Source: http://mondoelettrico.blogspot.com/2011_03_01_archive.html
Timestamp: 2013-05-21 15:41:15+00:00

Document:
MondoElettrico: 03/11
Ancora non sono stati i risolti i problemi di come smaltire, neutralizzare, ricoverare definitivamente le scorie nucleari derivate dalle vecchie centrali italiane dismesse. Da trenta anni le scorie sono localizzate 'temporaneamente' in un sito di una centrale nucleare dismessa nel vercellese. Piccoli disastri ambientali sono già accaduti, tenuti ai margini della diffusione mediatica, ma sono avvenuti. Ben di peggio potrebbe accadere se cause, concause, naturali e indotte dall'uomo si aggiungessero alla potenziale carica distruttiva che le scorie hanno. Fukushima insegna,Questo viene spiegato abbastanza bene da un servizio de Le Iene che potete rivedere a questo indirizzo.
Le Iene - VIVIANI: Scorie nucleari Un commento extra lo propongono quei maledetto toscani del Vernacoliere con la locandina che ripostiamo sotto. E' un po' forte quindi la censuriamo. Abbiate pazienza, i toscani hanno un linguaggio diretto, come il sommo poeta, ma senza cattiveria.
Se vi basta intuire cosa c'è scritto sotto la vernice nera questa è, altrimenti andate all'originale completa a questo indirizzo: Locandina.-
Riprendendo il discorso iniziato ieri riguardo il punto di pareggio e convenienza di un veicolo ibrido nei confronti di un'auto tradizionale c'è da considerare che tale punto è frutto principalmente di una scelta 'politica' da parte del costruttore. La domanda che ci si deve porre è se il costruttore ha capito che l'auto elettrica è un prodotto dell'immediato futuro e se ha capito che è importante accaparrarsi da subito quella che adesso è apparentemente una nicchia di mercato destinata a crescere rapidamente. Se lo ha capito, il corruttore tenderà ad avvicinare il più possibile il gap che intercorre tra l'ibrido e il tradizionale, facilitando, in tal modo la scelta dei clienti indirizzandoli verso un veicolo un po' più rispettoso dell'ambiente ma certamente più rispettoso del suo portafogli. Di conseguenza il costo del carburante è sì importante ma non in modo primario. In generale l'analisi della CarGurus ha preso in considerazione 43 modelli ibridi degli anni che vanno dal 2003 al 2010 ed ha mostrato che in media, costano il 17%, o 6.400 dollari, in più rispetto ai modelli convenzionali. Comunque rivediamo i costi del carburante con i parametri che sono più comprensibili per noi europei, trasformando i galloni in litri e i dollari in euro.
Per quanto riguarda la Toyota Camry Hybrid abbiamo visto che il break-even point era posizionato a 4 dollari al gallone ovvero circa 0,747 euro / litro per il Ford Escape Hybrid era 2,5 dollari al gallone.ovvero 0,477 euro / litro. La media, si diceva, del punto di pareggio è di 7 dollari al gallone ovvero 1,307 euro / litro, mentre per alcune, come per la Cadillac Escalade Hybrid sarà necessario che la benzina salga a 15 dollari al gallone ovvero a 2,801 euro / litro.
E' palese che la traduzione dei costi della benzina in USA rende del tutto evidente che in Europa e ancor più in Italia il punto di pareggio diventa assai più ravvicinato nel tempo e più facilmente raggiungibile per tanti modelli ibridi che nell'analisi americana risultavano non vantaggiosi per gli automobilisti, considerato che la benzina da noi costa già oltre 1,4 euro al litro.
Speriamo che anche i nostri autosaloni pubblicizzano tale vantaggiosa scelta e che, ancor più, i costruttori decidano di affiancare alle ibridi le auto completamente elettriche che sono destinate a coprire il 90% del mercato.-
Quando è che un veicolo ibrido diventa economicamente sostenibile? Quando il costo del carburante raggiunge, anzi supera un certo limite, il cosiddetto break-even point o break-even costs . Non per tutti gli ibridi si il punto di pareggio si raggiunge con la stessa cifra, dice un articolo su Detroit Free Press. Per esempio per il Toyota Camry Hybrid e il Ford Escape Hybrid il costo del carburante deve superare i 4 dollari al gallone e per il secondo solo 2.5 dollari al gallone. La media è di 7 dollari al gallone. Per alcune vetture il punto di pareggio è ancora più alto come per la Cadillac Escalade Hybrid con la quale sarà necessario che la benzina debba salire a 15 dollari al gallone. Fonte: Detroit Free Press
Questi sono costi e prezzi riferiti ad auto presenti nel mercato americano, cosa diversa, a mio avviso, se si prendessero i dati relativi alle auto ibride meno esagerate.
Indica EV, l'auto elettrica indiana prodotta in Gran Bretagna
La casa automobilistica indiana Tata, che possiede Jaguar Land Rover, ha assunto 23 persone per costruire 1.500 vetture della sua prima tipologia di auto elettrica pronta ad essere lanciata nel Regno Unito. La Indica EV, questo è il suo nome, riceverà un contributo governativo, Plug-in Car Grants, all'acquisto pari a 5.000 sterline (5.700 euro al cambio di oggi) partendo da un prezzo base circa £ 25.000 a £ 30.000 pari a 28.500 e 34.200 euro.
La Tata Indica Vista EV, è una vettura completamente elettrica a 4 posti con 175 km di autonomia e una velocità massima di 115 km / h. Sarà disponibile al pubblico nel 2012 dopo una sperimentazione su un numero limitato di esemplari a partire dai primi giorni della prossima estate.Gli stabilimenti produttivi saranno quelli esistenti dentro e intorno al West Midlands, nel quadro progetto della Technology Strategy Board (TSB) CABLATO. Fonte: The greencarwebsite
Ulteriori caratteristiche della macchina (dicembre 2010) erano: Motore a magneti permanenti,Potenza del motore 55kWCoppia 160 NmCapacità delle batterie 26,5 kWh (percorrenza 160/217 km a ricarica)
La foto in alto a destra è stata scattata al Motor Show di Bologna nel dicembre dello scorso anno-
Questo lo scenario immaginato da un'attivista antinucleare Helen Caldicott su un incidente tipo Fukushima che accadesse nei pressi di New York e descritto da un articolo (The Manhattan Meltdown Scenario) comparso su News Week. Ci sono tre reattori nucleari operativi noti come Indian Point Energy Center che si trovano a Buchanan, a soli 55 km da Manhattan nel cuore di New York, dove vivono più di 17 milioni di persone entro un raggio di 80 chilometri dall'impianto. Cosa accadrebbe a seguito di una fusione del nucleo dei reattori a causa di un evento sismico o di un attacco terroristico? L'impianto di raffreddamento che entra in crisi, le barre del combustibile nucleare che si surriscaldano, il rivestimento di zirconio si ossida e si disgrega, il vapore, le esplosioni, la dispersione degli elementi radioattivi dove li porta il vento. Sia la Nuclear Regulatory Commission che l'Environmental Protection Agency richiedono un piano di evacuazione per un raggio di 16 km. Un allarme suona, 30 minuti dopo un evento per permettere agli operatori di determinare il grado del danno, 78 minuti separano il tempo dal suono dell'allarme dall'inizio delle emissioni radioattive. I primi decessi da malattia acuta da radiazioni per coloro che all'interno della zona di evacuazione di 16 km che va da 2.440 a 11.500 morti per cancro dal momento della irradiazione fino a 60 anni dopo l'incidente, che potrebbero salire da 28.100 alla cifra sbalorditiva di 518.000 di persone nella zona il cui raggio è di 80 km..I decessi entro la zona di 10 miglia potrebbe essere ridotti se la gente si fosse in casa nei rifugi durante le fasi acute del fallout radioattivo. Al contrario l'evacuazione tenderebbe ad aumentare le quantità di dosi radioattive accumulate dalle persone perché i veicoli non sono a tenuta stagna e tanto più se a piedi. Immaginate la scena: più di 300.000 persone alla guida delle loro auto in strade tortuose alla ricerca dei loro figli, i loro coniugi ed i loro compagni. Poi si comincia a sentire uno strano sapore metallico in bocca, nessuno sa cosa cosa stanno facendo e nessuno è sotto controllo. Le conseguenze economiche di una fusione sarebbero incredibilmente alte. New York potrebbe essere resa praticamente inabitabile, con 1.000 miliardi dollari o più di danni, a partire dai costi dei tentativi di decontaminazione, la caduta di valore della proprietà colpite da radioattività, le compensazioni per chi è costretto a trasferirsi temporaneamente o definitivamente. Aggiungete a questo le conseguenze economiche straordinarie, se la capitale finanziario mondiale dovesse chiudere per sempre.
... a Berlino. Entro il 2020 Angela Merkel vuole mettere su strada 1.000.000 di auto elettriche, mentre il berlinese popolare borgomastro-governatore socialdemocratico Klaus Wowereit ce la sta mettendo tutta per arrivare a piazzarne un decimo nelle strade cittadine di sua pertinenza. Fondi pubblici per 80 milioni di euro sono il primo passo. Nel quadro del piano federale: tra nove anni, la Germania vuole avere almeno un milione d'auto elettriche in circolazione partendo dall'impegno di Vattenfall, il colosso svedese dell'energia che controlla l'azienda berlinese dell'elettricità, che vuole piazzare al più presto almeno 50 colonnine elettriche.Fonte : la Repubblica Ordunque. Se a Firenze abbiamo già 130 colonnine di ricarica con circa 500 prese elettriche non sarebbe divertente gareggiare con gli amici tedeschi per vedere chi arriva, intanto, per primo all'obiettivo delle 1.000 auto elettriche? E se fossero retrofittate? Non perdetevi le news delle prossime settimane.
Leggere anche:- ECarTec a Monaco di Baviera per la mobilità elettrica- La Volvo in joint-venture con Vattenfall per auto ibride plug-in - La Merkel vuole 1 milione di auto elettriche entro il 2020 Pubblicato da
Proposta di MOZIONE per rilanciare le fonti energetiche rinnovabili e la strategia energetica nazionale
• SINDACI DEI COMUNI D’ITALIA
• PRESIDENTI DEI CONSIGLI COMUNALI D’ITALIA
• PRESIDENTI DELLE UNIONI COMUNALI
• PRESIDENTI DELLE COMUNITÀ MONTANE
Oggetto: Proposta di MOZIONE per rilanciare le fonti energetiche rinnovabili e la strategia energetica nazionale
Il Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo u.s. rappresenta una gravissima battuta d'arresto nel virtuoso sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, tanto più pesante in quanto il settore che colpisce vanta ormai decine di migliaia di occupati diretti e centinaia di migliaia nell'indotto, nonché alla luce dell'esigenza di ripensare l'intero sistema di approvvigionamento energetico emersa in tutta la sua portata in seguito agli eventi del Nord Africa e al gravissimo incidente nucleare in Giappone, che aggravano un quadro preesistente di declino delle fonti fossili convenzionali.
E’ necessario far sentire quanto più possibile la voce dei territori e delle comunità, per questo ci permettiamo di sottoporre alla Vostra importante considerazione una “Mozione”, allegata alla presente, che il Vostro Consiglio potrà decidere di approvare al fine di indurre il Governo e il Parlamento a ripensare profondamente la strategia energetica del nostro Paese.
Istituto per i Processi Chimico-Fisici, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Pisa.
pardi@ipcf.cnr.it
Consultant - Seed Communication and Information United Nations - Food and Agriculture Organization UNFAO - Roma (Italy)
toufic.elasmar@gmail.com
Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova
anganelo@gmail.com
pietro.cambi@tin.it Giuseppe Grazzini
giuseppe.grazzini@unifi.it
CNR-IGI. Padova
e_martines@yahoo.com
d.coiante@libero.it
guseo@stat.unipd.it
CNR-IBIMET, Firenze
F.Meneguzzo@ibimet.cnr.it
Istituto Nazionale di Astrofisica comore@arcetri.astro.it
Giornalista, Torino
leonardolibero@fastwebnet.it
Società Meteorologica Italiana,
luca.mercalli@nimbus.it
EVCG - Electric Vehicles Consultant Group,
Firenze/Padova
decarlo@aae.it
Dip.Ing.dei Mat.e Ambiente Univ. Di Modena e Reggio E.
Ricercatore di Chimica Fisica Applicata Università di Trento
claudio.dellavolpe@ing.unitn.it
Ingegnere esperto indipendente, Pisa
terenzio_longobardi@yahoo.it
mirco.rossi05@libero.it
adifazio2000@gmail.com
pmagioncalda@erg.it
WWF, Roma
varrialemassimiliano@virgilio.it
Ingegnere esperto indipendente, Forlì
ansfans@gmail.com
• Il Decreto Legislativo approvato il 3 marzo 2011 (schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), a firma del Ministro Romani e di fatto redatto dai settori più arretrati dell'industria energetica monopolistica nazionale del petrolio, del gas, del carbone e, più recentemente, del nucleare, persegue di fatto l'unico obiettivo di azzerare ex lege il settore nazionale delle energie rinnovabili e in particolare della fonte fotovoltaica;
• Il settore industriale, economico e finanziario connesso alle energie rinnovabili, prima tra tutte il fotovoltaico è ormai cresciuto, anche nella consapevolezza, come hanno dimostrato all'incontro pubblico del 10 marzo u.s. le migliaia di persone, tra imprenditori, lavoratori, rappresentanti di istituti di credito e fondi d'investimento, associazioni di categoria e ambientaliste e semplici cittadini che hanno affollato il Teatro Quirino di Roma e le strade circostanti, nonché le decine di migliaia di persone che hanno seguito in diretta per via telematica l'intero evento, trasmettendo video, messaggi, segnalazioni di ogni tipo;
• Le conseguenze immediate del decreto sono spaventose: esso mette infatti letteralmente subito sulla strada decine di migliaia di lavoratori di età media straordinariamente bassa e in gran parte localizzati al sud e al centro Italia, fa chiudere migliaia di aziende, espone le banchee gli investitori italiani ed esteri per decine di miliardi di euro, provoca un danno economico immediato e diretto quantificabile al minimo nel 1% del PIL e un danno diretto all'erario, quindi alle casse dello Stato, per quasi 20 miliardi di euro, oltre ai costi della cassa integrazione e dei sussidi di disoccupazione, impedisce ai Comuni di ricevere centinaia di milioni di euro all'anno in "compensazioni ambientali", tanto attese nella corrente penuria di trasferimenti statali, preclude al nostro Paese anche solo di avvicinare i pur modesti obiettivi europei previsti al 2020;
• Lo stesso decreto legislativo espone il sistema Italia a essere considerato dall'estero come un sistema inaffidabile e privo anche della minima certezza del diritto necessaria per intraprendere iniziative imprenditoriali e industriali di qualche rilievo, come è stato sottolineato per esempio dall'Associazione delle Banche Estere.
• Se sono grandi lo sconforto e la delusione, non meno salda è la volontà del settore fotovoltaico di controbattere e rilanciare immediatamente, forte di un consenso straordinario e crescente nel Paese;
• L'energia fotovoltaica non pesa sulle bollette elettriche degli utenti italiani le cifre iperboliche addotte dal Ministro Romani e dai settori più retrogradi di Confindustria, ma soltanto un modestissimo 1,5%, molto meno di quanto ancora oggi pesano le illegittime incentivazioni all'energia derivata dagli scarti di raffineria e dai rifiuti non biodegradabili (Delibera CIP n. 6/1992);
• Entro il mese di giugno del corrente anno, le installazioni fotovoltaiche italiane erogheranno tanta energia quanto una centrale nucleare; anche soltanto alla metà del trend delle installazioni tenuto finora, l'energia erogata per mezzo del sole, in Italia nell'anno 2020, sarebbe stata pari o probabilmente superiore a quella che le quattro ipotetiche centrali nucleari previste dal Governo potranno fornire non prima di quell'anno, se non oltre;
• E’ quindi un fatto che l'energia solare in meno di quattro anni ha dimostrato di poter rimpiazzare e spiazzare l'energia nucleare, che a questo punto non trova più alcuna giustificazione se non quella di distribuire in pochissime tasche i soldi prelevati dalle incentivazioni al fotovoltaico, oltre ad aver dimostrato di iniziare a rendere meno dipendente l'approvvigionamento elettrico nazionale dalle stesse centrali termoelettriche convenzionali;
• Anche in seguito ai drammatici eventi in Giappone, è evidente che, quale misura minima di salvaguardia delle popolazioni rispetto alle installazioni elettronucleari, nessuno potrà risiedere entro 20 km da alcuna centrale, ed entro la medesima distanza dovrà essere abbandonata qualsiasi attività agricola e zootecnica, questo comportando un aumento vertiginoso dei costi, a questo punto stimabili – inclusa la costosissima dismissione delle centrali – in quasi 100 miliardi di Euro per quattro centrali, somma stratosferica, molto superiore a quella necessaria a sostenere il fotovoltaico e, come si verifica in tutto il mondo, a carico della collettività nazionale in forma di sovvenzioni, incentivazioni e garanzie assicurative e fideiussorie;
• L'instabilità politica, le rivolte e infine le guerre in numerosi Paesi produttori di petrolio e di gas naturale si sommano al declino strutturale delle medesime risorse, in un combinato di eventi che rende gravemente incerto e sicuramente sempre più costoso l'approvvigionamento delle materie prime energetiche convenzionali ai Paesi, come il nostro, che ne sono sostanzialmente sprovvisti;
• Un programma di incentivazioni al fotovoltaico, decrescenti nel tempo, come quello approvato nell'agosto 2010 ed entrato in vigore appena all'inizio del 2011, dallo stesso Governo che ora tenta di cancellare le energie rinnovabili, avrebbe consentito, grazie allo straordinario miglioramento dell'efficienza e alla rapidissima diminuzione dei prezzi, di disporre tra pochi anni di energia solare, così come di energia eolica, allo stesso costo di quella convenzionale, garantendo all'Italia un futuro di energia tutta rinnovabile e a costi contenuti e stabili nel tempo.
• Sono state avviate presso i Ministeri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e delle Politiche Agricole sessioni di incontri con le organizzazioni di categoria, le banche e le associazioni, auspicabilmente finalizzate alla definizione di misure atte ad attenuare le conseguenze disastrose del decreto legislativo, nonché a delineare un quadro certo e affidabile di incentivazioni e semplificazioni normative a vantaggio dello sviluppo sostenibile delle fonti rinnovabili.
• Chiedere ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, nonché a tutti gli altri soggetti istituzionali interessati e al Parlamento stesso, di predisporre urgentemente un nuovo Decreto Legislativo che recepisca le istanze delle organizzazioni di categoria e delle associazioni con specifico riferimento al settore delle energie rinnovabili, delle banche, delle associazioni e delle parti sociali, così da assicurare la fattibilità e la stabilità finanziaria dei progetti autorizzati e in corso e di salvaguardare l'occupazione;
• Chiedere ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, nonché a tutti gli altri soggetti istituzionali interessati e al Parlamento stesso di finalizzare i tavoli di confronto attivati con i rappresentanti del settore delle energie rinnovabili, delle banche, delle associazioni e delle parti sociali alla definizione di un quadro di incentivazioni stabile e di lungo termine, evitando qualsiasi misura retroattiva e inutilmente punitiva, nonché in grado di assicurare lo sviluppo armonioso e coerente di fonti, come il fotovoltaico e l'eolico, che hanno dimostrato la maggiore efficienza e capacità di diffusione ed espansione;
• Chiedere al Governo e al Parlamento di esprimersi chiaramente e definitivamente, anche per mezzo di una opportuna attività legislativa d'urgenza, in merito alla strategia energetica del nostro Paese nel senso dello sviluppo sostenuto di medio e lungo periodo delle fonti rinnovabili fino alla copertura, per mezzo di queste, della maggior parte del fabbisogno energetico nazionale, nonché nel senso dell'abbandono definitivo dell'opzione nucleare.
A Naples, ridente cittadina della Florida, presso un Hotel è stata presentata una vettura elettrica che ha il sapore italiano ma non è di produzione italiana, ha anche il nome italiano, Inizio, ma è realizzata tutta negli States alla americanissima Li-ion Motors Corp.
Raggiunge la ragguardevole velocità di 209 km/h e simmetricamente la ragguardevole cifra di 139 mila dollari (98 mila euro al cambio di oggi) per acquistarla.
Altre performance. Da 0 a 96 km/h in 5,9 secondi. Le motorizzazioni sono due: 175 kW e 290 kW e Pacchi batterie con 3 opzioni di capacità : 40,32 kWh, 96,78 kWh e 80,64 kWh. I tempi di ricarica da 6 ore a 10 ore ad una comune presa elettrica 220V. Ovviamente le batterie sono agli ioni di litio.
I consumi petroliferi italiani nel mese di febbraio 2011, +1,7
I consumi petroliferi italiani nel mese di febbraio 2011 sono ammontati a circa 5,7 milioni di tonnellate, con un aumento pari all’1,7% (+93.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.I prodotti autotrazione, a parità di giorni di consegna, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 2,5% (-18.000 tonnellate) rispetto a febbraio 2010 mentre il gasolio autotrazione un incremento del 4,6% (+88.000 tonnellate).La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di febbraio è così risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 2 di gasolio autotrazione, con un incremento del 2,7% (+70.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.Il Gpl autotrazione, sempre in febbraio, ha mostrato un progresso del 4,4% (+4.000 tonnellate) mentre i lubrificanti un + 9,1%.
Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 20,5% con quelle diesel che hanno rappresentato il 55,6% del totale (era il 38,3% nel febbraio 2010).
Nel primo bimestre 2011 i consumi sono stati pari a circa 11,2 milioni di tonnellate, con una crescita dell’1,1% (+93.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2010.La benzina, nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 3,2% (-46.000 tonnellate), il gasolio un aumento del 4,2% (+156.000 tonnellate).Nei primi due mesi del 2011 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia un progresso del 2,1% (+110.000 tonnellate).Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in diminuzione del 20,5%, con quelle diesel a coprire il 54,9% del totale (era il 38,9 nei primi due mesi del 2010).
COMUNICATO STAMPA Unione Petroli - Roma, 11 marzo 2011 -----------------------------Con i dati dei mesi precedenti ecco di seguito i nostri grafici a partire dal gennaio 2006.
Raggruppati per annoCliccare sul grafico per ingrandirlo
Mesi in sequenzaCliccare sul grafico per ingrandirlo
Il Giappone al 10 Marzo 2011 aveva 55 reattori nucleari attivi, 2 in costruzione, 12 pianificati ed uno proposto per entrare in produzione nel 2015.
La potenza installata era di 43.692 MW che corrisponde a circa il 29% del totale comprendenti anche le altri fonti energetiche.
I reattori disastrati presenti nell'impianto di Fukushima sono 6, praticamente distrutti, inutilizzabili in futuro e probabilmente rinchiusi in un sarcofago per l'eternità così come è stato fatto a suo tempo con Cernobyl.
La potenza dei 6 reattori era rispettivamente dall'1 al 6: 460, 784, 784,784,784, 1.100 MW, per un totale di 2.410 MW che rappresenta la bellezza del 5.5% della potenza delle centrali nucleari giapponesi.
Alla luce degli eventi disastrosi del terremoto e dello tsunami, sommati ai danni provocati dall'inquinamento radioattivo a campi e falde acquifere (ancora da quantificare), viene da chiedersi se i giapponesi vorranno sostituire le centrali perse irrimediabilmente con altri reattori nucleari. Qualunque sia le risposte inciderà non poco sulle scelte dei governi di altri paesi in tutto il mondo (democratico).
Qui sopra un'immagine della JAIF (Japan Atomic Industrial Forum Inc.) situazione fotografata dalla in un documento "Reactor Status and Major Events Update 20 - NPPs in Fukushima " datato 21/03/2001.
Chi fosse interessato a vedere quale è la situazione dell'inquinamento radioattivo può collegarsi alla pagina della Nuclear Safety Division Ministry of Education Cluture Sports Science and Technology. Fino a stamattina avevamo dei dati che indicavano la radiazione misurata in tutte le centrali, mancavano solo i dati di Fukushima e di un'altra centrale nelle quali potevamo leggere solo: Under servey. Evidentemente l'anomalia era balzata agli occhi di tutti per cui, 'previdentemente' hanno deciso di non inviare più nessun dato. Adesso tutto è Under servey. A proposito di trasparenza.
Cliccare per ingrandire-
Sabato scorso, tracce di radiazioni superiori agli standard nazionali di sicurezza sono stati trovati nel latte in una fattoria a circa 30 km dall'impianto e negli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki, la prima nella quale sono stati scoperti alimenti contaminati dal disastro. Leggeri livelli di iodio radioattivo sono stati ritrovati anche nell'acqua di rubinetto e radiazioni nella polvere a Tokyo, una delle più grandi città del mondo in cui gravitano 10 milioni di persone.-
E' quello che pensa Antonio Tajani vicepresidente italiano della Commissione europea, responsabile per l'industria. Non soltanto lo ha pensato ma lo ha anche proposto parlandone con il presidente della Federazione Automobilistica Internazionale Jean Todt, per il campionato 2013. Un Gran Premio, uno solo, ma tanto vale. Todt ha ascoltato con favore mentre le agenzie battono la lapidaria risposta di Bernie Ecclestone: "Non sono favorevole" oppure "Sono assolutamente contrario" comunque, qualunque sia la risposta giusta non mi pare sia un si ancorché condizionato. Fra le varie argomentazione la più importante sembra derivare dal fatto che il pubblico potrebbe non gradire l'assenza del rombo tipico che accompagna il passaggio dei bolidi. Eh, già!
- L'Europa sostiene l'impegno della Bulgaria sui veicoli elettrici
- Sterzata UE a favore di norme condivise sulle auto elettriche e sistemi di ricarica
Reazioni: L'onda dello tsunami viene affrontata da una nave giapponese, video
L'equipaggio di una nave guardacoste giapponese ha filmato l'arrivo di due onde enormi provocate dal terremoto che ha sconvolto il Giappone la scorsa settimana. La nave ha affrontato il muro d'acqua (alto probabilmente una decina di metri, come tre piani di un edificio) puntando la prua direttamente contro di esso riuscendo a passare oltre.
Reazioni: Nucleare. Rivive l'isola delle tre miglia
Il coraggio dei Cinquanta di Fukushima .
I tecnici che operano all'interno della centrale nucleare di Fukushima sanno che probabilmente sacrificano la loro vita per nel tentativo di evitare una catastrofe nucleare.
Le radiazioni all'ingresso dello stabilimento sono ad un livello tale da uccidere i lavoratori velocemente o causare loro malattie terribili negli anni a venire. Gli esperti dicono che le tute a tenuta stagna che indossano riescono a fermare ben poco la contaminazione. Il gruppo è rimasto sul posto dopo che 700 dei loro colleghi sono fuggiti quando i livelli di radiazione è diventato troppo pericoloso. Le loro identità non è stata rivelata, si pensa che si siano offerti volontari gli uomini più anziani per lo più perché hanno già avuto figli - i lavoratori più giovani potrebbero essere rese sterili dalle dosi di radiazioni elevate. Questi sono gli uomini chiamati i Cinquanta Fukushima, un composto da un paio di centinaia che lavorano su quattro turni a rotazione, lavorando sul tentativo di riavvio dei sistemi di raffreddamento. Fonte: Mailonline
Disastri nucleari terremot e tsunami, le persone evacuatedalle loro città
La BBC ha diffuso la mappa aggiornata delle città nipponiche evacuate a causa del terremoto e dello tsunami e quella relativa ala zona intorno ai reattori esplosi della centrale nucleare di Fukushikma. I due colori a diversa tonalità di arancione della cartina di destra delimitano zone che hanno 20 km e 30 km di raggio. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette dagli eventi ad evacuare dalle loro città per essere ricoverate temporaneamente in luoghi di raccolta e soccorso. Accanto ad ogni cerchio il numero delle persone spostate.
Reazioni: Radiazioni nucleari, via col vento
In questa pagina interattiva del New York Times vediamo dove le correnti aeree potrebbero essere trasportare le emissioni radioattive dei reattori nucleari esplosi di Fukushima 1 nei prossimo giorni.
Forecast for Plume's Path Is a Function of Wind and Weather Pubblicato da
In questa foto di provenienza BBC si vede esattamente quale è la situazione ad oggi.
Il commissario europeo per l'Energia Guenther Oettinger poche ore fa era apocalittico adesso è catastrofista .
Guenther Oettinger has said that in the coming hours "there could be further catastrophic events, which could pose a threat to the lives of people on the island". He told the European Parliament the Fukushima nuclear site was "effectively out of control". "The cooling systems did not work, and as a result we are somewhere between a disaster and a major disaster."
‎16.35: French Environment Minister Nathalie Kosciusko-Morizet has said "the worse case scenario is possible, and even probable, around the Fukushima plant," Reuters
16.45: The Pentagon has announced that US forces must stay 50 miles (80km) away from the Fukushima reactor unless they have specific authorisation, Reuters
17.15: IAEA chief Yukiya Amano has said the situations is "very serious". He has urged Japan to give more information, as he prepares to fly to the country./
Reazioni: Giappone, disastro senza precedenti prove di resilienza della società
Sono sfuggite radiazioni a livelli estremamente gravi. Pericolosamente alte dosi di radiazioni sono state rilevate all'interno o in prossimità delle centrali nucleari terremotate No. Fukushima 1 nella prefettura di Fukushima.
Una crisi nucleare peggiore in Giappone rispetto al disastro di Chernobyl nell'Unione Sovietica del 1986.
L'impianto di Fukushima dispone di sei reattori . Di essi, il reattore n ° 2 ha iniziato a rilasciare sostanze radioattive, quando la struttura di contenimento del reattore si è era apparentemente danneggiato.
Anche i reattori n. 1 e n.3 sono in una situazione pericolosa con loro barre di combustibile nucleare esposte, fuori di acqua di raffreddamento.
Un'esplosione causata dall'idrogeno prodotto dal surriscaldamento ha scosso il reattore n ° 4, la cui attività era stata sospesa per un controllo prima del terremoto di magnitudo 9.0 che ha colpito il Giappone l'11 marzo. Le barre di combustibile nucleare esaurito conservati in una piscina con acqua circolante sembra aver prodotto l'idrogeno. Se sono esposte sopra l'acqua, il pericolo dalle radiazioni estremamente alte ostacolerebbe il lavoro per riportare la situazione sotto controllo.
Ora, quattro reattori nucleari sono contemporaneamente fuori controllo.
La sfida immediata è quella di tagliare le fonti delle perdite di radiazioni. Il lavoro è pericoloso, ma questa è una lotta contro il tempo per mantenere al minimo la contaminazione della popolazione e del territorio.
La capacità tecnologica nucleare del Giappone accumulato a lungo nel tempo e denaro devono essere pienamente utilizzati per sostenere gli sforzi della Tokyo Electric Power Co., gestore dell'impianto.
Per evitare l'esposizione, l'azione in una fase iniziale è di vitale importanza. I materiali radioattivi sono dispersi dal vento in minuscole particelle, paragonabile al fumo invisibile o polvere. La gente deve prestare attenzione al vento e alle indicazioni per evitare di essere colpiti dalle alte concentrazioni di radioattività.
La priorità di evacuazione deve essere concentrato sui bambini. Il disastro di Chernobyl ha dimostrato che il rischio dei bambini piccoli di sviluppare il cancro alla tiroide è 100 volte maggiore di quella per gli adulti.
La società deve condividere l'idea che i bambini dovrebbero essere i primi al riparo dalla radioattività.
La gente stenta a credere alle notizie che si trovano davanti ai loro occhi.
Il terremoto e lo tsunami di dimensioni senza precedenti in Giappone, potrebbe aver causato questa situazione. Ma il Giappone dovrebbero aver sviluppato l'energia nucleare non solo con l'orgoglio della sua tecnologia avanzata, ma anche con la cautela derivata da una nazione colpita dalle bombe atomiche.
Questa è una conseguenza della storia del Giappone, che ha posto l'energia nucleare come uno dei pilastri della sua politica energetica e goduto dei suoi benefici nel dopoguerra. Tutta la società deve accettare questa conseguenza. Le persone nelle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami killer hanno bisogno di case, cibo ed energia.
Molte persone hanno perso i loro cari. Essi devono essere supportati da tutta la società giapponese.
La resilienza della società giapponese è in discussione.
Mr. Keiji Takeuchi Fonte. The Asahi Shimbun(foto tratte da video presenti in Internet)
Reazioni: Informazioni da Nissan Leaf America
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica - IAEA
Per il suo impegno l'agenzia ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 2005, insieme al suo direttore Mohamed ElBaradei. Fonte: Wikipedia
Scala INES Cliccare per ingrandire
La IAEA ha realizzato la scala INES o scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (International Nuclear and radiological Event Scale) con lo scopo di classificare incidenti nucleari e rendere immediatamente percepibile al pubblico, in maniera corretta, la gravità di incidenti di tipo nucleare, senza fare riferimento a dati tecnici di più difficile comprensione. Si applica ad eventi associati al trasporto, deposito ed impiego di materiale o sorgenti radioattive, indipendentemente dall'accadere l'evento in un impianto industriale od all'esterno (per esempio durante il trasporto).
Cliccare per ingrandireLa scala INES comprende 7 livelli (più un livello 0 al di sotto della scala) ed è divisa in due parti: gli incidenti (dal 7º al 4º livello) e i guasti (dal 3° al 1°). Il livello 0° è catalogato come una deviazione. È una scala logaritmica ed il passaggio da un livello all'altro significa pertanto un aumento di danni di circa dieci volte.
Per quanto abbiamo visto fino ad oggi riguardo gli accadimenti di Fukushima, anche senza aggiornamenti sul livello della Scala INES possiamo ritenere che sia salita di grado dal 4° livello, dichiarato un paio di giorni or sono, almeno al 5° (three Miles Island). Restiamo in attesa degli eventi.
17.23: Il capo del "nuclear watchdog " dell' Onu ha dichiarato che c'è una "possibilità di danni al core" all'unità n° 2 danneggiato della centrale di Fukushima . Il danno sarebbe "meno del cinque percento", Yukiya Amano dell'AIEA, secondo Reuters.
Reazioni: -4,-3, -2, -1, tutti i reattori fuori uso. Sayonara Fukushima. Allarme nucleare
Una nuova esplosione ha scosso il reattore 2 presso lo stabilimento di Fukushima Daiichi - 250 km (155 miglia) a nord-est di Tokyo - alle 23.30 di ieri sera.
Il susseguirsi delle notizie di provenienza BBC sintetizzate qui sotto.
01.52: Si stanno analizzando i livelli di radiazioni dopo l'esplosione del reattore di Fukushima 2 a 06.10 ora locale (21.10 GMT Lunedi). Funzionari della TEPCO (Tokyo Tokyo Electric Company) dicono che un'ora di esposizione alle radiazioni della centrale nucleare sarebbe equivalente a otto volte a quello che una persona può subire normalmente durante un anno .
01.12: Si teme che le radiazioni siano fuoriuscite da quando il vessel container del reattore 2 è stato danneggiato, afferma l'agenzia di stampa Kyodo citando la Tokyo Electric Power Company.
03.07: Rivolgendosi alla nazione, il premier Naoto Kan, dice che "c'è un alto rischio di ulteriore fuoriuscita del materiale radioattivo".
03.10: Il premier invita le persone di restare "al chiuso" nella zona all'interno di 30 km dal complesso di Fukushima.
03.41: E il signor Kan conferma inoltre le precedenti relazioni che un incendio è scoppiato a reattore di Fukushima 4.
04.03: La radiazione è 400 volte il limite legale annuo vicino reattore di Fukushima 3, report dall'agenzia di stampa Kyodo
04.06: Venti sulla centrale nucleare colpita stanno soffiando lentamente verso la regione di Kanto, che include Tokyo, Reuters.
04.09: Giappone, capo di gabinetto Yukio Edano dice: stiamo parlando di livelli che possono avere un impatto sulla salute umana. "Prendete queste informazioni con calma. Adesso questi sono valori rilevati nei pressi della zona in cui noi crediamo che il rilascio di sostanze radioattive sostanze siano in corso. Più lontano si prelevano i valori dall'impianto e dai reattori più dovrebbero scendere ".
04.31: Un incendio scoppiato a Fukushima ora è stato spento, i media dicono.
04.37: Un vento con un basso livello radioattivo potrebbe raggiungere Tokyo in 10 ore, Reuters cita un dispaccio dell'ambasciata francese nella capitale giapponese.
04.55: Chris Hogg della BBC a Tokyo riporta che ll'agenzia di sicurezza nucleare del Giappone dice di sospettare che l'esplosione potrebbe aver danneggiato il vessel che contiene il reattore numero 2. Questo fatto lo farebbe diventare il più grave incidente fra le due esplosioni precedenti accadute a Fukushima che si pensava avessero solo danneggiato gli edifici che ospitavano i reattori.
05.02: Livelli superiori al normale di radiazione vengono rilevati a Tokyo, l'AFP cita fonti del governo della città.
05.54: A-no-fly-zone non è stato imposto per 30 km di raggio sulla centrale nucleare di Fukushima, l'agenzia di stampa Kyodo citando funzionari del ministero.
7.36. L'incendio del reattore 4, può essere stato causato da una esplosione di idrogeno, l'Aiea e le autorità giapponesi.
Fukushima, reattore n. 2 a 'secco'. Rischio fusione
Alle 12.25 giungono preoccupanti notizie dalla BBC. Gli operatori della centrale nucleare danneggiata di Fukushima dicono che è possibile che l'acqua di raffreddamento ad uno dei reattori sia evaporata, Reuters. La società proprietaria dell'impianto dice che non può escludere la possibilità che le barre di combustibile nucleare nel reattore numero 2 (nel cerchio giallo) siano state esposte con il rischio adesso di fusione. (in rosso i reattori 1 e 3 dove sono avvenute le esplosioni).
L'incidente di Three Mile Island avvenne nella Centrale nucleare di Three Mile Island nel 1979 e fu il più grave incidente nucleare avvenuto negli Stati Uniti, sebbene non abbia causato morti accertate.
Reazioni: Problemi in altri reattori nucleari giapponesi. Fukushima -3,(-2),-1.
Le notizie arrivano con il contagocce e frammentarie, seguite da chiarimenti tranquillizzanti a cui fanno seguito precisazioni di esperti indipendenti che non tolgono i dubbi.Alle 7.29 di stamattina la BBC ci informa che anche il reattore 2 della famigerata centrale nucleare Fukushima 1 ha dei grossi problemi nelle funzioni di raffreddamento che si sono bloccati. Ricordiamo che i reattori 1 e 3 sono stati oggetto ad una esplosione tra ieri e stanotte proprio a causa dell'aumento della pressione del vapore non tenuto sotto controllo dal sistema di raffreddamento andato in avaria. Le esplosioni hanno procurato uno o due morti ed una decina di feriti. "I livelli dell'acqua di raffreddamento stanno diminuendo" afferma l'agenzia di stampa Jiji, citato da Reuters.
E questa è la prima volta che si sente parlare di problemi al reattore 2.
Il Governo nipponico ha già deciso da un paio di giorni di mettere in stato di allerta la popolazione da Fukushima per un raggio di 20 chilometri, anche se, afferma non vi sono problemi di dispersione di materiale radioattivo, al momento, ma le notizie si aggiungono le une alle altre e non lasciano per niente tranquilli.
Altri problemi al sistema di raffreddamento si hanno nell'impianto nucleare di Tokai No.2 nella prefettura di Ibaraki, ma una delle pompe di riserva sembra funzionare mentre l'altra è andata in avaria.
Nel frattempo, non bastassero le frequenti scosse del terremoto, gli tsunami (stamattina se ne aspetta uno con onde di tre metri nelle coste nor del Giappone) e il pericolo di dispersione delle sostanze radioattine, il vulcano Shinmoedake nel sud del Giappone ha ripreso ad eruttare.
Nucleare. Fukushima 1, fusione del nocciolo parziale o totale?
Leggiamo in Qualenergia una intervista (Fukushima, probabile la fusione parziale del nocciolo) a "Giorgio Ferrari, esperto di nucleare, he lavorò in Enel dal 1964 al 1987 nelle centrali atomiche italiane con la responsabilità specifica di ispezionare il combustibile nucleare presente nei reattori di Latina, Garigliano Trino e Caorso. Dopo Chernobyl spedì una lettera all’Enel in cui chiedeva di non occuparsi più di queste mansioni. Una forma di obiezione di coscienza che era però maturata già anche prima di quel grave incidente."
Dalle scarne notizie, centellinate,filtrate dalle varie fonti giornalistiche e ufficiali si traggono delle ipotesi per avvicinarci il più possibile ad una verità che per il momento è abbastanza tenuta nascosta.
Schematizziamo.
Le centrali che sono state colpite fanno parte della TEPCO, Tokyo Electric Power Company, che ha 17 impianti nucleari che sono concentrate in 4 o 5 siti. Di queste 17 unità al momento del terremoto ne erano in funzione solo 7; una decina erano ferme per ispezioni e manutenzione. 10 su 17 erano ferme.
Sembrerebbe che in uno dei due impianti di Fukushima 1 ci sia stata una fusione del nocciolo. Fusione sia parziale o totale. Un simile evento ricorda più Three Mile Island che Chernobyl. A Three Mile Island il 25% del nocciolo fu fuso con fuoriuscita di radioattività.
All'arrivo delle prime scosse i reattori che erano in funzione sono andati in scram automatico (scram è un arresto rapido del reattore che comporta il veloce inserimento delle barre di sicurezza e lo spegnimento della reazione a catena, in modo da portare il nocciolo in poco tempo a potenza zero.) mentre altri sono stati messi in scram manuale. Se questa procedura, come è presumibile, non ha funzionato in un paio di reattori, bisognerà capire il perché.
Le scosse possono aver deformato i canali guida delle barre di controllo e queste, non rientrando a dovere, possono averle tenute scoperte, quindi lasciando “in potenza” (in funzione) alcune parti del nocciolo che ha così seguitato a produrre calore con ulteriori danni e conseguenze. Un‘altra ipotesi può essere la seguente. Anche se i reattori fossero stati arrestati, in alcuni di questi si può essere creato un LOCA (lost of coolant accident), cioè una perdita del refrigerante del nocciolo, dovuta ad una rottura di una tubazione oppure per un malfunzionamento delle pompe che alimentano l'acqua al reattore. Quindi il nocciolo ha cominciato a surriscaldarsi come avvenne a Three Mile Island nel 1978. Quello che si capisce è che c’è stato un cattivo funzionamento di questi sistemi di emergenza, sistemi che gettano acqua ad alta pressione nel nocciolo per raffreddarlo.
(Nota, un'altra ipotesi. I sistemi di refrigerazioni sono entrati in crisi per mancanza di energia. Non sono entrati in funzione i generatori elettrici diesel per qualche ragione e le batterie hanno finito la loro carica).
Si sono innescati alcuni meccanismi. Innanzitutto quel poco di acqua che c'è evapora rapidamente e si surriscalda e questo vapore surriscaldato aumenta di pressione. Accanto a questo fenomeno principale, c'è un altro fenomeno altrettanto importante. Si tratta di una reazione metallo-acqua con il combustibile nucleare. Lo zircaloide con cui sono fatte le guaine che contengono le barre di combustibile dentro alle quali c'è l'uranio, a temperature di 800-900 °C porta ad una reazione tra questo metallo e acqua che sprigiona idrogeno e altri gas. Questi vanno ad aumentare la pressione del vessel di acciaio con il pericolo che tale pressione raggiunga limiti intollerabili. Per farla sfogare si lascia scaricare, facendola depotenziare, nel contenitore esterno (quei contenitori di calcestruzzo che sono visibili in tutte le centrali). Se questa operazione sia riuscita o meno lo sapremo solo nelle prossime ore o giorni. La domanda è: hanno fatto in tempo ad attivare questo processo prima di una fusione parziale o totale del nocciolo? A mio parere il nocciolo di un reattore si è surriscaldato con una sua parziale fusione.
Il terremoto può aver incrinato la struttura di cemento e quindi il vapore radioattivo ha contaminato l'ambiente esterno. Per i lavoratori della centrale tutto ciò è molto preoccupante. Se quello che è stato detto corrisponde al vero e cioè che la radioattività all'interno dell'impianto è risultata essere superiore 1000 volte rispetto al normale, credo che questa gente non avrà una vita lunga e per quella che gli resta potrebbe essere molto dolorosa.
Siamo di fronte a numeri poco verificabili. C'è troppa differenza tra 1000 volte maggiore all'interno e 8 volte all'esterno. Uno dei due dati non è vero. Non ci può essere questo distacco tra radioattività interna ed esterna.
Una notizia proveniente dall'Australia conferma la fusione del nocciolo e il danneggiamento di un secondo reattore di Fukushima.
The Japanese government says meltdowns may have occured in nuclear reactors at the earthquake hit Fukushima power plant.A second reactor at Fukushima is now in danger of overheating following Japan's powerful earthquake.
Spostato l'asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri
11/03/2011 Terremoto in Giappone
Risultati preliminari di studi effettuati dall'INGV (Melini-Piersanti) indicano che il terremoto del Giappone di questa mattina avrebbe spostato l'asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri.
L'impatto di questo evento sull'asse di rotazione e' stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960.
Fonte . INGV
Reazioni: Emergenza per le centrali nucleari di Onagawa e Fukushima
L'isola nordorientale nipponica di Honshu è stata colpita dallo tsunami seguito al terremoto.Il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi. Il governo fa sapere che il processo di raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto.
Due impianti nucleari nella prefettura di Fukushima sulla costa del Pacifico hanno bloccato in automatico le attività a seguito delle scosse.
Fonte. ticinonews.ch
Reazioni: La visione globale di Toyota
Il 9 Marzo la Toyota ha diffuso un comunicato stampa definendo quale sia le propria visione globale del mercato automotive.I titoli dei paragrafi in esso contenuti sono questi:"I metodi più sicuri e più responsabili per le persone che si muovono""Arricchire la vita di tutto il mondo""Aprire la strada al futuro della mobilità""Il nostro impegno per la qualità, l'innovazione costante""Il rispetto per il pianeta""Superare le aspettative ed essere ricompensati con un sorriso""C'è sempre un modo migliore""Raggiungere obiettivi stimolanti impegnando il talento e la passione della gente"
Una seconda parte del comunicato descrive la visione del managment con la: La metafora dell'alberoLe Radici: valori condivisiI Frutti: Fare grandi auto e contribuire ad ospitare comunitàIl Tronco: solido business
Ed ecco le Iniziative Globali per il 20151. Le Strategie di prodotto
• Nello spirito della creazione di grandi vetture, migliorare notevolmente la progettazione e la sensibilità della Toyota nel produrre modelli e fare spazio per il ruolo di primo piano della localizzazione nella produzione di veicoli.
• Offrire modelli davvero emozionanti che soddisfino le esigenze di tutti i mercati. Eccoci al sodo: Modelli per minimizzare l'impatto ambientale Espandere la linea Toyota • con modelli ibridi, lanciandone circa altri 10 entro il 2015, e continuare a sviluppare una gamma completa di plug-in veicoli ibridi, veicoli elettrici puri e veicoli a celle a combustibile.
• Continuare a perseguire ulteriori guadagni in risparmio di carburante nei motori a benzina convenzionali
...continuate da soli a leggere il resto qui.
Reazioni: Modena. Protocollo d'intesa per l'incentivazione all'acquisto di veicoli elettrici
Qui di seguito è il nuovo Protocollo d'intesa per l'incentivazione all'acquisto di veicoli elettrici
MODENASettore Pianificazione territoriale,
Protocollo d'intesa fra il Comune di Modena, le Aziende produttrici e i Rivenditori per la
(anno 2011) Gennaio
Il Comune di Modena ha sviluppato varie iniziative per promuovere la mobilità
sostenibile, fra cui la realizzazione del progetto europeo “Speed Bike” (1997-2000),
finalizzato alla sperimentazione dei veicoli elettrici. In particolare, l'esito del progetto ha dimostrato che esistono le condizioni tecniche e sociali per la diffusione
dei suddetti veicoli.
I suddetti veicoli rappresentano una significativa risorsa a disposizione delle politiche della mobilità sostenibile. Non a caso, la Commissione europea, il Governo italiano, il Ministero dell'Ambiente, alcune Regioni e Comuni hanno ripetutamente emanato provvedimenti per la promozione e diffusione di questi veicoli e tecnologie di alimentazione a basso inquinamento presso la pubblica amministrazione e i cittadini.
E’ evidente che una delle modalità della loro promozione è l'erogazione degli incentivi all'acquisto, finalizzati a rendere più accessibile l'acquisizione dei veicoli e delle tecnologie di
alimentazione a basso inquinamento. Da questo punto di vista, il Comune di Modena ha
già definito una linea favorevole alla diffusione dei veicoli a basso inquinamento all'interno del “Piano della Mobilità” (adottato dal Consiglio comunale con delibera n° 28/2001). Inoltre, ha condotto una prima positiva sperimentazione di erogazione degli incentivi nel 2001.
Sulla base delle esperienze precedenti, l'Amministrazione comunale intende sostenere particolarmente la diffusione dei veicoli elettrici attraverso lo strumento dell'incentivo economico teso ad abbattere una quota significativa degli alti costi di tali veicoli, riservandosi di utilizzare le risorse finanziarie statali per incentivare l'installazione di impianti a gas sui veicoli tradizionali.
Lo strumento scelto per l'erogazione degli incentivi è il protocollo d'intesa fra Comune, i produttori e i rivenditori dei veicoli elettrici.
Protocollo d'intesa fra il Comune di Modena, le Aziende
produttrici e i Rivenditori per la diffusione dei veicoli elettrici Fondo per la promozione della mobilità sostenibile
Nell'intento di promuovere la mobilità sostenibile, il Comune di Modena costituisce un apposito fondo finalizzato ad incentivare l'acquisto dei mezzi elettrici e delle relative tecnologie.
L'Amministrazione comunale stabilisce l'entità del fondo, riservandosi la facoltà di alimentarlo ed incrementarlo sulla base delle disponibilità finanziarie individuate nel bilancio e delle richieste pervenute.
Beneficiari del contributo per l'acquisto dei mezzi e delle tecnologie elettrici sono:
¨ i cittadini residenti del Comune di Modena, risultanti tali al momento dell'acquisto di mezzi e tecnologie a basso inquinamento;
¨ tutte le organizzazioni private (aziende, associazioni) che hanno sede operativa a Modena e intendano impiegare i veicoli prioritariamente nell'area comunale.
Art. 3 – Limiti all’erogazione dei contributi
I cittadini possono richiedere al massimo 1 contributo, rinnovabile non prima che siano
trascorsi 48 mesi dal precedente. Dichiarazioni non veritiere al riguardo comportano la
restituzione del contributo stesso e l'esclusione da ulteriori contributi.
In caso di furto del veicolo, può essere richiesto un nuovo contributo anche prima
che siano trascorsi 48 mesi, una sola volta, accludendo alla domanda di contributo la specifica denuncia alle Forze dell'Ordine nella quale deve essere riportato obbligatoriamente il numero di telaio.
La data da tener presente nel calcolo dei 48 mesi è quella di effettiva erogazione del contributo da parte del Comune.
Le aziende e le associazioni possono richiedere al massimo 5 contributi all'anno.
Art. 4 – Accesso
Le aziende produttrici e i rivenditori possono richiedere l'inserimento dei veicoli elettrici all'elenco ufficiale del Comune, previa firma del protocollo d'intesa. Qualora il Protocollo
sia stato sottoscritto in precedenza, resta in vigore anche per la nuova tranche di finanziamenti.
All'atto della sottoscrizione del protocollo d'intesa, le aziende produttrici e i rivenditori sono tenuti a presentare una specifica domanda di adesione nella quale, fra l'altro:
¨ dichiarano di garantire il servizio di assistenza post-vendita ai loro utenti, nell'ambito della provincia di Modena;
¨ presentano i listini prezzi dei veicoli e delle tecnologie elettrici di cui si chiede l'ammissione al
contributo comunale;
¨ dichiarano di impegnarsi a tenere stabili i prezzi di listino presentati nei 12 mesi successivi alla
sottoscrizione del protocollo d'intesa. Art. 6 – Gestione del fondo per la mobilità sostenibile
La gestione del fondo è affidata all'Ufficio Segreteria del Settore Pianificazione territoriale, Trasporti e Mobilità. Ammissione al contributo comunale Art. 7 - Tipologia di mezzi e tecnologie
Sono ammessi al contributo i seguenti tipi di mezzi e tecnologie elettrici:
a. velocipedi a pedalata assistita da motore elettrico a 2/3/4 ruote;
b. tecnologie per l’elettrificazione dei velocipedi a 2/3/4 ruote in grado
di trasformarli in veicoli a pedalata assistita;
c. ciclomotori a 2 ruote a trazione elettrica;
d. ciclomotori a 3/4 ruote a trazione elettrica;
e. autoveicoli elettrici;
f. ==
g. autoveicoli e mezzi di trasporto merci fino a 35 ql a trazione
h. accumulatori e motori elettrici, apparecchiature per la ricarica degli
accumulatori per i veicoli rientranti nelle categorie a-g.
Art. 8 – Elenco ufficiale dei mezzi e tecnologie
Ai fini della sottoscrizione del protocollo d'intesa, le aziende produttrici e i rivenditori sono tenuti a presentare al Settore Pianificazione territoriale, Trasporti e Mobilità-Ufficio Segreteria di Settore (Via Santi 60 – 41123 Modena) l'elenco dei mezzi e/o tecnologie elettrici che intendono far inserire nell’elenco ufficiale dei veicoli ammessi al contributo del Comune di Modena.
L'elenco dovrà riportare le caratteristiche tecniche salienti dei mezzi/tecnologie e –ove previsto- la copia del certificato di idoneità alla circolazione, rilasciata dall’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile.
Effettuati i necessari controlli, il Settore stilerà un elenco ufficiale dei mezzi ammessi al contributo e lo invierà, per conoscenza, alle aziende e ai rivenditori.
Successivamente alla sottoscrizione del protocollo d'intesa, resta aperta la possibilità per le aziende produttrici e i rivenditori di richiedere al Settore competente l'inclusione nell'elenco comunale di altri mezzi/tecnologie elettrici.
La decisione del Settore dovrà essere comunicata alle aziende.
In particolare, la decisione sfavorevole dovrà essere tecnicamente e/o normativamente giustificata.
Si precisa che i mezzi/tecnologie ammessi al finanziamento in precedenza sono ritenuti
ammissibili ai contributi comunali automaticamente, senza ulteriori formalità.
A titolo di chiarimento, si definisce:
¨ velocipede a pedalata assistita un veicolo dotato di motore elettrico funzionante
solo quando si pedala;
¨ ciclomotore elettrico un veicolo funzionante solo col motore elettrico in dotazione.
Si precisa inoltre che i veicoli ammessi al finanziamento comunale devono rispondere alle normative nazionali ed europee vigenti in materia. Caratteristiche del contributo comunale Art. 10 – Entità
Il Comune di Modena eroga un contributo pari al 14% del prezzo di listino (IVA inclusa) per l’acquisto dei veicoli e delle tecnologie rientranti nelle tipologie a-b-c-d-e-g-h.
L’entità del contributo tuttavia non potrà superare le seguenti cifre:
a.€ 145,00
b.€ 52,00
c.€ 310,00
d.€ 1.033,00
e.€ 2.066,00
f.==
g.€ 2.066,00
h.€ 31,00 Art. 11 – Contributi non comunali
E’ ammessa la coagulabilità dei contributi comunali per l'acquisto di veicoli e tecnologie elettrici con quelli erogati da qualsiasi altro ente.
Tuttavia, in caso di cumulo di più contributi, l'entità dell'incentivo comunale verrà dimezzato al fine di favorire un maggior numero di beneficiari. Modena,____________
DITTA_______________________________
Altri testi di Protocolli d'intesa in altre città sono reperibili sulla colonna di sinistra della pagina web di questo indirizzo.

References: e contrario

Art. 3

Art. 4
 Art. 6
 Art. 7

Art. 8
 Art. 10
 Art. 11