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Timestamp: 2019-01-24 04:52:50+00:00

Document:
1 I.T.I.S. "S. CANNIZZARO", via Consolare Latina n.263, Colleferro RM D.S.: Prof.ssa Marisa Pia Zeppa R.S.P.P.: Arch. Vittorio Magliozzi LEZIONE # 1 Caratteri generali del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, D.Lgs. 81/08 SICUREZZA E SCUOLA
2 D.Lgs. 81/08 Testo Unico in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro contenitore di tutte le regole comportamentali ai fini della prevenzione nei luoghi di lavoro articoli + allegati regole rivolte a: DATORI DI LAVORO LAVORATORI di ogni grado
3 due domande attraverso le quali affrontare il tema della sicurezza sul lavoro: CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? COME SI COSTRUISCE LA SICUREZZA?
4 CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? LAVORARE IN UN AMBIENTE IN CUI LA PROBABILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI (a persone o a cose) SIA MOLTO BASSA, SE NON NULLA. L OBBLIGO IMPOSTO DALLA LEGGE E QUELLO DI PRESERVARE L INCOLUMITA FISICA, MENTALE E SOCIALE DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO > (LAVORATORI DI OGNI ORDINE E GRADO DI SUBORDINAZIONE). UN LUOGO DI LAVORO IN CUI NON SI FA SICUREZZA E ESPOSTO AL RISCHIO DI INFORTUNI, DI QUALSIASI NATURA ED ENTITA. AMBIENTE: di lavoro inteso sia in termini di struttura, sia in termini di organizzazione del lavoro e logistica. STRUTTURA > PERSONE FISICHE> MEZZI e STRUMENTI > RAPPORTI UMANI PROBABILITA': (p percentuale di accadimento)... è la frequenza, la percentuale con la quale si può verificare un danno DANNO: (D)... l'evento, o insieme di eventi, da cui nasce il pericolo per l'incolumità fisica, mentale e sociale di un individuo... RISCHIO: (R)... probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione. D.Lgs. 81/08, art.2, comma 1, let. S (R = p x D)
5 CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? LAVORARE IN UN AMBIENTE IN CUI LA PROBABILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI (a persone o a cose) SIA MOLTO BASSA, SE NON NULLA. L OBBLIGO IMPOSTO DALLA LEGGE E QUELLO DI PRESERVARE L INCOLUMITA FISICA, MENTALE E SOCIALE DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO > (LAVORATORI DI OGNI ORDINE E GRADO DI SUBORDINAZIONE). UN LUOGO DI LAVORO IN CUI NON SI FA SICUREZZA E ESPOSTO AL RISCHIO DI INFORTUNI, DI QUALSIASI NATURA ED ENTITA. VALUTAZIONE DEI RISCHI (R = p x D) (p percentuale di accadimento) (D) Danno (R = 0) Il RISCHIO deve essere annullato o ridotto al minimo
6 CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? LAVORARE IN UN AMBIENTE IN CUI LA PROBABILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI (a persone o a cose) SIA MOLTO BASSA, SE NON NULLA. L OBBLIGO IMPOSTO DALLA LEGGE E QUELLO DI PRESERVARE L INCOLUMITA FISICA, MENTALE E SOCIALE DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO > (LAVORATORI DI OGNI ORDINE E GRADO DI SUBORDINAZIONE). UN LUOGO DI LAVORO IN CUI NON SI FA SICUREZZA E ESPOSTO AL RISCHIO DI INFORTUNI, DI QUALSIASI NATURA ED ENTITA.... deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato... Quindi, la V.R.: - Mira a valutare tutta l attività lavorativa, ogni tipologia di rischio, tutti i gruppi di lavoratori - Consente l individuazione delle misure preventive e delle procedure per attuarle - Consente di individuare gli appropriati programmi di Formazione e Addestramento Ma, la V.R. deve essere modificata: - Qualora si verifichino modifiche nel processo produttivo o nell'organizzazione del lavoro - A seguito di significativi infortuni - In seguito all'apporto di innovazioni tecnologiche - Quando la sorveglianza sanitaria ne evidenzi la necessità.
7 CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? LAVORARE IN UN AMBIENTE IN CUI LA PROBABILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI (a persone o a cose) SIA MOLTO BASSA, SE NON NULLA. L OBBLIGO IMPOSTO DALLA LEGGE E QUELLO DI PRESERVARE L INCOLUMITA FISICA, MENTALE E SOCIALE DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO > (LAVORATORI DI OGNI ORDINE E GRADO DI SUBORDINAZIONE). UN LUOGO DI LAVORO IN CUI NON SI FA SICUREZZA E ESPOSTO AL RISCHIO DI INFORTUNI, DI QUALSIASI NATURA ED ENTITA. PRINCIPIO DELLA GERARCHIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI Come bisogna intervenire affinché il Rischio sia annullato o ridotto? 1. Riduzione del rischio alla fonte... come prima azione di prevenzione e protezione. 2. Informazione, Formazione e Addestramento del personale. 3. Utilizzo dei DPI.
8 CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? LAVORARE IN UN AMBIENTE IN CUI LA PROBABILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI (a persone o a cose) SIA MOLTO BASSA, SE NON NULLA. L OBBLIGO IMPOSTO DALLA LEGGE E QUELLO DI PRESERVARE L INCOLUMITA FISICA, MENTALE E SOCIALE DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO > (LAVORATORI DI OGNI ORDINE E GRADO DI SUBORDINAZIONE). UN LUOGO DI LAVORO IN CUI NON SI FA SICUREZZA E ESPOSTO AL RISCHIO DI INFORTUNI, DI QUALSIASI NATURA ED ENTITA. SOGGETTI che partecipano al processo produttivo il D.Lgs. 81/08, art.2, comma 1, definisce tutte le figure che entrano in gioco nel processo produttivo di una qualsiasi azienda Datore di Lavoro Dirigente Preposto Lavoratore In particolare, alla let.a, troviamo la definizione di LAVORATORE persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione
9 CHE COSA SI INTENDE PER SICUREZZA? LAVORARE IN UN AMBIENTE IN CUI LA PROBABILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI (a persone o a cose) SIA MOLTO BASSA, SE NON NULLA. L OBBLIGO IMPOSTO DALLA LEGGE E QUELLO DI PRESERVARE L INCOLUMITA FISICA, MENTALE E SOCIALE DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO > (LAVORATORI DI OGNI ORDINE E GRADO DI SUBORDINAZIONE). UN LUOGO DI LAVORO IN CUI NON SI FA SICUREZZA E ESPOSTO AL RISCHIO DI INFORTUNI, DI QUALSIASI NATURA ED ENTITA. Datore di Lavoro Dirigente Preposto Lavoratore Tutti i soggetti che partecipano al processo produttivo di una qualsiasi azienda (pubblica o privata) hanno degli OBBLIGHI (art. 18, 19, 20) di carattere generale Perché? Tutti i lavoratori sono ritenuti responsabili delle conseguenze delle proprie azioni, per se e per gli altri Quindi tutti i lavoratori sono passibili di SANZIONE pena dell arresto (omicidio colposo / lesioni personali colpose) sanzione pecuniaria amministrativa (altri casi)
10 Non esiste prevenzione in assenza di una coscienza della sicurezza Ma che cos è la PREVENZIONE? -Valutare i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività lavorative - Istruire e sensibilizzare i lavoratori al tema della sicurezza attraverso sessioni di informazione e formazione - Addestrare i lavoratori sensibili al corretto funzionamento di mezzi e strumentazioni particolari e all'utilizzo dei D.P.I - Predisporre e coordinare un insieme di soggetti e mezzi che partecipano all'organizzazione e alla gestione della sicurezza.
11 Non esiste prevenzione in assenza di una coscienza della sicurezza PREVENZIONE è anche Tutela della collettività come strategia principale che precede la protezione individuale il gruppo prima del singolo individuo art.15, comma 1, let. i Per tutelare e proteggere la collettività è necessario operare su di essa un profondo cambiamento. Processo di rinnovamento culturale (già in atto dagli anni 90) mirato a modificare il pensiero della sicurezza il benessere del gruppo dipende dalla correttezza del singolo lavoratore
12 Se non si fa Informazione e Formazione non c è prevenzione RIVOLUZIONE CULTURALE INFORMAZIONE e FORMAZIONE adeguate per i lavoratori, i dirigenti e preposti, e pre i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza art.15, comma 1, let. n, o, p, q Per tutelare e proteggere la collettività è necessario operare su di essa un profondo cambiamento. Processo di rinnovamento culturale (già in atto dagli anni 90) mirato a modificare il pensiero della sicurezza il benessere del gruppo dipende dalla correttezza del singolo lavoratore
13 INFORMAZIONE / FORMAZIONE / ADDESTRAMENTO Serve a poco, disporre in abbondanza di leggi, regolamenti e persino di sanzioni, se non si riesce a convincere il mondo del lavoro e l intera opinione pubblica, della necessità di: cambiare i comportamenti adottare modalità di pensare ed agire in termini di sicurezza conoscere e rispettare le norme di prevenzione
14 INFORMAZIONE / FORMAZIONE / ADDESTRAMENTO Negli anni 50 > la normativa prevedeva l obbligo della sola INFORMAZIONE dei lavoratori sui rischi specifici e sulle misure da adottare, sanzionava penalmente la violazione di tali obblighi Negli anni 90 > la normativa introduce l obbligo della FORMAZIONE ma commette un errore > si parla quasi sempre del binomio informazione/formazione D.Lgs. 81/08 > distingue la FORMAZIONE dall INFORMAZIONE, non solo come obbligo, ma soprattutto nei contenuti e nel target > F e I adeguate per i lavoratori, per i dirigenti e preposti e per i rappresentati dei lavoratori art. 15, comma 1, let. n, o, p, q e introduce l obbligo, per chi deve essere informato e/o formato, di aderire ai programmi organizzati dal D.L.
15 L'INFORMAZIONE mira a fornire la conoscenza utile a riconoscere le situazioni di pericolo e a ridurre o eliminare i fattori di rischio La FORMAZIONE mira ad educare il lavoratore rendendolo consapevole dei propri obblighi e del proprio ruolo in materia di sicurezza.
16 S P P : SERVIZIO di PREVENZIONE e PROTEZIONE Il T.U. in materia di sicurezza e salute sul lavoro, alla Sezione III, art. 31, 32, 33, 34, 35 tratta un argomento essenziale ai fini della prevenzione: il SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (SPP). Si tratta di un insieme di uomini, ognuno con un ruolo specifico e adeguato alla propria formazione, preposti all'organizzazione e alla gestione della sicurezza sul lavoro. Gli articoli chiariscono i ruoli da ricoprire all'interno dell'spp, gli obblighi del Datore di Lavoro e delle altre figure professionali dello stesso SPP, le capacità ed i requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dell'spp, le modalità ed i contenuti della riunione periodica.
17 S P P : SERVIZIO di PREVENZIONE e PROTEZIONE - Lo organizza il Datore di Lavoro - Ne fanno parte lavoratori interni e/o esterni all azienda, purché posseggano i requisiti professionali previsti dall art.32 - Il Datore di Lavoro deve controllare l operato dei componenti dell SPP
18 S P P : SERVIZIO di PREVENZIONE e PROTEZIONE provvede a: - Effettuare la valutazione dei rischi - Individuare le misure di sicurezza - Elaborare le procedure di sicurezza - Proporre i programmi di Informazione e Formazione dei lavoratori - Partecipare alle consultazioni in materia di tutela e alla riunione periodica
19 S P P : SERVIZIO di PREVENZIONE e PROTEZIONE I principali interpreti del servizio di prevenzione e protezione sono: «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi; «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l); «medico competente»: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente Decreto; «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro;
20 S P P : SERVIZIO di PREVENZIONE e PROTEZIONE RIUNIONE PERIODICA, art.35 - Va svolta almeno una volta l anno - Si organizza anche se sono introdotte nuove tecnologie, se variano le condizioni di esposizione al rischio - Vi partecipano: Datore di Lavoro, RSPP, Medico Competente, RLS - Si affrontano i seguenti temi: DVR, andamento infortuni, criteri di scelta e adozione dei DPI, programmi di Informazione e Formazione, codici di comportamento, obiettivi di miglioramento della sicurezza
21 S P P : SERVIZIO di PREVENZIONE e PROTEZIONE La RIUNIONE PERIODICA è un appuntamento fondamentale per costruire la sicurezza in un luogo di lavoro perché rappresenta un occasione di confronto sul tema della sicurezza.
22 T E S T APPRENDIMENTO

References: art.2
 art.2
 art.15
 art.15
 art. 15
 art. 31
 art.32
 art.35