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Basilio Mora
3 Modello di organizzazione, gestione e controllo* ai sensi del d. lgs.vo n. 231/2001 INTRODUZIONE... 5 La responsabilità amministrativa degli enti... 5 Destinatari della normativa... 6 Reati-presupposto... 7 Il modello di organizzazione, gestione e controllo ex art L apparato sanzionatorio... 8 ADOZIONE DEL MODELLO NELLA COOPERATIVA SOCIALE SOCIETÀ DOLCE...::... 9 Presentazione della Società Dolce...:.. 9 L adozione del modello ex D. Lgs.vo 231/2001: finalità, struttura, costituzione e realizzazione L ORGANISMO DI VIGILANZA Requisiti L organismo di vigilanza nella società Dolce: caratteristiche, composizione e funzioni Rapporti con gli altri organi sociali DELEGHE E PROCURE DIFFUSIONE E CONOSCENZA DEL MODELLO Soggetti interni alla Società Collaboratori della Società Soci e interlocutori esterni Principi di comportamento SANZIONI DISCIPLINARI Dipendenti (impiegati, quadri e dirigenti) Amministratori Consulenti e collaboratori esterni * Approvato dal Consiglio di Amministrazione il 28 gennaio sommario
4 FATTISPECIE DI REATO ) Reati contro la Pubblica Amministrazione ) Reati informatici ) Delitti di criminalità organizzata ) Reati di falso nummario ) Delitti contro l industria e il commercio ) Reati societari ) Delitti contro la personalità individuale ) Abusi di mercato ) Reati in materia di sicurezza sul lavoro ) Reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ) Delitti in materia di violazione dei diritti d autore ) Delitti contro l amministrazione della giustizia ) Reati ambientali ) Reati sull immigrazione e condizione dello straniero DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE
5 Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del d. lgs.vo n. 231/2001 Introduzione La responsabilità amministrativa degli enti Il Decreto Legislativo n. 231 dell ( Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 200 ) introduce nell ordinamento italiano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni prive di personalità giuridica quale conseguenza di alcuni reati, espressamente indicati dagli artt. 24 e ss. del testo legislativo, commessi nell interesse o a vantaggio dell ente medesimo da parte dei legali rappresentanti, dei soggetti in posizione apicale o da persone che sono ad essi sottoposte (salvo che abbiano agito nel proprio esclusivo interesse, nel qual caso l ente non risponde). La responsabilità dell ente non esclude quella della persona fisica in cui deve individuarsi l autore del reato, cui invece si affianca (prima del Decreto Legislativo 231/2001 ne rispondeva unicamente la persona fisica, per il noto principio secondo il quale societas delinquere non potest) allineando in tal modo il nostro ordinamento a quello di altri Paesi aderenti all UE e non. Le sanzioni cui l ente va incontro nel procedimento che si instaura per la predetta responsabilità sono particolarmente pesanti; sono infatti previste sia sanzioni pecuniarie che sanzioni interdittive (art. 9 Decreto) consistenti in: a. interdizione dall esercizio dell attività b. sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito c. divieto di contrattare con la pubblica amministrazione d. esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli precedentemente concessi e. divieto di pubblicizzare beni e servizi L ente pertanto non costituisce più un soggetto collettivo che, proprio in quanto tale, va esente da ogni responsabilità e punizione, sfuggendo ad ogni controllo, ma diviene invece un soggetto responsabilizzato e la cui organizzazione, in caso di reato, viene approfonditamente analizzata per valutare se adeguata e idonea a impedire in modo efficace la commissione dell illecito, riconoscendosi 5
6 in caso contrario una corresponsabilità in capo all ente medesimo. Due sono i fondamentali adempimenti che, ai sensi dell art. 6 del Decreto Legislativo 231/2001, l ente deve porre in essere per dimostrare di avere adottato un efficiente sistema di controllo interno e quindi non incorrere nella responsabilità de qua: - l approvazione di un cd. modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire la commissione dei reati; - la creazione di un Organismo di Vigilanza che verifichi continuamente tanto il rispetto del modello di cui sopra quanto la sua efficacia. Destinatari della normativa L art. 1 individua espressamente i soggetti destinatari del testo normativo, cui esso deve applicarsi, negli enti forniti di personalità giuridica e nelle società e associazioni anche che ne sono prive, da ciò discendendone l applicabilità, quanto ai primi, alle società per azioni, alle società a responsabilità limitata, alle società consortili, alle cooperative, alle associazioni riconosciute, alle fondazioni e agli altri enti privati e pubblici economici e, quanto alle seconde, alle società in nome collettivo e società in accomandita semplice, ai consorzi e alle associazioni non riconosciute. I predetti enti sono responsabili, in base all art. 5, per i reati commessi, nel loro interesse o a loro vantaggio, da: a. persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso (cd. soggetti apicali); b. persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui sopra specificando il comma 2 che la responsabilità è esclusa qualora l autore del reato abbia agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi. L identità della persona che commette il reato è assai rilevante: a seconda che essa rientri nella categoria sub a) o sub b), infatti, si ha una diversa gradazione della responsabilità dell ente, nonché e soprattutto un differente regime dell onere della prova: se l illecito è commesso da uno dei cd. soggetti apicali, la responsabilità in capo all ente sarà presunta (in quanto conseguente alle scelte di politica aziendale) e sarà quest ultimo a doverne provare l insussistenza sulla base di una serie di requisiti specificamente indicati nel Decreto e sui quali meglio si dirà; qualora, invece, il reato sia commesso da una persona sottoposta a direzione o vigilanza di altri, si avrà una responsabilità per colpa (ossia derivante da una colpa nell organizzazione dell impresa) con l onere della prova addossato all Accusa e consistente nel dimostrare la violazione del dovere di direzione e vigilanza. La Relazione Ministeriale al Decreto Legislativo 231/2001 ha delineato e chiarito i concetti di interesse e vantaggio, in riferimento alla condizione per la quale il reato deve essere commesso, per ricadere nell applicabilità della norma, nell interesse o a vantaggio dell ente; nel primo concetto rientrano le azioni finalizzate ad una utilità dell ente e che devono pertanto essere soggette ad una valutazione ex ante del comportamento dell autore, per valutarne l intenzione. 6
7 La nozione di vantaggio riguarda invece una concreta acquisizione di una utilità economica per l ente e postula una valutazione ex post del beneficio concretamente conseguito dallo stesso. Reati-presupposto La Sezione III del Capo I del Decreto Legislativo elenca con precisione i reati la cui commissione può determinare la responsabilità amministrativa dell ente (cd. reati-presupposto), prescrivendo per ogni singola ipotesi la relativa pena (pecuniaria, espressa in quote, e/o interdittiva). Originariamente più limitato, l elenco è stato ampliato e modificato ad opera di interventi legislativi degli anni 2001, 2002, 2003, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009, con ciò rendendosi evidente la tendenza alla progressiva e continua espansione dell area di responsabilità degli enti. Questo lo schema analitico, ad oggi, dei reati-presupposto: Art. 24: Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico. Art. 24 bis: Delitti informatici e trattamento illecito di dati. Art. 24 ter: Delitti di criminalità organizzata. Art. 25: Concussione e corruzione Art. 25 bis: Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento. Art. 25 bis.1: Delitti contro l industria e il commercio. Art. 25 ter: Reati societari. Art. 25 quater: Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico. Art. 25 quater.1: Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili. Art. 25 quinquies: Delitti contro la personalità individuale. Art. 25 sexies: Abusi di mercato. Art. 25 septies: Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Art. 25 octies: Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Art. 25 nonies : Delitti in materia di violazione del diritto d autore. Art. 25 decies: Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria. Art. 25 undecies: Reati ambientali. Il modello di organizzazione, gestione e controllo ex art. 6 L art. 6 del Decreto prevede l esclusione della responsabilità dell ente qualora questo fornisca la prova dei seguenti requisiti: a) avere adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; 7
8 b) di avere affidato a un organismo di vigilanza, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza dei modelli, nonché di curare il loro aggiornamento; c) che le persone che hanno commesso il reato lo abbiano fatto eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) che non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo di vigilanza di cui sopra. Qualora, in definitiva, l ente dimostri di essersi dotato di un efficace modello organizzativo, di avere incaricato un organismo per la vigilanza sul suo rispetto e sul suo funzionamento, tuttavia e ciononostante eluso fraudolentemente dall autore del reato ma senza che ciò sia stato consentito da una carenza di vigilanza da parte dell organismo a ciò deputato, allora avrà fornito una sorta di prova liberatoria che escluderà ogni sua responsabilità. L articolo prosegue descrivendo, al proprio secondo comma, le esigenze che i modelli devono soddisfare, ossia: a) individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati; b) prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire; c) individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; d) prevedere obblighi di informazione nei confronti dell organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli; e) introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. Infine, il successivo art. 7 richiede, relativamente ai soggetti sottoposti all altrui direzione, che il modello preveda, in relazione alla natura e alla dimensione dell organizzazione nonché al tipo di attività svolta, misure idonee a garantire lo svolgimento dell attività nel rispetto della legge e a scoprire ed eliminare tempestivamente le situazioni di rischio, oltre che la verifica periodica dell efficacia del modello (e l eventuale modifica dello stesso in caso di inidoneità) e un adeguato sistema disciplinare sanzionatorio. L apparato sanzionatorio Le sanzioni previste dal Decreto, in caso di accertata responsabilità dell ente, sono classificate e disciplinate dagli artt. 9 e ss., mentre la loro previsione e quantificazione sono specificate per ogni singola violazione, nel relativo articolo. La sanzione pecuniaria, misurata in quote è sempre applicata in caso di accertata responsabilità, unitamente alla confisca del prezzo o del profitto del reato. Oltre ad essa, possono essere applicate, se previste: sanzioni interdittive confisca del prezzo o del profitto del reato pubblicazione della sentenza di condanna Le sanzioni interdittive previste sono quelle elencate all art. 9 del Decreto e sopra riportate e sono applicabili anche congiuntamente. 8
9 Adozione del modello nella cooperativa sociale Società Dolce Presentazione della Società Dolce La Società Dolce è una Cooperativa Sociale iscritta alla C.C.I.A.A. di Bologna come Società Cooperativa che, come risulta anche dallo statuto, ha lo scopo di perseguire l interesse generale della comunità alla promozione umana e all integrazione sociale. A tal fine, organizza un impresa senza fine di lucro che si avvale della base sociale e, specificamente e prevalentemente, dell attività lavorativa dei soci ma anche di soggetti non soci, svolgendo attività finalizzate alla qualificazione umana, morale, culturale e professionale, al recupero e alla valorizzazione delle risorse e delle potenzialità delle persone che necessitano di aiuto. La Società è ispirata a principi di libertà e solidarietà e, in tale ottica, si propone di potenziare il movimento cooperativo e di migliorare le condizioni economiche, sociali e professionali dei propri soci. Per gli scopi descritti, la Società può gestire attività quali: gestire servizi sociali, sanitari, assistenziali, educativi e del tempo libero; sviluppare le attività e i servizi funzionali ai settori dell infanzia, dell adolescenza, della senilità, dei disabili e in generale dell emarginazione sociale; realizzare le iniziative volte alla promozione individuale e sociale dei giovani, degli anziani e in generale di ogni soggetto svantaggiato; promuovere e gestire servizi in grado di agevolare il rapporto tra cittadino e istituzioni; rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale, culturale che impediscono la reale uguaglianza fra tutte le persone, attraverso la pubblicazione e la divulgazione di studi, ricerche e notizie; promuovere e realizzare prodotti editoriali di carattere politico, sociale e culturale; promuovere e realizzare servizi volti al mantenimento dell occupazione; promuovere e realizzare formazione e aggiornamento per i propri soci e per terzi accessori e funzionali al raggiungimento dei propri scopi; promuovere l autofinanziamento della cooperativa stimolando lo spirito di previdenza e risparmio dei socie e raccogliendo prestiti, conferimenti ed altri apporti esclusivamente ai fini del conseguimento dell oggetto sociale. 9
10 Lo statuto consente inoltre alla Società di compiere tutte le operazioni finanziarie, commerciali, mobiliari e immobiliari che siano necessarie al conseguimento degli scopi sociali o comunque ad essi connesse. L adozione del modello ex D. Lgs.vo 231/2001: finalità, struttura, costituzione e realizzazione Nell ottica del perseguimento degli obiettivi descritti, nonché di assicurare legalità, trasparenza e correttezza all attività sociale, la Coop. Dolce ha deciso di adottare il presente modello, ai sensi e per gli effetti di cui al Decreto Legislativo 231/2001, affiancandolo alle procedure interne di sorveglianza e controllo già predisposte e attuate. In virtù di quanto sopra e in conformità al disposto dell art. 6 del Decreto, si è pertanto proceduto alla stesura del modello tenendo presenti le finalità consistenti nel: individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati; prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; prevedere obblighi di informazione nei confronti dell organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli; introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. Inoltre, in osservanza del dettato dell art. 7, sono previste misure idonee a garantire lo svolgimento dell attività nel rispetto della legge e a scoprire ed eliminare le eventuali situazioni di rischio, nonché la verifica periodica e l eventuale modifica in caso di accertate significative violazioni delle prescrizioni o di mutamenti nell organizzazione sociale o nell attività, unitamente infine a un idoneo sistema disciplinare che sanziona il mancato rispetto degli obblighi imposti. Il presente modello è costituito da una parte generale di indirizzo e coordinamento e da una parte speciale di prescrizioni adattate, sulla base dei reati rilevanti ai fini della normativa de qua, ai settori specifici dell attività svolta dalla Società. Costituiscono inoltre parte integrante del modello: 1. lo Statuto e i regolamenti interni della Società; 2. l organigramma sociale di volta in volta vigente; 3. tutte le procedure e i protocolli interni previsti per i singoli settori; 4. l insieme delle procure e delle deleghe di funzioni esistenti in Cooperativa; 5. il Codice Etico adottato dalla Società. 10
11 In forza del disposto del comma 3 dell art. 6 del Decreto Legislativo 231/2001, il modello è redatto e attuato anche sulla base delle Linee Guida predisposte dalle associazioni rappresentative degli enti e, in particolare, da Confindustria ( ). Come richiesto dal Decreto e come indicato nelle predette Linee Guida, si è proceduto ad una analisi dell assetto sociale su più livelli: su un piano più generale di organizzazione e di gestione complessiva della Cooperativa e su un piano maggiormente specifico che tenga conto di ogni specifico settore di attività della stessa. Attraverso tale analitica indagine, si è provveduto ad una mappatura e individuazione delle aree di rischio, progettando contestualmente misure di prevenzione adeguate e mirate e attualizzando quelle in essere. Più in particolare, inoltre, si sono tenuti ben presenti i cd. principi di controllo di cui le Linee Guida prescrivono l imprescindibile rispetto: A. la verificabilità, documentabilità, coerenza e congruità di ogni operazione, transazione o azione; B. la separazione delle funzioni: nessuno può gestire in autonomia un intero processo rendendosi necessario che ogni operazione sia autorizzata, contabilizzata, eseguita e controllata da persone diverse. Dallo stesso principio discende inoltre che: 1) nessuno deve avere poteri illimitati 2) i poteri e le responsabilità devono essere chiaramente delineati e conosciuti dall interno dell organizzazione 3) i poteri di autorizzazione e di firma devono essere coerenti con le responsabilità assegnate C. la documentazione dei controlli. Il modello, sia per ciò che concerne l individuazione delle aree e delle tipologie di rischio, sia per ciò che riguarda le misure preventive, sarà continuamente e periodicamente aggiornato e modificato tanto in relazione agli accadimenti e alle accertate infrazioni e inadeguatezze quanto in relazione ai mutamenti organizzativi, commerciali e normativi. La lett. a) del comma 1 dell art. 6 del Decreto prevede che il modello sia adottato ad opera dell organo dirigente ; il presente documento sarà pertanto approvato a adottato dal Consiglio di Amministrazione della Società, così come di competenza del Consiglio sarà l approvazione di ogni modifica del modello. 11
12 L organismo di vigilanza Requisiti Si è già rilevato che, ai sensi della lett. b) del comma 1 dell art. 6 del Decreto prevede, come requisito per l esclusione della responsabilità dell ente, l affidamento del compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza del modello, nonché di curarne l aggiornamento, ad un organismo dell ente che sia dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo. Oltre ai requisiti già contenuti nel testo normativo appena riportato, la Linee Guida cui si fa qui riferimento ne hanno individuati ed elaborati ulteriori: 1) Autonomia e indipendenza (assenza di ogni forma di interferenza o condizionamento da parte di qualsiasi componente dell ente); 2) Professionalità (competenza in certe materie tecniche come quella giuridicopenalista e statistica di analisi e valutazione dei rischi, nonché conoscenza approfondita dell ente, del suo funzionamento e dei suoi punti critici); 3) Continuità di azione (l organismo deve essere istituito in modo stabile e dedicato esclusivamente e a tempo pieno alla propria attività di vigilanza, sì da poter svolgere il compito in modo costante). L organismo di vigilanza nella società Dolce: caratteristiche, composizione e funzioni Con delibera del Consiglio di Amministrazione, la Società ha creato e nominato il proprio organismo di vigilanza ex art. 6 del Decreto. I requisiti di cui godono i componenti nominati, corrispondenti a quelli che dovranno necessariamente possedere i componenti futuri e conformi alla Legge e alle Linee Guida, sono: autonomia di iniziativa e di controllo; stabilità e continuità nell azione e nell incarico; professionalità; efficienza operativa; indipendenza, autonomia e libertà di giudizio; onorabilità. Al fine dell attuazione e del rispetto di tali requisiti, risultano cause di incompatibilità (con l assunzione dell incarico) o cause di decadenza (qualora sopravvenute successivamente al conferimento dell incarico): 12
13 A. il trovarsi in una delle condizioni previste dall art c.c. (interdizione, inabilitazione, fallimento, condanna a pena che importa l interdizione anche temporanea dai pubblici uffici o l incapacità di esercitare uffici direttivi); B. la qualifica di membro del Consiglio di Amministrazione della Società Dolce o di altra società da essa controllata o della società incaricata della revisione contabile, o di revisore da essa incaricati; C. la qualità di coniuge, parente o affine fino al quarto grado con uno o più dei componenti del Consiglio di Amministrazione o con uno o più dei direttori o dei revisori contabili incaricati in relazione alle società di cui al punto b); D. l avere intrattenuto un rapporto di lavoro autonomo o subordinato, nel biennio precedente, con entità con le quali, o nei confronti delle quali, possono essere realizzati i reati e gli illeciti di cui al Decreto Legislativo 231/2001; E. l intrattenere, direttamente o indirettamente, relazioni economiche con la Società Dolce, con le società da essa controllate o con gli amministratori esecutivi tali da condizionare l autonomia o l indipendenza richieste; F. l avere riportato condanne, anche non definitive, per uno dei reati previsti nel D. Lgs.vo 231/2001. La sussistenza dei requisiti necessari in capo ai membri dell organismo di vigilanza e la relativa assenza di cause di incompatibilità o di decadenza dall incarico è valutata periodicamente da parte del Consiglio di Amministrazione, che conseguentemente adotta i necessari provvedimenti di nomina, decadenza, rigetto. La nomina ai membri viene conferita dal Consiglio di Amministrazione; gli stessi, poi, eleggeranno al proprio interno il Presidente, con funzioni di coordinamento, gestione e indirizzo dell attività dell organismo e convocazione delle assemblee del medesimo. Delle assemblee viene redatto verbale, da inviare al Consiglio di Amministrazione unitamente alle informative periodiche; le decisioni vengono adottate a maggioranza dei membri presenti e le sedute si intendono validamente costituite se è presente almeno la maggioranza dei membri in carica. Al fine di conferire effettiva continuità all azione dell organismo di vigilanza, esso rimane in carica per tre esercizi, al termine dei quali si provvede alla nuova nomina; i membri sono rieleggibili e possono essere revocati solamente per giusta causa, con immediata nomina del nuovo membro. In caso di revoca di tutti i membri dell organo di vigilanza, il Consiglio di Amministrazione procede all immediata sua rinomina. L organismo di vigilanza può avvalersi, nello svolgimento dei propri compiti, dell ausilio e della collaborazione di strutture interne alla Società, nonché di consulenti esterni. Il Consiglio di Amministrazione determina il compenso dei membri dell organismo di vigilanza, che rimane invariato fino al termine dell incarico, nonché, 13
14 annualmente, il budget da assegnare allo stesso per le spese da sostenere. Le funzioni espressamente attribuite all organismo di vigilanza sono le seguenti: 1) valutare l adeguatezza e la reale efficacia del modello alle esigenze che esso deve soddisfare di prevenzione della commissione di reati; 2) vigilare sul rispetto delle prescrizioni contenute nel modello e nei documenti che esso richiama da parte dei destinatari, segnalando e verbalizzando le relative infrazioni; 3) suggerire al Consiglio di Amministrazione ogni aggiornamento o modifica ritenuti opportuni per migliorare la funzionalità del modello. In attuazione dei predetti compiti, la attività che, concretamente, l organismo deve svolgere sono: attuare le procedure di controllo previste ricognizioni sull attività aziendale per verificare e aggiornare le aree di possibile rischio diffondere il contenuto del modello esplicandone il significato e fornendo ogni chiarimento, spontaneamente o su richiesta predisporre o richiedere la documentazione necessaria o comunque utile per l attuazione del modello raccogliere, elaborare e inoltrare al Consiglio di Amministrazione tutte le informazioni relative al rispetto del modello e al suo funzionamento coordinarsi, nell ambito di tutte le proprie attività, con le altre cariche della Società segnalare al Consiglio di Amministrazione ogni violazione accertata o sospettata indicare al Consiglio di Amministrazione ogni aggiornamento del modello (in merito ad atti o a procedure) ritenuto utile sia sotto il profilo di nuove modalità di prevenzione sia sotto il profilo di nuove aree di rischio individuate predisporre e trasmettere al Consiglio di Amministrazione approfondite relazioni periodiche, a cadenza almeno trimestrale, sull attività svolta e contenenti altresì i suggerimenti e le proposte di modifica di cui sopra redigere verbale di ogni operazione o attività I poteri assegnati all organismo di vigilanza per consentire al medesimo di poter svolgere dette attività sono: A. potere di spesa. L organismo dispone dei mezzi finanziari deliberati annualmente dal Consiglio di Amministrazione, che determina il budget; B. potere di richiesta e acquisizione atti, documenti e dati nei confronti di ogni settore della Società; C. potere di indagine e ispezione per accertare e riferire delle eventuali violazioni. 14
15 Rapporti con gli altri organi sociali Per concretizzare e conferire sostanziale efficacia al ruolo svolto dall organismo di vigilanza, è necessario che esso scambi continue comunicazioni e interagisca in modo continuo con gli altri organi sociali e, in particolare, con il Consiglio di Amministrazione. A tal fine, predispone e inoltra al Consiglio di Amministrazione una relazione informativa e riepilogativa, a cadenza trimestrale, nella quale sono contenuti tutti i suggerimenti, le segnalazioni, le proposte di modifica del modello sopra descritti. Oltre a quanto sopra, che rimane comunque fermo e obbligatorio, l organismo di vigilanza può: inviare comunicazioni indirizzate esclusivamente al Presidente in caso di questioni ritenute riservate; riferire e/o richiedere informazioni a tutti gli altri organi sociali per aspetti di loro specifica competenza; comunicare con il Consiglio di Amministrazione in ogni caso nel quale, per motivi di urgenza o per qualsiasi altro motivo, non si possa attendere l invio della nuova relazione trimestrale; richiedere di partecipare al Consiglio di Amministrazione e, se del caso, di convocarlo appositamente. Al contempo, tutti gli organi sociali e, in particolare, il Consiglio di Amministrazione: richiedono all organismo di vigilanza ogni opportuno aggiornamento, chiarimento, documento necessario o comunque utile; convocano l organismo di vigilanza, agli stessi scopi, ogni volta che è necessario; segnalano all organismo di vigilanza le attività e le indagini che si rendono opportune; forniscono all organismo di vigilanza tutte le informazioni necessarie per l espletamento dell attività cui esso è preposto, con particolare riferimento all assetto aziendale, al suo funzionamento, alle cariche, alle deleghe e procure, a ogni modifica intervenuta e ai procedimenti giudiziari e disciplinari instaurati da o nei confronti dell ente e dei soggetti che ne fanno parte. Ogni informativa, richiesta o convocazione di cui sopra è documentata in forma scritta e archiviata per l eventuale successiva consultazione. Inoltre, ogni attività di quelle sopra elencate deve avvenire nel rispetto della riservatezza degli autori, dei destinatari e in generale di tutti i soggetti coinvolti. 15
16 Deleghe e Procure I ruoli e le funzioni aziendali sono delineati dalle procure e dalle deleghe conferite e del sistema che ne deriva, unitamente all organigramma riassuntivo. Tali documenti, che costituiscono parte integrante del presente modello nella loro versione aggiornata in base al momento e all identità effettiva del soggetto che ricopre la carica o svolge la funzione, contribuiscono a creare un articolato sistema che soddisfa varie esigenze: A. distribuire i poteri e le relative responsabilità, facendo in modo che alle seconde corrispondano proporzionalmente i primi; B. attribuire trasparenza, sia esterna che interna alla Società, ai compiti e all identità del relativo responsabile nonché alle gerarchie sociali; C. limitare e specificare il numero di persone che hanno la possibilità di impegnare la Società nei confronti di soggetti terzi e che possono pertanto assumere obbligazioni per conto della stessa. Ogni atto di delega o procura individua con precisione, modalità, confini e limiti dei poteri conferiti. All atto del conferimento, il destinatario prende visione e accetta espressamente per iscritto il presente modello, impegnandosi al rispetto dello stesso nonché alla comunicazione di ogni accertata o sospettata violazione. I poteri, le funzioni e le conseguenti responsabilità, e pertanto le relative deleghe e procure, sono conferiti dal Consiglio di Amministrazione o dal suo Presidente, in conformità alla Legge, allo statuto sociale, al presente modello e al Codice Etico, tenendo presente le seguenti finalità: 1. evitare concentrazioni o eccessi di potere in capo al medesimo soggetto; 2. evitare vuoti di potere; 3. evitare il conferimento di poteri confliggenti in capo allo stesso soggetto; 4. evitare conflitto di interessi privati (propri o di prossimi congiunti) rispetto alla carica assunta. Le deleghe e le procure conferite ai sensi del Codice Civile devono essere depositate per l iscrizione presso il competente Ufficio del Registro delle Imprese, nonché presso la sede della Società ove ne viene altresì curato l aggiornamento in base alle modifiche successivamente intervenute. In conformità a quanto stabilito nel paragrafo precedente, ogni modifica, cancellazione o nuovo conferimento deve essere immediatamente comunicato all organismo di vigilanza. 16
17 Diffusione e conoscenza del modello Al fine di conferire concreta applicazione al presente modello organizzativo, ne sono previste la pubblicità e diffusione su due livelli: Soggetti interni alla Società Ogni dipendente, ad ogni livello gerarchico, dovrà essere informato dell adozione del modello non appena deliberata, con raccomandata a mani sottoscritta per ricevuta, e/o tramite mail con la prima busta paga ed inoltre con pubblicazione sul sito internet della Cooperativa. Dovranno poi organizzarsi e svolgersi incontri formativi, con tutti i dipendenti divisi per settore e per funzione, idonei a portare questi ultimi a conoscenza del modello e del suo contenuto, nonché a chiarire i dubbi ad esso relativi. Tali incontri dovranno essere svolti al momento dell adozione del modello e ripetuti ogni qualvolta vi sia una qualsiasi modifica dello stesso; dovranno inoltre essere effettuati, limitatamente al nuovo dipendente, in occasione di ogni nuova assunzione in Società al fine di assicurare che ogni lavoratore sia a conoscenza delle prescrizioni sin dall inizio della propria attività. Di ogni attività formativa dovrà essere fornita adeguata verbalizzazione, mediante annotazione della data e delle presenze, unitamente alle sottoscrizioni dei dipendenti presenti. Ogni dipendente, inoltre, all esito della formazione ricevuta dovrà sottoscrivere la relativa dichiarazione che attesti l avvenuta conoscenza del contenuto del modello (ivi compresi i principi generali e i singoli precetti, le sanzioni in caso di violazione il funzionamento e i compiti dell organismo di vigilanza) e il proprio impegno a rispettarlo. Collaboratori della Società Tutti i collaboratori della Società, ivi compresi i fornitori, i consulenti e i prestatori di servizi, dovranno essere a conoscenza del modello adottato e sottoscrivere la relativa dichiarazione, contenente anche l accettazione del suo contenuto e l impegno a rispettarlo, che potrà essere inserita nel relativo contratto o rilasciata con atto a parte. Soci e interlocutori esterni L adozione del modello e il suo contenuto dovranno essere diffusi, fra i soci e all esterno della Società, con ogni mezzo possibile e idoneo allo scopo, ivi compresi la pubblicazione sul sito Internet e, quantomeno, la menzione e il richiamo nel bilancio sociale. Limitatamente ai soci, poi, si dovrà dare agli stessi adeguata e documentata 17
18 informativa, oltre che inviare o consegnare ai medesimi una copia aggiornata del modello. Rimane fermo l obbligo di comunicare e diffondere con le medesime modalità ogni modifica del modello intervenuta. Principi di comportamento Fermo restando che ogni dipendente, collaboratore, amministratore, socio, visitatore e soggetto che comunque abbia a che fare con la Società è tenuto a rispettare il presente modello nel suo complesso e che gli è assolutamente vietato commettere (segnalando altresì la commissione da parte di altri) gli illeciti penali previsti, ferme restando altresì tutte le disposizioni precedenti contenute nel presente modello, sono specificamente ed espressamente prescritti i seguenti principi di comportamento. Si segnala che essi sono stabiliti in termini generali e che devono pertanto essere adattati ad ogni peculiare circostanza e situazione; inoltre, anche i seguenti principi devono ritenersi integrati con tutte le condotte che in qualsiasi modo appaiono idonee a scongiurare la realizzazione dei reati indicati e con tutte le altre previsioni del presente Modello e precedentemente descritte. 1. È vietato commettere qualsivoglia comportamento idoneo ad integrare una qualsiasi fattispecie di reato, anche al di fuori di quelli previsti ed elencati dal presente modello. 2. Ogni violazione del presente modello, da chiunque accertata o sospettata, deve essere riferita senza ritardo all organismo di vigilanza. 3. Ogni accordo, pattuizione o convenzione di qualsiasi tipo fra soggetti interni, fra soggetti esterni e fra un soggetto interno ed uno esterno alla Società deve avvenire in forma ufficiale, essere approvato dal Consiglio di Amministrazione o dai soggetti a ciò delegati con formale procura e deve avere forma scritta, così come deve avvenire in forma scritta anche tutta la contrattazione o corrispondenza che precede la stipula dell accordo stesso. 4. E vietata ogni situazione, comportamento o accordo idonei a creare una situazione di conflitto di interessi interno alla Società o di accumulo di potere in capo alla stessa persona. A tal fine, i poteri di firma, i poteri economici e i poteri operativi devono essere divisi il più possibile fra le cariche sociali (in particolare i primi due dai secondi). 5. Ogni movimentazione economica all interno, verso l interno e verso l esterno della Società deve essere documentata e motivata. I compensi di ogni dipendente della Società sono stabiliti per iscritto e sono modificabili esclusivamente con la medesima modalità, così come i compensi di ogni collaboratore o consulente esterno. E espressamente vietata ogni elargizione di compensi di ogni tipo nei confronti di tutti i dipendenti, collaboratori e consulenti. 6. È vietata altresì ogni elargizione di denaro o altra utilità a pubblici funzionari (ivi compresi pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio), a loro familiari o amici o conoscenti; è parimenti vietata ogni forma di omaggio o regalo offerto o ricevuto che non rientri, nei limiti del valore modesto, nei fini 18
19 solidaristici o di pubblicizzazione della Società. 7. È vietato destinare le somme ricevute da organismi pubblici (sia nazionali che comunitari) quali erogazioni, finanziamenti o contributi a scopi diversi da quelli per i quali sono state percepite. 8. Ogni dichiarazione resa al fine di ottenere le somme di cui sopra deve essere assolutamente veritiera e documentabile. 9. Nessuna movimentazione di denaro può avvenire in contanti. 10. Nessun pagamento può avvenire in natura. 11. I rapporti con la Pubblica Amministrazione, a qualsiasi fine e con qualsiasi modalità essi avvengano, sono tenuti da un numero limitato di soggetti espressamente incaricati, di volta in volta, in forma ufficiale e documentata. Qualora le comunicazioni avvengano per via telematica, deve essere consentita l individuazione del mittente attraverso un sistema di username e password. 12. L organismo di vigilanza verifica continuamente il rispetto di tutte le prescrizioni di cui al presente modello e segnala repentinamente al Consiglio di Amministrazione ogni violazione; l organismo di vigilanza opera rispettando le disposizioni di cui al paragrafo ad esso relativo. 13. I soci, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Sindaci, l organismo di vigilanza e le società di revisione possono accedere in qualsiasi momento alle informazioni necessarie per l espletamento della loro funzione e per le esigenze di controllo sussistenti, rispettando la riservatezza dei soggetti coinvolti e le norme in materia di privacy. 14. La Società incaricherà periodicamente uno o più tecnici specializzati in informatica per verificare la corretta gestione dei sistemi informatici e telematici, l assenza di violazioni dei sistemi medesimi, nonché l assenza di accessi abusivi. 15. I soggetti cd. apicali devono attentamente e costantemente controllare il comportamento dei soggetti ad essi sottoposti, verificando che non commettano violazioni del presente Modello e riferendo ogni illecito nonché ogni situazione di possibile rischio. 16. Devono essere rispettate tutte, senza esclusione alcuna, le norme a tutela della prevenzione degli infortuni sul lavoro e quelle in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. Sul loro rispetto vigilano, oltre all organismo di vigilanza: un R.S.P.P. esterno (consulente che ha in carico la Società e le partecipate) cui viene conferita la delega di poteri e responsabilità un referente interno (che predispone i piani di sicurezza) il Consiglio di Amministrazione nomina il medico competente ex D. Lgs. vo 81/ Tutte le operazioni a rischio devono, possibilmente, essere svolte da due o più persone. 18. E nominato un responsabile acquisti per la contrattazione con i fornitori e la conclusione degli accordi, che opera tuttavia su sollecitazione del settore operativo e sotto il controllo dello stesso. 19. Devono essere assunte precise informazioni circa i fornitori e tutti i collaboratori e consulenti esterni prima di concludere il relativo contratto o conferito l incarico, con particolare riferimento alla loro attendibilità commerciale e professionale. 19
20 20. Del pari, devono essere assunte specifiche informazioni relativamente ad ogni dipendente prima della sua assunzione; in particolare, ne deve essere valutata l attitudine al crimine tramite acquisizione del certificato di casellario giudiziale, con particolare attenzione alle fattispecie di reato previste nel presente Modello per le quali la persona abbia riportato precedenti condanne. 21. Il conferimento degli appalti di maggiore rilevanza (oltre la somma stabilita) viene deliberato dal Consiglio di Amministrazione in base ai criteri stabiliti. 22. Le figure di livello intermedio nella gerarchia societaria (es. Capi Area) operano e assumono le proprie decisioni col supporto e in sinergia con gli altri settori (amministrativo, personale, legale). 23. La preparazione dei pasti somministrati nelle strutture è affidata con delibera del Consiglio di Amministrazione, secondo la procedura di conferimento di appalto di cui sopra, a primaria azienda del settore. L incarico verrà revocato con efficacia immediata in caso di violazioni igienico-sanitarie commesse dalla stessa in materia alimentare e non; tale clausola dovrà essere inserita nel contratto. 24. Tutta la documentazione relativa alla Società, ivi compresa quella relativa alle presenti prescrizioni, deve essere in qualsiasi momento controllabile e verificabile; la sua organizzazione e la sua archiviazione devono essere improntate alla massima tracciabilità. 20

References: articolo 11
 art. 6
 art. 1
 art. 5
 Art. 24
 Art. 24
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 art. 6
 art. 6
 art. 7
 sentenza 
 art. 9
 art. 6
 art. 7
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 6