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Spedizionieri - Attività in regime di libera prestazione di servizi - Non richiesta la comunicazione ex art. 115 TULPS - News AteneoWeb
Martedì 20/12/2016 Spedizionieri - Attività in regime di libera prestazione di servizi - Non richiesta la comunicazione ex art. 115 TULPS
L'applicazione dell'articolo 115 del R.D. n. 773 del 1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) ad uno spedizioniere stabilito in altro Stato membro dell'Unione europea, e conseguentemente la pretesa da esso dell'invio della comunicazione prevista dal primo comma della norma, costituisca una violazione della normativa europea.
Tale violazione si rinviene sia dai Trattati (nello specifico, gli articoli da 56 a 62 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea) che dalle disposizioni della direttiva 2005/36/CE, recentemente modificata dalla direttiva 2013/55/UE, entrambe recepite nel decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206.
E' questo quanto chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Parere del 9 dicembre 2016, n. 387029, emanato in risposta ad un quesito concernente la normativa applicabile ad una società stabilita in altro Stato Membro dell'Unione europea operante in Italia in regime di libera prestazione di servizi.
In particolare, nel quesito si chiede «se una società non avente sede legale in Italia, e nemmeno presente in Italia con una sede secondaria, uno stabilimento o un ufficio, sia tenuta, ai fini dello svolgimento dell'attività di "spedizioniere" e/o di "intermediario di spedizione", a trasmettere la Comunicazione ex art. 115 TULPS».
Nell'eventualità in cui al quesito sia data risposta affermativa, si chiede ancora «quale sia l'Ufficio competente a ricevere la Comunicazione ex art. 115 TULPS e come la competenza debba essere individuata, tenuto conto del fatto che l'impresa non ha sedi o stabilimenti in Italia e non è iscritta nel registro delle imprese; quali siano inoltre gli adempimenti necessari per la presentazione della Comunicazione ex art. 115 TULPS».
Ricordiamo che al primo comma dell'art. 115 del R-D. n. 773/1931 si stabilisce che «non possono condursi agenzie di prestiti su pegno o altre agenzie di affari, quali che siano l'oggetto e la durata, anche sotto forma di agenzie di vendita, di esposizioni, mostre o fiere campionarie e simili, senza darne comunicazione al Questore» (la comunicazione è ora rivolta allo Sportello unico per le attività produttive in forza dell'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160).
Secondo il Ministero, una società non avente sede legale in Italia, e nemmeno presente in Italia con una sede secondaria, uno stabilimento o un ufficio, non è tenuta, ai fini dello svolgimento dell'attività di "spedizioniere" e/o di "intermediario di spedizione", a trasmettere la Comunicazione ex art. 115 TULPS allo Sportelli Unico in quanto attività svolta in regime di libera prestazione di servizi.

References: art. 115
 art. 115
 art. 115
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