Source: https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/scheda.php?seduta=70&leg=X
Timestamp: 2020-06-06 11:05:55+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.70 del 04/07/2017
Resoconto della seduta n.70 del 04/07/2017
SEDUTA N. 70 DEL 4 LUGLIO 2017
PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 70 del 4 luglio 2017. Do per letto il processo verbale della seduta n. 69 del 27 giugno, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del regolamento interno.
- n. 150 ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mastrovincenzo, Busilacchi, Biancani, Sciapichetti, Giancarli, Urbinati, Minardi, Marconi, Traversini, Volpini, Talè, Micucci, concernente: “Industria 4.0: innovazione, ricerca e formazione”, sulla quale è stata richiesta l'ammissibilità di cui al comma 2 dell'articolo 63 del regolamento interno.
- n. 1 ad iniziativa dell'Ufficio di presidenza, concernente: “regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell'Assemblea legislativa regionale delle Marche” (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna).
- n. 264 ad iniziativa del Consigliere Maggi, concernente: “Indizione di nuova procedura concorsuale per la copertura di n. 6 posti di dirigente amministrativo – richiesta di annullamento”.
Ha chiesto congedo l’Assessore Pieroni.
Proposta di legge n. 140
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Leonardi, Rapa, Maggi, Marconi, Zaffiri, Celani
“Modifica alla legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 ‘Disciplina del Consiglio delle autonomie locali’”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 140 dei Consiglieri Busilacchi, Leonardi, Rapa, Maggi, Marconi, Zaffiri, Celani.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. La proposta di legge 140 che andiamo a discutere ed esaminare è il frutto del lavoro della Commissione regolamento e la proposta di legge è a firma dei Consiglieri Busilacchi, Leonardi, Rapa, Maggi, Marconi, Zaffiri, Celani, che sono i componenti della Commissione regolamento.
Questa proposta di legge di fatto va a modificare la legge regionale 4/2007 che è la legge che disciplina il ruolo delle autonomie locali all’interno dell’attività legislativa e non solo legislativa che svolge il Consiglio regionale.
Questo per dare maggiore centralità al Comitato per le autonomie locali (Cal) ma anche per rendere la procedura dei pareri, che sono in alcuni casi facoltativi e in alcuni casi obbligatori, uguale a quella del Crel, che aveva già rinviato al regolamento e quindi si va verso un’unica modalità.
Il testo della legge in sostanza ha un contenuto molto sintetico perché il vero obiettivo è quello, con la legge, di rinviare al regolamento ed il regolamento sarà quello che verrà discusso ed approvato nella giornata di oggi dove all’articolo 94 vengono disciplinate le modalità di svolgimento delle consultazioni del Cal che con questa legge acquisisce un ruolo maggiormente centrale.
Le proposte di legge vengono assegnate al Cal nel momento in cui vengono assegnate alle Commissioni in sede referente poi, con il regolamento a cui si rinvia con questa legge, la Commissione potrà anche convocare incontri con il Cal per discutere e approfondire nel merito, successivamente il testo, una volta licenziato dalla Commissione in sede referente, verrà ritrasmesso al Cal per avere un parere definitivo.
Questo significa che dal momento in cui la Commissione in sede referente avrà fatto la discussione sull’atto, sulla proposta di legge, proposta di regolamento o proposta di atto amministrativo, e una volta conclusi i lavori, prima di fare la votazione definitiva dovrà aspettare il parere del Cal.
I termini sono gli stessi rispetto a prima, non cambiano, ma sono divisi in due momenti separati, questo serve per dare, sostanzialmente, maggiore centralità al procedimento legislativo sia del Cal che da parte della Commissione che potrà interfacciarsi ed anche interloquire. Di fatto questo darà la possibilità anche di approfondire meglio le questioni che riguardano tutte le normative che sono oggetto delle autonomie locali e che a volte riguardano anche le attribuzioni di funzioni, proviamo ad immaginare la legge 13 del 2016 che aveva riassorbito tutte le funzioni delle Province in capo alla Regione.
Sostanzialmente questo è il merito della parte normativa, non ci sono altre questioni perché poi il vero merito, anche se l’ho in parte preannunciato, sarà all'interno dell'articolo 94 del regolamento interno che andremo a discutere poi.
Approviamo questa norma stamattina, come la proposta di legge 144, di cui è relatore di maggioranza il Consigliere Urbinati, perchè entrambe sono propedeutiche all’approvazione del regolamento.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Come dice il Consigliere Minardi ci sono due leggi propedeutiche al lavoro della Commissione del regolamento, la 144 e la 140.
Discutiamo la 140, voglio farvi brevemente un excursus su quello che è stato il concetto di questa legge.
Il Cal ed il Crel molte volte, almeno per quanto riguarda la mia esperienza di due anni di consiliatura, venivano vissuti a volte come un fastidio, come un impedimento, come un rallentamento sia in Commissione che in Aula e si teneva poco conto delle indicazioni che venivano da questi due organismi che sicuramente sono importanti se svolgono appieno le loro funzioni.
Cosa si è detto? Abbiamo prima di tutto sentito il Cal e il Crel, li abbiamo convocati in Commissione e abbiamo sentito se volevano modificare alcune procedure perché questa loro funzione avesse dignità, visto che la stavano perdendo nella pratica comune del Consiglio regionale e delle Commissioni regionali.
Si è addivenuti a questa soluzione: le proposte al Cal vengono presentate nel momento in cui la legge va in Commissione, abbiamo comunque dato un termine, una scadenza, se i pareri non arrivano si va avanti lo stesso per non bloccare l'iter dell'atto. Abbiamo chiesto che, al comma 5 dell'articolo 1, questa è proprio una nostra indicazione, il Presidente del Consiglio possa ridurre, per ragioni d'urgenza il tempo. Abbiamo anche fatto inserire che il Presidente può prorogare i termini, su richiesta del Presidente del Consiglio delle autonomie locali, se un atto è particolarmente impegnativo,
Tutti i capigruppo che hanno partecipato alla legge sulla modifica del regolamento hanno firmato questa proposta di legge, abbiamo fatto degli emendamenti, tra gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle quello più pregnante, più concettuale, è quello di ripristinare nelle Commissioni la presenza del Presidente del Cal e del Crel, che è stata tolta, noi abbiamo fatto questo emendamento, vediamo se l’Aula lo accoglierà o meno. Comunque la legge 140 disciplina in maniera più puntuale e precisa l'intervento di questi organismi nel procedimento legislativo. Grazie.
Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. La presente proposta di legge va nella direzione della delegificazione e semplificazione normativa rendendo il Consiglio delle autonomie locali più attivo nelle politiche regionali. Il Cal quindi si esprimerà sulla proposta degli atti in sede consultiva quando previsto dalla legge. Ciò può avere favorevoli ripercussioni anche sull'attività delle Commissioni.
Una reale consultazione che non può che vedermi favorevole dal momento che si crea un percorso virtuoso nell'iter burocratico degli atti amministrativi.
Una maggiore partecipazione del Cal che trova dunque in questa pdl una valorizzazione delle proprie funzioni a beneficio degli organi amministrativi regionali e una più puntuale programmazione delle attività consultive del Consiglio delle autonomie locali.
Come è già detto questa proposta di legge 140 è propedeutica all'approvazione del regolamento, quindi il mio voto favorevole. Grazie.
Emendamento 1/2 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 1/3 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Nel comma 5, dopo “il termine suddetto può essere ridotto”, era stato tolto “per ragioni d’urgenza” che noi vorremmo ripristinare. Nel senso che comunque ci deve essere una motivazione perché il termine del Cal sia ridotto. Quindi abbiamo lasciato la vecchia stesura “per ragioni d’urgenza”, che mi sembra una motivazione importante e non una discrezionalità ampia del Presidente del Consiglio di ridurre il termine.
Gianluca BUSILACCHI. Faccio un intervento generale su questo emendamento, però come metodo anche per il futuro, a parte alcuni singoli aspetti che riguarderanno tutte le votazioni di oggi, che sono piuttosto noti ai capigruppo ed alla I Commissione perché ne abbiamo parlato fino adesso e che sono stati motivo di effettivo dibattito tra di noi, anche con posizioni diverse, io sono contrario a emendamenti su questioni che abbiamo condiviso insieme, votato insieme, sottoscritto insieme, dopo che c’è stata una approvazione nella Commissione regolamento ed una seconda approvazione nella I Commissione. Non capisco proprio sul piano del metodo perché oggi fare degli emendamenti dopo che per un anno abbiamo parlato delle questioni e non sono emerse, fatte salve le questioni che invece sono state effettivamente motivo di confronto tra di noi, quindi, lo dico da adesso per il futuro, ne faccio proprio una questione di metodo anche per rispetto dei lavori della Commissione che abbiamo, grazie all’apporto di tutti, brillantemente portato a termine.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Avendo ascoltato l'intervento del Presidente della Commissione regolamento che ha detto che abbiamo lavorato un anno, abbiamo lavorato molto bene e abbiamo trovato una sintesi, poi abbiamo trovato qualcosa che è stato stravolto.
E’ stato stravolto, e pertanto quest’Aula oggi, Presidente Busilacchi, ne soffrirà e ne soffrirà il lavoro che abbiamo fatto in Commissione, purtroppo.
Poche ore fa avevamo anche concordato un'ipotesi per quanto riguarda capigruppo e Ufficio di Presidenza, mi dicono che queste osservazioni non sono state prese ed è rimasto il vecchio testo del regolamento. Allora l'Aula oggi soffrirà, soffrirà di questa cosa che avevamo fatto in termini unitari. Lei sa quanto le ho dato atto del lavoro fatto, che viene stravolto da una forzatura ingiusta che, secondo me, proviene dalla Giunta, e non ha senso, o dall'esecutivo, è arrivata in Commissione ed ha stravolto una legge sulla quale si era lavorato un anno unitariamente. Fateci capire, siccome io non capisco, quindi è chiaro che l’Aula oggi soffrirà di questa cosa, per quanto ci riguarda come Lega Nord. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 1/3. Lo pongo in votazione.
Proposta di legge n. 140. La pongo in votazione.
Proposta di legge n. 144
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Celani, Leonardi, Maggi, Marconi, Rapa, Zaffiri, Mastrovincenzo
“Modifiche alla legge regionale 16 febbraio 2015, n. 3 ‘Legge di innovazione e semplificazione amministrativa’”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 144 dei Consiglieri Busilacchi, Celani, Leonardi, Maggi, Marconi, Rapa, Zaffiri, Mastrovincenzo.
Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Ci troviamo oggi in Consiglio a discutere e ad approvare un lavoro che è durato più di un anno, il lavoro della Commissione regolamento che, dopo tanti anni, dopo circa 40 anni, mette mano al regolamento del Consiglio regionale.
Prima di tutto mi sento di ringraziare il gruppo di lavoro che ha lavorato con assiduità. Questa Commissione ha lavorato tantissimo, anche perché l’argomento è molto importante e l’atto che abbiamo appena approvato e la proposta di legge 144 che credo sarà approvata a breve, sono provvedimenti che vanno ad arricchire, che sono di completamento all’atto principale di modifica del regolamento.
L’atto che sto relazionando fa riferimento alla legge di innovazione e semplificazione amministrativa, questa è stata un’esigenza che, negli ultimi anni, è stata molto discussa nella pubblica amministrazione, in quanto, detto in parole molto semplici, bisogna semplificare per cercare di far capire meglio, soprattutto ai cittadini, quali sono i percorsi e soprattutto quali sono i procedimenti legislativi che si applicano.
Questa legge serve per valutare se un provvedimento che viene portato in quest’Aula è il più semplice possibile, così possiamo riassumerlo in parole povere.
Detto questo va anche aperta una discussione su quello che è l’iter di una legge, noi abbiamo visto che in quarant'anni di Consiglio regionale sono cambiati i tempi, è cambiato il Paese, è cambiata la nostra regione, e spesso il processo legislativo è molto faticoso, ma soprattutto spesso è faticosa l'applicazione di una legge, quindi questo atto, attraverso la valorizzazione delle clausole valutative, si pone l'obiettivo di valutare le ricadute che una legge ha, perché noi quando legiferiamo, legiferiamo per 1 milione e mezzo di cittadini circa, e si hanno ripercussione sugli aspetti sociali, sulle nostre imprese, sui lavoratori, sugli studenti, sulle università. La legge è una cosa importante e in un periodo come questo credo che, dove è anche più facile, attraverso i social media, la diffusione di quello che facciamo in quest’Aula, un processo di semplificazione e di verifica di impatto delle leggi sia pienamente opportuno.
In precedenza avevamo l'analisi tecnico normativa quando presentavamo la legge, ad ognuno di noi è capitato, e credo che alla fine avere più elementi possibili, più analisi possibili, che diano, anticipando, quelle che potrebbero essere le ricadute, aiutino il Consigliere che presenta la legge o la Giunta, ad avere una maggior coscienza politica di quello che si fa.
E’ chiaro che una legge che noi portiamo in Aula è una legge che dovrebbe essere sostenuta dal Consigliere, da chi la porta, cosa inerente alla soggettività di ognuno di noi, alle diversità di ognuno di noi, quindi questo è l’aspetto che va prima di tutto tutelato: la libertà del Consigliere di arrivare ad una proposta di legge avendo tutti gli elementi per poterla discutere.
Noi questa legge l’abbiamo anche modificata perché come ogni riforma, come ogni legge che cambia sostanzialmente le cose precedenti, ha un impatto sull'apparato tecnico-amministrativo della nostra Regione ed i risvolti che può avere sicuramente vanno valutati, va valutato un tempo congruo per poter arrivare ad una standardizzazione del lavoro legislativo dell'Assemblea e della Giunta.
Credo che noi abbiamo tutte quante le competenze possibili e immaginabili per arrivare al completamento di questo lavoro, ci daremo un tempo congruo.
So che ci sono degli emendamenti a questa proposta che discuteremo, però credo che sostanzialmente abbiamo fatto un buon lavoro che avremo modo di apprezzare e di valutare anche nel dibattito che si svilupperà successivamente con la discussione del regolamento. Grazie.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Mi corre l’obbligo, come relatore di minoranza, di illustrare brevemente integrando quello che ha detto il relatore di maggioranza.
Questa proposta di legge modifica e integra le disposizioni della legge di semplificazione del 16 febbraio 2015 ed è opportuno citare i temi che sono stati inseriti con l'approvazione dell'articolo 34 dello Statuto, quindi ogni intervento normativo deve essere ispirato a principi di chiarezza, semplicità, rispetto delle regole tecniche. Deve poi esserci un controllo qualitativo e quantitativo del processo che si svolgerà per quanto riguarda le nuove indicazioni dell'analisi tecnico-normativa (TN) e l’analisi di impatto e regolazione (AIR).
L'articolo 34 bis dello Statuto ha istituito il Comitato che esercita la funzione di controllo sull'attuazione delle leggi, una valutazione sugli effetti delle politiche regionali, verifica dei risultati e controllo della spesa, quindi se queste leggi sono state finanziate e quali effetti hanno avuto.
La funzione del Comitato è disciplinare con attività di controllo e di votazione ex post. Quindi è venuta fuori questa proposta di legge 144 che come capisaldi ha: migliorare la programmazione legislativa, supportare i Consiglieri nelle proposte di legge che hanno, istituire il Comitato di valutazione, accorpare e semplificare la giungla di leggi in testi unici, per cui quando si va a consultare una legge non si deve far riferimento alla modifica, ma ad un testo unico per una più facile lettura.
Tutto questo è stato condensato nella proposta di legge 144 in modo da migliorare la programmazione delle politiche di sviluppo e di conseguire i risultati voluti nel futuro.
Il Comitato è questa figura importante che propone alla Commissione assembleare l'inserimento di clausole valutative nelle leggi, esprime il proprio parere alle Commissioni assembleari permanenti sulle clausole valutative già inserite nella proposta di legge, vigila sul rispetto delle clausole valutative e nel caso in cui rilevi grave inadempienza, formula, tramite il Presidente dell'Assemblea, richiami formali, promuove missioni valutative finalizzate all'approfondimento di specifici aspetti sull'attuazione della legge e degli effetti della politica regionale, può svolgere anche audizioni, nel senso che, essendo un Comitato ex post, può svolgere audizioni rivolgendosi a cittadini, o comitati, o rappresentanti, o associazioni, che ovviamente dovranno beneficiare degli effetti della legge che è in itinere.
Per quanto riguarda l'accorpamento dei testi unici, brevemente, ho detto che bisogna realizzare un coordinamento della normativa regionale con le nuove disposizioni previste nelle leggi dello Stato, con gli atti dell'Unione europea, con le sentenze della Corte Costituzionale o della Corte di Giustizia, proprio per semplificare sia la consultazione sia l'applicazione della legge stessa.
Quello che sicuramente ieri e soprattutto oggi è stato completamente disatteso in questa legge 144 è il supporto ai Consiglieri regionali. L'articolo 3, che riprendeva l'articolo 3 ter della legge, che ho citato prima, qualità degli atti normativi, era stato formulato dalla Commissione e approvato dalla Conferenza dei capigruppo, prevedendo le schede ATN e AIR oltre che per la Giunta anche per l'attività dei Consiglieri.
Che cosa sono queste schede ATN e AIR? Oltre naturalmente la relazione tecnica finanziaria, che è dovuta per legge, l’ATN è l'analisi normativa, è un'analisi tecnica, una scheda tecnica per cui quando il Consigliere propone una legge e la porta in Commissione questa deve essere corredata di una scheda ATN che ne dà la validità, ne certifica o fa dei rilievi sulla qualità tecnico-normativa.
Poi c'è la seconda scheda che va sempre in Commissione con la proposta di legge ad iniziativa del Consigliere che è l’Air, cioè l’analisi d’impatto della regolazione, questa scheda AIR serve per valutare se la legge si cala nella realtà e nel tessuto socio-economico della regione Marche o si rivolge a momenti particolari richiesti dal tessuto socio-economico, oppure si discosta e ha delle finalità che probabilmente non sono in linea con quelle che sono le esigenze.
Voi capite benissimo che questo supporto a queste due schede tecniche, ex ante, è fondamentale per un apporto tecnico e politico del Consigliere.
Questo articolo, che era stato inserito nella prima stesura della proposta di legge 144 firmata dai Consiglieri Busilacchi, Celani, Leonardi, Maggi, Marconi, Rapa, Zaffiri e Mastrovincenzo, è stato completamente sostituito da un altro che prevede che le schede ATN e AIR siano facoltative, ci si concentra sulle proposte di legge della Giunta ignorando completamente le proposte di legge dei Consiglieri.
Voglio ricordare ai Consiglieri che sono qui che nella Commissione regolamento si è discusso molto sull'esigenza di dare un ruolo meno marginale, ovvero di dare il ruolo reale alle capacità politiche, alla funzione politica del Consigliere che è stato eletto dalla popolazione proprio per svolgere questa funzione e in questo caso, invece, la proposta di legge viene su questo punto completamente stravolta, togliendo ovviamente un supporto importante agli atti del Consigliere.
Si è discusso questa mattina in Commissione, in riunione dei Presidenti dei gruppi, si è demandato di nuovo alla I Commissione di rivedere questo articolo 3 della proposta di legge 144, la Commissione ha fatto muro nei confronti delle esigenze dei Consiglieri regionali ed ha proposto …, faccio un piccolo passo indietro, in Commissione questo articolo 3 era stato modificato perché si era detto che la Giunta non era in grado di approntare queste due schede tecniche in quanto non c'era la struttura che l'appoggiava, questa modifica è stata fatta ed i Consiglieri di minoranza ovviamente si sono opposti a questa stesura successiva. Oggi si è riparlato di modificare nuovamente l'articolo 3 perché la Giunta aveva dato una disponibilità di massima ad appoggiare questa richiesta dei Consiglieri, però aveva bisogno di più tempo e si erano concordati 180 giorni. In Commissione questa indicazione della Giunta è stata completamente disattesa e ignorata e si sono messi 180 giorni di tempo alle proposte di legge della Giunta, ignorando le proposte di legge dei Consiglieri. Quindi i Consiglieri non hanno il supporto dell’ATN e dell’AIR mentre alla Giunta, che ha la struttura per farle, è stato dato un tempo di 180 giorni per rodare e mettere in moto questa nuova struttura che dovrà fare queste due schede tecniche.
Credo che sia una presa in giro nei confronti dei Consiglieri perché questa proroga di 180 giorni era stata data per preparare la struttura che doveva dare supporto ai Consiglieri, mentre è stata data alla Giunta che ha già una struttura efficiente e funzionante per queste valutazioni, per cui oggi tutto il lavoro che nell'arco di un anno è stato fatto con grande senso di responsabilità e questa collaborazione - ognuno di noi si è spogliato del ruolo della maggioranza e della minoranza per preparare il regolamento e le due leggi che sono a corredo di questo regolamento, pensando a chi verrà dopo di noi in Consiglio, pensando alla funzione istituzionale e non al ruolo di maggioranza e di opposizione - con lo stravolgimento della proposta di 144, vengono resi vani e sono disconosciuti.
Per cui noi siamo indignati, come gruppo del Movimento 5 Stelle, per questa mancanza di attenzione nei nostri confronti, nei confronti dei Consiglieri, una mancanza completa di attenzione, un volta faccia a 180° nella proposta di legge e nelle richieste che erano in essa contenute, ovviamente dopo la riunione di stamattina, per cui il Consiglio è cominciato un po' più tardi. Questo muro è stato posto alle esigenze dei Consiglieri, di tutti i Consiglieri, segnatamente di quelli della maggioranza.
Dichiaro in Aula che abbiamo preparato degli emendamenti che ripristinano la ATN e l’AIR in favore dei Consiglieri e se questi emendamenti non verranno approvati, non solo noi voteremo contro questa proposta di legge, ma prima di votare contro ritirerò la mia firma da questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Consigliere Maggi, obiettivamente non può ritirare la firma, disconoscere la sua paternità alla normativa, ma non può farlo.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ricostruire le vicende intorno a questa proposta di legge oggettivamente non è facile, perché, se non ricordo male, sono state necessarie almeno 3 o 4 sedute prima di comprendere bene di che cosa stavamo parlando e, se ricordo abbastanza bene, già dalla prima seduta, il sottoscritto, e un po’ del Consigliere Zaffiri, ha mostrato perplessità su questo iter.
L’iter che veniva immaginato era un iter in cui avevamo una valutazione preventiva, una sorta di giudizio ex ante fatto dagli uffici, in cui la legge veniva passata ai raggi X e solo alla fine poteva avere una sorta di placet.
Certo nulla impediva al Consigliere di presentarla comunque, ma se la presentava con tutti cinque, professor Ceriscioli, è chiaro che diventava molto difficile che venisse poi ammessa agli esami di maturità, cioè all’esame della Commissione e poi dell’Aula.
Abbiamo riflettuto a lungo con il contributo di tutti e ci siamo resi conto che dovevamo stare molto attenti rispetto a quello che è e resta una prerogativa costituzionale, non di legge o dello Statuto regionale, perché c'è una fonte superiore che è la carta costituzionale italiana che stabilisce che ogni singolo Consigliere ha diritto ad esercitare la sua iniziativa legislativa nei modi stabiliti da…
Ecco, quando i modi diventano tali che inficiano questo diritto, con tutta la bontà che si vuole dare a questo tipo di strumenti, c’è il rischio che questo diritto sia largamente coartato. Certo qualcuno può dirci che non ci sono finanziamenti, ma anche questo è relativo perché se io stabilisco che per finanziare una legge posso, ad esempio, chiudere i telefoni del Consiglio e chiudere i telefoni della Giunta, lo posso fare perché il Consiglio è sovrano e può decidere che i telefoni dall'1 agosto in poi non funzioneranno, perché voglio finanziare la legge, cito sempre quella, sul servizio civile anziani, che abbiamo firmato in tanti.
Detto questo gli aggiustamenti che ne sono seguiti o meglio le comprensioni che ne sono seguite sono state tali che alla fine abbiamo stabilito addirittura due iter e qui si sono aperti i problemi.
Un iter riguarda le proposte di legge dei singoli Consiglieri che vengono preparate come uno vuole, vengono portate in Commissione, vengono esaminate ed alla fine c'è una procedura, che è quella che in qualche maniera immagina una sorta di deliberazione tecnica, per cui la legge viene licenziata dalla Commissione, accompagnata da queste due schede. Qual è la finalità di questo procedimento? I colleghi, che non fanno parte della Commissione e che non hanno potuto partecipare alle sedute istruttorie, debbono avere una comprensione più puntuale delle finalità, dell'impatto di questa legge, di questo sostanzialmente si tratta.
Per la Giunta invece abbiamo immaginato un procedimento diverso, e già qui nascono delle evidenti contraddizioni, cioè la Giunta deve corredare questa scheda prima che giunga in Commissione, quindi qui l'obiettivo viene completamente modificato.
Ho avuto sempre grandi perplessità, Consigliere Maggi, lo dico perché l’ho detto, su questo doppio binario, perché? Innanzitutto perché non si può immaginare che una legge abbia un diverso modo di essere valutata in funzione delle capacità organizzative. E' un principio assurdo, quindi questo rinvio di 18 mesi, secondo me, ci metterà nelle condizione di fare un ripensamento serio su questo argomento, perché? Perché non si può dire che c’è la legge di tipo A che segue questo iter e c’è la legge di tipo B che ne segue un altro, non avendo risolto questo che è il nodo fondamentale - il Consiglio poi si dovrà dotare di un ufficio che per il momento non c’è, la Giunta ha già le strutture quindi potrà farlo, ma lo farà prima per se stessa, a me sembra che questa cosa risulti un po’ contorta, non voglio dire pasticciata, perché non c’è un pasticcio, è chiaro, ma è contorto, non c’è linearità procedurale e quando non c’è linearità procedurale sulle leggi bisogna sempre drizzare le orecchie e fare una ulteriore riflessione ed è quella che faremo da qui ai prossimi 18 mesi ed io continuerò a collaborare anche se sarà in I Commissione - capisco le obiezioni dei colleghi della I Commissione che messi di fronte a questa procedura, così, nel giro di poco tempo, quando noi ci siamo stati 5, 6, 7 sedute, hanno avuto qualche perplessità in merito e capisco ancora di più le perplessità della Giunta.
Quindi dico ritorniamo indietro nel ragionamento, abbiamo questa umiltà di tornare indietro su questo ragionamento e non misurare quanto accaduto in termini di schiaffi, di prerogative, di umiliazioni, io non mi sento per nulla umiliato, dico invece qual è l'obiettivo per cui vengono fatte le schede ATN e AIR? L'obiettivo è che la legge sia ben confezionata, senza alcuna limitazione nell'iniziativa sia della Giunta o dei singoli Consiglieri.
Potremmo anche immaginare che questa scheda possa essere preventiva, o possiamo immaginare che sia successiva, ma per tutti e due, anche per la stessa Giunta, che sia la stessa Commissione a redigere un atto conclusivo nel quale si valuta l’impatto della legge e lo si fa sia per quelle del Consiglio ma anche per quelle della Giunta.
Si può immaginare anche un’altra cosa, che il Consigliere regionale Luca Marconi insieme al Consigliere Maggi, che sono convinti di questa procedura, decidano motu proprio, perché nessuno ce lo può impedire, di corredare queste proposte di legge fin dall'origine di queste schede, perché dovremmo escludere questa cosa? Cioè, io voglio fare uno studio preventivo e ci voglio perdere due mesi prima della presentazione della legge, invece di fare cinque articoli messi lì, voglio fare una riflessione più approfondita, voglio verificare prima queste cose, voglio dare più forza alla mia proposta che giunge in Commissione corredata da queste schede, quindi elimino una parte significativa del lavoro di valutazione e di approfondimento da parte della Commissione stessa e magari quando comincia il percorso con le audizioni qualcuno dirà :“No, un momento questa cosa che ci state contestando - da parte di un audito di un gruppo di auditi - è già stata valutata”.
Quindi lascerei con grande intelligenza (come abbiamo fino ad oggi) le porte aperte a questa possibilità, a questa procedura, non escludendo che le cose che dice lei, Consigliere Maggi, e le cose che sto dicendo io ci possano portare ad un'ulteriore modifica, perché, se la riflessione la facciamo bene e facciamo una cosa che non abbiamo fatto, a me è mancata una simulazione.
Se mi consente, visto che abbiamo di fronte una procedura importante, perché non spendere qualche ora da parte degli uffici per farci una simulazione, prendiamo una legge qualsiasi già approvata e diciamo: “Come sarebbero state le schede ATN e AIR qui?” Così, per avere modo di semplificare la cosa, di sgonfiare tutte le preoccupazioni che sono solo in questa materia e di aver anche chiarezza su quello che andremo a fare.
Questo confronto deve essere a tutto raggio, c'è da dire oggettivamente che in questo forse siamo mancati, mentre con l’Ufficio di Presidenza i confronti sul regolamento sono stati molti, con la Giunta sono stati nulli. La Giunta ha avuto un confronto sul regolamento del Consiglio e sulle leggi che andiamo a presentare solo ed esclusivamente nella fase terminale, quella nella quale la proposta è giunta in I Commissione e non è stata la stessa cosa per il regolamento perché il regolamento in I Commissione non c’è dovuto neanche approdare.
Io di questo non mi scandalizzerei perché, ripeto, su queste cose delicate se ci si crede e se non andiamo in cerca di propagande inutili su questa materia, credo che possiamo fare un bel lavoro con una pausa di riflessione, immaginando però da subito, già dalla prossima settimana, la possibilità di incontrarci su questa materia, di verificarla con attenzione e quel confronto che la Giunta ha avuto con la I Commissione possa essere fatto anche con la Commissione regolamento. Grazie.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Oggi qui, in quest'Aula, dopo decenni, credo che ne siano passati 40 o 47 anni, si va verso un nuovo regolamento del Consiglio regionale, si va anche verso una nuova legge della quale stiamo discutendo, la 144, che porta anche la mia firma e la portava nel momento in cui è stata presentata. Adesso, mi ha detto la dott.ssa Zampa, non è possibile ritirare la mia firma, non essendo un tecnico esperto dell’Aula ho chiesto di ritirare la firma, però mi dicono che politicamente si può disconoscere e io disconosco questa firma, perché è entrata in I Commissione una legge che era il lavoro di sintesi del ruolo del Consigliere e per una cattiva interpretazione, o non so se per capacità professionali, lo staff della Giunta, non dico la Giunta, ma i suoi dirigenti, non ha capito bene l'importanza di questa legge, se l'ha capita allora la cosa è molto grave, perché vuol dire che c'è un ruolo di intervento pesante sul Consiglio e sui Consiglieri.
Io non voglio pensare questa cosa, voglio soltanto pensare che probabilmente non c'è stata (come qualcuno ha detto) sufficiente comunicazione, ma non credo, perché direttamente ho toccato con mano una vicenda che interessa la Commissione di Aerdorica per la quale questa mattina ho firmato nuovamente una lettera per il Segretario generale, con la quale chiedo dei documenti. Ma non li chiede Sandro Zaffiri, ancora il Segretario generale non sa che c’è una Commissione che è del Consiglio e che non è del Consigliere Sandro Zaffiri? Questo lo dico forte perché ho firmato poc'anzi una lettera di richiesta di atti.
Quando dico che ho perplessità nel ruolo e nella professionalità è perché c'è qualcosa che mi sembra non vada.
Qui è stato stravolto l'articolo 3, è inutile che ci prendiamo in giro, è stato stravolto l'articolo 3 che era l'unico articolo di supporto al ruolo del Consigliere.
Questa Commissione ha lavorato bene, e lo dico ancora una volta, con il capogruppo del PD Presidente di questa Commissione, perché ci siamo tolti l'idea del ruolo di maggioranza, del ruolo di minoranza e abbiamo valutato cos’era e cos'è un Consigliere. Un Consigliere è una persona eletta dal popolo e questo Consigliere eletto dal popolo oggi è fortemente svantaggiato rispetto alla Regione (Giunta) per la presentazione delle leggi.
Questo è il problema politico, non mi si dicano altre cose, questo è un ruolo politico pesantissimo, perché svantaggiato? Perché la struttura del Consiglio non ha un ufficio per valutare le leggi, per prepararle, per vedere da che capitolo di bilancio si possono prendere le risorse, se si possono togliere 50.000 euro da un capitolo per metterli da un'altra parte per farci una legge, ma questi strumenti la Giunta li ha ed allora c’è uno svantaggio rispetto alla persona che è eletta dal popolo. Qualcuno del PD mi dica che sbaglio! Questo è il problema vero di questa legge.
Io ho cercato di far ragionare il gruppo di maggioranza di questo Consiglio, come altri miei colleghi, stamattina, l'altro giorno, ieri sera durante l’Ufficio di Presidenza, il ruolo del Consigliere - a me personalmente non importa, può darsi che fra tre anni vada via da qui, ma per chi arriverà - è fortemente svantaggiato rispetto a questa cosa.
Queste cose sono previste dall’ATN e dall’AIR! Qui c'è da ripristinare, caro Presidente Giacinti, l'articolo 3 e inserire come avevamo detto e concordato, fra l'altro nella riunione dei Capigruppo, i 180 giorni per mettere tutto a regime. Questo è il problema! Allora? Perché questa ottusità? Dov’è il problema? Credo che il Partito Democratico, che si avvia a votare questa legge, per quanto mi riguarda è su una strada sbagliata, cari colleghi, ve lo dice Zaffiri, siete su una strada sbagliata.
Vi chiedo cortesemente, siamo ancora in tempo per recuperarla? Chi è più saggio, chi ha più buon senso all’interno del Partito Democratico lo usi, perché votare questa legge all'unanimità avrebbe un ruolo politico molto importante. Non c'è qui bandierina di potere, non c'è una bandierina per cui uno dice: “Io l’ho detto”, qui c'è un ruolo istituzionale importantissimo del Consiglio, allora io credo che attorno alla proposta di legge 144 non si possa non riflettere per quanto riguarda il problema dell'articolo 3 in termini negativi.
Chiedo che si possa procedere unanimi, perché tutto lo sforzo, tutto il lavoro fatto ha un senso e l'unanimità è una cosa importante su queste regole, non sono regole di maggioranza o di minoranza. Le maggioranze e le minoranze sono variabili, cari colleghi, l'abbiamo visto poche ore fa, questo è uno strumento del Consiglio!
Mi avvio alle conclusioni, è uno strumento del Consiglio e credo che si possa recuperare, ripeto l’invito di prima, caloroso nel senso buono della politica perché questo prevale su tutto, perché questo lavoro del regolamento è stato fatto in un anno, ricordo che, così è venuto fuori dalle conoscenze della Commissione in cui abbiamo discusso, il Consiglio precedente, dopo 3 anni di lavoro, non aveva fatto nemmeno mezzo passo in avanti, noi in un anno siamo riusciti a sfornare un nuovo regolamento che va nel senso dell’Aula e il regolamento contiene un po’ di passi in avanti per il ruolo del Consigliere, cerca di riposizionare il Consigliere perché il Consigliere in questi ultimi 20, 25, 30 anni non è più il Consigliere. E' questa la dignità della politica, il ruolo del Consigliere, se viene a mancare il ruolo del Consigliere o lo staff del Consigliere si trova in difficoltà per chiamare l’esecutivo, per chiamare lo staff degli Assessori, non è un Consiglio.
Dopo ci sono gli amici che sono un’altra cosa, gli amici sono un’altra cosa, non confondiamo gli amici con il ruolo del Consiglio e del Consigliere, questo è il problema! Gli amici vuol dire gli amici di partito, vuol dire quelli che governano, amici del Consigliere di maggioranza, però queste cose non sono statiche, ve lo dice Zaffiri e lo abbiamo visto. Attenzione!
Credo che oggi ci siano le condizioni per recuperare questa legge e per dare un ruolo, Presidente Giacinti, al Consigliere, non mi si dica che quello che è stato scritto è uguale a quello trascritto e non mi si dica che questo è un vantaggio per il ruolo del Consigliere, assolutamente! Io voglio essere messo ad armi pari, non devo uscire dal Palazzo di Piazza Cavour 23, devo avere la struttura che si interfaccia con quella del bilancio, posso andare a chiedere, perché sono dipendenti e dirigenti del Consiglio regionale. Se non è così il Consigliere è svantaggiato e c'è un forte gap di differenza tra l’esecutivo e il ruolo istituzionale.
Luigi ZURA PUNTARONI. Sono deconcentrato, avevo una cosa carina, Assessore Cesetti, parlo per lei che è abbastanza capace, intelligente, anche birbo. Pensi se il destino che, lo sa, quando ci mette le mani è drammatico, fra tre anni inverte i ruoli ed io sono seduto al suo posto e lei al mio. Pensi, uno come me, odioso come sono e lei Consigliere come noi adesso che valiamo zero carbonella e che con questo regolamento passiamo zero zero spaccato, pensi che mortificazione, anche per uno capace, intelligente e birbo come lei, non ci morderebbe.
Pensi a tutti gli altri, perché poi oggi c'è un equilibrio politico, fra 36 mesi ce ne potrebbe essere un altro. Avete visto l’altro giorno cos’è successo in Italia? Queste cose sono sacre perché non si sa a chi tocca, io non mi sono mai interessato al regolamento, ho delegato il Consigliere Zaffiri perché il regolamento è farraginoso, però già l'altra settimana siamo stati testimoni che, assente metà Giunta perché il Presidente era fuori, tutti quanti per missioni, eccetera, il livello della discussione era basso, quindi c'è anche da dire una cosa, anche quando siamo liberi non è che siamo tutti quanti, mi ci metto anch’io, dei premi Nobel.
Non siamo premi Nobel, la realtà di oggi è già tanto mortificata, con quella realtà lì, mi viene da chiedere: ma cosa stiamo a fare qui, a prendere i soldi e basta? Su questa cosa bisogna essere seri, Assessore Cesetti, mi segue? Io mi rivolgo a lei perché lei ha capacità, intelligenza, ha avuto esperienza, a ruoli invertiti lei qui, niente, nemmeno con le sue capacità poteva morderci, ed io lì sarei stato odioso, perché caratterialmente sono così.
Quindi su questa roba serve un ripensamento equilibrato di tutti, con il buon senso di tutti, perché non è una cosa di parte, qui serve il buon senso di tutti. Grazie.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Intanto voglio ricordare a tutti i colleghi come nasce questa proposta di legge.
E' una proposta di legge che nasce sulla valutazione delle politiche. Noi il grosso di questo lavoro l'abbiamo fatto non sul tema che stiamo discutendo adesso, ma su un altro tema, il Presidente Mastrovincenzo, mi pare nella prima seduta di questo Consiglio regionale, di fronte a tutti noi, disse che le Marche rispetto ad altre Regioni avevano un ritardo, cioè quello di un processo di valutazione delle politiche, un controllo sull'efficacia degli atti, sullo stato di attuazione delle leggi, che è una caratteristica condivisa, è un aspetto condiviso a livello di Conferenza unificata dei Consigli regionali, e si impegnò affinché questa legislatura si dovesse caratterizzare per inserire questo aspetto. Quindi diede un mandato all’Aula per fare una legge sulla valutazione delle politiche.
La Commissione regolamento, unitamente al regolamento, condivise questo percorso, condivise il percorso riguardante la legge sulla valutazione delle politiche, che abbiamo fatto, che abbiamo scritto tutti insieme, che abbiamo condiviso e credo che quegli articoli anche voi, immagino, oggi li voterete, quelli riguardanti la valutazione delle politiche.
Mentre facevamo questo percorso i nostri uffici che, approfitto fin da ora per ringraziare, poi lo farò nuovamente quando parleremo più complessivamente del regolamento, ci hanno ricordato due cose: uno che la Corte dei Conti ogni anno ci ricorda che dobbiamo fare una migliore relazione tecnico-finanziaria di accompagnamento alle leggi per rendere le nostre leggi più chiare, più intelligibili, per capire quali realmente sono le ricadute finanziarie delle leggi che facciamo, due, la dott.ssa Menne, che approfitto per salutare perché so che è ritornata credo nella Regione Sardegna e la ringrazio per il lavoro che ha svolto in questi mesi, essendo dirigente del legislativo ci fece presente che la legislazione nazionale prevedeva queste due schede, ATN e AIR, che erano già previste nella legislazione nazionale, e nella legislazione regionale, cioè noi oggi stiamo parlando di una cosa che è già legge regionale delle Marche dal 2015 e che non è stata mai applicata.
Se non ci fosse stato questo intervento, noi oggi avremmo votato all'unanimità la legge sulla valutazione delle politiche. Quando questi uffici ci hanno posto la questione, noi abbiamo dato loro mandato per formulare un emendamento sulla legge su un aspetto che non conoscevamo, perché non sapevamo bene di cosa si trattasse, che cosa fossero queste schede.
Ricordo molto bene, Consigliere Marconi, che quando questi emendamenti, formulati dagli uffici, arrivarono in Commissione, tutti facemmo un salto sulla sedia, perché interpretammo la prima formulazione di quelle schede come un vincolo all'attività del legislatore. La domanda che tutti ci siamo fatti, maggioranze e minoranze, quel giorno è stata: “Ma queste schede non vincoleranno, non renderanno più difficile la nostra potestà legislativa?” E tutti all'unanimità abbiamo detto: “Si”, così formulate l’ATN e l’AIR non vanno bene perché i Consiglieri oggi non hanno la possibilità, le capacità, gli strumenti per fare queste schede. Questo è quello che noi abbiamo detto.
Allora iniziò una discussione che occupò alcune sedute della Commissione, è stata anche l'occasione per approfondire, per capire meglio di cosa si trattasse, e capendo di cosa si trattasse abbiamo visto la parte buona di queste schede perché c'è una parte buona e una parte invece che può essere effettivamente un ostacolo. La parte buona, ci siamo detti, è che sono schede esemplificative che possono accompagnare gli atti, le proposte di legge, renderle più chiare, accompagnarsi alla relazione tecnico finanziaria. Questo ci siamo detti.
Quando la legge è andata in I Commissione la Giunta ha posto una questione molto concreta, che non è stata una questione di contrarietà a queste schede, ma molto semplicemente quello si è detto è: “Poiché l’AIR è una pratica normativa che ancora non è stata mai utilizzata nella Regione Marche, i nostri uffici domani mattina non sono in grado di produrre questo genere di schede, perché, guardate, la valutazione ex ante non è una cosa semplice, servirebbe prendere del personale, formarlo, se vogliamo fare le cose fatte bene, servirebbe accompagnare questo percorso da un processo di formazione del nostro personale. Allora la Commissione ha fatto una formulazione che viene incontro a questa richiesta della Giunta, poiché io credo che l’obiettivo sia cercare di condividere tutte le cose che voteremo oggi nel modo più ampio possibile, perché le votazioni di questa mattina devono essere sottratte al confronto politico maggioranza/minoranza, perché sono regole del Consiglio regionale e le regole sarebbe opportuno scriverle tutti insieme e la valutazione delle politiche è uno strumento che rafforza il ruolo dell'Assemblea legislativa delle Marche, di tutta l'Assemblea legislativa delle Marche, non di qualche Consigliere di maggioranza, di qualche Consigliere di minoranza.
L'auspicio di questa mattina era quello, il motivo per cui abbiamo fatto tardi, di trovare un accordo la Giunta che ha dato un’ulteriore disponibilità ed ha detto: “Va bene, dateci 180 giorni, 6 mesi di tempo, in cui potremmo incontrarci con l’Ufficio di Presidenza e verificare come queste schede materialmente possono essere fatte”.
Credo che sia un segnale da poter cogliere, poi per carità il fatto che nella legge ci sia scritto l'obbligatorietà o la non obbligatorietà è una cosa essenzialmente formale, nominale. Mi rivolgo al Consigliere Zura Puntaroni che nei suoi interventi spesso ci ricorda che più che la forma bisogna guardare alla sostanza delle cose, giusto? Allora la sostanza della cosa è che noi possiamo scrivere le leggi più belle del mondo, se però rimangono sulla carta, non vengono applicate, non vanno a modificare la concreta quotidianità degli atti, a che cosa servono? A che cosa serve scriverci obbligatorietà o non obbligatorietà se poi quella legge può non essere attuata?
Allora prendiamo questo segnale, diamo mandato con questa legge, all'Ufficio di Presidenza di applicare finalmente questa parte, di incontrare la Giunta e di trovare le modalità più operative per rendere questa legge non lettera morta, ma una cosa concreta.
Questo è un intervento diverso da quello che avrei voluto fare perché avrei voluto parlare del processo di valutazione politica, che è una cosa molto importante, mi riservo a questo punto magari di parlarne quando tratteremo del regolamento.
Piero CELANI. Grazie Presidente. Voglio ripartire da quanto ha detto il Consigliere Busilacchi adesso e anche dalle esternazioni fatte da alcuni Consiglieri di minoranza, però prima vorrei rimettere un po’ al centro del dibattito l’importanza di questa legge.
L'importanza credo che stia tutta nell'articolo 1, molto significativo, e nei commi 1 e 2, poi partiamo dall’articolo 3, perché? Perché questa legge rimette al centro le funzioni dell'Assemblea legislativa. Ci siamo sempre detti che occorreva riparlarne, approfondire, discutere, capire perché negli anni il potere dell'esecutivo è andato sempre più ad aumentare, mentre quello dell’Assemblea si è sminuito, quindi occorreva ritarare il funzionamento, i compiti, il valore e la dignità dell’Assemblea.
L'articolo 1, comma 1 in modo particolare rimette al centro le funzioni, le prerogative dell’Assemblea, cioè la programmazione delle politiche di sviluppo e la loro capacità di conseguire risultati nel futuro.
Significa in pratica che noi ricominciamo ad appropriarci nel modo più forte e significativo dei nostri compiti. La programmazione, la facciamo ogni volta che in Aula arrivano gli atti programmatori del bilancio, francamente abbiamo sempre meno tempo, però ci auguriamo che l’esecutivo ci dia sempre questo materiale, con il nuovo regolamento aumenteremo i tempi, quindi dal 15 ottobre già si comincerà a lavorare sul bilancio, quindi il Consiglio torna ad essere propositivo, torna ad essere soggetto proponente di alcune iniziative, con molta calma, potendo discutere. Poi c'è un'altra funzione, molto importante che è venuta meno negli anni, che è quella del controllo delle politiche di governo, perché noi perdiamo di vista (ma questo succede in tutti gli enti locali) l'effetto prodotto da quello che fa l’esecutivo, noi negli anni abbiamo perso di vista non soltanto quello che fa l’esecutivo ma anche quello che fa l’Assemblea legislativa con tutte le sue leggi.
Oggi in I Commissione, molto spesso ci sono leggi inattuate, inattuabili, peggio ancora, non finanziate, i cui effetti nessuno sa quelli che sono.
Ecco, questa legge rimette al centro questo problema, questo dibattito molto importante, come lo fa? Lo fa con il Comitato delle valutazione delle politiche di governo, il quale non è un giudice o qualcuno che dà dei giudizi sul merito di questo Assessore, di quell’altro, della Giunta, di come ha lavorato, di come non ha lavorato.
In pratica non fa altro che vedere qual è l'impatto nella società marchigiana di tutto quello che noi facciamo, che non fa soltanto l'esecutivo, ma anche delle leggi che vengono fatte in questa Assemblea dai Consiglieri, perché purtroppo, ho una deformazione mentale, non riesco a liberarmene, quella di essere molto pragmatico.
Qui molto spesso, in Italia specialmente, in tutti i contesti c’è questa voglia di fare, di far vedere che si fa, noi abbiamo il Parlamento che legifera in modo assoluto, più grande di tutto il mondo, legifera su cose di cui non abbiamo bisogno, questo virus ha colto anche l'Europa, ultimamente ha fatto una direttiva su come fare lo zucchero filato. Immaginate che i nostri Parlamentari europei hanno perso mesi e mesi per studiare, per legiferare, per fare direttive su come fare lo zucchero filato, ne avevamo bisogno? No.
Lo stesso dicasi per quanto riguarda le Assemblee regionali, facciamo un mea culpa, se andiamo a vedere dal 1974 in poi quello che è successo, vedremo quante leggi inutili, però qualcuno si doveva mettere la medaglia al petto per aver fatto la proposta di legge, cioè a fine legislatura che cosa abbiamo prodotto? “Io ho fatto 7, 10, proposte di legge”. Non ha senso, il mondo è cambiato, dobbiamo essere incisivi, pragmatici, fare quello che serve, altrimenti i problemi non li affronteremo e non li risolveremo mai, non dico risolveremo, ma non li affronteremo mai se andiamo avanti di questo passo.
Questo Comitato, che è inserito al comma 2 dell’articolo 1, è la grande novità che abbiamo introdotto e mi auguro che possa essere immediatamente insediato, dopo il 15 settembre mi sembra che il regolamento lo imponga, e che si metta subito a lavorare perché è l'unico modo che ci consentirà di semplificare la normativa regionale, è l'unico modo per poter cominciare a ragionare con dei testi unici sulle normative di settore.
Questa è la grande novità di questa legge, del resto ne parliamo adesso, perché anch’io sono un po’ dispiaciuto, anch’io sono sofferente perché si era fatto un certo tipo di discorso e poi, probabilmente, una mancanza di comunicazione e direi di fiducia - spero di no - ha prodotto qualche cambiamento di troppo su questa legge.
Ripeto, è questa la grande novità, su questo dobbiamo discutere, siamo tutti d'accordo? In Commissione eravamo tutti d'accordo, mi auguro perlomeno che sull'istituzione del Comitato tale accordo continui ad esserci.
E veniamo a queste famose ATN ed AIR. Bene, mi sembra che, dal Consigliere Busilacchi, siano state raccontate sufficientemente bene come sono andate le cose. Noi, all’inizio, di queste schede non ne sapevamo assolutamente nulla, è arrivata la dott.ssa Menne, molto preparata su questo tema, che ci ha proposto di adeguarci subito ad una normativa nazionale esistente, quindi siccome stavamo facendo il regolamento, dovevamo aggiornarci, quindi ci siamo aggiornati anche a questa, a me, sono stato forse il primo in assoluto, mi si sono stralunati gli occhi ed ho detto: “Addio, non si fa più nulla” perché così come era stato proposto era qualcosa di irrealizzabile. Nessun Consigliere avrebbe potuto mai presentare più una proposta di legge, forse andava pure bene perché così ne venivano presentate un po’ meno, solo le più interessanti perché doveva essere fatta questa analisi molto puntuale.
Allora abbiamo detto: “No, così non può andare bene, ci tiriamo indietro, non vogliamo assolutamente che vada fatto in questo modo, troviamo una sintesi, una mediazione” la mediazione era quella che ci consigliò anche la dott.ssa Menne che disse: “Guardate che queste schede le farete voi, la tipologia di come farle la studierete voi stessi, l’Ufficio di Presidenza, la Giunta, l’esperto, l’ufficio, per cui semplificherete molto e vedrete che in pratica sarà qualcosa di molto semplice”. Quindi si andò avanti e si scrisse l’articolo 3 dove in pratica si diceva che le proposte di legge e di regolamento andavano accompagnate da queste schede ATN e AIR.
Però, attenti colleghi, non si diceva che obbligatoriamente andavano accompagnate, quindi significava anche che, in una fase transitoria, oppure in una fase a regime, queste schede potevano esserci e potevano non esserci, potevano essere fatte in un certo modo oppure in un altro.
Dopodiché è intervenuta la Commissione e credo che il discorso ..., non sto a ripetere quello che è successo, in quanto la normativa ATN e AIR si applica obbligatoriamente per quanto riguarda la Giunta, ed io sono perfettamente d'accordo, così quando la Giunta fa una proposta di legge voglio vedere l'AIR, non mi interessa l’ATN, l’ATN serve in pratica per vedere se quella legge confligge con altre leggi statali, se è anticostituzionali o meno, è un fatto tecnico, mi interessa capire qual è l’impatto di quella legge sulla società marchigiana.
Quindi che questa scheda sia obbligatoria per la Giunta lo condivido perfettamente, finalmente, al di là dell’impegno finanziario, voglio 10 righe per capire che cosa produrrà e, quelle 10 righe saranno indispensabili al Comitato per la valutazione delle politiche per capire che cosa ha prodotto, quadra? Mi sembra un ragionamento di una logicità incredibile.
E veniamo al ruolo del Consigliere, che cosa è successo? E' successo che è sparito al comma 2, la presenza dell'ATN e dell’AIR nelle proposte di legge che fa il Consigliere. Francamente dico che questo la Giunta e la Commissione se lo potevano risparmiare, perché qui non c’era l’obbligatorietà, per cui se c’era o non c’era non sarebbe successo nulla, quindi ho avuto un attimo di sofferenza vedendo questa modifica fatta alla proposta di legge che la Commissione ha tanto discusso. Però devo dire che la reintroduzione del comma 6 dell'articolo 3, che è stato ulteriormente modificato questa mattina, “allo scopo di migliorare la qualità della normativa regionale sono, inoltre, utilizzate queste schede”, mi tranquillizza molto perché al centoottantunesimo giorno il sottoscritto cosa farà? Farà una proposta di legge, spero utile, e prenderà queste due schede, che al centoottantesimo (180) la Giunta, l'Ufficio di Presidenza, gli esperti avranno redatto, e dirò: “La mia legge deve essere corredata da queste”, dopodiché se l'Ufficio si è attrezzato o non si è attrezzato non è un problema mio, è un problema dell’ufficio.
Ma anche qui apro una parentesi, è un falso problema, è un fatto di collaborazione e di interazione fra vari uffici della Regione. Non occorre creare, diciamo, la mega struttura, l’unità di staff, occorre un coordinamento fra tutti gli uffici e i servizi della Regione, perché per capire come incide sulla società, sull'attività produttiva una certa legge, basta andare dall’Assessorato competente, dal Servizio competente, il quale darà tutti i numeri che uno vuole.
Non voglio pensare che la Regione non abbia un ufficio studi che monitori tutto quello che succede sul territorio in termini di investimenti, in termini di problemi sociali, o di altro tipo.
Per cui, ripeto, si tratta soltanto di mettere a regime questi dati attraverso una comunicazione efficace ed efficiente dei responsabili dei servizi, che possono in qualche modo riempire questa scheda AIR, questa scheda di analisi dell'impatto sulla regolazione.
Per cui, ripeto, pur con molta sofferenza e anche con un po' di disappunto per il fatto che si è voluto non dico stravolgere, ma modificare, non sono uno di quelli che dice “buttiamo l’acqua sporca con tutto il bambino”, perché ci vedo anche nell'articolo 3, modificato, degli elementi positivi, non posso non registrare il fatto che se ne poteva fare a meno, perché l'effetto che si è raggiunto questa mattina è lo stesso, grosso modo, dell’articolo che noi avevamo elaborato. Ripeto, non voglio buttare a mare questo articolo 3, voterò a favore, però voterò a favore non solo dell’articolo 3, ma di tutta la legge con soddisfazione, dicendo però: “Guardate che al centoottantunesimo giorno le schede devono essere fatte” ed io farò la prova, sarò il primo probabilmente a presentare una proposta di legge che dovrà essere corredata, perché io voglio, non è obbligatorio ogni Consigliere può fare quello che vuole, della scheda ATN e della scheda AIR, dopodiché è un problema dell’ufficio, perché l'organizzazione non fa capo all'Assemblea, l’organizzazione degli uffici fa capo, per quanto riguarda il Consiglio, all'Ufficio di Presidenza, quindi, con tutti i suoi dirigenti, e alla Giunta. Grazie.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ho ascoltato gli interventi che ci sono stati, l'ultimo quello del Consigliere Celani.
Credo di poter dire che il Consigliere Celani ha fatto il suo intervento come se non ci fosse stato l'appello del Consigliere Zura Puntaroni ed esclude che l'Assessore Cesetti possa essere attento a quell’appello. Ma questo lo vedremo nel corso della seduta.
Quello che invece voglio dire è che condivido pienamente la filosofia dell'intervento del Consigliere Urbinati, relatore di maggioranza, che ha insistito molto sull'innovazione e sulla semplificazione, sui principi contenuti in quella legge approvata nel febbraio 2015 e sull'evoluzione che a due anni e più da quella data è opportuno dare ed avere.
Il problema è sempre lo stesso, credo, noi non dobbiamo mai perdere di vista il destinatario della funzione, non chi esercita la funzione, ma il destinatario della stessa, quindi le persone, i cittadini, le famiglie, il territorio, le imprese, questo deve essere il punto centrale.
Queste mie considerazioni, al di là di quelle generali, quelle che ho fatto ora, nascono da ragioni culturali, democratiche, rispetto all'atto invece la mia posizione deriva dalla lettura dell'atto stesso, o dall'ascolto non soltanto del relatore di maggioranza, ma anche del Consigliere Maggi, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Deriva da queste cose che qui sono state dette dal nostro capogruppo e guardate, rispetto a questo, credo che il lavoro che viene fatto, poi siamo in sede di confronto, sia un lavoro interessante perché anche il controllo e la valutazione delle politiche debbono avere un solo compito: arricchire l'azione, l'incisività, quindi la capacità di agire dell'istituzione affinché le persone, i soggetti a cui ho fatto riferimento prima, ne traggano dei benefici.
Rispetto alla proposta di legge 144 esprimo un giudizio altamente positivo, ripeto, le cose che sono state dette sono nel corso di un dibattito aperto, quindi vedremo quale sarà l’evoluzione.
Faccio un'altra considerazione, ho presentato un emendamento e voglio anche qui in modo molto franco spiegare le ragioni di questo emendamento, la filosofia dell'emendamento, perché ho fatto questo emendamento. Siccome considero positivo il lavoro e lo spirito della legge, nasce un nuovo organo, che è il Comitato di controllo per la valutazione delle politiche, questo nuovo organo ha compiti importanti e sono elencati nell'articolo 2 della proposta di legge 144, sono numerosi, addirittura nell'ultimo comma dell’articolo 2 ,al punto 6) è scritto in modo chiaro che il Comitato presenta annualmente all'Assemblea legislativa una relazione consultiva sull'attività svolta che viene esaminata in apposita seduta, secondo quanto previsto dal regolamento interno dell’Assemblea legislativa. Allora proprio perché questo Comitato è chiamato ad assumere funzioni importanti, io vorrei evitare che nel percorso, che tutti dobbiamo avere ben presente (che è quello di recuperare fiducia fra cittadini e istituzioni) una legge importante, un organo così importante, non può finire dentro l'insieme, dentro il contesto, dentro la cornice dell'autoreferenzialità.
Nasce un nuovo organo, nasce un nuovo Presidente, nasce un nuovo Vicepresidente, nascono nuove indennità, quindi in questa fase ho presentato l’emendamento e siccome siamo in una fase di avvio, di nascita, non ci devono essere indennità, ma poi sono il primo a riconoscere che ci sono compiti importanti e non appena questo organo sarà a regime, svolgerà quelle funzioni su cui tutti crediamo, a quel punto potrà essere equiparato alle Commissioni permanenti e dare il riconoscimento anche dal punto di vista indennitario, che questo nuovo organo merita. Questo è lo spirito, ovviamente nessuno è tenuto a fare considerazioni diverse da quelle che sono le ragioni e i principi per cui l'emendamento è stato scritto e presentato.
Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Voglio fare alcune considerazioni. Questa proposta di legge era stata firmata praticamente dai rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Aula, poi è andata in Commissione e sostanzialmente è stato modificato solo un articolo, l’articolo 3, legittimo, perché la Commissione quando analizza una legge ha nelle sue possibilità quella di rivedere gli articoli e modificarli, (dal mio punto di vista) proprio perché questa legge è stata firmata da tutte le forze politiche presenti, è stato legittimo ma inopportuno. Inopportuno perché in Commissione si vota maggioranza, quindi la maggioranza ha fatto, nelle sue legittime possibilità, una “forzatura”, imponendo la modifica di un articolo non condivido sostanzialmente dalla minoranza.
Ne faccio una questione di metodo, si va a prendere una legge sottoscritta da tutti, da maggioranza e minoranza, e la si modifica con atto votato principalmente dalla maggioranza, immagino, io non ho assistito alla votazione, però in Commissione la maggioranza è quella che …, se la votazione è stata unanime mi correggerete, però, comunque sia, secondo me, questa cosa è stata inopportuna.
Inopportuna anche perché quando si parla di regolamento o di leggi che vanno ad incidere sul regolamento, come giustamente qualcuno ha sottolineato, non bisogna farne una questione politica, ma una questione che va oltre la visione politica, perché deve rappresentare tutti, maggioranza e minoranza, e, come qualcuno ricordava, in futuro i ruoli potrebbero essere invertiti, per cui queste sono regole valide per tutti e devono andare oltre l'analisi politica.
Non condivido nemmeno il ragionamento che qualcuno ha fatto: visto che questa legge (mi riferisco all'obbligo di fare queste schede l’ATN e l’AIR) già esiste dal 2015 ma non viene applicata, scrivere “obbligatorio”, “non obbligatorio” non cambia la sostanza. Ma questo non è un ragionamento a mio avviso condivisibile, allora le leggi che le facciamo a fare?
E’ giusto scrivere quello che la legge vuole regolamentare, intanto si scriva dell’obbligatorietà, poi semmai sarà un problema di vigilanza vedere se quella legge viene applicata o no, ma dire che tanto non è applicata e quindi non scriviamo l'obbligatorietà, è un controsenso. Allora andiamo tutti quanti a casa e non facciamo più le leggi.
Faccio un esempio, ricordo che anni fa in Italia non c'era l'uso delle cinture di sicurezza nelle auto, ma c’era la legge, allora seguendo questo ragionamento si poteva dire: “Va bene, visto che gli italiani sono comunque indisciplinati togliamo la legge”. Non è questo il ragionamento, è ovvio.
Intanto scriviamo se riteniamo giusto che sia obbligatorio fare queste schede e poi semmai sarà un problema di vigilanza.
Quello che voglio sottolineare è anche questo, quello che la minoranza sta sostanzialmente chiedendo è di avere gli stessi strumenti della maggioranza, quindi avere del personale, un ufficio, che possa supportare il Consigliere nella valutazione degli impatti, in maniera tale che l’azione del Consigliere che fa la legge, sia ancora più efficace e lungimirante, sapendo che quello che fa può impattare in un modo o in un altro.
Ripeto, secondo me l'articolo che era venuto fuori prima della Commissione andava più che bene, si era trovata la mediazione dei 180 giorni, questo è abbastanza comprensibile perché se la struttura non ha le forze fisiche, le persone, gli strumenti e i mezzi per poter rendere operativa da domani questa disposizione, trovare un periodo di transizione mi sembra una richiesta più che legittima, ma aver stravolto, modificato questo articolo in questa maniera ..., ripeto, la Commissione l'ha fatto in maniera legittima, anche se ci fosse stata l’unanimità in Commissione, io non so, come è stata votata? … Quindi non c’è stata l’unanimità, ma anche se ci fosse stata - ricordo che in Commissione non sono presenti tutte le forze politiche, mentre questa legge è stata votata da tutti - la Commissione secondo me nella sua legittimità ha fatto quello che riteneva giusto fare, ma ha fatto una cosa, secondo me, inopportuna.
Per cui io voterò contro questo articolo, però non voglio mandare all'aria il lavoro che c’è stato, per cui alla fine, non condividendolo, voterò a favore della legge, però mi auguro che ci sia un ripensamento su questo articolo e che venga bocciato e che poi ci sia la possibilità di ripristinare successivamente l'articolo precedente. Grazie.
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Intervengo perché sono stato chiamato in causa più volte e devo fare un distinguo doveroso.
In I Commissione si è analizzata questa proposta di legge, fermo restando che tutto il tema del regolamento, come per disposizioni normative vigenti, non è passato in Commissione, ma c'è una Commissione apposita, quindi sul regolamento nulla quaestio, per venire incontro al quadro rappresentato dal Consigliere Bisonni, nel senso che quel lavoro è frutto di tutte le forze politiche. Mi dicono che è stato fatto un lavoro alla fine all'unanimità, per questo motivo nessuna questione è stata toccata in merito al regolamento.
Quando in I Commissione e arrivato il testo della proposta di legge 144 però, la motivazione principale o principe che si voglia dire, e l'ho sentito nei diversi interventi che si sono susseguiti, è stata quella di far si che al ruolo del Consigliere regionale sia restituita o data maggiore importanza, maggior peso, maggior protagonismo. Questa è stata, in poche parole ed in particolare, la motivazione che ha ispirato l'articolo 3.
Dal mio punto di vista mi sono permesso di buttare sul tavolo della Commissione queste considerazioni, poi raccolte dalla Commissione stessa a larga maggioranza.
Se da un lato si vuole dare maggiore importanza al ruolo del Consigliere, dall'altro si cerca di aggiungere all'attività precipua del Consigliere stesso, un'attività di supporto, ad adiuvandum, che in ogni caso, secondo me, snaturava un po' l'attività del Consigliere stesso, fornita da questo iter aggiuntivo delle schede tecniche ATN e AIR.
Delle due l'una, questa è stata la considerazione, perché non possiamo nasconderci che in un contesto socio-economico come quello in cui operiamo, una certa celerità e una certa incisività dell'azione amministrativa e politica sia da tenere nella debita considerazione, quindi queste fasi ulteriori, che seppur negli auspici, nelle premesse e nelle intenzioni vogliono rivestire una fase di sostegno e di aiuto all'attività del Consigliere, però secondo il parere che è emerso nella Commissione potevano rappresentare un freno quantomeno nei tempi e nelle modalità all'attività del Consigliere stesso.
Credo che l'attività del Consigliere non possa essere limitata nella sua progettualità, nei suoi principi più filosofici che ispirano la sua attività. Un Consigliere, scusate, può anche sognare nel redigere una proposta di legge perché crede che possa andare ad intercettare i bisogni di una comunità, e questo è il motivo per cui noi svolgiamo il nostro lavoro. Credo che da questo punto di vista il Consigliere non abbia bisogno di ulteriori attività, ecco il motivo per cui in Commissione, senza offendere la dignità, il peso, il ruolo e soprattutto il grande ed ottimo lavoro fatto da tutta la Commissione regolamento, appositamente costituita per questo lavoro, nessuno ha voluto inficiare la bontà di questo lavoro, però è emersa l'esigenza di non far sottostare ad ulteriori fasi, magari ancora da intravvedere nel funzionamento e da disciplinare nell'esatto evolversi del quadro normativo, e si è pensato di non interporre queste ulteriori attività.
Questa è stata la ratio per cui in Commissione si è cercato di ridare veramente e non toccare un po' il ruolo del Consigliere regionale, questo è stato il vero motivo.
Poi il Consigliere Busilacchi ha spiegato i vari passaggi che hanno condotto alla scrittura nella prima stesura, nella prima modalità, dell'articolo 3, una scrittura voluta dal subentro di una certa consapevolezza riguardo a certe questioni. Questo è stato. A nessuno è venuto in mente di disconoscere la filosofia che ha ispirato tutto il lavoro legato alla rivisitazione e alla riscrittura del regolamento. Questo è il tema centrale e, siccome abbiamo sentito dal Presidente di questa Commissione che questo articolo 3 è stato frutto di una sopravvenuta sensibilità e attenzione, emersa in fieri durante i lavori, ecco che ci si è ragionato ulteriormente in I Commissione cercando di stemperare, passatemi questa espressione, un po' gli effetti di una scrittura che tenesse conto sì di aspetti normativi vigenti, ma che andasse forse un po' a condurre entro un alveo ben delimitato l'attività precipua del Consigliere regionale.
Questo è stato il senso del lavoro, non mi sarei mai sognato ovviamente, né avevo le competenze in senso normativo-giuridico, di stravolgere il lavoro fatto da una Commissione regolamentare ad hoc. Questo è il senso per essere precisi.
Poi l’Aula giustamente è sovrana e siamo tutti disponibili a pensare a soluzioni migliori, anche perché parliamo di un disegno normativo che ancora deve prendere forma, anzi sta prendendo forma, però, per rispondere al fatto che se è vero che vogliamo dare più ruolo e più importanza all’attività del Consigliere regionale, per questo motivo ci siamo sentiti, parlo come Commissione, di slacciare un po' la sua attività da ulteriori passaggi e organismi che peraltro, anche in via di formazione, ancora non esistono.
Questo è stato un po' tutto l'iter filosofico che ha portato a questa modifica, questo era giusto dirlo, ne va della dignità della Commissione e dei membri stessi che la compongono e c'è stata anche una discussione, non ultima stamattina tra input della Conferenza dei capigruppo, della Presidenza e della Commissione stessa fino a giungere in ritardo in Aula; è stato questo il motivo.
Probabilmente lo dico col senno del poi, abbiamo appreso che questa legge è propedeutica e ad adiuvandum di tutto il regolamento, l'abbiamo presa in visione a lavori finiti, forse in tempi più di percorrenza mediana avrebbe potuto sortire un effetto e una analisi più corretta da questo punto di vista, ma è tutto da istituire, inoltre c'è un emendamento, tanto i Consiglierei lo sanno, che ha lo scopo di introdurre una fase transitoria per agevolare questa fase di insediamento e di strutturazione degli uffici e degli organismi che serviranno allo scopo, credo che tutto ancora è in divenire e siamo nei tempi per migliorare, perché questo è lo scopo centrale.
I lavori di questa Assemblea devono andare per la comunità regionale, non lo dimentichiamo, a prescindere dalle nostre provenienze. Ho sentito fare riferimento al fatto che qualcuno oggi siede da una parte ma domani si potrebbero invertire le parti, certamente, ma è il frutto della democrazia vera. Io non mi sono sentito di fare questi discorsi che ho fatto oggi, non perché sto da una parte piuttosto che dall'altra, io mi sono sentito di farli perché sono un Consigliere regionale che guarda alla dimensione regionale a prescindere dal partito, dalla parte politica di appartenenza.
Credo che il ruolo del Consigliere regionale sia libero e non possa essere, non dico ostacolato perché è una parola troppo forte, ma non deve sottostare a ulteriori analisi, ulteriori passaggi, perché il Consigliere regionale è libero di formulare la sua proposta di legge, la cui valenza e il cui impatto vero sarà dato dall'Aula, ma soprattutto dai risultati che questa legge produrrà, dagli input stessi che l'hanno originata. Se io faccio una legge perché penso che possa avere una ricaduta su una certa problematica, su una certa parte del territorio, su una certa classe sociale, ci saranno dei principi che l'avranno ispirata e se questi principi non sono adeguatamente all'altezza, sarò io che andrò incontro ad una figura non certo edificante come invece il ruolo che ricopro, e soprattutto agli elettori che mi hanno consentito di accedere in questa onorevole Assemblea legislativa, spetta svolgere e spetta fare. Grazie.
Fabrizio CESETTI. Confesso che non avevo seguito l'argomento, però ho ascoltato attentamente gli interventi che si sono susseguiti in Aula e per la verità credo che da questi interventi non emergano le ragioni di un dissenso, ma credo che invece si possano ricercare le motivazioni per un percorso unitario che possa portare ad una approvazione condivisa di questo provvedimento.
Quali sono, dal mio punto di vista, gli argomenti intorno ai quali trovare una sintesi? Uno, la necessità ravvisata che gli atti, le proposte di legge, siano accompagnate da queste analisi tecnico-normative e dall'analisi dell'impatto della regolazione, questa è un'esigenza posta da alcuni. Dall'altro l'esigenza, totalmente condivisibile l'intervento del Presidente della Commissione Giacinti, che il potere è dovere, la prerogativa del Consigliere regionale che va a presentare una proposta di legge non sia "limitata e compressa” magari tra lacci e lacciuoli, perché, lo ricordava qualcuno, questa è una prerogativa garantita costituzionalmente innanzitutto ed è dalla Costituzione che trae la sua legittimità e dal mandato elettivo. Dall'altro l'esigenza giusta, su questo chiedo un attimo di attenzione, esigenza giusta dal mio punto di vista, affinché l'iniziativa del singolo Consigliere sia equiparata all'iniziativa della Giunta nella sua collegialità, perché le proposte di legge sono di iniziativa della Giunta, ma anche di iniziativa del singolo Consigliere.
L'ultimo, che questa ravvisata necessità che le proposte siano accompagnate da queste schede ATNe AIR ovviamente non avvenga alle calende greche, che ci si dia un termine, quindi ecco il termine dell’emendamento Giacinti, periodo transitorio, 180 giorni.
L'ultima esigenza quella forse più vera, la messa a disposizione all'interno delle rispettive strutture organizzative della Giunta e del Consiglio di condizioni che garantiscano l'identico e adeguato supporto tecnico sia ai Consiglieri che alla Giunta. Quindi che ci sia una piena equiparazione.
Se queste sono le esigenze che qui sono emerse, io preoccupandomi un po' dell'azione del capogruppo Zaffiri che si accingeva a disconoscere una sua creatura, ed è un fatto grave, mi sono preoccupato di emendarla, di correggerla affinché lui non fosse costretto ad un atto così grave.
Non la faccio lunga, quindi insieme al Consigliere Zaffiri ed al Presidente Giacinti del quale ho raccolto la filosofia di fondo, ci siamo permessi di presentare un emendamento sostitutivo dell'emendamento Giacinti, se non vado errato, del quale ne raccoglie e ne coglie tutta la filosofia di fondo, che dice: “La Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa regionale nel disciplinare di intesa le modalità di redazione dell'ATN e dell’AIR, ai sensi del comma 7 dell’articolo 3 ter della legge regionale 315/2015, così come inserito dall'articolo 3, entro 180 giorni dall'entrata in vigore di questa legge mettono a disposizione all'interno dell'organizzazione delle rispettive strutture amministrative adeguato ed identico supporto tecnico”. Questo è un emendamento che di fatto raccoglie integralmente il comma 6, il comma 7 dell’articolo 3 ter, così come uscito dalla Commissione, che raccoglie integralmente l'emendamento Giacinti sul termine dei 180 giorni transitori, è un emendamento che garantisce al singolo Consigliere come alla Giunta l'identico supporto tecnico, ma soprattutto l’identica equiparazione, perché formale e sostanziale nella presentazione delle proposte di legge, e questo credo che sia un fatto giusto.
Questo emendamento, tra l'altro, come spero, è stato condiviso con il Consigliere Zaffiri e spero anche con altri, consente di conseguire un altro obiettivo quello che veniva prima evocato dai Consiglieri Zaffiri e Zura Puntaroni, su atti di questo tipo è evidente che bisogna fare ogni sforzo perché ci sia un'adozione condivisa, unanime, perché quando noi parliamo di regolamenti e discipliniamo la nostra attività noi adottiamo norme che riguardano la casa comune, che non è di maggioranza né di opposizione, anche perché oggi ci troviamo in questa condizione e domani ci potremmo trovare a parti invertite, ma soprattutto dobbiamo avere la responsabilità di consegnare a quelli che verranno dopo di noi un percorso il più possibile condiviso, quindi raccomando l'approvazione di questo emendamento che tra l'altro ci consente di cogliere anche un altro obiettivo quello di fare prima nello svolgimento dei lavori.
Sandro ZAFFIRI. Credo che, anche in riferimento all’intervento del Presidente Giacinti ed all'intervento dell'Assessore Cesetti, in questa Aula, per quanto ci riguarda come Lega Nord, stia effettivamente prendendo corpo il ragionamento vero che è quello dell'Aula, che è quello del Consiglio. Soprattutto per quanto ci riguarda, ma oramai mi sembra di capire per la stragrande maggioranza, perlomeno di questa Aula, il ruolo istituzionale del Consigliere è un ruolo estremamente importante.
Per me è una grande soddisfazione, perché credo che significhi fare non solo un passo in avanti, ma forse anche qualche passo in più, per dare effettivamente un ruolo democratico al Consigliere che viene eletto dalla nostra comunità marchigiana. Penso che questo sia un aspetto importante.
Un altro aspetto importante è quello di mettere il Consigliere sullo stesso piano e con le stesse possibilità, ruolo sempre istituzionale, dell'esecutivo che aveva e ha una struttura di apparato che fa vivere la nostra Regione e che fa vivere l'amministrazione.
Il Consigliere non è in queste condizioni e questo bisogna che ce lo diciamo, l’Aula l’ha capito e credo che si possa andare verso una buona legge, perché si è recepita l'importanza del Consigliere dandogli gli strumenti amministrativi necessari per poter lavorare.
Credo che sia una cosa giusta che l’Aula ha recepito e personalmente ne sono soddisfatto, ne è soddisfatta tutta la Lega e naturalmente ringrazio i Consiglieri che hanno accolto questa nostra osservazione, il ruolo che hanno avuto, penso che sia stato recepito per cui le cose vanno nel senso giusto.
Grazie all'Assessore Cesetti, grazie al Presidente Giacinti, grazie a tutti quelli che hanno collaborato a far sì che questo si potesse raggiungere. Grazie.
Giovanni MAGGI. Devo esprimere la mia assoluta insoddisfazione per questo emendamento sostitutivo. Questa è veramente la tempesta nel bicchiere d'acqua.
Voglio dire, l’Assessore Cesetti ha auspicato un percorso unitario per arrivare a una soluzione condivisa, ma signori abbiamo chiesto il ripristino dell'articolo 3. C'è stata un'arroganza assoluta nei nostri confronti e nelle nostre esigenze, si è voluto comunque, con l’arroganza della maggioranza, dire: “No, questo non si fa”, ai Consiglieri non gli diamo assolutamente l’ATN e l’AIR che comunque rimangono alla Giunta e a questo punto mi viene il sospetto che mettere in grado i Consiglieri di lavorare meglio e di svolgere meglio il loro mandato significhi scoprire le mancanze della Giunta.
Non può essere un'arroganza di questo tipo su una soluzione che avevamo condiviso in una proposta di legge, fare un muro alto e invalicabile nei confronti delle esigenze della minoranza, e cosa viene fuori? Mi meraviglio che la minoranza sia caduta in questo trucchetto, quello di mettere a disposizione all'interno dell'organizzazione delle rispettive strutture amministrative adeguate ed identico supporto tecnico, il supporto tecnico verrà fatto, se verrà fatto, in Giunta tra 180 giorni e poi? Cosa dobbiamo fare noi? Non è un nostro diritto avere un supporto tecnico? Dobbiamo andare col cappello in mano alla struttura a chiedere: “Mi dai assistenza?” Ma scherziamo?
Questo è un nostro diritto, possiamo farlo anche adesso, possiamo andare agli uffici della Giunta e chiedere tutto quello che vogliamo a supporto delle nostre proposte di legge, è uguale al procedimento ed ai diritti che abbiamo ora.
Ora possiamo andare a chiedere il supporto tecnico a Cristo e Santa Maria in Giunta e in Consiglio e qui ci si dice che questa fatiscente organizzazione, questa supposta organizzazione, che doveva fare per nostro diritto l'ATN e l’AIR, dobbiamo andarla a chiedere e ci verrà messa a disposizione, ma siamo seri signori!
PRESIDENTE. Consigliere Maggi, le ricordo che in Consiglio c’è un Servizio legislativo che opera costantemente al servizio dei Consiglieri, per rispetto di chi ci lavora.
Sub emendamento 1/1/1/1 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.
Romina PERGOLESI. Vorrei solo aggiungere, a supporto di quanto detto dal capogruppo che non solo è condivisibile, ma capisco anche lo sfogo, che qui c'è stato il lavoro di un anno di una Commissione già istituita in maniera atipica, che ha prodotto due modifiche di proposte di legge, che vedono un rimpallo di emendamenti e sub emendamenti per una semplice disposizione che prevede l'indennità di carica al Presidente ed al Vicepresidente di queste Commissioni.
Se l'obiettivo era quello di far lavorare meglio i Consiglieri regionali bastava attuare la legge 3 del 2015 che già c'era, già prevedeva l'ATN, già prevedeva l’AIR e soprattutto prevedeva anche la Vir. Cos'è la Vir? E' la valutazione d'impatto della regolazione e dell'attività di valutazione successiva anche periodica del raggiungimento delle finalità previste e di stima dei costi e degli effetti prodotti dagli atti normativi nei confronti dei cittadini e delle imprese e credo, come giustamente ha ricordato il Consigliere Giancarli, che debba essere il nostro primo obiettivo.
Stamattina ho sentito parlare in Commissione, ieri sono stata anche in Commissione regolamento, e sinceramente sono un po' allibita perchè si voleva provare a modificare e ad inserire l'indennità di carica ai Presidenti ed ai Vicepresidenti tramite regolamento, quando il regolamento sappiamo benissimo che è subordinato alla legge regionale, quindi sinceramente non solo è pasticciato, ma secondo me è anche offensivo e lesivo dei diritti dei Consiglieri.
Inoltre ricordo, prima ha fatto accenno alla libertà dei Consiglieri, che un Consigliere regionale che legifera senza prendere in considerazione gli effetti che i provvedimenti avranno sul tessuto socio economico, secondo me è un Consigliere che non fa bene il suo lavoro.
Altra questione. Noi siamo già ampiamente pagati per stare qui a “scaldare” questi banchi e non capiamo perché - soprattutto noi del Movimento 5 Stelle, visto che abbiamo già preso l'impegno e che se eventualmente avessimo delle indennità di carica le restituiremo - si debba insistere ad integrare lo stipendio, che si aggira intorno ai 12/13 mila euro, se non ricordo male, di ulteriori 1.000 euro per chi svolge la funzione di Presidente e di 500 euro per il Vicepresidente, ulteriori allo stipendio che già si prende.
Noi siamo già pagati per fare questo lavoro e noi dovremo restituire, anzi evitare di far gravare ulteriormente le spese della politica sul bilancio regionale.
Quindi per questo abbiamo presentato tutta una serie di emendamenti e sub emendamenti agli emendamenti proposti dal Consigliere Giacinti, innanzitutto sull'articolo 3 a favore dell'emendamento del Consigliere Giancarli che prevede che l'attività venga fatta a titolo gratuito.
Francesco GIACINTI. Un chiarimento è doveroso perché ho sentito parlare di “emendamenti Giacinti”, sono emendamenti della Commissione, io sono il Presidente della Commissione, ma umilmente e correttamente bisogna riportarsi alla discussione avvenuta in Commissione.
L'emendamento di cui stiamo discutendo ha avuto il precipuo scopo di introdurre un principio di pari dignità fra tutte le Commissioni esistenti, la discussione relativa alla gratuità o meno dell'attività svolta verrà rimandata, è stato detto così stamattina, sia in Conferenza dei capigruppo che in I Commissione, ad una discussione più approfondita relativamente alla legge 23, dove si disciplina questo aspetto.
Stamattina è stato solo chiarito che tutte le Commissioni hanno pari dignità, siano esse permanenti che quelle appositamente istituite per delle questioni specifiche, come il regolamento prevede, e saranno disciplinate alla stessa maniera.
Poi il tema della gratuità o meno della prestazione verrà discusso in un secondo momento, questo è stato l'orientamento e l'emendamento presentato vuole cogliere questo aspetto.
PRESIDENTE. Emendamento 1/1/1/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Maggi, Giorgini e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giancarli, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Sub emendamento 1/1/1/2 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento 1/1/1 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Maggi.
Giovanni MAGGI. Voglio evidenziare all’Aula che questo emendamento viene inserito nella proposta di legge 144 che all’articolo 7 recita: “All’attuazione delle disposizioni di questa legge si provvede con le risorse umane e strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”. Questo emendamento è in contrasto con questo articolo 7? Grazie.
Romina PERGOLESI. Mi aggiungo a quanto detto dal Consigliere Maggi.
Chiedo l’appello nominale anche a nome dei Consiglieri Fabbri, Giorgini. Grazie.
PRESIDENTE. Sub emendamento 1/1/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Fabbri, Giorgini e Pergolesi.
Favorevoli: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Giancarli. Decaduto.
Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Posso illustrare gli emendamenti 3/1, 3/2 e 3/3.
In pratica si rimette all’interno dell'articolo 3 l'ATN e l’AIR anche per i Consiglieri oltre che per la Giunta, quindi si ripristina l'articolo 3 com'era nella prima stesura della proposta di legge 144, mettendo l'ATN e l'AIR sia per la Giunta che per i Consiglieri.
In sintesi questo è il succo degli emendamenti.
Emendamento 3/2 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 3/3 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 3/3 bis a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.
Emendamento 3/4 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Dopo il comma 7 dell’articolo 3 ter mettiamo il comma 7 bis “L'intesa è predisposta dal Segretario della Giunta in collaborazione con il Segretario dell'Assemblea e la mancata adozione nel termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge è fonte di valutazione negativa ai fini dell'erogazione del trattamento accessorio”. Se questo non dovesse passare c'è quello successivo che che comunque toglie il trattamento accessorio.
PRESIDENTE. Emendamento 3/4. Lo pongo in votazione.
Articolo 3 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 3 bis/1 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Romina PERGOLESI. Come ho accennato prima, con questo articolo vogliamo reinserire la verifica di impatto della regolazione (VIR) in quanto già prevista nel vecchio testo di legge.
PRESIDENTE. Emendamento 3 bis/1. Lo pongo in votazione.
Articolo 6 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 6 bis/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento 6 bis/2/1 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Questo sub emendamento va ad modificare l’emendamento della I Commissione - chiediamo che la prossima volta sia sottoscritto da ciascun Consigliere, visto che il nostro capogruppo ha votato contro - e prevedere che non vengano applicate alle Commissioni speciali di inchiesta le stesse indennità previste per le altre Commissioni permanenti.
Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Giorgini, Fabbri. Grazie.
Francesco GIACINTI. Seppure può sembrare pretestuoso questo intervento è doveroso perché uno si impegna per l’applicazione delle regole, per il rispetto della democrazia, poi non mancano i passaggi per sottolineare in maniera ilare alcune questioni che però fanno parte della democrazia.
Consigliera Pergolesi, gli emendamenti sono approvati dalla Commissione e la Commissione con un funzionamento democratico stabilisce a maggioranza ciò che viene emendato o meno.
Le posizioni all'interno della Commissione non ha senso sottolinearle, come lei ha voluto fare, se il suo capogruppo, a cui va la mia stima e la collaborazione proficua in ogni occasione in cui la Commissione opera, ha votato in maniera difforme, questo non significa e né diminuisce la portata del risultato a cui la Commissione è pervenuta.
PRESIDENTE. Sub emendamento 6 bis/2/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Fabbri, Giorgini e Pergolesi.
Favorevoli. Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Emendamento 6 bis/2 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento 6 bis/3/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Zaffiri, Giacinti, Celani. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6 bis/3 a firma della I Commissione. Decaduto.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo l’appello nominale anche a nome dei Consiglieri Maggi, Fabbri.
Proposta di legge n. 144, così come emendata. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Maggi, Pergolesi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Proposta di regolamento interno n. 1
“regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell’Assemblea legislativa”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di regolamento interno n. 1 dell’Ufficio di Presidenza.
Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Oggi credo che il Consiglio regionale delle Marche scriverà una bella pagina perché il regolamento vigente del Consiglio regionale - dalla nascita delle Regioni nel 1970, ci fu un regolamento provvisorio - salvo alcune modeste modifiche è in vigore dal 1979 ed oggi verrà discusso, riscritto ed approvato.
Dico che è una bella pagina della politica del Consiglio regionale perché le regole sono state scritte insieme e c’è un principio di fondo: le regole, quelle che riguardano tutti, che non riguardano la maggioranza o la minoranza - la maggioranza governa, la minoranza controlla, verifica - si scrivono insieme e questa bella pagina credo che oggi la scriveremo con la votazione del nuovo regolamento.
Faccio soltanto l’introduzione perché poi come d’accordo la parola verrà lasciata al Presidente ed alla Vicepresidente della Commissione regolamento che hanno lavorato per oltre un anno alla stesura del nuovo regolamento del Consiglio regionale.
Credo che sia doveroso ricordare alcuni temi, nel senso che in questo regolamento sono state inserite delle prassi consolidate che magari non erano così chiare o non erano scritte nel vecchio regolamento. Sono state eliminate delle norme che non venivano di fatto più applicate, che erano andate in disuso, poi ci sono una serie di temi che sono stati affrontati, ne elenco alcuni, poi chi farà la relazione entrerà meglio nel dettaglio, sono: la programmazione dei lavori dell'Assemblea fatta in modo trimestrale, questa cosa vale anche per le Commissioni; la possibilità di contingentare i tempi di discussione quando ci sono argomenti che possono vedere dibattiti ampi o interventi molto lunghi, fatta in accordo con la Conferenza dei capigruppo; l'ordine del giorno deve arrivare con almeno sei giorni di anticipo per dare la possibilità ai Consigliere di vedere le proposte che vanno in discussione in Aula, quindi di poterle non solo studiare per coloro che non sono nelle Commissioni, ma di poter presentare gli emendamenti; le proposte di legge che vengono licenziate dalle Commissioni consiliari vanno subito comunicate ai Consiglieri in modo tale che, come dicevo, possano avere cognizione del testo uscito dalla Commissione e poter lavorare sugli emendamenti.
Un altro tema, le dichiarazioni di voto che non si potranno fare più da parte di tutti i Consiglieri a meno che il Consigliere non si dissoci dal proprio gruppo.
Sono soltanto alcuni temi insieme alle due cose più importanti che vorrei sottolineare, sono: la sessione di bilancio, che è stata inserita, programmata e definita anche con il consenso dei componenti della Giunta, in particolare dell'Assessore al bilancio, ed il Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche, che oggi considererei uno dei punti cardine, uno dei punti centrali del nuovo regolamento che era già previsto nello Statuto e che oggi di fatto prende consistenza definitiva perché con il regolamento si istituisce il Comitato che dovrà fare questo tipo di lavoro, quindi diamo esecuzione ad una parte statutaria che di fatto fino ad oggi era stata in qualche modo inglobata dalla Commissione regolamento, ma di fatto non aveva definitivamente questa competenza.
Credo di non dover aggiungere altro come introduzione, altrimenti rischierei di …
L'Ufficio di Presidenza ha seguito i lavori, in questi ultimi giorni ci siamo incontrati con la Commissione regolamento, ci siamo confrontati anche su alcuni temi e, devo dire la verità, c’è stata ampia discussione ed ascolto da entrambe le parti, nel senso che si è cercato di arrivare alle soluzioni con la condivisione più ampia possibile.
Questo per dire che maggioranza e minoranza oggi scrivono le regole di questa Aula, di questo Consiglio regionale, perché l'Aula contiene tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza ma poi i ruoli, sappiamo bene, non sono consolidati, ogni 5 anni si va al voto ed i ruoli possono anche cambiare.
Quello che oggi la maggioranza può considerare un vantaggio, magari nello scrivere le regole, domani potrebbe essere considerato uno svantaggio, invece le regole scritte in modo trasversale e con il consenso di tutti, credo che sia una scelta di fondo e fatta in modo giusto, adeguato ma soprattutto, lo ripeto e lo ribadisco, per scrivere una bella pagina di politica della storia del Consiglio regionale di questa legislatura.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Cercherò di essere il più breve possibile nonostante i tanti articoli, sono 151 più 1 delle disposizioni transitorie, sono la testimonianza di un lavoro lungo, di un lavoro corposo, lungo fino ad un certo punto nel senso che abbiamo impiegato un anno, che può sembrare un tempo abbastanza lungo, però ci tengo a ricordare che nella passata legislatura la Commissione regolamento in tre anni non aveva concluso i lavori.
Il ringraziamento a tutti i colleghi, all'Ufficio di Presidenza, al Presidente e a tutti i componenti, agli uffici. Ci tengo a citare la dott.ssa Zampa che per noi è stata un riferimento molto prezioso insieme alle sue colleghe e collaboratrici.
Voglio dire fin da subito, perché credo che sia assolutamente utile ed è il mio auspicio cercare di spoliticizzare più di tutti questo atto, su cui non credo che ci sia un protagonista o due protagonisti, che tutti i colleghi hanno dato un contributo nella Commissione a portare oggi a termine un lavoro molto importante, quindi ci tengo a ringraziarli tutti, uno ad uno, per quello che hanno fatto, a partire ovviamente dalla Vicepresidente Leonardi, ma anche a tutti gli altri, perché credo, questo è il primo aspetto, che si sia tenuto nei lavori di questo anno l'atteggiamento da Consiglieri regionali, non da Consiglieri di maggioranza o di minoranza, ma da Consiglieri regionali. Si è cercato di mettere l'ottica del Consigliere, l'importanza dell'Assemblea legislativa delle Marche, davanti a tutti.
Diceva bene adesso il Vicepresidente Minardi, le regole si scrivono insieme, stiamo vivendo una fase litigiosa della politica a tutti i livelli, a partire dal livello nazionale, abbiamo visto che si sono fatti in questi anni, in questi decenni, molti tentativi di scrivere insieme le regole, le leggi elettorali, la Costituzione e non ci si è mai riusciti. Credo che la litigiosità che caratterizza la fase politica attuale non sia di grande auspicio.
Penso che in questa fase sia particolarmente importante il risultato che abbiamo prodotto, un testo che è stato votato all'unanimità, sebbene contenga anche alcuni aspetti più politici.
Abbiamo atteso molti anni, non era mai avvenuto da quando è stato istituito il Consiglio regionale nel 1970, il regolamento è del 1979, sono quarant'anni che questa Aula attendeva una revisione di questo regolamento, partendo dall'articolo 16 dello Statuto che al comma 2 dà potere all'Aula di intervenire.
Sono state inserite delle innovazioni ed anche delle prassi consolidate.
Gli aspetti più politici, su cui adesso mi soffermerò, quelli più innovativi, sono relativamente pochi, nei 152 articoli ci sono in realtà tanti aspetti di quotidiana gestione dei lavori del Consiglio regionale, delle Commissioni, dei lavori dell'Aula che in gran parte, e per questo ringrazio gli uffici, o si ereditano già dalle prassi consolidate oppure si prende il meglio dei regolamenti delle altre Regioni.
Molto velocemente e per spot, quali sono gli aspetti principali? Il primo è il principio cardine della programmazione dei lavori, in parte già lo abbiamo, per noi è una prassi, noi abbiamo già il calendario dell'Aula che viene formulato con una cadenza trimestrale, abbiamo un'ambizione in più, non solamente il calendario, ma anche i contenuti devono poter essere programmati, questo consentirà a tutti noi, consentirà ai Consiglieri di affrontare meglio il lavoro, in modo più serio, in modo più preparato, in modo più ordinato. Questa cosa riguarderà anche le Commissioni. L'idea è che la Commissione abbia un ruolo veramente centrale, abbia un ruolo cardine anche nella programmazione dei lavori, quindi possa avere dei tempi certi. Eliminiamo il fatto che ci possano essere degli atti giacenti, è capitato talvolta, anche nella passata legislatura, che alcune proposte di legge iscritte non sono mai state discusse, non sono mai andate in Aula, questa cosa viene eliminata anche con degli automatismi per cui dopo un po' di tempo l’atto comunque arriverà in Aula.
Si cerca in una parola di inserire un criterio di razionalizzazione ed economicità delle procedure. Vengono ripartiti i tempi per protocollare gli emendamenti, per poter organizzare il nostro lavoro, per l'iscrizione degli atti, anche qui è una prassi già consolidata che utilizza un principio cronologico, ma lo abbiamo ricordato. Anche per quest’Aula vengono ripartiti dei tempi, noi oggi non sappiamo quante volte si può riprendere la parola 1, 2, anche questo aspetto viene chiarito, normato, come le dichiarazioni di voto e le norme anti ostruzionismo perché è chiaro che in questo regolamento ci sono molte tutele per le minoranze, ma occorre anche, e non era inserito, la tutela della maggioranza. Oggi, a regolamento vigente, c’è la possibilità di presentare anche un milione di emendamenti e poter prendere la parola su un milione di emendamenti, di fatto bloccando i lavori dell'Aula, questa cosa non sarà più possibile, per il criterio di democraticità c’è la possibilità di presentare un numero congruo di emendamenti, ma il Presidente li potrà accorpare e disciplinare, anche i sistemi di voto e i sistemi di intervento consentono una piena democrazia per cui nessuno potrà bloccare i lavori dell'Aula.
Vengono sanciti criteri di trasparenza dell'attività dell’Assemblea e di partecipazione delle organizzazioni dei cittadini alla vita dell’Assemblea e delle Commissioni.
Questo è il primo principio, poi sugli altri vado più velocemente.
Sulla valutazione delle politiche abbiamo già detto nella legge che abbiamo votato poco fa, non sono intervenuto troppo nel merito perché abbiamo parlato di altro, però ci tengo a dire almeno una cosa, troppo spesso votiamo delle proposte che diventano leggi regionali che poi non vengono attuate, o vengono attuate in parte, o non se ne sanno mai gli effetti. Io assisto al fatto che molto spesso le leggi che provengono dal Consiglio hanno una differente velocità nella loro attuazione, spesso le leggi che provengono dal Consiglio vengono applicate dopo anni. Questa valutazione, questo processo di valutazione delle politiche, consentirà un'attuazione delle leggi, ma anche un controllo sull’attuazione delle mozioni che quindi diventeranno un atto importante, non più il solito refrain per cui una mozione non si nega a nessuno.
Da questo momento in poi, o meglio da dopo l'estate, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento, bisognerà stare un po’ più attenti a votare le mozioni, perché poi ci sarà un controllo anche sulla loro attuazione, come è giusto che sia, perché gli atti si votano o non si votano, o gli si dà un'efficacia o non ha senso discuterli e votarli, soprattutto sull'efficacia delle politiche, perché un'idea che è portata avanti anche a livello centrale, da Capire, dalla Conferenza dei Presidenti, è quella di dire se votiamo una legge, mettiamo una legge che riformula i centri per l'impiego, poi vogliamo vedere che risultati determina, perché il prossimo anno sapremo se va corretta, se va rifinanziata, se non va rifinanziata, e se ha prodotto molti risultati se va addirittura aumentato il finanziamento. Credo che questo aspetto sarà molto importante.
Riformuliamo insieme, l' abbiamo fatto insieme alla Giunta, la sessione di bilancio. Anche dai banchi della maggioranza molte volte ci siamo lamentati del fatto che l'atto più importante del Consiglio regionale, il bilancio preventivo e la sua legge finanziaria, non può avere due giorni per poter essere analizzato.
Devo dire e ringrazio l'Assessore Cesetti che con la solita disponibilità è venuto un paio di volte in Commissione per parlarne ma anche gli uffici, la dott.ssa Arzeni, la dott.ssa Di Bonaventura, abbiamo riformulato completamente la sessione di bilancio che inizierà ogni anno il 10 novembre, avremo quindi un mese dal momento in cui l'atto verrà licenziato dalla Giunta per poterlo discutere, analizzarlo, discuterlo con il Cal ed il Crel, con tutti gli interlocutori, portarlo in Commissione con una tempistica adeguata, portarlo in Aula con una tempistica adeguata, insomma il nostro lavoro sull'atto più importante del Consiglio regionale verrà fatto in modo serio e con i tempi necessari.
Legato a questo c'è anche il tema del controllo della spesa, sappiamo dalla Corte dei Conti che è necessario inserire la relazione tecnico-finanziaria, l'abbiamo già detto nella legge approvata prima, quindi anche questo aspetto viene inserito.
Prevediamo anche una sessione europea ed una sessione più, diciamo, "politica” in cui la questione dell'attuazione del programma della Giunta possa essere discusso in modo da poter avere una volta all'anno, anche un momento di discussione sulla politica più generale, così come abbiamo fatto il giorno di apertura del Consiglio regionale e come avviene anche in altre sedi.
E’ introdotto il concetto di maggioranza e di minoranza e anche di tutela delle minoranze, questo riprende una prassi ormai consolidata, già oggi una quota degli atti ispettivi, per prassi ma extra regolamento, è riservata alle minoranze, questo criterio viene regolamentato, viene regolamentata la presenza delle minoranze nell'Ufficio di Presidenza e anche la votazione separata nelle Commissioni di inchiesta per il Presidente, che spetta alle minoranze, e il Vicepresidente, che spetta alle maggioranze.
Abbiamo già parlato della modifica del Cal e del Crel nell’apertura dei lavori dell’Aula, altre pochissime cose e concludo.
Abbiamo inserito la mozione di sfiducia per i Presidenti e per i membri dell'Ufficio di Presidenza per fatti gravi che non era prevista.
Abbiamo previsto una Giunta per il regolamento, che vigilerà sull'interpretazione e attuazione del regolamento; la Commissione congiunta, è capitato in questa legislatura che alcuni atti sono a metà tra una Commissione e un'altra e diventa complicato capire qual è la materia prevalente. Un atto è più sociale o più lavorativo, un atto è più legato all’istruzione o più legato ad un altro tema? Quando non c'è una possibilità di chiarezza la Commissione, cosa che non era prevista, si potrà riunire in sede congiunta.
Prevediamo il relatore delle minoranze, anche questa è una prassi consolidata, e anche che possa diventare relatore di una proposta il primo firmatario anche se non fa parte di quella Commissione.
Da ultimo, ringrazio anche per il suggerimento il Vicepresidente Minardi, una prassi che c'è in altri Consigli comunali, come il Consiglio comunale di Fano, non sarà più possibile emendare le mozioni, mentre la proposta di legge una volta che viene depositata diventa patrimonio della Commissione, non è più patrimonio di chi la presenta, per le mozioni no, c'è il rischio che le mozioni che uno porta in Aula, vengano completamente stravolte e colui che le ha portate, che le ha firmate, si trova costretto a votare contro l’atto che lui stesso ha prodotto. Le mozioni non saranno più emendabili, si potranno presentare altre mozioni sullo stesso tema, però ognuno è responsabile di quello che porta in Aula, senza il rischio che qualcuno ne modifichi il senso.
Ci sarebbero molte altre cose, però concludo qui, ringrazio nuovamente tutti, credo che oggi scriveremo una pagina molto importante del Consiglio regionale e il merito è di tutti i gruppi di questa Aula, di tutti i Consiglieri che hanno dato un contributo molto importante per cui mi sento ancora di ringraziare.
Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Mi unisco anch’io a quello che è stato il giusto riconoscimento di un lavoro fatto da più di un anno, un lavoro collegiale, un lavoro nel quale tutti i membri Capigruppo dei gruppi rappresentati all’interno di quest’Aula si sono spesi. Penso che forse neanche nessuno di noi, né di maggioranza né di minoranza, nel momento in cui è partita questa Commissione si aspettava di riuscire a creare un clima collaborativo e anche di confronto positivo su un tema che oggettivamente spesso è considerato molto tecnico.
Di questo credo che dobbiamo essere tutti in qualche modo soddisfatti perché siamo partiti dal principio che queste regole dovevano essere valide per tutti in considerazione che, dopo quasi quarant'anni di un regolamento vigente, non c'era solo la necessità di adeguare la normativa a delle norme che nel frattempo erano subentrate, ma anche la volontà di recepire, come è stato detto anche da chi mi ha preceduto, buone pratiche. Voglio dire anche una cosa, reputo ancora forse più importante del recepimento delle buone pratiche, correggere le cattive che a volte, anche per consuetudine, venivano messe in atto e credo che ognuno di noi, Consigliere regionale, in questi due anni di lavoro, le ha potute sperimentare durante le sedute del Consiglio.
Mi preme anche fare un dovuto ringraziamento agli uffici perché ci hanno supportato in maniera completa e anche importante perché siamo andati ad intervenire su una materia molto tecnica, portando il nostro contributo politico, quindi il nostro punto di vista, avendo il supporto normativo e tecnico per la stesura, lo ricordo, di più di 150 articoli. Un lavoro impegnativo e rilevante nell'arco di un tempo sostanzialmente breve se lo rapportiamo al lavoro fatto dai nostri predecessori che non erano riusciti a portare a compimento l'ammodernamento e la revisione del regolamento.
Tre principi sono stati enunciati, oltre alla collegialità, quindi vedere questo provvedimento in prospettiva futura, indipendentemente da chi ricoprirà il ruolo di maggioranza e di opposizione, mi preme sottolineare due punti, uno è quello della tutela delle minoranze che è stata voluta, devo dire, a livello trasversale, attraverso l'introduzione di una serie di principi, l'altro è il ruolo del Consigliere, anche questo attraverso una serie di garanzie proprio perché reputiamo che l'organo nel quale sediamo, l’Assemblea legislativa, sia l’organo principe di questo ente.
Per quanto riguarda il discorso del ruolo delle minoranze sembra forse superfluo, ma abbiamo voluto introdurre il concetto di maggioranza e minoranza, che prima veniva dato per scontato e che oggi dovrà essere enunciato in maniera pubblica anche nel momento in cui il Presidente eletto proclamerà il proprio programma di Governo. Le varie forze dovranno dichiarare, pena l’essere inseriti nelle minoranze, se si riconoscono in quel programma e quindi fanno parte della maggioranza, oppure se non si riconoscono in quel programma e quindi faranno parte delle minoranze.
Sempre a tutela delle minoranze c'è stato il rafforzamento del principio della rappresentanza delle minoranze all'interno degli organismi che compongono il Consiglio, quindi sia nelle Commissioni, attraverso la presenza del ruolo del Presidente e del Vicepresidente, sia all’interno dell'Ufficio di Presidenza, quindi con un Vicepresidente ed un Segretario che devono essere rappresentativi delle minoranze.
Altro principio importante che è andato a tutela e a valorizzazione del ruolo di tutti i Consiglieri è quello della programmazione. Garantire tempi certi per consentire ad ogni Consigliere, sia quello di minoranza, sia quello di maggioranza, di svolgere al meglio il proprio compito. Forse l’atto principe nel quale abbiamo introdotto questo principio è proprio la sessione di bilancio per la quale abbiamo voluto introdurre un tempo congruo, memori anche delle esperienze pregresse, per cui i documenti del bilancio, anche perché di difficile programmazione, sono atti complessi, arrivavano nelle mani dei Consiglieri all'ultimo minuto, sia di quelli di minoranza che di quelli di maggioranza, non consentendo né un approfondimento necessario né di poter svolgere al meglio il proprio ruolo. Quindi tempi certi sia nella presentazione degli atti di bilancio, ma anche negli altri atti. Ad esempio, dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, l’ordine del giorno delle sedute del Consiglio sarà consegnato ai Consiglieri sei giorni prima, quindi ci sarà maggior tempo per poter approfondire e presentare gli eventuali emendamenti agli atti che verranno in Aula.
Anche l'ordine del giorno delle sedute delle Commissioni verrà inoltrato ai Consiglieri tre giorni prima della seduta, anche qui si avrà un tempo maggiore per poter valutare gli atti.
La programmazione non si realizza solo attraverso questi accorgimenti, ma anche attraverso un calendario che verrà fatto sia per quanto riguarda i lavori delle Commissioni che per quanto riguarda i lavori dell'Aula, così come verranno stabiliti dalla Conferenza dei capigruppo.
Le due cose sono collegate perché gli atti che vengono analizzati dalle Commissioni, quindi le proposte di legge, devono poi approdare all’Aula ed avere un calendario trimestrale degli uni e degli altri consente di arrivare ad una programmazione dell'Aula potendo inserire, non all'ultimo minuto, gli atti che escono dalle Commissioni, sempre nell'ottica di tutela dell’esercizio che svolge il singolo Consigliere che ha maggior tempo per potersi informare.
Parlavo di recepire le buone prassi, ma anche di modificare quelle che abbiamo ritenuto cattive. Ne voglio citare un paio, credo che forse sono le più importanti, una l'ho proposta io perché l’ho subìta in questi due anni più di una volta ed è quella legata alle mozioni, atti che spesso sono uno dei pochi strumenti che ha il Consigliere di minoranza di essere incisivo all'interno dell'Aula, non avendo un ruolo di Governo. Le mozioni non sono stravolte attraverso la presentazione di emendamenti, ma potevano addirittura essere rinviate. Una volta calendarizzata la votazione e la discussione in Aula potevano essere rinviate a suon di maggioranza, senza essere discusse, magari perché il tema era un po’ scomodo, perché non c'era la giusta preparazione da parte della maggioranza a voler trattare l'argomento, quindi un Consigliere di maggioranza proponeva il rinvio, i numeri ovviamente la maggioranza li ha, e il Consigliere che l'aveva presentata si vedeva tolto, usurpato questo diritto. D'ora in poi questo non sarà più possibile, non sarà possibile emendare le mozioni stravolgendo il senso, ma sarà possibile presentare delle nuove mozioni sullo stesso argomento.
Un'altra cattiva pratica è che - devo dire che anche questa purtroppo la sto verificando sulla mia pelle, ricordo la proposta di legge sulla modifica dei criteri per l'attribuzione delle case popolari che giace da quasi due anni - nel momento in cui gli atti non vengono calendarizzati per un qualsiasi motivo in Commissione, quindi le proposte di legge muoiono perché non viene consentito loro di procedere nell'iter per poter approdare all'Aula, trascorsi i 120 giorni che ha la Commissione per calendarizzare la proposta di legge nei propri lavori, si potrà fare, dando ulteriori 60 giorni, un sollecito alla Commissione perché la calendarizzi, trascorsi inutilmente questi 60 giorni, perché l'iter non si conclude o non viene comunque calendarizzata, si potrà iscrivere la proposta di legge, così come presentata, quindi senza il passaggio in Commissione, ai lavori dell'Aula.
Questo è uno strumento credo molto importante per evitare che delle proposte di legge non vengano portate avanti, se per un qualche motivo non sono gradite alla maggioranza, o se magari ci sono cose urgenti che passano avanti, e quindi giacciono per tutta una legislatura. Noi siamo arrivati quasi a metà legislatura e trovo sconveniente che alcune proposte giacciano dai primi mesi della legislatura.
Un'altra di quelle cattive pratiche che abbiamo voluto correggere è quella di introdurre all'interno della sessione di bilancio modifiche di legge che non hanno rilevanza rispetto al bilancio, quindi ci si trovava attraverso degli emendamenti a modificare regolamenti, leggi, che nulla avevano a che fare con il testo. Questa finestra l'abbiamo voluta chiudere perché reputiamo che se si vuole modificare una legge bisogna avere il giusto tempo ed il giusto coraggio di portarla in Aula, così come la si vuole modificare, non attraverso delle scorciatoie, che venivano utilizzate un po' da tutti.
Per correttezza, essendo il bilancio l'atto principale, abbiamo voluto epurarlo da tutta questa scorciatoia che si utilizzava per modificare le varie leggi, oltre ai tempi certi che ho già enunciato prima.
Mi fermo perché gli articoli sono tanti, si potrebbe entrare nel merito di molte questioni, è stato un lavoro lungo e importante, ma credo che questi punti, almeno i principali che sono stati introdotti e soprattutto i principi di garanzia di tutti i Consiglieri, siano una base importante per un voto positivo.
Ribadisco, e credo che anche a questo vada data la giusta rilevanza, il fatto che questo regolamento è uscito all'unanimità dalla Commissione composta dai vari capigruppo, non senza che ci si siano state anche delle discussioni accese durante le sedute, però siamo riusciti sempre a trovare una sintesi partendo da un principio comune che era quello di fare uno strumento che non fosse ad uso e consumo nostro o del ruolo che ognuno di noi oggi ricopre, quindi solo a tutela della minoranza o solo a tutela della maggioranza, ma che fosse uno strumento nel quale ognuno, oggi e domani, si ritrovasse garantito, tutelato e soprattutto valorizzato nel proprio ruolo che è quello che gli elettori ci hanno dato nel momento in cui ci hanno scelto e ci hanno mandato in questa assise.
Con questa introduzione, con questa spiegazione ho approfittato anche per fare la dichiarazione di voto che sarà ovviamente positiva.
Luca MARCONI. Devo solo perorare una causa. I tre interventi che mi hanno preceduto hanno già inquadrato lo spirito sul quale non torno, in quanto condivido in pieno le cose dette che rappresentano la ricognizione di un lavoro apparentemente noioso, non entusiasmante da un punto di vista politico, non marchettabile nel senso che usciti fuori di qui avrà un qualche valore, ma, come dicevano i colleghi, sicuramente ha un valore assoluto per quanto riguarda il nostro funzionamento.
Qualcuno mi ha fatto una domanda: “A che servono 152 articoli?” Non lo so, ne avevamo già trovati 140, 145 ne abbiamo allungato qualcuno e sicuramente il nostro modo di funzionare, che non reclama mai agli articoli perché funzioniamo, non è che ogni cosa che facciamo diciamo: “Alla luce dell'articolo 17 adesso procediamo a ...” ormai è nella nostra prassi, nel nostro DNA comportamentale, ma di fatto c'è.
Un anno in cui si è chiuso, nella passata legislatura in tre anni non ci siamo riusciti, un atteggiamento che a partire dal Presidente Busilacchi, passando per i Consiglieri Rapa e Marconi è stato da parte della maggioranza di minoranza ..., cioè abbiamo ragionato, per quello che mi riguarda, il Presidente Busilacchi ha detto da Consiglieri liberi, da minoranza, cioè dire se fossi in minoranza? Fate gli scongiuri perché io continuerò a ripeterlo in maniera scaramantica per cui alla fine …, da minoranza perché? Perché il vero atteggiamento intelligente sempre, non solo per questo atto, ma anche per altri, dovrebbe essere questo, quando si stabiliscono le regole non si ragiona dicendo: “Chi se ne frega, io in maggioranza non ci sto” o viceversa “Chi se ne frega oggi in minoranza non ci sto”, perché se sei intelligente pensi al buon funzionamento del tutto immaginandoti nell'altro ruolo. Questo lo dico perché nella discussione precedente non prendere atto che la Giunta possa trovarsi difficoltà, poi troviamo il modo per superarle, significa non considerare che la Giunta potrebbe avere un colore e una maggioranza diversa dall'attuale.
Vado subito a segnalare alcune cose dei tanti interventi di buonsenso, i Consiglieri Busilacchi e Leonardi hanno elencato molti articoli che hanno registrato un'analisi sui nostri comportamenti. Abbiamo fatto un lavoro da veri giuristi, abbiamo preso in esame i nostri comportamenti e abbiamo detto: “Quello che stiamo facendo è giusto oppure no? I tempi che stiamo stabilendo, le procedure, i modi”.
Il lavoro è stato utile e devo dire che in questo un supplemento, non lo faccio mai, non ringrazio mai i funzionari perché non faccio captatio benevolentiae, soprattutto ricordo sempre che sono già pagati però in questo caso lo faccio perché? Perché da uomo, non dico da uomo di diritto, ma avendo fatto sempre questo nella mia vita, andare dietro al manicomio delle osservazioni che abbiamo fatto, aggiustarle, coordinarle, renderle armoniche, da parte della dott.ssa Zampa e delle sue collaboratrici è stato veramente un lavoro difficile e loro l'hanno fatto consegnandoci un testo sicuro, perché il vero problema di questo regolamento è: fra tre mesi faremo una figuraccia perché non abbiamo previsto una determinata cosa? Ecco le figuracce ce le hanno scansate, eliminate, evitate il lavoro degli uffici che in questo penso abbiano messo un supplemento di pazienza e di intelligenza.
Non è mio costume rivendicare le proposte, però in alcuni casi mi permetto di farlo, mi rivolgo ai colleghi di minoranza, per sottolineare il fatto che alcune proposte sono venute da noi, alcune proposte che potrebbero apparire paradossalmente pro minoranza. Ne faccio un breve cenno, la sessione di bilancio, l'abbiamo sollevata noi perchè per primi, anche prima dei nostri colleghi di minoranza, abbiamo ritenuto che questa sessione di bilancio, così come è andata avanti negli ultimi vent'anni non può funzionare, chiaramente la minoranza è stata d'accordo, abbiamo sfondato una porta aperta, ma quello è stato fatto.
Non è un gran risultato? La garanzia di un mese, le date, ci riusciremo, non ci riusciremo? So, e ce lo ha annunciato in Conferenza dei capigruppo l'Assessore Cesetti, che si sta correndo rispetto ai tempi un po' stretti che ci impone l'atto di parifica, che non dipende da noi, e quindi ci fa accavallare, ma speriamo che non succeda più quello che è successo l'anno scorso, cioè che nel giro di 15 giorni ci siamo trovati a fare il consuntivo, l'assestamento di bilancio e la previsione. Speriamo che questi tempi possano essere un po' allargati per darci modo di affrontare con più serietà le cose.
Segnalo che l'articolo 4, e non voglio rubare il mestiere a nessuno, è stato un compromesso rispetto ad un provvedimento per il quale il Consigliere Maggi e il sottoscritto avrebbero annunciato un emendamento, non c'è stato bisogno perché alla fine abbiamo trovato un compromesso, lo leggo perché ci riguarda e perché vada fuori, non c'è solo il problema delle indennità, c'è anche il problema dei comportamenti. Riguardo ai comportamenti, mi ha fatto piacere che il Presidente Mastrovincenzo essendo lui direttamente investito della cosa l'abbia apprezzato, noi abbiamo messo al comma 2, dell'articolo 4, punto a) il congedo. “Il congedo è concesso: a) in presenza di rilevanti e comprovati motivi riconosciuti dal Presidente, secondo criteri stabiliti dall'Ufficio di Presidenza” Io avrei voluto togliere completamente questa cosa, perché mi sembra una cosa assurda e non voglio fare l'equiparazione vulgus nei confronti di qualsiasi altro dipendente, perché capisco che il ruolo di un Consigliere regionale è diverso, ma in questo caso a fronte della diaria che viene percepita per la presenza in questo Consiglio o nelle Commissioni, non si capisce perché debba esserci un livello giustificativo che già c'è, per le missioni, per le incombenze istituzionali e per le assenze che facciamo per motivi di salute.
Queste tre: missioni, incombenze istituzionali e malattia sono certificabili in modo oggettivo, nell'altro caso viene introdotto - c'era - un criterio, in cui in termini assoluti il povero Presidente doveva dire ad un Consigliere: “Credo a quello che hai dichiarato o non ci credo”. Mi sembra oggettivamente brutto nei confronti del Presidente, ma brutto anche per il fatto che ci arroghiamo un diritto che non dovremo avere, se uno non può venire per i motivi che ritiene, i più disparati, è nato un figlio, è morta una suocera, qualsiasi cosa, tutti lieti eventi quelli che ho elencato, o qualche cattivo evento, non viene in Consiglio, ma è un problema suo, e perde 300 euro. Punto!
Si è arrivati ad un compromesso che dice secondo criteri stabiliti dall'Ufficio di Presidenza. Mi auguro, Vicepresidente Malaigia, che in sede di Ufficio di Presidenza elenchiate in maniera puntuale i casi in modo che al Presidente non spetti il compito di dire se quello è un caso, ma il caso è stabilito ed il Presidente deve solo dire c'è o non c'è, in modo che non ci esponiamo da qui in futuro a indagini di qualsiasi tipo, perché su questa cosa si può indagare. Ci siamo già passati, spese pazze che poi non sono risultate così pazze, ma evitiamo questi livelli di discrezionalità che sono veramente stucchevoli perché penso che l'indennità sia più che sufficiente, quella che prendiamo, e non succede niente se nel corso di un anno si perdono 3, 4 sedute, 1.000/1.200 euro. Per questo non penso che dobbiamo attaccare questo argomento.
Rapidamente altra causa che peroro, ho presentato un solo emendamento delle 20 cose che ho proposto, 15 sono state recepite e 5 oggetto di compromesso, ho rimesso solo questo emendamento perché ritengo che per un fatto di correttezza istituzionale le due assenze, quelle dei punti b) e c) dell'articolo 4, comma 2, per missioni autorizzate ai sensi di legge e per concomitanti incombenze istituzionali, non debbano essere assenze che comportano il conteggio nel numero legale, dico questo perché non solo un ramo del Parlamento lo fa, e lo dico alla minoranza quando sarà maggioranza, ma può succedere che a dicembre in sede di sessione di bilancio, la più delicata, tre o quattro Consiglieri siano ammalati e in quello stesso periodo il Presidente, o qualche Assessore, o qualcuno dell'Ufficio di Presidenza si debba assentare per motivi istituzionali, a questo punto far dipendere l'approvazione di un atto di questo tipo alla casualità, è veramente stupido. Oltre al numero legale, che al limite potrebbe essere superabile in altro modo, rimane il fatto di alcune votazioni, me lo suggeriva e cito il Vicepresidente Minardi, per le quali è richiesta la maggioranza assoluta dei costituenti l'Assemblea, se noi consideriamo costituenti l'Assemblea tutti, rimane il numero di 16, può succedere che la dichiarazione d'urgenza per le vongole o altre cose, non potrebbe essere votata perché non c'è il numero per farlo o bisognerebbe chiedere a qualcuno della minoranza di aver il buon gusto di votarla. Possiamo evitarci tutto questo introducendo una norma che probabilmente non sarà mai applicata perché non ne avremo mai bisogno, in questa legislatura il numero legale è mancato solo un paio di volte e mi sembra che la maggioranza qualificata non sia scattata solo una o due volte, nella precedente legislatura ancora meno, una volta per ognuno dei casi, però prevederlo potrebbe essere un atteggiamento di buon gusto, capendo che il tipo di assenza è diversa, un conto è l'assenza non giustificata, un conto è l'assenza giustificata per gravi motivi e per motivi di natura sanitaria legata alla malattia, che non può toccare il numero legale, perché è giusto che se sei assente pesi sulla tua maggioranza o sulla tua minoranza perché non sei presente; un conto è l'assenza che non dipende dalla mia volontà, ma da quella di altri. C'è una natura giuridica oggettivamente diversa, non prenderne atto significa non voler riconoscere questa cosa che non è una raffinatezza, un puntiglio personale, per cui l'ho voluto sottoporre all'attenzione dell'Aula. Su questo tipo di emendamento libertà di voto, ognuno fa come gli pare, ma l'ho voluto spiegare proprio per questo motivo.
Il “no” alle Commissioni che eventualmente vengono aperte la mattina, io direi anche, Presidente, visto che va normato, dopo l'apertura della seduta, cioè io escluderei, non solo quello che abbiamo già scritto, ma la convocazione di Commissioni la mattina per guadagnare mezz'ora - pomeriggio nulla quaestio, a margine la seduta ci si riunisce - ma direi che se è scritto che la seduta apre alle 10, deve aprire alle 10. Se il Presidente dice, magari avrà qualcuno della Commissione che glielo chiede, “Signori si sospende la seduta per questo motivo” e se qualcuno in Aula non è di questo avviso e ritiene che quella discussione in camera caritatis non debba essere fatta, l'Aula è sovrana, è successo in questa seduta che abbiamo cominciato a mezzogiorno suonato, ed è successo in quella precedente causa vongole, ed abbiamo fatto la stessa cosa.
Chiudo dicendo solo questa cosa, la convocazione dell'Assemblea, che pure abbiamo proposto noi, sui sei giorni significa che abbiamo una settimana di tempo per vedere gli atti, ed era una cosa estremamente richiesta. Un po' d'ordine sulla dichiarazione di voto per cui non la fanno tutti, ma la fa il capogruppo e il membro del gruppo in dissenso rispetto al gruppo, anche questo è un fatto di chiarezza. Da ultimo dico l'unico no, sul quale in verità ho molto riflettuto, alla richiesta che è anche oggetto di molti emendamenti presentati dal gruppo del Movimento 5 Stelle, riguarda la pubblicità delle sedute di Commissione, caro Consigliere Maggi, tanto parlerai di questo argomento, sarei perfettamente d'accordo a farlo se non avessi alle spalle 7 anni di precedenti quando, e non erano sedute pubbliche, vedi l'ultima che abbiamo fatto su Falconara, in sedute con la partecipazione di auditori ne abbiamo chiamati 5 e ne sono venuti 50 per cui diventa una gazzarra infinita, quello è il modo per non ragionare, non a caso quando abbiamo una Commissione in seduta segreta con le persone ammesse, il ragionamento si fa con tutta calma, non c'è la maturità e non ci sono le condizioni oggettive per farlo, secondo me, bisogna pure registrare questo rispetto ad un principio, se poi si vuole che le Commissioni diventino esattamente come il Consiglio, dove prevale la retorica e prevale lo scontro, ma, se si vuole lavorare in Commissione, ancora siamo a questo livello, non abbiamo questa libertà e questa serenità.
Io l'ho registrata così, perché in linea di principio non avrei niente contro, però visto quello che è successo fino ad oggi quando ci sono sedute pubbliche, figuriamoci se c'è la diretta in streaming, in cui ognuno deve fare bella figura per cui diventa non più un ragionamento intorno ai problemi, con la libertà in cui questo dialogo si svolge, ma diventa tutto rigido. Questo potrebbe essere anche un vantaggio per la minoranza perché, diciamocelo chiaramente, in un clima dialogico, in un clima di condivisione, molte cose che voi suggerite diventano provvedimento, in un clima rigido io vengo con il provvedimento già visto, già studiato come succede in Consiglio nella mia maggioranza, ognuno fa i suoi interventi, tutte le urla che vuole, il pacchetto è quello, si va subito agli emendamenti e non si discute più di niente, cambia completamente l'atteggiamento.
Credo che questa riflessione sia il motivo per cui mi ha portato ..., pur essendo in linea teorica favorevole all'idea di pubblicizzare tutto, perché non ho nulla da temere, sul piano pratico credo che sia un vantaggio per la minoranza, che può dare il suo contributo, e sia un vantaggio al buon funzionamento dei lavori e per la serenità, quindi è meglio evitarla.
Non so come vanno le esperienze in altre parti d'Italia, non so come va a Roma la presenza del pubblico alle Commissioni, o in tutti gli altri Comuni governati dalla Lega, dove questa procedura credo che sia stata introdotta, però mi sembra che ad oggi questa maturità e queste condizioni non ci siano.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Gran parte delle cose che volevo dire sono state già dette dai colleghi Commissari che ringrazio per l'accrescimento, che è stato dato a me che sono da due anni in Consiglio regionale, che sono da due anni nella politica, soprattutto dai colleghi più esperti e devo dire, lo dico assieme al ringraziamento per la dott.ssa Zampa e per le sue collaboratrici, è stato veramente un contributo preziosissimo. Ringrazio anche il Capogruppo.
E' stato un lavoro di grande collaborazione, ci siamo spogliati, come è stato già detto, dal ruolo di maggioranza e opposizione e abbiamo cercato di fare un lavoro che servirà sia a questa legislatura ma anche alle future, visto che questo regolamento è più di quarant'anni che sta lì, probabilmente rimarrà per altri quarant'anni.
Averci messo un pezzetto della nostra fantasia, della nostra intelligenza o della nostra esperienza è sicuramente una cosa gratificante anche se l'argomento non è esaltante, soprattutto per me che facevo il creativo nella pubblicità, leggere 152 articoli e comunque chiosarli. Per questo devo ringraziare anche le nostre collaboratrici che stanno alle mie spalle, che se li sono letti tutti ed hanno dato i suggerimenti soprattutto “tecnici”, mentre la valutazione politica è venuta più a noi, loro tecnicamente sono state molto brave.
Questo lavoro di squadra tra maggioranza e opposizione è stato una pagina importante e di crescita per quanto riguarda me personalmente, poi oggi è stata guastata con la proposta di legge 144, ma cercherò di dimenticarla e passare oltre.
Come dicevo, abbiamo preso con grande impegno questa revisione del regolamento del Consiglio della Regione Marche e naturalmente abbiamo collaborato in quasi tutti gli articoli, con la nostra opinione, ovviamente alcune cose sono state prese tout court, perché erano cose di buon senso e potevano essere, dal punto di vista istituzionale, corrette, altre invece, sono state oggetto di una mediazione che ha portato a un risultato secondo noi soddisfacente.
Quello su cui abbiamo discusso di più, ho preso alcuni punti sfrondando quello che già è stato detto, su cui ci siamo concentrati ed abbiamo rivolto la nostra attenzione per quanto riguarda questo regolamento (visto che siamo il Movimento della trasparenza) è per esempio, che i dati relativi non solo ai Consiglieri in Aula, ma anche quelli della partecipazione alle Commissione e all'Ufficio di Presidenza, quindi la partecipazione dei Consiglieri e dei membri della Giunta, siano pubblicati on-line.
Poi abbiamo chiesto che le cariche non siano cumulabili. Sulle Commissioni c'era l'orientamento per un vuoto ponderato, quindi il Presidente della nostra Commissione consiliare Busilacchi valeva 16 voti, noi valevamo un voto a testa, in Commissione è prevalso quello che si sta facendo attualmente ed ogni Commissario vale un voto, devo dire che anche la maggioranza ha accolto favorevolmente questa cosa e l'ha accettata.
Ci sono state anche delle nostre piccole sconfitte, quelle a cui accennava il Consigliere Marconi. Noi volevamo rendere pubbliche le Commissioni, ci sono due scuole di pensiero, una è quella che ha citato il Consigliere Marconi, ovviamente la pubblicità non prevedeva di far entrare fisicamente la gente in sala, che è già troppo piccola, ma doveva esserci lo streaming, come avviene nel Lazio dove c'è Zingaretti, che è un esponente autorevole del PD, che fa sì che le Commissioni siano pubbliche attraverso la ripresa streaming. Noi volevano fare questo perché siamo convinti. Dicevo due scuole di pensiero, quella che ha esposto il Consigliere Marconi, che dice che non si sente più libero, e l'altra che dice che nel momento in cui il tuo operato è visto da tutti sicuramente rendi meglio, rendi di più e sei più operativo.
Poi abbiamo puntualizzato la nostra attenzione soprattutto ai tempi, in cui gli atti venivano in Commissione, a conoscenza di noi Consiglieri prima dell'Aula, per cui abbiamo cercato e abbiamo ottenuto di elevare a sei giorni, anziché cinque com'era prima, l'invio dell'ordine del giorno dell'Assemblea legislativa, quindi un tempo sicuramente più congruo per consentire (come facciamo noi che ci riuniamo e come fanno tutti i gruppi) di esaminare l'ordine del giorno dell'Assemblea e di prepararsi adeguatamente non tanto per fare bella figura, perché c'è lo streaming, ma perché è un impegno politico nostro, e sia moralmente che eticamente sentiamo questo impegno e lo dobbiamo a coloro che ci hanno dato la loro fiducia.
Poi abbiamo chiesto (in presenza di autorevoli rappresentanti della Giunta) che l'Assemblea possa svolgere il proprio lavoro se almeno un rappresentante della Giunta è presente, perché a volte abbiamo visto le postazioni sotto la Presidenza completamente vuote e noi parlavamo delle cose senza che l'esecutivo fosse presente, quindi almeno un componente della Giunta deve esserci.
Abbiamo mantenuto la prassi, che non era formalizzata dal regolamento, del relatore di maggioranza e del relatore di minoranza, questo l'abbiamo chiesto e l'abbiamo ottenuto.
Oggi gli emendamenti devono essere presentati entro l'una, abbiamo chiesto che siano presentati entro le ore 10 del giorno precedente l'Assemblea, in modo che i Consiglieri ne possano prendere visione e possano elaborare ulteriori emendamenti e sub emendamenti su cose concrete che verranno discusse in Aula.
Infine è stata approvata, con la collaborazione del personale della Giunta, la programmazione dei lavori della sessione di bilancio, che prevede entro il 10 novembre il programma dei lavori approvato dalla conferenza dei Presidenti dei gruppi assembleari, con l'Assessore competente, per consentire ai Consiglieri un congruo tempo per esaminare gli atti. Mi riferisco soprattutto ai dati del bilancio i quali ci sono arrivati, parlo anche del parere del collegio sindacale, addirittura mentre eravamo convocati in Commissione, questo è capitato in passato.
Abbiamo cercato quindi di ovviare a questa cosa, ma non per i Consiglieri di minoranza, per tutti i Consiglieri, maggioranza e minoranza.
Si è cercato in quest'Aula (anche precedentemente si era detto che c'era la marginalizzazione del ruolo del Consigliere regionale che rappresenta l'Assemblea sovrana della regione Marche) di restituire al Consigliere dignità e la piena funzione per cui è stato eletto mettendolo in condizioni di lavorare al meglio per questa regione.
Esprimo un giudizio positivo su questo lavoro che dura da più di un anno, ovviamente abbiamo con il mio gruppo elaborato alcuni emendamenti, che proporremo durante l'esame degli articoli in quest'Aula.
Termino questo intervento ringraziando tutti coloro, a nome del mio gruppo, che hanno lavorato a questo atto corposo che, come è stato ricordato in Aula, aveva visto la gestazione ma non aveva mai visto la luce fino ad ora e questo è un piccolo merito che comunque questa X^ legislatura può prendersi. Grazie.
Piero CELANI. Velocissimo perché credo non valga la pena ripetersi, però sento la necessità ed anche un po' il dovere di unirmi ai ringraziamenti che tutti i colleghi hanno fatto, in modo particolare alla struttura, alla dott.ssa Zampa ed al suo staff, per il supporto che ci hanno dato in questi mesi.
Dico questo perché? Perché credo che la capacità di questa Commissione regolamento sia stata quella di essere riuscita a trasformare un argomento, una materia espressamente tecnica, se volete anche un po' asettica, una materia arida, in un momento di confronto molto efficace, molto alto, nell'interesse dell'efficienza del Consiglio, cercando sempre di salvaguardare un po' le prerogative di tutti.
Non è semplice perché si fa fatica, elaborando regole di cui non si vede l'immediata applicazione, ad essere sempre entusiasti, lucidi e partecipativi, quindi, ripeto, gli stimoli ci sono venuti anche dalla struttura con i continui riferimenti magari ai regolamenti parlamentari oppure alle indagini conoscitive fatte attraverso i regolamenti delle altre Regioni. Credo che un regolamento esca bene quando c'è un grande confronto con quello che ci gira attorno perché se si diventa autoreferenziali si fa fatica a capire se si sta facendo una cosa buona oppure no.
Questo confronto c'è stato, questa capacità di tornare indietro a cose che si erano decise una settimana prima, ridiscuterle, quindi, do atto al Presidente Busilacchi di aver avuto questa capacità, una delle sue battute che faceva quando ci tornavamo a lavorare insieme era: “Mi avete convinto”. Questa capacità di ascolto è stata in tutti noi, quindi speriamo che le cose vadano nel verso giusto.
Ora è chiaro che se siamo stati bravi o meno non lo dobbiamo dire in questa sede, lo dovremo vedere nei prossimi mesi e nel prossimo anno, i risultati di ciò che abbiamo fatto.
Oggi siamo soddisfatti del percorso che è stato realizzato però sull'efficacia e l'efficienza di quello che è stato fatto direi aspettiamo un attimo, aspettiamo qualche mese, aspettiamo un anno dall'applicazione per capire se ci sono correzioni da fare, quindi l'impegno dell'Assemblea credo che dovrà essere anche quello di porre subito dei rimedi in corsa. Non è giusto aspettare anni per fare nuovi regolamenti, le cose vanno aggiustate mano a mano che ci sono la necessità, perché il mondo cambia, perché a livello centrale ci sono normative che cambiano continuamente, e noi dobbiamo essere bravi a seguirle.
Devo dire una cosa, consentitemi una riflessione un po' di carattere generale se volete, un po' amara, sibillina, in quanto il regolamento funziona nella misura in cui lo si vuol far funzionare, non c'è un regolamento assoluto, il migliore di tutti, non esiste, anche regolamenti che sono “così così” funzionano se sono applicati con buonsenso e se c'è la volontà di applicarli veramente.
Quindi mi auguro che le tempistiche che noi abbiamo introdotto vengano rispettate, ad esempio quella che riguarda la messa a disposizione di elaborati, dei documenti ai Consiglieri nella sessione di bilancio, cosa molto importante. Sentivo il Consigliere Marconi che si è battuto anche per questo, probabilmente si vuole mettere nella posizione: “non si sa mai potrei capitare io dall'altra parte, intanto mi tutelo” oppure, avendo più tempo per fare gli emendamenti, molto spesso il primo Consigliere che arriva fa l'emendamento ed il resto rimane fuori, allora in qualche modo cerca di adeguarsi a questa corsa, però, ripeto, mi auguro che ci sia la ferma volontà di tutti noi e soprattutto dell'esecutivo e di chi gestisce questi lavori, di applicare questo regolamento fino in fondo.
Mi sembra che questo regolamento contempli anche una verifica in itinere, attraverso quella che abbiamo chiamato la Giunta per l'applicazione del regolamento, significa un monitoraggio continuo dei lavori che stiamo facendo e questo è garanzia, in pratica, della possibilità di poter intervenire tempestivamente per modificare, per eliminare qualche disfunzione che potrebbe ritardare o rendere inefficienti questi lavori.
Non entro nel merito di alcune situazioni che già sono state illustrate e che magari adesso, articolo per articolo, rivedremo tutti quanti insieme.
Grazie e ancora un grazie di cuore alla struttura che ci ha supportato.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Siamo entrati in un altro argomento, quello del regolamento, credo che sia un aspetto molto importante che quest'Aula oggi pomeriggio va a votare.
Il lavoro che è stato fatto è un lavoro egregio, all'inizio del lavoro in Commissione, tra colleghi, Consiglieri e la dirigente del servizio non ci conoscevamo, c'è stato uno scambio di battute un po' accese, fra l'altro, il Presidente mi ha subito richiamato, però credo che fosse nel ruolo di ognuno e, tutte le cose che sono nate in quella battuta, in quell'attimo, strada facendo si sono recuperate e la struttura ha dato un grosso contributo a questo lavoro, in quanto senza di loro non si sarebbe potuto fare perché non è compito istituzionale del Consigliere sapere tutti i regolamenti, tutte le disposizioni, altrimenti che ci teniamo a fare i dirigenti e le strutture degli uffici se non rispondono a questa esigenza?
Vanno anche ringraziati gli uffici del nostro gruppo che hanno collaborato ed hanno dato un contributo importantissimo, ero un po' disattento e loro ogni tanto mi ricordavano di rientrare in carreggiata.
Grazie soprattutto alla mentalità ed al ruolo con cui abbiamo lavorato in Commissione, questo non è mio modo, chi mi conosce con più attenzione sa che con facilità non esprimo delle considerazioni positive agli avversari politici.
In questo contesto mi sento di farlo perché il Presidente Busilacchi ha operato da super partes, con una visione e con una mentalità aperta, e di questo gliene va dato atto, l'ho già detto prima e lo ripeto, non lo dico più perché probabilmente poi diventa troppo importante e non vorrei mettere problemi dentro al Partito Democratico, questo è ovvio, altrimenti entro in un campo che non mi appartiene.
Credo che, è già stato già detto dai colleghi che mi hanno preceduto, che si va a modificare un regolamento e credo che l'abbiamo fatto così per cercare di evidenziare il ruolo del Consigliere.
Prima sono intervenuto, è stato recepito il mio intervento, ho ringraziato, credo che il lavoro fatto in Aula, il supporto che ho potuto dare, sia sempre nel ruolo istituzionale del Consigliere. Naturalmente c'è stato un ragionamento attorno alla figura del Consigliere, bisogna che lo diciamo e valorizziamo questa figura, perché c'è un modo di fare che io non accetto in questo periodo, si fa volutamente confusione per fare antipolitica e questa è una cosa che non fa bene alla società, in questo momento non fa bene alla società marchigiana.
L'antipolitica non fa bene perché è impensabile avere un Paese e una Regione senza politica, pertanto il ruolo istituzionale del Consigliere è un aspetto importante, la carica massima di un organo in termini istituzionali è indispensabile e serve alla comunità, perché qui abbiamo sentito e sentiamo l'antipolitica in continuazione. Noi viviamo di politica, bisogna che ce lo diciamo, anche chi si ostina a non ragionare in termini di politica fa politica, perché essere vicino alla gente, essere vicino al popolo è già fare politica.
Questo è nelle regole istituzionali del ruolo della persona che si affaccia ad affrontare i problemi di una comunità.
Ringrazio e per quanto ci riguarda, come Lega Nord, voteremo questo regolamento.
Poc'anzi ho ascoltato il Consigliere Celani ese effettivamente qualcosa ci dovesse essere sfuggito, siamo pronti a rimetterlo in carreggiata per far sì che questo Consiglio svolga un ruolo importante per la comunità, ma soprattutto svolga un ruolo importante nelle prospettive della democrazia. Questo deve essere e per quanto mi riguarda credo che ci debba essere ancora (purtroppo faccio una considerazione in questo Consiglio) rispetto ai numeri, non c'è possibilità di confronto tra la maggioranza e l'opposizione, ma per un ruolo vero e sano della politica in termini istituzionali, ne parlavo prima con qualche collega, in una battuta. Se i numeri fossero un po' più vicini credo che dentro questa Aula ci sarebbero delle valutazioni diverse, delle valutazioni positive per l'interesse della comunità marchigiana.
Questo fa parte della legge purtroppo, tra le minoranze e le maggioranze c'è un abisso e questo secondo me non aiuta a costruire progetti democratici che servono per dare una risposta ai marchigiani.
Mi fermo qui, ringrazio tutti e credo che questo aspetto del regolamento sia estremamente importante; lo approveremo e se eventualmente ci sarà qualche problema nell'applicazione lo vedremo con la dott.ssa Zampa che dovrà osservare la normativa con attenzione se effettivamente il ruolo del Consiglio e dell'Assemblea si mantiene tale, altrimenti aumenta come ruolo di partecipazione. Grazie.
Emendamento n. 8/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Ho chiesto che nell'Ufficio di Presidenza ci sia la presenza di entrambi i generi, questo è.
L'emendamento 8/2 riguarda l'Ufficio di Presidenza, noi abbiamo ipotizzato che decada dalla carica in due casi, uno, se si riduce la consistenza numerica del gruppo di appartenenza di almeno la metà dei componenti; due, se il cambiamento d'appartenenza del gruppo passa dalla maggioranza alla minoranza.
Questo per garantire che i componenti dell'Ufficio di Presidenza siano rappresentativi dei gruppi che li hanno sostenuti, se questi passano in un altro gruppo o se il gruppo viene a cadere, probabilmente decadono anche i componenti dell'Ufficio di Presidenza.
PRESIDENTE. Emendamento 8/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 8/2 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.
Articolo 13. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 15/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Per la massima partecipazione, questo emendamento recita che, senza diritto di voto, i Consiglieri che hanno particolare interesse per l'ordine del giorno, possono partecipare ai lavori dell'Ufficio di Presidenza.
PRESIDENTE. Emendamento 15/1. Lo pongo in votazione.
Articolo 17. Lo pongo in votazione.
Articolo 18. Lo pongo in votazione.
Articolo 19. Lo pongo in votazione.
Articolo 20. Lo pongo in votazione.
Articolo 21. Lo pongo in votazione.
Articolo 22. Lo pongo in votazione.
Articolo 23. Lo pongo in votazione.
Articolo 24. Lo pongo in votazione.
Articolo 25. Lo pongo in votazione.
Articolo 26. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 27/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 27, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 28. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 29/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione
Articolo 29, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 30. Lo pongo in votazione.
Articolo 31. Lo pongo in votazione.
Articolo 32. Lo pongo in votazione.
Articolo 33. Lo pongo in votazione.
Articolo 34. Lo pongo in votazione.
Articolo 35. Lo pongo in votazione.
Articolo 36. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento n. 37/1/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento n. 37/1/2 a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.
Emendamento n. 37/1 (sostitutivo dell'articolo 37) a firma dell’Ufficio di Presidenza. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.
Romina PERGOLESI. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Giorgini, Fabbri.
PRESIDENTE. Emendamento 37/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Giorgini, Fabbri e Pergolesi.
Favorevoli: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zura Puntaroni.
Articolo 38. Lo pongo in votazione.
Giovanni MAGGI. Votiamo contro perché questo riguarda il 144, tanto per avere coerenza.
Articolo 39. Lo pongo in votazione.
Articolo 40. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento n. 41/1/1 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Questo sub emendamento l'abbiamo presentato perché, come è noto, il Movimento 5 Stelle si presenta spesso in Commissione con il supporto tecnico di due collaboratrici.
Questo emendamento è volto a garantire l'espletamento del nostro ruolo di Consiglieri, da una parte si chiede di avere un supporto tecnico e dall'altra la maggioranza lo toglie a chi questo supporto tecnico lo utilizza costantemente nel corso degli anni. Quindi chiediamo il ripristino di due collaboratori all’interno delle Commissioni, come era nella vecchia bozza.
PRESIDENTE. Emendamento 41/1/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 41/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 41, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 42. Lo pongo in votazione.
Articolo 43. Lo pongo in votazione.
Articolo 44. Lo pongo in votazione.
Articolo 45. Lo pongo in votazione.
Articolo 46. Lo pongo in votazione.
Articolo 47. Lo pongo in votazione.
Articolo 48. Lo pongo in votazione.
Articolo 49. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 50/1 dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 50, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 51. Lo pongo in votazione.
Articolo 52. Lo pongo in votazione.
Articolo 53. Lo pongo in votazione.
Articolo 54. Lo pongo in votazione.
Articolo 55. Lo pongo in votazione.
Articolo 56. Lo pongo in votazione.
Articolo 57. Lo pongo in votazione.
Articolo 58. Lo pongo in votazione.
Articolo 59. Lo pongo in votazione.
Articolo 60. Lo pongo in votazione.
Articolo 61. Lo pongo in votazione.
Articolo 62. Lo pongo in votazione.
Articolo 63. Lo pongo in votazione.
Articolo 64. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 65/1 a firma del Consigliere Marconi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Luca MARCONI. Chiedo libertà dell’Aula su questo emendamento che vuole essere, come già ho spiegato nel mio intervento (ma eravate tutti impegnati in altre questioni e non siete stati a sentire) solo il tentativo di prendere in considerazione il fatto che nel conteggio del numero legale non vengano prese in esame le assenze obbligatorie, cioè quelle maturate per missione o per partecipazione ad eventi decise dall’Ufficio di Presidenza o dalla Giunta, in tutti gli altri casi invece, l’assenza viene conteggiata, per malattia o per gravi motivi.
Gianluca BUSILACCHI. Molto brevemente. Su questo la Commissione aveva votato contro.
Il Consigliere Marconi viene dal Senato, questo è il regolamento del Senato, alla Camera è in un modo, al Senato è un altro, noi abbiamo preferito fare come alla Camera dei Deputati, però visto che l’Aula ..., secondo me, se l’Ufficio di Presidenza fa la sua scelta …, non è una questione …
PRESIDENTE. Non c’è unanimità nell'Ufficio di Presidenza a questo punto ognuno vota secondo coscienza.
Ha la parola il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. E’ chiaro che su questo tema ognuno ha la propria idea e la propria visione, io ritengo che …, non tanto per l'approvazione dei provvedimenti legislativi, dei regolamenti, dei piani e delle proposte di atto amministrativo, per i quali di solito non ci sono problemi nel regolamentare il numero dei Consiglieri fra maggioranza e minoranza ma c'è un tema che segnalavo prima al Consigliere Marconi quando mi aveva sottoposto questa questione, ed è quello delle dichiarazioni d'urgenza.
Per le dichiarazioni d’urgenza, se non erro, serve la maggioranza qualificata, la maggioranza più uno dei componenti dell'Assemblea, quindi il fatto di non computare coloro che sono assenti con motivazioni particolari, ovvero per missioni autorizzate ai sensi di legge e per concomitanti incombenze istituzionali di rilevante interesse per l'amministratore regionale (debitamente documentate, che riguardano prevalentemente i componenti dell'esecutivo) non riguardano quasi mai i componenti dell’Assemblea, ma riguardano prevalentemente i componenti dell’esecutivo. Ho la mia idea che è molto personale, non voglio impegnare nessuno assolutamente, ritengo tuttavia che per computare la maggioranza, laddove ci sono assenze di congedi giustificati e motivati, questo emendamento che ha posto il Consigliere Marconi sia giusto. Soprattutto, per la votazione dell’urgenza perché se si va a computare con 31 Consiglieri, magari ce ne sono 3/4 assenti con motivazioni giustificate, quindi, l’urgenza non si potrà mai votare, o c’è l’accordo di tutti oppure non si riesce a votare.
Piero CELANI. Sono casi particolarissimi e non può essere la consuetudine e la generalità, come quello dell’urgenza. L’urgenza c’è e quando c’è va valutata, va votata nel rispetto delle norme generali, quindi è impossibile che in un consesso possano mancare anche 5, 6 persone, è assurdo, magari manca metà dell'esecutivo e sei costretto a rinviare un provvedimento perché non hai l'interlocutore giusto.
Assolutamente non è questo. Secondo me è un concetto da esprimersi in democrazia.
In Senato ci sono delle regole particolari, addirittura l'astensione vale voto negativo, quindi sono regole completamente diverse, che non possono essere estrapolate, prese e messe in un consesso come quello di una Assemblea lelgislativa regionale.
Per cui, con tutta la buona volontà, con il Consigliere Marconi ne abbiamo discusso in Commissione ed eravamo tutti convinti, quindi non può considerarsi effettivamente la presenza dello spirito Santo, io sono un credente, in questa Aula aleggia una persona che non c'è, un ectoplasma! Per cui sono contrario.
PRESIDENTE. Emendamento n. 65/1. Lo pongo in votazione.
Articolo 65. Lo pongo in votazione.
Articolo 66. Lo pongo in votazione.
Articolo 67. Lo pongo in votazione.
Articolo 68. Lo pongo in votazione.
Articolo 69. Lo pongo in votazione.
Articolo 70. Lo pongo in votazione.
Articolo 71. Lo pongo in votazione.
Articolo 72. Lo pongo in votazione.
Articolo 73. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 74/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Qui non si possono fare riprese fotografiche né filmati, però si può fare un sub emendamento che dice che almeno i Consiglieri, visto che qualche volta vogliamo riprendere lo schermo o vogliamo riprendere il nostro gruppo, con il telefonino possono fare fotografie in Aula, sennò mi tocca farle di nascosto.
PRESIDENTE. Emendamento n. 74/1. Lo pongo in votazione.
Articolo 74. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 75/1 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto.
Articolo 75. Lo pongo in votazione.
Articolo 76. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 77/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Abolire la lettera c), del comma 2, dell'articolo 77 che recita “si intendono respinte le proposte che riproducono sostanzialmente il contenuto di emendamenti o articoli respinti”, ma articoli respinti o emendamenti potrebbero riguardare argomenti diversi o potrebbero essere modificati, quindi limitare così gli emendamenti mi sembra eccessivo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 77/1. Lo pongo in votazione.
Articolo 77. Lo pongo in votazione.
Articolo 78. Lo pongo in votazione.
Articolo 79. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 80/1 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto.
Articolo 80. Lo pongo in votazione.
Articolo 81. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 82/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 82, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 83/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Oltre che noi avevamo messo con scarso successo l’ATN e l’AIR, avevamo anche messo la VIR che è la verifica di impatto di regolazione che è ex post, mentre AIR e ATN sono ex ante, questa è ex post, quindi noi vorremmo che la verifica del Comitato fosse anche suffragata e supportata dalla VIR, dalla verifica di impatto di regolazione.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Maggi, Giorgini.
PRESIDENTE. Emendamento n. 83/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Maggi, Pergolesi e Giorgini.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Bisonni, Busilacchi, Casini, Celani, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zura Puntaroni.
Articolo 83. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 84/1 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto.
Articolo 84. Lo pongo in votazione.
Articolo 85. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 86/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 86, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 87. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 88/1 (sostitutivo dell'articolo 88) a firma dell'Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 89. Lo pongo in votazione.
Articolo 90. Lo pongo in votazione.
Articolo 91. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 92/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Riguarda i pareri facoltativi, si dice che il parere deve essere reso “entro quindici giorni dall’assegnazione in sede consuntiva” noi vorremmo “entro dieci giorni dalla nomina dei relatori” nel senso che i giorni partono dalla nomina dei relatori, non da quando va in Commissione, ma da quando la Commissione nomina i relatori e da lì partono i dieci giorni. Questo per avere più tempo.
PRESIDENTE. Emendamento n. 92/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativo non approva)
Articolo 92. Lo pongo in votazione.
Articolo 92 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento n. 92 bis/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Noi inseriamo l'articolo 92 bis, suddiviso in tre commi: 1) le Commissioni possono chiedere all'ufficio legislativo dell'Assemblea legislativa pareri sui documenti oggetto di esame, quindi una ufficializzazione della richiesta all'ufficio legislativo sui pareri; 2) le richieste e i pareri sono trasmessi alla Presidenza dell'Assemblea; 3) le Commissioni possono chiedere l'assistenza dell'ufficio legislativo per consultazioni orali e per la revisione formale e tecnica/giuridica dei testi da sottoporre all'Assemblea.
Tutto questo va nel senso che avevamo detto prima - mi sembra che qualcuno l'abbia detto, forse il Vicepresidente Minardi - che gli uffici sono a disposizione e qui vogliamo formalizzare il supporto che questi uffici del Consiglio danno ai Consiglieri. Mi sembra pacifico.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Consigliere Busilacchi, l'avete discusso per un anno e in due giorni siete riusciti a stravolgere tutto, evidentemente non ha funzionato.
Chiedo la votazione per appello nominale anche nome dei Consiglieri Maggi, Fabbri. Grazie.
PRESIDENTE. Intanto si modifica tecnicamente, dopodiché se si decide di votarlo verrà inserito con un emendamento al coordinamento tecnico nel punto giusto del regolamento, che non è questo.
Emendamento 92 bis/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Contrari: Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Bisonni.
Articolo 93. Lo pongo in votazione.
Articolo 94. Lo pongo in votazione.
Articolo 95. Lo pongo in votazione.
Articolo 96. Lo pongo in votazione.
Articolo 97. Lo pongo in votazione.
Articolo 98. Lo pongo in votazione.
Articolo 99. Lo pongo in votazione.
Articolo 100. Lo pongo in votazione.
Articolo 101. Lo pongo in votazione.
Articolo 102. Lo pongo in votazione.
Articolo 103. Lo pongo in votazione.
Articolo 104. Lo pongo in votazione.
Articolo 105. Lo pongo in votazione.
Articolo 106. Lo pongo in votazione.
Articolo 107. Lo pongo in votazione.
Articolo 108. Lo pongo in votazione.
Articolo 109. Lo pongo in votazione.
Articolo 110. Lo pongo in votazione.
Articolo 111. Lo pongo in votazione.
Articolo 112. Lo pongo in votazione.
Articolo 113. Lo pongo in votazione.
Articolo 114. Lo pongo in votazione.
Articolo 115. Lo pongo in votazione.
Articolo 116. Lo pongo in votazione.
Articolo 117. Lo pongo in votazione.
Articolo 118. Lo pongo in votazione.
Articolo 119. Lo pongo in votazione.
Articolo 120. Lo pongo in votazione.
Articolo 121. Lo pongo in votazione.
Articolo 122. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 123/1 (sostitutivo dell'articolo 123) a firma dell'Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 124. Lo pongo in votazione.
Articolo 125. Lo pongo in votazione.
Articolo 126. Lo pongo in votazione.
Articolo 127. Lo pongo in votazione.
Articolo 128. Lo pongo in votazione.
Articolo 129. Lo pongo in votazione.
Articolo 130. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 131/1 a firma dell'Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo la votazione per appello nominale degli articoli 131, 132 anche a nome dei Consiglieri Maggi e Fabbri. Grazie.
Articolo 131, così come emendato. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Maggi, Pergolesi e Fabbri.
Favorevoli: Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Fabbri, Giorgini. Maggi, Pergolesi.
Sub emendamento n. 132/1/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.
Emendamento n. 132/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, dell'emendamento 132/1.
PRESIDENTE. Emendamento n. 132/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Fabbri, Giorgini e Pergolesi.
Favorevoli: Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Articolo 132, così come emendato. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Pergolesi Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri.
Articolo 133. Lo pongo in votazione.
Articolo 134. Lo pongo in votazione.
Articolo 135. Lo pongo in votazione.
Articolo 136. Lo pongo in votazione.
Articolo 137. Lo pongo in votazione.
Articolo 138. Lo pongo in votazione.
Articolo 139. Lo pongo in votazione.
Articolo 140. Lo pongo in votazione.
Articolo 141. Lo pongo in votazione.
Articolo 142. Lo pongo in votazione.
Articolo 143. Lo pongo in votazione.
Articolo 144. Lo pongo in votazione.
Articolo 145. Lo pongo in votazione.
Articolo 146. Lo pongo in votazione.
Articolo 147. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 148/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Togliere le parole: “salvo che non vi ostino norme di legge” perché mi sembra pleonastico.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Maggi, Fabbri. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 148/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Maggi, Pergolesi e Fabbri.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Pergolesi.
Contrari: Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Cesetti, Giancarli, Malaigia, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri.
Sub emendamento n. 148/2/1 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Romina PERGOLESI. Con questo sub emendamento al suo emendamento vogliamo inserire nella proposta di regolamento, dopo il comma 5 dell'articolo 148, il comma 5 bis “a tutti i Consiglieri, alle Commissioni permanenti ed al Comitato verranno trasmesse, non appena pervenute, le relazioni, i referti e gli atti provenienti dalla Sezione regionale della Corte dei Conti”.
Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Fabbri, Giorgini.
PRESIDENTE. Sub emendamento n. 148/2/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri e Giorgini.
Contrari: Bisonni, Bora, Busilacchi, Celani, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Emendamento n. 148/2 a firma dell'Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Busilacchi, Marconi, Rapa.
Favorevoli: Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Fabbri, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pergolesi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Articolo 148, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 149. Lo pongo in votazione.
Articolo 150. Lo pongo in votazione.
Articolo 150 bis (articolo aggiuntivo).
Emendamento n. 150 bis/1 a firma dell'Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.
Articolo 151. Lo pongo in votazione.
Emendamento di coordinamento tecnico/1. Lo pongo in votazione.
Proposta di regolamento interno n. 1, così come emendata, maggioranza assoluta. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Busilacchi, Marconi, Rapa.
Astenuti: Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.

References: articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 7

Articolo 3

Articolo 6

Articolo 13

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 33

Articolo 34

Articolo 35

Articolo 36

Articolo 38

Articolo 39

Articolo 40

Articolo 41

Articolo 42

Articolo 43

Articolo 44

Articolo 45

Articolo 46

Articolo 47

Articolo 48

Articolo 49

Articolo 50

Articolo 51

Articolo 52

Articolo 53

Articolo 54

Articolo 55

Articolo 56

Articolo 57

Articolo 58

Articolo 59

Articolo 60

Articolo 61

Articolo 62

Articolo 63

Articolo 64

Articolo 65

Articolo 66

Articolo 67

Articolo 68

Articolo 69

Articolo 70

Articolo 71

Articolo 72

Articolo 73

Articolo 74

Articolo 75

Articolo 76

Articolo 77

Articolo 78

Articolo 79

Articolo 80

Articolo 81

Articolo 82

Articolo 83

Articolo 84

Articolo 85

Articolo 86

Articolo 87

Articolo 89

Articolo 90

Articolo 91

Articolo 92

Articolo 92

Articolo 93

Articolo 94

Articolo 95

Articolo 96

Articolo 97

Articolo 98

Articolo 99

Articolo 100

Articolo 101

Articolo 102

Articolo 103

Articolo 104

Articolo 105

Articolo 106

Articolo 107

Articolo 108

Articolo 109

Articolo 110

Articolo 111

Articolo 112

Articolo 113

Articolo 114

Articolo 115

Articolo 116

Articolo 117

Articolo 118

Articolo 119

Articolo 120

Articolo 121

Articolo 122

Articolo 124

Articolo 125

Articolo 126

Articolo 127

Articolo 128

Articolo 129

Articolo 130

Articolo 131

Articolo 132

Articolo 133

Articolo 134

Articolo 135

Articolo 136

Articolo 137

Articolo 138

Articolo 139

Articolo 140

Articolo 141

Articolo 142

Articolo 143

Articolo 144

Articolo 145

Articolo 146

Articolo 147

Articolo 148

Articolo 149

Articolo 150

Articolo 150

Articolo 151