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Timestamp: 2014-10-23 05:09:24+00:00

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Opposizione a decreto ingiuntivo: l�opponente �, in tutti i sensi, �attore�
Tribunale Catania, sentenza 01.12.2004
Nell�opposizione a decreto ingiuntivo l�opponente �, in tutti i sensi e sotto tutti i profili, �attore� e l�opposto �, in tutti i sensi e sotto tutti i profili, �convenuto�. E ci�, fra l�altro, anche con riferimento alla possibilit� e alle concrete modalit� di proposizione delle domande riconvenzionali e di chiamata dei terzi.
E' questo il principio di diritto espresso dal Giudice del Tribunale di Catania con la sentenza depositata in data 1 dicembre 2004.
(Altalex, 14 gennaio 2005. Si ringrazia il dott. Felice Lima) /
opposizione /
decreto ingiuntivo /
opponente /
attore /
convenuto /
nella causa civile iscritta al n. 1350/01 R.G.,
R. Sebastiano, nato a Catania il 26.6.1944, res. in Gravina di Catania, via XXXXXXXX, c.f. XXXXXXXXXX, dom. in Catania, viale Mario Rapisardi n. 70, presso lo studio degli avv.ti Elisabetta Freni e Salvatore Mazzaglia, che lo rappr. e dif. per mandato a margine dell�atto introduttivo del giudizio; - Attore
Condominio di Catania, via XXXXXXXXXX nella persona dell�amministratore in carica Salvatore M., dom. in Catania, via G. D�Annunzio n. 125, presso lo studio dell�avv. Antonino Tirr�, che lo rappr. e dif. per mandato a margine della comparsa di risposta;
decisa all�udienza del 29 novembre 2004, sulle conclusioni precisate come in atti.
Con ricorso del 29.11.2000 a questo Tribunale, il Condominio di Catania, via XXXXXXX, chiedeva ingiungersi a R. Sebastiano il pagamento della somma di � 5.560.500, oltre interessi e spese, asseritamente dovuta per canoni relativi alla locazione di un appartamento sito nel condominio predetto.
Il 18.1.2001 veniva adottato il decreto ingiuntivo richiesto, che veniva notificato all�ingiunto l�1.2.2001.
Con atto di citazione notificato il 12.3.2001, R. Sebastiano conveniva in giudizio dinanzi a questo Tribunale il Condominio di Catania, via XXXXXXXX, proponendo opposizione avverso il decreto ingiuntivo predetto.
Esponeva il suo procuratore che l�appartamento oggetto della locazione nell�ottobre del 1998 era divenuto inutilizzabile ai fini per i quali la locazione era stata stipulata e chiedeva, quindi, al Tribunale di dichiarare non dovuti i canoni pretesi dal Condominio, revocando il decreto ingiuntivo opposto, e di condannare la controparte alla restituzione dei canoni percepiti in precedenza e al pagamento della somma di � 5.000.000 quale risarcimento dei danni patiti dal locatario per il mancato godimento dell�immobile.
Costituitosi in giudizio, il Condominio convenuto eccepiva la tardivit� dell�opposizione a decreto ingiuntivo e l�infondatezza delle domande di condanna del Condominio al pagamento di somme.
Chiedeva, in via riconvenzionale, la condanna dell�attore al pagamento della somma di � 3.000.000 a titolo di risarcimento di danni asseritamente causati dal R. all�immobile condotto in locazione.
Acquisiti i documenti offerti in produzione e precisate le conclusioni, la causa veniva decisa all�udienza del 29 novembre 2004, come da dispositivo allegato al verbale di quella udienza.
Ai sensi dell�art. 447 bis c.p.c., �le controversie in materia di locazione e di comodato di immobili urbani e quelle di affitto di aziende sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma, 422, 423, primo e terzo comma, 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo e secondo comma, 430, 433, 434, 435, 436, 437, 438, 439, 440, 441, in quanto applicabili�.
Quella oggetto dell�odierno contendere � una controversia �in materia di locazione (...) di immobile urbano�.
E� stata erroneamente proposta con atto di citazione, invece che con ricorso.
Con ordinanza del 13/15.9.2001, il giudice istruttore ha disposto il mutamento del rito: da quello c.d. ordinario a quello c.d. del lavoro.
Cos� stando le cose, l�opposizione a decreto ingiuntivo proposta dal R. � inammissibile, perch� tardiva.
Come statuito, infatti, dalla Corte Suprema, �considerata l�insus-sistenza in materia processuale del principio dell�affidamento - per cui � irrilevante la mancata indicazione, nel decreto ingiuntivo emesso in materia locatizia, della necessit�, a seguito della novella processuale, del deposito dell�eventuale opposizione nel termine perentorio di cui all�art. 641 c.p.c. - � inammissibile l�opposizione, avverso un decreto ingiuntivo per il pagamento dell�indennit� di avviamento commerciale, proposta con atto (citazione) non depositato in cancelleria nel predetto termine perentorio� (Cass. Sez. III, 2 gennaio 1998, n. 8. Per la costante giurisprudenza della Corte Suprema con riferimento ai decreti ingiuntivi in materia di lavoro, si vedano, fra le tante, Cass. Sez. Lav., 15 ottobre 1992, n. 11318, per la quale �nelle controversie in materia di lavoro e previdenza, l�opposizione a decreto ingiuntivo proposta con atto di citazione invece che con il ricorso di cui all�art. 414 c.p.c., d� luogo ad un caso di inammissibilit� rilevabile d�ufficio in ogni stato e grado del processo, se l�atto non viene depositato in cancelleria entro il termine di cui all�art. 641 comma 1 c.p.c., ancorch� sia gi� stato notificato entro detto termine�; Cass. Sezioni Unite, 14 marzo 1991, n. 2714, per la quale �con riguardo al decreto ingiuntivo reso dal pretore per crediti inerenti ai rapporti di cui agli art. 409 e 442 c.p.c., l�opposizione va proposta con ricorso, da depositarsi in cancelleria nel termine perentorio fissato dall�art. 641 c.p.c. Pertanto, ove tale opposizione sia proposta con citazione, il relativo atto � idoneo alla tempestiva instaurazione del giudizio solo se depositato nel rispetto dell�indicato termine, non essendo sufficiente la mera notificazione nel termine stesso�; Cass. Sez. Lav., 15 ottobre 1992, n. 11318; Cass. Sez. Lav., 6 agosto 1987, n. 6762; Cass. Sez. Lav., 15 settembre 1986, n. 5616; Cass. Sez. Lav., 3 dicembre 1982, n. 6594; e Cass. Sez. Lav., 29 agosto 1980, n. 5021).
Con riferimento alle conseguenze della tardivit� dell�opposizione, � stato, poi, statuito come �l�opposizione a decreto ingiuntivo, ove si tratti di crediti basati su alcuno dei rapporti di cui all�art. 409 c.p.c., sub art. 1 della l. 11 agosto 1973 n. 533, deve essere proposta in conformit� delle norme introdotte da tale legge, e cio� con ricorso depositato in cancelleria (art. 415 c.p.c., nuovo testo) entro il termine di venti giorni dalla notificazione dello stesso decreto ingiuntivo (art. 641 c.p.c.), dovendosi per procedimento ordinario di opposizione (art. 645, comma 2, c.p.c.) intendere quello proprio afferente ai rapporti per i quali il procedimento monitorio � stato instaurato. Pertanto, l�opposizione proposta con atto di citazione notificato entro il detto termine ma depositato successivamente � da considerare tardivamente e tale decadenza � rilevabile d�ufficio in ogni stato e grado (anche per la prima volta in sede di legittimit�), non rilevando n� l�attivit� compiuta dalla controparte, giacch� la sanatoria prevista dall�art. 156, comma 3, c.p.c. non si estende alle decadenze per inosservanza di termini perentori, n� il provvedimento del giudice che, ai sensi dell�art. 426 c.p.c., abbia disposto il passaggio dal rito ordinario a quello speciale� (Cass. Sez. Lav., 13 aprile 1985, n. 2457, e Cass. Sez. Lav., 14 ottobre 1983, n. 6018). Nel caso di specie, il decreto ingiuntivo oggetto del contendere � stato notificato all�ingiunto l�1.2.2001; il termine per l�opposizione � spirato il 13.3.2001; la causa � stata iscritta a ruolo e la copia notificata dell�atto di citazione depositata il 21.3.2001.
Non pu� essere condiviso l�assunto di cui all�ordinanza del giudice istruttore del 15/17.3.2003, secondo il quale l�inammissibilit� dell�oppo-sizione a decreto ingiuntivo renderebbe inammissibili le altre domande proposte dalle parti con l�atto di citazione e con la comparsa di risposta.
A sostegno di quel provvedimento, viene citata - nella motivazione - Cass. Sez. I, 9 dicembre 1980, n. 6355.
Nello stesso senso di quella sentenza, si � pronunciata anche Cass. sez. II, 2 agosto 2002, n. 11602, che ha statuito che �la dichiarazione di improcedibilit� dell�opposizione a decreto ingiuntivo preclude solo la possibilit� di riproporre in diverso giudizio la domanda tendente a contrastare l�accertamento contenuto nel decreto ingiuntivo stesso, ma non la domanda riconvenzionale avanzata con il medesimo atto di opposizione, che pu� essere riproposta con un successivo atto�.
Ma la lettura della motivazione di quest�ultima sentenza convince che la massima test� riportata (sostanzialmente identica a quella di Cass. 6355/1980) non � chiara e genera confusione.
E� scritto, infatti, in quella motivazione che �dalla lettura degli atti processuali (...) risulta che la cancellazione della causa dal ruolo � stata ordinata in primo grado del G.I. per la tardiva costituzione delle parti nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Il processo � stato poi riassunto dal fallimento Incap limitatamente alla domanda riconvenzionale che la detta societ� in bonis aveva proposto - con l�unico atto (avente in tal modo duplice funzione) di opposizione al decreto ingiuntivo chiesto ed ottenuto dal Cattelan per conseguire il pagamento del prezzo della fornitura delle case prefabbricate in questione - sostenendo di aver diritto al risarcimento dei danni subiti per la cattiva realizzazione delle case in legno e per i vizi riscontrati. Con l�atto di riassunzione � stato ripreso il processo per la sola parte concernente la detta domanda riconvenzionale in relazione alla quale nessuna causa di improcedibilit� si era verificata non potendosi estendere a tale domanda gli effetti previsti dall�articolo 647 c.p.c. in caso di mancata opposizione (cui � equiparata la mancata costituzione o la costituzione fuori termine) a decreto ingiuntivo. Nella fase successiva alla citata ordinanza di cancellazione della causa dal ruolo si � quindi ritualmen

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 art. 409
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 art. 1
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 Cass.