Source: https://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2001/circ013.htm
Timestamp: 2020-02-17 01:34:08+00:00

Document:
CIRCOLARE N.13/2001
OGGETTO: TRIBUTI - TASSE AUTOMOBILISTICHE 2001.
Il 28 febbraio scade il termine di versamento delle tasse automobilistiche. Per gli autotreni e per gli autoarticolati entro la predetta data dovranno essere versati, oltre agli importi relativi al 2001, anche i conguagli ancora dovuti per l’anno 2000, secondo quanto previsto dalla legge 342/2000.
Com’è noto, infatti, l’anno scorso per gli autotreni e gli autoarticolati il bollo è stato versato solo per il veicolo a motore (autocarro e trattore), essendo stata abolita la tassa sui rimorchi e non essendo stata ancora definita la tassazione sui complessi veicolari secondo l'impostazione comunitaria (art.6 legge n.488/99).
Secondo le nuove disposizioni, le tasse automobilistiche per i complessi veicolari gravano sul veicolo a motore facendo riferimento alla sua massa complessiva risultante dalla carta di circolazione, se trattasi di autocarro, ovvero al suo numero di assi, se trattasi di trattore (tabella 2-bis art.68 legge n.342/2000).
La suddetta tassa calcolata sulla massa complessiva o sul numero degli assi del veicolo a motore deve essere versata congiuntamente alla tassa specifica dovuta sull’autocarro e sul trattore, la quale continua a determinarsi come per il passato (sulla portata per gli autocarri di peso inferiore alle 12 ton; sul peso complessivo e sul numero degli assi per gli autocarri di peso superiore; sulla potenza del motore espressa in KW per trattori).
Qualora la somma delle due tasse applicate sul veicolo a motore non dovesse raggiungere l’importo minimo fissato per i complessi veicolari dalla direttiva 93/89/CEE recepita col decreto legislativo n.43/97, la tassa da versare dovrà essere di importo pari a quello minimo indicato dalla CEE.
Riguardo agli autoveicoli isolati, si fa presente che, come chiarito dal Ministero delle Finanze nella circolare n.2/E/2001, sono considerati tali gli autoveicoli la cui carta di circolazione reca un’annotazione di inibizione al traino per motivi tecnici (ad es.: non atto al traino per deficienza organo attacco), ovvero amministrativi (ad es. autorizzazione speciale che non consente traini). Con la successiva circolare n.12/E/2001 lo stesso Ministero delle Finanze ha consentito che ai fini dell’esclusione dalla tassa sul complesso veicolare anche relativamente all’anno 2000 l’annotazione sulla carta di circolazione possa essere apposta successivamente al pagamento delle tasse automobilistiche. A tal fine in sede di versamento gli interessati devono produrre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio contenente l’impegno a richiedere entro il 31 ottobre 2001 l’inibizione della capacità rimorchiabile. La dichiarazione, redatta secondo lo schema riportato in calce, deve essere presentata agli uffici preposti al pagamento delle tasse automobilistiche e abilitati alla trasmissione dei dati (agenzie pratiche auto, uffici Aci).
Si rammenta infine che per espressa previsione di legge sono esclusi dalla nuova tassazione gli autoveicoli che trainano esclusivamente carrelli per il trasporto di carri ferroviari per i quali soltanto è rimasta in vita in misura fissa la vecchia tassa sui rimorchi.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li n.72, 34, 24/2000
A/Alla...........................
INDICARE L’UFFICIO PRESSO CUI SI
OGGETTO: Dichiarazione di impegno a presentare richiesta per l'eliminazione della "massa rimorchiabile" dal documento di circolazione -
sottoscritto/a..............................codice fiscale...................
nato/a.......................(................),il...........................
residente a .........................via.......................cap...........
* intestatario dei/del veicolo/i sottoindicato/i
*legale rappresentante della Societa'........................................
partita IVA...................................... intestataria dei/del veicolo/i sottoindicato/i
di impegnarsi a presentare agli uffici della Motorizzazione preposti, entro il 31 ottobre 2001, la richiesta di eliminare dal documento di circolazione il parametro "massa rimorchiabile" per i seguenti veicoli non utilizzati per il traino di rimorchi:
Luogo e data..............
Firma..........................
La presente dichiarazione viene conservata dal soggetto abilitato ad acquisire al sistema informativo i dati tecnici del veicolo. Questi provvedera' a comunicare al Sistema di gestione delle Tasse Automobilistiche i dati di cui alla presente dichiarazione.
TASSE AUTOMOBILISTICHE 2001
Elaborazione Confetra
Gli importi delle tasse automobilistiche fissati a livello regionale sono forniti dall’ACI
AUTOCARRI CON PESO COMPLESSIVO INFERIORE A 12 T
(portata in quintali)
da 111 a 119
AUTOCARRI DI PESO COMPLESSIVO A PIENO CARICO PARI O SUPERIORE A 12 T
(pesi in tonnellate)
4 o piu' assi
Con sospensione pneumatica o equivalente
Senza sospensione pneumatica o equivalente
TRATTORI: L. 825 per KW (L. 283 per pagamenti quadrimestrali)
ABRUZZO – BASILICATA - CALABRIA - LAZIO - LOMBARDIA - MARCHE - PIEMONTE - VENETO
BOLZANO -FRIULI VENEZIA GIULIA – SARDEGNA – SICILIA – TRENTO – VALLE D'AOSTA
TRATTORI: L. 825 per KW (L. 283 per pagamenti quadrimestrali)CAMPANIA
AUTOCARRI ABILITATI AL TRAINO E TRATTORI
IMPORTI MINIMI VALIDI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE (Tabella 2-bis art.6, comma 22-bis, legge n.488/99).
Tipologie di autoveicoli
Importi per pagamenti effettuati
Importi per pagamenti
Importi riferiti ad 1 mese
per l’intero anno solare in lire
quadrimestrali in lire
superiore a 3,5 tonnellate e fino a 8
superiore a 8 tonnellate ma inferiore
a 18 tonnellate
pari a 18 tonnellate o superiore
Per trattori stradali
1) Il dato da rilevare dalla carta di
circolazione è la “massa complessiva”
2) Il dato da rilevare dalla carta di
circolazione è il “numero degli assi”
Nota. Sono esenti gli autoveicoli che, con annotazione di vincolo sulla carte di circolazione, trainano esclusivamente carrelli per il trasporto di carri ferroviari. I versamenti
per i quali con la tariffa di cui sopra non viene raggiunto il minimo previsto dalla direttiva CEE dovranno essere effettuati nella misura minima stabilita dalla direttiva stessa.
COMPLESSI AUTOTRENI ED AUTOARTICOLATI DI PESO COMPLESSIVO A PIENO CARICO PARI O SUPERIORE A 12 TONNELLATE
IMPORTI MINIMI VALIDI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE (aggiornati col D.M. 27.12.1999)
2+1 assi
2+2 assi
2+3 assi
3+3 assi ed altre configurazioni
Importo minimo annuo
pari o supe-riore a
infe-riore a
Direzione centrale per gli affari giuridici
e per il contenzioso tributario
CIRCOLARE N. 207/E
PROT. 2000/237953
Roma, 16.11.2000
Art. 61 – Disposizioni in materia di autotrasporto
Come è noto, l’articolo 6, comma 22 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, ha inserito la lettera d-ter) all’articolo 2 del testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche – approvato con DPR 5 febbraio 1953, n. 39 – ed ha soppresso alla lettera d) dello stesso articolo 2, le parole “…e per i rimorchi adibiti al trasporto di cose”.
Per effetto di tale intervento normativo, le tasse automobilistiche per i rimorchi adibiti al trasporto di cose non sono più da commisurarsi alla portata espressa in quintali, bensì al “peso massimo dei rimorchi trasportabili per le automotrici”.
Ora l’articolo 61 del “collegato”, in attuazione della riforma di cui alla legge n. 488 del 1999, disciplina le nuove modalità di tassazione per i rimorchi di cui trattasi a decorrere dal 1° gennaio 2000 /art. 71, c. 3, legge n. 488/1999).
A tal fine all’articolo 6 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, dopo il comma 22, aggiunge i commi 22-bis, 22-ter e 22-quater.
In particolare, il comma 22-bis prevede che le tasse automobilistiche, dovute in base alla massa rimorchiabile degli autoveicoli per il trasporto di cose, sono individuate dalla tabella 2-bis, richiamata dal successivo comma 5 dell’articolo in commento ed allegata al “collegato”.
Il comma 22-ter prevede che oltre agli importi stabiliti per le automotrici sono dovuti quelli fissati dalla tabella sopraccitata, tenuto conto delle caratteristiche tecniche risultanti dalla carta di circolazione e delle eventuali limitazioni in essa evidenziate.
Alla luce della nuova normativa , pertanto, non sono più dovute le tasse automobilistiche relative ai singoli rimorchi adibiti per il trasporto di cose , i cui importi erano precedentemente determinati sulla base della portata espressa in quintali.
Il nuovo criterio di applicazione della tassa in argomento prevede, infatti, che l’ammontare del tributo venga determinato sommando all’importo stabilito per le automotrici quello commisurato alla massa rimorchiabile dalle stesse, risultante dalla carta di circolazione.
E’ evidente che il nuovo sistema non considera il rimorchio effettivamente trainato ma quello che l’automotrice può potenzialmente trainare, così come risulta dalla carta di circolazione tenuto conto delle eventuali limitazioni intervenute.
a) autotreno
Nel caso di un autocarro per il trasporto di cose, munito di rimorchio, l’importo complessivo da corrispondere è dato dalla somma dovuta per l’autocarro (determinata in base alla portata espressa in quintali, rilevabile dalle tariffe vigenti), più quella sul peso rimorchiabile dallo stesso autocarro (individuabile dalla tabella 2-bis), come risulta dalla carta di circolazione (tenuto conto delle eventuali limitazioni);
b)autoarticolato
Nel caso del trattore per il trasporto di cose con semirimorchio, la tassa complessiva da corrispondere è data dalla somma dovuta per il trattore (commisurata in base alla potenza effettiva espressa in KW secondo le tariffe delle tasse automobilistiche pubblicate con D.M. 27 dicembre 1997) più quella stabilita alla tariffa 5 della tabella 2-bis(che fa riferimento al numero degli assi del trattore).
Quanto ai termini di versamento del tributo dovuto per l’anno 2000, torna opportuno precisare che la più volte citata legge, nel sopprimere il precedente sistema di tassazione, relativo ai rimorchi, non forniva alcun criterio sulla determinazione della misura della tassa stessa; in attesa, quindi della definizione dei nuovi importi, si è provveduto a prorogare i relativi termini di pagamento e, da ultimo, con D.M. del 31 ottobre 2000, le scadenze relative all’annualità 2000 sono state spostate a febbraio 2001.
Il comma 2 della disposizione in commento fissa il termine entro cui devono essere effettuati i versamenti del tributo – dovuto sulla base dei nuovi parametri stabiliti dal comma 22-bis della citata legge n. 488 – nel primo periodo utile per il pagamento a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge. Considerato che, ai sensi dell’art. 1, lett. e, del D.M. 18/11/1998 n. 462, la tassa è dovuta per quadrimestri decorrenti dai mesi di febbraio, giugno e ottobre e deve essere versata entro l’ultimo giorno di ciascuno dei predetti mesi, se ne deduce che il primo periodo utile successivo alla entrata in vigore del “collegato” coincide con la data individuata dal soprarichiamato decreto di proroga (febbraio 2001).
Né deriva che entro la fine del mese di febbraio dovrà corrispondersi l’intera tassa dovuta per l’anno 2000.
Si evidenzia, inoltre, che ai fini delle determinazione delle tasse in argomento si deve tenere conto delle eventuali limitazioni risultanti dalla carta di circolazione dei veicoli e che, per l’annualità 2000, si deve tenere conto delle limitazioni risultanti dalla stessa carta alla data del “primo periodo utile per il pagamento”, cioè alla data del 1° febbraio 2001.
Pertanto, si potrà tenere conto delle variazioni apportate alla carta medesima entro il 31 gennaio 2001 non solo per il versamento relativo al primo periodo d’imposta relativo all’anno 2001 ma anche per la tassa relativa all’anno 2000, il cui pagamento – come si è detto – scade alla fine di febbraio 2001.
Da ultimo, si rileva che l’obiettiva incertezza sull’applicazione della disposizione introdotta dall’articolo 6, comma 22, della più volte citata legge n. 488, che, come precedentemente accennato, ha modificato il parametro di riferimento per la determinazione del tributo, senza stabilire la nuova misura della tassa, comporta il verificarsi della causa di non punibilità prevista dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472; pertanto, nessuna sanzione amministrativa deve essere applicata in relazione ai versamenti oggetto di proroghe, così come stabilito anche dall’articolo 10, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante disposizioni in materia di Statuto dei diritti del contribuente.
E’ appena il caso di precisare che il comma 22-quater, dispone, infine, che la misura delle tasse automobilistiche di cui alla tabella 2-bis allegata al “collegato” può essere modificata con decreto del Ministero delle Finanze, d emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 19988, n. 400, sentita la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
PROT. 2001/2334
Oggetto: Modalità di tassazione dei rimorchi per il trasporto di cose. Ulteriori precisazioni.
Con la circolare n.207/E del 16.11.00 sono stati forniti i primi chiarimenti relativi alle nuove modalità di tassazione dei rimorchi adibiti per il trasporto di cose di cui all'art.61 della legge 21 novembre 2000, n.342.
In ordine a tale sistema di tassazione, alle relative tariffe nonché all'ambito di applicazione della norma in questione sono stati posti, in particolare, i seguenti quesiti:
a. quale sia il dato effettivo, ricavabile dalla carta di circolazione che deve essere utilizzato nella fase di determinazione degli importi da corrispondere e, più precisamente, se il dato deve essere riferito alla "massa rimorchiabile" o alla "massa complessiva";
b. se le tariffe allegate al provvedimento di cui trattasi, che riportano solo l'importo del pagamento annuale, sono da ritenere riferite alla somma dovuta annualmente, già decurtata dello sconto del 3%, per il disposto di cui all'art.5 del Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche (approvato con DPR 5 febbraio 1953, n.39);
c. il requisito tecnico da individuare sulla carta di circolazione quale presupposto oggettivo per l'applicazione del tributo;
d. l'ambito di applicazione del tributo ed, in particolare, se sono esclusi o meno dal regime impositivo gli autoveicoli di cui all'art.54 lett. e) del codice della strada, destinati al trasporto di rimorchi o semirimorchi nonché gli autoveicoli che non sono atti al trasporto di cose e non rientrano nella tariffa I allegata al citato Testo Unico.
Con riferimento alla questione individuata alla lettera a), si precisa che l'art.6 della legge 23 dicembre 1999, n.488, ha introdotto un diverso regime di tassazione per le automotrici e i relativi rimorchi adibiti al trasporto di cose, non più basato sulla portata dei singoli rimorchi, bensì "sul peso massimo dei rimorchi trasportabile per le automotrici"; il comma 22-bis della più volte citata legge n.342 individua, infatti, il parametro "massa rimorchiabile" come nuovo presupposto impositivo, inteso come capacità di traino delle motrici. La stessa legge stabilisce la misura del tributo nella tabella 2-bis facendo espresso riferimento alla "massa complessiva" come unità di commisurazione.
Ciò posto, è a quest'ultimo dato - "massa complessiva" da rilevare sulla carta di circolazione - che occorre far riferimento per stabilire l'importo (Tabella 2-bis, allegato 1, art. 61 comma 5 della legge n. 342), che aggiunto all'ammontare che si determina avendo riguardo alla portata nonché al peso complessivo a pieno carico, al numero degli assi e al tipo di sospensione dell'asse motore dell'autoveicolo (tariffe pubblicate con decreto ministeriale 27 dicembre 1999 relative ai veicoli di peso complessivo a pieno carico pari o superiore a 12 tonnellate e tariffe attualmente vigenti relative al 1999, per gli autocarri di peso complessivo inferiore a 12 tonnellate), permette di stabilire la somma dovuta per tassa automobilistica.
Relativamente al quesito individuato alla lettera b) si precisa che la tariffa 2-bis, pubblicata in allegato alla legge n.342 del 2000, è relativa agli importi annuali determinati per ogni singola tipologia di veicolo; le stesse tariffe, così definite, tengono conto dello sconto del 3 per cento, previsto dall'art.5, secondo comma, lettera a) del DPR 5 febbraio 1953, n. 39, in base al quale il pagamento delle tasse automobilistiche effettuato per l'intero anno solare, da diritto alla riduzione del 3 per cento dell'ammontare del tributo dovuto.
Premesso ciò, considerato che ai sensi dell'art. 1 , lett. E, del decreto ministeriale 18 novembre 1998, n.462 il versamento della tassa può essere effettuato per periodi quadrimestrali, decorrenti dai mesi di febbraio, giugno e ottobre, nonché (per quelli immatricolati per la prima volta) dalla data di immatricolazione fino ad una delle scadenze dei periodi fissi stabiliti allo stesso art.1, escluso il pagamento per un solo mese, sono stati calcolati nell'allegata tabella - denominata 2-bis - gli importi per pagamenti frazionati (quadrimestrali colonna 3) - comprensivi della maggiorazione del 3 per cento - Nella stessa tabella sono riportati (colonna 4) gli importi delle tasse automobilistiche riferiti ad una mensilità - comprensivi della maggiorazione del 3 per cento - da utilizzare per calcolare le somme dovute quando il periodo d'imposta non coincide con quello quadrimestrale.
Per quanto riguarda la questione posta alla lettera c), concernente l'individuazione sulla carta di circolazione dei requisiti tecnici, volti ad identificare le tipologie di autoveicoli adibiti al trasporto di cose, atti al traino di rimorchi o semirimorchi, - soggette a tassazione secondo i nuovi parametri - si precisa che detta identificazione è possibile considerando l'indicazione nella carta di circolazione della "massa rimorchiabile", in quanto tale dato permette di individuare gli autoveicoli ricompresi nell'obbligazione tributaria; pertanto, in linea generale, sono soggetti al pagamento della tassa automobilistica in argomento tutti gli autoveicoli nella cui carta di circolazione è presente il dato relativo alla massa rimorchiabile. Fanno eccezione a tal principio gli autoveicoli la cui carta di circolazione reca un'annotazione di inibizione al traino per motivi tecnici (ad esempio: non atto al traino per deficienza organo attacco) ovvero amministrativi (ad esempio: autorizzazione trasporto di cose per conto di terzi che non consente il traino di rimorchi).
Infine, con riferimento al punto d), si ribadisce, che per effetto dell'intervento normativo di cui all'art.6 della legge 23 dicembre 1999, n.488 e all'art.61 della l.21 novembre 2000, n.342, le tasse automobilistiche, dovute in relazione "al peso massimo dei rimorchi trasportabili per le automotrici", sono quelle individuate nella tabella 2-bis, più volte citata, che ne stabilisce l'ammontare, sulla base della massa complessiva per gli autoveicoli (indicati alle tariffe 1,2,3 e 4) e sulla base degli assi (due o tre) per i trattori stradali; ai fini della tassazione, il presupposto si verifica quando sussiste il requisito oggettivo del trasporto di cose e la potenzialità al traino dei cosiddetti veicoli a motore.
Pertanto, occorre precisare che il trattore stradale pur essendo destinato, secondo la dizione letterale dell'articolo 54 lett. e) del d.lgs 30 aprile 1992, n.285, recante il nuovo codice della strada, al trasporto esclusivo dei rimorchi o semirimorchi, viene assoggettato alla nuova tassa, secondo le misure previste alla tariffa 5 della predetta tabella 2-bis, in considerazione che lo stesso veicolo a motore traina i rimorchi che sono adibiti al trasporto di cose.
Oggetto: Rimorchi adibiti al trasporto di cose; precisazioni sulle modalita' di tassazione e di riscossione.
Si forniscono qui di seguito alcune indicazioni integrative della circolare n. 2 del 15 gennaio 2001, riguardanti, in particolare, le modalita' di determinazione e riscossione della tassa automobilistica dovuta per i veicoli e i relativi rimorchi adibiti al trasporto di cose.
Con la predetta circolare e' stato precisato che, ai fini della quantificazione del tributo dovuto anche in relazione alla capacita' di traino del veicolo, occorre fare riferimento alla "massa rimorchiabile", quale risulta da apposita annotazione sulla carta di circolazione.
Eventuali limitazioni della capacita' di traino rileveranno ai fini della quantificazione del tributo a condizione che delle stesse sia fatta menzione nella medesima carta di circolazione, in base alle disposizioni dell'art. 61, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n. 342.
Poiche' tali limitazioni sono rilevanti gia' ai fini del primo pagamento del tributo commisurato alla capacita' di traino (relativo ai periodi febbraio/maggio 2000, giugno/settembre 2000, ottobre 2000/gennaio 2001 e febbraio 2001/maggio 2001), che come e' noto deve essere eseguito entro il mese di febbraio 2001, e' stato fatto presente da piu' parti che i tempi di espletamento della procedura atta a modificare le risultanze della carta di circolazione sono incompatibili con l'assolvimento dell'onere di annotazione entro il 31 gennaio 2001.
Preso atto delle difficolta' rappresentate, si ritiene che i contribuenti interessati ad eliminare la possibilita' di effettuare il traino di rimorchi o semirimorchi e, quindi, a ridurre il carico tributario, possono, in alternativa alla annotazione della limitazione sulla carta di circolazione, presentare agli uffici preposti al pagamento della tassa automobilistica e abilitati alla trasmissione dei dati (ad esempio, le agenzie pratiche auto) apposita dichiarazione conforme all'allegato n. 1, con la quale gli stessi interessati s'impegnano a richiedere detta eliminazione agli Uffici della motorizzazione civile entro il 31 ottobre 2001.
Tale manifestazione di volonta' consentira' di assolvere il tributo secondo l'importo previsto dalle vigenti tariffe, commisurato soltanto alle automotrici.
Gli Uffici dell'Agenzia delle entrate e, per quanto di competenza, le Regioni controlleranno che le limitazioni dichiarate siano effettivamente e tempestivamente richieste.
Il pagamento della tassa automobilistica dovuta entro il mese di febbraio 2001 dai contribuenti che intendono avvalersi della possibilita' di produrre l'anzidetta dichiarazione, dovra' essere eseguito esclusivamente presso i soggetti che oltre a provvedere alla riscossione della tassa sono abilitati ad acquisire al sistema informativo per la gestione delle tasse automobilistiche i dati tecnici del veicolo, quali ad esempio le agenzie di pratiche auto.
I soggetti abilitati sopra individuati devono conservare le dichiarazioni ricevute dai contribuenti e trasmettere i relativi dati al sistema sopra richiamato.
Con successive disposizioni saranno definite le procedure tecniche per la trasmissione dei dati alle competenti Regioni.
Si precisa che qualora gli interessati non provvedano ad inoltrare agli uffici della Motorizzazione Civile la prevista domanda, entro la data del 31 ottobre 2001 - in ottemperanza all'impegno assunto all'atto del pagamento del tributo -, il versamento della tassa automobilistica risultera' insufficiente e, pertanto, sara' dovuta oltre la differenza del tributo e i relativi interessi anche la sanzione amministrativa.
Da ultimo, si rammenta che sono tenuti ad effettuare i pagamenti i cui termini, originariamente scadenti nel 2000, sono stati prorogati al primo periodo fisso d'imposta relativo all'anno 2001 (vedi circolare n. 207/E del 16/11/00), i contribuenti che alla scadenza di ogni singolo periodo di riferimento del tributo risultavano, dai pubblici registri automobilistici, intestatari dei veicoli di cui trattasi, come stabilito dall'articolo 5, comma 32 della legge 28 febbraio 1983, n. 53; infatti, al fine di individuare il soggetto obbligato, non ha rilevanza la circostanza che il termine di pagamento della tassa relativa all'annualita' 2000 sia stato prorogato.

References: art.68
 art.6

Art. 61
 articolo 2
 art. 61
 art.1