Source: http://docplayer.it/5829536-Mediazione-tra-pari-presenta-le-controversie-in-materia-di-risarcimento-danno-derivante-da-diffamazione-con-il-mezzo-della-stampa.html
Timestamp: 2018-06-21 08:52:58+00:00

Document:
MEDIAZIONE TRA PARI PRESENTA LE CONTROVERSIE IN MATERIA DI RISARCIMENTO DANNO DERIVANTE DA DIFFAMAZIONE CON IL MEZZO DELLA STAMPA - PDF
Download "MEDIAZIONE TRA PARI PRESENTA LE CONTROVERSIE IN MATERIA DI RISARCIMENTO DANNO DERIVANTE DA DIFFAMAZIONE CON IL MEZZO DELLA STAMPA"
Virgilio Grande
1 MEDIAZIONE TRA PARI PRESENTA LE CONTROVERSIE IN MATERIA DI RISARCIMENTO DANNO DERIVANTE DA DIFFAMAZIONE CON IL MEZZO DELLA STAMPA
2 QUESTA GUIDA, SEMPLICE E ALLA PORTATA DI TUTTI, VUOLE FORNIRE AL MEDIATORE CIVILE ALCUNI SPUNTI PER AFFRONTARE I CONFLITTI CHE SORGONO NEL PANORAMA DEL RISARCIMENTO DEL DANNO IN MATERIA DI DIFFAMAZIONE CON IL MEZZO DELLA STAMPA
3 INDICE 1. L'OFFESO : IL DANNO DA RISARCIRE 2. IL PRESUNTO OFFENSORE: IL DIRITTO DI CRONACA 3. IL MEDIATORE: COME AVVICINARE LE PARTI
4 1 L'OFFESO IL DANNO DA RISARCIRE
5 FONTE DEL RISARCIMENTO DEL DANNO Ai sensi dell'art 2043 cod. civ. chiunque arreca ad altri un danno ingiusto come conseguenza del compimento di un fatto illecito è tenuto al risarcimento del danno Tutte le condotte che realizzano fattispecie previste dalla legge penale come reato obbligano il colpevole al risarcimento di tutti i danni patrimoniale e non patrimoniali cagionati ( art. 185 c.p.) Rientra in questa casistica il reato per diffamazione a mezzo stampa.
6 La diffamazione è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui: «Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente (ingiuria), comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516. Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.»
7 GLI ELEMENTI PER CONFIGURARE IL REATO DI DIFFAMAZIONE SONO: 1. OFFESA ALL'ONORE E DECORO 2. COMUNCAZIONE CON PIU' PERSONE 3. ASSENZA DELLA PERSONA
8 1. OFFESA ALL'ONORE E DECORO A. PROFILO SOGGETTIVO: l'onore è il sentimento e l'idea che ciascuno ha di sé B. PROFILO OGGETTIVO: l'onore va inteso come il rispetto e la stima di cui ciascuno gode presso il gruppo sociale ( si parla anche di reputazione)
9 2. COMUNICAZIONE A PIU' PERSONE Per aversi comunicazione con più persone è necessario e sufficiente che la comunicazione avvenga con almeno due persone, tra le quali non vanno tuttavia compresi gli eventuali concorrenti nel reato. È opinione prevalente in dottrina che la comunicazione diffamatoria possa avvenire a soggetti diversi anche in tempi differenti, consumandosi in tal caso il reato nel momento della comunicazione alla seconda persona. La diffamazione commessa col mezzo della stampa é considerata un aggravante del reato di diffamazione, in considerazione della particolare diffusività del mezzo adoperato e del potere di persuasione psicologica e di orientamento d opinione che la stampa possiede che rende più incisiva la diffamazione e determina, quindi, un maggior danno.
10 3. ASSENZA L'assenza del soggetto passivo si deduce dall'inciso fuori dei casi indicati nell'articolo precedente che si riferisce all'ingiuria
11 COME SI PUO' OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI Il danneggiato, per ottenere il risarcimento dei danni patiti può: a) proporre querela per attivare un procedimento penale all'interno del quale avanzerà un'apposita domanda che consente, accertata la responsabilità penale dell'imputato, di ottenere la condanna al risarcimento dei danni conseguenti alla commissione del reato b) proporre domanda solo in sede civile.
12 A. TUTELA IN SEDE PENALE COMPETENZA GIUDICE DI PACE NEI CASI DEL COMMA 1 E 2 TRIBUNALE MONOCRATICO PER LE ALTRE IPOTESI PROCEDIBILITA' QUERELA PENA PREVISTA RECLUSIONE fino a 1 anno o MULTA fino a 1032 Euro per le ipotesi del comma1 RECLUSIONE fino a due anni o MULTA fino a 2065 Euro per le ipotesi previste dal comma 2 RECLUSIONE da 6 mesi fino a tre anni o MULTA non inferiore a 516 Euro per le ipotesi previste dal comma 3
13 B. TUTELA IN SEDE CIVILE AZIONE CIVILE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO, FONDATA SULL'ART Voci di danno risarcibili saranno pertanto il danno non patrimoniale nelle forme del danno biologico, morale soggettivo ed esistenziale; nonché il danno patrimoniale, quale danno emergente e lucro cessante per la lesione alla reputazione ed eventuali spese sostenute per arginare gli effetti dell atto diffamatorio.
14 QUALE DANNO E' RISARCIBILE Nel caso del reato di diffamazione l'art. 185 c.p. prevede il risarcimento di 1. danno patrimoniale 2. danno non patrimoniale Inoltre, l'art. 12 della l. 8 febbraio 1948 n. 47 prevede, oltre al risarcimento previsto dall'art. 185 c.p., un'ulteriore somma a titolo di riparazione che non costituisce una duplicazione delle voci di danno risarcibili, ma che integra un'ipotesi eccezionale di pena pecuniaria privata.
15 IL DIRITTO DI RETTIFICA Quando la notizia diffusa con il mezzo della stampa risulta essere non rispondente al vero o lesiva della sua dignità, la persona interessata può esercitare il diritto di rettifica riconosciutogli da diverse leggi. A norma dell'art. 8 L. n. 47/1948, «il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale
16 COME SI INSERISCE LA MEDIAZIONE CIVILE IN QUESTO CONTESTO? Il d. lgs. 28/2010 ha indicato anche la diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità tra le materie per le quali la mediazione è obbligatoria, fatta eccezione per i casi in cui la relativa azione civile sia esercitata nel processo penale. Dunque, chiunque intenda chiedere un indennizzo come risarcimento per articoli pubblicati su agenzie di stampa, quotidiani e periodici o mandati in onda da radio, tv ed internet e ritenuti diffamatori deve rivolgersi ad un organismo di mediazione e, solo in caso di insuccesso del tentativo di conciliazione, può iniziare una vertenza dinanzi al giudice civile.
17 2 IL PRESUNTO OFFENSORE: IL DIRITTO DI CRONACA
18 CHI E' RESPONSABILE? Il soggetto attivo del reato di diffamazione a mezzo stampa, il presunto offensore, può essere chiunque non essendo richiesti particolari requisiti. Nel campo del diritto penale vige il principio della responsabilità personale. Sempre nel caso di diffamazione a mezzo stampa è prevista anche una responsabilità, a certe condizioni, di direttore o vice-direttore responsabile, editore e stampatore della pubblicazione. La condotta omissiva del direttore responsabile del giornale, prevista e punita dall art. 57 c.p., consiste nel non aver attivato i dovuti controlli per evitare che col mezzo della stampa e sul giornale in questione- si ledesse dolosamente la reputazione di terze persone.
19 GLI INTERESSI CONTRAPPOSTI INTERESSE A NON ESSERE OFFESO INTERESSE A INFORMARE SU ACCADIMENTI DI PUBBLICO INTERESSE DIRITTO DI CRONACA
20 Il diritto di cronaca e di critica è la libertà di diffondere attraverso la stampa notizie e commenti, anche lesivi della reputazione, sancito in linea di principio dall art. 21 Cost. e regolato dalla L. 8 febbraio 1948 n. 47.
21 Il diritto di cronaca è considerato legittimamente esercitato dalla ormai consolidata giurisprudenza di legittimità quando ricorrano le seguenti condizioni: a) utilità sociale dell informazione; b) verità (oggettiva o anche solo putativa, purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca) dei fatti esposti, che non è rispettata quando, pur essendo veri i singoli fatti riferiti, siano dolosamente o anche solo colposamente, taciuti altri fatti, tanto strettamente collegati ai primi da mutarne completamente il significato; c) forma civile nell'esposizione dei fatti, cioè non eccedente rispetto allo scopo informativo da perseguire, improntata a serena obiettività, almeno nel senso di escludere il preconcetto intento denigratorio e, comunque, in ogni caso rispettosa di quel minimo di dignità cui tutti hanno diritto.
22 Dalla giurisprudenza si può trarre una serie di indicazioni per il giornalista che vuole evitare di incorrere nelle ipotesi di reato. Dalla sentenza del 1984 nota come DECALOGO DEL GIORNALISTA, si legge che: - vi può essere un illecito civile anche in assenza di un illecito penale; - la verità dei fatti non è rispettata se è mezza verità, o verità incompleta e che in tal caso la mezza verità può essere equiparata alla notizia falsa; - il giornalista non deve insinuare in modo tale da far leggere fra le righe una verità non detta del tutto; - non bisogna ricorrere a accostamenti suggestionanti; - non bisogna usare insinuazioni con la tecnica di frasi del tipo non si può escludere che... in assenza di alcun serio indizio; - è offesa anche il ricorso a toni sproporzionatamente scandalizzati o sdegnati, specie nei titoli.
23 3. IL MEDIATORE: COME AVVICINARE LE PARTI
24 In definitiva, come mediatori, siamo di fronte ad una persona che ha subito una violazione della propria dignità, che è stata denigrata attraverso l utilizzo di espressioni offensive più o meno pesanti e magari anche mediante l attribuzione di fatti determinati che non corrispondono a verità. Dall'altro lato del tavolo troveremo un soggetto titolare di diritti costituzionalmente tutelati quali il diritto di cronaca, di critica di satira, di cui si dovrà tener conto e si dovrà cercare di contemperarli con quelli inerenti alla tutela della persona (diritto alla riservatezza, al decoro, alla dignità personale ).
25 La lesione della dignità o dell'onore da un lato e l'esercizio del diritto di informazione dall'altro presentano profili di grande soggettività. C'è ampio spazio per l'attività del mediatore che cercherà di ricostruire i fatti e i contesti e le emozioni che sono entrate in gioco. Vicini di casa che sparlano automobilisti che si insultano un giornale che pubblica una notizia non vera foto pubblicate su facebook senza autorizzazione: non c'è chi non veda come in tutti questi casi un ruolo fondamentale gioca la personalità dei soggetti e le loro emozioni e le loro relazioni precedenti. Per avvicinare le parti, il primo passo è quello di farle mettere una al posto dell'altra.
26 Bisogna cercare di bilanciare, come in ogni mediazione, gli interessi coinvolti facendo comprendere la posizione dell'altra parte. Potrebbe poi essere utile farle riflettere sulla convenienza di un'azione legale, fermo restando la possibilità di adire in sede penale.
27 Bisogna cercare di bilanciare, come in ogni mediazione, gli interessi coinvolti facendo comprendere la posizione dell'altra parte. Potrebbe poi essere utile farle riflettere sulla convenienza di un'azione legale, fermo restando la possibilità di adire in sede penale.
28 Altre riflessioni che si possono fare: 1) sussistenza di responsabilità da parte del presunto offensore 2) incertezza e difficoltà sulla quantificazione del danno 3) spese legali da sostenere in un eventuale giudizio 4) tempi lunghi del giudizio 5) pubblicità della sentenza definitiva e necessità della riservatezza 6) interesse a mantenere la relazione tra le parti
29 GRAZIE PER L ATTENZIONE! BUON LAVORO A TUTTI! Alessandra
LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA NELLE AZIONI DI RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DA DIFFAMAZIONE CON IL MEZZO DELLA STAMPA O CON ALTRO MEZZO DI PUBBLICITÀ
LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA NELLE AZIONI DI RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DA DIFFAMAZIONE CON IL MEZZO DELLA STAMPA O CON ALTRO MEZZO DI PUBBLICITÀ di ILENIA TORRE SOMMARIO: 1. La tutela civilistica
DOMANDA DI RETTIFICA EX ART. 8 DELLA LEGGE 8 FEBBRAIO 1948, N. 47, COME SOSTITUITO DALL ART. 42, DELLA LEGGE 5 AGOSTO 1981, N. 416.
STUDIO LEGALE PORRU Via Paolo Emilio, 34 Tel. 063243441 Fax 063243449 DOMANDA DI RETTIFICA EX ART. 8 DELLA LEGGE 8 FEBBRAIO 1948, N. 47, COME SOSTITUITO DALL ART. 42, DELLA LEGGE 5 AGOSTO 1981, N. 416
ECC.MA CORTE D APPELLO L AQUILA. Atto di appello penale. PELLEGRINI Dora, nata a Orbetello (GR) il 27.11.1942, residente in Sulmona
ECC.MA CORTE D APPELLO L AQUILA Atto di appello penale PELLEGRINI Dora, nata a Orbetello (GR) il 27.11.1942, residente in Sulmona (AQ) in Viale Stazione Centrale n. 52, domiciliata in Sulmona in Via Aragona

References: art. 185
 art. 57
 art. 21
 sentenza 
 sentenza 
 ART. 8
 ART. 42
 ART. 8
 ART. 42