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Processo Sme. La sentenza: Previti condannato a cinque anni, Squillante a otto anni
Pubblicato: novembre 1, 2009 in tutti i processi di berlusconi
Tag:cesare previti condannato, processo sme berlusconi, sentenza previti, sentenze cassazione, squillante berlusconi
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=43799
Milano, 22-11-2003
Cesare Previti è stato condannato a 5 di reclusione, Squillante a 8 anni, Pacifico a 4 anni, l’ex giudice Verde è stato assolto. Cesare Previti, e Attilio Pacifico e Renato Squillante, sono stati condannati per il reato di corruzione semplice (e non in atti giudiziari come chiesto dall’accusa), per il versamento di 434 mila dollari avvenuto nel 1991.
Sono stati invece assolti “perché il fatto non sussiste” per l’altro capo d’imputazione: la mancata vendita della Sme alla Cir di Carlo De Benedetti.
Previti: la sentenza Sme non è stata comprata
“La sentenza Sme non è stata comprata, dice la verità giudiziaria di oggi, intesa come verità conclamata da una sentenza. Una verità che esisteva
anche prima del processo”. Così Cesare Previti, intervistato da Radio24, commenta la sentenza del processo Sme.
Annunciando l’ impugnazione in appello per la parte per cui è stato condannato, Previti, alla domanda se per l’ accusa questa sentenza rappresenti un sconfitta, risponde: “questo lo lascio dire a voi”.
Per Squillante corruzione in atti giudiziari
Il solo condannato per corruzione in atti giudiziari è l’ex capo dei Gip della capitale Renato Squillante che, nella sua qualità di pubblico ufficiale, avrebbe ricevuto i 434 mila dollari nel 1991. Previti e Pacifico, invece, sono stati condannati per corruzione semplice. Il capo d’imputazione per il quale sono stati condannati fa riferimento al versamento dei 434 mila dollari e al fatto che Renato Squillante fosse “costantemente retribuito” dagli altri imputati.
Sono stati tutti assolti, sia pure con formule diverse in parte anche relative alla prescrizione, i quattro imputati minori del processo Sme. Si tratta dei figli di Squillante, Fabio e Mariano, della nuora Olga Satchenko e dell’ex pm Francesco Misiani. L’ex pm romano Francesco Misiani, ora avvocato, è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di favoreggiamento. Per i figli dell’ex capo dei Gip della capitale, Renato Squillante, Mariano e Fabio, è stato dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato in quanto sono state loro concesse le attenuanti generiche. Assolta, infine, perché il fatto non costituisce reato, la moglie di Squillante, Olga Savtchenko. Tutti e tre erano accusati di favoreggiamento. Assolto “perché il fatto non sussiste” per la vicenda Sme anche l’ex magistrato romano Filippo Verde.
Interdizione e 1 mln danni a Presidenza del Consiglio
Le pene inflitte oggi dai giudici della prima sezione del tribunale penale comprendono anche per Cesare Previti e Renato Squillante l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Per Pacifico Attilio l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Pacifico e Previti vengono interdetti dall’esercizio della professione di avvocato per cinque anni. I tre imputati sono stati condannati in solido al risarcimento dei danni non patrimoniali e morali causati alla parte civile costituita, la Presidenza del Consiglio, nella misura di un milione di euro, e al pagamento di una provvisionale, immediatamente esecutiva, determinata in 300 mila euro. Condanna, inoltre, alla rifusione delle spese di costituzione e difesa, che si liquidano in favore della stessa parte civile nella misura di 130 mila euro.
Difesa: in atti c’è la prova di innocenza
“Agli atti c’era la prova dell’innocenza dell’onorevole Previti, non è possibile essere contenti per mezza assoluzione dal momento che Previti e’ stato condannato per una sola delle accuse a una pena inferiore rispetto a quella richiesta dal pm”. E’ il commento di Giorgio Perroni, difensore di Cesare Previti, alla sentenza emessa dai giudici di Milano. “Speriamo nel giudizio di appello, speriamo in un collegio più sereno” aggiunge Perroni, il quale spiega anche “prendere atto che i giudici non si sono appiattiti sulle richieste della Procura e hanno emesso una sentenza che si differenzia dai pm”.
Verde: finalmente si capirà chi sono
“Finalmente si capirà chi sono”: questa la prima reazione dell’ex magistrato romano Filippo Verde dopo la notizia della sua assoluzione, perché il fatto non sussiste, per la vicenda Sme. “E’ la notizia più bella che potevo ricevere”, ha detto l’avvocato Renato Borzone, riferendo la parole del magistrato a cui ha dato la notizia per telefono. Borzone ha sottolineato come questa, dopo quella nel processo Imi-Sir e un’ altra assoluzione riportata a Perugia, sia la terza volta che Verde viene dichiarato innocente.
Pisapia annuncia ricorso
Annuncia ricorso l’avvocato Giuliano Pisapia, legale di parte civile della Cir, dopo la sentenza del processo Sme. “Siamo soddisfatti a metà – dice l’avvocato – c’è comunque una condanna di corruzione anche con soldi provenienti da Fininvest”.
Avvocato di Pacifico: “amareggiato”
“Per me si tratta di una mezza sconfitta, mi aspettavo una assoluzione completa. Sono amareggiato per una sentenza di condanna laddove non è stata raggiunta la prova della colpevolezza”. Questo il primo commento dell’avvocato Alfredo Quattrocchi, difensore di Attilio Pacifico. “L’avvocato Pacifico – dice il legale – è estraneo alla Fininvest e a certi giochi di potere”.
Ghedini: sentenza milanese, nulla cambia per il premier
“E’ una sentenza milanese: negativa per la parte in cui è stata pronunciata condanna per corruzione dal momento che non vi è prova; neutra per la parte relativa all’assoluzione degli imputati dalla vicenda Sme, dal momento che l’ innocenza era palese e mi pare, quindi, che l’assoluzione sia un atto dovuto”: così l’ avvocato Niccolò Ghedini, deputato di Forza Italia e difensore di Silvio Berlusconi, ha commentato la sentenza di oggi emessa a conclusione del processo Sme. “In ogni caso – ha concluso Ghedini – è una sentenza che non cambia la posizione di Silvio Berlusconi nel processo stralcio”.
sentenza previti
Tag:Previti e Berlusconi, processo sme berlusconi, sentenza cassazione, sentenza prescrizione, sentenza previti
http://www.uonna.it/conclusioni-488-536.htm
LE DISPONIBILITA’ FINANZIARIE DEL GIUDICE VITTORIO METTA A
PARTIRE DALL’ ANNO 1990
A-ANALISI DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL GIUDICE V. METTA
Come visto nei capitoli precedenti, nell ‘ anno 1990 , dunque , il giudice Vittorio Metta è giudice
relatore , pressoché in contemporanea , di due delle controversie civili più importanti della “ storia
giudiziaria “ della Corte di Appello di Roma , sia sotto il profilo economico che sotto quello politico
e sociale : Imi-Sir ( assegnato all’ imputato nell’ autunno 1989 ) e impugnazione del “Lodo
Mondadori “ (assegnatogli nella estate del 1990 ).
Ed è proprio a partire dall’ anno 1990 che il giudice Metta diventa “ improvvisamente “ molto
ricco , iniziando a versare , sui conti correnti bancari a lui riconducibili , sempre più consistenti
somme di denaro , tutte rigorosamente in banconote da 50.000 o 100.000 Lire ; o anche a disporre
di altre ingenti somme che neppure transitano dai suoi rapporti bancari conosciuti ma che
improvvisamente “ appaiono “ tra le mani dell’ imputato .
Sulla base della documentazione in atti risulta in modo inequivocabile che l’ allora giudice Metta
ebbe a versare sui suoi conti correnti , nell’ arco di poco più di due anni , ben 619 milioni di
lire in contanti ; somma alla quale bisogna aggiungere quella di altri 400 milioni di lire non
transitata sui suoi conti correnti e utilizzata nell’ Aprile del 1992 per pagare la caparra relativa
all’ acquisto di un appartamento in Roma , intestato alla figlia Sabrina . Non solo : anche buona
parte dei lavori di ristrutturazione di questo appartamento e di altre unità immobiliari nella
disponibilità dell’ imputato , risultano pagati , come si vedrà , con somme di denaro contante non
prelevate dai conti correnti bancari ma apparse , anch’ esse, nella improvvisa disponibilità dell’
imputato .

References: sentenza 
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