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Timestamp: 2018-10-19 11:13:26+00:00

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La nomina del difensore di fiducia per il giudizio di cognizione ha effetto esclusivamente per tale fase processuale e non estende i suoi effetti, salvi i casi espressamente previsti dalla legge, ad eventuali procedimenti esecutivi successivi. - Avvocato Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 27 marzo 2018, n. 14177.
La nomina del difensore di fiducia per il giudizio di cognizione ha effetto esclusivamente per tale fase processuale e non estende i suoi effetti, salvi i casi espressamente previsti dalla legge, ad eventuali procedimenti esecutivi successivi. Non e’ pertanto viziata da inosservanza delle norme processuali in materia di contraddittorio l’udienza camerale di cui all’articolo 666 c.p.p. per la quale sia stato omesso l’avviso al difensore di fiducia nominato per la fase di cognizione, ancorche’ contemplata in tale nomina, genericamente, la eventuale, successiva fase di esecuzione.
Sentenza 27 marzo 2018, n. 14177
avverso la sentenza del 23/02/2017 del TRIBUNALE di NAPOLI;
sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott. FRANCESCO MARIA SILVIO BONITO;
lette le conclusioni del PG Dott. Gianluigi Pratola il quale ha domandato l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato.
1. Con provvedimento adottato in data 23 febbraio 2017 il Tribunale di Napoli, su richiesta del P.M., revocava il beneficio della sospensione condizionale della pena concesso ad (OMISSIS) con sentenza dello stesso tribunale partenopeo del 17 aprile 2009, divenuta irrevocabile il 13 maggio successivo, sentenza che lo riconosceva colpevole del reato di furto con strappo commesso in (OMISSIS).
Il tribunale motivava la decisione valorizzando la sentenza con la quale, nel quinquennio successivo alla evocata pronuncia, l’interessato era stato condannato, ancora dal Tribunale di Napoli, alla pena di anni due, mesi tre di reclusione ed Euro 400,00 di multa perche’ riconosciuto colpevole del reato di tentata rapina aggravata, consumata il giorno (OMISSIS). Di qui le ragioni della revoca in applicazione della disciplina di cui all’articolo 168 c.p., comma 1, n. 1.
2. Avverso l’ordinanza del giudice dell’esecuzione ricorre per cassazione (OMISSIS), assistito dal difensore di fiducia, domandandone l’annullamento perche’, a suo avviso, adottata in violazione dell’articolo 671 c.p.p., articolo 97 c.p.p., comma 3, articolo 179 c.p.p., comma 1, lettera c) e articolo 6, comma 3, lettera c) CEDU, sul rilievo che il provvedimento impugnato risulta reso all’esito di udienza camerale in relazione alla quale era stato omesso l’avviso al difensore di fiducia, nominato anche per la fase successiva al giudizio di cognizione con atto del 5 ottobre 2009 (nomina allegata al ricorso).
3. Con motivata requisitoria scritta il P.G. in sede concludeva per l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata con trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli, in quanto condivise le ragioni difensive.
4.1 La nomina del difensore di fiducia, ai sensi dell’articolo 96 c.p.p., comma 2, ha effetto solo nel procedimento al quale si riferisce e non si estende ad altri successivi giudizi, dovendo l’atto di nomina essere riferito ad un procedimento specifico, risultando altrimenti inefficace in quanto privo di oggetto e di causa (cfr.: Sez. 1, Sentenza n. 8824 del 19/01/2017, Rv. 269366; Sez. 6, Sentenza n. 15854 del 16/03/2016, Rv. 268028; Sez. 3, Sentenza n. 48977 del 25/09/2014, Rv. 261158). Tanto, peraltro, risulta coerente col dettato normativo, in particolare col disposto del secondo comma dell’articolo 96 c.p.p., ai sensi del quale “la nomina (del difensore di fiducia) e’ fatta con dichiarazione resa all’autorita’ procedente ovvero consegnata alla stessa dal difensore…”.
4.2 Nel caso in esame l’eccezione processuale affidata al motivo di ricorso e’ stata sostenuta dal difensore ricorrente col richiamo alla dichiarazione con la quale l’interessato, il 5.10.2009, nomino’ il difensore di fiducia nell’ambito del procedimento penale iscritto sub n. 40803/09, procedimento per il quale venne poi disposto giudizio immediato a suo carico dal GIP del Tribunale di Napoli con decreto del 22.12.2009.
Ad avviso del difensore tale nomina avrebbe esteso la sua efficacia “anche alla successiva fase esecutiva del procedimento”, come esplicitamente riportato nella evocata nomina fiduciaria del 5.10.2009, eppertanto anche all’incidente di esecuzione provocato dalla istanza del Pubblico Ministero diretta alla revoca della sospensione condizionale della pena, in particolare alla revoca del beneficio riconosciuto all’imputato in un procedimento penale precedente a quello per il quale e’ intervenuta la nomina fiduciaria che si assume pretermessa in executivis.
4.3 La tesi difensiva non puo’ trovare ingresso.
L’incidente di esecuzione per il quale e’ causa fa riferimento ad un procedimento antecedente, di cognizione, in relazione al quale non risulta operata, da parte dell’interessato, la nomina dell’avv. (OMISSIS), designato fiduciariamente soltanto in occasione del procedimento penale iscritto al n. 40803/2009, all’esito del quale e’ stata inflitta la condanna a cagione della quale il P.M. ha domandato la revoca del beneficio concesso in precedenza, con distinto provvedimento giurisdizionale.
Detto incidente di esecuzione, pertanto, non puo’ ritenersi compreso nella fase esecutiva relativa alla seconda sentenza, posto che la sospensione condizionale revocata, giova ribadirlo, venne decisa in altro procedimento penale, anteriore alla nomina dedotta in questa sede, non assimilabile ne’ riconducibile al procedimento penale per il quale, specificamente, e’ intervenuta la nomina fiduciaria dell’avv. (OMISSIS).
Osserva inoltre la corte che la nomina del difensore di fiducia nel procedimento penale ha carattere speciale, dappoiche’ finalizzata ad assicurare la difesa in un determinato e specifico procedimento, di guisa che l’inciso “anche alla successiva fase esecutiva del procedimento” con il quale tale nomina, nel caso concreto, risulta completata, per la sua genericita’ ed in quanto riferita ad un procedimento giurisdizionale meramente eventuale, non puo’ avere effetto al di fuori dei casi nei quali l’ordinamento consente al difensore della fase di merito di mantenere il rapporto fiduciario anche per quella esecutiva, fattispecie contemplata esclusivamente nella ipotesi di cui all’articolo 656 c.p.p..
5. Il ricorso va, pertanto, rigettato in applicazione del seguente principio di diritto: “la nomina del difensore di fiducia per il giudizio di cognizione ha effetto esclusivamente per tale fase processuale e non estende i suoi effetti, salvi i casi espressamente previsti dalla legge, ad eventuali procedimenti esecutivi successivi. Non e’ pertanto viziata da inosservanza delle norme processuali in materia di contraddittorio l’udienza camerale di cui all’articolo 666 c.p.p. per la quale sia stato omesso l’avviso al difensore di fiducia nominato per la fase di cognizione, ancorche’ contemplata in tale nomina, genericamente, la eventuale, successiva fase di esecuzione”.
Al rigetto, ai sensi dell’articolo 616 c.p.p., consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-04-18T17:30:30+00:0025 aprile 2018|Cassazione penale 2018, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti

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