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PSCPS517 SCHEDA TECNICA - PDF
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1 CODICE /CODE PSCPS517 SCHEDA TECNICA PRODOTTO MEDIC 2 ALLEGATO 1 DM 388 NORMA RIFERIMENTO: Contenuto a norma dell ALLEGATO 1 D.M. 388 del 15 luglio 2003 (art. 1) G.U. 27 del 03 febbraio 2004 D.L. 81 del 09 aprile 2008 art. 45 CLASSIFICAZIONE: Per aziende del GRUPPO A e B I prodotti definiti dispositivi medici, contenuti nel kit pronto soccorso sono conformi alla Norma CE: direttiva CE 93/42 e al DL CONTENITORE : valigetta MEDIC 2 colore arancio, con supporto per attacco a parete, maniglia per trasporto,guarnizione in neoprene, chiusura con due clip rotanti Contenuto: 1 Copia Decreto Min 388 del Paia guanti sterili 1 Mascherina con visiera paraschizzi 3 Flaconi soluzione fisiologica sterile 500 ml CE 2 Flaconi disinfettante 500 ml IODOPOVIDONE al 10% Iodio PMC 10 Buste compressa garza sterile cm 10x10 2 Buste compressa garza sterile cm 18x40 2 Teli sterili cm 40 x 60 DIN BR 2 Pinze sterili 1 Confezione di cotone idrofilo 1 Astuccio benda tubolare elastica 2 PLASTOSAN 10 cerotti assortiti 2 Rocchetti cerotto adesivo m 5 x 2,5 cm 1 Paio di forbici tagliabendaggi cm 14,5 DIN Lacci emostatici 2 ICE PACK ghiaccio istantaneo 2 Sacchetti per rifiuti sanitari minigrip 1 Termometro clinico CE con astuccio 1 Sfigmomanometro PERSONAL con fonendo 1 Istruzioni MULTILINGUA p. soccorso Dimensioni:mm.395x135x270H peso :Kg.6,20
2 SALUTE E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 Pag. 1 di 10
3 INDICE 1. PREMESSA 2. LE FIGURE DELLA SICUREZZA 3. LA SORVEGLIANZA SANITARIA 4. INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO 5. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 6. LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO 7. ART. 26 E D.U.V.R.I. 8. IL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA 9. ATTREZZATURE DI LAVORO 10 INDIRIZZI UTILI Pag. 2 di 10
4 1 PREMESSA Di seguito viene riportato un estratto dei punti più importanti inerenti la materia della sicurezza e salute sul luogo di lavoro, in base alle disposizioni del nuovo decreto in ambito sicurezza: D.Lgs. 81/08. Sono trattati i principali argomenti con l intento di chiarire e fornire, per quanto possibile, una linea guida per la corretta applicazione in azienda. 2 LE FIGURE DELLA SICUREZZA Il D.Lgs. 81/08 indica una serie di figure che devono essere presenti in ogni azienda. 2.1 Datore di lavoro Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque soggetto che, secondo il tipo o l assetto dell organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Si sottolinea l importanza di individuare in modo univoco la figura del Datore di lavoro (in particolare in presenza di società). Tra gli obblighi del datore di lavoro: valutare tutti i rischi aziendali e adoperarsi per gestirli e minimizzarli; nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione; nominare il medico competente (in caso di rischi che necessitino la sorveglianza sanitaria); nominare e formare un numero adeguato di addetti al primo soccorso e alla prevenzione incendi; informare i lavoratori sulla necessità di eleggere il Rappresentante dei Lavoratori (interno o territoriale); informare, formare e addestrare i lavoratori; dotare i lavoratori di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale; comunicare all INAIL, ai fini statistici i dati relativi agli infortuni che comportino l assenza dal lavoro di almeno un giorno e, ai fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni che comportano un assenza superiore ai tre giorni; comunicare annualmente all INAIL il nominativo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RSL); organizzare annualmente la riunione periodica (aziende con più di 15 dipendenti) a cui devono partecipare datore di lavoro, RSPP, RLS e medico competente; espletare quanto previsto dall art. 26 in caso di affidamento di lavori in appalto; redigere il POS (Piano Operativo di Sicurezza) in caso di interventi presso cantieri (Titolo IV del D.Lgs. 81/08). Pag. 3 di 10
5 2.2 Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Persona in possesso di specifici requisiti, designata dal datore di lavoro, che ha il compito di coordinare il servizio di prevenzione e protezione. Il datore di lavoro deve designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). In aziende: del comparto artigianale/industriale fino a 30 dipendenti; dell agricoltura/zootecnia fino a 10 dipendenti a tempo indeterminato; della pesca fino a 20 addetti; altre aziende fino a 200 dipendenti; il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo di RSPP previo svolgimento di apposito percorso formativo della durata minima di 16 ore e massima di 48. Ad oggi sono validi i corsi con contenuto conforme al DM 16/01/1997 e della durata di 16 ore. Se non si ricade in tali categorie, il datore di lavoro dovrà nominare un dipendente o un consulente esterno che dovranno sottoporsi a corsi di formazione/aggiornamento di durata variabile in base ai settori di appartenenza (sino anche a superare le 100 ore). 2.3 Medico competente Medico in possesso di specifico titolo, che collabora con il datore di lavoro alla valutazione del rischio ed è nominato per sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria. Tra gli obblighi del medico si ricorda: collaborazione alla valutazione dei rischi; programmazione ed effettuazione della sorveglianza sanitaria; istituzione per ogni lavoratore una cartella sanitaria; informazione al lavoratore sul significato della sorveglianza sanitaria informazione al lavoratore interessato sui risultati della sorveglianza sanitaria; partecipazione alla riunione periodica e comunicazione dei risultati anonimi collettivi; visita almeno una volta l anno gli ambienti di lavoro o con cadenza diversa stabilita in base alla valutazione dei rischi. Pag. 4 di 10
6 2.4 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Persona eletta o designata (dai lavoratori) per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Il RLS può essere eletto direttamente dai lavoratori o ci si può rifare ad un RLS territoriale. Il RLS: accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica delle prevenzione nell azienda o unità produttiva; è consultato sulla designazione del RSPP e ASPP, all attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente; è consultato in merito all organizzazione della formazione di cui all Art. 37; riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze e i preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, all organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni e alle malattie professionali; riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; riceve una formazione adeguata e non inferiore a quella prevista dall Art. 37; promuove l elaborazione, l individuazione e l attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l integrità fisica dei lavoratori; formula osservazioni in occasione in occasione di visite e verifiche attuate dalle autorità competenti, dalle quali di norma è sentito; partecipa alla riunione periodica di cui all Art. 35; fa proposte in merito all attività di prevenzione; avverte il responsabile dell azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; può far ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro; non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali; riceve copia del documento di valutazione dei rischi di cui all Art. 17, comma 1, lett. a) e dei documenti di cui all Art. 26 comma 3. In caso di RLS interno, il suo nominativo deve essere comunicato annualmente all INAIL. Pag. 5 di 10
7 2.5 Preposto Persona, che in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali conferitigli, sovrintende alle attività lavorative, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. Il preposto deve: vigilare sull osservanza da parte dei singoli lavoratori degli obblighi di legge; verificare che solo i lavoratori adeguatamente formati e istruiti accedano ad aree con rischio specifico; informare il datore di lavoro su deficienze di mezzi/attrezzature di lavoro. 2.6 Addetti prevenzione incendi Il datore di lavoro deve nominare un numero adeguato di addetti alla prevenzione incendi ed emergenza. Gli addetti al primo soccorso devono svolgere idoneo corso di formazione ai sensi del DM 10/03/98 e dovranno ripetere la formazione con periodicità ancora in fase di chiarimento. La durata dei corsi dipendono dal livello di rischio aziendale (BASSO, MEDIO, ALTO): corso attività a rischio BASSO: 4 ore; corso attività a rischio MEDIO: 8 ore; corso attività a rischio ALTO: 16 ore. La definizione del livello di rischio si evince dalla valutazione del rischio incendio secondo quanto disposto dal DM 10/03/ Addetti primo soccorso Il datore di lavoro deve nominare un numero adeguato di addetti al primo soccorso. Gli addetti al primo soccorso devono svolgere idoneo corso di formazione ai sensi del DM 388/03 e dovranno ripetere la formazione, almeno per quanto attiene la parte pratica, con cadenza triennale. La durata dei corsi è di: 12 ore (aziende gruppo B e C); 16 ore (aziende gruppo A). La durata dei corsi di aggiornamento è di: 4 ore (aziende gruppo B e C); 6 ore (aziende gruppo A). Le aziende del gruppo A sono quelle con oltre cinque lavoratori appartenenti ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro o con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato nel comparto dell agricoltura. Le aziende del gruppo B sono quelle con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A Le aziende del gruppo C sono quelle con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Pag. 6 di 10
8 3 LA SORVEGLIANZA SANITARIA Il datore di lavoro deve nominare il medico competente per l effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal D.Lgs. 81/08 (in presenza di rischi aziendali che ne indichino la necessità). La sorveglianza sanitaria comprende: visita medica preventiva intesa a constatare l assenza di controindicazioni al lavoro e al fine di valutare l idoneità del lavoratore alla mansione specifica; visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità; visita medica su richiesta del lavoratore; visita medica in occasione del cambio di mansione; visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro (solo nei casi previsti dalla legge). Le visite mediche sono a cura e spese del datore di lavoro. I lavoratori hanno l obbligo di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria. 4 INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO Il datore di lavoro, ai sensi degli Artt. 36, 37 del D.Lgs. 81/08 informa, forma e addestra i propri lavoratori. Il contenuto di quanto erogato deve essere facilmente comprensibile dai lavoratori (previa verifica comprensione della lingua utilizzata) e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. La formazione e ove previsto l addestramento devono avvenire in occasione: della costituzione del rapporto di lavoro; del cambio di mansione; dell introduzione di nuove attrezzature di lavoro/sostanze chimiche pericolose. Informazione, formazione e addestramento vanno sempre verbalizzate. I preposti devono essere sottoposti a percorso formativo specifico. Pag. 7 di 10
9 5 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Il datore di lavoro deve fornire adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) ai lavoratori. Sono considerati DPI i dispositivi per la protezione dai rischi residui (calzature antinfortunistiche, protettori oculari, cuffie, elmetto, imbracature, guanti, ecc). I DPI devono essere idonei ai rischi che devono minimizzare, ergonomici e marcati CE. Il datore di lavoro deve informare i lavoratori sul corretto utilizzo prima della consegna (che va verbalizzata). I lavoratori hanno l obbligo di utilizzare i DPI: in modo puntuale e sistematico; non apportarvi modifiche; segnalare al datore di lavoro eventuali smarrimenti o rotture. 6 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi aziendali ed elaborare il documento previsto dall art. 28. In aziende che occupano sino a 10 lavoratori (soci lavoratori compresi), il datore di lavoro può effettuare l autocertificazione dell avvenuta valutazione dei rischi, in attesa dell emissione delle procedure standardizzate. E consigliato comunque accompagnare l autocertificazione con le relazioni tecniche di valutazione dei rischi fisici qualora presenti (es. rumore, vibrazioni, agenti chimici pericolosi). Il documento di valutazione dei rischi o l autocertificazione devono riportare evidenza della data certa (tramite timbro postale, legal mail, ecc.). Pag. 8 di 10
10 7 ART. 26 E D.U.V.R.I. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori ad impresa appaltatrice o lavoratore autonomo all interno della propria azienda: verifica l idoneità tecnica-professionale dell impresa/lavoratore autonomo (acquisendo autocertificazione); acquisisce il certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; fornisce informazioni rispetto i rischi specifici dell ambiente di lavoro; redige il DUVRI (documento unico di valutazione dei rischi di interferenza); inserisce nei contratti i costi per la sicurezza (che non possono essere soggetti a ribasso). Si ricorda che per chi operasse invece presso aziende esterne vige l obbligo di esporre il tesserino di riconoscimento. 8 IL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA Il POS (Piano Operativo di Sicurezza): deve essere redatto dal datore di lavoro; non sostituisce il documento di valutazione del rischio; deve essere specifico per ogni cantiere; deve contenere quanto richiesto dall allegato XV del D.Lgs.81/08; deve essere sempre presente in cantiere; deve essere redatto prima dell inizio del cantiere; deve essere firmato dal datore di lavoro, RSPP e RLS. Pag. 9 di 10
11 9 ATTREZZATURE DI LAVORO Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinchè le attrezzature di lavoro siano: installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d uso; oggetto di idonea manutenzione; utilizzate unicamente da lavoratori istruiti; corredate dal manuale di uso e manutenzione e dalla dichiarazione di conformità. Le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione devono essere sottoposte a controllo iniziale e ad un controllo dopo ogni montaggio (i controlli devono essere effettuati da persona competente, verbalizzati e conservati per 3 anni). Le attrezzature di cui all allegato VII (scale aeree, apparecchi di sollevamento superiori a 200 kg, ecc) devono essere invece sottoposte a verifiche periodiche, la prima verifica è effettuata dall ISPESL e le successive dall ASL. Pag. 10 di 10

References: art. 45
 ART. 26
 art. 26
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 35
 Art. 17
 Art. 26
 art. 28
 ART. 26