Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3455-del-09-02-2017
Timestamp: 2020-07-02 19:55:02+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 3455 del 09/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3455 del 09/02/2017
Cassazione civile, sez. I, 09/02/2017, n. 3455
C.M., elettivamente domiciliato in Roma, viale Gorizia, n.
nello studio dell’avv. Paola Parenti, che la rappresenta e difende,
BANCO DI NAPOLI S.P.A. elettivamente domiciliata in Roma, largo di
avverso la sentenza del Tribunale di Napoli, n.5389, depositata il 10
1. Con ricorso proposto ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 152, il Signor C.M. conveniva dinanzi al Tribunale di Napoli la Regione Campania, la S.p.a. Banco di Napoli ed il Garante per la protezione dei dati personali; premetteva di beneficiare di un indennizzo ai sensi della L. 25 febbraio 1992, n. 210, che veniva pagato dalla Regione Campania mediante accredito sul proprio conto corrente, presso una filiale del Banco di Napoli.
Deduceva poi che, nel disporre il pagamento per via telematica, la Regione aveva indicato il titolo del pagamento mediante la seguente annotazione: “pagamento ratei arretrati bimestrali e posticipati.. L. n. 210 del 1992”; e che con la stessa dizione la banca aveva contraddistinto il relativo “movimento” nell’estratto conto cartaceo inviatogli.
In particolare, all’esito di una complessiva ricognizione della normativa di riferimento, è stato affermato che, pur costituendo la citazione della “L. n. 210 del 1992”, nella causale di accredito un dato sensibile, perchè rivelatore dello stato di salute del beneficiario del pagamento, non era ravvisabile nella specie un’illecita diffusione dello stesso, ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 2003, in quanto la comunicazione del pagamento era stata effettuata dalla Regione a un soggetto determinato, ovvero all’istituto di credito designato dallo stesso interessato, sulla base di un rapporto di conto corrente con lo stesso intrattenuto.
1.3. Esclusi, quindi, profili di illegittimità nella condotta dell’ente pubblico, si è aggiunto che il riferimento della parte ricorrente all’illecita detenzione del dato da parte della banca non trovava riscontro nella tipizzazione del trattamento dei dai personali contenuta nel richiamato D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 4, laddove la descrizione della c.d. causale del bonifico era avvenuta sulla base di un preciso obbligo contrattuale, vale a dire in esecuzione di una delega ricevuta proprio dalla parte ricorrente.
1.4 – Per la cassazione di tale decisione il sig. C. propone ricorso, affidato ad unico e articolato motivo, cui la Regione Campania e la S.p.a. Banco di Napoli resistono con controricorso.
Il riferimento al R.D. n. 827 del 1924, art. 409, secondo cui i mandati di pagamento debbono contenere la precisa indicazione dell’oggetto della spesa, sarebbe inadeguato, dovendosi tale norma interpretare alla luce del quadro normativo delineato dal citato D.Lgs. n. 196 del 2003, e dal rilievo attribuito alla tutela del diritto alla protezione dei dati personali (Carta dei diritti del cittadino Europeo), cui la pubblica amministrazione prima, e la banca dopo, avrebbero dovuto conformarsi adottando, nel trattare e nel trasmettere il dato inerente allo stato di salute del ricorrente, gli accorgimenti suggeriti dal citato decreto (in particolare, art. 18, 22, comma 6).
Ha quindi osservato: “Particolare tutela deve essere assicurata ai dati c.d. sensibili: al riguardo, viene, tra l’altro, in considerazione, accanto alla protezione della riservatezza, la tutela della salute, ad essa strettamente collegata (un riscontro ulteriore della circolarità stretta, nei contenuti, dei diritti della personalità) (al riguardo, Cass. n. 19635 del 2011; 18980 del 2013). E infatti se la tutela più circoscritta dell’integrità fisica di cui all’art. 5 c.c., richiama gli aspetti esteriori della condizione del soggetto ed è valore eminentemente statico, la salute si configura, al contrario, come nozione relativa e dinamica, coinvolgendo soprattutto gli aspetti interiori, come avvertiti e vissuti in concreto dal soggetto, valore non solo da garantire ma da promuovere ed accrescere, secondo le indicazioni dell’art. 2 Cost., comma 3, e art. 32 Cost.”. Si è aggiunto che “l’art. 4, relativo appunto ai dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale dell’interessato: è dato personale ogni informazione relativa al soggetto, individuabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale. Ai sensi dell’art. 22, gli enti pubblici sono tenuti a conformare il trattamento dei dati sensibili, secondo modalità volte a prevenire violazioni di diritti, delle libertà fondamentali e della dignità dell’interessato, soltanto ove tali dati siano indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essere adempiute con il trattamento di dati anonimi o personali di diversa natura; in ogni caso i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi. Lo stesso articolo, al comma 6, stabilisce che tali dati devono essere trattati con tecniche di cifratura o mediante codici identificativi che li rendano temporaneamente inintellegibili a chi è autorizzato ad accedervi”.
6. In primo luogo è stato escluso che la dizione “indennizzo ex L. n. 210 del 1992”, inserita dalla Regione Campania e dal Banco di Napoli – rispettivamente – nell’ordine di bonifico e nell’estratto-conto, fosse un dato sensibile, perchè idoneo a rivelare lo stato di salute del creditore, in quanto le provvidenze previste dalla L. n. 210 del 1992, sono erogate a due categorie di persone: a coloro che hanno patito una infezione per effetto di trasfusione o vaccinazione; ai prossimi congiunti di persone decedute a causa dell’infezione da trasfusione o vaccinazione. Poichè i beneficiari appartenenti alla seconda categoria sono sani, l’informazione secondo cui taluno sia percettore di un “assegno ex L. n. 210 del 1992”, da sola, sarebbe “inidonea a rivelare lo stato di salute del percettore, giacchè l’erogazione potrebbe avvenire tanto in via diretta, quanto in via – per così dire – di “reversibilità”, ed in questo secondo caso l’elargizione dipende non da una malattia dell’accipiens, ma da una malattia del suo dante causa”.
6.1. Appare opportuno rilevare sin d’ora che tale osservazione, che attiene a un aspetto, di per sè risolutivo, non esaminato nella prima decisione, non appare condivisibile, in quanto la citata L. n. 210 del 1992 attribuisce ai congiunti della persona deceduta a seguito di contagio una somma “una tantum”, mentre il pagamento dei ratei “arretrati bimestrali e posticipati”, cui si riferisce la causale di accredito in esame, appare inequivocabilmente destinato a un soggetto, cui unicamente compete il pagamento dei ratei in esame, che abbia riportato una menomazione permanente dell’integrità psicofisica o risulti contagiato da infezioni HIV. L’indicazione, per come formulata, riguarda un dato sensibile, e come tale è facilmente percepibile.
“Essendo stata la banca autorizzata preventivamente dalla correntista a ricevere il pagamento e conseguentemente le dichiarazioni che l’accompagnino, queste dichiarazioni debbono considerarsi compiute direttamente al correntista”. Poichè il diritto alla riservatezza è un diritto disponibile, “colui il quale nomina un mandatario, un rappresentante od un adiectus solutionis causa per ricevere un pagamento e le dichiarazioni ad esso necessariamente connesse, manifesta per ciò solo la volontà di accettare che quelle dichiarazioni possano essere rese alla persona indicata.
12. Ad avviso del Collegio, indipendentemente dal diverso grado di approfondimento, nelle decisioni sopra richiamate, della normativa di riferimento, sussiste un insanabile contrasto, per altro in merito a questioni estremamente rilevanti, sulla definizione delle nozioni di trattamento e di comunicazione dei dati sensibili(cfr. anche Cass., 29 maggio 2015, n. 11223), nonchè sulla esigenza di traguardare la normativa richiamata nella decisione impugnata e in quella di questa Corte n. 10280 del 2015, anche con riferimento alle modalità del trattamento e alla comunicazione dei dati sensibili (attraverso cifratura o altri accorgimenti) al lume delle esigenze sottese alla protezione dei dati personali.
Gli atti pertanto vanno trasmessi al Primo Presidente affinchè valuti l’opportunità di demandare alle Sezioni Unite di questa Corte la risoluzione del contrasto in merito alle questioni sopra indicate, che per altro si ritengono di particolare importanza.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 152
 art. 4
 art. 409
 art. 18
 Cass. 
 art. 32