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Timestamp: 2019-03-18 13:50:40+00:00

Document:
Villa Massimo (Punto Verde Infanzia) II Municipio |
Questa scheda è stata realizzata grazie al supporto e alla collaborazione fornita dal Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo e dall’Associazione Italia Nostra, che ci hanno fornito buona parte della documentazione citata, da loro ottenuta tramite richieste formali di accesso agli atti presentate direttamente o tramite Consiglieri Municipali.
Siamo a disposizione per pubblicare eventuali – documentate – correzioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
(ultimo aggiornamento 10 gennaio 2018)
La pineta di Villa Massimo è ubicata a Roma, Municipio 2, nel cuore del quartiere di piazza Bologna. Dal 13 gennaio 2013 è chiusa al pubblico.
da mappe.istella.it
Nel quartiere Nomentano, fino alla fine dell’800 vi era Villa Massimo, la più grande delle ville suburbane di Roma [1]. La pineta è una delle poche testimonianze dell’aspetto originario dei luoghi.
Oggi Villa Massimo è un piccolo parco comunale – Giardino Giovanni De Meo in viale di villa Massimo n.8 A – che si estende su una superficie di 7300 mq circa. Nel parco fin dagli anni ‘50 erano presenti una giostrina e un piccolo chiosco bar.
Il giardino storico, su cui insiste un vincolo paesaggistico fin dal 1927 e che quindi è tutelato dalla Soprintendenza [2], a fine anni ’90 è stato inserito nell’elenco dei “Punti Verde Infanzia” [3], aree verdi comunali da assegnare in gestione a privati per l’installazione di giostre in maniera permanente. Ma, come vedremo, senza che fosse stato chiesto alcun parere alla Soprintendenza, neanche per tutti i progetti edificatori che negli anni sono stati avviati nell’area.
Nel 2001 il Comune stipula con privati [4] una convenzione per la realizzazione, a Villa Massimo, di un “Punto verde Infanzia” che, oltre alle giostre, prevede un punto di ristoro, un bagno pubblico, un parco giochi di uso gratuito.
Questo ha portato alla stipula di una Convenzione (9 agosto 2001) per il Punto Verde Infanzia 3.2 che, oltre alle giostre, prevedeva un punto di ristoro, un bagno pubblico, un parco giochi di uso gratuito.
Le regole del bando prefiguravano un parco aperto dall’alba al tramonto, con un punto di ristoro max di 30 mq e la dotazione di servizi: un bagno pubblico, un parco giochi di uso gratuito, irrigazione e mantenimento del verde e naturalmente uno spazio per giostre a pagamento.
Il concessionario – in base alla convenzione firmata – doveva farsi carico di attrezzature, recintare, mantenere e pulire il giardino. Negli anni successivi il concessionario ha continuato ad ampliare il punto di ristoro e le giostre, tramite progetti approvati con le determinazioni dirigenziali n. 979 del 7 agosto 2001 Serv Giard DD n. 979 del 7.8.2001(approvazione progetto), n. 820 del 9 agosto 2006 Dip X- prot 33864 del 10.8.06 e DD 820 del 9.8.06(ampliamento ) e n. 731 del 31 luglio 2008Dip X prot 29525 del 5.8.2008 e DD 731 del 31.7.2008(pergotende e bagni)
Gli abitanti del quartiere, riuniti nel Comitato per la difesa della Pineta di Villa Massimo, si sono attivati dal 2010 per verificare la congruità degli atti approvati dalla Pubblica Amministrazione che avevano autorizzato il progressivo ampliamento sia del punto ristoro che del Punto Verde Infanzia.
Villa Massimo 20 marzo 2016 (foto ambm)
CRONOLOGIA DAL 2012
Il giardino negli anni’60
17 dicembre 2012 : il Segretariato Generale del Comune di Roma, a seguito del dossier presentato da un consigliere municipale di Roma 2 (allora di La Destra) Massimo Inches, che segnalava possibili abusi e illeggittimità nella Convenzione-Concessione, avvia approfondimenti sulla gestione della Pineta di Villa Massimo.
7 gennaio 2013: con Determinazione Dirigenziale n.33/2013, il Servizio Giardini del Comune di Roma, con l’avallo del Municipio Roma III (oggi Municipio II), approva il progetto al centro del giardino, di un manufatto a forma quadrata che dovrebbe ospitare un asilo privato ad ore (baby parking) , uno spazio multifunzionale per feste ed eventi privati, una ludoteca privata, spazio giochi, un bagno ed un casotto uso deposito, bagno del personale, cassa, ecc. oltre alla ripiantumazione dei pini mancanti
14 gennaio 2013: nel giardino di Villa Massimo cominciano i lavori. In base al progetto approvato dagli Uffici (Dip. Ambiente e Municipio 3), nell’area centrale della pineta, dove nel corso degli anni sono stati tagliati ben 43 pini secolari, dovrebbero essere realizzate delle costruzioni (e in parte saranno realizzate) che dovrebbero ospitare spazi commerciali per una superficie totale di 400 mq, in sostituzione della giostra e delle piccole strutture annesse. Il tutto a qualche decina di metri dalla superficie occupata dal ristorante, che dall’originario punto di ristoro di 30 mq. ha raggiunto oggi una superficie complessiva di circa 400 mq.
La raccolta di firme e le manifestazioni promosse dai cittadini fermano i lavori. Il Comitato impugna la Determinazione Dirigenziale. Seguono una sentenza del TAR sfavorevole alle ragioni del Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo, la ripresa dei lavori e, a seguito del ricorso presso il Consiglio di Stato da parte del Comitato per difesa della pineta di villa Massimo, a giugno 2013 il Consiglio di Stato dà una nuova sospensiva dei lavori e della sentenza del TAR.
La pineta è chiusa dal 13 gennaio 2013.
12 giugno 2013: Con una nota (prot. MBAC-SBAP-RM – SEGR 0010444 12/06/2013 CL.34.19.08/2319) la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma intima al Comune la sospensione dei lavori nella pineta di villa Massimo: “ …ad un primo esame non si è rinvenuta agli atti d’ufficio alcuna autorizzazione della scrivente relativa all’esecuzione delle opere oggetto dell’esposto. Si sollecita pertanto chiarimenti in merito, provvedendo nel frattempo, qualora i lavori non fossero oggetto di autorizzazione della scrivente, di sospenderli.”
25 marzo 2014, su richiesta di Italia Nostra, del Comitato e di numerosi cittadini, il Presidente del II Municipio Giuseppe Gerace scrive che “ritiene opportuno verificare, allo stato attuale e tramite gli uffici competenti, il rispetto della convenzione da parte del concessionario, con particolare riferimento ai manufatti realizzati del punto di ristoro, agli orari di apertura e chiusura, alla relativa occupazione di suolo pubblico ed al pieno utilizzo dei servizi igienici da parte di tutta la cittadinanza”. Intanto, poichè la pineta è inserita nel piano comunale come “Punto verde infanzia”, la vicenda passa in carico a un nuovo ufficio istituito dal Comune di Roma, l’Ufficio di scopo “Indirizzo e coordinamento del programma Punti Verde di Roma Capitale”, il cui responsabile è il Dr. Giovanni Serra.(> vai alla pagina Punti Verde Qualità del Comune di Roma)
18 luglio 2014: mentre tutti attendono la sentenza del Consiglio di Stato, gli Uffici preposti del Comune di Roma chiedono alla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici “Il parere di competenza ai sensi del D.Lgs.42/04 sul progetto di riqualificazione dell’area 3.2 – Villa Massimo”(nota prot.n. 3732) [5]
5 agosto 2014: La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma risponde (nota prot.0012178) che tutte le trasformazioni realizzate nel tempo nella pineta sono illegittime in quanto non sono state autorizzate, esprime parere negativo rispetto al progetto presentato e chiede un piano di recupero e restauro: “Il parco di Villa Massimo, di proprietà comunale, in quanto bene sottoposto a un duplice regime di tutela, è soggetto al parere obbligatorio e vincolante dei competenti organi ministeriali di settore non solo per le autorizzazioni ai lavori di qualunque genere (sia per gli aspetti riguardanti l’art.21 c.4, con l’autorizzazione rilasciata dal MIBACT, sia per gli aspetti normati dall’art.146 con l’autorizzazione rilasciata dalla Regione o enti subdelegati) ma anche per la definizione delle destinazioni d’uso temporanee e stabili (art.20 e 21), e per la gestione del bene e le concessioni ai privati (art.57 bis e art.106. )………… Si precisa che l’area è vincolata ai sensi dell’art.136 del Dlgs 42/04, in forza delle legge 778 del 1922, che ha considerato l’area di notevole interesse con un decreto del 23 febbraio 1927, riconoscendo la non comune bellezza naturale della pineta di Villa Massimo. …………
Non risulta agli atti di questo ufficio che siano stati espletati i procedimenti concernenti la definizione delle destinazioni d’uso temporanee e stabili e la concessione al privato né sono state pervenute richieste di autorizzazione paesaggistici per interventi sull’area. Con riferimento alla richiesta in oggetto questa soprintendenza si esprime ai sensi dell’art.21 c.4 del citato D,Lgs 42/04.Per quanto riguarda gli aspetti concernenti l’art.146 l’istanza dovrà pervenire agli uffici preposti a rilasciare l’autorizzazione paesaggistica……………………
I manufatti previsti, le parti pavimentate, i percorsi, gli arredi e le recinzioni costituiscono un insieme di elementi che interferiscono con la natura del giardino e di bosco del luogo, testimoniato nel corso del tempo. Pertanto si esprime parere negativo al progetto presentato che rappresenta un’alterazione sostanziale dei caratteri vincolati del luogo. Si rimane in attesa di un progetto di restauro e recupero del giardini, comprensivo di una ricerca storica, del rilievo dello stato dei luoghi, che non solo individui l’originale modellamento del terreno con i percorsi e le aiuole, la rete idrica, ma anche le specie arboree, gli arredi e elementi storicamente comprovati descrivendone lo stato, che hanno caratterizzato l’uso pubblico di questo parco.” [5]
9 settembre 2014: viene pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso del Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo e annulla le D.D. del Dipartimento Ambiente per la riqualificazione dell’area delle giostre in quanto la società concessionaria non avrebbe avuto i titoli necessari per subentrare al precedente titolare della giostra.
22 settembre 2014: l’Ufficio di scopo Punti Verde Qualità, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, chiede al Municipio di verificare le alterazioni dello stato dei luoghi avvenuti a seguito della stipula della convenzione del 2001 e di esercitare il proprio potere sanzionatorio per eventuali abusi edilizi perpetrati dal concessionario. [5]
24 settembre 2014 lo stesso ufficio di scopo, in base alla sentenza del Consiglio di Stato e alla nota della Soprintendenza Paesaggistica sui vincoli sull’area, notifica alla società concessionaria, l’apertura di un procedimento di autotutela per la revoca della convenzione/ concessione in vigore dal 2001. [5]
24 ottobre 2014: l’U.O Tecnica e la Polizia Municipale di via Goito 35 (Municipio 2) eseguono un sopralluogo sul posto, non su tutte le modificazioni avvenute ma solo sulle opere realizzate nello spazio verde e nell’area giochi, che vengono dichiarate riconducibili alle previsioni dell’art.21 della Legge Regionale n.15/2008 (opere abusive eseguite su suoli di proprietà dello stato e di altri enti pubblici) [5] . Successivamente l’area viene sequestrata dalla magistratura penale.
13 novembre 2014 Il Consiglio del II Municipio approva una risoluzione che impegna il Presidente, tra i vari punti, a “Preservare il carattere e la funzione pubblica della pineta di Villa Massimo, bene comunale con vincolo paesaggistico dal 1927 (DM 23 febbraio 1927 ex legge 778 del 1922) e restituirla alla fruizione dei cittadini al più presto, libera da abusi e irregolarità di ogni sorta” e di “dar seguito alla nota con cui il Direttore del Municipio Roma II, successivo al sopralluogo effettuato in data 28/10/2014, riconduce gli interventi all’art. 21 della L.R. 15/08 per la “demolizione dell’opera e il ripristino dello stato dei luoghi in un congruo termine, comunque non superiore a novanta giorni” (scarica Risoluzione_50_2014Villa Massimo)
26 novembre 2014: con Determinazione Dirigenziale n.83 il Direttore dell’Ufficio di Scopo Punti Verdi annulla la Convenzione–Concessione e le determinazioni relative [5]
22 gennaio 2015: il MIBACT con nota prot. n. 673 conferma il vincolo notificato nel 1922, disponendo la sua riperimetrazione e la sua immediata inclusione nel PTPR alla Regione Lazio, reiterandolo in virtù dell’espresso richiamo dell’art. 157, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 42 del 2004, secondo cui “conservano efficacia a tutti gli effetti le dichiarazioni di notevole interesse pubblico notificate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497”. [5]
Marzo 2015: II Municipio 2 emette tre Determinazioni Dirigenziali di demolizione per costruzioni realizzate nella pineta senza concessione edilizia. [5] Il concessionario impugna davanti al TAR la revoca della Convenzione-Concessione. Il TAR concede la sospensiva della revoca in attesa del giudizio “fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare con riferimento ad eventuali opere realizzate senza titolo“ [5] . Il Comitato per la difesa della pineta di villa Massimo si costituisce presso il TAR a fianco del Comune di Roma per la difesa della revoca della convenzione.
11 marzo 2015: Il Segretariato Generale chiede alla Direzione Punti Verde all’Ufficio Condoni del Dipartimento Urbanistica e alla Direzione Tecnica del Municipio 2, “per quanto di rispettiva competenza, considerata la procedura di affidamento a suo tempo esperita e gli abusi edilizi realizzati, nonché un ponderato contemperamento degli interessi pubblici e privati sottesi, di vagliare il ricorso degli estremi per la risoluzione del rapporto in essere, al fine di recuperare la piena legalità degli atti emanati dall’Amministrazione a tutela dei suoi interessi e della sua immagine.” [5]
20 marzo 2015: L’Ufficio di Scopo Punti Verde comunica (nota Prot. n. LU 859) [5] al Segretariato Generale di aver provveduto ad annullare in autotutela la Determinazione Dirigenziale n. 979 del 7 agosto 2001, la Convenzione-Concessione avente ad oggetto: “Realizzazione e gestione del Punto Verde per l’lnfanzia 3.2 “Viale di Villa Massimo” su area di proprietà comunale sita in Roma, Tra Viale di Villa Massimo e Via Ravenna“, della determinazione dirigenziale n.820 del 09.08.2006 e Determinazione Dirigenziale n. 731 del 31.07.2008.
17 febbraio 2016: 22 Comitati e Associazioni del Municipio 2 chiedono al Presidente del II Municipio Giuseppe Gerace di procedere tempestivamente al ripristino della legalità nella pineta di Villa Massimo, liberando il giardino pubblico dai manufatti realizzati senza concessione edilizia all’interno della pineta, di ripristinare immediatamente i luoghi e di provvedere con urgenza alla riapertura e riconsegna alla cittadinanza dell’intero giardino pubblico chiuso da anni.
18 marzo 2016 il TAR deposita la sentenza che respinge il ricorso del concessionario (sentenza TAR VILLA MASSIMO_18032016 )
Marzo 2016 – a un mese dalla richiesta dei 22 Comitati del Municipio 2, la situazione non è cambiata. Un fondo di 300.000 euro inserito nel bilancio 2015 nel Municipio Roma 2 (caso unico della Capitale) per le demolizioni in danno, non è stato utilizzato nell’anno di accantonamento (sembrava che fosse stato rinnovato, tuttavia, a fine 2017, non se ne hanno più notizie ). I Comitati premono per avere certezze sui tempi e sulle priorità che il Municipio intende adottare per intervenire sui numerosi abusi presenti nell’area municipale.
1 aprile 2016: con Determina Dirigenziale Rep. QI/387/2016, Prot. QI/5986/2016 del Municipio Roma 2 vengono annullate le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria dal Comune di Roma per l’ampliamento del locale bar, realizzazione wc e retro wc, ampliamento veranda da parte del concessionario per l’attività di ristorazione [5].
21 luglio 2016: Viene emessa Determina Dirigenziale di revoca dell’attività di somministrazione (Prot. CB 78401 del 21/07/2016) per il punto ristoro [5] .
3 agosto 2016 : sopralluogo congiunto tra rappresentanti del Comune, Municipio e MIBACT in cui viene “verificato lo stato di abbandono dell’area e disposto che il Comune fornisca la documentazione sulla consistenza della proprietà comunale (ai sensi degli art. 40 e 53 del DlGs 42/2004)”
1 settembre 2016: Con la nota Prot. 1949 il MIBACT (Prot. 1949) lamenta lo stato di decadimento del compendio demaniale con gravi rischi per la stabilità della vegetazione e sollecita il comune a produrre tutta la documentazione utile a definire la consistenza del bene, per restituire ai cittadini il Giardino di Villa Massimo.
23 settembre 2016: Il Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale, con una lettera trasmessa al MIBACT e alla Presidente del Municipio 2 (Nota Prot. QL 52851), richiede “l’autorizzazione del titolo concessorio con le misure di salvaguardia” al fine di completare l’iter – ora per allora – per l’area del Punto Verde Infanzia 3.2 Villa Massimo [5].
7 ottobre 2016: Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso presentato dal Concessionario sospendendo l’esecutività della sentenza impugnata del TAR marzo 2016 e rinvia la discussione nel merito all’udienza pubblica del 27 aprile 2017 [6].
27 ottobre 2016: Italia Nostra scrive due note, rispettivamente a Roma Capitale e alle Soprintendenze per le Belle Arti e del Paesaggio del Comune di Roma, nonché al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Lazio, per “esprimere la più ferma contrarietà alla illegittima richiesta del Dipartimento Tutela Ambientale al rilascio – ora per allora – del titolo concessorio”. [7]
Ottobre 2016: Il Comitato per la difesa della Pineta di Villa Massimo, a seguito della richiesta del 23 settembre emessa dal Dipartimento Tutela Ambientale, durante il mese di ottobre 2016, invia alcune note alla Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio del Comune di Roma e al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali del Lazio per esprimere: “la più ferma contrarietà alla illegittima richiesta del Dipartimento Tutela Ambientale di titolo concessorio – ora per allora – sul bando e sulla concessione-convenzione revocata e dichiarata nulla dal Comune di Roma e da sentenze di Consiglio di Stato e TAR del LazioTrasmette, inoltre, una diffida al Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale per chiedere il ritiro della Nota Prot. 52851 del 23 settembre 2016.[8]
20 ottobre 2016: (Prot. MIBACT-SABAP-RM n.5646). La Soprintendenza paesaggistica di Roma, sulla richiesta di titolo concessorio per il PVI scrive che: ”Non sono stati prodotti né l’attestazione della legittimità dello stato dei luoghi né un testimoniale di stato, documentazione obbligatoria e propedeutica di questa autorizzazione, indispensabile per stabilire con certezza l’oggetto e i termini della concessione.” [5]
29 ottobre 2016: La Giunta del Municipio 2, con memoria n. 8 del 29 ottobre 2016 [9], delibera di richiedere al Dipartimento Tutela Ambientale il conferimento di tre aree a verde, di superficie superiore ai 5.000 mq che – si legge nel documento – “pur rientrando nella gestione del Dipartimento Tutela Ambientale, per ubicazione, morfologia e funzione assumono una particolare importanza per il tessuto municipale, configurandosi come luoghi di incontro, di aggregazione sociale e di integrazione per i ragazzi, le famiglie e gli anziani”. Fra queste anche Villa Massimo.
Come specificato nella Premessa della Memoria di Giunta, infatti, il patrimonio di Roma Capitale comprende un’estensione urbana di aree a verde di circa 40 milioni di metri quadrati, variamente articolate per tipologia, e nel territorio del Municipio II ricadono molti spazi verdi di rilevanza pubblica; eppure l’art. 26, comma 9 lettera f) della Deliberazione di Assemblea Capitolina n. 8 del 7.3.2013, recante lo Statuto di Roma Capitale [10], stabilisce che la gestione delle attività e dei servizi relativi alla manutenzione delle aree verdi di interesse locale, con esclusione delle aree archeologiche, dei parchi e delle ville storiche, sia affidata ai Municipi; l’art. 69 del Regolamento del Decentramento Amministrativo vigente [11] attribuisce alla competenza dei Municipi la realizzazione di interventi di progettazione e di manutenzione su aree verdi di quartiere, di vicinato e di arredo urbano, di superficie non superiore a 20.000 mq, con esclusione delle aree sottoposte a vincolo.
I cittadini si chiedono allora, come può la Pineta di Villa Massimo – su cui vige il vincolo di bellezza naturale D.M. 23 febbraio 1927 ex Legge 778 del 1922 – essere ricompresa se l’area è vincolata anche ai sensi dell’art. 136 del dlgs 42/04?
4 novembre 2016: con lettera Prot. QL 62084 il Direttore del dipartimento tutela Ambientale scrive al Sindaco di Roma Capitale – ma non al Segretariato Regionale del Ministero Beni Culturali e del Turismo e alla Soprintendenza Paesaggistica di Roma al quale era stata indirizzata la richiesta di titolo concessorio per il Punto Verde Infanzia (vedi sopra 23 settembre) – per chiarire che: ”Il quesito richiesto al MIBACT (Segretariato Regionale del Ministero Beni Culturali e del Turismo) è stato inoltrato al solo scopo di fare chiarezza sulla sussistenza del vincolo stesso”. [5]
21 novembre 2016: il Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale consegna la pineta di Villa Massimo al Municipio Roma II (Prot.n.QL65697 del 21.11.2016). Il verbale di consegna recita: “OMISSIS….Oggi 18 novembre 2016 alle ore 11,00 sono presenti i Sigg.ri: Francesca Del Bello – Presidente Municipio II, Rosario Fabiano- Assessore Ambiente Municipio II, i quali sulla scorta della documentazione allegata al presente atto (planimetrie catastali aree verdi n.d.r.) procedono al passaggio di consegna delle suddette aree.”
24 novembre 2016: con la Direttiva n. 5 la Giunta del Municipio 2 incarica il Direttore della Direzione Tecnica del Municipio 2, di procedere entro il 31 dicembre 2016, ad affidare e realizzare l’appalto di manutenzione del giardino Giuseppe De Meo, ricorrendo a qualsivoglia procedura, non escludendo la possibilità di avvalersi dell’istituto dell’affidamento diretto.[scarica la direttiva http://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/direttiva_5_2016.pdf)
14 dicembre 2016: Il Municipio Roma 2 con lettera (Prot. n. 135280) del 14.12.2016 a firma del Direttore Tecnico, chiede alla società concessionaria di: “produrre una documentazione che descriva lo stato attuale dei luoghi, certificandone e verificando l’attuale consistenza del bene. Si chiede pertanto , a codesta società di redigere un progetto, corredato anche da foto storiche del parco, che attesti quanto richiesto…”.[5]
19 dicembre 2016: Carteinregola invia all’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, al Segretariato Generale, alla Direzione Punti Verde, al Direttore del Dip. Ambiente, una verifica di congruità su due atti emessi dalla Giunta del Municipio 2 (Memoria di Giunta n. 8/2016 e Direttiva di Giunta n. 5/2016) che risultano essere in contrasto con il vigente Regolamento sul decentramento amministrativo, art. 69. (il 22 febbraio abbiamo inviato un nuovo sollecito,a cui non è pervenuto alcun riscontro con l’eccezione di quello trasmesso dal Direttore dell’Ufficio Punti Verde Qualità del 29 dicembre 2016
23 dicembre 2016: La società concessionaria comunica al Municipio Roma II l’accettazione dell’incarico e “dichiara di accettare quanto richiesto, manifestando in particolare la disponibilità della società concessionaria a redigere il progetto richiesto sulla base delle indicazioni fornite dal MIBACT-SABAP-RM con nota prot. 5646 del 28.10.2016” (Prot. CB140222 del 23.12.2016).[5]
31 dicembre 2016 : Italia Nostra (con lettera prot. n.6439/2016) chiede verifica dell’affidamento da parte del dipartimento Ambiente al Municipio Roma II di interventi sulla pineta di Villa Massimo che sono in contrasto con lo Statuto e il regolamento sul Decentramento Ammnistrativo
20 gennaio 2017 Riunione Commissione Municipio II (ambiente – mobilita’ – decoro urbano) con o.d.g.: 1 – Stato attuale delle procedure per la riapertura al pubblico del Parco di Villa Massimo: analisi del progetto di risistemazione del parco Pineta di Vila Massimo (scarica verbale villa massimo Comm_Ambiente_20_01_2017) (> Vai al report di Carteinregola)
13 febbraio 2017 Riunione Commissione capitolina Trasparenza su problelmatiche relative a abbandono e degrado Villa Massimo (scarica il verbale villa massimo commissionetrasparenza_13022017
14 febbraio 2017: Da quanto emerge dalla documentazione in possesso del Comitato per la Difesa della Pineta di Villa Massimo (ottenuta nell’ambito del procedimento del giudizio al Consiglio di Stato, a cui il comitato partecipa “ad opponendum” insieme al Comune di Roma) l’architetto incaricato dalla società concessionaria elabora una relazione tecnica avente per oggetto: Giardino Giovanni De Meo in Roma quartiere Nomentano viale di villa Massimo n.8 A. Giardino e Casina dei Pini. Revisione Progetti: progetto di massima preliminare, Testimoniale stato dei luoghi. Sintesi storica con allegati grafici. Legittimità con allegati grafici. Progetto di massimo definitivo”. Nota bene: Sulla circostanza e i suoi sviluppi Carteinregola ha chiesto approfondimenti alla Commissione Ambiente che si è tenuta il 17 ottobre 2017 , in particolare ha chiesto se il progetto consegnato al MIBACT il 13.3.2017 (prot. 4891) sia stato predisposto da un professionista incaricato dalla ditta concessionaria o da un altro tecnico (in questo caso incaricato – e pagato – da chi) e se la Presidente Del Bello, nell’ambito dell’elaborazione del progetto di restauro e recupero, abbia partecipato a riunioni con rappresentanti del MIBACT e con l’incaricato dalla ditta concessionaria.(Vedi nostro post del 21 ottobre 2017 http://www.carteinregola.it/index.php/villa-massimo-una-questione-che-riguarda-linteresse-pubblico-le-regole-e-la-serieta-delle-istituzioni-e-la-verita/
17 febbraio 2017: Riunione Commissione Ambiente Roma Capitale a cui partecipano l’Associazione Carteinregola, Italia Nostra, Comitato per la difesa della Pineta di Villa Massimo e altri Comitati e Associazioni di cittadini. (Scarica il verbale villa massimo ccpambiente_17022017)
21 febbraio 2017: lettera di risposta del Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale al Segretario Generale del Comune di Roma (Prot.QL10585 del 21 febbraio 2017) in cui scrive che: “ in data 19 ottobre 2016 il Presidente del Municipio II trasmetteva la memoria di Giunta n.8/2016 con la quale si chiedeva l’assegnazione delle seguenti aree: …Giardino Giuseppe De Meo – Villa Massimo. Conseguentemente , lo scrivente Dipartimento incontrava il Municipio II per definire le modalità dell’assegnazione delle 3 aree. Durante gli incontri era stata data informazione che su Villa Massimo era in atto un contenzioso amministrativo…. .Orbene, alla luce di quanto sopra rappresentato, considerata la complessità della vicenda questo Dipartimento comunica che non ha opportunamente perfezionato con l’emissione di un provvedimento amministrativo la consegna dell’area, di cui al verbale identificativo con prot. QL65697 del 21.11.2016.”[5]
6 marzo 2017: nella documentazione in possesso del Comitato per la Difesa della Pineta di Villa Massimo è presente una nota della società concessionaria al Municipio Roma II di invio di ricostruzione storica e testimoniale di stato (Prot.CB 28867 del 06.03.2017).[5]
13 marzo 2017 Il Municipio trasmette copia del testimoniale ai fini dell’effettivo rilievo dei luoghi alla Soprintendenza (prot. 4891)[5]
20 marzo 2017: lettera del Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale al Presidente del Municipio Roma II (prot. QL16044 del 20 marzo 2017) con cui si “richiede al Municipio la riconsegna dell’area e le chiavi dei cancelli.”[5]
21 marzo 2017: Sopralluogo nella pineta di Villa Massimo da parte della Commissione Ambiente di Roma Capitale insieme istituzioni municipali Presenti anche i funzionari del Servizio Giardini/Dipartimento Tutela Ambientale. Scarica il verbale del sopralluogo villa massimoccpambiente_21032017_sopralluogo
13 marzo 2017 Riunione Commissione Ambiente capitolina con 3° punto ODG Villa Massimo (scarica verbalevilla massimo ccpambiente_17022017)
23 marzo 2017 Consiglio del Municipio II n. 20 sulla situazione di villa Massimo. Nel resoconto del dibattito successivo riportato dal verbale [non pubblicato sul sito del Municipio, come gli altri verbali del Consiglio] si legge che numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione chiedono alla Presidente Del Bello e all’assessore Fabiani una riposta chiara in merito alle circostanze del progetto di risistemazione – chi ha autorizzato il direttore tecnico a chiedere il progetto al concessionario, chi elaborerà il progetto – senza tuttavia ottenere una dichiarazione dirimente. In quella circostanza si pone l’accento sulla necessità di riaprire il giardino, e si assicura che il progetto verrà elaborato dal Municipio, senza che la Presidente fornisca dettagli sul chi, come, quando procederà alla stesura del progetto: “interviene la Presidente Del Bello dicendo che era a conoscenza della lettera [quella del direttore alla società concessionaria del 4.12.2016 Prot. n. 135280 ] e ribadendo che amministrazione comunale e municipale redigeranno e presenteranno alla Soprintendenza il progetto di riqualificazione dell’area verde, per cui ciò sta a significare che la lettera in questione non ha avuto seguito e che non vi è nulla da nascondere“
4 aprile 2017 MIBACT comunica (prot. 6721) la “necessità di un ulteriore accertamento e precisamente la legittimità della cosiddetta Casina dei Pini, in quanto non risultano pervenuti a questo ufficio i condoni citati, di cui si resta ancora in attesa“ [ il grassetto è nel documento, consegnato al Comitato Salviamo al Pineta di Villa massimo dalla rappresentante MIBACT durante la commisione del 17 ottobre 2017 NDR]
13 aprile 2017 e 22 aprile 2017 – Italia Nostra (prot.6443/2017 e Prot. n.6448/2017) segnala all’Assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Giuseppina Montanari e alla Soprintendenza Paesaggistica “l’attuale pericolosa situazione dell’iter del procedimento per la riapertura del Parco di Villa Massimo in relazione alla prossima discussione al Consiglio di stato sul ricorso presentato dalla società concessionaria contro il Comune di Roma e il Ministero dei Beni Culturali in merito alla sentenza di conferma della revoca della convenzione decisa dal Tar del Lazio il 18.03.2016”.
27 aprile 2017 il Consiglio di Stato discute il ricorso presentato dall’ex concessionario ma la sentenza, al 20 ottobre 2017, non è ancora disponibile.
18 giugno 2017 – Il Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo invia tramite PEC una lettera all’Assessore Ambiente G. Montanari e al Presidente della Commissione Ambiente Diaco, al Direttore del Dipartimento Ambiente e al Direttore del servizio giardini per far mettere in sicurezza l’area della pineta “Area che per abbandono, presenza di strutture in legno ed estesa presenza di erba secca fanno temere , nell’attuale periodo estivo, ancora maggiori pericoli di incendio”.
13 agosto 2017 – la pineta va a fuoco e grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco si scongiurano danni irreparabili al verde pubblico.
29 agosto 2017 Nota del 29 8 2017 (prot. 23618) inviata dal MIBACT Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, che ha per oggetto: Roma Municipio II (ex III) Pineta di Vialla Massimo in via di Villa Massimo e Via Ravenna (Giardino Giuseppe De Meo) NCEU Foglio 588 particelle 467 (Giardino) e 111(Casina dei Pini). immobile tutelato ai sensi dell’art. 10 co. 1 del DLgs 22 01 2004 n.42 m e ss.mm.ii, Parte Seconda; Richiedente: Roma Capitale -Municipio II. proprietà: catasto del Verde Roma Capitale. Progetto di ripristino dello stato originario dei luoghi e attestazione della legittimità e consistenza del bene del Demanio Comunale, ai fini dell’avvio del procedimento di concessione ai sensi dell’art. 57 bis del DlGs n.42/2004. Opere eseguire in difformità” in cui si ingiunge al Comune di pagare una sanzione di 2500 euro per rilasciare “copia del grafico autorizzato con prescrizioni” (il progetto di risistemazione delll’area giardino) [ il documento è stato consegnato al Comitato Salviamo al Pineta di Villa massimo dalla rappresentante MIBACT durante la commissione del 17 ottobre 2017 NDR]
10 ottobre 2017 – Atto di significazione , invito e diffida inviato dal Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo al Sindaco con la richiesta di correzione dell’accatastamento, per non rispondenza, di terreno e fabbricato della pineta di Villa Massimo e atti conseguenti in relazione alla richiesta di titolo concessorio ex art.75 bis D.Lgs. n.42/2004 da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale.
12 ottobre 2017 Da quanto dichiarato la sua rappresentante nel corso della Commissione del 17 ottobre (vedi sotto) il MIBACT riceve copia del “progetto di restauro e recupero del giardino”
17 ottobre 2017 si tiene la Commissione Ambiente Capitolina, alla presenza del Presidente Daniele Diaco, dei membri della Commissione e di altri consiglieri di maggioranza e opposizione, di rappresentanti dell’assessorato e degli uffici, e del MIBACT (Soprintendenza Belle arti e Paesaggio di Roma, mentre non era presente la Sovrintendenza Capitolina), del Presidente e dell’Assessore all’Ambiente del II Municipio, oltre a esponenti di vari comitati cittadini (inspiegabilmente assente l’Avvocatura Comunale), con l’obiettivo era fare il punto della situazione rispetto al “progetto di restauro e recupero del giardino” chiesto dalla Soprintendenza nel 2014 e consegnato il 12 ottobre, che è stato presentato (ma non è stato pubblicato nè condiviso con i cittadini); nella riunione si è parlato della nota del 29 agosto 2017 in cui il MIBACT ingiunge al Comune il pagamento di una sanzione, seppur minima (2500 euro), per dare il via ai lavori di ripristino, “come da elaborato grafico” cioè il progetto approvato e concordato. E’ stato dichiarato che nessuna autorizzazione formale ha sancito il passaggio di Villa massimo dal Comune al Municipio, e nel corso della Commissione viene chiesto a quest’ultimo di riconsegnare le chiavi al Comune. I comitati chiedono che vengano appurate le circostanze relative alla predisposizione dei testimoniali e del progetto consegnato dal Municipio al MIBACT, dopo che la Presidente del Municipio e l’Assessore all’Ambiente hanno dichiarato che la richiesta avanzata dal direttore del Municipio al concessionario non ha avuto alcun seguito.
16 novembre 2017: presso lo Scout Center si svolge un incontro pubblico organizzato dalla Presidente del Municipio II per la presentazione del progetto di recupero della pineta di Villa Massimo. Scarica la relazione tecnica che descrive lo stato dei luoghi, l’inquadramento urbanistico, lo stato di progetto.Villa Massimo relazione Scarica la planimetria: A3 villamassimo
12 Dicembre 2017: Depositata Interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini da parte dei Stefano Fassina e Annalisa Pannarale, Gruppo Sinistra Italiana, per sapere se la Soprintendenza abbia osservato le norme in materia di vincoli ambientali, paesaggistici e architettonici;Vai al testo: interrogazione
27 dicembre 2017: Il Consiglio di Stato CON SENTENZA 2017.06084 ha respinto il ricorso della Società Concessionaria del Punto Verde Infanzia confermando la revoca in autotutela della Convenzione-Concessione Punto verde Infanzia 3.2 Villa Massimo e il vincolo paesaggistico sulla pineta. Vai al testo della sentenza
(10 gennaio 2018 – continua)
[1] 1934: Il Governatorato di Roma acquista la pineta dal Credito Industriale di Venezia per costituire un luogo di pubblico godimento quale parco per i cittadini romani. Nell’atto di acquisto conservato è dichiarata la presenza del vincolo panoramico
[2] NOTA SUL VINCOLO: la pineta di villa Massimo è sottoposta a un duplice regime di tutela: 1) ope legis per essere bene di proprietà pubblica; 2) paesaggistica per provvedimento diretto (Legge 778 del 1922) e perché appartenente alla categoria di “area boscata”, tutelata ope legis art. 134 c.1 lettera b) e 142 del Dgls 42/04 (Queste disposizioni sono vigenti dalla Legge Galasso n. 431/85 e non prevedono né dichiarazione né notifica di vincolo). (testo ricavato dalla nota del 29 8 2017 (prot. 23618), inviata dal MIBACT Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma
[3]Dal sito del Comune (informazioni pubblicate il 15/06/2016, in seguito all’accesso civico di Carteinregola)PUNTI VERDI INFANZIA
Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 197 dell’08 agosto 1998 è stato approvato il “Regolamento per la concessione di aree pubbliche per attività di spettacolo viaggiante e parchi di divertimento”, ai sensi dell’art. 9 della L. 18 marzo 1968, n. 337 unitamente al Piano di settore, riguardante l’individuazione delle aree disponibili di proprietà comunale destinate allo svolgimento di attività di spettacolo viaggiante.In esecuzione della predetta deliberazione C.C. n. 197/1998 con Determinazione Dirigenziale n. 267 del 05 maggio 1999 è stato approvato il bando di gara per la realizzazione e gestione dei Punti Verde Infanzia. (…) P.V.I. 3.2 “Villa Massimo”;
[4] scarica la convenzione al link: villa massimo convenzione da sito comune pvi_web_0302)
[5] Documento in possesso del Comitato per la difesa della Pineta di Villa Massimo ottenuto con formale richiesta di accesso agli atti.
[6] Scarica la sentenza al seguente link: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=ERFSHMWJST7YJQFSMKZHW7QFEA&q=italia-nostra-soprintendenze-27-10-16
[7] Scarica le lettere: italia-nostra-soprintendenze-27-10-16; italia-nostra-comune-27-10-16-1
[8] Scarica le note trasmesse dal Comitato: dipart-ambiente-richiesta-partecipazione-conferenza-servizi-17-10-2016; diffida-a-ritirare-richiesta-titolo-concessorio-21-10-2016-1; barsottini-saracini-20-10-2016, al-soprintendente-08-10-2016
[9] Scarica la memoria al seguente link: http://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/Memoria_8_2016.pdf .La Giunta Capitolina, con Deliberazione n. 362 del 29.10.2015, ha dettato gli indirizzi per l’attribuzione ai Municipi delle aree verdi di prossimità, dando mandato al Dipartimento Tutela Ambientale di procedere al trasferimento delle aree inferiori ai 5.000 mq, escluse le aree vincolate, insistenti nei diversi territori municipali, individuate e descritte nei rispettivi elenchi allegati al provvedimento;
[10] scarica DACDelib.N.8.del.07.03.2013 statuto Roma Capitale,
[11] scarica REG_dec_amm Roma
Per informazioni: Comitatovillamassimo@gmail.com
Si è tenuta il 17 ottobre scorso, l’ennesima commissione capitolina su Villa Massimo, una vicenda intricata difficile da riassumere, ma noi proveremo a farlo perché sono molti gli spunti di…
Redazione -21 ottobre 2017Continua#
Protetto: Villa Massimo (Punto Verde Infanzia) II Municipio
Questa scheda è stata realizzata grazie al supporto e alla collaborazione fornita dal Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo e dall’Associazione Italia Nostra, che ci hanno fornito…
Redazione -20 ottobre 2017 #
Villa Massimo: i cittadini chiedono solo il rispetto delle regole
di Anna Maria Bianchi e Thaya Passarelli Il giardino di Villa Massimo è stato salvato dalla mobilitazione e dalla tenacia dei cittadini. Ma alla Commissione municipale i loro dubbi e…
Redazione -25 gennaio 2017 Continua#
Villa Massimo resta un parco e basta. Non si potrà costruire nessun manufatto che ne alteri il valore paesaggistico, dovrà essere ripristinata la pineta storica. Il TAR ha respinto il…
Redazione -20 marzo 2016 Continua#
Redazione -14 novembre 2016 Continua#
Giuseppe Gerace, PD, che ha rinunciato alla corsa per la Presidenza del II Municipio (la candidata del centrosinistra sarà Francesca Del Bello, scelta con le primarie del 6 marzo) partecipa…
Redazione -18 marzo 2016 Continua#

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.106
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 40
 sentenza 
 art. 69
 sentenza 
 art.75
 SENTENZA 
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 art. 134
 sentenza