Source: https://issuu.com/ordingroma/docs/rivista_ioroma_13_lowres
Timestamp: 2017-07-26 12:57:06+00:00

Document:
Rivista IORoma I-2017 by Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma - issuu
DI ROMA1/2017n.
trimestrale n. 13 anno iVIn questo numeroCYBERSPIONAGGIO:
5 artiColi di area
•la Centralità del modello
nel proJeCt FinanCinGroma
DI ROMAIn copertina:Nuovo Centro Congressi Roma - Eur
Foto di:Copyright © Moreno MaggiSOMMARIO n. 1/2017
• L’eDItoRIALe: il valore del Software . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
di Francesco Marinuzzi• DAL PReSIDente: ingegneri più social con Exedra, il primo social network dedicato al mondo dell’ingegneria . . . 4
di Carla Cappiello• DAL ConSIgLIeRe: la manutenzione degli ediﬁci è garanzia per la sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
di Filippo Cascone iNgEgNERia CiVilE Ed aMBiENtalE
• l’importanza degli elaborati graﬁci del PSC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
di L. A. Gargiulo iNgEgNERia dElla iNfoRMazioNE
• il PELL (Public Energy Living Lab) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
di F. Marino• la valutazione economica degli investimenti in sicurezza informatica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
di L. Di Matteo iNgEgNERia iNtERsEttoRialE
• il motorismo storico, un patrimonio da preservare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
di G. Stella, A. Liberati, G. Politanò• Metodi di riduzione del rumore di un missile spaziale per mezzo dell’iniezione di acqua nebulizzata
e di schermi protettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
di Giordano, M. Villa, L. Quaranta i CoNtRiButi sul quadERNo N° 1/2017. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 i foCus
• Cyberspionaggio: i nuovi rischi emergenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
di F. Marinuzzi, P. Reale• la centralità del modello economico-ﬁnanziario nel project financing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
di D. Morea, A. Pirone, M. Balzarini, V. Tranquilli aREE dEl sito wEB dEll’oRdiNE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64roma
n.1/2017 trimestrale n. 13 anno iVDirettore responsabilestefano giovenali
forniti dagli autori, presenti nei suddetti articoli.L’EDITORIALE DELDIRETTOREIL VALORE DEL SOFTWAREIn molte gare anche non informatiche sta aumentando la componente digitale o software che
spesso si nasconde in sigle od acronimi come, ad esempio, il bim, Building Information Modelling,
oppure costituisce una componente a sé stante della fornitura spesso in funzione di controllo
e/o monitoraggio del contesto, della fornitura, del servizio o dell’immobile come nei sistemi
domotici.Ingegnerefrancesco Marinuzzi
Direttore editorialema quali criteri possiamo utilizzare per un’analisi di congruità tecnico/economica per questi componenti
sicuramente se seguiamo quelli tradizionali possiamo arrivare a delle stime assurde. essendo esattamente opposto il peso relativo fra progettazione e realizzazione rispetto ai sistemi ingegneristici tradizionali,
può risultare facilmente che le componenti digitali più convenienti a basso costo sono quelle migliori
mentre quelle costose ed onerose possono avere un ciclo di vita breve non affidabile e comunque dei
costi molto crescenti nel tempo. Questo perché una volta che la progettazione è stata ammortizzata le
successive realizzazioni o copie del software sono quasi a costo nullo e più presentano una forte economia di scala più l’azienda produttrice è florida e può mantenere il software vivo nel tempo rilasciando
nuove versioni, soluzioni e piattaforme.
d’altra parte molti componenti software sono sviluppati o commissionati ad hoc per esigenze specifiche
e rappresentano un unicum che solo difficilmente può avere impiego in altre realtà. pertanto così come
viene fatto nelle costruzioni modulari o prefabbricate diventa critico verificare se nella soluzione generale
sono state utilizzate parti universali e riusabili di software come, ad esempio le librerie software, oppure
parametrizzabili che danno valore aggiunto abbattendo i costi complessivi dell’intero ciclo di vita.
È pertanto fondamentale che nelle commissioni di gara, nei pareri pro veritate, nelle valutazioni di rami di
azienda afferenti a sistemi innovativi sia adeguatamente presente la cultura e la giusta sensibilità nelle dinamiche di costo digitali suddette per pervenire alle giuste stime e valutazioni.
Direttore editoriale3
della proVinCia di romaL’ANGOLO DELPRESIDENTEDott. Ing.Carla Cappiello
PresidenteINGEGNERI PIÙ SOCIAL
CON EXEDRA, IL PRIMO SOCIAL
NETWORK DEDICATO AL MONDO
DELL’INGEGNERIAIngegneri più social con Exedra, il primo social network dedicato agli ingegneri, realizzato dall’ordine
degli ingegneri della provincia di roma per: fare rete tra colleghi, creare un incontro tra domanda
e offerta di lavoro, offrire degli strumenti di collaborazione nel binomio ordine-iscritto, mettere
a servizio della società le competenze dei professionisti tecnici.
l’evolversi dei tempi, a mio avviso, deve portare gli ordini professionali a presentare ai propri iscritti
proposte e servizi innovativi. noi abbiamo pensato a un social media totalmente dedicato al mondo
dell’ingegneria, perché una delle necessità primarie degli ingegneri è quella del networking.
la nascita di Exedra, il social del nostro ordine è derivata da un lungo periodo di studio e progettazione dell’unità “Sistemi digitali”, per ottenere un prodotto facilmente fruibile da tutti.
si possono registrare al link http://exedra.ording.roma.it/ tutti gli iscritti all’ordine di roma, associando
al proprio proﬁlo una serie di etichette (tag) che evidenziano le competenze professionali, le soft
skills e gli hobby.
in tal modo, si crea una comunità di utenti proﬁlati per interessi, che sono avvisati tramite notiﬁca,
quando è pubblicato un contenuto attinente alle proprie caratteristiche.
È aperta anche una sezione dedicata al matching tra domanda e offerta di lavoro. le aziende
interessate possono aprire un proﬁlo “azienda” e pubblicare degli annunci tramite un form guidato,
che permette il rispetto di alcuni requisiti minimi di base, come la retribuzione economica delle
prestazioni, che non può equivalere a gratuità.
assegnando un tag alla “job offer”, chi ha segnalato nel proﬁlo quell’interesse, viene avvisato della
posizione aperta e può inviare il suo curriculum, già precaricato, cliccando il tasto “applica ora”.
È anche presente una mappa di geocalizzazione dei professionisti, dando la possibilità ai cittadini
di trovare l’ingegnere più adatto ai loro bisogni e più vicino geograﬁcamente.
siamo convinti che il sistema, man mano che si implementerà di utenti e contenuti, darà un’opportunità in più di visibilità agli ingegneri e sarà anche un simbolo di appartenenza a una grande
comunità reale, come quella del nostro ordine, che conta 23 mila iscritti. non a caso lo abbiamo
chiamato Exedra, come l’antico nome della piazza romana che ospita la nostra sede.
della Provincia di Roma4
della proVinCia di romaL’ANGOLO DELCONSIGLIERELA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI
È GARANZIA PER LA SICUREZZAEsporre alcune riﬂessioni sulla manutenzione degli ediﬁci pochi giorni dopo l’ultimo sisma che
ha colpito di nuovo il Centro italia, certamente riempie di tristezza e dolore. soprattutto per
coloro che da tempo si occupano e si preoccupano di comprendere e divulgare come garantire
un livello di sicurezza adeguato nelle nostre abitazioni, nei nostri ufﬁci e nelle nostre scuole,
genera grande amarezza e, purtroppo, indignazione.Ingegnerefilippo CasconeConsigliere segretariole indagini eseguite da istituti di ricerca specializzati manifestano che nelle città metropolitane l’80%
delle abitazioni sono in ediﬁci costruiti più di quarant’anni fa. il 25% del patrimonio edilizio del
nostro paese risulta in condizioni di manutenzione e conservazione mediocre o pessimo e ciò
riguarda quasi 3 milioni di costruzioni per le quali sarebbero indispensabili interventi di riqualiﬁcazione.
È possibile stimare che nel 2020 le abitazioni in ediﬁci di oltre 60 anni saranno quasi 11 milioni,
di cui circa il 35% nelle città. a ciò occorre doverosamente aggiungere che una quota parte non
trascurabile del patrimonio edilizio più “vecchio” è stata realizzata in modo abusivo e, dunque,
spesso senza alcun riferimento normativo tecnico-urbanistico. si pensi che all’epoca del primo
“condono edilizio” del 1985 si stimavano interamente abusive più di 3 milioni di abitazioni.
il primo necessario processo da attivare, certamente, è la costituzione di un archivio tecnico del
fabbricato, cioè la composizione della “cartella clinica” del singolo ediﬁcio da mantenere costantemente aggiornata in modo dinamico ad ogni modiﬁca dello stato originario. si tratta di un vero
e proprio dossier da conservare per avere un quadro conoscitivo di tipo identiﬁcativo, progettuale
architettonico, strutturale, impiantistico ed ambientale.
la scienza della manutenzione, attraverso lo studio dei dati storici, ha ben stabilito che l’attuazione
di piani di manutenzione programmata allunga la vita utile del bene, comporta spese per unità di
tempo inferiori e diminuisce i costi futuri di riparazione. l’assenza della manutenzione periodica del
bene edilizio e dei pertinenti elementi costruttivi, pur con differenti gradi di complessità che debbono
essere valutati caso per caso, cagiona maggiori costi di intervento ed altrettanti, e spesso gravi,
“extra-costi” non sempre quantiﬁcabili in modo diretto, in termini di diminuzione sicurezza, di responsabilità verso terzi, di svalutazione patrimoniale e di incremento dei consumi.
È dunque indispensabile diffondere la cultura della conoscenza, della cura e della manutenzione
dei fabbricati anche con speciﬁche campagne informative identicamente a quanto si attua per la
pericolosità degli autoveicoli.
l’ordine degli ingegneri della provincia di roma ha collaborato con il Comitato nazionale italiano
per la manutenzione (Cnim) alla stesura delle “Linee Guida per la Manutenzione degli edifici” distribuendole, per ﬁni divulgativi, gratuitamente a tutti i propri iscritti. e’ in corso un aggiornamento
del testo con speciﬁco riferimento alla riduzione del rischio sismico in ambito manutentivo ed alla
sua parametrizzazione. Certamente alle istituzioni competenti deve andare il compito di allineare il
nostro ai paesi più moderni civili e sicuri, anche con la deﬁnizione di sistemi premianti per gli
“edifici più virtuosi” che saranno dotati di adeguati programmi di monitoraggio della sicurezza e di
conseguenti piani di manutenzione.
Consigliere Segretario5
commissionesicurezza nei cantieri
temporaneivisto da
Ing. M. CerriLâ&#x20AC;&#x2122;IMPORTANZA DEGLI ELABORATI
GRAFICI DEL PSC
Un insieme di elaborati di facile ed immediata
comprensione come parte integrante a
chiarimento e completamento delle scelte
progettuali adottate.
AMBIENTALEGLI ELABORATI GRAFICI DEL PSC
POSSONO ESSERE UN RIFERIMENTO
FONDAMENTALE PER TUTTI GLI ADDETTI
AI LAVORI NEL CAMPO DELLE
COSTRUZIONI, A SECONDO DELLE
ATTRIBUZIONI E COMPETENZE (RUOLI ED
ESPERIENZA) TENENDO PRESENTE IL
LIVELLO CULTURALE.La redazione del piano di sicurezza e di
Coordinamento (psC), deve essere eseguita con criterio rigorosamente tecnico con
esposizione per quanto più possibile chiara
e semplice, in quanto nonostante la sicurezza
sul lavoro sia una materia multidisciplinare notevolmente complessa, con problematiche che
abbracciano gran parte delle specializzazioni
dell’ingegneria (es. civile, meccanica, elettrotecnica, chimica, ecc.), essa è rivolta a tutte le ﬁgure
professionali responsabili a vario titolo della realizzazione dell’opera.
Quanto detto senza lasciare spazio al buon senso
che comunque nella pratica ha notevole importanza e ad aspetti morali che tanto incidono sullasensibilità comportamentale degli addetti ai lavori.
in effetti, il psC deve essere un insieme di elaborati
di facile ed immediata comprensione tale che, oltre
ad assolvere a tutti i requisiti chiesti dalla vigente
normativa, principalmente art. 100 (piano di sicurezza e di Coordinamento) del d. leg.vo 81/2008
(testo unico per la salute e la sicurezza nei luoghi
di lavoro) e punto 2 (piano di sicurezza e di Coordinamento) dell’allegato XV del medesimo decreto,
possa essere riferimento fondamentale per tutti gli
addetti ai lavori nel campo delle costruzioni, a secondo delle attribuzioni e competenze (ruoli ed
esperienza) e tenendo presente il livello culturale
(titolo di studio). per assolvere tale compito, il metodo più efficace è quello di corredare il psC di
molteplici illustrazioni grafiche estrapolate da un
attento studio del progetto esecutivo (Figura 1 a
pagina seguente), da sopralluoghi nelle aree ove
deve essere insediato il cantiere, in modo da individuare le fasi cronologiche costruttive e rappresentare graficamente situazioni emblematiche del
cantiere che, unitamente alle descrizioni analitiche
discorsive o sotto forma di schede, danno le giuste
ed indispensabili indicazioni e/o prescrizioni al datore di lavoro, ai dirigenti (direttore tecnico di cantiere, capo cantiere per cantieri di grandi dimensioni, ecc.), ai preposti (capo cantiere per cantieri
di medie e piccole dimensioni, assistenti, capo
squadre, ecc.) ed anche ai lavoratori eventualmente
quali argomenti oggetto della loro obbligatoria formazione ed informazione.
detta peculiarità del psC in gran parte dei casi
viene trascurata dai professionisti coordinatori per
la progettazione (Csp - Coordintore per la sicurezza in fase di progettazione) incaricati dal committente o dal responsabile dei lavori ai sensi del-7
AMBIENTALEFigura 1.l’art. 90 (obblighi del committente del responsabile
dei lavori) del testo unico, nonostante che corredare il psC di illustrazioni grafiche specifiche, oltre
ad essere convincimento primario dell’autore del
presente articolo, è esplicitamente prescritta in diversi articoli del testo unico medesimo, in particolare:
il secondo periodo del comma 1 recita testualmente : “ Il piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) è corredato di tavole esplicative di progetto, relative ad aspetti della
sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove
la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi”;8
della proVinCia di romaallegato XV, punto 2.1.4
Il PSC è corredato da tavole esplicative di
progetto, relative ad aspetti della sicurezza...;
allegato XV, punto 2.2.4
Per ogni elemento dell’analisi di cui ai punti
2.2.1, 2.2.2., 2.2.3., il PSC contiene:
a) Le scelte progettuali ed organizzative, le
procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi di lavoro, ove necessario,
vanno prodotte tavole e disegni esplicativi;
a) Le misure di coordinamento atte a realizzare quanto previsto alla lettera a).
dotare il psC con elaborati grafici risulta fondamentale anche per individuare con la dovuta accu-CIVILE E
ratezza gli argomenti che devono essere esplicitati
nel psC medesimo da parte del Csp, rispetto a
quelli propri delle imprese affidatarie ed esecutrici
che devono essere argomentati nei piani operativi
di sicurezza (pos) dai rispettivi datori di lavoro. a
tal riguardo spesso risulta che Csp, nominati da
committenti di primaria importanza nazionale, per
opere di notevole grandezza e complessità, considerano rischi a carico dell’impresa affidataria (appaltatrice) anche quelli non ritenuti tali dalla norma
e che invece dovrebbero essere esplicitati nel psC
con specifiche e dettagliate descrizioni grafiche,
come ad esempio l’impianto cantiere (Figura 2), gli
apprestamenti, ecc, fondamentali anche per la corretta definizione degli oneri della sicurezza. per
avere una conferma immediata di quanto detto, è
sufficiente far riferimento al punto 4.1. (stima deicosti della sicurezza) dell’allegato XV del testo
unico, ove la quantificazione delle voci delle lettere
da “a” a “g” non può essere effettuata se per esse
non è stata eseguita una esplicitazione di dettaglio
grafica nel psC. ad esempio alla lettera “a” viene
chiesta la quantificazione economica degli “apprestamenti” che il punto 1 dell’allegato XV.1 (elenco
indicativo e non esauriente degli elementi essenziali
utili alla definizione dei contenuti del psC di cui al
punto 2.1.2.) del testo unico, definisce testualmente: “Gli apprestamenti comprendono: ponteggi;
trabattelli; ponti su cavalletti; impalcati; parapetti;
andatoie; passerelle; armature delle pareti degli
scavi, gabinetti, locali per lavarsi, spogliatoi; refettori;
locali di ricovero e di riposo; dormitori; camere di
medicazione; infermeria; recinzione cantiere”. pertanto si comprende agevolmente che se detti ap-Figura 2.9
AMBIENTALEFigura 3.prestamenti non sono descritti attentamente nel
psC anche con le necessarie tavole grafiche (Figura
3), non può essere effettuata una corretta ed esaustiva stima dei costi della sicurezza congrua, analitica per voci singole. in merito, è bene chiarire che
il punto 2.2.3. dell’allegato XV del testo unico, giustamente prescrive che nel psC debba essere riportata l’analisi dei rischi presenti “ad esclusione di
quelli specifici propri dell’attività dell’impresa”, ma
non afferma che tutti i rischi indicati nel successivo
elenco dalla lett. “a” alla lettera “m” sono propri
dell’attività dell’impresa. in effetti, detti rischi devono
essere valutati a secondo delle circostanze e a discrezionalità del Csp. Comunque a tal riguardo occorrerebbe che il legislatore ponga una maggior
chiarezza in quanto effettivamente non si hanno
chiare indicazioni sugli elementi che devono essere
esplicitati nel psC e nel pos.
tali carenze del psC sono frutto di molteplici fattori,
quali ad esempio:10
della proVinCia di roma- considerare erroneamente il psC un documento burocratico senza alcuna utilità nella
conduzione dei lavori e pertanto non si presta
la dovuta attenzione nella redazione;
- ridotto tempo a disposizione del Csp per la
redazione del psC (eseguire tavole grafiche
che inquadrano concretamente le problematiche di sicurezza attinenti alla conduzione
dei lavori, estrapolate dal progetto esecutivo,
richiede, oltre che competenza, notevole
- non sufficienti risorse economiche a disposizione del Csp, in considerazione del limitato
importo dell’incarico (eseguire tavole grafiche
comporta l’impegno di risorse economiche
non trascurabili, come quelle per ricompensare adeguatamente i disegnatori con la dovuta esperienza incaricati).
È risaputo che per la corretta conduzione degli
appalti, devono essere redatti progetti esecutivi,CIVILE E
AMBIENTALEPER UNA CORRETTA CONDUZIONE DEGLI
APPALTI I PROGETTI ESECUTIVI DEVONO
ESSERE REDATTI CON LA DOVUTA
ACCURATEZZA E DOVIZIA DI
PARTICOLARI, CORREDATI DI RELAZIONI
TECNICHE ED ELABORATI GRAFICI
DETTAGLIATI TALI DA NON LASCIARE
ALCUN ADITO INTERPRETATIVO CHE
POTREBBE COMPORTARE CONTENZIOSI
CON IL COMMITTENTE.
con la dovuta accuratezza e dovizia di particolari,
corredati di relazioni tecniche ed elaborati grafici
dettagliati tali da non lasciare alcun adito alle im-prese appaltatrici ad interpretazioni che potrebbero
comportare contenziosi con il committente. a
fronte di tale importante condizione relativamente
la fattura dei progetti esecutivi, spesso vengono
redatti psC non dello stesso livello, generici privi
di caratterizzazioni indispensabili affinché detto documento possa essere riferimento fondamentale
ed assoluto per il personale operativo di cantiere
durante la realizzazione dell’opera. in effetti, risulta
incomprensibile perché, per la redazione dei progetti esecutivi vengono impegnate notevoli risorse
professionali, economiche e temporali per produrre
relazioni ed elaborati grafici di notevole livello, mentre per la redazione dei psC, che hanno lo scopo
di salvaguardare il bene incommensurabile quale
è l’incolumità dei lavoratori, spesso, non vengono
impegnate le necessarie risorse, affinché essi, al
pari dei progetti esecutivi, comprendano, oltre che
le relazioni tecniche e schede, anche elaborati grafici, estrapolati dal progetto esecutivo, di immediato
recepimento per tutti gli addetti ai lavori, in modoFigura 4.11
AMBIENTALEFigura 5.12
AMBIENTALEda garantire un elevato standard di sicurezza nei
cantieri nell’interesse principe dei lavoratori. in sintesi si ritiene che il psC debba avere la stessa valenza del progetto esecutivo, ed al pari di quest’ultimo debba essere costituito da relazione
tecnica ed elaborati grafici che individuano fasi critiche del cantiere durante l’esecuzione dei lavori.
anzi lo scrivente ritiene che per alcuni versi, elaborare il psC risulta essere più impegnativo che
redigere elaborati tecnici progettuali, in quanto quest’ultimi richiedono la risoluzione di problematiche
con variabili sufficientemente definite le quali, grazieFONDAMENTALE ASPETTO DEGLI
ELABORATI GRAFICI NEI PSC RISULTA
ESSERE L’INDIVIDUAZIONE DELLE
INTERFERENZE CHE IL CANTIERE PUÒ
AVERE CON L’AMBIENTE LIMITROFO
ESTERNO.ad algoritmi che l’ingegneria ci mette a disposizione, vengono risolte univocamente, mentre nei
psC devono essere risolte problematiche con variabili comportamentali dei lavoratori notevolmente
più complesse delle variabili tecniche/analitiche. a
tal riguardo è di notevole aiuto corredare i psC di
numerose descrizioni grafiche specifiche in modo
da avere l’univocità e l’immediatezza della risoluzione delle problematiche annesse alla sicurezza
l’importanza degli elaborati grafici a corredo del
psC è rilevabile anche nella gestione delle interferenze. in particolare per eseguire correttamente il
coordinamento di più imprese operanti in cantiere
occorre effettuare il loro sfalsamento spaziale e
temporale, per effettuare il quale il metodo più immediato consiste nell’individuare graficamente su
specifiche planimetrie del cantiere le aree di lavoro
con l’avvicendamento temporale delle imprese in
funzione del programma lavori.
altro fondamentale aspetto degli elaborati grafici
nei psC risulta essere l’individuazione delle interferenze che il cantiere può avere con l’ambiente limitrofo esterno. a tal riguardo è opportuno inserire
nel psC specifiche planimetrie della zona ove è
insediato il cantiere, eventualmente anche con attinenti foto (Figura 4), in modo tale da individuare13
AMBIENTALEFigura 6.14
AMBIENTALEIL PSC DEVE AVERE LA STESSA VALENZA
DEL PROGETTO ESECUTIVO DI CUI È
PARTE INTEGRANTE ED INDISPENSABILE,
CORREDATO CON MOLTEPLICI TAVOLE
DESCRITTIVE ESTRAPOLATE DALLO
STUDIO ATTENTO DEL PROGETTO
ESECUTIVO STESSO.le criticità che il cantiere può comportare all’ambiente esterno, aspetto di notevole importanza in
aree urbane, con traffico veicolare, pedonale ed
insediamenti abitativi e commerciali, e rappresentare graficamente tutti gli eventuali accorgimenti
necessari per eliminare i pericoli che il cantiere può
comportare all’ambiente esterno medesimo.
la graficizzazione delle cantierizzazioni con l’ambiente esterno da inserire nel psC, risulta essere
ancora più importante nei casi in cui la geometria
planimetrica del cantiere sia variabile nel tempo.
ad esempio nei psC della nuova linea C della
metropolitana di roma è stato eseguito lo studio
dei cantieri insediati nella viabilità pubblica di roma
(es. Via dei Fori imperiali, Via Casilina, Via la spezia, ecc.), in modo tale da consentire comunque il
flusso veicolare nonostante che l’esecuzione delle
stazioni interrate comportava un’occupazione dell’area totale della strada. (Figura 5).
sempre per quanto attiene alle problematiche delle
interferenze con l’ambiente esterno al cantiere, occorre evitare principalmente quando si eseguono
scavi, che possono essere intercettati e danneggiati accidentalmente eventuali sottoservizi presenti, quali ad esempio cavi elettrici, condutture
del gas, ecc., che oltre a generare eventuali disagi
per l’insediamento urbano, possono comportare
notevoli pericoli per i lavoratori addetti ed anche
per l’insediamento urbano medesimo. pertanto
occorre inserire nel psC specifiche tavole grafiche
con la collocazione planimetrica ed altimetrica dei
sottoservizi, eventualmente fornite dagli enti, in
modo che gli addetti ai lavori dal psC possano
avere le necessarie indicazioni per evitare gli anzidetti pericoli.
tali tavole grafiche dei sottoservizi comunque devono essere valutate con attenzione e diffidenza,
in quanto spesso esse non rappresentano con
esattezza la allocazione dei sottoservizi medesimi
e pertanto occorre eseguire opportuni saggi (trinche), la cui sequenza può essere indicata nelle ta-vole grafiche medesime in funzione dei lavori da
da quanto anzi rappresentato si ritiene che il psC
debba avere la stessa valenza del progetto esecutivo di cui è parte integrante ed indispensabile,
corredato con molteplici tavole descrittive (Figura
6), estrapolate dallo studio attento del progetto
esecutivo stesso, in modo da individuare le condizioni di lavoro e fotografare future fasi esecutive
del cantiere, di fondamentale importanza per dare
le necessarie indicazioni agli addetti ai lavori in
modo che si possano eliminare le criticità che man
mano si possono incontrare fino alla realizzazione
dell’opera. solo in tal modo si da’ la giusta importanza al psC e la dignità che tale documento deve
avere per salvaguardare in assoluto la sicurezza
Quanto detto vale anche per i piani operativi di sicurezza (pos) i quali anch’essi devono essere corredati da fondamentali tavole grafiche in modo da
rappresentare chiaramente ed univocamente al
Coordinatore per l’esecuzione dei lavori (Cse Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione)
le scelte tecniche delle imprese affidatarie ed esecutrici, l’organizzazione del cantiere, eventualmente
in variante a quanto riportato nel psC, al fine di
una corretta analisi ed approvazione dei pos da
parte del Cse medesimo da assimilare a veri e
propri contratti di regole da attuare. in questo modo
anche i pos sono documenti fondamentali di riferimento per il personale operativo del cantiere per
la corretta conduzione dei lavori, oltre che strumenti
di assoluta importanza per il Cse per il controllo
dei lavori. ovvero l’importanza delle tavole grafiche
annesse al psC ed ai pos è valutabile anche per
quanto concerne l’attività di controllo del cantiere
dal Cse, in quanto per tale figura professionale
avere uno strumento con descrizioni grafiche specifiche degli apprestamenti di sicurezza, gli consente più facilmente di eseguire le necessarie azioni
affinché dette misure di sicurezza vengano attuate.
ad esempio, lo scrivente durante l’espletamento
del suo incarico di Csp/Cse della nuova linea C
della metropolitana di roma, per la realizzazione
di uno dei pozzi di ventilazione della profondità di
circa 30 m, l’impresa affidataria gli ha proposto
l’utilizzo di casseri rampanti senza il ponteggio sottostante. tale soluzione, sicuramente più rischiosa
in quanto il personale sul cassero rampante non
aveva alcun piano sottostante atto ad evitare i pericoli di caduta dall’alto per tutta l’altezza del pozzo,
è stata scartata dal Cse, evidenziando che doveva
essere montato il ponteggio come illustrato chiaramente nella specifica illustrazione del psC (Figura
6) accettato per iscritto preventivamente dall’impresa affidataria. ■15
Ing. f. Marino
commissioneinformatica
Ing. P. RealeIng. g. dâ&#x20AC;&#x2122;agneseIL PELL
(PUBLIC ENERGY LIVING LAB)
Lo strumento per una gestione efficiente
della pubblica illuminazione.
il settore dellâ&#x20AC;&#x2122;illuminazione costituisce uno dei
principali punti di spesa nei bilanci dei Comuni
italiani. il servizio ha lo scopo di illuminare le aree16
della proVinCia di romapubbliche e private, valorizzare il patrimonio del
territorio, garantire un adeguato livello di sicurezza
e comfort degli utenti ovvero i cittadini, nel rispetto
dei requisiti stabiliti dalle normative attualmente vigenti in materia.DELLA
INFORMAZIONEMOLTI IMPIANTI D’ILLUMINAZIONE
STRADALE SONO ORMAI OBSOLETI,
ALTAMENTE INEFFICIENTI E
DETERMINANO UN FABBISOGNO
ENERGETICO ELEVATO OLTRE AD UNA
CONTINUA MANUTENZIONE. LE
SORGENTI COMUNEMENTE ADOTTATE
SONO LE SAP (SODIO AD ALTA
PRESSIONE) ED IN ALCUNI CENTRI
ANCORA QUELLE AD INCANDESCENZA ED
AI VAPORI DI MERCURIO.la tematica è molto sentita e attrae l’attenzione di
numerose società che accostano all’illuminazione
le Smart Services (Wi-Fi, telecamere per il monitoraggio del traffico, centraline meteo e altri servizi
di pubblica utilità) avvicinandosi così alla cosiddetta
Smart Lighting, promuovendo l’efficienza energetica e migliorando la coesione sociale.
tuttavia, questa spinta all’innovazione continua si
contrappone alle realtà territoriali dei nostri centri
urbani.molti impianti d’illuminazione stradale sono ormai
obsoleti, altamente inefficienti e determinano un
fabbisogno energetico elevato oltre ad una continua manutenzione. le sorgenti comunemente
adottate sono le SAP (Sodio ad Alta Pressione) ed
in alcuni centri si ritrovano ancora quelle ad incandescenza ed ai Vapori di Mercurio, ormai bandite
dal mercato: solo negli ultimi tempi sono in atto
processi di riqualificazione degli impianti con la sostituzione delle vecchie lampade con le più performanti LED, introducendo sistemi di telecontrollo e
telegestione.
altra criticità è rappresentata da installazioni stradali
inadeguate per il contesto circostante, con situazioni di inquinamento luminoso, abbagliamento debilitante, illuminazione sovradimensionata o, al contrario, insufficiente e non omogenea che causa un
pericolo per i fruitori del servizio.
un altro aspetto negativo riguarda la scarsa qualità
o la totale mancanza di informazione sulle caratteristiche delle infrastrutture, sui consumi, sulla gestione. si presentano situazioni in cui si hanno
informazioni frammentate, raccolte occasionalmente e che se non aggiornate diventano ben presto superate; in altri casi gli archivi dei dati non
sono accessibili o sono disorganizzati e difficilmente fruibili.
in tali condizioni è difficile avviare politiche dettagliate a livello territoriale: il fine di ogni Comune
dovrebbe essere la puntuale conoscenza e consapevolezza degli impianti gestiti, delle relative prestazioni, pianificando eventuali interventi di riquali-17
ficazione e/o manutenzione qualora vi fosse la necessità.
da qui nasce la necessità del censimento e il concetto del Living Lab, un “laboratorio vivente” caratterizzato da un sistema di interconnessioni che
acquisisce informazioni, le elabora, monitora le
prestazioni e restituisce indicatori chiari circa lo
status quo agli operatori della pubblica amministrazione, ai responsabili dell’esecutivo, agli
stakeholders, ai gestori, ai cittadini.IL BACKGROUND DEL PELL:
il progetto Lumière (Figura 1) è un progetto concepito e strutturato dall’enea, agenzia nazionale per
le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Figura 2), che ha elaborato un
Modello di Management degli impianti della pubblica illuminazione, redatto linee guida e realizzato
appositi strumenti attuativi al fine di promuovere
la riqualificazione nell’ottica dell’efficienza energetica
e garantire un servizio sicuro ed adeguato che risponda alle esigenze dei cittadini ed al contesto
territoriale, accrescendo la competenza e la consapevolezza dei sindaci e amministratori comunali.
possono aderirvi e collaborare tutti coloro che direttamente o indirettamente operano nel settore.
il modello gestionale elaborato prevede un percorso di:
- analisi del settore, avviando un’attività di conoscenza del contesto patrimoniale;IL PELL È UN PROGETTO ENEA E
CONSISTE IN UN SISTEMA DI RACCOLTA,
ORGANIZZAZIONE, VALUTAZIONE,
ELABORAZIONE E VALIDAZIONE,
TRASPARENTE E SUPER PARTES, DEI
DATI RELATIVI AGLI IMPIANTI DI
ILLUMINAZIONE PUBBLICA, AL FINE DEL
LORO MIGLIORAMENTO, E CAPACITÀ
FUNZIONALI, GESTIONALI E QUALITATIVE.- individuazione dei punti di forza e debolezza,
accertando criticità e prospettive di miglioramento;
- costituzione di un network unito e coeso di
operatori e stakeholders (Figura 3);
- definizione e riorganizzazione della filiera della
pubblica illuminazione, suddividendola in
tappe progressive autonome e singolarmente
valutate nelle attuali modalità di gestione/superamento.
diretta evoluzione in termini tecnici, operativi e applicativi del progetto Lumière dell’enea è il PELL,
Public Energy Living Lab, una piattaforma per la
raccolta dei dati relativi agli impianti di pubblica illuminazione, il monitoraggio dei relativi consumi
energetici ed il controllo diagnostico del corretto
funzionamento.IL PELL, PUBLIC ENERGY LIVING LABFigura 1. Logo Progetto
Lumière.Figura 2. Logo ENEA18
della proVinCia di romail pell è un progetto enea concepito e sviluppato
dal Dipartimento Tecnologie Energetiche / Divisione Smart Energy. presentato in data 18 maggio
2016 presso la sede enea di roma, consiste in
un sistema di raccolta, organizzazione, valutazione,
elaborazione e conseguente validazione, trasparente e super partes, dei dati relativi agli impianti di
illuminazione pubblica, in termini di tecnologie, consumi e caratteristiche, al fine del loro miglioramento,
e capacità funzionali, gestionali e qualitative.
il PELL, supportato dalla Ricerca di Sistema Elettrico, nasce dall’esigenza di superare la mancanza
o la frammentarietà di informazioni ed accrescere
la consapevolezza delle caratteristiche e delle prestazioni dei sistemi gestiti. ogni servizio destinato
alla collettività dovrebbe essere fondato sulla certezza, la trasparenza e la disponibilità dei dati cheDELLA
Figura 3. Il Network del
progetto Lumière.veicolerebbero l’efficientamento energetico/funzionale ma anche lo sviluppo economico e sociale
del territorio. l’obiettivo è di superare la disomogeneità delle informazioni per promuovere interventi
di riqualificazione volti alla riduzione dei consumi
energetici, dei costi della pubblica amministrazione
e, a livello ambientale, delle emissioni inquinanti
come previsto dalla Programmazione Europea Horizon 2020.
dall’analisi settoriale sviluppata nell’ambito del Progetto Lumiére, è fortemente emersa la necessità
di avviare un processo strutturato ed uniforme di
raccolta, organizzazione, amministrazione e valutazione delle informazioni e dati relativi alla pubblica
illuminazione su scala nazionale per usufruire a
pieno dei benefici derivanti da un’attenta ed efficiente gestione del servizio che trova la sua espressione nel Living Lab del PELL.
un Living Lab è:
- basato sul concetto di ricerca User-Centered
Design (UCD), in cui l’utente è il fulcro di
ogni idea e realizzazione;
- caratterizzato da un ecosistema Open Innovation aperto alle nuove tecnologie ed
orientato allo sviluppo ed alla realizzazione
di sistemi all’avanguardia;
- fruito da utilizzatori di un servizio attivamenteFigura 4. Logo Progetto PELL.Figura 5. Smart Community.coinvolti nel processo, per cui si può parlare
di Co-Sviluppatori.
il Living Lab è veicolo attraverso il quale si favorisce
l’incontro e l’aggregazione di diverse professionalità, orientata alla risoluzione di problemi condivisi
e alla creazione di nuove opportunità di sviluppo
sociale, economico e culturale: e non è altro che
la definizione di Smart Community (Figura 5).19
INFORMAZIONEFigura 6. Schema della
Scheda Censimento.lo scambio di idee e la collaborazione con i progettisti, la richiesta di specifiche funzionalità, la valutazione in prima persona e il feedback finale di
prototipi e di nuove soluzioni tecnologiche sono
elementi fondamentali per il successo di un prodotto.
il Living Lab nell’accezione urbana si focalizza sui
segmenti verticali delle strutture pubbliche, quali
gli edifici, reti di servizi fino all’illuminazione pubblica,
estendendo il raggio d’intervento all’intero territorio
il PELL trova la sua realizzazione nel settore dell’illuminazione pubblica, che al momento è quello
più strutturato e standardizzato e quindi preferibile
per sperimentare e sviluppare questa nuova metodologia che rispecchia un edotto modello gestionale.LA SCHEDA CENSIMENTO
il PELL, nato dall’esigenza di conoscere per gestire ed innovare evidenziata dal Progetto Lumière,
ha rivisitato e proposto la Scheda Censimento
Lumière, un articolato file excel di cui il gestore
dell’impianto dovrà provvedere alla compilazione,
condividendola con gli operatori e gli stakeholders
del settore ed in particolare con Consip, società
per azioni del ministero dell’economia e delle Finanze, per mettere a punto un sistema di rilevamento dei dati degli impianti dettagliato, standardizzato e strategico per valutare:20
della proVinCia di roma- stato dell’arte degli impianti;
- attuale livello e potenzialità dell’innovazione
- stima dei costi per gli interventi di riqualificazione e dei tempi di rientro degli investimenti
per il Comune e/o finanziatori;
- valutazione dei risparmi energetici conseguibili a seguito delle soluzioni tecniche identificate e dell’impatto ambientale in termini di
la scheda censimento è stata oggetto di condivisione, revisione e perfezionamento grazie ai contributi e i feedback provenienti dagli incontri, tavole
rotonde, eventi con i principali operatori e gestori
del settore, con le associazioni di categoria (assil,
assistal) e gli enti ministeriali (ministero dello sviluppo economico e ministero dell’ambiente). in tale
contesto di rilevante importanza è stato il contributo
della regione lombardia, la quale nella sua attività
di censimento ha già predisposto un template per
la raccolta delle informazioni e si è mostrata aperta
nell’importarne molte dalla scheda censimento Lumière. anche AgID, (Agenzia per l’Italia Digitale) è
soggetto coinvolto in prima linea in tale processo
di convergenza (si rimanda al report rds/
par2014/035 per maggiori dettagli sull’attività).
la scheda censimento consente di raccogliere le
informazioni a disposizione riguardante gli impianti
d’illuminazione pubblica, organizzarle in modo
strutturato ed archiviarle in un formato condiviso
al fine di avere un quadro omogeneo e completo
circa il panorama e lo stato di fatto degli impianti eDELLA
INFORMAZIONEFigura 7. Processo di
archiviazione dei dati.di pianificare eventuali interventi di riqualificazione.
È organizzata secondo lo schema in Figura 6.
in dettaglio, si parte da una visione macro, a livello
di anagrafica del comune e del singolo POD (Point
Of Delivery), procedendo alle caratteristiche tecniche
e di funzionamento dei quadri elettrici, individuando
le zone stradali omogenee afferenti ed arrivando infine ad una vista puntuale a livello di singolo apparecchio installato. sono inoltre inclusi aspetti inerenti
i consumi e le attività di manutenzione.
per Zona Omogenea s’intende un’area che necessita di uguali prestazioni illuminotecniche per
quanto riguarda l’illuminazione artificiale al fine di
garantire la sicurezza della circolazione veicolare o
pedonale in primis o per altre esigenze. È di pertinenza del committente l’individuazione delle zone
omogenee sulla base degli strumenti urbanistici
locali e della morfologia del territorio (pianura, collina, montagna), in relazione agli aspetti climatici
prevalenti che influenzano la viabilità e la visibilità
(pioggia, neve, nebbia), all’analisi dei rischi e alle
situazioni di potenziale pregiudizio (instabilità dei
versanti, correnti vaganti, agenti corrosivi, ecc.), a
vincoli di altra natura (osservatori, aree protette, diinteresse ambientale, ecc.).
le colonne presenti nella scheda censimento sono
- obbligatorio;
- obbligatorio / condizionale, da compilare solo
se si verifica una particolare condizione in
altre colonne;
- non obbligatorio;
- autocompilato, che riprende il valore di un’altra colonna.
il processo di caricamento ed archiviazione dei dati
di censimento consiste in una serie di passaggi,
secondo il flow chart di Figura 7.ARCHIVIAZIONE DEI DATI DI
le informazioni di censimento, relative ai POD
messi a disposizione dai comuni coinvolti in tale
sperimentazione, sono raccolte ed organizzate all’interno di un RDBMS (Relational Database Management System) MySQL: tale scelta è stata effettuata nell’ottica di un sistema open-source, easy21
INFORMAZIONEFigura 8. Logo RDBMS
MySQL.to use e veloce nelle query anche di grandi datasets, di indiscussa popolarità nello sviluppo di applicazioni software Web based.
i dati sono successivamente estratti per l’elaborazione dei KPI (Key Performance Indicator) di progetto degli impianti caricati. il database conterrà
anche i dati riguardanti le grandezze elettriche monitorate e di cui viene attuata anche un’attività di
diagnostica, da cui si ricavano i KPI di performance.L’ANALISI DELLO STATO ATTUALE
DEGLI IMPIANTI E DELLE PRESTAZIONI
lo sviluppo ed implementazione di KPI normalizzati in qualsiasi settore, da quello economico a
quello di business, da quello ingegneristico a
quello amministrativo, costituiscono elementi di
primaria importanza per la conoscenza e il monitoraggio del sistema o processo in esame. nell’ambito di interesse del PELL, comprendere ed
avere in modo immediato informazioni circa gli impianti e i sistemi a disposizione consente ai tecnici
di constatarne la correttezza realizzativa, il livello
prestazionale e il grado d’efficienza operativa, dai
quali trarre indicazioni sulle modifiche da apportare
e sui potenziali miglioramenti ed eventuali interventi
sono individuati due distinte tipologie di KPI:
- KPI teorici di progetto: indicatori statici definiti per studiare l’impianto d’illuminazione
pubblica e verificare il corretto dimensionamento in relazione alla potenza specifica installata, alla classificazione ed alla relativa
categoria illuminotecnica della sede stradale
cui è applicato, all’ambiente circostante, alla
tipologia di lampade adottate, nel rispetto
dei parametri stabiliti dalle vigenti normative
in materia e della sicurezza. Questi indicatori
di performance energetica di progetto fanno
riferimento allo stato dell’arte attuale degli
impianti, secondo quanto presente nella
scheda censimento, e/o a quello post-intervento di riqualificazione. un altro aspetto d’in-22
della proVinCia di romaLO SVILUPPO ED IMPLEMENTAZIONE DI
KPI NORMALIZZATI IN QUALSIASI
SETTORE, DA QUELLO ECONOMICO A
QUELLO DI BUSINESS, DA QUELLO
INGEGNERISTICO A QUELLO
AMMINISTRATIVO, COSTITUISCONO
PER LA CONOSCENZA E IL
MONITORAGGIO DEL SISTEMA O
PROCESSO IN ESAME.teresse sarà la presenza di sistemi di regolazione del flusso luminoso per stimare le percentuali previste di risparmio energetico ed
economico che si conseguirebbero da progetto;
- KPI dinamici di misura: funzionali all’analisi
della potenza installata e del consumo energetico effettivo dell’impianto ed al monitoraggio dell’evoluzione temporale delle sue
prestazioni. si tiene conto dei consumi reali
rapportati alla domanda dedotta dal progetto, dei parametri di gestione e regolazione
(orologio astronomico, dimming) e permettono di avere un quadro completo ed esauriente circa l’operatività dell’impianto certificandone
temporanee, scostamenti dei consumi energetici misurati rispetto al trend di funzionamento atteso e il risparmio ottenibile se il sistema funzionasse al massimo delle
potenzialità.LA PIATTAFORMA ICT
dal punto di vista tecnico-informatico, il PELL è
una piattaforma che grazie alla scheda censimento
avvia un processo di raccolta, organizzazione, valutazione dei dati di progetto così come il monitoraggio dei dati di consumo elettrico e prestazione
energetica tramite l’interfacciamento con gli smart
meters installati nei quadri elettrici degli impianti
d’illuminazione pubblica. Va precisato che sono
selezionati quelli che sono trattati orari, ossia la
misurazione avviene direttamente ed è fruibile daDELLA
INFORMAZIONEparte dell’utente mentre nel caso di situazioni non
trattate orario le misure sono fornite dal distributore
a posteriori, e ciò non consentirebbe analisi nel
durante l’attuale fase di sviluppo e sperimenta-IL PELL È UNA PIATTAFORMA CHE GRAZIE
ALLA SCHEDA CENSIMENTO AVVIA UN
PROCESSO DI RACCOLTA,
ORGANIZZAZIONE, VALUTAZIONE DEI DATI
DI PROGETTO COSÌ COME IL
MONITORAGGIO DEI DATI DI CONSUMO
ELETTRICO E PRESTAZIONE ENERGETICA
TRAMITE L’INTERFACCIAMENTO CON GLI
SMART METERS INSTALLATI NEI QUADRI
ELETTRICI DEGLI IMPIANTI
D’ILLUMINAZIONE PUBBLICA.zione, i comuni che si sono mostrati propensi e
hanno aderito al PELL, appartenenti alle regioni a
convergenza e i cui gestori sono aggiudicatari dei
lotti delle Convenzioni Servizio Luce 2, hanno
messo a disposizione 49 impianti, così ripartiti:
• agrigento (aG) - 6 impianti
• balestrate (pa) - 7 impianti
• Catania (Ct) - 10 impianti
• montalbano elicona (me) - 2 impianti
• sciacca (aG) - 10 impianti
• trapani (tp) - 5 impianti
• barletta (bt) - 1 impianto
• Conversano (ba) - 1 impianto
• manfredonia (FG) - 4 impianti
• melpignano (le) - 3 impiantiFigura 9. Architettura della
piattaforma ICT Living Lab.l’architettura della piattaforma ICT Living Lab è organizzata in una serie di moduli, ognuno dei quali
svolge uno specifico task, come si vede in Figura 9:
- il modulo per l’acquisizione ed archiviazione
dei dati relativi alle grandezze elettriche, tramite chiamate pianificate a Web Services
messi a disposizione dai gestori degli impianti;
- il modulo di Assessment Analysis che si oc-23
INFORMAZIONELA FILOSOFIA DEL PELL È STATA
CONDIVISA DA TUTTI GLI OPERATORI DEL
SETTORE CHE NE HANNO COMPRESO
L’IMPORTANZA COME STRUMENTO DI
IMPRESCINDIBILE CONOSCENZA E
CONSAPEVOLEZZA NELLA GESTIONE
PUBBLICA SUL TERRITORIO.Figura 10. Logo Consip.--24
della proVinCia di romacupa della raccolta dati, inseriti nella scheda
censimento, e della fase di caricamento di
una proposta progettuale di riqualificazione;
il modulo di Performance Analysis che acquisisce i dati di consumo elettrico e ne monitora le prestazioni;
il modulo di Diagnostic Analysis che si occupa della diagnostica del funzionamento
il modulo di Benchmarking Analysis funzionale alla visualizzazione comparata e normalizzata delle prestazioni degli impianti tramite KPI;
è in fase di definizione una collaborazione
con Acquirente Unico, società per azioni
del gruppo Gestore dei servizi energetici
Gse s.p.a, il quale metterà a disposizione i
dati di consumo in possesso su base mensileche saranno oggetto di comparazione con
quelli giornalmente acquisiti direttamente dai
contatori al fine di incrociare le informazioni,
certificando le misure condotte ed evidenziando eventualmente gli scostamenti rilevati.RICONOSCIMENTI
la filosofia del PELL è stata condivisa da tutti gli
operatori del settore che ne hanno compreso l’importanza come strumento di imprescindibile conoscenza e consapevolezza nella gestione degli
impianti di illuminazione pubblica sul territorio nazionale.DELLA
a tal conferma, è stato stipulato un accordo con
Consip che nella prossima Convenzione Servizio
Luce 4, avente per oggetto la gestione, conduzione
e manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica e semaforici, nonché la fornitura del vettore
di energia elettrica e la realizzazione di interventi di
riqualificazione energetica degli impianti, ha reso
obbligatoria l’adesione al PELL, per attestare la
bontà dei provvedimenti di efficientamento.
e molti altri enti ministeriali (ministero dello sviluppo
economico, ministero dell’ambiente, della tutela
del territorio e del mare), società e stakeholders
del settore, tra cui AIDI, ASSIL, APIL, Assistal, Università Bicocca di Milano, Acquirente Unico, Enel
Sole, Gemmo, Umpi, Citelum hanno mostrato particolare interesse a tale attività e vedono di buon
grado la collaborazione con l’enea per la definizione di un’infrastruttura nazionale condivisa per
la razionalizzazione e l’ottimizzazione del servizio.I PROSSIMI OBIETTIVI DEL PELL
dalla prima sperimentazione del PELL sui primi comuni pilota, gli obiettivi che tale progetto si prefigge:
- creare un dettagliato database degli impianti
al fine di pervenire nel tempo ad una conoscenza condivisa e uniforme sullo stato dell’arte a livello nazionale;
- monitorare i consumi energetici e prestazioni,
anche attraverso sistemi di diagnostica evoluta;
- sviluppare indicatori di prestazione, KPI, per
valutare e definire il livello qualitativo dell’impianto, in termini di progetto, tecnologie,
performance, consumi e controllarne il funzionamento grazie al costante confronto degli
indicatori nel tempo;
- costituire uno strumento di facile comparazione e verifica delle prestazioni dell’impianto
ante e post riqualificazione energetica, sia
per il gestore che per il comune;
- aumentare l’affidabilità economica del progetto;
- fornire ai soggetti coinvolti nell’amministrazione dell’impianto una serie di servizi di supporto
(informazioni/valutazioni/suggerimenti), al fine
di semplificarne la gestione e migliorarne i risultati;
- sviluppare formati standard per lo scambio
delle informazioni, protocolli di comunicazione ben definiti e un’infrastruttura tecnologica aperta, condivisa con gli stakeholders;
- costituire un riferimento open data e garantire
trasparenza per il cittadino.in prospettiva futura, il PELL estenderà il suo contesto applicativo in un’ottica di gestione delle infrastrutture pubbliche energivore: dall’esperienza
acquisita nell’ambito dell’illuminazione, si replicherà
l’intero processo di raccolta dati e monitoraggio
iniziando dagli edifici pubblici (scuole, caserme, uffici della pubblica amministrazione).
in conclusione, il PELL è un progetto di riferimento
nel processo di trasformazione delle nostre città in
Smart City, dove la conoscenza determina e stimola la community ed una governance partecipata
ad un’oculata organizzazione, gestione trasparente
delle risorse a disposizione per una crescita economica sostenibile e competitiva. la logica innovativa risiede nella digitalizzazione delle informazioni, nel monitoraggio degli aspetti prestazionali
delle infrastrutture pubbliche su scala nazionale
tramite l’elaborazione di indicatori di performance
per una migliore gestione dei servizi e della res
pubblica a beneficio della collettività. ■25
Ing. l. di Matteo
commissionesicurezza informatica
Ing. P. RoccoIng. g. d’agneseLA VALUTAZIONE ECONOMICA
Stimare e comunicare il valore degli
investimenti come strumento per l’ottenimento
del commitment.
INFORMAZIONEIN UN CONTESTO DI DIROMPENTE
DIFFUSIONE DEL DIGITALE, LA MANCATA
INTRODUZIONE DI ELEMENTI DI SAFETY
& SECURITY EQUIVALE AL VIAGGIO SU
UNA CONFORTEVOLE VETTURA SPORTIVA
MALAUGURATAMENTE PRIVA DI
IMPIANTO FRENANTE.Bastano un po’ di click su Google Trends
per veriﬁcare come, in particolare negli
ultimi anni, si sia registrata un’impennata
dell’interesse sugli argomenti riconducibili
al mondo della sicurezza informatica.
d’altra parte, l’assunto secondo il quale non si può
pensare il moderno progresso tecnologico senza
l’associazione di idonei presidi di sicurezza, non
può che trovare unanime consenso. in tale contesto di dirompente diffusione del digitale, la mancata
introduzione di elementi di Safety & Security equivale al viaggio su una confortevole vettura sportiva
malauguratamente priva di impianto frenante.
L’ingegnere che lavora in azienda o nello
studio professionale ben conosce le difficoltànell’ottenere l’impegno del management sui
progetti di sicurezza IT.
nonostante questo, l’ingegnere che lavora in
azienda o nello studio professionale ben conosce
le difficoltà nell’ottenere l’impegno del management
sui progetti di sicurezza it: in particolare, se non
indispensabili per sopravvivere nel proprio mercato
di riferimento1 o che non nascono da specifiche
prescrizioni di legge2.
Come nelle altre iniziative d’azienda, tale elemento
del commitment risulta irrinunciabile per un progetto che vuole evitare il fallimento, ecco perché,
come la stessa iso/ieC 27001:2013 non manca
di evidenziare espressamente, il Top management
“deve dimostrare la leadership e l’impegno rispetto
al sistema di gestione della sicurezza delle informazioni”.
d’altra parte, ancorché provocatoriamente, si può
essere d’accordo sul fatto che i progetti di sicurezza informatica:
- si rivolgono alla mitigazione di rischi difficilmente valutabili;
- necessitano di risorse rilevanti per quantità
e qualità;
- possono giungere a soluzioni che, già nel
breve termine, si possono rivelare obsolete;
- attengono ad una sfera di competenze specialistiche che per loro natura sono difficilmente trasferibili al top management;
- possono rivelarsi del tutto inconcludenti se
non inseriti in un contesto più ampio di implementazione di un sistema globale di gestione.
Andrebbe valutato l’inserimento, nelle
consuete analisi di fattibilità, di una specifica
sezione dedicata alla valutazione economica
Quanto descritto aiuta a comprendere perché andrebbe valutato l’inserimento,1
Un caso tipico può essere
quello dei servizi di internet
banking.Tra le più rilevanti, in questo
senso, il Codice
(CAD) ed il Codice della
Privacy.227
della proVinCia di roma
 S
DELLA
nelle consuete analisi di fattibilità, di una specifica sezione dedicata alla valutazione dell’investimento in
modo da sostenerne l’opportunità anche economica. l’utilità sarebbe amplificata se la valutazione fosse
espressa con termini e strumenti familiari ai vertici aziendale, i quali pur non comprendendo a cosa serve
un firewall comprenderanno molto bene un Return On Investment (ROI) del 15%.
 3 varie specializzazioni
del ROI sugli investimenti in sicurezza
in quest’ottica, è facile trovare inletteratura
it che portano alla definizione di un nuovo indicatore
 di redditività, il ROSI (Return On Security Investment).
se si definisce genericamente il ROI come:
 െ Ԣ
Ԣ
si ha che, non considerando direttamente fattori di rischio e di tempo, un investimento di 100 € che promette di generare ritorni per 110 €, determina un ROI così calcolato:

ൌͳͳͲ െ ͳͲͲ
ൌ Ͳǡͳ ൌ ͳͲΨ
ͳͲͲ
il ROSI, a questo punto, si può esprimere come:ሺ ‫ כ‬Ψሻ െ Ԣ
 la sicurezza della propria rete, preso atto che negli
poniamo quindi che l’azienda XY voglia incrementare
 ha avuto
 6 fermi macchina ciascuno dei quali
 ha provocato un danno
 medio quantificabile
in 5 k€. il complesso dell’investimento volto alla conclusione degli interventi previsti ammonta a 15 k€.
Ad esempio: Wes
Sonnenreich, Jason Albanese
and Bruce Stou, Return On
Security Investment (ROSI) –
A Practical Quantitative
Model, Journal of Research
and Practice in Information
Technology, Vol. 38, No. 1,
February 2006;l’analisi tecnica del caso (best practice, letteratura, casi analoghi, data sheet nuovi apparati) descrive
che il complesso degli interventi determinerebbe, in media, una mitigazione del rischio di fermo del 70%.
si avrebbe dunque:
- rischio potenziale: 5 k€ x 6 k€ = € 30 k€
- mitigazione del rischio attesa: 70%
- Costo della soluzione: € 15 k€
ൌሺ͵ͲǤͲͲͲ ‫ כ‬͹ͷΨሻ െ ͳͷǤͲͲͲ
ൌ Ͳǡͷ ൌ ͷͲΨ
ͳͷǤͲͲͲin questo caso di scuola l’intervento sarebbe ampiamente giustificato in quanto ci sarebbe un ritornoAd esempio: Carlos Alberto
atteso pari al 50 % dell’investimento.
da Silva, Paulo Licio de Geus,
metodologie potrebbe lasciare insoddisfatti, per non dire delusi,
nonostante sia ben chiaro quanto sia complesso lo scenario che si vuole descrivere.
for cloud computing: a
inoltre, la pluralità degli approcci disponibili, che non determina risultati univoci a fronte di diversi modelli,
complica di molto la situazione, per fare solo degli esempi, nel confrontare in questi termini progetti alMEDES ‘15 Proceedings of
 vincolo di budget oppure nel caso di eventi che presentino una qualche
ternativi sottoposti ad un unico
 l’ingegnere facesse ricorso alle sue competenze matematiche per elaborare
distribuzione di probabilità. se
del fe-
 and  un modello stocastico
 descriva
 in maniera
 più aderente
la realtà
collective intelligence in Digital  nomeno, si troverebbe
 nella stessa
  difficoltàdi comunicazione
  verso la direzione
 che, a questo
punto, farebbe meno fatica ad approfondire la conoscenza del firewall che si citava in precedenza.
EcoSystem.
  3   
 roma  
DELLA
INFORMAZIONEÈ evidente che nessuna formula magica, sarà in grado di esporre un indicatore che determini
se o meno effettuare un certo investimento in sicurezza.
È evidente che nessuna formula magica, composta al più da qualche moltiplicazione, sarà in grado di
esporre un indicatore che determini se o meno effettuare un certo investimento in sicurezza5, tuttavia,
come tipicamente accade in ingegneria nel realizzare il modello di un certo fenomeno, sia esso fisico o
economico, si ottengono anche indirettamente preziosi supporti decisionali. ad esempio, nell’uso dei
questi indicatori tipo-ROI, si ottiene un supporto immediato nel focalizzare la circostanza, non sempre
del tutto chiara, che lega strettamente il valore economico della produttività con quella della sicurezza;
così come in tutti gli approcci tipo-DCF (Discounted Cash Flow) aiutano nel fornire l’adeguato orizzonte
temporale nella comprensione che “un dollaro oggi vale più di un dollaro domani”.
occorre evidenziare come questo approccio nulla sottrae alle motivazioni che espongono, in ogni caso,
l’opportunità di investire in sicurezza informatica. tra queste, particolarmente rilevante è la sostanziale
impossibilità di quantificare taluni rischi che, seppure residenti nelle code delle distribuzioni di probabilità,
possano portare conseguenze disastrose. si pensi agli eventi legati al rischio reputazionale ed alla
perdita accidentale di dati, in considerazione della odierna diffusione degli strumenti cloud.
in conclusione, la lezione che si apprende va oltre la specificità dei problemi di sicurezza informatica.
le competenze tecniche specifiche, nell’approccio ad un problema di ingegneria, rappresentano il core
della professione ma probabilmente dovranno sempre più coniugarsi con una visione che contestualizzi
il problema e l’impresa-cliente nel suo mercato di riferimento. al complicarsi dei problemi, non si potrà
più omettere un’analisi di fattibilità in senso economico-organizzativo, fatto che implica la conoscenza
degli strumenti specifici: l’ingegnere che si occupa di sicurezza informatica dovrà conoscere e saper comunicare gli economics delle sue attività.
Volendo spingersi oltre, il contributo in termini di ricerca che si richiederà, dovrà contribuire alla realizzazione
di modelli economici semplici che, nel focalizzare gli aspetti economicamente rilevanti di un problema,
sappiano esprimere quanto sia urgente per le imprese (ri)pensare in termini di sicurezza le tecnologie
dell’informazione che, con molta probabilità, oggi rappresentano contemporaneamente la loro principale
minaccia ed opportunità. ■Semplificando, basta
modificare di poco
l’impostazione logica che
porta a determinare le
componenti del calcolo per
ottenere valori diversi valori
del ROSI per uno stesso
della proVinCia di romaINGEGNERIAINTERSETTORIALEa cura di
Ing. g. stella
Dott. a. liberati
Ing. g. PolitanÃ²
commissioneMotorismovisto da
Ing. s. a. sciutoIL MOTORISMO STORICO, UN
Quadro normativo, classificazione
e certificazione dei veicoli storici.
della proVinCia di romaINTERSETTORIALEA DICEMBRE 2015, IL PARCO NAZIONALE
DELLE AUTOVETTURE CON PIÙ DI 30 ANNI
AMMONTAVA A CIRCA DUE MILIONI E
QUELLO DEI MOTOCICLI A CIRCA UN
MILIONE.ma quali sono i veicoli d’interesse storico? di
fatto, attualmente, non esiste un’unica specifica
che ne definisca i requisiti, ma quello di un’età superiore ai 30 anni rappresenta un primo riferimento
universalmente adottato. in questo senso, a dicembre 2015, il parco nazionale delle autovetture
con più di 30 anni ammontava a circa due milioni
e quello dei motocicli a circa un milione (fonte aCi,
cfr. tabelle alle pagine successive).
a queste due categorie principali vanno aggiunti
tutti gli altri veicoli che rientrano nel perimetro d’interesse del motorismo storico: gli autobus, gli autocarri, i veicoli militari e delle forze dell’ordine, le
macchine agricole ed industriali, gli aeromobili, i
natanti a motore, i veicoli ricreativi autocaravan e
caravan, i kart.
lo scopo del presente articolo è rappresentare il
quadro normativo fondamentale, necessario per
possedere e gestire un veicolo storico.LE ORIGINI DEL MOTORISMO STORICOIl motorismo storico riveste una notevole importanza per la collettività. i veicoli storici rappresentano, infatti, una fondamentale testimonianza
dell’evoluzione storica delle tecniche e delle
tecnologie costruttive, dell’industria, dei costumi,
dell’economia. Fortunatamente, l’interesse per i
veicoli d’interesse storico da parte degli appassionati
è in continua crescita in tutti i principali paesi, e ciò
garantisce la conservazione e la salvaguardia del
patrimonio motoristico, che vede da sempre protagonista il nostro paese.la prima persona che nel nostro paese si è occupata della conservazione di autovetture storiche è
il Conte Carlo biscaretti di ruffia, nobile piemontese
nato nel 1879, figlio di roberto biscaretti di ruffia,
cofondatore della Fiat.
abilissimo disegnatore tecnico e collaboratore delle
maggiori Case automobilistiche italiane, dal 1932
si dedicò con scrupolo e competenza alla ricerca
ed alla conservazione delle auto che venivano dismesse dai proprietari, per lo più nobili e industriali
piemontesi e poi da donazioni provenienti da tutta
italia. ebbe anche l’idea di realizzare a torino il
museo dell’automobile. l’idea, sebbene incoraggiata
dall’allora Capo del Governo benito mussolini, fu
molto avversata e solo nel 1939 ottenne dal
Comune alcuni locali sotterranei dello stadio. nel
dopoguerra si attivò per dare una sede adeguata31
della proVinCia di romaINTERSETTORIALEal museo ed infatti nel 1957 iniziarono i lavori
completati poi nel 1960, purtroppo successivamente
alla sua morte avvenuta nel 1959.
È degli stessi anni il primo documento che attesta
la nascita dell’automobilismo storico in italia. nel
1956, sul Giornale d’italia del 24 gennaio, in un
articolo dal titolo La più giovane scuderia delle più
vecchie automobili viene citata la Scuderia La Manovella di roma, quale sodalizio di giovani appassionati tra i quali alcuni studenti della facoltà d’ingegneria di san pietro in Vincoli. tra questi, mario
moretti, cui si deve lo stesso nome La Manovella,
poi ripreso dall’Automotoclub Storico Italiano (ASI)
per la propria rivista.
nell’aprile 1961 viene fondato il Veteran Car Club
Italiano, sotto la presidenza di umberto agnelli, e
nel giugno dello stesso anno viene pubblicato il n°
1 della rivista La Manovella, organo ufficiale dello
stesso Club.
nel 1966 viene fondato l’ASI automotoclub storico
italiano, dalla fusione del Veteran Car Club Italiano
(VCCI) con sede a torino e della Federazione
Italiana Automotoveicoli d’Epoca (FIAME) con sede
a milano, mantenendo come organo ufficiale la
rivista La Manovella, assurta da piccolo fascicolo
formato quaderno a vera e propria rivista.DATI DIMENSIONALI DEL PARCO
al 31 dicembre 2015 i veicoli con più di 30 anni
ammontavano a 3.660.478 (cfr. tabella 1, 2 e 3).
nelle successive tabelle è, inoltre, riportata la ri-partizione delle autovetture per regione e per tipo
di alimentazione nonchè l’elenco dei modelli più
Questi dati offrono una rappresentazione dal punto
di vista esclusivamente numerico, ma sono utili
per fornire l’ordine di grandezza del parco nazionale
dei veicoli più datati. senza voler entrare nel merito
dell’ancora irrisolto tema dei criteri di classificazione,
è evidente che dal punto di vista dell’interesse
storico il parco risulta ben più ridotto, e dovrebbe
rientrare (non esiste un censimento completo unico
nazionale) entro il milione di unità.IL QUADRO NORMATIVO SUI VEICOLI
la prima legge organica italiana in materia di circolazione è rappresentata dal Regolamento per la
circolazione delle vetture automobili sulle strade
ordinarie, emanato con il regio decreto n. 416
del 28 agosto 1901. l’articolo 91 del decreto prevedeva l’apposizione sul veicolo di una targa che
conteneva il nome della città della prefettura emittente accompagnato da un numero progressivo.
nel 1905, essendo il numero dei veicoli aumentati
enormemente, si sostituì il nome della prefettura
con il suo numero scritto in rosso; nel 1927 il
numero della prefettura fu sostituito da una sigla
riferita alla provincia ad eccezione della sola città
di roma, che rimase indicata per esteso.
l’esigenza di norme comuni tra gli stati in cui la
diffusione delle vetture automobili era in continuaCategoria del veicolo
MOTOCICLI1.052.711AUTOCARRI TRASPORTO MERCI370.460MOTOCARRI E QUADRICICLI TRASPORTO MERCI99.979AUTOVEICOLI SPECIALI / SPECIFICI66.882RIMORCHI E SEMIRIMORCHI TRASPORTO MERCI37.151RIMORCHI E SEMIRIMORCHI SPECIALI / SPECIFICI11.201TRATTORI STRADALI O MOTRICI8.025AUTOBUS7.202MOTOVEICOLI E QUADRICICLI SPECIALI / SPECIFICI
NON DEFINITOfonte dati ACI32
della proVinCia di roma355
8TOTALETabella 1.Veicoli ultratrentennali al 31
2.006.5043.660.478
% Autovetture su totale54,8%% Autovetture su parco autovetture5,4%INTERSETTORIALE!"#$%&##"'&()*#'+#'&,#&,,+*-(.&'(/&0-$,&(&(#-.$(1-(+*-2&,#+3-$,&
LOMBARDIABENZINABENZINA E
GAS LIQUIDOBENZINA E
METANOGASOLIOnon definitoTotaleParco
2.844.680% su parco
autovetture111.2194.15428512.821343.890473186-128.513
4.1262,8%145.266197.1387.13575325.879215231.1203,9%5.923.849LIGURIA36.0246821353.560540.4064,9%828.022FRIULI VENEZIA GIULIA25.665780401.7891528.2893,7%773.619TRENTINO ALTO ADIGE15.548544281.571817.6992,0%885.769VENETO84.2456.1341.2699.41050101.1083,4%3.011.316EMILIA ROMAGNA89.8257.5924.52111.30232113.2724,1%2.774.237TOSCANA84.2983.2639979.7864198.3854,1%2.404.912UMBRIA28.0071.8585594.0801134.5155,6%616.747MARCHE41.6212.5282.1964.9521151.3085,1%996.765
3.702.312170.4737.30030526.344264204.6865,5%ABRUZZOLAZIO39.3891.9704105.049846.8265,5%850.557MOLISE10.244316551.527112.1435,9%204.479CAMPANIA271.26714.9991.07154.10696341.53910,2%3.346.960CALABRIA74.8321.3767715.5312391.8397,5%1.222.913116.6134.78941421.25159143.1266,3%2.259.932PUGLIA
SICILIA19.054442384.062223.5986,5%361.041204.0254.62717626.32886235.2427,4%3.169.4394,8%1.011.5195,4%37.351.233SARDEGNA42.589802335.4732548.922non definito7.917168301.716119.8421.673.88371.50613.395246.7239972.006.504Totale16.899fonte dati ACIevoluzione portò all’organizzazione, dal 5 all’11
ottobre 1909, della Conferenza internazionale sulla
Circolazione in cui si convenne che i veicoli, per
essere immessi alla circolazione nei vari stati, dovessero essere sottoposti ad un esame svolto
dall’autorità competente circa l’idoneità a garantire
successivamente alla prima guerra mondiale, nella
conferenza di parigi del 24 aprile 1926, furono approvate la Convenzione internazionale sulla circolazione stradale e la Convenzione internazionale
relativa alla circolazione automobilistica, fissando i
concetti di immatricolazione dei veicoli, dell’obbligo
di patente di guida, dei segnali di pericolo, dell’identificazione per mezzo di una targa, dell’individuazione del costruttore, dell’applicazione dei
numeri di telaio e del motore.
attualmente, i principali riferimenti normativi che
regolamentano il possesso e la gestione dei veicoli
d’epoca e di quelli di interesse storico e collezionistico sono rappresentati dall’articolo 60 del nuovo
Codice della strada (d. leg.vo 30 aprile 1992 n.
285), dal relativo regolamento di esecuzione e di
attuazione (d.p.r. 16 dicembre 1992 n. 495) e dal
decreto del ministero dei trasporti del 17 dicembre
2009 (cfr. box successivo).
il Codice della strada suddivide i motoveicoli e gli
autoveicoli in due categorie: i veicoli d’epoca ed i
veicoli di interesse storico e collezionistico. la
prima categoria è riferita ai veicoli non iscritti alModelli di autoveicoli più diffusi con oltre 30 anni
di anzianità (al 31 dicembre 2015)
Fabbrica e TipoTabella 2 in alto e Tabella 3
qui a fianco.quantitàFiat 500405.532Fiat 126104.779Fiat 12794.929Fiat Uno81.472Fiat Ritmo62.374Volkswagen Golf60.654Fiat Panda57.942Autobianchi A11248.197Fiat 12836.767Alfa Romeo Alfetta29.674Fiat 60027.836Fiat 13127.547Ford Fiesta23.963Lancia Fulvia23.163Renault 422.804(fonte dati ACI)pra e, pertanto, non destinati alla circolazione
ma destinati alla loro conservazione in musei o
locali pubblici e privati; essi vengono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del dipartimento per i trasporti terrestri della motorizzazione
Civile. nella seconda categoria, quelli di veicoli
d’interesse storico e collezionistico, rientrano,33
della proVinCia di romaINTERSETTORIALE34
della proVinCia di romainvece, i veicoli iscritti nei registri a seguito della
certificazione della data di costruzione e delle caratteristiche tecniche da parte dei seguenti organismi
riconosciuti: ASI (Automotoclub Storico Italiano),
Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo,Storico FMI. l’età minima per rientrare in questa
categoria è 20 anni.
le suddette norme nazionali di circolazione trovano
nelle diverse regioni e nei centri urbani, soprattutto
in relazione alle restrizioni per le zone a trafficoNuovo Codice della Strada
Art. 60. Motoveicoli e autoveicoli d’epoca e di interesse
Motoveicoli e autoveicoli d’epoca e di interesse storico e
1. Sono considerati appartenenti alla categoria di
veicoli con caratteristiche atipiche i motoveicoli e
gli autoveicoli d’epoca, nonché i motoveicoli e gli
2. Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché
destinati alla loro conservazione in musei o locali
pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle
originarie caratteristiche tecniche specifiche della
casa costruttrice, e che non siano adeguati nei
requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle
vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla
circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito
elenco presso il Centro storico del Dipartimento per
i trasporti terrestri.
a) la loro circolazione può essere consentita soltanto
in occasione di apposite manifestazioni o raduni
autorizzati, limitatamente all’ambito della località
e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni
o raduni. All’uopo i veicoli, per poter circolare,
devono essere provvisti di una particolare autorizzazione rilasciata dal competente ufficio del
Dipartimento per i trasporti terrestri nella cui circoscrizione è compresa la località sede della
manifestazione o del raduno ed al quale sia
stato preventivamente presentato, da parte
dell’ente organizzatore, l’elenco particolareggiato
dei veicoli partecipanti. Nella autorizzazione sono
indicati la validità della stessa, i percorsi stabiliti
e la velocità massima consentita in relazione alla
garanzia di sicurezza offerta dal tipo di veicolo;
b) il trasferimento di proprietà degli stessi deve
essere comunicato al Dipartimento per i trasporti
terrestri, per l’aggiornamento dell’elenco di cui
4. Rientrano nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli
di interesse storico e collezionistico tutti quelli di cui
risulti l’iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI,
Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo,
Storico FMI.5. I veicoli di interesse storico o collezionistico possono
circolare sulle strade purché posseggano i requisiti
previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal
6. Chiunque circola con veicoli d’epoca senza l’autorizzazione prevista dal comma 3, ovvero con veicoli
di cui al comma 5 sprovvisti dei requisiti previsti per
questo tipo di veicoli dal regolamento, è soggetto
somma da euro 84 a euro 335 se si tratta di autoveicoli, o da euro 41 a euro 168 se si tratta di motoveicoli.
1992, n. 495. gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 dicembre 1992, n. 303.
ARtICoLo 215 (Art. 60 Cod. Str.) Motoveicoli ed autoveicoli
d’interesse storico o collezionistico.
1. Sono classificati d`interesse storico o collezionistico
i motoveicoli e gli autoveicoli iscritti in uno dei
registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa
Romeo e da questo dotati della certificazione
attestante la rispettiva data di costruzione nonchè
2. La data di costruzione deve risultare precedente di
almeno 20 anni a quella di richiesta di riconoscimento
nella categoria in questione. Le caratteristiche tecniche
devono comprendere almeno tutte quelle necessarie
per la verifica di idoneità alla circolazione del motoveicolo o dell’autoveicolo ai sensi dei commi 5 e 6.
3. I veicoli d`interesse storico o collezionistico devono
conservare le caratteristiche originarie di fabbricazione,
salvo le eventuali modifiche imposte per la circolazione
dalle norme stabilite al comma 5.
4. Possono altresì essere riconosciute ammissibili dal
Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione
Generale della M.C.T.C. modifiche e/o sostituzioni determinate dalla impossibilità di reperire i componenti
originari o non realizzabili ad un costo ragionevole,
oppure derivanti dall’esigenza di ripristino del veicolo
nelle condizioni originarie risultanti all’atto della sua
prima immatricolazione. In ogni caso tali diversità o
modifiche devono essere riportate sulla carta di circolazione,
unitamente all’anno di fabbricazione del veicolo.
5. La circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico è subordinata alla verifica delle prescrizioniINTERSETTORIALElimitato o per i provvedimenti connessi con la
tutela della salute e dell’ambiente, personalizzazioni
molto diversificate. si passa, pertanto, da aree
nelle quali la circolazione dei veicoli di interesse
storico e collezionistico è sempre ammessa ad
dettate per tali veicoli al punto F, lettera b), dell’appendice V al presente titolo sui sistemi di frenatura,
sui dispositivi di segnalazione acustica, silenziatori
e tubi di scarico, segnalazione visiva e d`illuminazione
nonchè sui pneumatici e sistemi equivalenti sulle
sospensioni, sui vetri e specchi retrovisori e sul
campo di visibilità del conducente.
6. Per i motoveicoli e gli autoveicoli di interesse storico e
collezionistico sono ammessi sistemi, dispositivi e
componenti aventi caratteristiche differenti da quelle
prescritte in generale per i motoveicoli e gli autoveicoli
dal presente regolamento, a condizione che detti dispositivi ed organi siano stati riconosciuti ammissibili
dal Ministero dei trasporti e della navigazione alla
data di fabbricazione dei veicoli interessati e purché
siano di efficienza equivalente a quella dei sistemi, dispositivi e componenti prescritti in generale per i motoveicoli e gli autoveicoli. Sono ammesse le sporgenze
fuori sagoma dei galletti dei mozzi delle ruote a raggi.
7. La cancellazione del motoveicolo o dell’autoveicolo
da uno dei registri di iscrizione di cui al comma 1
comporta la cessazione della circolazione dello
stesso ed è subordinata all’osservanza delle prescrizioni dettate dall’articolo 103 del codice.
8. Le tariffe per l’iscrizione e la cancellazione dai
registri di cui al comma 1, nonchè le certificazioni
rilasciate dagli stessi, sono stabilite periodicamente
dal Ministro dei trasporti e della navigazione di
concerto con il Ministro del tesoro, sentito il Ministro
delle finanze (Il presente articolo è stato così
modificato dall’art. 126, D.P.R. 16.09.1996, n. 610
- G.U. 04.12. 1996, n. 284, S.O. n. 212).
EstRatto E iNdiCE del decreto del Ministero dei trasporti
- 17/12/2009 - Veicoli di interesse storico e collezionistico
Disciplina e procedure per l’iscrizione dei veicoli di interesse
storico e collezionistico nei registri, nonché per la loro
riammissione in circolazione e la revisione periodica.
a) veicolo di interesse storico e collezionistico: un
motoveicolo o autoveicolo che risulti iscritto in
uno dei registri ai sensi dell’articolo 60, comma
4 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
recante “Nuovo Codice della Strada”, e successive
60, comma 4 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285 recante “Nuovo Codice della Strada”,aree nelle quali la circolazione è ammessa solo nel
fine settimana o solo per la partecipare alle manifestazioni.
in particolare, nel lazio vale la disposizione regionale
che consente la libera circolazione per i veicoli
c) certificato di rilevanza storica e collezionistica:
il certificato di cui all’articolo 215, comma 1
del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, recante
“Regolamento di esecuzione al Nuovo Codice
della Strada” e successive modificazioni ed integrazioni, rilasciato da uno dei registri, e disciplinato dall’articolo 4 del presente decreto;
d) caratteristiche tecniche: le caratteristiche di cui
all’articolo 215, commi 2, 3 e 4, del D.P.R. 16
dicembre 1992, n. 495, recante “Regolamento
di esecuzione al Nuovo Codice della Strada” e
successive modificazioni ed integrazioni, utili
per la verifica di idoneità del veicolo di interesse
storico e collezionistico alla riammissione in
circolazione, disciplinate dall’articolo 5 del
presente decreto e del relativo allegato.
a) per l’iscrizione di un veicolo in uno dei registri,
al fine di acquisire la qualifica di veicolo di interesse storico e collezionistico;
b) per la riammissione alla circolazione di veicoli
di interesse storico e collezionistico precedentemente cessati dalla circolazione o di origine
c) per la revisione periodica alla quale sono soggetti
i veicoli di interesse storico e collezionistico.
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano
a veicoli che siano repliche ex-novo, ancorché fedeli,
di veicoli di interesse storico e collezionistico.
1. L’iscrizione ad un registro di un veicolo avente data
di costruzione risalente almeno a venti anni prima
della richiesta è subordinata al rilascio, da parte
del registro presso cui è richiesta l’iscrizione, di
certificato di rilevanza storica e collezionistica di
Articolo 4 - Certificato di rilevanza storica e collezionistica
Articolo 5 - Accertamento tecnico dei requisiti di idoneità
Articolo 10 - Norme finali35
della proVinCia di romaINTERSETTORIALEiscritti in un registro riconosciuto, mentre a roma
possono circolare liberamente le moto di interesse
storico iscritte ai registri e non le auto, per le quali
è vietata la circolazione all’interno della Ztl, anello
Ferroviario, tranne che nel fine settimana.
per completezza, è opportuno evidenziare che
alle norme in vigore si aggiungono i disegni di
legge del senato della repubblica, n. 723 “Tutela
e valorizzazione dei veicoli storici” e n. 756 “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei veicoli
storici”, presentati nella metà del 2013, che una
volta emanati migliorerebbero l’attuale quadro normativo introducendo nuove soluzioni a favore della
conservazione dei veicoli storici.
per quanto riguarda le tasse automobilistiche, con
l’entrata in vigore della legge 28 febbraio 1983 n.
53 di conversione del d.l. 30 dicembre 1982 n.
953, gli autoveicoli e i motocicli d’interesse storico
costruiti da oltre trent’anni, iscritti nei registri ASI
Automotoclub Storico Italiano, Registro Lancia,
Registro FIAT, Registro Italiano Alfa Romeo erano
stati esentati dalle tasse e dalla soprattassa.
le cose cambiarono con l’entrata in vigore della
legge finanziaria 2001 (art. 63 della legge 21 novembre 2000 n. 342, citata di seguito) con l’estensione delle agevolazione ai veicoli di particolare
interesse storico e collezionistico per i quali il
termine venne ridotto a venti anni.
trascorsi quattordici anni dall’entrata in vigore
delle sopra riportate agevolazioni fiscali, che hanno
favorito la conservazione del patrimonio motoristico
italiano, la legge di stabilità 2015 (23/12/2014 n°
190, G,u, n. 300 del 29/12/2014) ha abolito le
agevolazioni per i veicoli di età compresi tra 20 e
inoltre, per quanto riguarda la registrazione al pra,
l’art 63 comma 4 della legge 342/2000 (Tasse
automobilistiche per particolari categorie di veicoli)
prevede il pagamento in misura ridotta dell’Imposta
Provinciale di Trascrizione (IPT) per i veicoli costruiti
da oltre trent’anni.L’ORGANIZZAZIONE NAZIONALE E
INTERNAZIONALE DEL MOTORISMO
in tutti i paesi del mondo in cui l’interesse per i
veicoli storici è sviluppato, l’attività viene svolta
sotto l’egida della Fédération Internationale des
Véhicules Anciens (FIVA), nata nel 1966 e con
sede a Bruxelles, cui partecipano le federazioni
nazionali, per l’italia l’automotoclub storico italiano
(asi), che operano nella direzione dello sviluppo36
della proVinCia di romaLA FÉDÉRATION INTERNATIONALE DES
VÉHICULES ANCIENS (FIVA), RILASCIA UN
RICONOSCIMENTO DI STORICITÀ DEI
MEZZI ATTRAVERSO LA CARTA DI
IDENTITÀ FIVA OLTRE A PROMUOVERE
L’USO DI TALI MEZZI TRAMITE EVENTI
CHE SI SVOLGONO IN TUTTI I PAESI, OVE
ESISTONO FEDERAZIONI NAZIONALI
DI CLUB.della cultura della conservazione sulla base di
specifiche regole e norme compreso il Codice
essa rilascia un riconoscimento di storicità dei
mezzi attraverso la Carta di identità FIVA oltre a
promuovere l’uso di tali mezzi tramite eventi che si
svolgono in tutti paesi, ove esistono federazioni
nazionali di club. la FIVA annovera 85 federazioni
nazionali in oltre 62 nazioni e collabora con la FIA
(Federation Internationale de l’Automobile) e con
la FIM (Federation International Motocycliste). nell’ottobre 2012 l’assemblea Generale della FIVA ha
ratificato un importantissimo documento denominato
CARTA DI TORINO ed il relativo Glossario dei
termini, che rappresenta un riferimento di fondamentale importanza in quanto definisce i principi
di base per l’uso, la manutenzione, la conservazione,
il restauro e la riparazione dei veicoli storici.
Gli Organismi Riconosciuti
Come detto, per il Codice della strada rientrano
nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli di interesse storico e collezionistico tutti quelli di cui
L’Automotoclub Storico Italiano (ASI)
l’automotoclub storico italiano (asi) nasce nel
1966 e rappresenta la federazione di 263 club federati e 38 club aderenti e conta circa 200.000
iscritti. la struttura operativa della Federazione è
rappresentata dalle Commissioni: Cultura, storia
e musei, tecnica auto, tecnica moto, manifestazioni
auto, manifestazione moto, Veicoli utilitari, Veicoli
militari, Club, legale. l’attività delle Commissioni
è disciplinata, per ognuna, da un regolamento ap-INTERSETTORIALEprovato dal Consiglio Federale dell’ASI e aggiornato
periodicamente in funzione delle necessità che si
prospettano di anno in anno. ogni commissione è
formata da esperti del settore e Commissari che
operano su base volontaria e gratuita.
per quanto attiene alla certificazione della storicità
dei veicoli, l’ASI emette tre tipi di certificati, ognuno
con una precisa valenza:
1. Certificato di rilevanza storica e collezionistica, ai sensi del decreto del ministero dei
trasporti del 17/12/2009;
2. Certificato d’identità, rilasciato ai fini privatistici, riguardante veicoli costruiti da oltre
venti anni e contenente la fotografia, la datazione, gli estremi identificativi, la descrizione
dello stato di conservazione o dell’avvenuto
restauro, l’annotazione delle eventuali difformità dallo stato d’origine secondo quanto
previsto dal Codice tecnico internazionale
FIVA. l’ASI rilascia oltre al documento cartaceo anche una targa metallica da apporre
sul veicolo;
3. Carta d’identità FIVA, è il documento di riconoscimento del veicolo contenente la fotografia, la datazione, gli estremi identificativi,
la classificazione, le eventuali difformità dallo
stato d’origine riscontrate secondo il Codice
tecnico internazionale FIVA avente validità
internazionale e rilasciato dalle singole federazioni nazionali in nome e per conto della
FIVA medesima. Consente la partecipazione
alle manifestazioni iscritte nel calendario internazionale FIVA ed ha validità di dieci anni;
4. Carta ASI di storicità per ciclomotori, è un
documento che viene rilasciato dal giugno
2013, di rilevanza privatistica, che non sostituisce il Certificato di rilevanza storica.
la Federazione motociclistica italiana nasce ufficialmente nel 1946, ma la sua attività inizia già nel
1911, con l’istituzione del moto Club italia.
la Federazione motociclistica italiana è una delle
45 Federazioni sportive nazionali riconosciute dal
CONI ed è l’unico organismo autorizzato a disciplinare, regolare e gestire lo sport del motociclismo
nel territorio nazionale ed a rappresentarlo in campo
internazionale. È la sola rappresentante della Federazione motociclistica internazionale (FIM) e dell’unione europea di motociclismo (FIM Europe).
la FMI, allo scopo di tutelare il patrimonio storico
nazionale e di promuovere la ricerca, il restauro e
la conservazione dei motoveicoli di interesse storico,
ha istituito il Registro Storico Nazionale. il Comitato
registro storico crea occasioni di valorizzazione
del patrimonio motociclistico, promuove e partecipaad eventi dedicati a carattere storico-culturale, sia
statici (convegni, esposizioni, mostre scambio,
ecc.), che dinamici (sfilate, rievocazioni in circuito
e su strada), svolge attività d’iscrizione del patrimonio
motociclistico presente sul territorio nazionale,
nonché mette in atto attività di ricerca e censimento
dei motoveicoli italiani presenti all’estero.
possono richiedere l’iscrizione al registro storico
FMI tutti i motoveicoli (motocicli, ciclomotori, motocarrozzette, motocarri ecc.) che hanno compiuto
il Registro Italiano Alfa Romeo, Club ufficiale della
Casa, persegue, sin dalla sua fondazione, il fine di
salvaguardare il patrimonio storico e culturale del
marchio che rappresenta.
il Registro Italiano Alfa Romeo (RIAR) è un’associazione no profit fondata a roma nel 1962 da
uno degli antesignani del motorismo storico italiano,
Francesco santovetti, che ne fu primo presidente,
e dal barone Giorgio Franchetti, appassionato collezionista e grande esperto non solo di auto ma
soprattutto di arte. nel 1968 il RIAR fu trasferito a
milano, ai vecchi uffici del portello in Via Gattamelata,
presso l’alfa romeo che ne intuì la validità degli
scopi e la notevole immagine per l’azienda stessa.
oggi ha sede ad arese (mi), presso il museo
storico dell’alfa romeo, conta oltre 2.000 soci in
tutto il mondo, tra cui alcuni musei, possessori
d’importanti vetture di cessata produzione della
il RIAR è federato all’automotoclub storico italiano,
ha rappresentanza nelle organizzazioni automobilistiche nazionali ed internazionali (FIA, ACI, ASI),
nonché in varie Commissioni istituzionali nell’amministrazione dello stato per i settori di competenza.
annualmente organizza 4/5 manifestazioni, sia in
italia sia all’estero, con partecipazioni internazionali
e con i patrocini delle più alte istituzioni dello
stato. È presente nelle più importanti manifestazioni
motoristiche, in autodromo o fieristiche, nazionali
ed internazionali. È in grado di fornire consulenza
e assistenza per il restauro di vetture di interesse
storico alfa romeo.
il RIAR ha la disponibilità del museo storico alfa
romeo di arese, nonché di importanti supporti
quali: l’archivio storico, il centro documentazione
e la cineteca.
tutti i veicoli alfa romeo conservati o restaurati,
prodotti da almeno 20 anni, sono iscrivibili ed
omologabili (in questo secondo caso solo se perfettamente rispondenti alle loro specifiche di origine)
e riconosciuti quindi di interesse storico e/o collezionistico. sono inoltre iscrivibili ed omologabili37
della proVinCia di romaINTERSETTORIALELA FMI HA ISTITUITO IL REGISTRO
STORICO NAZIONALE PER CREARE
OCCASIONI DI VALORIZZAZIONE DEL
PATRIMONIO MOTOCICLISTICO.
si impegna a rispettare il suo statuto e i suoi regolamenti. inoltre, aderisce al CONI, alla Fédération Internationale des Voitures Anciennes (FIVA).
il decreto ministeriale del 17/12/09 convertito il
20/03/2010 dà la possibilità al RFI di emettere il
inoltre viene rilasciato a richiesta un Certificato b
di rilevanza storica e Collezionistica (semplificato)
che funge anche da Certificato di datazione e
storicità per veicoli circolanti, qualora richiesto da
Compagnie assicuratrici e da alcuni enti pubblici.(anche in questo caso solo se perfettamente rispondenti alle loro specifiche di origine) i veicoli
alfa romeo conservati o restaurati, prodotti anche
prima dei 20 anni, se rientranti nella lista Chiusa.
sono inoltre iscrivibili ed omologabili tutte le vetture
di serie preparate per le competizioni, le monoposto
e le biposto sport con motorizzazione alfa romeo,
da valutarsi di volta in volta con il supporto di
valida documentazione che ne confermi la specifica
attività agonistica, nonché vetture più recenti ma
prodotte in numero di esemplari limitato o con caratteristiche tecniche, costruttive o estetiche di
per le auto storiche dei soci e per loro richiesta, il
RIAR rilascia varie certificazioni: Certificato di iscrizione al registro, Certificato di rilevanza storica e
Collezionistica, Certificato di omologazione.
il socio la cui auto sia stata preventivamente omologata potrà inoltre richiedere e ottenere la Certificazione di autenticità sottoponendo la vettura ad
un ulteriore specifico esame da parte della Commissione tecnica del riar.
Il Registro Fiat Italiano
il Registro Fiat Italiano è un’associazione libera,
senza fini di lucro, apolitica e apartitica, costituita per
riunire i collezionisti e gli studiosi della marca, con
sede a torino. il registro Fiat italiano aderisce all’automotoclub storico italiano, s’ispira ai suoi principi e38
della proVinCia di romaIl Lancia Club - Registro Storico Lancia
il lancia Club, nato nel 1972 e con sede torino, è
un’associazione senza fini di lucro fra proprietari
od estimatori dei veicoli di marca lancia. per concessione da parte del titolare del marchio lancia
dei registri di produzione e documentazioni correlate,
il lancia Club è gestore esclusivo del registro
storico lancia, legalmente autorizzato alla certificazione dei veicoli d’interesse storico e collezionistico.
il registro storico lancia iscrive le vetture lancia
d’epoca dopo averle certificate, interpreta i documenti e i registri di produzione di marca per
verificare la conservazione dell’originalità di ogni
auto lancia sottoposta a verifica.
dal 1973 al 2013 il registro storico lancia ha
iscritto nei propri elenchi ufficiali 2.546 vetture corrispondenti ai requisiti di conservazione o di restauro
richiesti per la certificazione attestante lo stato di
interesse storico e collezionistico.
sono iscrivibili al registro storico lancia tutte le
vetture di marca lancia di cessata produzione con
data di costruzione risalente ad almeno venti anni
prima della data di presentazione della richiesta.
sono altresì iscrivibili al registro storico lancia le
auto lancia costruite prima di tale data e riconosciute storiche dal lancia Club con specifiche
motivazioni. Queste ultime vetture, tuttavia, non
potranno usufruire delle agevolazioni previste per
legge per i veicoli definiti di interesse storico e collezionistico fino al raggiungimento dei venti anni
dalla data di costruzione.
l’iscrizione al registro storico lancia comporta
l’omologazione del veicolo secondo la catalogazione
e la classificazione previste dal relativo regolamento
in ottemperanza al regolamento FIVA. ■INGEGNERIAINTERSETTORIALEa cura di
Ing. d. giordano
Ing. M. Villa
Ing. l. quaranta
commissioneacusticavisto da
Ing. g. fascinelli
Ing. M. PascaMETODI DI RIDUZIONE DEL
RUMORE DI UN MISSILE SPAZIALE
PER MEZZO DELL’INIEZIONE DI
ACQUA NEBULIZZATA E DI
Uno dei parametri di progetto di un vettore
spaziale è il rumore massimo ammissibile nella
regione apicale del missile, occupata dal
“carico pagante”.
della proVinCia di romaINTERSETTORIALEIN UN RAZZO SPAZIALE LA PRINCIPALE
QUANTITÀ DI RUMORE È PRODOTTA DAI
GAS COMBUSTI EMESSI DAGLI UGELLI
SUPERSONICI.partenza si realizza quindi la condizione di produzione di massimo rumore, enfatizzato anche
dalla presenza del suolo.
nella presente trattazione saranno esaminate le
tecniche utilizzate tradizionalmente per ridurre alla
fonte l’emissione acustica nella regione sottostante
al razzo durante la fase di accensione e di distacco
dal suolo, per un contenimento efficace del rumore
e delle vibrazioni in corrispondenza della regione
apicale del razzo. i metodi più efficaci per tale attenuazione consistono nell’immissione di acqua
nebulizzata alla base del missile e nell’uso di condotti di deflusso dei gas incandescenti.INTRODUZIONE
i vettori spaziali sono progettati seguendo dei requisiti costruttivi che dipendono dalla missione da
compiere e dal carico da trasportare. nella fase di
studio e sviluppo di tali lanciatori vengono eseguite
numerose valutazioni teoriche, e vengono condotte delle corrispondenti campagne sperimentaliFigura 1. Base Space Shuttle,
nube di acqua iniettata prima
del lancio. (Nasa Facts report:
FS-2014-08-123-MSFC G51857,
http://www.nasa.gov/sls/).In prossimità del suolo il propulsore dovrà
generare la spinta maggiore, per consentire
di ottenere il massimo impulso e per vincere
l’attrazione gravitazionale terrestre, che decresce con il quadrato della distanza dal suolo. per
un’ottimizzazione della spinta, infatti, la propulsione è suddivisa in più stadi, dimensionati in
funzione delle diverse fasi della missione. alla41
della proVinCia di romaINTERSETTORIALE
Figura 2. Rappresentazione di
convogliatori conici
(asimmetrici) per lanciatore in
scala VEGA (-5-).Figura 3. Base Ariane, decollo
del VEGA in assenza di
trattamento del getto caldo
(http://www.esa.int/ESA).42
della proVinCia di romasu razzi in scala ridotta, per una stima di numerosi
parametri progettuali e di fenomenologie quali il rumore generato ed i sistemi di attenuazione acustica.
l’attrazione gravitazionale diminuisce con il quadrato della distanza dalla terra, per cui la fase propulsiva dovrà essere differenziata in stadi per
adeguare la spinta propulsiva alle varie fasi del lan-cio. il primo stadio dovrà inoltre produrre il maggiore impulso (inteso come variazione di velocità
nell’unità di tempo).
durante la partenza s’instaura la condizione di
massima emissione acustica a causa sia della condizione di esercizio del propulsore (endoreattore) e
sia per la vicinanza del terreno che riflette le onde
sonore incidenti. Con il crescere del “carico utile”
dovrà in corrispondenza aumentare la spinta necessaria per il decollo e, con essa, il rumore
emesso. nel caso di carichi paganti onerosi (es.
Ariane, Space Shuttle) la potenza sonora è assai
elevata (supera i 180 db spl) ed è fondamentale
realizzare dei metodi per l’attenuazione della
stessa alla base del razzo, per consentire di trattare il rumore e ridurlo al di sotto del valore di soglia
imposta (145 db spl) a tutela delle attrezzature di
bordo. il primo passo della progettazione acustica
è quindi costituito dall’analisi del rumore generato
alla partenza. in seguito viene effettuato un dimensionamento strutturale adeguato delle parti costituenti i supporti del vettore spaziale e dei condotti
per il convogliamento ed il trattamento dei gas incandescenti emessi dagli ugelli dei motori a combustibile solido o liquido. in analogia con la realeINTERSETTORIALEL’ATTRAZIONE GRAVITAZIONALE
DIMINUISCE CON IL QUADRATO DELLA
DISTANZA DALLA TERRA, PER CUI LA
FASE PROPULSIVA DOVRÀ ESSERE
DIFFERENZIATA IN STADI PER ADEGUARE
LA SPINTA PROPULSIVA ALLE VARIE FASI
DEL LANCIO.attraverso gli stessi gruppi adimensionali di progetto (particolarmente lo Strouhal) si ottiene una
previsione del rumore reale, con buona precisione
di calcolo. appena ottenuta la valutazione del livello
acustico generato dal vettore spaziale, si esegue
un confronto con il valore limite imposto dal committente qualora fosse superiore al limite, sarà obbligatorio l’impiego di metodi di attenuazione del
rumore stesso. nel caso del lanciatore VEGA
(acronimo di Vettore Europeo di Generazione
Avanzata) [12] il rumore generato è inferiore a
quello ammissibile e non sono necessari sistemi
addizionali per la riduzione del rumore (Figura 3).
di seguito si riportano alcune tecniche tipicamente
impiegate per tale trattamento acustico.procedura progettuale, nel corso di questa trattazione ci si soffermerà prima sulla fase di dimensionamento del propulsore in scala ridotta e con
proprietà fisiche ed acustiche riconducibili al modello reale, con l’impiego dei gruppi adimensionali
di controllo. in seguito saranno illustrati principi fisici e metodologie impiegate per l’abbattimento del
rumore, che consistono:
1. nell’iniezione e nebulizzazione d’ingenti portate d’acqua nei gas combusti (Figura 1);
2. nella loro copertura con schermi protettivi (Figura 2).ABBATTIMENTO DEL RUMORE PER
MEZZO DELL’INIEZIONE DI ACQUA
NEBULIZZATA E DI PARATIE DI
PROTEZIONEANALISI CON MODELLI IN SCALA DEL
RUMORE GENERATO, BASATA
SULL’IMPIEGO DI GRUPPI
la progettazione acustica del vettore spaziale in
scala reale, è stata avviata preliminarmente attraverso l’iniziale progettazione di un prototipo in
scala ridotta, i cui parametri operativi sono assegnati nel rispetto dei gruppi adimensionali di governo [12].
in questo settore di studi, i principali gruppi adimensionali che individuano il comportamento fluidodinamico, acustico e termico sono:
- il Reynolds;
- il Mach;
- lo Strouhal (riconducibile solo in alcuni casi al
Reynolds);
- il Nusselt.
una volta individuate le caratteristiche di spinta, velocità del getto e temperatura, si realizza il motore
endotermico, si assembla al vettore scalato e si effettuano alcune prove di lancio, una per ogni possibile condizione di partenza, e si acquisisce lo
spettro ed il livello acustico del rumore generato.i gas combusti emessi dagli ugelli dei motori dei
razzi (a combustibile solido o liquido) generano
nella fase di partenza elevati livelli di rumore le cui
cause scatenanti derivano dalle seguenti fenomenologie:
- elevata produzione di scie vorticose conseguente al miscelamento turbolento dei gas;
- brusche variazioni di densità e temperatura
generate dalle onde di mach;
- propagazione ed interazione delle stesse
onde d’urto in campo libero o confinato,
conseguenti anche ad un gas non perfettamente espanso [4, 6].
il miscelamento turbolento dei gas costituisce la
componente dominante del rumore, mentre le
onde di Mach innescano picchi acustici solo lungo
la direzione di propagazione. storicamente il principale metodo utilizzato per l’abbattimento e la riduzione dei livelli massimi acustici nelle piattaforme
di lancio, è la nebulizzazione fine di alte quantità di
acqua (Figure 1, 5 e 7), in quantità dell’ordine di uno
a due, rispetto alla portata di gas in transito [4] che
corrisponde, nella fase di massima spinta al decollo, a circa 1.130 m3/min (300.000 gpm) di acqua
nebulizzata (figure 1 e 7). il secondo accorgimento
adottato per ridurre il livello di rumore agente sul carico pagante (in cima al razzo) è l’impiego di due
convogliatori per il deflusso dei gas di scarico, disposti contrapposti e configurati a forma conica,
con sezione rettangolare (Figura 2). Quest’ultimo
accorgimento strutturale agisce direttamente sulle
onde d’urto impedendo il riflesso verso l’alto. sulla
sommità del razzo deve, infatti, essere contenuto
al massimo il livello finale di rumore con picchi infe-43
della proVinCia di romaINTERSETTORIALE
Figura 4. Base Space Shuttle
e serbatoio d’acqua
(https://goo.gl/2i5hBR).riori a 145 db [7, 8]. nelle basi di lancio le pareti dei
convogliatori di flusso (Figura 2) sono realizzate in
calcestruzzo armato e la presenza dell’acqua ne di
 abbassare
la tempe- 
bulizzata consente anche
ratura di esercizio di tali pareti, evitandone il
deterioramento per eccessiva esposizione termica.
l’ingente quantità d’acqua che viene iniettata pro
 nella sezione di
viene dal serbatoio sferico
lancio, e deve poter
 essere immessa
durata del distacco del razzo. nelle immagini sono
raffigurate due distinte basi di lancio: quella dell’A
riane (Figura 3) e quella dello Space Shuttle (Figura
4). in entrambe
di conservazione:sibili i serbatoi sferici di acqua posti in alto ed in
prossimità del vettore stesso.
l’immissione dell’acqua riduce le tre componenti
 cui si è fatto cenno. ma il suo principale
effetto è di ridurre la velocità del getto del propulsore e la sua temperatura [9]. l’improvviso incremento di massa del fluido in uscita dal motore del
razzo,
 ottenuto
  l’ingente
 nebulizzazione
  di
 comporta infatti
  una
 riduzione
in seguito alla brusca diminuzione della velocità e
della temperatura del getto. più in dettaglio, le
espressioni che consentono di descrivere l’effetto
 massa:ߩ௝ଵ ‫ݑ‬௝ଵ ‫ܣ‬௝ଵ ൌ ߩ௝ଶ ‫ݑ‬௝ଶ ‫ܣ‬௝ଶ െ ߟ݉Ʋ௪  
ଶ
െ ߩ௝ଵ ‫ݑ‬௝ଵ
‫ܣ‬௝ଵ ൌ െ‫ܨ‬ௗ ൅ߟ݉
Ʋ ௪ ‫ݑ‬௣  
ଶ
quantitàdimoto:ߩ௝ଶ ‫ݑ‬௝ଶ
‫ܣ‬௝ଶ
 energia:݉Ʋ௝ଶ ൬ܿ௣௝ ܶ௝ଶ ൅
௨ೕమଶ൰ൌ݉
Ʋ ௝ଵ ൬ܿ௣௝ ܶ௝ଵ ൅మ
௨ೕభଶ൰ െ ‫ܨ‬ௗ ‫ݑ‬௣ ൅ ߟ݉
Ʋ ௪ ܶ௣ ܿ௣௟ equazione di stato dei gas perfetti: ߩ௝ଵ ܴ௝ଵ ܶ௝ଵ  ߩ௝ଶ ܴ௝ଶ ܶ௝ଶ 44
INTERSETTORIALEFigura 5. Volume di controllo
Schema della configurazione
con iniezione d’acqua [4].onde di pressione acustiche (rumore) sono le
equazioni di conservazione riportate alla pagina
precedente [3].
tali relazioni sono impiegate nell’ambito di un tubo
di flusso (Figura 6), che costituisce il volume di controllo del fenomeno, con una sezione di accesso
Aj1 pari a quella d’uscita dell’ugello ed una sezione
di efflusso Aj2, mentre ρj1, uj1, e ρj2, uj2, ḿj2, sono
le corrispondenti densità, velocità e portate del
fluido in transito. il campo di moto è caratterizzato
a sua volta da una portata d’acqua evaporata pari
a ƞḿj2. per quanto riguarda le caratteristiche specifiche del gas nelle superfici di controllo vengono
considerate le temperature Tj1, Tj2, le costanti di
stato Rj1 ed Rj2, il calore specifico cpj ed una forza
resistente Fd.
per il principio di conservazione della massa (equazione 1) e della quantità di moto (equazione 2) se
a parità di sezione si ha un improvviso aumento
della densità, ne deriva un’immediata riduzione del
campo di moto. l’acqua nebulizzata a contatto
con i gas incandescenti del motore è sottoposta
ad una conseguente brusca evaporazione che fa
ridurre la temperatura del fluido in transito, come
si può desumere anche dall’equazione dell’energia
(equazione 3). dall’equazione di stato dei gas
(equazione 4) è possibile poi valutare la finale diminuzione dell’onda di pressione, legata agli effetti
dell’immissione di acqua (con densità circa costante la temperatura diminuisce e con essa la
pressione) [4]. la diminuzione del campo di moto
cui si fa menzione si manifesta ad una distanza
dell’ordine di due diametri dal punto di uscita.
un successivo parametro che influenza la riduzione delle emissioni acustiche è l’angolo con cui
viene iniettata l’acqua. se la direzione d’immissione del liquido forma un’angolazione compresatra i 45 e i 60 gradi rispetto a quella del fluido in
transito, si ottiene un’ottimizzazione del processo
di penetrazione delle goccioline d’acqua nel cuore
del getto con una riduzione al minimo dell’incremento della resistenza di scorrimento del fluido
stesso [5]. altro elemento importante da valutare
per il contenimento del rumore generale di lancio
(Overall Sound Pressure Level - OASPL) è il rapporto tra la portata d’acqua iniettata alla base del
razzo e la portata di combustibile erogata con motore acceso. Gli studi di settore [3,4,8,9] hanno
consentito di evidenziare un effetto crescente dell’abbattimento acustico con l’aumentare della portata d’acqua (Figura 6). Con rapporti superiori a 2Figura 6. Riduzione del
rumore (OSPL) in funzione
acqua/propellente (Nasa
Facts report: FS-2014-08123-MSFC G-51857,
http://www.nasa.gov/sls/).45
della proVinCia di romaINTERSETTORIALEFigura 7. Rappresentazione
artistica del futuro lanciatore
della Nasa da 70 tonnellate
http://www.nasa.gov/sls/.si innescano degli stridori generati dalle stesse
goccioline d’acqua che iniziano a loro volta a divenire sorgenti di rumore. Come si è già accennato
per il VEGA, nel caso di vettori spaziali per il trasporto di carichi ridotti, si è costatato che è sufficiente lo schermo acustico dei condotti di
convogliamento dei gas, per contenere il rumore
sotto i 145 db spl nella regione del carico pagante. nel caso invece di elevati pesi al decollo, la
spinta necessaria per il distacco è nettamente superiore e solo l’impiego sinergico dell’iniezione
d’acqua e degli schermi consente di ridurre il rumore da 180 - 200 db ai 150 db ammissibili.
riassumiamo, infine, la motivazione della riduzione
del livello di rumore in funzione della temperatura.
dall’equazione di stato dei gas perfetti (equazione
4) e con riferimento alla Figura 5 si ha:
P1 = ρ1 RT1 [pa] e P2 = ρ2 RT2 [pa]
(calcolati sulle relative sezioni di studio a1 e a2 di Figura 5).
poiché dall’equazione che descrive il livello di rumore sulle medesime sezioni, si avrà:
lps = 10 log (p2 / p1) [db]
si potrà quindi desumere che l’iniezione dell’acqua
a valle del getto incandescente, comporti una brusca riduzione della temperatura locale del getto per46
della proVinCia di romaeffetto dell’evaporazione, ed un lieve incremento
della densità. se per ρi , si ha un piccolo incremento, per t si ha un decremento assai più importante (di circa un ordine di grandezza). il risultato
del loro prodotto farebbe desumere una riduzione
della pressione del fluido in transito. dato che
un’onda acustica è comunque generata da
un’onda di pressione, la riduzione di p2/p1 comporta alla fine una complessiva riduzione del livello
di pressione lps [db].CONCLUSIONE
la progettazione di motori e dei corrispondenti
razzi in scala, secondo i principali numeri adimensionali di governo, consente di realizzare dei prototipi per mezzo dei quali si eseguono dei test
acustici finalizzati alla minimizzazione del rumore
emesso ed alla limitazione delle vibrazioni nella regione alta del vettore spaziale, ove sarà poi ubicato
il carico pagante. si esegue poi una serie di prove
con e senza i due principali sistemi di trattamento
del rumore: l’immissione di acqua e l’uso di convogliatori sui gas di scarico. il confronto di una condizione operativa in scala con una reale, permetteINTERSETTORIALELA PROGETTAZIONE DI MOTORI E DEI
CORRISPONDENTI RAZZI IN SCALA,
SECONDO I PRINCIPALI NUMERI
ADIMENSIONALI DI GOVERNO, CONSENTE
DI REALIZZARE DEI PROTOTIPI PER
MEZZO DEI QUALI SI ESEGUONO DEI TEST
ACUSTICI FINALIZZATI ALLA
MINIMIZZAZIONE DEL RUMORE EMESSO
ED ALLA LIMITAZIONE DELLE VIBRAZIONI
NELLA REGIONE ALTA DEL VETTORE
SPAZIALE.di estendere l’insieme di risultati ottenuti sul prototipo al caso reale, con una preliminare ottimizzazione della base di lancio. l’impiego d’iniezione
d’acqua nella fase di start up, condizione di massima spinta e rumore, causa una brusca riduzione
delle onde di pressione acustica e riduce la temperatura di esercizio delle strutture della base d’appoggio del razzo.
i convogliatori di flusso impediscono la propagazione verso l’alto di onde d’urto e di pressione. la
sinergia di tali interventi correttivi riduce anche
l’ammontare delle vibrazioni autoindotte sul lanciatore stesso. nel caso di un missile di peso limitato,
come il VEGA, è stato possibile effettuare il lancio
senza impiego di iniezione d’acqua, grazie ai vari
test in scala, che ne hanno permesso di valutare il
reale impatto acustico, limitando la riduzione del
rumore ai soli schermi. nel caso invece di missili
per missioni interplanetarie, ove il carico pagante
supera le 50 tonnellate, è indispensabile l’adozione
dell’abbattimento sinergico acqua/schermi, per
contenere il picco dell’energia acustica sotto ai
145/150 db massimi ammissibili. ■BIBLIOGRAFIA:
[1] Eduard Perez: Ariane 5 User’s Manual, Issue 5 Revision 1 luglio 2011, pubblicato su www.arianespace.com.
[2] Denis Gély, Georges Elias, Flavia Mascanzoni, Henri Foulon: Acoustic Environment of the VEGA Launch
Vehicle at Lift-Off; Atti del ForumAcusticum 2005 (pagg. 821÷826);
[3] Max Kandula: Prediction of Turbulent Jet Mixing Noise Reduction by Water Injection; distribuito dalla
NASA Center for Aerospace Information (CASI), www.nasa.com.
[4] Max Kandula: Broadband shock noise reduction in turbulent jet by water injection. Distribuito dalla NASA
Center for Aerospace Information (CASI), www.nasa.com.
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Environment to Payload Acoustic Specification, Atti dell’European Conference on Spacecraft Structures,
Materials & Mechanical Testing, Nordwijk (Olanda) 10-12 maggio 2005 (ESA SP-581 Agosto 2005).
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Mechanism of Turbulence II (editrice Fieldler), Lecture Notes in Physics, volume 76, pagine 154-170,
Springer 1977.
[7] N.S. Dougherty, S.H. Guest: A correlation of scale model and flight aeroacoustic data for the Space Shuttle
vehicle, AIAA-84-2351, AIAA/NASA 9th Aeroacoustics Conference, Williamsburg, Virginia, Ottobre 1984.
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overpressure phenomenon, JANNAF 13th Plume Technology Meeting, CPIA-PUB-357, Vol. 1, 1982.
[9] V. Morinie, Y. Gervais, J.L. Peube: Numerical calculation of spectrum emission and jet noise reduction by
injection of mass, Internoise 95, Newport Beach, pagine 273-276, Luglio 1995.
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1960, pagg. 345-356, Guggenheim Aeronautical Laboratory, California Institute of Technology,Pasadena,
[11] Boye Ahlborna, Mae L. Setob, Bernd R. Noackc: On drag, Strouhal number and vortex-street structure,
Fluid Dynamics Research n.30 (anno 2002) pagg. 379–399, Elsevier.
[12] D. Giordano, M. Villa, L. Quaranta: Progettazione acustica di un razzo in scala ridotta per la simulazione di
un missile spaziale; “Io Roma” rivista e quaderno dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma
n.2/2016, ISSN 2284-4333.47
SUL QUADERNOGLI ARTICOLI SUL QUADERNO N. 1/2017
Area civile ambientaleil campo sonoro che investe la cabina di guida, dovranno
essere studiati i materiali da impiegare al suo interno sia
per evitare fenomeni di risonanza e sia per accentuare
l’attenuazione delle frequenze indesiderate...STIMA DELL’ONDA DI PIENA DI PROGETTO PER
PICCOLI BACINI IDROGRAFICI NON STRUMENTATIPROGRAMMA PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE
E LA RIGENERAZIONE URBANA DELL’AREA DI
BAGNOLI-COROGLIOa cura di: ing. d. Benotti, ing. M. zagni
commissione: Project Management in ambito Civile e ambientale
visto da: ing. g. Boschi
il governo con il decreto cosiddetto sblocca italia (art. 33,
co. 6, d.l. 12 settembre 2014, n. 133 convertito nella
legge 164/2014) ha individuato l’area di rilevante interesse
nazionale di Bagnoli-Coroglio e ne individua un Commissario straordinario di governo per la sua boniﬁca ambientale e rigenerazione urbana. Con il successivo d.P.C.M. del
15 ottobre 2015, INVITALIA (l’Agenzia per l’attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d’impresa) è stata nominata
soggetto attuatore deputato alla predisposizione e all’attuazione del cosiddetto “Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana” (PRARU). il Programma è
stato presentato alla Cabina di Regia e se ne riporta di seguito una breve sintesi...a cura di: ing. s. grimaldi, ing. R. Piscopia
commissione: dissesto idrogeologico
visto da: ing. M. R. di lorenzo, ing. M. Pasca, ing. d. saltari
Per la stima della portata di progetto l’ingegnere civile da
sempre utilizza la formula razionale. La procedura illustrata
propone una metodologia alternativa avanzata preservandone la semplicità di utilizzo.
Stima della portata al colmo e dell’idrogramma di piena di
Parametro cruciale per il dimensionamento delle infrastrutture idrauliche.
la fragilità del territorio nazionale dal punto di vista idrogeologico è ampiamente nota e di frequente evidenziata
dai media in occasione dei ripetuti fenomeni di dissesto
che sovente avvengono.
a testimonianza dell’enorme impatto socio economico del
rischio idrogeologico basta citare pochi numeri: in italia
negli ultimi 100 anni ci sono state oltre 7.000 alluvioni e
17.000 frane, e costi stimabili intorno ai 25 miliardi di euro
solo negli ultimi 25 anni.
l’aggressivo cambiamento idrologico in atto (i.e. alterazioni
non controllate dell’uso del suolo) ed il presunto cambia-CONTENIMENTO E TRATTAMENTO DEL RUMORE
PER L’OTTIMIZZAZIONE DEL COMFORT ACUSTICO
NELL’ABITACOLO DEGLI AUTOVEICOLIa cura di: ing. d. giordano, ing. B. grimaldi
commissione: acustica
visto da: ing. g. fascinelli, ing. M. Pasca
la progettazione integrata degli autoveicoli dell’ultima generazione prevede l’ottimizzazione di numerosi obiettivi,
uno di questi è quello acustico. un veicolo può essere
schematizzato da un punto di vista acustico come una
cella abitativa, per ospitare il conduttore ed i passeggeri,
ed un insieme di elementi circostanti che costituiscono
singole sorgenti di rumore. tali sorgenti vanno a cumularsi
ed integrarsi nell’abitacolo stesso. la progettazione e la
successiva sperimentazione acustica dovranno prima soffermarsi sulle singole sorgenti speciﬁche. una volta ottenuto48
della proVinCia di romaCOME LEGGERE GLI ARTICOLI
QR code di area.I CONTRIBUTI
mento climatico impongono continui aggiornamenti dei
valori delle variabili di progetto utili per il dimensionamento
delle opere idrauliche e degli strumenti di pianiﬁcazione
(i.e. Piani di assetto idrogeologico)....GESTIONE INTEGRATA DELLE COSTE E
BIODIVERSITÀa cura di: ing. f. Boccalaro, dott. biol. N. Cantasano
Commissione: ingegneria Naturalistica
Visto da: ing. M. Pasca
il rapporto uomo-mare è da sempre fonte d’interessi conﬂittuali e di tensioni sociali, che hanno assunto in questi
ultimi decenni particolare gravità. lo sviluppo incontrollato
delle attività antropiche nelle regioni litorali, infatti, ha causato un sovraccarico ed in alcuni casi particolarmente
gravi il superamento delle capacità di carico degli ecosistemi costieri nei confronti di una sempre più invasiva e
crescente pressione antropica. in un paesaggio costiero in
continuo divenire, la linea di costa rappresenta una frontiera
a cavallo di due mondi: l’universo liquido e le terre emerse.
questi due ambienti racchiudono nei loro conﬁni una grande
varietà di specie animali e vegetali. tali risorse naturali
sono, tuttavia, limitate nel tempo e nello spazio e devono
essere, pertanto, conservate ai due lati di questa frontiera.
il territorio costiero è, infatti, un prezioso elemento per una
possibile ripresa economica delle società umane ed un
volano per lo sviluppo dell’economia nazionale, grazie al
gran numero di attività economiche concentrate in questa
ristretta area di transizione tra terra e mare...Area industrialeLCA: LA VALUTAZIONE DEI POTENZIALI IMPATTI
AMBIENTALI LUNGO L’ARCO DI VITAa cura di: ing. R. gelpi
commissione: Efﬁcienza energetica
visto da: ing. l. argentieri, ing. N. Pegoraro
Nel contesto del processo di progettazione sostenibile sono
ﬁssati obiettivi di miglioramento:
1. ambientale: minor impatto sul territorio, preservazione delle risorse non rinnovabili;2. sociale: qualità della vita (lavoro, abitazione, salute);
utilizzo di tecnologie non nocive e di materiali salubri; condizioni di benessere degli utenti;
3. economico: efﬁcienza, diminuzione dei consumi di
energia primaria fossile e di risorse rispetto a soluzioni consolidate energivore e fortemente inquinanti.
in tale ottica, a partire dagli anni novanta su scala prima
privata e poi pubblica, sia in america che in Europa, è
stato sviluppato il processo dell’“Analisi del Ciclo di Vita”,
acronimo americano LCA (Life Cycle Assessment), con cui
eseguire la valutazione degli impatti energetici e ambientali
potenziali di un prodotto nell’arco di tutto il ciclo di vita. la
metodologia, divenuta scientiﬁca grazie allo sforzo messo
in atto dalla ricerca applicata della comunità internazionale,
è sempre più interessante per lo sviluppo raggiunto dalle
banche dati dei materiali e dei prodotti, oggi disponibili
gratuitamente su internet per molti di essi ed ormai organizzati in sistemi di raccolta conformi alle norme uNi EN
iso 14040...CONOSCERE GLI EFFETTI DEL RADONa cura di: ing. s. Cecchetti
commissione: Radioprotezione e gestione emergenze
visto da: ing. g. Bisceglie, ing. a. taglioni
il Radon fa parte dei cosiddetti gas nobili, caratterizzati da
una scarsa reattività chimica: lo troveremo quindi sotto
forma di molecola monoatomica in forma cristallina. È un
gas inodore e incolore, solubile in acqua.
il Radon (222Rn) è una sostanza radioattiva (vita media 3,86
giorni, emissione di particelle α, prodotto di decadimento
Polonio (218Po), metallo pesante).
il Radon si riscontra principalmente nel terreno che è stato
oggetto di movimenti vulcanici; in tali zone i suoi precursori
(che comprendono l’uranio 238) e, data la solubilità in acqua, è presente nelle falde acquifere.
si è stimato che il suolo contiene circa l’80% del Radon
presente nell’atmosfera, l’acqua il 19% e altre fonti l’1%.
È circa 8 volte più pesante dell’aria, e per questa sua caratteristica tende ad accumularsi negli ambienti conﬁnati
e quindi anche nelle abitazioni. lo troviamo inoltre nel materiale edile quali il tufo e graniti oltre alle lave e alle pozzolane.
tra gli elementi radioattivi presenti nelle rocce e nel terreno
di passata attività vulcanica si osservano tre catene radioattive:
a. ha origine dall’uranio 238 (238u) e si conclude con il
Piombo 206 (206Pb); costituisce la serie dell’uranio;
b. ha origine dall’uranio 235 (235u) e termina con il
Piombo 207 (207Pb); è detta serie dell’attinio;
c. ha origine dal torio 232 ( 232 th) e termina con il
Piombo 208 ( 208 Pb); viene definita serie del torio... ■49
Ing. f. Marinuzzi
Ing. P. RealeCYBERSPIONAGGIO:
Spioni informatici, cyber attacchi durante le
elezioni, violazioni della privacy e pubblicazioni
di segreti di Stato: la cybersecurity è una
priorità non più rimandabile.
della proVinCia di romaFOCUSLE NUOVE MICROSPIE SI MUOVONO A
LIVELLO COSÌ PROFONDO, NEI
DISPOSITIVI CHE INFETTANO PERSONAL
COMPUTER, STAZIONI DI GIOCO,
CELLULARI, DATI DIGITATI SULLA
TASTIERA, FACENDO UNA PESCA A
STRASCICO E COLLEZIONANDO USER E
PASSWORD DI ACCOUNT, EMAIL, BANCHE
ED ALTRO ANCORA.IL CAMBIO DI DNA DELLE MICROSPIE
Ing. F. Marinuzzidi solito le microspie sono invisibili, celate nelle
pareti, nascoste nelle lampade, ricercate e contrastate da vari sistemi ultrasofisticati atti alla bonifica
degli ambienti. sono costose, piccole dunque micro, difficili da reperire, utilizzate per lo più da personale specializzato non a buon mercato.
improvvisamente, con il recente caso di cronaca
che ha coinvolto un ingegnere nucleare, non
iscritto, di roma e che il collega paolo reale di
seguito tratterà in dettaglio, la maggior parte delle
persone ha scoperto che le nuove microspie hanno
cambiato radicalmente il loro DNA. non sono piùpiccole, invisibili, costose ma possono essere attivate anche all’insaputa dell’utente e delle persone
in contatto con l’obiettivo. soprattutto sono amate,
portate con sé ovunque, sempre, di giorno e di
notte in luoghi privati e pubblici, sono dotate di sistemi di ascolto e ripresa avanzati, anche talvolta
ad alta risoluzione. si sono talmente dematerializzate da riuscire ad incarnarsi nei nuovi telefonini
detti smartphone caratterizzati dall’aver un sistema
operativo tipo Android o iOS.
siamo noi stessi, a nostra insaputa, che le portiamo
ovunque, che le alimentiamo tutte le sere e le teniamo aggiornate, passo passo, di tutto quanto
facciamo e pensiamo.
spostamenti sul territorio, dati sanitari sul cuore,
le corse i passi, messaggi vari via SMS, whatsapp,
ed altri, ricerche su internet, attività sui social
networks, su Facebook, sulle nostre preferenze, le
esigenze, le preoccupazioni, i desideri, gli amori e
Queste nuove microspie si muovono a livello così
profondo, nei dispositivi che infettano Personal
computer, stazioni di gioco, cellulari da registrare
tutti i dati digitati sulla tastiera, facendo una pesca
a strascico e collezionando user e password di
account, email, banche ed altro ancora.
se vogliamo, anche involontariamente spegnerle
è difficile se non impossibile. si nutrono di energia
presente in batterie inamovibili su molti modelli e
usano microfoni e telecamere che non hanno meccanismi di chiusura né sistemi di silenziamento dinamico. Quando ci sarà una ampia diffusione di
cover a gabbia di faraday con disturbatore audio
sul microfono e tappo sulla videocamera che ci
possa per almeno pochi minuti, dare l’ebbrezza51
della proVinCia di romaFOCUSdella vera privacy?
Snowden ed altri esperti dicono che durante le
riunioni, usano mettere i cellulari nel frigorifero o
nel forno a microonde ma queste sono soluzioni
evidentemente poco portatili! per assurdo i vecchi
telefonini, in parte ancora in vendita a 10 o massimo 20 euro, nel loro esser semplici, privi di sistema operativo sono molto sicuri e preziosi rispetto a queste nuove microspie dematerializzate.
ma di là da attendere nuove cover schermanti o
ripiegare su cellulari di vecchia generazione come
possiamo proteggerci e fronteggiare questa nuova
sfida senza perdere tutti i vantaggi che comunque
comportano gli smartphone? la parola deve passare agli esperti e gli esperti siamo noi ingegneri
con le opportune specializzazioni ed adeguati corsi
e percorsi di continuo aggiornamento. e proprio
per questo abbiamo organizzato un avvincente seminario il prossimo 15 febbraio all’ordine dal titolo
significativo “Cyberspionaggio e diritto alla privacy:
comportamenti e tecniche da adottare per proteggersi” dove esperti, tutti colleghi, del mondo
accademico, professionale, aziendale, oltre a descrivere i casi di cronaca recente presentano le
loro soluzioni rendendo tutti più consapevoli su
questo tema richiamato anche nelle recenti elezioni
usa. ritengo importante poter dire la nostra, promuovendo così la nostra eccellenza, autorevolezza
e l’importanza della nostra figura di ingegneri in
questa nuova dimensione di insicurezza generale
dove si sentono parlare troppo spesso soggetti
improvvisati e senza alcun background accademico e professionale congruente.VIP ED ISTITUZIONI SPIATE?
LA RECENTE SPY STORY ITALIANA
E LE LEZIONI DA IMPARARE
Ing. P. Reale1https://goo.gl/zwSQE6.52
della proVinCia di romail recente caso di cyberspionaggio evidenziato dalla
cronaca in occasione dell’arresto dei presunti responsabili, i fratelli occhionero, ha suscitato un’ondata di preoccupazione a tutti i livelli, dai vertici
delle istituzioni fino al semplice utilizzatore di computer. il timore è di accorgersi di quanto si possa
essere “vulnerabili” nel mondo virtuale, nonostante
i numerosi allarmi lanciati dagli esperti, da diversi
anni ormai, spesso inutilmente, relativi al ritardo
del paese su queste tematiche.
in realtà, allo stato attuale è ancora presto per sapere chi realmente è stato spiato e cosa realmente
è stato sottratto; neppure è noto se i due fratelli
siano effettivamente dei temibili ed esperti hacker
capaci di intrufolarsi ovunque, oppure due folcloristici “pirati dello scantinato” che hanno lasciatoIL RECENTE CASO DI CYBERSPIONAGGIO
DEI FRATELLI OCCHIONERO HA
SUSCITATO UN’ONDATA DI
PREOCCUPAZIONE A TUTTI I LIVELLI, DAI
VERTICI DELLE ISTITUZIONI FINO AL
SEMPLICE UTILIZZATORE DI COMPUTER.
IL TIMORE È DI ACCORGERSI DI QUANTO
SI POSSA ESSERE “VULNERABILI” NEL
MONDO VIRTUALE.dietro di sé una moltitudine di tracce digitali lampeggianti che hanno ricondotto a loro. per quanto
noto, questa seconda ipotesi potrebbe apparire
più probabile, proprio per le modalità non così perfette di mascheramento da loro adottate nel mondo
digitale, ma ad ogni buon conto l’aspetto di sicuro
interesse è che questo caso forse, arriva finalmente
a svegliare dal torpore un po’ tutti, e consente di
affrontare il tema della sicurezza informatica e dei
suoi obiettivi: quello di difendere la dimensione digitale del paese, e il suo futuro sviluppo.
per raccontarlo, ci avvarremo di quanto è stato
possibile conoscere fino ad oggi, per il tramite dell’ordinanza di arresto1, che contiene tutti i passaggi
d’interesse, una sorta di “giallo digitale” che ha un
sapore certamente nuovo nel panorama delle indagini di cui siamo abituati a leggere.
Va detto che si tratta di una storia comunque appassionante, anche sotto il profilo dell’investigazione condotta, con le sue articolazioni, e i suoi
passaggi, fino ad arrivare alla sua prima conclusione. per questo, affronteremo, qui una sintesi di
queste attività, senza pretesa di esaustività, ma
fornendo anche diverse chiavi di lettura utili ad indirizzare gli eventuali approfondimenti.
tutto comincia con... una mail! ebbene sì, una mail
contenente un cosiddetto “allegato malevolo”, ovvero il malware, indirizzata ad un responsabile dell’ENAV, che si accorge che qualcosa non quadra:
innanzitutto il mittente non è una persona nota allo
stesso, e l’allegato non pare coerente. per questoFOCUSnon solo non lo apre, ma decide anche di farlo
analizzare da una società di sicurezza informatica.
Fermiamoci intanto qui: questo è un passaggio
chiave, poiché la mail con un allegato malevolo è
uno dei maggiori (se non il maggiore) veicolo d’infezione digitale. l’allegato può essere un virus, oppure un temibilissimo “ransomware” (un programma che effettua la cifratura di ogni file presente
sul disco fisso, e al termine avvisa la vittima che
per riavere il suo contenuto in chiaro dovrà pagare... un riscatto!), oppure un trojan, o uno
spyware, in grado di rubare le informazioni ed inviarle al suo creatore.
sta qui la linea sottile che divide la sorte della potenziale vittima: un click sull’allegato, e il sistema
diventa prigioniero da quel momento... sembrerebbe quindi facile evitare l’infezione, basta un po’
di accortezza, ma è proprio qui il punto che rende
la storia di questi casi così clamorosa: il fatto che
le vittime “fanno click”. Questo perché spesso la
mail di provenienza è ben confezionata, i loghi colorati sono al posto giusto, magari il messaggio
“pare vero”, oppure suscita qualche preoccupazione emotiva (chi non reagirebbe con sgomento
a vedere il logo di equitalia in una mail a noi intestata, e sarebbe desideroso di sapere quale potenziale disgrazia sta per accadergli?), e così le difese immunitarie si abbassano, e con quel click si
spalanca la porta agli intrusi, senza che neppure
eh sì, perché non sempre l’antivirus/antimalware
è in grado di intercettare il pericolo, e non interviene, così come magari anche il sistema operativo,
rimasto senza gli ultimi noiosissimi aggiornamenti
di sicurezza; a volte, anche se si è disciplinati ed
aggiornati, alcuni malware non sono riconosciuti
dagli antivirus, perché non presenti nei loro database, specialmente se uno di questi è artigianale
e poco diffuso, quindi rimane in stato di “zero day”.
di seguito un’interessante illustrazione (Figura 1,
fonte: Microsoft) che descrive le potenziali vulnerabilità che vengono sfruttare per attaccare un soggetto, in cui si nota il concetto di “Botnet”, che letteralmente significa “rete di robot”: i computer
compromessi, e sottomessi.
Come è intuibile, una botnet, composta da centinaia o migliaia di pC zombie, ha bisogno di un’intelligenza che li comanda e controlla, per cui vi è
sempre un “Command & Control” server attraverso
il quale l’attaccante impartisce i suoi ordini alla
“truppa”, come nella Figura 2 (fonte: “RIT Fundamentals of Computer Security Class Blog”).
Quindi, in conclusione, il primo passo che fa il presunto “hacker” è... quello che facciamo noi
aprendo l’allegato! e, a giudicare da quello che è
noto in rete, questo avviene in moltissimi casi. perFigura 1 in alto e Figura 2
qui a fianco.53
della proVinCia di romaFOCUSquesto è bene cominciare ad essere preoccupati:
che in questo caso siamo di fronte ad un pirata
occasionale, o un espertissimo cyberspione, la nostra complicità, sotto forma di sottovalutazione del
problema della sicurezza informatica, è determinante.
a questo proposito è opportuno ricordare che l’adozione delle “misure di sicurezza” per ogni sistema
digitale sono obbligatorie per la legge sulla privacy,
e non opzionali (allegato b al d. leg.vo 196/2003),
tant’è che la normativa prevede anche sanzioni
penali per chi le omette. insomma, la soluzione
già c’è, e l’obbligo di adozione pure. Quello che
manca, troppo spesso, è la volontà ad adeguarsi,
e la sensibilità al rischio reale che si corre quando
non si provvede.Figura 3.54
della proVinCia di romaL’investigazione digitale
ma torniamo ai presunti “pirati” nostrani, che tramite la mail indirizzata ad enaV cercavano di diffondere Eye Pyramid, un trojan che una volta inoculato
nel sistema ospite consente il suo completo controllo da remoto, e la sottrazione di documenti e
altre informazioni, tra cui il tracciamento di ogni attività di digitazione sulla tastiera (keylogging), con
conseguente acquisizione di ogni informazione riservata come password, codici e altro ancora. l’estrazione dei file avviene mediante cifratura ed invio
dei file stessi tramite cloud storage, o tramite account di posta elettronica.
dall’investigazione risulta evidente che l’attaccante
sia in possesso delle credenziali di accesso dell’utente che ha inviato la mail, e la verifica sull’indirizzo
ip da cui proveniva la mail “untrice” mostra la provenienza da un nodo di uscita della rete anonimizzante TOR (acronimo di The Onion Router). TOR è
un software gratuito e “una rete aperta che aiuta aEYE PYRAMID È UN TROJAN CHE UNA
VOLTA INOCULATO NEL SISTEMA OSPITE
CONSENTE IL SUO COMPLETO
CONTROLLO DA REMOTO, LA
SOTTRAZIONE DI DOCUMENTI E ALTRE
INFORMAZIONI, TRA CUI IL
TRACCIAMENTO DI OGNI ATTIVITÀ DI
(KEYLOGGING), CON CONSEGUENTE
ACQUISIZIONE DI OGNI INFORMAZIONE
RISERVATA COME PASSWORD, CODICI E
ALTRO ANCORA.difendersi dall’analisi del traffico internet, una forma
di sorveglianza che può minare la libertà personale
e la privacy, le attività confidenziali e le relazioni”.
di fatto TOR, che all’atto pratico si presenta come
un normale browser per la navigazione su Internet,
per la navigazione utilizza una rete composta da
una serie di nodi che di fatto si interpongono tra
l’origine della navigazione e il suo termine, impedendone il tracciamento. la Figura 3, tratta proprio
dal sito di TOR cui si rimanda per una spiegazione
tecnica più accurata, illustra il concetto precedente
i tecnici della società di analisi riescono ad identificare il server di Comando e Controllo (C&C) utilizzato per la gestione dei sistemi infettati e sul
quale sarebbero stati memorizzati i file relativi alla
configurazione delle macchine compromesse dal
medesimo malware Eye Piramid, oltre ai file “rubati”.
l’analisi in “reverse engineering” del malware consente di determinare che si tratta di un “ceppo” di
virus già noto dal 2008, utilizzato per attacchi informatici all’epoca, e come questo fosse in continua
evoluzione, sebbene, da diverse valutazioni, fosse
possibile ipotizzare uno “sviluppo” portato avanti
da una stessa persona. un’interessante radice comune di tutti i malware di questa tipologia è stata
individuata nella presenza di una libreria
“mailbee.dll”, utilizzata da tutte le versioni di questo,
e utilizzata per la programmazione della gestioneFOCUSautomatizzata di account di posta elettronica (predisposizione mail, invio, ricezione, inoltro, ecc.).
la libreria in questione mostra la registrazione con
un codice identificativo univoco, per questo viene
effettuato un primo tentativo per rilevare l’intestatario attraverso la società che commercializza questo software, ma senza successo, in quanto l’azienda ha ritenuto di notiziare al cliente in merito
alla richiesta pendente.
in quest’appassionato “inseguimento” delle mail,
viene rilevato come l’attuale versione del malware
effettua un inoltro del contenuto delle caselle intercettate verso un account del dominio hostpenta,
che si trova negli stati uniti, il quale tuttavia risulta
registrato sfruttando il servizio “whois privacy” di
Perfect Privacy, che oscura i dati identificativi del
reale titolare del dominio (Figura 4).
a questo punto sembrerebbe entrare in gioco il
supporto dell’Fbi, per identificare finalmente l’acquirente della licenza mailbee, al fine di rilanciare
l’investigazione partendo da questo nome. una
volta che l’Fbi arriva a Giulio occhionero, e verificato che anche il dominio hostpenta.com aveva
collegamenti con altri domini risultati essere riconducibili allo stesso occhionero o società collegate,
è chiaro a tutti che la pista è approdata ad uno
snodo importante.
La spia che venne spiata
ed è a partire da questo momento che i ruoli si invertono, in quanto viene autorizzata dal Giudice, e
disposta dall’autorità Giudiziaria, un’intercettazione
telematica, tramite il cosiddetto “trojan di stato” di
cui ultimamente si è parlato a tutti i livelli istituzionali
e politici2. di cosa si tratta? È, di fatto, un malware
a sua volta, che s’installa (sempre a valle di un’autorizzazione del Giudice) all’interno del computer,
PC, tablet o smartphone del target. Consente diaccedere al computer di un criminale, o presunto
tale, in modo da registrarne le attività nel mondo
virtuale, in modo analogo ad un pedinamento fisico,
acquisendo tutto ciò che avviene.
Grazie a questo, lo spione diventa lo spiato, l’attaccante diventa attaccato, il cacciatore diventa la
preda: si trova innanzitutto la conferma che occhionero avrebbe la disponibilità e la gestione dei
server dove vengono memorizzati i file prelavati
abusivamente dai PC infettati. Viene anche individuato il server con il quale viene creato il malware,
e viene rintracciato un database utilizzato per la
sua gestione, all’interno del quale si trovano nomi,
cognomi, mail, domini, password ecc. in totale si
tratterebbe di 18.327 username, di cui una parte
Si vedano gli articoli a
riguardo, tra i tanti questo su
https://goo.gl/dDzJ5S.55
della proVinCia di romaFOCUS(1.793) corredate anche dalla relativa password,
catalogati per “genere”: “POBU” (POlitical e BUsiness, ecc).
l’intercettazione tramite trojan ha consentito di rilevare la presenza delle singole mail provenienti da
alcune caselle di posta compromesse, dato che
confermerebbe quindi la complessiva azione di intromissione. il contenuto di alcune cartelle dei sistemi infettati sembra che venisse inviato al PC di
occhionero, per essere successivamente inoltrato
al server di comando e controllo. e anche le connessioni con i siti presenti nel cloud confermano
che si tratterebbe degli stessi luoghi digitali utilizzati
dal malware.
dall’intercettazione è emerso che sul server erano
presenti cartelle create negli anni precedenti, sino
dal 2010, facendo ritenere che le vittime di cui
sono stati raccolti i nominativi sono solo le ultime,
e non il totale. Vengono anche rilevate le presenze
dei file raccolti dal modulo di keylogging (che il
malware installa sui PC delle vittime), in altre parole,
il tracciamento di tutto ciò che viene digitato sulla
tastiera. da questo si scopre, ed è interessante
notare, come certe pessime abitudini in tema di
scarsa cautela nel mondo digitale sono ancora56
della proVinCia di romalontane dall’essere abbandonate. per esempio, la
password dell’account di un professionista “infettato”, che consiste nella complicatissima composizione “nomecognome”... forse, per carpire un
dato come questo, la mail civetta è pure uno
spreco, è sufficiente un tentativo per spalancare le
porte della casella postale dell’indisciplinata vittima!
promemoria per tutti: adottiamo password più
complesse, contenenti numeri, caratteri speciali,
maiuscole e minuscole, in modo da rendere la vita,
quanto meno, più difficile a chi cerca di introdursi
nei nostri account.
la “pesca a strascico” operata tramite il keylogger
non racconta solo questo: fornisce indicazioni in
merito alla creazione, modifica cancellazione di file,
ai siti visitati, ai programmi utilizzati, all’indirizzo ip
di connessione, e altro ancora. Viene anche individuata la modalità di collegamento con i server di
appoggio in usa, tramite l’utilizzo smart card dotate di pin.
L’epilogo (per ora)
durante le fasi di intercettazione da parte dell’autorità Giudiziaria, a partire dal 4.10.2016, gli inquirenti notano che occhionero comincia ad effettuareFOCUSÈ ANCORA MOLTO SOTTOVALUTATO IL
INFORMATICA, DAL SINGOLO PC FINO AL
SISTEMA ISTITUZIONALE, ANCORA
LONTANO DALLE ABITUDINI E DALLA
PRATICA COMUNE L’ADOZIONE DI BANALI
(E OBBLIGATORIE!) MISURE DI
PROTEZIONE COME PASSWORD TRA
LORO DIVERSE E COMPLESSE.attività di cancellazione di dati, di account, di mail
e in generale di file ottenuti in modo presumibilmente illecito. lo stesso tipo di attività appare essere compiuta anche sui server, oltre ad altri segnali
che possono far pensare ad un pericolo di fuga
dei sospettati. ed è qui che, probabilmente, viene
valutata l’importanza di “bloccare” i fratelli, prima
che vengano disperse le informazioni cruciali per
ricostruire il loro operato, e che possano anche,
eventualmente, allontanarsi dall’italia.
Quando arrivano i Carabinieri per l’arresto, il racconto che fa l’ordinanza ha un risvolto quasi fantozziano, in cui Giulio correrebbe nello studio, al
fine di riavviare il PC attivando così il programma
di cifratura, in modo da rendere impossibile la
decodifica del contenuto. Francesca invece
avrebbe digitato appositamente password errate
in modo da “bloccare” la smart card, mentre in
fase di perquisizione si sarebbe lanciata verso un
portatile acceso in modo da bloccarne il sistema
il resto della storia ancora deve essere scritto, al
momento i fratelli sono incriminati per aver commesso reati informatici, accesso abusivo a sistema
informatico (art. 615 ter), nella forma aggravata in
quanto vi sarebbero siti di interesse militare, o sicurezza pubblica, o interesse pubblico; e anche
per il reato all’art. 617 quater e quinquies, ovvero
installazione abusiva di software di intercettazione
le domande sono ancora tante, e probabilmente
in futuro avremo anche una migliore chiarezza di
cosa sia stato effettivamente compromesso e cosa
no. per esempio, non ci sono evidenze che siastato violato l’account del presidente del Consiglio
renzi, così come per altre cariche dello stato. non
è neppure chiaro, anche volendo ammettere che
informazioni sensibili siano state carpite dagli occhionero, come sarebbero state utilizzate, o monetizzate, o scambiate.
per concludere, sebbene questa appassionante
“digital spy story” sia ad oggi parziale, e ci lasci
con molti interrogativi aperti, alcune certezze già
ci consente di enumerarle: quanto sia ancora sottovalutato il problema della sicurezza informatica,
dal singolo PC fino al sistema istituzionale; quanto
sia ancora lontano dalle abitudini e dalla pratica
comune l’adozione di banali (e obbligatorie!) misure
di protezione come password tra loro diverse e
complesse; quanto ancora sia difficile trasporre un
comportamento prudente nel mondo virtuale, in
cui è sempre affascinante notare la disinvoltura
con cui, a differenza del mondo reale, si “accettano
le caramelle dagli sconosciuti”. ■57
Ing. a. Pirone
Ing. M. Balzarini
Ing. V. tranquilliLA CENTRALITÀ DEL MODELLO
Il Piano Economico Finanziario (PEF), uno
strumento di misurazione della fattibilità di
un progetto d’investimento.
della proVinCia di romaFOCUSNELLA FINANZA DI PROGETTO, IL PEF
ASSUME UNA FUNZIONE OPERATIVA CHE
È QUELLA DI DEFINIRE IL PIANO DI
RIMBORSO DEL DEBITO BANCARIO CON
UNA MODALITÀ “SCOLPITA”
SULL’ANDAMENTO DEI FLUSSI DI CASSA
PREVISIONALI, UNA VOLTA ASSOLTI I
REQUISITI DI BANCABILITÀ.1. INTRODUZIONE
il Piano Economico Finanziario (PEF) è alla base di
ogni Project Financing e, più in generale, costituisce lo strumento di misurazione della fattibilità di
in particolare, nella Finanza di Progetto, il PEF assume una funzione operativa che è quella di definire
il piano di rimborso del debito bancario con una
modalità “scolpita” sull’andamento dei flussi di
cassa previsionali, una volta assolti i requisiti di
bancabilità. inoltre, costituisce l’insieme di analisi
e simulazioni nell’ambito del contesto economico
in cui andrà ad inserirsi il progetto.
le assunzioni di base, micro e macroeconomiche,costituiscono, quindi, il primo fondamentale pilastro
su cui si basa la valutazione di fattibilità finanziaria;
un altro pilastro imprescindibile è la progettazione
preliminare dell’opera, la quale deve essere svolta
in maniera accurata per quanto attiene la stima
degli investimenti ed il cronoprogramma di realizzazione.
È evidente che le suddette attività sono peculiari
della professione ingegneristica e non secondarie,
come potrebbe apparire, rispetto alle competenze
di carattere finanziario, legale ed assicurativo, in
quanto a queste ultime figure vengono forniti (dagli
ingegneri) gli input vitali per le loro valutazioni.
Chi elabora il progetto nella sua componente industriale è, anche, chiamato a stimare tutti i possibili rischi connessi alla costruzione, alla messa a
regime, all’esercizio dell’opera, oltre ai rischi connessi al mercato/settore di riferimento, comprese
le variabili normative. tali stime costituiscono,
anch’esse, un pilastro per la valutazione di fattibilità
di un Project Financing, in quanto sono essenziali
per le analisi di sensitività, le quali, attraverso una
serie di simulazioni e processi iterativi, conducono
alla definizione della struttura finanziaria applicabile
un ulteriore fondamentale apporto di competenze
tecniche viene richiesto nei casi in cui debbano
essere trattati progetti di Partenariato Pubblico Privato (PPP), nei quali risulta imprescindibile la verifica
della convenienza, per la pubblica amministrazione, in ordine alla realizzazione della nuova opera
attraverso modalità di Project Financing, in alternativa alle tradizionali procedure d’appalto. alla so-59
della proVinCia di romaFOCUSstenibilità economico-finanziaria del progetto, devono aggiungersi, infatti, considerazioni attinenti
agli interessi della collettività, oltre che alle economie ottenibili dalle finanze pubbliche: in altri termini,
l’analisi costi-benefici e il cosiddetto Value For Money (VFM).2. IL MODELLO
tipicamente, la modellistica del Project Financing
si rifà agli schemi adottati nel business planning;
rispetto a questi, un modello di Project Financing
pone la bancabilità del progetto tra gli obiettivi primari da perseguire e verificare. in altri termini, il
modello deve essere in grado di dimostrare la sostenibilità della leva finanziaria ed, allo stesso
tempo, garantire un’adeguata redditività implicita
del progetto e dell’equity. ne consegue che il driver
della modellazione risulta l’elaborazione dell’andamento dei cash flow risultanti dalla gestione, che,
nel periodo preso in considerazione, siano in grado
di corrispondere ai parametri target di bancabilità
specifici del settore in cui si realizza l’investimento.
in generale, un modello economico-finanziario con-60
della proVinCia di romaLA MODELLISTICA DEL PROJECT
FINANCING SI RIFÀ AGLI SCHEMI
ADOTTATI NEL BUSINESS PLANNING;
RISPETTO A QUESTI, UN MODELLO DI
PROJECT FINANCING PONE LA
BANCABILITÀ DEL PROGETTO TRA GLI
OBIETTIVI PRIMARI DA PERSEGUIRE E
VERIFICARE.sente di valutare correttamente, sulla base d’ipotesi
d’ingresso (input), la convenienza economica e la
sostenibilità finanziaria di uno specifico progetto
d’investimento. l’analisi della convenienza economica legata ad un investimento può essere impostata facendo riferimento a diverse metodologie diFOCUSvalutazione. tra queste, le più comunemente utilizzate sono quelle basate sul calcolo di specifici
indicatori idonei a fornire un giudizio sintetico sulla
capacità dell’investimento di creare valore e generare un’adeguata redditività: il VAN (Valore Attuale
Netto) ed il TIR (Tasso Interno di Rendimento).
il VAN rappresenta la ricchezza incrementale generata dall’investimento, espressa come se fosse
disponibile nell’istante in cui viene effettuata la valutazione. analiticamente, risulta determinato come
somma algebrica dei flussi di cassa operativi attesi
dalla realizzazione di un progetto d’investimento,
scontati al tasso corrispondente al costo stimato
del capitale investito, e dell’investimento iniziale.
un VAN positivo testimonia, in sostanza, la capacità di un progetto d’investimento di liberare flussi
monetari sufficienti a ripagare i capitali investiti nonché la sussistenza di un ritorno economico dell’investimento di valore pari a quello assunto dal VAN.
Qualunque investimento produca, quindi, un
VAN > 0, dovrebbe essere realizzato.
il TIR viene definito come il tasso di sconto al quale
un investimento presenta un VAN pari a zero, in
corrispondenza del quale, quindi, il risultato economico di un’operazione si annulla. sotto un’altra
accezione, il TIR può essere interpretato come misura di redditività lorda, espressione del rendimento
ricavabile dalla realizzazione di un investimento calcolato senza tenere in considerazione il costo delle
risorse impiegate. ogni qualvolta un investimentopresenti un rendimento (misurato dal TIR medesimo) superiore al costo delle fonti necessarie per
finanziarlo, dovrebbe essere realizzato, in quanto
non tutti gli investimenti economicamente convenienti risultano, poi, fattibili dal punto di vista finanziario. Con il termine di “sostenibilità finanziaria”
s’intende la capacità del progetto di generare flussi
monetari sufficienti a garantire il rimborso dei finanziamenti ed un’adeguata redditività per il capitale proprio investito. Quanto detto può essere
rappresentato dalla condizione per cui il flusso di
cassa netto cumulato, determinato come somma
dei flussi di cassa netti di periodo calcolati secondo
il procedimento illustrato in precedenza, dovrà assumere un valore sempre positivo, al limite pari a
zero, per ogni periodo di analisi considerato.
la sostenibilità finanziaria di un progetto può essere
espressa, anche, in termini di bancabilità, facendo
riferimento a particolari indicatori (cover ratio) capaci di valutare il margine di sicurezza su cui i soggetti finanziatori possono contare per essere garantiti sul puntuale pagamento del servizio del
debito. tra i predetti indicatori di copertura del debito, vi sono il Debt Service Cover Ratio (DSCRt)
ed il Loan Life Cover Ratio (LLCRt).
il DSCRt è pari al rapporto, calcolato per ogni periodo (t) dell’orizzonte temporale previsto per la durata del finanziamento, fra il flusso di cassa operativo generato dal progetto d’investimento ed il61
della proVinCia di romaFOCUSservizio del debito, comprensivo di quota capitale
e quota interessi nonché di eventuali commissioni.
il significato di tale indicatore risulta di facile e diretta
interpretazione: un valore uguale o superiore all’unità rappresenta la capacità dell’investimento di liberare risorse sufficienti a coprire le rate del debito
spettanti al finanziatore. il valore minimo del quoziente, per risultare accettabile, non può, comunque, essere pari ad uno, poiché, in tal caso, risulterebbe compromessa, fino al totale rimborso del
debito, la possibilità di remunerare il capitale proprio.
del resto, poiché il DSCRt viene calcolato in una
logica previsionale, i finanziatori dell’operazione richiedono un adeguato margine di garanzia.
l’LLCRt, calcolato per ogni periodo (t) dell’orizzonte
temporale previsto per la durata del finanziamento,
è definito come il quoziente tra la somma attualizzata dei flussi di cassa disponibili per il servizio del
debito, compresi tra l’istante di valutazione e l’ultimo anno previsto per il rimborso del finanziamento, ed il debito residuo considerato allo stesso
istante di valutazione. il numeratore del predetto
rapporto rappresenta, quindi, il valore (attuale) dei
flussi generati da un progetto d’investimento su
cui i finanziatori possono contare per il futuro rientro
delle somme ancora dovute (espresse al denominatore). pertanto, più l’indice di copertura del debito considerato assume valori superiori all’unità
(punto di equilibrio), maggiore sarà la solidità finanziaria dell’investimento e la garanzia del rimborso ottenuta dal finanziatore.
non esiste un livello standard con cui confrontare
gli indici di copertura del debito: il limite considerato
ammissibile è, di volta in volta, negoziato in relazione alla rischiosità del progetto d’investimento,
alla garanzie fornite ed alla forza contrattuale delle
parti. i soggetti finanziatori valutano sia la convenienza economica (in termini di VAN e TIR) sia la
dinamica temporale dei flussi di cassa di un progetto d’investimento, e, dunque, la sua sostenibilità
finanziaria, in termini di bancabilità, attraverso i cover ratio.
operativamente, una volta definito il fabbisogno finanziario delle fasi di progettazione e costruzione
(EPC) e le relative fonti di copertura (capitale proprio, debito bancario, obbligazioni), si procede con
la redazione del piano economico previsionale, dal
quale estrarre il margine operativo lordo, il quale,
sommato alle diverse entrate/uscite monetarie operative (CCN, Capex) e dedotti gli oneri fiscali, fornisce la cassa disponibile per il servizio del debito
(rimborso del capitale e pagamento degli interessi
la peculiarità del Project Financing è che la generazione dei flussi di cassa non è necessariamente
costante durante la vita economica del progetto,62
della proVinCia di romaPER LA REALIZZAZIONE DI UN PEF SI FA
RICORSO A FOGLI DI CALCOLO CHE
POSSONO ASSUMERE DIVERSI LIVELLI DI
COMPLESSITÀ, IN FUNZIONE DEGLI
ALGORITMI D’ELABORAZIONE.ma è legata a vari eventi (che debbono essere stati
pianificati con gli studi preliminari): mercato, tariffe,
normative, revamping, ecc..
per questo motivo, il PEF, una volta condiviso con
i finanziatori/banche, diviene, esso stesso, parte
integrante del contratto che regola il finanziamento,
dal quale non si potrà derogare, se non attivando
procedure d’emergenza particolarmente onerose.
ecco perché le analisi di sensitività, citate in precedenza, rappresentano dei veri e propri “stress
test” (analogamente a quanto avviene per il settore
creditizio): ipotizzare i vari scenari favorevoli/sfavorevoli in una logica what if consente di negoziare
contratti operativi e finanziari che prevedono un
range di variabilità degli output rispetto al piano
base, che non causino il (temporaneo) default finanziario del progetto.
in pratica, per la realizzazione di un PEF si fa ricorso
a fogli di calcolo che possono assumere diversi livelli di complessità, in funzione degli algoritmi d’elaborazione, i quali, nei casi più frequenti, tengono
conto delle regole contabili e fiscali adottate nella
redazione dei bilanci (imposte, ammortamenti, accantonamenti, iVa, ecc.). l’utilità maggiore dei fogli
di calcolo deriva dalla possibilità di gestire il processo iterativo innescato dalle analisi di sensitività
sulle principali assunzioni di base e sulla combinazione di scenari legati alle variabili micro e macroeconomiche.3. CONCLUSIONI
anche i risultati del presente lavoro, consentono il
richiamo di tutti gli strumenti, oggetto di precedenti
lavori pubblicati, che possono incentivare la sostenibilità degli investimenti effettuati in Project Financing, per i cui approfondimenti si rimanda il lettore ai relativi riferimenti bibliografici. nella corrente
situazione economica, l’utilizzo di tali strumenti risulta indispensabile versus la riuscita dei predetti
investimenti. ■FOCUSBIBLIOGRAFIA
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