Source: https://www.laleggepertutti.it/197417_spiare-in-auto-e-reato
Timestamp: 2018-05-23 07:19:26+00:00

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Lo sai che? Spiare in auto è reato?
Microspia in auto: è legale nasconderla o utilizzarla per registrare le conversazioni tra presenti? Il file si può usare in causa?
Se tua moglie dovesse sospettare che la tradisci e, per scoprire dove vai e cosa dici, decidesse di nascondere nella tua auto una microspia, le eventuali prove così raccolte potrebbero essere utilizzate contro di te benché acquisite in violazione della privacy? Si può lasciare un registratore in un’auto per “salvare” le conversazioni avute con gli altri passeggeri o con lo stesso conducente nel corso del viaggio? E se dovessi essere tu stesso, quale proprietario dell’auto, a mettere la microspia tra i sedili prima di prestarla a tua moglie, commetteresti reato? La risposta a queste domande passa dalla soluzione di un unico quesito: l’auto può essere considerata un luogo «privato» e pertanto non soggetto a possibili interferenze e intercettazioni? Di tali questioni si è occupata la Cassazione che, con una sentenza ormai divenuta “storica” [1], ha stabilito se spiare in auto è reato e se è possibile utilizzare le registrazioni all’insaputa del proprietario della macchina.
Partiamo da principio: è legale registrare una conversazione o eseguire una ripresa video all’insaputa di altri, ma solo a queste due condizioni:
il luogo ove avviene la registrazione non deve essere la privata dimora (o una pertinenza) della persona “intercettata”. Non si può andare a casa di una persona e registrare quello che dice; è vero però il contrario: si può registrare un amico che ci fa visita a casa nostra;
il soggetto che intercetta deve essere fisicamente presente: non può cioè lasciare il registratore e andare da un’altra parte.
Spiare in auto è quindi sempre vietato quando la microspia (qui ne trovi alcuni esempi) viene nascosta all’interno dell’abitacolo da una persona che, nel momento in cui il registratore è in funzione, si trova da un’altra parte. E ciò vale tanto nel caso in cui l’auto sia di proprietà di colui che registra (il marito che spia la moglie alla quale ha prestato la propria macchina), tanto nell’ipotesi il veicolo sia di altri (il dipendente che lascia una microspia nell’auto aziendale per sentire ciò che dicono di lui i suoi colleghi). In tal caso si commettere il reato di illecita interferenza nella vita privata altrui [2] e l’eventuale registrazione non potrebbe mai essere usata in un processo penale come prova proprio perché acquisita illecitamente.
Non resta che analizzare il caso di chi accende la microspia mentre si trova dentro la propria auto o un’auto altrui per “memorizzare” sul supporto digitale ciò che gli altri passeggeri o lo stesso conducente – all’insaputa di ciò – dicono in sua presenza. Ebbene, secondo la Cassazione non esiste alcuna norma che vieta la microspia in auto per registrare le conversazioni tra presenti: e ciò perché l’automobile non può essere considerato un luogo di «privata dimora».
In merito alla questione relativa alla possibilità di ricomprendere fra i luoghi di privata dimora anche l’abitacolo di un’autovettura, la Cassazione – ponendosi in linea con la pressoché unanime giurisprudenza della stessa Corte Suprema – ha ribadito che l’interno di auto in sosta sulla pubblica via non può essere ritenuto come luogo di privata dimora [3].
Infatti la presenza temporanea nella macchina mal si concilierebbe con il concetto di privata dimora, che – al contrario – richiede un soggiorno di una certa durata, seppur breve, tale da far ritenere ragionevolmente apprezzabile l’esplicazione di vita privata.
Lo stesso principio è stato sposato da altre pronunce della Cassazione, in virtù delle quali l’autovettura – essendo sfornita dei «conforti minimi necessari per potervi risiedere stabilmente per un apprezzabile lasso di tempo» – non può essere considerata come luogo di privata dimora [4].
In altri termini, l’impossibilità di compiere all’interno di un’autovettura atti caratteristici della vita domestica impedirebbe di poter annoverare l’autovettura fra i luoghi di cui privata dimora, con la conseguente che è ben possibile registrare all’interno della stessa una conversazione purché sempre tra persone presenti.
Non importa che l’auto, specie per molti lavoratori autonomi, è considerata un luogo privato, ove appartarsi e stare “con se stessi”: per la Cassazione il concetto di luogo di privata dimora rimane collegato a una valutazione astratta di «abitabilità» dell’ambiente medesimo, indipendentemente quindi dall’attività ivi compiuta concretamente. L’autovettura, essendo strutturalmente e finalisticamente destinata al solo trasferimento da un luogo ad un altro di cose o persone, non avrebbe, proprio in considerazione della diversa funzione cui è adibita, le caratteristiche tipiche del luogo di privata dimora.
In determinati casi, però, il mezzo di trasporto può assumere le caratteristiche, oltre che di strumento per il trasferimento delle persone, anche di luogo di privata dimora. Si pensi, ad esempio, ad un camper o ad una roulotte, nelle quali è sicuramente configurabile quel grado minimo di stabilità sufficiente e necessario per poter parlare di essi come dei «luoghi di privata dimora» [5]. Pertanto, aderendo a quest’orientamento, l’auto può essere considerata come luogo di privata dimora solo quando sin dall’origine sia strutturata (e venga di fatto utilizzata) come tale, oppure sia destinata, in difformità dalla sua naturale funzione, ad uso di privata abitazione [6]. Ne deriva che è sempre vietato spiare all’interno di un camper o di una roulotte con una microspia, anche se la persona che esegue l’intercettazione è in quello stesso momento presente.
Diversamente ragionando arriveremmo al paradosso di limitare la libertà individuale di scegliere lo spazio più congeniale alla propria personalità in cui dimorare.
[1] Cass. sent. n. 12042/08.
[2] Art. 615bis cod. pen. La giurisprudenza maggioritaria ha avuto già da tempo modo di chiarire che gli strumenti di captazione cui farebbe riferimento l’art. 615-bis c.p. sarebbero solo quelli di ripresa visiva o sonora, dovendosi di conseguenza escludere la configurabilità del reato in oggetto in presenza di strumentazioni idonee alla sola intercettazione di conversazioni telefoniche intercorrenti tra la vittima e terzi.
Pertanto, seguendo questa impostazione – cui peraltro sembrerebbe aderire seppur indirettamente la sentenza in commento – l’eventuale installazione di un radiotelefono contenente una microspia realizzerebbe il reato di cui all’art. 617-bis c.p. e non già quello di cui all’art. 615-bis c.p., essendo la predetta strumentazione idonea all’intercettazione telefonica e non anche strumento di ripresa sonora diretto a “procacciare” indebitamente notizie attinenti la vita privata.
[3] Cass. pen. sent. n. 627/2008.
[4] Cass. pen. sent. del 1.012.2005.
[5] Cass. pen sent. del 16.12.2005.
[6] Cass. pen. sent. del 18.10.2000.
Cassazione penale, sez. V, 30/01/2008, (ud. 30/01/2008, dep.18/03/2008), n. 12042
E’ quanto interessa. Nessuna norma incriminatrice dunque tutela la riservatezza delle persone che si trovino in autovettura privata sulla pubblica via.
07/03/2018 alle 17:10
E’ vietato nel camper o roulotte della persona intercettata o anche nel proprio? Perchè in quest’ultimo caso si contraddice il principio descritto ad inizio articolo…

References: sentenza 
 Cass. 
 Art. 615
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.