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Commissione tributaria provinciale roma, sez. xxvi, 04 aprile 2008, n PDF
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1 Processo tributario e danno da lite temeraria - Commissione tributaria provinciale roma, sez. xxvi, 04 apri PROCESSO TRIBUTARIO E DANNO DA LITE TEMERARIA Commissione tributaria provinciale roma, sez. xxvi, 04 aprile 2008, n. 52 (Pres. e rel. Morgante) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con il ricorso la contribuente X, quale erede di Y, ha impugnato la cartella esattoriale n. della Gerit S.p.a. di Roma, recante richiesta di pagamento del complessivo importo di euro ,56 per Iva, Irpef ed Irap ed accessori relativi all anno 1998, ritenuto dovuto a titolo provvisorio in pendenza di ricorso davanti a questa Commissione tributaria avverso il sottostante avviso accertativo n. 1 / 5
2 Contesta parte ricorrente la fondatezza della pretesa tributaria per difetto di legittimazione passiva rispetto alla stessa, avendo già formalmente rinunciato all eredità materna come in atto del 10 settembre 2004 della Cancelleria del tribunale di Roma, fatto acquisire al fascicolo processuale del presente giudizio, nonché comunicato all ufficio con raccomandata a mano del 6 febbraio Peraltro, la difesa della contribuente, a supporto delle ragioni di quest ultima ha prodotto valida copia della sentenza n. 175/2007, resa dalla Sezione XLVI di questa Commissione tributaria in data 2 aprile 2007 con la quale è stato accolto il ricorso della medesima proposto avverso il sottostante avviso di accertamento, dichiarandone l illegittimità. Rappresenta altresì, la difesa che ciò nonostante l esattore Equitalia Gerit S.p.a., con atto del 7 novembre 2007 ha comunicato di aver iscritto ipoteca su immobile di proprietà della propria assistita che è da ritenere assolutamente illegittima in quanto successiva alle date (25 maggio 2007) di deposito, (29 giugno 2007) di notifica dell indicata sentenza nelle mani del Direttore dell ufficio Entrate, nonché di passaggio in giudicato (30 luglio 2007) della pronuncia medesima. Conclude, pertanto, la difesa con richiesta di annullamento dell impugnata cartella esattoriale e con condanna dell ufficio alle spese per onorari e legali altrochè al risarcimento del danno quantificabile... oltre le spese della lite. L Ufficio delle Entrate di Roma 4 si è costituito in giudizio con atto depositato in data 18 aprile 2007, giustificando la propria insistenza nella lite nella considerazione che parte ricorrente non avrebbe portato a legale conoscenza dello stesso il verbale di rinuncia all eredità e chiedendo pertanto il rigetto del ricorso previa verifica di regolarità della rinuncia. Nella camera di consiglio del 3 dicembre 2007, assunto in pari data ha accolto l istanza di sospensiva di esecutività della cartella esattoriale formulata contestualmente al proposto ricorso. Alla pubblica udienza del 4 febbraio 2008, fissata per la trattazione di merito della causa l Avv. Z per la ricorrente e la Dott.ssa ZX per l ufficio hanno sviluppato e ribadito le considerazioni e le richieste conclusionali rese nei rispettivi atti scritti. 2 / 5
3 MOTIVI DELLA DECISIONE Emerge incontrovertibilmente dagli atti di causa che con dichiarazione, Rep. n., resa davanti la Cancelleria del Tribunale di Roma in data 10 settembre 2004 (versata al fascicolo processuale), la ricorrente X ha rinunciato all eredità della propria madre Y, deceduta il precedente 20 luglio. Risulta altresì, dalla medesima fonte documentale che con sentenza n. 175 in data 22 maggio 2007 la Sezione XLVI di questa Commissione tributaria ha dichiarato la nullità dell atto accertativo dell Agenzia delle Entrate di Roma 4 per Iva, Irpef e Irap 1988, prodromico all impugnata cartella esattoriale, proprio in ragione dell intervenuta rinuncia, da parte della contribuente, all eredità materna. Emerge, infine, che l indicato atto di rinuncia al pari della menzionata sentenza n. 75/07, sono state oltre che versate al fascicolo processuale del presente giudizio, notificate all Agenzia delle Entrate, Ufficio di Roma 4 nelle rispettive date del 6 febbraio e 29 maggio 2007 e, pertanto, in tempo utile perché l ufficio, tenuto anche conto del passaggio in giudicato di quel pronunciato del giudice tributario medio tempore (in data 30 luglio 2007) intervenuto, potesse provvedere al dovuto sgravio delle somme illegittimamente iscritte a ruolo d imposta. Al contrario, l ufficio, pervicacemente, ha continuato in un contenzioso che aveva perso ogni plausibile, giuridica ragione e/o titolo legittimatorio di essere coltivato, opponendosi alle prospettazioni della ricorrente nella camera di consiglio del 3 dicembre 2007 fissata per l esame dell istanza di sospensiva dell impugnata cartella esattoriale (accolta dal Collegio con ordinanza n. 382/2007), nonché insistendo sulla legittimità del proprio operato all odierna udienza di trattazione del merito, così consentendo alla Concessionaria della riscossione di attivare la procedura esecutiva, nonché di iscrivere ipoteca giudiziale su bene immobile della ricorrente con palese nocumento patrimoniale per la stessa. Alla stregua delle estese considerazioni e tenuto conto soprattutto della pronuncia di nullità del sottostante avviso accertativo, per difetto del suo presupposto assunta dalla Sezione XLVI di questa Commissione tributaria, la declaratoria di illegittimità dell impugnata cartella esattoriale e della corrispondente iscrizione a ruolo è da rendere da parte di questi giudicanti. 3 / 5
4 Così accolto il ricorso di parte, reputa, altresì, il Collegio che l ingiustificata persistenza nel coltivare l insorta vertenza giudiziaria, pur nella cosciente infondatezza della pretesa tributaria, giudizialmente accertata con sentenza passata in giudicato e la successiva iscrizione di ipoteca giudiziaria su immobile della contribuente denotano, in capo al resistente ufficio delle Entrate, una condotta gravemente negligente, improntata a notevole disinvoltura ed avventatezza, sì da far ritenere, invero, temeraria la coltivazione della lite, nonché meritevole di accoglimento la richiesta della difesa della ricorrente, ex art. 96 del codice di procedura civile, ad una qualificazione di responsabilità aggravata dell Amministrazione, al fine di ottenere la condanna della stessa alle spese ed al risarcimento dei danni. Tenuto conto della nota spese all uopo prodotta dalla difesa in data 18 gennaio 2008, il Collegio determina in complessivi euro 6.469,96 le spese per onorari e diritti di difesa da porre a carico dell Amministrazione in favore della parte ricorrente ed in euro 1.000,00 quanto dovuto alla parte medesima a titolo di risarcimento dei danni determinati in via equitativa avuto riguardo all intuitivo danno morale, connesso al patema d animo ed allo stress determinati dalla tenace resistenza dell ufficio delle Entrate, nonché della rappresentata impossibilità della parte di rinegoziare il contratto di mutuo sull immobile di proprietà a causa dell illegittima iscrizione ipotecaria. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e saranno liquidate dalla segreteria, come da dispositivo. Per l esito della vertenza, emergono intuitivi profili di danno erariale che inducono il Collegio a disporre la comunicazione della presente sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio per le valutazioni di competenza. P.Q.M. La Commissione in accoglimento del proposto ricorso, dichiara l illegittimità dell impugnata cartella esattoriale. 4 / 5
5 Condanna l ufficio al pagamento a favore della ricorrente delle spese per onorari e diritti di difesa che si liquidano in euro 6.469,96 (seimilaquattrocentosessantanove/96) nonché al risarcimento dei danni che si determinano, in via equitativa, in euro 1.000,00 (mille/00). Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano in euro 100,00. Manda alla segreteria per la trasmissione di valida copia della presente sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio. 5 / 5
COMUNE DI MARACALAGONIS PROVINCIA DI CAGLIARI COPIA DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. DEL 17 04.02.2013 OGGETTO: SIG.RA IGNAZIA PODDA/ COMUNE DI MARACALAGONIS. TRIBUNALE CIVILE DI CAGLIARI, SEZIONE

References: sentenza 
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 art. 96
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