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Timestamp: 2020-07-05 02:53:05+00:00

Document:
Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509 .
Pubblicato in GU, n. 266 del 12/11/2004
Vigente dal: 27/11/2004
urn:nir:ministero.istruzione.universita.ricerca:decreto:2004-10-22;270
Art. 3. - Titoli e corsi di studio
Art. 4. - Classi di corsi di studio
Art. 5. - Crediti formativi universitari
Art. 6. - Requisiti di ammissione ai corsi di studio
Art. 7. - Conseguimento dei titoli di studio
Art. 8. - Durata dei corsi di studio
Art. 9. - Istituzione e attivazione dei corsi di studio
Art. 10. - Obiettivi e attività formative qualificanti delle classi
Art. 11. - Regolamenti didattici di ateneo
Art. 12. - Regolamenti didattici dei corsi di studio
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400 , ed in particolare l' articolo 17, comma 3 ;
Visto l' articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997 , n.
127, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 , e i decreti ministeriali 4 agosto 2000 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000;28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 22 gennaio 2001; 2 aprile 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 23 gennaio 2001;
Visto il decreto 25 marzo 1998, n. 142 , del Ministero del lavoro;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell' articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del 1988 (nota n. 2705 /1.5/04 del 21 giugno 2004) così come attestata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con nota del 12 luglio 2004, n.13634 -Dagl1/21.3-4/1/2004;
b) per decreto o decreti ministeriali, uno o più decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui all' articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 , e successive modificazioni;
e) per corsi di studio, i corsi di laurea, di laurea magistrale e di specializzazione, come individuati nell' articolo 3 ;
f) per titoli di studio, la laurea, la laurea magistrale, il diploma di specializzazione rilasciati al termine dei corrispondenti corsi di studio, come individuati nell' articolo 3 ;
h) per settori scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di discipline di cui al decreto ministeriale 4 ottobre 2000 , pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2000, e successive modifiche;
1. Ai sensi dell' articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 , e successive modificazioni e integrazioni, il presente regolamento detta disposizioni concernenti i criteri generali per l'ordinamento degli studi universitari e determina la tipologia dei titoli di studio rilasciati dalle università.
b) laurea magistrale ( L. M.).
5. L'acquisizione delle conoscenze professionali, di cui al comma 4 é preordinata all'inserimento del laureato nel mondo del lavoro ed all'esercizio delle correlate attività professionali regolamentate, nell'osservanza delle disposizioni di legge e dell'Unione europea e di quelle di cui all' articolo 11, comma 4 .
8. I corsi di dottorato di ricerca e il conseguimento del relativo titolo sono disciplinati dall' articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n. 210 , fatto salvo quanto previsto dall' articolo 6 , commi 5 e 6.
9. Restano ferme le disposizioni di cui all' articolo 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341 , in materia di formazione finalizzata e di servizi didattici integrativi. In particolare, in attuazione dell' articolo 1, comma 15, della legge 14 gennaio 1999, n. 4 , le università possono attivare, disciplinandoli nei regolamenti didattici di ateneo, corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della laurea o della laurea magistrale, alla conclusione dei quali sono rilasciati i master universitari di primo e di secondo livello.
2. Le classi sono individuate da uno o più decreti ministeriali. Modifiche o istituzioni di singole classi possono essere adottate, anche su proposta delle università, con decreto del Ministro , sentito il CUN, unitamente alle connesse disposizioni in materia di obiettivi formativi qualificanti e di conseguenti attività formative.
3. I titoli conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale, e sono corredati dal supplemento al diploma di cui all' articolo 11, comma 8 .
4. In deroga alla disposizione di cui al comma 3 , con decreto del Ministro , sentito il CUN, di concerto con il Ministro della funzione pubblica, possono essere dichiarate ai soli fini dell'accesso a specifiche posizioni funzionali del pubblico impiego, le equipollenze fra titoli accademici dello stesso livello afferenti a più classi.
4. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell'esame o di altra forma di verifica del profitto, fermo restando che la valutazione del profitto é effettuata con le modalità di cui all' articolo 11, comma 7, lettera d) .
1. Per essere ammessi ad un corso di laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. I regolamenti didattici di ateneo, ferme restando le attività di orientamento, coordinate e svolte ai sensi dell' articolo 11, comma 7, lettera g) , richiedono altresì il possesso o l'acquisizione di un'adeguata preparazione iniziale. A tal fine gli stessi regolamenti didattici definiscono le conoscenze richieste per l'accesso e ne determinano le modalità di verifica, anche a conclusione di attività formative propedeutiche, svolte eventualmente in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore. Se la verifica non é positiva vengono indicati specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso. Tali obblighi formativi aggiuntivi sono assegnati anche agli studenti dei corsi di laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi con una votazione inferiore ad una prefissata votazione minima.
3. In deroga al comma 2 , e all' articolo 7, comma 2 , i decreti ministeriali possono prevedere l'ammissione ad un corso di laurea magistrale con il possesso del diploma di scuola secondaria superiore, esclusivamente per corsi di studio regolati da normative dell'Unione europea che non prevedano, per tali corsi, titoli universitari di primo livello, ovvero, fermo restando il periodo formativo iniziale comune di cui all' articolo 11, comma 7, lettera a) , per i corsi di studio finalizzati all'accesso alle professioni legali.
4. Per essere ammessi ad un corso di specializzazione occorre essere in possesso almeno della laurea, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. Nel rispetto delle norme e delle direttive di cui all' articolo 3, comma 6 , i decreti ministeriali stabiliscono gli specifici requisiti di ammissione ad un corso di specializzazione, ivi compresi gli eventuali crediti formativi universitari aggiuntivi rispetto al titolo di studio già conseguito.
1. Per ogni corso di studio é definita di norma una durata in anni proporzionale al numero totale di crediti di cui all' articolo 7 , tenendo conto che ad un anno corrispondono sessanta crediti ai sensi del comma 2 dell'articolo 5 .
2. Fatto salvo quanto previsto all' articolo 6, comma 3 , la durata normale dei corsi di laurea é di tre anni; la durata normale dei corsi di laurea magistrale é di ulteriori due anni dopo la laurea.
1. I corsi di studio di cui all' articolo 3 sono istituiti nel rispetto dei criteri e delle procedure di cui all' articolo 11 e delle disposizioni vigenti sulla programmazione del sistema universitario.
3. L'attivazione dei corsi di studio di cui al comma 2 é subordinata all'inserimento degli stessi nella banca dati dell'offerta formativa del Ministero, sulla base di criteri stabiliti con apposito decreto ministeriale .
2. I decreti ministeriali determinano altresì, per ciascuna classe di corsi di laurea, il numero minimo di crediti che gli ordinamenti didattici riservano ad ogni attività formativa e ad ogni ambito disciplinare di cui al comma 1 , rispettando il vincolo percentuale, sul totale dei crediti necessari per conseguire il titolo di studio, non superiore al 50 per cento dei crediti stessi, fatti salvi i corsi preordinati all'accesso alle attività professionali, tenuto conto degli obiettivi formativi generali delle classi.
d) attività formative, non previste dalle lettere precedenti, volte ad acquisire ulteriori conoscenze linguistiche, nonché abilità informatiche e telematiche, relazionali, o comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonché attività formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio può dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento di cui al decreto 25 marzo 1998, n. 142 , del Ministero del lavoro;
e) nell'ipotesi di cui all' articolo 3, comma 5 , attività formative relative agli stages e ai tirocini formativi presso imprese, amministrazioni pubbliche, enti pubblici o privati ivi compresi quelli del terzo settore, ordini e collegi professionali, sulla base di apposite convenzioni.
1. Le università disciplinano gli ordinamenti didattici dei propri corsi di studio nei regolamenti didattici di ateneo che sono redatti nel rispetto, per ogni corso di studio, delle disposizioni del presente regolamento e di successivi decreti ministeriali, e che sono approvati dal Ministero ai sensi dell' articolo 11, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341 .
c) i crediti assegnati a ciascuna attività formativa e a ciascun ambito, riferendoli per quanto riguarda quelle previste nelle lettere a) e b), dell' articolo 10, comma 1 , ad uno o più settori scientifico-disciplinari nel loro complesso;
4. Le determinazioni di cui al comma 3 , sono assunte dalle università previa consultazione con le organizzazioni rappresentative nel mondo della produzione, dei servizi e delle professioni con particolare riferimento alla valutazione dei fabbisogni formativi e degli sbocchi professionali.
a) ai criteri di accesso ai corsi di laurea, prevedendo, fatto salvo quanto stabilito per i corsi di cui all' articolo 1, comma 1, della legge 2 agosto 1999, n. 264 , che gli studenti vengano immatricolati a corsi di base comuni secondo criteri e procedure disciplinate nel regolamento didattico di ateneo. A tale fine i regolamenti didattici di ateneo stabiliscono che tutti gli iscritti ai corsi di laurea, afferenti alla medesima classe o gruppi affini di essi così come definiti dai singoli ordinamenti di ateneo, condividano le stesse attività formative di base e caratterizzanti comuni per un minimo di 60 crediti prima della differenziazione dei percorsi formativi prevista dall' articolo 3, comma 4 , secondo criteri stabiliti autonomamente e definiscano i criteri per la prosecuzione degli studi nei diversi percorsi;
g) all'organizzazione di attività formative propedeutiche alla valutazione della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di laurea, nonché di quelle relative agli obblighi formativi aggiuntivi di cui al comma 1 dell'articolo 6 ;
o) alle modalità per il rilascio dei titoli congiunti di cui all' articolo 3, comma 10 .
1. In base all' articolo 11, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341 , il regolamento didattico di un corso di studio, deliberato dalla competente struttura didattica in conformità con l'ordinamento didattico nel rispetto della libertà d'insegnamento, nonché dei diritti e doveri dei docenti e degli studenti, specifica gli aspetti organizzativi del corso di studio. Il regolamento é approvato con le procedure previste nello statuto dell'ateneo.
1. Il presente decreto sostituisce il decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509 .
2. Le università adeguano i regolamenti didattici di ateneo alle disposizioni dei decreti ministeriali di cui all' articolo 10 , recanti la modifica delle classi dei corsi di studio vigenti, entro i termini stabiliti dai decreti medesimi, sentita la CRUI.
3. Le disposizioni di cui all' articolo 4, comma 3 e all' articolo 9 si applicano a decorrere dall'anno 2004-2005.
4. In via di prima applicazione del presente regolamento e comunque non oltre la determinazione delle nuove classi di laurea e di laurea magistrale ai sensi del comma 1 , le università possono ridefinire, ad eccezione dei corsi di studio di cui all' articolo 6, comma 3 , gli ordinamenti didattici dei corsi di studio già istituiti ed attivati nel rispetto delle procedure di cui all' articolo 11 ed in particolare delle disposizioni di cui agli articoli articolo 7, comma 2 e 11, comma 7, lettera a) del presente regolamento. Gli ordinamenti didattici stessi sono rideterminati sulla base dei settori scientifico-disciplinari, già ricompresi nelle classi dei corsi di studio di cui al comma 1 , in vigore alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
5. A seguito dell'adozione dei regolamenti didattici di ateneo di cui al comma 1 , le università assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici previgenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi e disciplinano, altresì, la facoltà per gli studenti di optare per l'iscrizione a corsi di studio previsti dai nuovi ordinamenti.
6. Gli studi compiuti per conseguire i diplomi universitari in base ai previgenti ordinamenti didattici sono valutati in crediti e riconosciuti dalle università per il conseguimento della laurea di cui all' articolo 3 , com-ma 1. La stessa norma si applica agli studi compiuti per conseguire i diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite presso le università, qualunque ne sia la durata.
7. A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1 , la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca. La qualifica di dottore magistrale compete, altresì, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 .

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 17
 articolo 11
 articolo 4
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 1
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 7
 articolo 11
 articolo 3
 articolo 7
 articolo 6
 articolo 3
 articolo 11
 articolo 3
 articolo 11
 articolo 10
 articolo 1
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 11
 articolo 10
 articolo 4
 articolo 9
 articolo 6
 articolo 11
 articolo 7
 articolo 3