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Timestamp: 2017-05-24 09:50:52+00:00

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ANNULLAMENTO MATRIMONIO CANONICO: EFFETTI NELL'ORDINAMENTO CIVILE DELLE SENTENZE CANONICHE DI NULLITA' DEL MATRIMONIO
EFFETTI NELL'ORDINAMENTO CIVILE DELLE SENTENZE CANONICHE DI NULLITA' DEL MATRIMONIO
L'effetto della sentenza canonica di nullità del matrimonio , delibata dalla Corte di Appello competente, retroagisce ex tunc, cioè dal momento della celebrazione del matrimonio . Infatti, agli effetti civili e religiosi, il matrimonio è nullo, cioè come e non fosse mai stato celebrato alcun valido matrimonio. Il matrimonio, quindi, rimane come semplice fatto e continua a produrre quegli effetti a cui la legge ricollega.Il divorzio, invece, interrompe gli effetti di un matrimonio valido ed efficace, e pertanto ha effetti ex nunc. Nel caso in cui venga resa esecutiva una sentenza ecclesiastica di nullità, si applica la fattispecie del matrimonio putativo quanto agli effetti civili. Quindi, sino alla sentenza canonica di nullità, il matrimonio produce effetti civili in capo ai o al coniuge in buonafede, nonché in ogni caso riguardo ai figli. a) Se, come spesso accade nella quotidianità, i coniugi abbiano ottenuto la separazione ex art. 150 c.c., a seguito della pronuncia di nullità canonica la separazione stessa verrebbe meno per mancanza di causa ed oggetto e non ci sarebbe necessità al divorzio.
b) Invece, se la pronuncia di divorzio viene ottenuta prima della delibazione della sentenza canonica, in ambito civile avrà effetto solo ed esclusivamente la pronuncia di divorzio per incompatibilità logica con la sentenza canonica stessa. La pronuncia religiosa, di conseguenza, non potrà avere alcun effetto al di fuori dell'ambito religioso.
c)Infine, può accadere l'ipotesi della riapertura del procedimento canonico di nullità del matrimonio , anche dopo aver ottenuto la delibazione della relativa pronuncia. Se alla sentenza di nullità segue una nuova pronuncia del tribunale ecclesiastico che accerti la validità canonica del matrimonio concordatario, viene ripristinata la validità del matrimonio già dichiarato nullo e rivivono gli effetti civili del vecchio matrimonio. Di conseguenza, l'eventuale secondo matrimonio contratto da uno dei due coniugi deve essere considerato nullo in forza dell'articolo 117, I comma, c.c. (Corte di Appello di Napoli Sentenza 04/05/1995) SPECIFICHE PRONUNCE GIURISPRUDENZIALI. CASISTICA
Di seguito vi sono menzionate, a mio avviso, le più rilevanti, recenti e specifiche pronunce sulla fattispecie in esame. Tali sentenze rivestono grande importanza perchè le massime in oggetto contribuiscono a specificare e concretizzare in modo chiaro l'ambito in cui si configura “in concreto” la figura de qua.
1)La nullità di un matrimonio concordatario per esclusione della prole, quando tale intenzione sia accettata da entrambi i coniugi, non trova ostacolo, sotto il profilo dell'ordine pubblico, nella circostanza che la legge statale non include la procreazione tra i doveri scaturenti dal vincolo matrimoniale. Inoltre, le leggi dell’ordinamento italiano non solo non prevedono alcun principio essenziale di non procreazione, ma configurano il matrimonio come fondamento della famiglia , finalizzato cioè alla formazione di quella società naturale comprendente anche i figli, quale normale, anche se non essenziale, sviluppo dell'unione coniugale (Cass. civ., Sez. I, 15/01/2009, n. 814); 2)La declaratoria di esecutività della sentenza del tribunale ecclesiastico che abbia pronunciato la nullità del matrimonio concordatario per esclusione, da parte di un coniuge, dell'indissolubilità del vincolo postula che tale divergenza sia stata manifestata all'altro coniuge ovvero che questi l'abbia effettivamente conosciuta o che non l'abbia conosciuta per propria negligenza, atteso che, ove non ricorra alcuna di tali situazioni, la delibazione trova ostacolo nella contrarietà con l'ordine pubblico italiano, nel cui ambito va ricompreso il principio fondamentale della tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole. Ai fini di tale accertamento possono assumere rilievo, ove supportate da circostanze soggettive e oggettive idonee a conferire loro credibilità, anche le testimonianze "de relato ex parte actoris" assunte nel corso del procedimento davanti ai tribunali ecclesiastici, tenuto conto che le dichiarazioni della parte costituiscono l'unico mezzo attraverso il quale lo stato soggettivo della stessa, non altrimenti conoscibile, viene esternato e può essere conosciuto dai terzi. (Cass. civ., Sez. I, 14/02/2008, n. 3709);
3)In tema di declaratoria di esecutività della sentenza del tribunale ecclesiastico che abbia pronunciato la nullità del matrimonio concordatario per esclusione, da parte di un coniuge, di uno dei "bona matrimoni" (cioè il consenso al vincolo d'indissolubilità) occorre che tale divergenza sia stata manifestata all'altro coniuge ovvero fosse da questo effettivamente conosciuta ovvero conoscibile con l'ordinaria diligenza, atteso che, ove le suindicate situazioni non ricorrano, la delibazione trova ostacolo nella contrarietà con l'ordine pubblico italiano, nel cui ambito va ricompreso il principio fondamentale della tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole. Ne consegue che il giudice italiano è tenuto ad accertare la conoscenza o l'oggettiva conoscibilità di tale esclusione da parte dell'altro coniuge con piena autonomia, trattandosi di profilo estraneo, in quanto irrilevante, al processo canonico, senza limitarsi al controllo di legittimità della pronuncia ecclesiastica di nullità; la relativa indagine deve essere condotta con esclusivo riferimento alla pronuncia da delibare ed agli atti del processo eventualmente acquisiti, non essendovi luogo in fase di delibazione ad alcuna integrazione di attività istruttoria (Cass. civ., Sez. I, 19/10/2007, n. 22011);
4)La delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario non trova ostacolo nel fatto che non siano stati adottati provvedimenti in ordine ai rapporti patrimoniali fra i coniugi putativi, atteso che la disciplina dell'assetto economico conseguente alla declaratoria di nullità non è richiamata tra le condizioni per la delibazione e che quest'ultima rende applicabili gli artt. 129 e 129 bis cod. civ.(Cass. civ., Sez. I, 28/12/2006, n. 27594);
5)In tema di delibazione della sentenza di un tribunale ecclesiastico dichiarativa della nullità di un matrimonio concordatario, per "incapacitas assumendi onera matrimonii", la nullità discende da una grave inettitudine del soggetto ad intendere i doveri del matrimonio , in relazione al momento della manifestazione del consenso e non si discosta sostanzialmente dalle ipotesi di invalidità contemplate dagli artt. 120 e 122 cod. civ.; deve pertanto escludersi che il riconoscimento dell'efficacia di tale sentenza trovi ostacolo nei principi fondamentali dell'ordinamento italiano, non rilevando in contrario le differenze della disciplina codicistica in punto di legittimazione attiva e rilevanza ostativa della coabitazione alla proponibilità dell'azione, in quanto non investono principi di ordine pubblico dell'ordinamento italiano (Cass. civ., Sez. I, 10/05/2006, n.10796);
6)Nel giudizio di delibazione della sentenza del Tribunale Ecclesiastico dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario, l'indagine del giudice della delibazione deve essere condotta con esclusivo riferimento alla delibanda pronuncia ed agli atti del processo canonico, restando esclusa la possibilità di una loro integrazione, non essendo ammissibile in questa fase una istruzione probatoria (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato l'istanza diretta alla assunzione di c.t.u. sulle condizioni psichiche di uno dei coniugi) (Cass. civ., Sez. I, 20/10/2005, n. 20281)

References: sentenza 
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 art. 150
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