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Regolamento commercio (DPGR 1/4/2009, n. 15/R)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 1 aprile 2009, n. 15/R
Regolamento di attuazione della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzionedi carburanti).
Art. 1 Oggetto e definizioni (articolo 3 l.r. 28/2005)
Art. 2 Contenuti delle domande di autorizzazione, delle dichiarazioni di inizio di attività e dellecomunicazioni (articoli 22, comma 1, lett.a), b), l), m); 25, comma 2; 31, comma 2; 43, comma 2; 55,comma 2, l.r. 28/2005)
Art. 3 Autorizzazione ed attività dei centri di assistenzatecnica (articolo 10, comma 5, l.r. 28/2005)
Art. 4 Albi e mappe delle attività di interesse storico, ditradizione e di tipicità (articolo 99,comma 2, l.r. 28/2005)
Art. 5 Commissione per l’osservatorio regionale sulcommercio (articolo 100, comma 5, l.r. 28/2005)
Titolo II CONCERTAZIONE LOCALE
Capo I Modalità per la concertazione locale
Art. 6 Modalità di effettuazione della concertazione locale (articolo 22, comma 1, lettera k), l.r. 28/2005)
Art. 7 Modalità di effettuazione della concertazione per le aperture domenicali e festive degli esercizicommerciali in sede fissa (articoli 22,comma 1, lettera k) e 80,comma 6, l.r. 28/2005)
Titolo III COMMERCIO IN SEDE FISSA
Capo I Disposizioni per le medie strutture di vendita
Art. 8 Dimensioni delle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005)
Art. 9 Indirizzi per la programmazione delle mediestrutture di vendita (articolo 22, comma 1,lettera g), l.r. 28/2005)
Art. 10 Autorizzazione dovuta alle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera h), l.r. 28/2005)
Capo II Strutture di vendita in forma aggregata
Art. 11 Strutture di vendita in forma aggregata (articoli 4, comma 2, lettera b) e 22, l.r. 28/2005)
Capo III Disposizioni per le grandi strutture di vendita
Sezione I Dimensioni, tipologie, caratteristiche e programmazione delle grandi strutture di vendita
Art. 12 Dimensioni e tipologie delle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005)
Art. 13 Elementi di qualità e di prestazione delle grandi strutturedi vendita (articolo 22, comma 1, lettera i), l.r. 28/2005)
Art. 14 Programmazione delle grandi strutture di vendita(articolo 22, comma 1, lettera g), l.r. 28/2005)
Sezione II Procedura per il rilascio dell’autorizzazione allegrandi strutture di vendita
Art. 15 Presentazione della domanda e istruttoria comunale (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005)
Art. 16 Istruttoria regionale (articolo 22, comma 1,lettera c), l.r. 28/2005)
Art. 17 Convocazione della conferenza di servizi (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005)
Art. 18 Conferenza di servizi (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005)
Art. 19 Condizioni per il rilascio dell’autorizzazione alle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera d),l.r. 28/2005)
Art. 20 Autorizzazione dovuta alle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera h), l.r. 28/2005)
Art. 21 Criteri di priorità per il rilascio dell’autorizzazione(articolo 22, comma 1, lettera d), l.r. 28/2005)
Art. 22 Disposizioni per l’utilizzo della superficie di vendita autorizzabile (SVAG) (articolo 22, comma 1,lettera g), l.r. 28/2005)
Sezione III Disposizioni speciali
Art. 23 Autorizzazione ai centri commerciali(articolo 19 l.r. 28/2005)
Art. 24 Esercizi specializzati nella vendita esclusiva di merci ingombranti ed a consegna differita (articolo 22,comma 1, lettera j), l.r. 28/2005)
Art. 25 Esercizio congiunto nello stesso locale dell’attività di vendita all’ingrosso e al dettaglio (articolo 21,comma 3, l.r. 28/2005)
Capo IV Disposizioni comuni per gli esercizicommerciali in sede fissa
Art. 26 Raccordi viari tra medie e grandi strutture di vendita e viabilità pubblica (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005)
Art. 27 Dotazione di parcheggi (articolo 22,comma 1, l.r. 28/2005)
Art. 28 Parcheggi per gli esercizi di vicinato(articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005)
Art. 29 Parcheggi per le medie strutture di vendita(articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005)
Art. 30 Parcheggi per le grandi strutture di vendita(articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005)
Art. 31 Caratteristiche dei parcheggi (articolo 22,comma 1, l.r. 28/2005)
Art. 32 Servizi igienici per la clientela (articolo 22,comma 1, l.r. 28/2005)
Titolo IV DISPOSIZIONI SUGLI ORARI
Art. 33 Aperture domenicali e festive degli esercizispecializzati (articolo 86 l.r. 28/2005)
Titolo V NORME IN MATERIA DI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE, DI TITOLI DI STUDIO E PER L’ESERCIZIO INPROPRIO DELL’ATTIVITÀ DI VENDITAE DI SOMMINISTRAZIONE
Art. 34 Corsi di formazione e di aggiornamento professionale e titoli di studio abilitanti (articolo 14,comma 9, l.r. 28/2005)
Art. 35 Esercizio in proprio dell’attività di vendita e disomministrazione (articolo 14, comma 1,lettera a), numero 3 e lettera b),numero 3, l.r. 28/2005)
Art. 36 Dipendente qualificato (articolo 14, comma 1, lettera a), numero 3 e lettera b), numero 3, l.r. 28/2005)
Titolo VI DISPOSIZIONI SULLE VENDITE DI FINESTAGIONE E SULLE BANCHE-DATIDELL’OSSERVATORIO REGIONALESUL COMMERCIO
Art. 37 Date di inizio e durata delle vendite di fine stagione (articolo 95, comma 2, l.r. 28/2005)
Art. 38 Banche dati dell’osservatorio regionale sul commercio (articolo 100, comma 2, l.r. 28/2005)
Titolo VII NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 39 Norme transitorie in materia di autorizzazione alle medie e alle grandi strutture di vendita(articolo 22 l.r. 28/2005)
Art. 40 Norma transitoria in materia di deroga ai limitidimensionali delle grandi strutture di vendita(articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005)
Art. 41 Norma transitoria in materia di durata dellaprogrammazione regionale delle grandistrutture di vendita (articolo 22, comma 1,lettera g), l.r. 28/2005)
Art. 42 Norma finale in materia di adeguamento dei titoliautorizzativi (articolo 22 l.r. 28/2005)
Art. 43 Abrogazioni
Art. 44 Abrogazioni e disapplicazioni differite
Vista la legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti) ed in particolare l’articolo 3;
Visto il parere del comitato tecnico di direzione(CTD), espresso nella seduta del 26 marzo 2009;
Visti i pareri delle competenti strutture di cui all’articolo 29 della legge regionale 5 agosto 2003, n. 44 (Ordinamento della dirigenza e della struttura operativa della regione. Modifiche alla legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 “Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione e personale”);
Vista la preliminare deliberazione della Giunta regionale 29 dicembre 2008, n. 1203;
Visto il parere della Terza Commissione consiliare “Attività produttive”, espresso nella seduta del 4 marzo 2009;
Visto il parere del Consiglio delle Autonomie locali, espresso nella seduta del 20 marzo 2009;
Visti gli ulteriori pareri delle competenti strutture di cui all’articolo 29 della legge regionale 5 agosto 2003, n. 44 (Ordinamento della dirigenza e della struttura operativa della regione. Modifiche alla legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 “Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione e personale”);
Vista la deliberazione della Giunta regionale 30 marzo 2009, n. 237;
1. La legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti) è entrata in vigore il 25 febbraio 2005 ma la sua piena applicabilità era stata condizionata all’entrata in vigore del regolamento di attuazione. Inoltre, anche a seguito delle modifiche introdotte con la legge regionale 5 giugno 2007, n. 34 (Modifiche alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 “Codice del commercio. Testo unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti”), in assenza di regolamento attuativo, la legge è stata applicata solo per le parti relative alla vendita su aree pubbliche, alla somministrazione di alimenti e bevande ed alla vendita della stampa quotidiana e periodica. Il presente regolamento consente di applicare anche il capo III della legge, relativo al commercio in sede fissa e le parti ad esso collegate;
2. il presente regolamento non contiene le norme attuative in materia di distribuzione di carburanti in quanto l’articolo 113ter della l.r. 28/2005 fa decorrere le disposizioni in materia di distribuzione di carburanti dalla data di entrata in vigore della legge di modifica del capo II del titolo II della stessa l.r. 28/2005;
3. è opportuno costituire un organismo non eccessivamente pletorico e, nello stesso tempo, più adeguabile alle specifiche competenze richieste dai temi in discussione. Per questa ragione la composizione della commissione per l’osservatorio regionale sul commercio prevede sia la presenza di componenti fissi che di componenti invitati alle singole riunioni della commissione, in relazione alla specificità degli argomenti trattati;
4. per rispettare le peculiarità del territorio toscano, nel definire le dimensioni massime delle medie strutture di vendita, sono state previste dimensioni diverse in relazione alla popolazione ed alla collocazione dei comuni. Inoltre, nel rispetto del principio di sussidiarietà e adeguatezza è attribuita ai comuni la possibilità di ridurre tali dimensione;
5. per favorire il processo di ammodernamento della rete distributiva, si prevede che l’autorizzazione all’ampliamento delle medie strutture di vendita, già attive da almeno tre anni sia dovuta in caso di accorpamento alle stesse di esercizi commerciali, anch’essi già attivi dallo stesso periodo di tempo;
6. negli ultimi anni è stata registrata la realizzazione di addensamenti di strutture di vendita che, di fatto, presentano un impatto urbanistico, viabilistico e commerciale parificabile a quello della grande distribuzione. Questo fenomeno determina un aggiramento sostanziale delle previsioni programmatorie, procedimentali e dei requisiti strutturali previsti per le grandi strutture di vendita: di conseguenza, si è reso necessario disciplinare il fenomeno, anche al fine di rispettare la ratio della l.r. 28/2005, la quale prevede che l’apertura di grandi strutture di vendita sia sottoposta ad una programmazione regionale;
7. per garantire che le grandi strutture di vendita siano coerenti con le peculiarità geografiche e storiche del territorio toscano, è fissato un dimensionamento massimo delle stesse ed un rapporto tra dimensione della grande struttura e dimensione demografica del comune di insediamento;
8. per ridurre il consumo della risorsa territorio e per favorire la riqualificazione delle grandi strutture di vendita, si disciplinano alcune ipotesi di autorizzazioni dovute in caso di accorpamento di esercizi o di trasferimento in collocazioni ritenute più idonee;
9. per favorire la riqualificazione degli esercizi esistenti, la qualità architettonica ed ambientale delle strutture, la tutela dell’occupazione ed i servizi offerti al consumatore, sono previsti una serie di criteri di priorità per il rilascio delle autorizzazioni alle grandi strutture di vendita tra loro concorrenti;
10. la vendita esclusiva di merci ingombranti o a consegna differita e la vendita nello stesso locali all’ingrosso e al dettaglio di specifici prodotti necessita di molto spazio espositivo ma ha un ridotto impatto sul territorio. Per questa ragione sono stati previsti specifici criteri di calcolo della superficie di vendita;
11. per garantire che gli esercizi commerciali siano facilmente raggiungibili dall’utenza e per ridurne l’impatto sulla viabilità pubblica, sono previsti standard di parcheggio dimensionati in proporzione alla superficie di vendita realizzata e sono definite le caratteristiche dei raccordi viari tra gli stessi parcheggi e la viabilità pubblica;
12. per garantire la tutela dell’affidamento degli imprenditori che abbiano presentato domanda di autorizzazione per medie o grandi strutture di vendita in vigenza della precedente normativa, è previsto un regime transitorio che consente di esaminare le domande, già presentate alla data di entrata in vigore del presente regolamento, secondo le norme vigenti al momento della loro presentazione;
13. per garantire alle grandi strutture già esistenti di riqualificarsi, trasferendosi in collocazioni territorialmente più adeguate, ed a un definito numero di strutture sorte in vigenza di una norma speciale, che non prevedeva alcun limite dimensionale, di adeguarsi alle mutate esigenze del mercato, è consentita, entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento, una deroga ai limiti dimensionali;
14. si ritiene di non accogliere alcune osservazioni formulate dalla Terza Commissione consiliare - attività produttive, per i motivi di seguito esposti:
a) relativamente all’aggiunta, all’articolo 14, di un comma 9, in quanto la previsione di una destinazione d’uso specifica per l’insedimento delle grandi strutture di vendita è già contenuta all’articolo 19, comma 1, lettera f) del presente regolamento e pertanto l’integrazione richiesta appare inutile;
b) relativamente all’aggiunta, all’articolo 27, di un comma 7, in quanto la previsione di parcheggi per biciclette è già contenuta all’articolo 31, comma 1, lettera p) del presente regolamento;
c) relativamente all’aggiunta di un articolo specifico per l’abbattimento delle barriere architettoniche in quanto le disposizioni in materia di barriere architettoniche sono già contenute nella legge regionale 9 settembre 1991, n. 47 (Norme sulla eliminazione delle barriere architettoniche) ed in particolare nell’articolo 2, comma 2, lettera d);
d) relativamente all’aggiunta di un articolo specifico in materia di accessibilità sostenibile, in quanto la previsione di accessi specifici destinati ai pedoni ed alle biciclette non è esclusa dalle disposizioni che disciplinano gli accessi agli esercizi commerciali;
e) relativamente alla modificadell’articolo 40, in quanto appare incongruo sottoporre le grandi strutture di vendita con caratteristiche di polo di attrazione di interesse interregionale al rispetto dell’articolo 14, comma 2, trattandosi di un numero limitato e non estensibile di strutture, già autorizzate sulla base di una norma apposita che non le sottoponeva ad alcun limite dimensionale né ad alcun rapporto con le dimensioni demografiche del comune di insediamento;
Oggetto e definizioni (articolo 3 l.r. 28/2005)
1 Il presente regolamento stabilisce le norme di attuazione della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti).
2. Ai fini del presente regolamento, per Codice si intende la l.r. 28/2005.
Contenuti delle domande di autorizzazione, delle dichiarazioni di inizio di attività e delle
comunicazioni (articoli 22, comma 1, lett.a), b), l), m); 25, comma 2; 31, comma 2; 43, comma 2; 55,
comma 2, l.r. 28/2005)
1. I contenuti delle domande di autorizzazione, delle dichiarazioni di inizio di attività e delle comunicazioni previste nel Codice sono indicati nell’allegato A al presente regolamento.
Autorizzazione ed attività dei centri di assistenza
tecnica (articolo 10, comma 5, l.r. 28/2005)
1. La competente struttura della Giunta regionale autorizza la costituzione dei centri di assistenza tecnica di cui all’articolo 10 del Codice, sulla base di apposita domanda presentata, anche per via telematica, dai soggetti interessati.
2. La domanda di autorizzazione di cui al comma 1 deve indicare la localizzazione degli sportelli operativi e ad essa si allega lo statuto di cui al comma 3, lettera e).
3. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata al centro di assistenza tecnica qualora sussistano le seguenti condizioni:
a) la sede legale è localizzata nel territorio regionale;
b) la copertura dei servizi è assicurata attraverso almeno due sportelli informativi per ambito provinciale;
c) le attività sono svolte in favore di tutte le imprese interessate, nell’area di propria operatività;
d) è assicurata una struttura organizzativa, formativa e di consulenza in grado di fornire qualificati livelli di prestazioni;
e) lo statuto prevede il rispetto delle condizioni di cui al presente comma.
4. L’autorizzazione è rilasciata entro novanta giorni dal ricevimento della domanda, previa acquisizione del parere della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) competente per territorio e, nel caso di centri operanti in più province, dell’Unioncamere Toscana; decorso tale termine senza che la Regione si sia espressa, la domanda si intende accolta.
5. Le amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’articolo 10, comma 4, del Codice, a parità di tutte le altre condizioni, si avvalgono prioritariamente dei centri di assistenza tecnica per la realizzazione degli interventi di cui al titolo II, capo XIII, del Codice.
Albi e mappe delle attività di interesse storico, di
tradizione e di tipicità (articolo 99,
1. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, criteri e requisiti per l’inserimento delle attività commerciali, turistiche ed economiche di interesse storico, di tradizione e di tipicità negli albi e mappe di cui all’articolo 99, comma 2, del Codice.
Commissione per l’osservatorio regionale sul
commercio (articolo 100, comma 5, l.r. 28/2005)
1. La composizione della commissione di cui all’articolo 100, comma 5, del Codice è articolata come segue:
a) in rappresentanza della Regione:
1) l’assessore regionale al commercio che la presiede;
2) il dirigente della competente struttura regionale o suo delegato;
b) in rappresentanza degli enti locali:
1) il rappresentante dell’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) Toscana delegato per la materia del commercio;
2) il rappresentante dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (UNCEM) Toscana delegato per la materia del commercio;
3) il rappresentante dell’Unione delle province d’Italia (UPI) Toscana delegato per la materia del commercio;
c) in rappresentanza dei consumatori:
1) tre rappresentanti scelti dal Comitato regionale dei consumatori e degli utenti (CRCU) tra i soggetti iscritti nell’elenco di cui all’articolo 3 della legge regionale 12 gennaio 2000, n. 1 (Norme per la tutela e la difesa dei consumatori e degli utenti), maggiormente rappresentativi a livello regionale;
d) in rappresentanza delle imprese del commercio:
1) un rappresentante della Confcommercio Toscana;
2) un rappresentante della Confesercenti Toscana;
3) un rappresentante della Federdistribuzione Toscana;
4) un rappresentante delle Centrali cooperative maggiormente rappresentative;
e) in rappresentanza dei lavoratori dipendenti di categoria:
1) un rappresentante della Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL) Toscana;
2) un rappresentante della Confederazione italiana sindacati dei lavoratori (CISL) Toscana;
3) un rappresentante dell’Unione italiana del lavoro (UIL) Toscana;
f) in rappresentanza delle Camere di commercio:
1) un rappresentante dell’Unioncamere Toscana.
2. In relazione a specifici temi settoriali da affrontare, oltre ai componenti di cui al comma 1, possono essere invitati a partecipare alle riunioni rappresentanti di:
a) Federazione italiana editori giornali (FIEG) Toscana;
b) Associazione nazionale distributori stampa (ANADIS) Toscana;
c) Società petrolifere di bandiera;
d) Società petrolifere indipendenti;
e) Società di distribuzione di GPL;
f) Società di distribuzione del metano;
g) altre parti sociali ed economiche interessate, ai sensi dell’articolo 15 della legge regionale 11 agosto 1999, n. 49 (Norme in materia di programmazione regionale).
3. In relazione agli argomenti in discussione, ciascuno dei componenti di cui al comma 1 può individuare un soggetto delegato a partecipare alle riunioni in sua vece.
4. La Commissione dura in carica tre anni.
Modalità per la concertazione locale
Modalità di effettuazione della concertazione locale (articolo 22, comma 1, lettera k), l.r. 28/2005)
1. La concertazione locale prevista dal Codice si svolge sulla base di protocolli sottoscritti da comune e parti sociali maggiormente rappresentative a livello locale.
2. I protocolli di cui al comma 1 definiscono gli obiettivi e le regole della concertazione, ai sensi dell’articolo 15 della l.r. n. 49/1999, prevedono tempi e modalità di convocazione dei partecipanti alla concertazione e l’obbligo della stesura di un documento, allegato agli atti comunali, riassuntivo dell’attività di concertazione svolta, nel quale si dia conto, tra l’altro, delle posizioni espresse dalle parti e delle indicazioni finali proposte.
3. Per favorire uniformità di comportamenti, la Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce uno schema di protocollo-tipo.
4. La concertazione di cui al comma 1 è finalizzata alla verifica dei rispettivi orientamenti ed alla ricerca di convergenze, per individuare e determinare gli obiettivi ed i contenuti essenziali degli atti di programmazione della rete commerciale.
5. In relazione all’ambito di efficacia territoriale degli atti da definire, alle attività di concertazione partecipano, per le organizzazioni imprenditoriali del commercio e della cooperazione e per quelle sindacali dei lavoratori, i rappresentanti delle organizzazioni presenti nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore e/o i rappresentanti di quelle aderenti alle stesse organizzazioni firmatarie. La concertazione può svolgersi a livello comunale, intercomunale, provinciale, interprovinciale e regionale.
Modalità di effettuazione della concertazione per le aperture domenicali e festive degli esercizi
commerciali in sede fissa (articoli 22, comma 1, lettera k) e 80, comma 6, l.r. 28/2005)
1. La concertazione prevista dall’articolo 80, comma 6, del Codice è preceduta da una ricognizione della situazione esistente in relazione alle aperture domenicali e festive effettuate dagli esercizi commerciali. I risultati di tale ricognizione sono valutati dal comune, congiuntamente ai soggetti di cui all’articolo 80, comma 2, del Codice.
2. La concertazione di cui al comma 1 è attivata dal comune su richiesta anche di uno soltanto dei soggetti di cui all’articolo 80, comma 2, del Codice ed il procedimento è concluso entro centoventi giorni.
3. I comuni facenti parte di uno stesso bacino omogeneo di utenza o di altri ambiti territoriali ottimali definiti dalla legislazione vigente, promuovono azioni di coordinamento, tra loro e con i soggetti di cui all’articolo 80, comma 2, del Codice, al fine di articolare e armonizzare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali. Allo stesso fine ed anche per coordinare gli orari degli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa con quelli di tutte le attività commerciali di cui all’articolo 1, comma 2, del Codice, possono essere concluse intese in ambiti più ampi di quelli indicati.
Disposizioni per le medie strutture di vendita
Dimensioni delle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005)
Indirizzi per la programmazione delle medie
strutture di vendita (articolo 22, comma 1,
lettera g), l.r. 28/2005)
a)modernizzare ed innovare il sistema distributivo;
f) valorizzare la sostenibilità e la qualità urbana e qualificare le attività commerciali d’interesse storico, di tradizione e di tipicità, con particolare riguardo a quelle collocate nei centri storici, anche prevedendo limiti nelle variazioni delle destinazioni d’uso degli immobili e specifici divieti, vincoli e prescrizioni, nell’ambito della disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58 della l.r. 1/2005;
g) rafforzare l’attrattività delle aree connotate da una consolidata presenza di servizi commerciali, mediante la realizzazione di adeguate infrastrutture e con l’attivazione di progetti di qualificazione e valorizzazione di cui al titolo II, capo XIII del Codice;
2. Il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 17 del Codice è subordinato al rispetto dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV, del presente regolamento, fermo restando il rispetto della programmazione, delle condizioni e dei criteri stabiliti dal comune ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del Codice, nonché dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dei contratti integrativi siglati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, degli accordi sindacali territoriali, degli accordi sindacali di secondo livello, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e della normativa in materia di pari opportunità.
Autorizzazione dovuta alle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera h), l.r. 28/2005)
Strutture di vendita in forma aggregata
Strutture di vendita in forma aggregata (articoli 4, comma 2, lettera b) e 22, l.r. 28/2005)
7. Qualora la domanda di autorizzazione di cui al comma 6 abbia per oggetto l’apertura di una media struttura e la superficie di vendita complessiva, che si determinerebbe per effetto dell’autorizzazione da rilasciare, corrisponde alle dimensioni di cui all’articolo 12, il comune comunica al richiedente i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, ai sensi dell’articolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), e contestualmente lo informa che, persistendo l’interesse alla realizzazione dell’intervento, la domanda di autorizzazione può essere presentata secondo le procedure previste per l’apertura di una grande struttura di vendita, di cui al titolo III, capo III del presente regolamento.
8. Qualora la domanda di autorizzazione di cui al comma 6 abbia per oggetto l’apertura di una media o di una grande struttura e la superficie di vendita complessiva, che si determinerebbe per effetto dell’autorizzazione da rilasciare, superi le dimensioni di cui all’articolo 12, il comune comunica al richiedente i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, ai sensi dell’articolo 10 bis della l. 241/1990.
b) salvo diversa disposizione comunale, alle domande di autorizzazione per l’apertura di strutture di vendita collocate nei centri storici, come individuati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55 della l.r. 1/2005;
Disposizioni per le grandi strutture di vendita
Dimensioni, tipologie, caratteristiche e programmazione delle grandi strutture di vendita
Dimensioni e tipologie delle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005)
Elementi di qualità e di prestazione delle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera i), l.r. 28/2005)
1) rispetto dei valori limite di prestazione energetica per la climatizzazione invernale, individuati dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia), allegato C, punto 1, ed in particolare:
a) alla tabella 1.3 per le strutture inserite in “Edifici residenziali della classe E1, esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme”, secondo le definizioni del d.lgs. 192/2005;
1) installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di potenza superiore ad almeno il 25 per cento della potenza elettrica impegnata dalla struttura di vendita, fatta salva l’impossibilità tecnica del completo rispetto della prescrizione, asseverata da un tecnico abilitato.Tale obbligo si considera assolto se la struttura di vendita ha una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non inferiore a 1 kilowatt per ogni 100 metri quadrati di superficie di vendita;
4) protezione dei bersagli più esposti all’inquinamento da polveri attraverso fasce verdi di protezione adeguatamente piantumate. Verifica degli apporti inquinanti prodotti dagli impianti della struttura da realizzare e dalle emissioni del traffico afferente, nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 e dal decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203;
Programmazione delle grandi strutture di vendita
(articolo 22, comma 1, lettera g), l.r. 28/2005)
1. Ai fini della programmazione delle grandi strutture di vendita, i comuni della Toscana sono suddivisi nelle seguenti classi:
4. L’accordo di programma di cui al comma 3 è sottoscritto previa acquisizione, da parte della provincia, del parere favorevole della maggioranza dei comuni facenti parte dello stesso quadrante o sub-area di cui all’allegato B al presente regolamento. In caso di parità, prevale il parere espresso dai comuni che rappresentano la maggioranza della popolazione residente nel quadrante o sub-area. Si considera acquisito il parere positivo delle amministrazioni comunali che, regolarmente convocate ad apposito incontro, non siano intervenute e non abbiano fatto pervenire, entro la stessa data, il proprio motivato dissenso.
Procedura per il rilascio dell’autorizzazione alle
Presentazione della domanda e istruttoria comunale (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005)
1. Il soggetto interessato all’apertura, al trasferimento di sede, all’ampliamento della superficie di vendita o alla modifica, quantitativa o qualitativa, di settore merceologico di una grande struttura di vendita, presenta domanda, anche per via telematica, al comune competente per territorio, completa della documentazione prevista nell’allegato A, punto 3, al presente regolamento.
5. La completezza formale della domanda e dei suoi allegati è verificata dal responsabile del procedimento comunale, entro il termine di quindici giorni dalla sua presentazione. Qualora la domanda risulti incompleta, entro lo stesso termine ne viene data comunicazione al soggetto richiedente e viene sospeso il procedimento per una sola volta e il richiedente è invitato a presentare le necessarie integrazioni entro un termine adeguato e, comunque, non superiore a trenta giorni. Contestualmente il richiedente è informato che il decorso del termine per il rilascio dell’autorizzazione resta sospeso fino all’integrazione della documentazione e che la mancata integrazione entro il termine stabilito comporta il rigetto della domanda.
Istruttoria regionale (articolo 22, comma 1,
lettera c), l.r. 28/2005)
Convocazione della conferenza di servizi (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005)
1. Ricevuta la comunicazione di cui all’articolo 16, comma 8, del presente regolamento, il comune convoca, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata almeno dieci giorni prima della data della conferenza di servizi di cui all’articolo 18, comma 2, del Codice, i soggetti con diritto di voto. Il comune informa altresì della data di svolgimento della conferenza, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, inviata almeno dieci giorni prima della data della conferenza, il richiedente ed i soggetti di cui all’articolo 18, comma 4, del Codice.
Conferenza di servizi (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005)
Condizioni per il rilascio dell’autorizzazione alle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera d),
l.r. 28/2005)
1 Il rilascio dell’autorizzazione alle grandi strutture di vendita è subordinato alla sussistenza delle seguenti condizioni:
g) relativamente alle grandi strutture di vendita di tipologia A e B, di cui all’articolo 12 del presente regolamento, esistenza di servizi di trasporto pubblico per il collegamento dell’area dove è insediata la struttura, in relazione agli orari di attività della stessa. Il servizio di trasporto può essere assicurato, in tutto o in parte, da soggetti privati, purchè risulti coerente con il sistema dei servizi e delle tariffe di trasporto pubblico;
i) nel caso in cui l’area di insediamento della struttura non disponga delle infrastrutture previste dallo strumento urbanistico, esistenza di apposita convenzione sottoscritta dal comune e dal richiedente, per la realizzazione delle infrastrutture stesse, contenente la subordinazione dell’avvio dell’attività alla piena funzionalità delle infrastrutture;
Autorizzazione dovuta alle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera h), l.r. 28/2005)
Criteri di priorità per il rilascio dell’autorizzazione
(articolo 22, comma 1, lettera d), l.r. 28/2005)
1. Sono considerate tra loro concorrenti le domande di autorizzazione per grandi strutture di vendita, relative alla medesima area di programma, complete di documentazione e con istruttoria conclusa, recanti la stessa data di trasmissione alla Regione, ai sensi dell’articolo 16, comma 1 del presente regolamento.
c) il numero di esercizi di vicinato trasferiti all’interno della struttura;
Disposizioni per l’utilizzo della superficie di vendita autorizzabile (SVAG) (articolo 22, comma 1,
1. La modifica di settore merceologico di una grande struttura di vendita organizzata in forma di centro commerciale ed autorizzata dopo l’entrata in vigore del regolamento regionale 26 luglio 1999, n. 4 (Regolamento di attuazione della legge regionale 17 maggio 1999, n. 28 “Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”), se effettuata una sola volta ed entro il limite del 30 per cento della relativa superficie di vendita, non richiede il rispetto della condizione di cui all’articolo 19, comma 1, lettera c) del presente regolamento.
Autorizzazione ai centri commerciali
(articolo 19 l.r. 28/2005)
2. Le modifiche di ripartizione della superficie di vendita degli esercizi posti all’interno del centro commerciale sono soggette a comunicazione al comune, purchè rimanga invariata la superficie di vendita complessiva del centro ed il dimensionamento di ciascun settore merceologico.
Esercizi specializzati nella vendita esclusiva di merci ingombranti ed a consegna differita (articolo 22,
comma 1, lettera j), l.r. 28/2005)
Esercizio congiunto nello stesso locale dell’attività di vendita all’ingrosso e al dettaglio (articolo 21,
comma 3, l.r. 28/2005)
Disposizioni comuni per gli esercizi
commerciali in sede fissa
Raccordi viari tra medie e grandi strutture di vendita e viabilità pubblica (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005)
Dotazione di parcheggi (articolo 22,
comma 1, l.r. 28/2005)
1. Per ciascuna tipologia di esercizi di vendita, in aggiunta agli standard previsti dall’articolo 5, punto 2, del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765), sono richiesti i seguenti parcheggi:
a) per le costruzioni realizzate dopo l’entrata in vigore della legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393), parcheggi per la sosta stanziale, all’interno degli edifici e nell’area di pertinenza degli stessi, nella misura stabilita dall’articolo 2, comma 2, della stessa legge, maggiorata degli spazi per il parcheggio temporaneo dei mezzi di movimentazione delle merci;
Parcheggi per gli esercizi di vicinato
(articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005)
Parcheggi per le medie strutture di vendita
Parcheggi per le grandi strutture di vendita
Caratteristiche dei parcheggi (articolo 22,
Servizi igienici per la clientela (articolo 22,
DISPOSIZIONI SUGLI ORARI
Aperture domenicali e festive degli esercizi
specializzati (articolo 86 l.r. 28/2005)
1. Le disposizioni di cui all’articolo 86 del Codice sono applicabili esclusivamente agli esercizi specializzati nella vendita di una delle categorie merceologiche indicate nello stesso articolo, in maniera esclusiva o prevalente.
2. Si ha la prevalenza di cui all’articolo 86, comma 2, del Codice quando il fatturato della vendita delle merci che connotano la specializzazione supera la percentuale del 60 per cento di quello totale annuo dell’esercizio.
3. Per il primo anno di attività si fa riferimento al volume di affari presunto, sulla base di apposita dichiarazione del titolare dell’esercizio presentata al comune entro trenta giorni dall’inizio dell’attività.
NORME IN MATERIA DI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE, DI TITOLI DI STUDIO E PER L’ESERCIZIO IN
PROPRIO DELL’ATTIVITÀ DI VENDITA
E DI SOMMINISTRAZIONE
Corsi di formazione e di aggiornamento professionale e titoli di studio abilitanti (articolo 14,
comma 9, l.r. 28/2005)
1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce le modalità di organizzazione, la durata e le materie dei corsi di formazione professionale per l’accesso al settore alimentare ed alla somministrazione di alimenti e bevande di cui all’articolo 14, comma 1, lettera a), numero 1) e lettera b), numero 1), del Codice.
2. La Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce le modalità di organizzazione, la durata e le materie dei corsi di aggiornamento professionale di cui all’articolo 14, comma 9, lettera b), del Codice.
3. La Giunta regionale, con propria deliberazione, individua i titoli di studio di cui all’articolo 14, comma 1, lettera a), numero 2) e lettera b), numero 2), del Codice.
Esercizio in proprio dell’attività di vendita e di
somministrazione (articolo 14, comma 1,
lettera a), numero 3 e lettera b),
numero 3, l.r. 28/2005)
1. Ai sensi dell’articolo 14, comma 1, lettera a), numero 3 e lettera b), numero 3, del Codice, il requisito professionale dell’esercizio in proprio dell’attività di vendita o di somministrazione è riconosciuto:
a) all’imprenditore individuale;
b) al socio accomandatario, nelle società in accomandita semplice;
c) al socio legale rappresentante, nelle società in nome collettivo;
d) al socio d’opera, nelle società personali;
e) al socio di società a responsabilità limitata che presti la propria opera in ambito aziendale;
f) al presidente, al consigliere delegato, all’institore con procura generale, all’amministratore unico o delegato di società di capitali, anche cooperative.
Dipendente qualificato (articolo 14, comma 1, lettera a), numero 3 e lettera b), numero 3, l.r. 28/2005)
1. Ai sensi dell’articolo 14, comma 1, lettera a), numero 3 e lettera b), numero 3, del Codice, il requisito professionale dell’esercizio dell’attività di vendita o di somministrazione in qualità di dipendente qualificato, è riconosciuto ai dipendenti inquadrati nei livelli dal primo al quarto, come previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro corrispondenti.
DISPOSIZIONI SULLE VENDITE DI FINE
STAGIONE E SULLE BANCHE-DATI
DELL’OSSERVATORIO REGIONALE
Date di inizio e durata delle vendite di fine stagione (articolo 95, comma 2, l.r. 28/2005)
1. Le vendite di fine stagione di cui all’articolo 95 del Codice possono essere effettuate dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 7 luglio fino al 7 settembre.
2. Le date di inizio e la durata delle vendite di fine stagione di cui al comma 1 possono essere modificate annualmente dalla Giunta regionale con propria deliberazione.
Banche dati dell’osservatorio regionale sul commercio (articolo 100, comma 2, l.r. 28/2005)
1. Ai fini dell’aggiornamento delle banche dati dell’osservatorio regionale sul commercio, di cui all’articolo 100, comma 2, del Codice, i comuni trasmettono alla Regione, anche per via telematica, i dati relativi alle autorizzazioni rilasciate alle medie ed alle grandi strutture di vendita e quelli relativi agli esercizi commerciali in attività.
2. L’aggiornamento dei dati di cui al comma 1 viene effettuato con riferimento al 1° gennaio ed al 30 giugno di ciascun anno.
Norme transitorie in materia di autorizzazione alle medie e alle grandi strutture di vendita
(articolo 22 l.r. 28/2005)
1. Le domande di autorizzazione alle medie strutture di vendita, in corso di istruttoria alla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono esaminate secondo le norme vigenti al momento della loro presentazione e decise con provvedimento espresso entro e non oltre novanta giorni dalla suddetta data.
2. Le domande di autorizzazione alle grandi strutture di vendita, in corso di istruttoria alla data di entrata in vigore del presente regolamento o comunque presentate prima della pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Toscana (BURT) della deliberazione di cui all’articolo 14, comma 5, sono esaminate secondo le norme e la programmazione vigenti al momento della loro presentazione.
3. Fino al 31 dicembre 2009, l’autorizzazione alla concentrazione di preesistenti medie strutture di vendita adiacenti tra loro, è dovuta. Qualora tale concentrazione determini la realizzazione di una grande struttura, fino la limite massimo di 2500 metri quadrati, l’autorizzazione è rilasciata nel rispetto delle procedure di cui all’articolo 18 del Codice, dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV ed in deroga all’articolo 19 del presente regolamento.
4. Fino all’adeguamento degli atti di programmazione e dei regolamenti comunali, di cui all’articolo 110, comma 2, del Codice, possono essere rilasciate autorizzazioni alle medie ed alle grandi strutture di vendita solo se compatibili con gli strumenti urbanistici comunali vigenti.
Norma transitoria in materia di deroga ai limiti
dimensionali delle grandi strutture di vendita
(articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005)
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 14, commi 2 e 3, delle condizioni di cui all’articolo 19 e dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV del presente regolamento, possono derogare ai limiti dimensionali di cui all’articolo 12, fino ad un dimensionamento massimo di 20.000 metri quadrati, le grandi strutture di vendita per le quali almeno il 50 per cento della superficie di vendita da realizzare deriva da trasferimento di sede, ai sensi dell’articolo 20, comma 3, di grandi strutture di vendita già autorizzate.
2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, fermo restando il rispetto delle condizioni di cui all’articolo 19 e dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV del presente regolamento, possono derogare ai limiti dimensionali di cui all’articolo 12, fino ad un dimensionamento massimo di 20.000 metri quadrati, le grandi strutture di vendita con caratteristiche di polo di attrazione di interesse interregionale, già autorizzate ai sensi dell’articolo 10 del regol.reg. 4/1999, come modificato dal regolamento regionale 3 maggio 2000, n. 5.
Norma transitoria in materia di durata della
programmazione regionale delle grandi
1. La quantità di SVAG definita dalla Giunta regionale in fase di prima attuazione del presente regolamento, ha validità fino al 31 dicembre 2010 e comunque fino alla definizione della successiva programmazione.
Norma finale in materia di adeguamento dei titoli
autorizzativi (articolo 22 l.r. 28/2005)
1. Nel caso di coesistenza, in uno stesso esercizio commerciale, di più autorizzazioni rilasciate in capo ad uno stesso soggetto ai sensi delle previgenti normative, la cui superficie di vendita complessiva configuri una media o una grande struttura di vendita, il comune provvede a ritirare le autorizzazioni esistenti, rilasciando contestualmente un’unica autorizzazione, relativa alla superficie di vendita complessiva già operante, anche in deroga agli standard urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV, del presente regolamento.
1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento è abrogato il decreto del Presidente della Giunta regionale 16 marzo 2004, n. 17/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 17 maggio 1999, n. 28 “Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”).
Abrogazioni e disapplicazioni differite
1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, ai sensi dell’articolo 110, comma 1 della l.r. 28/2005, ha effetto l’abrogazione delle seguenti leggi:
a) la legge regionale 17 maggio 1999, n. 28 (Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114);
b) la legge regionale 29 settembre 2003, n. 52 (Inserimento dell’articolo 10bis nella legge regionale 17 maggio 1999, n. 28 “Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”).
2. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, ai sensi dell’articolo 113, comma 1 della l.r. 28/2005, ha effetto la disapplicazione nella Regione Toscana del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.59), fatti salvi gli articoli :
a) 10, comma 1 , lettera a) ultimo periodo;
b) 15, commi 7, 8, 9;
c) 26, comma 6, nella parte in cui fa salvo il comma 9 dell’articolo 56 del d.m. 375/1988.
Firenze, 1 aprile 2009

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44