Source: https://www.laleggepertutti.it/174130_come-installare-ascensore-in-condominio
Timestamp: 2018-12-15 08:08:21+00:00

Document:
Per avere l’ascensore non c’è bisogno del consenso dell’assemblea se si provvede da sé alla spesa.
1 Quali maggioranze servono per installare un ascensore in condominio
2 Se manca la maggioranza
3 Come si dividono le spese dell’ascensore
Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 11 luglio – 4 settembre 2017, n. 20713
1. T.M.G. e V.S. , la prima anche in proprio ed entrambi quali eredi della parte originaria V.G.C. , hanno proposto ricorso articolato in quattro motivi avverso la sentenza della Corte d’Appello di Genova n. 1205/2013, depositata il 24/10/2013. Resistono con controricorso S.E. , G.A. e Sc.Ma. , mentre invece non svolgono attività difensive gli altri intimati M.N. , D.G.G. , Ma.Li. e Sc.Te. .
Il terzo motivo di ricorso (suddiviso in quattro distinti profili nella sua esposizione) denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 1121 c.c., stavolta in relazione agli artt. 2, 3, 24, 111 Cost., 1102, 1117, 1120 c.c., 112, 113, 115, 116 e 132 c.p.c., nonché il vizio di motivazione, avendo la sentenza impugnata applicato la disciplina delle innovazioni condominiali di cui all’art. 1121 c.c. ad un’opera di ascensore “nata privata” ai sensi dell’art. 1102 c.c., così permettendo agli attori di entrare forzosamente nella comproprietà dell’ascensore.
II.1. Deve essere disattesa le generica eccezione pregiudiziale dei ricorrenti, formulata nella memoria del 28 giugno 2017, circa la inammissibilità del controricorso per “violazione dei requisiti sostanziali richiamati dall’art. 370 c.p.c.”, in quanto, ai fini del rispetto delle prescrizioni dell’art. 366, comma 1, c.p.c., richiamato dall’art. 370, comma 2, c.p.c., non è indispensabile che l’atto contenga l’autonoma esposizione sommaria dei fatti della causa, potendo limitarsi a fare riferimento ai fatti esposti nella sentenza impugnata (come avvenuto nella specie), occorrendo, piuttosto, che esso contenga i motivi di diritto su cui si fonda, ovvero le deduzioni giuridiche contrarie al ricorso. Vanno poi esaminati congiuntamente il primo ed il secondo motivo di ricorso, in quanto connessi, rivelandosi gli stessi infondati.
Le censure in esame sono comunque smentite dall’orientamento interpretativo di questa Corte, che ha più volte affermato come l’installazione “ex novo” di un ascensore in un edificio in condominio (le cui spese, a differenza di quelle relative alla manutenzione e ricostruzione dell’ascensore già esistente, vanno ripartite non ai sensi dell’art. 1124 c.c., ma secondo l’art. 1123 c.c., ossia proporzionalmente al valore della proprietà di ciascun condomino: Cass. Sez. 2, 25/03/2004, n. 5975; Cass. Sez. 2, 17/02/2005, n. 3264) costituisce innovazione che può essere deliberata dall’assemblea condominiale con le maggioranze prescritte dall’art. 1136 c.c., oppure direttamente realizzata con il consenso di tutti i condomini, così divenendo l’impianto di proprietà comune. Trattandosi, tuttavia, di impianto suscettibile di utilizzazione separata, proprio quando l’innovazione, e cioè la modificazione materiale della cosa comune (nella specie, il vano scale) conseguente alla realizzazione dell’ascensore, non sia stata approvata in assemblea (lo stesso art. 1121 c.c., al comma 2, parla di maggioranza dei condomini che abbia “deliberata o accettata” l’innovazione), essa può essere attuata anche a cura e spese di uno o di taluni condomini soltanto (con i limiti di cui all’art. 1102 c.c.), salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera (Cass. Sez. 2, 18/08/1993, n. 8746; Cass. Sez. 2, 18/11/1971, n. 3314; Cass. Sez. 2, 13/03/1963, n. 614). Dunque, l’ascensore, installato nell’edificio dopo la costruzione di quest’ultimo per iniziativa di parte dei condomini, non rientra nella proprietà comune di tutti i condomini, ma appartiene in proprietà a quelli di loro che l’abbiano impiantato a loro spese. Ciò dà luogo nel condominio ad una particolare comunione parziale dei proprietari dell’ascensore, analoga alla situazione avuta a mente dall’art. 1123, comma 3, c.c., comunione che è distinta dal condominio stesso, fino a quando tutti i condomini non abbiano deciso di parteciparvi. L’art. 1121, comma 3, c.c. fa, infatti, salva agli altri condomini la facoltà di partecipare successivamente all’innovazione, divenendo partecipi della comproprietà dell’opera, con l’obbligo di pagarne pro quota le spese impiegate per l’esecuzione, aggiornate al valore attuale. Nella specie la sentenza impugnata ha fatto corretta applicazione dell’art. 1121 c.c., ritenendo che i condomini S.E. , G.A. , Sc.Ma. , M.N. , D.G.G. , Ma.Li. e Sc.Te. , acquistando ora la comproprietà dell’impianto di ascensore, dovessero pro quota quel che era il costo d’allora delle spese di esecuzione dell’opera ragguagliate al valore attuale della moneta, onde evitare arricchimenti in danno dei condomini che avevano assunto l’iniziativa. La Corte d’Appello ha peraltro evidenziato come i signori T. e V. non avessero affatto documentato le spese anticipate per realizzare l’ascensore, sostenendo che non dovesse operarsene un rimborso, quanto piuttosto determinarsi un prezzo dell’impianto da corrispondere in base all’autonomia privata.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 art. 1121
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 sentenza