Source: http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/legge/articolo07?show_comments=1
Timestamp: 2018-12-12 11:57:24+00:00

Document:
Dovremmo specificare nella quantità di ore, quante sono di teoria e quante di pratica.
Oppure lasciare alla commissione tale parametro.
Credo che in una scuola con un centro attrezzato per la pratica aperto al pubblico credo che le ore di teoria siano molto meno di quelle di pratica,
cioé per un corso di un W-E magari ci vogliono 2–3 mesi di pratica regolare.
Per un iter formativo di tre anni che comprende materie: Anatomia, Fisiologia, Sicurezza sul lavoro e privacy, Etica, Meditazione, Fondamenti d'inglese, Patologie Psicologiche, Patologie gravi, Concetti di Psicoterapia, Concetti e pratica di marketing di base, come conoscenze di base e poi tutti i corsi della MNC specifica;
durante i tre anni la pratica sarà regolare, libera e volta all'apprendimento reale della MNC trattata.
-- AlessandroDiNicola? (2008-11-21 00:27:30)
Grazie per il suggerimento. Tuttavia credo che dovremmo concentrarci adesso solo sulle ore delle figure professionali definendo un monte ore di comune accordo. Quante ore per l'Operatore Discipline Bio naturali? Quante per il naturopata generale e quello specifico ?
Esistono altre figure che vorremmo inserire ?
-- SpazioSacro? (2008-11-21 09:54:41)
Il sito è www.holograma.com, appartenente al Centro Universitario Escorial Maria Cristina di Madrid, sede anche del corso di laurea quinquennale in chiropratica
-- UmbertoVillanti? (2008-11-21 22:03:19)
La domanda è: quante ore sono necessarie per essere un operatore Reiki? Oggi mi consta non siano più di 32, ovvero un corso di primo e uno di secondo livello. Le tecniche energetiche sono ben diverse dalle altre dbn sia per applicazione che per tempi d'apprendimento.
-- TabishGriziottiBasevi? (2008-11-22 07:41:41)
Caro Tabish hai perfettamente ragione. Ho inserito una modifica al testo ... da discutere insieme ...
-- SpazioSacro? (2008-11-23 08:31:04)
Perché non distinguere le figure in base alle certificazioni raggiunte?
– Attestato di partecipazione (anche se più di uno e a prescindere dalle ore NON sono abilitativi all'esercizio della professione)
– Diploma I Liv. (conseguito con esame al termine del percorso formativo individuato dalla Commissione Permanente per il I Liv.)
– Diploma II Liv. (conseguito con esame al termine del percorso formativo individuato dalla Commissione Permanente per il II Liv.)
La Comm. Perm. o Pilota decide le ore, le materie, le competenze all'interno dei percorsi formativi in base, ovviamente, alle esperienze già vissute dalle Associazioni e/o Scuole esistenti.
Si dovrebbe istituire così anche una o più Commissioni d'Esame, oppure le strutture una volta accreditate possono istituire Commissioni d'Esame Interne secondo lo schema deciso dalla Commissione Permanente (tipo maturità):
-Commissione d'Esame formata da tre insegnanti interni; un medico esterno; un rappresentante della Comm. Perm.
-- AlessandroDiNicola? (2008-11-25 13:09:05)
Caro Alessandro grazie per il contributo.
L'idea dei diplomi per i vari livelli, a mio umile parere, porterebbe molta confusione tra le discipline esistenti.
Vi sarebbero delle difficoltà su come definirire i livelli e su quanti livelli occorrono per ogni disciplina.
Differenziando tra OPERATORE BASE e OPERATORE QUALIFICATO non abbiamo bisogno di conoscere il numero di livelli poichè si parla di un intero percorso formativo di una disciplina che prescinde dai livelli di cui è composta.
Comuque attendiamo anche il parere di altre persone.
Non devo essere solo io a decidere.
Grazie e buona giornata o serata a tutti
-- SpazioSacro? (2008-11-25 15:24:41)
Dimenticavo ... giusto parlare delle commissioni d'esame.
IO sposerei la seconda ipotesi ovvero che le strutture accreditate possono istituire commissioni d'esame interne i cui membri saranno formati secondo quanto deciso della Commissione permanente.
Tu avevi pensato alle Commissioni d'esame per tutti i percorsi formativi, ad esempio anche al termine dei tirocini oppure solo per i naturopati ?
-- SpazioSacro? (2008-11-25 15:30:02)
ho ricevuto da Alessando questo nuovo commento e desidero farvene partecipi :
«Preferisco anch'io la seconda ipotesi...
Gli esami li dovrebbero fare gli operatori per essere qualificati alla professione, cioé per aderire agli albi professionali e aprire partita IVA.
Anche se i livelli fanno confusione è importante distinguere tra percorsi formativi PROFESSIONALI e NON. Per fare questa differenza ho pensato agli attestati. Nelle Associazioni vengono già usati ATTESTATI DI PARTECIPAZIONE per i vari corsi (NON abilitanti), i PERCORSI FORMATIVI che saranno messi appunto in Commissione Permanente saranno riconosciuti tramite ESAME (ABILITANTI alla PROFESSIONE) con DIPLOMA timbrato dalla Comm. d'Esame.
Individuare diversi Percorsi in base alle ORE (teoriche e pratiche)? In questo modo tutto può essere dimostrato con firme di presenze, ecc...»
Caro Alessandro vorrei ricordarti che per come è impostata attualmente la proposta di Legge,
quando parliamo di percorso formativo questo è da intendersi solo come Professionale.
L'operatore base come quello abilitato conseguono un intero percorso formativo professionale per le discipline accreditate presso una struttura abilitata.
Non possiamo parlare di commissione d'esame per un operatore reiki. Oppure la vorresti ?
Nella forma attuale del testo, per questa figura come per altre è sufficiente conseguire l'intero percorso formativo e frequentare le 100 ore di tirocinio per essere abilitato.
Hai fatto bene invece a sottolineare l'importanza di un esame abilitante per la figura del Naturopata generale e specifico.
Ho aggiunto questo al testo.
-- SpazioSacro? (2008-11-27 15:49:43)
I percorsi formativi secondo me dovrebbero essere slegati dalla tecnica specifica o dalle materie specifiche, cioé le materie specifiche o
la tecnica specifica sarà inserita nel percorso formativo insieme con le altre materie generiche uguali per tutti.
Quindi sì esami per tutti. Perché un Master Reiki non dovrebbe avere competenze in merito a Fisiologia, Medicina generale, ecc..??
Come si può tutelare il paziente, i suoi dati sensibili e la sua sicurezza senza sapere niente sulla legge sulla privacy o in materia di sicurezza sul posto di lavoro??
Come si può tutelare l'operatore in caso di denuncia?
Intendo un percorso formativo di questo genere:
– Fondamenti di Medicina TOT ore
– Fondamenti di Psicologia TOT ore
– altre materie importanti sicurezza, privacy, ecc TOT ore
– Materie Specifiche (per ogni scuola le sue) TOT ore all'interno di queste ogni scuola avrà libero arbitrio, cosa, modi, tempi, durata.
Comm. composta da Insegnanti interni per le materie specifiche e esterni (dalla Comm. Perm.?) per le meterie generiche.
L'importante credo non sia di quale tecnica stiamo parlando, ma del resto delle competenze necessarie perché l'accreditamento
delle MNC è tutto da vedere in Comm. Pilota.
Quindi vogliamo chiamarci tutti Naturopati? Crea confusione? A livello burocratico (cioé il nome della figura professionale) non importa tanto,
penso che Operatore Generico in MNC e Operatore Specializzato in MNC possa andare bene oppure Terapeuta (o non si può usare?)
-- AlessandroDiNicola? (2008-11-28 11:53:03)
Le scuole di Naturopatia sono molto avanti, svolgono seminari con professori universitari, già studiano molte materi mediche e fanno esami seri. Non credo che abbiano molte difficoltà a rientrare in un percorso formativo generico.
Penso che di percorsi formativi se ne possano individuare due... Art. 7.2 a) e b) potrebbero essere sufficienti se lasciamo le materie specifiche di competenza delle Associazioni accreditate e riconosciute, anche se si parla di naturopatia.
Sono un Pranic Healer Certificato (n° 277 in Italia). Una volta uscita la legge mi definirei Pranic Healer Abilitato.
Per il Naturopata sarà Naturopata Abilitato, Master Reiki Abilitato, ecc... perché fare differenza per le scuole di naturopatia??
-- AlessandroDiNicola? (2008-11-28 12:05:38)
Cosa s'intende per percorso formativo in questo caso? Le materie specifiche? oppure L'insieme delle materie da studiare specifiche e generiche?
Per essere più chiaro possibile secondo me non si può abilitare nessuno a fare niente di terapeutico senza avere le conoscienze mediche, psicologiche, praniche, fisiologiche, di sicurezza (tra l'altro è obligatoria), burocratiche necessarie.
Quindi per studiare tutte queste materie ci vorrebbe 1 anno, con seminari mensili di 16 ore in un W-E: 16 per 12 mesi = 192 ore
-- AlessandroDiNicola? (2008-11-28 12:20:33)
b)Operatore Abilitato... ....presso una Associazione accreditata ed in aggiunta svolgerà un tirocinio a ?pagamento? di almeno 100 ore...
-PERCHÈ A PAGAMENTO? non creiamo situazioni di lucro speculativo.
( Seguire e formare gli operatori crediamo sia veramente importante. Cosa ne pensate? )
PROPOSTA: La pratica è inserita nel percorso formativo e le Associazioni e/o Scuole si impegnano a far fare la pratica ai propri studenti.
Il tirocinio presso strutture pubbliche e/o private indicate dalla commissione potrebbe essere inquadrato come Stage gratuito... di almeno
– Se i percorsi formativi sono tutti abilitanti perché chiamarli Operatore Base e Operatore Abilitato?
PROPOSTA: OPERATORE GENERICO E OPERATORE SPECIALIZZATO (già usato in altre realtà tipo operaio, ecc...)
OPERATORE GENERICO può lavorare solo in proprio
OPERATORE SPECIALIZZATO può lavorare in proprio e presso strutture pubbliche e private.
-- AlessandroDiNicola? (2008-11-28 12:41:06)
Caro Alessandro, cerco di risponderti con ordine, per quello che mi è possibile.
Invito sempre tutti a partecipare per trovare un percorso condiviso.
1) DISCUSSIONE SUI PERCORSI FORMATIVI IN GENERALE
Non riesco a comprendere cosa intendi per slegare i percorsi formativi dalla tecnica. Puoi spiegarti meglio ?
I percorsi formativi inoltre, visto che hai parlato di reiki, non possono intendersi conclusi solo con il master ma a mio parere è sufficiente il secondo livello. Non trovi? Altrimenti quanti operatori avremmo ?!? veramente troppo pochi! E’ importante invece che tutti seguano il tirocinio.
Potremmo già arrivare ad una definizione comune di PERCORSO FORMATIVO anche se trovo sia più corretto attendere il lavoro della commissione pilota.
In linea generale, facendo sempre riferimento ad un esempio concreto, un percorso formativo reiki è quel percorso che fornisce le conoscenze necessarie per eseguire i trattamenti fondamentali di questa disciplina.
In commissione pilota si individuerà un percorso condiviso per ogni disciplina riconosciuta.
2) DISCUSSIONE SUI FONDAMENTI DI MEDICINA
Hai parlato poi di fondamenti di medicina ...
Le conoscenze di base sul corpo umano, a mio modo di vedere, andrebbero inserite, o all'interno dei seminari di reiki, visto che lo abbiamo preso come esempio, e in questo caso andrebbero fatti in più week-end rispetto a quelli attuali oppure insegnate nel tirocinio, cosa migliore.
Sottolineo conoscenze base perchè un operatore delle discipline bio-naturali NON è necessariamente un medico.
La sensibilità con la quale avvicinarsi al ricevente e tutte le dinamiche psicologiche nella relazione di aiuto credo sarebbe meglio se fossero trattate e gestite anch’esse nel periodo di tirocinio.
3) DISCUSSIONE SUL TIROCINIO
Veniamo ora al tirocinio. Considerare un tirocinio gratuito significa far lavorare gratuitamente per un lungo periodo di tempo chi segue i nuovi operatori delle discipline bio-naturali che vogliono essere abilitati alla professione.
Questo significa, in primis, escludere MOLTE delle piccole associazioni, che pur accreditate, non avrebbero il tempo materiale di seguire i nuovi allievi e tenere corsi per sopravvivere.
In secondo luogo, NON si tratta di SPECULARE ma di assicurarsi che l'impegno dei formatori sia effettivo e poi gli operatori hanno bisogno di mantenersi, non trovi ?
Sono comunque d’accordo con te che queste scuole dovrebbero essere pubbliche e gratuite, cioè pagate dallo stato, che finalmente e' riuscito a comprendere che l'essere umano e' una Creatura Olistica e che ha assolutamente bisogno anche del nutrimento Spirituale per il bene di tutti e del pianeta.
La sede del tirocinio dovrebbe, a buon conto, essere presso gli enti pubblici, così da evitare gestioni personalizzate e non verificabili da parte delle strutture o associazioni accreditate.
Mi piacerebbe comunque sentire il parere di tutti !!!
5) DISCUSSIONE SULLA TERMINOLOGIA
Per quanto riguarda la terminologia, la distinzione utilizzata tra operatore base e operatore abilitato ha un senso preciso e differente rispetto a operatore generico e specializzato.
La tua proposta creerebbe delle assonanze, forse non gradite, con terminologie proprie di altre figure professionali. Inoltre non credo sia giusto permettere all'operatore che tu hai definito generico, equivalente all'operatore base attualmente descritto nel testo della legge, di lavorare in proprio. Le competenze e le conoscenze devono essere le stesse. Non credo si possa legittimare un sistema casalingo di una figura professionale alla quale vogliamo dare la giusta serietà. Cosa ne pensi? Ho forse inteso male? Potremmo invece togliere la parola base e lasciare la distinzione tra operatore reiki e operatore reiki abilitato, per portare sempre un esempio concreto.
Il primo ha conseguito i primi due livelli (operatore base), il secondo oltre ai due livelli ha anche svolto un tirocinio di almeno 100 ore che gli vale la qualifica di abilitato. Se poi vogliamo aggiungere anche un esame finale questo verrà deciso di comune accordo.
Comunque decidiamo insieme. Voi cosa pensate ?
6) DISCUSSIONE SULLA PRIVACY
Infine parlando della gestione della privacy, vorrei proporre di fornire a tutti gli operatori un manuale creato appositamente dalla commissione permanente su come trattare i dati sensibili delle persone e prevedere delle verifiche a campione sulla correttezza delle procedure, tra gli operatori abilitati.
Nello stesso manuale aggiornato ogni anno, potremmo inserire anche altre nozioni di interesse comune per la formazione continua degli operatori (nozioni di anatomia, di psicologia, studi e ricerche.... avete proposte ?).
Credo che far fare un corso specifico anche sulla Privacy mi sembrerebbe eccessivo…
Caro Alessandro grazie per il tuo contributo. Spero che vorrai leggere nelle mie parole lo spirito collaborativo che desidero far emergere anche se in alcuni passaggi ti potrai trovare in disaccordo. Quindi parliamone ancora ...
Cari lettori se potete nelle risposte fare riferimento o agli articoli della legge oppure, in risposta a questi interventi, citare il nome della DISCUSSIONE che ho appena elencato sopra, faciliterete la comprensione di tutti. Grazie.
-- SpazioSacro? (2008-11-28 20:16:59)
Allora vorrei dire anche io alcune cose...
1. credo vadano ben identificati i diversi PERCORSI FORMATIVI. Quello che voglio dire è che il percorso deve essere uguale per tutti, come diceva Alessandro, e quindi tutti triennali con varie materie tra cui di cultura di base medica (e non che naturopatia shatzu etc. hanno 3 anni mentre il reiki 2 weekend, per es.), oppure che sia diversificato sulla base delle varie figure (identificando diversi articoli) perchè per esempio è chiaro che un osteopata o uno shatsuka necessiti di più conoscenze anatomiche che un op. reki, ciò non toglie che bisogna unificare le ore di lavoro.
2. le MATERIE DI STUDIO non devono divagare troppo, cioè poche materie specifiche per ogni percorso:
a) materie di base come diceva Alessandro di anatomia, biologia, fisioloia etc.
b) materie specifiche che siano praticate per molte ore, saranno quelle specializzanti (es.: massaggio per massaggiatori, tecniche di
pranoterapia x pranoterapeuti, etc)
c) materie meno specifiche sempre di medicine non conv., di cultuta generale ma che possono tornare utili
Se no si corre il rischio che, soprattutto nei percorsi di naturopatia, le persone abbiano solo un'infarinatura di tante cose senza saperle applicare... atteggiamento che attrae molto l'attenzione dell'iscrivente, ma che non dà vero valore nè all'operatore nè alla scuola.
3. Per la distinzione tra OPERATORE BASE E ABILITATO, mi viene in mente tipo tecnico in o il termine vero -Naturopata, Shatzuka, Operatore xyz, dove il tecnico può lavorare solo sotto il comando di una figura specializzata, all'interno di una struttura; mentre l'abilitato può lavorare come meglio crede (quindi anche come libero professionista) in tutti i settori di lavoro specifici. (come avviene in un laboratorio dove c'è il tecnico di laboratorio che è solo diplomato, e il laureato Biologo o Chimico).
4. il TIROCINIO che è l'argomento che più mi preme!!! (avendolo vissuto in prima persona). Io credo che il tiocinio debba essere tirocinio (e quindi non vengono insegnate materie, quelle sono lezioni) e debba essere gratuito in ogni senso. Per me il tirocinio deve essere effettuato presso uno studio privato o pubblico, inserito nel lavoro di tutti i giorni dello stesso. Il tirocinante, come avviene negli altri ambiti lavorativi, o lavora in modo gratuito facendo ciò che il supervisore gli dice, oppure affianca semplicemente l'operatore nelle sue attività quotidiane. Credo che anche solo guardare e ascoltare la persona che già è immersa nel lavoro sia istruttivo (poi al massimo può essere interrogato, cosa non troppo impegnativa per chi lavora). Per me lo è stato! E' molto importante che il tirocinante si immerga nella realtà capendo che dinamiche si muovono in uno studio tutti i giorni, capire cosa voglia dire gestirlo, come comportarsi col cliente, etc. tutti gli aspetti. Non come accade a volte che il tirocinio è semplicemente un gruppo domenicale (con un supervisore) che simula un rapporto cliente operatore... è molto diverso!
La mia esperienza è stata molto travagliata in questo senso, ma si è conclusa felicemente grazie a una amica kinesiologa, che tutt'ora ringrazio.
-- ValerioFolloni? (2008-12-03 14:42:30)
C'è un altro aspetto che volevo commentare, cioè LA COMMISSIONE D' ESAME?.
la commissione per me può essere interna, ma sarebbe meglio esterna o in parte esterna per garantire un po' di più su un conflitto di interessi presente in una scuola privata e non possiamo negarlo.
Altra cosa è, quelli che già si sono diplomati, quelli che si stanno diplomando, come rientrano rispetto alla legge?
Ah poi ultimo aspetto FORMAZIONE CONTINUA
Come dicevo in precedenza secondo me in italia diventa difficile entrare in profondità negli argomenti, più facile è studiare nuove tecniche di base, quindi questa è una cosa un po' mancante. Ma in più direi anche di lasciare la libertà di scegliere dove e come approfondire i propri studi, cioè va bene avere un percorso di base, ma dopo che uno lo ha fatto non deve essere legato a tale scuola. Prima di tutto perchè in questa maniera valuta il percorso di approfondimento più congeniale sia come tematiche che come costi etc., ma anche per permettere a una persona che non si è trovata a proprio agio nella prima scuola di continuare il proprio percorso altrove.
-- ValerioFolloni? (2008-12-03 14:57:00)
Caro Valerio grazie per le tue osservazioni ... !
Ti chiederei un ulteriore contributo ... potresti riassumere in punti precisi e con un linguaggio formale tale da poter essere inserito subito nel testo, i tuoi commenti. Ti chiedo questo, per poter dare ordine alle tue idee e poterle conservare come confronto per i successivi interventi.
-- SpazioSacro? (2008-12-03 19:31:23)
«Discipline bio-naturali riconosciute dalla Commissione (art. 7.1), es.:
1) Omeopatia
2) Osteopatia
3) Chiropratica
3) Medicina Tradizionale Cinese (agopuntura, tuina, etc.)
4) medicina Ayurvedica (medico e massaggiatori)
5) kinesiologia
6) Naturopatia + Floriterapia ( Bach altri) (da identificare le materie più idonee e che non sconfinino nelle altre figure professionali)
7) PNEI Psicosomatica
8) Riflessologia
9) Shiatsu
10) Tecniche Pranoterapiche (pranoterapia, Reiki, etc.)
11) Musico-arteterapeuta
12) Counselor
13) altri?
All'interno dei percorsi formativi la Commissione Permanente identificherà 2 figure professionali :
A) Tecnico in Disciplina Bio-Naturale – Chi consegue un percorso formativo triennale di un totale di 700 /1200 ore (*), relativo ad una delle discipline bio-naturali riconosciute, presso una Associazione accreditata (per il sistema di accreditamento delle Associazioni vedere articolo 6 della presente legge). Tale titolo abilita a eseguire una delle discipline bio-naturali riconosciute in qualità di tecnico e cioè come dipendente di una struttura, sotto la supervisione di un medico o di un'operatore (punto B). Non è perciò permessa la libera professione.
B) Operatore in Disciplina Bio-Naturale – Chi consegue un percorso formativo (che può variare da 3 a 6 anni a seconda della disciplina) di almeno 1500 ore (*), relativo ad una delle discipline bio-naturali riconosciute, presso una Associazione accreditata (per il sistema di accreditamento delle Associazioni vedere articolo 6 della presente legge). Il percorso formativo prevede un esame (#) abilitante e un tirocinio a fine percorso. Tale titolo abilita alla libera professione nella disciplina bio-naturale studiata.
(*) Il percorso formativo verrà definito di comune accordo all'interno della Commissione Permanente, dovrà essere così identificato:
a) materie di base (comuni a ogni scuola) tra cui fondamenti di biologia, anatomia, medicina, filosofia, psicologia, etc. (per xxx ore)
b) materie specifiche al percorso di studi e specializzanti (es.: massaggio per massaggiatori, tecniche di pranoterapia x pranoterapeuti,
etc) (che devono occupare il numero massimo di ore)
c) materie appartenenti sempre alle MNC di cultuta generale che possono essere d'aiuto nella pratica della disciplina scelta. (poche ore
e magari facoltative)
(#) Le modalità dell'esame verranno definite di comune accordo all'interno della Commissione Permanente (si consiglia una commissione d'esame composta da una parte di insegnanti interni alla scuola e una esterna per ovviare a problemi di conflitto d'interessi)
E' prevista la possibilità per il Tecnico in Disciplina Bio-Naturale di approfondire in un secondo tempo i propri studi per potersi diplomare quale
Operatore in Disciplina Bio-Naturale e poter quindi aprirsi alla libera professione. Tale approfondimento potrà essere eseguito presso una delle Associazioni riconosciute per la formazione, le quali riconosceranno l'iter formativo già eseguito.
E' inoltre opportuna, per gli Operatori in Disciplina Bio-Naturale, una sensibilizzazione alla formazione continua.
Il tirocinio, da svolgersi presso una struttura pubblica o privata, durante l'attività della struttura stessa. I tirocinanti saranno a disposizione della struttura e seguiti da un sipervisore. A discrezione del supervisore potranno essere interrogati, portati a compiere attività su supervisione, o semplicemente osservare le attività svolte, in modo da introdurre il tirocinante nella realtà lavorativa scelta. Il tirocinio avrà durata di almeno 100 ore. "
-- ValerioFolloni? (2008-12-04 17:06:09)
Caro valerio grazie per il tuo aiuto, so che il tuo percorso professionale è quello del naturopata ma vorrei che nel contribuire a questa proposta di legge pensassimo a tutti.
In merito ai tuoi interventi voglio ricordarti quanto segue :
– NON DOBBIAMO DECIDERE ADESSO quali displine-bionaturali riconoscere ma sarà il lavoro delle commissioni a farlo !
Questo è un messaggio importante per tutti! Non perdiamo energie nel definire adesso le discipline da riconoscere !
– NON POSSIAMO DIMENTICARCI di figure come ad esempio l'operatore reiki che nella tua visione dovrebbe avere un percorso di formazione di ben 1500 ore !
quando invece nella proposta attuale stavamo parlando, sempre per rimanere nel concreto, riferendomi al reiki, di due seminari (1° e 2° livello) e 100 ore di tirocinio! Ti ricordo comunque che anche qui (*) Il percorso formativo verrà definito di comune accordo all'interno della Commissione Permanente.
Inoltre, personalmente non amo la parola TECNICO, la trovo poco vicina ad una esperienza che coinvolge corpo, mente e spirito.
Ma questa è una mia considerazione personale.
Non sono qui per decidere autonomamente ma per moderare. Voi cosa ne pensate ?
– IL MOTIVO PRINCIPALE per il quale avevo pensato di inserire conoscenze fondamentali di anatomia e fisiologia, dinamiche psicologiche nella relazione d'aiuto, gestione dei dati sensibili (legge sulla privacy), etc ... all'interno del tirocinio è sempre per non escludere gli operatori come, ad esempio, i reikisti.
Come potremmo prevedere seminari di reiki di 8/10 week-end? Tanto sarebbe il tempo necessario a svolgere bene questi argomenti.
Per questi motivi sono stati slegati dal seminario ed inseriti nel tirocinio e per questi stessi motivi trovo giusto che chi si occupa di questa formazione riceva un giusto compenso. Questo rimane comunque un mio parere. Qui la mia risposta anche ai tuoi punti art. 7.3 e 7.4
Se hai delle soluzioni realizzabili per risolvere questo problema siamo lieti di ascoltarti, così come sollecitiamo altri pareri.
– OTTIMO il suggerimento per la commissione d'esame e sul ruolo del supervisore. INSERITI. Grazie.
Tu che stai leggendo cosa pensi ?
-- SpazioSacro? (2008-12-05 09:47:34)
Beh io ho cercato di uniformare le mie idee come richiesto... cmq tecnico xchè io mi riferisco alla mia realtà e perchè secondo me differenziare tra BASE E SPECIALIZZATO può trarre in inganno la persona che viene e nn so queste cose, capisci?
Quanto al percorso di studi, credo che se anche il reiki vuole essere riconosciuto deve:
1. o uniformarsi alle altre scuole
2. o creare una scuola più ampia dove viene insegnato anche il reiki (tipo la scuola di naturopatia che c'è qua a Modena).
Se no il rischio è che io faccio primo e secondo livello Reiki, ho il mio titolo e poi faccio quello che mi pare, nel seno che non credo si limiterebbe tanto facilmente a fare solo reiki e a non integrarlo con altre conoscenze (dove un altro s'è fatto il mazzo, come si suol dire).
A modena c'è una scuola per terapeuti esoterici Energheia che non insegna reiki, ma potremmo definirla simile. Ha un percorso triennale e affronta varie tematiche. Non dimentichiamo poi le scuole triennali di pranoterapia... chi è il Reiki per fare come gli pare?! (provocazione ;-) )
E non puoi inserire secondo me degli studi nel tirocinio, perchè altrimenti non sarebbe più tirocinio ma lezione! Io la vedo così, poi sicuramente altri la penseranno in maniera diversa. Per me tirocinio significa applicare quello che già hai imparato o vederlo in pratica.
-- ValerioFolloni? (2008-12-05 14:03:52)
Caro Valerio grazie, come ti ho già scritto.
Qui nessuno deve pensare che per intervenire deve essere un tecnico. Anzi... incoraggiamo tutti !
E rispettiamo il parere di tutti !
Secondo il mio personalissimo parere non possiamo però pensare all'operatore reiki necessariamente come ad un naturopata e quindi all'obbligo di studio di 1500 ore che chiedi.
Ti invito a leggere la presentazione sul Reiki dal nostro portale o da altri siti ... per comprendere una cosa molto importante !
L'attivazione apportata dal Maestro di Reiki produce un passaggio vibratorio energetico UGUALE PER TUTTI e indipendente da tutti i fattori che ci distinguono e la cui frequenza non fa parte di una gamma umana di frequenze.
La persona attivata diventa un canale di trasmissione energetica, non e' lei che “comanda”, ma l'Energia va dove vuole, la' dove e' necessaria... ed arriva incessantemente e sempre alla stessa frequenza.... Non potrà mai essere SOLO una questione di studio o “di mazzo” come scrivi. Non siamo noi “a comandare” ... non è un nostro merito! Reiki è un dono! Per quanto mi riguarda il dono più bello che ho ricevuto nella mia vita !
Il tuo esempio può essere valutato correttamente per altri percorsi in cui occorre molta applicazione teorica e conoscenze di migliaia di testi !
Certo comunque che la pratica è fondamentale e le «capacità di sentire» e tanti altri doni aumentano con gli anni ... ma quello che trovo meraviglioso nel Reiki E' la SUA SEMPLICITA' che ci permette di essere tutti su di uno stesso livello, maestri compresi. Per questo sono convinto che una regolamentazione sia necessaria.
Per limitare il super ego di molti maestri di reiki e non solo che si credono onnipotenti arrivando a plagiare le persone.
Aggiungo che secondo molte scuole di reiki il potere di cura di un secondo livello è lo stesso del maestro. QUESTO SIGNIFICA UMILTA'! Il maestro ha «in più» la possibilità di aprire i canali energetici e ha deciso di fare un lungo e spesso difficile cammino ma intenso e meraviglioso... Tante sarebbero le cose da scrivere ... ma non è questa la sede ...
Poi permettemi tu una provocazione dettata dal cuore : quale male ci sarebbe se uno vuole fare solo l'operatore reiki nella sua vita ?
Per me questa persona sarebbe fantastica allo stesso modo !
Attendiamo il commento di VALERIO e di altri utenti e poi decideremo insieme. Il lavoro è appena iniziato ...
Che la Luce Divina continui a seguire il nostro progetto e ci guidi per essere uniti !
-- SpazioSacro? (2008-12-05 16:03:53)
Ciao a tutti, questa mi sembra la migliore delle ipotesi finora proposte:
A) Tecnico in Disciplina Bio-Naturale – Chi consegue un percorso formativo biennale di un totale di 200 /300 ore (*), relativo ad una delle discipline bio-naturali riconosciute, presso una Associazione accreditata (per il sistema di accreditamento delle Associazioni vedere articolo 6 della presente legge). Tale titolo abilita a eseguire una delle discipline bio-naturali riconosciute in qualità di tecnico e cioè come dipendente di una struttura, sotto la supervisione di un medico o di un'operatore (punto B). Non è perciò permessa la libera professione.
B) Operatore in Disciplina Bio-Naturale – Chi consegue un percorso formativo triennale di 300/400 ore (*), relativo ad una delle discipline bio-naturali riconosciute, presso una Associazione accreditata (per il sistema di accreditamento delle Associazioni vedere articolo 6 della presente legge). Il percorso formativo prevede un esame (#) abilitante e un tirocinio a fine percorso. Tale titolo abilita alla libera professione nella disciplina bio-naturale studiata.
condivido con te il discorso delle ore, credevo fosse meglio fare solo 2 percorsi formativi, adesso non so. Di seguito qualche idea.
1) Secondo me se uno studia a qualche cosa dovrà pur portare, oltre che la crescita personale, cioé se voglio mettere in pratica ciò che ho studiato dovrò in qualche modo poterlo fare.
ES: come tecnico sotto la responsabilità di un medico o supervisore abilitato (magari che ha già fatto il tirocinio più un TOT anni di pratica)
2)Va bene, secondo me, che durante il tirocinio si acquisiscano le conoscenze che abbiamo sottolineato...
3)Sui percorsi formativi per i naturopati non saprei cosa dire, anzi credo che qualche naturopata dovrebbe elencare le materie studiate
4)Credo che sarebbe meglio far pervenire le materie studiate da ogni disciplina (Naturopati, shiatsu, reiki, massaggi vari, medicine varie, ecc...)
per fare in modo che il moderatore, e anche noi, ci si renda conto se è possibile o no fare 2 percorsi formativi o più e dei vari punti di vista.
-- AleDN? (2008-12-09 15:18:56)
Durante il tirocinio però si dovrebbe fare più pratica che teoria,
altrimenti si dovranno trasformare le strutture luoghi di tirocinio in SCUOLE
Durante il tirocinio, da svolgersi presso una struttura pubblica o privata abilitata, gli operatori acquisiranno le seguenti competenze PRATICHE:
– conoscenze di anatomia e fisiologia APPLICATA (al paziente che si stà trattando?, specializzate secondo la struttura?)
– dinamiche psicologiche nella relazione d'aiuto (confronto con lo psicologo che ci seguirà durante il tirocinio?)
– gestione dei dati sensibili (legge sulla privacy)
QUESTE MATERIE COMUNQUE DEVONO ESSERE STUDIATE NELLE SCUOLE O ASSOCIAZIONI PRIMA DEL TIROCINIO E SECONDO ME SOTTOPOSTE A ESAME FINALE.
SI PUò PENSARE AD UN ESAME CHE ATTESTI L' ABILITAZIONE? A TECNICO (DOPO IL BIENNIO?) E UN ALTRO CHE DIA ACCESSO AL TIROCINIO (DOPO IL TRIENNIO).
-- AleDN? (2008-12-09 15:33:44)
quello che occorre tenere presente adesso, per non creare confusione, è che in questa fase NON POSSIAMO definire le discipline bio-naturali che verranno riconosciute. Questo sarà il compito della Commissione Pilota prima e della Commissione Permanente poi.
Per cui ti invito a ragionare in questa direzione.
Adesso è importante definire insieme QUANTI percorsi formativi (due, tre, quattro ....) e COME impostarli (Tirocinio ... esame abilitante ...).
Sono comunque daccordo con te che il TIROCINIO non deve essere una scuola e che le ore teoriche saranno il minimo necessario. Tutto il resto da dedicare alla pratica. Per questo motivo provo a creare una divisione tra pratica e teoria. Sottolineo provo!!! La trovi già nel testo come integrazione.
-- SpazioSacro? (2008-12-09 19:53:18)
-- AlessandroDiNicola? (2009-11-04 12:28:38)
Caro Alessandro i tuoi consigli sono stati preziosi, tuttavia gradirei riceverne altri prima di intervenire sul conteggio delle ore. Voi cosa ne pensate ?
Ho comunque già apportato delle modifiche al testo.
Sono con te che ogni associazione debba introdurre nei propri piani di studio elementi di medicina, di anatomia, di alimentazione, di sicurezza e tutela della privacy, etc... suggerimento inserito nella nota.
A mio modo di vedere, comunque non è l'orgoglio il nostro più potente nemico, ma il motore che ne è alla base : l'ego.
Visto che hai citato il Reiki, trovo giusto avere una buona preparazione e la formazione che ne consegue ma nella tua analisi, correggimi se sbaglio, non si evince tutta la parte spirituale, di lavoro personale e di affidamento al Divino, da cui Reiki ha origine. Non trovi ?
L'uomo olistico è mente, corpo e spirito.
Inoltre credo si debba prestare attenzione al fatto di mescolare più arti e tecniche insieme in uno stesso trattamento o corso come accade purtroppo oggi in molte realtà.
-- SpazioSacro? (2009-11-16 20:05:57)

References: Art. 7
 articolo 6
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