Source: http://esecuzioneforzata.ilcaso.it/codice_sovraindebitamento/9
Timestamp: 2020-05-28 18:01:45+00:00

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Sovraindebitamento – Accordo di composizione della crisi – Crediti garantiti da ipoteche su beni diversi – Identità soggettiva dei titolari – Proposta di accordo prevedente la vendita di un solo bene ipotecario ed il soddisfo di entrambi i crediti mediante la vendita dell’ulteriore bene ipotecario – Valutazione complessiva della convenienza economica rimessa al creditore – Inammissibilità.
(Fattispecie in cui il Tribunale ha dichiarato inammissibile la proposta di accordo di composizione in cui il sovraindebitato, titolare di due immobili gravati da ipoteche in favore del medesimo istituto bancario, proponeva la vendita di un solo bene immobile con cui soddisfare il creditore ipotecario a tacitazione di entrambe le posizioni creditorie garantite). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 26 Dicembre 2019. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del Consumatore – Contratto in corso di cessione del quinto dello stipendio – Inopponibilità alla procedura – Sussistenza – Condizioni .
Atteso che la c.d. cessione del quinto dello stipendio è un vicenda contrattuale che non è idonea a costituire causa di prelazione ex art. 2741, comma 2, c.c., considerato che l’individuazione delle stesse è tassativamente operata dalla legge e non è lasciata alla disponibilità negoziale delle parti, deve affermarsi la giuridica possibilità di considerare “scaduto” il debito oggetto di cessione del quinto, con la conseguente possibilità di includere lo stesso (per l’intera somma residua) nel piano del consumatore. Infatti il rapporto nel cui contesto il debitore ha ceduto il credito futuro da retribuzione (vantato nei confronti del datore di lavoro) è, da un punto di vista strutturale, un rapporto di finanziamento fondato su un contratto che prevede l’erogazione, da parte del finanziatore, di una somma di denaro, con contestuale costituzione in capo al finanziato dell’obbligo di restituire tale importo maggiorato degli interessi; la previsione contrattuale della restituzione del finanziamento mediante cessione di un credito futuro attiene non al profilo costitutivo dell’obbligo di restituzione, bensì a quello delle modalità attuative dello stesso; le parti, in altre parole, stabiliscono che il finanziatore otterrà la restituzione della somma erogata mediante cessione di un credito del finanziato che verrà ad esistenza a scadenze prestabilite. Ciò che al momento della cessione non esiste ancora, va chiarito, non è l’obbligazione restitutoria (per l’intero della somma dovuta), bensì il credito oggetto della cessione che gradualmente soddisfa il finanziatore : da ciò deriva che il debito da restituzione del finanziamento (per la parte che residua a seguito di eventuali parziali adempimenti) ben possa essere incluso nel piano del consumatore tra i debiti che compongono il passivo.
Sotto il diverso profilo dell’attitudine del piano del consumatore ad “incidere” sulla cessione del quinto dello stipendio (sostituendo a tale modalità di estinzione del finanziamento una diversa previsione, eventualmente peggiorativa per il finanziatore sia nel quantum che nel quomodo), la soluzione positiva si impone innanzi tutto sulla base della ricostruzione del rapporto come sin qui operata in quanto, trattandosi di una mera modalità di restituzione della somma erogata (oggetto di un debito scaduto), la stessa può “fisiologicamente” essere oggetto di una diversa conformazione all’interno del piano, tale soluzione è peraltro coerente con la considerazione per cui la cessione di un credito futuro produce effetti nel momento in cui sorge il credito che ne forma oggetto; nel caso di specie ciò avviene nel momento in cui sorge il diritto del lavoratore a vedersi corrisposti i singoli ratei di stipendio; prima di tale momento la cessione non può avere effetti traslativi del diritto, in quanto quest’ultimo non esiste ancora; tali argomentazioni conducono a ritenere inopponibile alla procedura la cessione del quinto. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 09 Luglio 2019. Segue...
Sovraindebitamento – Fissazione dell’udienza e art. 10 l. 3/2012 – Atti in frode – Esclusione – Valutazione di meritevolezza – Rilevanza temporale.
A seguito di ricorso contente la proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento, il giudice non ha l’obbligo di fissare l’udienza di cui all’art. 10 della l. 3/2012 qualora, nell’ambito della valutazione di meritevolezza che gli compete, sulla base della lettura degli atti ravvisi l’esistenza di atti in frode.
Gli atti in frode che assumono rilievo ai fini della valutazione di meritevolezza sono quelli in ogni tempo compiuti, dunque anche prima del termine di cinque anni di cui all’art. 9, comma 2, l. 3/2012. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 21 Novembre 2018. Segue...
Crisi da sovraindebitamento – Piano del consumatore – Ragionevole durata della sua esecuzione – Termine di scadenza del contratto di mutuo.
La durata del piano del consumatore deve necessariamente collocarsi in un ragionevole arco temporale giacché solo in tal modo viene rispettato il principio della ragionevole durata del processo, oltre al fatto che solo così viene ridotto al minimo il sacrificio imposto ai creditori.
Il principio contenuto nell’art. 55, comma 2, L.Fall. secondo il quale “i debiti pecuniari del fallito si considerano scaduti, agli effetti del concorso, alla data di dichiarazione del fallimento” non trova spazio nelle procedure di sovraindebitamento, trattandosi di norma, di carattere eccezionale non richiamata dalla Legge n. 3/2012 (art. 9, comma 3-quater L. 3/2012; art. 55, comma 2 L.F.). (Marco Locas) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13 Aprile 2018. Segue...
Sovraindebitamento – Sede dell’Organismo di Composizione della Crisi nel Circondario del Tribunale territorialmente competente – Esclusività
Sovraindebitamento – Istanza di liquidazione dei beni ex art. 14 ter l. 3/2012 – Relazione dell’O.C.C. territorialmente incompetente – Inammissibilità della domanda – Rigetto del reclamo
Sovraindebitamento – O.C.C. non validamente costituito – Diritto del debitore ad accedere alla procedura di composizione della crisi – Sussistenza.
Ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 7 primo comma e 9 l. 27 gennaio 2012 n.3, l’organismo di composizione della crisi competente nella gestione del procedimento è quello la cui sede si trova nel circondario del tribunale del luogo di residenza (o sede principale) del debitore. (1) (Stefano Barbiani) (riproduzione riservata)
E' inammissibile la domanda di accesso alla procedura di liquidazione dei beni ex art. 14 ter l. n.3/2012 corredata da attestazione del professionista nominato da Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento non avente sede effettiva nella circoscrizione del Tribunale territorialmente competente. (Stefano Barbiani) (riproduzione riservata)
In assenza dell’organismo di composizione della crisi (O.C.C.) regolarmente istituito è comunque garantito il diritto del debitore al fine di accedere alla procedura di composizione della crisi di rivolgersi al Tribunale per la nomina del professionista in possesso dei requisiti previsti dall’art. 28 L.F. o di un notaio cui vengano affidati i medesimi compiti e le medesime funzioni attribuite ex lege all’organismo di composizione della crisi.
(Fattispecie in cui, rigettato il reclamo proposto dal debitore avverso il provvedimento di rigetto, per inammissibilità, della domanda di liquidazione dei beni ex art. 14 ter l n.3/2012 corredata da attestazione del professionista nominato da O.C.C. ritenuto non validamente costituito nel circondario del Tribunale territorialmente competente ex art. 9 primo comma l. n.3/2012, è stato affermato il diritto del debitore di accedere, comunque, alla procedura di composizione della crisi chiedendo al Tribunale ex art. 15 comma 9 l. n.3/2012 la nomina di un professionista in possesso dei requisiti dell’art. 28 L.F. o di un notaio che svolga i compiti e le funzioni dell’O.C.C. (Stefano Barbiani) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 14 Dicembre 2017. Segue...
Piano del Consumatore – Valutazione di convenienza piano rispetto alternativa liquidatoria.
Ai fini della valutazione della convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatoria, ex art. 9 comma 3-bis lett. e) l. 3/2012, è rilevante non solo la circostanza che nelle procedure esecutive immobiliari, solitamente, il valore del bene subisce ex art. 591 c.p.c. un deprezzamento ma anche la tempistica dilatata delle esecuzioni immobiliari.
In merito alla valutazione della diligenza impiegata dal debitore nella contrazione delle obbligazioni assunte, ai fini della omologa del piano, ha rilevanza la perdita del posto di lavoro e l’aggravarsi delle condizioni di salute del debitore.
Ai sensi dell’art. 8 co. 4 l. 3/2012 al debitore è consentito onorare le rate dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca con una moratoria al massimo di un anno dall’omologa del piano. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 05 Dicembre 2017. Segue...
Crisi da sovra indebitamento – Piano del consumatore – Riferito indistintamente all’intero nucleo familiare – Inammissibilità – Sussiste – Necessità di fissazione di udienza – Esclusione.
La proposta di un piano del consumatore “di gruppo” o “relativo al nucleo familiare” non può trovare accoglimento in mancanza di idonea divisione delle masse patrimoniali attive e passive.
La mancanza, nel piano del consumatore, dei requisiti formali di cui agli artt.7, 8 e 9 e quelli sostanziali di cui all’art.12 bis, comma 3, L.3/2012, implica la declaratoria di inammissibilità senza necessità di fissare l’udienza ex art.12 bis, comma 1, L.3/2012, la cui funzione è quella di instaurare un contraddittorio su un piano che presenti i requisiti formali e sostanziali di ammissibilità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 25 Luglio 2017. Segue...
Sovraindebitamento - Giudice competente - Trasferimento della sede o della residenza - Applicazione analogica delle disposizioni di cui all’articolo 9, comma 2, l.f. - Esclusione.
L’interpretazione delle disposizioni di cui agli articoli 9 e 14-ter della legge n. 3/2012 non consente di ritenere applicabile in via analogica l’articolo 9, comma 2, legge fall., né di affermare che eventuali trasferimenti di residenza (o di sede) attuati in funzione strumentale possono determinare una declaratoria di incompetenza del tribunale presso il quale il debitore ha trasferito la propria residenza (o sede) se non quando emergano o siano stati provati elementi dai quali ricavare il carattere fittizio del trasferimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 28 Settembre 2016. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Indebitamento non volontario – Debiti per mancato pagamento delle rate del mutuo – Piano del consumatore con garanzia al mantenimento della moglie-debitrice prestata dal marito – Mantenimento della proprietà della casa di abitazione come bene essenziale – Istanza di sospensione delle procedura esecutiva immobiliare ex art. 12 bis comma 2 legge n. 3/2012 – Ammissibilità – Omologazione del piano.
È omologabile il piano del consumatore derivante da un sovraindebitamento non volontariamente provocato dalla debitrice, per il venir veno dell’apporto della sua famiglia al pagamento delle rate del mutuo.
Risulta omologabile il piano del consumatore in cui è acquisito l’impegno del marito al pagamento di una somma per il mantenimento della moglie-debitrice, in modo che parte dello stipendio della stessa possa essere destinato all’adempimento della proposta prevista nel piano.
È omologabile il piano del consumatore che preveda una cifra inferiore rispetto a quella che sarebbe spettata alla banca ove fosse proseguito il contratto di mutuo. Il sacrificio richiesto al creditore con l’omologazione del piano è certo, ma nello stesso tempo inferiore rispetto a quello che deriverebbe dalla vendita dell’immobile ipotecato. Tale sacrificio, inoltre, risulta conforme alla finalità della legge sul sovraindebitamento, finalità che consiste nel permettere ai debitori non fallibili di uscire dalla loro crisi, ricollegandoli nell’alveo dell’economia palese, senza il rischio di cadere nell’usura e cercando di mantenere la proprietà dei beni essenziali come la casa di abitazione. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 20 Luglio 2016. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Sospensione delle procedura esecutiva immobiliare ex art. 12 bis comma 2 legge n. 3/2012 – Ammissibilità .
In seguito alla presentazione di una proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento (piano del consumatore) conforme al disposto di cui agli artt. 7, 8 e 9 della L. 3/2012, può essere accolta la richiesta di sospensione della procedura esecutiva relativa all’immobile del debitore, in quanto la prosecuzione di tale procedura renderebbe inutile il piano prospettato dal consumatore. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 14 Giugno 2016. Segue...
Sovraindebitamento – Presentazione del ricorso di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento – Istanza di sospensione delle azioni esecutive individuali ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera c), legge n. 3/2012 – Ammissibilità.
A seguito di presentazione del ricorso di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento con contestuale istanza di sospensione delle azioni esecutive individuali, il giudice, con la fissazione dell’udienza di omologazione, dispone che, sino al momento in cui il provvedimento diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato proposta di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore; la sospensione non opera nei confronti dei titolari di crediti impignorabili. (Letterio Stracuzzi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 15 Dicembre 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Debiti derivanti dalla necessità di aiutare un familiare affetto da deficit psichici - Morosità di inquilini e azioni esecutive in danno della moglie comproprietaria - Assunzione di obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere - Esclusione.
Qualora l'indebitamento sia stato provocato dalla necessità di aiutare il figlio affetto da deficit psichici, dal mancato incasso di crediti dovuto a morosità di inquilini nonché dall'azione esecutiva in danno della moglie comproprietaria, è possibile escludere che il debitore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 08 Maggio 2015. Segue...
Composizione della crisi da sovraindebitamento - Sindacato del giudice delegato - Legittimità del procedimento - Contenuto.
Nell'ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, il giudice delegato è chiamato a valutare la legittimità del procedimento con specifico riferimento alla sussistenza delle condizioni di ammissibilità sostanziali e formali della procedura, la carenza di ragioni ostative all'omologazione, la mancanza, nei contenuti della proposta, di violazioni a norme imperative. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 31 Marzo 2015. Segue...
Composizione della crisi da sovraindebitamento - Soddisfacimento dei creditori nella misura minima del 2,5% - Realizzazione della funzione economica dell'istituto.
La proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento che preveda il soddisfacimento di tutti i creditori concorsuali nella misura minima del 2,5% realizza la funzione economica dell'istituto, il quale, essendo di natura concordataria, non può prescindere dalla previsione di un soddisfacimento che coinvolga tutti i creditori con titolo anteriore al momento di apertura del concorso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 31 Marzo 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Ricorso continuo e temporalmente concentrato a più fonti di finanziamento - Colposa determinazione della situazione di sovraindebitamento - Valutazione preventiva demandata al giudice.
Il ricorso continuo e temporalmente concentrato a più fonti di finanziamento tale da assorbire con impegni negoziali di restituzione rateale i propri interi redditi, in una situazione in cui i debitori avevano in Italia la sola proprietà di un immobile gravato interamente da una precedente ipoteca, configura la causa ostativa all’omologazione di cui all’art. 12 bis L. 3/2012 e ss. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
La norma citata non richiede un vero e proprio dolo specifico o generico, ma la sola colposa determinazione della situazione di sovra indebitamento. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
Tale valutazione è possibile compiere de plano, senza fissazione di apposita udienza (che nel procedimento di approvazione del piano del consumatore infatti presuppone normalmente che si siano già svolte le votazioni), posto che appare comunque demandata al giudice la verifica preventiva del soddisfacimento dei requisiti di cui agli artt. 7, 8 e 9 l. 3/2012 cui deve aggiungersi, con riferimento a questo tipo di procedimento, anche la circostanza che risulti già prima facie la carenza delle condizioni per la successiva omologazione, ai sensi di quanto previsto dal citato art. 12 bis, comma 3. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 17 Dicembre 2014. Segue...
Consumatore - Nozione e individuazione - Negozi di garanzia - Qualità del debitore principale - Rilevanza - Soggetto gravato da obbligazioni derivanti da garanzie personali rese nell'interesse di un'impresa - Accesso alla procedura di sovraindebitamento del consumatore - Esclusione.
Come ormai costantemente affermato dalla giurisprudenza della Corte Europea e della Corte di cassazione in materia di rapporti bancari (per tutte Cass. 25212/2011), ai fini dell’individuazione del soggetto che deve rivestire la qualità di consumatore, si applica il principio secondo il quale la qualità del debitore principale attrae quella del fideiussore. Conseguentemente, non può essere ammesso al beneficio del sovraindebitamento il soggetto gravato da obbligazioni derivanti anche e soprattutto dalla prestazione di garanzie personali (nella specie fideiussioni) nell'interesse di società esercente attività di impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 12 Dicembre 2014. Segue...
Sovraindebitamento - Assistenza di professionisti per la preparazione della proposta - Ammissibilità.
Il debitore che voglia avvalersi della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento può limitarsi a chiedere la nomina di un professionista che svolge le funzioni di organismo di composizione della crisi e aspettare che quest'ultimo predisponga la proposta di accordo e l'attestazione di fattibilità. La norma non impedisce tuttavia che al momento della richiesta di nomina dell'organismo di composizione della crisi venga già depositata una proposta di accordo redatta da professionisti scelti dal debitore e che faccia salva ogni eventuale modifica fino al momento in cui la proposta stessa sia sottoposta ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014. Segue...
Composizione della crisi da sovraindebitamento - Contenuto del ricorso - Mancata indicazione di scadenze e modalità di pagamento dei creditori - Omesso deposito delle dichiarazioni dei redditi e dell'attestazione di fattibilità del piano - Inammissibilità..
Deve essere rigettato per mancanza dei presupposti previsti dalla legge il ricorso per la composizione della crisi da sovraindebitamento il quale non indichi scadenze e modalità di pagamento dei creditori e che sia carente delle dichiarazioni dei redditi e della attestazione di fattibilità del piano prevista dall'articolo 9, comma 2, del decreto legge n. 3 del 2012. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 27 Agosto 2012. Segue...

References: art. 2741
 art. 10
 art. 55
 art. 14
 art. 14
 art. 14
 art. 9
 art. 15
 art. 9
 art. 591
 art.12
 art. 12
 art. 12
 art. 12
 Cass.