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Timestamp: 2019-12-06 05:47:36+00:00

Document:
Corte di Giustizia CE, 26 gennaio 1984, n. 189 - C-189/82 - Malattia professionale
SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 26 GENNAIO 1984. - GEORGETTE SEILER E ALTRI CONTRO CONSIGLIO DELLE COMUNITA''EUROPEE. - DIPENDENTE - MALATTIA PROFESSIONALE. - CAUSA 189/82.
raccolta della giurisprudenza 1984 pagina 00229
DIPENDENTI - PREVIDENZA SOCIALE - ASSICURAZIONE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI - MALATTIA - CONTROLLO DELL' ORIGINE PROFESSIONALE - COMPETENZA DELL'AUTORITA' CHE HA IL POTERE DI NOMINA - CONSULTAZIONE DI UNA COMMISSIONE MEDICA - SINDACATO GIURISDIZIONALE - PORTATA E LIMITI
( STATUTO DEL PERSONALE, ART. 73 )
NON SPETTA ALLA CORTE PRONUNZIARSI SUL SE, IN UN CASO DETERMINATO, UN DIPENDENTE SIA STATO COLPITO DA MALATTIA PROFESSIONALE AI SENSI DELL' ART. 73 DELLO STATUTO. CIONONDIMENO, LA CORTE E COMPETENTE AD ANNULLARE QUALSIASI DECISIONE ADOTTATA DALL' AUTORITA'' CHE HA IL POTERE DI NOMINA A NORMA DI QUESTA DISPOSIZIONE E CHE SIA ILLEGITTIMA IN QUANTO BASATA SU ACCERTA MENTI NON PERTINENTI DI UNA COMMISSIONE MEDICA. CIO' AVVERREBBE QUALORA LA COMMISSIONE MEDICA SI BASASSE SU UN' OPINIONE ERRATA CIRCA LA NOZIONE DI' MALATTIA PROFESSIONALE' O SE LA SUA RELAZIONE NON STABILISSE UN NESSO COMPRENSIBILE FRA GLI ACCERTAMENTI MEDICI IN ESSA CONTENUTI E LE CONCLUSIONI CUI GIUNGE.
NELLA CAUSA 189/82,
1. GEORGETTE SEILER, VEDOVA DEL SIG. RENE SEINGRY, GIA DIPENDENTE DELLA SEGRETERIA GENERALE DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE ;
2. FLORENCE SEINGRY, FIGLIA MAGGIORENNE DEL FU RENE SEINGRY ;
3. GEORGES-FRANCIS SEINGRY, FIGLIO MAGGIORENNE DEL FU RENE SEINGRY,
TUTTI CON L' AVV. EDMOND LEBRUN, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV. TONY BIEVER, 83, BOULEVARD GRANDE-DUCHESSE-CHARLOTTE,
CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATO DAL SIG. JOHN CARBERY, MEMBRO DELL' UFFICIO LEGALE DELLA SEGRETERIA GENERALE DEL CONSIGLIO IN BRUXELLES, CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG. H. J. PABBRUWE, DIRETTORE DELL' UFFICIO LEGALE DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI, 100, BOULEVARD KONRAD-ADENAUER,
CON L' INTERVENTO DI
SA ROYALE BELGE, COMPAGNIA DI ASSICURAZIONI, CON SEDE IN WATERMAEL-BOITSFORT ( 1170 BRUXELLES ), LA QUALE AGISCE TANTO IN PROPRIO, QUANTO IN NOME E PER CONTO DELLE SEGUENTI COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE :
1. SA GENERALI BELGIUM ( = CONCORDE ), BRUXELLES,
2. SA CAISSE PATRONALE, BRUXELLES,
3. SA ASSURANTIE VAN DE BELGISCHE BOERENBOND, LOVANIO,
4. SA WINTERTHUR, BRUXELLES,
5. SA ZURICH, BRUXELLES,
6. SA ASSUBEL, BRUXELLES,
7. SA SECURITAS ( GIA LE PHENIX BELGE ), ANVERSA,
8. SA RHIN ET MOSELLE, BRUXELLES,
9. SA LE FOYER, BRUXELLES,
10. NATIONALE NEDERLANDEN, SCHADEVERZEKERINGSMAATSCHAPPIJ NV, L' AJA,
11. SA PHOENIX CONTINENTAL, BRUXELLES,
12. TOP INTERNATIONAL INSURANCE CO. LTD, BALLERUP ( DANIMARCA ),
13. EXCESS INSURANCE COMPANY LTD, LONDRA,
14. ALLIANZ VERSICHERUNGS-AKTIENGESELLSCHAFT, MONACO DI BAVIERA,
TUTTE CON L' AVV. FRANCOIS VAN DER MENSBRUGGHE, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV. JEAN HOSS, 15, COTE D' EICH,
CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DEL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO, TRASMESSE ALLE RICORRENTI CON LETTERE 19 OTTOBRE 1981 E, RISPETTIVAMENTE, 14 MAGGIO 1982, LE QUALI NEGANO L' ORIGINE PROFESSIONALE DELLA MALATTIA CHE HA CAUSATO LA MORTE DEL SIG. R. SEINGRY,
1 CON ATTO REGISTRATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 28 LUGLIO 1982, LA SIG.RA GEORGETTE SEILER, VEDOVA DI RENE SEINGRY, GIA DIPENDENTE DELLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE, NONCHE LA SIG.NA FLORENCE SEINGRY E IL SIG. GEORGES-FRANCIS SEINGRY, FIGLI MAGGIORENNI DI RENE SEINGRY, HANNO PROPOSTO UN RICORSO DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 19 OTTORBRE 1981 CON CUI IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO SI E RIFIUTATO DI AMMETTERE L' ORIGINE PROFESSIONALE DELLA MALATTIA CHE HA CAUSATO IL DECESSO DEL SEINGRY, NONCHE DELLA DECISIONE 14 MAGGIO 1982 CON CUI IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO HA RESPINTO IL LORO RECLAMO. I RICORRENTI CHIEDONO DEL PARI CHE LA CORTE DICHIARI L' ORIGINE PROFESSIONALE DELLA MALATTIA E CHE IL CONVENUTO SIA CONDANNATO A LIQUIDARE LORO LE PRESTAZIONI CONTEMPLATE DALL' ART. 73 DELLO STATUTO DEL PERSONALE PER IL CASO DELLA MORTE DEL DIPENDENTE IN SEGUITO A MALATTIA PROFESSIONALE.
2 A SOSTEGNO I RICORRENTI DEDUCONO CHE RENE SEINGRY, IMPIEGATO EUROPEO DAL 1954 E DIRETTORE DEL GABINETTO DEL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO DAL 1958, E MORTO AL SUO POSTO DI LAVORO IL 23 LUGLIO 1979, IN SEGUITO AD UN INFARTO DEL MIOCARDIO. QUESTA MALATTIA DELLE CORONARIE AVREBBE ORIGINE NELL' ESERCIZIO DELLE MANSIONI PRESSO IL CONSIGLIO E ANDREBBE QUINDI CONSIDERATA UNA MALATTIA PROFESSIONALE AI SENSI DELL' ART. 73 DELLO STATUTO. CIO TANTO PIU CHE IL DEFUNTO AVEVA GIA AVUTO UN PRIMO ATTACCO CARDIACO NEL 1977, DOPO UN LUNGO PERIODO DI SOVRAFFATICAMENTO PROFESSIONALE.
3 A NORMA DELL' ART. 73 DELLO STATUTO, IL DIPENDENTE E, IN CASO DI SUO DECESSO, GLI AVENTI CAUSA SONO COPERTI CONTRO I RISCHI DI MALATTIA PROFESSIONALE, SECONDO LE MODALITA STABILITE DA UNA NORMATIVA DA ADOTTARSI D' INTESA FRA LE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA'.
4 LA NORMATIVA CONTEMPLATA DA DETTA DISPOSIZIONE ( IN PROSIEGUO :' NORMATIVA COMUNE' ) CONSIDERA ANZITUTTO, NELL' ART. 3, N. 1, COME MALATTIA PROFESSIONALE QUALSIASI MALATTIA COMPRESA NELL'' ELENCO EUROPEO DELLE MALATTIE PROFESSIONALI', ALLEGATO ALLA RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE 23 LUGLIO 1962 IN FATTO DI MEDICINA DEL LAVORO NELLE IMPRESE ( GU 1962, PAG. 2181 ). E PACIFICO CHE LE MALATTIE DELLE CORONARIE NON FIGURANO IN DETTO ELENCO.
5 AI SENSI DELL' ART. 3, N. 2 DELLA NORMATIVA COMUNE,' SI CONSIDERA PARIMENTI MALATTIA PROFESSIONALE QUALSIASI MALATTIA O AGGRAVAMENTO DI MALATTIA PREESISTENTE, CHE NON FIGURI NELLA LISTA DI CUI ALL' ART. 1, QUANDO SIA SUFFICIENTEMENTE PROVATO CHE LA MALATTIA HA AVUTO ORIGINE NELL' ESERCIZIO O IN OCCASIONE DELL' ESERCIZIO DELLE FUNZIONI PER CONTO DELLE COMUNITA''.
6 L' ART. 19 DELLA NORMATIVA COMUNE STABILISCE CHE LE DECISIONI RELATIVE AL RICONOSCIMENTO DELL' ORIGINE PROFESSIONALE DELLA MALATTIA SONO ADOTTATE DALL' AUTORITA' CHE HA IL POTERE DI NOMINA IN BASE AL PARERE ESPRESSO DAL O DAI MEDICI DESIGNATI DALLE ISTITUZIONI E, SE IL DIPENDENTE O I SUOI AVENTI CAUSA LO CHIEDONO, SENTITA LA COMMISSIONE MEDICA DI CUI ALL' ART. 23 DELLA STESSA NORMATIVA.
7 IL 10 OTTOBRE 1979 I RICORRENTI HANNO PRESENTATO AL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO UNA DOMANDA DIRETTA A FAR RICONOSCERE L' ORIGINE PROFESSIONALE DELLA MALATTIA DI CUI RENE SEINGRY E MORTO, SOSTENENDO CHE VI ERA UN NESSO DIRETTO FRA L' INSULTO CARDIACO E LE CARATTERISTICHE E IL RITMO DEL SUO LAVORO DAL 1958.
8 IL SEGRETARIO GENERALE CONSULTAVA ALLORA IL MEDICO DESIGNATO DAL CONSIGLIO, IL QUALE GIUNGEVA ALLA CONCLUSIONE CHE' IN GENERALE, L' INFARTO NON E CONSIDERATO MALATTIA PROFESSIONALE'.
9 DAL FASCICOLO SI DESUME CHE IL MEDICO CONSULTATO AVEVA, DAL CANTO SUO, CHIESTO IL PARERE DI UNO SPECIALISTA IN CARDIOLOGIA, IL PROF. DENOLIN. QUESTI, DOPO AVER ESAMINATO IL FASCICOLO MEDICO DI RENE SEINGRY, AVEVA FORMULATO FRA L' ALTRO LE SEGUENTI OSSERVAZIONI :
' (...) NON POSSEDIAMO ALCUN DATO SUL SUO STATO CARDIACO NEGLI ULTIMI ANNI.
DI FRONTE AD UN FASCICOLO COSI LIMITATO, E IMPOSSIBILE PRONUNZIARSI SULL' EVENTUALE PESO DELLO STRESS PROFESSIONALE NELL' ANDAMENTO DELLA MALATTIA E NELLA MECCANICA DEL DECESSO. APPARE TUTTAVIA CERTO ALMENO UN GRAVE FATTORE DI RISCHIO : IL RILEVANTE TABAGISMO DA SIGARETTA'.
10 AVENDO I RICORRENTI CHIESTO CHE FOSSE SENTITA LA COMMISSIONE MEDICA, IL SEGRETARIO GENERALE DECIDEVA DI COSTITUIRE LA COMMISSIONE STESSA. DAI DOCUMENTI PRODOTTI DINANZI ALLA CORTE SI DESUME CHE A DETTA COMMISSIONE E STATO CHIESTO DI' PRONUNZIARSI SULLA QUESTIONE SE LA MALATTIA CHE HA CAUSATO LA MORTE DI RENE SEINGRY VADA CONSIDERATA DI ORIGINE PROFESSIONALE'.
11 NELLA RELAZIONE LA COMMISSIONE DICHIARAVA IN SOSTANZA CHE LA PATOGENESI DELLA MALATTIA DELLE CORONARIE DIPENDE DA MOLTI FATTORI FRA CUI I PIU IMPORTANTI SONO L' IPERTENSIONE, IL TABAGISMO E L' ECCESSO DI COLESTEROLO, I QUALI TUTTI AVREBBERO AGITO NEL CASO DEL SEINGRY. LA RELAZIONE CONCLUDEVA COME SEGUE :
' RISULTA CHE LA VITA PROFESSIONALE PARTICOLARMENTE AGITATA CONDOTTA DAL SEINGRY HA POTUTO COSTITUIRE UN FATTORE AGGRAVANTE DELLA MALATTIA DELLE CORONARIE, LA QUALE TUTTAVIA DIPENDE NEL SUO CASO DA ALTRI IMPORTANTI FATTORI, FRA CUI IL TABAGISMO. NON RITENIAMO CHE SI TRATTI DI UNA MALATTIA PROFESSIONALE IN SENSO STRETTO. IL FATTORE'' STRESS PROFESSIONALE'' E INFATTI SOLO UNO DEGLI ELEMENTI DELLA PATOGENESI E CI SI PUO CHIEDERE, CON IL DOTT. DENOLIN, SE NON VI FOSSE, ACCANTO ALLA GRAVOSITA' DELLE MANSIONI AFFIDATEGLI, UNA PARTE DI PERFEZIONISMO E DI IPERATTIVITA INERENTE ALLA PSICOLOGIA DELL'INTERESSATO.'
12 CON DECISIONE 19 OTTOBRE 1981 IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO COMUNICAVA AI RICORRENTI CHE, VISTA LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE MEDICA, NON GLI ERA POSSIBILE AMMETTERE CHE LA MALATTIA DEL SEINGRY FOSSE DI ORIGINE PROFESSIONALE. IL RECLAMO PROPOSTO DAI RICORRENTI CONTRO QUESTA DECISIONE VENIVA RESPINTO, PER GLI STESSI MOTIVI, CON PROVVEDIMENTO 14 MAGGIO 1982.
13 CONTRO QUESTE DECISIONI I RICORRENTI SOSTENGONO CHE LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE MEDICA SULLA QUALE LE DECISIONI IMPUGNATE SONO BASATE PARTE IMPLICITAMENTE DA UN' OPINIONE ERRATA CIRCA LA NOZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE. IN PRIMO LUOGO LA COMMISSIONE MEDICA, DOPO AVER DICHIARATO CHE LA VITA PROFESSIONALE PARTICOLARMENTE AGITATA DEL SEINGRY HA POTUTO COSTITUIRE UN FATTORE AGGRAVANTE PER LA MALATTIA DELLE CORONARIE GIA DIAGNOSTICATA A PARTIRE DAL 1977, NON POTREBBE GIUNGERE ALLA CONCLUSIONE CHE NON SI TRATTAVA DI UNA MALATTIA PROFESSIONALE,' IN SENSO STRETTO'. IN SECONDO LUOGO, LA COMMISSIONE MEDICA AVREBBE PERSO DI VISTA IL FATTO CHE, NELL' AMBITO DELLA NORMATIVA COMUNE, LA NOZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE COMPRENDE L' AGGRAVAMENTO DI UNA MALATTIA PREESISTENTE QUALORA ESSO ABBIA ORIGINE, COME NEL PRESENTE CASO, NELL' ESERCIZIO DELLE MANSIONI PER CONTO DELLA COMUNITA'.
14 SECONDO IL CONVENUTO, LA COMMISSIONE MEDICA NON HA AFFATTO TRAVISATO LA NOZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE NEL SENSO INTESO DALLA NORMATIVA COMUNE. AL CONTRARIO, PROPRIO SEGUENDO QUESTA DEFINIZIONE LA COMMISSIONE, PREVIO ESAME APPROFONDITO, AVREBBE DIMOSTRATO CHE NON VI ERA MALATTIA PROFESSIONALE, DATO CHE, OLTRE ALL' ATTIVITA PROFESSIONALE, DIVERSI ALTRI FATTORI HANNO CONTRIBUITO AL DECESSO DEL SEINGRY.
15 SI DEVE RICORDARE ANZITUTTO CHE NON SPETTA ALLA CORTE PRONUNZIARSI SUL SE, IN UN CASO DETERMINATO, UN DIPENDENTE SIA STATO COLPITO DA MALATTIA PROFESSIONALE AI SENSI DELL' ART. 73 DELLO STATUTO. CIONONDIMENO, LA CORTE E COMPETENTE AD ANNULLARE QUALSIASI DECISIONE ADOTTATA DALL' AUTORITA' CHE HA IL POTERE DI NOMINA A NORMA DI QUESTA DISPOSIZIONE E CHE SIA ILLEGITTIMA IN QUANTO BASATA SU ACCERTAMENTI NON PERTINENTI DI UNA COMMISSIONE MEDICA. CIO AVVERREBBE QUALORA LA COMMISSIONE MEDICA SI BASASSE SU UN' OPINIONE ERRATA CIRCA LA NOZIONE DI' MALATTIA PROFESSIONALE' O SE LA SUA RELAZIONE NON STABILISSE UN NESSO COMPRENSIBILE FRA GLI ACCERTAMENTI MEDICI IN ESSA CONTENUTI E LE CONCLUSIONI CUI GIUNGE.
16 IN PROPOSITO E FONDATO L' ASSUNTO DEI RICORRENTI SECONDO IL QUALE LA COMMISSIONE MEDICA HA PRESO IN ESAME LA QUESTIONE SE UNA MALATTIA DELLE CORONARIE POSSA ESSERE UNA MALATTIA PROFESSIONALE, PUR OMETTENDO DI ACCERTARE SE L' AGGRAVAMENTO DI TALE MALATTIA POTESSE ESSERE CONSIDERATO COME L' AGGRAVAMENTO DI UNA MALATTIA PREESISTENTE CHE AVEVA ORIGINE NELL' ESERCIZIO DELLE MANSIONI, AI SENSI DELLE DISPOSIZIONI IN VIGORE. UN ACCERTAMENTO DEL GENERE NON E INFATTI CONTENUTO NELLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE MEDICA, NE NEI REFERTI MEDICI ANTERIORI.
17 DATO IL MODO GENERICO IN CUI E FORMULATO, L'INCARICO AFFIDATO ALLA COMMISSIONE MEDICA NON PRECISA CHE QUESTA DOVEVA ACCERTARE SE L' ATTACCO CARDIACO AVESSE UN NESSO ABBASTANZA STRETTO CON UNA MALATTIA DELLE CORONARIE PREESISTENTE, COME AVEVANO SUGGERITO I RICORRENTI NELLA LORO DOMANDA, E SE L' AGGRAVAMENTO DI TALE MALATTIA DELLE CORONARIE FOSSE DOVUTO ALLA VITA PROFESSIONALE CONDOTTA DAL DEFUNTO, AI SENSI DALL' ART. 3, N. 2 DELLA NORMATIVA COMUNE.
18 LA MANCANZA DI PRECISIONE DELL' INCARICO DATO ALLA COMMISSIONE MEDICA POTREBBE SPIEGARE IL MODO AMBIGUO IN CUI SI E ESPRESSA LA COMMISSIONE NELLA RELAZIONE. COL RIFERIRSI, INFATTI, NELLA PARTE CONCLUSIVA AD UNA' MALATTIA PROFESSIONALE IN SENSO STRETTO', NOZIONE IGNOTA ALLO STATUTO ED ALLA NORMATIVA COMUNE, LA RELAZIONE PORTA A CHIEDERSI SE LA COMMISSIONE FOSSE CONSAPEVOLE DEL PESO ESATTO DELLA NOZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE.
19 E VERO CHE LA COMMISSIONE MEDICA HA PARLATO DI VARI FATTORI CHE HANNO CONTRIBUITO ALLA MORTE DEL SEINGRY, FRA CUI IN PARTICOLARE IL TABAGISMO E IL NERVOSISMO. ESSA NON HA TUTTAVIA ACCERTATO SE UNO DI QUESTI FATTORI OVVERO LA VITA PROFESSIONALE AGITATA DEL DIPENDENTE AVESSE IL NESSO PIU STRETTO CON L' ATTACCO CARDIACO FATALE.
20 CIO PREMESSO, L' ESAME DEL FASCICOLO RENDE LECITI GRAVI DUBBI CIRCA IL SE LA COMMISSIONE MEDICA SIA STATA ADEGUATAMENTE INFORMATA DEL SUO COMPITO E NON ABBIA TRAVISATO L' ART. 3, N. 2 DELLA NORMATIVA COMUNE.
21 DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE LE DECISIONI IMPUGNATE SONO INFICIATE DA ILLEGITTIMITA' E VANNO QUINDI ANNULLATE, E CHE IL RICORSO VA RESPINTO PER LA PARTE RESTANTE.
22 SPETTA ALL' AUTORITA' CHE HA IL POTERE DI NOMINA RICOMINCIARE, PRIMA DI PRONUNZIARSI, IL PROCEDIMENTO CONTEMPLATO DALL' ART. 19 E SEGUENTI DELLA NORMATIVA COMUNE E INTERPELLARE DI NUOVO LA COMMISSIONE MEDICA, LA QUALE DOVRA' ACCERTARE SE L' ATTACCO CARDIACO CHE HA PROVOCATO LA MORTE DEL SEINGRY COSTITUISSE L' AGGRAVAMENTO DI UNA MALATTIA PREESISTENTE E, IN CASO AFFERMATIVO, SE SIA ADEGUATAMENTE PROVATO CHE TALE AGGRAVAMENTO HA AVUTO ORIGINE NELL' ESERCIZIO O IN OCCASIONE DELL' ESERCIZIO DELLE MANSIONI DEL DEFUNTO.
23 A NORMA DELL' ART. 69, PAR 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE, SE NE E STATA FATTA DOMANDA. ESSENDO IL CONSIGLIO RIMASTO SOCCOMBENTE, LO SI DEVE CONDANNARE ALLE SPESE, AD ECCEZIONE DI QUELLE DELL' INTERVENIENTE, CHE RESTANO A CARICO DI QUESTA.
LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )
1* SONO ANNULLATE LA DECISIONE 19 OTTOBRE 1981 CON CUI IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO SI E RIFIUTATO DI AMMETTERE L' ORIGINE PROFESSIONALE DELLA MALATTIA CHE HA CAUSATO LA MORTE DI RENE SEINGRY, NONCHE LA DECISIONE 14 MAGGIO 1982 CON CUI IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO HA RESPINTO IL RECLAMO DEI RICORRENTI.
2*IL RICORSO E RESPINTO PER LA PARTE RESTANTE.
3* IL CONSIGLIO E CONDANNATO ALLE SPESE, AD ECCEZIONE DI QUELLE DELL' INTERVENIENTE.

References: SENTENZA 
 ART. 73
 ART. 73
 ART. 73
 ART. 73
 ART. 73
 ART. 3
 ART. 3
 ART. 1
 ART. 19
 ART. 23
 ART. 73
 ART. 3
 ART. 3
 ART. 19
 ART. 69