Source: http://legislazionetecnica.it/content/piscina-interrata-zona-vincolata-e-titoli-edilizi-necessari
Timestamp: 2019-06-25 01:24:48+00:00

Document:
Piscina interrata in zona vincolata e titoli edilizi necessari | Bollettino di Legislazione Tecnica
La Corte di Cassazione ha chiarito che per la realizzazione di una piscina interrata e di locali annessi in zona vincolata è necessario il previo rilascio del permesso di costruire e dell'autorizzazione paesaggistica.
Nel caso di specie, gli interventi edilizi contestati, privi di qualsiasi titolo abilitativo, consistevano nella costruzione di una struttura di 100 mq costituita da pilastri in ferro sul lato nord ovest del fondo, di una struttura al p.t. di 200 mq., di una struttura di 60 mq. sul lato sud ovest del fondo, di una piscina interrata, nonché nella realizzazione della recinzione del fondo in conglomerato cementizio.
In proposito, la Sent. C. Cass. pen. 16/01/2019, n. 1913 ha richiamato i seguenti principi:
1. un intervento edilizio deve essere considerato nel suo complesso e le opere realizzate non possono essere valutate autonomamente e separatamente come pertinenze;
2. la realizzazione di una piscina interrata e di locali annessi in zona vincolata, deve qualificarsi come intervento di nuova costruzione non suscettibile di accertamento di compatibilità paesaggistica ex art. 167 del D. Leg.vo 42/2004, in quanto le opere hanno determinato la creazione di nuova volumetria;
3. per la realizzazione di una piscina interrata e di locali annessi in zona vincolata è dunque necessario il previo rilascio del permesso di costruire nonché dell'autorizzazione paesaggistica.
La Corte di Cassazione ha pertanto ritenuto che:
- considerata la rilevanza unitaria di tutti gli interventi, si assiste ad un superamento della "soglia" indicata dall'art. 181, comma 1-bis, del D. Leg.vo 42/2004 (750 mc.) ai fini della qualificazione dell'intervento edilizio come rientrante nella previsione e, nel contempo, ad una qualificazione degli interventi edilizi come di nuova costruzione, non certo di ristrutturazione edilizia;
- dette opere comportassero la trasformazione permanente del suolo inedificato, trasformazione che necessitava del permesso di costruire ex art. 10 del D.P.R. 380/2001, titolo abilitativo necessario per tutti gli "interventi di nuova costruzione";
- poiché le opere erano realizzate in zona vincolata, era necessaria anche l'autorizzazione paesaggistica.
La Suprema Corte ha inoltre chiarito che l'usufruttuario di un immobile è legittimato al rilascio del permesso di costruire, a causa del rapporto qualificato che intercorre tra l'usufruttuario stesso e l'immobile; inoltre, l'usufruttuario può essere ritenuto responsabile di un abuso edilizio alla stregua del proprietario non committente.
Testo e massime della Sent. C. Cass. pen. 16/01/2019, n. 1913
Un precedente relativo alla realizzazione di una piscina "fuori terra" - Sent. TAR. Calabria Catanzaro 13/12/2017, n. 1991
In materia di reati edilizi, la Corte di Cassazione ha ritenuto che l'ampliamento di un fabbricato preesistente non può essere considerato come una pertinenza e necessita del permesso di costruire.
Testo e massime della Sent. C. Cass. pen. 07/05/2019, n. 19196 Un precedente nello stesso senso: Sent. C. Cass. pen. 29/01/2018, n. 4139 Scheda tematica: Classificazione e procedure per la realizzazione degli interventi edilizi
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Testo della Direttiva (UE) 05/06/2019, n. 983 Testo del D. Leg.vo 09/04/2008, n. 81 (Testo unico sicurezza sul lavoro) APPROFONDIMENTO: Protezione dei lavoratori da sostanze pericolose (agenti chimici, cancerogeni e amianto)
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Testo del D. Min. Sviluppo Econ. 11/05/2016 Nota redazionale sull'infrastrutturazione digitale degli edifici e marchio “Edificio predisposto alla banda larga”

References: Cass. 
 art. 167
 art. 10
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.