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Timestamp: 2016-10-28 16:11:06+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 180 del 27.12.2005
Istanza di interpello - Art. 11 della legge 27
luglio 2000, n. 212. XZ SPA Cessione di derrate alimentari. Art. 13, comma 2, del
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 13, comma 2, del
decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, è stato esposto il seguente
La società XZ S.p.A., che
svolge attività di produzione e commercializzazione di prodotti alimentari,
riferisce di avvalersi da tempo dell'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460, secondo il quale la cessione gratuita, in alternativa
alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, di derrate alimentari e di
prodotti farmaceutici, alla cui produzione o al cui scambio è diretta
l'attività dell'impresa, in favore delle ONLUS, non costituisce ricavo.
Recentemente l'art. 14 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha introdotto nuove
disposizioni in materia di deducibilità delle erogazioni liberali, in denaro o
in natura, effettuate a favore di organismi facenti parte del terzo settore,
ponendo, ai fini della deduzione, limiti quantitativi nonché il divieto di
cumulo con ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione o di
detrazione di imposta da altre disposizioni di legge.
Ciò posto l'interpellante chiede se, alla luce della nuova
normativa, il regime agevolativo recato dall'art. 13, comma 2, del decreto
legislativo n. 460 del 1997 sia sottoposto ai limiti quantitativi e al divieto
di cumulo stabiliti dal citato art. 14 del decreto-legge n. 35 del 2005.
le disposizioni recate dall' art. 13, comma 2, del decreto legislativo n. 460
del 1997 disciplinino una fattispecie specifica e distinta alla quale non sono
applicabili né i limiti quantitativi né il divieto di cumulo previsti
dall'art. 14 del decreto-legge n. 35 del 2005.
L'art. 13, comma 2, del
decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 stabilisce che "le derrate
alimentari e i prodotti farmaceutici, alla cui produzione o al cui scambio è
diretta l'attività dell'impresa, che in alternativa alla usuale eliminazione
dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si
considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ai sensi
dell'art. 53 (ora art. 85), comma 2, del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917".
La disposizione sopra riportata esclude, nel caso
specifico, che esplichi effetti l'art. 85, comma 2, del TUIR, il quale
considera ricavi, tra l'altro, il valore normale dei beni, alla cui produzione o
scambio è diretta l'attività dell'impresa, destinati a finalità estranee
all'esercizio dell'impresa stessa.
In base alla disposizione agevolativa recata dal citato
art. 13, comma 2, del decreto legislativo n. 460 del 1997, è consentito,
pertanto, alle imprese cedere gratuitamente alle ONLUS derrate alimentari e
prodotti farmaceutici, alla cui produzione o scambio è diretta l'attività
dell'impresa, altrimenti destinati all'usuale eliminazione dal circuito
commerciale, senza che il valore normale degli stessi venga considerato tra i
ricavi dell'impresa medesima.
Nessun limite quantitativo viene posto dal comma 2 del
citato art. 13 del decreto legislativo n. 460 alle cessioni agevolate di derrate
alimentari e prodotti farmaceutici, né le stesse concorrono alla determinazione
del limite di deducibilità delle erogazioni liberali a favore delle ONLUS.
Ciò premesso si fa presente che l'articolo 14 del
decreto-legge n. 35 convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, al quale fa riferimento l'istanza di interpello,
al comma 1 stabilisce che "le liberalità in denaro o in natura erogate da
persone fisiche o da enti soggetti all'imposta sul reddito delle società in
favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo
10, commi 1, 8 e 9 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, ... sono
deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del dieci
per cento del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di
70.000 euro annui".
Il successivo comma 3 del medesimo art. 14 dispone
espressamente che "resta ferma la facoltà di applicare le disposizioni di
cui all'articolo 100, comma 2,
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni".
La disposizione sopra riportata prevede, in sostanza,
la facoltà per l'erogante, titolare di reddito d'impresa, di avvalersi, in
relazione alle liberalità erogate e in luogo della disposizione prevista
dall'art. 14 in esame, di quella recata dall'articolo 100, comma 2, del TUIR.
La circolare n. 39/E
del 19 agosto 2005 ha precisato che la scelta effettuata deve rimanere ferma per
tutto il periodo d'imposta. Il comma 6 dell'articolo 14 del medesimo
decreto-legge n. 35 stabilisce che "in relazione alle erogazioni effettuate ai
sensi del comma 1 la deducibilità di cui al medesimo comma non può cumularsi
con ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione o di
detrazione di imposta da altre disposizioni di legge".
Al riguardo la citata circolare n. 39/E ha chiarito che se il soggetto
erogatore usufruisce delle deduzioni previste dal comma 1 del citato art. 14 non
potrà applicare, per analoghe erogazioni effettuate a beneficio dei soggetti
indicati nel predetto comma 1, deduzioni o detrazioni fiscali previste da altre
norme agevolative. La non cumulabilità prescinde dall'importo delle liberalità
Dalla lettura logico-sistematica delle richiamate
disposizioni discende che il beneficio della non rilevanza fiscale delle
cessioni di derrate alimentari e di prodotti farmaceutici effettuate ai sensi
del citato art. 13, comma 2, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, in
quanto non rappresenta una deduzione o detrazione d'imposta né concorre a
determinare i limiti quantitativi di deducibilità di erogazioni liberali
disciplinate da altre norme tributarie, costituisce un'agevolazione autonoma
sulla quale non esplicano effetto le disposizioni recate dall'art. 14 del
decreto-legge n. 35 del 2005.
Conseguentemente, il regime agevolativo disciplinato
dall'art. 13, comma 2, del decreto legislativo n. 460 in esame può continuare
ad essere applicato dall'impresa che effettua la cessione di derrate alimentari
senza limiti quantitativi e può essere cumulato con le liberalità
eventualmente erogate dallo stesso soggetto deducibili ai sensi dell'art. 14 del
decreto-legge n. 35 citato.
istanza presentata alla Direzione Regionale ..... viene resa dalla scrivente ai
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 Art. 13
 art. 14
 art. 13
 art. 85

art. 13
 art. 13
 art. 14
 art. 14
 art. 13
 art. 2400