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Timestamp: 2018-03-19 01:17:33+00:00

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La Costituzione Repubblica Islamica dell Iran Politica iraniana analisi
PARTE PRIMA Principi generali
Lo Stato dell’Iran è una Repubblica Islamica che la nazione iraniana, sulla base della fede tradizionale nel governo della verità e della giustizia [rivelato] nel Corano, in seguito alla vittoria della Rivoluzione Islamica guidata dall’Ayatollah Al-Uzma lmam Khomeini, ha approvato con il Referendum Nazionale svoltosi il 10 e l’11 Farvardin 13581 (corrispondenti al 30 e 31 Marzo 1979), data coincidente con il 1 e il 2 giorno di Jomadi al-Awwal 1399, esprimendo voto positivo di ratifica con una maggioranza del 98,2% dei votanti.
3. La Resurrezione3 e il suo ruolo costruttivo nel corso del perfezionamento che guida l’umanità verso Dio.
6. La dignità dell’uomo e i nobili valori umani, e il libero arbitrio della persona con la responsabilità che ad esso si accompagna davanti a Dio.
a. Il continuo sforzo interpretativo (Ijtihad) di qualificati giurisperiti islamici, esercitato sulla base del Corano, della Tradizione degli Infallibili (il Profeta, Fatima Zahra ed i dodici Imam).
Lo Stato dello Repubblica Islamica dell’Iran ha il dovere di conseguire gli obiettivi esposti nell’Art.2, e s’impegnerà con tutte le proprie forze per realizzare i seguenti scopi:
4. La valorizzazione dello spirito di ricerca, di impresa e di iniziativa in tutti gli ambiti scientifici, tecnici, culturali, come pure negli studi islamici, tramite la creazione di centri di ricerca e l’incentivazione degli studiosi.
5. Il completo rigetto del colonialismo e la prevenzione dell’ingerenza straniera.
11. Il rafforzamento a tutto campo delle basi della difesa nazionale tramite la leva militare pubblica ai fini della salvaguardia dell’indipendenza, dell’integrità territoriale e del sistema islamico del Paese.
16. L’adozione di una politica estera basata sui criteri islamici, l’impegno fraterno nei confronti di tutti i musulmani e il sostegno senza riserve dei popoli diseredati e oppressi del mondo.
Tutte le leggi civili, penali, finanziarie, economiche, amministrative, culturali, rnilitari, politiche e di altro tipo, e tutte le normative, devono essere fondate sui precetti islamici. Il presente articolo si applica in modo assoluto e universale a tutti gli altri articoli della Costituzione come pure ad ogni altra norma e regola, e i giuristi islamici che compongono il Consiglio dei Guardiani5 sono giudici in questa materia.
Durante il tempo in cui il Dodicesimo Imam (possa Iddio affrettare la sua parusia) rimane in occultazione, nella Repubblica Islamica dell’Iran la tutela degli affari e l’orientamento del popolo sono affidati alla responsabilità di un giurisperito islamico (faqih)6 giusto e pio, conoscitore della propria epoca, coraggioso, dotato di iniziativa e di abilità amministrativa, il quale assume questo incarico in conformità all’Art.107.
Nella Repubblica Islamica dell’Iran gli affari del Paese saranno gestiti in conformità ai voti espressi dalla popolazione sia tramite l’elezione del Presidente della Repubblica, dei Rappresentanti nell’Assemblea Islamica7, dei membri dei Consigli, sia tramite i referendum come previsto in altri articoli della Costituzione.
In osservanza delle prescrizioni del Corano, “Per i loro affari si consiglino tra di loro” (42: 38), e “Consigliatevi con loro” (3: 152), i principali organismi decisionali e amministrativi del Paese sono i Consigli: l’Assemblea Islamica, i Consigli Regionali, i Consigli Provinciali, i Consigli Comunali, di Quartiere, di Distretto, di Villaggio ecc. Le competenze, le modalità di costituzione, gli ambiti giurisdizionali e le responsabilità di tali Consigli sono stabiliti dalla presente Costituzione e dalle leggi da essa derivanti.
Nella Repubblica Islamica dell’Iran l’esortazione a compiere il bene e la dissuasione dal compiere il male è un dovere che spetta agli individui nei loro rapporti reciproci e nei rapporti reciproci tra essi e coloro che li governano. Le condizioni, i limiti e la natura di questo dovere sono stabiliti dalla legge, secondo quanto prescritto dal Santo Corano: “E i credenti, uomini e donne, sono alleati tra loro, si uniscono nel bene e impediscono il male” (9: 71).
Nella Repubblica Islamica dell’Iran l’indipendenza, la libertà, l’unità e l’integrità territoriale del Paese sono inscindibili, e la loro tutela è responsabilità del governo e di ciascuna persona membro della nazione iraniana. Nessun individuo, gruppo o autorità ha il diritto di ledere neppure in minima misura l’indipendenza politica, culturale, economica o militare e l’integrità territoriale del Paese con il pretesto della libertà, e nessuna autorità ha il diritto di abolire le libertà legittime usando il pretesto di voler salvaguardare l’indipendenza e l’integrità territoriale deI Paese, neppure ricorrendo alla promulgazione di leggi e norme.
Poiché la famiglia è l’unità fondamentale della società Islamica, tutte le leggi, i regolamenti e le programmazioni devono essere volti a facilitare la formazione delle famiglie, a salvaguardare la sacralità dell’istituzione familiare e a rafforzare i legami familiari, secondo il diritto e l’etica islamica.
Secondo il versetto coranico “Si, questa Comunità è un’unica Comunità e Io sono il vostro Signore. AdorateMi!” (21: 92), tutti i musulmani costituiscono una sola comunità e il governo della Repubblica Islamica ha il dovere di creare una linea politica generale fondata sull’accordo e la solidarietà dei popoli musulmani, e di impegnarsi senza interruzione a favorire la realizzazione dell’unità politica, economica e culturale del mondo dell’Islam.
La religione ufficiale dell’Iran è l’Islam di scuola Sciita Giafarita Imamita8, e questo articolo non è suscettibile di alcun mutamento nei tempo. Le altre scuole9 islamiche, quali la Hanafita, la Shafi’ita, la Malekita, la Hanbalita e la Zaidita sono considerate con assoluto rispetto, e i loro seguaci sono totalmente liberi di professare, insegnare e compiere gli atti di culto previsti dai rispettivi Canoni, e nel rispetto della loro giurisprudenza religiosa i loro contratti giuridici privati (compresi il matrimonio, il divorzio, l’eredità, il testamento) e le controversie relative hanno riconoscimento di legge nei tribunali. In ogni regione in cui i seguaci delle citate scuole costituiscano la maggioranza, i regolamenti locali, nei limiti di potere dei Consigli, saranno conformi alle rispettive prescrizioni, nella salvaguardia dei diritti dei seguaci di altre scuole.
In conformità al versetto coranico “Dio non vi proibisce di trattare con gentilezza e giustizia coloro che non hanno combattuto contro la vostra religione e non vi hanno cacciato dalle vostre case: certamente Dio ama i giusti” (60: 8), il governo della Repubblica Islamica dell’Iran e tutti i musulmani devono agire nei confronti dei non musulmani con bontà, giustizia ed equità, nel rispetto dei loro diritti umani. Questo principio ha validità soltanto nei confronti di coloro che non cospirino e non agiscano contro l’Islam e contro la Repubblica Islamica dell’Iran.
PARTE SECONDA Lingua, scrittura, calendario, bandiera
La lingua e la scrittura ufficiale del popolo dell’Iran è il Farsi10. La corrispondenza di Stato, i documenti e i testi ufficiali e i libri scolastici devono essere redatti in tale lingua: tuttavia l’uso di idiomi locali o tribali è consentito, accanto al Farsi, nella stampa e negli altri mezzi di comunicazione di massa, ed è consentito l’insegnamento delle rispettive letterature nelle scuole.
Poiche l’Arabo è la lingua del Corano, della scienza e dell’insegnamento islamico, e poichè la letteratura persiana è profondamente permeata da tale lingua, il suo insegnamento deve essere impartito in tutte le classi e in tutti gli indirizzi di studio dal termine della scuola elementare sino al termine della scuola media.
Gli anni del calendario ufficiale del Paese vengono calcolati a partire dall’emigrazione del Profeta dell’Islam dalla Mecca11. Sia il calendario solare sia il calendario lunare sono ammessi12, tuttavia gli uffici statali si serviranno del calendario solare. Il giorno festivo ufficiale della settimana è il venerdì.
La bandiera ufficiale dell’Iran è verde, bianca e rossa con impresso lo stemma della Repubblica Islamica e la scritta “Allah’u Akbar”13.
PARTE TERZA I diritti del popolo
La popolazione dell’Iran, qualunque sia la sua origine etnica o tribale, gode di uguali diritti: il colore della pelle, la razza, la lingua o altri caratteri non costituiscono motivi di privilegio nè di discriminazione.
Nel rispetto delle norme islamiche tutti gli individui cittadini della nazione, sia uomini sia donne, sono uguali di fronte alla protezione della legge e godono di tutti i diritti umani, politici, economici, sociali e culturali.
Nel rispetto delle norme islamiche il governo ha il dovere di garantire in tutti i campi i diritti della donna, e di mettere in atto quanto segue: 1. La creazione di condizioni che favoriscano lo sviluppo della personalità della donna e la reinstaurazione dei suoi diritti nella sfera materiale e spirituale. 2. L’assistenza e il sostegno alle madri, in particolare nel periodo della gestazione e della crescita dei figli, e la protezione dei bambini privi di tutela familiare. 3. L’istituzione di tribunali competenti per la protezione dell’esistenza e della stabilità della famiglia. 4. La creazione di un’assicurazione specifica a favore delle vedove, delle donne anziane e delle donne prive di sostegno familiare. 5. L’assegnazione della tutela dei figli alle madri che ne siano degne, per proteggere gli interessi dei bambini nel caso non esista un tutore legale.
L’onore, la vita, la proprietà, l’abitazione e il lavoro sono diritti inviolabili, eccettuati i casi previsti dalle leggi.
Non sono ammesse indagini sulle convinzioni personali e nessuno può essere perseguito o inquisito a causa delle proprie opinioni.
E’ garantita la libertà di stampa e la libertà d’espressione delle idee a mezzo stampa purché non vengano offesi i principi fondamentali dell’Islam o i diritti della collettività. I dettagli saranno precisati da una successiva legge.
L’intercettazione e il controllo della corrispondenza, la registrazione di conversazioni telefoniche anche al fine di renderne pubblico il contenuto, l’intercettazione dei messaggi telegrafici o telex e la rivelazione del loro contenuto, la censura, il mancato recapito o la mancata trasmissione delle comunicazioni, l’ascolto indebito, lo spionaggio e ogni tipo di sorveglianza sono proibiti, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge.
La creazione di partiti e associazioni politiche, associazioni professionali, associazioni religiose islamiche o di altre minoranze religiose riconosciute è libera, a condizione che tali partiti e associazioni non violino od offendano l’indipendenza, la libertà, la sovranità e l’unità nazionale del Paese, nè le norme islamiche né i fondamenti della Repubblica Islamica. Nessuno può essere impedito o costretto a fare parte di tali associazioni.
Le riunioni e i cortei, da chiunque organizzati, sono liberi, purché pacifici e disarmati, e purché non ledano i princìpi islamici.
Ognuno, uomo o donna, ha il diritto di scegliere la professione che desidera, purché la scelta non sia in contrasto con l’Islam e con l’interesse pubblico, e non violi i diritti altrui. Il governo ha l’obbligo di assecondare i bisogni della società per le diverse occupazioni assicurando a tutti gli individui uguali opportunità e uguali possibilità di lavoro nei diversi rami di atttvità.
E’ diritto di tutti poter fruire dell’assistenza sociale in forma di assicurazione o in altre forme nei casi di cessazione dell’attività lavorativa, perdita del lavoro, disoccupazione, vecchiaia e disabilità, mancanza di sostegno familiare, infortunio, incidente, necessità di cure e di assistenza medica. Il governo, applicando le norme di legge ed utilizzando i fondi provenienti dalle entrate generali e dai versamenti dei cittadini, ha il dovere di provvedere all’allestimento dei servizi assistenziali e al sostegno finanziario di cui sopra, a favore di ciascun cittadino del Paese.
Il governo ha il dovere di fornire gratuitamente i mezzi di istruzione a tutta la popolazione sino al completamento della scuola media, e di fornire gratuitamente i mezzi di istruzione superiore nei limiti delle possibilità del Paese.
Fruire di un’abitazione adeguata ai propri bisogni è diritto di ogni individuo e di ogni famiglia iraniana. Il governo ha il dovere di provvedere all’applicazione concreta di questo principio, dando la priorità ai più bisognosi, in particolare ai contadini e agli operai.
Nessuno può essere arrestato se non per mandato di legge e secondo le modalità prescritte. In caso di arresto, la natura e le motivazioni dell’accusa devono essere immediatamente comunicate per scritto all’accusato; entro il termine massimo di ventiquattro ore l’incartamento preliminare deve essere trasmesso alle autorità giudiziarie competenti, e il procedimento dibattimentale deve essere avviato il più presto possibile. Le trasgressioni a questo principio sono punibili a norma di legge.
Nessuno può essere esiliato dal luogo in cui risiede, o impedito di vivere nel luogo di sua scelta, o costretto a risiedere in un luogo determinato, eccetto che nei casi contemplati dalla legge.
Il diritto di chiedere giutizia è goduto da tutti e da ciascuno. Ogni individuo ha il diritto di ricorrere all’autorità giudiziaria appellandosi ai tribunali competenti: tutti i cittadini della nazione hanno il diritto di ricorrere a detti tribunali; non è possibile impedire ad alcuno di ricorrere a norma di legge ai tribunali competenti per ciascun singolo caso.
In tutti i tribunali giudiziari, ciascuna delle controparti ha il diritto di scegliere il proprio rappresentante legale. Qualora le condizioni economiche della parte non le consentano la scelta di un avvocato di fiducia, la difesa legale deve esserle comunque garantita tramite un legale d’ufficio.
L’emissione di una sentenza di condanna e la sua esecuzione possono avere luogo soltanto ad opera di tribunali competenti e a norma di legge.
La legge presuppone l’innocenza. Nessuno può essere riconosciuto colpevole davanti alla legge, a meno che la sua colpevolezza non sia provata in un tribunale competente.
E’ vietato infliggere qualsiasi tipo di tortura fisica o psicologica allo scopo di estorcere confessioni o informazioni. E’ assolutamente proibito costringere una persona a fornire prove a carico, a confessare o a prestare giuramento. Prove, confessioni e giuramenti ottenuti nel modo suddetto sono completamente destituiti di validità. Ogni trasgressione a questo principio sarà perseguita a norma di legge.
E’ proibito violare, in qualsiasi forma, l’onore o la dignità di un individuo sottoposto ad arresto, ad incarcerazione o ad esilio. La mancata osservanza di questo principio è punibile per legge.
A nessuno è lecito, nell’esercizio dei propri diritti, recare nocumento ad altri o ledere gli interessi della collettività.
Il diritto alla cittadinanza iraniana è diritto assoluto di tutti gli Iraniani. Il governo non può privare di tale diritto alcun cittadino iraniano se non quando il cittadino stesso lo richieda, oppure quando il cittadino abbia assunto la cittadinanza di un altro Paese.
I cittadini stranieri possono assumere la cittadinanza iraniana nei casi e secondo le modalità previste dalla legge. Essi possono essere privati di tale cittadinanza qualora assumano la cittadinanza di un altro Stato o essi stessi ne facciano richiesta.
PARTE QUARTA Affari economici e finanziari
Al fine di garantire l’indipendenza economica della società iraniana, eliminare la povertà e la miseria e soddisfare in misura sempre maggiore i bisogni dell’individuo, nella salvaguardia della sua dignità, l’economia della Repubblica Islamica dell’Iran è fondata sui seguenti principi:
1) Soddisfacimento dei bisogni primari di tutti e ciascuno: abitazione, nutrimento, vestiario, igiene pubblica, assistenza sanitaria, istruzione e condizioni indispensabili alla formazione di una famiglia.
2) Garanzia per tutti delle possibilità e opportunità di lavoro al fine di ottenere la piena occupazione; garanzia dei mezzi di lavoro per tutti coloro che, pur essendo abili al lavoro, non dispongono di detti strumenti, tramite forme di cooperazione, concessione di prestiti senza interesse o altre vie legali, in modo tale che sia impedita la concentrazione della ricchezza nelle mani di individui o gruppi particolari, e che lo Stato non divenga l’unico e assoluto datore di lavoro. Questo principio deve essere applicato in stretta correlazione con le priorità urgenti richieste dalla gestione e dalla pianificazione dell’economia generale in tutte le sue fasi di sviluppo.
3) Programmazione dell’economia del Paese allo scopo di regolamentare il sistema lavorativo e le ore di lavoro in tal modo, che a ciascun individuo, oltre che lo svolgimento dell’attività professionale, siano assicurate l’opportunità e l’energia sufficiente per dedicarsi alla formazione della propria personalità sul piano spirituale, sociale e politico, partecipare attivamente alla gestione del Paese e sviluppare le proprie capacità e il proprio spirito di iniziativa.
4) Rispetto del diritto dell’individuo di scegliere liberamente l’occupazione desiderata, divieto di coercizione dell’individuo a svolgere un determinato lavoro, rifiuto dello sfruttamento del lavoro altrui.
5) Proibizione di recare nocumento ad altri; proibizione del monopolio, della speculazione, dell’usura e di altre transazioni illecite.
6) Divieto della dissipazione di risorse in tutti i settori dell’economia, tra i quali il consumo, gli investimenti, la produzione, la distribuzione e i servizi.
7) Utilizzazione dei metodi, delle scoperte e delle invenzioni della scienza e della tecnica; istruzione e preparazione di individui capaci, in base alle necessità dello sviluppo e del progresso economico del Paese.
8) Rifiuto e impedimento della dominazione sull’economia nazionale e del suo sfruttamento da parte di forze straniere.
9) Particolare impegno nello sviluppo della produzione agricola, dell’allevamento e industriale, allo scopo di assicurare il soddisfacimento dei bisogni nazionali e di condurre il Paese all’autosufficienza e all’indipendenza economica.
L’economia della Repubblica Islamica dell’Iran si fonda su tre settori: statale, cooperativo e privato. Il settore pubblico comprende tutte le maggiori industrie, le industrie primarie, il commercio con l’estero, le grandi miniere, il sistema bancario, il sistema assicurativo, i programmi relativi alle fonti di energia, le maggiori dighe e i sistemi di irrigazione, la radio e la televisione, le poste, i telegrafi e la telefonia, l’aviazione, la navigazione, le ferrovie e le strade, cioè quanto è patrimonio collettivo a disposizione della gestione pubblica. Il settore cooperativo include le società e le imprese cooperative di produzione e distribuzione istituite nelle città e nei centri minori secondo le norme islamiche. Il settore privato comprende i settori dell’agricoltura, dell’industria, dell’allevamento, del commercio e dei servizi che sono complementari alle attività dei settori statale e cooperativo. In ciascuno dei tre settori la proprietà, quando compatibile con gli altri Articoli di questo Titolo, conforme alle leggi islamiche, funzionale al progresso economico e allo sviluppo del Paese, senza nocimento per la società, è pienamente tutelata dalla legge nella Repubblica Islamica dell’Iran. I dettagli riguardanti le norme, le condizioni e i limiti di funzionamento delle attività dei suddetti settori sono fissati a norma di legge.
Le risorse naturali e la ricchezza nazionale, di cui fanno parte le terre incolte o desertiche, le miniere, i mari, i laghi, le paludi, i fiumi e gli altri corsi d’acqua, i boschi, le foreste naturali, i pascoli liberi, le eredità in assenza di eredi, i beni di proprietario sconosciuto e le proprietà collettive confiscate agli usurpatori sono a disposizione dell’autorità statale islamica che ha il compito di disporne a favore dell’interesse della nazione. Modi e termini di utilizzo di ciascuna parte del suddetto patrimonio sono stabiliti a norma di legge.
Ognuno è proprietario del frutto del proprio legittimo lavoro e impresa. Nessuno può accampare il diritto di essere proprietario dei frutti del proprio lavoro per deprivare altri della possibilità di lavorare e intraprendere.
La proprietà privata, purché acquisita con mezzi legali, è rispettata. Le norme a tale proposito sono determinate dalla legge.
Nello sfruttamento delle risorse naturali, nell’utilizzo delle entrate nazionali sul piano regionale, nella distribuzione delle attività economiche fra le regioni e le diverse zone del Paese è proibita qualsiasi discriminazione, così che ciascuna regione abbia accesso al capitale e alle agevolazioni necessarie a seconda dei bisogni e delle potenzialità di sviluppo.
Il governo ha il dovere di confiscare ogni ricchezza proveniente da attività di usura, appropriazione indebita, corruzione, peculato, furto, gioco d’azzardo, sfruttamento illecito di mowqufe14, di contratti e transazioni statali, dalla vendita illegale di terre incolte e di risorse naturali, da centri di corruzione e da altre attività illecite, e di restituirla al legittimo proprietario; nel caso questi non sia noto, le ricchezze di cui sopra vengono assegnate all’erario. Questa disposizione deve essere applicata una volta espletata ogni necessaria inchiesta e acquisite le relative prove, nell’osservanza delle norme religiose.
Nella Repubblica Islamica la protezione dell’ambiente naturale, in cui le generazioni presenti e future devono condurre una vita sociale in costante sviluppo, è dovere di tutti. Pertanto sono proibite tutte le attività economiche o di altro tipo che generino inquinamento o irreversibile distruzione dell’ambiente.
Nessuna tassazione può essere imposta al di fuori di quanto previsto dalla legge. I casi di esonero, condono e riduzione delle imposte sono determinati per legge.
Il Bilancio Nazionale annuale sarà redatto dal Governo e sottoposto all’Assemblea Islamica per l’approvazione nei modi prescritti dalla legge. Qualsiasi modifica al bilancio sarà inoltre assoggettata alle procedure determinate per legge.
Tutte le entrate governative devono essere registrate nella contabilità della Tesoreria Generale. Tutte le spese devono essere effettuate entro i limiti degli stanziamenti approvati secondo la legge.
La Corte dei Conti è sottoposta alla supervisione diretta dell’Assemblea Islamica. Gli uffici, l’organizzazione e l’amministrazione degli affari competenti alla Corte dei Conti sono istituiti a norma di legge a Teheran e nei capoluoghi di regione.
La Corte dei Conti, nei modi previsti dalla legge, revisiona e controlla la contabilità dei Ministeri, degli Enti pubblici, delle Società di diritto pubblico e delle altre organizzazioni che in qualsiasi misura attingano fondi al bilancio statale. La Corte garantisce che nessuna spesa ecceda gli stanziamenti approvati, e che ogni somma sia spesa per gli scopi previsti. La Corte raccoglie la contabilità e la documentazione relativa, e sottopone ogni anno all’Assemblea Islamica il rendiconto dettagliato del Bilancio, unitamente ad una propria valutazione. Tale rendiconto deve essere messo a disposizione del pubblico.
PARTE QUINTA Sovranità Nazionalee Poteri derivanti
L’assoluta sovranità sul mondo e sull’umanità appartiene a Dio, il quale ha voluto che l’umanità fosse sovrana sul proprio destino sociale. Nessuno può privare alcun individuo di tale diritto, che è di derivazione divina, nè asservire tale diritto ad interessi personali o di gruppo. Il popolo eserciterà tale diritto secondo le norme seguenti.
Lo Stato sovrano, nella Repubblica Islamica, è composto dagli organi Legislativo, Esecutivo e Giudiziario, esercitati sotto la supervisione della Wilayat Mutlaq Amr15 e dell’Imamato della Comunità (Ummah), conformemente alle disposizioni seguenti. I tre poteri elencati sono indipendenti l’uno dall’altro. Articolo 58Il potere Legislativo è prerogativa dell’Assemblea Islamica, che è composta di rappresentanti eletti dal popolo. Le leggi varate dall’Assemblea vengono trasmesse, in conformità ad un iter specificato negli articoli seguenti, ai poteri Esecutivo e Giudiziario affinché venga loro data esecuzione.
In questioni di particolare importanza, riguardanti il futuro del Paese, o per argomenti di speciale rilevanza economica, il potere legislativo può essere esercitato tramite l’istituto referendario, con l’appello diretto al voto del popolo. La richiesta di ricorso al referendum deve essere approvata dai due terzi della totalità dei Rappresentanti dell’Assemblea.
Il potere esecutivo è esercitato dal Presidente della Repubblica e dai ministri del governo, salvo i casi in cui, in conformità alla presente Costituzione, tale potere sia prerogativa diretta della Guida Suprema (Rahbar).
Il potere Giudiziario16 è esercitato dai tribunali giudiziari, che devono essere istituiti in conformità alle norme islamiche. Ad essi compete la definizione e risoluzione delle contese, la tutela dei diritti, l’ampliamento e l’amministrazione della giustizia e l’esecuzione delle leggi di Dio.
PARTE SESTA Potere Legislativo
Prima Sezione: l’Assemblea Islamica
L’Assemblea Islamica17 è costituita dai rappresentanti del popolo eletti direttamente dal popolo a scrutinio segreto. I requisiti di elettori e candidati e le modalità delle elezioni saranno determinati a norma di legge.
I Rappresentanti dell’Assemblea Islamica rimangono in carica per quattro anni18. Le elezioni per ciascuna nuova legislatura devono svolgersi prima che la precedente legislatura sia giunta al termine del mandato, in modo che la Repubblica Islamica non sia mai priva di un’Assemblea Islamica.
L’Assemblea Islamica è composta da duecentosettanta Rappresentanti, e dopo il referendum del 1368, ogni dieci anni, nel caso in cui la popolazione del Paese aumenti, considerando le condizioni geografiche, politiche e sociali, verrà aggiunto un ulteriore Rappresentante, fino ad un massimo di venti. Gli Zoroastriani e gli Ebrei eleggeranno, rispettivamente, un Rappresentante; i Cristiani Assiri e i Cristiani Caldei eleggeranno un Rappresentante comune; i Cristiani Armeni eleggeranno un Rappresentante per il Nord ed uno per il Sud. Il numero dei rappresentanti e i limiti delle circoscrizioni elettorali vengono stabiliti dalla legge.
Dopo le elezioni, le sessioni dell’Assemblea Islamica sono considerate valide quando si raggiunge il numero legale di presenze equivalente ai due terzi dei Rappresentanti. La ratifica dei progetti e dei disegni di legge ha luogo in conformità ai regolamenti interni approvati dall’Assemblea stessa, salvo nei casi in cui la Costituzione preveda un quorum speciale. Per l’approvazione dei regolamenti interni è necessaria la maggioranza dei due terzi.
Le modalità relative all’elezione del Presidente dell’Assemblea e del Presidium19, al numero delle Commissioni interne e alla durata del loro incarico, e alle questioni riguardanti i metodi di deliberazione e la disciplina dell’Assemblea sono stabilite dai regolamenti interni dell’Assemblea stessa20.
I Rappresentanti dell’Assemblea, in occasione della prima sessione, devono prestare giuramento e sottoscrivere il seguente testo: “Col Nome di Dio Clemente e Misericordioso, io giuro davanti all’Onnipotente, sul sacro Corano e sul mio onore di impegnarmi a difendere la santità dell’Islam e i frutti della Rivoluzione Islamica, del popolo Iraniano e i principi della Repubblica Islamica, di onorare con fedeltà e giustizia il mandato che il popolo ci ha affidato, di adempiere con lealtà e devozione i doveri di Rappresentante del popolo, di difendere con fermezza l’indipendenza e l’onore del Paese, di salvaguardare con il massimo impegno i diritti di tutti i cittadini, di essere sempre al servizio del popolo, di tutelare l’integrità della Costituzione, e di mantenere come mio unico riferimento, sia nelle parole sia negli scritti, l’indipendenza del Paese, la libertà del popolo e la garanzia del suo benessere.” I Rappresentanti delle minoranze religiose prestano giuramento sui loro rispettivi Libri sacri. I Rappresentanti che non abbiano presenziato alla sessione inaugurale dell’Assemblea prestano giuramento durante la prima sessione cui prendono parte.
In tempo di guerra e di occupazione militare del Paese, su iniziativa del Presidente della Repubblica e dopo l’approvazione dei tre quarti del totale dei Rappresentanti dell’Assemblea e l’assenso del Consiglio dei Guardiani, le elezioni vengono sospese nelle regioni occupate o in tutto il territorio, per un periodo limitato. Nel caso non venga formata una nuova Assemblea, l’Assemblea precedente rimane in carica e continua la propria attività.
I dibattiti dell’Assemblea Islamica devono essere pubblici, e la Radio e il Giornale Ufficiale dello Stato ne devono dare un resoconto completo21. In situazioni di emergenza, quando la sicurezza nazionale lo esiga, su richiesta del Presidente della Repubblica, di uno dei ministri o di dieci Rappresentanti dell’Assemblea, si svolgerà una seduta a porte chiuse. Gli atti legislativi dell’Assemblea varati durante le sedute a porte chiuse assumono valore soltanto se approvati dai tre quarti dei Rappresentanti ed in presenza del Consiglio dei Guardiani. Una volta cessata la situazione di emergenza, il resoconto completo dei dibattiti svoltisi a porte chiuse deve essere portato a conoscenza della pubblica opinione22.
Il Presidente della Repubblica ed i ministri, individualmente o collettivamente, hanno il diritto di partecipare alle sessioni aperte dell’Assemblea e possono essere accompagnati dai rispettivi consiglieri. Il Presidente della Repubblica, i Vice-presidenti ed i ministri sono obbligati a presenziare alle sedute dell’Assemblea qualora i Rappresentanti lo ritengano necessario, e vengono ascoltati se chiedono di prendere la parola. La richiesta al Presidente perché presenzi alla seduta dell’Assemblea Islamica è subordinata all’approvazione della maggioranza dei Rappresentanti.
Seconda Sezione: Poteri e competenze dell’Assemblea Islamica
L’Assemblea Islamica può legiferare in tutti campi, entro i limiti fissati dalla legge costituzionale.
L’Assemblea Islamica non può legiferare in contrasto con i principi e le norme della Costituzione, o della religione ufficiale dello Stato. Il compito di verificare l’applicazione di questo principio è affidato al Consiglio dei Guardiani23, con le modalità di cui all’Art.96.
L’interpretazione delle leggi ordinarie rientra nella giurisdizione dell’Assemblea Islamica. Tuttavia il presente articolo non è in contrasto con il compito del magistrato di interpretare le leggi nell’esercizio della propria funzione.
I disegni di legge di emanazione governativa, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, vengono sottoposti all’Assemblea Islamica. I progetti di legge e le proposte presentate su iniziativa di almeno quindici Rappresentanti dell’Assemblea vengono sottoposti a discussione parlamentare24.
Le mozioni, le proposte e gli emendamenti ai progetti di legge, presentati dai Rappresentanti dell’Assemblea Islamica, e che implichino un calo nelle entrate dello Stato o un incremento delle spese generali, sono suscettibili di dibattito nell’Assemblea solo quando dette mozioni, proposte ed emendamenti includano l’indicazione esplicita dei modi e dei mezzi con cui si intende fronteggiare la diminuzione delle entrate e l’aumento delle uscite.
L’Assemblea Islamica ha il diritto di promuovere inchieste ed effettuare verifiche riguardo ad ogni affare del Paese.
I trattati, i protocolli, i contratti e i concordati internazionali devono essere approvati e ratificati dall’Assemblea Islamica.
Qualsiasi modifica delle frontiere nazionali è proibita, tranne che nel caso di modifiche irrilevanti compatibili con gli interessi della nazione, a condizione che esse non siano di natura unilaterale e non ledano l’indipendenza e l’integrità territoriale del Paese, e che ricevano l’approvazione dei quattro quinti dei Rappresentanti eletti nell’Assemblea Islamica.
E’ proibita la dichiarazione di legge marziale e l’istituzione di un governo militare. In caso di guerra ed in analoghe situazioni di emergenza, il Governo sarà autorizzato ad adottare misure e limitazioni temporanee, con l’approvazione dell’Assemblea Islamica, ma il periodo di vigenza di tali misure urgenti non potrà superare i trenta giorni. Qualora l’emergenza perduri oltre tale termine e le misure adottate debbano rimanere in vigore, il Governo dovrà chiedere alla Assemblea Islamica una nuova autorizzazione.
La concessione o l’ampliamento di prestiti, aiuti e sovvenzioni richiesti senza contropartita all’estero e all’interno del Paese da parte del Governo deve essere approvata dall’Assemblea Islamica.
E’ rigorosamente vietato concedere a stranieri la possibilità di istituire società o fondazioni o imprese ad azionariato pubblico nei settori commerciale, agricolo, industriale, delle miniere e dei servizi25.
L’assunzione di esperti stranieri da parte del Governo è proibita tranne nei casi in cui la loro opera sia assolutamente indispensabile. Tale assunzione non può comunque avere luogo senza l’approvazione dell’Assemblea Islamica.
Gli edifici e le proprietà statali che costituiscano patrimonio della nazione non possono essere alienati se non con l’approvazione dell’Assemblea Islamica, e soltanto quando non si tratti di esemplari unici.
Articolo 84Ciascun membro dell’Assemblea è individualmente responsabile davanti alla nazione, ed in forza della sua carica ha il diritto di esprimere la propria opinione riguardo ad ogni questione che concerna il Paese sul piano interno ed internazionale26.
La carica e la funzione di Rappresentanti dell’Assemblea Islamica sono personali e non possono essere trasferiti ad altri. L’Assemblea Islamica non può delegare il proprio potere legislativo ad altra persona od organismo. Tuttavia, ogniqualvolta ciò si renda necessario, nel rispetto dell’Art. 72, l’Assemblea può demandare alle proprie commissioni interne il compito di redigere alcune leggi. In tale caso le leggi così disposte entreranno in vigore come provvedimenti provvisori e rimarranno vigenti per un periodo di tempo specifico e approvato dall’Assemblea. La loro approvazione definitiva spetterà all’Assemblea Islamica.L’Assemblea Islamica, nel rispetto dell’Art. 72, può demandare alle proprie commissioni interne il compito di approvazione definitiva dello statuto di organizzazioni, ditte, istituzioni statali o dipendenti dallo Stato oppure incaricare il governo per dette approvazioni. In questo caso le approvazioni del governo non devono essere in contrasto con i fondamenti e le norme della religione ufficiale del paese o con la Costituzione. La verifica della conformità di tale approvazioni, nel rispetto dell’Art. 96, è responsabilità del Consiglio dei Guardiani. Le approvazioni del governo devono essere inoltre in conformità alla legge generale del paese.Per verificare la conformità delle approvazioni con la legge, queste devono essere presentate al Presidente dell’Assemblea Islamica.
I Rappresentanti dell’Assemblea Islamica nello svolgimento della propria funzione sono assolutamente liberi di manifestare la propria opinione e di esprimere il proprio voto, e non possono essere perseguiti o arrestati a causa di opinioni manifestate in Assemblea o a causa dei voti espressi in qualità di Rappresentanti dell’Assemblea Islamica.
Il Presidente della Repubblica, dopo aver scelto i suoi ministri e prima di intraprendere ogni altra iniziativa, deve ottenere il voto di fiducia dell’Assemblea Islamica per il suo governo. Inoltre, nel periodo in cui rimane in carica, può chiedere il voto di fiducia dell’Assemblea su questioni rilevanti e controverse e per la formazione del Consiglio dei Ministri.
Ogniqualvolta un quarto dei Rappresentanti dell’Assemblea Islamica rivolga un’interrogazione al Presidente della Repubblica, oppure un Rappresentante dell’Assemblea Islamica rivolga un’interrogazione ad un ministro su argomenti inerenti le responsabilità di quest’ultimo, la persona interpellata ha l’obbligo di presentarsi davanti all’Assemblea Islamica e fornire le opportune risposte entro un periodo massimo di dieci giorni per i ministri e un mese per il Presidente della Repubblica, periodo suscettibile di proroga soltanto per fondati motivi e a discrezione dell’Assemblea Islamica.
1- In determinati casi, quando lo ritengano necessario, i Rappresentanti dell’Assemblea Islamica possono promuovere e sottoporre il Consiglio dei Ministri o un singolo ministro ad una mozione di sfiducia. La mozione di sfiducia può essere discussa dall’Assemblea Islamica solo quando venga avanzata per iscritto e firmata da almeno dieci Rappresentanti. Il Consiglio dei Ministri o il ministro chiamato in causa devono presentarsi davanti all’Assemblea entro dieci giorni dalla presentazione della mozione, rispondere alle questioni sollevate e chiedere il voto di fiducia. Nel caso in cui il Consiglio dei Ministri o il ministro non si presentino per rispondere alla mozione, i Rappresentanti forniranno chiarimenti in merito alla mozione presentata e l’Assemblea Islamica potrà, a propria discrezione, ratificare un voto di sfiducia. Se l’Assemblea Islamica non concederà il proprio voto di fiducia, il Consiglio dei Ministri o il ministro interpellato verranno rimossi dai rispettivi incarichi. In entrambi i casi i singoli ministri oggetto della mozione di sfiducia non potranno far parte del nuovo Consiglio dei Ministri che verrà costituito per succedere al precedente.2- Nel caso in cui minimo un terzo dei Rappresentanti dell’Assemblea Islamica sottoponga il Presidente del Repubblica a mozione di sfiducia per rispondere ai casi di sua responsabilità in quanto Presidente del potere esecutivo, il Presidente della Repubblica deve presentarsi all’Assemblea entro un mese dalla presentazione della mozione di sfiducia e rispondere adeguatamente alle questioni sollevate. Nel caso in cui la maggioranza di due terzi dei Rappresentanti dell’Assemblea Islamica, dopo avere ascoltato le parole del Presidente della Repubblica e quelle dei Rappresentanti a favore e sfavore della mozione di sfiducia, voti una dichiarazione d’incompetenza del Presidente della Repubblica, in conformità al punto 10 dell’ Art.110, la questione verrà presentata alla Guida Suprema.
Chiunque ritenga di dover contestare il funzionamento dell’Assemblea Islamica, dell’Esecutivo o delle strutture del Sistema Giudiziario, può inoltrare per iscritto le proprie rimostranze all’Assemblea Islamica, che ha il dovere di compiere indagini in merito e di rispondere in misura adeguata. Nei casi in cui la contestazione riguardi il Potere Esecutivo o il Potere Giudiziario, l’Assemblea Islamica affida ad essi il compito di eseguire indagini e di fornire adeguate risposte, e ne comunica il risultato entro un periodo di tempo ragionevole. Qualora l’oggetto della rimostranza sia ritenuto di interesse generale, il risultato viene reso pubblico dall’Assemblea Islamica.
Allo scopo di tutelare la Costituzione ed i principi Islamici, assicurando che nessun atto legislativo ratificato dall’Assemblea Islamica sia in contrasto con essi, viene istituito un Consiglio dei Guardiani composto dai seguenti membri: 1. Sei Giuristi islamici (fuqaha) qualificati, esperti di Giurisprudenza Islamica, conoscitori delle esigenze del mondo contemporaneo e delle convenienze del tempo presente. La nomina di questi sei Membri è prerogativa della Guida Suprema. 2. Sei Giuristi esperti e qualificati nei diversi rami del diritto, scelti fra quelli di fede Islamica, proposti all’Assemblea Islamica dal Presidente dell’Organo Giudiziario27 e incaricati con voto dell’Assemblea stessa.
I Membri del Consiglio dei Guardiani sono eletti e rimangono in carica per sei anni. Limitatamente al periodo iniziale di attività, dopo i primi tre anni di vigenza la metà dei Membri di ciascuno dei due gruppi di Giuristi, selezionata mediante sorteggio, viene sostituita da pari numero di nuovi eletti28.
Quando non è costituito il Consiglio dei Guardiani, l’Assemblea Islamica non ha facoltà di legiferare, eccettuati i casi di ratifica del mandato dell’Assemblea e di elezione dei sei Giuristi membri del Consiglio dei Guardiani.
Tutti gli atti legislativi ratificati dall’Assemblea Islamica devono essere sottoposti all’esame del Consiglio dei Guardiani. Il Consiglio dei Guardiani, entro un periodo di dieci giorni, deve verificare che il contenuto di ciascun atto legislativo non si ponga in contrasto con i principi islamici e con i principi della Costituzione. Qualora siano individuati casi di mancata conformità ai suddetti principi, l’atto legislativo in questione viene rinviato all’Assemblea Islamica per esservi riesaminato. Qualora invece l’atto legislativo risulti conforme, esso entra in vigore ed è suscettibile di applicazione29.
Il Consiglio dei Guardiani, se ritiene che dieci giorni costituiscano un periodo di tempo insufficiente per il completamento della verifica di un atto legislativo, può chiedere all’Assemblea Nazionale una proroga di ulteriori dieci giorni motivando adeguatamente tale richiesta.
Il parere favorevole alla conformità ai principi islamici di un atto legislativo ratificato dall’Assemblea Islamica è valido quando espresso dalla maggioranza dei Giuristi religiosi membri del Consiglio dei Guardiani. Il parere favorevole alla conformità di un atto legislativo alla Costituzione è valido quando espresso dalla maggioranza di tutti i dodici Membri del Consiglio dei Guardiani.
I Membri del Consiglio dei Guardiani hanno facoltà di presenziare alle sessioni dell’Assemblea Islamica quando vi si discutono i disegni di legge governativi, allo scopo di accelerare i tempi. Tuttavia quando l’Assemblea Islamica inserisce nell’ordine del giorno un progetto di legge con caratteristiche di urgenza o emergenza, i Membri del Consiglio dei Guardiani hanno l’obbligo di essere presenti alla seduta e di esprimere la propria opinione a riguardo del testo esaminato.
L’interpretazione della Costituzione è prerogativa del Consiglio dei Guardiani, che delibera con la maggioranza dei tre quarti dei suoi membri.
Al Consiglio dei Guardiani è affidata la supervisione delle elezioni dell’Assemblea degli Esperti, del Presidente della Repubblica, delle elezioni dei Rappresentanti dell’Assemblea Islamica e dei referendum30.
PARTE SETTIMA I Consigli
Al fine di ottenere una rapida attuazione dei programmi sociali, economici, relativi allo sviluppo, al sistema sanitario, alla cultura, all’educazione, e di altri programmi di assistenza, con la cooperazione del popolo e con particolare riguardo alle esigenze locali, l’amministrazione di ogni villaggio, distretto rurale, circoscrizione, città, provincia e regione sarà gestita sotto la supervisione di un Consiglio (rispettivamente di Villaggio, di Distretto, di Città, di Provincia, di Regione), i cui Membri saranno eletti dalla popolazione del luogo31. I requisiti di elettori e candidati, come i loro doveri e responsabilità, le procedure elettive, le modalità di attuazione dell’esercizio della supervisione da parte di tali Consigli e la conseguente struttura gerarchica saranno stabiliti dalla legge, in ottemperanza ai principi di unità nazionale e integrità territoriale della Repubblica Islamica dell’Iran, lealtà nei confronti del Governo centrale e fedeltà all’ordinamento della Repubblica Islamica dell’Iran.
Al fine di prevenire discriminazioni e pregiudizi, e di sollecitare la cooperazione nell’elaborazione dei programmi di assistenza e sviluppo delle regioni, e di assicurare l’opportuna vigilanza sull’attuazione coordinata di tali programmi, verrà istituito l’Alto Consiglio delle Regioni, composto di Rappresentanti dei Consigli Regionali. Le relative modalità di costituzione e le funzioni dell’Alto Consiglio saranno determinate da apposita legge.
L’Alto Consiglio delle Regioni ha diritto, nell’ambito dei propri doveri e responsabilità, di presentare e sottoporre all’Assemblea Islamica, direttamente o tramite il Governo, progetti di legge, i quali devono essere presi in esame dall’Assemblea stessa.
I governatori delle regioni, delle province, dei distretti, e le altre autorità nominate dal Governo centrale sono obbligati al rispetto delle decisioni dei Consigli locali nei limiti dei poteri di questi ultimi.
Al fine di garantire il principio islamico di giustizia, e di assicurare la comune collaborazione nell’elaborazione dei programmi relativi allo sviluppo economico nei settori della produzione, dell’industria e dell’agricoltura, verranno istituiti Consigli composti dai rappresentanti degli operai, dei contadini, dei dirigenti e degli altri lavoratori; nei settori dell’istruzione, dell’amministrazione e degli altri servizi verranno costituiti Consigli composti dai rappresentanti degli impiegati. Le norme per la costituzione di tali Consigli, e i loro doveri e prerogative, verranno definiti da apposite leggi.
Le decisioni adottate dai Consigli non devono porsi in contrasto con i principi islamici e con le leggi del Paese.
Lo scioglimento dei Consigli è vietato, tranne che nei casi in cui si provi la loro inadempienza alle mansioni previste dalla legge. La prerogativa di verificare le decisioni dei Consigli, e di codificare le procedure per il loro scioglimento o ricostituzione, verrà determinata da apposita legge. Nel caso di controversia riguardante il suo scioglimento, ciascun Consiglio ha diritto di rivolgersi al Tribunale competente, ed il Tribunale ha il dovere di pronunciarsi in merito alla richiesta del Consiglio con procedura d’urgenza.
PARTE OTTAVA La Guida o il Consiglio della Guida
PARTE NONA Potere Esecutivo
Prima Sezione: La Presidenza e i Ministri
La Presidenza della Repubblica è la più alta carica ufficiale del Paese dopo quella della Guida Suprema. Il Presidente della Repubblica è responsabile dell’esecuzione della Legge Costituzionale, e dirige il potere esecutivo tranne nei casi di responsabilità diretta della Guida36.
Il Presidente è eletto direttamente dalla popolazione e rimane in carica quattro anni. La sua rielezione è ammessa per un solo periodo consecutivo al primo.
Il Presidente viene eletto fra le personalità di rilievo in campo religioso e politico che siano in possesso dei seguenti requisiti: origine iraniana per nascita da genitori iraniani, nazionalità iraniana, capacità direttive testimoniate da precedenti esperienze, affidabilità e virtù, lealtà nei confronti dei princìpi della Repubblica Islamica dell’Iran e della religione dello Stato.
Coloro che aspirano all’elezione alla carica di Presidente devono presentare ufficialmente la propria candidatura prima dell’inizio delle elezioni. Le norme relative alle modalità di svolgimento delle elezioni verranno determinate con un’apposita legge.
Il Presidente è eletto con la maggioranza assoluta dei voti. Tuttavia, qualora nella prima tornata elettorale nessuno dei candidati ottenga tale maggioranza, viene indetta una seconda tornata di votazioni nella giornata di venerdì della settimana successiva, e soltanto i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di suffragi al primo turno possono partecipare alla seconda elezione. Analogamente, nel caso in cui uno o più fra i candidati che abbiano ottenuto il più alto numero di voti al primo turno ritirassero la propria candidatura, tra i rimanenti candidati verrebbero ammessi alla seconda tornata di votazione i due che avessero ottenuto più suffragi nella votazione precedente.
Ai sensi dell’Art. 99 di questa Costituzione, la responsabilità di controllare lo svolgimento delle elezioni presidenziali spetta al Consiglio dei Guardiani. Nel periodo precedente la formazione del primo Consiglio dei Guardiani il compito verrà affidato ad un Organismo appositamente costituito per legge.
L’elezione del nuovo Presidente deve avere luogo almeno un mese prima che si concluda il mandato presidenziale precedente. Nell’intervallo fra l’avvenuta elezione del nuovo Presidente e la conclusione del mandato del suo predecessore, i doveri presidenziali sono responsabilità del Presidente precedentemente in carica.
Nel caso in cui nei dieci giorni precedenti l’elezione si verifichi il decesso di uno dei candidati alla carica di Presidente, la cui eleggibilità sia già stata verificata in base a questa Costituzione, l’elezione stessa viene posticipata di due settimane. La medesima procedura si applica nel caso in cui, durante l’intervallo fra la prima e la seconda tornata di votazioni, si verifichi il decesso di uno dei due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti nel primo turno elettorale.
Il Presidente della Repubblica eletto presta giuramento davanti all’Assemblea Islamica riunita in sessione speciale alla presenza del Presidente dell’Organo Giudiziario e dei Membri del Consiglio dei Guardiani, apponendo la propria firma in calce al seguente testo: “Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso Io sottroscritto, in qualità di Presidente della Repubblica, dinanzi al sacro Corano e di fronte al popolo iraniano, giuro su Iddio Altissimo e Onnipotente di difendere la religione ufficiale dello Stato, la Repubblica Islamica e la Costituzione del Paese; di consacrare ogni mia forza e capacità al rispetto ed al compimento delle mie responsabilità; di dedicarmi al servizio del popolo e alla dignità del Paese, alla diffusione della religione e della moralità; di tutelare il diritto e diffondere la giustizia; di astenermi da qualsiasi arbitrio; di salvaguardare la libertà e la dignità degli individui e i diritti del popolo riconosciuti a tutti gli individui dalla Costituzione; di non risparmiare alcuno sforzo nel difendere e custodire i confini del Paese tutelandone l’indipendenza politica, economica e culturale. Con l’aiuto di Dio e seguendo l’esempio del Profeta dell’Islam e dei Puri Imam (la pace sia con loro), giuro di onorare con onestà e dedizione il mandato che il popolo mi ha affidato in sacro pegno e di trasmetterlo a chi verrà scelto dal popolo dopo di me”.
Il Presidente della Repubblica, nei limiti dei suoi poteri e dei doveri conferitigli dalla Costituzione o dalle leggi ordinarie, è responsabile delle sue azioni di fronte al popolo, alla Guida Suprema e all’Assemblea Islamica.
Il Presidente controfirma le leggi approvate dall’Assemblea Nazionale ed i risultati dei referendum dopo che essi abbiano seguito l’iter prescritto e siano stati sottoposti al Presidente. Il Presidente li trasmette poi alle autorità competenti responsabili della loro esecuzione.
Il Presidente della Repubblica nell’adempimento del proprio dovere può scegliere dei Vicepresidenti. Il Primo Vicepresidente, in accordo con il Presidente della Repubblica, dirige il Consiglio dei Ministri ed è a sua volta responsabile del coordinamento delle attività degli altri Vicepresidenti. Articolo 125Il Presidente, o un suo rappresentante legale, è incaricato della firma dei trattati, delle convenzioni, degli accordi stipulati dal Governo dell’Iran con i Governi di altri Stati, come pure degli accordi raggiunti negli Organismi internazionali, previa approvazione da parte dell’Assemblea Islamica.
Il Presidente della Repubblica ha la responsabilità diretta della programmazione economica e finanziaria e degli affari amministrativi del Paese, ed ha la facoltà di delegare ad altri l’amministrazione di essi.
Il Presidente della Repubblica, nel caso necessario e con l’approvazione del Consiglio dei Ministri, può nominare uno o più rappresentanti speciali con poteri predefiniti. In questo caso tutte le decisioni del rappresentante avranno lo stesso valore di quelle del Presidente della Repubblica o del Consiglio dei Ministri.
Gli Ambasciatori verrano nominati su proposta del Ministro degli Affari Esteri e con l’approvazione del Presidente della Repubblica. Il Presidente firma le credenziali degli ambasciatori iraniani destinati in altri Stati e riceve le credenziali presentate dagli ambasciatori stranieri in Iran.
E’ prerogativa del Presidente il conferimento dei riconoscimenti onorifici dello Stato.
Il Presidente della Repubblica consegna le sue dimissioni alla Guida Suprema e continua a svolgere i suoi doveri finchè le sue dimissioni non saranno accettate.
In caso di decesso, dimissioni o destituzione del Presidente della Repubblica, o nel caso di malattia nella quale la sua assenza si protragga oltre il periodo di due mesi, oppure nel caso in cui finisca il suo mandato e per qualche ostacolo non sia stato eletto il nuovo Presidente, il suo Primo Vicepresidente, con il consenso della Guida, ha il compito di svolgere i doveri del Presidente della Repubblica e un consiglio composto dal Presidente dell’Assemblea Islamica, il Presidente dell’Organo Giudiziario e il Primo Vicepresidente ha il compito di provvedere ad organizzare l’elezione del nuovo Presidente entro il termine massimo di cinquanta giorni; nel caso di decesso del Primo Vicepresidente oppure di inabilità ad adempiere ai suoi doveri, o nel caso in cui il Presidente della Repubblica non abbia scelto il Primo Vicepresidente, la Guida Suprema affiderà l’incarico ad un’altra persona.
Nel periodo in cui la carica presidenziale è assunta dal Primo Vicepresidente oppure da altra persona eletta in conformità dell’Art. 131, non può essere depositata la mozione di sfiducia nei confronti dei ministri o proposto il voto di sfiducia verso qualsiasi ministro, né è lecito procedere a revisioni della Costituzione o proporre un referendum.
I ministri vengono scelti dal Presidente della Repubblica e presentati all’Assemblea Islamica per riceverne il voto di fiducia. Con il rinnovo dell’Assemblea non è neccessario chiedere nuovamente il voto di fiducia. Il numero dei ministri e l’ambito delle rispettive competenze e giurisdizioni sono determinati da apposita legge37.
Il Consiglio dei Ministri è presieduto dal Presidente della Repubblica, che vigila sull’attività dei ministri stessi, adotta le misure necessarie al coordinamento delle decisioni del governo – in collaborazione con i ministri – ed applica la legge.In caso di disaccordo o controversia nei doveri legali di enti statali, purché non sia necessario interpretare o cambiare la legge, la decisione del Consiglio dei Ministri approvata dal Presidente della Repubblica è esecutiva.Il Presidente della Repubblica è responsabile del proprio operato nello svolgimento delle funzioni del Consiglio dei Ministri davanti all’Assemblea Islamica.
I ministri rimangono in carica fino alla destituzione e fino a quando godono della fiducia dell’Assemblea38. Il Consiglio dei Ministri, oppure ogni ministro, presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica. Il Consiglio dei Ministri rimane in carica sino alla formazione di un nuovo Consiglio dei Ministri.Il Presidente della Repubblica può nominare un responsabile per un massimo di tre mesi onde adempiere i doveri di ogni Ministero senza ministro.
Il Presidente della Repubblica ha il potere di destituire i ministri. Il nuovo ministro deve quindi ottenere il voto di fiducia dell’Assemblea Islamica. Nel caso in cui, dopo che il Consiglio dei Ministri abbia ottenuto il voto di fiducia dell’Assemblea, vengano sostituiti la metà dei ministri, il governo deve chiedere di nuovo la fiducia dell’Assemblea.
Ciascun ministro è responsabile, davanti all’Assemblea e al Presidente della Repubblica, del proprio operato nello svolgimento delle proprie funzioni, e nel caso delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri, è responsabile anche dell’operato degli altri ministri.
Oltre ai casi in cui il Consiglio dei Ministri o un singolo ministro siano competenti e responsabili dell’elaborazione dei regolamenti esecutivi delle leggi, il Consiglio dei Ministri ha il diritto di emanare decreti e regolamenti per lo svolgimento delle funzioni amministrative, per l’applicazione delle leggi e per l’ordinamento degli organismi amministrativi. Ciascun ministro, nell’ambito delle proprie funzioni e dei decreti del Consiglio dei Ministri, ha la facoltà di elaborare regolamenti ed emettere circolari il cui contenuto non deve essere contrario alla lettera e allo spirito della legge.Il governo ha la facoltà di concedere l’approvazione di alcuni affari relativi ai suoi doveri a commissioni composte da ministri; dette approvazioni saranno esecutive dopo l’approvazione del Presidente della Repubblica, purchè siano legalmente lecite.I decreti, regolamenti e approvazioni di tali commissioni, oltre ad essere pubblicati, saranno presentati al Presidente dell’Assemblea Islamica che, nel caso in cui li ritenga contrari alla legge, a sua volta li rimanda al Consiglio dei Ministri per la rivisione.
Qualsiasi proposta di soluzione a controversie riguardanti la proprietà pubblica o governativa o di deferimento delle medesime questioni a un arbitrato è soggetta all’approvazione del Consiglio dei Ministri, e deve essere comunicata all’Assemblea Islamica. Nel caso in cui la controparte nella vertenza sia straniera, o la questione assuma rilevante importanza interna di interesse generale, è necessaria l’approvazione da parte dell’Assemblea Islamica. L’importanza dei singoli casi è specificata da apposita legge.
Qualora il Presidente della Repubblica, i suoi Vicepresidenti o uno dei ministri siano accusati di aver commesso reati comuni, il procedimento giudiziario è di competenza del Tribunale ordinario. Di tale procedimento deve essere informata l’Assemblea Islamica.
Il Presidente, i Vicepresidenti, i ministri e i dipendenti dello Stato non possono svolgere più di un lavoro statale, né possono svolgere alcuna altra attività in enti od organizzazioni il cui capitale sia interamente o in parte di proprietà del governo o di istituzioni pubbliche. Inoltre essi non possono lavorare come avvocati nei tribunali giudiziari, come consulenti legali, Rappresentanti nell’Assemblea Islamica né ricoprire la carica di presidente, direttore amministrativo o membro del comitato direttivo in alcun tipo di società privata, eccettuate le società cooperative di istituzioni e fondazioni. Il divieto non si applica agli incarichi di tipo educativo nelle Università e negli istituti di ricerca.
Il patrimonio della Guida, del Presidente della Repubblica, dei Vicepresidenti, dei ministri del governo, delle loro mogli e dei loro figli sono sottoposti all’ispezione del Presidente dell’Organo Giudiziario prima dell’entrata in carica e dopo il termine del mandato, per verificare che nessuna proprietà sia stata acquisita in modo illegale.
Terza Sezione: L’Esercitoe il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione
L’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran ha il compito di difendere l’indipendenza e l’integrità territoriale del Paese e di tutelare il sistema repubblicano islamico della nazione.
L’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran è un esercito islamico, a base popolare ed ideologicamente ispirato; esso recluterà persone competenti, fedeli agli ideali della Rivoluzione Islamica e pronte al sacrificio per la loro realizzazione.
Nessuno straniero può essere reclutato nell’esercito o nelle forze di polizia del Paese.
E’ vietata l’installazione in Iran di basi militari straniere anche quando proposta per scopi di pace.
In tempo di pace, il Governo deve servirsi degli uomini e dell’equipaggiamento tecnico dell’esercito in opere di assistenza nei settori dell’educazione scolastica e della produzione curati dai Corpi della Ricostruzione, nel pieno rispetto dei precetti della giustizia islamica, a condizione che la preparazione militare dell’esercito non ne venga danneggiata.
E’ vietato qualsiasi utilizzo a scopo personale dei mezzi dell’esercito, come pure l’uso personale dei suoi membri in qualità di attendenti o autisti o per attività analoghe.
La promozione e la degradazione del personale militare sono regolamentate dalla legge.
In conformità al sacro Versetto coranico “E preparate tutte le forze che potrete raccogliere e i cavalli addestrati per incutere paura al nemico di Allah e vostro e altri ancora che voi non conoscete ma che Allah conosce” (8: 60), il governo ha il dovere di mettere a disposizione di tutto il popolo le opportunità e gli strumenti necessari per l’addestramento militare in base alle norme islamiche, così che tutti i cittadini della nazione siano in grado di provvedere alla difesa armata del Paese e della Repubblica Islamica dell’Iran. Tuttavia, il possesso di armi deve essere autorizzato dalle autorità competenti.
PARTE DECIMA Politica estera
La politica estera della Repubblica Islamica si fonda sul rifiuto di tutte le forme di dominio o di oppressione, sulla tutela della completa indipendenza ed integrità territoriale del Paese in difesa dei diritti di tutti i musulmani, sul non-allineamento nei confronti delle potenze egemoni e sull’instaurazione di rapporti reciprocamente amichevoli con gli Stati non aggressivi.
E’ vietata la stipula di qualsiasi patto che implichi un’egemonia straniera sulle risorse naturali, economiche, culturali e militari del Paese e su ogni altra sua prerogativa.
La Repubblica Islamica dell’Iran aspira alla felicità degli esseri umani in tutte le società e riconosce l’indipendenza, la libertà ed il governo della giustizia quali diritti universali di cui tutti i popoli del mondo devono godere. Di conseguenza, mentre si asterrà dall’interferire negli affari interni delle altre nazioni, la Repubblica Islamica sosterrà in tutto il mondo ogni lotta legittima di popoli sfruttati contro i loro oppressori.
La Repubblica Islamica dell’Iran può concedere asilo politico ad individui che cerchino rifugio in Iran, con l’esclusione di coloro che, in conformità alle leggi dell’Iran, fossero riconosciuti traditori e criminali.
PARTE UNDECIMA Potere Giudiziario
Il Giudiziario39 è un potere indipendente che tutela i diritti individuali e collettivi del popolo ed è responsabile dell’amministrazione della giustizia. Il Giudiziario ha inoltre il dovere di adempiere i seguenti compiti: 1) Inchieste ed emissione di sentenze nei casi di offesa, querela, trasgressione, soluzione dei casi di richiesta di riconoscimento di diritti, composizione di controversie e vertenze, adozione delle opportune decisioni nelle questioni incontestabili stabilite dalla legge. 2) Consolidamento dei diritti collettivi e promozione della giustizia e delle libertà legittime. 3) Controllo sulla retta applicazione della legge. 4) Individuazione dei reati e delle offese, messa in stato di accusa e punizione dei rei ed applicazione delle norme della giustizia islamica. 5) Adozione delle misure opportune per la prevenzione del crimine e la redenzione dei criminali.
Affinché le responsabilità dell’Organo Giudiziario siano adempiute, nell’ambito giuridico, amministrativo e esecutivo viene incaricato per una durata di cinque anni, da parte della Guida Suprema, un giurista islamico qualificato, esperto di Giurisprudenza Islamica e con opportune capacità amministrative, a Presidente dell’Organo Giudiziario, ovvero la suprema Autorità giudiziaria.
Il Presidente dell’Organo Giudiziario ha i seguenti compiti: 1) Creazione delle strutture40 più opportune per l’attuazione di quanto indicato nell’Art. 156. 2) Elaborazione di disegni di leggi giudiziarie conformi ai principi della Repubblica Islamica. 3) Assunzione in servizio di giudici di provata competenza ed equità, loro nomina e rimozione dall’incarico, assegnazione di mansioni e trasferimenti, ed altre funzioni amministrative in conformità alla legge41.
L’autorità ufficiale per le indagini su controversie e querele dipende dal Ministero della Giustizia. L’organizzazione e la giurisdizione delle Corti di Giustizia sono stabilite per legge.
Il Ministro della Giustizia è responsabile di tutte le questioni riguardanti i rapporti del potere giudiziario con i poteri legislativo ed esecutivo, e viene eletto tra i candidati proposti dal Presidente dell’Organo Giudiziario al Presidente della Repubblica.Il Presidente dell’Organo Giudiziario ha la facoltà di affidare tutti gli affari economici, amministrativi e l’assunzione del personale, ad eccezione dei giudici, al Ministro della Giustizia.
La Corte Suprema42 viene istituita, in base ai criteri stabiliti dal Presidente dell’Organo Giudiziario, allo scopo di verificare la corretta applicazione delle leggi nei tribunali, mantenere l’univocità nell’applicazione delle procedure giudiziarie ed adempiere alle responsabilità affidatele dalla legge.
Il Presidente della Corte Suprema ed il Procuratore Generale sono scelti fra i massimi giuristi islamici di provata equità, vengono nominati dal Presidente dell’Organo Giudiziario con la consultazione dei giudici della Corte Suprema e rimangono in carica per cinque anni.
I requisiti e le qualifiche dei membri del sistema giudiziario sono stabiliti per legge in conformità ai principi della giurisprudenza islamica43.
Il giudice non può essere destituito dal suo incarico né provvisoriamente né definitivamente se non a seguito di processo e solo dopo che sia stato accertato un suo reato o infrazione che comporti la destituzione dall’incarico. Il giudice non può essere trasferito dalla sua sede di servizio o destinato ad incarico diverso senza il suo consenso, se non nei casi in cui lo richieda l’interesse generale. Tale decisione deve ottenere l’approvazione da parte del Presidente dell’Organo Giudiziario.Il trasferimento periodico dei giudici avviene in conformità ai regolamenti generali stabiliti a norma di legge e su decisione del Presidente dell’Organo Giudiziario, dopo aver consultato il Presidente della Corte Suprema e il Procuratore Generale.
Le sessioni dei processi penali hanno luogo in sede aperta ed alla presenza del pubblico con l’eccezione dei casi in cui il tribunale decida che la presenza del pubblico sia incompatibile con la morale comune, e quando, nell’ambito di controversie private, le parti richiedano che il processo abbia luogo a porte chiuse.
Le sentenze dei tribunali devono fondarsi su prove e motivazioni sufficienti ed in forza delle norme e dei principi di legge.
Il giudice ha il dovere di compiere ogni tentativo per individuare nelle leggi codificate le norme applicabili a ciascuna controversia. Qualora ciò non sia possibile, egli emette la sentenza più opportuna in riferimento a fonti islamiche degne di fede o a precedenti sentenze e pareri ufficiali emessi da autorità religiose riconosciute44. Il giudice non può rifiutarsi di indagare nel merito di alcuna controversia né astenersi dall’emettere la relativa sentenza adducendo a pretesto il silenzio in proposito delle leggi codificate, o loro ambiguità, deficienze o lacune. Articolo 168Il processo per reati politici e di stampa si svolge nei tribunali giudiziari in sessione aperta al pubblico ed alla presenza di una giuria. Le modalità di scelta dei membri della giuria, i loro requisiti di eleggibilità e la loro giurisdizione, come pure la definizione di reato politico, saranno stabiliti dalla legge in conformità alle norme islamiche.
Nessuna azione né omissione può essere considerata reato in base a una legge entrata in vigore successivamente al suo verificarsi.
I giudici del tribunali giudiziari devono astenersi dall’applicare quei decreti o regolamenti varati dal governo che siano provati contrari alle leggi e alle norme islamiche o travalichino le competenze del Potere Esecutivo. Qualsiasi persona ha il diritto di rivolgersi ai tribunali amministrativi per chiedere l’invalidamento di tali leggi e regolamenti.
Nel caso in cui una persona subisca danno morale o materiale a seguito di errore doloso o colposo commesso da un giudice, e la colpevolezza del giudice sia stata provata, il giudice ne è responsabile in conformità alle norme islamiche. Nel caso in cui il danno sia da ascriversi a responsabilità governativa, esso viene risarcito dal governo. In tali casi l’accusato viene riabilitato.
Per indagare su reati connessi ai doveri specifici, militari o di sicurezza, dei membri dell’Esercito, della Gendarmeria, della Polizia e del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, si istituiscono, in conformità alla legge, tribunali militari incaricati di adempiere a tale funzione. Tuttavia, i reati comuni commessi dai medesimi membri, o i reati da essi perpetrati nella loro funzione di amministrazione della giustizia, vengono giudicati presso i tribunali ordinari. I tribunali militari ed i relativi procuratori sono parte integrante del sistema giudiziario del Paese ed in quanto tali sono soggetti alle normative riguardanti questo sistema.
Il Tribunale Amministrativo viene istituito, sotto il controllo del Presidente dell’Organo Giudiziario, allo scopo di indagare e sentenziare riguardo a querele e proteste del popolo contro funzionari, membri, strutture o regolamenti del governo, e di accertare i relativi diritti ed amministrare la giustizia. La giurisdizione e le procedure per il funzionamento di questo Tribunale sono determinate per legge.
Per l’attuazione del diritto del potere giudiziario di controllare il corretto svolgimento delle attività e l’opportuna applicazione delle leggi negli uffici amministrativi, viene istituito l’Ispettorato Generale dello Stato, sotto la supervisione del Presidente dell’Organo Giudiziario. La giurisdizione e le procedure per il funzionamento di questa Istituzione sono determinate dalla legge.
PARTE DODICESIMA la Radio-Televisione
Alla Radio-Televisione della Repubblica Islamica dell’Iran deve essere garantita la libertà di parola e di pensiero, in conformità ai principi islamici ed all’interesse del paese. La nomina e destituzione del Presidente della Radio-Televisione della Repubblica Islamica dell’Iran è di competenza della Guida Suprema. Un consiglio composto dai rappresentanti del Presidente della Repubblica, del Presidente dell’Organo Giudiziario e dell’Assemblea Islamica45 supervisionerà le attività della Radio-Televisione.La legge stabilisce le modalità di gestione e di supervisione di tale attività.
PARTE TREDICESIMA Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale
Allo scopo di garantire l’interesse nazionale e proteggere la Rivoluzione Islamica, l’integrità territoriale e la sovranità nazionale, viene istituito il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, presieduto dal Presidente della Repubblica con i seguenti compiti:
1- Determinare le politiche difensive e di sicurezza del paese in conformità alle politiche generali determinate dalla Guida.2- Coordinare le attività politiche, d’informazione, sociali, culturali ed economiche del paese relative al piano generale di sicureza e difesa.3- Utilizo delle risorse materiali e spirituali del paese contro ogni genere di minaccia proveniente dall’interno e dall’esterno del paese.
I membri del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale sono:- I Capi dei tre Poteri dello Stato- Il Commandante del quartier generale delle forze armate- Il responsabile della programmazione economica e finanziaria- Due rappresentati scelti dalla Guida- I ministri degli Affari Esteri, degli Interni e dei Servizi d’Informazione – Il Comandante Generale delle Forze Armate e dei Guardiani delle Rivoluzione e, a seconda del caso, il ministro di competenza. Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, in conformità ai suoi doveri, ha facoltà di istituire consigli secondari come il Consiglio di Difesa ed il Consiglio di Sicurezza del paese.Dirigere i consigli secondari è prerogativa del Presidente della Repubblica o di uno dei membri del Consiglio Supremo nominato dal Presidente della Repubblica.I limiti dell’adempimento dei doveri e l’esercizio del potere dei consigli secondari sono determinati per legge, e loro riunioni vengono convocate dal Consiglio Supremo.Le approvazioni del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale diventano esecutive dopo la conferma della Guida.
PARTE QUATTORDICESIMA Revisione della Costituzione
Note al testo della Costituzione
1. Il calendario persiano inizia il 21 marzo di ogni anno per terminare il 20 marzo successivo. Qui sono precisate le corrispondenti date del calendario occidentale e di quello lunare islamico.
2. Cioè il Testo sacro dell’Islam, il Corano.
3. Il termine Resurrezione non va inteso nell’accezione strettamente cristiana, bensì nell’accezione islamica, e riguarda indistintamente tutti gli uomini: secondo questo concetto, che costituisce uno dei principi fondamentali dell’Islam, nel Giorno del Giudizio ogni individuo, rinato alla vita eterna dopo la morte terrena (cioè passato da uno stato di esistenza a un altro) verrà giudicato da Dio e ricompensato o punito a seconda del comportamento tenuto durante la permanenza in Terra.
4. Il ruolo dell’Imam, o “guida”, è un tratto distintivo dell’Islam Sciita rispetto all’Islam Sunnita. L’Imam esercita la funzione di guida religiosa secondo la triplice ottica del governo islamico, delle prescrizioni islamiche e della direzione della vita spirituale; la sua figura risponde alla necessità di assicurare alla comunità dei credenti un “governo” di garanzia e indirizzo secondo gli orientamenti religiosi.
Gli Sciiti si distinguono dai Sunnniti perché ritengono che la scelta dell’lmam non possa essere di carattere elettivo (cioè provenire dal basso), ma proceda direttamente da Allah e dal suo Profeta: di conseguenza, sulla base di vari passi del Corano e dello Hadith (“Tradizione”) essi ritengono che il ruolo di guida, alla morte del Profeta Mohammad (pace su di lui), spettasse di diritto al genero di lui Ali, in quanto esplicitamente considerato dal Profeta come il più degno e il più vicino a se stesso.
In seguito il dovere di preservare il messaggio divino fu trasmesso ad altri undici Imam, tutti discendenti della Famiglia del Profeta: personalità di grande rilievo storico e soprattutto spirituale condannate al martirio per ordine dei califfi del loro tempo, tranne il dodicesimo, che per volontà divina entrò “in occultazione” nel 329 (939 d.C.), e di cui si attende tuttora il ritorno come salvatore dell’umanità.
5. I disegni di legge, i decreti e le proposte di legge approvati dall’Assemblea Islamica non diventano legge in modo automatico. La Costituzione prevede l’esistenza di un “comitato di saggi” conosciuto come Consiglio dei Guardiani della Costituzione (Shora-ye Negahban-e Qanun-e Assassi, delineato negli Articoli 91-99).
Questo Consiglio è in effetti una sorta di Parlamento di grado superiore dotato del potere di rigettare le risoluzioni approvate dalla “Camera Bassa”, cioè dal Parlamento propriamente detto. Ha il compito di esaminare le leggi varate dai Rappresentanti, confrontarle con le norme canoniche islamiche e con la Costituzione, e in seguito ratificarle oppure rimandarle all’Assemblea Islamica perché vengano emendate. Il Consiglio dei Guardiani si compone di 12 membri (che restano in carica sei anni): sei giuristi islamici e sei giuristi civili. Il primo gruppo è nominato dalla Guida o dal Consiglio Direttivo (cfr. Art. 110), mentre il secondo gruppo è eletto dall’Assemblea Islamica selezionando una rosa di candidati nominati dal Supremo Consiglio Giudiziario (cfr. Artt. 157 e sgg.). Riguardo alla compatibilità delle leggi con le norme islamiche, è valida l’opinione della maggioranza dei sei giuristi islamici, mentre riguardo alla costituzionalità delle leggi è richiesta la maggioranza di tutti i componenti del Consiglio. Il Consiglio dei Guardiani anche il compito di interpretare le disposizioni della Costituzione, ambito nel quale è richiesta la maggioranza dei tre quarti dei suoi membri. Esso inoltre procede alla supervisione delle elezioni presidenziali, delle elezioni generali e dei referendum.
6. La dottrina della wilayat al-faqih costituisce l’asse centrale del pensiero politico Sciita contemporaneo. Essa adotta una concezione politica basata sull’autorità del giurisperito, vale a dire sull’autorità di un giurista retto e competente (Wali Faqih), che si assume la guida del governo durante l’assenza di un Imam infallibile.
7. Il Majlis-e Shora-ye Islami, chiamato per brevità Majlis, è l’Assemblea Islamica (Artt. 62-90 della Costituzione).
8. Cfr, Nota 4.
9. Si tratta di scuole giuridiche tutte interne all’ortodossia islamica; le prime quattro sono sunnite, la quinta è sciita. La Scuola Hanafita fu fondata verso la metà del secolo VIII da Abu Hanifah, di origini persiane, a Kufa nell’odierno Iraq; oggi conta numerosi seguaci soprattutto nell’Asia Centrale, in Afghanistan, India e Pakistan. La Scuola Malekita risale invece a Malik ben Anas, autore della più antica raccolta di Hadith, ed è oggi diffusa soprattutto nell’Africa Settentrionale (Egitto escluso) ed Orientale. Vivono invece nel Bahrein, nel sud dell’Arabia, in Indonesia e in Egitto i seguaci di Ash-Shafi’i, notissimo codificatore della giurisprudenza canonica islamica (Scuola Shafi’ita, sorta nel IX secolo). lbn Hanbal, morto nell’855, fu il fondatore della Scuola Hanbalita, oggi diffusa soprattutto nell’Arabia Saudita. Gli Zayditi sono seguaci del martire Zayd (figlio del quarto lmam dello Sciismo) ucciso nel 737 dal califfo Ummayade Hisham Abdu’l Malik contro la cui tirannia si era ribellato; essi accolgono Ali come primo Imam, e in campo giuridico si attengono al codice di Abu Hanifah.
10. Il Farsi, o neopersiano, appartiene alla famiglia linguistica indoeuropea, ramo “shatam”, gruppo indoiranico (il ramo “shatam”, che comprende l’indoiranico, lo slavo, l’armeno e il lettone-lituano, è così chiamato dalla parola sanscrita shatam, che significa “cento”, perché risponde con il suono “sh” al suono “k” delle altre lingue indoeuropee, quali il greco, il latino, il germanico, il celtico e il tocario: per esempio al termine latino “octo”, cioè “otto”, corrisponde il persiano “hasht”).
Il Farsi si è formato come lingua autonoma circa mille anni fa, e nonostante l’evoluzione subita nel corso dei secoli la lingua in uso oggi è “sostanzialmente la medesima di quella dei grandi capolavori dell’età aurea” (cfr. Giovanni M.D’Erme, Grammatica del Neo-persiano, Napoli 1979). lI medio-persiano, o parsik, lingua dell’età Sassanide (III-VII secolo d.C.), costituisce il “ponte” fra l’antico persiano usato nelle iscrizioni cuneiformi dell’era Achemenide (Vl-IV secolo a.C., a loro volta precedute dal proto-indoiranico) ed il neo-persiano.
Per la scrittura, il Farsi utilizza l’alfabeto arabo, che scorre da destra a sinistra, con l’aggiunta di quattro lettere, ma la sua costruzione grammaticale e sintattica è di tipo indoeuropeo. Il Farsi ha ricevuto massicci prestiti lessicali in primo luogo dall’Arabo, ma anche dal Francese, dal Tedesco e dall’Inglese – soprattutto in questo secolo, e soprattutto per i nomi di oggetti o concetti “moderni” trasmessi dall’Occidente alla cultura persiana. Tuttavia, nel secondo decennio dalla Rivoluzione si è avviata nel Paese un’opera di progressiva sostituzione dei termini arabi ed europei con termini ripresi dal Farsi codificato dai grandi autori classici, direttamente oppure con la giustapposizione di coppie di sostantivi, aggettivi o avverbi Farsi così da poter denominare anche ciò che nei secoli passati non esisteva (per esempio il sostantivo “automobile”, prima tradotto in Iran con “otomobil” o “mashin”, viene tradotto ora con “khodro”, termine formato dal pronome riflessivo “khod” (“se stesso”) e dalla radice “ro” che indica movimento). La giustapposizione è uno dei tre metodi classici con cui il Farsi crea le parole, e la sua estrema flessibilità consente di superare spesso i confini del “vocabolario” classico, com’è tipico degli scrittori persiani contemporanei. I nuovi termini si sono per lo più diffusi grazie alla loro adozione spontanea da parte di scrittori, giornalisti e intellettuali in genere, ed anche tramite un apposito programma televisivo settimanale, nel corso del quale la popolazione viene invitata a proporre le innovazioni che ritiene più efficaci.
11. La cronologia islamica prende avvio dall’Egira (da pronunciarsi con l’accento sulla E), cioè dal viaggio del Profeta avvenuto giovedì 26 settembre (mese di Safar nel calendario lunare) deI 622 d.C., tredici anni dopo l’inizio dello sua predicazione.
Infatti la reazione degli Arabi del tempo, in special modo di coloro che abitavano la città di Mekkah, all’annuncio mohammadiano era stata ostile, anche perché la fede che vi era divulgata metteva in discussione vari interessi economico-politici delle tribù locali; e una serie di persecuzioni anche molto sanguinose aveva colpito i seguaci di Mohammad. Ciò nonostante, il messaggio islamico andava diffondendosi; di conseguenza i notabili meccani decisero di uccidere Mohammad. Ma i quaranta sicari incaricati di assalire la sua casa non ve lo trovarono: durante la notte, il Profeta era partito obbedendo ad una premonizione divina. Come destinazione, Mohammad scelse la città di Yathrib, i cui notabili qualche tempo prima, durante un incontro, gli avevano manifestato la propria disponibilità ad accettare la sua guida nel caso egli si fosse recato presso di loro. Da quel momento Yathrib fu governata secondo la Legge islamica e cambiò nome: si chiamò Medina, cioè “città” per antonomasia, dall’arabo Madinat ar-Rasul, “Città del Profeta”.
Il termine “égira” viene comunemente tradotto con “fuga”; in realtà sarebbe più corretto dal punto di vista linguistico usare il termine “emigrazione”, tenendo presente inoltre che dalla parola araba hijra sono espressi diversi concetti: “allontanamento”, “emigrazione” appunto ma anche “rescissione dei legami tribali”, idea che bene spiega la dimensione allargata che avevano ormai assunto la predicazione e la leadership di Mohammad.
12. Cfr. Nota 1.
13. “Dio è Grande”.
14. Lascito testamentario in beneficenza di un bene di cui un Ufficio pubblico apposito gestisce i frutti a favore di fondazioni di carità.
15. Cfr. Nota 6.
16. Le relative norme sono specificate nella Parte Undecima della Costituzione, Art. 156 e sgg.
17. Il potere legislativo nella Repubblica Islamica è prerogativa non solo dell’Assemblea Islamica, ma anche del Consiglio dei Guardiani, di cui si parla negli Art.91 e sgg. Secondo la Costituzione ogni legge deve essere prima approvata dall’Assemblea Islamica e poi ratificata dal Consiglio dei Guardiani, infine controfirmata dal Presidente della Repubblica, per poter entrare in vigore. Nel 1988, però, altri due Corpi legislativi vennero istituiti dall’Ayatollah Khomeini: il Consiglio per il Discernimento dell’Interesse Superiore dello Stato (cfr. infra, Nota 28) e il Consiglio per la Determinazione delle Politiche della Ricostruzione (cfr. infra, Nota 29). Inoltre il Supremo Consiglio Culturale della Rivoluzione detiene potere legislativo su questioni relative all’educazione.
Come enunciato negli Art. 71 e sgg., l’Assemblea Islamica gode dei seguenti poteri: discutere le mozioni proposte dal governo e i disegni di legge proposti da almeno 15 Rappresentanti; discutere e promuovere inchieste su tutti gli affari nazionali; approvare i trattati, i protocolli, gli accordi e i contratti internazionali; decidere modifiche di importanza non rilevante ai confini del territorio nazionale; approvare la richiesta del governo per la proclamazione della legge marziale per una durata non superiore ai trenta giorni; proporre mozioni di sfiducia nei confronti del Presidente della Repubblica o di uno dei ministri; concedere il voto di fiducia, o negarlo, al governo nel suo insieme o ad uno dei ministri.
18. La prima Assemblea Islamica dopo la Rivoluzione si insediò nel 1980; quindi la legislatura venne rinnovata nel 1984, e in seguito ad ogni scadenza quadriennale.
Sorta di Comitato Esecutivo.
L’Assemblea Islamica ha stabilito un complesso di regolamenti interni che fissa le procedure per dirigere le sessioni, organizzare i dibattiti e le votazioni sui disegni di legge e le mozioni ecc., e determina i compiti delle sue Commissioni. Secondo le norme vigenti, l’Assemblea Islamica è presieduta da un Comitato Direttivo composto da un Presidente (omologo al Presidente della Camera in Italia), due vice-presidenti che dirigono le sessioni in assenza del Presidente, e un certo numero di Segretari e Amministratori.Nell’Assemblea Islamica operano numerose Commissioni permanenti che hanno il compito di espletare le fasi iniziali delle discussione sui disegni di legge e le mozioni. Inoltre possono essere istituite, se necessario, Commissioni specifiche. Gli emendamenti varati nel 1989 ai regolamenti interni dell’Assemblea hanno previsto per le Commissioni un numero di membri variabile tra i 9 e i 15, con l’eccezione della Commissione relativa all’Articolo 90 della Costituzione, che può constare di 15/31 membri.
Le Commissioni permanenti sono le seguenti:
2. Cultura ed Educazione Superiore
3. Guida Islamica, Arti e Comunicazione Sociale
4. Economia e Finanza
5. Programmazione e Bilancio
6. Petrolio
7. Industria e Miniere
8. Lavoro e Affari Sociali, Affari Amministrativi e Occupazione
9. Alloggi, Sviluppo Urbano, Strade e Trasporti
10. Affari Giudiziari e Legali
11. Difesa e Corpo delle Guardie della Rivoluzione
12. Politica Estera
13. Affari Interni e Consigli (dei Consigli si parla nella Parte VII della Costituzione)
14. Salute, Previdenza e Assistenza, Sicurezza Sociale e Mezzaluna Rossa
15. Poste, Telegrafi, Telefoni ed Energia
16. Commercio e Distribuzione
17. Agricoltura e Sviluppo Rurale
18. Organizzazioni ed Enti affiliati all’Ufficio del
19. Corte dei Conti e Bilancio e Finanza dell’Assemblea
20. Istituti della Rivoluzione
21. Commissione Ricorsi Articolo 90 della Costituzione (che ha il compito di condurre inchieste sui reclami dei cittadini contro organizzazioni governative)
22. Commissione per la Revisione delle Interrogazioni (che ha il compito di esaminare le interrogazioni presentate dai Rappresentanti dell’Assemblea Islamica ai ministri e le risposte di questi ultimi. La Commissione valuta se le risposte siano state soddisfacenti; in caso contrario, i Rappresentanti dell’Assemblea Islamica hanno il diritto di proporre una mozione di sfiducia nei contronti del ministro la cui risposta abbia ottenuto valutazione negativa).
Durante la Legislatura iniziata nel 1996 è stata creata anche una Commissione per la Questione Femminile, che sta procedendo ad una revisione in senso migliorativo di tutta la legislazione riguardante la donna.
21. Le deliberazioni dell’Assemblea sono pubblicate integralmente dal Giornale Ufficiale.
22. Nelle sedute ordinarie dell’Assemblea Islamica il numero legale si raggiunge con la presenza dei due terzi dei Rappresentanti, e le risoluzioni normalmente vengono approvate a maggioranza semplice, salvi casi particolari previsti volta per volta da norme specifiche.
23. Cfr. Note 5 e 16. Le norme in proposito sono delineate negli Art. 91-99.
24. Un disegno o un progetto di legge possono essere messi in discussione nell’Assemblea Islamica in due modi: il Governo può sottoporre un disegno di legge di propria iniziativa all’Assemblea Islamica dopo la sua approvazione da parte del Consiglio dei Ministri; oppure, la Commissione Organizzativa dell’Assemblea può organizzare le procedure di discussione di una proposta di legge firmata da almeno quindici Rappresentanti. Le proposte che non abbiano carattere di urgenza sono normalmente prese in esame in ordine di presentazione. La procedura di discussione ha inizio con la prima lettura del testo proposto dopo che esso è stato esaminato dalla Commissione competente e che ne è stata distribuita copia a ciascuno dei Rappresentanti dell’Assemblea.
Se il quadro generale della proposta è approvato in sede di prima lettura, essa viene di nuovo inoltrata alla Commissione (o Commissioni) competente per una revisione dei dettagli. In questa fase, i Rappresentanti dell’Assemblea possono proporre emendamenti. I dettagli della proposta di legge ed i relativi emendamenti vengono quindi discussi, ed approvati o rigettati. La Commissione competente ha facoltà di chiedere ad esperti esterni all’Assemblea di partecipare alle proprie riunioni e alla discussione. Quindi il testo passa all’Assemblea per la seconda lettura, che riguarda i suoi dettagli. In questa fase, i Rappresentanti dell’Assemblea i cui emendamenti sono stati rigettati in Commissione possono riproporli e chiederne la ratifica in Assemblea. Il testo, quando definitivamente ratificato in seconda lettura, può essere inoltrato al Consiglio dei Guardiani.
I disegni o le proposte di legge con carattere di urgenza semplice (ad “una stella”) vengono discussi dalla Commissione competente soltanto una volta. I disegni o le proposte di legge con carattere di urgenza di secondo grado (a “due stelle”) non sono esaminati dalle Commissioni e vengono discussi in due sedute consecutive dell’Assemblea. I disegni o le proposte di legge di massima urgenza (a “tre stelle”) sono immediatamente inclusi nell’ordine del giorno. Il grado di urgenza di ciascun testo deve essere approvato dalla maggioranza dei Rappresentanti dell’Assemblea. Esistono categorie di testi di legge che non possono essere messi in discussione con urgenza, per esempio il bilancio.
25. Il testo di questo Articolo non riguarda ovviamente la costituzione in Iran di società ed imprese straniere diverse da quelle “ad azionariato pubblico” o diffuso.
26. Durante il primo ventennio dalla Rivoluzione non sono stati costituiti all’interno dell’Assemblea Islamica dei gruppi di carattere partitico. Ciò è spiegabile sia come conseguenza delle vicende storiche dell’Iran durante i secoli, che non hanno mai favorito il radicarsi di partiti politici, sia come risultato indiretto delle norme costituzionali (cfr. l’Art. 85), le quali sottolineano il carattere assolutamente personale della responsabilità e delle prerogative della carica di Rappresentante, non consentono il godimento di alcun privilegio ai Rappresentanti dell’Assemblea Islamica che appartengano a partiti rispetto agli indipendenti, e stabiliscono che le elezioni si svolgano sulla base dei collegi elettorali e non sulla base di una rappresentanza proporzionale.
Ciò nonostante, a partire dalla fine degli anni Ottanta si sono creati nell’Assemblea Islamica gruppi di natura ufficiosa, che delineavano le proprie posizioni con maggiore chiarezza soltanto schierandosi al momento di discutere o di votare; ma il loro carattere improprio non impediva ad alcuni Rappresentanti dell’Assemblea di passare da uno schieramento all’altro a seconda dell’opportunità, e rendeva pertanto difficile, se non impossibile, calcolare le rispettive forze. Soltanto verso il finire degli anni Novanta si sono cominciati a costituire nel Paese partiti politici veri e propri, con nome e statuto ufficiali e piattaforme programmatiche specifiche.
27. Cfr. Art. 156 e sgg.
28. Si è effettivamente messo in atto questo meccanismo di sostituzione soltanto durante il primo periodo di sei anni seguito alla costituzione del primo “Consiglio dei Guardiani”. La Guida della Rivoluzione gode comunque della prerogativa di rinnovare il mandato ai membri del gruppo dei Giuristi islamici (fuqaha), ad uno o più di essi, dopo che il loro mandato è giunto al termine.
29. Il potere di veto del Consiglio dei Guardiani si è esplicato in modo significativo durante le prime due legislature, soprattutto a riguardo di leggi inerenti la distribuzione di terre coltivabili, il razionamento di alcuni generi di consumo, e il commercio con l’estero.
30. Nel 1987, l’Imam Khomeini ha inoltre nominato il Consiglio del Discernimento dell’Interesse Superiore dello Stato (Majles-s Tashkhis-e Masslehat-e Nezam), organismo il cui compito consiste nel dirimere le eventuali controversie di carattere legale fra l’Assemblea Islamica e il Consiglio dei Guardiani. Nel 1988 l’Imam tolse al Governo il potere, che egli stesso gli aveva garantito, di controllare gli eccessi nella fissazione dei prezzi di mercato, e lo assegnò al nuovo Consiglio. Il Consiglio del Discernimento dell’Interesse Superiore dello Stato cominciò dunque a varare numerosi provvedimenti: per esempio, abolì parzialmente alcune restrizioni imposte dal Governo alle importazioni di merci effettuate da privati; elaborò leggi contro il narcotraffico, la corruzione e l’appropriazione indebita, l’introduzione di valuta estera falsa, per il controllo dell’inflazione ecc. Tuttavia, nel dicembre 1988 l’Imam tolse nuovamente al Consiglio la prerogativa di varare provvedimenti legislativi, e lo incaricò di provvedere esclusivamente alla mediazione fra il Consiglio dei Guardiani e l’Assemblea Islamica.
I Membri del Consiglio Superiore del Discernimento dell’Interesse Superiore dello Stato sono nominati dalla Guida Suprema della Rivoluzione (cfr. art. 107 e sgg.). Durante gli anni Novanta, le responsabilità ed i poteri di tale Consiglio sono stati ulteriormente rafforzati, dal momento che la Guida Suprema, Ayatollah Khamenei, ne ha nominato vari membri aggiuntivi scegliendoli fra tutte le aree di opinione presenti nel Paese, considerandolo in pratica anche come una sorta di propria assemblea consultiva nella quale sono rappresentati i punti di vista e gli interessi di tutti i settori. In questa veste dunque, il Consiglio sovrintende ora anche alla linea politica dell’Esecutivo.
31. In un discorso pronunciato il 30 agosto 1988, l’Imam Khomeini espresse in modo succinto il proprio pensiero riguardo la necessità di un Consiglio incaricato di progettare le linee politiche di fondo per la ricostruzione, a seguito delle devastazioni causate dall’invasione irachena e dalla conseguente guerra di difesa: di tale Consiglio, disse, avrebbero dovuto fare parte i massimi responsabili dei tre poteri dello Stato ed il Primo Ministro. In un discorso successivo, l’Imam Khomeini incluse nell’istituendo Consiglio anche il titolare del Dicastero volta per volta interessato ai settori presi in esame per l’opera di ricostruzione. Il nuovo Organismo venne pertanto denominato Consiglio per la Determinazione delle Politiche della Ricostruzione.
Esso costituisce oggi in pratica una delle massime Istanze che determinano lo sviluppo economico del Paese. Questo Consiglio si avvale di una Commissione consultiva, organizzata in sette sotto-comitati ciascuno dei quali si occupa, rispettivamente, dell’agricoltura, dell’industria e delle miniere, del commercio, delle questioni monetarie e finanziarie, dei servizi infrastrutturali, dei servizi sociali, dello sviluppo urbano e abitativo.
32. Il termine esatto è faqih, cioè “esperto di fiqh” (laddove fiqh è la “giurisprudenza”, il “diritto”, da intendere nel senso di “scienza della Legge religiosa”, cioè di “definizione delle regole della Legge” riguardo ai diversi comportamenti nella vita sociale).
33. L’idea di un Consiglio degli Esperti (Majlis-e Khobregan) nacque a seguito delle discussioni e dei dibattiti, avviati nel periodo immediatamente post-rivoluzionario, riguardo alla necessità di istituire un’Assemblea Costituente per l’elaborazione di un Testo di Costituzione. Quando la maggioranza dell’elettorato votò a favore dell’instaurazione di una Repubblica Islamica e dell’abolizione della monarchia nel referendum a duplice quesito dell’aprile 1979, si decise di sottoporre le bozze Costituzione ad un consiglio perché le discutesse e più tardi ne facesse materia di referendum. Venne così convocata il Primo Consiglio degli Esperti, che dopo aver discusso la bozza di Costituzione presentata dal Governo provvisorio ed averla ampiamente emendata, sottopose il testo finale a referendum popolare il 2 dicembre 1979. Dopo di che l’Assemblea venne sciolta.
Il ballottaggio per il Secondo Consiglio degli Esperti, in conformità all’art. 108 della Costituzione, si svolse nel dicembre 1982, per l’elezione di 83 membri, dei quali 76 vennero eletti in prima sessione, e 7 in seconda sessione. Nell’aprile 1988 si svolsero elezioni parziali per la sostituzione dei Membri del Consiglio nel frattempo deceduti. Le elezioni per del Terzo Consiglio degli Esperti (a suffragio universale) sono state indette per il 23 ottobre 1999. Le elezioni del Quarto Consiglio degli Esperti sono state indette il 15 dicembre 2006.
34. Ai Membri del Consiglio degli Esperti non è imposta alcuna limitazione per quanto riguarda il diritto di svolgere contemporaneamente altre funzioni, per esempio in qualità di Rappresentanti dell’Assemblea Islamica o ministri. Di conseguenza, molti esponenti politici e funzionari di massimo livello sono anche membri dell’Assemblea degli Esperti.
Il Consiglio degli Esperti ha l’obbligo di riunirsi almeno una volta l’anno. La Segreteria del Consiglio degli Esperti ha sede in Qom. L’Ufficio Direttivo del Consiglio degli Esperti consta di cinque membri.
35. Fanno direttamente capo alla Guida della Rivoluzione:
il Comitato di Soccorso dell’Imam Khomeini (Komiteh Emdad-e Emam Khomeini);
la Fondazione 15 Khordad (Bonyad-e Panzdah Khordad);
la Fondazione degli Oppressi (Bonyad-e Mostaz’afan);
la Fondazione dei Martiri (Bonyad-e Shahid);
la Fondazione Alloggi (Bonyad-e Maskan);
il Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale (Shoray-e Aali Enqelab-e Farhangi);
l’Organizzazione per la Propaganda Islamica (Sazeman-e Tabliqat-e Eslami);
i Comitati per la Distribuzione delle Terre (Hay’atha-ye Vagozari Zamin).
36. L’Ufficio del Presidente (Nahad-e Riassat-e Jomhouri) consiste della Segreteria, dei Vice Presidenti e dei Consiglieri del Presidente. Dopo la Rivoluzione, presso la Presidenza venne creato un Dipartimento speciale (ancora in funzione) al quale vennero affidati tutti gli archivi e i documenti dell’Organizzazione per l’Intelligence e la Sicurezza nazionale (savak), la polizia politica del regime monarchico, che era stata smantellata.
Sempre dalla Presidenza è amministrata l’Organizzazione per il Bilancio e la Programmazione Economica (Sazeman-e Barnameh va Budjeh), cui fanno capo:
il Centro Statistico Iraniano;
il Centro Cartografico Nazionale;
il Centro Informatico;
l’Iranian Data Processing Company (già IBM);
il Remote Assessment Centre (ricerca applicata satellitare).
Fanno inoltre capo alla Presidenza:
l’Organizzazione per i Dipendenti Civili e gli Affari Amministrativi (Sazeman-e Omoor-e Estekhdami va Edari-e Keshvar), che coordina gli Enti governativi, emana le norme per l’assunzione dei dipendenti civili, ed elabora gli statuti organizzativi per gli Enti di nuova formazione;
lo State Management Training Centre of Iran (Sazeman-e Amoozesh Modiriat Sanati Iran);
l’Organizzazione dell’Archivio Nazionale dell’Iran (Sazeman-e Assnad-e Melli Iran) che custodisce tutti i documenti governativi;
la Civil Retirement Organisation (Sazeman-e Bazneshastegi-e Keshvari);
l’Organizzazione per l’Educazione Fisica (Sazeman-e Tarbiat Badani);
l’Organizzazione per la Tutela dell’Ambiente (Sazeman-e Hefz-e Mohit-e Zist);
l’Agenzia per l’Energia Atomica (Sazeman-e Enerjy Atomi).
37. Il governo della Repubblica Islamica dell’Iran consiste essenzialmente di 22 Ministeri:
Ministero degli Affari Esteri (Vezarat-e Omoor Kharejeh). Vi fanno capo:
– Scuola Superiore Relazioni Internazionali (fondata nel 1983, prepara il personale diplomatico)
– Istituto per gli Studi Politici e Internazionali (IPIS).
Ministero degli Affari Interni (Vezarat-e Keshvar). Vi fanno capo:
– Ente di Stato Registrazione Stato Civile
– Gendarmeria
– Comitati della Rivoluzione Islamica.
Ministero della Giustizia (Vezarat-e Dadgostari). Vi fanno capo:
– Dipartimento Notarile dello Stato per Scritture e Proprietà
– Ente Gazzetta Ufficiale
– Dipartimento Medicina Forense
– Istituto Esperti Amministrazione della Giustizia.
Ministero della Difesa (Vezarat-e Defa). Vi fanno capo:
– Compagnia Industrie ETKA, per il rifornimento al personale
– Compagnia Tessitura e Maglieria Fakhr-e Iran
– Compagnia Industrie Produzione Pane
– Organizzazione Industriale Difesa, che produce armamenti
– Compagnia Industrie Elettroniche
– Compagnia Industrie Aeree Iraniane
– Compagnia Iraniana Manutenzione e Ammodernamento
– Compagnia Produzione Accumulatori Energia.
Ministero dell’Economia e Finanza (Vezarat Omoor Eqtesadi va Daraie). Vi fanno capo:
– Amministrazione Dogane Iran
– Ente Iraniano Investimenti e Sussidi Economici e tecnologici
– Organizzazione Finanziaria Espansione Proprietà delle Unità di produzione
– Ente Servizi Calcolatori Elettronici
– Ente Verifiche
– Agenzia Assicurativa Centrale Iraniana
– Compagnia Nazionale Iraniana Depositi Pubblici e Dogane
– Istituti bancari: Banca Centrale dell’Iran, Banche Ostan, Banca Tejarat, Banca Sepah, Banca Saderat, Banca Industrie e Miniere, Banca dell’Agricoltura, Banca Melli, Banca Alloggi, Banca Mellat.
Ministero dell’Industria (Vezarat-e Sanaye). Il Ministero esercita la proprie prerogative di controllo sulle industrie tramite alcune strutture; le principali sono:
– Ente Sviluppo e Rinnovamento Industriale (IDRO)
– Ente Nazionale Industrie Iraniane (NIIO)
– Istituto Iraniano Standard e Ricerca Industriale
– Monopolio Iraniano Tabacchi.
Ministero Miniere e Metalli (Vezarat-e Ma’adan va Felezzat). Vi fanno capo:
– Ente Geologico Nazionale
– Compagnia Nazionale Iraniana Miniere e Fonderie
– Compagnia Nazionale Iraniana Acciaio
– Compagnia Nazionale Iraniana Esplorazioni Minerarie
– Compagnia Nazionale Iraniana Industrie Rame
– Compagnia Nazionale Iraniana Piombo e Zinco.
Ministero del Petrolio (Vezarat-e Naft). Vi fanno capo:
– Compagnia Nazionale Iraniana Petrolio (NIOC)
– Compagnia Nazionale Iraniana Gas (NIGC)
– Compagnia Petrolchimica Nazionale Iraniana (NIPC)
– Compagnia Iraniana Petroli Off shore (IOOC)
– Compagnia Nazionale Iraniana Trivellazioni (NIDC)
– Compagnia Nazionale Iraniana Petroliere (NITC)
– Kala Company Ltd.
– Fabbrica Condotte Ahwaz.
Ministero per lo Sviluppo Agricolo e Rurale (Vezarat-e Keshavarzi va Tosa’e Rustaie). A questo Ministero fanno capo numerosi centri di ricerca e di altro tipo. Fra i principali:
– Ente nazionale Foreste e Pascoli
– Ente per la Tutela della Flora
– Istituto di Ricerca Miglioramento e Approvvigionamento
Sementi e Virgulti
– Istituto di Ricerca Parassiti e Patologie dei Vegetali
– Istituto di Ricerca Suolo e Acque
– Compagnia Industrie Casearie Iraniane
– Compagnia Agro-Industriale Canna da Zucchero Haft Tappeh
– Compagnia Nazionale Carni
– Compagnia di Ricerca e Promozione Allevamento Bachi da
Ministero per lo Sforzo della Ricostruzione (Vezarat-e Jahad-e Sazandegi). L’omonima istituzione post-rivoluzionaria creata per coordinare le iniziative di ricostruzione nelle aree rurali è stata trasformata in un Ministero nel 1983. Suo compito è favorire lo sviluppo rurale, risolvere i problemi delle tribù nomadi, fornire assistenza e aiuti agli allevatori di bestiame, promuovere le industrie rurali ecc. A questo Ministero fa capo la Compagnia della Pesca (Shilat).
Ministero per il Commercio (Vezarat-e Bazargani). Vi fanno capo:
– Ente Centrale per la Cooperazione
– Centro Promozione Esportazioni
– Ente Tè
– Ente Cereali
– Ente Zuccheri
– Ente Tutela Consumatori e Produttori
– Ente Promozione Servizi al Commercio
– Compagnia Iraniana Commercio Statale
– Compagnia Immagazzinaggio e Costruzione Depositi
– Compagnia Iraniana Assicurazioni
– Marina Mercantile della Repubblica Isalamica dell’Iran.
Ministero della Cultura e dell’Educazione Superiore (Vezarat-e Farhang va Amoozesh Aali). Vi fanno capo:
– Ente per il Retaggio Culturale dell’Iran
– Centro Pubblicazioni Scientifiche e Culturali
– Centro Ricerca Scientifica e Industriale
– Istituto di Studi e Ricerche Culturali
– Centro Ricerca Applicazioni e Proprietà di Materiali e Energia.
Ministero per la Cultura e Guida Islamica (Vezarat-e Farhang va Ershad-e Islami). Vi fanno capo:
– Ente per il Pellegrinaggio alla Mecca, le Donazioni e le Opere
di Carità
– Agenzia nazionale di stampa IRNA (Islamic Republic News
– Ente Centri per il Turismo.
Ministero dell’Educazione e Istruzioni (Vezarat-e Amoozesh va Parvaresh). Vi fanno capo:
– Associazione per lo Sviluppo Intellettuale dei Bambini e dei Giovani
– Società Guardiani e Istruttori
– Organizzazione per la Programmazione e la Ricerca Educativa
– Organizzazione Nazionale per l’Ammodernamento e l’Equipaggiamento degli Istituti Scolastici.
– Movimento per l’Alfabetizzazione (Nehzat-e Savad-Amoozi).
Ministero dell’Energia (Vezarat-e Niroo). Vi fanno capo:
– Istituto Ricerche Risorse Idriche
– Compagnia Servizi Ingegneristici Idraulica (Mohab)
– Compagnia Costruzione Dighe e Impianti Irrigazione (Sabir)
– Compagnia Servizi Ingegneristici Fonti Energia (Mashanir)
– Compagnia Nazionale Produzione ed Erogazione Energia
– Compagnia Iraniana Equipaggiamento, Produzione ed
Erogazione Energia Elettrica (Satkab)
– Consiglio Regionale Acque
– Consiglio Regionale Elettricità.
Ministero della Sanità (Vezarat-e Behdasht, Darman va Amoozesh Pezeshki). Vi fanno capo:
– Istituto Pasteur
– Istituto Scienze della Nutrizione e Industria Alimentare
– Ente Trasfusioni Sangue
– Ente Lotta alla Lebbra
– Ente Previdenza Sociale
– Compagnia Farmaceutica Nazionale
– Ente Protezione Sociale
– Banca Previdenza Lavoratori
– Mezzaluna Rossa
– i Presìdi Sanitari di tutte le città.
Ministero per gli Alloggi e lo Sviluppo Urbano (Vezarat-e Maskan va Shahr Sazi). Vi fanno capo:
– Ente Alloggi
– Ente Territori Urbani
– Compagnia Iraniana Industrie Costruzione Alloggi
– Centro Ricerche Alloggi ed Edifici.
Ministero dell’Informazione (Vezarat-e Ettela’at). Questo Ministero è stato creato nel 1983 con il compito di tutelare la sicurezza nazionale, operare nel contro-spionaggio ed occuparsi dei gruppi politici dichiarati fuorilegge. Non vi fa capo alcuna struttura affiliata.
Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali (Vezarat-e Kar va Omoor Ej-tema’i). Vi fanno capo:
– Ente Istruzione Professionale e Tecnica
– Istituto per il Lavoro e la Protezione Sociale
– Fondazione Rifugiati Guerra Imposta (con questo nome viene
definita la guerra di difesa dall’aggressione irachena durante
gli Anni Ottanta).
Ministero delle Poste, Telegrafi e Telefoni (Vezarat-e Post, Telegraph va Telephone). Vi fanno capo:
– Compagnia Iraniana Telecomunicazioni
– Compagnia delle Poste
– Compagnia dei Telefoni.
Ministero Strade e Trasporti (Vezarat-e Raah va Tarabari). Vi fanno capo:
– Ferrovie della Repubblica Islamica dell’Iran
– Ente Porti e Marina Mercantile
– Ente Aviazione Civile
– Linee Aeree della Repubblica Islamica dell’Iran (Iran Air)
– Compagnia Nazionale Servizi Aviazione (Asseman)
– Ente Nazionale Meteorologia
– Compagnia Produzione Equipaggiamenti Sicurezza Strade
– Compagnia Costruzione Strade, Manutenzione Macchinari e
Rifornimenti Attrezzature
– Ente Iraniano Sviluppo Strade
– Laboratorio Tecnica e Meccanica del Suolo
– Compagnia Trasporti Irano-Russa.
Ministero delle Cooperative (Vezarat-e Ta’avon).
Il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica era stato creato nel 1985 (sino a quel momento le sue funzioni erano state esercitate dall’omonima organizzazione, controllata direttamente dal Primo Ministro, il quale, a quei tempi, non era soggetto alle interpellanze dell’Assemblea Islamica); esso è stato poi nuovamente abolito in quanto Ministero specifico, e le sue responsabilità e prerogative, come pure quelle per gli Affari Amministrativi e i Dipendenti dello Stato, sono state trasferite al Presidente.
Il Ministero delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Vezarat-e Sepah Pasdaran-e Enqelab-e Islami), inizialmente previsto, è stato poi soppresso; oggi tale Corpo fa capo al Ministero della Difesa.
38. Per effetto degli emendamenti varati nel 1989, il Presidente-Premier, avendo ricevuto legittimazione diretta dal popolo al momento dell’elezione presidenziale, non è più soggetto al voto di fiducia o sfiducia iniziale da parte dell’Assemblea Islamica. Tuttavia, l’Assemblea Islamica conserva ancora il diritto di interpellare il Presidente e farlo eventualmente oggetto di un voto di sfiducia una volta che egli abbia assunto le funzioni di Primo Ministro. In questa veste, il Presidente è tenuto a rispondere di fronte all’Assemblea Islamica alle interpellanze firmate da almeno un quarto dei Rappresentanti; ogni Rappresentante può inoltrare al singolo ministro interpellanze relative ad argomenti che rientrino nell’ambito delle sue responsabilità; le mozioni di sfiducia nel confronti di singoli ministri devono essere firmate da almeno dieci Rappresentanti. Il Ministro che riceva il voto di sfiducia viene destituito e non può fare parte del governo che si formi immediatamente dopo quello in carica. Per una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente-Premier, è necessaria la firma di almeno un terzo dei Rappresentanti. Per destituirlo occorre il voto di sfiducia di almeno i due terzi della Assemblea Islamica.
39. Il sistema giudiziario ha subìto cambiamenti profondi dopo l’affermarsi della Rivoluzione, anche perché il Corano e lo Hadith, la Tradizione relativa agli atti del Profeta Mohammad e degli Imam Sciiti, contengono una notevolissima quantità di istruzioni riguardanti le procedure di accertamento e prova dei reati, di istruzione dei processi e di elaborazione delle sentenze, come pure la graduazione delle condanne e delle pene. Di conseguenza, l’amministrazione della giustizia ha potuto iniziare a funzionare secondo l’ispirazione islamica immediatamente dopo la Rivoluzione, ed in tempi abbastanza brevi sono stati elaborati e varati un nuovo codice civile, un nuovo codice penale e nuovi codici di procedura.
Per quanto concerne il Testo Costituzionale, il sistema giudiziario è stato reso totalmente indipendente dagli altri due poteri dello Stato: il Ministero della Giustizia è incaricato soltanto dell’organizzazione amministrativa e del budget, della cura dei rapporti fra il Giudiziario da un lato ed il Legislativo e l’Esecutivo dall’altro, del compito di rispondere in sede di Assemblea Islamica alle interpellanze inoltrate dai Rappresentanti, e di presentare disegni di legge di contenuto giudiziario in qualità, caso per caso, di rappresentante del Governo o del Sistema Giudiziario.
40. Esistono attualmente due categorie di Tribunali: i Tribunali pubblici ed i Tribunali Speciali.
I Tribunali pubblici includono i Tribunali di Primo Grado Civili e Penali, i Tribunali Superiori Civili e Penali, i Tribunali Civili Indipendenti e Civili Speciali (cfr. infra, Nota 41). I Tribunali Speciali includono i Tribunali della Rivoluzione Islamica (cfr. infra, Nota 39) e il Tribunale Speciale per i Sapienti Religiosi (Dadgah-e vije-ye rohaniyyat).
Nei primi mesi del 1987, infatti, l’Imam Khomeini decretò l’istituzione di un tribunale speciale incaricato di investigare e giudicare i reati commessi da sapienti religiosi; nominò quindi il Giudice Presidente e il Procuratore di tale Tribunale Speciale per i Sapienti Religiosi e ordinò loro di indagare ed emettere sentenze sulla base di regole e normative teologiche. Entrambe le cariche ne avrebbero risposto unicamente a lui, in quanto Guida Suprema. Da allora questo Tribunale ha continuato a funzionare, rimanendo in pratica all’esterno del sistema giudiziario propriamente detto.
41. Al Supremo Consiglio di Giustizia fanno capo:
1) l’Amministrazione Giudiziaria (Dadgostari) e le sue strutture – in quest’ambito lavora la Polizia Giudiziaria (Police Qazaie);
2) l’Ispettorato Generale dello Stato (Sazeman-e Bazressi Kol, cfr. Art. 174);
3) il Tribunale Amministrativo (cfr. Art. 173).
Inoltre, l’Atto Giuridico 1/5/1983 assoggetta al Supremo Consiglio di Giustizia anche le strutture giudiziarie denominate Tribunali della Rivoluzione Islamica e le Procure della Rivoluzione Islamica, cui è assegnato il compito di indagare:
a) su tutti i reati commessi contro la sicurezza interna ed esterna dell’Iran, sui reati “contro Dio” e di “corruzione sulla terra”,
b) sugli attentati alla vita degli uomini politici,
c) sullo spaccio e il contrabbando di stupefacenti,
d) sui casi di omicidio, massacro, sequestro di persona e tortura commessi al fine di restaurare il regime monarchico pre-rivoluzionario e di reprimere la lotta del popolo iraniano,
e) sui casi di depredazione del Tesoro nazionale,
f) sull’accaparramento di generi di prima necessità e sulla loro messa in commercio a prezzi rincarati.
Il medesimo Atto Giuridico distingue tre categorie di Tribunali della Rivoluzione Islamica:
1) i Tribunali per i Reati Economici, con giurisdizione sui casi (e) ed (f);
2) i Tribunali per gli Affari Politici, per i casi (a), (b) e (d);
3) i Tribunali Anti-Narcotici, per il caso (c).
42. La Corte Suprema (Divan-e Aali-e Keshvar), analoga all’italiana Corte di Cassazione, è divisa in Sezioni, il cui numero può variare a seconda delle esigenze. Le Sezioni non emettono sentenze di propria elaborazione, ma possono confermare le sentenze dei Tribunali Superiori penali e civili.
In base all’Articolo 288 dell’Emendamento al Codice di Procedura Penale del 28 agosto 1982, la Corte Suprema deve esprimere per scritto il proprio parere riguardo ad una sentenza, se la considera scorretta, ed inoltrarlo al tribunale competente. Quest’ultimo, qualora concordi con il parere della Corte Suprema, emette una revisione della precedente sentenza conformandovisi; in caso contrario, il caso è sottoposto alla Direzione Generale dei Tribunali perché consideri la possibilità di incaricare del processo un altro tribunale. Se concorda con il parere della Corte Suprema, il secondo tribunale emette una sentenza conforme; in caso contrario, il caso viene di nuovo sottoposto alla Corte Suprema perché venga riesaminato dal suo Consiglio Generale.
Le decisioni del Consiglio Generale della Corte Suprema sono assunte a maggioranza assoluta dei voti, e possono dare luogo ad uno dei tre casi seguenti:
– se il Consiglio Generale ritiene che la sentenza di uno soltanto dei Tribunali Penali Superiori sia corretta e giustificata, la pratica è restituita a tale Tribunale perché sia emessa una sentenza operativa,
– se le sentenze di entrambi i Tribunali sono ritenute corrette e giustificate, la pratica è restituita al secondo perché emetta una sentenza operativa;
– in tutti gli altri casi, la pratica è consegnata alla Direzione Generale dei Tribunali perché la aggiudichi ad una delle Sezioni della Corte Suprema. Tale Sezione effettua le necessarie indagini ed emette la propria sentenza, di valore conclusivo e vincolante.
In base all’Articolo 1 della Legge sui Requisiti per la Formazione della Corte Suprema, ciascuna Sezione della Corte Suprema si compone di due giudici qualificati, di cui uno è nominato Presidente di Sezione. Entrambi i giudici devono essere esperti di giurisprudenza islamica, o in alternativa aver participato ad uno speciale corso di specializzazione religiosa (kharej) della durata di dieci anni, oppure avere compiuto dieci anni di esperienza nella Magistratura giudicante o nell’Avvocatura; in ogni caso, devono possedere una conoscenza approfondita delle norme islamiche.
43. Ogni Tribunale Civile Superiore è composto di un Giudice Presidente, di un Giudice a latere e di un Consulente; sia il primo sia il secondo, in alternativa, possono emettere sentenze, ma prima che la sentenza venga emessa, il Consulente deve esaminare a fondo il caso e commentarlo per scritto. Se tuttavia il Giudice sentenziante è un Giurista islamico pienamente qualificato (mujtahed), egli non è costretto ad attendere il commento del Consulente. Il Tribunale Civile Superiore giudica in tutte le materie legali e non relative a controversie, tranne che nei casi di competenza del Tribunale Civile di Primo Grado. Le sue sentenze sono definitive e vincolanti, ad eccezione dei casi in cui:
a) il giudice si convinca che la sentenza emessa non si fonda sui corretti criteri giudiziari, oppure
b) un altro giudice definisca la sentenza del primo inadeguata o contraria alla legge o alle norme islamiche, oppure
c) si dimostri che il primo giudice non possedeva le qualifiche necessarie per occuparsi della causa.
Si può proporre appello contro la sentenza entro il quinto giorno dalla sua emissione, tranne che nel caso in cui il Giudice sentenziante sia unMmujtahed. Nei casi di interposto appello, o al verificarsi dei casi (a), (b) o (c), la causa viene sottoposta ad una Sezione della Corte Suprema, che ratifica o invalida la sentenza e restituisce la pratica al Giudice per la sentenza definitiva.
I Tribunali Penali Superiori, composti in modo analogo, giudicano i reati punibili con la condanna a morte, all’esilio, al carcere per la durata di dieci anni o più, a sanzioni pari a due milioni di rial o più oppure pari o superiori ai due quinti del patrimonio del reo. Tutte le sentenze emesse dai Tribunali Penali Superiori sono esaminate da una Sezione della Corte Suprema, tranne nei casi in cui il processo si concluda con l’assoluzione piena dell’accusato, o si irroghino condanne inferiori a quelle sopra menzionate.
Ogni Tribunale Civile di Primo Grado è composto di un Giudice Presidente o di un Sostituto, con l’aggiunta facoltativa di un Consulente; esso può giudicare tutte le cause relative a questioni di eredità, a querele che non eccedano il valore di due milioni di rial, a richieste di riconoscimento di diritti d’uso, di divisione e vendita di proprietà congiunte ecc. Gli appelli interposti contro le sentenze dei Tribunali Civili di Primo Grado vengono esaminati dai Tribunali Civili Superiori, le cui successive sentenze sono definitive e vincolanti.
I Tribunali Penali di Primo Grado sono composti in modo analogo a quelli Civili; la loro giurisdizione si estende a tutti i reati di cui non abbiano competenza i Tribunali Penali Superiori, ai reati connessi con la gestione della Municipalità, alle violazioni del Codice Stradale ecc. Per il ricorso in appello vale anche qui quanto già esposto per i Tribunali Civili di Primo Grado.
Nelle zone dove esista soltanto un Tribunale Civile di Primo Grado, il Supremo Consiglio di Giustizia conferisce ad esso la prerogativa di giudicare cause finanziarie sino al valore massimo di 4 milioni di rial, e cause relative alla falsificazione di documenti e certificati anagrafici. Inoltre, in situazioni particolari, questi Tribunali (denominati quindi Tribunali Civili Indipendenti) sono autorizzati a giudicare anche in materie rientranti nella giurisdizione dei Tribunali Penali di Primo Grado. Per quanto riguarda i casi di competenza dei Tribunali Penali Superiori, un Tribunale
Civile Indipendente assume la funzione di magistrato referente e consegna la pratica all’Ufficio giudiziario competente per il giudizio.
Un Tribunale Civile Speciale è un Tribunale pubblico con poteri equiparabili a quelli di un Tribunale Civile o Penale di Primo Grado. La sua giurisdizione si estende al giudizio di dispute relative a problemi coniugali, divorzio, affidamento dei figli, eredità, riconoscimento di consanguineità ecc. Le sentenze di questi Tribunali sono definitive e vincolanti.
44. Oggi in Iran i Tribunali Civili applicano ancora in gran parte normative entrate in vigore già in epoca pre-rivoluzionaria. Invece i Tribunali Penali, i Tribunali Civili Speciali ed i Tribunali della Rivoluzione Islamica fondano le rispettive sentenze su leggi entrate in vigore dopo la Rivoluzione.
Esistono quattro categorie di leggi penali islamiche, che l’Atto delle Pene Islamiche del 13 ottobre 1982 ha così definito:
– Articolo 8: Hodood, ovvero le pene il cui scopo sia stato determinato dalla Shari‘ah, o “Legge religiosa” islamica. La Legge di Hodood definisce nei dettagli reati quali la “guerra contro Dio” e la “corruzione sulla Terra” (ovvero il complotto per il rovesciamento del governo islamico) e reati contro la morale (adulterio, consumo di bevande alcooliche, calunnia ecc.), precisando le rispettive pene secondo i vari gradi di punibilità.
– Articolo 9: Qessass, ovvero la pena a cui il reo viene condannato e che deve essere uguale al crimine commesso (in Occidente in genere la si definisce con il termine “Legge del taglione”, in accezione riduttiva e negativa). La Legge di Qessass si compone di 80 Articoli che definiscono diversi tipi di condanna, irrogabili a seconda che il crimine commesso sia di omicidio o di lesione permanente del corpo della vittima.
– Articolo 10: Diyat, ovvero le sanzioni in denaro. Il diye, cioè il “prezzo del sangue”, è il risarcimento in denaro versato dal colpevole agli eredi della vittima, cui è riconosciuto il diritto di scegliere questo tipo di risarcimento in alternativa all’incarcerazione o all’esecuzione del colpevole. La Legge del Diyat determina le condizioni per il pagamento, come pure il diverso ammontare del risarcimento per i casi di omicidio o di lesioni gravi alle differenti parti del corpo umano.
– Articolo 11: Ta’azirat, ovvero le pene che il giudice può irrogare sebbene il loro scopo non sia stato determinato dalla Shari‘ah: esse includono il carcere, le sanzioni in denaro e la fustigazione, ma non devono essere più severe delle pene comprese nella categoria hodood.
Una menzione a parte è opportuna per la Legge contro il Narcotraffico, varata nel 1989, secondo la quale allo spacciatore di stupefacenti trovato in possesso di più di venti grammi di eroina o più di cinque chili di oppio è comminata la pena di morte; negli anni successivi, con il varo di alcuni emendamenti, finalizzati ad ovviare al crescente affollamento delle prigioni e a rendere più agevole l’individuazione e la cattura dei grandi trafficanti, l’autorità giudiziaria è stata messa in grado di decidere di comminare ai colpevoli di reato minore – seppure legato al narcotraffico – pene diverse dal carcere.
45. L’Articolo concerne la gestione dei due mezzi di comunicazione radiofonico e televisivo perché essi sono di proprietà pubblica (amministrati da un Direttore Esecutivo sotto la supervisione di un consiglio composto dai rappresentanti dei tre Poteri dello Stato), così come l’Agenzia nazionale di stampa Irna, che fa direttamente capo al Ministero per la Cultura e Guida islamica. Per quanto riguarda invece la stampa di quotidiani e periodici, completamente aperta all’iniziativa pubblica anche se molti periodici sono pubblicati da Enti governativi o da Organizzazioni loro affiliate, al Ministero della Cultura e Guida Islamica è affidata la loro supervisione.

References: sentenza 
 Articolo 58

Articolo 84
 Art.110
 Articolo 125
e contrario
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 168
 Art. 110
 Art. 156
 Art.91
 Art. 71
 Articolo 90
 Art. 91
 Art. 156
 art. 107
 Art. 174
 Art. 173
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11