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Timestamp: 2016-05-29 17:39:46+00:00

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Portogruaro20novembre12 cecchinato
Isea onlus fondi strutturali e di...
Le principali novità della programm...
Il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) 2014-2020 Le sfide per le aree rurali La consultazione avviata Portogruaro, 20 novembre 2012 Direzione Piani e Programmi Settore Primario Autorità di Gestione PSR 2007 - 2013
1. PAC e Sviluppo rurale 2020: la situazione del quadro di riferimento comunitario e nazionale e cronoprogramma2. Dalla strategia comunitaria alla definizione degli obiettivi regionali per lo sviluppo rurale 20203. Lo sviluppo locale partecipativo nel regolamento FEASR4. Il codice di condotta del partenariato
1.1 La situazione del quadro di riferimento comunitario e nazionale e cronoprogramma lavori1. Lavori comunitari e della presidenza cipriota (Negotiating box, Regolamento Generale vers. 9/2012, Regolamento SR…)2. Mipaaf e Regioni (incontro coordinamento Mipaaf 8/10, RRN-Mipaaf Leader 16/10, presentazione del Position Paper a Roma il 28 novembre….)3. Veneto (avvio lavori per una programmazione regionale unitaria ..)
1. 2 Cronoprogramma lavori (“cronoprogramma Barca”)1. metodologia e linee strategiche; avvio confronto istituzionale e partenariato giu– lug 20122. confronto istituzionale e tecnico e decisioni Sett – dic 20123. preparazione documenti (AP, POR, PSR) Gen – mar 20134. passaggi istituzionali e trasmissione alla CE Aprile 2013
1. 2 Cronoprogramma esecutivo PROGRAMMAZIONE 2014-2020 Tempo /Mesi gen-13 ago-13 gen-14 apr-13 giu-13 lug-13 dic-12 dic-13 ott-13 DOCUMENTO Fase 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13Regolamenti approvazione UEQuadro Strategico approvazione CEAccordo Parten presentazione CEAccordo Parten osservazioni CEAccordo Parten approvazione CEAccordo Parten in vigore dopo il *POR/PSR presentazione CEPOR/PSR osservazioni CEPOR/PSR approvazione CEPOR/PSR in vigore dopo il *(*) 1/1/2014
PROGRAMMAZIONE - SCHEMA ACCORDO DI PARTENARIATO STRATEGIA UE ANALISI CONTESTO INTERVENTIPRIORITA E OBIETTIVI PRIORITA VENETO (SWOT) /MISURE COMUNITARI PROGRAMMA DI OBIETTIVI SPECIFICI SVILUPPO RURALE VALUTAZIONE EX ANTE - VAS QUADRO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE PARTENARIATO INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE APR 2013 LUG 2013
- 2. F O C U S - Dalla strategia comunitariaalla definizione degli obiettivi regionali per lo sviluppo rurale 2020
Le aree rurali e lagricoltura nel contesto della programmazione 2014-2020 Quadro generale di Impatto della volatilità dei prezzi sui costi risorse di bilancio limitate e sui prezzi dei prodotti alimentari (consumatori e produttori) Intensità della crisi economico-finanziaria Variazioni di prezzo asimmetriche Preoccupazioni sulla sicurezza lungo la filiera alimentare alimentare (produzione e distribuzione) su scala mondiale Calo dei redditi delle aziende Esigenza che produttività e dovuti all’aumento del costo delle innovazione contribuiscano alla materie prime crescita sostenibile e inclusiva (lotta alla povertà), alla diversificazione e allo sviluppo localeIntensificazione della produzione per via di un aumento dei costi, e quindi sempre maggiori pressioni sull’ambiente Mitigazione e adattamento della produzione agricola ai cambiamenti climatici Necessità di preservare e migliorare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura
Comunicazione CE 672 «La PAC Scenar 2020 II: “Update of verso il 2020: rispondere alle future 2009 Analysis of prospects in the 2010 sfide dell’alimentazione, delle risorse Scenar 2020 study” - Preparing for naturali e del territorio» DG agricoltura change sviluppo rurale 2011 FATTORI ESOGENI FATTORI ENDOGENI Fattori che Crescita macroeconomica PAC l’UE Non controlla edirettamente Aumento popolazione Politiche ambientali e di convergenza regola controllati attraversodell’UE con le Sviluppo tecnologico Politiche per la competitività l’azionesue politiche delle Dinamiche mercati Regolamentazione mercati proprie mondiali internazionali Istituzioni Scenar 2020 II: “Update of Analysis of 3 OPZIONI/SCENARI Variabili ambientali Allargamento prospects in the Scenar 2020 study” - Preparing for change DI AGGIUSTAMENTO DI INTEGRAZIONE DI RIORIENTAMENTO Quadro invariato, con Importanti cambiamenti cambiamenti graduali e strategici Ampia riforma della PAC che si introduzione di 1. Pagamenti diretti più concentra solo su ambiente e miglioramenti [es. «verdi» e meccanismi di cambiamenti climatici, con maggiore equità della stabilizzazione dei redditi, progressiva eliminazione dei ripartizione degli aiuti compatibili con l’Agenda pagamenti diretti e di gran diretti tra di «Doha» (la «green box» parte delle misure di mercato; Stati membri]. dell’accordo sull’agricoltura sviluppo rurale perseguito da del WTO/OMC). altre politiche. 2. Progressivo allineamento della politica di sviluppo rurale con gli obiettivi strategici e le altre politiche dell’UE. 2011 7 Proposte «Nuovo quadro legislativo PAC 2014-2020» [14.10.2011]
Fondi Quadro Strategico Comune (QSC) – Integrazione degli obiettivi tematiciOBIETTIVI TEMATICI FESR FSE FEASR FEAMP TUTTI GLI OBIETTIVI TEMATICI. 4 OBIETTIVI TEMATICI. Occupazione 6 PRORITA’. Riguardano la 6 PRIORITA’. Redditività e Si concentrerà sui settori e la mobilità professionale; crescita intelligente, competitività della pesca e dinvestimento collegati al istruzione, competenze e sostenibile e inclusiva nei dellacquacoltura, garantendo al contesto nel quale operano le apprendimento permanente; settori agricolo, alimentare e tempo stesso la sostenibilità imprese (infrastrutture, integrazione sociale e lotta contro la forestale e delle zone rurali. ambientale. coesione sociale e la servizi alle imprese, sostegno povertà; rafforzamento delle capacità Esse comprendono il creazione di posti di lavoro nelle alle imprese, innovazione, TIC e amministrative. trasferimento delle comunità che dipendono dalla ricerca) e alla fornitura di servizi conoscenze e linnovazione, la pesca, in particolare mediante la Reg. COM (2011) ai cittadini in alcuni settori (*) = Obiettivo perseguito dal FSE nel competitività, la gestione diversificazione delle attività in 615 def. e QSC (energia, servizi online, istruzione, infrastrutture quadro dei suoi Obiettivi Tematici relativi all’Istruzione, all’occupazione delle risorse naturali e la lotta contro i cambiamenti altri settori marittimi. sanitarie, sociali e di ricerca, …). e all’inclusione sociali. climatici, nonché lo sviluppo 3 11 inclusivo delle regioni rurali Obiettivi tematici . Priorità 1. Ricerca e Innovazione 1. Ricerca e Innovazione 1. Ricerca e Innovazione 1. Ricerca e Innovazione (*) 2. Informazione, 2. Informazione, 2. Informazione, 2. Informazione, comunicazione ICT comunicazione ICT comunicazione ICT (*) comunicazione ICT 3. Competitività PMI 3. Competitività PMI 3. Competitività PMI 3. Competitività PMI 3. Competitività PMI 4. Economia a bassa 4. Economia a bassa 4. Economia a bassa 4. Economia a bassa 4. Economia a bassa 11. Rafforzare capacità ed efficacia della P.A. 11. Rafforzare capacità ed efficacia della P.A. 11. Rafforzare capacità ed efficacia della P.A. emissione di CO2 emissione di CO2 emissione di CO2 (*) emissione di CO2 emissione di CO2 5. Cambiamento climatico 5. Cambiamento climatico 5. Cambiamento climatico 5. Cambiamento climatico e gestione rischi e gestione rischi e gestione rischi (*) 4. Economia a bassa e gestione rischi emissione di CO2 6. Ambiente e uso 6. Ambiente e uso 6. Ambiente e uso 6. Ambiente e uso 6. Ambiente e uso razionale risorse razionale risorse razionale risorse (*) razionale risorse razionale risorse 7. Trasporto e mobilità 7. Trasporto e mobilità sostenibile sostenibile 8. Occupazione e mobilità 8. Occupazione e mobilità 8. Occupazione e mobilità 8. Occupazione e mobilità 8. Occupazione e mobilità del lavoro del lavoro del lavoro del lavoro del lavoro 9. Inclusione sociale e 9. Inclusione sociale e 9. Inclusione sociale e 9. Inclusione sociale e 9. Inclusione sociale e lotta alla povertà lotta alla povertà lotta alla povertà lotta alla povertà lotta alla povertà 10. Istruzione, 10. Istruzione, 10. Istruzione, 10. Istruzione, competenze e formazione competenze e formazione competenze e formazione competenze e formazione
6 PRIORITA’ PER LO SR 18 ASPETTI TEMATICI Stimolare l’innovazione e la base di conoscenze 7 INIZIATIVE FARO 11 TEMI PRIORITARI nelle zone rurali. Promuovere il trasferimento di Crescita conoscenze e l’innovazione Rinsaldare i nessi con ricerca e innovazione. Unione dell’Innovazione Innovazione INTELLIGENTE nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali Incoraggiare l’apprendimento lungo tutto l’arco Crescita Agenda europea digitale Società digitale della vita e formazione professionale. Capacità istituzionali e Pubblica Amministrazione efficienteINTELLIGENTE Incoraggiare la ristrutturazione delle aziende con problemi strutturali, delle aziende orientate al Efficiente sotto il profilo delle Cambiamenti climatici mercato in particolari settori e delle aziende che risorse richiedono una diversificazione dellattività. Potenziare la competitività Crescita Energie rinnovabili dellagricoltura in tutte leSOSTENIBILE Una politica industriale Favorire il ricambio generazionale. sue forme e la redditività integrata per l’era della Ambiente delle aziende agricole globalizzazione Integrazione nella filiera agroalimentare (regimi di Mobilità sostenibile Promuovere qualità, mercati locali, filiere corte, associazioni di produttori,…). lorganizzazione della filiera Competitività delle PMI agroalimentare e la gestione dei rischi nel Sostegno alla gestione dei rischi aziendali. settore agricolo Gioventù in movimento Istruzione e formazione Salvaguardia e ripristino della biodiversità. Crescita Preservare, ripristinare e Piattaforma europea contro la Lotta alla povertà SOSTENIBILE Migliore gestione risorse idriche. valorizzare gli ecosistemi Crescita povertà dipendenti dallagricoltura e INCLUSIVA dalle foreste Migliore gestione suolo. Agenda per nuove competenze Occupazione e nuove competenze Incentivare luso efficiente Più efficiente uso dellacqua. e nuovi posti di lavoro delle risorse e il passaggio a uneconomia a basse Più efficiente luso dellenergia. emissioni di carbonio e resiliente al clima nel Favorire lapprovvigionamento e lutilizzo di fonti settore agroalimentare e di energia rinnovabili, ai fini della bioeconomia. forestale Ridurre le emissioni di metano e di protossido di azoto Obiettivi tematici per i futuri programmi Promuovere il sequestro del carbonio UE/nazionali/regionali Favorire la diversificazione, la creazione di nuove piccole imprese e loccupazione Adoperarsi per linclusione sociale, la riduzione della Promuovere laccessibilità, luso e la qualità Crescita povertà e lo sviluppo delle TIC)nelle zone rurali. INCLUSIVA economico nelle zone rurali. Stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali
Priorità dello sviluppo rurale e Focus Area REGOLAMENTO SVILUPPO RURALE COM(2011) 627/3 PRIORITA FOCUS AREA 1.1 Stimolare linnovazione e la base di conoscenze nelle zone rurali Promuovere il trasferimento di conoscenze e linnovazione nel settore 1.2 Rinsaldare i nessi tra agricoltura e silvicoltura, da un lato, e ricerca e1 agricolo e forestale e nelle zone rurali, con particolare riguardo ai seguenti innovazione, dallaltro aspetti: 1.3 Incoraggiare lapprendimento lungo tutto larco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale 2.1 Incoraggiare la ristrutturazione delle aziende agricole con problemi strutturali considerevoli, in particolare di quelle che detengono una quota di mercato esigua, delle Potenziare la competitività dellagricoltura in tutte le sue forme e la redditività aziende orientate al mercato in particolari settori e delle aziende che richiedono una2 delle aziende agricole, con particolare riguardo ai seguenti aspetti: diversificazione dellattività 2.2 Favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo 3.1 Migliore integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i Promuovere lorganizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei regimi di qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le3 rischi nel settore agricolo, con particolare riguardo ai seguenti aspetti: associazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali 3.2 Sostegno alla gestione dei rischi aziendali 4.1 Salvaguardia e ripristino della biodiversità, tra laltro nelle zone Natura 2000 e nelle zone agricole di alto pregio naturale, nonché dellassetto paesaggistico dellEuropa Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dallagricoltura e4 dalle foreste, con particolare riguardo ai seguenti aspetti: 4.2 Migliore gestione delle risorse idriche 4.3 Migliore gestione del suolo 5.1 Rendere più efficiente luso dellacqua nellagricoltura 5.2 Rendere più efficiente luso dellenergia nellagricoltura e nellindustria alimentare Incentivare luso efficiente delle risorse e il passaggio a uneconomia a 5.3 Favorire lapprovvigionamento e lutilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti,5 basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia forestale, con particolare riguardo ai seguenti aspetti: 5.4 Ridurre le emissioni di metano e di protossido di azoto a carico dellagricoltura 5.5 Promuovere il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale 6.1 Favorire la diversificazione, la creazione di nuove piccole imprese e loccupazione Adoperarsi per linclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo 6.2 Stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali6 economico nelle zone rurali, con particolare riguardo ai seguenti aspetti 6.3 Promuovere laccessibilità, luso e la qualità delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione (TIC) nelle zone rurali
QUADRO STRATEGICO REG GEN-COM 615 REG SR-COM 627 COMUNE - QSC OBIETTIVI (3) (art 4) OBIETTIVI TRASVERSALI (3) (art 5) PRIORITA FEASR OBIETTIVI TEMATICI OBIETTIVI TEMATICI (6) FEASR (9) (11) (art 5) FOCUS AREA AZIONI CHIAVE (18) (21)Lanalisi è strutturata intorno alle prioritàdellUnione in materia di sviluppo rurale; le contiene unanalisi delle disparità,specifiche esigenze relative allinnovazione, delle esigenze di sviluppo e delallambiente, nonché alla mitigazione dei PROGRAMMA DI ACCORDO potenziale di crescita,con riguardocambiamenti climatici ..., sono determinate SVILUPPO RURALE PARTENARIATO agli obiettivi tematici e alle sfidetrasversalmente alle priorità , in modo da territoriali e azioni chiave definiti nelindividuare risposte adeguate in questi due campi quadro strategico comunea livello di ciascuna priorità ; …tenendo conto …
EUROPA 2020 1. Mantenimento del budget 2. Partecipazione alla formazione delle politiche europee 3. Presidio e rafforzamento del ruolo regionale 4. Assicurare coerenza alle politiche 5. Attivare l’innovazione, governare il sistema della conoscenza 6. Innovare la formazione e la consulenza 7. Informazione e ICT 8. Differenziazione dei servizi 9. Affrontare la globalizzazione e la crisi 10. Cultura d’impresa e ricambio generazionale 11. Aggregazione delle imprese e dell’offerta ORIENTAMENTI INTEGRATI –PSR 2020 12. Strategie e strumenti per la Qualità QSC-REGOLAMENTI 13. Favorire la mobilità fondiaria 14. Accesso al credito, assicurazione e strumenti mutualistici 15. Supporto funzionale alle imprese 16. Sostenere le zone con vincoli 17. Valorizzare la produzione di beni pubblici 18. Contribuire all’obiettivo 2020 19. Gestire la risorsa idrica 20. Realizzare le reti ecologiche 21. Valorizzare il patrimonio rurale e i relativi servizi 22. Migliora la governance e l’organizzazione 23. Fare rete nelle P.A. 24. Privilegiare il dialogo 25. Accelerare la semplificazione 25 Orientamenti AGENDA PRIORITA’ STRATEGICHE REGIONALE PRIORITA’
Obiettivi specifici PSRla definizione degli obiettivi deve avvenire: in funzione delle priorità dello SR e dei relativi focus area (RegSR) in collegamento con altre iniziative e programmi UE (Life, Horizon 2020.. ) tenendo conto degli obiettivi fissati nelle raccomandazioni inviate a ciascun Stato membro e del Programma Nazionale di Riforma sulla base dell’analisi swot operata dal PSR in coerenza con gli orientamenti previsti dall’Agenda regionale con riferimento al sistema di monitoraggio e ai relativi indicatori ….. …..
Principali criticità dell’analisi per prioritàPriorità 1: Promuovere il trasferimento di conoscenze e innovazione- realizzazione dei Partenariati europei per l’innovazione (PEI)- definizione delle competenze minime dei formatori e dei consulenti e degli organismi prestatori dei servizi di trasferimento di conoscenze e informazioniPriorità 2: Potenziare la competitività e la redditività- classificazione delle aziende agricole in base alla dimensione, in base all’analisi SWOTPriorità 3: Organizzazione di filiera e gestione dei rischi- Filiere e OCM- gestione del rischio- assicurazione del raccolto, animali e piantePriorità 4: Preservare ripristinare e valorizzare gli ecosistemi- delimitazione delle aree ad alto valore naturale- definizione dei paesaggi da preservare e ripristinarePriorità 5: Incentivare l’uso efficiente delle risorse - economia a basse emissioni di carbonio- definizione di efficienza energetica- necessari dati sulla riduzione di emissioni di metano e protossido di azoto e sul sequestro del carbonioPriorità 6: Adoperarsi per l’inclusione sociale e la riduzione della povertà- identificazione e definizione di “aree rurali” e delle zone svantaggiate- definizione di inclusione sociale e povertà nelle aree rurali
Lo sviluppo locale di tipo partecipativo 2014-2020 (Community-Led Local Development) Società locale Risorse ambientali e culturali Turismo, Commercio, Artigianato, Servizi Agricoltura e foreste
QUADRO FINANZIARIO Società locale PLURIENNALE Risorse ambientali e Strategia Europa 2020: culturali Crescita intelligente, Turismo, sostenibile e inclusiva Commercio, Artigianato, Servizi Agricoltur aSviluppo equilibrato del e foresteterritorio Solidità delle economie rurali Diversificazione delle attività economiche nelle zone rurali
REGOLAMENTO Società locale COMUNE COSA E’ Articolo 2 - Definizioni Risorse ambientali e culturali Turismo, Commercio, Artigianato, Servizi COME DEVE ESSERE Articolo 28 - Sviluppo locale di tipo partecipativo Agricoltura e foresteLA STRATEGIA Articolo 29 - Strategie di sviluppo locale di tipo partecipativoI GRUPPI DI AZIONE LOCALE Articolo 30 - Gruppi di azione locale IL SOSTEGNO (COSTI) Articolo 31 - Sostegno dei Fondi del QSC allo sviluppo locale
REGOLAMENTO Società locale FEASR -Sezione 2 Risorse ambientali e culturali COMPITI E ANTICIPAZIONI Articolo 42 - Gruppi di azione locale LEADER Turismo, Commercio,SOSTEGNO PREPARATORIO Articolo 43 - Sostegno preparatorio Servizi Artigianato, Agricoltura COOPERAZIONE Articolo 44- Attività di cooperazione LEADER foreste e COSTI DI GESTIONE E ANIMAZIONE Articolo 45 - Costi di gestione e di animazioneCONTRIBUTO FEASR Articolo 65 - Partecipazione del FondoATTRIBUZIONI ALL’ADG E ALL’ OP Articolo 72 - Responsabilità degli Stati membriDA PARTE DELLO STATO MEMBRO MISURE DI ALLEGATO V - Elenco indicativo di misure aventi rilevanza per una o più RILEVANZA delle priorità dellUnione in materia di sviluppo rurale
Lo sviluppo locale di tipo partecipativo REGOLAMENTO FEASR 3. ELEMENTIGIURIDICI DELLA PROPOSTA (…)Lapproccio LEADER e quello basato sulle reti continuano a svolgere un ruolo chiave, in particolare per losviluppo delle zone rurali e la diffusione dellinnovazione(…)Il sostegno tramite LEADER sarà coerente e coordinato con quello fornito per lo sviluppo locale da altri fondidellUE a gestione concorrente.(…)(40) Il contributo del FEASR allo sviluppo locale nellambito di LEADER deve coprire tutte le fasi della preparazione e dellattuazione delle strategie di sviluppo locale nonché il funzionamento dei gruppi di azione locale, oltre alla cooperazione tra territori e gruppi impegnati nello sviluppo locale di tipo bottom-up guidato dalle comunità locali.Per consentire ai partner delle zone rurali che ancora non applicano LEADER di provare e di prepararsi a elaborare e a mettere in atto una strategia di sviluppo locale, è opportuno finanziare anche un “kit di avviamento LEADER”. FOCUS 1.Viene ribadito il ruolo fondamentale di LEADER nella politica di sviluppo rurale per la capacità di costruire reti e innovare i territori rurali 2.Coordinamento fra FEASR e altri Fondi coinvolti nello sviluppo locale 3. E’ introdotto un “kit di avviamento LEADER” per finanziare eventuali partenariati pubblico-privati che vogliano implementare, a medio termine, una strategia di sviluppo locale
SEZIONE 2 1. Oltre ai compiti menzionati allarticolo 30 del Regolamento Comune, i gruppi di azioneLEADER locale possono espletare anche ulteriori funzioni ad essi delegate dallautorità di Articolo 42 gestione e/o dallorganismo pagatore.Gruppi di 2. I gruppi di azione locale possono chiedere al competente organismo pagatore ilazione locale versamento di un anticipo se tale possibilità è prevista nel programma di sviluppoLEADER rurale limitato al 50% del contributo pubblico alle spese di gestione e di animazione. Focus Art. 42 1.L’Autorità di gestione può assegnare ai GAL altri compiti oltre a quelli definiti dal Regolamento Comune 2.Prevedere nel Programma di sviluppo rurale la possibilità o meno da parte dei GAL di chiedere un anticipo fino al 50% delle spese di gestione e animazione.Articolo 43 1. Il sostegno di cui allarticolo 31, lettera a), del Regolamento Comune comprende: (a) un “kit di avviamento LEADER” consistente in attività di potenziamento delle capacitàSostegno per i gruppi che non hanno attuato LEADER nel periodo di programmazione 2007-2013,preparatorio nonché un sostegno ai progetti pilota su piccola scala; (b) potenziamento delle capacità, formazione e creazione di reti in vista dellelaborazione e dellattuazione di strategie di sviluppo locale. 2. La Commissione ha il potere di adottare atti delegati a norma dellarticolo 90 per definire le spese ammissibili delle azioni di cui al paragrafo 1. Focus Art. 43 1.«Kit avviamento»: per gruppi che non hanno attuato Leader nella precedente programmazione. 2.«Progetti pilota su piccola scala»: dei GAL costituiti o dei gruppi che non hanno attuato Leader?
Articolo 44 1. Il sostegno di cui allarticolo 31, lettera c) del Regolamento Comune è concesso per:Attività di (a) progetti di cooperazione interterritoriale o transnazionale.cooperazione Per “cooperazione interterritoriale” si intende la cooperazione tra territori allinterno di uno stesso Stato membro. Per “cooperazione transnazionale” si intende la cooperazioneLEADER tra territori di più Stati membri e con territori di paesi terzi; (b) supporto tecnico preparatorio per progetti di cooperazione interterritoriale o transnazionale, a condizione che i gruppi di azione locale siano in grado di dimostrare che si apprestano a realizzare un progetto concreto. 2. I partner dei gruppi di azione locale sostenuti dal FEASR possono essere, oltre ad altri gruppi di azione locale, (a) un partenariato pubblico-privato su un territorio rurale impegnato nellattuazione di una strategia di sviluppo locale allinterno o al di fuori dellUnione; (b) un partenariato pubblico-privato su un territorio non rurale impegnato nellattuazione di una strategia di sviluppo locale. 3. Se i progetti di cooperazione non sono selezionati dai gruppi di azione locale, gli Stati membri adottano un sistema di presentazione permanente di tali progetti. Essi pubblicano le procedure amministrative nazionali o regionali per la selezione dei progetti di cooperazione transnazionale e una distinta delle spese ammissibili al più tardi due anni dopo la data di approvazione dei rispettivi programmi di sviluppo rurale. I progetti di cooperazione sono approvati non oltre quattro mesi dopo la data di presentazione degli stessi. 4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i progetti di cooperazione transnazionale da essi approvati. Focus art. 44 1.La «Cooperazione transnazionale» anche con territori di Paesi terzi 2.Lo Stato membro prevede un «Sistema di presentazione permanente dei progetti di cooperazione» e le procedure di selezione degli stessi 3.Approvazione dei progetti non oltre 4 mesi dalla loro presentazione 4.I progetti di cooperazione transnazionale approvati devono essere comunicati alla Commissione
1. I costi di gestione di cui allarticolo 31, lettera d), del Regolamento Comune siArticolo 45 riferiscono alla gestione dellattuazione della strategia di sviluppo locale da parte delCosti di gestione gruppo di azione locale.e di animazione 2. I costi di animazione del territorio di cui allarticolo 31, lettera d) del Regolamento Comune si riferiscono ad azioni dinformazione sulla strategia di sviluppo locale e ad attività di sviluppo di progetti 3. La Commissione ha il potere di adottare atti delegati a norma dellarticolo 90 per definire le spese ammissibili delle azioni di cui al paragrafo 2. FOCUS Art. 45 1.Costi operativi, personale, formazione, relazioni pubbliche, spese finanziarie, costi legati al monitoraggio ed alla valutazione della strategiaArticolo 65 5. Almeno il 5% del contributo totale del FEASR al programma di sviluppo rurale èPartecipazione destinato a LEADER.del Fondo
Articolo 72 4. Gli Stati membri definiscono chiaramente le attribuzioni dellautorità di gestione,Responsabilità dellorganismo pagatore e dei gruppi di azione locale LEADER con riguardodegli Stati membri allapplicazione dei criteri di ammissibilità e di selezione e alla procedura di selezione dei progettiALLEGATO V Misure di particolare rilevanza per diverse priorità dellUnioneElenco indicativo di Articolo 16 Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione dellemisure aventi aziende agricolerilevanza per una o Articolo 18 Investimenti in immobilizzazioni materialipiù delle priorità Articolo 20 Sviluppo delle aziende agricole e delle impresedellUnione in materia Articolo 36 Cooperazionedi sviluppo rurale Articoli 42-45 LEADER Misure di particolare rilevanza per la promozione dellinclusione sociale, della riduzione della povertà e dello sviluppo economico nelle zone rurali Articolo 21 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali Articoli 42-45 LEADER
MISURE INDIVIDUALI PRIORITA SVILUPPO RURALE Leader Proposta di regolamento Sviluppo Rurale 2014-2020 ASPETTI TEMATICI [FOCUS AREA]1 Inno vazio ne e co no scenza P ro muo vere il Co llegamento tra agrico ltura, silvico ltura, trasferimento2 1 ricerca e inno vazio ne di co no scenze A pprendimento lungo tutto larco della e lino vazio ne3 vita4 Ristrutturazio ne aziende agrico le P o tenziare la 2 co mpetitività e5 Ricambio generazio nale la redditività Integrazio ne pro dutto ri primari nella filiera Organizzazio ne6 agro alimentare 3 di filiera e gestio ne rischi7 So stegno gestio ne dei rischi B io diversità, Natura 2000, assetto8 P reservare, paesaggistico ripristinare e 49 Gestio ne riso rse idriche valo rizzare gli eco sistemi1 Gestio ne del suo lo 01 Efficiente uso dellacqua in agrico ltura 1 Efficiente uso dellenergia in agrico ltura e Incentivare12 nellndustria agro alimentare luso efficiente delle riso rse - A ppro vigio namento e utilizzo fo nti di13 5 eco no mia a energia rinno vabili bassa Riduzio ne emissio ni di metano e emissio ne di14 pro to ssido di azo to carbo nio1 Sequestro del carbo nio 5 Diversificazio ne e creazio ne nuo ve A do perarsi per16 picco le imprese e o ccupazio ne linclusio ne1 Sviluppo lo cale nelle zo ne rurali 7 6 so ciale, la riduzio ne della1 A ccessibilità e uso TIC nelle zo ne rurali 8 po vertà
Alcune considerazioni…Viene riconosciuta l’efficacia dell’approccio Leader che, nella nuova programmazione diventa un metodo cheattraversa trasversalmente la futura programmazione 2014-2020 in riferimento a tutti i fondi coperti dal QSC.Forte collegamento e attuazione dell’approccio Leader con conseguimento degli obiettivi della StrategiaEuropa 2020.Necessità di un approccio strategico nazionale/regionale per «garantire che la definizione delle esigenzelocali "dal basso" tenga conto delle priorità definite ad un livello più alto»L’opzione “plurifondo” va considerata come una nuova opportunità che consente di integrare efficacementegli strumenti di sviluppo locale. Essa peraltro pone quesiti inerenti la complessità che riguarda le fasi diprogrammazione, coordinamento, selezione e attuazione delle strategie.Questioni critiche:•Come definire le diverse tipologie di aree•Quali procedure e quali criteri per selezionare i territori•Come garantire il coordinamento tra i fondi•Attribuzione di ruoli e competenze tra Autorità ed Organismi che operano con regole diverse?Ai fini della programmazione 2014-2020, quale aiuto e insegnamento può fornirci l’esperienza del passato(report intermedi, pratiche di autovalutazione, ecc.)?
Classificazione delle aree Rurali PSR 2007-2013 Territorio regionale: ambiti territoriali LEADER 2007-2013 Territorio regionale:classificazione delle aree geograficheomogenee LR. N.18/2012 INTESE PROGRAMMATICHE D’AREA
CODICE DI CONDOTTA EUROPEO SUL PARTENARIATO Il principio di partenariato nell’attuazione dei Fondi del Quadro strategico comune1. QUALI PARTNER SCEGLIERE2. COME COINVOLGERE I PARTNER NELLA FASE DI PROGRAMMAZIONE3. COME COINVOLGERE I PARTNER NELLA FASE DI ATTUAZIONE4. COME COINVOLGERE I PARTNER NELLA FASE DI VALUTAZIONE5. ASSISTENZA AI PARTNER
1. QUALI PARTNER SCEGLIERE 1.Autorità regionali, locali e altre autorità pubbliche competenti (in particolare dei livelli “più bassi, secondo l’assetto istituzionale) 2.Parti economiche e sociali 3.Organismi che rappresentano la società civile (partner ambientali, ONG, organismi che promuovono la parità e la non discriminazione, ecc.) Problematiche: ridurre duplicazioni, aumentare la “snellezza” dei partenariati, obbligo di coinvolgere i soggetti che possono “influire” sui programmi, ruolo delle consultazioni pubbliche (es. Ungheria) , rappresentatività di partenariati di “area vasta” (es. IPA, GAL, Consorzi di Bonifica, ATO, ecc.)
1. QUALI PARTNER SCEGLIERE: parti economiche, sociali e società civile 1. Riconoscimento ruolo parti sociali all’art. 154 del TFUE 2. Forte coinvolgimento di partner fondamentali quali associazioni imprenditoriali che rappresentano PMI, camere di commercio, università ed istituti di ricerca 3. Istituire piattaforme di coordinamento ed organizzazioni ad ombrello con designazione di un rappresentante comune 4. Istituzione di “reti tematiche” su settori specifici (es. Slovenia reti tematiche su cultura, ambiente, salute, ecc.) Problematiche: verificare la rappresentatività generale di interi settori di attività, proposta esempio austriaco della “piattaforma permanente di sorveglianza strategica”, per un processo di apprendimento e dialogo dal basso
1.QUALI PARTNER SCEGLIERE: Programmi FEASR 1.Autorità regionali e locali competenti per le zone rurali 2.Organizzazioni di settore e parti economiche e sociali che si occupano di agricoltura e selvicoltura 3.Rappresentanti di altre organizzazioni pubbliche e private in settori riguardanti lo sviluppo delle aree rurali 4.Associazioni imprenditoriali regionali e locali 5.Organizzazioni delle donne in aree rurali 6.ONG ambientali e ONG per la promozione parità e non discriminazione 7.Rappresentanti dei GAL e altre associazioni che operano per lo sviluppo locale integrato (es. agenzie di sviluppo)
2. COME COINVOLGERE I PARTNER NELLA FASE DI PROGRAMMAZIONE (1) 1. Partecipazione attiva fin dalle primissime fasi di programmazione 2. Sinergia tra le posizioni espresse nel quadro della VAS e del partenariato 3. Il coinvolgimento significativo nell’analisi delle sfide, nella scelta degli obiettivi e priorità, nei meccanismi di coordinamento per sfruttare le diverse sinergie tra i diversi strumenti disponibili per la crescita “i.s.i.” . 4. Definizione iniziale di norme chiare, di obiettivi chiari e di un calendario preciso dei lavori del partenariato
2. COME COINVOLGERE I PARTNER NELLA FASE DI PROGRAMMAZIONE (2) i requisiti procedurali 1. Comunicazione tempestiva nei dibattiti sui documenti strategici 2. Modalità coinvolgimento: riunioni, consultazioni, sondaggi e seminari 3. Tempo sufficiente per analisi, consultazioni e feedback 4. Istituzione di canali di comunicazione per domande, suggerimenti e osservazioni 5. Trasparenza su come le proposte vengono prese in considerazione, accolte o respinte 6. Diffusione dei risultati delle consultazioni (verifica accessibilità fisica!)
5. ASSISTENZA AI PARTNER 1. Empowerment di tutti i partner, in particolare di quelli con risorse umane limitate 2. Utilizzare risorse AT per la formazione di autorità locali, parti economiche e sociali, ONG di piccole dimensioni 3. Modalità suggerite: seminari specifici, sessioni di formazione, creazione strutture di coordinamento e di rete, sostegno ai costi per la partecipazione alle riunioni 4. Formazione congiunta dei partner pubblici e privati 5. Sensibilizzazione sull’applicazione del principio della sana gestione finanziaria
… per ora, graziee buon lavoro a tutti !!!!!!!!!
Isea onlus fondi strutturali e di investimento europei
Le principali novità della programmazione 2014 2020

References: Articolo 2
 Articolo 28
 Articolo 29
 Articolo 30
 Articolo 31
 Articolo 42
 Articolo 43
 Articolo 44
 Articolo 45
 Articolo 65
 Articolo 72
 Articolo 42
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 Art. 43

Articolo 44
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 Art. 45

Articolo 72
 Articolo 16
 Articolo 18
 Articolo 20
 Articolo 36
 Articolo 21