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Timestamp: 2019-01-19 10:45:38+00:00

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L.R. 3 marzo 2005, n. 12	||	Misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento luminoso e per il risparmio energetico.
L.R. 3 marzo 2005, n. 12 ([1])
Art. 3 Competenze dei comuni.
Art. 4 Obbligo di conformità dei capitolati.
Art. 5 Requisiti tecnici e modalità d'impiego degli impianti di illuminazione.
Art. 6 Poteri sostitutivi.
Art. 7 Zone di particolare tutela e protezione.
Art. 9 bis Indirizzi per la riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso.
Art. 11 Entrata in vigore.
Allegato A - Elenco degli Osservatori
1. La Regione promuove la riduzione dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al fine di conservare e proteggere l'ambiente naturale, inteso anche come territorio, i ritmi naturali delle specie animali e vegetali, nonché gli equilibri ecologici, dall'inquinamento luminoso sia all'interno, sia all'esterno delle aree naturali protette (parchi naturali nazionali, regionali, provinciali, comunali, oasi naturalistiche), ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, legge-quadro sulle aree protette.
2. La presente legge tende inoltre a salvaguardare il cielo notturno, considerato patrimonio naturale della Regione da conservare e valorizzare, la salute del cittadino, e le attività di ricerca e divulgazione scientifica degli osservatori astronomici di rilevanza nazionale e locale di cui all'allegato A della presente legge.
3. Per tali finalità si considera inquinamento luminoso ogni alterazione dei livelli di illuminazione naturale ed in particolare ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperda al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, in particolar modo se orientata al di sopra della linea dell'orizzonte. Ciò significa che tracciando (all'altezza della sorgente luminosa) una linea parallela al terreno (e perpendicolare al lampione) la luce emessa non deve irradiarsi al di sopra della linea stessa; in altre parole il fascio di luce, dal punto di emissione, non può superare i 90°.
1. La Regione, per il tramite della Direzione Protezione civile, ambiente ([2]), per garantire un'omogenea applicazione delle norme della presente legge, esercita le funzioni di coordinamento ed indirizzo in materia di riduzione dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici.
2. [Adotta, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un regolamento di riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso.] ([3])
8. Sottopongono al regime di autorizzazione, giusto provvedimento del Sindaco, tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna, anche a scopo pubblicitario. A tal fine il progetto illuminotecnico deve essere redatto da una delle figure professionali previste per tale settore impiantistico; dal progetto deve risultare la rispondenza dell'impianto ai requisiti della presente legge anche mediante la produzione della documentazione sulle caratteristiche costruttive e prestazionali degli apparecchi e delle lampade, rilasciata da riconosciuto istituto di certificazione o da aziende con sistema di qualità certificato. Al termine dei lavori, l'impresa installatrice rilascia al Comune la dichiarazione di conformità dell'impianto realizzato secondo i criteri applicativi previsti nel successivo art. 5, e ove previsto, il certificato di collaudo degli impianti di illuminazione pubblica; la cura e gli oneri dei collaudi sono a carico dei committenti degli impianti.
9. Dispongono e vigilano che gli impianti di illuminazione pubblica e privata esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, in caso di ricostruzione radicale di tutto l'impianto o sostituzione parziale dei corpi illuminanti, devono essere rispondenti alle disposizioni di cui all'art. 5. Gli impianti di illuminazione, particolarmente inquinanti od abbaglianti, tipo globi luminosi, fari, torri faro, ottiche aperte, insegne luminose, individuati dall'Ufficio Tecnico Comunale (UTC) o dalla Polizia Municipale (anche su segnalazione degli osservatori astronomici e delle locali associazioni di astrofili), se pubblici devono essere sostituiti con gradualità ed in relazione alle risorse finanziarie disponibili, comunque non oltre dieci anni ([4]) dall'entrata in vigore della presente legge, se privati devono essere messi a norma entro e non oltre 360 giorni dalla data della segnalazione della Polizia Municipale o dell'UTC al titolare dell'impianto.
Le sostituzioni o le messe a norma devono essere rispondenti alle disposizioni di cui all'art. 5.
11. Tutti i comuni con almeno 3000 abitanti si dotano, entro nove anni ([5]) dalla data di entrata in vigore della presente legge, di piani di illuminazione che disciplinano le nuove installazioni in accordo con la presente legge, con il D.Lgs. n. 285/1992 recante il "Nuovo codice della strada" e successive integrazioni e modifiche, con la legge 9 gennaio 1991, n. 9 e legge 9 gennaio 1991, n. 10 attinenti il "Piano energetico nazionale", con il D.M. 5 novembre 2001, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade.
12. Vigilano, tramite controlli periodici effettuati di propria iniziativa o su richiesta degli osservatori astronomici, delle associazioni astrofile o ambientaliste o di semplici cittadini, sul rispetto delle misure stabilite per gli impianti di illuminazione esterna dalla presente legge e dal Regolamento Urbanistico Edilizio, in conformità del regolamento regionale di cui al comma 1 dell'art. 2.
14 bis) Per l'espletamento delle attività tecnico-scientifiche necessarie ai fini dell'applicazione della presente legge, la Regione e i Comuni si avvalgono dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (ARTA) nell'ambito delle prestazioni cui questa è tenuta a norma dell'articolo 5 della l.r. 29 luglio 1998, n. 64 (Istituzione dell'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente – A.R.T.A.). ([6])
Obbligo di conformità dei capitolati.
Requisiti tecnici e modalità d'impiego degli impianti di illuminazione.
c) essere equipaggiati con lampade ad avanzata tecnologia ed elevata efficienza luminosa, quali al sodio ad alta o bassa pressione, in luogo di quelle con efficienza luminosa inferiore;
d) è consentito l'impiego di lampade con indice di resa cromatica superiore a Ra=65, ed efficienza comunque non inferiore ai 90 lm/w, solo nell'illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di comprovato valore culturale e/o sociale ad uso esclusivamente pedonale. I nuovi apparecchi d'illuminazione a Led possono essere impiegati anche in ambito stradale, a condizione che siano conformi alle disposizioni di cui alle lettere b) ed e) e l'efficienza delle sorgenti sia maggiore di 90 lm/W ([7]);
I classificare le strade in base a quanto disposto dal D.M. 5 novembre 2001, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade. In particolare le strade residenziali devono essere classificate di tipo F, di rete locale, ad esclusione di quelle urbane di quartiere, tipo E, di penetrazione verso la rete locale;
II impiego, a parità di luminanza, di apparecchi che conseguano, impegni ridotti di potenza elettrica, condizioni ottimali di interasse dei punti luce e ridotti costi manutentivi;
III in particolare, i nuovi impianti di illuminazione stradali tradizionali, fatta salva la prescrizione dell'impiego di lampade con la minore potenza installata in relazione al tipo di strada ed alla sua categoria illuminotecnica, devono garantire un rapporto fra interdistanza e altezza delle sorgenti luminose non inferiore al valore di 3,7. Sono consentite soluzioni alternative, solo in presenza di ostacoli quali alberi, o in quanto funzionali alla certificata e documentata migliore efficienza generale dell'impianto. Soluzioni con apparecchi lungo entrambi i lati della strada (bilaterali frontali) sono accettabili, se necessarie, solamente per strade classificate con indice illuminotecnico 5 e 6;
IV orientamento su impianti a maggior coefficiente di utilizzazione, senza superare i livelli minimi previsti dalle normative illuminotecniche italiane ed europee in vigore alla data di approvazione della presente legge e garantendo il rispetto dei valori di uniformità e controllo dell'abbagliamento previsto da dette norme. In caso di modifica delle norme i valori di illuminamento e luminanza verranno accettati solo in diminuzione;
V mantenimento, su tutte le superfici illuminate, fatte salve diverse disposizioni connesse alla sicurezza, di valori medi di luminanza, non superiori ad 1 cd/mq.;
VI calcolo della luminanza in funzione del tipo e del colore della superficie realizzati ottimizzando l'efficienza degli stessi, e quindi impiegando, a parità di luminanza, apparecchi che conseguono impegni ridotti di potenza elettrica e condizioni ottimali di interasse dei punti luce;
4. È vietata l'illuminazione delle piste ciclabili esternamente ai centri abitati. È ammessa solamente un'illuminazione segnavia di potenza massima 500 W per ogni chilometro di pista e comunque rispondente ai criteri di cui al comma 1.
8. L'illuminazione delle insegne non dotate di illuminazione propria deve essere realizzata dall'alto verso il basso, rispettando i criteri definiti al comma 1. Le insegne dotate di illuminazione propria non possono superare un flusso totale emesso di 4500 lumen per ogni esercizio. In ogni caso tutti i tipi di insegne luminose non preposte alla sicurezza e ai servizi di pubblica utilità (ospedali, farmacie, polizia, carabinieri, vigili del fuoco ecc.) devono essere spente entro le ore 24 nel periodo di ora legale estiva ed entro le ore 22 nel periodo di ora solare oppure, nel caso di attività che si svolgono dopo tali orari, alla chiusura dell'esercizio.
d) entro nove anni ([8]) dall'entrata in vigore della presente legge tutti gli apparecchi illuminanti altamente inquinanti già esistenti, tipo globi luminosi, fari, torri faro, ottiche aperte, insegne luminose, di cui all'art. 3, comma 3, devono essere schermati o comunque dotati di idonei dispositivi in grado di contenere e dirigere a terra il flusso luminoso. L'intensità luminosa non dovrà comunque eccedere le 15 cd per 1000 lumen a 90° e oltre;
e) tutti gli apparecchi non rispondenti alle norme della presente legge, già esistenti alla data di entrata in vigore della stessa, vanno comunque adattati o sostituiti entro dieci anni ([9]) dall'entrata in vigore della legge.
11 bis. I Comuni il cui territorio non ricade nelle fasce di rispetto individuate ai sensi dell'articolo 7, possono adottare integralmente i criteri previsti dal comma 11 mediante l'approvazione di appositi regolamenti. ([10])
Zone di particolare tutela e protezione.
2. Il registro di cui al comma 1 è aggiornato con deliberazione della Giunta regionale; l'aggiornamento può essere effettuato automaticamente dalla Regione, o su segnalazione dei soggetti interessati o delle locali associazioni astrofile. Il registro e i relativi aggiornamenti sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione.
3. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, individua, mediante cartografia in scala adeguata, le zone di particolare protezione e tutela degli osservatori di cui al comma 1, dei Parchi nazionali e regionali, delle Riserve naturali regionali e statali. La relativa delibera è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. ([11])
3. Competenti a provvedere a comminare le sanzioni sono i comandi di polizia municipale dei comuni ove siano installati gli impianti non rispondenti ai presenti criteri. Gli organi di polizia municipale provvedono alla verifica e alla notifica della violazione di legge entro 30 giorni dalla segnalazione del singolo cittadino, dell'Osservatorio competente o delle associazioni per la tutela del cielo notturno. L'adeguamento dell'impianto segnalato ai criteri della presente legge deve essere effettuato dal proprietario dello stesso entro 60 giorni dalla notifica della violazione. L'impianto segnalato deve rimanere spento sino all'avvenuto adeguamento. In caso di mancato adeguamento verrà comminata una sanzione da € 260,00 a € 1030,00 per ogni punto luce non adeguato.
2. Per gli esercizi successivi al 2005 gli oneri saranno determinati dalle rispettive leggi finanziarie, così come disposto dall'art. 8 della L.R. 25 marzo 2002, n. 3, successivamente all'emanazione del regolamento.
Indirizzi per la riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso.
1. La Giunta regionale, su proposta della Direzione regionale competente, approva, entro il 31 dicembre 2012, gli indirizzi per la riduzione e la prevenzione dell'inquinamento luminoso e i criteri di applicazione della presente legge. ([12])
[1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale emana i criteri di applicazione della medesima.
2. È concessa facoltà, anche ai comuni il cui territorio non ricada nelle fasce di rispetto di cui all'art. 9, comma 1, di adottare integralmente i criteri previsti dall'articolo medesimo mediante l'approvazione di appositi regolamenti.] ([13])
- Osservatorio Astronomico "Colle Leone" - 64023 Mosciano Sant'Angelo (TE) - Via Colle Leone
- Osservatorio Astronomico "Torre delle Stelle" - Torre Civica - Aielli (AQ).
([1]) Pubblicata nel BURA 18 marzo 2005, n. 15.
([2]) Le parole "Protezione civile, ambiente" sono state introdotte dall'art. 1, comma 1, lett. a), L.R. 6 maggio 2011, n. 12 in sostituzione delle originarie parole "turismo, ambiente, energia".
([3]) Comma abrogato dall'art. 1, comma 1, lett. b), L.R. 6 maggio 2011, n. 12.
([4]) Le parole "non oltre dieci anni" sono state introdotte dall'art. 2, comma 1, lett. a), L.R. 6 maggio 2011, n. 12 in sostituzione delle originarie parole "non oltre 5 anni".
([5]) Le parole "entro nove anni" sono state introdotte dall'art. 2, comma 1, lett. b), L.R. 6 maggio 2011, n. 12 in sostituzione delle originarie parole "entro quattro anni".
([6]) Comma aggiunto dall'art. 2, comma 1, lett. c), L.R. 6 maggio 2011, n. 12.
([7]) Le parole "I nuovi apparecchi… di 90 lm/W" sono state aggiunte dall'art. 3, comma 1, lett. a), L.R. 6 maggio 2011, n. 12.
([8]) Le parole "entro nove anni" sono state introdotte dall'art. 3, comma 1, lett. b), L.R. 6 maggio 2011, n. 12 in sostituzione delle originarie parole "entro tre anni".
([9]) Le parole "entro dieci anni" sono state introdotte dall'art. 3, comma 1, lett. c), L.R. 6 maggio 2011, n. 12 in sostituzione delle originarie parole "entro e non oltre 5 anni".
([10]) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 1, lett. d), L.R. 6 maggio 2011, n. 12.
([11]) Con Delib.G.R. 30 novembre 2009, n. 719, pubblicata nel BURA 13 gennaio 2010, n. 2, sono state individuate le zone di particolare tutela e protezione degli Osservatori Astronomici e Astrofisica pubblici o privati, dei Parchi nazionali e regionali e delle Riserve naturali statali e regionali, nonché i comuni territorialmente in esse ricadenti.
([12]) Articolo inserito dall'art. 4, comma 1, L.R. 6 maggio 2011, n. 12 e poi così modificato dall'art. 2, comma 3, L.R. 13 gennaio 2012, n. 3. Il testo originario era così formulato: «Art. 9 bis - Indirizzi per la riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso.
1. La Giunta regionale, su proposta della Direzione regionale competente, approva, entro il 31 dicembre 2011, gli indirizzi per la riduzione e la prevenzione dell'inquinamento luminoso e i criteri di applicazione della presente legge.».
([13]) Articolo abrogato dall'art. 5, comma 1, L.R. 6 maggio 2011, n. 12.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 11
 art. 5