Source: https://cpsmonzabrianza.wordpress.com/2011/07/03/elezioni-del-consiglio-scolastico-distrettuale/
Timestamp: 2019-05-27 01:40:16+00:00

Document:
Elezioni del consiglio scolastico distrettuale | C.P.S. Monza e Brianza
1. Le componenti scolastiche e sociali e gli enti che hanno diritto alla rappresentanza nel consiglio scolastico distrettuale sono elencate ai primi 7 commi dell’Articolo 11 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, integrato dall’Articolo 3 della Legge 14 gennaio 1975, n. 1.
h) sette rappresentanti eletti dagli alunni delle scuole – secondarie superiori e artistiche – statali, pareggiate, parificate e legalmente riconosciute comprese nel distretto, riservando un posto agli alunni delle scuole non statali, qualora esistenti; cade tale riserva nell’ipotesi in cui non esistano nel distretto scuole non statali pareggiate, parificate e legalmente riconosciute;
1. Contestualmente all’indizione delle elezioni per il consiglio scolastico distrettuale, il provveditore agli studi invia formale richiesta agli enti e associazioni contemplati dall’Articolo 11 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, integrato dall’Articolo 3 della Legge 14 gennaio 1975, n. 1 relativi alla costituzione dei predetti organi, ai fini delle previste designazioni o elezioni dei rappresentanti in seno agli organi stessi.
2. In particolare, per quanto attiene alle organizzazioni sindacali, l’invito deve essere rivolto alle segreterie provinciali dei sindacati più rappresentativi che organizzano sul piano nazionale diverse categorie di lavoratori dipendenti, individuando per l’attribuzione dei posti il loro grado di rappresentatività locale, in base alle precisazioni fornite dall’ufficio provinciale del lavoro.
1. L’elettorato attivo e passivo per le elezioni dei rappresentanti dei genitori spetta, anche se i figli sono maggiorenni, ad entrambi i genitori o a coloro che ne fanno legalmente le veci, intendendosi come tali le sole persone fisiche alle quali siano attribuiti, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, poteri tutelari, ai sensi dell’Articolo 348 c.c.. Sono escluse, pertanto, le persone giuridiche, in quanto, ai sensi dell’Articolo 20 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, il voto è personale.
4. Tali disposizioni si applicano sia ai genitori di alunni iscritti nelle scuole statali sia ai genitori degli alunni iscritti nelle scuole pareggiate, parificate, legalmente riconosciute e nelle scuole materne non statali vigilate previste dal successivo Articolo 13.
1. L’elettorato attivo e passivo spetta al personale direttivo delle scuole non statali, pareggiate, parificate, legalmente riconosciute e delle scuole materne non statali vigilate previste dal successivo Articolo 13.
2. Nel caso di supplenza annuale conferita dal preside, ai sensi del comma 3 dell’Articolo 15 della Legge 20 maggio 1982, n. 270, il docente può esercitare l’elettorato attivo e passivo solo se la supplenza riguardi un posto vacante e dia diritto alla retribuzione estiva. Inoltre sono da considerare supplenze annuali a tutti gli effetti quelle conferite dai presidi, ai sensi dell’Articolo 8, comma 6 del D.L. 9 novembre 1989, n. 357, convertito dalla Legge 27 dicembre 1989, n. 417.
d) agli insegnanti chiamati a coprire i posti di cui all’Articolo 1 della Legge 24 settembre 1971, n. 820 nei circoli didattici in cui si svolgono le attività integrative;
7. Disposizioni relative al personale docente che si trovi in particolari posizioni di stato o funzionali sono contenute nei successivi Articolo 12 e Articolo 16.
2. Per i docenti in servizio in più scuole dello stesso distretto o di più distretti si applicano le disposizioni dei commi 4 e 5 dell’Articolo 17.
1. Partecipano alle elezioni per il consiglio scolastico distrettuale i genitori degli alunni, così come previsto dal precedente Articolo 6, il personale direttivo e docente in servizio nelle scuole materne non statali vigilate, che posseggono i requisiti previsti dall’Articolo 122 del R.D. 24 aprile 1928, n. 1297 e siano sottoposte alla vigilanza del provveditore agli studi prevista dall’Articolo 123 del citato regio decreto e dell’Articolo 38 del R.D. 5 febbraio 1928, n. 577 hanno diritto all’elettorato del consiglio scolastico distrettuale i docenti delle scuole materne non statali vigilate, la cui nomina sia stata approvata dal provveditorato agli studi competente, con esclusione, pertanto, di quei docenti la cui nomina non sia stata approvata per mancanza di requisiti previsti dalla legge; in tal caso resta tuttavia fermo il diritto di elettorato dei genitori degli alunni.
2. Le componenti delle scuole materne non statali in possesso dei requisiti di cui al citato Articolo 122, ma i cui gestori non hanno ancora provveduto all’invio al provveditore agli studi dei documenti necessari ai fini dell’esercizio della vigilanza, possono partecipare alle elezioni purché detto invio venga effettuato entro il 70esimo giorno antecedente alle votazioni e l’esame dei requisiti si risolva positivamente.
4. In base all’Articolo 14 della legge n. 901/1942 gli obblighi stabiliti dalle leggi per le scuole materne si intendono estesi alle scuole materne istituite, gestite o controllate dall’ente delle scuole materne della Sardegna.
Personale educativo e A.T.A. dei convitti ed educandati – Personale educativo delle scuole speciali
2. In occasione del voto essi sottoscrivono la dichiarazione prevista dal successivo Articolo 34, comma 6.
8. In sede di emanazione del decreto di nomina i provveditori agli studi, qualora rilevino, di ufficio o su segnalazione, la sussistenza di tali incompatibilità, invitano l’interessato ad optare per una delle due rappresentanze: la sostituzione è attuata applicando la disposizione dell’Articolo 22 del D.P.R. 31 maggio 1974, n.416.
Titolo II – Procedura per l’elezione del consiglio scolastico distrettuale
5. Per quanto attiene al funzionamento delle commissioni elettorali, di cui al presente articolo, si fa rinvio a quanto stabilito nel precedente Articolo 18.
elenco dei docenti di ruolo e non di ruolo, con l’avvertenza che nei circoli didattici in cui funzionano le scuole materne si deve formare separatamente l’elenco delle scuole elementari da quello delle scuole materne;
elenco dei genitori (o di chi ne fa legalmente le veci) degli alunni iscritti alla scuola;
elenco degli alunni delle scuole secondarie superiori ed artistiche;
6. Nell’ipotesi di genitori con più figli iscritti in scuole diverse dello stesso distretto, i quali ai sensi del precedente Articolo 17, comma 1, debbono votare esclusivamente nella scuola frequentata dal figlio minore di età, la commissione elettorale del circolo o dell’istituto o della scuola non statale in cui sono iscritti gli altri figli deve apporre, a fianco di ciascun nominativo dei genitori la dicitura: “non ha diritto a votare per il consiglio scolastico distrettuale”.
7. Per gli adempimenti di cui al successivo Articolo 34, comma 6, a fianco del nominativo di ciascun genitore elettore, deve esistere un apposito spazio per la firma dell’elettore stesso.
14. Ai sensi dell’Articolo 9, comma 4, lettera g), gli insegnanti elementari assegnati presso gli istituti magistrali per il tirocinio sono iscritti negli elenchi del più vicino circolo didattico a cura della commissione elettorale di circolo e su comunicazione del preside dell’istituto magistrale, nei termini e nei modi previsti dal presente articolo.
elenco del personale direttivo delle scuole statali comprese nel distretto;
elenco del personale direttivo delle scuole pareggiate, parificate e legalmente riconosciute e delle scuole materne non statali vigilate, comprese nel territorio;
2. Sono escluse le componenti delle istituzioni scolastiche di cui all’Articolo 40 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416 (Conservatori di musica, Accademia di Belle Arti, Accademia nazionale di arte drammatica e Accademia nazionale di danza).
Ricorsi contro l’erronea compilazione degli elenchi – Invio degli elenchi ai seggi elettorali
1. Il personale direttivo docente e A.T.A. trasferito o assegnato provvisoriamente successivamente alla formazione degli elenchi deve presentare istanza di rettifica alla commissione elettorale distrettuale se si tratta di personale direttivo, o alla commissione elettorale di circolo, d’istituto, o di scuola parificata pareggiata, legalmente riconosciuta e materna non statale vigilata se si tratta di personale docente e A.T.A., nelle forme e nei termini di cui al precedente Articolo 22.
d) da almeno 40 elettori della stessa componente se questi siano superiori a 1000.
2. Nell’ipotesi in cui il numero degli elettori sia inferiore a quello richiesto per la presentazione virtuale di almeno due liste, l’elezione dei rappresentanti avviene sulla base di un’unica lista, comprendente tutti gli elettori e ciascun elettore può votare la metà dei membri da eleggere, se gli eligendi sono in numero superiore ad uno.
3. Nell’ipotesi in cui il numero degli elettori coincida con quello dei rappresentanti da eleggere non si dà luogo a votazioni e gli elettori fanno parte di diritto del consiglio scolastico distrettuale.
4. Nell’ipotesi in cui il numero degli elettori superi di una sola unità il numero dei rispettivi rappresentanti da eleggere si procede per sorteggio. Ciascuna lista può comprendere un numero di candidati fino al doppio del numero dei rappresentanti da eleggere per ciascuna delle categorie di cui trattasi.
7. Le liste presentate da persona diversa dal firmatario possono essere regolarizzate a norma del successivo Articolo 28, comma 3.
1. Nello stesso giorno di scadenza per la presentazione delle liste dei candidati e subito dopo le ore 12 la commissione elettorale distrettuale cura l’affissione all’albo delle liste dei candidati.
3. Qualora, dopo questa operazione, i presentatori risultino in numero inferiore a quello richiesto e nell’eventualità di ogni altra irregolarità riscontrata nelle liste, la commissione elettorale ne dà comunicazione mediante affissione all’albo, con invito a regolarizzare la lista, entro tre giorni dall’affissione della comunicazione: il termine per la regolarizzazione non può, in ogni caso, superare il terzo giorno successivo al termine ultimo di presentazione delle liste.
4. Di tutte le operazioni è redatto processo verbale. Le decisioni sulle regolarizzazioni sono rese pubbliche, entro cinque giorni successivi alla scadenza del termine ultimo stabilito per la presentazione delle liste, con affissione all’albo. Le decisioni della commissione elettorale possono essere impugnate entro i successivi due giorni dalla data di affissione all’albo, con ricorso al provveditore agli studi. I ricorsi sono decisi entro i successivi due giorni.
5. Le liste definitive dei candidati sono affisse all’albo e sono inviate ai seggi elettorali, all’atto del loro insediamento, per l’affissione nei locali del seggio.
3. Il presidente del seggio appone, mediante appositi timbri che le scuole ed istituti sono tenuti a fornire, su ambedue le facce dei fogli la seguente dicitura: “Elezioni del consiglio scolastico distrettuale”.
4. I presidenti dei seggi curano, poi, che i fogli siano ripartiti in tanti ulteriori gruppi quante sono le categorie di elettori, apponendo, sempre su ambedue le facce dei fogli, di ogni gruppo, mediante altri appositi timbri, la dicitura indicante le categorie predette, esempio: “Genitori”, “Alunni”, “Personale direttivo scuole statali”, “Personale direttivo scuole non statali”, “Docenti”, “Personale A.T.A.”.
“IL SOTTOSCRITTO GENITORE, INCLUSO NEGLI ELENCHI ELETTORALI DI QUESTO SEGGIO, E’ CONSAPEVOLE DI POTER VOTARE UNA SOLA VOLTA PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO SCOLASTICO DISTRETTUALE E DELLE CONSEGUENZE CHE DERIVANO DA UNA FALSA DICHIARAZIONE. DICHIARA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA’: DI ESPRIMERE IL PROPRIO VOTO SOLTANTO PRESSO QUESTO SEGGIO COSTITUITO NELLA SCUOLA FREQUENTATA DAL FIGLIO MINORE DI ETA’, E DI NON AVER VOTATO IN ALTRA SCUOLA DI QUESTO DISTRETTO”.
11. L’altro esemplare, posto in busta chiusa, sulla quale va indicata l’elezione a cui si riferiscono gli atti (es.: “elezione del consiglio distrettuale del distretto numero ……….. della Regione…………….”) va rimesso subito alla commissione elettorale distrettuale per gli adempimenti di cui ai successivi articoli.
3. Per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista si divide ciascuna cifra elettorale successivamente per 1, 2, 3, 4 … sino a concorrenza del numero dei consiglieri da eleggere per ciascuna componente e quindi si scelgono, tra i quozienti così ottenuti, i più alti, in numero uguale a quello dei consiglieri da eleggere disponendoli in una graduatoria decrescente. Ciascuna lista ha tanti rappresentanti quanto sono i quozienti ad esse appartenenti, compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito alla lista, che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio.
11. In ogni caso non può essere sostituito il candidato avente diritto alla riserva a norma dell’Articolo 46.
1. Nell’attribuzione dei posti nel consiglio scolastico distrettuale al personale docente di ruolo e non di ruolo delle scuole statali i posti sono assegnati, in applicazione del comma 2, lettera b), dell’Articolo 11 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, in modo tale da assicurare, di regola, la rappresentanza dei diversi ordini di scuola esistenti nel distretto. Per ordini di scuola si intendono:
l’ordine della scuola materna;
l’ordine elementare;
l’ordine della scuola media;
l’ordine della scuola secondaria superiore;
l’ordine della scuola di istruzione artistica (licei artistici ed istituti d’arte), limitatamente ai distretti dove esistono dette scuole.
Titolo III – Nomine, decadenze, surrogazioni, proroga di poteri, elezioni suppletive, esoneri dal servizio – Disposizioni varie
1. Il provveditore agli studi, ai sensi dell’Articolo 23 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, emana i decreti di nomina dei componenti del consiglio scolastico distrettuale, nonché i decreti di surrogazione dei consiglieri, che abbiano rinunciato alla nomina o che siano cessati dalla carica per qualsiasi causa.
Presidenza del consiglio scolastico distrettuale – Prima convocazione del consiglio scolastico distrettuale
Permanenza in carica e decadenza dei componenti del consiglio scolastico distrettuale – Proroga dei poteri
3. Decadono dalla carica i componenti del consiglio scolastico distrettuale assenti ingiustificati a tre sedute consecutive, ai sensi dell’Articolo 29 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416.
4. Gli enti e le associazioni non possono revocare le designazioni effettuate. I membri del consiglio scolastico distrettuale una volta nominati hanno diritto a svolgere la funzione rappresentativa per l’intera durata in carica dell’organo di appartenenza e decadono solo nel caso previsto dal citato Articolo 29 del D.P.R. n. 416/1974 o per perdita del diritto di elettorato (sospensione dalla carica rappresentativa), ovvero, se trattasi di rappresentanti degli enti locali, per effetto di sostituzioni intervenute a seguito di nuove elezioni amministrative.
Surrogazione – Elezioni suppletive relative al consiglio scolastico distrettuale
2. Per i consigli scolastici distrettuali delle province di Trieste e Gorizia si applica l’Articolo 34 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, integrato dall’Articolo 8 della Legge 14 gennaio 1975, n. 1; tali norme dispongono che nei predetti consigli un quarto dei rappresentanti del personale docente, un quinto dei rappresentanti degli studenti sono riservati rispettivamente ai docenti, ai genitori degli alunni e agli studenti delle scuole statali con lingua di insegnamento slovena.
« Elezione degli organi collegiali a livello di istituto (valido anche per CPS)
Elezione del consiglio scolastico provinciale »

References: Articolo 13
 Articolo 13
 Articolo 12
 Articolo 16
 Articolo 6
 Articolo 122
 Articolo 34
 Articolo 18
 Articolo 17
 Articolo 34
 Articolo 22
 Articolo 28
 Articolo 29