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Timestamp: 2017-07-23 18:34:04+00:00

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Il blog di Antonio Bianco: 15/06/08 - 22/06/08
Ecoballe a San Giorgio la Molara, Pepe chiede più controlli
«L’ordinanza notificata al Comune di San Giorgio la Molara, da parte del capo della missione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti, ha determinato sorprese, stupore e rammarico nella comunità di San Giorgio La Molara. Il sito individuato per l’allocazione delle ecoballe deve essere sottoposto ad una attenta verifica geognostica e geologica per verificarne l’idoneità e la conseguenza in relazione alle preesistenze ambientali, alle condizioni di tutta l’area dove sono presenti falde idriche che sarebbero compromesse definitivamente da eventuali manufatti che non hanno tutte le caratteristiche di tutela e salvaguardia dell’ambiente.Mi auguro che l’Arpac nella verifica tecnica che farà segua un criterio di oggettività nell’analisi e nella valutazione di un forte impatto ambientale e di un eventuale e temuto danno che potrebbe modificare la morfologia dell’area e le ricche falde freatiche che alimentano un diffuso bacino imbrifero».E’ quanto si legge in una nota del deputato del Pd, Mario Pepe.(fonte: 82cento.it)
Presentato SannioLavoro.it, il portale dell'occupazione
E’ stato presentato questa mattina, presso la nuova sala multimediale del Centro per l’impiego della Provincia in via XXV Luglio, il portale on line www.sanniolavoro.it, realizzato dall’agenzia della Provincia Sannio Europa in collaborazione con la società di comunicazione Lab Italia. Attenzione all’occupazione, alla formazione e alle attività dei Centri per l’impiego del Sannio (oltre a Benevento, sono presenti a San Bartolomeo in Galdo, Sant’Agata dei Goti e Telese Terme). (fonte: ilquaderno.it)
Class action contro il Governo Berlusconi
La decisione scellerata – ha dichiarato il leader di Piccoli Comuni Virgilio Caivano - di soprassedere sulla necessità di chiudere gli enti inutili a partire dalle Province e dalle Comunità Montane mette in risalto un Governo prigioniero della Casta e delle vampiresche clientele dei partiti politici che trovano proprio nei carrozzoni istituzionali lo sfogo per tanti trombati dalle consultazioni elettorali. Alla prova dei fatti ci troviamo di fronte ad un governicchio – l’analisi impietosa del Portavoce di Piccoli Comuni - pronto agli annunci ed agli slogan elettorali. Il Presidente del Consiglio che aveva annunciato in campagna elettorale la chiusura di enti definiti inutili e spreconi come Province e Comunità Montane non ha rispettato gli impegni, ha di fatto mentito agli elettori italiani. A questo punto – annuncia il Portavoce di Piccoli Comuni - a chiudere queste botteghe costosissime saranno direttamente i cittadini come hanno fatto in campagna elettorale riducendo i gruppi parlamentari alle dita di una mano. Metteremo in campo una vera class action contro il governo e l’intera classe politica italiana inciucista ed inaffidabile.
Sant'Arcangelo Trimonte, incendiati i mezzi che stanno realizzando la strada per la discarica
Un camion e un rullo compressore, di proprietà della ditta che sta eseguendo i lavori per l'ampliamento della strada di accesso alla discarica in costruzione di S. Arcangelo Trimonte che dovrebbe essere pronta per domenica prossima, sono stati distrutti dalle fiamme appiccate nel corso della notte. Secondo quanto si è appreso, l'origine dell'incendio dei mezzi della ditta Iannella di Torrecuso sono di origine dolosa.(fonte: 82cento.it)
Ecoballe a San Giorgio la Molara, il no del neoconsigliere Maddalena
Levata di scudi da parte di Italia dei Valori dopo la notizia della localizzazione di un sito da destinare alle ecoballe nei pressi del lago di San Giorgio La Molara. Sulla decisione del Commissariato straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania si è pronunciata la segreteria provinciale dei dipietristi insieme al consigliere provinciale Michele Maddalena.“L’apparizione prepotente e sempre più nitida dello spettro di una questione che oramai sembrava scongiurata – si legge in una nota - non può che infondere sospetto e paura tra i residenti di San Giorgio La Molara, da sempre luogo di ristoro per turisti, particolarmente durante il periodo estivo, provenienti da ogni provincia campana e non solo”. (…)In merito al sito del comune fortorino ci sarebbe una ordinanza del Consiglio dei Ministri firmata il 16 giugno. Il Governo avrebbe quindi disposto di autorizzarne l’immediato accesso per l’espletamento dei rilievi e delle verifiche necessarie al personale tecnico del Commissariato al fine di trasformare l’area coinvolta in un eventuale sito di stoccaggio. La decisione sarebbe stata comunicata al Comune dove il sindaco ha subito evidenziato la sua contrarietà. L’area era già stata individuata precedentemente ma non è stata mai utilizzata a causa della presenza di alcune sorgenti e del forte vento.(tratto da il quaderno.it)
Camorra: Processo Spartacus ergastolo ai boss
Napoli. Confermati tutti i 16 ergastoli inflitti in primo grado ai boss del clan dei Casalesi. Tra le altre, la Corte ha confermato le condanne per Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti e i latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine. Una "vittoria dello Stato" ma "resta ancora molto da fare". Così lo scrittore Roberto Saviano commenta la sentenza d'appello nel processo contro il clan dei Casalesi. Saviano ha ascoltato in aula la lettura della sentenza.
Intercettazioni, le iniziative di Articolo 21 e sindacato dei giornalisti
''La nostra prima forma di sciopero contro il ddl sulle intercettazioni sara' quella di informare di piu'. Sono convinto che Indro Montanelli avrebbe scritto ogni giorno''. Lo ha detto il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, alla Mattinata Montanelliana, promossa dall'associazione Articolo 21, in vista del centenario della nascita del grande giornalista, nato nel 1909 e scomparso nel luglio 2001. Il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti, ha espresso solidarietà a tutte le iniziative della Fnsi e dell'Ordine dei giornalisti sulle intercettazioni e ha spiegato che sul sito dell'associazione sarà attivo un blog di 'cronache simulate', uno spazio in cui giornalisti e cittadini potranno scrivere fatti di cronaca come se la legge fosse stata approvata. Giulietti ha inoltre spiegato che Articolo 21 metterà a disposizione i propri legali in Europa e in Italia per qualunque iniziativa che Fnsi e Ordine vorranno intraprendere.(ANSA del 18 giugno)
Codice rosso, il libro sulla buona e cattiva sanità
Giovedi 26 giugno 2006 dalle ore 16.00 alle ore 17.00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in via della Missione n.4 in Roma, si terrà la presentazione del libro cult di Piccoli Comuni “Codice Rosso – Discussione su sanità, medicina e ricerca in Italia” scritto da Giovanni Savignano edito dal Sole 24Ore.Il libro promosso sulla rete dal Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni rappresenta uno spaccato vero della sanità italiana nelle sue punte di eccellenza e nella sua drammatica condizione di totale disagio e malasanità. "Un importante - scrive in una nota Virgilio Caivano - momento di riflessione per la classe politica italiana da sempre deficitaria sulla buona sanità come diritto dei cittadini e non come luogo di spartizione clientelare. Utile agli operatori per tentare di invertire la tendenza di una sanità molto ragionieristica dal punto di vista del costo beneficio e poco attenta alle ragioni del malato. Uno strumento straordinario per i cittadini senza voce e sempre più spesso indifesi nel non poter esercitare il diritto alla buona salute. Alla conferenza di presentazione hanno aderito deputati di tutte le forze politiche. Per tutte queste ragioni rivolgo agli operatori delle comunicazioni l’accorato invito alla partecipazione per dare ancora di più voce ai cittadini che hanno il diritto ad avere servizi efficaci ed efficienti. Meno poltrone e più servizi è lo slogan di Piccoli Comuni ed il libro di Giovanni Savignano residente in un piccolo Comune del Sud, Gesualdo(AV) è ormai l’emblema di questa grande battaglia di civiltà e libertà".
Sant’Arcangelo,entro sabato collaudo discarica
Il collaudo della discarica di Sant'Arcangelo Trimonte avverrà entro sabato prossimo. Se ci sarà il via libera la discarica inizierà a ricevere i primi autocompattatori nella giornata di domenica. E' quanto emerso da un incontro tenuto oggi negli uffici del commissariato di governo dai tecnici della stessa struttura con gli amministratori locali del piccolo centro sannita.Anche per Sant'Arcangelo è previsto l'impiego dei militari dell'esercito, sia per le funzioni di vigilanza che per le funzioni di controllo sul materiale da sversare.(fonte. epicentrobenevento.it)
Comunità montane: abolirle tutte?
(Corriere.it) Roma 17 giugno 2008 - «Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno», dice un cartello appeso in migliaia di caffè italiani. Fedele a questa idea, il governo avrebbe deciso di spazzare via tutte le comunità montane. Non solo quelle marine, inventate sulla carta solo per distribuire poltrone. Ma anche quelle vere. Quelle che davano un po’ di ossigeno ai piccoli comuni che, tagliati fuori dal mondo, dallo sviluppo e dal turismo, sono stati di anno in anno svuotati dagli abitanti e rischiano di diventare dei presepi sgretolati dal tempo, via via ingoiati dai boschi, dai rovi e dalle erbacce. Non c’è rispetto per la nostra storia, nella scelta che pare irrevocabile del Consiglio dei ministri. Non ce n’è per la memoria di quei nostri nonni che si cavarono il sangue per strappare alla montagna certi pascoli così ripidi che i covoni di fieno rotolavano a valle. Né per comunità di uomini liberi come quelle che caratterizzarono l’Altopiano dei Sette Comuni o le “Regole” dell’Ampezzano, esempi straordinari di democrazia dal basso. Né per il ricordo di quanti resistettero a carestie terribili come quella dell’Appennino ligure raccontata da Giovanni Baroni nel 1857: «Non vi furono faggioli, non vi fu melliga, e non vi furono castagne (...) e le genti perciò non solo davano di bocca e vivevano di patate ma anche di radiche di erbe, ed arivarono (...) a macinare la radice secca delle ferecce, detta ferexa, per fare del pane...». Certo, il sistema delle Comunità Montane, nato nel 1971 per arginare una drammatica emorragia dei paesi, testimoniata tra l’altro da uno studio del “Mulino” di Gian Carlo Jovi che già nel 1954 denunciava “Lo spopolamento della montagna”, ha preso una brutta piega. Basti ricordare il caso della Murgia Tarantina, dove su nove comuni quelli «parzialmente montani» sono 4 e i “non montani” 5, con un’altitudine media di 213 metri, una sessantina in meno del Montestella, la collinetta di detriti alla periferia di Milano. Per non dire del paese - simbolo dello scandalo, Palagiano. Il cui municipio svetta a 39 metri sul mare e il cui massimo rilievo arriva a quota 86: 12 metri meno del campanile veneziano di San Marco. Che ci fosse bisogno di un giro di vite è fuori discussione. Tanto più che alle numerose località costiere, tra le quali spiccava in Sardegna perfino una Comunità Montana Riviera di Gallura (travolta dall’unico vero repulisti, quello di Renato Soru) se ne erano aggiunte altre ancora, a dispetto delle polemiche, come la calabrese Bova Marina. Ed è impossibile negare che i primi tentativi di razionalizzare le cose, date le poltrone da sopprimere (la Murgia Tarantina aveva ad esempio un presidente, 6 assessori, 27 consiglieri, un segretario generale...) avevano visto durissime resistenze. Dopo essere partiti dall’ipotesi di mantenere in vita solo le comunità con un’altezza media di mille metri (i comuni italiani che superano quell’altitudine sono 294, con in testa Sestriere, Chamois e Livigno), la quota era stata progressivamente abbassata prima a 900, poi a 700, poi a 600... Insomma: arrivare a un accordo, nonostante la disponibilità dell’Uncem (l’Unione delle comunità) che per bocca del presidente Enrico Borghi aveva teorizzato la benefica soppressione di un terzo degli enti per consentire una vita migliore agli altri, si era rivelato più difficile del previsto. Va detto: la tentazione di un gesto d’imperio che spazzasse via tutto era forte. Dai e dai, però, in linea con il percorso disegnato che prevedeva una scrematura fatta dalle Regioni e avrebbe dovuto concludersi entro il 31 luglio, una netta riduzione si era delineata. Con la soppressione di 140 comunità (da 330 a 190), la riduzione dei consiglieri da 12.820 a 6.000 e un taglio netto che avrebbe portato in due anni il «budget» degli enti montani da 190 milioni di euro del 2007 a 120 del 2009, con un colpo di accetta del 37%. Una enormità, rispetto alle sforbiciatine date ai costi dei palazzi della politica. E proprio qui è il punto. Le comunità montane, a causa della deriva clientelare di una minoranza, sembrano essere state individuate come l’anello debole. Il simbolo più facile da colpire per «dare una lezione». Per mostrare i muscoli: basta, tutte azzerate. E le Province che, ad ascoltare Berlusconi in campagna elettorale («Non parlo delle Province, perché bisogna eliminarle») dovevano essere soppresse? Domani, forse. E certi costosissimi catafalchi regionali? Domani, forse. Peccato. Perché, messa in questi temini, la scelta di spazzare via tutte le comunità montane sembra un boccone di demagogia dato in pasto alla plebe affamata di atti simbolici. E invece Dio sa quanto ci fosse bisogno di abolire la montagna falsa, ridicola, clientelare, per salvare la montagna vera. Quella che giorno dopo giorno, se non è benedetta dal turismo, muore. Come larga parte della Carnia. Come certe vallate del Cuneese, i monti dietro Verbania dai quali partivano i bambini venduti agli spazzacamini, le aree interne dell’Abruzzo, dell’Alto Molise, dell’Alta Irpinia o le Serre Calabre. I numeri di certi paesi, carne della carne italiana, dicono tutto. La cuneese Bellino è precipitata dagli anni Ottanta ad oggi da 324 a 156 abitanti, la bergamasca Averara da 327 a 192, la valtellinese Spriana da 177 a 98, la reatina Collegiove da 260 a 182, la molisana Castelverrino da 256 a 124. Per non dire dei paesi calabresi descritti da Vito Teti, evacuati fino all’ultimo dei loro abitanti. Lo Stato ha il dovere di investire anche in perdita su un patrimonio come l’Alitalia? Beh, forse la montagna italiana, con le sue storie raccontate da Mario Rigoni Stern, Mauro Corona, Corrado Alvaro o Umberto Zanotti Bianco merita qualcosa di più che la metà dell’ultimo prestito ponte alla compagnia di bandiera. Il bosco, in un’area curata qual è il Trentino, si è già ripreso dal 1973 ad oggi 182 chilometri quadrati di pascoli creati con fatica bestiale dei nostri nonni. Dalle altre parti del Paese va peggio. Molto peggio. E’ questo il destino dei piccoli paesi montani assediati dalla selva e dall’indifferenza? Gian Antonio Stella
Chiudere gli enti inutili senza e senza ma
“Il Coordinamento Piccoli Comuni auspica che il Governo nel Consiglio dei Ministri di oggi approvi davvero i provvedimenti taglia enti inutili come le Comunità Montane e tutta quella pletora di organismi buoni solo per le clientele politiche dalle poltrone costosissime – l’auspicio del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - Le risorse risparmiate – la proposta di Piccoli Comuni - devono essere utilizzate per realizzare quei servizi ai cittadini che vivono nei piccoli Comuni come la viabilità, la rete veloce, il pediatra e l’assistenza domiciliare integrata per fare qualche esempio concreto ad oggi negati proprio nei territori dove insistono gli enti inutili come le Comunità Montane. Le competenze, lasciate inespresse dalle Comunità Montane anche per colpa delle Regioni italiane che non hanno mai reso operativa la legge n.97 del 1994 sulla montagna, passino ai piccoli Comuni che per aggregati mettono in campo servizi territoriali efficaci ed efficienti ai cittadini”.
Carico di rifiuti radioattivi diretti a Savignano, Aceto: massima attenzione
La notizia del blocco del conferimento alla discarica di Savignano Irpino di un carico di rifiuti risultato radioattivo ha indotto l'assessore provinciale di Benevento all'ambiente Gianluca Aceto a rilasciare la seguente dichiarazione.L'accaduto ci consiglia di essere ancora più vigili e consapevoli di quanto già non fossimo in merito al conferimento dei rifiuti nella vasca in Sant'Arcangelo Trimonte . Appare sempre più necessario il coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in questo tipo di operazioni. (www.82cento.it)
Monti Dauni, prosegue il progetto “Life Natura Fortore”
Continua l’attività di animazione sul territorio per il progetto “Life Natura Fortore”. Si è svolto, infatti, al Centro direzionale agroalimentare “Consiat” di Torremaggiore il convegno “Tutela del territorio e valorizzazione dell’agricoltura”. (…)Il “Life Natura Fortore”, finanziato dall’Unione Europea per la tutela dell’ambiente e delle specie animali, ha già realizzato un intenso programma di azione e animazione lungo la Valle del Fortore come la realizzazione del carnaio e dell’invaso di Baselice, il corso per guide naturalistiche e ambientali e le lezioni nelle scuole elementari e medie. (…) Infine è continua l’attività di monitoraggio per saggiare lo stato di salute del fiume Fortore. I primi risultati hanno evidenziato che “la qualità biologica del corso del fiume presenta un andamento mediamente declinante verso livelli di mediocrità poiché si è evidenziata la riduzione della fascia di vegetazione riparia e, soprattutto, l’inquinamento dell’acqua determinato da scarichi non controllati”. (tratto da ilgragale.it del 13 giugno 2008)
Energia emblema fallimento delle Regioni
“Il fallimento delle Regioni dopo la riforma del Titolo V della Costituzione trova proprio nelle materie energetiche il proprio l’emblema,dopo la sanità e l’istruzione – il giudizio durissimo del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano al Forum web sulla giornata europea del vento - Regole diverse da una Regione all’altra attacca il Portavoce di Piccoli Comuni - burocrazie ingombranti e farraginose, conflitto tra assessorati all’industria e all’ambiente sulle reciproche competenze stanno creando notevoli ritardi e forte disagio nella crescita di un comparto vitale per il Paese e per l’UE. Esempio concreto viene dai PRIE presentati alla Regione Puglia e praticamente fermi a prendere polvere sulle scrivanie. Il fallimento delle classi dirigenti regionali - l’analisi impietosa di Piccoli Comuni - su temi strategici per il futuro richiede una doverosa riflessione politica nazionale sulla possibilità di revocare alle Regioni materie importanti come l’energia. Regole certe per una politica energetica sostenibile è la richiesta pressante che parte dal basso, dalle piccole comunità locali, come argine alla giungla di regole e regolette regionali molto spesso in contrasto da un confine all’altro. Al Governo ed al Parlamento – la proposta del leader di Piccoli Comuni - chiediamo l’apertura di un tavolo nazionale permanente delle fonti rinnovabili aperto anche ai produttori energetici per fare chiarezza normativa e costruire insieme un percorso in grado di realizzare gli obiettivi ambiziosi del massimo sviluppo possibile delle fonti energetiche rinnovabili nel nostro Paese. Non è più accettabile che burocrazie inefficaci e classi dirigenti miopi impediscano un sano ed ordinato sviluppo di una risorsa immensa soprattutto per il Mezzogiorno d’Italia in grado di creare sviluppo, lavoro vero e ricchezza per migliaia di giovani e far del Sud un autentico polo energetico europeo da fonti rinnovabili nel cuore del Mediterraneo – le conclusioni del Portavoce di Piccoli Comuni.
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