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COMITATO PARITETICO DEL VOLONTARIATO DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA STATUTO - REGOLAMENTO - PDF
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Ornella Molteni
1 COMITATO PARITETICO DEL VOLONTARIATO DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA ART. 1 Istituzione STATUTO - REGOLAMENTO E istituito ai sensi dell art. 23 della L.R. 21 Febbraio 2005, n.12 il Comitato Paritetico del Volontariato della Provincia di Forlì Cesena con sede a Forlì. ART. 2 Finalità 1. Il Comitato Paritetico persegue le finalità indicate all art. 23 della L.R. n.12/05 nell intento di essere elemento: a) di coordinamento fra tutte le organizzazioni di volontariato di cui alla Legge n.266/91, iscritte o non iscritte ai Registri Regionali o Provinciali, b) di raccordo fra le Organizzazioni medesime e le Istituzioni, c) facilitatore dell attività di concertazione e di partnership con i Comuni, le IPAB, il Terzo Settore nella programmazione, progettazione e realizzazione di interventi condivisi con riferimento, in particolare, a quelli in ambito sociale e sanitario come espressamente contemplato dalla Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi sociali 08/11/2000 n.328 e dalla l.r. n 2/ Il Comitato Paritetico, in aderenza al dettato legislativo e nell interesse della generalità del mondo del volontariato, svolge iniziative di raccordo e confronto tra il Volontariato e gli Enti locali con funzioni di proposta, di impulso, di sensibilizzazione, di verifica e di valutazione. Fissa inoltre le priorità per l azione del Centro di Servizio istituito nel territorio provinciale. In particolare contribuisce all individuazione delle priorità di intervento territoriali per la programmazione dei progetti promossi e attuati dalle Organizzazioni di Volontariato, in forma singola, o in rete tra loro, o con altri soggetti istituzionali per dare risposte puntuali ed efficaci ai bisogni del territorio e del Volontariato stesso. 3. Il Comitato Paritetico si propone di: a) favorire le Organizzazioni stesse nel reciproco arricchimento di idee, proposte ed esperienze volte a qualificare e sviluppare le iniziative e le attività nelle sue varie componenti, valorizzandone le attitudini e le peculiarità attraverso il confronto, la condivisione e la valutazione delle diverse esperienze, iniziative e competenze; b) stimolare la maturazione di un modello culturale, ispirato ai valori della pace e della non violenza, condiviso nell'ambito del terzo settore, capace di sensibilizzare l opinione pubblica sulle iniziative di solidarietà, sui temi del disagio sociale, dell emarginazione, dell immigrazione, delle povertà, della difesa dell ambiente, della cooperazione internazionale e della crescita civile e sociale; c) individuare e promuovere organiche politiche di intervento integrato, pubblico/privato, nelle diverse aree di interesse del volontariato ivi comprese le opzioni programmatiche approvate annualmente dalla Provincia e dai Comuni, con il metodo della concertazione, per il sostegno, anche finanziario, alla realizzazione da parte del volontariato di progetti di particolare rilievo sociale, sanitario, ambientale ecc., in genere volti alla prevenzione del disagio sociale; d) promuovere, con la collaborazione del Centro di Servizio, iniziative di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sull attività ed il ruolo del volontariato (incontri, convegni, feste ecc.);
2 e) stimolare il dibattito e l elaborazione culturale sulle materie comunque interessanti il volontariato; f) contribuire allo sviluppo e alla maturazione del diritto/dovere di cittadinanza europea; g) promuovere la partecipazione consapevole delle varie componenti alla realizzazione di un Osservatorio Provinciale del Terzo Settore ; h) promuovere incontri e dibattiti fra le organizzazioni di volontariato in preparazione delle conferenze Provinciali e Regionali anche attraverso la formulazione di approfondite proposte, osservazioni e suggerimenti, favorendone la partecipazione attiva anche in altri eventi e/o iniziative di rilievo per il mondo del Volontariato. ART.3 Ordinamento 1. Il Comitato Paritetico è composto da: Dieci Rappresentanti delle Associazioni di Volontariato (5 del Comprensorio Forlivese e 5 del Comprensorio Cesenate); L Assessore al Welfare della Provincia di Forlì Cesena; Un Rappresentante della Giunta del Comune di Forlì, competente per materia; Un Rappresentante della Giunta del Comune di Cesena, competente per materia; Un Rappresentante della Giunta del Comune di Savignano sul Rubicone, competente per materia; Un Rappresentante di ciascuna Comunità Montana. 2. Sono invitati permanenti del Comitato Paritetico, senza diritto di voto: i rappresentanti delle Fondazioni Bancarie della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Cassa di Risparmio di Cesena, il rappresentante Provinciale eletto in seno al Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato, i rappresentanti eletti nella Conferenza Regionale del Terzo Settore e nell Osservatorio Regionale, un rappresentante del Centro di Servizi, un rappresentante per ciascuno dei Coordinamenti Locali e Provinciali del Volontariato (Comunali, di distretto, Protezione Civile, Misericordie, Sanità, Pace e diritti umani, ecc.). Sulla base delle valutazioni del Comitato stesso, potranno essere invitati, di volta in volta, Rappresentanti di altre componenti del Terzo Settore, ivi compreso il portavoce del Forum del Terzo Settore per la realtà forlivese, nonché esperti e/o testimoni particolarmente rappresentativi del mondo del Volontariato, nel caso di materie da trattare di particolare rilievo e/o complessità. 3. I rappresentanti del volontariato sono eletti dall Assemblea delle Associazioni e/o Organizzazioni di cui alla legge n.266/91, iscritte o non iscritte al Registro Regionale o Provinciale assicurando la rappresentanza dei territori comprensoriali mentre i componenti del Comitato Paritetico del Volontariato di parte pubblica sono designati dagli Enti di appartenenza. 4. Il Comitato Paritetico resta in carica per un triennio, può essere rieleggibile e comunque esercita le proprie funzioni fino all insediamento del Comitato successivo. 5. Le cariche sono gratuite; ai membri del Volontariato può essere esclusivamente riconosciuto il rimborso delle spese effettivamente sostenute nell esercizio delle proprie funzioni. 6. Il Comitato elegge nel suo seno, fra i dieci rappresentanti del volontariato, un Presidente e un Vice presidente. Nomina un Segretario di norma messo a disposizione dall Ente Provincia che può essere coadiuvato, nella sua attività, da uno o più componenti del Comitato Paritetico o comunque dallo stesso individuati.
3 7. Il Presidente, il Vice presidente e due membri, individuati al proprio interno dal Comitato Paritetico eletti fra i rappresentanti del volontariato, compongono la Giunta di cui all Art.6 col supporto del Segretario. ART.4 - Assemblea 1. L Assemblea è costituita da tutte le organizzazioni di volontariato di cui alla Legge n.266/91, iscritte o non iscritte al Registro Regionale o Provinciale del Volontariato. E presieduta dal Presidente ed è convocata dallo stesso, in via ordinaria, previa delibera del Comitato Paritetico, almeno una volta all anno. 2. La convocazione può avvenire anche su richiesta di un decimo delle Organizzazioni di volontariato, iscritte, della Provincia; in tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione scritta entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta e l assemblea deve essere tenuta entro venti giorni dalla convocazione. 3. In prima convocazione l Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più una delle Associazioni iscritte nei Registri Regionale o Provinciale del Volontariato, presenti nella persona del legale rappresentante o di altro componente della medesima Organizzazione, per delega scritta dallo stesso legale rappresentante. 4. In seconda convocazione, da tenere non prima del giorno successivo e non oltre quindici giorni a quello della prima, l Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero delle organizzazioni presenti in proprio o per delega. 5. Ciascuna organizzazione ha diritto ad un solo voto ed il suo legale rappresentante può essere portatore di una delega, conferita da altra Associazione. 6. L Assemblea delibera a maggioranza dei presenti ed ha i seguenti compiti: eleggere i dieci rappresentanti del volontariato che fanno parte del Comitato Paritetico di cui all art.3; approvare Regolamenti e Statuti; approvare le linee di indirizzo e programmatiche annuali elaborate e presentate dal Comitato Paritetico entro il 30 novembre; approvare il rendiconto e la relazione annuali del Comitato entro il 30 Aprile dell anno successivo; eleggere il componente dell Osservatorio Regionale del Volontariato; votare il componente della rosa dei rappresentanti provinciali dalla quale vengono eletti, in occasione della Conferenza Regionale del Volontariato, i componenti del volontariato facenti parte del Comitato di Gestione del Fondo Speciale del Volontariato (art.2, comma b, Decreto Ministero del Tesoro 8 ottobre 1997). Questa operazione di voto è una prerogativa riservata alle Organizzazioni iscritte nei Registri Regionali e Provinciali del Volontariato; pronunciarsi sulla rappresentanza (territoriale) del Volontariato in seno alla Conferenza Regionale del Terzo Settore. ART.5 Deliberazioni del Comitato Paritetico Provinciale del Volontariato
4 1. Il Comitato Paritetico delibera in conformità alle finalità del presente Statuto - Regolamento ed alle linee di indirizzo e programmazione votate annualmente dall Assemblea. 2. Il Comitato Paritetico delibera con il voto unanime dei presenti e comunque con almeno il voto favorevole dei due terzi dei presenti. 3. Il Comitato Paritetico si riunisce di norma, alternativamente a Forlì o a Cesena- presso la propria sede o presso i locali della Provincia e/o del Centro Servizi, su convocazione scritta del Presidente, possibilmente una volta ogni due mesi ed ogni qualvolta lo ritenga necessario lo stesso Presidente e/o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti. In tale ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta. 4. In caso di dimissioni di un numero dei rappresentanti del Volontariato inferiore o pari alla metà dei 10 componenti eletti nel Comitato Paritetico, subentreranno i primi non eletti che accettino l incarico. Nel caso di dimissioni di un numero di Volontari superiore alla metà dei componenti si intenderà decaduto l intero Comitato. 5. Il Comitato Paritetico può istituire gruppi di lavoro e programmare momenti di studio volti alla conoscenza delle problematiche che attengono alle proprie competenze e di tematiche comunque di interesse del Volontariato. ART.6 Giunta Esecutiva 1. La Giunta, che ha funzioni meramente esecutive/organizzative, è composta dal Presidente, dal Vice presidente e da due membri del Comitato Paritetico nominati ai sensi del precedente art.3, ultimo comma. 2. Essa supporta il Presidente nell esecuzione delle deliberazioni assunte dal Comitato Paritetico nella predisposizione di tutto ciò che è inerente all attività del Comitato stesso. 3. La Giunta che ha, come detto, funzioni meramente esecutive/organizzative, informa il Comitato sugli argomenti affrontati nelle riunioni e relaziona allo stesso sulle conclusioni emerse. ART.7 Funzioni del Presidente 1. Il Presidente ha la rappresentanza legale del Comitato Paritetico di cui convoca e presiede le riunioni determinandone l ordine del giorno. 2. Convoca e di norma presiede le riunioni dell Assemblea e della Giunta. 3. In caso di necessità ed urgenza esso assume provvedimenti di competenza del Comitato Paritetico informandone il Comitato stesso per la necessaria ratifica nella prima seduta successiva. 4. Il Presidente cura e sviluppa ogni utile iniziativa di promozione e cooperazione per e con il mondo del volontariato, di collegamento con le Istituzioni pubbliche, private, con il Centro di Servizio e con altre componenti del Terzo Settore. 5. Può delegare precise funzioni al Vice presidente ed avvalersi per determinate funzioni della collaborazione di altri componenti il Comitato Paritetico. ART.8 Funzioni del Vice Presidente
5 1. Il Vice presidente coadiuva il Presidente assumendo, su delega, funzioni precise di competenza dello stesso. 2. In caso di assenza o impedimento del Presidente le funzioni di sua spettanza vengono esercitate dal Vice presidente. ART.9 Funzioni del Segretario 1. Il Segretario assiste il Presidente ed i membri del Comitato Paritetico nell esercizio delle loro funzioni, predispone formalmente le delibere da sottoporre al Comitato nel corso delle riunioni delle quali cura la redazione e la tenuta dei verbali. 2. Il Segretario, su richiesta del Presidente e con conseguente delibera del Comitato Paritetico, può essere coadiuvato da risorse professionali messe a disposizione dall Ente Provincia e/o da risorse esterne eventualmente ritenute necessarie. ART.10 Spese di Funzionamento 1. Il Comitato Paritetico fa fronte alle esigenze operative con risorse di Enti e soggetti terzi, siano essi pubblici o privati. 2. Le risorse così disponibili sono affidate alla gestione contabile della Provincia di Forlì- Cesena, anche attraverso la rendicontazione curata dal Segretario del Comitato Paritetico. Il Comitato potrà adottare, qualora risultassero praticabili anche sotto il profilo della competenza e della legittimità, soluzioni diverse anche d intesa col Centro di Servizio per il Volontariato. ART.11 Organismo di Rappresentanza del Volontariato Nelle more di iniziative legislative di livello nazionale e/o regionale, i dieci componenti del Comitato Paritetico Provinciale del Volontariato (art.3, comma 1), eletti democraticamente dall Assemblea delle Associazioni di cui alla legge n.266/91, oltre a far parte del Comitato nei modi e con le funzioni stabiliti dall art. 23 della L.R. n.12/05 e dal presente Statuto Regolamento, sono costituiti in Organismo Autonomo del Volontariato Provinciale, con funzione di rappresentanza delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Forlì-Cesena. A tal fine l Organismo opera autonomamente per promuovere iniziative, trattare e decidere sulle problematiche proprie del volontariato, in particolare di quello di ambito provinciale. L azione dell Organismo è svolta nel rispetto delle procedure previste dal presente Statuto Regolamento, se ed in quanto compatibili. Principi Ispiratori e Finalità: Sub 1 Principi fondamentali L Organismo Autonomo di Rappresentanza Provinciale del Volontariato si richiama ai valori della solidarietà, della democrazia, della partecipazione e del pluralismo: trae la propria legittimazione istituzionale dal mandato ricevuto dall Assemblea delle Associazioni della Provincia di FC (art.4). si propone come forma organizzativa libera ed autonoma del volontariato della Provincia.
6 interpreta il fenomeno del volontariato quale libera espressione della società civile e, nel rapporto con le istituzioni, si pone in chiave di libertà (libero interprete della società civile) e di responsabilità (assunzione del dovere di partecipare alla costruzione del bene comune). Sub 2 Finalità L Organismo Autonomo di Rappresentanza Provinciale del Volontariato si propone di perseguire: a) la salvaguardia dell autonomia e la promozione del volontariato; b) l elaborazione e l attuazione di obiettivi comuni al mondo del volontariato; c) il confronto e la collaborazione tra le varie realtà del volontariato e tra il volontariato e le altre espressioni della società civile che operano a fini di solidarietà; d) la partecipazione alla costruzione di uno stato sociale nel quale vengano garantiti i diritti fondamentali dei cittadini e assicurata l integrazione sociale dei soggetti deboli; e) l impegno del volontariato nella individuazione dei bisogni della collettività e nella risposta adeguata a quei bisogni, anche agendo sulle politiche locali e non, per indirizzarle a fini di solidarietà e di equità sociale; f) la vigilanza sulla corretta applicazione della legislazione sul volontariato a qualsiasi livello; g) l individuazione e la promozione delle varie forme di partecipazione previste dalla legislazione; h) la difesa dei diritti delle persone e dei gruppi più bisognosi di tutela. Sub 3 - Funzioni L Organismo Autonomo di Rappresentanza Provinciale del Volontariato: - partecipa direttamente o individua i Volontari che collaboreranno alla programmazione territoriale di cui alla legge regionale n 2/03 con la presenza attiva: nei tavoli politici di concertazione a livello di ambito di zona; nei tavoli tematici di confronto favorendo il dibattito fra le Associazioni a vario titolo interessate; alle conferenze ed iniziative formative e seminariali promosse a livello provinciale; - partecipa agli Organismi previsti a livello di integrazione sanitaria e sociale (Comitati Etici, Comitati Consultivi misti, ecc.) - promuove iniziative di confronto e approfondimento su tematiche di rilievo per il Volontariato anche in preparazione delle Conferenze Provinciali e Regionali di cui all art. 17 della l.r. n 12/05; - aderisce e interagisce coi Forum Locali e Regionale per azioni di promozione e confronto fra le varie componenti attive del Terzo Settore (Volontariato, Associazionismo e Cooperazione Sociale) anche attraverso il raccordo con la Conferenza Regionale del Terzo Settore nonché il supporto e la partecipazione all Osservatorio Regionale del Volontariato; - attiva e rafforza ogni necessaria ed opportuna collaborazione e sinergia col Centro di Servizio atte a favorire lo sviluppo armonico della realtà del Volontariato sul territorio provinciale; - promuove, altresì, il confronto con e fra le Associazioni di Volontariato per supportare il Comitato Paritetico nella individuazione, il più possibile concertata e condivisa, delle priorità per l azione del Centro di Servizio con particolare attenzione ai progetti promossi ed attuati dalle Organizzazioni di Volontariato in risposta ai bisogni del territorio (si veda più ampia specifica al precedente art.2 punto 2)
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References: ART. 1
 art. 23
 ART. 2
 art. 23
 ART.3
 Art.6
 ART.4
 art.3
 ART.5
 ART.6
 art.3
 ART.7
 ART.8
 ART.9
 ART.10
 ART.11
 art. 23
 art. 17
 art.2
 Art. 3
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 1
 ARTICOLO 1

ART. 1
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 Art. 2
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