Source: https://renatodisa.com/2011/05/11/corte-di-cassazione-ii-sezione-ordinanza-5-novembre-2010-24-marzo-2011-n-6888-l%E2%80%99obbligo-di-arrestarsi-allo-stop-non-e-eliso-dalla-violazione-di-norme-di-comportamento-anche-da-parte/
Timestamp: 2018-05-28 09:57:01+00:00

Document:
Corte di Cassazione, II sezione, Ordinanza 5 novembre 2010 - 24 marzo 2011, n. 6888. L’obbligo di arrestarsi allo "stop" non è eliso dalla violazione di norme di comportamento anche da parte del conducente di altro veicolo avente diritto alla precedenza - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, II sezione, Ordinanza 5 novembre 2010 – 24 marzo 2011, n. 6888. L’obbligo di arrestarsi allo “stop” non è eliso dalla violazione di norme di comportamento anche da parte del conducente di altro veicolo avente diritto alla precedenza
Home/Cassazione civile 2011, Codice della strada, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, II sezione, Ordinanza 5 novembre 2010 – 24 marzo 2011, n. 6888. L’obbligo di arrestarsi allo “stop” non è eliso dalla violazione di norme di comportamento anche da parte del conducente di altro veicolo avente diritto alla precedenza
Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza n. 6888 del 24/3/2011. L’obbligo di arrestarsi allo “stop” non è eliso dalla violazione di norme di comportamento anche da parte del conducente di altro veicolo avente diritto alla precedenza.
Ordinanza 5 novembre 2010 – 24 marzo 2011, n. 6888
Con la sentenza impugnata il Tribunale di Bergamo, in accoglimento dell’appello del Comune di Seriate, ha respinto l’opposizione proposta dalla Dott.ssa M.P.Z. a verbale di accertamento della violazione dell’art. 145 C.d.S.[1], commi 5 e 10 (omissione di arresto allo “stop”).
La Dott.ssa Z. ha proposto ricorso per cassazione per tre motivi, cui l’amministrazione comunale intimata ha resistito con controricorso.
Con relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.[2], il Consigliere relatore ha ritenuto che tutti i motivi di ricorso siano da disattendere.
Con il primo motivo di ricorso si denuncia violazione di legge. Si chiede a questa Corte di affermare che contrasta con il dovere di motivazione degli atti amministrativi, sancito dalla L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3[3], integrare ex post la motivazione di un atto mediante le contrastanti indicazioni contenute in un secondo atto.
Il motivo – che è riferito alle asseritamente contrastanti risultanze del verbale e del rapporto della Polizia Locale – è inammissibile in quanto presuppone un fatto – il contrasto, cioè, fra i due atti – che viene invece espressamente escluso dalla sentenza impugnata; sicché sarebbe stato necessario articolare, semmai, una acconcia censura di vizio di motivazione.
Con il secondo motivo, denunciando vizio di motivazione, si lamenta che la sentenza impugnata: a) pur affermando di basarsi sulle dichiarazioni rese dall’incolpata ai verbalizzanti, non rechi la sintesi di tali dichiarazioni; b) non si dia carico della circostanza, risultante dagli atti, che il veicolo con il quale si era scontrato quello della Z. sbucava a forte velocità da una curva, tanto che colei che lo guidava era stata a sua volta contravvenzionata per violazione dell’art. 141 C.d.S., commi 2 e 11[4]: il che confermerebbe come, al momento del primo arresto da parte della Z., quel veicolo non ci fosse e fosse comparso, invece, solo allorché la medesima aveva ripreso la marcia.
Il motivo non può essere accolto per le seguenti ragioni.
Quanto alla censura sub a), va osservato che il contenuto, evidentemente autoaccusatorio, delle dichiarazioni dell’incolpata è chiaramente evincibile, per quanto necessario e sufficiente ai fini della comprensione del ragionamento del giudice, dal contesto in cui si fa ad esso riferimento.
La censura sub b), poi, attiene a circostanze non decisive. Infatti, l’obbligo di arrestarsi allo “stop” non è eliso dalla violazione di norme di comportamento anche da parte del conducente di altro veicolo avente diritto alla precedenza (cfr., da ult., Cass. 8552 del 2009[5]); né può essere considerata decisiva la richiamata contestazione, al conducente dell’altro veicolo, della violazione dell’art. 141 C.d.S., comma 2, atteso il contenuto della disposizione violata, che contempla semplicemente il “dovere del conducente di conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.
Con il terzo motivo, denunciando violazione di legge, si chiede a questa Corte, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., comma 1, di affermare che sussiste lo stato di necessità “nel caso in cui il guidatore di un’auto, fermatasi alla barra di arresto di uno Stop e ripresa la marcia per attraversarlo, debba nuovamente arrestarsi, a causa del sopraggiungere alla propria sinistra di un’auto a forte velocità sbucata da una curva della strada di immissione”.
Il motivo è inammissibile, dato che l’addebito mosso all’incolpata non era di essersi arrestata nuovamente al sopraggiungere dell’altro veicolo, ma piuttosto di non essersi arrestata prima.
Pertanto il ricorso va respinto, con condanna della ricorrente – secondo la regola della soccombenza – alle spese processuali, liquidate in dispositivo.
Sorrento, 11/5/2011.
[1]Articolo 145 c.d.s. – Precedenza
7. E’ vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l’area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.
10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 154,00 a euro 613,00.
[2]Articolo 380 bis c.p.c. – Procedimento per la decisione sull’inammissibilità del ricorso e per la decisione in camera di consiglio . Il relatore della sezione di cui all’articolo 376, primo comma, primo periodo, se appare possibile definire il giudizio ai sensi dell’articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5), deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione delle ragioni che possono giustificare la relativa pronuncia.
[3]Legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.” (Pubblicata in G. U. 18 agosto 1990, n. 192)
4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l’autorità cui è possibile ricorrere
[4]Articolo 141 c.d.s. – Velocità
1. E’ obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.
8. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80,00 a euro 318,00.
9. Salvo quanto previsto dagli articoli 9 bis e 9 ter, chiunque viola le disposizioni del comma 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 159,00 a euro 639,00.
10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente di cui al comma 7 la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 24,00 a euro 94,00.
11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 39,00 a euro 159,00.
[5]Corte di Cassazione Sezione 2 civile sentenza 08.04.2009, n. 8552. In tema di circolazione stradale, l’infrazione all’art. 145, commi 4 e 10, del codice della strada, per essere uscito da una via immettendosi in altra, omettendo di dare la doverosa precedenza ad altro veicolo (nella specie una bicicletta), non può essere esclusa, in sede di giudizio di opposizione, sul presupposto che anche il conducente dell’altro veicolo, avente diritto alla precedenza, aveva violato, a sua volta, una norma di comportamento. Ciò in quanto il giudizio di opposizione ha ad oggetto non l’accertamento della responsabilità di soggetti coinvolti in un sinistro stradale, in vista di una pronuncia di risarcimento del danno, ma l’opposizione avverso un verbale di contestazione della regola di precedenza, nella specie accertata come verificata dal giudice di merito.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2011-05-17T15:11:20+00:00	11 maggio 2011|Cassazione civile 2011, Codice della strada, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

References: sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza