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Timestamp: 2020-08-12 04:52:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22924 del 13/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22924 del 13/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 13/09/2019, (ud. 02/04/2019, dep. 13/09/2019), n.22924
sul ricorso 8496-2018 proposto da:
V.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANTONIO
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato FRANCESCO ALVARO;
avverso la sentenza n. 884/2017 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
depositata il 19/09/2017;
La Corte di appello di Firenze con la sentenza n. 884/2017, per quel che in questa sede rileva, ha rigettato il ricorso dell’Inps e confermato la sentenza di primo grado che aveva dichiarato non sussistente l’obbligo per V.S. di iscrizione alla Gestione Separata Inps con il pagamento di contributi dovuti alla Gestione separata di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, in relazione all’attività libero-professionale svolta in concomitanza con l’attività di lavoro dipendente per la quale egli è iscritto presso altra gestione assicurativa obbligatoria;
che V.S. proponeva controricorso e depositava successiva memoria;
che, con unico motivo di censura l’Istituto ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, e del D.L. n. 98 del 2011, art. 18, comma 12 (conv. con L. n. 111 del 2011), entrambi in relazione alla L. n. 179 del 1958, art. 3, alla L. n. 6 del 1981, artt. 10 e 21, e agli artt. 7,23 e 37 Statuto INARCASSA, approvato con D. interministeriale 20 dicembre 1995, n. 1189700, per avere la Corte di merito ritenuto che non sussista alcun obbligo di iscriversi alla Gestione separata presso l’INPS a carico degli ingegneri e degli architetti che, pur esercitando abitualmente la libera professione, non possano iscriversi all’INARCASSA per essere contemporaneamente iscritti presso altra gestione previdenziale obbligatoria;
che la Corte di appello dovrà anche valutare la dichiarazione di adesione del controricorrente, ing. V., alla definizione agevolata (c.d. Rottamazione ter) dei carichi affidati all’Agente della riscossione (L. n. 136 del 2018), ai fini della invocata cessazione della materia del contendere (richiesta in memoria) ed alla luce delle condizioni richieste dalle disposizioni legislative in materia, poichè, allo stato, non sussistono le condizioni per dichiarare l’estinzione del giudizio secondo quanto chiarito da questa Corte secondo cui “In presenza della dichiarazione del debitore di avvalersi della definizione agevolata con impegno a rinunciare al giudizio ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6, conv. con modif. in L. n. 225 del 2016, cui sia seguita la comunicazione dell’esattore ai sensi del comma 3 di tale norma, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto, ex art. 391 c.p.c., rispettivamente per rinuncia del debitore, qualora egli sia ricorrente, ovvero perchè ricorre un caso di estinzione “ex lege”, qualora sia resistente o intimato; in entrambe le ipotesi, peraltro, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere qualora risulti, al momento della decisione, che il debitore abbia anche provveduto al pagamento integrale del debito rateizzato”(Cass.n. 24083/2018);

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 2
 art. 18
 art. 3
 art. 6
 art. 391