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Timestamp: 2018-06-25 07:49:07+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20306 del 23/08/2017 – La Legge per tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20306 del 23/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/08/2017, (ud. 08/06/2017, dep.23/08/2017), n. 20306
sul ricorso 14285-2016 proposto da:
F.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LAGO TANA,
59, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRA MATTIOLI,
rappresentato e difeso dagli avvocati LUIGI AMBROSIO e FRANCESCO
AMBROSIO;
COMUNE DI TERZIGNO;
avverso la sentenza n. 1778/34/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, depositata il 25/02/2016;
partecipata dell’08/06/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.
Con ricorso in Cassazione affidato a un unico motivo, nei cui confronti il comune impositore non ha spiegato difese scritte, il contribuente impugnava la sentenza della CTR della Campania, relativa all’impugnativa di una cartella esattoriale in tema di Tarsu/Tia, lamentando la violazione delle norme in tema di notifica degli atti impositivi, in quanto, erroneamente la CTR aveva ritenuto l’atto d’appello inammissibile, perchè notificato a mezzo di agenzia di poste private, in quanto il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, comma 3 prevede anche la possibilità di “consegna diretta” dell’atto all’impiegato del Ministero delle Finanze o dell’ente locale che ne rilascia ricevuta sulla copia. Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma semplificata.
Secondo l’orientamento di questa Corte, “In tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che il D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, comma 1, lett. a), che ha liberalizzato i servizi postali, stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla L. n. 890 del 1982, tra cui vanno annoverate quelle degli atti tributari sostanziali e processuali” (Cass. ord. n. 19467/16, Cass. sez. un. 13452/17, 15347/15, 27021/14, ord. n. 2262/13, 3932/11, 11095/08, 20440/06, contra Cass. n. 2922/15, non condivisa dal Collegio, in quanto del tutto marginale nel panorama giurisprudenziale; in proposito, a conferma dell’orientamento consolidato, v. Cass. sez. un. 13453/17).
Nel caso di specie, poichè il procedimento di notificazione del ricorso introduttivo del giudizio tributario è stato eseguito tramite agenzia privata, quindi, con modalità non contemplate dall’ordinamento, va confermata la sentenza impugnata che ha fatto corretta applicazione del principio di diritto sopra enunciato.
La mancata costituzione del concessionario della riscossione, esonera il Collegio dal provvedere sulle spese.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 art. 4
 Cass. sez. 
 Cass. 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13