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Timestamp: 2018-05-27 21:20:09+00:00

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DIRITTI DELLA PERSONALITA’ | Diritto Civile Contemporaneo
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Privacy e “diritto all’oblio”: la Cassazione stila un decalogo per un bilanciamento con il diritto di cronaca
In tema di riservatezza, stabilisce la Cassazione, dal quadro normativo e giurisprudenziale nazionale ed europeo (artt. 8 e 10, comma 2, CEDU e 7 e 8 della c.d. “Carta di Nizza”), si ricava che il diritto all’oblio può subire una compressione, a favore dell’ugualmente fondamentale diritto di cronaca, solo in presenza dei seguenti presupposti: 1) contributo arrecato dalla diffusione dell’immagine o della notizia ad un dibattito di interesse pubblico; 2) interesse effettivo ed attuale alla diffusione dell’immagine o della notizia; 3) elevato grado di notorietà del soggetto rappresentato, per la peculiare posizione rivestita nella vita pubblica del Paese; 4) modalità impiegate per ottenere e dare l’informazione, che deve essere veritiera, diffusa in modo non eccedente lo scopo informativo, nell’interesse del pubblico, e scevra da insinuazioni o considerazioni personali; 5) la preventiva informazione circa la pubblicazione o trasmissione della notizia o dell’immagine a distanza di tempo, in modo da consentire il diritto di replica prima della sua divulgazione al pubblico.
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI DELLA PERSONALITA', DIRITTI FONDAMENTALI il 29 marzo 2018 da diritto civile contemporaneo.
Danno non patrimoniale di lieve entità: le Sezioni Unite sulla «soglia minima di tollerabilità»
Cass. Sez. Un. 25 febbraio 2016 n. 3727 Rel. Amendola afferma che il reato di «pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale non coperti dal segreto» (art. 684, co. 2, 3, c.p.) ha natura monoffensiva, tutelando solo l’amministrazione della giustizia e non anche la reputazione e la riservatezza del soggetto sottoposto a procedimento penale, sicché la sua sola violazione non legittima una autonoma pretesa risarcitoria, fermo l’apprezzamento della marginalità della riproduzione alla luce del principio della irrisarcibilità del danno non patrimoniale di lieve entità.
Sul versante del danno non patrimoniale, la «tipizzazione» non risolve il problema della risarcibilità del danno, stante la sfuggente distinzione tra danno evento e danno conseguenza, tra lesione dell’interesse e sussistenza del danno: come è noto, la soglia di risarcibilità imposta dalle sezioni unite del 2008 è stata intesa in dottrina e in giurisprudenza come problema di «ingiustizia del danno» e talora invece come de minimis rule e cioè come zona di franchigia del non risarcibile, pur in presenza di un interesse leso (cfr. Cass. 15 luglio 2014, n. 16133_Est Vincenti).
Si è rilevato che «un danno diviene suscettibile di proporre un problema aquiliano solo quando costituisca attuazione di un rischio intollerabile (…) la c.d. intollerabilità del danno costituisce così un criterio generale di accesso al rimedio aquiliano» (M. BARCELLONA, Trattato della responsabilità civile, Torino, 2011, 807). Solo in questo senso potrebbe condividersi il principio della «soglia minima di tollerabilità», un senso che tra l’altro lo fa operare anche rispetto al danno patrimoniale e che, proprio per questo e solo per questo, non fa considerare il ricorso all’endiadi della gravità dell’offesa e della non futilità del danno «ingiustificato e arbitrario» (M. BARCELLONA, Trattato della responsabilità civile, Torino, 2011, 808)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: M. BARCELLONA, Trattato della responsabilità civile, Torino, 2011, 807; S MAZZAMUTO, Il rapporto tra gli artt. 2059 c.c. e 2043 c.c. e le ambiguità delle Sezioni unite a proposito della risarcibilità del danno non patrimoniale, in Contr. impr., 2009, spec. 599. Per una sintesi del dibattito sul senso da attribuire ai concetti di «gravità dell’offesa» e di «serietà del danno» vedi di recente V. CECCARELLI, La soglia di risarcibilità del danno non patrimoniale da illecito trattamento dei dati personali, in Danno resp. 2015, 344.
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, DIRITTI DELLA PERSONALITA', RESPONSABILITA' CIVILE il 29 febbraio 2016 da diritto civile contemporaneo.
Danno da pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale: rimessa alle Sezioni Unite la questione del rapporto tra art. 684 c.p. e art. 114 c.p.p.
Con ordinanza 28 ottobre 2015 n. 22003, Rel. Campanile, la Prima sezione civile della Corte, dovendo decidere su una questione di risarcimento del danno conseguente al reato di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale, ha rimesso gli atti alle Sezioni Unite con riferimento all’interpretazione del combinato disposto degli artt. 114 c.p.p. e 684 c.p.,, oggetto di contrasto e giudicata di particolare importanza, e cioè se la valutazione del giudice di merito debba ritenersi vincolata al semplice rilievo della mera (anche) “minima” riproduzione di un atto non divugabile ovvero possa essere orientata all’apprezzamento dei contenuti della riproduzione medesima.
Nel caso di specie, il Tribunale di Milano con sentenza 4 settembre 2006, e poi la Corte di appello di Milano, rigettavano la domanda di risarcimento per violazione della privacy e lesione della reputazione di una società, in relazione alla pubblicazione su un periodico di due articoli relativi a indagini in cui l’attrice era risultata coinvolta.
Questo articolo è stato pubblicato in DIFFAMAZIONE, DIRITTI DELLA PERSONALITA', RESPONSABILITA' CIVILE il 28 ottobre 2015 da diritto civile contemporaneo.
Le sezioni unite confermano la non risarcibilità del danno subito dalla vittima in conseguenza della morte: un ritorno al passato
di STEFANO CAVASSA, Dottorando di ricerca nell’Università di Genova
Con la sentenza n. 15350 del 2015, Rel. Salmè (in Dir. Civ. Cont., 24 luglio 2015) le Sezioni Unite si pronunciano in risposta a un’ordinanza della sezione terza (Cass. 4 marzo 2014 n. 5056) che, in materia di risarcibilità del danno derivante dalla perdita della vita, ha rilevato l’esistenza di un contrasto tra una recente sentenza di legittimità (Cass. 23 gennaio 2014, n. 1361, Rel. Scarano) e l’orientamento della giurisprudenza pregressa, tradizionalmente attestato in senso contrario.
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, DIRITTI DELLA PERSONALITA', RESPONSABILITA' CIVILE il 16 settembre 2015 da diritto civile contemporaneo.

References: Cass. Sez. 
 Cass. 
 art. 684
 art. 114
 sentenza 
 sentenza 
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