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Aziende in rete nella formazione continua - PDF
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1 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 1/43 FONDO SOCIALE EUROPEO IN SINERGIA CON IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE POR Ob. Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete ANNO 20152 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 2/43 Indice 1. Riferimenti legislativi, normativi e disciplinari Obiettivi generali Tipologie progettuali Attività formative Attività di accompagnamento Borse di ricerca applicata Incentivi per il ricorso temporaneo a competenze manageriali Borse di alto apprendistato Spese ammissibili ai sensi dell art 13 del Reg. UE 1304/2013 e/o al FESR Progetti che prevedono avvio di nuovi rami d azienda, apertura di nuove unità locali, incremento del capitale sociale per effetto dell ingresso di nuovi soci Per tutti gli altri progetti Riconoscibilità delle spese ammissibili ai sensi dell art 13 del Reg UE 1304/2013 e/o al FESR Monitoraggio Gruppo di lavoro Destinatari Priorità ed esclusioni Soggetti proponenti Forme di partenariato Delega Risorse disponibili e vincoli finanziari Modalità di determinazione del contributo Rispetto delle norme regolamentari in tema di aiuti di stato Modalità e termini per la presentazione dei progetti Procedure e criteri di valutazione Tempi ed esiti delle istruttorie Comunicazioni Termine per l avvio e la conclusione dei progetti Indicazione del foro competente Indicazione del responsabile del procedimento ai sensi della legge 241/1990 e s.m.i Tutela della privacy APPENDICE Tabella 1 Parametri mobilità transnazionale Tabella 2 Parametri di costo per la mobilità interregionale Tabella 3 - Descrizione figure professionali gruppo di lavoro... 433 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 3/43 1. Riferimenti legislativi, normativi e disciplinari Il presente Avviso viene emanato nell ambito del quadro normativo previsto dalle seguenti disposizioni: - Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 pubblicato sulla GUE del reca disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e definisce disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio; - Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 pubblicato sulla GUE del 20 dicembre 2013 relativo al Fondo sociale europeo e abrogante il Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio sostiene, all art. 16, l Iniziativa a favore dell occupazione giovanile per la lotta alla disoccupazione giovanile ; - Regolamento (UE - EURATOM) n. 1311/2013 del Consiglio del 2 dicembre 2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo ; - Regolamento delegato (UE) n. 480 della Commissione del 3 marzo 2014 che integra il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca; - Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell Unione europea agli aiuti «de minimis»; - Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che precisa le categorie di aiuti compatibili con il mercato comune di applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato; - Regolamento (UE) N. 702/2014 della Commissione del 25 giugno 2014 che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006; - Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell ambito dei fondi strutturali e d investimento europeo; - Regolamento (UE) n. 184/2014 di esecuzione della Commissione del 25 febbraio 2014 che stabilisce, conformemente al Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, i termini e le condizioni applicabili al sistema elettronico di scambio di dati fra gli Stati membri e la Commissione, e che adotta, a norma del Regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea, la nomenclatura delle categorie di intervento per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale nel quadro dell'obiettivo Cooperazione territoriale europea; - il Regolamento (UE) n. 288/2014 di esecuzione della Commissione del 25 febbraio 2014 recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari4 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 4/43 marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca per quanto riguarda il modello per i programmi operativi nell ambito dell'obiettivo Investimenti in favore della crescita e dell occupazione e recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea per quanto riguarda il modello per i programmi di cooperazione nell'ambito dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea; - Regolamento di Esecuzione (UE) n. 215/2014 della Commissione del 7 marzo 2014 che stabilisce norme di attuazione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca per quanto riguarda le metodologie per il sostegno in materia di cambiamenti climatici, la determinazione dei target intermedi e dei target finali nel quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione e la nomenclatura delle categorie di intervento per i fondi strutturali e di investimento europei; - Regolamento (UE) n. 821/2014 di esecuzione della Commissione del 28 luglio 2014 recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le modalità dettagliate per il trasferimento e la gestione dei contributi dei programmi, le relazioni sugli strumenti finanziari, le caratteristiche tecniche delle misure di informazione e di comunicazione per le operazioni e il sistema di registrazione e memorizzazione dei dati; - Regolamento di esecuzione (UE) n. 1011/2014 della Commissione del 22 settembre 2014 recante modalità di esecuzione del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i modelli per la presentazione di determinate informazioni alla Commissione e le norme dettagliate concernenti gli scambi di informazioni tra beneficiari e autorità di gestione, autorità di certificazione, autorità di audit e organismi intermedi; - Decisione Comunitaria C(2014), 8021 final del 29/10/2014 di approvazione dell Accordo di Partenariato con l Italia; - Decisione Comunitaria C(2014), 9751 final del 12/12/2014 di approvazione del programma operativo "Regione Veneto Programma Operativo Fondo Sociale Europeo " per il sostegno del Fondo sociale europeo nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" per la regione Veneto in Italia; - D.P.R. n. 196 del 3 ottobre 2008, Regolamento di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul fondo europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul fondo di coesione, applicato in attesa della nuova normativa di riferimento; - Regolamento di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul fondo europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul fondo di coesione - Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell'amministrazione digitale ; - Artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze esclusive in materia di istruzione e formazione professionale e concorrenti in materia di istruzione; - Legge del 24 giugno 1997 n. 196 "Norme in materia di promozione dell'occupazione"; - Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167 Testo unico dell'apprendistato, a norma dell'articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247; - Legge 28 giugno 2012, n. 92 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita e successive modifiche e integrazioni;5 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 5/43 - Legge 10 dicembre 2014, n. 183 Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro ; - Legge Regionale n. 10/90 Ordinamento del sistema di formazione professionale e organizzazione delle politiche regionali del lavoro e successive modifiche e integrazioni; - Legge Regionale n. 19/2002, come modificata dalla L.R. n. 23/2010; - Legge regionale n. 39/2001 Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione e successive modifiche e integrazioni; - Legge Regionale n. 3/2009, Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro, così come modificata dalla Legge Regionale n. 21 del 08/06/2012; - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n del 21 dicembre 2010: L.R. n. 19/2002 Istituzione dell elenco regionale degli Organismi di Formazione accreditati. Approvazione delle Linee Guida e contestuale revoca delle DD.G.R. n. 971 del 19 aprile 2002; n del 9 maggio 2003; n. 113 del 21 gennaio 2005; n del 2 ottobre 2007 (limitatamente alla modifica apportata alla D.G.R. n. 971/2002); n del 26 maggio 2008; n del 6 luglio 2010 ; - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n del 28 dicembre 2012, Allegato A, Linee guida per la validazione di competenze acquisite in contesti non formali e informali; - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n del 31/07/2012 Approvazione schema di Accordo tra Regione del Veneto, Parti Sociali, Università e Ufficio Scolastico regione del Veneto (USRV) per la formazione degli apprendisti con contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca (D.lgs. n. 167/ LR n. 3/2009) ; - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 650 del 07/05/ Direttiva per la richiesta di voucher per Master in alto apprendistato (D.Lgs 167 del del e L.R. 3/2009) Riapertura dei termini di presentazione. - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 651 del 07/05/ Avviso pubblico - Direttiva per la richiesta di contributo per gli apprendisti con contratto di alta formazione e di ricerca - Il dottorato in alto apprendistato. - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 669 del 28/04/ Approvazione documento Sistema di Gestione e di Controllo Regione Veneto Programma Operativo Fondo Sociale Europeo ; - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 670 del 28/04/ Approvazione documento Testo Unico dei Beneficiari Programma Operativo Regionale Fondo Sociale Europeo ; - Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 671 del 28/04/ Fondo Sociale Europeo. Regolamento UE n. 1303/2013. Approvazione delle Unità di Costo Standard. 2. Obiettivi generali La presente Direttiva si pone all interno di uno scenario di riferimento ancora caratterizzato dalle ripercussioni di una situazione di crisi socio-economica, i cui effetti hanno agito in profondità sul sistema produttivo e imprenditoriale veneto e sul mercato del lavoro, alterando equilibri e modificando gli scenari di riferimento per la competitività delle imprese. I cambiamenti intervenuti negli ultimi anni hanno evidenziato come, accanto ai classici fattori produttivi (terra, lavoro e capitale), vi sia un quarto fattore su cui si gioca la competizione attuale e futura: la conoscenza. Diventa, quindi, essenziale poter contare su un capitale di risorse umane preparato, con un elevato grado di conoscenze e competenze tecnico-professionali, capace di sapersi adattare ai cambiamenti,6 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 6/43 per riuscire a sviluppare innovazione e mantenere un grado di competitività che permetta a imprese e territori di continuare a crescere in modo intelligente e sostenibile. La sfida, quindi, è quella di alimentare un processo di apprendimento che, da un lato, generi in modo continuo nuova conoscenza e, dall altro, sia in grado di gestirla e trasmetterla internamente alla struttura produttiva in modo efficiente ed efficace. In questo contesto la parola chiave, che diventa anche la leva centrale su cui agire, è il capitale umano, il cui valore si misura attraverso la formazione, la professionalità e l adeguamento continuo ai mutamenti. Queste considerazioni assumono una valenza particolare in un contesto produttivo, quale quello veneto, costituito prevalentemente da imprese di piccole e piccolissime dimensioni, che originano dal territorio e mantengono uno stretto legame con esso, ma che al contempo sono inserite e chiamate a concorrere a filiere e reti di produzione e di vendita di ampia scala, spesso a carattere transnazionale. Le imprese venete che hanno saputo resistere meglio alla fase recessiva che ha colpito il paese, sono quelle impegnate nelle produzioni di prodotti di valore medio-alto, di antica tradizione e di elevato contenuto artigianale, ma innovative quanto a design, professionalità e tecnologie impiegate, che compensano con l alta qualità i maggiori costi di produzione e per mettono di sostenere l export regionale. È evidente che le politiche di sostegno all occupabilità da mettere in campo devono inserirsi all interno di una strategia che miri a sostenere la competitività dell intera economia regionale, rivolgendosi all impresa quale attore centrale del mutamento e dell innovazione. Il sostegno all impresa veneta che crea occupazione rappresenta, perciò, una leva fondamentale ai fini della creazione di reddito e di posti di lavoro e, in un quadro di accresciuta competizione internazionale, i sistemi produttivi veneti dovranno puntare su strategie di ristrutturazione produttiva, diversificazione settoriale e investimento nell innovazione, di reti e di aggregazione di imprese. L innovazione deve essere intesa come driver per l eccellenza e la personalizzazione dell offerta di prodotti e servizi, diventando così strumento efficace a sostegno di imprese intelligenti che riescono a creare un connubio vincente tra produzione artigianale, manifatturiero di qualità e innovazione tecnologica. Per potenziare la capacità di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese, favorire un uso più efficiente delle risorse e utilizzare tecnologie rispettose dell ambiente è di importanza fondamentale poter contare su figure professionali adeguatamente preparate. Il capitale umano è, quindi, fondamentale per raggiungere gli obiettivi chiave per il sistema economico-produttivo veneto, che comprendono la promozione della vitalità imprenditoriale, la diversificazione produttiva, la capacità di adattamento al cambiamento dei sistemi produttivi e il rafforzamento della competitività dei sistemi produttivi veneti. La presente iniziativa si pone quale strumento individuato per dare traduzione operativa alla strategia perseguita dalla Regione del Veneto per lo sviluppo della competitività d impresa e la valorizzazione del capitale umano in essa presente, al fine di assicurare il mantenimento dei posti di lavoro esistenti e generare nuove opportunità di crescita e occupazione. Le proposte progettuali dovranno rispondere a fabbisogni di formazione e crescita nel medio periodo del tessuto imprenditoriale, essere caratterizzate da un certo grado di complessità e si dovranno focalizzare o su specifici settori produttivi o su precisi profili professionali (medio-alti), promuovendo processi di innovazione e riorganizzazione industriale e qualificazione delle competenze, a sostegno della competitività delle imprese venete. I progetti finalizzati a rispondere alle esigenze formative nel breve termine, specifiche di singole imprese, saranno oggetto di un altra specifica iniziativa. Dalle esperienze della precedente programmazione è emerso che i fabbisogni formativi di aziende afferenti al medesimo settore sono spesso comuni. Inoltre, tenuto conto anche delle specificità del tessuto economico veneto (imprese di piccole o piccolissime dimensioni), si ritiene importante favorire il dialogo tra le diverse realtà imprenditoriali e lo scambio di saperi e di competenze, che può contribuire a mettere in moto processi di innovazione in prodotti, servizi e modelli, anche in un ottica di innovazione sociale. In tale senso si intende sostenere la realizzazione di progetti a valenza settoriale, che dovranno essere caratterizzati da7 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 7/43 interventi formativi interaziendali, che possano mettere in moto uno scambio virtuoso di informazioni e possano portare anche alla costituzione di reti innovative e ad aggregazioni di imprese. Inoltre, in particolare per quanto riguarda la transizione verso un economia più verde, potranno essere realizzati, nell ambito dei progetti settoriali, interventi che favoriscano la qualificazione/riqualificazione di personale nelle eco imprese in crescita, ma anche il miglioramento delle qualifiche professionali dei lavoratori, alla luce delle modifiche dettate dal processo di eco innovazione per il raggiungimento degli obiettivi di Europa D altro canto, però, proprio alla luce dell importanza rivestita dal capitale umano è necessario promuovere interventi di valorizzazione delle competenze di quei profili aziendali (medio-alti) che maggiormente possono contribuire a sviluppare, all interno delle aziende, percorsi di cambiamento mirati all innovazione dell offerta di prodotti e servizi, alla razionalizzazione dei processi, anche di trasporti e della logistica, all uso efficiente delle risorse per uno sviluppo sostenibile, allo sviluppo di nuovi mercati, all internazionalizzazione. Potranno, perciò, essere presentati progetti rivolti a specifici profili professionali, per svilupparne ed aggiornarne competenze trasversali utili alla crescita ed innovazione delle aziende (indipendentemente dal settore produttivo di riferimento). Tale iniziativa si pone all interno dell obiettivo specifico 4 del POR FSE per favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi, che intende contribuire alla priorità d investimento per l adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti (8.v). Si riporta di seguito lo schema relativo all ambito di riferimento del POR FSE 2014/2020: Asse Obiettivo tematico Priorità di investimento Obiettivo specifico POR Risultato atteso Accordo di Partenariato Risultati attesi Indicatori di risultato I Occupabilità 8 - Promuovere un occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori 8.v Adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti 4 - Favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi RA Favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi Intervenire su settori produttivi, filiere e aziende o territori in situazione di crisi conclamata o prevista promuovendo processi di innovazione e riorganizzazione industriale (e in particolare del settore manifatturiero) e qualificazione delle competenze. Aumentare il livello di qualificazione del personale delle imprese e del livello di innovazione e competitività delle stesse con particolare attenzione all avvio di progetti e interventi di restyling, di ricerca e sviluppo su nuovi prodotti, di processi di internazionalizzazione, di riqualificazione del personale in funzione di nuove tecnicalità e efficientamento dei processi di produzione e di vendita. Diminuire il numero di lavoratori espulsi dal mercato del lavoro e il numero delle imprese in crisi aziendale accertata o prevista con particolare attenzione alla individuazione e promozione di nuovi prodotti/servizi, all adozione di nuove tecnologie, allo sviluppo di nuove competenze e alla ristrutturazione di processi e sistemi produttivi. CR07 partecipanti che godono di una migliore situazione sul mercato del lavoro entro i sei mesi successivi ala fine della loro partecipazione8 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 8/43 Indicatori di realizzazione all intervento CO05 i lavoratori, compresi i lavoratori autonomi 3. Tipologie progettuali Potranno essere presentate proposte progettuali complesse, in grado di offrire ai destinatari un insieme articolato di opportunità formative, di accompagnamento e supporto, finalizzate allo sviluppo delle risorse umane e all innovazione delle imprese. Tali azioni progettuali devono rispondere alle esigenze: - di uno o più particolari settori produttivi; - di uno o più specifici profili professionali presenti nelle aziende (anche appartenenti a settori differenti). Per garantire la massima copertura dei fabbisogni espressi dal territorio regionale, le proposte progettuali dovranno afferire ad una delle seguenti tipologie di progetti, che si diversificano in ordine a due differenti criteri: Tipologia A SETTORIALE Progetti che si riferiscono ad uno o più settori scelti tra i seguenti: - turismo, ristorazione e sviluppo del territorio; - agroalimentare e vitivinicolo; - energia, ambiente (green e blue jobs) e costruzioni; - informatica e attività connesse; - packaging, grafica, pubblicità e comunicazione; - made in Italy; - industrie creative e culturali, artigianato artistico (legno, vetro, oro,.); - tessile, abbigliamento e calzaturiero; - mobili e arredamento; - freddo ed elettrodomestici; - commercio al dettaglio e all'ingrosso, anche in forma di franchising; - logistica e trasporti; - meccanica e meccatronica; - elettronica ed elettrotecnica. I progetti che insisteranno su più settori dovranno essere collegati a specifiche azioni di sviluppo territoriale, esplicitando i fabbisogni del territorio e le motivazioni che hanno portato all individuazione dei diversi settori scelti. Tipologia B PROFILO Progetti finalizzati a sostenere l acquisizione di competenze trasversali e rivolti ad uno o più specifici profili professionali (medio-alto) purché tra loro coerenti, quali ad esempio: - direttore generale; - direttore di produzione; - direttore amministrativo; - direttore risorse umane; - responsabile logistica; - responsabile acquisti; - responsabile ricerca e sviluppo; - responsabile marketing; - ecc. I progetti potranno riferirsi a uno o più settori. Per il raggiungimento degli obiettivi progettuali e delle finalità previste dalla Direttiva, i progetti possono prevedere sia attività formative che di accompagnamento, come esplicitato nei paragrafi che seguono. 3.1 Attività formative Al fine di adeguare le competenze dei destinatari ai fabbisogni professionali delle imprese potranno essere realizzati i seguenti interventi formativi: a) interventi di breve durata (2-16 ore); b) interventi di media durata (17-50 ore); c) interventi di lunga durata ( ore);9 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 9/43 d) interventi formativi di specializzazione ( ); e) learning week (40 ore - percorso di tipo residenziale svolto con la metodologia outdoor). Per lo svolgimento di ciascuna delle attività formative sopra specificate potrà essere utilizzato un insieme variamente combinato di metodologie coerenti con gli obiettivi formativi, i contenuti previsti, e gli stili di apprendimento riscontrabili negli utenti, che migliorino il coinvolgimento e l'interazione tra gli utenti, scelte tra quelle che vengono di seguito elencate a titolo esemplificativo: formazione in presenza; apprendimento intergenerazionale; formazione intervento; role play; testimonianze; utilizzo di filmati; problem based learning (PBL); FAD L adozione di metodologie FAD è ammissibile nel limite del 40% del monte ore totale degli interventi formativi previsti. Si precisa che nell ottica di favorire la creazione di reti di imprese, lo scambio di saperi (know-how) e la socializzazione di problematiche comuni tra diverse realtà imprenditoriali, che possono diventare occasione di crescita dell intero sistema produttivo, le attività formative dovranno avere una caratterizzazione esclusivamente interaziendale. In entrambe le tipologie progettuali, quindi, tutte le attività formative dovranno prevedere esclusivamente percorsi che realizzino interventi interaziendali, in grado di rispondere a fabbisogni comuni alle imprese partner. Gli interventi di specializzazione, che possono essere previsti in entrambe le tipologie progettuali, devono affrontare tematiche di elevata complessità e portare all acquisizione di competenze manageriali spendibili in diversi settori per il rilancio del business delle imprese e nei processi di change management. Il 50% del monte ore degli interventi di specializzazione potrà essere svolto in piccoli gruppi (da 3 a 5 persone) o prevedere lo sdoppiamento del gruppo iniziale Borse per la partecipazione a corsi di perfezionamento Potrà essere prevista l erogazione di borse (Euro 2.000,00) per la partecipazione a corsi di perfezionamento erogati anche in modalità FAD, da parte di Università pubbliche e/o private, o altri organismi di formazione non accreditati presso la Regione del Veneto, operanti anche al di fuori del territorio regionale (purché presso strutture non collegate agli enti accreditati in Veneto). Tale scelta dovrà essere adeguatamente motivata e le tematiche affrontate devono comportare un reale valore aggiunto al percorso professionale del destinatario, contribuendo all aumento di conoscenze e competenze dei soggetti coinvolti non diversamente acquisibili. Tali percorsi dovranno avere la durata almeno pari ad un intervento formativo di media durata. Si provvederà alla valutazione delle motivazioni addotte e della congruenza economica della richiesta; qualora non vengano soddisfatte le condizioni previste, la Regione potrà richiedere al Soggetto proponente di organizzare il percorso formativo all interno del progetto, con conseguente rimodulazione del budget mediante utilizzo del costo standard previsto per le attività.10 ALLEGATO B Dgr n. 784 del 14/05/2015 pag. 10/ Learning week Gli interventi di learning week, quale intervento innovativo in modalità residenziale o con metodologia outdoor 1, permettono di realizzare interventi di formazione ed apprendimento esperienziale, che permettono di aggirare le difese che i metodi di formazione tradizionali possono a volte suscitare, innescando così un processo attivo di re-interpretazione della realtà per facilitare cambiamento e innovazione. Potranno essere svolte esperienze quali ad es. il Teatro d Impresa, uno strumento di formazione innovativo che offre la possibilità di ripensare i comportamenti individuali e le scelte aziendali in una forma leggera ma nello stesso tempo di grande impatto. Tali interventi, infatti, permettono di realizzare un processo di apprendimento che integra l acquisizione di esperienza e sviluppa relazioni docente-destinatari e tra pari, che coinvolgendo attivamente e rendendo protagonisti i soggetti partecipanti, facilitano l apprendimento stesso attraverso l individuazione di soluzioni a problemi reali e l esperienza agita. La durata di una learning week di 40 ore prevede che essa possa essere suddivisa in: - preparazione (massimo 8 ore); - attività formativa vera e propria; - feedback finale (massimo 8 ore). Le attività formative in learning week possono essere articolate in maniera differenziata su un percorso di 5 giornate consecutive o in un percorso spezzato (di almeno 3 giornate) che preveda l erogazione in giornate consecutive alternate a momenti di pausa da realizzarsi non necessariamente nella medesima settimana. 3.2 Attività di accompagnamento Possono essere previste le seguenti attività di accompagnamento: - assistenza/consulenza (individuale e/o di gruppo) - coaching (individuale e/o di gruppo) - action research - project work - visite di studio (individuale e/o di gruppo) - visite aziendali (individuale e/o di gruppo) - seminari informativi - workshop/focus group Le attività di accompagnamento individuali non dovranno superare il 30% del monte ore dell intero progetto. Si precisa che, nel caso di attività di gruppo, è possibile prevedere gruppi variabili di destinatari che partecipano a tutte o a parte del monte ore previsto per l intervento. Le attività di accompagnamento, all interno di entrambe le tipologie di progetto, possono essere utilizzate per offrire alle imprese partner interventi personalizzati necessari a declinare contenuti e competenze all interno dei diversi contesti aziendali. Alcune attività di accompagnamento (assistenza/consulenza, coaching, action research, project work, visite aziendali/di studio) potranno, quindi, prevedere una realizzazione personalizzata sulla base dei bisogni di una singola impresa, prevendendo interventi 1 Ove per outdoor si intende un attività realizzata in ambienti come gli spazi aperti che risponde alle seguenti condizioni: utilizzo di metodologie finalizzate allo sviluppo individuale e di gruppo, basate sull'apprendimento sperimentale e integrato, con il supporto di situazioni reali e concrete, create in centri opportuni in mezzo alla natura; utilizzo di formatori con adeguata preparazione e documentata esperienza nella formazione outdoor; utilizzo di tecnologie e attrezzature adeguate e conformi alle disposizioni normative e di legge; assicurazione specifica per i corsisti; istituzione di un momento preparatorio alle attività, riservando anche spazi informativi adeguati sui rischi e vincoli di tale attività. Vedere altro
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 Articolo 14
 Articolo 20
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 Articolo 15
 Articolo 53
 Articolo 35
 articolo 117
 art. 1