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Timestamp: 2019-11-14 18:27:18+00:00

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Alla Zes…si fa credito d’imposta
Franco Martina — 28 settembre 2019
Parola di tributaristi, commercialisti, economisti e Zesssiti …della Taranto-Basilicata. Tra codici tributo e articoli, come riporta una nota dell’Agenzia delle Entrate e l’invito dell’Associazione Zes lucana è possibile accedere ai vantaggi del Credito di imposta. Naturalmente se quanto di seguito elencato non fosse comprensibile basta una e mail inviata all’indirizzo zeslucana2017@tim.it per avere delucidazioni. Fin qui l’aspetto tecnico ma c’è ne è un altro di natura politica e, purtroppo, in continuità con il passato, visto che l’attiva Associazione Zes Lucana per qualità delle proposte, delle iniziative e degli atti prodotti (a costo zero) non è stata nemmeno invitata alla riunione di Taranto, come riporta il servizio del Corriere di Taranto https://www.facebook.com/1521226691535086/posts/2464168330574246/ . Per la Basilicata c’era l’assessore alle Attività Produttive Cupparo. Giusto. Ma l’associazione è rimasta fuori. Giriamo l’osservazione agli organizzatori della Città dei Due Mari e al presidente della giunta regionale Vito Bardi, che conosce e ha incontrato i protagonisti dell’Associazione. Se si deve fare sistema…
LA RIUNIONE DI TARANTO DALLA PAGINA FB DEL CORRIERE DI TARANTO
Riunione oggi (26 settembre) , presso l’Autorità Portuale di Taranto, per l‘attuazione del Piano strategico di sviluppo del territorio della Zona Economica speciale interregionale jonica. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale per lo Sviluppo economico Mino Boraccino, i rappresentanti istituzionali della Regione Basilicata, era infatti presente l’assessore Cupparo, i delegati delle Agenzie regionali pugliesi e lucane, Arti per la Puglia, i tecnici dell’Autorità Portuale.
“Insieme – dice Borraccino – abbiamo tracciato una mappa delle prossime iniziative da portare avanti come Comitato di indirizzo della Zes Jonica. Stessa cosa faremo nei prossimi giorni per la Zes Adriatica con la partecipazione della Regione Molise“.
Innanzitutto oggi le parti hanno convenuto che occorre mettere in campo subito una politica di targetizzazione, un piano del marketing per promuovere la ZES. Da ieri infatti è possibile, per le imprese, fruire della defiscalizzazione nelle aree perimetrate Zes.
E’ disponibile lo strumento del credito di imposta rilevabile sino ad un massimo di 50 milioni di euro di investimento, utilizzabile per realizzare qualsivoglia iniziativa di sviluppo che l’impresa vorrà mettere in campo, comprese quelle per le opere murarie, che invece sono escluse dalla formula corrente del credito di imposta. Naturalmente anche a livello regionale e comunale sarà importante intraprendere, cosa che si sta già studiando, delle iniziative di defiscalizzazione per le imprese nelle aree Zes dal punto di vista delle tasse regionali e comunali.
Poi si proseguirà nalla fase di confronto, di ascolto e di coinvolgimento del mondo produttivo, sindacale, associativo no profit e di volontariato delle varie comunità: a tal proposito a breve sarnno convocati degli incontri per raccogliere contributi di idee.
A breve sarà chiesto un incontro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Economia e Finanze, al Ministero per il Sud e al Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti per affrontare alcuni aspetti operativi delle ZES.
Inoltre è allo studio la piattaforma digitale che metterà in rete le due Regioni, Puglia e Basilicata, l’Autorità Portuale, per la gestione delle autorizzazioni nella zona economica speciale.
Altrettanto importante è un altro aspetto sul quale si sta lavorando in questi giorni, ed è rappresentato dalla ricerca di aree, all’interno della perimetrazione Zes, da utilizzare come zone doganali intercluse.
“Di fatto parliamo di vere e proprie zone franche in cui le imprese, che si insedierebbero, avrebbero ulteriori agevolazioni che si andrebbero ad aggiungere ai tanti potenziali vantaggi del Piano strategico per lo sviluppo delle Zone Economiche Speciali – afferma Borracino -. Questo è un elemento fondamentale sul quale la Regione Puglia punta molto, soprattutto ora che le Zes sono diventate operative e rappresentano uno straordinario strumento per dare uno slancio importante per la crescita del nostro territorio, fondato su imprese che fanno dello sviluppo ecocompatibile fondato sull’internazionalizzazione, sulla ricerca, sull’innovazione, un veicolo importante per lo slancio economico della nostra regione che già da anni segna sempre segnali positivi“.
Inoltre da segnalare che è ancora aperto il bando per l’assegnazione degli ulteriori 88,5 ettari di zona economica speciale jonica disponibili, oltre ai 262 ettari per la ZES Adriatica, che scadrà il 23 di ottobre.
L’ASSOCIAZIONE ZES LUCANA
che è stato istituito con la risoluzione n. 83/E del 27 settembre 2019, il CODICE TRIBUTO “6906” (credito d’imposta investimenti Zes – articolo 5, comma 2, Dl n. 91/2017) che costituisce lo strumento operativo per utilizzare il credito di imposta. Il modello di versamento F24 va presentato esclusivamente online attraverso i servizi telematici Entratel o Fisconline, pena lo scarto dell’operazione, subordinato alla presentazione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate, le cui modalità e i termini sono stati fissati con provvedimento dello scorso 9 agosto, di cui si è data notizia in precedenza e per maggiori informazioni è possibile scrivere a zeslucana2017@tim.it.
L’ARTICOLO 5 IN DETTAGLIO SUL CREDITO DI IMPOSTA
Decreto-legge del 20/06/2017 n. 91 –
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2017
Art. 5 Benefici fiscali e semplificazioni
Articolo 5 –
In vigore dal 13/02/2019
Modificato da: Decreto-legge del 14/12/2018 n. 135 Articolo 3 ter
1. Le nuove imprese e quelle gia’ esistenti, che avviano un programma di attivita’ economiche imprenditoriali o di
investimenti di natura incrementale nella ZES, possono usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:
a) l’attivita’ economica nelle ZES e’ libera, nel rispetto delle norme nazionali ed europee sull’esercizio dell’attivita’
d’impresa. Al fine di semplificare ed accelerare l’insediamento, la realizzazione e lo svolgimento dell’attivita’
economica nelle ZES sono disciplinati i seguenti criteri derogatori alla normativa vigente, procedure semplificate e
regimi procedimentali speciali applicabili. Per la celere definizione dei procedimenti amministrativi, sono ridotti di un
terzo i termini di cui: agli articoli 2 e 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241; al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, in materia di valutazione d’impatto ambientale (VIA), valutazione ambientale strategica (VAS) e autorizzazione
integrata ambientale (AIA); al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59,
in materia di autorizzazione unica ambientale (AUA); al codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e
al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, in materia di
autorizzazione paesaggistica; al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
380, in materia edilizia; alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di concessioni demaniali portuali;
a-bis) eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, concessioni o nulla osta comunque denominati la cui adozione
richiede l’acquisizione di pareri, intese, concerti o altri atti di assenso comunque denominati di competenza di piu’
amministrazioni sono adottati ai sensi dell’articolo 14-bis della legge n. 241 del 1990; i termini ivi previsti sono ridotti
della meta’;
a-ter) il Comitato di indirizzo della ZES, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
assicura il raccordo tra gli sportelli unici istituiti ai sensi della normativa vigente e lo sportello unico di cui alla legge 28
gennaio 1994, n. 84, che opera quale responsabile unico del procedimento ai sensi della legge n. 241 del 1990 per
la fase di insediamento, di realizzazione e di svolgimento dell’attivita’ economica nella ZES. Lo sportello unico e’
disponibile in formato digitale, in almeno una lingua diversa dall’italiano, ed e’ organizzato sulla base di moduli e
formulari standardizzati per la presentazione dell’istanza nei quali e’, in particolare, indicata la presenza di eventuali
vincoli ambientali e urbanistico-paesaggistici nonche’ di eventuali termini di conclusione del procedimento;
a-quater) presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e’ istituita la Cabina di regia ZES, presieduta dal Ministro
per il Sud, Autorita’ politica delegata per la coesione territoriale e composta dal Ministro per gli affari regionali e le
autonomie, dal Ministro per la pubblica amministrazione, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, dal Ministro dello sviluppo economico, dai Presidenti delle regioni e delle province
autonome e dai presidenti dei Comitati di indirizzo delle ZES istituite, nonche’ dagli altri Ministri competenti in base
all’ordine del giorno. Alle riunioni della Cabina di regia possono essere invitati come osservatori i rappresentanti di enti
pubblici locali e nazionali e dei portatori di interesse collettivi o diffusi. L’istruttoria tecnica delle riunioni della Cabina di
regia, che si avvale a tal fine del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri,
riguarda principalmente la verifica e il monitoraggio degli interventi nelle ZES, sulla base dei dati raccolti ai sensi del
comma 6. Alla prima riunione della Cabina di regia e’ altresi’ approvata la delibera recante il regolamento di
organizzazione dei lavori della stessa;
a-quinquies) entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, ogni regione
interessata puo’ presentare al Ministro per il Sud, Autorita’ politica delegata per la coesione territoriale una proposta di
protocollo o convenzione per l’individuazione di ulteriori procedure semplificate e regimi procedimentali speciali. La
proposta individua dettagliatamente le procedure oggetto di semplificazioni, le norme di riferimento e le
amministrazioni locali e statali competenti ed e’ approvata dalla Cabina di regia di cui alla lettera a-quater). Sono parti
dell’accordo o protocollo la regione proponente e le amministrazioni locali o statali competenti per ogni procedimento
individuato;
a-sexies) nelle ZES possono essere istituite zone franche doganali intercluse ai sensi del regolamento (UE) n.
952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, e
dei relativi atti di delega e di esecuzione. La perimetrazione di dette zone franche doganali e’ proposta da ciascun
Comitato di indirizzo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, ed e’ approvata con
determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, da adottare entro sessanta giorni dalla
b) accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della ZES di cui all’articolo 4, comma
5, alle condizioni definite dal soggetto per l’amministrazione, ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e
successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di
sicurezza, nonche’ delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione previste dagli articoli 18 e 20 del decreto
legislativo 4 agosto 2016, n. 169.
2. In relazione agli investimenti effettuati nelle ZES, il credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi 98 e seguenti, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31
dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni di cui al medesimo articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
2-bis. Gli interventi relativi agli oneri di urbanizzazione primaria di cui all’articolo 16, comma 7, del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, per le imprese beneficiarie delle agevolazioni che
effettuano gli investimenti ammessi al credito d’imposta di cui al comma 2, sono realizzati entro il termine perentorio di
novanta giorni dalla presentazione della relativa istanza da parte delle imprese ai gestori dei servizi di pubblica utilita’.
In caso di ritardo si applica l’articolo 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Il riconoscimento delle tipologie di agevolazione di cui ai commi 1 e 2 e’ soggetto al rispetto delle seguenti
a) le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attivita’ nell’area ZES per almeno sette anni dopo il
completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti;
4. L’agevolazione di cui al comma 2 e’ concessa nel rispetto di tutte le condizioni previste dal Regolamento (UE) n.
651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, e in particolare di quanto disposto dall’articolo 14; agli adempimenti
di cui all’articolo 11 del medesimo Regolamento provvede il Presidente del Consiglio dei ministri, o il Ministro delegato
per la coesione territoriale e il Mezzogiorno.
5. Agli oneri derivanti dai commi 2, 3 e 4 valutati in 25 milioni di euro nel 2018; 31,25 milioni di euro nel 2019 e 150,2
milioni di euro nel 2020 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
programmazione 2014-2020 di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Le risorse di cui
al periodo precedente sono imputate alla quota delle risorse destinata a sostenere interventi nelle regioni di cui
6. L’Agenzia per la coesione territoriale assicura, con cadenza almeno semestrale, il monitoraggio degli interventi e
degli incentivi concessi, riferendo al Presidente del Consiglio dei ministri, o al Ministro delegato per la coesione
territoriale e il Mezzogiorno, sull’andamento delle attivita’ e sull’efficacia delle misure di incentivazione concesse,
avvalendosi di un piano di monitoraggio concordato con il soggetto per l’amministrazione di cui all’articolo 4, comma
6, sulla base di indicatori di avanzamento fisico, finanziario e procedurale definiti con il decreto di cui all’articolo 4,
LA DISPOSIZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Oggetto: Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, di cui all’articolo 18-quater del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES), di cui all’articolo 5 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91
L’articolo 18-quater del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, e successivamente modificato dall’articolo 44, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha esteso alle imprese localizzate nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici verificatisi a decorrere dal 24 agosto 2016, di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, istituito dall’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e successive modificazioni.
Inoltre, l’articolo 5 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, ha stabilito che le nuove imprese e quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nelle zone economiche speciali (ZES), possono usufruire di alcune tipologie di agevolazioni, ivi compreso il sopra citato credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.
In proposito, il comma 2 dell’articolo 18-quater del decreto-legge n. 8 del 2017 e il comma 2 dell’articolo 5 del decreto-legge n. 91 del 2017, prevedono che alle suddette
agevolazioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge n. 208 del 2015. Pertanto:
– i soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate, secondo modalità e termini stabiliti con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia;
– il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento, senza l’applicazione del limite di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
· “6905” denominato “Credito d’imposta investimenti sisma centro Italia – articolo 18-quater, comma 1, decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8”;
· “6906” denominato “Credito d’imposta investimenti ZES – articolo 5, comma 2, decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91”.
Si precisa che il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline), pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono indicati nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento dei costi, nel formato “AAAA”.
Tags: associazione Zes
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References: articolo 5

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 Articolo 3
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