Source: https://www.antonellapedone.com/articoli/guida-in-stato-di-ebbrezza-o-sotto-l-effetto-di-stupefacenti-tre-anni-per-il-rilascio-di-nuova-patente
Timestamp: 2018-08-22 05:18:46+00:00

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L'Amministrazione ha espresso un parere decisamente sfavorevole al cittadino, affermando che la data di accertamento del reato coincide con il momento in cui la sentenza o il decreto penale di condanna passa in giudicato, ossia il momento in cui sono stati esperiti tutti i gradi di giudizio previsti e non è più possibile alcun ricorso giurisdizionale (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, parere del 6 dicembre 2013, n. 29915; v. anche Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, circolare del 07 luglio 2014, n. 15040).
Questa interpretazione è stata anche ribadita dal Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - Direzione Centrale per gli Uffici Territoriali del Governo e per le Autonomie Locali, con successiva nota del 25 marzo 2014, n. 4670, in cui si legge che "la data di accertamento del reato, da cui decorre il triennio per poter riottenere il titolo abilitativo alla guida, va intesa con riguardo al passaggio in giudicato della sentenza penale e non già con riferimento al momento in cui l’organo accertatore contesta l’infrazione. Tale momento, invero, segna il mero avvio della fase processuale, il cui esito sarà determinato dalla pronuncia del giudice penale e dal successivo passaggio in giudicato della stessa". Quindi - ribadisce l'Amministrazione - il termine da cui far decorrere i tre anni per conseguire una nuova patente ex articolo 219 comma 3-ter è quello della data del passaggio in giudicato della sentenza (o decreto penale).
In verità, tale interpretazione - per altro non formulata da un giurista - non è in linea con le comuni nozioni processualpenalistiche nonchè con l'orientamento giurisprudenziale, secondo cui, pacificamente, la data di accertamento del reato è quella in cui il fatto è stato commesso e non quella del passaggio in giudicato della sentenza o decreto penale.
La distinzione tra i due concetti è confortata dal fatto che la data di accertamento del reato ha una sua autonomia ai fini processuali e sostanziali: essa è specificamente riportata nel capo di imputazione e ad essa si fa riferimento ai fini dell'applicazione di diversi istituti processuali e sostanziali, tra cui, ad esempio, la prescrizione.
Inoltre, la lettera stessa dell'articolo 219 porta a questa conclusione, essendo evidente la differenza terminologica utilizzata dai commi 2 bis e 2 ter.
E infatti il comma 2 bis prevede come dies a quo "la data in cui il provvedimento - di revoca - diventa definitivo", intendendosi per tale la data in cui, in caso di opposizione alla revoca, la sentenza passa in giudicato.
Il comma 2 ter, invece, fa riferimento alla "data di accertamento del reato": se il legislatore avesse voluto intendere anche in questo caso la data del passaggio in giudicato della sentenza o decreto di condanna, avrebbe utilizzato la stessa terminologia di cui al precedente comma 2 bis.
Giova al riguardo evidenziare che le circolari e le note ministeriali sopra citate non hanno certo il valore di "legge": esse infatti forniscono solamente una "interpretazione" della normativa vigente e pertanto possono ben essere disattese dall'organo giurisdizionale.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 219
 sentenza 
 sentenza 
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