Source: https://bce.chiesacattolica.it/richieste-di-contributo-8x1000-new/
Timestamp: 2019-10-20 06:25:53+00:00

Document:
Richieste di contributo 8×1000 – Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto
La Conferenza Episcopale Italiana, nella 71° Assemblea Generale svoltasi a Roma dal 21 al 24 maggio 2018, ha esaminato ed approvato il nuovo testo delle Disposizioni relative alla concessione di contributi finanziari per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto. Il Consiglio Episcopale Permanente nella sessione di maggio ne ha approvato il Regolamento attuativo.
1.Offrire una visione complessiva e unitaria del patrimonio ecclesiastico (storico culturale, recente e nuovo, mobiliare e immobiliare).
2. Considerare il patrimonio nella prospettiva della sua più ampia valorizzazione, prestando attenzione al valore che questi ha per le comunità e in vista della missione fondamentale della Chiesa.
3. Prestare maggiore attenzione alla necessità di attività caritative e oratoriali dei “locali di ministero pastorale”.
4. Dare prevalenza a interventi sul patrimonio immobiliare ecclesiastico esistente, anche recente, per un suo migliore utilizzo.
5. Provvedere alle necessità di realizzazione di nuovi complessi parrocchiali, sulla base di programmazioni diocesane, tenendo conto dell’intero patrimonio disponibile.
6. Prevedere in condizioni straordinarie l’acquisto di edifici, in base a una progettazione che evidenzi le necessità della Diocesi a fronte del patrimonio già disponibile.
7. Prevedere eventuali contributi straordinari concessi dalla Presidenza in particolari situazioni di rilevanza nazionale (es. situazioni di catastrofe naturale, sisma).
8. Rafforzare i criteri di rigore e trasparenza introducendo procedure di controllo e di monitoraggio.
1. Le due categorie fondamentali in cui le Disposizioni organizzano il patrimonio sono: i beni artistici e culturali (Art. 1 §1, lett. a) e i luoghi per il culto e le attività pastorali (Art. 1§1 b). Quest’ultima categoria è a sua volta organizzata in a) interventi su edifici esistenti e b) nuova edilizia.
2. L’approccio di fondo al patrimonio si sposta dall’uso delle risorse economiche alle necessità in funzione del servizio prestato alle comunità, anche attraverso la progettazione e la programmazione degli interventi, a partire dal patrimonio disponibile, per una migliore gestione degli investimenti.
3. Il patrimonio viene valutato a partire dalla funzione che ha nel servizio prestato alle comunità nel provvedere alle esigenze di culto della popolazione (Art. 1 §1) in linea con la legge n. 222 del 1985.
4. Il lavoro integrato fra diversi istituzioni culturali (musei, archivi, biblioteche) e patrimonio diffuso sul territorio diocesano (chiese, rettorie …) è strategico in un’ottica di valorizzazione. Operare in rete anche a livello regionale esprime importanti valori comunionali ed ecclesiali e costituisce una opportunità da potenziare (Art. 3 §2).
5. Gli interventi sul patrimonio immobiliare esistente sono previsti nell’unica categoria per tutti gli edifici che hanno più di 20 anni (Art. 3 §6) e il contributo viene calcolato sulla spesa effettiva. Mentre la costruzione di nuovi edifici (Art. 3 §7), segue i parametri riferiti agli abitanti.
6. Per quanto riguarda la tipologia degli interventi viene estesa la possibilità di realizzare lavori di adeguamento in occasione di acquisto (Art. 3 §10) di edifici da adibire a casa canonica e/o locali di ministero pastorale, nei casi in cui non sia possibile o conveniente procedere all’acquisto di aree e alla costruzione di nuovi edifici da destinare a tali scopi sulla base delle tabelle parametriche all’interno di un’unica richiesta.
7. Per dare attuazione alle risoluzioni dell’Assemblea CEI del 2016 e alla necessità di maggiore relazione tra il Comitato e la Presidenza è previsto che il Presidente del Comitato informi annualmente la Presidenza sulle attività svolte, avendo particolare riguardo agli aspetti di rigore e trasparenza (Art. 7 §1).
8. Eventuali contributi integrativi possono essere concessi in caso di varianti approvate dal Comitato, di revoca di fondi già deliberati da enti pubblici o privati, di eventi calamitosi (Art. 8 §1).
Aggiornamento del Regolamento applicativo delle Disposizioni
Il Consiglio Episcopale Permanente di gennaio 2019 ha provveduto ad aggiornare il Regolamento applicativo delle Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto.
In particolare ha determinato di:
1. ridimensionare la superficie massima ammissibile per la casa canonica da 300 mq a 200 mq. Le superfici eccedenti vengono attribuite ai locali di ministero pastorale come da tabella allegata.
2. adeguare dell'l% i costi unitari parametrici per le nuove costruzioni, vista la stabilità dell'indice ISTAT di questi ultimi periodi e l'adeguatezza dei valori parametrici per questa tipologia di edilizia.
3. aumentare del 15% i costi unitari parametrici relativi al solo edificio chiesa, qualora la diocesi presenti la volontà di intraprendere un processo di accompagnamento con l'Ufficio Nazionale BCE per la redazione di uno studio di fattibilità, a partire esclusivamente dalle richieste del 2019, del Documento preliminare alla progettazione e l' indizione di un bando di progettazione. I costi vengono riconosciuti fra le spese generali e anticipati con modalità da definire. In questo modo si vuole incentivare un approccio più progettuale e consapevole, per migliorare la qualità architettonica, la qualità dei materiali e il processo pastorale.
4. garantire per i prossimi tre anni (2019-2020-2021) le risorse economiche per gli interventi su edifici esistenti (art. 6) il costo preventivato ammissibile di € 900.000,00 e i costi delle tabelle parametriche, per favorire una adeguata programmazione diocesana.
Promulgazioni delle Disposizioni e del Regolamento applicativo
04-REGOLAMENTO-2019
05-parametri_2019_2020_2021_costi
05-parametri_2019_2020_2021_superfici

References: §1
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 §2
 §6
 §7
 §10
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