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Timestamp: 2020-06-06 14:07:44+00:00

Document:
ANZIANILOMBARDIA - Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale
DGR 18.6.12 - n. IX/3644 - Promozione dell’accordo di programma finalizzato alla sperimentazione di nuovi modelli gestionali di unità d’offerta volti all’ integrazione di servizi residenziali, semi residenziali e territoriali (BUR n. 25 del 22.6.12)
−il d.lgs 18 agosto 2000, n.267 «Testo unico delle leg­gi sull’ordinamento degli enti locali» ed in particolare, l’art.34 della legge medesima, riguarda la disciplina generale degli accordi di programma;
−la l.r. 14 marzo 2003, n.2 «Programmazione negoziata re­gionale» ed in particolare l’art.6 della legge medesima disciplina le procedure per gli accordi di program­ma di prevalente competenza regionale;
- l’art.20 della l.r. 12 marzo 2008, n.3 dispone:
−−“La Regione promuove forme di collaborazione tra sog­getti pubblici e soggetti privati, in particolare appar­tenenti al terzo settore, al fine di dare concreta e piena attuazione al principio di sussidiarietà e di valorizzare la piena espressione delle loro capacità progettuali (com­ma 1);
−−La Giunta regionale promuove la sperimentazione di nuovi modelli gestionali e di unità d’offerta innovative, comportanti forme di collaborazione tra soggetti pubbli­ci e soggetti privati. Qualora le sperimentazioni nell’am­bito della rete sociosanitaria siano rivolte a promuovere soluzioni particolarmente innovative dal punto di vista finanziario, gestionale o tecnologico, sono oggetto di specifica autorizzazione regionale, sentita la competente commissione consiliare(comma 2)”;
Il Sindaco del comune di Lecco ha attivato la richiesta di attivazione dell’Ac­cordo di programma per il progetto «Fondazione Frassoni» volto alla realizzazione di un nuovo modello di residenzialità assistita per anziani e soggetti in situazione di fragilità.
L’accordo di programma presuppone, al fine di garantire il coordinamento, l’economicità e l’efficacia degli interventi previsti, l’azione integrata di:
– Comune di Lecco
– Asl Lecco
– Fondazione Fratelli Frassoni
– Fondazione della provincia di Lecco
– Fondo Federale Immobiliare della Lombardia
– Polaris Sgr
– Fondazione Housing sociale
– Consorzio consolida e Istituti Airoldi Muzzi.
Il progetto proposto prevede la sperimentazione di nuovi modelli gestionali di unità d’offerta capaci di integrare servizi residenziali, semi residenziali e territoriali per offrire la rispo­sta più appropriata al bisogno di cura dell’anziano, ottimizzan­do l’impiego delle risorse disponibili e mantenendo livelli acces­sibili di spesa a carico del singolo utente.
Gli elementi innovativi sono:
• la realizzazione di unità di offerta attraverso l’utilizzo delle risorse degli enti del Terzo settore: sia con riferimento alla destinazione dell’area su cui verrà realizzata l’opera che alla realizzazione e alla gestione della nuova struttura;
• la promozione di soluzioni che consentono di prolungare la permanenza degli anziani nella propria casa e in solu­zioni residenziali a prevalente contenuto abitativo;
• la razionalizzazione e l’ottimizzazione nell’utilizzo di risorse attraverso la sinergia di soggetti pubblici e privati.
Viene avviato il procedimento di valutazione ambientale Strate­gica VAS relativo all’ Accordo.
Viene promosso l’Accordo di Programma finalizzato alla spe­rimentazioni di nuovi modelli gestionali di unità d’offerta capaci di integrare servizi residenziali, semi residenziali e territoriali per of­frire la risposta più appropriata al bisogno di cura dell’anziano
I soggetti interessati all’Accordo sono:
DGR 29.5.12, n. 32-3922 - IPAB Presidio Residenziale per Anziani "Giovanni Baulino" di Caselle Torinese (TO) - Estinzione. (BUR n. 25 del 21.6.12)
DGR 25.5.12, n. 1037 - Regolamento Regionale 18 gennaio 2007, n.4 - art. 32 - Nuova approvazione delle tariffe di riferimento regionale per i servizi residenziali per anziani. (BUR n. 87 del 19.6.12)
- l’articolo 11 della Legge n. 328/2000, stabilisce che l’autorizzazione al funzionamento dei servizi a ciclo residenziale e semiresidenziale a gestione pubblica o dei soggetti del settore privato e del privato sociale è rilasciata dai Comuni in conformità ai requisiti stabiliti dalla legge regionale;
- l’articolo 8, comma 3 lettera “f”, della già citata legge, attribuisce alle Regioni la definizione, sulla base dei requisiti minimi fissati dallo Stato, dei criteri per l’autorizzazione e la vigilanza delle strutture residenziali e semiresidenziali a gestione pubblica o dei soggetti individuati dalla stessa norma all’articolo 1, comma 5;
- con Decreto del Ministro per la Solidarietà Sociale n. 308 del 21/05/2001, sono stati determinati i requisiti minimi strutturali ed organizzativi per l’autorizzazione all’esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, a norma dell’articolo 11 della legge 8 novembre 2000, n. 328, rinviando alle Regioni la definizione di ulteriori requisiti;
- il DPCM 14.02.2001 “Atto di indirizzo e coordinamento sull’integrazione sociosanitaria” reca indicazioni in merito alle quote di compartecipazione al costo delle prestazioni sociosanitarie;
- il DM 29.11.2001 determina i livelli essenziali di assistenza, con specifico riferimento all’All. 1C per i livelli essenziali di assistenza ad elevata integrazione sociosanitaria;
- la l.r. 4 agosto 2004, n. 14, all’art. 32 determina la quota a carico del Servizio Sanitario Regionale della retta giornaliera le strutture residenziali per anziani ad elevata integrazione sociosanitaria, quali le strutture di cui al regolamento regionale n. 1/1997, così come modificato e integrato dal Regolamento Regionale n. 4/2007, art. 66 “Residenze Sociosanitaria Assistenziali (RSSA)”;
- con legge regionale 10 luglio 2006, n. 19, la Regione Puglia ha adottato la nuova disciplina del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali e sociosanitari per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia;
- con Regolamento Regionale 18 gennaio 2007, n. 4, e s.m.i., la Giunta Regionale ha dato attuazione alla l.r. n. 19/2006 approvando, tra l’altro i requisiti minimi strutturali, funzionali e organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento di tutte le strutture e i servizi sociali e sociosanitari riconosciuti in Puglia;
- lo stesso Regolamento Regionale n. 4/2007, all’articolo 32, stabilisce che, nelle more della definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale, la tariffa per persona al giorno per tutti i servizi ivi regolamentati in strutture già autorizzate e in quelle da autorizzare è determinata con delibera di Giunta Regionale;
- con legge regionale 12 settembre 2008, n. 23 è stato approvato il Piano Regionale di Salute 2008-2010 della Regione Puglia, che, tra l’altro, definisce i livelli essenziali di assistenza ad elevata integrazione sociosanitaria di cui all’Allegato 1C del DM 29.11.2001 con le rispettive quote di compartecipazione a carico del Servizio Sanitario Regionale e a carico dei Comuni e/o degli utenti e loro nuclei familiari;
- Con legge regionale 4 febbraio 2010 n.4, la Regione Puglia ha provveduto ad adeguare il contributo a carico delle ASL per le “case protette”, leggasi RSSA, - fissandolo nella quota pari al 50% della tariffe stabilite dall’art. 32 del reg. reg. 4/2007;
- La deliberazione di Giunta regionale n. 314 del 9 febbraio 2010 ha approvato modifiche al Regolamento Regionale n. 4/2007, poi ratificate con la promulgazione del Regolamento Regionale n. 7 del 10 febbraio 2010 che prevedono, tra l’altro, la soppressione della tipologia “RSSA di fascia media” negli artt. 58 e 66 e della tipologia “Residenza sociale assistenziale di fascia media” negli artt. 59 e 67 di cui al Reg. R. n. 4/2007;
- Il suddetto regolamento ha, inoltre, modificato il comma 3 dell’art. 32, la cui lett. b) novellata reca il seguente testo: “b) una riduzione della tariffa di riferimento regionale, da corrispondere in relazione a specifiche economie di scala nonché a specifiche condizioni di complementarietà di un servizio con altri servizi e prestazioni garantiti dall’Ambito”, che riconosce esplicitamente il ruolo delle cosiddette “economie di scala” nella determinazione della tariffa finale, in relazione alla dimensione della organizzazione che eroga un determinato servizio;
- la deliberazione di Giunta regionale n. 279 del 2 febbraio 2010 ha approvato, in attuazione dell’art. 32 del regolamento, il sistema delle tariffe di riferimento regionale per le strutture residenziali per anziani a carattere sociale e sociosanitario di cui al Regolamento Regionale n. 4/2007 e s.m.i., fornendo anche i necessari indirizzi attuativi;
- la deliberazione di Giunta regionale n. 736 del 15 marzo 2010 ha approvato, ad integrazione della citata Del. G.R. n. 279/2010, la tariffa di riferimento regionale da applicare nella fase transitoria per le strutture di fascia media di cui agli artt. 66-67 già autorizzate al funzionamento alla data di entrata in vigore del Reg.R. n. 7/2010;
- Il Consiglio di Stato con propria sentenza della Sezione III, n. 947/2012 sul ricorso numero di registro generale 6583 del 2011, ha riformato la Sentenza del TAR Puglia n. 75/2011 (Sezione III) annullando la delibera n. 279/2010 e prescrivendo alla Regione di rideterminarsi in materia;
- Al contrario la citata Sentenza non dispone l’annullamento della precedente deliberazione di Giunta Regionale n. 1746/2009 con la quale la Regione provvedeva ad approvare lo studio di fattibilità funzionale alla determinazione delle tariffe, unitamente ai criteri per la determinazione delle stesse e relativi importi tariffari.
- L’art. 32 del Regolamento Regionale n. 4/2007 stabilisce che la tariffa da riconoscere ai soggettititolaridistruttureeservizisocialiesociosanitariautorizzatiovveroaccreditatièda intendersi qualecontroprestazioneeconomica per i servizi erogati mediante titolo di acquisto, nonché riferita agli accordi contrattuali e ai rapporti convenzionali e/o di accreditamento dei servizi ivi regolamentati con gli Enti locali, gli ambiti territoriali sociali, le Aziende Sanitarie Locali e le strutture periferiche delle amministrazioni centrali titolari degli specifici interventi rivolti alle persone di cui allo stesso Regolamento, anche in regime di compartecipazione da parte degli utenti.
- Nello specifico, secondo quanto previsto al comma 2 dell’art. 32 del Regolamento Regionale n. 4/2007, la determinazione delle tariffe regionali di riferimento deve tener conto dei seguenti criteri:
a) costo del servizio in relazione ai contenuti ed alle modalità di erogazione, sulla base di parametri medi regionali desunti da apposite analisi di mercato;
b) caratteristiche strutturali, organizzative e professionali del soggetto accreditato;
c) grado di complessità della prestazione, ovvero esigenza di personalizzare la prestazione in relazione a specifiche situazioni di bisogno;
d) esigenza di promuovere e facilitare il consumo di determinati servizi, nella platea dei potenziali utenti beneficiari.
- Lo studio di fattibilità, approvato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 1746 del 23 settembre 2009, ha individuato la tariffa regionale di riferimento in maniera differenziata e specifica per le diverse tipologie di servizio e relativi requisiti previsti dal Capo III “Strutture per Anziani” di cui al Titolo V del Regolamento Regionale n. 4/2007, artt. 62, 63, 64, 65, 66, 67, sulla base dei costi reali per il funzionamento di tali servizi, così come rilevati presso un campione di strutture già operanti, sia di titolarità pubblica che di titolarità privata, secondo criteri di legalità e sostenibilità, compresa la garanzia dei diritti del personale ivi impegnato, e sulla base dei costi connessi alla applicazione degli standard di cui al Regolamento.
- La citata Deliberazione di Giunta Regionale n. 1746 del 23.09.2009, ha disposto che le stesse tariffe di riferimento regionale, visti i metodi di calcolo applicati nello studio di fattibilità oggetto del citato provvedimento, si applichino esclusivamente per le prestazioni erogate da strutture residenziali per anziani autorizzate in via definitiva e adeguate agli standard strutturali, funzionali e organizzativi di cui al Regolamento Regionale n. 4/2007 e s.m.i., escludendo dal campo di applicazione delle nuove tariffe le strutture ancora operanti in regime di autorizzazione provvisoria ovvero in applicazione degli standard strutturali e organizzativi di cui al precedente Regolamento Regionale n. 1/1997, cui il SSR continuerà ad applicare le tariffe previgenti;
- Agli atti del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria sono disponibili i prospetti di calcolo delle tariffe di riferimento regionale non solo per il modulo base, da n. 30 posti letto, ma anche per strutture di dimensioni maggiori, ovvero multipli del modulo base, da cui si evince la possibilità di evidenziare significative economie di scala quantificabili e derivanti dalla applicazione degli stessi requisiti minimi fissati dal reg. R. n. 4/2007 e dalla condivisione di taluni servizi di carattere generale tra i moduli aggiuntivi oltre il primo, e dunque sulla base dei medesimi criteri di calcolo che sono stati utilizzati nel corso della fase di ascolto delle Associazioni di categoria, dovuta alla Regione secondo quanto previsto dal medesimo art. 32 del Regolamento Regionale. Alle associazioni di categoria, nella fase di ascolto propedeutica alla assunzione dell Del. G.R. n. 279/2010, fu presentata la proposta di applicare un abbattimento del 10% e del 15% rispettivamente per le strutture con almeno con 2 moduli da 30 p.l., e per le strutture con oltre 60 p.l..
- Le voci di costo considerate per la definizione delle tariffe, possono essere raggruppate in due macro categorie:
1) Costo per il personale. Costituisce la quota parte più consistente (compresa tra il 70 e il 77%) e comprende le annualità lorde da corrispondere al personale secondo la tipologia di servizio e secondo quanto previsto dal Regolamento Regionale n. 4/2007, con gli oneri connessi;
2) Costo di gestione. E’ calcolabile solo su valori medi desunti dall’analisi dei costi storici. L’insieme dei costi di gestione comprende le spese per i servizi generali, le forniture, le assicurazioni, le consulenze, i canoni, le utenze, la cancelleria, la manutenzione, gli ammortamenti ed altri oneri. A questi si aggiungono i costi per i pasti, intendendo per questi i costi per le materie prime, essendo escluse le spese per il personale (cuoco, aiuto-cuoco, ausiliari), ove previsto, che viene invece esibito nella prima parte della tariffa.
- Sulla scorta dei risultati conseguiti con lo studio di fattibilità, e con lo sviluppo dei medesimi criteri di calcolo su moduli aggiuntivi rispetto al modulo base (secondo, terzo modulo e successivi), emerge che le economie di scala conseguibili su strutture di media e grande dimensione si attestano su percentuali tra il 10% e il 15%, e precisamente il 10% quando la struttura ha anche il secondo modulo (fino a 60 p.l.), e il 15% quando la struttura ha anche il terzo modulo (oltre 60 p.l.).
- Al fine di tener conto delle stimate economie di scala conseguibili in strutture di media e grande dimensione, rispettivamente per almeno 2 e per almeno 3 moduli di ciascuna struttura, i soggetti gestori delle stesse strutture fissano le rispettive rette tenendo conto di una riduzione della tariffa di riferimento nella misura del 10% per strutture con due moduli abitativi e organizzativi, di cui il secondo modulo attivo almeno al 50% dei posti, e di almeno il 15% per strutture con tre o più moduli, di cui il terzo attivo almeno al 50% dei posti;
- In data 23 marzo 2012, a seguito della notifica alle Strutture regionali interessate della sentenza del Consiglio di Stato innanzi citata, si è svolta una nuova riunione con le Associazioni di Categoria e i dirigenti dei Servizi Assistenza Ospedaliera e Specialistica e Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria, interessate per quanto di competenza, per illustrare le motivazioni per le quali la Regione intende procedere alla nuova approvazione delle tariffe di riferimento regionale, così come determinate con il contributo dello studio di fattibilità di cui alla Del. G.R. n. 1746/2009, di cui permane la validità;
- Nel corso della suddetta riunione di concertazione, sono state rappresentate dalle Associazioni di Categoria le ragioni di richieste di rideterminazione delle tariffe di riferimento regionale visti essenzialmente i maggiori costi sostenuti dai soggetti gestori chiamati non di rado ad assicurare prestazioni aggiuntive - rispetto agli standard strutturali e organizzativi di cui al Reg. R. n. 4/2007 e s.m.i. - per assicurare la maggiore cura di pazienti gravemente non autosufficienti, nonché le ragioni della richiesta di non applicare gli abbattimenti tariffari connessi alle economie di scala, che riducono ogni margine per il soggetto gestore, che voglia assicurare prestazioni di maggiore qualità;
- Nel corso della stessa riunione, i dirigenti regionali hanno rappresentato che già l’art. 32 del Reg. R. n. 4/2007 prevede che in presenza di prestazioni aggiuntive, formalmente richieste e concordate dai committenti (ASL, Comuni, famiglie) sia possibile applicare incrementi rispetto alla tariffa di riferimento regionale; inoltre l’eliminazione degli abbattimenti connessi alle economie di scala determinerebbe un incremento della spesa consolidata a carico del Fondo Sanitario Regionale che, in regime di Piano di Rientro, non è possibile sostenere per la Regione Puglia e le ASL pugliesi, pena la necessità di ridurre la capacità di presa in carico del Servizio Sanitario Regionale.
Si provvede alla riapprovazione delle tariffe regionali di riferimento per le strutture per Anziani di cui Titolo V - Capo III “Strutture per Anziani” del Regolamento Regionale n. 4/2007, artt. 62, 63, 64, 65, 66, 67, fermi restando i criteri di calcolo e i principi fissati con delibera n. 1746/2009 e qui confermati;
Si tiene conto delle stimate economie di scala conseguibili in strutture di media e grande dimensione, rispettivamente per almeno 2 e per almeno 3 moduli di ciascuna struttura;
- di precisare che a tariffe diverse da quelle di riferimento regionale, supportate dalla erogazione di prestazioni aggiuntive di carattere alberghiero e sociale, eventualmente praticate dai soggetti gestori, preventivamente richieste e concordate con l’utente e descritte nella carta dei servizi della struttura interessata, non si applica il proporzionale incremento della quota sanitaria a carico della ASL titolare dell’accordo contrattuale;
E’confermato che i Comuni e le Asl che definiscono rapporti convenzionali ovvero accordi contrattuali con le strutture, rispettivamente sociali e sociosanitarie oggetto del presente provvedimento, sono tenuti a richiedere annualmente ai soggetti gestori la documentazione attestante la regolarità contributiva per le stesse strutture, nonché dettagliata documentazione sull’utenza presa in carico, fermo restando il rispetto delle norme vigenti in materia di privacy e utilizzo di dati sensibili.
Viene approvato l’Allegato A al presente provvedimento che, costituendone parte integrante e sostanziale, riporta le tariffe per persona al giorno riferite ai servizi residenziali per gli anziani di cui al Regolamento Regionale n. 4/2007;
Viene approvato l’Allegato B al presente provvedimento che, costituendone parte integrante e sostanziale, riporta le modalità di calcolo delle tariffe per ciascuna tipologia di struttura;
Sono confermati i contenuti dello studio di fattibilità approvato con Delibera di G.R. n.1746/2009 che riporta l’analisi dei costi standard per la definizione delle succitate tariffe in relazione ai requisiti strutturali, funzionali e organizzativi di cui al Regolamento Regionale n. 4/2007;
Ai fini della applicazione delle tariffe di riferimento regionale per i posti letto di strutture sociosanitarie oggetto di convenzione ovvero di accordo contrattuale con la ASL di riferimento, la quota sanitaria, pari al 50% della retta praticata, è applicabile a far data dalla approvazione del DIEF 2010 da parte della Giunta Regionale, in ragione della necessità di assicurare la copertura finanziaria alla spesa aggiuntiva prevista;
Al fine di tener conto delle stimate economie di scala conseguibili in strutture di media e grande dimensione, rispettivamente per almeno 2 e per almeno 3 moduli di ciascuna struttura, i soggetti gestori delle stesse strutture definiscono le rispettive rette tenendo conto di una riduzione della tariffa di almeno il 10% per tutti i posti, in presenza di n. 2 moduli e di almeno la metà più uno dei posti (46 p.l.) del secondo modulo attivati, ed è ridotta di almeno il 15% per tutti i posti, in presenza di n. 3 moduli e di almeno la metà più uno dei posti (76 p.l.) del terzo modulo attivati;
Abbattimenti delle tariffe praticate in misura superiore a quanto sopra riportato, in relazione alle economie di scala, ovvero incrementi delle stesse rispetto a quelle di riferimento regionale, dovranno essere adeguatamente motivati all’utenza finale, e, comunque, subordinati al pieno rispetto delle norme sui contratti di lavoro;
A tariffe diverse da quelle di riferimento regionale, supportate dalla erogazione di prestazioni aggiuntive di carattere alberghiero e sociale, eventualmente praticate dai soggetti gestori, preventivamente richieste e concordate con l’utente e descritte nella carta dei servizi della struttura interessata, non si applica il proporzionale incremento della quota sanitaria a carico della ASL titolare dell’accordo contrattuale, non potendo la quota sanitaria superare il 50% della tariffa di riferimento regionale già fissata per le strutture di cui all’art. 66 del Regolamento Regionale n. 4/2007, vista la definizione del fabbisogno e della connessa spesa su base regionale, con articolazione provinciale;
Sono confermati gli indirizzi attuativi e le modalità di applicazione della tariffa di riferimento regionale per le strutture di fascia media ex artt. 66-67 del Reg.R. n. 4/2007 e s.m.i., come approvati dalla Del. G.R. n. 736/2010;
Le stesse tariffe di riferimento regionale si applicano esclusivamente per le prestazioni erogate da strutture residenziali per anziani autorizzate in via definitiva e adeguate agli standard strutturali, funzionali e organizzativi di cui al Regolamento Regionale n. 4/2007;
ASSISTENZA PENITENZIARIA
DGR 26.4.12, n. 187 - L.R. n. 21/96 art. 11. Disciplinare per la gestione e l’erogazione di Servizi socio assistenziali in Gruppo-Appartamento a favore di minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria (ex legge regionale 21/96) operanti nel territorio calabrese in base alla legge regionale n. 21/1996 e s.m.i. (BUR n. 10 del 1.6.12)
Note INTRODUZIONE NORMATIVA
- Legge regionale n. 23 del 5/12/2003 recante «Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria».
Legge regionale n. 21/96.
Protocollo d’Intesa sottoscritto dalla Regione Calabria e dal Dipartimento Giustizia Minorile della Calabria e della Basilicata in data 11/2/2003 finalizzato ad avviare azioni ed interventi di programmazione sperimentale comune.
DGR n. 511 dell’8/8/2009 con cui è stato approvato il Piano degli interventi e dei Servizi Sociali della Regione Calabria 2007/2009.
A seguito dell’approvazione del Piano diventa necessario avviare il completamento della riforma del
sistema in atto, procedendo alla definizione dei regolamenti attuativi di cui all’articolo 11 comma d della L.R. n. 23/03.
Si provvede a definire i criteri per la formalizzazione dei rapporti con le strutture che erogano servizi
alla persona ed alla comunità per la tipologia di Gruppi Appartamento a favore di minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria (ex legge regionale 21/96) operanti nel territorio calabrese in base alla legge regionale n. 21/1996 e s.m.i..
Attualmente nella Regione Calabria sono in corso attività di tipo socio-assistenziale residenziale per minori a rischio, differenziati secondo la seguente articolazione e in base alle seguenti disposizioni normative:
— gruppi appartamento per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria (ex legge regionale 21/96) operanti nel territorio calabrese in base alla legge regionale n. 21/1996 e s.m.i.;
— comunità educative per minori con disagio psichico e disturbi del comportamento sottoposti a provvedimenti penali e/o amministrativi operanti nel territorio calabrese a seguito di sperimentazione
approvata con D.G.R. n. 632 del 28/8/2007;
— centri specialistici per la cura e la protezione di bambini e adolescenti in situazioni di maltrattamento operanti nel territorio calabrese a seguito di sperimentazione approvata con D.G.R. n. 632 del 28/8/2007;
— comunità educative per minori disadattati sociali sottoposti a provvedimenti penali e/o amministrativi operanti sul territorio calabrese.
La promozione sul territorio delle attività socio-assistenziali, innovative ed avanzate, resa possibile dal programma di finanziamento di cui alla presente Deliberazione, potrà fornire elementi di conoscenza indispensabili per la futura e più completa programmazione regionale dei servizi stessi, di cui alla
L.R. n. 23/2003.
LE LINEE DI DISCIPLINARE
Le linee di disciplinare e lo schema di convenzione sono state elaborate e concertate con gli Enti Gestori dei servizi oggetto della presente deliberazione;
Per le strutture già convenzionate e operanti sul territorio calabrese la copertura finanziaria trova la necessaria disponibilità nei capitoli 62010203 del bilancio corrente (per i gruppi appartamento).
Viene approvato il disciplinare e lo schema di convenzione per la gestione e l’erogazione di Servizi socio assistenziali in Gruppo-Appartamento a favore di minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria (ex legge regionale 21/96) operanti nel territorio calabrese in base alla legge regionale n. 21/1996 e s.m.i.
DGR 22.5.12, n. 238 - Recepimento Accordo sancito in Conferenza Unificata nella seduta del 18 maggio 2011 Rep. n. 48/CU sul documento proposto dal Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria concernente le schede relative alla rilevazione dei detenuti adulti, minori e giovani adulti tossicodipendenti e alcol dipendenti integrativo dell’Accordo sancito dalla Conferenza Unificata nella seduta dell’8 luglio 2010 (Rep. n. 59/CU) (BUR n. 9 del 16.6.12)
La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ha sancito in data 18 maggio 2011 Rep. n. 48/CU «Accordo, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sul documento proposto dal Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria concernente le schede relative alla rilevazione dei detenuti adulti, minori e giovani
adulti tossicodipendenti e alcol dipendenti integrativo dell’Accordo sancito dalla Conferenza Unificata nella seduta dell’8 luglio 2010 (Rep. Atti n. 59/CU)».
Con il suddetto Accordo, in attesa che venga attivato un Sistema informativo nazionale per la sanità penitenziaria, sono fornite le indicazioni sui dati che è necessario rilevare per una prima valutazione dello stato di attuazione del D.P.C.M. 1 aprile 2008 con particolare riguardo all’assetto organizzativo
e al funzionamento dei servizi sanitari sui vari territori regionali.
Le schede di rilevazione, raccolte dalle Regioni e P.A. e sottoposte all’attenzione dei rispettivi Osserva-
tori permanenti interistituzionali per le opportune valutazioni e necessaria condivisione, sono trasmesse al Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio e al Ministero della Salute tramite le Direzioni competenti che provvedono alla loro elaborazione coerentemente con la prospettiva dell’attivazione dei previsti Sistemi informativi nazionali.
Viene recepito l’Accordo sancito in Conferenza Unificata nella seduta del 18 maggio 2011 (Rep. 48/CU) sul documento proposto dal Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria concernente le schede relative alla rilevazione dei detenuti adulti, minori e giovani adulti tossicodipendenti e alcol dipendenti integrato dell’Accordo sancito dalla Conferenza Unificata nella seduta dell’8 luglio 2010 (Rep. n. 59/CU).
DGR 12.6.12, n. 282 - Approvazione protocollo d'intesa tra la regione Campania e l'ufficio del garante per i diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. (BUR n. 39 del 25.6.12)
Con L.R. 24 luglio 2006, n. 18 la Regione Campania ha istituito il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, al fine di contribuire a garantire a tali persone i diritti fondamentali, così come previsto dall’art. 5 della stessa legge.
In attuazione delle LL.RR. nn. 1 e 2 del 27/01/2012, la Giunta Regionale della Campania con
Deliberazione n. 24 del 14/02/2012 ha approvato il Bilancio Gestionale per l’Esercizio Finanziario anno
2012, istituendo il nuovo Capitolo 5172 - U.P.B. 3.10.119, denominato “Contributo al Garante dei
detenuti della Campania per l’attuazione di un progetto sulle carceri”, sul quale risultano appostate
risorse economiche, pari ad € 200.000.
Il Garante per i diritti dei detenuti ha presentato alla Giunta Regionale della Campania – Assessorato all’Istruzione il Progetto “Il DENTRO e il FUORI – Per un modello innovativo di Istituto Penitenziario –“, che tende ad assicurare alle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale una migliore qualità della vita, attraverso l’offerta di opportunità lavorative, di percorsi di istruzione e formazione, oltre che di consulenza giuridica e psicologica, laddove necessario.
L’Assessorato all’Istruzione della Regione Campania, nel quadro delle proprie competenze istituzionali, ritiene di dover sostenere tutte le iniziative rivolte alla popolazione carceraria e agli operatori del settore, nel convincimento che la realizzazione di processi di recupero e di reinserimento – anche attraverso percorsi mirati di istruzione e formazione – non solo contribuisca a garantire le finalità della pena, ma favorisca anche la creazione di un clima di maggior sicurezza per i cittadini.
Si procede all’approvazione di uno schema di Protocollo d’Intesa tra la Regione Campania e l’Ufficio del Garante per i diritti dei detenuti, per disciplinare l’iniziativa da quest’ultimo proposta.
DGR 15.5.12, n. 911 - D.P.C.M. 1/4/2008 - art. 6. Trasferimento risorse finanziarie per l’esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria. Variazione al bilancio regionale di previsione per l’esercizio 2012. (BUR n. 82 del 6.6.12)
Con D.P.C.M. 1/4/2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 126 del 30.5.2008, ed entrato in vigore il 14/6/2008, sono state emanate le norme tese a disciplinare le “Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio Sanitario Nazionale delle funzioni sanitarie dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”.
L’art. 6 del citato DPCM richiama le modalità di riparto delle risorse finanziarie da trasferire tra le regioni per l’esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria.
Su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha deliberato, nella seduta del 3/8/2011, ai sensi di quanto previsto dal predetto decreto, la ripartizione fra le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, per l’anno 2010, un finanziamento complessivo di euro 167.800.000 per la medicina penitenziaria.
Dalla tabella di riparto delle risorse finanziarie allegata alla predetta delibera CIPE si rileva che, per l’anno 2010, alla Regione Puglia è stata assegnata una somma complessiva pari a euro 9.779.579.
DD 6.6.12- Determinazione delle spese di gestione da corrispondere agli enti assistenziali gestori di comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria minorile, per l’anno 2012. (BUR n. 24 del 15.6.12)
Le spese di gestione che i comuni sono tenuti a corrispondere agli enti assistenziali gestori di comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimento dell’Autorità giudiziaria minorile, per l’anno 2012, sono così determinate:
a) compenso fisso mensile per ogni posto convenzionato € 1.516,58;
b) retta giornaliera di mantenimento € 26,06.
DGR 21.5.12, n. 718 - Approvazione del documento di indirizzo per la costituzione di un fondo regionale per il sostegno a progetti di sviluppo e riqualificazione urbana e di edilizia abitativa sociale. (BUR n. 59 del 15.6.12)
- di approvare l'allegato A, "Documento di indirizzo per la costituzione di un fondo regionale per il sostegno a progetti di sviluppo e riqualificazione urbana e di edilizia abitativa sociale" quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
DGR 28.5.12, n. 448 - Risorse per funzioni regionali trasferite a Province e Comuni: modalità di riparto 2012 e individuazione somme spettanti alle Province.
Le risorse 2012 da trasferire a province e comuni per oneri connessi all’esercizio di funzioni regionali conferite, stanziate nel bilancio regionale e ricompresse nella strategia istituzionale, vengono ripartite sulla base delle medesime modalita individuate con la Delibera G.R. n. 171 del 21.3.2011;
Alle province, per l’esercizio delle funzioni regionali conferite, viene destinata la somma complessiva di Euro 27.286.066,54, come risulta dall’Allegato “A”, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
DD 4.6.12, n. 822/ISTR- LR 11/2006, art. 10, “Carta Famiglia”: riparto ai Comuni e agli
Enti gestori del Servizio sociale dei Comuni della Regione del finanziamento finalizzato a promuovere
L’articolo 10 della legge regionale 7 luglio 2006, n. 11 “Interventi regionali a sostegno della famiglia
e della genitorialità” e successive modifiche ed integrazioni reca disposizioni per l’istituzione del
beneficio denominato “Carta Famiglia”.
Con il DPGR 0347/Pres. del 30 ottobre 2007, come modificato con DPGRn. 0287/Pres. del 16 ottobre 2009, ai sensi del comma 3 dell’articolo 10 della legge regionale 7 luglio 2006, n. 11 e successive modifiche, è stato adottato il “Regolamento per l’attuazione della Carta Famiglia prevista dall’articolo 10 della legge regionale 7 luglio 2006, n. 11” (di seguito, per brevità, “il Regolamento”), recante disposizioni sulla natura specifica, l’oggetto e l’entità dei benefici attivabili, nonché sulle modalità di riparto ai Comuni dei finanziamenti necessari.
Viene approvata l’assegnazione a favore dei Comuni o degli Enti gestori del Servizio sociale dei Comuni della Regione della somma a fianco di ciascuno indicata nell’allegata tabella A, facente parte integrante del presente decreto, per un importo complessivo di euro 2.700.000,00=, per promuovere l’attivazione dei benefici di Carta Famiglia da parte degli stessi ai sensi dell’art. 10 della legge regionale 11/2006, e dell’art. 10 del Regolamento citato;
Viene autorizzata la spesa complessivamente prevista di euro 2.700.000.
DGR 16.5.12, n. 513 - Programma attuativo di interventi per la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Sperimentazione dei nidi familiari in Umbria. Determinazioni e modalità attuative (BUR n. 26 del 20.6.12)
DGR 14.5.12, n. 280 – Programma integrato Giovani Abruzzo, approvato con D.G.R. 8 agosto 2011, n. 572. Approvazione schema Accordo Quadro Regione Abruzzo ' Università degli Studi 'G. D'Annunziodi Chieti-Pescara ' Università degli Studi di L'Aquila '
- l’art. 78, comma 2, lett. d) della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, che consente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di trasferire alle Regioni le risorse del Fondo per l’Occupazione – ora Fondo Sociale per Occupazione e Formazione – non utilizzate per le attività socialmente utili ed il pagamento dei relativi assegni “per misure aggiuntive di stabilizzazione e di politica attiva del lavoro e per il sostegno delle situazioni di maggiore difficoltà”;
- la Deliberazione G.R. 11 aprile 2011, nr. 244, recante: “Legge 23 dicembre 2000, n. 388 – art. 78, recante disposizioni in ordine ad “Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali, di previdenza e di lavori socialmente utili”. Convenzione Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/Regione Abruzzo/Regione Molise, Prot. 14/0029279 del 22/12/2010, per realizzazione azioni di politiche attive in favore dell’occupazione, ed in particolare dei giovani colpiti dalla crisi occupazionale e sociale, residenti nei territori delle due Regioni. Presa d’atto ed attuazione.”;
- la Deliberazione G. R. 08 agosto 2011, nr. 572, recante “Convenzione Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/Regione Abruzzo/Regione Molise, Prot. 14/0029279 del 22/12/2010 approvata con D.G.R. n. 244 dell’11/04/2011. Progetti nazionali affidati ad Italia Lavoro S.p.a.: AMVA e FIxO S&U. Approvazione documento programmatico denominato “Programma integrato Giovani Abruzzo.”, con uno stanziamento di risorse a favore di giovani, aziende e sistema regionale dei servizi per il lavoro pubblico/privato di € 12.370.000,00, di cui € 6.800.000,00 messi a disposizione direttamente dalla Regione Abruzzo e provenienti dal predetta convenzione sottoscritta copn il M.L.P.S., ed € 5.570.000,00 riconducibili ai Programmi nazionali FIxO S&U e AMVA gestiti da Italia Lavoro S.P.A.
L’attuazione del detto Piano Integrato prevede il coinvolgimento diretto delle tre Università abruzzesi, al fine di rafforzare la governance territoriale sulla transizione scuola/lavoro e dare immediato avvio alle azioni e all’impiego delle risorse economiche previste nel Piano medesimo;
In particolare, le Università sono coinvolte nella realizzazione degli obiettivi di cui alle seguenti Linee di intervento:
- Area Occupabilità e Placement:
- Linea d’intervento 1 - Tirocini di qualità.
- Linea d’intervento 2 - Apprendimento per "competenze": apprendistato per percorsi di alta formazione come strumento di inserimento occupazionale.
- Linea d’intervento 3 - Placement scuole secondarie.
- Area Occupabilità e Creazione d’impresa:
- Linea d’intervento 4 – Auto – imprenditorialità.
Viene approvato lo schema di Accordo Quadro, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, composto da n. 10 articoli, che disciplina la ripartizione di obiettivi e risorse, con modalità di relativa erogazione, tra le tre Università abruzzesi, nell’ambito del Programma integrato “Giovani Abruzzo”, approvato con D.G.R. n. 572/2011.
DGR 21.5.12, n. 698 - L.R. 24/2011, art. 19 (Norme transitorie e abrogazioni), comma 4° - Piano annuale degli interventi di promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani di cui alla L.R. 46/95. Indirizzi applicativi per l'anno 2012 e criteri di ripartizione delle risorse finanziarie. (BUR n. 59 del 15.6.12)
E’ approvato, tenuto conto delle disposizioni di cui al 4° comma dell'art. 19 della legge regionale n. 24/2011, il Piano annuale degli interventi di promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani. Indirizzi applicativi per l'anno 2012 e criteri di ripartizione delle risorse finanziarie (allegato A che forma parte integrante e sostanziale del presente atto) previsto dalla l.r. 46/95.
E’ demandata al Dirigente della P.F. Cooperazione territoriale europea, Marchigiani nel mondo, Politiche giovanili e Sport l'emanazione del decreto di impegno e liquidazione dei finanziamenti alle Province, nonché di quello di approvazione della relativa modulistica.
Gli oneri derivanti dalla presente deliberazione sono pari a E 392.320.
DGR 28.5.12, N. 745 - L.R. 24/2011, art. 19, comma 4° - Criteri e modalità per il cofinanziamento, da parte della Regione Marche, degli interventi di promozione delle politiche in favore dei giovani di cui alla L.R. 46/95 - anno 2012. (BUR n. 59 del 15.6.12)
Sono approvati, tenuto conto delle disposizioni di cui al 4° comma dell'art. 19 della legge regionale n. 24/2011, i criteri e le modalità per la concessione di contributi, da parte della Regione Marche, per gli interventi di promozione delle politiche in favore dei giovani, per l'anno 2012, come specificati nel documento istruttorio e come riportati nell'allegato A che forma parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
DGR 26.4.12, n. 170 - Approvazione Progetto per la creazione di una rete di accoglienza
abitativa e di inclusione sociale nelle aree urbane per i lavoratori immigrati e le loro famiglie e avvio procedure – Riserva 15% PISU D.G.R. 11/2010 e DGR 451/2010 – Azioni Inclusione Sociale Asse IV POR FESR (BUR n. 9 del 16.6.12)

References: art. 32
 art. 66
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 11
 art. 6
 art. 10
 art. 78
 art. 19
 art. 19