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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana D E C I S I O N E - PDF
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Antonietta Viviana Casagrande
1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana N. 693/02 Reg.Dec. N Reg.Ric. ANNO 2002 in sede giurisdizionale ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso in appello n del 2002 proposto da MARCHESE FRANCESCO, nella qualità di Presidente del Comitato Antiaeroporto a Racalmuto, rappresentato e difeso dall avv. Girolamo Rubino, elettivamente domiciliato presso lo studio dello stesso, in Palermo, via G.Oberdan, 5; - APPELLANTE - c o n t r o l AEROPORTO AGRIGENTO VALLE DEI TEMPLI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall avv. Benito Lo Dico, elettivamente domiciliata presso lo studio dello stesso, in Palermo, via Latteri, n. 10; - APPELLATO - per l'annullamento della sentenza n dell 11 luglio 2002, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione II di Palermo, ha dichiarato inammissibile il ricorso n. 375/02 proposto per la declaratoria dell illegittimità del silenzio rifiuto formatosi sull istanza presentata dal ricorrente in data 20 novembre 2001; nonché per l emanazione di un ordine di esibizione ex art. 25 L. 241/1990. Visto il ricorso in appello di cui in epigrafe;
2 2 Visto l'atto di costituzione in giudizio dell Aeroporto di Agrigento Valle dei Templi S.p.a.; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla camera di consiglio del 30 ottobre 2002 il Consigliere Giorgio Giaccardi e uditi, altresì, l avv. G. Rubino per Marchese Francesco n.q. e l avv. B. Lo Dico per la società appellata; Visti gli artt. 21, settimo comma, e 26, ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificati rispettivamente dall art. 3, primo comma, e 9, primo comma, della legge 21 luglio 2000, n. 205, che autorizzano il giudice adito in sede cautelare a definire il giudizio nel merito con decisione in forma semplificata; Ritenuto che ricorrono i presupposti per l adozione di tale tipologia di decisione, stante la completezza del contraddittorio e la non necessità di ulteriore istruzione; Ritenuto in fatto e considerato in diritto; F A T T O Con ricorso al TAR della Sicilia ex art. 25 della legge n. 241/1990 il sig. Francesco Marchese, nella qualità di Presidente del Comitato Antiaeroporto a Racalmuto, ha chiesto la declaratoria di illegittimità del silenzio rifiuto formatosi su istanza di accesso dallo stesso presentata alla società intimata in data 20 novembre 2001, a- vente ad oggetto tutti gli atti afferenti all attività di progettazione del costruendo aeroporto civile della Sicilia centromeridionale, con parti-
3 3 colare riguardo alle deliberazioni di individuazione dell area destinata alla costruzione suddetta, al disciplinare di gara, al capitolato d oneri e al progetto preliminare, nonché l emanazione di un ordine di esibizione della documentazione suddetta. Con sentenza n. 375 del 2002 il Tribunale adito ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità della domanda di accesso e negando al Comitato ricorrente il possesso di una posizione legittimante a fondare la richiesta di accesso. Ricorre in appello il Marchese, nella qualità, deducendo l erroneità della sentenza gravata nella parte relativa alla richiesta di annullamento del silenzio diniego (primo motivo), e contestando nel merito ambedue le statuizioni relative a genericità della richiesta di accesso e difetto di legittimazione in capo al Comitato ricorrente (secondo motivo). Resiste all appello la società Aeroporto Agrigento Valle dei Templi, chiedendone il rigetto con conseguente conferma della sentenza appellata. Alla camera di consiglio del 30 ottobre 2002, fissata per la trattazione dell istanza incidentale di sospensione dell esecutività della sentenza appellata, il Collegio ha ritenuto la causa in decisione, sentite le parti, ai sensi degli artt. 21, settimo comma e 26, ult. comma L. n. 1034/1971, come modificati con L. n. 205/2000. D I R I T T O Il Collegio prescinde dall esame del primo motivo d appello, che investe la declaratoria di inammissibilità della sola domanda
4 4 (strumentale) intesa alla declaratoria di illegittimità del silenzio rifiuto serbato sull istanza di accesso, essendo fondato il secondo motivo d impugnazione, inteso a contestare il capo di decisione che ha denegato al ricorrente la tutela (sostanziale) garantita dall art. 25 della legge n. 241 del 1990, e cioè l ordine di esibizione della relativa documentazione. Sono fondate, in particolare, ambedue le censure in cui si articola il motivo d appello, volte a contestare disgiuntamente i due profili di inammissibilità dell originario ricorso ritenuti dalla sentenza impugnata. In primo luogo, è palesemente erroneo l assunto del primo giudice (sviluppato, peraltro, in forma ellittica e meramente incidentale nella motivazione della sentenza impugnata) in ordine ad una presunta genericità dell istanza di accesso: la quale, per contro, ha riguardo a specifica e ben individuata documentazione (deliberazione di localizzazione, disciplinare di gara, capitolato d oneri e progetto preliminare), afferente all attività di progettazione del costruendo aeroporto, in diretta correlazione con l indizione da parte della società intimata di una gara pubblica per l appalto di servizi relativo alla progettazione definitiva della medesima struttura. La circostanza che la documentazione in questione copra pressoché integralmente il settore di attività del soggetto destinatario dell istanza di accesso è di per sé irrilevante ove, come nella specie, questi sia titolare di un circoscritto ambito di funzioni pubbliche, suscettibile di incidenza pregiudizievole nella sfera soggettiva del privato richiedente.
5 5 Venendo alla questione (avente rilievo centrale ed assorbente nella motivazione della sentenza impugnata) della legittimazione del Comitato ricorrente, non appare condivisibile il duplice rilievo motivazionale secondo cui (in fatto) tra le finalità statutarie del Comitato non figurerebbero la tutela ambientale e paesaggistica e (in diritto) il ricorrente non sarebbe titolare di una posizione soggettiva qualificata, trattandosi di organismo associativo temporaneo, meramente strumentale all esercizio di una sorta di azione popolare, non ammessa dal vigente ordinamento. Sotto il primo profilo, l atto costitutivo del Comitato Antiaeroporto a Racalmuto, prodotto in atti, enuncia espressamente, quale finalità statutaria, lo scopo di tutelare l ambiente naturale delle campagne di Racalmuto, contemplando (art. 1, lett. a), quale mezzo preordinato al fine suindicato, l esame di ogni provvedimento della Pubblica Amministrazione (Stato, Regione, Provincia, Comune, o Ente o Concessionario) che possa in qualsiasi modo danneggiare l ambiente, la natura, il paesaggio, i beni del territorio di Racalmuto, in conformità anche allo studio agricolo-forestale fatto dal Comune di Racalmuto a firma del Dott. Agronomo Nicolò Piazza, ai sensi della l.r. n. 15/1991. Alla stregua di tale formulazione statutaria, non appare condivisibile l assunto del primo giudice che identifica quale esclusivo scopo del Comitato quello di genericamente opporsi alla costruzione di un aeroporto nella località prescelta, senza neppure identificare il danno o gli effetti comunque sfavorevoli che ne deriverebbero a carico
6 6 dei ricorrenti, vero essendo invece che la finalità di salvaguardia ambientale e paesaggistica viene ivi enucleata quale scopo primario da perseguire e che la lesione scaturente dalla realizzazione della prevista infrastruttura ai soggetti aderenti trova adeguata specificazione e concretizzazione nel riferimento operato all elaborato tecnico (studio a- gricolo-forestale) ivi menzionato. Sotto il secondo aspetto, la riconduzione dell interesse fatto valere in sede di domanda di accesso al rango di interesse di mero fatto, insuscettibile come tale di tutela giurisdizionale, trova inequivoca smentita nel disposto dell art. 3 del D.lgs. n. 39 del 1997, attuativo della direttiva CEE 90/313, a mente del quale le autorità pubbliche sono tenute a rendere disponibili le informazioni relative all ambiente a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dimostrare il proprio interesse. Da tale norma, invero (specificamente relativa alla materia del diritto all accesso e all informazione in materia di tutela ambientale e in quanto tale derogatoria rispetto ai principi generali elaborati dalla giurisprudenza in materia di interesse e legittimazione ad agire in giudizio e di tutela giurisdizionale dei c.d. interessi diffusi) si evince l introduzione nel nostro ordinamento, sulla falsariga di quello comunitario, di un principio di tutela oggettiva della qualità del bene ambiente, attraverso un controllo sociale diffuso sugli atti delle autorità pubbliche comunque incidenti sul valore tutelato. Al pari del singolo cittadino, la cui legittimazione all accesso delle informazioni in materia ambientale non richiede dimostrazione attraverso l allegazione di una specifica situazione di diritto soggettivo o interes-
7 7 se legittimo, anche gli organismi associativi non sono tenuti pertanto ad allegare alcuna specifica e concreta situazione legittimante, salva soltanto la prova (nella specie puntualmente assolta) dell inerenza dell iniziativa assunta ai propri scopi statutari. Per le svolte considerazioni, in accoglimento del secondo motivo d appello ed in riforma della declaratoria di inammissibilità del ricorso di primo grado erroneamente resa dal TAR, va dichiarato l obbligo della società appellata di dare positivo riscontro alla domanda di accesso rimasta inevasa, mediante immediata esibizione all appellante di tutta la documentazione dallo stesso richiesta. Le spese del giudizio seguono la soccombenza. P. Q. M. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale accoglie l'appello in epigrafe e, per l effetto, in riforma della sentenza appellata, ordina alla società Agrigento Valle dei Templi s.p.a. di esibire alla parte appellante la documentazione di cui all istanza di accesso in data 20 novembre 2001 entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione della presente decisione. Condanna l appellata al pagamento in favore dell appellante delle spese di giudizio, che liquida in complessivi (millecinquecento). Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Palermo, addì 30 ottobre 2002 dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, in camera di consiglio con l'intervento dei Signori: Andrea Ca-
8 8 mera, Presidente, Pier Giorgio Trovato, Giorgio Giaccardi, estensore, Antonio Andò, Andrea Parlato, componenti. F.to: Andrea Camera, Presidente F.to: Giorgio Giaccardi, Estensore F.to: Loredana Lopez, Segretario Depositata in segreteria il 24 dicembre 2002

References: sentenza 
 art. 25
 art. 3
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 sentenza 
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