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La nuova responsabilità sanitaria (Legge 8 marzo 2017, n. 24)
Pubblicato 20 September 2017 | by Paolo Iannone | in Civile
Il tema della responsabilità medica e le recenti novità introdotte dalla legge numero 24 dell’8 marzo 2017 impongono di constatare l’attuale stato dell’arte su una tematica delicata e tra le più controverse nel panorama giuridico.
Le prospettive post riforma richiedono di verificare il mutamento del nuovo scenario: dal contatto sociale all’illecito aquiliano, nonché inquadrare il riparto dell’onere probatorio nella nuova responsabilità sanitaria.
L’art. 7 della L. n. 24/2017 introduce e disciplina il c.d. “doppio binario” di responsabilità: contrattuale (ex art. 1218 cod. civ.) a carico delle strutture sanitarie (pubbliche e private), quindi, rimane il contratto atipico c.d. rapporto di spedalità tra ospedale e paziente; extracontrattuale (ex art. 2043 cod. civ.) per l’esercente la professione sanitaria (salvo che non abbia concluso un’obbligazione contrattuale con il paziente) che svolge la propria attività nell’ambito di una struttura sanitaria (pubblica o privata, ovvero, in rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale).
Ad ogni buon conto appare utile effettuare una annotazione “incidenter tantum” partendo dal concetto della colpa. Tale elemento psicologico nel soggetto agente lo si ricava dall’art. 43 cod. pen., ma nel codice civile occorre procedere ad un’interpretazione normativa. Difatti, il concetto di colpa parte dall’analisi dell’art. 2043 cod. civ. per poi terminare con la disamina dell’art. 1176 cod. civ., ove si opera una distinzione tra colpa generica (ex art. 1176, co. 1, cod. civ., diligenza media del buon padre di famiglia) e colpa specifica (ex art. 1176, co. 2, cod. civ., diligenza professionale).
In tale visione giuridica viene elevata la soglia minima di diligenza richiesta nell’obbligazione reinterpretando il concetto di diligenza professionale dettato dal secondo comma dell’art. 1176 cod. civ. In questo senso l’alea della colpa si è allargata[1].
A ben guardare, la corrispondenza tra il codice deontologico e la responsabilità civile è dettata dalla conclusione del seguente sillogismo giuridico.
La premessa minore denota il professionista medio come colui che non viola il codice deontologico.
Ne consegue che, secondo la premessa maggiore, se vengono osservate le legis artis si è un professionista medio.
L’art. 7 della L. n. 24/2017 salva il contratto atipico, ovvero, il c.d. rapporto di spedalità tra paziente e struttura sanitaria. D’altronde, l’art. 1372 cod. civ. prevede che il contratto produce i suoi effetti solo tra le parti contraenti (paziente-struttura), ma non produce alcun effetto rispetto ai terzi (ex art. 1372, co. 2, cod. civ.), se non nei casi previsti dalla legge. Al riguardo il riferimento è più che manifesto nei confronti del marito della gestante, ovvero dei fratelli del nato malformato, quali titolari di un interesse meritevole di tutela, sia pur di riflesso rispetto alla partoriente[2].
In tale prospettiva, forse, la via di fuga dalla responsabilità extracontrattuale potrebbe essere rappresentata dalla firma del modulo del consenso informato che, qualificherebbe il rapporto contrattuale medico-paziente (ex art. 1218 cod. civ.), sia pur nei limiti dell’obbligazione assunta nella predetta sottoscrizione. Tale questione però è discutibile in dottrina, in quanto non è possibile qualificare come contratto ogni fattispecie invocando la responsabilità ex art. 1218 cod. civ., ma è altresì vero che lo schema normativo di cui all’art. 2043 cod. civ. rappresenta un “vestito” estremamente corto per il professionista sanitario[3]. D’altronde il paziente si rivolge al medico, perché in lui ripone tutta la fiducia e l’affidamento (contatto sociale). Tuttavia, se la regola giurisprudenziale del contatto sociale la si ricava dall’interpretazione dell’art. 1173 cod. civ., ovvero:”le obbligazioni derivano anche da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle“, tale norma termina con la seguente asserzione:”in conformità dell’ordinamento giuridico“. Ciò farebbe intendere che non dovrebbe mai mancare la norma di richiamo, ovvero la legge di copertura, con riferimento al rapporto in questione.
In tale prospettiva si evidenzia, certamente, la peculiare situazione in cui oggi versa il sottosistema della responsabilità civile del professionista intellettuale. Al riguardo non v’è dubbio che i profili propulsivi di evoluzione hanno visto, in ambito civilistico, sia l’inasprimento dello standard di diligenza richiesto, sia l’alleggerimento dei parametri di riscontro del nesso causale, ma dal punto di vista legislativo assistiamo ad un inversione dell’onere probatorio che non sarà più a carico del sanitario ma del paziente stesso.
In conclusione, il medico resta sempre determinante e protagonista assoluto nell’ambito delle proprie scelte operate, anche se appartiene al passato la pia applicazione dello schema normativo di cui all’art. 1218 cod. civ. ritenuto compatibile non solo in presenza di un vero e proprio contratto, ma anche sussistendo un semplice contatto tra medico e paziente (c.d. contatto sociale), perché la nuova strada tracciata dall’art. 7 della L. n. 24/2017 pone il limite della responsabilità extracontrattuale (ex art. 2043 cod. civ.). Tale elemento chiude il cerchio su un tema delicato ed in continua evoluzione sul quale sarà interessante osservare l’orientamento delle Corti nei futuri pronunciati.
[1] Sulla responsabilità civile da malpractice medica, nell’ampio panorama dei contributi esistenti cfr.: M. Rossetti, Responsabilità medica – le fattispecie di danno e il consenso informato, Milano, 2012, 12; Naso, La responsabilità civile del medico e i danni risarcibili, Padova, 2012, 1; Ferrando, Mariotti, Serpetti, La responsabilità medica, Milano 2010, 1.
[2] R. F. Iannone, Omessa o tardiva diagnosi prenatale: profili risarcitori, 2016, Giuffrè Editore, Milano, 2016.
[3] L. Viola, La nuova responsabilità sanitaria (L. 8.3.2017, n. 24, Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, in G.U. 17.3.2017, n. 64), Centro Studi Diritto Avanzato Edizioni, Milano, 2017; R. F. Iannone, La responsabilità medica dopo la riforma Gelli-Bianco – Legge 24/2017, Edizioni Ad Maiora, Roma, 2017; G. Marseglia, L. Viola, La responsabilità penale e civile del medico, Halley Editrice, Matelica, 2007.
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References: art. 1218
 art. 2043
 art. 1176
 art. 1176
 art. 1372
 art. 1218
 art. 1218
 art. 2043