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Timestamp: 2018-12-17 01:38:18+00:00

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Installazione impianto videosorveglianza (Corte di Cassazione Civile, sezione II, Sentenza 2 settembre 2015, n. 17440). – Noi Radiomobile™
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Installazione impianto videosorveglianza (Corte di Cassazione Civile, sezione II, Sentenza 2 settembre 2015, n. 17440).
Posted on 12 Giugno 2018 12 Giugno 2018 AuthorNoi RadiomobileLeave a comment
Il Tribunale ha fatto cosi applicazione del principio per cui “l’immagine di una persona, pur possedendo capacità identificativa del soggetto, quando viene trattata non integra automaticamente la nozione di dato personale, agli effetti del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, ma lo diviene qualora chi esegue il trattamento la correli espressamente ad una persona mediante didascalia od altra modalità, quale un’enunciazione orale, da cui sia possibile identificarla, restando invece irrilevante, in mancanza di tali indicazioni, la circostanza che chi percepisce l’immagine sia in grado, per le sue conoscenze personali, di riconoscere la persona ritratta” (Cass. n. 12997 del 2009).
E, su tale base, ha quindi ritenuto insussistente, nella specie, l’obbligo per il titolare dell’esercizio, di apporre l’informativa di cui al D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 13.
In caso di impiego di strumenti di videosorveglianza da parte di privati ed enti pubblici economici, la possibilità di raccogliere lecitamente il consenso può risultare, in concreto, fortemente limitata dalle caratteristiche e dalle modalità di funzionamento dei sistemi di rilevazione, i quali riguardano spesso una cerchia non circoscritta di persone che non è agevole o non è possibile contattare prima del trattamento.
Ciò anche in relazione a finalità (ad es. di sicurezza o di deterrenza) che non si conciliano con richieste di esplicita accettazione da chi intende accedere a determinati luoghi o usufruire di taluni servizi”.
Da qui la previsione che “nel settore privato, fuori dei casi in cui sia possibile ottenere un esplicito consenso libero, espresso e documentato, vi può essere la necessità di verificare se esista un altro presupposto di liceità utilizzabile in alternativa al consenso, come indicato nel paragrafo successivo”.
A tal fine, il citato Provvedimento prevede che “un’idonea alternativa all’esplicito consenso va ravvisata nell’istituto del bilanciamento di interessi (art. 24, comma 1, lett. g, del Codice).
e) i diritti di cui all’art. 7;
ciò anche nei casi di eventi e in occasione di spettacoli pubblici (concerti, manifestazioni sportive) o di attività pubblicitarie (attraverso web cam).
L’informativa deve fornire gli elementi previsti dal Codice l’art. 13) anche con formule sintetiche, ma chiare e senza ambiguità”, con la precisazione che il Garante ha individuato, ai sensi dell’art. 13, comma 3, del Codice un modello semplificato di informativa minima”, riportato in allegato.
“Il supporto con l’informativa: deve essere collocato nei luoghi ripresi o nelle immediate vicinanze, non necessariamente a contatto con la telecamera; deve avere un formato ed un posizionamento tale da essere chiaramente visibile; può inglobare un simbolo o una stilizzazione di esplicita e immediata comprensione, eventualmente diversificati se le immagini sono solo visionate o anche registrate”.
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References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 13
 Sentenza 
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