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Timestamp: 2020-08-03 23:08:13+00:00

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IZSUM - Attività Istituzionali - Chi siamo - Statuto
Via G.Salvemini, n°1 06126 Perugia - Tel. 075 3431 - Fax. 075 35047 - C.F. e P.IVA 00150090546 martedì 4 agosto 2020 | 1:8:38
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STATUTO DELL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELL’UMBRIA E DELLE MARCHE
Il presente Statuto è stato approvato con Deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 8 del 26 ottobre 2017.
1. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati”, di seguito denominato “Istituto”, nell’ambito delle disposizioni nazionali e regionali in materia è un’azienda sanitaria avente personalità giuridica di diritto pubblico, dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica ed opera come strumento tecnico-scientifico dello Stato e delle Regioni per le materie di rispettiva competenza.
2. L’Istituto ha la sede legale e centrale in Perugia ed è articolato sul territorio delle due Regioni nelle sezioni territoriali di Terni, Ancona, Fermo, Pesaro e Tolentino. L’istituzione di nuove sezioni territoriali o l’eventuale soppressione di quelle esistenti è soggetta a formale atto di approvazione delle Giunte Regionali dell’Umbria e delle Marche.
3. L’Istituto svolge attività di ricerca scientifica sperimentale riguardante tematiche di veterinaria e di sicurezza alimentare. Opera nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo ai servizi veterinari delle Regioni Umbria e Marche e delle aziende unità sanitarie locali delle due Regioni le prestazioni e la collaborazione tecnico-scientifica necessarie per l'espletamento delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria. Svolge, altresì, attività finalizzate allo sviluppo del sistema produttivo agro-alimentare regionale e nazionale.
4. L’Istituto promuove sinergie tra le proprie attività di ricerca e quelle delle Università e degli altri enti di ricerca nazionali, internazionali ed esteri, nonché progetti di partenariato pubblico-privato e di cooperazione internazionale.
5. L’organizzazione interna ed il funzionamento sono stabiliti dal regolamento interno dei servizi dell’Istituto. L’Istituto definisce il proprio assetto organizzativo e le modalità di funzionamento più appropriate alle funzioni assegnate, alle indicazioni programmatiche nazionali e regionali, con specifico riguardo agli obiettivi sanitari ed economico-finanziari.
1. Sono riferimenti normativi il d.lgs. 28 giugno 2012 n. 106 (Riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della salute, a norma dell'articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183), le disposizioni del d.lgs. 30 giugno 1993 n. 270 (Riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421) non incompatibili con il citato d.lgs. 106/2012, le leggi regionali 20 novembre 2013, n. 28 della Regione Umbria e 25 novembre 2013, n. 40 della Regione Marche, e successive modifiche ed integrazioni, con le quali è stato ratificato l'Accordo tra la Regione Umbria e la Regione Marche concernente il riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche (di seguito denominato “Accordo”), nonché le disposizioni vigenti in materia di controllo delle aziende sanitarie della Regione Umbria per quanto compatibili.
2. Sono altresì riferimenti normativi le disposizioni vigenti applicabili a tutte le amministrazioni pubbliche, nonché quelle specifiche per le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale e regionale, per quanto compatibili.
1. I principi generali dell’Istituto sono quelli comuni alle organizzazioni della Pubblica Amministrazione e definiti dalla Costituzione, da leggi, da regolamenti, da atti generali e da contratti di lavoro, con particolare riferimento a eguaglianza, equità, imparzialità, partecipazione, trasparenza, responsabilità verso la collettività.
2. L’Istituto promuove la qualità e l’appropriatezza come parametri principali per l’indirizzo e la valutazione delle proprie attività e si ispira costantemente ai criteri di trasparenza ed efficienza delle decisioni e della valutazione dei risultati conseguiti.
3. L’Istituto considera la semplificazione amministrativa come un mezzo fondamentale per migliorare il rapporto con l’utenza, al fine di rendere la propria azione più efficiente, rapida ed economica, privilegiando l'uso degli strumenti telematici.
4. L’Istituto riconosce nella corretta e tempestiva informazione una delle condizioni essenziali per garantire la trasparenza; strumenti di effettivo rispetto dei principi di informazione, pubblicità e trasparenza sono il sito web e l'Albo ufficiale on line, in cui vengono pubblicati gli atti di interesse generale, secondo modalità stabilite dalle normative nazionali e regionali.
5. Nella definizione dell’assetto organizzativo dell’Istituto è assicurata: a) la distinzione fra attività di programmazione, indirizzo e controllo, di competenza degli organi istituzionali, ed attività di gestione delle risorse nel perseguimento delle finalità e degli obiettivi aziendali, di competenza dei dirigenti, nella logica della responsabilizzazione e della massima valorizzazione della dirigenza e di tutte le risorse professionali; b) la distinzione tra le attività di gestione, mirate all’ottimizzazione delle risorse sulla base di obiettivi concordati e le attività a valenza tecnico-professionale, finalizzate a garantire la qualità delle prestazioni, ed in particolare la loro efficacia, nel rispetto dell’autonomia professionale.
6. La gestione dell’Istituto è correlata ad una attività di programmazione annuale e pluriennale dell’Istituto medesimo svolta in conformità alle indicazioni dei piani nazionali e regionali e coerentemente con le linee di sviluppo definite nella pianificazione strategica dello stesso.
7. L’Istituto orienta le attività per obiettivi di efficacia ed efficienza, correlandole da una parte ai bisogni dell’utenza e dall’altra alle effettive risorse a disposizione (finanziamenti, personale, strutture, tecnologie).
8. L’Istituto valorizza le risorse umane e professionali di cui dispone, nella convinzione che la gestione dei processi sia l’elemento chiave per la responsabilizzazione e lo sviluppo degli operatori. In particolare: a) valorizza, responsabilizza e coinvolge la dirigenza e le risorse professionali a tutti i livelli nella logica del “management diffuso”, anche attraverso lo strumento della delega di funzioni anche nell’ambito di specifico regolamento; b) considera la sicurezza degli operatori una esigenza di carattere primario; c) assicura il rispetto del principio di pari opportunità in ordine all’accesso all’impiego, ai percorsi formativi, all’affidamento degli incarichi, allo sviluppo professionale; d) considera la formazione e l’aggiornamento professionale una linea prioritaria strategica con il fine di consentire il pieno sviluppo delle capacità personali e professionali e di sostenere le strategie aziendali ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati; in tal senso la formazione deve essere orientata ad un sapere pratico ed interdisciplinare e deve essere favorita la partecipazione di tutte le culture professionali alla costruzione di un unico Piano Formativo Aziendale; e) promuove un clima di lavoro rispettoso della dignità degli operatori, idoneo a facilitare l’espressione del contributo personale e adeguato a stimolare le capacità tecnico-professionali; f) promuove la partecipazione dei propri operatori, sia attraverso la realizzazione di un ambiente di lavoro che consenta di partecipare alle trasformazioni organizzative ed operative, sia attraverso la promozione dello sviluppo continuo di nuove conoscenze, avvalendosi di un sistema di relazioni interne ed esterne orientato all’affermazione ed al rispetto dei valori dell’Istituto stesso.
1. L’Istituto provvede a: a) garantire il servizio diagnostico delle malattie degli animali e delle zoonosi nonché gli accertamenti analitici ed il supporto tecnico-scientifico necessari alle azioni di polizia veterinaria e all’attuazione dei piani di eradicazione, profilassi e risanamento; b) svolgere ricerche di base e finalizzate, per lo sviluppo delle conoscenze di igiene e sanità pubblica veterinaria, secondo programmi e anche mediante convenzioni con Università e istituti di ricerca italiani e stranieri, nonché su richiesta dello Stato, di regioni e di enti pubblici e privati; c) garantire l’esecuzione degli esami e delle analisi ufficiali sugli alimenti ed il supporto tecnico- scientifico ai servizi di sanità pubblica veterinaria, di sanità animale e di igiene degli alimenti delle aziende unità sanitarie locali; d) effettuare, su disposizione del Ministero della Sanità o delle regioni, verifiche sui laboratori che, ai sensi delle normative vigenti, esercitano attività collegate agli autocontrolli; e) garantire l’esecuzione degli esami e delle analisi necessarie alla attività di controllo della alimentazione animale; f) svolgere ricerche in materia di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche; g) assicurare il supporto tecnico e scientifico all’azione di farmacovigilanza veterinaria; h) elaborare ed applicare metodi alternativi all'impiego di modelli animali nella sperimentazione scientifica; i) effettuare studi, sperimentazioni e produzione di tecnologie e metodiche necessarie al controllo della salubrità degli alimenti di origine animale e dell'alimentazione animale; j) assicurare, anche mediante gli osservatori epidemiologici veterinari, la sorveglianza epidemiologica, espletando le relative funzioni di vigilanza e controllo; k) effettuare verifiche sui rischi sanitari legati alle produzioni zootecniche, ai prodotti di origine animale e ai vegetali non trasformati; l) svolgere attività di formazione di personale specializzato nel campo della zooprofilassi, anche presso istituti e laboratori dei Paesi dell’Unione Europea (UE) e di paesi esteri nell’ambito degli accordi sulla cooperazione internazionale; m) svolgere attività di aggiornamento del personale veterinario dei servizi delle aziende unità sanitarie locali e degli operatori del settore agro-alimentare; n) effettuare attività di propaganda, assistenza e consulenza agli allevatori per lo sviluppo ed il miglioramento igienico delle produzioni animali; o) svolgere ogni altra funzione che venga loro attribuita dallo Stato, dalla Regione Umbria e dalla Regione Marche o dall’UE per l’attività di cooperazione internazionale.
2. L’Istituto può stipulare convenzioni o contratti di consulenza per la fornitura di servizi e per l'erogazione di prestazioni ad enti, associazioni, organizzazioni pubbliche e private, aziende singole ed associate, pubbliche e private, fatte salve le competenze delle aziende unità sanitarie locali.
3. Le prestazioni fornite alle aziende unità sanitarie locali e rientranti tra le funzioni di cui al comma 1, lettere a), c), d), e), g), h), j), k), nonché quelle fornite agli organi centrali o periferici dell’Amministrazione statale sono gratuite, salvo quanto diversamente previsto da specifiche normative.
4. Nell’attività di ricerca scientifica e sperimentale l’Istituto: a) promuove e sostiene la ricerca scientifica quale attività fondante dei propri compiti, attraverso l’impiego di risorse specificatamente assegnate dall’UE, dallo Stato, dalle Regioni e dai privati, ovvero direttamente con risorse proprie o in compartecipazione con terzi coofinanziatori, nel rispetto delle normative vigenti, con i ricavi derivanti dall’attività commerciale, purché si rispetti l’equilibrio di bilancio; b) promuove e sostiene la partecipazione a programmi di ricerca dello Stato, di enti pubblici o privati e di istituzioni ed enti comunitari, stranieri ed internazionali, nel rispetto della normativa vigente; c) nel riconoscere l'importanza della ricerca scientifica finalizzata e dei rapporti con il mondo della produzione, vigila affinché l'instaurazione e lo svolgimento di tali rapporti siano coerenti e compatibili con i propri fini istituzionali e promuove politiche per il trasferimento tecnologico e la valorizzazione anche imprenditoriale dei risultati della ricerca e delle innovazioni; d) garantisce il pieno esercizio del diritto di obiezione di coscienza agli atti connessi con la sperimentazione animale da parte del personale; e) favorisce la formazione e lo sviluppo professionale dei giovani ricercatori anche attraverso l’assegnazione di borse di studio per la collaborazione allo svolgimento dei progetti di ricerca, conferite nel rispetto dei principi di selettività, imparzialità e trasparenza.
5. L’Istituto adegua le proprie strutture e servizi ai requisiti generali contenuti nella norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e s.m.i..
ART. 5 – COMPETENZE STATALI
1. Per la tutela degli interessi generali della sanità pubblica veterinaria, compete allo Stato il coordinamento tecnico funzionale tra l’Istituto e gli altri Istituti Zooprofilattici Sperimentali al fine di promuovere e sviluppare le iniziative sull’intero territorio nazionale attribuendo compiti e funzioni di carattere nazionale ed internazionale.
2. Spettano allo Stato, in particolare, le competenze di cui al d.lgs.106/2012 e al d.lgs. 270/1993 tra cui: a) promuovere e coordinare le attività di ricerca sperimentale corrente e finalizzata assegnata all’Istituto garantendo i finanziamenti ed esercitando la vigilanza ed il controllo sui risultati; b) promuovere lo sviluppo organizzativo e delle metodologie e tecnologie diagnostiche ed analitiche; c) promuovere l'attuazione di programmi nazionali di sorveglianza epidemiologica e di analisi dei rischi sanitari legati agli animali ed ai prodotti di origine animale; d) sottoporre a verifica tecnica l’attività di produzione di presidi diagnostici, profilattici e terapeutici; e) affidare e finanziare all’istituto le attività di produzione e distribuzione di presidi diagnostici e profilattici per iniziative zoosanitarie di interesse nazionale e internazionale, provvedendo alla relativa verifica tecnica; f) richiedere la produzione e/o distribuzione di presidi diagnostici e profilattici per iniziative zoosanitarie di interesse nazionale e internazionale; affidare l'attuazione di iniziative nazionali di formazione e aggiornamento di veterinari ed altri operatori addetti alla sanità pubblica; g) affidare compiti nell'ambito dei rapporti internazionali e della collaborazione tecnico-scientifica con istituti nazionali ed esteri; h) istituire presso l’Istituto centri specialistici di referenza nazionale, comunitaria ed internazionale, nonché attribuire allo stesso compiti e funzioni di interesse nazionale, comunitario ed internazionale.
3. Il Piano Nazionale Integrato (PNI) definisce i compiti degli Istituti zooprofilattici sperimentali e dei Centri di Referenza Nazionali ivi collocati nell’ambito dell’organizzazione e gestione dei controlli ufficiali.
ART. 6 – COMPETENZE REGIONALI
1. La programmazione delle Regioni Umbria e Marche, sulla base di quanto previsto dal Piano Nazionale Integrato (PNI), definisce gli obiettivi e gli indirizzi per le attività dell’Istituto, prevedendo anche le modalità di raccordo con i dipartimenti di prevenzione delle aziende unità sanitarie locali delle due Regioni.
2. Le Regioni Umbria e Marche provvedono a disciplinare le modalità gestionali organizzative e di funzionamento nonché le funzioni di vigilanza e verifica amministrativa, con particolare riferimento alla valutazione dei costi, dei rendimenti ed all'utilizzazione delle risorse.
3. Spettano alle Regioni Umbria e Marche le funzioni di vigilanza sugli Organi ed i controlli sugli atti del Consiglio di Amministrazione con particolare riferimento all’approvazione del bilancio economico preventivo annuale e pluriennale e delle relative variazioni, del bilancio d’esercizio, del piano di attività, della relazione programmatica e gestionale, e a quanto indicato all’art. 18 dell’Accordo.
4. Nell’ambito delle competenze dell’Istituto le regioni affidano all’Istituto stesso: a) il servizio diagnostico delle malattie degli animali e delle zoonosi nonché gli accertamenti analitici ed il supporto tecnico scientifico necessari alle azioni di polizia veterinaria ed all’attuazione dei piani di eradicazione, profilassi e risanamento; b) l’esecuzione degli esami e delle analisi ufficiali sugli alimenti ed il supporto tecnico– scientifico ai servizi di sanità pubblica veterinaria e degli alimenti delle aziende unità sanitarie locali; c) l’esecuzione degli esami e delle analisi necessarie alla attività di controllo della alimentazione animale; d) il supporto tecnico e scientifico all’azione di farmacovigilanza veterinaria; e) la sorveglianza epidemiologica veterinaria e le relative funzioni di vigilanza e controllo; le verifiche sui rischi sanitari legati alle produzioni zootecniche, ai prodotti di origine animale e ai vegetali non trasformati; f) le verifiche sui laboratori che, ai sensi delle normative vigenti, esercitano attività collegate agli autocontrolli; g) le attività di formazione e aggiornamento del personale veterinario dei servizi delle aziende unità sanitarie locali e degli operatori del settore agro-alimentare; h) le attività di propaganda, assistenza e consulenza agli allevatori per lo sviluppo ed il miglioramento igienico delle produzioni animali; i) ogni altra funzione e compito di interesse delle due Regioni.
5. Le prestazioni elencate dalla lettera a), b),c), d) ed e), affidate dalla Regione Umbria e dalla Regione Marche, sono fornite a titolo gratuito.
ART. 7 – ATTIVITÀ E STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE
1. L’Istituto adotta il metodo della programmazione delle proprie attività come metodo ordinario di governo, di amministrazione e di gestione, nel quadro delle indicazioni della programmazione sanitaria nazionale e internazionale e negli atti di programmazione e di indirizzo delle Regioni Umbria e Marche.
2. La programmazione è intesa come processo di correlazione tra obiettivi predeterminati e decisioni assunte a livello organizzativo ed operativo per il loro conseguimento, nel rispetto della compatibilità economica e dell’integrazione tra tutti i servizi interessati.
3. Le funzioni di programmazione, decisione e controllo proprie della direzione strategica sono separate, all’interno dell’Istituto, da quelle di gestione delle attività tecniche, attribuite alla dirigenza, e decentrate nelle varie strutture, in cui si articola l’Istituto.
4. Costituiscono documenti programmatici dell’Istituto: a) Il Piano triennale ed il Piano annuale delle attività; b) Il Documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale; c) Il Bilancio preventivo economico annuale e pluriennale corredato dai relativi allegati obbligatori, tra i quali il Piano triennale degli investimenti.
5. Il Piano triennale ed il Piano annuale delle attività ed il Documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale sono proposti dal Direttore Generale al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione; il Bilancio preventivo economico annuale e pluriennale completo di ogni documento e integrato dalla Relazione del Collegio dei Revisori, sono proposti con provvedimento del Direttore Generale al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione, ai sensi dell’art. 25 comma 4 del 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42).
1. Sono organi dell’Istituto: a) il Consiglio di amministrazione; b) il Direttore generale; c) il Collegio dei revisori dei conti.
1. Il Consiglio di amministrazione, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 4, commi 4 e 5 del d.lgs. 106/2012 e da quanto disciplinato dall’Accordo, ha compiti di indirizzo, coordinamento e verifica delle attività dell'Istituto.
2. Nell'ambito delle proprie competenze, in particolare, delibera: a) lo statuto dell’Ente; b) il Regolamento per l’ordinamento interno dei servizi; c) Il Piano triennale ed il Piano annuale di attività che individuano, in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio le finalità, gli indirizzi e gli obiettivi delle attività dell’Istituto; d) la Relazione sull’ attività che evidenzia, a consuntivo, con riferimento all'anno precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi programmati ed alle risorse; e) il Bilancio economico preventivo annuale e pluriennale; f) il Bilancio d’esercizio; g) le variazioni del Bilancio economico preventivo, che comportano un aumento o una diminuzione del “valore della produzione”; h) la destinazione dell’eventuale utile, la copertura della perdita d’esercizio e il riequilibrio della situazione economica; i) la Dotazione organica del personale e le sue variazioni; j) la Programmazione triennale del fabbisogno del personale; k) il Tariffario per le prestazioni a pagamento rese nell’interesse di terzi, ed eventuali variazioni ed aggiornamenti, ferme restando le competenze delle Regioni e del Ministero della Salute ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 106/2012; l) i programmi di spesa pluriennali riferiti a spese di investimento, all'assunzione di mutui o ad altre forme di indebitamento.
3. Il Consiglio di amministrazione inoltre: a) valuta la Relazione annuale sullo stato di attuazione della programmazione predisposta dal Direttore generale, trasmettendo al medesimo ed alle Giunte regionali dell’Umbria e delle Marche le relative osservazioni; b) verifica la coerenza del Piano delle attività predisposto dal Direttore generale rispetto agli indirizzi previsti dal Piano Sanitario Nazionale e dai Piani sanitari regionali della Regione Umbria e della Regione Marche, trasmettendo al medesimo ed alle Giunte regionali le relative osservazioni; c) esprime alla Giunta regionale pareri in merito all’efficacia e all’efficienza dei servizi anche ai fini della valutazione dell’operato del Direttore generale.
4. Ai componenti del Consiglio di amministrazione spettano, con oneri a carico del bilancio dell’Istituto, le seguenti indennità, al lordo delle ritenute di legge: a) al Presidente un’indennità mensile pari al 20 per cento di quella di consigliere regionale della Regione Umbria; b) agli altri componenti un’indennità mensile pari al 10 per cento di quella di consigliere regionale della Regione Umbria.
ART. 10 – IL DIRETTORE GENERALE
1. Il Direttore generale, ai sensi dell’articolo 4, comma 3 del d.lgs. 106/2012 e dell’articolo 8 dell’Accordo ha la rappresentanza legale dell'Istituto, ne dirige e gestisce le attività ed esercita i poteri di gestione, compresa l'adozione di tutti gli atti che impegnano l'ente verso l'esterno, garantisce l’imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa.
2. Nell'ambito delle proprie competenze, il Direttore generale, in particolare: a) predispone lo statuto dell’Istituto; b) predispone il Piano delle attività, comprensivo degli obiettivi, priorità, programmi e direttive generali per l’azione amministrativa e per la gestione, sulla base degli indirizzi previsti dai Piani sanitari nazionale e regionali; c) definisce la relazione programmatica annuale nonché la relazione gestionale annuale; d) predispone il bilancio economico preventivo annuale e pluriennale; e) delibera le variazioni di budget e di bilancio nell’ambito delle risorse complessivamente previste nel bilancio preventivo economico annuale e propone al Consiglio di Amministrazione le delibere di variazione delle previsioni formulate in relazione a nuovi maggiori o minori ricavi; f) adotta il bilancio d’esercizio e lo propone per l’approvazione al Consiglio di Amministrazione; g) individua le risorse da destinare alle diverse finalità e la loro ripartizione tra i centri ordinatori (assegnatari dei budget di acquisto) e ne delibera le variazioni tra gli stessi; h) adotta i regolamenti di cui all’articolo 14; i) effettua l’assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità delle risorse necessarie al funzionamento delle strutture in relazione alle funzioni ed agli obiettivi individuati (assegnatari dei budget di consumo).
3. Il Direttore generale è responsabile del raggiungimento degli obiettivi della programmazione dell’Istituto, con particolare riguardo alla ricerca scientifica ed alla qualità delle prestazioni.
4. Il Direttore generale inoltre: a) verifica la corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate dall’Istituto, nonché il buon andamento delle attività amministrative e tecnico scientifiche e riferisce al Consiglio in ordine ai risultati conseguiti; b) esercita ogni altra attività non attribuita alla competenza del Consiglio di amministrazione.
5. Il Direttore generale partecipa alle sedute del Consiglio di amministrazione senza diritto di voto.
6. Nei casi di assenza o impedimento del Direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal Direttore amministrativo o dal Direttore sanitario medico veterinario su delega del Direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano dei due. Ove l’assenza o l’impedimento si protragga oltre sei mesi si procede alla sostituzione.
7. Il Direttore generale può delegare i dirigenti all’adozione di atti nell’ambito di specifico regolamento.
8. Per il compenso del Direttore generale si applica quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 8 dell’Accordo.
ART. 11 – IL DIRETTORE SANITARIO MEDICO VETERINARIO ED IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
1. Il Direttore generale è coadiuvato, nell’esercizio delle sue funzioni, dal Direttore sanitario medico veterinario e dal Direttore amministrativo, ai sensi dell’articolo 10 dell’Accordo.
2. Il Direttore generale, con provvedimento motivato, nomina il Direttore sanitario medico veterinario ed il Direttore amministrativo.
3. Il Direttore sanitario medico veterinario, ferme restando le competenze tecniche e gestionali dei dirigenti, coordina i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari. E’ responsabile del miglioramento continuo della qualità e del governo tecnico-scientifico complessivi dell'Istituto intesi come insieme organizzato di attività. Al fine del buon andamento delle attività e delle prestazioni sanitarie, della realizzazione dei programmi e del raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Direzione Strategica, il Direttore sanitario medico veterinario assicura la continuità operativa tra la Direzione Strategica e le Strutture Operative dell’Istituto e tra i professionisti al loro interno operanti, attraverso il coordinamento unitario di tali strutture e lo sviluppo di metodologie organizzative (organizzazioni a rete, reti professionali, di lavoro interdisciplinari, etc.).
4. Il Direttore amministrativo, ferme restando le competenze tecniche e gestionali dei dirigenti, coordina i servizi amministrativi dell’Istituto in conformità agli indirizzi generali di programmazione e alle disposizioni del Direttore generale, assicura la correttezza, completezza e trasparenza dei processi di formazione dei documenti rappresentativi delle dinamiche economiche, finanziarie e patrimoniali, la legittimità degli atti di competenza del Direttore generale ed il corretto assolvimento delle funzioni di supporto tecnico, amministrativo e logistico.
5. Per quanto di rispettiva competenza il Direttore sanitario medico veterinario ed il Direttore amministrativo: a) esprimono pareri obbligatori sugli atti del Direttore generale, esprimono altresì parere su ogni questione che venga loro sottoposta dal Direttore generale; b) svolgono ogni altra attività delegata dal Direttore generale.
6. Il rapporto di lavoro del Direttore sanitario medico veterinario e del Direttore amministrativo è a tempo pieno, regolato da contratto individuale sottoscritto dal Direttore generale. Il trattamento economico del Direttore sanitario medico veterinario e del Direttore amministrativo è fissato in attuazione dell’art. 10, comma 4 dell’Accordo. La determinazione del trattamento economico, da parte del Direttore generale, tiene conto sia del trattamento economico attribuito allo stesso Direttore generale sia delle retribuzioni delle strutture organizzative complesse dell’Istituto, in un'ottica di equilibrio aziendale, comunque in misura non inferiore a quello previsto dalla contrattazione collettiva nazionale per le posizioni apicali della dirigenza veterinaria del SSN.
1. Il Collegio dei revisori dei conti di cui all’articolo 4, comma 8 del d.lgs. 106/2012 e dell’articolo 9 dell’Accordo, viene convocato dal Presidente e svolge le funzioni previste dalla legge, in particolare: a) verifica l’amministrazione dell’Istituto sotto il profilo economico; b) vigila sull’osservanza della legge; c) accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, ed effettua periodicamente verifiche di cassa; d) fornisce al Direttore generale indicazioni utili alla corretta gestione aziendale e provvede ad ogni altro adempimento previsto dalla legislazione vigente; e) riferisce alle Regioni, anche su richiesta di quest’ultime, sui risultati del riscontro eseguito; f) esprime pareri obbligatori previsti dalla legge;
2. Il Collegio dei revisori accerta almeno ogni tre mesi la consistenza di cassa e può richiedere notizie al Direttore generale sull’andamento dell’Istituto; possono inoltre in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad ispezioni e controlli.
3. Ai componenti del Collegio dei revisori dei conti spetta un’indennità annua lorda pari al 10 per cento degli emolumenti spettanti al Direttore generale dell’Istituto. Al Presidente compete una maggiorazione pari al 20 per cento dell’indennità fissata per gli altri componenti.
ART. 13 – IL CONSIGLIO DEI SANITARI
1. Il Consiglio dei Sanitari, di cui all’articolo 11 dell’accordo, è un organismo consultivo del Direttore generale.
2. Il Consiglio dei Sanitari dura in carica cinque anni ed è composto: a) dal Direttore sanitario medico veterinario che lo presiede; b) da tre medici veterinari, di cui due operanti presso la sede centrale ed uno presso le Sezioni territoriali; c) da tre operatori sanitari laureati non veterinari o professionali, di cui due operanti presso la sede centrale ed uno presso le Sezioni territoriali; d) da tre operatori del ruolo tecnico, di cui due operanti presso la sede centrale ed uno presso le Sezioni territoriali;
3. Il Consiglio dei Sanitari fornisce al Direttore generale parere: a) sulle attività tecniche e di erogazione dei servizi e relativi aspetti organizzativi; b) sugli investimenti attinenti alle attività suddette; c) sull'organizzazione del personale preposto alle stesse; d) sui programmi di ricerca; e) in ordine alle attività di formazione, anche presso Istituti e laboratori dei paesi esteri; f) in ordine alla cooperazione tecnico-scientifica con enti e istituzioni nazionali ed internazionali; g) in ordine alle iniziative ed ai programmi per il miglioramento ed il potenziamento delle strutture scientifiche, tecniche ed operative dell’Istituto.
4. Oltre ai pareri obbligatori, il Consiglio dei Sanitari formula proposte per il miglioramento dell'organizzazione dei servizi in termini di qualità, efficienza ed efficacia.
5. Il Consiglio dei Sanitari si pronuncia, inoltre, su ogni altra questione di natura tecnico-scientifica che gli venga sottoposta dal Direttore generale.
6. I compiti, le modalità di elezione dei membri e di funzionamento sono previste da apposito regolamento interno, in analogia di quanto previsto dal d.lgs. 502/1992 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dall’articolo 11 dell’Accordo.
7. Il Consiglio dei sanitari svolge le proprie funzioni senza determinare aggravio dei procedimenti amministrativi e aumento di spesa.
1. Ferma restando la competenza del Consiglio di Amministrazione nell’approvazione del regolamento per l'ordinamento interno dei servizi dell'Istituto, che definisce gli strumenti per la realizzazione del modello organizzativo, il Direttore generale adotta i regolamenti interni per la gestione ed il funzionamento dell’Istituto in quanto espressione delle proprie prerogative di governo.
ART. 15 – EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI E PRODUZIONI
1. L’Istituto, fermo restando l’assolvimento dei compiti istituzionali, sulla base delle disposizioni contenute all’art. 9 del d.lgs. 106/2012 e dell’articolo 4, comma 5 dell’Accordo. a) provvede alla produzione, commercializzazione e alla distribuzione di medicinali e prodotti finalizzati alla lotta contro le malattie degli animali commissionate dal Ministero della Salute e/o dalla Regione Umbria e/o dalla Regione Marche, nonché alla preparazione e distribuzione di medicinali e altri prodotti per la profilassi, con oneri a carico dell’utenza richiedente. b) i criteri per la successiva determinazione delle tariffe da parte delle Regioni Umbria e Marche, relative a prestazioni/produzioni per i quali è prevista la corresponsione di un corrispettivo, sono individuati ai sensi del citato art. 9, comma 4 del d.lgs. 106/2012; c) può associarsi per lo svolgimento delle attività di produzione, immissione in commercio e distribuzione di medicinali e altri prodotti necessari alle attività di sanità pubblica veterinaria; d) può instaurare rapporti di collaborazione, convenzioni o contratti di consulenza per la fornitura di servizi e per l’erogazione di prestazioni, con soggetti privati, con aziende, enti, associazioni, organizzazioni pubbliche e private, con gli imprenditori zootecnici, con il sistema della produzione ed in generale con il mondo zootecnico, anche per finalità di natura zoo-economica; e) può svolgere, mediante convenzione, attività di supporto tecnico scientifico e di stage nei corsi di laurea, nelle scuole di specializzazione, nei dottorati di ricerca e nei master, nelle materie di competenza; f) può instaurare rapporti di partenariato con soggetti privati, aziende, enti, associazioni, organizzazioni pubbliche e private, anche internazionali nell’ambito delle proprie competenze, coerentemente e compatibilmente con i propri fini istituzionali, al fine di promuove politiche per il trasferimento tecnologico e la valorizzazione anche imprenditoriale dei risultati della ricerca e delle innovazioni.
1. Il finanziamento dell’Istituto è garantito: a) dal Ministero della Salute con somme a carico del Fondo Sanitario Nazionale per le attività istituzionali di gestione corrente e a norma delle leggi vigenti; b) dal Ministero della Salute, ai sensi dell'art. 12, comma 2, lettera a), numero 4 del d.lgs. 502/1992, e successive modificazioni ed integrazioni, per le attività di ricerca corrente e finalizzata; c) dal Ministero della Salute, ai sensi dell'art. 12, comma 2, lettera b) del d.lgs. 502/1992, e successive modificazioni ed integrazioni, per l’effettuazione di ricerche e sperimentazioni gestionali sulle tecnologie e biotecnologie sanitarie; d) dal Ministero della Salute, ai sensi dell'art. 12, comma 4 del d.lgs. 502/1992, e successive modificazioni ed integrazioni, per le somme in conto capitale; e) dalle Regioni e dalle Aziende unità sanitarie locali per le prestazioni poste a carico delle stesse; f) dalle Aziende unità sanitarie locali con le quote degli introiti derivanti dai contributi riscossi per le prestazioni di ispezione e controllo sanitario; g) dalle Regioni per contributi annuali in relazione a piani e/o programmi di attività.
2. Il finanziamento dell’Istituto è inoltre assicurato da: a) da finanziamenti statali e regionali per l’erogazione di servizi e compiti aggiuntivi a quelli menzionati al precedente art. 4, compresi quelli assegnati ai Centri di Referenza Nazionali; b) da contributi di enti pubblici e privati, organizzazioni ed associazioni interessati alla difesa sanitaria del patrimonio zootecnico e al miglioramento e controllo delle produzioni zootecniche e alimentari; c) dagli introiti per la vendita di prodotti, per la fornitura di servizi e per l’erogazione di prestazioni a pagamento. d) dai redditi del proprio patrimonio; e) dai proventi diversi stabiliti con atti degli Organi regionali f) da ogni altra entrata percepita dall’Istituto, ivi compresi contributi comunitari, nazionali e internazionali relativi a programmi, progetti, ricerche, collaborazioni e partnership.
ART. 17 – PERSONALE
1. Il personale dell’Istituto svolge i compiti propri delle rispettive aree di competenza, secondo quanto previsto dalla legge e dai Contratti Nazionali, e adegua la propria condotta al Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici ed alle disposizioni aziendali in materia.
2. L’attività di tutti i dipendenti è improntata al principio della responsabilità, della collaborazione e della professionalità; a tal fine, l’assetto organizzativo dell’Istituto deve affermare un’adeguata configurazione dei ruoli di ciascuno, in modo da realizzare i propri obiettivi anche attraverso la individuazione delle responsabilità e dei connessi livelli di autonomia decisionale del personale.
3. Nell’affidamento degli incarichi al personale si tiene conto della formazione culturale posseduta in relazione alle funzioni da svolgere, della effettiva attitudine e capacità professionale e manageriale, nonché della valutazione dei risultati ottenuti in precedenti esperienze.
4. La consistenza e le variazioni della dotazione organica del personale dell’Istituto sono determinate previa verifica degli effettivi fabbisogni attraverso la rilevazione dei carichi di lavoro in relazione alle attività da svolgere ed alle professionalità richieste, sentiti i dirigenti responsabili.
5. La programmazione del fabbisogno del personale, che tiene conto anche delle esigenze di lavoro flessibile, soprattutto in relazione all’attività di ricerca, rappresenta una sede primaria di realizzazione delle linee strategiche individuate in sede di programmazione aziendale e lo strumento principale di governance delle risorse umane. Essa assicura la funzionalità e l’ottimizzazione delle risorse per il migliore funzionamento dei servizi, compatibilmente con le risorse finanziarie e le disposizioni nazionali e regionali vigenti in materia.
6. La Direzione e i dirigenti responsabili curano l’ottimale distribuzione delle risorse umane, anche attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità interna, che rappresentano uno degli strumenti di gestione per coniugare l’interesse alla funzionalità dei servizi con le esigenze dei dipendenti.
7. L’Istituto, nel rispetto delle normative vigenti, garantisce periodicamente lo svolgimento di corsi di formazione e aggiornamento professionale, volti a promuovere il miglioramento dei servizi e ad accrescere le buone pratiche, favorendo la più ampia partecipazione.
8. I Dirigenti, nell'ambito delle proprie competenze, collaborano con la Direzione aziendale nella gestione ed organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale. In particolare: a) formulano proposte ed esprimono pareri al Direttore generale; b) curano l'attuazione dei progetti e svolgono l'attività di gestione; c) dirigono, coordinano e controllano l'attività delle strutture che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia; d) effettuano la valutazione del personale assegnato alle proprie strutture, nel rispetto del principio del merito; e) esercitano, nei casi previsti dalla legge, l'azione disciplinare nei confronti del personale che da essi dipende.
9. Gli incarichi dirigenziali a tempo determinato a personale non appartenente al ruolo della dirigenza sono disciplinati dal d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) e successive modifiche ed integrazioni. 10. Per l’attuazione di programmi di ricerca o attività sperimentali ed in stretta coerenza con le esigenze di funzionalità ed il finanziamento specifico dei medesimi, l’Istituto può conferire incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, nel rispetto di quanto previsto dal d.lgs. 165/2001 e successive modifiche ed integrazioni.
1. L’Istituto riconosce la differenza tra i sessi come valore fondamentale dell’umanità e, quindi, della collettività. Si impegna a promuovere ed attuare azioni positive per garantire oggettive condizioni di pari opportunità, tra uomini e donne, nell’accesso al lavoro, nello sviluppo professionale e di carriera e nelle attribuzioni dei livelli di responsabilità dirigenziale del personale dipendente.
2. Le misure per favorire pari opportunità sono adottate in conformità alle Direttive europee in materia, nonché alle disposizioni di cui al d.lgs. 165/2001, alle Direttive impartite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – ed ai contratti nazionali di lavoro di riferimento.
1. L’Istituto garantisce periodiche consultazioni con le rappresentanze organizzate degli utenti e dei consumatori maggiormente significative, al fine di informare e raccogliere proposte e osservazioni sui programmi e sulle attività svolte.
2. L’Istituto fornisce un'informazione adeguata sui processi e sull'azione amministrativa, al fine di rendere l'amministrazione trasparente, accessibile e dialogante, ovvero capace di comunicare e di ascoltare.
3. A tal fine, nei diversi processi decisionali inclusivi e partecipativi: a) riconosce il ruolo fondamentale della funzione di comunicazione per creare conoscenza e consapevolezza nell’utenza sulle attività e i progetti dell’Istituto; b) rendiconta l'azione amministrativa, diffondendo le decisioni e le relative politiche attuate; c) favorisce la creazione di spazi di ascolto e di raccolta delle osservazioni e idee dei cittadini, e diffonde i risultati dei momenti di ascolto e partecipazione.
ART. 20 – PATRIMONIO E CONTABILITÀ
1. Il patrimonio è costituito dai beni posseduti e da quelli che, per donazione o ad altro titolo, pervengono all'Istituto.
2. La contabilità è tenuta secondo gli schemi e le regole previste dal d.lgs. 118/2011 e successive modificazioni o integrazioni, per quanto compatibili, e con le specifiche contemplate dal decreto medesimo a cominciare dall’applicazione degli artt. da 2423 a 2428 del Codice Civile ai sensi dell’art. 28 del d.lgs. 118/2011 stesso.
3. Alla contabilità delle attività da reddito si applica quanto disposto dall’art. 14 dell’Accordo, fatte salve specifiche disposizioni fiscali in quanto compatibili con l’organizzazione dell’Istituto.
ART. 21 – VIGILANZA E CONTROLLO
1. L’attività di vigilanza sugli organi e il controllo sugli atti sono disciplinati dagli artt. 17 e 18 dell’Accordo.
1. Le disposizioni contenute nel presente Statuto acquistano efficacia dalla data di sua pubblicazione a seguito dell’esecutività dell’atto di approvazione dello stesso da parte della Giunta regionale dell’Umbria.
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References: ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 10

ART. 11

ART. 13

ART. 15
 art. 9
 art. 4

ART. 17

ART. 20

ART. 21