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Timestamp: 2019-10-21 00:40:28+00:00

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Impugnazione del piano riparto e violazione del contraddittorio.
E’ applicabile anche nell'ambito dei procedimenti in camera di consiglio, ed in quelli di impugnazione del piano di riparto dell'attivo il principio per cui, quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata nè dal giudice di primo grado, che non abbia disposto l'integrazione del contraddittorio, nè da quello di appello, che non abbia provveduto a rimettere la causa al primo giudice, resta viziato, ai sensi dell'art. 354 c.p.c., comma 1, l'intero processo e s'impone, in sede di giudizio di cassazione, l'annullamento, anche d'ufficio, delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure, a norma dell'art. 383 c.p.c., comma 3. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 26 September 2019, n. 24068.
Reclamabilità dell'ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo in sede di opposizione a precetto.
Il provvedimento con il quale il giudice dell’opposizione all’esecuzione, proposta prima che questa sia iniziata ed ai sensi del primo comma dell’art. 615 cod. proc. civ., decide sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo è impugnabile col rimedio del reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies cod. proc. civ. al collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico – o nel cui circondario ha sede il giudice di pace – che ha emesso il provvedimento. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 July 2019, n. 19889.
Impugnazione del provvedimento che decide sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo.
Il provvedimento con il quale il giudice dell’opposizione all’esecuzione, proposta prima che questa sia iniziata ed ai sensi del primo comma dell’art. 615 cod. proc. civ., decide sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, è impugnabile col rimedio del reclamo ai sensi dell’art. 669 terdecies cod. proc. civ. al Collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico – o nel cui circondario ha sede il giudice di pace – che ha emesso il provvedimento. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 July 2019, n. 19889.
Revoca, da parte del Sindaco, degli amministratori di società partecipata dal Comune.
La controversia concernente la legittimità dell'atto emesso dal Sindaco, ai sensi dell'art. 50, commi 8 e 9, del d.lgs. n. 267 del 2000, di revoca degli amministratori di una società partecipata dal Comune spetta alla giurisdizione ordinaria, poiché si tratta di un provvedimento attinente ad una situazione giuridica successiva alla costituzione della società stessa, idoneo ad incidere internamente sulla sua struttura ed espressione di una potestà di diritto privato ascrivibile all'ente pubblico "uti socius" ed esercitata dal medesimo Sindaco in conformità degli indirizzi stabiliti dal Consiglio comunale. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 18 June 2019, n. 16335.
Incompatibilità dei membri del CSM che abbiano deliberato sugli stessi fatti in via amministrativa e ricusazione.
In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrati, la circostanza che l'art. 4 della legge n. 195 del 1958 non preveda l'incompatibilità dei componenti della Sezione Prima del Consiglio Superiore della Magistratura che abbiano deliberato sugli stessi fatti in via amministrativa (nella specie, riguardo a proposte di non conferma nell'incarico direttivo e di trasferimento d'ufficio del magistrato incolpato), non pone tale norma in contrasto con gli artt. 117 Cost. e 6 CEDU, poiché, venendo in rilievo una situazione suscettibile di essere apprezzata come causa di ricusazione, l'interessato ha il potere di ricorrere a tale strumento, compatibile con il procedimento disciplinare, come chiarito dalla giurisprudenza della stessa Sezione disciplinare del CSM. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 06 June 2019, n. 15385.
Appalto di opere pubbliche, domanda risarcitoria dell'appaltatore e giurisdizione.
In materia di appalto di opere pubbliche, la qualificazione della domanda dell'appaltatore come volta ad ottenere non la revisione dei prezzi, che presuppone la mancanza di colpa dell'Amministrazione, ma il risarcimento del danno derivante dalla ritardata esecuzione dei lavori per causa imputabile alla committente, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 29 May 2019, n. 14696.
Magistratura: ritardo nel deposito di 177 sentenze civili ed inosservanza del cd. 'piano di rientro'.
Magistratura - Procedimento disciplinare - Ritardo nel deposito dei provvedimenti - Inosservanza del cd. “piano di rientro” - Illecito ex art. 2, comma 1, lett. n), del d.lgs. n. 109 del 2006 - Sostenibilità ed esigibilità del programma, seppure concordato - Elemento indefettibile.
In tema di responsabilità disciplinare del magistrato, la sostenibilità del cd. "piano di rientro" per lo smaltimento dei procedimenti o processi in cui siano maturati dei ritardi nel deposito dei relativi provvedimenti, predisposto dal presidente del Tribunale ai sensi del punto 60.4 della circolare del Consiglio superiore della magistratura sulla formazione delle tabelle di organizzazione degli uffici giudiziari, seppur concordato con il magistrato interessato, è elemento indefettibile - stabilito dalla stessa fonte abilitante il potere organizzativo - del programma di riduzione dei ritardi e, quindi, misura del comportamento rilevante sul piano dell'illecito disciplinare di cui al d.lgs. n. 109 del 2006, art. 2, comma 1, lett. n) che, in detta specifica concretizzazione, richiede la necessaria verifica della esigibilità della condotta di riparazione richiesta al magistrato, la quale, evidentemente, tende a evitare addebiti ridondanti in ipotesi di responsabilità oggettiva. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 28 May 2019, n. 14526.
Formazione del giudicato, anche implicito, sulla giurisdizione.
Ai fini della formazione del giudicato, anche implicito, sulla giurisdizione, è necessaria l'esistenza, nella sentenza di primo grado, di un capo autonomo su di essa impugnabile, ma non impugnato, in appello. Tale situazione non è configurabile in ordine ad una sentenza di primo grado astrattamente affetta da vizio di eccesso di potere giurisdizionale poiché nell'ambito del plesso giurisdizionale della Corte dei conti o del Consiglio di Stato, l'eccesso di potere che si sia determinato, in ipotesi, nel giudizio di primo grado, dovrà essere corretto con l'esperimento delle relative impugnazioni; pertanto l'interesse a ricorrere alle Sezioni Unite potrà sorgere esclusivamente rispetto alla sentenza d'appello che, essendo espressione dell'organo di vertice del relativo plesso giurisdizionale speciale, è anche la sola suscettibile di arrecare un "vulnus" all'integrità della sfera delle attribuzioni degli altri poteri, amministrativo e legislativo. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 May 2019, n. 13436.
Gravità della condotta del componente del Consiglio dell’Ordine che reca disdoro all’istituzione rappresentata.
Avvocati – Sanzioni disciplinari – Posizione del componente del consiglio dell’ordine.
Ai fini della valutazione della gravita della condotta dell’incolpato assumono rilievo elementi quali l’avvio della procedura esecutiva nei confronti del cliente subito dopo il deposito della sentenza favorevole e prima ancora di avvertire il cliente stesso nonché la carica, rivestita dall’incolpato, di componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rimini, situazione che avrebbe invece richiesto il massimo rigore nel rispetto delle regole deontologiche e di evitare atteggiamenti atti a recare disdoro all’istituzione rappresentata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 May 2019, n. 11933.
Sindacato di legittimità del giudice amministrativo sui provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Il sindacato di legittimità del giudice amministrativo sui provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pur non estendendosi al merito con conseguente sostituzione di un proprio provvedimento con quello impugnato, comporta la verifica diretta dei fatti posti a fondamento dell'atto e si estende anche ai profili tecnici, il cui esame sia necessario per giudicarne della legittimità, salvo non includano valutazioni ed apprezzamenti che presentino un oggettivo margine di opinabilità nel qual caso il sindacato è limitato alla verifica della non esorbitanza dai suddetti margini di opinabilità, non potendo il giudice sostituire il proprio apprezzamento a quello dell' Autorità Garante (nella specie le S.U. hanno rigettato le censure di sconfinamento del controllo giurisdizionale del Consiglio di Stato che ha reputato illegittimo il provvedimento sanzionatorio adottato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sulla base della qualificazione in termini di liceità del messaggio pubblicitario). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 May 2019, n. 11929.
Sul sindacato del giudice sugli atti dell’Autorità Garante.
Procedimenti sanzionatori adottati dalle Autorità amministrative indipendenti – Sindacato – Limiti.
In materia di limiti esterni del sindacato del g.a. in tema di provvedimenti sanzionatori adottati dalle Autorità amministrative indipendenti, se al giudice amministrativo non e’ consentito sostituirsi all’Autorita’ nelle attivita’ di accertamento ed applicazione della legge con un proprio provvedimento, nondimeno il sindacato giurisdizionale non puo’ dirsi limitato ai profili giuridico-formali dell’atto amministrativo. E’, infatti, la necessita’ di una tutela giurisdizionale piena a richiedere che anche le eventuali contestazioni in punto di fatto debbano esser risolte dal giudice, quando da tali contestazioni dipenda la legittimita’ del provvedimento amministrativo che ha inciso sulla posizione giuridica del soggetto. Più in particolare, quando entra in gioco una valutazione di natura tecnica operata dall’Autorita’ garante la verifica del giudice, inserendosi pur sempre in un sindacato di legittimita’ e non di merito, e’ destinata ad arrestarsi sul limite oltre il quale la stessa opinabilita’ dell’apprezzamento operato dall’amministrazione impedisce d’individuare un parametro giuridico che consenta di definire quell’apprezzamento illegittimo. La tendenza verso un sindacato giurisdizionale pieno si’, ma non integralmente sostitutivo delle prerogative riservate all’Autorita’, ha trovato un’importante conferma in sede legislativa allorche’, nel recepire la direttiva 2014/104/EU e nel riconoscere il carattere vincolante delle decisioni antitrust definitive nei giudizi civili di risarcimento, il legislatore ha fra l’altro affermato che “Il sindacato del giudice del ricorso comporta la verifica diretta dei fatti posti a fondamento della decisione impugnata e si estende anche ai profili tecnici che non presentano un oggettivo margine di opinabilita’, il cui esame sia necessario per giudicare la legittimita’ della decisione”, in tal modo normativizzando parte dei principi espressi dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 1013/2014, a proposito della riserva comunque garantita all’Autorita’ in tema di valutazioni tecnico discrezionali. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 May 2019, n. 11929.
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