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Timestamp: 2018-03-20 02:29:27+00:00

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1 Università di Modena e Reggio Emilia SERVIZIO I AFFARI GENERALI, LEGALI E PROTOCOLLO DECRETO RETTORALE NR. 25 IL RETTORE VISTA la legge 19 settembre 1994, nr. 626, "Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655CEE, 89/656/CEE, 90/260/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro", modificata ed integrata ai sensi del D.Lgvo 19 marzo 1996, nr. 242; VISTO il D.M. dell'8/8/1998, nr. 363 "Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel D.lgvo 19/9/1994, nr. 626, e successive modificazioni ed integrazioni"; VISTE le delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, sedute del 24/3/1999, con le quali si approva il nuovo "Regolamento per l'attuazione della sicurezza e salute dei lavoratori dell'università di Modena e Reggio Emilia in ottemperanza dei DD.L.gvi 626/94, 242/96 e D.M. 363/98"; Articolo 1: E' emanato il nuovo DECRETA REGOLAMENTO PER L ATTUAZIONE DELLA SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA, IN OTTEMPERANZA DEI DD. LEGISLATIVI 626/94 e 242/96 E DEL DECRETO 363/98. Art. 1 CAMPO DI APPLICAZIONE 1. Il presente Regolamento si applica a tutti gli insediamenti dell Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ed a tutte le attività di didattica, di ricerca, di assistenza e di servizio, svolte dall Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Art. 2
2 DEFINIZIONI, SOGGETTI E CATEGORIE DI RIFERIMENTO Ai fini del presente Regolamento valgono le seguenti definizioni ed individuazioni: 1. Datore di lavoro 2. Struttura 1. Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore. 2. Nell Università di Modena e Reggio Emilia il datore di lavoro viene individuato nel Rettore. 1. Singola Struttura o raggruppamento di Strutture, dotata di poteri di spesa e di gestione. 2. Sono da intendersi come singole Strutture autonome: i Servizi amministrativi dell Amministrazione Centrale, le Presidenze di Facoltà, i Dipartimenti, i Centri, nonché ogni altra Unità organizzativa e/o amministrativa istituita dall'università, purché dotata di poteri di spesa e di gestione autonomi. 3. Luoghi di lavoro 1. I luoghi destinati a contenere posti di lavoro, ubicati all interno dell Università o di una Struttura universitaria, nonché ogni altro luogo nell area universitaria, comunque accessibile per il lavoro. 4. Laboratori 1. Nell ambito dei luoghi di lavoro, vengono individuati "laboratori" i luoghi o gli ambienti in cui si svolgono attività didattica, di ricerca o di servizio che comportano l'uso di macchine, di apparecchi ed attrezzature di lavoro, di impianti, di prototipi o di altri mezzi tecnici, ovvero di agenti chimici, fisici o biologici. 2. Sono considerati laboratori, altresì, i luoghi o gli ambienti ove si svolgono attività al di fuori dell'area edificata della sede - quali, ad esempio, campagne archeologiche, geologiche, marittime I laboratori si distinguono in laboratori di didattica, di ricerca, di servizio, sulla base delle attività svolte e, per ognuno di essi, considerata l'entità del rischio, vengono individuate specifiche misure di prevenzione e protezione, tanto per il loro normale funzionamento che in caso di emergenza, e misure di sorveglianza sanitaria. 5. Lavoratori 1. Per lavoratore si intende il personale docente, ricercatore, tecnico e amministrativo dipendente dell'università, si intende per lavoratore anche il personale non organicamente strutturato e quello degli Enti convenzionati, sia pubblici che privati, che svolge l'attività presso le Strutture dell'università, salva diversa determinazione convenzionalmente concordata, nonché gli studenti dei
3 corsi universitari, i dottorandi, gli specializzandi, i tirocinanti, i borsisti ed i soggetti ad essi equiparati, quando frequentino laboratori didattici, di ricerca o di servizio nei quali si faccia uso di macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici fisici e biologici e, in ragione dell'attività specificamente svolta, siano esposti a rischi individuati nel Documento di valutazione dei rischi lavorativi. 6. Responsabile dell attività didattica o di ricerca 1. Il soggetto che, individualmente o come coordinatore di gruppo, svolge attività didattiche o di ricerca in laboratorio. 7. Delegato del datore di lavoro alla sicurezza 1. Persona, o persone, incaricata di rappresentare il Rettore e di svolgere compiti, ad esso attribuiti e da questi delegabili, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sul luogo di lavoro. 2. Delegati del Rettore alla sicurezza, per l Università di Modena e Reggio Emilia, sono il Prorettore della sede di Modena ed il Prorettore della sede di Reggio Emilia, ognuno rispettivamente per la sede di competenza. 8. Responsabile di Struttura 9. Preposto 1. Il soggetto apicale della Struttura. 2. Sono Responsabili di Struttura i Direttori di Dipartimento, di Centri e Biblioteche ed il Direttore Amministrativo per i Servizi amministrativi centralizzati. 1. Sono individuati come preposti quei lavoratori che svolgono un attività che prevede il coordinamento, ai fini operativi, di personale dipendente e che non siano già stati individuati come Responsabili di Struttura e/o Responsabili dell attività di ricerca o didattica. 10. Sistema di prevenzione dell Università 1. Insieme di Servizi e figure professionali che svolgono, istituzionalmente, o formalmente incaricati, compiti inerenti la prevenzione e la protezione in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. 2. Il Sistema di prevenzione dell Università si articola nelle seguenti Strutture: Servizio di prevenzione e protezione, Servizio di Medicina del lavoro, Esperti qualificati. 3. Il Sistema di prevenzione dell Università è in staff al datore di lavoro. 11. Servizio di prevenzione e protezione
4 1. Servizio costituito dall insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi, interni o esterni all Ateneo, finalizzati allo svolgimento dei compiti di cui all art. 9 del D.Lgs. 626/ Le persone che prestano la loro attività presso il Servizio di prevenzione e protezione, sono denominate: Addetti del Servizio. 3. Gli Addetti al Servizio di prevenzione e protezione sono designati dal Rettore, sentito il Responsabile del Servizio stesso e previa consultazione con i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. 4. Gli Addetti al Servizio di prevenzione e protezione vengono individuati all interno dell organico dell Ateneo. 5. Il Servizio di prevenzione e protezione è unità funzionale del Sistema di prevenzione dell Università. 12. Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione 1. Persona designata dal Rettore, con capacità ed attitudini adeguate, che ha la responsabilità dello svolgimento dei compiti di cui all art, 9 del D. Lgs. 626/ Servizio di Medicina del lavoro 1. Il Servizio di Medicina del lavoro è la sede del Medico competente e del Medico autorizzato. 2. Il Servizio di Medicina del lavoro è unità funzionale del Sistema di prevenzione dell Università 3. Compito del Servizio di Medicina del lavoro è di provvedere alla Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori universitari ed a quanto previsto al successivo punto 7 dell articolo Il Coordinatore del Servizio di Medicina del lavoro è nominato dal Rettore. 14. Medico competente 1. Medico responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti, durante la loro attività lavorativa, ad agenti fisici, chimici o biologici. 2. Il Medico competente è in possesso di uno dei titoli previsti nell art. 2, comma d, D. Lgs. 626/ Il Medico competente è nominato dal Rettore, di norma è individuato tra docenti e ricercatori del raggruppamento scientifico disciplinare F22C (Medicina del lavoro), previo loro consenso. 15. Medico autorizzato
5 1. Medico responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, la cui qualificazione e specializzazione sono riconosciute secondo le procedure e le modalità stabilite nel D. Lgs. 230/ Il Medico autorizzato è nominato dal Rettore. 16. Coordinatore del Servizio di Medicina del lavoro 1. Persona designata dal Rettore, con capacità ed attitudini adeguate, che ha il compito di coordinare le attività del Medico competente e del Medico autorizzato. 17. Sorveglianza sanitaria 1. L insieme delle visite mediche e delle indagini specialistiche e di laboratorio, dei provvedimenti sanitari adottati dal medico, mirati al rischio, al fine di garantire la protezione sanitaria dei lavoratori. 2. La Sorveglianza sanitaria è effettuata nei casi previsti dalle normative vigenti, essa prevede: a) accertamenti preventivi intesi a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati, ai fini della valutazione della loro idoneità alla mansione specifica; b) accertamenti periodici per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. 3. Nell Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia la Sorveglianza sanitaria, agli aventi diritto, è assicurata dal Medico competente e dal Medico autorizzato, secondo le rispettive competenze e le specifiche attribuzioni. 18. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Persona, ovvero persone, individuate fra tutto il personale di ruolo (docente, ricercatore e tecnico amministrativo), secondo modalità fissate in sede di Contrattazione decentrata. 2. Il numero dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza può essere integrato dalle Rappresentanze studentesche; i criteri e le modalità sono definiti in sede di Contrattazione decentrata. 19. Addetto locale per la prevenzione 1. Persona che, nell ambito di una Struttura, oltre alle normali mansioni attribuitegli nell organigramma della Struttura stessa, svolge compiti di tipo attivo nell attuazione delle misure di prevenzione e protezione. 2. L attività dell Addetto locale è di supporto al Responsabile della Struttura ed è funzionale al Sistema di prevenzione dell Università. 20. Esperto qualificato
6 1. Persona che, in materia di radiazioni ionizzanti, possiede le cognizioni e l addestramento necessari sia per effettuare misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico o radiotossicologico, sia per assicurare il corretto funzionamento dei dispositivi di protezione, sia per fornire tutte le altre indicazioni e formulare provvedimenti atti a garantire la sorveglianza fisica della protezione dei lavoratori della popolazione. La sua qualificazione è riconosciuta secondo le procedure stabilite nel D. Lgs. 230/ Prevenzione 1. Il complesso delle disposizioni o misure, adottate o previste, in tutte le fasi dell attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali, nel rispetto della salute della popolazione e dell integrità dell ambiente esterno 22. Documento di valutazione dei rischi lavorativi 1. Il Rettore, con la collaborazione del Servizio di prevenzione, del Servizio di Medicina del lavoro, dei Responsabili di Struttura e dei Responsabili dell attività didattica o di ricerca in laboratorio, valuta, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. 2. All esito della valutazione di cui al primo comma, il Rettore con la collaborazione del Servizio di prevenzione, elabora il Documento di valutazione dei rischi lavorativi. 3. Il Documento di valutazione dei rischi lavorativi contiene: a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione di cui alla lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento, nel tempo, dei livelli di sicurezza. 23. Misure generali di tutela 1. Le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori sono: a) valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza; b) eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non sia possibile, loro riduzione al minimo; c) riduzione dei rischi alla fonte;
7 d) programmazione della prevenzione mirando ad un complesso che integra in modo coerente, nella prevenzione, le condizioni tecniche produttive ed organizzative dell Università nonché l influenza dei fattori dell ambiente di lavoro; e) sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; f) rispetto dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, anche per attenuare il lavoro monotono e ripetitivo; g) priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; h) limitazione al massimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; i) utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici, sul luogo di lavoro; j) controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi specifici; k) allontanamento del lavoratore dall esposizione a rischio, per motivi sanitari inerenti la sua persona; l) misure di protezione collettiva ed individuale; m) misure igieniche; n) misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato; o) uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; p) regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ed impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alle indicazioni dei fabbricanti; q) informazione, formazione, consultazione e partecipazione dei Rappresentanti dei lavoratori, sulle questioni riguardanti la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro; r) istruzioni adeguate ai lavoratori. 24. Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi 1. Il Rettore direttamente, o tramite il Servizio di prevenzione e protezione, indice almeno una volta all anno una riunione cui partecipano: a) il Rettore o suo delegato;
8 b) il Responsabile e gli Addetti del Servizio di prevenzione e protezione; c) il Medico competente; d) i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. 2. Nel corso della riunione il Rettore sottopone all esame dei partecipanti: a) il Documento di valutazione dei rischi lavorativi; b) l idoneità dei mezzi di protezione individuale; c) i programmi di informazione e formazione dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute. 3. La Riunione ha altresì luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e l introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori. 4. Della riunione deve essere redatto verbale che è tenuto a disposizione dei partecipanti per la sua consultazione. 25. Registro infortuni 1. Registro sul quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un assenza dal lavoro di almeno un giorno. 2. Nel Registro infortuni sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell infortunato, le cause e le circostanze dell infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. 3. Il Registro, debitamente compilato, è conservato presso i Servizi III e IV dell Amministrazione centrale, a disposizione dell Organo di vigilanza. 26. Procedura di sicurezza 1. Documento ufficiale che indica dettagliatamente le azioni da compiere, le misure e le cautele da adottare per realizzare un determinato fine, le persone responsabili, i mezzi da utilizzare nonché la corretta sequenza logico-temporale delle azioni descritte. 2. Le Procedure di sicurezza, per ogni singola attività lavorativa potenzialmente pericolosa, devono essere redatte dal Responsabile dell attività stessa, con l eventuale collaborazione del Servizio di prevenzione. 27. Referente di zona 1. Persona designata per collaborare alla gestione di situazioni di emergenza, occorse nei luoghi di lavoro di pertinenza dell Università.
9 1. Rettore 2. Il Referente di zona è individuato dal Direttore della Struttura ed è formalmente incaricato a svolgere l incarico. 28. Personale d appoggio 1. Persone che, in caso di emergenza, hanno l incarico di occuparsi della incolumità fisica di altre persone eventualmente presenti nella Struttura e non perfettamente autonome. Art. 3 OBBLIGHI ED ATTRIBUZIONI 1. Obblighi indelegabili del Rettore in quanto datore di lavoro e quale Presidente del Consiglio di amministrazione dell'università, previa consultazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sono: a) la Valutazione del rischio per tutte le attività universitarie, ad eccezione di quelle svolte in regime di convenzione con Enti esterni e per le quali sia stato individuato altro datore di lavoro, così come previsto nell'art. 8 del presente Regolamento. Per quanto attiene alle attività specificamente connesse con la libertà di insegnamento o di ricerca che direttamente diano o possano dare origine a rischi, la responsabilità relativa alla valutazione spetta, in via concorrente, al Rettore, al Responsabile di Struttura ed al Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio; b) l acquisizione da un Esperto qualificato, prima dell inizio delle attività, una relazione scritta contenente le valutazioni e le indicazioni di radioprotezione inerenti alle attività stesse. A tal fine il Rettore fornisce all Esperto qualificato i dati, gli elementi e le informazioni necessarie. La relazione costituisce parte integrante del Documento di valutazione dei rischi lavorativi, per gli aspetti concernenti i rischi da radiazioni ionizzanti; c) la elaborazione del Documento di valutazione dei rischi lavorativi, con la collaborazione del Servizio di prevenzione e protezione, del Servizio di Medicina del lavoro, dei Responsabili di Struttura e dei Responsabili delle attività didattiche o di ricerca in laboratorio; d) la rielaborazione del Documento di valutazione dei rischi lavorativi in occasione di modifiche del processo produttivo significative ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori; e) assicurare che la Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi venga effettuata; f) la presentazione periodica al Consiglio di Amministrazione, per le determinazioni di competenza, del Piano di realizzazione progressiva degli adeguamenti relativi alle Misure generali di tutela, che tenga conto delle risultanze della Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi;
10 g) la designazione degli Addetti al Servizio di prevenzione e protezione, cui assegnare i compiti di cui all'art. 9 del D.Lgs. 626/94; 2. Il Rettore ha l obbligo di: a) designare il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione e di comunicarne il nominativo all Ispettorato del lavoro ed alla Ausl territorialmente competente; b) nominare del Medico competente e del Medico autorizzato, secondo quanto previsto dai DD. Lgs.vi n. 626/94 e 230/95; nel caso di nomina di più medici, ad attribuire ad uno di essi il compito di coordinamento dei medici incaricati, dotando il Servizio di Medicina del lavoro delle risorse necessarie, sia umane che finanziarie; c) nominare l Esperto qualificato, secondo quanto previsto dall articolo 77 del D. Lgs. 17 marzo 1995, n. 230, e comunicazione del suo nominativo all Ispettorato provinciale del lavoro competente per territorio; nel caso di nomina di più Esperti qualificati, ad attribuire ad uno di essi il compito di coordinamento degli Esperti qualificati, dotando il Servizio dell Esperto Qualificato delle risorse necessarie, sia umane che finanziarie; 3. Il Rettore deve: a) allontanare immediatamente dal lavoro comportante esposizione a rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici, chimici e/o biologici i lavoratori che alla visita medica risultino, a giudizio del Medico competente o del Medico autorizzato, non idonei; b) vigilare affinché, nella stipula di convenzioni ed accordi con gli Enti ed Istituzioni che collaborano con l'università di Modena e Reggio Emilia, venga garantita la sicurezza e la salute del personale universitario. 4. Il Rettore può: a) proporre al Consiglio di Amministrazione l emanazione di eventuali regolamenti specifici o disposizioni, in materia di sicurezza, per le singole o per la totalità delle Strutture universitarie, sentito il parere del Prorettore in qualità di delegato del Rettore alla sicurezza; b) curare l'avvio dei procedimenti, nei confronti del personale docente e ricercatore, per l'adozione dei relativi provvedimenti disciplinari, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia. c) nominare il Coordinatore del Servizio di Medicina del lavoro. 5. Il Rettore svolge tutte le altre funzioni, non previste nei precedenti commi, attribuitegli dalla legge e che non abbia espressamente delegato. 2. Delegato del Rettore alla sicurezza
11 1. Il Prorettore svolge le funzioni, in materia di sicurezza, a lui delegate dal Rettore, indicate nei successivi commi. 2. Al Prorettore spetta la negoziazione annuale delle risorse umane e finanziarie, sulla base degli obiettivi dei Servizi del Sistema di prevenzione dell Università. 3. Il Prorettore è tenuto a: a) fornire al Servizio di prevenzione e protezione ed al Servizio di Medicina del lavoro informazioni in merito a: I. la natura dei rischi; II. l organizzazione del lavoro, la programmazione e l attuazione delle misure preventive e protettive; III. la descrizione degli impianti e dei processi produttivi; IV. le prescrizioni dell Organo di vigilanza. b) fornire ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: I. le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze ed i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali; II. le informazioni provenienti dai Servizi di vigilanza; III. una formazione particolare ed adeguata, in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia di sicurezza e salute ed i rischi specifici esistenti nell Università, tale da assicurare loro adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi. c) sulla base delle risultanze del Documento di valutazione dei rischi lavorativi, provvedere affinché gli ambienti di lavoro in cui sussistano rischi per i quali sia prevista apposizione di apposita segnaletica, vengano individuati, delimitati, segnalati, classificati in zone e che l accesso ad essi sia adeguatamente regolamentato; d) proporre al Consiglio di Amministrazione la nomina delle figure professionali, eventualmente necessarie, per gli adempimenti di legge; e) proporre al Rettore l emanazione di eventuali regolamenti specifici o disposizioni, in materia di sicurezza, per le singole o per la totalità delle Strutture universitarie, sentito il parere del Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione e del Coordinatore del Servizio di Medicina del lavoro, nei casi in cui sia prevista la sorveglianza sanitaria.
12 4. Al Prorettore, previa consultazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, compete: a) individuare e proporre al Rettore gli addetti al Servizio di prevenzione e protezione, cui assegnare i compiti istituzionali; b) la nomina, su individuazione dei Direttori delle Strutture, dei lavoratori che, operando direttamente nelle Strutture, siano incaricati di attuare le misure di sicurezza (es. Addetti locali per la prevenzione, Referenti di zona, Personale d appoggio); 5. Il Prorettore inoltre deve: a) attivarsi affinché il Servizio di prevenzione ed il Servizio di Medicina del lavoro siano dotati delle risorse necessarie, sia in termini di numero di componenti che di mezzi e tempo, per poter svolgere l attività istituzionale ed i compiti accessori eventualmente assegnatigli; b) vigilare sulla realizzazione dei programmi di attuazione delle misure contenute nel documento di valutazione dei rischi lavorativi; c) vigilare sulle attività di aggiornamento del personale ai fini della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro; 3. Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio 1. Il Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio, nello svolgimento della stessa e ai fini della valutazione del rischio e dell'individuazione delle conseguenti misure di prevenzione e protezione, collabora con il Servizio di prevenzione e protezione, con il Servizio di Medicina del lavoro e con le altre figure previste dalla vigente normativa. 2. Il Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio, all'inizio di ogni anno accademico, prima di iniziare nuove attività e in occasione di cambiamenti rilevanti dell'organizzazione della didattica o della ricerca, identifica tutti i soggetti esposti a rischio. 3. In particolare il Responsabile della attività didattica o di ricerca, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze, deve: a) attivarsi al fine di eliminare o ridurre al minimo i rischi in relazione alle conoscenze del progresso tecnico, dandone preventiva ed esauriente informazione al Rettore; b) attivarsi, in occasione di modifiche delle attività significative per la salute e per la sicurezza degli operatori, affinché venga aggiornato il Documento di valutazione dei rischi; c) adottare le misure di prevenzione e protezione, prima che le attività a rischio vengano poste in essere;
13 d) attivarsi per la vigilanza sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi; e) frequentare i corsi di formazione ed aggiornamento organizzati dal Rettore, con riferimento alla propria attività ed alle specifiche mansioni svolte. 4. Formazione ed informazione a) Ferme restando le attribuzioni di legge del Rettore, in materia di formazione ed informazione dei lavoratori, anche il Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio, nell'ambito delle proprie attribuzioni, provvede direttamente, o avvalendosi di un qualificato collaboratore, alla formazione ed informazione di tutti i soggetti esposti sui rischi e sulle misure di prevenzione e protezione che devono essere adottate, al fine di eliminarli o ridurli al minimo in relazione alle conoscenze del progresso tecnico, dandone preventiva ed esauriente informazione al Rettore. b) Il Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio è tenuto altresì ad informare tutti i propri collaboratori sui rischi specifici connessi alle attività svolte e sulle corrette misure di prevenzione e protezione, sorvegliandone e verificandone l'operato, con particolare attenzione nei confronti degli studenti e dei soggetti ad essi equiparati. 5. Per quanto non espressamente specificato nel presente Regolamento, il Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio, in riferimento all attività svolta nei laboratori di didattica o di ricerca di sua competenza, deve attenersi agli adempimenti imposti, dalla normativa vigente, ai dirigenti ovvero ai preposti. 4. Responsabile di Struttura 1. Il Responsabile di Struttura risponde della corretta gestione delle attività della Struttura che gestisce e dell'assolvimento dei compiti amministrativi e tecnici individuati dalla normativa, dai Regolamenti vigenti e dallo Statuto; egli è tenuto all'osservanza delle Misure generali di tutela previste e, in relazione alla natura dell'attività della Struttura, egli deve valutare, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. 2. Sono inoltre a carico del Responsabile di Struttura: a) il coordinamento delle attività dei laboratori di didattica e di ricerca; b) la valutazione, prima che l attività di didattica o di ricerca in laboratorio venga posta in essere, in collaborazione con i relativi Responsabili di laboratorio, se l attività di cui trattasi è compatibile con la struttura, gli impianti di cui è dotata e le eventuali altre attività già in esercizio nei laboratori presenti nella Struttura o nell edificio, qualora il plesso sia sede di più Strutture.
14 c) l attuazione delle misure di sicurezza; d) l adozione delle misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, siano necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro; e) il controllo preventivo su macchine ed attrezzi prima che tali strumenti siano utilizzati dai lavoratori; f) l emanazione di Ordini di servizio e Procedure di sicurezza, quanto più articolati e analitici, per la migliore effettuazione del lavoro in sicurezza; 3. Il Responsabile di Struttura ha potere censorio nei confronti di quelle attività che risultassero incompatibili o non adeguatamente sostenibili dalla Struttura e dalla struttura. 4. Il Responsabile di Struttura ha l onere dell attività di vigilanza e di controllo sull'operato dei Responsabili delle attività di didattica o di ricerca in laboratorio, per i compiti loro assegnati dalle normative vigenti e dal presente Regolamento, e su tutti gli altri lavoratori afferenti alla Struttura; 5. Il Responsabile di Struttura ha l onere: a) dell informazione ai lavoratori sui rischi specifici cui sono esposti e sulle norme essenziali di prevenzione, anche mediante affissione, negli ambienti di lavoro, di estratti delle norme di sicurezza, o nei casi in cui non sia possibile l'affissione, con altri mezzi; b) che venga effettuata la formazione dei lavoratori, ivi compresi studenti ed assimilati, per il miglioramento delle condizioni di sicurezza durante le fasi di lavoro. c) di coordinarsi con il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, con il Medico competente, con i Rappresentanti dei lavoratori e con i Servizi dell'amministrazione, per quanto di competenza. 6. In particolare il Responsabile di Struttura deve: a) in occasione di modifiche del processo produttivo, significative per la salute e sicurezza degli operatori, attivarsi affinché venga elaborato il Documento di valutazione dei rischi, sulla base della valutazione dei rischi compiuta dal Responsabile della attività didattica o di ricerca, in collaborazione con il Servizio di prevenzione e con il Servizio di Medicina del lavoro, ed attuare il programma di realizzazione delle misure di prevenzione e protezione, prima che le attività a rischio vengano poste in essere; b) evitare di porre in essere attività che possano comportare rischio, prima che siano attuate tutte le misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa e dalle presenti disposizioni;
15 5. Preposto c) individuare e proporre al Prorettore la nomina di uno o più Addetti locali al Servizio di prevenzione e protezione, interni alla Struttura, fornendo agli stessi le risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti; d) effettuare le comunicazioni di infortunio agli Organi competenti secondo le disposizioni di legge e le prescrizioni dell Amministrazione. 7. Per quanto non espressamente specificato nel presente Regolamento e per gli adempimenti relativi alla materia in oggetto, il Responsabile di Struttura, in riferimento alla globalità della Struttura diretta, si configura come "dirigente". 1. Il Preposto deve fornire ai lavoratori informazioni sui rischi specifici cui sono esposti e sulle norme essenziali di prevenzione. 2. E compito del Preposto vigilare affinché siano applicate le procedure di sicurezza previste per le operazioni potenzialmente pericolose. 3. Il Preposto deve esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi loro a disposizione. 4. Il Preposto ha l obbligo di richiamare quei lavoratori che non si attengano alle disposizioni vigenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro e, in caso di comportamenti illeciti reiterati egli ha l onere di segnalare i nominativi dei lavoratori inadempienti al Responsabile della Struttura. 6. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione 1. Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, in collaborazione con i Responsabili di Struttura, con i Responsabili delle attività di didattica o di ricerca in laboratorio e con il Servizio di Medicina del lavoro, provvede: a) all'individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all'individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione universitaria; b) ad elaborare, per quanto di competenza, un documento contenente l individuazione delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale, conseguenti alla valutazione dei rischi ed i sistemi di controllo di tali misure; c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; d) fornire a ciascun lavoratore un adeguata informazione su: I. i rischi per la sicurezza e la salute connessi all attività dell Università in generale; II. le misure e le attività di prevenzione e protezione adottate;
16 III. i rischi specifici cui è esposto in relazione all attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni dell Amministrazione in materia; IV. i pericoli connessi all uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; V. le procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio e l evacuazione dei lavoratori; VI. il Sistema di prevenzione dell Università. 2. E compito del Responsabile Servizio di prevenzione e protezione: a) proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; b) partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza: Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi; 3. Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, d accordo con il Coordinatore del Servizio di Medicina del lavoro, può proporre al Rettore di emanare norme e regolamenti specifici riguardanti la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro presso l Università di Modena e Reggio Emilia. 4. Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione è tenuto al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui venga a conoscenza nell'esercizio della sua funzione. 5. Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione svolge il ruolo di consulente, per il Rettore e per le Strutture, nel settore della sicurezza e prevenzione. 6. Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione fa parte del Sistema di prevenzione dell Università 7. Medico competente: 1. Il Medico competente esercita le proprie funzioni all interno del Servizio di Medicina del lavoro. 2. Il Medico competente: a) collabora con il Rettore e con il Servizio di prevenzione, sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione dell'università ovvero delle Strutture e delle situazioni di rischio, alla predisposizione dell'attuazione delle misure per la tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori; b) effettua gli accertamenti sanitari preventivi intesi a constatare l assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati, ai fini della valutazione della loro idoneità alla mansione specifica e gli accertamenti
17 sanitari periodici per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica; c) esprime i giudizi di idoneità alla mansione specifica al lavoro; d) istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilità, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso i Servizi III e IV, dell Amministrazione centrale, con salvaguardia del segreto professionale; e) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta l'esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; f) informa ogni lavoratore interessato dei risultati degli accertamenti sanitari di cui alla lettera b) e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria; g) comunica, in occasione delle Riunioni periodiche, ai Rappresentanti per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati; h) visita gli ambienti di lavoro e partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini delle valutazioni e dei pareri di competenza; i) fatti salvi i controlli sanitari di cui alla lettera b), effettua le visite mediche richieste dal lavoratore qualora tale richiesta sia correlata ai rischi professionali; j) collabora alla predisposizione del servizio di primo soccorso; k) collabora all'attività di formazione e informazione dei lavoratori sui rischi lavorativi. 3. Il Medico competente può avvalersi, per motivate ragioni, della collaborazione di medici specialisti scelti dal Rettore che ne sopporta gli oneri. 4. Qualora il Medico competente, a seguito degli accertamenti, esprima un giudizio sull'inidoneità parziale o temporanea o totale del lavoratore, ne informa per iscritto il Rettore ed il lavoratore. 5. Il Medico competente è tenuto al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui venga a conoscenza nell'esercizio della sua funzione. 8. Medico autorizzato.
18 1. Il Medico autorizzato esercita le proprie funzioni all interno del Servizio di Medicina del lavoro. 2. Il Medico autorizzato ha l obbligo di effettuare la sorveglianza medica dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, così come previsto dal D. Lgs. 17 marzo 1995, n Esperto qualificato. 1. L Esperto qualificato, nell esercizio della sorveglianza fisica per conto del Rettore deve: a) effettuare la valutazione di radioprotezione ai sensi del D. Lgs. 230/95, art. 61 e dare indicazioni al rettore nell attuazione dei compiti di sua competenza. b) effettuare l esame e la verifica delle attrezzature, dei dispositivi e degli strumenti di protezione, ed in particolare: I. procedere all esame preventivo e rilasciare il relativo benestare, dal punto di vista della sorveglianza fisica, dei progetti di installazione che comportano rischi di esposizione, dell ubicazione delle medesime all interno della struttura in relazione a tali rischi, nonché delle modifiche alle installazioni le quali implicano rilevanti trasformazioni delle condizioni, dell uso e della tipologia delle sorgenti; II. effettuare una prima verifica, dal punto di vista della sorveglianza fisica, di nuove installazioni e delle eventuali modifiche apportate alle stesse; III. eseguire la verifica periodica dell efficacia dei dispositivi e delle tecniche di radioprotezione; IV. effettuare la visita periodica delle buone condizioni di funzionamento degli strumenti di misurazione; c) effettuare una sorveglianza ambientale di radioprotezione nelle zone controllate e sorvegliate; d) procedere alla valutazione delle dosi e delle introduzioni di radionuclidi relativamente ai lavoratori esposti; e) assistere, nell ambito delle proprie competenze, il Rettore nell individuazione e nell adozione delle azioni da compiere in caso di incidente f) comunicare per iscritto al Medico autorizzato, almeno ogni sei mesi, le valutazioni delle dosi ricevute o impegnate dai lavoratori di categoria A e con periodicità almeno annuale, al medico addetto alla sorveglianza medica, quelle relative agli altri lavoratori esposti. In caso di esposizioni accidentali o di emergenza, la comunicazione delle valutazioni basate sui dati disponibili deve essere immediata e, ove necessario, tempestivamente aggiornata.
19 2. Per quanto non espressamente specificato nel presente Regolamento, l Esperto qualificato deve attenersi agli adempimenti impostigli dalla normativa vigente. 3. L Esperto qualificato fa parte del Sistema di prevenzione dell Università. 10. Servizio di prevenzione e protezione 1. Il Servizio di prevenzione e protezione è utilizzato dal Rettore, dai Responsabili di Struttura, dai Responsabili dell attività didattica o di ricerca. 2. Gli Addetti del Servizio di prevenzione e protezione collaborano con il Responsabile del Servizio stesso nell espletamento dei compiti previsti dalle normative. 3. Il Servizio di prevenzione si occupa, anche, della protezione dell ambiente. 4. Il Servizio di prevenzione si occupa, anche, della gestione dei rifiuti speciali prodotti nelle Strutture: contratti di smaltimento, rapporti con gestori, rapporti con le Autorità competenti e gli Organi di vigilanza, formulazione di linee d indirizzo e redazione di procedure. 5. Gli Addetti del Servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell esercizio delle funzioni espletate. 6. Il Servizio di prevenzione e protezione fa parte del Sistema di prevenzione dell Università. 11. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla Valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell Università; c) è consultato sulla designazione degli Addetti al Servizio di prevenzione; d) è consultato in merito all organizzazione dei Corsi di formazione per la prevenzione incendi, la lotta antincendio, l evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e della gestione dell emergenza in generale; e) promuove l elaborazione, l individuazione e l attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l integrità fisica dei lavoratori; f) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle Autorità competenti;
20 g) partecipa alla Riunione periodica; h) fa proposte in merito all attività di prevenzione; i) avverte il Rettore dei rischi individuati nel corso della sua attività; j) può fare ricorso alle Autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi, adottate dal Rettore, ed i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro; k) ha accesso, per l espletamento della sua funzione, al Documento di valutazione dei rischi lavorativi l) ha accesso, per l espletamento della sua funzione, al Registro degli infortuni sul lavoro; m) può chiedere la convocazione di un apposita Riunione periodica; n) i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell esercizio delle funzioni espletate. 12. Sistema di prevenzione dell Università 1. Le figure professionali ed i Servizi che compongono il Sistema di prevenzione dell Università hanno il compito di assolvere, ognuno per gli aspetti relativi alle proprie competenze, gli adempimenti relativi alla igiene e sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro. 2. Il Sistema di prevenzione dell Università, per particolari argomenti connessi alla sicurezza ed all igiene del lavoro, può avvalersi della collaborazione di consulenti interni e/o esterni all Ateneo. 13. Addetto locale per la prevenzione 1. L Addetto locale per la prevenzione, compatibilmente con le attività di pertinenza svolte all interno della Struttura di afferenza, svolge compiti inerenti la prevenzione, questi ultimi in accordo con le direttive del Sistema di prevenzione dell Università. 14. Direttore Amministrativo 1. Al Direttore amministrativo, per i Servizi di sua competenza, spettano tutti i compiti assegnati ai Responsabili di Struttura. 2. Al Direttore amministrativo, inoltre, compete: a) presenziare (personalmente o tramite delegato) alla Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi;
21 15. Lavoratori b) assicurare al Sistema di prevenzione dell Università, la collaborazione dei vari Servizi dell Amministrazione centrale e la disponibilità delle competenze presenti nei diversi Uffici; c) curare l'aggiornamento del Registro degli infortuni a seguito di segnalazione dei Responsabili delle Strutture; d) fornire al Servizio di prevenzione, al Medico competente ed ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i dati del Registro degli infortuni e delle malattie professionali; e) assicurare che il Sistema di prevenzione dell Università sia dotato di sufficienti risorse, sia in termini di unità di personale che di budget di spesa, sia rendendo immediatamente attuative le disposizioni del Prorettore che per quanto di propria competenza; f) curare l'avvio dei procedimenti, nei confronti del personale tecnicoamministrativo, per l'adozione dei relativi provvedimenti disciplinari, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia. 1. Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone, presenti sul luogo di lavoro, su cui potrebbero ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione ad alle istruzioni ed ai mezzi fornitigli dal Rettore e/o dal Responsabile di Struttura e/o, eventualmente, dal Responsabile delle attività di didattica o di ricerca in laboratorio. 2. In particolare i lavoratori devono: a) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal Rettore, dal Responsabile di Struttura e, eventualmente, dal Responsabile delle attività di didattica o di ricerca in laboratorio, ai fini della protezione collettiva ed individuale; b) utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza; c) utilizzare in modo appropriato i dispositivi messi a loro disposizione; d) segnalare immediatamente al Responsabile delle attività di didattica o di ricerca in laboratorio, al Responsabile di Struttura o al Rettore, le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui ai punti precedenti, nonché le eventuali altre condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
22 e) non rimuovere o modificare, senza autorizzazione, i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; f) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non siano di loro competenza, ovvero che possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; g) sottoporsi ai controlli sanitari; h) contribuire, insieme al Rettore, al Responsabile di Struttura ed, eventualmente, al Responsabile delle attività di didattica o di ricerca in laboratorio, all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro. 3. Il personale tecnico-amministrativo, inoltre, è tenuto a collaborare con diligenza osservando le disposizioni per l esecuzione e la disciplina del lavoro, impartite dall Amministrazione universitaria in relazione alle norme vigenti in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro, così come previsto dalle disposizioni vigenti in materia. Art. 4 RAGGRUPPAMENTO DI STRUTTURE 1. Qualora due o più Strutture fruiscano di locali comuni, la gestione di questi ultimi, al fine di garantire la sicurezza e la salute degli operatori sul luogo di lavoro, dovrà essere affidata ad un unico Responsabile cui viene attribuita la competenza per la prevenzione, la protezione e per il coordinamento, al fine del rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa vigente e dalle presenti disposizioni. 2. Qualora due o più Strutture, pur non avendo spazi in comune, ritengano opportuno addivenire ad una gestione comune della sicurezza, i singoli Responsabili delle medesime propongono al Rettore il raggruppamento delle Strutture interessate. 3. Il nominativo del Responsabile coordinatore, di cui sopra, deve essere comunicato al Rettore. 4. I Responsabili di Struttura sono tenuti ad armonizzare le proprie attività collaborando attivamente con il Responsabile coordinatore. Tutti sono tenuti a conformarsi agli obblighi di legge e ad uniformarsi alle disposizioni impartite dal Rettore tramite i Servizi del Sistema di prevenzione dell Università. Art. 5 COMUNICAZIONE NUOVE ATTIVITA 1. Le Strutture di nuova istituzione che dovessero porre in atto attività comportanti rischio lavorativo debbono darne preventiva comunicazione al Rettore,
23 conformandosi agli obblighi di legge e predisponendo quanto previsto ai fini della sicurezza e salute sul luogo di lavoro, prima di porre in essere le predette attività. Art. 6 COMPETENZE SERVIZI AMMINISTRAZIONE CENTRALE 1. Il Rettore, per ottimizzare la gestione della sicurezza, si avvale dei Servizi dell'amministrazione Centrale per le competenze che sono loro proprie; il Rettore, inoltre, può attribuire a detti Servizi incarichi supplementari specifici quali: compiti ispettivi, di vigilanza interna, nonché di pronto intervento, se del caso. 2. I Servizi dell Amministrazione centrale, al fine di poter erogare un servizio puntuale, efficiente ed efficace, debbono essere adeguatamente dotati delle risorse necessarie. 3. I Responsabili dei Servizi dell'amministrazione Centrale devono fornire la massima collaborazione al Responsabile del Servizio di prevenzione ed al Servizio di Medicina del lavoro; essi devono coordinare le proprie attività tra di loro, nel rispetto delle rispettive competenze. 4. Ai fini del presente Regolamento, le competenze dei Servizi dell'amministrazione centrale sono individuate, a titolo esemplificativo e non esaustivo: a) Servizio VIII - Tecnico: I. agibilità e conformità degli edifici, ivi comprese le barriere architettoniche e l ergonomia; II. impianti elettrici; III. prevenzione incendi (esami progetto e CPI); IV. gestione dei contratti e lavori in appalto (anche ai sensi art. 7 D.Lgs 626/94); V. manutenzione impianti, compresi quelli tecnologici; VI. attuazione delle misure e delle opere di cui al Documento di valutazione dei rischi lavorativi (con esclusione di quelle a carico dei Responsabili di Struttura); VII. gestione del contratto di smaltimento rifiuti urbani ed assimilabili; VIII. gestione contratti in appalto per la pulizia dei locali; IX. gestione calore; X. gestione impianti di sicurezza

References: Articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 art. 9
 art. 2
 Art. 3
 articolo 77
 art. 61
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 art. 7