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Timestamp: 2019-11-19 03:38:02+00:00

Document:
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Porto PRP 05 11 07
PRG PAI 04 06 10
02lezi urbanistica
bozza notiziario-n°4
fondamenti urb
1821544110721_NTA_RU_MP (1)
prg_nta
Prg Isola Delle Femmine Delibera Consiglio 33 Agosto 2007 Norme Emendate
REC MAGGIO 2010 Definitivo
16.2.2013, 'Al via da oggi la mostra tra liberty e art decò', Corriere di Romagna
Allegato DGR 184 2012 II Circolare
Comune di Sogliano al Rubicone VARIANTE GENERALE AL PRG MARZO 2001
Arch. Edoardo Preger (incaricato e coordinatore) Ing. Dante Neri
Dott. Alfredo Ricci (geologia)
Baldazzi Enzo
Canducci Mauro
Progettista Varianti Specifiche (art. 15 L.R. 47/78)
Arch. Alice Pasini (responsabile U.D.P. dell'U.T.C. di Sogliano al Rubicone)
(adottata con delibera di C.C. n 68 del 29.09.2004 approvata con delibera di C.C. n 22 del 06.04.2005)
L'U.T.C.
Pasini arch. Alice (responsabile) Biondi geom. Andrea
Variante MARZO 2001
Adottata con delibera di C.C. Variante art. 15 L.R. 47/78 n17 del 19.03.2001 Approvata con delibera di C.C. Integrata con delibera di C.C. n 22 del 06.04.2005 n04 del 04.02.2003 Integrata con delibera di C.C. n57 del 27.08.2003 Controded. con delibera di G.P. n85 del 16.12.2003 Approvata con delibera di G.P. n25291/113 del 30.03.2004
Varianti successive
Titolo 1 Disposizioni generali Art. 1 - Elaborati del Piano Regolatore Art. 2 - Definizioni e indici urbanistici Art. 3 - Definizioni edilizie Art. 4 - Indici urbanistici ed edilizi Art. 5 Definizione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia pag. pag. pag. pag. pag. 3 4 6 7 7
Titolo 2 Attuazione del Piano Regolatore Art. 6 Art. 7 Art. 8 Art. 9 Strumenti di attuazione del Piano Regolatore Piani Urbanistici Attuativi (PUA) Dotazione di parcheggi pubblici e privati Monetizzazione degli standard pag. 12 pag. 13 pag. 13 pag. 14
Titolo 3 Disciplina d'uso del territorio comunale Art. 10 Art. 11 Art. 12 Art. 13 Art. 14 Suddivisione in zone pag. 15 Zona A pag. 15 Zona A1 Nuclei rurali di interesse storico e ambientale pag. 17 Edifici isolati di interesse storico e ambientale pag. 18 Zone B : parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, a prevalente funzione residenziale pag. 18 14.1 Zone B1 14.2 Zone B2 Art. 15 Zone C : parti del territorio oggetto di trasformazione, destinate a nuovi insediamenti a prevalente funzione residenziali pag. 20 Art. 16 Zone D: parti del territorio caratterizzate dalla presenza prevalente di attivit economiche, commerciali e produttive pag. 22 16.1 Zone D1 produttive di completamento 16.2 Zone D2 produttive di espansione 16.3 Zone D3 Turistiche 16.4 Zone D4 Piazzali di deposito o di parcheggio Art.17 Zone E: parti del territorio destinate in prevalenza all'esercizio delle attivit agricole e zootecniche, e alla tutela e valorizzazione del patrimonio insediativo, paesaggistico e naturalistico pag. 26 17.1 Zone E1 agricole normali 17.2 Zone E2 destinate ad allevamenti e impianti zootecnici intensivi 17.3 Zone E3 destinate ad attivit estrattive. 17.4 Zone E4 di tutela Art. 18 Edifici esistenti in zona agricola 18.1 Edifici inseriti in nuclei rurali 18.2 Edifici isolati di civile abitazione pag. 38
18.3 Edifici isolati ad uso produttivo Art. 19 Zone F per attrezzature pubbliche di interesse generale 19.1 Zona F1 destinata alla discarica RSU 19.2 Zona F2 di pertinenza della discarica RSU Art. 20 Zone G per servizi di quartiere Art. 21 Zone H Verde privato e di rispetto ambientale Art. 22 Aree per la viabilit Art. 23 Zone di rispetto cimiteriale Art. 24 Zone ed elementi caratterizzati da fenomeni di dissesto e di instabilit Art. 25 Norme di urbanistica commerciale Titolo 4 Norme transitorie e finali Art. 26 Entrata in vigore delle presenti norme Art. 27 Abitato da consolidare di Sogliano Art. 28 Edifici interessati dalla realizzazione di opere pubbliche ed aree a destinazione pubblica Art. 29 Permesso di costruire in deroga al PRG Art. 30 Prescrizioni dell Autorit di Bacino Art. 31 Zone ed elementi di interesse storico ed archeologico Art. 32 Viabilit storica e panoramica Art. 33 Edifici residenziali all interno di fasce di rispetto Art. 34 Attivit specialistiche temporanee Art. 35 Attivit di lavorazione di materiali pirotecnici Art. 36 Prescrizioni geologiche ed idrogeologiche 36.1 Prescrizioni geologiche ed idrogeologiche generali valide per tutte le aree 36.2 Prescrizioni geologiche ed idrogeologiche valide per le singole aree
pag. 43 pag. 44 pag. 45 pag. 45 pag. 46 pag. 46
pag. 49 pag. 49 pag. 49 pag. 50 pag. 50 pag. 50 pag. 51 pag. 51 pag. 51 pag. 51 pag. 52
TITOLO 1 Disposizioni generali Art. 1 Elaborati del Piano Regolatore Le presenti norme disciplinano, assieme agli elaborati grafici di progetto, l' attuazione del PRG, ai sensi della Legge 1150/42 e della L.R. 47/78 e rispettive modificazioni e integrazioni, e nel rispetto delle altre norme legislative vigenti. L'impostazione del Piano ha tenuto anche conto degli indirizzi della L.R. 24 Marzo 2000, n. 20, per quanto compatibili con la legge 47/78 e s.m. Il presente PRG si conforma alle disposizioni dell art. 37 del PTCP, approvato con delibera di Giunta Regionale n. 1595 del 31.07.2001. Il PRG si compone di elaborati di progetto, che hanno carattere prescrittivo, e di documenti allegati, che hanno carattere programmatico, di inquadramento territoriale e di analisi. Fra le prescrizioni grafiche a diversa scala, relative alla stessa area, prevalgono sempre quelle di maggiore dettaglio. Elaborati di progetto: Tavola 1A - scala 1.25.000 sintesi della zonizzazione del territorio comunale vincoli di tipo idrogeologico Tavola 1B - scala 1: 25.000 sintesi della zonizzazione del territorio comunale vincoli e condizionamenti di tipo paesistico ambientale Tavola 1C - scala 1.25.000 sintesi della zonizzazione del territorio comunale disciplina delle aree agricole Tavole 2.1 A - 2.6 A scala 1.10.000 zonizzazione del territorio comunale - vincoli di tipo idrogeologico Tavole 2.1 B 2.6 B scala 1.10.000 zonizzazione del territorio comunale - vincoli e condizionamenti di tipo paesistico ambientale Tavole 2.1 C 2.6 C scala 1.10.000 zonizzazione del territorio comunale - disciplina delle aree agricole Tavole 3.1 3.8 scala 1: 2.000 zonizzazione dei centri abitati Tavola 4 scala 1:1.000 disciplina particolareggiata dei centri storici Tavola 5 scala 1: 2.000 perimetrazione dei nuclei di interesse storico ambientale e degli altri nuclei rurali Relazione Relazione geologica Norme Tecniche di Attuazione Tabelle di confronto delle previsioni fra PRG adottato, PRG controdedotto e PRG vigente , con verifica degli standard per frazione. Elaborati di analisi Tavole 6.1 6.9 scala 1: 2.000 1: 10.000 - infrastrutture tecnologiche 3
Fascicolo delle schede di analisi degli edifici isolati, distinti in: a) edifici isolati di interesse storico e ambientale b) edifici vincolati dal PRG vigente e non confermati dal PRG adottato c) edifici residenziali e non residenziali oggetto di norme specifiche di intervento Schede degli edifici inseriti nella zona A Centro storico di Montegelli Documenti allegati: Indirizzi per la valorizzazione del territorio Comprende la definizione degli obiettivi strategici di sviluppo e valorizzazione del territorio, e l'individuazione di 14 schede di progetto Quadro conoscitivo del territorio Comprende le seguenti analisi del territorio di Sogliano: - inquadramento territoriale - popolazione, abitazioni, economia e lavoro, agricoltura - il sistema naturale e ambientale - il sistema insediativo - il sistema delle infrastrutture per la mobilit - il sistema delle dotazioni territoriali (infrastrutture a rete, attrezzature pubbliche, servizi e indicatori di benessere)
Tavole allegate: A1 - Carta dei vincoli vigenti A2 - Ecologia del paesaggio A3 - Bilancio idrologico A4 - L'inquinamento che interessa direttamente la salute umana A5 - L'inquinamento delle acque e dei suoli A6 - Perdita di suolo agrario A7 - I dissesti idrogeologici A8 - Il rischio d'incendio A9 - Carta delle risorse percettive B1 - Sistema insediativo (15 centri) B2.1 - Sistema della viabilit B2.2 - Infrastrutture a rete B3.1 - Sistema delle dotazioni territoriali: servizi pubblici B3.2 - Sistema delle dotazioni territoriali: servizi a gestione privata di interesse pubblico. Analisi del sistema naturale ed ambientale per la caratterizzazione del territorio comunale mediante esame delle componenti del rischio geologico, idraulico e sismico.
Art. 2 Definizioni e indici urbanistici Tu territorio urbanizzato E' il territorio costituito dal perimetro continuo che comprende tutte le aree edificate con continuit e i lotti interclusi.
St superficie territoriale E' la superficie perimetrata nelle planimetrie di PRG, assoggettata a Piano Urbanistico Attuativo PUA, comprendente la superficie fondiaria Sf edificabile, e le aree per le opere di urbanizzazione primaria S1 e secondaria S2. Sf superficie fondiaria E' la superficie delle aree utilizzabili a fini edificatori, al netto delle superfici destinate ad opere di urbanizzazione primaria S1 o secondaria S2. Nel caso di attuazione diretta, corrisponde all'area di intervento. Capacit insediativa La capacit insediativa, ai fini della determinazione degli standard urbanistici, cos determinata: - centri storici (zone A) e ambiti urbani gi edificati (zone B1) : 90 mq. di Sul = 1 abitante. - nuovi insediamenti residenziali (zone B2 e C) : 60 mq. di Sul = 1 abitante. Cu carico urbanistico Rappresenta il rapporto fra la quantit minima necessaria di parcheggi pubblici e privati, espressi in numero di posti auto o in mq., e la superficie utile lorda Sul. Ai fini dell'applicazione dei parametri previsti dalla legge 122/89 si considera che al volume di 10 mc. corrispondano 3 mq. di Sul. U1 Urbanizzazioni primarie Sono opere di urbanizzazione primaria, ai fini dell art. 5 della legge 28.01.1977, n. 10 le opere sottoelencate per la parte posta al diretto servizio dell insediamento: a) le strade e gli spazi di sosta e di parcheggio; b) le fognature e gli impianti di depurazione; c) il sistema di distribuzione dell acqua; d) il sistema di distribuzione dell energia elettrica, forza motrice, gas, telefono; e) la pubblica illuminazione; f) il verde attrezzato. Sono altres opere di urbanizzazione primaria gli allacciamenti ai pubblici servizi non aventi carattere generale, ma al diretto servizio dell insediamento. Le opere di urbanizzazione primaria sono di norma attuate dai titolari del permesso di costruzione. U2 Urbanizzazioni secondarie Sono opere di urbanizzazione secondaria ai fini dell art. 5 della legge 28.01.1977, n. 10: a) gli asili nido e le scuole materne; b) le scuole dell obbligo; c) i mercati di quartiere; d) le delegazioni comunali; e) le chiese e gli altri edifici per servizi religiosi; f) i centri civici e sociali, le attrezzature culturali e sanitarie di quartiere; g) gli spazi pubblici a parco e per lo sport; h) i parcheggi pubblici. Sono opere di urbanizzazione generale gli allacciamenti ai pubblici servizi e le infrastrutture indotte di carattere generale.
Art. 3 Definizioni edilizie Sul superficie utile lorda E' la somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, misurate al lordo di tutti gli elementi verticali, con la esclusione: - dei locali interrati o seminterrati, di altezza utile interna non superiore a ml. 2,50; - delle autorimesse, limitatamente alle quote previste dalle presenti norme, in applicazione della L. 122/89; - dei porticati a piano terreno di uso pubblico; - dei porticati e delle pensiline di uso privato o condominiale, per una quota non superiore al 20% della Sul; - dei balconi e delle logge, con profondit non superiore a ml. 2,00; - dei sottotetti (praticabili o non) aventi altezza libera interna media inferiore a ml. 1,50, non tenendo conto di eventuali controsoffittature o tramezzi divisori interni; - dei corpi tecnici, quali cabine elettriche, centrali termiche e altri impianti tecnologici necessari al miglioramento delle condizioni del lavoro e dell'ambiente, anche se sporgenti dalla sagoma dell'edificio; - dei soppalchi destinati a deposito e servizi entro il 60 % della Sul ammessa per le destinazioni commerciali e produttive. Sv superficie di vendita E' la zona di un esercizio commerciale destinata alla vendita, comprensiva delle aree destinate a banchi, scaffalature, vetrine e quelle dei locali adibiti all'esposizione delle merci frequentabili dal pubblico, purch collegati direttamente all'esercizio di vendita. Non costituisce Sv l'area destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, celle frigorifere delle macellerie e dei prodotti ittici, uffici, servizi igienici, impianti tecnici e altri servizi ove non previsto l'ingresso dei clienti, nonch gli spazi di avancassa purch non adibiti ad esposizione di merci (D.L. 114/98). Le mostre aperte al pubblico sono equiparate a tutti gli effetti ad esercizi commerciali e quindi rientrano nella presente definizione. Per Sv di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle Sv degli esercizi al dettaglio in esso presenti. Spm superficie poderale minima E' la superficie dell'azienda agricola costituita da terreni anche non contigui formanti una organizzazione economica e finalizzati alla produzione agraria. Hm altezza massima E' rappresentata, per ciascun fronte, dalla differenza fra la quota dell'intradosso del solaio di copertura e la quota media del marciapiede della strada o dell'edificio corrispondente. Se la quota del marciapiede pubblico superiore a quella del terreno sistemato, la Hm si misura da quest'ultimo. P numero dei piani E' il numero dei piani abitabili fuori terra. Si considerano piani interrati quelli aventi quota all'estradosso del solaio pari a cm. 70 rispetto al marciapiede dell'edificio.
Art. 4 Indici urbanistici ed edilizi Ut indice di utilizzazione territoriale = Sul/St Rappresenta il massimo rapporto consentito tra la superficie utile lorda Sul del o dei fabbricati e la superficie territoriale St, cos come perimetrata nel PRG. Tale rapporto determina la quantit edificabile nelle zone in cui l'attuazione del PRG subordinata all' approvazione del PUA. Uf indice di utilizzazione fondiaria = Sul/Sf Rappresenta il massimo rapporto consentito tra la superficie utile lorda Sul del o dei fabbricati e la superficie fondiaria Sf. Tale rapporto determina la quantit edificabile su ciascun lotto nelle zone soggette ad intervento edilizio diretto. Vl indice di visuale libera Rappresenta il rapporto fra la distanza delle fronti del fabbricato dai confini di zona (escluse le zone di rispetto stradale) e di propriet, e l'altezza delle fronti stesse. La Vl non pu essere inferiore a 0,5 mq/mq. Non si applica nei casi in cui l'area interessata dall'edificazione confinante con una zona agricola, purch questa appartenga alla stessa propriet. D distanze Rappresentano la minima distanza fra la proiezione orizzontale delle strutture e dei tamponamenti perimetrali del fabbricato e i confini di zona, di propriet o i fronti degli edifici prospicienti. Si applicano nei casi di nuova costruzione, di ampliamento e di sopraelevazione dei fabbricati esistenti. Si distinguono in : D1 = distanza dai confini di zona e di propriet. Non si applica nei casi in cui l'area interessata dall'edificazione confinante con una zona agricola, purch questa appartenga alla stessa propriet. D2 = distanza dagli edifici prospicienti. Si applicano le norme previste dal D. M. 1444/68.
Art. 5 Definizione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia Gli interventi di trasformazione urbanistica e/o edilizia si dividono, sulla base della normativa nazionale e regionale vigente, nelle seguenti categorie: manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria restauro scientifico risanamento conservativo tipo A risanamento conservativo tipo B ripristino tipologico ristrutturazione edilizia ristrutturazione urbanistica nuova costruzione e ampliamento demolizione senza ricostruzione pertinenze opere minori cambio delle destinazioni d'uso. 7
Tali interventi sono definiti e disciplinati dalle norme legislative vigenti, che prevalgono sulle definizioni di seguito riportate in modo sintetico. Manutenzione ordinaria Riguarda le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessarie ad integrare e mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Manutenzione straordinaria Riguarda le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonch per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unit immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso. Restauro scientifico Gli interventi che riguardano le unit edilizie che hanno assunto rilevante importanza nel contesto urbano territoriale per specifici pregi o caratteri architettonici o artistici. Gli interventi di restauro scientifico consistono in un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, ne consentono la conservazione, valorizzandone i caratteri e rendendone possibile un uso adeguato alle intrinseche caratteristiche. Il tipo di intervento prevede: c.1) il restauro degli aspetti architettonici o il ripristino delle parti alterate, cio il restauro o ripristino dei fronti esterni ed interni, il restauro o il ripristino degli ambienti interni, la ricostruzione filologica di parti dell'edificio eventualmente crollate o demolite, la conservazione o il ripristino dell'impianto distributivo-organizzativo originale, la conservazione o il ripristino degli spazi liberi, quali, tra gli altri, le corti, i larghi, i piazzali, gli orti, i giardini, i chiostri; c.2) consolidamento, con sostituzione delle parti non recuperabili senza modificare la posizione o la quota dei seguenti elementi strutturali: - murature portanti sia interne che esterne; - solai e volte; - scale; - tetto, con ripristino del manto di copertura originale; c.3) l'eliminazione delle superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo; c.4) l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali; Restauro e risanamento conservativo Gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurare la funzionalit mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentono destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi 8
dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio. Tali interventi si articolano in: Restauro e risanamento conservativo tipo A Consiste in un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentono destinazioni duso con esso compatibili, la conservazione, prevedendo la valorizzazione degli aspetti architettonici, il consolidamento con sostituzione delle parti non recuperabili, senza modificare la posizione degli elementi strutturali, l'eliminazione delle superfetazioni, l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico sanitari essenziali. Restauro e risanamento conservativo tipo B Prevede la valorizzazione degli aspetti architettonici, il consolidamento e il nuovo intervento strutturale esteso a larghe parti dell'edificio, l'eliminazione delle superfetazioni, l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico sanitari essenziali. Ripristino tipologico Riguardano le unit edilizie fatiscenti o parzialmente demolite che non rientrano nella categoria del restauro e di cui possibile reperire adeguata documentazione della loro organizzazione tipologica originaria, individuabile anche in altre unit edilizie dello stesso periodo storico e della stessa area culturale. Il tipo di intervento prevede la valorizzazione degli aspetti architettonici mediante il ripristino dei collegamenti verticali e orizzontali; il ripristino e il mantenimento della forma, dimensioni e dei rapporti fra unit edilizie preesistenti e aree scoperte; il ripristino di tutti gli elementi costitutivi del tipo edilizio, quali partitura delle finestre, ubicazione degli elementi principali e particolari elementi di finitura. Ristrutturazione edilizia Prevede la trasformazione degli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi od impianti, nonch la realizzazione di volumi tecnici necessari per l installazione o la revisione di impianti tecnologici. Nell ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi e aree di sedime, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per ladeguamento alla normativa antisismica e per linstallazione di impianti tecnologici. Ristrutturazione urbanistica Prevede la sostituzione del tessuto urbanistico edilizio esistente con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale. Tali interventi sono soggetti a Piano Urbanistico Attuativo (PUA). Nuova costruzione e ampliamento La costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli 9
esistenti all'esterno della sagoma esistente, fermo restando per gli interventi pertinenziali, quanto previsto al punto successivo (*); Gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune; La realizzazione di infrastrutture ed impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato; L'installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione da realizzare sul suolo; L'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee; (*) Gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20 per cento del volume dell'edificio principale; La realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attivit produttive all'aperto ove comportino l'esecuzione dei lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato. Demolizione senza ricostruzione Gli interventi di demolizione senza ricostruzione che riguardano gli elementi incongrui quali superfetazioni e corpi di fabbrica incompatibili con la struttura dell'insediamento. La loro demolizione concorre all'opera di risanamento funzionale e formale delle aree destinate a verde privato e a verde pubblico. Il tipo di intervento prevede la demolizione dei corpi edili incongrui e la esecuzione di opere esterne. Pertinenze Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole al servizio o all' ornamento di un'altra cosa, come previsto dall'art. 817 del Codice Civile. Opere minori Comprendono tutte le opere di arredo urbano e minori, quali: - pavimentazioni e sistemazioni esterne, compresi muri e manufatti - sistemazioni di aree a verde, abbattimento di piante - insegne pubblicitarie, bacheche informative - strutture per l'illuminazione pubblica - cabine telefoniche o per pubblici servizi - strutture tecnologiche a servizio delle reti di servizi - recinzioni e ingressi pedonali e carrai - lapidi e cippi commemorativi, edilizia funeraria - tende esterne - arredi da giardino - manufatti temporanei e stagionali rimuovibili - deposito di materiale a cielo aperto. 10
Cambio delle destinazioni d'uso La destinazione d'uso in atto dell'immobile o dell'unit immobiliare quella stabilita dall'atto autorizzativo rilasciato a norma di legge. In assenza o indeterminazione di tali atti desunta dalla classificazione catastale attribuita in sede di primo accatastamento, o in assenza di questo, desunta da altri documenti probanti o da atto notorio. Non sono considerati cambi di destinazione d'uso e quindi non comportano alcun atto abilitativo, quelli che interessano non pi del 30% della superficie netta dell'unit immobiliare e comunque non pi di 30 mq per unit immobiliare. Il cambiamento di destinazione d'uso, con o senza opere edilizie, che comporta aumento di carico urbanistico, comunque subordinato al reperimento dei parcheggi pubblici e privati, come previsto dal successivo art. 8.
TITOLO 2 Attuazione del Piano Regolatore
Art. 6 Strumenti di attuazione del Piano Regolatore Gli interventi diretti, previsti dal PRG, si attuano attraverso i seguenti strumenti autorizzativi: - Permesso di costruire - Denuncia di inizio attivit (DIA) - Autorizzazione temporanea Tali interventi sono definiti e disciplinati dalle norme legislative nazionali e regionali, che prevalgono sulla disciplina che viene di seguito riportata sulla base della normativa vigente alla data di adozione del PRG. Possono essere liberamente eseguiti i seguenti interventi: a) opere di manutenzione ordinaria b) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche all'interno degli edifici privati c) opere temporanee per attivit di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato. d) cambi di destinazione d'uso, senza opere edilizie, che non interessino pi del 30% della superficie netta dell'unit immobiliare e comunque non superiori a 30 mq per unit immobiliare. Permesso di costruire Sono subordinati a permesso di costruire gli interventi di cui allart. 12 della legge regionale n. 31/2002. Denuncia di inizio attivit (DIA) Possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attivit gli interventi di cui allart. 8 della legge regionale n. 31/2002. Autorizzazione temporanea Riguarda la realizzazione di opere edilizie indicate specificamente nella presente normativa, la cui durata, limitata nel tempo, definita nel titolo autorizzativo stesso. Opere realizzate dal Comune e dalle altre amministrazioni pubbliche La realizzazione delle opere pubbliche del Comune deliberata dal Consiglio Comunale, con i medesimi effetti della permesso di costruire; i relativi progetti devono essere corredati da una relazione a firma di un progettista abilitato che attesti la conformit del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie, nonch l'esistenza dei nulla osta di conformit alle norme di sicurezza, sanitarie, ambientali e paesistiche. Non si applicano gli strumenti di attuazione del PRG indicati nei precedenti commi per: le opere e gli interventi pubblici che richiedono per la loro realizzazione l'azione integrata e coordinata di una pluralit di amministrazioni pubbliche allorch l'accordo delle predette amministrazioni, raggiunto con l'assenso del comune interessato, sia pubblicato ai sensi dell'articolo 27 della legge 8.06.1990, n. 142 e s.m. le opere pubbliche approvate dalle amministrazioni dello Stato, previo accertamento di 12
conformit con le prescrizioni urbanistiche ed edilizie ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 18.04.1994, n. 383.
Art. 7 Piani Urbanistici Attuativi (PUA) Il PRG si attua per mezzo di Piani Urbanistici Attuativi (PUA), che si articolano in: Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica Piano Particolareggiato di iniziativa privata Piano per l'edilizia economica e popolare (PEEP) Piano delle aree da destinare agli insediamenti produttivi (PIP) Piano di Recupero di iniziativa pubblica Piano di Recupero di iniziativa privata Programma di Riqualificazione urbana
Le tavole grafiche individuano i comparti assoggettati a PUA, riportando i loro perimetri. Sono inoltre indicati con diversa simbologia i comparti assoggettati a PEEP e PIP. In tutti gli altri comparti il PUA si realizza di norma attraverso Piano Particolareggiato di iniziativa privata, ferma restando la facolt del Comune di adottare un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica o altri strumenti sempre di iniziativa pubblica, in quanto applicabili. Art. 8 Dotazione di parcheggi pubblici e privati I parcheggi previsti dalle presenti norme si suddividono in due categorie: P1 = parcheggi pertinenziali privati o di uso pubblico P2 = parcheggi pubblici P1 Parcheggi pertinenziali privati di uso pubblico Soddisfano le esigenze di parcheggio privato o quelle direttamente connesse a specifiche funzioni che comportano un accesso pubblico. I parcheggi pertinenziali possono essere ricavati all'interno delle costruzioni e/o in aree di pertinenza, o anche in aree esterne purch siano funzionali e asserviti all'immobile principale con vincolo di destinazione a parcheggio a mezzo di atto trascritto. La sistemazione a parcheggio dovr garantire di massima almeno 1 posto auto ogni 25 mq., di cui la met utilizzata come stallo di sosta. Nelle nuove costruzioni a destinazione residenziale dovranno essere realizzati di norma almeno 2 posti auto di P1 per ogni alloggio superiore a 50 mq. di Sul, di cui almeno uno entro la struttura dell'edificio o nei servizi annessi. Comunque la superficie di parcheggio residenziale privato non potr essere inferiore a 10 mq. ogni 100 mc. In tutte le nuove costruzioni e nelle demolizioni con ricostruzione, escluse le ristrutturazioni e gli ampliamenti che non creano nuove unit immobiliari, vanno previsti spazi di parcheggio P1 nella misura non inferiore a quella prevista nella tabella allegata per le diverse destinazioni. P2 Parcheggi pubblici I parcheggi di urbanizzazione primari P2 soddisfano le esigenze di mobilit e di sosta connesse alle funzioni insediate. Devono essere pertanto previsti entro un raggio di accessibilit di norma non superiore a 100 metri dagli edifici. 13
I parcheggi P2 devono essere realizzati e ceduti gratuitamente al Comune contestualmente alla costruzione sia nel caso di intervento diretto che di attuazione attraverso PUA. Tali aree dovranno essere di norma alberate e dotate preferibilmente di pavimentazione semipermeabile, almeno per quanto riguarda gli stalli di sosta. Possono anche essere realizzati su pi piani, preferibilmente interrati. Le quantit indicate ai precedenti commi devono intendersi come dotazioni minime. Prevalgono eventuali norme specifiche derivanti da disposizioni regionali e nazionali. Le dotazioni di parcheggi pertinenziali P1 e pubblici P2 sono indicate nella tabella allegata. Esse sono indicate in mq. per mq. di superficie utile lorda Sul, salvo diversa specificazione. Dotazione di parcheggi pertinenziali P1 e pubblici P2 per le diverse funzioni previste. Funzioni
Abitazioni singole e collettive Esercizi commerciali di vicinato Strutture commerciali medio - piccole Strutture commerciali medio - piccole Strutture commerciali medio - piccole Strutture commerciali medio - piccole Strutture commerciali medio - piccole Strutture commerciali medio - piccole Strutture commerciali medio - grandi Strutture commerciali medio - grandi Strutture commerciali medio - grandi Pubblici esercizi, banche, terziario diffuso, artigianato di servizio, uffici, servizi, sedi istituzionali, alberghi Spazi espositivi, commercio all'ingrosso Complessi direzionali, attrezzature sociosanitarie pubbliche e private, attrezzature per lo spettacolo Industria, artigianato produttivo, magazzini e depositi, impianti per la produzione agricola, agriturismo, impianti zootecnici Impianti sportivi e ricreativi scoperti Attrezzature e servizi pubblici di quartiere (scuole, chiese, altre attrezzature pubbliche)
(fino a 150 mq) < 400mq 400 800 mq 800 1500 mq < 400mq 400 800 mq 800 1500 mq 1500 2500 mq 1500 2500 mq >2500 mq
1 mq/ 10 mc 1 mq/ 10 mc 1 p.a./30 mq di Sv 1 p.a./18 mq di Sv 1 p.a./13 mq di Sv 1 p.a./40 mq di Sv 1 p.a./25 mq di Sv 1 p.a./20 mq di Sv 1 p.a./8 mq di Sv 1 p.a./16 mq di Sv 1 p.a./16 mq di Sv 1 mq/ 10 mc
1 mq/ 6 mq 1 mq / 2,5 mq 1 mq / 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq 1 mq/ 2,5 mq
alimentare non alimentare alimentare non alimentare non alimentare
1 mq/ 10 mc 1 mq/ 10 mc 1 p.a./3 posti di capacit dell'impianto 1 mq/ 10 mc
1 mq/ 2 mq
1 mq/ 6 mq
1 mq / 2,5 mq
Art. 9 Monetizzazione degli standard Nelle zone di completamento residenziale B1 e B2 possibile la monetizzazione degli standard di parcheggio P2 (purch non superiore a 5 posti auto) e del verde , trasferendo il corrispettivo in un apposito fondo comunale vincolato all'attuazione dei servizi previsti dal PRG, dando priorit alla realizzazione di parcheggi nelle frazioni interessate dalla nuova costruzione. Nelle zone di completamento produttivo D1 possibile solo la monetizzazione degli standard di verde. Le modalit e i parametri per la monetizzazione saranno stabiliti con apposita deliberazione, tenuto conto delle disposizioni vigenti e della delibera regionale 1253/99 per le attivit commerciali. 14
TITOLO 3 Disciplina d'uso del territorio comunale
Art. 10 Suddivisione in zone Il territorio comunale di Sogliano suddiviso nelle seguenti zone territoriali omogenee: Zone A : parti del territorio interessate da tessuti urbani di antica formazione che hanno mantenuto la riconoscibilit della loro struttura insediativa e della stratificazione dei processi della loro formazione. Zone B : parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, a prevalente funzione residenziale. Zone C : parti del territorio oggetto di trasformazione, destinate a nuovi insediamenti, a prevalente funzione residenziale. Zone D : parti del territorio caratterizzate dalla presenza prevalente di attivit economiche, commerciali e produttive. Zone E : parti del territorio, esterne a quello urbanizzato, destinate in prevalenza all'esercizio delle attivit agricole e zootecniche, e alla tutela e valorizzazione del patrimonio insediativo, paesaggistico e naturalistico. Zone F : parti del territorio destinate ad attrezzature ed infrastrutture di interesse generale. Zone G : parti del territorio destinate ad attrezzature pubbliche di quartiere. Zone H : parti del territorio destinate a verde privato e di rispetto ambientale
Art. 11 Zona A Nelle zone omogenee A la disciplina particolareggiata, di carattere urbanistico ed edilizio, riportata nella tavola 4 in scala 1:1.000 e riguarda i seguenti centri storici: Sogliano Capoluogo Montepetra Alta Montetiffi Rontagnano Pietra dell'Uso Strigara Montegelli
In questi centri storici: a) vietato modificare i caratteri che connotano la trama viaria ed edilizia, nonch i manufatti anche isolati che costituiscono testimonianza storica o culturale b) sono escluse rilevanti modificazioni alle destinazioni d'uso in atto, in particolare di quelle residenziali, artigianali e di commercio di vicinato c) non ammesso l'aumento delle volumetrie preesistenti e non possono essere rese edificabili le aree e gli spazi rimasti liberi, destinati ad usi urbani o collettivi, nonch quelli di pertinenza degli edifici e dei complessi insediativi storici. La disciplina delle zone A, descritta nelle tavole in scala 1:1.000, cos articolata: 15
1) Unit minima di intervento I perimetri indicati nel Piano costituiscono l'unit minima a cui deve essere riferito il progetto di intervento. Modifiche ai perimetri possono essere proposte sulla base del rilievo esatto e dell'analisi storica e tipologica del fabbricato, ed approvate in sede di esame del progetto e di rilascio della relativa autorizzazione. 2) Tipi di intervento In relazione alla classificazione dei diversi edifici, descritta nelle tavole in scala 1:1.000, sono ammesse le seguenti modalit di intervento, cos come definite all'art. 5: A1 A2.1 A2.2 A2.3 A3.1 A3.2 A4 A5 Restauro scientifico Restauro e risanamento conservativo tipo A Restauro e risanamento conservativo tipo B Ripristino tipologico Ristrutturazione Ripristino edilizio Demolizione senza ricostruzione Aree libere di pertinenza degli edifici
Fatta salva la categoria A4, dove in attesa della demolizione sono consentiti solo gli interventi di manutenzione ordinaria, per tutte le altre categorie di edifici sono sempre ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel caso di edifici sottoposti a vincolo ai sensi del D.lgs 490/99, qualsiasi intervento subordinato al nulla osta della competente Soprintendenza. Fatta salva la categoria A4, sono vietati interventi di demolizione. E' consentita la parziale sostituzione di singoli elementi strutturali, in coerenza con le modalit di intervento di cui all'art. 5. Sono comunque soggette a demolizione le superfetazioni indicate nel Piano e quelle individuate in sede di rilievo e analisi dell'edificio. Gli edifici demoliti o crollati a seguito di eventi bellici o calamitosi, possono essere riedificati a condizione che vengano occupate esclusivamente le corrispondenti aree di sedime indicate nelle tavole di Piano in scala 1:1000. La riedificazione dovr rispettare le norme della categoria A2.3 ripristino tipologico, ed subordinata alla presentazione di una idonea documentazione relativa all'organizzazione tipologica ed edilizia del fabbricato preesistente. Il progetto dovr essere accompagnato da una dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio, in cui il proprietario ed il progettista attestino, sotto la propria responsabilit, l'esistenza storica del fabbricato che si intende ricostruire. 3) Destinazioni d' uso e di zona Nelle tavole di Piano in scala 1:1000 indicata, per ciascuna unit minima di intervento, la relativa destinazione d'uso e di zona. Sono sempre ammesse le preesistenti destinazioni d'uso dei fabbricati, in atto alla data di adozione delle presenti norme o, nel caso di edificio inutilizzato, quelle catastali, operando per analogia se non pi attuali. Le aree scoperte di pertinenza degli edifici A5 sono da considerarsi zone a verde privato, e per esse valgono le prescrizioni di cui al successivo art. 21 . Destinazioni d'uso ammesse:
Residenziale - residenza e relativi accessori - attivit commerciali e artigianali di servizio, purch compatibili con la residenza - altre attivit culturali, ricreative e di servizio, purch compatibili con la residenza - residenza turistico-ricettiva e relativi accessori. Residenziale terziario - residenza e relativi accessori - residenza turistico-ricettiva e relativi accessori - attivit connesse e compatibili con la residenza e la residenza turistico ricettiva. Attivit produttive artigianali - attivit artigianali e relativi accessori - residenze del personale occupato nelle stesse attivit. Sono escluse le attivit rumorose e nocive. Le attivit gi esistenti dovranno essere rese compatibili con le caratteristiche storiche e ambientali della zona A e con la prevalente funzione residenziale, terziaria e di servizio. Servizi pubblici e di interesse generale La destinazione quella prevista per le zone F e G di cui agli art. 19 e 20. Le specificazioni previste con appositi simboli nelle tavole di Piano sono indicative e non prescrittive. Nei fabbricati cos classificati ammessa la realizzazione di un alloggio per l'eventuale personale di custodia o di gestione del servizio.
Art. 12 Zona A1 Nuclei rurali di interesse storico e ambientale Nelle tavole di progetto in scala 1:10.000 sono perimetrati i seguenti nuclei rurali, tutti inseriti (salvo S. Maria Riopetra) nel repertorio degli insediamenti urbani storici e delle strutture insediative storiche non urbane del PTCP. Essi sono: Cossure La Villa C Domenichino Le Ville del Monte Massa Bagni Santa Maria Riopetra
In attesa della definizione della disciplina particolareggiata di cui all'art. 36 della L.R. 47/78 e s.m., nei nuclei cos perimetrati sono consentiti unicamente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo di tipo A e B; i mutamenti delle destinazioni d'uso consentiti devono in ogni caso essere assoggettati alle vigenti procedure di legge. In attesa di tale disciplina si precisa che eventuali cambi duso debbano avvenire unicamente allinterno delle medesime categorie funzionali definite allart. 2 della L.R. 46/88; Il Piano persegue il recupero e la valorizzazione di questi nuclei, perimetrandoli come Zone di Recupero ai sensi della L. 457/78 art. 27. Pu essere presentato un Piano di Recupero di iniziativa privata, di cui allart. 30 della L. 457/78, che definisca gli interventi ammissibili sui singoli edifici e sulle urbanizzazioni. Il piano di recupero deve definire la disciplina particolareggiata, come disposto al terzultimo comma dellart. 36 della L.R. 47/78. 17
Art. 13 Edifici isolati di interesse storico e ambientale Nelle tavole di Piano in scala 1:10.000 sono individuati gli edifici di interesse storico e ambientale, oggetto di specifica schedatura del patrimonio edilizio esistente in zona agricola, effettuata con la redazione del PRG nel 1987 e verificati in occasione della presente variante al PRG. Le relative schede di analisi costituiscono documento allegato al Piano. Tutti gli edifici classificati sono stati suddivisi in tre categorie di intervento, indicate con distinto colore nelle tavole di Piano in scala 1:10.000: a) edifici di particolare pregio architettonico o di particolare interesse tipologico, quali chiese, altri edifici di culto, manufatti monumentali, ville, edifici specialistici e simili intervento ammesso: restauro scientifico
b) fabbricati colonici ed edifici padronali di significativa importanza dal punto di vista tipologico ed architettonico intervento ammesso: restauro e risanamento conservativo di tipo B
c) fabbricati colonici che, pur avendo subito alterazioni, presentano caratteristiche edilizie, ambientali e storiche da preservare e valorizzare intervento ammesso: restauro e risanamento conservativo di tipo B, compreso il ripristino tipologico
Sui fabbricati classificati di interesse storico - testimoniale sono ammessi i soli usi in atto alla data di approvazione della presente variante o, in caso di loro inutilizzo sono ammessi i soli usi residenziali (abitazione civile o rurale).
Art. 14 Zone B : parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, a prevalente funzione residenziale. Sono gli ambiti urbani consolidati in cui il Piano persegue il mantenimento e la qualificazione degli attuali livelli dei servizi e delle dotazioni territoriali, il miglioramento delle condizioni di salubrit dell'ambiente urbano, la qualificazione funzionale ed edilizia degli edifici esistenti, un'equilibrata integrazione tra la funzione abitativa e le attivit economiche e sociali con essa compatibili. Favorisce inoltre la qualificazione funzionale ed edilizia, attraverso interventi di recupero, ampliamento, sopraelevazione e completamento, nonch attraverso il cambio di destinazione d'uso. Destinazioni ammesse: Residenza permanente e/o turistica (destinazioni prevalenti). Esercizi commerciali di vicinato e medio piccole strutture di vendita. Pubblici esercizi, banche. Terziario diffuso, artigianato di servizio, servizi alla persona, attivit culturali, sportive e ricreative.
Modalit di attuazione: Il Piano si attua per intervento edilizio diretto, applicando gli indici e i parametri specificati per ogni sottozona. 18
Tipi di intervento ammessi: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria ristrutturazione edilizia ampliamento e sopraelevazione demolizione con ricostruzione nuova costruzione
Le zone B sono suddivise in zone B1, gi edificate e zone B2 di completamento inedificate o parzialmente occupate da costruzioni precarie o di servizio.
14.1 Zone B1 Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,6 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri (salvo maggiori altezze preesistenti) P numero massimo dei piani = 3 (salvo numero superiore preesistente). D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri per nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ampliamenti anche in presenza di pareti non finestrate; = 3 metri solo per interventi inferiori al 20% della SUL esistente (una tantum), demolizione e ricostruzione con distanza preesistente inferiore a 3 metri, e con lotto adiacente gi utilizzato. E' consentita la costruzione a confine se sullo stesso preesistente un altro fabbricato, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi. Nel Villaggio Baviera ammesso lampliamento degli edifici anche a distanza fino a 3 metri dai confini, purch sia mantenuta la distanza minima di 10 metri fra le pareti finestrate. Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8. -
14.2 Zone B2: Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,4 mq/mq. Hm altezza massima = 9 metri P numero massimo dei piani = 2, pi un piano a servizi di altezza interna non superiore a m. 2,20. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri.
Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8. E' consentita la costruzione a confine nell'ambito di un progetto unitario con i lotti adiacenti, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi. In caso di realizzazione non contestuale degli interventi il permesso di costruire subordinato alla sottoscrizione di un atto unilaterale dobbligo contenente limpegno, da parte dei richiedenti o loro aventi causa, ad edificare secondo il progetto approvato.
Art. 15 Zone C : parti del territorio oggetto di trasformazione, destinate a nuovi insediamenti a prevalente funzione residenziale. Sono gli ambiti urbani destinati a nuovi insediamenti e oggetto di trasformazione intensiva, sia in termini di nuova urbanizzazione per l'espansione del tessuto urbano, che di sostituzione di parti edificate gi destinate ad altro uso, individuate prioritariamente nelle aree limitrofe ai centri edificati. I nuovi complessi insediativi sono sottoposti a progettazione unitaria, al fine di programmare l'esecuzione dei fabbricati e l'attivazione delle diverse funzioni previste, assicurando la contestuale realizzazione delle dotazioni territoriali ad essi connessi. Modalit di attuazione: Le aree comprese nelle zone C sono di norma realizzate attraverso PUA di iniziativa privata, estesi all'intero perimetro individuato dal PRG. L'Amministrazione Comunale pu fare ricorso ad un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica, di propria iniziativa o a seguito di inadempienza delle propriet private interessate ai sensi dell'art. 21 della L.R. 47/78. Le zone C sono anche attuate attraverso il Piano per l'Edilizia Economica e Popolare (PEEP), di cui alla legge 167/62 e s.m. I singoli proprietari delle aree comprese nel PUA partecipano in proporzione alle quote di propriet posseduta all'edificabilit complessiva; lo stesso rapporto proporzionale dovr essere applicato alle cessioni di aree pubbliche e/o di uso pubblico. Qualora non esista la disponibilit ad intervenire da parte di tutti i proprietari delle aree comprese nel PUA, l'Amministrazione Comunale, in sede di approvazione dei PUA di iniziativa privata, pu permettere lo scorporo dal perimetro di intervento di aree per una superficie complessivamente non superiore al 25%, previa verifica dellassenza di unanimit dei compartisti, purch non venga compromessa la funzionalit e il disegno urbanistico del comparto. Le aree scorporate potranno essere utilizzate ad usi agricoli e a verde privato. La Sul edificabile e le aree da cedere per U1 e U2 sono ridotte in proporzione alla parte scorporata dal PUA. La zonizzazione individua i comparti assoggettati a Piano Urbanistico Attuativo PUA attraverso un perimetro che comprende sia le parti soggette ad edificazione che quelle da cedere come opere di urbanizzazione primaria U1 e secondaria U2. Tale suddivisione ha carattere indicativo e pu essere motivatamente modificata nel progetto di PUA, purch non vengano ridotte le aree destinate a standard (verde e parcheggi). Il progetto individuer comunque due zone funzionali: a) la superficie edificabile, che rimane in propriet e su cui concentrata l'edificazione; b) l'area pubblica, che comprende le aree a standard urbanistici obbligatori, relativi a verde e parcheggi, da realizzare e cedere gratuitamente con l'attuazione dell'intervento. Lo standard di verde pubblico, attrezzature e parcheggi di U2, previsto nella misura di 25 mq. ogni 60 mq. di Sul. Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8. Le superfici di cessione aggiuntive, che sono previste dal PRG all'interno del comparto, saranno cedute ad un prezzo concordato in sede di convenzione del PUA, sulla base dei valori di esproprio. 20
Il Comune ha la facolt di destinarle a verde, ad attrezzature pubbliche, edilizia residenziale pubblica o convenzionata, per un indice territoriale non superiore a 0,1 mq/mq. In alternativa alla cessione al Comune delle superfici aggiuntive, in esubero rispetto agli standard, consentita la loro destinazione a verde privato di uso pubblico. In questo caso le aree saranno utilizzate a parco attrezzato o ad attrezzature sportive e ricreative, con un indice edificatorio pari a 0,05 mq/mq dell'area cos destinata per servizi e attrezzature coperte. L'uso pubblico delle aree deve essere garantito nella convenzione. Destinazioni ammesse: Residenza permanente e/o turistica (destinazioni prevalenti, a cui va riservato almeno l' 80% della Sul edificabile). Esercizi commerciali di vicinato e medio piccole strutture di vendita (solo se specificamente individuate nelle tavole di piano quando sono superiori a 150 mq.) Pubblici esercizi, banche. Terziario diffuso, artigianato di servizio, servizi alla persona, attivit culturali,sportive e ricreative.
Tipi di intervento ammessi: Indici: Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,4 mq/mq. La Sul edificabile calcolata sulla base dell'area edificabile gi prevista nel Piano. Hm altezza massima = 9 metri P numero massimo dei piani = 2, pi un piano a servizi di altezza interna non superiore a m. 2,20. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri. E' consentita la costruzione a confine nell'ambito di un progetto unitario con i lotti adiacenti, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi. nuova costruzione
I PUA vigenti, gi approvati e convenzionati, mantengono le prescrizioni e gli indici disposti in tali strumenti. Alla decadenza dei PUA vigenti e delle relative convenzioni, le parti non attuate sono regolate dai medesimi indici e parametri del PUA previgente. Prescrizioni particolari: Il comparto di espansione posto a Bivio Montegelli, individuato con asterisco nelle tavole di Piano, esteso a tutte le aree perimetrate ed assoggettato alle seguenti norme aggiuntive: Larea a valle della strada provinciale, destinata a parcheggio pubblico, attrezzature e verde, con sovrastante fabbricato da demolire, dovr essere ceduta gratuitamente al comune per una superficie di mq. 2.339, come quota di standard pubblico relativa al nuovo insediamento. Larea a verde pubblico, per una superficie catastale di mq. 29.145 mq., sar attrezzata e ceduta gratuitamente per la quota prevista come standard pubblico relativa al nuovo insediamento, mentre la rimanente parte sar ceduta a valore di esproprio. Essa sar attrezzata e sistemata a verde pubblico a totale scomputo degli oneri di U2. Il comune potr utilizzare l Ut previsto dal sesto comma del presente articolo pari a 0,1 mq/mq, nell ambito del comparto. 21
Il comparto di espansione posto a Vignola, individuato con asterisco nelle tavole di Piano, esteso a tutte le aree perimetrate ed assoggettato alle seguenti norme aggiuntive: La Sul massima realizzabile nell'ambito edificabile individuato all'interno del PUA pari a mq. 5.000; Dovr essere ceduta al Comune l intera area destinata a verde dal PRG, secondo le modalit definite dall'accordo con la ditta proprietaria, stipulato ai sensi dell'art. 18 della L.R. 20/2000; L area a verde privato di pertinenza dell edificio colonico, individuata dal PRG all interno del parco, sar adibita a corte esclusiva e pertinenziale del predetto edificio.
Il comparto di espansione sito in vicinanza del Centro Storico di Rontagnano assoggetto alle seguenti prescrizioni: Limitazione delle altezze a n. 2 piani fuori terra Edificazione il pi possibile arretrata rispetto al Centro Storico, cio contigua all'edificato posto in basso, in modo da aumentare la distanza della nuova edificazione dal centro Storico.
Art. 16 Zone D: parti del territorio caratterizzate dalla presenza prevalente di attivit economiche, commerciali e produttive. Sono gli ambiti urbani caratterizzati dalla concentrazione dei attivit economiche, commerciali e produttive, che possono anche contenere una limitata compresenza di insediamenti e spazi collettivi residenziali. Destinazioni ammesse: Esercizi commerciali di vicinato e medio piccole strutture di vendita, se gi individuate ai sensi della delibera del C.C. n. 79 del 30.09.2000 . Pubblici esercizi, banche, complessi direzionali. Terziario diffuso, artigianato di servizio, servizi alla persona, attivit culturali,sportive e ricreative. Commercio all'ingrosso, vendita, esposizione e mostra di auto, arredi ecc. Discoteche, attrezzature per lo spettacolo e per la musica. Industria, impianti produttivi agroalimentari, artigianato produttivo, foresterie aziendali. Depositi e magazzini. Residenza di servizio (in misura non superiore a 150 mq. per ogni attivit produttiva insediata e comunque non superiore al 20% della Sul edificabile).
Nell'area produttiva prevista in adiacenza alla discarica di Ginestreto sar data priorit alle attivit produttive e di servizio che operano in settori legati al recupero e al trattamento dei rifiuti solidi urbani. Le zone D sono cos suddivise: zone D1 di completamento, del tutto o parzialmente edificate zone D2 di espansione, destinate a nuovi insediamenti e oggetto di trasformazione intensiva zone D3 di completamento destinate a zone turistiche zone D4 di completamento, destinata a piazzali di deposito o di parcheggio. 22
16.1 Zone D1 produttive di completamento Modalit di attuazione: Il Piano si attua per intervento edilizio diretto. Tipi di intervento ammessi: Indici: Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,5 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri (salvo maggiori altezze preesistenti) D1 distanza dai confini di zona e di propriet : = 5 metri per nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ampliamenti anche in presenza di pareti non finestrate; E' consentita la costruzione a confine se sullo stesso preesistente un altro fabbricato, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi. manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria ristrutturazione edilizia ampliamento e sopraelevazione demolizione con ricostruzione nuova costruzione.
Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8. Attorno all'intera area dovr essere realizzata una cortina arborea costituita da una siepe di almeno un metro di spessore e due metri di altezza, e dovranno essere messi a dimora alberi di alto fusto nella misura minima di un ogni 10 metri.
16.2 Zone D2 produttive di espansione Modalit di attuazione: Le aree comprese nelle zone D2 sono di norma realizzate attraverso PUA di iniziativa privata, esteso all'intero perimetro individuato dal PRG. L'Amministrazione Comunale pu fare ricorso ad un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica di sua iniziativa o a seguito di inadempienza delle propriet private interessate ai sensi dell'art. 21 della L.R. 47/78. Le zone D2 sono anche attuate attraverso il Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP), di cui all'art. 27 della legge 865/71. I singoli proprietari delle aree comprese nel PUA partecipano in proporzione alle quote di propriet posseduta all'edificabilit complessiva; lo stesso rapporto proporzionale dovr essere applicato per le cessioni di aree pubbliche e/o di uso pubblico. Qualora non esista la disponibilit ad intervenire da parte di tutti i proprietari delle aree comprese nel PUA, l'Amministrazione Comunale, in sede di approvazione dei PUA di iniziativa privata, pu permettere lo scorporo dal perimetro di intervento di aree per una superficie complessivamente non superiore al 25%, purch non venga compromessa la funzionalit e il disegno urbanistico del comparto. Le aree scorporate potranno essere utilizzate ad usi agricoli e a verde privato. 23
La Sul edificabile e le aree da cedere per U1 e U2 sono ridotte in proporzione alla parte scorporata dal PUA. La zonizzazione individua i comparti assoggettati a Piano Urbanistico Attuativo PUA attraverso un perimetro che comprende sia le parti soggette ad edificazione che quelle da cedere come opere di urbanizzazione primaria U1 e secondaria U2. Tale suddivisione ha carattere indicativo e pu essere motivatamente modificata nel progetto di PUA, purch non vengano ridotte le aree destinate a standard (verde e parcheggi). Il progetto individuer comunque due zone funzionali: a) la superficie edificabile, che rimane in propriet e su cui concentrata l'edificazione; b) l'area pubblica, che comprende le aree destinate alla viabilit e le aree destinate a standard urbanistici obbligatori, relativi a verde e parcheggi, da realizzare e cedere gratuitamente con l'attuazione dell'intervento. Lo standard di verde pubblico previsto nella misura di 10 mq. ogni 100 mq. di superficie territoriale St . Per i nuovi insediamenti direzionali e commerciali, qualora previsti nel comparto di progetto, lo standard di verde pubblico alberato e attrezzato deve essere previsto nella misura di 60 mq. ogni 100 mq. di Sul. Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8. Le aree previste dal PRG come zone a verde di rispetto ambientale H2, comprese nel perimetro dei PUA, restano di propriet privata, ma devono essere adeguatamente sistemate a verde, a protezione dei nuovi insediamenti e della viabilit adiacente. Tipi di intervento ammessi: Indici: Ut indice di utilizzazione territoriale Sul/St = 0,40 mq/mq. La Sul edificabile calcolata sulla base dell'area edificabile gi prevista nel Piano. Hm altezza massima = 10 metri, fatti salvi gli impianti tecnologici, i silos e particolari strutture logistiche. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri. E' consentita la costruzione a confine nell'ambito di un progetto unitario con i lotti adiacenti, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi. nuova costruzione
Attorno all'intera area dovr essere realizzata una cortina arborea costituita da una siepe di almeno un metro di spessore e due metri di altezza, e dovranno essere messi a dimora alberi di alto fusto nella misura minima di un ogni 10 metri. I PUA vigenti, gi approvati e convenzionati, mantengono le prescrizioni e gli indici disposti in tali strumenti. Alla decadenza dei PUA vigenti e delle relative convenzioni, prevalgono le presenti norme per le parti non attuate. Prescrizioni particolari: Nel comparto D2 produttivo (PIP) di Bivio Montegelli dovr essere realizzata una quinta arborea da collocarsi lungo tutto il perimetro lato fiume. 24
Nei comparti D2 produttivi adiacenti alla E 45 dovranno essere collocate opportune schermature arboree verso la strada. Nel comparto assoggettato a PUA, localizzato lungo il fiume Uso nellarea cosiddetta Marconi (tav 3.7), sono ammesse le seguenti attivit: - impianto di selezione e recupero dei rifiuti, funzionale alla discarica RSU di Ginestreto; - impianto di produzione di laterizi, per la lavorazione del materiale argilloso proveniente dalla prevista cava adiacente e manufatti edilizi in genere; qualsiasi mutamento di tali destinazioni comporta variante specifica al PRG. Ai fini di un corretto inserimento paesaggistico degli impianti di cui sopra, della mitigazione degli impatti e della minimizzazione dei potenziali rischi idrogeologici, il comparto assoggettato alle seguenti prescrizioni: - dovr essere realizzata una fascia alberata lungo le sponde dellUso, allinterno delle aree soggetta a PUA, dello spessore di 10 m; - i nuovi edifici dovranno essere collocati ad una distanza non inferiore a m. 30 dai confini delle aree soggette a PUA sul lato del fiume Uso; - dovr essere realizzata una fascia boscata dello spessore di 10 m sugli altri confini dellarea soggetta a PUA; - nelle convenzioni dei PUA sar previsto un contributo straordinario, da determinare in relazione al traffico pesante generato, per il miglioramento della viabilit dellarea; - in caso di dismissione degli impianti previsti, le nuove destinazioni dovranno essere comunque strettamente connesse alla discarica di Ginestreto; - il PUA dovr assumere tutte le indicazioni e prescrizioni previste dalla Relazione di compatibilit paesistico - ambientale dell area Marconi; Tipi di intervento ammessi: Indici: Ut indice di utilizzazione fondiaria Sul/St = 0,40 mq/mq. La Sul edificabile calcolata sulla base dell'area edificabile gi prevista nel Piano. Hm altezza massima = 10 metri, fatti salvi gli impianti tecnologici, i silos e particolari strutture logistiche. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri. E' consentita la costruzione a confine nell'ambito di un progetto unitario con i lotti adiacenti, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi. nuova costruzione
Il Pua pu essere suddiviso in due subcomparti. 16.3 Zone D3 Turistiche di completamento Tali zone sono destinate ad ospitare abitazioni temporanee, con i relativi servizi; alberghi, pensioni, residence e motel; case per vacanze; esercizi extra-alberghieri; campeggi e ostelli per la giovent. Valgono gli stessi tipi di intervento ammessi nelle zone D1. Lo standard di verde pubblico previsto nella misura di 60 mq. ogni 100 mq. di Sul. 25
Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8 . Indici: Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,15 mq/mq Uf per alberghi, pensioni e motel Sul/Sf = 0,30 mq/mq Hm altezza massima = 10 metri P numero massimo dei piani = 3 D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 10 metri. E' consentita la costruzione a confine nell'ambito di un progetto unitario con i lotti adiacenti, fatto salvo il giunto sismico e i diritti di terzi.
16.4 Zone D4 Piazzali di deposito o di parcheggio attrezzato Tali zone sono destinate ad ospitare piazzali di ricovero di automezzi, per il deposito di materiali per l'edilizia, e per altre attivit produttive, con la esclusione di materiali ferrosi di recupero e prodotti insalubri o pericolosi. Sono ammessi solo fabbricati di servizio ed uffici dell'impresa, con esclusione di abitazioni anche di servizio. Il Piano si attua per intervento edilizio diretto. Indici (relativi ai fabbricati di servizio): Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,05 mq/mq Hm altezza massima = 4 metri P numero massimo dei piani = 1 D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 10 metri.
Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8 . Lo standard di verde pubblico previsto nella misura di 10 mq. ogni 100 mq. di superficie territoriale St . Attorno all'intera area dovr essere realizzata una cortina arborea costituita da una siepe di almeno un metro di spessore e due metri di altezza, e dovranno essere messi a dimora alberi di alto fusto nella misura minima di uno ogni 10 metri.
Art. 17 Zone E: parti del territorio destinate in prevalenza all'esercizio delle attivit agricole e zootecniche, e alla tutela e valorizzazione del patrimonio insediativo, paesaggistico e naturalistico. Sono costituite dall'insieme del territorio non urbanizzato e si caratterizzano per la necessit di integrare e rendere coerenti politiche volte a salvaguardare il valore naturale, ambientale e paesaggistico del territorio con politiche volte a garantire lo sviluppo di attivit agricole compatibili. A tale scopo il PRG: individua e regolamenta le aree destinate o da recuperare agli usi agricoli, tutelando le unit produttive e favorendo le esigenze economiche e sociali dei lavoratori agricoli, delle imprese coltivatrici e delle loro forme cooperative e associate disciplina gli interventi per il recupero del patrimonio edilizio e del patrimonio produttivo agricolo 26
tutela e promuove il recupero e la valorizzazione dei beni naturali, ambientali e culturali che costituiscono il paesaggio rurale di Sogliano tutela l'equilibrio idrogeomorfologico del territorio, attraverso la regolamentazione delle trasformazioni ed un corretto uso agricolo del territorio.
Soggetti che possono intervenire La nuova costruzione nelle zone E ammessa solo se necessaria alla conduzione del fondo e all'esercizio delle attivit agricole e di quelle connesse. Pertanto per la costruzione di edifici residenziali possono intervenire solo gli operatori agricoli, come previsto dall' art. 40 della legge 47/78 e s.m.. Possono realizzare altre strutture produttive e di servizio allattivit agricola anche soggetti diversi dagli imprenditori a titolo principale, purch titolari di imprese agricole ai sensi dell art. 2 del D.L. 18/05/2001 n. 228. Unit di intervento e applicazione delle norme. Al fine dell'applicazione delle norme nelle zone E, l'unit di intervento rappresentata dall'azienda agricola, singola o associata, costituita dai terreni in propriet o in affitto (quando la parte in affitto non supera il 25% dellunit di intervento), anche non contigui, sottoposti a gestione tecnicoeconomica unitaria. Gli appoderamenti e i frazionamenti che risultano dai titoli di propriet alla data di adozione del presente PRG, costituiscono il riferimento fondiario per l'applicazione delle norme di intervento. L'area asservita ai nuovi fabbricati o agli interventi che prevedono aumento di Sul, derivante dal rapporto di edificabilit, deve essere espressamente individuata nella domanda di concessione, per consentire al Comune di inserirla nel catasto comunale dei terreni utilizzati. La superficie aziendale ricadente in zone in cui preclusa l'edificazione concorre alla determinazione della superficie poderale minima Spm. La possibilit edificatoria relativa all'abitazione rurale pu essere utilizzata da ciascun soggetto avente i requisiti ed utilizzabile una sola volta e per un solo edificio con non pi di due alloggi, purch il secondo alloggio sia destinato a famigliare a titolo di coadiuvante nellattivit aziendale. Il recupero di fabbricati rurali per funzioni non connesse alle attivit agricole, esclude che nella stessa azienda, anche a seguito di successivi frazionamenti, possano essere realizzati nuovi fabbricati residenziali connessi all'agricoltura. Le zone E sono suddivise nelle seguenti sottozone, individuate nelle tavole di PRG in scala 1:10.000: zone E1 agricole normali zone E2 destinate ad allevamenti industriali zone E3 destinate ad attivit estrattive zone E4 di tutela (dei caratteri ambientali dei corsi d'acqua, dei calanchi, del sistema forestale e boschivo, di particolare interesse paesaggistico e ambientale).
Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8.
17.1 Zone E1 agricole normali Comprendono tutte le parti del territorio rurale, collinari o di fondovalle, individuate nelle tavole del PRG in scala 1:10.000, utilizzate o disponibili per l'uso agricolo, non interessate da vincoli di tutela o da fenomeni rilevanti di instabilit. Destinazioni ammesse: abitazioni rurali annessi agricoli, impianti per la produzione e la ricerca in agricoltura allevamenti e impianti zootecnici non intensivi allevamenti e impianti zootecnici intensivi saturi serre infrastrutture tecniche e per la difesa del suolo abitazioni permanenti e/o turistiche, limitatamente alle case di civile abitazione esistenti.
Modalit di attuazione: Il Piano si attua per intervento edilizio diretto, attraverso concessione gratuita nei casi e con le limitazioni previste dagli articoli 9 e 10 della legge 28 Gennaio 1977, n. 10. Le concessioni saranno assoggettate in ogni caso ad atto d'obbligo unilaterale per quanto attiene la destinazione d'uso. Attraverso un Piano di Sviluppo Aziendale o Interaziendale (PSA), redatto in conformit alle disposizioni di cui alla L.R. 5 Maggio 1977, n. 18, possibile proporre variazioni agli indici di cui ai successivi paragrafi, nei limiti specificamente indicati. Tipi di intervento ammessi: Indici: abitazioni rurali Spm (per nuove abitazioni) = 10 ettari di SAU Uf = 260 mq. + 40 mq. di Sul per ogni componente per i nuclei familiari per i quali si attesti allatto di presentazione della pratica edilizia un numero di componenti superiore alle tre unit, fino ad un massimo di 340 mq. Per le abitazioni rurali esistenti si applicano lo stesso metodo e gli stessi parametri di calcolo previsti per le nuove abitazioni ai fini di eventuali ampliamenti della funzione abitativa. Qualora lintervento riguardi edifici di interesse storico testimoniale, le quote in ampliamento dovranno essere realizzate in corpi separati dalledificio oggetto di tutela, allinterno della stessa corte aziendale, fermo restando che ledificio di interesse storico - testimoniale deve essere computato nella Sul complessiva. Hm altezza massima = 7 metri D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 10 metri Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22. 28 manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria ristrutturazione edilizia ampliamento e sopraelevazione demolizione con ricostruzione nuova costruzione.
annessi agricoli, impianti per la produzione e la ricerca in agricoltura Spm = 10 ettari di SAU (1,5 ettari con P.S.A.) Per le aziende agricole esistenti si fa riferimento all appoderamento in atto alla data di approvazione della variante. Uf = 50 mq./ha. fino a 12 ettari; 20 mq per ettaro da 12 a 50 ettari; 10 mq/ha oltre 50 ettari con un massimo di 2.000 mq. ( la Uf pu essere aumentata fino ad un massimo del 30% attraverso il PSA) Hm altezza massima = 7 metri, con esclusione di silos, serbatoi ed altri impianti tecnologici particolari D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 10 metri Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22.
La nuova costruzione di impianti per la produzione e la ricerca in agricoltura riservata ai soggetti qualificati ai sensi dell articolo 40 della L.R. 47/78. Negli appezzamenti di superficie superiore a 1 Ha, dove praticata lattivit agricola complementare, purch privi di edifici rurali di servizio, consentita la costruzione di piccoli capanni per esclusivo ricovero attrezzi di 30 mq. Tali ricoveri, a carattere provvisorio, potranno essere costruiti anche da soggetti non abilitati e saranno autorizzati per una durata di anni 3 rinnovabili, previo rilascio di fidejussione a garanzia dellimpegno formale di rimozione alla cessazione dellattivit. Tali interventi non possono essere realizzati allinterno delle fascie di tutela fluviale, di rispetto stradale o in aree interessate da frane. E ammessa lautorizzazione temporanea per la realizzazione di fienili di tipo precario per il ricovero immediato dei cereali , fino ad una superficie sempre consentibile di mq. 200. Per tali costruzioni si dovr osservare il rispetto delle strutture di cui al DPR 7.01.1956, n. 164. allevamenti e impianti zootecnici non intensivi
Si intendono per allevamenti e impianti zootecnici non intensivi, quelli connessi allazienda agricola, che deve essere nella condizioni di soddisfare, mediante le proprie produzioni, almeno il 25% del fabbisogno alimentare del bestiame allevato. Deve essere dimostrata la disponibilit dei terreni per lo spandimento agronomico delle deiezioni, secondo le procedure stabilite a livello provinciale e dall' ASL competente. Nei casi in cui ammessa la fertirrigazione, l'interessato dovr presentare al Comune un dettagliato piano al fine di ottenere l'autorizzazione allo spandimento dei liquami. Nella richiesta devono essere specificati: generalit e caratteristiche imprenditoriali del soggetto richiedente localizzazione dei lagoni di accumulo dei liquami e relative caratteristiche tecniche caratteristiche dei terreni agricoli destinati a ricevere lo spandimento dei liquami, con l'indicazione della loro estensione, localizzazione, individuazione catastale e utilizzazione agricola in corso, nonch delle quantit di liquami che si intende smaltire su ciascun appezzamento di terreno, nel rispetto delle loro capacit di assorbimento generalit e caratteristiche imprenditoriali di ciascun titolare dei terreni destinati a ricevere lo spandimento dei liquami atto unilaterale d'obbligo di ciascun titolare dei terreni destinati a ricevere lo spandimento dei liquami, quale impegno del proprietario ad effettuare lo spandimento nella misura e con le stesse norme stabilite dal piano di fertirrigazone. Nel caso di abuso o di 29
inossevanza dello stesso piano di spandimento si applicano i provvedimenti previsti dalla legge 319/76. Nel caso di piani di spandimento presentati da cooperative agricole, che interessano i terreni di propriet dei singoli soci, l'atto d'obbligo unilaterale da parte di ciascun titolare dei terreni pu essere sostituito da un'unica dichiarazione d'obbligo sostitutiva sottoscritta da parte del presidente della stessa cooperativa, redatta in modo da essere impegnativa anche per i singoli soci modalit di spandimento dei liquami sui diversi terreni a ci destinati nel rispetto delle quantit massime ammissibili colture in rotazione sui diversi terreni ammessi a spandimento periodicit delle operazioni di spandimento in rapporto alle colture in rotazione sui terreni destinati alla fertirrigazione.
Il piano di smaltimento dei liquami allegato in copia all'autorizzazione allo scarico rilasciata ai sensi della legge 319/76 e s.m. Il piano di smaltimento dei liquami approvato con le procedure stabilite per il rilascio delle autorizzazioni agli scarichi di cui alla legge 319/76 e s.m. Con le stesse procedure sono pure approvate le eventuali varianti. Gli interventi di nuova costruzione si attuano mediante permesso di costruire diretta utilizzando i seguenti parametri comprensivi delle strutture per l'allevamento, degli accessori, dei magazzini e quant'altro necessario: un capo bovino adulto per 3 ettari di superficie aziendale costituita da boschi, prati stabili e permanenti e suoli improduttivi; un capo bovino adulto per 1 ettaro di superficie aziendale costituita da seminativi; due capi bovini adulti per 2 ettari di superficie aziendale costituita da seminativi irrigui orientati alla produzione alimentare zootecnica; tre capi bovini adulti per 1 ettaro di superficie aziendale costituita da colture specializzate; quattro capi bovini adulti per 1 ettaro di superficie aziendale costituita da colture specializzate irrigue orientate alla produzione alimentare zootecnica;
I parametri quantitativi per la conversione in Sul edificabile comprensivi delle strutture per l'allevamento, degli accessori, dei magazzini e quant'altro necessario, e nelle altre tipologie di allevamento zootecnico saranno derivate dalla seguenti tabelle: Tabella di conversione in Unit di Bestiame Adulto (UBA) Reg (CE) n. 950/97 del 20 Maggio 1997 (pubblicato nella G.U.C.E. 2 Giugno 1997 n. L 142. Entrato in vigore il 9 Giugno 1997) Tori, vacche ed altri bovini di et superiore ai 2 1,0 UBA anni, equidi di et superiore a 6 mesi Bovini di et compresa tra 6 mesi e 2 anni 0,6 UBA Pecore 0,15 UBA Capre 0,15 UBA
Tabella di conversione derivante dalla L 50/95
Categorie di animali Limiti di peso o di et 7 24 kg 25 49 kg 50 89 kg 90 115 kg 90 160 kg 25 115 kg 25 160 kg 160 200 kg Peso medio (kg) 15 35 70 100 120 70 90 200 180 S.U.A. Mq/capo o n poste 0,20-0,30-0,40 0,37-0,47-0,60 0,62-0,72-0,80 0,75-0,95-1,20 1,00-1,15-1,40 0,75-0,95-1,20 1,00-1,15-1,40 4,00-8,00-8,00 N poste N poste 2,00-3,00-3,00 15 27 mesi 500 6,5 5,5 N poste N poste
Lattonzolo Magroncello Magrone e scrofetta Suino magro da macell. Suino grasso da salumif. Suino leggero Suino pesante Verro Scrofa in ciclo in gabbia parto in posta singola in box multipli
Capo in produzione Stabulazione libera Lettiera permanente Lettiera inclinata Cuccetta Stabulazione fissa
CAPO DA RIMONTA
Su fessurato Su lettiera
6 15 mesi
Su fessurato Su lettiera In box singolo
0 6 mesi
1,5 2 N box 550 170 50 35 15 1,8 1 0,8 0,8 7,5 5 3,5 1,2 N poste 225 2 0,5 0,5 0,045 0,08 0,025 0,08 0,25 0,25 0,5 0,1
Cavallo o fattrice Puledro Pecora o capra Agnellone Agnello (svezzamento) Gallina ovaiola Pollo da carne Pollastra in batteria Pollastra su lettiera Tacchino da carne Tacchina da carne Coniglio riproduttore Coniglio da carne
3 7 mesi 0 3 mesi Oltre 4 mesi 0 2 mesi 0 4 mesi 0 4 mesi 0 5 mesi 0 4 mesi Oltre 6 mesi 0 3 mesi
NOTE: (1) I tre valori di S.U.A. si ritengono rispettivamente a superfici con pavimento interamente fessurato, a superfici con pavimento pieno ed a superfici ricoperte da lettiera. Nel caso di pavimento parzialmente fessurato si assegna un valore intermedio tra il 1 e il 2 valore. (2) Per i bovini la S.U.A. rappresenta la superficie di riposo e non lintera superficie stabulativa.
Per i nuovi allevamenti aziendali, oltre alla SUL derivabile dalla SUA (superficie dallevamento utile) di cui alla tabella regionale, deve aggiungersi una quota di SUL pari al 20% della SUA da destinare a spazi accessori (corsia dalimentazione, cucina, servizi o altro a seconda della tipologia di allevamento) strettamente funzionale allattivit dellallevamento. In tutti gli interventi di nuova costruzione finalizzati all'attuazione delle suddette attivit di allevamento, si applicano inoltre i seguenti parametri: Hm altezza massima = 5 metri D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 20 metri distanza dai fabbricati residenziali anche di propriet = 20 metri distanza dai centri abitati e dai nuclei rurali = 500 metri per la distanza dalle strade ai applicano i parametri previsti all'art. 22.
Per gli allevamenti esistenti sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di ristrutturazione edilizia, di ampliamento nei limiti consentiti dai parametri per i nuovi allevamenti non intensivi. In caso di allevamenti che abbiano gi superato i predetti limiti ammesso, tramite PSA, un ampliamento massimo della capacit produttiva esistente pari al 20%, purch finalizzato ad adeguamento igienico-sanitario ed a riqualificazione ambientale anche finalizzato ad un miglioramento del benessere animale. I fabbricati esistenti di dimensioni superiori a quelle consentite dalle presenti norme, o con spandimenti di liquami superiori ai limiti prescritti dalla legislazione vigente, dovranno adeguarsi entro un anno dall'adozione della presente normativa, pena la cessazione dell'attivit. allevamenti e impianti zootecnici intensivi saturi
Non sono consentiti nuovi allevamenti intensivi, o loro ampliamenti. E' consentito l'adeguamento igienico-sanitario attraverso un Piano di riconversione e miglioramento aziendale e ambientale, con esclusione di incrementi di peso vivo allevabile. E' consentito l'aumento della Sul strettamente necessaria all'adeguamento sanitario e al miglioramento delle tecniche di allevamento, con i seguenti indici: distanza minima da fabbricati residenziali anche di propriet = 100 mt. Hm altezza massima = 5 metri Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22.
Per gli allevamenti ed impianti zootecnici intensivi che si trovano entro un raggio di 200 metri dai centri abitati, pu essere proposto il trasferimento in altra zona E1, senza incremento della Sul oggi esistente, al fine di migliorare le condizioni ambientali del territorio. Il nuovo insediamento, la cui localizzazione dovr essere approvata dal Consiglio Comunale, dovr rispettare i seguenti indici: distanza minima da fabbricati residenziali = 100 mt. Distanza minima dai centri abitati e dai nuclei rurali = 500 mt. Hm altezza massima = 6 mt. Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22.
L intervento subordinato all approvazione di un piano attuativo di iniziativa privata. Dovr essere prodotto uno studio riguardante gli interventi sul territorio che dimostri il miglioramento degli impatti relativi al sistema di accessibilit, verifichi landamento dei venti dominanti e disciplini le azioni di mitigazione che si intendono attuare. 32
Dismissione degli allevamenti avicoli e suinicoli Sono consentiti interventi di recupero per le attivit inserite nelle seguenti zone: ambito di tutela fluviale; fascia di mt. 300 dal perimetro del territorio urbanizzato; Lammissibilit dellintervento connessa alla sua localizzazione in aree non pregiudizievoli dal punto di vista idrogeologico (fasce di espansione inondabili, aree di dissesto) e di vincoli ambientali ed infrastrutturali che ne impediscano ledificazione o le possibilit di uso. Dovr essere garantito il recepimento e la realizzazione degli standards urbanistici. In tali ambiti consentito il recupero parziale della Sul esistente secondo i seguenti parametri: recupero del 100% della Sul fino a 1000 mq.; recupero del 50% della Sul da 1000 a 3000 mq.; recupero del 20% della Sul oltre i 3000 mq. Usi ammessi: - attivit commerciali ed esercizi di vicinato fino a 150 mq.; - pubblici esercizi; - attrezzature culturali e sedi istituzionali; - terziario diffuso, attrezzature sportive e artigianato di servizio; depositi e magazzini; - attivit produttive di tipo laboratoriale fino a 300 mq. di Sul per unit immobiliare; - residenziale fino a 500 mq. di Sul per impianto dismesso, solo per gli interventi da eseguirsi allinterno della fascia del perimetro del territorio urbanizzato. Hm = 5mt Tali interventi saranno ammessi alle seguenti condizioni: - che la superficie di mq. 500, prevista per la residenza venga conteggiata nel calcolo complessivo della SUL recuperata. - che il recupero avvenga tramite Piano Urbanistico Attuativo, con particolare attenzione alla stabilit geologica del sito, all'inserimento paesaggistico del nuovo complesso edilizio, alla sua accessibilit dalla viabilit pubblica ed alla sua connessione con le reti tecnologiche; - che gli standards provenienti dallattuazione del piano particolareggiato siano reperiti prioritariamente nel nucleo urbano pi vicino; - che, in caso di insediamento in prossimit del tessuto insediativo esistente, lutilizzazione - per funzioni urbane - del sedime (dellinsediamento da dismettersi) avvenga prioritariamente in continuit con il tessuto edilizio esistente o comunque con le nuove previsioni insediative della variante; - che loperazione di riconversione sia estesa ovvero calcolata sullintero complesso da dismettere (deve essere espressamente esclusa la possibilit di suddivisione o parzializzazione degli interventi di riconversione allinterno di un medesimo complesso, al fine di non ricadere nel caso con percentuale superiore); - che lintervento di dismissione avvenga nel rispetto di eventuali altri limiti e tutele previsti dal PRG sullarea di intervento. Serre Gli interventi per la costruzione o per l'ampliamento di serre fisse per colture agronomiche sono consentiti in base ai seguenti indici: - Spm = 10 ettari di SAU (1,5 ettari con PSA) per le nuove aziende. - per le aziende esistenti si fa riferimento all appoderamento in atto alla data di approvazione della variante. 33
Uf = 1.500 mq./ha. ( la Uf pu essere aumentata fino ad un massimo del 30% attraverso il PSA), a condizione che la pendenza media della zona di insediamento non sia superiore al 15%, e sia dimostrata l'effettiva capacit irrigua necessaria alla coltivazione delle superfici di serra ammissibili. Hm altezza massima = 5 metri. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 10 metri. Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22.
Infrastrutture tecniche e per la difesa del suolo. La costruzione di strade poderali, canali, arginature, opere di difesa idrogeologica e di consolidamento dei terreni, muri di sostegno, gabbionate, drenaggi e simili, soggetta ad a D.I.A. da parte del richiedente che ne abbia titolo.
17.2 Zone E2 destinate ad allevamenti e impianti zootecnici intensivi Tali zone sono individuate nelle tavole del PRG in scala 1: 10.000. Tipi di intervento ammessi: manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria ristrutturazione edilizia ampliamento
Sono comunque consentiti gli interventi di adeguamento igienico-sanitario attraverso un Piano di riconversione e miglioramento aziendale, dell' ambiente e delle tecniche di allevamento, con esclusione di incrementi di peso vivo allevabile, applicando i seguenti indici: distanza minima da fabbricati residenziali anche di propriet = 100 mt. Hm altezza massima = 5 metri Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22.
Gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento sono attuati mediante Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di iniziativa privata, esteso all'intero comparto individuato dal PRG e comprendente anche uno specifico studio di Valutazione di Impatto Ambientale, redatto secondo le norme regionali in materia. In particolare tale studio dovr porre particolare attenzione al carico di azoto immesso nell'ambiente, in relazione alle colture praticate. L esigenza di ampliamento dovr essere motivata da adeguamenti alle disposizioni igienico sanitarie e da specifici programmi di riqualificazione ambientale anche finalizzati ad un miglioramento del benessere animale. Gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento relativi agli allevamenti avicoli, cunicoli, bovini, ovi-caprini, equini e delle zootecnie minori, non potranno superare il 20% di incremento della capacit produttiva esistente e dovranno rispettare i seguenti indici: Spm = 12 ettari Hm altezza massima = 5 metri. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 100 metri. Distanza minima dai centri abitati e dai nuclei rurali = 1000 mt. Per la distanza dalle strade vale il Codice della Strada.
Eventuali abitazioni di servizio saranno consentite solo nel rispetto degli indici di cui all art. 17.1, al comma relativo alle abitazioni rurali, oppure attraverso il recupero di edifici gi esistenti. 34
Non sono ammessi interventi di ristrutturazione e di ampliamento relativamente agli allevamenti suinicoli intensivi, ma solo gli interventi di adeguamento igienico-sanitario di cui ai precedenti commi.
17.3 Zone E3 destinate ad attivit estrattive. Comprende tutte le cave in attivit e le aree perimetrate per la ricerca e l'estrazione di risorse dal sottosuolo, previste dal P.A.E. vigente ed in conformit con il P.I.A.E. ai sensi della L.R. 17/91. I piani delle attivit estrattive e le successive varianti integrative ne regolano lo sfruttamento e fissano le modalit di recupero delle aree interessate dalla coltivazione della cava. La perimetrazione dei P.A.E. pu comprendere aree di interesse generale, prevedendo interventi per infrastrutture stradali e di parcheggio. In questi casi il P.A.E. prevede lo sfruttamento di quei particolari ambiti territoriali, finalizzando l'escavazione alla predisposizione delle aree per la successiva realizzazione delle previsioni viabilistiche e di parcheggio. Il P.A.E. pu decidere, a recupero ultimato, la destinazione finale dell'area a verde o ad altra destinazione pubblica. In mancanza di tale destinazione pubblica, l'area dovr tornare all'uso agricolo. Si applicheranno a quel momento le norme previste per le zone E1.
17.4 Zone E4 di tutela Il PRG si conforma alle prescrizioni e ai vincoli e da attuazione agli indirizzi e alle direttive dei piani sovraordinati, in particolare del Piano Territoriale Paesistico Regionale e del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Inoltre il PRG si conforma alle norme relative al vincolo idrogeologico, che interessa l'intero territorio di Sogliano, e alla specifica previsione di vincolo di cui al D.lgs 490/99 che interessa la zona di Montetiffi, riportato nelle tavole di progetto 1:10.000. Tali previsioni di tutela sono state recepite nella zonizzazione di PRG in scala 1:10.000, individuando specifiche zone di tutela, ed in particolare : zone di tutela dei caratteri ambientali dei corsi d'acqua zone di tutela dei calanchi e delle aree in dissesto zone di tutela del sistema forestale e boschivo zone di particolare interesse paesaggistico e ambientale
Inoltre il PRG in scala 1: 10.000 riporta il sistema dei crinali principali, rispetto ai quali sono previste specifiche limitazioni alla nuova edificazione. Sono anche riportate le aree di frana, ricadenti nelle zone E, che fanno riferimento agli articoli 26 e 27 del PTCP, a cui si rinvia per le specifiche normative di intervento. La superficie aziendale ricadente nelle zone E4 concorre alla determinazione della superficie poderale minima Spm e nel calcolo della Uf, se il resto dell'azienda ricade nella zona E1. Per le zone E 4.4 di particolare interesse paesaggistico e ambientale, vale quanto riportato nella norma specifica.
E 4.1 Zone di tutela dei caratteri ambientali dei corsi d'acqua Sono le zone individuate nel PTCP e normate dall'art. 17, 18 e 28 delle norme di attuazione dello stesso. Comprendono le aree di tutela fluviale del fiume Savio e degli altri torrenti e corsi d'acqua vincolati ai sensi della legge 431/85. Il piano individua le seguenti sottozone: 1. 2. 3. 4. Invasi ed alvei dei corsi d acqua (art. 18 del PTCP) Fasce di espansione inondabili (art. 17, comma 2 lett. a del PTCP) Zone ricomprese entro il limite morfologico (art. 17, comma 2 lett. b del PTCP) Zone di tutela del paesaggio fluviale (art. 17, comma 2 lett. c del PTCP).
Nella sottozona 1 - Invasi ed alvei dei corsi d acqua - si applicano le disposizioni previste dall art. 18 del PTCP. Nelle sottozone 2, 3, 4 di cui sopra, si applicano le disposizioni previste dall art. 17 del PTCP. In tali zone vanno tutelati i caratteri propri dell'ecosistema del corso d'acqua, con particolare riguardo alla vegetazione tipica dell'ambiente fluviale e alle formazioni boschive igrofile, promuovendo il riequilibrio ecologico. Va migliorato il deflusso delle acque nelle aree a rischio di esondazione. Sono ammessi interventi di valorizzazione dell'ambiente fluviale attraverso la creazione di percorsi esclusivamente pedonali e ciclabili ed altre opere leggere per la fruizione turistica del corso d'acqua, come specificate dallart. 17 par. 13 del PTCP. Per le costruzioni esistenti, sia rurali che di civile abitazione, compresi gli annessi agricoli, sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e di ristrutturazione, senza aumento della Sul esistente. Per quanto riguarda gli edifici isolati di interesse storico e ambientale che ricadono in queste zone, si applicano le disposizioni previste dall art. 13 delle presenti norme. Nelle zone di tutela dei corsi d'acqua in particolare vietato: - effettuare movimenti di terra con riporto, scavo o spianamento, che possono comportare una riduzione della capacit dell'invaso e della sezione idraulica del corso d'acqua, se non previsti da specifici progetti di sistemazione idraulica - l apertura di discariche pubbliche e private, il deposito di sostanze pericolose e di materiali a cielo aperto (edilizio, rottami, autovetture o altro), gli impianti di smaltimento dei rifiuti, compresi gli stoccaggi provvisori, con l esclusione di quelli temporanei conseguenti ad attivit estrattive autorizzate, il lagunaggio dei liquami prodotti da allevamenti al di fuori di appositi lagoni e/o vasche di accumulo impermeabilizzati (a tenuta) secondo le norme di cui alla L.R. 50/95 - effettuare opere che possono compromettere la stabilit degli argini - effettuare attivit estrattive se non nell'ambito di interventi previsti e regolamentati da appositi P.A.E. o da specifici progetti di sistemazione idraulica o di riqualificazione ambientale del corso d'acqua - nelle zone di tutela fluviale, ovvero nelle zone dell'alveo di piena ordinaria, vietato ampliare le superfici destinate a coltivazione - le aree interessate da fenomeni franosi e le sponde interessate da fenomeni erosivi sono esclusivamente destinate ad ospitare le opere di consolidamento del terreno e di difesa idraulica. Nelle tavole di progetto 1: 10.000 sono individuati i corsi d'acqua compresi nell'elenco delle acque pubbliche, assoggettati al vincolo della legge 431/1985. 36
E 4.2 Zone di tutela dei calanchi Sono le zone individuate nel PTCP e normate dall'art. 20A e 26 delle norme di attuazione dello stesso. Comprendono le aree caratterizzate in prevalenza da fenomeni calanchivi, di dissesto e di forte erosione del suolo. Gli interventi in queste zone sono limitati all'impianto di coperture vegetali a scopo protettivo e di stabilizzazione, salvo particolari colture agrarie adatte al carattere instabile di tali zone. Per le costruzioni esistenti, sia rurali che di civile abitazione, compresi gli annessi agricoli, sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e di ristrutturazione, senza aumento della Sul esistente. Non sono consentite nuove costruzioni. Nelle zone di tutela dei calanchi sono vietati: l'aratura annuale gli scassi profondi pi di 50 cm. le gradonature a scopi agricoli i dissodamenti di terreni nudi e compatti o boscati gli impianti intensivi di frutteti le opere di qualsiasi natura che possono provocare danni alla viabilit.
Le aree con queste caratteristiche sono da considerarsi terreni compatti ai sensi del R.D. 30 Dicembre 1923 n. 3267 e, come tali, assoggettate al relativo regolamento.
E 4.3 Zone di tutela del sistema forestale e boschivo Sono le zone individuate nel PTCP e normate dall'art. 10 delle norme di attuazione dello stesso. Comprendono le aree caratterizzate in prevalenza da copertura forestale o boschiva. Sono ammessi gli interventi di gestione, di cambio di coltura e di normale coltivazione del bosco ai sensi del R.D. 30 Dicembre 1923 n. 3267 e seguendo le prescrizioni del competente Servizio Forestale Provinciale. I boschi consolidati, di et superiore ai 30 anni, sono soggetti a vincolo di tutela ambientale ai sensi delle norme vigenti in materia. Per le costruzioni esistenti, sia rurali che di civile abitazione, compresi gli annessi agricoli, sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e di ristrutturazione, senza aumento della Sul esistente. Non sono consentite nuove costruzioni. Tutte le aree comprese nel sistema forestale e boschivo, individuate nelle tavole di progetto 1: 10.000, sono assoggettate al vincolo della legge 431/1985.
E 4.4 Zone di particolare interesse paesaggistico e ambientale Sono le zone individuate nel PTCP e normate dall'art. 19 delle norme di attuazione dello stesso, e comprendono ambiti territoriali caratterizzati oltre che da rilevanti componenti vegetazionali o geologiche, dalla compresenza di diverse valenze (storico antropica, percettiva ecc.) che generano per l'azione congiunta, un interesse paesistico. 37
Tali zone, individuate nelle tavole di progetto in scala 1: 10.000, si sovrappongono alle zone E1, E2 ed E3, di cui si applicano le rispettive norme se ed in quanto compatibili con quelle previste dall'art. 19 delle norme del PTCP. Gli interventi di recupero dei fabbricati esistenti , fatte salve le specifiche disposizioni previste per gli edifici isolati di interesse storico e ambientale di cui all art. 13, dovranno essere realizzati nel rispetto del contesto ambientale e delle caratteristiche tipologiche e costruttive locali. I nuovi edifici residenziali e di servizio dovranno essere realizzati, compatibilmente alle condizioni morfologiche e di assetto idrogeologico, nell ambito della corte aziendale. Sono vietati: - intonaci plastici, spatolati o graffiati; - modifiche alla morfologia dei terreni. Negli interventi di nuova costruzione deve essere studiato il corretto inserimento paesaggistico ambientale degli edifici, limitandone limpatto visivo, il rapporto fra edifici residenziali e annessi agricoli, fra edifici e corte e fra le parti che compongono ledificio (casa, portico, servizi). I fabbricati dovranno essere progettati con criteri compositivi di semplicit, linearit e funzionalit riconducibili alle tradizioni costruttive e tipologiche locali. Le coperture degli edifici dovranno evitare geometrie complesse e utilizzare, per quanto possibile, la soluzione a due falde con linea di gronda costante e manto di copertura in laterizio. Le recinzioni, in particolare quelle sul fronte stradale, dovranno essere realizzate utilizzando siepi vive di essenze autoctone e steccionate con pali di legno.
E 4.5 Zone di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei Tali zone sono normate dall'art. 28 del PTCP. Sistema dei crinali principali Sono gli elementi individuati nel PTCP e normati dall'art. 9 e 20B delle norme di attuazione dello stesso. I crinali, individuati costituiscono elementi morfologici primari di connotazione del paesaggio, e come tali vanno tutelati. E' pertanto vietata la realizzazione di nuove costruzioni entro le fasce di rispetto di 30 mt. dai crinali, cos come individuati nel PRG in scala 1:10.000.
Art. 18 Edifici esistenti in zona agricola Il presente articolo riguarda tutti gli edifici esistenti nelle zone E, esclusi i nuclei rurali e gli edifici isolati di interesse storico e ambientale, gi normati nell'art. 12, e le abitazioni rurali inserite in aziende agricole, gi normate nell'art. 13. Gli edifici sono cos distinti : edifici inseriti in nuclei rurali; edifici isolati di civile abitazione; edifici isolati ad uso produttivo.
18.1 Edifici inseriti in nuclei rurali Nelle tavole di Piano in scala 1:10.000 sono individuati i seguenti nuclei rurali: Castello C di Nucci C di Giampreti C di Gandolfo C di Nardo L'Aia. Serra di Bagnolo Ripalta di Bagnolo Meleto di Sopra
Il Piano persegue il recupero e la valorizzazione di questi nuclei, perimetrandoli come Zone di Recupero ai sensi della L. 457/78 art. 27. Il Piano di Recupero di iniziativa dei privati, di cui allart. 30 della L. 457/78, definisce gli interventi ammissibili sui singoli edifici e sulle urbanizzazioni, compresa la possibilit di ampliamento complessivo di questi nuclei, nella misura non superiore al 50% della Sul gi edificata, nel caso di intervento unitario di recupero esteso all'intera zona perimentrata. In caso di ampliamento della SUL esistente, il Piano di Recupero dovr essere corredato da apposita indagine geologica volta a dimostrare lidoneit idrogeologica del sito interessato. Destinazioni ammesse: Residenza permanente e/o turistica (destinazioni prevalenti). Esercizi commerciali di vicinato Pubblici esercizi Terziario diffuso, artigianato di servizio, servizi alla persona, attivit culturali, sportive e ricreative.
In attesa della approvazione del Piano di Recupero sono ammessi i seguenti tipi di intervento: manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria ristrutturazione edilizia ampliamento e sopraelevazione al solo fine di adeguare le altezze interne alle norme igienico-sanitarie demolizione con ricostruzione nella stessa sagoma senza aumento del Sul, solo in caso di documentata inidoneit strutturale del fabbricato.
18.2 Edifici isolati di civile abitazione Per le costruzioni esistenti di civile abitazione esistenti nelle zone E 4 di tutela, sono ammessi solo gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, e di ristrutturazione senza aumento della Sul esistente. Per tali edifici ammesso il recupero per uso residenziale, anche non connesso con l esercizio di attivit agricola. Per le costruzioni esistenti di civile abitazione esistenti nelle zone E1 agricole normali ed E4.4 di particolare interesse paesaggistico e ambientale, individuate con apposita schedatura allegata alle presenti norme, oltre agli interventi di cui al precedente comma, sono ammessi interventi di 39
ampliamento e di demolizione e ricostruzione nell ambito della corte, nel rispetto dei seguenti indici: Sul non superiore a 250 mq. Hm altezza massima = 7 metri (salvo maggiori altezze preesistenti) P numero massimo dei piani = 2 (salvo numero superiore preesistente). D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri per nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ampliamenti anche in presenza di pareti non finestrate; numero massimo di unit abitative: 2 Per la distanza dalle strade si applicano i parametri previsti all'art. 22.
E' ammessa la trasposizione del volume di edifici esistenti nelle zone E1, al di fuori delle fasce di rispetto delle strade, purch la nuova edificazione avvenga nella stessa zona e le aree di sedime dell'edificio demolito siano ricondotte a terreno naturale con l'eliminazione di tutte le strutture, comprese le fondazioni. Anche in questo caso si applicano gli indici del precedente comma. Il nuovo sito dovr comunque essere libero da vincoli urbanistici, ambientali ed idrogeologici che precludano la nuova edificazione. In tutti i casi in cui sar consentito il recupero per funzioni non connesse con l esercizio di attivit agricola di edifici precedentemente asserviti ad unit poderali agricole, non sar consentita nelle medesima unit poderale, la realizzazione di nuovi edifici abitativi. Nel caso di recupero di edificio residenziale isolato privo di strutture di servizio nelle vicinanze, ammessa la possibilit di realizzare nellarea di pertinenza, in aggiunta allindice, un nuovo manufatto di servizio, ad uso autorimessa. Di norma il manufatto dovr essere realizzato in muratura con copertura a due falde ed unaltezza massima alla gronda di mt. 2.40. Sul massima = 30 mq. Hm = 3 mt. Distanze dai confini di zona e di propriet = 5 mt.
18.3 Edifici isolati ad uso produttivo Per tutte le attivit esistenti, anche se non funzionali all'attivit agricola, sono consentiti i seguenti interventi: manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria ristrutturazione edilizia
Per tali edifici ammesso il recupero che risulti compatibile con le attuali caratteristiche tipologiche dell edificio stesso e per gli usi compatibili con il contesto ambientale. Per le costruzioni esistenti nelle zone E1 agricole normali, individuate con apposita schedatura allegata alle presenti norme, oltre agli interventi di cui al precedente comma, sono ammessi interventi di ampliamento una tantum del 20%.
Art. 19 Zone F per attrezzature e servizi pubblici di interesse generale Comprendono le aree destinate a spazi, attrezzature e servizi di livello comunale e sovracomunale, di propriet pubblica o comunque preordinati all esproprio, con la possibilit di esercitarvi attivit private compatibili. 40
Destinazioni ammesse: parchi e impianti sportivi, di interesse generale o turistico; attrezzature e impianti tecnologici (impianti e sistemi di depurazione, serbatoi idrici, altre infrastrutture per servizi a rete) - attrezzature e servizi culturali, socio-sanitari, assistenziali, per la pubblica sicurezza e amministrativi di interesse generale - parcheggi e aree di sosta attrezzate di interesse generale o turistico. Le specifiche destinazioni sono precisate con apposita simbologia nelle tavole di PRG. Possono essere insediate anche funzioni accessorie compatibili con quella principale (come pubblici esercizi, sportelli bancari, ecc.) . Modalit di intervento: Il Piano si attua per intervento edilizio diretto applicando gli indici e i parametri specificati per ogni sottozona. La realizzazione e la gestione dei servizi di quartiere spetta al Comune o agli Enti istituzionalmente competenti. Pu essere consentita anche la realizzazione e la gestione da parte di soggetti privati su aree di loro propriet, purch una apposita convenzione ne regoli e ne garantisca l'uso pubblico. Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8. Parchi e impianti sportivi, di interesse generale o turistico Nei parchi sono ammessi interventi per la realizzazione di piccoli impianti sportivi e ricreativi, servizi di ristoro, depositi ecc. Nelle aree destinate ad impianti sportivi, sono ammessi gli interventi per la realizzazione di strutture sportive coperte e scoperte, e dei relativi servizi con i seguenti indici: Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,3 mq/mq. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri. -
Dovranno comunque essere impiantati alberi di alto fusto nella misura minima di 20 per ettaro, e arbusti nella misura minima di 40 per ettaro. Attrezzature e impianti tecnologici (impianti e sistemi di depurazione, serbatoi idrici, altre infrastrutture per servizi a rete) Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,6 mq/mq. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri.
Attorno all'intera area dovr essere realizzata una cortina arborea costituita da una siepe di almeno un metro di spessore e due metri di altezza, e dovranno essere messi a dimora alberi di alto fusto nella misura minima di un ogni 10 metri. Attrezzature e servizi culturali, socio-sanitari, assistenziali, per la pubblica sicurezza amministrativi di interesse generale Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,6 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri. 41 e
Parcheggi e aree di sosta attrezzate di interesse generale o turistico. Nei parcheggi attrezzati, fermo restando l'obbligo di destinare alla sosta almeno il 50% dell'area oggetto di intervento, possono essere realizzate attrezzature complementari alla mobilit come bartavola calda, chioschi, edicole, servizi di informazione turistica e insegne pubblicitarie. Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,4 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 10 metri, salvo maggiori distanze indicate nelle tavole di piano, rispetto alla viabilit principale.
Attorno all'intera area dovr essere realizzata una cortina arborea costituita da una siepe di almeno un metro di spessore e due metri di altezza, e dovranno essere messi a dimora alberi di alto fusto nella misura minima di un ogni 10 metri. Impianti per la telefonia mobile e fissa, per la emittenza radiotelevisiva ed impianti radar. Linstallazione degli impianti fissi per lemittenza radio e televisiva, per telefonia mobile e fissa, e per gli impianti radar sottoposta alle norme e alle procedure stabilite dal D.M. 381/98 e dalla L.R. 30/2000. vietato installare nuovi impianti fissi per lemittenza radio e televisiva, per telefonia mobile e fissa, e per gli impianti radar, allinterno degli elementi costitutivi del sistema paesaggistico del territorio e nelle loro fasce di rispetto, cos determinate: 1. Dai centri storici: ml. 500; 2. Dai nuclei storici del forese e dagli edifici isolati di interesse storico, architettonico, culturale e ambientale: ml. 250; 3. Dagli altri edifici residenziali e dalle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico (zone omogenee F-G) e dai cimiteri: ml. 250; 4. Dal sistema dei crinali, dai calanchi e dalle aree boscate: ml. 50; Tali distanze sono calcolate dal centro dellantenna ai perimetri o ai contorni degli elementi cos come individuati dalla Carta del sistema paesaggistico del territorio di Sogliano al Rubicone facente parte della zonizzazione del PRG, secondo la carta approvata con deliberazione consiliare n 9 del 28/02/2002. Dovranno osservarsi i divieti, i limiti e le modalit operative previste per le infrastrutture e gli impianti in oggetto di cui agli artt. 9, 10, 17, 18, 19, 20A et 20B, 21A et 21B, 25, 26, 27, del PTCP. Sugli impianti esistenti sono ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria. Sono preclusi gli interventi sostitutivi e di ampliamento delle strutture. Tale articolo non si applica nelle zone graficamente destinate alla telefonia mobile. 19.1 Zona F1 destinata alla discarica RSU (1) Tale zona destinata all'attivit della discarica provinciale di Ginestreto denominate G1 e G2. Sono consentite le opere specifiche legate all'attivit di discarica, compresi i servizi, gli impianti tecnologici e le infrastrutture relative. Tali interventi sono regolati dalle specifiche disposizioni, a cui si rinvia. 42
19.2 Zona F2 di pertinenza della discarica RSU (1) Comprende le aree esterne di protezione della discarica. Non sono ammesse nuove costruzioni e sono consentite solo opere di rimboschimento e di sistemazione del terreno.
(1) MODIFICATI CON DELIBERA DI C.C. N 58 DEL 27.08.2003
inoltre consentito lo stoccaggio provvisorio delle terre di scavo da utilizzare per la gestione delle discariche, previa verifica geologica e geotecnica che ne dimostri la fattibilit e ne definisca le modalit dintervento. Tale attivit di stoccaggio temporaneo comunque esclusa nelle aree di cui allart. 18 Invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi dacqua, al comma 2 lett. a dellart. 20A Particolari disposizioni di tutela di specifici elementi : Calanchi ed al comma 6 lett. a . e b. dellart. 26 Zone ed elementi caratterizzati da fenomeni di dissesto e instabilita del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Gli interventi ammissibili nella zona F2 sono regolati dalle specifiche disposizioni, a cui si rinvia.
Art. 20 Zone G per servizi di quartiere Comprendono le aree, articolate per frazione, necessarie ad assicurare agli insediamenti la dotazione ottimale di servizi, di spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, a verde pubblico e a parcheggi, nel rispetto degli standards previsti dall'art. 46 della L.R. 47/78 e s.m. La realizzazione e la gestione dei servizi di quartiere spetta al Comune o agli Enti istituzionalmente competenti. Pu essere consentita anche la realizzazione e la gestione da parte di soggetti privati su aree di loro propriet, purch una apposita convenzione ne regoli e ne garantisca l'uso pubblico. Destinazioni previste: G1a - Istruzione G1b - Attrezzature e servizi di interesse collettivo e religioso G2 - Verde pubblico attrezzato G3 - Parcheggi pubblici
Le specifiche destinazioni sono precisate con apposita simbologia nelle tavole di PRG. Esse hanno carattere indicativo, e possono essere modificate in sede attuativa, purch siano rispettati gli standard complessivi previsti dal PRG. Possono essere insediate anche funzioni accessorie compatibili con quella principale (come pubblici esercizi, sportelli bancari, alloggi per il custode ecc.). Modalit di intervento: Il Piano si attua per intervento edilizio diretto applicando gli indici e i parametri specificati per ogni sottozona. La realizzazione e la gestione dei servizi di quartiere spetta al Comune o agli Enti istituzionalmente competenti. Pu essere consentita anche la realizzazione e la gestione da parte di soggetti privati su aree di loro propriet, purch una apposita convenzione ne regoli e ne garantisca l'uso pubblico. Gli standard di parcheggio sono previsti all'art. 8.
Istruzione Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,6 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri.
Attrezzature di interesse comune e religiose Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,6 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri, salvo corpi particolari, come i campanili. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri.
Verde pubblico attrezzato In queste aree, di norma destinate a parchi e giardini attrezzati per il gioco e il tempo libero, possono essere realizzati anche impianti sportivi scoperti e coperti. In questo ultimo caso si applicano i seguenti indici: Uf indice di utilizzazione fondiaria Sul/Sf = 0,4 mq/mq. Hm altezza massima = 10 metri, salvo corpi particolari, come i campanili. D1 distanza dai confini di zona e di propriet = 5 metri.
Dovranno comunque essere impiantati alberi di alto fusto nella misura minima di 20 per ettaro, e arbusti nella misura minima di 40 per ettaro. Possono essere realizzate costruzioni complementari alla funzione principale, come chioschi, servizi igienici, attrezzature tecnologiche e di servizio, purch la superficie destinata a parco non sia inferiore al 90% dell'area complessiva. Parcheggi pubblici Tali aree dovranno di norma essere alberate, con una densit pari ad almeno una pianta ogni 100 mq. della superficie del parcheggio. Possono essere realizzate costruzioni complementari alla funzione principale di parcheggio come chioschi, servizi igienici, attrezzature tecnologiche e di servizio, purch la superficie del parcheggio non sia inferiore al 75% dell'area complessiva. Art. 21 Zone H Verde privato e di rispetto ambientale Zone H1 destinate a verde privato Tali zone sono destinate al mantenimento e alla trasformazione del verde per la creazione di giardini, orti e parchi privati. E' prescritto il mantenimento delle aree libere inedificate e delle relative piantumazioni, nonch l'eventuale sistemazione a parco. L'abbattimento delle piante soggetto ad autorizzazione. Per gli edifici esistenti in tali zone sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, nonch di ampliamento in misura non superiore al 20% della Sul esistente alla data di adozione delle presenti norme. Zone H2 di rispetto ambientale Sono le zone adiacenti ai centri storici, che ne integrano il valore ambientale. E sono anche le zone che separano i centri abitati dalla viabilit principale e le zone produttive dalle abitazioni adiacenti. In tali zone sono vietate nuove edificazioni e devono essere conservate le alberature esistenti. 44
Art. 22 Aree per la viabilit Comprendono le sedi stradali, compresi marciapiedi, banchine e piste ciclabili, e gli spazi accessori, come le fermate degli autobus. Comprendono anche le aree di sosta attrezzate e le stazioni di servizio carburanti. Nelle tavole di progetto in scala 1: 10.000 tali infrastrutture sono individuate al di fuori dei centri urbanizzati con la definizione delle rispettive fasce di rispetto, determinate ai sensi del D.M. 1404/68. Tali fasce sono indicative, mentre fa fede quanto previsto dal presente articolo sulla base del rilievo dello stato di fatto. Nelle fasce di rispetto stradale possono essere realizzate, oltre alle opere stradali, solo le opere previste dall'art. 45 della L.R. 47/78 e s.m. ed in particolare, e solo in forma precaria, gli impianti di distribuzione di carburanti con i relativi servizi e le installazioni pubblicitarie. Nelle fasce di rispetto stradale ammessa la sopraelevazione dei fabbricati o il loro ampliamente sul lato opposto a quello della strada, nei limiti consentiti dalle specifiche norme di zona. Le fasce di rispetto sono riportate nelle tavole di piano. Ove il PRG preveda la sovrapposizione delle zone destinate a fasce di rispetto con altra zona, questa ultima per intero computabile ai fini edificatori. Le fasce di rispetto sono stabilite ai sensi del D.M. 1404/68, del D.P.R. 495/92 e del Dlg. 285/92 e successive modificazioni, in base alla classificazione di cui alla seguente tabella. La delimitazione dei centri abitati, a cui fa riferimento la tabella per la determinazione delle distanze, quella definita con delibera del G.C. n. 37 del 18.02.1998, in applicazione del Codice della Strada. Classificazione delle strade extraurbane e fasce di rispetto Tipo di strada Classe Fuori territorio urbanizzato 40 m. Dentro al territorio urbanizzato 20 m.
Strade extraurbane principali S.G.C. E 45 Strade locali (comunali e provinciali) Strade locali vicinali
20 m. 10 m.
Art. 23 Zone di rispetto cimiteriale Sono individuate con apposito perimetro nelle tavole di PRG, recependo le riduzioni del vincolo gi autorizzate da parte dell autorit preposta, ai sensi del T.U. 1265/34 (commi 4 e 5). Esse sono modificabili con delibera di Consiglio Comunale, ai sensi delle vigenti norme sanitarie. In tali fasce, riservate all'ampliamento delle attrezzature cimiteriali, sono ammesse solo piccole costruzioni legati alla funzione cimiteriale, come chioschi per fiori, da autorizzare a titolo precario. 45
Art. 24 Zone ed elementi caratterizzati da fenomeni di dissesto e di instabilit Sono le zone del territorio comunale individuate nella tavola delle Pericolosit Geoambientali, del Piano Territoriale di Coordinamento, adottato con delibera n. 15682/43 del 28/04/1999. A tali zone si applicano le disposizioni previste dall'art. 26 e 27 delle Norme tecniche del P.T.C.P. Il PTCP suddivide il territorio in Unit Idromorfologiche Elementari (UIE) a differente indice di franosit. Per qualsiasi trasformazione del territorio su aree che presentano fenomeni di dissesto, dovr essere compilata la scheda di rilevamento dei movimenti franosi di cui all'allegato B del PTCP.
Art. 25 Norme di urbanistica commerciale Fatto salvo il caso di diversa e specifica individuazione cartografica, in tutte le zone in cui prevista come destinazione d'uso l'attivit commerciale genericamente intesa, possibile insediare esclusivamente la tipologia esercizio di vicinato. Per esercizi di vicinato si intendono gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq. Gli esercizi di vicinato si distinguono nelle due seguenti sottocategorie: a) esercizi di vicinato del settore alimentare b) esercizi di vicinato del settore non alimentare. Agli esercizi di vicinato ricompresi in ambiti prevalentemente residenziali sono applicabili le norme sugli standards relativi agli insediamenti residenziali. Con delibera di C.C. n. 79 del 30/09/2000 sono stati elencati ed individuati i seguenti punti del territorio, riportati nelle tavole 3.1 3.8, in cui sono consentite le strutture di vendita medio piccole (non alimentari), di cui al Dlgs 31.03.1998, n. 114, della L.R. 14/99 e dei criteri di cui alla delibera del Consiglio Regionale 1253/99. Bivio Montegelli al punto 1.1 struttura fino a mq. 400 al punto 1.2 struttura fino a mq. 400 al punto 1.3 struttura fino a mq. 800 al punto 1.4 struttura fino a mq. 800 al punto 1.5 struttura fino a mq. 800 al punto 1.6 struttura fino a mq. 800 di cui mq. 500 gi autorizzati al punto 1.7 struttura fino a mq. 800 di cui mq. 376 gi autorizzati
Montepetra Alta al punto 2.1 struttura fino a mq. 300 di cui mq. 142 gi autorizzati
Ponte Uso al punto 3.1 struttura fino a mq. 500
Montepetra Bassa al punto 4.1 struttura fino a mq. 400 46
al punto 4.2 struttura fino a mq. 800 al punto 4.3 struttura fino a mq. 800 al punto 4.4 struttura fino a mq. 800 al punto 4.5 struttura fino a mq. 800 al punto 4.6 struttura fino a mq. 800 al punto 4.7 struttura (con esclusivamente usi merceologici compatibili con la destinazione e servizi della viabilit) fino a mq. 800
Santa Maria di Vignola al punto 5.1 struttura fino a mq. 600
Si applicano gli standards di parcheggio previsti dall'art. 8 delle presenti norme, con le seguenti precisazioni: a) alle medie strutture commerciali si applicano sempre le norme specifiche sugli standards relative agli insediamenti commercializzazione; b) nel caso di medie strutture collocate fuori o ai margini dei centri abitati in posizione tale per cui le aree da cedere ad uso pubblico siano di fatto utilizzabili quasi esclusivamente a servizio dell'esercizio commerciale, nella convenzione il Comune potr prevedere la gestione privata della stessa a cura del gestore della struttura commerciale; c) ai fini dell'applicazione degli standards, nel caso di esercizi che vendono prodotti alimentari e non alimentari, si applicano le norme riferite agli esercizi del settore alimentare, salvo che la superficie di vendita riservata al settore alimentare risulti inferiore al 3% di quella complessiva; d) le aree da destinare a standard potranno essere reperite anche nelle zone adiacenti, destinate dal PRG a servizi (zone F G). Il cambio di attivit commerciale nell'ambito della stessa categoria merceologica non comporta la realizzazione degli standards. L'ampliamento della superficie commerciale fino ad un massimo del 50% comporta la realizzazione degli standards calcolata sulla parte in ampliamento. Oltre il 50% la realizzazione degli standards riguarder l'intera superficie, compresa quella gi esistente. Per disciplina relativa alla dotazione di parcheggi pertinenziali e all'accessibilit si rimanda a quanto previsto dai punti 5.2 e 5.3 della delibera del Consiglio Regionale 1253/99. A tale deliberazione si rinvia per ogni altro parametro edilizio urbanistico non compreso nel presente articolo. Le previsioni insediative derivanti da disposizioni normative ovvero ricadenti nelle stesse aree o comparti attuativi sono da considerarsi strutture isolate e non devono costituirsi come centri commerciali e/o aree commerciali integrate. Fatto salvo il caso degli esercizi di vicinato e delle strutture di vendita di rango medio inferiore, nel rispetto dei parametri relativi agli standards urbanistici ed alle dotazioni pertinenziali consentito il passaggio univoco dalla categoria merceologica alimentare a quella non alimentare. Le dotazioni pertinenziali delle strutture di vendita dovranno essere sempre assicurate all'interno delle aree o degli immobili oggetto di intervento, ovvero in aree o immobili immediatamente adiacenti e/o contigui. 47
Nuove localizzazioni di strutture di vendita fino al rango medio inferiore (800 mq.) sono ammesse solo con specifiche varianti urbanistiche. Tale facolt preclusa qualora la localizzazione su confine abbia un'incidenza diretta su un centro urbano di un comune contermine e/o qualora vada ad incrementare una localizzazione commerciale preesistente in modo tale da fare assumere a quest'ultima un rango dimensionale e una capacit di attrazione di livello sovracomunale. In riferimento a ci non sono da ritenersi ammissibili varianti urbanistiche solo normative.
TITOLO 4 Norme transitorie e finali
Art. 26 Entrata in vigore delle presenti norme Le istanze di autorizzazione e di concessione presentate entro tre mesi dalla data di adozione delle presenti norme sono esaminate e autorizzate in conformit alle norme previgenti. I PUA per attivit produttive in localit Montepetra Bassa, gi presentati e non ancora approvati, mantengono le norme dello strumento previgente, a condizione che siano approvati entro un anno dall'adozione delle presenti norme. Decorso tale termine prevalgono le presenti norme.
Art. 27 Abitato da consolidare di Sogliano Sogliano capoluogo compreso fra gli abitati da consolidare ai sensi della legge 9.07.1908 n.445, ed stato oggetto di perimetrazione, adottata con delibera del C.C. n. 104 del 29.11.99, ed inviata alla Regione Emilia Romagna in data 7.07.2000 per la sua approvazione, in base all'art. 29 del PTCP. Nell'ambito perimetrato si applicano le norme tecniche relative alle zone classificate , di cui all'elaborato 7 della perimetrazione. In attesa dell'approvazione regionale sono ammessi solo gli interventi di cui alla lettera a) terzo comma dell'art. 29 del PTCP e precisamente: interventi di consolidamento strutturale, manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione nonch ampliamento non superiore al 20% del volume esistente . In attesa della definitiva approvazione della perimetrazione dellabitato da consolidare restano in vigore le limitazioni duso del suolo e del territorio gi vigenti e di cui allart. 12 bis del Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico dellAutorit Regionale dei Bacini Romagnoli.
Art. 28 Edifici interessati dalla realizzazione di opere pubbliche ed aree a destinazione pubblica E' consentita la ricollocazione di edifici posti in zone E, interessati da fasce di rispetto stradale o di altre infrastrutture, in altri terreni entro un raggio di un Km. E' ammessa la ricostruzione della Sul esistente e l'eventuale ampliamento se previsto dalle norme di zona. Per gli edifici da espropriare per la realizzazione di opere o infrastrutture pubbliche si applicano le norme previste dalla L.R. 38/98. In tutte le aree a destinazione pubblica, che risultano o edificate con destinazione d'uso non conforme al presente PRG, possono essere autorizzate in via transitoria, sentita la Commissione Edilizia, le seguenti utilizzazioni temporanee private, senza rilascio di concessioni edilizie: mantenimento dell'utilizzazione attuale, con opere di manutenzione mantenimento o attivazione di attivit agricole che comportano normali operazioni colturali, con esclusione dello spandimento dei liquami a scopo fertilizzante 49
la realizzazione di piccole costruzioni per il ricovero di attrezzi, mezzi o materiali, purch di tipo leggero, non contrastanti con il decoro urbano, con sole fondazioni superficiali, senza allacciamenti permanenti ai pubblici servizi, di altezza massima non superiore a 5 metri e nel rispetto delle distanze previste dalle presenti norme, con l'esclusione di qualsiasi nuova costruzione che possa essere adibita anche a titolo precario alla residenza; la piantumazione di alberature e la realizzazione di giardini privati e di uso pubblico, con eventuali attrezzature mobili per il gioco.
L'autorizzazione precaria decade a tutti gli effetti con l'atto amministrativo con cui si da avvio all'attuazione della previsione pubblica del PRG, compresa l'eventuale procedure espropriativa. L'autorizzazione pu essere comunque revocata, con provvedimento immediato, qualora l'utilizzazione temporanea provochi disturbo, comprometta la qualit ambientale della zona, comporti danni al decoro urbano, ai pubblici servizi e alla salute pubblica. Il richiedente l'autorizzazione si impegna, alla decadenza dell'autorizzazione, al ripristino dell'area, provvedendo a sua cura e spese alla rimozione di eventuali macerie e rottami, ed alla risistemazione del terreno.
Art. 29 Permesso di costruire in deroga al PRG Il permesso di costruire pu essere rilasciata in deroga alle norme del PRG e del Regolamento Edilizio, previa deliberazione del Consiglio Comunale, limitatamente agli edifici ed impianti pubblici, intendendo per pubblico ogni edificio o impianto di interesse qualificato dalla sua rispondenza ai fini perseguiti dall'Amministrazione pubblica, ai sensi dell'art. 46 della L.R. 23/80. La deroga non deve comunque comportare modifiche al PTCP.
Art. 30 Prescrizioni dell Autorit di Bacino In tutte le aree interessate dal Piano Stralcio di Bacino per il Rischio Idrogeologico, redatto ai sensi dell art. 3 primo comma della L. 183/89, relativo ai bacini regionali romagnoli, si applicano le prescrizioni relative alle situazioni di rischio potenziale, di cui agli articoli 2 ter, 3, 4, 5, 6, 12; sono altres vincolanti al fine di supportare lo sviluppo sostenibile del territorio, le prescrizioni relative all invarianza idraulica di cui all art. 9 e quelle relative alle distanze dai corpi arginali di cui all art. 10. Sono inoltre vincolanti le normative urbanistico edilizie relative al capoluogo di Sogliano, riportate nell appendice A art. 12 bis delle norme del Piano Stralcio. Dovranno essere inoltre rispettate le norme di salvaguardia del progetto di Piano Stralcio adottato dal Comitato Istituzionale dell Autorit interregionale di Bacino Marecchia Conca con delibera del 28 Maggio 2000 e sua integrazione adottata con delibera del Comitato Istituzionale in data 21.03.2003.
Art. 31 Zone ed elementi di interesse storico ed archeologico Sono le zone individuate nel PTCP e normate dall'art. 21A comma 5 delle norme di attuazione dello stesso.
Art. 32 Viabilit storica e panoramica Sono le zone individuate nel PTCP e normate dall'art. 24A e 24B delle norme di attuazione dello stesso. Gli interventi afferenti tratti di viabilit storica e panoramica coincidenti con le linee di crinale vanno adeguatamente conformate al rispetto delle disposizioni di tutela previste per tali specifici elementi dal presente Piano e dal PTCP. Vanno evitati gli interventi afferenti i tratti di viabilit panoramica posti al di fuori del perimetro dei centri abitati che limitino le visuali di interesse paesaggistico; in particolare vietata l'edificazione di nuovi manufatti edilizi ai margini della viabilit panoramica posta al di fuori del perimetro territorio urbanizzato, sul lato a favore di veduta o su entrambi i lati nel caso di doppia veduta.
Art. 33 Edifici residenziali all interno di fasce di rispetto E consentita la demolizione degli edifici situati in zona agricola e interessati da fasce di rispetto fluviale (Art. 17 zona E 4.1), stradale (Art. 22), cimiteriale (Art. 23) e degli elettrodotti ovvero posti su aree interessate da frane (Art. 24). La ricostruzione, entro il limite massimo di 250 mq. di Sul, dovr essere realizzata in terreni adiacenti entro un raggio di 500 mt. non interessati da tutela cos come definito allinterno delle tavole del Piano Regolatore. La nuova edificazione dovr comunque rispettare le distanze dai confini di propriet e di zona. Art. 34 Attivit specialistiche temporanee Per particolari esigenze possono essere insediate attivit specialistiche temporanee (quali piste di atterraggio di ultraleggeri, piste da motocross, ecc). Il comune pu rilasciare a titolo precario una autorizzazione convenzionata con scadenza quinquennale per lutilizzo temporaneo dei terreni. Dovr essere garantita: - larmonizzazione e linserimento nel paesaggio circostante dei manufatti precari da realizzare che dovranno risultare strettamente funzionali allo svolgimento delle attivit, e che potranno avere una altezza superiore ad 1 piano, sulla base di unapposita relazione tecnica dimostrativa ed esplicativa; - il rispetto delle distanze dai confini e dalle strade; - gli eventuali allacciamenti provvisori ai servizi tecnici e tecnologici necessari. Lautorizzazione sar condizionata dal nulla osta delle autorit competenti e previa verifica dei servizi ARPA e AUSL. Nono potr essere rilasciata su aree poste allinterno di fasce di tutela fluviale, strale o in aree interessate da frane, nonch allinterno dellarea perimetrata con D.M. del 14.11.1996.
Art. 35 Attivit di lavorazione di materiali pirotecnici Le attivit di lavorazione, deposito e commercializzazione allingrosso di materiali pirotecnici richiede particolari misure di sicurezza che non consentono linsediamento nelle aree produttive. Tali attivit non determinano di norma forti impatti ambientali in termini di volume costruito e la localizzazione isolata nel Territorio agricolo pu essere correttamente inserita nel rispetto dellambiente e delle normative di sicurezza. ammesso il Permesso di costruire convenzionato su presentazione di progetto unitario dellintera area. 51
Indici : Ut= 0.035 mq/mq Sul (con un massimo di 100 mq. da destinarsi ad abitazione) D1= 10 mt. Hm= = 6.5 mt
Art. 36 Prescrizioni geologiche ed idrogeologiche 36.1 Prescrizioni geologiche ed idrogeologiche valide per tutte le aree Lo studio geotecnico di dettaglio sui singoli comparti, da effettuare in conformit al D. M. del 16/01/96 ed al D.M. del 11/03/88 in sede di progetto esecutivo, definir le variazioni tessiturali del terreno e le reali caratteristiche geotecniche fornendo eventuali prescrizioni particolari. Inoltre, vista l'importanza per la vulnerabilit del territorio degli aspetti legati all'amplificazione sismica locale, si ritiene opportuno che la relazione geologica di dettaglio da produrre in conformit al D.M. 11/03/1988, produca gli approfondimenti proposti nella Relazione Geologica, All. 1 "Aspetti geoambientali del territorio", Pagg. 14 19. Andr eseguita e mantenuta efficiente un'adeguata rete di regimazione delle acque superficiali, con particolare attenzione per le aree poste su pendio ed ai piedi del versante. Sar rispettata la presenza di scarpate morfologiche di cui andr verificata la stabilit e per le quali saranno previste eventuali opere di consolidamento. Dal ciglio superiore delle scarpate si dovr mantenere una distanza che sar rapportata alla loro altezza e alle caratteristiche geomeccaniche dei terreni e comunque rispettando i limiti minimi espressi al comma 13, articolo 26 del PTCP e negli allegati al parere del SPDS. Andranno rispettate tutte le prescrizioni espresse nelle relazioni geologico-tecniche.
36.1 Prescrizioni geologiche ed idrogeologiche valide per le singole aree Aree contrassegnate dal simbolo grafico Bivio Montegelli Area 1 Lo studio di dettaglio da eseguire in fase esecutiva dovr comprendere un aggiornamento delle sezioni del Fiume Savio utilizzate per la verifica idraulica allegata al PRG e la verifica idraulica del torrente Ansa. Aree 4 14 Ledificabilit subordinata alle seguenti prescrizioni: - la zona a monte dellarea 4 interessata dal dissesto superficiale a carico delle coltri di riporto dovr essere bonificata mediante drenaggi e rete di regimazione delle acque superficiali; - i fabbricati e le opere di sostegno dovranno poggiare direttamente nel substrato; - sul fianco NE dellarea 4 si dovr prevedere una fascia di rispetto non edificabile di almeno 10 m; - il citato dissesto posto a monte dellarea 3 dovr essere consolidato mediante opere di drenaggio e regimazione idrica superficiale; - se non verr trovato un accordo con i legittimi proprietari dellarea in dissesto, per il suo consolidamento, si dovr prevedere la realizzazione di unopera strutturale (palificata collegata da trave in c.a.) atta a impedire larretramento della corona di frana in direzione dellArea 14. 52 = limitazione edificatoria di carattere geomorfologico
La realizzazione di unopera strutturale atta ad impedire larretramento della frana verso larea 14 obbligatoria e contestuale alledificazione dellarea. Area 10 Si prescrive, per quanto riguarda la pendice a monte interessata da locali dissesti superficiali, che in fase esecutiva dovranno essere previste opere di contenimento dei lotti, adeguatamente dimensionate e fondate, a difesa dei movimenti franosi. Strigara Area 4 Ledificabilit andr limitata alla zona sommitale prospiciente la viabilit lungo il crinale. Le fondazioni dei manufatti dovranno essere poggiate su complessi mitologicamente omogenei ricorrendo a fondazioni profonde attestate sul substrato. In considerazione della presenza di una scarpata acclive si prescrive di lasciare una fascia di rispetto minima non edificabile di almeno 15 m. Area 6 L'edificazione dovr prevedere la sistemazione della scarpata che limita l'area verso Sud, rispettando inoltre una distanza che sar adeguata a quanto previsto nelle prescrizioni generali. Area 10 Dovr essere rispettata la morfologia del versante e gli sbancamenti e/o i riporti, nel caso si rendano necessari, siano di limitata entit (delibera di giunta regionale 388 del 25/03/1997). Area 11 Larea potr essere interessata da intervento edificatorio solamente dopo aver eseguito approfondite indagini geologico-geotecniche estese ad un conveniente intorno, ne sia stata verificata la fattibilit, lentit di opere di presidio e di consolidamento e ne sia stata completata la loro eventuale realizzazione. Sogliano Vignola Area 5 Qualsiasi ampliamento dell'esistente sar subordinato all'attuazione di un programma di consolidamento dell'adiacente frana attiva Area 6 Dovr essere rispettata la morfologia del versante e gli sbancamenti e/o i riporti, nel caso si rendano necessari, siano di limitata entit (delibera di giunta regionale 388 del 25/03/1997). Sogliano capoluogo Area 8 L'edificazione dovr essere associata all'attuazione di un programma di consolidamento del versante sottostante. Area 9 Eventuali ampliamenti dovranno essere realizzati in aderenza subordinatamente al consolidamento della sottostante scarpata. Villaggio Baviera Area 6 Si prescrive che le strutture siano fondate direttamente nel substrato ricorrendo a fondazioni 53 all'edificio esistente e
profonde e che siano realizzate una adeguata rete di regimazione idrica ed opere di bonifica e consolidamento perimetrali. Area 3 Qualsiasi ampliamento dell'esistente dovr svolgersi nell'area attualmente occupata dal piazzale antistante l'edificio principale. Si consiglia inoltre un urgente programma di consolidamento della scarpata posta ad Est del lotto, con movimenti franosi in atto, la cui retrogradazione sta arrivando ad interessare l'edificio esistente. Area 5 Ledificazione si dovr concentrare nella parte sud del lotto. Per quanto riguarda larea in dissesto quiescente posta a valle si consiglia di prevedere la regimazione idrica superficiale mediante fossi e profonda mediante drenaggi, ed eventualmente unopera di contenimento su pali che non consenta larretramento della nicchia verso larea edificabile. Rontagnano Area 6 Si prescrive che al limite di valle della zona produttiva limitrofa alle aree in dissesto venga realizzato il muro di confine mediante fondazioni profonde attestate nel substrato che garantiranno larea da eventuali fenomeni di arretramento del dissesto. Area 9 Si prescrive che lutilizzazione edificatoria sia attestata nelle parti dove la coltre presenta un minore spessore e siano realizzate a monte della scuola delle opere di contenimento ancorate al substrato in modo da non trasmettere carichi nelle aree sottostanti e gli sbancamenti siano evitati o ridotti allo stretto necessario fermo restando che dovranno essere fatti, un aggiornamento e delle verifiche sulle condizioni del territorio prima di procedere alla effettiva utilizzazione del territorio (SPDS parere prot. N 2181/T02 P.S. 3156 del 15/05/1996) Barbotto Area 1 Dovranno essere applicate tutte le prescrizioni seguenti: - ledificabilit e gli eventuali ampliamenti del fabbricato esistente andranno limitati alla zona sommitale dellarea prospiciente la viabilit l dove il substrato roccioso presente a minore profondit; - le fondazioni dei manufatti andranno poggiate su litotipi omogenei ascrivibili al substrato mediante fondazioni profonde (pali) - andr realizzata una idonea regimazione idrica superficiale e profonda al fine di limitare il rapido scorrimento di acque verso la pendice di valle Montepetra Bassa Area 3 Fascia di rispetto non edificabile pari allaltezza della scarpata sottesa. Area 4 Tenendo conto che gi la prima relazione geologica allegata al PRG prescriveva di limitare ledificazione al di sopra dellisoipsa 232 m., si prescrive che larea edificabile allinterno del comparto sia limitata alla parte del comparto superiore allisoipsa 232, con lesclusione dellangolo sud in cui la relazione geologica evidenzia un maggiore spessore della coltre detritica. Inoltre si prescrivono fondazioni da attestare nel substrato e regimazioni idriche in tutto il comparto. 54
Montegelli Area 5 Le nuove edificazioni avranno le fondazioni incastrate nel substrato roccioso non alterato e sono subordinate ad opere di protezione dalla retrogressione dei movimenti franosi presenti a valle. Area 6 Si prescrive una fascia inedificabile di 10 m a partire dal limite ovest della zona B1 poich a valle vi la presenza di aree interessate da fenomeni di dissesto. Si devono prevedere verso valle opere di contenimento adeguatamente fondate nel substrato (SPDS parere n 544/T02 del 19/07/1999) Bagnolo Area 3 La nuova edificazione dovr rispettare una distanza dalla scarpata che borda il piazzale dal lato Sud Ovest proporzionata alla sua altezza ed alle caratteristiche geomeccaniche dei terreni. Si consiglia di fondare le strutture direttamente nel substrato e di prevedere una adeguata rete di regimazione idrica. Lindagine geologica specifica permetter, i fase esecutiva, di definire il carico ammissibile del terreno e la tipologia fondale idonea. Area 2 Si prescrive che le fondazioni siano incastrate nel substrato roccioso. Aree contrassegnate dal simbolo grafico = Porzione di zona urbanistica soggetta a prescrizioni del Servizio Provinciale Difesa del Suolo oppure soggetta a vincolo geologico di inedificabilit Bivio Montegelli Area 12 Si prescrive, per quanto riguarda la pendice a monte interessata da locali dissesti superficiali, che in fase esecutiva dovranno essere previste opere di contenimento dei lotti, adeguatamente dimensionate e fondate, a difesa dei movimenti franosi. Villaggio Baviera Area 4 Eventuali ampliamenti dellesistente non devono essere effettuati verso il lato Nord del lotto. Area 7 Non devono essere eseguiti ampliamenti verso nord, nord-ovest e sud-ovest dei fabbricati perimetrali adiacenti a tali zone per la presenza di fenomeni di instabilit delle limitrofe pendici. Area 8 Non devono essere eseguiti ampliamenti verso nord. Ponte Uso Area 2 Larea inedificabile e adibita a verde privato. Area 3 Qualsiasi utilizzazione dell'area diversa dall'attuale dovr essere preceduta da un consolidamento 55
del movimento franoso presente nel campo posto a valle dellarea e della scarpata che borda l'area verso Ovest, interessata da una frana quiescente Sogliano Capoluogo Area 11 Si prescrive che venga attuato un programma di consolidamento del sottostante versante cos come nella Relazione geologica di PRG del 1998. Larea potr essere interessata da intervento edificatorio solamente dopo aver eseguito approfondite indagini geologico-geotecniche estese ad un conveniente intorno, ne sia stata verificata la fattibilit, lentit di opere di presidio e di consolidamento e ne sia stata completata la loro eventuale realizzazione. Area 6 Si individua una fascia in edificabile per la presenza della scarpata (parere SPDS 2281/IT-2 PS 3089) Area 7 Si individua una fascia in edificabile per la presenza della scarpata (parere SPDS 2281/IT-2 PS 3089) Area 15 Si prescrive lesclusione dalledificazione. Area 16 Si prescrive lesclusione dalledificazione. Sogliano Santa Maria Vignola Area 7 Area inedificabile poich soggetta ad opere di consolidamento per fenomeno franoso. Montepetra Bassa Area 9 Si prescrive che prima di ogni utilizzazione devono essere verificate la natura e lorigine delle lesioni del fabbricato esistente e stabilire di conseguenza la stabilit dellarea. Rontagnano Area 9 Si prescrive che lutilizzazione edificatoria sia attestata nelle parti dove la coltre presenta un minore spessore e siano realizzate a monte della scuola delle opere di contenimento ancorate al substrato in modo da non trasmettere carichi nelle aree sottostanti e gli sbancamenti siano evitati o ridotti allo stretto necessario fermo restando che dovranno essere fatti, un aggiornamento e delle verifiche sulle condizioni del territorio prima di procedere alla effettiva utilizzazione del territorio (SPDS parere prot. N 2181/T02 P.S. 3156 del 15/05/1996)
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