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Timestamp: 2019-08-21 02:56:41+00:00

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RIFIUTI. Caratteristiche della discarica abusiva. Cassazione Penale n. 39339/2018. - Studio Legale Zuco
11 ottobre 2018 22 gennaio 2019 Avv. Alessandro ZucoGiurisprudenza
Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 39339 del 31 agosto 2018 (ud. del 9 luglio 2018)
Pres. Ramacci, Est. Andronio
Rifiuti. Caratteristiche della discarica abusiva. Artt. 6, lettera e), d.l. n. 172/2008 convertito con modificazioni in Legge n. 210/2008. Art. 181 d. lgs. n. 42/2004.
Ai fini della configurabilità del reato di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata, è necessario l’accumulo di rifiuti, per effetto di una condotta ripetuta, in una determinata area, trasformata di fatto in deposito o ricettacolo con tendenziale carattere di definitività, in considerazione delle quantità considerevoli degli stessi e dello spazio occupato (ex plurimis, Sez. 3, n. 18399 del 16/03/2017, Rv. 269914; Sez. 3, n. 47501 del 13/11/2013, Rv. 257996).
Risulta del tutto irrilevante, ai fini della configurabilità del reato, la circostanza che manchino attività di trasformazione, recupero o riciclo, perché tale attività sono proprie di discariche correttamente autorizzate, ma non costituiscono elementi indispensabili per ritenere l’esistenza di una discarica abusiva, ben potendo l’autore del reato – come succede nella maggioranza dei casi – limitarsi a realizzare l’accumulo dei rifiuti.
1. – Con sentenza del 12 settembre 2017, la Corte d’appello di Salerno ha parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Salerno del 16 marzo 2016, con la quale – per quanto qui rileva – l’imputato era stato condannato, per i reati di cui agli artt. 6, lettera e), del d.l. n. 172 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 210 del 2008, e 181, comma 1, del d. lgs. n. 42 del 2004, per avere realizzato e gestito una discarica abusiva di rifiuti pericolosi e non, costituiti in gran parte da sezioni di gru, materiali metallici, cisterne, inerti, carcasse di animali, materiali dismessi e contenitori, anche in mancanza della prescritta autorizzazione paesaggistica. La Corte distrettuale ha dichiarato non doversi procedere in relazione alla violazione paesaggistica, perché estinta per intervenuta prescrizione, e ha rideterminato la pena, per il residuo reato, in un anno di reclusione e € 14.000,00 di multa, confermando la sospensione condizionale già concessa e la disposta confisca dell’area.
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Taggato ambiente, cass. pen. n. 39339/2018, cassazione penale, d. l. n. 172/2008, d. lgs. n. 152/2006, d. lgs. n. 42/2004, deposito, diritto ambientale, discarica, discarica abusiva, giurisprudenza, legge n. 210/2008, rifiuti, smaltimento

References: Cass. 
 Art. 181
 sentenza 
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 cass. 
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