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Timestamp: 2018-10-16 19:01:19+00:00

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Sent. C. Cass. 29/04/1995, n. 4754 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP1642
1. Conf. Cass. 12 novembre 1983 n. 6743[R=W12N836743]. 2. Ved. in particolare Cass. 11 gennaio 1992 n. 249 R, e 27 maggio 1982 n. 3213[R=W27MA823213]. 1a. e 2a. Come nota 1a. a Cass. 12 aprile 1995 n. 4195R.
Sent. C. Cass. 12/04/1995, n. 4195
1. Edilizia ed urbanistica - Limiti di edificabilità - Esenzione ex art. 4 L. 1971 n. 291 - Costruzioni abusive - Inapplicabilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Formazione di nuovi strumenti urbanistici - Art. 17 L. 1967 n. 765 - Effetti - D.M. 2 aprile 1968 - Natura precettiva ed inderogabile - Strumenti urbanistici in contrasto - Disapplicabilità ex art. 5 L. 1865 n. 2248 all. E.
1. L'esenzione dai limiti di edificabilità di cui all'art. 17 L. 6 agosto 1967 n. 765 (legge ponte), prevista dall'art. 4 L. 1° giugno 1971 n. 291, si correla all'estensione obbligatoria delle misure di salvaguardia, e, pertanto, non è invocabile in caso di costruzione abusiva, con esclusione di tali misure. 2. L'art. 17 L. 6 agosto 1967 n. 765 (legge ponte) dispone, con carattere precettivo ed inderogabile, che in tutti i Comuni, ai fini della formazione di nuovi strumenti urbanistici, devono essere osservati i limiti di distanze fra i fabbricati definiti per zone territoriali omogenee con decreto del Ministero dei lavori pubblici; pertanto, il D.M. 2 aprile 1968, emesso in base alla norma predetta, possiede anche esso efficacia precettiva ed inderogabile e può essere invocato al fine di far dichiarare illegittimo, e quindi di disapplicare, a norma dell'art. 5 L. 20 marzo 1865 n. 2248 All. E, le disposizioni degli strumenti urbanistici (nella specie, programma di fabbricazione del Comune di Bussolengo) nella parte in cui stabiliscono distanze inferiori.
1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Violazione norme di legge o strumenti urbanistici - Controversie fra privati - Giurisdizione A.G.O. - Diritto alla riduzione in pristino - Costruzione realizzata in base a concessione edilizia - Irrilevanza - Preventiva decisione del giudice amministrativo sulla legittimità della concessione - Non occorre.
1. Nelle controversie tra privati derivanti dalla esecuzione di opere edilizie non conformi alle prescrizioni di leggi o degli strumenti urbanistici viene sempre e soltanto in rilievo la lesione di diritti soggettivi attribuiti ai privati dalle norme medesime, anche se trattasi di norme non integrative di quelle dettate dal Codice civile in materia di distanze fra le costruzioni, mentre la rilevanza giuridica della concessione edilizia si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra l'Amministrazione e il richiedente, con la conseguenza che ove dette norme siano state violate, il diritto del vicino alla riduzione in pristino (o al risarcimento del danno) non trova deroga per il fatto che la costruzione sia stata realizzata in base a concessione edilizia e resta tutelabile davanti al giudice ordinario senza necessità di una preventiva decisione del giudice amministrativo in ordine alla legittimità o meno del provvedimento di concessione e senza che occorra neppure una deliberazione di detto provvedimento, in via meramente incidentale, da parte del giudice ordinario.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 4
 Art. 17
 art. 5