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Timestamp: 2020-04-02 06:52:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18923 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18923 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 22/06/2016, dep. 26/09/2016), n.18923
sul ricorso 13661/2012 proposto da:
STUDIO INGEGNERI A.M. E A.S., (OMISSIS),
nella persona del rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO 99, presso lo studio
dell’avvocato PATRIZIA CASTELLANO, che lo rappresenta e difende,
tempore e MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del
Ministro in carica, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI
avverso la sentenza n. 192/34/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
il giorno 11/04/2011;
Nella controversia avente origine dall’impugnazione da parte dello Studio Ingegneri A.M. e A.S. di cartella di pagamento portante IRAP per l’anno di imposta 2001, la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia – sezione distaccata di Catania, con la sentenza indicata in epigrafe, in accoglimento dell’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, riformava la decisione di primo grado di accoglimento del ricorso, e, per l’effetto, confermava l’iscrizione a ruolo ritenendo sussistere, nella fattispecie, i presupposti della pretesa impositiva.
Avverso la sentenza lo Studio associato ha proposto ricorso su due motivi.
1. Con il primo motivo si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del d.lgs. n. 446 del 1997, art. 2, comma 1 e art. 3, comma 1, ed, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 e art. 2697 c.c., la contraddittorietà della motivazione in relazione alla sussistenza di beni strumentali e spese per consumi.
2.Con il secondo motivo si deduce l’omessa e carente motivazione su un punto decisivo ex art. 360 c.p.c., n. 5, laddove il Giudice di appello aveva asserito in via generica la sussistenza di beni strumentali e la esposizione di spese per consumi di varia e rilevante entità la cui esistenza era smentita dagli alligata di parte.
3. Preliminarmente va dichiarata l’inammissibilità del ricorso proposto nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze il quale non risulta avere preso parte ai precedenti gradi di giudizio.
4.Sulla res controversa sono, di recente, intervenute le Sezioni Unite di questa Corte (sentenza n. 7371/16) le quali, risolvendo il contrasto giurisprudenziale, hanno statuito il seguente principio: “presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione di scambi e servizi; ma quando l’attività è esercitata dalle società e dagli enti che siano soggetti passivi dell’imposta a norma del D.Lgs. 15 dicembre 1977, n. 446, art. 3 – comprese quindi le società semplici e le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e di professioni – essa, in quanto esercitata da tali soggetti, strutturalmente organizzati per la forma nella quale l’attività è svolta, costituisce ex lege, in ogni caso presupposto di imposta, dovendosi perciò escludere la necessità di ogni accertamento in ordine alla sussistenza dell’autonoma organizzazione”.
5. La sentenza impugnata è sostanzialmente conforme al superiore principio onde il ricorso proposto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate va rigettato.
6. La novità della soluzione giurisprudenziale induce a compensare integralmente le spese processuali tra le parti.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso proposto nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Rigetta il ricorso proposto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Compensa integralmente tra le parti le spese processuali.

References: Sentenza 
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 art. 2
 art. 3
 art. 2697
 art. 360
 art. 3
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