Source: http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/RicercaGiuridica/altra_Normativa/Leggi/Armi/L_18Aprile1975-110.htm
Timestamp: 2017-07-28 14:54:12+00:00

Document:
Legge 18 aprile 1975, n. 110 " Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi ". (G.U. 21 aprile 1975, n. 105)
Armi da guerra, armi tipo guerra e munizioni da guerra. Agli effetti delle leggi penali, di quelle di pubblica sicurezza e delle altre disposizioni legislative o regolamentari in materia sono armi da guerra le armi di ogni specie che, per la loro spiccata potenzialità di offesa, sono o possono essere destinate al moderno armamento delle truppe nazionali o estere per l'impiego bellico, nonché le bombe di qualsiasi tipo o parti di esse, gli aggressivi chimici, i congegni bellici micidiali di qualunque natura, le bottiglie o gli involucri esplosivi o incendiari.
Sono munizioni da guerra le cartucce e i relativi bossoli, i proiettili o parti di essi destinati al caricamento delle armi da guerra. Articolo 2
Armi e munizioni comuni da sparo. Agli stessi effetti indicati nel primo comma del precedente articolo 1 e salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo stesso sono armi comuni da sparo:
Le disposizioni del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, del
R.D. 6 maggio 1940, n. 635, con le successive rispettive modificazioni e della presente legge relative alla detenzione ed al porto delle armi non si applicano nei riguardi degli strumenti lanciarazzi e delle relative munizioni quando il loro impiego è previsto da disposizioni legislative o regolamentari ovvero quando sono comunque detenuti o portati per essere utilizzati come strumenti di segnalazione per soccorso, salvataggio o attività di protezione civile (3) (4). (1) Comma così sostituito dall'art. 1, L. 21 febbraio 1990, n. 36.
(6) Comma così modificato dall'art. 11, L. 21 dicembre 1999, n. 526. Articolo 3
Alterazione di armi. Chiunque, alterando in qualsiasi modo le caratteristiche meccaniche o le dimensioni di un'arma, ne aumenti la potenzialità di offesa, ovvero ne renda più agevole il porto, l'uso o l'occultamento, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000. Articolo 4
Porto di armi od oggetti atti ad offendere. Salve le autorizzazioni previste dal terzo comma dell'articolo
42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, numero 773, e successive modificazioni, non possono essere portati, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere.
Non sono considerate armi ai fini delle disposizioni penali di questo articolo le aste di bandiere, dei cartelli e degli striscioni usate nelle pubbliche manifestazioni e nei cortei, né gli altri oggetti simbolici usati nelle stesse circostanze, salvo che non vengano adoperati come oggetti contundenti. (1) Comma soppresso dall'art. 8, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. Articolo 5
Divieto di giocattoli trasformabili in armi. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo
55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni, non si applicano alla vendita al minuto delle cartucce da caccia a pallini, dei relativi bossoli o inneschi nonché alla vendita dei pallini per le armi ad aria compressa. e dei giocattoli pirici. (1)
Quando l'uso o il porto d'armi è previsto quale elemento costitutivo o circostanza aggravante del reato, il reato stesso sussiste o è aggravato anche qualora si tratti di arma per uso scenico o di giocattoli riproducenti armi la cui canna non sia occlusa a norma del quarto comma (2). (1) Parole soppresse dall'art. 10 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29
(2) Il penultimo e l'ultimo comma così sostituiscono l'originario ultimo comma per effetto dell'art. 2, L. 21 febbraio 1990, n. 36.
Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi. È istituita, presso il Ministero dell'interno, la commissione consultiva centrale delle armi. La commissione si compone di un presidente, di due rappresentanti del Ministero dell'interno, di cui uno della Polizia di Stato, di due del Ministero della difesa, di cui uno dell'Arma dei carabinieri, di cinque del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di cui quattro in rappresentanza dei settori economici interessati, su designazioni plurime delle associazioni di categoria più rappresentative, di uno del Ministero del commercio con l'estero, di due del Ministero delle finanze, di cui uno della direzione generale delle dogane e l'altro del Corpo della guardia di finanza, di tre esperti in materia balistica e di un esperto in armi antiche, artistiche, rare o comunque di importanza storica (1).
La commissione esprime parere obbligatorio sulla catalogazione delle armi prodotte o importate nello Stato, accertando che le stesse, anche per le loro caratteristiche, non rientrino nelle categorie contemplate nel precedente articolo 1, nonché su tutte le questioni di carattere generale e normativo relative alle armi e alle misure di sicurezza per quanto concerne la fabbricazione, la riparazione, il deposito, la custodia, il commercio, l'importazione, l'esportazione, la detenzione, la raccolta, la collezione, il trasporto e l'uso delle armi (2). (1) Comma così sostituito dall'art. 1, L. 16 luglio 1982, n. 452 (Gazz. Uff. 20 luglio 1982, n. 197). Vedi, anche, il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 608.
(2) Comma così sostituito dall'art. 2, L. 16 luglio 1982, n. 452 (Gazz. Uff. 20 luglio 1982, n. 197), rettificato con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 23 luglio 1982, n. 201. Articolo 7
Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo. È istituito presso il Ministero dell'interno il catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, con esclusione dei fucili da caccia ad anima liscia e delle repliche di armi ad avancarica, delle quali è ammessa la produzione o l'importazione definitiva (1).
3) le modalità per la pubblicazione e gli aggiornamenti del catalogo. (1) Comma così sostituito dall'art. 3, L. 16 luglio 1982, n. 452 (Gazz. Uff. 20 luglio 1982, n. 197).
(2) Comma abrogato dall'art. 4, L. 16 luglio 1982, n. 452 (Gazz. Uff. 20 luglio 1982, n. 197). Articolo 8
La richiesta intesa ad ottenere il nulla osta per l'acquisto o la cessione di armi, ai sensi dell' articolo
35, terzo comma, del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, modificato con D.L. 22 novembre 1956, n. 1452, deve indicare i motivi dell'acquisto o della cessione.
La licenza di cui all' articolo
31 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza è richiesta anche per l'esercizio dell'industria di riparazione delle armi.
Il rilascio delle autorizzazioni per la fabbricazione, la raccolta, il commercio, il deposito e la riparazione di armi, nonché del permesso di porto d'armi, previsti dagli artt.
42 del testo unico sopraccitato e
37, R.D. 6 maggio 1940, n. 635, e dalla presente legge, è subordinato all'accertamento della capacità tecnica del richiedente. L'accertamento non occorre per l'autorizzazione alla collezione (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 3, L. 21 febbraio 1990, n. 36. Articolo 9
Requisiti soggettivi per le autorizzazioni di polizia in materia di armi. Oltre quanto stabilito dall'art.
11 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, le autorizzazioni di polizia prescritte per la fabbricazione, la raccolta, il commercio, l'importazione, l'esportazione, la collezione, il deposito, la riparazione e il trasporto di armi di qualsiasi tipo non possono essere rilasciate alle persone che si trovino nelle condizioni indicate nell' art.
43 dello stesso testo unico. Per il rilascio di tali autorizzazioni, l'autorità di pubblica sicurezza può richiedere agli interessati la presentazione del certificato di cui al quarto comma dell'art.
35 del predetto T.U. modificato con D.L. 22 novembre 1956, n. 1274, convertito nella L. 22 dicembre 1956, n. 1452.
Ferme restando le disposizioni contenute nell'art. 8 della L. 31 maggio 1965, n. 575, le autorizzazioni di cui al primo comma non possono essere rilasciate a coloro che siano sottoposti ad una delle misure di prevenzione previste dalla
L. 27 dicembre 1956, n. 1423. Articolo 10
Divieto di detenzione e raccolta di armi da guerra. Collezione di armi comuni da sparo. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, non possono rilasciarsi licenze per la detenzione o la raccolta di armi da guerra, o tipo guerra, o di parti di esse, o di munizioni da guerra.
Le armi di cui sia stata autorizzata la detenzione o la raccolta ai sensi dell'art.
28 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, possono essere trasferite soltanto per successione a causa di morte, per versamento ai competenti organi del Ministero della difesa, per cessione agli enti pubblici di cui al quinto comma ed ai soggetti muniti di autorizzazione per la fabbricazione di armi da guerra o tipo guerra o di munizioni da guerra ovvero per cessione, con l'osservanza delle norme vigenti per l'esportazione di tali armi, ad enti o persone residenti all'estero. L'erede, il privato o l'ente pubblico cui pervengono, in tutto o in parte, tali armi è tenuto a darne immediato avviso al Ministero dell'interno ed a chiedere il rilascio di apposita autorizzazione a conservarle. In quanto applicabili si osservano le disposizioni dei precedenti artt. 8 e 9.
Chiunque trasferisce le armi di cui all'articolo
28 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per cause diverse da quelle indicate nel precedente comma è punito con la reclusione da due a sei anni e la multa da lire 400.000 a lire 4.000.000.
La detenzione di armi comuni da sparo per fini diversi da quelli previsti dall'articolo
31 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, è consentita nel numero di tre per le armi comuni da sparo e di sei per le armi di uso sportivo. Per le armi da caccia resta valido il disposto dell'articolo
37, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157
(1). La detenzione di armi comuni da sparo in misura superiore è subordinata al rilascio di apposita licenza di collezione da parte del questore, nel limite di un esemplare per ogni modello del catalogo nazionale; il limite di un esemplare per ogni modello non si applica ai fucili da caccia ad anima liscia ed alle repliche di armi ad avancarica (2).
Chiunque non osserva gli obblighi o i divieti di cui al sesto, ottavo e nono comma è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da lire 400.000 a lire 2.000.000. (1) Periodo così sostituito, prima, dall'art. 1, L. 25 marzo 1986, n. 85, poi modificato dall'art. 4, L. 21 febbraio 1990, n. 36, ancora sostituito dall'art. 12, D.L. 8 giugno 1992, n. 306, ed infine così modificato dall'art. 9, L. 19 dicembre 1992, n. 489.
(2) Comma così sostituito dall'art. 5, L. 16 luglio 1982, n. 452 (Gazz. Uff. 20 luglio 1982, n. 197). Vedi, anche, l'art. 37, legge 11 febbraio 1992, n. 157.
Immatricolazione delle armi comuni da sparo. Sulle armi comuni da sparo prodotte nello Stato devono essere impressi, in modo indelebile ed a cura del produttore, la sigla od il marchio, idonei ad identificarle nonché il numero di iscrizione del prototipo o dell'esemplare nel catalogo nazionale ed il numero progressivo di matricola, nonché l'indicazione del luogo di produzione e della sigla della Repubblica italiana o di altro Paese, nel caso di importazione dell'arma da Paese esterno all'Unione europea (1). Un numero progressivo deve, altresì, essere impresso sulle canne intercambiabili di armi.
Per il compimento delle operazioni previste dal presente articolo, al Banco nazionale di prova, oltre al diritto fisso, da determinarsi secondo le modalità previste dall'articolo 3 della citata legge 23 febbraio 1960, n. 186, è concesso una tantum un contributo straordinario di 270 milioni di lire a carico dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. All'onere di 270 milioni si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1980, all'uopo utilizzando parte dell'accantonamento predisposto per il rinnovo della convenzione di Lomé. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio (2). (1) Primo comma così modificato dall'art. 15 della Legge 16 marzo 2006, n. 146, pubblicata sul S.O. della Gazz. Uff. dell'11 aprile 2006, n. 85.
(2) Gli ultimi tre commi così sostituiscono l'originario ultimo comma per effetto dell'articolo unico, Legge 25 febbraio 1981, n. 40 (Gazz. Uff. 3 maggio 1981, n. 61). Articolo 12
Importazione definitiva di armi da sparo. Chi, senza licenza per la fabbricazione ed il commercio di armi intende importare armi comuni da sparo in numero superiore a tre, nel corso dello stesso anno solare, oltre la licenza del questore di cui all'articolo
31 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, deve munirsi di apposita licenza del prefetto della provincia in cui l'interessato ha la propria residenza anagrafica.
Chiunque importa armi in numero superiore a tre senza munirsi della licenza di cui al primo comma è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire 400.000 a lire 3.000.000. Articolo 13
Modalità per l'importazione definitiva di armi comuni da sparo. La dogana alla quale vengono presentate per l'importazione definitiva armi comuni da sparo deve, dopo la nazionalizzazione, curarne l'inoltro, a spese dell'importatore, al Banco nazionale di prova di Gardone Valtrompia od alla più vicina sezione di esso, eccezion fatta per le armi provenienti dagli Stati i cui punzoni di prova siano riconosciuti in base alla legge 23 febbraio 1960, n. 186, alla legge 12 dicembre 1973, n. 993, ed alle altre disposizioni vigenti, purché provviste dei segni distintivi di cui al primo comma dell'art. 11.
Armi inidonee e non catalogate. Qualora le armi comuni da sparo e le canne presentate al Banco od alle sezioni non superino la prova prescritta dall'art. 1, L. 23 febbraio 1960, n. 186, ovvero risultino non catalogate o non conformi ai tipi catalogati, è dato avviso, entro trenta giorni, a cura del Banco o della sezione, al produttore od all'importatore.
Importazione temporanea di armi comuni da sparo. I cittadini italiani residenti all'estero, o dimoranti all'estero per ragioni di lavoro, ovvero gli stranieri non residenti in Italia, sono ammessi all'importazione temporanea, senza la licenza di cui all'art.
31, testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, di armi comuni da sparo, ad uso sportivo o di caccia, a condizione che tali armi siano provviste del numero di matricola.
Chiunque non osserva le disposizioni del decreto ministeriale di cui al secondo comma è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa da lire 40.000 a lire 200.000. Articolo 16
Esportazione di armi. Nelle operazioni concernenti le armi comuni da sparo di cui al precedente art. 2 dichiarate per l'esportazione, sono obbligatori la visita doganale e il riscontro della guardia di finanza.
Con decreto del Ministro, per le finanze, di concerto col Ministro per l'interno, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, sono determinate le modalità per assicurare l'effettiva uscita dal territorio dello Stato delle armi destinate all'esportazione, nonché quelle per disciplinare l'esportazione temporanea, da parte di persone residenti in Italia, di armi comuni da sparo per uso sportivo o di caccia. Con decreto del Ministro per l'interno, sentito il Ministro per i beni culturali, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, sono determinate le modalità relative alla temporanea esportazione di armi antiche, artistiche, rare o comunque aventi importanza storica ai fini di mostre e scambi culturali. Articolo 17
I trasgressori sono puniti con la reclusione da uno a sei mesi e con la multa fino a lire 300.000. Articolo 18
Modalità per il trasporto di armi ed esplosivi. Salvo che non sia disposto diversamente dalla relativa autorizzazione, il trasporto delle armi di cui agli articoli 1 e 2 o parti di esse deve essere effettuato esclusivamente a mezzo di pubblici servizi o di imprese di trasporto in possesso dei requisiti prescritti dalle vigenti disposizioni legislative o regolamentari, o di soggetti dipendenti dalle aziende produttrici o commerciali muniti di specifica autorizzazione del questore della provincia di residenza, in possesso dei requisiti di cui al precedente articolo 9.
Il rilascio ai commessi delle tessere di riconoscimento previste dall'articolo 52 del regolamento 6 maggio 1940, n. 635, per il recapito di armi nella provincia è attribuito alla competenza del questore, previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui al precedente art. 9. Articolo 19
Trasporto di parti di armi. L'obbligo dell'avviso previsto rispettivamente dagli articoli
34 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, deve essere osservato anche per il trasporto di singole parti di armi da guerra e tipo guerra nonché di canne, carcasse, carrelli, fusti, tamburi, bascule e caricatori di armi comuni.
Qualora il fatto non costituisca un più grave reato, il contravventore è punito con l'arresto non inferiore ad un mese e con l'ammenda da lire 80.000 a lire 320.000 se trattasi di parti di armi da guerra o tipo guerra; con l'arresto sino a tre mesi e con l'ammenda fino a lire 160.000 se trattasi di parti di armi comuni. Articolo 20
Omessa custodia di armi. Chiunque consegna a minori degli anni diciotto, che non siano in possesso della licenza dell'autorità, ovvero a persone anche parzialmente incapaci, a tossicodipendenti o a persone impedite nel maneggio, un'arma fra quelle indicate nel primo e secondo comma dell'articolo 2, munizioni o esplosivi diversi dai giocattoli pirici è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con l'arresto fino a due anni.
Quando i fatti di cui ai commi precedenti riguardano le armi, le munizioni o gli esplosivi indicati nell'articolo 1 o armi clandestine, la pena è della reclusione da uno a tre anni (1). (1) Aggiunto dall'art. 9, D.L. 13 maggio 1991, n. 152, nel testo modificato dalla relativa legge di conversione. Articolo 21
Distrazione o sottrazione di armi. Chiunque distrae dalla prevista destinazione, sottrae o comunque detiene le armi di cui agli articoli 1 e 2 al fine di sovvertire l'ordinamento dello Stato ovvero di mettere in pericolo la vita delle persone o la sicurezza della collettività mediante la commissione di attentati o comunque di uno dei reati previsti dal capo I, titolo VI, del libro II del codice penale o dagli artt. 284, 285, 286 e 306 dello stesso codice, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
Locazione e comodato di armi. Non è consentita la locazione o il comodato delle armi di cui agli articoli 1 e 2, salvo che si tratti di armi per uso scenico, ovvero di armi destinate ad uso sportivo o di caccia, ovvero che il conduttore o accomodatario sia munito di autorizzazione per la fabbricazione di armi o munizioni ed il contratto avvenga per esigenze di studio, di esperimento, di collaudo.
Armi clandestine. Sono considerate clandestine:
(1) Comma così sostituito dall'art. 9, D.L. 13 maggio 1991, n. 152. Articolo 24
Divieto di fabbricazione di esplosivi non riconosciuti. Chiunque fabbrica un prodotto esplodente non riconosciuto o modifica o altera la composizione dei prodotti esplodenti riconosciuti e classificati a norma dell'art. 53 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 400.000 a lire 2.000.000.
La sanzione di cui al comma precedente non si applica ai fabbricanti di prodotti esplodenti titolari di licenza rilasciata dal Ministero dell'interno per l'attività di ricerca, studio e sperimentazione condotta nel proprio stabilimento. Articolo 25
Registro delle operazioni giornaliere. Chiunque, per l'esercizio della propria attività lavorativa, fa abituale impiego di esplosivi di qualsiasi genere deve tenere il registro delle operazioni giornaliere previsto dal primo comma dell'articolo
55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773.
Con la stessa pena sono punite le persone indicate nel primo comma del citato articolo
55 che non osservano l'obbligo di tenuta del registro.
Sono punite con l'arresto da venti giorni a tre mesi e con l'ammenda fino a lire 200.000 le persone obbligate a tenere il predetto registro le quali rifiutano ingiustificatamente di esibire il registro stesso agli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza che ne facciano richiesta. Articolo 26
Limiti alla detenzione senza denuncia di munizioni. È soggetto all'obbligo della denuncia, stabilito dall'art. 38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, numero 773, chi, in possesso di armi regolarmente denunziate, detiene munizioni per armi comuni da sparo eccedenti la dotazione di 1000 cartucce a pallini per fucili da caccia.
Requisiti soggettivi per le autorizzazioni in materia di esplosivi. Il rilascio delle licenze di cui agli articoli 46 e 47 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, numero 773, è subordinato all'accertamento dei requisiti di cui al precedente art. 9. Articolo 28
Responsabilità nell'impiego di esplosivi. I titolari delle licenze di deposito per il consumo permanente, temporaneo o giornaliero di esplosivi di ogni genere, a qualunque uso adibiti, di cui agli articoli 46 e 47 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e 100 e 101 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni, devono seguire personalmente o esclusivamente a mezzo delle persone che li rappresentano a norma dell'art. 8 del citato testo unico le attività e le operazioni d'impiego e di utilizzo degli esplosivi medesimi.
Distrazione o sottrazione di esplosivi. Chiunque distrae dalla prevista destinazione, sottrae o comunque detiene esplosivi di ogni genere al fine di sovvertire l'ordinamento dello Stato ovvero di mettere in pericolo la vita delle persone o la sicurezza della collettività mediante la commissione di attentati o comunque di uno dei reati previsti dal capo I, titolo VI del libro II del codice penale o dagli articoli 284, 285, 286 e 306 dello stesso codice, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
Armi, munizioni ed esplosivi delle Forze armate e dei Corpi dello Stato. Le autorizzazioni previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, dal regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e dalla presente legge, nonché gli adempimenti di cui agli articoli
28 terzo comma, e
34 del citato testo unico delle leggi di pubblica sicurezza non sono richiesti per le armi, o parti di esse, munizioni ed esplosivi appartenenti alle Forze armate ed ai Corpi armati dello Stato e per il personale delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato impiegato nell'esercizio delle funzioni e degli altri compiti di istituto.
Con decreto del Ministro per la difesa, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, di concerto con il Ministro per l'interno, verranno specificati i documenti di accompagnamento necessari per il trasporto delle armi o di parti di esse, di munizioni e di esplosivi che non venga effettuato direttamente dalle Forze armate o dai Corpi armati dello Stato. Articolo 31
Vigilanza sulle attività di tiro a segno. Ferme restando le disposizioni di cui al decreto-legge 16 dicembre 1935, n. 2430, convertito nella legge 4 giugno 1936, n. 1143, sul Tiro a segno nazionale e successive modificazioni, i direttori e gli istruttori delle sezioni dell'Unione di tiro a segno nazionale devono munirsi di apposita licenza del prefetto, da rilasciarsi previo accertamento della capacità tecnica e dei requisiti di cui al precedente articolo 9.
b) l'inventario delle armi in dotazione con la relativa descrizione per numero di matricola, tipo, calibro, fabbrica e nazionalità, con richiamo ai titoli che ne legittimano la provenienza, ai fini di cui all'ultimo comma dell'art.
38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773;
76 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, è attribuita all'autorità provinciale di pubblica sicurezza che vi procede secondo le competenze stabilite dagli articoli 42 e 44 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, previo accertamento dei requisiti soggettivi prescritti per il rilascio delle licenze di porto d'armi.
Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il trasgressore degli obblighi di cui al presente articolo è punito con l'arresto da tre mesi a due anni o con l'ammenda da lire 400.000 a lire 2.000.000. Articolo 32
Ai musei indicati nel presente articolo non si applicano le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo
28 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773.
Tale disciplina non si applica alle armi in dotazione ai Corpi armati dello Stato eventualmente destinate alla distruzione. Articolo 33
Aste pubbliche. 1. E' vietata la vendita, nelle pubbliche aste, delle armi indicate negli articoli 1 e 2.
2. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il trasgressore dell'obbligo di cui al comma 1 è punito con l'arresto da tre mesi a tre anni e con l'ammenda da lire duecentomila a lire un milione (1). (1) Cosí sostituito dall'art. 10-bis, D.L. 13 maggio 1991, n. 152 nel testo modificato dalla relativa legge di conversione. Articolo 34
Sanzioni penali. Le pene stabilite dal codice penale e dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, per le contravvenzioni alle norme concernenti gli esplosivi sono triplicate.
In ogni caso l'arresto non può essere inferiore a tre mesi. Articolo 35
Giudizio direttissimo. Per i reati previsti dalla presente legge, si procede in ogni caso con il giudizio direttissimo salvo che non siano necessarie speciali indagini. Per i reati connessi si procede, di regola, previa separazione dei giudizi.
Sanatorie. I detentori delle armi comuni da sparo che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non abbiano provveduto a denunciare ai sensi dell'art.
38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, le armi medesime, non sono punibili, ai sensi delle disposizioni vigenti, qualora ottemperino all'obbligo della denuncia entro il termine di sessanta giorni dalla predetta data, sempre che la denuncia avvenga prima dell'accertamento del reato.
Non sono, infine, punibili quanti detengono, in forza di denunzia, presentata a norma dell'articolo
38 del testo unico della legge di pubblica sicurezza, ed accettata dai competenti organi, armi da guerra o tipo guerra impropriamente acquisite come armi comuni prima dell'entrata in vigore della presente legge, sempre che provvedano agli adempimenti prescritti entro sessanta giorni dalla pubblicazione del catalogo di cui al precedente art. 7. Articolo 37
Disposizioni transitorie e finali. Sino alla pubblicazione del catalogo nazionale delle armi comuni da sparo previsto dall'art. 7, ne sono ammesse la produzione, l'importazione e l'esportazione, a condizione che gli esercenti tali attività siano muniti delle prescritte licenze dell'autorità di pubblica sicurezza e che ogni arma sia contrassegnata dal numero di matricola.
Sono, altresì, consentiti, anche dopo la pubblicazione del catalogo nazionale di cui all'articolo 7, l'esportazione ed il commercio di armi comuni da sparo non catalogate, prodotte od importate anteriormente, purché registrate con i rispettivi numeri di matricola, a norma dell'articolo
35 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773.
Le disposizioni di cui all'articolo 5 della presente legge concernenti i giocattoli si applicano decorso un anno dal giorno di entrata in vigore della legge stessa. Articolo 39
Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge l'autorità di pubblica sicurezza deve procedere ad una revisione straordinaria delle autorizzazioni a privati per la raccolta di armi da guerra o tipo guerra o di parti di esse o di munizioni da guerra, previste dall'art.
Nell'ipotesi di revoca della licenza, le armi, entro trenta giorni dal relativo provvedimento, possono essere cedute agli enti pubblici, nonché ai soggetti muniti di autorizzazione per la fabbricazione di armi da guerra o tipo guerra o di munizioni da guerra, ad enti e persone residenti all'estero. Articolo 40
Nulla è innovato alle disposizioni della legge 14 ottobre 1974, n. 497. La presente legge, munita del sigillo dello stato,sarà inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della repubblica italiana.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato. DATA A ROMA,ADDÌ 18 APRILE 1975
VISTO, IL GUARDASIGILLI:REALE
L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, n. 110, Legge 18 aprile 1975, n. 110, Legge 18 aprile 1975, n. 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, n. 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110, Legge 18 aprile 1975, 110,armi, munizioni, esplosivi, armi, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, munizioni, esplosivi, L. 110/1975,munizioni, esplosivi, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975, L. 110/1975

References: Articolo 2
 articolo 1
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 articolo 1
 Articolo 7
 Articolo 8
 articolo
35
 articolo
31
 Articolo 9
 art.
43
 Articolo 10
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 16
 art. 2
 Articolo 17
 Articolo 18
 articolo 9
 art. 9
 Articolo 19
 Articolo 20
 Articolo 21
 Articolo 24
 Articolo 25
 articolo
55
 Articolo 26
 art. 9
 Articolo 28
 Articolo 31
 articolo 9
 Articolo 32
 Articolo 33
 Articolo 34
 Articolo 35
 art. 7
 Articolo 37
 Articolo 39
 Articolo 40