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Manuale Operativo per il servizio di certificazione delle chiavi pubbliche - PDF
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Vittore Giglio
1 BANCA D ITALIA EUROSISTEMA Manuale Operativo per il servizio di certificazione delle chiavi pubbliche Responsabile del documento: Fabio Bolognesi Firma Versione 1.2 Pagina 1 di 79
2 Sommario 1. INFORMAZIONI GENERALI Premessa Definizioni Riferimenti normativi DATI IDENTIFICATIVI Dati identificativi del Certificatore Dati identificativi del Manuale Operativo Responsabile del Manuale Operativo OBBLIGHI DEL CERTIFICATORE, DEL TITOLARE, DEL TERZO INTERESSATO E DEI RICHIEDENTI LA VERIFICA DELLE FIRME Obblighi del Certificatore Obblighi del titolare Obblighi del terzo interessato Obblighi dei richiedenti la verifica delle firme RESPONSABILITÀ DEL CERTIFICATORE Responsabilità del Certificatore Limitazioni agli indennizzi e tariffe MODALITA DI IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI UTENTI Presentazione della domanda di emissione Registrazione degli utenti Identificazione e consegna agli utenti dei dispositivi di sicurezza MODALITÀ DI GENERAZIONE DELLE CHIAVI Lunghezza delle chiavi Algoritmi Chiavi di firma Chiavi di certificazione Estrazione della chiave privata dai dispositivi di sicurezza MODALITÀ DI EMISSIONE DEI CERTIFICATI Informazioni contenute nei certificati Profilo del certificato Generazione del certificato e suo inserimento nel Registro dei certificati Periodi di validità delle chiavi e dei relativi certificati Accesso al sistema di generazione dei certificati Versione 1.2 Pagina 2 di 79
3 8.TIPOLOGIA E MODALITA DI EMISSIONE DEI CERTIFICATI Tipologia Modalità di emissione MODALITA DI SOSPENSIONE E REVOCA DEI CERTIFICATI Sospensione dei certificati Riattivazione dei certificati sospesi Revoca dei certificati Revoca dei certificati relativi alle chiavi dell Ente Certificatore Disponibilità del servizio di sospensione Aggiornamento delle liste di revoca e di sospensione Servizio OCSP MODALITA DI SOSTITUZIONE DELLE CHIAVI Sostituzione delle chiavi di firma del titolare Sostituzione delle chiavi di certificazione Sostituzione delle chiavi di marcatura temporale MODALITA DI GESTIONE DEL REGISTRO DEI CERTIFICATI Gestione del Registro dei certificati Accesso al Registro dei certificati MODALITÀ DI PROTEZIONE DELLA RISERVATEZZA MODALITÀ PER L APPOSIZIONE E LA DEFINIZIONE DEL RIFERIMENTO TEMPORALE Chiavi di marcatura temporale Conservazione e validità della marca temporale Riferimenti temporali apposti sul giornale di controllo VERIFICA DELLE FIRME DIGITALI MODALITÀ OPERATIVE PER LA GENERAZIONE DELLA FIRMA DIGITALE Formato dei documenti ALLEGATO 1 Manuale di utilizzo del software di firma Versione 1.2 Pagina 3 di 79
4 1. INFORMAZIONI GENERALI 1.1. Premessa Il presente Manuale definisce le procedure seguite dalla Banca d'italia in qualità di Certificatore Accreditato (indicata di seguito anche come Certificatore o Ente certificatore) per l emissione e l utilizzo di certificati qualificati. Esso è rivolto ai soggetti che entrano in relazione con il Certificatore in qualità di titolari dei certificati, terzi interessati o richiedenti la verifica delle firme. I certificati sono rilasciati ai dipendenti della Banca d Italia per esigenze connesse ai processi di lavoro e a specifiche categorie di soggetti terzi, pubblici o privati. I certificati rilasciati in favore dei terzi possono essere utilizzati soltanto nei rapporti con la Banca d Italia Definizioni Si riportano di seguito alcuni termini e concetti di uso corrente nell attività di certificazione elettronica, non necessariamente contenuti nel presente Manuale. CERTIFICATO ELETTRONICO: attestato elettronico che collega all identità del titolare i dati utilizzati per verificare la firma elettronica. CERTIFICATO QUALIFICATO: certificato elettronico conforme all allegato I alla Direttiva europea 1999/93/CE e rilasciato da Certificatori che rispondono ai requisiti fissati dall allegato II della stessa Direttiva. CERTIFICATORE: soggetto che presta servizi di certificazione delle firme elettroniche o che fornisce altri servizi connessi con queste ultime. CERTIFICATORE ACCREDITATO: certificatore che ha ottenuto da DigitPA il riconoscimento del possesso dei requisiti del livello più elevato in termini di qualità e sicurezza nonché in ordine alla solidità finanziaria e alla onorabilità. CHIAVE PRIVATA: elemento della coppia di chiavi asimmetriche destinato a essere utilizzato soltanto dal titolare. Se facente parte di una coppia di chiavi di firma o certificazione è utilizzata per apporre una firma elettronica. CHIAVE PUBBLICA: elemento della coppia di chiavi asimmetriche destinato ad essere reso pubblico. Se facente parte della coppia di chiavi di firma o Versione 1.2 Pagina 4 di 79
5 certificazione viene utilizzata per verificare la firma apposta con la corrispondente chiave privata. CHIAVI ASIMMETRICHE: coppia di chiavi asimmetriche, una privata e una pubblica, correlate tra loro, da utilizzarsi nell'ambito di sistemi di firma, cifratura e autenticazione. CHIAVI AUSILIARIE CERTIFICATO AUSILIARIO: coppia di chiavi crittografiche, con relativo certificato, fornite al Titolare con il dispositivo di firma, in aggiunta a quelle di firma digitale, per utilizzi diversi dalla sottoscrizione. CHIAVI DI CERTIFICAZIONE: coppia di chiavi utilizzate dal Certificatore per firmare i certificati e le liste dei certificati sospesi (CSL) e revocati (CRL). CRITTOGRAFIA ASIMMETRICA: tipologia di operazione matematica mediante la quale, utilizzando apposite chiavi tra loro differenti e specifici algoritmi, dal risultato della cifratura di un file ottenuta con una chiave è possibile risalire al file originario unicamente applicando a tale risultato lo stesso algoritmo con l'utilizzo dell'altra chiave. CRL (Certificate Revocation List): cfr. Lista dei certificati revocati. CSL (Certificate Suspension List): cfr. Lista dei certificati sospesi. DISPOSITIVO DI SICUREZZA: apparato elettronico programmabile solo all origine, facente parte del sistema di validazione, in grado di conservare in modo protetto le chiavi private e di generare al suo interno firme elettroniche. FIRMA ELETTRONICA: l insieme di dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazione informatica. FIRMA ELETTRONICA QUALIFICATA: firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario e la sua univoca autenticazione informatica che sia: creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo; collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati; basata su un certificato qualificato; realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma, quale l'apparato strumentale usato per la creazione della firma elettronica. FIRMA DIGITALE: particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche (asimmetriche a coppia), una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di Versione 1.2 Pagina 5 di 79
6 verificare la provenienza e l integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici. FUNZIONE DI HASH: funzione matematica che genera, a partire da una generica sequenza di simboli binari, un'impronta in modo tale che risulti di fatto impossibile, a partire da questa, determinare una sequenza di simboli binari che la generi, ed altresì risulti di fatto impossibile determinare una coppia di sequenze di simboli binari per le quali la funzione generi impronte uguali. GIORNALE DI CONTROLLO: insieme delle registrazioni effettuate automaticamente dai dispositivi installati presso il Certificatore al verificarsi di condizioni predeterminate. INFRASTRUTTURA A CHIAVI PUBBLICHE (PKI): insieme di macchine, software, persone e regole che consentono l'emissione e la gestione dei certificati elettronici e dei relativi dispositivi di firma. LISTA DEI CERTIFICATI REVOCATI (CRL): elenco elettronico dei certificati che sono stati revocati dal Certificatore che li ha emessi. Tale elenco - che costituisce parte integrante del Registro dei certificati - è firmato, tenuto e aggiornato dal Certificatore. LISTA DEI CERTIFICATI SOSPESI (CSL): elenco elettronico dei certificati che sono stati sospesi dal Certificatore che li ha emessi. Tale elenco - che costituisce parte integrante del Registro dei certificati - è firmato, tenuto e aggiornato dal Certificatore. MANUALE OPERATIVO: documento che definisce le procedure applicate dal Certificatore nello svolgimento della propria attività, stabilendo obblighi e responsabilità del Certificatore stesso, del titolare e degli altri destinatari del servizio di certificazione. OCSP (ONLINE CERTIFICATE STATUS PROTOCOL): protocollo di rete, conforme alla specifica RFC 2560 e successive modificazioni, utilizzato per verificare la validità dei certificati elettronici. MARCA TEMPORALE: evidenza informatica che consente la validazione temporale. PASS-PHRASE: sequenza di caratteri alfanumerici e di punteggiatura, conosciuta solo dal titolare del certificato, il quale deve comunicarla al servizio di Help desk per chiedere la sospensione d urgenza del certificato in caso di smarrimento, furto o compromissione della sicurezza della smartcard. PIN (Personal Identification Number): codice di identificazione personale. PKI (Public Key Infrastructure): cfr. Infrastruttura a chiavi pubbliche. PUK (PIN unlock key): codice di sblocco del PIN. Versione 1.2 Pagina 6 di 79
7 REGISTRAZIONE: attività di acquisizione, verifica e archiviazione dei dati dei richiedenti i certificati. La registrazione costituisce condizione necessaria per l'accoglimento della domanda di certificazione. REGISTRO DEI CERTIFICATI: registro contenente tutti i certificati emessi dal Certificatore, la lista dei certificati revocati e quella dei certificati sospesi. REVOCA DEL CERTIFICATO: operazione con la quale il Certificatore annulla la validità del certificato da un dato momento in poi. RICHIEDENTE: persona fisica che, anche su designazione del terzo interessato, chiede al Certificatore l attribuzione di una coppia di chiavi (pubblica e privata) e il relativo certificato; una volta emesso il certificato, il richiedente ne diviene titolare. RIFERIMENTO TEMPORALE: informazione contenente la data e l ora che viene associata ad una evidenza informatica. SMARTCARD: dispositivo di sicurezza sul quale risiedono la coppia di chiavi (pubblica e privata) e il certificato del titolare. SOSPENSIONE DEL CERTIFICATO: operazione con cui il Certificatore sospende la validità del certificato per un periodo di tempo. TERZO INTERESSATO: ente o persona giuridica che chiede l emissione di un certificato in favore di un altro soggetto (titolare), da esso designato, a lui legato da un rapporto di rappresentanza o di lavoro. TITOLARE: persona fisica che, anche su designazione del terzo interessato, ha richiesto e ottenuto dal Certificatore l attribuzione di una coppia di chiavi (pubblica e privata) e quindi il relativo certificato. VALIDAZIONE TEMPORALE: risultato della procedura informatica con cui si attribuisce ad uno o più documenti informatici un riferimento temporale opponibile ai terzi Riferimenti normativi Direttiva 1999/93/CE Legge 59/1997 Art. 15, Direttiva 1999/93/CE del Parlamento e del Consiglio del relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee 19 gennaio 2000, L 13. Legge 15 marzo 1997, n. 59 "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione Versione 1.2 Pagina 7 di 79
8 comma 2 e per la semplificazione amministrativa" pubblicata nel S.O. 56/L alla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17 marzo Legge 229/2003 Art. 10 D. Lgs. 82/2005 D. Lgs. 159/2006 Circ. C.N.I.P.A./C R/48 DPCM Deliberaz. C.N.I.P.A. 45/2009 Legge 29 luglio 2003, n. 229 Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione legge di semplificazione 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 25 agosto Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. "Codice dell'amministrazione digitale", pubblicato nel S.O. N. 93/L alla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio Decreto legislativo 4 aprile 2006, n Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell amministrazione digitale. Circolare C.N.I.P.A. 6 settembre 2005 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 marzo 2009 "Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firma digitali e validazione temporale dei documenti informatici", Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 giugno 2009 n Deliberazione C.N.I.P.A. 45 del 21 maggio 2009 modificata dalla determinazione DigitPa n. 69 del 28 luglio Il "Codice", in vigore dal 1^ gennaio 2006, ha abrogato le previsioni in materia di firme elettroniche, documenti informatici, carta d'identità elettronica e sviluppo dei sistemi informativi delle PP.AA. contenute nel D.P.R , n Versione 1.2 Pagina 8 di 79
9 2. DATI IDENTIFICATIVI 2.1. Dati identificativi del Certificatore Denominazione Banca d'italia Indirizzo della sede legale Via Nazionale, ROMA Legale Rappresentante Governatore pro tempore Indirizzo internet Telefono 06/47921 Fax 06/ Dati identificativi del Manuale Operativo Il presente documento costituisce la versione n. 1.2 del del Manuale Operativo per il svolto dalla Banca d Italia ed è consultabile per via telematica sul sito internet La versione è identificabile in calce ad ogni pagina. Il presente Manuale operativo è referenziato dal seguente O.I.D. (Object Identifier Number): Responsabile del Manuale Operativo Il responsabile del Manuale Operativo è: Nome Fabio Cognome Bolognesi Telefono Versione 1.2 Pagina 9 di 79
10 3. OBBLIGHI DEL CERTIFICATORE, DEL TITOLARE, DEL TERZO INTERESSATO E DEI RICHIEDENTI LA VERIFICA DELLE FIRME 3.1. Obblighi del Certificatore Il Certificatore: 1. adotta tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad evitare danno a terzi; 2. identifica con certezza la persona che effettua la richiesta di certificazione; 3. si accerta dell'autenticità della richiesta; 4. rilascia, rende pubblico e gestisce il certificato qualificato nei modi stabiliti dalle regole tecniche di cui al DPCM , e successive modificazioni e integrazioni, e nel rispetto del D. Lgs. 196/2003 e successive modificazioni; 5. specifica nel certificato qualificato, su richiesta dell'istante, e con il consenso del terzo interessato, i poteri di rappresentanza o altri titoli relativi all'attività professionale o a cariche rivestite, previa verifica della documentazione presentata dal richiedente che attesta la sussistenza degli stessi; 6. si attiene alle regole tecniche di cui al DPCM e successive modificazioni e integrazioni; 7. informa i richiedenti in modo compiuto e chiaro sulla procedura di certificazione, sui necessari requisiti tecnici per accedervi, sulle caratteristiche e sulle limitazioni d'uso delle firme emesse sulla base del servizio di certificazione; 8. non si rende depositario di dati per la creazione della firma del titolare; 9. procede alla tempestiva pubblicazione della revoca e della sospensione del certificato qualificato in caso di richiesta da parte del titolare o del terzo interessato, di perdita del possesso o della compromissione del dispositivo di firma, di provvedimento dell'autorità, di acquisizione della conoscenza di cause limitative della capacità del titolare, di sospetti abusi o falsificazioni, secondo quanto previsto dalle regole tecniche di cui al DPCM e successive modificazioni e integrazioni; Versione 1.2 Pagina 10 di 79
11 10. garantisce un servizio di revoca e sospensione dei certificati elettronici sicuro e tempestivo nonché il funzionamento efficiente, puntuale e sicuro degli elenchi dei certificati di firma emessi, sospesi e revocati; 11. assicura la precisa determinazione della data e dell'ora di rilascio, di revoca e di sospensione dei certificati elettronici; 12. tiene la registrazione di tutte le informazioni relative al certificato qualificato dal momento della sua emissione almeno per venti anni anche al fine di fornire prova della certificazione in eventuali procedimenti giudiziari; 13. non copia, né conserva le chiavi private di firma del Titolare del certificato; 14. predispone su mezzi di comunicazione durevoli e rende disponibili ai richiedenti il servizio di certificazione tutte le informazioni utili, tra cui in particolare gli esatti termini e condizioni relativi all'uso del certificato, compresa ogni limitazione dell'uso; 15. utilizza sistemi affidabili per la gestione del registro dei certificati con modalità tali da garantire che soltanto le persone autorizzate possano effettuare inserimenti e modifiche, che l autenticità delle informazioni sia verificabile, che i certificati siano accessibili alla consultazione del pubblico soltanto nei casi consentiti dal titolare e che l operatore possa rendersi conto di qualsiasi evento che comprometta i requisiti di sicurezza. Su richiesta, elementi pertinenti delle informazioni possono essere resi accessibili a terzi che facciano affidamento sul certificato; 16. nel caso di cessazione della propria attività informa, almeno sessanta giorni prima, i titolari che tutti i certificati non scaduti al momento della cessazione saranno revocati e a tempo debito provvede alla loro effettiva revoca; 17. registra l'emissione dei certificati qualificati nel giornale di controllo con la specificazione della data e dell'ora della generazione; il momento della generazione dei certificati è attestato tramite riferimento temporale; 18. genera un certificato qualificato per ciascuna delle chiavi di firma elettronica utilizzate da DigitPA per la sottoscrizione dell'elenco Pubblico dei certificatori e lo pubblica nel proprio registro dei certificati; 19. fornisce ovvero indica almeno un sistema che consenta di effettuare la verifica delle firme e ne garantisce l'interoperabilità; 20. mantiene copia della lista, sottoscritta da DigitPA, dei certificati relativi alle chiavi di certificazione e la rende accessibile per via telematica; Versione 1.2 Pagina 11 di 79
12 21. revoca o sospende il certificato qualificato ove abbia notizia della compromissione della chiave privata o del dispositivo per la creazione della firma; 22. adotta le misure di sicurezza per il trattamento dei dati personali, ai sensi del D. Lgs. 196/2003; 23. garantisce l interoperabilità del prodotto di verifica di cui all art. 10 del DPCM , e successive modificazioni e integrazioni, ai documenti informatici sottoscritti con firma digitale Obblighi del titolare Il titolare è tenuto ad assicurare la custodia del dispositivo di firma e ad adottare tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad evitare danno ad altri nonché a utilizzare personalmente il dispositivo di firma. Il titolare del certificato deve altresì: 1. fornire tutte le informazioni richieste dall'ente Certificatore, garantendone l attendibilità sotto la propria responsabilità; 2. comunicare all'ente Certificatore eventuali variazioni alle informazioni fornite all'atto della registrazione: dati anagrafici, residenza, recapiti telefonici, indirizzo di posta elettronica ( ), ecc; 3. conservare con la massima diligenza e separatamente il dispositivo che contiene la chiave privata e i codici segreti (PIN, PUK e pass-phrase) ricevuti dall'ente Certificatore, al fine di garantirne l integrità e la massima riservatezza; 4. non utilizzare la coppia di chiavi per funzioni e finalità diverse da quelle per le quali il certificato è stato emesso; 5. inoltrare all'ente Certificatore, secondo le modalità indicate nel presente Manuale, le richieste di sospensione, riattivazione e revoca; 6. richiedere immediatamente la sospensione dei certificati qualificati relativi alle chiavi contenute in dispositivi difettosi o di cui abbia perduto il possesso; 7. comunicare all'ente Certificatore lo smarrimento o la sottrazione del dispositivo di sicurezza. In definitiva, i titolari dei certificati sono responsabili del corretto utilizzo degli stessi e della custodia dei dispositivi che li contengono; devono farne uso solo per Versione 1.2 Pagina 12 di 79
13 le finalità per le quali sono stati rilasciati, mantenerli nel loro esclusivo possesso e informare la Banca d Italia con le modalità prescritte di ogni evento che ne possa compromettere la funzionalità Obblighi del terzo interessato Il terzo interessato ha l'obbligo di chiedere la revoca e la sospensione dei certificati, secondo le modalità indicate nel presente Manuale, ogniqualvolta vengano meno i presupposti in base ai quali il certificato è stato rilasciato al titolare ovvero in caso di cessazione della propria attività (per operazioni di fusione, liquidazione ecc.). Inoltre - fermi restando gli obblighi e le responsabilità che fanno capo al titolare dei certificati - il terzo, in quanto soggetto nel cui interesse è svolto il servizio di certificazione, adotta tutte le cautele e le misure organizzative funzionali a un utilizzo dei certificati conforme alle prescrizioni previste dalla legge e dal presente Manuale. Il terzo interessato ha altresì l obbligo di comunicare tempestivamente al certificatore ogni modifica delle circostanze indicate al momento del rilascio del certificato rilevanti ai fini del suo utilizzo Obblighi dei richiedenti la verifica delle firme I destinatari dei documenti informatici firmati digitalmente devono verificare: 1. la validità del certificato; 2. l assenza del certificato dalla lista dei certificati revocati (CRL) e dalla lista dei certificati sospesi (CSL); 3. l esistenza ed il rispetto di eventuali limitazioni all uso del certificato utilizzato dal titolare. Versione 1.2 Pagina 13 di 79
14 4. RESPONSABILITÀ DEL CERTIFICATORE 4.1. Responsabilità del Certificatore Il Certificatore è responsabile dell adempimento di tutti gli obblighi previsti dalla legge e richiamati nel presente Manuale. Il Certificatore è altresì responsabile, se non prova di aver agito senza colpa o dolo, del danno cagionato a chi abbia fatto ragionevole affidamento: sull esattezza e sulla completezza delle informazioni necessarie alla verifica della firma contenute nel certificato alla data del rilascio e sulla loro completezza rispetto ai requisiti fissati per i certificati qualificati; sulla garanzia che al momento del rilascio del certificato il firmatario detenesse i dati per la creazione della firma corrispondenti ai dati per la verifica della firma riportati o identificati nel certificato; sulla garanzia che i dati per la creazione e per la verifica della firma possano essere usati in modo complementare nei casi in cui il certificatore generi entrambi. Il Certificatore è inoltre responsabile dei danni provocati ai terzi per effetto della mancata o non tempestiva registrazione della revoca o della non tempestiva sospensione del certificato. Il Certificatore non assume responsabilità: per le conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle procedure e delle modalità operative specificate in questo Manuale da parte del titolare del certificato; per le conseguenze derivanti da un uso dei certificati diverso da quello consentito e in particolare per i danni derivanti dall uso di un certificato che ecceda i limiti posti dallo stesso; per il mancato adempimento degli obblighi previsti a suo carico dovuto a cause ad esso non imputabili Limitazioni agli indennizzi e tariffe Non sono previste limitazioni agli indennizzi né applicazione di tariffe. Versione 1.2 Pagina 14 di 79
15 5. MODALITA DI IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI UTENTI In questo capitolo viene illustrata la procedura per la prima emissione dei certificati nel cui ambito si collocano la registrazione del richiedente e la sua identificazione. Fermo il rispetto delle norme di legge, tale procedura può subire talune variazioni per i dipendenti della Banca d'italia Presentazione della domanda di emissione I soggetti esterni alla Banca d Italia che richiedono l emissione di certificati devono essere designati dagli enti (terzi interessati) per i quali operano in virtù di un rapporto di lavoro o di rappresentanza. La nota di designazione - sottoscritta dal legale rappresentante dell ente ovvero da altro soggetto a ciò delegato - deve: indicare le generalità del soggetto designato, la tipologia dei certificati da rilasciare (firma e ausiliari), le finalità per le quali vengono richiesti i certificati; contenere una dichiarazione nella quale il terzo attesti di conoscere il contenuto del presente Manuale e di impegnarsi al rispetto degli obblighi in esso previsti a suo carico; recare in allegato la richiesta di certificato, redatta e sottoscritta dal soggetto designato, che deve: a) indicare i dati anagrafici, il codice fiscale, il numero di telefono (di rete fissa o cellulare), l'indirizzo di posta elettronica del richiedente; b) contenere l attestazione da parte del richiedente circa l attendibilità delle informazioni fornite e l impegno a comunicare ogni variazione delle stesse; c) contenere l attestazione che il richiedente ha ricevuto l informativa di cui all art. 13 del D. Lgs. 196/2003; d) essere corredata di una copia di un valido documento di riconoscimento del richiedente nonché del tesserino contenente il codice fiscale. La suddetta documentazione va inviata, anche via fax, alla Filiale della Banca d Italia competente con riferimento al luogo in cui il richiedente risiede o ha il domicilio ovvero svolge la propria attività lavorativa; presso tale Filiale il titolare deve essere identificato e ritirare la smartcard e i codici segreti Registrazione degli utenti Versione 1.2 Pagina 15 di 79
16 La Filiale, effettuate le verifiche di competenza, inoltra la richiesta di certificati all Amministrazione Centrale che provvede all inserimento nell archivio di registrazione di tutti i dati necessari all emissione dei certificati. L eventuale mancato accoglimento dell istanza è comunicato dalla Filiale al terzo interessato e al richiedente Identificazione e consegna agli utenti dei dispositivi di sicurezza La Filiale - ricevute le buste 2 contenenti rispettivamente la smartcard e i codici segreti (PIN, PUK e pass-phrase) 3 - invita il titolare dei certificati a recarsi presso la Filiale stessa al fine di identificarlo; l identificazione avviene sulla base di uno dei seguenti documenti, in corso di validità: 1) passaporto; 2) tessera personale di riconoscimento di cui all'art. 1 del DPR 28 luglio 1967, n. 851, rilasciata da amministrazioni statali ai propri dipendenti, civili e militari, in attività di servizio e in quiescenza nonché ai loro familiari; 3) libretto di licenza di porto d'armi; 4) tessera postale di riconoscimento; 5) patente di abilitazione alla guida di autoveicoli o motoveicoli; 6) carta d'identità; 7) tessera di riconoscimento rilasciata dai Paesi appartenenti alla UE; 8) patente nautica; 9) libretto di pensione; 10) patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici. Effettuata l identificazione, la Filiale consegna al richiedente le buste contenenti la smartcard e i codici segreti nonché rende disponibile copia del presente Manuale. 2 3 Le buste sono trasmesse alla Filiale mediante vettori separati. Il PIN deve essere digitato per procedere alle operazioni di firma e alle altre connesse all utilizzo dei certificati ausiliari e può essere variato dal titolare all atto del primo utilizzo del dispositivo. Il PUK serve a sbloccare la smartcard dopo un numero prestabilito di tentativi errati di inserimento del PIN. Versione 1.2 Pagina 16 di 79
17 Le operazioni di consegna sono verbalizzate. Il verbale è redatto in duplice copia e sottoscritto dall incaricato della consegna e dal titolare, al quale viene rilasciata una copia. A seguito della consegna si procede all attivazione dei certificati. Versione 1.2 Pagina 17 di 79
18 6. MODALITÀ DI GENERAZIONE DELLE CHIAVI Le coppie di chiavi generate dal servizio di certificazione della Banca d Italia appartengono alle seguenti tipologie: chiavi di certificazione; chiavi di firma; chiavi di marcatura temporale; chiavi ausiliarie 4. La generazione della coppia di chiavi (pubblica e privata) è effettuata mediante dispositivi e procedure che garantiscono, in rapporto allo stato delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, l unicità e la robustezza della coppia generata, nonché la segretezza della chiave privata. Il sistema di generazione delle chiavi assicura: la rispondenza della coppia ai requisiti imposti dagli algoritmi di generazione e di verifica utilizzati; l equiprobabilità di generazione di tutte le coppie possibili; l identificazione del soggetto che attiva la procedura di generazione. La generazione delle coppie di chiavi di firma avviene all interno del dispositivo di sicurezza e riguarda: 1. le chiavi di certificazione, cioè le chiavi utilizzate dall'ente Certificatore per firmare elettronicamente i certificati dei titolari e le liste di revoca e sospensione dei certificati; 2. le chiavi del titolare, vale a dire le chiavi di firma attribuite dall'ente Certificatore ai singoli titolari. Ogni coppia di chiavi è utilizzabile unicamente per la tipologia di operazione per la quale è stata generata. L indicazione della tipologia di operazione che è possibile effettuare con la coppia di chiavi è riportata nel relativo certificato Lunghezza delle chiavi La lunghezza delle chiavi di certificazione del Certificatore è di 2048 bit. 4 Il processo di rilascio e gestione delle chiavi ausiliarie e dei relativi certificati non differisce, in linea di massima, da quello previsto per le chiavi e i certificati di firma, anche se la disciplina di legge riguarda esclusivamente questi ultimi. Versione 1.2 Pagina 18 di 79
19 La lunghezza delle chiavi di firma, di marcatura temporale e ausiliarie è di 1024 bit Algoritmi Per la generazione e verifica delle firme digitali è utilizzato il seguente algoritmo: RSA (Rivest-Shamir-Adleman algorithm). La funzione di hash utilizzata per la generazione dell impronta è: SHA-256 (Dedicated Hash Function 4) Chiavi di firma Le coppie di chiavi di firma consentono di rendere manifesta la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici. Ciascuna coppia di chiavi è attribuita ad un solo titolare Dispositivo di sicurezza per le operazioni di firma Le chiavi private di firma del titolare sono custodite all interno del dispositivo di sicurezza (smartcard). I certificati attribuiti ad un medesimo titolare risiedono su di un unico dispositivo di sicurezza e hanno una medesima data di scadenza. Nelle operazioni di firma e nelle altre operazioni connesse all utilizzo dei certificati ausiliari il dispositivo di sicurezza non comunica mai all esterno le chiavi private del titolare. L accesso alla chiave privata da parte del titolare è protetto con un PIN. La duplicazione delle chiavi private o dei dispositivi di sicurezza che le contengono è vietata. I dispositivi di firma utilizzati dai titolari sono certificati Common Criteria EAL4+ (protection Profile CWA14169). Tali dispositivi sono in grado di: generare al proprio interno coppie di chiavi asimmetriche con equiprobabilità di generazione di tutte le coppie possibili; proteggere la chiave privata da accessi non autorizzati; effettuare le elaborazioni crittografiche di cifra. Versione 1.2 Pagina 19 di 79
20 Personalizzazione del dispositivo di sicurezza per le operazioni di firma Nell ambito del processo di personalizzazione del dispositivo di sicurezza, si svolgono le seguenti operazioni: acquisizione dei dati identificativi del titolare nel dispositivo utilizzato e loro associazione al titolare; registrazione nel dispositivo dei dati identificativi del titolare presso l'ente Certificatore; registrazione nel dispositivo del certificato relativo alle chiavi di firma del titolare Chiavi di certificazione L'Ente Certificatore si avvale delle proprie chiavi di certificazione per firmare elettronicamente i certificati dei titolari e le liste dei certificati sospesi e revocati. Il dispositivo che contiene la chiave privata di certificazione è conforme ai requisiti di sicurezza imposti dai criteri previsti dal livello di valutazione E4 e robustezza dei meccanismi HIGH dell ITSEC. Il certificato contenente la chiave pubblica di certificazione è generato nel formato ISO (1997) ed è registrato nel registro dei certificati con le modalità di seguito previste per i certificati dei titolari. Le chiavi di certificazione hanno validità 10 anni. Con tali chiavi saranno sottoscritti certificati dei titolari con periodo di validità temporalmente inferiore alla validità delle chiavi di certificazione Estrazione della chiave privata dai dispositivi di sicurezza Le chiavi private dei titolari non possono essere estratte, allo stato attuale della tecnologia, dai dispositivi di sicurezza (smart card) che le contengono. Il processo di generazione delle chiavi di certificazione prevede la clonazione delle chiavi private su dispositivi di salvaguardia che detengono i medesimi profili autorizzativi dell originale e sono custoditi in locali protetti. Il loro impiego è previsto nelle circostanze in cui per guasti o inagibilità la continuità di servizio non può essere assicurata con i sistemi e gli impianti di produzione. Versione 1.2 Pagina 20 di 79
21 7. MODALITÀ DI EMISSIONE DEI CERTIFICATI Il certificato associa la chiave pubblica di una coppia di chiavi asimmetriche ad un insieme d informazioni che identificano un soggetto (titolare del certificato), il quale possiede la corrispondente chiave privata. Tale associazione è garantita dalla firma apposta al certificato da parte dell Ente Certificatore, mediante la propria chiave privata di certificazione Informazioni contenute nei certificati Il certificato, conformemente alla Deliberazione CNIPA 45/2009 ove applicabile, contiene: l indicazione che il certificato è qualificato; numero di serie o altro codice identificativo del certificato; denominazione dell'ente Certificatore e stato nel quale è stabilito; codice identificativo del titolare presso l'ente Certificatore; nome, cognome, codice fiscale (in mancanza, per i residenti all'estero, il codice fiscale rilasciato dall'autorità fiscale del Paese di residenza o un analogo codice identificativo) del titolare del certificato; indicazione del termine iniziale e finale di validità del certificato; firma elettronica dell'ente Certificatore; valore della chiave pubblica; algoritmi di generazione e verifica utilizzabili; algoritmo di firma del certificato; tipologia della coppia di chiavi in base all'uso cui sono destinate. Il certificato qualificato può contenere, ove richiesto dal titolare o dal terzo interessato, le seguenti informazioni, se pertinenti allo scopo per il quale il certificato è richiesto: le qualifiche specifiche del titolare, quali l appartenenza ad ordini o collegi professionali, la qualifica di pubblico ufficiale, l iscrizione ad albi o il possesso di altre abilitazioni professionali, nonché poteri di rappresentanza; limiti d uso del certificato, inclusi quelli derivanti dalla titolarità delle qualifiche e dai poteri di rappresentanza di cui al punto precedente; limiti del valore degli atti unilaterali e dei contratti per i quali il certificato può essere utilizzato. Versione 1.2 Pagina 21 di 79
22 Se il certificato è relativo a una coppia di chiavi di certificazione, è indicato l'uso delle chiavi stesse per la certificazione. Fatto salvo quanto sopra esposto, l'individuazione del titolare avviene mediante l'uso del Distinguished name (DN) come previsto nello standard ISO (1997). Le informazioni personali contenute nel certificato sono utilizzabili unicamente per identificare il titolare relativamente alle operazioni che è abilitato a compiere. Il Certificatore custodisce le informazioni relative al certificato per un periodo non inferiore a 20 anni dalla data di scadenza o revoca del certificato Profilo del certificato Il profilo dei certificati generati è conforme alla norma ISO/IEC :2001 e successive evoluzioni Generazione del certificato e suo inserimento nel Registro dei certificati Il certificato è generato presso i competenti Servizi dell Amministrazione Centrale della Banca d Italia con un sistema utilizzato esclusivamente per tale funzione, situato in locali adeguatamente protetti. Al termine delle operazioni di generazione, il certificato è inserito nel Registro dei certificati; la data e l ora di emissione del certificato vengono memorizzate nel giornale di controllo. A conclusione del processo, sulla smartcard del titolare risultano registrati: i certificati richiesti e le relative chiavi private; i certificati relativi alle chiavi di certificazione del Certificatore. I certificati sono consultabili secondo le modalità descritte nel presente Manuale Periodi di validità delle chiavi e dei relativi certificati I certificati di firma rilasciati ai titolari hanno validità massima di 3 anni. Versione 1.2 Pagina 22 di 79
23 7.5. Accesso al sistema di generazione dei certificati L accesso al sistema di generazione dei certificati è consentito, limitatamente alle funzioni assegnate, ai soli operatori autorizzati. Versione 1.2 Pagina 23 di 79
24 8.TIPOLOGIA E MODALITA DI EMISSIONE DEI CERTIFICATI 8.1. Tipologia A partire dalle chiavi asimmetriche generate secondo le procedure descritte nei precedenti paragrafi si giunge alla generazione dei certificati digitali. I certificati digitali emessi dalla Banca d Italia sono firmati con proprie chiavi di certificazione e sono conformi allo standard X. 509 v3, che prevede una struttura dati con campi fissi e variabili in relazione all utilizzo a cui il certificato digitale è destinato. Detti certificati sono inoltre conformi alla deliberazione CNIPA 45/2009 del sull interoperabilità. In analogia alle tipologie di coppie di chiavi generate, i certificati si distinguono in: - certificato di CA: relativo alla chiave di certificazione utilizzata per la firma dei certificati di sottoscrizione e delle CRL; - certificato di ROOT-TSA: relativo alla chiave di certificazione utilizzata per la firma di certificati di marcatura temporale; - certificati di marcatura temporale: relativi alle chiavi di marcatura temporale; - certificati di sottoscrizione: relativi a chiavi per la firma digitale; - certificati ausiliari: relativi a coppie di chiavi per altre finalità Modalità di emissione Le generalità dei titolari dei certificati derivano dai dati di registrazione. Non è previsto l uso di pseudonimi. Per ogni certificato deve essere specificato il tipo di operazione (certificazione, marcatura temporale, sottoscrizione, altre finalità) che è possibile eseguire con la coppia di chiavi ad esso associata. Non è consentito l utilizzo di un certificato per scopi diversi da quelli per i quali il certificato è stato prodotto, scopi espressamente indicati sul certificato stesso. I certificati sospesi/revocati sono riportati nelle liste di sospensione/revoca pubblicate sullo stesso sistema che implementa il Registro dei certificati. I certificati digitali emessi dalla Banca d Italia sono identificati in maniera univoca da un codice seriale progressivo, mentre i Titolari dei certificati sono identificati da un codice identificativo univoco (I.U.T.). Versione 1.2 Pagina 24 di 79
25 9. MODALITA DI SOSPENSIONE E REVOCA DEI CERTIFICATI I certificati sono sospesi o revocati da parte dell Ente Certificatore mediante inserimento del relativo numero identificativo (serial number) nelle liste dei certificati sospesi o revocati 5. La sospensione e la revoca sono efficaci a partire dal momento dell inserimento dei certificati nelle suddette liste. La sospensione di un certificato comporta l interruzione temporanea della sua validità. La revoca di un certificato determina la cessazione anticipata della sua validità. Nell ipotesi di sospensione o revoca del certificato di firma, vengono parimenti sospesi o revocati gli eventuali certificati ausiliari residenti sul medesimo dispositivo di sicurezza. La revoca, la sospensione e la successiva riattivazione dei certificati sono annotate nel giornale di controllo con l indicazione della data e dell ora di esecuzione dell operazione. I certificati possono essere sospesi o revocati dalla Banca d Italia nei casi previsti dall art. 36 del d.lgs. 82/ Sospensione dei certificati Il titolare o il terzo interessato possono chiedere alla competente Filiale della Banca d Italia, la sospensione della validità del certificato al verificarsi delle causali riepilogate nella tabella che segue; per i dipendenti della Banca, la richiesta è avanzata dalla Struttura di appartenenza o dal dipendente stesso. Il Certificatore, qualora venga a conoscenza di sospetti abusi, falsificazioni, negligenze, si riserva la facoltà di sospendere i certificati previa comunicazione motivata, salvo i casi di urgenza, ai titolari stessi. 5 Allo stato le due liste vengono presentate per la consultazione mediante un unico elenco in cui sono presenti sia i certificati sospesi sia quelli revocati, contraddistinti da diverse causali. Versione 1.2 Pagina 25 di 79
26 CAUSALE RICHIEDENTE SMARRIMENTO DELLA SMARTCARD TITOLARE (soggetto esterno o dipendente) TERZO INTERESSATO (per i soggetti esterni) BANCA D ITALIA (dipendenti) X FURTO DELLA SMARTCARD X COMPROMISSIONE DELLA SICUREZZA 6 X PROLUNGATA ASSENZA DEL TITOLARE X ALTRO 7 X X X Le richieste con causale altro devono essere adeguatamente motivate. In caso di furto, smarrimento o compromissione della sicurezza della smartcard, il Titolare è tenuto a rivolgersi al servizio di Help desk per la sospensione d urgenza, secondo le modalità descritte al par Nell ipotesi di ritrovamento della smartcard può essere richiesta la riattivazione del certificato sospeso. Al contrario, qualora il furto o lo smarrimento vengano confermati, il titolare deve inoltrare richiesta di revoca, nei termini descritti al par Negli altri casi la richiesta di sospensione deve essere trasmessa mediante posta elettronica 8 e sottoscritta con firma digitale. Nel caso in cui non sia possibile l utilizzo della posta elettronica, la richiesta deve essere presentata alla competente Filiale in forma cartacea, ovvero inviata per posta o tramite fax, e recare in allegato fotocopia di un valido documento di identificazione Per compromissione della sicurezza deve intendersi il verificarsi di qualunque evento che faccia venire meno la certa riconducibilità al legittimo titolare dell uso della smartcard (es. il PIN o il PUK sono conosciuti da altre persone). La causale altro comprende tutte le fattispecie non riconducibili a quelle espressamente individuate. La richiesta effettuata con tale modalità deve essere indirizzata alla casella funzionale della Filiale competente Non è necessario accludere alla richiesta copia di alcun documento se la stessa è avanzata dal Titolare. Versione 1.2 Pagina 26 di 79
27 Ove avanzata dal terzo interessato, la richiesta deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell ente ovvero da altro soggetto a ciò delegato. La Filiale che riceve la richiesta, verificata l autenticità della stessa, provvede ad avviare il procedimento di sospensione. La Filiale informa il titolare e il terzo interessato, ove possibile con , dell avvenuta sospensione del certificato, specificando la data e l ora a partire dalle quali il certificato non è più valido Riattivazione dei certificati sospesi Il certificato sospeso è inserito nella Lista dei certificati sospesi, pubblicata nel Registro dei certificati. La riattivazione del certificato va chiesta dallo stesso soggetto che ha avanzato l istanza di sospensione mediante invio al Certificatore di apposita richiesta contenente i dati identificativi del titolare e del certificato. La richiesta di riattivazione è avanzata con le modalità e osservando l iter procedurale già descritto per le richieste di sospensione diverse da quelle di urgenza. Il Certificatore procede alla riattivazione del certificato attraverso la cancellazione dello stesso dalla Lista dei certificati sospesi. L Ente Certificatore comunica al titolare e al terzo interessato l avvenuta riattivazione del certificato, specificando la data e l ora a partire dalle quali esso è nuovamente attivo. Nel caso in cui, entro i 12 mesi successivi alla richiesta di sospensione, non venga chiesta, dallo stesso soggetto che ha chiesto la sospensione, l attivazione o la revoca del certificato, quest ultimo viene revocato d ufficio Revoca dei certificati Il titolare o il terzo interessato possono chiedere alla competente Filiale della Banca d Italia la revoca del certificato al verificarsi delle causali riepilogate nella tabella che segue; per i dipendenti della Banca, la richiesta è avanzata dal dipendente stesso o dalla Struttura di appartenenza. Il Certificatore, qualora venga a conoscenza di sospetti abusi, falsificazioni, negligenze, si riserva la facoltà di revocare i certificati previa comunicazione motivata, salvo i casi di urgenza, ai titolari stessi. Versione 1.2 Pagina 27 di 79
28 CAUSALE RICHIEDENTE SMARRIMENTO DELLA SMARTCARD (previa sospensione) FURTO DELLA SMARTCARD (previa sospensione) COMPROMISSIONE DELLA SICUREZZA (previa sospensione) DETERIORAMENTO DELLA SMARTCARD TITOLARE (soggetto esterno o dipendente) TERZO INTERESSATO BANCA D ITALIA (dipendenti) X X X X X X MODIFICA DELLA POSIZIONE TITOLARE 9 -- X X ALTRO 10 X X X Le richieste con causale altro devono essere adeguatamente motivate. La richiesta di revoca dovrà essere presentata alla competente Filiale anche per posta o tramite fax, corredata di copia del documento di identificazione del richiedente; laddove possibile, potrà essere inoltrata via posta elettronica, e sottoscritta con firma digitale 11. Quando la richiesta è avanzata dal terzo interessato va sottoscritta dal legale rappresentante dell ente ovvero da altro soggetto a ciò delegato. La Filiale, verificata l autenticità della stessa, provvede ad avviare il procedimento di revoca. La Filiale informa il titolare e il terzo interessato dell avvenuta revoca del certificato, specificando la data e l ora a partire dalle quali il certificato non è più valido Causale da utilizzare ad esempio in caso di cessazione del titolare dall attività lavorativa. La causale altro comprende tutte le fattispecie non riconducibili a quelle espressamente individuate (es. va riferita a tale causale la richiesta di revoca che i terzi interessati devono avanzare in caso di cessazione delle attività per operazioni di fusione, liquidazione ecc.). In caso di sottoscrizione con firma digitale non è richiesto alcun documento allegato. Versione 1.2 Pagina 28 di 79
29 Salvo i casi di smarrimento e furto, il titolare è tenuto a restituire o a far recapitare alla Filiale la smartcard in proprio possesso dopo averla resa inutilizzabile mediante taglio del microcircuito. Qualora il titolare si rechi presso la Filiale, l operazione di ritiro della smartcard viene verbalizzata. Il verbale viene redatto in duplice copia e sottoscritto dall incaricato della Filiale e dal titolare; a quest ultimo viene rilasciata una copia del verbale. A seguito della revoca per smarrimento, furto, compromissione della sicurezza e deterioramento della smartcard, la Banca provvede d ufficio all avvio della procedura per il rinnovo del certificato Revoca dei certificati relativi alle chiavi dell Ente Certificatore L'Ente Certificatore procede alla revoca del certificato relativo alla coppia di chiavi di certificazione esclusivamente nei seguenti casi: compromissione della chiave privata, intesa come diminuita affidabilità nelle caratteristiche di sicurezza di quest'ultima; cessazione dell attività. La revoca avviene mediante inserimento del certificato nella Lista dei certificati revocati. La revoca viene comunicata entro ventiquattro ore a DigitPA e a tutti i titolari di certificati qualificati emessi dall Ente Certificatore firmati con la chiave privata appartenente alla coppia revocata. Nel caso in cui la revoca discenda dalla compromissione della chiave privata dell Ente Certificatore, vengono revocati d ufficio tutti i certificati sottoscritti con detta chiave Disponibilità del servizio di sospensione Il Certificatore garantisce, per ogni modalità di inoltro delle richieste di sospensione, una diversa disponibilità del servizio ad esse connesso: - per le richieste di sospensione per furto, smarrimento e compromissione della sicurezza (richieste d urgenza), da effettuare telefonicamente, il servizio di Help desk (tel. 06/ ) è disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni feriali e festivi; - negli altri casi il servizio è disponibile negli orari di ufficio ( ). Versione 1.2 Pagina 29 di 79
30 Ai fini della sospensione d urgenza il titolare del certificato, su richiesta dell operatore, dimostra la propria identità e comunica, a richiesta dell operatore, la pass-phrase. Qualora l operazione di identificazione del richiedente non vada a buon fine, il certificato viene sospeso in via cautelativa. Entro le successive 24 ore il richiedente dovrà comunicare idonei elementi ai fini della sua identificazione. 9.6 Aggiornamento delle liste di revoca e di sospensione Le liste di revoca e di sospensione sono aggiornate in seguito ad ogni richiesta. La pubblicazione delle liste avviene al massimo ogni 24 ore. 9.7 Servizio OCSP L Ente Certificatore ha facoltà di rendere disponibili le informazioni sulla revoca e la sospensione dei certificati attraverso servizi OCSP, ai sensi dell art. 19 della Deliberazione n. 45 del 21 maggio Versione 1.2 Pagina 30 di 79
SCHEMA DI DPCM AI SENSI DEGLI ARTICOLI 20, COMMA 3, 24, COMMA 4, 28, COMMA 3, 32, COMMA 3, LETTERA B), 35, COMMA 2, 36, COMMA 2, E 71, DEL D. L.GVO 7 MARZO 2005 N. 82 Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Il/La sottoscritt.., chiede che vengano emessi a suo nome i seguenti certificati:
Richiesta di emissione di certificati elettronici Oggetto: richiesta di emissione di certificati elettronici. Il/La sottoscritt.., chiede che vengano emessi a suo nome i seguenti certificati: A tal fine

References: Art. 15
 Art. 10
 art. 10
 art. 13
 art. 36
 art. 19