Source: http://eresiarossa-matteo.blogspot.com/2009/11/libera-scuola-in-libero-stato.html
Timestamp: 2018-07-21 19:01:48+00:00

Document:
Eresia rossa: Libera scuola in libero stato
Se c'è un'istituzione in grado di far rispettare la laicità dello Stato italiano, quella non è lo Stato italiano. Con una sentenza storica, la Corte europea ha sancito l'inammissibilità dell'esposizione dei crocifissi, quindi dei simboli religiosi, nelle scuole pubbliche.
Il caso è stato sollevato da una madre finlandese non cattolica cui la Corte ha dato ragione. Una sentenza pienamente legittima. Primo perché non c'è nessuna legge italiana che imponga (ci mancherebbe) l'esposizione di simboli religiosi in luogo pubblico, tantomeno di un solo simbolo religioso a scapito di tutti gli altri e a scapito di chi non ha religione alcuna. Secondo perché contrasta con un basilare principio che stabilisce l'uguaglianza di tutti i credi e di tutte le fedi come sancito dallo stesso articolo 8 della Costituzione. Terzo perché lo Stato democratico è laico, quindi non ha nessuna preferenza religiosa, ragion per cui non può esporre simboli religiosi sui muri dei suoi edifici. Quarto, perché, come dice la sentenza, l'esposizione del crocifisso nelle scuole viola la libertà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni. L'esposizione del crocifisso in un luogo dove si educa indirizza le credenze degli allievi verso la religione cristiana. Se l'educazione è pubblica questo non è giusto. Ciò dovrebbe anche farci ripensare all'insegnamento della religione che, ricordiamolo, non è di tutte le religioni, ma di una sola, precisamente quella cattolica. Uno studente buddista non ha la possibilità di imparare a scuola la propria religione. Un studente cattolico sì. Mettetela come vi pare, ma questa è oggettivamente una discriminazione.
Dovrebbe essere un principio elementare. In uno stato laico la religione appartiene alla sfera privata e deve restar fuori da quella pubblica. Lo stato laico è equidistante da tutte le religioni. Bisogna garantire a tutti gli stessi diritti, anche a coloro che non credono in nessuna religione. Mi pare una tautologia, quella di dire, una volta accettato questo assunto, che, quindi, non si possono esporre simboli religiosi in luoghi pubblici. Se si accetta il principio di laicità dello stato, bisogna anche accettare la laicità delle istituzioni dello stato. Se invece si volesse marchiare una di queste istituzioni con un simbolo religioso allora non si garantirebbe il rispetto della laicità. Tertium non datur.
Eppure i nostri politici sembrano non comprendere questa elementare deduzione logica. Tutti i parlamentari, ma proprio tutti, dalla Lega all'Italia dei Valori, salvo rare eccezioni, si sono detti contrari alla sentenza europea. Tutti compatti a difendere Santa Madre Chiesa, tutti uniti per affermare la triade cara ai reazionari dio, patria, famiglia. Evidentemente gli appelli alla concordia bipartisan di Ferruccio De Bortoli hanno avuto i loro effetti. Noi, ingenui, speravamo ai tempi del centrosinistra che gente come D'Alema, Bindi, Bersani e Di Pietro potessero fare addirittura i Pacs. E come potrebbero queste ubbidienti pecorelle subito pronte a tornare all'ovile ratzingeriano affermare i diritti civili delle coppie di fatto quando non riescono nemmeno a garantire un elementare principio di democrazia e un articolo costituzionale, nonché una sentenza della Corte di Strasburgo?
Così tutti quanti a sostenere il governo e la tanto giustamente vituperata Gelmini quando questa annuncia il ricorso del governo contro la sentenza.
Ma è interessante notare le curiose argomentazioni dei nostri parlamentari nel motivare la loro levata di scudi (l'ennesima di quelli della maggioranza) contro un intervento (l'ennesimo) per di più legittimo (l'ennesimo) dell'Europa.
Sentite cosa dice Mario Baccini del Pdl: “Il crocifisso rappresenta valori universalmente riconosciuti sembra che la deriva pagana della Corte europea sia evidente. Si confonde una sana cultura laica con il laicismo”.
Avete finito di ridere? Baccini è riuscito a dire tre cose ridicole in un solo intervento. Intanto chi lo ha deciso che i valori del crocifisso siano “universalmente riconosciuti”? Forse non tutti sanno che la maggioranza dei credenti del pianeta non sono cristiani ma mussulmani. Andiamolo a chiedere a loro se si riconoscono nei valori del cristianesimo. Andiamolo a chiedere al miliardo e 71 milioni di agnostici o ai 262 milioni di atei. Andiamolo a chiedere a induisti, buddisti, ebrei, animisti e a tutti coloro che non sono cristiani.
Io non mi riconosco nei valori cristiani. Non mi interessa se la maggioranza lo fa. Io sono un cittadino italiano come tutti gli altri e lo stato non può discriminarmi solo per accontentare la maggioranza. Ma siamo poi proprio sicuri che la maggioranza voglia i crocifissi nelle scuole?
Baccini dice, udite udite, che la Corte europea va verso una “deriva pagana” nemmeno “relativista” parola che sentiamo tutti i giorni dalla bocca di Ratzinger che non ha ancora capito bene cosa sia il relativismo. “Deriva pagana”. Qualcuno ha detto a Baccini che non siamo più nell'Antica Roma, ma nel 2009? Questa gente non ha la minima cognizione della storia. Ragiona come si ragionerebbe duemila anni fa.
Poi ripete la solita manfrina scontata e per giunta falsa secondo cui il “laicismo” sarebbe una sorta di devianza, di radicalizzazione della laicità. Che ignoranza! In verità il laicismo è soltanto il tentativo di affermare la laicità, il “movimento” di pensiero o di azione che si batte per la laicità. Andate a vedere sul dizionario. La laicità invece è un concetto più astratto. Prescinde dalle condizioni storiche. Il concetto di laicità esiste anche se le istituzioni non sono laiche, come nel nostro caso. Ma il laicismo serve proprio per affermare concretamente la laicità. In questo momento sarebbe quindi indispensabile.
Per Isabella Bertolini, PdL, “Da Strasburgo arriva un pronunciamento simbolo della deriva laicista e nichilista che nega le radici culturali e valoriali della nostra società. Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici come l'emblema dei valori civili che hanno una origine religiosa, ma che esprimono la laicità stessa dell'ordinamento dello Stato".
Affermazione grave, perché pensare 220 anni dopo la Rivoluzione francese che all'origine dei valori civili del nostro ordinamento c'è la religione è la prova della assoluta inadeguatezza di questa classe dirigente a rappresentare il popolo sia sul piano giuridico che su quello culturale. I “valori civili” non hanno nessun origine religiosa. Lo stato italiano nasce in opposizione, anzi, al clericalismo e alla Chiesa che invece pretendeva di continuare a imporre i propri dogmi a tutta la società. La Carta Costituzionale stabilisce l'uguaglianza di tutte le fedi e non c'è mai scritto da nessuna parte che la religione debba ispirare l'azione legislativa. La laicità poi non può essere derivata dalla religione, tantomeno da una particolare religione perché è l'espressione invece della neutralità rispetto a qualsiasi opinione sulla religione. Emerge quindi una colossale ignoranza di questi “onorevoli”.
Massimo Poliedri della Lega esaspera ancora di più i toni patetici parlando di “dittatura del relativismo” e “attentato alla libertà religiosa” (semmai il contrario) e dice che bisogna discuterne in parlamento, perché adesso le sentenze si discutono in parlamento. Non so come questi personaggi non si rendano conto delle stupidaggini che dicono. Le sparano talmente grosse che anche un bambino se ne accorgerebbe.
Ma non temete, non è solo la destra a dare questo spettacolo pietoso. Bersani, il nuovo segretario del Pd, eletto anche da quelli che del Pd non fanno parte, ha detto “Io penso che su questioni delicate qualche volta il buon senso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che antiche tradizioni come quella del crocifisso non possano essere offensive per nessuno”. Di sicuro non c'è molto buon senso nelle parole di Bersani. Secondo lui le tradizione antiche non possono essere offensive. Curiosa posizione. Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Bersani che anche l'antisemitismo è molto antico. Anche la sharia è molto antica. Anche il razzismo è molto antico. Anche la persecuzione religiosa è molto antica. Anche il terrorismo è molto antico. Evidentemente per Bersani tutte queste sono cose inoffensive.
Antonio De Poli, Udc, “La sentenza e' una passo avanti verso al perdita delle nostre radici, della nostra cultura, della nostra storia e della nostra civiltà”. Le nostre “radici”, la nostra cultura non sono fatte solo dal cristianesimo, ma anche da altre religioni, anche dall'ateismo e dall'agnosticismo. Ancora una volta dimostrazione della crassa ignoranza di questa classe dirigente inetta e ipocrita.
La sentenza della Corte europea è assolutamente legittima e condivisibile per chi si ispira agli ideali democratici. Vadano a vedere i nostri bravi parlamentari cosa accade negli altri paesi del continente. Vadano in Inghilterra, patria del loro caro liberalismo, vadano nei tanto da loro osannati Stati Uniti, la cui Costituzione vieta addirittura l'insegnamento della religione nelle scuole. Vadano in Francia, in Germania o in Spagna dove l'esposizione di di simboli religiosi è vietata nei luoghi pubblici.
Come al solito in Italia quello che dovrebbe essere scontato, quello che dovrebbe essere condiviso da tutto l'arco parlamentare, quello che dovrebbe essere implicito nelle regole di convivenza e quindi non oggetto di polemica suscita chissà quale scandalo.
Ciò si deve alla presenza invasiva, ossessiva e integralista del Vaticano e della Chiesa nella vita pubblica italiana che condiziona pesantemente e spesso persino detta la linea politica del parlamento e del governo. Ciò è aggravato dal livello infimo dei parlamentari italiani incapaci di rivendicare, dalla maggioranza all'opposizione, l'indipendenza dal potere religioso.
Ciò impone, e lo ripeto ancora una volta, una scelta radicale da parte nostra, di quell'avanguardia civile e sociale che è più consapevole della condizione del nostro paese. Smettiamola di scegliere sempre il “male minore”, ammesso che esista, di accontentarci tutte le volte, smettiamola di cedere al ricatto del voto (in)utile, quello dato ai grandi partiti, alla lobby politica che adesso occupa il parlamento e che è al servizio della lobby economica (banche e imprese) quindi religiosa (Vaticano). L'opposizione non è capace di dire una parola chiara per quanto riguarda la laicità così come per tutte le altre questioni. Questa opposizione si comporta esattamente come la destra. È logico pensare che se fosse al governo attuerebbe le stesse politiche retrograde e antiprogressiste. Basta a chi vuole i crocifissi nelle scuole. Basta a chi si allea con la reazione. Basta a chi abbandona l'Italia alla mercé dei poteri forti. Dobbiamo smetterla di votare per queste persone, dobbiamo smetterla di votare alle primarie del Pd. Dobbiamo ribellarci.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49024girata.asp
http://www.agi.it/news/notizie/200911031423-cro-rt11143-crocifisso_politici_divisi_su_sentenza_strasburgo
http://it.notizie.yahoo.com/7/20091103/tpl-scuola-bersani-crocifisso-antica-tra-e9595f1.html
Pubblicato da Matteo il 4.11.09
Etichette: laicità, politica, religione, scuola, vaticano
Cheppoi, se si va a vedere nella storia passata quello che la Chiesa ha fatto, i cattolici non è che hanno da essere tanto fieri: se hanno così paura per il loro simbolo (alquanto macabro) vuol dire che è una fede proprio debole!
L'assurdo è che la famiglia che ha portato avanti questa causa sta ricevendo minacce...
Chiara Milanesi mercoledì, 04 novembre, 2009
Resta che in questo caso Bersani non ha mutato di un ette quella che è stata sempre la posizione del Partito Comunista in Italia da Togliatti in poi (per ragioni contingenti e storiche, all'epoca, che considero, oggi, giustificate)...
A battersi per la laicità nella storia del nostro paese sono stati sempre i liberali (PLI), i repubblicani (PRI) e alcuni socialisti.
Sul significato di laicità ti invito a leggere questo post http://quelcheintendo.blogspot.com/2009/02/che-cosa-significa-laicita.html
post, che scrissi quando il professor Coppoli venne escluso dall'insegnamento per aver staccato il crocifisso dal muro.
Lo reintegreranno ora?
Amaranta mercoledì, 04 novembre, 2009
Non arriveremo mai ad essere uno stato laico, Matteo, perchè al centro delle scelte politiche e di quelle affermazioni becere, non c'è davvero l'ideologia, ma solo convenienze ed interessi politici, ed economici con lo Stato del Vaticano ed, aggiungo, nemmeno equo.
Il Vaticano chiede. Ed ottiene.
Lo Stato da.
Siamo un popolo in perenne campagna elettorale. Sempre sotto minaccia di elezioni.
Ed il popolo cristiano è un troppo vasto bacino di voti. Ricorda, comunque, che la maggior parte delle persone sono molto più intelligenti e lungimiranti della classe politica di riferimento.
Divorzio e aborto: c'erano anche i loro voti.
Ma allora c'era in dibattito. Vero. Politico.
Nonostante le mistifcazioni, le leggende, i sensi di colpa, le scomuniche, minacciati dal Vaticano e dai politici chierici.
Oggi, non esiste più un confronto.
Anzi, il dibattito è evitato sia da destra che da sinistra. Perchè non c'è nulla da dibattere. E' già tutto concordato.
Il crocefisso resta.
E, la cosa vergognosa, è che dietro quel crocefisso i Bersani e tutto l'entrourage di questa accozzaglia politica che, non ha nulla di sinistra, sta consumando l'ennessimo tradimento a chi li ha votati.
Matteo, noi non andremo avanti anche a causa di questo zuccolo duro, che si rifà alla sinistra, che pur critica e si lamenta e minaccia, ma poi......
Camminando Scalzi giovedì, 05 novembre, 2009
Che cos'è la scuola per voi?
rigocentrico giovedì, 05 novembre, 2009
Post chiaro, come sempre tutti i tuoi.
Anzi sarebbe una bella lettera da spedire ai parlamentari perchè hai ben argomentato una risposta ai politici che difendono il "posto" del crocefisso.
L'aggettivo per loro adatto è proprio quello che hai usato: retrogradi.
Matteo giovedì, 05 novembre, 2009
Chiara, è vero che il PCI su alcuni temi ha assunto una posizione ambigua, come su quell'articolo 7 della Costituzione, l'unica macchia su una Carta perfetta e direi che tutto il resto di essa giustifica ampiamente quel dazio pagato purtroppo al Vaticano. Tuttavia credo che il PCI e anche la DC siano stati molto più laici di gran parte dei parlamentari attuali. Insomma all'epoca a nessuno sarebbe venuto in mente di di mettere le "radici cristiane" in una costituzione, cosa che invece oggi si discute di fare con quella europea. Immagina se invece di Togliatti, Nenni e De Gasperi ci fossero stati Berlusconi, Bersani, Bossi e Di Pietro a scrivere la costituzione, chissà che cosa ne sarebbe venuto fuori.
Infine ricordiamoci che il PCI sostenne il divorzio e l'aborto che è stata una scelta di laicità. Molti parlamentari del Pd invece sono tutt'ora antiabortisti.
Del resto la società è cambiata. Adesso sono veramente pochi quelli che vanno a messa la domenica.
riccardo uccheddu venerdì, 06 novembre, 2009
Sono (oltre che un gramsciano) anche un cristiano ma non mi sento minimamente rappresentato da persone che il cristianesimo non sanno neanche dove stia di casa.
Già Dante, nel Medioevo(!), aveva parlato di una distinzione di ambiti tra regno temporale e dimensione spirituale.
Cristo era stato chiarissimo, al riguardo: "Date a Dio ciò che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare."
Tradizione non significa niente: dai Romani, se non dagli etruschi, abbiamo avuto centinaia di tradizioni.
Tradizione per tradizione, allora il crocefisso sarebbe un simbolo appunto di tradizione italiana quanto il mandolino.
Come diceva Cristo: "E fructibus cognoscetis eos", li riconoscerete dai frutti.
I frutti di certa gente li vediamo bene: sfruttamento economico ("non dare la giusta mercede agli operai");
corruzione morale;
ambigui legami con la delinquenza organizzata; disprezzo per la cultura e la ricerca della verità;
rifiuto del valore dell'uguaglianza;
manipolazione delle coscienze;
esibizione di lusso e fama;
razzismo;...
Perciò, non penso d'essere blasfemo se a determinati personaggi dedico le parole di Totò e dico: "Ma fatemi il piacere!"
giudaballerino venerdì, 06 novembre, 2009
Ahimè, checché ne dicano, siamo in uno stato teocratico, altroché!
Pierprandi venerdì, 06 novembre, 2009
Purtroppo temo che non diventeremo mai un vero stato laico...Forse un giorno arriveremo a togliere i crocifissi dalle aule, ma l'alone vaticano rimarrà..
Daniele Verzetti il Rockpoeta lunedì, 09 novembre, 2009
Concordo sulla tua disamina e vorrei quindi soprattutto porre l'accento su quanti personaggi del PD sono ben poco laici..
Deriva laica.... qui sì che rido ancora di più a crepapelle!!!!

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