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PREVENZIONE E CONTRASTO ALL ELUSIONE E ALL EVASIONE
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Gianpiero Giuliano
1 PREVENZIONE E CONTRASTO ALL ELUSIONE E ALL EVASIONE La fonte : CIRCOLARE n 2/E del 23 Gennaio 2007 dell AGENZIA DELLE ENTRATE
2 PREMESSA FILOSOFICA Il contrasto all'evasione ed elusione fiscale costituisce una priorità non solo per l'azione dell'agenzia delle Entrate, ma per l'intero Paese. La manovra finanziaria di fine anno e la normativa collegata hanno accentuato l'attenzione sul fenomeno dell'evasione fiscale, fornendo nuovi mezzi per contrastarla e chiedendo nel contempo uno sforzo straordinario per reperire, attraverso il recupero delle imposte evase, le risorse necessarie per lo sviluppo del Paese.
3 L'evasione fiscale non e' generalizzata, non coinvolge tutti i contribuenti e non e' uniformemente distribuita ne' a livello settoriale né a livello territoriale. Occorre, pertanto, mirare l'azione di accertamento per individuare ed arginare i comportamenti evasivi più significativi svolgendo insieme un'azione di contrasto e di deterrenza.
4 Tale azione deve essere fondata su approfondite analisi, anche locali, affinché attraverso un'accurata selezione vengano individuate le posizioni che presentano un elevato grado di rischio. L'analisi territoriale è infatti elemento fondamentale di conoscenza della platea dei contribuenti su cui operare e deve guidare le scelte nella formazione del piano dei controlli.
5 I fenomeni evasivi più significativi variano da territorio a territorio. Al riguardo è opportuno che l'attività di accertamento, pur rivolta ad una pluralità di settori e di categorie, assicuri un consistente numero di controlli con riguardo ad attività per le quali si registrano redditi dichiarati medi scarsamente significativi. Ciò anche attraverso l'individuazione dei settori economici più significativi di ogni zona e, nell'ambito degli stessi, dei soggetti a maggior rischio.
6 Dal rapporto ISTAT del 15 dicembre 2006, relativo all'economia sommersa, emerge che nel 2004, a livello nazionale, il valore aggiunto prodotto nell'area del sommerso economico e' compreso tra un minimo del 16,6% del PIL (pari a circa 230 miliardi di euro) e un massimo del 17,7% (pari a circa 246 miliardi di euro) e che il peso del valore aggiunto sommerso differisce in modo consistente a livello di settore di attività economica. In particolare, il valore aggiunto sommerso di circa 246 miliardi di euro (ipotesi massima stimata), e' ripartito fra i settori di attività economica (agricoltura, industria, terziario) come segue: 2,4% agricoltura; 17,2% industria; 80,4% servizi. E' pertanto evidente che l'attività dell'agenzia deve maggiormente rivolgersi al settore in cui si registra la più marcata presenza di evasione. Specifici piani di accertamento saranno assegnati con riferimento a categorie economiche a maggior rischio, mentre, si segnala, sin d'ora, la necessità di dedicare una particolare i l i bili
7 ATTIVITÀ DI ANALISI E RICERCA E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Per quanto riguarda le linee di azione, nel 2007 sarà intensificata l'attività di contrasto alle frodi in tema di imposta sul valore aggiunto, con particolare riguardo alle frodi intracomunitarie. Con l'ausilio delle banche dati e delle applicazioni informatiche a disposizione, l'attività si indirizzerà all'individuazione dei soggetti interponenti nelle triangolazioni fraudolente e, in generale, dei soggetti beneficiari delle operazioni fraudolente poste in essere.
8 Nei casi in cui le operazioni sospette siano state poste in essere da operatori nazionali direttamente o indirettamente con soggetti residenti all'estero (appartenenti o meno agli Stati membri della Comunità europea), dovrà essere attivata la cooperazione internazionale attraverso l'ufficio Cooperazione internazionale della Direzione Centrale Accertamento, secondo le norme e le modalità previste dal Regolamento CE 1978/2003, in ambito IVA, dalla Direttiva 77/799/CEE e dalle Convenzioni contro la doppia imposizione, nel settore delle imposte dirette.
9 Con riferimento alla cooperazione amministrativa, sia nel campo delle imposte dirette che in quello dell'iva, si evidenzia l'istituto dello scambio spontaneo di informazioni. Al fine, tra l'altro, di innescare un circolo virtuoso di flusso informativo con paesi esteri, gli uffici utilizzeranno tale strumento qualora in sede di controllo emergano operazioni, tra contribuenti italiani e non residenti, che per dimensioni e natura possano essere di interesse per le autorità fiscali estere.
10 Le strutture di intelligence saranno, inoltre, impegnate ad individuare i fenomeni evasivi ed elusivi attraverso l'elaborazione di specifici percorsi d'indagine. In particolare, l'attività sarà orientata ad individuare le posizioni soggettive con riferimento alle quali l'incrocio e l'esame dei dati del patrimonio informativo interno ed esterno all'agenzia evidenzi manifestazioni di particolare capacità contributiva. Ai fini dell'individuazione di tali posizioni le informazioni andranno considerate nel contesto del nucleo familiare e delle relazioni di parentela.
11 L'attività di analisi e ricerca sarà finalizzata a far emergere le posizioni soggettive interessate da: - fenomeni evasivi e fraudolenti nel settore immobiliare e dell'edilizia; -fittizie residenze all'estero (i.e.: esterovestizione); - omessa dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto.
12 CONTROLLI NEI CONFRONTI DEI SOGGETTI CON VOLUME D'AFFARI, RICAVI O COMPENSI SUPERIORI A EURO Con riferimento ai soggetti con volume d'affari e/o compensi superiori a di euro, l'attività 2007 si caratterizzerà per l'introduzione di novità nelle modalità di organizzazione e di effettuazione dei controlli, anche al fine di dare attuazione, nel medio periodo, alla previsione di cui all'articolo 42 della legge 388 del 2000, in tema di controllo sistematico, senza che ciò sia realizzato a scapito della proficuità, soprattutto in presenza di fenomeni evasivi ed elusivi di particolare rilevanza.
13 L'esperienza maturata in questi ultimi anni ha dimostrato l'opportunità di differenziare la tipologia di controllo in funzione delle caratteristiche e delle specificità della posizione da sottoporre a controllo. E' possibile, infatti, che dalle analisi e dalle informazioni acquisite si ritenga proficuo limitare il controllo all'esame di alcuni specifici fatti o elementi (quali, ad esempio, operazioni straordinarie, componenti positivi o negativi di particolare rilevanza, utilizzo di perdite), mentre in altri casi si valuti preferibile effettuare una "normale" attività di verifica.
14 Per il piano di controllo nei confronti di soggetti aderenti all'istituto del consolidato nazionale si prevede un numero degli interventi, non inferiore a Tale attività sarà indirizzata a verificare il rispetto della specifica normativa ed al tempo stesso orientata all'ulteriore finalità di realizzare una mappatura delle fiscal unit presenti sul territorio nazionale. Nel corso dei controlli si avrà cura di reperire anche informazioni rilevanti ai fini dell'analisi dei comportamenti dei vari gruppi da valutare nell'ottica di possibili approfondimenti.
15 VERIFICHE NEI CONFRONTI DEI SOGGETTI CON VOLUME D'AFFARI, RICAVI O COMPENSI SINO A EURO In attesa di formulare definitivi indirizzi operativi, correlati agli obiettivi che saranno fissati nella Convenzione triennale , gli uffici operativi proseguiranno, fino all'assegnazione del budget definitivo, ad operare, relativamente all'attività di verifica nei confronti di soggetti di medie e piccole dimensioni, sulla scorta del budget di produzione del 2006.
16 La selezione dei soggetti, da effettuarsi nella puntuale osservanza del principio della proficuità comparata secondo le indicazioni esposte nella premessa, orienterà l'attività nei confronti di posizioni con crediti IVA (dichiarati a rimborso, utilizzati in compensazione ovvero riportati al successivo periodo d'imposta) che appaiano particolarmente rilevanti in relazione all'attività svolta.
17 Al fine di contrastare fenomeni evasivi in materia di IVA, la selezione privilegerà, inoltre, le posizioni: - in relazione alle quali, nell'ambito dell'attività di intelligence, siano stati rilevati comportamenti fraudolenti; - che, nel corso dell'analisi di rischio della partita IVA, sono state individuate perché anomale o comunque meritevoli di approfondimento; - che presentino dichiarazioni con un ammontare di fatturato non coerente con l'ammontare degli acquisti e della manodopera impiegata.
18 La selezione considererà i soggetti con riferimento ai quali l'attività di intelligence abbia condotto alla predisposizione di segnalazioni qualificate con riferimento al settore immobiliare ovvero abbia rilevato fenomeni evasivi ed elusivi che interessano rilevanti operazioni economiche societarie.
19 Per i contribuenti che si collocano al di sotto della soglia dei euro di volume d'affari, la selezione, oltre a tenere conto dei criteri già indicati, privilegerà le posizioni soggettive:. appartenenti a categorie economiche per le quali non sono stati approvati gli studi di settore o i parametri;. per le quali, nel corso degli accessi brevi o di altre attività di indagine è stato rilevato lo svolgimento di un'attività economica diversa da quella dichiarata ai fini dell'applicazione degli studi di settore ovvero l'insussistenza delle cause dichiarate di inapplicabilità o di esclusione dagli studi di settore;. che, con riguardo agli studi di settore, presentino evidenti incoerenze, in particolare con riferimento agli indicatori di rotazione del magazzino e di durata delle scorte;. che pur essendo congrui e coerenti con le risultanze degli studi di settore, risultano meritevoli di controllo in ragione dell'appiattimento emergente dall'analisi del trend dell'ammontare dei ricavi e dei compensi dichiarati.
20 In generale, l'attività di verifica riguarderà la complessiva posizione fiscale del contribuente ed avrà ad oggetto, di regola per il primo semestre 2007, il periodo d'imposta 2004.
21 CONTROLLI SOSTANZIALI L'attività di diretta iniziativa degli uffici, fondata necessariamente sull'analisi della realtà economica e sociale del territorio, dovrà caratterizzarsi per un elevato grado di proficuità dei risultati. L'attività, nel rispetto del principio della proficuità comparata, si orienterà in particolare nei confronti di posizioni soggettive che presentino crediti IVA (dichiarati a rimborso, utilizzati in compensazione ovvero riportati al successivo periodo d'imposta) che appaiano particolarmente rilevanti in relazione all'attività svolta.
22 Sarà incrementato il numero dei controlli nei confronti delle società di capitali. Per tali soggetti ed in generale per i contribuenti titolari di impresa commerciale, il giudizio di proficuità dovrà tener conto anche del potenziale recupero di eventuali perdite dichiarate.
23 Nella selezione dei contribuenti da inserire nel piano annuale dei controlli, inoltre, sarà riservata un'attenta considerazione alle posizioni soggettive caratterizzate da informazioni in ordine alla esistenza di evidenti manifestazioni di capacità contributiva incompatibili con i redditi dichiarati. Per esempio: facendo ricorso al redditometro
24 In sede di predisposizione del piano annuale dei controlli e dell'attuazione dello stesso nel primo periodo del 2007, si terrà conto inoltre: - delle posizioni soggettive, non ancora esaminate, già disponibili agli uffici attraverso le procedure di gestione sia degli inviti al contraddittorio sulla base degli studi di settore, sia degli avvisi di accertamento parziale automatizzati, ai sensi dell'articolo 41 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973; - delle posizioni soggettive per le quali gli uffici hanno a disposizione significativi elementi informativi in ordine all'omessa presentazione delle dichiarazioni; SEGUE
25 - delle posizioni soggettive e delle annualità di imposta, per le quali gli uffici hanno a disposizione: a) segnalazioni qualificate predisposte nell'ambito dell'attività di intelligence, in particolare con riferimento al settore immobiliare ed alle attività commerciali dissimulate sotto forma di enti non commerciali; b) segnalazioni rese disponibili attraverso le applicazioni informatiche che gestiscono le liste centralizzate; c) informazioni in ordine a manifestazioni di particolare capacità contributiva utilizzabili ai fini del c.d. accertamento sintetico di cui all'art. 38, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973; - delle posizioni soggettive per le quali le Direzioni Regionali abbiano accertato l'insussistenza dei presupposti per la loro iscrizione nell'anagrafe delle ONLUS
26 Si richiama l'attenzione degli uffici sugli elementi informativi suscettibili di immediato utilizzo, disponibili attraverso le liste centralizzate, le banche dati nonché attraverso le segnalazioni qualificate, predisposte nell'ambito dell'attività di intelligence, relativi a fattispecie caratterizzate da manifestazioni di particolare capacità contributiva. Nella definizione della pretesa tributaria, le informazioni disponibili andranno valutate considerando i soggetti, a cui si riferiscono, nel contesto del nucleo familiare e delle relazioni di parentela.
27 Nell'ambito del settore registro, l'attività degli uffici proseguirà nell'accertamento degli atti di cessione e conferimento di terreni edificabili nonché di cessione d'azienda.
28 In ordine ai poteri istruttori degli Uffici, si precisa che gli stessi potranno avvalersi delle indagini finanziarie, con riferimento agli atti per i quali non sono ancora decorsi i termini di decadenza dell'attività accertatrice, selezionando opportunamente i casi.
29 Nello svolgimento dell'attività gli uffici perseguiranno il massimo grado di proficuità anche al fine di aumentare i livelli di riscossione derivanti dagli atti di accertamento. Pertanto gli uffici nell'esecuzione dei controlli dovranno: - intensificare il ricorso ai provvedimenti di definizione in via amministrativa dell'obbligazione tributaria previsti dagli articoli 5 e 11 del decreto legislativo n. 218 del 1997; - ricorrere all'accertamento parziale, sussistendone i presupposti; SEGUE
30 - formulare richieste di informazioni alle Autorità fiscali estere, nell'ambito della cooperazione internazionale, ogniqualvolta le caratteristiche del controllo lo richiedano; - operare, come di consueto, nel rispetto del disposto dell'articolo 12, settimo comma, della legge n. 212 del 2000 (dopo il p.v.c. memorie entro 60 gg no avviso di accertamento prima dei 60 gg. Salvo particolare e motivata urgenza); - programmare ed effettuare atti istruttori in relazione alla tipologia di posizioni selezionate ed alla concretezza degli elementi di rilevanza fiscale disponibili; - incrementare sensibilmente l'utilizzo delle indagini finanziarie, rese ancor più incisive a seguito delle modifiche normative e dall'istituzione della procedura telematica di gestione dell'inoltro delle richieste agli operatori finanziari e della ricezione delle risposte, attraverso il sistema della posta elettronica certificata.
31 A T T E N Z I O N E: Pertanto, il ricorso alle indagini finanziarie deve considerarsi necessario per i controlli di iniziativa nei confronti delle posizioni ritenute a più alto rischio di evasione e di quelle per le quali sono particolarmente penetranti ed incisive.
32 ATTIVITÀ COLLEGATE ALLA TUTELA DELLA PRETESA ERARIALE Si ribadisce che rivestono primaria rilevanza le attività collegate alla tutela della pretesa erariale. A tal fine è opportuno che il trattamento dei ruoli venga puntualmente effettuato secondo le istruzioni operative impartite e nel rispetto dei termini decadenziali previsti per la notifica della cartella di pagamento. Si richiama, inoltre l'attenzione degli uffici in ordine: - alle procedure previste dall'articolo 22 del D.Lgs n. 472 del 1997 in materia di ipoteca o sequestro conservativo dei beni del contribuente, compresa l'intera azienda; - allo scrupoloso controllo con riguardo alle garanzie prestate a fronte delle richieste di pagamento rateale della pretesa erariale; SEGUE
33 - al monitoraggio dei pagamenti rateali per l'immediato avvio della procedura di escussione delle garanzie prevista dall'articolo 19, comma 4 bis, decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, nonché dall'art. 8, comma 2, e dall'art. 15 del D.Lgs n. 218 del 1997 e dall'art. 48, comma 3, del D.Lgs n. 546 del 1992; - all'immediata iscrizione a ruolo a seguito della definitività degli atti di accertamento e all'iscrizione a ruolo a titolo provvisorio in base ad accertamenti non definitivi; - all'immediata iscrizione, ricorrendone i presupposti, in ruoli straordinari degli interi importi risultanti da accertamenti anche se non definitivi, nonché degli importi risultanti dalla liquidazione e dal controllo formale delle dichiarazioni; - all'immediato conferimento del carattere di esecutorietà ai ruoli conseguenti alla liquidazione automatica ed al controllo formale delle dichiarazioni. - al sistematico e tempestivo controllo delle partite formulate, qualora non ricomprese nei ruoli al visto, per le motivazioni indicate per ciascuna di esse.
34 PREMESSA DI FILOSOFIA POLITICA (Circolare 2/E 2007) (1/3) IL CONTRASTO ALL EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE QUALE PRIORITA DELL AGENZIA DELLE ENTRATE E DELL INTERO PAESE DECRETO VISCO- BERSANI (D.L. 223 DEL 4 LUGLIO 2006) «Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.». COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 2007 (D.L. 262 DEL 3 OTTOBRE 2006) CIRCOLARE 2/E DEL 23 GENNAIO 2007 (Premessa)
35 CONTRASTO ALL EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE (2/3) ART. 1 DEL COLLEGATO Accertamento, contrasto all evasione e all elusione fiscale, nonché potenziamento all azione dell Amministrazione economico-finanziaria ART. 35 DEL DECRETO VISCO-BERSANIi Misure di contrasto all evasione e all elusione fiscale
36 CONTRASTO ALL EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE (3/3) Nella premessa della circolare 2/E del 23 gennaio 2007: Dal rapporto ISTAT del 15 dicembre 2006, relativo all economia sommersa, emerge che nel 2004, a livello nazionale, il Valore Aggiunto prodotto nel sommerso economico è compreso tra un minimo del 16,6% del PIL e un massimo del 17,7%, pari ad un ammontare in miliardi di euro tra 230 e 246.
37 ESTERO VESTIZIONE (1/2) La circolare 2 rafforza il contrasto a fenomeni di fittizia residenza all estero ART. 35, COMMA 13, DEL D.L. 223 DEL 4 LUGLIO 2006 ha introdotto una presunzione legale con inversione dell onere della prova di residenza in Italia di società estere controllate da residenti: Si considera esistente nel territorio dello Stato la sede dell amministrazione delle società ed enti, che detengono partecipazioni di controllo, ai sensi dell art. 2359, primo comma, del Codice civile, nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1, se, in alternativa: a)sono controllati, anche indirettemente, ai sensi dell art. 2359, primo comma, del Codice civile, da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
38 ESTERO VESTIZIONE (2/2) La circolare 2 rafforza il contrasto a fenomeni di fittizia residenza all estero La presunzione scatta in alternativa quando sono amministrate da CdA o altri organi composti da soggetti italiani. Sono amministrati da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri residenti nel territorio dello Stato.
39 COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER IL CONTRASTO A FENOMENI DI ELUSIONE ED EVASIONE FISCALE (1/2) - Le novità fiscali di questo Governo intensificano la lotta all evasione ed elusione fiscale internazionale migliorando i meccanismi di cooperazione e scambio di informazioni con altre Amministrazioni fiscali. - Art. 1 comma 14 del del D.L. 3 ottobre 2006, n.262 (Collegato alla Finanziaria 2007).
40 COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER IL CONTRASTO A FENOMENI DI ELUSIONE ED EVASIONE FISCALE (2/2) In particolare tali novità accentuano la lotta alle frodi Iva negli scambi intracomunitari, attuate facendo arbitraggio tra la possibilità consentita dal D.L. 331/93 di effettuare scambi di merci senza applicazione di Iva (applicandola nel paese di destinazione) e l agevolazione Iva del cosiddetto metodo del margine. E accentuato inoltre il contrasto alle cosiddette frodi carosello.
41 CONTROLLO SULL APERTURA DI NUOVE PARTITE IVA che presentano elevati indici di pericolosità fiscale (1/3) L art. 37, commi 18, 19 e 20 del decreto Visco-Bersani ha introdotto una modifica alle disposizioni riguardanti la dichiarazione d inizio, cessazione e variazione di attività (modifica decreto sull Iva, art. 35). Sono previsti una serie di limiti all attribuzione del codice fiscale con conseguenti modifiche al riconoscimento della soggettività fiscale. Alla richiesta di nuova partita Iva l Amministrazione sarà tenuta ad esperire una serie di controlli per individuare elementi di rischio e con accessi nel luogo di esercizio dell attività
42 CONTROLLO SULL APERTURA DI NUOVE PARTITE IVA che presentano elevati indici di pericolosità fiscale ( 2/3) L Amministrazione può per esempio rivolgere questionari ai contribuenti titolari di partita Iva se in base ai dati ad essa in possesso necessita di ulteriori chiarimenti. Un provvedimento del direttore dell Agenzia delle entrate di prossima emanazione dovrà indicare: - le informazioni da richiedere al contribuente; - le condizioni per le quali i contribuenti che effettuano acquisti intracomunitari saranno obbligati alla richiesta di una polizza fidejussoria o fidejussione bancaria di durata triennale e per un importo di volumme d affari comunque non inferiore a ,00.
43 CONTROLLO SULL APERTURA DI NUOVE PARTITE IVA che presentano elevati indici di pericolosità fiscale (3/3) Un attuazione almeno parziale delle disposizioni del D.L. 223 è già avvenuta: Chiunque richieda l attribuzione di un nuovo codice fiscale dovrà specificare: - Il numero di telefono, il numero di fax, l indirizzo di posta elettronica e del sito web; - Gli estremi catastali degli immobili adibiti all esercizio dell attività (con specificazione se di proprietà o in locazione); - In caso di comodato o locazione, gli estremi di registrazione del contratto; - Una previsione quantitativa degli acquisti e cessione che si prevede di effettuare nei confronti di operatori UE; - Per le società di persone o Srl con numero di soci inferiori a 10, il loro numero di codice fiscale e le quote di partecipazione sociale.
44 LA CIRCOLARE 2/E 2007 MANIFESTA L INTENZIONE DI RISPOLVERARE UNO STRUMENTO ORMAI DESUETO, IL REDDITOMETRO, PER COLPIRE POSIZIONI DI PARTICOLARE CAPACITA CONTRIBUTIVA (1/3) La circolare 2/E del 2007 intende scovare soggetti con evidente manifestazione di capacità contributiva, con incrocio ed esame dei dati del patrimonio informativo dell Agenzia, individuando tali posizioni nel nucleo familiare e nelle relazioni di parentela.
45 LA CIRCOLARE 2/E 2007 MANIFESTA L INTENZIONE DI RISPOLVERARE UNO STRUMENTO ORMAI DESUETO, IL REDDITOMETRO, PER COLPIRE POSIZIONI DI PARTICOLARE CAPACITA CONTRIBUTIVA (2/3) Accertamento sintetico, art. 38 D.P.R. 600/73, comma 4, che consente di ricostruire la capacità contributiva dei soggetti Irpef in relazione al possesso di determinati beni specificatamente individuati dal D.M. 10 settembre I beni indicativi di particolare capacità contributiva sono: gli aeromobili, navi e imbarcazioni da diporto, navi e imbarcazioni da diporto con particolari requisiti, autoveicoli con particolari requisiti, altri mezzi di trasporto a motore (campers, autocavarans, motocicli con cil. Sup. a 250 cc, roulottes, ecc.)
46 LA CIRCOLARE 2/E 2007 MANIFESTA L INTENZIONE DI RISPOLVERARE UNO STRUMENTO ORMAI DESUETO, IL REDDITOMETRO, PER COLPIRE POSIZIONI DI PARTICOLARE CAPACITA CONTRIBUTIVA (3/3) L accertamento sintetico o redditometro è uno strumento disponibile all Amministrazione Finanziaria per ricostruire la capacità contributiva, ma più volte la stessa Amministrazione ha invitato gli uffici ad utilizzarlo con molta cautela al fine di evitare la soccombenza in caso di contenzioso. Con questa circolare invece sembra che l Amministrazione finanziaria intenda riesumare questo strumento.
47 ANAGRAFE TRIBUTARIA Creazione dell anagrafe dei conti (Art. 37 comma 2 del D.L. 223/2006) L esistenza di rapporti nonché la loro natura sono comunicati all anagrafe tributaria e le informazioni sono archiviate in un apposita sezione con indicazione dei dati anagrafici dei titolari (compreso il codice fiscale)
48 CONTI CORRENTI PROFESSIONISTI (1/2) L art. 35, comma 12, del Decreto Visco-Bersani ha introdotto l istituzione dell obbligo di tenuta, per i lavoratori autonomi, di un conto corrente bancario o postale cui far affluire obbligatoriamente tutte le somme riscosse nell esercizio della loro attività. Gli importi da riscuotere necessariamente mediante gli strumenti elettronici sono quelli superiori a 100,00. Con la conseguenza che gli strumenti adatti alla riscossione dei compensi possono essere soltanto: - assegni non trasferibili; - bonifici; - altre modalità di pagamento bancario; - sistemi di pagamento elettronico. I soggetti cui la disposizione si applica sono gli esercenti arti e professioni, le società o associazioni tra artisti e professionisti.
49 CONTI CORRENTI PROFESSIONISTI (2/2) In seguito la Finanziaria ha un rimodulato un po queste disposizioni prevedendo un graduale passaggio alle nuove regole. Il comma 69 della Finanziaria ha infatti stabilito che: - dall entrata in vigore della legge di conversione del decreto e fino al 30/06/2008 il limite è di 1.000,00 ; - dal 1/07/08 fino al 30/06/09 il limite è di 500,00 ; - dal 1/07/09 le nuove disposizioni entreranno pienamente a regime. La circolare 28/E del 2006 ha poi precisato che non è necessario istituire un conto corrente dedicato da parte del professionista e il conto corrente può recepire anche operazioni non direttamente afferente l attività professionale.
50 STUDI DI SETTORE (1/6) D.L. 223/2006: abolita la regola del 2 su 3; adeguamento straordinario e versamenti in acconto sul 2007; contraddittorio obbligatorio per tutti i contribuenti. FINANZIARIA 2007: gli accertamenti basati sugli studi di settore (art. 62-sexies del D.L. 331/93) si applicano nei confronti dei contribuenti con ammontare dei ricavi o compensi dichiarati inferiore l'ammontare dei ricavi o compensi da studi stessi. Il semplice scostamento dallo studio è presunzione legale relativa di ricavi e compensi non dichiarati, con conseguente inversione dell onere della prova.
51 STUDI DI SETTORE (2/6) Il semplice scostamento dallo studio è presunzione legale relativa di ricavi e compensi non dichiarati, con conseguente inversione dell onere della prova. E stata abolita la regola che gli studi di settore si applicano solo ai contribuenti con periodo d imposta annuale.
52 STUDI DI SETTORE (3/6) Finanziaria 2007 introduce Nuove cause di esclusione: 1) Gli studi di settore non si applicano mai nei confronti di contribuenti con ricavi e compensi superiori a 7,5 milioni di euro. 2) Gli studi di settore non si applicano nei confronti dei contribuenti che hanno cessato l attività nel corso del periodo d imposta. Che hanno cessato l attività entro 6 mesi dall inizio o ripreso l attività entro 6 mesi dalla cessazione. Quando l attività è mera prosecuzione di attività precedenti. 3) Nei confronti di soggetti che non si trovano in un non normale periodo di svolgimento dell attività.
53 STUDI DI SETTORE (4/6) Variazioni Gerico (Comma 13 della Finanziaria) gli studi di settore di cui all art. 62-bis sono sottoposti a revisione al massimo ogni 3 anni dalla data di entrata in vigore degli studi o della revisione degli stessi, dietro parere della commissione di esperti. Nell elaborazione e revisione degli studi si tiene conto anche di indici di coerenza ( o indici di normalità) definiti negli studi stessi e considerati normali per il relativo settore economico.
54 STUDI DI SETTORE (5/6) Finanziaria 2007 commi 20 e 21: per i soggetti di cui all art. 73 comma 1 lett. a) del Tuir (società di capitali), con riferimento al primo periodo di imposta sono definiti nuovi indici di coerenza per l individuazione di requisiti minimi di continuità dell attività. Tali indicatori sono approvati con provvedimento del direttore dell Agenzia delle Entrate, da adottare entro il 28/02/2007, da applicarsi al periodo d imposta al 31/12/2007.
55 SANZIONI PER INFEDELE O OMESSA DICHIARAZIONE ai fini di una corretta applicazione degli studi di settore (6/6) Finanziaria 2007 commi 25, 26 E stato modificato l art. 1 del d.lgs. 471/97. La sanzione già prevista dal decreto variante tra il 120% e il 240% per omessa o infedele dichiarazione è incrementata del 10% nell ipotesi di omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore, e nei casi di indicazione di cause di esclusione o cause di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti. La sanzione non si applica per scostamenti di ricavi superiori al 10% da quelli derivanti dalla corretta applicazione degli studi di settore
56 CESSIONI DI IMMOBILI VALORE NORMALE 1/3 L art. 35 comma 3 del D.L. 223/2006 Ha integrato le modalità di accertamento delle imposte dirette con una modifica alla lett. d) comma 1 dell art. 39 D.P.R. 600/73. La possibilità di operare rettifiche da parte dell Amministrazione Finanziaria ai redditi dichiarati dalle persone fisiche, supponendo attività non dichiarate o passività inesistenti, sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti. Per le cessioni aventi ad oggetto immobili la presenza dei fatti evasivi si desume da ricavi da cessione che risultino inferiori al valore normale, art. 9, comma 3, del D.P.R. n. 917/86.
57 CESSIONI DI IMMOBILI VALORE NORMALE L art. 35 comma 2 del D.L. 223/2006 2/3 Ha integrato il comma 3 dell art. 54 del D.P.R. 633/72, consentendo all Amministrazione Finanziaria di rettificare la dichiarazione annuale Iva se il corrispettivo della cessione degli immobili risulta inferiore al valore normale, calcolato ai sensi dell art. 14 del Decreto Visco-Bersani. Ai sensi del comma 3 dell art. 54, decreto Iva, per l Amministrazione Finanziaria, la non veridicità delle scritture contabili (derivanti dall incrocio dati della dichiarazione Iva e registrazioni contabili) o le presunzioni di cessione e di acquisto, art. 53 del decreto Iva, costituiscono presunzione legale relativa di evasione dell Imposta sul Valore Aggiunto.
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 art. 54
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 art. 54
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