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Timestamp: 2017-11-23 05:28:42+00:00

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Regolamento della Facoltà di Scienze Umanistiche CDF 17-3-2008
Art.1 - Organizzazione della Facoltà.
La Facoltà di Scienze Umanistiche è organizzata in base alle norme contenute nello Statuto di “Sapienza” Università di Roma pubblicato con D.R. 16.11.1999 - G. U. 27.11.1999, n. 279 e successive modifiche e integrazioni.
E’ costituita con il concorso di più settori scientifico-disciplinari affini o complementari e si articola in Corsi di Studio che possono raggrupparsi in “aree didattiche” (ai sensi dell’art. 3, regolamento didattico di Ateneo).
La Facoltà è dotata di autonomia organizzativa e di poteri decisionali in materia di spesa nel rispetto degli altri organi e dei principi posti dallo Statuto e dal Regolamento per l’amministrazione, la finanza e la contabilità della “Sapienza” Università di Roma.
Art. 2 - Compiti e attribuzioni della Facoltà.
I compiti e le attribuzioni della Facoltà sono quelli previsti dalla normativa vigente.
Sono organi della Facoltà il Preside e il Consiglio di Facoltà.
la Giunta di Presidenza;
i Consigli di corso di studio;
il Collegio dei Presidenti di Corso di Studio;
il Collegio dei Direttori di Dipartimento;
il Nucleo di valutazione dell’attività didattica e scientifica;
l’Osservatorio studentesco;
il Comitato Paritetico per la Didattica;
Il Preside, dotato di tutte le competenze previste dalle leggi vigenti, rappresenta la Facoltà negli organi dell’Università, vigila sull’osservanza delle leggi, dello Statuto e dei Regolamenti nell’ambito della Facoltà.
Il Preside dura in carica tre anni ed è immediatamente rieleggibile una sola volta.
Il Preside presiede il Consiglio di Facoltà e, tenuto conto delle richieste di cui al successivo art. 10, ne stabilisce la data e l’ordine del giorno.
Il Preside assicura, per quanto di competenza, l’esecuzione delle delibere adottate.
Il Preside assume le misure necessarie ad assicurare la regolarità delle attività didattiche, compresa la programmazione dell’orario delle lezioni e degli esami.
Il Preside può delegare singoli atti o specifici compiti di propria competenza, previa comunicazione al Consiglio di Facoltà, a componenti del Consiglio medesimo.
Spetta inoltre al Preside convocare e presiedere la Giunta di Facoltà, notificare le comunicazioni e i provvedimenti del Rettore alla Facoltà e le deliberazioni della Facoltà stessa al Rettore.
Art. 5 - Sostituzione temporanea del Preside.
In caso di temporanea assenza o impedimento il Preside è sostituito dal Vice-Preside vicario, o, in caso di temporanea assenza o impedimento di questo, dal Decano dei professori di prima fascia.
Art. 6 - Elezione del Preside.
Il Preside è eletto, a scrutinio segreto, tra i professori aventi diritto a termini di legge, da tutti i componenti del Consiglio di Facoltà che ne abbiano diritto, a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione e a maggioranza dei votanti nelle successive.
L’elezione del Preside è indetta in apposita seduta dal Decano, preceduta da un’assemblea di tutti gli afferenti alla Facoltà nella quale vengono presentati e discussi i programmi dei candidati. La prima votazione è indetta almeno due mesi prima della scadenza, e si tiene almeno quindici giorni prima della data di entrata in carica. Le eventuali successive votazioni si tengono nei giorni non festivi immediatamente susseguenti all’ultima votazione.
Art.7 - Dimissioni, impedimento o trasferimento del Preside.
Nei casi in cui il Preside si dimetta o cessi di far parte della Facoltà o sia impedito per un periodo superiore ai quattro mesi, il Decano indice le elezioni per la designazione del nuovo Preside.
Art. 8 - Nomina e funzioni del Vice-Preside.
Il Preside designa tra i Professori di ruolo a tempo pieno e i ricercatori confermati titolari di affidamento (proff. aggregati) a tempo pieno appartenenti alla Facoltà, un Vice-Preside vicario, che lo coadiuva e, in caso di assenza o temporaneo impedimento, ne fa le veci in tutte le sue funzioni. La designazione è comunicata al Consiglio di Facoltà che ne prende atto. Il mandato del Vice-Preside coincide con quello del Preside.
Ove il Vice-Preside non sia un professore di prima o seconda fascia, le sessioni del Consiglio di Facoltà che riguardano solo i professori di prima o seconda fascia tenute in assenza del Preside sono presiedute dal Decano dei professori di prima fascia.
Il Preside ha anche facoltà di designare tra i Professori di ruolo a tempo pieno e i ricercatori confermati a tempo pieno appartenenti alla Facoltà un secondo Vice-Preside (non vicario), con delega a incarichi specifici.
Art. 9 - Composizione del Consiglio di Facoltà.
Il Consiglio di Facoltà è composto dal Preside che lo presiede, da tutti i professori di ruolo e fuori ruolo, dai ricercatori e personale di ruolo equiparato, ai sensi del D.P.R. 382/80 e della Legge 341/90 e successive modifiche e integrazioni, nei limiti e nelle forme disciplinati dalla legislazione vigente. Partecipano alle sedute n° 2 rappresentanti del personale tecnico-amministrativo della Facoltà Possono anche partecipare alla discussione i titolari di contratto e di affidamento esterno, senza diritto di voto. Partecipa alle sedute una rappresentanza degli studenti costituita secondo le norme vigenti.
Art. 10 - Convocazione e ordine del giorno del Consiglio di Facoltà.
Il Consiglio di Facoltà è convocato dal Preside mediante avviso scritto o e-mail contenente le materie da trattare almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza. Nei casi urgenti il Consiglio può essere convocato mediante telegramma, e-mail o fax almeno due giorni prima. Il Preside è tenuto a convocare il Consiglio quando ne faccia richiesta almeno il 30% dei suoi componenti. Il Consiglio di Facoltà, a maggioranza semplice, può deliberare, all’inizio della seduta, ove lo ritenga opportuno, il cambiamento della sequenza dei punti all’ordine del giorno da trattare nella seduta.
Art. 11 - Funzionamento del Consiglio di Facoltà.
Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Preside il quale, dopo aver controllato la validità della seduta, introduce gli argomenti all’ordine del giorno.
Possono intervenire alle sedute del Consiglio di Facoltà per la discussione di argomenti iscritti all’ordine del giorno - a seguito di invito del Preside - singole persone che non ne fanno parte, in relazione alle specifiche competenze e senza diritto di partecipare alle votazioni. Per la verifica della legittimità della seduta la presenza degli aventi diritto viene attestata mediante un foglio di firma sottoscritto all’inizio della seduta.
Art. 12 - Modalità di partecipazione alle discussioni e alle votazioni.
La discussione e la votazione su argomenti relativi a persone o alle modalità di copertura di posti di professore di prima fascia sono limitate ai soli professori di prima fascia. La discussione e la votazione su argomenti relativi a persone o alle modalità di copertura di posti di professore di seconda fascia sono limitate ai soli professori di prima e di seconda fascia. La discussione e la votazione su argomenti relativi a persone o alle modalità di copertura di posti di ricercatore sono limitate ai soli professori di prima e di seconda fascia, ai ricercatori e personale equiparato. Nessuno può partecipare a discussioni e deliberazioni che riguardino la sua persona.
Art. 13 - Validità delle sedute e delle delibere.
Fatto salvo il quorum prescritto dalla legge per le deliberazioni aventi specifici oggetti, il Consiglio di Facoltà è validamente costituito con la presenza di almeno la metà più uno degli aventi diritto. Coloro che abbiano giustificato la propria assenza per iscritto o per e-mail non sono considerati nel computo. Ai fini della determinazione del numero legale richiesto per la validità della seduta si tiene conto del professore fuori ruolo soltanto se intervenga all’adunanza. Per la validità delle delibere è sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti e votanti e, per l’attribuzione e copertura dei posti di professore di prima e seconda fascia, la maggioranza assoluta degli aventi diritto (si tiene conto del professore fuori ruolo soltanto se intervenga all’adunanza). Il numero di votanti è dato dalla somma dei voti favorevoli, dei voti contrari e degli astenuti, nel caso di votazione per scrutinio si tiene conto anche delle schede bianche e nulle. Qualora nella votazione sulla chiamata di un professore di ruolo non sia raggiunta la maggioranza assoluta degli aventi diritto, la votazione può venire ripetuta per non più di ulteriori due volte nella stessa o in altre sedute. In caso di mancato raggiungimento della maggioranza prescritta la procedura s’intende chiusa.
Delle riunioni del Consiglio di Facoltà è redatto verbale a cura del Segretario e firmato dallo stesso Segretario e dal Preside. Le funzioni di Segretario verbalizzante di norma sono svolte dal professore ordinario più giovane in ruolo. Gli interventi dei singoli partecipanti saranno verbalizzati testualmente solo in caso di esplicita richiesta, a condizione che l’interessato faccia pervenire un testo scritto entro la conclusione del Consiglio. Il verbale del Consiglio di Facoltà è pubblico. Esso (o parte di esso) viene letto e approvato seduta stante ovvero in una successiva seduta. Nel secondo caso la bozza del verbale è inviata a tutti i componenti il Consiglio stesso almeno cinque giorni prima della seduta nella quale sarà approvato, salvo casi di urgenza. Una volta approvato esso viene affisso all’albo della Facoltà per la durata di un mese a cura della Segreteria della Presidenza. I verbali sono conservati agli atti della Presidenza di Facoltà e sono consultabili dai docenti, dai ricercatori o equiparati, dal personale tecnico-amministrativo e dai rappresentanti degli studenti del Consiglio di Facoltà e da tutti coloro che vi abbiano legittimo interesse, giusta quanto disposto dalla legge 241/90.
Art. 15 - Commissioni.
Per l’esame e la formulazione di proposte nelle materie di propria competenza il Consiglio di Facoltà si può avvalere di commissioni istruttorie, istituite, ad eccezione delle commissioni permanenti di cui al 2 comma, con Delibera del Consiglio di Facoltà che ne definisce modalità di composizione e mandato.
Sono Commissioni permanenti:
1. la commissione per la ricerca scientifica e le iniziative culturali;
2. la commissione per la didattica;
3. la commissione per la programmazione;
4. la commissione per l’orientamento, il tutorato e il collocamento professionale;
Le commissioni di cui al numeri 1) e 3) sono regolate da appositi articoli (artt. 30 e 31).
In caso di assenza giustificata è ammessa delega scritta ad altro collega della Facoltà ad eccezione della Commissione per la ricerca scientifica. Per tutte le Commissioni, nel caso di dimissioni o di cessazione di appartenenza alla Facoltà di un componente, il Consiglio di Facoltà provvede alla sostituzione nella prima seduta utile. Nelle more della sostituzione le Commissioni continuano a funzionare. Le commissioni di cui al numero 4) è composta da dieci membri, nove docenti (tre professori di prima fascia, tre professori di seconda fascia e tre ricercatori) eletti a elettorato attivo e passivo comune dagli afferenti alla Facoltà, che esprimono un solo voto di preferenza; e da un rappresentante del personale tecnico-amministrativo. La Commissione didattica è composta da un rappresentante per ogni Corso di Studio designato al proprio interno dal Corso stesso. La Commissione didattica è composta da un rappresentante per ogni Corso di Studio designato al proprio interno dal Corso stesso. Le commissioni di cui ai numeri 2) e 4) eleggono al loro interno un Coordinatore. La commissione di cui al numero 1) è coordinata dal Preside. I membri delle Commissioni durano in carica sino alla scadenza del mandato del Preside e non possono essere eletti consecutivamente più di una volta. I membri delle Commissioni assenti in più di tre riunioni consecutive si considerano decaduti e subentra il primo dei non eletti della fascia di appartenenza.
Art. 16 - Giunta di Facoltà.
La Giunta di Facoltà è costituita da:
il Preside, che la presiede;
il Vice-Preside vicario;
i membri della Facoltà eletti in Senato Accademico, in Senato Accademico integrato e in Consiglio d’Amministrazione;
un rappresentante del collegio dei Presidenti di Corso di Studi eletto dal collegio stesso;
il coordinatore del collegio dei direttori di Dipartimento;
i coordinatori delle Commissioni di cui all’articolo 15;
il Presidente del Nucleo di valutazione;
il Presidente del Comitato Paritetico per la Didattica;
l’eventuale delegato del Preside al coordinamento dei Presidenti dei Corsi di Studio;
due rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in servizio presso la Facoltà, di cui obbligatoriamente uno compreso fra i collaboratori esperti linguistici;
due rappresentanti degli studenti eletti nel Consiglio di Facoltà.
Se fra i membri suddetti dovessero risultare assenti o in numero inferiore a due i professori di seconda fascia o i ricercatori confermati o personale equiparato, si provvederà ad eleggerli, due per categoria, in una seduta straordinaria del Consiglio di Facoltà, convocata dal Preside (che indicherà la composizione del seggio elettorale e le modalità dell’elezione) con almeno venti giorni di preavviso. Ciascuna categoria vota i suoi rappresentanti, esprimendo una sola preferenza. I membri eletti della Giunta durano in carica tre anni e non possono essere rieletti consecutivamente più di una volta. Alle sedute della giunta possono prendere parte anche i delegati del Preside su invito dello stesso.
Art. 17 - Funzionamento della Giunta di Facoltà
L’ordine del giorno delle sedute della Giunta di Facoltà deve essere recapitato ai componenti almeno cinque giorni prima della seduta. La Giunta di Facoltà, a maggioranza semplice, può deliberare, ove lo ritenga opportuno, il cambiamento della sequenza dei punti all’ordine del giorno da trattare nella seduta. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza della metà più uno dei convocati. Da tale numero vanno sottratti gli assenti giustificati. I professori e i ricercatori o equiparati in congedo possono partecipare alle sedute ma, se assenti, sono considerati giustificati. Possono intervenire alle sedute della Giunta di Facoltà per la discussione di argomenti iscritti all’ordine del giorno - a seguito di invito del Preside - singole persone che non ne fanno parte, in relazione alle specifiche competenze e senza diritto di partecipare alle votazioni. Per la verifica della legittimità delle sedute la presenza degli aventi diritto viene attestata mediante un foglio di firma sottoscritto all’inizio della seduta.
Art. 18 - Funzioni della Giunta di Facoltà
La Giunta di Facoltà coadiuva il Preside nell’espletamento delle sue funzioni, anche con l’attribuzione ai suoi membri di specifiche deleghe. Alla Giunta, che si riunisce di norma una volta al mese, è delegata l’ordinaria amministrazione della Facoltà, nonché l’organizzazione dei lavori del Consiglio di Facoltà, istruendo e predisponendo i materiali necessari. Essa può essere convocata in via straordinaria dal Preside quando ne ravvisi la necessità o ne facciano richiesta motivata cinque suoi membri. Le funzioni di Segretario sono svolte dal membro di minore anzianità accademica. Delle riunioni della Giunta di Facoltà è redatto verbale a cura del Presidente e del Segretario. Il verbale è conservato agli atti della Presidenza di Facoltà. La Giunta di Facoltà si avvale per le sue mansioni del personale amministrativo della Segreteria della Presidenza.
Art. 19 - Composizione dei Consigli dei Corsi di Studio di Corso e Collegio dei Presidenti di Studio
I Consigli di Corso di Studio svolgono le funzioni loro assegnate dalle leggi vigenti nelle materie concernenti l’attività didattica. La loro composizione e il loro funzionamento vengono disciplinati da apposito regolamento. I Presidenti dei Consigli di Corso di Studio, eletti per la durata di tre anni e non consecutivamente rieleggibili per più di una volta, costituiscono il Collegio dei Presidenti dei Corsi di Studio che è organismo consultivo del Preside nelle materie che riguardano la vita dei Corsi di Studio. Il Collegio è coordinato dal Preside o da un suo delegato. Il Collegio elegge al proprio interno un rappresentante del Collegio stesso quale membro della giunta composta da un rappresentante per ogni Corso di Studio designato al proprio interno dal Corso stesso. La Facoltà può istituire Aree Didattiche nelle quali si riuniscono più Corsi di Studio dello stesso livello e/o di livelli successivi appartenenti ad una comune area scientifico-culturale. Nel caso della costituzione di aree didattiche, la Presidenza delle riunioni viene assunta dal Presidente di Corso di studio più anziano in ruolo. Delle sedute del Collegio dei Presidenti di Corso di Studio viene redatto verbale da un Segretario designato dal Preside (o dal suo delegato) tra i membri del Collegio stesso. La Facoltà può istituire Aree didattiche nelle quali si riuniscono più Corsi di Studio dello stesso livello e/o di livelli successivi appartenenti a una comune area scientifico-culturale.
Art. 20 - Dipartimenti e Collegio dei Direttori di Dipartimento.
1.I dipartimenti sono strutture primarie e fondamentali per la ricerca, omogenee per fini o per metodi. Ad essi possono afferire docenti di ruolo e fuori ruolo secondo la normativa vigente. Essi concorrono con le loro strutture all'attività didattica (art. 6, comma 1 dello Statuto della Sapienza).
2. Le attività di ricerca dalla Facoltà di Scienze Umanistiche sono prevalentemente svolte dai Dipartimenti afferenti alla Facoltà e dai Dipartimenti Interfacoltà e Interateneo, in cui la maggioranza dei docenti appartiene alla Facoltà di Scienze Umanistiche e dai gruppi docenti della Facoltà, che si trovino collocati in Dipartimenti afferenti maggioritariamente ad altre Facoltà e ad altri atenei. Gli uni e gli altri concorrono all'attività didattica e scientifica della Facoltà di Scienze umanistiche.
3. I Direttori dei Dipartimenti afferenti alla Facoltà di Scienze Umanistiche, di cui al comma 2, e un responsabile elettivo per ciascun gruppo docente collocato in uno dei Dipartimenti umanistici afferenti maggioritariamente ad altre Facoltà e ad altri Atenei formano il Collegio dei Direttori di Dipartimento della Facoltà di Scienze Umanistiche. Il coordinatore del Collegio viene eletto a maggioranza semplice tra i Direttori afferenti alla Facoltà di Scienze Umanistiche.
4. Il Collegio dei Direttori di dipartimento è organismo consultivo del Preside per le questioni riguardanti la ricerca.
Art. 21 - Elezioni delle rappresentanze del personale tecnico-amministrativo
Il Preside stabilisce, con almeno un mese di anticipo, la data delle elezioni delle rappresentanze del personale tecnico-amministrativo. Nel provvedimento del Preside saranno indicate la composizione del seggio elettorale e le modalità di svolgimento di ogni singola elezione. Hanno l’elettorato attivo e passivo tutti i componenti del personale tecnico-amministrativo dipendente della Facoltà, ai sensi della normativa vigente. Ciascun elettore esprime soltanto una preferenza. Gli eletti sono nominati dal Preside e assumono la carica dal 1° novembre successivo all’elezione. In caso di rinuncia o di successiva indisponibilità degli eletti subentra la persona immediatamente successiva la quale può assumere la carica anche nel corso degli anni accademici per i quali vale l’elezione. Le rappresentanze elette durano in carica un triennio accademico.
Art. 22 - Afferenza ai Consigli di Corso di Studio
Sono membri del Consiglio del Corso di Studio:
a) i docenti che afferiscono al Corso sulla base della normativa vigente in materia di requisiti necessari per l’attivazione dei Corsi;
b) i docenti i cui Settori Scientifico-Disciplinari siano compresi tra quelli previsti nell’Ordinamento del Corso e richiedano di aderirvi.
Nessun docente può essere contemporaneamente membro di più di un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale. Ogni docente, pur potendo afferire ad un solo Corso di laurea ai fini del computo dei requisiti minimi, può essere, a richiesta, membro con diritto di voto di un altro Corso di Studio, purchè di livello diverso (LT o LM). L’afferenza dei docenti ai Corsi di Studio è libera; una volta espressa non può essere cambiata prima della conclusione di un triennio accademico (nel caso di un Corso di Laurea) e di un biennio (nel caso di un Corso di Laurea Magistrale). La composizione dei Corsi di Studio e i passaggi da un Corso di Studio all’altro devono essere discussi e approvati in Consiglio di Facoltà, previo parere non vincolante dei Consigli di Corso di Studio interessati. Qualora un professore o un ricercatore non presenti domanda di afferenza entro trenta giorni dalla nomina o dal trasferimento, questa è determinata d’ufficio dalla Giunta di Facoltà. La partecipazione al Collegio dei Docenti dei Corsi di Studio è assicurata secondo quanto previsto dai Regolamenti d’Ateneo.
Art. 23 - Operazioni elettorali
Tutte le operazioni elettorali connesse con le votazioni per la designazione del Preside, dei rappresentanti dei professori, dei ricercatori o equiparati e del personale tecnico e amministrativo sono svolte da una commissione elettorale formata da tre membri, di cui uno con funzioni di Presidente e uno di Segretario, scelti tra i membri del Consiglio di Facoltà e nominati dallo stesso. Delle operazioni elettorali viene redatto apposito verbale. Le designazioni elettive avvengono a scrutinio segreto. Ogni avente diritto potrà votare per non più di un terzo dei nominativi da designare. Nel caso in cui, nel calcolare un terzo, si ottenga un numero decimale, la cifra è arrotondata per difetto ma non può essere inferiore a uno. Le votazioni sono valide se vi abbia preso parte almeno il 30% degli aventi diritto. Nel caso che ciò non si verifichi, l’elezione viene reiterata per una volta; in caso di ulteriore non validità dell’elezione la rappresentanza di categoria manca per l’intera durata dell’organo. L’organo continua a funzionare anche in assenza della rappresentanza non eletta.
Art. 24 - Nucleo per la valutazione dell’attività didattica e scientifica
Presso la Facoltà è istituito il Nucleo di valutazione di Facoltà. Il Nucleo si compone di nove membri eletti dal Consiglio di Facoltà ogni tre anni in modo da rappresentare paritariamente le tre fasce docenti. I membri eleggono nella prima seduta il Coordinatore. Le spese per il funzionamento gravano sul bilancio della Facoltà. La Presidenza della Facoltà garantisce il supporto logistico e amministrativo. Il Nucleo valuta le attività didattiche dei Corsi di Studio afferenti alla Facoltà, utilizzando metodiche e strumenti predisposti dal Nucleo di valutazione di Ateneo e relativi dati, e può utilizzare anche ulteriori metodiche e strumenti. Tutti i docenti coinvolti nell’attività didattica e di ricerca, afferenti alla Facoltà, sono tenuti a fornire al Nucleo le informazioni richieste. Al Nucleo è garantito l’accesso ai dati delle Segreterie e di altri Uffici dell’Università. Le inadempienze nel fornire i dati richiesti sono segnalate alle autorità accademiche competenti. Il Nucleo cura la diffusione di relazioni periodiche sulle valutazioni effettuate comprensive dei relativi dati statistici. I componenti del Nucleo sono tenuti al rispetto delle norme sulla privacy. Il Collegio esprime parere al Nucleo di Valutazione d’Ateneo in merito alle attività di didattica e di ricerca; scambia informazioni, può proporre agli organi competenti (Rettore, Preside, Direttore dei Centri di Spesa) l’organizzazione di conferenze, seminari e convegni sulle esperienze di promozione e valutazione della qualità nella didattica e nella ricerca. Il Nucleo è tenuto a presentare (entro il 30 ottobre di ogni anno) al Nucleo di Valutazione d’Ateneo una relazione finale sulla valutazione della didattica.
Il Nucleo sottopone al Consiglio di Facoltà eventuali suggerimenti in merito a miglioramenti nell’organizzazione delle attività della Facoltà e provvede alla pubblicizzazione delle proprie considerazioni finali alla fine di ogni anno accademico e comunque prima di ogni eventuale ripartizione delle risorse da parte delle Commissioni Ricerca Scientifica dell’Ateneo Federato e dell’Università per l’anno accademico successivo.
Art. 25 - Composizione e funzionamento del Nucleo di valutazione per l’attività didattica e scientifica
Il Nucleo di valutazione per l’attività didattica e scientifica è composto da:
- tre professori di prima fascia eletti dai professori di prima fascia;
- tre professori di seconda fascia eletti dai professori di seconda fascia;
- tre ricercatori o personale equiparato eletti dai ricercatori e personale equiparato.
Le elezioni si svolgono con voto limitato a tre nominativi. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Coordinatore. I componenti del Nucleo durano in carica tre anni e non possono essere immediatamente rieletti. Le funzioni di Segretario sono svolte da colui che, tra i partecipanti alla seduta, ha minore anzianità di ruolo. In caso di pari anzianità di ruolo, le funzioni sono svolte dal più giovane di età. I verbali delle sedute sono redatti a cura del Coordinatore e del Segretario. Nessuno può partecipare a votazioni che riguardino la sua persona. Per il suo funzionamento il Nucleo si avvale del personale amministrativo della Segreteria della Presidenza.
Art. 26 - Osservatorio studentesco
L’Osservatorio studentesco ha compito di promuovere il miglioramento delle attività didattiche, di segnalarne le disfunzioni e di avanzare proposte al riguardo.
Esso si avvale dell’opera del Difensore degli Studenti che lo assiste nell’esercizio delle sue funzioni e riceve eventuali reclami o doglianze.
Art. 27 - Composizione e funzionamento dell’Osservatorio studentesco.
L’Osservatorio studentesco è composto da sei studenti eletti dalla rappresentanza studentesca presente in Facoltà. I componenti dell’Osservatorio studentesco devono far parte di corsi di studio diversi. I componenti dell’Osservatorio durano in carica tre anni. L’Osservatorio nomina nel suo seno un Presidente e un Segretario. Per la validità delle sedute dell’Osservatorio studentesco è necessaria la presenza della metà più uno dei convocati. Dal numero dei convocati vanno sottratti gli assenti giustificati. In caso di votazioni con esito di parità, il voto del Presidente prevale. L’Osservatorio studentesco riferisce al Preside e invia le sue osservazioni al Nucleo per la valutazione dell’attività didattica e scientifica che ne tiene il debito conto. Nel caso di perdita della qualità di studente o di passaggio al terzo anno fuori corso il componente decade e viene eletto in suo luogo e fino alla scadenza un altro componente.
Art. 28 - Comitato Paritetico per la Didattica
Per cooperare al miglioramento dei servizi forniti agli studenti dalle strutture didattiche è costituito il Comitato Paritetico per la Didattica. Sono suoi compiti:
a) organizzare un osservatorio permanente sulla funzionalità delle attività didattiche e sovraintendere al suo funzionamento;
b) svolgere un monitoraggio sul processo di insegnamento-apprendimento, osservarne i metodi e gli effetti, proporre azioni per il miglioramento di esso;
c) svolgere un monitoraggio sulle azioni finalizzate al miglioramento della qualità della didattica, dei servizi agli studenti e a supporto del diritto allo studio;
d) fornire eventualmente proposte o pareri in ordine al coordinamento tra strutture didattiche;
e) redigere una relazione annuale sulla didattica e sul complesso dei servizi forniti agli studenti;
f) svolgere funzioni di garanzia nei riguardi delle segnalazioni che pervengano dagli studenti circa eventuali situazioni e comportamenti ritenuti lesivi dei loro diritti.
Per contribuire al miglioramento della didattica e dei servizi forniti agli studenti, il Comitato può formulare pareri e proposte agli organi di governo della Facoltà sulle materie che riguardano gli studenti. Gli organi a cui tali pareri e proposte sono indirizzati sono tenuti a dare risposte nel più breve tempo possibile. Il Comitato è costituito da sei docenti (Professori e Ricercatori o equiparati) e dai sei studenti che compongono l’Osservatorio studentesco. I membri del corpo docente sono designati su base elettiva e non possono essere eletti più di una volta consecutivamente. Il Comitato nomina nel suo seno un Presidente (scelto fra i docenti) e un Vice-Presidente (scelto fra gli studenti). Nel caso di votazioni con esito di parità, prevale il voto del Presidente.
Art. 29 - Il Difensore degli studenti
Il Difensore degli studenti è nominato dal Preside, su designazione dei rappresentanti degli studenti, sentito il Consiglio di Facoltà, per un periodo di tre anni rinnovabile una sola volta. Il Consiglio di Amministrazione fissa i suoi emolumenti. Il Difensore degli studenti è a disposizione dell’Osservatorio studentesco per assisterlo nell’esercizio delle sue funzioni e per ricevere eventuali reclami o doglianze. Il Difensore può anche essere consultato dal Comitato Paritetico per la Didattica . Egli ha il diritto di compiere accertamenti e riferisce al Preside che, in relazione al caso concreto, adotta gli atti di competenza. Gli studenti che si rivolgono al Difensore hanno diritto, a loro richiesta, all’anonimato e il loro nome, come qualsiasi altro elemento idoneo a identificarli, è escluso dal diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Art. 30 - Commissione per la ricerca scientifica e le iniziative culturali.
La Commissione per la Ricerca scientifica e le iniziative culturali ha il compito di formulare proposte riguardo alla programmazione e alla realizzazione di attività scientifiche e culturali comuni a più aree scientifico-disciplinari della Facoltà, anche in collaborazione con altre Facoltà o Enti esterni.
La Commissione per la Ricerca scientifica e le iniziative culturali è composta da
a) tre professori di prima fascia;
b) tre professori di seconda fascia;
c) tre ricercatori confermati;
Non possono essere rieletti consecutivamente per più di una volta. Essi debbono tutti appartenere a aree scientifico-disciplinari e Dipartimenti diversi. La Commissione nomina nel suo seno un Segretario. La Commissione nomina al proprio interno i componenti (un professore di prima fascia, un professore di seconda fascia e un ricercatore) che fanno parte della Commissione di Ricerca Scientifica dell’Università “La Sapienza”, per un periodo di tre anni. Per la validità delle sedute della Commissione è necessaria la presenza della metà più uno dei convocati. Dal numero dei convocati vanno sottratti gli assenti giustificati.
Art. 31 - Commssione per la Programmazione.
La Commissione per la Programmazione ha il compito:
a) di esaminare almeno una volta l’anno l’organico dei Docenti e del personale tecnico-amministrativo della Facoltà, evidenziando le carenze nei singoli settori scientifico-disciplinari, gli eventuali squilibri tra le areee scientifico-disciplinari e le esigenze di personale tecnico-amministrativo di Facoltà;
b) di vagliare le richieste di incremento della docenza pervenute dai Dipartimenti e dai Corsi di Studio;
c) di preparare il piano di programmazione della docenza, da sottoporre con lista di priorità al Consiglio di Facoltà, sulla base dei punti a) e b) e tenuto conto delle disponibilità finanziarie della Facoltà.
La Commissione per la Programmazione è composta di diritto dal Preside e da dieci membri elettivi:
d) un rappresentante del personale tecnico-amministrativo.
I membri di cui ai punti a) b) e c) sono eletti con elettorato attivo e passivo dagli afferenti alla Facoltà, che esprimono un solo voto di preferenza per fascia; i suoi membri devono afferire a settori scientifico-disciplinari e a Dipartimenti diversi. Tutte le aree didattiche della Facoltà debbono essere rappresentate.
Le aree didattiche sono le seguenti:
2) Studi storici
3) Lingue, Letterature straniere
5) Studi storico-artistici
6) Scienze del Teatro e dello Spettacolo
7) Scienze del Turismo
8) Mediazione Linguistico culturale
Il rappresentante di cui al punto d) viene eletto, con elettorato attivo e passivo dal personale tecnico-amministrativo della Facoltà, che esprime un solo voto di preferenza. I componenti della Commissione durano in carica tre anni e non possono essere rieletti consecutivamente per più di una volta. La Commissione è presieduta dal Preside; il rappresentante del personale tecnico-amministrativo funge da segretario. Delle riunioni viene preparato un verbale, a cura del Presidente e del Segretario, da diffondere fra tutti gli afferenti alla Facoltà.
Art. 32 - Congedi per motivi di studio.
Le domande vanno inviate al Rettore e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio di Corso di Studi e al Direttore del Dipartimento o Istituto di appartenenza non oltre il 30 aprile di ogni anno. Il Consiglio di Facoltà decide sentiti i pareri del Consigli di Corso di Studi e dei Dipartimenti o Istituti, che sono tenuti a indicare la relativa supplenza. In ogni caso il congedo non può essere pregiudiziale per l’attività didattica della Facoltà.
Art. 33 - Reclutamento del personale docente.
Il Consiglio di Facoltà, di norma una volta l’anno, decide la programmazione della docenza sulla base delle richieste avanzate dai Dipartimenti e dai Corsi di studio e delle disponibilità di bilancio e attribuisce i fondi relativi. I budget derivanti dalla normale turnazione della docenza vengono in prima istanza assegnati ai Dipartimenti presso cui si sono liberate le relative unità di personale docente. La medesima procedura viene adottata, per il personale tecnico e amministrativo. Ove la Facoltà fruisca di eccedenze di budget rispetto alla normale turnazione, il Consiglio di Facoltà, ascoltati i Dipartimenti e i Corsi di studio e su proposta del Preside, ne stabilisce la ripartizione tra i vari Dipartimenti, tenendo conto in modo equanime delle esigenze della didattica e della ricerca e dalle esigenze del riequilibrio e dell’innovazione. Per la formulazione delle proposte, sia quelle relative all’allocazione del budget nei settori disciplinari per i quali è stata fatta richiesta secondo le modalità sopraindicate sia, in secondo momento, quelle relative al giudizio sulle eventuali candidature a ricoprire posti in organico, si segue la seguente procedura:
a) I consigli di Dipartimento, con le particolarità previste dalla normativa vigente, formulano le proposte, con particolare riguardo alle esigenze della ricerca;
b) I Consigli di Corso di Studio esaminano le richieste presentate dai Dipartimenti e le esigenze didattiche del Corso di Studio, cui afferiscono i relativi settori disciplinari, e le discutono e le armonizzano, con particolare riguardo alle esigenze della didattica e di eventuale riequilibrio;
c) II Consiglio di Facoltà, avvalendosi dei dati raccolti dalla Commissione per la programmazione, esamina le richieste pervenute dai Dipartimenti e dai Corsi di studio, le vaglia alla luce dei criteri di programmazione, formulati nelle sedute appositamente dedicate al reclutamento e alla docenza, e assume le decisioni relative.
Art. 34 - Professori a contratto.
Nell’ambito della programmazione didattica di Facoltà, i Consigli di Corso di Studio, sentite le richieste dei Dipartimenti, e delle Scuole di Specializzazione propongono l’attribuzione di contratti a esperti di alta qualificazione scientifica o professionale, che sarà comprovata da pubblicazioni scientifiche, o dalle posizioni ricoperte nella vita professionale. Nel rispetto del Decreto Legge n. 242 del 1998, a seguito di emanazione del relativo bando, le domande, redatte su apposito modulo, accompagnate dalla documentazione comprovante le qualità di cui sopra e integrabile su richiesta dalle copie delle pubblicazioni, devono essere presentate in Presidenza. Esse devono passare al vaglio del Consiglio di Corso di Studio, tramite apposita Commissione, prima di essere approvate dal Consiglio di Facoltà.
Art. 35 - Domande per affidamenti o supplenze esterni
Coloro che chiedono affidamenti o supplenze esterni debbono impegnarsi esplicitamente a continuare la propria attività istituzionale presso la Facoltà.
Art. 36 - Sdoppiamenti
I Presidenti dei Consigli di Corso di Studio comunicano, di anno in anno, entro aprile al proprio Consiglio di Corso di Studio quali corsi sono nelle condizioni di sdoppiamento previste dalla Legge. Il Consiglio di Corso di Studio formula le relative proposte. Il Consiglio di Facoltà delibererà in merito.
Art. 37 - Supplenze e affidamenti
Il Preside, accertata la vacanza, o valutate altre esigenze didattiche, pubblicizza con l’ordine del giorno del Consiglio di Facoltà la necessità di ricoprire un insegnamento ufficiale per affidamento o supplenza. Dal momento della pubblicazione e fino al giorno precedente la seduta del Consiglio, un professore o un ricercatore può fare domanda per l’ottenimento della supplenza o affidamento a titolo gratuito, secondo il comma 2° o 5° dell’art. 9 del D.P.R. 382/80 e cioè in sostituzione o in aggiunta al proprio impegno di titolarità. L’insegnamento conferito deve essere compreso nello stesso raggruppamento di appartenenza della propria titolarità o in raggruppamento riconosciuto affine dal C.U.N. per il suddetto comma 2° o riconosciuto affine dalla Facoltà per il comma 5°. In mancanza della disponibilità suddetta il Preside pubblica un bando interno ed esterno (quest’ultimo aperto a professori e ricercatori di altra Facoltà della stessa o di altra Università), con scadenza di 15 giorni, per la presentazione di domande di affidamento o supplenza da parte di professori o ricercatori, secondo l’art. 12 della legge 341/90, appartenenti al medesimo settore scientifico-disciplinare o ad un settore affine a quello dell’insegnamento in questione. In presenza di una domanda del singolo ricercatore o di più domande, il Consiglio di Facoltà si esprime una volta presa visione di un giudizio (nel secondo caso comparativo) dei titoli didattici e scientifici presentati, istruito da una Commissione nominata dal Corso di Studio di afferenza dell’insegnamento. Nel caso siano interessati più Corsi di Studio la Commissione sarà nominata dalla Giunta di Facoltà, su segnalazione di tali Corsi di Studio. Tale Commissione è istituita sulla base del raggruppamento disciplinare in questione o di uno affine e deve comprendere prioritariamente l’eventuale titolare dell’insegnamento da supplire. Nel vaglio delle domande le Commissioni di cui sopra daranno priorità alle domande presentate dal personale interno e considereranno le domande presentate dal personale esterno solo in mancanza delle prime.
Art. 38 - Rappresentanti della Facoltà nel Consiglio di Ateneo
I rappresentanti della Facoltà nel Consiglio Accademico dell’Ateneo Federato delle Scienze Umane, delle Arti e dell’Ambiente sono eletti secondo quanto previsto dal Regolamento di Ateneo.
Art. 39 - Gravámi
Avverso le decisioni del Consiglio o della Giunta di Facoltà lesive - a giudizio dell’interessato - del principio di libertà d’insegnamento e di ricerca è ammesso il ricorso al Rettore entro i dieci giorni successivi alla comunicazione della decisione in oggetto di contestazione. Il Rettore decide sulla base del parere del Senato Accademico.

References: Art.1

Art. 2
 art. 10

Art. 5

Art. 6

Art.7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39