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Timestamp: 2020-03-31 12:44:12+00:00

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PROGETTO FORMATIVO | Famiglia Universitaria
“Card. Giulio BevilacquaEmiliano Rinaldini”
PROGETTO FORMATIVO e REGOLAMENTO
Negli anni seguenti l’originaria residenza veniva trasferita presso casa Palazzi in piazza del Foro 2. Al fine di consentire l’ospitalità anche agli studenti universitari, nel 1965, in concomitanza con l’istituzione della sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Fondazione Giuseppe Tovini costituiva, sempre per iniziativa di Vittorino Chizzolini, la Famiglia Universitaria, intitolata al Cardinale Giulio Bevilacqua (1881-1865), nell’antica sede di via Veronica Gambara 15.
La Fondazione Tovini, istituzione riconosciuta quale ente morale con decreto del Presidente della Repubblica nel 1957, era stata fondata da Vittorino Chizzolini e da Mons. Angelo Zammarchi (1871-1958) all’inizio degli anni Cinquanta, intendendo ispirarsi alla singolare ed eroica testimonianza evangelica di Giuseppe Tovini (1841-1897), laico bresciano protagonista del movimento cattolico italiano nella seconda metà del XIX secolo.
Nel corso del tempo si sono avvicendate, nelle sedi della Famiglia universitaria “Card. Bevilacqua – Emiliano Rinaldini”, decine e decine di studenti universitari, provenienti prevalentemente dalle Valli bresciane, dalle provincie limitrofe di Bergamo, Cremona, Sondrio, Trento e Verona, come pure dai Paesi del Terzo Mondo.
A partire dal 1993, le due sedi si sono trasferite nella zona occidentale di Brescia, nella dimora di Villa S. Filippo in via Ferrando 1, un tempo fervido centro di spiritualità promosso dai Padri filippini della Pace. L’odierna residenza della Famiglia universitaria, che ospita circa 60 studenti universitari iscritti alle facoltà scientifiche e umanistiche degli atenei cittadini, è dotata di camere singole, sale studio, soggiorni, biblioteca, emeroteca, cappella, sale riunioni, servizio cucina, campo di calcio e parcheggio. La comunità studentesca è retta da un responsabile, coadiuvato da giovani laureati collaboratori, ed è spiritualmente animata da un sacerdote assistente.
Nel giugno 1990 si è formalmente costituita l’Associazione “Vittorino Chizzolini”, che raccoglie centinaia di ex studenti della Famiglia universitaria, con l’intento di custodire e diffondere la memoria dell’indimenticabile professore, e di alimentare ed intensificare un rapporto associativo volto alla crescita culturale e spirituale, alla collaborazione, all’amicizia e alla solidarietà tra gli ex studenti, nella prospettiva di un’autentica formazione permanente, intessendo pure un proficuo dialogo con l’odierna comunità studentesca.
Ispirata ai principi pedagogici ed agli orientamenti antropologici cristiani, la Famiglia universitaria si propone di contribuire significativamente alla formazione integrale dei giovani ospiti, sotto il profilo morale, spirituale, culturale, professionale. In tale prospettiva definisce ed attua annualmente un programma formativo caratterizzato da momenti religiosi, culturali, del tempo libero, come pure concorre a favorire l’impegno e la responsabilità individuali nel contesto di un’intensa e dinamica vita comunitaria.
Al fine altresì di coltivare ed accrescere nei giovani studenti un autentico stile di rispetto, di dialogo, di accoglienza reciproca, di amicizia, di solidarietà negli ambiti della vita quotidiana, la Famiglia universitaria promuove forme, modalità, condizioni, spazi di condivisione, di integrazione, di interdisciplinarietà. Nell’ambito delle iniziative formative promosse annualmente, particolare attenzione viene dunque riservata:
– alla formazione morale e religiosa, per enucleare ed individuare risposte adeguate e consapevoli dinnanzi alle questioni etiche fondamentali che interpellano le giovani generazioni nel loro itinerario di crescita e di maturazione;
– alla formazione culturale, per integrare, in una prospettiva interdisciplinare, la preparazione specifica acquisita in ambito universitario, e per offrire opportunità di confronto e di riflessione critica con la pluralità dei saperi;
– alla formazione professionale, per corrispondere alle esigenze ineludibili dell’etica professionale, nella ricerca altresì di opportuni ed assidui contatti con le strutture universitarie, le istituzioni culturali, gli ordini professionali, le imprese.
Art. 3 Direzione e animazione
La Famiglia universitaria è retta da un responsabile, nominato dal Consiglio d’amministrazione della Fondazione Giuseppe Tovini. A questi si affiancano, con responsabilità educative, il sacerdote assistente spirituale, i giovani laureati collaboratori, i consiglieri dell’associazione degli ex studenti ed ogni presenza ulteriore ritenuta efficace a giudizio del responsabile.
D’intesa con la segreteria della Fondazione Tovini, un collaboratore coordina l’attività amministrativa ed organizzativa della Famiglia Universitaria.
Al fine di favorire una partecipazione responsabile e diretta della comunità studentesca all’animazione della vita comunitaria, annualmente viene designato dal responsabile un nucleo di studenti, denominato Commissione culturale, come pure vengono attivati gruppi di servizio, ai quali sono invitati ad aderire tutti gli studenti ospiti. Ulteriori iniziative di coinvolgimento degli studenti sono affidate alle competenze del responsabile.
Art. 4 La vita comunitaria
Lo spirito e le ragioni ideali che ispirano e orientano l’esperienza della Famiglia universitaria, esigono d’essere tradotte in uno stile di vita personale e comunitario, quale di seguito viene indicato:
– accoglienza e condivisione dell’ispirazione cristiana e dello spirito che caratterizza la Fondazione Giuseppe Tovini;
– accoglienza e condivisione dell’itinerario educativo personale e comunitario;
– residenzialità e permanenza continuativa presso la Famiglia universitaria;
– applicazione costante e dedizione seria e convinta negli studi universitari, nella frequenza alle lezioni ed esercitazioni, partecipazione attiva alla vita universitaria;
– osservanza degli adempimenti accademici, regolarità e sistematicità nel curriculum universitario personale;
– adesione attiva allo spirito e alle norme della vita comunitaria nella solidarietà, comprensione, rispetto, dialogo, reciprocità, lealtà, onestà, correttezza negli atteggiamenti etici e nei rapporti interpersonali;
– partecipazione consapevole, solerte, costruttiva ai diversi momenti, tempi, esperienze proprie della vita comunitaria: momenti religiosi, sociali, culturali, del tempo libero, sportivi, turistici, conviviali, quotidiani e ordinari, eccezionali e qualificanti;
– rigoroso silenzio nei luoghi di studio, di preghiera e nei corridoi, onde favorire concentrazione, applicazione e approfondimento;
– rigoroso silenzio nelle camere, soprattutto nelle ore serali, onde favorire le più elementari e legittime esigenze di riposo;
– corretta e rigorosa fruizione delle strutture logistiche e dei servizi presenti presso la Famiglia universitaria: sale comuni, e studi, cappella, sale computer, sala biblioteca, cucina, segreteria, servizi generali, suppellettili, stampa quotidiana e periodica;
– osservanza rigorosa e coerente delle disposizioni generali e particolari indicate dal responsabile della Famiglia universitaria;
– accoglienza e riconoscimento del ruolo e del servizio di guida e di animazione, come pure di ogni competenza propria del responsabile della Famiglia universitaria;
– accoglienza e riconoscimento del servizio spirituale e pastorale svolto dal sacerdote assistente;
– accoglienza e riconoscimento delle funzioni di servizio svolte dai laureati collaboratori presso la Famiglia universitaria;
– osservanza delle disposizioni per cui ospiti esterni possono accedere solo ed esclusivamente alle sale comuni; l’ospitalità per ragioni di studio in altri ambienti richiede l’autorizzazione diretta del responsabile della Famiglia universitaria;
– rigoroso rispetto della libertà e dignità personale, delle esigenze di riservatezza, delle norme di civiltà ed educazione;
– rigoroso rispetto dei beni altrui (materiale didattico, sussidi e libri, capi di abbigliamento, vivande, generi vari).
Art. 5 Ammissione e riconferma
L’accesso alla Famiglia universitaria avviene mediante colloqui selettivi, cui fanno seguito verifiche annuali per la riconferma dell’ospitalità.
Termine di riferimento ineludibile per tale valutazione sono la disponibilità e l’effettiva adesione personale al progetto formativo proposto dalla Famiglia universitaria.
In questa stessa prospettiva, per l’accoglienza di nuovi studenti, verrà valutata attentamente la preparazione culturale di base del candidato, come pure il curriculum scolastico, la fisionomia morale, l’idoneità e la disponibilità alla vita comunitaria, le condizioni economiche famigliari.
Per la riconferma annuale, si terrà conto del profitto universitario, della qualità e intensità nella partecipazione alla vita comunitaria, della reale condivisione dello spirito e dello stile proprio della Famiglia universitaria.
Brescia settembre 2014
Il presente Regolamento è la traduzione normativa delle finalità del Progetto Formativo della Famiglia Universitaria “Card. Giulio Bevilacqua – Emiliano Rinaldini”, a questo si riferisce e ne è parte integrante.
La vita in Famiglia Universitaria è fondata sulla leale e fattiva condivisione delle finalità espresse nel Progetto Formativo e richiede agli Studenti ospiti uno stile coerente a tali principi.
La disciplina contenuta nel presente Regolamento non può dirsi esaustiva e, per i casi non espressamente normati, il Responsabile potrà adottare specifiche disposizioni in analogia a quanto ivi previsto e comunque in coerenza con i principi generali dettati dal Progetto Formativo.
Art. 2 Direzione
Alla direzione della Famiglia Universitaria è preposto un Responsabile nominato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Tovini. Egli è responsabile e moderatore della vita comunitaria della Residenza, ordinata secondo le linee del Progetto Formativo e del presente Regolamento.
È compito del Responsabile promuovere, secondo i principi indicati nel Progetto Formativo, la formazione umana e culturale degli Studenti, proponendo, in dialogo con loro, un percorso personale e attività comunitarie che favoriscano l’impegno nello studio ed una crescita integrale della loro persona.
I Collaboratori del Responsabile, eventualmente da questo indicati anche tra ex studenti residenti o non residenti in Famiglia, partecipano della sua autorità e come tali vanno accolti.
Il giovane che desidera essere ospitato in Famiglia deve sostenere un colloquio con il Responsabile che può prevedere anche lo svolgimento di prove psicoattitudinali.
Il colloquio ha lo scopo di verificare per gli studenti che si iscrivono al primo anno accademico un’adeguata disposizione agli studi universitari anche sulla base del voto dell’Esame di Stato e per gli studenti iscritti ad anni successivi al primo una soddisfacente carriera accademica.
Nel colloquio si verifica la condivisione degli obiettivi proposti nel Progetto Formativo e nel Regolamento che in tale sede vengono esplicitati e consegnati all’aspirante.
È inoltre verificata la disponibilità dello studente ad intraprendere il percorso educativo proprio della Famiglia Universitaria.
Sono valutate, ai fini dell’ammissione, eventuali pregresse esperienze associative o di volontariato ed è richiesta la presentazione da parte di un sacerdote, o di un insegnante dell’ultimo anno della scuola secondaria – per gli studenti che si iscrivono al primo anno -, o di altro soggetto concordato con il Responsabile.
L’ammissione è pertanto subordinata ad una positiva valutazione della domanda da parte del Responsabile, oltre che all’accettazione e alla sottoscrizione del Progetto Formativo e del presente Regolamento da parte dell’Aspirante.
Art. 4 Riconferma
Prima delle vacanze estive il Responsabile verificherà con ogni Studente ospite che ha rinnovato la propria richiesta di permanenza i risultati del percorso accademico e la qualità della partecipazione alla vita della Famiglia.
La conferma di ospitalità per il successivo anno accademico, decisa dal Responsabile, dipenderà dall’esito positivo di queste due verifiche e, di regola, non sarà data oltre due anni fuori corso.
Art. 5 Vita comunitaria
La vita in Famiglia è fondata sulla reale condivisione delle finalità e dei valori espressi nel Progetto Formativo e richiede uno stile di vita ad esso coerente. È pertanto deprecato ogni comportamento non rispettoso di sé stessi, della Comunità, del personale di servizio, degli ambienti e delle cose.
Il Responsabile stabilisce annualmente tre colloqui con ogni Studente per definire il percorso formativo personalizzato (inizio anno) e per verificare l’impegno e il profitto in relazione al piano di studi, l’inserimento nella comunità e la partecipazione alle iniziative proposte (metà e termine anno).
Coerentemente con l’ispirazione cristiana che connota l’identità della Famiglia ogni Studente è invitato a partecipare alle proposte di carattere spirituale.
Ogni Studente ha la responsabilità di dare il proprio contributo di presenza, collaborazione e condivisione ai diversi momenti della vita della Comunità studentesca.
Ogni Studente è tenuto a partecipare alla totalità delle proposte formative di carattere culturale e in caso di grave impedimento deve preventivamente darne comunicazione motivata al Responsabile anche tramite la Segreteria.
Ciascuno Studente procurerà di tenersi informato sulla vita comunitaria prendendo visione delle comunicazioni affisse all’apposita bacheca e trasmesse a mezzo mail.
Secondo gli interessi personali e le necessità della Comunità lo Studente ospite è invitato ad aderire alle Commissioni di servizio interne che verranno costituite.
Ogni Studente, ferma la priorità dello studio, è chiamato a prestare il proprio aiuto per le iniziative e le necessità comunitarie, così favorendo un clima di condivisione e corresponsabilità sereno, solidale e fraterno.
Art. 6 Assemblea degli Studenti
Il Responsabile convoca almeno due volte l’anno l’Assemblea degli Studenti al fine di condividere e verificare l’andamento della vita comunitaria.
Art. 7 Commissioni di servizio
Per le finalità proprie indicate nel Progetto formativo e nel presente Regolamento sono istituite le Commissioni di servizio, preposte, ciascuna per quanto di competenza, all’animazione e alla gestione dei diversi aspetti della vita della Comunità studentesca.
Il Presidente di Commissione, individuato ad inizio anno accademico dal Responsabile previo parere del Console e del Consiglio Consolare in carica, coordina l’attività della Commissione sollecitando, anche mediante periodiche riunioni, la partecipazione di tutti i componenti all’attività della stessa.
Art. 8 Consiglio Consolare
Per le finalità proprie indicate nel Progetto formativo e nel presente Regolamento è istituito il Consiglio Consolare che svolge funzione consultiva e di supporto all’opera di direzione e moderazione del Responsabile in ordine, in particolare, alle diverse questioni concernenti l’andamento della vita comunitaria.
Il Consiglio Consolare è composto:
a) Quali componenti aventi diritto di voto: dal Console (indicato tra gli studenti anziani secondo le consuetudini dalla Comunità studentesca), da due Proconsoli (indicati secondo le consuetudini dal Console), dai Presidenti delle Commissioni di servizio e da un delegato indicato, senza vincolo di mandato, dagli studenti di ciascun anno – successivo al primo e sino al sesto – ove non già rappresentato dalle precedenti cariche.
b) Quali componenti non aventi diritto di voto: dal Responsabile, dall’Assistente spirituale e dai Collaboratori che il Responsabile eventualmente indicherà anno per anno.
La convocazione del Consiglio ha cadenza almeno bimestrale e può comunque essere richiesta dal Responsabile, dal Console, o da un terzo dei suoi componenti aventi diritto di voto.
Il Consiglio, ove necessario, delibera a maggioranza semplice sui temi posti all’Ordine del giorno.
La convocazione è formalizzata dal Responsabile che ne redige l’Ordine del giorno.
In ragione di specifici argomenti sottoposti alla discussione il Responsabile o il Console possono invitare al Consiglio singoli studenti che vi partecipano senza diritto di voto.
Art 9 Norme comportamentali
Ad ogni Studente, al momento della sua accoglienza, viene assegnata una camera – singola o doppia – di uso strettamente personale, fornita di suppellettili e arredi. La camera, alla fine della permanenza, dovrà essere restituita nel medesimo stato, salvo il normale deperimento d’uso.
Ogni Studente possiede copia delle chiavi d’ingresso. Ogni abuso nell’utilizzo di tali chiavi è soggetto a norme disciplinari.
Lo Studente utilizza personalmente la stanza assegnatagli e non può cambiarla con altri ospiti. Qualsiasi modifica nella sistemazione logistica deve essere autorizzata dalla Segreteria. Quanto esposto e conservato nella propria camera deve essere consono ai valori di riferimento della Famiglia. Lo Studente lascerà libera e agibile la propria stanza nell’orario delle pulizie.
Non è consentito suonare strumenti musicali in camera ed eventuali apparecchi radiofonici o di altro tipo vanno costantemente tenuti a volume basso, fermo il rispetto degli orari di studio e risposo.
Il Responsabile provvede ai trasferimenti di camera anche durante l’anno su richiesta dello Studente o di sua propria iniziativa.
Allo Studente è consegnata la chiave della camera, ma l’accesso a questa è sempre consentito al Responsabile, ai suoi Collaboratori, agli impiegati della Segreteria ed al personale addetto alla pulizia e alla manutenzione
La Famiglia non risponde di valori e/o denaro che lo studente conservi in stanza.
Ogni Studente è tenuto ad indicare settimanalmente, sull’apposito registro affisso in bacheca, i giorni di presenza in Famiglia.
La Residenza è aperta durante tutto l’anno accademico. I periodi di chiusura estivi e per festività verranno tempestivamente comunicati agli Studenti.
Ogni Studente è tenuto a creare e mantenere le condizioni utili e necessarie per lo studio. A tal fine sulle scale, nei corridoi e ai piani dove sono ubicate le camere e le sale studio va evitato ogni genere di rumore molesto.
Dopo le 23,00 anche nei luoghi comunitari, il comportamento deve essere rispettoso del silenzio, per favorire le esigenze personali e il riposo.
Art. 11 Ospiti
Allo Studente è consentito, dal lunedì al venerdì, tra le 9.00 e le 23.00 e prevalentemente per motivi di studio, ricevere ospiti esterni del cui comportamento risponde personalmente. È obbligatorio indicare sull’apposito registro esposto in bacheca il nominativo dell’ospite e dello Studente anfitrione.
Gli ospiti possono frequentare solo i luoghi comunitari ed è pertanto vietato accogliere soggetti non residenti in Famiglia nelle camere.
Eventuali specifiche deroghe alla disciplina del presente articolo potranno essere autorizzate volta per volta esclusivamente dal Responsabile.
Ogni violazione del presente articolo è soggetta a provvedimento disciplinare.
In caso di malattia lo Studente, direttamente o tramite i compagni, deve avvertire il Responsabile che, in accordo con l’interessato, valuterà la chiamata del medico e l’informazione alla famiglia, predisponendo altresì l’eventuale rientro del giovane a casa
In quest’ultimo caso per la riammissione in Famiglia potrà essere richiesta la presentazione di certificato medico che attesti l’avvenuta guarigione e il ripristino dell’idoneità alla vita comunitaria.
Poiché il personale medico è reperibile solo nella fascia oraria assegnata al Servizio di Continuità Assistenziale, gli Ospiti che rimangono per lungo tempo presso la Residenza sono invitati a scegliere un medico curante presso l’ATS cittadina e a darne comunicazione alla Segreteria.
In caso di accesso al Pronto Soccorso o di ricovero ospedaliero ogni Studente è tenuto a darne immediata comunicazione al Responsabile.
Art. 13 Uso degli spazi comuni
L’uso degli spazi comunitari (sale studio, sale computer, cucine, biblioteca, bacheche, sale TV, palestra, cortili, rimessa cicli e motocicli, parcheggio, campo da calcio) è sottoposto alle disposizioni relative ad ogni servizio e in generale ci si attenga alle seguenti indicazioni:
Ogni Studente avrà cura di mantenere l’ordine anche negli spazi comunitari, con comportamento e abbigliamento decorosi.
É vietato fumare in tutti i locali chiusi della Residenza, inclusa la propria stanza.Gli studenti che permangono il sabato e la domenica presso la Residenza possono usufruire del servizio di lavanderia e gli spazi resi a tal fine disponibili vanno mantenuti in ordine avendo cura dei propri indumenti e di quelli altrui e particolare attenzione nell’utilizzo delle attrezzature rese disponibili. È vietato lavare in camera.
L’uso degli spazi comunitari è regolato dal Responsabile e dalla Segreteria. Non è possibile spostare componenti dell’arredo.
Terminato lo studio e le attività, lo Studente lascerà sempre l’ambiente comunitario libero da ogni materiale e in ordine in modo che sia disponibile per gli altri Studenti e per la pulizia.
Art. 14 Uso della cucina
La cucina può essere sempre utilizzata, ad eccezione degli orari nei quali il personale preposto ne provvede il riassetto.
Vanno mantenuti l’ordine, la pulizia e va esercitata la massima collaborazione da parte di tutti nel corretto utilizzo delle stoviglie e degli elettrodomestici che vengono messi a disposizione.
Particolare attenzione andrà prestata nell’uso dei frigoriferi e nella conservazione del cibo. Ogni Studente è tenuto ad osservare le necessarie norme igienico sanitarie. Il personale di servizio è autorizzato a provvedere la pulizia dei frigoriferi e a smaltire alimenti scaduti o mal conservati.
I pasti vanno consumati negli spazi comunitari, interni ed esterni, a tal fine predisposti.
Art. 15 Danni e risarcimento
Ogni Studente che determini un danno o un guasto alle strutture o ai beni mobili della Residenza è tenuto a comunicarlo alla Segreteria prontamente.
Lo Studente è responsabile personalmente per i danni arrecati all’interno della propria stanza o nei luoghi di uso comune e dovrà provvedere al risarcimento.
Nel caso non sia possibile individuare l’autore del danno, su disposizione del Responsabile, ciascun Studente contribuirà in solido al risarcimento del danno stesso con gli altri assegnatari di camera, piano o residenza.
Art. 16 Segreteria e Personale di servizio
Gli Studenti sono tenuti a segnalare ogni eventuale anomalia, guasto agli impianti, presenza di estranei nella Residenza alla Segreteria.
Lo Studente deve facilitare il personale nell’adempimento delle sue mansioni e non può chiedere alcun servizio, specie se diverso da quelli relativi alle rispettive mansioni. Ogni eventuale richiesta o rilievo dovrà essere rivolta alla Segreteria.
Art. 17 Strumenti informatici
Per le proprie esigenze di studio gli Ospiti potranno usufruire degli elaboratori e del servizio internet messi a loro disposizione, secondo le modalità e gli usi consentiti dalla legge.
Art. 18 Strumenti elettrici
Nella stanza è vietato: tenere frigoriferi, impiegare fornelli di qualsiasi tipo, ferri da stiro, scaldavivande, stufe a gas, elettriche, a cherosene o simili; detenere liquidi o sostanze infiammabili tipo alcool o carburanti anche in piccole quantità; utilizzare strumentazioni elettriche di potenza superiore a 1000 Watt e comunque oggetti, materiali e apparecchiature che facciano superare i limiti del carico di incendio previsti dalle normative per ciascuna tipologia di stanza.
La Segreteria e il Responsabile della sicurezza si riservano il diritto di verificare il rispetto di tale disposizione e delle eventuali ulteriori norme di sicurezza che verranno segnalate con apposite comunicazioni.
Art. 19 Sicurezza
Lo Studente, all’atto dell’ammissione, deve informarsi, attraverso le indicazioni esposte, sulle procedure da seguire in caso d’emergenza. Tutti gli Ospiti presenti nella Residenza debbono partecipare alla formazione antincendio ed antisismica ed alle relative esercitazioni d’esodo che verranno poste in essere.
I dati personali forniti o raccolti in ragione dell’ospitalità presso la Famiglia Universitaria sono trattati secondo la disciplina di cui al Regolamento UE 2016/679 concernente la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, ovvero secondo la disciplina dettata in materia dalle competenti Autorità nazionali. In ordine al trattamento dei dati personali è resa agli Ospiti l’informativa di legge e raccolto, per quanto richiesto, il necessario consenso.
Art. 21 Disposizioni disciplinari
In caso di inosservanza delle norme del presente Regolamento il Responsabile adotterà i provvedimenti disciplinari valutati necessari in forma di richiamo verbale o ammonizione scritta.
Per violazioni gravi o ripetute il Responsabile potrà procedere all’allontanamento temporaneo dello Studente per una durata non superiore a tre settimane, ovvero all’allontanamento definitivo.
In caso di gravi e diffuse violazioni delle norme di cui agli articoli 9, 10, 11, 13 e 14 del Regolamento, il Responsabile, sentito il Consiglio Consolare, potrà, al fine di sollecitare maggior attenzione nell’osservanza delle norme generali di comportamento, disporre la temporanea sospensione di servizi non essenziali resi dalla Famiglia agli Ospiti.
Per trasgressioni di Legge sarà investita l’Autorità Giudiziaria.
Art. 22Disposizioni finali
Ogni Studente ammesso in Famiglia Universitaria dovrà sottoscrivere il proprio impegno all’osservanza delle norme del presente Regolamento.
La dicitura “Consiglio Consolare” contenuta nel presente Regolamento deve intendersi corrispondente alla dizione “Commissione culturale” contenuta nel Progetto Formativo.
L’entrata in vigore provvisoria del presente regolamento avverrà mediante affissione in bacheca previo parere espresso dal Consiglio Consolare nel corso del primo bimestre dell’anno accademico 2018/2019.
L’entrata in vigore definitiva del Regolamento avverrà successivamente all’approvazione da parte dei competenti Organi della Fondazione Giuseppe Tovini.
Brescia settembre 2018
Approvato il 13.12.2018

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 21

Art. 22