Source: https://www.adottando.it/notizie-dalla-bosnia/
Timestamp: 2020-06-06 00:06:45+00:00

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La situazione dei migranti a Tuzla - Benvenuti su ADOTTANDO Bologna ONLUS
La situazione dei migranti a Tuzla
da Osservatorio Balcani del 17 febbraio 2020
L'Università operaia di Tuzla: le radici operaie e le lotte sociali della città
da Le Courrier des Balkans - 31-01-2020
L'Università operaia di Tuzla.pdf
La sezione dedicata alla Bosnia del report 2020 di Human Rights Watch
Human Rights Watch Report 2020 Bosnia.pd
da Osservatorio Balcani - 3 gennaio 2020
Bosnia, dopo Vučjak _ Bosnia Erzegovina
Agricoltura in Bosnia Erzegovina, un futuro è possibile: promozione di progetti di sviluppo rurale
da Osservatorio Balcani - 27 dicembre 2019
Agricoltura in Bosnia Erzegovina, un fut
Alla pagina Facebook 'Tuzlanski volonteri' si possono trovare notizie sulla situazione dei profughi accampati alla stazione di Tuzla e sulle relative iniziative di solidarietà di cittadini e cittadine di Tuzla
La crisi dei migranti in Bosnia nella stampa locale e nell'opinione pubblica
da Osservatorio Balcani - 13 dicembre 2019
I media bosniaci e la visione distorta s
Prospettive per l'accoglienza dei migranti in Bosnia dopo la chiusura del campo di Vučjak
Intervista a Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, sulla crisi dei migranti in Bosnia
La crisi dei migranti in Bosnia Erzegovi
Maltrattamenti nell'Istituto per bambini e adolescenti con disturbi mentali di Pazarić
da Osservatorio Balcani - 29 novembre 2019
il caso Pazarić è solo la punta dell’ice
Bosnia: i figli della vergogna. Nati da stupri di guerra, si battono per la dignità
In Bosnia-Erzegovina vengono chiamati i figli invisibili. Si tratta dei bambini nati dagli stupri avvenuti durante la guerra di Jugoslavia, commessi dai soldati nemici ma anche da caschi blu dell’ONU. La vergogna e la discriminazione infestano ancora la vita di questi giovani senza il cognome paterno nei documenti, il cui numero si aggira tra le 2.000 e le 4.000 persone. Anja Jusic si batte per ridare loro dignità.
A questo link si può vedere il video, trasmesso da Arte Tv, fino al 17 febbraio 2020:
https://www.arte.tv/it/videos/079474-003-A/bosnia-i-figli-della-vergogna/?fbclid=IwAR0zmjpFoKPw0TsuFEC4XxPecOK77sRc20vHCBnyFa-4UgQSK3PH_dqp4Q8
da Osservatorio Balcani 20 novembre 2019
Dopo 13 mesi di blocco, la Bosnia Erzego
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Impegno artistico, memoria della guerra e aiuto ai nuovi migranti in Bosnia
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Successo del Gay Pride di Sarajevo
da il manifesto del 10/09/19
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Domenica il primo Gay Pride a Sarajevo
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Giovani attivisti che non emigrano dalla Bosnia
Un libro rende omaggio agli attivisti, e
L'inquinamento e le sue conseguenze a Tuzla e a Zenica
da Osservatorio Balcani - 26 luglio 2019
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Strage di Srebrenica: «Militari olandesi colpevoli solo al 10%»
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Bosnia, ancora senza nessun governo
BOSNIA_ Un paese senza governo, di nuovo
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Problematicità del dibattito storiografico sulla guerra in Bosnia
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Atti di odio etnico religioso a Zvornik e Bijeljina
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BOSNIA_ Moschea vandalizzata con messagg
Inaugurata la moschea di Foča
Costruita nel 1549, ricostruita venticinque anni dopo essere stata deliberatamente rasa al suolo come atto di pulizia etnica nel 1992
http://ba.n1info.com/English/NEWS/a342089/Aladza-Mosque-in-Foca-opens-its-doors-25-years-after-demolition.html
Fallimento del mini-vertice UE/Balcani
il Manifesto 3 maggio 2019 - Serbia-Kosovo, lo scambio etnico impossibile - Alessandra Briganti
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Gay Pride a Sarajevo: un banco di prova per la Bosnia - Osservatorio Balcani - 10/04/2019
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UNA TESTIMONIANZA dalla neuropsichiatra infantile e fondatrice di Tuzlanska Amica, Irfanka Pašagić.
IL MIO COLLEGA KARADŽIĆ
Sarebbe stato normale aspettarsi che la sentenza del Tribunale di Aja a Radovan Karadžić
per i crimini inconcepibili, incluso il crimine di genocidio, commessi sul territorio della BiH, nel periodo in cui lui era il Presidente della Repubblica Srpska, suscitasse una condanna unanime ,una sincera compartecipazione con le vittime , una chiara presa di distanza dal crimine commesso in "nostro "o in "loro" nome. In BiH, questo non è successo. In Serbia, neanche.
La sentenza a Karadžić e stato un ulteriore ammonimento, un 'occasione che doveva contribuire alla catarsi e al ravvedimento di questa società martirizzata. Ma non lo è stato.
Ventiquattro anni dopo la guerra, noi viviamo in uno stato nel quale il membro serbo della Presidenza Milorad Dodik, non riconosce lo stato del quale è Presidente, fa di tutto per impedire che in questo stato si realizzi qualsiasi tipo di sviluppo , chiama eroi i criminali di guerra conclamati e alla Casa dello studente a Pale, ha dato il nome di Radovan Karadzic.
Secondo quello che potete leggere nella maggior parte dei giornali e vedere nelle TV statali della Serbia e Repubblica Serpska, Karadžić è stato condannato soltanto perché Serbo, la NATO è intervenuta senza motivo, il Kosovo vuole un'altra guerra, il fatto che Anders Behring Breivik e Brenton Tarant, nelle loro posizioni estremamente di destra, avessero avuto come idoli Milosević e Karadžić è una congiura dell'occidente contro la Serbia...
Ricordo, i media diffondevano , con i loro testi , bugie terribili anche prima dell'inizio della guerra nella ex Jugoslavia appoggiando saldamente quelli che volevano lo scontro.
Ci sarà qualcuno a fermarli?
A Srebrenica, città nella quale è successo il genocidio che il mondo intero, ricorda come il crimine più efferato, successo in Europa, dopo la seconda guerra mondiale, il sindaco condanna la sentenza a Karadžić e lo chiama eroe.
Alcuni giorni prima del profrimento della sentenza di secondo grado, a Srebrenica il suo sindaco, seduto in prima fila, ha appoggiato la promozione del libro che in modo mostruoso, falsifica quello che è successo a Srebrenica. Nel ventunesimo secolo, nella città dove è successo il genocidio, dove le tracce della guerra, sono ancora fresche e le ferite non sanate , dobbiamo chiederci ad alta voce - Come è possibile!?
Si deve sperare che la generazione che sta crescendo avrà la forza di confrontarsi con il male che è successo. Senza fare questo, non sarà possibile lasciare il passato nel passato, è la storia stessa che ce lo insegna.
La commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza /ECRI/del Consiglio europeo, ha condannato la mancanza della volontà politica alla costruzione di una società di inclusione in BiH, tra altro chiede anche la rimozione dei simboli religiosi ed etnici dalle scuole, ripetendo le raccomandazioni del 2010. Purtroppo, la maggior parte delle scuole in BiH, non contribuisce in nessun modo alla creazione di un 'istruzione ed educazione di qualità, basata sui principi di comprensione e di tolleranza e questo è quello che deve essere sollecitato ogni giorno.
Nonostante segretamente speravamo che la sentenza a Radovan Karadžić potesse contribuire anche solo minimamente al processo del confronto con la verità, questo non è successo.
Ciò nonostante, questa sentenza è universalmente molto importante in quanto ammonimento per tutti quelli che pensano di poter fare del male agli altri, senza essere condannati. Altrettanto, la documentazione raccolta dal Tribunale di Aja è estremamente importante in quanto custodisce la verità - per qualche tempo migliore.
Dopo la sentenza a Karadžić, di nuovo, rifletto su di lui. Il mio collega, pieno di spirito, sempre pronto per un qualche scherzo. Ci incontravamo quasi sempre negli incontri tra psicoterapeuti della ex Jugoslavia che si svolgevano a Plitvice in Croazia. L'ultima volta ci siamo incontrati poco prima che scoppiasse la guerra in quel paese...
Lui non ha mai mostrato di essere pentito per tutto il male commesso, di cui, lui è uno dei principali colpevoli ed ideatori.
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