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Timestamp: 2019-07-16 08:59:58+00:00

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ART. 2 - Potestà disciplinare.
ART. 3 - Volontarietà dell'azione.
Quando siano mossi vari addebiti nell'ambito di uno stesso procedimento la
sanzione deve essere unica.
ART. 4 - Attività all'estero e attività in Italia dello straniero.
ART. 5 - Doveri di probità, dignità e decoro.
ART. 6 - Doveri di lealtà e correttezza.
L'avvocato deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. I. L'avvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave.
ART. 7 - Dovere di fedeltà.
È dovere dell'avvocato svolgere con fedeltà la propria attività professionale.
ART. 8 - Dovere di diligenza.
I. L'avvocato è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti
b. al fine di impedire la commissione da parte dello stesso assistito di un
reato di particolare gravità;
c. al fine di allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato
e assistito;
d. in un procedimento concernente le modalità della difesa degli interessi
ART. 10 - Dovere di indipendenza.
ART. 11- Dovere di difesa.
ART. 12 - Dovere di competenza.
ART. 13 - Dovere di aggiornamento professionale.
ART. 14 - Dovere di verità.
ART. 15 - Dovere di adempimento previdenziale e fiscale.
ART. 16- Dovere di evitare incompatibilità.
E' dovere dell'avvocato evitare situazioni di incompatibilità ostative alla permanenza nell'albo, e, comunque, nel dubbio, richiedere il parere del proprio Consiglio dell'Ordine.
II. Costituisce infrazione disciplinare l'avere richiesto l'iscrizione all'albo in
pendenza di cause di incompatibilità, non dichiarate, ancorché queste siano
ART. 17- Informazioni sull'attività professionale.
L'avvocato può dare informazioni sulla propria attività professionale. Il contenuto e la forma dell'informazione devono essere coerenti con la finalità della tutela dell'affidamento della collettività e rispondere a criteri di trasparenza e veridicità, il rispetto dei quali è verificato dal competente Consiglio dell'Ordine. Quanto al contenuto, l'informazione deve essere conforme a verità e correttezza e non può avere ad oggetto notizie riservate o coperte dal segreto professionale. L'avvocato non può rivelare al pubblico il nome dei propri clienti, ancorché questi vi consentano.
I. Sono consentite, a fini non lucrativi, l'organizzazione e la sponsorizzazione di seminari di studio, di corsi di formazione professionale e di convegni in discipline attinenti alla professione forense da parte di avvocati o di società o di associazioni di avvocati.
II. E' consentita l'indicazione del nome di un avvocato defunto, che abbia fatto parte dello studio, purché il professionista a suo tempo lo abbia espressamente previsto o abbia disposto per testamento in tal senso, ovvero vi sia il consenso unanime dei suoi eredi
ART. 17 bis- Modalità dell'informazione.
•) la sede principale di esercizio, le eventuali sedi secondarie ed i recapiti, con l'indicazione di indirizzo, numeri telefonici, fax, e-mail e del sito web, se attivato.
•) il titolo professionale che consente all'avvocato straniero l'esercizio in Italia, o che
consenta all'avvocato italiano l'esercizio all'estero, della professione di avvocato in
conformità delle direttive comunitarie.
•) i settori di esercizio dell'attività professionale e, nell'ambito di questi, eventuali
•) gli estremi della polizza assicurativa per la responsabilità professionale; •) l'eventuale certificazione di qualità dello studio; l'avvocato che intenda fare menzione di una certificazione di qualità deve depositare presso il Consiglio dell'Ordine il giustificativo della certificazione in corso di validità e l'indicazione completa del certificatore e del campo di applicazione della certificazione ufficialmente riconosciuta dallo Stato;
•) i settori di esercizio dell'attività professionale e, nell'ambito di questi, eventuali materie di attività prevalente; •) le lingue conosciute; •) il logo dello studio;
•) gli estremi della polizza assicurativa per la responsabilità professionale; •) l'eventuale certificazione di qualità dello studio; l'avvocato che intenda fare menzione di una certificazione di qualità deve depositare presso il Consiglio dell'Ordine il giustificativo della certificazione in corso di validità e l'indicazione completa del certificatore e del campo di applicazione della certificazione ufficialmente riconosciuta dallo Stato.
ART. 18 - Rapporti con la stampa.
II. In ogni caso, nei rapporti con gli organi di informazione e con gli altri mezzi di diffusione, è fatto divieto all'avvocato di enfatizzare la propria capacità professionale, di spendere il nome dei propri clienti, di sollecitare articoli di stampa o interviste sia su organi di informazione sia su altri mezzi di diffusione; è fatto divieto altresì di convocare conferenze stampa fatte salve le esigenze di difesa del cliente. III. E' consentito all'avvocato, previo parere favorevole del Consiglio dell'Ordine di appartenenza, di tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l'indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche.
ART. 19 - Divieto di accaparramento di clientela.
I. L'avvocato non deve corrispondere ad un collega, o ad un altro soggetto, un onorario, una provvigione o qualsiasi altro compenso quale corrispettivo per la presentazione di un cliente.
II. Costituisce infrazione disciplinare l'offerta di omaggi o prestazioni a terzi ovvero la corresponsione o la promessa di vantaggi per ottenere difese o incarichi.
III. E' vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
IV. E' altresì vietato all'avvocato offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata e, cioè, rivolta a una persona determinata per un specifico affare.
ART. 20 - Divieto di uso di espressioni sconvenienti od offensive.
ART. 21 - Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti.
III. L'avvocato può utilizzare il titolo accademico di professore solo se sia docente universitario di materie giuridiche. In ogni caso dovrà specificare la qualifica, la materia, di insegnamento e la facoltà.
TITOLO II RAPPORTI CON ICOLLEGHI
I. L'avvocato che collabori con altro collega è tenuto a rispondere con
sollecitudine alle sue richieste di informativa. IL L'avvocato che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega
per fatti attinenti all'esercizio della professione deve dargliene preventiva
comunicazione per iscritto, tranne che l'avviso possa pregiudicare il diritto
ART. 23 - Rapporto di colleganza e dovere di difesa nel processo.
Nell'attività giudiziale l'avvocato deve ispirare la propria condotta all'osservanza del dovere di difesa, salvaguardando in quanto possibile il rapporto di colleganza. I. L'avvocato è tenuto a rispettare la puntualità alle udienze e in ogni altra
occasione di incontro con i colleghi. IL L'avvocato deve opporsi a qualunque istanza, irrituale o ingiustificata, formulata nel processo dalle controparti che comporti pregiudizio per la parte assistita.
III. Il difensore che riceva l'incarico di fiducia dall'imputato è tenuto a comunicare tempestivamente con mezzi idonei al collega, già nominato d'ufficio, il mandato ricevuto e, senza pregiudizio per il diritto di difesa, deve raccomandare alla parte di provvedere al pagamento di quanto è dovuto al difensore d'ufficio per l'attività professionale eventualmente già svolta.
ART. 24 - Rapporti con il Consiglio dell'Ordine.
I. Nell'ambito di un procedimento disciplinare, la mancata risposta dell'iscritto
agli addebiti comunicatigli e la mancata presentazione di osservazioni e
difese non costituisce autonomo illecito disciplinare, pur potendo tali
comportamenti essere valutati dall'organo giudicante nella formazione del
proprio libero convincimento.
IV. L'avvocato ha il dovere di comunicare senza ritardo al Consiglio dell'Ordine di appartenenza ed eventualmente a quello competente per territorio, la costituzione di associazioni o società professionali e i successivi eventi modificativi, nonché l'apertura di studi principali, secondari e anche recapiti professionali.
I. L'avvocato deve fornire al praticante un adeguato ambiente di lavoro,
riconoscendo allo stesso, dopo un periodo iniziale, un compenso
proporzionato all'apporto professionale ricevuto. IL L'avvocato deve attestare la veridicità delle annotazioni contenute nel libretto
di pratica solo in seguito ad un adeguato controllo e senza indulgere a motivi
di favore o di amicizia. III. È responsabile disciplinarmente l'avvocato che dia incarico ai praticanti di
svolgere attività difensiva non consentita.
ART. 27 - Obbligo di corrispondere con il collega.
IL Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell'avvocato che accetti di ricevere la controparte, sapendo che essa è assistita da un collega, senza informare quest'ultimo e ottenerne il consenso.
ART. 28 - Divieto di produrre la corrispondenza scambiata con il collega.
IL E' producibile la corrispondenza dell'avvocato che assicuri l'adempimento
delle prestazioni richieste. III. L'avvocato non deve consegnare all'assistito la corrispondenza riservata tra
colleghi, ma può, qualora venga meno il mandato professionale, consegnarla
al professionista che gli succede, il quale è tenuto ad osservare i medesimi
criteri di riservatezza.
ART. 29 - Notizie riguardanti il collega
ART. 30 - Obbligo di soddisfare le prestazioni affidate ad altro collega.
ART. 31 - Obbligo di dare istruzioni al collega e obbligo di informativa.
I. L'elezione di domicilio presso altro collega deve essere preventivamente
comunicata e consentita. IL È fatto divieto all'avvocato corrispondente di definire direttamente una
controversia, in via transattiva, senza informare il collega che gli ha affidato
ART. 32 - Divieto di impugnazione della transazione raggiunta con il collega.
ART. 33 - Sostituzione del collega nell'attività di difesa.
I. L'avvocato sostituito deve adoperarsi affinché la successione nel mandato avvenga senza danni per l'assistito, fornendo al nuovo difensore tutti gli elementi per facilitargli la prosecuzione della difesa.
ART. 34 - Responsabilità dei collaboratori, sostituti e associati.
TITOLO III RAPPORTI CON LA PARTE ASSISTITA ART. 35 - Rapporto di fiducia.
I. L'incarico deve essere conferito dalla parte assistita o da altro avvocato che la
difenda.
Qualora sia conferito da un terzo, che intenda tutelare l'interesse della parte assistita ovvero anche un proprio interesse, l'incarico può essere accettato soltanto con il consenso della parte assistita.
II. L'avvocato deve astenersi, dopo il conferimento del mandato, dallo stabilire con
l'assistito rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale che in
qualunque modo possano influire sul rapporto professionale, salvo quanto previsto
nell'art. 45.
ART. 36 - Autonomia del rapporto.
I. L'avvocato non deve consapevolmente consigliare azioni inutilmente gravose,
né suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti, fraudolenti o colpiti da
II. L'avvocato, prima di accettare l'incarico, deve accertare l'identità del cliente e dell'eventuale suo rappresentante.
ART. 37 - Conflitto di interessi.
I. Sussiste conflitto di interessi anche nel caso in cui l'espletamento di un nuovo mandato determini la violazione del segreto sulle informazioni fornite da altro assistito, ovvero quando la conoscenza degli affari di una parte possa avvantaggiare ingiustamente un altro assistito, ovvero quando lo svolgimento di un precedente mandato limiti l'indipendenza dell'avvocato nello svolgimento di un nuovo incarico. IL L'obbligo di astensione opera altresì se le parti aventi interessi confliggenti si rivolgano ad avvocati che siano partecipi di una stessa società di avvocati o associazione professionale o che esercitino negli stessi locali.
ART. 38 - Inadempimento al mandato.
I. Il difensore d'ufficio deve assolvere l'incarico con diligenza e sollecitudine; ove sia impedito di partecipare a singole attività processuali deve darne tempestiva e motivata comunicazione all'autorità procedente ovvero incaricare della difesa un collega, il quale, ove accetti, è responsabile dell'adempimento dell'incarico.
ART. 39 - Astensione dalle udienze.
I. L'avvocato che eserciti il proprio diritto di non aderire alla astensione deve
informare preventivamente gli altri difensori costituiti. IL Non è consentito aderire o dissociarsi dalla proclamata astensione a seconda delle proprie contingenti convenienze. L'avvocato che aderisca all'astensione non può dissociarsene con riferimento a singole giornate o a proprie specifiche attività, così come l'avvocato che se ne dissoci non può aderirvi parzialmente, in certi giorni o per particolari proprie attività professionali.
ART. 40 - Obbligo di informazione.
I. Se richiesto, è obbligo dell'avvocato informare la parte assistita sulle
previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo.
II. E' obbligo dell'avvocato comunicare alla parte assistita la necessità del compimento di determinati atti al fine di evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli relativamente agli incarichi in corso di trattazione.
ART. 41 - Gestione di denaro altrui.
ART. 42 - Restituzione di documenti.
ART. 43 - Richiesta di pagamento.
ART. 44. - Compensazione. - L'avvocato ha diritto di trattenere le somme che gli siano pervenute dalla parte assistita o da terzi a rimborso delle spese sostenute, dandone avviso al cliente; può anche trattenere le somme ricevute, a titolo di pagamento dei propri onorari, quando vi sia il consenso della parte assistita ovvero quando si tratti di somme liquidate in sentenza a carico della controparte a titolo di diritti e onorari ed egli non le abbia ancora ricevute dalla parte assistita, ovvero quando abbia già formulato una richiesta di pagamento espressamente accettata dalla parte assistita.
ART. 45 - Accordi sulla definizione del compenso.
E' consentito all'avvocato pattuire con il cliente compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, fermo il divieto dell'articolo 1261 ce. e sempre che i compensi siano proporzionati all'attività svolta.
ART. 46 - Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso.
ART. 47 - Rinuncia al mandato.
ART. 48 - Minaccia di azioni alla controparte.
I. Qualora ritenga di invitare la controparte ad un colloquio nel proprio studio,
prima di iniziare un giudizio, l'avvocato deve precisarle che può essere
accompagnata da un legale di fiducia. IL L'addebito alla controparte di competenze e spese per l'attività prestata in
sede stragiudiziale è ammesso, purché la richiesta di pagamento sia fatta a
favore del proprio assistito.
ART. 49 - Pluralità di azioni nei confronti della controparte.
ART. 50 - Richiesta di compenso professionale alla controparte.
ART. 51 - Assunzione di incarichi contro ex-clienti.
I. L'avvocato che abbia assistito congiuntamente i coniugi in controversie
familiari deve astenersi dal prestare, in favore di uno di essi, la propria
assistenza in controversie successive tra i medesimi.
ART. 52 - Rapporti con i testimoni.
ART. 53 - Rapporti con i magistrati.
I. Salvo casi particolari, l'avvocato non può discutere del giudizio civile in
corso con il giudice incaricato del processo senza la presenza del legale
ART. 54 - Rapporti con arbitri e consulenti tecnici.
ART. 55-Arbitrato.
I. L'avvocato non può assumere la funzioni di arbitro quando abbia in corso
rapporti professionali con una delle parti. IL L'avvocato non può accettare la nomina ad arbitro se una delle parti del
procedimento sia assistita da altro professionista di lui socio o con lui
ART. 56 - Rapporti con i terzi.
ART. 57 - Elezioni forensi.
IL Nelle sedi di svolgimento delle operazioni di voto è consentita la sola affissione delle liste elettorali e di manifesti contenenti le regole di svolgimento delle operazioni di voto.
ART. 58 - La testimonianza dell'avvocato.
I. L'avvocato non deve mai impegnare di fronte al giudice la propria parola
sulla verità dei fatti esposti in giudizio. IL Qualora l'avvocato intenda presentarsi come testimone dovrà rinunciare al mandato e non potrà riassumerlo.
ART. 59 - Obbligo di provvedere all'adempimento delle obbligazioni assunte nei
ART. 60 - Norma di chiusura.
e con le modifiche introdotte
il 16 ottobre 1999, il 26 ottobre 2002, il 27 gennaio 2006 e il 14 dicembre 2006

References: ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 23

ART. 24

ART. 27

ART. 28

ART. 29

ART. 30

ART. 31

ART. 32

ART. 33

ART. 34
 ART. 35

ART. 36

ART. 37

ART. 38

ART. 39

ART. 40

ART. 41

ART. 42

ART. 43

ART. 44
 sentenza 

ART. 45

ART. 46

ART. 47

ART. 48

ART. 49

ART. 50

ART. 51

ART. 52

ART. 53

ART. 54

ART. 55

ART. 56

ART. 57

ART. 58

ART. 59

ART. 60