Source: https://dait.interno.gov.it/territorio-e-autonomie-locali/pareri?page=2
Timestamp: 2018-12-18 14:12:18+00:00

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Raccolta Pareri | Page 3 | Dipartimento per gli affari interni e territoriali
Deliberazioni di giunta immediatamente eseguibili
Deliberazioni di giunta immediatamente eseguibili. Sulla materia il giudice amministrativo ha precisato che “… la clausola di immediata eseguibilità dipende da una scelta discrezionale dell’amministrazione, comunque pur sempre correlata al requisito dell’urgenza, che deve ricevere adeguata motivazione nell’ambito dello stesso atto” ( T.A.R. Piemonte nella sentenza n. 460 del 2014).
Nomina consigliere politico da parte del &#13; sindaco...
Nomina consigliere politico da parte del sindaco. Come noto, l’ordinamento degli enti locali non prevede la figura del “consigliere politico”; i consiglieri, gli assessori ed il sindaco, quali organi di governo degli enti locali, sono figure tipiche individuate dalla legge. Si evidenzia che, nel sistema posto dal legislatore costituzionale, art. 117, lettera p), lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di “… organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Provincie e Città metropolitane”, mentre all’ente locale è riconosciuta un’autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa nel rispetto, però, dei principi fissati dal decreto legislativo n. 267/00.
E’ prevista la possibilità di istituire uffici di supporto agli organi di direzione politica ai sensi dell’art. 90 del citato decreto legislativo.
Nomina giunta comunale.
Nomina giunta comunale. Con riferimento alla nomina da parte del sindaco del comune di xx di un “assessore fuori giunta”, si evidenzia che, nel sistema posto dal legislatore costituzionale, art. 117, lettera p), lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di “… organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Provincie e Città metropolitane”, mentre all’ente locale è riconosciuta un’autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa nel rispetto, però, dei principi fissati dal decreto legislativo n. 267/00. Ai sensi dell’art. 6 del citato dlgs, lo statuto stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente e specifica le attribuzioni degli organi. E’ prevista, inoltre, la possibilità di istituire uffici di supporto agli organi di direzione politica ai sensi del successivo art. 90.
Composizione giunta comunale. Numero massimo di assessori.&#13; ...
Numero assessori. In ordine all’individuazione del numero degli assessori occorre far riferimento all’ art. 1, comma 135, della legge n. 56/14, che ha modificato l’art. 16, comma 17, del decreto legge n. 138 del 2011, convertito con legge n. 148 del 2011, il quale, alla lettera b), consente, per i comuni con popolazione compresa tra 3.000 e 10.000 abitanti, la nomina di massimo quattro assessori. A tale numero occorrerà aggiungere il Sindaco che, come osservato nella Circolare ministeriale n. 6508 del 24.4.2014, dovrà essere computato al fine della determinazione delle quote di genere previste per la composizione della giunta.
Obbligo del Prefetto a diffidare ed eventualmente convocare seduta aperta del consiglio comunale.
Convocazione consiglio comunale. Un gruppo di consiglieri del comune di xxx ha chiesto l’intervento prefettizio al fine di ripristinare il corretto funzionamento dell’organo rappresentativo dell’ente, lamentando, nel contempo, la mancata attuazione della normativa dettata dal regolamento consiliare in tema di convocazione dell’assemblea in “seduta aperta”. Al riguardo, va ribadito che il diritto ex art. 39, comma 2, citato " ... è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione severa ed eccezionale della modificazione dell'ordine delle competenze mediante intervento sostitutorio del Prefetto in caso di mancata convocazione del consiglio comunale in un termine emblematicamente breve di venti giorni” (T.A.R. Puglia, Sez. 1, 25 luglio 2001, n. 4278). L'orientamento che vede riconosciuto e definito “... il potere dei consiglieri di chiedere la convocazione del Consiglio medesimo” come “diritto” dal legislatore è, quindi, ormai ampiamente consolidato (sentenza T.A.R Puglia, Lecce, Sez. I del 4 febbraio 2004, n. 124). La questione sulla sindacabilità dei motivi che determinano i consiglieri a chiedere la convocazione straordinaria dell'assemblea, si è orientata nel senso che al Presidente del Consiglio spetti solo la verifica formale della richiesta prescritto numero di consiglieri, non potendo comunque sindacarne l'oggetto.
Parità di genere nelle giunte dei comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti.&#13; ...
Parità di genere nelle giunte dei comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. L’art 2, comma 1, lett. b) della legge n. 215/12 ha modificato l’art. 46, comma 2, del T.U.O.E.L. disponendo che il sindaco ed il presidente nella provincia nominano i componenti della giunta “nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”.
La normativa in discorso va letta alla luce dell’art. 51 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1/03, che ha riconosciuto dignità costituzionale al principio della promozione della pari opportunità tra donne e uomini. Le previsioni in materia di parità di genere nelle giunte degli enti locali, dettate in coerenza con i principi declinati dall’art. 51 della Costituzione, dall’art. 1 del decreto legislativo dell’11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità) e dall’art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, non hanno un mero valore programmatico, ma carattere precettivo, finalizzato a rendere effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunità, alla vita istituzionale degli enti territoriali.
Possibilità di nominare il sindaco quale capogruppo consiliare.&#13; ...
Possibilità di nominare il sindaco quale capogruppo consiliare. Si fa presente che nel sistema delle autonomie il sindaco e il consiglio comunale, di cui i gruppi consiliari sono organismi strumentali e funzionali, svolgono ruoli distinti; il primo, di organo responsabile dell’amministrazione dell’ente, il secondo, di organo di indirizzo e controllo dell’operato del sindaco e della giunta, con le specifiche competenze declinate dall’art. 42 del dlgs n. 267/2000. Ne deriva che l’iscrizione del sindaco ad un gruppo potrebbe incidere sul corretto e bilanciato esercizio delle funzioni di governo dell’ente. Si consideri, in proposito, come detto sbilanciamento possa influire anche sull’esercizio del fondamentale diritto di iniziativa, nonché sull’attività di sindacato ispettivo dei consiglieri, ovvero, in casi estremi, venendo meno il rapporto fiduciario, sulla presentazione della mozione di sfiducia del sindaco (art. 52 del decreto legislativo n. 267/00).
Normativa in tema di parità di genere nelle giunte comunali. Legge 54/2014.
Normativa in tema di parità di genere nelle giunte comunali. Legge 54/14. Come noto, il comma 137 della legge n. 54/14 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”. Il comune di xx ha pubblicato un avviso volto al reperimento di cittadine disponibili a svolgere la carica di assessore. Tuttavia, nessuna delle cinque candidate corrispondeva al profilo richiesto; anche a seguito del colloquio svolto. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 406/2016, ha osservato che l’effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge deve essere “adeguatamente provata”. Alla luce dei principi enucleati dalla citata pronuncia, il mancato adeguamento alla normativa in tema di quote di genere della giunta del Comune di xx apparirebbe adeguatamente motivato, in virtù dell’ approfondita istruttoria effettuata al fine di individuare assessori di genere femminile.
Valida costituzione dei gruppi consiliari.
Gruppi consiliari. L’esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge, ma si desume implicitamente da quelle disposizioni normative che contemplano diritti e prerogative in capo ai gruppi o ai capigruppo (art.38, comma 3, art.39, comma 4 e art.125 del decreto legislativo n.267/00). La materia, pertanto, è regolata da apposite norme statutarie e regolamentari, adottate dai singoli enti locali nell'ambito dell'autonomia organizzativa dei consigli, riconosciuta dall’art.38 del citato T.U.O.E.L.. In ordine alla possibilità per il candidato sindaco non eletto di costituire un gruppo riferito ad una delle liste che lo ha sostenuto e che non ha espresso alcun consigliere, si rappresenta che il quadro normativo delineato dalle fonti di autonomia locale del comune sembrerebbe consentire a tale consigliere di poter formare un gruppo unipersonale riferito a tale lista unicamente se il seggio sia stato ceduto dalla lista medesima, ferma restando la possibilità di aderire ad altro gruppo in base alla disciplina prevista dall’ente locale in tale materia.
Numero minimo di consiglieri per la presentazione di mozioni.&#13; &#13; ...
Dall’articolo 43 del d. lgs. n.267/2000 emerge il diritto individuale del consigliere comunale di presentare non solo proposte da sottoporre a deliberazione del consiglio e interrogazioni indirizzate al sindaco o agli assessori, ma anche la possibilità di presentare mozioni a cui, di norma, segue una deliberazione consiliare.
Mancata convocazione consiglio comunale straordinario. Applicazione dell’art.39 del decreto legislativo n.267/2000.
Convocazione consiglio comunale ex Art.39 del decreto legislativo n. 267/00 Il diritto ex art. 39, comma 2, " ... è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione severa ed eccezionale della modificazione dell'ordine delle competenze mediante intervento sostitutorio del Prefetto in caso di mancata convocazione del consiglio comunale in un termine emblematicamente breve di venti giorni” (T.A.R. Puglia, Sez.1, 25 luglio 2001, n.4278).
Qualora l’intenzione dei proponenti non sia diretta a provocare una delibera in merito del Consiglio comunale, bensì a porre in essere un atto di sindacato ispettivo, si potrebbe ipotizzare, ai sensi dell’art. 42, comma 1, del decreto legislativo n. 267/00, che rientri nella competenza del Consiglio comunale in qualità di “ … organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ” anche la trattazione di “questioni” che, pur non rientrando nell’elencazione del comma 2 del medesimo art. 42, attengono comunque al suddetto ambito di controllo. Del resto, la dizione legislativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale.
Deleghe ai consiglieri.
Seduta consiliare. Modifica dell’art.30 del regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale.
Convocazione consiglio tramite pec.
Sembrando ormai consentito l’utilizzo del mezzo informatico anche per le convocazioni dei consigli comunali, si osserva che “le modalità per comunicare la convocazione, quando non sono fissate dalla legge, dai regolamenti o dagli statuti, devono seguire il principio di libertà delle forme, purché sia idonea, astrattamente, al raggiungimento dello scopo” (conforme, T.A.R. Liguria Genova, sez. II, 27 ottobre 2010, n. 10020 richiamato da T.A.R. per la Lombardia n. 1376/2011 del 30/05/2011). Appare utile richiamare la sentenza n. 11420 del 28.09.2015 con la quale il T.A.R. per il Lazio (Sezione Seconda bis) ha rilevato “che, ai sensi del nuovo regolamento, la convocazione mediante l’invio dell’“avviso di convocazione” alla casella di posta elettronica certificata all’uopo messa a disposizione all’Amministrazione di “ciascun consigliere” costituisce e, quindi, va intesa come la modalità “ordinaria” all’uopo prescritta”.
Linee programmatiche del sindaco relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
L’articolo 46, comma 3 del d l.gs. n. 267/2000 demanda allo statuto il termine entro il quale il sindaco, previa audizione della giunta, presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Le norme statutarie che eventualmente prevedano una delibera consiliare avente ad oggetto le linee programmatiche del sindaco non confliggono, ad avviso della scrivente amministrazione, con le previsioni dell’art. 42, comma 3 del d. lgs. n. 267/2000, essendo, invece, attuative delle medesime.
Normativa applicabile per definire la competenza a sostenere gli oneri derivanti dal collocamento in comunità residenziale di minori, nel caso in cui i genitori risiedano in Comuni di Regioni diverse.
L’art. 73 della legge n. 6972/1890 deve intendersi abrogato in virtù dell’art. 24 della legge n. 133/08 di conversione del d.l. n. 112/08 (c.d. taglialeggi).
Pertanto, in conformità al disposto di cui all’art. 6, comma 4 della legge n. 328/2000 ed all’art. 45 del codice civile, è superata la risoluzione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 86022/19/10/22 del 5.04.2002, con la quale, riguardo all’Ente tenuto alla compartecipazione agli oneri derivanti dal collocamento in comunità residenziale di minori, era stato individuato esclusivamente il comune di residenza del minore nel caso di soggetto con un’età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Interpello in merito all’assunzione di oneri relativi al collocamento di minore in comunità.
Individuazione dei Comuni cui compete sostenere l'onere economico per il mantenimento di un minore in una struttura di accoglienza in relazione alla legge n. 328/00 che all'art. 6, comma 4, stabilisce il principio che esso sia imputabile all'ente presso il quale, prima del ricovero, il soggetto abbia la propria residenza. Il legislatore ha voluto radicare la competenza a sostenere gli oneri derivanti dal ricovero di minori, sottoposti a decreto dell’autorità giudiziaria ed ospitati in struttura residenziale sempre nel comune nel quale i genitori esercenti la potestà o il tutore hanno la residenza al momento in cui la prestazione ha inizio. La disciplina di riferimento per determinarne la residenza è l'articolo 45 del Codice Civile, secondo il quale “il minore ha il domicilio nel luogo di residenza della famiglia o del tutore e, nel caso di genitori separati che non abbiano la stessa residenza il minore ha il domicilio del genitore con il quale convive”. Pertanto, i minori hanno la residenza presso i genitori o il tutore: è con riferimento a questi ultimi soggetti che andrà effettuata la ricerca della residenza del minore al momento in cui la prestazione assistenziale ha avuto inizio, al fine di imputarne le spese a quel comune.
Convocazione del consiglio comunale. Elezione del presidente.
In virtù anche dell’art. 38, comma 2, del citato decreto legislativo, lo statuto ed il regolamento possono integrare le disposizioni degli articolo 39 e 40 del medesimo decreto, disciplinanti l’istituto della presidenza del consiglio comunale, ma non possono derogare ad esse.
Nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso annoverare il sindaco o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco ed il presidente della provincia.
E’ opportuna una specifica disposizione regolamentare che indichi i tempi certi entro i quali la documentazione a supporto delle proposte debba essere posta a disposizione dei singoli consiglieri prima delle relative sedute, non sembrando sufficiente attenersi la mera prassi. Tale normativa, così come rilevato dal Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento con sentenza n. 00326/2012, “'assolve a quel fondamentale diritto di adeguata e tempestiva informazione sugli argomenti da discutere che connota il funzionamento di tutti gli organi collegiali privati (es.: art. 2366 cod. civ. inerente le formalità di convocazione delle assemblee societarie) e pubblici”'.
Rappresentanza di genere. Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.
Parità di genere comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti. Si ritiene che per i comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti debbano trovare applicazione le disposizioni contenute nei citati articoli 6, comma 3 e 46, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 e nella legge n. 215/12. Tali disposizioni, recependo i principi sulle pari opportunità dettati dall’art. 51 della Costituzione, dall’art. 1 del decreto legislativo dell’11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità) e dall’art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, non hanno un mero valore programmatico, ma carattere precettivo, finalizzato a rendere effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunità, alla vita istituzionale degli enti territoriali.
Formazione del gruppo misto. Minoranza
La qualificazione di gruppo misto è data dal fatto che questi comprende tutti i consiglieri che non si riconoscano in alcun altro gruppo presente in consiglio o che siano stati espulsi da questi senza possibilità di trovare ulteriore collocazione e che non necessariamente siano qualificabili come minoranza od opposizione rispetto alla maggioranza consiliare.
L’esercizio del diritto di costituire il gruppo misto non dovrebbe essere subordinato alla presenza di un numero minimo di componenti.
Surroga consigliere. Ai sensi dell’art 45, primo comma, del decreto legislativo n. 267/00 è previsto che “Nei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali il seggio che durante il quinquennio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, e' attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente l'ultimo eletto”. Pertanto, non è consentito dal dettato legislativo surrogare il consigliere venuto a mancare con il primo dei non eletti appartenente ad una lista diversa da quella del consigliere da sostituire.

References: sentenza 
 art. 117
 art. 117
 art. 90
 art. 1
 art. 39
 sentenza 
 art.39
 art.125
 Art.39
 art. 39
 art. 42
 sentenza 
 articolo 39
 sentenza 
 art. 2366