Source: https://studiolegalenoto.com/2020/06/02/il-distacco-del-condomino-dallimpianto-centralizzato-e-sempre-legittimo-anche-se-vietato-dal-regolamento-condominiale/
Timestamp: 2020-07-09 04:06:42+00:00

Document:
IL DISTACCO DEL CONDOMINO DALL’IMPIANTO CENTRALIZZATO E’ SEMPRE LEGITTIMO, ANCHE SE VIETATO DAL REGOLAMENTO CONDOMINIALE |
articolo 1138 codice civile, condominio, distacco condomino, impianto centralizzato, impianto riscaldamento, legge 102 2014, regolamento condominiale, risparmio energetico, spese conservazione, spese mantenimento
IL DISTACCO DEL CONDOMINO DALL’IMPIANTO CENTRALIZZATO E’ SEMPRE LEGITTIMO, ANCHE SE VIETATO DAL REGOLAMENTO CONDOMINIALE
La Corte di Legittimità torna sulla problematica del distacco dall’impianto centralizzato, operato dal singolo utente e denegato dall’assemblea dei condomini. Nel rammentare dapprima la ineludibile fattibilità tecnica dell’intervento (essendo di contro precluso, ove danneggi, o comunque comprometta l’efficienza dell’impianto centralizzato), la Corte sottolinea l’interesse primario al risparmio energetico, cui non può ostare una diversa previsione contenuta nel regolamento condominiale. In tali ipotesi, il condomino resta solo obbligato a concorrere alle spese di conservazione dell’impianto centralizzato (Cassazione Civile, sentenza 21 Maggio 2020, N° 9387)
CORTE DI CASSAZIONE – ORDINANZA sul ricorso RG 16531/2015
Con atto di citazione regolarmente notificato, A.B. citò in giudizio, innanzi al Tribunale di Roma, il Condominio, per chiedere accertarsi la legittimità del distacco dall’impianto centralizzato effettuato l’(*) e dichiararsi che era tenuta alle spese di conservazione dell’impianto centralizzato, con esonero della contribuzione alle spese di consumo; in via subordinata, chiese di accertare che, a seguito della totale eliminazione della superficie radiante, eseguita il (*), fosse tenuta al pagamento, da tale data, per la contribuzione dei consumi di riscaldamento calcolata in relazione ai millesimi relativi alla superficie radiante.
All’esito dei giudizi di merito, svoltisi nel contraddittorio con il Condominio (*), la Corte d’appello di Roma, con sentenza del 7.8.2020, confermò la sentenza di primo grado, che aveva rigettato la domanda.
2.1. La corte di merito fondò la decisione sull’art. 11, del regolamento contrattuale del condominio, che conteneva un esplicito divieto di distacco del condomino dall’impianto centralizzato e che prevedeva, in materia di riparto delle spese, l’obbligo di contribuzione da parte di tutti i condomini, anche nei casi in cui non abitassero l’appartamento. Il regolamento stabiliva, inoltre, che nessun condomino potesse rinunciare al riscaldamento.
2.2. La corte di merito dichiarò inammissibile, perché nuova, la domanda relativa alla nullità dell’art. 11, del regolamento e rigettò la domanda subordinata perché la modifica della ripartizione delle spese presupponeva una modifica delle tabelle millesimali, con procedimento al quale avrebbero dovuto partecipare in giudizio tutti i condomini.
Per la cassazione della sentenza d’appello, ha proposto ricorso A.B. sulla base di due motivi, illustrati con memoria illustrativa depositata in prossimità dell’udienza.
3.1. Ha resistito con controricorso il Condominio.
Con il primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 1362 c.c., artt. 1369, 1371, 1374 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perché la corte territoriale avrebbe erroneamente interpretato l’art. 11, del regolamento contrattuale – che prevede il divieto di distacco dall’impianto centralizzato – sulla base del mero dato letterale mentre la norma ammetterebbe la possibilità per i condomini di modificare gli elementi radianti, con il consenso dell’amministratore. Tale facoltà dovrebbe comprendere anche la possibilità per il condomino di distaccarsi dall’impianto centralizzato, in virtù del principio di solidarietà sociale e dell’interesse preminente al risparmio energetico, sanciti nel D.L. n. 102 del 2014, in attuazione della direttiva CEE 2012/27/UE in materia di contabilizzatori individuali. Il giudice di merito avrebbe, quindi, dovuto accertare unicamente se il distacco dal riscaldamento centralizzato arrecasse pregiudizio al funzionamento del sistema. Tale interpretazione, oltre che aderente ai precetti legislativi, anche di matrice Europea, sarebbe altresì conforme al principio di equità.
1.2. Il regolamento di condominio, anche se contrattuale, non può, invero, derogare alle disposizioni richiamate dall’art. 1138 c.c., comma 4 e non può menomare i diritti che ai condomini derivino dalla legge, dagli atti di acquisto e dalle convenzioni.
1.3. La clausola del regolamento condominiale, come la deliberazione assembleare che vi dia applicazione, che vieti “in radice” al condomino di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento e di distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, è nulla, per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune, se il distacco non cagioni alcun notevole squilibrio di funzionamento (Cassazione civile sez. II, 02/11/2018, n. 28051; Cassazione civile sez. II, 12/05/2017, n. 11970; Cassazione civile sez. II, 29/09/2011, n. 19893).
1.5. Le condizioni per il distacco dall’impianto centralizzato, vanno quindi ravvisate, secondo l’orientamento consolidato di questa Corte, nell’assenza di pregiudizio al funzionamento dell’impianto e comportano il conseguente esonero, in applicazione del principio contenuto nell’art. 1123 c.c., comma 2, dall’obbligo di sostenere le spese per l’uso del servizio centralizzato; in tal caso, il condomino che opera il distacco è tenuto solo a pagare le spese di conservazione dell’impianto stesso.
1.6. Inoltre, l’ordinamento ha mostrato di privilegiare un favor per il distacco dall’impianto centralizzato, al preminente fine di interesse generale rappresentato dal risparmio energetico e, nei nuovi edifici, ha previsto l’esclusione degli impianti centralizzati e la realizzazione dei soli individuali.
1.7. Non trascurabile è il richiamo alle previsioni di cui alla L. n. 10 del 1991, art. 26 (che al comma 5, prevede che “Per le innovazioni relative all’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio Delibera con le maggioranze previste dall’art. 1120 c.c., comma 2”) nonché della L. n. 102 del 2014, che impongono la contabilizzazione dei consumi di ciascuna unità immobiliare e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi (art. 9, comma 5); emerge da tale quadro normativo l’intento del legislatore di correlare il pagamento delle spese di riscaldamento all’effettivo consumo.
1.8. La corte distrettuale ha erroneamente ritenuto che la questione della nullità dell’art. 11 del regolamento contrattuale introducesse una domanda nuova, mentre, invece, l’accertamento della legittimità del distacco dall’impianto centralizzato e l’esonero dalla contribuzione alle spese di consumo, era stata oggetto di discussione e di contraddittorio tra le parti, come richiesto dalla giurisprudenza di questa Corte a seguito dell’intervento delle Sezioni Unite con le pronunce nn. 26943 e 26944 del 2014.
1.9. Il motivo deve pertanto essere accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Roma, che, sulla base dei principi sopra enunciati accerterà se il distacco dall’impianto centralizzato da parte della L. cagioni pregiudizio al funzionamento dell’impianto medesimo e, in caso negativo, dichiarerà che la medesima è tenuta alle sole spese di conservazione dell’impianto.
1.10. L’accoglimento del primo motivo determina l’assorbimento del secondo motivo di ricorso, con cui si denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 324 c.p.c. e art. 2909 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, per violazione del giudicato esterno, costituito dalle sentenze n. 156/2008 e 1698/202 del Tribunale di Roma.
1.11. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del presente giudizio.
accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo motivo, cassa la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Corte d’Appello di Roma, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Depositata in cancelleria il 21 maggio 2020.
STUDIO LEGALE AVVOCATO FRANCESCO NOTO COSENZA NAPOLI – http://www.studiolegalenoto.it
« L’OBBLIGO DI INFORMATIVA FINANZIARIA NON PUO’ ASSOLVERSI MEDIANTE MERA CONSEGNA DI APPOSITO PROSPETTO ILLUSTRATIVO
Il rimpatrio del cittadini italiani per contingenze politiche ed economiche del paese di residenza non si traduce nel contestuale riconoscimento dello status di profugo »
LA BANCA CEDENTE RISPONDE DEL DANNO CAGIONATO AL CESSIONARIO, ANCOR PRIMA CHE QUEST’ULTIMO ABBIA AGITO IN DANNO DEL DEBITORE
AFFETTO DA NULLITA’ IL CONTRATTO BANCARIO CHE ACCORDI ALL’ISTITUTO DI CREDITO UN PUR MINIMO MARGINE DI DISCREZIONALITA’ NELLA DETERMINAZIONE DEL SAGGIO DI INTERESSE
abogados: quando la migrazione compensa abuso d'ufficio nel condono edilizio accesso atti amministrativi amministratore società annullamento appello cautelare consiglio di stato appello cumulativo consiglio di stato assegnazione casa familiare assegno divorzile Assicuratore del danneggiato legittimato all’intervento volontario assicurazione sulla vita autovelox strada statale bancarotta fraudolenta calunnia cartella di pagamento cessione credito cessione ramo d'azienda Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza - Sentenza n. 138/01/09 del 14/01/2009 concorso-pubblico-annullamento-elaborato consiglio di stato conto corrente contratti bancari corruzione impropria medico corte di cassazione danno patrimoniale da sinistro stradale per la casalinga decreto legislativo 104 2010 delito de prevaricación denuncia di successione desistenza volontaria DPR 385 1993 errore scusabile esclusione gara appalto espropriazione per pubblica utilità espropriazione per pubblica utilità - dpr 327 2001 - accettazione indennità - acquiescenza insussistenza richiesta risarcimento fideiussione bancaria fideiussione omnibus ingiusta detenzione interpretazione legge ipoteca esattoriale La doppia tutela in ambito edilizio dopo il nuovo Codice del processo amministrativo La prova nel processo amministrativo LEGGE 53 1994 licenziamento lavoratore subordinato liquidazione coatta amministrativa mancato-versamento-cassa-edile-illecito-amministrativo mantenimento figli medico omicidio colposo mobbing obbligo di sicurezza 2087 c.c. omesso versamento contributi previdenziali polizza fideiussoria possesso prescrizione depositi bancari progetti di strutture in cls project-financing promessa di matrimonio reati-tributari-bancarotta-fraudolenta Reato di evasione integrato dalla sola dichiarazione dei redditi mendace redditometro registrazione marchio renuncia parcial -derechos hereditarios responsabilita-precontrattuale responsabilità magistrato responsabilità penale nel nolo a caldo responsabilità penale progettista capo cantiere risarcimento del danno da occupazione illegittima separazione consensuale sinistro stradale società leasing tassa automobilistica veicoli d'epoca trasferimento lavoratore subordinato tribunale amministrativo regionale tribunal supremo Truffa ed indebito utilizzo di carta di credito: il reato sussiste anche laddove non si consegua il profitto o non si cagioni il danno truffa indebite erogazioni usucapione
Archivio Articoli Seleziona mese giugno 2020 maggio 2020 aprile 2020 febbraio 2020 ottobre 2019 giugno 2019 maggio 2019 giugno 2018 settembre 2017 giugno 2017 maggio 2017 marzo 2017 novembre 2016 marzo 2016 febbraio 2016 agosto 2015 febbraio 2015 luglio 2014 maggio 2014 gennaio 2014 ottobre 2013 settembre 2013 luglio 2013 maggio 2013 marzo 2013 febbraio 2013 gennaio 2013 dicembre 2012 novembre 2012 ottobre 2012 settembre 2012 agosto 2012 luglio 2012 giugno 2012 maggio 2012 aprile 2012 marzo 2012 febbraio 2012 gennaio 2012

References: articolo 1138
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 26
 sentenza 
 art. 2909
 sentenza 
 Sentenza