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Associazione 21 luglio, Linea 40
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2 INDICE Introduzione 3 1. Quadro normativo La scolarizzazione dei minori rom a Roma I minori rom e la scuola romana (anno scolastico 2010/2011) Il «villaggio attrezzato» di via di Salone La linea Il bambino rom in classe Dal Casilino 900 a via di Salone Ritardi nell entrata in classe e uscita anticipata Bambini rom e non rom: discriminazioni possibili Diverso livello di apprendimento Separazioni e differenze Episodi di razzismo Classi differenziate Rapporto scuola genitori Attività dell ente affidatario L esperienza di un insegnante di una scuola romana 35 Conclusioni Raccomandazioni
3 INTRODUZIONE Il 7 aprile 2011 la Commissione Europea ha proposto il quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei rom 1, che orienterà le politiche nazionali mobilitando fondi europei disponibili a sostenere le iniziative di inclusione. Il quadro fa riferimento a quattro aree: accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio. A partire dal 2011, ogni anno, ogni stato dell'unione Europea dovrà presentare una strategia nazionale per l'integrazione dei rom. La Commissione Europea ha preso atto che le condizioni socio-economiche delle comunità romaní in Europa sono notevolmente peggiori del resto della popolazione. I rom sono una popolazione giovane: il 37,5% ha un'età inferiore a 15 anni, a fronte di una media del 15,7% per la popolazione complessiva dell'ue. Solo il 42% dei bambini rom completa la scuola primaria, rispetto a una media europea del 97,5%. Per l'istruzione secondaria, la frequenza dei rom è stimata ad appena il 10%. Secondo la Commissione «gli stati membri dovrebbero garantire che tutti i bambini rom, sedentari o no, abbiano accesso a un'istruzione di qualità e non siano soggetti a discriminazioni o segregazioni». Il presente rapporto 2 intende presentare i risultati dell'esame del percorso scolastico di un gruppo di bambini rom residenti in un «villaggio attrezzato» di Roma in seguito all'attuazione del Piano Nomadi di Roma. Nel valutare l'impatto che le diverse azioni educative hanno avuto sul gruppo di minori presi in esame si è deciso di svolgere la ricerca come un caso-studio focalizzato su una delle 7 linee di trasporto scolastico che giornalmente si occupano di accompagnare i bambini rom abitanti nel «villaggio attrezzato» di via di Salone a Roma presso i rispettivi plessi scolastici all'interno del «progetto di scolarizzazione dei bambini e adolescenti rom del Comune di Roma». In particolare l'associazione 21 luglio ha analizzato l'organizzazione e la realizzazione del progetto istituzionale di scolarizzazione che ha riguardato durante l'anno scolastico i 55 alunni rom che hanno usufruito del servizio della linea 40. L'indagine, iniziata il 1 novembre 2010 e conclusa il 19 luglio 2011, è stata condotta attraverso l'osservazione diretta, le interviste in profondità e la raccolta di documentazione per l analisi storica e statistica. Nel corso della ricerca sono state raccolte 9 interviste con altrettanti componenti di 6 famiglie rom che vivono nel «villaggio attrezzato» di via di Salone, 6 interviste con i docenti delle scuole raggiunte 1 Cfr. Commissione Europea, Quadro dell'ue per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020, Bruxelles, 5 aprile 2011; 2 La ricerca è stata realizzata all'interno del programma Italian Roma Rights Project, dell'associazione 21 luglio e finanziato dall'open Society Institute. La ricerca è stata curata da Andrea Anzaldi, responsabile dell area ricerca dell Associazione 21 luglio. Adriana Arrighi, Carlo Stasolla e Andrea Anzaldi hanno condotto la ricerca sul campo e hanno scritto, documentato e curato questo rapporto. Hanno collaborato: Aurora Sordini, Stefano Batori e Simona Pagano. 3
4 dalla linea 40, 2 con i rappresentanti di altrettante associazioni che si occupano della scolarizzazione dei minori rom a Roma, un intervista con la ex direttrice didattica della scuola Iqbal Masih e due con i rappresentanti di Roma Capitale. Le condizioni dei bambini rom in classe, i rapporti scuola-genitori e le attività dell'ente affidatario sono state le aree tematiche prese in esame durante le fasi dell indagine sul campo. La ricerca Linea 40 infine ha valutato le possibili situazioni di esclusione, segregazione e di privazione di quei diritti sanciti nelle convenzioni internazionali che riguardano i minori rom nella città di Roma, facendo riferimento principalmente alla Convenzione sui diritti dell'infanzia firmata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata nell'ordinamento giuridico italiano dalla legge n. 176 del 27 maggio
5 1. QUADRO NORMATIVO L'indagine svolta dall'associazione 21 luglio tiene conto del complesso quadro normativo di riferimento internazionale, europeo e nazionale. Il diritto all istruzione e all educazione è uno dei principi fondamentali della quasi totalità delle convenzioni internazionali. La normativa relativa al diritto all'istruzione trova fondamento, a livello internazionale, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo del 1948, ratificata nell'ordinamento giuridico italiano nel 1955, che all'articolo 26 recita: «(comma1) Ogni individuo ha diritto all'istruzione [ ] (comma 2) L istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali» 3. Tale diritto è riaffermato nel Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che statuisce all articolo 13, primo comma: «Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo all istruzione. Essi convengono sul fatto che l istruzione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e del senso della sua dignità e rafforzare il rispetto per i diritti dell uomo e le libertà fondamentali. Essi convengono inoltre che l istruzione deve porre tutti gli individui in grado di partecipare in modo effettivo alla vita di una società libera, deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l amicizia fra tutte le nazioni e tutti i gruppi razziali, etnici o religiosi ed incoraggiare lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace» 4. Su un piano più specifico il diritto all educazione del fanciullo viene ripreso e sviluppato dalla Convenzione sui Diritti dell Infanzia di New York che all articolo 28 stabilisce: «Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all'educazione [...]» 5 e vincola gli stati a garantire l'istruzione con modalità tali da sviluppare pienamente le capacità di ogni bambino come si evince all articolo 29, comma 1, lettera a) che ulteriormente specifica l articolo precedente: «Gli Stati parti convengono che l educazione del fanciullo deve avere come finalità: a) di favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo nonché lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutta la loro potenzialità» 6 in un contesto di rispetto per la sua identità, lingua, valori culturali nonché di rispetto dei valori nazionali del paese in cui vive e delle civiltà diverse dalla propria. 3 Cfr. Articolo 26, Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo, Parigi, 10 dicembre 1948; 4 Cfr. Articolo 13, Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, New York, 16 dicembre 1966, entrata in vigore in data 03 gennaio 1976, ratificata dall ordinamento giuridico italiano in data 15 settembre 1978; 5 Cfr. Articolo 28, Convenzione sui diritti dell Infanzia, New York, 20 novembre 1989, ratificata dall Italia con Legge del 27 maggio 1991 n. 176; Convenzione_diritti_infanzia.pdf 6 Cfr. Articolo 29, Convenzione sui diritti dell Infanzia, New York, 20 novembre 1989, ratificata dall Italia con Legge del 27 maggio 1991 n. 176; Convenzione_diritti_infanzia.pdf 5
6 Altro aspetto fondamentale per garantire il diritto all'istruzione è il superamento di ogni forma di discriminazione, così come affermato esplicitamente dalla Convenzione contro la discriminazione nell'istruzione dell'unesco del 1960 che all'art. 3 statuisce: «Al fine di eliminare e prevenire la discriminazione [...], gli Stati aderenti si impegnano [...] di non consentire, in qualsiasi forma di assistenza concessa dalle autorità pubbliche alle istituzioni, eventuali restrizioni o preferenze basate solo sull'appartenenza degli allievi a un particolare gruppo» 7. Questa, e altre norme internazionali, impongono agli Stati parte di riconoscere, tutelare e promuovere il diritto all'istruzione nei confronti dei minori, senza discriminazioni di sorta, incluse l'origine etnica, la nazionalità e la regolarità del soggiorno, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano di fatto l'uguaglianza. Ancora su questo aspetto la Convenzione Internazionale sulla Eliminazione di ogni forma di Discriminazione Razziale all articolo 5 statuisce: «Gli Stati Parte si impegnano a vietare e ad eliminare la discriminazione razziale in tutte le forme ed a garantire a ciascuno il diritto all uguaglianza dinanzi alla legge, senza distinzione di razza, colore della pelle o origine nazionale o etnica, in particolare nell esercizio dei seguenti diritti: [ ] il diritto all'istruzione e alla formazione» 8. Il diritto all'istruzione come diritto primario è ormai consolidato anche a livello europeo. Esso, secondo il Protocollo 1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, non può essere rifiutato a nessun individuo. «Lo Stato, - afferma l'art. 2 protocollo 1 della Convenzione - nell esercizio delle funzioni che assume nel campo dell educazione e dell insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche» 9. Posizione peraltro ribadita a livello dell Unione Europea dall articolo 14, della Carta dei diritti fondamentali dell'unione Europea che definisce il diritto all'istruzione come diritto individuale «all'istruzione e all'accesso alla formazione professionale e continua [...]» 10. Queste, e altre norme comunitarie e internazionali, impongono agli Stati parte di riconoscere, tutelare e promuovere il diritto all'istruzione nei confronti dei minori, senza discriminazioni di sorta, incluse l'origine etnica, la nazionalità e la regolarità del soggiorno, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano di fatto l'uguaglianza Cfr. Articolo 3, Convenzione contro la discriminazione nell istruzione, UNESCO, Parigi, 14 dicembre 1960, ratificata dall Italia in data 06 ottobre 1966; pdf/discri_e.pdf 8 Cfr. Articolo 5, Convenzione internazionale sull eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, New York, 21 dicembre 1965, entrata in vigore in data 04 gennaio 1969, ratificata dall ordinamento giuridico italiano in data 05 gennaio1976; azziale.pdf 9 Cfr. Articolo 2, Protocollo addizionale della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali, Parigi, 20 marzo 1952; 0D3304D1-F A-A6C1-97B316F9753A/0/ITA_CONV.pdf 10 Cfr. Articolo 14, Carta dei Diritti Fondamentali dell Unione Europea, Strasburgo, 12 dicembre 2007 che ha acquisito con l entrata in vigore del Trattato di Lisbona lo stesso valore giuridico dei trattati; la quale si ispira al summenzionato art. 2 del Protocollo addizionale della Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo e delle Libertà Fondamentali, vedi: LexUriServ.do?uri=OJ:C:2007:303:0017:0035:IT:PDF 11 Si citano solo alcune fra le tante dedicate in maniera specifica ai minori appartenenti alle comunità romanì e al diritto all'istruzione: Raccomandazione n. R (2000)4 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sull'educazione dei bambini 6
7 L'Italia, negli ultimi anni, è stata richiamata a più riprese dalle istituzioni europee e internazionali per le gravi violazioni dei diritti della comunità rom e sinta e specificamente per la mancata tutela del diritto all'istruzione nei confronti dei minori appartenenti alla medesima comunità. È quanto afferma anche la Commissione ONU per l'eliminazione della discriminazione razziale che, riguardo al diritto all'istruzione, impone anche allo Stato italiano di vietare ed eliminare «la discriminazione razziale in tutte le forme» e richiede un maggior impegno nel capo dell inclusione sociale e scolastica 12. Per quanto poi concerne la legislazione italiana sul tema del diritto all'istruzione, va innanzitutto ricordata la Costituzione italiana. L'articolo 33 stabilisce: «La Repubblica detta norme generali sull'istruzione» 13 e l'articolo 34 sancisce sia il principio secondo cui «la scuola è aperta a tutti» 14 sia il diritto dei capaci e dei meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti dello studio; lo stesso articolo attribuisce alla Repubblica il compito di rimuovere (come sancito dall art. 3) gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno godimento di questo diritto, anticipando così la stessa Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo. Il Decreto Legislativo 15 aprile 2005 n. 76 sviluppa ulteriormente il dettato costituzionale in materia di diritto all istruzione: all'articolo 1, rubricato Diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, viene chiarito che «la Repubblica promuove l'apprendimento in tutto l'arco della vita e assicura a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze» e sottolinea «la Repubblica assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione»; esso afferma infine in maniera esplicita che «la fruizione dell'offerta di istruzione e di formazione come previsto dal presente decreto costituisce per tutti ivi compresi, ai sensi dell'articolo 38 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, (vedi infra) i minori stranieri presenti nel territorio dello Stato, oltre che un diritto soggettivo, un dovere sociale ai sensi dell'articolo 4, secondo comma, della Costituzione» 15. In tale ambito i riferimenti normativi nazionali che si sono succeduti nell'ultimo ventennio sono numerosi e hanno spesso riguardato l'inserimento degli alunni stranieri nella scuola dell'obbligo. In questo quadro si inseriscono due importanti circolari del MIUR del 1989 e del 1990: la rom/zigani in Europa, adottata il 03 febbraio 2000; Raccomandazione CM/Rec(2009) del Comitato dei Ministri agli Stati membri sull'educazione dei Rom e della Gens du voyage in Europa, adottata il 17 giugno 2009; Raccomandazione generale n. 27 della Convenzione internazionale sull eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale del 16 agosto Cfr. Osservazioni conclusive del Comitato sull'eliminazione della discriminazione razziale, CERD/C/ITA/CO/15 del 16 maggio 2008; UNDOC/GEN/G08/419/12/PDF/G pdf?OpenElement 13 Cfr. Articolo 33, Costituzione della Repubblica Italiana, aggiornata alla Legge Costituzionale 30 maggio 2003 n.1; 14 Cfr. Articolo 34, Costituzione della Repubblica Italiana, aggiornata alla Legge Costituzionale 30 maggio 2003 n.1; 15 Cfr. Articolo 1, Decreto Legislativo 15 aprile 2005 n.76, Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della Legge 28 marzo 2003 n. 53 ; 7
8 circolare ministeriale 08 settembre 1989 n. 301 e la circolare 205 del 22 luglio La prima 16 afferma la tutela del diritto di accesso del minore straniero alla scuola, come condizione primaria per realizzare le giuste condizioni di tutela giuridica e dignità personale e per «il lavoratore immigrato e la sua famiglia», una scuola che abbia come obiettivo educativo una sempre più acuta sensibilità ai significati di una società multiculturale (suggerendo attività didattiche orientate alla valorizzazione delle peculiarità delle diverse etnie). La seconda 17, introduce per la prima volta il concetto di «educazione interculturale», intesa come strumento per il contrasto del razzismo e di ogni forma di intolleranza. Se l'obbligo scolastico per i minori stranieri presenti nel territorio italiano, è stato per così dire consolidato, all'interno del Testo unico sull'immigrazione, emanato con decreto legislativo n. 286 del 25 luglio 1998, estendendo a questi ultimi l'applicazione di tutte le disposizioni vigenti in materia di diritto all'istruzione, di accesso ai servizi educativi e di partecipazione alla vita della comunità scolastica 18, grazie al Decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 31 agosto 1999, il diritto/dovere all'istruzione è garantito a tutti i minori stranieri indipendentemente dalla loro posizione giuridica 19, ossia senza distinzione tra minori regolari o irregolari, come pure tra minori che dispongono o meno del permesso di soggiorno. Si ricorda inoltre la «Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione», emanata con Decreto del Ministero dell'interno del 23 aprile 2007 al capo «Diritti Sociali. Scuola, Istruzione e Formazione», stabilisce che i bambini e i ragazzi hanno il diritto e il dovere di frequentare la scuola dell'obbligo, al fine di inserirsi a parità di diritti nella società e divenirne soggetti attivi. Sempre per la stessa Carta dei valori è essenziale promuovere la conoscenza della cultura e della religione di appartenenza dei ragazzi e delle loro famiglie per un insegnamento adeguato al pluralismo della società; a questo fine la scuola, in una prospettiva interculturale, deve promuovere la conoscenza e l'integrazione tra tutti i ragazzi, il superamento dei pregiudizi, e la crescita comune dei giovani evitando divisioni e discriminazioni Cfr. Circolare ministeriale 8 settembre 1989 n. 301, Inserimento degli stranieri nella scuola dell'obbligo: promozione e coordinamento delle iniziative per l'esercizio del diritto allo studio ; 17 Cfr. Circolare ministeriale 26 luglio 1990 n. 205, La scuola dell'obbligo e gli alunni stranieri. L'educazione interculturale, ove si legge: «l'obiettivo primario dell'educazione interculturale si delinea come promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme. Essa comporta non solo l'accettazione ed il rispetto del diverso, ma anche il riconoscimento della sua identità culturale, nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento...(omissis)...ogni intervento che si colloca su questo piano tende così... a prevenire il formarsi di stereotipi e pregiudizi nei confronti di persone e culture ed a superare ogni forma di visione etnocentrica, realizzando un'azione educativa che sostanzia i diritti umani attraverso la comprensione e la cooperazione fra i popoli nella comune aspirazione allo sviluppo e alla pace»; 18 Cfr. Articolo 38 «Istruzione degli stranieri. Educazione Interculturale», Decreto Legislativo 25 luglio 1998 n. 286 Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero ; 19 Cfr. Articolo 45 «Iscrizione scolastica», Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.394, Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ; 20 Cfr. Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione, Decreto del Ministero dell'interno del 23 aprile 2007; cittadinanza/ della Pubblica 8
9 Infine, va ricordato il più recente documento organico del Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca che affronta le problematiche legate all'inserimento dei bambini stranieri nelle scuole italiane che viene pubblicato nell'ottobre 2007 e ha per titolo «La vita italiana per la scuola interculturale e l'integrazione degli alunni stranieri» 21. Nel documento si sottolineano due dimensioni irrinunciabili e speculari: l'intercultura, che coinvolge tutti gli alunni e tutte le discipline e che attraversa i saperi e gli stili di apprendimento, e l'integrazione che rappresenta l'insieme delle misure e delle azioni specifiche per l'accoglienza e gli apprendimenti linguistici, in particolare per alunni di nuova immigrazione. Istruzione, _2007_06_15_decreto_carta_valori.html 21 Cfr. La via italiana per la scuola interculturale e l integrazione degli alunni stranieri, Ministero della Pubblica Istruzione, 2007; pubblicazione_intercultura.pdf 9
10 2. LA SCOLARIZZAZIONE DEI MINORI ROM A ROMA I primi tentativi di scolarizzazione dei minori rom a Roma si registrano nell anno scolastico con l istituzione di due classi differenziate per 33 alunni rom nelle scuole Giovanni Cagliero e Damiano Chiesa. Si tratta di figli di rom abruzzesi baraccati al Mandrione 22. Nel 1965 il Ministero della Pubblica Istruzione e l Opera Nomadi stipulano una convenzione con la quale si istituiscono a Roma 5 classi speciali statali. Due di esse funzionano presso la scuola Giovanni Cagliero (per i rom abruzzesi e in locali separati), mentre 3 classi si spostano con lo spostarsi degli accampamenti. Così si trovano a funzionare nella scuola Belli al Borghetto Prenestino dove sono baraccate numerose famiglie Lovara, alla scuola M. L. King a san Basilio (sinti e rom sloveni), alla scuola Filzi (rom Rudari e Khorakhanè) 23. Queste scuole speciali, cui fu dato il nome di Lacio Drom (Buon Viaggio) sono a tutti gli effetti scuole statali e i maestri dipendono dalle autorità scolastiche competenti per territorio. Nel 1971, in seguito a sperimentazioni e a ricerche fatte, la convenzione viene modificata: le scuole speciali Lacio Drom devono essere considerate una tappa di preparazione all inserimento degli scolari rom nelle classi comuni 24. Nel 1974 ancora una modifica: i minori rom devono frequentare in generale le classi comuni; per aiutarli sono previsti maestri di sostegno. Le classi Lacio Drom restano solo per i ragazzi che frequentano troppo irregolarmente a causa della vita nomade oppure presentano un grave ritardo scolastico 25. Dal 1982 vengono definitivamente soppresse le classi speciali per alunni rom pur riconoscendo - nel caso gli alunni avessero difficoltà nell'apprendimento per l'appartenenza a una cultura diversa o per il problema del bilinguismo - un insegnante di sostegno 26. Negli anni successivi alcuni direttori didattici ricostituiscono di fatto le classi speciali riunendo tutti gli alunni rom, soprattutto se non molto numerosi, in una sola classe affidata a un maestro di sostegno. Nel contempo si intensifica l azione di volontari appartenenti a diverse organizzazioni per promuovere l iscrizione scolastica dei bambini rom. A tale iscrizione corrisponde però una frequenza saltuaria e parziale, sia per le continue espulsioni, sia perché i bambini devono spesso concorrere all economia familiare. 22 Cfr. Lacio Drom, 1986, n. 5, p Cfr. Lacio Drom, 1986, n. 5, p Cfr. Lacio Drom, 1979, n. 3, p Cfr. Lacio Drom, 1979, n. 3, p Cfr. Romano Lil, La scolarizzazione dei bambini Rom/Sinti, Roma, 2007; 10
11 Nel risultano iscritti a Roma 220 bambini rom alla scuola elementare e 18 alla scuola media 27. Nel 1986 viene disdetta la convenzione tra Ministero della Pubblica Istruzione e Opera Nomadi con la circolare 207 del Tale disdetta comporta la rinuncia a ogni delega e l assunzione in pieno da parte della scuola della responsabilità di offrire un servizio adeguato nel «massimo rispetto dell identità culturale dei soggetti interessati e il dovere di predisporre, per quanto possibile, un organizzazione proficua, soddisfacente e rispondente ai reali bisogni degli stessi» 29. Nel 1989 e nel 1990 il Ministero della Pubblica Istruzione emana due importanti circolari 30 riguardanti il diritto all istruzione dei figli degli immigrati, quindi anche dei rom giunti dall Europa Orientale: la scuola li deve accogliere anche se i genitori sono privi di permesso di soggiorno e realizzare iniziative per un educazione interculturale 31. I primi progetti di scolarizzazione del Comune di Roma iniziano nel 1991 con una fase sperimentale a cui contribuisce anche la Regione Lazio. Il primo bando comunale che istituisce il progetto di scolarizzazione viene emanato dall Ufficio speciale immigrazione e nomadi del Comune di Roma e viene vinto da due associazioni operanti nel terzo settore: Opera Nomadi e Arci. Dal 1993 gli interventi a favore dei minori rom finalizzati alla scolarizzazione sono stabiliti con Deliberazioni della Giunta comunale e finanziati in parte con i fondi trasferiti dalla Regione Lazio per il Diritto allo Studio, Legge n. 29/ Gli interventi avviati proseguono con alcune proroghe fino al Questi primi progetti istituzionali prevedono la scolarizzazione e l'attività denominata extrascuola con l'idea di impegnare i bambini rom in attività ludico-ricreative propedeutiche alla scolarizzazione nella scuola pubblica 33. Nel triennio la scolarizzazione dei minori rom viene nuovamente affidata dal Campidoglio, dopo bando pubblico, a due enti gestori: Arci solidarietà e Opera Nomadi. Il lavoro di scolarizzazione diventa di competenza del Dipartimento XI del Comune di Roma. Nell anno scolastico i bambini rom iscritti nella scuola pubblica sono Cfr. Lacio Drom, 1986, n. 5, p Cfr. Circolare Ministeriale del 16 luglio 1986, n.207, Scolarizzazione degli alunni zingari e nomadi nella scuola materna, elementare e secondaria di primo grado ; olarizzazione-nomadi.pdf 29 Cfr. Lacio Drom, 1989, n. 6, p Cfr. Circolare ministeriale 8 settembre 1989 n. 301, Inserimento degli stranieri nella scuola dell'obbligo: promozione e coordinamento delle iniziative per l'esercizio del diritto allo studio ; e Circolare ministeriale 26 luglio 1990 n. 205, La scuola dell'obbligo e gli alunni stranieri. L'educazione interculturale ; 31 Cfr. Romano Lil, La scolarizzazione dei bambini Rom/Sinti, Roma, 2007; 32 Comune di Roma Dipartimento XI, Obiettivi del progetto di scolarizzazione dei ragazzi rom, Roma 2005; 33 Intervista a un rappresentante di una associazione del terzo settore che interviene nei progetti di scolarizzazione in alcuni insediamenti abitati da rom a Roma, Roma, 1 agosto
12 con un aumento progressivo e nell anno i minori iscritti sono A partire dal 1999 gli interventi vengono pianificati all interno di un Progetto di scolarizzazione della durata di tre anni per migliorare la frequenza scolastica dei minori rom. Nel giugno 1999 il Comune di Roma indice licitazione privata per l affidamento del servizio di scolarizzazione dei minori e adolescenti rom per il triennio scolastico Le risorse destinate all intervento mobilitano, complessivamente, oltre 5 miliardi di lire in 3 anni. Vengono ammesse Arci e Comunità di Capodarco. L'associazione Opera Nomadi viene esclusa dal bando in sede di verifica dei documenti ma, essendo la gara a ridosso dell'anno scolastico, le viene affidato tramite trattativa privata l'insediamento di Casilino per un importo di circa 1 miliardo di lire per il triennio 35. Nell anno scolastico risultano iscritti nelle scuole del Comune di Roma minori rom con il coinvolgimento di 282 scuole. Le associazioni coinvolte sono Arci solidarietà e Comunità di Capodarco che dispongono di 145 operatori circa. Il trasporto scolastico viene affidato alla società Trambus ed effettuato con 36 pulmini 36. Per il triennio scolastico viene indetta un asta pubblica per la realizzazione del Progetto di scolarizzazione dei minori rom. L importo di circa 6 milioni di euro viene suddiviso in 9 lotti comprensivi dei diversi insediamenti presenti nella capitale 37. Nell anno scolastico le associazioni coinvolte nei progetti di scolarizzazione sono: Arci solidarietà, Comunità di Capodarco e Casa dei Diritti Sociali. Sono coinvolti più di 150 operatori che lavorano in 33 insediamenti e con 270 scuole. Il costo per l uso dei pulmini Trambus raggiunge la cifra di euro mentre per il triennio il costo per il progetto di scolarizzazione è di euro l anno. I bambini iscritti sono mentre nell'anno successivo le iscrizioni salgono a unità 38. Nel 2008, dopo la vittoria alle elezioni comunali di Roma delle formazioni politiche di centro-destra, la nuova amministrazione ritiene opportuno revocare il precedente bando triennale per farlo diventare annuale. Vengono intensificati gli sgomberi degli insediamenti informali e si segnalano due criticità: un bando annuale è troppo breve per prevedere azioni continuate nel tempo e la collocazione dei minori in continua evoluzione 39. Si decide pertanto di dividere il servizio in due filoni: per i 7 «villaggi attrezzati» viene stabilito un bando biennale con scadenza 30 agosto 2011; per i 7 insediamenti non attrezzati viene disposto un bando annuale con scadenza 31 dicembre 34 Cfr. CESV Centro servizi per il volontariato, Scheda progetto per l'impiego di volontari in servizio civile in Italia, Roma, 2007; 35 Intervista a un rappresentante di una associazione del terzo settore che interviene nei progetti di scolarizzazione in alcuni insediamenti abitati da rom a Roma, Roma, 1 agosto Comune di Roma, Dipartimento XI, Obiettivi del progetto di scolarizzazione dei ragazzi rom, Roma 2005; organizzazione_ pdf 37 Comune di Roma, Informascuola, newsletter dell'assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche n. 4, Roma, 21 luglio 2005; /Informascuola_4.pdf 38 Comune di Roma, Informascuola, newsletter dell'assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche n. 27, Roma, 18 settembre 2007; 18_settembre_07.pdf 39 Intervista a un rappresentante dell'ufficio Scolarizzazione Alunni Rom di Roma Capitale, Roma, 21 gennaio
13 Per il biennio il Comune di Roma presenta il capitolato Affidamento per la realizzazione di un progetto di scolarizzazione per minori appartenenti alle comunità rom dei 7 villaggi attrezzati per un importo di euro 41. Nella primavera 2011 sono state aperte le buste del nuovo bando per i «villaggi non attrezzati» ma al momento della chiusura della presente ricerca la commissione non ha ancora assegnato le nuove convenzioni. In quest'ultima gara, dopo l'apertura delle buste, sono rimasti in lizza Arci solidarietà, cooperativa sociale Ermes e Casa dei Diritti Sociali 42. Negli ultimi anni sono stati esclusi dai bandi, in fase di procedura preliminare, l'associazione Romà Onlus (2 volte) e l'associazione Modavi (3 volte). Quest'ultima è stata fondata da Gianni Alemanno 43. Da febbraio 2011 a dicembre 2012, l'associazione Modavi, avvalendosi della collaborazione di Romà Onlus, sarà presente in 6 scuole di Roma, di ogni ordine e grado, con operatori specializzati che interverranno per evitare che i ragazzi abbandonino la scuola. Tra gli alunni coinvolti saranno presenti anche ragazzi rom Intervista a un rappresentante dell'ufficio Scolarizzazione Alunni Rom di Roma Capitale, Roma, 21 gennaio Comune di Roma, Affidamento per la realizzazione di un progetto di scolarizzazione per minori appartenenti alle comunità rom dei 7 villaggi attrezzati, Roma 2009; 42 Intervista a un rappresentante di una associazione del terzo settore che interviene nei progetti di scolarizzazione in alcuni insediamenti abitati da rom a Roma, Roma, 1 agosto Cfr. Alemanno.it, Il sito ufficiale di Gianni Alemanno, Biografia; 44 Cfr. Associazione Modavi, Andare a scuola oggi per stare meglio domani, 7 luglio 2011; 13
14 3. I MINORI ROM E LA SCUOLA ROMANA (anno scolastico ) 45 Per l'anno scolastico il Progetto di scolarizzazione dei bambini e adolescenti rom del Comune di Roma ha interessato 16 insediamenti, ubicati in 11 municipi. Il servizio di scolarizzazione dei minori appartenenti alle comunità rom presenti nei 7 «villaggi attrezzati» (Cesarina, Camping River, Salone, Gordiani, Candoni, Castel Romano, Lombroso) è stato disciplinato da un capitolato speciale di appalto, emanato dal Dipartimento XI - Uffici Scolarizzazione Rom - del Comune di Roma. L'appalto è stato diviso in 7 lotti con una spesa pari a ,00 euro (biennio ) e ha interessato minori. Il servizio ha riguardato anche i 542 minori presenti in 8 insediamenti non attrezzati (Barbuta, Salviati 1, Salviati 2, Foro Italico, Martora, Tor de Cenci, Tor di Quinto e Monachina) e i 41 minori presenti nel Centro di prima Accoglienza di via Amarilli. In questo caso l'appalto ha riguardato 8 lotti con una spesa pari a ,00 euro (anno 2011). In totale i minori rom iscritti nelle scuole statali ( ) sono stati 1.788, di cui (67,39%) residenti nei «villaggi attrezzati», 542 (30,31%) residenti negli insediamenti non attrezzati e 41 (2,29%) residenti nel centro di via Amarilli. Nella scolarizzazione dei minori rom sono stati coinvolti 4 organismi gestori: Arci solidarietà (5 insediamenti e 796 minori), Eureka 1 (1 insediamento e 73 minori), cooperativa sociale Ermes (4 insediamenti e 504 minori), Casa dei Diritti Sociali - Focus (6 insediamenti e 415 minori). Il trasporto pubblico è stato affidato alla società ATAC s.p.a. ed è stato effettuato con 33 linee dedicate al servizio. All'inizio dell'anno scolastico risultavano iscritti i seguenti minori rom per tipologia di scuola: scuola di infanzia: 309 iscritti (17,28%), scuola primaria: 960 iscritti (53,69%), scuola secondaria 1 grado: 435 iscritti (24,33%), scuola secondaria di 2 grado e Centri di Formazione Professionale: 84 (4,70%). 45 Le informazioni contenute in questo capitolo sono state elaborate sui dati del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici Ufficio Scolarizzazione Alunni Rom, e si riferiscono al Progetto Scolarizzazione Bambini e Adolescenti Rom Anno Scolastico ; in archivio Associazione 21 luglio. 14
15 4. IL «VILLAGGIO ATTREZZATO» DI VIA DI SALONE Durante l anno scolastico risultavano iscritti alla scuola pubblica 324 minori residenti nel «villaggio attrezzato» di via di Salone. Nel progetto di scolarizzazione sono state coinvolte 47 scuole pubbliche. Per i minori dell'insediamento sono attivate 7 linee di trasporto scolastico gestite da ATAC s.p.a. attraverso ditte appaltatrici 46. Secondo il bando pubblico l'ente gestore del servizio risulta essere la cooperativa sociale Ermes, nata nel 2006 da un ramo delle attività svolte fino a quel momento dalla Comunità di Capodarco di Roma. Il servizio della cooperativa, su mandato del Dipartimento XI del Comune di Roma - dovrebbe essere svolto da mediatori interculturali, docenti in italiano L2, educatori e operatori sociali che dovrebbero curare: - l accompagnamento e il trasporto scolastico dei minori rom; - gli aspetti sanitari e legali dei minori presi in carico e delle loro famiglie; - la mediazione con le famiglie; - la mediazione con gli istituti scolastici; - azioni di sostegno scolastico all'interno delle scuole tramite insegnanti di italiano L2 e laboratori interculturali realizzati da educatori; - azioni di responsabilizzazione dei genitori per svolgere in autonomia le incombenze relative alla scolarizzazione dei propri figli; - la creazione e il buon funzionamento della rete territoriale, al fine di favorire l'integrazione delle famiglie 47. Durante un'intervista raccolta dall Associazione 21 luglio un rappresentante dell'ente che gestisce il progetto di scolarizzazione ha lamentato il troppo tempo dedicato all accompagnamento e al trasporto scolastico che distoglie risorse dalle attività educative. «Questo - sostiene l'intervistato - secondo me ha a che fare con l'atteggiamento delle amministrazioni comunali. Se si decide che le associazioni che vogliono svolgere questo servizio devono occuparsi anche del trasporto, che è l'attività che prende più tempo di tutte, tu amministrazione stai decidendo scientemente, tu che fai il bando, che quello che interessa è solo portare i bambini a scuola. Poi, come ci vadano o cosa imparino, più di tanto non interessa» 48. In riferimento ai 324 minori residenti nel «villaggio attrezzato» di via di Salone, per il servizio di trasporto (ATAC s.p.a.) e per la gestione (cooperativa sociale Ermes) il Comune di Roma ha erogato, nell'anno scolastico la somma di circa euro, pari a circa euro per ogni minore Servizi Educativi e Scolastici Ufficio Scolarizzazione Alunni Rom, Progetto Scolarizzazione Bambini e Adolescenti Rom Anno Scolastico ; in archivio Associazione 21 luglio. 47 Cooperativa sociale Ermes, lettera all'antenna Territoriale Anti-discriminazione, che ha per oggetto: Servizio Scolarizzazione dei minori rom residenti nell'insediamento di via di Salone, 31 maggio 2011; in archivio Associazione 21 luglio. 48 Intervista al rappresentante dell associazione che cura il progetto istituzionale di scolarizzazione all interno del «villaggio attrezzato» di via di Salone, Roma, 19 luglio Intervista a un rappresentante dell'ufficio Scolarizzazione Alunni Rom di Roma Capitale, Roma, 21 gennaio
16 5. LA LINEA In prossimità del «villaggio attrezzato» di via di Salone non è presente alcuna linea di trasporto pubblico che colleghi l'insediamento ai quartieri circostanti così da rendere possibile alle famiglie l accompagnamento autonomo dei minori presso le scuole del territorio. Una delle 7 linee di trasporto scolastico che giornalmente si occupano di accompagnare i 324 minori rom nei rispettivi plessi scolastici è la linea 40 che serve le scuole situate nei municipi VI e VII e frequentate dai minori trasferiti nel febbraio 2010 nell'insediamento di via di Salone dopo lo sgombero del campo, una volta considerato «tollerato», Casilino 900. In seguito allo sgombero il Comune di Roma decise di garantire la continuità educativa degli alunni rom del Casilino 900 evitando così il loro trasferimento verso istituti scolastici nel territorio del Municipio VIII presso il quale è ubicato il «villaggio attrezzato» di via di Salone. Giornalmente la linea 40 dovrebbe giungere a via di Salone alle ore 7.30 per ripartire alle ore 7.40 accompagnando 55 minori presso 10 plessi scolastici dei 2 municipi. A ogni fermata i 3 operatori della cooperativa sociale Ermes, presenti sulla linea, dovrebbero provvedere all'accompagnamento o alla ripresa dei minori recandosi all'interno dei diversi plessi e, laddove necessario, dovrebbero interloquire con i diversi insegnanti circa le problematiche inerenti i minori rom. Nel suo tragitto la linea 40 accompagna i bambini rom nelle scuole Pirotta, San Benedetto, Catullo, Pezzani, Cecconi, Ferraironi, Balzani, Salici, e Fedro. Le distanze variano dai 13 km impiegati per raggiungere la scuola Pirotta, ai 16 km necessari per la scuola San Benedetto. I tempi di percorrenza vanno da 30 a 60 minuti. La conseguenza è che la maggior parte dei bambini trasportati con il mezzo della linea 40 giunge ogni giorno a scuola con un ritardo anche di 60 minuti. «Allo stesso modo all'uscita - scrive l'ente affidatario nella lettera inviata all'antenna Territoriale Anti-discriminazione - è necessario prendere in anticipo alcuni bambini perché viceversa quelli delle altre scuole uscirebbero oltre l'orario consentito e questo verrebbe segnalato dalle scuole come abbandono». A più riprese l'ente affidatario ha segnalato al Comune di Roma «l'intempestività dello sgombero [del Casilino 900] e soprattutto il peggioramento delle condizioni di vivibilità determinato dall'inevitabile sovraffollamento del campo di via di Salone attraverso le relazioni e interviste alla stampa». 50 Le informazioni contenute in questo capitolo sono ricavate dall'osservazione diretta svolta dai ricercatori dell'associazione 21 luglio e dalla lettera inviata dalla Cooperativa sociale Ermes all'antenna Territoriale Antidiscriminazione il 31 maggio 2011 e che ha per oggetto: Servizio Scolarizzazione dei minori rom residenti nell'insediamento di via di Salone; in archivio Associazione 21 luglio 16
17 6. IL BAMBINO ROM IN CLASSE 6.1 Dal Casilino 900 a via di Salone Lo sgombero forzato del campo Casilino 900 ha comportato gravi disagi alla vita e all equilibrio psicologico di centinaia di persone. La situazione più fragile e delicata è stata quella dei bambini che abitavano il campo informale e che dopo mesi di incertezza e minacce di sgombero, sono stati trasferiti in modo brusco e improvviso in un altro spazio abitativo 51. Secondo quanto riferito dagli insegnanti e dai genitori dei bambini rom intervistati, tutto questo ha provocato disagi emotivi con stati di ansia e angoscia. Come ha riportato un'insegnante: «Spesso [gli alunni rom] dicevano: 'Non sappiamo se domani veniamo a scuola, forse domani andiamo via'. Ciò genera una situazione di incertezza che loro subiscono e una mancanza di prospettiva. È come se loro si trovassero dentro un buco nero. Questo lo vivono con angoscia» 52. L'allontanamento dal campo non ha, inoltre, più permesso ai genitori di accompagnare personalmente i figli a scuola interrompendo così i rapporti, costruiti negli anni, con gli insegnanti e con i genitori degli altri alunni. «Quando stavamo al Casilino 900, tutti i rom portavano i loro figli a scuola, come tutti i cittadini romani. I rom portavano i figli da soli, come deve essere, senza pulmini. Secondo me questi pulmini speculano sui rom. Al Casilino 900 venivano questi pulmini e andavano vuoti: ci entravano sì e no 10 ragazzini. [Gli operatori] scrivevano sui loro rapporti che portavano i ragazzini; se invece vai dalle maestre ti diranno che non è assolutamente vero, perché noi portavamo i nostri figli [a scuola]» 53. «Prima [al Casilino] quando accompagnavo io la bambina, loro [le maestre] erano contente, mi facevano salire su per parlare con me, per vedere la situazione e come si sta al campo, se le ragazzine stavano bene e se ci serviva qualcosa. Prima dello sgombero del campo c'era un incontro migliore con le maestre. Adesso mi dispiace perché non posso accompagnare più mia figlia a scuola» 54. «Al Casilino la portavo io a scuola mia nipote. La lasciavo e poi andavo per secchi a cercare. Adesso qui [al campo di via di Salone] non sappiamo dove andare. Io vedevo anche le maestre. Adesso l'accompagnano e io non so cosa succede, le maestre non mi dicono niente» Cfr. Associazione 21 luglio, Report Casilino 900, Roma, febbraio 2011; 52 Intervista a un insegnante della scuola primaria Salici, Roma, 8 febbraio Intervista a G. S., uomo rom con genitori montenegrini, apolide di fatto, 32 anni, Roma, campo Salone, 10 febbraio Intervista a T. S., donna rom montenegrina, 28 anni, Roma, campo Salone, 10 febbraio Intervista a S. S., donna rom montenegrina, 58 anni, Roma, campo Salone, 16 luglio
18 «Mio figlio sta bene a scuola, lui fa le elementari alla Cecconi. È fantastica come scuola e i maestri sono delle meraviglie. Il preside è fantastico e prima [dello sgombero del campo Casilino 900] io andavo sempre alle riunioni dei genitori, ma da quando sono stata trasferita a Salone non ci posso andare. Però il bambino mi racconta tutto: quando gioca con il computer, quando ha i compiti, cosa ha mangiato, quando gioca» 56. «Le maestre ci hanno chiesto come stiamo [al campo di via di Salone] e io ho detto che non stiamo bene, stiamo tutti ammucchiati, ci stanno le fogne che puzzano, che i bambini sono stati tutta l estate male con la diarrea e con il vomito, e non stiamo bene. Mi hanno detto: 'Stavate, meglio là al Casilino o qua?', e ho detto: 'Stavamo meglio al Casilino'. Pure se avevamo le baracche, ma non avevamo i topi dentro, né gli scarafaggi, né le zanzare. Adesso in questo campo, adesso li abbiamo. Prima avevo la baracca, fatta di legno e non c erano topi. Adesso c'è un topo nel container, bello grande!» 57. «Io quando stavo al Casilino andavo da sola a scuola. Prendevo l'autobus che fermava proprio davanti a scuola e facevo tutte le ore, dalla prima all'ultima. Quando c'è stato lo sgombero io avevo paura ad andare a scuola perché ogni giorno dicevano che sgomberavano, e io avevo paura di andare a scuola perché potevano portare via il campo. Io avevo più amici lì, ora ci hanno tutti divisi, la mia migliore amica è nel centro di via Amarilli» 58. «Hanno vissuto tutto lo sgombero con angoscia perché non sapevano dove li avrebbero mandati» 59. «Vengono da Casilino 900, l anno scorso li hanno sgomberati e in questo periodo hanno vissuto una situazione difficile. [ ] C era una bambina che ogni giorno diceva, preoccupata: 'Domani ci buttano fuori'; per tre mesi ha vissuto con questa angoscia [ ]. Prima i genitori, abitando a Casilino 900 potevano raggiungere la scuola a piedi e io avevo ogni giorno la possibilità di scambiare con loro due parole. Perché qui si tratta di mamme che ci tengono alla frequenza e alla scuola. Dal momento che li hanno spostati non le vedo più. [Gli alunni rom] arrivano a scuola distrutti, spesso si addormentano. Il ritmo biologico gli è stato cambiato. Adesso stanno vivendo un momento particolare perché le promesse che erano state fatte non sono state assolutamente mantenute. [ ] Una cosa che voglio dire è che durante tutto il periodo dello sgombero ho notato una cosa che prima non si era mai verificata: i bambini puzzavano. La loro è una situazione molto brutta, vivono in una situazione di incertezza permanente. Spesso dicevano: 'Non sappiamo se domani veniamo a scuola, forse domani andiamo via'. Ciò genera una situazione di incertezza che loro subiscono e di una mancanza di prospettiva. È come se loro si trovassero dentro un buco nero. Questo lo vivono con angoscia» 60. A seguito dello sgombero appare evidente la violenza dell'interruzione delle interazioni sociali che il campo consentiva alle persone che lo abitavano: le relazioni sociali interne 56 Intervista a M. D., donna rom italiana, 27 anni, Roma, campo Salone, 8 marzo Intervista a R. S., donna rom montenegrina, 23 anni, Roma, campo Salone, 2 marzo Intervista a P. S., bambina rom con genitori montenegrini, 13 anni, Roma, campo Salone, 10 febbraio Intervista a un insegnante della scuola secondaria di primo grado S. Benedetto\Catullo, Roma, 15 febbraio Intervista a un insegnante della scuola elementare Salici, Roma, 8 febbraio
19 all'insediamento e quelle esterne, a scuola e nel quartiere. «Quando hanno sgomberato il Casilino, i bambini non sono andati a scuola per quasi due mesi. [ ] Era meglio al Casilino perché i bambini andavano tutti insieme [a scuola], erano amici. Adesso non si vedono mai, siamo distanti perché siamo andati tutti da qualche altra parte. Ci hanno divisi dappertutto, ci hanno messo nelle foreste, ci hanno messo in un centro di accoglienza. Questo non è un campo, è un centro di accoglienza, perché siamo chiusi qui e i bambini non si integrano con gli altri bambini. Mi dispiace perché noi vogliamo che i bambini si integrino con gli altri bambini. Non solo con i rom, perché al Casilino i nostri figli avevano gli amici italiani che venivano a casa nostra. Da quando siamo qui sono venuti solo una volta o due, ma poi non sono più venuti perché hanno paura. Perché è un centro di accoglienza, non un campo. Forse non vengono perché devono mostrare un documento all'entrata, forse perché bisogna chiedere alla vigilanza o perché è troppo lontano. I nostri figli hanno interrotto il rapporto con gli italiani. Possono solo vedere gli italiani quando vanno a scuola. Qua vedono solo i guardiani. Qui noi siamo come dei cani, perché ci allontanano dalle persone. I cani stanno dentro un canile e a noi ci hanno chiuso dentro un recinto. Questo si chiama canile» 61. «Durante lo sgombero del Casilino mio figlio ha avuto problemi, andava malissimo e per un periodo non è andato a scuola, aveva paura dello sgombero. Metti caso che ci mandavano via mentre lui era a scuola? Io avevo l'angoscia per mio figlio, è durato quasi un mese. [ ] Io ho sempre accompagnato mio figlio, da un anno non posso più. Lo portavo alle 8.00 e usciva alle con gli altri bambini e parlavo con le mamme e mi ero integrata con le mamme. Adesso invece non siamo integrati, né io né lui. Lui va a scuola, ritorna e se ne va con i bambini rom isolati qui. Io se avessi la macchina lo accompagnerei io» 62. «Lo spostamento dal campo Casilino i bambini l hanno vissuto con uno stress tremendo. È stato un disastro, è stato tremendo per i bambini. Sono stati deportati con la forza. Hanno vissuto con violenza i controlli che facevano al campo prima dello sgombero, anche quando hanno staccato luce e acqua» 63. «Ho due bambini [rom] in classe: un maschio e una femmina. Il primo vive nel campo, la seconda in casa. Il maschio ha un grosso problema a relazionarsi con i coetanei. All inizio dell anno lo vedevo triste e ho sondato e lui mi ha detto che il motivo della sua tristezza era stato il passaggio dai due campi perché aveva perso gli amici. Diceva di trovarsi fuori contesto sia a casa che a scuola. Non concede lo sguardo, se lo si guarda lui gira lo sguardo verso la finestra» 64. «Quando il campo veniva sgomberato c'è stata una difficoltà che si è amplificata perché c'era proprio, come dire, oltre la complessità immaginabile di quella situazione, anche l'assenza di riferimenti dal punto di vista sociale, con cui poter come scuola rendere 61 Intervista a F. H., uomo rom con genitori montenegrini, apolide di fatto, 38 anni, Roma, campo Salone, 8 marzo Intervista a M. D., donna rom italiana, 27 anni, Roma, campo Salone, 8 marzo Intervista a un insegnante della scuola primaria Marconi, Roma, 31 gennaio Intervista a un insegnante della scuola secondaria di primo grado S. Benedetto\Catullo, Roma, 8 febbraio
20 quanto meno più morbido quel momento» 65. «Lo sgombero è avvenuto in tempi lunghi, nel senso che più di una volta ci accorgevamo che succedeva qualcosa al campo perché sembrava lo scoppio di una guerra con gli elicotteri che giravano, si sentivano, si vedevano; c'era nell'aria qualcosa di veramente militare. La scuola ha vissuto lo sgombero in maniera negativa perché eravamo consapevoli che comunque dietro lo spostamento di un campo non sarebbero cambiati i problemi» Ritardi nell entrata in classe e uscita anticipata I genitori dei bambini e i loro insegnanti hanno segnalato i problemi organizzativi relativi al quotidiano trasferimento degli alunni dal «villaggio attrezzato» alle scuole attraverso il servizio di scuolabus della linea 40 che dovrebbe garantire il diritto alla frequenza scolastica. I ritardi riportati hanno invece provocato molti disagi ai bambini e hanno compromesso l integrazione nel contesto scolastico e la possibilità di conseguire un buon profitto in tutte le discipline. I bambini rom giungono nelle rispettive scuole con un considerevole ritardo rispetto al normale orario di ingresso degli altri alunni e devono abbandonare le lezioni prima del previsto per essere accompagnati al campo dal servizio di trasporto scolastico. Questo impedisce ai bambini rom di poter frequentare le lezioni che si svolgono normalmente alla prima e all ultima ora del programma settimanale, creando difficoltà nella comprensione di alcuni contenuti disciplinari e nello studio degli stessi e inoltre ostacola la socializzazione che avviene con gli altri alunni davanti la scuola prima e dopo l orario scolastico. «Adesso i pulmini portano [gli alunni rom] a scuola e li riportano. Ma fanno tardissimo. Non è immaginabile che un ragazzino arriva sul banco di scuola alle Il pulmino parte dal campo alle 7.00 e arriva a scuola alle 9.30, 10.00» 67. «I miei bambini mi dicono che stanno bene a scuola, che le maestre si comportano bene, che sono contenti perché vanno alla scuola dove andavano prima [dello sgombero del campo Casilino 900]. Però mi dispiace che arrivano tardi a scuola perché il pulmino parte da qui alle 7.20, 7.30, ma arriva a scuola alle E quando prende [i bambini] dalla scuola li prende alle 15.30; escono prima per arrivare al campo alle Sono sempre stanchi i bambini e quando arrivano a casa gli viene la nausea e qualche volta da vomitare. Tante volte la bambina dorme dentro il pulmino perché parte dal campo alle 7.30» 68. «Mia figlia arriva a scuola verso le ed esce alle 15.30, 15.40, prima degli altri 65 Intervista al coordinatore delle attività interculturali della scuola secondaria di primo grado S. Benedetto, Roma, 19 luglio Intervista al dirigente scolastico della scuola secondaria di primo grado S. Benedetto, Roma, 8 febbraio Intervista a G. S., uomo rom con genitori montenegrini, apolide di fatto, 32 anni, Roma, campo Salone, 10 febbraio Intervista a D. H., donna rom montenegrina, 35 anni, Roma, campo Salone, 8 marzo
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References: articolo 13
 articolo 28
 articolo 29
 Articolo 26
 Articolo 13
 Articolo 28
 Articolo 29
 articolo 5
 articolo 14
 Articolo 3
 Articolo 5
 Articolo 2
 Articolo 14
 art. 2
 art. 3
 Articolo 33
 Articolo 34
 Articolo 1
 Articolo 38
 Articolo 45