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COLLEGIO IPASVI DI GORIZIA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE 2015 Mara Pellizzari Gradisca D’Isonzo, 16 Maggio 2015 LA RIFORMA SANITARIA REGIONALE. - ppt scaricare
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PubblicatoGabriela Lupi
Presentazione sul tema: "COLLEGIO IPASVI DI GORIZIA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE 2015 Mara Pellizzari Gradisca D’Isonzo, 16 Maggio 2015 LA RIFORMA SANITARIA REGIONALE."— Transcript della presentazione:
COLLEGIO IPASVI DI GORIZIA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE 2015 Mara Pellizzari Gradisca D’Isonzo, 16 Maggio 2015 LA RIFORMA SANITARIA REGIONALE E LE PROFESSIONI SANITARIE
TRACCIA ANALISI DEL CONTESTO: EVOLUZIONE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA SANITARIA ANALISI LR N. 17/2014 : “RIORDINO DELL’ASSETTO ISTITUZIONALE E ORGANIZZATIVO DEL SSR E NORME IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA E SOCIO- SANITARIA” LO SVILUPPO DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA: OPPORTUNITA’ E CONDIZIONI PROSPETTIVE DELLE PROFESSIONI SANITARIE
EVOLUZIONE DOMANDA SANITARIA Cambiamento struttura demografica, epidem. e sociale e del welfare Cambiamento culturale dell’utente pz orientato vs > empowerment EVOLUZIONE OFFERTA SANITARIA Evoluzione forme organizzative H-Terr H vs Territorio (asimmetria tra H e Terr) Evoluzione professioni sanitarie e delle competenze IL CONTESTO
Fonte: SIE su popolazione da anagrafe Comunale fonte ISTAT anno 2003 Le piramidi di età del 2003 e del 2051 evidenziano un progressivo capovolgimento della struttura piramidale. Fonte: ISTAT – Proiezioni – ipotesi centrale LO SCENARIO DEMOGRAFICO: PROIEZIONI ISTAT DELLA POPOLAZIONE DEL FVG
Oggi si stima la presenza in regione di oltre 50.000 anziani con diversi gradi di disabilità. Fra questi, circa il 50% ha delle compromissioni importanti della propria autonomia. 50% Fonte: Azione e-welfare PRAI FESR FReNeSys 2002-2003, “Il modello di simulazione per il Friuli Venezia Giulia” Popolazione anziana (≥ 65 anni) al 31.12.2003: 261.943 Grado di disabilit à N° dipendenti% su pop. anziana Almeno tre IADL perdute26.71810,2% Una ADL perduta18.0746,9% Due ADL perdute2.6191,0% Almeno tre ADL perdute4.9771,9% Totale dipendenti (≥ 65 anni)52.38920,0% LO SCENARIO DEMOGRAFICO: LA POPOLAZIONE ANZIANA NON AUTOSUFFICIENTE IN REGIONE FVG
> soggetti fragili (nuovi target di utenze) indebolimento della struttura famigliare evoluzione ruolo della donna > n.persone fragili, < persone capaci di care società nuclearizzata utente da fruitore passivo a soggetto attivo e complesso SCENARIO SISTEMA SOCIALE
EVOLUZIONE SISTEMA WELFARE WELFARE STATE WELFARE COMMUNITY Sistema socio-politico-economico-in cui la promozione della sicurezza e del benessere sociale è assunta interamente dallo Stato Sistema socio-politico economico in cui la promozione della sicurezza e del benessere sono espressione di una pluralità di attori e strumenti (come WM) in cui 3° settore, famiglie, reti informali sono soggetti attivi che producono e restituiscono un W riconosciuto e autonomo
EVOLUZIONE DELLE FORME ORGANIZZATIVE DALLA PIRAMIDE  ALLA RETE PIRAMIDERETE Sistema organizzativo rigido Focalizzazione sul compito, sulla procedura Responsabilizzazione accentrata Sistema organizzativo flessibile Focalizzazione sul processo Responsabilizzazione decentrata e diffusa Organizzazione alta e stretta Organizzazione corta e larga Organizzazione a rete
evoluzione normativa-formativa-operativa delle professioni sanitarie logiche monoprofessionali vs multiprofessionali nascita di nuove figure responsabili del governo dei processi piuttosto che delle funzioni demografia:invecchiamento degli organici, multiculturalita’.. skill mix change e task shifting EVOLUZIONE SISTEMA ORGANIZZATIVO- PROFESSIONALE
CRISI DEL MODELLO TRADIZIONALE DI CURA MODELLO DI CURA TRADIZIONALE Approccio parziale MODELLO DI CURA PRO- ATTIVO Approccio ecologico- sistemico prescrittivo basato sull’attesa dell’evento Ospedalocentrico cittadini fruitori passivi anticipatorio di bisogni inespressi e potenziali e di segni di aggravamento della malattia basato sulla prevenzione delle fragilità e della istituzion.ne e sulla responsabilizzazione del paz. e fam. cittadini pro-sumer
NUOVE FORME DI CURA: DIRETTRICI OSPEDALIERETERRITORIALI cure per livelli di intensita’ e complessita’ assistenziale > cure ambulatoriali e a ciclo diurno o week hospital cure fortemente integrate con il territorio per livelli di intensità LEA ADI pro-attiva integrazione socio-sanitaria Sviluppo di comunità Promozione alla salute
RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE CON LE COMUNITA’ E GLI ENTI LOCALI VALORIZZARE IL RUOLO E IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI E DEI LORO RAPPRESENTANTI MANTENERE UNA PIANIFICAZIONE CALIBRATA SUI BISOGNI DELLE PERSONE SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’ TRA I DIVERSI LUOGHI DELLA PREVENZIONE, DELLA TUTELA E DELLA CURA ANALISI LR N. 17: FINALITA’
POTENZIARE L’ASSISTENZA PRIMARIA RENDENDOLA PIU’ PROSSIMALE E ACCESSIBILE AI CITTADINI DETERMINARE UN RIEQUILIBRIO DELLE RISORSE TRA I SETTORI NEI QUALI VIENE ESPLETATA L’ATTIVITA’ DEL SSR MIGLIORARE L’ATTRATTIVITA’ E LA COMPETITIVITA’ DEL SSR VALORIZZARE IL RUOLO E LA PARTECIPAZIONE DELL’UNIVERSITA’ ALLE ATTIVITA’ ASSISTENZIALI AD INTEGRAZIONE DELLE FUNZIONI DI DIDATTICA E RICERCA ANALISI LR N. 17: FINALITA’
GARANTIRE LA CERTEZZA DELLA CONTINUITA’ DELLE CURE TRA OSPEDALE E TERRITORIO POTENZIARE IL RUOLO DEI DISTRETTI SANITARI CONCEPITI COME ASSI PORTANTI DELLA RIFORMA PER UNA SANITA’ PIU’ VICINA E PROSSIMALE AI LUOGHI DI VITA E DI LAVORO DEI CITTADINI POTENZIAMENTO DELL’ASSISTENZA ALLA COMUNITA’ RIORGANIZZANDO IL LAVORO DEI MMG, DEGLI SPECIALISTI, CONSOLIDANDO E POTENZIANDO LA PRESENZA DELLE PROFESSIONI SANITARIE (INFERMIERI, FISIOPTERAPISTI ETC)  REALE TESSUTO DELLA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE E DELLA PRESA IN CARICO ANALISI LR N. 17: PUNTI QUALIFICANTI
RIDUZIONE DEI COSTI AMMINISTRATIVO- GESTIONALI  EGAS SVILUPPO DEL WELFARE COMMUNITY  COINVOLGIMENTO DELLE RISORSE FORMALI ED INFORMALI PRESENTI NELLA COMUNITA’ PROMOZIONE E SVILUPPO DEI PDTA E DELLE RETI DI PATOLOGIA ANALISI LR N. 17: PUNTI QUALIFICANTI
1.”La Regione in attuazione della normativa vigente, promuove a livello locale e regionale nell’ambito del SSR, la valorizzazione, lo sviluppo e la responsabilizzazione delle professioni sanitarie per contribuire alla realizzazione del diritto alla salute, al processo di cambiamento in atto dell’assetto sanitario regionale, all’integrazione e continuita’ socio-sanitaria e al miglioramento dell’organizzazione multiprofessionale del lavoro. 2. A livello locale in ogni Azienda per l’assistenza sanitaria e negli Istituti di ricovero e cura a carattere scintifico pubblico, sono istituiti i Servizi delle Professioni Sanitarie di cui alla legge 251/2000 e LR 10/2007.” ANALISI LR N. 17: ART. 46 VALORIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI SANITARIE
ARTT. 17-19  DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE E DISTRETTI “L’attivita’ delle professioni sanitarie nel DP/DISTRETTI e’ svolta in equipe multiprofessionale con la finalita’ di privilegiare la centralita’ del cittadino nel rispetto dell’autonomia prevista dalla L251/00 e della LR 10/07 in coordinamento con le altre professioni sanitarie” ART. 21  ASSISTENZA DOMICILIARE “L’assistenza domiciliare si basa:  sull’infermiere di famiglia e di comunita’ che opera in collaborazione con il MMG, con il medico distrettuale e le altre figure professionali  sull’attivita’ domiciliare riabilitativa..omissis” ANALISI LR N. 17: ARTT. 17-19-35
ART. 35 comma 3  OSPEDALI “L’attivita’ delle professioni sanitarie e’ organizzata in aree assistenziali o tecnico-sanitarie, di norma raggruppate in piastre, composte da professionisti delle professioni sanitarie e da altri operatori dell’assistenza, ed e’ caratterizzata dalle professioni infermieristica, tecnico sanitaria, e tecnica della riabilitazione. Le aree assistenziali o tecnico assistenziali, hanno anche lo scopo di condividere risorse professionali, posti letto, ambulatori, beni di consumo e tecnologie. Esse sono svolte in autonomia gestionale. Le direzioni generali delle aziende individuano all’interno dei presidi ospedalieri, le aree d’intervento e le strutture in cui applicare con gradualita’ il modello operativo sopracitato.” ANALISI LR N. 17: ART. 35
ART. 35 comma 4  OSPEDALI “costituiscono specifiche imdicazioni organizzative e requisiti di qualita’ dei presidi ospedalieri: il coinvolgimento della famiglia nel percorso assistenziale la sicurezza del paziente la continuita’ dell’assistenza con dimissioni protette e programmate l’organizzazione dell’assistenza per l’intensita’ di cure secondo la modalita’ del comma 3 l’utilizzo flessibile dei pl ordinari e di DH l’utilizzo condiviso degli ambulatori l’utilizzo condiviso delle sale operatorie l’informatizzazione della documentazione sanitaria ANALISI LR N. 17: ART. 35
CRITERI E LOGICHE DI SCELTA DEI MODELLI ORGANIZZATIVI DEI SERVIZI INFERMIERISTICI IERI/OGGIOGGI/DOMANI basati sulla struttura dell’ambiente organizzativo stabile orientati a costruire la propria “struttura organizzativa” e la propria identita’ focus sul “contenitore organizzativo” LOGICA DEL LEGITTIMARE LA FUNZIONE ASSISTENZIALE orientati a costruire “cultura professionale- e organizzativa” focus sul sistema culturale/valoriale professionale e organizzativo (leadership e competenze) orientati allo sviluppo e alle sfide del cambiamento, della gestione dell’incertezza e della complessità LOGICA DELL’EMPOWERMENT E DEL CAMBIAMENTO
CRITERI E LOGICHE DI SCELTA DEI MODELLI ORGANIZZATIVI A LIVELLO MICRO IERI-OGGIOGGI-DOMANI basati sulla standardizzazione delle attività e dei compiti tecnici forte prevalenza del modello assistenziale Centrati sull’assistenza di base (supporto fisico sostitutivo e comfort alberghiero) assistenza prevalentemente tecnica, prestazionale, di supporto al processo diagnostico-terapeutico basati sulla presa in carico (primary care, case manager etc) e personalizzazione ass.za forte prevalenza delle competenze professionali e delle competenze di gestione dell’incertezza e della complessità (leadership) centrati sull’assistenza avanzata in cui l’infermiere persegue il max beneficio per la persona tramite sostegno e sviluppo di sue funzioni e abilità Prevalentemente professionale, educativo-relazionale, capace di determinare cambiamenti nelle abilità dell’assistito e del suo care-giver
SERVIZI INFERMIERISTICI.... RISULTATI RAGGIUNTI 1996 - 2015 riduzione del tasso di ospedalizzazione passando da 212 per mille del 1996 a 144,75 per mille del 2013, (Italia 148,33 per mille) miglioramento dell’integrazione e della continuità assistenziale ospedaliero- territoriale promozione di modelli organizzativi assistenziali innovativi volti a offrire una risposta sempre più aderente ai reali bisogni incremento della capacità di presa in carico dei malati a livello territoriale espressa sia dalla quota degli assistiti seguiti dall’assistenza domiciliare integrata che da un indice di copertura assistenziale over 64 e over 75 quota degli assistiti seguiti dall’assistenza domiciliare integrata in FVG è pari al 7,2% a fronte di una media nazionale del 3,2% riduzione degli esiti assistenziali negativi in particolare dell’incidenza delle lesioni da decubito, delle infezioni e delle cadute, etc;
LR n. 17 RIFORMA SSR REGIONE FVG HA POSTO LE BASI PER UN RIPOSIZIONAMENTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE NEL PANORAMA SOCIO-SANITARIO REGIONALE:  GIUSTO RICONOSCIMENTO ALL’EVOLUZIONE DELLE PROFESSIONI SANITARIE  RIMODULAZIONE DELL’OFFERTA SANITARIA BASATA SU EFFICACIA ED EFFICIENZA, IN RISPOSTA ALL’EVOLUZIONE DEI BISOGNI SOCIO-SANITARI LA SOSTENIBILITA’ DEL SISTEMA SARA’ COLLEGATA AD AZIONI DI GOVERNANCE  RECUPERO DI EFFICIENZA ED APPROPRIATEZZA ATTRAVERSO L’UTILIZZO DELLE RISORSE UMANE, TECNOLOGICHE, MATERIALI, TEMPORALI ED ORGANIZZATIVE
LR n. 17 : AREE DI SVILUPPO PER LE PROFESSIONI SANITARIE APPROPRIATEZZA FORMATIVA APPROPRIATEZZA ORGANIZZATIVA APPROPRIATEZZA PROFESSIONALE
APPROPRIATEZZA FORMATIVA IMPLEMENTAZIONE FORMAZIONE POST-BASE  SVILUPPO COMPETENZE ESPERTE PER > GESTIONE PZ COMPLESSI (Master gest. cronicita’ etc) ANALISI E REVISIONE DEL FABBISOGNO FORMATIVO in termini quali-quantitativi DEL PERSONALE DI SUPPORTO RIFLESSIONE SU PROGRAMMAZIONE DI PROFILI A BASSO TURN-OVER IMPLEMENTAZIONE FORMAZIONE PERMANENTE A SUPPORTO DEL PROCESSO DI CAMBIAMENTO RICERCA DI MAGGIOR INTEGRAZIONE TRA AMBITO ACCADEMICO E ORGANIZZATIVO
APPROPRIATEZZA ORGANIZZATIVA RICERCARE STRATEGIE, METODI E STRUMENTI VOLTI A: OTTIMIZZARE I LUOGHI, I PERCORSI DI CURA E I PROCESSI CLINICO-ASSISTENZIALI VALORIZZARE LE ATTIVITA’ CHE GARANTISCONO VALORE AGGIUNTO AL PAZIENTE
MODELLI ORGANIZZATIVI PER INTENSITA’ DI CURE (NUOVI RUOLI E NUOVE COMPETENZE  RESPONSABILI DI PROCESSO. es bad maneger, case manager, infermiere tutor, infermiere specialista etc) PROMOZIONE DELLE PIATTAFORME PRODUTTIVE ASSISTENZIALI O TECNICO-SANITARIE (piastre ambulatoriali, piattaforme dei servizi etc) SEE AND TREAT APPROPRIATEZZA ORGANIZZATIVA: SETTING OSPEDALIERO
SVILUPPO DEI SERVIZI SECONDO UN APPROCCIO A RETE E PROATTIVO CHE CONSENTA IL PASSAGGIO DALLA SANITA’ D’ATTESA ALLA SANITA’ D’INIZIATIVA ( ES: CCM, Infermiere di Comunita’; Percorsi di Disease Management; Educazione Terapeutica; etc) PROMOZIONE DELLA CONTINUITA’ DELLE CURE E DELL’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA PROMOZIONE E SVILUPPO DELLE CURE INTERMEDIE (Nursing Home Facilities; Centri diurni etc) APPROPRIATEZZA ORGANIZZATIVA: SETTING TERRITORIALE
APPROPRIATEZZA PROFESSIONALE USO APPROPRIATO DELLE RISORSE SVILUPPO E VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE DI BASE ED ESPERTE SICUREZZA DEGLI EFFETTIVI ADOZIONE DEL MODELLO DELLE COMPETENZE PREDISPOSIZIONE DI UN SET DI INDICATORI DI OFFERTA, DI ATTIVITA’ E DI ESITO RUOLO DELLA LEADERSHIP
COSTRUIRE RELAZIONI E FIDUCIA CREARE LUOGHI DI LAVORO EMPOWERING CREARE UN AMBIENTE CHE SUPPORTI LO SVILUPPO E L’INTEGRAZIONE DELLA CONOSCENZA GUIDARE E SOSTENERE IL CAMBIAMENTO BILANCIARE VALORI E PRIORITA’ IN COMPETIZIONE LE 5 PRATICHE TRASFORMAZIONALI DELLA LEADERSHIP
VALORIZZARE IL RUOLO CRITICO DEGLI INFERMIERI NEL DARE ASSISTENZA AI PZ SVILUPPARE LE RISORSE UMANE E FINANZIARIE SUFFICIENTI ED APPROPRIATE FORNIRE IL NECESSARIO SUPPORTO INFORMATIVO E DECISIONALE COINVOLGENDOLI NELLE DECISIONI CHE LI RIGUARDANO I SUPPORTI ORGANIZZATIVI DELLA LEADERSHIP TRASFORMAZIONALE Linee guida per lo sviluppo della leadership trasformazionale RNAO Ontario 2006
INGEREDIENTE ESSENZIALE PER OTTENERE UN AMBIENTE DI LAVORO SALUBRE INFLUENZA E CONTRIBUISCE ALLA SALUTE ORGANIZZATIVA E COMUNITARIA E’ INFLUENZATA DALLA CULTURA ORGANIZZATIVA DAI VALORI E DALLE RISORSE DI SUPPORTO E’ FORMATA DALLE RISORSE PERSONALI E DALL’UNICITA’ DI OGNI INDIVIDUO E’ INFLUENZATA DAL CONTESTO POLITICO, SOCIO- CULTURALE E PROFESSIONALE -OCCUPAZIONALE LEADERSHIP INFERMIERISTICA EFFICACE
LO SVILUPPO DELLE PROFESSIONI SANITARIE: OPPORTUNITA’ E CONDIZIONI PROFESSIONE E ORGANIZZAZIONE IL MODELLO DELLE PROFESSIONI E L’AMBIENTE L’EMERGERE DELLA DIMENSIONE OPERATIVA L’EMERGERE DELLA DIMENSIONE ASSISTENZIALE LA DEMOGRAFIA DELLE PROFESSIONI
PROFESSIONE E ORGANIZZAZIONE il consolidamento dei saperi disciplinari delle prof sanitarie nell’alveo universitario ha influenzato lo sviluppo della ricerca  status nella societa’ e nelle organizzazioni ORGANIZZAZIONEFORMAZIONE saperi, competenze, discipline, hanno determinato le mappe degli assetti organizzativi e gestionali delle strutture sanitarie. Le organizzazioni sanitarie hanno riflettuto la geografia dei saperi medici oggi le organizzazioni hanno una loro autonomia nel dare nuove risposte a nuove esigenze del contesto Un diverso rapporto tra dinamiche dei saperi e assetti organizzativi APRE A NUOVE OPPORTUNITA’
MODELLO PROFESSIONI SANITARIE E AMBIENTE identita’, attivita’ e ruolo sono frutto di elaborazioni interne il ruolo che le prof. sanitarie devono assumere dipende dal dibattito interno alle professioni APPROCCIO ESTERNOAPPROCCIO INTERNO identita’, attivita’ e ruolo sono frutto di elaborazioni interne, ma anche in relazione a cio’ che l’ambiente offre il ruolo che le professioni devono assumere dipende dal dibattito interno alle professioni, ma anche dalle evoluzioni del contesto L’adozione dei diversi approcci puo’ aprire o meno le prospettive di evoluzione della professione  3 AREE DI CAMBIAMENTO: EMERGERE DELLA DIMENSIONE OPERATIVA EMERGERE DELLA DIMENSIONE ASSISTENZIALE DEMOGRAFIA
EMERGERE DIMENSIONE OPERATIVA VS ORGANIZZAZIONI BASATE SUI SAPERI MEDICI ORGANIZZAZIONI BASATE SULLA DIMENSIONE OPERATIVA IL BUON FUNZIONAMENTO DI UN’ORGANIZZAZIONE SANITARIA DIPENDE DALLE COMPETENZE, MA ANCHE DALLA RAZIONALITA’ DEI PROCESSI OPERATIVI  OPERATION MANAGEMENT OTTIMIZZAZIONE DELLE AREE PRODUTTIVE SANITARIE  LOGISTICA DEL PAZIENTE  FLUSSI PAZIENTI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT  FLUSSO DI BENI E SERVIZI
QUESTO CAMBIAMENTO DI ORIZZONTE APRIREBBE NUOVE PROSPETTIVE E OPPORTUNITA’ PER LE PROFESSIONI SANITARIE EMERGERE DIMENSIONE OPERATIVA SE IL FOCUS DELLE ORGANIZZAZIONI SARA’ SUI PROCESSI PRODUTTIVI ANZICHE’ SULLA DIMENSIONE PROFESSIONALE LE PROFESSIONI SANITARIE (IN PARTICOLARE GLI INFERMIERI) SONO I CANDIDATI NATURALI A DIVENTARE I PROTAGONISTI IN QUANTO RAPPRESENTANO LA COMPONENTE PREVALENTE DI TALI PROCESSI  ASSUNZIONE DI MAGGIORI RESPONSABILITA’ ORGANIZZATIVE E GESTIONALI, STRETTAMENTE COLLEGATO ALLE COMPETENZE E RESPONSABILITA’ TECNICO- PROFESSIONALI,RELAZIONALI,EDUCATIVE
EMERGERE DIMENSIONE OPERATIVA RESPONSABILITA’ SULLA GESTIONE DEI PROCESSI OPERATIVI RESPONSABILITA’ MANAGERIALE SUPERVISIONE DELLA PRODUZIONE RIFERITA AI RISULTATI COMPLESSIVI
DIMENSIONE ASSISTENZIALE COME DRIVER PER LA PRESA IN CARICO DEI PAZIENTI  CURE PER INTENSITA’ E COMPLESSITA’ ASSISTENZIALE OVVERO PIATTAFORME PRODUTTIVE ASSISTENZIALI DIMENSIONE ASSISTENZIALE IL FOCUS SUL BISOGNO ASSISTENZIALE DIVENTA DETERMINANTE PER 3 RAGIONI: 1.AUMENTO ETA’ MEDIA PZ POLIPATOLOGICI 2.LA RIDUZIONE DEI POSTI LETTO 3.L’IPERSPECIALIZZAZIONE PROFESSIONALE CHE EVIDENZIA LIMITI DELL’ORGANIZZAZIONE MONOSPECIALISTICA
A META’ DEGLI ANNI 2000 FINE DELL’ANOMALIA ITALIANA DELL’ABBONDANZA DI MEDICI STRATEGIE DI RIMPIAZZO LEGATE AL PERCORSO FORMATIVO LUNGO FEMMINILIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE MEDICA POPOLAZIONE INFERMIERISTICA GIOVANE E PIU’ EQUILIBRATA NELLA DISTRIBUZIONE PER ETA’ INFERMIERI PIU’ FLESSIBILI E CAPACI DI ADEGUARSI AI CAMBIAMENTI DEMOGRAFIA DELLE PROFESSIONI
QUAL È IL MODELLO DI LEADERSHIP E DI ORGANIZZAZIONE PIÙ PERTINENTE A UN SERVIZIO DELLE PROFESSIONI SANITARIE CHE VUOLE FARE LA DIFFERENZA SUI PAZIENTI? LA SFIDA DEI PROSSIMI ANNI :
LE AZIENDE PRIMA ANCORA D’ESSERE ENTI DI PRODUZIONE SONO COMUNITA’ DI INDIVIDUI CHE REALIZZANO IL SERVIZIO NEL MOMENTO IN CUI SCAMBIANO TRA LORO E CON I FRUITORI DEL SERVIZIO I FLUSSI DEGLI SCAMBI PER OTTENERE RECIPROCA SODDISFAZIONE DEVONO ESSERE DETERMINATI DAI VALORI ORGANIZZATIVI DELL’AZIENDA CONIUGARE EFFICIENZA ORGANIZZATIVA E DIMENSIONE DI COMUNITA’ E’ LA SFIDA DI CHI OGGI GOVERNA ORGANIZZAZIONI DELLA SALUTE NELLE AZIENDE DELLA SALUTE QUALITA’ DELLA VITA ORGANIZZATIVA E QUALITA’ DEI RISULTATI SONO INSEPARABILI LA DIMENSIONE COMUNITARIA DELLE ORGANIZZAZIONI DELLA SALUTE
QUALI PROSPETTIVE? CI TROVIAMO TRA CIO’ CHE NON E’ PIU’ E CIO’ CHE NON E’ ANCORA MA COME OGNI TRANSIZIONE HA IN SE’ MOLTE CRITICITA’/POTENZIALITA’ MA ANCHE MOLTI FUTURI CHE DIPENDONO MOLTO DA CIO’ CHE NOI FAREMO
…..Conclusioni….. "Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle, è perché non osiamo farle che diventano difficili“ Seneca
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Dalla prestazione AL PERCORSO DI PRESA IN CURA Sonia Cavecchi Servizio Infermieristico Domiciliare Castelnovo né Monti Reggio Emilia, Novembre 2005.
Andrea Guandalini Presidente Collegio IPASVI Mantova CASE MANAGER Infermiere e continuità assistenziale.

References: ART. 46
 ART. 21

ART. 35
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