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Timestamp: 2020-04-04 22:09:07+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20487 del 11/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20487 del 11/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 11/10/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 11/10/2016), n.20487
sul ricorso 11754-2015 proposto da:
P.R.C., P.V., PITICARU DARIE GEORGIAN,
elettivamente domiciliati in Roma Piazza Cavour, presso la Corte di
Cassazione, rappresentati e difesi dall’Avvocato EDOARDO ROCCO,
AXA ASSICURAZIONI SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OTRANTO
e difende, giusta procura in epigrafe;
C.R., C.A.;
avverso la sentenza n. 747/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA del
9/1/2015, depositata il 02/02/2015;
udito l’Avvocato Francesco Monno per delega dell’Avvocato Edoardo
Rocco, difensore dei ricorrenti, che si riporta ai motivi.
“Nel 2008 i ricorrenti, figli e moglie di P.H.S., convenivano in giudizio C.R. e C.A., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni conseguenti alla morte del P., investito allorchè attraversava la strada dalla vettura condotta dal C. e deceduto poco dopo.
Il Tribunale rigettava la domanda, attribuendo l’esclusiva responsabilità del sinistro al pedone che aveva attraversato repentinamente la strada. La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 747 del 2015 qui impugnata, depositata il 2 febbraio 2015, rigettava l’impugnazione dei P..
P.V., R.C. e D.G. propongono ricorso per cassazione articolato in due motivi.
Con il primo motivo i ricorrenti deducono l’esistenza di un vizio di motivazione, per insanabile contrasto tra le argomentazioni adottate, tale da non consentire l’identificazione logico giuridica a base della decisione.
Con il secondo motivo, denunciano la presenza nella sentenza impugnata di insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine alla mancata ammissione di c.t.u..
Preliminarmente è opportuno evidenziare che, poichè la sentenza gravata è stata depositata il 2 febbraio 2015, nel presente giudizio risulta applicabile il testo dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 come modificato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 convertito con la L. 7 agosto 2012, n. 134. Tale testo – in forza della quale le sentenze ricorribili per cassazione possono essere impugnate “per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti” – si applica infatti, per il disposto del suddetto art. 54, comma 3 ai ricorsi per cassazione avverso sentenze pubblicate dall’11 settembre 2012, trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 83 del 2012.
Tanto premesso, entrambi i motivi di ricorso sono inammissibili perchè il nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5, esclude l’autonoma rilevanza dei vizi di insufficienza o contraddittorietà della motivazione (v. anche Cass. n.16300 del 2014).
La nuova e più circoscritta arca di rilevanza, all’interno del sindacato di legittimità, del vizio di motivazione, in riferimento alle sentenze pubblicate dall’11 settembre 2012 in poi, va intesa, in applicazione dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, tenendo conto della prospettiva della novella, mirata ad evitare l’abuso dei ricorsi basati sul vizio di motivazione, non strettamente necessitati dai precetti costituzionali, supportando la generale funzione nomofilattica della Corte di cassazione. Ne consegue che, come già affermato da questa Corte: a) l’omesso esame non può intendersi che “omessa motivazione”, perchè l’accertamento se l’esame del fatto è avvenuto o è stato omesso non può che risultare dalla motivazione; b) i fatti decisivi e oggetto di discussione, la cui omessa valutazione è deducibile come vizio della sentenza impugnata, sono non solo quelli principali ma anche quelli secondari; c) è deducibile come vizio della sentenza soltanto l’omissione e non più l’insufficienza o la contraddittorietà della motivazione, salvo che tali aspetti, consistendo nell’estrinsecazione di argomentazioni non idonee a rivelare la “ratio decidendi”, si risolvano in una sostanziale mancanza di motivazione v. Cass. n. 7983 del 2014).
Nel caso di specie il ricorrente non ipotizza neppure una sostanziale mancanza di motivazione, del resto da escludersi attesa la dettagliata motivazione che ha portato la corte d’appello ad escludere, sulla base delle prove testimoniali e della perizia sulla dinamica del sinistro fatta eseguire dal P.M. nel processo penale, che nessuna responsabilità sia attribuibile in capo al conducente del veicolo investitore, neppure sotto il profilo di una velocità non consumi.
Il ricorrente non ha depositato memoria.
A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio ha ritenuto di condividere le conclusioni in fatto e in diritto cui è prevenuta la relazione, con la sola puntualizzazione che, laddove gli intimati C.R. e C.A. non hanno svolto in questa sede attività difensive, la Axa Assicurazioni s.p.a. si è regolarmente costituita con controricorso.
Il ricorso, conformemente a quanto proposto dalla relazione, va dichiarato inammissibile.
Le spese di giudizio possono essere compensate in ragione della particolarità della vicenda.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 54
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 Cass. 
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