Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/serbatoio-gasolio-128725/
Timestamp: 2019-07-24 01:18:53+00:00

Document:
Da Emcom, 24 Giugno
A causa di un sentenza del tribunale, il giardino che in passato era mio e del mio vicino, allo stato attuale a destinato parte di tale giardino a mia unica proprietà, mentre il resto del giardino al mio vicino. Il tutto sarebbe perfetto, tranne un particolare: la caldaia del gasolio del mio vicino si trova nella mia proprietà, per cui ad ogni rifornimento , devo far accedere il camioncino del gasolio nel mio giardino. Posso richiedere l'eliminazione di tale serbatoio? (ogni mia richiesta bonaria con il vicino a avuto esito negativo). Inoltre il serbatoio, è abbastanza datato, non mi risulta che sia mai stata fatta nessuna manutenzione ed il pozzetto è costantemente pieno di acqua fino quasi il tappo di rifornimento, non vorrei essere responsabile in un eventuale caso di inquinamento del suolo, visto che si trova nella mia proprietà). Ringrazio ogni consiglio in merito.
Emcom dice:
Trattasi di situazione sicuramente fuori norma.
In forma in modo ufficiale il locale ufficio tecnico comunale e l'arpa.
la caldaia del gasolio del mio vicino si trova nella mia proprietà,
E' nella tua proprietà in base alla sentenza del tribunale o casualmente? La risposta che ti attendi dipende anche dalla risposta a questa domanda (secondo me ).
Sicuramente il tribunale non era al corrente dell'esistenza di tale serbatoio. La suddivisione di tale giardino, è perfetta per entrambi, solo che a me tocca anche questa incombenza....
Doveva farlo presente il tuo avvocato mettendo in luce che tu, in tal modo, eri penalizzato. Adesso sinceramente non saprei perchè potrebbe configurarsi una specie di servitù. I rapporti come sono? La soluzione passa anche da questo aspetto.
Diciamo che i rapporti sono un tantino tesi. Secondo il mio vicino, la caldaia è nata li e li rimane...fine della discussione.
la caldaia è nata li e li rimane...fine della discussione.
Questa mi sembra una pretesa bella e buona. Io se non ci fosse di mezzo una servitù di passaggio ( questo te lo può dire solo il tuo avvocato con assoluta certezza) farei ostruzione al passaggio del camioncino.
Infatti nella sentenza non viene menzionata nessuna servitù. Tra l'altro non sempre sono disponibile a rimanere in casa per far accedere il camioncino e come è stato fatto l'ultima volta, hanno scavalcato il cancelletto e raggiunto il serbatoio senza la mia autorizzazione: la giustificazione è che la ditta che rifornisce il carburante arriva quando ha tempo e io non posso lasciare al freddo una famiglia.....
Se vuole porre un nuovo inizio alla storia, magari positivo per lei, si assicuri che il suo vicino e l'impianto a gasolio siano conformi alle normative vigenti.
Il livello di inquinamento del gasolio è di circa 700 volte superiore al gas metano, per questo motivo gli enti competenti e le autorità comunali adottano misure restrittive.
faccia presente alle autorità comunali la possibilità di mancato collaudo a pressione del serbatoio, il possibile inquinamento delle falde acquifere, l'assenza di impermeabilizzazione del passo d'uomo serbatoio.
Il tutto con raccomandate e segni tangibili della sua comunicazione.
Ovviamente il primo cittadino verrà informato per conoscenza.
Per esperienza dubito che la situazione sia lasciata così com'è......
Se vuole cambiare qualcosa agisca.. .
Ottimo consiglio, e credo sia la strada che addottero.Ti ringrazio. Secondo te, le autorità più di competenza quali potrebbero essere, Arpa? Vigili del fuoco? o semplicemente il mio comune...
Comunicazione al Ufficio Tecnico Comunale, in copia agli altri Enti......ovviamente Raccomandate.....
Non interferisco nelle risposte già pervenute, ma non capisco un particolare che potrebbe avere una certa importanza: ai post #1 e 6 parli di "caldaia del gasolio" del tuo vicino, cosa intendi?
- probabilmente, da altri particolari, si intuirebbe "serbatoio del gasolio", ma la caldaia dove è ubicata?
- e la tua caldaia e il tuo serbatoio?
- tu sei a norma? se intervengono i "controllori" è molto probabile che controllino tutto, anche il tuo.
- se nulla è convenuto, tu puoi non consentire l'accesso al camioncino, e se scavalcano sono passibili di denuncia per "violazione di proprietà privata". Hai consultato l'avvocato? a parte il rischio di inquinamento, se continui a tollerare sarà sempre più arduo far valere le tue ragioni. Esiste l'"usucapione di servitù" e l'avvocato dovrebbe valutarne i rischi.
Io ho lo stesso problema con un pozzo che serve solo 2 condomini che é sito nel mio giardino. Ho sempre dato disponibilità per farlo controllare e per la manutenzione ma ormai, avendo qualche problema di galleggiante, credo, pretendono di venire ogni tre giorni. Mi hanno addirittura detto che o gli do le chiavi o Non vado in vacanza. Il mio legale mi ha consigliato una telecamera è che mi venga riferito con notevole anticipo l arrivo del tecnico per i controlli e di intimare i vicini a risolvere il guasto. In sostanza se esiste una servitù sei comunque tutelato.
non basta quanto già detto?
i casi particolari vanno approfonditi nei dettagli particolari e contingenti (quasi impossibile nel forum),
se credi apri un topic specifico, grazie.
Nel ringraziarti, rispondo: solo il serbatoio del gasolio si trova nella mia proprietà, mentre la caldaia si trova nella proprietà del mio vicino. Per quanto riguarda il mio impianto di riscaldamento, io uso una caldaia a metano, posizionata all'interno della mio appartamento, con regolare manutenzione annuale come da legge prescritto, pertanto, in un eventuale controllo, non credo si possano riscontrare anomalie.
Bene, vale quanto già detto (richiesta controlli e verifiche e consultazione avvocato per una servitù che può divenire definitiva).
Se non esistono atti e documenti che ti impongono quella servitù, prova intanto a non consentire l'accesso al camioncino minacciando anche denuncia per "violazione di proprietà privata".﻿
Ho letto di passata il topic di @emcom rimanendone alquanto trasecolato. A parte l'altalenante confusione tra 'caldaia' e 'serbatoio' (di quest'ultimo parrebbe in concreto trattarsi), va anzitutto osservato che in casi del genere le prime cose da fare per stabilire come sia la situazione al riguardo è di andarsi a leggere bene cosa sta scritto nel rogito di vendita dell'immobile (come nel relativo 'preliminare'), nel regolamento di condominio circa le proprietà comuni e le esclusive, e nei precorsi verbali d'assemblea dove la questione di tal serbatoio fosse stata eventualmente affrontata e come.
Ciò a parte, quel manufatto 'asservito' alla proprietà del vicino, per trovarsi interrato, dovrebbe in astratto considerarsi oggetto d'una servitù non apparente e come tale non suscettibile di usucapione (art.1061 c.c.). Tuttavia l'applicazione di tale principio è stata talvolta esclusa dalla giurisprudenza quando si dimostri esservi stata la conoscenza di fatto, da parte del proprietario del fondo servente, della presenza sotterranea di un condotto di scarico rivelata dagli accessi eseguiti per la sua manutenzione (es.: Cass. 3441/90).
Detto questo, mi sembra peraltro paradossale - a fronte della presenza d'un avvocato che si presume conosca bene la situazione dei luoghi per averne sostenuto una causa e ricavata una sentenza - che da dei postanti ignari di tutto ciò si ritenga di ricevere (come dallo scrivente) degli apprezzamenti che ben potrebbero rivelarsi perciò inesatti e perfino fuorvianti. Molto meglio affidarli solo al legale che ne sia presumibilmente già informato.
togato dice:
le prime cose da fare per stabilire come sia la situazione al riguardo è di andarsi a leggere bene cosa sta scritto nel rogito di vendita dell'immobile (come nel relativo 'preliminare'), nel regolamento di condominio circa le proprietà comuni e le esclusive, e nei precorsi verbali d'assemblea dove la questione di tal serbatoio fosse stata eventualmente affrontata e come.
probabilmente non è un condominio con regolamento, assemblee e verbali, probabilmente il rogito non aiuta perché la proprietà del giardino, inizialmente in comune, è stata divisa con sentenza di tribunale.
quando si dimostri esservi stata la conoscenza di fatto,
e questa è evidente e incontrovertibile dato che un camioncino deve entrare violando la proprietà privata per fare il rifornimento.
Molto meglio affidarli solo al legale che ne sia presumibilmente già informato.
anche questo è stato detto al post#12 e ovviamente è la cosa più logica, l'avvocato che ha già seguito l'iter della causa arrivata a sentenza dovrebbe ben conoscere tutti i contorni e valutare il da farsi.
Nel ringraziarvi dell'interessamento, vorrei precisare: ovviamente stiamo parlando di un serbatoio del gasolio interrato e non di caldaia, è stato un errore mio nel scrivere. Nel proseguire, questo serbatoio, non viene menzionato nel rogito di acquisto, mai menzionato durante la sentenza, ne tantomeno risulta dai disegni in mio possesso. Quando ho comperato l'immobile, il giardino era di comune proprietà tra me ed il mio vicino. Ora, a seguito di questa sentenza, il giardino è stato diviso, destinando la parte più vicina al mio ingresso a me, ed ovviamente la parte residua, al mio vicino. Non avendo mai menzionato questa "cisterna" durante le udienze, il giudice non ha tenuto conto di questo problema che si è venuto a creare.
sollevi quindi a piene mani il problema.
La cosa le crea una servitù forzata (...inaccettabile!) e un pericolo di inquinamento se l'utilizzatore della cisterna non ne verifica la tenuta!
Si attivi per risolvere la situazione, ovviamente segnalando all'altro che è lui che deve muoversi.....e in fretta!
Non avendo mai menzionato questa "cisterna" durante le udienze, il giudice non ha tenuto conto di questo problema che si è venuto a creare.
Condivido la conclusione di Nanjoule, ma mi rimane un grosso interrogativo: penso che tu sapessi di quel serbatoio, come mai non ti sei posto il problema durante la causa (causa originata da cosa?) sollevando la questione in corso di giudizio?
Ora, se il tuo confinante non provvede, dovrai iniziare una nuova vertenza!
La causa era - @marcog - chiaramente "originata" dalla volontà d'uno, o di entrambi i comproprietari del terreno, di dividerselo e annetterne definitivamente le parti frazionate ai rispettivi immobili. Ma senza in essa trattare la sorte del sottostante serbatoio; seppure la sua presenza fosse notoria per entrambe le parti (una lacuna non da poco!). Perciò - e qui mi permetto rispondere anche sulle affermazioni di @Nanojoule - con gli 'oltranzismi' ci andrei cauto, specie se intesi all'introduzione d'un'altra specifica controversia. Il motivo lo spiego con alcuni rilievi d'ordine giuridico che credo passibili di una certa attenzione. Detti necessariamente in poche parole: 1) la proprietà del suolo comprende per legge (art.840 c.c.) tutto quanto vi si trova al di sopra e al di sotto; 2) l'area in questione era di proprietà comune ai suoi titolari assieme perciò al serbatoio interrato; 3) Nel dividerla frazionata la sentenza non l'ha contemplato, quindi questo era ed è rimasto tuttora in loro comproprietà. Altre diverse prospettive sarebbero, a mio avviso, difficilmente configurabili. Sicché per tentare d'uscire da tale problema, in difetto ovviamente d'una soluzione bonaria (sempre auspicabile), lo strumento per via giudiziale dovrebbe quindi consistere nell'azione di divisione del bene comune. Questa, non potendo aver luogo in natura (ex art.1114 c.c.) essendo il serbatoio indivisibile, imporrebbe una soluzione solo economica e con molteplici implicazioni consequenziali; che sarebbero pur esse meritevoli d'accenno se qui il tempo non fosse ormai tiranno.
Hai centrato (da avvocato attento ai dettagli) quello che potrebbe essere il reale "scoglio" che complicherebbe ulteriormente una assurda situazione.
L'autore ha nel sottosuolo della sua proprietà un "criticissimo" serbatoio di gasolio che, a tuo giudizio, è rimasto in comproprietà senza averne alcun beneficio (non lo usa), essendo a rischio (perché mal mantenuto), non potendone in alcun modo disporre autonomamente (comproprietario), dovendone subire anche la "violazione di proprietà privata" e la corresponsabilità in caso di cedimento o altro (inquinamento e magari anche ricostruzione o sostituzione!).
A questo punto, considerando il "menefreghismo" del confinante, l'unica soluzione proponibile (omettendo di prendere in considerazione qualche reato di danneggiamento intenzionale od altro) sarebbe proporne la dismissione e il posizionamento di un nuovo serbatoio nell'altra proprietà. Ma l'accordo col vicino mi pare alquanto remoto pur offrendosi di contribuire alle spese, per cui si potrebbe ipotizzare una causa almeno per ottenere una ingiunzione in tal senso? La situazione attuale, in qualche modo, deve pur essere risolta!
Perciò﻿ - e qui mi permetto rispondere anche sulle affermazioni di @﻿Nanojoule - con gli 'oltranzismi' ci andrei cauto, specie se in﻿t﻿﻿e﻿﻿si﻿ all'introduzione d'un'altra specifica controversia.
Approfitto della sicura esperienza di @togato per avere conferma del obbligo di manutenzione.
Da quanto descritto sembra che il serbatoio sia ancora una proprietà indivisa poiché non dettagliatamente specificato nella azione del giudice.
Questo risvolto potrebbe avere una logica.
Ma dato che l'uso della proprietà indivisa è da parte di uno solo dei comproprietari, Ritengo che la manutenzione, la sicurezza e la rispondenza alle norme di esercizio siano a carico dell'utilizzatore.
A totale carico, non in partecipazione con l'altro comproprietario.
Chiedo conferma di questa visione della problematica, in attesa di gradite critiche costruttive.
Approfitto della sicura esperienza di @togato﻿
Approfitto anch'io dell'esperienza di @togato per formulare un'altra ipotesi (provo a fare il leguleio del diavolo).
In origine il giardino era comune e pertanto uno dei comunisti, avvalendosi dell'art. 1102, aveva interrato a proprie spese il serbatoio nel giardino comune, restando il serbatoio di proprietà di un solo comunista il quale provvede a fare manutenzione a proprie spese.
Successivamente il Tribunale ha decretato la divisione della proprietà senza altro precisare.
Non potrebbe trattarsi di un caso simile ad una vendita nella quale chi acquista lo fa nello stato di fatto, con tutte le servitù attive e passive?
Del resto, se il serbatoio c'era già prima, l'altro proprietario non poteva non essere a conoscenza del serbatoio perchè avrà visto scaricare il gasolio anche quando il serbatoio era comune.
Quello che voglio dire è che Emcom potrebbe ritrovarsi a subire una servitù passiva senza potersi opporre perchè la proprietà del giardino è stata acquisita gravata di quella servitù.
Dismissione Serbatoio gasolio
Spese di estrazione serbatoio GPL: si paga la RA?

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.1114