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Timestamp: 2020-05-26 18:03:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23456 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23456 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/10/2017, (ud. 14/09/2017, dep.06/10/2017), n. 23456
sul ricorso 16819-2016 proposto da:
G.A., elettivamente domiciliato in ROMA VIA FOLIGNO 10
presso lo Studio Legale dell’avvocato ERRANTE MASSIMO PRESSO
GOFFREDO GARRAFFA;
avverso la sentenza n. 2322/35/2015 della CONIMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di PALERMO, depositata il 05/06/2015;
Con sentenza in data 28 aprile 2015 la Commissione tributaria regionale della Sicilia accoglieva l’appello proposto da G.A. avverso la sentenza n. 103/12/10 della Commissione tributaria provinciale di Palermo che ne aveva rigettato il ricorso contro l’avviso di accertamento IRAP, IRPEF, IVA 2003. La CTR osservava in particolare che l’atto impositivo impugnato era esclusivamente basato sullo scostamento dallo studio di settore ed in quanto tale, di per sè illegittimo, ma comunque rilevava altresì l’inadeguatezza della metodologia accertativa utilizzata dall’Ente impositore con specifico riguardo alla valutazione dei beni strumentali ed al riferimento ai lavoratori dipendenti, trattandosi invece di collaboratori familiari (figli del contribuente).
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – l’agenzia fiscale ricorrente lamenta la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32,D.L. n. 331 del 1993, art. 62 sexies poichè la CTR ha affermato l’inadeguatezza del metodo accertativo impiegato in concreto, erroneamente sussumendo la fattispecie concreta in quella normativa astratta del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), in luogo di quella di cui al comma 2, lett. d), della disposizione legislativa medesima.
Va premesso in fatto che emerge con evidenza sia dal ricorso che dal controricorso nonchè dalla stessa sentenza impugnata, e deve perciò considerarsi pacifico, che nel caso di specie il contribuente abbia omesso la presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte dirette e dell’IVA e non abbia nemmeno istituito le scritture contabili obbligatorie; che quindi si tratti di un c.d. “evasore totale”.
-“In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di Omessa dichiarazione, il potere – dovere di accertamento d’ufficio è disciplinato dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41 in termini tali per cui, sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza e con facoltà di ricorso a presunzioni anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, “l’ufficio determina il reddito complessivo del contribuente, e in quanto possibile i singoli redditi delle persone fisiche soggetti all’imposta locale sui redditi” (art. cit. comma secondo). Da ciò deriva che l’accertamento, per definizione di tipo induttivo, potrà essere, a seconda delle scelte dell’ufficio impositore – e con riferimento ai dati utilizzabili -, analitico o sintetico, giacchè l’esistenza del potere di accertamento non è condizionata dal metodo che verrà adottato, dovendosi rilevare che quel potere sussiste in astratto in modo indipendente dal come, di fatto, verrà esercitato, a seconda delle particolarità del caso concreto” (Sez. 5, Sentenza n. 10157 del 12/07/2002, Rv. 555687 – 01);
La CFR, falsamente applicando il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), ha dunque conseguentemente statuito in evidente contrasto con tutti i principi di diritto derivanti dai citati arresti giurisprudenziali, con valutazioni per nulla pertinenti alla fattispecie devoluta al suo giudizio meritale.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 32
 art. 62
 art. 39
 sentenza 
 art. 41
 Sentenza 
 art. 39