Source: http://www.uilscuolaenna.it/congedi.htm
Timestamp: 2014-07-30 00:54:40+00:00

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(A CURA DI ERMANNO RICERCA) LA LEGISLAZIONE ATTUALMENTE IN VIGORE IN ITALIA SULLA TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI ( ED ANCHE DEI PADRI LAVORATORI ) E' TRA LE PIU' AVANZATE IN EUROPA E NON DA ORA MA GIA' DAL 1971, QUANDO FU APPROVATA LA LEGGE 1204 DEL 30 DICEMBRE SULLA TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI.
DA ALLORA, GRADUALMENTE, ANCHE A SEGUITO DI VARIE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE, TALE TUTELA E' STATA ESTESA AI PADRI LAVORATORI ( VEDASI LA LEGGE 9 DICEMBRE 1977 N° 903 - PARITA' DI TRATTAMENTO TRA UOMINI E DONNE IN MATERIA DI LAVORO ) E DA ULTIMO CON LA LEGGE N° 53 DELL'8 MARZO 2000, CHE HA DATO LUOGO AL DECRETO LEGISLATIVO N° 151 DEL 26 MARZO 2001, MEGLIO CONOSCIUTO COME TESTO UNICO SUI CONGEDI PARENTALI, TALE TUTELA E' STATA AMPLIATA ANCHE NELLA DURATA. OVVIAMENTE, LE NORME EMANATE NEL TEMPO SI RIFERISCONO ALLA GENERALITA' DEL PERSONALE DIPENDENTE , CIOE' PUBBLICO E PRIVATO, MA GIA' ALL'ART. 1 DELLA LEGGE 1204/71 ERA ESPRESSAMENTE PREVISTO CHE "SONO FATTE SALVE, IN OGNI CASO, LE CONDIZIONI DI MAGGIOR FAVORE STABILITE DA LEGGI, REGOLAMENTI E CONTRATTI E DA OGNI ALTRA DISPOSIZIONE".
LE CONDIZIONI CONTENUTE GENERALMENTE NEI CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVORO DEI VARI COMPARTI DEL PUBBLICO IMPIEGO E, QUINDI, ANCHE NEL NOSTRO, SONO DI GRAN LUNGA PIU' FAVOREVOLI RISPETTO A QUELLE RISERVATE AI DIPENDENTI PRIVATI, PER CUI POSSIAMO TRANQUILLAMENTE AFFERMARE CHE LA TUTELA DEI GENITORI E' MOLTO AMPIA E , SOPRATTUTTO, COPRE ANCHE IL PERSONALE PRECARIO, CHE E' QUELLO CHE HA BISOGNO DI MAGGIOR SOSTEGNO.
NEL PUBBLICO IMPIEGO LE DIFFERENZE DI TRATTAMENTO ECONOMICO, RISPETTO AI DIPENDENTI PRIVATI, SONO STATE SEMPRE EVIDENTI.
PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL COMPARTO SCUOLA IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO 2002-2005, FIRMATO IL 24 LUGLIO 2003, ALL'ART. 12, HA RIBADITO LE CONDIZIONI DI MIGLIOR FAVORE, RISPETTO ALLA NORMATIVA GENERALE CONTENUTA NEL T.U. 151/2001.
LE POLITICHE PERSEGUITE NEGLI ANNI HANNO AVUTO COME OBIETTIVO LA CREAZIONE DI UN SISTEMA CHE CONTEMPERASSE LE ESIGENZE DELL'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO CON LE ESIGENZE DI ORGANIZZAZIONE DELLA VITA FAMILIARE.
LA LEGGE QUADRO 328/2000 PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI, CONTIENE L'IMPORTANTE PRINCIPIO DI " SOSTENERE LE RESPONSABILITA' GENITORIALI, PROMUOVERE LE PARI OPPORTUNITA' E LA CONDIVISIONE DI RESPONSABILITA' TRA DONNE E UOMINI, E RICONOSCERE L'AUTONOMIA DI CIASCUN COMPONENTE DELLA FAMIGLIA".
LA LEGGE 8 MARZO 2000 N° 53 RECANTE DISPOSIZIONI PER IL SOSTEGNO DELLA MATERNITA' E DELLA PATERNITA', PER IL DIRITTO ALLA CURA E ALLA FORMAZIONE E PER IL COORDINAMENTO DEI TEMPI DELLE CITTA',PROMUOVE UN EQUILIBRIO TRA TEMPI DI LAVORO, DI CURA, DI FORMAZIONEE DI RELAZIONE DA REALIZZARE MEDIANTE:
b) L'ISTITUZIONE DEL CONGEDO PER LA FORMAZIONE CONTINUA E L'ESTENSIONE DEI CONGEDI PER LA FORMAZIONE,
E CON L'EMANAZIONE DI DETTA LEGGE 53/2000 VIENE SOSTITUITO IL CONCETTO DI TUTELA DELLA SOLA LAVORATRICE MADRE CON IL CONCETTO DI TUTELA DELLA FAMIGLIA NEL SUO INSIEME E QUINDI SIA DELLA MADRE CHE DEL PADRE LAVORATORI. E MENTRE PRECEDENTEMENTE LA FRUIZIONE DA PARTE DEL PADRE DI DETERMINATI ISTITUTI ERA LEGATA O ALLA MANCANZA DELLA MADRE O, COMUNQUE, ALLA SUA RINUNZIA, ORA, CON IL NUOVO TESTO UNICO 151/2001, LA FRUIZIONE DI DETERMINATI CONGEDI PARENTALI VIENE CONSENTITA ANCHE CONTEMPORANEAMENTE, RICONOSCENDO IL DIRITTO ALLA CURA DELLA FAMIGLIA AD ENTRAMBI I GENITORI, ANCHE IN MANIERA AUTONOMA E SEPARATA. IL TESTO UNICO 151/2001, NELL'ABROGARE DEL TUTTO LA PRECEDENTE LEGGE 1204/71 , CONTIENE UNA NUOVA TERMINOLOGIA:
IL CONGEDO DI MATERNITA' CORRISPONDE ALLA PRECEDENTE ASTENSIONE OBBLIGATORIA;
IL CONGEDO DI PATERNITA' CORRISPONDE ALL'ASTENSIONE DAL LAVORO DEL PADRE LAVORATORE, FRUITO IN ALTERNATIVA AL CONGEDO DI MATERNITA' DELLA MADRE;
IL CONGEDO PARENTALE CORRISPONDE ALLA VECCHIA ASTENSIONE FACOLTATIVA DELLA LAVORATRICE O DEL LAVORATORE;
IL CONGEDO PER LA MALATTIA DEL FIGLIO MANTIENE LA STESSA TERMINOLOGIA PRECEDENTE E PERMETTE L'ASTENSIONE FACOLTATIVA DAL LAVORO DELLA LAVORATRICE O DEL LAVORATORE IN DIPENDENZA DELLA MALATTIA STESSA.
CORRISPONDE ALLA PRECEDENTE ASTENSIONE OBBLIGATORIA PRE E POST PARTUM E ALLA INTERDIZIONE ANTICIPATA DAL LAVORO PER GRAVI COMPLICANZE DELLA GESTAZIONE.
LA NORMATIVA PRECEDENTE E' RIMASTA INVARIATA( DI NORMA DUE MESI PRIMA DEL PARTO E TRE MESI DOPO IL PARTO), TRANNE LA DURATA DELL'ASTENSIONE OBBLIGATORIA IN CASO DI PARTO PREMATURO E LA FLESSIBILITA' NEL GODIMENTO DEI 5 MESI COMPLESSIVI DI ASTENSIONE OBBLIGATORIA.
A NORMA DELL'ART. 16 DEL T.U. E' VIETATO ADIBIRE AL LAVORO LE DONNE :
a) DURANTE I DUE MESI ANTECEDENTI LA DATA PRESUNTA DEL PARTO;
c) DURANTE I TRE MESI DOPO IL PARTO ( IL GIORNO DEL PARTO NON SI CONTA ):
IN PRATICA , PER QUANTO RIGUARDA L'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO, TALE ASTENSIONE E' PARI A TRE MESI SOLO SE LA DATA EFFETTIVA DEL PARTO E LA DATA PRESUNTA COINCIDONO; SE IL PARTO AVVIENE DOPO LA DATA PRESUNTA I TRE MESI DOPO IL PARTO SONO GODUTI PER INTERO; SE IL PARTO AVVIENE PRIMA DELLA DATA PRESUNTA I TRE MESI DECORRONO COMUNQUE DALLA DATA PRESUNTA PRECEDENTEMENTE INDICATA ( QUINDI LA LAVORATRICE NON PERDE IL PERIODO INTERCORRENTE TRA LA DATA ANTICIPATA DEL PARTO E QUELLA PRESUNTA).
QUALORA IL FIGLIO NATO PREMATURO ABBIA NECESSITA' DI UN PERIODO DI DEGENZA PRESSO UNA STRUTTURA OSPEDALIERA PUBBLICA O PRIVATA, LA MADRE HA LA FACOLTA' DI RICHIEDERE CHE IL RESTANTE PERIODO DI CONGEDO OBBLIGATORIO POST-PARTO ED IL RESTANTE PERIODO ANTE-PARTO NON FRUITO, DECORRANO IN TUTTO O IN PARTE DALLA DATA DI EFFETTIVO RIENTRO IN CASA DEL FIGLIO; LA RICHIESTA VIENE ACCOLTA QUALORA SIA AVALLATA DA IDONEA CERTIFICAZIONE MEDICA DALLA QUALE RISULTI CHE LE CONDIZIONI DI SALUTE DELLA LAVORATRICE CONSENTONO IL RIENTRO AL LAVORO. ALLA LAVORATRICE RIENTRATA AL LAVORO SPETTANO IN OGNI CASO I PERIODI DI RIPOSO GIORNALIERO DI CUI ALL'ART. 39 DEL T.U. ( ART. 11, COMMA 4, DEL CCNL 2000/2001)
A NORMA DELL'ART. 17 DEL T.U. E' VIETATO ADIBIRE AL LAVORO LE LAVORATRICI IN STATO DI GRAVIDANZA ( EX INTERDIZIONE ANTICIPATA DAL LAVORO ) PER UNO O PIU' PERIODI, FINO A DUE MESI PRIMA LA DATA PRESUNTA DEL PARTO, NEL CASO DI GRAVI COMPLICANZE DELLA GESTAZIONE.
PER LA DETERMINAZIONE DELL'INIZIO DEL PERIODO DI GRAVIDANZA SI PRESUME CHE IL CONCEPIMENTO SIA AVVENUTO 300 GIORNI PRIMA DELLA DATA DEL PARTO, INDICATA NEL CERTIFICATO MEDICO, CHE FA STATO, NONOSTANTE QUALSIASI ERRORE DI PREVISIONE.
LA LAVORATRICE E' TENUTA A PRESENTARE, ENTRO 30 GIORNI, IL CERTIFICATO DI NASCITA DEL FIGLIO, O DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA.
AI SENSI DELL'ART. 20 DEL T.U., FERMI RESTANDO I CINQUE MESI COMPLESSIVI DI CONGEDO DI MATERNITA', LE LAVORATRICI HANNO LA FACOLTA' DI ASTENERSI DAL LAVORO A PARTIRE DAL MESE PRECEDENTE LA DATA PRESUNTA DEL PARTO E NEI QUATTRO MESI SUCCESSIVI AL PARTO, A CONDIZIONE CHE IL MEDICO SPECIALISTA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE O CON ESSO CONVENZIONATO E IL MEDICO COMPETENTE AI FINI DELLA PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO ( SE ESISTENTE ) ATTESTINO CHE TALE OPZIONE NON ARRECHI PREGIUDIZIO ALLA SALUTE DELLA GESTANTE E DEL NASCITURO.
OVVIAMENTE, TALE OPZIONE E' ESERCITABILE IN PRESENZA DEI SEGUENTI PRESUPPOSTI:
B) ASSENZA DI UN PROVVEDIMENTO DI INTERDIZIONE ANTICIPATA DAL LAVORO DA PARTE DELL' ISPETTORATO PROVINCIALE DEL LAVORO;
C) VENIR MENO DELLE CAUSE CHE ABBIANO IN PRECEDENZA PORTATO AD UN PROVVEDIMENTO DI INTERDIZIONE ANTICIPATA NELLE PRIME FASI DELLA GRAVIDANZA.
LA LAVORATRICE CHE INTENDE AVVALERSI DELL'OPZIONE DI CUI SOPRA DEVE PRESENTARE APPOSITA DOMANDA AL DATORE DI LAVORO E ALL'ENTE EROGATORE DELL'NDENNITA' DI MATERNITA', CORREDATA DELLE CERTIFICAZIONI SANITARIE SOPRA DETTE, ACQUISITE NEL CORSO DEL SETTIMO MESE DI GRAVIDANZA. (CIRCOLARE MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE N° 43 DEL 7 LUGLIO 2000 ).
IN CASO DI ADOZIONE O DI AFFIDAMENTO DI UN BAMBINO DI ETA' NON SUPERIORE A SEI ANNI , LA LAVORATRICE PUO' CHIEDERE DI USUFRUIRE DEI TRE MESI POST-PARTO PREVISTI DALLA LETTERA c) DELL'ART. 16 DEL T.U.
IL CONGEDO DEVE ESSERE FRUITO DURANTE I PRIMI TRE MESI SUCCESSIVI ALL'EFFETTIVO INGRESSO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA DELLA LAVORATRICE ( ART. 26 T.U.).
IN CASO DI ADOZIONE E DI AFFIDAMENTO PREADOTTIVO INTERNAZIONALI, I TRE MESI POST-PARTO DI CONGEDO DI MATERNITA' SPETTANO ANCHE SE IL MINORE ADOTTATO O AFFIDATO ABBIA SUPERATO IL SESTO ANNO DI ETA' E FINO AL COMPIMENTO DELLA MAGGIORE ETA
PER L'ADOZIONE E L'AFFIDAMENTO PREADOTTIVO INTERNAZIONALI, LA LAVORATRICE HA, ALTRESI', DIRITTO A FRUIRE DI UN CONGEDO NON RETRIBUITO DI DURATA CORRISPONDENTE AL PERIODO DI PERMANENZA NELLO STATO STRANIERO RICHIESTO PER L'ADOZIONE E L'AFFIDAMENTO ( ART. 27 T.U. ).
PER TUTTO IL PERIODO DI CONGEDO DI MATERNITA' SPETTA LA RETRIBUZIONE INTERA, AI SENSI DEL COMMA 2 DELL'ART. 12 DEL CCNL 2002/2005.
L'ART. 11 DEL PRECEDENTE CCNL 2000/2001 PARLAVA SEMPLICEMENTE DI PERSONALE DIPENDENTE E DI LAVORATRICE, SENZA ALCUNA DISTINZIONE TRA PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO O A TEMPO DETERMINATO .
PRECEDENTEMENTE, LA RETRIBUZIONE INTERA PER IL PERIODO DI ASTENSIONE OBBLIGATORIA ERA RISERVATA ESCLUSIVAMENTE AL PERSONALE DI RUOLO, MENTRE IL PERSONALE NON DI RUOLO AVEVA DIRITTO AD UNA INDENNITA' PARI ALL'80 % DELL'ULTIMA RETRIBUZIONE.
L'EQUIPARAZIONE DEL PERSONALE ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO AL PERSONALE ASSUNTO A TEMPO INDETERMINATO NON E' STATA CONDIVISA DAL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO MONORCHIO CHE, CON NOTA PROT. 0029290 DEL 21 MARZO 2002, INDIRIZZATA ALL'ARAN, AL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA, AL MIUR E AL DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE GENERALE DEL PERSONALE E DEI SERVIZI DEL TESORO , HA CHIESTO IL PARERE DEI SOPRA CITATI UFFICI AL FINE DI PROCEDERE AD UN APPROFONDIMENTO COMUNE FINALIZZATO AD ELIMINARE LE INCERTEZZE INTERPRETATIVE, RICONDUCENDO AD UNIFORMITA' L'OPERATO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE, DELLE RAGIONERIE PROVINCIALI DELLO STATO E DELLE DIREZIONI PROVINCIALI DEL TESORO.
NELLE MORE DELL'ACQUISIZIONE DI DETTO PARERE, IL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, CON NOTA PROT. 0043108 DEL 17 APRILE 2002, HA DATO DISPOSIZIONI ALLE RAGIONERIE PROVINCIALI DELLO STATO DI DARE CORSO ESCLUSIVAMENTE A QUEI PROVVEDIMENTI, RELATIVI ALLE ASSENZE DEL PERSONALE ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO, RIENTRANTI NELLE TIPOLOGIE DI CUI ALL'ART. 11 DEL CCNL, CHE PREVEDONO LA RIDUZIONE DELLA RETRIBUZIONE.
PER CUI DIVERSE DIREZIONI PROVINCIALI DEL TESORO HANNO PAGATO IL CONGEDO DI MATERNITA' AL PERSONALE CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO SOLAMENTE ALL'80 %, DANDO LUOGO A PARECCHIO CONTENZIOSO.
FINALMENTE, CON IL CCNL 2002-2005 FIRMATO IL 24 LUGLIO 2003, ALL'ART. 19 COMMA 14, E' STATO DEFINITIVAMENTE CHIARITO CHE LE NORME RELATIVE AI CONGEDI PARENTALI, COME DISCIPLINATI DALL'ART. 12, SI APPLICANO ANCHE AL PERSONALE DELLA SCUOLA ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO, CHE VA, QUINDI, RETRIBUITO AL 100% PER TUTTO IL PERIODO DI ASTENSIONE OBBLIGATORIA.
I PERIODI DI CONGEDO DI MATERNITA' SONO COMPUTATI PER INTERO NELL'ANZIANITA' DI SERVIZIO A TUTTI GLI EFFETTI, COMPRESI QUELLI RELATIVI ALLE FERIE ED ALLA TREDICESIMA MENSILITA'.
LE FERIE NON POTUTE GODERE DALLA DOCENTE LAVORATRICE MADRE DURANTE IL CONGEDO DI MATERNITA' POTRANNO ESSERE RICHIESTE SOLAMENTE DURANTE I SUCCESSIVI PERIODI DI SOSPENSIONE DELLE LEZIONI, IN OCCASIONE DELLE VACANZE NATALIZIE E PASQUALI O DURANTE LE VACANZE ESTIVE, IN AGGIUNTA ALLE FERIE SPETTANTI PER QUEL DETERMINATO ANNO SCOLASTICO.
IL PADRE LAVORATORE HA DIRITTO DI ASTENERSI DAL LAVORO PER TUTTA LA DURATA DEL CONGEDO DI MATERNITA' POST PARTUM O PER LA PARTE RESIDUA CHE SAREBBE SPETTATA ALLA LAVORATRICE, IN CASO DI MORTE O DI GRAVE INFERMITA' DELLA MADRE OVVERO DI ABBANDONO, NONCHE' IN CASO DI AFFIDAMENTO ESCLUSIVO DEL BAMBINO AL PADRE ( ART. 28 T.U. ).
IL CONGEDO PER ADOZIONE O AFFIDAMENTO DI CUI AGLI ARTT. 26 E 27 DEL T.U., QUALORA NON SIA STATO RICHIESTO DALLA LAVORATRICE, SPETTA, ALLE MEDESIME CONDIZIONI, AL LAVORATORE.
IL TRATTAMENTO ECONOMICO E NORMATIVO E' LO STESSO DI QUELLO SPETTANTE ALLA LAVORATRICE DURANTE IL CONGEDO DI MATERNITA'.
CORRISPONDE ALL'ASTENSIONE FACOLTATIVA POST-PARTUM, MA LE NOVITA' SONO NOTEVOLI.
LA PRECEDENTE ASTENSIONE FACOLTATIVA PREVISTA DALL'ART. 7 DELLA LEGGE 1204/71 ERA, INIZIALMENTE, RISERVATA SOLAMENTE ALLA MADRE E, PER UNA DURATA COMPLESSIVA DI SEI MESI, DOVEVA ESSERE FRUITA ENTRO IL PRIMO ANNO DI VITA DEL BAMBINO.
SUCCESSIVAMENTE, CON LA LEGGE 903/97, LA POSSIBILITA' DI FRUIZIONE DELL'ASTENSIONE FACOLTATIVA ERA STATA CONCESSA ANCHE AL PADRE LAVORATORE, SEMPRE NEGLI STESSI LIMITI TEMPORALI, MA A CONDIZIONE CHE LA MADRE FOSSE LAVORATRICE DIPENDENTE ED IN ALTERNATIVA AD ESSA.
SE LA MADRE ERA CASALINGA O LIBERA PROFESSIONISTA, IL PADRE NON POTEVA CHIEDERE L'ASTENSIONE FACOLTATIVA.
ORA IL CONGEDO PARENTALE SPETTA AL GENITORE RICHIEDENTE ANCHE SE L'ALTRO GENITORE NON NE ABBIA DIRITTO.
LA NUOVA NORMATIVA HA INNOVATO NON SOLO NELLA DURATA COMPLESSIVA DEL CONGEDO CHE E' STATA PORTATA, COMPLESSIVAMENTE TRA I DUE GENITORI, DA SEI MESI A 10 O 11 MESI, MA NE HA AMPLIATO LA POSSIBILITA' DI FRUIZIONE NEL TEMPO , ESTENDENDOLA DA " ENTRO IL PRIMO ANNO DI VITA" A "ENTRO GLI OTTO ANNI DI VITA DEL BAMBINO".
SINGOLARMENTE, LA MADRE LAVORATRICE NON PUO' PRENDERE PIU' DI SEI MESI DI CONGEDO, MENTRE IL PADRE LAVORATORE, QUALORA USUFRUISCA DI ALMENO TRE MESI, CONTINUATIVI O FRAZIONATI, DI CONGEDO, PUO' ARRIVARE FINO A SETTE MESI.
IN TAL CASO IL PERIODO COMPLESSIVO TRA I DUE GENITORI PUO' ARRIVARE A 11 MESI.
QUALORA VI SIA UN SOLO GENITORE, QUEST'ULTIMO PUO' USUFRUIRNE PER UN PERIODO, CONTINUATIVO O FRAZIONATO, NON SUPERIORE A 10 MESI.
MENTRE, PRECEDENTEMENTE, L'ASTENSIONE FACOLTATIVA NON POTEVA ESSERE GODUTA CONTEMPORANEAMENTE DAI DUE GENITORI , ORA, CON LA NUOVA NORMATIVA, E' POSSIBILE.
LA MADRE PUO' USUFRUIRNE, IN MANIERA CONTINUATIVA O FRAZIONATA, SUBITO DOPO IL CONGEDO DI MATERNITA' ( EX ASTENSIONE OBBLIGATORIA ), MENTRE IL PADRE PUO' RICHIEDERLO GIA' ALLA NASCITA DEL FIGLIO E DURANTE I PERIODI NEI QUALI LA MADRE BENEFICIA DEI RIPOSI ORARI EX ART. 10 DELLA LEGGE 1204/71.
PER QUANTO RIGUARDA IL CONCETTO DI FRAZIONABILITA', SI INTENDE CHE DUE PERIODI DI CONGEDO PARENTALE SONO CONSIDERATI INTERROTTI QUALORA SIANO INTERVALLATI DAL RITORNO AL LAVORO DEL LAVORATORE O DELLA LAVORATRICE.
ALTRIMENTI NEL PERIODO RICHIESTO VENGONO CONSIDERATI ANCHE GLI EVENTUALI GIORNI FESTIVI IN ESSO COMPRESI.
IL CONGEDO PARENTALE SPETTA ANCHE PER LE ADOZIONI E GLI AFFIDAMENTI E PUO' ESSERE FRUITO NEI PRIMI TRE ANNI DALL'INGRESSO DEL MINORE NEL NUCLEO FAMILIARE.
IN CASO DI PARTO GEMELLARE O PLURIGEMELLARE IL CONGEDO PARENTALE PREVISTO DALL'ART. 32 DEL T.U. SPETTA PER OGNI FIGLIO A CIASCUN GENITORE, CIOE', PER CIASCUN FIGLIO FINO A 6 MESI PER LA MADRE, FINO A 7 MESI PER IL PADRE, CON IL LIMITE COMPLESSIVO DI 11 MESI TRA ENTRAMBI I GENITORI ( MESSAGGIO INPS DEL 27/06/2001).
PER IL PARTO PLURIMO NON E' PREVISTO, INVECE, IL DIRITTO AD ULTERIORI PERIODI DI CONGEDO DI MATERNITA'( ASTENSIONE OBBLIGATORIA) ( CIRC. INPS N° 139 DEL 29/07/2002 ).
PER QUANTO RIGUARDA LE MODALITA' DI RICHIESTA, MENTRE PRIMA NON ERA PREVISTO UN MINIMO DI PREAVVISO PER USUFRUIRE DELL'ASTENSIONE FACOLTATIVA, ORA IL T.U. 151/2001, ALL'ART. 32, PRESCRIVE CHE IL GENITORE E' TENUTO, SALVO CASI DI OGGETTIVA IMPOSSIBILITA', A PREAVVISARE IL DATORE DI LAVORO SECONDO LE MODALITA' ED I CRITERI DEFINITI DAI CONTRATTI COLLETTIVI, E, COMUNQUE, CON UN PERIODO DI PREAVVISO NON INFERIORE A QUINDICI GIORNI.
IL CCNL 2000/2001 DEL COMPARTO SCUOLA, ALL'ART. 11, DISCIPLINA LE MODALITA' DI FRUIZIONE DEL CONGEDO PARENTALE: LA DOMANDA, CON L'INDICAZIONE DELLA DURATA, VA PRESENTATA ALLA SCUOLA, DI NORMA, 15 GIORNI PRIMA DELLA DATA DI DECORRENZA DELL'ASTENSIONE. LA DOMANDA PUO' ESSERE INVIATA ANCHE A MEZZO DI RACCOMANDATA CON AVVISO DI RICEVIMENTO, PURCHE' PERVENGA , COMUNQUE, ENTRO I QUINDICI GIORNI PRIMA DELL'INIZIO DELL'ASTENSIONE. TALE OBBLIGO VALE ANCHE NEL CASO DI PROROGA DELL'ORIGINARIO PERIODO DI ASTENSIONE.
IN PRESENZA DI PARTICOLARI E COMPROVATE SITUAZIONI PERSONALI, CHE RENDANO IMPOSSIBILE IL RISPETTO DEL PREAVVISO DEI 15 GIORNI, LA DOMANDA PUO' ESSERE PRESENTATA ENTRO LE 48 ORE PRECEDENTI L'INIZIO DEL PERIODO DI ASTENSIONE DAL LAVORO.
LA LAVORATRICE MADRE O, IN ALTERNATIVA, IL LAVORATORE PADRE DI MINORE CON HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA', HANNO DIRITTO AL PROLUNGAMENTO, FINO AI TRE ANNI DI VITA DEL BAMBINO, DEL CONGEDO PARENTALE ( ANZICHE' FINO AL MASSIMO DEI SEI MESI ) A CONDIZIONE CHE IL BAMBINO NON SIA RICOVERATO A TEMPO PIENO PRESSO ISTITUTI SPECIALIZZATI
L'INTERO PERIODO DI PROLUNGAMENTO E' RETRIBUITO AL 30 % ( CIRC. INPS N° 139 DEL 29 LUGLIO 2002 ).
IN ALTERNATIVA AL PROLUNGAMENTO DEL CONGEDO E FINO AL COMPIMENTO DEL TERZO ANNO DI VITA DEL BAMBINO DISABILE GRAVE, SEMPRE A CONDIZIONE CHE NON SIA RICOVERATO A TEMPO PIENO PRESSO ISTITTUTI SPECIALIZZATI, I GENITORI, ALTERNATIVAMENTE, POSSONO USUFRUIRE DELLE DUE ORE DI PERMESSO GIORNALIERO RETRIBUITO PREVISTE DAL COMMA 1 DELL'ART. 42 DEL TESTO UNICO.
DURANTE L'UTILIZZO DI DETTI PERMESSI ORARI DA PARTE DI UN GENITORE, L'ALTRO PUO' USUFRUIRE DEL NORMALE CONGEDO PARENTALE. L'ALTERNANZA E', CIOE', RELATIVA AL SOLO PROLUNGAMENTO DEL CONGEDO PARENTALE E NON AL CONGEDO PARENTALE DI CUI ALL'ART. 32 DEL T.U. ( CIRC. INPS 139/2002 ).
IL CONGEDO SPETTA AL GENITORE RICHIEDENTE ANCHE QUALORA L'ALTRO GENITORE NON NE ABBIA DIRITTO ( PERCHE', AD ES., E' CASALINGA, NON SVOLGE ATTIVITA' LAVORATIVA, E' LAVORATORE AUTONOMO, ECC ). RESTA FERMO IL DIRITTO DI FRUIRE DEL CONGEDO PARENTALE.
IL PROLUNGAMENTO FINO A TRE ANNI DECORRE DAL TERMINE TEORICO DEL PERIODO CORRISPONDENTE ALLA DURATA MASSIMA DEL CONGEDO PARENTALE SPETTANTE AL RICHIEDENTE ( NOVE MESI DALLA NASCITA PER LA MADRE, SETTE MESI PER IL PADRE ) ( CIRC. INPS 139/2002 ).
A NORMA DELL'ART. 34 DEL T.U. IL TRATTAMENTO ECONOMICO PER IL CONGEDO PARENTALE E' PARI AL 30% DELLA RETRIBUZIONE PER UN PERIODO MASSIMO TRA I GENITORI DI SEI MESI, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE DETTO CONGEDO SIA SFRUTTATO DA UN SOLO GENITORE O DA ENTRAMBI, QUALORA IL BAMBINO ABBIA UN'ETA' INFERIORE AI TRE ANNI.
SE IL CONGEDO PARENTALE E' PRESO PER IL FIGLIO PORTATORE DI HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA' TALE RETRIBUZIONE E' RICONOSCIUTA PER TUTTI I TRE ANNI DI PROLUNGAMENTO DEL CONGEDO.
SUPERATI I TRE ANNI DI VITA DEL BAMBINO, QUALORA NON SI SIA ANCORA GODUTO DEL CONGEDO PARENTALE O PER L'EVENTUALE PARTE RESIDUA NON ANCORA GODUTA FINO AL MASSIMO PRECEDENTEMENTE FISSATO E FINO ALL'OTTAVO ANNO DI VITA DEL BAMBINO, L'INDENNITA' DEL 30 % DI CUI SOPRA SPETTA A CONDIZIONE CHE IL REDDITO INDIVIDUALE DELL'INTERESSATO SIA INFERIORE A 2,5 VOLTE L'IMPORTO DEL TRATTAMENTO MINIMO DI PENSIONE A CARICO DELL'ASSICURAZIONE GENERALE OBBLIGATORIA ( PARI, PER L'ANNO 2003, A € 13.069,87 ).
PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA IL CCNL 2000/2001, AL COMMA 5 DELL'ART. 11, DETTA CONDIZIONI DI MAGGIOR FAVORE, PREVEDENDO CHE PER LE LAVORATRICI MADRI O IN ALTERNATIVA PER I LAVORATORI PADRI, I PRIMI TRENTA GIORNI, COMPUTATI COMPLESSIVAMENTE PER ENTRAMBI I GENITORI E FRUIBILI ANCHE IN MODO FRAZIONATO, NON RIDUCONO LE FERIE, SONO VALUTATI AI FINI DELL'ANZIANITA' DI SERVIZIO E SONO RETRIBUITI PER INTERO.
NEL CASO IN CUI IL CONIUGE DEL DIPENDENTE PUBBLICO SIA DIPENDENTE DA UN'AZIENDA PRIVATA E FRUISCA PARZIALMENTE DEL CONGEDO PARENTALE RETRIBUITO AL 30 %, GLI EVENTUALI PRIMI 30 GIORNI RICHIESTI ANCHE SUCCESSIVAMENTE DAL DIPENDENTE PUBBLICO SONO DA RETRIBUIRE AL 100 % .
TALE TRATTAMENTO PIU' FAVOREVOLE PREVISTO DAL CONTRATTO, ESSENDO COMUNQUE DA INQUADRARE NELLA DISCIPLINA GENERALE CONTENUTA NELL'ART. 34 DEL T.U., VA INTESO NEL SENSO CHE I PRIMI TRENTA GIORNI SONO RETRIBUITI PER INTERO SOLAMENTE QUALORA GODUTI ENTRO IL TERZO ANNO DI VITA DEL BAMBINO, MENTRE, SE IL CONGEDO PARENTALE VIENE RICHIESTO PER LA PRIMA VOLTA DOPO I TRE ANNI DI VITA DEL BAMBINO, NON VENGONO RETRIBUITI, NEANCHE AL 30 %, A MENO CHE IL RICHIEDENTE NON ABBIA UN REDDITO INFERIORE AL MINIMO SOPRA INDICATO. IN TAL CASO I PRIMI TRENTA GIORNI SONO RETRIBUITI PER INTERO ED I RESTANTI 5 MESI AL 30 % ( CIRC. INPS N° 139 DEL 29 LUGLIO 2002 ).
QUANTO SOPRA VALE PER LA GENERALITA DEI LAVORATORI.
PER I LAVORATORI DEL COMPARTO SCUOLA IL NUOVO CONTRATTO 2002/2005, AL COMMA 4 DELLO ART. 12, NON FA DIFFERENZA TRA IL CONGEDO GODUTO ENTRO I TRE ANNI DI VITA DEL BAMBINO E QUELLO GODUTO TRA I TRE E GLI OTTO ANNI.
PERTANTO, SICCOME LO ART. 1 COMMA 2 DELLO STESSO D.LGS.151/2001 PRESCRIVE CHE " SONO FATTE SALVE LE CONDIZIONI DI MAGGIOR FAVORE STABILITE DA LEGGI, REGOLAMENTI, CONTRATTI COLLETTIVI E DA OGNI ALTRA DISPOSIZIONE", NE CONSEGUE CHE PER IL PERSONALE DEL COMPARTO SCUOLA I PRIMI 30 GIORNI DI CONGEDO PARENTALE ( ASTENSIONE FACOLTATIVA ) SONO RETRIBUITI PER INTERO ANCHE SE FRUITI DOPO I 3 ANNI ED ENTRO GLI OTTO ANNI DI VITA DEL BAMBINO.
COME PER IL CONGEDO DI MATERNITA', ANCHE PER IL CONGEDO PARENTALE LE DIREZIONI PROVINCIALI DEL TESORO NON VOLEVANO PAGARE I PRIMI TRENTA GIORNI AL 100% AL PERSONALE CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO, MA HANNO PAGATO TUTTO IL PERIODO DEI SEI MESI AL 30%.
CON IL NUOVO C.C.N.L. 2002/2005, FIRMATO IL 24 LUGLIO 2003, E' STATO RIBADITO CHE ANCHE AL PERSONALE DELLA SCUOLA ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO I PRIMI TRENTA GIORNI DI CONGEDO PARENTALE VANNO RETRIBUITI AL 100%, ALLA PARI DEL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO
LA LAVORATRICE MADRE O, IN ALTERNATIVA, IL PADRE LAVORATORE HANNO DIRITTO AD ASSENTARSI DAL LAVORO DURANTE LE MALATTIE DEL FIGLIO ( DI CIASCUN FIGLIO ). SE IL FIGLIO HA UN'ETA' INFERIORE A TRE ANNI, DOPO IL PERIODO DI ASTENSIONE OBBLIGATORIA, PER OGNI ANNO DI VITA DEL BAMBINO E FINO AI TRE ANNI, IL GENITORE SI PUO' ASSENTARE SENZA LIMITI DI TEMPO ED I PRIMI TRENTA GIORNI (CUMULATIVAMENTE TRA I GENITORI ) PER CIASCUN ANNO DI ETA' DEL BAMBINO , SONO RETRIBUITI PER INTERO, AI SENSI DELL'ART. 12, COMMA 5 DEL CCNL 2002/2005, MENTRE GLI ALTRI GIORNI DI QUELL'ANNO NON SONO RETRIBUITI.
ANCHE PER QUESTO TIPO DI CONGEDO CI SONO STATE LE STESSE DIVERGENZE CON LE DIREZIONI PROVINCIALI DEL TESORO PER QUANTO RIGUARDA LA RETRIBUZIONE DEL PERSONALE CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO.
CON IL NUOVO CONTRATTO E' STATO CHIARITO CHE ANCHE IL PERSONALE DELLA SCUOLA ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO, HA DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE INTERA PER I PRIMI TRENTA GIORNI DI ASSENZA PER LE MALATTIE DEL FIGLIO INFERIORE A TRE ANNI PER OGNI ANNO DI VITA DEL BAMBINO
SUPERATI I TRE ANNI DI VITA E FINO AD OTTO ANNI, PER LE MALATTIE DEL BAMBINO CIASCUN GENITORE, ALTERNATIVAMENTE, HA DIRITTO, PER OGNI ANNO DI VITA, A CINQUE GIORNI DI CONGEDO SENZA RETRIBUZIONE.
I PERIODI DI CONGEDO SENZA RETRIBUZIONE PER LA MALATTIA DEL FIGLIO SONO COMPUTATI NELL'ANZIANITA' DI SERVIZIO, ESCLUSI GLI EFFETTI RELATIVI ALLE FERIE E ALLA TREDICESIMA MENSILITA'.
OVVIAMENTE I PERIODI RETRIBUITI SONO VALIDI A TUTTI GLI EFFETTI.
PER FRUIRE DEI CONGEDI PER MALATTIA DEL FIGLIO IL GENITORE DEVE PRESENTARE IL CERTIFICATO DI MALATTIA RILASCIATO DA UN MEDICO SPECIALISTA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE O CON ESSO CONVENZIONATO ( PEDIATRA ).
LA MALATTIA DEL BAMBINO CHE DIA LUOGO A RICOVERO OSPEDALIERO, INTERROMPE, A RICHIESTA DEL GENITORE, LE FERIE EVENTUALMENTE IN CORSO DI GODIMENTO.
IL CONGEDO PER MALATTIA DEL BAMBINO SPETTA ANCHE NEL CASO DI ADOZIONI E AFFIDAMENTI
PER POTERE USUFRUIRE DEL CONGEDO PER MALATTIA DEL FIGLIO LA LAVORATRICE ED IL LAVORATORE DEBBONO PRESENTARE UNA DICHIARAZIONE PERSONALE SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA', ATTESTANTE CHE L'ALTRO GENITORE NON SIA IN CONGEDO NEGLI STESSI GIORNI PER IL MEDESIMO MOTIVO.
I CONGEDI PER MALATTIA DEL FIGLIO NON SONO SOGGETTI ALLE DISPOSIZIONI SUL CONTROLLO DELLA MALATTIA DEL LAVORATORE, PER CUI NON E' AMMESSO DISPORRE VISITA FISCALE PER IL CONTROLLO DELLA MALATTIA DEL BAMBINO ( CHE NON HA RAPPORTO DI DIPENDENZA CON L'AMMINISTRAZIONE ) ED IL GENITORE CHE SIA IN CONGEDO PER MALATTIA DEL FIGLIO NON E' TENUTO AD ESSERE REPERIBILE NELLE FASCE ORARIE ( 10/12 - 17/19 ) CHE RIGUARDANO ESCLUSIVAMENTE IL CONTROLLO DELLA MALATTIA DEL LAVORATORE. ( ART. 47 T.U. 151/2001 - CIRCOLARE N° 14 DEL 16/11/2000 DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE INPS N° 139 DEL 29/7/2002 ).
(ARTICOLI DA 39 A 46 DEL T.U. 151/2001 )
NEL PRIMO ANNO DI VITA DEL BAMBINO ALLA MADRE LAVORATRICE SPETTANO DUE PERIODI DI RIPOSO DI UN'ORA CIASCUNO, ANCHE CUMULABILI, QUALORA IL SUO ORARIO DI SERVIZIO SIA PARI A SEI ORE GIORNALIERE.
QUALORA L'ORARIO DI SERVIZIO GIORNALIERO SIA INFERIORE ALLE SEI ORE ALLA LAVORATRICE MADRE SPETTA SOLO UN'ORA DI RIPOSO.
QUINDI, CONTRARIAMENTE AL CONGEDO PARENTALE , QUESTI RIPOSI GIORNALIERI SPETTANO ESCLUSIVAMENTE ALLA MADRE LAVORATRICE.
IL PADRE LAVORATORE NE PUO' FRUIRE SOLAMENTE:
c) IN CASO DI MORTE O DI GRAVE INFERMITA' DELLA MADRE.;
d) NEL CASO IN CUI LA MADRE NON SIA LAVORATRICE DIPENDENTE -VALE A DIRE SIA LAVORATRICE AUTONOMA, LIBERA PROFESSIONISTA, COMMERCIANTE, ECC,.
PER LA FRUIZIONE DEI RIPOSI GIORNALIERI DA PARTE DEL PADRE LAVORATORE NELLE SOPRAINDICATE IPOTESI, DEVE ESSERE PRODOTTA APPOSITA RICHIESTA, CORREDATA DALLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
IPOTESI a) : COPIA DEL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE O DI ALTRO ATTO FORMALE DA CUI RISULTI L'AFFIDAMENTO ESCLUSIVO DEL BAMBINO AL PADRE;
IPOTESI b) : DICHIARAZIONE DI RINUNCIA DELLA MADRE;
IPOTESI c) : RELATIVA CERTIFICAZIONE;
IPOTESI d) : DICHIARAZIONE DELLA MADRE RELATIVA ALLA SUA SITUAZIONE LAVORATIVA.
E' ESCLUSO IL DIRITTO DEL PADRE AI RIPOSI ORARI QUANDO LA MADRE NON SVOLGE ATTIVITA' LAVORATIVA ( CASALINGA ) ( FATTA SALVA L'IPOTESI DI GRAVE INFERMITA').
IL PADRE LAVORATORE NON PUO' USUFRUIRE DEI RIPOSI GIORNALIERI ( ALLATTAMENTO ) NEL CASO IN CUI LA MADRE SI TROVI IN CONGEDO DI MATERNITA' ( ASTENSIONE OBBLIGATORIA POST PARTUM ) O IN CONGEDO PARENTALE ( ASTENSIONE FACOLTATIVA POST PARTUM ).
LA MADRE LAVORATRICE PUO', INVECE, UTILIZZARE I RIPOSI GIORNALIERI ANCHE IN COINCIDENZA CON IL PERIODO DI CONGEDO PARENTALE DEL PADRE ( CIRCOLARE INPS N° 139 DEL 29/07/2002 ).
IN CASO DI PARTO PLURIMO, A PRESCINDERE DAL NUMERO DEI GEMELLI, I PERIODI DI RIPOSO SONO RADDOPPIATI E LE ORE AGGIUNTIVE POSSONO ESSERE UTILIZZATE ANCHE DAL PADRE, CONTEMPORANEAMENTE ALLA MADRE.
I PERIODI DI RIPOSO SONO CONSIDERATI ORE LAVORATIVE AI FINI DELL'ANZIANITA' DI SERVIZIO E DELLA RETRIBUZIONE E SONO COPERTI DA CONTRIBUZIONE ( CIRC. INPDAP N° 49 DEL 27/11/2000 ).
FINO AL COMPIMENTO DEL TERZO ANNO DI VITA DEL BAMBINO CON HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA' E IN ALTERNATIVA AL PROLUNGAMENTO DEL PERIODO DI CONGEDO PARENTALE, LA LAVORATRICE MADRE O, IN ALTERNATIVA, IL LAVORATORE PADRE HANNO DIRITTO A DUE ORE DI PERMESSO GIORNALIERO RETRIBUITO.
SUCCESSIVAMENTE AL COMPIMENTO DEL TERZO ANNO DI VITA DEL BAMBINO CON HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA', LA LAVORATRICE MADRE O, IN ALTERNATIVA, IL LAVORATORE PADRE, ANCHE ADOTTIVI, HANNO DIRITTO A TRE GIORNI DI PERMESSO MENSILE RETRIBUITI ( LEGGE 27/10/1993 N° 423 ), FRUIBILI ANCHE IN MANIERA CONTINUATIVA NELL'AMBITO DEL MESE A CONDIZIONE CHE IL BAMBINO NON SIA RICOVERATO A TEMPO PIENO IN ISTITUTO SPECIALIZZATO.
I TRE GIORNI RELATIVI AD UN MESE NON SONO CUMULABILI CON QUELLI DEI MESI SUCCESSIVI ( CIRC. FUNZ. PUBBL. 26/6/92 PROT. 90543/7/488 ) E NON POSSONO ESSERE FRAZIONATI IN ORE., COSA , INVECE, POSSIBILE PER I DIPENDENTI DEL COMPARTO MINISTERI E DEL COMPARTO REGIONI ED AUTONOMIE LOCALI IN QUANTO PREVISTO DAI RISPETTIVI CONTRATTI NAZIONALI DI LAVORO ( CIRC. INPS 139 DEL 29 LUGLIO 2002 E QUESITO N° 9778 DELL'INPDAP ).
I PERMESSI PER I FIGLI DISABILI SPETTANO ANCHE QUALORA L'ALTRO GENITORE NON NE ABBIA DIRITTO, CIOE', ANCHE QUANDO L'ALTRO GENITORE NON SVOLGE ATTIVITA' LAVORATIVA E CIO' A PRESCINDERE DALLA MINORE O DALLA MAGGIORE ETA' DEL FIGLIO PORTATORE DI HANDICAP GRAVE ( CIRCOLARE INPS N° 138 DEL 10/07/2001 ).
ENNA 18/03/2004

References: ART. 11
 ART. 26
 ART. 27
 ART. 28
 ART. 10
 ART. 12
 ART. 1
 ART. 47