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Timestamp: 2017-02-27 12:29:26+00:00

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Per dirla con il Procuratore Generale Deidda, in un suo intervento su questi temi, “la designazionedel datore di lavoro pubblico non può essere presa per oro colato, ma deve essere sottoposta averifica”.Già prima del D.Lgs. 81/08 la Suprema Corte aveva infatti già avuto modo di stabilire a piùriprese quanto attualmente previsto nella definizione di datore di lavoro pubblico in ordine airequisiti per una corretta individuazione e ai poteri del soggetto individuato. Le Statistiche di PuntoSicuroIn Cass. Pen., Sez. Quarta, sent. n. 38840 del 21 ottobre 2005, richiamata da Cass. Pen. n.35137 del 2007, che ha confermato la responsabilità di un Sindaco - il quale non aveva Articoli: 12.071| Banca Dati: 4.677 12.071provveduto ad individuare il soggetto o i soggetti cui conferire la qualifica di datore di lavoro Iscritti alla Newsletter: 43.042prevenzionistico - per l’infortunio occorso ad un operaio del Comune, la Corte afferma che“questa mancata indicazione non può che avere la conseguenza - a meno di ritenere che per un Le Rubriche di PuntoSicuroindefinito periodo di tempo si crei una sorta di immunità derivante da una scelta omissivaconsapevole dell’obbligato - che sia l’organo di direzione politica a conservare la qualità di SENTENZE COMMENTATE « 1/3 »datore di lavoro quanto meno nel periodo successivo alla scadenza dei 60 giorni indicati dalla Responsabilità amministrativa alegge e fino all’individuazione del datore di lavoro da parte dell’organo obbligato a questo seguito di infortunio mortaleadempimento”. Sentenza di non luogo a procedere perché l’interesseE “non v’è quindi dubbio che, una volta che gli organi di direzione politica abbiano adempiuto ai dell’ente non può essere dedotto dalla mancata adozione del modello organizzativo ma va collegato allacompiti programmatici loro affidati il dirigente sia responsabile dell’azione od omissione condotta della persona fisica. A cura di Anna Guardavilla.nell’espletamento delle sue funzioni di attuazione del programma e, in questo senso, questasezione condivide l’orientamento fatto proprio dalla terza sezione di questa Corte (si veda in QUESITI SUL DECRETO 81 « 1/3 »particolare la sentenza 13 gennaio 1999, n. 2297, Moffa, rv. 213156) che ha escluso la I quesiti sul decreto 81: sullaresponsabilità del sindaco per le contravvenzioni in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro formazione dei lavoratori autonomia meno che si riferiscano a carenze strutturali addebitabili ai vertici dell’ente”. (Si veda sul punto Sulla formazione dei lavoratori autonomi alla luce deianche Cass. Pen. Sez. III sentenza n. 47249 del 30 novembre 2005). nuovi accordi stato-regioni. A chi spetta la formazione in base ai rischi presenti nelle aziende presso cui lavorano? Di G. Porreca.L’art. 18 c. 3 D.Lgs. 81/08 prevede poi che “gli obblighi relativi agli interventi strutturali e dimanutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto legislativo, la sicurezza dei IMPARARE DAGLI ERRORI « 1/3 »locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese Imparare dagli errori: i rischi deglile istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di organi in movimento dei trattorinorme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tal caso gli obblighi previsti dal Esempi tratti dall’archivio Infor.mo.: infortuni correlati alpresente decreto legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei contatto involontario e all’avvolgimento di capi di abbigliamento in organi in movimento di trattori e alberidirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento cardanici. Le dinamiche degli incidenti e le misure diall’amministrazione competente o al soggetto che ne ha l’obbligo giuridico.” prevenzione.Tale norma, già presente nel decreto 626/94, è stata oggetto di applicazione da parte dellaCassazione Penale, Sez. Terza, nella sentenza 13 luglio 2004 n. 39268, in cui la Corte,affrontando il tema dell’individuazione del datore di lavoro pubblico, ha sottolineato l’esigenza dieffettività dei poteri di gestione e la necessità di che questi siano correlati ad una “capacitàgestionale di natura patrimoniale.”Nello specifico, il ricorso su cui la Corte è stata chiamata a pronunciarsi nel caso in specie erastato proposto avverso una sentenza del Tribunale con la quale erano stati condannati,rispettivamente, il Presidente della delegazione di amministrazione di un Policlinico universitarioe il direttore di un laboratorio di analisi del medesimo ente, il primo perché non mantenevasgombre da materiale ed attrezzature le vie di fuga del laboratorio d’analisi dellospedale ed ilsecondo per non aver mantenuto in buono stato di efficienza limpianto di aspirazione nelvuotatoio del laboratorio.La Cassazione ha qui richiamato la rilevanza del principio di effettività ed in particolare di“effettività della gestione del potere in considerazione della protezione accordata dallaCostituzione ai fondamentali diritti inerenti alla legislazione antinfortunistica. […]Infatti, se il datore di lavoro pubblico viene individuato nel dirigente al quale spettano i poteri di Vignette, Immagini e Videogestione ovvero nel funzionario non avente qualifica dirigenziale nel solo caso in cui costui siapreposto ad un ufficio avente autonomia gestionale (art. 2 lett. b) seconda parte d.l.vo n. 626 del VIGNETTE DI PUNTOSICURO « 1/3 »1994), l’art. 4 dodicesimo comma del decreto legislativo da ultimo citato precisa che “gli obblighirelativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare.. la sicurezza deilocali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni ... ivi comprese le istituzioniscolastiche ed educative.. restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di norme oconvenzioni, alla loro fornitura o manutenzione, precisando che “gli obblighi previsti...relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionaripreposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all’amministrazionecompetente o al soggetto che ne ha l’obbligo giuridico”.Ed ha aggiunto: “peraltro, inoltre, occorre distinguere riguardo ad ogni ente, pubblico o privato,in piena armonia con i principi espressi dalle normative organizzatorie ed istituzionali, fra difettistrutturali e deficienze inerenti all’ordinario buon funzionamento delle strutture stesse,ulteriormente suddividendosi in questo caso fra quelle di carattere occasionale, in ogni caso nonriferibili al soggetto apicale, e permanenti, giacché in detta ultima ipotesi si richiede lacomunicazione espressa o, comunque, la conoscenza delle stesse da parte degli organi di vertice.Tale impostazione, con riferimento ad ogni ente, lega indissolubilmente l’esercizio dei poterigestionali, affidati ai dirigenti, all’attribuzione di “autonomi poteri di spesa” senza i quali non puòesserci alcun esercizio di facoltà gestionali e comporta la responsabilità del datore di lavoropubblico nell’individuare dirigenti in possesso di attitudini e capacità adeguate, prospettando,quindi, una responsabilità “per culpa in eligendo” oltre che “in vigilando”.” Sicure feste a tutti!Conclusivamente, “pertanto, la posizione del dirigente quale datore di lavoro comporta unacapacità gestionale di natura patrimoniale, poteri effettivi di gestione e l’esercizio di poteri nonesauriti in attività riconducibili esclusivamente alla categoria degli obblighi e, quindi, anche a IMMAGINI DELLINSICUREZZA « 1/3 »quello della sospensione del servizio, mentre l’organo apicale è sempre responsabile,alternativamente o cumulativamente, ove venga informato delle deficienze e non vi adempia 3.
ovvero nel caso in cui siano necessarie impegnative di spesa, non consentite all’organo tecnico oal dirigente del settore.”In sostanza, già con la definizione introdotta col D.Lgs. 626/94, così come applicata dalla Cortedi Cassazione, e a maggior ragione ora con il D.Lgs. 81/08, si è accolta e ancor di più si accoglieora un concetto sostanziale e non formale di datore di lavoro.In questa direzione sostanzialistica, oltre che di “ continuità normativa” rispetto al 626, si muoveanche la prima sentenza sul datore di lavoro pubblico emanata dalla Corte di Cassazione dopol’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 (Cass. Pen. Sez. III sent. 17 luglio 2009 n. 29543).In questa pronuncia la Corte si è occupata in particolare dell’individuazione del “datore di lavoro” E’Natale...a fini prevenzionistici nelle Aziende Unità Sanitarie Locali, affermando che “il direttore generaledell’ASL, essendo collocato al vertice amministrativo e gestionale dell’ente pubblico, è tenuto VIDEO DI PUNTOSICUROall’osservanza delle norme di prevenzione e di sicurezza che rientrano nella più ampia nozione digestione dell’ente.Per ‘datore di lavoro’ negli enti pubblici deve intendersi chi in concreto abbia il potere gestionalesui luoghi di lavoro; nel caso di un’Azienda sanitaria del SSN questo potere gestionale, inmancanza di alcuna delega, spetta al direttore generale […]. L’art. 2 del D.Lgs. 81/08 infatti prevede espressamente che nelle p.a. di cui all’art. 1 c.2 D.Lgs.165/2001 per ‘datore di lavoro’ si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione. Solo nel caso in cui un funzionario non avente qualifica dirigenziale sia preposto ad un ufficioavente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazionitenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici […] e dotato di autonomipoteri decisionali e di spesa, sullo stesso ricadono gli obblighi di prevenzione.” 01 - Il sistema di sorveglianza degli infortuni mortaliLa medesima sentenza poi ci ricorda, in merito all’ applicazione del D.Lgs. 758/94 alla figura deldatore di lavoro pubblico, che “anche in caso di mutamento del datore di lavoro non occorre lareiterazione dell’invito alla regolarizzazione. Chi subentra come datore di lavoro è tenuto averificare al momento dell’assunzione dell’incarico lo statu quo e quindi anche eventualiprescrizioni già impartite dall’organo di vigilanza.” (vedi anche, sul punto, Direttiva della Procuradi Milano del 1999). Sempre sul tema del D.Lgs. 758/94, la recentissima sentenza della Corte dei Conti – SezioneGiurisdizionale Siciliana – n. 1574 del 12 luglio 2010, in un caso di ammissione di un DirettoreGenerale di un Comune al pagamento di un quarto del massimo del’ammenda, a seguito diregolarizzazione, il quale aveva disposto che la somma venisse liquidata dal Comune stesso cononere a carico del bilancio comunale, ha stabilito che avendo tale sanzione il carattere dellapersonalità tale condotta era fonte di danno erariale. Analoga contestazione è stata rivolta ancheal RSPP del Comune, che a detta della Procura “in qualità di responsabile del servizio per lasicurezza e la salute dei lavoratori, avrebbe dovuto rifiutare il pagamento con fondi del bilanciocomunale”.La Corte ha avuto così modo di ribadire che “in relazione alle sanzioni comminate ai sensi delrichiamato D.Lgs. 758/94, è, peraltro, uniforme la giurisprudenza di questa Corte nel riconoscerela sussistenza della responsabilità amministrativa, laddove il pagamento della sanzione sia statoimputato all’amministrazione di appartenenza (cfr., ex plurimis, Sezione Calabria n. 950/2008;Sezione Sicilia n. 1829/08).”E ha aggiunto: “né può ritenersi, come sostenuto dalla difesa, che il requisito della colpa gravemanchi in quanto si tratterebbe di soggetto non rivestito di professionalità specifica, consideratoche il ruolo di Direttore Generale dallo stesso ricoperto nell’organizzazione comunaleevidentemente presuppone il possesso di una professionalità adeguata.Parimenti si rileva che anche il ruolo dell’RSPP sia stato connotato da colpa grave. Infatti, a frontedi un ordine palesemente illegittimo, quale quello impartito dal Direttore Generale l’RSPP, nellasua qualità di dirigente dell’Ufficio autonomo per la sicurezza e la salute dei lavoratori, aveval’obbligo di farne rimostranza al diretto superiore e di darvi esecuzione solo laddove l’ordinefosse stato nuovamente confermato per iscritto.”Si tenga in ultimo in considerazione, parlando di datore di lavoro pubblico, che l’art. 26 D.Lgs.81/08, norma che ha ad oggetto la sicurezza in caso di affidamento di lavori a terzi, dedica ilcomma 3-ter ai casi in cui il datore di lavoro non coincida con il committente, ipotesi nella quale“il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenzerecante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione chepotrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il qualedeve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documentoriferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto;l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali.”Passando alle figure di dirigente e preposto, (fatto salvo quanto specificamente richiamatoparlando dell’individuazione della figura del datore di lavoro pubblico) nel pubblico come nelprivato trattasi di colui che rispettivamente “organizza l’attività lavorativa e vigila sulla stessa” e,dall’altra parte, del soggetto che “sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazionedelle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori”. Tutto ciòsecondo il criterio-guida dell’effettività da decenni ribadito dalla giurisprudenza della Cassazionee ora sancito legislativamente dall’art. 299 D.Lgs. 81/08 (“esercizio di fatto di poteri direttivi”).Il datore di lavoro può poi, come sappiamo, delegare funzioni in materia di salute e sicurezza sullavoro (salvo ovviamente per gli obblighi in delegabili ex art. 17 T.U.). In caso di delega difunzioni, a partire dall’entrata in vigore del decreto correttivo, ai sensi dell’art. 16 c. 3 D.Lgs. 4.
81/08 l’obbligo di vigilanza sull’attività del delegato si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’articolo 30, comma 4. E’ vero che il D.Lgs. 231/01 non si applica allo Stato, agli enti pubblici territoriali e agli Enti pubblici non economici, ma è anche vero che molto enti pubblici hanno comunque deciso di dotarsi di modelli organizzativi. Inoltre come emerge dal campo di applicazione del D.Lgs. 231/01 ora ricordato (art. 1 comma 3), e come richiamato anche da una recentissima sentenza della Cassazione Penale (Sez. Seconda, Sentenza 21 luglio 2010, n. 28699), il regime della responsabilità amministrativa è applicabile agli enti pubblici economici, in quanto “sono esonerati dall’applicazione del Decreto Legislativo 231/2001 soltanto lo Stato, gli enti pubblici territoriali, gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale e gli “altri enti pubblici non economici” (cfr. art. 1 ult. co.). Dunque il tenore testuale della norma è inequivocabile nel senso che la natura pubblicistica di un ente è condizione necessaria, ma non sufficiente, all’esonero dalla disciplina in discorso, dovendo altresì concorrere la condizione che l’ente medesimo non svolga attività economica”. Concludiamo richiamando ancora le parole del Procuratore Deidda: “Dunque, abbiamo molti compiti che debbono essere assolti nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Spesso si dice: siccome siamo nella Pubblica Amministrazione, non possiamo essere così esigenti come nel settore privato. Non mi pare una buona giustificazione. La Pubblica Amministrazione deve essere di esempio al settore privato, non può essere il contrario, non si possono creare delle disparità di trattamento, nel senso che per il settore pubblico la sicurezza del lavoro viene dopo l’esigenza di contenere i costi. Se si pretende molto, giustamente, dal settore privato, credo che si debba pretendere altrettanto dal settore pubblico.” Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Commenta questo articolo! Autore: Geom. Bovone Vilmo Giuseppe 23/09/2010 (09:44:10) Ok, tutto chiaro, ma .... per le pubbliche amministrazioni di media entità che hanno individuato il geometra o lingenere quale DDL, questi quali responsabilità hanno nei confronti del Servizio di Polizia Locale? Come può un tecnico essere il DDL di uno o più Ispettori della PL ? I tecnici non hanno la preparzione e la formazione per capire quali siano i rischi che corrono i colleghi vigili al fine di giudicare un DVR a loro dedicato? Ritengo che il DDL in questo caso di cui litalia ne è piena, è il Sindaco anche se ha nominato con delibera di Giunta il DDL presso lUfficio Tecnico. Esegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bacheca Nome e cognome: (obbligatorio) E-Mail (solo per ricevere lavviso di risposta) Inserisci il tuo commento: Ho letto e approvato la policy dei commenti. Il post che sto inserendo non contiene offese e volgarità, non è diffamante e non viola le leggi italiane. Lascia commentoCopyright © All Rights reserved 1999-2012 - PuntoSicuro è la testata giornalistica diMega Italia Media Mega Media.I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovesserorisultare inesatte o erronee. Direttore responsabile:È la rivista ufficiale Aifos - Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro Luigi MeroniÈ sito segnalato dai servizi di documentazione INAIL e ISPESL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità.Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della Redazione:comunicazione n. 16562 Pietro de Castiglioni Federica Gozzini,Per cancellarsi dalla newsletter PuntoSicuro cliccare qui, per modificare le-mail di iscrizione alla newsletter cliccare qui Tiziano MendutoMega Italia Media srl, via Roncadelle 70/A, Castel Mella (BS), C.F./P.IVA 03556360174, Tel. 0305531825 Contattaci 5.
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