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Timestamp: 2020-06-07 07:34:16+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7186 del 21/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7186 del 21/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 21/03/2017, (ud. 03/03/2017, dep.21/03/2017), n. 7186
sul ricorso 5156/2016 proposto da:
B.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI N. 121,
presso lo studio dell’avvocato SALVATORE VETERE, che la rappresenta
C.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE
SANTO, 10/A, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO ORSINI,
rappresentata e difesa dagli avvocati NADYA RITA VETERE e ALDO
avverso la sentenza n. 1616/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
– B.G. ha proposto tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale confermò la sentenza di primo grado, con la quale, in accoglimento della domanda proposta da C.E. (parte attrice), la Barca fu condannata al rilascio, in favore della detta attrice (quale proprietaria), dell’immobile urbano già concesso in locazione alla di lei madre poi deceduta Bo.As., in quanto detenuto dalla B. sine titulo;
– la parte intimata ha resistito con controricorso;
– il primo motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5) è inammissibile, in quanto del tutto generico, considerato che la ricorrente si limita a trascrivere stralcio di atti processuali, senza precisare quale sarebbe il fatto decisivo il cui esame sarebbe stato omesso dal giudice di appello;
– il secondo motivo (col quale si deduce la nullità della sentenza impugnata) è inammissibile, sia perchè solleva una questione nuova (quella relativa a precedente procedimento penale nei confronti dell’attrice) che non risulta essere oggetto di motivo di gravame, sia perchè non contiene l’indicazione di alcuna norma giuridica che sarebbe stata violata e dalla quale sarebbe scaturita la dedotta nullità, sia, infine, perchè si risolve in una censura di merito relativa all’accertamento del fatto del possesso;
– il terzo motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3) è inammissibile, in quanto pone in discussione l’accertamento dei fatti come compiuto dai giudici di merito sulla base delle prove acquisite (i giudici hanno accertato che la B. non ha esercitato sull’immobile un possesso idoneo ai fini dell’usucapione), accertamento che è insindacabile in sede di legittimità, risultando peraltro la motivazione della sentenza impugnata non apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014);
– ricorrono i presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002 , art. 13, comma 1-quater, per il raddoppio del versamento del contributo unificato.

References: Sentenza 
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 art. 13