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Timestamp: 2019-06-18 16:38:57+00:00

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PROCESSO CIVILE | Avv. Edoardo Colzani (Ph.D.)
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Abolire l’udienza di p.c.
12 dicembre 2018 12 dicembre 2018 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE, PROCESSO CIVILE	news, precisazione conclusioni, proposta di legge, riforma processo civile, udienza di precisazione delle conclusioni
PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa del deputato Roberto Cataldi Disposizioni per la semplificazione e la velocizzazione del processo civile nonché per la riaffermazione del principio di prevalenza del diritto sostanziale sul diritto processuale.
E se il decreto ingiuntivo lo emettesse l’Avvocato? Ipotesi di riforma…
5 dicembre 2018 5 dicembre 2018 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE, PROCESSO CIVILE	creditore procedente, debitore, decreti ingiuntivi, giudice e avvocato, opposizione a decreto ingiuntivo, processo veloce, responsabilità avvocato
E’ al vaglio del parlamento un disegno di legge che si propone di attribuire all’Avvocato, e non più al Giudice, il potere di emettere il decreto ingiuntivo. L’intervento giudiziale viene dunque riservato alla fase successiva ed eventuale di opposizione. Ciò comporta una sensibile riduzione dei tempi di giustizia, in vantaggio del creditore. Maggiore dunque la responsabilità in capo all’avvocato.
1. Al libro sesto, titolo I, del codice di procedura civile, dopo il capo I è inserito il seguente:
«CAPO I-BIS DEL PROCEDIMENTO DI INGIUNZIONE SEMPLIFICATO
Art. 656-bis
Atto di ingiunzione di pagamento
L’avvocato munito di mandato professionale, su richiesta dell’assistito che sia creditore di una somma liquida di danaro, emette un atto di ingiunzione di pagamento con cui ingiunge all’altra parte di pagare la somma dovuta nel termine di venti giorni, con l’espresso avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in mancanza di opposizione, si procederà a esecuzione forzata:
a) se del diritto fatto valere si dà prova scritta ai sensi dell’articolo 634;
b) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;
c) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.
Nell’atto di intimazione sono quantificate le spese e le competenze e se ne ingiunge il pagamento.
Art. 656-ter
È onere dell’avvocato che emette l’ingiunzione, a pena di responsabilità civile e disciplinare, verificare la sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 656-bis.
Nel caso in cui l’avvocato ometta con dolo o colpa grave la puntuale verifica della sussistenza di tali requisiti, ne risponde disciplinarmente dinnanzi al competente or- dine professionale e deve rimborsare le spese giudiziarie sostenute e i danni subiti dal soggetto erroneamente ingiunto. L’atto di ingiunzione è notificato a mezzo posta elettronica certificata o attraverso la notifica a mezzo posta.
Art. 656-quater
Opposizione giudiziale
L’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario competente per valore con ricorso notificato all’avvocato che ha emesso l’ingiunzione di pagamento.
Si applica per quanto compatibile la disciplina prevista degli articoli 645 e 647.
Art. 656-quinquies
Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione
Il giudice istruttore, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, la rigetta con decreto motivato in prima udienza, senza svolgimento di alcuna istruttoria, concedendo, con ordinanza non impugnabile, l’esecuzione provvisoria dell’atto di ingiunzione. Il giudice ha l’obbligo di motivare la mancata condanna della parte soccombente ai sensi dell’articolo 96.
Si applicano per quanto compatibili gli articoli 648, 650, 652, 653 e 654».
1. Dopo l’articolo 492-bis del codice di procedura civile è inserito il seguente:
Art. 492-ter
Ricerca preventiva con modalità telematiche dei beni da pignorare (ante causam)
Su istanza del creditore, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria e il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’articolo 547, dell’indirizzo di posta elettronica certificata. L’istanza può essere proposta preventivamente e prima dell’avvio di ogni azione giudiziaria volta al recupero del credito.
Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l’autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che il difensore munito di apposita delega acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre a esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.
Terminate le operazioni, il difensore redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze».
1. All’articolo 653 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Il giudice ha l’obbligo di motivare la mancata condanna della parte soccombente ai sensi dell’articolo 96».
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Fermo restando che ogni causa è a sè e che lo Studio, a seguito del primo incontro (il cui costo è a tariffa fissa di 150 euro oltre accessori di legge), si riserva la predisposizione di un apposito preventivo, il cliente che voglia avere una prima stima dei possibili costi può fare riferimento a questa applicazione elaborata dall’Avv. Andreani, utilizzando come parametri quelli per cause di complessità media.
Basta indicare il valore della causa e selezionare per tutte le fasi la complessità media. Sarà possibile avere una prima stima dei costi di una causa. La stima, come detto, è solo indicativa, potendo poi subire variazioni in sede di analisi della problematica e in sede di predisposizione del preventivo.
Causa civile. Valore: 35.000,00 euro.
Competenza: Giudizi di cognizione innanzi al tribunale
Valore della Causa: Da € 26.001 a € 52.000
Fase di studio della controversia € 1.620,00
Fase introduttiva del giudizio € 1.147,00
Fase istruttoria e/o di trattazione € 1.720,00
Fase decisionale € 2.767,00
Compenso tabellare ex Art. 4, comma 5: € 7.254,00
PROSPETTO FINALE
Compenso tabellare ex Art. 4, comma 5 € 7.254,00
Spese generali ( 15% sul compenso totale ) € 1.088,10
Cassa Avvocati ( 4% ) € 333,68
IPOTESI DI COMPENSO LIQUIDABILE € 8.675,78
Competenze specialistiche, formazione professionale
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References: Art. 656

Art. 656

Art. 656

Art. 656

Art. 492
in fine
 Art. 4
 Art. 4
 art. 38