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ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE DELLE RETI CICLABILI - PDF
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Adelina Esposito
1 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE DELLE RETI CICLABILI 2014
2 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO DEFINIZIONI PROGETTAZIONE DELLE RETI CICLABILI IN AMBITO URBANO GLI ITINERARI CICLABILI E LE AREE A PREFERENZA CICLABILE Le tipologie di itinerario L area a preferenza ciclabile (APC) Analisi dei vincoli e delle criticità dell itinerario Potenzialità e obiettivi dell itinerario Il piano della segnaletica La sicurezza dell itinerario ciclabile La gestione e la manutenzione dell itinerario ciclabile Le tipologie di pista ciclabile e di percorso promiscuo in funzione dei tipi di strada La scelta del tipo di pista ciclabile e/o percorso promiscuo LE PISTE CICLABILI La segnaletica Segnaletica verticale Segnaletica orizzontale Larghezza minima Pista ciclabile in sede propria Pista ciclabile in carreggiata in sede propria con elemento invalicabile continuo Pista ciclabile in carreggiata in sede propria con elemento invalicabile discontinuo Pista ciclabile in sede propria separata dalla carreggiata attraverso una fascia di sosta Altri casi di pista ciclabile in sede propria Pista ciclabile su corsia riservata in carreggiata Pista ciclabile con il tracciamento della segnaletica orizzontale Caso particolare: circolazione delle sole biciclette in senso opposto di marcia a quello di tutti gli altri veicoli, senza il tracciamento della segnaletica orizzontale Contiguità della pista ciclabile con la fascia di sosta Pista ciclabile sul marciapiede L attraversamento pedonale Il passo carrabile Il flusso ciclabile nella corsia riservata al trasporto pubblico locale Raggi di curvatura e pendenze I sovrappassi ed i sottopassi ciclabili I PERCORSI PROMISCUI Il percorso promiscuo veicolare e ciclabile Il percorso promiscuo pedonale e ciclabile LE INTERSEZIONI STRADALI Le intersezioni a raso semaforizzate Le intersezioni a raso semaforizzate con attraversamenti ciclabili Le intersezioni a raso semaforizzate senza attraversamenti ciclabili Linea di arresto della pista ciclabile avanzata rispetto alla linea di arresto della corsia veicolare Le intersezioni a raso non semaforizzate Le intersezioni a raso non semaforizzate con attraversamenti ciclabili Le intersezioni a raso non semaforizzate senza attraversamenti ciclabili Le intersezioni a rotatoria La segnaletica nelle intersezioni ALTRI ELEMENTI DI RACCORDO
3 3.5.1 I passi carrabili La fermata bus ASPETTI COSTRUTTIVI Elementi di moderazione del traffico veicolare nelle APC Pavimentazione Illuminazione Aree e dotazioni per il parcheggio PROGETTAZIONE DELLE RETI CICLABILI IN AMBITO EXTRAURBANO LA SEGNALETICA DI ITINERARIO CICLABILE...63 TABELLE...66 FIGURE...67 ALLEGATI
4 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO Il quadro di riferimento normativo, in cui si si inseriscono le presenti Istruzioni Tecniche è costituito da: Decreto legislativo 30 aprile 1992, n Nuovo Codice della Strada, che, all interno delle presenti Istruzioni Tecniche per brevità risulta individuato come Codice ; Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n Regolamento di esecuzione ed attuazione del Nuovo Codice della Strada, che, all interno delle presenti Istruzioni Tecniche per brevità risulta individuato come Regolamento ; Direttive Ministeriali per Redazione, adozione ed attuazione dei Piani Urbani del Traffico (G.U. n. 146 del 24 giugno 1995) per l applicazione, in ambito urbano, delle disposizioni contenute nell art. 36 del Codice della Strada; Legge 19 ottobre 1998, n Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica ; Decreto ministeriale 5 novembre Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade ; Decreto ministeriale 19 aprile Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali ; Decreto legislativo 15 marzo 2011, n Gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali ; Decreto ministeriale 2 maggio 2012, n Linee guida per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. 4
5 2 DEFINIZIONI Ai fini del presente decreto, ferme restando le definizioni del Codice, alcune delle quali, più significative per le presenti Istruzioni Tecniche, sono di seguito richiamate, e valutata la necessità di introdurre ulteriori specifiche definizioni in tema di ciclabilità, si intende per: a. pedone: persona che procede a piedi, anche conducendo la bicicletta a mano; b. ciclista: persona che procede su una bicicletta pedalando o spingendosi con i piedi per terra; c. utente debole: categoria comprendente i pedoni ed i ciclisti 1 ; d. utente vulnerabile: categoria comprendente i motociclisti 2 ; e. bicicletta: velocipede a due ruote azionato da pedali e/o a pedalata assistita, con dimensioni non superiori a 0,70 metri di larghezza, 2,00 metri di lunghezza e 1,25 metri di altezza. Sono assimilate alle biciclette anche i velocipedi, a due o più ruote, comprensivi di eventuale carrello, atti al trasporto dei bambini 3 o di materiali, con dimensioni complessive non superiori a 0,85 metri di larghezza, 3,00 metri di lunghezza e 1,50 metri di altezza ; f. altri velocipedi: velocipedi 4, escluse le biciclette, a due o più ruote, ricomprendenti cargo bike, bici con carrello, ecc., azionati da pedali e/o a pedalata assistita, che per forma e dimensioni, eccedenti quelle delle biciclette e assimilabili, richiedono standard costruttivi degli itinerari ciclabili differenti da quelli previsti per le sole biciclette; g. pista ciclabile: parte di itinerario ciclabile, composta da tratti di pista, anche di diversa tipologia, e attraversamenti ciclabili, identificata con specifica segnaletica 5, riservata alla circolazione dei velocipedi 6, o limitata a quella delle sole biciclette mediante specifica segnaletica verticale, in cui è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, ed eventualmente collegata con altre piste e/o con aree a preferenza ciclabile attraverso elementi di raccordo; le piste ciclabili possono essere distinte nelle seguenti tipologie: Vedasi art. 3, c.1, n. 53-bis) del Codice: Utente debole della strada: pedoni, disabili in carrozzella, ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade. Vedasi Allegato II del D.Lgs. n. 35/11 2d) individuazione delle tipologie di utenti della strada, compresi gli utenti deboli (pedoni e ciclisti) e vulnerabili (motociclisti). Vedasi art. 225 del Regolamento: Caratteristiche costruttive delle attrezzature per il trasporto dei bambini sui velocipedi. Vedasi art. 50 (Velocipedi) del Codice: 1. I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare. 2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza. Pista ciclabile (Fig. II 90) e Fine Pista ciclabile (Fig. II 91). Vedasi art. 3, c.1, n. 39 del Codice. 5
6 - pista ciclabile in sede propria: pista ad unico o doppio senso di marcia, fisicamente separata dalle sedi dedicate ai veicoli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei elementi longitudinali di separazione fisica, atti a garantire rispettivamente l invalicabilità da parte dei veicoli a motore sulla pista ciclabile e da parte dei velocipedi sulla sede riservata ai pedoni; - pista ciclabile su corsia riservata in carreggiata: pista ad unico o doppio senso di marcia, separata dalla carreggiata stradale mediante apposita segnaletica orizzontale di delimitazione longitudinale e/o da delimitatori di corsia; - pista ciclabile su corsia riservata sul marciapiede: pista ad unico o doppio senso di marcia, realizzata sul marciapiede, ubicata sul lato adiacente alla piattaforma stradale, e separata dalla sede riservata ai pedoni mediante apposita segnaletica orizzontale di delimitazione longitudinale; h. attraversamento ciclabile: parte di itinerario ciclabile, identificato con specifica segnaletica orizzontale 7, in cui è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, e compreso tra due tratti di pista ciclabile e/o aree a preferenza ciclabile; i. tratto di pista ciclabile: elemento che compone la pista ciclabile compreso tra due attraversamenti ciclabili e/o l inizio/fine della pista e un attraversamento ciclabile, costituito da una parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata ed individuata con il tracciamento dello specifico simbolo 8 sulla pavimentazione; j. area a preferenza ciclabile (APC): area ricadente in particolari contesti urbani all interno della quale, in funzione della limitazione alla circolazione di veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate (eccetto autorizzati) e con velocità consentita non superiore a 30 km/h, non risulta necessario realizzare o individuare piste o percorsi ciclabili attraverso la specifica segnaletica orizzontale, e la circolazione dei velocipedi, dei pedoni e dei veicoli a motore avviene in promiscuo, nel rispetto della segnaletica e delle regole di comportamento; k. elemento di raccordo: elemento di congiunzione tra piste ciclabili e/o aree a preferenza ciclabile, che garantisce la percezione della continuità dell itinerario ciclabile, identificato con specifica segnaletica orizzontale 9, ma in cui non è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, comprendente il percorso promiscuo e le aree di intersezione prive di attraversamento ciclabile, nonché tutte le altre brevi interruzioni dell itinerario. l. percorso promiscuo: elemento di raccordo di limitato sviluppo longitudinale costituito da parte interna o esterna alla strada in cui, non risultando possibile realizzare la pista ciclabile, la circolazione dei ciclisti avviene in promiscuo con gli altri veicoli o con i pedoni, ma la percezione della continuità dell itinerario ciclabile è garantita attraverso specifica segnaletica; In particolare il percorso promiscuo può essere suddiviso in: Vedasi art. 40 del Codice, art. 146 del Regolamento e Fig. II 437. Vedasi art. 148 del Regolamento e Fig. II 442/b. Vedasi art. 148 del Regolamento e Fig. II 442/b. 6
7 - percorso promiscuo veicolare e ciclabile: percorso realizzato sulla carreggiata stradale, in cui la circolazione delle biciclette, o eventualmente anche degli altri velocipedi, avviene in promiscuo con i veicoli a motore; - percorso promiscuo pedonale e ciclabile: percorso ubicato all'interno di aree pedonali oppure ammesso sul marciapiede o all interno di parchi o aree verdi, in cui è ammessa la circolazione delle biciclette, o eventualmente anche degli altri velocipedi, in promiscuo con i pedoni 10 ; m. itinerario ciclabile: asse della rete ciclabile, che connette funzionalmente nodi di origine, destinazione o interscambio, costituito da una serie continua di piste ciclabili ed eventuali elementi di raccordo; gli itinerari si suddividono in: - itinerari principali: itinerari costituiti esclusivamente da piste ciclabili, in cui è garantita la precedenza per i ciclisti lungo l intero sviluppo; - itinerari secondari: itinerari costituiti da piste ciclabili collegati da elementi di raccordo, in cui non è garantita la precedenza per i ciclisti lungo l intero sviluppo. n. rete ciclabile: insieme integrato e coordinato di itinerari ciclabili ed eventualmente di una o più aree a preferenza ciclabile, previsto dai diversi strumenti di pianificazione della ciclabilità, che consente un ampia e diffusa mobilità dei ciclisti in condizioni di sicurezza all interno del territorio attraversato dalla rete; o. itinerario ciclo-turistico: itinerario ciclabile con funzione turistica, prevalentemente in ambito extraurbano, e non interferente con le infrastrutture stradali. Figura 1: schema rete ciclabile 10 Nel caso in cui il percorso promiscuo pedonale e ciclabile interessi tutta la carreggiata esso deve ritenersi coincidente con la definizione di itinerario ciclopedonale - strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell'utenza debole della strada - di cui all articolo 2, c. 3 lett. F-bis del Codice. 7
8 3 PROGETTAZIONE DELLE RETI CICLABILI IN AMBITO URBANO 3.1 Gli itinerari ciclabili e le aree a preferenza ciclabile La progettazione degli itinerari ciclabili, che connettono funzionalmente nodi di origine, destinazione o interscambio, deve avvenire in coerenza e quindi successivamente alla pianificazione della rete ciclabile urbana, in cui può essere individuata l eventuale suddivisione in itinerari principali e secondari, nonché la definizione di una o più aree a preferenza ciclabile (APC) Le tipologie di itinerario Negli itinerari principali, al fine di garantire la continuità fisica dell itinerario ciclabile e la precedenza per i ciclisti anche nelle intersezioni stradali, la progettazione dell itinerario deve tendere ad assicurare il rispetto delle seguenti condizioni: realizzazione di una successione continua di piste ciclabili; assenza di elementi di raccordo; realizzazione di attraversamenti ciclabili nelle intersezioni; assenza di percorsi promiscui. Si riporta di seguito uno schema tipologico di itinerario ciclabile principale: Figura 2: schema itinerario ciclabile principale 8
9 Negli itinerari secondari, in cui a causa di vincoli, o per scelte di regolamentazione della circolazione generale, non è sempre possibile realizzare la continuità fisica dell itinerario e la precedenza per i ciclisti, la progettazione, fermo restando l opportunità di tendere il più possibile al rispetto dei requisiti previsti per gli itinerari principali, deve assicurare il rispetto delle seguenti condizioni: realizzazione degli elementi di raccordo tra tratti di itinerario, non collegabili fra loro con attraversamenti ciclabili, o comunque nelle aree di intersezione in cui la circolazione avviene in promiscuo con i veicoli a motore; realizzazione degli elementi di raccordo in corrispondenza delle interruzioni delle piste; individuazione dei percorsi promiscui con la specifica segnaletica. Si riporta di seguito uno schema tipologico di itinerario ciclabile secondario: Figura 3: schema itinerario ciclabile secondario L area a preferenza ciclabile (APC) Nella progettazione delle reti ciclabili la presenza di particolari e specifici contesti urbani quali i centri storici o aree costituite da una rete stradale prevalentemente di tipo locale, deve portare all individuazione delle APC. All interno delle APC la circolazione delle biciclette e/o degli altri velocipedi avviene completamente in promiscuo con quella dei pedoni e dei veicoli a motore su tutte le strade nel rispetto delle regole di comportamento dei ciclisti contenute nel Codice e nel relativo Regolamento. In tali aree non risulta necessario individuare piste o percorsi in quanto la sicurezza dei ciclisti deriva proprio dalla libera condivisione dello spazio stradale in cui pedoni, 9
10 ciclisti e veicoli a motore hanno la consapevolezza di muoversi nel rispetto reciproco in condizioni di sicurezza. L APC, in base alla definizione, è coincidente con l area pedonale o con la Zona 30 11, nella quale si istituisca anche la limitazione alla circolazione dei veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5t (eccetto autorizzati). L APC è coincidente con l area residenziale o con la zona a traffico limitato, nelle quali si istituisca il limite di velocità di 30 km/h e la limitazione alla circolazione dei veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5t (eccetto autorizzati). Nelle APC, deve essere assicurata la moderazione del traffico veicolare, attraverso la realizzazione delle seguenti misure: realizzazione di interventi di moderazione del traffico; introduzione di schemi di circolazione atti a ridurre i punti di conflitto delle correnti veicolari in coerenza con i criteri propri delle isole ambientali 12 ; apposizione della specifica segnaletica di limitazione della circolazione di veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 t (eccetto autorizzati) e di velocità consentita non superiore a 30 km/h. In corrispondenza dei varchi di accesso alle APC, al fine di garantire i presupposti di base della preferenza ciclabile, deve essere installata la segnaletica verticale, che in combinazione con quella specifica delle diverse tipologie di aree e zone realizza tali condizioni. La segnaletica da utilizzare per la realizzazione delle APC, in relazione all area in cui essa è ricompresa, è costituita da una delle seguenti opzioni: area pedonale (Fig. II 320); zona 30 (Fig. II 323/a) e integrato dal segnale di divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t (Fig. II 60/a), integrato con il pannello di cui all art. 83, c. 3, Mod. II. 4 con con la dicitura eccetto autorizzati ; area residenziale (Fig. II 318), integrato dal segnale di divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t (Fig. II 60/a), integrato con il pannello di cui all art. 83, c. 3, Mod. II. 4 con con la dicitura eccetto autorizzati, e segnale di limite massimo di velocità di 30 km/h (Fig. II 50); zona a traffico limitato (Fig. II 322/a) e integrato dal segnale di divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t (Fig. II 60/a), integrato con il pannello di cui all art. 83, c. 3, Mod. II. 4 con con la dicitura eccetto autorizzati, e segnale di limite massimo di velocità di 30 km/h (Fig. II 50) In tali Zone 30, nelle quali vige la limitazione alla circolazione dei veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5t, sono ricomprese le isole ambientali di cui alle Direttive Ministeriali per Redazione, adozione ed attuazione dei Piani Urbani del Traffico pubblicate nel supplemento ordinario della G.U. n. 146 del 24 giugno 1995, per l applicazione in ambito urbano di quanto previsto all art. 36 del Codice della Strada. Le isole ambientali sono introdotte nelle Direttive Ministeriali per Redazione, adozione ed attuazione dei Piani Urbani del Traffico pubblicate nel supplemento ordinario della G.U. n. 146 del 24 giugno 1995, per l applicazione in ambito urbano di quanto previsto all art. 36 del Codice della Strada. 10
11 3.1.3 Analisi dei vincoli e delle criticità dell itinerario La progettazione dell itinerario è preceduta e si fonda sia su un analisi funzionale sia su un analisi dei vincoli fisici e infrastrutturali e delle criticità presenti lungo la direttrice, finalizzate all individuazione della/e tipologia/e più idonea/e in relazione ai requisiti dell itinerario principale o secondario. L analisi dell itinerario deve essere condotta in relazione ai seguenti aspetti tecnicofunzionali: flussi (esistenti e previsti) veicolari, ciclabili e pedonali; componenti della tipologia di mobilità ciclistica (utenti esperti, base, bambini); velocità operativa, ovvero la velocità di percorrenza dei veicoli a motore in condizioni normali di deflusso; geometria della sede stradale: dimensioni trasversali e pendenze longitudinali; presenza di punti singolari (sottopassi, sovrappassi ed altri ostacoli inamovibili); tipologia delle principali intersezioni esistenti (a raso, a rotatoria, semaforizzate, ecc.); frequenza delle principali intersezioni esistenti; presenza di aree o fasce destinate alla sosta degli autoveicoli; presenza di corsie riservate al trasporto pubblico locale (TPL) e ubicazione delle fermate. 11
12 3.1.4 Potenzialità e obiettivi dell itinerario Al fine di rendere efficiente e attrattivo l utilizzo degli itinerari ciclabili, appartenenti alla rete ciclabile definita nella fase di pianificazione, la progettazione deve soddisfare i seguenti aspetti: riconoscibilità della rete ciclabile attraverso un adeguato piano della segnaletica, semplice ed intuitivo; percezione della sicurezza dell itinerario ciclabile, sia in termini di sicurezza stradale, attraverso l omogeneità della risoluzione delle diverse criticità (intersezioni, passi carrabili, fermate bus, ecc..) sia in termini di altri elementi caratterizzanti l itinerario quali la pavimentazione, l illuminazione, e la presenza di adeguate aree di sosta e parcheggio per le biciclette; Il piano della segnaletica Il piano della segnaletica degli itinerari ciclabili costituenti la rete ciclabile, deve essere chiaro ed intuitivo al fine di, prioritariamente, indirizzare gli utenti ciclisti verso la rete ciclabile e rendere attrattivo e semplice l utilizzo degli itinerari stessi. Gli itinerari connettono funzionalmente nodi di origine, destinazione ed interscambio, e sono costituiti da una serie continua di piste ciclabili ed eventuali elementi di raccordo, pertanto si rende necessario attraverso una specifica segnaletica orizzontale 13, uniforme su tutto il territorio, garantire la percezione della continuità dell itinerario ciclabile anche negli elementi di raccordo, in cui non è più garantita la continuità della precedenza per il ciclista. Si rimanda al cap. 5 per la definizione specifica del piano della segnaletica verticale degli itinerari ciclabili La sicurezza dell itinerario ciclabile La progettazione degli itinerari ciclabili, al fine di soddisfare la domanda di mobilità ciclabile, deve essere eseguita ponendo particolare attenzione anche ai diversi aspetti correlati alla sicurezza della circolazione, quali soprattutto la reciproca visibilità tra le biciclette e i veicoli nei differenti punti di conflitto quali le intersezioni, i passi carrabili, le fermate bus, ecc., come riportato in dettaglio nei par. 3.4 e par Ulteriori elementi correlati alla sicurezza, e quindi all attrattività, dell itinerario ciclabile da analizzare adeguatamente nella progettazione degli itinerari ciclabili sono la regolarità della pavimentazione e l adeguata illuminazione delle piste ciclabili nelle ore notturne, come riportato in dettaglio nei par e par Vedasi art. 148 del Regolamento e Fig. II 442/b. 12
13 La progettazione degli itinerari ciclabili, al fine di soddisfare la domanda di sosta per le biciclette ed eventuali altre esigenze legate allo sviluppo della mobilità ciclistica, deve individuare adeguati luoghi, opere e attrezzature necessarie per la sosta delle biciclette private o del servizio di bike sharing, in relazione soprattutto ai poli attrattori di traffico e con i nodi di interscambio modale, senza creare criticità alla circolazione stradale e soprattutto pedonale. I criteri per determinare la tipologia e l ubicazione dei parcheggi sono: accessibilità: l'area di parcheggio deve essere ubicata in prossimità dei poli attrattori (scuole, uffici, ecc.) e nodi di interscambio (stazioni ferroviarie, fermate trasporto pubblico (bus, metropolitane), ecc..), vicino all ingresso degli edifici e/o dei poli attrattori, ma lontano dal normale traffico pedonale e veicolare; sono da evitare localizzazioni che richiedono l uso di scale con le biciclette a mano; visibilità: l'area di parcheggio deve essere visibile e facilmente individuabile dai ciclisti; sicurezza: l'area di parcheggio, al fine di scoraggiare furti e atti vandalici, deve essere ubicata in una posizione visibile dai passanti, dalle attività commerciali e uffici oppure in strutture coperte, anche sotterranee e può essere vigilata, eventualmente anche da remoto; illuminazione: l'area di parcheggio dovrebbe essere ben illuminata per la protezione contro il furto, la sicurezza personale e la prevenzione degli infortuni; protezione dagli agenti atmosferici: l'area di parcheggio dovrebbe essere ubicata in spazi coperti da pensiline o aggetti esistenti o passaggi coperti (porticati, gallerie, etc.), o in alternativa si dovrebbero realizzare tettoie o protezioni indipendenti o collegate a edifici esistenti; eliminazione conflitti con i pedoni: l'area di parcheggio deve essere localizzata in modo tale da non ostacolare il transito pedonale, con particolare riferimento alle persone con limitate capacità visive; eliminazione conflitti con i veicoli a motore: l'area di parcheggio deve essere indipendente da quella dei veicoli a motore, e separata attraverso adeguati spazi di sicurezza e/o elementi fisici di separazione (parapedonali, fioriere, ecc.). Nella realizzazione di nuovi parcheggi per autovetture ubicati in prossimità degli itinerari ciclabili, devono essere previste adeguate aree da destinare sia al parcheggio delle biciclette private sia al servizio di bike sharing. Si rimanda al par per la definizione delle specifiche caratteristiche delle aree di sosta e parcheggio per le biciclette. 13
14 La gestione e la manutenzione dell itinerario ciclabile La progettazione degli itinerari ciclabili deve essere sempre accompagnata da un piano della gestione e manutenzione della segnaletica, orizzontale e verticale, e di tutti gli elementi connessi alla funzionalità e sicurezza dell itinerario ciclabile, quali la pavimentazione, i diversi elementi di separazione tra i flussi ciclabili e veicolari (cordolature, delimitatori di corsia, ecc..) e gli eventuali elementi complementari (parapedonali, paletti, fioriere, ecc.). Al fine del mantenimento del livello di servizio degli itinerari ciclabili devono essere effettuate ispezioni periodiche finalizzate alla verifica ed alla eventuale risoluzione di diverse criticità quali presenza di buche e/o avvallamenti della pavimentazione, funzionamento dell eventuale impianto di illuminazione, riduzione della visibilità per la presenza di vegetazione, presenza di elementi danneggiati (cordoli, parapedonali, ecc.) Le tipologie di pista ciclabile e di percorso promiscuo in funzione dei tipi di strada Gli itinerari ciclabili possono essere costituiti da diverse tipologie di pista ciclabile e di percorso promiscuo, individuati tra quelli consentiti per i diversi tipi di strada definiti dal Codice, cui le strade esistenti, in cui si inserisce l itinerario, devono essere ricondotte, pur non possedendo appieno tutte le caratteristiche previste dal Codice. Gli itinerari principali sono costituiti da tratti di itinerario, ovvero da piste e da attraversamenti ciclabili, e non sono ammessi i percorsi promiscui. Nelle tabelle seguenti sono indicate, rispettivamente per gli itinerari principali e secondari, le tipologie di pista ciclabile e di percorso promiscuo ammissibili in funzione del tipo di strada in cui si inserisce l itinerario. ITINERARIO CICLABILE PRINCIPALE IN AMBITO URBANO PISTA CICLABILE PERCORSO PROMISCUO Tipo di strada Sede propria Corsia riservata in carreggiata Corsia riservata su marciapiede Percorso promiscuo pedonale e ciclabile Percorso promiscuo veicolare e ciclabile D carreggiata principale ammessa (1) non ammessa ammessa non ammesso non ammesso strada di servizio ammessa ammessa ammessa non ammesso non ammesso E ammessa ammessa ammessa non ammesso non ammesso F ammessa ammessa ammessa non ammesso non ammesso (1) E' ammessa solo in assenza della strada di servizio Tabella 1: Tipologie di pista ciclabile e di percorso promiscuo ammesse nell itinerario principale 14
15 D Tipo di strada carreggiata principale Sede propria ammessa (1) PISTA CICLABILE Corsia riservata in carreggiata ITINERARIO CICLABILE SECONDARIO IN AMBITO URBANO Corsia riservata su marciapiede Percorso promiscuo pedonale e ciclabile PERCORSO PROMISCUO Percorso promiscuo veicolare e ciclabile non ammessa ammessa non ammesso non ammesso strada di servizio ammessa ammessa ammessa ammesso ammesso E F ammessa ammessa ammessa ammesso ammesso ammessa ammessa ammessa ammesso ammesso (1) E' ammessa solo in assenza della strada di servizio Tabella 2: Tipologie di pista ciclabile e di percorso promiscuo ammesse nell itinerario secondario La scelta del tipo di pista ciclabile e/o percorso promiscuo Nella progettazione di un itinerario la soluzione del percorso promiscuo, ferme restando le specifiche condizioni di ammissibilità individuate nella Tabella 1 e nella Tabella 2, deve essere adottata esclusivamente laddove non risulti possibile realizzare la pista ciclabile. La scelta del tipo di pista ciclabile più idoneo, in relazione alle condizioni di ammissibilità individuate nella Tabella 1 e nella Tabella 2, al netto dei vincoli dimensionali della sede stradale che possono imporre soluzioni non ottimali, deve avvenire secondo i seguenti criteri: componente prevalente della tipologia di mobilità ciclistica (utenti esperti, base, bambini): nella realizzazione di itinerari il cui uso prevalente è quello ludico-ricreativo o di interconnessione tra particolari nodi (scuole, parchi, ecc.) o ambiti urbani, la separazione fisica della categoria di ciclisti più deboli (bambini) dalle altre componenti di traffico risulta preferibile, e pertanto deve essere preferita la pista in sede propria; localizzazione esterna alla sede stradale: nel caso in cui lungo l itinerario siano presenti aree verdi o spazi pubblici esterni alla sede stradale, senza che ciò costituisca notevoli allungamenti, risulta preferibile che la pista sia realizzata all interno di dette aree e quindi implicitamente in sede propria; omogeneità ed uniformità: nell ambito di un itinerario deve essere garantita la maggiore omogeneità possibile della tipologia e della forma della pista, al fine di rendere maggiormente riconoscibile l itinerario da parte di tutti gli utenti e più immediato ed intuitivo l utilizzo da parte dei ciclisti; lunghezza della pista/frequenza intersezioni o interruzioni: qualora lungo l itinerario siano presenti poche intersezioni ed interruzioni, ovvero sia costituito da piste di notevole lunghezza, risulta preferibile la pista in sede propria; analisi presenza fascia di sosta dei veicoli a motore: qualora lungo l itinerario sia presente la fascia di sosta dei veicoli a motore, al fine di garantire le necessarie condizioni di sicurezza della circolazione ed un adeguato livello di servizio dell'itinerario ciclabile, 15
16 l itinerario stesso deve essere progettato prevedendo, laddove possibile, l eliminazione della sosta stessa e/o il suo eventuale spostamento sul lato opposto della carreggiata nelle strade a senso unico di marcia o in via residuale consentendo la contiguità della pista ciclabile con la fascia di sosta ma adottando le necessarie misure di sicurezza; analisi della frequenza e dei flussi dei passi carrai: qualora lungo l itinerario siano presenti dei passi carrai che, per elevata frequenza e/o flussi di entrata e uscita, costituiscono un importante interferenza con il flusso ciclabile, deve essere valutata la scelta di interrompere la pista ciclabile che quindi deve essere sostituita con il percorso promiscuo. Inoltre ai fini della scelta di tipo di pista e/o percorso promiscuo, deve essere presa in considerazione la velocità massima consentita nella strada, che deve indirizzare all aumentare di tale velocità massima verso una maggiore separazione della componente ciclabile rispetto a quella motorizzata, come evidenziato nella seguente tabella, fermo restando che, qualora la velocità operativa mantenuta dai veicoli a motore in condizioni di deflusso normale, risulti superiore nell 85% dei casi alla velocità massima consentita, dovranno essere introdotte misure di moderazione del traffico atte a rendere sicura la circolazione di tutte le componenti di traffico, riconducendo le velocità operative nei limiti massimi consentiti. SCELTA DEL TIPO DI PISTA E/O PERCORSO PROMISCUO IN FUNZIONE DELLA VELOCITA' MASSIMA CONSENTITA NELLA STRADA Velocità massima consentita (km/h) Sede propria PISTA CICLABILE Corsia riservata in carreggiata PERCORSO PROMISCUO VEICOLARE E CICLABILE <= 30 ammessa (non consigliata) ammessa preferibile (1) 30 < Vmax <= 50 ammessa preferibile ammesso 50 < Vmax <=70 preferibile non ammesso ammesso (non consigliato) (1 ) - Coincidente con la circolazione in promiscuo per le APC Tabella 3: Scelta del tipo di pista e/o percorso promiscuo in funzione della velocità massima consentita nella strada 16
17 3.2 Le piste ciclabili Le caratteristiche tecniche e funzionali, individuate nel presente paragrafo e nei successivi, si riferiscono alle piste ciclabili riservate alle sole biciclette, fermo restando che nel caso in cui si preveda di consentire l utilizzo delle piste agli altri velocipedi devono essere effettuate opportune analisi tecnico-funzionali finalizzate all individuazione di opportuni incrementi dimensionali. Nei tratti di pista ciclabile in cui non è possibile rispettare i criteri e gli standard progettuali, ovvero in alcuni punti singolari del tracciato (strettoie, curve a raggio minimo precedute da livellette in discesa, ecc.) che possono generare situazioni di pericolo per i ciclisti e per le altre componenti di traffico, devono essere adottate specifiche limitazioni di velocità, con l introduzione della relativa segnaletica. La separazione delle piste ciclabili dai flussi veicolari assume, a seconda dei diversi tipi di pista, forma e dimensioni diverse. La separazione avviene attraverso il distanziamento, variabile in funzione del tipo di strada e più in generale del differenziale di velocità, ottenuto attraverso l inserimento di elementi fisici invalicabili, continui o discontinui, quando risulta necessario proteggere maggiormente i ciclisti attraverso la realizzazione di una pista in sede propria oppure con la adeguata segnaletica orizzontale nel caso della corsia riservata. Si rimanda alla descrizione di dettaglio contenuta nei paragrafi descrittivi dei vari tipi di pista ed in particolare alla successiva Tabella 4 che ne fornisce una visione sintetica in cui sono riportate, per tutti i tipi di pista ciclabile, le dimensioni e le tipologie di separazione del flusso ciclabile dal flusso veicolare ed i relativi elementi complementari. 17
19 TIPOLOGIE DI SEPARAZIONE DEL FLUSSO CICLABILE DAL FLUSSO VEICOLARE E RELATIVI ELEMENTI COMPLEMENTARI PISTA IN CARREGGIATA IN SEDE PROPRIA PISTA IN CARREGGIATA SU CORSIA RISERVATA PISTA SUL MARCIAPIEDE (4) ELEMENTO INVALICABILE CONTINUO (riferimento par ) ELEMENTO INVALICABILE DISCONTINUO (riferimento par ) DELIMITATORI DI CORSIA E/O STRISCE DI DELIMITAZIONE (riferimento par ) STRISCE DI DELIMITAZIONE (riferimento par ) CORDOLO DEL MARCIAPIEDE (riferimento par ) LARGHEZZA MINIMA (cm) ELEMENTO FISICO DI SEPARAZIONE 50 variabile (3) < variabile (5) LARGHEZZA MINIMA (cm) STRISCIA DI MARGINE CARREGGIATA 12 (1) (1) LARGHEZZA MINIMA (cm) STRISCIA DI MARGINE PISTA INTERDISTANZA (cm) TRA STRISCIA DI CORSIA VEICOLARE E DELIMITATORE (O STRISCIA DI MARGINE PISTA) INTERDISTANZA (cm) TRA STRISCIA DI CORSIA VEICOLARE E STRISCIA DI MARGINE PISTA LARGHEZZA MINIMA o RANGE DI VARIABILITA' (cm) SEPARAZIONE TRA FLUSSO CICLABILE E FLUSSO VEICOLARE 12 (1) H 1 = (min) ALTEZZA (cm) ELEMENTO DI SEPARAZIONE H 2 = 5-10 (2) (max) OBBLIGATORI cordolatura dissuasori sosta (elementi di arredo, fioriere) dissuasori sosta (parapedonali) (6) Note: ELEMENTI COMPLEMENTARI CONSENTITI NON CONSENTITI dissuasori sosta (parapedonali, aiuole a verde) dissuasori sosta (paletti, dispositivi ritenuta metallici) (1) Tracciamento facoltativo per le strade locali ai sensi dell'articolo 138, c. 6, del Regolamento dissuasori sosta (parapedonali, paletti, dispositivi ritenuta metallici) - dissuasori sosta (tutte le tipologie) - - (2) L'altezza dell'elemento dal lato della pista (H2) può essere inferiore rispetto all'altezza dal lato della carreggiata (H1) (3) La larghezza dell'elemento discontinuo, da posizionare nell'isola di traffico in modo che risulti sempre arretrato di almeno 10 cm rispetto al margine esterno, deve avere una larghezza massima almeno di 20 cm inferiore rispetto a quella dell'isola stessa. (4) Nel caso di pista sul marciapiede deve essere calcolata la larghezza minima della separazione del flusso ciclabile sia dal flusso veicolare (verso la carreggiata stradale) sia dal flusso pedonale (sul marciapiede) (5) La larghezza del cordolo può essere variabile ma, tra lo spigolo esterno del marciapiede ed il filo interno della striscia di margine della pista, deve risultare una larghezza minima di 40 cm. (6) Solo su strade con V>50 km/h Tabella 4: Tipologie di separazione del flusso ciclabile dal flusso veicolare e relativi elementi complementari 19
20 3.2.1 La segnaletica Per la segnaletica orizzontale e verticale delle piste ciclabili si rinvia alle vigenti disposizioni generali del Codice e del Regolamento; nel presente paragrafo sono richiamate le disposizioni più significative nonché sono fornite ulteriori e specifiche indicazioni Segnaletica verticale Le piste ciclabili sono individuate con la segnaletica di preavviso di cui all art. 127 del Regolamento e con la segnaletica di obbligo di cui all art. 122, cc. 9 e 10, nel formato normale o preferibilmente nel formato ridotto di cui all articolo 80, c.3 ed in particolare: il segnale PISTA CICLABILE della Fig. II del Regolamento deve essere installato solo all inizio di ogni pista ciclabile, in cui è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, e non del singolo tratto di pista, e deve essere ripetuto dopo ogni interruzione della pista (ad es. dopo un percorso promiscuo) e dopo ogni intersezione; il segnale PISTA CICLABILE CONTIGUA AL MARCIAPIEDE della Fig. II.92/a 15 del Regolamento deve essere installato solo all inizio di ogni pista ciclabile contigua al marciapiede, in cui è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, e non del singolo tratto di pista, e deve essere ripetuto dopo ogni interruzione della pista (ad es. dopo un percorso promiscuo) e dopo ogni intersezione. Inoltre: il segnale FINE PISTA CICLABILE della Fig. II.91 del Regolamento deve essere installato solo alla fine di ogni pista ciclabile, in cui è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, e non del singolo tratto di pista, e deve essere ripetuto prima di ogni interruzione della pista (ad es. prima di un intersezione priva di attraversamento ciclabile, prima di un percorso promiscuo, ecc..); il segnale FINE DELLA PISTA CICLABILE CONTIGUA AL MARCIAPIEDE della Fig. II.93/a del Regolamento deve essere installato solo alla fine di ogni pista ciclabile contigua al marciapiede, in cui è garantita la continuità della precedenza per il ciclista, e non del singolo tratto di pista, e deve essere ripetuto prima di ogni interruzione della pista (ad es. prima di un intersezione priva di attraversamento ciclabile, prima di un percorso promiscuo, ecc..). La segnaletica verticale dell articolo 135, c. 20 relativa alla Fig. II 341 del Regolamento VARIAZIONE CORSIE DISPONIBILI deve essere impiegata all inizio della pista ciclabile, qualora vi sia una variazione del numero delle corsie disponibili nel senso di marcia Art. 122, c.9, lett. b) del Regolamento: il segnale PISTA CICLABILE (fig. II.90) deve essere posto all'inizio di una pista, di una corsia o di un itinerario riservato alla circolazione dei velocipedi e deve essere ripetuto dopo ogni interruzione o dopo le intersezioni. Art. 122, c.9, lett. c) del regolamento: il segnale PISTA CICLABILE CONTIGUA AL MARCIAPIEDE (fig. II.92/a) e PERCORSO PEDONALE E CICLABILE (fig. II.92/b) deve essere posto all'inizio di un percorso riservato ai pedoni e alla circolazione dei velocipedi e deve essere ripetuto dopo ogni interruzione o dopo le intersezioni. 20
21 Segnaletica orizzontale Istruzioni Tecniche per la progettazione delle reti ciclabili Le piste ciclabili sono individuate mediante strisce di margine, e nel caso di piste con più di una corsia per senso di marcia o a doppio senso, sono individuate anche mediante strisce di delimitazione delle corsie o di separazione dei sensi di marcia. Le piste ciclabili devono essere provviste di appositi simboli e scritte orizzontali che ne distinguano l'uso, anche se la pavimentazione delle stesse è contraddistinta nel colore da quella delle contigue parti di sede stradale destinate ai veicoli a motore ed ai pedoni. Le iscrizioni e i simboli tracciati sulla pavimentazione delle piste ciclabili devono essere identici, quanto a forma, proporzioni e colore, a quelli previsti per le strade di tipo E ed F dall art. 148 del Regolamento e con dimensioni ridotte alla metà rispetto a quanto indicato dall art. 147, c. 3, del Regolamento. Nel caso di piste a doppio senso di marcia è obbligatorio il tracciamento della striscia di separazione dei sensi di marcia. La striscia di separazione deve essere di tipo discontinuo, al fine di consentire l occupazione momentanea della corsia adiacente per il sorpasso e di tipo continuo nei tratti in cui tale manovra non è consentita, secondo quanto indicato all articolo 139 del Regolamento. Le strisce di delimitazione e di margine delle piste ciclabili devono essere interrotte, sempre che sia garantita una sufficiente visibilità per le manovre di attraversamento o di svolta, in corrispondenza di accessi laterali, di passi carrabili e in caso di contiguità con la fascia di sosta in linea; quando tale visibilità non è garantita la pista ciclabile deve essere interrotta mediante la specifica segnaletica orizzontale e verticale. Le dimensioni dell attraversamento pedonale, laddove non è espressamente previsto un attraversamento ciclabile 16, devono essere opportunamente incrementate rispetto a quanto prescritto dall art. 145, c. 1, del Regolamento, e commisurate al flusso del traffico pedonale e ciclabile. I simboli di individuazione delle piste (fig. II 442/b del Regolamento) sono tracciati all inizio di ogni tratto di pista e ripetuti in direzione longitudinale ad un interasse minimo di 30 m e massimo di 50 m a seconda dell aumentare della velocità dei veicoli a motore ammessa sulla strada in cui l itinerario ciclabile si inserisce. Negli attraversamenti ciclabili l interasse tra i simboli deve essere opportunamente infittito in funzione della geometria dell intersezione per la corretta percezione da parte delle altre componenti di traffico degli attraversamenti stessi. I simboli devono essere sempre tracciati in direzione longitudinale secondo la direzione di marcia del ciclista. Le direzioni consentite e i cambi di direzione della pista devono essere segnalati con apposite frecce direzionali sulla pavimentazione, con dimensioni ridotte alla metà rispetto a quanto indicato dall art. 147, c. 3, del Regolamento. Ulteriori e specifiche indicazioni sulla segnaletica orizzontale sono riportate in dettaglio nei successivi paragrafi, contestualmente alle relative disposizioni per le diverse tipologie di pista ciclabile. 16 Vedasi art. 146 del Regolamento. 21
22 PISTE PER TUTTI I VELOCIPEDI PISTE PER SOLE BICICLETTE Larghezza minima Istruzioni Tecniche per la progettazione delle reti ciclabili In relazione all ingombro dei ciclisti e delle biciclette, nonché dello spazio per l'equilibrio e di un opportuno franco laterale libero da ostacoli, la larghezza minima della corsia ciclabile, misurata tra gli assi delle strisce di margine, nel caso di pista a corsia singola, è pari ad 1,50 metri. La larghezza minima della corsia ciclabile, nel caso di pista a due corsie, di senso concorde o di senso opposto, è pari ad 1,25 metri, per una larghezza minima complessiva della pista ciclabile di 2,50 metri, misurata tra gli assi delle strisce di margine. I valori sopra indicati si riferiscono al caso di realizzazione di nuova pista ciclabile su strada nuova. Nel caso di nuove piste su strade esistenti, sono ammessi dei valori inferiori delle larghezze minime della pista, ma comunque contenuti nel range di variabilità della larghezza minima indicato nella tabella seguente. L adozione, come input progettuale, del limite inferiore del range di variabilità della larghezza minima è ammessa per limitati tratti di pista di sviluppo longitudinale pari al 25% di quello complessivo dell itinerario ciclabile, ferma restando la necessità di giustificare gli scostamenti dai valori standard con apposite analisi di sicurezza. Le larghezze minime delle piste per sole biciclette devono essere opportunamente incrementate in relazione alla possibilità di utilizzo delle piste anche da parte degli altri velocipedi, secondo quanto indicato nella tabella seguente. Nei casi particolari della contiguità della pista ciclabile con la fascia di sosta di tipo in linea o della corsia ciclabile in verso discorde da quello degli altri veicoli, deve essere utilizzato il valore standard della larghezza della pista ciclabile. LARGHEZZA (m) MINIMA DELLE PISTE CICLABILI MISURATA TRA GLI ASSI DELLE STRISCE TIPOLOGIA PISTA NUOVA PISTA SU NUOVA STRADA valore standard NUOVA PISTA SU STRADA ESISTENTE range di variabilità PISTA A CORSIA SINGOLA 1,50 PISTA A DUE CORSIE DI SENSO CONCORDE 2,50 PISTA A DUE CORSIE DI SENSO OPPOSTO 2,50 1,50-1,25 2,50-2,00 2,50-2,20 PISTA A CORSIA SINGOLA 1,80 PISTA A DUE CORSIE DI SENSO CONCORDE 3,00 PISTA A DUE CORSIE D I SENSO OPPOSTO 3,00 1,80-1,60 3,00-2,50 3,00-2,50 22
23 Tabella 5: Larghezza minima delle piste ciclabili La larghezza minima della pista ciclabile, a corsia singola, nei restringimenti puntuali, può essere eccezionalmente ridotta fino ad 1,00 metro. La larghezza minima della pista ciclabile bidirezionale, nei restringimenti puntuali, può essere eccezionalmente ridotta fino ad 1,60 metri. Nel caso di tratto di pista con pendenze superiori a 5% deve essere valutata la necessità di incrementare la larghezza della pista, in relazione all uso della pista da parte delle sole biciclette o anche degli altri velocipedi ed alla sua percorrenza monodirezionale o bidirezionale. Nel caso di incremento, rispetto al valore minimo, della larghezza della corsia ciclabile della pista a singola corsia, al raggiungimento della larghezza minima prevista per la pista a due corsie di senso concorde, risulta necessario il tracciamento della striscia di delimitazione delle due corsie. La realizzazione di due corsie ciclabili di senso concorde è obbligatoria quando il flusso ciclistico, attuale o previsto, risulti superiore a unità/ora, per almeno due periodi di punta non inferiori a quindici minuti nell'arco dell intera giornata Pista ciclabile in sede propria La pista ciclabile in sede propria, in base alla definizione 17, è caratterizzata dalla presenza dell elemento di separazione fisica che garantisce l invalicabilità della pista. In via generale, in ambito urbano l invalicabilità da parte dei veicoli a motore è garantita dalla presenza di un elemento continuo in rilievo rispetto alla carreggiata, come riportato nella Tabella 4. In particolare, per strade caratterizzate da 30km/h<=V<=50km/h, collocate all interno di specifici contesti urbani, dove esistono particolari vincoli paesaggistici e urbanistici che impediscono l uso dell elemento continuo, l'elemento separatore longitudinale invalicabile può essere realizzato anche di tipo discontinuo e l invalicabilità può essere garantita mediante isole di traffico a raso, all'interno delle quali devono essere posizionati dissuasori di sosta e/o elementi di arredo urbano. La larghezza delle piste ciclabili in sede propria, considerato che le disposizioni indicate nel par sono valide per tutti i tipi di pista, deve essere calcolata tra gli assi delle strisce longitudinali, pertanto la distanza effettiva netta tra gli elementi che delimitano fisicamente la pista deve essere incrementata, rispetto al valore standard della larghezza della pista stessa, di almeno ulteriori 12 cm (pari alla somma delle due semi-larghezze delle strisce di margine). Tale valore deve essere ulteriormente incrementato laddove la striscia di margine non sia tracciata in aderenza all elemento separatore sia per ragioni costruttive sia a causa della presenza di 17 "pista ciclabile in sede propria": pista ad unico o doppio senso di marcia, fisicamente separata dalle sedi dedicate ai veicoli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei elementi longitudinali di separazione fisica, atti a garantire rispettivamente l invalicabilità da parte dei veicoli a motore sulla pista ciclabile e da parte dei velocipedi sulla sede riservata ai pedoni. 23
24 ulteriori elementi di disturbo e/o pericolo per l utenza ciclistica quali caditoie, alberature, pali di sostegno o quando la pista in sede propria è realizzata in adiacenza ad edifici e/o pareti verticali che riducono l effettiva larghezza disponibile della pista. La delimitazione delle piste ciclabili in sede propria, qualora ricavate dalla carreggiata, deve essere realizzata con isole di traffico, definite ai sensi dell art. 3, c. 1, n. 28 del Codice, presegnalate ai sensi dell art. 150 del Regolamento, realizzate secondo l art. 176 e segnalate ai sensi dell art Pista ciclabile in carreggiata in sede propria con elemento invalicabile continuo La larghezza minima dell'elemento fisico di separazione, pari almeno a 50 cm, deve consentire l'adeguato distanziamento tra la pista ciclabile, a senso unico o a doppio senso di marcia, e la corsia adiacente veicolare, che può essere anche di senso discorde. L invalicabilità della pista da parte dei veicoli a motore è garantita dalla presenza di un elemento continuo con profilo verticale o sub-verticale, dal lato della carreggiata stradale, resistente agli urti, atto ad impedire il sormonto da parte delle ruote dei veicoli a motore e, dal lato della pista ciclabile, possibilmente sagomato, in modo tale da evitare interferenze con il pedale della bicicletta. Come dettagliatamente riportato nella Tabella 4, l altezza H1 dell elemento separatore dal lato della carreggiata veicolare deve essere compresa tra 15 e 20 cm, mentre sul lato della pista ciclabile l altezza H 2 deve essere compresa tra 5 cm e 10 cm. In caso di profilo simmetrico l elemento separatore deve avere un altezza pari ad H 1. Nella seguente figura vengono mostrate alcune soluzioni possibili in relazione alle dimensioni, forma e materiali dell elemento di separazione longitudinale invalicabile: 24
COMUNE DI PESARO AREA DINAMICHE URBANE SERVIZIO VIABILITA E TRAFFICO AGGIORNAMENTO PIANO DELLA RETE DEGLI ITINERARI CICLABILI
COMUNE DI PESARO AREA DINAMICHE URBANE SERVIZIO VIABILITA E TRAFFICO AGGIORNAMENTO PIANO DELLA RETE DEGLI ITINERARI CICLABILI RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA Giugno 2010 Dirigente del servizio Ing. Giorgio

References: art. 36
 art. 3
 art. 225
 art. 50
 art. 3
 art. 40
 art. 146
 art. 148
 art. 148
 articolo 2
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 36
 art. 36
 art. 148
 art. 127
 art. 122
 articolo 80
 articolo 135
 Art. 122
 Art. 122
 art. 148
 art. 147
 articolo 139
 art. 145
 art. 147
 art. 146
 art. 3
 art. 150
 art. 176