Source: http://www.consultorionuoro.it/IT/legge476.htm
Timestamp: 2019-05-24 17:25:51+00:00

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(G.U. 12-01-1999, n. 8, Serie Generale)
1. Il Presidente della Repubblica Ë autorizzato a ratificare la Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L'Aja il 29 maggio 1993, di seguito denominata "Convenzione".
1. Piena ed intera esecuzione Ë data alla Convenzione a decorrere dalla sua entrata in vigore, in conformit‡ all'articolo 46 della Convenzione medesima.
1. Il Capo I del Titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184, Ë sostituito dal seguente:
Art. 29. - 1. L'adozione di minori stranieri ha luogo conformemente ai princÏpi e secondo le direttive della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L'Aja il 29 maggio 1993, di seguito denominata 'Convenzione', a norma delle disposizioni contenute nella presente legge.
Art. 29-bis. - 1. Le persone residenti in Italia, che si trovano nelle condizioni prescritte dall'articolo 6 e che intendono adottare un minore straniero residente all'estero, presentano dichiarazione di disponibilit‡ al tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza e chiedono che lo stesso dichiari la loro idoneit‡ all'adozione.
2. Nel caso di cittadini italiani residenti in uno Stato straniero, fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 36, comma 4, Ë competente il tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo della loro ultima residenza; in mancanza, Ë competente il tribunale per i minorenni di Roma
Art. 31. - 1. Gli aspiranti all'adozione, che abbiano ottenuto il decreto di idoneit‡, devono conferire incarico a curare la procedura di adozione ad uno degli enti autorizzati di cui all'articolo 39-ter.
n) certifica la durata delle necessarie assenze dal lavoro, ai sensi delle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 39-quater, nel caso in cui le stesse non siano determinate da ragioni di salute del bambino, nonchÈ la durata del periodo di permanenza all'estero nel caso di congedo non retribuito ai sensi della lettera c) del medesimo comma 1 dell'articolo 39-quater;
Art. 33. - 1. Fatte salve le ordinarie disposizioni relative all'ingresso nello Stato per fini familiari, turistici, di studio e di cura, non Ë consentito l'ingresso nello Stato a minori che non sono muniti di visto di ingresso rilasciato ai sensi dell'articolo 32 ovvero che non sono accompagnati da almeno un genitore o da parenti entro il quarto grado.
2. » fatto divieto alle autorit‡ consolari italiane di concedere a minori stranieri il visto di ingresso nel territorio dello Stato a scopo di adozione, al di fuori delle ipotesi previste dal presente Capo e senza la previa autorizzazione della Commissione di cui all'articolo 38.
4. Qualora l'adozione debba perfezionarsi dopo l'arrivo del minore in Italia, il tribunale per i minorenni riconosce il provvedimento dell'autorit‡ straniera come affidamento preadottivo, se non contrario ai princÏpi fondamentali che regolano nello Stato il diritto di famiglia e dei minori, valutati in relazione al superiore interesse del minore, e stabilisce la durata del predetto affidamento in un anno che decorre dall'inserimento del minore nella nuova famiglia. Decorso tale periodo, se ritiene che la sua permanenza nella famiglia che lo ha accolto Ë tuttora conforme all'interesse del minore, il tribunale per i minorenni pronuncia l'adozione e ne dispone la trascrizione nei registri dello stato civile. In caso contrario, anche prima che sia decorso il periodo di affidamento preadottivo, lo revoca e adotta i provvedimenti di cui all'articolo 21 della Convenzione. In tal caso il minore che abbia compiuto gli anni 14 deve sempre esprimere il consenso circa i provvedimenti da assumere; se ha raggiunto gli anni 12 deve essere personalmente sentito; se di et‡ inferiore puÚ essere sentito ove sia opportuno e ove ciÚ non alteri il suo equilibrio psico-emotivo, tenuto conto della valutazione dello psicologo nominato dal tribunale.
Art. 36. - 1. L'adozione internazionale dei minori provenienti da Stati che hanno ratificato la Convenzione, o che nello spirito della Convenzione abbiano stipulato accordi bilaterali, puÚ avvenire solo con le procedure e gli effetti previsti dalla presente legge.
Art. 37. - 1. Successivamente all'adozione, la Commissione di cui all'articolo 38 puÚ comunicare ai genitori adottivi, eventualmente tramite il tribunale per i minorenni, solo le informazioni che hanno rilevanza per lo stato di salute dell'adottato.
Art. 38. - 1. Ai fini indicati dall'articolo 6 della Convenzione Ë costituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la Commissione per le adozioni internazionali.
2. La Commissione Ë composta da:
f) un rappresentante del Ministero della sanit‡;
4. I componenti della Commissione rimangono in carica quattro anni. Con regolamento adottato dalla Commissione Ë assicurato l'avvicendamento graduale dei componenti della Commissione stessa allo scadere del termine di permanenza in carica. A tal fine il regolamento puÚ prorogare la durata in carica dei componenti della Commissione per periodi non superiori ad un anno.
c) autorizza l'attivit‡ degli enti di cui all'articolo 39-ter, cura la tenuta del relativo albo, vigila sul loro operato, lo verifica almeno ogni tre anni, revoca l'autorizzazione concessa nei casi di gravi inadempienze, insufficienze o violazione delle norme della presente legge. Le medesime funzioni sono svolte dalla Commissione con riferimento all'attivit‡ svolta dai servizi per l'adozione internazionale, di cui all'articolo 39-bis;
3. La Commissione attua incontri periodici con i rappresentanti degli enti autorizzati al fine di esaminare le problematiche emergenti e coordinare la programmazione degli interventi attuativi dei princÏpi della Convenzione.
Art. 39-quater. - 1. Fermo restando quanto previsto in altre disposizioni di legge, i genitori adottivi e coloro che hanno un minore in affidamento preadottivo hanno diritto a fruire dei seguenti benefÏci:
a) l'astensione dal lavoro, quale regolata dall'articolo 6, primo comma, della legge 9 dicembre 1977, n. 903, anche se il minore adottato ha superato i sei anni di et‡;
b) l'assenza dal lavoro, quale regolata dall'articolo 6, secondo comma, e dall'articolo 7 della predetta legge n. 903 del 1977, sino a che il minore adottato non abbia raggiunto i sei anni di et‡; c) congedo di durata corrispondente al periodo di permanenza nello Stato straniero richiesto per l'adozione".
1. Nell'articolo 10, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera l) Ë aggiunta la seguente:
1. All'articolo 40 della legge 4 maggio 1983, n. 184, Ë aggiunto il seguente comma:
"Agli stranieri stabilmente residenti in Paesi che hanno ratificato la Convenzione, in luogo della procedura disciplinata dal primo comma si applicano le procedure stabilite nella Convenzione per quanto riguarda l'intervento ed i compiti delle autorit‡ centrali e degli enti autorizzati. Per il resto si applicano le disposizioni della presente legge".
2. All'articolo 41 della legge 4 maggio 1983, n. 184, Ë aggiunto il seguente comma:
"Nel caso di adozione di minore stabilmente residente in Italia da parte di cittadini stranieri residenti stabilmente in Paesi che hanno ratificato la Convenzione, le funzioni attribuite al console dal presente articolo sono svolte dall'autorit‡ centrale straniera e dall'ente autorizzato".
1. Dopo l'articolo 72 della legge 4 maggio 1983, n. 184, Ë inserito il seguente:
"Art. 72-bis. - 1. Chiunque svolga per conto di terzi pratiche inerenti all'adozione di minori stranieri senza avere previamente ottenuto l'autorizzazione prevista dall'articolo 39, comma 1, lettera c), Ë punito con la pena della reclusione fino a un anno o con la multa da uno a dieci milioni di lire.
1. Con regolamento, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri degli affari esteri, dell'interno, di grazia e giustizia e della sanit‡, Ë data attuazione alle norme della presente legge riguardanti la costituzione e l'organizzazione della Commissione per le adozioni internazionali, anche per quanto concerne il contingente di personale e le relative qualifiche. Con il medesimo regolamento sono disciplinate le procedure per ottenere l'autorizzazione, i suoi contenuti, la modifica o la revoca della medesima, la tenuta dell'albo ed ogni altra modalit‡ operativa relativa agli enti autorizzati di cui all'articolo 39-ter della legge 4 maggio 1983, n. 184, introdotto dall'articolo 3 della presente legge. [1]
2. Il regolamento di cui al comma 1 disciplina altresÏ l'invio da parte della Commissione per le adozioni internazionali di proprio personale in missione presso le rappresentanze diplomatiche e consolari all'estero.
3. La Commissione Ë costituita nei tre mesi successivi all'emanazione del regolamento di cui al comma 1.
1 Il regolamento di attuazione previsto dal presente comma Ë stato emanato con D.P.R. 18 dicembre 1999, n. 492.
1. Le dichiarazioni di idoneit‡ all'adozione ed i provvedimenti di adozione e di affidamento preadottivo, pronunziati in data anteriore a quella di entrata in vigore della Convenzione, conservano piena efficacia.
2. Le domande gi‡ presentate alla data di entrata in vigore della presente legge e quelle inoltrate successivamente continuano ad essere esaminate e trattate secondo le disposizioni di natura procedimentale anteriori, sino alla avvenuta costituzione della Commissione per le adozioni internazionali e alla pubblicazione dell'albo degli enti autorizzati.
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire 13.200 milioni annue a decorrere dal 1998, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto nell'ambito dell'unit‡ previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno finanziario 1998, allo scopo parzialmente utilizzando, per 11.200 milioni di lire, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e, per 2.000 milioni di lire, l'accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
2. Le somme di cui al comma 1 confluiscono nel Fondo per le politiche sociali istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con esclusione della quota di minori entrate pari a 3.000 milioni di lire recate dall'articolo 39-quater della legge 4 maggio 1983, n. 184, introdotto dall'articolo 3 della presente legge, nonchÈ dall'articolo 4 della presente legge.
3. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica Ë autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar‡ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. » fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

References: Art. 29

Art. 29

Art. 31

Art. 33

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39