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Timestamp: 2019-10-23 03:56:19+00:00

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Divorzio e assegno divorzile: onere probatorio del richiedente - Tribunale Nola - sentenza n. del 22/11/2005
Divorzio e assegno divorzile: onere probatorio del richiedente
sentenza del 22/11/2005
Divorzio (ricorrente invalido con assegno di invalidità -resistente con nuovo nucleo familiare con attività lavorativa saltuaria e precaria) :
presupposti - obbligo di mantenimento a favore del coniuge richiedente - formulazione della domanda - necessità -onere probatorio del richiedente - richiesta pagamento assegni determinati in sede di separazione e non versati - inammissibilità - richiesta pagamento assegni familiari trattenuti indebitamente - inammissibilità
L'obbligo di mantenimento a favore del coniuge richiedente, seppur giustificato dal principio generale della solidarietà tra i coniugi ex art. 148 e 156 cc, tuttavia presuppone sempre l'assolvimento sia dell'onere di precisa formulazione della domanda , sia dell' onere probatorio da parte del richiedente , che, in particolare, in sede divorzile implica la precisa aderenza ai criteri determinativi disposti dall'art. 5 l.898/70 così come modificato da l.74/87: questo secondo i principi generali per i quali chi formula una domanda deve dimostrare di avere i requisiti sostanziali per fondare il diritto preteso;
2) più precisamente l'assegno divorzile è determinato sulla base di criteri autonomi e distinti rispetto all'assegno spettante al coniuge separato – per determinare il quale è sufficiente la prova della differenza di redditualità e/o forza economica, nonché del diverso tenore di vita rispetto all'epoca del menage – nel senso che tale assegno della separazione può costituire un utile elemento di riferimento e non già il dato cui ancorare necessariamente il riconoscimento dell'assegno di divorzio o parametrarne la determinazione .
IL TRIBUNALE DI NOLA I SEZIONE CIVILE
Dott. VINCENZA BARBALUCCA presidente est.
Dott. MARINA MANGOSI giudice
Dott. MICHELE CUOCO giudice
Riuniti in camera di consiglio ha pronunciato la seguente
Nella causa civile iscritta al n.5761/02 RGAC
TIZIO, elettivamente domiciliato in Napoli … presso lo studio dell'avv. … da cui è rapp.to e difeso giusto mandato a margine del ricorso -ricorrente-
CAIA, elettivamente domiciliata in Nola via ….. presso lo studio degli avv.ti … e … da cui è rappresentata e difesa giusto mandato a margine della comparsa di costituzione -resistente-
P.M. presso il Tribunale -interventore ex lege-
All'udienza del 7.7.2005 il RICORRENTE concludeva come da ricorso.
Con ricorso depositato in data 16.11.2002 TIZIO premesso di aver contratto matrimonio con CAIA in data 27.7.1989, che dalla loro unione non nascevano figli, che la separazione veniva dichiarata con decreto di omologazione del 26.6.1992, chiedeva che venisse pronunciata la cessazione degli effetti civili del matrimonio essendo decorsi tre anni dalla data di comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale senza determinazione di assegno di mantenimento a carico del ricorrente per il mantenimento della resistente che ha formato nuovo nucleo familiare ed essendo il ricorrente invalido.
All'udienza del 28.1.2003, fissata per la comparizione delle parti, il Presidente esperiva infruttuosamente il tentativo di conciliazione essendo comparsi entrambe la parti; quindi emessi i provvedimenti interinali, rimetteva le parti davanti all'Istruttore.
Qui si costituivano ritualmente entrambe le parti : in particolare parte ricorrente ribadiva la domanda; parte resistente in via riconvenzionale chiedeva che le venisse versato quanto dovutole per l'assegno stabilito in sede di separazione e quanto dovuto a titolo di assegni familiari percepiti dal ricorrente e non versati alla resistente.
Sulle conclusioni in epigrafe riportate, la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione in camera di consiglio.
E' invero provato il titolo addotto a sostegno della stessa e cioè decreto di omologazione 26.6.1992 emessa dal Tribunale di Napoli, non reclamato, previa comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale in data 11.5.1992 .
Del pari è provata la cessazione effettiva di ogni rapporto tra i coniugi quanto meno nel triennio anteriore alla proposizione della domanda, visto che la non è stata eccepita la interruzione della separazione da parte della resistente comparsa in sede presidenziale.
Ricorre perciò nella fattispecie l'ipotesi prevista dall'art.3 lett.b) l.1.12.1970 n.898 così come modificata dall'art.5 della citata l.n.74/87 .
D'altra parte attese le risultanze degli atti di causa si deve ritenere che la comunione spirituale e materiale fra i coniugi sia definitivamente venuta meno e non possa più perciò ricostituirsi.
Quanto alla ulteriore determinazione circa l'assegno divorzile il Tribunale osserva che :
1) l'obbligo di mantenimento a favore del coniuge richiedente, seppur giustificato dal principio generale della solidarietà tra i coniugi ex art. 148 e 156 cc, tuttavia presuppone sempre l'assolvimento sia dell'onere di precisa formulazione della domanda , sia dell' onere probatorio da parte del richiedente , che, in particolare, in sede divorzile implica la precisa aderenza ai criteri determinativi disposti dall'art. 5 l.898/70 così come modificato da l.74/87: questo secondo i principi generali per i quali chi formula una domanda deve dimostrare di avere i requisiti sostanziali per fondare il diritto preteso;
2) più precisamente l'assegno divorzile è determinato sulla base di criteri autonomi e distinti rispetto all'assegno spettante al coniuge separato – per determinare il quale è sufficiente la prova della differenza di redditualità e/o forza economica, nonché del diverso tenore di vita rispetto all'epoca del menage – nel senso che tale assegno della separazione può costituire un utile elemento di riferimento e non già il dato cui ancorare necessariamente il riconoscimento dell'assegno di divorzio o parametrarne la determinazione (cfr. Cass. Civ.Sez. I 27.8.2004 n.17128). Invero secondo il dettato letterale dell'art. 5 l.cit. l'onere probatorio deve essere rivolto verso i vari criteri informatori contemplati nella norma e cioè :condizioni dei coniugi, ragioni della decisione contributo personale ed economico alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune, reddito di entrambi, durata matrimonio. Inoltre in sede divorzile l'onere probatorio è caratterizzato da un ulteriore connotato , rispetto alla determinazione in sede di separazione , e cioè il richiedente deve altresì fornire la prova del fatto che versi nella necessità nel senso che non ha adeguati mezzi propri o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive
Ebbene nel nostro caso in primo luogo si rileva che dalla documentazione prodotta da parte ricorrente emerge che il ricorrente è invalido e percepisce un assegno di invalidità ex l.n118/71.
Invece parte resistente in sede presidenziale ha dichiarato di svolgere saltuaria e precaria attività lavorativa come collaboratrice domestica, aiutata tra l'altro anche dalla propria famiglia di origine. Tale parte ,in ogni caso, non ha in primis formulato nessuna precisa e specifica domanda di determinazione dell'assegno a suo favore , essendosi limitata a formulare richieste di natura creditoria aventi per oggetto il pagamento degli assegni determinati in sede di separazione non versati e il pagamento degli assegni familiari ritenuti indebitamente trattenuti dal ricorrente : il Tribunale osserva che il titolo per il diritto ad ottenere l'assegno previamente determinato esiste ed è il decreto di omologazione del 26.6.1992 il quale è un titolo esecutivo, ragion per cui sulla base dello stesso la parte avrebbe potuto già far valere pienamente le proprie pretese. Pertanto non è questa la sede processuale sia per richiedere le somme dovute a tale titolo , sia per richiedere le somme ritenute dovute a titolo di assegni familiari precedentemente percepiti, trattandosi di domande attinenti , la prima, alla fase esecutiva di un diritto obbligazionario, la seconda , all'accertamento di un presunto credito ritenuto già maturato, domande che come tali sono estranee al presente petitum e causa petendi vertente in un'azione di stato con relative disposizioni strettamente connesse.
In ogni caso parte resistente non ha né dedotto né provato alcun elemento, quanto meno significativo ed indicativo della situazione di bisogno e necessità che giustifica il richiesto assegno, avendo anzi dichiarato in sede presidenziale di aver una certa autonomia economica , lavorando saltuariamente: ragion per cui dalle risultanze processuali non si può dire neppure che emerga una disparità di redditi tra le parti in causa tale da giustificare , quanto meno in linea teorica, la determinazione dell'assegno a favore della resistente .
Da ciò deriva che nulla deve essere determinato a favore della stessa.
Sì dà atto che ai sensi dell'art. 70 cpc il Pm in sede è stato informato del giudizio con comunicazione di cancelleria del 27.11.2002 ragion per cui tale parte è stata posta in grado di svolgere l'attività che ritenga più opportuna, non essendo necessaria né la formulazione di conclusioni orali o scritte , né la presenza a tutte le udienze (cfr.:Cass.n.13062 del 2000; Cass.n.12456 del 1999Cass. N.11915 del 1998).
Sussistono equi motivi per compensare le spese di lite.
Il Tribunale di Nola I sezione civile definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da TIZIO nei confronti di CAIA così provvede :
1)Pronunzia la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto in ZZZ (NA) in data 27.7.1989 da TIZIO nato a Roma il xxx.1966 e da CAIA nata a Napoli il yyy1969 ( atto n.xx parte I anno 1989);
2)Ordina che la presente sentenza sia trasmessa a cura della cancelleria in copia autentica all'ufficiale di stato civile dei predetti comuni per la trascrizione, l'annotazione e le ulteriori incombenze di cui agli artt.3 e 10 l.1.12.1970 n.898 e 125 n.6, 133 n.2 e 88 n.7 ord. Stato civile;
3)le spese del giudizio sono compensate.
Così deciso in Nola addì 22.11.2005
Dott.ssa Vincenza Barbalucca

References: sentenza 

sentenza 
 art. 148
 art. 148
 Cass. 
 sentenza