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Timestamp: 2013-06-20 02:23:43+00:00

Document:
EUR-Lex - 32007R1182 - IT
Regolamento (CE) n. 1182/2007 del Consiglio, del 26 settembre 2007 , recante norme specifiche per il settore ortofrutticolo, recante modifica delle direttive 2001/112/CE e 2001/113/CE e dei regolamenti (CEE) n. 827/68, (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96, (CE) n. 2826/2000, (CE) n. 1782/2003 e (CE) n. 318/2006 e che abroga il regolamento (CE) n. 2202/96
GU L 273 del 17.10.2007, pagg. 1–30 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
di entrata in vigore: 06/11/2007; entrata in vigore data della pubblicazione + 20 vedi art. 56
di entrata in vigore: 01/01/2008; inizio applicazione vedi art. 56
della fine validità: 30/06/2008; abrogato da 32008R0361
procedura di consultazione Parlamento europeo
parere Comitato economico e sociale; GU C 175/2007 P 53
12006E037 12006E036 Seleziona i documenti che hanno per base giuridica il presente atto
31968R0827 modifica sostituzione allegato dal 01/01/2008
31996R2200 modifica modifica articolo 1.2 dal 01/01/2008
31996R2200 modifica cancellazione articolo 43 dal 01/01/2008
31996R2200 modifica cancellazione articolo 44 dal 01/01/2008
31996R2200 modifica sostituzione articolo 46 dal 01/01/2008
31996R2200 modifica cancellazione articolo 47 dal 01/01/2008
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31996R2201 modifica cancellazione articolo 24 dal 01/01/2008
31996R2201 modifica cancellazione articolo 25 dal 01/01/2008
31996R2201 modifica cancellazione articolo 26 dal 01/01/2008
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31996R2201 modifica cancellazione articolo 30 dal 01/01/2008
31996R2201 modifica cancellazione articolo 31 dal 01/01/2008
31996R2201 modifica cancellazione articolo 32 dal 01/01/2008
31996R2201 modifica cancellazione titolo 1 dal 01/01/2008
31996R2201 modifica cancellazione titolo 2 dal 01/01/2008
31996R2202 abrogazione 32000R2826 modifica complemento articolo 5.3 dal 01/01/2008
32000R2826 modifica complemento articolo 9.2 dal 01/01/2008
32001L0112 modifica complemento articolo 7 dal 01/01/2008
32001L0113 modifica complemento articolo 5 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica allegato 1 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica allegato 2 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica allegato 5 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica allegato 8 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica allegato 8 BIS dal 01/01/2008
32003R1782 modifica sostituzione articolo 143.1 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica articolo 143 TR.3 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica aggiunta articolo 143 TR TR dal 01/01/2008
32003R1782 modifica complemento articolo 145 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica sostituzione articolo 155 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica articolo 33.1 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica complemento articolo 37.1 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica sostituzione articolo 40.2 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica complemento articolo 42.8 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica articolo 43.2 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica articolo 44.2 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica aggiunta articolo 45.3 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica sostituzione articolo 51 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica sostituzione articolo 60.8 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica complemento articolo 63.3 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica modifica articolo 64.2 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica sostituzione articolo 65.1 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica aggiunta articolo 68 TR dal 01/01/2008
32003R1782 modifica complemento articolo 71 DO.2 dal 01/01/2008
32003R1782 modifica cancellazione articolo 71 OC dal 01/01/2008
32003R1782 modifica aggiunta titolo 4 CH 10 NO dal 01/01/2008
32003R1782 modifica aggiunta titolo 4 CH 10 OC dal 01/01/2008
32006R0318 modifica aggiunta allegato 8 dal 01/01/2008
32006R0318 modifica modifica articolo 32.1 dal 01/01/2008
32006R0318 modifica modifica articolo 32.2 dal 01/01/2008
32006R0318 modifica modifica articolo 32.4 dal 01/01/2008
52007PC0017 approvazione Modificato da:
rettificato da 32007R1182R(01) rettificato da 32007R1182R(02) rettificato da 32007R1182R(03) derogato da 32007R1580 deroga articolo 2.5 dal 01/01/2008
abrogato da 32008R0361 Atti giuridici successivi:
modifica proposta da 52007PC0854 abrogazione Atti citati:
32006R1405 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
(1) L’attuale regime per il settore ortofrutticolo è disciplinato dal regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli [2], dal regolamento (CE) n. 2201/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti trasformati a base di ortofrutticoli [3], e dal regolamento (CE) n. 2202/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, che istituisce un regime di aiuti ai produttori di taluni agrumi [4].
(2) Alla luce dell’esperienza, risulta necessario modificare il regime del settore ortofrutticolo al fine di realizzare i seguenti obiettivi: potenziare la competitività e l’orientamento al mercato del settore, in modo da contribuire a rendere la produzione sostenibile e competitiva sia sul mercato interno sia sui mercati esteri, ridurre le fluttuazioni del reddito dei produttori ortofrutticoli dovute alle crisi di mercato, aumentare il consumo di ortofrutticoli nella Comunità e continuare gli sforzi operati nel settore per salvaguardare e proteggere l’ambiente.
(3) Poiché tali obiettivi non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri a motivo della natura comune del mercato dei prodotti ortofrutticoli e possono dunque, a motivo della necessità di ulteriori iniziative comuni, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(4) La Commissione ha presentato una proposta separata di regolamento del Consiglio che istituisce un’organizzazione comune dei mercati agricoli che potrebbe comprendere, in un primo tempo, alcune disposizioni a carattere orizzontale riguardanti il settore ortofrutticolo ma che si applicano anche a tutta una serie di altri prodotti agricoli, in particolare disposizioni sul comitato di gestione. È opportuno mantenere tali disposizioni nei regolamenti (CE) n. 2200/96 e (CE) n. 2201/96, ma occorrerebbe aggiornarle, semplificarle e snellirle, in modo da agevolarne l’inserimento nel regolamento recante organizzazione comune dei mercati agricoli.
(5) Per altre disposizioni specifiche che disciplinano il settore ortofrutticolo, la portata delle modifiche del regime attuale è tale da rendere necessario, a fini di chiarezza, il loro inserimento in un regolamento separato. Se tali disposizioni sono anch’esse, in certa misura, a carattere orizzontale, vale a dire si applicano ad una serie di altri prodotti agricoli, come le norme di commercializzazione e le disposizioni sugli scambi con i paesi terzi, dovrebbero parimenti essere aggiornate e semplificate per consentirne in una fase successiva l’agevole inserimento nel suddetto regolamento recante organizzazione comune dei mercati agricoli. Il presente regolamento non dovrebbe dunque abrogare o modificare gli strumenti esistenti a carattere orizzontale, salvo che siano diventati obsoleti o superflui o che, per loro stessa natura, non si prestino ad essere trattati a livello di Consiglio.
(6) Il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai prodotti soggetti all’organizzazione comune dei mercati nei settori degli ortofrutticoli freschi e trasformati. Tuttavia, le disposizioni concernenti le organizzazioni di produttori nonché le organizzazioni e gli accordi interprofessionali si applicano unicamente ai prodotti soggetti all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli freschi; questa distinzione dovrebbe essere mantenuta. Il campo di applicazione dell’organizzazione comune dei mercati nel settore ortofrutticolo dovrebbe essere esteso ad alcune erbe aromatiche, affinché queste possano beneficiare di quel regime. Il timo e lo zafferano sono attualmente coperti dal regolamento (CEE) n. 827/68 del Consiglio, del 28 giugno 1968, relativo all’organizzazione comune dei mercati per taluni prodotti elencati nell’allegato II del trattato [5], dal quale dovrebbero pertanto essere soppressi.
(7) Alcuni prodotti dovrebbero essere soggetti a norme di commercializzazione, riguardanti in particolare la definizione, la qualità, la classificazione in categorie, la calibrazione, il condizionamento, l’imballaggio, il magazzinaggio, il trasporto, la presentazione, l’immissione in commercio e l’etichettatura, per consentire l’approvvigionamento del mercato con prodotti di qualità uniforme e soddisfacente. Può essere inoltre necessario adottare misure speciali, in particolare metodi di analisi aggiornati e altri provvedimenti volti a determinare le caratteristiche delle norme in questione, onde evitare abusi circa la qualità e la genuinità dei prodotti offerti al consumatore e le gravi turbative dei mercati che tali abusi possono causare.
(8) Attualmente, la direttiva 2001/112/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001, concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi destinati all’alimentazione umana [6], e la direttiva 2001/113/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001, relativa alle confetture, gelatine e marmellate di frutta e alla crema di marroni destinate all’alimentazione umana [7], recano disposizioni specifiche in materia di produzione, composizione ed etichettatura di questi prodotti. Tuttavia, tali norme non sono del tutto aggiornate in base all’evoluzione delle pertinenti norme internazionali e dovrebbero pertanto essere modificate per consentirne l’aggiornamento.
(9) La produzione e la commercializzazione degli ortofrutticoli dovrebbero tener conto delle considerazioni ambientali, a livello sia delle pratiche colturali sia della gestione dei materiali usati e dell’eliminazione dei prodotti ritirati dal mercato, soprattutto per quanto riguarda la protezione della qualità delle acque, la salvaguardia della biodiversità e la conservazione del paesaggio.
(10) Le organizzazioni di produttori sono gli attori fondamentali del regime ortofrutticolo, del quale garantiscono, al loro livello, il funzionamento decentrato. Di fronte ad una concentrazione sempre maggiore della domanda, l’aggregazione dell’offerta tramite queste organizzazioni continua ad essere una necessità economica per consolidare la posizione dei produttori sul mercato. Tale aggregazione dell’offerta dovrebbe realizzarsi su base volontaria e dimostrare la propria utilità grazie alla portata e all’efficienza dei servizi offerti dalle organizzazioni di produttori ai propri aderenti. Poiché le organizzazioni di produttori agiscono esclusivamente nell’interesse dei loro aderenti, dovrebbero essere considerate come agenti a nome e per conto dei loro aderenti nelle questioni economiche.
(11) L’esperienza dimostra che le organizzazioni di produttori sono lo strumento adatto per concentrare l’offerta. Tuttavia, le organizzazioni di produttori non sono distribuite in modo uniforme nei vari Stati membri. Per accrescere l’attrattiva delle organizzazioni di produttori, è opportuno provvedere, per quanto possibile, a rendere più flessibile il loro funzionamento. Tale flessibilità dovrebbe, in particolare, riguardare la gamma di prodotti coperta da ciascuna organizzazione di produttori, la proporzione autorizzata di vendite dirette e l’estensione delle regole ai non aderenti, nonché consentire alle associazioni di organizzazioni di produttori di svolgere le attività dei loro aderenti e permettere l’esternalizzazione delle attività, anche alle filiali, in entrambi i casi a determinate condizioni.
(12) Un’organizzazione di produttori atta a contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’organizzazione comune dei mercati dovrebbe essere riconosciuta dallo Stato membro soltanto in presenza di condizioni che essa stessa si impegna a rispettare e a far rispettare, per statuto, ai propri membri. L’esistenza e il corretto funzionamento dei fondi di esercizio esigono che le organizzazioni di produttori si occupino della totalità della produzione ortofrutticola dei propri aderenti.
(13) Alle associazioni di produttori degli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1o maggio 2004 o dopo tale data, le quali desiderano acquisire lo status di organizzazioni di produttori ai sensi del presente regolamento dovrebbe essere concesso un periodo transitorio in cui potrebbero fruire di un sostegno finanziario nazionale e comunitario, a condizione che rispettino determinati impegni.
(14) Per responsabilizzare maggiormente le organizzazioni di produttori, in particolare per quanto attiene alle decisioni finanziarie e per orientare verso requisiti futuri le risorse pubbliche ad esse assegnate, è opportuno stabilire le condizioni per l’uso di tali risorse. Il cofinanziamento di fondi di esercizio costituiti dalle organizzazioni di produttori sembra una soluzione adeguata. In determinati casi dovrebbero essere autorizzati finanziamenti a raggio più ampio. Ai fini del controllo delle spese comunitarie, è opportuno limitare l’aiuto concesso alle organizzazioni di produttori che costituiscono un fondo di esercizio.
(15) Nelle regioni in cui i produttori sono scarsamente organizzati, è opportuno autorizzare l’erogazione di contributi finanziari supplementari a carattere nazionale. Per quanto concerne gli Stati membri particolarmente svantaggiati sul piano strutturale, tali contributi dovrebbero poter essere rimborsati dalla Comunità.
(16) Al fine di semplificare il regime e ridurne il costo, sarebbe utile allineare, ove possibile, le regole e le procedure per l’ammissibilità delle spese a titolo dei fondi di esercizio con quelle dei programmi di sviluppo rurale, richiedendo agli Stati membri di elaborare una strategia nazionale per i programmi operativi.
(17) Per potenziare ulteriormente l’incidenza delle organizzazioni di produttori e delle relative associazioni e per garantire al mercato l’auspicabile stabilità, è opportuno consentire agli Stati membri, nel rispetto di talune condizioni, di estendere a tutti i produttori non aderenti di una regione le regole, in particolare in materia di produzione, commercializzazione e tutela ambientale, adottate per i propri aderenti dall’organizzazione o dall’associazione della regione di cui trattasi. Dietro giustificazione, alcune spese determinate dall’estensione delle regole dovrebbero poter essere imputate ai produttori interessati per i quali detta estensione ha ricadute vantaggiose. L’estensione delle regole non dovrebbe tuttavia applicarsi ai produttori biologici senza il consenso di una porzione sostanziale di tali produttori. È necessario consentire l’estensione rapida di tali regole per le misure relative alla prevenzione ed alla gestione delle crisi al fine di far fronte tempestivamente alle crisi.
(18) I regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 2202/96 hanno istituito regimi di aiuto eterogenei a favore di taluni ortofrutticoli. Il numero e la varietà di tali regimi ne hanno reso complessa la gestione. I regimi in parola, che riguardano determinati ortofrutticoli in particolare, non rispecchiano pienamente le condizioni di produzione a livello regionale, né contemplano la totalità dei prodotti ortofrutticoli. È pertanto opportuno ricorrere a uno strumento diverso per sostenere i produttori ortofrutticoli.
(19) Inoltre, i regimi di aiuto a favore degli ortofrutticoli non sono stati pienamente integrati nel regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori [8]. Ne è conseguita una certa complessità e rigidità nella gestione di detti regimi.
(20) A fini di semplificazione e nell’intento di predisporre un dispositivo di sostegno più mirato e nel contempo più flessibile a favore del settore ortofrutticolo, è quindi opportuno abolire i regimi di aiuto vigenti e inserire pienamente i prodotti ortofrutticoli nel regime istituito dal regolamento (CE) n. 1782/2003. A questo scopo è necessario ammettere gli agricoltori che hanno prodotto ortofrutticoli durante il periodo di riferimento a beneficiare del regime di pagamento unico. Occorrerebbe altresì disporre che gli Stati membri stabiliscano gli importi di riferimento e il numero di ettari ammissibili nell’ambito del regime di pagamento unico in base ad un periodo rappresentativo idoneo per il mercato di ciascun prodotto ortofrutticolo e secondo adeguati criteri oggettivi e non discriminatori. Le superfici coltivate a ortofrutticoli, comprese le colture permanenti ed i vivai, dovrebbero poter beneficiare del regime di pagamento unico. Occorrerebbe di conseguenza modificare i massimali nazionali. Al fine di lasciare ai settori il tempo di adattarsi all’integrazione nel regime di pagamento unico si dovrebbero prevedere periodi transitori. In particolare, si dovrebbero prevedere pagamenti disaccoppiati per gli ortofrutticoli ed aiuti accoppiati temporanei basati sulla superficie per taluni prodotti destinati alla trasformazione che erano ammissibili secondo i regimi di aiuto esistenti, nonché per le fragole ed i lamponi. Per questi ultimi prodotti può essere concesso anche un pagamento complementare nazionale in aggiunta all’aiuto comunitario. È opportuno inoltre disporre che la Commissione adotti le modalità di applicazione e le misure transitorie eventualmente necessarie riguardo a quanto sopra.
(21) Gli ortofrutticoli sono prodotti deperibili e la produzione è imprevedibile. Le eccedenze, anche di modesta entità, possono perturbare sensibilmente il mercato. Sono stati applicati alcuni regimi di ritiro dal mercato, ma la loro gestione è risultata piuttosto complessa. È opportuno introdurre ulteriori misure di gestione delle crisi, la cui applicazione sia il più facile possibile. L’integrazione di tutte queste misure nei programmi operativi delle organizzazioni di produttori sembra la soluzione migliore in tali circostanze e dovrebbe inoltre contribuire ad accrescere l’attrattiva delle organizzazioni di produttori. Tuttavia, al fine di consentire l’estensione delle misure di gestione delle crisi ai non aderenti alle organizzazioni di produttori gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati ad accordare, per un periodo transitorio, un aiuto di Stato in questi casi. L’aiuto dovrebbe tuttavia essere inferiore a quello ricevuto dagli aderenti all’organizzazione di produttori al fine di invogliare all’adesione. Il funzionamento di questo aiuto di Stato dovrebbe essere riesaminato alla fine del periodo transitorio.
(22) L’inserimento delle patate di consumo nel regime istituito dal regolamento (CE) n. 1782/2003 implica che, per tutelare il corretto funzionamento del mercato unico basato su prezzi comuni, le disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato si applichino anche alle patate di consumo, fatto salvo un periodo transitorio per consentire al settore di adeguarsi.
(23) Il regolamento (CE) n. 2826/2000 del Consiglio, del 19 dicembre 2000, relativo ad azioni d’informazione e di promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno [9], prevede un contributo comunitario ad azioni promozionali fino ad un massimo del 50 %. Al fine di promuovere il consumo di ortofrutticoli tra i bambini nelle scuole, è opportuno aumentare la suddetta percentuale per azioni di promozione di questi prodotti a tale scopo.
(24) Le organizzazioni interprofessionali costituite per iniziativa di operatori singoli o associati e rappresentative di una parte significativa delle varie categorie professionali del settore ortofrutticolo possono contribuire a comportamenti che tengano maggiormente conto delle realtà del mercato e facilitare un’impostazione commerciale che migliorerà la comunicazione sulla produzione, in particolare riguardo all’organizzazione della produzione, presentazione e commercializzazione dei prodotti. In considerazione del contributo globale che le attività di queste organizzazioni possono recare al conseguimento degli obiettivi dell’articolo 33 del trattato e, in particolare, di quelli del presente regolamento, è opportuno, previa definizione del tipo di attività in questione, prevedere la possibilità di concedere un riconoscimento specifico alle organizzazioni che comprovino una rappresentatività sufficiente e svolgano iniziative concrete mirate ai suddetti obiettivi. Le disposizioni relative all’estensione delle regole adottate dalle organizzazioni di produttori e dalle relative associazioni e alla ripartizione delle spese occasionate da tale estensione dovrebbero applicarsi anche alle organizzazioni interprofessionali, data l’affinità degli obiettivi perseguiti.
(25) La realizzazione di un mercato unico comunitario implica l’instaurazione di un regime di scambi alle frontiere esterne della Comunità. Tale regime degli scambi, comprendente dazi all’importazione, dovrebbe permettere, in linea di massima, di stabilizzare il mercato comunitario. Il regime degli scambi dovrebbe basarsi sugli impegni assunti nell’ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay Round.
(26) L’applicazione del regime del prezzo di entrata agli ortofrutticoli richiede l’adozione di apposite disposizioni per tenere conto degli impegni internazionali assunti dalla Comunità.
(27) Ai fini del controllo del volume degli scambi di prodotti agricoli con i paesi terzi, può essere necessario introdurre, per taluni prodotti, un regime di titoli di importazione e di esportazione che preveda la costituzione di una cauzione a garanzia dell’effettivo compimento delle operazioni per le quali sono stati rilasciati i titoli stessi. La Commissione dovrebbe essere pertanto abilitata a introdurre un regime di titoli per i prodotti di cui trattasi.
(28) Per evitare o neutralizzare eventuali effetti pregiudizievoli sul mercato comunitario imputabili alle importazioni di determinati prodotti agricoli, è opportuno subordinare l’importazione di tali prodotti al pagamento di un dazio addizionale, se sono soddisfatte determinate condizioni.
(29) A determinate condizioni, è opportuno conferire alla Commissione la competenza ad aprire e gestire i contingenti tariffari previsti da accordi internazionali conclusi conformemente al trattato o ad altri atti del Consiglio.
(30) Il regime dei dazi doganali consente di rinunciare a qualsiasi altra misura di protezione alle frontiere esterne della Comunità. In circostanze eccezionali il meccanismo del mercato interno e dei dazi doganali potrebbe rivelarsi inadeguato. In una simile evenienza, per non lasciare il mercato comunitario indifeso contro le turbative che rischiano di derivarne, è opportuno autorizzare la Comunità ad adottare rapidamente tutte le misure necessarie che dovranno essere conformi agli impegni internazionali assunti dalla Comunità.
(31) Per garantire il buon funzionamento del regime degli scambi, è opportuno disciplinare il ricorso ai regimi di perfezionamento attivo o passivo ed eventualmente vietarlo qualora la situazione del mercato lo richieda.
(32) Per continuare a fornire una base giuridica per le restituzioni all’esportazione per lo zucchero incorporato in taluni prodotti trasformati a base di ortofrutticoli di cui all’articolo 16, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 2201/96, l’elenco dei prodotti interessati dovrebbe essere aggiunto a quello contenuto nell’allegato VII del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero [10].
(33) Le direttive 2001/112/CE e 2001/113/CE e i regolamenti (CEE) n. 827/68, (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96, (CE) n. 2826/2000, (CE) n. 1782/2003 e (CE) n. 318/2006 dovrebbero pertanto essere modificati di conseguenza.
(34) Data la costante evoluzione delle organizzazioni comuni dei mercati agricoli, è opportuno che la Commissione e gli Stati membri si tengano reciprocamente informati dei cambiamenti significativi.
(35) La concessione di aiuti di Stato potrebbe mettere a repentaglio il corretto funzionamento del mercato unico, basato su prezzi comuni. È pertanto opportuno che ai prodotti contemplati dal presente regolamento si applichino, in via generale, le disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato. Si dovrebbe tuttavia prevedere un aiuto di Stato una tantum per il settore della trasformazione dei pomodori in Italia ed in Spagna al fine di sostenerne l’adeguamento alle disposizioni del presente regolamento.
(36) È opportuno che le spese sostenute dagli Stati membri per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’applicazione del presente regolamento siano finanziate dalla Comunità a norma del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune [11].
(37) Il regime ortofrutticolo impone il rispetto di determinati obblighi. A garanzia dell’adempimento di tali obblighi, è necessario effettuare controlli e irrogare sanzioni in caso di inadempimento. È opportuno pertanto conferire alla Commissione la competenza a introdurre norme in materia, in particolare per quanto riguarda il recupero delle somme indebitamente pagate e gli obblighi di notifica degli Stati membri. Il nuovo regime rende superflua l’esistenza dell’apposito corpo di ispettori per il settore ortofrutticolo, che dovrebbe pertanto essere abolito.
(38) Il regime di aiuto istituito dal regolamento (CE) n. 2202/96 deve essere abolito. Detto regolamento, diventato dunque superfluo, dovrebbe pertanto essere abrogato.
(39) Le misure necessarie per l’attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [12].
(40) A fini di semplificazione, i comitati distinti per gli ortofrutticoli freschi e quelli trasformati dovrebbero essere aboliti e sostituiti da un unico comitato per gli ortofrutticoli, da istituire conformemente al regolamento (CE) n. 2200/96.
(41) La transizione dalla disciplina vigente a quella introdotta dal presente regolamento potrebbe dar luogo a difficoltà non previste dal presente regolamento. Per far fronte a tali difficoltà è opportuno autorizzare la Commissione ad adottare misure transitorie. È inoltre opportuno prevedere il riconoscimento permanente delle organizzazioni di produttori e delle associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute a norma del regolamento (CE) n. 2200/96, la possibile continuazione dei programmi operativi approvati a norma di detto regolamento, nonché disposizioni analoghe per i gruppi di produttori riconosciuti in base al regolamento (CE) n. 2200/96 e i rispettivi piani di riconoscimento.
(42) È opportuno che, in via generale, il presente regolamento si applichi a decorrere dal 1o gennaio 2008. Tuttavia, per evitare interruzioni dei regimi di aiuto a favore dei prodotti trasformati a base di ortofrutticoli e degli agrumi nel corso di una campagna di commercializzazione, è opportuno autorizzare il proseguimento di tali regimi sino alla fine della campagna 2007/2008,
a) si applicano a tutte le fasi della commercializzazione, incluse l’importazione e l’esportazione, salvo diversa disposizione della Commissione;
b) sono stabilite tenendo conto, in particolare, delle peculiarità dei prodotti in questione, della necessità di garantire le condizioni per un loro regolare smaltimento sul mercato e dell’interesse dei consumatori a ricevere informazioni adeguate e trasparenti sui prodotti stessi, in particolare il paese d’origine, la categoria e, se del caso, la varietà (o la tipologia commerciale) del prodotto;
c) possono in particolare riguardare la qualità, la classificazione in categorie, la calibrazione, il condizionamento, l’imballaggio, il magazzinaggio, il trasporto, la presentazione, l’immissione in commercio e l’etichettatura.
a) è costituita per iniziativa di agricoltori ai sensi dell’articolo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1782/2003, i quali coltivano uno o più prodotti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2200/96 e/o prodotti destinati esclusivamente alla trasformazione;
b) ha come obiettivo l’impiego di pratiche colturali, tecniche di produzione e pratiche di gestione dei rifiuti che rispettino l’ambiente, in particolare per tutelare la qualità delle acque, del suolo e del paesaggio e per preservare o favorire la biodiversità;
i) assicurare la programmazione della produzione e l’adeguamento della stessa alla domanda, specie in termini qualitativi e quantitativi;
ii) la concentrazione dell’offerta e l’immissione sul mercato della produzione degli aderenti;
e) è stata riconosciuta dallo Stato membro interessato a norma dell’articolo 4.
a) applicare, in materia di conoscenza della produzione, di commercializzazione e di tutela ambientale, le regole adottate dall’organizzazione di produttori;
b) aderire, per quanto riguarda la produzione di un determinato prodotto di cui al paragrafo 1, lettera a), di una data azienda, ad una sola organizzazione di produttori;
c) vendere tutta la loro produzione per il tramite dell’organizzazione di produttori in questione;
d) fornire le informazioni richieste dall’organizzazione di produttori a fini statistici e riguardanti, in particolare, le superfici, i raccolti, le rese e le vendite dirette;
e) versare i contributi finanziari previsti dallo statuto per la costituzione e il finanziamento del fondo di esercizio di cui all’articolo 8.
b) commercializzare essi stessi o tramite un’altra organizzazione di produttori designata dall’organizzazione cui aderiscono una quantità di prodotti marginale rispetto al volume della produzione commercializzabile della loro organizzazione;
c) commercializzare essi stessi o tramite un’altra organizzazione di produttori designata dall’organizzazione cui aderiscono i prodotti che, per le loro caratteristiche intrinseche, non rientrano normalmente nelle attività commerciali della loro organizzazione.
a) le modalità di determinazione, adozione e modifica delle regole di cui al paragrafo 2;
b) l’imposizione agli aderenti di contributi finanziari necessari al finanziamento dell’organizzazione di produttori;
d) le sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi statutari, in particolare di mancato pagamento dei contributi finanziari, o delle regole fissate dall’organizzazione di produttori;
e) le regole relative all’ammissione di nuovi aderenti, in particolare il periodo minimo di adesione;
f) le regole contabili e di bilancio necessarie per il funzionamento dell’organizzazione.
a) rispondano ai requisiti di cui all’articolo 3 e lo comprovino;
b) abbiano un numero minimo di aderenti e un volume o valore minimo di produzione commercializzabile, da fissare a cura degli Stati membri, e lo comprovino;
c) offrano sufficienti garanzie circa la realizzazione, la durata e l’efficienza della loro attività, nonché la concentrazione dell’offerta, al cui fine gli Stati membri possono decidere quali prodotti o gruppi di prodotti di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), dovrebbero essere di pertinenza dell’organizzazione;
d) consentano effettivamente ai loro aderenti di usufruire dell’assistenza tecnica necessaria per poter applicare pratiche colturali rispettose dell’ambiente;
e) mettano effettivamente a disposizione dei loro aderenti, se necessario, i mezzi tecnici per la raccolta, il magazzinaggio, il condizionamento e la commercializzazione dei prodotti;
f) garantiscano una corretta gestione commerciale e contabile delle loro attività; e
g) non detengano una posizione dominante in un dato mercato, tranne qualora ciò sia necessario ai fini dell’articolo 33 del trattato.
a) decidono in merito alla concessione del riconoscimento ad un’organizzazione di produttori entro tre mesi dalla presentazione della domanda corredata di tutti i pertinenti elementi di prova;
b) eseguono controlli a intervalli regolari per accertare il rispetto, da parte delle organizzazioni di produttori, delle disposizioni del presente titolo, comminano le sanzioni alle organizzazioni medesime in caso di irregolarità o di inosservanza delle disposizioni del presente regolamento e decidono, se necessario, la revoca del riconoscimento;
c) comunicano alla Commissione, una volta all’anno, le decisioni di concessione, diniego o revoca del riconoscimento.
a) lo Stato membro ritiene che l’associazione sia capace di svolgere efficacemente le suddette attività; e
b) l’associazione non detiene una posizione dominante in un dato mercato, tranne qualora ciò sia necessario ai fini dell’articolo 33 del trattato.
I gruppi di produttori degli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1o maggio 2004 o dopo tale data, ovvero delle regioni ultraperiferiche della Comunità di cui all’articolo 299, paragrafo 2, del trattato o delle isole minori del Mar Egeo di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006 del Consiglio [13], possono avvalersi di un periodo transitorio per conformarsi alle condizioni prescritte dall’articolo 4 per il riconoscimento.
b) aiuti, erogati direttamente o tramite enti creditizi, destinati a finanziare una parte degli investimenti necessari per ottenere il riconoscimento e in quanto tali indicati nel piano di riconoscimento di cui al paragrafo 1, terzo comma.
a) al 10 %, 10 %, 8 %, 6 % e 4 %, rispettivamente, del valore della produzione commercializzata nel caso di gruppi di produttori negli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1o maggio 2004 o dopo tale data;
b) al 5 %, 5 %, 4 %, 3 % e 2 %, rispettivamente, del valore della produzione commercializzata nel caso di gruppi di produttori nelle regioni ultraperiferiche della Comunità di cui all’articolo 299, paragrafo 2, del trattato o nelle isole minori del Mar Egeo di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1405/2006.
a) con contributi finanziari degli aderenti o dell’organizzazione stessa;
e) misure ambientali e metodi di produzione rispettosi dell’ambiente, inclusa l’agricoltura biologica;
Le azioni ambientali rispettano i requisiti relativi ai pagamenti agroambientali di cui al primo comma dell’articolo 39, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) [14].
c) riguarda esclusivamente il sostegno specifico alla produzione biologica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari [15];
d) è presentato da un’organizzazione di produttori di uno degli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1o maggio 2004 o dopo tale data, per azioni da realizzarsi entro la fine del 2013;
e) è il primo programma operativo presentato da un’organizzazione di produttori riconosciuta che si è fusa con un’altra organizzazione di produttori riconosciuta;
f) è il primo programma operativo ad essere presentato da un’associazione di organizzazioni di produttori riconosciuta;
g) è presentato da un’organizzazione di produttori di uno Stato membro in cui le organizzazioni di produttori commercializzano meno del 20 % della produzione ortofrutticola;
h) è presentato da un’organizzazione di produttori di una delle regioni ultraperiferiche della Comunità;
i) copre unicamente il sostegno specifico ad azioni intese alla promozione del consumo di ortofrutticoli mirate ai bambini nelle scuole.
b) distribuzione gratuita ad istituti di pena, scuole, istituti di istruzione pubblica e colonie di vacanze, nonché ad ospedali e ospizi per persone anziane designati dagli Stati membri, i quali prendono tutti i provvedimenti necessari affinché i quantitativi così distribuiti si aggiungano a quelli normalmente acquistati dalle collettività di cui trattasi.
Gli Stati membri trasmettono il progetto di disciplina alla Commissione, che può richiederne la modifica entro tre mesi qualora constati che il progetto non permette di conseguire gli obiettivi enunciati dall’articolo 174 del trattato e dal sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente [16]. Anche gli investimenti su singole aziende sostenuti dai programmi operativi sono compatibili con i suddetti obiettivi.
a) analisi della situazione in termini di punti di forza e debolezze e potenziale di sviluppo;
c) obiettivi e strumenti dei programmi operativi, nonché indicatori di rendimento;
a) le regole di cui all’articolo 3, paragrafo 2, lettera a);
b) le regole necessarie per l’applicazione delle misure di cui all’articolo 9, paragrafo 2, lettera c).
b) figurino nell’elenco tassativo di cui all’allegato I;
2. Ai fini del presente capitolo, per "circoscrizione economica" si intende una zona geografica costituita da regioni di produzione limitrofe o vicine nelle quali le condizioni di produzione e di commercializzazione sono omogenee.
b) non sono applicabili, salvo che siano ad essi specificatamente destinate, ai prodotti consegnati per la trasformazione nell’ambito di un contratto firmato prima dell’inizio della campagna di commercializzazione, fatte salve le regole di conoscenza della produzione di cui all’articolo 3, paragrafo 2, lettera a);
a) qualora constati che l’estensione elimina la concorrenza in una parte sostanziale del mercato interno o lede la libertà degli scambi o compromette gli obiettivi dell’articolo 33 del trattato;
b) qualora accerti che l’articolo 81, paragrafo 1, del trattato si applica alle regole estese ad altri produttori. La decisione della Commissione in merito a tali regole si applica soltanto a decorrere dalla data dell’accertamento;
c) qualora constati, previe verifiche, che non sono state rispettate le disposizioni del presente capitolo.
a) le spese amministrative occasionate dall’applicazione delle regole di cui all’articolo 14, paragrafo 1;
b) le spese relative alle attività di ricerca, di studio del mercato e di promozione delle vendite svolte dall’organizzazione o dall’associazione a beneficio dell’insieme dei produttori della circoscrizione.
Ai fini del presente regolamento, per "organizzazione interprofessionale" si intende qualsiasi persona giuridica che:
a) sia composta di rappresentanti delle attività economiche connesse con la produzione e/o il commercio e/o la trasformazione dei prodotti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2200/96;
b) sia costituita per iniziativa di tutte o di alcune delle organizzazioni o associazioni che la compongono;
c) svolga, in una o più regioni della Comunità, due o più attività tra le seguenti, nel rispetto degli interessi dei consumatori:
ii) contribuire ad un migliore coordinamento dell’immissione sul mercato dei prodotti ortofrutticoli, in particolare attraverso ricerche e studi di mercato;
v) fornire le informazioni e svolgere le ricerche necessarie per orientare la produzione verso prodotti più adatti al fabbisogno del mercato e ai gusti e alle aspirazioni dei consumatori, con particolare riguardo alla qualità dei prodotti e alla protezione dell’ambiente;
vi) ricercare metodi atti a limitare l’impiego di prodotti fitosanitari e di altri fattori di produzione, nonché a garantire la qualità dei prodotti e la salvaguardia del suolo e delle acque;
viii) valorizzare e tutelare l’agricoltura biologica e le denominazioni d’origine, i marchi di qualità e le indicazioni geografiche;
ix) promuovere la produzione integrata o altri metodi di produzione rispettosi dell’ambiente;
x) definire, per quanto riguarda le norme di produzione e di commercializzazione di cui ai punti 2 e 3 dell’allegato I, criteri più restrittivi rispetto alle normative comunitarie o nazionali;
d) sia stata riconosciuta dallo Stato membro interessato a norma dell’articolo 21.
b) rappresentino una parte significativa della produzione e/o del commercio e/o della trasformazione di ortofrutticoli e di prodotti trasformati a base di ortofrutticoli nella regione o nelle regioni di cui trattasi e, qualora operino in varie regioni, dimostrino di possedere una rappresentatività minima, per ciascuno dei comparti raggruppati, in ognuna delle regioni interessate;
c) svolgano due o più attività fra quelle menzionate all’articolo 20, lettera c);
d) non esercitino, come tali, né la produzione né la trasformazione né la commercializzazione di ortofrutticoli e di prodotti trasformati a base di ortofrutticoli;
e) non aderiscano a nessuno degli accordi, decisioni e pratiche concordate di cui all’articolo 22, paragrafo 4.
i) i requisiti e le condizioni previsti dal presente capitolo per il riconoscimento non sono più soddisfatti;
ii) l’organizzazione interprofessionale aderisce agli accordi, decisioni e pratiche concordate di cui all’articolo 22, paragrafo 3, fatte salve le altre eventuali sanzioni da comminare a norma della legislazione nazionale;
iii) l’organizzazione interprofessionale non osserva l’obbligo di notifica di cui all’articolo 22, paragrafo 2;
1. In deroga all’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1184/2006 del Consiglio, del 24 luglio 2006, relativo all’applicazione di alcune regole di concorrenza alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli [17], l’articolo 81, paragrafo 1, del trattato non si applica agli accordi, alle decisioni e alle pratiche concordate delle organizzazioni interprofessionali riconosciute, finalizzati allo svolgimento delle attività di cui all’articolo 20, lettera c), del presente regolamento.
b) entro i due mesi successivi alla ricezione di tutte le informazioni richieste, la Commissione non abbia accertato l’incompatibilità degli accordi, delle decisioni o delle pratiche concordate con la normativa comunitaria.
a) possono causare una qualsiasi forma di compartimentazione dei mercati all’interno della Comunità;
b) possono nuocere al buon funzionamento dell’organizzazione comune dei mercati;
c) possono creare distorsioni di concorrenza non indispensabili per conseguire gli obiettivi della politica agricola comune perseguiti dall’attività dell’organizzazione interprofessionale;
e) possono creare discriminazioni o eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.
a) si prefiggono uno dei seguenti obiettivi:
vi) azioni di promozione e di valorizzazione della produzione;
vii) azioni di tutela dell’agricoltura biologica nonché delle denominazioni d’origine, dei marchi di qualità e delle indicazioni geografiche;
b) sono applicate da almeno una campagna di commercializzazione;
a) le importazioni siano effettuate ad un prezzo inferiore a quello comunicato dalla Comunità all’Organizzazione mondiale del commercio ("prezzo soglia"); o
b) il volume delle importazioni in un dato anno superi un determinato quantitativo ("quantitativo soglia").
a) i prodotti ai quali sono applicati i dazi addizionali all’importazione;
b) gli altri criteri necessari per garantire l’applicazione del paragrafo 1.
a) un metodo basato sull’ordine cronologico di presentazione delle domande (secondo il principio "primo arrivato, primo servito");
b) un metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativi richiesti all’atto della presentazione delle domande ("metodo dell’esame simultaneo");
c) un metodo basato sulla considerazione delle correnti commerciali tradizionali (metodo detto "operatori tradizionali/nuovi arrivati").
a) garanzie circa la natura, la provenienza e l’origine del prodotto;
b) il riconoscimento del documento atto a verificare le garanzie di cui alla lettera a);
c) le condizioni per il rilascio e il periodo di validità dei titoli di importazione.
1. La Commissione può adottare misure di salvaguardia avverso le importazioni nella Comunità fatto salvo il paragrafo 3 del presente articolo, conformemente al regolamento (CE) n. 519/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi [18], e al regolamento (CE) n. 3285/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni [19].
a) se il Consiglio si è pronunciato sulla misura, la Commissione gli propone di abrogarla o modificarla. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata;
a) modalità di applicazione del titolo II, concernenti:
i) i prodotti sottoposti a normalizzazione e le norme di commercializzazione di cui all’articolo 2, in particolare al fine di definire la nozione di prodotto di qualità sana, leale e mercantile;
ii) disposizioni relative ai controlli di conformità, in particolare riguardo alla loro attuazione uniforme negli Stati membri;
iii) disposizioni relative alle deroghe ed alle esenzioni dall’applicazione delle norme di commercializzazione;
iv) disposizioni in materia di presentazione, commercializzazione ed etichettatura;
v) disposizioni relative all’applicazione delle norme di commercializzazione ai prodotti importati nella Comunità e a quelli esportati dalla Comunità;
b) modalità di applicazione del titolo III, concernenti in particolare:
i) disposizioni relative alle organizzazioni di produttori transnazionali ed alle organizzazioni di associazioni di produttori transnazionali, compresa l’assistenza amministrativa prestata dalle pertinenti autorità competenti nei casi di cooperazione transnazionale;
ii) disposizioni relative al finanziamento delle misure di cui all’articolo 7, fra l’altro le soglie ed i massimali per gli aiuti ed il livello di cofinanziamento comunitario degli aiuti;
iii) la proporzione e le modalità per il rimborso dell’assistenza di cui all’articolo 11, paragrafo 1;
iv) disposizioni relative agli investimenti delle singole aziende;
v) le date per le comunicazioni e le notifiche di cui all’articolo 13;
vi) disposizioni relative ai pagamenti parziali dell’assistenza finanziaria della Comunità di cui all’articolo 13;
c) modalità di applicazione del titolo IV;
d) disposizioni relative ai controlli fisici e amministrativi che gli Stati membri sono tenuti ad effettuare per verificare l’adempimento degli obblighi derivanti dal presente regolamento;
e) la disciplina per l’irrogazione di sanzioni amministrative in caso di inadempimento degli obblighi derivanti dall’applicazione del presente regolamento. Le sanzioni amministrative saranno proporzionate alla gravità, alla portata, alla persistenza e alla frequenza dell’inadempienza constatata;
f) disposizioni in materia di recupero di pagamenti indebiti derivanti dall’applicazione del presente regolamento;
g) modalità secondo cui gli Stati membri devono riferire alla Commissione in merito ai controlli effettuati e ai relativi risultati;
h) modalità di applicazione del titolo V, comprese le disposizioni espressamente menzionate nello stesso titolo;
i) disposizioni intese a determinare i dati necessari ai fini dell’applicazione dell’articolo 44 e a definirne la forma, il contenuto, i tempi e le scadenze, nonché le modalità di trasmissione o di messa a disposizione di dati e documenti;
j) misure intese ad agevolare la transizione dal regime di cui ai regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 2202/96 a quello istituito dal presente regolamento, comprese quelle per l’attuazione dell’articolo 55 del presente regolamento.
a) gli Stati membri possono continuare a erogare aiuti di Stato nel quadro di un regime esistente per la produzione ed il commercio di patate, fresche o refrigerate, del codice NC 0701 fino al 31 dicembre 2011;
b) la Spagna e l’Italia possono, nel corso della campagna di commercializzazione 2007/2008, erogare un aiuto di Stato di un importo massimo di 15 milioni di EUR al fine di aiutare il settore della trasformazione dei pomodori ad adeguarsi alle disposizioni di cui al presente regolamento;
c) gli Stati membri possono erogare un aiuto di Stato fino al 31 dicembre 2010 alle seguenti condizioni:
i) l’aiuto di Stato è versato unicamente ai produttori di ortofrutticoli che non appartengono ad un’organizzazione di produttori riconosciuta e che sottoscrivono un contratto con un’organizzazione siffatta in cui essi accettano di applicare le misure di prevenzione e di gestione delle crisi dell’organizzazione di produttori in questione;
ii) l’importo dell’aiuto di Stato versato a tali produttori non supera il 75 % del sostegno comunitario ricevuto dai produttori appartenenti all’organizzazione di produttori in questione; e
iii) entro il 31 dicembre 2010 lo Stato membro interessato presenta alla Commissione una relazione sull’utilità e sull’efficacia dell’aiuto di Stato, nella quale valuta in particolare in che misura l’aiuto ha sostenuto l’organizzazione del settore. La Commissione esamina la relazione e decide sull’opportunità di formulare proposte appropriate.
"ex0910 | Zenzero, curcuma, foglie di alloro, curry e altre spezie, ad esclusione del timo e dello zafferano". |
1) all’articolo 1, paragrafo 2, la tabella è sostituita dalla seguente:
"CN code | Descrizione |
07020000 | Pomodori freschi o refrigerati |
0703 | Cipolle, scalogni, agli, porri ed altri ortaggi agliacei, freschi o refrigerati |
0704 | Cavoli, cavolfiori, cavoli ricci, cavoli rapa e simili prodotti commestibili del genere Brassica, freschi o refrigerati |
0705 | Lattughe (Latuca sativa) e cicorie (Cichorium spp.), fresche o refrigerate |
0706 | Carote, navoni, barbabietole da insalata, salsefrica o barba di becco, sedani-rapa, ravanelli e simili radici commestibili, freschi o refrigerati |
070700 | Cetrioli e cetriolini, freschi o refrigerati |
0708 | Legumi da granella, anche sgranati, freschi o refrigerati |
ex0709 | Altri ortaggi, freschi o refrigerati, esclusi quelli delle sottovoci 0709 60 91, 0709 60 95, 0709 60 99, 0709 90 31, 0709 90 39 e 0709 90 60 |
ex0802 | Altre frutta a guscio, fresche o secche, anche sgusciate o decorticate, escluse noci di arec (o di betel) e noci di cola di cui alla sottovoce 08029020 |
08030011 | Banane fresche da cuocere |
ex08030090 | Banane essiccate da cuocere |
08042010 | Fichi, freschi |
08043000 | Ananassi |
08044000 | Avocadi |
08045000 | Guaiave, manghi e mangostani |
0805 | Agrumi, freschi o secchi |
08061010 | Uve da tavola, fresche |
0807 | Meloni (compresi i cocomeri) e papaie, freschi |
0808 | Mele, pere e cotogne, fresche |
0809 | Albicocche, ciliegie, pesche (comprese le pesche noci), prugne e prugnole, fresche |
0810 | Altre frutta fresche |
08135031 08135039 | Miscugli formati esclusivamente da frutta a guscio secche delle voci 0801 e 0802 |
091020 | Zafferano |
ex091099 | Timo, fresco o refrigerato |
ex12119085 | Basilico, melissa, menta, origano — maggiorana selvatica (origanum vulgare), rosmarino, salvia, freschi o refrigerati |
12129930 | Carrube" |
2) i titoli da I a VI, gli articoli 43 e 44, gli articoli da 47 a 57 e gli allegati da I a V sono soppressi;
3) l’articolo 46 è sostituito dal seguente:
1. La Commissione è assistita da un comitato di gestione per gli ortofrutticoli (di seguito "il comitato").
Il periodo di cui all’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese."
1) l’articolo 1, paragrafo 3, è sostituito dal seguente:
"3. Le campagne di commercializzazione per i prodotti di cui al paragrafo 2 sono fissate, se necessario, secondo la procedura di cui all’articolo 46, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2200/96.";
2) i titoli I e II, gli articoli da 23 a 32 e gli allegati da I a III sono soppressi.
1) all’articolo 5, paragrafo 3, è aggiunto il comma seguente:
"Per quanto riguarda la promozione degli ortofrutticoli freschi si attribuirà speciale importanza alla promozione mirata ai bambini nelle scuole.";
2) all’articolo 9, paragrafo 2, è aggiunto il comma seguente:
"La percentuale di cui al primo comma è portata al 60 % qualora la promozione degli ortofrutticoli sia rivolta ai bambini nelle scuole."
- "— allineare la presente direttiva agli sviluppi delle norme internazionali pertinenti, se del caso."
"a) abbiano fruito di un pagamento durante il periodo di riferimento di cui all’articolo 38, a titolo di almeno uno dei regimi di sostegno menzionati nell’allegato VI, oppure, per quanto riguarda l’olio d’oliva, nelle campagne di commercializzazione di cui all’articolo 37, paragrafo 1, secondo comma, o, per quanto riguarda la barbabietola da zucchero, la canna da zucchero e la cicoria, abbiano beneficiato del sostegno di mercato nel periodo rappresentativo di cui all’allegato VII, punto K, oppure, per quanto riguarda le banane, abbiano fruito di compensazioni per la perdita di reddito nel periodo rappresentativo di cui all’allegato VII, punto L, o, per quanto riguarda gli ortofrutticoli, le patate di consumo ed i vivai, abbiano prodotto ortofrutticoli, patate di consumo o vivai, nel periodo rappresentativo fissato dagli Stati membri per i prodotti in questione ai sensi dell’allegato VII, punto M;"
"Per gli ortofrutticoli, le patate di consumo ed i vivai l’importo di riferimento è calcolato e adeguato a norma dell’allegato VII, punto M.";
3) l’articolo 40, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:
"2. Se il caso di forza maggiore o le circostanze eccezionali interessano l’intero periodo di riferimento, lo Stato membro calcola l’importo di riferimento sulla base del periodo 1997-1999.
Per quanto riguarda la barbabietola da zucchero, la canna da zucchero e la cicoria, l’importo di riferimento è calcolato sulla base della campagna di commercializzazione più vicina all’inizio del periodo rappresentativo scelto a norma dell’allegato VII, punto K. Per quanto riguarda le banane, l’importo di riferimento è calcolato sulla base della campagna di commercializzazione più vicina all’inizio del periodo rappresentativo scelto a norma dell’allegato VII, punto L. Per quanto riguarda gli ortofrutticoli e le patate di consumo e i vivai, l’importo di riferimento è calcolato sulla base della campagna di commercializzazione più vicina all’inizio del periodo rappresentativo scelto a norma dell’allegato VII, punto M. In questi casi le disposizioni del paragrafo 1 si applicano per analogia.";
4) all’articolo 42, paragrafo 8, è aggiunto il comma seguente:
"Tuttavia, qualora si applichi il paragrafo 5, gli Stati membri possono decidere che, per il 2007, i diritti all’aiuto inutilizzati che corrispondono ad un numero equivalente di ettari dichiarati dall’agricoltore ed utilizzati per le patate di consumo o per gli ortofrutticoli non saranno versati nella riserva nazionale.";
5) all’articolo 43, paragrafo 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
"a) nel caso degli aiuti per la fecola di patate, i foraggi essiccati, le sementi, gli oliveti e il tabacco, di cui all’allegato VII, il numero di ettari la cui produzione ha fruito dell’aiuto durante il periodo di riferimento, calcolato a norma dell’allegato VII, punti B, D, F, H e I;
a bis) nel caso della barbabietola da zucchero, della canna da zucchero e della cicoria, il numero di ettari calcolato a norma dell’allegato VII, punto K, punto 4;
a ter) nel caso delle banane, il numero di ettari calcolato a norma dell’allegato VII, punto L;
a quater) nel caso degli ortofrutticoli, delle patate di consumo e dei vivai il numero di ettari calcolato a norma dell’allegato VII, punto M;"
6) all’articolo 44, paragrafo 2, il secondo comma è sostituito dal seguente:
"Per "ettari ammissibili" si intendono anche:
a) le superfici coltivate a luppolo o soggette all’obbligo di ritiro temporaneo dalla produzione;
b) le superfici a oliveto;
c) le superfici coltivate a banane;
d) le superfici investite a colture permanenti di ortofrutticoli;
e) i vivai.";
7) all’articolo 45 è aggiunto il paragrafo seguente:
"3. Tuttavia, per il 2007, negli Stati membri che non si sono avvalsi dell’opzione di cui all’articolo 71 e che non si avvalgono dell’opzione di cui all’articolo 51, secondo comma, i diritti all’aiuto inutilizzati che corrispondono ad un numero equivalente di ettari dichiarati dall’agricoltore ed utilizzati per le patate di consumo o per gli ortofrutticoli non saranno versati nella riserva nazionale.";
8) l’articolo 51 è sostituito dal seguente:
"Articolo 51
a) luppolo:
b) oliveti,
c) banane,
d) colture permanenti di ortofrutticoli;
e) vivai.
a) la produzione di uno o più dei prodotti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2200/96 ed all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2201/96. In tal caso gli Stati membri possono tuttavia decidere di autorizzare colture intercalari sugli ettari ammissibili all’aiuto nel corso di un periodo massimo di tre mesi a decorrere dal 15 agosto di ogni anno; tuttavia, su richiesta di uno Stato membro, tale data può essere modificata secondo la procedura di cui all’articolo 144, paragrafo 2, per le regioni in cui i cereali sono abitualmente raccolti più presto per questioni climatiche; e/o
c) i vivai.";
9) l’articolo 60, paragrafo 8, è sostituito dal seguente:
"8. Quando uno Stato membro decide di avvalersi della deroga di cui all’articolo 51, secondo comma, esso può altresì decidere, entro il 1o novembre 2007, di applicare i paragrafi da 1 a 7 del presente articolo per il medesimo periodo. I paragrafi da 1 a 7 del presente articolo non si applicano in nessun altro caso.";
10) all’articolo 63, paragrafo 3, è aggiunto il comma seguente:
"Con riguardo all’inclusione nel regime di pagamento unico della componente relativa ai pagamenti per gli ortofrutticoli, le patate di consumo ed i vivai, gli Stati membri possono decidere entro il 1o aprile 2008 di applicare la deroga di cui al primo comma.";
11) l’articolo 64, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:
"2. In conformità della scelta operata da ciascuno Stato membro, la Commissione fissa, secondo la procedura di cui all’articolo 144, paragrafo 2, un massimale per ciascun pagamento diretto previsto negli articoli da 66 a 69.
L’importo totale dei massimali fissati è dedotto dai massimali nazionali di cui all’articolo 41 secondo la procedura di cui all’articolo 144, paragrafo 2.";
12) l’articolo 65, paragrafo 1, è sostituito dal seguente:
"1. Per i diritti da concedere agli agricoltori, previa eventuale riduzione a norma dell’articolo 41, la componente "importo di riferimento" risultante da ciascuno dei pagamenti diretti previsti rispettivamente negli articoli da 66 a 69 è ridotta di una percentuale che sarà stabilita dagli Stati membri nei limiti fissati agli articoli summenzionati e, per i pagamenti diretti di cui all’articolo 68 ter, limitatamente al periodo fissato dagli Stati membri conformemente a detto articolo.";
13) dopo l’articolo 68 bis è inserito l’articolo seguente:
"Articolo 68 ter
a) fino al 31 dicembre 2010, fino al 100 % della componente dei massimali nazionali di cui all’articolo 41 corrispondente a talune colture di ortofrutticoli diverse dalle colture annuali di cui al terzo comma del presente paragrafo, consegnate alla trasformazione e che erano ammissibili all’aiuto a titolo del regime previsto dai regolamenti (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 2202/96; e
b) dal 1o gennaio 2011 al 31 dicembre 2012, fino al 75 % della componente dei massimali nazionali di cui all’articolo 41 corrispondente a talune colture di ortofrutticoli diverse dalle colture annuali di cui al terzo comma del presente paragrafo, consegnate alla trasformazione e che erano ammissibili all’aiuto a titolo del regime previsto dai regolamenti (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 2202/96.
a) fichi freschi;
b) agrumi freschi;
c) uve da tavola;
d) pere;
e) pesche e nettarine; e
f) taluni tipi di prugne derivate dalle prugne "d’Ente".
Stato membro | Importo (milioni di EUR per anno civile) |
Repubblica ceca | 0,414 |
Spagna | 56,233 |
Cipro | 0,274 |
Ungheria | 4,512 |
Portogallo | 33,333 |
Slovacchia | 1,018 |
Repubblica ceca | 0,063 |
Spagna | 110,633 |
Cipro | Nel 2008: 4,793 Nel 2009: 4,856 Nel 2010: 4,919 Nel 2011: 4,982 Nel 2012: 5,045 |
Ungheria | 0,244 |
Portogallo | 2,900 |
Slovacchia | 0,007" |
14) l’articolo 71 octies è soppresso;
15) all’articolo 71 duodecies, paragrafo 2, è aggiunto il comma seguente:
"Tuttavia, con riguardo all’inclusione nel regime di pagamento unico della componente relativa ai pagamenti per gli ortofrutticoli, i nuovi Stati membri possono decidere, entro il 1o aprile 2008 o entro il 1o agosto dell’anno precedente il primo anno di applicazione del regime di pagamento unico, di applicare la deroga di cui al primo comma.";
16) al titolo IV, dopo il capitolo 10 septies sono aggiunti i capitoli seguenti:
"CAPITOLO 10 OCTIES
4. Gli Stati membri possono subordinare la concessione dell’aiuto comunitario ad altri criteri obiettivi e non discriminatori, tra cui l’appartenenza degli agricoltori ad un’organizzazione o ad un gruppo di produttori riconosciuti rispettivamente ai sensi degli articoli 4 o 7 del regolamento (CE) n. 1182/2007, del 26 settembre 2007, recante norme specifiche per l’ortofrutticolo [].
1. Nel corso del periodo fino al 31 dicembre 2012 è applicato un aiuto alla superficie a titolo transitorio alle fragole del codice NC 08101000 ed ai lamponi del codice NC 08102010, consegnati all’industria di trasformazione.
Stato membro | Superficie nazionale garantita (ettari) |
Ungheria | 1700 |
Lettonia | 400 |
17) l’articolo 143 ter, paragrafo 1, è sostituito dal seguente:
"1. Durante il periodo di applicazione di cui al paragrafo 9, i nuovi Stati membri possono decidere, non oltre la data di adesione, di sostituire i pagamenti diretti, ad eccezione dell’aiuto a favore delle colture energetiche, istituito al titolo IV, capitolo 5, e del pagamento transitorio per i frutti rossi istituito al titolo IV, capitolo 10 nonies, con un pagamento unico per superficie che è calcolato a norma del paragrafo 2.";
18) il terzo trattino dell’articolo 143 ter, paragrafo 3, è sostituito dal seguente:
- "— adeguato ricorrendo alla percentuale pertinente indicata all’articolo 143 bis per l’introduzione graduale dei pagamenti diretti, eccetto per gli importi disponibili a norma del punto K, punto 2, dell’allegato VII o in base al differenziale tra tali importi e quelli effettivamente applicati di cui all’articolo 143 ter bis, paragrafo 4, ed eccetto per gli importi corrispondenti al settore dei prodotti ortofrutticoli a norma dell’articolo 68 ter, paragrafi 3 e 4, o in base al differenziale tra tali importi e quelli effettivamente applicati di cui all’articolo 143 ter ter, paragrafo 4, ed all’articolo 143 ter quater, paragrafo 3.";
19) dopo l’articolo 143 ter bis sono inseriti gli articoli seguenti:
"Articolo 143 ter ter
1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 143 ter, i nuovi Stati membri che applicano il regime di pagamento unico per superficie possono decidere, entro il 1o novembre 2007, di conservare, fino al 31 dicembre 2011, fino al 50 % della componente dei massimali nazionali di cui all’articolo 41 che corrisponde ai pomodori del codice NC 07020000.
a) fino al 31 dicembre 2010, fino al 100 % della componente dei massimali nazionali di cui all’articolo 71 quater corrispondente alle colture di ortofrutticoli diverse dalle colture annuali di cui all’articolo 68 ter, paragrafo 2, terzo comma;
b) dal 1o gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2012, fino al 75 % della componente dei massimali nazionali di cui all’articolo 71 quater corrispondente alle colture di ortofrutticoli diverse dalle colture annuali di cui all’articolo 68 ter, paragrafo 2, terzo comma.
4. Gli articoli 143 bis e 143 quater non si applicano al pagamento transitorio per i prodotti ortofrutticoli.";
20) all’articolo 145, dopo la lettera d quater) è inserita la lettera seguente:
"d quinquies) modalità di applicazione relative all’inclusione dell’aiuto per gli ortofrutticoli, le patate di consumo ed i vivai nel regime di pagamento unico ed ai pagamenti di cui ai capitoli 10 octies e 10 nonies del titolo IV.";
21) l’articolo 155 è sostituito dal seguente:
"Articolo 155
Possono essere adottate, secondo la procedura di cui all’articolo 144, paragrafo 2, del presente regolamento, ulteriori disposizioni intese ad agevolare la transizione dalle misure previste nei regolamenti citati negli articoli 152 e 153 e nei regolamenti (CEE) n. 404/93, (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96, (CE) n. 2202/96 e (CE) n. 1260/2001 alle misure istituite dal presente regolamento, in particolare quelle relative all’applicazione degli articoli 4 e 5 e dell’allegato del regolamento (CE) n. 1259/1999 e dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1251/1999, nonché dalle disposizioni relative ai piani di miglioramento previsti dal regolamento (CEE) n. 1035/72 a quelle di cui agli articoli da 83 a 87 del presente regolamento. I regolamenti e gli articoli citati negli articoli 152 e 153 continuano ad applicarsi ai fini della fissazione degli importi di riferimento di cui all’allegato VII.";
22) gli allegati sono modificati in base all’allegato II del presente regolamento.
1) nell’articolo 32, paragrafi 1, 2 e 4, sono inseriti i termini "o nell’allegato VIII" dopo i termini "nell’allegato VII";
2) dopo l’allegato VII è aggiunto l’allegato seguente:
I prodotti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 2201/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti trasformati a base di ortofrutticoli [].
[1] GU C 175 del 27.7.2007, pag. 53.
[2] GU L 297 del 21.11.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 47/2003 della Commissione (GU L 7 dell’11.1.2003, pag. 64).
[3] GU L 297 del 21.11.1996, pag. 29. Regolamento modificato da ultimo dall’atto di adesione del 2005.
[4] GU L 297 del 21.11.1996, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dall’atto di adesione del 2003.
[5] GU L 151 del 30.6.1968, pag. 16. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 865/2004 (GU L 161 del 30.4.2004, pag. 97; rettifica nella GU L 206 del 9.6.2004, pag. 37).
[6] GU L 10 del 12.1.2002, pag. 58.
[7] GU L 10 del 12.1.2002, pag. 67. Direttiva modificata dalla direttiva 2004/84/CE (GU L 219 del 19.6.2004, pag. 8).
[8] GU L 270 del 21.10.2003, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 552/2007 della Commissione (GU L 131 del 23.5.2007, pag. 10).
[9] GU L 328 del 23.12.2000, pag. 2. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2060/2004 (GU L 357 del 2.12.2004, pag. 3).
[10] GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 247/2007 della Commissione (GU L 69 del 9.3.2007, pag. 3).
[11] GU L 209 dell’11.8.2005, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 378/2007 (GU L 95 del 5.4.2007, pag. 1).
[13] GU L 265 del 26.9.2006, pag. 1.
[14] GU L 277 del 21.10.2005, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2012/2006 (GU L 384 del 29.12.2006, pag. 8).
[15] GU L 198 del 22.7.1991, pag. 1. Regolamento abrogato dal regolamento (CE) n. 834/2007 (GU L 189 del 20.7.2007, pag. 1) con effetto dal 1o gennaio 2009.
[16] Decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente (GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1).
[17] GU L 214 del 4.8.2006, pag. 7.
[18] GU L 67 del 10.3.1994, pag. 89. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 427/2003 (GU L 65 dell’8.3.2003, pag. 1).
[19] GU L 349 del 31.12.1994, pag. 53. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2200/2004 (GU L 374 del 22.12.2004, pag. 1).
[] GU L 273 del 17.10.2007, pag. 1.";
[] GU L 297 del 21.11.1996, pag. 29. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1182/2007 (GU L 273 del 17.10.2007, pag. 1)."
1. Regole relative alla conoscenza della produzione:
2. Regole di produzione:
3. Regole di commercializzazione:
a) rispetto delle date previste per l’inizio del raccolto e scaglionamento della commercializzazione;
d) indicazione dell’origine del prodotto.
4. Regole di tutela dell’ambiente:
a) regole relative all’impiego di concimi e fertilizzanti;
b) regole relative all’impiego di prodotti fitosanitari e agli altri metodi di difesa delle colture;
5. Regole relative alla promozione e alla comunicazione nel contesto della prevenzione e della gestione delle crisi ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 2, lettera c).
1) nell’allegato I:
a) la riga "Uve secche" è soppressa;
b) dopo la riga "Barbabietola e canna da zucchero utilizzate per la produzione di zucchero" sono inserite le seguenti righe:
"Ortofrutticoli consegnati all’industria di trasformazione | Titolo IV, capitolo 10 octies, del presente regolamento | Pagamenti transitori per i prodotti ortofrutticoli |
Fragole e lamponi consegnati all’industria di trasformazione | Titolo IV, capitolo 10 nonies, del presente regolamento | pagamento transitorio per i frutti rossi |
Prodotti ortofrutticoli | Articolo 143 ter ter del presente regolamento | Pagamento separato per i prodotti ortofrutticoli" |
Stato membro | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 |
Belgio | 4,7 | 6,4 | 8,0 | 8,0 | 8,1 | 8,1 | 8,1 | 8,1 |
Danimarca | 7,7 | 10,3 | 12,9 | 12,9 | 12,9 | 12,9 | 12,9 | 12,9 |
Germania | 40,4 | 54,6 | 68,3 | 68,3 | 68,3 | 68,3 | 68,3 | 68,3 |
Spagna | 56,9 | 77,3 | 97,0 | 103,8 | 103,9 | 103,9 | 103,9 | 103,9 |
Lussemburgo | 0,2 | 0,3 | 0,4 | 0,4 | 0,4 | 0,4 | 0,4 | 0,4 |
Paesi Bassi | 6,8 | 9,5 | 12,0 | 12,0 | 12,0 | 12,0 | 12,0 | 12,0 |
Portogallo | 10,8 | 14,6 | 18,2 | 19,6 | 19,6 | 19,6 | 19,6 | 19,6 |
Svezia | 6,6 | 8,8 | 11,0 | 11,0 | 11,0 | 11,0 | 11,0 | 11,0 |
Regno Unito | 17,7 | 23,6 | 29,5 | 29,5 | 29,5 | 29,5 | 29,5 | 29,5 |
3) nell’allegato V, le righe "Uve secche", "Agrumi destinati alla trasformazione" e "Pomodori da trasformazione" sono soppresse;
4) all’allegato VII è aggiunto il punto seguente:
"M. Ortofrutticoli, patate di consumo e vivai
- l’entità del sostegno di mercato ricevuto dall’agricoltore, direttamente o indirettamente, per la sua produzione di ortofrutticoli, di patate di consumo e di vivai,
- la superficie utilizzata per produrre ortofrutticoli, patate di consumo e vivai,
- la quantità di ortofrutticoli, di patate di consumo e di vivai prodotta,
Ai fini del presente regolamento, per "ortofrutticoli" si intendono i prodotti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2200/96 e all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2201/96, e per "patate di consumo" si intendono le patate del codice NC 0701 diverse da quelle destinate alla fabbricazione di fecola di patate, per le quali è concesso l’aiuto di cui all’articolo 93.";
5) gli allegati VIII e VIII bis sono sostituiti dai seguenti:
(migliaia di EUR) |
Stato membro | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 e seguenti |
Belgio | 411053 | 580376 | 593395 | 606935 | 614179 | 611805 |
Danimarca | 943369 | 1015479 | 1021296 | 1027278 | 1030478 | 1030478 |
Germania | 5148003 | 5647175 | 5695607 | 5744240 | 5770254 | 5774254 |
Spagna | 3266092 | 4635365 | 4649913 | 4830954 | 4838536 | 4840413 |
Lussemburgo | 33414 | 36602 | 37051 | 37051 | 37051 | 37051 |
Paesi Bassi | 386586 | 428329 | 833858 | 846389 | 853090 | 853090 |
Portogallo | 452000 | 504287 | 571377 | 608601 | 609131 | 608827 |
Svezia | 637388 | 670917 | 755045 | 760281 | 763082 | 763082 |
Regno Unito | 3697528 | 3944745 | 3960986 | 3977175 | 3985834 | 3975849 |
Anno civile | Bulgaria | Repubblica ceca | Estonia | Cipro | Lettonia | Lituania | Ungheria | Malta | Romania | Polonia | Slovenia | Slovacchia |
2016 e successivi | 809585 | 902222 | 100900 | 49682 | 145616 | 377360 | 1313966 | 5102 | 1777866 | 3017407 | 144110 | 386214 |

References: art. 56
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 articolo 7
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