Source: https://www.laleggepertutti.it/200027_guardia-di-finanza-cosa-fa-e-quando-interviene
Timestamp: 2018-11-15 09:18:28+00:00

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Guardia di finanza: cosa fa e quando interviene
Conosciuta anche come Fiamme Gialle, la Guardia di Finanza si occupa principalmente dei reati che riguardano l’economia e la materia tributaria, ed intervengono soprattutto nei reati di truffa e di evasione fiscale.
La Guardia di Finanza (o GdF) è un organo di polizia strutturato secondo l’ordinamento militare, che vanta una storia di oltre 160 anni. Nata durante il Regno d’Italia nel 1862, la Guardia di Finanza attualmente si occupa di tutto ciò che riguarda la materia economica e finanziaria. Secondo la legge [1], le Fiamme Gialle sono istituite con lo scopo di prevenire, ricercare e denunciare le evasioni e le violazioni finanziarie, come ad esempio le truffe ai danni dello Stato, il contrabbando, la ricettazione di opere d’arte, il riciclaggio e, non da ultimo, la contraffazione.
Per questo motivo spesso sentiamo notizie che coinvolgono la GdF in imponenti operazioni, anche a livello internazionale, volte a scongiurare l’introduzione in Italia di prodotti che non rispettano le normative europee.
I compiti della Guardia di Finanza sono numerosi, e non si riducono solo alla merce contraffatta o all’evasione di una tassa. Di seguito vedremo insieme cosa fa e quando interviene la Guardia di Finanza.
1 Com’è strutturata la Guardia di Finanza
2 Quali sono i compiti principali della Guardia di Finanza
3 Come esercita la GdF i suoi compiti
4 Quali sono i poteri della Guardia di Finanza
5 Come e quando interviene la Guardia di Finanza
Com’è strutturata la Guardia di Finanza
Per capire quali sono i compiti principali delle Fiamme Gialle, è necessario conoscere la gerarchia militare all’interno di questo corpo di polizia. È importante sapere quali sono i gradi e come agisce la GdF a livello territoriale, poiché solo così possiamo apprendere perché la Guardia di Finanza sia così importante nel nostro ordinamento giuridico.
Come per qualsiasi organo militare, l’organizzazione territoriale della GdF ha come sede principale il Comando Generale di Roma, a cui si aggiungono sei sedi di Comando Interregionale ubicate in alcune delle principali città d’Italia (Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Venezia e Milano), i Comandi Regionali ed i Comandi Provinciali. Questi ultimi dipendono da un Nucleo Provinciale e da una Compagnia, talvolta conosciuta anche con i termini Tenenza e Brigata.
Proprio come se fosse una piramide, all’interno della Guardia di Finanza sono presenti numerosi organi divisi in:
Si tratta di categorie di personale militare che, a loro volta, sono ordinati in differenti organi gerarchici. Generalmente sentiamo parlare di colonnelli, marescialli, tenenti, appuntati, ma ad ognuno di essi è attribuito uno specifico grado e, quindi, determinati compiti. Proviamo a fare qualche esempio.
Colonnelli, capitani, tenenti, sottotenenti appartengono alla categoria degli ufficiali, ma non sono gli unici poiché altrettante figure si trovano al vertice delle Fiamme Gialle. Sono i gradi più noti, conosciuti perché spesso sono in primo piano durante un’operazione di un certo livello, ma allo stesso organo appartengono anche i generali di brigata ed gli ufficiali superiori.
Ispettori, marescialli e brigadieri fanno parte dei sottoufficiali, e sono subalterni rispetto agli ufficiali. Anche in questa categoria sono annoverate ulteriori figure come i vicebrigadiere, ma la categoria dei sottoufficiali prevede due ruoli:
il ruolo di ispettori,
il ruolo di sovrintendenti.
Subito dopo i sottoufficiali, la gerarchia militare della GdF vede le figure degli appuntati e finanzieri, divisi a loro volta in:
appuntato scelto ed appuntato,
finanziare scelto e finanziare.
L’allievo finanziere non appartiene a questa categoria, ma è subordinato gerarchicamente agli appuntati – finanzieri [2].
Gli agenti delle Fiamme Gialle assumono, una volta superato il concorso per accedere alla Guardia di Finanza, la qualifica di:
ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria,
ufficiali ed agenti di polizia tributaria,
Il Corpo della Guardia di Finanza dipende direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (il MEF), anche se in molti casi prevede il coinvolgimento del Ministero della Difesa. In effetti, la GdF è l’unico organo militare afferente ad un diverso ministero, poiché l’esercito, la Polizia di Stato ed i Carabinieri fanno riferimento esclusivamente al Ministero della Difesa. Il perché è facile da intuire, in virtù dei particolari compiti che sono attribuiti alle Fiamme Gialle. Vediamo insieme quali sono i principali.
Quali sono i compiti principali della Guardia di Finanza
I compiti della Guardia di Finanza sono sanciti all’interno di due leggi importanti che, nel corso del tempo, hanno attribuito numerose competenze soprattutto in materia economica e finanziaria [3].
Nello specifico, la prevenzione, la ricerca e la repressione fanno riferimento a tutte quelle violazioni inerenti a:
le imposte e le tasse in generale, quindi le imposte dirette e indirette (IRPEF, IRES, IVA, ecc), i contributi, i monopoli fiscali, i tributi locali ed erariali;
i diritti di dogana e di confine, tutto ciò che riguarda le risorse proprie, le uscite in termini economici e finanziari del bilancio dell’Unione europea;
tutte le entrate tributarie di diversa natura, soprattutto a carattere sanzionatorio;
le attività di gestione svolte da quei soggetti privati che ottengono una concessione da parte della Pubblica Amministrazione, a cui vengono delegate funzioni pubbliche in materia tributaria (un esempio sono le società private che si occupano dell’amministrazione dei tributi locali);
le risorse ed i mezzi finanziari pubblici che vengono utilizzati per far fronte ad una spesa pubblica e che rappresentano quindi un’uscita di bilancio;
il comparto della previdenza sociale, dell’assistenza e delle altre forme obbligatorie di sicurezza sociale pubblica, in riferimento specialmente alla gestione delle risorse economiche e finanziarie;
tutto ciò che riguarda il demanio ed il patrimonio dello Stato [4], incluse quelle aziende pubbliche in via di privatizzazione o di dismissione;
le valute, i titoli, i valori ed i mezzi di pagamento nazionali, europei ed esteri, le movimentazioni finanziarie e quelle di capitali anche sulla base dei dati inoltrati dagli enti di credito che hanno l’obbligo di inoltrare le informazioni inerenti a conti corrente, libretti di risparmio e rapporti finanziari;
i mercati finanziari e quelli mobiliari (azioni, obbligazioni, titoli di credito), nonché il pubblico risparmio;
la materia dei diritti d’autore, del know-how, della proprietà industriale (brevetti, marchi, disegni industriali, ecc), in riferimento solo a ciò che riguarda l’esercizio e lo sfruttamento economico dei beni immateriali;
qualsiasi cosa abbia a che fare con il comparto economico e finanziario sia nazionale che dell’Unione Europea.
Si, perché la Guardia di Finanza è l’organo preposto alla tutela del bilancio dello Stato, degli Enti Locali e, non da ultimo, dell’Unione Europea. Con quest’ultima intrattiene rapporti di collaborazione e di cooperazione insieme agli altri organi afferenti agli organismi dell’Europa [5].
Come esercita la GdF i suoi compiti
Per lo svolgimento delle mansioni attribuite alla GdF dalla legge, annualmente sono fissati gli obiettivi strategici e le priorità da conseguire. Obiettivi e priorità sono stabilite dal Ministero delle Finanze attraverso una Direttiva Generale che viene promulgata e resa conoscibile a chiunque desideri consultarla.
Ad esempio, gli obiettivi della Direttiva Generale del 2017 erano:
la prevenzione e la repressione delle frodi e delle violazioni degli obblighi fiscali, al fine di evitare quegli illeciti che danneggiano la cattiva gestione delle risorse economiche pubbliche;
la prevenzione degli illeciti in materia di incentivi nazionali e frodi comunitarie, ma anche in riferimento alla previdenza sociale (incentivi alle imprese, politiche volte alla riqualificazione del settore agricolo);
la prevenzione ed il contrasto delle infiltrazioni criminali, la lotta al riciclaggio, alla contraffazione ed agli illeciti in materia fallimentare, nonché la prevenzione dei finanziamenti al terrorismo;
Le Fiamme Gialle, nello svolgimento delle mansioni loro attribuite, devono attenersi ad una serie di disposizioni legislative, come ad esempio quelle in materia di Privacy, oppure quelle concernenti la raccolta delle prove. Per questo motivo devono osservare una serie di doveri afferenti al processo penale a tutela dei diritti di chi è sottoposto ad un’indagine, e la loro attività fa fede a quei principi di legalità, di buon andamento e di imparzialità tipici della Pubblica Amministrazione [6].
Quali sono i poteri della Guardia di Finanza
La GdF ha il diritto di esercitare alcuni poteri attribuiti in virtù di specifiche disposizioni di legge [7] [8] che rendono legittimo (e legale) ogni tipo di comportamento messo in atto anche solo da un finanziere. Se un’attività non viene espressamente contemplata da una norma, l’attività del Corpo è ritenuta illegittima.
I numerosi compiti che spettano alle Fiamme Gialle possono essere raggruppati in due categorie di potere:
poteri istruttori: riguardano principalmente l’acquisizione delle prove (libri giornale di negozi ed imprese, bilanci delle società, contratti stipulati fra vari imprenditori, ecc) e delle informazioni necessarie alle indagini e, successivamente , alla definizione della causa;
poteri di indagine: fanno riferimento proprio al tipo di attività posta in essere dai militari della GdF. Essi possono, pertanto, accedere ai luoghi privati, registrare telefonate, piazzare telecamere per smascherare i finti invalidi e tutto quello che riguarda proprio la ricerca delle prove.
In questo modo, la GdF ha la possibilità di accedere, visionare e controllare le documentazioni fiscali: si tratta di un’attività delegata principalmente agli Uffici Finanziari (ovverosia l’Agenzia delle Entrate), ma che viene attribuita in via mediata anche alle Fiamme Gialle. Costoro avranno modo di acquisire informazioni necessarie per l’accertamento dei redditi e delle imposte, ma anche per verificare la violazione di un obbligo fiscale. Per raccogliere tutti gli elementi utili alle indagini, la GdF può:
entrare nelle proprietà private ed eseguire perquisizioni nel momento in cui abbiano notizie o sospetti circa attività di contrabbando e violazione di tributi doganali;
accedere a qualsiasi ora presso negozi, imprese e qualsiasi attività commerciale (uffici, ristoranti, alberghi);
procedere con ispezioni e verifiche;
invitare imprenditori, artigiani o professionisti a comparire di persona per fornire informazioni e chiarimenti, invitare qualsiasi soggetto ad esibire documenti e fatture per la vendita o la cessione di beni, la fruizione o l’erogazione di servizi;
ottenere informazioni e dati da parte di pubbliche amministrazioni, enti pubblici non economici, istituti di credito (banche, finanziarie, Poste Italiane), compagnie di assicurazione per quanto riguarda movimenti, accrediti ed addebiti, pagamenti in conto terzi, bonifici e quant’altro;
accedere agli atti ed ai documenti detenuti presso pubblici ufficiali (ad esempio i notai);
effettuare accertamenti bancari, previa autorizzazione del Comandante Regionale della GdF;
eseguire accertamenti patrimoniali in caso di riciclaggio di denaro sporco.
Poiché possiede gli stessi poteri attribuiti all’Agenzia delle Entrate, la GdF collabora con gli uffici tributari mediante accertamenti, ispezioni, indagini ed invio di notizie, e può agire in maniera autonoma rispetto all’AE nei casi più gravi di evasione fiscale. Assieme al Fisco, la Guardia di Finanza si occupa anche della riscossione dei tributi, soprattutto qualora sia necessario svolgere delle indagini in caso di comportamenti fraudolenti. In tale contesto, la GdF potrà accedere all’anagrafe tributaria ed attuare una serie di controlli nei confronti dei debitori d’imposta inadempienti.
Come e quando interviene la Guardia di Finanza
Come accade per qualsiasi notizia di reato, la GdF può venire a conoscenza di un fatto, di un comportamento illecito o di un reato in molteplici modalità:
attraverso una segnalazione da parte del privato cittadino,
mediante denuncia inoltrata da una pubblica amministrazione, oppure dagli istituti di credito [9],
con la richiesta di supporto avanzata dall’AE che, in presenza di un’anomalia, si avvale dell’aiuto delle Fiamme Gialle,
durante le indagini in un procedimento penale che richiedono proprio l’intervento della GdF per ottenere dati utili. Si pensi al furto di un’opera d’arte di notevole pregio su cui indagherà non solo il PM assieme ai Carabinieri, ma sarà coinvolta la GdF per scongiurare il reato di ricettazione.
L’imprenditore Tizio dichiara al Fisco 10 mila euro annui, ma in contemporanea è possessore di auto di lusso, di una villa e di alcuni immobili. Il Fisco, mediante controllo incrociato di alcuni dati (conti corrente, proprietà immobiliari, bonifici bancari, libretti di risparmio) nota uno scostamento fra quanto dichiarato e quanto posseduto. L’AE chiede alle Fiamme Gialle di verificare le documentazioni relative all’attività d’impresa di Tizio per scongiurare l’evasione fiscale.
Caio dichiara un’invalidità pari al 50% e riceve mensilmente un assegno da parte dell’INPS. Su segnalazione di un cittadino, la GdF esegue alcune indagini mediante appostamenti ed intercettazioni al seguito delle quali si desume che Caio è un finto invalido e ha frodato lo Stato per decine di migliaia di euro.
Se la GdF è dislocata su tutto il territorio nazionale, le prove raccolte a seguito di un’indagine prescindono dalla competenza territoriale del commando che ha provveduto, anche qualora la competenza degli uffici fiscali fosse diversa. Ciò significa che per un reato commesso a Napoli, ma di cui è competente l’AE di Genova, può benissimo indagare il personale che fa fede al Comando della Ragione Campania [10].
I controlli della GdF devono avvenire, però, rispettando alcuni limiti. Le ispezioni eseguite nei locali pubblici sono effettuate durante gli orari di apertura dell’esercizio commerciale ed adottando un atteggiamento che rechi il minimo disturbo allo svolgimento dell’attività professionale. Gli agenti devono mostrare al titolare (o ad un suo delegato) il cd ”Ordine di Accesso” che giustifica l’attività di controllo svolta dalla GdF. Anche le ispezioni domiciliari devono basarsi sulla presunta violazione di norme tributarie, previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica.
Diversa ipotesi è quando gli agenti delle Fiamme Gialle attivano un posto di blocco in mezzo ad una strada pubblica. Comportandosi come organo di pubblica sicurezza, non hanno necessità di mandato e in caso di violazione di una o più norme del Codice della Strada possono emettere multe.
[1] Art. 1 legge di ordinamento n. 189 del 23.04.1959
[2] Art. 2 l. n. 189 del 23.04.1959
[3] Legge di Ordinamento n. 189 del 23.04.1959, D. Lgs. n. 68 del 19.03.2001
[4] Per la definizione di Demanio e Patrimonio dello Stato: artt. 822 e 826 cod. civ.
[5] Art. 5 D. Lgs n. 68 del 19.03.2001
[6] Art. 97 Cost.
[7] Artt. 30 e ss della l. n. 4 del 07.01.1929
[8] Art. 33 del D.P.R. n. 600 del 29.09.1973
[9] Da ultimo, il D. Lgs n. 90 del 25.05.2017 in tema di Normative Antiriciclaggio
[10] Cass. n. 90 del 08.01.2015 n. 90, Cass. n. 7957 del 25.08.1997

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 5
 Art. 97
 Art. 33
 Cass. 
 Cass.