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Timestamp: 2018-11-14 16:40:11+00:00

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Promotori finanziari devono comunicare la Pec all’Agenzia dell’Entrate
E’ fissato per il prossimo 31 ottobre 2014 il termine entro il quale i promotori finanziari devono comunicare all’Agenzia delle Entrate il loro indirizzo di posta elettronica certificata cd. PEC.
Si ricorda che i promotori finanziari avevano già l’obbligo (cd. Decreto Sviluppo n. 179/2012) di detenere un indirizzo di posta elettronica certificata e che lo stesso indirizzo dovrebbe già risultare dai registri della Camera di Commercio.
Nonostante il dato relativo alla PEC sia quindi già in possesso della Pubblica Amministrazione (e quindi l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto acquisire autonomamente le informazioni presso le Camere di Commercio competenti) viene previsto uno specifico obbligo di comunicazione a carico del promotore finanziario.
L’obbligo di comunicare l’indirizzo di PEC all’Agenzia delle Entrate è stato introdotto con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate e del Comandante generale della Guardia di Finanza dell’8 agosto 2014.
La casella PEC servirà per la ricezione e risposta ad eventuali richieste di informazioni che, ai fini antiriciclaggio e di monitoraggio fiscale, i promotori finanziari potrebbero ricevere dalle Autorità competenti con riferimento ad alcuni dei loro clienti ed a operazioni con l’estero effettuate (informazioni ulteriori rispetto a quelle che sono già state autonomamente comunicate dalla società mandante).
La comunicazione del proprio indirizzo PEC all’Agenzia delle Entrate deve avvenire attraverso il canale (come per le dichiarazioni) Entratel o FisconLine. Verosimilmente, quindi, tale adempimento dovrà essere gestito dal promotore finanziario col proprio consulente fiscale al quale andranno comunicati i dati relativi alla propria casella di PEC.
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Agenzia Entrate pronta la bozza per modello Transazioni finanziarie
Pronta la bozza del modello di dichiarazione
Disponibile da oggi sul sito dell’Agenzia delle Entrate la bozza del modello Ftt,Financial transaction tax, da utilizzare per comuni care all’Agenzia delle Entrate i dati relativi all’Imposta sulle transazioni finanziarie dovuta e versata per il periodo d’imposta 2013. Con la stessa dichiarazione è inoltre possibile chiedere il rimborso dell’imposta versata in eccesso oppure riportare il credito all’anno successivo.
Chi deve presentare la dichiarazione –
Il modello deve essere utilizzato dagli intermediari e dagli altri soggetti indicati nel pr ovvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18 luglio 2013. Se però l’imposta liquidata è di importo inferiore a 50 euro, non va presentata alcuna dichiarazione.
– Il modello deve essere presentato in via telematica entro il 31 marzo 2014. I soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia, identificati
direttamente e che non hanno nominato un rappresentante fiscale, possono, in alternativa all’invio telematico, presentare la dichiarazione anche mediante spedizione postale dall’estero.
Le operazioni soggette a imposta –
La Financial transaction tax si applica ai trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi, alle operazioni su strumenti finanziari derivati e altri valori mobiliari, nonché alle negoziazioni ad alta frequenza.
La bozza del modello Ftt è disponibile, con le relative istruzioni, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate all’interno della sezion e “Modelli in bozza”.
Tags: Agenzia dell'Entrate, tassazione
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Imposta bollo stati in cui non sono in vigore accordi per scambio informazioni
Imposta sulle transazioni finanziarie di cui all’articolo 1, comma 491, legge 24 dicembre 2012, n. 228. Individuazione degli Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero crediti ai sensi dell’articolo 19, comma 4, terzo periodo, decreto del Ministro dell’economia e finanze del 21 febbraio 2013.
1. Individuazione degli Stati o territori con i qua li non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero crediti.
Gli Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero crediti sono gli Stati diversi da quelli indicati nel seguente elenco:
Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.
L’articolo 1, comma 491, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 istituisce un’imposta sulle transazioni finanziarie. Il comma 500 prevede che con decreto del Ministro dell’economia e finanze sono stabilite le modalità di applicazione di tale imposta. Con decreto del Ministro dell’economia e finanze del 21 febbraio 2013 sono state emanate le predette modalità di applicazione. L’articolo 19, comma 4, terzo periodo, del decreto del Ministro dell’economia e finanze del 21 febbraio 2013 prevede che con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuati gli Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero dei crediti.
Con il presente provvedimento vengono individuati tali Stati o territori.
Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante la riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (art. 57; art. 62; art.66; art. 67, comma 1; art. 68, comma 1; art. 71, comma 3, lett. a); art. 73, comma 4);
Statuto dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001 (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1); Regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (art. 2, comma 1); Decreto del Ministro delle Finanze 28 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 febbraio 2001.
Disciplina normativa di riferimento Legge 24 dicembre 2012, n. 228 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012;
Decreto del Ministro dell’economia e finanze del 21 febbraio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 28 febbraio 2012, recante le modalità di attuazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie di cui all’articolo 1, commi da 491 a 499, legge 24 dicembre 2012, n. 228;
Direttiva 2011/16/UE del Consiglio del 15 febbraio 2011 relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE;
Direttiva 2010/24/UE del Consiglio del 16 marzo 2010 sull’assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi, imposte ed altre misure, recepita con decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 149, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto 2012; Convenzione concernente la reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa e i Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – OCSE, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1988, ratificata con legge 10 febbraio 2005, n. 19, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 28 febbraio 2005, modificata con protocollo firmato il 27 maggio 2010 ratificato con Legge 27 ottobre 2011, n. 193 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2011.
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References: art. 62
 art.66
 art. 67
 art. 68
 art. 71
 art. 73
 art. 6