Source: http://www.agrorinasce.org/index.php?option=com_content&view=article&id=149:bando-del-corso-di-formazione-legalita-e-sviluppo-il-riutilizzo-dei-beni-confiscati-alla-criminalita-organizzata&catid=11&Itemid=305
Timestamp: 2019-02-15 23:04:34+00:00

Document:
Ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575 e s.m.i. lo Stato Italiano ha inteso dotarsi, tra gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata, della confisca dei beni mobili, immobili e aziendali. La ratio della confisca dei beni sta nella necessità di colpire la criminalità organizzata al cuore stesso dei suoi interessi economici. Intuizione già di Pio La Torre (la legge Rognoni – La Torre del 1982, e la previsione sui patrimoni mafiosi, può essere considerata in merito un vero e proprio spartiacque), sostenuta con forza, tra gli altri, anche da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ed anche grazie alla straordinaria mobilitazione popolare promossa nel 1996 da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, che portò oltre un milione di cittadini a firmare la richiesta di nuove norme in tema di aggressione ai patrimoni criminali, venne approvata nel 1996 la legge 109, che ha dato vita ad una nuova stagione di lotta contro tutte le mafie: con essa lo Stato acquisiva al proprio patrimonio i beni immobili confiscati alle cosche, destinandoli a finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile oppure, tramite l’Agenzia del Demanio, trasferendoli ai Comuni per finalità istituzionali o sociali, anche attraverso la successiva assegnazione a enti e associazioni. La necessità di razionalizzare le politiche e le prassi legate al sequestro ed alla confisca dei beni, ha portato, nel 1999, all’Istituzione da parte della Presidenza del Consiglio, dell’Ufficio del Commissario Straordinario di Governo per la Gestione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. A questo, nel 2010, è succeduta l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (istituita con dl. N. 4 del 4-2-2010 convertito in legge n.50 del 31 marzo 2010).
A fronte di questo articolato iter sociale ed istituzionale, gli enti locali, ed innanzitutto le Regioni, sono state chiamate ad adeguare le proprie normative e competenze per rispondere alle prerogative indicate dalla legge in materia di gestione del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata
Nel corso degli anni, il patrimonio costituito dai beni confiscati alla criminalità organizzata si è enormemente arricchito, giungendo a novembre 2010 a 11152 beni confiscati, di cui 1365 aziende, 2900 immobili in gestione, 5507 immobili destinati e consegnati, 980 immobili destinati ma non ancora consegnati, 400 immobili usciti dalla gestione (Fonte Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). Di questi beni 1679 sono presenti in Campania di cui 268 aziende, 390 immobili in gestione, 866 immobili destinati e consegnati, 94 immobili destinati ma non ancora consegnati, 61 immobili usciti dalla gestione (Fonte Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). La Campania rappresenta la seconda regione italiana (dopo la Sicilia e prima della Calabria) per numero di beni. Possiede, in percentuale il 15,11% del patrimonio nazionale di beni confiscati alla criminalità organizzata.
Ma quella dei beni confiscati non rappresenta una “questione meridionale”: la Lombardia con 913 beni confiscati è la quarta regione italiana dopo Sicilia, Campania e Calabria.
Dall’istituzione dell’Agenzia, inoltre, il processo di confisca e destinazione ha evidenziato una sostanziale accelerazione.
I dati evidenziano l’imponenza del patrimonio acquisito dallo Stato e rimarcano l’importanza strategica di questo strumento nella lotta contro la criminalità organizzata.
Tuttavia, mettono pure in luce anche le inevitabili difficoltà di programmazione e gestione del patrimonio sequestrato e confiscato.
Se questo dato appare riconducibile ad una pluralità di fattori di natura economica – sociale e culturale, di certo riveste un peso determinante la problematicità data dall’affidamento dei beni agli Enti locali, necessitati ad acquisire un know how giuridico gestionale adeguato a garantire il riutilizzo dei beni confiscati secondo i fini individuati dalla legge.
In quest’ottica appare allora necessario garantire ai dipendenti della pubblica amministrazione una formazione specifica capace di fornire gli strumenti interdisciplinari necessari per implementare conoscenze e competenze necessarie alla gestione del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata secondo le finalità previste dalla legislazione corrente.
A tal fine, il Centro Studi LifeLong Learning de L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ed il Consorzio Agrorinasce, sulla scorta del protocollo d’intesa sottoscritto nel mese di gennaio 2011, promuovono un Corso di Alta Formazione sul riutilizzo dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, sviluppo della cultura della legalità e promozione dell’economia sociale, rivolto a dipendenti della Pubblica Amministrazione interessati a sviluppare esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati. In seguito hanno aderito alla promozione del corso il Consorzio SOLE e l’Associazione LIBERA numeri e nomi contro le mafie.
Il Consiglio Regionale della Campania ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa.
Breve presentazione degli organizzatori e dei partner
Centro Studi LifeLong Learning de L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Il Centro di Studi “Lifelong Learning” si propone di promuovere iniziative istituzionali di livello universitario che valorizzino, facilitino e sostengano l’apprendimento durante tutto il corso della vita offrendo a diplomati e laureati adulti, all’interno della peculiarità scientifica dell’Ateneo, varie opportunità di formazione continua con lo scopo di adeguare le loro conoscenze.
L’Università di Napoli “L’Orientale”, con la costituzione del Centro LifeLong Learning, è stata la prima Università italiana a raccogliere gli input derivanti dalla Comunità Europea e dal Ministero dell’Università e della Ricerca in merito all’apprendimento durante tutto il corso della vita. Il Centro Studi Lifelong Learning è così divenuto il punto di riferimento in Italia per la Formazione Continua, e la sua attività viene segnalata come best practice all’interno del rapporto 2008 al Parlamento sulla Formazione Continua elaborato dall’ISFOL per conto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Oggi, il Centro de “L’Orientale”, grazie anche alla sua intensa attività di interrelazione con soggetti pubblici e privati internazionali, nazionali e regionali, si pone, quindi, quale luogo di incontro e raccordo per lo sviluppo progettuale del LifeLong Learning in Italia. Esso dal dicembre 2010 coordina il gruppo lifelonglearning delle Università della Rete Euromediterranea EMUNI (Euro Mediterranean University).
Agrorinasce s.c.r.l. – Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio
Agrorinasce è una società consortile con capitale interamente pubblico costituita nel mese di ottobre del 1998 da 6 Comuni (Casal di Principe, Casapesenna, S. Cipriano d’Aversa, San Marcellino, S. Maria La Fossa e Villa Literno) allo scopo di rafforzare la legalità in un’area ad alta densità criminale. L’operatività è assicurata da un Consiglio di Amministrazione di tre membri, di cui è Presidente, dal 1998, la dr.ssa Immacolata Fedele, vice prefetto della Prefettura di Caserta. La sede legale è presso il Comune di S. Cipriano d’Aversa, mentre la sede operativa è a Casal di Principe, presso “l’Università per la legalità e lo sviluppo”, bene confiscato alla camorra a Casal di Principe e recuperato nell’anno 2000 ad un uso sociale e pubblico dalla società Agrorinasce.
Da allora la società sta lavorando su un notevole patrimonio di beni confiscati alla camorra amministrando 57 beni confiscati tra terreni ed immobili localizzati nei sei Comuni soci.
Il sito internet: www.agrorinasce.org documenta tutte le attività svolte.
Associazione Libera Nomi e numeri contro le mafie
“Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.
Il Consorzio “S.O.L.E. - Sviluppo Occupazione Legalità Economica – Cammini di Legalità” coordinato dalla Provincia di Napoli, è un progetto della Direzione Legalità e Sicurezza . E’ di fatto un Ente locale, nato nel 2002 in collaborazione con la Prefettura di Napoli ed è attualmente costituito dalla Provincia stessa e da 19 Comuni (Castellammare di Stabia, Portici, San Giorgio a Cremano, Afragola, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Ercolano, Casalnuovo, Pomigliano d’Arco, Pollena Trocchia, Villaricca, Sant’Antimo, San Sebastiano al Vesuvio, Torre del Greco, Quarto, Boscotrecase ,Arzano, Nola e Saviano).
Il Consorzio ha per oggetto l’amministrazione comune, per finalità sociali, diretta o mediante la concessione a titolo gratuito ai soggetti di cui all’art. 2 undicies della legge 31.05.1965 n. 575, dei beni confiscati e conferiti al Consorzio dagli Enti che lo compongono. In particolare il Consorzio interviene a sostegno dei Comuni consorziati per combattere il loro isolamento e per evitare che i beni restino abbandonati per anni con il rischio che possano ricadere nuovamente nelle mani della criminalità organizzata, garantendo speditezza e trasparenza nelle procedure di assegnazione e gestione.
Ad oggi sono stati conferiti al Consorzio 21 beni confiscati alle mafie, oltre ad un numero più elevato di beni per i quali il Consorzio “S.O.L.E.” si sta impegnando in maniera assidua, in collaborazione con gli Enti competenti al fine di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il riutilizzo: ipoteche, comproprietà, occupazione abusiva, grave stato di degrado.
Il sito internet http://consorziosole.provincia.napoli.it documenta tutte le attività svolte.
La Giunta Regionale della Campania ha istituito la Fondazione Pol.i.s. - Politiche Integrate di Sicurezza, quale strumento di cui avvalersi per rafforzare il sistema di governance in materia di riutilizzo dei beni confiscati e di aiuto alle vittime della criminalità.
Regolamento del Corso di Alta Formazione “Legalità è sviluppo. Il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
Art. l. Denominazione del Corso
Presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", nell'ambito delle attività del Centro Lifelong Learning in Napoli e presso la sede del Consorzio Agrorinasce in Casal di Principe (CE), è attivato il Corso di Alta Formazione “Legalità è sviluppo. Il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
I Partner del Corso sono l’Associazione Libera, il Consorzio Sole e la Fondazione POLIS.
Il Consiglio Regionale della Campania ha patrocinato l’iniziativa.
Art 2. Obiettivi formativi specifici
Il Corso si articola in un percorso didattico volto a promuovere le seguenti conoscenze/competenze in materia di beni confiscati alla criminalità organizzata:
Approfondire la normativa nazionale e regionale;
Individuare ruoli, competenze e possibilità d’azione degli Enti Locali;
Individuare altri Enti, istituzioni e realtà coinvolte definendo le possibilità d’azione sinergica;
Acquisire un quadro esaustivo delle esperienze di riutilizzo;
Analizzare le problematicità connesse al riutilizzo e sviluppare possibilità di risoluzione;
Sviluppare progettazioni sostenibili di riutilizzo;
Definire azioni di partecipazione pubblica e di promozione pubblica del riutilizzo.
Art. 3 Settore occupazionale al quale si riferiscono gli obiettivi formativi del corso
Il Corso ha l'obiettivo di formare e aggiornare amministratori e personale degli Enti locali in merito alla normativa sui beni confiscati alla camorra e per favorire la programmazione e la gestione di azioni di recupero e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Art.4. Direzione e Coordinamento:
Il Coordinatore Scientifico è il Prof. Giuseppe Cataldi, Prorettore dell’Università l’Orientale. Il Direttore del percorso didattico è la Prof.ssa Luigia Melillo, Delegata del Rettore dell'Università "L'Orientale" alla Formazione Permanente e Presidente del Centro Lifelong Learning, il coordinatore tecnico – organizzativo è il Dott. Giovanni Allucci, amministratore delegato del Consorzio Agrorinasce.
Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) è composto in totale da sette membri. Ai suddetti nominativi si aggiungono: 1) dott. Enrico Tedesco, segretario generale della Fondazione POLIS; 2) dott.ssa Lucia Rea, direttore generale Consorzio SOLE; 3) dott. Geppino Fiorenza, referente regionale di Libera; 4) Prefetto Franco Malvano, Commissario Regionale antiracket ed antiusura.
Art.5 Sede amministrativa
La sede amministrativa del Corso è presso Agrorinasce scrl – Agenzia pe rl’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio, sito in Casal di Principe (CE) al Corso Umberto I° 882. Telefono 081.8923034, fax 081.8160091 e email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Art. 6. Articolazione delle attività formative
Il Corso è strutturato con moduli di diversa durata fruibili anche singolarmente. In linea generale i moduli si terranno nelle giornate di venerdì (intera giornata) e sabato (solo la mattina), con le tematiche di seguito indicate:
Modulo 1: Il sequestro e la confisca dei beni come strumento delle politiche per la legalità e la sicurezza.
Modulo 2: Il quadro legislativo nazionale. Il ruolo dell’Agenzia Nazionale. Il quadro legislativo regionale. Il ruolo della Regione Campania
Modulo 3: Gli attori istituzionali e sociali coinvolti. Il ruolo degli Enti locali e del terzo settore.
Modulo 4: Le esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in Italia e nella Regione Campania
Modulo 5: Le questioni aperte. Difficoltà e problematicità legate al riutilizzo sociale dei beni confiscati: a) La scelta della destinazione d’uso dell’immobile confiscato; b) Le procedure di evidenza pubblica nella fase di recupero del bene confiscato e nella successiva di assegnazione a soggetti sociali; c) I controlli ai sensi della normativa antimafia.
Modulo 6: Possibilità di riutilizzo. Progettazioni sostenibili e promozione dell’economia sociale.
Modulo 7: Beni confiscati, un bene pubblico. Strategie per la promozione della partecipazione democratica al riutilizzo dei beni confiscati.
Il Corso prevede 56 ore di didattica in presenza, più 28 di partecipazione a gruppi di lavoro e visite guidate.
Coloro che avranno seguito l’intero Corso (è consentito un numero di assenze pari al 20% del monte ore totali) ed avranno superato la verifica finale, riceveranno un attestato di profitto. Verranno rilasciati attestati di frequenza anche per la partecipazione ai singoli seminari.
Le attività formative consistono in:
- Somministrazione di materiali di studio cartacei e multimediali;
- Analisi di progetti.
La prova di valutazione finale consisterà nell'elaborazione e discussione di un tema o di uno schema di progetto riguardante le materie del Corso.
Art 8. Destinatari
Nella prospettiva della formazione continua e dei programmi di Lifelong Learning, i corsi si rivolgono agli amministratori e funzionari delle pubbliche amministrazioni interessati a sviluppare esperienze di recupero e di valorizzazione dei beni confiscati alla camorra.
Art 9. Numero massimo di posti disponibili e numero minimo di iscritti. Modalità di ammissione.
Il numero minimo di iscritti è pari a 30 unità. Il numero massimo di iscritti non può superare le 50 unità.
Art. 10. Modalità di iscrizione
Per I'iscrizione si richiede la compilazione e spedizione della domanda rinvenibile sui siti dell'Università "L'Orientale" di Napoli http://ww.unior.it, e del consorzio Agrorinasce
Alla domanda debitamente compilata vanno allegati un curriculum vitae, la ricevuta di versamento della quota d'iscrizione e una copia del documento di riconoscimento.
Le domande d'iscrizione all’intero Corso o ai singoli moduli dovranno essere indirizzate ad Agrorinasce scrl – Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio, via Roma c/o Casa Comunale – 81036 San Cipriano d’Aversa (CE), e dovranno pervenire, con relativa documentazione, nelle seguenti modalità: 1) a mano; 2) via fax al seguente n. 081-8160091 dalle ore 9’30 alle ore 13’00; 3) per posta elettronica alla seguente email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Art. 11. Sedi di svolgimento del Corso e delle attività
Il corso si svolgerà presso le sedi dell'Università L'Orientale di Napoli e del Consorzio Agrorinasce secondo il calendario che sarà reso noto ai partecipanti all’inizio del corso.
Art.12 Titoli di studio richiesti per l'ammissione al Corso
L'iscrizione al Corso esige il requisito minimo del diploma di istruzione secondaria superiore.
Art. 13. Tassa di iscrizione
La tassa d’iscrizione per l'intera durata del Corso è pari ad Euro 200,00 da versare in un'unica soluzione. Il versamento dovrà essere effettuato sul conto corrente bancario della Banca Etica Filiale di Napoli IBAN: IT5820501803400000000128409, intestato ad Agrorinasce scrl – Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio con la causale ‘Iscrizione al Corso di Formazione sui beni confiscati alla camorra’. Qualora il pagamento venisse effettuato dall’Ente pubblico verrà emessa regolare fattura e/o ricevuta fiscale esente IVA ex art. 14 co.10 L. 537/93, qualora invece il pagamento venisse effettuato dal dipendente pubblico all’importo di 200,00 euro verrà applicata l’IVA al 21%.
Art. l4 – Comunicazione agli iscritti
L'elenco degli iscritti sarà pubblicato sul sito web e affisso all'albo ufficiale dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", e sul sito web e affisso all’albo del Consorzio Agrorinasce. Non saranno inoltrate comunicazioni personali agli interessati.
Per informazioni attinenti al presente avviso è possibile scrivere agli indirizzi di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o
Art. 15 Modalità di svolgimento della prova finale
Gli iscritti che abbiano seguito tutti i moduli del Corso, con presenze certificate pari ad almeno l’80% della durata complessiva, saranno ammessi all'esame di profitto. La prova consisterà nell'elaborazione e discussione di un tema o di uno schema di progetto riguardante le materie del Corso.
Art.16- Trattamento dei dati personali
Ai sensi della legge 31 dicembre 1996 n. 675 e s.m.i., i dati personali saranno trattati per le sole finalità inerenti alla selezione e alla gestione del rapporto.
F.to Presidente del Centro Lifelong Learning dell’Orientale
Prof.ssa Luigia Melillo
F.to Amministratore delegato del Consorzio Agrorinasce
Dott. Giovanni Allucci.
Scarica il Bando per il Corso di formazione sui beni confiscati (140 Kb).pdf
Domanda di partecipazione al corso di formazione.doc

References: Art. 3

Art.4

Art.5

Art. 6

Art. 10

Art. 11

Art.12

Art. 13
 art. 14

Art. 15

Art.16