Source: https://www.laleggepertutti.it/182747_docente-cose-lanno-di-prova
Timestamp: 2018-11-15 19:50:33+00:00

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Docente: cos'è l'anno di prova?
Docente: cos’è l’anno di prova?
L’anno di prova del docente: durata, caratteristiche e modalità.
Sei un docente e vuoi sapere cos’è l’anno di prova e quanto dura? Quando un docente viene assunto è nominato in prova. Nella pratica, per avere la conferma del ruolo ricevuto, deve superare un periodo di prova e formazione durante il primo anno scolastico. Durante questo lasso di tempo deve svolgere determinate attività, nel rispetto di certe tempistiche e specifici criteri. Cerchiamo insieme di capire che cos’è l’anno di prova del docente.
1 Docente e anno di prova: quanto dura?
2 Docente e anno di prova dopo la riforma
3 Docente e anno di prova: cosa deve fare?
Docente e anno di prova: quanto dura?
La legge era ed è esplicita nel prevedere che il docente è innanzitutto nominato in prova [1]. Essa chiarisce e specifica che il servizio di prova deve essere effettivamente svolto sulla cattedra oggetto della nomina, durante l’anno scolastico, per un periodo non inferiore a 180 giorni, precisando che se nel predetto lasso di tempo non sono stati prestati gli indicati giorni di servizio, la detta prova è prorogata di un anno [2]. La prova descritta va di pari passo e si armonizza con il previsto anno di formazione del docente [3], da svolgersi nell’ambito dei 180 giorni minimi di servizio, e caratterizzato da specifiche attività di formazione. Al termine del periodo di prova e di formazione appena descritti, il docente sarà quindi confermato in ruolo con decreto (attualmente è il dirigente scolastico, cioè il preside, ad emettere decreto di conferma in ruolo), previo colloquio e valutazione positiva emessa da un apposito comitato di controllo (in sostanza si tratta di un parere).
Docente e anno di prova dopo la riforma
Il percorso appena illustrato, che il docente deve seguire e superare positivamente per ottenere la conferma in ruolo, è ribadito dalla recente riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione [4]. Secondo la citata normativa, il docente è obbligatoriamente sottoposto ad un periodo di prova e di formazione, al superamento del quale è subordinata la sua conferma [5], che deve essere effettivamente svolto per almeno 180 giorni, di cui almeno 120 di attività didattiche [6]. Durante questo lasso di tempo, egli (o ella) è sottoposto al giudizio del dirigente scolastico (in sostanza il preside), tenuto conto della valutazione del comitato di valutazione, già previsto dalla legge, e di un tutor. Questi, previamente nominato ed identificato, dovrà seguire il cammino formativo del docente, relazionando in tal senso il preside (la legge parla tecnicamente di istruttoria) [7]. Se al termine della prova e della formazione dovesse emergere una valutazione negativa, il docente ha la possibilità di affrontare ed eventualmente superare un altro periodo analogo, che però non è ulteriormente rinnovabile [8]. In caso positivo, invece, il docente sarà confermato in ruolo, con decreto del dirigente scolastico. La legge appena riportata si armonizza perfettamente con quella già in vigore [9].
Docente e anno di prova: cosa deve fare?
La riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione ha ricevuto esecuzione ed attuazione in base a vari atti [10] che:
hanno individuati gli obiettivi, le modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, le attività formative e i criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova;
hanno precisato gli orientamenti operativi sulle nuove disposizioni in materia di anno scolastico di prova e di formazione del personale docente;
hanno stabilito che ogni docente in periodo di prova avrà un tutor di riferimento, preferibilmente della stessa disciplina, area disciplinare o tipologia di cattedra ed operante nello stesso plesso che lo ha accompagnato nel primo anno di servizio;
hanno fissato, in 50 ore annuali minime, quelle di formazione da svolgere nell’ambito delle funzioni connesse all’attività di docente [11].
In termini più semplici, cosi come indicato anche dall’USR Lombardia [12], il docente nominato in prova ed allo scopo di superarla ed ottenere la conferma, durante i 180 giorni minimi di servizio, deve svolgere le seguenti attività:
Quanto ai 180 giorni, vi rientrano tutte le attività riguardanti il servizio scolastico: dai periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, agli esami e scrutini, dal primo mese del periodo di astensione obbligatoria ai giorni di frequenza a corsi di formazione organizzati dall’Amministrazione. Non possono, invece, essere computati ferie e recupero festività, assenze per malattia e congedi parentali, permessi retribuiti e aspettative.
[1] Art. 437, co. 1 D.L.vo 297/1994.
[2] Art. 438 D.L.vo 297/1994.
[3] Art. 440 D.L.vo 297/1994.
[4] Legge 107/2015.
[5] Art. 1, co. 115 Legge 107/2015.
[6] Art. 1, co. 116 Legge 107/2015.
[7] Art. 1, co. 117 Legge 107/2015.
[8] Art. 1, co. 119 Legge 107/2015.
[9] Art. 1, co. 120 Legge 107/2015.
[10] Decreto Miur n. 850 del 27/10/2015 – Nota Miur n. 36167 del 5/11/2015 – Nota Miur n. 28515 del 04/10/2016.
[11] Art. 1, co. 124 Legge 107/2015.
[12] Nota n. 21150 del 28/09/2017.

References: Art. 437
 Art. 438
 Art. 440
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
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