, in applicazione del principio inadimplenti non est adimplendum, di eseguire la propria controprestazione corrispondente, sospendendo il pagamento del corrispettivo per la quota di lavori in relazione al quale risulti accertato l'inadempimento dell'appaltatore, di guisa che l'accoglimento di tale eccezione comporta la revoca del decreto ingiuntivo opposto. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 07 Gennaio 2014. Segue...
Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Concessione di forniture di carburante - Gestore - Obbligo del concessionario - Insussistenza - Fondamento - Pagamenti del gestore - Revocabilità..
Non si sottraggono alla revocatoria fallimentare i pagamenti effettuati quale corrispettivo per la fornitura di carburante in favore del concessionario del relativo impianto di distribuzione dal soggetto cui sia stata affidata la gestione dello stesso, non essendo la figura del primo assimilabile a quella del cosiddetto legal-monopolista in ordine all'obbligo contrattuale alla base di tale fornitura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Aprile 2013, n. 8418. Segue...
Contratto di somministrazione - Errato conteggio dei consumi idrici o elettrici - Inadempimento parziale - Quota in eccesso rispetto ai consueti consumi del nucleo abitativo..
L’inadempimento parziale (exceptio non rite adimpleti contractus) consisterebbe nella quota in eccesso rispetto ai consueti consumi del nucleo abitativo che il ricorrente ritiene non essere mai stati erogati. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 22 Luglio 2012. Segue...
Contratto di somministrazione - Errato conteggio dei consumi idrici o elettrici - Regime probatorio - Allegazione dell'altrui inadempimento - Esaurimento della prestazione contrattuale - Transito della prestazione attraverso il contatore. .
Il tal caso il regime probatorio prevede che l’utente ai sensi dell’art. 1460 c.c. deve unicamente allegare l'altrui inadempimento e sarà la controparte (AQP) a dover dimostrare il proprio adempimento. Tale regime probatorio non modifica però il criterio generale secondo cui la prestazione contrattuale di AQP si esaurisce nel momento in cui il bene trasferito entra nella sfera di disponibilità dall’utente e cioè transita attraverso il contatore e si immette nell’impianto idrico privato, mentre ricade sull’utente l’alea del fatto ignoto del consumo che si lamenta esorbitante. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 22 Luglio 2012. Segue...

References: art. 1460
 art.1341
 art. 1176
 art. 1481
 art. 1460
 art. 1460
 art. 2409
 art. 2409
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 1460
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 art. 1460
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 art. 1460
 articolo 1460
 art. 1460