Source: https://iris.uniroma1.it/handle/11573/759364
Timestamp: 2017-12-14 10:06:33+00:00

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<>: qualche spunto (e qualche perplessità) a partire dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 26821/2014. | IRIS Uniroma1 Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
<<La cosa giusta, per la ragione sbagliata>>: qualche spunto (e qualche perplessità) a partire dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 26821/2014.
L'Autore commenta la sentenza della Corte di Cassazione n. 26821/2014, in cui la Suprema Corte, anche per effetto della sentenza n. 291/2013 della Corte costituzionale, ha mutato il proprio orientamento in tema di rapporti tra detenzione e precedente (e non concluso) provvedimento di prevenzione, ricostruiti originariamente secondo un duplice automatismo (sospensione e ripresa automatica del provvedimento di prevenzione). I giudici di Piazza Cavour hanno invece ritenuto, nel caso di specie, che fosse necessaria, al termine della detenzione, una nuova notifica del decreto applicativo della misura di prevenzione, estendendo analogicamente la regola aggiunta dal Giudice delle leggi con la già citata sentenza del 2013. L'Autore condivide, quanto ai risultati, la decisione del Giudice di legittimità: contesta analiticamente, tuttavia, le ragioni che la sorreggono, quantunque ispirate da un intento lodevolmente garantistico.
Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/759364
Titolo: <<La cosa giusta, per la ragione sbagliata>>: qualche spunto (e qualche perplessità) a partire dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 26821/2014.
Abstract: L'Autore commenta la sentenza della Corte di Cassazione n. 26821/2014, in cui la Suprema Corte, anche per effetto della sentenza n. 291/2013 della Corte costituzionale, ha mutato il proprio orientamento in tema di rapporti tra detenzione e precedente (e non concluso) provvedimento di prevenzione, ricostruiti originariamente secondo un duplice automatismo (sospensione e ripresa automatica del provvedimento di prevenzione). I giudici di Piazza Cavour hanno invece ritenuto, nel caso di specie, che fosse necessaria, al termine della detenzione, una nuova notifica del decreto applicativo della misura di prevenzione, estendendo analogicamente la regola aggiunta dal Giudice delle leggi con la già citata sentenza del 2013. L'Autore condivide, quanto ai risultati, la decisione del Giudice di legittimità: contesta analiticamente, tuttavia, le ragioni che la sorreggono, quantunque ispirate da un intento lodevolmente garantistico.
Handle: http://hdl.handle.net/11573/759364

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