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Timestamp: 2020-07-06 18:04:19+00:00

Document:
Lawbrary | LAsi - Legge sull'asilo
Principi(1 - 6)
Disposizioni generali(6 - 17)
Domanda d'asilo ed entrata in Svizzera(18 - 23)
Centri della Confederazione (24 - 24)
Procedura di prima istanza(25 - 41)
Statuto del richiedente durante la procedura d'asilo(42 - 43)
Esecuzione dell'allontanamento e misure sostitutive (44 - 48)
Concessione dell'asilo e statuto dei rifugiati
Concessione dell'asilo(49 - 55)
Asilo per gruppi di rifugiati(56 - 57)
Statuto dei rifugiati(58 - 62)
Fine dell'asilo(63 - 65)
Protezione provvisoria e statuto delle persone bisognose di protezione
Disposizioni generali(66 - 67)
Procedura(68 - 73)
Statuto(74 - 75)
Fine della protezione provvisoria e ritorno(76 - 79)
Aiuto sociale e soccorso d'emergenza
Concessione dell'aiuto sociale, del soccorso d'emergenza e degli assegni per figli, nonché istruzione scolastica di base (80 - 84)
Obbligo di rimborso e contributo speciale prelevato sui valori patrimoniali(85 - 87)
Sussidi federali(88 - 95)
Approvazione dei piani per edifici e infrastrutture della Confederazione
Disposizioni generali(95 - 95)
Procedura di approvazione dei piani(95 - 95)
Procedura di stima; immissione in possesso anticipata(95 - 95)
Procedura di ricorso(95 - 95)
Principi (96 - 99)
Sistema d'informazione per i centri della Confederazione e gli alloggi negli aeroporti (99 - 99)
Altri sistemi d'informazione (100 - 102)
Trattamento dei dati nell'ambito degli accordi di associazione alla normativa di Dublino(102 - 102)
Tutela giurisdizionale, procedura di ricorso, riesame e domande multiple
Protezione giuridica nei centri della Confederazione(102 - 102)
Consulenza e rappresentanza legale nella procedura ampliata dopo l'attribuzione a un Cantone(102 - 102)
Gratuito patrocinio(102 - 102)
Procedura di ricorso a livello cantonale (103 - 103)
Procedura di ricorso a livello federale(104 - 111)
Riesame e domande multiple (111 - 112)
Sospensione della prescrizione (112 - 112)
Procedura d'asilo nell'ambito di fasi di test (112 - 112)
Collaborazione internazionale (113 - 114)
Disposizioni penali concernenti il capitolo 5 sezione 2 (115 - 117)
Disposizioni penali concernenti il capitolo 7 sezione 2(117 - 117)
Perseguimento penale (118 - 118)
Disposizioni finali(119 - 123)
Disposizioni finali della modifica del 19 dicembre 2003
Disposizioni transitorie della modifica del 16 dicembre 2005
Disposizione transitoria della modifica del 28 settembre 2012
Disposizioni transitorie della modifica del 14 dicembre 2012
Disposizioni transitorie della modifica del 26 settembre 2014
Disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015
Disposizione transitoria della modifica del 16 dicembre 2016
Modifica del diritto in vigore
del 26 giugno 1998 (Stato 1° giugno 2019)
visto l'articolo 121 capoverso 1 della Costituzione federale1;2 visto il messaggio del Consiglio federale del 4 dicembre 19953,
Capitolo 1: Principi
La pre­sen­te leg­ge de­fi­ni­sce:
la con­ces­sio­ne dell'asi­lo e lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti in Sviz­ze­ra;
la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ac­cor­da­ta in Sviz­ze­ra al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non­ché il lo­ro ri­tor­no.
Art. 2 Asilo
1La Sviz­ze­ra, su do­man­da, ac­cor­da asi­lo ai ri­fu­gia­ti se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge.
2L'asi­lo com­pren­de la pro­te­zio­ne e lo sta­tu­to ac­cor­da­ti a per­so­ne in Sviz­ze­ra in ra­gio­ne del­la lo­ro qua­li­tà di ri­fu­gia­ti. Es­so com­pren­de il di­rit­to di ri­sie­de­re in Sviz­ze­ra.
1So­no ri­fu­gia­ti le per­so­ne che, nel Pae­se di ori­gi­ne o di ul­ti­ma re­si­den­za, so­no espo­ste a se­ri pre­giu­di­zi a cau­sa del­la lo­ro raz­za, re­li­gio­ne, na­zio­na­li­tà, ap­par­te­nen­za a un de­ter­mi­na­to grup­po so­cia­le o per le lo­ro opi­nio­ni po­li­ti­che, ov­ve­ro han­no fon­da­to ti­mo­re di es­se­re espo­ste a ta­li pre­giu­di­zi.
2So­no pre­giu­di­zi se­ri se­gna­ta­men­te l'espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del­la vi­ta, dell'in­te­gri­tà fi­si­ca o del­la li­ber­tà, non­ché le mi­su­re che com­por­ta­no una pres­sio­ne psi­chi­ca in­sop­por­ta­bi­le. Oc­cor­re te­ne­re con­to dei mo­ti­vi di fu­ga spe­ci­fi­ci del­la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le.
3Non so­no ri­fu­gia­ti le per­so­ne che so­no espo­ste a se­ri pre­giu­di­zi o han­no fon­da­to ti­mo­re di es­ser­vi espo­ste per aver ri­fiu­ta­to di pre­sta­re ser­vi­zio mi­li­ta­re o per aver di­ser­ta­to. È fat­to sal­vo il ri­spet­to del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19511 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.2
4Non so­no ri­fu­gia­ti le per­so­ne che fan­no va­le­re mo­ti­vi sor­ti a cau­sa del lo­ro com­por­ta­men­to do­po la par­ten­za dal lo­ro Pae­se d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za e che non so­no l'espres­sio­ne o la con­ti­nua­zio­ne di una con­vin­zio­ne o di un orien­ta­men­to già ivi esi­sten­te. Ri­man­go­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19513 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.4
1 RS0.142.30
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 28 set. 2012 (Mo­di­fi­che ur­gen­ti del­la leg­ge sull'asi­lo) (RU 2012 5359; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 4 Protezione provvisoria
La Sviz­ze­ra può ac­cor­da­re prov­vi­so­ria­men­te pro­te­zio­ne a per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne espo­ste a un pe­ri­co­lo ge­ne­ra­le gra­ve, in par­ti­co­la­re du­ran­te una guer­ra o una guer­ra ci­vi­le e in si­tua­zio­ni di vio­len­za ge­ne­ra­liz­za­ta.
Art. 5 Divieto di respingimento
1Nes­su­no può es­se­re co­stret­to in al­cun mo­do a re­car­si in un Pae­se do­ve la sua vi­ta, la sua in­te­gri­tà fi­si­ca o la sua li­ber­tà sa­reb­be­ro mi­nac­cia­te per uno dei mo­ti­vi men­zio­na­ti nell'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 1, o dal qua­le ri­schie­reb­be d'es­se­re co­stret­to a re­car­si in un Pae­se di tal ge­ne­re.
2Il di­vie­to di re­spin­gi­men­to non può es­se­re fat­to va­le­re quan­do vi sia­no se­ri mo­ti­vi per pre­su­me­re che l'in­te­res­sa­to com­pro­met­ta la si­cu­rez­za del­la Sviz­ze­ra o, es­sen­do sta­to con­dan­na­to con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to per un cri­mi­ne o de­lit­to par­ti­co­lar­men­te gra­ve, deb­ba es­se­re con­si­de­ra­to di pe­ri­co­lo pub­bli­co.
Art. 6 Norme procedurali
Le pro­ce­du­re so­no ret­te dal­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va (PA), dal­la leg­ge del 17 giu­gno 20053 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le e dal­la leg­ge del 17 giu­gno 20054 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in quan­to la pre­sen­te leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 RS172.021
3 RS173.32
4 RS173.110
Capitolo 2: Richiedenti l'asilo
Art. 6a Autorità competente
1La Se­gre­te­ria di Sta­to del­la mi­gra­zio­ne (SEM)2 de­ci­de sul­la con­ces­sio­ne o sul ri­fiu­to dell'asi­lo e sull'al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra.
2Ol­tre agli Sta­ti dell'UE e dell'AELS, il Con­si­glio fe­de­ra­le de­si­gna:3
co­me Sta­ti d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za si­cu­ri, gli Sta­ti in cui, se­con­do i suoi ac­cer­ta­men­ti, non vi è pe­ri­co­lo di per­se­cu­zio­ni;
co­me Sta­ti ter­zi si­cu­ri, gli Sta­ti in cui, se­con­do i suoi ac­cer­ta­men­ti, vi è una pro­te­zio­ne ef­fet­ti­va dal re­spin­gi­men­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 1.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le ve­ri­fi­ca pe­rio­di­ca­men­te le de­ci­sio­ni di cui al ca­po­ver­so 2.
4Pri­ma di ap­por­tar­vi mo­di­fi­che, ma al­me­no una vol­ta all'an­no, il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne per con­sul­ta­zio­ne al­le com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri com­pe­ten­ti l'elen­co de­gli Sta­ti si­cu­ri di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­ra a.4
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 La de­si­gna­zio­ne dell'uni­tà am­mi­ni­stra­ti­va è sta­ta adat­ta­ta in ap­pli­ca­zio­ne dell'art. 16 cpv. 3 dell'O del 17 nov. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RU 2004 4937), con ef­fet­to dal 1° gen. 2015. Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
Art. 7 Prova della qualità di rifugiato
1Chiun­que do­man­da asi­lo de­ve pro­va­re o per lo me­no ren­de­re ve­ro­si­mi­le la sua qua­li­tà di ri­fu­gia­to.
2La qua­li­tà di ri­fu­gia­to è re­sa ve­ro­si­mi­le se l'au­to­ri­tà la ri­tie­ne da­ta con una pro­ba­bi­li­tà pre­pon­de­ran­te.
3So­no in­ve­ro­si­mi­li in par­ti­co­la­re le al­le­ga­zio­ni che su pun­ti im­por­tan­ti so­no trop­po po­co fon­da­te o con­trad­dit­to­rie, non cor­ri­spon­do­no ai fat­ti o si ba­sa­no in mo­do de­ter­mi­nan­te su mez­zi di pro­va fal­si o fal­si­fi­ca­ti.
1Il ri­chie­den­te l'asi­lo è te­nu­to a col­la­bo­ra­re all'ac­cer­ta­men­to dei fat­ti. De­ve in par­ti­co­la­re:
di­chia­ra­re le sue ge­ne­ra­li­tà;
con­se­gna­re i do­cu­men­ti di viag­gio e d'iden­ti­tà;
in­di­ca­re, in oc­ca­sio­ne dell'au­di­zio­ne, le ra­gio­ni del­la sua do­man­da d'asi­lo;
de­si­gna­re in mo­do com­ple­to even­tua­li mez­zi di pro­va e for­nir­li im­me­dia­ta­men­te op­pu­re ado­pe­rar­si per pro­cu­rar­se­li en­tro un ter­mi­ne ade­gua­to, sem­pre che sia ra­gio­ne­vo­le esi­ger­lo;
col­la­bo­ra­re al ri­le­va­men­to dei da­ti bio­me­tri­ci;
sot­to­por­si a un esa­me me­di­co or­di­na­to dal­la SEM (art. 26a).
2Si può esi­ge­re dal ri­chie­den­te che fac­cia tra­dur­re in una lin­gua uf­fi­cia­le sviz­ze­ra i do­cu­men­ti re­dat­ti in una lin­gua stra­nie­ra.
3Nel cor­so del pro­ce­di­men­to, il ri­chie­den­te che sog­gior­na in Sviz­ze­ra de­ve te­ner­si a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li. De­ve co­mu­ni­ca­re im­me­dia­ta­men­te al­le au­to­ri­tà del Can­to­ne o del Co­mu­ne (au­to­ri­tà can­to­na­le) com­pe­ten­ti se­con­do il di­rit­to can­to­na­le il suo in­di­riz­zo e ogni mu­ta­men­to del­lo stes­so.
3bisIl ri­chie­den­te che sen­za un va­li­do mo­ti­vo vio­la il suo ob­bli­go di col­la­bo­ra­re o non si tie­ne a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà pre­po­ste all'asi­lo per più di 20 gior­ni ri­nun­cia di fat­to al­la con­ti­nua­zio­ne del pro­ce­di­men­to. Lo stes­so va­le per il ri­chie­den­te che sen­za un va­li­do mo­ti­vo non si tie­ne a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà pre­po­ste all'asi­lo in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne per più di cin­que gior­ni. La do­man­da è stral­cia­ta in en­tram­bi i ca­si sen­za for­ma­li­tà. Una nuo­va do­man­da può es­se­re pre­sen­ta­ta al più pre­sto do­po tre an­ni. È fat­to sal­vo il ri­spet­to del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19514 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.5
4In ca­so di de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va d'al­lon­ta­na­men­to, il ri­chie­den­te è te­nu­to a col­la­bo­ra­re all'ot­te­ni­men­to di do­cu­men­ti di viag­gio va­li­di.
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 RS 0.142.30
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 9 Perquisizione
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te può per­qui­si­re un ri­chie­den­te col­lo­ca­to in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne1 o in un al­log­gio pri­va­to o col­let­ti­vo, in­sie­me agli og­get­ti che egli por­ta con sé, al­lo sco­po di ri­cer­ca­re do­cu­men­ti di viag­gio e d'iden­ti­tà, non­ché og­get­ti pe­ri­co­lo­si, dro­ga e be­ni di dub­bia pro­ve­nien­za.2
2Il ri­chie­den­te può es­se­re per­qui­si­to sol­tan­to da una per­so­na del­lo stes­so ses­so.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 10 Messa al sicuro e confisca di documenti
1La SEM met­te agli at­ti i do­cu­men­ti di viag­gio e d'iden­ti­tà dei ri­chie­den­ti.1
2Le au­to­ri­tà e i ser­vi­zi am­mi­ni­stra­ti­vi met­to­no al si­cu­ro, a de­sti­na­zio­ne del­la SEM, i do­cu­men­ti di viag­gio e d'iden­ti­tà o qual­sia­si al­tro do­cu­men­to che pos­sa for­ni­re in­di­ca­zio­ni sull'iden­ti­tà del­le per­so­ne che han­no pre­sen­ta­to una do­man­da d'asi­lo in Sviz­ze­ra. Ai ri­fu­gia­ti ri­co­no­sciu­ti si ap­pli­ca il ca­po­ver­so 5.2
3L'au­to­ri­tà o il ser­vi­zio am­mi­ni­stra­ti­vo che met­te al si­cu­ro do­cu­men­ti ai sen­si del ca­po­ver­so 2 e ne ve­ri­fi­ca l'au­ten­ti­ci­tà de­ve co­mu­ni­ca­re al­la SEM il ri­sul­ta­to di ta­le ve­ri­fi­ca.
4La SEM o l'istan­za di ri­cor­so pos­so­no con­fi­sca­re o met­te­re al si­cu­ro, a de­sti­na­zio­ne dell'aven­te di­rit­to, do­cu­men­ti fal­si o fal­si­fi­ca­ti non­ché do­cu­men­ti au­ten­ti­ci che so­no sta­ti uti­liz­za­ti abu­si­va­men­te.
5I pas­sa­por­ti o do­cu­men­ti d'iden­ti­tà ri­la­scia­ti dal­lo Sta­to d'ori­gi­ne ai ri­fu­gia­ti ri­co­no­sciu­ti in Sviz­ze­ra so­no mes­si al si­cu­ro, a de­sti­na­zio­ne del­la SEM.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 11 Procedura d'assunzione delle prove
Il ri­chie­den­te non può espri­me­re un pre­av­vi­so sul­la de­ci­sio­ne dell'au­to­ri­tà di pro­ce­de­re a un'as­sun­zio­ne di pro­ve per l'ac­cer­ta­men­to dei fat­ti.
Art. 12 Notificazione e recapito in caso di soggiorno in un Cantone
1La no­ti­fi­ca­zio­ne di una de­ci­sio­ne o il re­ca­pi­to di una co­mu­ni­ca­zio­ne all'ul­ti­mo in­di­riz­zo del ri­chie­den­te o a quel­lo del suo pro­cu­ra­to­re co­no­sciu­to dal­le au­to­ri­tà è giu­ri­di­ca­men­te ef­fi­ca­ce al­lo sca­de­re del ter­mi­ne or­di­na­rio di ri­ti­ro di set­te gior­ni an­che se il ri­chie­den­te o il suo pro­cu­ra­to­re ne ha co­no­scen­za sol­tan­to più tar­di sul­la ba­se di una con­ven­zio­ne spe­cia­le con la Po­sta sviz­ze­ra op­pu­re nel ca­so in cui l'in­vio ri­tor­ni al mit­ten­te co­me non re­ca­pi­ta­bi­le.
2Se il ri­chie­den­te è rap­pre­sen­ta­to da più pro­cu­ra­to­ri sen­za che que­sti ab­bia­no in­di­ca­to un re­ca­pi­to co­mu­ne, l'au­to­ri­tà no­ti­fi­ca le de­ci­sio­ni o re­ca­pi­ta le co­mu­ni­ca­zio­ni al pro­cu­ra­to­re de­si­gna­to per pri­mo dal ri­chie­den­te.
3Ove giu­sti­fi­ca­to, le de­ci­sio­ni pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­te oral­men­te e mo­ti­va­te som­ma­ria­men­te. La no­ti­fi­ca­zio­ne ora­le e la re­la­ti­va mo­ti­va­zio­ne de­vo­no es­se­re mes­se a ver­ba­le. Il ri­chie­den­te o il suo pro­cu­ra­to­re ne ri­ce­ve un estrat­to.
Art. 12a Notificazione e recapito nei centri della Confederazione
1Nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne le de­ci­sio­ni so­no no­ti­fi­ca­te e le co­mu­ni­ca­zio­ni re­ca­pi­ta­te di per­so­na. Se il ri­chie­den­te l'asi­lo è en­tra­to in clan­de­sti­ni­tà, la no­ti­fi­ca­zio­ne e il re­ca­pi­to so­no ef­fet­tua­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 12.
2Se al ri­chie­den­te l'asi­lo è sta­to as­se­gna­to un rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, le de­ci­sio­ni so­no no­ti­fi­ca­te e le co­mu­ni­ca­zio­ni re­ca­pi­ta­te al for­ni­to­re di pre­sta­zio­ni in­ca­ri­ca­to del­la rap­pre­sen­tan­za le­ga­le. Il gior­no stes­so del­la ri­ce­zio­ne del­la de­ci­sio­ne o del­la co­mu­ni­ca­zio­ne, que­st'ul­ti­mo in­for­ma il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le de­si­gna­to.
3Se al ri­chie­den­te l'asi­lo non è sta­to as­se­gna­to al­cun rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, le de­ci­sio­ni so­no no­ti­fi­ca­te e le co­mu­ni­ca­zio­ni re­ca­pi­ta­te al ri­chie­den­te stes­so. Un pro­cu­ra­to­re de­si­gna­to dal ri­chie­den­te l'asi­lo è in­for­ma­to sen­za in­du­gio dell'av­ve­nu­ta no­ti­fi­ca­zio­ne o dell'av­ve­nu­to re­ca­pi­to.
4La no­ti­fi­ca­zio­ne ora­le e la mo­ti­va­zio­ne som­ma­ria so­no di­sci­pli­na­te dall'ar­ti­co­lo 12 ca­po­ver­so 3.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 13 Notificazione e recapito nell'ambito della procedura all'aeroporto e in casi urgenti
1Le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti pos­so­no no­ti­fi­ca­re al­la per­so­na che pre­sen­ta la do­man­da d'asi­lo al­la fron­tie­ra o a un po­sto di con­trol­lo di un ae­ro­por­to sviz­ze­ro (art. 21-23) an­che de­ci­sio­ni fir­ma­te, tra­smes­se per te­le­fax. La per­so­na in­te­res­sa­ta de­ve con­fer­mar­ne il ri­ce­vi­men­to per scrit­to; al­tri­men­ti l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te re­gi­stra co­me av­ve­nu­ta la con­se­gna. Non è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 11 ca­po­ver­so 3 PA2. La no­ti­fi­ca­zio­ne è co­mu­ni­ca­ta al pro­cu­ra­to­re.
2Al­la pro­ce­du­ra all'ae­ro­por­to si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 12a.
3In al­tri ca­si ur­gen­ti, la SEM può au­to­riz­za­re un'au­to­ri­tà can­to­na­le, una mis­sio­ne di­plo­ma­ti­ca sviz­ze­ra o un po­sto con­so­la­re all'este­ro (rap­pre­sen­tan­za sviz­ze­ra) a no­ti­fi­ca­re de­ci­sio­ni fir­ma­te tra­smes­se per te­le­fax.
Art. 14 Relazione con la procedura prevista dalla legislazione sugli stranieri
1Dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d'asi­lo fi­no al­la par­ten­za dal­la Sviz­ze­ra in se­gui­to a un or­di­ne di al­lon­ta­na­men­to pas­sa­to in giu­di­ca­to, do­po il ri­ti­ro del­la do­man­da d'asi­lo o fi­no a quan­do sia or­di­na­ta una mi­su­ra so­sti­tu­ti­va nel ca­so l'ese­cu­zio­ne non sia pos­si­bi­le, il ri­chie­den­te l'asi­lo non può av­via­re una pro­ce­du­ra per il ri­la­scio di un per­mes­so di di­mo­ra se­con­do la le­gi­sla­zio­ne su­gli stra­nie­ri, a me­no che non ab­bia di­rit­to al per­mes­so me­de­si­mo.
2Con il be­ne­sta­re del­la SEM il Can­to­ne può ri­la­scia­re un per­mes­so di di­mo­ra a una per­so­na at­tri­bui­ta­gli se­con­do la pre­sen­te leg­ge se:2
l'in­te­res­sa­to si tro­va in Sviz­ze­ra da al­me­no cin­que an­ni dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d'asi­lo;
il luo­go di sog­gior­no dell'in­te­res­sa­to era sem­pre no­to al­le au­to­ri­tà;
si è in pre­sen­za di un gra­ve ca­so di ri­go­re per­so­na­le in con­si­de­ra­zio­ne del gra­do di in­te­gra­zio­ne dell'in­te­res­sa­to; e
non sus­si­sto­no mo­ti­vi di re­vo­ca se­con­do l'ar­ti­co­lo 62 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 16 di­cem­bre 20054 su­gli stra­nie­ri e la lo­ro in­te­gra­zio­ne (LStrI)5.
3Se in­ten­de fa­re uso di ta­le pos­si­bi­li­tà, il Can­to­ne ne av­vi­sa sen­za in­du­gio la SEM.
4L'in­te­res­sa­to ha qua­li­tà di par­te sol­tan­to nel­la pro­ce­du­ra di be­ne­sta­re del­la SEM.
5Le pro­ce­du­re già pen­den­ti in vi­sta del ri­la­scio di un per­mes­so di di­mo­ra di­ven­ta­no sen­za og­get­to con l'inol­tro del­la do­man­da d'asi­lo.
6I per­mes­si di di­mo­ra già ri­la­scia­ti ri­man­go­no va­li­di e pos­so­no es­se­re pro­ro­ga­ti con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del­la le­gi­sla­zio­ne su­gli stra­nie­ri.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV 4 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
5 Il ti­to­lo è sta­to adat­ta­to in ap­pli­ca­zio­ne dell'art. 12 cpv. 2 del­la LF del 18 giu. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RS 170.512), con ef­fet­to dal 1° gen. 2019. Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Art. 15 Servizi intercantonali
I Can­to­ni pos­so­no isti­tui­re ser­vi­zi in­ter­can­to­na­li per l'adem­pi­men­to di com­pi­ti at­tri­bui­ti lo­ro dal­la pre­sen­te leg­ge, se­gna­ta­men­te per le au­di­zio­ni, la pre­pa­ra­zio­ne del­le de­ci­sio­ni e l'ese­cu­zio­ne de­gli al­lon­ta­na­men­ti.
Art. 16 Lingua della procedura
1Le istan­ze al­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li pos­so­no es­se­re inol­tra­te in qual­si­vo­glia lin­gua uf­fi­cia­le sviz­ze­ra. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re che le istan­ze di ri­chie­den­ti l'asi­lo rap­pre­sen­ta­ti da un pro­cu­ra­to­re sia­no de­po­si­ta­te nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne nel­la lin­gua uf­fi­cia­le del Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne del cen­tro.1
2Le de­ci­sio­ni o le de­ci­sio­ni in­ci­den­ta­li del­la SEM so­no no­ti­fi­ca­te nel­la lin­gua uf­fi­cia­le del luo­go di re­si­den­za del ri­chie­den­te.2
3La SEM può de­ro­ga­re al­la di­spo­si­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 2 se:
il ri­chie­den­te l'asi­lo o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le par­la un'al­tra lin­gua uf­fi­cia­le;
in con­si­de­ra­zio­ne del nu­me­ro di do­man­de pre­sen­ta­te o del­la si­tua­zio­ne a li­vel­lo del per­so­na­le, ciò è ne­ces­sa­rio per un di­sbri­go ef­fi­cien­te e tem­pe­sti­vo del­le do­man­de;
il ri­chie­den­te l'asi­lo è at­tri­bui­to da un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne a un Can­to­ne con un'al­tra lin­gua uf­fi­cia­le.3
Art. 17 Disposizioni procedurali particolari
1La di­spo­si­zio­ne del­la leg­ge del 20 di­cem­bre 19681 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va con­cer­nen­te la so­spen­sio­ne dei ter­mi­ni non si ap­pli­ca al­la pro­ce­du­ra d'asi­lo.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na di­spo­si­zio­ni com­ple­men­ta­ri in me­ri­to al­la pro­ce­du­ra d'asi­lo se­gna­ta­men­te per te­ne­re con­to del­la si­tua­zio­ne par­ti­co­la­re del­le don­ne e dei mi­no­ri.
2bisLe do­man­de d'asi­lo di ri­chie­den­ti mi­no­ren­ni non ac­com­pa­gna­ti so­no trat­ta­te con prio­ri­tà.2
3Per la du­ra­ta del­la pro­ce­du­ra gli in­te­res­si dei ri­chie­den­ti l'asi­lo mi­no­ren­ni non ac­com­pa­gna­ti so­no di­fe­si:
nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e all'ae­ro­por­to, dal rap­pre­sen­tan­te le­ga­le as­se­gna­to, in qua­li­tà di per­so­na di fi­du­cia; que­sti ga­ran­ti­sce il coor­di­na­men­to con le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà can­to­na­li;
do­po l'at­tri­bu­zio­ne a un Can­to­ne, dal­la per­so­na di fi­du­cia de­si­gna­ta sen­za in­du­gio dal­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà can­to­na­li.3
3bisSe sus­si­sto­no in­di­zi che un ri­chie­den­te se­di­cen­te mi­no­ren­ne ha già rag­giun­to la mag­gio­re età, la SEM può di­spor­re una pe­ri­zia vol­ta ad ac­cer­tar­ne l'ef­fet­ti­va età.4
5Se è sta­ta or­di­na­ta l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to, la SEM fa per­ve­ni­re gli at­ti pro­ce­du­ra­li al ri­chie­den­te l'asi­lo o al suo pro­cu­ra­to­re con­tem­po­ra­nea­men­te al­la no­ti­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 23 ca­po­ver­so 1, 31a o 111c.6
6Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce il ruo­lo, le com­pe­ten­ze e le man­sio­ni del­la per­so­na di fi­du­cia.7
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005 (RU 2006 4745; FF 2002 6087). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
7 In­tro­dot­to dal n. I 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (Re­ce­pi­men­to del re­go­la­men­to [UE] n. 604/2013 che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1841; FF 2014 2411).
Art. 17a Emolumenti per prestazioni
La SEM può fat­tu­ra­re a ter­zi emo­lu­men­ti e spe­se per pre­sta­zio­ni a lo­ro fa­vo­re.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 2005 (RU 2006 4745 4767; FF 2002 6087). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Sezione 2: Domanda d'asilo ed entrata in Svizzera
Art. 18 Domanda d'asilo
È con­si­de­ra­ta do­man­da d'asi­lo ogni di­chia­ra­zio­ne con cui una per­so­na ma­ni­fe­sta di vo­ler ot­te­ne­re dal­la Sviz­ze­ra una pro­te­zio­ne con­tro le per­se­cu­zio­ni.
Art. 19 Deposito della domanda
1La do­man­da d'asi­lo de­ve es­se­re de­po­si­ta­ta al po­sto di con­trol­lo di un ae­ro­por­to sviz­ze­ro op­pu­re, all'at­to dell'en­tra­ta in Sviz­ze­ra, pres­so un pas­sag­gio di fron­tie­ra aper­to o in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 24a ca­po­ver­so 3.
2Può de­po­si­ta­re una do­man­da so­lo chi si tro­va al­la fron­tie­ra sviz­ze­ra o sul ter­ri­to­rio sviz­ze­ro.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 21 Domanda d'asilo presentata alla frontiera o dopo l'intercettazione nei pressi della frontiera in occasione dell'entrata illegale o all'interno del Paese
1Le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti as­se­gna­no a un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne le per­so­ne che pre­sen­ta­no una do­man­da d'asi­lo al­la fron­tie­ra o do­po l'in­ter­cet­ta­zio­ne nei pres­si del­la fron­tie­ra in oc­ca­sio­ne dell'en­tra­ta il­le­ga­le o all'in­ter­no del Pae­se. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 24a ca­po­ver­so 3.2
2La SEM ve­ri­fi­ca la pro­pria com­pe­ten­za a svol­ge­re la pro­ce­du­ra d'asi­lo te­nen­do con­to del­le di­spo­si­zio­ni de­gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no.
3Gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no so­no elen­ca­ti nell'al­le­ga­to 1.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 22 Procedura all'aeroporto
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ri­le­va le ge­ne­ra­li­tà del­le per­so­ne che pre­sen­ta­no una do­man­da d'asi­lo in un ae­ro­por­to sviz­ze­ro, le fo­to­gra­fa e ne al­le­sti­sce sche­de dat­ti­lo­sco­pi­che. Può ri­le­va­re al­tri da­ti bio­me­tri­ci e in­ter­ro­gar­le som­ma­ria­men­te sull'iti­ne­ra­rio se­gui­to e sui mo­ti­vi che le han­no in­dot­te a la­scia­re il lo­ro Pae­se.2
1bisLa SEM ve­ri­fi­ca la pro­pria com­pe­ten­za a svol­ge­re la pro­ce­du­ra d'asi­lo te­nen­do con­to del­le di­spo­si­zio­ni de­gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no.3
1terLa SEM au­to­riz­za l'en­tra­ta se la Sviz­ze­ra è com­pe­ten­te per lo svol­gi­men­to del­la pro­ce­du­ra d'asi­lo in vir­tù del re­go­la­men­to (UE) n. 604/20134 e:5
nel Pae­se dal qua­le è di­ret­ta­men­te giun­to in Sviz­ze­ra, il ri­chie­den­te l'asi­lo sem­bra espo­sto a pe­ri­co­lo per uno dei mo­ti­vi enu­me­ra­ti dall'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 1 o mi­nac­cia­to di trat­ta­men­to inu­ma­no; op­pu­re
il ri­chie­den­te ren­de ve­ro­si­mi­le che il Pae­se dal qua­le è di­ret­ta­men­te giun­to in Sviz­ze­ra lo co­strin­ge­reb­be, vio­lan­do il prin­ci­pio del non re­spin­gi­men­to, a re­car­si in un Pae­se nel qua­le sem­bra es­se­re espo­sto a pe­ri­co­lo.6
2L'en­tra­ta in Sviz­ze­ra è ri­fiu­ta­ta prov­vi­so­ria­men­te se i prov­ve­di­men­ti di cui al ca­po­ver­so 1 e la ve­ri­fi­ca di cui al ca­po­ver­so 1bis non per­met­to­no di de­ter­mi­na­re im­me­dia­ta­men­te se so­no adem­pi­te le con­di­zio­ni per l'ot­te­ni­men­to di un'au­to­riz­za­zio­ne d'en­tra­ta se­con­do il ca­po­ver­so 1ter.7
2bisPer evi­ta­re ca­si di ri­go­re per­so­na­le, il Con­si­glio fe­de­ra­le può de­ci­de­re in qua­li al­tri ca­si l'en­tra­ta in Sviz­ze­ra è au­to­riz­za­ta.8
3Nel mo­men­to in cui gli ri­fiu­ta l'en­tra­ta, la SEM as­se­gna al ri­chie­den­te un luo­go di sog­gior­no e gli for­ni­sce un al­log­gio ade­gua­to. Le spe­se dell'al­log­gio so­no a ca­ri­co del­la SEM. I ge­sto­ri di ae­ro­por­ti so­no re­spon­sa­bi­li dell'ap­pron­ta­men­to di al­log­gi a bas­so co­sto.9
3bisAl ri­chie­den­te l'asi­lo che pre­sen­ta una do­man­da d'asi­lo in un ae­ro­por­to sviz­ze­ro, la Con­fe­de­ra­zio­ne ga­ran­ti­sce una con­su­len­za e una rap­pre­sen­tan­za le­ga­le gra­tui­te per ana­lo­gia con gli ar­ti­co­li 102f-102k.10
4La de­ci­sio­ne re­la­ti­va al ri­fiu­to dell'en­tra­ta e all'as­se­gna­zio­ne di un luo­go di sog­gior­no è no­ti­fi­ca­ta al ri­chie­den­te, in­di­can­do i ri­me­di giu­ri­di­ci, en­tro due gior­ni dal de­po­si­to del­la do­man­da. Pri­ma del­la de­ci­sio­ne, al ri­chie­den­te è con­ces­so il di­rit­to di es­se­re sen­ti­to.11
5Il ri­chie­den­te può es­se­re trat­te­nu­to, al mas­si­mo per 60 gior­ni, all'ae­ro­por­to o ec­ce­zio­nal­men­te in un al­tro luo­go ade­gua­to. Pas­sa­ta in giu­di­ca­to una de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to, può es­se­re in­car­ce­ra­to in vi­sta del rin­vio coat­to.
6La SEM può in se­gui­to at­tri­bui­re il ri­chie­den­te a un Can­to­ne o a un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Ne­gli al­tri ca­si, l'ul­te­rio­re pro­ce­du­ra all'ae­ro­por­to è ret­ta da­gli ar­ti­co­li 23, 29, 36 e 37.12
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
3 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
4 Re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 del Par­la­men­to eu­ro­peo e del Con­si­glio, del 26 giu. 2013, che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri da un cit­ta­di­no di un pae­se ter­zo o da un apo­li­de (ri­fu­sio­ne), ver­sio­ne del­la GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31.
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (Re­ce­pi­men­to del re­go­la­men­to [UE] n. 604/2013 che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1841; FF 2014 2411).
6 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
8 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
9 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
10 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
11 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
12 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 23 Decisioni all'aeroporto
1Se non au­to­riz­za l'en­tra­ta in Sviz­ze­ra, la SEM può non en­tra­re nel me­ri­to del­la do­man­da d'asi­lo o re­spin­ger­la.2
2La de­ci­sio­ne è no­ti­fi­ca­ta en­tro 20 gior­ni dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da. Se la pro­ce­du­ra si pro­trae ol­tre ta­le pe­rio­do, la SEM at­tri­bui­sce il ri­chie­den­te a un Can­to­ne o a un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3
Sezione 2a: Centri della Confederazione
Art. 24 Centri della Confederazione
1La Con­fe­de­ra­zio­ne isti­tui­sce cen­tri ge­sti­ti dal­la SEM. Al ri­guar­do tie­ne con­to dei prin­ci­pi dell'ade­gua­tez­za e dell'eco­no­mi­ci­tà.
2Coin­vol­ge tem­pe­sti­va­men­te i Can­to­ni e i Co­mu­ni nell'isti­tu­zio­ne dei cen­tri.
3I ri­chie­den­ti l'asi­lo so­no al­log­gia­ti in cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne a par­ti­re dal de­po­si­to del­la do­man­da d'asi­lo:
nel­la pro­ce­du­ra ce­le­re, fi­no al­la con­ces­sio­ne dell'asi­lo, fi­no al­la de­ci­sio­ne d'am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria o fi­no al­la par­ten­za;
nel­la pro­ce­du­ra Du­bli­no, fi­no al­la par­ten­za;
nel­la pro­ce­du­ra am­plia­ta, fi­no all'at­tri­bu­zio­ne al Can­to­ne.
4Il sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne du­ra al mas­si­mo 140 gior­ni. Al­la sca­den­za del­la du­ra­ta mas­si­ma del sog­gior­no il ri­chie­den­te l'asi­lo è at­tri­bui­to a un Can­to­ne.
5La du­ra­ta mas­si­ma può es­se­re ade­gua­ta­men­te pro­lun­ga­ta se ciò con­sen­te di con­clu­de­re ra­pi­da­men­te la pro­ce­du­ra d'asi­lo o di ese­gui­re l'al­lon­ta­na­men­to. Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce i det­ta­gli re­la­ti­vi al pro­lun­ga­men­to del­la du­ra­ta mas­si­ma di sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
6L'at­tri­bu­zio­ne a un Can­to­ne può es­se­re de­ci­sa an­che pri­ma del­lo sca­de­re del­la du­ra­ta mas­si­ma di sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in par­ti­co­la­re in ca­so di au­men­to ra­pi­do e si­gni­fi­ca­ti­vo del­le do­man­de d'asi­lo. La ri­par­ti­zio­ne e l'at­tri­bu­zio­ne so­no ret­te dall'ar­ti­co­lo 27.
Art. 24a Centri speciali
1I ri­chie­den­ti l'asi­lo che com­pro­met­to­no con­si­de­re­vol­men­te la si­cu­rez­za e l'or­di­ne pub­bli­ci o che con il lo­ro com­por­ta­men­to di­stur­ba­no con­si­de­re­vol­men­te l'eser­ci­zio e la si­cu­rez­za dei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne so­no col­lo­ca­ti in cen­tri spe­cia­li isti­tui­ti e ge­sti­ti dal­la SEM o dal­le au­to­ri­tà can­to­na­li. La col­lo­ca­zio­ne in un cen­tro spe­cia­le può es­se­re ac­com­pa­gna­ta da un'as­se­gna­zio­ne di un luo­go di sog­gior­no o da un di­vie­to di ac­ce­de­re a un da­to ter­ri­to­rio ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 74 ca­po­ver­so 1bis LStrI2; la pro­ce­du­ra è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 74 ca­po­ver­si 2 e 3 LStrI.
2Nei cen­tri spe­cia­li pos­so­no, al­le stes­se con­di­zio­ni, es­se­re col­lo­ca­ti ri­chie­den­ti l'asi­lo at­tri­bui­ti a un Can­to­ne. La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni par­te­ci­pa­no al­le spe­se dei cen­tri pro­por­zio­nal­men­te all'uso che ne fan­no.
3Nei cen­tri spe­cia­li si pos­so­no ef­fet­tua­re le stes­se pro­ce­du­re svol­te nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 24; è ec­cet­tua­to il de­po­si­to di una do­man­da d'asi­lo.
4Le do­man­de d'asi­lo pre­sen­ta­te da per­so­ne col­lo­ca­te nei cen­tri spe­cia­li so­no trat­ta­te prio­ri­ta­ria­men­te ed even­ta­li de­ci­sio­ni di al­lon­ta­na­men­to ese­gui­te prio­ri­ta­ria­men­te.
Art. 24b Esercizio dei centri
1La SEM può in­ca­ri­ca­re ter­zi di svol­ge­re com­pi­ti te­si a ga­ran­ti­re l'eser­ci­zio dei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. I ter­zi in­ca­ri­ca­ti sot­to­stan­no al­lo stes­so ob­bli­go del se­gre­to che vin­co­la il per­so­na­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le di giu­sti­zia e po­li­zia (DFGP) ema­na di­spo­si­zio­ni al fi­ne di as­si­cu­ra­re una pro­ce­du­ra ra­pi­da e un eser­ci­zio or­di­na­to dei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
Art. 24c Utilizzo provvisorio di edifici e infrastrutture militari della Confederazione
1Se le esi­sten­ti strut­tu­re di al­log­gio non so­no suf­fi­cien­ti, gli edi­fi­ci e le in­fra­strut­tu­re mi­li­ta­ri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne pos­so­no es­se­re uti­liz­za­ti sen­za au­to­riz­za­zio­ne can­to­na­le o co­mu­na­le e sen­za pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni per l'al­log­gio di ri­chie­den­ti o per lo svol­gi­men­to di pro­ce­du­re d'asi­lo per al mas­si­mo tre an­ni, se il cam­bia­men­to di de­sti­na­zio­ne non ri­chie­de prov­ve­di­men­ti edi­li­zi ri­le­van­ti e non av­vie­ne al­cu­na mo­di­fi­ca es­sen­zia­le in re­la­zio­ne all'oc­cu­pa­zio­ne dell'in­fra­strut­tu­ra o dell'edi­fi­cio.
2Non so­no prov­ve­di­men­ti edi­li­zi ri­le­van­ti ai sen­si del ca­po­ver­so 1 in par­ti­co­la­re:
i la­vo­ri usua­li di ma­nu­ten­zio­ne agli edi­fi­ci e al­le in­fra­strut­tu­re;
le tra­sfor­ma­zio­ni edi­li­zie di esi­gua en­ti­tà;
le in­stal­la­zio­ni di im­por­tan­za se­con­da­ria qua­li gli im­pian­ti sa­ni­ta­ri o i rac­cor­di idrau­li­ci ed elet­tri­ci;
le co­stru­zio­ni mo­bi­lia­ri.
3Gli edi­fi­ci o le in­fra­strut­tu­re di cui al ca­po­ver­so 1 pos­so­no es­se­re riu­ti­liz­za­ti al più pre­sto do­po un'in­ter­ru­zio­ne di due an­ni, sal­vo che il Can­to­ne e il Co­mu­ne d'ubi­ca­zio­ne ac­cet­ti­no di ri­nun­cia­re a un'in­ter­ru­zio­ne; so­no fat­te sal­ve le cir­co­stan­ze ec­ce­zio­na­li di cui all'ar­ti­co­lo 55.
4Do­po aver­li con­sul­ta­ti, la Con­fe­de­ra­zio­ne an­nun­cia il cam­bia­men­to di de­sti­na­zio­ne al Can­to­ne e al Co­mu­ne d'ubi­ca­zio­ne al più tar­di 60 gior­ni pri­ma del­la mes­sa in eser­ci­zio dell'al­log­gio.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 3101, 2017 6171; FF 2014 6917).
Art. 24d Centri d'alloggio cantonali e comunali
1I ri­chie­den­ti l'asi­lo pos­so­no es­se­re al­log­gia­ti in cen­tri ge­sti­ti da un Can­to­ne o da un Co­mu­ne se non so­no di­spo­ni­bi­li po­sti suf­fi­cien­ti nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 24. Per l'al­log­gio nei cen­tri co­mu­na­li è ne­ces­sa­rio il con­sen­so del Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne.
2Il Can­to­ne o il Co­mu­ne d'ubi­ca­zio­ne:
ga­ran­ti­sce un al­log­gio, un'as­si­sten­za e un'oc­cu­pa­zio­ne ade­gua­ti;
con­ce­de l'aiu­to so­cia­le o il soc­cor­so d'emer­gen­za;
ga­ran­ti­sce l'as­si­sten­za me­di­ca e l'istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se per i bam­bi­ni;
adot­ta i prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re un eser­ci­zio or­di­na­to.
3Il Can­to­ne o il Co­mu­ne d'ubi­ca­zio­ne può de­le­ga­re a ter­zi l'adem­pi­men­to di tut­ti o par­te dei com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 2.
4La con­ces­sio­ne dell'aiu­to so­cia­le e del soc­cor­so d'emer­gen­za è ret­ta dal di­rit­to can­to­na­le.
5Sul­la ba­se di un ac­cor­do, la Con­fe­de­ra­zio­ne ver­sa al Can­to­ne o al Co­mu­ne d'ubi­ca­zio­ne sus­si­di fe­de­ra­li per l'in­den­niz­zo del­le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve, del­le spe­se per il per­so­na­le e di al­tre spe­se so­ste­nu­te nell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 2. L'in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te, i sus­si­di pos­so­no es­se­re fis­sa­ti in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re per l'in­den­niz­zo di spe­se uni­che.
6Le ri­ma­nen­ti di­spo­si­zio­ni vi­gen­ti per i cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia an­che ai cen­tri can­to­na­li e co­mu­na­li. Nei cen­tri di cui al ca­po­ver­so 1 si pos­so­no ef­fet­tua­re le stes­se pro­ce­du­re svol­te nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 24.
Art. 24e Misure complementari
La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pren­do­no prov­ve­di­men­ti al fi­ne di po­ter rea­gi­re tem­pe­sti­va­men­te al­le flut­tua­zio­ni del nu­me­ro del­le do­man­de d'asi­lo con le ne­ces­sa­rie ri­sor­se, in par­ti­co­la­re per quan­to con­cer­ne l'al­log­gio, il per­so­na­le e il fi­nan­zia­men­to, o con al­tre mi­su­re.
Sezione 3: Procedura di prima istanza
1 Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012 (RU 2013 4375; FF 2010 3889, 2011 6503). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 26 Fase preparatoria
1Con la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d'asi­lo ini­zia la fa­se pre­pa­ra­to­ria. Que­sta du­ra al mas­si­mo die­ci gior­ni nel­la pro­ce­du­ra Du­bli­no e al mas­si­mo 21 gior­ni nel­le al­tre pro­ce­du­re.
2Du­ran­te la fa­se pre­pa­ra­to­ria la SEM ri­le­va le ge­ne­ra­li­tà del ri­chie­den­te e di nor­ma al­le­sti­sce sche­de dat­ti­lo­sco­pi­che e fo­to­gra­fie. Può ri­le­va­re al­tri da­ti bio­me­tri­ci, di­spor­re una pe­ri­zia vol­ta ad ac­cer­ta­re l'età (art. 17 cpv. 3bis), ve­ri­fi­ca­re mez­zi di pro­va, do­cu­men­ti di viag­gio e d'iden­ti­tà, non­ché svol­ge­re ac­cer­ta­men­ti spe­ci­fi­ci sul­la pro­ve­nien­za e sull'iden­ti­tà del ri­chie­den­te.
3La SEM in­for­ma il ri­chie­den­te dei suoi di­rit­ti e do­ve­ri nel­la pro­ce­du­ra d'asi­lo. Può in­ter­ro­gar­lo sul­la sua iden­ti­tà, sull'iti­ne­ra­rio se­gui­to e som­ma­ria­men­te sui mo­ti­vi che lo han­no in­dot­to a la­scia­re il suo Pae­se. La SEM può in­ter­ro­ga­re il ri­chie­den­te su un even­tua­le traf­fi­co di mi­gran­ti a sco­po di lu­cro. Ac­cer­ta con il ri­chie­den­te se la do­man­da d'asi­lo è suf­fi­cien­te­men­te mo­ti­va­ta. Se que­sta con­di­zio­ne non è adem­piu­ta e il ri­chie­den­te ri­ti­ra la do­man­da, que­sta è stral­cia­ta sen­za for­ma­li­tà ed è av­via­ta la pro­ce­du­ra per il ri­tor­no.
4Du­ran­te la fa­se pre­pa­ra­to­ria so­no ef­fet­tua­ti il con­fron­to dei da­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 102abis ca­po­ver­si 2-3 e la ve­ri­fi­ca del­le im­pron­te di­gi­ta­li se­con­do l'ar­ti­co­lo 102ater ca­po­ver­so 1 ed è pre­sen­ta­ta la do­man­da di pre­sa o ri­pre­sa in ca­ri­co al com­pe­ten­te Sta­to vin­co­la­to da un Ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no.
5La SEM può in­ca­ri­ca­re ter­zi di svol­ge­re i com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 2. I ter­zi in­ca­ri­ca­ti sot­to­stan­no al­lo stes­so ob­bli­go del se­gre­to che vin­co­la il per­so­na­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
Art. 26a Accertamento medico
1I ri­chie­den­ti l'asi­lo de­vo­no far va­le­re i pro­ble­mi di sa­lu­te ri­le­van­ti per la pro­ce­du­ra d'asi­lo e di al­lon­ta­na­men­to, a lo­ro già no­ti al mo­men­to del­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d'asi­lo, im­me­dia­ta­men­te do­po la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da, ma al più tar­di du­ran­te l'au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d'asi­lo se­con­do l'ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­so 2 o al mo­men­to del­la con­ces­sio­ne del di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­so 1.
2Per le al­le­ga­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 la SEM de­si­gna lo spe­cia­li­sta com­pe­ten­te per l'esa­me me­di­co. L'ar­ti­co­lo 82a si ap­pli­ca per ana­lo­gia. La SEM può de­le­ga­re a ter­zi i com­pi­ti me­di­ci ne­ces­sa­ri.
3I pro­ble­mi di sa­lu­te fat­ti va­le­re suc­ces­si­va­men­te o ri­scon­tra­ti da un al­tro spe­cia­li­sta pos­so­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne nel­la pro­ce­du­ra d'asi­lo e d'al­lon­ta­na­men­to se so­no pro­va­ti. In via ec­ce­zio­na­le può es­se­re suf­fi­cien­te che sia­no re­si ve­ro­si­mi­li se il ri­tar­do è giu­sti­fi­ca­to da mo­ti­vi scu­sa­bi­li o se in un ca­so spe­ci­fi­co non può es­se­re for­ni­ta una pro­va per mo­ti­vi me­di­ci. La SEM può far ca­po a un me­di­co di fi­du­cia.
1 Ori­gi­na­rio art. 26bis. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
Art. 26b Procedura Dublino
La pro­ce­du­ra in vi­sta di una de­ci­sio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 31a ca­po­ver­so 1 let­te­ra b ha ini­zio con la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da a uno Sta­to Du­bli­no di pren­de­re o ri­pren­de­re in ca­ri­co il ri­chie­den­te l'asi­lo. Du­ra fi­no al tra­sfe­ri­men­to nel­lo Sta­to Du­bli­no com­pe­ten­te o fi­no al­la sua in­ter­ru­zio­ne e al­la de­ci­sio­ne re­la­ti­va al­lo svol­gi­men­to di una pro­ce­du­ra ce­le­re o am­plia­ta.
Art. 26c Procedura celere
Al ter­mi­ne del­la fa­se pre­pa­ra­to­ria ini­zia im­me­dia­ta­men­te la pro­ce­du­ra ce­le­re con l'au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d'asi­lo o la con­ces­sio­ne del di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 36. Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le sin­go­le fa­si pro­ce­du­ra­li.
Art. 26d Procedura ampliata
Se dall'au­di­zio­ne del ri­chie­den­te sui mo­ti­vi d'asi­lo ri­sul­ta che non è pos­si­bi­le pro­nun­cia­re una de­ci­sio­ne nel qua­dro del­la pro­ce­du­ra ce­le­re, se­gna­ta­men­te per­ché so­no ne­ces­sa­ri ac­cer­ta­men­ti sup­ple­men­ta­ri, la do­man­da d'asi­lo è trat­ta­ta nel qua­dro del­la pro­ce­du­ra am­plia­ta e il ri­chie­den­te at­tri­bui­to a un Can­to­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 27.
Art. 27 Ripartizione e attribuzione ai Cantoni
1I Can­to­ni s'in­ten­do­no cir­ca la ri­par­ti­zio­ne dei ri­chie­den­ti.
1bisNel­la ri­par­ti­zio­ne dei ri­chie­den­ti l'asi­lo si tie­ne con­to in mo­do ade­gua­to del­le pre­sta­zio­ni par­ti­co­la­ri for­ni­te dai Can­to­ni in cui è ubi­ca­to un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o un ae­ro­por­to.2
2Se i Can­to­ni non rie­sco­no a in­ten­der­si, il Con­si­glio fe­de­ra­le, do­po aver­li con­sul­ta­ti, sta­bi­li­sce con un'or­di­nan­za i cri­te­ri di ri­par­ti­zio­ne.
3La SEM ri­par­ti­sce i ri­chie­den­ti fra i Can­to­ni (Can­to­ni d'at­tri­bu­zio­ne).3 Tie­ne con­to de­gli in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne dei Can­to­ni e dei ri­chie­den­ti. La de­ci­sio­ne d'at­tri­bu­zio­ne può es­se­re im­pu­gna­ta sol­tan­to per vio­la­zio­ne del prin­ci­pio dell'uni­tà del­la fa­mi­glia.
4Non so­no at­tri­bui­te ai Can­to­ni le per­so­ne per le qua­li è sta­ta or­di­na­ta l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to e per le qua­li la de­ci­sio­ne sull'asi­lo è pas­sa­ta in giu­di­ca­to in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o la cui do­man­da d'asi­lo è sta­ta stral­cia­ta in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.4
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1633; FF 2003 4857).
4 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003 (RU 2004 1633; FF 2003 4857). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 28 Assegnazione di un luogo di soggiorno e di un alloggio
1La SEM o le au­to­ri­tà can­to­na­li pos­so­no as­se­gna­re al ri­chie­den­te un luo­go di sog­gior­no.
2Es­si pos­so­no as­se­gnar­gli un al­log­gio e, in par­ti­co­la­re, col­lo­car­lo in un al­log­gio col­let­ti­vo. I Can­to­ni ne ga­ran­ti­sco­no un eser­ci­zio or­di­na­to; pos­so­no ema­na­re per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni e pren­de­re prov­ve­di­men­ti.1
Art. 29 Audizione sui motivi d'asilo
1La SEM pro­ce­de all'au­di­zio­ne del ri­chie­den­te sui mo­ti­vi d'asi­lo; l'au­di­zio­ne si svol­ge nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
1bisSe ne­ces­sa­rio, la SEM fa ca­po a un in­ter­pre­te.
2Il ri­chie­den­te può inol­tre far­si ac­com­pa­gna­re, a sue spe­se, da una per­so­na e da un in­ter­pre­te di sua scel­ta che non sia­no es­si stes­si ri­chie­den­ti l'asi­lo.
3L'au­di­zio­ne è mes­sa a ver­ba­le. Il ver­ba­le de­ve es­se­re fir­ma­to dai par­te­ci­pan­ti.
Art. 29a Collaborazione all'accertamento dei fatti
Il Con­si­glio fe­de­ra­le può con­clu­de­re con Sta­ti ter­zi e or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li ac­cor­di con­cer­nen­ti la col­la­bo­ra­zio­ne all'ac­cer­ta­men­to dei fat­ti. Può in par­ti­co­la­re con­clu­de­re ac­cor­di con­cer­nen­ti lo scam­bio re­ci­pro­co di in­for­ma­zio­ni per ac­cer­ta­re nel­lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za i mo­ti­vi di fu­ga di un ri­chie­den­te, l'iti­ne­ra­rio se­gui­to e il sog­gior­no in uno Sta­to ter­zo.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 31 Preparazione delle decisioni da parte dei Cantoni
D'in­te­sa con i Can­to­ni, il DFGP può de­ci­de­re che gli im­pie­ga­ti del­le au­to­ri­tà can­to­na­li pre­pa­ri­no de­ci­sio­ni sot­to la di­re­zio­ne del­la SEM e a sua de­sti­na­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 31a Decisioni della SEM
1Di nor­ma la SEM non en­tra nel me­ri­to del­la do­man­da d'asi­lo se il ri­chie­den­te:
può ri­tor­na­re in uno Sta­to ter­zo si­cu­ro se­con­do l'ar­ti­co­lo 6a ca­po­ver­so 2 let­te­ra b nel qua­le ave­va sog­gior­na­to pre­ce­den­te­men­te;
può par­ti­re al­la vol­ta di uno Sta­to ter­zo cui com­pe­te, in vir­tù di un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le, l'ese­cu­zio­ne del­la pro­ce­du­ra d'asi­lo e d'al­lon­ta­na­men­to;
può ri­tor­na­re in uno Sta­to ter­zo nel qua­le ave­va sog­gior­na­to pre­ce­den­te­men­te;
può re­car­si in uno Sta­to ter­zo per il qua­le pos­sie­de un vi­sto e in cui può chie­de­re pro­te­zio­ne;
può re­car­si in uno Sta­to ter­zo nel qua­le vi­vo­no suoi pa­ren­ti pros­si­mi o per­so­ne con cui in­trat­tie­ne rap­por­ti stret­ti;
può es­se­re al­lon­ta­na­to nel suo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za se­con­do l'ar­ti­co­lo 31b.
2Il ca­po­ver­so 1 let­te­re c-e non si ap­pli­ca se vi so­no in­di­zi che, nel sin­go­lo ca­so, nel­lo Sta­to ter­zo non vi sia una pro­te­zio­ne ef­fet­ti­va dal re­spin­gi­men­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 1.
3La SEM non en­tra nel me­ri­to del­la do­man­da se non so­no sod­di­sfat­te le con­di­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 18. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca se­gna­ta­men­te se la do­man­da d'asi­lo è pre­sen­ta­ta esclu­si­va­men­te per mo­ti­vi eco­no­mi­ci o me­di­ci.
4Ne­gli al­tri ca­si, la SEM re­spin­ge la do­man­da d'asi­lo se non è sta­ta di­mo­stra­ta o re­sa ve­ro­si­mi­le la qua­li­tà di ri­fu­gia­to o se sus­si­ste un mo­ti­vo d'esclu­sio­ne ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 53 e 54.3
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1871; FF 2014 2935).
Art. 31b Riconoscimento delle decisioni in materia di asilo e di allontanamento degli Stati Dublino
1Il ri­chie­den­te og­get­to di una de­ci­sio­ne ne­ga­ti­va in ma­te­ria di asi­lo e di una de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to, pre­se da uno Sta­to vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no (Sta­to Du­bli­no), può es­se­re al­lon­ta­na­to di­ret­ta­men­te nel suo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, con­for­me­men­te al­le con­di­zio­ni del­la di­ret­ti­va 2001/40/CE2, se:
lo Sta­to Du­bli­no com­pe­ten­te non ese­gue per lun­go tem­po al­lon­ta­na­men­ti ver­so lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za del ri­chie­den­te; e
ve­ro­si­mil­men­te l'al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra può es­se­re ese­gui­to ce­ler­men­te.
2Il CEM sol­le­ci­ta pres­so le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti del­lo Sta­to Du­bli­no in­te­res­sa­to le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie per l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to e pren­de gli ac­cor­di del ca­so.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1871; FF 2014 2935).
2 Di­ret­ti­va 2001/40/CE del Con­si­glio, del 28 mag. 2001, re­la­ti­va al ri­co­no­sci­men­to re­ci­pro­co del­le de­ci­sio­ni di al­lon­ta­na­men­to dei cit­ta­di­ni di pae­si ter­zi, GU L 149 del 2.6.2001, pag. 34.
Art. 32 a 35
1 Abro­ga­ti dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 35a Ripresa della procedura d'asilo nell'ambito della procedura Dublino
Se in vir­tù del re­go­la­men­to (UE) n. 604/20132 l'esa­me del­la do­man­da d'asi­lo spet­ta al­la Sviz­ze­ra, la pro­ce­du­ra d'asi­lo è ri­pre­sa, an­che se la do­man­da è sta­ta pre­ce­den­te­men­te stral­cia­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005 (RU 2006 4745; FF 2002 6087). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (Re­ce­pi­men­to del re­go­la­men­to [UE] n. 604/2013 che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1841; FF 2014 2411).
2 Cfr. no­ta a piè di pa­gi­na re­la­ti­va all'art. 22 cpv. 1ter.
Art. 36 Procedura prima delle decisioni
1In ca­so di de­ci­sio­ne di non en­tra­ta nel me­ri­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 31a ca­po­ver­so 1, al ri­chie­den­te è con­ces­so il di­rit­to di es­se­re sen­ti­to. Lo stes­so va­le se il ri­chie­den­te:
in­gan­na le au­to­ri­tà sul­la pro­pria iden­ti­tà e l'in­gan­no è sta­bi­li­to dai ri­sul­ta­ti dell'esa­me dat­ti­lo­sco­pi­co o da al­tri mez­zi di pro­va;
ba­sa la sua do­man­da in mo­do de­ter­mi­nan­te su mez­zi di pro­va fal­si o fal­si­fi­ca­ti;
si ren­de col­pe­vo­le di un'al­tra vio­la­zio­ne gra­ve del suo ob­bli­go di col­la­bo­ra­re.
2Ne­gli al­tri ca­si ha luo­go un'au­di­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 29.
1Nel­la pro­ce­du­ra Du­bli­no (art. 26b) le de­ci­sio­ni de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­te en­tro tre gior­ni la­vo­ra­ti­vi dall'ap­pro­va­zio­ne da par­te del­lo Sta­to Du­bli­no in­te­res­sa­to dal­la do­man­da di tra­sfe­ri­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 21 e 23 del re­go­la­men­to (UE) n. 604/20132.
2Nel­la pro­ce­du­ra ce­le­re (art. 26c) le de­ci­sio­ni de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­te en­tro ot­to gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal­la con­clu­sio­ne del­la fa­se pre­pa­ra­to­ria.
3Se sus­si­sto­no mo­ti­vi va­li­di e qua­lo­ra si pos­sa pre­ve­de­re che la de­ci­sio­ne sa­rà pre­sa nel cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, i ter­mi­ni di cui ai ca­po­ver­si 1 e 2 pos­so­no es­se­re su­pe­ra­ti di al­cu­ni gior­ni.
4Nel­la pro­ce­du­ra am­plia­ta (art. 26d) le de­ci­sio­ni de­vo­no es­se­re pre­se en­tro due me­si dal­la con­clu­sio­ne del­la fa­se pre­pa­ra­to­ria.
5Nei ca­si ri­ma­nen­ti le de­ci­sio­ni di non en­tra­ta nel me­ri­to de­vo­no es­se­re pre­se en­tro cin­que gior­ni la­vo­ra­ti­vi e le al­tre de­ci­sio­ni en­tro die­ci gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal de­po­si­to del­la do­man­da.
6Se il ri­chie­den­te è in­car­ce­ra­to in vi­sta d'estra­di­zio­ne su ri­chie­sta del­lo Sta­to da cui cer­ca pro­te­zio­ne in Sviz­ze­ra, la SEM de­ci­de sen­za in­du­gio e in via prio­ri­ta­ria. Lo stes­so va­le an­che se nei suoi con­fron­ti è sta­ta pro­nun­cia­ta l'espul­sio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 66a o 66abis del Co­di­ce pe­na­le (CP)3 o l'ar­ti­co­lo 49a o 49abis del Co­di­ce pe­na­le mi­li­ta­re del 13 giu­gno 1927 (CPM)4.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta i n. I e IV 2 per i cpv. 4 e 6 del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 Re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 del Par­la­men­to eu­ro­peo e del Con­si­glio, del 26 giu­gno 2013, che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri da un cit­ta­di­no di un pae­se ter­zo o da un apo­li­de (ri­fu­sio­ne), GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31.
Art. 37a Motivazione
La de­ci­sio­ne di non en­tra­ta nel me­ri­to è mo­ti­va­ta som­ma­ria­men­te.
Art. 37b Strategia della SEM per il trattamento delle domande
La SEM sta­bi­li­sce in una stra­te­gia qua­li do­man­de d'asi­lo so­no trat­ta­te prio­ri­ta­ria­men­te. Al ri­guar­do tie­ne con­to in par­ti­co­la­re dei ter­mi­ni le­ga­li di trat­ta­men­to, del­la si­tua­zio­ne ne­gli Sta­ti di pro­ve­nien­za, del­la fon­da­tez­za o del­la non fon­da­tez­za ma­ni­fe­sta del­le do­man­de, non­ché del com­por­ta­men­to del ri­chie­den­te.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 39 Concessione della protezione provvisoria
Se dal­le in­for­ma­zio­ni rac­col­te nel cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o dall'au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d'asi­lo emer­ge ma­ni­fe­sta­men­te che il ri­chie­den­te fa par­te di un grup­po di per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 66, gli è ac­cor­da­ta la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.
Art. 40 Rigetto senza ulteriori chiarimenti
1Se in ba­se all'au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d'asi­lo ri­sul­ta evi­den­te che il ri­chie­den­te non è in gra­do di pro­va­re o di ren­de­re ve­ro­si­mi­le di pos­se­de­re qua­li­tà di ri­fu­gia­to e se nes­sun mo­ti­vo si op­po­ne all'al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra, la do­man­da è re­spin­ta sen­za pro­ce­de­re a ul­te­rio­ri chia­ri­men­ti.
2La de­ci­sio­ne dev'es­se­re mo­ti­va­ta al­me­no som­ma­ria­men­te.1
Art. 41a Coordinamento con la procedura d'estradizione
Se con­tro il ri­chie­den­te è pen­den­te una do­man­da d'estra­di­zio­ne ai sen­si del­la leg­ge del 20 mar­zo 19812 sull'as­si­sten­za in ma­te­ria pe­na­le, la SEM de­ci­de sul­la do­man­da d'asi­lo te­nen­do con­to de­gli at­ti del­la pro­ce­du­ra d'estra­di­zio­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 1° ott. 2010 sul coor­di­na­men­to tra la pro­ce­du­ra d'asi­lo e la pro­ce­du­ra d'estra­di­zio­ne, in vi­go­re dal 1° apr. 2011 (RU 2011 925; FF 2010 1295).
Sezione 4: Statuto del richiedente durante la procedura d'asilo
Art. 42 Soggiorno durante la procedura d'asilo
Chi ha pre­sen­ta­to una do­man­da d'asi­lo in Sviz­ze­ra è au­to­riz­za­to a sog­gior­nar­vi fi­no a con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra.
Art. 43 Autorizzazione d'esercitare un'attività lucrativa
1Du­ran­te il sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne i ri­chie­den­ti non han­no il di­rit­to di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.1
1bisLe ul­te­rio­ri con­di­zio­ni d'am­mis­sio­ne per eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va so­no ret­te dal­la LStrI2.3
2L'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va si estin­gue con lo spi­ra­re del ter­mi­ne di par­ten­za fis­sa­to al­lor­quan­do la pro­ce­du­ra d'asi­lo ter­mi­na con una de­ci­sio­ne ne­ga­ti­va pas­sa­ta in giu­di­ca­to, an­che se il ri­chie­den­te si è av­val­so di un mez­zo d'im­pu­gna­zio­ne straor­di­na­rio e l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to è sta­ta so­spe­sa. Se la SEM pro­lun­ga il ter­mi­ne di par­ten­za nell'am­bi­to del­la pro­ce­du­ra or­di­na­ria, può con­ti­nua­re a es­se­re au­to­riz­za­ta un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va. Du­ran­te una pro­ce­du­ra di cui all'ar­ti­co­lo 111c non so­no ri­la­scia­te au­to­riz­za­zio­ni d'eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.4
3D'in­te­sa con il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell'eco­no­mia, del­la for­ma­zio­ne e del­la ri­cer­ca, il DFGP può au­to­riz­za­re i Can­to­ni a pro­ro­ga­re l'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va per de­ter­mi­na­te ca­te­go­rie di per­so­ne ol­tre lo sca­de­re del ter­mi­ne di par­ten­za, sem­pre che cir­co­stan­ze spe­cia­li lo giu­sti­fi­chi­no. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca per ana­lo­gia an­che al­la pro­ce­du­ra d'asi­lo di cui all'ar­ti­co­lo 111c.5
3bisPer de­ter­mi­na­ti grup­pi di ri­chie­den­ti, il Con­si­glio fe­de­ra­le può ema­na­re un di­vie­to tem­po­ra­neo di la­vo­ro.6
4I ri­chie­den­ti au­to­riz­za­ti a eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni di po­li­zia de­gli stra­nie­ri o che par­te­ci­pa­no a pro­gram­mi d'oc­cu­pa­zio­ne non sot­to­stan­no al di­vie­to di la­vo­ra­re.7
3 In­tro­dot­to dal n. II 1 dell'all. al­la LF del 16 dic. 2005 su­gli stra­nie­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 54372008 5405; FF 2002 3327).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Sezione 5: Esecuzione dell'allontanamento e misure sostitutive
Art. 44 Allontanamento e ammissione provvisoria
Se re­spin­ge la do­man­da d'asi­lo o non en­tra nel me­ri­to, la SEM pro­nun­cia, di nor­ma, l'al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra e ne or­di­na l'ese­cu­zio­ne; tie­ne pe­rò con­to del prin­ci­pio dell'uni­tà del­la fa­mi­glia. All'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to si ap­pli­ca­no inol­tre gli ar­ti­co­li 83 e 84 LStrI2.
1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003 (RU 2004 1633; FF 2003 4857). Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 45 Decisione d'allontanamento
1La de­ci­sio­ne d'al­lon­ta­na­men­to in­di­ca:
l'ob­bli­go del ri­chie­den­te di la­scia­re la Sviz­ze­ra;
la da­ta en­tro la qua­le egli de­ve ave­re ab­ban­do­na­to la Sviz­ze­ra; se è sta­ta or­di­na­ta l'am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria, il ter­mi­ne di par­ten­za è fis­sa­to al mo­men­to del­la re­vo­ca di ta­le mi­su­ra;
i mez­zi coer­ci­ti­vi;
se del ca­so, i Pae­si ver­so i qua­li il ri­chie­den­te non può es­se­re al­lon­ta­na­to;
se del ca­so, la mi­su­ra so­sti­tu­ti­va dell'ese­cu­zio­ne;
il Can­to­ne com­pe­ten­te per l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to o del­la mi­su­ra so­sti­tu­ti­va.
2Con la de­ci­sio­ne d'al­lon­ta­na­men­to è im­par­ti­to un ter­mi­ne di par­ten­za ade­gua­to, com­pre­so tra set­te e 30 gior­ni. Nel ca­so di de­ci­sio­ni pre­se nel­la pro­ce­du­ra ce­le­re, il ter­mi­ne di par­ten­za è di set­te gior­ni. Nel­la pro­ce­du­ra am­plia­ta il ter­mi­ne è com­pre­so tra set­te e 30 gior­ni.3
2bisSe cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri qua­li la si­tua­zio­ne fa­mi­lia­re, pro­ble­mi di sa­lu­te o la lun­ga du­ra­ta del sog­gior­no lo esi­go­no, è im­par­ti­to un ter­mi­ne di par­ten­za più lun­go o è pro­ro­ga­to il ter­mi­ne di par­ten­za ini­zial­men­te im­par­ti­to.4
3Se il ri­chie­den­te è al­lon­ta­na­to in ba­se agli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no5, l'al­lon­ta­na­men­to è im­me­dia­ta­men­te ese­cu­ti­vo o può es­se­re im­par­ti­to un ter­mi­ne di par­ten­za in­fe­rio­re a set­te gior­ni.6
4Al ri­chie­den­te è con­se­gna­to un fo­glio in­for­ma­ti­vo con­te­nen­te spie­ga­zio­ni cir­ca la de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to.7
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 2 n. 2 del DF del 18 giu. 2010 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro lo scam­bio di no­te tra la Sviz­ze­ra e la CE con­cer­nen­te il re­ce­pi­men­to del­la di­ret­ti­va CE sul rim­pa­trio (di­ret­ti­va 2008/115/CE), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5925; FF 2009 7737).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
5 Ta­li Acc. so­no elen­ca­ti nell'all. 1.
6 In­tro­dot­to dall'art. 2 n. 2 del DF del 18 giu. 2010 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro lo scam­bio di no­te tra la Sviz­ze­ra e la CE con­cer­nen­te il re­ce­pi­men­to del­la di­ret­ti­va CE sul rim­pa­trio (di­ret­ti­va 2008/115/CE), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5925; FF 2009 7737).
7 In­tro­dot­to dall'art. 2 n. 2 del DF del 18 giu. 2010 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro lo scam­bio di no­te tra la Sviz­ze­ra e la CE con­cer­nen­te il re­ce­pi­men­to del­la di­ret­ti­va CE sul rim­pa­trio (di­ret­ti­va 2008/115/CE), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5925; FF 2009 7737).
Art. 46 Esecuzione da parte dei Cantoni
1Il Can­to­ne di at­tri­bu­zio­ne è te­nu­to a ese­gui­re la de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to.1
1bisDu­ran­te il sog­gior­no di un ri­chie­den­te l'asi­lo in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to com­pe­te al Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne. Per le per­so­ne di cui all'ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 4 l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to com­pe­te al Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne an­che do­po il lo­ro sog­gior­no in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re che a cau­sa di cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri sia com­pe­ten­te un Can­to­ne di­ver­so da quel­lo d'ubi­ca­zio­ne.2
1terIn ca­so di do­man­da mul­ti­pla ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 111c, l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to e la con­ces­sio­ne del soc­cor­so d'emer­gen­za spet­ta­no al Can­to­ne com­pe­ten­te per la pre­ce­den­te pro­ce­du­ra d'asi­lo e d'al­lon­ta­na­men­to.3
2Se per ra­gio­ni tec­ni­che l'al­lon­ta­na­men­to non può es­se­re ese­gui­to, il Can­to­ne do­man­da al­la SEM di or­di­na­re l'am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria.4
3La SEM vi­gi­la sull'ese­cu­zio­ne e al­le­sti­sce con­giun­ta­men­te ai Can­to­ni un mo­ni­to­rag­gio dell'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1633; FF 2003 4857).
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003 (RU 2004 1633; FF 2003 4857). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).
Art. 47 Luogo di soggiorno sconosciuto
Se il ri­chie­den­te al­lon­ta­na­to si sot­trae all'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to dis­si­mu­lan­do il luo­go di sog­gior­no, il Can­to­ne o la SEM pos­so­no or­di­nar­ne l'iscri­zio­ne nel si­ste­ma di ri­cer­ca del­la po­li­zia.
Art. 48 Collaborazione tra i Cantoni
Se il ri­chie­den­te al­lon­ta­na­to non si tro­va nel Can­to­ne in­ca­ri­ca­to dell'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to, il Can­to­ne di sog­gior­no de­ve, a ri­chie­sta, for­ni­re as­si­sten­za am­mi­ni­stra­ti­va. Ta­le as­si­sten­za con­si­ste se­gna­ta­men­te nel­la con­se­gna del ri­chie­den­te al Can­to­ne com­pe­ten­te per ese­gui­re l'al­lon­ta­na­men­to o nell'ese­cu­zio­ne di­ret­ta dell'al­lon­ta­na­men­to.
Capitolo 3: Concessione dell'asilo e statuto dei rifugiati
Sezione 1: Concessione dell'asilo
L'asi­lo è ac­cor­da­to al­le per­so­ne che han­no qua­li­tà di ri­fu­gia­to e se non vi so­no mo­ti­vi d'esclu­sio­ne.
Art. 50 Secondo asilo
L'asi­lo può es­se­re ac­cor­da­to a un ri­fu­gia­to che è sta­to am­mes­so in un al­tro Sta­to, se sog­gior­na in Sviz­ze­ra le­gal­men­te e sen­za in­ter­ru­zio­ne da al­me­no due an­ni.
Art. 51 Asilo accordato a famiglie
1I co­niu­gi di ri­fu­gia­ti e i lo­ro fi­gli mi­no­ren­ni so­no ri­co­no­sciu­ti co­me ri­fu­gia­ti e ot­ten­go­no l'asi­lo, sem­pre che non vi si op­pon­ga­no cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri.1
1bisSe nell'am­bi­to del­la pro­ce­du­ra d'asi­lo ri­le­va in­di­zi di una cau­sa di nul­li­tà con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 105 nu­me­ro 5 o 6 del Co­di­ce ci­vi­le2 (CC), la SEM ne in­for­ma l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 106 CC. La pro­ce­du­ra è so­spe­sa fi­no al­la de­ci­sio­ne di que­st'au­to­ri­tà. Se l'au­to­ri­tà pro­muo­ve un'azio­ne, la pro­ce­du­ra è so­spe­sa si­no al pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la re­la­ti­va sen­ten­za.3
3I fi­gli na­ti in Sviz­ze­ra da ge­ni­to­ri ri­fu­gia­ti so­no an­ch'es­si ri­co­no­sciu­ti co­me ri­fu­gia­ti sem­pre­ché non vi si op­pon­ga­no cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri.5
4Se gli aven­ti di­rit­to di cui al ca­po­ver­so 1 so­no sta­ti se­pa­ra­ti in se­gui­to al­la fu­ga e si tro­va­no all'este­ro, oc­cor­re au­to­riz­zar­ne, su do­man­da, l'en­tra­ta in Sviz­ze­ra.6
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
4 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
7 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).
Art. 52 ...
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 53 Indegnità
Non è con­ces­so asi­lo al ri­fu­gia­to:
che ne sem­bri in­de­gno per ave­re com­mes­so at­ti ri­pren­si­bi­li;
che ab­bia at­ten­ta­to al­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Sviz­ze­ra o la com­pro­met­ta; o
nei con­fron­ti del qua­le sia sta­ta or­di­na­ta l'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP2 o dell'ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM3.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
2 RS311.0
3 RS321.0
Art. 54 Motivi soggettivi insorti dopo la fuga
Non è con­ces­so asi­lo al ri­chie­den­te che è di­ve­nu­to ri­fu­gia­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 3 sol­tan­to con la par­ten­za dal Pae­se d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za op­pu­re in ra­gio­ne del com­por­ta­men­to do­po la par­ten­za.
Art. 55 Circostanze eccezionali
1In pe­rio­do di gra­ve ten­sio­ne in­ter­na­zio­na­le, in ca­so di con­flit­to ar­ma­to nel qua­le la Sviz­ze­ra non è coin­vol­ta o in ca­so di af­flus­so straor­di­na­rio, in tem­po di pa­ce, di per­so­ne in cer­ca di asi­lo, la Sviz­ze­ra ac­cor­da asi­lo ai ri­fu­gia­ti fin quan­do le cir­co­stan­ze lo con­sen­to­no.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le pren­de le mi­su­re ne­ces­sa­rie. Può, de­ro­gan­do al­la leg­ge, di­sci­pli­na­re re­strit­ti­va­men­te le con­di­zio­ni per la con­ces­sio­ne dell'asi­lo e lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti ed ema­na­re spe­cia­li di­spo­si­zio­ni pro­ce­du­ra­li. Es­so ri­fe­ri­sce im­me­dia­ta­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le.
3Se l'ac­co­gli­men­to du­ra­tu­ro di ri­fu­gia­ti su­pe­ra le pos­si­bi­li­tà del­la Sviz­ze­ra, l'asi­lo può es­se­re con­ces­so an­che so­lo a ti­to­lo tem­po­ra­neo, fin quan­do le per­so­ne ac­col­te pos­so­no re­car­si in un al­tro Pae­se.
4Se si an­nun­cia un flus­so im­por­tan­te di ri­fu­gia­ti ver­so la Sviz­ze­ra, il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­cer­ca una col­la­bo­ra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le ra­pi­da ed ef­fi­ca­ce in me­ri­to al­la lo­ro ri­par­ti­zio­ne.
Sezione 2: Asilo per gruppi di rifugiati
Art. 56 Decisione
1L'asi­lo è ac­cor­da­to a grup­pi im­por­tan­ti di ri­fu­gia­ti con una de­ci­sio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le. Qua­lo­ra si trat­ti di pic­co­li grup­pi, la de­ci­sio­ne spet­ta al DFGP.
2La SEM de­si­gna i ri­fu­gia­ti che fan­no par­te di un ta­le grup­po.
Art. 57 Ripartizione e prima integrazione
1La ri­par­ti­zio­ne dei ri­fu­gia­ti tra i Can­to­ni è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 27.
2Nell'am­bi­to del­la lo­ro pri­ma in­te­gra­zio­ne, la Con­fe­de­ra­zio­ne può as­se­gna­re a grup­pi di ri­fu­gia­ti un al­log­gio tem­po­ra­neo, in par­ti­co­la­re col­lo­can­do­li in un cen­tro di pri­ma in­te­gra­zio­ne.
Sezione 3: Statuto dei rifugiati
Lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti in Sviz­ze­ra è ret­to dal­la le­gi­sla­zio­ne su­gli stra­nie­ri, in quan­to non sia­no ap­pli­ca­bi­li di­spo­si­zio­ni par­ti­co­la­ri, se­gna­ta­men­te quel­le del­la pre­sen­te leg­ge o del­la con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19511 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.
Le per­so­ne cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo o che adem­pio­no la qua­li­tà di ri­fu­gia­to so­no, ri­guar­do a tut­te le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li, con­si­de­ra­te ri­fu­gia­ti ai sen­si del­la pre­sen­te leg­ge e del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19512 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.
2 RS0.142.30
Art. 60 Disciplinamento delle condizioni di residenza
1Le per­so­ne a cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo han­no di­rit­to a un per­mes­so di di­mo­ra nel Can­to­ne in cui ri­sie­do­no le­gal­men­te.
2Il ri­la­scio del per­mes­so di do­mi­ci­lio è ret­to dall'ar­ti­co­lo 34 LStrI1.2
Art. 61 Attività lucrativa
1Le per­so­ne a cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo o che so­no sta­te am­mes­se prov­vi­so­ria­men­te co­me ri­fu­gia­ti non­ché i ri­fu­gia­ti nei con­fron­ti dei qua­li è sta­ta or­di­na­ta, con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to, l'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP2 o dell'ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM3, so­no au­to­riz­za­ti a eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in tut­ta la Sviz­ze­ra, se so­no os­ser­va­te le con­di­zio­ni di la­vo­ro e di sa­la­rio usua­li nel­la lo­ca­li­tà, nel­la pro­fes­sio­ne e nel set­to­re (art. 22 LStrI4).5
2Il da­to­re di la­vo­ro no­ti­fi­ca pre­via­men­te all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per il luo­go di la­vo­ro de­si­gna­ta dal Can­to­ne l'ini­zio e la fi­ne dell'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va co­me pu­re il cam­bia­men­to d'im­pie­go. La pro­ce­du­ra di no­ti­fi­ca è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 85a ca­po­ver­si 2-6 LStrI.
3Il ca­po­ver­so 2 non si ap­pli­ca ai ri­fu­gia­ti ri­co­no­sciu­ti ti­to­la­ri di un per­mes­so di do­mi­ci­lio.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 16 dic. 2016 (In­te­gra­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2017 6521, 2018 3171; FF 2013 2045, 2016 2471).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
Art. 62 Esami per le professioni mediche
Le per­so­ne a cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo so­no am­mes­se agli esa­mi fe­de­ra­li per le pro­fes­sio­ni me­di­che; il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell'in­ter­no de­ter­mi­na le con­di­zio­ni.
Sezione 4: Fine dell'asilo
1La SEM re­vo­ca l'asi­lo o di­sco­no­sce la qua­li­tà di ri­fu­gia­to:
se lo stra­nie­ro ha ot­te­nu­to l'asi­lo o gli è sta­ta ri­co­no­sciu­ta la qua­li­tà di ri­fu­gia­to gra­zie a di­chia­ra­zio­ni fal­se o al­la dis­si­mu­la­zio­ne di fat­ti es­sen­zia­li;
per i mo­ti­vi men­zio­na­ti nell'ar­ti­co­lo 1 se­zio­ne C nu­me­ri 1-6 del­la con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19511 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.
1bis La SEM di­sco­no­sce la qua­li­tà di ri­fu­gia­to a chi si re­ca nel pro­prio Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za. Il di­sco­no­sci­men­to non è pro­nun­cia­to se il ri­fu­gia­to ren­de ve­ro­si­mi­le che si è vi­sto co­stret­to a re­car­si nel pro­prio Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za.2
2La SEM re­vo­ca l'asi­lo al ri­fu­gia­to che ha at­ten­ta­to al­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Sviz­ze­ra, la com­pro­met­te o ha com­mes­so rea­ti par­ti­co­lar­men­te ri­pren­si­bi­li.
3La re­vo­ca dell'asi­lo o del ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to è ef­fi­ca­ce ri­spet­to a tut­te le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li.
4La re­vo­ca dell'asi­lo o del ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to non si esten­de né al co­niu­ge né ai fi­gli.3
2 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
Art. 64 Termine dell'asilo
1L'asi­lo in Sviz­ze­ra ha ter­mi­ne se:
il ri­fu­gia­to ha sog­gior­na­to per più di un an­no all'este­ro;
il ri­fu­gia­to ha ot­te­nu­to asi­lo in un al­tro Pae­se o l'au­to­riz­za­zio­ne di ri­sie­der­vi du­re­vol­men­te;
il ri­fu­gia­to vi ri­nun­cia;
è sta­to ese­gui­to l'al­lon­ta­na­men­to o l'espul­sio­ne;
è pas­sa­ta in giu­di­ca­to l'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP4 o dell'ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM5.
2In cir­co­stan­ze spe­cia­li la SEM può pro­ro­ga­re il ter­mi­ne pre­vi­sto nel ca­po­ver­so 1 let­te­ra a.
3Lo sta­tu­to di ri­fu­gia­to e l'asi­lo han­no ter­mi­ne se lo stra­nie­ro ac­qui­sta la cit­ta­di­nan­za sviz­ze­ra con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 1 se­zio­ne C nu­me­ro 3 del­la con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19516 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.7
3 In­tro­dot­ta dal n. 2 dell'all. al­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
4 RS311.0
5 RS321.0
6 RS 0.142.30
7 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 65 Allontanamento o espulsione
L'al­lon­ta­na­men­to o l'espul­sio­ne di ri­fu­gia­ti so­no ret­ti dall'ar­ti­co­lo 64 LStrI2 in com­bi­na­to di­spo­sto con l'ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b e l'ar­ti­co­lo 68 LStrI. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 5.
Capitolo 4: Protezione provvisoria e statuto delle persone bisognose di protezione
Art. 66 Decisione di principio del Consiglio federale
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ci­de se e se­con­do qua­li cri­te­ri la Sviz­ze­ra ac­cor­da pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria a grup­pi di per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 4.
2Pri­ma di de­ci­de­re, con­sul­ta rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni, del­le isti­tu­zio­ni di soc­cor­so e, se del ca­so, di al­tre or­ga­niz­za­zio­ni non go­ver­na­ti­ve, non­ché l'Al­to Com­mis­sa­ria­to del­le Na­zio­ni Uni­te per i ri­fu­gia­ti.
Art. 67 Misure di politica estera
1 La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, le mi­su­re e l'as­si­sten­za nel­lo Sta­to d'ori­gi­ne o nel­lo Sta­to o re­gio­ne di pro­ve­nien­za del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne de­vo­no, per quan­to pos­si­bi­le, com­ple­tar­si re­ci­pro­ca­men­te.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne col­la­bo­ra con lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, con al­tri Pae­si d'ac­co­glien­za e con or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li, al­lo sco­po di crea­re con­di­zio­ni pro­pi­zie a un ri­tor­no si­cu­ro.
Art. 68 Persone bisognose di protezione che si trovano all'estero
1La SEM de­fi­ni­sce più pre­ci­sa­men­te il grup­po del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne e de­ci­de chi può be­ne­fi­cia­re del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria in Sviz­ze­ra. Tie­ne con­to del prin­ci­pio dell'uni­tà del­la fa­mi­glia.
2La de­ci­sio­ne re­la­ti­va al­la con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria può es­se­re im­pu­gna­ta sol­tan­to per vio­la­zio­ne del prin­ci­pio dell'uni­tà del­la fa­mi­glia.
Art. 69 Persone bisognose di protezione che si trovano alla frontiera o in Svizzera
1Gli ar­ti­co­li 18, 19 e 21-23 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­le do­man­de pre­sen­ta­te da per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne che si tro­va­no al­la fron­tie­ra o in Sviz­ze­ra.1
2Se non vi è espo­si­zio­ne ma­ni­fe­sta a una per­se­cu­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 3, la SEM de­ter­mi­na, espe­ri­to l'in­ter­ro­ga­to­rio pres­so il cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 26, chi ap­par­tie­ne a un grup­po di per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne e chi può be­ne­fi­cia­re del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria in Sviz­ze­ra. La con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non può es­se­re im­pu­gna­ta.
3Se è ac­cor­da­ta la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, la pro­ce­du­ra d'esa­me di un'even­tua­le do­man­da di ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to è so­spe­sa.
4Se in­ten­de ri­fiu­ta­re la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, la SEM pro­se­gue sen­za in­du­gio la pro­ce­du­ra di ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to o la pro­ce­du­ra di al­lon­ta­na­men­to.
Art. 70 Riapertura della procedura per il riconoscimento della qualità di rifugiato
Le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne che han­no pre­sen­ta­to una do­man­da per il ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to pos­so­no chie­de­re al più pre­sto cin­que an­ni do­po la de­ci­sio­ne di so­spen­sio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 69 ca­po­ver­so 3 la ria­per­tu­ra del­la pro­ce­du­ra per il ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to. Al mo­men­to del­la ria­per­tu­ra di que­sta pro­ce­du­ra la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria è re­vo­ca­ta.
Art. 71 Concessione della protezione provvisoria alle famiglie
1La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria è ac­cor­da­ta an­che ai co­niu­gi del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne e ai fi­gli mi­no­ren­ni se:1
chie­do­no in­sie­me la pro­te­zio­ne e non vi so­no mo­ti­vi d'esclu­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 73;
la fa­mi­glia è sta­ta se­pa­ra­ta da av­ve­ni­men­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 4 e in­ten­de riu­nir­si in Sviz­ze­ra, sem­pre che non si op­pon­ga­no cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri.
1bisSe nell'am­bi­to del­la pro­ce­du­ra per la con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ri­le­va in­di­zi di una cau­sa di nul­li­tà con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 105 nu­me­ro 5 o 6 CC2, la SEM ne in­for­ma l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 106 CC. La do­man­da di ri­con­giun­gi­men­to fa­mi­lia­re è so­spe­sa fi­no al­la de­ci­sio­ne di que­st'au­to­ri­tà. Se l'au­to­ri­tà pro­muo­ve un'azio­ne, la do­man­da è so­spe­sa si­no al pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la re­la­ti­va sen­ten­za.3
2La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria è ac­cor­da­ta an­che ai fi­gli na­ti in Sviz­ze­ra.
3De­ve es­se­re au­to­riz­za­ta l'en­tra­ta in Sviz­ze­ra de­gli aven­ti di­rit­to che si tro­va­no all'este­ro.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na per al­tri ca­si le con­di­zio­ni per il ri­con­giun­gi­men­to fa­mi­lia­re.
Per il ri­ma­nen­te, al­le pro­ce­du­re se­con­do gli ar­ti­co­li 68, 69 e 71 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del­le se­zio­ni 1, 2a e 3 del ca­pi­to­lo 2. Al­le pro­ce­du­re se­con­do gli ar­ti­co­li 69 e 71 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del ca­pi­to­lo 8.
Art. 73 Motivi d'esclusione
La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non è ac­cor­da­ta se la per­so­na bi­so­gno­sa di pro­te­zio­ne:
adem­pie una del­le fat­ti­spe­cie di cui all'ar­ti­co­lo 53;
ha at­ten­ta­to all'or­di­ne o al­la si­cu­rez­za pub­bli­ci op­pu­re li com­pro­met­te gra­ve­men­te; o
è og­get­to di una de­ci­sio­ne d'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP2 o dell'ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM3 pas­sa­ta in giu­di­ca­to.
Sezione 3: Statuto
Art. 74 Disciplinamento delle condizioni di residenza
1Le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ri­sie­do­no nel Can­to­ne al qua­le so­no sta­te at­tri­bui­te.
2Se do­po cin­que an­ni il Con­si­glio fe­de­ra­le non ha an­co­ra abro­ga­to la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ot­ten­go­no dal Can­to­ne un per­mes­so di di­mo­ra va­li­do fi­no all'abro­ga­zio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.
3Die­ci an­ni do­po la con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, il Can­to­ne può ac­cor­da­re lo­ro il per­mes­so di do­mi­ci­lio.
Art. 75 Autorizzazione d'esercitare un'attività lucrativa
1Du­ran­te i pri­mi tre me­si che se­guo­no l'en­tra­ta in Sviz­ze­ra, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non han­no di­rit­to d'eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va. Tra­scor­so ta­le ter­mi­ne so­no ap­pli­ca­bi­li le con­di­zio­ni di am­mis­sio­ne per l'eser­ci­zio di un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va pre­vi­ste dal­la LStrI1.2
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le può sta­bi­li­re con­di­zio­ni più fa­vo­re­vo­li per l'eser­ci­zio di un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.
3Le au­to­riz­za­zio­ni pre­e­si­sten­ti so­no man­te­nu­te.
4Le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne au­to­riz­za­te a eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del­la po­li­zia de­gli stra­nie­ri o che par­te­ci­pa­no a pro­gram­mi di oc­cu­pa­zio­ne non sog­giac­cio­no al di­vie­to di la­vo­ra­re.3
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. II 1 dell'all. al­la LF del 16 dic. 2005 su­gli stra­nie­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 54372008 5405; FF 2002 3327).
Sezione 4: Fine della protezione provvisoria e ritorno
Art. 76 Abrogazione della protezione provvisoria e allontanamento
1Do­po aver con­sul­ta­to rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni, del­le isti­tu­zio­ni di soc­cor­so e, se del ca­so, di al­tre or­ga­niz­za­zio­ni non go­ver­na­ti­ve, l'Al­to Com­mis­sa­ria­to del­le Na­zio­ni Uni­te per i ri­fu­gia­ti e or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li, il Con­si­glio fe­de­ra­le fis­sa la da­ta dell'abro­ga­zio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ac­cor­da­ta a cer­ti grup­pi di per­so­ne; es­so sta­tui­sce con una de­ci­sio­ne di por­ta­ta ge­ne­ra­le.
2La SEM ac­cor­da il di­rit­to d'es­se­re sen­ti­ti al­le per­so­ne toc­ca­te dal­la de­ci­sio­ne giu­sta il ca­po­ver­so 1.
3Se l'eser­ci­zio del di­rit­to d'es­se­re sen­ti­ti fa ap­pa­ri­re in­di­zi di per­se­cu­zio­ne, si pro­ce­de a un'au­di­zio­ne in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 29.1
4La SEM di­spo­ne l'al­lon­ta­na­men­to del­le per­so­ne toc­ca­te dal­la de­ci­sio­ne che, aven­do il di­rit­to di es­se­re sen­ti­te, non si espri­mo­no. Per l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 10 ca­po­ver­so 4 e 46-48 del­la pre­sen­te leg­ge non­ché l'ar­ti­co­lo 71 LStrI2.3
5Ai ca­po­ver­si 2-4 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del­la se­zio­ne 1a del ca­pi­to­lo 8.4
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 dell'all. al­la LF del 16 dic. 2005 su­gli stra­nie­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 54372008 5405; FF 2002 3327).
Art. 77 Ritorno
La Con­fe­de­ra­zio­ne so­stie­ne gli sfor­zi in­ter­na­zio­na­li vol­ti a or­ga­niz­za­re il ri­tor­no.
Art. 78 Revoca
1La SEM può re­vo­ca­re la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria se:
è sta­ta ot­te­nu­ta fa­cen­do fal­se di­chia­ra­zio­ni o dis­si­mu­lan­do fat­ti es­sen­zia­li;
la per­so­na pro­tet­ta ha at­ten­ta­to al­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Sviz­ze­ra, la com­pro­met­te gra­ve­men­te o ha com­mes­so at­ti ri­pren­si­bi­li;
la per­so­na pro­tet­ta ha sog­gior­na­to a lun­go o ri­pe­tu­ta­men­te nel­lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, do­po che le è sta­ta ac­cor­da­ta la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria;
la per­so­na pro­tet­ta è ti­to­la­re di un'au­to­riz­za­zio­ne di sog­gior­no re­go­la­re, ri­la­scia­ta da uno Sta­to ter­zo nel qua­le può ri­tor­na­re.
2La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non è re­vo­ca­ta se la per­so­na pro­tet­ta si re­ca nel suo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za con l'ac­cor­do del­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti.
3La re­vo­ca del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non si esten­de né al co­niu­ge né ai fi­gli, sal­vo se emer­ga che non sia­no bi­so­gno­si di pro­te­zio­ne.1
4Pri­ma di re­vo­ca­re la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, si pro­ce­de a un'au­di­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 29. Si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del­la se­zio­ne 1a del ca­pi­to­lo 8.2
La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ha ter­mi­ne se la per­so­na pro­tet­ta:
tra­sfe­ri­sce il cen­tro del­la sua vi­ta in un al­tro Pae­se;
ri­nun­cia al­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria;
ha ot­te­nu­to un per­mes­so di do­mi­ci­lio sul­la ba­se del­la LStrI2; o
è og­get­to di una de­ci­sio­ne d'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP3 o dell'ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM4 pas­sa­ta in giu­di­ca­to.
2 RS142.20
3 RS311.0
4 RS321.0
Art. 79a Unione domestica registrata
Le di­spo­si­zio­ni dei ca­pi­to­li 3 e 4 con­cer­nen­ti i co­niu­gi si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia in ca­so di unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta di cop­pie omo­ses­sua­li.
1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
Capitolo 5: Aiuto sociale e soccorso d'emergenza
Sezione 1: Concessione dell'aiuto sociale, del soccorso d'emergenza e degli assegni per figli, nonché istruzione scolastica di base
Art. 80 Competenza nei centri della Confederazione
1La Con­fe­de­ra­zio­ne ga­ran­ti­sce aiu­to so­cia­le o soc­cor­so d'emer­gen­za al­le per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge e so­no al­log­gia­te in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o in un cen­tro di pri­ma in­te­gra­zio­ne per grup­pi di ri­fu­gia­ti. As­si­cu­ra, in col­la­bo­ra­zio­ne con il Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne, l'as­si­sten­za sa­ni­ta­ria e l'istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se. Può de­le­ga­re a ter­zi l'adem­pi­men­to di tut­ti o par­te di que­sti com­pi­ti. Gli ar­ti­co­li 81-83a si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
2La SEM in­den­niz­za i ter­zi in­ca­ri­ca­ti, sul­la ba­se di un con­trat­to, per le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve e di per­so­na­le, non­ché per le al­tre spe­se so­ste­nu­te nell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 1. L'in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te l'in­den­niz­zo può es­se­re fis­sa­to in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re l'in­den­niz­zo di spe­se uni­che.
3La SEM può con­ve­ni­re con il Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne che que­st'ul­ti­mo sti­pu­li l'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie ob­bli­ga­to­ria. La SEM rim­bor­sa a ti­to­lo for­fet­ta­rio le spe­se per i pre­mi, le ali­quo­te per­cen­tua­li e la fran­chi­gia dell'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie.
4Il Can­to­ne d'ubi­ca­zio­ne or­ga­niz­za l'istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se per i ri­chie­den­ti l'asi­lo in età di scuo­la dell'ob­bli­go che sog­gior­na­no in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Se ne­ces­sa­rio, l'istru­zio­ne è im­par­ti­ta nel cen­tro stes­so. La Con­fe­de­ra­zio­ne può ver­sa­re sus­si­di per l'istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se. L'in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te l'in­den­niz­zo può es­se­re fis­sa­to in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re per l'in­den­niz­zo di spe­se uni­che.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).
Art. 80a Competenza nei Cantoni
I Can­to­ni d'at­tri­bu­zio­ne ga­ran­ti­sco­no aiu­to so­cia­le o soc­cor­so d'emer­gen­za al­le per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge. Ri­guar­do al­le per­so­ne che non so­no sta­te at­tri­bui­te ad al­cun Can­to­ne, il soc­cor­so d'emer­gen­za è pre­sta­to dal Can­to­ne de­si­gna­to com­pe­ten­te per l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to. I Can­to­ni pos­so­no af­fi­da­re tut­ti o par­te di que­sti com­pi­ti a ter­zi.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).
Art. 81 Diritto all'aiuto sociale o al soccorso d'emergenza
Le per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge e non so­no in gra­do di prov­ve­de­re al pro­prio man­te­ni­men­to ri­ce­vo­no le ne­ces­sa­rie pre­sta­zio­ni d'aiu­to so­cia­le, sem­pre­ché nes­sun ter­zo sia te­nu­to a soc­cor­rer­le in vir­tù di un ob­bli­go le­ga­le o con­trat­tua­le, non­ché, su ri­chie­sta, un soc­cor­so d'emer­gen­za.
Art. 82 Prestazioni d'aiuto sociale e soccorso d'emergenza
1La con­ces­sio­ne di pre­sta­zio­ni d'aiu­to so­cia­le e del soc­cor­so d'emer­gen­za è ret­ta dal di­rit­to can­to­na­le. Le per­so­ne col­pi­te da una de­ci­sio­ne d'al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to e cui è sta­to im­po­sto un ter­mi­ne di par­ten­za so­no esclu­se dall'aiu­to so­cia­le.2
2Per la du­ra­ta di una pro­ce­du­ra straor­di­na­ria di ri­cor­so o di una pro­ce­du­ra d'asi­lo se­con­do l'ar­ti­co­lo 111c le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 e i ri­chie­den­ti l'asi­lo ri­ce­vo­no, su ri­chie­sta, un soc­cor­so d'emer­gen­za. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca an­che se l'ese­cu­zio­ne dell'al­lon­ta­na­men­to è so­spe­sa.3
2bisDu­ran­te una mo­ra­to­ria ge­ne­ra­le del­le de­ci­sio­ni e del­le ese­cu­zio­ni e se il DFGP lo pre­ve­de, i Can­to­ni pos­so­no con­ce­de­re aiu­to so­cia­le al­le per­so­ne di cui ai ca­po­ver­si 1 e 2. L'in­den­niz­zo è ret­to dall'ar­ti­co­lo 88 ca­po­ver­so 2.4
3Il so­ste­gno ai ri­chie­den­ti l'asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra de­ve con­si­ste­re, per quan­to pos­si­bi­le, in pre­sta­zio­ni in na­tu­ra. L'en­ti­tà del so­ste­gno è in­fe­rio­re a quan­to pre­vi­sto per le per­so­ne re­si­den­ti in Sviz­ze­ra.5
3bisNel col­lo­ca­re ri­chie­den­ti l'asi­lo mi­no­ren­ni non ac­com­pa­gna­ti, fa­mi­glie con fi­gli e per­so­ne che ne­ces­si­ta­no di as­si­sten­za oc­cor­re te­ner con­to, per quan­to pos­si­bi­le, dei lo­ro bi­so­gni par­ti­co­la­ri.6
4Il soc­cor­so d'emer­gen­za è ver­sa­to per quan­to pos­si­bi­le sot­to for­ma di pre­sta­zio­ni in na­tu­ra nei luo­ghi de­si­gna­ti dai Can­to­ni o dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne. L'en­ti­tà del so­ste­gno è in­fe­rio­re all'aiu­to so­cia­le ver­sa­to ai ri­chie­den­ti l'asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra.7
5Nel so­ste­gno ai ri­fu­gia­ti e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne che han­no di­rit­to a un per­mes­so di di­mo­ra oc­cor­re te­ne­re con­to del­la lo­ro si­tua­zio­ne par­ti­co­la­re; se­gna­ta­men­te se ne fa­ci­li­te­rà l'in­te­gra­zio­ne pro­fes­sio­na­le, so­cia­le e cul­tu­ra­le.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 82a Assicurazione malattie per richiedenti l'asilo e persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora
1Fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti, l'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie per ri­chie­den­ti l'asi­lo e per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra si con­for­ma ai prin­ci­pi del­la leg­ge fe­de­ra­le del 18 mar­zo 19942 sull'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie (LA­Mal).
2Per i ri­chie­den­ti l'asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra i Can­to­ni pos­so­no li­mi­ta­re la scel­ta dell'as­si­cu­ra­to­re e de­si­gna­re uno o più as­si­cu­ra­to­ri che of­fra­no una for­ma as­si­cu­ra­ti­va par­ti­co­la­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 41 ca­po­ver­so 4 LA­Mal.
3Per i ri­chie­den­ti l'asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra i Can­to­ni pos­so­no li­mi­ta­re la scel­ta dei for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 36-40 LA­Mal. Pos­so­no ope­ra­re ta­le li­mi­ta­zio­ne pri­ma di de­si­gna­re un as­si­cu­ra­to­re ai sen­si del ca­po­ver­so 2.
4I Can­to­ni pos­so­no de­si­gna­re uno o più as­si­cu­ra­to­ri che of­fra­no, esclu­si­va­men­te per ri­chie­den­ti l'asi­lo e per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra, un'as­si­cu­ra­zio­ne con scel­ta li­mi­ta­ta dei for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 41 ca­po­ver­so 4 LA­Mal.
5Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli re­la­ti­vi al­la li­mi­ta­zio­ne del­la scel­ta dei for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni.
6I Can­to­ni e gli as­si­cu­ra­to­ri pos­so­no con­cor­da­re la sop­pres­sio­ne del­la par­te­ci­pa­zio­ne ai co­sti de­fi­ni­ta nell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 2 LA­Mal.
7Il di­rit­to dei ri­chie­den­ti l'asi­lo e del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra al­la ri­du­zio­ne dei pre­mi di cui all'ar­ti­co­lo 65 LA­Mal è so­spe­so fin­tan­to che es­si per­ce­pi­sco­no, in­te­ra­men­te o in par­te, pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le. Il di­rit­to ri­na­sce nel mo­men­to in cui ta­li per­so­ne so­no ri­co­no­sciu­te co­me ri­fu­gia­ti, han­no di­rit­to a un per­mes­so di di­mo­ra in quan­to per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne o non per­ce­pi­sco­no più pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le.
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 48232007 5575; FF 2002 6087).
Art. 83 Limitazioni delle prestazioni di aiuto sociale
1Le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le o le pre­sta­zio­ni ri­dot­te di cui all'ar­ti­co­lo 82 ca­po­ver­so 3 so­no ri­fiu­ta­te, ri­dot­te o sop­pres­se to­tal­men­te o par­zial­men­te se il be­ne­fi­cia­rio:2
le ha ot­te­nu­te o ha ten­ta­to di ot­te­ner­le fa­cen­do di­chia­ra­zio­ni ine­sat­te o in­com­ple­te;
ri­fiu­ta di in­for­ma­re il ser­vi­zio com­pe­ten­te sul­la pro­pria si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca o non l'au­to­riz­za a chie­de­re in­for­ma­zio­ni;
non co­mu­ni­ca mo­di­fi­che es­sen­zia­li del­la pro­pria si­tua­zio­ne;
ma­ni­fe­sta­men­te non si ado­pe­ra per mi­glio­ra­re la sua si­tua­zio­ne ri­fiu­tan­do se­gna­ta­men­te un la­vo­ro o un al­log­gio con­ve­nien­ti che gli so­no sta­ti at­tri­bui­ti;
sen­za con­sul­ta­re il ser­vi­zio com­pe­ten­te, scio­glie il rap­por­to di la­vo­ro o di lo­ca­zio­ne o pro­vo­ca per sua col­pa ta­le scio­gli­men­to ag­gra­van­do co­sì la sua si­tua­zio­ne;
uti­liz­za abu­si­va­men­te le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le;
non si con­for­ma agli or­di­ni del ser­vi­zio com­pe­ten­te, pur sot­to mi­nac­cia di sop­pres­sio­ne del­le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le;
espo­ne a pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e l'or­di­ne pub­bli­ci;
è per­se­gui­to pe­nal­men­te o è sta­to og­get­to di una con­dan­na pe­na­le;
si ren­de col­pe­vo­le di una gra­ve vio­la­zio­ne del suo ob­bli­go di col­la­bo­ra­re, in par­ti­co­la­re non ri­ve­la la sua iden­ti­tà;
espo­ne a pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e l'or­di­ne non dan­do se­gui­to agli or­di­ni dei col­la­bo­ra­to­ri del­la pro­ce­du­ra o del­le isti­tu­zio­ni re­spon­sa­bi­li dell'al­log­gio.
1bisIl ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca ai ri­fu­gia­ti so­lo se la pa­ri­tà di trat­ta­men­to con le per­so­ne re­si­den­ti in Sviz­ze­ra è as­si­cu­ra­ta.7
2Le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le ot­te­nu­te in­de­bi­ta­men­te de­vo­no es­se­re re­sti­tui­te in­te­gral­men­te. L'im­por­to da re­sti­tui­re può se­gna­ta­men­te es­se­re de­trat­to da fu­tu­re pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le. Il Can­to­ne fa va­le­re la pre­te­sa di re­sti­tu­zio­ne. L'ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 3 è ap­pli­ca­bi­le.8
1 Nuo­va espres­sio­ne giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
4 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
6 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
7 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
8 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 83a Presupposti per il versamento del soccorso d'emergenza
Lo stra­nie­ro è te­nu­to a col­la­bo­ra­re sia all'ese­cu­zio­ne di una de­ci­sio­ne d'al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to che ri­sul­ti am­mis­si­bi­le, ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le e pos­si­bi­le, sia al­le in­da­gi­ni vol­te a chia­ri­re se i pre­sup­po­sti del soc­cor­so d'emer­gen­za so­no adem­piu­ti.
Art. 84 Assegni per i figli
Gli as­se­gni per i fi­gli che vi­vo­no all'este­ro so­no trat­te­nu­ti du­ran­te la pro­ce­du­ra d'asi­lo. Es­si so­no ver­sa­ti se al ri­chie­den­te è ri­co­no­sciu­ta la qua­li­tà di ri­fu­gia­to o con­ces­sa l'am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria se­con­do l'ar­ti­co­lo 83 ca­po­ver­si 3 e 4 LStrI2.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV 1 del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Sezione 2: Obbligo di rimborso e contributo speciale prelevato sui valori patrimoniali
Art. 85 Obbligo di rimborso
1In quan­to ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le, le spe­se di aiu­to so­cia­le, di soc­cor­so d'emer­gen­za, di par­ten­za e di ese­cu­zio­ne non­ché i co­sti del­la pro­ce­du­ra di ri­cor­so de­vo­no es­se­re rim­bor­sa­ti.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne fa va­le­re il di­rit­to al rim­bor­so pre­le­van­do un con­tri­bu­to spe­cia­le sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li (art. 86).
3Il di­rit­to al rim­bor­so del­la Con­fe­de­ra­zio­ne si pre­scri­ve in un an­no a con­ta­re dal gior­no nel qua­le l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ne ha avu­to co­no­scen­za, ma in ogni ca­so die­ci an­ni do­po la sua in­sor­gen­za. Ta­li cre­di­ti non frut­ta­no in­te­res­se.
4Il di­rit­to al rim­bor­so dei Can­to­ni è ret­to dal di­rit­to can­to­na­le.
Art. 86 Contributo speciale prelevato sui valori patrimoniali
1So­no sog­get­ti al con­tri­bu­to spe­cia­le i ri­chie­den­ti l'asi­lo, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra e le per­so­ne og­get­to di una de­ci­sio­ne d'al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to che di­spon­go­no di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li. Il con­tri­bu­to spe­cia­le ser­ve a co­pri­re le spe­se di cui all'ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 1 cau­sa­te da tut­te que­ste per­so­ne e dai con­giun­ti da es­se so­ste­nu­ti.
2Il con­tri­bu­to spe­cia­le è pre­le­va­to sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li.
3Le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti pos­so­no ri­scuo­te­re il con­tri­bu­to spe­cia­le sol­tan­to se l'in­te­res­sa­to:
non può di­mo­stra­re che i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li pro­ven­go­no da red­di­ti dell'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va o da in­den­ni­tà per per­di­ta di gua­da­gno op­pu­re da pre­sta­zio­ni pub­bli­che di aiu­to so­cia­le;
non può di­mo­stra­re la pro­ve­nien­za dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li; o
può di­mo­stra­re la pro­ve­nien­za dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li, ma que­sti ul­ti­mi su­pe­ra­no l'im­por­to fis­sa­to dal Con­si­glio fe­de­ra­le.
4L'ob­bli­go del con­tri­bu­to spe­cia­le sus­si­ste al mas­si­mo per die­ci an­ni dal de­po­si­to del­la do­man­da d'asi­lo o del­la do­man­da di con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.
5Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce l'am­mon­ta­re del con­tri­bu­to spe­cia­le e la du­ra­ta dell'ob­bli­go di ver­sar­lo.
1 Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 16 dic. 2016 al­la fi­ne del te­sto.
Art. 87 Dichiarazione dei valori patrimoniali e procedura in caso di partenza
1I ri­chie­den­ti l'asi­lo, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra e le per­so­ne og­get­to di una de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to so­no te­nu­ti a di­chia­ra­re i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li che non pro­ven­go­no dal red­di­to del­la lo­ro at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.
2I va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li mes­si al si­cu­ro so­no re­sti­tui­ti in­te­gral­men­te, su do­man­da, se la per­so­na in que­stio­ne la­scia, sot­to con­trol­lo, la Sviz­ze­ra en­tro set­te me­si dal de­po­si­to del­la do­man­da d'asi­lo o del­la do­man­da di con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria. La do­man­da di re­sti­tu­zio­ne de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta pri­ma del­la par­ten­za.
Capitolo 6: Sussidi federali
1La Con­fe­de­ra­zio­ne in­den­niz­za i Can­to­ni per le spe­se de­ri­van­ti dall'ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge ver­san­do lo­ro som­me for­fet­ta­rie. Que­ste non com­pren­do­no i sus­si­di di cui agli ar­ti­co­li 91-93b.2
2Ri­guar­do ai ri­chie­den­ti l'asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra, le som­me for­fet­ta­rie co­pro­no se­gna­ta­men­te le spe­se di aiu­to so­cia­le e l'as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­le cu­re me­di­co-sa­ni­ta­rie e com­pren­do­no inol­tre un con­tri­bu­to al­le spe­se d'as­si­sten­za.
3Ri­guar­do ai ri­fu­gia­ti e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra e ai ri­fu­gia­ti nei con­fron­ti dei qua­li è sta­ta or­di­na­ta, con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to, l'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP3 o dell'ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM4, le som­me for­fet­ta­rie co­pro­no se­gna­ta­men­te le spe­se di aiu­to so­cia­le e com­pren­do­no inol­tre un con­tri­bu­to al­le spe­se d'as­si­sten­za e am­mi­ni­stra­ti­ve. Ta­li som­me so­no ver­sa­te per al mas­si­mo cin­que an­ni a par­ti­re dal de­po­si­to del­la do­man­da d'asi­lo.5
3bisPer le per­so­ne ac­col­te in Sviz­ze­ra nell'am­bi­to del­la con­ces­sio­ne dell'asi­lo a grup­pi di ri­fu­gia­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 56, la Con­fe­de­ra­zio­ne può ver­sa­re per più di cin­que an­ni la som­ma for­fet­ta­ria di cui al ca­po­ver­so 3, se­gna­ta­men­te se al lo­ro ar­ri­vo in Sviz­ze­ra ta­li per­so­ne so­no di­sa­bi­li o an­zia­ne.6
4Ri­guar­do al­le per­so­ne aven­ti di­rit­to uni­ca­men­te al soc­cor­so d'emer­gen­za se­con­do l'ar­ti­co­lo 82, le som­me for­fet­ta­rie con­si­sto­no in un'in­den­ni­tà per la con­ces­sio­ne del soc­cor­so d'emer­gen­za.7
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087). Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 16 dic. 2016 al­la fi­ne del te­sto.
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
8 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
Art. 89 Fissazione delle somme forfettarie
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le fis­sa le som­me for­fet­ta­rie sul­la ba­se del­le spe­se pre­ve­di­bi­li se­con­do so­lu­zio­ni fi­nan­zia­ria­men­te van­tag­gio­se.
2De­fi­ni­sce l'as­set­to del­le som­me for­fet­ta­rie, non­ché la du­ra­ta e le con­di­zio­ni per il ver­sa­men­to. Può se­gna­ta­men­te:
fis­sa­re le som­me for­fet­ta­rie in fun­zio­ne del­lo sta­tu­to e del­la du­ra­ta del­la di­mo­ra;
gra­dua­re le som­me for­fet­ta­rie te­nen­do con­to dei mi­no­ri o mag­gio­ri co­sti in un Can­to­ne o nell'al­tro.
3La SEM può su­bor­di­na­re il ver­sa­men­to di sin­go­le com­po­nen­ti del­le som­me for­fet­ta­rie al rag­giun­gi­men­to di obiet­ti­vi di po­li­ti­ca so­cia­le.
4Le som­me for­fet­ta­rie so­no ade­gua­te pe­rio­di­ca­men­te al rin­ca­ro e, se ne­ces­sa­rio, rie­sa­mi­na­te.
Art. 89a Obbligo di collaborare dei beneficiari di sussidi
1La SEM può ob­bli­ga­re i Can­to­ni a ri­le­va­re e met­te­re a sua di­spo­si­zio­ne i da­ti ne­ces­sa­ri per la vi­gi­lan­za fi­nan­zia­ria, per la fis­sa­zio­ne e l'ade­gua­men­to del­le in­den­ni­tà fi­nan­zia­rie del­la Con­fe­de­ra­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 88 e 91 ca­po­ver­so 2bis del­la pre­sen­te leg­ge, non­ché gli ar­ti­co­li 55 e 87 LStrI2 op­pu­re a re­gi­strar­li nel Si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne cen­tra­le sul­la mi­gra­zio­ne (SI­MIC) del­la SEM.
2Se un Can­to­ne non adem­pie ta­le ob­bli­go, la SEM può ri­dur­re le in­den­ni­tà fi­nan­zia­rie de­sti­na­te a ta­le Can­to­ne o fis­sar­le in fun­zio­ne dei da­ti di­spo­ni­bi­li.
Art. 89b Rimborso e rinuncia al versamento di indennizzi a titolo forfettario
1La Con­fe­de­ra­zio­ne può chie­de­re il rim­bor­so de­gli in­den­niz­zi a ti­to­lo for­fet­ta­rio già ver­sa­ti di cui all'ar­ti­co­lo 88 del­la pre­sen­te leg­ge e agli ar­ti­co­li 55 e 87 LStrI2 se un Can­to­ne non adem­pie gli ob­bli­ghi in ma­te­ria d'ese­cu­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 46 del­la pre­sen­te leg­ge o li adem­pie so­lo par­zial­men­te e nien­te giu­sti­fi­ca ta­le ina­dem­pien­za.
2Se l'ina­dem­pi­men­to o l'adem­pi­men­to par­zia­le de­gli ob­bli­ghi in ma­te­ria d'ese­cu­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 46 de­ter­mi­na un pro­lun­ga­men­to del­la du­ra­ta del sog­gior­no in Sviz­ze­ra dell'in­te­res­sa­to, la Con­fe­de­ra­zio­ne può ri­nun­cia­re a ver­sa­re al Can­to­ne gli in­den­niz­zi a ti­to­lo for­fet­ta­rio di cui all'ar­ti­co­lo 88 del­la pre­sen­te leg­ge e agli ar­ti­co­li 55 e 87 LStrI per co­pri­re le spe­se cor­ri­spon­den­ti.
Art. 90 Finanziamento di alloggi collettivi
1La Con­fe­de­ra­zio­ne può fi­nan­zia­re in tut­to o in par­te la co­stru­zio­ne, la tra­sfor­ma­zio­ne o l'equi­pag­gia­men­to di al­log­gi col­let­ti­vi nei qua­li le au­to­ri­tà col­lo­ca­no per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra sul­la ba­se del­la pre­sen­te leg­ge.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na la pro­ce­du­ra e de­fi­ni­sce i det­ta­gli in ma­te­ria di pro­prie­tà e di sal­va­guar­dia del­la de­sti­na­zio­ne vin­co­la­ta de­gli edi­fi­ci.
3De­ter­mi­na in qua­le mi­su­ra il fi­nan­zia­men­to di­ret­to de­gli al­log­gi da par­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne può es­se­re com­pu­ta­to sul­le som­me for­fet­ta­rie.
Art. 91 Altri sussidi
1e 2…1
2bisLa Con­fe­de­ra­zio­ne pa­ga ai Can­to­ni un con­tri­bu­to for­fet­ta­rio al­le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve per i ri­chie­den­ti l'asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra.2
2terLa Con­fe­de­ra­zio­ne può ver­sa­re ai Can­to­ni in cui è ubi­ca­to un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne un con­tri­bu­to for­fet­ta­rio al­le spe­se per la si­cu­rez­za.3
3Può ver­sa­re sus­si­di a isti­tu­zio­ni che pren­do­no a ca­ri­co per­so­ne trau­ma­tiz­za­te che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra sul­la ba­se del­la pre­sen­te leg­ge.
4bisPuò ver­sa­re sus­si­di per lo svol­gi­men­to di pro­gram­mi d'oc­cu­pa­zio­ne de­sti­na­ti a per­so­ne che sog­gior­na­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. A tal fi­ne con­clu­de con­ven­zio­ni di pre­sta­zio­ni con i Can­to­ni e i Co­mu­ni d'ubi­ca­zio­ne o con ter­zi in­ca­ri­ca­ti.5
6La Con­fe­de­ra­zio­ne rim­bor­sa ai Can­to­ni le spe­se di per­so­na­le nel­le qua­li in­cor­ro­no in oc­ca­sio­ne del­la pre­pa­ra­zio­ne del­le de­ci­sio­ni giu­sta l'ar­ti­co­lo 31.
7Può, nell'am­bi­to del­la col­la­bo­ra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le de­fi­ni­ta dall'ar­ti­co­lo 113, ver­sa­re sus­si­di a or­ga­ni­smi che at­tua­no pro­get­ti di por­ta­ta in­ter­na­zio­na­le o a or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li.
8Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na con­di­zio­ni e pro­ce­du­ra di ver­sa­men­to e di con­teg­gio dei sus­si­di.
1 Abro­ga­ti dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 28 set. 2012 (Mo­di­fi­che ur­gen­ti del­la leg­ge sull'asi­lo) (RU 2012 5359; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 28 set. 2012 (Mo­di­fi­che ur­gen­ti del­la leg­ge sull'asi­lo) (RU 2012 5359; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
6 Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 92 Spese d'entrata e partenza
1La Con­fe­de­ra­zio­ne può as­su­mer­si le spe­se oc­ca­sio­na­te dall'en­tra­ta e dal­la par­ten­za dei ri­fu­gia­ti e del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne.
2 Es­sa si as­su­me le spe­se di par­ten­za dei ri­chie­den­ti l'asi­lo, del­le per­so­ne che han­no ri­ti­ra­to la pro­pria do­man­da d'asi­lo o la cui do­man­da d'asi­lo è sta­ta re­spin­ta o di­chia­ra­ta ir­ri­ce­vi­bi­le e del­le per­so­ne da al­lon­ta­na­re do­po la re­vo­ca del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, se ta­li per­so­ne so­no in­di­gen­ti.1
3Es­sa può ver­sa­re ai Can­to­ni con­tri­bu­ti per le spe­se in rap­por­to di­ret­to con l'or­ga­niz­za­zio­ne del­la par­ten­za.
3bisNell'am­bi­to dell'ap­pli­ca­zio­ne de­gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no2, es­sa può ver­sa­re ai Can­to­ni con­tri­bu­ti per le spe­se in rap­por­to di­ret­to con il tra­sfe­ri­men­to di per­so­ne in Sviz­ze­ra.3
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na con­di­zio­ni e pro­ce­du­ra di ver­sa­men­to e di con­teg­gio dei con­tri­bu­ti. Nel­la mi­su­ra del pos­si­bi­le, fis­sa som­me for­fet­ta­rie.
2 Ta­li Ac­cor­di so­no elen­ca­ti nell'all. 1.
3 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 20 giu. 2014 (Vio­la­zio­ni dell'ob­bli­go di di­li­gen­za e di co­mu­ni­ca­zio­ne del­le im­pre­se di tra­spor­to ae­reo; si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 3023; FF 2013 2195).
Art. 93 Aiuto al ritorno e prevenzione della migrazione irregolare
1La Con­fe­de­ra­zio­ne for­ni­sce un aiu­to al ri­tor­no. A ta­le sco­po può pre­ve­de­re le mi­su­re se­guen­ti:
il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­le o par­zia­le di con­sul­to­ri per il ri­tor­no;
il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­le o par­zia­le di pro­get­ti in Sviz­ze­ra per il man­te­ni­men­to del­la ca­pa­ci­tà al ri­tor­no;
il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­le o par­zia­le di pro­gram­mi nel Pae­se d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za o in uno Sta­to ter­zo per fa­ci­li­ta­re ed ese­gui­re il ri­tor­no, il rin­vio e la rein­te­gra­zio­ne (pro­gram­mi all'este­ro);
in sin­go­li ca­si, un so­ste­gno fi­nan­zia­rio per fa­ci­li­ta­re l'in­te­gra­zio­ne o as­si­cu­ra­re l'as­si­sten­za me­di­ca per un pe­rio­do li­mi­ta­to nel Pae­se d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za o in uno Sta­to ter­zo.
2I pro­gram­mi all'este­ro pos­so­no an­che per­se­gui­re obiet­ti­vi vol­ti a con­tri­bui­re al­la pre­ven­zio­ne del­la mi­gra­zio­ne ir­re­go­la­re. So­no pro­gram­mi di pre­ven­zio­ne del­la mi­gra­zio­ne ir­re­go­la­re quel­li che con­tri­bui­sco­no a bre­ve ter­mi­ne a ri­dur­re il ri­schio di una mi­gra­zio­ne pri­ma­ria o se­con­da­ria ver­so la Sviz­ze­ra.
3Nell'am­bi­to dell'at­tua­zio­ne dell'aiu­to al ri­tor­no, la Con­fe­de­ra­zio­ne può col­la­bo­ra­re con or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li e isti­tui­re un uf­fi­cio di coor­di­na­men­to.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na con­di­zio­ni e pro­ce­du­ra di ver­sa­men­to e di con­teg­gio dei sus­si­di.
Art. 93a Consulenza per il ritorno
1La Con­fe­de­ra­zio­ne pro­muo­ve il ri­tor­no vo­lon­ta­rio for­nen­do una con­su­len­za per il ri­tor­no. Que­st'ul­ti­ma si svol­ge nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e nei Can­to­ni.
2La SEM prov­ve­de a or­ga­niz­za­re con­su­len­ze re­go­la­ri nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Può af­fi­da­re que­sti com­pi­ti ai con­sul­to­ri can­to­na­li per il ri­tor­no o a ter­zi.
Art. 93b Sussidi per la consulenza per il ritorno
1La Con­fe­de­ra­zio­ne ver­sa, sul­la ba­se di un ac­cor­do, sus­si­di ai for­ni­to­ri del­la con­su­len­za per il ri­tor­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne al fi­ne di in­den­niz­zar­ne le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve e di per­so­na­le per l'in­for­ma­zio­ne e la con­su­len­za dei ri­chie­den­ti l'asi­lo e del­le per­so­ne al­lon­ta­na­te. L'in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te l'in­den­niz­zo può es­se­re fis­sa­to in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re l'in­den­niz­zo di spe­se uni­che.
2Per la con­su­len­za per il ri­tor­no of­fer­ta nei Can­to­ni il ver­sa­men­to dei sus­si­di è ret­to dall'ar­ti­co­lo 93 ca­po­ver­so 4.
Art. 95 Vigilanza
1La Con­fe­de­ra­zio­ne ve­ri­fi­ca che i sus­si­di fe­de­ra­li sia­no uti­liz­za­ti con­for­me­men­te al di­rit­to in ma­te­ria e sia­no ef­fi­ca­ci e che i con­teg­gi sia­no al­le­sti­ti se­con­do le pre­scri­zio­ni. Può af­fi­da­re ta­li com­pi­ti an­che a ter­zi e av­va­ler­si del so­ste­gno dei ser­vi­zi can­to­na­li di con­trol­lo del­le fi­nan­ze.
2Chi ri­ce­ve sus­si­di fe­de­ra­li è te­nu­to a ri­ve­la­re la pro­pria or­ga­niz­za­zio­ne, non­ché i da­ti e le ci­fre con­cer­nen­ti spe­se e pro­ven­ti nel set­to­re dell'asi­lo.
3Il Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze, la SEM e i ser­vi­zi can­to­na­li di con­trol­lo del­le fi­nan­ze vi­gi­la­no sul­le at­ti­vi­tà fi­nan­zia­rie con­for­me­men­te al­le lo­ro pre­scri­zio­ni. Sta­bi­li­sco­no il mo­do di pro­ce­de­re ap­pro­pria­to, coor­di­na­no le lo­ro at­ti­vi­tà e si in­for­ma­no vi­cen­de­vol­men­te in me­ri­to ai ri­sul­ta­ti.
Capitolo 6a: Approvazione dei piani per edifici e infrastrutture della Confederazione
Art. 95a Principio
1Gli edi­fi­ci e le in­fra­strut­tu­re che ser­vo­no al­la Con­fe­de­ra­zio­ne per al­log­gia­re ri­chie­den­ti l'asi­lo o per esple­ta­re pro­ce­du­re d'asi­lo ne­ces­si­ta­no dell'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni da par­te del DFGP (au­to­ri­tà d'au­to­riz­za­zio­ne) se so­no:
edi­fi­ca­ti ex no­vo;
mo­di­fi­ca­ti o de­sti­na­ti a ta­le nuo­vo sco­po.
2Con l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni so­no ri­la­scia­te tut­te le au­to­riz­za­zio­ni ne­ces­sa­rie se­con­do il di­rit­to fe­de­ra­le.
3Non è ne­ces­sa­ria al­cu­na au­to­riz­za­zio­ne o pia­no del di­rit­to can­to­na­le. Nel­la pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni e nel­la pon­de­ra­zio­ne de­gli in­te­res­si va con­si­de­ra­to il di­rit­to can­to­na­le.
4L'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni per pro­get­ti che han­no un im­pat­to no­te­vo­le sul ter­ri­to­rio e sull'am­bien­te pre­sup­po­ne fon­da­men­tal­men­te un pia­no set­to­ria­le se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 22 giu­gno 19791 sul­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio.
1 RS700
Art. 95b Diritto d'espropriazione e diritto applicabile
1L'ac­qui­sto di fon­di per edi­fi­ci e in­fra­strut­tu­re de­sti­na­ti all'al­log­gio di ri­chie­den­ti l'asi­lo o all'esple­ta­men­to di pro­ce­du­re d'asi­lo e la co­sti­tu­zio­ne di di­rit­ti rea­li su ta­li fon­di com­pe­to­no al DFGP. Se ne­ces­sa­rio, il DFGP è au­to­riz­za­to a pro­ce­de­re all'espro­pria­zio­ne.
2La pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ret­ta dal­la pre­sen­te leg­ge e, sus­si­dia­ria­men­te, dal­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 giu­gno 19301 sull'espro­pria­zio­ne (LE­spr).
1 RS711
Art. 95c Avvio della procedura ordinaria di approvazione dei piani
La do­man­da di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te cor­re­da­ta del­la do­cu­men­ta­zio­ne ne­ces­sa­ria. Que­sta esa­mi­na la do­cu­men­ta­zio­ne e, se del ca­so, chie­de di com­ple­tar­la.
Art. 95d Picchettamento
1Pri­ma del de­po­si­to pub­bli­co del­la do­man­da, il ri­chie­den­te de­ve ren­de­re vi­si­bi­li me­dian­te pic­chet­ta­men­to e, per gli edi­fi­ci, me­dian­te l'in­di­ca­zio­ne dei pro­fi­li, le mo­di­fi­che del ter­re­no cau­sa­te da­gli edi­fi­ci e dal­le in­fra­strut­tu­re pre­vi­ste.
2Le obie­zio­ni con­tro il pic­chet­ta­men­to o l'in­di­ca­zio­ne dei pro­fi­li de­vo­no es­se­re pre­sen­ta­te im­me­dia­ta­men­te all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne, in ogni ca­so pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni.
Art. 95e Consultazione, pubblicazione e deposito dei piani
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne tra­smet­te la do­man­da per pa­re­re ai Can­to­ni e ai Co­mu­ni in­te­res­sa­ti. L'in­te­ra pro­ce­du­ra di con­sul­ta­zio­ne du­ra tre me­si. In ca­si mo­ti­va­ti, ta­le ter­mi­ne può ec­ce­zio­nal­men­te es­se­re pro­ro­ga­to.
2La do­man­da è pub­bli­ca­ta ne­gli or­ga­ni uf­fi­cia­li di pub­bli­ca­zio­ne dei Can­to­ni e dei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, non­ché nel Fo­glio fe­de­ra­le e de­po­si­ta­ta pub­bli­ca­men­te du­ran­te 30 gior­ni.
3Il de­po­si­to pub­bli­co dei pia­ni ha per con­se­guen­za il ban­do di espro­pria­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 42-44 LE­spr1.
Art. 95f Avviso personale
Al più tar­di con il de­po­si­to pub­bli­co del­la do­man­da, il ri­chie­den­te tra­smet­te a tut­ti gli aven­ti di­rit­to a un'in­den­ni­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 31 LE­spr1 un av­vi­so per­so­na­le sui di­rit­ti da espro­pria­re.
Art. 95g Opposizione
1Du­ran­te il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni, chiun­que è par­te in vir­tù del­la PA1 o del­la LE­spr2 può fa­re op­po­si­zio­ne. Chi non fa op­po­si­zio­ne è esclu­so dal se­gui­to del­la pro­ce­du­ra.
2En­tro il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni de­vo­no es­se­re fat­te va­le­re tut­te le obie­zio­ni re­la­ti­ve al di­rit­to di espro­pria­zio­ne non­ché le do­man­de di in­den­niz­zo o di pre­sta­zio­ne in na­tu­ra. Op­po­si­zio­ni e do­man­de suc­ces­si­ve se­con­do gli ar­ti­co­li 39-41 LE­spr van­no pre­sen­ta­te all'au­to­ri­tà d'ap­pro­va­zio­ne.
3I Co­mu­ni in­te­res­sa­ti tu­te­la­no i pro­pri in­te­res­si me­dian­te op­po­si­zio­ne.
1 RS172.021
2 RS711
Art. 95h Procedura di eliminazione delle divergenze nell'Amministrazione federale
La pro­ce­du­ra di eli­mi­na­zio­ne del­le di­ver­gen­ze nell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 62b del­la leg­ge del 21 mar­zo 19971 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.
1 RS172.010
Art. 95i Durata di validità
1Con l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te de­ci­de si­mul­ta­nea­men­te an­che cir­ca le op­po­si­zio­ni re­la­ti­ve al di­rit­to d'espro­pria­zio­ne.
2L'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni de­ca­de se en­tro cin­que an­ni dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la de­ci­sio­ne non è sta­to da­to ini­zio all'ese­cu­zio­ne del pro­get­to di co­stru­zio­ne.
3 Per gra­vi mo­ti­vi, l'au­to­ri­tà d'ap­pro­va­zio­ne può pro­ro­ga­re di tre an­ni al mas­si­mo la du­ra­ta di va­li­di­tà dell'ap­pro­va­zio­ne. La pro­ro­ga è esclu­sa se la si­tua­zio­ne de­ter­mi­nan­te di fat­to o di di­rit­to si è so­stan­zial­men­te mo­di­fi­ca­ta dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to dell'ap­pro­va­zio­ne.
Art. 95j Procedura semplificata di approvazione dei piani
1La pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ap­pli­ca­ta a:
pro­get­ti li­mi­ta­ti lo­cal­men­te e che con­cer­no­no po­chi in­te­res­sa­ti chia­ra­men­te in­di­vi­dua­bi­li;
edi­fi­ci e in­fra­strut­tu­re la cui mo­di­fi­ca o il cui cam­bia­men­to di de­sti­na­zio­ne non al­te­ra in ma­nie­ra so­stan­zia­le l'aspet­to ester­no, non le­de in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne di ter­zi e ha sol­tan­to ri­per­cus­sio­ni in­si­gni­fi­can­ti sul ter­ri­to­rio e sull'am­bien­te;
edi­fi­ci e in­fra­strut­tu­re che so­no ri­mos­si en­tro tre an­ni al più tar­di.
2Ai pia­ni par­ti­co­la­reg­gia­ti ba­sa­ti su un pro­get­to già ap­pro­va­to si ap­pli­ca la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta.
3L'au­to­ri­tà d'ap­pro­va­zio­ne può or­di­na­re il pic­chet­ta­men­to. La do­man­da non è né pub­bli­ca­ta né de­po­si­ta­ta pub­bli­ca­men­te. L'au­to­ri­tà d'ap­pro­va­zio­ne sot­to­po­ne il pro­get­to agli in­te­res­sa­ti, sem­pre­ché non ab­bia­no da­to pre­ce­den­te­men­te il lo­ro con­sen­so scrit­to; que­sti pos­so­no fa­re op­po­si­zio­ne en­tro 30 gior­ni. L'au­to­ri­tà d'ap­pro­va­zio­ne può chie­de­re un pa­re­re a Can­to­ni e Co­mu­ni. Im­par­ti­sce un ter­mi­ne ade­gua­to a tal fi­ne.
4Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­ce­du­ra or­di­na­ria. In ca­so di dub­bio è ese­gui­ta la pro­ce­du­ra or­di­na­ria.
Art. 95k
1Do­po la con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ese­gui­ta, se ne­ces­sa­rio, la pro­ce­du­ra di sti­ma di­nan­zi al­la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le di sti­ma (Com­mis­sio­ne di sti­ma) se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la LE­spr1. So­no di­scus­se sol­tan­to le pre­te­se an­nun­cia­te.
2L'au­to­ri­tà d'ap­pro­va­zio­ne tra­smet­te al pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne di sti­ma i pia­ni ap­pro­va­ti, il pia­no di espro­pria­zio­ne, la ta­bel­la dei fon­di di cui si chie­de l'espro­pria­zio­ne e le pre­te­se an­nun­cia­te.
3Il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne di sti­ma può, sul­la ba­se di una de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, au­to­riz­za­re l'im­mis­sio­ne in pos­ses­so an­ti­ci­pa­ta. Si pre­su­me che, sen­za l'im­mis­sio­ne in pos­ses­so an­ti­ci­pa­ta, l'espro­prian­te su­bi­reb­be un si­gni­fi­ca­ti­vo pre­giu­di­zio. Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 76 LE­spr.
Art. 95l
1La pro­ce­du­ra di ri­cor­so è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li sull'am­mi­ni­stra­zio­ne del­la giu­sti­zia fe­de­ra­le.
2I Can­to­ni e i Co­mu­ni in­te­res­sa­ti so­no le­git­ti­ma­ti a ri­cor­re­re.
Capitolo 7: Trattamento di dati personali
Art. 96 Trattamento di dati personali
1Nel­la mi­su­ra in cui lo esi­ge il com­pi­men­to del man­da­to le­ga­le, la SEM, le au­to­ri­tà di ri­cor­so e le or­ga­niz­za­zio­ni pri­va­te in­ca­ri­ca­te di com­pi­ti in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge pos­so­no trat­ta­re o fa­re trat­ta­re da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi a un ri­chie­den­te l'asi­lo o una per­so­na da pro­teg­ge­re e ai lo­ro con­giun­ti, com­pre­si da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne o pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 3 let­te­re c e d del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19922 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti (LPD).
2Le au­to­ri­tà di cui al ca­po­ver­so 1 pos­so­no co­mu­ni­ca­re i da­ti ne­ces­sa­ri per la lot­ta con­tro il la­vo­ro ne­ro con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 11 e 12 del­la leg­ge del 17 giu­gno 20053 con­tro il la­vo­ro ne­ro.4
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 3 n. 2 del DF del 17 dic. 2004 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro gli Acc. bi­la­te­ra­li con l'UE per l'as­so­cia­zio­ne del­la Sviz­ze­ra al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no, in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 447 5405 art. 1 lett. a; FF 2004 5273).
4 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 359; FF 2002 3243).
Art. 97 Comunicazione di dati personali allo Stato d'origine o di provenienza
1È vie­ta­to co­mu­ni­ca­re al­lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi a un ri­chie­den­te l'asi­lo, a un ri­fu­gia­to ri­co­no­sciu­to o a una per­so­na bi­so­gno­sa di pro­te­zio­ne, qua­lo­ra una ta­le co­mu­ni­ca­zio­ne met­ta in pe­ri­co­lo la per­so­na in­te­res­sa­ta o i suoi con­giun­ti. È vie­ta­to co­mu­ni­ca­re da­ti re­la­ti­vi a una do­man­da d'asi­lo.1
2L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'or­ga­niz­za­zio­ne del­la par­ten­za può, al­lo sco­po di pro­cu­rar­si i do­cu­men­ti di viag­gio ne­ces­sa­ri all'ese­cu­zio­ne del­la de­ci­sio­ne d'al­lon­ta­na­men­to, pren­de­re con­tat­to con le au­to­ri­tà del­lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za se in pri­ma istan­za è sta­ta ne­ga­ta la qua­li­tà di ri­fu­gia­to.2
3In vi­sta dell'ese­cu­zio­ne di un al­lon­ta­na­men­to ver­so lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'or­ga­niz­za­zio­ne del­la par­ten­za può co­mu­ni­ca­re al­le au­to­ri­tà este­re i da­ti se­guen­ti:
ge­ne­ra­li­tà (co­gno­me, no­me, pseu­do­ni­mi, da­ta di na­sci­ta, luo­go di na­sci­ta, ses­so, cit­ta­di­nan­za, ul­ti­mo in­di­riz­zo nel­lo Sta­to d'ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za) del­la per­so­na in­te­res­sa­ta e, se ne­ces­sa­rio per iden­ti­fi­car­la, dei suoi con­giun­ti;
in­di­ca­zio­ni re­la­ti­ve al pas­sa­por­to o ad al­tri do­cu­men­ti d'iden­ti­tà;
im­pron­te di­gi­ta­li, fo­to­gra­fie e se del ca­so al­tri da­ti bio­me­tri­ci;
al­tri da­ti di do­cu­men­ti, ne­ces­sa­ri per iden­ti­fi­ca­re una per­so­na;
in­di­ca­zio­ni sul­lo sta­to di sa­lu­te, in quan­to nell'in­te­res­se del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
i da­ti ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re l'en­tra­ta nel Pae­se di de­sti­na­zio­ne e per la si­cu­rez­za del per­so­na­le di scor­ta;
in­di­ca­zio­ni su pro­ce­di­men­ti pe­na­li, se ne­ces­sa­rio nel ca­so con­cre­to per as­si­cu­ra­re la riam­mis­sio­ne e per sal­va­guar­da­re la si­cu­rez­za e l'or­di­ne pub­bli­ci nel­lo Sta­to d'ori­gi­ne e sem­pre­ché non ne ri­sul­ti un pe­ri­co­lo per la per­so­na in­te­res­sa­ta; l'ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 mar­zo 19813 sull'as­si­sten­za in­ter­na­zio­na­le in ma­te­ria pe­na­le si ap­pli­ca per ana­lo­gia.4
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).
3 RS 351.1
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Art. 98 Comunicazione di dati personali a Stati terzi e a organizzazioni internazionali
1In vi­sta dell'ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge, la SEM e le au­to­ri­tà di ri­cor­so so­no au­to­riz­za­te a co­mu­ni­ca­re da­ti per­so­na­li al­le au­to­ri­tà este­re e al­le or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li in­ca­ri­ca­te di com­pi­ti in ta­le am­bi­to, sem­pre che lo Sta­to o l'or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na­zio­na­le in que­stio­ne ga­ran­ti­sca una pro­te­zio­ne equi­va­len­te dei da­ti tra­smes­si.
2Pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti i da­ti se­guen­ti:
in­di­ca­zio­ni sui luo­ghi di sog­gior­no e gli iti­ne­ra­ri;
in­di­ca­zio­ni sul­le au­to­riz­za­zio­ni di re­si­den­za e sui vi­sti ac­cor­da­ti;
in­di­ca­zio­ni su una do­man­da d'asi­lo (luo­go e da­ta del de­po­si­to, sta­dio del­la pro­ce­du­ra, da­ti som­ma­ri sul te­no­re di una de­ci­sio­ne pre­sa).1
Art. 98a Collaborazione con le autorità preposte al perseguimento penale
La SEM o il Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le co­mu­ni­ca al­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà pre­po­ste al per­se­gui­men­to pe­na­le le in­for­ma­zio­ni e i mez­zi di pro­va con­cer­nen­ti ri­chie­den­ti l'asi­lo se­ria­men­te so­spet­ta­ti di aver com­mes­so un cri­mi­ne con­tro il di­rit­to in­ter­na­zio­na­le, in par­ti­co­la­re un cri­mi­ne con­tro la pa­ce, un cri­mi­ne di guer­ra, un cri­mi­ne con­tro l'uma­ni­tà, ge­no­ci­dio o tor­tu­ra.
Art. 98b Dati biometrici
1Per ac­cer­ta­re l'iden­ti­tà di ri­chie­den­ti l'asi­lo e per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti pos­so­no trat­ta­re da­ti bio­me­tri­ci.
1bisLa SEM può in­ca­ri­ca­re ter­zi del­la ri­le­va­zio­ne e va­lu­ta­zio­ne dei da­ti bio­me­tri­ci. Es­sa con­trol­la che i ter­zi in­ca­ri­ca­ti os­ser­vi­no le pre­scri­zio­ni re­la­ti­ve al­la pro­te­zio­ne dei da­ti e al­la si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca.2
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce qua­li da­ti bio­me­tri­ci pos­so­no es­se­re ri­le­va­ti e ne di­sci­pli­na l'ac­ces­so.
2 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d'as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
Art. 99 Esame dattiloscopico
1Ai ri­chie­den­ti l'asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne so­no ri­le­va­te le im­pron­te di tut­te le di­ta e scat­ta­te fo­to­gra­fie. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può sta­bi­li­re ec­ce­zio­ni per mi­no­ri di età in­fe­rio­re ai 14 an­ni.1
2Le im­pron­te di­gi­ta­li e le fo­to­gra­fie so­no re­gi­stra­te, sen­za le cor­ri­spon­den­ti ge­ne­ra­li­tà, in una ban­ca da­ti ge­sti­ta dall'Uf­fi­cio fe­de­ra­le di po­li­zia e dal­la SEM.2
3Le nuo­ve im­pron­te di­gi­ta­li so­no con­fron­ta­te con quel­le del­la ban­ca da­ti ge­sti­ta dall'Uf­fi­cio fe­de­ra­le di po­li­zia.3
4Se con­sta­ta una con­cor­dan­za con un'im­pron­ta di­gi­ta­le già re­gi­stra­ta, l'Uf­fi­cio fe­de­ra­le di po­li­zia ne in­for­ma la SEM, non­ché le au­to­ri­tà can­to­na­li di po­li­zia in­te­res­sa­te e il Cor­po del­le guar­die di con­fi­ne, in­di­can­do le ge­ne­ra­li­tà del­la per­so­na in­te­res­sa­ta (co­gno­me, no­me, pseu­do­ni­mi, da­ta di na­sci­ta, ses­so, nu­me­ro di ri­fe­ri­men­to, nu­me­ro per­so­na­le, cit­ta­di­nan­za, nu­me­ro di con­trol­lo del pro­ces­so e Can­to­ne di at­tri­bu­zio­ne). Per i ri­le­va­men­ti fat­ti dal­la po­li­zia si co­mu­ni­ca­no inol­tre, in for­ma ci­fra­ta, la da­ta, il luo­go e il mo­ti­vo del ri­le­va­men­to del­le im­pron­te di­gi­ta­li.4
5La SEM uti­liz­za que­ste in­di­ca­zio­ni per:
ve­ri­fi­ca­re l'iden­ti­tà del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
ve­ri­fi­ca­re se la per­so­na in­te­res­sa­ta ha già do­man­da­to asi­lo;
ve­ri­fi­ca­re se esi­sto­no da­ti che con­fer­ma­no o con­trad­di­co­no le di­chia­ra­zio­ni del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
ve­ri­fi­ca­re se esi­sto­no da­ti che in­di­ca­no che la per­so­na in­te­res­sa­ta non è de­gna di ot­te­ne­re asi­lo;
fa­ci­li­ta­re l'as­si­sten­za am­mi­ni­stra­ti­va al­le au­to­ri­tà di po­li­zia.
6I da­ti per­so­na­li co­mu­ni­ca­ti se­con­do il ca­po­ver­so 4 non pos­so­no es­se­re re­si no­ti all'este­ro sen­za il con­sen­so del ti­to­la­re del­la col­le­zio­ne di da­ti. È ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19925 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti.
7I da­ti so­no di­strut­ti:
se l'asi­lo è ac­cor­da­to;
die­ci an­ni al più tar­di do­po il ri­fiu­to, il ri­ti­ro o lo stral­cio pas­sa­ti in giu­di­ca­to di una do­man­da d'asi­lo o do­po una de­ci­sio­ne di non en­tra­ta nel me­ri­to;
per le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne, al più tar­di die­ci an­ni do­po la sop­pres­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
5 RS 235.1
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
Sezione 1a: Sistema d'informazione per i centri della Confederazione e gli alloggi negli aeroporti
Art. 99a Principi
1La SEM ge­sti­sce un si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne per i cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e per gli al­log­gi ne­gli ae­ro­por­ti (MI­DES).
2MI­DES ser­ve:
al trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi ai ri­chie­den­ti l'asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne, com­pre­si i da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e i pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 3 let­te­re c e d del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19921 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti; e
al con­trol­lo del­le pra­ti­che, al­lo svol­gi­men­to del­la pro­ce­du­ra d'asi­lo non­ché al­la pia­ni­fi­ca­zio­ne e all'or­ga­niz­za­zio­ne dell'al­log­gio.
3MI­DES con­tie­ne i da­ti per­so­na­li se­guen­ti:
da­ti re­la­ti­vi all'iden­ti­tà del­la per­so­na re­gi­stra­ta, os­sia co­gno­me, no­me, ses­so, da­ta e luo­go di na­sci­ta, cit­ta­di­nan­za, et­nia, re­li­gio­ne, sta­to ci­vi­le, in­di­riz­zo, no­mi dei ge­ni­to­ri;
ver­ba­li de­gli in­ter­ro­ga­to­ri som­ma­ri ef­fet­tua­ti nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e ne­gli ae­ro­por­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 22 ca­po­ver­so 1 e 26 ca­po­ver­so 3;
da­ti bio­me­tri­ci;
in­di­ca­zio­ni re­la­ti­ve all'al­log­gio;
sta­dio del­la pro­ce­du­ra;
l'an­no­ta­zio­ne «ca­so me­di­co», in vi­sta del­la ri­par­ti­zio­ne dei ri­chie­den­ti l'asi­lo tra i Can­to­ni.
4I da­ti per­so­na­li di cui al ca­po­ver­so 3 let­te­re a, c, e e f so­no ri­pre­si nel SI­MIC.4
5I ri­chie­den­ti l'asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne de­vo­no es­se­re se­gna­ta­men­te in­for­ma­ti in me­ri­to al­le fi­na­li­tà del trat­ta­men­to dei da­ti e al­le ca­te­go­rie di de­sti­na­ta­ri dei da­ti.
3 In­tro­dot­ta dal n. 1 dell'all. al­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
Art. 99b Trattamento dei dati in MIDES
Han­no ac­ces­so a MI­DES, in quan­to ne­ces­sa­rio all'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti:
i col­la­bo­ra­to­ri del­la SEM;
le au­to­ri­tà di cui all'ar­ti­co­lo 22 ca­po­ver­so 1;
i ter­zi in­ca­ri­ca­ti di cui all'ar­ti­co­lo 99c;
i col­la­bo­ra­to­ri dei cen­tri can­to­na­li o co­mu­na­li di cui all'ar­ti­co­lo 24d re­spon­sa­bi­li dell'al­log­gio e dell'as­si­sten­za ai ri­chie­den­ti l'asi­lo.
1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
Art. 99c Terzi incaricati
1La SEM può au­to­riz­za­re i ter­zi in­ca­ri­ca­ti di ri­le­va­re da­ti bio­me­tri­ci, di man­te­ne­re la si­cu­rez­za o di as­si­cu­ra­re l'am­mi­ni­stra­zio­ne e l'as­si­sten­za nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e ne­gli al­log­gi de­gli ae­ro­por­ti a trat­ta­re in MI­DES i da­ti per­so­na­li di cui all'ar­ti­co­lo 99a ca­po­ver­so 3 let­te­re a, c e d.
2La SEM prov­ve­de af­fin­ché i ter­zi in­ca­ri­ca­ti os­ser­vi­no le pre­scri­zio­ni ap­pli­ca­bi­li in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dei da­ti e di si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca.
Art. 99d Vigilanza ed esecuzione
1La SEM è re­spon­sa­bi­le del­la si­cu­rez­za di MI­DES e del­la le­ga­li­tà del trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:
l'or­ga­niz­za­zio­ne e l'eser­ci­zio di MI­DES;
il ca­ta­lo­go dei da­ti per­so­na­li da trat­ta­re;
i di­rit­ti d'ac­ces­so;
le mi­su­re pro­tet­ti­ve tec­ni­che e or­ga­niz­za­ti­ve con­tro il trat­ta­men­to non au­to­riz­za­to;
la du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne dei da­ti;
l'ar­chi­via­zio­ne e la di­stru­zio­ne dei da­ti al­lo sca­de­re del ter­mi­ne di con­ser­va­zio­ne.
Sezione 1b: Altri sistemi d'informazione
Art. 100 Sistema d'informazione delle autorità di ricorso
1Le au­to­ri­tà di ri­cor­so ge­sti­sco­no un si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne per la re­gi­stra­zio­ne dei ri­cor­si, il con­trol­lo del­le pra­ti­che e l'al­le­sti­men­to di sta­ti­sti­che.
2Ta­li si­ste­mi pos­so­no con­te­ne­re da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà nel­la mi­su­ra ne­ces­sa­ria all'adem­pi­men­to del com­pi­to le­ga­le.
2bisI da­ti ine­sat­ti so­no ret­ti­fi­ca­ti d'uf­fi­cio. I co­sti del­la ret­ti­fi­ca pos­so­no es­se­re fat­tu­ra­ti al­la per­so­na che, vio­lan­do l'ob­bli­go di col­la­bo­ra­re, ha pro­vo­ca­to la re­gi­stra­zio­ne ine­sat­ta dei da­ti.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 18 n. 2 del­la LF del 20 giu. 2003 sul si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne per il set­to­re de­gli stra­nie­ri e dell'asi­lo, in vi­go­re dal 29 mag. 2006 (RU 2006 1931; FF 2002 4181).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'all. al­la LF del 18 giu. 2010 (Con­trol­lo di con­fi­ne au­to­ma­tiz­za­to, con­su­len­ti in ma­te­ria di do­cu­men­ti, si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne MI­DES), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5755; FF 2009 7737).
Art. 102 Sistema di informazione e di documentazione
1La SEM ge­sti­sce, in col­la­bo­ra­zio­ne con il Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, un si­ste­ma di in­for­ma­zio­ne e di do­cu­men­ta­zio­ne au­to­ma­tiz­za­to. Ta­le si­ste­ma con­tie­ne in­for­ma­zio­ni e do­cu­men­ti tec­ni­ci me­mo­riz­za­ti in di­ver­se ban­che da­ti e con­cer­nen­ti i com­pi­ti del­la SEM e del Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le. Se ne­ces­sa­rio, è pos­si­bi­le me­mo­riz­za­re an­che da­ti per­so­na­li che fi­gu­ra­no nei te­sti, se­gna­ta­men­te le ge­ne­ra­li­tà, non­ché da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà.1
2Sol­tan­to i col­la­bo­ra­to­ri del­la SEM e del Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le han­no ac­ces­so al­le ban­che da­ti che con­ten­go­no da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà.2
3L'ac­ces­so me­dian­te pro­ce­du­ra di ri­chia­mo al­le ban­che da­ti che con­ten­go­no so­prat­tut­to in­for­ma­zio­ni tec­ni­che pro­ve­nien­ti da fon­ti pub­bli­che può es­se­re ac­cor­da­to die­tro ri­chie­sta a uten­ti ester­ni.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli, se­gna­ta­men­te l'ac­ces­so al si­ste­ma e la pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li che vi so­no re­gi­stra­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 4 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197 1069; FF 2001 3764).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 4 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197 1069; FF 2001 3764).
Art. 102a Statistica dei beneficiari dell'aiuto sociale
Ai fi­ni del­la ge­stio­ne del­le in­den­ni­tà da ver­sa­re ai Can­to­ni, l'Uf­fi­cio fe­de­ra­le di sta­ti­sti­ca co­mu­ni­ca pe­rio­di­ca­men­te al­la SEM, in for­ma ano­ni­miz­za­ta e ag­gre­ga­ta, i da­ti con­cer­nen­ti le per­so­ne sog­get­te al­la le­gi­sla­zio­ne sull'asi­lo che ri­ce­vo­no pre­sta­zio­ni dell'aiu­to so­cia­le pub­bli­co.
Sezione 2: Trattamento dei dati nell'ambito degli accordi di associazione alla normativa di Dublino
Art. 102abis Eurodac
1La SEM, in­sie­me all'uni­tà cen­tra­le del si­ste­ma Eu­ro­dac, è com­pe­ten­te nell'am­bi­to dell'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no1.
2La SEM tra­smet­te i se­guen­ti da­ti all'uni­tà cen­tra­le en­tro 72 ore dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da:
il luo­go e la da­ta del­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da in Sviz­ze­ra;
il ses­so del­la per­so­na ri­chie­den­te;
le im­pron­te di­gi­ta­li ri­le­va­te con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 1;
la da­ta del ri­le­va­men­to del­le im­pron­te di­gi­ta­li;
il nu­me­ro d'iden­ti­fi­ca­zio­ne sviz­ze­ro del­le im­pron­te di­gi­ta­li;
la da­ta del­la tra­smis­sio­ne dei da­ti all'uni­tà cen­tra­le;
il co­di­ce d'iden­ti­fi­ca­zio­ne dell'ope­ra­to­re.2
2bisSe lo sta­to del­le di­ta dell'in­te­res­sa­to im­pe­di­sce il ri­le­va­men­to dat­ti­lo­sco­pi­co, le im­pron­te di­gi­ta­li de­vo­no es­se­re tra­smes­se all'uni­tà cen­tra­le en­tro 48 ore do­po che il ri­le­va­men­to sia nuo­va­men­te pos­si­bi­le con la qua­li­tà ri­chie­sta. Se lo sta­to di sa­lu­te dell'in­te­res­sa­to o mi­su­re adot­ta­te per mo­ti­vi di sa­lu­te pub­bli­ca im­pe­di­sco­no il ri­le­va­men­to dat­ti­lo­sco­pi­co, le im­pron­te di­gi­ta­li de­vo­no es­se­re tra­smes­se all'uni­tà cen­tra­le en­tro 48 ore do­po che il mo­ti­vo dell'im­pe­di­men­to sia ces­sa­to.3
2terSe gra­vi pro­ble­mi tec­ni­ci im­pe­di­sco­no la tra­smis­sio­ne dei da­ti, è ac­cor­da­to un ter­mi­ne sup­ple­men­ta­re di 48 ore per adot­ta­re le mi­su­re ne­ces­sa­rie al fi­ne di ga­ran­ti­re il fun­zio­na­men­to del si­ste­ma.4
2qua­terLa SEM tra­smet­te pa­ri­men­ti i se­guen­ti da­ti all'uni­tà cen­tra­le:
se il ri­chie­den­te è pre­so in ca­ri­co con­for­me­men­te al re­go­la­men­to (UE) n. 604/20135, la da­ta dell'ar­ri­vo in Sviz­ze­ra;
se il ri­chie­den­te è ri­pre­so in ca­ri­co con­for­me­men­te al re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013, la da­ta dell'ar­ri­vo in Sviz­ze­ra;
se vi è la pro­va che un ri­chie­den­te di cui la Sviz­ze­ra è te­nu­ta a trat­ta­re la do­man­da d'asi­lo in vir­tù del re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 ha la­scia­to per al­me­no tre me­si il ter­ri­to­rio de­gli Sta­ti Du­bli­no, la da­ta del­la par­ten­za;
se l'al­lon­ta­na­men­to è ese­gui­to con suc­ces­so, la da­ta dell'espul­sio­ne o del­la par­ten­za del ri­chie­den­te dal ter­ri­to­rio de­gli Sta­ti Du­bli­no;
se in vir­tù del­la clau­so­la di so­vra­ni­tà del re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 la Sviz­ze­ra di­ven­ta vo­lon­ta­ria­men­te lo Sta­to Du­bli­no com­pe­ten­te per l'esa­me del­la do­man­da, la da­ta di ta­le de­ci­sio­ne.6
3I da­ti tra­smes­si so­no re­gi­stra­ti nel­la ban­ca da­ti Eu­ro­dac e con­fron­ta­ti au­to­ma­ti­ca­men­te con i da­ti che già vi si tro­va­no. Il ri­sul­ta­to del con­fron­to è co­mu­ni­ca­to al­la SEM.7
4I da­ti tra­smes­si all'uni­tà cen­tra­le so­no di­strut­ti au­to­ma­ti­ca­men­te die­ci an­ni do­po il ri­le­va­men­to del­le im­pron­te di­gi­ta­li. La SEM chie­de all'uni­tà cen­tra­le di di­strug­ger­li an­zi­tem­po non ap­pe­na vie­ne a co­no­scen­za del fat­to che uno Sta­to vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no ha nel frat­tem­po con­ces­so la cit­ta­di­nan­za a una per­so­na i cui da­ti so­no sta­ti tra­smes­si dal­la Sviz­ze­ra al­la ban­ca da­ti Eu­ro­dac.
1 Acc. del 26 ott. 2004 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra e la Co­mu­ni­tà eu­ro­pea sui cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi per de­ter­mi­na­re lo Sta­to com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di asi­lo pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri o in Sviz­ze­ra (RS 0.142.392.68); Prot. del 28 feb. 2008 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne del Re­gno di Da­ni­mar­ca all'Acc. di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no (RS 0.142.393.141); Acc. del 17 dic. 2004 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra, la Re­pub­bli­ca d'Islan­da e il Re­gno di Nor­ve­gia sull'at­tua­zio­ne, l'ap­pli­ca­zio­ne e lo svi­lup­po dell'ac­quis di Schen­gen non­ché sui cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi per de­ter­mi­na­re lo Sta­to com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di asi­lo pre­sen­ta­ta in Sviz­ze­ra, in Islan­da o in Nor­ve­gia (RS 0.362.32).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l'«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l'agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
3 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l'«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l'agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
4 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l'«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l'agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
5 Re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 del Par­la­men­to eu­ro­peo e del Con­si­glio, del 26 giu­gno 2013, che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri da un cit­ta­di­no di un pae­se ter­zo o da un apo­li­de (ri­fu­sio­ne), ver­sio­ne del­la GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31.
6 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l'«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l'agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l'«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l'agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
Art. 102ater Verifica delle impronte digitali Eurodac
1Un esper­to in dat­ti­lo­sco­pia con­trol­la le im­pron­te di­gi­ta­li in ca­so di ri­sul­ta­to po­si­ti­vo del­la con­sul­ta­zio­ne Eu­ro­dac.
2La SEM de­fi­ni­sce le qua­li­fi­che di cui de­ve di­spor­re l'esper­to in dat­ti­lo­sco­pia.
1 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l'«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l'agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
Art. 102b Comunicazione di dati personali a uno Stato vincolato da un accordo di associazione alla normativa di Dublino
La co­mu­ni­ca­zio­ne di da­ti per­so­na­li al­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti di Sta­ti vin­co­la­ti da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no è pa­ri­fi­ca­ta al­la co­mu­ni­ca­zio­ne di da­ti per­so­na­li tra or­ga­ni fe­de­ra­li.
Art. 102c Comunicazione di dati personali a uno Stato non vincolato da un accordo di associazione a Dublino
1Da­ti per­so­na­li pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti a Sta­ti ter­zi sol­tan­to se que­sti ga­ran­ti­sco­no un ade­gua­to li­vel­lo di pro­te­zio­ne.
2Qua­lo­ra non ga­ran­ti­sca un ade­gua­to li­vel­lo di pro­te­zio­ne, al­lo Sta­to ter­zo pos­so­no, nel ca­so spe­ci­fi­co, es­se­re co­mu­ni­ca­ti da­ti per­so­na­li se:
la per­so­na in­te­res­sa­ta ha, sen­za om­bra di dub­bio, da­to il suo con­sen­so; trat­tan­do­si di da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne o di pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà, il con­sen­so de­ve es­se­re espli­ci­to;
la co­mu­ni­ca­zio­ne è ne­ces­sa­ria per pro­teg­ge­re la vi­ta o l'in­co­lu­mi­tà fi­si­ca del­la per­so­na in­te­res­sa­ta; o
la co­mu­ni­ca­zio­ne è ne­ces­sa­ria per tu­te­la­re un in­te­res­se pub­bli­co pre­pon­de­ran­te o per ac­cer­ta­re, eser­ci­ta­re o far va­le­re un di­rit­to in giu­sti­zia.
3Ol­tre che nei ca­si in­di­ca­ti nel ca­po­ver­so 2, pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti da­ti per­so­na­li an­che quan­do, nel ca­so spe­ci­fi­co, ga­ran­zie suf­fi­cien­ti as­si­cu­ra­no una pro­te­zio­ne ade­gua­ta del­la per­so­na in­te­res­sa­ta.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce la por­ta­ta del­le ga­ran­zie da pre­sta­re e le re­la­ti­ve mo­da­li­tà.
5I da­ti pro­ve­nien­ti dal­la ban­ca da­ti Eu­ro­dac non pos­so­no in nes­sun ca­so es­se­re tra­smes­si a:
uno Sta­to non vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no;
or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li;
sog­get­ti di di­rit­to pri­va­to.1
Art. 102d
1 Abro­ga­to dal n. 2 del­la LF del 19 mar. 2010 che tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro la de­ci­sio­ne qua­dro 2008/977/GAI sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li trat­ta­ti nell'am­bi­to del­la coo­pe­ra­zio­ne giu­di­zia­ria e di po­li­zia in ma­te­ria pe­na­le, con ef­fet­to dal 1° dic. 2010 (RU 2010 3387 3417; FF 2009 5873).
Art. 102e Diritto d'accesso
Il di­rit­to d'ac­ces­so è ret­to dal­le di­spo­si­zio­ni fe­de­ra­li o can­to­na­li in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dei da­ti.1 Il de­ten­to­re del­la col­le­zio­ne di da­ti for­ni­sce inol­tre le in­for­ma­zio­ni di cui di­spo­ne sull'ori­gi­ne dei da­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 del­la LF del 19 mar. 2010 che tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro la de­ci­sio­ne qua­dro 2008/977/GAI sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li trat­ta­ti nell'am­bi­to del­la coo­pe­ra­zio­ne giu­di­zia­ria e di po­li­zia in ma­te­ria pe­na­le, in vi­go­re dal 1° dic. 2010 (RU 2010 3387 3417; FF 2009 5873).
Capitolo 8: Tutela giurisdizionale, procedura di ricorso, riesame e domande multiple

References: Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

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Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

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Art. 18

Art. 19

Art. 21
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Art. 22
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Art. 23

Art. 24

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Art. 26

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