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Timestamp: 2018-01-21 14:10:09+00:00

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Graduatorie: il Senato congela le graduatorie per un anno
In votazione oggi il maxi-emendamento del Governo al mille-proroghe. Si inseriranno a pettine i soli ricorrenti grazie all’ordinanza della Corte costituzionale. Pronto l’intervento del Commissario ad acta. Anief, comunque, invita gli onorevoli deputati a cambiare il nuovo testo perché incostituzionale. Graduatorie in pensione dal 2012.
L’emendamento voluto dalla Lega nord e condiviso dal Governo congela le graduatorie per evitare lo spostamento a pettine di tutti i docenti inseriti nella terza fascia delle graduatorie ex-permanenti, all’atto del naturale aggiornamento previsto in primavera. La norma consente l’inserimento a pettine, secondo il proprio punteggio, ai soli docenti che hanno promosso un ricorso al Tribunale Amministrativo, al Presidente della Repubblica, al Giudice del Lavoro. Almeno 15.000 di essi sono dell’Anief che così si conferma come il sindacato vincente nelle aule dei tribunali e parlamentari, il solo che tutela gli interessi della categoria. Nel frattempo, nel primo incontro interlocutorio con le OO. SS. - la cui rappresentatività è stata prorogata per legge come per le graduatorie, contrariamente al recente parere del Consiglio di Stato - il Miur, in attesa delle decisioni parlamentari, sembra orientato a salvaguardare sia i diritti individuali dei ricorrenti operando una ricognizione di quanti vantano una mancata nomina annuale, un’immissione in ruolo e un equo indennizzo, sia le nomine già effettuate. A tal proposito l’Anief invierà un elenco aggiornato dei ricorrenti iscritti alla nostra organizzazione sindacale, ancora interessati al contenzioso in oggetto, a fine mese, comunicando i nominativi anche al commissario ad acta. È evidente che laddove il Mef taglia posti di lavoro, l’Anief li ripristina con nomine in surroga, grazie proprio ai ricorsi.
Sebbene questa nuova norma renda merito ai ricorsi promossi dall’associazione professionale e sindacale - dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief -, tuttavia riteniamo che debba essere ancora modificata durante la discussione nell’altro ramo del Parlamento, perché contraria alla nostra Costituzione in quanto discrimina i docenti che sono inseriti nella stessa fascia (art. 3), impedisce la libera circolazione di tutti gli altri docenti non ricorrenti nella ricerca di un posto di lavoro (art. 16), annulla la parità di accesso agli uffici pubblici e l’assunzione per merito (art. 51, 97). Inoltre, nel violare la legislazione vigente improntata all’aggiornamento biennale dei punteggi e al trasferimento da una provincia all’altra, introduce un ulteriore pericoloso elemento che lega la fine delle attuali graduatorie non al loro naturale esaurimento quanto all’approvazione di un nuovo sistema di reclutamento - sostitutivo di quello attuale - che, dalle prime indiscrezioni, violerebbe proprio gli articoli richiamati. Pertanto, non possiamo che essere contrari alla mortificazione dei diritti acquisiti dai docenti precari. Dopo tutti gli esami di stato superati, gli anni di servizio espletati, i titoli acquisiti, si meritano la stabilizzazione senza nuove valutazioni dal sapore politico, lontane dalla tutela dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione.
Non siamo affezionati alle code o ai pettini, ai terroni o ai padani ma alla qualità della didattica e del servizio scolastico offerto alle nostre famiglie. La Costituzione è il nostro faro, dalla cui luce traggono vigore la legge e la giustizia.
Il maxi-emendamento n. 1.900 del Governo
Il comma 4-sexties che proroga le graduatorie e salva gli effetti dell’ordinanza della Corte Costituzionale
«4-sexies. Il termine di efficacia delle graduatorie provinciali previste dall’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, risultanti dalle operazioni di integrazione e aggiornamento previste dal decreto legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, è prorogato fino al 31 agosto 2012, al fine di consentire la definizione della nuova disciplina legislativa del reclutamento. Sono fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla sentenza della Corte costituzionale che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 4-ter, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n.167. A decorrere dall’anno scolastico 2011/2012 l’inserimento nella prima fascia delle graduatorie di istituto, previsto dall’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124, è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica richiesta.».
La dichiarazione del sen. Pittoni (Lega) autore dell’emendamento recepito dal Governo
Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 15/02/2011
PITTONI (LNP). Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, un nostro emendamento al decreto in discussione chiede di mantenere le attuali graduatorie provinciali degli insegnanti precari fino al 31 agosto 2012.
Vorrei ricordare al senatore Lusi, intervenuto ieri, che queste graduatorie sono state chiuse non su indicazione di quei «brutti, sporchi e cattivi» della Lega - che secondo Lusi vogliono togliere il diritto di poter lavorare in ogni luogo del Paese - bensì per una scelta precisa di Giuseppe Fioroni, ministro dell'istruzione nell'ultimo Governo Prodi e collega di partito del senatore Lusi, il quale, trasformando le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, intendeva preparare il terreno alla riforma del reclutamento.
La nostra richiesta, da realizzarsi ovviamente «fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla declaratoria di illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 4-ter del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009, n. 167», ha le stesse motivazioni. Non sappiamo ancora quanti insegnanti grazie all'ultima sentenza della Consulta, potranno inserirsi "a scavalco" nelle graduatorie. È certo però che diversi docenti, non solo del Centro-Nord, che negli ultimi anni, pur precari, hanno lavorato in maniera continuativa, perderanno il posto (cosa che a una parte della sinistra pare proprio non interessare). Questo in conseguenza di punteggi abnormi (a volte più che doppi, e non capiamo come mai a chi straparla di merito non venga qualche dubbio su certi numeri, che danneggiano prima di tutto le persone serie del Sud) maturati in alcune aree del Paese da molti di coloro ai quali è stato consentito di iscriversi come riserva nelle graduatorie di altre Province.
Ora viene imposto che questi docenti si possano riposizionare su una graduatoria diversa da quella originaria, inserendosi a pettine, cioè in base al punteggio, stravolgendo le liste e facendo saltare quello che chi era già presente in graduatoria considerava ormai un diritto acquisito. Un diritto reale, stando alle parole di Fioroni nel 2007, ma che rischiava di svanire del tutto senza l'intervento dell'emendamento che abbiamo inserito nel provvedimento in discussione che limita le conseguenze della sentenza della Consulta a coloro che hanno presentato ricorso.
Ora, se davvero, come dice la Corte costituzionale, si vuole valorizzare il merito, va riformato con la massima urgenza il meccanismo di reclutamento degli insegnanti. Abbiamo già consegnato al ministro Gelmini una proposta articolata, sulla quale le principali forze sindacali, CGIL esclusa, hanno manifestato disponibilità. Proponiamo un meccanismo su base regionale, ma non ci sono fili spinati. Il progetto, che non ha nulla di discriminatorio nei confronti di nessuno, come invece vorrebbe dare ad intendere qualcuno, è in linea con la Costituzione, la legge nazionale e la normativa europea.
Per assegnare il punteggio di base ai candidati non si farà più riferimento, se non in misura ridotta, alla valutazione acquisita sul proprio territorio. Si dovrà scegliere una e una sola Regione nella quale eleggere il proprio domicilio professionale e sottoporsi a quello che abbiamo chiamato test di preparazione con cui si verificherà la attitudine all'insegnamento e l'effettivo livello di preparazione dei candidati nelle singole materie. Il tutto - questo è il punto fondamentale - nella Regione di arrivo, a parità di condizioni con i candidati del posto. Chi è stato valutato in maniera troppo generosa in altre realtà, non potrà più scavalcare chi effettivamente merita, sia che venga dal Nord, sia che venga dal Centro, sia che venga dal Sud. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casson. Ne ha facoltà.
Il resoconto delle OO. SS. ricevute al Miur per l’interlocutorio sulla questione dell’aggiornamento delle Gae
Si è tenuta stamani al Miur una riunione con la partecipazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative (CGIL, CISL, UIL, SNALS, FGU-GILDA) per affrontare il tema degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n.41/2011 che ha abrogato le code nelle graduatorie ad esaurimento. In particolare il MIUR e le OO.SS. hanno concordato sulla necessità di garantire la piena legittimità ai contratti a tempo determinato già stipulati e delle immissioni in ruolo già effettuate. La riunione è stata interlocutoria in attesa dell´approvazione dell´emendamento Pittoni della Lega sul congelamento delle graduatorie per il 2011-12 e in attesa del parere dell´Avvocatura dello Stato. La FGU-GILDA, con la presenza del coordinatore nazionale Rino Di Meglio, ha ribadito che è necessario in tempi brevi aprire un tavolo politico sulla questione della riforma del reclutamento e sull´applicazione del regolamento sulla formazione iniziale, recentemente approvato, per consentire di aver un quadro complessivo della situazione e per definire uno scenario certo per il futuro dei precari della scuola dopo anni di provvedimenti contraddittori e confusi. Nelle prossime settimane ci saranno ulteriori incontri sulle problematiche discusse.
Il giorno 15 febbraio 2011 si è svolto un incontro tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione sulle problematiche relative al precariato, con particolare riferimento alla recente sentenza della Corte Costituzionale.
Per la UIL scuola ha partecipato Pasquale Proietti. L’incontro ha avuto carattere interlocutorio, lo scopo è stato soprattutto quello di fare una ricognizione dei problemi e approfondire tutte le questioni legate all’applicazione della sentenza. Un approfondimento ulteriore ci sarà subito dopo la trasformazione in legge del decreto “milleproroghe” che, sulla base di un emendamento già approvato nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, potrebbe portare ad un “congelamento” delle attuali graduatorie degli insegnanti fino al 31 agosto del 2012. Ad avviso dell’amministrazione, tutti gli atti posti in essere, nomine in ruolo e supplenze, sono validi e legittimi, quindi tutte le situazioni consolidate non dovranno essere messe in discussione. In applicazione della sentenza, dovranno essere successivamente individuati tutti i soggetti che avrebbero potuto essere destinatari degli atti di nomina, sia a tempo indeterminato che determinato, attraverso la ricostruzione dei diversi percorsi, al fine di ripristinare i diritti individuali. Per l’amministrazione, in questa fattispecie dovrebbero essere ricompresi tutti coloro che hanno vinto un ricorso o che, comunque, hanno un procedimento in corso da far valere. Per la UIL è fondamentale salvaguardare le posizioni consolidate, sia le nomine in ruolo che supplenze.
Rispetto agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale la UIL ha evidenziato che vanno evitate situazioni che mantengono l’incertezza e determinano ulteriore diffuso contenzioso. La UIL ha rilanciato la proposta di una soluzione strutturale che passa attraverso una politica di stabilità degli organici e attraverso politiche di reclutamento che devono prevedere: nomine in ruolo sui posti disponibili, incarichi pluriennali e concorsi in presenza di graduatorie esaurite.
Cgilscuola
Miur sulla sentenza della Corte Costituzionale. Ancora nessuna soluzione definitiva in attesa del parere dell'Avvocatura dello Stato e della conversione in legge del "Milleproroghe". Si è tenuto il 15 febbraio 2011 un incontro al Ministero per affrontare le questioni relative all'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulle graduatorie ad esaurimento dei docenti. L'Amministrazione ha illustrato la situazione riservandosi di assumere provvedimenti una volta chiaro il quadro normativo determinato dal "Milleproroghe" e assunto il parere dell'Avvocatura dello Stato.. In particolare sarà determinante nelle successive decisioni l'eventuale approvazione definitiva dell'emendamento che proroga le graduatorie fino al 2012. I punti fermi dopo la sentenza sono che l'efficacia della stessa opera erga-omnes (su tutti gli aspiranti) e che la stessa assume valore retroattivo per tutti gli atti che non siano ancora consolidati. L'interpretazione del Ministero, per quanto riguarda l'eventuale intervento sulle graduatorie, è che essendo dichiarato illegittimo l'intero comma 4 ter dell'art. 1 della Legge 134, non possono più esistere le code e che quindi si ripristinano le modalità precedenti alla Legge stessa (e al DM 42/09): ogni candidato potrà/dovrà essere incluso in una sola provincia a pettine. Sulle modalità e le procedure per attuare tale intervento il Ministero si è riservato ulteriori approfondimenti. Come FLC CGIL abbiamo sottolineato l'esigenza che si proceda in modo equo e rispettoso della sentenza evitando l'insorgere di ulteriore contenzioso. In particolare, abbiamo sostenuto che vanno mantenute tutte le posizioni consolidate (contratti a tempo indeterminato e determinato) negli scolastici 2009/10 e 2010/11, e che l'applicazione della sentenza dovrà comportare assunzioni aggiuntive. Abbiamo sottolineato l'esigenza di affrontare prioritariamente il tema della stabilizzazione dei precari (vedi "operazione 100.000") chiedendo l'apertura del confronto sul reclutamento e sulla fase transitoria prevista dal Decreto sulla formazione iniziale.
Si è svolto il preannunciato incontro sulla tematica relativa alla gestione delle graduatorie ad esaurimento del personale docente alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale e delle iniziative legislative in fieri. Come è noto la recente sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato “la illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 4 ter, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134 (Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010), aggiunto dalla legge di conversione 24 novembre 2009, n.167.” I rappresentanti dell’Amministrazione, nell’introdurre l’argomento, hanno premesso che non vi è, al momento, una linea definita in quanto è in fieri la discussione di iniziative legislative in sede di conversione in legge del cosiddetto “decreto mille proroghe” e, quindi, non può essere definita una proposta operativa fino a quando non sarà definito e approvato il testo dell’emendamento.
L’incontro è stato, quindi, interlocutorio e i rappresentanti dell’Amministrazione si sono limitati a commentare gli aspetti salienti della sentenza alla luce delle argomentazioni della Suprema Corte; da questa introduzione si può desumere che due sono gli aspetti sostanziali che emergono: a) il diritto alla mobilità; b) il diritto alla valutazione delle professionalità acquisite e, quindi, al punteggio. Dalla sentenza sembra emergere la possibilità del trasferimento di graduatoria da una provincia ad un’altra, ma non si trova con chiarezza quando questo può avvenire. Il problema che merita un’approfondita discussione non pare, però, di attualità per il prossimo anno scolastico stante la probabile approvazione di un emendamento che nella sostanza proroga la validità delle attuali graduatorie fino al 31 agosto 2012, fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla recente citata sentenza di illegittimità. I rappresentanti dell’Amministrazione hanno sottolineato come, fino ad approvazione o meno di nuove norme legislative, non è né possibile né corretto proporre formali ipotesi. Al riguardo hanno rimandato ad una prossima riunione che sarà convocata non appena il Parlamento avrà legiferato. Una sola cosa comunque, è certa: la assoluta salvaguardia delle situazioni di nomina consolidate sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. I futuri beneficiari di eventuali accoglimenti di ricorsi saranno certamente garantiti, ma valutati situazione per situazione. I rappresentanti dell’Amministrazione hanno tenuto a sottolineare che la loro proposta sarà preceduta da uno specifico quesito all’Avvocatura di Stato in modo da scegliere una via giurisdizionalmente più sicura possibile. Su richiesta sindacale sono stati promessi, stante la stretta interconnessione con le tematiche delle graduatorie ad esaurimento, specifici “tavoli” inizialmente “tecnici” e poi “politici” in relazione al tema del reclutamento e dell’attuazione del regolamento di recente approvazione sulla formazione iniziale, con particolare riferimento alla fase transitoria. La delegazione dello SNALS-CONFSAL ha preso atto della discussione e si è riservata un pronunciamento quando l’Amministrazione farà conoscere ipotesi concrete alla luce delle scelte Parlamentari. L'Amministrazione si è impegnata a convocarci a breve sia su questi temi che per approfondire le procedure per l'applicazione della sentenza.
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