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Timestamp: 2018-05-27 05:11:00+00:00

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Corte di Cassazione, I sezione penale, sentenza n. 22100, depositata l'1 giugno 2011. Solo la prova dell’effettiva e concreta convivenza con il coniuge italiano scongiura l’espulsione per l’immigrato con precedenti penali. - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, I sezione penale, sentenza n. 22100, depositata l’1 giugno 2011. Solo la prova dell’effettiva e concreta convivenza con il coniuge italiano scongiura l’espulsione per l’immigrato con precedenti penali.
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Corte di Cassazione – Sezione I penale – Sentenza n. 22100, depositata 1.6.2011. Solo la prova dell’effettiva e concreta convivenza con il coniuge italiano scongiura l’espulsione per l’immigrato con precedenti penali
Corte di Cassazione, I sezione penale, sentenza 1.6.2011, n. 22100
La Corte di cassazione, con la sentenza 22100, ha ribadito che lo straniero, onde vantare una ostatività all’espulsione che lo attinge, deve dimostrare non solo di essere coniugato con un cittadino di nazionalità italiana, ma altresì che la convivenza con la stessa è concreta ed effettiva.
Il tribunale di sorveglianza di Catania , una volta definito l’uomo socialmente pericoloso anche per la condizione di disoccupato e il suo frequente ricorso a false identità., lo ha ritenuto passibile di espulsione, in base a quanto disposto dal testo unico sull’immigrazione.
Contro il provvedimento si opponeva lo “straniero” poiché riteneva violato l’articolo 19 del Dlgs 286/1998[1] con cui viene esclusa – salvo per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato – l’espulsione “degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge che siano di nazionalità italiana”.
La deroga è prevista sia dalla norma interna riportata nelle note e sia dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e dalla direttiva europea 2003/86/Ce , recepita con il Dlgs 5/2007.
La Corte dopo aver preliminarmente rilevato, dando continuità ad un principio di diritto già espresso dalla stessa Corte, che le previsione secondo cui non è consentita l’espulsione degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge che siano di nazionalità Italiana, ha rigettato il ricorso per il motivo già esposto.
La mancata prova della convivenza unita alla dimostrata pericolosità sociale del soggetto hanno determinato l’esclusione della possibilità di godere del divieto di espulsione.
[1]Art.19. Divieti di espulsione e di respingimento (Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 17)
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2011-06-02T17:36:53+00:00	2 giugno 2011|Cassazione penale 2011, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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