Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/129
Timestamp: 2019-11-14 16:24:38+00:00

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I. Decorso il termine stabilito per le votazioni, il curatore presenta al giudice delegato una relazione sul loro esito.
II. Se la proposta e' stata approvata, il giudice delegato dispone che il curatore ne dia immediata comunicazione a mezzo posta elettronica certificata al proponente, affinche' richieda l'omologazione del concordato e ai creditori dissenzienti. Al fallito, se non e' possibile procedere alla comunicazione con modalita' telematica, la notizia dell'approvazione e' comunicata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Con decreto da pubblicarsi a norma dell'articolo 17, fissa un termine non inferiore a quindici giorni e non superiore a trenta giorni per la proposizione di eventuali opposizioni, anche da parte di qualsiasi altro interessato, e per il deposito da parte del comitato dei creditori di una relazione motivata col suo parere definitivo. Se il comitato dei creditori non provvede nel termine, la relazione e' redatta e depositata dal curatore nei sette giorni successivi. (1)
III. L'opposizione e la richiesta di omologazione si propongono con ricorso a norma dell'articolo 26.
IV. Se nel termine fissato non vengono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l'esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame.
V. Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 128, se un creditore appartenente ad una classe dissenziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
VI. Il tribunale provvede con decreto motivato pubblicato a norma dell'articolo 17.
Concordato fallimentare - Irregolarità del parere del comitato dei creditori - Approvazione del concordato da parte dei creditori - Sanatoria.
In tema di concordato fallimentare, l'intervenuta approvazione da parte dei creditori, ai quali spetta la valutazione di convenienza della proposta, determina la sanatoria di ogni irregolarità del parere reso dal comitato dei creditori, ivi compresa la mancanza di una succinta motivazione, che non ne comporta la inesistenza, ma soltanto una nullità relativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 2018, n. 30535. Segue...
Concordato fallimentare - Omologazione - Norma attributiva di privilegio - Dichiarazione di incostituzionalità - Conseguenze - Retroattività - Limite preclusivo - Omologa del concordato - Fondamento.
Qualora il decreto di omologazione del concordato fallimentare abbia riconosciuto ad un credito un grado privilegiato, in applicazione di una norma attributiva di prelazione successivamente travolta da dichiarazione di illegittimità costituzionale con efficacia "ex tunc", detta efficacia retroattiva non si estende ai rapporti ormai definitivamente esauriti, per essersi verificato uno degli eventi cui l'ordinamento collega il loro consolidamento, tra i quali rientra la definitività del riparto fallimentare al pari di quella dell'omologazione in parola, trattandosi in entrambi i casi della cristallizzazione del passaggio dalla posizione di creditore concorsuale (sulla base dello stato passivo) a creditore concorrente (sulla base della regolazione giudiziale, nel primo caso, o consensuale nel secondo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2018, n. 22771. Segue...
Concordato fallimentare – Opposizione ex art. 129 l.f. – Interesse ad opporsi – Valutazione in concreto.
L’opponente ai sensi dell’art. 129 co. 2 l.f. deve dedurre “in concreto” l’interesse ad opporsi all’omologa del concordato fallimentare, prospettando in particolare l’incidenza negativa di detto concordato, rispetto alla liquidazione fallimentare, sulla situazione giuridica sostanziale di cui sia titolare. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Appello Genova, 28 Giugno 2017. Segue...
Concordato fallimentare – Omologazione – Proposta concordataria – Poteri di controllo del tribunale in sede di omologa – Limiti.
In caso di concordato fallimentare senza suddivisione in classi l’opponente ai sensi dell’art. 129 co. 2 l.f. non può sindacare il merito della proposta concordataria, perché nel giudizio di omologazione del concordato fallimentare il controllo del tribunale è limitato alla verifica della regolarità formale della procedura e dell'esito della votazione - salvo che non sia prevista la suddivisione dei creditori in classi ed alcune di esse risultino dissenzienti - restando escluso ogni controllo sul merito, giacché la valutazione del contenuto della proposta concordataria, riguardando il profilo della convenienza, è devoluta ai creditori, sulla base del parere inerente ai presumibili risultati della liquidazione formulato dal curatore e dal comitato dei creditori. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Appello Genova, 28 Giugno 2017. Segue...
Concordato fallimentare - Omologazione - Opposizione - Interesse ad agire - Accertamento in concreto - Minore convenienza rispetto al fallimento.
Soluzioni concordate della crisi - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Riconoscimento degli interessi - Valutazione del giudice sulla equivalenza rispetto al pagamento in denaro integrale e immediato.
Soluzioni concordate della crisi - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Relazione giurata del professionista - Ambito di rilevanza - Limiti.
Concordato fallimentare - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Soddisfazione non integrale - Partecipazione al voto per la perdita conseguente alla dilazione - Estensione all’intero credito privilegiato - Esclusione.
Concordato fallimentare - Giudizio di omologazione - Controllo del tribunale - Verifica della regolarità formale della procedura e dell'esito della votazione - Controllo sul merito - Esclusione - Valutazione della convenienza riservata esclusivamente ai creditori .
Nel giudizio di omologazione del concordato fallimentare, il controllo del tribunale è limitato alla verifica della regolarità formale della procedura e dell'esito della votazione (salvo che non sia prevista la suddivisione dei creditori in classi ed alcune di esse risultino dissenzienti), restando escluso ogni controllo sul merito, giacché la valutazione del contenuto della proposta concordataria, riguardando il profilo della convenienza, è devoluta ai creditori, sulla base del parere inerenti ai presumibili risultati della liquidazione formulato dal curatore ed dal comitato dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Ottobre 2015. Segue...
Concordato fallimentare - Creditori privilegiati - Soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile - Omesso deposito della relazione giurata del professionista - Assenza di opposizioni - Valutazione in ordine alle alternative praticabili - Opposizione - Necessità..
Ai sensi dell'art. 124, comma 3, legge fallimentare, nel caso in cui i creditori privilegiati non vengano soddisfatti integralmente, quand'anche in misura non inferiore a quella realizzabile sul ricavato in caso di liquidazione, la proposta di concordato fallimentare sarebbe inammissibile se non venisse depositata la relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'art 67, terzo comma, lett. D) designato dal tribunale. Il tribunale, tuttavia, pur in presenza di tale vizio di ammissibilità della domanda concordataria, in assenza di opposizioni da parte dei creditori dissenzienti o di terzi, dovrà procedere all'omologazione; la mancata presentazione della relazione giurata può infatti essere presa in considerazione soltanto nell'ambito della valutazione, demandata al giudice dall'art. 129, legge fallimentare, in ordine alla praticabilità di alternative idonee ad assicurare una percentuale più elevata di soddisfazione dei crediti quando la proposta sia stata approvata con il dissenso di una o più classi di creditori e risultino le conseguenti opposizioni dei creditori dissenzienti. È solo in quest'ultima ipotesi che il tribunale è tenuto ad effettuare un controllo di legalità più incisivo. (Anna Serafini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2012. Segue...
Concordato fallimentare - Assenza di opposizioni alla omologazione - Potere del tribunale di valutare la convenienza della proposta - Esclusione - Requisito della meritevolezza - Rilevanza..
In assenza di opposizioni all'omologazione del concordato fallimentare, al tribunale è sottratto qualsiasi potere di indagare sulla convenienza della proposta, essendo rimessa ogni valutazione di merito all'esclusivo giudizio dei creditori concorrenti e ciò anche nel caso in cui, in relazione all'incapienza dell'attivo, sia stata prevista soltanto una soddisfazione parziale dei creditori privilegiati ammessi al passivo, configurandosi invero la proposta concordataria totalmente remissoria per il creditori chirografari. L'unico limite infatti che incontra oggi la proposta di concordato fallimentare è quello della meritevolezza della tutela del modello negoziale proposto, in base al principio generale fissato dall'art 1322 cod. civ.; meritevolezza che può considerarsi certamente rispettata quando i creditori accettino il pagamento parziale del loro credito privilegiato, rinunziando alla parte retrocessa a chirografo, essendo, nel nostro ordinamento, ammessa la rinunzia del credito ai sensi dell'art. 1236 cod. civ. (Anna Serafini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2012. Segue...
Concordato fallimentare - Procedimenti di omologazione e di opposizione - Sospensione feriale dei termini - Esclusione.
Concordato fallimentare - Assenza di opposizioni - Natura del procedimento - Natura contenziosa - Esclusione..
Il procedimento di omologazione del concordato fallimentare e quello di opposizione all'omologazione non sono soggetti alla sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il procedimento di omologazione del concordato fallimentare, nell'ipotesi in cui non vengano proposte opposizioni è estremamente semplificato e deformalizzato, in quanto presuppone che nel termine fissato dal giudice delegato nessuno dei soggetti legittimati abbia proposto opposizione e che pertanto non vi siano controversie da dirimere. Si tratta di una procedura che non ha natura contenziosa e che ha perso, pressoché integralmente, il carattere di ufficiosità che aveva in precedenza, tanto che l'iscrizione a ruolo deve essere necessariamente effettuata da chi presenta la proposta di concordato e non dall'opponente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Settembre 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Opposizione all'omologazione - Legittimazione del soggetto che abbia partecipato alla fase di selezione tra plurime proposte senza risultarne vincitore - Esclusione..
Va disconosciuta la legittimazione ad opporsi all’omologazione in capo alla società che abbia partecipato alla fase di selezione tra le plurime proposte senza risultarne vincitrice. Difetta in capo ad essa la qualità di “interessato” in quanto l’accoglimento dell’opposizione, e la non omologazione del concordato, determinerebbero solamente la ripresa della procedura fallimentare con onere per l’opponente di proporre una nuova domanda di concordato: rivestendo con ciò l’opponente la stessa posizione di un quisque de populo esterno alla procedura, che ha un interesse di mero fatto al venir meno della procedura concordataria, per aver poi lui l’opportunità di depositare una propria proposta di concordato. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 15 Luglio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Procedimento di selezione tra una pluralità di proposte - Provvedimento del tribunale ex articolo 26 l.f. - Ricorso per cassazione - Sospensione del giudizio di omologa ex articolo 295 c.p.c. - Esclusione..
In pendenza di ricorso per cassazione avverso il provvedimento reso dal tribunale su reclamo ex art. 26 l.fall. relativo alla ritualità del procedimento di selezione tra una pluralità di proposte concordatarie, non vi sono spazi per la sospensione ex art. 295 c.p.c. del giudizio di omologa, in ragione del diniego di effetto sospensivo del reclamo disposto dall’art. 26 l.fall., nonché del fatto che per effetto della mancata sospensione non possono essere paventati effetti irreversibili: da un lato perché l’immediata efficacia rientra nel sistema della legge concorsuale, dall’altro lato perché l’invocata sospensione dell’omologazione non avrebbe altra conseguenza che la prosecuzione della liquidazione concorsuale, con la concreta possibilità di dover fari i conti con altrettanti effetti legittimamente provocati e non più revocabili. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 15 Luglio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Selezione di plurime proposte - Opposizione all'omologazione - Legittimazione del soggetto escluso - Interesse - Sussistenza..
Deve riconoscersi la legittimazione ad opporsi all’omologazione in capo alla società che abbia partecipato alla fase di selezione tra le plurime proposte senza risultarne vincitrice, poiché essa, nel lamentare l’illegittimità della proposta o la violazione di norme processuali, lamenta che, illegittimamente, sia prevalsa altra proposta rispetto alla propria; in altri termini, tale società agisce a tutela dell’interesse alla regolarità del procedimento che, in thesi, ove rispettata, avrebbe condotto ad un diverso esito dell’iter, potenzialmente favorevole all’opponente. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 18 Marzo 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Selezione di plurime proposte - Reclamo ex art. 26 l.fall. del soggetto escluso - Oggetto - Proposizione di opposizione fondata su identici vizi - Inammissibilità - Nuova disciplina del concordato fallimentare - Reti di distribuzione delle competenze tra gli organi della procedura - Natura negoziale dell'istituto - Ridefinizione dei controlli del tribunale..
Qualora la società che abbia partecipato alla fase di selezione tra le plurime proposte, senza risultarne vincitrice, abbia proposto reclamo ex art. 26 l.fall. lamentando l’illegittimità della proposta o la violazione di norme processuali, è inammissibile l’opposizione all’omologa incentrata sui medesimi vizi. L’orientamento della Cassazione, in forza del quale le condizioni di ammissibilità della proposta resterebbero sempre riesaminabili in sede di omologazione, non può accogliersi nel contesto della nuova disciplina del concordato fallimentare, che ha determinato una redistribuzione delle competenza tra gli organi della procedura nel contesto di un’accentuata negozialità dell’istituto, nonché una ridefinizione dell’oggetto dei controlli del tribunale e dello stesso giudizio di omologazione. Ne segue che le eventuali illegittimità degli atti in cui si snoda l’iter concordatario debbono essere fatte valere con il rimedio tipico del reclamo, in cui tali doglianze trovano la loro sede naturale ed unica di espressione, senza possibilità che le stesse siano proposte per la prima volta con opposizione all’omologazione (ostandovi la definitività dell’atto e la sanatoria conseguente al mancato reclamo) o che sia in tale sede riproposta (ostandovi il principio del ne bis in idem). (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 18 Marzo 2011. Segue...
Concordato fallimentare – Opposizione all’omologazione – Riproponibilità delle questioni già dedotte con reclamo ex art. 26 l.f. avverso decreto del g.d. ex art. 125 l.f. – Insussistenza..
Il controllo da esercitarsi in sede di omologazione del concordato fallimentare è essenzialmente riferito alla fase dell’approvazione della proposta (inclusa la tematica della sua convenienza nell’ipotesi di cui alla seconda parte dell’art. 129 comma quinto, che presuppone l’approvazione della proposta), dispiegandosi la precedente fase, che va dal deposito della proposta alla sua comunicazione ai creditori, tramite atti autonomamente reclamabili: le doglianze relative a tali atti trovano quale sede naturale ed unica di espressione quella del reclamo, senza possibilità che esse siano proposte per la prima volta con opposizione all’omologazione (ostandovi la definitività dell’atto e la sanatoria conseguente al mancato reclamo) o che siano in tale sede riproposte (ostandovi il principio del ne bis in idem). (Francesco Petrucco Toffolo) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 16 Marzo 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Richiesta di omologazione - Legittimazione esclusiva dal proponente..
Il procedimento di omologazione del concordato fallimentare non prevede l'impulso d'ufficio bensì l'iniziativa da parte del proponente; l'articolo 129, legge fallimentare, applicabile nel cd. rito intermedio ma anche nell'attuale disciplina, prevede, infatti, che l'unico legittimato a richiedere l'omologazione sia colui che propone il concordato al quale, proprio per consentirgli l'iniziativa, viene comunicato il provvedimento del giudice delegato che, tra l'altro, contiene la notizia dell'avvenuta approvazione della proposta da parte dell'assemblea dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Richiesta di omologazione - Termine - Decorrenza..
Nel silenzio della norma, si deve ritenere che la richiesta di omologazione del concordato fallimentare di cui all'art. 129, comma 3, legge fallimentare, debba essere presentata nel termine di 10 giorni previsto dall'art. 26. Questa opzione si giustifica con il richiamo complessivo allo speciale giudizio camerale che il riferimento a tale norma comporta e con la considerazione che solo per gli opponenti viene previsto un termine particolare e quindi derogatorio di quello in esame, senza considerare che l'altra soluzione (ritenere che il proponente godrebbe dello stesso termine assegnato agli interessati per l’opposizione) comporterebbe l'inconveniente pratico di costringere gli opponenti ad attivarsi anche in assenza di iniziativa del proponente e quindi inutilmente, considerato che tale inerzia comporta l'improcedibilità della domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Omologazione - Modifiche sostanziali ad opera del tribunale o della corte d'appello - Esclusione..
In sede di omologa del concordato fallimentare, il tribunale o la corte d'appello in sede di reclamo, non può omologare una proposta di concordato apportandovi modifiche sostanziali mentre può dettare, laddove necessario, modalità esecutive integrative di quelle previste. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare – Giudizio di omologazione – Opposizioni – Valutazione della convenienza della proposta da parte del tribunale – Esclusione. (28/09/2010).
In sede di omologa del concordato fallimentare, nell'ipotesi in cui la proposta non preveda la suddivisione dei creditori in classi, il tribunale dovrà limitarsi alla valutazione della regolarità della procedura ed alla verifica dell'esito della votazione anche qualora siano state proposte opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 23 Agosto 2010, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Approvazione della proposta – Termine per la richiesta di omologazione – Insussistenza..
Il termine che il giudice delegato fissa ai sensi dell’art. 129, comma 2, legge fall., dopo l’approvazione della proposta di concordato da parte dei creditori, si riferisce alla sola proposizione delle opposizioni e al deposito della relazione finale, non essendo invece previsto termine alcuno per la presentazione della richiesta di omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 15 Ottobre 2009. Segue...
Concordato fallimentare – Poteri del tribunale in sede di omologa – Estensione – Legittimità sostanziale – Sussistenza – Censura di deficienze e falsità della proposta – Valutazione della convenienza rispetto alla liquidazione fallimentare – Valutazione delle garanzie..
Nell’ambito del concordato fallimentare, il giudizio di legittimità spettante al giudice non è limitato al mero raffronto della conformità di un certo atto o comportamento alla fattispecie astratta (legittimità cd. formale), ma si estende alla verifica delle modalità di corretto esercizio dei pareri espressi dagli organi della procedura e della loro effettiva vincolatività per il giudice, alle modalità di corretto esercizio della funzione negoziale e, in sostanza, alla sua ragionevolezza economica ed all’osservanza degli obblighi di buona fede. Il giudice, ha quindi facoltà di censurare eventuali deficienze, falsità, incongruenze della proposta, dei pareri e della documentazione sulla base dei quali la stessa è stata approvata. Egli, inoltre, allo scopo di evitare che l’istituto possa essere snaturato e piegato ad abusi e finalità speculative, dovrà verificare la sussistenza di alcuni requisiti minimi, quali quello dell’indicazione della percentuale offerta ai creditori, dell’esistenza di garanzie a sostegno degli obblighi concordatari, posto che tali elementi sono indispensabili per valutare la convenienza del concordato rispetto alla liquidazione fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Reggio Calabria, 05 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Valutazione della proposta – Parere del curatore – Funzione – Potere del tribunale di controllo sostanziale in applicazione dei principi di correttezza e buona fede – Ammissibilità..
La limitazione dei poteri del tribunale in ordine alla valutazione della convenienza della proposta di concordato fallimentare operata dalle recenti riforme è stata bilanciata dalla disciplina dei compiti del curatore e del comitato dei creditori. Il parere del curatore, in particolare, deve essere espresso con chiarezza e precisione al fine di consentire ai creditori di esprimere il proprio voto sulla base di una informativa piena e compiuta. Il tribunale, tuttavia, può esercitare un controllo sulla concreta fattibilità del concordato e un sindacato volto a censurare eventuali deficienze, falsità, incongruenze della proposta, dei pareri e della documentazione sulla base dei quali essa è stata approvata. Tale potere del tribunale si configura come potere di controllo sostanziale in applicazione dei principi di buona fede e correttezza di cui agli artt. 1175 e 1375 cod. civ. (Nel caso di specie, il tribunale ha ritenuto che il parere del curatore, a causa della incompleta rappresentazione dei dati necessari per consentire ai creditori una corretta valutazione della proposta, comportasse l’invalidità del voto favorevole dagli stessi espresso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Ottobre 2008, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Omologazione delle proposta – Potere del tribunale di valutare la convenienza della proposta – Esclusione..
Al tribunale in sede di omologazione del concordato fallimentare spetta di verificare la regolarità della procedura e l’esito del voto mentre, salva l’ipotesi del cram down, non gli compete alcuna valutazione in ordine alla convenienza della proposta approvata ciò desumendosi dalla eliminazione di siffatto criterio già al momento della proposizione del ricorso nonché dalla soppressione -contenuta nel previgente testo dell’art. 130 l.f.- del riferimento all’esame del merito delle proposte. Tribunale Mantova, 01 Aprile 2008, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Legittimazione del proponente in ordine alla formazione dello stato passivo –Fatti sopravvenuti – Sussistenza..
Il soggetto proponente il concordato fallimentare è legittimato a far accertare la corretta composizione dello stato passivo anche in considerazione di fatti sopravvenuti alla sua formazione, in quanto portatore di una domanda sottoposta al voto dei creditori concorsuali ammessi al passivo in chirografo. Tribunale Roma, 17 Marzo 2008, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare - Voto favorevole a più proposte di concordato - Suddivisione in classi - Cram down - Valutazione comparativa delle proposte da parte del Tribunale in sede di omologazione - Necessità..
Nella vigenza del d.lgs.n.5/06, in caso di più proposte di concordato fallimentare portate in votazione contemporaneamente, nell'ipotesi in cui entrambe abbiano riportato il voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto, ma una delle due proposte contenga la suddivisione dei creditori in classi ed abbia ottenuto il dissenso di una di queste classi, l'organo legittimato ad effettuare valutazioni comparative per verificare quale tra le diverse proposte sia da preferire è il tribunale fallimentare in sede di giudizio di omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Febbraio 2008. Segue...
Concordato fallimentare - Nuovo rito - Mancanza di opposizione - Omologazione - Procedimento semplificato - Oggetto del controllo.
Voto espresso da Curatore di fallimento di società controllata - Divieto di cui all’art. 127 VI co. l.f. - Inoperatività..
Sulla omologazione di concordato fallimentare disciplinato dal d. lgs. 5/06 ove non siano state proposte opposizioni né si sia avuto il dissenso di una classe deve pronunciarsi, con procedura semplificata, il Collegio in Camera di Consiglio ai sensi dell’art. 129, IV co. l.f. senza necessità che venga attivato il procedimento previsto dall’art. 26 l.f. e, in tale fase, l’ambito del controllo rimesso al Tribunale è circoscritto alla verifica del regolare svolgimento della procedura e dell’esito della votazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Non ricorre l’ipotesi di cui all’art. 127 VI co. l.f. ove la società controllata sia fallita la quale, pertanto, tramite il Curatore, può legittimamente votare nel fallimento della società controllante atteso che non sussiste il pericolo che la volontà del ceto creditorio venga condizionata da ragioni estranee alla mera valutazione in ordine alla convenienza della proposta e che il Curatore agisce non quale rappresentante della società fallita (titolare del credito) bensì quale organo di giustizia per conto e nell’interesse della massa dei creditori di quest’ultima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Aprile 2007. Segue...
Concordato fallimentare – Approvazione – Onere del curatore di comunicarne ai creditori l’approvazione – Sussistenza..
Spetta al Curatore comunicare ai creditori, ex art. 129 l.f. novellato, l’avvenuta approvazione del concordato fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 23 Marzo 2007. Segue...

References: art. 129
 articolo 26
 articolo 295
 art. 26
 art. 295
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 125
 art. 129