Source: https://www.coffeenews.it/luci-e-vedute-con-esempi?replytocom=86986
Timestamp: 2020-04-06 22:28:14+00:00

Document:
Luci e vedute con esempi vuole essere l‘articolo a completamento di altri da noi fatti , e che chiarisce molti dubbi a chi ancora fa confusione fra questi due fondamenti del diritto e del nostro codice civile.
In particolare sono gli articoli del codice civile che vanno dal 901 al 907 a trattare tale materia e che noi seguiremo, appunto, per articolo
art. 900. — Specie di finestre. — Le finestre o altre aperture sul fondo del vicino sono di due specie: luci, quando danno passaggio alla luce e all’aria, ma non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino; vedute o prospetti, quando permettono di affacciarsi e di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente.
art. 901. — Luci — Le luci che si aprono sul fondo del vicino devono:
1) essere munite di un’inferriata idonea a garantire la sicurezza del vicino e di una grata fissa in metallo le cui maglie non siano maggiori di tre centimetri quadrati;
2) avere il lato inferiore a un’altezza non minore di due metri e mezzo dal pavimento o dal suolo del luogo al quale si vuole dare luce e aria, se esse sono al piano terreno, e non minore di due metri, se sono ai piani superiori;
3) avere il lato inferiore a un’altezza non minore di due metri e mezzo dal suolo del fondo vicino, a meno che non si tratti di locale che sia in tutto o in parte a livello inferiore al suolo del vicino e la condizione dei luoghi non consenta di osservare 1’altezza stessa.
art. 902. — Apertura priva del requisiti prescritti per le luci. — Un’apertura che non ha i caratteri di veduta o di prospetto è considerata come luce, anche se non sono state osservate le prescrizioni indicate dall’art. 901.
II vicino ha sempre il diritto di esigere che essa sia resa conforme alle prescrizio­ni dell’articolo predetto.
art. 903. — Luci nel muro proprio o nel muro comune. — Le luci possono es­sere aperte dal proprietario del muro contiguo al fondo altrui.
Se il muro è comune, nessuno dei proprietari potrà aprire luci senza il consenso dell’altro; ma chi ha sopraelevato il muro comune può aprirle nella maggiore altezza a cui il vicino non abbia voluto contribuire
Immagine soprastante
Fig. 1. II proprietario A non puo aprire le luci 1 e 2 nel muro a-b-c-d comune con B, senza il consenso di questi; mentre puo aprire le luci 3 e 4 nel muro di sopraelevazione a-c-f-b al quale il vicino B non ha voluto contribuire. Egli puo anche aprire, senza alcun consenso, la luce 5 nel muro c-b-g-h contiguo a C. B, voiendo appoggiare un edificio al rnuro d-e-f-c, puo chiudere le luci 1-2-3-4. Identicamente può fare C per la luce 5, anche se vuole costruire in aderenza.
Figg. 2 e 3. II proprietario A può aprire la luce a sul fondo del vicino B rispettando l’altezza di 2,50 m dal suo pavimento, ma non dalla parte esterna perchè la condizione del luogo non lo consente
art. 904. — Diritto di chiudere le luci (Vedi immagine soprastante)). — La presenza di luci in un muro non impedisce al vicino di acquistare la comunione del muro medesimo nè di costruire in aderenza.
Chi acquista la comunione del muro non può chiudere le luci se ad esso non appoggia il suo edificio.
art. 905. — Distanza per I’apertura di vedute dirette e balconi (Vedi immagine sottostante figura 1)). — Non si possono aprire vedute dirette verso il fondo chiuso o non chiuso e neppure sopra il tetto del vicino, se tra il fondo di questo e a faccia esteriore del muro in cui si aprono le vedute dirette non vi e la distanza di un metro e mezzo.
Fig. 1. Veduta diretta si ha quando il muro è parallelo al confine o forma con questo un angolo < 90° (Cassaz. del Regno, 3 luglio 1939 n. 3129). La distanza da rispettare è di 1,50 mt. misurata come nella figura.
Fig. 2. Veduta obliqua si ha quando il muro forma con il confine un angolo retto od ottuso (Cassaz. del Regno, 31 luglio 1939 n. 3129). La distanza da rispettare è di 0,75 mt. misurata come nella figura.
Fig. 3. Veduta laterale si ha quando il muro è in prolungamento del confine (Cassaz. del Regno, 31 luglio 1939 n. 3129). La distanza da rispettare e di 0,75 mt. misurata come nella figura.
Non si possono parimenti costruire balconi o altri sporti, terrazze, lastrici solari e simili, muniti di parapetto che permetta di affacciarsi sul fondo del vicino, se non vi e la distanza di un metro e mezzo tra questo fondo e la linea esteriore di dette opere.
II divieto cessa allorquando tra i i due fondi vicini vi e una via pubblica.
art. 906. — Distanza per I’apertura di vedute laterali od oblique (Immagine soprastante figure 2 e 3). — Non si possono aprire vedute laterali od oblique sul fondo del vicino se non si osserva la distanza di 75 cm, la quale deve misurarsi dal piii vicino lato della finestra o dal più vicino sporto.
art. 907. — Distanza delle costruzioni dalle vedute (Immagine sottostante). — Quando per convenzione od altrimenti si e acquistato il diritto di avere vedute dirette verso il fondo vicino, il proprietario di questo non pub fabbricare a distanza minore di tre metri, misurata come nell’art. 905.
Immagine soprastante.
Il proprietario A ha acquistato, per convenzione o altrimenti, il diritto di avere una veduta diretta, obliqua e laterale verso il fondo B. Questi volendo costruire, deve distaccarsi di 3 metri dalla soglia del balcone, sia di fronte, di lato, che sotto.
Se la veduta forma anche veduta obliqua, la distanza di tre metri deve pure os-servarsi dai lati della finestra da cui la veduta obliqua si esercita.
Se si vuol appoggiare la nuova costruzione al muro in cui sono le dette vedute dirette e oblique, essa deve arrestarsi almeno a tre metri sotto la loro soglia.
articoli 901/906 del codice civile caratteristiche delle luci caratteristiche delle vedute esempi luci esempi vedute luci e vedute con esempi luci e vedute nel codice civile tutto sulle luci e sulle vedute 2013-12-25
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Una sentenza importante – anche i vani inagibili producono reddito per cui è obbligatorio tenerne conto nell’attribuzione di una categoria catastale
Quali condomini devono partecipare alle spese per lavori di riparazione di una parte del tetto
Il proprietario di un terreno è sempre responsabile di opere abusive eseguite da altri sul suo fondo
Quando il Comune è tenuto a risarcire l’acquirente di una casa se l’edificio risulta essere abusivo
Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali da compilare a seguito di morte di un congiunto tramite apposito Modello
139 commenti
2 luglio 2014 a 16:15
Abito in una villetta a schiera, il cui muro perimetrale forma un angolo di 90° con il muro della casa del mio vicino.
Questi ha montato un gazebo, all’interno di questo angolo, ha montato un gazebo quadrato provvisto di tetto spiovente sprovvisto di alcun sistema di raccolta delle acque piovane. Uno di quest lati è molto vicino alla mia parete di confine, tanto che in caso di pioggia , questa bagna il mio muro. Purtroppo rischio l’incanalarsi di questa acqua piovana, lungo la parete di confine fino ad allagarmi la tavernetta.
il gazebo è stato fissato, tramite tasselli, al pavimento antistante l’abitazione del vicino. Il mio caso (gazebo)
ricade nel caso riguardante la tettoia?. Comunque la distanza minima tra la mia parete ed il lato del gazebo
è di tre metri? E, qual’ora il gazebo non fosse bloccato da tasselli ma da pesi, funi etc. si applica sempreil caso della tettoia?
2 luglio 2014 a 20:20
Per Giuseppe.
Purtroppo dipende dai Regolamenti Edilizi dei Comuni, e difficilmente ne trovi due perfettamente uguali.
Ultimamente c’è la predisposizione a tollerare le tettoie esterne, le casette in legno per attrezzi e per le legnaie e così via, anche perchè il mercato di questi manufatti sta tirando ed i Comuni sono più permissivi in questi momenti di crisi.
Se vuoi assicurarti di come stanno le cose, leggi il Regolamento Edilizio del tuo Comune (Anche via Internet nel sito comunale).
14 luglio 2014 a 22:33
Sto acquistando un appartamento in un condominio del centro storico di Brescia, che ha una terrazza. Sulla stessa si affacciano due finestre con inferriate a circa un metro da terra. Si tratta di luci irregolari credo. Potrei farle chiudere? A che distanza potrei eventualmente posizionare una siepe per avere privacy? Grazie
15 luglio 2014 a 07:40
Per Dario.
Le luci dovrebbero avere queste caratteristiche
http://www.coffeenews.it/le-luci-chiarimenti-ed-esempi-esplicativi
oppure realizzate con piastrelle di vetrocemento.
Una siepe normalmente può essere piantata a mt 0,50 dal confine, però, nel tuo caso, potrebbe essere valutata come atto di emulazione (Se non trattasi di una luce ma di una veduta) vietato dall’articolo 833 del C.C.
http://www.coffeenews.it/cosa-sono-gli-atti-di-emulazione
15 luglio 2014 a 21:11
Grazie del riscontro. In realtà il mio unico intento sarebbe quello di avere privacy che altrimenti non avrei. Se mettessi dei vasi a 1 mt di distanza con delle siepi secondo lei è’ possibile lascerei passare comunque luce ed aria . posso verificare se le finestre sono regolari o sono abusive? Come? Grazie ancora
16 luglio 2014 a 15:38
Per verificare se le finestre sono autorizzate devi recarti presso l’ufficio Edilizia privata del Comune e ricercare l’ultimo progetto o variante presentato dai vicini.
E’ un tuo diritto chiedere e dovere dei tecnici comunali rispondere.
Devi procurarti il nominativo esatto di chi presentò il progetto.
Per i vasi alla distanza di mt 1,00 puoi sempre metterli, in quanto sarai sempre in tempo a spostarli in qualsiasi frangente.
17 luglio 2014 a 15:30
Ho acquistato un monolocale nel centro storico di Spotorno (SV). Nell’atto notarile e nella piantina catastale risulto proprietario di tre terrazzi (oltre ovviamente al monolocale). Il vicino di casa appartenente all’altro condominio, sostiene che su uno dei tre terrazzi non posso accedervi, per il seguente motivo: la sua casa è stata costruita prima e il costruttore della mia casa (parliamo degli anni 60 – i primi proprietari delle due case sono entrambi deceduti) , ha ottenuto l’accordo di costruire in aderenza, a patto che detto terrazzo rimanesse “vuoto”. Il vicino affaccia sul mio terrazzo, a sua volta con un terrazzo che rimane attaccato sulla mia dx leggermente spostato in avanti e sopraelevato di circa 3 metri. Il vicino lamenta il “diritto di veduta” , diritto che a mio parere non è compromesso perché lui ha la visuale sia sui fianchi che sul davanti, ovviamente se si gira a sx e in diagonale e guarda verso il basso vede il mio terrazzo (io comunque vedo la sua figura in mezzo busto). Ho chiesto se ha qualche carta che certifica questo suo diritto, ma lui sostiene che da codice civile non c’è bisogno di nessuno scritto (mi ha citato l’art. 873 c.c.). Se fosse così, a catasto non dovrebbe risultare che detto terrazzo è mio, ma non è praticabile (o che comunque non posso accedervi)? Grazie.
19 luglio 2014 a 12:19
Per Giovanni.
Il tuo vicino, ci sembra, avanzi il diritto di mantenere le distanze di 3 metri (Art 873 del c.c.) per il fatto che dopo 20 anni si acquisisce tale diritto per usucapione.
Per cui, essendo il vicino il primo ad edificare ed a realizzare il terrazzo (Anche se un accordo bonario non ha valore legale), dopo gli anni trascorsi, anche se in mala fede, ha acquisito tale diritto.
Con la tuo parapetto del terrazzo dovresti stare alla distanza di mt 3 dal suo.
http://www.coffeenews.it/distanze-da-osservare-dalle-vedute-dirette-laterali-ed-oblique
http://www.coffeenews.it/usucapione-per-immobili-decennale-e-ventennale
5 settembre 2014 a 11:13
Buongiorno, vorrei sapere se, per motivi di sicurezza, posso posizionare una rete metallica plastificata su una veduta (affaccio di una terrazza con muretto) del confinante impedendone eventuali ingressi non autorizzati. La rete verrebbe posizionata ad una distanza di circa 10 cm lasciando così ai confinanti la possibilità di affaccio.
7 settembre 2014 a 17:24
Per Alberto.
A nostro parere dipende molto dal luogo in cui devi collocare detta rete; per esempio se è sulla facciata di un edificio condominiale, o comunque prospettante su strada, troverai degli ostacoli, fra i quali quelli delle autorità preposte ai controlli (Vigili urbani).
21 settembre 2014 a 11:24
Il mio vicino ha realizzato un< costruzione attaccata alla mia,solaio, terrazzo e balconi ancora non rifiniti,affacciano nella mia proprietà, quanto deve essere alto il muro delle solaio dato che esiste un abbaino e quindi praticabile, che altezza deve avere il parapetto della terrazza? i balconi essendo a filo quale caratteristiche devono avere? essendo l’edificio costruito al lime senza lasciare lo spazio dovuto può intonacare la aprete? intonaco che andrebbe a trovarsi nel mio terreno.
22 settembre 2014 a 19:07
Per Alfredo.
Ci dispiace, vorremmo risponderti, ma non riusciamo a comprendere bene le tue domande.
Dovresti provare a fare discorsi brevi e chiari; noi ti risponderemo
21 settembre 2014 a 16:47
La mia casa si trova esattamente sul confine del vicino a sinistra, ad un angolo di 90 gradi dal confine ho una portafonestra al primo piano con sporto ma senza inferriate intorno (ho comprato la casa già in questo stato) volevo sapere se volessi far fare un progetto per estendere il balcone a 1.50m mettendo il vetrocemento di lato e rientrante per 0.75cm , cosi da darmi la distanza minima do 0.75 dal confine a 90gradi. Rientrerebbe nella legalità? Insomma un balcone chiuso di lato e in avanti con vetrocemento fino a una lunghezza di 75cm per formare la distanza di veduta.
22 settembre 2014 a 19:46
Per Mario.
Leggi l’articolo dal quale ci hai scritto e vedi se esiste una soluzione come da te illustrata.
9 novembre 2014 a 13:46
Buongiorno ho un quesito da porre , Ho un magazzeno che con cambio destinazione d’uso lo devo trasformare in appartamento , la mia domanda e’ questa essendo che il magazzeno ha due finestre alte che danno su di un cortile privato le posso i modificare e fare diventare finestre normali per l’appartamento senza che nessuno abbia da obbiettare grazie
ps le finestre esistono gia’ vogliono solo modificate
10 novembre 2014 a 18:58
Se le finestre hanno le caratteristiche di luci, non puoi trasformarle in vedute.
Leggi questo nostro articolo
http://www.coffeenews.it/luci-e-vedute-con-esempi
1 maggio 2015 a 03:31
La mia abitazione affaccia su un cortile comune. In particolare tra il corpo dell’edificio e tale cortile in comunione vi è una piccola zona di mia proprietà esclusiva, larga circa 1,8 metri.
Vorrei costruire su tale zona di proprietà esclusiva un porticato in legno che abbia anche funzione di terrazzo/balconata.
Vi sono particolari distanze da rispettare verso il cortile comune?
Amici mi hanno indicato che poiché i pali verticali di tale portico giungono al suolo dovrei mantenere una distanza minima di 1,5 mt dal confine, riducendo lo spazio utile per il balcone ad un improbabile 30 cm.
Posso costruire tale portico, ossia posizionare i pali di sostegno esattamente sul confine? E’ un problema il fatto che non si tratti di un muro?
1 maggio 2015 a 22:36
Le distanze dai confini di un manufatto avente le caratteristiche che indichi, devono rispettare l’articolo 905 del codice civile, salvo misure diverse previste dai regolamenti locali (Regolamento edilizio comunale).
Leggi questo nostro articolo che ti potrà essere di chiarimento
http://www.coffeenews.it/distanze-per-lapertura-di-vedute-dirette-dai-confini-di-fondi-con-o-senza-costruzioni-del-vicino
E per conoscenza anche questo.
http://www.coffeenews.it/le-tettoie-devono-rispettare-le-distanze-di-legge-dai-confini
30 maggio 2015 a 18:23
L’abitazione in cui abito, come quella confinante, è stata costruita negli anni ’50 dalla mia famiglia.
Nel ’95 la confinante è stata venduta.
Sul muro di confine è da sempre esistita una luce irregolare (perché non arriva i 250 cm) che da (dava) aria e luce ad un locale adibito a lavanderia.
Il muro confinante dalla parte opposta è sempre stato libero da qualsiasi costruzione.
Da un mese i confinanti hanno costruito a ridosso del muro un locale chiuso, con tettoia, adibito a magazzino, togliendoci aria e luce.
Nel contratto di compravendita non è citata in modo specifico la luce, ma c’è scritto “L’immobile viene dato in vendita nello stato di fatto e di diritto in cui attualmente si trova a corpo, in una a tutti i diritti, pertinenze, dipendenze, servitù attive e passive, se e come esistenti, come da titoli di provenienza, ecc”.
Mi chiedo se i miei vicini hanno il diritto di agire come hanno fatto oppure ho qualche possibilità di far riportare le cose allo stato originario?
Spero di essermi spiegata
31 maggio 2015 a 10:00
Per Bianca.
Se tale luce non ha le caratteristiche per essere tale, e l’altezza non è conforme, puoi, tramite un legale chiedere il ripristino, in quanto si trattava di una veduta.
Per essere considerata veduta, però, deve consentire l’affaccio per vedere oltre il parapetto e non, per esempio, una altezza di poco inferiore ai mt 2,50 (Interno e esterno).
6 giugno 2015 a 10:30
Purtroppo no, non è neanche una veduta, perchè non consente l’affaccio…. è un punto luce “stupido”, ne una cosa, ne l’altra.
Credo proprio di non poter fare niente.
Mille grazie Amedeu
2 giugno 2015 a 13:36
Tra la mia abitazione ed il muro del vicino c’è il mio piccolo orto (4×6 m) recintato sugli altri 2 lati. Sul muro del vicino c’è una vecchia apertura che da sul mio orto e viene utilizzato costantemente dai suoi gatti come passaggio che poi fanno danni e lasciano escrementi nel mio orto. Ho il diritto di fargli mettere una rete o una grata su questa apertura per impedire il passaggio dei gatti e come devo procedere?
3 giugno 2015 a 18:15
Per Luka.
L’apertura starebbe a indicare che il vicino ha una servitù di passaggio verso la tua proprietà.
Però se tale servitù non viene esercitata continuamente, pacificamente e pubblicamente per più di 20 anni, cade in prescrizione.
Il fatto che vi passino dei gatti non ci sembra un sistema valido per mantenerla, a meno che il vicino non apra un cancello o una porta per fare uscire i gatti.
Senti comunque un legale della tua zona.
3 giugno 2015 a 23:04
Pardon, mi sono espresso male. Quella che ho chiamato apertura sarebbe una vecchia finestra che non può essere chiusa perché priva dei vetri. Da qui i gatti entrano nella mia proprietà e fanno i loro comodi. Posso richiedere al vicino di fare mettere una grata-rete o devo subirmi i danni dei loro gatti in silenzio?
4 giugno 2015 a 13:04
Se è una finestra, anche se priva di infisso, costituisce una veduta a tutti gli effetti, per cui non puoi farla chiudere e devi stare da essa, in caso di edificazione, alla distanza prevista dal codice civile.
15 giugno 2015 a 22:35
Il mio problema è:La rete metallica di confino è di proprietà di tutt’e due. Il mio vicino ha non addossato ma, attaccato con fil di ferro l’ombreggiante, con dei ganci alla sommità della rete stessa invadendo la mia proprietà.
togliendo luce e aria per una parte del mio giardino. CHIEDO: il mio vicino prima di attaccare tale ombreggiante
non avrebbe dovuto chiedere a me se ero d’accordo.NON essendo d’accordo posso far togliere questo benedetto ombreggiante? N.B. a 5 cm dal confino è nato un platano che già ha rovinato in parte il muretto
dove sono appoggiati i sostegni della rete, a circa 70/80 cm sono piantati degli oleandri ormai diventati alberi
alti circa più di 2 mt i quali rami in fiore sporgono nella mia proprietà. cosa devo fare per tutelare i miei diritti?
16 giugno 2015 a 11:12
Per le radici e i rami che sporgono nella tua proprietà leggi questo nostro articolo
http://www.coffeenews.it/recisione-di-rami-e-di-radici-che-si-addentrano-nella-proprieta-di-un-vicino
Per l’ombreggiante, di solito non crea fastidi se non oltrepassa la linea superiore della recinzione.
Comunque, se sei convinto che ti crei danni, ostacoli alla visuale, oscuramento del sole e della luce, puoi recarti presso un legale della tua zona (Con foto e una documentazione che hai) e chiedere se vi sono gli estremi per considerarlo come un atto di emulazione.
26 giugno 2015 a 22:01
salve sono claudio il mio vicino tempo fa ha sopraelevato la casa esistente, a confine, di circa 150 cm rendendo il sottotetto abitabile , il tutto senza permessi, io sono in possesso delle foto e dei disegni come era la casa prima come mi devo comportare grazie
27 giugno 2015 a 17:24
Per Claudio.
Non dobbiamo essere noi a suggerirti come comportarti.
Se ritieni che detto rialzamento leda i tuoi diritti, scrivi una lettera al comando di polizia municipale o al dirigente dell’ufficio Edilizia Privata del Comune e segnala l’abuso.
Provvederanno a emettere una ordinanza di abusivismo.
2 luglio 2015 a 11:36
Buongiorno, abito in una villetta a schiera con un giardino che confina con il giardino di un mio vicino. Io abito al piano terra mentre lui al primo piano, quindi al piano terra suo non ci sono ne finestre ne altro, solo il muro con davanti il suo prato. Siamo separati da una recionzione metallica di circa 120cm. Per privacy e sicurezza ho deciso di sopraelevare la recinzione fino a 250cm e di utilizzare una rete ombreggiante. Il mio vicino mi ha scritto che così modifico le sue luci e vedute. Lui può affacciarsi sulla mia proprietà da un’altezza di 270cm, abitando al piano superiore della casa accanto e non avendo, se non il giardino al piano terra. Sono obbligato a togliere la recinzione costruita sulla mia proprietà? grazie.
2 luglio 2015 a 18:17
Per Bruno.
Secondo il nostro parere il vicino, ammesso che esistano tali presupposti, avrebbe potuto contestare la recinzione come atto di emulazione
Il fatto, però, che abiti al primo piano (Piano di calpestio superiore ai 3 metri da terra) e tu abbia messo un ombreggiante verde fino a mt 2,50, ci fa ritenere che costui non abbia gran che da protestare.
Comunque, con foto della zona indicata, recati da un legale del posto, e eventualmente (Se il vicino prosegue nel suo atteggiamento), fagli scrivere una lettera.
20 agosto 2015 a 10:48
abito in un appartamento sito al primo piano in una palazzina quadrifamigliare. Al piano terra posseggo un giardino ad uso esclusivo di mia proprietà. Su questo giardino si affaccia direttamente una finestra, dotata di anta scorrevole e apribile normalmente, del vicino di casa proprietario dell’appartemento al piano terra (bagno). Suppongo che sia una veduta perchè questa permette di affacciarsi nella mia proprietà; dato che non c’è il metro e mezzo di distanza tra la finestra e la mia proprietà (è proprio diretto l’affaccio, ovvero la finestra è stata costruita nel muro della struttura della palazzina) posso chiedere qualche modifica per garantire sia la mia privacy sia la mia sicurezza chiedendo che risponda a determinate caratteristiche (magari a quelle delle luci)?
20 agosto 2015 a 20:56
Per Sonia.
Se la finestra e il giardino fanno parte di un progetto originario, o comunque di una variante approvata dalle parti, trattasi di una situazione preesistente, per cui difficilmente il vicino rinuncerà a una veduta che gli spetta per contratto o per approvazione legale.
1 settembre 2015 a 17:10
Buongiorno e grazie per mantenere questo interessante sito. Spero troviate il tempo di darmi un vostro apprezzato parere sulla questione che passo ad illustrare.
Su un lato di confine del mio fondo é eretto un muro alto 5 metri e lungo 20. Dalla mia parte questo muro sostiene una tettoia posta ad una quota di circa mezzo metro inferiore a quella di sommitá e che si estende lungo tutto il muro, mentre il mio vicino ha una terrazza di pari estensione posta peró alla sommitá del muro e quindi piú alta rispetto alla mia tettoia di circa mezzo metro appunto (le piastre mobili di copertura della sua terrazza coprono anche tutto lo spessore del muro). Su detto lato della terrazza il proprietario da sempre (ho acquistato l’immobile 30 anni fa circa), ha posto delle grosse fioriere mobili (non ancorate al pavimento perció), alte circa 40cm e profonde 30cm, contenenti piante di varie altezze e dimensioni.
Ora le fioriere sono state tolte ed é stato installato al loro posto un parapetto fisso di altezza idonea a consentire non solo di guardare verso il mio fondo, ma anche di sporgersi in esso in tutta sicurezza, cosa quest’ultima che prima non era possibile fare a causa dell’impedimento fisico dato dalle fioriere (spostandole era possibile sporgersi sul mio fondo, ma senza alcuna sicurezza e col concreto rischio di cadere sulla sottostante tettoia).
Ho contestato l’opera al mio confinante ritenendo che questa costituisca una nuova veduta e, come tale, vada posta a 1,50 metri dal confine. Il legale del vicino ha risposto che le fioriere da sempre esistenti integravano il parapetto previsto dall’art. 905 CC e costituivano chiaramente una veduta e quindi la mia rimostranza non ha alcun pregio.
Secondo me la situazione prima della recente installazione del parapetto era al massimo una luce irregolare, ma non certo una veduta.
3 settembre 2015 a 09:46
Per Valentino.
” Art. 905.
(Distanza per l’apertura di vedute dirette e balconi).
Non si possono aprire vedute dirette verso il fondo chiuso o non chiuso e neppure sopra il tetto del vicino, se tra il fondo di questo e la faccia esteriore del muro in cui si aprono le vedute dirette non vi e’ la distanza di un metro e mezzo.
Non si possono parimenti costruire balconi o altri sporti, terrazze, lastrici solari e simili, muniti di parapetto che permetta di affacciarsi sul fondo del vicino, se non vi e’ la distanza di un metro e mezzo tra questo fondo e la linea esteriore di dette opere.
Il divieto cessa allorquando tra i due fondi vicini vi e’ una via pubblica”
Per cui riteniamo che tu abbia pienamente ragione.
Trattandosi però di questione tra privati devi risolverla tramite il ricorso a un giudice con un tuo legale.
Quale consiglio ti diamo quello di cercare di dimostrare che su detto terrazzo la ringhiera è stata montata recentemente.
Tramite foto, planimetrie comunali (Progetti esistenti in Comune, ecc.)
3 settembre 2015 a 11:25
Vi ringrazio tantissimo per aver preso in considerazione la mia richiesta.
Seguiró sicuramente il Vostro consiglio anche perché il mio vicino mi ha fatto rispondere dal suo legale nel modo che ho descritto.
Dimostrare la recente installazione della ringhiera é, invero, semplicissimo, giacché il progetto per l’installazione della stessa é stato presentato in Comune pochi mesi fa, senza contare ovviamente foto, testimonianze.
Vi seguiró ancora, sperando di non doverVi piú disturbare.
6 settembre 2015 a 08:29
Buongiorno illustro la mia situazione per cui gentilmente vorrei una risposta, abito in una villetta al primo piano, tra me è il vicino ci separano otto metri con muro di cinta centrale; ora lui ha fatto la sopraelevazio dun primo piano più’ mansarda ma poiché il regolamento edilizio comunale prevede la distanza di dieci metri tra un fabbricato e l’altro lui ha arretrato di altri due metri mettendosi a distanza regolamentare, quindi al suo primo piano si è firmato un balcone di due metri per tutta la lunghezza dell’appartamento dove ha aperto delle vedute dirette. Mi chiedo può aprire delle porte sul balcone che gli permettono di affacciarsi ad una distanza non regolare? Anche se dalla visione della concessione su quel lato del fabbricato ci sono solo le due finestre dei bagni. Grazie
6 settembre 2015 a 18:28
Per Pasqualina.
La distanza dei 10 metri che, come dici, si trova scritta nel Regolamento Edilizio, in effetti non è altro che l’applicazione di quanto contenuto nel DM 1444/1968
http://www.coffeenews.it/le-distanze-urbanistiche-di-cui-alle-leggi-nazionali-vanno-rispettate-no-alle-deroghe
I 10 metri tra pareti finestrate e fronteggianti vanno rispettate comunque.
Leggi attentamente il nostro articolo.
7 settembre 2015 a 11:29
Buongiorno, sono interessato all’acquisto di un appartamento al piano terra alle cui finestre sono apposte grate di ferro in alcune stanze del tipo tondeggiante e in altre tipo rete.Tendo a precisare perche’ quelle di tipo tondeggiante sporgono di un bel po sulla proprieta’ (giardino) del vicino.Siccome c’e’ la necessita’ di trovare spazio dove poter stendere almeno una quantita’ minima di bucato volevo chiederle se era possibile tagliare la parte inferiore delle grate per posizionare all’occorrenza uno stendino movibile che non si estenda in lunghezza nella proprieta’ altrui ma verso il basso o creare un balconcino spostando l’apertura dell’infisso verso l’interno? In attesa di sue le mando I miei piu’ cordiali saluti
8 settembre 2015 a 20:44
Per asquale.
Da quello che ci sembra di comprendere queste aperture hanno più le caratteristiche di luci, anzichè di vedute.
Per cui se le modifichi vai a cambiare anche i rapporti con il tuo vicino.
Ti consigliamo, per mantenere un clima distensivo di buon vicinato necessario per chi vuole vivere senza troppe preoccupazioni, di parlarne con il tuo vicino, in modo da trovare una soluzione amichevole.
25 ottobre 2015 a 16:10
Buongiorno, sono in trattativa per acquistare una casa singola degli anni 50 da ristrutturare. Una facciata della casa dista circa 5 metri dalla facciata parallela di un’altra casa singola sempre edificata in quegli anni. Entrambe le le facciate (che si “guardano”) hanno delle finestre a cui ci si può affacciare (sono delle vedute). Il problema è questo: il progetto presentato in quegli anni in comune è privo di queste finestre (ci sarebbero delle stanze quindi al buio) e il regolamento comunale prevede una distanza minima di 10 metri tra immobili. Le finestre quindi a livello comunale non sono sanabili. Leggendo mi sembra di aver capito che è possibile usucapire il diritto di veduta a scapito del vicino confinante. Ma a livello comunale, secondo lei, il comune può obbligarmi a chiuderle dato che sono difformi rispetto al progetto? Ci sono delle soluzioni? Grazie mille.
25 ottobre 2015 a 19:15
Per Marco.
Problematica difficile.
Per convenzione consolidata e non per legge viene stabilito che per gli immobili realizzati prima della legge urbanistica 6 agosto 1967, n. 765 (Non sappiamo se sia il tuo caso), a meno che non abbiano un interesse particolare per la comunità o abbiano subito delle varianti in epoca successiva, siano esenti da verifiche di sanatoria.
Questo, in quanto prima di tale data i progetti erano approssimativi e di scarso valore di contenuto.
Ciò, come detto sopra non costituisce legge, ma in molti comuni viene preso come valido, anche perchè gli edifici da verificare e che non sono in regola sarebbero centinaia di migliaia.
Quanto sopra premesso e puoi verificarlo presso il tuo Comune, se tali finestre esistono fin da allora, a nostro parere, hanno acquistato un diritto di rimanere per usucapione ventennale.
Comunque consulta anche un legale della tua zona.
13 novembre 2015 a 20:15
Salve, ho acquistato un immobile nel centro storico. Su di un lato del fabbricato sono state realizzate, dopo rilascio di autorizzazione da parte del comune, una luce e una veduta. Il mio fabbricato sul lato interessato, confina con uno spazio largo circa 75 cm accessibile da chiunque dalla strada pubblica e di proprietà pubblica che però è chiuso su di un lato, nel senso che non ha sbocchi su altra via. Prima domanda: la veduta realizzata al Piano Primo deve comunque rispettare la distanza di ml 1.50 dal fondo del vicino o, essendoci questo spazio pubblico, va in deroga? Seconda domada: essendo la luce posta al piano terra al di sotto di circa 1 metro al piano di campagna del fondo del vicino deve comunque rispettare l’altezza interna di ml 2.50 dal piano di calpestio interno alla mia abitazione ? Grazie per la vostra risposta.
14 novembre 2015 a 20:24
Leggi questi nostri articoli
Dovrebbero aiutarti.
14 novembre 2015 a 10:06
Salve, sto ristrutturando casa e mi è stato impedito di spostare una finestra già esistente che si affaccia su un pozzo luce e mi è stato detto che dovrei costruire una finestra a 2 metri di altezza con la grata. La finestra in questione si trova al terzo piano e a quest’altezza il pozzo luce non è chiuso su 4 lati ma soltanto su tre. L’idea era quella di spostare la finestra verso la parte aperta per avere più luce ed aria. Ho la possibilità di spostare la finestra se rispetto le distanze citate nell’articolo? Si può capire chi è il proprietario del pozzo luce e soprattutto se c’è un proprietario? E in quale modo? Si può capire dalle visure catastali?
14 novembre 2015 a 20:43
Per Marcella.
Si, dalle visure catastali, però, poichè il catasto non è probatorio dovrebbe essere effettuata una ricerca ipocatastale, cioè al catasto e presso l’ufficio dei registri immobiliari (Ex ipoteche).
Una ricerca quest’ultima alquanto difficoltosa e che ti converrebbe affidare a un tecnico professionista della tua zona.
19 novembre 2015 a 11:41
Quindi se il pozzo luce è di sua proprietà non posso spostare la finestra già esistente?
19 novembre 2015 a 21:05
Per Marcella
Per la finestra che esiste, hai un diritto acquisito; se la vuoi spostare devi mantenere le distanze di legge dai confini altrui.
http://www.coffeenews.it/le-vedute-come-si-definiscono-e-si-esercitano
26 novembre 2015 a 14:35
Gentile Amadeus, per illustrare meglio la situazione ho inviato uno schizzo all’indirizzo [email protected]. La ristrutturazione è considerata come nuova edificazione fontale?
28 novembre 2015 a 19:00
Vista la situazione in pianta.
Devi accertarti di due case: chi è il proprietario della chiostra profonda 3 metri, e se tra la nuova finestra e quella esistente del vicino di sinistra vi sia la distanza di 75 cm.
http://www.coffeenews.it/distanze-per-lapertura-di-vedute-laterali-ed-oblique-dai-confini-dei-fondi-del-vicino
12 gennaio 2016 a 17:00
Sto ristrutturando una vecchia costruzione antecedente al 1940. Esistono dei punti luce che danno su un cortile privato, sul quale negli anni è stato gettato del cemento, riducendo, in questo modo, le altezze dei punti luce. Posso aumentare l’altezza del muro per rispettare quella minima di mt. 2,50? Posso aumentare i punti luce?
12 gennaio 2016 a 20:30
Per Ines.
Alzare il muro ti comporterebbe avere l’autorizzazione anche dei proprietari confinanti.
Alza, invece le luci mediante una prolunga al piede.
22 aprile 2016 a 12:27
Buongiorno vorrei sapere se posso chiedere la regolamentazione delle luci che ora danno al mio cortile ,prima era una casa unica ora divisa tra due fratelli, adesso io mi trovo due fiestre con grata sul mio cortile che sono alte meno di un metro dal suolo del ,mio cortile.
24 aprile 2016 a 10:13
Per Federica.
Non comprendiamo cosa vuol dire regolarizzazione, in quanto, se sono luci (Lo troverai nell’articolo dal quale hai scritto) hai i diritti e i doveri meglio elencati in detto articolo e nei simili (Sempre su questo sito).
Amedeu e c..
22 aprile 2016 a 23:07
Buona sera vorrei sapere se posso chiedere di regolarizzare le altezze delle luci che danno sul mio cortile , la casa prima era unica adesso sono due appartamenti io ho l’ingresso dal mio cortile poi scala interna e abito al primo piano, il vicino all’ingresso sempre al piano terra nel suo cortile, ma due finestre danno nel mio cortile,per confine c’e una rete alta meno di metro io vorrei fare un muro e che lui modifichi le luci (attualmente sono alte appena 1m dal mio suolo) . cosa devo fare?
24 aprile 2016 a 10:16
Vedi sopra la nostra prima risposta.
8 maggio 2016 a 23:30
Buonasera, abito in una casa di proprietà che ha un lato confinante con fondo di un’altra proprietà. Premetto di risiedere al primo piano dove vi sono le aperture, poste ad un’altezza dal pavimento di 140 cm ed inserite in un muro di confine largo 60 cm.
Praticamente la vista che godo dalla finestra riguarda una piccola collinetta (di proprietà del vicino). Per potermi affacciare devo impiegare un mezzo artificiale che mi consenta di affacciarmi e quant’altro. Altrimenti, godo di una vista libera su questa collinetta a circa 15 mt. dalla mia proprietà.
Il vicino pretende che apponga vestri opalini che mi impediscano di vedere in orizzontale. Ripeto per affacciarmi dovrei impiegare mezzi artificiali per sopperire all’altezza, poco agevole, della finestra ed alla profondità del muro nel quale sono inserite le finestre.
Secondo voi è necessario che assecondi le richieste insistenti del mio cliente?
Un cordiale salto,
Tom A. Colliard
9 maggio 2016 a 18:44
Per Tommy.
Le luci devono avere diverse caratteristiche che originariamente vengono illustrate nel seguente nostro articolo
Come, poi, avrai letto nell’articolo dal quale ci hai scritto, incidono nelle luci anche l’altezza da terra e altre misure ivi riportate.
Logicamente il codice civile non può descrivere tutte le casistiche che si possono presentare per tali luci e indica solamente gli esempi più significativi.
La situazione che ci hai illustrato, in effetti non permette l’affaccio sul fondo del vicino, perchè oltre all’altezza interna di mt 1,40 devi superare anche lo spessore del muro di 60 cm.
Per cui, a nostro parere tale apertura ha più le caratteristiche di una luce che non di una veduta.
Il fatto, però, che non è riportata negli esempi, ti pone in una situazione alquanto difficile, e una eventuale causa civile sarebbe di esito alquanto incerto, tanto più se tu trovi un giudice che si attiene alle pure indicazioni del codice civile.
Per cui abbiamo espresso un nostro punto di vista, ma non costituisce la certezza di una ragione.
11 maggio 2016 a 14:45
Salve, il vicino ha un deposito costruito utilizzando la volumetria del terreno che c’era e del circostante non edificabile. Io ho comprato il restante terreno non edificabile. Adesso vuole fare una copertura tipo tettoia su questo deposito togliendomi tutta la luce. Premesso che nella zona di cui parlo si può costruire a confine, chiedevo se può farlo senza autorizzazione e se lo può fare a confine togliendomi la luce. Grazie.
14 maggio 2016 a 20:20
Per Maria.
E’ poco chiara la situazione urbanistica che ci descrivi, per cui ti diamo un consiglio.
Occorre che ti rechi presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune per esaminare la situazione urbanistica delle aree e dei volumi esistenti, nonchè la possibilità edificatoria che esiste in detti terreni, compreso gli altri parametri, quali le distanze dai confini e l’altezza raggiungibile.
Potrebbe servire anche l’ufficio Urbanistica, ma l’Edilizia Privata conserva tutti i progetti esistenti in tali aree, per cui, all’occorrenza, puoi visionarli, controllando anche i volumi approvati e quelli abusivi.
Insomma devi fare un monitoraggio della situazione controllando quali sono i tuoi diritti rispetto a questo confinante.
17 maggio 2016 a 00:30
Il vicino mi ha citato perché presume che io abbia modificato una luce irregolare in veduta. I nostri appartamenti sono in una villa condominiale e confinano con area condominiale il passerò che porta al suo ingresso è una sua corte esclusiva e si affacciano la mia è la sua finestra a 90 gradi con 30 cm dai muri. Quindi anche la,sua finestra guarda il mio muro a distanza minore di 75 cm.
C’è stata già una sentenza di primo grado dove il giudice ha stabilito che siccome gli appartamenti confinante con area condominiale e trattandosi sicuramente di un contesto condominiale non avendo il CTU potuti stabilire con certezza la proprietà del passetto in virtù della art 1102 ogni condomini può aprire una finestra per avere area e luce.
Quindi la finestra è rimasta come era prima della causa.
Oltretutto io ho comprato prima di lui da oltre 20 anni senza aver cambiato la finestra da vasi stasera doppio battente. Ma il CTU ha constatato che oltre 18 anni prima la finestra stata modificata senza poter dire quando.
Il vicino un vecchio geometra ricorre in appello ed io mi sono stancato anche perché ho visto nelle foto della recente relazione tecnica di chi ha fatto le tabelle millesimali che ha posto un armadio davanti la mia finestra per ostruire luce ed aria.
Vorrei nella mia vita occuparmi di altro ma questo signore non ha nulla altro da fare……
21 maggio 2016 a 17:33
Per mauro.
Quale è la domanda?
20 maggio 2016 a 14:18
abito in un villino bifamiliare appena fuori Roma. Il vicino ha posizionato senza chiedere alla Cooperativa o a me una qualsiasi
autorizzazione o consenso per posizionare attaccati alla ringhiera di confine sui due lati ma, sulla sua proprietà, dei pannelli frangivento in legno appena più alti di qualche cm della stessa ringhiera . Al momento ancora non è stato istituito il Regolamento di Condominio. Oltre che essere sul confine (sempre dalla sua parte) a me toglie luce , aria e quella veduta che mi aveva portato a scegliere quel villino e quella posizione nel comparto residenziale .
Lui ritiene di essere dalla parte della ragione e che non doveva chiedere niente ne a me e ne alla cooperativa . Tantomeno si attiene a “buone regole del vicinato”, qualora fossero applicabili . Grazie
21 maggio 2016 a 20:04
Per Max.
In effetti se trattasi di rete plastificata verde frangivento, viene usata normalmente per fermarla alle recinzioni per proteggersi dal vento e dal sole.
La novità potrebbe essere rappresentata dai pannelli, che sono strutture, sia pur amovibili (?) ma che potrebbero rappresentare un manufatto per il quale occorre la comunicazione di una CIL in Comune e l’approvazione dei vicini.
27 maggio 2016 a 10:58
Ho acquistato una abitazione confinante con una altra abitazione di proprietà altrui (muro confinante maestro e comune per entrambi.
Nel bagno della mia abitazione ed a una altezza dal suolo di 2 m c.a è presente una finestrella che si affaccia sulla proprietà del vicino (entrambe le abitazioni si trovano piano terra ed entrambe presentano una pavimentazione equivalente in altezza).
Affacciandomi da tale finestra vedo una tettoia ricoperta da carta catramata ed un tetto con tegole di appartenenza entrambi del Vicino
Il confinante mi ha imposto di trasformare tale finestra in punto luce (nell’atto di comprovendita notarile si fa appunto notare che il proprietario vicino ha questo diritto.
In questo campo sono di una ignoranza totale e quindi gentilmente la prego di aiutarmi.
Cosa si intende per inferriata e cosa si intende per grata con maglie da 3 cmq? E’ possibile integrare in un unico corpo entrambe le cose?
Se dovessi rispettare che la base della finestrella deve trovarsi a 2,5 m di altezza dal pavimento, raggiungo il soffitto e come tale devo murare tale apertura E’ così?
Grazie infinite e Saluti Giuseppe
27 maggio 2016 a 18:38
Se trattasi di una veduta, come sembra, devi stare al seguente articolo del codice civile (Contenuto nell’articolo dal quale ci hai scritto)
La costruzione in aderenza al di là del muro deve essere legittima, cioè approvata dal Comune e non abusiva.
7 giugno 2016 a 13:01
Ho le finestre della mia abitazione vicine al terrazzo di un appartamento confinante appartenente ad altro condominio (privo di amministratore); Orbene, la proprietaria del terrazzo, non pulisce costantemente il terrazzo, ed anzi si lamenta quando provvediamo a pulire le finestre del ns appartamente recintate con grata in ferro (pulizia opportuna per ovvi motivi pulizia e vivibilità).
Da ultimo, oltre alla presenza di alberi, la sig.ra del terrazzzo sta mettendo anche delle finte pareti divisorie con rami finti di alberi, impendendo altresi l’ingresso di luce e aria nelle finestre di mia appartenenza.,
Nonostante i ripetuti solleciti la sig.ra bonariamente non vuole provvedere alla pulizia ancge di materiale edile residuo nonchè all’eliminazione della finta parete divisoria e degli alberi.
Che facciio??? Missiva di un avvocato?
Grazue mille e saluti
8 giugno 2016 a 20:06
Per Diego.
La questione potrebbe configurarsi come un atto di emulazione fatto dalla vicina nei tuoi confronti.
Se non risolvi bonariamente devi farle scrivere da un avvocato.
La stranezza di tale domanda, a nostro parere, sta nel fatto (Ci sembra di avere capito questo) che i tratta di una finestra che dà su un terrazzo altrui.
In questo caso cerca di tutelarti parlandone sempre con il legale, in quanto potrebbe trattarsi di una luce usata come veduta.
8 giugno 2016 a 21:51
Buonasera vi pongo il seguente problema. Il condominio in cui abito è una costruzione del 2008 che sorge su una precedente costruzione dei primi del 900. Tale condominio ha una distanza inferiore al metro e mezzo dal muro di confine del condominio di fronte.
Il condominio di fronte sorge ben più lontano del metro e mezzo saranno 9 metri dal loro muro di confine. Nel nostro condominio sono presenti dei balconcini a veneziana. I condomini del condominio difronte sostengono che noi non possiamo affacciarci per mancanza delle distanze. Possono? Nel nostri contratti di acquisto non ci sono scritte limitazioni ma non sono neanche esplicitate delle servitù di veduta. I condomini del palazzo di fronte ci hanno intimato di procedere con azioni legali. A cosa possiamo andare incontro? Considerato anche che tale balcone si trova nel locale della cucina e quindi per l’abitalita è necessario che nella cucina ci siano della aperture di aria?
10 giugno 2016 a 13:33
Per Alessia.
Può darsi che questi condomini si appellino al DM 1444/1968 che stabilisce la distanza di 10 metri fra pareti finestrate di edifici prospettanti.
Leggi questo nostro articolo:
16 giugno 2016 a 19:00
buonasera, ho un abitazione a distanza di 5 m da un edificio il quale ultimamente è stato oggetto di ristrutturazione hanno inserito sul tetto un macchinario per il condizionamento e riscaldamento dell’edificio di grandi dimensioni alto circa 1,8 metri posto sopra il vano extra-corsa di nuova realizzazione, in tal modo la mia visuale che prima era bloccata solo dal colmo del tetto (le mie finestre sono poste sotto ad altezza uguale al cornicione dell’edificio di fronte) ora per 2 m di larghezza a circa 5 m dalla mia finestra ma circa 2,00 m dal confine ho posizinato questo macchinaro che mi ostacola la vista. I vicini hanno l’obbligo di eliminarlo e ripristinare la vista, oppure hanno ragione loro visto che la mia vista era in parte già bloccata dal colmo del tetto e che il macchinario trovandosi a più di 2,00 dal confine anche se più alto del colmo di 1,30 m non mi ha leso la veduta.
insomma chi ha ragione?
17 giugno 2016 a 17:25
Andrebbe vista la situazione sul posto.
Comunque leggi il Regolamento Edilizio del tuo Comune (Anche via internet), dovresti trovarci un capitolo dedicato agli impianti in generale, distanze ecc.
18 ottobre 2016 a 12:33
ho appena ristrutturato un appartamento in centro storico, ed ampliato la portafinestra che da sul terrazzo di nostra proprietà utilizzando un serramento di due metri, per metà fisso e per metà è scorrevole che ne permette il passaggio. Il mio vicino confinante dalla parte del serramento fisso, mi contesta che non sono state rispettate le distanze dal suo confine, volevo sapere come si devono misurare i famosi 75 cm? il serramento è montato non in linea con il muro esterno, ma circa 50 cm all’interno, per cui misurando obliquamente dalla fine del vetro al confine tra le due proprietà ci sono 75 cm giusti, ma se si dovesse misurare dall’esterno i centimetri diminuiscono notevolmente. Si può considerare la parte fissa del serramento come una luce e non come veduta? La potrei eventualmente schermare con una pellicola satinata per impedire la veduta.
Inoltre, il mio terrazzo è stato rialzato tramite pavimento galleggiante di circa 30 cm, completamente ispezionabile e non fisso; la rete ondulata di confine con il vicino è passata perciò da un’altezza di 2.20 ad un altezza di 190 cm. Può il mio vicino contestarmi il rialzamento del pavimento? oppure io posso ripristinare i 2.20 con un nuovo divisorio? Consideri che il terrazzo adiacente del vicino è in parte sullo stesso livello del mio precedentemente al rialzo, ed in parte circa 1.50 più alto, e affacciato direttamente sul mio. Si tratta di case vecchie e confini alquanto strani.
19 ottobre 2016 a 17:02
nell’articolo che segue potrai vedere il sistema giusto di misurazione dei 75 cm.
Da tenere presente che tale distanza è di codice civile, per cui nel Regolamento Edilizio Comunale potrebbero essere fissate delle distanze più restrittive.
Puoi consultarlo via internet nel sito del Comune.
Fai attenzione che lo spazio di muro che rimane la finestra e la fine del tuo muro rispetti la normativa anti sismica, in quanto è molto importante. (Le finestre non devono stare ad una distanza inferiore a 1 mt dagli angoli dell’edificio)
20 ottobre 2016 a 15:25
Se dovessero mancare 5 cm il confinante può intraprendere azione legale nei miei confronti? Consideriamo che la vetrata è fissa, per cui non credo si possa considerare come una veduta. sbaglio?
Non ci sono angoli dove è stata ampliata la porta finestra, è stata ampliata a seguito dell’autorizzazione ambientale.
Per quanto riguarda l’innalzamento del pavimento tramite galleggianti?
20 ottobre 2016 a 17:31
Anche se sono pochi cm, per assurdo, il vicino potrebbe richiederti di rispettare la legge.
Per quanto riguarda il rialzamento, se puoi rialzare il muro di confine portandolo dalla tua parte a mt 2,50, rientreresti nel disposto dell’articolo 903 del codice civile.
Ti occorreranno tutte le autorizzazioni necessarie (Comune compreso).
20 ottobre 2016 a 23:16
Salve espongo la mia domanda: possiedo una casa indipendente con annesso giardino alle spalle, in tale giardino si affaccia la casa del vicino in quanto fisicamente l intero suolo alle spalle del vicino è di mia proprietà.
Il vicino ha su questa facciata un apertura all altezza di circa 90 cm da terra e alta circa 2 metri e larga circa 1,5 metri, che presenta ed ha sempre presentato una grata fissa quasi a raso muro e apertura delle imposte lato interno, la mia domanda è la seguente tale apertura è una veduta o una luce, il dubbio sorge perché dalle dimensioni appare come una finestra quindi veduta ma in effetti non potendo in alcun modo il vicino affacciarsi in quanto grata a maglie strette. In caso di luce posso obbligare a rispettare distante per ovvi problemi di privacy. Perché ad essere sinceri non è così di facile interpretazione la differenza tra veduta e luce. Ringrazio a priori per la vostra risposta, saluti giovanni
21 ottobre 2016 a 17:18
Hai pienamente ragione, non è affatto chiara la differenza tra luce e veduta.
Se leggi questi due nostri articoli dedicati alle luci e vedute riferite al codice civile, troverai che le stesse devono avere determinate caratteristiche
In effetti sono caratteristiche che è difficile trovare, specie per quanto riguarda la rete grigliata, mentre è più facile per l’altezza da terra.
Il fatto di avere una finestra con una inferriata appare alquanto anomalo e non dà certezza di essere in presenza di una luce.
Dovresti ricercare, con molta pazienza, delle sentenze nel web che ti confermino quanto sopra.
29 ottobre 2016 a 13:39
– ho da poco acquistato una casa del 1953 in aperta campagna e la sto ristrutturando con SCIA. Su un lato, la distanza dalla recinzione di confine è inferiore a 1,5m (mediamente 1m) e si affaccia sul campo del vicino di 5ettari.
– La casa di sua proprietà è DISABITATA e si trova a 80metri di distanza dal mio muro.
– Nel 1969 i vecchi proprietari hanno ampliato l’abitazione, aprendo due nuove vedute proprio sul campo del vicino. I lavori sono stati realizzati “in regola” depositando i disegni al Comune ed aggiornando il Catasto. Quindi queste 2 finestre, nelle visure, compaiono già dal 1969. In un documento, è scritto che il vicino non si è opposto.
– Nel 1986 sono stati condonati due abusi fatti proprio nella parte appena costruita (regolamentato l’altezza e la pendenza del tetto), rimarcando così, nei nuovi disegni, la presenza delle due vedute (con foto).
– Nel 2003 sono stati effettuati dei nuovi lavori, fra cui la chiusura di queste due finestre (pratica sempre trovata in Comune). Quindi, queste 2 finestre sono state lì, immutate e ben visibili, per più di 20 anni.
– Nel 2007 è stato effettuato un condono praticamente sull’intera casa.
GENTILMENTE RICHIEDO.
– So che mi mancano 50cm, ma posso ripristinare almeno una di quelle 2 vedute chiuse, visto che sono trascorsi meno di 20 anni dalla loro chiusura (es. per art1074cc)
– come posso richiedere eventualmente questo diritto? Ovvero, passo a passo, cosa debbo fare? Serve sentenza o è automatico?
– la figlia del vecchio vicino che ha dato il benestare nel 1969, ora proprietaria del fondo, può opporsi all’apertura della veduta (art902) anche se in alcun modo POSSO LEDERE LA SUA PRIVACY E SICUREZZA (cosa che l’articolo punta a salvaguardare)? Ricordo che tra il mio muro e il suo muro c’è 1 metro di mio marciapiede (percorribile e dal quale potrei vedere e gettare di tutto) e 80metri di suo campo per poi ammirare un casolare antico ma abbandonato. Inoltre, dalla strada comunale che costeggia le due nostre case, è possibile vedere tutto (quindi non posso ledere privacy)
– Se mi dite che si può opporre (anche se non capisco quali diritti le ledo), posso almeno creare un’apertura nel muro con vetrocemento satinato (no vista, no aria, no prospectio, no inspectio)?
Aggiungo che in quella stanza c’è un caminetto e NON ho altri punti luce… mi avrebbe fatto piacere potere cambiare l’aria, godendomi ettari di peschi e grano tutto attorno a casa (diritto di panorama?) certo di non disturbare nessuno.
Grazie, e scusate il lungo post, ma andava spiegato bene.
29 ottobre 2016 a 17:03
Senza farti attendere inutilmente per due o più giorni ti invitiamo a leggere accuratamente la parte contrassegnata in rosso nel link del nostro sito.
http://www.coffeenews.it/scriveteci
Questo è dovuto al fatto che dobbiamo dare moltissime risposte e le lunghe lettere non ci permettono di soddisfare tutti in modo attendibile.
1 novembre 2016 a 21:58
OK, grazie. Semplifico.
Una finestra (veduta) era aperta regolarmente da più di 30 anni (e col benestare scritto del vicino), su un muro posto a 1 metro dal confine.
Poi è stata chiusa e successivamente condonata.
Posso riaprire oggi tale finestra, chiusa 9 anni fa, facendo valere il vecchio diritto di veduta, essendo trascorsi meno di 20 anni? Grazie.
4 novembre 2016 a 18:07
Una volta chiusa, è molto difficile che il vicino accetti che tu la riapra, specie dopo un periodo così lungo.
Corri il rischio di trovarti in una lite giudiziaria con tanto di avvocati.
Non comprendiamo se il condono abbia interessato la chiusura della finestra.
In questo caso la situazione sarebbe ancora peggiore, in quanto si troverebbe depositato in Comune un documento che giustifica la situazione attuale.
16 novembre 2016 a 21:01
vivo in un appartamento in condominio acquistato da mio padre (fine anni 60) e da me ereditato, sul terrazzo a livello dell’appartamento mio padre costruì una tettoia, condonata negli anni ottanta. La tettoia è posta sotto una finestra del vicino e mai nessuno ha contestato la legittimità dell’opera. Circa 15 anni fa la casa del vicino è stata venduta e recentemente i nuovi proprietari mi hanno intimato (verbalmente per il momento!) di demolire detta tettoia perché non vengono rispettate le distanze “di legge”…. Tra la tettoia e la soglia bassa della finestra ci sono meno di due metri. Ne hanno il diritto? Anche se si tratta di struttura condonata/accatastata e comunque realizzata oltre trentanni fa?
19 novembre 2016 a 18:28
Per Domenico.
Premettiamo che i permessi comunali vengono sempre rilasciati “Fatti salvi i diritti dei terzi”
Per cui, il fatto che sia stata condonata e accatastata ha una importanza relativa in quanto mancavano le autorizzazioni del vicino; invece, a nostro parere, conta l’argomento che la tettoia esiste da più di 20 anni e voi ne avete esercitato il possesso in maniera pubblica, continua e pacifica, tre elementi essenziali per potere mantenerla per usucapione (Prescrizione) avvenuta.
Comunque con alcune foto della tettoia e confine, recatevi anche presso un legale della vostra zona.
16 gennaio 2017 a 18:37
la casa dove vivo è costituita da due appartamenti uno al piano terra uno al primo.
Ogni appartamento ha la propria entrata indipendente e il proprio giardino.
Io vivo al piano terra e ho delle finestre che si affacciano sul giardino del vicino che vive al primo piano.
Ora il mio vicino ha edificato un muro divisorio tra i giardini alto 1 m. e 70 cm che però è a meno di 2 m dalla una delle mie finestre (per essere esaustivo nell’angolo della casa vi sono due finestre una che guarda ad est e una che guarda a sud, il muro divisorio parte ad 1 m e 50 cm dall’angolo in direzione est).
Ora guardando dalla finestra la mia vista è impedita da questo muro che risulta inoltre antiestetico. Volevo chiedere se il mio vicino poteva costruire il detto muro a questa distanza.
17 gennaio 2017 a 10:25
La costruzione dove abiti è divisa in due appartamenti, però il progetto è unico, così come lo è la parte estetica del fabbricato, il suolo, le mura portanti, il tetto, ecc.
Per cui, il vicino, oltre che all’autorizzazione comunale (Rilasciata sempre “Fatti salvi i diritti dei terzi”), doveva procurarsi anche la tua autorizzazione.
17 gennaio 2017 a 23:29
Buonasera, vorrei porle il seguente quesito: nel mio giardino ho un muro a comune con un ristorante. Dalla mia parte il muro è alto mt 1,05 mentre dalla loro è 1,70 da terra perchè c’è un dislivello. Prima che comprassi la casa, il ristorante ha costruito delle luci sul muro a comune fino al tetto su cui c’è una gronda che è rivolta dalla mia parte e copre tutta la larghezza del muro. Il muro è largo cm 25 e a me ne è rimasto cm 6. Quando ho acquistato casa c’era giá una pianta rampicante nel mio giardino che parte da terra ed arriva fino alla fine delle loro luci sotto la gronda. Il rampicante non gli fa entrare la luce e così hanno aperto le luci da dentro il ristorante e mi hanno tagliato la siepe. Vorrei sapere di chi è la proprietà del muro anche se sulla piantina c’è il disegno del muro con una riga nel mezzo (che dovrebbe significare che è in comune) ma la gronda è sul loro tetto ma sporge dalla mia parte. Abbiamo tentato una conciliazione decidendo di fare un muro a spesa comune di mt 1,97 dalla mia parte aggiungendoci sopra cm 50 di vetro-cemento a spese loro fino al tetto dove c’è anche la gronda. In questo modo gli entra la luce. La conciliazione è saltata perchè pretendevano per me è per gli aventi diritto, che mi obbligassi a far crescere il rampicante sotto al vetro-cemento (che a tutti gli effetti è un muro) e che non mettessi ad una distanza di cm 50 nessuna siepe. Di chi è il muro? Devo andare in causa o posso pretendere, nel caso in cui il muro fosse a comune o tutto mio, che tolgano le luci e si faccia un muro?
La ringrazio infinitamente per la risposta.
20 gennaio 2017 a 20:38
Per Marina.
E’ necessario che ti rivolga da un tecnico professionista della tua zona (Geometra va bene), il quale effettuerà le visure ipo catastali e infine avrà la situazione chiara circa l’appartenenza del muro.
IL tecnico potrebbe anche servire a tracciare sul terreno la linea di confine e a fare da intermediario circa la “lite” che avete in corso.
9 febbraio 2017 a 11:16
Buongiorno correi porle il seguente quesito: ho aperto una finestra al primo piano del mio appartamento posta altezza ad mt 1,40 da terra 24 anni fa. Ho un progetto al catasto con la ralizzazione di questa finestra affaccia su un terrazzo libero e da qualche tempo il vicino mi impone di chiudere perche ha intenzione di costruire. (il vicino 24 anni prima ha acconsentito alla realizzazione perchè non avendo una scala per andare in terrazzo in caso di bisogno usufruiva del mio passaggio). Sempre 24 anni fa abbiamo firmato su carta libera che in caso avesse bisogna dell’area soprastante la chiusura della finestra. non so se questa dichiarazione su carta libera abbia valore, ma son passati piu di 20 anni a mio parere non ha validità. come devo comportarmi a tale proposito?
12 febbraio 2017 a 13:32
Controllare se hai acquisito il diritto di tenere la finestra per usucapione ventennale.
Devi recarti da un legale della tua zona portando il documento che avete firmato.
13 febbraio 2017 a 08:59
grazie ancora qualche informazione: il mio vicino su una parete di mia proprieta ha canalizzato tubi per l’acqua con pila, a pochi centimetri dalla mia parete c’é un contenitore d’acqua da 1000 litri con motore rumoroso che quando in funzione (tutti i giorno dalle am 4,30 alle 7,oo) mi impedisce di dormire, posso denunciare il mio vicino per uso improrio della mia parete e che venga eliminato tutto il condotto dell’acqua dalla mia parete? per concludere é stata aperta abusiva una finestra completa di persiana ad 1,60 mt(a pochi centimetri dal muro divisorio) e dopo pagato il condono dalla porta di ingresso di mia abitazione, a mio parere troppo vicina la persiana aperta invade il mio territorio, posso intervenire con la legge che mi chiuda questa finestra?
Come devo comportarmi a tale proposito?
Cordiali saluti Giuseppe
15 febbraio 2017 a 18:37
Per le modifiche non autorizzate alla costruzione va chiamato in causa l’ufficio edilizia privata e il comando dei vigili urbani.
Per quanto riguarda l’apparecchiatura rumorosa, ti consigliamo di rivolgerti all’ufficio di Igiene Pubblica presso la locale ASL, per fare eseguire un sopralluogo ai fini della misurazione dei decibel dovuti alla rumorosità.
Per ottenere il loro intervento, non sarebbe male tu facessi presente che tale rumore sta causandoti notti insonni (Come ci sembra di comprendere).
11 marzo 2017 a 19:40
Per Luigi
21 marzo 2017 a 14:27
volevo chiedere quanto segue:
Ho acquistato da poco un appartamento, tale appartamento presenta per me un’unica problematica, nella parete del palazzo facente parte del mio balcone è presente una luce, ho notato che tale apertura è presente anche al piano sottostante, mentre non sono riuscito a vedere se è presente anche ai piani superiori, la mia domanda è sapere se è lecito che sia presente questa apertura nel mio balcone, se nel caso mettessi qualcosa avanti a tale apertura posso andare incontro a dei problemi?
Ringraziandovi per la collaborazione la disponibilità, porgo coridali saluti
22 marzo 2017 a 20:36
Per Luigi.
Sse hai acquistato la casa con una luce esistente, potresti chiuderla solo nel caso tu sopraelevassi la tua costruzione a contatto con detta luce.
http://www.coffeenews.it/delle-luci-diritti-del-vicino
Altrimenti può essere considerato un atto di emulazione.
2 aprile 2017 a 15:56
mi trovo in una situazione simile a quella raffigurata nella figura 2 mostrata nella descrizione dell’articolo 903. Io sarei il proprietario B e vorrei recuperare il sottotetto rialzando il tetto di circa 1m. Il proprietario A ha realizzato nel 2007 un punto luce/veduta (è un’apertura obliqua che parte come veduta e termina come punto luce) che guarda sopra il mio tetto e il rialzo che vorrei fare con un muro in aderenza lo andrebbe a chiudere. E’ possibile farlo senza incorrere in problemi giudiziali?
N.B. il punto luce/veduta è stata aperta nel 2007 senza chiedere nessun consenso a noi
3 aprile 2017 a 13:19
Dalla veduta dovresti stare alla distanza prevista dal Codice Civile.
Controlla in Comune se tale finestra venne autorizzata.
Poi procedi come credi
Non vogliamo dare alcun suggerimento di seguito a ciò, poichè siamo contrari a suggerire soluzioni che possono creare attrito tra vicini.
16 maggio 2017 a 17:18
Buongiorno, avrei un quesito da esporre e Vi ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi. Devo effettuare una ristrutturazione straordinaria con contestuale adeguamento sismico di un immobile di mia proprietà con annesso rifacimento del tetto e realizzazione del cordolo pari a 50 cm. In aderenza con il tetto da rifare, su un muro comune (muro che divide le due proprietà visto che le strutture sono aderenti), vi sono una luce e una finestra (finestra di un bagno) che con la realizzazione di quanto esposto prima andrebbero chiuse. Le abitazione così come le luce e la finestra sono quasi secolari anche se queste ultime dubito siano regolarizzate. Gradirei sapere a norma di legge, con le opere di adeguamento sismico e la realizzazione del cordolo, viste le “finestre” presenti a meno di 5 cm dal mio tetto posso chiudere la finestra e la luce o sono passibilile di azioni legali? O se ve ne sia qualcuna, la possibile via da percorrere al fine di poter realizzare quanto sopra esposto.
17 maggio 2017 a 17:34
Per Seby.
Per darti una risposta attendibile occorrerebbe effettuare un sopralluogo e questo non è possibile.
Comunque, per quanto riguarda la luce, poichè effettui i lavori con regolare autorizzazione comunale, non dovresti avere alcun impedimento per chiuderla dalla tua parte.
Altro discorso è per la finestra, dalla quale, se trattasi di una veduta, deve essere rispettata la distanza minima di 3 metri, secondo il codice civile.
Comunque, se realizzi il cordolo mantenendo il suo estradosso al pari dell’estradosso del muro attuale (Cioè non sopraelevando il tetto neanche di 1 cm), non dovresti rispettare distanza alcuna, in quanto si tratterebbe di rinforzo e restauro di una muratura esistente.
17 maggio 2017 a 18:40
Grazie x la risposta ed il tempo dedicatomi. distinti saluti.
31 maggio 2017 a 16:38
Buonasera, chiedeo gentilmente aiuto.
Vi sottopongo il mio quesito.
Il villino dove abitiamo un tempo era una monofamigliare, con il tempo è stato farzionato in tre unità immobiliari (piano seminterrato-rialzato e primo).
Su un lato dell’edificio ci sono una serie di finestre; 4 al primo piano, tre al piano rialzato (il mio) una quarta è cieca (esistono solo le persiane in legno, la finestra non è stata mai aperta), e 4 al piano seminterrato. Tutte le finestre sporgono sulla rampa di accesso al piano seminterrato (ora abitato da un’altra famiglia). La mia abitazione è al piano rialzato. Vorremmo aprire la finestra cieca (che darebbe aria e luce al nuovo bagno), considerando che alla sua destra ed alla sua sinistra dispongo già di due finestre che distano l’una dall’altra 4 metri. Possiamo farlo? Il muro di cinta dista 2.90mt dalla facciata. Mi scuso se non sono stato chiaro. Se vuole posso inviarle delle foto. Grazie
5 giugno 2017 a 19:56
Per Stefano.
La scala di accesso è considerata di passaggio e non si devono rispettare particolari distanze da essa.
Piuttosto, se la finestra che vuoi aprire ha di fronte, nello spazio antistante per una lunghezza massima di 10 metri, ai sensi del DM 1444/68, una superficie finestrata, non puoi più aprirla, in quanto è da considerarsi non veduta.
12 luglio 2017 a 16:20
avrei un quesito da porle. Puo’ il mio vicino aprire diversi punti luce che si affacciano sulla mia terrazza ?
La normativa attualmente in vigore (artt. 900 – 904 del Codice Civile) parla di aperture di luci sul FONDO del vicino. A tal proposito, considerato che si parla di FONDO, puo’ il mio vicino aprire tali Luci sul terrazzo della mia abitazione ?
Le faccio presente che la mia abitazione ha un solo Piano (Piano Terra con terrazzo) e l’abitazione del vicino si trova in una casa adiacente alla mia al secondo piano)
14 luglio 2017 a 15:29
Per Nico.
Le luci devono rispettare caratteristiche meglio visibili nei nostri articoli.
Per cui occorre l’altezza da terra da entrambi i lati, la rete di chiusura ecc.
La legge non parla di piastrelle in vetrocemento, che invece sarebbero la classica soluzione della problematica.
Non per niente si chiamano “Luci” e non appare la parola “Aria”
Vedi se, tramite un tuo legale di zona, riesci a fargli mettere in opera questa piastrelle che, ci sembra, ti risolverebbero il problema.
http://www.coffeenews.it/mattonelle-di-vetrocemento-per-dare-luce-da-un-muro-posto-a-confine
31 agosto 2017 a 15:17
ho acquisito un immobile anni 60 costruito a 1,5 metri dalla recinzione che mi divide dal mio vicino.
ad oggi ho delle finestre, sia piccole che grandi che si affacciano al confine con il vicino e sono del tipo da officina (apribili come una finestra a ribalta).
io posso rasformare un foro di una finestra e realizzarci una porta?
31 agosto 2017 a 17:26
Per Daniele.
Le finestre a vasistas corrispondono a una luce e trasformandole, le modificheresti in una veduta, per le quali vanno rispettate le distanze di legge.
http://www.coffeenews.it/una-importante-sentenza-non-si-deve-osservare-distanza-dagli-abusivi
18 settembre 2017 a 13:06
Sto per fare una ristrutturazione di un immobile di mia proprietà, il progetto prevede di aprire 2 nuove finestre sul lato nord della proprietà al 1° piano, sullo stesso lato a piano terra sono già presenti una porta e una finestra. Il lato nord guarda su una strada sterrata privata di proprietà mia e di altre 13 persone, proprietarie di campagne ed altre case che stanno lungo la stradina. Volevo sapere se mi è consentito aprire le 2 nuove finestre o è necessario il permesso di tutti gli proprietari della strada, eventualmente, se dovessi richiedere il permesso è trovare resistenze potrei ovviare al problema aprendo delle luce e non delle vedute?
18 settembre 2017 a 18:05
Non dici se il terreno attiguo è fabbricabile oppure agricolo.
Nel primo caso, dovrebbe essere applicato il DM 1444/68
che prevede il rispetto della distanza di mt 10,00 tra pareti finestrate.
Però tu hai al piano terreno già una finestra ed una porta, per cui dovrebbero essere i vicini a spostarsi, in caso di apertura di finestre (Per il loro piano terra) alla distanza di 10 mt.
13 dicembre 2017 a 20:42
Nel terreno direttamente di fornte al lato nord della mia casa (…quello dovrei aprire le nuove finiestre..) c’è una casa. La commissione edilizia del mio Comune sostiene che per aprire nuove finestre io sia tenuto a chiedere l’autorizzazione a tutti i comproprietari assieme a me della stradina sulla quale aprirei le nuove finestre. Quello che non mi è chiaro è come sia possibile che debba chiedere il permesso a tutti per aprire finestre su di un lato della mia casa nel quale ho già una porta e una finestra, su di una strada che è anche di mia proprietà. Non capisco se sono io che non capisco o se è il comune che vuole “tutelarsi”….grazie
15 dicembre 2017 a 14:22
Se la facciata della casa rivolta verso l’edificio prospettante ha già delle finestre e tu intendi aprirne altre, senza ampliare o rialzare l’edificio, non ti occorre alcuna autorizzazione del vicino.
Tra l’altro le distanze degli edifici sono inderogabili e non soggette ad autorizzazioni di terzi.
http://www.coffeenews.it/come-si-misura-la-distanza-tra-due-edifici-ai-fini-urbanistici
18 settembre 2017 a 17:35
ho la luce di una cantina che da all’interno di un locale di mia proprietà accatastato come laboratorio (cod. catasto C3). Vorrei trasformare questo locale in box (cod. catastale C6), ma data la presenza di questa luce non riesco ad avere i permessi per il cambio di destinazione d’uso.
Quali possono essere le soluzioni?
Potrei fare una parete parallela alla parete dove c’è questa luce. a che distanza doveri stare?
18 settembre 2017 a 18:12
Per Luca.
Come hai spiegato non riusciamo a comprendere il tuo problema.
Dovrebbe essere sufficiente realizzare una parete chiusa (Lato luce) e ben sigillata.
4 ottobre 2017 a 13:37
Buongiorno, sono proprietaria di un terreno edificabile in discreta pendenza in zona B. Il mio vicino, non so quanti anni prima il mio acquisto, ha sbancato il terreno fino al muro di confine e quindi ha costruito in aderenza un box auto con copertura ad uno spiovente (larghezza circa 3 metri) che risulta più o meno a filo con il mio terreno; in aderenza al suo box, e quindi a distanza di circa 3 metri dal confine con la mia proprietà, ha poi eretto un’abitazione che sopravanza il box di un piano e sulla parete prospettante sul box (parallela quindi al confine) ha aperto delle bucature (l’immobile è ancora al rustico. E’ lecito il suo operato? E soprattutto potrò io costruire sul mio terreno salendo in aderenza al confine con un muro cieco? mi pare di capire che non rispetterei la distanza di 10 metri tra pareti finestrate, e quindi dovrò arretrarmi di 7 metri per poter costruire??’
5 ottobre 2017 a 17:29
Il suggerimento che ti diamo consiste nel recuperare una planimetria (Anche catastale scala 1:2000) della tua per recarti presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune, al fine di sapere se il vicino ha ottenuto il permesso comunale per costruire.
In tale occasione, poichè è tuo diritto, come è quello di chiedere una copia a pagamento, chiedi di visionare il progetto.
Puoi così controllare cosa è abilitato a realizzare il tuo vicino e inoltre se ha dei manufatti abusivi.
Dopo di che puoi rivolgerti da un tecnico professionista per richiedere il rispetto dei tuoi diritti.
6 novembre 2017 a 12:05
Grazie Amedeu. Ho però potuto verificare che in realtà il box è largo 5 metri, quindi a prescindere dallautorizzazione , che controllerò , in teoria la sua costruzione sarebbe corretta ma mi costringerebbe ad arretrarmi di 10 metri dal confine? Rendendo di fatto non più edificabile il mio terreno che è poco più largo??? E questo che prevede la norma? Inoltre leggevo che in zona sismica non si può più costruire in aderenza sul confine … quindi comunque non ho alternative ?
6 novembre 2017 a 19:14
Se hai ben rilevato il tutto, è proprio così.
6 febbraio 2018 a 19:17
Volevo una sua opinione su una controversia condominiale.
Una porta parzialmente vetrata è l’unica fonte di luce di una zona adibita a lavanderia comune, questa porta da su un’area di proprietà privata. Tengo a precisare che la porta è quella originaria dell’epoca della costruzione della casa, cioè dei primi anni ’60.
I proprietari dell’area hanno parzialmente oscurato i vetri della porta, limitando notevolmente l’apporto di luce ed eliminando completamente la veduta sul loro fondo.
C’è qualche norma che mi consenta di riportare la situazione originaria?
Non hanno fatto un abuso?
10 febbraio 2018 a 11:42
Per Caterina.
Ti hanno fatto un atto di emulazione, di cui all’articolo 833 del codice civile.
https://www.coffeenews.it/cosa-sono-gli-atti-di-emulazione
Trattasi di una questine tra privati regolata dal diritto privato: ti servirà la lettera scritta da un tuo legale.
18 febbraio 2018 a 05:33
Ho una terrazza che termina con un balcone. Sul fianco destro un altro edificio, il cui muro, dal fondo della terrazza fino a dove diventa balcone, scende da 3 metri a 50 cm, seguendo il profilo del loro tetto. Ora, a ridosso di esso, vogliono aprire sul tetto una terrazza in falda che però, nel parapetto avrebbe una vista laterale ed obliqua verso la mia parte balcone, inferiore a 1,5 m (che è anche al confine di proprietà) e, nel fianco della loro terrazza, una vista diretta sulla mia parte terrazza, in quanto il muro è appunto alto solo 50 cm, a salire. Tenga conto che se loro fanno un muro ad L, alto 2 metri, mi tolgono luce e vista alla finestra che ho sul lato sinistro della terrazza (a 2,5 m) di fronte al tratto di mio muro più basso, e luce diretta (obliqua) a quella in fondo alla terrazza. Cosa posso fare? Che distanze vanno rispettate?
18 febbraio 2018 a 12:06
Per Thomas.
La situazione che ci hai spiegato non ci appare molto chiara.
Vedi se questo nostro articolo può aiutarti
https://www.coffeenews.it/distanze-per-lapertura-di-vedute-laterali-ed-oblique-dai-confini-dei-fondi-del-vicino
20 febbraio 2018 a 21:43
un fabbricato costruito negli anni 70 sul confine da due lati denominato A, da un lato ha le finestre luce dall’altro lato ha dei balconi che sporgono sul terreno di mia proprietà, attualmente ho richiesto un permesso di costruire per demolire e ricostruire un fabbricato e invocando la legge regionale devo realizzare un aumento della superficie pari al 40%, si precisa che la legge regionale prescive la deroga ai strumenti urbanistici vigenti in materia, il permesso di costruire accordato dal comune il quale prevede la ricostruzione in aderenza con l’angolo del fabbricato denominato A costruito sul confine, i proprietari del fabbricato A hanno chiesto il fermo dei lavori al comune ritenendo che il fabbricato da ricostruire non rispetta le distanze di luce e di vedute e non rispetta la distanza tra fabbricati. La mia domansa è posso realizzare il fabbricato atteso che nessune dellle proiezione dei fabbricati si incrociano grazie e che lo stesso fabbricato da ricostruire si triva al di sotto di circa tre metri dalle finestre del fabbricato A e ad una distanza di veduta ogligua di circa 2,5 metri grazie.
24 febbraio 2018 a 18:36
Per Rocco.
vediamo se abbiamo ben capito.
Nel tuo caso dovrebbero essere rispettate (Salvo che la normativa di PRG non stabilisca altrimenti), le distanze oblique tra le ultime aperture dei due edifici e tra loro più vicine.
Cioè mt 1,50 dal confine e mt 3 tra vedute oblique.
https://www.coffeenews.it/le-vedute-come-si-definiscono-e-si-esercitano
9 giugno 2018 a 00:49
ps riscrivo il post perchè ho dimenticato di dire che parliamo di centro storico con case costruite forse 400 anni fa e quindi l’equilibrio esterno si fonda proprio sul fatto che questo lastrico solare (tipo hortus conclusus ) ha la funzione evidente di dare aria e luce a tutti gli appartamenti che affacciano.
Una intera parete finestrata della mia casa affaccia su un lastrico solare di altro proprietario con due finestre grandi con davanzale e due finestre sottostanti più piccole senza davanzale che, benchè per altezza e consistenza mi consentissero la veduta, sono state classificate come luci. Poichè le ho munite di grata come da sentenza (le due finestre più piccole) ma non ho possibilità di elevare la soglia a due metri dal piano di calpestìo interno perchè lo stato dei luoghi non lo consente (i due locali serviti da queste finestre/luci sono una cucina e un bagno la cui massima altezza è di m.1,80 per ciascun ambiente) il mio quesito è il seguente. Poichè affaccio su questo lastrico solare con due terrazze e due finestre con davanzale, il diritto di veduta permanente non si estende anche alle finestre più piccole classificate come luci e insistenti sulla stessa parete? Inoltre se su questo lastrico affacciano altresì almeno altri sette appartamenti di proprietari diversi, oltre a quello di mia proprietà, l’assoggettamento pubblico del lastrico non farebbe venire meno i dettami dell’articolo 901 cc in maniera di altezze visto che il requisito dell’altezza è rivolto a preservare la riservatezza del fondo vicino che, nel caso specifico, è inesistente? spero di aver spiegato bene il problema e di avere una vostra delucidazione al riguardo. Grazie mille. ps ho dimenticato di dire che parliamo di centro storico dove le case sono state costruite forse 400 anni fa
12 giugno 2018 a 10:07
Per Anna.
L’articolo 901 del codice civile stabilisce quali devono essere le caratteristiche delle luci e che troverai meglio descritte in questo nostro articolo:
https://www.coffeenews.it/delle-luci-caratteristiche-dellinferriata-e-della-grata
(In particolare larghezza delle maglie di 3 cmq)
Per cui, avendo tu una grata fissa, anche se diversa, alle 2 finestre non puoi affacciarti e avere una libera visione sul fondo del vicino.
Già così sono rispettate alcune delle caratteristiche sopra descritte.
Il vicino, a nostro parere, può chiedere, in ogni momento, tramite il suo legale, di regolarizzare tali due luci.
Non vediamo, perciò, come tu possa trasformarle da luci in vedute.
23 giugno 2018 a 02:28
Infatti il problema non è di trasformare le due luci in vedute ma ovviare alle altezze che non ci sono considerato che il fondo è soggetto a pubblicità (molti appartamenti affacciano su questo lastrico solare e quindi viene meno la necessità di riservatezza del vicino). In aggiunta mi chiedevo se avendo già un diritto di affaccio e veduta su questo lastrico tramite le due terrazze e le due finestre grandi con davanzale (che insistono sulla stessa parete delle due piccole) questo diritto non si estendesse anche alle due finestre piccole che ho munito di grate per uniformarmi alla sentenza ma che prima non avevano barriere di sorta. Da non dimenticare che le due finestre piccole danno aria e luce a una cucina ed un bagno che sarebbero irrimediabilmente compromessi nella salubrità qualora, a causa delle altezze degli stessi locali che nel punto più alto misurano m.1,85, si insistesse per la regolarizzazione alla lettera a cui io non posso dare seguito per impossibilità dello stato dei luoghi.
26 giugno 2018 a 09:21
Eventuali litigi sulle luci, sappiamo sempre come iniziano ma mai come terminano, nel senso di quale sarà la sentenza del giudice.
A nostro parere, se fornisci dette finestre di tutte le caratteristiche previste dal codice civile e in particolare di rete a maglie romboidali di 3 cm, non dovresti avere problemi; però è solo una nostra opinione.
lopasso
15 dicembre 2018 a 14:03
E’ applicabile l’art.905(distanze) del c.c.per l’apertura di vedute dirette su terrazzo di proprietà aliena ma su cui si ha il diritto di calpestio?
17 dicembre 2018 a 19:37
Per Lopasso.
Pensiamo di no, in quanto l’articolo 905 del codice civile cita: “…se tra il fondo di questo e la faccia esteriore del muro in cui si aprono le vedute dirette non vi e’ la distanza di un metro e mezzo.”
Parla cioè di distanza tra fondi e non tra fondo e servitù.
Inoltre se trattasi di pareti finestrate va applicato il DM 1444/68 che prevede la distanza di 10 mt.
https://www.coffeenews.it/come-si-misura-la-distanza-tra-due-edifici-ai-fini-urbanistici
9 luglio 2019 a 13:30
ciao, posso aprire una luce al quarto piano su una facciata di un condominio che affaccia su una parte ribassata (2piani) di un altro condominio?
che tipo di pratica va eseguita? scia in alternativa al permesso di costruire? e’ necessario il consenso dei due condomini? grazie mille
11 luglio 2019 a 16:36
Se trattasi di una luce va chiesta l’autorizzazione del Comune in quanto trattasi modifica di una facciata ed inoltre quella del condominio ove avviene l’esecuzione della luce.
SCIA dovrebbe andare bene.
16 settembre 2019 a 15:01
Buongiorno, non essendo un tecnico non ho capito bene se un portone costituto in legno pieno che apre su un cortile di terzi è da considerarsi “veduta” oppuro no
17 settembre 2019 a 11:53
Per Carla.
E’ un vano di passaggio ma, a nostro parere, equivale ad una finestra o porta-finestra, per cui è una veduta.
15 novembre 2019 a 16:23
Ho una finestra con una grata che è a 1,36 mt dall’estradosso del solaio di copertura (non praticabile) del vicino. Vorrei rendere la grata apribile .. per non essere schiavo di vedere il sole sempro attraverso le sbarre. Il mio vicino sostiene che la mia finestra è una luce per cui non posso rendere apribile la grata. La finestra (unica) dell’appartamentino dei miei genitori è sempre stata dotata di grata .. ma solo per proteggersi da eventuali effrazioni … non perchè non poteva essere considerata una veduta.
Come posso regolarmi ? posso rendere apribile la grata ? quali autorizzazioni devo chiedere …
16 novembre 2019 a 18:54
Per Adriano.
Leggi anche questo nostro articolo:
da aggiungere però, che se una finestra è sempre rimasta chiusa con una grata, anche se la stessa non ha le caratteristiche previste dal codice civile, può essere considerata da un giudice come luce.
Naturalmente occorre che si vada per mano di avvocati e ci sembra potrebbe rivelarsi il tuo caso.
Questo perchè l’esito di una sentenza finale è sempre una incognita.
18 novembre 2019 a 14:11
Sono proprietario di una villetta a schiera che sta attraversando una intensa ristrutturazione con allargamento di finestre e porte vetrate.
Vorrei evitare problemi legati a distanze dal muro di confine e mi chiedevo se la mia situazione fosse a norma.
Il confine di proprietà è parecchio strano e disegna una Z, perciò se valuto la distanza dalla finestra al perimetro, in linea perpendicolare a questo e parallela alla linea della finestra, ci sto dentro. Al contrario se calcolo il perimetro in senso obliquo non ci sto più dentro. sarebbe stato utile mandare un immagine in effetti.
19 novembre 2019 a 15:17
Per Fabio.
Leggi quest’altro nostro articolo, dovrebbe aiutarti:
https://www.coffeenews.it/distanze-per-lapertura-di-vedute-dirette-dai-confini-di-fondi-con-o-senza-costruzioni-del-vicino
25 gennaio 2020 a 16:54
Devo contrastare la richiesta di sanatoria ex art.37,c4, avanzata dal promissario venditore che vuole regolarizzare la chiusura ( abusiva) del cortile di proprietà (mq. 17) anche se l’atto d’acquisto del 2011 lo rappresenta aperto: una planimetria del 1940 “rinvenuta” dopo 7 anni dal lascito, giustificherebbe la doppia conformità dell’attuale abuso. L’UOT ha emanato una DD per la demolizione, ma il venditore ha depositato una richiesta che è stata comunque sottoposta al parere del MIbac. La funzionaria ha dapprima escluso che il catastale del 39 possa provare la preesistenza, poi si è rifiutata di darmi accesso agli atti in quanto non ho potuto ancora stipulare, pur avendo avviato una causa ex art.2932 per l’esecuzione in forma specifica. Preciso che sul cortile rappresentato nel 1940 non ci sono indicazioni, neppure la X del vuoto. Il Brogliardo sin dal 1870 descrive la proprietà con un “piccolo cortile” che io dovrei acquistare tombato perchè la planimetria del 1940 non riporta indicazioni grafiche. Nè l’altezza, nè le linee incrociate del vuoto. la tombatura è risultata abusiva a seguito di accertamento tecnico.
26 gennaio 2020 a 12:35
Il promittente venditore ha il diritto, anzi il dovere, di regolarizzare, prima dell’atto, la situazione reale conformandola a quella regolarmente approvata, pena l’annullamento dell’atto e relativa denuncia.
Il problema, così come accenni nella tua domanda, consiste nel sapere quale è la situazione regolare agli effetti di legge.
Da escludere ogni collegamento con il catasto, in quanto lo stesso non è probatorio agli effetti di legge.
Tutto il resto va valutato in base a quanto sopra citato, tanto più che accenni ad una ordinanza di demolizione (Per abusivismo?) mai portata a termine .
Da sottolineare, inoltre, che ogni funzionario pubblico, per legge, ha il dovere di fare visionare un progetto edilizio a chiunque lo richieda, e anzi a rilasciarne al medesimo una copia a pagamento.
2 febbraio 2020 a 11:00
La tua è una situazione complessa e per di più hai a che fare con la Soprintendenza alle Belle Arti, per cui è molto difficile spuntarla con tale Ente.
L’unico consiglio che possiamo darti, per esperienza e in base a ciò che ci scrivi nella tua lettera, è quello di non contattare più personalmente gli uffici competenti, in quanto un funzionario “urtato” o “contraddetto” può rimandarti all’infinito la tua pratica.
Ti consigliamo di affidarti completamente a un tecnico professionista esperto che si prenda la briga di seguire il tutto e ti informi costantemente.
Altro non possiamo aggiungerti, anche perchè non siamo a conoscenza di tutti gli atti.

References: art. 900

art. 901

art. 902

art. 903

art. 904

art. 905

art. 906

art. 907
 sentenza 
 Art. 905
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.37
 art.2932