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Timestamp: 2019-09-22 15:32:53+00:00

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AMMINISTRATORE SOCIETARIO: il relativo compenso in sede di ammissione al passivo non è assistito dal privilegio generale ex art. 2751 bis n. 2 c.c. – Forum Iuris
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AMMINISTRATORE SOCIETARIO: il relativo compenso in sede di ammissione al passivo non è assistito dal privilegio generale ex art. 2751 bis n. 2 c.c.
Cassazione civile, sezione prima, sentenza n. 4406 del 21/02/2017 [Leggi provvedimento]
Il credito costituito dal compenso in favore dell’amministratore di società, anche se di nomina giudiziaria, non è assistito dal privilegio generale di cui all’art. 2751-bis, n. 2, cod. civ., atteso che egli non fornisce una prestazione d’opera intellettuale, né il contratto tipico che lo lega alla società è assimilabile al contratto d’opera, di cui agli artt. 2222 e ss. cod. civ. non presentando gli elementi del perseguimento di un risultato, con la conseguente sopportazione del rischio, mentre l’ “opus” (e cioè l’amministrazione) che egli si impegna a fornire non è, a differenza di quello del prestatore d’opera, determinato dai contraenti preventivamente, né è determinabile aprioristicamente, identificandosi con la stessa attività d’impresa.
La Cassazione, con la sentenza 21 febbraio 2017, n. 4406, ha rigettato il ricorso proposto da un amministratore di una società a responsabilità limitata, dichiarata fallita. Il ricorrente aveva richiesto l’ammissione al passivo fallimentare deducendo che il credito era assistito dal privilegio riguardante le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d’opera intellettuale dovute per gli ultimi due anni di prestazione.
Pertanto la richiesta dell’amministratore presupponeva l’accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro subordinato. A sostegno di tale configurazione venivano indicati i diritti all’incremento del compenso al raggiungimento di targets, al percepimento di un’indennità di fine mandato e trattamento di fine rapporto, ad una indennità in caso di risoluzione anticipata. Inoltre gli era stata conferita un delega per la gestione ordinaria dell’amministrazione sociale con ampi poteri di spesa.
In seguito il credito in questione è stato ammesso in via chirografaria. L’amministratore ha deciso di presentare opposizione allo stato passivo, la quale è stata rigettata dal Tribunale di Ivrea. In tale sede è stato osservato che l’attività svolta va ricondotta a quella svolta dall’amministratore delegato. Infatti la circostanza che la società fallita fosse assoggettata alle decisioni della sede francese non escludeva l’autonomia dell’amministratore.
Nel rigettare il ricorso presentato dall’amministratore la cassazione ha voluto, preliminarmente, sottolineare che per la qualificazione giuridica dell’attività svolta occorre una valutazione concreta ed effettiva della stessa, la quale deve essere provata dal ricorrente. È altresì fondamentale il fatto che non trovasse applicazione l’art. 61 del d.lgs. n. 276 del 2003, relativa alla collaborazione occasionale, in quanto non è stato dedotto il controllo della sede francese sulla sede italiana, presupposto per l’applicazione della norma, e un rapporto di lavoro con la prima.
La corte ha concluso stabilendo che l’amministratore, in funzione dell’attività gestoria, non fornisce una prestazione d’opera intellettuale, e il suo rapporto con la società non è assimilabile al contratto d’opera.
Anche in questa occasione la Cassazione si è conformata ai precedenti in materia, infatti non ha escluso totalmente che l’amministratore possa essere qualificato come lavoratore subordinato. Però è necessario che sia provato in modo certo il requisito della subordinazione, il quale non sussiste nel momento in cui l’amministratore svolga poteri di gestione, comando e disciplina (cfr. Cass. n. 894 del 1994 e n. 392 del 2002) come nel caso di specie.
Pertanto il mancato inquadramento dell’attività svolta dell’amministratore in queste categorie non consente al credito dello stesso di essere assistito dal privilegio di cui all’art. 2751-bis, n. 2 c.c.
Topics: amministratore ammissione al passivo art.2751 bis cc compenso fallimento inammissibile privilegio società
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