Source: https://liberatoriopolitico.wordpress.com/category/trasformismo/
Timestamp: 2020-01-21 08:57:31+00:00

Document:
trasformismo | Liberatorio Politico
Archivi categoria: trasformismo
abusivismo, ambulanti, amministrazione comunale, azzollini, operazione âby passâ, operazione gibbanza, operazione mani sulla cittÃ , palazzine fontana, parlamento pulito, politica locale, porto, trasformismo, zona franca
PERCHEâ (NON) ESSERE ORGOGLIOSI DI ANTONIO AZZOLLINI
ABBIAMO FINALMENTE CAPITO QUAL E' IL SITO WEB AMICO DEL SENATORE E ABBIAMO PROVATO A RILEGGERE UN POST ANONIMO A SUO FAVORE, CAMBIANDO SOLO QUALCHE PAROLA ED ECCO IL RISULTATO:
<< Okay, è vero, chi scrive su questo blog non è un sostenitore di Antonio Azzollini; va bene, lo ammettiamo, proviamo a darvi notizie che altri non danno o che lasciano passare sotto tono e lo facciamo nel tentativo di spezzare quella catena mediatica che da qualche tempo tiene legata Molfetta a un’immagine che si vuol far passare come pulita e accogliente. Eppure, Molfetta è anche altro, è un modello di amministrazione che fuori città considerano un esempio da non imitare.
Ecco perché, fatta questa premessa doverosa, crediamo che i cittadini molfettesi non dovrebbero essere orgogliosi senza riserve per quel concittadino che si chiama Antonio Azzollini e per quelle sue foto – accanto al ministro Tremonti – che oggi compaiono nelle prime pagine di tutti i principali quotidiani nazionali. Non che debba essere un atto di fede. Né in questo momento vogliamo dimenticare i quasi 200 milioni di euro (200 milioni di euro!!!) che Azzollini da Roma in questi anni ha fatto arrivare a Molfetta per porto, chiese, centro storico, zona industriale, arredo urbano e altro (tralasciamo i 4,5 milioni di euro truffati allo stato per ricostruire le Palazzine Fontana fatte passare a Roma come opere pubbliche).
Piuttosto, ci piacerebbe, una volta tanto, che i molfettesi imparino ad indignarsi non solo per lo “Sciatavinn!” urlato nella tv moderna che è Youtube, ma anche per quelle immagini dei tiggì nazionali che restituiscono il volto di un nostro concittadino che sta scrivendo la storia politico-economica di questo Paese rappresentando le istituzioni e in qualche modo rappresentando la città di Molfetta.
Ah che esagerazione!, diranno adesso i benpensanti. No. No perché si può pure criticare la scelta di togliere le mani dalle tasche degli italiani per mettere le manette a chi evade; si possono pure criticare gli altri punti della manovra finanziaria (la ventesima presentata da Antonio Azzolllini?); ad alcuni può anche non bastare il fatto che il sindaco, grazie proprio alle sue competenze in fatto di bilanci, sia riuscito in questi anni a risanare le casse comunali senza ricorrere a tasse o imposte (infatti ha ridotto le strade cittadine a colabrodo però ha sempre assicurato oltre 100mila euro l'anno per i concerti organizzati dalla Fondazione di suo cognato, e se stesso); e ovviamente si può essere di destra o di sinistra e lo stesso riconoscere che, sì, Azzollini sta lavorando da protagonista per far sì che l’Italia faccia la fine della Grecia; sì, il nome Azzollini indicherà per sempre il nome di chi introduce il carcere per i grandi evasori ed evita il prelievo del 5% sui redditi delle famiglie (riuscirà poi a salvare molti suoi concittadini dal carcere?). Sì, quell’Azzollini lì è lo stesso che qualche giorno fa si è recato ad Arcore e tra una riunione tecnica (ci auguriamo senza Bunga-Bunga) e l’altra ha raccontato a Berlusconi di quella città della Puglia, di quella città fatta di pescatori, marinai, abusivi, che aspira ad essere “ZONA FRANCA” (o del "MERCATO DIFFUSO)". Come ama dire lui. >>
Epico scontro Cruciani Vs. Senatore Antonio Azzollini – La Zanzara – Radio 24 – 01/09/2011
In questo video invece è il Senatore che deve andare a ripetizione
corruzione, cronaca giudiziaria, pino amato, trasformismo, voto di scambio
Non solo voto di scambio
L’ex assessore Pino Amato.
Cominciamo a capire ed approfondire alcuni dei reati per i quali l’ex assessore Amato è stato condannato in primo grado e che nella conferenza stampa ha dimenticato di elencare, ricordando solo i capi d’accusa da cui è stato assolto.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 MAGGIO 1960, n. 570 (GU n. 152 del 23/06/1960) TESTO UNICO DELLE LEGGI PER LA COMPOSIZIONE E LA ELEZIONE DEGLI ORGANI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.
ART. 86. (T.U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 77)
CHIUNQUE, PER OTTENERE, A PROPRIO OD ALTRUI VANTAGGIO, LA FIRMA PER UNA DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DI CANDIDATURA, IL VOTO ELETTORALE O L’ASTENSIONE, DÀ, OFFRE O PROMETTE QUALUNQUE UTILITÀ AD UNO O PIÙ ELETTORI, O, PER ACCORDO CON ESSI, AD ALTRE PERSONE, È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA SEI MESI A TRE ANNI E CON LA MULTA DA LIRE 3.000 A LIRE 20.000, ANCHE QUANDO L’UTILITÀ PROMESSA SIA STATA DISSIMULATA SOTTO IL TITOLO DI INDENNITÀ PECUNIARIA DATA ALL’ELETTORE PER SPESE DI VIAGGIO O DI SOGGIORNO O DI PAGAMENTO DI CIBI E BEVANDE O RIMUNERAZIONE SOTTO PRETESTO DI SPESE O SERVIZI ELETTORALI.
LA STESSA PENA SI APPLICA ALL’ELETTORE, CHE, PER DARE O NEGARE LA FIRMA O IL VOTO, HA ACCETTATO OFFERTE O PROMESSE O HA RICEVUTO DENARO O ALTRA UTILITÀ.
ART. 87. (T.U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 78)
CHIUNQUE USA VIOLENZA O MINACCIA AD UN ELETTORE, OD ALLA SUA FAMIGLIA, PER COSTRINGERLO A FIRMARE UNA DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DI CANDIDATURA O A VOTARE IN FAVORE DI DETERMINATE CANDIDATURE, O AD ASTENERSI DALLA FIRMA O DAL VOTO, O CON NOTIZIE DA LUI RICONOSCIUTE FALSE, O CON RAGGIRI O ARTIFIZI, OVVERO CON QUALUNQUE MEZZO ILLECITO, ATTO A DIMINUIRE LA LIBERTÀ DEGLI ELETTORI, ESERCITA PRESSIONI PER COSTRINGERLI A FIRMARE UNA DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DI CANDIDATURA O A VOTARE IN FAVORE DI DETERMINATE CANDIDATURE, O AD ASTENERSI DALLA FIRMA O DAL VOTO È PUNITO CON LA PENA DELLA RECLUSIONE DA SEI MESI A CINQUE ANNI O CON LA MULTA DA LIRE 3000 A LIRE 20.000.
SE LA VIOLENZA O LA MINACCIA È FATTA DA PIÙ DI CINQUE PERSONE RIUNITE MEDIANTE L’USO DI ARMI ANCHE SOLTANTO DA PARTE DI UNA DI ESSE, OVVERO DA PIÙ DI DIECI PERSONE PUR SENZA USO DI ARMI, LA PENA È DELLA RECLUSIONE DA TRE A QUINDICI ANNI E DELLA MULTA FINO A LIRE 50.000.
ART. 102. (T.U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 95)
Art. 29 C.P.- Casi nei quali alla condanna consegue l’interdizione dai pubblici uffici.
Art. 61 C.P.- Circostanze aggravanti comuni.
Aggravano il reato quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali, le circostanze seguenti: comma 9) l’avere commesso il fatto con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto.
Art. 319 C.P.- Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da due a cinque anni.
Art. 612 C.P.- Minaccia.
Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno, è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a lire centomila. Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’art. 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio.
satira, trasformismo
Una nuova âcamiciaâ per il piÃ¹ âamatoâ dei molfettesi.
Altro che V-Day, bisognerebbe organizzare per il prossimo Consiglio comunale l’occupazione della massima assise cittadina per chiederne le dimissioni in massa.
Nel nostro Consiglio Comunale non solo “spariscono i fatti” per dirla alla Marco Travaglio ma anche i consiglieri comunali eletti dal popolo.
Molti degli attuali consiglieri sono “abusivi”, perché, prima eletti “democraticamente” dai cittadini, e poi “migrati” verso altre sponde più remunerative.
Ci sono quelli che hanno cambiato casacca, quelli che si sono trasferiti in altre amministrazioni, quelli che si sono dimessi, quelli che sono indagati o in attesa di giudizio, quelli condannati in primo grado, quelli che hanno abbandonato il loro partito in attesa di promozioni, quelli che sono passati da destra a sinistra e da sinistra a destra, quelli che si apprestano a formare nuovi partiti, e soprattutto chi, dopo aver offeso la città per aver promosso alle ultime elezione amministrative una candidata sindaco “fantasma” si rende ancora protagonista di un ennesimo vergognoso cambio di casacca.
Non sappiamo ancora se il nostro consigliere più “amato” ha fatto la scelta definitiva, ma è certo che la sua nuova “casacca-camicia” gli si addice e lo rende irresistibilmente somigliante a qualcuno molto vicino alla storia del suo nuovo partito.
Lo avevamo già dichiarato un mese fa ed oggi lo possiamo ribadire;
non ci stupisce la scelta di Amato perché lo conosciamo bene e se ci fosse a Molfetta la Lega Nord non esiterebbe forse a chiedere la tessera anche a quel partito.
Crediamo che il guinness dei primati l’abbia raggiunto, e la sua unicità, sta proprio nell’aver attraversato quasi tutto l’arco costituzionale, nelle più variegate coalizioni di destra e di sinistra, dai Verdi ad Alleanza Nazionale.
La nostra democrazia è veramente in serio pericolo, non tanto per il fatto che un partito come Alleanza Nazionale decida di accettare tra i propri iscritti uno dei tanti trasformisti della partitocrazia, ma la cosa più scandalosa è che si accetta il “pacchetto di voti” che costui rappresenterebbe e porterebbe in dote.
La vera vergogna è questa, il mercimonio di voti tra chi vende e chi compra ci conferma che all’interno del sistema, chi offre e vende i propri “pacchetti di voti” è certo di poterli controllare.
Gli “abusivi” della degenerazione della partitocrazia non sono solo in Parlamento ma si annidano anche nella nostra amministrazione. All’indomani del primo turno delle elezioni amministrative dell’anno scorso avevamo chiesto al Prefetto di sospendere le operazioni di voto del ballottaggio e comunque la proclamazione del nuovo consiglio comunale per tutto ciò che era accaduto in campagna elettorale.
Oggi i fatti ci danno ragione dei nostri dubbi e chiediamo agli organi giudiziari di accelerare i procedimenti in corso che coinvolgono a vario titolo alcuni consiglieri comunali.
Noi auguriamo a tutti che i “fatti non sussistano”, ma il nostro giudizio politico non cambierà nei confronti di chi sta trasformando la politica in un grande circo dove riescono ancora ad essere protagonisti solo pagliacci che non fanno neanche più sorridere.

References: ART. 86
 ART. 77

ART. 87
 ART. 78

ART. 102
 ART. 95

Art. 29

Art. 61

Art. 319

Art. 612