Source: http://docplayer.it/55032340-Prassi-e-giurisprudenza.html
Timestamp: 2018-03-23 15:26:25+00:00

Document:
PRASSI E GIURISPRUDENZA - PDF
Download "PRASSI E GIURISPRUDENZA"
1 NEWSLETTER 16/2016 Corato, 25 ottobre 2016 SOMMARIO 1 PRASSI E GIURISPRUDENZA D.lgs. 18 dicembre 1997 n. 472; Legge di Stabilità per il 2015 del 23 dicembre 2014 n. 190; D.lgs. 24 settembre 2015 n. 158; Circolare 42 E 2016 dell Agenzia delle Entrate; L esposizione che segue, rappresenta una breve sintesi di disposizioni legislative, chiarimenti ministeriali e pronunce giurisprudenziali di recente emanazione ed ha il solo fine di fornire una prima informativa, la quale non può sostituire un analisi specifica delle fattispecie di singolo interesse. In relazione alla caratteristica di sintetico commento delle tematiche illustrate, ogni ipotesi di applicazione concreta deve essere sottoposta ad adeguato approfondimento.
2 CIRCOLARE 42 E 2016 Introduzione Con il presente documento di prassi, a decorrere dal 1 gennaio 2016, ai sensi dell articolo 16, comma 1, lett. f), n. 1), del D.lgs. 24 settembre 2015, n recante la riforma del sistema sanzionatorio tributario (d ora in avanti decreto sanzioni ), l Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori istruzioni, volte a definire, in modo più completo, il panorama delle sanzioni applicabili in sede di correzione degli errori dichiarativi, consistenti sia nelle irregolarità nel contenuto delle dichiarazioni sia nella tardività dell invio del documento. Pertanto, ai fini dell individuazione delle sanzioni da regolarizzare, sarà rilevante verificare se le correzioni di errori dichiarativi siano effettuate entro oppure oltre 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione, quindi configurabili o meno all interno della fattispecie disciplinata dall articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.lgs. 18 dicembre 1997, n Il ravvedimento operoso L articolo 13 del D.lgs n. 472 del 1997, recante l istituto del ravvedimento operoso, è stato profondamente modificato dalla legge di Stabilità per il 2015 che, per ciò che rileva in tale sede, ha introdotto la lettera a)-bis. Tale disposizione prevedeva, nella originaria formulazione, una riduzione della sanzione a un 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall omissione o dall errore. In riferimento a tale norma, l Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Circolare n. 23/E del 9 giugno 2015, poi confermata anche dalla Legge di Stabilità per il In tale sede è stato chiarito che la regolarizzazione entro i primi novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione riguarda le sole violazioni commesse mediante la presentazione della dichiarazione, ossia le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni, disciplinate dall articolo 8 del D.lgs. 18 dicembre 1997, n Le violazioni diverse da quelle commesse 2
3 mediante la dichiarazione possono, invece, essere regolarizzate, ai sensi della lettera a)-bis, entro novanta giorni decorrenti dalla commissione della violazione. Le violazioni dichiarative configurabili nei primi novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione Correzione di errori ed Risultava una forte sproporzione tra il trattamento sanzionatorio riservato alla violazione di infedele dichiarazione, omissioni della corretta nei primi novanta giorni, rispetto a quello applicabile alla violazione di tardiva presentazione della dichiarazione annuale - dichiarazione, presentata entro novanta (nel passato trenta) giorni dalla scadenza del termine. interpretazione Mentre, infatti, ai fini della regolarizzazione dell infedeltà dichiarativa era necessario, come già detto, il versamento del antecedente alle modifiche 16,66% della sanzione dovuta (pari a 1/6 del cento per cento della maggiore imposta o del minor credito, oltre al del ravvedimento del 2015 versamento del tributo dovuto e degli interessi), per regolarizzare la tardività dichiarativa era sufficiente il versamento di una sanzione in misura fissa, pari a lire cinquecentomila (euro 258), ridotta a 1/8 (misura vigente ratione temporis), salva la sanzione per l eventuale omesso versamento, ai sensi dell articolo 13 del D.lgs. n. 471 del 1997 (30%), anch essa ravvedibile. Così, con successivi documenti di prassi (circolare n. 55/E del 14 giugno 2001, risoluzione n. 325/E del 14 ottobre 2002), muovendo dal principio secondo cui la dichiarazione tardiva, purché presentata sempre entro novanta giorni, si considera valida a tutti gli effetti, si è affermato che anche la dichiarazione integrativa presentata, entro il medesimo termine di novanta giorni, per correggere errori od omissioni di una precedente dichiarazione tempestivamente presentata, si sostituisce a quella originaria, così rimuovendo, in tale breve finestra temporale, l infedeltà. Nondimeno, poiché la dichiarazione integrativa è presentata oltre il termine di scadenza ordinaria, rimane soggetta alla sanzione prevista per la tardiva presentazione della dichiarazione (pari a euro 258, oggi euro 250, con conseguente riduzione ad 1/8 ), salva l ulteriore sanzione applicabile in caso di omesso versamento. Per effetto di questa disposizione si è equiparata la dichiarazione integrativa/sostitutiva nei novanta giorni alla dichiarazione 3
4 tardiva nei novanta giorni, sia che il contribuente avesse presentato per la prima volta la dichiarazione in ritardo (purché nei novanta giorni) sia che, entro il medesimo termine, avesse presentato una dichiarazione per correggere quella precedentemente presentata. Correzione di errori ed omissioni della dichiarazione annuale - interpretazione applicabile successivamente alle modifiche del ravvedimento operoso del 2015 Differentemente dalla situazione precedente, la nuova disciplina del ravvedimento operoso della lettera a)-bis ha reso necessario attribuire nuovamente valenza a quella distinzione concettuale tra dichiarazione integrativa (che presuppone una modifica al contenuto di una dichiarazione tempestivamente presentata) e dichiarazione tardiva, che era stata superata per le ragioni di opportunità di cui si è detto. Si sottolinea che la dichiarazione integrativa prevede la presentazione di una dichiarazione correttiva di una precedente già presentata, mentre quella tardiva consiste nel presentare una dichiarazione non ancora inviata, in entrambi i casi, però, sempre nei primi novanta giorni dalla scadenza del termine ordinario. Di seguito si chiariscono i casi in cui è regolarizzata dall AE la differenza tra dichiarazione integrativa/sostituiva e tardiva, presentate nei primi novanta giorni dalla scadenza del termine ordinario: A Dichiarazione integrativa per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale In tale caso, la sanzione configurabile non è più quella prevista per la tardività, bensì quella di cui al successivo articolo 8 del D.lgs. n. 471 del 1997, concernente le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni (violazioni di carattere formale che non integrino un ipotesi di infedele dichiarazione). Infatti, tale articolo afferma che fuori dai casi di infedeltà se nella dichiarazione sono omessi o non sono indicati in maniera esatta e completa dati rilevanti per la determinazione del tributo, oppure non è indicato in maniera esatta e completa ogni altro elemento prescritto per il compimento dei controlli, si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000, ridotta a 1/9 del minimo. Rimane ferma la necessità di regolarizzare anche l eventuale omesso versamento con una sanzione ridotta secondo le misure dell articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997 a seconda di quando 4
5 interviene il ravvedimento. B Dichiarazione integrativa per correggere errori rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale In questa ipotesi, la sanzione configurabile è solo quella per omesso versamento, pari al 30% di ogni importo non versato (non trova applicazione la sanzione di euro 250). Rimane ferma la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso applicando le riduzioni previste dall articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997 a seconda del momento in cui interviene il versamento. C Dichiarazione tardiva La dichiarazione tardiva rimane soggetta alla sanzione in misura fissa di 250 euro, prevista per l omissione della dichiarazione in assenza di debito d imposta, fermo restando la sanzione per omesso versamento laddove alla tardività della dichiarazione si accompagni anche un carente o tardivo versamento del tributo emergente dalla dichiarazione stessa. La sanzione fissa per la tardività (250 euro) può essere ridotta, in sede di ravvedimento operoso, a 1/10 e il tardivo o carente versamento del tributo può essere regolarizzato applicando le riduzioni previste dall articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997 a seconda del momento in cui interviene il versamento. Le violazioni dichiarative configurabili decorsi novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione Correzione di errori In questa fattispecie, l AE propone diverse soluzioni per integrare le violazioni dichiarative. commessi nella A Dichiarazione integrativa per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale dichiarazione presentata Le violazioni legate a tale ipotesi integrano la violazione di infedele dichiarazione, per la quale, dal 1 gennaio 2016, è prevista una sanzione compresa tra il novanta e il centoottanta per cento della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, avvalendosi eventualmente, del ravvedimento operoso e applicando le riduzioni 5
6 previste dall articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda del momento in cui interviene il versamento, oltre a versare il tributo dovuto e gli interessi. Questa disposizione riguarda quelle dichiarazioni in cui è indicato, ai fini delle singole imposte, un reddito o un valore della produzione imponibile inferiore a quello accertato, o, comunque, un imposta inferiore a quella dovuta o un credito superiore a quello spettante. Laddove, invece, l omissione o l incompletezza integravano sin dall origine un ipotesi di irregolarità dichiarativa e non di infedeltà come, ad esempio, nel caso in cui il contribuente abbia omesso o indicato in maniera inesatta o incompleta dati rilevanti per la sua individuazione - la sanzione da prendere a base di commisurazione del ravvedimento operoso oltre i novanta giorni rimane quella prevista dall articolo 8 del D.lgs. n. 471 del 1997 (ossia sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000, ridotta a 1/9 del minimo, mantenendo ferma la necessità di regolarizzare anche l eventuale omesso versamento con una sanzione ridotta secondo le misure dell articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997 a seconda di quando interviene il ravvedimento). B Dichiarazioni integrative per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale presentate entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva: trattamento dell acconto omesso o carente Nel caso in cui il contribuente presenti una dichiarazione integrativa da cui emerga una maggiore imposta dovuta, con conseguente determinazione di acconti dovuti per l anno d imposta successivo in misura superiore, non potrà essere irrogata la sanzione per carente versamento dell acconto se la dichiarazione integrativa è presentata successivamente al termine di versamento del secondo acconto. In ogni caso, anche quando l integrazione avvenga prima del citato termine, il primo acconto non sarà sanzionabile quando con il secondo acconto sia versata la differenza dovuta calcolata con riferimento alla dichiarazione integrata. Come chiarito con circolare n. 23 del 9 giugno 2015, infatti, la fattispecie dell insufficiente o omesso versamento 6
7 dell acconto si perfeziona solo con l inutile decorso del termine di scadenza del versamento stesso ed è autonoma rispetto alla dichiarazione che semplicemente ne determina l ammontare. Pertanto, se l importo versato per gli acconti è commisurato a quello determinato nella dichiarazione vigente al momento del versamento, il contribuente non potrà essere assoggettato a sanzione per carente versamento. C Dichiarazione integrativa per correggere errori rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale In tale circostanza, la sanzione configurabile resta solo quella per omesso versamento di cui all articolo 13 del D.lgs. n. 471 del 1997, pari al 30% di ogni importo non versato (oggi euro 250). Rimane, anche in tal caso, ferma la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, applicando le riduzioni previste dall articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997 a seconda del momento in cui interviene il versamento. D Dichiarazione omessa L applicazione della sanzione prevista per l omessa presentazione della dichiarazione è compresa tra il centoventi e il duecentoquaranta per cento dell ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 250 e se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 250 a euro Se, peraltro, la dichiarazione omessa è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d imposta successivo e, comunque, prima dell inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione dal sessanta al centoventi per cento dell ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 200. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 150 a euro 500. Si ricorda che la dichiarazione presentata oltre novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione è da considerarsi, comunque, omessa con la conseguenza che le sanzioni non possono essere spontaneamente regolarizzate mediante l istituto del ravvedimento operoso. 7
8 Inoltre, è bene osservare che, in caso di accertamento di maggiori imponibili rispetto a quelli indicati nella dichiarazione presentata oltre i novanta giorni dalla scadenza ma entro il termine di presentazione della dichiarazione del periodo d imposta successivo, si rende applicabile la sanzione di omessa presentazione della dichiarazione nella misura compresa tra il centoventi e il duecentoquaranta per cento dell ammontare dell imposta dovuta. Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e approfondimento di Vostro interesse. 8
In tale ambito, nel corso del 2015 sono state inviate ai contribuenti circa comunicazioni finalizzate alla promozione della compliance che
CIRCOLARE N.42/E OGGETTO: Regolarizzazione delle dichiarazioni con errori o presentate in ritardo. Ravvedimento operoso. Ulteriori chiarimenti rispetto al comunicato stampa del 18 dicembre 2015 2 Premessa
NOTA OPERATIVA n. 13
NOTA OPERATIVA n. 13 OGGETTO: Il nuovo ravvedimento operoso: tempi e direttive per la regolarizzazione delle violazioni - Premessa La legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità per il 2015) ha,
E RAVVEDIMENTO OPEROSO Genova, 15 gennaio 2018 ODCEC Genova Viale IV Novembre 6/7 A cura della Commissione di studio IMPOSTE DIRETTE 1 RAVVEDIMENTO OPEROSO (a cura di Massimo Sivori e Sergio Copello) Gli

References: articolo 16
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 8
 articolo 13
 articolo 8
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 8
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 13