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Timestamp: 2020-06-07 10:22:43+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 23797 del 11/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23797 del 11/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 11/10/2017, (ud. 03/10/2017, dep.11/10/2017), n. 23797
sul ricorso iscritto al n. 25705/2011 R.G. proposto da:
B.R., rappresentata e difesa dall’Avv. Renato Palumbi,
dell’Emilia Romagna n. 11/2/11 depositata il 30 marzo 2011.
Comproprietaria di due terreni edificabili in (OMISSIS), B.R. impugnava l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) notificatole per omessa dichiarazione e omesso versamento dell’ICI per l’annualità 2001.
La soccombente ricorre per cassazione con sei motivi.
1. Il primo motivo di ricorso denuncia violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, per aver il giudice d’appello dichiarato nuova e quindi inammissibile la domanda di annullamento dell’avviso riferita all’esenzione ICI per gli imprenditori agricoli: osserva la ricorrente che tale domanda era già stata formulata con la memoria integrativa D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 24 e che su di essa il Comune si era difeso, accettando il contraddittorio.
Nel processo tributario, l’integrazione dei motivi è consentita dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 24, solo per contrastare nuove produzioni documentali, restando altrimenti preclusa nell’interesse pubblico alla speditezza del rito, irrilevante perciò l’accettazione del contraddittorio del resistente (Cass. 8 giugno 2011, n. 12442, Rv. 618422; Cass. 7 luglio 2017, n. 16803, Rv. 644798).
B.R. neppure deduce che l’integrazione dei motivi sia dipesa da nuove produzioni dell’ufficio, mentre attribuisce a quest’ultimo un’irrilevante condotta di accettazione del contraddittorio.
Nella specie, il giudice d’appello ha dichiarato inammissibile per novità il motivo sull’esenzione agraria, sicchè l’esame di merito è seguito per dichiarata abundantia (“in ogni caso, non meriterebbe accoglimento… “).
Nella specie, pur avendo il giudice d’appello affermato che le perizie giurate redatte dal tecnico di fiducia della contribuente hanno tenuto conto di tutti i parametri stabiliti dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, la contribuente non ha inteso specificare quale tra gli indici di legge sarebbe stato pretermesso, nè la ragione per cui la stima peritale di qualche mese successiva all’anno d’imposta non riflettesse più la corretta applicazione di quegli indici, e tutto ciò esclude in radice la decisività del mezzo.
Il giudice d’appello ha ritenuto che B.R. non potesse beneficiare dell’esenzione dall’accertamento poichè non aveva tempestivamente versato l’imposta sul valore predeterminato, avendo anzi mancato di dichiarare valore alcuno: conforme alla lettera del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 59, comma 1, lett. g (“qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato”) e coerente alla sua dichiarata ratio legis (“ridurre al massimo l’insorgenza di contenzioso”), la motivazione è logicamente congrua e giuridicamente corretta.
5. Il ricorso deve essere respinto, con aggravio di spese.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere al controricorrente le spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.800,00 per compensi, oltre spese generali al 15% e accessori di legge.

References: Sentenza 
 art. 57
 art. 24
 art. 24
 Cass. 
 art. 5
 art. 59