Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9787-del-19-04-2017
Timestamp: 2020-08-11 16:56:58+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 9787 del 19/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9787 del 19/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 19/04/2017, (ud. 09/09/2016, dep.19/04/2017), n. 9787
sul ricorso 3549-2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 83/2010 della COMM.TRIB.REG. di PERUGIA,
depositata l’11/10/2010;
ricorsi 2, 3, 6, accoglimento del ricorso.
Nel 2008 la CTP Perugia ha accolto (erroneamente in narrativa la sentenza impugnata riferisce il contrario) il ricorso con cui l’Università degli Studi di Perugia si è opposta all’avviso di accertamento relativo a ICI per l’anno 2002, pretesa dal Comune di Perugia per alcuni terreni siti in località (OMISSIS), adibiti alla realizzazione del polo ospedaliero ed universitario.
La CTR ha confermato la sentenza di primo grado, con pronuncia 11 ottobre 2010.
Il Comune di Perugia ha proposto ricorso per cassazione, notificato 1’8 febbraio 2011, svolgendo quattro motivi, illustrati da memoria.
2) La Commissione regionale ha rilevato che le aree erano da considerare strumentali alle attività di cui all’art. 7 perchè cedute proprio dal comune all’Ateneo per realizzare il complesso ospedaliero.
Inoltre ha osservato che era infondato l’argomento dedotto in via subordinata dal Comune, relativo alla non esclusività della destinazione agevolata, essendo prevista una parziale destinazione commerciale.
3) Con il primo motivo il Comune deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett i) e art. 87 TUIR (D.P.R. n. 917 del 1986).
Afferma pertanto che la concessione edilizia era stata rilasciata nel 2002 e che la destinazione urbanistica del bene era preordinata ad attività miste e quindi i terreni non sarebbero stati oggetto all’epoca di utilizzo concreto ed attuale per fini istituzionali esenti.
Nel singolare caso di specie è incontroverso che le aree siano state attribuite all’Ateneo dal Comune e siano state destinate a fini didattici, secondo la concreta possibilità costituita dalla necessità di costruire gli edifici in cui svolgere l’attività stessa.
Ora, poichè è pacifico che la concessione edilizia sia stata rilasciata a questi fini nell’arco di tempo ragionevole per l’utilizzo materiale, non può negarsi che la destinazione effettiva sia stata quella agevolata dal legislatore. Per destinazione dell’immobile deve intendersi infatti l’uso concretamente possibile in relazione alla natura del bene: l’area edificabile che sia impegnata e effettivamente assoggettata ai passaggi burocratici e materiali indispensabili per l’edificazione dei locali universitari, assistenziali, etc è area che rientra nel novero degli immobili agevolati.
4) Il secondo motivo espone violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i) e art. 87 TUIR (D.P.R. n. 917 del 1986), nonchè dell’art. 2697 c.c., con riferimento al capo di sentenza afferente il requisito dell’esclusività.
Il ricorso sostiene che ha carattere innovativo e non interpretativo la norma di cui al D.L. n. 203 del 2005, art. 7, comma 2 bis e che comunque l’ente non commerciale perderebbe l’esenzione se esercitasse negli immobili attività non agevolate.
In primo luogo, quanto alla destinazione minimale dei locali adibiti a bar ristorante nell’ambito del progettato Polo Ospedaliero Universitario, va osservato che è l’ente Comune ad aver rilasciato la concessione ad edificare, cosicchè la eventuale prevalenza della destinazione commerciale su quella didattico ospedaliera avrebbe dovuto e potuto essere rilevata e documentata, per elementare criterio di vicinanza della prova e di allegazione dei fatti costitutivi della pretesa, sin dall’atto di accertamento.
In secondo luogo è da osservare che la tesi della decadenza dal beneficio per una non completa destinazione a finalità ricettive si fonda proprio sul presupposto della parzialità della destinazione commerciale.
In proposito il testo riportato in ricorso: “l’esenzione disposta dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. I si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale” sembra da interpretare in modo del tutto opposto a quello affermato dal Comune. La norma tende infatti ad escludere dal beneficio il contribuente che destini esclusivamente ad attività aventi natura commerciale gli immobili de quibus e non a imporre la decadenza per un uso solo parzialmente commerciale.
4.1) Va aggiunto che non rileva quanto affermato da Cass. 6712/15, la quale ha negato il beneficio a una Fondazione in relazione ad un immobile in fase di realizzazione destinato, nell’intento della proprietà, ad attività sanitaria psichiatrica.
La censura non merita accoglimento, giacchè si è già osservato che, in presenza dei presupposti soggettivi, allorquando gli immobili siano costituiti da aree edificabili sussistono i requisiti per l’agevolazione alla condizione, rispettata, che siano impegnate, e quindi destinate, per le finalità agevolate.
Il successivo utilizzo commerciale di parte minore e complementare di esse non inficia la destinazione dell’area e può assumere rilievo solo quando sia in concreto apprezzabile la destinazione dell’edificio costruito, per quella parte in ipotesi sottratta alla agevolazione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 art. 87
 art. 7
 art. 87
 sentenza 
 art. 7
 art. 7
 Cass.