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Timestamp: 2018-08-21 19:54:25+00:00

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Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994 – Amianto ? Chiama il 333.4948890
Amianto ? Chiama il 333.4948890 > normative > Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994
Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dei pericoli derivanti dall’amianto.
E’ approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento delle attività delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di difesa dei pericoli derivanti dall’amianto.
Art. 1 – Piani regionali e delle province autonome
1. Le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano adottano, ai sensi dell’art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, i piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, tenendo conto dei criteri indicati negli articoli seguenti e secondo le modalità di cui all’art. 12, comma 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257.
Art. 2 – Censimento dei siti interessati da attività di estrazione dell’amianto
Art. 3 – Censimento imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle attività produttive e censimento imprese che svolgono attività di smaltimento e bonifica.
1. Il censimento delle imprese che utilizzano o abbiano utilizzato l’amianto nelle rispettive attività produttive ovvero che svolgono attività di smaltimento e di bonifica dell’amianto, viene effettuato con l’ausilio della relazione annuale di cui al comma 1 dell’art. 9 della citata legge n. 257 del 1992.
2. In fase di applicazione della citata legge n. 257 del 1992, per tali imprese si considerano esaustivi i dati forniti in conformità della circolare del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 17 febbraio 1993, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 1993.
3. Allo scopo di uniformare le modalità di controllo delle regioni e delle province autonome sulla completa ottemperanza al censimento da parte delle ditte interessate, pu essere operato un controllo incrociato, che si avvale delle seguenti fonti:
a) individuazione dei codici ISTAT di riferimento delle attività produttive maggiormente implicate in via potenziale nel censimento; l’elenco di cui all’allegato B può costituire un utile riferimento;
b) reperimento, tramite le camere di commercio, degli elenchi con relativi indirizzi delle singole aziende iscritte per ciascun codice di attività ;
c) reperimento, tramite INAIL, dell’elenco delle imprese che corrispondono il premio assicurativo per la voce silicosi ed asbestosi.
4. Il censimento delle imprese deve essere uniformato allo schema tipo di cui all’allegato A, che costituisce la base minima di informazioni da richiedere, ferma restando la facoltà di ciascuna regione e provincia autonoma di richiedere ulteriori informazioni, ritenute opportune.
Art. 4 – Predisposizione di programmi per dismettere l’attività estrattiva e realizzare la relativa bonifica dei siti
1. Nella predisposizione dei programmi per realizzare la bonifica dei siti interessati da attività estrattiva dell’amianto, si prendono in considerazione i seguenti aspetti:
b) la stabilizzazione geotecnica delle discariche di sterili e delle altre zone interessate da movimento terra nell’ambito dell’attività mineraria;
c) la prevenzione dai rischi di inquinamento dell’acqua e dell’aria;
d) la risistemazione ambientale e paesaggistica e l’eventuale possibilità di riutilizzo successivo delle aree dismesse;
e) lo smantellamento dei fabbricati o di quelle parti degli stessi che risultano inquinati da amianto, o in alternativa , ove possibile, la bonifica e le proposte di recupero per i fabbricati stessi;
f) i controlli sulla qualità dell’ambiente, con particolare riguardo ai tenori di fibra in atmosfera, durante ed al termine delle operazioni di bonifica;
g) i controlli geotecnici in corso d’opera, laddove siano previste significative opere di risistemazione morfologica;
h) la salvaguardia di eventuali giacimenti di altri minerali di potenziale interesse estrattivo all’interno della stessa area. Tale attività dovrà essere condotta nel rispetto delle norme di cui al capo III del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, e successive modificazioni ed integrazioni.
Art. 5 – Armonizzazione dei piani di smaltimento dei rifiuti di amianto con i piani di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
1. I rifiuti di amianto classificati sia speciali che tossici e nocivi, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, devono essere destinati esclusivamente allo smaltimento mediante stoccaggio definitivo in discarica controllata.(1)
3. Il piano di smaltimento dei rifiuti di amianto costituisce parte integrante del piano di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui all’art. 6 del citato decreto n. 915 del 1982.
Art. 6 – Individuazione dei siti che devono essere utilizzati per l’attività di smaltimento dei rifiuti di amianto
1. I rifiuti di amianto devono essere smaltiti mediante impianti di stoccaggio definitivo in discarica di seconda o terza categoria, nel rispetto delle prescrizioni e dei vincoli di cui alla deliberazione 27 luglio 1984 del Comitato interministeriale di cui all’art. 5 del citato decreto n. 915 del 1982, appositamente autorizzati ai sensi dell’art. 6 del decreto suindicato.(1)
2. Lo smaltimento può avvenire in impianti gi esistenti ovvero in nuovi impianti, autorizzati anche allo smaltimento di altre tipologie di rifiuti , a condizione che esso avvenga in una distinta porzione di impianto a ci esclusivamente destinata e che vengano previste in sede organizzativa apposite prescrizioni in ordine all’immediato interramento dei rifiuti di amianto, alla tenuta di appositi registri di presa in carico, alla impostazione di vincoli sull’utilizzo dell’area di discarica dopo la chiusura e sistemazione finale, al fine di evitare la possibilità di messa in circolo di fibre di amianto.
3. Limitatamente ai rifiuti costituiti da sostanze o prodotti contenenti amianto legato in matrice cementizia o resinoide, classificabili quali rifiuti speciali ai sensi del citato decreto n. 915 del 1982,(1) consentito lo smaltimento anche in discariche di seconda categoria- tipo A, purché tali rifiuti provengano esclusivamente da attività di demolizione, costruzioni e scavi. Dovranno essere adottate, eventualmente, anche in sede autorizzativa, apposite norme tecniche e di gestione atte ad impedire l’affioramento dei rifiuti contenenti amianto durante le operazioni di movimentazione.(2)
Art. 7 – Controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro
1. Le regioni utilizzando i dati dei censimenti di cui alle lettere b) ed l) del comma 2 dell’art. 10 della citata legge n. 257 del 1992, individuano le attività nelle quali presente un rischio di esposizione a fibre di amianto per i lavoratori e, conseguentemente, predispongono un piano di indirizzo per l’intervento delle strutture territoriali finalizzato:
b) alla valutazione preventiva di piani di lavoro relativi agli interventi di bonifica di amianto, presentati ai sensi dell’art. 34 del citato decreto legislativo n. 277 del 1991, e alla vigilanza sulla esecuzione degli interventi stessi;
b) i livelli di esposizione alle fibre di amianto nelle imprese in attività nel territorio;
Art. 8 – Rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di amianto
1. I piani regionali, identificando una scala di priorità , prevedono controlli periodici in relazione alle seguenti possibili situazioni di pericolo:
c) materiale accumulato a seguito delle operazioni di bonifica sui mezzi di trasporto vari (vagoni ferroviari, navi, barche, aerei, ecc.);
e) edifici e strutture dove presente amianto spruzzato;
f) impianti industriali dove stato usato amianto per la coibentazione di tubi e serbatoi.
2. Nelle indagini riguardanti le miniere di amianto dismesse le regioni e le province autonome si avvalgono della collaborazione di competenti uffici del Corpo delle miniere.
3. I dati e le informazioni relativi ai censimenti, alle rilevazioni e alle indagini previsti dal presente atto di indirizzo e coordinamento sono comunicati ai comandi provinciali dei vigili del fuoco territorialmente competenti, per l’acquisizione di elementi conoscitivi necessari alla predisposizione dei piani d’intervento di rispettiva competenza.
Art. 9 – Controllo delle attività di smaltimento e di bonifica relative all’amianto
1. Le regioni predispongono un piano di indirizzo per l’intervento delle strutture territoriali finalizzato:
a) alla vigilanza e controllo sui siti interessati da operazioni di bonifica che possono dar luogo a produzione di rifiuti di amianto. Nelle suddette azioni di vigilanza e controllo le strutture territoriali verificano in particolare, oltre quanto gi previsto dall’art. 34 del citato decreto legislativo n. 277 del 1991:
3) l’efficienza del sistema di confinamento dell’area oggetto di bonifica;
4) la corretta valutazione e rilevamento del livello di inquinamento interno ed esterno all’area interessata prima, durante e dopo l’intervento medesimo;
5) la documentazione di legge relativa all’affidamento delle operazioni di bonifica ad una ditta specializzata iscritta all’albo di cui all’art. 12 della citata legge n. 257 del 1992;
a) alla vigilanza e al controllo sulle imprese che provvedono alle operazioni di bonifica, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 9 della citata legge n. 257 del 1992.
b) alla vigilanza e controllo, con frequenza almeno semestrale, sui sistemi di smaltimento che accolgono i rifiuti di amianto, verificando, in particolare, la documentazione relativa alla gestione dell’impianto prevista dalle norme in materia.
3. Al termine dell’intervento di bonifica viene verificato, dalle strutture di vigilanza e controllo, il grado di risanamento raggiunto dall’area, anche al fine di stabilire la destinazione d’uso.
4. Annualmente le strutture territoriali inviano alla propria regione una relazione dettagliata sull’attività svolta.
Art. 10 – Predisposizione di specifici corsi di formazione professionale e rilascio di titoli di abilitazione
2. I corsi di livello operativo sono mirati all’acquisizione della sensibilizzazione alla sicurezza e della consapevolezza del rischio, nonché all’uso corretto dei sistemi di protezione e al rispetto delle procedure operative. Devono prevedere la trattazione almeno dei seguenti argomenti:
4. I corsi di livello gestionale sono differenziati per gli addetti alle attività di bonifica (rimozione o altre modalità ) di edifici, impianti, strutture, ecc. coibentati con amianto e per gli addetti alle attività di smaltimento dei rifiuti di amianto.
5. Tali corsi comprendono anche la responsabilità e i compiti della direzione delle attività , i sistemi di controllo e di collaudo, i criteri di scelta dei sistemi di protezione. Prevedono la trattazione almeno dei seguenti argomenti:
b) normative per la protezione dei lavoratori e la tutela dell’ambiente: obblighi e responsabilità dei diversi soggetti, rapporti con l’organo di vigilanza;
e) criteri, sistemi e apparecchiature per la prevenzione dell’inquinamento ambientale e la protezione collettiva dei lavoratori: isolamento delle aree di lavoro, unità di decontaminazione, estrattori e sistemi di depressione;
7. Il rilascio dei relativi titoli di abilitazione avviene da parte delle regioni o province autonome previa verifica finale dell’acquisizione degli elementi di base relativi alla sicurezza e alla prevenzione del rischio da amianto con riferimenti specifici all’attività di cui saranno addetti i discenti.
8. I corsi regionali previsti dall’art. 10, lettera h), della citata legge n. 257 del 1992 sono preceduti da opportune attività di coordinamento e di indirizzo, secondo quanto previsto dall’art. 5, lettera b), della citata legge n. 257 del 1992. Tale attività può essere supportata da corsi nazionali di formazione dei formatori affidandone la responsabilità attuativa ad istituti, enti nazionali e territoriali, dotati di idonee strutture tecnico- scientifiche .
9. I corsi di formazione regionale per il personale delle strutture di controllo sono finanziati attraverso quota parte dei contributi concessi a favore delle regioni e delle province autonome ai sensi dell’art. 16, comma 2, della citata legge n. 257 del 1992. I corsi di formazione professionale per gli addetti di cui all’art. 10, comma 2, lettera h), della citata legge n. 257 del 1992 saranno finanziati con intervento economico dei soggetti richiedenti ed eventualmente supportati da contributi pubblici.
Art. 11 – Strumentazione necessaria per lo svolgimento delle attività di controllo previste dalla legge 27 marzo 1992, n. 257
3. Ogni Unità operativa territoriale sarà dotata di :
Art. 12 – Censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile
1. Il censimento viene realizzato secondo la procedura indicata nell’art.12, comma 5, della citata legge n. 257 del 1992.
a) DATI RELATIVI AL PROPRIETARIO DELL’EDIFICIO
denominazione della società (per le società indicare i dati del legale rappresentante) (per i condomini indicare i dati dell’amministratore);
b) DATI RELATIVI ALL’EDIFICIO
uso a cui adibito;
tipo di prefabbricato:
in amianto- cemento ;
c) DATI RELATIVI AI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO (indicare il tipo di materiale e l’estensione)
Censimento di cui all’art. 10 lettera b), della legge n. 257/1992
Ditta………………………………………………………………………………………………………………….
con sede legale in via…………………………………………………………………………………….n…….
comune di ……………………………………………………..cap…………………tel. n……………………..
telefax n……………………………………….iscrizione al C.C.I.A.A. n……………………………………..
unità produttiva sita in via…………………………………………………………………………….n………….
comune di………………………………………………c.a.p………………………..tel. n……………………..
codice fiscale e/o partita IVA……………………………………………………………………………………..
esercente l’attività di…………………………………………………………………………………………………
codice ISTAT……………………………………………codice INAIL………………………………………………
titolare o legale rappresentante……………………………………………………………………………………
nato a………………………………………………………………………….il………………………………………
residente in via………………………………………………………………………………………………n………………………
comune di………………………………………………c.a.p……………………..tel. n………………………………………….
Nell’anno 1993
Ha utilizzato fino al …………………………………………………………………………………………………………….
amianto nelle proprie attività produttive;
Ha operato nelle attività di bonifica di amianto;
Ha gi presentato notifica di attività :
Luogo e data………………………………………………………………………………………………………………………
A) ATTIVITA MAGGIORMENTE INTERESSATE (elencare quelle con asterisco in ordine di numero).
B) ALTRE ATTIVITA (elencare le altre in ordine di numero).
17 Industria della raccolta, depurazione e distribuzione dell’acqua.
221 Siderurgia (secondo il trattato C.E.C.A.) escluse le cokerie annesse a stabilimenti
243.1 Fabbricazione di prodotti in amianto- cemento .
243.2 Produzione di elementi da costruzione in calcestruzzo, di modellati, di mattoni e di altri prodotti silico- calcarei, di prodotti in pomice- cemento.
244 Produzione di articoli in amianto (ad esclusione degli articoli di amianto- cemento).
255 Produzione di mastici, pitture, vernici e inchiostri di stampa.
256 Produzione di altri prodotti chimici principalmente destinati all’industria e
327.4 Costruzione di apparecchiature igienico- sanitarie e di macchine per la lavanderie e stirerie.
411 Industria di grassi vegetali e animali.
423.1 Preparazione del caffè , di succedanei del caffè e del tè.
424 Industria dell’alcool etilico, di acquaviti e liquori.
429.2 Lavorazione e confezione di tabacchi.
439.1 Produzione di feltri battuti (non per capelli).
491.1 Produzione di oreficieria, argenteria, bigiotteria e coniazione di monete e medaglie.
613.2 Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione.
613.3 Commercio all’ingrosso di articoli per installazioni.
614.2 Commercio all’ingrosso di macchine per costruzioni edili.
614.3 Commercio all’ingrosso di altre macchine, di utensileria e attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione.
614.3 Commercio all’ingrosso delle macchine, accessori e attrezzi agricoli, compresi i trattori.
614.7 Commercio all’ingrosso di veicoli e accessori.
615.2 Commercio all’ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli (ferramenta).
649.2 Commercio al minuto di articoli igienico-sanitari e da costruzione.
654.7 Commercio al minuto di macchine e attrezzature e prodotti per l’agricoltura e il giardinaggio.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12