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Timestamp: 2013-05-24 11:36:28+00:00

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Unificazione ai fini fiscali e contributivi delle procedure di liquidazione, riscossione e accertamento, a norma dellarticolo 3, comma 134, lettera b), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Art. 3-bis. - (Rateazione delle somme dovute).  1. Le somme dovute ai sensi dellarticolo 2, comma 2, e dellarticolo 3, comma 1, possono essere versate in un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo, ovvero, se superiori a cinquemila euro, in un numero massimo di venti rate trimestrali di pari importo.
2. [Qualora le somme dovute non siano superiori a duemila euro, il beneficio della dilazione in un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo è concesso dallufficio, su richiesta del contribuente, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso. La richiesta deve essere presentata entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione].
3. Limporto della prima rata deve essere versato entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Sullimporto delle rate successive sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5 per cento annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione. Le rate trimestrali nelle quali il pagamento è dilazionato scadono lultimo giorno di ciascun trimestre.
4. Il mancato pagamento della prima rata entro il termine di cui al comma 3, ovvero anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dalla rateazione e limporto dovuto per imposte, interessi e sanzioni in misura piena, dedotto quanto versato, è iscritto a ruolo.
4-bis. Il tardivo pagamento di una rata diversa dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva comporta liscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione di cui allarticolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni, commisurata allimporto della rata versata in ritardo, e degli interessi legali. Liscrizione a ruolo non è eseguita se il contribuente si avvale del ravvedimento di cui allarticolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, entro il termine di pagamento della rata successiva.
5. La notificazione delle cartelle di pagamento conseguenti alle iscrizioni a ruolo previste dai commi 4 e 4-bis è eseguita entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di scadenza della rata non pagata o pagata in ritardo.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 4, 4-bis e 5 si applicano anche alle somme da versare a seguito di ricevimento della comunicazione prevista dallarticolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata.
6-bis. Le rate previste dal presente articolo possono essere anche di importo decrescente, fermo restando il numero massimo stabilito.
7. Nei casi di decadenza dal beneficio di cui al presente articolo non è ammessa la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo di cui allarticolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.
Art. 19. - (Dilazione del pagamento).  1. Lagente della riscossione, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di settantadue rate mensili.
1-bis. In caso di comprovato peggioramento della situazione di cui al comma 1, la dilazione concessa può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza. In tal caso, il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo della rata costante, rate variabili di importo crescente per ciascun anno.
[2. La richiesta, di rateazione deve essere presentata, a pena di decadenza, prima dellinizio della procedura esecutiva.]
b) lintero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione;
4. Le rate mensili nelle quali il pagamento è stato dilazionato ai sensi del comma 1 scadono nel giorno di ciascun mese indicato nellatto di accoglimento dellistanza di dilazione.
[4-bis. Se, in caso di decadenza del contribuente dal beneficio della dilazione, leventuale fidejussore o il terzo datore dipoteca non versa limporto garantito entro trenta giorni dalla notificazione di apposito invito, contenente lindicazione delle generalità del fidejussore stesso ovvero del terzo datore dipoteca, delle somme da esso dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa, il concessionario può procedere alla riscossione coattiva nei suoi confronti sulla base dello stesso ruolo emesso a carico del debitore secondo le disposizioni di cui al titolo II del presente decreto.]
Art. 38. - (Requisiti di ordine generale).
2. Il candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità alle previsioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui indica tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione. Ai fini del comma 1, lettera c), il concorrente non è tenuto ad indicare nella dichiarazione le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa, nè le condanne revocate, nè quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione. Ai fini del comma 1, lettera g), si intendono gravi le violazioni che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse per un importo superiore allimporto di cui allarticolo 48-bis, commi 1 e 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Ai fini del comma 1, lettera i), si intendono gravi le violazioni ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva di cui allarticolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266; i soggetti di cui allarticolo 47, comma 1, dimostrano, ai sensi dellarticolo 47, comma 2, il possesso degli stessi requisiti prescritti per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva. Ai fini del comma 1, lettera m-quater), il concorrente allega, alternativamente: a) la dichiarazione di non trovarsi in alcuna situazione di controllo di cui allarticolo 2359 del codice civile rispetto ad alcun soggetto, e di aver formulato lofferta autonomamente; b) la dichiarazione di non essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in una delle situazioni di controllo di cui allarticolo 2359 del codice civile, e di aver formulato lofferta autonomamente; c) la dichiarazione di essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in situazione di controllo di cui allarticolo 2359 del codice civile, e di aver formulato lofferta autonomamente. Nelle ipotesi di cui alle lettere a), b) e c), la stazione appaltante esclude i concorrenti per i quali accerta che le relative offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale, sulla base di univoci elementi. La verifica e leventuale esclusione sono disposte dopo lapertura delle buste contenenti lofferta economica.
Art. 43-ter. - (Cessione delle eccedenze nellambito del gruppo).  Le eccedenze dellimposta sul reddito delle persone giuridiche e dellimposta locale sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi delle società o enti appartenenti ad un gruppo possono essere cedute, in tutto o in parte, a una o più società o allente dello stesso gruppo, senza losservanza delle formalità di cui agli articoli 69 e 70 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.
Nei confronti dellamministrazione finanziaria la cessione delle eccedenze è efficace a condizione che lente o società cedente indichi nella dichiarazione gli estremi dei soggetti cessionari e gli importi ceduti a ciascuno di essi.
[Le eccedenze di imposta cedute sono computate dai cessionari in diminuzione dei versamenti dellimposta sul reddito delle persone giuridiche e dellimposta locale sui redditi i cui termini scadono a partire dalla data in cui la cessione si considera effettuata ai sensi del comma 2.]
Agli effetti del presente articolo appartengono al gruppo lente o società controllante e le società da questo controllate; si considerano controllate le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata le cui azioni o quote sono possedute dallente o società controllante o tramite altra società controllata da questo ai sensi del presente articolo per una percentuale superiore al 50 per cento del capitale, fin dallinizio del periodo di imposta precedente a quello cui si riferiscono i crediti di imposta ceduti. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in ogni caso, alle società e agli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127, e del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, e alle imprese, soggette allimposta sul reddito delle persone giuridiche, indicate nellelenco di cui alla lettera a) del comma 2 dellarticolo 38 del predetto decreto n. 127 del 1991 e nellelenco di cui alla lettera a) del comma 2 dellarticolo 40 del predetto decreto n. 87 del 1992.
Si applicano le disposizioni del comma 2 dellarticolo 43-bis.
Decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17.
Disposizioni urgenti in materia di imposta sul valore aggiunto.
Art. 1.  1. Le disposizioni di cui alla lettera c) del primo comma e al secondo comma dellarticolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, si applicano a condizione:
c) che lintento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione della imposta risulti da apposita dichiarazione, redatta in conformità al modello approvato con decreto del Ministro delle finanze, contenente lindicazione del numero di partita IVA del dichiarante nonché lindicazione dellufficio competente nei suoi confronti, consegnata o spedita al fornitore o prestatore, ovvero presentata in dogana, prima delleffettuazione della operazione; la dichiarazione può riguardare anche più operazioni tra le stesse parti. Nella prima ipotesi, il cedente o prestatore deve comunicare allAgenzia delle entrate, esclusivamente per via telematica entro il giorno 16 del mese successivo, i dati contenuti nella dichiarazione ricevuta.
Regolamento recante modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, allimposta regionale sulle attività produttive e allimposta sul valore aggiunto, ai sensi dellarticolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Art. 5. - (Dichiarazione nei casi di liquidazione).  1. In caso di liquidazione di società o enti soggetti allimposta sul reddito delle persone giuridiche, di società o associazioni di cui allarticolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e di imprese individuali, il liquidatore o, in mancanza, il rappresentante legale, presenta, secondo le disposizioni di cui allarticolo 3, la dichiarazione relativa al periodo compreso tra linizio del periodo dimposta e la data in cui ha effetto la deliberazione di messa in liquidazione entro lultimo giorno del nono mese successivo a tale data in via telematica. Lo stesso liquidatore presenta la dichiarazione relativa al risultato finale delle operazioni di liquidazione entro nove mesi successivi alla chiusura della liquidazione stessa o al deposito del bilancio finale, se prescritto in via telematica.
3. Se la liquidazione si prolunga oltre il periodo dimposta in corso alla data indicata nel comma 1 sono presentate, nei termini stabiliti dallarticolo 2, la dichiarazione relativa alla residua frazione del detto periodo e quelle relative ad ogni successivo periodo dimposta.
Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Art. 21. - (Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle Entrate).  1. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate sono individuate modalità e termini, tali da limitare al massimo laggravio per i contribuenti per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dellimposta sul valore aggiunto, di importo non inferiore a euro tremila. Per lomissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui allarticolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
Art. 58. - (Domicilio fiscale).  Agli effetti dellapplicazione delle imposte sui redditi ogni soggetto si intende domiciliato in un comune dello Stato, giusta le disposizioni seguenti.
Le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte. Quelle non residenti hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui si è prodotto il reddito più elevato. I cittadini italiani, che risiedono allestero in forza di un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione, nonché quelli considerati residenti ai sensi dellarticolo 2, comma 2bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, hanno il domicilio fiscale nel comune di ultima residenza nello Stato.
In tutti gli atti, contratti, denunzie e dichiarazioni che vengono presentati agli uffici finanziari deve essere indicato il comune di domicilio fiscale delle parti, con la precisazione dellindirizzo.
Art. 60. - (Notificazioni).  Le variazioni e le modificazioni dellindirizzo hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dellavvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dellufficio della dichiarazione prevista dagli articoli 35 e 35-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero del modello previsto per la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA. Se la comunicazione è stata omessa la notificazione è eseguita validamente nel comune di domicilio fiscale risultante dallultima dichiarazione annuale.
a) la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dallufficio;
b) il messo deve fare sottoscrivere dal consegnatario latto o lavviso ovvero indicare i motivi per i quali il consegnatario non ha sottoscritto;
b-bis) se il consegnatario non è il destinatario dellatto o dellavviso, il messo consegna o deposita la copia dellatto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce alloriginale e alla copia dellatto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dellatto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dellavvenuta notificazione dellatto o dellavviso, a mezzo di lettera raccomandata;
c) salvo il caso di consegna dellatto o dellavviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario;
d) è in facoltà del contribuente di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In tal caso lelezione di domicilio deve risultare espressamente da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero in via telematica con modalità stabilite con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate;
e) quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, lavviso del deposito prescritto dallarticolo 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nellalbo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nellottavo giorno successivo a quello di affissione;
e-bis) è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera d), o che non abbia costituito un rappresentante fiscale, comunicare al competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa lettera d), lindirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dellatto o dellavviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento;
Lelezione di domicilio ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni previste alla lettera d) ed alla lettera e-bis) del comma precedente.
Le variazioni e le modificazioni dellindirizzo hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dellavvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dellufficio della dichiarazione prevista dagli articoli 35 e 35-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero del modello previsto per la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA. Se la comunicazione è stata omessa la notificazione è eseguita validamente nel comune di domicilio fiscale risultante dallultima dichiarazione annuale.
Salvo quanto previsto dai commi precedenti ed in alternativa a quanto stabilito dallarticolo 142 del codice di procedura civile, la notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento allindirizzo della residenza estera rilevato dai registri dellAnagrafe degli italiani residenti allestero o a quello della sede legale estera risultante dal registro delle imprese di cui allarticolo 2188 del codice civile. In mancanza dei predetti indirizzi, la spedizione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento è effettuata allindirizzo estero indicato dal contribuente nelle domande di attribuzione del numero di codice fiscale o variazione dati e nei modelli di cui al terzo comma, primo periodo. In caso di esito negativo della notificazione si applicano le disposizioni di cui al primo comma, lettera e).
La notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata ai sensi del quarto comma qualora i medesimi non abbiano comunicato allAgenzia delle entrate lindirizzo della loro residenza o sede estera o del domicilio eletto per la notificazione degli atti, e le successive variazioni, con le modalità previste con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate. La comunicazione e le successive variazioni hanno effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione.
Qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui latto è ricevuto.
Decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73
Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra laltro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori.
Art. 1. - (Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali e finanziarie internazionali e nazionali operate, tra laltro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere»).  1. Per contrastare levasione fiscale operata nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», anche in applicazione delle nuove regole europee sulla fatturazione elettronica, i soggetti passivi allimposta sul valore aggiunto comunicano telematicamente allAgenzia delle entrate, secondo modalità e termini definiti con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list di cui al decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 107 del 10 maggio 1999 e al decreto del Ministro delleconomia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 273 del 23 novembre 2001.
Art. 35. - (Accertamento dellaccisa sulla birra).
3. Il condizionamento della birra può essere effettuato anche in fabbriche diverse da quella di produzione o in appositi opifici di imbottigliamento che in tal caso sono considerati, a tutti gli effetti fiscali, fabbriche di birra.
Decreto Ministeriale 27 marzo 2001, n. 153
Regolamento recante disposizioni per il controllo della fabbricazione, trasformazione, circolazione e deposito dellalcole etilico e delle bevande alcoliche, sottoposti al regime delle accise, nonché per leffettuazione della vigilanza fiscale sugli alcoli metilico, propilico ed isopropilico e sulle materie prime alcoligene.
Art. 3. - (Assetto dei depositi fiscali).
4. Per il controllo della produzione e del condizionamento della birra sono installati misuratori delle materie prime, ad esclusione del luppolo, estratte dai silos o dagli altri magazzini di stoccaggio, del mosto introdotto nelle cantine di fermentazione, della birra introdotta nei reparti di condizionamento, nonché contatori per la determinazione del numero degli imballaggi preconfezionati e delle confezioni, come definiti dallarticolo 9, comma 1, anche se di birra analcolica non tassabile; è anche facoltà dellUTF effettuare il suggellamento di linee, apparecchiature, locali e varchi e prescrivere, ai sensi dellarticolo 2, comma 2, lettera d), lesecuzione delle opere ritenute necessarie. Lassetto delle linee di trasferimento deve essere tale da non consentire il passaggio delle materie prime alla lavorazione senza essere misurate e lintroduzione del mosto in cantina e della birra nel reparto dimbottigliamento se non attraverso tubazioni fisse su cui siano inseriti misuratori. Per le fabbriche che hanno una produzione annuale non superiore ai 10.000 ettolitri e sono destinate al solo rifornimento di un attiguo locale di mescita e di minuta vendita, lassetto del deposito fiscale e le modalità per il controllo della produzione sono stabiliti di volta in volta dallAgenzia.
Art. 53. - (Soggetti obbligati e adempimenti).
7. Ai soggetti di cui ai commi 1 e 2 che esercitano officine di energia elettrica è rilasciata, dal competente ufficio dellAgenzia delle dogane successivamente alla verifica degli impianti, una licenza di esercizio, in luogo dellautorizzazione di cui al comma 5, soggetta al pagamento di un diritto annuale.
Art. 72-bis. (Pignoramento dei crediti verso terzi).  1. Salvo che per i crediti pensionistici e fermo restando quanto previsto dallarticolo 545, commi quarto, quinto e sesto, del codice di procedura civile, latto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui allarticolo 543, secondo comma, numero 4, dello stesso codice di procedura civile, lordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede:
a) nel termine di quindici giorni dalla notifica dellatto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica;
Art. 76. - (Espropriazione immobiliare).  1. Il concessionario può procedere allespropriazione immobiliare se limporto complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente:
a) ventimila euro, qualora la pretesa iscritta a ruolo sia contestata in giudizio ovvero sia ancora contestabile in tale sede e il debitore sia proprietario dellunità immobiliare dallo stesso adibita a propria abitazione principale, ai sensi dellarticolo 10, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
2. Il concessionario non procede allespropriazione immobiliare se il valore del bene, determinato a norma dellarticolo 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore agli importi indicati nel comma 1.
Art. 77. - (Iscrizione di ipoteca).  1. Decorso inutilmente il termine di cui allarticolo 50, comma 1, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dellimporto complessivo del credito per cui si procede.
Decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106
Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per leconomia.
Art. 7. - (Semplificazione fiscale).
2. In funzione di quanto previsto al comma 1, sono introdotte le seguenti disposizioni:
gg-decies) a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lagente della riscossione non può iscrivere lipoteca di cui all articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come modificato, da ultimo, dalla lettera u-bis) del presente comma, se limporto complessivo del credito per cui lo stesso procede è inferiore complessivamente a:
1) ventimila euro, qualora la pretesa iscritta a ruolo sia contestata in giudizio ovvero sia ancora contestabile in tale sede e il debitore sia proprietario dellunità immobiliare dallo stesso adibita a propria abitazione principale ai sensi dell articolo 10, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni;
Art. 66. - (Imprese minori).
3. Si applicano, oltre a quelle richiamate nei precedenti commi, le disposizioni di cui agli articoli 56, comma 5, 65, 91, 95, 100, 108, 90, comma 2, 99, commi 1 e 3, 109, commi 1, 2, 5, 7 e 9, lettera b) e 110, commi 1, 2, 5, 6 e 8. Si applica inoltre, con riferimento ai ricavi ed alle plusvalenze che concorrono a formare il reddito di impresa pur non risultando dalle registrazioni ed annotazioni nei registri di cui allarticolo 18 del decreto indicato nel comma 1, la disposizione dellultimo periodo del comma 4 dellarticolo 109. I costi, concernenti contratti a corrispettivi periodici, relativi a spese di competenza di due periodi dimposta, in deroga allarticolo 109, comma 2, lettera b), sono deducibili nellesercizio nel quale è stato ricevuto il documento probatorio. Tale disposizione si applica solo nel caso in cui limporto del costo indicato dal documento di spesa non sia superiore a euro 1.000.
Legge 23 dicembre 1977, n. 935
Arrotondamento degli importi ai fini dellapplicazione e della riscossione delle imposte sui redditi e dellimposta sul valore aggiunto.
Art. 1.  Tutti gli importi da indicare nelle dichiarazioni dei redditi, escluse quelle dei sostituti dimposta, e nelle dichiarazioni agli effetti dellimposta sul valore aggiunto devono essere arrotondati a mille lire, per difetto se la frazione non è superiore a lire cinquecento e per eccesso se è superiore; tutti i calcoli richiesti nelle dichiarazioni devono essere effettuati sulla base degli importi arrotondati ed i risultati devono essere arrotondati con i medesimi criteri.
Nelle dichiarazioni dei sostituti dimposta tutti gli importi da indicare devono essere espressi in migliaia di lire mediante troncamento delle ultime tre cifre.
Art. 55. - (Accertamento e liquidazione dellaccisa).
5. I soggetti di cui allarticolo 53, comma 1, lettera b), esercenti officine non fornite di misuratori o di altri strumenti integratori della misura dellenergia adoperata, corrispondono laccisa mediante un canone annuo di abbonamento determinato dal competente Ufficio dellAgenzia delle dogane. Gli stessi soggetti hanno lobbligo di dichiarare anticipatamente le variazioni che comportino un aumento superiore al 10 per cento del consumo preso per base nella determinazione del canone ed in tal caso il competente Ufficio dellAgenzia delle dogane procede alla revisione straordinaria dello stesso. Gli esercenti officine costituite da impianti di produzione combinata di energia elettrica e calore, con potenza disponibile non superiore a 100 kW, possono corrispondere limposta mediante canone di abbonamento annuale.
Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
Disposizioni urgenti per la crescita, lequità e il consolidamento dei conti pubblici.
Art. 11-bis. - (Semplificazione degli adempimenti e riduzione dei costi di acquisizione delle informazioni finanziarie).  1. Lespletamento delle procedure nel corso di un procedimento, le richieste di informazioni e di copia della documentazione ritenuta utile e le relative risposte, nonché le notifiche aventi come destinatari le banche e gli intermediari finanziari, sono effettuati esclusivamente in via telematica, previa consultazione dellarchivio dei rapporti di cui all articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive modificazioni. Le richieste telematiche sono eseguite secondo le procedure già in uso presso le banche e gli intermediari finanziari ai sensi dellarticolo 32, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e delle relative norme di attuazione. Con provvedimento dei Ministri interessati, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita lAgenzia delle entrate, sono stabilite le disposizioni attuative del presente articolo.
Art. 2. - (Disposizioni in materia di entrate).
35-octies. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è istituita unimposta di bollo sui trasferimenti di denaro allestero attraverso gli istituti bancari, le agenzie «money transfer» ed altri agenti in attività finanziaria. Limposta è dovuta in misura pari al 2 per cento dellimporto trasferito con ogni singola operazione, con un minimo di prelievo pari a 3 euro. Limposta non è dovuta per i trasferimenti effettuati dai cittadini dellUnione europea nonché per quelli effettuati verso i Paesi dellUnione europea. Sono esentati i trasferimenti effettuati da soggetti muniti di matricola INPS e codice fiscale.
361. Per analoghe esigenze di economicità e di speditezza dellazione amministrativa, la pubblicazione dei provvedimenti dei direttori di agenzie fiscali sui rispettivi siti internet tiene luogo della pubblicazione dei medesimi documenti, nella Gazzetta Ufficiale, nei casi in cui questa sia prevista da altre disposizioni di legge. I siti internet delle agenzie fiscali devono essere strutturati al fine di consentire la ricerca, la consultazione, lestrazione e lutilizzazione di tutti i documenti ivi pubblicati.
Art. 14. - (Ambito di applicazione del decreto legislativo, regolazioni finanziarie e norme transitorie).
8. A decorrere dallanno 2011, le delibere di variazione delladdizionale comunale allimposta sul reddito delle persone fisiche hanno effetto dal 1º gennaio dellanno di pubblicazione sul sito informatico di cui allarticolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo n. 360 del 1998, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 31 dicembre dellanno a cui la delibera afferisce. Le delibere relative allanno 2010 sono efficaci per lo stesso anno dimposta se la pubblicazione sul predetto sito avviene entro il 31 marzo 2011. Restano fermi, in ogni caso, gli effetti delle disposizioni di cui allarticolo 1, comma 169, della citata legge n. 296 del 2006.
Modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter dellarticolo 7 del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.
Art. 3.  1. A decorrere dal 1º gennaio 2006 il contributo dell1 per mille del gettito ICI, di cui allarticolo 10, comma 5, del decreto legislativo n. 504 del 1992, è versato dai concessionari del servizio nazionale della riscossione e dagli altri soggetti previsti dallarticolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, direttamente, entro il 30 aprile di ogni anno, al soggetto di cui allarticolo 1, comma 1.
Art. 77-bis. - (Patto di stabilità interno per gli enti locali).
30. Resta confermata per il triennio 2009-2011, ovvero sino allattuazione del federalismo fiscale se precedente allanno 2011, la sospensione del potere degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, fatta eccezione per gli aumenti relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU).
Art. 77-ter. - (Patto di stabilità interno delle regioni e delle province autonome).
19. Resta confermata per il triennio 2009-2011, ovvero sino allattuazione del federalismo fiscale se precedente allanno 2011, la sospensione del potere delle regioni di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad esse attribuiti con legge dello Stato di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126.
Art. 1. - (Gestioni previdenziali. Rapporti con le regioni. Risultati differenziali. Fondi e tabelle).
123. Resta confermata, sino allattuazione del federalismo fiscale, la sospensione del potere delle regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, di cui al comma 7 dellarticolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, fatta eccezione per gli aumenti relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU) e per quelli previsti dai commi da 14 a 18 dellarticolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Art. 13. - (Anticipazione sperimentale dellimposta municipale propria).
a) larticolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126;
b) il comma 3, dellarticolo 58 e le lettere d), e) ed h) del comma 1, dellarticolo 59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446;
c) lultimo periodo del comma 5 dellarticolo 8 e il comma 4 dellarticolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23;
d) il comma 1-bis dellarticolo 23 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14;
d-bis) i commi 2-bis, 2-ter e 2-quater dellarticolo 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.
Testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali.
Art. 243. - (Controlli per gli enti locali strutturalmente deficitari, enti locali dissestati ed altri enti).
5. Agli enti locali strutturalmente deficitari che, pur essendo a ciò tenuti, non rispettano i livelli minimi di copertura dei costi di gestione di cui al comma 2, è applicata una sanzione pari alla perdita dell1 per cento del contributo ordinario spettante per lanno per il quale si è verificata linadempienza, mediante trattenuta in unica soluzione sui trasferimenti erariali spettanti per gli anni successivi.
Art. 2. - (Agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro nonché per donne e giovani).  1. A decorrere dal periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2012 è ammesso in deduzione ai sensi dellarticolo 99, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, un importo pari allimposta regionale sulle attività produttive determinata ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dellarticolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997.
1-bis. All articolo 6, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni, le parole: «ovvero delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997» sono soppresse.
1-ter. La disposizione di cui al comma 1-bis si applica a decorrere dal periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2012.
2. Allarticolo 11, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al numero 2), dopo le parole «periodo di imposta» sono aggiunte le seguenti: «, aumentato a 10.600 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni»;
b) al numero 3), dopo le parole «Sardegna e Sicilia» sono aggiunte le seguenti: «, aumentato a 15.200 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni».
3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011.
Art. 10. - (Regime premiale per favorire la trasparenza).
13. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 9 e 10 si applicano con riferimento alle dichiarazioni relative allannualità 2011 ed a quelle successive. Per le attività di accertamento effettuate in relazione alle annualità antecedenti il 2011 continua ad applicarsi quanto previsto dal previgente comma 4-bis dellarticolo 10 e dallarticolo 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146.
Disciplina dellimposta di bollo.
Art. 15-bis. - (Versamento dellacconto sullimposta di bollo assolta in modo virtuale).  1. Poste italiane s.p.a., le banche e gli altri enti e società finanziari indicati nellarticolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, entro il 30 novembre di ogni anno, versano, a titolo di acconto, una somma pari al settanta per cento dellimposta provvisoriamente liquidata ai sensi dellarticolo 15; per esigenze di liquidità lacconto può essere scomputato dai versamenti da effettuare a partire dal successivo mese di febbraio.
Legge 29 ottobre 1961, n. 1216
Art. 9. - (Denuncia e versamenti).
1-bis. Entro il 30 novembre di ogni anno, gli assicuratori versano, altresì, a titolo di acconto una somma pari al 12,5 per cento dellimposta liquidata per lanno precedente, al netto di quella relativa alle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore; per esigenze di liquidità lacconto può essere scomputato, a partire dal successivo mese di febbraio, dai versamenti previsti dal comma 1.
Art. 1. - (Princìpi di coordinamento e ambito di riferimento).
2. Ai fini della presente legge, per amministrazioni pubbliche si intendono gli enti e gli altri soggetti che costituiscono il settore istituzionale delle amministrazioni pubbliche individuati dallIstituto nazionale di statistica (ISTAT) sulla base delle definizioni di cui agli specifici regolamenti comunitari.
Decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181
Art. 2. - (Fondo unico giustizia).
6-bis. Fino al 31 marzo 2011 Equitalia Giustizia Spa effettua i versamenti dovuti al bilancio dello Stato al lordo delle proprie spese di gestione e, a decorrere dai versamenti da eseguire dal 1º aprile 2011, il recupero di tali spese, a fronte di attività rese dalla stessa Equitalia Giustizia Spa nellambito dei propri fini statutari, segue il principio della prededuzione, con le modalità, le condizioni e i termini stabiliti nelle convenzioni regolative dei rapporti con i competenti Ministeri. Con riferimento alle risorse sequestrate in forma di denaro intestate «Fondo unico giustizia», Equitalia Giustizia Spa trasferisce tali risorse su uno o più conti correnti intrattenuti con gli operatori finanziari che garantiscono un tasso dinteresse attivo allineato alle migliori condizioni di mercato, nonché un adeguato livello di solidità e di affidabilità ed idonei livelli di servizio.
Riforma dellorganizzazione del Governo, a norma dellarticolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
Art. 64. - (Agenzia del territorio).  1. Lagenzia del territorio è competente a svolgere i servizi relativi al catasto, i servizi geotopocartografici e quelli relativi alle conservatorie dei registri immobiliari, con il compito di costituire lanagrafe dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale sviluppando, anche ai fini della semplificazione dei rapporti con gli utenti, lintegrazione fra i sistemi informativi attinenti alla funzione fiscale ed alle trascrizioni ed iscrizioni in materia di diritti sugli immobili. Lagenzia opera in stretta collaborazione con gli enti locali per favorire lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze sul territorio.
2. Lagenzia costituisce lorganismo tecnico di cui allarticolo 67 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e può gestire, sulla base di apposite convenzioni stipulate con i comuni o a livello provinciale con le associazioni degli enti locali, i servizi relativi alla tenuta e allaggiornamento del catasto.
3. Lagenzia gestisce losservatorio del mercato immobiliare ed i connessi servizi estimativi che può offrire direttamente sul mercato.
4. Il comitato di gestione di cui allarticolo 67 del presente decreto legislativo è integrato, per lagenzia del territorio, da due membri nominati su designazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali
Art. 14. - (Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).
9. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al comma 12. Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al tributo è pari all80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138. Per gli immobili già denunciati, i comuni modificano dufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio dei dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli dellAgenzia del territorio, secondo modalità di interscambio stabilite con provvedimento del Direttore della predetta Agenzia, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, gli intestatari catastali provvedono, a richiesta del comune, a presentare allufficio provinciale dellAgenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per leventuale conseguente modifica, presso il comune, della consistenza di riferimento. Per le altre unità immobiliari la superficie assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile.
Art.14. - (Razionalizzazione e soppressione di agevolazioni tributarie e recupero di imposte e di base imponibile).
4-bis. Nella determinazione dei redditi di cui allarticolo 6, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non sono ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato, fatto salvo lesercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti.
Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre1973, n. 600
Art. 39. - (Redditi determinati in base alle scritture contabili).
In deroga alle disposizioni del comma precedente lufficio delle imposte determina il reddito dimpresa sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltà di prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili in quanto esistenti e di avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti di cui alla lettera d) del precedente comma:
d-ter) quando viene rilevata lomessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dellapplicazione degli studi di settore, nonché lindicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti. La presente disposizione si applica a condizione che siano irrogabili le sanzioni di cui al comma 2-bis dellarticolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dellutilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonchè della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione.
Art. 51. - (Obbligo di comunicazione al Ministero delleconomia e delle finanze delle infrazioni di cui al presente Titolo).  1. I destinatari del presente decreto che, in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni e attività, hanno notizia di infrazioni alle disposizioni di cui allarticolo 49, commi 1, 5, 6, 7, 12, 13 e 14, e allarticolo 50 ne riferiscono entro trenta giorni al Ministero delleconomia e delle finanze per la contestazione e gli altri adempimenti previsti dallarticolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689 e per la immediata comunicazione della infrazione anche alla Agenzia delle entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale.
Istituzione e disciplina dellimposta sul valore aggiunto.
Art. 35. - (Disposizione regolamentare concernente le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività).
15-quinquies. Lattribuzione del numero di partita IVA è revocata dufficio qualora per tre annualità consecutive il titolare non abbia esercitato lattività dimpresa o di arti e professioni o, se obbligato alla presentazione della dichiarazione annuale in materia dimposta sul valore aggiunto, non abbia adempiuto a tale obbligo. Il provvedimento di revoca è impugnabile davanti alle Commissioni tributarie.
Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro.
Art. 76. - (Decadenza dellazione della finanza).  1. Limposta sugli atti soggetti a registrazione ai sensi dellarticolo 5 non presentati per la registrazione deve essere richiesta, a pena di decadenza, nel termine di cinque anni dal giorno in cui, a norma degli articoli 13 e 14, avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione o, a norma dellarticolo 15, lettere c), d) ed e), si è verificato il fatto che legittima la registrazione dufficio. Nello stesso termine, decorrente dal giorno in cui avrebbero dovuto essere presentate, deve essere richiesta limposta dovuta in base alle denunce prescritte dallarticolo 19.
1-bis. Lavviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta di cui allarticolo 52, comma 1, deve essere notificato entro il termine di decadenza di due anni dal pagamento dellimposta proporzionale.
2. Salvo quanto disposto nel comma 1-bis, limposta deve essere richiesta, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni decorrenti, per gli atti presentati per la registrazione o registrati per via telematica:
b) dalla data in cui è stata presentata la denuncia di cui allarticolo 19, se si tratta di imposta complementare; dalla data della notificazione della decisione delle commissioni tributarie ovvero dalla data in cui la stessa è divenuta definitiva nel caso in cui sia stato proposto ricorso avverso lavviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta. Nel caso di occultazione di corrispettivo di cui allarticolo 72, il termine decorre dalla data di registrazione dellatto;
c) dalla data di registrazione dellatto ovvero dalla data di presentazione della denuncia di cui allarticolo 19, se si tratta di imposta suppletiva.
3. Lavviso di liquidazione dellimposta deve essere notificato al contribuente nei modi stabiliti nel terzo comma dellarticolo 52.
4. La soprattassa e la pena pecuniaria devono essere applicate, a pena di decadenza, nel termine stabilito per chiedere limposta cui le stesse si riferiscono e, se questa non è dovuta, nel termine di cinque anni dal giorno in cui è avvenuta la violazione.
5. Lintervenuta decadenza non dispensa dal pagamento dellimposta in caso di registrazione volontaria o quando si faccia uso dellatto ai sensi dellarticolo 6.
Art. 14. - (Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini).
Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122
Art. 29. - (Concentrazione della riscossione nellaccertamento).  1. Le attività di riscossione relative agli atti indicati nella seguente lettera a) emessi a partire dal 1º ottobre 2011 e relativi ai periodi dimposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi, sono potenziate mediante le seguenti disposizioni:
b) gli atti di cui alla lettera a) divengono esecutivi decorsi sessanta giorni dalla notifica e devono espressamente recare lavvertimento che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dellesecuzione forzata, con le modalità determinate con provvedimento del direttore dellAgenzia delle Entrate, di concerto con il Ragioniere generale dello Stato. Lesecuzione forzata è sospesa per un periodo di centottanta giorni dallaffidamento in carico agli agenti della riscossione degli atti di cui alla lettera a); tale sospensione non si applica con riferimento alle azioni cautelari e conservative, nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore;
c) in presenza di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, decorsi sessanta giorni dalla notifica degli atti di cui alla lettera a), la riscossione delle somme in essi indicate, nel loro ammontare integrale comprensivo di interessi e sanzioni, può essere affidata in carico agli agenti della riscossione anche prima dei termini previsti alle lettere a) e b). Nellipotesi di cui alla presente lettera, e ove gli agenti della riscossione, successivamente allaffidamento in carico degli atti di cui alla lettera a), vengano a conoscenza di elementi idonei a dimostrare il fondato pericolo di pregiudicare la riscossione, non opera la sospensione di cui alla lettera b);
e) lagente della riscossione, sulla base del titolo esecutivo di cui alla lettera a) e senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procede ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. Ai fini dellespropriazione forzata lesibizione dellestratto dellatto di cui alla lettera a), come trasmesso allagente della riscossione con le modalità determinate con il provvedimento di cui alla lettera b), tiene luogo, a tutti gli effetti, dellesibizione dellatto stesso in tutti i casi in cui lagente della riscossione ne attesti la provenienza. Decorso un anno dalla notifica degli atti indicati alla lettera a), lespropriazione forzata è preceduta dalla notifica dellavviso di cui allarticolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Lespropriazione forzata, in ogni caso, è avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui laccertamento è divenuto definitivo;
Art. 30. - (Potenziamento dei processi di riscossione dellINPS).
2. Lavviso di addebito deve contenere a pena di nullità il codice fiscale del soggetto tenuto al versamento, il periodo di riferimento del credito, la causale del credito, gli importi addebitati ripartiti tra quota capitale, sanzioni e interessi ove dovuti nonché lindicazione dellagente della riscossione competente in base al domicilio fiscale presente nellanagrafe tributaria alla data di formazione dellavviso. Lavviso dovrà altresì contenere lintimazione ad adempiere lobbligo di pagamento degli importi nello stesso indicati entro il termine di sessanta giorni dalla notifica nonché lindicazione che, in mancanza del pagamento, lagente della riscossione indicato nel medesimo avviso procederà ad espropriazione forzata, con i poteri, le facoltà e le modalità che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. Lavviso deve essere sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal responsabile dellufficio che ha emesso latto.
Disciplina dellimposta di bollo
Art. 13.  [Fatture, note, conti ed estratti di conti].
Indicazione degliatti soggettiad imposta
Mododi pagamento
1. Per le ricevute e quietanze, contenute in un unico atto e relative a più percipienti, limposta si applica per ciascun percipiente.
2. Per le quietanze relative ai mandati, ordinativi, vaglia del tesoro ed altri titoli di spesa dello Stato, limposta è riscossa in modo virtuale al momento dellemissione degli stessi. Per le quietanze rilasciate dalle conservatorie dei registri immobiliari, dagli uffici tecnici erariali, dagli uffici del registro, dellimposta sul valore aggiunto o doganali, limposta è riscossa dagli uffici stessi
2. Limposta non è dovuta:
a) quando la somma non supera L. 150.000, a meno che si tratti di ticevute o quietanze rilasciate a saldo per somma inferiore al debito originario, senza lindicazione di questo o delle precedenti quietanze, ovvero rilasciare per somma Indeterminata;
b) per la quietanza o ricevuta apposta sui documenti già assoggettati allimposta di bollo o esenti;
3. Sono esenti dallimposta le ricevute relative al pagamento di spese di condominio negli edifici.
2. Estratti di conti, nonché lettere ed altri documenti dl addebitamento o di accreditamento di somme, portanti o meno la causale dellaccreditamento o delladdebltamento e relativi benestari quando la somma supera L. 150.000: per ogni esemplare
1. I documenti di cui al punto 2 relativi a rapporti tra enti ed imprese ed i propri dipendenti o ausiliari ed intermediari di commercio o spedizionieri non sono soggetti allimposta.
2-bis. Estratti conto, inviati dalle banche ai clienti ai sensi dellarticolo 119 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, nonché estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio anche postali: per ogni esemplare con periodicità annuale:
euro 34,20euro 100,00
3-bis. Lestratto conto o il rendiconto si considerano in ogni caso inviati almeno una volta nel corso dellanno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dellanno, limposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato. Se il cliente è persona fisica, limposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo rlsultante dagli estratti e dai libretti è complessivamente non superiore a euro 5.000
3-ter. Limposta è sostitutiva di quella dovuta per tutti gli atti e documenti formati o emessi ovvero ricevuti dalle banche, nonché dagli uffici dellEnte poste italiane relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto corrente, ovvero reiativi al deposito di titoli, indicati nellarticolo 2, nota 2-bis, e negli articoli 9, comma 1, lettera a), 13, commi 1 e 2, e 14. La comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari, ivi compresi i buoni postali fruttiferi, anche non soggetti allobbligo di deposito, si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel corso dellanno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazIone. Limposta è comunque dovuta una volta lanno o alla chiusura del rapporto. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dellanno, limposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato. Non sono soggetti allimposta gli estratti dei conti correnti postali che presentino un saldo negativo per tre mesi consecutivi a seguito dellapplicazione della predetta imposta e che siano chiuusi dufficio. Limposta è dovuta nella misura minima di euro 34,20 e, limitatamente allanno 2012, nella misura massima di euro 1.200. Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000
2-ter. Comunicazioni alla clientela relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ad esclusione dei fondi pensione e dei fondi sanitari: per ogni esemplare, sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso
1 per milleannuoper il 20121,5 per millea decorreredal 2013
Art. 19. - (Disposizioni in materia di imposta di bollo su conti correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonché su valori «scudati» e su attività finanziarie e immobili detenuti allestero).
7. Limposta di cui al comma 6 è determinata al netto delleventuale imposta di bollo pagata ai sensi del comma 2-ter dellarticolo 13 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni.
8. Gli intermediari di cui all articolo 11, comma 1, lettera b), del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, provvedono a trattenere limposta di cui al comma 6 dal conto del soggetto che ha effettuato lemersione o ricevono provvista dallo stesso contribuente, ed effettuano il relativo versamento entro il 16 febbraio di ciascun anno con riferimento al valore delle attività ancora segretate al 31 dicembre dellanno precedente. Il versamento è effettuato secondo le disposizioni contenute nel capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. Per il solo versamento da effettuare nel 2012 il valore delle attività segretate è quello al 6 dicembre 2011.
11. Per laccertamento e la riscossione dellimposta di cui al comma 6 nonché per il relativo contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposta di bollo.
15. Limposta di cui al comma 13 è stabilita nella misura dello 0,76 per cento del valore degli immobili. Il valore è costituito dal costo risultante dallatto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato limmobile.
16. Dallimposta di cui al comma 13 si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito dimposta pari allammontare delleventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato limmobile.
20. Limposta di cui al comma 18 è stabilita nella misura dell1 per mille annuo, per il 2011 e il 2012, e dell1,5 per mille, a decorrere dal 2013, del valore delle attività finanziarie. Il valore è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenute le attività finanziarie, anche utilizzando la documentazione dellintermediario estero di riferimento per le singole attività e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso.
23. Con uno o più provvedimenti del Direttore dellAgenzia delle entrate sono stabilite le disposizioni di attuazione dei commi da 6 a 22, disponendo comunque che il versamento delle imposte di cui ai commi 13 e 18 è effettuato entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi relative allanno di riferimento.
Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dellimposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni.
Art. 17. - (Oggetto).  1. I contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti allINPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. La compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori allanno dellimposta sul valore aggiunto, per importi superiori a 10.000 euro annui, può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dellistanza da cui il credito emerge.
Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto allevasione fiscale.
Art. 37. - (Disposizioni in tema di accertamento, semplificazione e altre misure di carattere finanziario).
49-bis. I soggetti di cui al comma 49, che intendono effettuare la compensazione prevista dallarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, del credito annuale o relativo a periodi inferiori allanno dellimposta sul valore aggiunto per importi superiori a 10.000 euro annui, sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle entrate secondo modalità tecniche definite con provvedimento del direttore della medesima Agenzia delle entrate entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma.
Art. 52. - ( Accessi, ispezioni e verifiche).  Gli Uffici dellimposta sul valore aggiunto possono disporre laccesso dimpiegati dellAmministrazione finanziaria nei locali destinati allesercizio dattività commerciali, agricole, artistiche o professionali per procedere ad ispezioni documentali, verificazioni e ricerche e ad ogni altra rilevazione ritenuta utile per laccertamento dellimposta e per la repressione dellevasione e delle altre violazioni. Gli impiegati che eseguono laccesso devono essere muniti dapposita autorizzazione che ne indica lo scopo, rilasciata dal capo dellufficio da cui dipendono. Tuttavia per accedere in locali che siano adibiti anche ad abitazione, è necessaria anche lautorizzazione del procuratore della Repubblica. In ogni caso, laccesso nei locali destinati allesercizio di arti o professioni dovrà essere eseguito in presenza del titolare dello studio o di un suo delegato
Art. 13. - (Misure per razionalizzare la gestione e la dismissione del patrimonio residenziale pubblico).  1. In attuazione degli articoli 47 e 117, commi secondo, lettera m), e terzo della Costituzione, al fine di assicurare il coordinamento della finanza pubblica, i livelli essenziali delle prestazioni e favorire laccesso alla proprietà dellabitazione, entro il 31 dicembre 2011, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale promuovono, in sede di Conferenza unificata, di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, la conclusione di accordi con regioni ed enti locali aventi ad oggetto la semplificazione delle procedure di alienazione degli immobili di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché la dismissione e la razionalizzazione del patrimonio dei predetti Istituti anche attraverso la promozione di fondi immobiliari nellambito degli interventi previsti dallarticolo 11, comma 3, lettera a). In sede di Conferenza Unificata si procede annualmente al monitoraggio dello stato di attuazione dei predetti accordi.
b) riconoscimento del diritto di opzione allacquisto, purché i soggetti interessati non siano proprietari di unaltra abitazione, in favore dellassegnatario non moroso nel pagamento del canone di locazione o degli oneri accessori unitamente al proprio coniuge, qualora risulti in regime di comunione dei beni, ovvero, in caso di rinunzia da parte dellassegnatario, in favore del coniuge in regime di separazione dei beni, o, gradatamente, del convivente more uxorio, purché la convivenza duri da almeno cinque anni, dei figli conviventi, dei figli non conviventi;
3. Nei medesimi accordi, fermo quanto disposto dallarticolo 1, comma 6, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, può essere prevista la facoltà per le amministrazioni regionali e locali di stipulare convenzioni con società di settore per lo svolgimento delle attività strumentali alla vendita dei singoli beni immobili.
3-bis. Al fine di agevolare laccesso al credito, a partire dal 1º settembre 2008, è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della gioventù, un Fondo per laccesso al credito per lacquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, con priorità per quelli i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La complessiva dotazione del Fondo di cui al primo periodo è pari a 4 milioni di euro per lanno 2008 e 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Con decreto del Ministro della gioventù, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dintesa con la Conferenza unificata, ai sensi dell articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinati, fermo restando il rispetto dei vincoli di finanza pubblica, i criteri per laccesso al Fondo di cui al primo periodo e le modalità di funzionamento del medesimo, nel rispetto delle competenze delle regioni in materia di politiche abitative.
3-quater. Presso il Ministero delleconomia e delle finanze è istituito il Fondo per la tutela dellambiente e la promozione dello sviluppo del territorio. La dotazione del fondo è stabilita in 60 milioni di euro per lanno 2009, 30 milioni di euro per lanno 2010 e 30 milioni di euro per lanno 2011. A valere sulle risorse del fondo sono concessi contributi statali per interventi realizzati dagli enti destinatari nei rispettivi territori per il risanamento e il recupero dellambiente e lo sviluppo economico dei territori stessi. Alla ripartizione delle risorse e allindividuazione degli enti beneficiari si provvede con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari. Al relativo onere si provvede, quanto a 30 milioni di euro per lanno 2009, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nellambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al medesimo Ministero e, quanto a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
Art. 11. - (Revisione dellaccertamento, attribuzioni e poteri degli uffici).
4. Sono applicabili le disposizioni previste dallart. 52, commi dal 4 al 10, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
Art. 53. - (Soggetti obbligati e adempimenti).  1. Obbligati al pagamento dellaccisa sullenergia elettrica sono:
a) i soggetti che procedono alla fatturazione dellenergia elettrica ai consumatori finali, di seguito indicati come venditori;
c) i soggetti che utilizzano lenergia elettrica per uso proprio con impiego promiscuo, con potenza disponibile superiore a 200 kW intendendosi per uso promiscuo lutilizzazione di energia elettrica in impieghi soggetti a diversa tassazione.
3. Qualora i soggetti di cui al comma 1, lettera a), non abbiano sede nel territorio nazionale, limposta di cui al comma 1 dellarticolo 52 è dovuta dalle società, designate dai medesimi soggetti, aventi sede legale nel territorio nazionale, che devono registrarsi presso il competente Ufficio dellAgenzia delle dogane prima dellinizio dellattività di fornitura dellenergia elettrica ai consumatori finali e ottemperare agli obblighi previsti per i soggetti di cui al medesimo comma 1, lettera a).
4. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 hanno lobbligo di denunciare preventivamente la propria attività allUfficio dellAgenzia delle dogane competente per territorio e di dichiarare ogni variazione, relativa agli impianti di pertinenza e alle modifiche societarie, nonché la cessazione dellattività, entro trenta giorni dalla data in cui tali eventi si sono verificati.
5. I soggetti di cui ai commi 1 e 2, fatta eccezione per quelli che versano anticipatamente limposta dovuta mediante canone di abbonamento annuale, prestano una cauzione sul pagamento dellaccisa determinata dal competente Ufficio dellAgenzia delle dogane in misura pari ad un dodicesimo dellimposta annua che si presume dovuta in relazione ai dati comunicati dal soggetto nella denuncia di cui al comma 4 e a quelli eventualmente in possesso dello stesso Ufficio. Il medesimo Ufficio, effettuati i controlli di competenza e verificata la completezza dei dati relativi alla denuncia e alla cauzione prestata, rilascia, ai soggetti di cui ai commi 1, 2 e alle società di cui al comma 3 unautorizzazione, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della denuncia. Lautorizzazione viene negata o revocata a chiunque sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per reati connessi allaccertamento ed al pagamento dellaccisa sui prodotti energetici o sullenergia elettrica per i quali è prevista la pena della reclusione.
6. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 provvedono ad integrare, a richiesta del competente Ufficio dellAgenzia delle dogane, limporto della cauzione che deve risultare pari ad un dodicesimo dellimposta dovuta nellanno precedente. Sono esonerati dallobbligo di prestare la cauzione le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici. LAgenzia delle dogane ha facoltà di esonerare dal predetto obbligo le ditte affidabili e di notoria solvibilità. Tale esonero può essere revocato nel caso in cui mutino le condizioni che ne avevano consentito la concessione, in tale caso la cauzione deve essere prestata entro quindici giorni dalla notifica della revoca.
8. I soggetti di cui ai commi 1 e 2, fatta eccezione per quelli che versano anticipatamente limposta dovuta mediante canone di abbonamento annuale, presentano una dichiarazione di consumo annuale, contenente, oltre alle indicazioni relative alla denominazione, alla sede legale, al codice fiscale, al numero della partita IVA del soggetto, allubicazione delleventuale officina, tutti gli elementi necessari per laccertamento del debito «dimposta relativo ad ogni mese solare, nonché lenergia elettrica prodotta, prelevata o immessa nella rete di trasmissione o distribuzione.
9. La dichiarazione di cui al comma 8 è presentata al competente Ufficio dellAgenzia delle dogane entro il mese di marzo dellanno successivo a quello cui si riferisce
Art. 2. - (Validità e ambiti soggettivi della documentazione antimafia).
3-bis. Per le società di capitali di cui al comma 3, lettera b), concessionarie nel settore dei giochi pubblici, la documentazione prevista dal presente regolamento deve riferirsi, oltre ai soggetti indicati nello stesso comma 3, lettera b), anche ai soci persone fisiche che detengono, anche indirettamente, una partecipazione al capitale od al patrimonio superiore al 2 per cento, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Nellipotesi in cui i soci persone fisiche detengano la partecipazione superiore alla predetta soglia mediante altre società di capitali, la documentazione deve riferirsi anche al legale rappresentante e agli eventuali componenti dellorgano di amministrazione della società socia, alle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano tale società, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
Decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
Art. 24. - (Norme in materia di gioco).
25. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e dallarticolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, non può partecipare a gare o a procedure ad evidenza pubblica nè ottenere il rilascio o rinnovo di concessioni in materia di giochi pubblici il soggetto il cui titolare o il rappresentante legale o negoziale ovvero il direttore generale o il soggetto responsabile di sede secondaria o di stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputato o indagato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 416, 416-bis, 648, 648-bis e 648-ter del codice penale ovvero, se commesso allestero, per un delitto di criminalità organizzata o di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Il medesimo divieto si applica anche al soggetto partecipato, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio da persone fisiche che risultino condannate, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputate o indagate, per uno dei predetti delitti.
Art. 38. - (Misure di contrasto del gioco illegale).
4. Al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, levasione e lelusione fiscale nel settore del gioco, nonchè di assicurare la tutela del giocatore, con provvedimenti del Ministero delleconomia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono stabilite le nuove modalità di distribuzione del gioco su base ippica, nel rispetto dei seguenti criteri:
l) definizione delle modalità di salvaguardia dei concessionari della raccolta di scommesse ippiche disciplinate dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169.
Decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni dalla legge 24 giugno 2009, n. 77
Art. 12. - (Norme di carattere fiscale in materia di giochi).  1. Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dallanno 2009, il Ministero delleconomia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto può:
p) disporre lattivazione di nuovi giochi di sorte legati al consumo;
Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dellarticolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Art. 11. - (Altre violazioni in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto).  1. Sono punite con la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni le seguenti violazioni:
a) omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria anche se non richiesta dagli uffici o dalla Guardia di finanza al contribuente o a terzi nellesercizio dei poteri di verifica ed accertamento in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri;
b) mancata restituzione dei questionari inviati al contribuente o a terzi nellesercizio dei poteri di cui alla precedente lettera a) o loro restituzione con risposte incomplete o non veritiere;
c) inottemperanza allinvito a comparire e a qualsiasi altra richiesta fatta dagli uffici o dalla Guardia di finanza nellesercizio dei poteri loro conferiti.
2. La sanzione prevista nel comma 1 si applica, salvo che il fatto non costituisca infrazione più gravemente punita, per il compenso di partite effettuato in violazione alle previsioni del codice civile ovvero in caso di mancata evidenziazione nellapposito prospetto indicato negli articoli 3 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
[3. In caso di revoca delle agevolazioni concesse ai sensi della legge 5 ottobre 1991, n. 317, si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento dellintero ammontare dei crediti dimposta e dei contributi in conto capitale dei quali si è indebitamente fruito.]
4. Lomessa presentazione degli elenchi di cui allarticolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, ovvero la loro incompleta, inesatta o irregolare compilazione sono punite con la sanzione da lire un milione a lire due milioni per ciascuno di essi, ridotta alla metà in caso di presentazione nel termine di trenta giorni dalla richiesta inviata dagli uffici abilitati a riceverla o incaricati del loro controllo. La sanzione non si applica se i dati mancanti o inesatti vengono integrati o corretti anche a seguito di richiesta.
5. Lomessa installazione degli apparecchi per lemissione dello scontrino fiscale previsti dallarticolo 1 della legge 26 gennaio 1983, n. 18, è punita con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire otto milioni.
[6. Al destinatario dello scontrino fiscale e della ricevuta fiscale che, a richiesta degli organi accertatori, nel luogo della prestazione o nelle sue adiacenze, non esibisce il documento o lo esibisce con indicazione di un corrispettivo inferiore a quello reale si applica la sanzione amministrativa da lire centomila a lire due milioni.
7. In caso di violazione delle prescrizioni di cui allarticolo 53, comma 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, si applica la sanzione da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.
Misure di contrasto allevasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria.
Art. 5-quinquies. - (Indeducibilità di minusvalenze su dividendi non tassati).
3. Relativamente alle minusvalenze e alle differenze negative di cui al comma 1, di ammontare superiore a 50.000 euro, derivanti da operazioni su azioni o altri titoli negoziati, anche a seguito di più operazioni, in mercati regolamentati italiani o esteri e realizzate a decorrere dal periodo dimposta cui si applicano le disposizioni del decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, il contribuente comunica allAgenzia delle entrate i dati e le notizie necessari al fine di consentire laccertamento della conformità delle relative operazioni alle disposizioni dellarticolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Con provvedimento del direttore dellAgenzia delle entrate sono stabiliti i dati e le notizie oggetto delle comunicazioni, nonché le procedure e i termini delle stesse. In caso di comunicazione omessa, incompleta o infedele, la minusvalenza e la differenza negativa realizzata sono fiscalmente indeducibili.
Decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265
Disposizioni urgenti in materia di razionalizzazione della base imponibile, di contrasto allelusione fiscale, di crediti di imposta per le assunzioni, di detassazione per lautotrasporto, di adempimenti per i concessionari della riscossione e di imposta di bollo.
Art. 1. - (Disposizioni in materia di fiscalità dimpresa).
4. Relativamente alle minusvalenze di ammontare complessivo superiore a cinque milioni di euro, derivanti da cessioni di partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie realizzate, anche a seguito di più atti di disposizione, a decorrere dal periodo dimposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, il contribuente comunica allAgenzia delle entrate i dati e le notizie necessari al fine di consentire laccertamento della conformità delloperazione di cessione con le disposizioni dellarticolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate, emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i dati e le notizie oggetto di comunicazione, nonché le procedure e i termini della stessa. In caso di comunicazione omessa, incompleta o infedele, la minusvalenza realizzata è fiscalmente indeducibile. In attuazione delle disposizioni previste dal presente comma, lAgenzia delle entrate procede a nuovi accertamenti dai quali derivano maggiori entrate non inferiori a 170 milioni di euro per lanno 2003 e 490 milioni di euro a decorrere dallanno 2004. Al fine di assicurare lefficace realizzazione dellattività prevista ai sensi del presente comma e di evitare un pregiudizio alla continuità dellazione amministrativa, in attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 194 del 9 maggio 2002, ai dipendenti pubblici ai quali sono state attribuite, anteriormente alla predetta data, qualifiche funzionali superiori in esito alle procedure di riqualificazione espletate in diretta applicazione delle disposizioni dichiarate illegittime dalla predetta sentenza, continua ad essere corrisposto, a titolo individuale ed in via provvisoria, sino ad una specifica disciplina contrattuale, il trattamento economico in godimento e gli stessi continuano ad esplicare le relative funzioni. Resta ferma lapplicazione dellarticolo 2 della legge 13 agosto 1984, n. 476, come modificato dallarticolo 52, comma 57, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, per le esigenze di qualificazione del personale anche a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Allarticolo 12, comma 3, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, lultimo periodo è soppresso.
Decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43
Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale.
Art. 303. - (Differenze rispetto alla dichiarazione di merci destinate alla importazione definitiva, al deposito o alla spedizione ad altra dogana).  Qualora le dichiarazioni relative alla qualità, alla quantità ed al valore delle merci destinate alla importazione definitiva, al deposito o alla spedizione ad altra Dogana con bolletta di cauzione, non corrispondano allaccertamento, il dichiarante è punito con la sanzione amministrativa da euro 103 a euro 516.
Se i diritti di confine complessivamente dovuti secondo laccertamento sono maggiori di quelli calcolati in base alla dichiarazione e la differenza supera il cinque per cento, la sanzione amministrativa, qualora il fatto non costituisca più grave reato, è applicata in misura non minore dellintero ammontare della differenza stessa e non maggiore del decuplo di essa. Tuttavia, se tale differenza dipende da errori di calcolo, di conversione della valuta estera o di trascrizione commessi in buona fede nella compilazione della dichiarazione ovvero è dovuta ad inesatta indicazione del valore sempreché il dichiarante abbia fornito tutti gli elementi necessari per laccertamento del valore stesso, si applica, la sanzione amministrativa non minore del decimo e non maggiore dellintero ammontare della differenza stessa.
Art. 50. - (Inosservanza di prescrizioni e regolamenti).  1. Indipendentemente dallapplicazione delle pene previste per le violazioni che costituiscono reato, per le infrazioni alla disciplina delle accise stabilita dal presente testo unico e dalle relative norme di esecuzione, comprese la irregolare tenuta della contabilità o dei registri prescritti e la omessa o tardiva presentazione delle dichiarazioni e denunce prescritte, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 258 euro a 1549 euro.
Art. 59. - (Sanzioni).
5. Per ogni altra violazione delle disposizioni del presente titolo e delle relative norme di applicazione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 258 euro a 1549 euro.
Art. 1. - (Accertamento, contrasto allevasione ed allelusione fiscale, nonché potenziamento dellAmministrazione economico-finanziaria).  1. Con determinazioni del direttore dellAgenzia delle dogane, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti tempi e modalità per la presentazione esclusivamente in forma telematica:
a) dei dati relativi alle contabilità degli operatori, qualificati come depositari autorizzati, operatori professionali, rappresentanti fiscali ed esercenti depositi commerciali, concernenti lattività svolta nei settori dei prodotti energetici, dellalcole e delle bevande alcoliche e degli oli lubrificanti e bitumi di petrolio, a norma degli articoli 5, 8, 9, 25, 29, 61 e 62 del testo unico delle accise di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504;
c) delle dichiarazioni di consumo per il gas metano e lenergia elettrica di cui agli articoli 26 e 55 del testo unico delle accise di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504.
2. Allarticolo 50-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, dopo il comma 2 è inserito il seguente:
«2-bis. I soggetti esercenti le attività di cui al comma 1, anteriormente allavvio della operatività quali depositi IVA, presentano agli uffici delle dogane e delle entrate, territorialmente competenti, apposita comunicazione anche al fine della valutazione, qualora non ricorrano i presupposti di cui al comma 2, quarto periodo, della congruità della garanzia prestata in relazione alla movimentazione complessiva delle merci.».
3. In applicazione del disposto dellarticolo 11, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, del 22 luglio 2003, lufficio doganale competente, previo consenso del titolare del diritto di proprietà intellettuale e del dichiarante, detentore o proprietario delle merci sospettate, può disporre, a spese del titolare del diritto, la distruzione delle merci medesime. È fatta salva la conservazione di campioni da utilizzare a fini giudiziari.
4. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con i Ministri della giustizia e dello sviluppo economico, sono definite modalità e tempi della procedura di cui al comma 3.
4-bis. Allarticolo 3 della legge 19 marzo 2001, n. 92, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
«1-bis. Al fine del contenimento dei costi necessari al mantenimento dei reperti, lamministrazione competente alla custodia dei tabacchi lavorati, decorso un anno dal momento del sequestro, procede alla distruzione dei prodotti, previa campionatura da effettuare secondo modalità definite con decreto del Ministero delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministero della giustizia, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente norma».
5. Allarticolo 34, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nellultimo periodo, le parole: «di cui allarticolo 52» sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 51 e 52»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le autorizzazioni per le richieste di cui al numero 6-bis) e per laccesso di cui al numero 7) del secondo comma dell articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono rilasciate, per lAgenzia delle dogane, dal Direttore regionale».
6. Dopo il comma 12 dellarticolo 110 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è aggiunto il seguente:
«12-bis. Le disposizioni dei commi 10 e 11 si applicano anche alle prestazioni di servizi rese dai professionisti domiciliati in Stati o territori non appartenenti allUnione europea aventi regimi fiscali privilegiati.».
7. Allarticolo 35, comma 35-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e dei contratti di sponsorizzazione stipulati dagli atleti medesimi in relazione ai quali la società percepisce somme per il diritto di sfruttamento dellimmagine»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate sono stabiliti il contenuto, le modalità ed i termini delle trasmissioni telematiche.».
8. Il comma 2 dell articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, è sostituito dal seguente:
«2. Qualora siano state contestate ai sensi dell articolo 16 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, nel corso di un quinquennio, tre distinte violazioni dellobbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie in applicazione delle disposizioni del citato decreto legislativo n. 472 del 1997, è disposta la sospensione della licenza o dellautorizzazione allesercizio dellattività ovvero dellesercizio dellattività medesima per un periodo da tre giorni ad un mese. In deroga all articolo 19, comma 7, del medesimo decreto legislativo n. 472 del 1997, il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo. Se limporto complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di euro 50.000 la sospensione è disposta per un periodo da un mese a sei mesi».
8-bis. Dopo il comma 2 dell articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, come sostituito dal comma 8 del presente articolo, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. La sospensione di cui al comma 2 è disposta dalla direzione regionale dellAgenzia delle entrate competente per territorio in relazione al domicilio fiscale del contribuente. Gli atti di sospensione devono essere notificati, a pena di decadenza, entro sei mesi da quando è stata contestata la terza violazione.
2-ter. Lesecuzione e la verifica delleffettivo adempimento delle sospensioni di cui al comma 2 è effettuata dallAgenzia delle entrate, ovvero dalla Guardia di finanza, ai sensi dell articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
2-quater. Lesecuzione della sospensione di cui al comma 2 è assicurata con il sigillo dellorgano procedente e con le sottoscrizioni del personale incaricato ovvero con altro mezzo idoneo a indicare il vincolo imposto a fini fiscali».
8-ter. Le disposizioni di cui allarticolo 12, commi da 2 a 2-quater, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, come modificate o introdotte dai commi 8 e 8-bis del presente articolo, si applicano alle violazioni constatate a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Per le violazioni già constatate alla medesima data si applicano le disposizioni previgenti.
9. Ai fini dellimmatricolazione o della successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, anche nuovi, oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso, la relativa richiesta è corredata di copia del modello F24 per il versamento unitario di imposte, contributi e altre somme, a norma dell articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e successive modificazioni, recante, per ciascun mezzo di trasporto, il numero di telaio e lammontare dellIVA assolta in occasione della prima cessione interna. A tale fine, con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate, al modello F24 sono apportate le necessarie integrazioni.
10. Per i veicoli di cui al comma 9, oggetto di importazione, limmatricolazione è subordinata alla presentazione della certificazione doganale attestante lassolvimento dellIVA e contenente il riferimento alleventuale utilizzazione, da parte dellimportatore, della facoltà prevista dall articolo 8, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nei limiti ivi stabiliti.
11. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate è fissata la data a decorrere dalla quale si applicano le disposizioni di cui ai commi 9 e 10 e sono individuati i criteri di esclusione dallapplicazione delle disposizioni di cui ai medesimi commi.
12. Nel comma 380 dellarticolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole da: «Con la convenzione» a: «è definita» sono sostituite dalle seguenti: «La convenzione prevista dallarticolo 1, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, è gratuita e definisce anche».
13. Allarticolo 7, quattordicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono soppresse le parole: «mediante posta elettronica certificata».
14. Gli organismi preposti allattività di controllo, accertamento e riscossione dei tributi erariali sono impegnati ad orientare le attività operative per una significativa riduzione della base imponibile evasa ed al contrasto dellimpiego del lavoro non regolare, del gioco illegale e delle frodi negli scambi intracomunitari e con Paesi esterni al mercato comune europeo. Una quota parte delle maggiori entrate derivanti dal presente comma, per un ammontare non superiore a 10 milioni di euro per lanno 2007 e 30 milioni di euro annui a decorrere dallanno 2008, è destinata ad un apposito fondo destinato a finanziare, nei confronti del personale dellAmministrazione economico-finanziaria, per metà delle risorse, nonché delle amministrazioni statali, per la restante metà delle risorse, la concessione di incentivi allesodo, la concessione di incentivi alla mobilità territoriale, lerogazione di indennità di trasferta, nonché uno specifico programma di assunzioni di personale qualificato. Le modalità di attuazione del presente comma sono stabilite in sede di contrattazione integrativa.
15. Con il regolamento di organizzazione del Ministero delleconomia e delle finanze da adottare, ai sensi dellarticolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Governo procede, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche al riordino delle Agenzie fiscali e dellAmministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Al fine di razionalizzare lordinamento dellAmministrazione economico-finanziaria, potenziando gli strumenti di analisi della spesa e delle entrate nei bilanci pubblici, di valutazione e controllo della spesa pubblica e lazione di contrasto dellevasione e dellelusione fiscale, con il predetto regolamento si dispone, in particolare, anche la fusione, soppressione, trasformazione e liquidazione di enti ed organismi.
16. Lo schema di regolamento previsto dal comma 15, corredato di relazione tecnica sugli effetti finanziari delle disposizioni in esso contenute, è trasmesso alle Camere per lacquisizione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, le quali rendono il parere entro trenta giorni dallassegnazione. Decorso il predetto termine senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, il regolamento può essere comunque emanato.
17. Al fine di ridurre gli oneri derivanti dal funzionamento degli organismi collegiali la struttura interdisciplinare prevista dallarticolo 73, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il comitato di coordinamento del Servizio consultivo ed ispettivo tributario, il Comitato di indirizzo strategico della Scuola superiore delleconomia e delle finanze nonché la Commissione consultiva per la riscossione sono soppressi. Lautorizzazione di spesa prevista dallarticolo 52, comma 37, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni, è soppressa. Lautorizzazione di spesa prevista per lattività della Scuola superiore delleconomia e delle finanze dallarticolo 4, comma 61, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2003, n. 350, è ridotta a 4 milioni di euro annui; la metà delle risorse finanziarie previste dallanzidetta autorizzazione di spesa, come ridotta dal presente periodo, può essere utilizzata dal Ministero delleconomia e delle finanze per laffidamento, anche a società specializzate, di consulenze, studi e ricerche aventi ad oggetto il riordino dellamministrazione economico-finanziaria e, fino al 31 dicembre 2011 (10), per le esigenze di documentazione, di studio e di ricerca connesse al completo svolgimento delle attività indicate nella legge 5 maggio 2009, n. 42, e nella legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché per assicurare la formazione specialistica nonché la formazione linguistica di base dei dipendenti del Ministero previa stipula di apposite convenzioni anche con primarie istituzioni universitarie italiane ed europee.
18. Allarticolo 67 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, il secondo ed il terzo periodo del comma 3 sono sostituiti dai seguenti: «Metà dei componenti sono scelti tra i professori universitari e i dipendenti di pubbliche amministrazioni dotati di specifica competenza professionale attinente ai settori nei quali opera lagenzia. I restanti componenti sono scelti tra i dirigenti dellagenzia.».
Art. 6. - (Sequestro).
2. Il sequestro è eseguito nel limite del quaranta per cento dellimporto in eccedenza. Il denaro contante sequestrato garantisce con preferenza su ogni altro credito il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie.
Art. 7. - (Adempimenti oblatori).  1. Il soggetto cui è stata contestata una violazione può chiederne lestinzione effettuando un pagamento in misura ridotta pari al 5 per cento del denaro contante eccedente la soglia di cui allarticolo 3, e comunque, non inferiore a 200 euro. Il pagamento può essere effettuato allAgenzia delle dogane o alla Guardia di finanza al momento della contestazione, o al Ministero delleconomia e delle finanze con le modalità di cui al comma 4, entro dieci giorni dalla stessa. Le richieste di pagamento in misura ridotta ricevute dalla Guardia di finanza, con eventuale prova dellavvenuto pagamento, sono trasmesse allAgenzia delle dogane.
5. È precluso il pagamento in misura ridotta qualora:
a) limporto del denaro contante eccedente la soglia di cui allarticolo 3 superi 250.000 euro;
b) il soggetto cui è stata contestata la violazione si sia già avvalso della stessa facoltà oblatoria, relativa alla violazione di cui allarticolo 3, nei trecentosessantacinque giorni antecedenti la ricezione dellatto di contestazione concernente lillecito per cui si procede.
Art. 8. - (Istruttoria e provvedimento di irrogazione delle sanzioni).
3. Il decreto di cui al comma 2 è adottato dal Ministero delleconomia e delle finanze nel termine perentorio di centottanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 1.
Art. 9. - (Sanzioni).  1. La violazione delle disposizioni di cui allarticolo 3 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al quaranta per cento dellimporto trasferito o che si tenta di trasferire, eccedente la soglia di cui allarticolo 3, con un minimo di 300 euro.
2. Ai fini dellapplicazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 1, si applicano larticolo 23, commi 1 e 3, larticolo 23-bis e larticolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, in quanto compatibili.
6. Listanza di revisione presentata dalloperatore si intende respinta se entro il novantesimo giorno successivo a quello di presentazione non è stato notificato il relativo avviso di rettifica. Avverso il rigetto, tacito o espresso, della istanza è ammesso ricorso entro trenta giorni al direttore compartimentale, che provvede in via definitiva.
7. La rettifica può essere contestata dalloperatore entro trenta giorni dalla data di notifica dellavviso. Al momento della contestazione è redatto il relativo verbale, ai fini della eventuale instaurazione dei procedimenti amministrativi per la risoluzione delle controversie previsti dagli articoli 66 e seguenti del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 .
Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nellarticolo 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413.
Art. 19. - (Atti impugnabili e oggetto del ricorso).  1. Il ricorso può essere proposto avverso:
f) gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nellarticolo 2, comma 3;
Art. 32. - (Patto di stabilità interno delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano).
c) delle spese correnti e in conto capitale per interventi cofinanziati correlati ai finanziamenti dellUnione europea, con esclusione delle quote di finanziamento statale e regionale. Nei casi in cui lUnione europea riconosca importi inferiori, limporto corrispondente alle spese non riconosciute è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo allanno in cui è comunicato il mancato riconoscimento. Ove la comunicazione sia effettuata nellultimo quadrimestre, il recupero può essere conseguito anche nellanno successivo;
d) delle spese relative ai beni trasferiti in attuazione del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei medesimi beni, determinato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui allarticolo 9, comma 3, del decreto legislativo n. 85 del 2010;
g) delle spese concernenti i censimenti di cui allarticolo 50, comma 3, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nei limiti delle risorse trasferite dallISTAT;
h) delle spese conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, nei limiti dei maggiori incassi derivanti dai provvedimenti di cui allarticolo 5, comma 5-quater, della legge n. 225 del 1992, acquisiti in apposito capitolo di bilancio;
i) delle spese in conto capitale, nei limiti delle somme effettivamente incassate entro il 30 novembre di ciascun anno, relative al gettito derivante dallattività di recupero fiscale ai sensi dellarticolo 9 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, acquisite in apposito capitolo di bilancio;
l) delle spese finanziate dal fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario di cui allarticolo 21, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;
m) per gli anni 2013 e 2014, delle spese per investimenti infrastrutturali nei limiti definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, di cui al comma 1 dellarticolo 5 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
n) delle spese a valere sulle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione sociale, sui cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalità strutturale e sulle risorse individuate ai sensi di quanto previsto dallarticolo 6-sexies del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, subordinatamente e nei limiti previsti dal decreto del Ministro delleconomia e delle finanze di cui allarticolo 5-bis, comma 2, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
n-bis) per gli anni 2012, 2013 e 2014, delle spese effettuate a valere sulle risorse dei cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari. Per le Regioni ricomprese nellObiettivo Convergenza e nel regime di phasing in nellObiettivo Competitività, di cui al Regolamento del Consiglio (CE) n. 1083/2006, tale esclusione è subordinata allAccordo sullattuazione del Piano di Azione Coesione del 15 novembre 2011. Lesclusione opera nei limiti complessivi di 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014.

References: Art. 3

Art. 19

Art. 38

Art. 43

Art. 1

Art. 5

Art. 21

Art. 58

Art. 60

Art. 1

Art. 35

Art. 3

Art. 53

Art. 72

Art. 76

Art. 77

Art. 7
 articolo 77
 articolo 10

Art. 66

Art. 1

Art. 55

Art. 11
 articolo 7

Art. 2

Art. 14

Art. 3

Art. 77

Art. 77

Art. 1

Art. 13

Art. 243

Art. 2
 articolo 6
 articolo 11

Art. 10

Art. 15

Art. 9

Art. 1

Art. 2

Art. 64

Art. 14

Art.14

Art. 39

Art. 51

Art. 35

Art. 76

Art. 14

Art. 29

Art. 30

Art. 13

Art. 19
 articolo 11

Art. 17

Art. 37

Art. 52

Art. 13
 articolo 3
 articolo 10

Art. 11

Art. 53
 sentenza 

Art. 2

Art. 24
 sentenza 
 sentenza 

Art. 38

Art. 12

Art. 11

Art. 5

Art. 1
 sentenza 

Art. 303

Art. 50

Art. 59

Art. 1
in fine
 articolo 51
in fine
in fine
 articolo 12
 articolo 16
 articolo 19
 articolo 12
 articolo 63
 articolo 17
 articolo 8

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 19

Art. 32