Source: http://eur-lex.europa.eu/Notice.do?mode=dbl&lang=en&ihmlang=en&lng1=en,it&lng2=bg,el,en,es,et,fi,fr,it,lt,lv,mt,nl,pl,ro,sk,sl,sv,&val=677524:cs&page=
Timestamp: 2013-05-19 03:37:21+00:00

Document:
Nella causa T‑509/10,
Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran, con sede in Téhéran (Iran), rappresentata da F. Esclatine e S. Perrotet, avvocati,
Consiglio dell'Unione europea, rappresentato da M. Bishop e R. Liudvinaviciute-Cordeiro, in qualità di agenti,
Commissione europea, rappresentata da M. Konstantinidis e É. Cujo, in qualità di agenti,
avente ad oggetto una domanda diretta all’annullamento della decisione 2010/413/PESC del Consiglio del 26 luglio 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC (GU L 195, pag. 39), del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2010 del Consiglio, del 26 luglio 2010, che attua l’articolo 7, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 423/2007 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 195, pag. 25), nonché della decisione del Consiglio 2010/644/PESC del 25 ottobre 2010, recante modifica della decisione 2010/413 (GU L 281, pag. 81) e del regolamento (UE) n. 961/2010 del Consiglio, del 25 ottobre 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007 (GU L 281, pag. 1), nella parte in cui tali atti riguardano la ricorrente, THE GENERAL COURT (Fourth Chamber),
composto da I. Pelikánová (relatore), presidente, K. Jürimäe e da M. van der Woude, giudici,
cancelliere: C. Kristensen, amministratore
vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza dell’11 gennaio 2012,
Background to the dispute Fatti 1. The applicant, Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran, is an Iranian company owned by the National Iranian Oil Company and has the object of acting as the central purchasing body for the oil, gas and petrochemical divisions of the latter’s group. 1. La ricorrente, Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran, è una società iraniana detenuta dalla National Iranian Oil Company e che si propone di agire come centrale d’acquisto per il settore del petrolio, del gas naturale e petrolchimico del gruppo di quest’ultima.
Restrictive measures against the Islamic Republic of Iran Misure restrittive adottate nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran 2. The present case has been brought in connection with the restrictive measures introduced in order to apply pressure on the Islamic Republic of Iran to end proliferation-sensitive nuclear activities and the development of nuclear weapon delivery systems (‘nuclear proliferation’).
2. La presente causa rientra nell’ambito delle misure restrittive adottate per esercitare pressioni sulla Repubblica islamica dell’Iran affinché quest’ultima ponga fine alle attività nucleari che presentano un rischio di proliferazione e allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari (in prosieguo: la «proliferazione nucleare»).
3. The European Union adopted Council Common Position 2007/140/CFSP of 27 February 2007 concerning restrictive measures against Iran (OJ 2007 L 61, p. 49) and Council Regulation (EC) No 423/2007 of 19 April 2007 concerning restrictive measures against Iran (OJ 2007 L 103, p. 1). 3. In seno all’Unione europea sono stati adottati la posizione comune 2007/140/PESC del Consiglio, del 27 febbraio 2007, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 61, pag. 49) ed il regolamento (CE) n. 423/2007 del Consiglio, del 19 aprile 2007, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 103, pag. 1). 4. Article 5(1)(b) of Common Position 2007/140 provided for the freezing of all funds and economic resources which belong to certain categories of persons and entities. The list of those persons and entities was contained in Annex II to Common Position 2007/140.
4. L’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), della posizione comune 2007/140 prevedeva il congelamento di tutti i capitali e di tutte le risorse economiche di determinate categorie di persone e di entità. L’elenco di tali persone ed entità si trovava nell’allegato II della posizione comune 2007/140.
5. Nei limiti in cui venivano in rilievo le competenze della Comunità europea, l’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 423/2007 prevedeva il congelamento dei capitali delle persone, entità o organismi riconosciuti dal Consiglio dell’Unione europea come partecipanti alla proliferazione nucleare ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), della posizione comune 2007/140. L’elenco di tali persone, entità e organismi interessati da una misura di congelamento di capitali in forza dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 423/2007 costituiva l’allegato V di questo stesso testo.
6. La posizione comune 2007/140 è stata abrogata dalla decisione 2010/413/PESC del Consiglio, del 26 luglio 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 195, pag. 39).
7. L’articolo 20, paragrafo 1, della decisione 2010/413 prevede il congelamento dei capitali di molteplici categorie di entità. Tale disposizione riguarda, in particolare, le «persone ed entità (...) che partecipano, sono direttamente associate o danno il loro sostegno [alla proliferazione nucleare], o le persone o entità che agiscono per loro conto o sotto la loro direzione, o le entità da esse possedute o controllate, anche attraverso mezzi illeciti, (...) di cui all’elenco nell’allegato II».
8. L’articolo 24, paragrafi 2-4, della decisione 2010/413 così recita: ‘2. Where the Council decides to subject a person or entity to the measures referred to in Articles 19(1)(b) and 20(1)(b), it shall amend Annex II accordingly.
«2. Qualora il Consiglio decida di applicare a una persona o entità le misure di cui all’articolo 19, paragrafo 1, lettera b) e all’articolo 20, paragrafo 1, lettera b), esso modifica di conseguenza l’allegato II.
3. Il Consiglio trasmette la sua decisione alla persona o all’entità di cui ai paragrafi 1 e 2, incluse le ragioni dell’inserimento nell’elenco, direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, dando alla persona o entità la possibilità di formulare osservazioni.
4. Qualora siano avanzate osservazioni o siano presentate nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa opportunamente la persona o l’entità».
9. L’elenco dell’allegato II della decisione 2010/413 è stato sostituito da un nuovo elenco, adottato nella decisione 2010/644/PESC del Consiglio, del 25 ottobre 2010, che modifica la decisione 2010/413 (GU L 281, pag. 81).
10. Il regolamento n. 423/2007 è stato abrogato dal regolamento (UE) n. 961/2010 del Consiglio, del 25 ottobre 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 281, pag. 1).
11. Ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 2, del regolamento n. 961/2010: ‘All funds and economic resources belonging to, owned, held or controlled by the persons, entities and bodies listed in Annex VIII shall be frozen. Annex VIII shall include the natural and legal persons, entities and bodies … who, in accordance with Article 20(1)(b) of Decision [2010/413], have been identified as:
«2. Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle persone, [dalle] entità o [dagli] organismi di cui all’allegato VIII. Figurano nell’allegato VIII le persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi (…) che, a norma dell’articolo 20, paragrafo 1, lettera b), della decisione [2010/413] sono stati riconosciuti come:
a) partecipanti, direttamente associati o fonte di sostegno [alla proliferazione], (…) o posseduti o controllati da tale persona, entità o organismo, anche con mezzi illeciti, o operanti per loro conto o sotto la loro direzione;
12. L’articolo 36 del regolamento n. 961/2010 così recita: ‘2. Where the Council decides to subject a natural or legal person, entity or body to the measures referred to in Article 16(2), it shall amend Annex VIII accordingly.
«2. Qualora il Consiglio decida di applicare a una [entità] le misure di cui all’articolo 16, paragrafo 2, esso modifica di conseguenza l’allegato VIII.
3. Il Consiglio trasmette la sua decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco all[’entità] di cui a[l paragrafo 2] direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, dando alla persona fisica o giuridica, all'entità o all'organismo la possibilità di presentare osservazioni.
4. Qualora siano avanzate osservazioni o siano presentate nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa opportunamente [l’entità]».
Restrictive measures concerning the applicant Misure restrittive riguardanti la ricorrente 13. From the adoption of Decision 2010/413 on 26 July 2010, the applicant was placed, by the Council, on the list of persons, entities and bodies in Table I of Annex II to the decision.
13. A partire dall’adozione della decisione 2010/413, il 26 luglio 2010, il nome della ricorrente veniva inserito dal Consiglio nell’elenco delle persone, entità ed organismi figurante nella tabella I dell’allegato II di detta decisione.
14. Di conseguenza, il nome della ricorrente veniva iscritto nell’elenco delle persone, entità ed organismi figurante nella tabella I dell’allegato V del regolamento n. 423/2007, ad opera del regolamento di esecuzione (UE) n. 688/2010 del Consiglio, del 26 luglio 2010, che attua l’articolo 7, paragrafo 2 del regolamento n. 423/2007 (GU L 195, pag. 25). L’adozione del regolamento di esecuzione n. 668/2010 ha avuto come conseguenza il congelamento dei capitali e delle risorse economiche della ricorrente.
15. Nella decisione 2010/413 il Consiglio ha accolto le seguenti motivazioni:
‘Trades equipment for oil and gas sector that can be used for Iran’s nuclear programme. Attempted to procure material (very hard-wearing alloy gates) which have no use outside the nuclear industry. Has links to companies involved in Iran’s nuclear programme.’ «Commercia in apparecchiature per il settore petrolifero e gasiero che possono essere utilizzate nel programma nucleare iraniano. Ha tentato di procurarsi materiali (saracinesche in lega estremamente resistente) il cui impiego è limitato esclusivamente al settore nucleare. È collegata ad imprese che collaborano al programma nucleare iraniano».
16. Nel regolamento n. 668/2010 è stata adottata la seguente formulazione : ‘Trades equipment for oil and gas sector that can be used for Iran’s nuclear programme. Attempted to procure material (very hard-wearing alloy gates) which have no use outside the nuclear industry. Has links to companies involved in Iran’s nuclear programme.’
«Commercia in apparecchiature per il settore petrolifero e gasiero che possono essere utilizzate nel programma nucleare iraniano. Ha tentato di procurarsi materiali (saracinesche in lega estremamente resistente) il cui impiego è limitato esclusivamente al settore nucleare. È collegata ad imprese che collaborano al programma nucleare iraniano».
17. Il Consiglio informava la ricorrente dell’inserimento del suo nome nell’elenco dell’allegato II della decisione 2010/413 e in quello dell’allegato V del regolamento n. 423/2007 con lettera del 29 luglio 2010, che la ricorrente sostiene di aver ricevuto il 25 agosto 2010.
18. Con lettera del 12 settembre 2010 la ricorrente chiedeva al Consiglio di procedere ad un riesame della decisione di inserirla nell’elenco dell’allegato II della decisione 2010/413 e in quello dell’allegato V del regolamento n. 423/2007. Essa ha inoltre invitato il Consiglio a comunicarle gli elementi sui quali si era basato per adottare le misure restrittive nei suoi confronti.
19. The inclusion of the applicant’s name in Annex II to Decision 2010/413 was not affected by the adoption of Decision 2010/644. 19. L’adozione della decisione 2010/644 non ha influito sull’iscrizione del nome della ricorrente nell’allegato II della decisione 2010/413.
20. Dato che il regolamento n. 423/2007 è stato abrogato dal regolamento n. 961/2010, il nome della ricorrente è stato inserito dal Consiglio al punto 29 della tabella B dell’allegato VIII di quest’ultimo regolamento. Di conseguenza, i capitali e le risorse economiche della ricorrente sono stati congelati in forza dell’articolo 16, paragrafo 2, di detto regolamento.
21. Per quanto riguarda l’iscrizione della ricorrente, il regolamento n. 961/2010 è motivato come segue:
22. Con lettera del 28 ottobre 2010 il Consiglio rispondeva alla lettera della ricorrente del 12 settembre 2010 indicando che, a seguito di riesame, esso respingeva la richiesta della ricorrente mirante all’eliminazione del proprio nome dall’elenco dell’allegato II della decisione 2010/413 e da quello dell’allegato VIII del regolamento n. 961/2010. A tal riguardo esso precisava che, dal momento che il fascicolo non presentava elementi nuovi che giustificassero un mutamento della propria posizione, la ricorrente doveva continuare ad essere soggetta alle misure restrittive previste dai suddetti testi.
Procedure and forms of order sought by the parties Procedimento e conclusioni delle parti 23. By application lodged at the Registry of the Court on 20 October 2010, the applicant brought the present action. 23. Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 20 ottobre 2010 la ricorrente ha proposto il ricorso in esame. 24. By document lodged at the Registry of the Court on 3 February 2011, the European Commission applied to intervene in the present proceedings in support of the Council. By order of 11 March 2011, the President of the Fourth Chamber of the Court gave leave for the intervention.
24. Con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 3 febbraio 2011 la Commissione europea ha chiesto di intervenire nel presente procedimento a sostegno del Consiglio. Con ordinanza dell’11 marzo 2011 il Presidente della Quarta Sezione del Tribunale ha ammesso tale intervento.
25. La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
– annul Decision 2010/413 and Implementing Regulation No 668/2010; – annullare la decisione 2010/413 e il regolamento di esecuzione n. 668/2010; – order the Council to pay the costs.
26. Nelle sue osservazioni del 6 dicembre 2011, presentate in risposta ad un quesito scritto del Tribunale, la ricorrente ha ampliato il primo capo delle sue conclusioni, chiedendo che il Tribunale voglia annullare la decisione 2010/644 e il regolamento n. 961/2010 nella parte in cui tali atti la riguardano.
27. Il Consiglio e la Commissione chiedono che il Tribunale voglia:
Law In diritto 28. The applicant puts forward nine pleas in law. The first plea alleges illegality in connection with the entry into force of Decision 2010/413. This plea consists in essence of two parts. The first part alleges that the decision entered into force retroactively. The second part alleges that Article 4 of the decision is illegal when read in conjunction with Article 28. The second plea alleges failure in the obligation to state reasons. The third plea alleges violation of the applicant’s rights of defence and right to effective judicial protection. The fourth plea alleges breach of the principle of proportionality. The fifth plea alleges that the Council has no power to adopt the contested measures. The sixth plea alleges misuse of power. The seventh plea alleges an error of law with regard to the concept of involvement in nuclear proliferation. The eighth plea alleges error in the assessment of the facts relating to the applicant’s activities. The ninth plea, put forward in the alternative, alleges manifest error of assessment and breach of the principle of proportionality. 28. La ricorrente presenta nove motivi. Il primo attiene ad illegalità legate all’entrata in vigore della decisione 2010/413. Tale motivo è articolato, in sostanza, in due capi. Il primo capo attiene al fatto che la decisione 2010/413 è entrata in vigore retroattivamente. Il secondo capo verte sull’illegittimità dell’articolo 4 della decisione 2010/413, in combinato disposto con l’articolo 28. Il secondo motivo riguarda una violazione dell’obbligo di motivazione. Il terzo motivo attiene ad una violazione dei suoi diritti della difesa e del suo diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva. Il quarto motivo verte su una violazione del principio di proporzionalità. Il quinto motivo sull’incompetenza del Consiglio ad adottare gli atti impugnati. Il sesto motivo attiene ad uno sviamento di potere. Il settimo motivo verte su un errore di diritto riguardo alla nozione di coinvolgimento nella proliferazione nucleare. L’ottavo motivo riguarda un errore di valu tazione dei fatti riguardo alle sue attività. Il nono motivo, fatto valere in subordine, attiene ad un errore manifesto di valutazione e ad una violazione del principio di proporzionalità.
29. Il Consiglio e la Commissione contestano la fondatezza dei motivi dedotti dalla ricorrente.
30. In addition, the Council and the Commission submit that the Court has no jurisdiction to give a ruling on the second part of the first plea. Furthermore, at the hearing, they contended that the action was inadmissible in so far as it was based on alleged violation of the applicant’s fundamental rights. 30. Inoltre, da un lato, il Consiglio e la Commissione sostengono che il Tribunale non è competente a statuire sul secondo capo del primo motivo. Dall’altro lato, in udienza essi hanno affermato che il ricorso è irricevibile nella parte in cui è basato su una presunta violazione dei diritti fondamentali della ricorrente.
31. First of all, it is necessary to examine the subm issions of the Council and the Commission concerning the Court’s jurisdiction, then their submissions concerning the admissibility of certain pleas and, finally, the admissibility of the application for the annulment of Decision 2010/644 and Regulation No 961/2010, this application having been made in the applicant’s observations of 6 December 2011. 31. In via preliminare, vanno esaminati anzitutto gli argomenti del Consiglio e della Commissione relativi alla competenza del Tribunale, poi i loro argomenti riguardo alla ricevibilità di taluni motivi di ricorso e, infine, la ricevibilità della domanda di annullamento della decisione 2010/644 e del regolamento n. 961/2010, presentata dalla ricorrente nelle sue osservazioni del 6 dicembre 2011.
The Court’s jurisdiction to rule on the second part of the first plea La competenza del Tribunale a statuire sul secondo capo del primo motivo 32. In the second part of the first plea, the applicant submits, in essence, that Article 4 of Decision 2010/413 is illegal in that it provides for prohibition measures the scope of which is not specified with sufficient precision.
32. Con il secondo capo del primo motivo la ricorrente afferma, in sostanza, che l’articolo 4 della decisione 2010/413 è illegittimo in quanto prevede divieti la cui portata non è stata determinata con sufficiente precisione.
33. Per statuire sul presente motivo occorre pronunciarsi sulla competenza del Tribunale. 34. Under Article 275 TFEU:
34. L’articolo 275 TFUE così recita: ‘The Court of Justice of the European Union shall not have jurisdiction with respect to the provisions relating to the common foreign and security policy nor with respect to acts adopted on the basis of those provisions. «La Corte di giustizia dell’Unione europea non è competente per quanto riguarda le disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune, né per quanto riguarda gli atti adottati in base a dette disposizioni. However, the Court shall have jurisdiction to monitor compliance with Article 40 of the Treaty on European Union and to rule on proceedings, brought in accordance with the conditions laid down in the fourth paragraph of Article 263 of this Treaty, reviewing the legality of decisions providing for restrictive measures against natural or legal persons adopted by the Council on the basis of Chapter 2 of Title V of the Treaty on European Union.’
Tuttavia, la Corte è competente a controllare il rispetto dell’articolo 40 del trattato sull’Unione europea e a pronunciarsi sui ricorsi, proposti secondo le condizioni di cui all’articolo 263, quarto comma del presente trattato, riguardanti il controllo della legittimità delle decisioni che prevedono misure restrittive nei confronti di persone fisiche o giuridiche adottate dal Consiglio in base al titolo V, capo 2 del trattato sull’Unione europea».
35. Article 4 of Decision 2010/413 provides as follows: 35. L’articolo 4 della decisione 2010/413 dispone quanto segue:
«1. Sono vietati la vendita, la fornitura o il trasferimento da parte di cittadini degli Stati membri, o in provenienza dal territorio degli Stati membri ovvero mediante navi o aeromobili sotto la giurisdizione degli stessi, di attrezzature e tecnologie chiave per i seguenti settori chiave dell’industria del petrolio e del gas naturale in Iran, o ad imprese iraniane o di proprietà iraniana operanti in tali settori al di fuori dell’Iran, siano esse originarie o meno di detto territorio:
a) raffinazione;
b) gas naturale liquefatto;
c) esplorazione;
d) produzione.
L’Unione adotta le misure necessarie per determinare i prodotti coperti dalla presente disposizione.
2. È vietato fornire le seguenti prestazioni ad imprese in Iran operanti nei settori chiave dell’industria del petrolio e del gas naturale in Iran di cui al paragrafo 1, ovvero ad imprese iraniane o di proprietà iraniana operanti in tali settori al di fuori dell’Iran:
(a) technical assistance or training and other services related to key equipment and technology as determined according to paragraph 1; a) la prestazione di assistenza tecnica o di formazione e di altri servizi correlati alle attrezzature e tecnologie chiave descritte al paragrafo 1;
b) il finanziamento o la prestazione di assistenza finanziaria per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di attrezzature e tecnologie chiave descritte al paragrafo 1, o per la prestazione di assistenza tecnica o di formazione correlate.
3. È vietato partecipare, consapevolmente o intenzionalmente, ad azioni le cui finalità o conseguenze siano tali da eludere i divieti di cui ai paragrafi 1 e 2».
36. La decisione 2010/413 è stata adottata sulla base dell’articolo 29 UE, che è una disposizione relativa alla politica estera e di sicurezza comune ai sensi dell’articolo 275 TFUE. Occorre pertanto verificare se l’articolo 4 di tale decisione risponda ai requisiti definiti dall’articolo 275, secondo comma, TFUE.
37. Orbene, da un lato i divieti individuati dall’articolo 4 della decisione 2010/413 sono misure di natura generale, poiché la loro sfera di applicazione è stabilita facendo riferimento a criteri oggettivi e non a persone fisiche o giuridiche determinate. Di conseguenza, come sostengono il Consiglio e la Commissione, l’articolo 4 della decisione 2010/413 non è una decisione che prevede misure restrittive nei confronti di persone fisiche o giuridiche ai sensi dell’articolo 275, secondo comma, TFUE.
38. Dall’altro lato, le misure restrittive adottate nei confronti della ricorrente derivano dall’attuazione dell’articolo 20 della decisione 2010/413, e non dell’articolo 4 della stessa. Pertanto, nel caso di specie, tale ultima disposizione non può essere oggetto di un’eccezione di illegittimità ai sensi dell’articolo 277 TFUE, in combinato disposto con l’articolo 263 TFUE.
39. Di conseguenza, deve concludersi che, ai sensi dell’articolo 275, primo comma, TFUE, il Tribunale non è competente a pronunciarsi su un ricorso diretto a valutare la legittimità dell’articolo 4 della decisione 2010/413 e, pertanto, a statuire sul secondo capo del primo motivo.
Admissibility of the application for annulment of Decision 2010/644 and Regulation No 961/2010 Sulla ricevibilità della domanda di annullamento della decisione 2010/644 e del regolamento n. 961/2010 40. As is made clear in paragraphs 9 and 10 above, since the application was lodged, the list in Annex II to Decision 2010/413 has been replaced by a new list adopted in Decision 2010/644 and Regulation No 423/2007 has been repealed and replaced by Regulation No 961/2010. The applicant has sought leave to adapt its original claims so that its action seeks the annulment of those four measures (taken together, ‘the contested measures’). 40. Come emerge dai precedenti punti 9 e 10, dopo il deposito del ricorso l’elenco dell’allegato II della decisione 2010/413 è stato sostituito da un nuovo elenco, contenuto nella decisione 2010/644, e il regolamento n. 423/2007 è stato abrogato e sostituito dal regolamento n. 961/2010. La ricorrente ha chiesto di poter adattare le proprie conclusioni iniziali in modo tale che il suo ricorso abbia ad oggetto l’annullamento di questi quattro atti (in prosieguo, congiuntamente: gli «atti impugnati»).
41. A questo proposito occorre rammentare che, quando una decisione o un regolamento che riguarda direttamente e individualmente un privato viene sostituito nel corso del giudizio da un atto avente lo stesso oggetto, questo va considerato come un elemento nuovo che consente al ricorrente di adeguare le sue conclusioni e i suoi motivi. Sarebbe, infatti, in contrasto con una sana amministrazione della giustizia e con il requisito dell’economia processuale costringere il ricorrente a proporre un nuovo ricorso. Sarebbe inoltre ingiusto che l’istituzione in questione, per far fronte alle critiche contenute in un ricorso presentato al giudice dell’Unione contro un atto, potesse adeguare l’atto impugnato o sostituirlo con un altro e valersi, in corso di causa, di tale modifica o di tale sostituzione per privare la controparte della possibilità di estendere le sue conclusioni e le sue difese iniziali all’ulteriore atto o di presentare ulteriori conclusioni o difese contro di esso (v., per analogia, sentenza del Tribunale del 23 ottobre 2008, People’s Mojahedin Organization of Iran/Consiglio, T‑256/07, Racc. pag. II‑3019, punto 46, e la giurisprudenza citata). 42. It is therefore appropriate in the present case, in accordance with that case-law, to allow the applicant’s request and to consider that, on the date on which the oral procedure was closed, its action sought annulment of Decision 2010/644 and Regulation No 961/2010, in so far as those measures concern it, and to allow the parties to reformulate their claims, pleas in law and arguments in the light of that new factor, which implies, for them, the right to submit supplementary claims, pleas in law and arguments (see, by analogy, People’s Mojahedin Organization of Iran v Council , paragraph 41 above, paragraph 47).
42. Nel caso in esame occorre quindi accogliere, conformemente a tale giurisprudenza, le domande della ricorrente e considerare che il suo ricorso è diretto, al momento della chiusura della fase orale, anche all’annullamento della decisione 2010/644 e del regolamento n. 961/2010, nella parte in cui tali atti la riguardano, e consentire alle parti di riformulare le conclusioni, i motivi e gli argomenti alla luce di tale nuovo elemento, il che comporta il loro diritto di presentare conclusioni, motivi e argomenti supplementari (v., per analogia, sentenza People’s Mojahedin Organization of Iran/Consiglio, cit. supra al punto 41, punto 47).
The submissions of the Council and the Commission concerning the admissibility of the pleas alleging violation of the applicant’s fundamental rights Gli argomenti del Consiglio e della Commissione relativi alla ricevibilità dei motivi attinenti alla presunta violazione dei diritti fondamentali della ricorrente 43. At the hearing, the Council and the Commission contended that the applicant should be regarded as a government organisation and, therefore, as an offshoot of the Iranian State, which could not plead the protection and safeguards connected with fundamental rights. The Council and the Commission therefore consider that the pleas concerning the alleged violation of those rights must be ruled inadmissible. 43. All’udienza il Consiglio e la Commissione hanno sostenuto che la ricorrente doveva essere considerata come un’organizzazione governativa e, pertanto, come un’emanazione dello Stato iraniano che non poteva invocare le tutele e le garanzie connesse ai diritti fondamentali. Di conseguenza, a loro avviso, i motivi del ricorso attinenti ad una presunta violazione dei suddetti diritti debbono essere dichiarati irricevibili.
44. A questo proposito, in primo luogo, occorre osservare che il Consiglio e la Commissione non contestano il diritto stesso della ricorrente a chiedere l’annullamento degli atti impugnati. Essi si limitano a negare che la ricorrente sia titolare di alcuni diritti da essa invocati al fine di ottenere tale annullamento.
45. Orbene, in secondo luogo, la questione se la ricorrente sia o meno titolare del diritto invocato a sostegno di un motivo di annullamento non riguarda la ricevibilità di tale motivo, ma il suo fondamento. Pertanto, l’argomento del Consiglio e della Commissione, attinente al fatto che la ricorrente sarebbe un’organizzazione governativa, va respinto nella parte in cui è diretto all’accertamento della irricevibilità parziale del ricorso.
46. In terzo luogo, il suddetto argomento è stato presentato per la prima volta in udienza, senza che il Consiglio e la Commissione abbiano invocato il fatto che esso era basato su elementi di diritto o di fatto che erano emersi nel corso del procedimento. Nella misura in cui riguarda il merito del ricorso, esso costituisce dunque un motivo nuovo ai sensi dell’articolo 48, paragrafo 2, primo comma, del regolamento di procedura del Tribunale e di conseguenza dev’essere dichiarato irricevibile.
Substance Nel merito 47. The Court considers that the applicant’s pleas should be examined in the following order:
47. Il Tribunale ritiene necessario esaminare i motivi presentati dalla ricorrente nel seguente ordine : – fifth plea: the Council has no power to adopt the contested measures;
– quinto motivo, attinente all’incompetenza del Consiglio ad adottare gli atti impugnati;
– sesto motivo, attinente ad uno sviamento di potere;
– primo capo del primo motivo, attinente all’entrata in vigore retroattiva della decisione 2010/413;
– secondo motivo, vertente su una violazione dell’obbligo di motivazione;
– terzo motivo, attinente ad una violazione dei diritti della difesa della ricorrente e del suo diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva;
– settimo motivo, vertente su un errore di diritto quanto alla nozione di coinvolgimento nella proliferazione nucleare;
– ottavo motivo, attinente ad un errore di valutazione dei fatti riguardo alle attività della ricorrente;
– quarto motivo, attinente ad una violazione del principio di proporzionalità;
– ninth plea, put forward in the alternative: manifest error of assessment and breach of the principle of proportionality. – nono motivo, presentato in subordine e attinente ad un errore manifesto di valutazione e ad una violazione del principio di proporzionalità.
Il quinto motivo, attinente all’incompetenza del Consiglio ad adottare gli atti impugnati
48. The applicant submits that the Council had no power to adopt the contested measures. First, it claims that the legal basis of the contested measures is the Declaration on Iran of the European Council of 17 June 2010 (‘Declaration of 17 June 2010’). Secondly, according to the applicant, the Declaration merely provides for the Council to implement Resolution 1929 (2010) of the United Nations Security Council (‘Resolution 1929 (2010)’) and the adoption of accompanying measures, but does not provide for the freezing of independent funds. Thirdly, Resolution 1929 (2010) does not contain measures relating to the Iranian oil and gas industry or to the applicant. The applicant concludes that the Council has no power to adopt restrictive measures against it on the basis of the Declaration of 17 June 2010. 48. Secondo la ricorrente il Consiglio non era competente ad adottare gli atti impugnati. In primo luogo, essa sostiene che gli atti impugnati hanno quale fondamento giuridico la dichiarazione sull’Iran del Consiglio europeo del 17 giugno 2010 (in prosieguo: la «dichiarazione del 17 giugno 2010»). In secondo luogo, per la ricorrente tale dichiarazione si limita a prevedere l’attuazione, da parte del Consiglio, della risoluzione 1929 (2010) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite [in prosieguo: la «risoluzione 1929 (2010)»] e l’adozione di misure di accompagnamento, ma non prevede l’adozione di misure autonome di congelamento di fondi. In terzo luogo, la risoluzione 1929 (2010) non conterrebbe misure riguardanti l’industria iraniana del petrolio e del gas o la ricorrente. Da ciò essa deduce che il Consiglio non è competente ad adottare misure restrittive nei suoi confronti sulla base della dichiarazione del 17 giugno 2010.
49. Il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, contesta la fondatezza degli argomenti della ricorrente.
50. First of all, it must be observed that the Council adopted restrictive measures in relation to the applicant because of the support allegedly given by the applicant to nuclear proliferation and not merely because the applicant operated in the oil, gas and petrochemical sectors. Consequently, the fact that Resolution 1929 (2010) contains no specific measures relating to the last sector is irrelevant. 50. Occorre sottolineare, in via preliminare, che il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti della ricorrente a causa del presunto sostegno dato da quest’ultima alla proliferazione nucleare, e non a causa del solo fatto che essa operava nei settori del petrolio, del gas e petrolchimico. Pertanto, la circostanza secondo cui la risoluzione 1929 (2010) non contiene misure specifiche riguardanti tale ultimo settore è priva di rilevanza.
51. Del resto, la risoluzione 1929 (2010) è diretta a impedire la proliferazione nucleare, in particolare garantendo il rispetto delle risoluzioni precedenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite in materia. Alla luce di tale obiettivo, la sua attuazione può essere accompagnata dall’adozione di misure restrittive nei confronti delle entità che abbiano fornito un sostegno alla proliferazione nucleare. 52. Consequently, the wording of point 4 of the Declaration of 17 June 2010, which states that the Foreign Affairs Council is invited ‘to adopt measures implementing those contained in [Resolution 1929 (2010)] as well as accompanying measures’ covers the adoption of restrictive measures such as those relating to the applicant.
52. Di conseguenza, la formulazione del punto 4 della dichiarazione del 17 giugno 2010, ai sensi della quale il Consiglio «Affari esteri» è invitato «ad adottare (…) misure che attuino quelle contenute nella [risoluzione 1929 (2010)], insieme alle misure di accompagnamento», comprende l’adozione di misure restrittive come quelle riguardanti la ricorrente.
53. In addition, point 4 of the Declaration of 17 June 2010 contains a passage stating that new visa bans and asset freezes should be extended to members of the Islamic Revolutionary Guard Corps. Contrary to the applicant’s argument, that wording provides for the possibility of adopting restrictive measures, including independent measures. 53. Inoltre, il punto 4 della dichiarazione del 17 giugno 2010 contiene anche un passaggio in base al quale «[t]ali misure dovrebbero essere incentrate [anche] su nuovi divieti di visto e congelamenti di beni in particolare nei confronti del Corpo dei guardiani della rivoluzione». Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, tale formulazione prevede la possibilità di adottare misure restrittive, comprese misure autonome.
54. Pertanto, si deve considerare che adottando misure restrittive nei confronti della ricorrente, il Consiglio si è conformato all’articolo 26, paragrafo 2, primo comma, UE, ai sensi del quale esso agisce «in base agli orientamenti generali e alle linee strategiche definiti dal Consiglio europeo».
55. Occorre quindi concludere che il Consiglio era competente ad adottare misure restrittive nei confronti della ricorrente e, di conseguenza, occorre respingere il quinto motivo in quanto infondato. Sixth plea: misuse of power Il sesto motivo, attinente a uno sviamento di potere
56. La ricorrente sostiene che il Consiglio ha commesso uno sviamento di potere. In proposito, essa afferma che il Consiglio ha adottato misure restrittive nei suoi confronti senza disporre di prove circa il suo coinvolgimento nella proliferazione nucleare e senza rispettare i suoi diritti processuali. Secondo la ricorrente, queste circostanze implicano che il Consiglio ha effettivamente tentato di sviare il regime di misure restrittive connesse alla proliferazione nucleare al fine di colpire l’industria del petrolio, del gas naturale e petrolchimica iraniana.
57. Il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, contesta la fondatezza degli argomenti della ricorrente.
58. According to case-law, a measure is vitiated by misuse of powers only if it appears on the basis of objective, relevant and consistent evidence to have been taken with the exclusive or main purpose of achieving an end other than that stated or of evading a procedure specifically prescribed by the Treaty for dealing with the circumstances of the case (see Case T‑390/08 Bank Melli Iran v Council [2009] ECR II‑3967, paragraph 50, and the case-law cited). 58. Secondo la giurisprudenza, un atto è viziato da sviamento di potere solo se, in base ad indizi oggettivi, pertinenti e concordanti, risulta adottato allo scopo esclusivo, o quanto meno determinante, di raggiungere fini diversi da quelli dichiarati o di eludere una procedura appositamente prevista dal Trattato per far fronte alle circostanze del caso di specie (v. sentenza del Tribunale del 14 ottobre 2009, Bank Melli Iran/Consiglio, T‑390/08, Racc. pag. II‑3967, punto 50, e la giurisprudenza citata).
59. In the present case, the applicant has not shown that such evidence exists. It has not adduced evidence suggesting that the circumstances to which it refers, assuming them to be proved, were not due to ordinary errors on the part of the Council, but arose from an intention to achieve aims other than that of preventing nuclear proliferation. 59. Orbene, nel caso di specie la ricorrente non ha dimostrato l’esistenza di tali indizi. Infatti essa non ha fornito elementi dai quali risulti che le circostanze da essa invocate, anche a supporle dimostrate, non erano dovute a semplici errori da parte del Consiglio, bensì alla volontà di quest’ultimo di raggiungere fini diversi da quello di impedire la proliferazione nucleare.
60. Consequently, the sixth plea in law must be dismissed as unfounded. 60. Pertanto, il sesto motivo deve essere respinto in quanto infondato.
Il primo capo del primo motivo, attinente all’entrata in vigore retroattiva della decisione 2010/413
61. La ricorrente sostiene che la decisione 2010/413 è illegittima in quanto all’articolo 28 è previsto che essa sarebbe entrata in vigore il giorno della sua adozione, che era precedente al giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
62. Il Consiglio e la Commissione contestano la fondatezza degli argomenti della ricorrente.
63. L’articolo 297, paragrafo 2, secondo comma, TFUE così recita: ‘Regulations and directives which are addressed to all Member States, as well as decisions which do not specify to whom they are addressed, shall be published in the Official Journal of the European Union . They shall enter into force on the date specified in them or, in the absence thereof, on the 20th day following that of their publication.’
«I regolamenti, le direttive che sono rivolte a tutti gli Stati membri e le decisioni che non designano i destinatari sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Essi entrano in vigore alla data da essi stabilita oppure, in mancanza di data, il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione».
64. Da un lato, si deve ricordare che un principio fondamentale dell’ordinamento giuridico dell’Unione esige che un atto emanante dalle pubbliche autorità non possa venir opposto agli amministrati prima che questi abbiano avuto la possibilità di prenderne conoscenza. Dall’altro lato, benché, in linea di massima, il principio della certezza delle situazioni giuridiche osti a che l’efficacia nel tempo di un atto dell’Unione decorra da una data anteriore alla sua pubblicazione, una deroga è possibile, in via eccezionale, qualora lo esiga lo scopo da raggiungere e purché il legittimo affidamento degli interessati sia debitamente rispettato (sentenza della Corte del 25 gennaio 1979, Weingut Decker, 99/78, Racc. pag. 101, punti 3 e 8).
65. Nel caso di specie, è pacifico che la decisione 2010/413, la quale non indica alcun destinatario, è stata adottata il 26 luglio 2010, ma è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea soltanto il giorno successivo.
66. Inoltre, il Consiglio non fa neppure valere motivazioni che giustificherebbero il riconoscimento di un effetto retroattivo alla decisione 2010/413.
67. Pertanto, occorre annullare l’articolo 28 della decisione 2010/413 nella parte in cui riguarda la ricorrente e considerare, di conseguenza, che tale ultima decisione è entrata in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
68. However, the applicant puts forward no argument to show that those circumstances are such as to affect the legality of the other provisions of Decision 2010/413 in so far as they concern the applicant. 68. Tuttavia, la ricorrente non fa valere alcun elemento diretto a dimostrare che tali circostanze possano inficiare la legittimità delle altre disposizioni della decisione 2010/413 nei limiti in cui la riguardano.
69. Di conseguenza, occorre accogliere il primo capo del primo motivo in quanto è diretto all’annullamento dell’articolo 28 della decisione 2010/413 e respingerlo come inconferente quanto al resto.
Second plea: failure in the obligation to state reasons Il secondo motivo attinente ad una violazione dell’obbligo di motivazione 70. The applicant submits that the Council did not state to the requisite legal standard the reasons for the contested measures, so that the applicant is not in a position to ascertain the matters alleged against it and to verify or refute the merits of the reasons given.
70. La ricorrente sostiene che gli atti impugnati non sono stati debitamente motivati dal Consiglio e di conseguenza essa non è in grado di individuare i fatti che le vengono addebitati e di verificare o confutare la fondatezza della motivazione fornita.
71. The Council, supported by the Commission, disputes the merits of the applicant’s arguments. The Council contends that the reasons given relate to the applicant’s support for nuclear proliferation. The Council adds that the contested measures were adopted in a context of which the applicant was aware. 71. Il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, contesta la fondatezza degli argomenti della ricorrente. Esso sostiene che le motivazioni indicate si riferiscono al sostegno che la ricorrente ha dato alla proliferazione nucleare. Aggiunge che gli atti impugnati sono stati adottati in un contesto noto alla ricorrente.
72. The purpose of the obligation to state the reasons for an act adversely affecting a person, as laid down in the second paragraph of Article 296 TFEU, and, more particularly in the present case, in Article 24(3) of Decision 2010/413, Article 15(3) of Regulation No 423/2007 and Article 36(3) of Regulation No 961/2010, is, first, to provide the person concerned with sufficient information to make it possible to determine whether the act is well founded or whether it is vitiated by an error which may permit its validity to be contested before the Courts of the European Union and, secondly, to enable those courts to review the lawfulness of the act. The obligation to state reasons thus laid down constitutes an essential principle of European Union law which may be derogated from only for compelling reasons. The statement of reasons must therefore in principle be notified to the person concerned at the same time as the act adversely affecting him and a failure to state the reasons cannot be remedied by the fact that the person concerned learns the reasons for the act during the proceedings before the Courts of the European Union (see, to that effect, Bank Melli Iran v Council , paragraph 58 above, paragraph 80, and the case-law cited). 72. L’obbligo di motivare un atto che arreca pregiudizio, come previsto dall’articolo 296, secondo comma, TFUE e, più in particolare, nel caso di specie, dall’articolo 24, paragrafo 3, della decisione 2010/413, dall’articolo 15, paragrafo 3, del regolamento n. 423/2007 e dall’articolo 36, paragrafo 3, del regolamento n. 961/2010, ha lo scopo, da un lato, di fornire all’interessato indicazioni sufficienti per giudicare se l’atto sia fondato oppure se sia eventualmente inficiato da un vizio che consenta di contestarne la validità dinanzi al giudice dell’Unione e, dall’altro lato, di consentire a quest’ultimo di esercitare il suo sindacato di legittimità su tale atto. L’obbligo di motivazione così formulato costituisce un principio fondamentale del diritto dell’Unione al quale si può derogare solo sulla base di ragioni imperative. Pertanto, la motivazione, in linea di principio, deve essere comunicata all’interessato contestualmente all’atto che gli arreca pregiudizio, in quanto la sua mancanza non può essere sanata dal fatto che l’interessato venga a conoscenza dei motivi dell’atto nel corso del procedimento dinanzi al giudice dell’Unione (si veda in tal senso, sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58 supra, punto 80, e la giurisprudenza citata).
73. Pertanto, salvo che ragioni imperative riguardanti la sicurezza dell’Unione o dei suoi Stati membri o la condotta delle loro relazioni internazionali ostino alla comunicazione di determinati elementi, il Consiglio è tenuto, ai sensi dell’articolo 24, paragrafo 3, della decisione 2010/413, dall’articolo 15, paragrafo 3, del regolamento n. 423/2007 e dell’articolo 36, paragrafo 3, del regolamento n. 961/2010, a portare a conoscenza dell’entità interessata da un provvedimento adottato, a seconda dei casi, in forza dell’articolo 24, paragrafo 3, della decisione 2010/413, dell’articolo 15, paragrafo 3, del regolamento n. 423/2007 o dell’articolo 16, paragrafo 2, del regolamento n. 961/2010, le ragioni specifiche e concrete per cui esso stima che tale disposizione risulti applicabile all’interessato. Esso deve dunque menzionare gli elementi di fatto e di diritto da cui dipende la giustificazione giuridica della decisione e le considerazioni che l’hanno indotto ad adottarla (v., in tal senso, sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58, punto 81, e la giurisprudenza citata).
74. Peraltro, la motivazione dev’essere adeguata alla natura dell’atto in questione ed al contesto in cui esso è stato adottato. La necessità di motivazione dev’essere valutata in funzione delle circostanze del caso di specie, in particolare del contenuto dell’atto, della natura dei motivi esposti e dell’interesse che i destinatari dell’atto o altre persone da questo interessate direttamente e individualmente possano avere a ricevere spiegazioni. Non è necessario che la motivazione specifichi tutti gli elementi di fatto e di diritto pertinenti, in quanto la sufficienza di una motivazione dev’essere valutata alla luce non solo del suo tenore, ma anche del suo contesto nonché del complesso di norme giuridiche che disciplinano la materia interessata. In particolare, un atto che arreca pregiudizio è sufficientemente motivato quando è stato emanato in un contesto noto all’interessato, che gli consenta di comprendere la portata del provvedimento adottato nei suoi confronti (v, sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58, punto 82, e la giurisprudenza citata).
75. Nel caso di specie, dalla motivazione degli atti impugnati emerge che il Consiglio fa valere tre motivi autonomi che giustificano l’adozione di misure restrittive nei confronti della ricorrente. Essi vanno quindi esaminati uno alla volta.
76. Regarding the first ground, which is that the applicant trades in equipment for the oil and gas sector that can be used for Iran’s nuclear programme, it must be admitted, as the applicant claims, that the reasons given are very general as they do not specify the nature or the categories of the equipment in question and the nature of the activities alleged against the applicant. 76. Quanto al primo motivo, secondo cui la ricorrente commercia in apparecchiature per il settore petrolifero e del gas che possono essere utilizzate nel programma nucleare iraniano, si deve riconoscere che, come sostiene la ricorrente, la motivazione fornita è assai generale, in quanto non precisa la natura o le categorie delle apparecchiature considerate e la natura delle attività di cui quest’ultima è accusata.
77. However, in view of the explanations given during the hearing, it must be found that the reasons are sufficient. It appears from the Council’s reply to a question from the Court that the first ground is not based on specific purchases of goods which were actually used for purposes of nuclear proliferation, but on the general circumstance that the goods purchased by the applicant belonging to the gas, oil and petrochemical sectors could be used for those purposes. That circumstance is known to the applicant, which has expressly admitted that to be the case in its written pleadings but, in the seventh plea, it denies that that is relevant to the concept of involvement in nuclear proliferation. Accordingly it must be found that the reasons given enabled the applicant to verify whether the contested measures are well founded, to defend itself before the Court and to enable the Court to review the legality of the measures. 77. Tuttavia, alla luce delle spiegazioni fornite in udienza, si deve considerare tale motivo sufficiente. Infatti, dalla risposta del Consiglio ad un quesito del Tribunale emerge che il primo motivo non è basato su acquisti concreti di beni che sarebbero stati effettivamente utilizzati ai fini della proliferazione nucleare, bensì sulla circostanza generale secondo la quale i beni acquistati dalla ricorrente rientranti nel settore del petrolio, del gas naturale e petrolchimico possono essere utilizzati a tale scopo. Orbene, detta circostanza è nota alla ricorrente, la quale, pur avendola esplicitamente ammessa nei suoi atti, ne contesta in particolare, nell’ambito del settimo motivo, la rilevanza riguardo alla nozione di coinvolgimento nella proliferazione nucleare. Occorre pertanto considerare che la motivazione fornita ha permesso alla ricorrente di valutare la fondatezza degli atti impugnati, di difendersi dinanzi al Tribunale e a quest’ultimo di esercitare il suo controllo.
78. Regarding the second ground, namely that the applicant attempted to purchase hard-wearing alloy gates used only in the nuclear industry, it must be observed that the reasons given specify the type of goods in question, thus enabling the applicant to dispute the alleged attempt to purchase and to allege that the hard-wearing alloy gates used by it are not intended solely for the nuclear industry. 78. Quanto al secondo motivo, attinente al fatto che la ricorrente avrebbe tentato di procurarsi saracinesche in lega estremamente resistente il cui impiego è limitato esclusivamente al settore nucleare, va sottolineato che la motivazione fornita individua il tipo di articoli considerati, permettendo quindi alla ricorrente di contestare l’effettività del presunto tentativo di acquisto e di sostenere che le saracinesche in lega estremamente resistente da essa utilizzate non sono destinate esclusivamente al settore nucleare. 79. By contrast, the third ground, which is that the applicant maintains links with the companies taking part in Iran’s nuclear programme, is insufficient in so far as it does not explain what kind of relations it is actually alleged to have with what entities, so that it is unable to verify whether the allegation is well founded and to challenge it with the slightest degree of precision. 79. Per contro, il terzo motivo, ai sensi del quale la ricorrente è collegata ad imprese che collaborano al programma nucleare iraniano, mostra un carattere insufficiente, in quanto non le permette di capire che tipo di relazioni con quali entità le vengono effettivamente contestate, e di conseguenza non le consentono di verificare la fondatezza di tale affermazione e di contestarla con il minimo grado di precisione.
80. Pertanto, da un lato, occorre respingere il secondo motivo in quanto infondato nella parte in cui esso riguarda la prima e la seconda motivazione indicate dal Consiglio. Dall’altro lato, occorre accogliere il secondo motivo e, quindi, annullare gli atti impugnati, per quel che riguarda la terza motivazione.
81. As the three grounds concerned are independent, that finding does not entail the annulment of the contested measures in so far as they introduce restrictive measures in relation to the applicant. However, the third ground cannot be taken into consideration when the other pleas of the application are examined, particularly the eighth plea relating to erroneous assessment of the facts. 81. Poiché le tre motivazioni interessate sono autonome, tale constatazione non implica l’annullamento degli atti impugnati in quanto essi istituiscono misure restrittive nei confronti della ricorrente. Tuttavia, la terza motivazione non potrà essere presa in considerazione in sede di esame degli altri mezzi di ricorso, in particolare dell’ottavo motivo, attinente all’errore di valutazione dei fatti. Third plea: violation of the applicant’s rights of defence and right to effective judicial protection Il terzo motivo, attinente ad una violazione dei diritti della difesa della ricorrente e del suo diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva
82. The applicant claims that the Council, by adopting Decision 2010/413 and Implementing Regulation No 668/2010, violated the applicant’s rights of defence, which also entails a violation of its right to effective judicial protection. 82. La ricorrente sostiene che, adottando la decisione 2010/413 e il regolamento di esecuzione n. 668/2010, il Consiglio ha violato i suoi diritti della difesa, il che implica altresì una violazione del suo diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.
83. The Council, supported by the Commission, disputes the merits of the applicant’s arguments. First, it submits that the applicant cannot plead the principle of respect for the rights of the defence. Secondly, the Council considers that it has in any case respected that principle and also the applicant’s right to effective judicial protection. 83. Il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, contesta la fondatezza degli argomenti della ricorrente. Da un lato, esso sostiene che la ricorrente non può invocare il principio del rispetto dei diritti della difesa. Dall’altro lato, esso ritiene di aver comunque rispettato tale principio, così come il diritto della ricorrente ad una tutela giurisdizionale effettiva. – The rights of the defence
– I diritti della difesa
84. Secondo una costante giurisprudenza, il rispetto dei diritti della difesa e in particolare del diritto al contraddittorio, in qualsiasi procedimento promosso nei confronti di un’entità e che possa sfociare in un atto per essa lesivo, costituisce un principio fondamentale del diritto dell’Unione che dev’essere garantito anche in mancanza di qualsiasi norma riguardante il procedimento di cui trattasi (sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58, punto 91).
85. Da un lato, il principio del rispetto dei diritti della difesa esige che gli elementi ritenuti a carico per fondare l’atto che reca pregiudizio all’entità interessata vengano comunicati a questa. Dall’altro, essa dev’essere posta in grado di far valere utilmente il suo punto di vista in merito a tali elementi (v., per analogia, sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2006, Organisation des Modjahedines du peuple d’Iran/Consiglio, T‑228/02, Racc. pag. II‑4665, punto 93).
86. As a preliminary point, the Council and the Commission dispute the applicability of the principle of respect for the rights of the defence to the present case. Referring to Case T‑181/08 Tay Za v Council [2010] ECR II‑1965, paragraphs 121 to 123, they contend that the applicant was not subject to restrictive measures by reason of its own activities, but by reason of its membership of a general category of persons and entities. Consequently, the proceedings for the adoption of the restrictive measures were not initiated against the applicant within the meaning of the case-law cited in paragraph 84 above and it cannot, therefore, rely on the rights of the defence, or can rely on those rights only to a limited extent. 86. In via preliminare, il Consiglio e la Commissione contestano l’applicabilità del principio del rispetto dei diritti della difesa nel caso di specie. Facendo riferimento alla sentenza del Tribunale del 19 maggio 2010, Tay Za/Consiglio (T‑181/08, Racc. pag. II-1965, punti 121-123), essi sostengono che la ricorrente non è stata oggetto di misure restrittive a causa delle attività da essa svolte, bensì a causa della sua appartenenza ad una categoria generale di persone e di entità. Di conseguenza, la procedura di adozione di misure restrittive non era stata avviata nei confronti della ricorrente ai sensi della giurisprudenza cit. supra al punto 84 e, pertanto, quest’ultima non può invocare i diritti della difesa o può invocarli solo in misura limitata.
87. Questo argomento non può essere accolto.
88. Infatti, da un lato, come emerge dalla motivazione degli atti impugnati, l’adozione di misure restrittive nei confronti della ricorrente è giustificata, in particolare, dalle operazioni che essa avrebbe tentato di realizzare e dalle relazioni che essa avrebbe avuto con determinate entità. Pertanto, a differenza delle persone interessate dalla causa che ha dato luogo alla sentenza Tay Za/Consiglio, cit. supra al punto 86, la ricorrente è oggetto di misure restrittive perché si presume che essa sia coinvolta direttamente nella proliferazione nucleare, e non a causa della sua appartenenza alla categoria generale di persone e di entità legate alla Repubblica islamica dell’Iran.
89. Pertanto, il ragionamento contenuto ai punti 121-123 della sentenza Tay Za/Consiglio, cit. supra al punto 86, non è applicabile al caso di specie.
90. Dall’altro lato, e in ogni caso, l’articolo 24, paragrafi 3 e 4, della decisione 2010/413, l’articolo 15, paragrafo 3, del regolamento n. 423/2007 e l’articolo 36, paragrafi 3 e 4, del regolamento n. 961/2010 prevedono disposizioni a garanzia dei diritti della difesa delle entità oggetto di misure restrittive adottate in forza dei suddetti testi. Il rispetto di tali diritti è oggetto del controllo del giudice dell’Unione (sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58, punto 37).
91. Di conseguenza, si deve concludere che il principio del rispetto dei diritti della difesa può essere invocato dalla ricorrente nel caso di specie.
92. Secondo la giurisprudenza, riguardo ad un primo atto con il quale i fondi di un’entità vengono congelati, la comunicazione degli elementi a carico deve avvenire contemporaneamente all’adozione dell’atto interessato o al più presto dopo l’adozione stessa. Su richiesta dell’entità interessata, quest’ultima ha inoltre il diritto di far valere il proprio punto di vista riguardo a tali elementi dopo l’adozione dell’atto (v. in tal senso e per analogia, sentenza della Corte del 3 settembre 2008, Kadi e Al Barakaat International Foundation/Consiglio e Commissione, C‑402/05 P e C‑415/05 P, Racc. pag. I‑6351, punto 342, e sentenza Organisation des Modjahedines du peuple d’Iran/Consiglio, cit. supra al punto 87, punto 137).
93. It must also be observed that, when sufficiently precise information has been communicated, enabling the entity concerned effectively to state its point of view on the evidence adduced against it by the Council, the principle of respect for the rights of the defence does not mean that the institution is obliged spontaneously to grant access to the documents in its file. It is only on the request of the party concerned that the Council is required to provide access to all non-confidential official documents concerning the measure at issue (see Bank Melli Iran v Council , paragraph 58 above, paragraph 97, and the case-law cited). 93. Si deve inoltre sottolineare che, quando informazioni sufficientemente precise, che permettano all’entità interessata di far conoscere utilmente il suo punto di vista sugli elementi ritenuti a suo carico da parte del Consiglio, sono state comunicate, il principio del rispetto dei diritti della difesa non implica per quest’ultimo l’obbligo di concedere spontaneamente l’accesso ai documenti contenuti nel suo fascicolo. Soltanto su richiesta della parte interessata il Consiglio è tenuto a consentire l’accesso a tutti i documenti amministrativi non riservati relativi alla misura di cui trattasi (v. sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58, punto 97, e giurisprudenza ivi citata).
94. In the present case, first, with regard to the disclosure of the evidence against the applicant, the applicant was individually informed by letter of 29 July 2010 of the adoption of Decision 2010/413 and of Implementing Regulation No 668/2010. 94. Nel caso di specie, in primo luogo, per quanto riguarda la comunicazione degli elementi a carico, l’adozione della decisione 2010/413 e del regolamento di esecuzione n. 668/2010 è stata comunicata individualmente alla ricorrente con lettera del 29 luglio 2010.
95. Per quanto riguarda il contenuto di tale comunicazione, la ricorrente si lamenta del carattere vago della motivazione fornita, con la conseguenza che essa sarebbe tenuta ad apportare una prova negativa.
96. However, it is clear from the examination of the second plea above that the reasons stated in the contested measures were to the requisite legal standard in the case of the first and second grounds put forward by the Council. 96. Tuttavia, dall’esame del secondo motivo testé effettuato, deriva che gli atti impugnati erano debitamente motivati per quel che riguarda la prima e la seconda motivazione fornite dal Consiglio.
97. Pertanto, occorre osservare che il Consiglio non ha violato i diritti della difesa della ricorrente per quanto riguarda la comunicazione iniziale degli elementi a carico.
98. Secondly, the applicant submits that it was not given access to the evidence and information concerning it in the Council’s file notwithstanding the express request in the letter of 12 September 2010. The Council denies that any such request was made. 98. In secondo luogo, la ricorrente sostiene di non aver potuto accedere agli elementi e informazioni che la riguardavano contenuti nel fascicolo del Consiglio, nonostante la domanda espressa in tal senso formulata nella lettera del 12 settembre 2010. Il Consiglio contesta che una tale domanda esista.
99. La lettera del 12 settembre 2010 conteneva il seguente passaggio:
«Inoltre, perché [la ricorrente] possa esercitare i suoi diritti, si chiede al Consiglio di informare la società, con un ragionevole livello di precisione, riguardo a:
i) i presunti tentativi di acquistare saracinesche in lega estremamente resistente;
ii) le presunte relazioni con società, organismi e istituzioni legate al programma nucleare, (iii) the nature of the equipment that could be used for Iran’s nuclear programme.’
iii) la natura delle apparecchiature che potrebbero essere utilizzate per il programma nucleare dell’Iran».
100. Il Consiglio non ha risposto a tale domanda nella sua lettera del 28 ottobre 2010.
101. Di conseguenza, occorre concludere che il Consiglio ha violato i diritti della difesa della ricorrente non rispondendo alla domanda di accesso al fascicolo, formulata da quest’ultima in tempo utile.
102. Thirdly, with regard to the applicant’s right to assert its point of view effectively regarding the evidence concerning it, it must be observed that, following the adoption of the first measures whereby the applicant’s funds were frozen on 26 July 2010, it sent a letter to the Council on 12 September 2010 setting out its point of view and asking for the restrictive measures against it to be lifted. The Council replied by letter of 28 October 2010. 102. In terzo luogo, per quanto riguarda il diritto della ricorrente di far valere utilmente il suo punto di vista riguardo agli elementi ritenuti a suo carico, si deve rilevare che, in seguito all’adozione dei primi atti con cui sono stati congelati i fondi della ricorrente, il 26 luglio 2010, essa ha inviato al Consiglio la lettera del 12 settembre 2010, nella quale ha esposto il suo punto di vista e ha chiesto che le misure restrittive adottate nei suoi confronti venissero soppresse. Il Consiglio ha risposto a questa lettera il 28 ottobre 2010.
103. La ricorrente lamenta ancora, in tale contesto, il fatto di aver disposto solo di un termine assai ridotto per presentare una domanda di riesame al Consiglio, considerati i tempi di inoltro della lettera che la informava dell’adozione di misure restrittive nei suoi confronti.
104. Orbene, da un lato, il termine di cui trattasi, compreso tra il 25 agosto e il 15 settembre 2010, era di circa tre settimane. Siffatto termine deve considerarsi sufficiente, tenuto conto delle circostanze del caso di specie e, in particolare, del l imitato volume di elementi invocati dal Consiglio. Dall’altro lato, e comunque, la ricorrente si limita ad un’affermazione generale senza spiegare l’impatto concreto del termine ridotto sulla sua difesa. Di conseguenza, il suo argomento sul punto non può essere accolto.
105. Alla luce di quanto precede, si deve considerare che il diritto della ricorrente di far valere utilmente il suo punto di vista è stato rispettato.
– The right to effective judicial protection – Il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva 106. It has consistently been held that the principle of effective judicial protection is a general principle of European Union law stemming from the constitutional traditions common to the Member States, which has been enshrined in Articles 6 and 13 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms, signed in Rome on 4 November 1950. The effectiveness of judicial review means that the European Union authority in question is bound to communicate the grounds for a restrictive measure to the entity concerned, so far as possible, either when that measure is adopted or, at the very least, as swiftly as possible after that decision, in order to enable the entity concerned to exercise, within the periods prescribed, its right to bring an action. Observance of that obligation to communicate the grounds is necessary both to enable the persons to whom restrictive measures are addressed to defend their rights in the best possible conditions and to decide, with full knowledge of the relevant facts, whether there is any point in their applying to the Courts of the European Union, and also to put the latter fully in a position to carry out the review of the lawfulness of the measure in question which is the duty of those courts (see, to that effect and by analogy, Kadi and Al Barakaat International Foundation v Council and Commission , paragraph 92 above, paragraphs 335 to 337, and the case-law cited).
106. Secondo una costante giurisprudenza, il principio di tutela giurisdizionale effettiva costituisce un principio generale di diritto dell’Unione che deriva dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, sancito dagli articoli 6 e 13 della Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950. L’efficacia del controllo giurisdizionale implica che l’autorità dell’Unione in questione sia tenuta a comunicare i motivi di una misura restrittiva all’entità interessata, per quanto possibile, al momento in cui tale misura è adottata, o, quantomeno, il più rapidamente possibile dopo tale adozione, in modo da consentire all’entità interessata di esercitare, entro i termini, il suo diritto di ricorso. L’osservanza di tale obbligo di comunicare detti motivi è infatti necessaria sia per consentire ai destinatari delle misure restrittive di difendere i loro diritti nelle migliori condizioni possibili e di decidere, con piena cognizione di causa, se sia utile per loro adire il giudice dell’Unione, sia per consentire pienamente a quest’ultimo di esercitare il controllo della legittimità dell’atto di cui trattasi cui è tenuto (v., in tal senso e per analogia, sentenza Kadi e Al Barakaat International Foundation/Consiglio e Commissione, cit. supra al punto 94, punti 335‑337, e giurisprudenza ivi citata).
107. In the present case, it is clear from the examination of the second plea that the applicant had sufficiently exact information in good time concerning the first two grounds put forward by the Council to justify the adoption of restrictive measures against the applicant. However, as found in paragraphs 98 to 101 above, the Council did not reply to the applicant’s request for access to the information in the file, which was made before the expiry of the time-limit for bringing an action. 107. Nel caso di specie, dall’esame del secondo motivo deriva che la ricorrente ha disposto, in tempo utile, di informazioni sufficientemente precise quanto alle due prime motivazioni considerate dal Consiglio per giustificare l’adozione di misure restrittive nei suoi confronti. Tuttavia, come constatato supra ai punti 98-101, il Consiglio non ha risposto alla domanda della ricorrente volta ad ottenere un accesso agli elementi del fascicolo, formulata prima della scadenza del termine di ricorso.
108. In principle, that is likely to have affected the applicant’s defence before the Court and therefore results in a violation of the applicant’s right to effective judicial protection. 108. Orbene, tale circostanza è a priori idonea ad aver pregiudicato la difesa della ricorrente dinanzi al Tribunale e comporta, di conseguenza, una violazione del suo diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.
109. Alla luce di tutto quanto precede, occorre accogliere il terzo motivo e, pertanto, annullare gli atti impugnati nella parte in cui riguardano la ricorrente.
110. Tuttavia, nei suoi atti dinanzi al Tribunale, il Consiglio ha confermato, in sostanza, che il suo fascicolo non conteneva prove o elementi d’informazione diversi da quelli riprodotti nella motivazione degli atti impugnati. Pertanto, per economia procedurale e nell’interesse di una buona amministrazione della giustizia, occorre esaminare il settimo e l’ottavo motivo, che concernono rispettivamente un errore di diritto quanto alla nozione di coinvolgimento nella proliferazione nucleare e un errore di valutazione dei fatti riguardo alle attività della ricorrente. Infatti, detto esame può evitare, se del caso, un nuovo ricorso dinanzi al Tribunale fondato sugli stessi argomenti fatti valere nell’ambito della presente causa.
Seventh plea: error of law with regard to the concept of involvement in nuclear proliferation Il settimo motivo, attinente ad un errore di diritto quanto alla nozione di coinvolgimento nella proliferazione nucleare
111. La ricorrente sostiene che, basandosi sul primo motivo, riguardante il fatto che essa commercia in apparecchiature per il settore petrolifero e gasiero che possono essere utilizzate nel programma nucleare iraniano, il Consiglio è incorso in un errore di diritto. Infatti, detta circostanza non giustificherebbe, di per se stessa, l’adozione di misure restrittive.
112. Il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, contesta la fondatezza degli argomenti della ricorrente. Esso sostiene che la circostanza secondo cui quest’ultima può acquistare, per i membri del gruppo della National Iranian Oil Company, apparecchiature che possono essere utilizzate nell’ambito del programma nucleare iraniano costituisce un appoggio alla proliferazione nucleare.
113. Come risulta dal punto 77 della presente sentenza, la prima motivazione fornita dal Consiglio non è fondata su un comportamento concreto della ricorrente che coinvolge quest’ultima nella proliferazione nucleare. Infatti, essa si basa sulla constatazione secondo la quale la ricorrente presenta un rischio particolare di esservi coinvolta, a causa della sua posizione quale centrale d’acquisto del gruppo della National Iranian Oil Company.
114. Orbene, l’articolo 20, paragrafo 1, della decisione 2010/413 prevede il congelamento dei fondi delle «persone e entità (…) che (…) danno il loro sostegno» alla proliferazione nucleare. Del pari, l’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 423/2007 e l’articolo 16, paragrafo 2, lettera a), del regolamento n. 961/2010 riguardano in particolare le entità «che sostengono» la proliferazione nucleare.
115. The wording used by the legislature implies that the adoption of restrictive measures against an entity on account of the support which it has allegedly given to nuclear proliferation presupposes that it has literally done so previously. By contrast, if it has not actually done so, the mere risk that the entity concerned may provide support for nuclear proliferation in the future is not sufficient. 115. La formula utilizzata dal legislatore implica che l’adozione di misure restrittive nei confronti di un’entità, a causa del sostegno che essa avrebbe dato alla proliferazione nucleare, presuppone che quest’ultima abbia precedentemente adottato un comportamento corrispondente al suddetto criterio. Per contro, in assenza di un simile comportamento effettivo, il semplice rischio che l’entità interessata fornisca un tale sostegno alla proliferazione nucleare nel futuro non è sufficiente.
116. Occorre pertanto constatare che, avendo adottato l’interpretazione opposta dell’articolo 20, paragrafo 1, della decisione 2010/413, dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 423/2007 e dell’articolo 16, paragrafo 2, lettera a), del regolamento n. 961/2010, il Consiglio è incorso in un errore di diritto.
117. Il Consiglio sostiene ancora, al riguardo, di essere autorizzato, in forza dell’articolo 215, paragrafo 1, TFUE, a interrompere totalmente le relazioni economiche e finanziarie con uno Stato terzo o ad adottare misure restrittive settoriali nei confronti di quest’ultimo.
118. However, that does not apply in the present case. The provisions forming the basis of the restrictive measures against the applicant and listed in paragraph 116 above do not provide for such general or sectoral measures, but individual measures. 118. Tuttavia, tale circostanza non è rilevante nel caso di specie. Infatti, le disposizioni su cui si basano le misure restrittive adottate nei confronti della ricorrente, elencate supra al punto 116, non prevedono tali misure generali o settoriali, bensì misure individuali.
119. Alla luce di quanto precede, occorre accogliere il settimo motivo e, di conseguenza, annullare gli atti impugnati per quel che riguarda la prima motivazione.
L’ottavo motivo, attinente ad un errore di valutazione dei fatti riguardo alle attività della ricorrente
120. In via preliminare, si deve ricordare che, alla luce dell’esito dell’esame del secondo e del settimo motivo testé effettuato, l’esame del presente motivo è limitato alla seconda motivazione fornita dal Consiglio, attinente al fatto che la ricorrente avrebbe tentato di acquistare saracinesche in lega estremamente resistente il cui impiego è limitato esclusivamente al settore nucleare.
121. On that point, the applicant claims that, contrary to the Council’s declaration in the statements of reasons for the contested measures, the gates which it procures are not used exclusively by the nuclear industry, but also in the gas, oil and petrochemical sectors. 121. Su questo punto la ricorrente sostiene che, contrariamente a quanto ritenuto dal Consiglio nella motivazione degli atti impugnati, le saracinesche da essa acquistate non sono utilizzate esclusivamente dal settore nucleare ma anche nei settori del gas, del petrolio e petrolchimico. 122. The Council, supported by the Commission, disputes the merits of the applicant’s arguments. It claims that the applicant has not shown that it never attempted to procure gates used only in the nuclear industry.
122. Il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, contesta la fondatezza dell’argomento della ricorrente. Esso sostiene che quest’ultima non ha dimostrato di non aver mai tentato di acquistare saracinesche utilizzate esclusivamente dal settore nucleare.
123. Secondo la giurisprudenza, il controllo della legittimità di un atto con cui misure restrittive sono state adottate nei confronti di un’entità si estende alla valutazione dei fatti e delle circostanze addotti per giustificarla, nonché alla verifica degli elementi di prova e di informazione su cui è fondata tale valutazione. In caso di contestazione, il Consiglio è tenuto a presentare tali elementi al fine della loro verifica da parte del giudice dell’Unione (v., in tal senso, sentenza Bank Melli Iran/Consiglio, cit. supra al punto 58, punti 37 e 107).
124. Nel caso di specie, il Consiglio non ha prodotto alcun elemento di informazione o di prova riguardo alla seconda motivazione che andasse oltre la motivazione degli atti impugnati. Come esso stesso ammette, in sostanza, il Consiglio si è basato su semplici affermazioni non suffragate da alcun elemento di prova, secondo le quali la ricorrente aveva tentato di acquistare saracinesche in lega estremamente resistenti il cui impiego è limitato esclusivamente al settore nucleare.
125. In those circumstances, it must be held that the Council has not adduced proof of the allegations relied on in the context of the second ground. 125. Di conseguenza, si deve concludere che il Consiglio non ha fornito la prova delle affermazioni dedotte nell’ambito della seconda motivazione.
126. Pertanto, si deve accogliere l’ottavo motivo nei limiti in cui esso riguarda la seconda motivazione fornita dal Consiglio e annullare gli atti impugnati nella parte in cui riguardano tale motivazione.
127. Alla luce di quanto precede, occorre accogliere il ricorso e annullare gli atti impugnati nella parte in cui riguardano la ricorrente.
128. As regards the time factor in relation to the annulment of the contested measures, it must be noted, first, that Implementing Regulation No 668/2010, which amended the list in Annex V to Regulation No 423/2007, ceased to have legal effect after Regulation No 423/2007 was repealed by Regulation No 961/2010. Consequently, the annulment of Implementing Regulation No 668/2010 concerns only the effects which it produced between entering into force and repeal. 128. Per quanto concerne l’efficacia temporale dell’annullamento degli atti impugnati, va osservato, innanzitutto, che il regolamento di esecuzione n. 668/2010, che ha modificato l’elenco dell’allegato V del regolamento n. 423/2007, non produce più effetti giuridici a seguito dell’abrogazione di quest’ultimo regolamento da parte del regolamento n. 961/2010. Di conseguenza, l’annullamento del regolamento di esecuzione n. 668/2010 riguarda unicamente gli effetti che quest’ultimo ha prodotto tra la sua entrata in vigore e la sua abrogazione.
129. Quanto poi al regolamento n. 961/2010, va ricordato che, ai sensi dell’articolo 60, secondo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, in deroga all’articolo 280 TFUE le decisioni del Tribunale che annullano un regolamento hanno effetto soltanto a decorrere dalla scadenza del termine di impugnazione contemplato all’articolo 56, primo comma, di detto Statuto oppure, se entro tale termine è stata proposta impugnazione, a decorrere dal relativo rigetto. Il Consiglio dispone, quindi, di un termine di due mesi, aumentato per la distanza di dieci giorni, a decorrere dalla notifica della presente sentenza, per porre rimedio alla violazione accertata adottando, eventualmente, nuove misure restrittive nei confronti della ricorrente. Nel caso di specie, il rischio di un danno grave e irreparabile all’efficacia delle misure restrittive imposte dal regolamento n. 961/2010 non sembra sufficientemente elevato, tenuto conto del considerevole impatto di siffatte misure sui diritti e sulle libertà della ricorrente, da giustificare il mantenimento degli effetti di detto regolamento nei confronti di quest’ultima per un periodo superiore a quello previsto all’articolo 60, secondo comma, dello Statuto della Corte (v., per analogia, sentenza del Tribunale del 16 settembre 2011, Kadio Morokro/Consiglio, T‑316/11, non pubblicata nella Raccolta, punto 38).
130. Infine, per quanto riguarda l’efficacia temporale dell’annullamento della decisione 2010/413, come modificata dalla decisione 2010/644, va ricordato che, ai sensi dell’articolo 264, secondo comma, TFUE, il Tribunale può, ove lo reputi necessario, precisare gli effetti dell’atto annullato che devono essere considerati definitivi. Nel caso di specie, l’esistenza di una differenza fra la data in cui produce i suoi effetti l’annullamento del regolamento n. 961/2010 e quella in cui produce i suoi effetti l’annullamento della decisione 2010/413, come modificata dalla decisione 2010/644, potrebbe comportare un danno grave alla certezza del diritto, dato che gli atti in questione impongono alla ricorrente misure identiche. Gli effetti della decisione 2010/413, come modificata dalla decisione 2010/644, devono quindi essere mantenuti nei confronti della ricorrente, a partire dalla sua entrata in vigore, il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea , fino a quando l’annullamento del regolamento n. 961/2010 non produrrà effetti (v. per analogia, riguardo a quest’ultimo punto, sentenza Kadio Morokro/Consiglio, cit. supra al punto 129, punto 39).
Costs Sulle spese 131. Under Article 87(2) of the Rules of Procedure, the unsuccessful party is to be ordered to pay the costs if they have been applied for in the successful party’s pleadings. As the Council has been unsuccessful, it must be ordered to pay the costs, in accordance with the form of order sought by the applicant. 131. Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Il Consiglio, essendo rimasto soccombente, va condannato alle spese, conformemente alla domanda della ricorrente. 132. Under the first subparagraph of Article 87(4) of the Rules of Procedure, institutions which have intervened in the proceedings are to bear their own costs. Consequently, the Commission shall bear its own costs.
132. Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 4, primo comma, del medesimo regolamento, le istituzioni intervenute nella causa sopportano le proprie spese. La Commissione, pertanto, sopporterà le proprie spese.
1. Declares that the Court has no jurisdiction to give a ruling on the second part of the first plea; 1) Il Tribunale non è competente a statuire sul secondo capo del primo motivo. 2. Annuls the following measures in so far as they concern Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran: 2) Sono annullati, nella parte in cui riguardano la Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran: – Council Decision 2010/413/CFSP of 26 July 2010, concerning restrictive measures against Iran and repealing Common Position 2007/140/CFSP, – la decisione 2010/413/PESC del Consiglio, del 26 luglio 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC; – Council Implementing Regulation (EU) No 668/2010 of 26 July 2010 implementing Article 7(2) of Regulation (EC) No 423/2007 concerning restrictive measures against Iran, – il regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2010 del Consiglio, del 26 luglio 2010, che attua l’articolo 7, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 423/2007 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran; – Council Decision 2010/644/CFSP of 25 October 2010 amending Decision 2010/413, – la decisione 2010/644/PESC del Consiglio, del 25 ottobre 2010, recante modifica della decisione 2010/413; – Council Regulation (EU) No 961/2010 of 25 October 2010 concerning restrictive measures against Iran and repealing Regulation (EC) No 423/2007; – il regolamento (UE) n. 961/2010 del Consiglio, del 25 ottobre 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007. 3. Orders that the effects of Decision 2010/413, as amended by Decision 2010/644, be maintained as regards Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran, from the date of its entry into force on the 20th day following its publication in the Official Journal of the European Union until the annulment of Regulation No 961/2010 takes effect; 3) Gli effetti della decisione 2010/413, come modificata dalla decisione 2010/644, sono mantenuti nei confronti della Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran, a partire dalla sua entrata in vigore, il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea , fino a quando l’annullamento del regolamento n. 961/2010 non produrrà effetti. 4. Orders the Council of the European Union to pay, in addition to its own costs, those of Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran; 4) Il Consiglio dell’Unione europea sopporterà, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dalla Manufacturing Support & Procurement Kala Naft Co., Tehran. 5. Orders the European Commission to bear its own costs. 5) La Commissione europea sopporterà le proprie spese. Top

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