Source: https://scuolainsoffitta.wordpress.com/2013/03/27/come-si-uccide-la-creativita-a-scuola/
Timestamp: 2018-04-25 06:23:36+00:00

Document:
Come si uccide la creatività a scuola | La scuola in soffitta
“La maestra ha detto che il mio lavoretto di Pasqua fa schifo perché ho fatto i fiori tutti gialli!” ovvero come uccidere la creatività e umiliare un bambino. In quasi tre anni ho sentito di tutto e posso stendere la bozza del decalogo della perfetta insegnante-killer di disegno.
Se vuoi uccidere la creatività in un bambino, devi:
1- mettergli davanti un figlio e dirgli tu cosa deve disegnare e con quali colori;
2- se riesci a fargli disegnare la sua famiglia, vinci due punti perché denigrando il suo disegno nelle sua testa penserà che tutta la famiglia faccia schifo;
3- appena ti mancano le idee, digli: “Fallo bello come quelli che si comprano” così se lo stampa in testa e tutto ciò che è fatto a mano gli farà sempre “schifo” (l’economia ringrazia)
4- devi usare il disegno per omologare le idee: tutti uguali, tutti negli schemi, tutti standard
5- non stare a spiegargli che l’arte è andata avanti, robaccia come Picasso-tutto-storto ad esempio, probabilmente i bambini – ma solo se sei fortunata – resteranno all’idea del paesaggio ottocentesco come piace a te
6- sgridalo se fa il fiore giallo e non si vede il polline giallo, però non lo raccogliere se ne trovi uno in un prato
7- se il bambino ti dice che ha visto una margherita con i petali bianchi e il bordo rosa, non è stupido e nemmeno daltonico, forse esce più spesso di te e guarda anche ciò che è molto piccolo;
8- chiedi alla bambina che disegna meglio in classe di fare i disegni sui lavoretti di tutti i compagni: le mamme saranno molto felici di avere il disegno di quella bambina al posto di quello dei figli;
9- non chiederti perchè le mamme cercano di rovinare il tuo lavoro di stretta omologazione e abitudine a non pensare: è risaputo che sono tutte contro la scuola per partito preso;
10- se quel bambino continuerà a disegnare fiori tutti gialli, anche se a te non piacciono, e da grande sarà un uomo felice delle sue idee, ignoralo pure: non avrete mai molto da dirvi.
Come mamma, cosa posso dire? Mi vengono quasi comodi questi commenti della maestra,
– perchè posso rispondere a mio figlio che anche se non è bravo come vuole la maestra per me un dono sarà sempre bello,
– perchè ciò che è fatto con amore ha già tutto quello che serve,
– perchè bisogna anche accettare di non piacere a tutti e finchè non parliamo di compiti e verifiche è un pensiero che ci possiamo permettere,
– perchè sono quasi orgogliosa che imperterrito continua a disegnare come piace a lui
– perchè poi un pomeriggio di disegno libero, per terra, con tutti colori della sua fantasia sembra speciale nella sua totale semplicità.
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30 pensieri su “Come si uccide la creatività a scuola”
stimadidanno 27 marzo 2013 alle 21:57
brava b r a v a BRAVA
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 08:30
eh eh è una questione che è meglio prendere sul ridere
Elena 28 marzo 2013 alle 08:40
Paola HMM 28 marzo 2013 alle 08:50
Non commento il modo di relazionarsi della maestra! :-S Il principio di realtà – che é altrettando importante stimolare nei bambini al pari della creatività – non si sposa con questo tipo di comportamento. Sto leggendo un libro che parla proprio di creatività nella scuola e che parla anche di questo. Te lo consiglio! Si intitola “La creatività si impara – Metodi e tecniche per lo sviluppo del pensiero divergente a scuola” di Alessandro Antonietti.
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 08:52
Grazie, Paola. Lo cerco subito!
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 08:54
Anonimo 28 marzo 2013 alle 08:59
Per fortuna le maestre non sono tutte uguali! Io insegno ma non so disegnare…forse è per questo che lascio sempre i bambini liberi di disegnare e di esprimersi come più piace a loro e apprezzo sempre ciò che viene fuori…O forse sono così perchè mi domando sempre: “E se avesse ragione la Torre di Pisa?” In fondo essere “storti” non è poi così male!
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 09:04
“E se avesse ragione la Torre di Pisa?” mi piace tantissimo. Si può fare molto prima di arrivare a denigrare un lavoro. In questo caso la discussione era sul fatto che secondo la maestra non ci sono fiori gialli con il polline giallo
MPF 28 marzo 2013 alle 09:17
Viviamo in Germania e anche noi esercitiamo ‘governo’ sulla scuola pubblica. Comunque resto allibita da questi commenti. Proprio in Italia, la patria di Maria Montessori ancora questi commenti a scuola? Ma chi si occupa di formazione degli insegnanti?
Laura Najma 28 marzo 2013 alle 09:21
..leggendo il tuo post mi hai fatto ricordare un episodio di quando Layla frequentava la seconda elementare..
Si doveva disegnare la famiglia e così mia figlia ha fatto…solo che ha colorato la pelle del babbo di una tonalità un po’ più scura rispetto a quella del resto della famiglia.
La maestra le ha detto che così non andava bene, di temperare il colore rosa nel caso avesse finito la punta (!!!) e di ricolorare viso e mani…
“Ma quello non è il mio papà”…e Layla non lo ha cancellato.
Brutto voto. Bambina che non si mpegna.Io che vado a scuola a parlare con l’isegnante…ma questa è un’altra storia…
mammadifretta 28 marzo 2013 alle 09:38
e come sai, facevo pensieri perfettamente concordi con qunanto dici sopra. Io ho aiutato i bambii nel lavoretto di natale, e grazie al perfezionismo della maestra alla fine i bambini hanno fatto ben poco. Ieri sarah è venuta col lavoretto di pasqua. Troppo perfetto. Le ho detto “l’hai fatto tu e la maestra ti ha aiutato?”, ha risposto. Io l’ho tenuto mentre lo impacchettava. Mo vedi tu,
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 10:21
Nene 28 marzo 2013 alle 10:31
Spesso arrivano a casa lavori “perfetti” proprio perché realizzati dall’insegnante! Noi maestre dovremmo capire che i bambini vanno sostenuti, accompagnati ma mai “si stupirai” a loro!
Nene 28 marzo 2013 alle 10:33
C’è un errore nel mio precedente commento: intendevo “sostituirsi”
Cinzia 28 marzo 2013 alle 11:35
Complimenti per l’articolo, mia figlia in 4° elementare ha un maestro che vuole per forza nel disegno che si colori il cielo d’azzurro, nessuna parte del disegno deve rimanere in bianco, e se anche il bianco fosse un colore???
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 11:40
Mio figlio dipingeva il cielo di grigio chiaro, se gli chiedevi perchè ti rispondeva che era così. Effetivamente a Milano oggi (e non solo oggi) è così.
alessandra 28 marzo 2013 alle 12:43
provato, ptovato e non c’e’ nulla da fare, pare rientri “nel programma”…
anna disorganizzata 28 marzo 2013 alle 14:04
Bello il decalogo….fa sorridere..anche se amaramente!
Daniela Autore articolo 28 marzo 2013 alle 14:46
Anna, anche a me fa ridere se lo rileggo
(52+1) POESIE 28 marzo 2013 alle 19:29
io dopo 3 anni di materna proprio identici non rido, prego che finisca presto.
ho provato tutto, sono stata guardata come mostro-antipatica-estrosa-(tanto lei fa la scrittrice sposata con un compositore, mica lavora come noi maestre!)-amish-degenere.
ho chiesto gentilmente, poi animosamente, sono stata eletta rappresentante di classe e, così anche meglio, sono diventata parafulmine delle antipatie.
ora mio figlio me lo tengo a casa appena posso, faccio scuola a casa, lui impara, è sereno, di notte dorme.
so di dare il brutto esempio: una scuola che non mi entusiasma è una scuola che non può riuscire ad entusiasmare mio figlio.
e aspetto la primaria come un’oasi nel deserto, peggio non può andare, foss’anche solo perchè ho 5 anni per insistere anche lì se le cose non andranno.
florianariga 28 marzo 2013 alle 21:23
Leggo solo ora questo post e purtroppo lavorando con i bambini delle scuole elementari, sento quasi ogni giorno commenti del genere, te ne potrei scrivere una lista infinita, per questo motivo mi rifiuto di insegnare a mio figlio di colorare nei bordi e quando, come oggi, disegna un prato rosa non ho per lui altro che lodi (e lo loderei anche se lo facesse di qualsiasi altro colore!). Per molte maestre un alunno bravo è uno che si uniforma a quello che piace a loro, che gli hanno detto un sacco di volte che il pulcino si colora di giallo!
Mi capita spesso che i bambini siano smarriti quando durante un laboratorio gli dico “scegliete voi come disegnare o colorare”, perchè non sono abituati a essere “liberi di esprimersi”.
Hai ragione in questo modo la creatività si uccide, peccato che gli adulti (perchè di adulti stiamo parlando!?) non se ne rendano conto!
anonimo 29 marzo 2013 alle 00:24
Ma in quale scuola li mandate questi bambini? Io in tanti anni che porto le mie figlie a scuola non ho mai sentito dire una cosa del genere alle maestre, cercate di non ingrandire le parole e mandate i bambini a scuola e fateli socializzare, che questi bambini tenuti a casa cresceranno degli asociali.
Giovanna 29 marzo 2013 alle 07:04
La maestra avrà problemi di vista……purtroppo anch’io, con una bimba all’asilo, ne vedo di tutti i colori….e se parli non va nemmeno bene! Anche mia figlia è un pò fuori dalle righe, fa quello che vuole, solo ora disegna come le dice la maestra…..ma fa dei disegni bellissimi
per i suoi 4 anni e ne rimango affascinata! Mi dicevano che non colorava nei margini e non era bello ma ora sono anche contenta che sfoghi la sua creatività in maniera del tutto autonoma…..ne vengon fuori dei capolavori! Li conservo tutti!
Daniela Autore articolo 29 marzo 2013 alle 07:31
Non è tutto brutto alla scuola primaria. Io non avrei mai iniziato a fare homescholing part time se una insegnante di mio figlio non mi avesse dato l’idea per iniziare. Hai scritto “amish”: io sarei felicissima tra gli Amish.
Daniela Autore articolo 29 marzo 2013 alle 07:33
Floriana, farò di una tua frase un motto: “Scegli tu di che colore è il mondo”
Daniela Autore articolo 29 marzo 2013 alle 07:36
Gentile Graziana73@gmail.com, ti suggerisco li leggere bene: i miei figli vanno a scuola. In una scuola pubblica e non privata. Non stanno a casa. E’ una bella scuola per tanti aspetti. Solo perchè tu sei stata fortunata (e mi sembri tale a leggere tutti gli altri commenti) non significa che sia tutto così, sai in genere la gente che si espone e firma mi è più gradita.
Daniela Autore articolo 29 marzo 2013 alle 07:39
A 4 anni, sono dalla parte di tua figlia: ha il diritto di disegnare come vuole!
florianariga 29 marzo 2013 alle 10:14
Gentile Anonima le maestre di cui parlo portano i loro bambini in una biblioteca a svolgere dei laboratori che realizzo io o sono io ad andare nelle classi di scuole pubbliche a svolgere i laboratori e le cose di cui ho scritto nel mio commento, accadono in luoghi pubblici! Sono contenta che tu sia fortunata nella tua esperienza con le maestre, purtroppo non è sempre così e per tua informazione la socializzazione non c’entra nulla con la creatività! (Scusa Daniela se mi sono permessa di rispondere!)
Marina 29 marzo 2013 alle 13:17
è molto triste che a scuola alcuni insegnanti preferiscano l’omologazione alla creatività dei bambini… Ma non dovrebbero aver ricevuto una formazione specifica? O anche la loro formazione è omologata?
Mio figlio inizierà la scuola (pubblica) primaria a settembre e sono già abbastanza demoralizzata. Purtroppo nella mia città non esiste una scuola con indirizzo steineriano altrimenti l’avremmo presa seriamente in considerazione.
Grazie per il post, rende perfettamente l’idea.
ilmondodici 7 maggio 2013 alle 17:47
Causa tempo io non riesco a seguire tutto tutto tutto su tutti i blog che vorrei, ma tu quando scrivi queste perle le devi evidenziare!!! 🙂

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