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Timestamp: 2019-11-20 04:02:29+00:00

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L’ipoteca iscritta a distanza di un anno dalla notifica della cartella deve essere preceduta dall’intimazione di pagamento ~ Avv. Nicolavito Poliseno - Studio Legale e Tributario in Bari
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L’ipoteca iscritta a distanza di un anno dalla notifica della cartella deve essere preceduta dall’intimazione di pagamento
Commissione Tributaria Regionale Bari, sentenza n.63/9/11 del 13.04.2011
È illegittima l’iscrizione ipotecaria eseguita oltre un anno dalla notifica della cartella di pagamento se al contribuente non è stato preventivamente notificato l’avviso contenente l’intimazione ad adempiere al pagamento ai sensi dell’art. 50, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973 n.602.
La commissione tributaria provinciale di Bari accoglieva il ricorso di un contribuente che eccepiva l’illegittimità dell’ipoteca iscritta sui suoi cespiti poiché attuata oltre un anno dalla notifica delle cartelle di pagamento senza la preventiva notifica dell’intimazione di pagamento ex art. 50 comma 2 del D.P.R. 602/73.
Avverso la sentenza di primo grado proponeva appello l’agente della riscossione per chiederne la riforma.
In particolare, il Concessionario ha sostenuto che la mancata notifica dell’intimazione non è requisito preliminare per l’iscrizione ipotecaria dato che il precetto normativo di cui all’art.50 co.2 del citato D.P.R. si riferisce esclusivamente alla fase di espropriazione e pertanto non può applicarsi all’iscrizione ipotecaria.
A sostegno della bontà del proprio operato ha inoltre richiamato la risoluzione n.128/E del 24.04.2002 con cui l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il vincolo posto dal secondo comma dell’art. 50 è inteso ad esclusiva tutela del contribuente in relazione alle solo procedure esecutive immobiliari e non anche alle misure cautelari conservative.
Nel confermare la sentenza della Provinciale, il Collegio Regionale Pugliese ha osservato, preliminarmente, che l’iscrizione ipotecaria, pur non essendo vincolata all’espropriazione forzata si connota comunque dei medesimi presupposti e condizioni. Infatti, secondo i giudici, l’ipoteca, al pari del fermo amministrativo e dell’espropriazione, dipende direttamente ed immediatamente dalla concreta ed attuale piena efficacia della pregressa notifica della cartella di pagamento pertanto, pur esplicitando una funzione meramente cautelare del credito, non può essere fine a se stessa ma funzionale alla fase esecutiva essendo preordinata all’espropriazione.
Ne discende che anche l’iscrizione di ipoteca, prevista dall’art. 77 del D.P.R. sulla riscossione, è soggetta al vincolo contenuto nell’art. 50 co.2 secondo cui se è decorso più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’agente della riscossione deve notificare al debitore l’intimazione ad adempiere al pagamento dovuto entro 5 giorni, in difetto l’iscrizione ipotecaria è illegittima.
La mancata attivazione della fase espropriativa nel termine annuale, infatti, comporta il venir meno della capacità del ruolo (ossia del credito contenuto nella cartella esattoriale) a valere come titolo esecutivo, essendo la sua efficacia sospesa ex lege sino al momento in cui non è ripristinata dalla notificazione dell’intimazione ad adempiere (CTR Bari. n.117 del 25.09.2009).
L’interessante sentenza della Commissione territoriale di Bari si pone nel solco tracciato da svariate pronunce di merito che ritengono l’iscrizione ipotecaria uno strumento preordinato alla successiva esecuzione forzata, ovvero un meccanismo di esecuzione anticipata ad essa finalizzato.
L’ipoteca infatti, sebbene non sia un atto di espropriazione forzata in senso stretto, rimane comunque un provvedimento funzionale ad essa.
Anche la Suprema Corte si è espressa in tal senso statuendo che l’iscrizione d’ipoteca – equiparabile al fermo amministrativo - “è preordinata alla espropriazione forzata e dunque un atto funzionale all’espropriazione medesima, ovvero un mezzo teso ad agevolare la realizzazione del credito”. (Cass. SS.UU. n. 2053 del 31.01.2006)
Ne discende che l’iscrizione d’ipoteca rappresenta un unicum procedimentale con l’espropriazione forzata e dunque non è concepibile al di fuori del procedimento di espropriazione immobiliare e non è attuabile ove l’espropriazione immobiliare non può essere intrapresa.
Pertanto, la connessione strumentale con la fase di espropriazione forzata immobiliare fa si che l’iscrizione di ipoteca debba essere soggetta all’applicazione non solo della disposizione di cui all’art.77 D.P.R. 602/73 ma anche dei precetti voluti dal legislatore negli artt. 49 e seguenti dello stesso D.P.R. ergo anche quello disposto dall’articolo 50 co.2 secondo cui “se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’art. 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni”.
Solo dopo aver compiuto detta formalità sarebbe legittimo, da parte dell’agente, procedere con l’iscrizione ipotecaria sui beni del debitore.
Ad ogni modo si segnala un orientamento contrario, secondo cui l'avviso di intimazione non è necessario per iscrivere validamente l'ipoteca, in quanto tale avviso sarebbe richiesto solo per la procedura esecutiva vera e propria e non per le misure cautelari, quali appunto l'ipoteca (CTR Toscana, sentenza n.106 del 20.12.2010).
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