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Timestamp: 2017-03-24 21:45:42+00:00

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Ti trovi in: Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioLegge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14
1.4.1. - Elezioni e nomine: art. 20, comma 2
1.6.2. - Organizzazione e personale: articoli 29, 32 e art. 39, comma 4
1.8.2. - Finanza locale: articoli 13, 18 e 22
1.8.3. - Tributi: articoli 1- 17 e allegato A
2.1.1. - Agricoltura e agriturismo: art. 23
2.2. - Miniere, cave e acque minerali: art. 23
2.4. - Industria: art. 23
2.5. - Artigianato: art. 23
2.6. - Commercio: art. 23
2.7.1. - Imprese turistiche: art. 23
2.9. - Cooperazione: art. 23
4.4. - Opere pubbliche: articoli 18 e 43
Disegno di legge n. 51/XV di iniziativa giuntale
I - Disposizioni in materia
tributariaSezione
I - Disposizioni in materia di imposta immobiliare
sempliceArt.
1 - Istituzione dell'imposta immobiliare semplice
(IMIS)Art.
2 - Presupposto e periodo
d'impostaArt.
3 - Soggetto attivoArt.
4 - Soggetto passivoArt.
5 - Definizioni e calcolo dell'imposta per i
fabbricatiArt.
6 - Definizioni e calcolo dell'imposta per le aree
edificabiliArt.
7 - Esclusioni, esenzioni,
riduzioniArt.
8 - Poteri regolamentari e deliberativi dei comuniArt.
9 - Riscossione ordinaria e
coattivaArt.
10 - Accertamento e rimborsiArt.
11 - Adempimenti dei soggetti passiviArt.
12 - Disposizioni statali disapplicate e disposizioni
applicabiliArt.
13 - Disposizioni di raccordo in materia di finanza localeArt.
14 - Disposizioni finali e transitorie
sull'IMISSezione
II - Disposizioni in materia di imposta regionale sulle attività
produttive, di addizionale regionale all'IRPEF e di credito
15 - Modificazioni dell'articolo 1 della legge provinciale 22 aprile
2014, n. 1, e altre disposizioni in materia di agevolazioni relative
all'imposta regionale sulle attività
produttiveArt.
16 - Agevolazioni a favore dei titolari di reddito da
pensioneArt.
17 - Contributi da utilizzare in
compensazioneCapo
II - Disposizioni in materia di contabilità, programmazione,
contenimento della spesa e societàArt.
18 - Realizzazione di interventi della Provincia, dei comuni e
delle comunità con strumenti di partenariato pubblico-privato e abrogazione di
disposizioni connesseArt.
20 - Modificazione dell'articolo 26 della legge provinciale 8
luglio 1996, n. 4 (legge sulla programmazione provinciale 1996), e disposizioni
connesseArt.
22 - Estinzione anticipata dei mutui dei
23 - Ridefinizione dei termini e delle condizioni dei contributi
annuiArt.
24 - Modificazioni della legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27, in materia di contenimento della spesaArt.
28 - Disposizioni in materia di finanziamento
collettivoCapo
III - Disposizioni in materia di organizzazione e
29 - Fissazione della dotazione complessiva del personale
provinciale, del relativo limite di spesa e connesse modificazioni
dell'articolo 58 della legge provinciale 28 marzo 2009, n. 2, dell'articolo 1
della legge provinciale 9 agosto 2013, n. 16, e dell'articolo 27 della legge
provinciale 22 aprile 2014, n. 1Art.
30 - Disposizioni in materia di blocco del rinnovo contrattuale e
delle assunzioni di personale della Provincia e degli enti strumentali e
connesse modificazioni dell'articolo 24 della legge provinciale 27 dicembre
2012, n. 25Art.
31 - Modificazioni della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7
(legge sul personale della Provincia 1997), dell'articolo 24 della legge
provinciale 22 aprile 2014, n. 1, dell'articolo 29 della legge provinciale n. 3
del 2006, in materia di personale e articolazione organizzativa della
Provincia, e modificazioni dell'articolo 5 della legge provinciale 9 giugno
2010, n, 10, in materia di nomine e designazioni della
ProvinciaArt.
32 - Misure di contenimento della spesa riguardanti le
prerogative sindacaliCapo
IV - Disposizioni in materia di salute, di politiche sociali e di
famigliaArt.
33 - Modificazioni della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16
(legge provinciale sulla tutela della salute
2010)Art.
34 - omissisArt.
35 - omissisArt.
36 - Modificazioni della legge provinciale 15 giugno 1998, n. 7
37 - Integrazione dell'articolo 34 (Istituzione dell'Agenzia
38 - omissisCapo
V - Disposizioni in materia di contratti, lavori pubblici,
infrastrutture, ambiente, espropri e servizi
pubbliciArt.
39 - Modificazioni della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3
(Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino), e interpretazione
autentica dell'articolo 32 della legge provinciale n. 3 del
2006Art.
41 - Modificazioni della legge provinciale 10 settembre 1993, n.
26 (legge provinciale sui lavori pubblici
1993)Art.
42 - omissisArt.
43 - Contenimento del costo dei lavori
44 - omissisArt.
45 - omissisArt.
47 - Modificazioni del decreto del Presidente della Giunta provinciale
26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl. (testo unico provinciale sulla tutela
dell'ambiente dagli inquinamenti 1987)Art.
49 - omissisArt.
50 - Modificazioni della legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6
(legge provinciale sugli espropri 1993)Art.
52 - omissisArt.
53 - omissisCapo
VI - Disposizioni in materia di protezione civile e servizio
antincendiArt.
54 - Modificazioni della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9
(Disciplina dell'attività di protezione civile in provincia di
Trento)Art.
56 - omissisCapo
VII - Disposizioni in materia di istruzione e
ricercaArt.
58 - Modificazioni della legge provinciale 21 marzo 1977, n. 13
(legge provinciale sulle scuole dell'infanzia
1977)Art.
VIII - Disposizioni in materia di attività economiche e di
60 - omissisArt.
62 - Modificazioni della legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6
(legge provinciale sugli incentivi alle imprese
1999)Art.
63 - omissisArt.
64 - omissisArt.
67 - omissisCapo
IX - Disposizioni in materia di turismo, sport e
termeArt.
68 - Modificazioni della legge provinciale 11 giugno 2002, n. 8
(legge provinciale sulla promozione turistica
2002)Art.
69 - omissisArt.
70 - Modificazioni della legge provinciale 4 aprile 2011, n. 6
(Sviluppo del settore termale trentino e modificazioni della legge provinciale
sulla ricettività turistica)Art.
71 - omissisCapo
X - Disposizioni in materia di foreste, agricoltura, caccia ed
72 - Modificazioni della legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11
(legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura 2007), e
dell'articolo 8 della legge provinciale 28 maggio 2009, n. 6, sui soggiorni
socio-educativiArt.
73 - omissisArt.
74 - omissisArt.
75 - omissisCapo
XI - Disposizioni in materia di edilizia
76 - omissisArt.
77 - omissisArt.
78 - omissisCapo
XII - Disposizioni finaliArt.
79 - Nuove autorizzazioni, riduzioni di spesa e copertura degli
80 - Entrata in vigoreAllegato
A - Definizioni e calcolo dell'imposta per i fabbricati (articolo
5)Tabella
B - Tabella E - omissisNOTE
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e
pluriennale 2015-2017 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria
provinciale 2015)
(b.u. 31 dicembre 2014, n. 52, straord. n. 1)
Istituzione dell'imposta immobiliare semplice (IMIS)
1. Dal periodo d'imposta 2015 è istituita l'imposta
immobiliare semplice (IMIS), ai sensi dell'articolo 80, comma 2, dello Statuto speciale. L'IMIS è applicata obbligatoriamente nei
comuni della provincia autonoma di Trento.
2. L'IMIS costituisce tributo proprio del comune soggetto
attivo, anche in relazione alle disposizioni in materia di finanza locale.
3. L'istituzione dell'IMIS non comporta oneri a carico del
bilancio statale. A tal fine la neutralità finanziaria per il bilancio dello
Stato è assicurata secondo quanto disposto dall'articolo 13, comma 17, del
l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e dall'articolo 1, comma 521, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in materia
di tributi locali. Per i fabbricati compresi nelle categorie catastali D la
quantificazione del gettito accantonato a valere sul bilancio della Provincia è
fissata, fino all'anno 2018 compreso, nell'importo determinato per il periodo
d'imposta 2014 quale riserva statale relativa all'imposta municipale propria.
4. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 3 si provvede con le modalità indicate nella tabella C.
Presupposto e periodo d'imposta
1. L'IMIS è dovuta per il possesso, inteso quale titolarità
dei diritti reali di proprietà, uso, usufrutto, abitazione, superficie ed
enfiteusi sugli immobili di ogni tipo che costituiscono presupposto
dell'imposta, ferme restando le esclusioni, esenzioni e riduzioni disciplinate da
questa sezione. In caso di contratto di leasing l'IMIS è dovuta dal soggetto
che acquisisce la disponibilità in godimento dell'immobile, compresa l'area
edificabile su cui sarà edificato il fabbricato oggetto del leasing.
2. L'imposta ha carattere annuale; il periodo d'imposta è
determinato per anno solare in base agli elementi costitutivi deliberati dal
comune o applicabili automaticamente in base agli articoli da 1 a 14 di questa legge. Ciascun anno solare costituisce autonoma obbligazione tributaria.
3. L'IMIS è dovuta per il periodo minimo di possesso di un
mese solare. L'imposta è dovuta integralmente dal soggetto passivo che ha il
possesso degli immobili per il maggior numero di giorni nel mese. Se cambia il
soggetto passivo nel corso del mese, il giorno del cambiamento si computa in
capo al nuovo possessore. Nel caso in cui vi sia comunque parità di giorni nel
possesso, l'imposta per tale mese è dovuta dal nuovo possessore. Questi criteri
di calcolo si applicano a tutti gli elementi che costituiscono presupposto per
la determinazione dell'imposta dovuta; nel caso in cui vi sia assoluta parità
di giorni tra i diversi presupposti, per l'intero mese si applica la
fattispecie a maggiore imposizione.
4. Per ciascun mese di possesso rilevano gli elementi
oggettivi e soggettivi costitutivi dell'imposta. L'imposta annuale si computa
sommando il calcolo relativo a ogni mese.
1. L'IMIS è applicata e riscossa dal comune nel cui
territorio è catastalmente censito l'immobile che costituisce presupposto del
2. In deroga a quanto stabilito dal comma 1, se un fabbricato
destinato a esclusivo uso abitativo è edificato unitariamente in base alle
norme edilizie, ma è articolato in più unità immobiliari autonomamente censite
in catasto, possedute dallo stesso soggetto passivo e insistenti su comuni
diversi, unico soggetto attivo è il comune sul quale insistono le unità
immobiliari destinate ad abitazione principale del contribuente, dove questi ha
la residenza anagrafica. La base imponibile è costituita dalla somma delle
rendite delle singole unità immobiliari autonomamente iscritte in catasto;
l'obbligazione tributaria è unica e unitariamente calcolata per l'abitazione
principale. Se nessuna delle unità immobiliari autonomamente accatastate
possiede i requisiti dell'abitazione principale, l'imposta è dovuta
distintamente per ciascuna unità immobiliare a favore del comune sul cui
territorio essa insiste.
1. L'IMIS è dovuta dalla persona fisica o giuridica che ha il
possesso dell'immobile ai sensi dell'articolo 2, o, in caso di leasing, in base
alla data di sottoscrizione del relativo contratto. Si prescinde dal risultato
della visura in caso di diritto di abitazione costituito ai sensi dell'articolo
540 del codice civile.
2. In caso di decesso del titolare dei diritti reali gli
eredi subentrano nella soggezione passiva in base alle disposizioni del codice
civile. In caso di fusione, incorporazione o successione tra persone giuridiche
il nuovo soggetto passivo risponde integralmente delle obbligazioni tributarie
3. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella
procedura. Questi soggetti, che assumono la qualifica di responsabile
d'imposta, sono tenuti al versamento dell'imposta dovuta per il periodo di
durata dell'intera procedura concorsuale entro tre mesi dalla data del decreto
di trasferimento degli immobili.
4. Se più persone sono titolari dello stesso diritto reale
sul medesimo immobile, ogni contitolare è soggetto passivo autonomo per la
propria obbligazione tributaria; a ogni contitolare si applicano solo gli
elementi soggettivi e oggettivi riferiti alla sua posizione, compresi quelli
relativi a esenzioni, riduzioni o agevolazioni d'imposta.
5. Per i beni immobili sui quali sono costituiti diritti di
godimento a tempo parziale, di cui all'articolo 69, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma
dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229), e per gli immobili condominiali e dei centri commerciali a proprietà indivisa, il versamento dell'IMIS è
effettuato da chi amministra il bene. Questi, ai sensi della normativa statale
in materia di imposta municipale propria, è autorizzato a prelevare l'importo
necessario al pagamento dell'IMIS dalle disponibilità finanziarie comuni
attribuendo le quote al singolo titolare dei diritti con addebito nel
Definizioni e calcolo dell'imposta per i fabbricati
1. Ai fini dell'applicazione dell'IMIS, per fabbricato
s'intende l'unica unità immobiliare iscritta o per la quale è obbligatoria
l'iscrizione nel catasto edilizio urbano. E' considerato parte integrante del
fabbricato il terreno che ne costituisce pertinenza ai sensi dell'articolo 817
del codice civile. Il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all'imposta a
partire dalla data di ultimazione dei lavori oppure, se precedente, dalla data
di accatastamento o da quella di utilizzo in via di fatto provato dalla
presenza di utenze di servizi pubblici non finalizzate all'edificazione. In
deroga a quanto stabilito dal comma 2, lettera a), se un fabbricato destinato a
esclusivo uso abitativo è edificato unitariamente in base alle norme edilizie
ed è articolato in più unità immobiliari autonomamente censite in catasto, tra
loro funzionalmente connesse a costituire una sola unità minima abitativa,
l'obbligazione tributaria è unica e unitaria per tutte le unità immobiliari
interessate, e l'imposta è applicata per la fattispecie dell'abitazione
principale, se ne ricorrono i presupposti. La base imponibile è costituita
dalla somma delle rendite delle singole unità immobiliari autonomamente
iscritte in catasto.
a) per abitazione principale s'intende il fabbricato nel
anagraficamente. Se i componenti del nucleo familiare hanno stabilito la
residenza anagrafica in immobili diversi, le modalità di applicazione dell'imposta
per questa fattispecie e per le relative pertinenze si applicano a un solo
immobile. Se le residenze anagrafiche sono stabilite in immobili diversi
situati nel territorio provinciale, per abitazione principale s'intende quella
dove pongono la residenza i figli eventualmente presenti nel nucleo familiare;
b) per fabbricato assimilato ad abitazione principale
s'intende il fabbricato abitativo e le relative pertinenze che i comuni, ai sensi dell'articolo 8, comma 2, lettere a), b) e d),
possono considerare direttamente adibito ad abitazione principale. Sono
comunque assimilati ad abitazione principale:
1) le unità immobiliari possedute dalle cooperative
edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci
assegnatari, e le relative pertinenze;
2) la casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a
3) il fabbricato abitativo assegnato al genitore cui
un provvedimento giudiziale ha riconosciuto l'affidamento dei figli, dove
questi fissa la dimora abituale e la residenza anagrafica;
4) il fabbricato posseduto e non concesso in locazione
dal personale in servizio permanente appartenente alle forze armate e alle
forze di polizia a ordinamento militare, dal personale dipendente delle forze
di polizia a ordinamento civile, dal personale del corpo nazionale dei vigili
del fuoco e, fatto salvo quanto previsto ai sensi dell'articolo 28, comma 1,
lettera h), del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139 (Disposizioni in materia di rapporto di impiego del personale della carriera prefettizia, a norma
dell'articolo 10 della legge 28 luglio 1999, n. 266), dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della
dimora abituale e della residenza anagrafica;
c) per altro fabbricato abitativo s'intende il fabbricato
nel quale il possessore non risiede anagraficamente e le relative pertinenze;
d) per pertinenze dell'abitazione principale s'intendono
esclusivamente i fabbricati classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e
C/7, nella misura massima di due unità. Il vincolo di pertinenza sussiste in
presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi stabiliti dagli articoli 817 e
818 del codice civile. Il contribuente può comunicare al comune quali
fabbricati considera pertinenziali. In attesa della comunicazione, per inviare
il modello precompilato previsto dall'articolo 9, comma 5, il comune utilizza
le banche dati relative all'imposta immobiliare propria;
e) per altro fabbricato s'intende il fabbricato censito al
catasto in categorie non abitative e che non costituisce pertinenza di
fabbricati di tipo abitativo, destinato a qualunque finalità o utilizzo;
f) per fabbricato strumentale all'attività agricola
s'intende il fabbricato censito a catasto nella categoria D/10, o per cui
sussiste l'annotazione catastale di ruralità derivante dai requisiti soggettivi
e oggettivi stabiliti dall'articolo 9, comma 3 bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557 (Ulteriori interventi correttivi di finanza pubblica per l'anno
1994), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133;
f bis) per fabbricato destinato e utilizzato a scuola paritaria
s'intende il fabbricato, censito al catasto in qualsiasi categoria,
strutturalmente destinato ed effettivamente utilizzato dai soggetti e per le
attività indicate nell'articolo 30 della legge
provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (legge provinciale sulla scuola 2006),
anche se non posseduto da questi soggetti.
3. Per i fabbricati iscritti in catasto la base imponibile è
il valore catastale. Ai soli fini dell'imposta il valore catastale, riportato
anche sugli estratti catastali, è ottenuto applicando all'ammontare delle
rendite risultanti in catasto i seguenti moltiplicatori:
a) 168 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A,
a eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale A/10, e nelle
categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
b) 147 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B
e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
c) 84 per i fabbricati classificati nelle categorie
catastali A/10 e D/5;
d) 68,25 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale
D, a eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
e) 57,75 per i fabbricati classificati nella categoria
catastale C/1.
4. Per determinare la base imponibile dei fabbricati iscritti
in catasto ma privi di rendita catastale, oppure non iscritti in catasto, si applica
l'articolo 1, commi 336 e 337, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, in materia d'iscrizione al catasto e aggiornamento del classamento catastale. In
attesa dell'attribuzione della rendita è dovuta l'IMIS per le aree edificabili,
ai sensi dell'articolo 6, comma 4.
5. Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D privi
di rendita, in attesa dell'attribuzione della rendita catastale, anche ai sensi
del comma 4, la base imponibile è determinata ai sensi dell'articolo 5, comma
3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421).
6. Le aliquote e le detrazioni dell'IMIS sono così
a) l'aliquota per le abitazioni principali, per le
fattispecie assimilate e per le relative pertinenze è fissata nella misura
dello 0 per cento, a eccezione dei fabbricati, rientranti nelle medesime
fattispecie, iscritti nelle categorie catastali A1, A8 e A9, per le quali è
fissata nella misura dello 0,35 per cento. Dall'imposta dovuta per queste
fattispecie è detratto un importo pari all'imposta dovuta per un'abitazione
della categoria catastale A/2 di 5,5 vani, con rendita catastale maggiorata del
30 per cento, come stabilito per ciascun comune nell'allegato A; l'importo è
rapportato al periodo dell'anno durante il quale si protrae questa
destinazione. La detrazione è fruita fino a concorrenza dell'ammontare
dell'imposta dovuta. Nei comuni con più zone censuarie viene considerata la
media aritmetica delle diverse rendite della categoria catastale A/2. Se
l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi
la detrazione spetta a ciascuno di essi in parti uguali, indipendentemente
dalla quota di possesso. Con la deliberazione prevista dall'articolo 8, comma
1, il comune può diminuire l'aliquota fino allo zero per cento, e aumentare la
detrazione fino alla concorrenza dell'imposta dovuta;
b) l'aliquota per gli altri fabbricati abitativi e relative
pertinenze è fissata nella misura dello 0,86 per cento. Con la deliberazione
prevista dall'articolo 8, comma 1, il comune può aumentare l'aliquota fino
all'1,31 per cento o diminuirla fino allo zero per cento;
c) l'aliquota per gli altri fabbricati è fissata nella
misura dello 0,86 per cento. Con la deliberazione prevista dall'articolo 8,
comma 1, il comune può aumentare l'aliquota fino all'1,31 per cento o
diminuirla fino allo zero per cento, anche in modo disgiunto per le singole
categorie catastali;
d) l'aliquota per i fabbricati strumentali all'attività
agricola è fissata nella misura dello 0,1 per cento. Dalla rendita catastale
del fabbricato è dedotto un importo pari a 550 euro. Con la deliberazione
prevista dall'articolo 8, comma 1, il comune può aumentare l'aliquota fino allo
0,2 per cento o diminuirla fino allo zero per cento e aumentare la deduzione
fino alla concorrenza dell'imposta dovuta;
d bis) l'aliquota per i fabbricati destinati e utilizzati a
scuola paritaria è fissata nella misura dello 0,2 per cento. Il comune, con la
deliberazione prevista dall'articolo 8, comma 1, può diminuire l'aliquota fino
allo 0 per cento (1).
Definizioni e calcolo dell'imposta per le aree
1. Ai fini dell'applicazione dell'IMIS per area edificabile
s'intende l'area utilizzabile a qualsiasi scopo edificatorio in base allo
strumento urbanistico generale comunale. Per scopo edificatorio s'intende la
possibilità, anche solo potenziale, di realizzare fabbricati o ampliamenti di
fabbricati, destinati a qualsiasi uso, per i quali sussiste l'obbligo
d'iscrizione o di modifica dell'iscrizione catastale. Sono esclusi dalla
definizione di area edificabile i terreni a destinazione urbanistica di tipo
agricolo o silvo-pastorale, anche se è possibile realizzarvi dei fabbricati.
Non si considera area utilizzabile a scopo edificatorio il terreno che
costituisce pertinenza ai sensi dell'articolo 817 del codice civile anche di
unità edilizia definibile o definita come altro fabbricato.
2. Ai fini di questa sezione un terreno si considera
edificabile con l'adozione preliminare dello strumento urbanistico comunale, ai
sensi dell'articolo 31 della legge
provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale 2008), che
ne qualifica la potenzialità edificatoria. La soggezione passiva all'IMIS
a) se un provvedimento definitivo attribuisce al terreno una
destinazione urbanistica diversa da quelle definite come area edificabile dal
comma 1, ai sensi dell'articolo 31 della legge
urbanistica provinciale 2008; la cessazione della
soggezione passiva ha efficacia retroattiva - sia ai fini della determinazione
dei termini temporali per i rimborsi previsti dall'articolo 8, comma 2, lettera
g), che dei rimborsi ordinari previsti dall'articolo 10, comma 9 - dalla data
dell'adozione preliminare dello strumento urbanistico comunale, come previsto
dalla normativa provinciale in materia di urbanistica; quando l'attribuzione al
terreno di una destinazione urbanistica diversa da area edificabile consegue
alla domanda del soggetto interessato l'esenzione retroagisce alla data di
presentazione della domanda (2);
b) se è utilizzata completamente la volumetria prevista
dagli strumenti urbanistici comunali per il terreno, indipendentemente dalla
qualificazione di potenzialità edificatoria prevista dallo strumento stesso e
se dal punto di vista urbanistico non sussiste alcuna possibilità edificatoria
comunque prevista anche potenzialmente;
c) se viene realizzato il fabbricato, come definito dall'articolo
5, comma 1, salva la pertinenzialità del terreno ai sensi dell'articolo 817 del
3. Si considerano assimilati ad area edificabile, con
imponibilità decorrente dalla data di validità dei provvedimenti - comunque
denominati - che autorizzano l'intervento edilizio:
a) i fabbricati iscritti catastalmente nelle categorie F/3 e
F/4, in attesa dell'accatastamento definitivo;
b) i fabbricati oggetto di demolizione o di interventi di
recupero ai sensi dell'articolo 99, comma 1, lettere c), d), e) e g), della legge urbanistica provinciale 2008;
c) le aree comunque qualificate dagli strumenti urbanistici
comunali, durante l'effettuazione dei lavori di edificazione, indipendentemente
dalla tipologia dei fabbricati realizzati.
4. La base imponibile è costituita dal valore dell'area,
senza computare il valore del fabbricato in corso d'opera fino al verificarsi
del presupposto d'imposta relativo al fabbricato stesso, ai sensi dell'articolo
5, comma 1. Il valore dell'area è quello in commercio al 1° gennaio di ogni
periodo d'imposta, salvo quanto disposto dai commi 5 e 6, tenuto conto dei
criteri e dei parametri stabiliti dall'articolo 5, comma 5, del decreto
legislativo n. 504 del 1992. La superficie dell'area edificabile rilevante per
la determinazione del valore è determinata:
a) in base alla consistenza catastale, espressa in metri
quadrati, per le particelle fondiarie completamente edificabili;
b) in base alla superficie effettiva, espressa in metri
quadrati, per le particelle fondiarie parzialmente edificabili;
c) in base alla superficie del sedime dell'unità immobiliare
del fabbricato, espressa in metri quadrati, per le fattispecie assimilate
previste dal comma 3.
5. In deroga a quanto stabilito dai commi 4 e 6, e comunque
senza efficacia retroattiva, il valore dell'area edificabile è fissato nel
valore dichiarato dal contribuente - come eventualmente accertato in via
definitiva dall'Agenzia delle entrate - in sede di dichiarazione a fini fiscali
relativa a tributi erariali comunque denominati, oppure in sede di
dichiarazioni preliminari fiscalmente rilevanti finalizzate alla sottoscrizione
di atti fra vivi o mortis causa. Questo valore si applica per tre periodi
d'imposta successivi a quello iniziale; trascorsi questi periodi il
contribuente può avvalersi della facoltà di presentare una nuova comunicazione,
corredata da documenti probatori idonei a provare la modifica del valore.
6. Il comune, con modalità e procedure disciplinate con regolamento,
per prevenire l'insorgenza del contenzioso deve determinare per zone omogenee i
valori venali in comune commercio delle aree edificabili, anche tenendo in
considerazione le dichiarazioni previste dal comma 5. Inoltre deve determinare
parametri e criteri, riferibili comunque all'articolo 5, comma 5, del decreto
legislativo n. 504 del 1992, per la valutazione delle singole posizioni in sede
di accertamento o di accertamento con adesione. La determinazione dei valori e
dei criteri previsti da questo comma costituisce limitazione del potere di
accertamento del comune se l'imposta è stata versata sulla base di un valore
non inferiore a quello fissato.
7. L'aliquota per le aree edificabili è fissata nella misura
dello 0,86 per cento. Con la deliberazione prevista dall'articolo 8, comma 1,
il comune può aumentare l'aliquota fino all'1,31 per cento o diminuirla fino
allo zero per cento.
Esclusioni, esenzioni, riduzioni
a) i terreni qualificati a qualsiasi titolo come agricoli
dagli strumenti urbanistici comunali, tranne quelli indicati dall'articolo 6,
comma 3, lettera c);
a bis) gli immobili derivanti dalle demolizioni di cui
all'articolo 111 della legge provinciale 4 agosto 2015, n. 15
(legge provinciale per il governo del territorio 2015), fermo restando
l'articolo 6, comma 3, lettera c), della presente legge;
b) i fabbricati di civile abitazione e le relative
pertinenze destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro
delle infrastrutture 22 aprile 2008 (Definizione di alloggio sociale ai fini
dell'esenzione dall'obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli
articoli 87 e 88 del trattato istitutivo della Comunità europea). L'esenzione
spetta anche per i periodi d'inutilizzo, se il fabbricato mantiene la stessa
c) gli immobili indicati nell'articolo 7, comma 1, lettere b),
c), d), e), f), g) e i), del decreto legislativo n. 504 del 1992;
d) gli immobili soggetti a vincolo d'uso civico destinati
esclusivamente ai fini istituzionali del possessore;
e) gli immobili indicati nell'articolo 7, comma 1, lettera
i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, anche se non direttamente
utilizzati dai soggetti previsti dall'articolo 73, comma 1, lettera c), del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi), se sono oggetto di contratto di
comodato registrato in favore dei soggetti previsti dall'articolo 73, comma 1,
lettera c), e dall'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica n.
917 del 1986 e sono utilizzati nel rispetto dell'articolo 7, comma 1, lettera
i), del decreto legislativo n. 504 del 1992;
f) gli immobili concessi in comodato gratuito ad enti
pubblici per l'esercizio di funzioni, servizi o attività pubbliche.
2. Sono esclusi dall'ambito di applicazione dell'IMIS gli
immobili posseduti da Stato, regioni, province, comuni, comunità istituite
dalla legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in
materia di governo dell'autonomia del Trentino), consorzi fra questi enti, se
non soppressi, loro enti strumentali, enti del servizio sanitario nazionale e
aziende sanitarie, a qualsiasi fine destinati o utilizzati. Ai fini dell'IMIS, per enti strumentali dei comuni, delle
comunità di cui alla legge provinciale n. 3 del 2006 e dei consorzi fra detti enti, si intendono i soggetti
che soddisfino, in quanto compatibili, i requisiti di cui all'articolo 33,
comma 1, della legge provinciale n. 3 del 2006.
3. La base imponibile dell'IMIS è ridotta nella misura del 50
per cento, senza possibilità di cumulo, per:
a) i fabbricati d'interesse storico o artistico indicati
nell'articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), iscritti con quest'indicazione nel libro fondiario, e quelli privi
dell'iscrizione ma notificati ai sensi dell'allora vigente legge 20 giugno 1909, n. 364 (Norme per l'inalienabilità delle antichità e delle belle arti);
b) i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di
fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale
sussistono queste condizioni. L'inagibilità o l'inabitabilità è accertata
dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario. In
alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione
sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), rispetto a quanto
previsto dal periodo precedente. Agli effetti del presente comma i comuni
possono disciplinare con regolamento le caratteristiche di fatiscenza
sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione
ordinaria o straordinaria (3).
Poteri regolamentari e deliberativi dei comuni
1. Ai fini dell'approvazione del bilancio di previsione il
comune determina le aliquote, le deduzioni, le detrazioni e i valori delle aree
edificabili, anche disgiuntamente e per singole fattispecie, ai sensi degli
articoli 5 e 6. Se non adotta la relativa deliberazione si applica l'articolo
1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relativo alla proroga automatica delle aliquote vigenti.
2. Il comune può adottare un regolamento per la disciplina
dell'IMIS, ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive,
istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della
disciplina dei tributi locali). Il regolamento può:
a) assimilare ad abitazione principale l'unità immobiliare
abitativa, qualificata come abitazione principale ai sensi dell'articolo 5,
comma 2, lettera a), posseduta a titolo di proprietà, usufrutto o abitazione da
anziani o disabili che acquisiscono la residenza anagrafica in istituti di
ricovero o sanitari a titolo permanente, nella quale permanga la residenza del
coniuge o di parenti o affini entro il secondo grado, o comunque in tutti i
casi nei quali vi sia un utilizzo da parte di chiunque a titolo non oneroso;
b) assimilare ad abitazione principale l'unità immobiliare
abitativa e le relative pertinenze concessa in comodato dal soggetto passivo ai
parenti in linea retta entro il secondo grado che la utilizzano come abitazione
principale; la presente assimilazione può essere estesa anche agli affini del
medesimo grado. In caso di più unità immobiliari concesse in comodato
l'agevolazione si applica a una sola unità immobiliare;
c) considerare esenti gli immobili, a qualsiasi fine
destinati o utilizzati, posseduti dalle organizzazioni non lucrative di utilità
sociale disciplinate dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni
non lucrative di utilità sociale);
d) considerare direttamente adibita ad abitazione principale
una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non
residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi di residenza,
a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti
locata o data in comodato d'uso;
e) stabilire aliquote ridotte, comunque nei limiti stabiliti
dall'articolo 5, comma 6, lettera a), per i fabbricati indicati nelle lettere
a) e b), in alternativa all'assimilazione ivi prevista;
e bis) per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, stabilire
aliquote ridotte, comunque nei limiti indicati dall'articolo 5, comma 6,
lettera c), per i fabbricati iscritti o iscrivibili al catasto nella categoria
D8 e destinati esclusivamente a impianti di risalita, funivie, skilift o
sciovie, cabinovie, comunque denominati, nonché a campeggi, nel rispetto della
disciplina dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato;
e ter) stabilire aliquote ridotte, comunque nei limiti indicati
dall'articolo 5, comma 6, lettera a), per i fabbricati abitativi oggetto di
locazione ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso
abitativo);
f) stabilire termini di versamento dell'imposta più
favorevoli per i contribuenti rispetto a quelli previsti dall'articolo 9, e
differimenti dei termini di versamento per situazioni particolari individuate e
disciplinate nel regolamento;
g) prevedere il diritto al rimborso dell'imposta pagata per
le aree successivamente divenute inedificabili, stabilendone termini, limiti
temporali e condizioni, fermo restando che il rimborso non può essere stabilito
per un importo superiore all'imposta versata in ciascuno dei tre anni
precedenti se l'intervenuta inedificabilità delle aree è conseguente ad istanza
presentata in tal senso dal soggetto passivo;
g bis) prevedere l'esenzione per le aree edificabili, comunque
denominate, che in base alle norme di attuazione del piano regolatore generale
comunale consentono esclusivamente l'ampliamento di fabbricati esistenti;
g ter) stabilire aliquote ridotte, anche fino allo zero per
cento, per la fattispecie di cui all'articolo 6, comma 1, nel caso in cui dalla
procedura di cui all'articolo 45, comma 4, della legge
provinciale per il governo del territorio 2015, non derivi la modifica della
destinazione urbanistica dell'area nel senso della sua inedificabilità;
h) disciplinare gli ambiti demandati da questa legge alla
potestà regolamentare del comune (4).
3. Fatto salvo quanto previsto in materia dalla legge provinciale 15 novembre 1993, n. 36 (legge provinciale
sulla finanza locale 1993), le deliberazioni in materia di IMIS sono adottate
prima dell'approvazione del bilancio di previsione relativo all'esercizio
finanziario coincidente con il periodo d'imposta cui esse si riferiscono. Le
deliberazioni adottate dopo l'approvazione del bilancio di previsione si applicano
dal periodo d'imposta successivo.
4. Il termine stabilito dal comma 3 non si applica alle
deliberazioni relative alla determinazione dei valori delle aree edificabili ai
sensi dell'articolo 6, comma 6. La determinazione è deliberata dal comune con
congruo anticipo rispetto alle scadenze dei versamenti.
5. La giunta comunale nomina un funzionario responsabile al
quale sono affidati in via esclusiva tutti i poteri applicativi e organizzativi
relativi all'IMIS, compresa la sottoscrizione di provvedimenti, atti, pareri
comunque denominati collegati all'applicazione del tributo. Il responsabile
viene individuato nella massima figura apicale della struttura comunale
preposta alla gestione e applicazione dei tributi, anche se organizzata in
forma associata o sovracomunale. Il comune può nominare un sostituto del
funzionario responsabile in caso di sua assenza o impedimento, anche
temporanei. Se il comune affida le funzioni di gestione dell'IMIS a una società
in house il funzionario responsabile è nominato da quest'ultima.
1. L'IMIS è versata in autoliquidazione dal soggetto passivo
in due rate, che scadono il 16 giugno e il 16 dicembre di ciascun periodo
d'imposta. I comuni possono deliberare l'eliminazione dell'obbligo di
versamento della rata che scade il 16 giugno, anche per singoli periodi
d'imposta. Il soggetto passivo può assolvere l'imposta complessivamente dovuta
per ogni periodo d'imposta in più versamenti, anche mensili, comunque
effettuati entro le scadenze previste da questo comma.
2. Si considerano regolarmente eseguiti i versamenti
effettuati da un contitolare anche per il debito d'imposta degli altri, oppure
dal titolare di un diritto reale non soggetto a imposta per il tributo dovuto
dal titolare di un diritto reale soggetto all'imposta. Il contribuente che
effettua il versamento deve presentare una comunicazione al comune relativa
agli immobili oggetto del versamento e ai contribuenti sostituiti nel
3. In caso di decesso del soggetto passivo i termini previsti
dal comma 1 sono posticipati di dodici mesi, sia per il versamento del saldo
dovuto dal deceduto, sia per i versamenti dovuti dagli eredi.
4. Il versamento è effettuato con le modalità stabilite
dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi
e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di
gestione delle dichiarazioni); con apposita convenzione sono disciplinati i
rapporti tra Agenzia delle entrate e comuni in relazione agli adempimenti
correlati a tale procedimento. I codici tributo dell'IMIS sono stabiliti
dall'Agenzia delle entrate, sentiti la Provincia e il Consiglio delle autonomie locali. Fermo restando che queste modalità di versamento sono sempre
utilizzabili dal soggetto passivo, i comuni possono stabilire modalità
integrative o alternative, anche utilizzando strumenti elettronici e
informatici interbancari e postali, comunque denominati, che garantiscano la
sicurezza e la certezza temporale del versamento.
5. Per semplificare il versamento i comuni, almeno quindici
giorni prima del termine di scadenza, inviano ai soggetti passivi un modello
precompilato con gli immobili soggetti a imposta e il calcolo dell'importo
teoricamente dovuto, in base ai dati in loro possesso. Il soggetto passivo
verifica la corrispondenza dei dati immobiliari inviati rispetto alla sua
situazione immobiliare effettiva ed eventualmente ricalcola l'imposta. Se il
contribuente versa l'imposta in base ai dati inviati dal comune, in sede di
accertamento dell'eventuale maggiore imposta non sono dovute le sanzioni
correlate al versamento, salvo il caso di errore nei dati inviati imputabile a
elementi non conoscibili dal comune per variazioni intervenute tra l'invio e la
data del versamento o per omissioni del contribuente relative agli adempimenti
finalizzati alla determinazione del numero, dei dati e delle caratteristiche
degli immobili. Nella documentazione inviata dal comune è illustrato quanto
disposto da questo comma. In caso di omesso invio del modello precompilato,
oppure di invio a un destinatario diverso dal soggetto passivo, per i trenta
giorni successivi alle scadenze previste dal comma 1 non si applicano le
sanzioni e gli interessi relativi al tardivo versamento. Entro il 31 dicembre 2016, in base ai risultati emersi dall'attuazione di questo comma, la Giunta provinciale, di concerto con il Consiglio delle autonomie locali, può stabilire
modalità di elaborazione del modello precompilato più vincolanti per il comune,
a cui non consegue l'applicazione di interessi o sanzioni, in base a quanto
previsto da questo comma (5).
6. I comuni mettono a disposizione dei soggetti passivi
strumenti elettronici accessibili e utilizzabili on line per il calcolo
automatico dell'imposta dovuta, che prevedono anche la possibilità di stampare
i documenti relativi al pagamento dell'imposta.
7. Non sono dovuti versamenti dell'IMIS per un importo
annuale riferito a ciascun soggetto passivo inferiore a 15 euro. Con
regolamento i comuni possono aumentare questo limite.
8. Per svolgere le attività previste da quest'articolo i
comuni possono sottoscrivere convenzioni con soggetti esterni, pubblici o
privati, anche relativamente a singole fasi del procedimento di riscossione
ordinaria, ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997.
9. Per la riscossione coattiva dell'IMIS i comuni utilizzano
gli istituti giuridici, gli strumenti e le modalità gestionali e organizzative
previste dalla normativa statale. Si applicano i decreti previsti dall'articolo
10 della legge 11 marzo 2014, n. 23 (Delega al Governo recante disposizioni per
un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita).
Accertamento e rimborsi
1. Entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello
nel quale è dovuto il versamento il comune accerta la correttezza dei
versamenti. Entro lo stesso termine notifica i provvedimenti di accertamento e
2. Non possono essere emessi avvisi di accertamento d'importo
inferiore a 15 euro.
3. Prima di emettere l'avviso di accertamento il comune, in
forma scritta e motivata, può chiedere al contribuente di fornire documenti,
dati o risposte su specifici elementi relativi alla sua posizione. Il
regolamento comunale disciplina questa fase istruttoria. In caso di omessa o
insufficiente risposta da parte del contribuente si applicano le sanzioni
previste dall'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo n. 504 del 1992.
4. L'attività di accertamento può essere affidata a soggetti
esterni al comune, anche per singole fasi, ai sensi dell'articolo 52 del
decreto legislativo n. 446 del 1997.
5. Per l'omesso, parziale o tardivo versamento dell'IMIS si
applica la sanzione prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di
imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a
norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662). Il comune può prevedere la riduzione della sanzione, fino al 50 per cento,
in caso di adesione all'accertamento con versamento delle somme
complessivamente dovute a titolo d'imposta, sanzioni e interessi entro il
termine per la presentazione del ricorso in sede giurisdizionale. Salvo quanto
disposto dall'articolo 11, comma 3, non è applicabile alcuna sanzione collegata
ad obblighi dichiarativi del soggetto passivo.
6. Alle somme dovute a seguito di accertamento si applicano
gli interessi nella misura legale.
7. Si applica l'istituto del ravvedimento operoso
disciplinato dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le
violazioni di norme tributarie, a norma dell'articolo 3, comma 133, della legge
23 dicembre 1996, n. 662). Il comune, ai sensi dell'articolo 50 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), può
disciplinare l'applicazione di quest'istituto in senso più favorevole al
8. Si applicano gli istituti deflattivi del contenzioso e le
modalità di applicazione delle sanzioni e degli interessi previsti dai decreti
legislativi n. 471 e n. 472 del 1997 e dal decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 473 (Revisione delle sanzioni amministrative in materia di tributi
sugli affari, sulla produzione e sui consumi, nonché di altri tributi
indiretti, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662). Per le fattispecie dell'IMIS che ne consentono l'utilizzo il
comune può prevedere l'applicazione dell'accertamento con adesione, ai sensi
del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218 (Disposizioni in materia di accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale), disciplinandone le fasi
9. Entro cinque anni dal versamento il soggetto passivo, con
domanda motivata e documentata, può chiedere al comune il rimborso della
maggiore imposta versata. Sulla domanda il comune si esprime entro centoventi
giorni, salva interruzione per richiesta di elementi o documenti integrativi.
9 bis. Per la sola fattispecie delle aree edificabili gravate da
vincolo di espropriazione per pubblica utilità ai sensi della normativa
provinciale in materia di urbanistica il comune provvede al rimborso d'ufficio
dell'IMIS versata, se per dieci anni il terreno non è espropriato con emissione
del provvedimento definitivo previsto dalla normativa in materia di
espropriazione. Il rimborso si riferisce ai dieci periodi d'imposta, compreso
quello in corso, antecedenti il compimento dei dieci anni di sussistenza del
vincolo di espropriazione. Si applicano le disposizioni che disciplinano i
rimborsi IMIS posti in essere su istanza del contribuente. Questo comma si
applica alle aree edificabili gravate dal vincolo di espropriazione per
pubblica utilità quando l'IMIS è stata versata per almeno dieci anni in
relazione all'area sulla quale insiste il vincolo stesso.
9 ter. In deroga a quanto disposto dall'articolo 8, comma 2,
lettera g), per la sola fattispecie delle aree edificabili gravate da vincolo
di espropriazione per pubblica utilità ai sensi della normativa provinciale in
materia di urbanistica, il comune provvede al rimborso d'ufficio dell'IMIS
versata in caso di intervenuta inedificabilità delle aree medesime ai sensi
dell'articolo 6, comma 2, lettera a). Il rimborso è dovuto per un massimo di
dieci anni ed è alternativo alla previsione del comma 9 bis. Si applicano le
disposizioni che disciplinano i rimborsi IMIS posti in essere su istanza del contribuente.
9 quater. Per il solo periodo d'imposta 2016 l'eventuale accoglimento da parte del catasto di richieste di modifica dell'iscrizione catastale
dalla categoria D1 alla categoria C3 presentate entro il 31 dicembre 2016 comporta l'applicazione della nuova rendita all'intero periodo d'imposta. Nel caso
in cui il soggetto passivo abbia effettuato uno o più versamenti utilizzando
per il calcolo la rendita catastale in vigore prima della notifica della nuova,
conseguente alla modifica dell'iscrizione catastale del fabbricato, l'eventuale
maggior imposta versata è rimborsata secondo le modalità ordinarie di questo
articolo. Nel caso in cui la nuova rendita risulti superiore alla precedente,
il comune recupera con le ordinarie procedure di accertamento la maggiore
imposta dovuta senza applicazione di sanzioni.
10. Il comune che in fase di gestione dell'IMIS riscontra
elementi che possono far presumere un versamento eccedente al dovuto ne informa
il contribuente, per consentirgli l'eventuale presentazione di una domanda di
11. Non si effettuano rimborsi d'importo inferiore a quello
determinato ai sensi dell'articolo 9, comma 7 (6).
Adempimenti dei soggetti passivi
1. Salvo quanto disposto all'articolo 4, comma 3, il
contribuente non è soggetto ad alcun obbligo dichiarativo ai fini
dell'applicazione dell'IMIS. Per applicare l'IMIS si utilizzano le banche dati
comunque formate e conservate per l'applicazione dell'imposta comunale sugli
immobili, dell'imposta municipale propria e del tributo sui servizi
2. I comuni possono subordinare l'applicazione di specifiche
esenzioni, esclusioni o agevolazioni introdotte autonomamente con regolamento
alla presentazione, da parte del soggetto passivo, di una comunicazione
relativa a elementi oggettivi o soggettivi non conosciuti né conoscibili dal
comune. Il regolamento disciplina le modalità e i termini temporali per la
presentazione di questa comunicazione e di quella prevista dall'articolo 9,
comma 2, nonché la decorrenza degli effetti della comunicazione, anche ai fini
3. Alle infrazioni collegate alle comunicazioni e dichiarazioni
previste dal comma 2 di questo articolo, dall'articolo 4, comma 3, e
dall'articolo 9, comma 2, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 14 del
4. Il soggetto passivo può comunicare al comune elementi, fatti
o dati rilevanti per l'applicazione dell'IMIS, anche in relazione all'invio del
modello precompilato previsto dall'articolo 9, comma 5.
Disposizioni statali disapplicate e disposizioni
1. A partire dal periodo d'imposta 2015, nei comuni della
provincia non si applicano:
a) gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale);
l'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 214 del 2011; l'articolo 1, commi da 639 a 731, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in materia di
imposta municipale propria, relativi all'imposta municipale propria;
b) l'articolo 1, commi da 639 a 731, della legge n. 147 del 2013, in materia di imposta unica
comunale relativamente alla componente del tributo sui servizi indivisibili
(TASI).
2. A seguito dell'entrata in vigore di questa legge non si
applicano ai comuni della provincia i tributi locali di natura immobiliare
eventualmente istituiti in sostituzione di quelli previsti dal comma 1.
3. All'IMIS si applicano, salvo che non sia diversamente
disposto da questa sezione:
a) la legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente);
b) l'articolo 1, commi da 161 a 171, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in materia di tributi locali;
c) l'articolo 1, commi da 722 a 727, della legge n. 147 del 2013, in materia di riversamento e
rimborso d'imposta;
d) le norme statali in materia di pubblicità legale e
conoscitiva dei provvedimenti deliberativi e regolamentari in materia di
4. Il contenzioso relativo all'IMIS è disciplinato dalla
5. I rinvii a disposizioni statali contenuti negli articoli
1, 5, commi 4 e 5, 6, commi 4 e 6, e nell'articolo 7 s'intendono effettuati al
testo vigente alla data di entrata in vigore di questa legge.
Disposizioni di raccordo in materia di finanza locale
1. Nell'ambito del fondo perequativo previsto dall'articolo 6
della legge provinciale sulla finanza locale 1993, è
istituito un fondo di solidarietà comunale per perequare gli squilibri tra
comuni riguardanti la capacità di autofinanziamento e, in particolare, la
capacità fiscale relativa all'IMIS.
2. Il fondo è alimentato con una quota dell'IMIS e con altre
risorse definite nell'ambito dell'accordo previsto dall'articolo 81 dello Statuto speciale.
3. Con intesa tra la Giunta provinciale e il Consiglio delle autonomie locali sono definite a partire dall'anno 2015 la quantificazione
e le modalità di versamento da parte dei comuni della quota indicata nel comma 2, l'allocazione, i criteri e le modalità di riparto del fondo (7).
4. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione di
quest'articolo si provvede con le modalità indicate nella tabella C.
Disposizioni finali e transitorie sull'IMIS
1. Fino alla decorrenza dei termini di prescrizione, per
l'attività di accertamento, rimborso e riscossione coattiva continuano ad
applicarsi le norme statali relative ai tributi indicati nell'articolo 12,
2. Gli effetti finanziari in termini di minore gettito
derivanti dall'applicazione discrezionale da parte del comune di facoltà
riconosciute da questa legge rimangono a carico esclusivo del bilancio del
comune, anche in relazione alle norme provinciali in materia di finanza locale.
3. La Giunta provinciale è autorizzata ad aggiornare
periodicamente i valori indicati nell'allegato A, determinando di concerto con
il Consiglio delle autonomie locali la frequenza temporale dell'aggiornamento
stesso (8).
4. Per il solo periodo d'imposta 2015 le aliquote previste
dall'articolo 5, comma 6, sono fissate nelle misure che seguono, ferme restando
le restanti modalità di applicazione dell'articolo 5, comprese le facoltà
attribuite ai comuni relativamente all'articolazione delle aliquote e alle
a) per le abitazioni principali, fattispecie assimilate e
loro pertinenze: 0,35 per cento;
b) per gli altri fabbricati abitativi e le relative
pertinenze: 0,895 per cento;
c) per i fabbricati attribuiti alle categorie catastali C/1,
C/3, D/1, D/2, D/3, D/4, D/6, D/7, D/8 e D/9: 0,79 per cento;
d) per i fabbricati strumentali all'attività agricola: 0,1
e) per tutte le altre categorie catastali o tipologie di
fabbricati: 0,895 per cento.
5. Per il solo periodo d'imposta 2015 l'aliquota prevista dall'articolo 6, comma 7, è fissata nella misura dello 0,895 per cento,
ferme restando le restanti modalità di applicazione dell'articolo 6, comprese
le facoltà attribuite ai comuni relativamente all'articolazione dell'aliquota.
6. Per i soli periodi d'imposta 2016,
2017, 2018 e 2019 la deduzione d'imponibile di cui all'articolo 5, comma
6, lettera d), è stabilita in 1.500 euro.
6 bis. Per i periodi d'imposta 2016,
2017, 2018 e 2019, per gli immobili diversi dalle abitazioni principali,
fattispecie assimilate e loro pertinenze si applicano i commi 4, 5 e 6,
comprese le facoltà ivi riconosciute ai comuni, tranne:
a) per i fabbricati attribuiti alle categorie catastali A10
e D2 le aliquote sono fissate nella misura dello 0,55 per cento;
b) per i fabbricati attribuiti alle categorie catastali C1 e
C3 le aliquote sono fissate nella misura dello 0,55 per cento.
6 ter. Per i periodi d'imposta 2016,
2017, 2018 e 2019, sono esenti gli immobili posseduti da persone
giuridiche qualificate come cooperativa sociale ai sensi della normativa
provinciale di settore, destinati alle attività, anche svolte con modalità
commerciali, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto
legislativo n. 504 del 1992. L'esenzione si applica anche agli immobili
posseduti da ONLUS diverse dalle cooperative sociali che abbiano stipulato o
stipulino nel medesimo periodo d'imposta convenzioni con la Provincia, i comuni, le comunità, gli enti del servizio sanitario nazionale e le aziende
sanitarie. L'importo corrispondente all'esenzione, espresso come equivalente
sovvenzione, è concesso ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013
della Commissione relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del
minimis" e compete solo in base alla presentazione di specifica
comunicazione ai sensi dell'articolo 11, comma 4, nella quale venga certificato
il rispetto dei limiti previsti dal predetto regolamento. La comunicazione può
essere presentata prima delle scadenze di versamento dell'imposta di cui
all'articolo 9, comma 1, anche a seguito dell'invio del modello precompilato di
cui all'articolo 9, comma 5. L'eventuale presentazione della comunicazione dopo
il versamento, e comunque entro il termine di prescrizione del 31 dicembre 2016, costituisce titolo per la richiesta di rimborso ai sensi dell'articolo
10, comma 9. L'esenzione di cui al presente comma non si cumula con quella di
cui all'articolo 7, comma 1, lettera c).
Disposizioni in materia di imposta regionale sulle
attività produttive, di addizionale regionale all'IRPEF e di credito d'imposta
Modificazioni dell'articolo 1 della legge provinciale 22 aprile 2014, n. 1,
e altre disposizioni in materia di agevolazioni relative all'imposta regionale
2. Per il periodo d'imposta successivo a quello in corso il 31 dicembre 2014 le aliquote dell'IRAP stabilite dall'articolo 16, comma 1 e comma 1 bis,
lettera a), del decreto legislativo n. 446 del 1997, vigenti prima dell'entrata
in vigore del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, sono ridotte di 1,6 punti percentuali.
3. Per il periodo d'imposta successivo a quello in corso il 31 dicembre 2014 l'aliquota dell'IRAP stabilita dall'articolo 16, comma 1, del decreto
legislativo n. 446 del 1997 è ulteriormente ridotta delle seguenti misure, tra
loro alternative:
a) di 0,5 punti percentuali per i soggetti passivi che alla
chiusura del singolo periodo d'imposta presentano un valore complessivo delle
unità lavorative annue (ULA) di addetti impiegati sul territorio provinciale
pari ad almeno il 95 per cento del medesimo parametro relativo al periodo
d'imposta precedente; per addetti si intendono, oltre ai lavoratori dipendenti
a tempo indeterminato e a tempo determinato, anche i titolari, i soci attivi e
i collaboratori familiari regolarmente iscritti alle forme previdenziali che
partecipano all'attività dell'impresa;
b) di 2,3 punti percentuali per i soggetti passivi che alla
chiusura del singolo periodo d'imposta presentano, rispetto al periodo
d'imposta precedente, un incremento superiore al 5 per cento delle unità
lavorative annue (ULA) di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato impiegati
nel periodo d'imposta, anche derivante dalla conferma di contratti di
apprendistato e dalla stabilizzazione di rapporti di lavoro a tempo determinato
c) di 0,7 punti percentuali per i soggetti passivi che alla
chiusura del singolo periodo d'imposta rispettano il parametro di cui alla lettera
a) di questo comma in forza dell'attuazione di contratti collettivi, anche
aziendali, che prevedono - a fronte della riduzione dell'orario di lavoro dei
lavoratori che raggiungono i requisiti minimi per il pensionamento nei
trentasei mesi successivi alla data di stipulazione dell'accordo collettivo -
la contestuale assunzione di giovani che non abbiano più di trentacinque anni
di età; l'agevolazione opera se dall'assunzione deriva un saldo occupazionale
4. Per il rispetto del requisito stabilito dal comma 3,
lettera b), si tiene conto dei criteri di misurazione della base occupazionale
ricavabili dall'articolo 11, comma 4 bis 2, e comma 4 quater del decreto
legislativo n. 446 del 1997, se applicabili. I soggetti multimpianto verificano
il parametro previsto dal comma 3, lettera b), su base nazionale, purché il
parametro indicato nel comma 3, lettera a), sia rispettato nel territorio
7. Alla copertura delle minori entrate derivanti
dall'applicazione di quest'articolo si provvede con le modalità indicate
nell'articolo 3 della legge provinciale n. 1 del 2014; alla
copertura delle minori entrate derivanti dal comma 3, lettera a), di
quest’articolo si provvede con le modalità indicate nella tabella D (12).
Agevolazioni a favore dei titolari di reddito da pensione
1. Il fondo per la riduzione della pressione fiscale nei
confronti delle imprese e dei cittadini di cui all'articolo 3 della legge provinciale n. 1 del 2014 è incrementato per l'esercizio
finanziario 2015 di un importo di 6.000.000 di euro per il riconoscimento di
agevolazioni relative all'addizionale regionale all'IRPEF a favore di titolari
di redditi da pensione.
1 bis. Per l'anno d'imposta 2015, e per i soggetti passivi
titolari di reddito da pensione aventi un reddito imponibile - ai fini
dell'addizionale regionale all'IRPEF - non superiore a 15.000 euro, è ridotta a
zero, ai sensi dell'articolo 73 dello Statuto
l'aliquota dell'addizionale regionale all'IRPEF stabilita dal combinato
disposto dell'articolo 50 del decreto legislativo n. 446 del 1997,
dell'articolo 6 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in
materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle
province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel
settore sanitario), e dell'articolo 28, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 201
1 ter. Per l'anno d'imposta 2015, per tutti gli altri soggetti
passivi rimane invariata, sull'intero reddito imponibile, l'aliquota prevista
dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 68 del 2011, nel testo volta a volta
2. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione di
questo articolo si provvede con le modalità indicate nella tabella C (13).
Contributi da utilizzare in compensazione
1. Se la legge di stabilità 2015 dello Stato lo prevede, la Giunta provinciale può individuare gli incentivi o gli aiuti provinciali, comunque
denominati, da utilizzare in compensazione ai sensi del capo III del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (Norme di semplificazione degli adempimenti
dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore
dichiarazioni). I criteri e le modalità per attuare questo comma sono stabiliti
con deliberazione della Giunta provinciale previo parere della competente
commissione permanente del Consiglio provinciale. La Giunta provinciale
ripartisce annualmente le risorse finalizzate a questi interventi tra le
tipologie di incentivi e di aiuti individuati, provvedendo in tale sede
all'assunzione del relativo impegno di spesa (14).
2. La Provincia è autorizzata a stipulare una convenzione con
l'Agenzia delle entrate per disciplinare le modalità operative di applicazione
di quest'articolo.
3. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione di
Disposizioni in materia di contabilità, programmazione,
contenimento della spesa e società
Realizzazione di interventi della Provincia, dei
comuni e delle comunità con strumenti di partenariato pubblico-privato e
abrogazione di disposizioni connesse
1. Per assicurare l'equilibrio del bilancio provinciale a
fronte del calo delle risorse disponibili, sono sospese le procedure di
finanziamento delle opere dei comuni e delle comunità finanziate nell'ambito
dei fondi previsti dalla normativa in materia di finanza locale, comprese
quelle relative ai patti territoriali, già ammesse a finanziamento ma non
ancora oggetto di concessione alla data di entrata in vigore di questa legge.
Con deliberazione della Giunta provinciale sono individuate, tra le opere
finanziate, quelle ritenute non prioritarie, comprese quelle per le quali è
stata richiesta la riprogrammazione, per le quali è disposta la decadenza del
finanziamento provinciale, con salvaguardia delle spese già sostenute. Con la
predetta deliberazione sono stabiliti i nuovi termini procedurali anche per le
opere per le quali il termine di avvio era fissato al 31 dicembre 2014. Le risorse sono riassegnate agli enti locali con i criteri e le modalità determinate
dalla Giunta provinciale d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali.
1 bis. Per le finalità del comma 1 con deliberazione della
Giunta provinciale sono individuate, tra le opere da realizzare nell'ambito di
accordi di programma sottoscritti con i comuni ai sensi delle leggi provinciali
di settore, quelle ritenute non prioritarie. La Provincia promuove le conseguenti procedure di revisione degli accordi di programma con
salvaguardia delle spese sostenute in attuazione dei predetti accordi e già
oggetto di finanziamento.
1 ter. Per le finalità del comma 1 con deliberazione della
Giunta provinciale sono inoltre individuate, tra le opere ammesse a
finanziamento sulle leggi provinciali di settore e non ancora avviate, quelle
ritenute non prioritarie per le quali è disposta la decadenza del finanziamento
provinciale con salvaguardia delle spese già sostenute. Le risorse recuperate
ai sensi di questo comma sono destinate ai fondi previsti dalla normativa in
materia di finanza locale.
2. La Giunta provinciale, per incentivare l'utilizzo degli
strumenti di partenariato pubblico-privato, stabilisce, d'intesa con il
Consiglio delle autonomie locali e previo parere della competente commissione
permanente del Consiglio provinciale, criteri e modalità in base ai quali gli
enti locali individuano, tra le opere per le quali non è stata disposta la
decadenza del finanziamento ai sensi del comma 1, quelle potenzialmente idonee
a essere realizzate con i predetti strumenti, da sottoporre alla verifica
disciplinata dal comma 3. Con la stessa deliberazione la Giunta provinciale definisce i criteri in base ai quali gli enti locali possono chiedere la
verifica anche per opere già oggetto di concessione di finanziamento per le
quali non è ancora intervenuta la pubblicazione del bando di gara o la
trasmissione delle lettere d'invito alla gara di appalto.
3. L'individuazione delle opere che, in base ai criteri del
comma 2, possono essere realizzate mediante forme di partenariato a valere sui
finanziamenti provinciali è effettuata dalla Giunta provinciale.
L'individuazione è effettuata previo parere di un nucleo di analisi degli
investimenti pubblici composto da esperti del settore, di cui uno designato dal
Consiglio delle autonomie locali, e dipendenti pubblici nominati con
4. Per le opere che non sono state oggetto di individuazione
ai sensi del comma 3 la Giunta provinciale dispone la cessazione della
sospensione e la fissazione di nuovi termini per le successive fasi del
5. Per le opere individuate ai sensi del comma 3 il nucleo
collabora con l'ente locale per verificare la rispondenza delle concrete
caratteristiche dell'intervento all'effettiva realizzabilità mediante strumenti
di partenariato, anche per ridefinire il fabbisogno minimo dell'ente locale
relativamente all'intervento e per individuare lo specifico strumento utilizzabile.
6. La Giunta provinciale, previo parere del nucleo di analisi
di cui al comma 3, decide definitivamente se il finanziamento può essere
disposto per un intervento oggetto di partenariato, definendone le
caratteristiche. La Giunta stabilisce i nuovi termini, i criteri, le modalità,
le condizioni e i casi di decadenza del finanziamento.
7. Se il finanziamento di un intervento oggetto di
partenariato viene disposto ai sensi del comma 6, le risorse destinate
all'opera originaria concorrono ad alimentare un fondo finalizzato al
finanziamento di contributi a titolo di prezzo e di contributi relativi a
canoni comunque denominati. Il contributo può essere concesso fino alla
concorrenza del valore della spesa ammissibile a finanziamento, riconoscendo inoltre
le eventuali spese già sostenute rispetto all'originaria configurazione
dell'intervento. La concessione del finanziamento può essere condizionata
all'avvalimento dell'Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti da parte
dell'ente locale per le procedure di affidamento.
8. Per gli interventi realizzati mediante forme di
partenariato la Provincia può destinare quote dei fondi di garanzia, istituiti
ai sensi delle leggi in materia di incentivi ai settori economici, alla
prestazione di garanzie ai realizzatori degli interventi.
9. La Giunta provinciale definisce i criteri e le modalità in
base ai quali le somme spettanti ai realizzatori degli interventi possono
essere utilizzate in compensazione, ai sensi del capo III del decreto
10. L'inserimento di nuovi interventi di comuni e comunità
negli strumenti di programmazione dei finanziamenti provinciali, nell'ambito
dei fondi previsti dalla normativa in materia di finanza locale, è effettuato
subordinatamente alla verifica della possibilità di realizzare questi
interventi mediante strumenti di partenariato pubblico-privato. Gli interventi
sono finanziati nell'ambito delle risorse della finanza locale.
11. La Giunta provinciale stabilisce i criteri e le modalità
per l'applicazione di quest'articolo agli interventi della Provincia, nei quali
rientrano le forme di partenariato pubblico-privato qualificate da specifiche
disposizioni normative come afferenti ai servizi. La medesima deliberazione
disciplina anche il ruolo del nucleo di analisi degli investimenti pubblici
previsto dal comma 3 nell'attività di supporto istruttorio alla Giunta
provinciale e individua la composizione dello stesso, anche in deroga a quanto
previsto dal comma 3, e i casi in cui il parere reso dal nucleo si intende
obbligatorio. A tal fine è costituito uno specifico fondo, che può essere
alimentato in analogia a quanto previsto dal comma 7.
12. La Giunta provinciale stabilisce i criteri e le modalità
per l'applicazione di quest'articolo ai soggetti individuati nell'articolo 33,
comma 1, della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3
(Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino).
13. Per agevolare la realizzazione di opere pubbliche, fino al 31 dicembre 2015 i proventi delle concessioni edilizie possono essere destinati al
finanziamento di spese d'investimento, anche in deroga all'articolo 119 della legge urbanistica provinciale 2008.
14. omissis (15)
15. omissis (16)
16. Alla copertura degli eventuali oneri derivanti
dall'applicazione dei commi 1, 7 e 10 si provvede con le autorizzazioni di
spesa già disposte in bilancio sulle unità previsionali di base dove sono
imputate le spese per la realizzazione degli interventi nell'ambito della
17. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dei
commi 8, 9 e 11 si provvede con le modalità indicate nella tabella C (17).
Modificazione dell'articolo 26 della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4
(legge sulla programmazione provinciale 1996), e disposizioni connesse
1. omissis (19)
2. I contenuti della relazione annuale sullo stato di
attuazione del programma di legislatura prevista dall'articolo 2, comma 1,
lettera e), della legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2 (legge
elettorale provinciale 2003) e della relazione al rendiconto generale annuale della
Provincia tengono luogo, rispettivamente, per la parte programmatica e per la
parte finanziaria, di quanto indicato nel rapporto di gestione.
Estinzione anticipata dei mutui dei comuni
1. Per ridurre il debito del settore pubblico provinciale la Provincia è autorizzata ad anticipare ai comuni le risorse necessarie per l'estinzione
anticipata di mutui, ferma restando la neutralità dell'operazione ai fini del
patto di stabilità sia per la Provincia, sia per i comuni. A tal fine la Provincia utilizza le proprie disponibilità di cassa. Per le medesime finalità e sempre con
ricorso alle proprie disponibilità di cassa, la Provincia è autorizzata ad anticipare alle società di cui all'articolo 33, comma 1, lettera
c), della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3
(Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino) le risorse necessarie
per l'estinzione anticipata dei mutui e delle altre operazioni di indebitamento,
ferma restando la neutralità dell'operazione ai fini del patto di stabilità per
la Provincia. A tal fine, con le modalità e nei tempi stabiliti con
deliberazione della Giunta provinciale, le società corrispondono, direttamente
o tramite compensazione a valere sui trasferimenti provinciali ad esse
spettanti, le risorse corrispondenti all'operazione di estinzione anticipata,
tenuto conto che la Provincia può farsi carico degli eventuali oneri
2. Ai fini del comma 1 i comuni, con le modalità e nei
termini previsti dalla Giunta provinciale d'intesa con il Consiglio delle
autonomie locali, corrispondono, direttamente o tramite compensazione a valere
sui trasferimenti in materia di finanza locale, le risorse corrispondenti
all'operazione di estinzione anticipata, tenuto conto che la Provincia si fa carico degli eventuali oneri derivanti dall'estinzione.
2 bis. La Giunta provinciale è autorizzata ad apportare con
propria deliberazione le variazioni al bilancio necessarie per adeguare le
entrate e le spese afferenti l'anticipo delle risorse previsto da
quest'articolo si provvede con le modalità indicate nella tabella C (21).
Ridefinizione dei termini e delle condizioni dei
1. Tenuto conto del rilevante fondo di cassa di cui dispone, la Provincia è autorizzata a promuovere convenzioni con istituti bancari individuati nel
rispetto dei principi di trasparenza e concorrenza e di parità di trattamento,
per ridefinire termini e condizioni, per una durata massima di cinque anni, dei
tempi di erogazione dei contributi annui concessi dall'Agenzia provinciale per
l'incentivazione delle attività economiche (APIAE) entro il 31 dicembre 2014, assicurando comunque il regolare pagamento a favore dell'APIAE delle rate alle
scadenze previste negli atti di concessione.
2. A tal fine le convenzioni fissano la durata delle
operazioni, gli importi massimi delle somme anticipate dagli istituti bancari e
le modalità dei pagamenti a favore dell'APIAE dei contributi annui, i tassi di
interesse applicati alla Provincia, le modalità e i tempi di rimborso agli
istituti bancari da parte della Provincia dei pagamenti effettuati a valere
sugli impegni di spesa per i contributi annui prevedendo la facoltà di rimborso
anticipato rispetto ai suddetti termini al ripristino della normale gestione di
liquidità, le garanzie rilasciate dalla Provincia, le modalità e i termini di
rendicontazione dei pagamenti effettuati da parte degli istituti bancari.
3. L'eventuale recupero a carico dell'APIAE delle somme erogate
dagli istituti bancari nel caso di revoca o di rideterminazione dei contributi
annui è disposta a valere su altre assegnazioni disposte in favore
Modificazioni della legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27, in
materia di contenimento della spesa
5. La Provincia promuove la costituzione di tavoli tecnici,
anche con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per
individuare entro il 30 aprile 2015, azioni di riduzione della spesa corrente,
ulteriori rispetto a quelle già adottate ai sensi della normativa vigente, per la Provincia, per gli enti locali e per i rispettivi enti strumentali pubblici e privati. Le
azioni individuano le conseguenti misure di revisione normativa, amministrativa
6. Le disposizioni attuative adottate in base all'articolo 4
bis, commi 5 e 7 bis, della legge provinciale n.
27 del 2010,
nel testo vigente prima delle modifiche introdotte dal comma 3 del presente
articolo, continuano ad applicarsi per l'anno 2015 fino all'adozione di nuove
Disposizioni in materia di finanziamento collettivo
1. Per assicurare adeguati livelli di benessere sociale ed
economico anche attraverso forme di collaborazione tra pubblico e privato, la Provincia, in adesione agli orientamenti dell'Unione europea espressi nella comunicazione 172
della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 27 marzo 2014, relativa allo sfruttamento del potenziale del crowdfunding nell'Unione
europea, può promuovere direttamente iniziative di finanziamento collettivo
(crowdfunding) e favorirne il ricorso da parte di cittadini e soggetti pubblici
2. Per i fini del comma 1 la Giunta provinciale è autorizzata ad approvare delle linee guida per l'attuazione, la
valorizzazione e la diffusione, informativa e formativa, del finanziamento
collettivo nel rispetto della disciplina europea e nazionale e, comunque, dei
principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento,
trasparenza e proporzionalità. Le linee guida sono elaborate anche con
l'eventuale ausilio di esperti esterni e sono sottoposte a procedure di
consultazione pubblica e al parere delle competenti commissioni permanenti del
Consiglio provinciale prima della loro approvazione.
3. La Giunta provinciale relaziona annualmente alla
competente commissione permanente del Consiglio provinciale sull'esito delle
iniziative di finanziamento collettivo, sulla quantità di fondi
complessivamente raccolti e sui singoli progetti finanziati con l'evidenza tra
finanziamento pubblico e finanziamento collettivo.
4. La Giunta provinciale pubblica annualmente sul sito
internet della Provincia la quantità di fondi complessivamente raccolti con il
finanziamento collettivo ed i singoli progetti finanziati con l'evidenza tra
5. Alla copertura degli eventuali oneri derivanti
dall'applicazione di quest'articolo si provvede con le autorizzazioni di spesa
disposte in bilancio sulle unità previsionali di base dove sono imputate le
spese per iniziative interessate.
Fissazione della dotazione complessiva del personale
dell'articolo 58 della legge
provinciale 28 marzo 2009, n. 2, dell'articolo 1 della legge provinciale 9 agosto 2013, n. 16,
e dell'articolo 27 della legge
provinciale 22 aprile 2014, n. 1
1. Per l'anno 2015 e per gli anni successivi la dotazione
complessiva del personale provinciale assunto con contratto a tempo
indeterminato appartenente al comparto autonomie locali e al comparto ricerca,
individuato dall'articolo 2 del decreto del
Presidente della Provincia 20 novembre 2003, n. 44-7/Leg
(Regolamento concernente la definizione dei comparti di contrattazione ai sensi
dell'art. 54 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7), è definita dalla Giunta provinciale, con riferimento a ciascun anno, in esito all'attuazione del piano di
riduzione della dotazione complessiva del personale previsto dall'articolo 24
della legge provinciale n. 1 del 2014, in
materia di misure per la riduzione della spesa pubblica (26).
2. omissis (27)
3. I commi 3 e 4 dell'articolo 58 della legge provinciale n. 2 del 2009 e il comma 6 dell'articolo 27
della legge provinciale n. 1 del 2014 sono
abrogati a decorrere dal 1° gennaio 2015.
4. Alla copertura di maggiori oneri derivanti
dall'applicazione di quest'articolo si provvede con le modalità indicate nella
Disposizioni in materia di blocco del rinnovo
contrattuale e delle assunzioni di personale della Provincia e degli enti
strumentali e connesse modificazioni dell'articolo 24 della legge provinciale 27 dicembre 2012, n. 25
2. I termini di validità delle graduatorie per le assunzioni
di personale a tempo indeterminato relative al comparto autonomie locali, già
prorogate fino al 31 dicembre 2014 in base alla normativa provinciale, e di
quelle che scadono nel corso del 2015 sono prorogati fino al 31 dicembre 2015.
3. Con riferimento alle graduatorie per le assunzioni di
personale a tempo indeterminato degli enti strumentali indicati dall'articolo
33, comma 1, lettera a), della legge
la Giunta provinciale, prima delle loro scadenze, ne può autorizzare la
proroga fino al 31 dicembre 2015 previa richiesta motivata dell'ente; per le
graduatorie in scadenza al 31 dicembre 2014 la proroga può essere autorizzata entro il 30 aprile 2015 (29).
4. Alla copertura degli eventuali oneri derivanti
dall'applicazione dei commi 1 e 2 di questo articolo si provvede con le
modalità indicate nella tabella C.
Modificazioni della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (legge
sul personale della Provincia 1997), dell'articolo 24 della legge provinciale 22 aprile 2014, n. 1,
dell'articolo 29 della legge
provinciale n. 3 del 2006, in materia di personale e
articolazione organizzativa della Provincia, e modificazioni dell'articolo 5
della legge provinciale 9 giugno 2010, n, 10,
in materia di nomine e designazioni della Provincia
9. omissis (31)
10. omissis (32)
11. In attesa del riordino della dirigenza, della rimodulazione
dell'articolazione organizzativa della Provincia e del contenimento della spesa
per il personale, in relazione all'attuazione del piano di riduzione della
dotazione complessiva del personale previsto dall'articolo 24 della legge provinciale n. 1 del 2014, gli incarichi di sostituzione
provvisoria di dirigente di servizio o di responsabile d'ufficio previsti
dall'articolo 34 della legge sul personale della Provincia 1997,
conferiti prima dell'entrata in vigore di questa legge, possono essere
prorogati fino alla conclusione della rimodulazione organizzativa e comunque
per non più di tre anni (33).
12. Gli incarichi e le cariche previsti dall'articolo 53 bis
della legge sul personale della Provincia 1997, come
sostituito dal comma 5, conferiti prima dell'entrata in vigore di questa legge
continuano a essere disciplinati dalla normativa previgente fino alla loro
scadenza. Entro sei mesi dall'entrata in vigore di questa legge la Giunta provinciale e gli enti strumentali rivedono la composizione di commissioni, consigli,
comitati e organismi collegiali, comunque denominati, già nominati alla data di
entrata in vigore di questa legge per garantire l'osservanza dell'articolo 53
bis, comma 4, della legge sul personale della Provincia 1997, come
sostituito dal presente articolo, con riguardo ai componenti collocati in
quiescenza alla data di entrata in vigore di questo comma (34).
13. omissis (35)
14. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 4 si provvede con le modalità indicate nella tabella C.
Misure di contenimento della spesa riguardanti le
1. Ai fini della razionalizzazione e del contenimento della
spesa pubblica, il contingente complessivo dei distacchi relativo al personale
degli enti a cui si applica la contrattazione collettiva provinciale
dell'articolo 54 della legge sul personale della Provincia 1997 è
rideterminato secondo quanto previsto dal comma 2, avendo a riferimento i
parametri e i criteri definiti dai contratti collettivi quadro nazionali e
tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 7 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza
amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari) convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
2. Il contingente complessivo dei distacchi spettanti nei
comparti e aree di contrattazione è di 23, comprensivo degli arrotondamenti
previsti dalla disciplina attuativa dell'articolo 7 del decreto-legge n. 90 del
3. I contingenti complessivi dei permessi sindacali sono
determinati dalla Giunta provinciale, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, avendo a riferimento i parametri e i criteri
definiti dai contratti collettivi quadro nazionali ed operando una riduzione
proporzionata a quella effettuata in relazione ai distacchi. Le organizzazioni
sindacali, che rappresentano almeno la maggioranza del personale a livello di
singolo comparto di contrattazione, possono destinare una quota dei permessi
sindacali dello stesso comparto alla costituzione di ulteriori distacchi, nel
rispetto delle percentuali massime previste dai contratti collettivi quadro
4. La ripartizione dei distacchi e dei permessi sindacali tra
comparti, confederazioni e organizzazioni sindacali è disposta secondo quanto
previsto dalla contrattazione collettiva provinciale in materia.
5. La riduzione dei contingenti dei distacchi e dei permessi
sindacali prevista da quest'articolo si applica dal 1° gennaio 2015.
6. Per assicurare la continuità dell'attività didattica per
l'anno scolastico 2014 - 2015, i distacchi sindacali già concessi al personale
docente delle scuole a carattere statale con decorrenza 1° settembre 2014 sono
confermati fino al 31 agosto 2015, anche in deroga al limite massimo dei
distacchi di cui al comma 2.
Disposizioni in materia di salute, di politiche sociali e
Modificazioni della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge
provinciale sulla tutela della salute 2010)
4. Il comma 3 bis dell'articolo 16 della legge provinciale sulla tutela della salute 2010, come
inserito dal comma 1, si applica a decorrere dalla data individuata dai
provvedimenti attuativi che determinano la compartecipazione al costo delle
prestazioni a carattere residenziale. A decorrere dalla stessa data, di cui si
dà notizia nel Bollettino ufficiale della Regione, sono abrogati:
a) l'articolo 16 bis della legge
provinciale 28 maggio 1998, n. 6 (Interventi a favore degli anziani e delle
persone non autosufficienti o con gravi disabilità);
b) la lettera c) del comma 1 dell'articolo 12 della legge provinciale 24 luglio 2012, n. 15 (Tutela delle
persone non autosufficienti e delle loro famiglie e modificazioni delle leggi
provinciali 3 agosto 2010, n. 19, e 29 agosto 1983, n. 29, in materia sanitaria);
c) l'articolo 21 (Partecipazione alla spesa per prestazioni
non aventi natura sanitaria erogate a favore dei degenti presso l'ospedale
psichiatrico di Pergine Valsugana) della legge
provinciale 12 settembre 1994, n. 4.
5. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 2 si provvede con le modalità indicate nella tabella C.
Modificazioni della legge provinciale 15 giugno 1998, n. 7
8. Le modificazioni della legge
inserite da questo articolo si applicano a decorrere dalla data stabilita dalla
deliberazione della Giunta provinciale prevista dal comma 1 bis dell'articolo 7
della legge provinciale n. 7 del 1998 come
inserito da questo articolo. Le delibere attuative sono sottoposte al parere
preventivo della competente commissione permanente del Consiglio provinciale (40).
Integrazione dell'articolo 34 (Istituzione
dell'Agenzia provinciale per l'assistenza e la previdenza integrativa) della legge provinciale 3 settembre 1993, n. 23
1. omissis (414)
2. Fino all'individuazione, con deliberazione della Giunta
provinciale, delle attività di concessione e di erogazione previste
dall'articolo 34, comma 2, lettera b quater), della legge
provinciale n. 23 del 1993,
queste attività continuano a essere gestite secondo quanto previsto dalla
Disposizioni in materia di contratti, lavori pubblici, infrastrutture,
ambiente, espropri e servizi pubblici
Modificazioni della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme
in materia di governo dell'autonomia del Trentino), e interpretazione autentica
dell'articolo 32 della legge
provinciale n. 3 del 2006
3. La lettera c) del comma 1 e il comma 5 dell'articolo 13
bis della legge provinciale n. 3 del 2006, come
modificati dal comma 1, lettere a) e b), si applicano a decorrere dalla data di
individuazione del soggetto affidatario della fase di trasporto da parte della
4. Il comma 9.1. dell'articolo 32 della legge provinciale n. 3 del 2006 va inteso nel senso che le
disposizioni regolamentari previste dal medesimo non sono richieste con
riferimento alla disciplina delle funzioni di amministrazione attiva previste
dall'ultimo periodo del comma 1 del medesimo articolo 32.
Modificazioni della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 (legge
provinciale sui lavori pubblici 1993)
11. Le retribuzioni incentivanti spettanti ai sensi
dell'articolo 20, comma 1 ter, della legge
provinciale sui lavori pubblici 1993 per gli incarichi affidati prima
dell'entrata in vigore di questo comma sono corrisposte sulla base della
disciplina normativa e contrattuale provinciale previgente.
12. Alla copertura degli eventuali oneri derivanti
spese per la realizzazione delle opere interessate da procedura espropriativa.
Contenimento del costo dei lavori pubblici
1. Fino al 30 giugno 2017, nei progetti di lavori pubblici, i
costi dei lavori, delle forniture e degli imprevisti sono ridotti dell'8 per
cento rispetto al valore determinato secondo la normativa vigente (47).
2. Il comma 1 si applica ai lavori per i quali i bandi sono
stati pubblicati o le lettere di invito sono state spedite dopo la data di
entrata in vigore di questa legge.
Modificazioni del decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio
1987, n. 1-41/Legisl. (testo unico provinciale sulla tutela
dell'ambiente dagli inquinamenti 1987)
3. La tariffa agevolata prevista dall'articolo 102 quinquies,
comma 1 quater, del testo unico provinciale sulla tutela
dell'ambiente dagli inquinamenti 1987, come modificato da quest'articolo, si
applica ai conferimenti di rifiuti per i quali non è ancora stata emessa
fattura alla data di entrata in vigore di questa legge.
4. Alla copertura delle minori entrate derivanti
dall'applicazione di quest'articolo provvede l'Agenzia per la depurazione con
il proprio bilancio.
Modificazioni della legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6
(legge provinciale sugli espropri 1993)
11. Le indennità determinate sulla base dei nuovi criteri
introdotti dai commi 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9 e 10 si applicano, se più
favorevoli, ai procedimenti espropriativi per i quali, alla data di entrata in
vigore di questa legge, sono esperibili o pendenti i ricorsi per la
rideterminazione dell'indennità avanti alla commissione provinciale per le
espropriazioni e i ricorsi in opposizione alla stima avanti all'autorità
12. Il comma 3 bis dell'articolo 8 della legge provinciale sugli espropri 1993, come introdotto dal comma
5, si applica nei casi in cui a seguito del ricalcolo della superficie il
decreto di esproprio non è stato rettificato alla data di entrata in vigore di
13. Alla copertura degli eventuali oneri derivanti
Disposizioni in materia di protezione civile e servizio
Modificazioni della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9 (Disciplina
dell'attività di protezione civile in provincia di Trento)
9. Con riferimento a quanto previsto dal comma 1, i codici di
autoregolamentazione sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore di questa legge. Decorso tale termine l'assessore competente per materia
riferisce alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale in
ordine all'attuazione del comma 1.
10. Il comma 1 bis dell'articolo 37 della legge provinciale n. 9 del 2001, come inserito dal comma 6, si
applica alle spese sostenute dai comuni a partire dal 1° gennaio 2014.
11. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 6 si provvede con le modalità indicate nella tabella C.
12. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 8 provvede la cassa provinciale antincendi con il proprio bilancio.
Disposizioni in materia di istruzione e ricerca
Modificazioni della legge provinciale 21 marzo 1977, n. 13 (legge
provinciale sulle scuole dell'infanzia 1977)
3. Il piano annuale per l'anno scolastico 2015-2016 determina
le modalità di controllo previste dall'articolo 54, secondo comma, lettera d
bis), della legge provinciale sulle scuole
dell'infanzia 1977,
come modificato dal comma 1, anche con riferimento alle rendicontazioni di
spesa relative ad anni scolastici precedenti per cui le procedure di verifica
sono pendenti al momento dell'approvazione del piano.
Modificazioni della legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6 (legge
provinciale sugli incentivi alle imprese 1999)
28. Fino alla revisione della convenzione prevista
dall'articolo 33, comma 3, della legge
provinciale sugli incentivi alle imprese 1999, come modificato dal presente
articolo, le attività continuano a essere finanziate con le modalità previste
dalle convenzioni vigenti.
29. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dei
commi 18 e 19 di quest'articolo si provvede con le modalità indicate nella
Disposizioni in materia di turismo, sport e terme
Modificazioni della legge provinciale 11 giugno 2002, n. 8 (legge
provinciale sulla promozione turistica 2002)
4. I soggetti previsti dall'articolo 9 della legge provinciale sulla promozione turistica 2002 si
adeguano al requisito di cui all'articolo 9, comma 4, lettera e), della
medesima legge provinciale, come modificato da quest'articolo, con la nomina
del nuovo organo amministrativo; fino alla predetta nomina i soggetti previsti
dall'articolo 9 della legge provinciale sulla promozione
turistica 2002
mantengono il riconoscimento se in possesso dei requisiti previsti dalla
disciplina vigente prima dell'entrata in vigore di quest'articolo.
5. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione di
questo articolo si provvede con le modalità indicate nella tabella C.
Modificazioni della legge provinciale 4 aprile 2011, n. 6
sulla ricettività turistica)
5. Le domande di contributo presentate dalle imprese ai sensi
della legge provinciale n. 6 del 2011, nel
testo vigente prima delle modifiche apportate dalla presente legge, sono
esaminate e definite sulla base della legge
provinciale 20 giugno 1983, n. 21 (Interventi per lo sviluppo delle attività
idrotermali).
6. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione di
Disposizioni in materia di foreste, agricoltura, caccia ed
Modificazioni della legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11 (legge
provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura 2007), e
dell'articolo 8 della legge provinciale
28 maggio 2009, n. 6, sui soggiorni socio-educativi
8. omissis (77)
9. Fino all'individuazione da parte della Giunta provinciale della
nuova suddivisione territoriale ai sensi dell'articolo 106, comma 6, lettera
a), della legge provinciale sulle foreste e sulla
protezione della natura 2007, i custodi forestali della Magnifica Comunità di
Fiemme continuano ad assicurare il servizio di custodia forestale limitatamente
ai beni silvo-pastorali di loro proprietà.
omissis (81)
Nuove autorizzazioni, riduzioni di spesa e copertura
1. Per i fini previsti dalle disposizioni relative ai
capitoli inseriti nelle unità previsionali di base indicate nella tabella B
sono autorizzate, per ciascuna unità previsionale di base, le variazioni agli
stanziamenti a carico degli anni e per gli importi riportati nella medesima
tabella, con riferimento alle predette disposizioni e alle modalità indicate
nelle relative note.
2. Alla copertura delle nuove o maggiori spese derivanti
dall'applicazione di questa legge si provvede con le modalità previste nelle
tabelle C e D.
3. Per l'anno 2015 i trasferimenti in materia di finanza
locale sono rideterminati dalla tabella E.
1. Questa legge entra in vigore il giorno successivo a quello
Rendita catastale media cat. A02
Rendita catastale media aumentata 30 %
Valore catastale del fabbricato medio cat. A02 aumentato
Detrazione pari all'Imposta ai sensi dell'art. 5
comma 6, lettera a)
74.247,26
105.006,72
98.603,23
82.876,25
102.390,29
105.476,28
77.953,51
60.809,11
103.615,51
79.180,92
64.117,87
72.469,49
76.330,80
88.880,06
79.855,78
77.885,81
92.092,73
88.703,16
72.224,88
49.220,81
86.599,97
100.195,37
101.405,30
98.255,98
113.089,70
77.322,34
69.165,10
90.919,92
151.661,33
104.600,50
87.906,00
180.127,58
72.305,69
74.821,66
84.044,69
109.446,79
65.517,82
87.104,47
74.688,43
96.266,35
93.283,01
141.756,89
87.399,31
88.637,64
121.777,66
82.363,01
89.762,40
80.414,88
89.913,10
97.576,75
85.824,65
87.954,05
108.215,02
112.563,36
102.506,04
83.987,90
65.760,24
97.736,18
74.059,44
79.582,78
91.524,89
93.114,84
107.907,07
80.200,85
107.959,49
96.541,54
82.159,90
71.560,94
97.432,61
63.338,18
81.867,24
100.802,52
97.166,16
100.857,12
87.958,42
75.223,51
FIEROZZO - VLARÖTZ
110.195,90
97.041,67
99.976,97
91.376,38
111.228,94
112.849,46
91.275,91
92.483,66
88.646,38
75.784,80
87.355,63
85.114,85
74.701,54
97.083,17
84.328,61
89.454,46
110.377,18
89.364,91
118.955,93
81.467,57
101.490,48
103.368,72
93.363,82
81.559,30
LUSERNA - LUSÉRN
68.315,52
97.146,50
84.387,58
78.270,19
MAZZIN - MAZIN
97.996,08
56.021,78
86.134,78
100.162,61
110.512,58
131.529,22
107.883,05
74.168,64
71.534,74
91.048,78
93.997,18
101.844,29
90.312,77
91.821,91
88.299,12
99.503,04
91.642,82
66.489,70
123.983,50
PALU' DEL FERSINA - PALAI EN BERSNTOL
92.885,52
115.776,02
64.124,42
72.150,62
86.931,94
75.730,20
94.678,58
73.428,26
145.701,19
81.246,98
POZZA DI FASSA - POZA
133.684,82
76.957,61
104.943,38
106.710,24
91.096,82
64.414,90
173.859,50
102.187,18
132.236,83
99.601,32
96.580,85
93.409,68
83.791,34
85.807,18
77.783,16
74.773,61
105.790,78
98.590,13
83.878,70
68.996,93
87.279,19
88.628,90
80.279,47
96.043,58
95.512,87
91.522,70
93.542,90
76.103,66
73.544,02
137.701,20
78.508,25
SORAGA - SORAGA
85.809,36
95.923,46
94.781,23
97.648,82
92.782,87
113.976,41
86.084,54
106.384,82
78.807,46
92.018,47
97.943,66
91.033,49
102.455,81
104.399,57
74.192,66
115.409,11
51.562,06
89.150,88
68.769,79
104.141,86
78.191,57
97.295,02
137.249,11
85.970,98
74.537,74
92.367,91
111.469,18
87.294,48
98.867,50
94.818,36
73.897,82
60.957,62
100.101,46
97.065,70
59.909,30
83.240,98
92.184,46
134.798,66
103.969,32
118.473,26
82.998,55
86.241,79
95.525,98
77.127,96
76.581,96
101.363,81
93.894,53
B - Tabella E
così modificato dall'art. 18 della l.p. 30
dicembre 2015, n. 21
e dall'art. 14 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20.
(2) Lettera
così modificata dall'art. 18 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 21.
così modificato dall'art. 18 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 21.
così modificato dall'art. 3 della
l.p. 3 giugno 2015, n. 9, dall'art. 18 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 21 e dall'art. 14
però l'art. 18, comma 8 della l.p. 30
dicembre 2015, n. 21.
(8) Per
l'aggiornamento vedi le deliberazioni della giunta provinciale 9 marzo 2015, n.
358, 30 dicembre 2015, n. 2466 e 29 luglio 2016, n. 1275 (non pubblicate).
(10) Comma
modificativo dell'art. 1 della l.p. 22 aprile
2014, n. 1;
il testo delle modifiche, quindi, è riportato in quest'ultimo articolo.
(11) Comma
modificativo dell'art. 12 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25;
così modificato dall'art. 1 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 21.
così modificato dall'art. 1 della l.p. 6 marzo 2015, n. 4.
così modificato dall'art. 9 della
l.p. 3 giugno 2015, n. 9. Per la sua attuazione, con riguardo ad
alcuni incentivi previsti dalla legge
provinciale sugli incentivi alle imprese 1999, vedi la deliberazione della
giunta provinciale 18 maggio 2015, n. 809, modificata dalle deliberazioni 13
novembre 2015, n. 1977, 20 novembre 2015,
n. 2064, 18 dicembre 2015, n. 2338, 22 aprile 2016, n. 616 e 2 novembre
2016, n. 1886.
(15) Comma
abrogativo dell'art. 1 della l.p. 31 maggio 2012, n. 10,
dell'art. 40 della l.p. 3 agosto 2012, n. 18, degli
articoli 15 e 15 bis della legge provinciale
sull'energia 2012,
dell'art. 8 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
(16) Comma
modificativo dell'art. 12 ter della legge sulla
programmazione provinciale 1996; il testo delle modifiche, quindi, è
riportato in quest'ultimo articolo.
così modificato dall'art. 34 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 21. Per l'attuazione del comma 2 vedi la deliberazione della
giunta provinciale 13 luglio 2015, n. 1158; per l'attuazione dei commi 11 e 12
la deliberazione 13 luglio 2015, n. 1168.
modificativo dell'art. 9 quater e introduttivo dell'art. 81 bis nella legge provinciale di contabilità 1979; il testo delle
modificazioni in parola, quindi, è riportato in quest'ultima legge,
(19) Comma
abrogato dall'art. 1 della l.p. 29 dicembre 2016,
modificativo dell'art. 19 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25
e dell'art. 48 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27; il testo
delle modifiche, quindi, è riportato in queste due leggi.
così modificato dall'art. 11 della
l.p. 3 giugno 2015, n. 9. Per la sua attuazione vedi le
deliberazioni della giunta provinciale 4 maggio 2015, n. 708, 13 novembre 2015,
n. 1964 e 17 giugno 2016, n. 1035.
(22) Commi
modificativi degli articoli 3, 4, 4 bis e 8 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27;
il testo delle modifiche, quindi, è riportato in quest'ultima legge.
modificativo dell'art. 31 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1;
modificativo dell'art. 35 della l.p. 16 giugno
2006, n. 3;
modificativo dell'art. 14 della l.p. 10
febbraio 2005, n. 1;
(26) Da
ultimo la dotazione complessiva del personale era stabilita in 4.315 unità
equivalenti, per il personale del comparto autonomie locali e del comparto
ricerca, in base all'art. 58, comma 1 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.
modificativo dell'art. 1 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16;
(28) Comma
modificativo dell'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25;
(29) Comma
così modificato dall’art. 40 della l.p. 3 aprile
(30) Commi
modificativi degli articoli 9, 15, 29, 58, 63, 75 quater, introduttivi
dell'art. 43 bis e sostitutivi dell'art. 53 bis della legge
sul personale della Provincia 1997; il testo delle modificazioni in parola,
quindi, è riportato in quest'ultima legge.
(31) Comma
modificativo dell'art. 5 della l.p. 9 giugno 2010, n. 10;
(32) Comma
modificativo dell'art. 24 della l.p. 22 aprile
anche l'art. 8, comma 3 della l.p. 5 agosto
2016, n. 14.
(34) Comma
così modificato dall'art. 12 della
l.p. 3 giugno 2015, n. 9.
(35) Comma
modificativo dell'art. 29 della l.p. 16 giugno
(36) Commi
modificativi degli articoli 16, 56 e introduttivi dell'art. 19 ter nella legge provinciale sulla tutela della salute 2010; il testo
delle modificazioni in parola, quindi, è riportato in quest'ultima legge.
modificativo degli articoli 3, 3 bis, 6 e 6 bis della legge
provinciale sul volontariato 1992 (il testo delle modifiche, quindi, è
riportato in quest'ultima legge), e connesse disposizioni finanziarie.
modificativo dell'art. 5 della l.p. 15
dicembre 1980, n. 35
(il testo delle modifiche, quindi, è riportato in quest'ultimo articolo) e
(39) Commi
modificativi degli articoli 3, 7, 9 e 12 della l.p.
15 giugno 1998, n. 7;
(40) L'ultimo
periodo del comma 8 è stato approvato per errore; il parere di commissione è
già previsto dalle disposizioni che prevedono deliberazioni attuative. Per la
data di decorrenza dell'applicazione delle modificazioni vedi la deliberazione
della giunta provinciale 22 giugno 2015, n. 1032.
(41) Comma
modificativo dell'art. 34 della l.p. 3
settembre 1993, n. 23;
modificativo degli articoli 5, 7 e 9 della legge
provinciale sul benessere familiare 2011 (il testo delle modifiche,
quindi, è riportato in quest'ultima legge), e connesse disposizioni
(43) Commi
modificativi degli articoli 13 bis e 39 bis della legge
abrogativo dell'art. 26 bis, introduttivo dell'art. 36 ter 1 e modificativo
degli articoli 38 e 39 ter della legge
provinciale sui contratti e sui beni provinciali 1990, abrogativo dell'art. 3
della l.p. 3 febbraio 1995, n. 1, abrogativo dell'art. 22
e modificativo dell'art. 47 della l.p. 24 ottobre 2006, n. 8;
il testo delle modificazioni in parola, quindi, è riportato in queste leggi.
(45) Commi
modificativi degli articoli 16, 20, 37, 41, 50 ter decies, 50 quindecies, 50
sedecies, 50 duodevicies e introduttivi dell'art. 33.1 nella legge provinciale sui lavori pubblici 1993; il testo
modificativo dell'art. 18 della l.p. 15 maggio
2013, n. 9;
(47) Comma
così modificato dall'art. 28 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 19.
modificativo dell'art. 20 della l.p. 3 gennaio 1983, n. 2;
modificativo dell'art. 8 bis l.p. 8 giugno 1987, n. 10
modificativo degli articoli 8, 33 e 35 della legge
provinciale sui trasporti 1993; il testo delle modifiche, quindi, è
riportato in quest'ultima legge.
(51) Commi
modificativi degli articoli 97 e 102 quinquies del testo
unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti 1987; il testo
delle modifiche, quindi, è riportato in questo testo unico.
modificativo dell'art. 1 della l.p. 14 aprile 1998, n. 5;
modificativo dell'art. 11 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6;
(54) Commi
modificativi degli articoli 3, 4, 6, 7, 8, 20, 28, 29 bis, sostitutivi
dell'art. 13 e abrogativi dell'art. 20 bis della legge
provinciale sugli espropri 1993; il testo delle modificazioni in parola,
(55) Articolo
modificativo dell'art. 7 della legge
provinciale sulla polizia locale 2005 (il testo delle modifiche, quindi, è
riportato in quest'ultimo articolo) e connesse disposizioni finanziarie.
modificativo dell'art. 6 della l.p. 31 maggio 2012, n. 10;
abrogato dall'art. 124 della legge provinciale
per il governo del territorio 2015.
(58) Commi
modificativi degli articoli 4, 18, 26, 29, 37, 59 e 64 della l.p. 1 luglio 2011, n. 9; il testo
delle modifiche, quindi, è riportato in quest'ultima legge.
(59) Articolo
introduttivo dell'art. 21 bis nella l.p. 22 agosto 1988, n. 26 (il testo del nuovo articolo, quindi, è riportato in quest'ultima legge) e
(60) Articolo
modificativo dell'art. 74 della l.p. 29 aprile 1983, n. 12 ;
modificativo degli articoli 14, 38, 54, 86, 91, 93, 102, 109 e introduttivo
dell'art. 56 bis nella legge provinciale sulla scuola 2006 (il testo
delle modificazioni in parola, quindi, è riportato in quest'ultima legge), e
(62) Commi
modificativi degli articoli 54 e 54 bis della legge
provinciale sulle scuole dell'infanzia 1977; il testo delle modifiche,
(63) Articolo
modificativo dell'art. 2 della legge
provinciale sugli asili nido 2002; il testo delle modifiche, quindi, è
modificativo degli articoli 15, 37, 44, 59 e 74 della legge
provinciale sul commercio 2010; il testo delle modifiche, quindi, è
modificativo dell'art. 35 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1;
(66) Commi
modificativi degli articoli 5, 8, 12, 16, 24, 24 bis, 24 quater, 25, 33, 36 bis
e sostitutivo degli articoli 24 septies e 24 decies della legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999; il testo
(67) Articolo
modificativo dell'art. 44 della l.p. 27
dicembre 2011, n. 18;
(68) Articolo
modificativo degli articoli 3 bis, 6, 7 e 12 della l.p.
10 ottobre 2006, n. 6;
modificativo degli articoli 1.1 e 4 della legge
provinciale sul lavoro 1983; il testo delle modifiche, quindi, è riportato in
quest'ultima legge.
(70) Articolo
modificativo dell'art. 7 della l.p. 27
novembre 1990, n. 32;
modificativo degli articoli 2, 12 e 33 della legge
provinciale sulle cave 2006; il testo delle modifiche, quindi, è riportato in
(72) Commi
modificativi dell'art. 9 e introduttivi dell'art. 16 bis nella legge provinciale sulla promozione turistica 2002; il testo
modificativo dell'art. 37 bis della legge
provinciale sulla ricettività turistica 2002; il testo delle modifiche,
quindi, è riportato in quest'ultimo articolo.
(74) Commi
modificativi degli articoli 7 e 9 della l.p.
4 aprile 2011, n. 6 ;
(75) Articolo
abrogato dall'art. 42 della legge provinciale
sullo sport 2016.
(76) Commi
modificativi degli articoli 16, 96, 97, 106, 111, 114 della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della
natura 2007;
(77) Comma
modificativo dell'art. 8 della l.p. 28 maggio 2009, n. 6;
(78) Articolo
modificativo dell'art. 54 della legge
provinciale sull'agricoltura 2003; il testo delle modifiche, quindi, è
(79) Articolo
modificativo dell'art. 26 della legge
provinciale sulla caccia 1991; il testo delle modifiche, quindi, è
(80) Articolo
modificativo dell'art. 39 della legge
provinciale sull'energia 2012; il testo delle modifiche, quindi, è
(81) Articolo
modificativo degli articoli 1, 2, 4, 5 e 9 della l.p.
7 novembre 2005, n. 15
(il testo delle modifiche, quindi, è riportato in quest'ultima legge), e
(82) Articolo
modificativo degli articoli 44, 47, 82, 102 ter della l.p.
3 novembre 1992, n. 21
e dell'art. 54 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 (il testo
delle modifiche, quindi, è riportato in queste due leggi), e connesse
(83) Articolo
modificativo dell'art. 33 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18
(il testo delle modifiche, quindi, è riportato in quest'ultima legge) e
(84) Disposizioni finanziarie.
testo aggiornato al 2 novembre 2016 modificata deliberazione attuativa dell'art. 17
testo aggiornato al 10 agosto 2016 testo aggiornato al 29 luglio 2016 testo aggiornato al 17 giugno 2016 deliberazione attuativa dell'art. 22
testo aggiornato al 11 maggio 2016 testo aggiornato al 11 maggio 2016 testo aggiornato al 22 aprile 2016 modificata deliberazione attuativa dell'art. 17
testo aggiornato al 31 dicembre 2015 modificati gli articoli 5, 6, 7, 8, 13, 14, 15 e 18
testo aggiornato al 30 dicembre 2015 testo aggiornato al 18 dicembre 2015 modificata deliberazione attuativa dell'art. 17
testo aggiornato al 20 novembre 2015 modificata deliberazione attuativa dell'art. 17
testo aggiornato al 13 novembre 2015 modificata deliberazione attuativa dell'art. 17 - nuova deliberazione attuativa dell'art. 22
testo aggiornato al 12 agosto 2015 testo aggiornato al 13 luglio 2015 deliberazioni attuative dell'art. 18
testo aggiornato al 22 giugno 2015 deliberazione attuativa dell'art. 36
testo aggiornato al 5 giugno 2015 testo aggiornato al 18 maggio 2015 deliberazione attuativa dell'art. 17
testo aggiornato al 4 maggio 2015 deliberazione attuativa dell'art .22
testo aggiornato al 8 aprile 2015 modificato l'art. 30
testo aggiornato al 25 marzo 2015 modificato l'art. 16
testo aggiornato al 9 marzo 2015 testo aggiornato al 1 gennaio 2015 Pagine visitate Legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14

References: art. 20
 art. 39
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 articolo 32