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Timestamp: 2020-01-28 03:54:47+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15136 del 19/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15136 del 19/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/06/2017, (ud. 15/02/2017, dep.19/06/2017), n. 15136
sul ricorso 6869/2016 proposto da:
CARLA VILLANI MEI;
avverso la sentenza n. 285/8/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BOLOGNA, depositata il 06/02/2015;
L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR dell’Emilia-Romagna, che il 6 Febbraio 2015 ha riconosciuto a favore del Dott. G.G., medico del lavoro, il rimborso dell’IRAP versata per l’anno 1999. Il contribuente si difende con controricorso.
L’Agenzia delle entrate fondatamente censura – per violazione di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2, 3) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività del contribuente priva del requisito dell’autonoma organizzazione in presenza di rilevanti “compensi a terzi… per analisi e per visite specialistiche da parte di altri professionisti”.
La decisione del giudice regionale non è in linea su principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U., Sentenza n. 9451 del 10/05/2016, laddove si afferma che, in tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Dalla lettura combinata della sentenza d’appello e del ricorso per cassazione emerge che nella specie il thema decidendum riguarda l’avvalimento delle prestazioni di terzi (analisti e specialisti) con costi non irrilevanti se rapportati al remoto anno d’imposta controverso. Il che non consente di escludere di per se stesso che i suddetti parametri siano superati dall’attività del contribuente, non risultando alcun accertamento in punto di fatto circa il concreto atteggiarsi, in termini di continuità e coordinamento, delle sinergie collaborative tra le prestazioni di un medico del lavoro e quelle da lui remunerate a laboratori d’analisi e altri medici specialisti.
Più in generale Cass., Sez. 6-5, Ordinanza n. 3501 del 09/02/2017 chiarisce che “l’impiego non occasionale di lavoro altrui, costituente una delle possibili condizioni che rende configurabile un’autonoma organizzazione, sussiste se il professionista eroga elevati compensi a terzi per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività, restando indifferente il mezzo giuridico utilizzato” (cfr. dec. ivi cit.).
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di accoglimento con rinvio per nuovo e approfondito esame della fattispecie concreto alla luce dei principi di diritto sopra enunciati.
La Corte accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione; cassa la sentenza in relazione all’accolto; rinvia alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio.

References: Sentenza 
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 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 2
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