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Timestamp: 2019-06-24 23:18:19+00:00

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Giurisprudenza Penale - Ordine degli Avvocati di Trani
Corte Costituzionale: sentenza n. 57 del 25/03/2013
Illegittimità art. 275 c.p.p. nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure
Corte di Cassazione, Sez. III, sentenza dell’8 giugno 2010, n. 27261
Il giudice penale è tenuto ad esaminare l'atto con poteri e finalità sue proprie, senza sindacare l'opportunità e il merito amministrativo né la legittimità, ma procedendo a valutare semplicemente, nei termini richiesti dalla stessa fattispecie incriminatrice, la conformità dell'atto al tipo previsto dalla disposizione penale.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, sentenza del 13 ottobre 2010, n. 36551
Per aversi mutamento del fatto, occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, della fattispecie concreta nella quale si riassume l'ipotesi astratta prevista dalla legge, sì da pervenire ad un'incertezza sull'oggetto dell'imputazione da cui scaturisca un reale pregiudizio dei diritti della difesa; ne consegue che l'indagine volta ad accertare la violazione del principio suddetto non va esaurita nel pedissequo e mero confronto puramente letterale fra contestazione e sentenza perché, vertendosi in materia di garanzie e di difesa, la violazione è del tutto insussistente quando l'imputato, attraverso l'iter del processo, sia venuto a trovarsi nella condizione concreta di difendersi in ordine all'oggetto dell'imputazione.
Tribunale del riesame di Trani: confisca per equivalente - inutilizzabilità patologica ed assoluta delle dichiarazioni autoindizianti rese senza la presenza del difensore ed in violazione a quanto disposto dall'art. 63 cpp.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali, sentenza 5 ottobre 2010, n.35738
Pubblicato 07 ottobre 2010
La recidiva reiterata è una circostanza aggravante “facoltativa” e come tale non preclude il patteggiamento. Infatti il giudice può decidere di escluderla, valutando in concreto la pericolosità dell’imputato, nonostante dal certificato penale emergano più condanne.
Corte Costituzionale, sentenza del 10/03/2010 (dep. 17/03/2010), n.106
Illegittimità costituzionale dell'art. 8 del R.D.L. n.1578/1933 nella parte in cui prevede che i praticanti avvocati possono essere nominati difensori d'ufficio.
Tribunale di Trani, sez. dist. di Barletta, sentenza del 25/01/2010, n.30
La particolare sistemazione del bene sottratto e la predisposizione di telecamere di controllo possono risultare idonee ad escludere l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede, con conseguente improcedibilità dell'azione penale nel caso di intervenuta remissione di querela.
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References: sentenza 
 art. 275
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