Source: http://www.megafincas.it/leggi-normative-articoli/il-riconoscimento-servit-di-passaggio-affare-dei-singoli-condomini.html
Timestamp: 2019-01-19 01:33:43+00:00

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Servitù (Differenza tra servitù volontarie e servitù coattive)
In questi casi l'utilità sta appunto nel fatto di poter godere o di poter meglio godere di un proprio bene; insomma per il caso del passaggio l'utilità è strettamente legata al fondo. (Basta un atto pubblico di rinuncia per privarsi della servitù di passaggio)
Non rappresenta una servitù, invece, il diritto di parcheggiare sul fondo del vicino; quando è stata chiamata a pronunciarsi su questo argomento la Corte di Cassazione ha avuto modo di specificare che "il parcheggio dell'auto non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la "realità" (inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso), in quanto la comodità di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedono al fondo non può valutarsi come una utilità inerente al fondo stesso, trattandosi di un vantaggio del tutto personale dei proprietari" (Cass. n. 1551 del 2009)" (così Cass. 23 settembre 2009 n. 20409).
In tale contesto, ciò che conta - questo è il cuore della sentenza n. 12678 del 5 giugno 2014 - è che le eventuali azioni di riconoscimento della servitù a favore del condominio siano iniziate dai singoli condomini e non dall'amministratore; questi, ricorda la Cassazione, ha poteri - sostanziali e processuali - limitati alla gestione delle cose comuni, nel rispetto dell'art. 1130 c.c.; "ove si tratti invece di azioni a tutela dei diritti esclusivi dei singoli condomini, tale legittimazione può trovare fondamento soltanto nel mandato conferito all'amministratore da ciascuno dei partecipanti alla comunione, e non nel meccanismo deliberativo dell'assemblea condominiale, ad eccezione dell'equivalente ipotesi di una unanime, positiva deliberazione di tutti i condomini (cfr. Cass. 3 marzo 1984 n. 4623; Cass. 29 febbraio 1988 n. 2129; Cass. 11 marzo 1988 n. 2401; Cass. 3 aprile 2003 n. 5147)". (Cass. 5 giugno 2014 n. 12678).
dell'Avv Alessandra Gallucci Fonte CondominioWeb.com
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