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ALLA LIBERTA DI LICENZIAMENTO - PDF
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1 Notiziario interno della Fisac/Cgil per gli esattoriali di Roma e del Lazio supplemento ad Informazioni-Fisac MAGGIO 2000 non sanno immaginare altro... il potere è questo... fare l unica cosa che si crede di poter fare e far credere alla gente che sia l unica cosa che si può fare... Spiriti (S. Benni) SOMMARIO : Referendum abrogativo dell articolo 18 Le ragioni per votare NO Presentazione nuova Segreteria della SAS di Roma Lettera di dimissioni Risposta della Segreteria di Roma NO ALLA LIBERTA DI LICENZIAMENTO
2 "Volete voi che sia abrogata la legge 20 maggio 1970, n. 300, recante "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento" e successive modificazioni, limitatamente all articolo 18?" NO Testo della legge di cui si chiede l abrogazione Articolo 18 legge 20 maggio 1970 n (Reintegrazione nel posto di lavoro) "Ferme restando l esperibilità delle procedure previste dall articolo 7 della Legge 15 luglio 1966 n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Le ragioni per votare NO Le ragioni per votare NO al referendum radicale per l abrogazione della reintegra nel posto di lavoro sono molteplici ed hanno una valenza politica e morale di straordinaria importanza che non vanno sottaciute. In primo luogo il referendum è particolarmente odioso in quanto non solo colpisce le fasce più deboli del mercato del lavoro ma elimina un diritto fondamentale nella legislazione del diritti del lavoro. Infatti la reintegra al posto di lavoro a fronte di un licenziamento ingiustificato ha in se un alto valore morale e restituisce al lavoratore, non solo la certezza del diritto del lavoro, ma anche un forte riconoscimento del senso della giustizia. Cancellare l obbligo della reintegra e provvedere di fatto la sola tutela risarcitoria è profondamente sbagliato per una serie di ragioni. La prima è che la tutela risarcitoria non ha lo stesso valore politico morale e di diritto che è insita nella logica della reintegra sul posto di lavoro. Inoltre la sola tutela risarcitoria agirebbe con ricadute diverse a secondo dell età anagrafica del lavoratore, del sesso, della qualifica professionale, ma anche della stessa collocazione territoriale. Ad esempio proviamo ad immaginare una lavoratrice di bassa qualifica professionale e ingiustamente licenziata da un azienda operante in una realtà ad alta disoccupazione; avrebbe in giudizio riconosciute dal giudice le sue ragioni, ma solo come risarcimento del danno, senza il
3 ripristino al suo posto di lavoro, ed essendo una realtà ad alta disoccupazione, rimarrebbe appunto disoccupata. L eliminazione dell obbligo della reintegra sul posto di lavoro della lavoratrice o del lavoratore ingiustamente licenziato, sottopone gli stessi ad una sudditanza psicologica e di fatto nei confronti del proprio datore di lavoro, e quindi vi è il rischio concreto che si intimoriscano e si inibiscano nella rivendicazione dei propri diritti o nella denuncia di inadempienze, svelando la vera finalità politica del referendum. I promotori del referendum affermano che con l abrogazione della reintegra si creerebbe più flessibilità e occupazione: niente di più falso, perché, semmai, sarebbe occupazione di carattere sostitutivo, magari proprio nei confronti di quei lavoratori che hanno rivendicato i propri diritti. Queste sono alcune delle ragioni per cui chiediamo di votare NO il 21 maggio al referendum abrogativo dell art. 18 legge 300/70. (tratto dal sito del Comitato Nazionale NO) Presentazione della nuova Segreteria della SAS di Roma Dopo aver rinnovato l estate scorsa l organismo direttivo della SAS, nel quale confluivano le varie sezioni sindacali della provincia di Roma, nelle scorse settimane è stata formata la nuova Segreteria; necessità determinata anche per le dimissioni per motivi personali di Daniele Battiferri e di Cesare Leoncini. La nuova Segreteria unificata quindi è formata dai seguenti compagni: Stefania FONZI Vincenzo MOCAVINI Mauro PARACINI Gianfranco SCASSILLO Sicuramente, come abbiamo già avuto modo di dire nell assemblea degli inscritti svoltasi il 19 aprile u. s. è estremamente difficile rimpiazzare due compagni dall esperienza collaudata quali Daniele e Cesare; noi ci proveremo cercando di supplire con la voglia di impegnarci e forse con un pizzico d incoscienza. Il prossimo passaggio della nostra azienda a società per azioni renderà più delicato il futuro ruolo dell azione sindacale, impegnata negli anni a venire a controllare l attuazione degli accordi sottoscritti con essa. Nel momento in cui sbagli di strategia aziendale potranno causare ricadute sulla sopravvivenza della stessa nel mercato, l azione di controllo e di denuncia diverrà fondamentale.
4 Questa segreteria inoltre rimarrà legata al ruolo e alla mansione che svolge nell azienda, da una parte per rimanere più radicata all interno delle problematiche lavorative, dall altra per evitare quelle "degenerazioni", nel ricoprire questo incarico, di cui tutti abbiamo avuto conoscenza in un passato non molto remoto. Roma 20 Aprile 2000 Lettera di dimissioni Abbiamo ricevuto la seguente lettera che rendiamo pubblica a tutti i lavoratori: Spett.le FISAC/CGIL Organo di coordinamento Serv. Risc. Tributi Oggetto: dimissioni Con la presente, si porta a conoscenza di codesta organizzazione sindacale, che un gruppo di iscritti di seguito elencati, già da tempo intenzionati a livello personale alle dimissioni, ritengono che dopo l ultima circolare dei coordinamenti del 19 aprile 2000 ma ancor di più dopo l ultima assemblea degli iscritti della SAS di Roma tenutasi nella stessa giornata, sia giunta improrogabilmente il momento di consegnare le proprie dimissioni. Le motivazioni sommarie di tutto ciò sono da ricercare nella ormai completa differenza di valutazione dell attuale situazione aziendale e sulle prospettive future. Da una parte i dirigenti sindacali che valutano il tutto in maniera positiva e di concertazione con l azienda dall altra i lavoratori ormai stanchi, da tempo disallineati sulle analisi del gruppo dirigente e sempre meno garantiti sia dal sindacato che dall azienda. (seguono le firme di dieci inscritti) La risposta della Segreteria di Roma Come SAS di Roma vogliamo e dobbiamo entrare nelle forti critiche espresse da un gruppo di lavoratori nei confronti degli organi di coordinamento della FISAC/CGIL dando un nostro contributo affinchè tramite il confronto si possa ricostruire quel rapporto di fiducia e collaborazione tra inscritti ed organismi dirigenti, premessa per il rilancio dell iniziativa sindacale. Nel delicato passaggio che da quattro anni contrassegna la nostra vita aziendale, va riconosciuto il merito alla dirigenza sindacale di aver saputo portare a compimento la trasformazione delle attuali gestioni dirette per la riscossione tributi in società per azioni, scrivendo una ipotesi d accordo che salvaguardasse i diritti acquisiti dei dipendenti e stendesse un cordone protettivo sul futuro degli stessi (quello che è stato definito il pacchetto garanzie); accordo che è stato approvato all unanimità dai lavoratori di tutte le Concessioni riuniti in assemblea. A noi per primi non sfugge che questi anni di concertazione con l Azienda, per i motivi sopra detti, abbiano modificato le relazioni tra il Sindacato e l Azienda stessa, e questa Segreteria operante da poche settimane nasce anche con l intento di ricostruire un azione sindacale più concreta e rispettosa dei ruoli nei rapporti tra le parti, che la futura società per azioni renderà necessaria. Conosciamo, perché li viviamo quotidianamente sulla nostra pelle, i problemi che il passaggio al nuovo sistema informatico, l esternalizzazione diffusa di sempre più vaste funzioni lavorative portano al nostro lavoro, e sappiamo anche che le responsabilità hanno radici antiche e diffuse.
5 Siamo convinti che con la chiusura dell accordo sulle garanzie si debba aprire una nuova fase dell attività sindacale della FISAC/CGIL, che, pur continuando la politica unitaria con le altre organizzazioni sindacali, sappia con autonomia far risorgere le proprie origini di sindacato di classe. Siamo fortemente preoccupati dall attuale gestione aziendale che cerca di mascherare le proprie inefficienze con la costante ricerca di un clima di consenso all interno dello schieramento sindacale. Il sindacato non può essere strumentalizzato per ammortizzare le tensioni nel mondo del lavoro, ma deve essere in grado di denunciare ed attaccare le politiche aziendali a danno della classe lavoratrice. Dobbiamo contrastare la politica dei rischi che l attuale management sta portando avanti: non si può mettere allo sbaraglio il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. E ora di denunciare i ritardi e i fallimenti dei progetti aziendali: che fine hanno fatto le decine di progetti annunciati con tanta enfasi alcuni mesi fa come la nuova via per le innovazioni tecnologiche? Perché i vertici aziendali si accontentano di ricercare nel basso i responsabili del degrado aziendale (vedi gli ufficiali di riscossione fatti rientrare per scarso rendimento), e si dimenticano di puntare in alto lasciando al loro posto funzionari e dirigenti responsabili del mancato decollo aziendale? Sappiamo anche che non tutti i lavoratori si sentirebbero "allieviati" da un sistema premiante che li gratificasse al di là dei risultati del proprio lavoro, poiché è chiaro in loro che un azienda la cui organizzazione del lavoro è deficitaria, la direzione di esso ondivaga, in cui non si tiene conto o non si sa provvedere alla riqualificazione professionale dei suoi dipendenti, la stessa non avrebbe molte possibilità di sopravvivere. Ed è anche per questo motivo che ci lascia alquanto perplessi nei modi e nei tempi in cui è stata formalizzata la delibera del C.d.A. sul passaggio alla categoria funzionari di 18 dipendenti: non è di queste "carote" che sentiamo la mancanza oggi, CHIUNQUE saranno i prossimi beneficiati. Qualcuno forse ci darà anche delle spiegazioni sul futuro ruolo dei nuovi funzionari, ma l intera operazione non ci convince perché sa di vecchio e non è in grado di dare una risposta esauriente alla questione delle ricerche di motivazioni e ad una seria politica dell incentivazione alla produttività. Queste sono le premesse per un rilancio dell azione della FISAC/CGIL e su queste premesse che chiamiamo a raccolta gli inscritti ed i simpatizzanti per una salvaguardia comune delle nostre e prospettive future, invitando gli stessi ad esprimere il loro punto di vista su quanto fin qui esposto. Nel ribadire il proprio impegno nel lavoro sindacale di tutti i giorni (almeno fino a che esisteranno le condizioni per svolgerlo) la Segreteria vi augura e si augura buon lavoro. La Segreteria della SAS di Roma FISAC/CGIL
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 articolo 18
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 articolo 7
 sentenza 
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