Source: http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/legge301098.htm
Timestamp: 2017-10-22 22:50:13+00:00

Document:
CAPO I - Principi generali ed organizzazione
Articolo 1 - Definizione finalit�
Articolo 2 - Organizzazione generale
Articolo 3 - Comitato regionale per l'emergenza sanitaria
Articolo 4 - Attivit� di vigilanza
CAPO II - Sistema di allarme sanitario
Articolo 5 - Definizione
Articolo 6 - Organizzazione e compiti della Centrale operativa provinciale
CAPO III - Sistema territoriale di soccorso
Articolo 7 - Definizione
Articolo 8 - Postazioni territoriali dell'emergenza sanitaria
Articolo 9 - Mezzi di soccorso
Articolo 10 - Partecipazione delle associazioni al sistema dell'emergenza
Articolo 11 - Corsi di addestramento per il personale volontario delle autoambulanze
Articolo 12 - Servizio di continuit� assistenziale
CAPO lV - Sistema ospedaliero di emergenza
Articolo 13 - Definizione
Articolo 14 - Punti di primo intervento
Articolo 15 - Pronto soccorso
Articolo 16 - Dipartimento di emergenza
Articolo 17 - Dipartimento di emergenza pediatrico
Articolo 18 - Terapie intensive e subintensive
Articolo 19 - Terapia intensiva neonatale
CAPO V - Funzionamento del sistema
Articolo 20 - Operazioni di soccorso e trasporto gratuite
Articolo 21 - Disciplina del trasporto infermi
Articolo 22 - Ricoveri programmati
Articolo 23 - Formazione e aggiornamento del personale
Articolo 24 - Utilizzazione personale medico convenzionato
Articolo 25 - Istruzione ed educazione della popolazione
CAPO Vl - Autorizzazione e vigilanza sull'esercizio del trasporto sanitario per infermi e feriti
Articolo 26 - Autorizzazione al trasporto
Articolo 27 - Vigilanza e controllo
Articolo 29 - Revoca
Articolo 30 - Procedimento per l'applicazione delle sanzioni
Articolo 31 - Tasse sulle concessioni regionali
CAPO Vll - Disposizioni finanziarie, transitorie e finali
Articolo 32 - Norma transitoria per l'autorizzazione al trasporto sanitario
Articolo 33 - Disposizioni finanziarie
Articolo 34 - Disposizioni finali e abrogazioni
Allegato A: Organizzazione del sistema di allarme sanitario
Allegato B: Servizio di pronto soccorso
Tabella 1: Unit� operative autonome di pronto soccorso
Tabella 2: Dotazione di posti letto di terapia intensiva
Principi generali ed organizzazione
(Definizione finalit�)
1. Con la presente legge s'istituisce e si disciplina il sistema di emergenza sanitaria inteso come l'insieme delle funzioni di soccorso, trasporto e comunicazione, organizzate al fine di assicurare l'assistenza sanitaria al verificarsi di emergenze o urgenze.
2. La presente legge disciplina altres� i servizi collegati al sistema d'emergenza sanitaria.
1. II sistema di emergenza sanitaria costituisce un complesso organizzato di strutture ospedaliere ed extraospedaliere tra loro funzionalmente integrate ed � uniforme su tutto il territorio.
2. Tale complesso organizzato � articolato in:
a) sistema di allarme sanitario;
b) sistema territoriale di soccorso;
c) sistema ospedaliero di emergenza.
3. Al fine di garantire l'efficacia degli interventi al verificarsi di situazioni di emergenza anche in materia di igiene pubblica e veterinaria, in ogni sistema di allarme sanitario provinciale di cui all'articolo 5, sono compresi i servizi di pronto intervento garantiti dai dipartimenti di prevenzione attivati dalle Unit� sanitarie locali nel territorio provinciale di competenza. Sono altres� stabiliti collegamenti funzionali con gli uffici periferici del Ministero della sanit� al fine di far fronte alle emergenze sanitarie di frontiera.
4. La Regione favorisce e promuove lo strumento di teleconsulto.
(Comitato regionale per l'emergenza sanitaria)
1. E' istituito, presso il servizio sanit� della Regione, il Comitato regionale per l'emergenza sanitaria con compiti di consulenza tecnica alla Giunta regionale in materia di programmazione, indirizzo ed organizzazione delle attivit� svolte nel sistema di emergenza sanitaria. In particolare, il Comitato:
a) collabora alla definizione di atti di programmazione per le emergenze;
b) predispone il piano per le emergenze che richiedono l'intervento coordinato con il Servizio della protezione civile;
c) propone la dislocazione nel territorio dei mezzi di soccorso facenti parte del sistema dell'emergenza sanitaria;
d) elabora protocolli operativi per il coordinamento e l'organizzazione degli interventi;
e) formula proposte per la formazione e l'aggiornamento degli operatori utilizzati nel sistema dell'emergenza sanitaria;
f) promuove attivit� di verifica e valutazione del sistema regionale dell'emergenza sanitaria attraverso l'elaborazione di linee guida contenenti la definizione di criteri per la standardizzazione dei processi oprativi. Le linee guida contengono altres� schede e modulistica per la realizzazione di un sistema omogeneo di raccolta dati, di valutazione quali-quantitativa dei risultati e di raggiungimento degli obiettivi;
g) propone i criteri di riferimento, gli standard minimi di dotazione delle risorse umane e tecnologiche nonch� i criteri per la verifica periodica;
h) fornisce i pareri richiesti sulla base della presente legge.
2. II Comitato regionale sanitario per l'emergenza e presieduto dall'Assessore regionale alla sanit� o suo delegato scelto tra i componenti del Comitato medesimo ed � altres� composto da:
a) i dirigente del servizio sanit� o suo delegato;
b) i responsabili delle centrali operative;
c) i responsabili dei DEA di secondo livello;
d) un rappresentante della Croce Rossa Italiana;
e) un rappresentante dell'Associazione nazionale pubbliche assistenze (ANPAS);
f ) un rappresentante dei medici operanti nell'emergenza territoriale;
g) un rappresentante del Servizio protezione civile della Regione;
h) un rappresentante dei medici di pronto soccorso designato dalla Giunta regionale;
i ) un rappresentante dei medici anestesisti e rianimatori designato dalla Giunta regionale;
I ) un rappresentante dei medici cardiologi designato dalla Giunta regionale;
m) un rappresentante degli infermieri professionali indicato dal coordinamento regionale dei collegi provinciali degli infermieri professionali fra quelli operanti nel Dipartimento di emergenza;
n) un rappresentante degli autisti di ambulanza dipendenti delle Aziende sanitarie;
o) un rappresentante del corpo nazionale Soccorso alpino e Speleologico (CNSAS) delle Marche.
3. I rappresentanti di cui alle lettere f), h), i), I) del comma 2 sono scelti su rose proposte dagli ordini dei medici delle province delle Marche.
4. Il Comitato pu� richiedere alla Giunta regionale di avvalersi di esperti per far fronte a specifiche esigenze e per la soluzione di problemi concernenti l'informazione-comunicazione, l'informatica, la gestione, l'organizzazione e l'utilizzo delle risorse umane.
(Attivit� di vigilanza)
1. La Giunta regionale vigila affinch� le Aziende sanitarie, gli enti e gli istituti interessati adottino gli atti necessari alla costituzione del sistema di emergenza sanitaria nel rispetto delle prescrizioni previste dalla presente legge
2. In caso di inottemperanza la Giunta regionale, previa diffida, provvede in via sostitutiva anche mediante la nomina di appositi commissari.
1. Il sistema di allarme sanitario provvede, secondo le modalit� previste dall'articolo 6 e dall'allegato A alla presente legge, ad ogni emergenza territoriale.
2. Il sistema di allarme sanitario � diretto e gestito da quattro Centrati operative provinciali e da una Centrale operativa regionale. Le Centrali operative provinciali sono attivate negli ospedali S. Salvatore di Pesaro, Torrette -"Umberto l di Ancona", Generale Provinciale di Macerata, Mazzoni di Ascoli Piceno.
3. Le Centrali operative provinciali assumono le seguenti denominazioni: "Pesaro Soccorso", "Ancona Soccorso", "Macerata Soccorso" e "Ascoli Piceno Soccorso". La Centrale operativa di Ancona svolge altres� la funzione di Centrale operativa regionale.
4. La Centrale operativa regionale coordina gli interventi non risolvibili in ambito provinciale. La Centrale � collegata con le Centrali operative delle altre regioni italiane.
5. L'operativit� del sistema di allarme sanitario � garantita mediante l'unificazione per ogni Centrale operativa provinciale dei numeri di chiamata di soccorso sanitario nel numero telefonico unico 118 e mediante la costituzione di un'unica rete di comunicazione. All'atto della stipula delle convenzioni ai sensi della presente legge le associazioni sono tenute a disattivare i numeri telefonici utilizzati fino al momento nella gestione dell'emergenza convenzionata in assenza della presente legge.
6. La chiamata di soccorso con il numero telefonico unico 118 non comporta oneri per gli utenti.
(Organizzazione e compiti della Centrale operativa provinciale)
1. La Centrale operativa provinciale funziona 24 ore su 24, � responsabile della direzione e gestione funzionale degli interventi sul territorio e svolge in particolare i seguenti compiti:
a) riceve le chiamate di soccorso attraverso il numero telefonico unico per l'emergenza sanitaria (118);
b) valuta la criticit� della situazione ed il grado di complessit� dell'intervento;
o) coordina gli interventi del personale operante sui mezzi di soccorso e "sui mezzi del servizio di continuit� assistenziale;
d) invia, in caso di necessit�, gli operatori sanitari e il mezzo di soccorso pi� idoneo presente nel territorio, mantiene il collegamento via radio con i soccorritori, individua ed allerta la struttura ritenuta pi� idonea all'accoglimento del paziente, mobilita, se del caso, e coordina l'intervento di altri mezzi di soccorso,
e) organizza il trasferimento ad altre strutture ospedaliere di pazienti per i quali si ravvisi l'urgente necessit� di un trasporto assistito;
f) allerta la guardia del dipartimento di prevenzione al verificarsi di situazioni di emergenza;
g) gestisce le chiamate per il servizio di continuit� assistenziale;
h) coordina i trasporti programmati;
i) istruisce la popolazione sulle modalit� di comportamento in caso di emergenza sanitaria.
2. La Centrate operativa inoltre coordina l'attivit� di trasporto urgente di sangue e le operazioni di trasporto connesse all'attivit� relativa ai trapianti e ai prelievi di organo.
3. La Centrate operativa costituisce un modulo organizzativo del Dipartimento di emergenza dell'ospedale in cui � attivata ed � parte integrante del Dipartimento di emergenza.
4. La Centrale operativa deve essere direttamente collegata attraverso idonei sistemi di comunicazione con:
a) le Centrati operative del sistema di emergenza sanitaria del territorio marchigiano;
b) tutte le componenti ospedaliere ed extraospedaliere del sistema regionale di emergenza sanitaria;
c) gli enti, le istituzioni, i servizi pubblici, i servizi di sicurezza e di protezione civile e le associazioni che partecipano anche occasionalmente ai servizi di emergenza pubblica e di protezione civile;
d) le postazioni territoriali di soccorso ed i mezzi mobili di soccorso sanitario;
e) le postazioni del servizio di continuit� assistenziale.
5. La Centrale operativa � permanentemente a conoscenza dell'ubicazione e della disponibilit� dei posti letto ospedalieri del sistema regionale di emergenza sanitaria.
6. l responsabili dei reparti di emergenza comunicano telematicamente la disponibilit� di posti letto e le iniziali dei pazienti ai momento ricoverati.
7. Ogni sede di Dipartimento di emergenza e ogni unit� operativa di pronto soccorso e dotata di apparecchiature informatiche costantemente collegate con il sistema informatico della Centrale operativa.
8. Per lo svolgimento dei propri compiti,la Centrale operativa utilizza i codici di intervento definiti a livello nazionale.
9. La Centrale operativa si avvale del seguente personale sanitario:
a) un medico ospedaliero con qualifica dirigenziale, preferibilmente anestesista-rianimatore, con comprovata esperienza nell'area dell'emergenza sanitaria che non abbia responsabilit� di unit� operativa, cui sono attribuite, di norma per un periodo non inferiore a cinque anni, le funzioni di responsabile della centrale medesima;
b) medici della Centrale operativa con documentata e concreta esperienza nel settore dell'urgenza e dell'emergenza sanitaria dipendenti dell'ospedale presso cui � attivata la Centrate operativa;
c) medici cui sono conferiti incarichi ai sensi dell'articolo 63 dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale reso esecutivo dal d.p.r. 22 luglio 1996, n. 484;
d) personale infermieristico addestrato con documentata e concreta esperienza e formato nel settore dell'urgenza e dell'emergenza sanitaria; nell'organico del personale infermieristico � compresa la caposala.
10. II personale di cui alle lettere a) e b) del comma 9 � individuato nominativamente dal Comitato di Dipartimento di emergenza e l'assegnazione alla Centrale operativa pu� essere effettuata anche a rotazione.
11. Il personale di cui alla lettera d) del comma 9 � individuato nominativamente dal Comitato del Dipartimento di emergenza, sentito il servizio infermieristico, � assegnato alla Centrale operativa anche a rotazione.
12. Per la gestione dei trasporti programmati e per funzioni di supporto alla gestione della Centrale operativa, le AUSL possono individuare il personale non sanitario anche attraverso convenzioni con associazioni di volontariato.
13. Le modalit� organizzative relative alle comunicazioni ed alle operazioni di soccorso e di trasporto,di cui al presente articolo, sono definite nell'allegato A.
Sistema territoriale di soccorso
1. Il sistema territoriale di soccorso svolge le attivit� extraospedaliere finalizzate all'accettazione e al trattamento delle emergenze e delle urgenze sanitarie. Costituisce obiettivo del sistema garantire un intervento di soccorso entro otto minuti dalla chiamata per le aree urbane e venti minuti per le aree extraurbane, salvo particolari situazioni di complessit� orografica e di viabilit�.
2. L'attivit�, extraospedaliera si avvale delle Postazioni territoriali di soccorso (POTES), del personale e dei mezzi di soccorso rnessi a disposizione dal servizio sanitario regionale, dalla CRl e dalle associazioni di pubblica assistenza iscritte all'albo regionale del volontariato o, subordinatamente, da societ� private nonch� deI servizio di continuit� assistenziale.
(Postazioni territoriali dell'emergenza sanitaria)
1. Le Postazioni territoriali dell'emergenza sanitaria (POTES), istituite con la presente legge, garantiscono, sul luogo in cui si verifica una emergenza sanitaria, il soccorso necessario.
2. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare stabilisce:
a) la localizzazione delle POTES nel territorio regionale;
b) quali sedi dette POTES debbono funzionare per dodici ore al giorno o comunque per un orario che non copre tutta la giornata, tenendo conto della popolazione afferente e della specifica epidemiologia.
3. La Giunta regionale stabilisce, con proprio atto:
a) le sedi delle POTES che vengono attivate esclusivamente durante le stagioni turistiche in aggiunta a quelle permanenti;
b) la composizione qualitativa e quantitativa del personale degli equipaggi dei mezzi di soccorso, sentito il parere del Comitato regionale per l'emergenza.
4. I Direttori generali delle Aziende USL possono attivare, con proprio atto, POTES provvisorie in occasione di manifestazioni civili, sportive e religiose che comportino la presenza ed il concentramento di un eccezionale numero di persone.
5. Le Aziende sanitarie, sulla base delle indicazioni contenute nell'atto di cui alla lettera b) del comma 3, possono utilizzare nelle POTES il seguente personale:
a) medico, con priorit� di utilizzo per quelli incaricati dell' "emergenza sanitaria territoriale" ai sensi dell'articolo 63 dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale reso esecutivo dal d.p.r. 484/ 1996;
b) infermiere professionale;
c) autista di ambulanza dipendente del servizio sanitario nazionale che ha partecipato ai corsi di cui all'articolo 23, ovvero autista di ambulanza volontario, appartenente alla CRI o ad una pubblica assistenza, che ha partecipato ai corsi di cui all'articolo 11;
d) soccorritore volontario qualificato appartenente alla CRI o ad una pubblica assistenza.
6. Il Comitato regionale dell'emergenza deve esprimere il parere di cui alla lettera b) del comma 3 nel termine di trenta giorni dalla richiesta.
In difetto il parere s'intende favorevole.
7. L'equipaggio delle POTES garantisce, sul luogo in cui si verifica un'emergenza sanitaria, il soccorso qualificato allo scopo di permettere il mantenimento delle funzioni vitali dell'assistito ed il suo trasporto protetto verso ospedali, individuati dalla Centrale operativa, capaci di fornire l'assistenza specialistica adeguata al caso.
8. La Postazione territoriale dell'emergenza sanitaria dispone dei mezzi di soccorso previsti dal responsabile della Centrale operativa in base alle esigenze dell'area servita e comunque almeno di:
a) un'ambulanza di soccorso di tipo A,
b) un automezzo di soccorso avanzata (auto medicatizzata).
9. II personale sanitario delle POTES � messo a disposizione dalle Aziende sanitarie. Il personale non sanitario delle POTES � messo a disposizione dall'associazioni di pubblica assistenza Convenzionate, dalle sezioni della CRl convenzionate, dalle aziende sanitarie o, subordinatamente, da privati convenzionati. Vale per l'infermiere professionale quanto previsto dall'articolo 10 del d.p.r. 27 marzo 1992.
10. Qualora la POTES venga localizzata in una localit� dove ha sede la CRI o una pubblica assistenza questa pu� essere codificata presso una di queste associazioni di volontariato. Laddove le pubbliche assistenze siano disponibili, le ambulanze e il personale non sanitario delle POTES possono essere messe a disposizione dalle stesse previ accordi con le aziende
11. Il personale dipendente del servizio sanitario nazionale, addetto stabilmente agli equipaggi di Soccorso, costituisce ed opera quale parte integrante di una delle unit� operative del dipartimento di emergenza. Il personale medico convenzionato degli equipaggi di soccorso opera nell'ambito dell'unit� operativa di pronto soccorso e dipende funzionalmente dal dipartimento di emergenza competente territorialmente. In caso di presenza, in uno stesso ambito territoriale di AUSL,di pi� unit� operative di pronto soccorso appartenenti a diverse Aziende sanitarie, la Giunta regionale ripartisce le rispettive competenze relativamente alla gestione degli equipaggi di soccorso. L'attivit�, nel territorio, degli equipaggi di soccorso � coordinata funzionalmente dalla Centrale operativa
12. Con delibera annuale la Giunta regionale pu� attribuire lo status di POTES a localit� sede di pubbliche assistenze che hanno acquisito, con onere a proprio carico, o a carico di soggetti diversi dalle Aziende sanitarie, personale sanitario adeguatamente formato.
13. Nei casi in cui si richiede l'intervento di emergenza in una localit� che non sia sede della POTES ma su cui opera una pubblica assistenza o la CRI, le stesse associazioni di volontariato, su indicazione della Centrale operativa, possono intervenire immediatamente con l'ausilio di un'auto medicalizzata inviata dalla postazione pi� vicina. .
(Mezzi di soccorso)
1. I mezzi di soccorso garantiscono l'attivit� di soccorso nelle situazioni dell'urgenza e dell'emergenza sanitaria nelle diverse fasi di intervento e, ove necessario, il trattamento sanitario del paziente sul luogo dell'evento e di trasporto in struttura idonea alla cura.
2. Le prestazioni di trasporto infermi si distinguono in:
a) trasporto sanitario d'urgenza con assistenza medica;
b) trasporto sanitario d'urgenza senza assistenza medica;
c) trasporto sanitario non urgente o programmato.
3. In relazione al tipo di intervento e di trasporto sanitario da effettuare, in base a quanto previsto dalla normativa vigente, sono utilizzati i seguenti mezzi di soccorso:
a) ambulanza di trasporto di tipo B;
b) ambulanza di soccorso e di soccorso avanzato di tipo A;
c) automezzo di soccorso avanzato (auto medicalizzata) ;
d) centro mobile di rianimazione;
e) eliambulanza;
f) mezzi speciali di soccorso.
4. l'attivit� di trasporto infermi � esercitata principalmente mediante le ambulanze. Gli autoveicoli destinati al trasporto di infermi e feriti devono possedere le caratteristiche tecniche indicate daIla normativa statale vigente in materia.
5. La disponibilit� dei mezzi di soccorso sul territorio � garantita:
a) dalle singole Aziende USL, dalle Aziende ospedaliere e dall'INRCA;
b) dalla CRl e dalle associazioni di volontariato autorizzate e convenzionate ai sensi dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
c) da istituzioni o enti pubblici sulla base di protocolli di collaborazione e di reciproche intese;
d) da societ� private attraverso apposite convenzioni o contratti, ove non sono disponibili i mezzi di cui alle lettere a), b) e c).
6. I requisiti del personale dei mezzi di soccorso, le caratteristiche tecniche, la dotazione di attrezzature e di materiale, gli standard di efficienza ed i livelli di manutenzione dei mezzi di soccorso sono definiti con deliberazione della Giunta regionale sentito il parere del Comitato regionale per l'emergenza sanitaria. In ogni caso i mezzi di soccorso di cui al comma 3 debbono essere in grado di collegarsi via radio con la Centrale operativa di riferimento.
7. Il servizio di elisoccorso � un servizio regionale di soccorso sanitario con, elicottero attrezzato (eliambulanza). Il servizio � svolto, dall'Azienda ospedaliera di Torrette - "Umberto I" sulla base di un finanziamento specifico della Regione. Esso dipende dalla Centrale operativa costituita presso l'Azienda ospedaliera di Torrette - "Umberto I".
8. L'uso eliambulanza ai fini del soccorso sanitario o del trasporto di interni � riservato a particolari situazioni connesse con esigenze di rapidit� di intervento o con particolari condizioni operative ed � comunque disposto dal personale medico operante presso la Centrale operativa regionale.
9. La Giunta regionale cura che i mezzi di soccorso siano dotati di attrezzature e personale adeguati.
(Partecipazione delle associazioni al sistema dell'emergenza)
1. Le associazioni e gli enti pubblici e privati che esercitano attivit� autorizzate di soccorso sanitario possono collaborare con le Aziende sanitarie nel sistema dell'emergenza sanitaria.
2. La Regione e le Aziende sanitarie favoriscono e promuovono il coinvolgimento e la partecipazione delle associazioni di volontariato in tutti i livelli della rete dell'emergenza sanitaria.
3. Per l'esercizio delle attivit� di cui alla presente legge, le Aziende sanitarie sono autorizzate a stipulare apposite convenzioni, sulla base dello schema-tipo approvato dalla Giunta regionale, con associazioni ed enti pubblici e privati che operano nel settore dell'emergenza e del trasporto infermi. Le tariffe relative sono stabilite dalla Giunta regionale sentita l'ANPAS sezione marchigiana, la rappresentanza regionale della CRI e del CNSAS.
4. Il personale volontario da utilizzarsi nelle attivit� delle autoambulanze di soccorso deve essere maggiorenne e deve essere in possesso di un attestato di idoneit� rilasciato sulla base della frequenza ad una specifico corso di addestramento con esame finale.
(Corsi di addestramento per il personale volontario delle autoambulanze)
1. I corsi di cui all'articolo 10 sono conformi ad un apposito protocollo formativo approvato dalla Giunta regionale sentito il parere del Comitato regionale per l'emergenza sanitaria. I corsi possono essere tenuti presso le associazioni di volontariato.
2. Gli esami finali dei corsi sono sostenuti davanti ad una Commissione composta secondo le modalit� stabilite dalla Giunta regionale e presieduta dal responsabile della Centrale operativa o da un dipendente del Dipartimento di emergenza dell'Azienda, sanitaria competente, suo delegato.
3. II responsabile sanitario dei corsi � un medico dipendente dall'Azienda sanitaria- territorialmente competente.
(Servizio di continuit� - assistenziale)
1. Spetta alle Centrali operative provinciali ricevere e gestire le chiamate relative all'attivit� di continuit� assistenziale d'urgenza nelle ore prefestive, festive e notturne. Nel caso in cui i protocolli operativi della Centrale richiedano l'intervento domiciliare, fatta salva la necessit� dell'intervento dei mezzi di emergenza, la chiamata � inoltrata ai medici che, nelle rispettive localit�, garantiscono l'attivit� di continuit� assistenziale. A tal fine i medici sono dotati di strumenti adatti a mantenere il costante collegamento con la Centrale operativa.
2. In considerazione della nuova organizzazione del sistema dell'emergenza sanitaria, le sedi di servizio dell'attivit� di continuit� assistenziale sono rideterminate secondo parametri rispondenti alle reali necessit� del territorio e comunque facendo in modo che ogni sede assista almeno 20.000 abitanti. Nei Comuni montani svantaggiati ed in quelli che attualmente usufruiscono dei benefici di cui all'obiettivo 5b dell'Unione Europea, la Giunta regionale pu� concedere deroghe rispetto al numero degli abitanti, tenendo conto della vastit� del territorio e delle caratteristiche della viabilit�.
3. Di norma il servizio di continuit� assistenziale ha sede in strutture sanitarie o presso associazioni di volontariato o della CRl. Le Aziende sanitarie ed ospedaliere sono autorizzate, in mancanza di mezzi e strumenti propri, a stipulare apposite convenzioni con le pubbliche assistenze e la CRl affinch� le stesse mettano a disposizione del servizio di continuit� assistenziale quanto necessario per l'esercizio del servizio stesso.
II sistema ospedaliero di emergenza
1. Il sistema ospedaliero di emergenza � costituito dal complesso di unit� operative e ospedaliere funzionalmente differenziate e coordinate per garantire idonea assistenza ospedaliera alle emergenze sanitarie.
2. Il sistema si articola in
a) punti di primo intervento;
b) pronto soccorso ospedaliero;
c) Dipartimento di emergenza-urgenza ed accettazione (DEA) di primo livello;
d) Dipartimento di emergenza-urgenza ed accettazione (DEA) di secondo livello;
(Punti di primo intervento)
1. Il punto di primo intervento � una struttura sanitaria presso cui � possibile effettuare il primo intervento medico in caso di problemi minori, stabilizzare il paziente in fase critica e, eventualmente, disporne il trasporto presso l'ospedale pi� idoneo.
2. Le Aziende unit� sanitarie locali istituiscono punti di primo intervento nei presidi ospedalieri privi di unit� operativa autonoma di pronto soccorso, utilizzando esclusivamente il personale presente nei presidi medesimi. Ove, in casi particolari, fosse necessaria una dotazione aggiuntiva di personale, la costituzione dei punti di primo intervento � autorizzata dalla Giunta regionale.
3. La dotazione aggiuntiva di personale nei punti di primo intervento � effettuata sentito il parere del Comitato regionale per l'emergenza sanitaria e previa verifica dei requisiti igienico sanitari e strutturali stabiliti dal Comitato stesso.
4. II personale sanitario delle POTES localizzate, presso i punti di primo intervento � impegnato anche nell'attivit� dei punti medesimi. Tale personale � tenuto ad eseguire prioritariamente le richieste della Centrale operativa da cui dipende.
1. L'unit� operativa autonoma di pronto soccorso, denominata anche "Medicina di accettazione e d'urgenza", assicura 24 ore su 24, gli interventi diagnostico-terapeutici d'urgenza. In particolare I,unit� garantisce:
a) il primo accertamento diagnostico, clinico, strutturale e di laboratorio;
b) gli interventi necessari alla stabilizzazione del paziente;
c) l'eventuale ricovero anche attraverso il trasporto protetto ad ospedale in grado di fornire le prestazioni occorrenti.
2. l e unit� operative autonome di pronto soccorso sono dotate di proprio organico e di posti letto funzionali. Esse sono localizzate nei presidi ospedalieri indicati nella tabella 1 allegata alla presente legge.
3. Nei DEA almeno il 20 per cento dei posti letto delle unit� operative di pronto soccorso deve essere dotato di apparecchiature di monitoraggio dei parametri vitali per i pazienti critici e per i trattamenti indifferibili.
4. I requisiti e le modalit� di funzionamento delle unit� Operative autonome di pronto soccorso di cui al presente articolo sono definiti nell'allegato B alla presente legge.
(Dipartimento di emergenza)
1. Il DEA � una struttura sanitaria costituita dalle seguenti unit�-operative:
a) pronto soccorso;
b) anestesia e rianimazione con dotazione di posti letto di terapia intensiva di cui all'articolo 18.
Su richiesta delle singole Aziende sanitarie la Giunta regionale pu� autorizzare la costituzione del DEA con ulteriori unit� operative.
2. Fanno altres� parte dei dipartimenti di emergenza costituiti nei capoluoghi di provincia le Centrali operative.
3. I Dipartimenti di emergenza sono:
a) di primo livello;
b) di secondo livello;
c) pediatrici di secondo livello.
4. Le Aziende sanitarie costituiscono:
a) DEA di primo livello, negli ospedali che dispongono delle unit� operative di cui al comma 1 ;
b) DEA di secondo livello, negli ospedali che dispongono delle seguenti unit� operative in aggiunta a quelle di cui alla lettera a) :
b1) cardiochirurgia;
b2) neurochirurgia;
b3) chirurgia vascolare;
b4) chirurgia toracica. :
5. Le attivit� eventualmente mancanti in un ospedale sono garantite da altro presidio o azienda ospedaliera presente nella stessa citt�.
6. Le unit� operative ospedaliere appartenenti ad altri dipartimenti partecipano al sistema dell'emergenza sanitaria ospedaliera, attraverso la condivisione di modelli operativi definiti da linee guida e da protocolli adottati dalle unit� operative medesime.
7. II DEA opera in forma integrata con il sistema di allarme sanitario e con il sistema territoriale di soccorso. ll dipartimento svolge le proprie attivit� nell'arco delle 24 ore giornaliere assicurando:
a) l'integrazione funzionale delle unit� operative ospedaliere necessarie ad affrontare il problema diagnostico e terapeutico posto dal malato in stato di urgenza o emergenza sanitaria;
b) il coordinamento delle unit� operative che le costituiscono;
c) i necessari collegamenti con le unit� operative appartenenti ad altri dipartimenti;
d) le funzioni di pronto soccorso;
e) gli interventi diagnostico-terapeutici di emergenza medici, chirurgici, ortopedici, ostetrici e pediatrici;
f) osservazione breve, assistenza cardiologica con UTIC e rianimatoria;
g) prestazioni analitiche, strumentali e di immunoematologia.
8. Fanno parte del Comitato del dipartimento di emergenza i responsabili delle Centrali operative. ll Direttore generale dell'Azienda sanitaria, nell'atto di cui alla lettera c), comma 4, articolo 13 della l.r. 17 luglio 1996, n.26, definisce:
a) entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge le modalit� di partecipazione alle riunioni del Comitato del dipartimento rappresentanti dei medici dell'emergenza territoriale, degli operatori sanitari non medici e del volontariato operative del DEA;
b) su proposta, del Comitato del dipartimento, nel termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'organizzazione e le modalit� operative del DEA.
9. La Giunta regionale approva gli atti di cui al comma 8 sentito il parere del Comitato regionale per l'emergenza.
10. II responsabile del dipartimento al fine di assicurare la necessaria integrazione del servizio di urgenza ed emergenza sanitaria convoca almeno annualmente un incontro tra il Comitato del DEA e i direttori sanitari, o loro delegati, delle altre aziende situate nel territorio di competenza del dipartimento.
11. II DEA costituito nella citt� di Ancona invita permanentemente alle riunioni del proprio comitato del dipartimento i rappresentanti dell'INRCA e delle Aziende ospedaliere Salesi e Lancisi.
12. ll DEA per il proprio funzionamento si avvale delle risorse gi� esistenti anche per quanto riguarda le dotazioni organiche.
13. la Giunta regionale pu� dare indicazioni alle strutture ospedaliere sulla percentuale di posti letto da riservare, nelle varie unit� operative della regione, ai ricoveri d'urgenza ed emergenza, sulla base dei bisogni epidemiologici della popolazione afferente.
(Dipartimento di emergenza pediatrico)
1. Il DEA pediatrico viene costituito nell'Azienda ospedaliere "Salesi" di Ancona.
2. ll DEA pediatrico � caratterizzato dalla presenza di componenti specialistiche finalizzate a garantire prestazioni di,emergenza nei confronti di soggetti, di et� non superiore a quattordici anni, nonch� nelle urgenze ostetriche.
3. II DEA invita permanentemente alle riunioni del proprio Comitato del dipartimento i rappresentanti della Centrale operativa provinciale e delle unit� operative appartenenti ad altre aziende sanitarie che forniscono le prestazioni pediatriche di emergenza sanitaria necessarie.
4. Ogni Centrale operativa deve disporre di una ambulanza di soccorso avanzato attrezzata per la rianimazione neonatale e pediatrica. La Giunta regionale, su proposta del Comitato del dipartimento del DEA pediatrico, approva le modalit� del trasporto sanitario di soccorso e le dotazioni strumentali dei mezzi di soccorso impegnati nelle emergenze pediatriche ostetriche
5. Per interventi di emergenza-urgenza neonatale � assicurata la presenza di un medico neonatologo o comunque di un medico esperto in attivit�, di terapia intensiva neonatale.
6. AI DEA pediatrico si applicano Ie norme, per quanto compatibili, di cui all'articolo 16.
(Terapie intensive e subintensive)
1. La dotazione di posti letto di terapia intensiva degli ospedali delle Marche � indicata nella tabella 2 allegata alla presente legge.
2. Le unit� di terapia intensiva coronarica afferiscono ai reparti di degenza ordinaria di cui sono parte integrante.
3. La dotazione dell'unit� operativa di anestesia e rianimazione pediatrica dell'Azienda ospedaliera "Salesi" � composta di nove posti letto di cui uno dedicato agli adulti. Tale dotazione non � comprensiva di quella per l'assistenza neonatologica, per la quale si rinvia a quanto previsto nel piano sanitario regionale.
4. In sede di prima applicazione le unit� operative di terapia intensiva di Fabriano e Camerino, nell'ambito di un'organizzazione dipartimentale, comprendono letti indistinti di rianimazione e unit� di terapia intensiva cardiaca (UTIC). La gestione di dette unit� operative � garantita in maniera unitaria dal personale medico specialistico e non medico addetto a ciascuna unit�.
5. ln applicazione del presente articolo nonch� dell'articolo 15, le Aziende sanitarie, al momento dell'attivazione di nuovi posti letto, ne disattivano un pari numero fra quelli di altre specialit� che hanno il minor tasso di utilizzo.
6. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, all'interno della stessa struttura stabilisce i criteri e le modalit� per la distribuzione dei posti letto di terapia subintensiva nelle Aziende sanitarie e nei singoli reparti.
(Terapia intensiva neonatale)
1. l neonati bisognosi di terapia intensiva sono assistiti dalle unit� operative di terapia intensiva neonatale istituite presso i presidi o le aziende ospedaliere.
(Operazioni di soccorso e trasporto gratuite)
1. Le operazioni di soccorso e di trasporto sono gratuite per gli iscritti al servizio sanitario nazionale, nonch� per gli assistiti di istituzioni sanitarie estere temporaneamente in Italia e beneficiari delle prestazioni sanitarie in territorio italiano in applicazione delle norme vigenti, nei seguenti casi:
a) quando il trasporto o l'accesso al pronto soccorso � seguito dal ricovero ospedaliero del paziente fatto salvo quanto previsto all'articolo 21, comma 4, lettera a);
b) quando le prestazioni richieste comportano un intervento terapeutico o diagnostico non differibile.
2. Al di fuori dei casi elencati nel comma 1 gli iscritti che usufruiscono delle prestazioni ambulatoriali erogate dalle unit� operative di pronto soccorso partecipano alla spesa con il pagamento di una quota di partecipazione periodicamente determinata dalla Giunta regionale.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche in caso di trasporto disposto dalla Centrale operativa e di accesso ai punti di primo intervento.
4. Responsabile dell'applicazione dei commi 1 e 2 � il medico operante presso il punto di primo intervento o pronto soccorso.
5. La Regione riconosce, anche economicamente, le operazioni di trasporto sanitario di emergenza eseguite da organizzazioni sanitarie extra- regionali per le comunit� marchigiane confinanti con altre regioni o con la Repubblica di San Marino.
(Disciplina del trasporto infermi)
1. Ferma quanto previsto dall'articolo 20, nel caso in cui le condizioni cliniche del paziente non consentano l'uso di mezzi ordinari di trasporto personale, il servizio sanitario nazionale assicura la gratuit� dei trasporti sanitari per il ricovero, le dimissioni , dal luogo di cura, il trasferimento o l'accesso alle prestazioni di day hospital o ambulatoriali di diagnostica strumentale, cura e riabilitazione, nel caso in cui ricorrano ambedue le seguenti condizioni:
a) siano richiesti da un medico dell'unit� operativa di diagnosi, cura, e riabilitazione che dispone l'accettazione, il trasferimento o la dimissione del malato;
b)siano effettuati con i mezzi elencati all'articolo 9 appartenenti ad enti pubblici o privati autorizzati e convenzionati ai sensi degli articoli 10 e 26 della presente legge.
2. Quando la richiesta di trasporto sanitario � effettuata da un medico appartenente ad una struttura accreditata, lo stesso deve essere preventivamente autorizzato responsabile del distretto di appartenenza dell'assistito o da un medico a ci� delegato dall'Azienda sanitaria.
3.L'onere dei trasporti sanitari autorizzati � addebitato all'Azienda USL di residenza dell'assistito o a quella ove il medesimo si trovi occasionalmente, salvo rivalsa nei confronti della AUSL di residenza con le modalit� fissate per la compensazione della mobilit� sanitaria.
4. Sono a carico dell'assistito i trasporti non effettuati nei casi e secondo le modalit� previste ai commi 1 e 2. In particolare sono a carico dell'assistito:
a) il trasporto per ricovero programmato o non urgente o per dimissione dal luogo di cura, per l'accesso alle prestazioni di day hospital o ambulatoriali di diagnostica strumentale, cura e riabilitazione nel caso non ricorrano le condizioni di cui ai commi 1 e 2;
b) il trasporto per trasferimento da strutture private non accreditate dal servizio sanitario nazionale alla struttura pubblica o privata accreditata, salvo che la necessit� clinica del trasporto sia certificata da un medico dell'unit� operativa che dispone l'accettazione.
5. l trasporti di cui al comma 4, lettera a), effettuati in favore di pazienti ricoverati presso case protette, case di riposo e RSA, sono a carico delle medesime quali oneri non sanitari, salva l'applicabilit� della procedura di cui al comma 4, lettera b).
6. Nel caso di manifestazioni organizzate da enti pubblici o privati per i quali i soggetti organizzatori richiedono la disponibilit� di personale sanitario e di mezzi di soccorso, le AUSL possono assicurare il soddisfacimento di tali richieste con le stesse modalit� previste per le altre prestazioni a pagamento.
7. I trasporti di cui al comma 4, richiesti al sistema di emergenza sanitaria, sono effettuati con mezzi propri o di associazioni od enti convenzionati e comportano l'applicazione di tariffe determinate annualmente dal Direttore generale dell'Azienda sanitaria sentito il parere del Comitato del dipartimento del DEA interessato, tenuto conto degli effettivi costi di esercizio, nel rispetto delle indicazioni regionali.
8. Le associazioni di pubblica assistenza e gli altri enti autorizzati che esercitano il trasporto sanitario stabiliscono annualmente le tariffe delle prestazioni a pagamento con l'obbligo di renderle pubbliche e nel rispetto delle tariffe massime stabilite dagli organismi associativi di categoria maggiormente rappresentativi.
(Ricoveri programmati)
1. Le Aziende USL, le Aziende ospedaliere e l'INARCA, stabiliscono modalit� per l'accettazione dei ricoveri programmati che garantiscano adeguate disponibilit� di posti letto per l'emergenza secondo direttive emanate dalla Giunta regionale.
1. La Regione promuove, in collaborazione con l'Universit�, le Aziende sanitarie e gli ordini e le associazioni professionali, la realizzazione di corsi di formazione ed aggiornamento per il personale addetto ai Dipartimenti di emergenza.
2. Tutto il personale facente parte del sistema dell'emergenza sanitaria � tenuto alla frequenza di periodici corsi di aggiornamento professionale, ad integrazione dei processi di formazione attivati per l'accesso al servizio.
3. La formazione e l'aggiornamento del personale sono finalizzati almeno ai seguenti obiettivi:
a) l'acquisizione e il mantenimento delle nozioni di soccorso, di medicina e traumatologia d'urgenza e dei modelli operativi del sistema;
b) l'approfondimento di appropriati ed uniformi modelli di comportamento sotto l'aspetto umano ed assistenziale, tenuto conto anche di quanto previsto dall'articolo 14 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni.
(Utilizzazione personale medico convenzionato)
1. La Giunta regionale, sentito il Comitato regionale dell'emergenza, detta disposizioni in merito alle modalit� di utilizzazione del personale convenzionato, di cui all'articolo 63 dell'accordo reso esecutivo con d.p.r. 484/1996, all'interno delle centrali operative, delle unit� operative di pronto soccorso, delle POTES.
(Istruzione ed educazione della popolazione)
1. La Giunta regionale promuove idonee iniziative volte ad assicurare al cittadino il corretto utilizzo del sistema di emergenza sanitaria, in particolare effettua campagne informative rivolte all'intera popolazione concernenti il numero telefonico unico da chiamare e le corrette informazioni da fornire in caso di emergenza sanitaria.
2. La Giunta regionale promuove inoltre iniziative di educazione sanitaria, ivi comprese iniziative mirate di intervento diretto sul malato, rivolte a gruppi di popolazione maggiormente esposti all'eventualit� di dover prestare soccorso per motivi professionali o per vicinanza a soggetti a rischio.
3. Le iniziative di cui al presente articolo sono organizzate in collaborazione con le Aziende USL ed ospedaliere, i Comuni, i Servizi di protezione civile, le istituzioni scolastiche, le associazioni di volontariato e gli ordini e i collegi professionali sanitari.
CAPO Vl
Autorizzazione e vigilanza sull'esercizio del trasporto sanitario per infermi e feriti
(Autorizzazione al trasporto)
1. L'esercizio delle attivit� di trasporto di infermi e di feriti � soggetto ad autorizzazione rilasciata dal Dirigente del servizio sanit� della Giunta regionale, previo accertamento dei requisiti tecnici da parte dei competenti servizi delle Aziende USL nel cui ambito ha sede il richiedente. La Giunta regionale stabilisce i requisiti e gli adempimenti necessari per ottenere l'autorizzazione all'esercizio delle attivit� di trasporto di infermi e feriti.
2. L'autorizzazione non � richiesta per i servizi di autoambulanza gestiti dalle Aziende sanitarie, dall'INRCA, dai corpi civili e militari dello Stato, da enti pubblici non appartenenti al servizio sanitario nazionale nonch� per le ambulanze in transito occasionale nelle Marche appartenenti a soggetti aventi sede in altre regioni.
3. Salvo quanto previsto dal comma 2, � vietato a chiunque esercitare sul territorio regionale il trasporto sanitario con autoambulanze che non siano oggetto di autorizzazione ai sensi della presente legge.
1. L'Azienda unit� sanitaria locale competente territorialmente esercita l'attivit� di vigilanza e controllo.
2. Almeno ogni due anni dal rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 26 l'Azienda unit� sanitaria locale procede d'ufficio alla verifica dei requisiti previsti dalla normativa vigente redigendo apposita relazione da inviare alla Giunta regionale.
1. L'esercizio dell'attivit� di trasporto sanitario senza l'autorizzazione regionale di cui all'articolo 26 comporta:
a) l'assoggettamento ad una sanzione amministrativa per un importo compreso da un minimo di lire 3.000.000 a un massimo di lire 18.000.000;
b) il divieto di autorizzare il soggetto interessato a trasporto sanitario per un periodo di tre anni.
2. L'inosservanza degli obblighi previsti dalla normativa regionale da parte dei soggetti autorizzati comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di lire 1.000.000 a un massimo di lire 6.000.000.
3. Nel caso di violazione di una o pi� norme contenute nella presente legge, la Regione invita il titolare dell'autorizzazione a procedere alla regolarizzazione entro un termine non superiore a venti giorni scaduto inutilmente il quale, commina la sanzione della sospensione dell'autorizzazione per un periodo da due mesi ad un anno.
4. La sospensione � raddoppiata in caso di recidiva. Agli effetti della presente legge � recidivo colui che, dopo aver commesso un'infrazione, commette la stessa infrazione nei cinque anni successivi.
1. Il Dirigente del servizio regionale sanit� dispone, previa diffida e su delibera della Giunta regionale, la revoca dell'autorizzazione:
a) quando, decorso il periodo di sospensione disposto ai sensi del comma 3 dell'articolo 28, il titolare non abbia provveduto alla regolarizzazione o agli adempimenti dovuti;
b) a seguito di ripetute infrazioni delle norme previste dalla presente legge che abbiano determinato l'adozione di pi� provvedimenti di sospensione;
c) qualora si siano verificati fatti da cui siano derivate situazioni di pericolo grave per la salute pubblica.
2. La revoca dell'autorizzazione di cui al comma 1 comporta il divieto per il soggetto di esercitare il trasporto sanitario per un periodo di tre anni.
3. L'autorizzazione e revocata in caso di mancato svolgimento dell'attivit� di trasporto sanitario per un periodo superiore ad un anno.
(Procedimento per l'applicazione delle sanzioni)
1. Salvi i poteri degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria l'accertamento delle violazioni di cui alla presente legge � di competenza delle Aziende unit� sanitarie locali di cui all'articolo 27.
2. Le Aziende unit� sanitarie locali provvedono all'accertamento, alla contestazione e alla definizione delle sanzioni amministrative di cui alla lettera a), comma 1 e al comma 2 dell'articolo 28, secondo le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 e della I.r. 5 luglio 1983, n. 16. 3. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui al comma 2 sono introitate dalle Aziende unit� sanitarie locali.
1. II rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 26 sono soggette alla tassa di concessione regionale secondo la disciplina di cui alla I.r. 20 febbraio 1995, n 18 e con gli importi fissati nella tariffa annessa al d.lgs. 22 giugno 1991, n. 230, al numero 5), punto secondo;
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano alle organizzazioni di volontariato per le quali il rilascio dell'autorizzazione al trasporto sanitario previsto dalla presente legge non � soggetto a gravami di alcun genere.
(Norma transitoria per l'autorizzazione al trasporto sanitario)
1. I requisiti di cui al comma 4 dell'articolo 10 devono essere posseduti entro due anni dall'esecutivit� del protocollo formativo da parte della Giunta regionale.
2. Tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge gestiscono attivit� di trasporto sanitario sono tenuti a richiedere l'autorizzazione prevista dall'articolo 26 entro i successivi due anni.
3. Per un periodo di due anni decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti di cui al comma 2 possono continuare ad esercitare l'attivit� di trasporto sanitario purch� comunichino, nel termine perentorio di novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, all'Azienda unit� sanitaria locale competente:
a) le generalit� del titolare dell'attivit�;
b) la sede principale e le eventuali sedi secondarie;
c) il tipo di trasporto esercitato;
d) l'elenco delle autoambulanze utilizzate per il trasporto;
e) la dotazione del personale dipendente o a rapporto libero professionale e, ove si tratti di associazione di volontariato, del personale volontario.
4. l soggetti gi� convenzionati con le Aziende unit� sanitarie locali alla data di entrata in vigore della presente legge, fermo restando l'obbligo del comma 1, non sono tenuti agli adempimenti previsti dal comma 3.
5. Fino all'entrata in vigore della disciplina nazionale in materia di requisiti tecnici delle autoambulanze i mezzi di soccorso gestiti dagli enti di cui all'articolo 26, comma 2, nonch� il relativo personale addetto agli stessi, quando l'attivit� � svolta e disciplinata in esecuzione di un atto convenzionale con la Regione o con le Aziende unit� sanitarie locali e ospedaliere, devono possedere i requisiti previsti dalla presente legge. 6. L'Azienda unit� sanitaria locale competente per territorio accerta la sussistenza dei requisiti di cui al comma 5.
7.-In sede di prima applicazione e comunque per un periodo non superiore a tre anni, � data facolt� alla Centrale operativa provinciale di non effettuare l'attivit� di cui all'articolo 6, comma 1 lettera h)
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si provvede a decorrere dall'esercizio finanziario 1998:
a) per le spese correnti mediante utilizzo di quota parte delle assegnazioni statati del fondo sanitario nazionale di parte corrente;
b) per le spese in conto capitale mediante impiego di quota parte delle assegnazioni statali per investimenti.
(Disposizioni finali e abrogazioni)
1. Gli allegati A e B e le tabelle 1 e 2 allegate sono parte integrante della presente legge e possono essere modificati con deliberazione del Consiglio regionale.
2. La I.r. 29 luglio 1996, n. 33 � abrogata.
3. Fino all'approvazione da parte della Giunta regionale di quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 8 della presente legge, i Direttori generali si astengano da atti di riconversione e disattivazione delle funzioni di emergenza esistenti nei presidi ospedalieri.
La presente legge sar� pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Marche.
Data ad Ancona, add� 30 ottobre 1998
(articoli 5 e 6)
Organizzazione del sistema di allarme sanitario
1. L'ORGANIZZAZIONE DELLE COMUNICAZIONI
La Centrale operativa � dotata di apparati atti a consentire all'operatore responsabile di rispondere alle chiamate e attivare le risorse necessarie.
Il sistema informatico di supporto deve rendere disponibili, in tempo reale, tutte le informazioni, necessarie affinch� l'operatore responsabile possa prendere adeguate decisioni operative nella gestione della risposta all'emergenza sanitaria.
Le comunicazioni in arrivo alla Centrale operativa e in partenza dalla stessa devono essere registrate su nastro o dispositivo similare, in modo automatico, comprendendo data ed ora della comunicazione
La rete di comunicazioni delle centrali operative, articolata in rete di accesso, rete di gestione e rete radio, deve permettere le seguenti funzioni:
a) la rete di accesso convoglia le chiamate di soccorso del cittadino alla Centrale operativa provinciale da qualsiasi punto telefonico della rete di ciascun territorio provinciale;
b) la rete di gestione garantisce:
1) I collegamenti di fonia tra la centrale Operativa e gli enti, le strutture e le associazioni preposte alla gestione dell'emergenza sanitaria;
2) i collegamenti per la trasmissione dei dati tra le strutture dedicate alla raccolta ed elaborazione dei dati a supporto dell'emergenza sanitaria e la Centrale operativa;
c) la rete radio che dovr� essere dotata di frequenze uniche regionali dedicate all'emergenza sanitaria collega tutti i mezzi mobili (autoambulanze, elicotteri, ecc.) operanti sul territorio con la Centrale operativa. La rete radio deve consentire la ricezione e la trasmissione di segnali di telemedicina, di teleconferenza, di ricerca persone ecc. e il collegamento fra le centrali operative nonch� fra queste e gli ospedali sede di pronto soccorso.
Le caratteristiche del sistema di comunicazioni sono le seguenti:
1)La garanzia di traffico in ogni circostanza. Deve essere possibile evitare la saturazione del sistema di comunicazioni anche in caso di gravi emergenze e di grandi richieste di traffico verso la Centrale operativa;
2) il controllo centralizzato. Le anomalie per guasto o per necessit� di riconfigurazione del sistema telefonico devono essere evidenziate da un apposito posto di controllo;
3)l'evoluzione del sistema di comunicazioni e trasmissione dati Deve essere prevista la possibilit� di utilizzare reti flessibili e apparati modulari in modo da consentire la riconfigurazione del sistema di comunicazioni in funzione delle esigenze organizzative.
La Centrale operativa � dotata di un sistema informatizzato volto almeno a:
a) fornire all'operatore di Centrale ausili tecnologici che semplifichino al massimo le procedure conseguenti alla chiamata di soccorso per quanto riguarda:
1) l'individuazione della sede dell'emergenza (cartografia computerizzata, data base di localit�);
2) l'acquisizione dei dati relativi al paziente (anagrafe sanitaria, recupero dei dati clinici precedenti all'evento in atto attraverso l'elaborazione di specifici data base o altro sistema) ;
3 il costante controllo delle risorse umane e materiali a disposizione per il soccorso;
4) il collegamento con le strutture ospedaliere cui far� capo il sistema di rilevazione delle disponibilit� di posti-letto;
b) rendere pi� agevoli le operazioni di conservazione dei dati relativi alle singole emergenze, utilizzando al massimo sistemi automatici di rilevazione delle informazioni e quindi riducendo le necessit� di inserimento manuale delle stesse;
c) automatizzare le procedure burocratiche.
2. L'ORGANIZZAZIONE DELLE OPERAZIONl Dl SOCCORSO
La Centrale operativa 118, una volta ricevuta la chiamata di soccorso sanitario, dispone, dirige, indirizza e coordina gli interventi diretti ad affrontare le situazioni di emergenza sanitaria sul luogo d'insorgenza e durante il trasporto fino all'eventuale fase di ospedalizzazione.
La Centrale operativa valutata la gravit� dell'evento segnalato, assicura l'intervento di soccorso adeguato, secondo i protocolli operativi. In particolare dispone:
a) la non necessit� d'intervento;
b) il coinvolgimento del servizio di continuit� assistenziale;
c) l'invio di uno dei mezzi di soccorso di cui all'articolo 9 della presente legge;
d) l'allertamento delle strutture coinvolte in tutta la fase dell'emergenza.
3. RESPONSABILITA' DELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO
a) l'organizzazione generale del servizio su tutto il territorio di competenza;
b) la definizione dei protocolli operativi interni;
c) la gestione del personale della centrale;
d) la definizione di programmi per la verifica ed il controllo della qualit� dell'assistenza prestata;
e) la definizione delle linee di indirizzo e dei programmi per la formazione e l'aggiornamento del personale impiegato nel sistema dell'emergenza in accordo con i responsabili dei DEA del territorio provinciale interessato;
f) il coordinamento operativo degli equipaggi dei mezzi di soccorso.
Al personale infermieristico della Centrale operativa � affidata la responsabilit� operativa della Centrale, 24 ore su 24, nell'ambito dei protocolli decisi dal medico responsabile della Centrale.
In particolare l'operatore di Centrale deve identificare il livello apparente di gravit� dell'evento segnalato (grado di urgenza), la motivazione medica apparentemente dominante, la complessit� organizzativa dell'intervento, in relazione al numero dei soggetti da assistere, classificando la chiamata e la risposta secondo il sistema di codificazione definito dal Ministero della sanit�. Nei casi pi� gravi, nei casi in cui la richiesta riguardi situazioni non previste dal protocollo interno predisposto dal medico responsabile della centrale e in tutti i casi in cui ne ravvisi la necessit� l'operatore deve consultare, immediatamente, il medico di centrale.
ll medico di centrale, immediatamente consultabile 24 ore su 24, deve tenere sia i collegamenti con il medico o il personale a bordo del mezzo di soccorso, con il quale decide in merito agli interventi sanitari immediati da prestare, alle modalit� di trasporto e all'individuazione dell'ospedale pi� idoneo, in relazione alla patologia riscontrata, ad accogliere il paziente, sia i collegamenti con i responsabili delle strutture ospedaliere situate nell'ambito dell'area di afferenza della Centrate.
Il medico di centrale di turno svolge la propria attivit� anche presso l'unit� operativa di provenienza se collocata in area contigua a quella della centrale. Lo stesso medico � dotato di adeguati mezzi di comunicazione ed effettua in via prioritaria le attivit� della Centrale operativa.
Ai fini dell'attivit� di soccorso sanitario, la Centrale operativa pu� avvalersi del concorso di enti e di associazioni pubbliche e private, in possesso dell'apposita autorizzazione sanitaria, sulla base dello schema di convenzione definito dalla Conferenza Stato Regioni, su proposta del Ministro della sanit�.
Le Centrali operative possono altres� avvalersi di volontari adeguatamente formati dagli organismi di pubblica assistenza o della CRI da adibire come operatori radiotelefonici. Questa eventualit�, disposta dal responsabile della Centrale operativa, deve essere regolamentata nelle convenzioni di cui al comma 3 dell'articolo 10.
4. PROTOCOLLO OPERATIVO
Nel rispetto di quanto previsto dal d.p.r. 27 marzo 1992 e dalla presente legge, il collegamento organizzativo e funzionale della Centrale operativa con le altre strutture afferenti al sistema di urgenza ed emergenza sanitaria deve essere definito mediante apposito protocollo operativo, formulato entro novanta giorni dalla sua costituzione, dal Comitato regionale sanitario dell'emergenza. Le modalit� relative alla valutazione di criticit� dell'evento, ai collegamenti e alla collaborazione operativa fra le varie centrali operative sono stabilite in un apposito protocollo operativo, dal Comitato regionale sanitario dell'emergenza.
5. MAXIEMERGENZE
Nel caso di eventi catastrofici accaduti nell'ambito territoriale di una sola Centrale operativa, il necessario raccordo tra la centrale e gli altri enti deputati ad intervenire (vigili del fuoco, polizia, esercito ecc.) � effettuato dal Prefetto con l'assistenza del Centro coordinamento soccorso. Le funzioni di coordinamento dell'attivit� di soccorso, per quanto compete al servizio sanitario nazionale, sono attribuite alla Centrale stessa. Se la maxiemergenza coinvolge territori pi� ampi, il coordinamento degli interventi sanitari � affidato alla Centrale regionale, la quale opera secondo protocolli prestabiliti. Tali protocolli sono elaborati da una Conferenza dei servizi deputati all'emergenza, convocata dalla Giunta regionale.
In situazioni di particolari gravit� le Aziende sanitarie attivano, all'interno del Dipartimento di emergenza, un centro di accoglienza per i familiari dei pazienti. In detto centro � presente personale con specializzazione in psicologia.
Ogni ospedale generale, per essere sede di pronto soccorso autonomo, deve disporre almeno delle seguenti unit� operative:
a) anestesia e rianimazione;
b) laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologia;
c) radiologia;
d) frigoemoteca;
e) chirurgia generale;
f) Ostetricia e ginecologia;
h) pediatria.
Le unit� operative di ostretricia-ginecologia e di pediatria possono essere garantite anche attraverso dipartimenti interospedalieri e interaziendali.
Gli ospedali sede delle unit� operative autonome di pronto soccorso garantiscono l'assistenza neurologica e psichiatrica tramite le unit� operative o gli specialisti presenti nell'ospedale medesimo o i poli periferici della stessa AUSL ovvero attraverso convenzioni con le pi� vicine strutture pubbliche.
Le strutture sede di una unit� operativa di pronto soccorso assicurano nell'arco delle 24 Ore le prestazioni analitiche strumentali, di immunoematotogia trasfusionale e di radiologia nonch� la presenza di guardia medica attiva, rianimatoria e con guardia attiva o reperibilit� di medicina, chirurgia, cardiologia, ostetricia e pediatria
2. MODALITA' DI FUNZIONAMENTO
All'interno del pronto soccorso � assicurata la funzione di "triage", come primo momento di accoglienza, valutazione clinica e indirizzo all'intervento diagnostico. Tale funzione � svolta da personale infermieristico adeguatamente formato che opera secondo protocolli prestabiliti dal dirigente del servizio.
In presenza di un ammalato in stato di emergenza, il medico del pronto soccorso provvede a tutti gli interventi intraospedalieri necessari alla gestione del paziente ed in particolare:
a) effettua l'assistenza sanitaria ed evita interruzioni nella continuit� dell'assistenza;
b) convoca gli specialisti necessari e, in collaborazione con essi, segue il paziente fino alla sua assegnazione alla struttura di competenza.
Nei posti letto di osservazione del pronto soccorso la degenza per ogni singolo caso non pu� superare le 72 ore.
I servizi di pronto soccorso che hanno una dotazione superiore a 12 posti letto possono superare la degenza massima di 72 ore.
Il servizio di pronto soccorso opera 24 ore su 24, con un turno di personale medico ed infermieristico specificamente addetto a tale servizio, ed espleta la propria attivit� anche attraverso l'utilizzo delle altre strutture specialistiche presenti nell'ospedale e con la collaborazione del personale medico dell'emergenza territoriale che, nel rispetto di quanto indicato nella convenzione e nelle norme in vigore, alterna, seppur in maniera contenuta, la propria attivit� fra ospedale e postazioni territoriali.
I servizi di pronto soccorso svolgono anche le attivit� di accettazione di tutti i pazienti sottoposti a ricovero ospedaliero.
Le attivit� di controllo clinico e di certificazione medico-legale conseguenti alle prestazioni di pronto soccorso sono organizzate in sedi appropriate e distinte rispetto agli ambienti destinati al pronto soccorso.
3. PROTOCOLLO OPERATIVO DEL SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO
Nel termine di novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge il Direttore generale su proposta del responsabile del pronto soccorso, di concerto con il direttore sanitario, per quanto riguarda gli effetti sulla organizzazione complessiva, definisce il protocollo operativo del servizio nell'ambito territoriale dell'azienda medesima.
ln tale provvedimento � specificamente definito il rapporto con i medici delle POTES e il coinvolgimento operativo degli altri stabilimenti ospedalieri presenti nell'Azienda, comprese le strutture ospedaliere convenzionate o accreditate, tenute, comunque, ad assolvere all'attivit� di primo intervento di base.
L'atto in questione � approvato dalla Giunta regionale. ,
4. ORGANIZZAZIONE DEL TRASPORTO SANITARIO
Il servizio di pronto soccorso, ai fini del presente atto, deve disporre di:
1) mezzi di trasporto per i servizi ordinari da utilizzare direttamente nell'ambito del sistema complessivo dei trasporti sanitari;
2) mezzi di trasporto per l'urgenza ed emergenza sanitaria collegati direttamente alla Centrale Operativa ed utilizzati in base agli accordi prestabiliti, sia in merito alle modalit� di gestione e alla dotazione di attrezzature, sia alla dotazione di personale.
ln caso di necessit�, anche i mezzi di trasporto ordinari devono essere utilizzati per l'emergenza.
Inoltre, il servizio di pronto soccorso deve possedere radiocollegamenti con le Centrali operative su frequenze dedicate e riservate al servizio sanitario nazionale.
Unit� operative autonome di Pronto soccorso
con relativa assegnazione dei posti letto di osservazione
OSPEDALE POSTI LETTO OSSERVAZIONE
Ancona - Torrette 14
Ancona - Salesi 4
OSPEDALE TERAPIA INTENSIVA POSTI LETTO
Urbino rianimazione 4
Urbino utic 4
Fano rianimazione 5
Fano utic 5
Senigallia rianimazione 4
Senigallia utic 6
Jesi rianimazione 5
Jesi utic 6
Fabriano rianimazione + utic 8
Ancona - Torrette rianimazione 8
Ancona - Torrette unit� spinale 6
Ancona - Umberto I rianimazione 10
Osimo rianimazione 4 (vedi nota 1)
Civitanova rianimazione 5
Civitanova utic 5
Macerata rianimazione 8
Macerata utic 7
Camerino utic + rianimazione 8
Fermo rianimazione 6
Fermo utic 6
S. Benedetto del Tronto rianimazione 6
S. Benedetto del Tronto utic 6
Ascoli Piceno rianimazione 8
Ascoli Piceno utic 7
Pesaro rianimazione 8
Pesaro utic 7
Salesi di Ancona rianimazione pediatrica 9
Lancisi Ancona rianimazione cardiologica 11
Lancisi Ancona utic pediatrica 6
Lancisi Ancona utic 8
INRCA Ancona utic 6
NOTA 1: Le previsioni si realizzano esclusivamente nel nuovo ospedale di cui alla deliberazione del Consiglio regionale 242/1990 e successive modificazioni.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

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