Source: http://docplayer.it/15455315-Piano-del-colore-norme-tecniche-di-attuazione-comune-di-castiglione-d-adda-provincia-di-lodi-piano-di-governo-del-territorio.html
Timestamp: 2018-09-26 02:04:51+00:00

Document:
Piano del Colore NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE. Comune di Castiglione d Adda Provincia di Lodi Piano di Governo del Territorio. - PDF
Download "Piano del Colore NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE. Comune di Castiglione d Adda Provincia di Lodi Piano di Governo del Territorio."
Dionisia Vitale
1 Comune di Castiglione d Adda Provincia di Lodi Piano di Governo del Territorio Piano del Colore NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Maggio 2011 Arch. Marco Garau Arch. Dario Grazioli
2 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 1 INDICE PARTE PRIMA ART. 1 - Campo di applicazione delle Norme ART. 2 - Contenuti e finalità del Piano del Colore ART. 3 - Procedure e modalità per l ottenimento dell autorizzazione ad eseguire interventi sulle facciate degli edifici ART. 4 - Comunicazione di Fine Lavori ART. 5 - Norma transitoria PARTE SECONDA ART. 6 - Definizione degli elementi di facciata e copertura ART. 7 - Norma generale di indirizzo per gli interventi sulle facciate degli edifici ART. 8 - Interventi sul manto di copertura ART. 9 - Comignoli, Torrini esalatori, Canne fumarie ART Prese di luce per sottotetti ART Sporti di gronda ART Canali di gronda e pluviali ART Elementi di facciata ART Intonaci ART Rivestimenti di facciata Particolari architettonici Decorazioni plastiche ART Tinteggiature e decorazioni pittoriche ART Elementi di finitura delle facciate ART Serramenti e Sistemi per l oscuramento dei vani finestra ART Porte Portoni Vetrine ART Grate Ringhiere Cancelli Cancellate Ferri battuti ART Rivestimenti isolanti a cappotto ART Tolleranza nella scelta dei colori della tabella NCS
3 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 1 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PARTE PRIMA ART. 1 - Campo di applicazione delle Norme 1. Le presenti Norme tecniche di attuazione (NTA) si applicano a tutti gli interventi sugli elementi delle facciate, siano esse prospicienti su strada che su spazi aperti privati o pubblici interni ( a titolo esemplificativo e non esaustivo: cortili, giardini, corti, ecc. ), del Nucleo di Antica Formazione del Comune di Castiglione d Adda, così come definito da apposito perimetro all interno delle tavole grafiche del Piano di Governo del Territorio (PGT) del medesimo Comune. ART. 2 - Contenuti e finalità del Piano del Colore 1. Il Piano del Colore ha come finalità la salvaguardia degli elementi compositivi delle facciate degli edifici e la conservazione dell immagine del Nucleo di Antica Formazione, come risultante della sommatoria degli edifici che lo compongono. 2. Fanno parte del Piano del Colore, la Relazione Illustrativa, le Schede di analisi degli edifici campione, le tavole dal titolo Abaco dei Fronti Urbani ed Immagini dalle Passeggiate ricognitive, nonchè l Abaco degli elementi ricorrenti come documenti dal carattere orientativo e di indirizzo, la Tavola dei colori e le presenti NTA come documenti dal carattere prescrittivo e vincolante. ART. 3 - Procedure e modalità per l ottenimento dell autorizzazione ad eseguire interventi sulle facciate degli edifici 1. Ogni qualvolta si voglia dar corso ad un intervento sulle facciate degli edifici deve essere inoltrata preventiva comunicazione e/o richiesta di autorizzazione allo Sportello Unico per l Edilizia del Comune di Castiglione d Adda. 2. Per gli interventi di Manutenzione Ordinaria, così come definiti dall art.27, comma 1, lettera a) della L.R. 12/2005 e ss.mm. ed ii., che ai sensi dell art. 33, comma 2, lettera a) della Legge medesima possono essere eseguiti senza titolo abilitativo, si dovrà consegnare apposita comunicazione allo Sportello Unico per l Edilizia, almeno quindici giorni prima della data di inizio dei lavori. La comunicazione dovrà contenere: - Indirizzo e identificazione catastale dell immobile oggetto di intervento. - Generalità del proprietario/i o dell avente titolo ad eseguire l intervento. - Elenco degli interventi da eseguire; - Fotografie illustranti lo stato di fatto degli elementi di facciata su cui intervenire, estese anche ad almeno due facciate contigue a quella sui cui elementi si intende intervenire.
4 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 2 - Campionatura dei colori presenti su tutti gli elementi di facciata su cui si intende intervenire, eseguita utilizzando una tabella colori NCS. - Elenco dei materiali dei nuovi elementi di facciata da mettere in opera. - Codici NCS dei nuovi colori da mettere in opera su ciascun elemento oggetto di intervento. 3. Per gli interventi di Manutenzione Straordinaria, Restauro e Risanamento conservativo, Ristrutturazione Edilizia e Nuova Costruzione, così come definiti dall art.27, comma 1, lettere b), c), d) ed e) della L.R. 12/2005 e ss.mm.ed ii. andrà richiesto, allo Sportello Unico per l Edilizia idoneo titolo abilitativo. 4. Per gli interventi di cui al comma precedente, la richiesta di titolo abilitativo andrà corredata, oltre che da quanto richiesto al precedente comma 2, dei seguenti documenti: - Rilievo Fotografico dell intera facciata/e oggetto di intervento, che dia riscontro di tutti gli elementi decorativi e strutturali che la/le compongono; - Tavola di Rilievo che rappresenti lo stato di fatto della facciata/e oggetto di intervento ed almeno due facciate contigue alla prima, in scala 1: 50 con dettagli in scala 1: 20 e 1: 10. Tale elaborato grafico dovrà contenere, sotto forma di note o rimandi ad una legenda, la descrizione dei materiali costituenti gli elementi di facciata. - Campionatura dei Colori secondo il metodo NCS, di tutti gli elementi di facciata allo stato di fatto, sotto forma di tavola o abaco formato A4. - Tavola di Progetto che rappresenti gli interventi da effettuare sulla facciata/e oggetto di intervento ed almeno due facciate contigue alle prime, in scala 1: 50 con dettagli in scala 1: 20 e 1: 10. Tale elaborato grafico dovrà contenere, sotto forma di note o rimandi ad una legenda, la descrizione dei materiali dei nuovi elementi di facciata da mettere in opera. Inoltre, all interno dell elaborato grafico dovranno essere rappresentati ed evidenziati gli eventuali elementi oggetto di opere di restauro e risanamento conservativo. - Campionatura dei Colori secondo il metodo NCS, di tutti i nuovi elementi di facciata, sotto forma di tavola o abaco formato A4. - Relazione illustrativa delle forme, dimensioni, materiali e colori dell intervento in progetto. 5. Prima di eseguire gli interventi di cui al comma 2 ed al comma 3, andranno presentate allo Sportello Unico per l Edilizia, su supporto rigido, almeno due prove di colore per ciascun elemento di facciata oggetto di modifica e/o sostituzione, in modo che il Responsabile del Procedimento sia in grado di dare il proprio assenso ai colori prescelti, che verranno dallo stesso vidimati in segno di approvazione. ART. 4 - Comunicazione di Fine Lavori 1. Alla fine dei lavori è obbligo che gli intestatari dell autorizzazione o della comunicazione consegnino, allo Sportello Unico per l Edilizia, idonea dichiarazione di fine lavori con allegata documentazione fotografica dell intervento effettuato, sia in formato cartaceo che in formato digitale (PDF). 2. Tale documentazione potrà essere utilizzata per la formazione di un archivio delle facciate.
5 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 3 ART. 5 - Norma transitoria 1. Tutti i colori e gli elementi di facciata, architettonici, decorativi, tecnologici, nonchè l oggettistica legata a funzioni di tipo commerciale e di arredo, con l entrata in vigore del presente Piano non devono essere necessariamente sostituiti, anche se incongrui rispetto a quelli definiti nell analisi come ricorrenti nell immagine urbana del Nucleo di Antica Formazione. 2. Colori ed elementi saranno sottoposti a revisione applicando i criteri normativi del presente Piano, ogni qualvolta venga presentata istanza per il restauro o la ristrutturazione di facciata o semplicemente comunicazione il rinnovo dell elemento in questione. 3. Nel caso di richiesta di intervento riguardante la sostituzione o la modifica solo parziale di elementi di facciata, potrà comunque venir consigliata la rimozione di elementi che, seppur non oggetto di richiesta risultino incongrui con l aspetto generale di facciata, senza che ciò risulti vincolante.
6 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 4 PARTE SECONDA ART. 6 - Definizione degli elementi di facciata e copertura 1. Il Rilievo del Nucleo di Antica Formazione ha permesso di riconoscere una serie di elementi ricorrenti nell impaginato compositivo delle facciate degli edifici che possono esser definiti originari, ovvero realizzati in epoche storiche passate o realizzati, in sostituzione di elementi più antichi, con tecniche, forme, materiali e colorazioni chiaramente riconducibili a quelle caratteristiche del passato. 2. Gli elementi di cui sopra sono raccolti in un Abaco degli elementi ricorrenti che viene a far parte integrante delle presenti NTA, con valore di indirizzo per la scelta delle soluzioni da adottare nell ambito degli interventi sulle facciate. 3. A titolo di sommario si riportano di seguito gli elementi ricorrenti ed il loro materiale costitutivo: elemento manto di copertura comignolo torrino canne fumarie prese di luce per sottotetti sporti di gronda materiale coppi o tegole curve muratura intonacata muratura intonacata o pezzi speciali del manto di copertura muratura intonacata (di norma celate alla vista dall esterno) finestre di piccole dimensioni aperte sotto lo sporto di gronda orditura di travetti in legno con assito soprastante cornicioni con struttura portante rivestita in gesso modanato canali di gronda e pluviali Intonaci rame malta di calce Rivestimenti di facciata/ Particolari architettonici/ Decorazioni plastiche malta di calce pietra materiali fittili gesso Tinteggiature intonaco in pasta colorato pitture murali Decorazioni pittoriche Serramenti Sistemi per l oscuramento Porte Portoni Vetrine il tipo di decorazione si valuta caso per caso legno verniciato legno verniciato (di norma persiane a stecca aperta) legno verniciato (di norma senza parti in vetro) legno legno o metallo con cristalli trasparenti Grate, ringhiere, cancelli, cancellate e ferri battuti metallo
7 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 5 ART. 7 - Norma generale di indirizzo per gli interventi sulle facciate degli edifici 1. Le norme di cui ai successivi articoli si occuperanno nel dettaglio delle modalità di intervento e sostituzione di ciascuno degli elementi di cui al precedente Art. 6, con la duplice finalità di garantire la conservazione degli elementi originari degli edifici e di permettere la salvaguardia dell immagine urbana dominante. 2. In generale, gli interventi sugli elementi costitutivi di coperture e facciate degli edifici, dovranno essere condotti con il fine di conservare l immagine del Nucleo di antica formazione, intesa come risultato della sommatoria di caratteri compositivi ed elementi ricorrenti all interno del Nucleo antico stesso, fissati sotto forma di fotografie campione all interno dei documenti denominati Abaco dei Fronti Urbani ed Immagini dalle Passeggiate ricognitive, che come tali hanno valore di indirizzo e fanno parte integrante del Piano del Colore. 3. In particolare, gli interventi da eseguire su edifici caratterizzati dalla presenza di elementi che si possano riconoscere come originari dovranno perseguire la tutela di tali elementi o la loro sostituzione con elementi il più possibile simili a quelli originari, per forma, dimensioni e materiali. 4. Per quanto concerne invece gli interventi da eseguire su edifici che presentino elementi che si discostino, per forma, colore, materiale, dagli elementi originari, si dovrà procedere alla ricerca di soluzioni progettuali che provino ad instaurare un rapporto dialettico con quelle tipiche degli elementi originari, tenendo conto altresì della natura architettonica e compositiva dell edificio su cui vanno poste in opera. 5. Per gli interventi sugli edifici di cui al comma precedente sarà quindi buona norma procedere alla messa in opera di elementi analoghi a quelli originari, evitando soluzioni formali e materiche mimetiche, laddove queste diano luogo a copie acritiche degli elementi originari stessi. ART. 8 - Interventi sul manto di copertura 1. Tutti gli interventi di rifacimento di manti di copertura che si presentino come originari dovranno essere condotti in modo da rendere possibile l utilizzo di tegole in laterizio ed in particolare modo di coppi, messi in opera in filari concavi e convessi alternati. 2. Nel caso di rimaneggiamento del manto di copertura tradizionale è obbligatoria la riutilizzazione, per quanto possibile, dei medesimi coppi esistenti con eventuale inserimento, in maniera alternata e casuale, di nuovi ad integrazione di quelli non recuperabili. 3. Negli edifici definiti dal vigente PGT come appartenenti alla Classe 1, è raccomandato l uso di materiale di recupero. 4. Gli interventi che riguardino il rifacimento di manti di copertura in materiale differente da tegole o coppi dovranno essere condotti, per quanto possibile, utilizzando come materiale di copertura tegole in laterizio o coppi, posati come prescritto al precedente comma Per gli interventi sugli edifici di cui al comma precedente, potrà comunque essere concesso anche l utilizzo di materiali di copertura alternativi alle tegole ed ai coppi, previo parere favorevole
8 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 6 del Responsabile del Procedimento e della Commissione per il Paesaggio, espresso con motivata dichiarazione. ART. 9 - Comignoli, Torrini esalatori, Canne fumarie 1. Per tutti i comignoli ed i torrini di esalazione nei quali siano rilevabili elementi costruttivi riferibili a tecniche tradizionali è obbligatorio il restauro conservativo. 2. Se ciò non fosse possibile, per evidenti problemi statici, è consentita la demolizione del manufatto, che andrà ricostruito conservando le forme precedenti ed impiegando analoghe tecniche costruttive. 3. In questo caso, eventuali variazioni delle dimensioni e del posizionamento sono consente previa dimostrazione di reali esigenze funzionali e sempre fatte salve esigenze di tutela ambientale. 4. Per la costruzione di nuovi comignoli o torrini di esalazione sulle coperture degli edifici con caratteri originari è obbligatorio l uso di forme e materiali tradizionali. 5. Per la costruzione di nuovi comignoli o torrini di esalazione sulle coperture degli edifici che non hanno mantenuto i caratteri originari o che hanno subito modifiche rispettose di tali caratteri, potrà essere concesso anche l uso di materiali differenti da quelli tradizionali, previo parere favorevole del Responsabile del Procedimento e della Commissione per il Paesaggio, espresso con motivata dichiarazione. 6. E vietato costruire canne fumarie esterne addossate alle facciate prospicienti o visibili dagli spazi pubblici. 7. Le canne fumarie esterne potranno essere autorizzate solo se poste in opera su facciate prospicienti cortili interni privati, non visibili dallo spazio pubblico, dietro dimostrazione dell impossibilità di non poterle installare all interno dell edificio, previo parere favorevole del Responsabile del Procedimento e della Commissione per il Paesaggio, espresso con motivata dichiarazione. Esse potranno venire realizzate anche in acciaio, rame o lamiera, in sostituzione di quelle in muratura prefabbricata o in opera, successivamente intonacata. ART Prese di luce per sottotetti 1. Dal Rilievo del Nucleo di Antica Formazione si evince che la quasi totalità delle coperture a falde degli edifici non presentano prese di luce (abbaini o lucernari), poichè tradizionalmente i sottotetti degli edifici, accessibili ma non abitabili, sono areati grazie all uso di piccole finestre aperte in facciata. 2. Per interventi di recupero abitativo dei sottotetti esistenti di edifici con caratteri originari, al fine di rendere possibile il raggiungimento dei corretti rapporti aereoilluminanti, è consentita la messa in opera di lucernari a filo di copertura tipo velux, o di abbaini, avendo cura di posizionarli, per quanto possibile, sulle falde dei tetti rivolte verso spazi interni privati e non verso gli spazi pubblici. 3. Per interventi di recupero abitativo dei sottotetti esistenti di edifici che non hanno mantenuto i
9 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 7 caratteri originari o che hanno subito modifiche rispettose di tali caratteri caratteri, al fine di rendere possibile il raggiungimento dei corretti rapporti aereoilluminanti, è consentita la messa in opera di lucernari a filo di copertura tipo velux e di abbaini. 4. Restano salve le norme, relative alla messa in opera di lucernari ed abbaini, del Piano di Governo del Territorio. ART Sporti di gronda 1. Gli sporti di gronda, se eseguiti con elementi e modalità costruttive riferibili a tecniche tradizionali, devono in prima istanza essere trattati con criteri di restauro conservativo. 2. Se ciò non fosse possibile, possono essere ricostruiti con elementi, dimensioni e tecniche costruttive tradizionali. 3. E sempre vietato l uso dei seguenti elementi costruttivi: - travetti di cemento precompresso, anche se dip inti, in luogo di quelli in legno; - legname perlinato in luogo del tradizionale tavolato; - tavelloni forati o solettine in c.a. (anche se intonacate) 4. Le mensole e le cornici di gronda in materiale lapideo o in muratura intonacata devono essere sempre restaurati; ne è ammessa la sostituzione, parziale o totale, solo in casi di inadeguatezza statica, debitamente documentata con studio specifico. Gli elementi rimossi andranno sostituiti con nuovi elementi analoghi per forma, colore e materiale ai primi. 5. In nessun caso i modiglioni di gronda e gli sporti lapidei o in conglomerato possono essere dipinti, è prevista la sola pulitura con opportuni lavaggi eseguiti in modo leggero, escludendo sempre l impiego di sabbiature. 6. Le cornici modanate in intonaco devono essere consolidate e le eventuali parti mancanti devono essere ricostruite con malta analoga a quella esistente per ingredienti, composizione e cromatismo, servendosi di un apposito modello con profilo del tutto uguale a quello esistente, nel caso in cui presentino particolari caratteristiche decorative. ART Canali di gronda e pluviali 1. I canali di gronda e le calate dei canali di gronda, anche dette pluviali, devono essere realizzati in rame o, nel caso l edificio non abbia conservato i caratteri originari, anche in lamiera opportunamente verniciata. 2. I canali ed i pluviali dovranno avere sviluppo circolare, escludendo quindi lo sviluppo quadrato o rettangolare. 3. Il loro posizionamento dovrà essere particolarmente studiato in rapporto all importanza della facciata, minimizzandone il numero e facendo in modo che non occludano alla vista particolari architettonici e decorativi. 4. Negli edifici che presentino pluviali interni ai muri perimetrali, i nuovi eventuali pluviali dovran-
10 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 8 no anch essi essere messi in opera all interno dei muri perimetrali. ART Elementi di facciata 1. Gli elementi di facciata sono così definiti: - Intonaci (Art. 14). - Rivestimenti di facciata, Particolari architettonici, Decorazioni plastiche (Art. 15). - Tinteggiature e decorazioni pittoriche (Art. 16). ART Intonaci 1. L intervento sulle facciate degli edifici dovrà privilegiare la conservazione degli intonaci a base di malta di calce esistenti, mediante pulitura e consolidamento degli stessi. Le eventuali integrazioni dovranno essere realizzate con materiali, granulometrie e tecniche analoghe a quelle originali da conservare. 2. Quando non fosse possibile il recupero degli intonaci esistenti e sempre che i medesimi non siano decorati, questi dovranno essere ripristinati con tecniche e materiali analoghi a quelle tradizionali. 3. Il rifacimento totale o parziale degli intonaci di tutti gli edifici del Nucleo di Antica Formazione deve prevedere l uso di malta cementizia e di malta a base di calce idraulica artificiale ed è assolutamente vietata la realizzazione di intonaci o rivestimenti plastici di qualsiasi genere. 4. In caso di demolizione e rifacimento degli intonaci è obbligatorio l impiego di malta per intonaco composta da leganti tradizionali (calce idraulica naturale, pozzolana e grassello di calce) e sabbia. 5. Potrà essere valutata dal Responsabile del Procedimento, sentito il parere della Commissione per il Paesaggio, l opportunità di ridurre a faccia a vista le facciate di edifici che si presentano attualmente intonacati, in ragione del fatto che gli stessi edifici, per tipo edilizio e composizione del fronte, possano essere ricondotti a modelli che per tradizione non si presentano con facciate ad intonaco. 6. Nel caso di intervento inerente il rifacimento e/o ripristino degli intonaci di un edificio che si presenti come unitario, è auspicabile che si operi su tutte le facciate visibili dagli spazi pubblici dell edificio stesso, anche se, in virtù di frazionamenti catastali antecedenti all entrata in vigore del presente Piano del Colore, facciate o porzioni di una medesima facciata risultino intestate a proprietari diversi. 7. Il Responsabile del Procedimento, sentita la Commissione per il Paesaggio, valuterà caso per caso se richiedere che l intervento su facciate divise in più proprietà debba essere totale o riguardare le sole porzioni intestate ai proprietari consenzienti all esecuzione dell intervento, con il fine di perseguire il miglioramento del decoro dei fronti urbani, sempre fatte salve le norme del Codice Civile.
11 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag Nel caso la facciata presenti lavorazioni plastiche, realizzate in intonaco come, a titolo esemplificativo e non esaustivo, cornici orizzontali o verticali, fasce marcapiano, finti bugnati, lesene, ecc., le suddette lavorazioni plastiche non potranno essere sostituite da materiale differente dall intonaco. 9. Nel caso di lacune degli intonaci descritti al precedente comma, è obbligatorio il loro ripristino, con l uso di malta avente componenti il più possibile simili a quella originale e servendosi di appositi modelli dal profilo identico alle modanature esistenti. 10. Nel caso in cui l edificio sia dotato di una fascia in intonaco (generalmente strollato) con funzione di basamento in condizioni di degrado, ne è consentita la rimozione e la successiva sostituzione con analoga fascia costituita da intonaco aerante di malta idraulica naturale, mentre è vietato l uso di intonaci, sia pur aeranti ma a base di cemento. 11. L intervento di risanamento e di rifacimento degli intonaci dovrà essere condotto avendo cura di recuperare e di evidenziare i vecchi numeri civici, le targhe stradali, le lapidi commemorative ed indicative e qualsiasi altro particolare costituisca documento dell evoluzione storica dell edificio. 12. E invece di norma vietato evidenziare in facciata la presenza di elementi strutturali, come archi di scarico, mensole in pietra, travi in legno o altro, fatti salvi i casi in cui tali elementi possano venir identificati come elementi strutturali preesistenti, testimonianze della stratificazione storica degli interventi subiti dall edificio. 13. L evidenziazione o la rimessa in pristino degli elementi di cui al comma precedente e di ogni altro particolare appaia rilevante da un punto di vista storico e testimoniale è consentita previa autorizzazione, rilasciabile sulla base di un approfondito esame analitico dell edificio. ART Rivestimenti di facciata Particolari architettonici Decorazioni plastiche 1. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo sulle facciate debbono essere finalizzati alla conservazione ed alla rimessa in pristino di tutti i rivestimenti,gli elementi decorativi ed i particolari architettonici originari come, a titolo esemplificativo e non esaustivo: cornici lisce o modanate, fasce marcapiano, basamenti, lesene e capitelli, stipiti e frontespizi delle aperture, mensole dei balconi, bugnati, decorazioni plastiche a carattere religioso o profano sia emergenti dalla facciata sia alloggiate in nicchie o edicole. 2. Per tutte le parti di facciata faccia vista è consentita solamente una pulitura, mediante opportuni lavaggi, mentre è vietato l uso di ogni genere di sabbiatura. 3. E altresì vietato intonacare o tinteggiare i mattoni a faccia vista, le pietre naturali e le parti in conglomerato cementizio, costituenti decorazioni di facciata. 4. In caso di edifici in origine a faccia vista, o comunque ormai storicizzati, gli eventuali interventi di integrazione e ripristino di elementi mancanti o gravemente deteriorati dovranno essere realizzati col metodo del cuci scuci, usando analoghi materiali, simili agli originali, per dimensione, forma e colore, e adoperando nelle connessure una malta analoga per composizione a quella originale, lavorando i giunti con le stesse modanature ed alla stessa stregua di quelli già esistenti in facciata.
12 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag Per le parti lapidee a vista è consentito il consolidamento, l eventuale tassellatura e sostituzione per parti. In casi eccezionali e comunque per particolari architettonici non di grande pregio artistico, è prevista, previa specifica autorizzazione, l integrazione di lacune parziali a mezzo di stucco di calce di marmo. In ogni caso è basilare riproporre il cromatismo e la patina delle parti lapidee originali. 6. Gli interventi sulle facciate dovranno inoltre prevedere l eliminazione di ogni rivestimento recente di marmo o altro materiale che risulti incongruo con i caratteri compositivi della facciata originaria. ART Tinteggiature e decorazioni pittoriche 1. Tutti i fronti intonacati degli edifici sia prospicienti le pubbliche vie che gli spazi interni agli isolati, nonchè le canne fumarie intonacate, vanno tinteggiati. 2. La tinteggiatura dovrà essere eseguita di norma con tecniche tradizionali. 3. E vietato l uso delle pitture lavabili ed al quarzo, ancorché traspiranti, mentre è permesso quello di pitture siliconico - silossaniche e di intonaci colorati in pasta. 4. I colori dovranno essere quelli indicati nella tavolozza dei colori che costituisce parte integrante delle presenti NTA. 5. Il colore dovrà esser scelto in relazione alle tracce di coloritura reperibili sulle facciate e pertanto, salva documentazione comprovante la tinteggiatura dell impianto originario, si dovrà provvedere ad una accurata analisi stratigrafica delle superfici esterne della muratura, valutando al contempo l inserimento dell edificio nel contesto urbano circostante. 6. Tutti i progetti inerenti il restauro od il ripristino delle facciate dovranno altresì occuparsi delle scelte cromatiche relative agli elementi architettonico - decorativi e tecnologici (lesene, cornici, cornicioni, davanzali, marcapiani, infissi, inferriate, rivestimenti del piano terreno tipo intonaco bugnato, canali di gronda e pluviali, ecc.), utilizzando i colori indicati nella tavolozza dei colori che costituisce parte integrante delle presenti NTA. 7. Qualora le opere di tinteggiatura debbano riguardare un fronte urbano che sia somma di fronti di più edifici, accostati a formare una cortina, nel caso non siano reperibili tracce di colorazione storica cui riferirsi per la scelta delle tinta di facciata, si dovrà procedere alla scelta dei colori sulla base dei seguenti criteri: a) quando i fronti accostati siano inequivocabilmente leggibili come differenti l uno dall altro, per la presenza, a titolo esemplificativo e non esaustivo, di diversificazioni degli allineamenti orizzontali delle finestre, differente assetto dei piani terra, diversa altezza dei fabbricati ecc., si dovrà intervenire di norma con più colori distinti, anche se i fronti degli edifici risultino essere di un unica proprietà. b) quando, al contrario, i fronti accostati, anche se o frazionati in termini di proprietà, conservano inequivocabilmente i caratteri compositivi e dimensionali di una sola unità edilizia, la colorazione dovrà essere unica. 8. La presenza di decorazioni o di tracce di decorazioni pittoriche, comporta la segnalazione alla
13 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 11 competente Soprintendenza, per concordare le operazioni più idonee al restauro delle stesse. 9. Nel caso di decorazioni pittoriche di facciate riproducenti finti bugnati, fasce marcapiano, incorniciature di finestre, infissi interni o esterni, lesene ecc., che presentino lacune, si dovrà di norma procedere ad una loro integrazione nelle forme, dimensioni e tecniche pittoriche, che dovrà interessare l intero modulo costitutivo dell apparato decorativo. 10. In caso di edifici che non presentino allo stato attuale, riquadrature cromatiche, potrà essere consentita la realizzazione di fasce intorno alle aperture, fascie marcapiano e marca affaccio. ART Elementi di finitura delle facciate 1. Gli elementi di finitura delle facciate sono: - Serramenti e Sistemi per l oscuramento dei vani finestra (Art. 18) - Porte, portoni, vetrine (Art. 19) - Grate, ringhiere, cancelli, cancellate e ferri battuti (Art. 20) ART Serramenti e Sistemi per l oscuramento dei vani finestra 1. I serramenti ed i sistemi di oscuramento dei vani finestra riconoscibili come originari, potranno venir sostituiti con nuovi elementi che mantengano invariate le forme ed i materiali dei preesistenti. Nel caso di vani finestra privi di serramenti e/o sistemi oscuranti, situati su facciate che siano leggibili come originarie, dovranno essere messi in opera nuovi elementi che per forme e materiali siano simili a quelli originari. 2. I serramenti ed i sistemi di oscuramento dei vani finestra che non siano leggibili come originari potranno sempre venir sostituiti con nuovi elementi che siano congrui con i caratteri compositivi della facciata su cui si collocano. 3. Per gli elementi di cui al comma precedente, laddove l intervento non si limiti al solo rifacimento di serramenti o sistemi di oscuramento, ma si configuri come intervento di ripristino dell intera facciata, non è consentito l utilizzo di tapparelle ne è ammesso l uso di veneziane esterne. 4. Sugli edifici con caratteri originari o che hanno subito modifiche nel rispetto dei suddetti caratteri i serramenti ed i sistemi di oscuramento dovranno essere, di norma, realizzati in legno verniciato con vernici non trasparenti o laccato. Potrà essere comunque autorizzato l uso di serramenti in materiale differente dal legno, purchè garantiscano rispetto al primo un aumento certificato delle prestazioni di isolamento termico e presentino, quanto a finitura, dimensioni e forma, una analogia con quelli in legno. 5. Se non già presenti prima della presentazione di comunicazione od istanza di sostituzione, è vietato l uso di sistemi oscuranti apribili verso l esterno per chiudere le finestre del piano terra prospicienti spazi pubblici. 6. E sempre ammesso l uso di scuretti posti sull infisso interno o quello di persiane scorrevoli su rotaie in metallo poste in facciata o in nicchie ricavate in intercapedini della muratura perimetrale.
14 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag I serramenti ed i sistemi di oscuramento dei vani finestra dovranno essere finiti con le colorazioni indicate nella tavolozza dei colori che costituisce parte integrante delle presenti NTA. 8. E inoltre obbligatorio che tutti gli infissi esterni della stessa unità edilizia abbiano la medesima tinta e tonalità. 9. Gli infissi interni dovranno essere del tipo a telaio, a due ante o ad anta unica. 10. Sono vietati l uso di vetri a specchio e le suddivisioni delle luci del serramento del tipo inglese. ART Porte Portoni Vetrine 1. Le porte ed i portoni di legno riconoscibili come originari vanno il più possibile salvaguardati e fatti oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo. 2. Nel caso in cui porte e/o portoni di cui al comma precedente siano in stato di forte degrado, accertata l impossibilità di risanarli, potranno venir sostituiti con elementi di analoghe forme, dimensioni e finiture. 3. La colorazione di porte e/o portoni, fermo restando il concetto di recupero del colore originale e della integrazione cromatica della intera facciata, può diversificarsi da quella degli infissi di finestre e porte finestre dei piani superiori. 4. In presenza di interventi che riguardino il rifacimento dell intera facciata o implichino la sostituzione dei serramenti e dei sistemi oscuranti esterni, dovranno essere rimosse le porte ed i portoni realizzati in lega leggera e in altri materiali incongrui rispetto a quelli ricorrenti sulle facciate degli edifici con caratteri originari, sostituendoli con porte in legno o che presentino una finitura della faccia a vista in legno, verniciati con vernici non trasparenti. 5. E vietata la messa in opera di nuove serrande, sia a fasce continue che a maglie aperte, a chiusura di autorimesse o vani prospicienti gli spazi pubblici, a maggior ragione se queste vengano proposte in sostituzione di portoni. Solo in casi in cui sia chiara l impossibilità di utilizzare portoni, potrà essere autorizzato l uso di porte basculanti con la faccia a vista prospettante verso l esterno del vano da chiudere finita in doghe orizzontali di legno verniciato. 6. L utilizzo di serrande a chiusura di vetrine di esercizi commerciali potrà venir concesso solo per motivate ragioni di sicurezza e comunque le serrande dovranno essere del tipo a maglie aperte, preferibilmente verniciate con colori analoghi agli infissi della vetrina retrostante. 7. Nel caso di interventi che riguardino il rifacimento dell intera facciata o implichino la sostituzione dei serramenti e dei sistemi oscuranti esterni, vanno rimosse e sostituite tutte le serrande esistenti, sia a fasce continue che a maglie aperte, sostituendole con gli elementi indicati nei precedenti commi 5 e I serramenti degli esercizi commerciali che abbiano conservato caratteri tipici di epoche passate, sia per forme che per materiali e finiture, vanno il più possibile conservati con opere di attento restauro. Qualora venga dimostrata l impossibilità di conservarle, per motivi di sicurezza, isolamento termico, funzionalità statica, essi potranno venir sostituiti con elementi analoghi agli esistenti.
15 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag Le vetrate montate sui serramenti dovranno essere costruite con cristalli trasparenti di sicurezza, certificati a norma di legge e rispondenti anche alle norme sul contenimento dei consumi energetici. 10. E sempre vietato l utilizzo di vetri a specchio e quello di suddivisioni delle vetrate con montanti orizzontali e verticali ravvicinati del tipo all inglese. 11. I serramenti delle vetrine dovranno preferibilmente essere in legno verniciato con vernici non trasparenti, secondo la tabella colori relativa alle tinte dei serramenti allegata alle presenti NTA. Potrà comunque venir autorizzato, in alternativa al legno, anche l utilizzo di serramenti in metallo verniciato secondo i colori della tabella sopra citata. ART Grate Ringhiere Cancelli Cancellate Ferri battuti 1. Tutti gli elementi in ferro battuto concorrono a formare l immagine compositiva e formale degli edifici, pertanto si dovrà rivolgere particolare attenzione alla salvaguardia ed al ripristino di quelli che per tecniche costruttive, lavorazione ed epoca possono esser letti come originari. 2. E quindi vietato sostituire grate di finestre, ringhiere, cancelli, cancellate, inferriate e piccoli elementi di arredo, quali ferma imposte, anelli, porta stendardi ecc., che siano leggibili come originari, fatto salvo il caso in cui, per motivi di degrado statico, essi risultino non recuperabili e pericolosi. Essi andranno in questo caso sostituiti con elemeti analoghi per forma, materiale e dimensioni. 3. La colorazione di tutti gli elementi in metallo di cui al presente articolo dovrà essere conforme alle tinte indicate nella tavolozza dei colori che costituisce parte integrante delle presenti NTA. Art Rivestimenti isolanti a cappotto 1. Non è consentita la messa in opera di rivestimenti isolanti del tipo a cappotto sulle facciate prospicienti spazi pubblici (vie, marciapiedi, piazze, ecc.) quando la facciata o le facciate oggetto di intervento siano riconoscibili come parte di una cortina edilizia, fatto salvo il caso in cui la facciata oggetto del rivestimento isolante non sia arretrata rispetto alle facciate attigue formanti la cortina. In questo caso, il rivestimento a cappotto dovrà avere, per quanto possibile, spessore tale da ripristinare la complanarità del fronte oggetto di intervento con il fronte o i fronti ad esso attigui. 2. E consentita la messa in opera di rivestimenti isolanti del tipo a cappotto sulle facciate prospicienti gli spazi interni privati (cortili, corti, giardini). Art Tolleranza nella scelta dei colori della tabella NCS 1. Nella scelta dei colori degli elementi architettonici e di finitura va utilizzata l apposita Tavola dei colori allegata alle presenti NTA. 2. Visto e considerato l altissimo numero di colori presenti all interno della cartella composta secondo il metodo di catalogazione NCS, sarà possibile utilizzare, in alternativa ai colori proposti
16 Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi Piano del Colore - Relazione e Norme Tecniche di Attuazione - Pag. 14 nella Tavola dei colori allegata alle presenti NTA, anche colori che si discostino lievemente da questi ultimi, ovvero colori caratterizzati dalla presenza di percentuali di tinte cromatiche fondamentali lievemente differenti da quelle che identificano il colore NCS proposto nella Tavola dei colori. 3. Ciò al fine di favorire variazioni cromatiche sul tema dei colori proposti nella Tavola dei colori, in modo da generare differenze di tono che, pur se minime, possano evitare effetti di ridondanza delle tinte di facciata. 4. I nuovi colori dovranno sempre essere approvati dalla Commissione per il Paesaggio e dal Responsabile per il Procedimento.
REGOLAMENTO DELL ARREDO URBANO E DEL COLORE
COMUNE DI CASTELFRANCO DI SOTTO PROVINCIA DI PISA REGOLAMENTO DELL ARREDO URBANO E DEL COLORE REGOLAMENTO Approvato con Delibera Consiglio n. 84 del 28/12/2001 Ufficio Edilizia Privata ed Urbanistica Dott.Arch.Pierguido
PIANO DEL COLORE Norme Tecniche di Attuazione
PIANO DEL COLORE Norme Tecniche di Attuazione Introduzione La presente normativa, assieme alle planimetrie con il rilievo della colorazione delle facciate, alla tavolozza dei colori, alla documentazione
Piano del Colore RELAZIONE. Comune di Castiglione d Adda Provincia di Lodi Piano di Governo del Territorio. Marzo 2011. Arch.
Comune di Castiglione d Adda Provincia di Lodi Piano di Governo del Territorio Piano del Colore RELAZIONE Marzo 2011 Arch. Marco Garau Arch. Dario Grazioli Comune di Castiglione d Adda - Provincia di Lodi
AGGIORNAMENTI: Decreto del Direttore del Settore Pianificazione Territoriale n. 23 del 31.03.2011
AGGIORNAMENTI: Decreto del Direttore del Settore Pianificazione Territoriale n. 23 del 31.03.2011 A2 - Disciplina particolereggiata per il Centro Storico TITOLO 3 Capo 2 Sezione 2 DISCIPLINA PARTICOLAREGGIATA
Il Piano del Colore del centro storico del Comune di Castel San Giovanni
Il Piano del Colore del centro storico del Comune di Castel San Giovanni Il Piano del Colore è il documento con cui il Comune di Castel San Giovanni intende stabilire i principi ed i parametri fondamentali
Comune di Castrovillari - Ufficio del Piano
Comune di Castrovillari - Ufficio del Piano Piano per gli interventi di sistemazione esterna delle facciate degli edifici prospicienti Via Roma (angolo Via del Popolo) e Corso Garibaldi della Zona A4 -
ALLEGATO A : Tabella riepilogativa dei procedimenti amministrativi
INDICE INTRODUZIONE. p. 2 ART.1. SCOPI E CONTENUTI. p. 2 ART. 2. AMBITO DI ATTUAZIONE. p. 3 ART. 3. CRITERI DI INTERVENTO p. 3 ART. 4. MODALITÀ DI INTERVENTO.. p. 5 ART. 5. CATEGORIE DI INTERVENTO TITOLI

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 art.27
 art. 33
 art.27
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 Art. 6
 ART. 8
 ART. 9
 ART.1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5