Source: https://issuu.com/apiudine/docs/numero_10-2014
Timestamp: 2017-03-29 14:04:45+00:00

Document:
Numero 10/2014 by Confapi FVG - issuu
DEI CORSI PER LA CQC
Acconto Imu 2014 e relativa dichiarazione
Diritto annuale 2014 CCIAA
Agevolazioni autotrasporto anno 2014
Fondi di garanzia e nuova liquidità per le imprese
Decontribuzione 2014: prime indicazioni
Incidente stradale e licenziamento disciplinare
Unigec Unimatica Confapi
SOA: rinnovo per la CO.S.METAL
Autorità: disposizioni per le SOA
Missione multisettoriale in Serbia
Vendite online ai consumatori
Verso il sistema definitivo IVA: al via il MOSS
Autotrasporto. Nuova disciplina dei corsi per la CQC
C.d.s. Scambio di informazioni su infrazioni
Autotrasporto in Francia. Riposo settimanale
Circolazione stradale. Giurisprudenza
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Associazione Piccole e Medie
Industrie del Friuli Venezia
Giulia - Confapi FVG
n. 404 del 27.08.1977
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Dal prossimo 1° ottobre tutti i modelli F24 contenenti compensazioni, oppure con un saldo finale
superiore a 1.000 euro, dovranno essere presentati esclusivamente mediante i servizi telematici
messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate,
dalle banche, dalle Poste o dagli agenti della riscossione. È questa l’importante novità contenuta
nell’art. 11 comma 2 del DL 24 aprile 2014 n. 66.
I nuovi limiti si aggiungono a quelli già previsti da
altre disposizioni vigenti in materia, ad esempio:
- i limiti alla compensazione dei crediti IVA;
- i limiti alla compensazione dei crediti di imposte dirette;
- il divieto di compensazione di crediti di imposte erariali, in presenza di imposte erariali
iscritte a ruolo e non pagate.
I nuovi vincoli, che saranno operativi a partire dai
modelli F24 presentati dal 1° ottobre 2014, riguardano tre “categorie” di modelli F24:
1. a saldo zero;
2. con saldo a debito, ma con compensazioni;
3. con saldo a debito superiore a 1.000 euro, senza compensazioni.
Con riferimento alla prima “categoria”, i modelli
F24 il cui saldo finale, per effetto delle compensazioni effettuate, sia di importo pari a zero, dovranno essere presentati esclusivamente mediante i
servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Diventerà quindi obbligatorio
l’utilizzo dei seguenti servizi telematici:
- “F24 on line”, cui hanno accesso tutti i contribuenti in possesso del “pincode” di abilitazione; per usufruire di tale servizio è necessario avere un conto corrente presso una banca
convenzionata con l’Agenzia delle Entrate o
presso Poste Italiane, sul quale addebitare le
- “F24 web”, il quale consente ai contribuenti
di compilare e trasmettere il modello di versamento senza la necessità di scaricare sul proprio computer alcun software; il pagamento
avviene con un “ordine di addebito” sul conto
corrente bancario o postale del contribuente, a
beneficio dell’Agenzia delle Entrate;
- “F24 cumulativo”, riservato agli incaricati
della trasmissione telematica delle dichiarazioni, abilitati ad Entratel (es. dottori commercialisti, esperti contabili e consulenti del
lavoro), che intendono eseguire i versamenti
on line delle somme dovute dai propri clienti
con addebito diretto sui conti correnti bancari
o postali di questi ultimi o sul conto corrente
NON SARÀ QUINDI PIÙ POSSIBILE
PRESENTARE I MODELLI F24:
- in formato cartaceo presso gli sportelli bancari, gli uffici postali o gli agenti della riscossione, qualora si tratti di contribuenti non titolari
di partita IVA (a partire dal 2007, infatti, tutti
i soggetti titolari di partita IVA sono già tenuti
a presentare i modelli F24 esclusivamente con
modalità telematiche);
- in via telematica, avvalendosi dei sistemi di
home/remote banking collegati al circuito CBI
(Corporate Banking Interbancari) del sistema
bancario o di altri sistemi di home banking offerti dagli istituti di credito o dalle Poste.
Ai fini in esame, inoltre, potrebbero rilevare anche
le compensazioni tra importi a debito e importi a
credito della stessa imposta (c.d. compensazioni
“verticali” o “interne”), ad esempio il credito IRPEF/IRES per l’anno precedente compensato con
gli importi dovuti a titolo di acconto per l’anno in
corso, qualora tali compensazioni vengano esposte nel modello F24 e lo stesso chiuda a saldo zero.
Nella seconda “categoria” rientrano invece i modelli F24 con un saldo finale positivo, ma nei quali siano state effettuate compensazioni; si tratta,
quindi, dei modelli F24 in cui vengono indicati
importi a debito superiori agli importi a credito.
In tal caso, le “maglie” sono un po’ più larghe, in
quanto la relativa presentazione dovrà avvenire
esclusivamente mediante i servizi telematici messi
PAG. 6 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
- dall’Agenzia delle Entrate, cioè mediante i
suddetti servizi “F24 on-line”, “F24 web” e
“F24 cumulativo”;
- dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, cioè banche, Poste e
Anche ai fini in esame, dovrà essere chiarito se
rilevano le compensazioni “interne” tra importi
a debito e importi a credito della stessa imposta,
qualora tali compensazioni vengano esposte nel
Infine, l’obbligo di utilizzare esclusivamente i ser-
vizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia
delle Entrate o dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, si applicherà anche
nel caso in cui il saldo finale del modello F24 sia
di importo superiore a 1.000 euro, senza che siano
state effettuate compensazioni.
Si tratta, quindi, del caso in cui il modello F24:
- evidenzi un importo a debito superiore a 1.000
- comprenda più importi a debito che, sommati,
danno un saldo finale superiore a 1.000 euro.
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e relativa dichiarazione
IRPEF, ADDIZIONALE COMUNALE,
REGIONALE, IMU, TARI E TASI,
LE IMPOSTE GRAVANTI
SUI FABBRICATI LOCATI
Anche per il 2014 è dovuta l’Imu con riferimento
agli immobili (fabbricati, terreni agricoli ed aree
edificabili) ubicati in ciascun Comune; la nuova
Iuc, operativa da quest’anno, ha infatti confermato l’Imu, affiancandola ai due nuovi tributi:
- la Tasi (una sorta di maggiorazione Imu le cui
regole oggi non sono del tutto chiare),
- la Tari (l’imposta sui rifiuti, riscossa direttamente dal Comune o da altri enti incaricati).
In questo contributo ci limiteremo a ricordare le
principali regole applicative Imu, in attesa che
vengano definite le modalità per il versamento
della Tasi, anche al fine di dar conto anche delle
novità introdotte dal 2014.
L’imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno
nei quali si è protratto tale possesso (a tal fine, il
mese durante il quale il possesso si è protratto per
almeno quindici giorni è computato per intero).
Dallo scorso anno, l’imposta viene integralmente
versata a favore del Comune, mentre nei confronti dell’Erario sarà riservata la sola l’imposta dei
fabbricati di categoria catastale D, applicando l’aliquota d’imposta dello 0,76% (il Comune, eventualmente, può stabilire a suo favore, una maggiorazione sino allo 0,3%).
Il D.L. n.35/13 ha definito a regime le modalità
per il calcolo dell’imposta:
1. entro il 16 giugno 2014: il contribuente è tenuto al versamento dell’acconto nella misura
pari al 50% di quella dovuta sulla base dell’aliquota e della detrazione dei dodici mesi
dell’anno precedente (ossia occorrerà utilizzare le aliquote 2013);
2. entro il 16 dicembre 2014: il contribuente è
tenuto al versamento del saldo sulla base delle aliquote approvate dai Comuni per il 2014
e pubblicate sul sito del Mef. Tale versamento va fatto a conguaglio della rata di acconto
(quindi ricalcolando sulla base delle nuove aliquote l’intera imposta annuale, scomputando
quanto versato in sede di acconto a giugno). In
caso di mancata pubblicazione delle nuove aliquote saranno confermate anche per il 2014 le
aliquote dell’anno precedente e quindi, anche
il saldo, come l’acconto, sarà versato facendo
riferimento alle aliquote 2013.
È consentito (anche se sconsigliato, viste le numerose modifiche che riguardano tale tributo) il
versamento in unica soluzione entro il 16 giugno
Il versamento può essere effettuato tramite apposito bollettino, ovvero tramite il modello F24, con
utilizzo degli specifici codici tributo approvati dalla R.M. n. 35/E/12:
L’utilizzo del modello F24 consente la compensazione del tributo dovuto con altri crediti vantati
dal contribuente; è possibile riservarsi una quo-
ta di credito per versare l’Imu anche nel caso in
cui il contribuente intenda presentare il modello
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- l’aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76%.
I Comuni possono agire su tale aliquota modificandola in aumento o in diminuzione sino a 0,3
punti percentuali (quindi il range dell’aliquota
ordinaria sarà compreso tra 0,46 e 1,06%);
- per l’abitazione principale e le relative pertinenze è prevista l’esenzione. Detti immobili
saranno soggetti alla sola Tasi;
- anche i fabbricati rurali strumentali (stalle,
depositi attrezzi, serre, ecc.) sono esenti da
Imu e pagano solo la Tasi. I fabbricati rurali
abitativi seguono le regole degli altri fabbricati
(quindi se sono abitazioni principali, sono comunque esenti, seppur con gli specifici vincoli
previsti per tali immobili);
- infine i Comuni posso differenziare l’aliquota
per agevolare situazioni meritevoli.
Questi aspetti vanno verificati nei regolamenti comunali.
- il proprietario di immobili (solo se in piena
proprietà, ossia per la quota non gravata da
usufrutto);
- l’usufruttuario (nel qual caso il titolare della
nuda proprietà non deve versare nulla a titolo
di Imu);
- il titolare del diritto d’uso;
- il titolare del diritto di abitazione: nel caso di
decesso di uno dei due coniugi, con riferimento alla casa coniugale, pagherà Imu il coniuge
superstite. Con riferimento agli altri immobili di proprietà del defunto pagherà l’imposta
ciascuno degli eredi in ragione delle proprie
quote di spettanza;
- il titolare del diritto di enfiteusi;
- il titolare del diritto di superficie;
- il concessionario di aree demaniali;
- nel caso di immobile utilizzato in forza di contratto di leasing il soggetto passivo è l’utilizzatore sin dalla data di stipula del contratto (anche per l’immobile in corso di costruzione);
- il coniuge assegnatario della casa coniugale
in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (quindi il
coniuge non assegnatario, da quando perde il
diritto a utilizzare l’immobile, non deve versare l’Imu).
Al contrario, non sono tenuti ad effettuare alcun
- il nudo proprietario (ossia quando sull’immobile è presente un usufrutto);
- l’inquilino dell’immobile (l’imposta viene versata dal titolare dell’appartamento);
- la società di leasing concedente (paga l’utilizzatore);
- il comodatario (paga il comodante in quanto
titolare dell’immobile);
- l’affittuario dell’azienda se l’azienda comprende un immobile (il versamento compete al
proprietario dell’azienda che l’ha concessa in
L’Imu si deve versare con riferimento agli immobili posseduti sul territorio di ciascun Comune.
Ad esclusione dei fabbricati di categoria catastale D privi di rendita (per i quali si utilizzano
i valori contabili), per tutti gli altri fabbricati
si farà riferimento alle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, alle quali applicare
specifici moltiplicatori.
A (diverso da A/10)- C/2- C/6- C/7
C/3- C/4- C/5
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È prevista inoltre una riduzione del 50% della base imponibile per i fabbricati inagibili ed
inabitabili nonché per gli immobili vincolati ai
sensi dell’art.10 D.Lgs. n. 42/04.
sizione, rivalutato del 25% a cui applicare un
moltiplicatore differenziato in base al soggetto
possessore. Il moltiplicatore Imu base per i
terreni è 135 mentre per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori
agricoli professionali iscritti nella previdenza
agricola il moltiplicatore è pari a 75 (moltiplicatore ridotto a partire dal 2014).
Per i terreni agricoli la base imponibile è costituita dal reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di impo-
Terreni agricoli (coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali)
A favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli principali iscritti nella previdenza agricola è prevista anche una riduzione
per scaglioni:
- franchigia sino ad € 6.000 di valore
- riduzione 70% dell’imposta gravante
sulla parte di valore eccedente € 6.000
e fino ad € 15.500;
- riduzione 50% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente €
15.500 e fino ad € 25.500;
- riduzione 25% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente €
25.500 e fino ad € 32.000.
Per le aree edificabili si continua ad utilizzare il
valore venale in comune commercio. Si ricorda comunque che molti Comuni individuano
dei valori di riferimento ai quali il contribuente può adeguarsi e quindi evitare contestazioni
Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali è confermata la finzione di non
edificabilità delle aree: se tali soggetti coltivano
il terreno pagheranno in ogni caso l’Imu come
fosse un terreno agricolo (quindi sul reddito
dominicale e non sul valore venale), anche se
gli strumenti urbanistici, PRG o altro, lo qualificano suscettibile di utilizzazione edificatoria.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area
(costruzione di nuovo edificio), di demoli-
zione di fabbricato, di interventi di recupero,
tale immobile dovrà considerarsi ai fini fiscali
area edificabile e la base imponibile sarà costituita dal valore venale.
La dichiarazione Imu va resa al Comune entro il
30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il
possesso degli immobili ha avuto inizio o sono
intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta; qualora nulla sia variato,
non è dovuta alcuna comunicazione al Comune.
Si ricorda comunque che sono moltissime le fattispecie di esonero dall’obbligo di presentazione
della dichiarazione: si pensi, in particolare, al fatto che i trasferimenti immobiliari sono in generale
esonerati in quanto le informazioni sono recepite
dal Comune attraverso l’atto di voltura che il notaio inoltra alla conservatoria dei registri immobiliari. Per una dettagliata analisi dei casi di esonero
si vedano le istruzioni al modello di variazione.
Quando il Comune concede un’agevolazione (es.
aliquote ridotte per alcune situazioni o assimilazioni per suo gratuito), per beneficiarne normalmente viene richiesto di presentare una specifica
comunicazione: in questi casi sarà necessario verificare attentamente il regolamento Imu dell’Ente
La dichiarazione Imu deve essere resa su apposito
modello ministeriale.
PAG. 10 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
NELLA SEZIONE ORDINARIA
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con nota
prot. n.0201237 del 5 dicembre 2013, ha confermato per l’anno 2014 le misure del diritto annuale
già fissate per l’anno 2013, da versare alle Camere di Commercio da parte delle imprese iscritte o
annotate nel Registro delle Imprese e dai soggetti
iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e
Amministrative (REA) come stabilito dall’art. 18
della Legge n. 580 del 29 dicembre 1993.
Le modifiche normative introdotte nel 2011 al sopra citato art. 18 della L. 580, comportano un obbligo di pagamento di un diritto annuale:
- per le imprese individuali e i soggetti iscritti
nel REA in misura fissa,
- per gli altri soggetti commisurato al fatturato
Il versamento del diritto va eseguito, in unica soluzione, con F24 telematico (art. 37, comma 49
del D.L. n. 223/06).
Indicare il codice fiscale dell’impresa, i dati anagrafici e di domicilio fiscale
la sigla della provincia per cui si fa il versamento (ad esempio: UD)
importo a debito:
Si ricorda che è possibile compensare quanto dovuto per il diritto annuale con eventuali crediti vantati
per altri versamenti (tributi e/o contributi).
Il termine per il pagamento del diritto coincide con
quello per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30
giorni successivi a tale termine, con la maggiorazione dello 0,40%.
Per le imprese, con esercizio coincidente con
l’anno solare, quest’anno la scadenza è fissata al
16 giugno 2014 con la possibilità di versare nei
30 giorni successivi, con la maggiorazione dello
0,40%. La maggiorazione va sommata al diritto
dovuto e versata con i decimali (in questo caso si
effettua l’arrotondamento al centesimo di euro)
ed è dovuta anche nel caso di compensazione con
altri crediti a saldo zero.
- Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria versano un diritto annuale fisso pari a
200,00 euro per la sede legale, e un diritto di
40,00 euro per ciascuna unità locale.
- Tutte le altre imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese anche se annotate nella sezione speciale versano un importo
commisurato al fatturato realizzato dall’impresa nell’esercizio precedente. Il diritto annuale
da versare, con riferimento alla sede legale, si
ottiene applicando al fatturato complessivo
realizzato nel 2013 la misura fissa e le aliquote riportate nella sottostante tabella. Il diritto
da versare si determina sommando gli importi
dovuti per ciascuno scaglione, considerando la
misura fissa e le aliquote per tutti i successivi
scaglioni fino a quello nel quale rientra il fatturato complessivo realizzato dall’impresa.
PAG. 12 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
- Le imprese che esercitano attività economica
anche attraverso unità locali devono versare,
per ciascuna di esse, alla camera di commercio
nel cui territorio ha sede l’unità locale, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale fino ad un massimo di 200 euro per ogni
unità locale (l’arrotondamento all’unità di euro
dovrà essere applicato una sola volta al termine
del calcolo dopo aver sommato quanto dovuto
per la sede e le unità locali, in tutti i calcoli intermedi sia per la sede che per le unità locali
vanno invece mantenuti cinque decimali);
- Se sono dovuti diritti a diverse Camere di
Commercio, compilare un rigo per ognuna di
esse indicando distintamente gli importi dovuti a ciascuna Camera di Commercio, la relativa sigla provincia, l’anno di riferimento 2014
e il cod. tributo 3850.
- Le unità locali di imprese aventi la sede principale all’estero e le sedi secondarie di imprese aventi la sede principale all’estero versano,
in favore della Camera di Commercio ove ha
sede l’unità locale o la sede secondaria, un diritto di 110,00 euro.
- Nel caso di trasferimento della sede legale o
principale in altra provincia, il diritto è dovuto alla Camera di Commercio nella quale è
iscritta la sede legale o principale al 1° gennaio
dell’anno a cui si riferisce il pagamento, o alla
diversa data se l’impresa è stata costituita successivamente al 1° gennaio.
0,001% fino ad un massimo di 40.000 euro
Con la nota n. 19230 del 3 marzo 2009 il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di rendere omogenei i criteri di calcolo ha individuato un
nuovo criterio di arrotondamento che si basa su
un unico arrotondamento finale, mentre nei calcoli intermedi per la sede e per le eventuali unità
locali dovranno essere mantenuti cinque decimali.
L’importo finale da versare alla Camera di Commercio va comunque espresso in unità di euro
(per eccesso, se la frazione decimale è uguale o
superiore a cinquanta centesimi di euro o per difetto, se inferiore a detto limite).
Nei casi di tardivo od omesso pagamento si applica una sanzione, dal 10 al 100% dell’ammontare
del diritto dovuto, sulla base del Regolamento
sanzionatorio, adottato con Decreto 27 gennaio
2005 n.54, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 90
del 19 aprile 2005.
Le imprese che, entro il termine previsto, non abbiano versato il diritto annuale possono avvalersi,
entro un anno dalla scadenza del termine di pagamento, del “ravvedimento operoso” (art. 6 Decreto 27 gennaio 2005 n. 54).
Fonte: http://www.ud.camcom.it/
PAG. 13 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
Agevolazioni autotrasporto
Con un comunicato stampa del 30 maggio u.s.,
l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera all’utilizzo, anche per il 2014, delle seguenti agevolazioni per l’autotrasporto:
- il recupero delle somme versate nel 2013 a titolo di contributo al Servizio Sanitario Nazionale, sui premi di assicurazione per la responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti al trasporto
merci (conto terzi e conto proprio), di categoria euro 2 e superiori, con massa a pieno carico
non inferiore alle 11,5 ton. La compensazione
in F24 è riconosciuta fino ad un massimo di
300 € a mezzo, ed occorre utilizzare il consueto codice tributo “6793”;
- per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede la
propria impresa di autotrasporto in conto terzi,
la deduzione forfettaria delle spese non documentate relative al periodo di imposta 2013,
a) 56 € per i trasporti eseguiti all’interno della Regione o delle Regioni confinanti. Per
i trasporti effettuati dall’imprenditore nel
Comune dove ha sede l’impresa, la deduzione ammonta al 35% del suddetto importo (€ 19,60);
b) 92 € per i trasporti svolti oltre i citati ambiti territoriali.
PAG. 14 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
Fondi di garanzia e nuova
NUOVA OPERATIVITÀ DEL FONDO
DI GARANZIA POR FESR 2007-2013
ESTESA A LIQUIDITÀ
PER RETRIBUZIONI, INVESTIMENTI
E CONSOLIDAMENTO PASSIVITÀ
Tra la Regione Friuli Venezia Giulia e gli otto confidi regionali riuniti nell’R.T.I. (Raggruppamento
temporaneo d’impresa) Competitività e Sviluppo
FVG (di seguito R.T.I.) era stata sottoscritta nel
2011 una convenzione per la gestione del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese finanziato
nell’ambito del POR FESR 2007-2013, “Obiettivo
competitività regionale ed occupazione”, Asse 1
“innovazione, ricerca, trasferimento tecnologico
e imprenditorialità”, attività 1.2.a - incentivazione
allo sviluppo competitivo delle PMI linea di intervento C – Fondo di garanzia per le imprese” (di
seguito Fondo). Il Fondo era gestito da Confidimprese FVG in veste di capogruppo dell’R.T.I. In conseguenza, però, della prolungata e perdurante situazione di crisi e dopo negoziazione fra
l’Amministrazione regionale e la Commissione
europea, il 29 aprile 2014 è stata sottoscritta una
nuova convenzione, che estende l’operatività del
Fondo a nuove finalità in passato non ammesse,
allo scopo di sostenere la ripresa dell’economia regionale. Ora sono garantibili anche le operazioni
finanziarie destinate a:
1. pagamento di salari e contributi assicurativi e
2. investimenti materiali e immateriali,
3. consolidamento di passività a breve per il riequilibrio finanziario delle imprese.
Di queste nuove operazioni si dà di seguito conto,
avvertendo che le risorse disponibili ammontano
a 14 milioni di Euro e che, considerato un moltiplicatore pari a 5, i finanziamenti attivabili dal
Fondo dovrebbero ammontare 70 milioni di Euro.
LE NUOVE FINALITÀ
Il Fondo opera secondo le prescrizioni dell’accor-
do di “Basilea 2” (accordo sui requisiti minimi patrimoniali delle banche entrato in vigore nel gennaio 2007), ed è rivolto a garantire le sottostanti
operazioni finanziarie realizzate dalle banche convenzionate con i confidi a valere sulla nuova convenzione (v. infra).
1. Pagamento di salari e contributi assicurativi e previdenziali
Le operazioni possono avere una durata massima
di 24 mesi e possono riguardare anche retribuzioni pregresse fino a 12 mesi antecedenti alla data
di richiesta di garanzia; almeno, però, il 10% del
finanziamento garantito deve riguardare retribuzioni future.
2. Investimenti materiali e immateriali
di 60 mesi e sono ammesse anche le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2010, a condizione
che almeno il 10% del finanziamento garantito riguardi investimenti futuri, eventualmente in combinazione di quelli già sostenuti.
Detti investimenti devono essere strettamente
connessi allo svolgimento dell’attività aziendale e
- acquisizioni di fabbricati aziendali anche mediante riscatto di beni in locazione finanziaria
di immobili da destinare a fabbricati aziendali;
- impianti generali e specifici;
- attrezzature, stampi, macchine, macchine
d’ufficio e arredi;
- brevetti, licenze, know-how, conoscenze tecniche non brevettate, diritti di utilizzazione di
nuove tecnologie produttive.
Sono esclusi i veicoli.
3. Consolidamento di passività a breve per
il riequilibrio finanziario delle imprese
Si tratta di finanziamenti di durata fino a 60 mesi,
finalizzati a consolidare passività aziendali a breve
termine, quali:
- debiti verso banche;
- altri debiti a breve termine con esclusione dei
finanziamenti ottenuti da soci o da terzi.
PAG. 15 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
Sono esclusi anche i consolidamenti cosiddetti
“banca su banca” nonché il riscadenzamento di finanziamenti a medio termine.
Le iniziative ammesse alla garanzia devono essere
ultimate e rendicontate entro 24 mesi decorrenti
dalla data di erogazione del finanziamento e, comunque, entro il 30 giugno 2015, in funzione del
limite del 31 dicembre 2015 sopra ricordato.
Ad essere ammessa alla garanzia è sempre la generalità delle piccole e medie imprese in possesso
- rientrare nei noti parametri dimensionali (decreto del Presidente della Regione 29 dicembre 2005, n. 463);
-	essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese presso la CCIAA competente per territorio;
- avere sede o almeno un’unità produttiva sita
in Friuli Venezia Giulia nei settori di attività
ammessi in base a determinata disciplina comunitaria (v. infra);
- non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
- non essere in situazioni di difficoltà secondo la
- non essere destinatarie di un ordine di recupero della Commissione europea;
- rientrare negli ambiti dei settori di attività
ammissibili dal regolamento (CE) della Commissione europea n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006 (regime degli aiuti “de minimis” per
il periodo 2007-2013) del regolamento (CE)
della Commissione europea n. 1407/2013 del
18 dicembre 2013 (regime degli aiuti “de minimis” per il periodo 2007-2013) e del regolamento (CE) della Commissione n. 800/2008
del 6 agosto 2008 (regolamento generale di
esenzione [da preventiva autorizzazione] per
La garanzia concessa è a prima richiesta e copre
l’80% del finanziamento con costo “zero” per l’impresa. L’intervento del Fondo viene, però, riconosciuto limitatamente al periodo di ammortamento
fino al 31 dicembre 2015, termine ultimo dell’operatività del POR FESR 2007-2013.
Nel caso in cui i finanziamenti prevedano piani
di ammortamento con termine successivo al 31
dicembre 2015, i confidi dell’R.T.I. potranno rilasciare una garanzia a copertura delle rate del
finanziamento che andranno successivamente a
scadere fino al 65% del finanziamento residuo.
Queste garanzie saranno contestuali, ma aggiuntive, autonome e distinte da quelle gravanti sul Fondo e andranno a valere sul fondo rischi di ciascun
Le garanzie sono concesse dal Fondo secondo la
regola “de minimis”, come già ricordato, e non è
riconosciuto alcun cumulo con qualsivoglia altro
beneficio a valere sulle medesime iniziative e titoli di spesa.
L’importo massimo garantito non può superare per impresa 1.500.000 Euro (750.000 per le
imprese di autotrasporto di cose in conto terzi).
Tuttavia si tenga conto che, orientativamente, gli
importi dei finanziamenti garantibili non dovrebbero oltrepassare i 300.000 Euro, sia per evidenti
ragioni di frazionamento del rischio, sia per allargare quanto più possibile la platea delle imprese
DELLE DOMANDE E ISTRUTTORIE
Le domande di garanzia del Fondo, corredate
dalla documentazione richiesta, possono essere
presentate, a partire dalle ore 09.00 del 5 giugno
2014, a ciascun confidi della R.T.I., ma preferibilmente quello a cui l’impresa è iscritta e anche
contestualmente alla presentazione della richiesta
di finanziamento alla banca convenzionata, senza
preventivamente attendere, cioè, la delibera di finanziamento di quest’ultima.
Le domande vanno presentate utilizzando la modulistica che sarà disponibile sul sito web di ciascun confidi e, comunque, sul sito di R.T.I. (www.
competitivitasviluppofvg.it) a partire dal 5 giugno
2014. Sarà anche reperibile una check list riportante l’elenco della documentazione da allegare
nonché delle dichiarazioni e degli obblighi che
l’impresa è chiamata a sottoscrivere.
La garanzia è concessa secondo procedura a sportello e avvalendosi di un sistema di scoring identico a quello utilizzato dal Fondo regionale di cogaranzia istituito presso il FRIE. Anche il sistema
di scoring è disponibile sui siti web citati e può
essere, quindi, propedeuticamente utilizzato per
Le domande saranno esaminate e deliberate entro
45 giorni solari e consecutivi, salvo eventuali integrazioni che potranno essere richieste. In ogni caso
l’istruttoria deve essere conclusa entro 60 giorni
solari e consecutivi dal ricevimento dell’istanza.
Si ricordano, in conclusione, i confidi aderenti
all’R.T.I. e l’elenco delle banche al momento convenzionate con i medesimi per l’utilizzo delle garanzie del Fondo.
PAG. 16 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
CONFIDI ADERENTI ALL’R.T.I.
COMPETITIVITÀ E SVILUPPO FVG
Confidi Artigiani e PMI Trieste
Confidi Imprese FVG (confidi capofila dell’R.T.I.)
Congafi Industria Trieste
BANCHE CONVENZIONATE CON I CONFIDI PER GARANZIE
A VALERE SUL FONDO POR FESR 2007-2013
Nord Est Banca
Per tutta la documentazione e ogni altra informazione le imprese possono rivolgersi all’ufficio
economico dell’Associazione.
PAG. 17 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 10 - 31 maggio 2014
Decontribuzione 2014:
SULLA G.U. DEL 29.05.2014
IL TETTO PERCENTUALE MASSIMO
PER IL CALCOLO DELLO SGRAVIO
Con decreto del Ministro del Lavoro (di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze) del
14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio, è stato determinato il
tetto percentuale massimo della retribuzione del
lavoratore su cui calcolare lo sgravio contributivo previsto all’art. 1, commi 67 e 68 della legge
247/2007. Si tratta, com’è noto, dello sgravio previsto per agevolare la contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale, che opera sia a favore
dei datori di lavoro che dei lavoratori in misura
pari, rispettivamente, al 25% ed al 100% delle rispettive aliquote di contribuzione.
L’art. 2 del provvedimento in esame stabilisce che,
per le somme corrisposte nel 2013, il limite massimo su cui calcolare lo sgravio ammonta al 2,25%
della retribuzione contrattuale annua del lavoratore, confermando così la % prevista lo scorso
anno (sulle somme erogate nel 2012).
Ricordiamo che per accedere alla misura, i con-
PAG. 18 - APINFORMA / Lavoro - numero 10 - 31 maggio 2014
tratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di
- essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (se ciò non è ancora avvenuto), anche
tramite l’associazione datoriale di riferimento, presso la Direzione provinciale del lavoro,
entro 30 gg. dall’entrata in vigore del decreto
(quindi, entro il 28 giugno p.v.);
- prevedere erogazioni correlate ad incrementi
di produttività, qualità redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili dell’impresa o a ogni altri
elemento rilevante per migliorare la competitività dell’azienda.
Per l’ammissione allo sgravio, i datori devono presentare apposita domanda all’Inps in via telematica. A questo proposito, evidenziamo che nonostante l’art. 3 del decreto preveda che l’inoltro è
possibile dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
del decreto (quindi, in teoria, dal 29 maggio u.s),
il successivo art. 4 stabilisce che l’ammissione allo
sgravio avvenga “a decorrere dal sessantesimo
giorno successivo a quello fissato dall’Inps, quale
termine unico per la trasmissione delle istanze”;
per cui sembra prevedibile che l’Istituto tornerà ad
occuparsi dell’argomento, con istruzioni apposite.
e licenziamento disciplinare
Con Sentenza n. 9597 del 5 maggio 2014, la sezione
Lavoro della Corte di Cassazione ha confermato la
decisione della Corte d’appello dell’Aquila che ha
ritenuto legittimo il licenziamento intimato all’autista per giustificato motivo soggettivo, per aver
provocato con colpa un incidente stradale mentre
era alla guida dell’autoarticolato dell’impresa datoriale, con conseguente danneggiamento del ca-
PAG. 20 - APINFORMA / Lavoro - numero 10 - 31 maggio 2014
rico trasportato. Nella fattispecie in esame, l’istruttoria svolta nelle precedenti fasi del giudizio aveva
evidenziato che, al momento del sinistro, il camion
manteneva una velocità di 80 km/h mentre il limite di velocità insistente su quella strada era di 40
Km/h; pertanto le colpe dell’autista erano evidenti,
“non riuscendo egli, nel condurre l’autoarticolato
di proprietà della società datrice di lavoro, a mantenere, a causa dell’alta velocità del tutto inadeguata
allo stato dei luoghi, il controllo del mezzo”.
Questo comportamento, come aveva già evidenziato la Corte d’Appello, “rivelando una violazione
dei doveri di cautela e di attenzione pregiudizievole
del rapporto fiduciario, rende legittimo l’intimato
Unigec Unimatica
Come previsto dall’accordo di rinnovo del CCNL
per i dipendenti delle piccole e medie industrie
della comunicazione, dell’informatica, dei servizi
innovativi e della microimpresa, siglato il 29 luglio
2013 da Unigec Unimatica Confapi e Slc Cgil, Fistel
Cisl e Uilcom Uil, dal 1° maggio 2014 decorre il se-
condo aumento retributivo dei minimi contrattuali.
L’aumento stabilito corrisponde ad € 108,00 al 6°
livello per il settore grafico-editoriale, servizio informatico e servizi innovativi, e pari ad € 108,00
al livello C1 per il settore cartario-cartotecnico, da
erogare in tre tranches; il terzo ed ultimo aumento decorrerà dal 1° marzo 2015, il contratto scadrà
invece il 30 giugno 2015.
Si riportano nelle tabelle sottostanti gli incrementi retributivi lordi ed i nuovi valori mensili dell’elemento retributivo nazionale, rispettivamente
per il settore grafico editoriale/informatico e per
il settore cartario cartotecnico.
CARTARIO - CARTOTECNICO
SETTORI GRAFICO-EDITORIALE,
INFORMATICO - SERVIZI INNOVATIVI
al 01.09.13
al 01.05.14
€ 1.782,19
€ 1.714,51
€ 1.771,47
€ 1.812,54
€ 1.511,78
€ 1.484,47
€ 1.297,46
€ 1.385,63
€ 1.429,38
€ 1.337,26
€ 1.203,55
€ 1.241,47
€ 1.090,94
€ 966,04
PAG. 21 - APINFORMA / Lavoro - numero 10 - 31 maggio 2014
IL PORTALE REACH
Il portale REACH-Prodotti Chimici nasce dall’esigenza di coordinare e rendere accessibili al pubblico le informazioni sulle attività del Comitato
tecnico di Coordinamento per l’attuazione del
Regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la
registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche (regolamento
REACH). Il Comitato è composto da: Ministero
della Salute, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Economia e Finanze, Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Politiche Europee, Istituto Superiore
per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA,
Istituto Superiore di Sanità-ISS e rappresentanti
della Conferenza Stato-Regioni.
Il portale è lo strumento attraverso il quale il Comitato tecnico di Coordinamento fornisce un’informazione puntuale, omogenea e dettagliata in materia di sostanze chimiche costituendo un’esperienza
di coordinamento unica a livello europeo.
Il portale consultabile all’indirizzo www.reach.gov.
it riporta una sezione completamente dedicata alle
imprese dal titolo “informazione per l’Impresa”.
In questa sezione sono indicate le informazioni
e gli strumenti per agevolare le imprese e tutti i
soggetti interessati nella comprensione del regolamento REACH e dei relativi obblighi.
Il Ministero per lo sviluppo economico è il soggetto istituzionale che assicura l’istituzione e il funzionamento, di un servizio nazionale di informazione e assistenza tecnica alle imprese (Helpdesk
REACH), ai sensi dell’art. 124 del regolamento,
per fornire ai fabbricanti, agli importatori e agli
utilizzatori a valle di sostanze chimiche adeguate
informazioni sugli obblighi e sulle responsabilità
che competono loro.
L’Helpdesk nazionale REACH gestito dal Ministe-
ro dello Sviluppo Economico è un servizio pubblico e gratuito che consente alle imprese di accedere
a una serie di informazioni (anche sottoponendo
direttamente dei quesiti all’Helpdesk) sul Regolamento, sulle modalità di pre-registrazione, registrazione e autorizzazione, sui SIEF (Forum per lo
scambio di informazioni sulle sostanze chimiche) e
sul SEA TOOL (strumento di supporto per l’analisi socioeconomica nel processo di autorizzazione),
nonché di accedere alle guide tecniche, agli scenari
di esposizione ed ai software messi a punto insieme all’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche
(ECHA). Sul sito dell’Helpdesk sono infine presenti
una sezione dedicata alla formazione ed una rubrica dedicata alle news di interesse per le imprese.
Le informazioni, gli approfondimenti sono reperibili direttamente al sito dell’Helpdesk del Ministero al seguente indirizzo: http://reach.sviluppoeconomico.gov.it.
Il 1° giugno 2007 è entrato in vigore il Regolamento
REACH (CE) n. 1907/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio che, attraverso un unico testo
normativo, sostituisce buona parte della legislazione comunitaria fino allora in vigore in materia di
sostanze chimiche e introduce un sistema integrato
per la loro registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione. REACH è l’acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals.
Il Regolamento prevede, in particolare, la registrazione di tutte le sostanze prodotte o importate
nel territorio dell’Unione in quantità pari o superiore ad una tonnellata all’anno. La registrazione
delle sostanze comporta, per i fabbricanti e gli importatori di sostanze e preparati (miscele di due o
più sostanze), l’obbligo di presentare all’Agenzia
europea una serie di informazioni di base sulle caratteristiche delle sostanze. In base al principio NO DATA NO MARKET, senza la comunicazione dei dati richiesti all’Agenzia
europea non sarà più possibile effettuare né l’importazione né la commercializzazione della sostanza chimica.
Per maggiori informazioni sul Regolamento, si
rinvia alla sezione il Regolamento REACH (CE) n.
PAG. 22 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
L’Autorità competente per l’Italia per gli adempimenti previsti dal Regolamento è il Ministero
della salute, che opera d’intesa con il Ministero
mare, il Ministero dello Sviluppo Economico e il
Dipartimento per le Politiche comunitarie della
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) è
l’Autorità incaricata dell’attivazione e della gestione dell’Helpdesk nazionale REACH. Il servizio di
supporto alle imprese è, quindi, pubblico e gratuito.
Ai sensi dell’art. 124 del Regolamento, l’Helpdesk
è il servizio nazionale designato a fornire informazioni e assistenza tecnica a tutti i soggetti coinvolti
nell’applicazione del Regolamento in merito agli
obblighi da adempiere, alle responsabilità in cui si
incorre e alle procedure da seguire in caso di utilizzo, fabbricazione o importazione di sostanze chimiche. L’Helpdesk nazionale mette gratuitamente
a disposizione dell’utente, attraverso il proprio
sito web, le informazioni e novità riguardanti l’applicazione del Regolamento REACH e ha, inoltre,
sviluppato una serie di strumenti per agevolare
le imprese e tutti i soggetti interessati nella comprensione del Regolamento e dei relativi obblighi.
Per poter accedere alle risposte ai quesiti più frequenti, elaborate dall’ECHA, è possibile cliccare
sulla voce FAQ (in italiano). In caso di quesiti specifici non già disponibili tra le FAQ, l’utente potrà
fare apposita richiesta all’Helpdesk nazionale tramite la sezione Contatta l’Helpdesk, attraverso la
compilazione di un apposito formulario.
Infine è opportuno segnalare che l’Helpdesk nazionale REACH è venuto a conoscenza di soggetti
che offrono i propri servizi di assistenza alle imprese a pagamento presentandosi come Helpdesk
Vi invitiamo a prestare molta attenzione alle offerte ricevute, ricordandovi che l’Helpdesk nazionale
REACH è un servizio pubblico e gratuito a favore
CORSO DI FORMAZIONE MULTIMEDIALE REACH
Il Ministero dello Sviluppo Economico presenta il
primo corso di formazione multimediale sul Regolamento REACH realizzato dall’Helpdesk nazionale. L’accesso è gratuito e aperto a tutti gli utenti.
Maggiori informazioni alla pagina web http://
reach.sviluppoeconomico.gov.it/formazione.
Per agevolare le imprese nelle procedure di registrazione delle sostanze e nei loro obblighi rispetto al Regolamento REACH, l’ECHA ha pubblicato
delle FAQ che vengono regolarmente aggiornate.
Al fine di consentire ai soggetti coinvolti di trovare
una rapida risposta alle domande relative alle loro
sostanze chimiche e di determinare rapidamente
ciò che esse sono tenute a fare ai sensi del Regolamento REACH, si invitano gli utenti ad utilizzare lo strumento interattivo NAVIGATOR, disponibile anche in italiano, predisposto dall’ECHA.
PAG. 23 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UE
Sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 25 aprile 2014 è stata pubblicata la Direttiva 2014/52/Ue del 16 aprile,
che modifica la direttiva 2011/92/Ue concernente
la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. La Direttiva dovrà
essere recepita nel nostro ordinamento entro il 16
maggio 2017, fermo restando che i progetti relativi
ad interventi già sottoposti a Via rimarranno regolati dalla precedente direttiva 2011/92. Il provvedimento incide su diversi aspetti della Direttiva
del 2011, ma soprattutto ha lo scopo di rendere più
effettiva la trasparenza della procedura di valutazione di impatto ambientale, aggiornandone i contenuti e coordinando le previsioni vigenti rispetto
alle altre normative settoriali intervenute nel frattempo. Viene sottolineata la ridefinizione della procedura, articolata nei seguenti punti:
- la preparazione di un rapporto di valutazione
dell’impatto ambientali da parte del committente;
- lo svolgimento delle consultazioni pubbliche;
- l’esame da parte del soggetto decisore delle informazioni presentate nel rapporto di valutazione dell’impatto ambientale e delle eventuali altre informazioni supplementari e dei dati
desumibili dalla consultazione pubblica;
- la conclusione motivata dell’autorità competente in merito agli effetti significativi del progetto sull’ambiente.
Si sottolinea che la Direttiva prescrive che sia garantita mediante affissione pubblica l’informativa al pubblico“entro un certo raggio, o mediante pubblicazione nei giornali locali”. Si prevede,
inoltre, che la consultazione del pubblico interessato avvenga per iscritto, o tramite indagine
pubblica. Le informazioni dovranno poi essere
accessibili elettronicamente, “almeno attraverso
un portale centrale, o punti di accesso facilmente
accessibili, al livello amministrativo adeguato”.
La Direttiva, infine, stabilisce che l’autorità competente adotti la propria determinazione, entro e
non oltre 90 giorni dalla data in cui il committente
abbia presentato tutte le informazioni necessarie.
Solo in casi eccezionali relativi ad esempio alla natura, la complessità, l’ubicazione o le dimensioni
del progetto, l’autorità competente può prorogare
PAG. 24 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
Riportiamo in sintesi alcune informazioni riprese
dal sito dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.
COMPIE UN ANNO LA CONCILIAZIONE
ON LINE, OLTRE 1000 RICHIESTE
A un anno dalla sua attivazione, il Servizio Conciliazione on line dell’Autorità per l’energia ha ricevuto più di mille richieste di intervento, con un
aumento del 158% negli ultimi sei mesi. E’ quanto emerso nel convegno sul Servizio conciliazione energia dell’Autorità: the Alternative Dispute
ReVolution organizzato dall’Autorità. La conciliazione on line è un servizio innovativo, introdotto
dall’Autorità per affrontare - e risolvere - del tutto
gratuitamente e con l’assistenza di un mediatore,
formato sui temi energetici, eventuali controversie con i fornitori di luce o gas. Si attiva con un
semplice click, utilizzando un computer, il telefonino, lo smartphone o il tablet per collegarsi al sito
www.conciliazione.energia.it.
Nel primo anno di vita sono già 260 le conciliazioni
andate a buon fine con la stipula di transazioni per
rateizzazioni, rettifiche di fatturazione, restituzione di importi ed anche - ed è questa un’ulteriore
caratteristica del servizio - compensazioni ai clienti finali. Oltre il 60% delle domande ha riguardato
controversie sulla fatturazione, come ad esempio
doppie bollette o maxi-conguagli consumi stimati,
letture di switching e, in seconda battuta, problematiche contrattuali come morosità, distacchi e
volture. Nel 50% dei casi il valore della controversia
non ha superato i mille euro, ma ci sono state conciliazioni per importi fino a 200 mila euro.
Al Servizio si sono rivolti soprattutto clienti dome-
stici (79%) per richieste che hanno riguardato in
prevalenza il settore elettrico (57%), per il 35% il
settore gas e l’8% a forniture congiunte di luce e
gas. Oltre ai clienti domestici, la conciliazione on
line è aperta anche ai condomini con forniture per
uso domestico e consumi di gas non superiori ai
200 mila metri cubi annui e per i clienti non domestici (nel settore elettrico se connessi in bassa
tensione, con meno di 10 milioni di euro annui di
fatturato e meno di 50 dipendenti; nel settore del
gas se hanno consumi fino a 50 mila metri cubi
annui. Chi ha una fornitura congiunta di elettricità e gas deve rientrare in almeno una delle tipologie appena indicate).
Il cliente finale può partecipare direttamente o
farsi rappresentare da un delegato, anche appartenente a un’associazione di consumatori; l’Autorità ha attivato apposite pagine web con Faq e
informazioni www.autorita.energia.it.
Nello specifico, il 43% delle richieste di accesso al
servizio di conciliazione dell’Autorità è stato fatto
attraverso associazioni dei consumatori, il 27% da
singoli clienti, il 30% attraverso delega a persone
di fiducia. Gli “incontri” fra le parti si svolgono via
web in stanze virtuali o anche in chat room o videoconferenza; le parti hanno 90 giorni per trovare un accordo ma, nella realtà, i tempi sono stati
molto inferiori - in media 60 giorni - con punte
particolarmente virtuose di 14 giorni.
La conciliazione può essere attivata dopo 50 giorni l’invio del reclamo scritto al proprio operatore
se non si è ricevuto risposta o se la risposta ricevuta sia giudicata insoddisfacente dal cliente stesso.
La partecipazione al Servizio è volontaria, ma alcuni operatori si sono impegnati ad aderire per un
biennio iscrivendosi nell’apposito elenco consultabile al sito www.autorita.energia.it.
Il Servizio conciliazione dell’Autorità per l’energia
è stato istituito in base a normative nazionali ed
europee (D.Lgs. 93/2011, Direttiva 2013/11/UE) e
si affianca alle procedure per risolvere le controversie attivate dalle Associazioni dei consumatori.
PAG. 25 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
UNI EN 16005. LA SICUREZZA
IN USO DELLE PORTE PEDONALI
Grazie all’impegno e alla determinazione dell’Italia e dei suoi rappresentanti nel gruppo di lavoro
CEN/TC 33/WG 9, dopo oltre vent’anni di discussioni nel 2012 è stata pubblicata la norma europea
EN 16005 (UNI EN 16005 “Porte pedonali motorizzate – Sicurezza in uso – Requisiti e metodi di
prova”). La norma, ora disponibile nella versione
in lingua italiana, definisce i requisiti minimi di sicurezza in uso che devono avere le porte pedonali
Come spiega la pagina iniziale della UNI EN 16005
“La norma specifica i requisiti di progettazione e
i metodi di prova per porte pedonali motorizzate
interne ed esterne. Tali porte possono essere attuate in modo elettromeccanico, elettro-idraulico
e pneumatico. La norma riguarda la sicurezza in
uso delle porte pedonali motorizzate usate sia in
normali ingressi che in vie di fuga e come porte
tagliafuoco e di protezione per il fumo.”
L’approccio della norma alla sicurezza in uso delle
porte pedonali motorizzate è dinamico, in linea con
la filosofia europea del Nuovo Approccio. Indica
ai costruttori quali sono i rischi che devono essere
protetti e i requisiti minimi di protezione accettabili. Lascia, invece, al fabbricante la piena libertà
sulle scelte tecniche da adottare per raggiungere gli
obiettivi di sicurezza richiesti. Questo non solo permette ai costruttori di predisporre soluzioni tecniche adeguate alla situazione specifica di installazione e di utilizzo della porta pedonale motorizzata e
alle richieste del committente, ma fornisce, anche,
la possibilità e i mezzi per poter valutare la sicurezza di porte innovative, non bloccando o intralciando l’evoluzione tecnica dei prodotti.
La UNI EN 16005 è stata armonizzata per la Diret-
tiva Macchine 2006/42/CE con la pubblicazione
sulla GUCE C 99/1 del 5 aprile 2013. Può, quindi,
essere utilizzata dai fabbricanti di porte pedonali
motorizzate per dichiarare la presunzione di conformità dei loro prodotti alla suddetta direttiva.
COME PRODURRE IMPIANTI
FRIGORIFERI ECOSOSTENIBILI:
LA ISO 5149
La norma ISO 5149 “Refrigerating systems and
heat pumps - Safety and environmental requirements” è una norma internazionale, corrispondente alla norma europea EN 378, che ha lo scopo di
fornire i requisiti per la sicurezza e la salvaguardia
dell’ambiente nella progettazione, la costruzione,
l’installazione e il funzionamento degli impianti
L’industria, in risposta ai problemi ambientali
causati dai refrigeranti CFC - HCFC – HFC, ha accelerato l’introduzione di refrigeranti alternativi.
L’ingresso nel mercato di nuovi refrigeranti e delle
loro miscele e l’introduzione di nuove classificazioni di sicurezza ha causato la necessità di una
revisione della norma esistente. La nuova norma
intende minimizzare i possibili pericoli alle persone e alle proprietà nelle vicinanze dove è installato
l’impianto frigorifero. Questi pericoli sono associati essenzialmente sia alle caratteristiche fisiche
e chimiche dei refrigeranti che alle pressioni e alle
temperature presenti durante il funzionamento
del ciclo frigorifero.
I refrigeranti, le loro miscele e la combinazione con
gli oli, l’acqua e altri materiali che sono presenti
nell’impianto frigorifero interagiscono chimicamente e fisicamente con i materiali all’interno del
circuito frigorifero, per esempio per la pressione
e per la temperatura. Essi, se hanno proprietà distruttive, possono danneggiare persone, proprietà
e l’ambiente, direttamente o indirettamente per
gli effetti globali a lungo termine (ODP - Ozone
Depletion Potential, GWP - Global Warming Potential) se incidentalmente fuoriescono dal circuito frigorifero.
La ISO 5149 specifica i limiti della quantità di refrigerante permessa nei sistemi nelle varie ubicazioni e classi di occupazione. Inoltre definisce i
criteri per la sicurezza e le considerazioni di pro-
PAG. 26 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
STRADE DEL VINO E SAPORI
“APERTO OGGI”
Di seguito trovate le cantine e le aziende che possono essere visitate di settimana in
settimana per tutto il mese di aprile senza bisogno di prenotazione!
Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Visitate la sezione “Da scoprire” nel sito www.vinoesapori.it/it/emozioni per
conoscere gli eventi e le iniziative organizzate negli orari di apertura indicati.
Aquila del Torre, Povoletto
Bessich, Roveredo in Piano
Tel. 0039 0434 949898
Buiatti Livio e Claudio, Buttrio
Tel. 0039 0432 674317
Castelcosa, S. Giorgio della Rich.
Tel. 0039 0427 96134
Casula, Fiume Veneto
Tel. 0039 0434 564902
Colle Villano, Faedis
Tel. 0039 0432 728890
Buttrio - Tel. 0039 0432 674027
I Magredi, San Giorgio della Rich.
Tel. 0039 0427 94720
0039 0427 948204
I Vini di Emilio Bulfon, Valeriano
Il Roncal, Cividale del Friuli
Tel. 0039 0432 730138
La Viarte, Prepotto
Tel. 0039 0432 759458
Pascolo Alessandro, Dolegna
del Collio - Tel. 0039 0481 61144
Pontoni Flavio, Buttrio
Tel. 0039 0432 674352
Valentino Butussi, Corno di
Rosazzo - Tel. 0039 0432 759194
Humar, San Floriano del Collio
Tel. 0039 0481 884197
Komjanc Alessio, San Floriano
del Collio - Tel. 0039 0481 884197
Aceto Sirk, Cormòns
Tel. 0039 0481 60531
Tel. 0039 0432 790685
Angolo di Paradiso, Dolegna
del Collio - Tel. 0039 334 6691113
Verificate eventuali aggiornamenti del calendario nella sezione “Aperto oggi” del sito
tezione dell’ambiente dei differenti refrigeranti
usati nella refrigerazione, nel condizionamento
dell’aria e nelle pompe di calore.
Le specifiche di tali refrigeranti, miscele e combinazioni sono però fornite in altre norme (come
ad esempio la ISO 817) e non sono quindi incluse
nella 5149.
Le ISO 5149 e ISO 817 sono state revisionate anche per essere integrate con i requisiti di impiego
di nuovi refrigeranti aventi basso GWP. Rivestono
quindi un importante interesse per tutta l’industria della refrigerazione e del condizionamento
dell’aria, alla luce del nuovo regolamento europeo
sui gas fluorurati. È infatti in fase di revisione il
Regolamento CE n. 842/2006 recepito in Italia
dal DPR n. 43/2012. Poiché questi nuovi refrigeranti a basso GWP sono leggermente infiammabili, la norma ISO 5149 ha introdotto una nuova
classificazione A2L per distinguerli da quelli altamente infiammabili classificati A3 (ad esempio
propano). I refrigeranti R-32, 143a,1234yf sono
classificati A2L, l’ammoniaca B2L.
Durante la riunione del Working Group dell’ISO/
TC competente in materia, tenutasi recentemente
a Osaka, sono state presentate alcune NWIP (New
Work Item Proposal) basate sui commenti pervenuti durante le precedenti inchieste, tra i quali
anche i commenti italiani. Queste NWIP verranno
discusse per un ulteriore miglioramento della norma ed è probabile che dopo la pubblicazione della
ISO 5149 verranno elaborati alcuni emendamenti
per tener conto delle nuove proposte.
La norma ISO 5149 rappresenta la base per la revisione della EN 378, che probabilmente inizierà nel
quarto trimestre del 2015. Anche le norme di prodotto (ad es. IEC/EN 60335-2.40) saranno aggiornate con la nuova classificazione dei refrigeranti.
Come anticipato, alla fine del 2013 in Europa è arrivato l’accordo sulla forma che avrà il nuovo Regolamento sui gas fluorurati. In linea di massima
il nuovo regolamento entrerà in vigore nel gennaio
del 2015: esso introduce un meccanismo di riduzione degli HFC immessi sul mercato con un blocco
nel 2015, una prima riduzione nel 2016-2017 fino
a raggiungere il 21% del livello venduto nel 20092012 entro il 2030.
Una serie di divieti caratterizzerà l’immissione sul
mercato di nuovi apparecchi: in generale si tende
a vietare l’immissione sul mercato di apparecchi
aventi HFC con elevato GWP.
- Dal 1° gennaio 2015: refrigeratori e freezer domestici con HFC con GWP ≥ 150
- Dal 1° gennaio 2020: refrigeratori e freezer
commerciali (ermeticamente chiusi) con HFC
con GWP ≥ 2500
- Dal 1° gennaio 2022: per apparecchi con HFC
con GWP ≥ 150
- Dal 1° gennaio 2020: apparecchi di refrigerazione fissa commerciale che richiedono HFC
con un GWP ≥ 2500 e intesi per applicazioni a
temperature inferiori a -50 °C
- Dal 1° gennaio 2022: sistemi centralizzati commerciali con capacità ≥ 40 kW e richiedono
HFC a GWP ≥ 150, eccetto nel circuito primario
di un impianto a cascata dove possono essere
utilizzati HFC con GWP inferiore a 1500
- Dal 1° gennaio 2020: apparecchi condizionatori mobili (ermeticamente chiusi) con HFC a
- Dal 1° gennaio 2025: apparecchi condizionatori split con meno di 3 kg di gas con GWP ≥ 750.
Queste nuove regole sono un elemento fondamentale nell’arsenale di regolamenti europei per combattere il cambiamento climatico. I nuovi refrigeranti a basso GWP, con la nuova classificazione
secondo la ISO 5149, potranno essere una opzione assieme ai refrigeranti naturali per sostituire
quelli al alto GWP.
Coordinatore del GL 504 - CTI - Comitato Termotecnico
Italiano - Articolo pubblicato sulla rivista mensile del CTI
“Energia e Dintorni. Il CTI informa”, del mese di aprile 2014.
A GAS: LA UNI 11528 E UN ESEMPIO
DI CORRETTA RELAZIONE
TRA NORME E LEGGI
Una circolare del Ministero dell’Interno, emanata
a inizio maggio, fornisce alcune indicazioni applicative sulla prevenzione incendi e segnala la pubblicazione della norma UNI 11528 sugli impianti
a gas di portata termica maggiore di 35kW. Una
norma di grande importanza per il settore, che è
stata accompagnata dalla quasi contemporanea
pubblicazione di un nuovo manuale pratico della
collana tecnica UNI-CIG che ne illustra la più efficace applicazione.
Il documento del Ministero fornisce un esempio
paradigmatico del rapporto che deve instaurarsi
tra norme e leggi. Un rapporto che definisce nella
sostanza il ruolo della normazione tecnica come
strumento di quel “diritto mite” a cui sempre più
spesso si fa riferimento per indicare un’opportunità di crescita e di sviluppo del sistema economico del Paese.
Il Decreto Ministeriale 12 aprile 1996 (“Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi
per la progettazione, la costruzione e l’esercizio
PAG. 28 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
degli impianti termici alimentati da combustibili
gassosi”) dà disposizioni riguardanti la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti
termici alimentati da combustibili gassosi ed è
sicuramente una delle disposizioni legislative di
riferimento per chi opera nel settore.
Negli anni di sua applicazione si è registrata tuttavia una notevole evoluzione tecnologica in ambito
impiantistico, con una conseguente parziale asimmetria tra la lettera del provvedimento legislativo
e l’oggetto (gli impianti a gas) a cui esso si applica.
Va detto che questa difficoltà delle leggi a star dietro all’evoluzione tecnologica è un fatto pressoché
fisiologico in ogni moderna società industriale.
Ed è in questo contesto che la normazione tecnica può dispiegare il suo potenziale come supporto alla legislazione e suo utile complemento.
La circolare ministeriale specifica infatti che gli
impianti oggetto del citato D.M. 12 aprile 1996
devono essere progettati e realizzati “secondo la
regola dell’arte” e in particolare l’impianto “può
essere conforme a norme di prodotto e di installazione adottate sia a livello comunitario (ad
esempio norme UNI EN) che a livello nazionale
dall’Ente di Unificazione Italiano (norme UNI)”.
Si tratta - va sottolineato - di un richiamo che non
indica un obbligo ma una volontarietà: l’impianto può essere conforme alle norme di prodotto, e
questa conformità garantisce automaticamente il
produttore, l’installatore e gli utenti stessi sul rispetto della legge in vigore e sui livelli di sicurezza
che essa impone.
Questo meccanismo da un lato consente alla legislazione di tenersi costantemente al passo con
l’evoluzione tecnica di settore facendo semplice riferimento a documenti tecnici (le norme, appunto) periodicamente aggiornati, dall’altro permette
una semplificazione del quadro legislativo nel suo
Per quanto riguarda il caso specifico, cioè le indicazioni applicative del D.M. 12 aprile 1996, la circolare ministeriale non si limita ad indicare nel rife-
rimento alle norme tecniche la via maestra (anche
se non esclusiva) per l’adeguamento degli impianti
alla più aggiornata regola dell’arte, ma segnala le
due specifiche norme di settore: la UNI 8723:2010
sulle prescrizioni di sicurezza degli impianti a gas
“per l’ospitalità professionale di comunità o similare” e la già citata UNI 11528 (“Impianti a gas di
portata termica maggiore di 35 kW - Progettazione,
installazione e messa in servizio”), pubblicata proprio nei mesi scorsi.
Quest’ultima è una norma di particolare rilevanza, perché colma un vuoto normativo che durava
da oltre 40 anni, da quando cioè la storica norma
UNI 7129 del 1972 era stata revisionata nel ’92 per
la sola parte relativa all’installazione di apparecchi
a gas con singola portata termica fino a 35 kW. La
nuova UNI 11528 completa ora il quadro, fornendo
le nuove prescrizioni per gli impianti con potenza
Come è stato accennato, la pubblicazione di questa attesa norma è stata l’occasione per arricchire
l’ormai affermata collana tecnica UNI-CIG di un
nuovo manuale pratico ad essa dedicata.
Il manuale, intitolato “Impianti a gas. Applicare
la norma UNI 11528:2014. Impianti a gas di portata termica maggiore di 35 kW - Progettazione,
installazione e messa in servizio”, è uno strumento
di supporto e di pronta consultazione, indispensabile per tutti coloro che a vario titolo operano
con questa tipologia di impianti. Realizzato seguendo la struttura stessa della norma UNI 11528,
il manuale ne approfondisce tutti gli aspetti pratici
toccando vari punti quali l’ubicazione e l’installazione degli apparecchi, l’impianto interno, le caratteristiche dei locali, l’evacuazione dei prodotti della
combustione, il sistema di scarico delle condense,
la messa in servizio dell’impianto.
La scheda descrittiva del manuale, l’indice dei suoi
contenuti e le informazioni per l’acquisto sono disponibili sul sito internet UNI nella sezione Catalogo/Altri prodotti.
PAG. 29 - APINFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 10 - 31 maggio 2014
SOA: rinnovo
per la CO.S.METAL
POTRÀ ESEGUIRE COMPONENTI
La CO.S.METAL snc di Soardo & C. con sede in via
Castions n. 67 a Muzzana del Turgnano (UD), con
la verifica triennale ha mantenuto l’attestazione
per le categorie OS6 e OS18-A per 258.228 euro.
Queste iscrizioni, le consentono di eseguire fino ad
un importo massimo di 309.600 Euro: finiture di
opere generali in materiali lignei, plastici, metallici
e vetrosi (OS6); categoria che riguarda la fornitura
e la posa in opera, la manutenzione e ristrutturazione di carpenteria e falegnameria in legno, di infissi
PAG. 30 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
interni ed esterni, di rivestimenti interni ed esterni,
di pavimentazioni di qualsiasi tipo e materiale e di
altri manufatti in metallo, legno, materie plastiche
e materiali vetrosi e simili.
Inoltre, potrà eseguire per lo stesso importo della
categoria precedente lavori appartenenti alla categoria OS 18-A: componenti strutturali in acciaio,
categoria che riguarda la produzione in stabilimento ed il montaggio in opera di strutture in acciaio.
Ricordiamo che l’attestazione SOA costituisce
condizione indispensabile per la partecipazione
alle procedure d’aggiudicazione dei lavori d’importo superiore ai 150.000 euro.
Al fine d’assistere gli imprenditori, l’Associazione
ha predisposto un servizio d’informazione ed assistenza alle proprie imprese sui requisiti e sulla
documentazione richiesti per la qualificazione.
disposizioni per le SOA
LE SOA, PUR ESSENDO ORGANISMI
PRIVATI, SVOLGONO UNA FUNZIONE
CERTIFICATORIA DI NATURA
PUBBLICISTICA, FINALIZZATA
AL RILASCIO DI UNA ATTESTAZIONE
Con Determinazione n. 4 del 23 aprile 2014 l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ha chiarito le procedure
da utilizzare dalle S.O.A. (Società Organismi di
Attestazione) per l’esercizio della loro attività di
attestazione” (art. 68, comma 2 lettera f) D.P.R. 5
ottobre 2010 n. 207).
Approfondiamo di seguito le disposizioni più significative contenute in questa determinazione.
Viene sottolineato che le SOA, pur essendo organismi privati, nell’esercizio dell’attività di attestazione per gli esecutori di lavori pubblici svolgono
una funzione certificatoria di natura pubblicistica,
finalizzata al rilascio di una attestazione, con valore di atto pubblico, destinata ad avere una particolare efficacia probatoria. L’interesse pubblico
al corretto svolgimento di tale attività di certificazione, pertanto, deve ritenersi prevalente sull’interesse privatistico alla libera organizzazione della
attività di impresa, con conseguente necessità delle SOA di conformarsi nell’organizzazione e nelle
procedure adottate ai criteri indicati dall’Autorità,
anche con la presente determinazione, rispondenti ad esigenze di garanzia ed al rilievo pubblicistico delle funzioni e dei compiti ad esse attribuiti.
Indica i seguenti criteri cui le SOA devono attenersi per la redazione/aggiornamento del documento
relativo alle procedure da adottare per il rilascio
degli attestati di qualificazione.
Per l’Autorità il documento deve essere costituito:
a. da una relazione nella quale vengono esplicitati e descritti sistematicamente ed esaurientemente:
PAG. 31 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
- gli obiettivi di politica aziendale (mercato
territoriale nel quale si vuole operare, sviluppo in termini di clientela, piano di rientro degli investimenti ecc, ecc.) perseguiti
e le prestazioni offerte;
- l’organizzazione aziendale con l’individuazione delle varie figure professionali, dei
titoli/esperienze necessari per lo svolgimento delle funzioni e l’inquadramento
delle stesse all’interno dell’organico, nonché delle mansioni svolte all’interno della
procedura aziendale delle SOA e la sua
funzionalità alle procedure;
- le attività che saranno svolte con le indicazioni delle connesse procedure aziendali
e delle loro sequenze temporali, nonché
dei soggetti che, secondo l’organigramma,
provvedono ad attuarle;
- il contenuto delle varie fasi e sottofasi delle procedure operative e il raccordo delle
stesse con l’organigramma con l’indicazione del responsabile o dei responsabili delle varie fasi e sottofasi e dei relativi livelli
- le modalità di accertamento della sussistenza e del mantenimento in capo al
personale delle SOA dei requisiti morali
previsti dall’attuale art. 64, comma 6, del
D.P.R. n. 207/2010 in conformità con gli
atti adottati dall’Autorità in materia;
- la modulistica impiegata nelle varie fasi e
sottofasi dei procedimenti istruttori;
- l’attrezzatura informatica e la sua funzionalità alle procedure anche alla luce degli
obblighi di cui all’art. 67, comma 5, del
- le procedure di controllo interno;
- la possibilità di un aggiornamento controllato delle variazioni alle procedure che
la SOA o l’Autorità riterranno necessario introdurre;
- la illustrazione delle modifiche delle procedure attraverso un idoneo metodo di
identificazione e di indicazione dello stato
- la trasmissione, entro 30 giorni dalla loro
adozione, degli aggiornamenti, all’Autori-
tà che, qualora ne rilevi carenze o errori, lo
restituisce alla SOA perché queste insufficienze siano eliminate.
b. da uno o più elaborati tecnici, grafici e descrittivi, necessari ad illustrare i singoli momenti
in cui si articola l’attività’ di attestazione (diagrammi a blocchi, Gantt, Pert, regolamenti
interni, moduli, modelli, format e analoghe
c. dai modelli contrattuali che, ai sensi dell’articolo 1341 e 1342 del C.C., si intendono adottare i quali non possono prevedere clausole
che, per qualsiasi motivo, possono essere considerate vessatorie (esonero di responsabilità,
modalità di pagamento del corrispettivo particolarmente onerose, previsioni di decadenza,
e simili), devono disciplinare il rapporto contrattuale nel rispetto di quanto previsto nel
D.P.R. n. 207/2010, indicando in particolare i
casi di sospensione del termine ai fini dell’acquisizione di chiarimenti o di integrazioni documentali (articolo 70, comma 1, lettera b, e
articolo 76, comma 3, del D.P.R. 207/2010),
nonché le modalità ed i tempi delle richieste
di tali ulteriori informazioni; gli stessi devono
inoltre indicare il termine di preavviso delle
visite presso le imprese e la composizione del
soggetto o dei soggetti incaricabili.
FLUSSI PROCEDURALI
Secondo l’Autorità la relazione nella descrizione
delle procedure aziendali dovrà illustrare i flussi
procedurali operativi di seguito descritti, nell’osservanza delle prescrizioni contenute nel presente
documento, che si ritengono necessarie per assicurare le garanzie minime in tema di certezza dei
rapporti contrattuali instaurati dalle SOA con gli
operatori economici, nonché di trasparenza e correttezza dell’attività di attestazione.
In particolare, la SOA dovrà illustrare/codificare
almeno i flussi relativi a:
Nella descrizione dei flussi inerenti la fase precontrattuale e contrattuale, la SOA dovrà dare
atto di aver previsto sistemi idonei ad assicurare:
- la provenienza della richiesta di qualificazione direttamente dall’impresa, con
esclusione di richieste/istanze provenienti
da soggetti terzi intermediari;
- la trasmissione dello schema di contratto
predisposto per la relativa sottoscrizione
esclusivamente nei riguardi dell’impresa
con esclusione di trasmissione a soggetti
PAG. 32 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
terzi, nonché la conservazione della documentazione attestante la predetta trasmissione e la ricezione da parte dell’impresa;
-	nelle ipotesi di conclusione del contratto
a distanza, la provenienza dall’impresa del
contratto firmato in originale e la conservazione della documentazione attestante
tale provenienza, nonché l’attribuzione al
contratto di un numero di protocollo e di
data, riferita al giorno di effettiva ricezione
del contratto, risultando ammessa l’anticipazione del contratto a mezzo fax o pec
dall’indirizzo dell’impresa;
- l’identità e la legittimità del soggetto sottoscrittore del contratto ad agire per conto
dell’impresa richiedente l’attestazione;
- un sistema che consenta la registrazione
del contratto, a prescindere dalle modalità
adottate per il relativo perfezionamento,
secondo un ordine cronologico progressivo, con l’attribuzione di un numero identificativo dell’atto recante anche la data di
effettiva conclusione dello stesso, nonché
la previsione della consegna all’impresa di
una copia del contratto registrato e della
- la trasmissione all’Autorità dei contratti
stipulati in adempimento degli obblighi
previsti dall’art. 76, comma 4, del D.P.R.
n. 207/2010, secondo le modalità indicate
Nella descrizioni dei flussi inerenti la presente
fase, la SOA dovrà dare atto di aver previsto
sistemi idonei ad assicurare:
- la provenienza dall’impresa dei documenti necessari ai fini della qualificazione con
esclusione dell’operato di terzi intermediari nella consegna della documentazione, anche attraverso la sottoscrizione da
parte dell’impresa di una dichiarazione
contenente un elenco dettagliato dei documentati consegnati alla SOA;
- che ogni attività istruttoria compiuta dalla SOA sia preceduta dall’acquisizione
della dichiarazione dell’impresa in merito all’avvenuta presentazione della documentazione afferente la specifica attività;
- che le dichiarazioni sostitutive presentate dall’impresa ai sensi del D.P.R. n.
445/2000 in merito al possesso dei requisiti di qualificazione e alla documentazione presentata garantiscano l’assunzione di
responsabilità dell’impresa sul contenuto
delle dichiarazioni medesime, che, in particolare, con riferimento alla trasmissione
delle certificazioni di esecuzione dei lavori,
dovranno riportare i principali dati identificativi del certificato (e della relativa documentazione a corredo) e dei lavori nonché
l’attestazione di conformità di tali certificazioni ai lavori effettivamente eseguiti;
- la registrazione dei documenti in entrata
in ogni fase del procedimento di attestazione, anche mediante consegna brevi
manu, con l’apposizione di un numero
di protocollo e data, nonché del numero
- la predisposizione di sistemi di controllo
interno, idonei a garantire l’effettiva acquisizione di ogni documento in entrata e
la distribuzione ai soggetti competenti;
- una celere verifica della completezza della
documentazione trasmessa dall’impresa al
fine di consentire una tempestiva e puntuale richiesta all’impresa di integrazione
della documentazione nel rispetto dei termini per la conclusione dell’istruttoria;
- l’impossibilità da parte della SOA di trasferire ai fini della qualificazione la documentazione già in possesso della stessa in
quanto ricompresa nei fascicoli di precedenti attestazioni dei soggetti danti causa
dell’impresa attestanda; in tali casi la documentazione dovrà essere nuovamente
presentata dall’impresa avente causa con
l’assolvimento di tutte le formalità previste per la fase dell’acquisizione dei documenti da parte della SOA. Qualora la documentazione risulti già agli atti della SOA
in quanto ricompresa in precedenti fascicoli di attestazione della stessa impresa attestanda, la SOA sarà tenuta ad acquisire
una dichiarazione dell’impresa volta ad indicare i documenti che intende utilizzare
nella nuova istruttoria, consentendo alla
SOA il trasferimento dei documenti riportati nella dichiarazione.
c) Modalità di accertamento della veridicità e
della sostanza della documentazione presentata ai fini della qualificazione e della relativa
verifica dei requisiti generali, economico-finanziari e tecnico organizzativi delle imprese.
- che le modalità di accertamento presso i
soggetti depositari delle informazioni nePAG. 33 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
cessarie alla verifica siano conformi alle
prescrizioni normative ed alle specifiche
indicazioni fornite dall’Autorità con propri atti e che siano svolte con tempistiche
tali da garantire l’acquisizione dei riscontri dei soggetti interpellati nel rispetto dei
termini previsti per la conclusione delle
istruttorie di qualificazione;
- le verifiche della veridicità delle dichiarazioni e della documentazione presentata
ai fini della qualificazione dovranno essere
condotte con la massima cura e puntualità, curando la corretta individuazione e
legittimazione del soggetto da interpellare
ed estendendo le verifiche e i correlati approfondimenti sino al raggiungimento di
profili di certezza;
- la tracciabilità delle richieste di verifica e
dell’acquisizione dei relativi riscontri.
d) Esecuzione di visite presso le imprese cui rilasciare l’attestato di qualificazione.
- l’utilizzo di un apposito manuale per gli
accertamenti e le visite presso le imprese sottoposte a valutazioni per il rilascio
dell’attestazione;
- la tracciabilità e la conservazione dei relativi atti/verbali attinenti la visita ispettiva
- l’individuazione, nel rispetto della struttura e dell’articolazione organizzatoria della
stessa SOA, dei soggetti che intervengono
a vario titolo nelle diverse fasi procedurali in cui si articola l’attività di attestazione della SOA ivi compresi i responsabili
delle Aree Legale, Economica e Tecnica e
dell’Organo preposto al rilascio o al diniego dell’attestazione;
- che venga accertato alla data della delibera di rilascio dell’attestazione l’assenza di
circostanze sopravvenute nel corso del procedimento di attestazione a carico dell’impresa attestanda idonee ad incidere negativamente sul riconoscimento dei requisiti,
nonché la validità delle certificazioni attinenti alla dimostrazione dei requisiti;
- l’assolvimento degli obblighi informativi
previsti dall’art. 76, comma 4 e 77, comma
7 del D.P.R. n. 207/2010 e degli adempi-
menti in merito alla trasmissione all’Autorità delle attestazioni ai sensi dell’art. 70,
comma 6 del D.P.R. n. 207/2010.
Nella descrizione dei flussi operativi relativi
alle istruttorie conseguenti alle richieste di variazioni delle attestazioni che non producono
effetti diretti sulle categorie e classifiche oggetto della qualificazione nonché delle richieste di variazioni delle attestazioni che producono effetti diretti sulle categorie e classifiche
oggetto della qualificazione, le SOA dovranno
osservare le prescrizioni sopra descritte in
quanto applicabili in relazione alla tipologia di
verifica richiesta.
sistemi atti ad assicurare una tempestiva valutazione della segnalazione e/o reclamo ricevuto, nonché l’inoltro al soggetto segnalante di
una risposta contenente gli elementi di fatto
e di diritto posti a fondamento dell’operato
della SOA, dando segnalazione all’Autorità dei
casi di particolare complessità che non trovano soluzione nei precedenti atti dell’Autorità.
h) Gestione delle comunicazioni e informazioni
tra la SOA e l’Autorità e tra la SOA ed i soggetti da qualificare in modo da garantire la
tempestività dell’esame della corrispondenza
in entrata e la tempestività e completezza della
corrispondenza in uscita.
i) Archiviazione dei documenti e gestione degli
- che il fascicolo di attestazione sia archiviato in forma cartacea o elettronica in
coerenza con le indicazioni di cui Codice
dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n°
82/2005 e s.m.i.) ed in particolare con le
regole tecniche in materia di conservazione dei documenti informatici, che attengono in concreto alla completa e corretta
archiviazione digitale del fascicolo istruttorio e alla definizione delle misure volte
a garantire l’integrità, la disponibilità e
la riservatezza dello stesso, attualmente
disponibili, in attesa delle registrazione e
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sul
sito web dell’Agenzia per l’Italia Digitale
(www.agid.gov.it);
- che il fascicolo di attestazione abbia un
PAG. 34 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
codice identificativo che consenta il ritrovamento e la pronta consultazione dei
documenti seguendo criteri logici e comprensibili;
- che la gestione degli archivi consenta la
preventiva conoscenza da parte dell’Autorità della dislocazione territoriale degli
stessi e l’agevole reperibilità della documentazione anche in occasione di visite
ispettive da parte degli organi deputati
alla vigilanza sul sistema di qualificazione;
- l’individuazione di un soggetto responsabile della gestione degli archivi;
- la predisposizione di sistemi di sicurezza
atti a garantire la corretta conservazione
e custodia della documentazione presso la
sede e/o presso gli archivi, la corretta movimentazione della documentazione nei casi
di eventuali necessità di spostamento della
medesima, nonché l’accessibilità esclusivamente al personale autorizzato in modo da
garantire la riservatezza per i terzi;
- la conservazione della documentazione e
degli atti utilizzati per il rilascio dell’Attestazione nel rispetto di quanto previsto
dall’art. 40, comma 9-bis del Codice dei
Contratti pubblici per un periodo di dieci
anni anche dopo la cessazione dell’attività
- il trasferimento della documentazione di
attestazione, nell’ipotesi di sospensione e
decadenza dell’Autorizzazione, fallimento, cessazione dell’attività di attestazione,
alla SOA indicata dall’impresa o, in caso di
inerzia, dall’Autorità ai sensi dell’art. 73,
comma 8 del regolamento attuativo del
- che il controllo sia affidato ad un apposito
ed indipendente organo aziendale;
- un’adeguata preventiva identificazione e
valutazione dei rischi finalizzata ad individuare gli eventi in grado di incidere negativamente sul conseguimento degli obbiettivi
e sulla regolarità dell’operato;
- che sia monitorato il livello di performance
dei processi aziendali, la corretta applicazione delle procedure operative ed il persistere dei requisiti di trasparenza, indipendenza ed imparzialità sia di processo che
- che sia prevista una efficace verifica del-
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la rispondenza delle attività stesse, delle
connesse procedure interne e dei flussi informativi, ai compiti assegnati dal D.P.R.
207/2010 e dal presente documento alle
SOA, individuando specificamente le modalità e la periodicità dell’effettuazione della suddetta verifica;
- che l’attività di controllo sia documentata
in modo da poter essere sottoposta a verifica da parte dell’Autorità;
- che sia prevista l’elaborazione di indicatori rilevanti ai fini del miglioramento delle
prestazioni aziendali;
- che siano previste le procedure correttive
da seguire in dipendenza delle osservazioni e rilievi effettuati dall’organo di controllo interno nonché quelle finalizzate ad
ottimizzare nel tempo il servizio fornito e
Per l’Autorità le procedure devono essere predisposte sulla base delle norme UNI CEI EN ISO/
IEC 17020:2012 nonché nel rispetto delle disposizioni del D.P.R. 207/2010 tenendo conto in particolare dei principi contenuti nell’articolo 70 secondo cui le procedure:
a. devono garantire il rispetto dei principi di diligenza, correttezza, trasparenza e imparzialità;
b. devono prevedere adeguati livelli di responsabilità ed essere tali da assicurare e mantenere
l’indipendenza di giudizio, l’imparzialità e l’e-
PAG. 36 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
quo trattamento di ogni soggetto cui rilasciare
o negare l’attestato di qualificazione.
c. devono essere tali da consentire alla SOA, successivamente all’ottenimento dell’autorizzazione e ove la stessa lo ritenesse opportuno e
utile, di richiedere ad un organismo regolarmente accreditato la certificazione della qualità aziendale conforme alle norme europee
serie UNI EN ISO 9001.
I contenuti della presente determinazione dovranno essere osservati sia dagli Organismi di
Attestazione in sede di richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 68 del D.P.R. n. 207/2010,
sia dagli Organismi già autorizzati ai fini dell’aggiornamento del manuale già in uso qualora non
rispondente ai criteri ivi indicati, da effettuare
entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione del presente atto.
L’accertamento da parte dell’Autorità del mancato
aggiornamento nei sensi suesposti o della mancata osservanza delle procedure previste nei manuali approvati dall’Autorità e conformi alla presente
Determinazione comporterà i necessari e conseguenti provvedimenti sanzionatori dell’Autorità a
carico delle SOA inadempienti ai sensi dell’art. 73
del D.P.R. n. 207/2010.
Nella redazione del documento la SOA dovrà in
ogni parte fare esplicito riferimento ad ognuna
delle indicazioni della presente determinazione in
modo che ne sia possibile per l’Autorità un immediato controllo e valutazione.
PER NON PERDERE I FONDI UE
L’obiettivo del Dl ambiente che sarà discusso in
Consiglio dei Ministri è quello applicare alcune
deroghe alle norme sul permesso di costruire e al
Codice Appalti per non rischiare la perdita dei finanziamenti europei destinati alla riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici pubblici.
Il Decreto, per evitare che i finanziamenti vadano
perduti, prevede fino al 31 dicembre 2015, una serie di poteri derogatori con riferimento al Dpcm
22 gennaio 2014, a sostegno dei soggetti pubblici
che si sono aggiudicati le risorse UE per programmi nazionali, interregionali, regionali di qualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici pubblici.
Se il tutto venisse confermato dal CdM, gli interventi potrebbero essere effettuati con delle procedure semplificate, e quindi senza richiedere il permesso di costruire, a patto che ciò non comporti
il cambio di destinazione d’uso dell’immobile o il
cambiamento della sagoma degli edifici vincolati
ai sensi del Codice dei Beni Culturali.
In pratica, i lavori potrebbero essere appaltati subito, senza la canonica attesa dei 35 giorni successivi all’aggiudicazione definitiva, non sarebbe interrotto il termine dei 30 giorni per l’approvazione, l’aggiudicazione provvisoria e i controlli prima
della stipula dello contratto, infine, in sede di presentazione delle offerte, si potrebbe deliberare di
non eseguire controlli sulla capacità economica
finanziaria e tecnico organizzativa delle imprese.
AL MINISTERO ACCELERAZIONE
PER LA RIFORMA COMPLESSIVA
Parte, ad opera del Ministero delle InfrastruttuPAG. 37 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
re, il riordino radicale del sistema degli appalti
attraverso il recepimento delle Direttive europee
da portare a termine entro il 18 aprile 2016. L’Autorità di Vigilanza presenterà un documento (atto
di segnalazione al Governo) sulle linee guida per
la trasposizione delle regole europee sugli appalti.
Tale documento terrà conto anche delle indicazioni emerse durante la consultazione svoltasi con le
Tra le proposte del riordino del sistema appalti si
evidenziano le principali criticità.
Permangono, a 14 anni dall’abolizione dell’Albo
nazionale costruttori e l’attenzione sul meccanismo
di qualificazione al mercato dei lavori pubblici da
parte delle Soa, delle forti criticità sul mantenimento di quest’ultime. Complice il fatto di distorsioni
causate dalle irregolarità commesse da alcune Soa.
Viene altresì valutata l’ipotesi di ridurre a poche
decine (o centinaia) gli enti con poteri di appalto
con competenze altamente qualificate. Sono destinati ad essere eliminati i paletti sul prestito dei
requisiti previsti dal Codice in virtù della riforma
imposta dalle nuove direttive europee. La sentenza
della Corte Ue dello scorso Ottobre, inoltre, ha ammesso anche il cosiddetto “avvalimento plurimo”
ovvero la possibilità che per dimostrare il possesso
di un determinato requisito un’impresa si appoggi
a più di una ditta ausiliaria, ipotesi prima vietata
dal codice. Si evidenzia che l’unico paletto destinato a rimanere è quello dell’avvalimento “a cascata”,
cioè la possibilità che un’impresa si appoggi a una
ditta anch’essa carente di qualificazione e che per
questo a sua volta faccia ricorso a un’altra società
ausiliaria per dimostrare il requisito.
Viene proposto il rilancio del project financing che
è, allo stato attuale, un tema prioritario. La nuova
direttiva Ue impone più stringenti requisiti (circa il trasferimento dei rischi al privato) per classificare le concessioni come Ppp: già molte delle
medio-grandi operazioni degli anni scorsi sono
state riclassificate nel 2013 dall’Istat, perché i contratti contenevano troppe garanzie al privato. Si
evidenzia che risulta fondamentale aumentare la
capacità tecnica della Pa e la solidità dei privati, e
anche la loro capacità di mettere in campo equity
e dipendere meno dalle banche. Nel Def è previsto
che una agenzia nazionale faccia contemporaneamente da standardizzazione, assistenza tecnica
e da stazione appaltante e che accorpi progetti in
maxi-bandi unitari.
Il problema del contenzioso in fase di appalto resta
uno dei problemi più sentito dalle imprese. Tra le
possibili ipotesi vi è l’inasprimento delle sanzioni
a carico dei ricorrenti e degli avvocati per le liti infondate, per evitare ricorsi palesemente infondate, udienze di merito entro 30 giorni e condanna
automatica alle spese se il ricorso viene respinto.
La previsione di gare-on line sembra una via da
intraprendere per ridurre notevolmente i costi ed
è ormai ampiamente prevista in sede europea. La
propensione all’innovazione nel sistema degli appalti pubblici è stata tentata più volte con il sistema della Banca dati dell’Autorità di Vigilanza, il
monitoraggio dell’avanzamento delle opere pubbliche on-line o con la recente smaterializzazione
del documento unico di regolarità contributiva ma
è certamente necessaria una ulteriore accelerazione del sistema di comunicazione degli appalti su
piattaforma telematica.
SULL’INCIDENZA DEL DURC
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Faq
del 30 aprile scorso, pubblicata nella sezione “beni
strumentali”, ha chiarito che non rientra tra le
condizioni di ammissibilità per la concessione del
finanziamento legato alla Sabatini-bis, il regolare possesso da parte dell’impresa del Documento
unico di regolarità contributiva. Viene specificato,
inoltre, che la certificazione antimafia, da acquisire da parte del Ministero dello sviluppo economico è richiesta, così come previsto dal D.lgs. n.
159/2011, per contributi che superano la soglia di
Il modulo di domanda deve esser accompagnato
dalle dichiarazioni antimafia, redatte secondo le
modalità stabilite dalla Prefettura competente, nel
caso in cui l’importo del finanziamento superi il limite di 1.900.000 euro. Viene altresì sottolineato
che lo Sviluppo economico ha la facoltà, in fase di
concessione del contributo, di chiedere all’impresa le suddette dichiarazioni. Le stesse devono essere sottoscritte dal legale rappresentante e dagli
PAG. 38 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
ulteriori soggetti dichiaranti, ove presenti, successivamente scansionate e firmate digitalmente dal
legale rappresentante. Nel caso di società con diversi codici di classificazione delle attività economiche nel modulo della domanda va indicato il codice relativo all’attività nella quale ricade l’investimento. Una domanda, inoltre, che non valorizza il
campo Inail viene respinta poiché incompleta. Il
Ministero ricorda che nel caso in cui il modulo di
domanda fosse incompleto in alcune sue parti non
è possibile fornire integrazioni e lo stesso, quindi,
è irricevibile.
Ai fini della concessione del contributo le imprese interessate, infine, a corredo della richiesta di
finanziamento, devono presentare alla banca o
all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo e anche una dichiarazione,
sottoscritta dal rappresentante legale o da un suo
procuratore speciale ai sensi degli articoli 47 e 76
del dpr 28 dicembre 2000, n. 445, attestante il
possesso dei requisiti e la conformità degli investimenti oggetto della richiesta di finanziamento a
quanto previsto dal dm 27 novembre 2013.
DELLE MACCHINE IN EDILIZIA
Il Cresme ha comunicato che nel primo trimestre
del 2014 il numero di macchine movimento terra
e per lavori stradali vendute in Italia è stato pari
a 1.390, il 23,7% in più rispetto al primo trimestre 2013.
Le vendite complessive del 2013 sono state ancora
in calo, -17,3%, anche se la discesa rispetto al corrispondente periodo del 2012 si è andata via via riducendo nel corso dell’anno, dal -35,9% nel primo
trimestre 2013 al -1,3% dell’ultimo trimestre.
Viene comunque evidenziato che il mercato resta
ai minimi termini rispetto al 2008: le macchine
da cantiere vendute in Italia sono scese del 75%
in cinque anni, dai 24.158 pezzi del 2008 ai 6.089
del 2013, e anche se il +23,7% del primo trimestre fosse confermato su base annua il comparto
si attesterebbe nel 2014 a un valore pari al 31% di
quello che aveva nel 2008.
Positivi, secondo il Cresme, anche i dati per l’export. Le vendite all’estero, infatti, dopo essere
cresciute dai 2,2 miliardi di euro del 2009 ai 2,9
del 2012 sono rimaste sostanzialmente stabili nel
2013 (2,82 miliardi, -2,7%), e nel gennaio 2014
hanno fatto segnare il +14,9% rispetto allo stesso mese del 2013. Viene evidenziato, infine, che
il saldo commerciale export-import ha registrato
fra un vero boom negli ultimi tre anni (a causa del
calo delle importazioni), da 1,89 miliardi nel 2011
a 2,3 nel 2012 a 2,29 miliardi nel 2013.
DALLA CAMERA VIA LIBERA
AL DECRETO CASA
Il 20 maggio l’Aula della Camera ha approvato in maniera definitiva il Decreto sulla Casa (Dl
47/2014).
Tra le novità rilevanti votate dall’Aula di Montecitorio, viene segnalato emendamento all’articolo
12 del Dl 47/2014, sulle categorie super-specialistiche. Specificatamente la categoria Os32 “opere
strutturali in legno”, è stata eliminata dalla lista.
Le strutture in legno sono ora qualificate solo
come opere a qualificazione obbligatoria. Tale lavorazione non può essere eseguita in via diretta
dal titolare dell’appalto se privo di qualificazione.
Si segnalano, tra le altre, le seguenti disposizioni.
Bonus fiscale, nell’acquisto di mobili ed
Via libera agli incentivi sugli acquisti di mobili
ed elettrodomestici senza alcun vincolo sulle ristrutturazioni (viene eliminato il tetto spesa “relativo”). Nello specifico, quindi, la detrazione del
50% sulle spese per l’acquisto di mobili e grandi
elettrodomestici è riconosciuta indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori
di ristrutturazione. Resta solo il tetto di spesa a
10mila euro. La possibilità di detrazione dura fino
Cedolare secca per i Comuni colpiti da calamità
Allargata la cedolare secca ai Comuni che sono
stati coinvolti in stati di emergenza negli ultimi
cinque anni, promettendo entro un mese un nuovo elenco Cipe con i centri ad alta intensità abitativa in cui si possono scrivere i contratti di locazione
a canone concordato.
Diminuzione della cedolare secca per contratti a canone di concordato
Riduzione dal 15 al 10%, per il quadriennio 20142017, dell’aliquota della cedolare secca di cui si potrà usufruire anche in caso di abitazioni date in locazione a cooperative o a enti senza scopo di lucro,
purché sublocate a studenti con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.
Revoche del programma articolo 18
Vengono riassegnate alle amministrazioni comunali dei fondi relativi al vecchio articolo 18 del Dl
n. 152/1991 e che erano destinati alla realizzazione di alloggi alle forze dell’ordine: al fine di “essere
destinate alla realizzazione di interventi di edilizia
residenziale pubblica”. Qualora per l’intervento di
edilizia agevolata non sia stato rilasciato il titolo
PAG. 39 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
abilitativo alla data di entrata in vigore del presente
decreto, il relativo finanziamento statale decade.
Viene inserita la clausola che la società Expo 2015,
potrà agire in deroga al Codice appalti su sponsorizzazioni, progettazione, concessioni di servizi,
terre e rocce da scavo. Questo solo esclusivamente
se non si avvale di intermediari.
Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle
abitazioni in locazione e alla “morosità colpevole” servirà a rinegoziare i canoni esistenti grazie
alle agenzie per l’affitto ed aiutare chi è colpito da
sfratto per finta locazione. Il Fondo viene incrementato con 100 milioni per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e con 226 milioni il
Riscatto delle case ex Iacp ed edilizia residenziale pubblica
Il riscatto delle case ex Iacp non sarà ammesso
prima dei sette anni di locazione, sarà limitato
solo a chi non possiede altro alloggio idoneo alla
famiglia e non si potrà rivedere la casa prima di
altri cinque anni. Viene altresì specificato che gli
alloggi di housing sociale sono considerati tali anche quando vengono locati a donne ospiti di centri
anti-violenza. Il diritto al riscatto può essere esercitato solo dai conduttori privi di altra abitazione
di proprietà adeguata alle esigenze del nucleo familiare e chi esercita il riscatto non può rivendere
l’immobile prima dello scadere dei 5 anni. Il piano
di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica potrà beneficiare dello stanziamento di 468 milioni di euro con il quale finanziare la ristrutturazione con adeguamento energetico, impiantistico e antisismico di 12 mila alloggi.
Inoltre viene previsto un ulteriore finanziamento
di 67,9 milioni di euro per recuperare ulteriori
2.300 alloggi destinati alle categorie sociali disagiate Viene inoltre specificato che gli immobili dei
Comuni vengono inseriti, insieme a quelli degli ex
Iacp, tra quelli soggetti al piano di recupero. Il termine per l’emanazione del relativo Decreto attuativo scende da sei a quattro mesi.
Possibilità di favorire la dismissione degli alloggi
nei condomini misti dove la proprietà pubblica è
inferiore al 50 per cento oltre che quelli inseriti
in situazioni abitative estranee all’edilizia residenziale pubblica ciò per riordinare il patrimonio
in maniera razionale e ottimizzare i costi a carico
delle amministrazioni. Inoltre sono previste agevolazioni ai soci assegnatari di alloggi di cooperative edilizie e proprietà indivisa al fine di comprare l’alloggio posto in vendita a seguito di procedure concorsuali.
Nel Rent to buy, divieto di vendita per cinque anni
Il riscatto delle unità immobiliari dovrà essere inserito nelle “convenzioni che disciplinano le modalità di locazione degli alloggi sociali”. Inoltre,
si legge nel testo, la clausola “non può consentire il
riscatto prima di sette anni dall’inizio della locazione. Anche il diritto al riscatto può essere esercitato solo dai conduttori privi di altra abitazione
l’immobile prima dello scadere dei 5 anni.
Non è più considerata nuova costruzione l’installazione di manufatti leggeri (quindi non serve più il
permesso edilizio) che siano installati con contemporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto.
Lotta all’occupazione delle case popolari
Il Decreto prevede delle norme contro l’abusivismo quali il divieto di allacci di acqua, luce e gas
a chi occupa abusivamente un immobile anche se
vuoto e l’interdizione, per almeno cinque anni, di
iscriversi alle liste per le aggiudicazioni delle case
IL DECRETO CHE SEMPLIFICA
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 114
del 19 maggio 2014, la Legge n. 78/2014 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge n.
34/2014 (c.d. Jobs Act).
Si segnala, tuttavia, che l’operatività delle disposizioni sul Durc è condizionata dal decreto attuativo
previsto dal provvedimento.
Con la nuova normativa in materia di Durc sarà
possibile verificare online ed in tempo reale, la regolarità contributiva verso Inail, Inps e Casse Edili,
l’esito della modalità telematica, avrà una validità
di 120 giorni dalla data di acquisizione ed andrà a
sostituire in toto il Documento unico di regolarità
contributiva. Il Decreto apporta modifiche profonde in modo non retroattivo relative alla normativa
sull’apprendistato e i contratti a termine.
Di seguito si riportano le nuove regole per l’occupazione.
PAG. 40 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
- Per i contratti a termine vi è il rinnovo fino a
36 mesi, senza la necessità per il datore di lavoro, di indicare il motivo dell’apposizione di
un termine al contratto.
- Niente più obbligo di assunzione se un’ azienda
sfora il tetto del 20% di utilizzo dei contratti a
termine. Si pagherà una sanzione pecuniaria.
- Il limite del 20% dei contratti a tempo non
si applicherà agli enti di ricerca, i contratti a
termine, per attività “esclusiva” di ricerca potranno superare i 36 mesi.
- Le aziende che superano il tetto del 20% devono mettersi in regola entro la fine dell’anno.
Solo le aziende con oltre 50 dipendenti dovranno stabilizzare il 20% dei loro apprendisti
per poterne assumere di nuovi.
- La Regione comunicherà al datore di lavoro
entro 45 giorni sedi e calendario delle attività
di formazione dei neoassunti.
AUTORITÀ: INVARIATA LA TASSA
SULLE GARE A CARICO
DI IMPRESE ED AMMINISTRAZIONI
L’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, con
la delibera del 5 marzo scorso, recante “Attuazione dell’articolo 1, commi 65 e 67, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, per l’anno 2014” e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.117 del 17 maggio
scorso, ha definito i punti relativi alla tassa sulle
gare per i prossimi mesi e secondo le previsioni
dell’Avcp, dagli importi arriveranno 49,3 milioni
nel corso del 2014, dunque nessuna variazione rispetto all’attuale assetto.
Il livello di contribuzione è invariato rispetto agli
anni scorsi: sotto i 40 mila euro c’è esenzione totale
per le stazioni appaltanti, mentre le Pa pagheranno
30 euro per importi a base di gara fino a 300 mila
euro, 225 euro per appalti fino a 500 mila euro, 375
euro per importi entro il milione , 600 euro fino a
5 milioni ed infine 800 euro per il resto delle gare,
che arrivino oltre i 20 milioni di euro.
Per le imprese, la “no tax area” è prevista nelle
gare fino a 150 mila euro, mentre le altre unità
vengono ordinate in modo progressivo: 20 euro
per appalti fino a 300 mila euro, 35 euro fino a
500 mila euro, 70 euro fino a 800mila euro, 80
fino a un milione di euro, 140 fino a 5 milioni, 200
fino a 20 milioni e 500 euro oltre i 20 milioni.
Ma, a rendere ancora più incerta la situazione, è il
fatto che l’Autorità dovrà contribuire ai bilanci di
altri garanti, che non beneficiano della stessa solidità economica, anche perché la Legge di Stabilità
ha stabilito che nel biennio tra il 2014-2016 andranno pagati 2 milioni di euro al Garante per la
privacy, e per il 2014/2015, circa 200 milioni alla
Commissione di garanzia per gli scioperi, un aggravio questo che senza il contributo straordinario
in arrivo dall’Antitrust di 7,7 milioni di euro per il
2014 e di 14,7 milioni ripartiti in dieci rate annuali
a partire dal 2015, non sarebbe stato sostenibile.
Per quanto riguarda le modalità di versamento dei
contributi, le stazioni appaltanti dovranno effettuare i loro pagamenti con cadenza quadrimestrale, mentre le imprese dovranno versare la tassa
prima della partecipazione alla gara, le Soa, invece, verseranno il 2% dei ricavi ottenuti dal bilancio
approvato, pagando entro i 30 giorni dall’approvazione del documento.
NEL PRIMO TRIMESTRE AUMENTO
RICHIESTA DEI MUTUI
L’Agenzia delle Entrate, nel rapporto immobiliare,
realizzato insieme all’Associazione bancaria italiana ha comunicato che nei primi tre mesi dell’anno
la domanda di nuovi mutui immobiliari è aumentata del 20% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Nei primi tre mesi dell’anno la domanda di nuovi
mutui immobiliari è aumentata del 20% rispetto
allo stesso periodo del 2013. Viene evidenziato che
nel 2013 il mercato immobiliare delle abitazioni è
continuato a scendere toccando, di fatto, un nuovo minimo sotto quota 407 mila unità vendute e
facendo registrare il 9,2% meno del 2012.
E COSTO DI COSTRUZIONE
L’Istat, con il comunicato del 9 maggio scorso ha
evidenziato che nel mese di marzo l’indice della
produzione industriale italiana, ha fatto registrare
una flessione dello 0,5% rispetto a febbraio.
L’Istituto nazionale di statistica ha informato, inoltre, che il dato di marzo 2014 è negativo
(-0,4%) anche rispetto a quello di marzo 2013. Nel
dettaglio, i cali maggiori sono stati registrati sul
fronte dell’energia, mentre sono positivi i settori
produttivi relativi a mezzi di trasporto (+5,1%) e
metallurgia (+7,5%).
L’Istat ha altresì comunicato, il 16 maggio, che nel
mese di marzo 2014 l’indice del costo di costruzione di un fabbricato residenziale è diminuito dello
0,3% rispetto al mese precedente e dello 0,4% nei
confronti di marzo 2013. Viene evidenziato che il
contributo maggiore alla diminuzione tendenziale
dell’indice a marzo deriva dal gruppo di costo dei
materiali (-0,4 punti percentuali).
In base ai dati dell’Osservatorio nazionale del ParPAG. 41 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
tenariato pubblico e privato, il mercato delle gare di
partenariato pubblico-privato è rappresentato da
1.080 per un volume d’affari pari 1,7 miliardi circa.
Torna, dunque, la fiducia nella domanda che è in
crescita grazie all’effetto della fase espansiva degli
importi per opere ambientali che passano dai 120
milioni dell’anno scorso a 670 milioni di quest’anno e delle reti energetiche che registrano un aumento del 161% (da 126 milioni a 330 milioni).
I protagonisti del project financing sono l’edilizia
sociale e pubblica, che unisce i settori dell’artigianato e del commercio, edifici direzionali, beni culturali, centri polivalenti, con 396 gare nel primo
quadrimestre 2014 mentre gli impianti sportivi
con 226 bandi rispetto ai 186 di un anno fa.
Il settore ambiente, con un valore di oltre 600
milioni di euro è in cima alla classifica, determinante i cinque avvisi, con un importo totale di 378
milioni ,per il completamento e l’ottimizzazione
dello schema depurativo di Reggio Calabria e di
altri Comuni calabresi per i quali è previsto un
finanziamento pubblico a valere sulle risorse del
Fondo per lo sviluppo e la coesione della Regione
Calabria. Al secondo posto si posiziona il settore
energia e reti di telecomunicazione, che registrano
un importo di 330 milioni di cui circa 300 per la
qualificazione energetica degli edifici e degli impianti di illuminazione pubblica.
A crescere nel 2014 sono anche tutte le fasce di
valore, infatti le gare per piccoli interventi con importo inferiore a un milione di euro sono state 453
rispetto alle 379 dell’anno prima, a ciò si aggiungono le iniziative medio-piccole con un importo
tra 1 e 5 milioni, che sono state 98 rispetto alle 85
L’andamento negativo del 2013 si ripercuote invece sul fronte delle aggiudicazioni che registrano un bilancio incerto nonostante la crescita delle
gare, infatti, dai 347 affidamenti per un valore di
834 milioni si passa a 254 (-27%) per 1.335 milioni (+ 60%) nel primo quadrimestre 2014. Il bilancio negativo del numero di opportunità è comune
a tutte le procedure, che evidenziano tassi di calo
compresi tra il 75% per le concessioni di lavori
pubblici e l’11% per le concessioni di servizi.
TAR Lombardia: specifiche su manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia
Il Tar della Lombardia, (sezione prima di Brescia) con la sentenza n. 468 del 6 maggio scorso,
ha stabilito i criteri con i quali si differisce una
ristrutturazione edilizia da una manutenzione
Nello specifico in riferimento a quanto previsto
dal D.P.R. n. 380/2001 (art. 3, comma 1, lettere b
e d), l’elemento che caratterizza la ristrutturazione rispetto alla manutenzione straordinaria è la
prevalenza della finalità di trasformazione rispetto al più limitato scopo di rinnovare e sostituire
parti anche strutturali dell’edificio.
La manutenzione straordinaria, inoltre, può comprendere anche innovazioni, ossia l’introduzione
di elementi che modificano il precedente aspetto
degli spazi e le relative funzionalità, ma se tali innovazioni è la creazione di un organismo edilizio
nell’insieme diverso da quello esistente è da considerarsi come ristrutturazione come riportato nel
Testo Unico in Edilizia (D.P.R. n.380/2001).
Il Tar ha sottolineato che affinché vi sia ristrutturazione non è necessario che cambi la destinazione dei locali o che vi siano incrementi nel volume
o nella superficie (questi sono semmai indici della
ristrutturazione pesante ex art. 10 comma 1, lett. c
del DPR 380/2001). La ristrutturazione evidenzia
che si possa apprezzare una differenza qualitativa
tra il vecchio e il nuovo edificio.
I giudici, inoltre, sottolineano che l’insieme delle opere previste dal progetto rivela chiaramente
la finalità di trasformare l’edificio in questione da
struttura unitaria in agglomerato di piccoli edifici
Il cambiamento sia degli spazi interni sia delle modalità di utilizzo degli immobili mette in evidenza
che il nuovo assetto dell’edificio è il prodotto di una
ristrutturazione e non di una semplice innovazione
anche se riferita a elementi strutturali.
Nel caso specifico esaminato dal Tar, il nuovo
organismo edilizio recupera l’impianto di quello
precedente, senza sostituirsi tramite demolizione
e ricostruzione, e inoltre conserva la medesima
destinazione. La continuità nella destinazione risulta sia formale sia materiale La principale novità introdotta dalla ristrutturazione è evidenziata
dall’incremento del carico urbanistico, che può
essere assimilato (a scopo esemplificativo) a quel-
PAG. 42 - APINFORMA / Edilizia - numero 10 - 31 maggio 2014
lo che si verifica quando da una sola grande unità
immobiliare si passa a una pluralità di unità immobiliari autonome.
È la densità edilizia fondiaria che stabilisce
i limiti della edificabilità
La Cassazione con la sentenza 5751/2014 ha sentenziato che per il calcolo dei limiti di edificabilità di un’area bisogna fare riferimento alla densità edilizia fondiaria, indicata dal DM 1444/1968,
e non alla densità territoriale. Il DM 1444/1968,
nello specifico, definisce i limiti di edilizia per le
diverse zone territoriali omogenee e prevede che
nelle zone A, per le nuove costruzioni eventualmente ammesse, la densità fondiaria non deve superare il 50% della densità fondiaria media della
zona. Risulta fondamentale, al fine di stabilire i
limiti effettivi di edificabilità, capire la differenza
tra densità edilizia territoriale e quella fondiaria.
La densità edilizia territoriale si riferisce a ciascuna zona omogenea e definisce il carico complessivo di edificazione che può gravare sull’intera zona.
Il relativo indice di edificabilità comprende anche
gli spazi pubblici e la viabilità. Di contro, la densità edilizia fondiaria si riferisce alla singola area
e definisce il volume massimo che può essere realizzato su di essa ed indica l’effettiva superficie
su cui si può edificare, senza considerare gli spazi
pubblici e le strade. La Cassazione ha sottolineato che per dirimere eventuali contenziosi, lo strumento che indica il volume massimo, realizzabile
su una superficie, è l’indice di fabbricabilità fondiaria. Nella sentenza di primo grado, il tribunale
aveva condannato un’impresa di costruzione per
aver superato i limiti di edificabilità della zona. I
calcoli del Tribunale erano però basati sulla densità edilizia territoriale.
CINA: PROGRAMMA
DI SVILUPPO COMMERCIALE
DEL SETTORE ARREDO E DESIGN
INFORMEST Consulting S.r.l. in collaborazione
con CCIC (China General Association of Commercial Newspaper) realizza un programma di sviluppo
commerciale in Cina per un gruppo di imprese italiane appartenenti al settore arredo e prodotti di design. Il boom cinese dell’urbanizzazione ha favorito
le vendite di servizi di urbanistica, ingegneria, architettura, e quindi produzioni connesse all’arredo.
Nel comparto dell’arredo, l’Italia è il quarto fornitore della Cina per mobili, sedie, illuminazione, letti e
materassi; le aziende italiane sono presenti sia con
showroom propri che presso distributori plurimarche gestiti da operatori cinesi. Nei prossimi 10 anni,
il tasso di crescita atteso della domanda di prodotti
di fascia alta dovrebbe essere prossimo al 20%, superiore al tassi di crescita dei segmenti basso e medio. L’iniziativa per lo sviluppo export di un gruppo
di aziende italiane di settore, prevede una missione
imprenditoriale della durata di dieci giorni nelle
città di Pechino, HangZhou e Shanghai (settembre
2014); il programma include incontri d’affari mirati
con controparti commerciali cinesi (distributori e
importatori di complementi d’arredo e prodotti di
design, interior designer, studi di architettura), visite aziendali dirette, forum tematici, visite presso la
distribuzione locale. Le aziende interessate possono
contattare il dr. Matteo Rosina consulenzapd@informestconsulting.it, tel. 0421.280821.
PORTOGRUARO, 11 LUGLIO 2014:
B2B@TERRE DEI DOGI IN FESTA.
B2B TRA PRODUTTORI VITIVINICOLI
E BUYERS INTERNAZIONALI
INFORMEST Consulting informa che l’evento
B2B@Terre dei Dogi in Festa organizzato in collaborazione con VeGAL è stato posticipato a venerdì
L’iniziativa prevede l’organizzazione di incontri
personalizzati B2B tra l’eccellenza della produzione vitivinicola locale e selezionati buyer internazionali provenienti dal Centro-Nord Europa. L’evento si terrà a Portogruaro e coinvolgerà produttori del settore vitivinicolo e buyers appositamente selezionati e bene inseriti nel canale Ho.Re.Ca.,
interessati a sviluppare relazioni commerciali stabili per la promozione e vendita di prodotti enogastronomici tipici. Alle aziende partecipanti saranno garantiti fino a cinque incontri con i buyers
selezionati tra importatori, distributori operanti
sul canale Ho.Re.Ca., catene di negozi specializzati (enoteche, negozi di delikatessen, ecc.). Gli incontri B2B tra i produttori partecipanti e i buyers
esteri saranno organizzati sulla base di un’agenda
personalizzata di incontri d’affari con degustazioni e visite aziendali.
la dr.ssa Linda Rivolt (tel. 0481 547328, office@
informestconsulting.it).
INTERNAZIONALI PER AZIENDE
DEL SETTORE DEI MACCHINARI
Attraverso un accordo diretto con Development
Gateway Ltd., nel 2011 INFORMEST Consulting
ha assunto la gestione, per l’Italia, del più grande
strumento informativo al mondo (http://tender.
informestconsulting.it) che raccoglie, cataloga
e promuove le notifiche dei bandi di gara internazionali lanciati dagli organismi internazionali (Banca Mondiale, centinaia di enti pubblici e
privati): il database offre oltre 1 mil. di avvisi di
bandi l’anno in più di 170 Paesi, oltre 2.500 nuovi
bandi al giorno per un totale di 800 mld. di USD
di valore impegnati nel 2012 per acquisire forniture in svariati comparti (prodotti manifatturieri,
arredo, attrezzature, energia, trasporti, ambiente,
infrastrutture, agro-industria, ICT, ecc.), compresi anche quelli di eccellenza delle imprese italiane.
Inoltre, sono pubblicati i riferimenti delle aziende
aggiudicatarie delle gare, a beneficio di aziende di
subfornitura. Con la gestione di questo strumento,
PAG. 43 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
INFORMEST Consulting si pone l’obiettivo di andare incontro al fabbisogno delle imprese italiane
di accedere ad un sistema informativo efficace ed
efficiente che migliori la fruizione delle notizie riguardanti i bandi di gara internazionali. A titolo
d’esempio, la voce “Macchinari agricoli” raccoglie
oggi oltre 800 notifiche, tra cui le richieste d’offerta da parte del Ministry of Public Health Engineering del Bangladesh per la fornitura di macchinari
agricoli e silvicoli per la lavorazione del suolo, da
parte del Ministry of Interior dell’Egitto per trattori, e da parte del Supreme Council For Islamic
Affairs dell’Egitto relativo alla fornitura di macchinari per l’avicoltura.
Gli utenti interessati possono iscriversi gratuita-
mente al sistema collegandosi all’indirizzo http://
tender.informestconsulting.it per ricevere alert
automatici e personalizzati sulle notifiche di bandi
nel settore di proprio interesse.
Inoltre, INFORMEST Consulting offre ai propri
utenti l’opportunità di abbonarsi ai bandi con
uno sconto del 20% (http://tender.informestconsulting.it/tenders/subs.do) rispetto alle tariffe standard internazionali per scaricare fino a
500/avvisi mese per 12 mesi. Tale canale è l’unico che consente alle aziende italiane di beneficiare di questo sconto. Chi volesse approfondire
le modalità di abbonamento ed i servizi accessori
può inviare un’e-mail all’indirizzo online@informestconsulting.it.
PAG. 44 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
SLITTA A LUGLIO 2014
Come da nostra circolare prot. n. 132 del 15 maggio scorso, si informa che la Regione Autonoma
Friuli Venezia Giulia, nell’ambito della cooperazione Bilaterale e in un’ottica di rafforzamento
dei rapporti già esistenti, ha posticipato le visite
istituzionali a Belgrado inizialmente previste per
il 3 e 4 giugno alla prima decade di luglio 2014. Le
date esatte saranno comunicate successivamente.
In questo contesto portiamo all’attenzione l’organizzazione di una missione economica multisettoriale, a seguito della delegazione regionale
assieme con le istituzioni partner, rivolta a tutte
le imprese della Regione Friuli Venezia Giulia che
hanno già avviato o intendono rafforzare i rapporti economici con le imprese serbe.
La Repubblica di Serbia rappresenta un mercato di sicuro interesse per le aziende europee e in
particolare per quelle italiane. Essendo tutt’ora
un paese extra-comunitario ma con in atto una
serie di riforme economiche che permettono vantaggiosi fattori produttivi, si pone come uno dei
paesi della Penisola Balcanica più attraenti per gli
scambi commerciali (l’accordo di libero scambio
con la Federazione Russa rappresenta un vantaggio) ma anche per gli investimenti.
La missione economica in Serbia nella prima decade di luglio 2014 si focalizzerà sulla città di Belgrado.
Alle aziende già presenti nel mercato verrà favorito, sulla base di precise indicazioni che le stesse avranno modo di segnalare in fase di adesione, l’ampliamento dei propri interlocutori in loco,
nonché la possibilità di approfondire specifiche
tematiche d’interesse nel contesto tecnico-commerciale. E’ inoltre previsto un programma di
presentazioni/tavoli di lavoro settoriali ed incontri istituzionali della delegazione, per promuovere
il sistema economico regionale.
A carico delle singole aziende partecipanti saranno i costi relativi al viaggio, soggiorno, vitto, trasferimenti ed eventuale servizio di interpretariato.
Le imprese interessate devono presentare alla
Camera di Commercio la scheda di adesione e il
profilo aziendale allegati alla circolare sopra citata
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a cura di Newsmercati, la newsletter delle imprese che operano con l’estero
Le norme previste dal DL 21 febbraio 2014, n. 21
- recante Attuazione della direttiva 2011/83/UE
sui diritti dei consumatori, recante modifica delle
direttive 93/13/CEE e 1999/44/CE e che abroga
le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE - entreranno
in vigore il 14 giugno 2014.
VENDITE ONLINE AI CONSUMATORI:
NUOVE NORME DAL 14 GIUGNO
La novità legislativa consiste nella modifica del
Capo I del Titolo III del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 recante Codice del Consumo
(di seguito denominato “Codice del Consumo”),
relativo ai contratti a distanza, categoria nella
quale rientrano le vendite online.
1. le novità concernenti gli obblighi di informazione precontrattuale e i requisiti formali che
devono essere osservati nell’ambito della contrattazione on-line
2. le modifiche introdotte in tema di recesso e di
tutela giurisdizionale ed amministrativa (la
seconda parte verrà pubblicata sul prossimo
numero 176).
In una preliminare schematizzazione della normativa riguardante il commercio on-line, il principale corpo di norme applicabili in via generale,
cioè qualsiasi sia il soggetto a cui si rivolgono coloro che commercializzano on-line, è il Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70, recante Attuazione
della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti
giuridici dei servizi della società dell’informazione
nel mercato interno, con particolare riferimento
al commercio elettronico, ai sensi del quale, per
poter svolgere l’attività di commercio on-line, non
è necessaria alcuna autorizzazione preventiva da
parte di qualsivoglia autorità.
Tuttavia, vi sono una serie di obblighi da osservare, come ad esempio quelli informativi relativi
all’identità del soggetto che esercita il commercio
on-line, quelli inerenti la conclusione del contratto (ad esempio il modo in cui sarà archiviato il
contratto concluso) o la trasmissione della ricevuta dell’ordine del destinatario.
Invece, qualora il commercio on-line sia rivolto a
consumatori, sono applicabili il Codice del Consumo e, per quanto da esso non disciplinato, le norme del D. Lgs. 70/2003.
L’ampia modifica legislativa realizzata dal Decreto
Legislativo 21/2014 è riferita alle norme del Codice del Consumo riguardanti anche la contrattazione a distanza. Tale Decreto è stato emanato al
fine di recepire la direttiva 2011/83/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre
2011 sui diritti dei consumatori ed è finalizzato al
conseguimento di un’elevata tutela di questi ultimi, nonché a rafforzare l’armonizzazione in tutti
gli Stati membri della disciplina riguardante i contratti conclusi tra consumatori e professionisti.
Gli obblighi di informazione precontrattuale che
il professionista è tenuto ad osservare nell’ambito
dei contratti a distanza, e quindi dei contratti online, vengono disciplinati nella Sezione II del nuovo Capo I del Titolo III del Codice del Consumo.
Stante il principio ispiratore della direttiva
2011/83/UE consistente nel rafforzamento della
tutela riservata al consumatore, che il decreto in
esame recepisce, il futuro nuovo articolo 49 del
Codice del Consumo contiene un dettagliato elenco delle informazioni che il professionista è tenuto
a fornire al consumatore prima della conclusione
di un contratto on-line o contratto a distanza.
Tali informazioni formano parte integrante del
contratto e qui di seguito, a titolo esemplificativo
e non esaustivo, si tratteranno alcuni loro esempi.
Al fine di assicurare al consumatore la possibilità
PAG. 46 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
di comunicare con il professionista, il legislatore
del 2014 amplia le modalità con le quali il recapito deve essere fornito, aggiungendo all’indirizzo il
numero di telefono, fax e posta elettronica.
Secondo la normativa previgente, l’indirizzo del
professionista doveva invece essere fornito esclusivamente nel caso in cui fosse previsto un pagamento anticipato e come recapito ove presentare
La precedente normativa si limitava a richiedere
come informazione il prezzo, con la specificazione
di tasse ed imposte.
A partire dal 14 giugno 2014, le informazioni che
devono essere fornite relativamente al prezzo richiedono invece specificazioni più estese come la
totalità del prezzo e, se risulta impossibile il suo
calcolo in anticipo, devono essere evidenziate le
modalità del calcolo stesso.
Sussiste inoltre l’obbligo di indicare le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali ed ogni
altra spesa, con la precisazione che, qualora esse
non possano essere calcolate in anticipo, le medesime potranno essere addebitate al consumatore.
Altrimenti, in caso di inottemperanza a detto obbligo, tali spese non dovranno essere sostenute
Il professionista dovrà altresì informare quest’ultimo a proposito delle modalità di pagamento, di
consegna e di trattamento dei reclami.
Il professionista è tenuto a fornire in proposito
informazioni riguardanti le modalità, i termini e
le procedure per esercitare tale diritto, servendosi
dei moduli predisposti dal legislatore allegati al
Decreto Legislativo 21/2014. Unitamente a queste
informazioni, il professionista dovrà fornire il modulo tipo, parte B, allegato a tale Decreto, rendendo noto al consumatore che lo stesso dovrà sostenere i costi della restituzione del bene. Qualora il
professionista non ottemperi a tale obbligo, detti
costi dovranno essere addossati a quest’ultimo.
Nei casi invece in cui il diritto di recesso non sia
previsto, il professionista dovrà fornire la relativa
informazione o comunque rendere noti i casi in
cui il consumatore non goda di tale diritto.
Il professionista dovrà rendere nota al consumatore la durata del vincolo contrattuale, specificando se lo stesso sia a tempo indeterminato o a rinnovo automatico.
Unitamente a tali informazioni, dovranno essere
comunicate al consumatore le condizioni per recedere dal contratto.
Meccanismo extra-giudiziale di reclamo e
Se previsto, il consumatore dovrà essere informato sulla possibilità di avvalersi di un meccanismo
extra-giudiziale per i reclami ed i ricorsi, nonché
sulle relative modalità di accesso.
Il nuovo articolo 51 del Codice del Consumo è dedicato espressamente ai requisiti formali da tenere presente ai fini della conclusione dei contratti
a distanza o vendite on-line. Anche questa nuova
disposizione è improntata in un’ottica di massima
tutela per il consumatore.
Nel rispettare le formalità richieste, il professionista dovrà fornire le informazioni prima della
conclusione del contratto in modo appropriato
al mezzo di comunicazione utilizzato, con un linguaggio semplice e comprensibile.
Nello specifico, qualora il contratto debba essere
concluso con mezzi elettronici, prima che il consumatore inoltri l’ordine il professionista dovrà
comunicargli le informazioni riguardanti le caratteristiche dei beni e servizi, il prezzo, la durata
del contratto e gli obblighi del consumatore.
Inoltre, i siti on-line dovranno indicare l’eventualità che siano previste restrizioni relative alla
consegna, nonché i mezzi di pagamento accettati.
Tale indicazione dovrà essere fornita al più tardi
all’inizio della procedura di ordinazione.
In particolare, con riferimento all’inoltro dell’ordine la legge impone che, qualora per procedere
sia necessario azionare un pulsante o una funzione, queste ultime dovranno recare la dicitura “ordine con obbligo di pagare”.
La nuova normativa precisa poi che, in caso di
assenza di tale dicitura, il consumatore non sarà
vincolato al contratto o all’ordine.
Il professionista dovrà altresì inviare al consumatore la conferma della conclusione del contratto su un supporto durevole, cioè uno strumento
che consenta la conservazione delle informazioni,
al più tardi al momento della consegna o prima
dell’inizio dell’esecuzione del servizio.
Com’è noto, l’utilizzo di internet finalizzato alla
vendita on line sta progressivamente diventan-
PAG. 47 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
do un importante fenomeno commerciale. Esso è
infatti consentito in generale a tutti gli operatori
economici, stante il principio vigente in ambito
europeo della libera circolazione delle merci, e
rappresenta senz’altro un’appetibile occasione di
potenziale incremento delle vendite.
D’altra parte, non può però essere ignorata la tendenza del legislatore europeo a rafforzare la tutela
dei consumatori affinché il mercato operi in modo
trasparente e senza abusi. Pertanto è fondamentale che le imprese che praticano il commercio online rivolto a consumatori si conformino tempestivamente e comunque non oltre il 14 giugno 2014 ai
nuovi e più stringenti obblighi previsti dalle nuove
disposizioni di modifica del Codice del Consumo,
stanti le non trascurabili conseguenze evidenziate.
PAG. 48 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
per la pubblicitĂ su
phone: 0432 505 900
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Verso il sistema definitivo
IVA: al via il Moss
IL REGIME È FACOLTATIVO
E RAPPRESENTA UNA MISURA
DI SEMPLIFICAZIONE ADOTTATA
IN SEGUITO ALLA MODIFICA
DELLE NORME SULL’IVA RELATIVE
AL LUOGO DELLA PRESTAZIONE
Il mini sportello unico (Moss – Mini One Stop
Shop) permetterà, alle aziende che prestano servizi a privati consumatori in altri paesi UE, di
adempiere agli obblighi IVA attraverso un portale Web e di versare l’imposta nel proprio Paese
d’origine, con l’aliquota e con le regole del Paese
Con decorrenza 1 gennaio 2015 entreranno in vigore le nuove norme, inizialmente rivolte alle sole
aziende che prestano servizi di telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione e servizi elettronici (cosiddetti Tbes - Telecommunication, Broadcasting and Electronic Services) permettendo ai
soggetti passivi che prestano i sopra citati servizi a
privati consumatori, di versare l’IVA dovuta allo
Stato membro in cui sono identificati attraverso
un portale Web.
Il regime è facoltativo e rappresenta una misura
di semplificazione adottata in seguito alla modifica delle norme sull’IVA relative al luogo della prestazione, secondo cui quest’ultima avviene nello
Stato membro del destinatario e non in quello del
prestatore. Inoltre, il regime evita ai soggetti passivi di doversi registrare presso ogni Stato membro di consumo.
Le aziende - una volta registrate al portale web
dedicato (attivo dal 1 ottobre 2014) - saranno
tenuto a trasmettere, per via elettronica, una dichiarazione IVA trimestrale indipendentemente
dal fatto che abbiano prestato o meno servizi di
telecomunicazione, teleradiodiffusione o elettro-
nici (se non sono stati forniti servizi nell’UE nel
trimestre in questione, il soggetto passivo dovrà
presentare una dichiarazione a saldo zero).
La dichiarazione IVA per il mini sportello unico
deve essere trasmessa entro 20 giorni dalla fine del
trimestre cui si riferisce la dichiarazione (20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre e 20 gennaio). Successivamente si dovrà versare l’IVA riscossa riportando
nel modello di versamento il protocollo di trasmissione della dichiarazione trimestrale, oltre alla propria partita IVA presente nella banca dati Vies.
Le dichiarazioni dovranno essere compilate in
euro, benché gli Stati membri di identificazione che non hanno adottato la moneta possano
richiedere che le dichiarazioni vengano redatte
utilizzando la loro valuta nazionale. Tuttavia, nel
trasmettere le informazioni relative alla dichiarazione agli altri Stati membri, dovranno convertire l’importo in euro al tasso di cambio pubblicato
dalla Banca centrale europea nell’ultimo giorno
del periodo di dichiarazione.
Lo Stato membro di identificazione trattiene:
- dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, il 30%
dei pagamenti dell’IVA da trasferire agli Stati
membri di consumo nell’ambito del regime UE
- dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, la
percentuale passera al 15%
- dal 1° gennaio 2019 scenderà allo 0%.
In materia di fatturazione si applicano le norme
dello Stato membro di consumo. I soggetti passivi
dovranno pertanto garantire di conoscere le norme pertinenti degli Stati membri in cui prestano
servizi ai destinatari. Anche le informazioni relative alle norme degli Stati membri in materia di
fatturazione saranno disponibili sul sito internet
Tutte le verifiche fiscali eventuali saranno coordinate e sotto la supervisione delle autorità nazionali del paese ove è ubicato il prestatore del servizio
con possibilità, per le autorità fiscali degli altri
Stati membri coinvolti, di partecipare ai controlli.
- Servizi di telefonia fissa e mobile per la trasmissione e la commutazione di voce, dati e
video, compresi i servizi telefonici con componete video
PAG. 50 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
- servizi di telefonia forniti attraverso internet,
compresi i servizi vocali su protocollo internet
- servizi di posta vocale, chiamata in attesa, trasferimento automatico della chiamata, identificazione del chiamante, chiamata a tre ed altri
servizi di gestione chiamata
- servizi di radio avviso
- servizi di audiotext
- fax, telegrafo e telex
- accesso a internet e al Word Wide Web
- connessioni di rete private per collegamenti di
telecomunicazione ad uso esclusivo del consumatore.
Fornitura al pubblico di contenuti audio e audiovisivi, come i programmi radiofonici o televisivi
trasmessi attraverso reti di comunicazione da un
fornitore di servizi di media sotto la sua responsabilitĂ editoriale per lâ&#x20AC;&#x2122;ascolto o la visione simultanei, sulla base di un palinsesto. In tale categoria
- programmi radiofonici o televisivi trasmessi o
ritrasmessi su una rete radiofonica o televisiva
- programmi radiofonici o televisivi distribuiti
attraverso internet o analoga rete elettronica
(IP streaming), se sono diffusi contemporaneamente alla loro trasmissione o ritrasmissione
su una rete radiofonica o televisiva.
- Fornitura di prodotti digitale in generale, compresi software, loro modifiche e aggiornamenti
- servizi che veicolano o supportano la presenza
di unâ&#x20AC;&#x2122;azienda o di un privato su una rete elettronica, quali un sito o una pagina web
- servizi automaticamente generati da un computer attraverso Internet o una rete elettronica, in risposta a dati specifici immessi dal destinatario
-	concessione, a titolo oneroso, del diritto di
mettere in vendita un bene o un servizio su un
sito internet che operi come mercato on-line,
in cui i potenziali acquirenti fanno offerte attraverso un procedimento automatizzato e in
cui le parti sono avvertite di una vendita attraverso posta elettronica generata automaticamente da un computer
- offerte forfettarie di servizi Internet (Internet
service packages,) nelle quali la componente
delle telecomunicazioni costituisce un elenco accessorio e subordinato (vale a dire, il
forfait va oltre il semplice accesso a Internet
e comprende altri elementi, quali pagine con
contenuto che danno accesso alle notizie di
attualitĂ , alle informazioni meteorologiche o
turistiche, spazi gioco, hosting di siti, accessi
a dibattiti on line, etc.).
PAG. 51 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
INTERNAZIONALE PUÒ ESSERE
DEFINITO TALE QUANDO PRESENTA
COLLEGAMENTI TRA STATI DIVERSI E
CON I RISPETTIVI SISTEMI NORMATIVI
L’esecuzione di un contratto di appalto internazionale richiede una particolare organizzazione e
preparazione poiché almeno una delle parti, oltre
ad essere dislocata in una posizione geografica
spesso distante dal luogo di esecuzione dell’opera, si trova anche a dover fare i conti con sistemi
legislativi e culturali diversi dal proprio.
Il nostro ordinamento definisce il contratto di appalto per mezzo dell’Art. 1655 c.c. “il contratto con
il quale una parte assume, con organizzazione dei
mezzi necessari e con gestione a proprio rischio,
il compimento di un’opera o di un servizio verso
un corrispettivo in danaro”.
L’appalto può essere privato o pubblico: nel primo
caso le parti sono totalmente libere di negoziare,
scegliere, stipulare ed eseguire il contratto nelle
forme che ritengono più opportune.
Nel secondo caso, invece, le parti devono conformarsi alle regole generali previste a livello domestico e internazionale: il committente propone ad
un numero indefinito di appaltatori un regolamento uniforme attraverso il “bando di gara” nel quale
vengono indicate le condizioni necessarie per poter
partecipare alla “gara”. Il criterio con cui viene selezionato il vincitore deve essere oggettivo.
A livello internazionale il contratto d’appalto
pubblico internazionale è solitamente non negoziabile, nel senso che committente e appaltatore
dovranno attenersi a quanto indicato nel bando
originale. Tale rigidità è meno evidente in Italia
grazie alle recenti modifiche del Codice degli appalti pubblici che prevede una fase in cui è possibile aggiustare il bando iniziale.
Il contratto d’appalto internazionale può essere
definito tale quando presenta collegamenti tra
Stati diversi e con i rispettivi sistemi normativi.
Può capitare che nel contratto d’appalto siano
coinvolti soggetti che appartengono a Stati diversi
o invece, che siano ad esempio entrambi italiani,
ma l’opera oggetto d’appalto debba essere costruita in Arabia Saudita (ad esempio un impianto che
produce energia i cui componenti vengono costruiti e assemblati in Italia, per poi essere caricati su
navi e trasportati all’estero).
L’appalto internazionale è dunque un contratto la
cui esecuzione richiede una particolare organizzazione e preparazione a livello internazionale poiché almeno una delle parti o entrambe, oltre ad
essere dislocate in una posizione geografica spesso
distante dal luogo di esecuzione dell’opera, si trovano anche a dover fare i conti con sistemi legislativi e
culturali talvolta molto diversi dal proprio.
Basti pensare ad esempio alla gestione del personale che verrà impiegato nei cantieri, spesso in
gran parte locale, grazie a normative interne che
impongono alle parti l’impiego di manodopera
locale, o al fatto che il progetto viene predisposto
da architetti e/o ingegneri di nazionalità e formazione diversa rispetto a coloro i quali dirigeranno ed eseguiranno i lavori. Di volta in volta, nella
redazione del contratto d’appalto internazionale,
andranno prese in considerazione oltre alla normativa applicabile al contratto anche le norme di
applicazione necessaria del luogo dove dev’essere
svolto il lavoro.
CLAUSOLE DI SOSPENSIONE
Il contratto d’appalto internazionale, in particolare quello di costruzione, è un contratto di durata e dunque non solo è opportuno, ma necessario
cercare di prevedere ogni singola fattispecie nella
maniera più dettagliata, poiché dal momento della sottoscrizione alla fase di esecuzione dello stesso possono sopravvenire eventi che alterano i presupposti esistenti al momento in cui il contratto
era stato sottoscritto.
A questo scopo vanno senz’altro previste clausole di sospensione dell’esecuzione del contratto al
verificarsi di determinati eventi (avversità atmo-
PAG. 52 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
sferiche, scioperi dei lavoratori, proteste di locali
che non vogliono che l’opera venga edificata). Importante indicare che - in caso tali eventi si protraggano per un determinato periodo - entrambe
le parti avranno il diritto di chiedere la risoluzione
Nei contratti d’appalto internazionale di grandi
opere è vivamente consigliabile inserire anche
una clausola arbitrale in cui sia indicata la sede
dell’arbitrato nonché l’arbitro o il collegio di tre
arbitri che dovrà risolvere la controversia, indicando anche come devono essere nominati gli arbitri e secondo quale regolamento se viene scelto
un arbitrato amministrato.
E FORO COMPETENTE
Di fatto non esistono standard normativi internazionali, ad eccezione forse del testo contrattuale
predisposto dalla Federazione Internazionale dei
Consulenti e progettisti con sede a Losanna “FIDIC Federation Internationale Des Ingenieurs
Conseils”. In assenza di precisi riferimenti normativi, è quindi molto importante scegliere:
- una legge applicabile al contratto secondo le
- il Foro competente a risolvere un’eventuale
La decisione sulla scelta della legge non va presa solo per assecondare, ad esempio, il volere del
committente. Vale la pena sottolineare come in
materia di appalto il sistema normativo italiano e
pure quello tedesco siano molto completi e costituiscano dei modelli di altissimo livello.
D’APPALTO INTERNAZIONALE
- una breve presentazione con definizioni accurate in cui vengono spiegati i termini tecnici e gli
aspetti che altrimenti non sarebbero comprensibili per coloro che non sono esperti in materia
- la descrizione precisa e dettagliata dell’opera
- le possibili varianti in corso d’esecuzione
dell’opera, che tuttavia non devono cambiare
completamente l’oggetto del contratto e comunque la relativa modifica deve essere di entità ragionevole e non dunque un c.d. “cardinal change” non superando il 20% del valore
- i casi di “hardship” ovvero di onerosità sopravvenuta, specificando anche le possibili soluzioni
- la “termination” ovvero la risoluzione del contratto che in genere avviene per inadempimento “termination for default” o perché uno
dei contraenti decide di risolvere il contratto
- il collaudo dell’opera: chi verificherà l’opera?
Cosa succede se una delle parti non si presenta? Che termine ha il costruttore per riparare
o sostituire la parte dell’opera che presenta un
vizio emerso durante la fase del collaudo?
- il ritardo nell’esecuzione dell’opera o nella
consegna della merce da parte dell’appaltatore
che comporta il sorgere di un credito nei confronti del committente.
Nel contratto va inserita l’apposita clausola relativa ai “liquidated damages”. Sebbene si senta
spesso parlare impropriamente di penali, non di
rado le c.d. “penalties” si trovano inserite anche
nei contratti.
Va precisato che le “penalties” hanno carattere
sanzionatorio e quantomeno nei paesi anglosassoni sono addirittura proibite, proprio perché il
potere sanzionatorio compete ad un organo giudicante e non alle parti. Esse possono invece stabilire a priori una sorta di pre – liquidazione del
danno i “liquidated damages” ovvero somme che
l’appaltatore dovrà sborsare in caso di ritardo.
delle parti “limitation of liability clause” devono
specificare a chiare lettere che ciascuna delle parti
non avrà responsabilità di tipo indiretto nei confronti di terzi o della rispettiva controparte.
Infine per quanto riguarda i pagamenti, spesso accade che il committente dia una somma di
denaro a titolo di acconto all’appaltatore. Questo
genera un’obbligazione in capo all’appaltatore di
restituzione della somma fino a quando le opere o
parte di esse non sono state eseguite.
Tali somme devono essere garantite per mezzo di
garanzie bancarie i c.d. “bond” “bid bond” per le
garanzie di mantenimento dell’offerta, gli “advance payment bond” garanzie di restituzione di acconti o di rimborso, i “performance bond” a garanzia della buona esecuzione dell’opera e ancora
le garanzie di ritenzione “retention money bond”
e le garanzie di mantenimento “maintenance
PAG. 53 - APINFORMA / Export Marketing - numero 10 - 31 maggio 2014
Autotrasporto. Nuova
disciplina dei corsi per la CQC
OPERANTE LA NUOVA DISCIPLINA
SUI CORSI PER L’OTTENIMENTO
E IL RINNOVO DELLA CQC
Si fa seguito a quanto riportato su Apinforma n.
8/2014, p. 68, per segnalare che sulla G.U. n. 115
del 20 maggio 2014 è stato pubblicato il decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20
settembre 2013, recante la nuova disciplina dei
corsi per l’ottenimento ed il rinnovo della carta di
qualificazione del conducente (CQC). I contenuti
della disciplina erano stati anticipati e illustrati
nella circolare della Direzione generale della Motorizzazione civile 3 aprile 2014, la quale è stata
oggetto di un primo commento sul citato numero
di Apinforma. Ora, con la pubblicazione del decreto la disciplina diviene pienamente operante con
le avvertenze che seguono.
La maggior parte delle disposizioni del d.m. 20 settembre 2013 entreranno in vigore il 4 giugno 2014,
15 giorni dopo la data della sua pubblicazione sulla G.U. Fanno eccezione le norme considerate di
maggior favore per l’utenza, che entrano in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione del decreto, e,
più precisamente, le disposizioni relative:
- al regime delle assenze ai corsi di formazione
periodica (tolleranza fino a 3 ore, mentre da 4 a
10 ore vi è l’obbligo di recupero integrale entro
un mese dalla fine del corso, art. 13, co. 9);
- la possibilità di frequentare il corso di rinnovo
a partire da 3 anni e mezzo prima della scadenza della CQC (art. 13, co. 11);
- la comunicazione da parte dei soggetti formatori alla Motorizzazione civile competente del
calendario delle lezioni di recupero, del responsabile del corso e dell’elenco degli allievi
prima dell’avvio delle stesse (art. 13, co.5);
- la possibilità di aggiornare il corpo docente durante lo svolgimento dei corsi (art. 16, co. 3).
Si fa riserva di ritornare sull’argomento per illustrare il decreto in oggetto congiuntamente alla
citata circolare della Direzione generale della Motorizzazione civile.
PAG. 54 - APINFORMA / Organizzazione - numero 10 - 31 maggio 2014
C.d.s. Scambio
di informazioni su infrazioni
PROVVISORIAMENTE ANNULLATA
SUGLI SCAMBI DI INFORMAZIONI
IN MATERIA DI INFRAZIONI
Con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 37, pubblicato sulla G.U. n. 67 del 21 marzo 2014, lo Stato italiano ha recepito la direttiva n. 2011/82/UE
del 24 marzo 2011, intesa ad agevolare lo scambio
“transfrontaliero” di informazioni utili ad applicare le sanzioni del codice della strada per le seguenti violazioni:
- mancato arresto al semaforo rosso;
- guida sotto l’influsso di stupefacenti;
- uso indebito del telefono cellulare o di altri dispositivi durante la guida.
Ora, con sentenza del 6 maggio 2014, pronunciata
nella causa C43/12, la Corte di giustizia europea
(di seguito Corte) ha deciso di annullare la suddetta direttiva salvaguardandone tuttavia gli effetti per un anno, durante il quale la Commissione
dovrà adottare un nuovo testo in sua sostituzione.
Le motivazioni alla base dell’annullamento hanno carattere prettamente formale, investendo la
base giuridica del provvedimento che, secondo la
Corte deve risiedere nel miglioramento della sicurezza stradale, mentre il Parlamento ed il Consiglio europeo la individuarono nell’ambito della
cooperazione di polizia. La Corte ha giudicato errato questo presupposto, in quanto la direttiva in
esame “costituisce una misura atta a migliorare
la sicurezza dei trasporti e, pertanto, deve essere
adottata su quest’ultimo fondamento”.
Tuttavia, gli effetti della direttiva annullata sono
fatti salvi per un altro anno, per cui la sentenza
della Corte non intacca, al momento, l’efficacia del
d.lgs. 37/2014, in attesa che venga emanata una
nuova direttiva comunitaria in materia.
Per altre informazioni le imprese possono rivolgersi all’ufficio trasporti dell’Associazione.
PAG. 55 - APINFORMA / Organizzazione - numero 10 - 31 maggio 2014
Autotrasporto in Francia.
INTRODOTTO IN FRANCIA IL DIVIETO
DI EFFETTUARE IL RIPOSO
NELLA CABINA DEL VEICOLO
Si segnala che dal 1° giugno 2014 è entrata in vigore in Francia una legge in materia di politiche
sociali, la quale fra le altre misure introduce il divieto per i conducenti dei veicoli, anche stranieri,
soggetti alla disciplina dei tempi di guida, di pausa
e di riposo (regolamento CE del Parlamento e del
Consiglio europeo 15 marzo 2006, n. 561), di effettuare il riposo settimanale regolare (quello di 45
ore) nella cabina del veicolo. In caso di violazione
sono previste a carico dei responsabili delle imprese che organizzino il lavoro in tal guisa sanzioni
di carattere penale consistenti nella reclusione di
un anno e nell’ammenda di 30.000 Euro. Si tratta della stessa sanzione che viene applicata anche
quando l’impresa remuneri i propri conducenti in
funzione della distanza percorsa o del volume di
A questo proposito, l’art.8, co. 8 del reg. (CE)
561/2006 prescrive che “in trasferta, i periodi di
riposo giornaliero e quelli settimanali ridotti possono essere effettuati nel veicolo, purché questo sia
dotato delle opportune attrezzature per il riposo di
tutti i conducenti e sia in sosta”. Pertanto, la disciplina comunitaria autorizza il riposo giornaliero e
quello settimanale ridotto (24 ore) in cabina, mentre nulla dice a proposito del riposo settimanale
regolare di 45 ore. La Francia ha ora deciso di disciplinare espressamente questa fattispecie, introducendo il divieto anzidetto. Nulla cambia, invece,
per il riposo giornaliero e per quello settimanale
ridotto che, nel rispetto della citata norma comunitaria, potranno ancora svolgersi avvalendosi della
cabina con veicolo fermo.
Di questa legge è al momento disponibile il solo testo approvato in via definitiva al senato (progetto di
legge n. 397 del 14 febbraio 2014), che può essere
richiesto all’ufficio trasporti dell’Associazione.
PAG. 56 - APINFORMA / Organizzazione - numero 10 - 31 maggio 2014
IMPORTANTI PRONUNCIAMENTI
Si segnalano, ancorché risalenti al 2013, alcuni importanti pronunciamenti della Corte di Cassazione in merito a violazioni di norme del codice della strada (di seguito c.d.s.) e del codice penale (di
seguito c.p.) relativi alla circolazione stradale. Essi
riguardano: la destinazione d’uso del veicolo non
conforme alla carta di circolazione, i blocchi stradali di veicoli e l’accertamento dello stato di ebbrezza.
DESTINAZIONE D’USO DEL VEICOLO
NON CONFORME ALLA CARTE
La Sezione VI civile della Corte di Cassazione con
ordinanza n. 10853 dell’8 maggio 2013 ha ravvisato il verificarsi della violazione dell’art. 82 del codice della strada (di seguito c.d.s.), che sanziona la
destinazione o l’uso del veicolo in maniera difforme dalla carta di circolazione, quando sull’autocarro viaggino soggetti estranei al servizio di trasporto, anche se questi ultimi siano componenti
dell’impresa familiare di cui fa parte il conducente
In concreto, partendo dalla definizione di autocarro contenuta all’art. 54, lett. d) del c.d.s. (“gli autocarri sono veicoli destinati al trasporto di cose
e delle persone addette all’uso o al trasporto delle
cose stesse”), la Suprema corte ha affermato che le
circostanze che il passeggero sia legato al conducente da un rapporto di parentela e che appartenga
alla stessa impresa familiare di per sé stesse non
giustificano il trasporto sullo stesso veicolo; occorre invece dimostrare agli agenti di polizia ed, eventualmente, in giudizio che la presenza a bordo di un
altro soggetto sia dovuta allo svolgimento di operazioni accessorie al trasporto (ad es., delle attività
di carico e scarico della merce). Infatti, se così non
fosse – prosegue la Corte -, da ciò “discenderebbe
la possibilità del libero utilizzo di un autocarro a
fini diversi da quelli del trasporto merci, soltanto
grazie all’artificio di intestarne la proprietà a più
soggetti, in numero anche elevato”.
BLOCCHI STRADALI DI VEICOLI
La Sezione V penale della Corte di Cassazione con
sentenza n. 23495 del 3 giugno 2013 ha sancito il
principio per il quale commette reato di violenza
privata, punito ai sensi dell’art. 610 del c.p. con la
reclusione fino a 4 anni, colui che arresti la marcia del veicolo della persona offesa, ponendosi
di fronte ad esso e impedendogli il cammino. La
Suprema Corte ha, infatti, sostenuto che integra
gli estremi del delitto “la minaccia, ancorché non
esplicita, che si concreti in un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo ad incutere timore ed a suscitare la preoccupazione di un danno
ingiusto al fine di ottenere che, mediante la detta
intimidazione, il soggetto passivo sia indotto a
fare, tollerare o ad omettere qualcosa”.
Questa sentenza fa sorgere il dubbio se l’attività di
picchettaggio, svolta in occasione di uno sciopero, integri sempre gli estremi del reato di violenza
privata. Il diritto di sciopero può senz’altro costituire un’eccezione, ma solo a certe condizioni. In
particolare, è opinione dominante in dottrina ed
in giurisprudenza che l’attività di picchettaggio
sia legittima solo quando si limiti ad una vivace
opera di propaganda e persuasione verso gli incerti e i dissenzienti (c.d. picchettaggio pacifico).
Al contrario, nel caso in cui i picchetti tendono a
coartare la libertà di lavorare o non lavorare con
minacce, intimidazioni o violenze, rileva il delitto
di violenza privata prima visto.
La Sezione penale IV della Corte di Cassazione
con sentenza n. 31286 del 22 luglio 2013 ha sancito che lo stato di ebbrezza del conducente di
un veicolo possa essere accertato con qualsiasi
mezzo, e, quindi, anche su base sintomatica, indipendentemente dall’accertamento strumentale.
Pertanto, se le condizioni psicofisiche del soggetto
sono tali da impedirgli di svolgere i test successivi
alla prova dell’etilometro non riuscendo egli, ad
es., a soffiare a sufficienza nel boccaglio dell’apparecchio) e, al stesso tempo, manifesti in maniera
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evidente uno stato di ebbrezza grave (stato confusionale, frasi sconnesse, equilibrio precario,
alito con sentore di alcool), sia possibile contestare nei suoi confronti anche le ipotesi più gravi
di ubriachezza previste alle lettere b) o c) dell’art.
186 del c.d.s., nelle quali si configura un reato. Di
conseguenza, l’impossibilità di svolgere accertamenti ulteriori non obbliga gli agenti accertatori
a contestare l’ipotesi più lieve della guida in stato
di ebbrezza, ovvero quella con tasso alcolico superiore a 0,5 e fino a 0,8 g/l, la quale, viceversa,
non costituisce reato.
Per altre informazioni e approfondimenti gli interessati possono rivolgersi all’ufficio trasporti
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References: art. 18
 art. 4
 Sentenza 
 art. 64

articolo 76
 sentenza

 articolo 18
 articolo 18
 sentenza 
 art. 10
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 49
 articolo 51
 art. 13
 sentenza 
 sentenza

sentenza 
 sentenza 
 sentenza