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Timestamp: 2020-02-20 14:10:32+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 settembre 2019, n. 23534 - In tema di imposte sui redditi, l'avviso di accertamento per redditi imputati per trasparenza al socio, a seguito di infruttuosa notifica di pregresso avviso di accertamento a società estinta, non è affetto da nullità derivata in conseguenza della asserita deduzione di nullità della notifica dell'avviso di accertamento emesso nei confronti della società - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 settembre 2019, n. 23534 – In tema di imposte sui redditi, l’avviso di accertamento per redditi imputati per trasparenza al socio, a seguito di infruttuosa notifica di pregresso avviso di accertamento a società estinta, non è affetto da nullità derivata in conseguenza della asserita deduzione di nullità della notifica dell’avviso di accertamento emesso nei confronti della società
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 settembre 2019, n. 23534
Avviso di accertamento – A socio – Società chiusa – Validità – Sussiste
– L’Agenzia delle Entrate ha depositato atto di mera costituzione, ai fini dell’eventuale partecipazione all’udienza.
– Con un unico motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 2495, 2312 e 2324 c.c., poiché là CTR, pur in presenza di società di persone cancellata dal registro delle imprese anteriormente alla notifica dell’avviso impugnato, ha ritenuto che operasse la responsabilità sussidiaria solidale del contribuente, già socio accomandante;
– La censura è infondata. Va ribadito che “Dopo la riforma del diritto societario, attuata dal D.Lgs. n. 6 del 2003, qualora all’estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale:
a) l’obbligazione della società non si estingue, ciò che sacrificherebbe ingiustamente il diritto del creditore sociale, ma si trasferisce ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, “pendente societate”, fossero limitatamente o illimitatamente responsabili per i debiti sociali;
b) i diritti e i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della società estinta si trasferiscono ai soci, in regime di contitolarità o comunione indivisa, con esclusione delle mere pretese, ancorché azionate o azionabili in giudizio, e dei crediti ancora incerti o illiquidi, la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto un’attività ulteriore (giudiziale o extragiudiziale), il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato, a favore di una più rapida conclusione del procedimento estintivo.” (Cass., Sez. U, Sentenza n. 6070 del 12/03/2013, Rv. 625323-01). Inoltre: “L’atto impositivo emesso nei confronti di una società di persone è validamente notificato, dopo l’estinzione della stessa, ad uno dei soci, poiché, analogamente a quanto previsto dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 65, comma 4, per l’ipotesi di morte del debitore, ciò si correla al fenomeno successorio che si realizza rispetto alle situazioni debitorie gravanti sull’ente e realizza, peraltro, lo scopo della predetta disciplina di rendere edotto almeno uno dei successori della pretesa azionata nei confronti della società.” (Cass. Sez. 5, Ordinanza n. 25487 del 12/10/2018, Rv. 650804-01);
Orbene, in applicazione dei principi giurisprudenziali richiamati, in relazione all’avviso di accertamento (anno di imposta 2008) notificato al socio nel 2013 successivamente alla cancellazione della società di persone dal registro delle imprese, avvenuta nel 2010, questa Corte ha già affermato che, dopo la riforma del diritto societario, qualora all’estinzione della società, indifferente che sia di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponde il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale l’obbligazione della società non si estingue, ma si trasferisce ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, fossero limitatamente o illimitatamente responsabili per i debiti sociali (cfr. Cass., sez. un., 12 marzo 2013, n. 6070);
– È stato inoltre affermato che deve ritenersi valida la notifica effettuata a mani dei soci della società di persone dopo la sua estinzione a seguito di cancellazione dal registro delle imprese, in quanto – analogamente a quanto previsto dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 6001, art. 65, comma 4, per il caso di morte del debitore e di notifica effettuata impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio dello stesso, con effetti valevoli nei confronti degli eredi – essa trova fondamento nel fenomeno successorio che si realizza con riferimento alle situazioni debitorie gravanti sul dante causa, con ciò realizzandosi comunque lo scopo della citata disciplina, che è quello di rendere edotto almeno uno dei successori della pretesa azionata nei confronti della società (cfr. Cass. n. 31037 del 2017);
INPS – Messaggio 24 ottobre 2019, n. 3854 – Pagamento del TFR e dei crediti di lavoro da parte del Fondo di garanzia nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale (art. 2, comma 5, della legge n. 297/82)
FONDAZIONE STUDI CDL – Circolare 21 marzo 2013, n. 3 – I crediti ed i debiti si trasmettono ai soci delle società estinte

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 360
 Sentenza 
 art. 65
 art. 65
 Cass.