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Timestamp: 2019-02-17 18:07:15+00:00

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Morte del feto - ritardo del parto cesareo - Medico legale Milano
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Morte del feto – ritardo del parto cesareo
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La relazione terapeutica tra sanitario e paziente comporta l’investimento in capo al primo di una posizione di garanzia – sub specie di obblighi impeditivi – in favore del secondo. Ciò fa sì che si abbia omicidio colposo in caso di decesso del feto derivante da grave insufficienza respiratoria, verificatosi per l’omissione da parte dei sanitari dell’esecuzione delle azioni doverose (nel caso di specie parto cesareo).
Con sentenza emessa in data 15 luglio 2009, il Tribunale di Catania aveva ritenuto i signori F.M. e S.R.C. colpevoli del delitto di omicidio colposo, per aver cagionato la morte del feto partorito da P.C.. Il decesso si era verificato a causa digrave insufficienza respiratoria e multiorgano da sindrome ipossica, dovuta al ritardo nell’esecuzione dell’intervento di taglio cesareo. La Corte di Appello di Catania, con sentenza del 25 ottobre 2011, confermava integralmente la sentenza di primo grado, rilevando che la tempestiva adozione, da parte degli odierni imputati, delle opportune scelte chirurgiche avrebbe evitato il verificarsi dell’evento morte. Avverso la sentenza della Corte di Appello di Catania ha proposto ricorso per cassazione S.R.C., a mezzo del difensore. La Suprema Corte di Cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di F.M. perché il reato a lui ascritto è estinto per prescrizione. Dichiara inammissibile il ricorso di S.R.C. e rigetta i ricorsi quanto alle statuizioni civili.
Con sentenza n. 7967 la Corte di Cassazione, svolge alcune importanti considerazioni sulla sempre attuale e di forte impatto sociale questione della responsabilità medica e della connessa posizione di garanzia del sanitario. Sulla posizione di garanzia, in particolare, gli ermellini rimarcano che la giurisprudenza di legittimità è unanime nel ritenere come la posizione di garanzia possa avere la propria fonte normativa non necessariamente di diritto pubblico, ma anche di natura privatistica, persino non scritta. La posizione di garanzia può, invero, addirittura trarre origine da una situazione di fatto, cioè da un atto di volontaria determinazione, che costituisca il dovere di intervento e il corrispondente potere giuridico, o di fatto, che consente al soggetto garante, attivandosi, di impedire l’evento. Con riferimento all’attività medico chirurgica (Studio Medico Legale Gargiulo), di interesse in questa sede, si è più volte precisato che la posizione di garanzia è riferibile ad entrambe le categorie in cui tradizionalmente si inquadrano gli obblighi in questione: la posizione di garanzia c.d. di protezione, che impone di preservare il bene protetto da tutti i rischi che possano lederne l’integrità; e la posizione c.d. di controllo, che impone di neutralizzare le eventuali fonti di pericolo che possano minacciare il bene protetto. Alla luce di tali considerazioni, la sottovalutazione dei dati emergenti dal quadro clinico della paziente non può che assumere immediata rilevanza rispetto all’inosservanza degli obblighi impeditivi che gravano sul garante. Quanto alla ricostruzione ex post dell’evento delittuoso come in concreto verificatosi, i giudici di merito devono ispirarsi a criteri di probabilità logica per poter valutare le scelte terapeutiche effettuate dai sanitari che hanno in cura il paziente. Nell’ambito del ragionamento causale, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno cristallizzato il carattere condizionalistico della causalità omissiva, tale che il giudizio di certezza sull’eventuale ruolo salvifico della condotta omessa si debba fondare, nell’analisi del fatto storico e di tutte le prove dispobìnibili, su un giudizio di elevata probabilità logica. Orbene, nel caso oggetto di approfondimento, il ragionamento probatorio sviluppato dalla Corte di Appello è risultato aderente alle evidenziate coordinate interpretative. Difatti, la Corte territoriale, rifacendosi alle valutazioni espresse dai consulenti del pubblico ministero, ha ricondotto la morte del feto al ritardo con il quale venne effettuato il parto cesareo, sviluppando il ragionamento controfattuale proprio sulla base delle specifiche contingenze fattuali emergenti dal caso concreto.
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