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17 novembre 2008, in Signori della corte I
13 novembre 2008: la sentenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione sul caso di Eluana Englaro.
Eluana Englaro è in stato vegetativo dal gennaio del 1992 a causa di un incidente stradale.
Il 13 novembre è stata pubblicata la sentenza della Corte di cassazione, pronunciata a Sezioni Unite, che ha dichiarato inammissibile l'impugnazione della Procura contro il decreto della Corte d'appello di Milano emesso il 9 luglio 2008 nel processo Englaro.
Il decreto impugnato autorizza "l'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale realizzato tramite sondino nasogastrico" ed è stato pronunciato nel giudizio di rinvio dopo una precedente sentenza della Corte di cassazione (la sentenza n. 21748 del 16 ottobre 2007).
La massima che riassume l'ultima sentenza della Corte di cassazione si trova sul sito della Corte ed è la seguente:
"E’ inammissibile, per difetto di legittimazione, l’impugnazione presentata dal P.M. presso la Corte d'Appello avverso il decreto con il quale la stessa Corte d'Appello – applicando il principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione (sentenza n. 21748 del 2007) – accoglieva l’istanza congiunta del tutore (padre) e del curatore speciale di persona in stato vegetativo permanente dal 1992 e autorizzava l'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale realizzato mediante alimentazione di sondino nasogastrico. All’esito di una compiuta ricostruzione della vicenda giudiziaria, le S.U., - facendo applicazione di principi consolidati nella giurisprudenza e ripercorrendo le funzioni attribuite al P.M. nel processo civile – hanno, in particolare, chiarito che:
a) al fine di estendere il limitato potere di impugnazione del P.M. non varrebbe l’interpretazione estensiva della nozione di questioni attinenti allo "stato e capacità delle persone", atteso che anche in queste ipotesi alla previsione dell’intervento necessario del P.M. non si accompagna il potere di impugnazione, identificandosi le relative funzioni in quelle che svolge il Procuratore generale presso la Cassazione; b) non è utile il richiamo alla impugnazione nell’"interesse della legge" di cui al novellato art. 363 c.p.c.; c) la limitazione del potere di impugnazione del P.M. presso il giudice del merito si sottrae a dubbi di legittimità costituzionale, stante l’evidente ragionevolezza del non identico trattamento di fattispecie in cui viene in rilievo un diritto personalissimo di spessore costituzionale (autodeterminazione terapeutica), rispetto al quale è coerente che il P.M. non possa contrapporsi fino al punto della impugnazione di decisione di accoglimento della domanda di tutela del titolare, e fattispecie connotate da prevalente interesse pubblico, come quelle cui fa rinvio l’art. 69 c.p.c."
Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore M. R. Morelli
Leggi tutto il testo della sentenza n. 27145/08
La vicenda Englaro è anche stata oggetto di un conflitto di attribuzioni sollevato dal Parlamento davanti alla Corte costituzionale e da questa respinto.
Ugualmente sono stati respinti i ricorsi alla Corte europea dei diritti dell'uomo presentati contro lo stato Italiano da alcune persone e da alcune associazioni "per la vita". I ricorsi sono stati tutti dichiarati irricevibili il 16 dicembre 2008 dalla Corte di Strasburgo perchè nè le persone fisiche, nè le associazioni ricorrenti possono essere considerate "vittime" di una violazione della Convenzione: non hanno quindi alcun interesse o legittimazione ad adire la Corte.
Il 26 gennaio 2009 anche il Tar Lombardia ha ribadito la necessità che la Regione Lombardia rispetti i principi costituzionali e la giurisprudenza, annullando ogni provvedimento contrastante.
pm, cassazione, englaro, inammissibilità del ricorso,
permalink | creato da BarB il 17/11/2008 alle 15:59 |
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 art. 363
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