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Timestamp: 2017-04-29 03:51:42+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 18/12/2016 Sentenza n.53928 | AmbienteDiritto.it
Ricerca AMBIENTEDIRITTO - INFO PER L'ABBONAMENTO ALLA RIVISTA GIURIDICA E ALLA BANCA DATI CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 18/12/2016 Sentenza n.53928 DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - Immobile abusivo con facoltà di uso residenziale privato - DIRITTO PROCESSUALE PENALE - Compatibilità del sequestro - Aggravamento del carico urbanistico.
Argomento: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime Autorità: Corte di Cassazione Categoria: Diritto urbanistico - edilizia Diritto processuale penale Provvedimento: SentenzaNumero: 53928Sez.: 3^Data deposito: 18/12/2016Data emissione: 27/09/2016Presidente: CARCANOEstensore: RICCARDITitolo completo: CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 18/12/2016 (Ud. 27/09/2016) Sentenza n.53928 CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 18/12/2016 (Ud. 27/09/2016) Sentenza n.53928DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - Immobile abusivo con facoltà di uso residenziale privato - DIRITTO PROCESSUALE PENALE - Compatibilità del sequestro - Aggravamento del carico urbanistico. In tema di reati edilizi, la facoltà d'uso residenziale privato di un manufatto sottoposto a sequestro preventivo cosiddetto impeditivo è incompatibile con le finalità della misura cautelare (Sez. 3, n. 16689 del 26/02/2014, Squillaci, in una fattispecie di autorizzazione all'uso di un locale costituente domicilio). Sicché, ai fini dell'adozione del provvedimento di sequestro preventivo di un immobile già ultimato ed occupato, l'esigenza cautelare di evitare l'aggravamento del carico urbanistico è incompatibile con l'autorizzazione all'uso dell'immobile stesso (Sez. 3, n. 825 del 04/12/2008, dep. 2009, Violante). (dich. inammissibilità il ricorso avverso ordinanza del 17/06/2015 del Gip del TRIBUNALE DI SALERNO) Pres. CARCANO, Rel. RICCARDI, Ric. Ardia CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 18/01/2017 (Ud. 05/10/2016) Sentenza n.2245 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESEZIONE TERZA PENALE composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: omissis ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Ardia Mario, nato a Eboli il 24/09/1938;avverso l'ordinanza del 17/06/2015 del Gip del Tribunale di Salerno;visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Giuseppe Riccardi; lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Ciro Angelillis, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Ardia Mario ricorre per cassazione avverso l'ordinanza emessa il 17/06/2015 dal Gip del Tribunale di Salerno, con la quale è stata respinta l'opposizione proposta avverso il decreto di rigetto della richiesta di autorizzazione all'uso provvisorio di un immobile, ubicato in Eboli alla via 5. Cataldo, 18, sottoposto a sequestro in relazione ai reati edilizi a lui contestati. Con un primo motivo deduce il vizio di motivazione, avendo omesso l'ordinanza impugnata la valutazione delle condizioni economiche, di età, di salute e giuridiche dell'istante. Con un secondo motivo deduce la violazione di legge in relazione all'art. 321 cod. proc. pen., sostenendo che la richiesta concerneva una attenuazione e diversa modalità di applicazione del provvedimento cautelare, in considerazione del fatto che il manufatto era stato ultimato nel 2009, ed era stato assentito con permesso di costruire n. 87 del 2005 come abitazione del custode dell'impianto sportivo; consentire al sig. Ardia, di anni 77 e gravemente cardiopatico, di continuare a vivere nel piccolo appartamento insieme all'anziana moglie non avrebbe compromesso le esigenze cautelari. La situazione, che ha determinato l'allontanamento dell'odierno ricorrente, ospitato dalla figlia a Lecce, sarebbe altresì contraria al diritto alla casa e ad una abitazione dignitosa salvaguardato dalla Costituzione e dalla CEDU. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è inammissibile. 2. Oltre ad essere generici, e ad esulare dai limiti valutativi che, in materia cautelare reale, l'art. 325 cod. proc. pen. affida al ricorso per cassazione, consentito soltanto per violazione di legge, i motivi proposti sono manifestamente infondati. È, infatti, pacifico il principio secondo cui, in tema di reati edilizi, la facoltà d'uso residenziale privato di un manufatto sottoposto a sequestro preventivo cosiddetto impeditivo è incompatibile con le finalità della misura cautelare (Sez. 3, n. 16689 del 26/02/2014, Squillaci, Rv. 259540, in una fattispecie di autorizzazione all'uso di un locale costituente domicilio); ai fini dell'adozione del provvedimento di sequestro preventivo di un immobile già ultimato ed occupato, l'esigenza cautelare di evitare l'aggravamento del carico urbanistico è incompatibile con l'autorizzazione all'uso dell'immobile stesso (Sez. 3, n. 825 del 04/12/2008, dep. 2009, Violante, Rv. 242156). Tanto premesso, l'ordinanza impugnata appare immune da censure di illegittimità o di illogicità, avendo fatto buon governo dei principi richiamati, essendo l'incompatibilità della facoltà d'uso residenziale con la finalità cautelare insita nel sequestro impeditivo assorbente di qualsivoglia ulteriore e diversa considerazione, estranea alle esigenze pubblicistiche (aggravamento del carico urbanistico) salvaguardate dal vincolo reale imposto. 3. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e la corresponsione di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende, somma che si ritiene equo determinare in Euro 2.000,00: infatti, l'art. 616 cod. proc. pen. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, con la conseguenza che la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria in esso prevista deve essere inflitta sia nel caso di inammissibilità dichiarata ex art. 606 cod. proc. pen., comma 3, sia nelle ipotesi di inammissibilità pronunciata ex art. 591 cod. proc. pen. . P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso in Roma il 27/09/2016 Tweet WidgetGoogle Plus OneShare on FacebookDigg Smart ButtonLinkedin Share ButtonFacebook Likeletto 418 volte
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 SENTENZA 
 art. 606
 art. 591