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Timestamp: 2019-09-15 12:43:04+00:00

Document:
Agroindustriale - Industria della macinazione: CCNL, 18 luglio 1952
Data firma: 18 luglio 1952
Validità: 16.07.1952 - 15.07.1954
Parti: Associazione Italiana fra gli Industriali Molitori, Associazione Nazionale degli Industriali Mugnai e Pastai e Federazione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari, Federazione Unitaria Lavoratori Prodotti Industrie Alimentari, Unione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari
Settori: Agroindustriale, Industria della macinazione
Art. 12. - Lavoro straordinario, notturno e festivo
Parte terza: Impiegati.
Art. 7 - Indennità speciale.
Art. 8. Donne e fanciulli.
Art. 33. - Malattie ed infortuni non sul lavoro.
Allegato n. 1 - Tabella dei minimi salariali per gli operai addetti all’industria della macinazione
Parte II - Regolamentazione per gli appartenenti alle categorie intermedie (ex equiparati)
• Tabella dei minimi di paga mensili per gli appartenenti alle categorie intermedie
Art. 13. - Gratifica natalizia. Art. 14. - Malattia e infortunio.
Art. 17. - Indennità di anzianità in caso dimissioni.
Art. 18. - Richiamo a disposizioni particolari, degli accordi interconfederali.
Art. 5. - Laureati e diplomati.
Art. 12. - Festività infrasettimanali e nazionali, riposo settimanale.
Art. 30. - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro.
Allegato n. 2 - Accordo per l’istituzione dei Collegi Tecnici Provinciali e Nazionali per le assegnazioni di categoria degli impiegati dell’industria alimentare e per l’attribuzione della qualifica impiegatizia.
Art. 1. - Indennità istruzione figli.
Art. 3. - Aspettativa per cariche sindacali.
Art. 5. - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda.
Art. 6. - Certificato di lavoro.
Art. 7. - Restituzione documenti di lavoro.
Accordo aggiuntivo al contratto nazionale normativo di lavoro per gli addetti all’industria della macinazione - 18 luglio 1952
Art. 1. - Generi in natura.
Art. 2. - Operai addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia.
Art. 3. - Disciplina del lavoro a cottimo.
• Concordato interconfederale del 6 dicembre 1945.
Art. 4. - Indumenti di lavoro.
Art. 5. - Indennità lavori disagiati e pesanti.
Art. 7. - Qualifiche operai.
Contratto nazionale di lavoro per gli addetti all’industria della macinazione e accordo aggiuntivo, 18 luglio 1952
Presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sotto la Presidenza del Sottosegretario di Stato on.le Dr. Dino Del Bo, assistito dall’Avv. Giovanni Giacalone, si sono riunite: l’Associazione Italiana fra gli Industriali Molitori di Milano […], l’Associazione Nazionale degli Industriali Mugnai e Pastai di Roma […], la Federazione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari […], la Federazione Unitaria Lavoratori Prodotti Industrie Alimentari […], l’Unione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari […], per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende molitorie.
Le parti convengono di adottare per il settore in questione la regolamentazione 21 giugno 1952 convenuta per l’industria della birra, con le seguenti variazioni:
Le parti si danno atto che l’operaio non può rifiutarsi di disimpegnare mansioni diverse da quelle indicate nella lettera di assunzione e rientranti tra quelle della stessa categoria, salvo quanto disposto dall’articolo 20 (passaggio e cumulo di mansioni).
L'ammissione al lavoro ed il lavoro delle donne e dei fanciulli sono regolati dalle disposizioni di legge.
In particolare si richiamano le disposizioni legislative contenute nell’art. 11 della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli, il cui testo si riporta in calce:
Art. 11. - Trasporto e sollevamento di pesi.
I carichi, di cui possono essere gravati i fanciulli, i minori degli anni 17 e le donne di qualunque età adibiti ai lavori di trasporto e sollevamento di pesi, anche se inerenti ai lavori agricoli, non possono superare i seguenti limiti:
а) trasporto a braccia od a spalla: maschi sotto i 15 anni Kg. 15; maschi dai 15 ai 17 anni Kg. 25; femmine sotto ai 15 anni Kg. 5; femmine dai 15 ai 17 anni Kg. 15; femmine sopra i 17 anni Kg. 20;
c) trasporto con carretto su guide di ferro: venti volte i pesi indicati alla lettera a), compreso il peso dei veicolo.
Per quanto riguarda le donne in stato di gravidanza, sì applica il divieto prescritto dall’art. 13 della legge sulla tutela della maternità delle lavoratrici.
Per gli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro è fissato in 60 ore settimanali, ripartite in non più di dieci ore giornaliere, salvo per i discontinui con alloggio nello stabilimento o nelle immediate adiacenze per i quali valgono le norme interconfederali. L’orario di lavoro sarà affisso nello stabilimento in luogo visibile.
Nelle aziende in cui l’orario normale di cui all’articolo 9 viene effettuato in due riprese, dovrà essere concessa non meno di un’ora di sosta per la consumazione dei pasti. Agli operai che effettuino l’orario continuato di 8 ore è concesso di consumare il pasto sul luogo di lavoro.
Per lavoro straordinario si intende il lavoro straordinario prestato in ore eccedenti l’orario normale di cui all’art. 9.
Il lavoro straordinario non deve essere abituale e normalmente non potrà superare le 2 ore giornaliere e le 12 settimanali (vedi tabella delle maggiorazioni n. 1).
Per lavoro notturno si intende quello effettuato dalle 22 alle 6 (vedi tabella delle maggiorazioni n. 5).
L’operaio che abbia una anzianità di servizio di 12 mesi consecutivi presso la stessa azienda ha diritto, per ogni anno, ad un periodo di ferie retribuito con la retribuzione complessiva (paga base, più aumenti di merito, più contingenza) nella misura di:
dal 1° al 7° anno compiuto di anzianità: 12 giorni (96 ore)
dal 8° al 15° anno compiuto di anzianità: 14 giorni (112 ore)
dal 16° anno compiuto di anzianità in poi: 16 giorni (128 ore)
Per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri si fa riferimento alla legge 26 agosto 1950 n. 860.
Nel caso in cui l’operaio infortunato non sia più in grado, a causa dei postumi invalidanti, di espletare le sue normali mansioni, l’azienda esaminerà l'opportunità, tenuto anche conto della posizione e delle attitudini dell’interessato, di mantenerlo in servizio adibendolo a mansioni compatibili con le sue limitate capacità lavorative. […]
L’operaio, in tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall’organizzazione aziendali.
I provvedimenti disciplinari per le infrazioni alle norme del presente contratto o alle altre norme di cui all’articolo 40 o alle disposizioni di volta in volta emanate dalla Direzione saranno i seguenti:
Normalmente l’ammonizione verbale o quella scritta saranno inflitte nei casi di prima mancanza; la multa, nei casi di recidiva; la sospensione nei casi di recidiva in mancanza già punita con la multa nei sei mesi precedenti. Quando, tuttavia, le mancanze rivestano carattere di maggiore gravità, anche in relazione alle mansioni esplicate, potranno infliggersi la multa o la sospensione anche in caso di prima mancanza.
In via esemplificativa, incorre nei provvedimenti dell’ammonizione, multa o della sospensione l’operaio:
1) che non si presenti al lavoro senza giustificarne il motivo, od abbandoni, anche temporaneamente, il proprio posto di lavoro senza autorizzazione, salvo il caso di materiale impossibilità a richiederla;
10) che proceda alla lavorazione o alla costruzione, nell’interno dello stabilimento, senza autorizzazione della Direzione, di oggetti per proprie uso o per conto di terzi, sempreché si tratti di lavorazione o di costruzione di lieve rilevanza;
13) che in qualunque modo trasgredisca alle disposizioni del presente contratto o del regolamento interno dell’azienda o che commetta qualunque atto che porti pregiudizio alla morale, all’igiene, alla disciplina, sempreché gli atti relativi non debbano essere puniti con punizione più grave in relazione alla entità o alla gravità o alla abituale recidività dell'infrazione.
A) con la perdita dell’indennità di preavviso, ma non della indennità di licenziamento:
4) lavorazione o costruzione nell’interno dello stabilimento senza autorizzazione della Direzione, di oggetti per proprio uso o per conto di terzi, allorché si tratti di lavorazione o costruzione di rilevanza;
7) recidiva in una qualsiasi mancanza che abbia dato luogo a due sospensioni nei dodici mesi antecedenti.
5) danneggiamento volontario o messa fuori opera di dispositivi antinfortunistici;
6) atti implicanti dolo o colpa grave con danno per l’azienda;
9) inosservanza del divieto di fumare quando tale infrazione possa provocare gravi incidenti alle persone o alle cose;
10) insubordinazione grave verso i superiori.
Le organizzazioni contraenti considerano l’istruzione professionale come uno dei loro principali doveri e riconoscono la necessità di dare ad essa il maggior impulso come mezzo essenziale per affinare le capacità tecniche delle maestranze e per migliorare il loro rendimento nella produzione.
Ai lavoratori intermedi definiti e ripartiti in categorie in base alle norme dei concordati interconfederali - art. 31 e art. 32, 1° e 2° comma del concordato 23 maggio 1946 per l’Italia centro-meridionale e art, 3 del concordato 27 settembre 1946 per l'estensione alle provincie dell’Italia settentrionale dei criteri per la identificazione e classificazione degli appartenenti alle categorie intermedie - già chiamati equiparati - previsti dal citato accordo 23 maggio 1946 - si applicano le disposizioni della presente regolamentazione.
Le norme previste nel presente contratto si applicano, fino alla scadenza del termine, anche coi contratti a tempo determinato, eccezion fatta di quelle relative al preavviso ed alla indennità di licenziamento.
Per gli istituti che non sono previsti nella presente regolamentazione sì fa riferimento alle norme corrispondenti della regolamentazione operaia, in quanto non contrastino con quelle contenute nella presente regolamentazione.
affissione contratto; documenti; visita medica; donne e fanciulli; riposo per i pasti; riposo settimanale; giorni festivi e festività infrasettimanali; festività nazionali; recuperi; passaggio di categoria e cumulo di mansioni; donne adibite a lavori maschili; trasferte; trasferimenti; indennità di bicicletta; prestiti; permessi; maternità; chiamata alle armi per obblighi di leva e richiamo alle armi; caso di morte; regolamento di fabbrica; disciplina aziendale; provvedimenti disciplinari; ammonizione, multa, sospensione; licenziamento per cause disciplinari; tutela igienica dei lavoratori; utensili di lavoro; istruzione professionale; visite d’inventario e visite personali; inscindibilità delle disposizioni del contratto.
Il lavoratore intermedio che abbia una anzianità di servizio di
12 mesi consecutivi presso la stessa azienda ha diritto, per ogni anno, ad un periodo di ferie con decorrenza della retribuzione (paga mensile e contingenza) non inferiore a:
in caso di anzianità di servizio:
- fino a 5 anni: giorni 13 lavorativi;
- da oltre 5 anni a 14 anni: giorni 16 lavorativi;
- da oltre 14 e fino a 20 anni: giorni 18 lavorativi;
- oltre i 20 anni: giorni 22 lavorativi.
Per la regolamentazione del lavoro straordinario, notturno e festivo valgono le disposizioni dell’art. 12 della collegata regolamentazione per gli appartenenti alle categorie operaie, salvo per quel che concerne il calcolo della quota oraria di retribuzione (sulla quale si applicano le maggiorazioni previste dal citato art. 12 della regolamentazione operaia) che verrà effettuato dividendo per 180 la retribuzione mensile (paga mensile e contingenza).
Si intendono integralmente richiamate le norme previste all’articolo 6, per quel che concerne lo stato giuridico, il trattamento ai fini fiscali, previdenziali e assicurativi e le condizioni di miglior favore di cui al 5° comma, e all’art. 8 (conservazione delle condizioni individuali di miglior favore) contenute nell’accordo interconfederale 30 marzo 1946 per le aziende dell’Alta Italia e rispettivamente all’art. 31, 1° comma e 33 dell’accordo 23 maggio 1946 per le aziende dell’Italia centro-meridionale.
L’assunzione può essere fatta anche con prefissione di termine; tuttavia saranno applicabili in tal caso tutte le disposizioni regolanti il rapporto a tempo indeterminato, quando la aggiunzione del termine non risulti giustificata dalla specialità del rapporto ed apparisca invece fatta per eludere le disposizioni del presente contratto.
Le norme previste nel presente contratto si applicano, fino alla scadenza del termine, anche ai contratti a tempo determinato; eccezion fatta di quelle relative al preavviso e alla indennità di licenziamento.
L’impiegato, in relazione alle esigenze aziendali, può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria, purché ciò non importi alcun peggioramento economico, né un mutamento sostanziale alla sua posizione.
Per l'orario di lavoro valgono le norme di legge, con un massimo di 8 ore giornaliere o 48 settimanali, con le eccezioni e le deroghe relative.
È considerato lavoro straordinario quello eseguito oltre l’orario massimo di cui all’art. 10 della presente regolamentazione e cioè di 8 ore giornaliere o 48 settimanali e di 10 ore giornaliere o 60 settimanali per i discontinui e per gli addetti a lavoro di semplice
attesa o custodia. Sono fatte salve le deroghe e le eccezioni di legge.
Nessun impiegato potrà esimersi dall’effettuare, entro i limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Per gli impiegati il cui lavoro è connesso con quello dello stabilimento vale il calendario dei giorni festivi adottato per gli operai dello stabilimento.
In caso di modificazione dei turni di riposo l’impiegato sarà preavvisato entro il terzo giorno precedente a quello fissato per il riposo stesso, con diritto, in difetto, per il giorno in cui avrebbe dovuto avere il riposo, ad una maggiorazione pari a quella fissata per il lavoro festivo.
L’impiegato ha diritto, ogni anno di servizio, ad un periodo di riposo, con decorrenza della retribuzione pari a:
- 15 giorni lavorativi in caso di anzianità di servizio fino a 4 anni;
- 18 giorni lavorativi in caso di anzianità di servizio da oltre 4 anni e fino a 13 anni;
- 24 giorni lavorativi in caso di anzianità di servizio da oltre 12 anni fino a 20 anni;
- 28 giorni lavorativi in caso di anzianità di servizio oltre 20 anni.
Tale indennità verrà conservata anche nel caso di successivo trasferimento in altra zona pure malarica e spetterà anche all’impiegato che, originariamente provenendo da zona malarica, abbia avuto la sede di lavoro Immediatamente precedente al trasferimento in zona non malarica. /
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tuteli delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, l'azienda deve conservare il posto all’impiegata per un periodo di due mesi prima della data presunta del parto e di 5 mesi dopo tale evento.
L’azienda corrisponderà all’impiegata l’intera retribuzione durante i primi 3 mesi di assenza, e metà retribuzione per i successivi 3 mesi, fatta deduzione di quanto essa percepisce per atti di previdenza compiuti dal datore di lavoro per tale evenienza. […]
I provvedimenti di cui alla lettere e) ed f) potranno essere adottati nei confronti dell’impiegato colpevole di mancanze relative a doveri anche non particolarmente richiamati nel presente contratto, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto d’impiego.
Oltre che al presente contratto collettivo di lavoro l’impiegato deve uniformarsi a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione dell’azienda, purché non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti all’impiegato dal presente contratto e che pertanto rientrino nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme, in ogni caso, saranno portate a conoscenza dell’impiegato.
Nelle aziende che abbiano più di 30 impiegati, copia dei regolamenti interni che contengano norme di carattere generale sarà consegnata, a cura dell’azienda, a ciascun impiegato.
I compiti delle Commissioni interne o del Fiduciario dell’azienda sono quelli previsti dagli accordi interconfederali.
Comunque per tali mansioni o per quelle di semplice attesa o custodia si fa riferimento alla tabella indicata dalla legge 15 marzo 1923 n. 692.
Per gli autisti ed i carrettieri nel caso in cui i medesimi dovessero compiere operazioni di carico e scarico verrà a determinarsi fra le parti una indennità particolare, salvo che nel trattamento economico non ne sia già stato tenuto conto anche attraverso particolari condizioni di lavoro.
Le indennità di cui al precedente comma non verranno corrisposte nel caso in cui si verificasse la condizione prevista dal comma 3° del presente articolo.
Le parti, pur riconoscendo che nella industria della macinazione non si effettua lavoro a cottimo, concordano, comunque, per il caso in cui la questione dovesse sorgere, di fare riferimento all’accordo interconfederale in materia, il cui testo viene riportato in calce.
La percentuale prevista dal detto accordo viene elevata al 25 % della paga base contrattuale.
Concordato interconfederale del 6 dicembre 1945.
«Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo sia collettivo che individuale secondo le possibilità tecniche e gli accordi intervenuti o che possono intervenire tra le parti direttamente interessate.
а) a fornire gratuitamente in uso (nell’ambito dello stabilimento) a tutti gli operai indumenti di lavoro e di protezione prescritti dalla legge e quelli resi eventualmente obbligatori dalla stessa azienda;
b) a mettere a disposizione degli operai, che lavorano nei piazzali, tele cerate di protezione dalla pioggia;
c) a mettere a disposizione degli operai addetti al lavagrano o che lavorano in locali particolarmente bagnati, zoccoli di legno.
1) allo scarico del grano nelle tramoggie, tranne il caso della introduzione del grano con elevatori a tazza o a catena e trasporto a cassa chiusa;
2) alla prepulitura ed alle operazioni di battitura a mano di sacchi;
sempre che non esistano impianti di aspirazione atti a depurare l’ambiente dalla polvere, sarà corrisposta, per il tempo dedicato a quelle operazioni, una indennità nella misura del 5 % della paga globale di fatto.
Ai facchini addetti ai lavori pesanti, che portano cioè a spalla colli da quintale, ferma restando la loro qualifica di manovale specializzato, sarà corrisposta, per le ore di lavoro dedicate ai lavori pesanti, una maggiorazione di salario corrispondente al 90 % della differenza tra il minimo salariale dell’operaio qualificato e quello del manovale specializzato.

References: Art. 12

Art. 7

Art. 8

Art. 33

Art. 13
 Art. 14

Art. 17

Art. 18

Art. 5

Art. 12

Art. 30

Art. 1

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 11
 art. 31
 art. 32
 art. 12