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Timestamp: 2018-10-17 23:45:09+00:00

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Avviso di garanzia: cos'è?
Avviso di garanzia: cos’è?
1 maggio 2018 | Autore: Mariano Acquaviva
> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 maggio 2018
Quando viene notificata l’informazione di garanzia? A cosa serve? Cosa può fare l’indagato a cui non è comunicato l’avviso di garanzia?
Alcuni termini giuridici superano i ristretti confini del mondo del diritto per entrare a far parte del vocabolario personale di ognuno. Si pensi, solo per esempio, all’usucapione, all’usufrutto, agli arresti domiciliari: tutti concetti che sono ben chiari (o quasi) alla maggior parte delle persone, anche se esse non sono giudici o avvocati.
Tra questi istituti rientra anche quello dell’avviso di garanzia. Sdoganato dalla cronaca giudiziaria, l’avviso di garanzia viene visto da molti come un marchio impresso a fuoco sul curriculum personale di un individuo. Così non è. Con questo articolo cercheremo di fare chiarezza sul vero significato dell’avviso di garanzia, cos’è e a cosa serve.
1 Processo penale e avviso di garanzia
2 Avviso di garanzia: quando?
3 Avviso di garanzia: a cosa serve?
4 Avviso di garanzia: cosa dice?
5 Avviso di garanzia: è necessario?
Processo penale e avviso di garanzia
Qualche premessa prima di vedere cos’è l’avviso di garanzia. Il procedimento penale è un lungo percorso che comincia nel momento in cui all’autorità competente (cioè, la procura della Repubblica) giunge la notizia di reato e termina con la sentenza (di assoluzione o di condanna) definitiva. In mezzo ci sono una serie molto lunga di vicende; elencarle tutte sarebbe impossibile, per questo possiamo riferirci, solo per esempio, all’avviso di conclusione delle indagini, alla richiesta di archiviazione, all’udienza preliminare, al dibattimento, ecc.
Poiché il processo penale è molto articolato, la legge prevede una serie di provvedimenti, ognuno con una funzione differente. Ad esempio, ce ne sono alcuni che segnano la fine di una fase e l’inizio di un’altra; altri, invece, che servono a tutelare l’indagato e ad informarlo circa i suoi diritti. Tra questi rientra proprio l’avviso di garanzia. Approfondiamo.
Avviso di garanzia: quando?
L’avviso di garanzia (tecnicamente, informazione di garanzia) [1] è inviato all’indagato nel momento in cui è necessario che egli sappia che si stanno svolgendo delle indagini su di lui. Cosa significa questo? Facciamo un passo indietro.
Abbiamo detto che il procedimento penale è scandito da più fasi: tra queste, la prima è quella delle indagini preliminari. Durante questo “periodo”, l’autorità competente (la Procura della Repubblica) investiga segretamente sull’indagato, raccogliendo quanti più elementi possibili per chiedere al giudice il rinvio a giudizio.
In questa fase non è affatto detto che l’indagato sia consapevole delle indagini in corso: questo accade perché molto spesso le indagini non lo coinvolgono direttamente. Facciamo un esempio: Tizio viene denunciato da Caio per diffamazione. I carabinieri cominciano a raccogliere informazioni chiedendo a tutte le persone con cui Tizio ha parlato male di Caio. Durante tutto questo, Tizio, indagato, potrebbe non saperne nulla, visto che i carabinieri non hanno bisogno di andare da lui.
Al contrario, se fosse necessario effettuare perquisizioni (per un approfondimento sul tema si rinvia alla lettura dell’articolo Come avviene una perquisizione) o ispezioni personali, Tizio verrebbe coinvolto in prima persona e saprebbe inevitabilmente di essere indagato.
È proprio in quest’ultimo caso che la funzione dell’avviso di garanzia può essere compresa appieno: esso serve proprio a dire alla persona sottoposta alle indagini che è, appunto, indagata dalle autorità.
Avviso di garanzia: a cosa serve?
Da quanto appena detto si capisce bene a cosa serve l’avviso di garanzia: si tratta di un atto che consente all’indagato di prepararsi ad un eventuale processo a suo carico, ovvero ad alcune operazioni che la polizia giudiziaria potrebbe compiere nei suoi confronti, come, per l’appunto, perquisizioni o ispezioni. In questa ipotesi, infatti, l’indagato avrebbe anche la necessità di farsi assistere da un difensore.
Secondo la legge, l’avviso di garanzia è notificato al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima di essere invitato dal pubblico ministero a rendere interrogatorio.
Se, al contrario, questi interventi investigativi non dovessero esserci, l’avviso di garanzia potrebbe essere inviato all’indagato insieme all’avviso di conclusione delle indagini [2]: praticamente, con un unico atto, l’indagato verrebbe informato del fatto che in corso ci sono state delle indagini e che le stesse sono oramai giunte al termine.
Avviso di garanzia: cosa dice?
Abbiamo quindi detto cos’è l’avviso di garanzia, qual è la funzione e perché viene inviato alla persona indagata. Vediamo ora cosa legge l’indagato all’interno dell’avviso di garanzia.
Secondo la legge, l’avviso di garanzia è una comunicazione che deve contenere:
La provvisoria imputazione a carico dell’indagato;
L’informazione dell’obbligatorietà di farsi assistere da un difensore;
Il nominativo del difensore d’ufficio designato dalla procura;
L’indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia, il quale sostituirà quello d’ufficio;
L’indicazione dell’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio, a meno che non ricorrano le condizioni per accedere al gratuito patrocinio;
L’indicazione dei requisiti per poter accedere al patrocinio a spese dello Stato;
La precisazione di tutti i diritti e le facoltà che spettano all’indagato (diritto all’interprete, ad essere sentito dal p.m., ecc.) [3].
Utilizzando una metafora, potremmo dire che l’avviso di garanzia è come una bussola che consente alla persona sottoposta alle indagini di orientarsi nell’intricata selva del procedimento penale.
Avviso di garanzia: è necessario?
L’importanza che la legge conferisce all’avviso di garanzia è enorme: l’omessa notifica dello stesso, infatti, comporta la radicale nullità di tutti gli atti successivi. In pratica, questo significa che, se il processo penale dovesse incardinarsi (cioè, se si dovesse andare a giudizio) senza la notifica dell’avviso di garanzia, il difensore dell’imputato, fino all’emissione della sentenza di primo grado [4], potrebbe eccepire la carenza della comunicazione e far retrocedere il processo fino alla fase in cui era necessaria la comunicazione. In questo caso, il pubblico ministero dovrebbe provvedere a notificare l’avviso di garanzia per poi ricominciare tutto dall’inizio.
[1] Art. 369 cod. proc. pen.
[2] Art. 415-bis cod. proc. pen.
[3] Art. 369-bis cod. proc. pen.
[4] Art. 180 cod. proc. pen.

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 369
 Art. 415
 Art. 369
 Art. 180