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Timestamp: 2020-04-08 07:35:41+00:00

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Art. 648 bis codice penale - Riciclaggio - Brocardi.it
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Articolo 648 bis Codice penale
Dispositivo dell'art. 648 bis Codice penale
Fonti → Codice penale → LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare → Titolo XIII - Dei delitti contro il patrimonio → Capo II - Dei delitti contro il patrimonio mediante frode
(1) Fuori dei casi di concorso nel reato(2), chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti (3) da delitto non colposo (4); ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa (5), è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.
La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.
Si applica l'ultimo comma dell'articolo 648.
(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall'art. 3, del D.L. 21 marzo 1978, n. 59 è stato poi sostituito, prima dall'art. 23, della l. 19 marzo 1990 n. 55 e successivamente dall'art. 4, della l. 09 agosto 1993, n. 328.
(2) La clausola di riserva esclude dal novero dei soggetti attivi il concorrente nel reato presupposto, nei cui confronti la condotta in esame costituisce un post factum non punibile.
(3) Si pone il problema se possa considerarsi ammissibile il c.d. riciclaggio indiretto, ovvero delle ipotesi in cui i beni siano stati oggetto di una precedente ricettazione ex art. 648 o di altra operazione di riciclaggio puro. La dottrina maggioritaria propende per una soluzione positiva, stante un'interpretazione ampia della nozione di "provenienza".
(4) Presupposto necessario del reato di riciclaggio, similmente a quanto avviene per il reato di ricettazione, è la precedente commissione di un altro fatto delittuoso, che non si richiede sia stato accertato con sentenza passata in giudicato, essendo sufficiente che il fatto delittuoso risulti dagli atti del processo e che quindi il compimento di tale delitto si sia esaurito nel momento di inizio della condotta qui disciplinata. Si tratta di delitti di sola natura dolosa, non rientrandovi dunque, data la chiarezza della norma, nè le contravvenzioni nè i delitti colposi.
(5) Le condotte ivi previste sono perseguibili solo se idonee ad ostacolare l'identificazione della provenienza del bene: si pensi come ad esempio alla sostituzione della targa di un'autovettura, che costituisce il più immediato e utile dato di collegamento con il proprietario o alla manomissione del suo numero di telaio.
L'incriminazione del riciclaggio è stata introdotta al fine di intensificare la lotta alla criminalità organizzata, andando così a tutelare, a dispetto della collocazione sistematica, non solo il patrimonio, ma soprattutto l'interesse pubblico all'amministrazione della giustizia.
Spiegazione dell'art. 648 bis Codice penale
La norma in esame codifica un reato plurioffensivo, dato che, oltre al patrimonio, vengono tutelati altri beni giuridici come l'amministrazione della giustizia, l'ordine pubblico, l'ordine economico-finanziario.
Trattasi di reato comune, che può essere commesso da chiunque, tranne che dal concorrente nel reato presupposto.
Non è assolutamente necessario che il delitto presupposto venga accertato giudizialmente.
Il denaro, la cosa o l'utilità oggetto della condotta devono essere di provenienza delittuosa, ma solo da delitto non colposo (anche nella forma del tentativo). Solamente i delitto colposi e le contravvenzioni non possono fungere da presupposto del riciclaggio.
Ai fini di una corretta differenziazione tra il concorso nel reato presupposto e la ricettazione, è innanzitutto necessario utilizzare il criterio temporale.
Così, se vi è un previo concerto tra l'autore del delitto ed il futuro acquirente, il quale in tal modo rafforza il proposito criminoso, vi sarà concorso di persone nel delitto base.
Qualora invece non vi sia un previa accordo, la condotta integra riciclaggio.
Le condotte incriminate sono tre:
la sostituzione, ovvero l'attività diretta alla ripulitura dell'oggetto del delitto presupposto, in modo da elidere un collegamento con l'attività criminosa precedente;
il trasferimento, ossia le condotte consistenti in atti di disposizione del bene in modo da far perdere le tracce della provenienza, della titolarità e della effettiva destinazione;
le altre operazioni per ostacolare l'identificazione, formulazione intesa a punire eventuali tecniche nuove di riciclaggio.
L'offesa tipizzata è l'attività posta in essere in modo da ostacolare l'identificazione (reato di pericolo concreto), che deve caratterizzare le tre condotte descritte.
Il riciclaggio è un reato istantaneo ad eventuale consumazione prolungata, nel senso che qualsiasi prelievo o versamento o attività destinata a riciclare sposta in avanti la consumazione del reato.
Massime relative all'art. 648 bis Codice penale
Cass. pen. n. 30265/2017
Il delitto di riciclaggio si distingue da quello di ricettazione in relazione all'elemento materiale, che si connota per l'idoneità ad ostacolare l'identificazione della provenienza del bene e all'elemento soggettivo, costituito dal dolo generico di trasformazione della cosa per impedirne l'identificazione. (Fattispecie nella quale è stato qualificata come riciclaggio la condotta, posta in essere dall'imputato e da correi, consistente nel ricevere assegni provento di delitto, nel contraffarli quanto al nome del beneficiario, nel fare aprire a terzi conti postali con false generalità su cui versava gli assegni, con monetizzazione dei titoli e prelievo della corrispondente somma di denaro).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 30265 del 16 giugno 2017)
Cass. pen. n. 1857/2017
Il delitto di riciclaggio si consuma con la realizzazione dell'effetto dissimulatorio conseguente alle condotte tipiche previste dall'art. 648 bis, primo comma, cod. pen. (sostituzione, trasferimento o altre operazioni volte ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa di denaro, beni o altre utilità), non essendo invece necessario che il compendio "ripulito" sia restituito a chi l'aveva movimentato; ne deriva che il mero trasporto in altro luogo del bene riciclato esula dalla condotta tipica di trasferimento, che deve essere intesa in senso esclusivamente giuridico di movimentazione dissimulatoria. (Fattispecie di riciclaggio commessa mediante "clonazione" di autovettura, il cui successivo trasferimento fisico è stato considerato dalla Corte rilevante solo ai fini della prova del dolo del conducente).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1857 del 16 gennaio 2017)
Cass. pen. n. 33076/2016
Tra il reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e quello di riciclaggio, nonché tra quest'ultimo e quello di ricettazione vi è rapporto di specialità, che discende dal diverso elemento soggettivo richiesto dalle tre fattispecie incriminatrici - essendo comune l'elemento materiale della disponibilità di denaro o altra utilità di provenienza illecita: il delitto di cui all'art. 648 cod. pen. richiede una generica finalità di profitto, quello di cui all'art. 648 bis cod. pen. lo scopo ulteriore di far perdere le tracce dell'origine illecita, quello, infine, di cui all'art. 648 ter cod. pen. che tale scopo sia perseguito mediante l'impiego delle risorse in attività economiche o finanziarie.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 33076 del 28 luglio 2016)
Cass. pen. n. 29611/2016
Il reato di riciclaggio, pur essendo a consumazione istantanea, è reato a forma libera e può anche atteggiarsi a reato eventualmente permanente quando il suo autore lo progetti e lo esegua con modalità frammentarie e progressive. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto configurabile la flagranza del delitto di riciclaggio con riferimento al rinvenimento presso un deposito di diverse autovetture provento di furto, private della targa ed occultate in un container, in quanto condotte tese ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa dei mezzi, prodromiche al successivo trasporto degli stessi presso il porto e la definitiva loro destinazione in paese extracomunitario).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 29611 del 13 luglio 2016)
Cass. pen. n. 5505/2014
Risponde del delitto consumato e non tentato di riciclaggio il soggetto sorpreso dalla polizia giudiziaria nell'atto di smontare un'autovettura rubata, in quanto l'art. 648 bis cod. pen. configura un'ipotesi di reato a consumazione anticipata. (In motivazione, la Corte ha giustificato l'indicata natura del reato sulla scorta dell'espressione contenuta nell'art. 648 bis "operazioni in modo da ostacolare l'identificazione della ... provenienza" che non indica un evento etiologicamente connesso alla condotta, ma descrive le caratteristiche dell'atto punibile).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 5505 del 4 febbraio 2014)
Cass. pen. n. 27292/2013
Il concorrente nel delitto associativo di stampo mafioso può essere chiamato a rispondere in quello di riciclaggio dei beni provenienti dall'attività associativa, sia quando il delitto presupposto sia da individuarsi nei delitti-fine, attuati in esecuzione del programma criminoso, sia quando esso sia costituito dallo stesso reato associativo, di per sé idoneo a produrre proventi illeciti.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 27292 del 21 giugno 2013)
Cass. pen. n. 24548/2013
Commette il delitto di riciclaggio colui che accetta di essere indicato come beneficiario economico di conti correnti accesi all'estero, formalmente intestati a società aventi sede in paradisi fiscali, ma in realtà appartenenti a terzi, e sui quali confluiscono i proventi di attività delittuosa, in quanto detta condotta, pur non concretizzandosi nel compimento di atti dispositivi, è comunque idonea ad ostacolare l'identificazione della provenienza del denaro.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 24548 del 5 giugno 2013)
Cass. pen. n. 22992/2013
L'alterazione dei numeri di telaio di un veicolo di illecita provenienza è condotta idonea ad integrare il delitto di riciclaggio.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 22992 del 28 maggio 2013)
Cass. pen. n. 3397/2013
Integra il delitto di riciclaggio il compimento di operazioni volte non solo ad impedire in modo definitivo, ma anche a rendere difficile l'accertamento della provenienza del denaro, dei beni o delle altre utilità, attraverso un qualsiasi espediente che consista nell'aggirare la libera e normale esecuzione dell'attività posta in essere. (Nella specie, la Corte ha ritenuto configurabili i gravi indizi di reato in relazione ad una condotta consistita nella ricezione di somme di provenienza illecita su conti correnti personali e nella successiva effettuazione di operazioni bancarie comportanti ripetuti passaggi di denaro di importo corrispondente su conti di diverse società, oggettivamente finalizzate alla "schermatura" dell'origine delle disponibilità).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3397 del 23 gennaio 2013)
Cass. pen. n. 2074/2013
Il delitto di riciclaggio, che può essere occasionalmente commesso per mezzo della falsificazione di un documento, non assorbe il relativo delitto di falso documentale, non essendo possibile considerare il primo delitto come reato complesso rispetto al secondo, anche alla luce dell'art. 84 c.p. (Fattispecie in tema di riciclaggio di autovettura e falsificazione dei relativi documenti di accompagnamento).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 2074 del 16 gennaio 2013)
Cass. pen. n. 43534/2012
In tema di riciclaggio, le operazioni di ripulitura del denaro "sporco" effettuate da esperti del settore bancario integrano l'aggravante del fatto commesso nell'esercizio di un'attività professionale, che, per la sua natura oggettiva, si estende a tutti i concorrenti del reato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 43534 del 9 novembre 2012)
Cass. pen. n. 40354/2011
Il concorrente nel delitto associativo mafioso può essere chiamato a rispondere del delitto di riciclaggio dei beni provenienti dall'attività associativa, sia quando il delitto presupposto sia da individuarsi nei delitti fine, attuati in esecuzione del programma criminoso, sia quando esso sia costituito dallo stesso reato associativo, di per sé idoneo a produrre proventi illeciti.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 40354 del 8 novembre 2011)
Cass. pen. n. 39756/2011
Le fattispecie criminose di riciclaggio e reimpiego, pur a forma libera, richiedono che le condotte siano caratterizzate da un tipico effetto dissimulatorio, avendo l'obbiettivo di ostacolare l'accertamento o l'astratta individuabilità dell'origine delittuosa del denaro.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 39756 del 4 novembre 2011)
Cass. pen. n. 36913/2011
Il momento perfezionativo del reato di riciclaggio si individua nella sostituzione dei beni sicché non rileva, ai fini della integrazione del reato, che parte degli oggetti materiali di una condotta continuata di riciclaggio sia pervenuta nella disponibilità dell'autore prima della novella legislativa - L. 9 agosto 1993, n.328 che ha previsto, tra l'altro, che i beni possano provenire da qualsiasi specie di delitto non colposo - e sia in concreto proveniente da delitti allora non considerati dalla norma di incriminazione del riciclaggio.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 36913 del 13 ottobre 2011)
Cass. pen. n. 12766/2011
Integra l'elemento oggettivo del reato di riciclaggio anche il mero smontaggio di singoli pezzi, pur privi di codice identificativo, di un bene mobile registrato, come un ciclomotore, di provenienza delittuosa, rientrando tale condotta nella nozione normativa di operazione adatta ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del bene.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 12766 del 29 marzo 2011)
Cass. pen. n. 546/2011
Integra di per sé un autonomo atto di riciclaggio, poiché il delitto di riciclaggio è a forma libera e potenzialmente a consumazione prolungata, attuabile anche con modalità frammentarie e progressive, qualsiasi prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti versamenti, ed anche il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un conto corrente bancario ad un altro diversamente intestato, ed acceso presso un differente istituto di credito. (In applicazione del principio, la Corte ha affermato che il termine di prescrizione, trattandosi di reato continuato, decorre dalla data di ogni singolo prelievo o trasferimento documentalmente individuabile).
L'affermazione di responsabilità per il delitto di riciclaggio non richiede l'accertamento dell'esatta tipologia del delitto non colposo presupposto e, in particolare, la precisa identificazione del soggetto passivo, essendo sufficiente la prova logica della provenienza delittuosa delle utilità oggetto delle operazioni compiute, anche se il delitto presupposto sia delineato per sommi capi quanto alle esatte modalità di commissione.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 546 del 11 gennaio 2011)
Cass. pen. n. 24380/2010
L'integrazione del reato di riciclaggio non richiede che il bene oggetto della condotta illecita fuoriesca dalla sfera di disponibilità dell'autore della stessa. (Fattispecie di alterazione dei dati identificativi di autovettura di provenienza delittuosa).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 24380 del 25 giugno 2010)
Cass. pen. n. 17694/2010
È configurabile il tentativo di riciclaggio, in quanto, nella vigente formulazione della fattispecie, il delitto di riciclaggio non è costruito come delitto a consumazione anticipata.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 17694 del 7 maggio 2010)
Cass. pen. n. 49427/2009
L'illecito fiscale penalmente rilevante per l'ordinamento del paese straniero nel cui territorio viene integralmente consumato può costituire il reato presupposto necessario per la configurabilità del delitto di riciclaggio dei relativi proventi commesso successivamente nel territorio italiano.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 49427 del 23 dicembre 2009)
Cass. pen. n. 47375/2009
In tema di riciclaggio, la consapevolezza dell'agente in ordine alla provenienza dei beni da delitti può essere desunta da qualsiasi elemento e sussiste quando gli indizi in proposito siano così gravi ed univoci da autorizzare la logica conclusione che i beni ricevuti per la sostituzione siano di derivazione delittuosa specifica, anche mediata.
Integra la fattispecie criminosa di riciclaggio "mediato" il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da uno ad altro conto corrente diversamente intestato ed acceso presso differente istituto di credito.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 47375 del 14 dicembre 2009)
Cass. pen. n. 44043/2009
Non si ha reato impossibile, in riferimento alla fattispecie criminosa di riciclaggio, ove sia agevole l'accertamento della provenienza illecita della "res". (Fattispecie di riciclaggio di autovettura cui era stata apposta la targa di un'altra, in cui la Corte ha precisato che, per aversi reato impossibile, l'inidoneità dell'azione dev'essere "ex ante" assoluta e non può desumersi dal mero fatto che il reato sia stato agevolmente scoperto).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 44043 del 18 novembre 2009)
Cass. pen. n. 34511/2009
Il delitto di riciclaggio, pur essendo a consumazione istantanea, è a forma libera e può anche atteggiarsi a reato eventualmente permanente quando il suo autore lo progetti e lo esegua con modalità frammentarie e progressive.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 34511 del 7 settembre 2009)
Cass. pen. n. 11895/2009
Integra il reato di riciclaggio lo spostamento in territorio estero extracomunitario, a fine di successiva vendita e reimmatricolazione, di un autoveicolo di provenienza furtiva qualora l'agente ponga in essere altre attività idonee ad ostacolare l'identificazione della provenienza del bene. (Nella fattispecie il colpevole era stato trovato anche in possesso di false carte di circolazione e di falsi documenti di guida che potevano indurre l'Autorità a ritenere che il conducente fosse il proprietario dell'autoveicolo: la Corte ha ritenuto che tali attività costituissero il compimento di operazioni dirette ad ostacolare l'accertamento della provenienza dell'autovettura).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 11895 del 18 marzo 2009)
Cass. pen. n. 1439/2009
In tema di reati contro il patrimonio, il delitto presupposto del reato di riciclaggio può essere costituito anche dal reato di illecita concorrenza con minaccia e con violenza.
In tema di reati contro il patrimonio, il delitto presupposto del reato di riciclaggio può essere costituito non solo dai reati-fine attuati in esecuzione del programma criminoso in vista del quale l'associazione per delinquere di stampo mafioso si è formata, ma anche dallo stesso reato associativo, in quanto il riciclaggio può avere ad oggetto anche beni e denaro non provenienti dai reati fine ma dalla condotta costitutiva dell'associazione mafiosa.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1439 del 16 gennaio 2009)
Cass. pen. n. 1024/2009
Anche il delitto d'associazione di tipo mafioso può costituire il presupposto di quello di riciclaggio, atteso che lo stesso è di per sé idoneo a produrre proventi illeciti, come dimostra il fatto che tra gli scopi dell'associazione vi è anche quello di trarre vantaggi o profitti da attività economiche lecite utilizzando il metodo mafioso.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1024 del 13 gennaio 2009)
Cass. pen. n. 495/2009
Integra il delitto di riciclaggio la condotta di chi deposita in banca danaro di provenienza illecita, atteso che, stante la natura fungibile del bene, in tal modo lo stesso viene automaticamente sostituito, essendo l'istituto di credito obbligato a restituire al depositante la stessa somma depositata.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 495 del 9 gennaio 2009)
Cass. pen. n. 36940/2008
Ai fini della configurabilità del reato di riciclaggio non si richiede l'accertamento giudiziale del delitto presupposto, né dei suoi autori, né dell'esatta tipologia di esso, essendo sufficiente che sia raggiunta la prova logica della provenienza illecita delle utilità oggetto delle operazioni compiute e ciò a fortori nell'ambito del procedimento cautelare in cui è sufficiente la probatio minor scaturente dalla valutazione di gravità degli indizi acquisiti.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36940 del 26 settembre 2008)
Cass. pen. n. 16980/2008
L'elemento soggettivo del delitto di riciclaggio è integrato dal dolo generico che consiste nella coscienza e volontà di ostacolare l'accertamento della provenienza dei beni, del denaro e di altre utilità, senza alcun riferimento a scopi di profitto o di lucro.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 16980 del 24 aprile 2008)
Cass. pen. n. 1470/2008
Le disposizioni di cui agli artt. 648 bis e 648 ter c.p., pur configurando reati a forma libera, richiedono che le condotte di riciclaggio o di reimpiego siano caratterizzate da un tipico effetto dissimulatorio, risultando dirette in ogni caso ad ostacolare l'accertamento sull'origine delittuosa di denaro, beni o altre utilità.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1470 del 11 gennaio 2008)
Cass. pen. n. 19288/2007
La previsione di cui all'art. 648 bis c.p. individua quale tipica modalità operativa del riciclaggio «la sostituzione» cioè la consegna di un bene al riciclatore in cambio di uno diverso, sicchè il reato integrato con tale modalità si consuma solo con il perfezionamento della sostituzione e dunque con la restituzione dei capitali illeciti riciclati a colui che li aveva «movimentati».
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 19288 del 17 maggio 2007)
Cass. pen. n. 15092/2007
Integra il delitto di riciclaggio lo smontaggio e la successiva vendita, o riutilizzo in altro modo, dei singoli pezzi di un'autovettura di provenienza delittuosa, pur se non muniti di codici identificativi suscettibili di alterazione, in ragione della idoneità dell'indicata condotta ad ottenere l'occultamento della provenienza del bene.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 15092 del 13 aprile 2007)
Cass. pen. n. 8432/2007
In tema di riciclaggio di denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, il criterio per distinguere la responsabilità in ordine a tale titolo di reato dalla responsabilità per il concorso nel reato presupposto — che escluderebbe la prima — non può essere solo quello temporale ma occorre, in più, che il giudice verifichi, caso per caso, se la preventiva assicurazione di « lavare» il denaro abbia realmente (o meno) influenzato o rafforzato, nell'autore del reato principale, la decisione di delinquere. (Fattispecie nella quale all'indagato era stato contestato il reato di riciclaggio di somme di danaro ottenute illecitamente da terzi mediante la commissione di reati di appropriazione indebita e corruzione; la S.C. ha ritenuto che non risultassero, allo stato, accertati elementi atti a comprovare il concorso del ricorrente nel reato presupposto ex art. 646 c.p., essendo incerti il momento e le modalità di costituzione, da parte sua, delle società estere attraverso le quali aveva realizzato il trasferimento del denaro; ha quindi rigettato la doglianza sulla erronea qualificazione giuridica del fatto).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8432 del 28 febbraio 2007)
Cass. pen. n. 36779/2006
Costituisce riciclaggio e non ricettazione la condotta di colui che non solo pone in contatto l'acquirente e il venditore, ma che interviene materialmente nel trasferimento del bene in quanto mentre la mediazione è un'attività accessoria al contratto di acquisto, il materiale trasferimento del bene dall'uno all'altro costituisce una condotta ulteriore e diversa che inserisce il mediatore tra coloro che agiscono per ostacolare la possibilità di identificazione del bene, indipendentemente dall'accertamento del reato presupposto, il che caratterizza l'elemento soggettivo e oggettivo del riciclaggio. (Nella specie si trattava di titoli di credito italiani e stranieri).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 36779 del 7 novembre 2006)
Cass. pen. n. 44305/2005
Si configura il delitto di riciclaggio sia con la sostituzione della targa che con la manipolazione del numero del telaio di un'autovettura proveniente da delitto, perché entrambe le condotte costituiscono operazioni tese ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa dell'autovettura.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 44305 del 5 dicembre 2005)
Cass. pen. n. 23396/2005
Ai fini della sussistenza del reato di cui all'art. 648 bis c.p. è irrilevante la circostanza che per il reato presupposto concernente la violazione della normativa tributaria operi la condizione di non punibilità contenuta nell'art. 9 comma decimo lett. c) legge n. 289 del 2002 (cosiddetto condono tributario). (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che il richiamo contenuto nell'ultimo comma dell'art. 648 bis alle rispettive fattispecie criminali comporta l'applicazione della previsione di cui al terzo comma dell'art. 648, in base alla quale deve ritenersi irrilevante ai fini della configurabilità del reato di ricettazione, come pure di riciclaggio, la presenza, tra l'altro, di una condizione di non punibilità del reato presupposto).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 23396 del 21 giugno 2005)
Cass. pen. n. 16267/2004
Non sussiste un rapporto di specialità, ma di mera interferenza, tra il reato di riciclaggio (art. 648 bis c.p.) e quello di falso documentale (art. 476 e 482 c.p.), il quale può presentarsi come occasionale modalità di realizzazione del primo ma non è assorbito in esso, in quanto, ai sensi dell'art. 84 c.p., intercorre un rapporto di complessità tra fattispecie solo quando sia la legge a prevedere un reato come elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro e non quando siano le particolari modalità di realizzazione in concreto del fatto tipico a determinare un'occasionale convergenza di piú norme e, quindi, un concorso di reati; con la conseguenza che in tanto è possibile parlare di una complessità eventuale in quanto sia la stessa legge a prevedere un reato come modalità eventuale di consumazione dell'altro.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 16267 del 7 aprile 2004)
Cass. pen. n. 47088/2003
La disposizione di cui all'art. 648 bis c.p. pur configurando un reato a forma libera, richiede che le attività poste in essere sul denaro, bene od utilità di provenienza delittuosa siano specificamente dirette alla sua trasformazione parziale o totale, ovvero siano dirette ad ostacolare l'accertamento sull'origine delittuosa della res, anche senza incidere direttamente, mediante alterazione dei dati esteriori, sulla cosa in quanto tale. (Nella fattispecie la S.C. ha ritenuto che la semplice interposizione di persona tra il prenditore e lo spenditore di un assegno, provento di rapina, non integra il delitto di riciclaggio, ma quello di ricettazione, in quanto è diretta non già a nascondere l'origine illegale del bene, ma solo a creare incertezza sull'identità del soggetto percettore del titolo)
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 47088 del 9 dicembre 2003)
Cass. pen. n. 18577/2003
Il semplice spostamento in territorio estero extracomunitario, a fine di successiva vendita e reimmatricolazione, di un autoveicolo di provenienza furtiva non costituisce “trasferimento” punibile ai sensi dell'art. 648 bis c.p., in quanto non idoneo ad ostacolare l'identificazione della provenienza del bene.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 18577 del 28 marzo 2003)
Cass. pen. n. 5030/1998
Il reato di cui all'art. 648 bis c.p. («riciclaggio»), pur consumandosi già nel momento in cui venga compiuta una singola operazione, fra quelle indicate nella norma incriminatrice, idonea ad ostacolare l'identificazione del bene proveniente da delitto, può tuttavia continuare ad attuarsi attraverso ulteriori operazioni dirette allo stesso fine, fra le quali può essere ricompresa anche quella consistente nel materiale «trasferimento» del bene anzidetto (quando esso sia costituito da una cosa mobile) da un luogo all'altro, ove da un tale trasferimento possa derivare la definitiva sottrazione della res alla identificazione ed al rintraccio. (Nella specie, in applicazione di tale principio, è stato ritenuto che erroneamente fosse stata esclusa, da parte del giudice di merito, la configurabilità del reato a carico di un nord africano che era stato sorpreso in Italia a bordo di un autovettura rubata in Francia, munita di documenti e dati di immatricolazione falsi o alterati; autovettura presumibilmente destinata al mercato dell'Africa settentrionale).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5030 del 10 dicembre 1998)
Cass. pen. n. 4769/1997
Ai fini di una valida motivazione del sequestro preventivo di cose che si assumano pertinenti al reato di riciclaggio di cui all'art. 648 bis c.p., pur non essendo necessario, con riguardo ai delitti presupposti, che questi siano specificamente individuati ed accertati, è però indispensabile che essi risultino, alla stregua degli acquisiti elementi di fatto, almeno astrattamente configurabili; il che non si verifica quando il giudice si limiti semplicemente a supporne l'esistenza, sulla sola base del carattere asseritamente sospetto delle operazioni relative ai beni e valori che si intendono sottoporre a sequestro.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 4769 del 12 novembre 1997)
Cass. pen. n. 3373/1997
Alla stregua dell'attuale formulazione dell'art. 648 bis c.p., secondo cui il reato di «riciclaggio» ivi contemplato può avere ad oggetto, oltre al danaro, anche «beni o altre utilità» che, al pari del denaro, provengano da delitto non colposo, deve ritenersi che sussista il detto reato e non quello di ricettazione semplice di cui all'art. 648 c.p. (rispetto al quale il primo si presenta con carattere di specialità), nel caso in cui taluno, ricevuta anche una sola autovettura di provenienza delittuosa, vi apponga, allo scopo di ostacolare l'accertamento di tale provenienza, targhe di pertinenza di altro veicolo.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3373 del 21 giugno 1997)
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La tutela penale della libertà di iniziativa...
La tutela penale della libertà di iniziativa economica
Autore: Palmieri Giuseppe M.
Data di pubblicazione: dicembre 2013
Prezzo: 22 €
Categorie: Riciclaggio
Nell'ambito dell'analisi delle fattispecie in materia di riciclaggio sono state ipotizzate diverse oggettività giuridiche quali patrimonio, ordine economico, ordine pubblico e amministrazione della giustizia. Individuato il legittimo bene giuridico nella libertà di iniziativa economica di cui all'art. 41 Cost., la fattispecie di riciclaggio rappresenta un'ipotesi di pericolo indiretto e la fattispecie di impiego di capitali illeciti un'ipotesi di pericolo diretto, ma... (continua)
Normativa antiriciclaggio e segnalazione di...
(dicembre 2009) -5%
Normativa antiriciclaggio e segnalazione di operazioni sospette
Data di pubblicazione: dicembre 2009
Il volume tratta uno degli argomenti tradizionalmente più delicati e controversi della complessa legislazione antiriciclaggio: quello relativo all'obbligo di segnalazione delle cosiddette "operazioni sospette". Nel lavoro collettaneo, sviluppato a seguito dell'entrata in vigore della nuova e recente normativa in materia (decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 251), sono stati coinvolti numerosi e qualificati esperti del settore, i quali affrontano esaustivamente i vari profili rilevanti in... (continua)
Elementi normativi internazionali e nazionali...
(dicembre 2010) -5%
Editore: Cacucci
Data di pubblicazione: dicembre 2010
L' indice penale (2018)
Categorie: Responsabilità medica, Diritto penale, Riciclaggio, L' indice penale
- Sul concorso di persone nel reato colposo
- In tema di colpa medica
- L’epilogo della “saga Taricco”
- Su riciclaggio e autoriciclaggio
- Il dialogo tra le Corti e la confisca
- Il tema della comparazione penalistica
La nuova normativa antiriciclaggio. Direttive...
(aprile 2010) -5%
La nuova normativa antiriciclaggio. Direttive comunitarie e normativa nazionale. Aspetti operativi e sanzionatori per gli intermediari finanziari
Data di pubblicazione: aprile 2010
Prezzo: 21,00 € -5% 19,95 €
Presentazione di Victor Uckmar
L'opera affronta una serie di problematiche ricorrenti (adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo, registrazioni nell’A.U.I., limitazioni del contanti e dei titoli al portatore, segnalazioni di operazioni sospette), proponendosi come uno strumento di lavoro utile per i destinatari della normativa e, nello specifico, per gli intermediari finanziari che vogliono rispettare o far applicare la normativa senza incorrere nelle... (continua)
Guida all'antiriciclaggio in banca
(dicembre 2011) -5%
Autore: Giampaolo Conforti
Collana: Economia e gestione
Data di pubblicazione: dicembre 2011
Il fenomeno in continua crescita del riciclaggio di denaro sporco, accentuato anche dalla globalizzazione, ha reso necessario rafforzare il ruolo del sistema finanziario nella lotta contro le attività criminose.
La presente edizione della Guida, profondamente rinnovata e aggiornata nei contenuti, rende conto del nuovo slancio normativo che l’azione antiriciclaggio ha ricevuto in Italia sulla scia delle disposizioni contenute nel d.lgs. n. 231/07, attuativo della terza... (continua)
Normativa antiriciclaggio e antiterrorismo per...
(settembre 2009) -5%
Normativa antiriciclaggio e antiterrorismo per i professionisti
Autore: Krogh Marco, Licini Cesare
Collana: Letture notarili
Data di pubblicazione: settembre 2009
Il tema è di grande attualità, come ben esplicitato nel titolo, non soltanto per i Notai ma per tutti i Professionisti.
Poiché le disposizioni in esame hanno origine e sviluppo da un contesto avviatosi sul piano della normativa comunitaria, il volume inizialmente illustra il panorama dell’attuale scenario internazionale e comunitario della lotta al riciclaggio, per poi esaminare accuratamente il versante nazionale delle nuove norme.
Le... (continua)
Il denaro sporco. Prevenzione e repressione...
Il denaro sporco. Prevenzione e repressione nella lotta al riciclaggio
Che cos’è realmente il riciclaggio? Quali le più frequenti modalità operative e le tecniche di accertamento nella esperienza quotidiana? La definizione socio-economica del money laundering corrisponde alla nozione tipizzata nel codice penale italiano e nella normativa complementare?A questi interrogativi di fondo risponde in maniera chiara e completa il volume, che rappresenta nell’attuale panorama editoriale la prima opera destinata a occuparsi in chiave... (continua)
La IV direttiva antiriciclaggio e...
La IV direttiva antiriciclaggio e antiterrorismo. I nuovi obblighi per gli intermediari finanziari e i professionisti
Autore: Tramontano Gennaro, Berselli Massimo, Bisceglie Vito
Collana: Legislazione degli intermediari
Categorie: Riciclaggio, Diritto penale tributario, Mafia e criminalità organizzata
L'allineamento della normativa antiriciclaggio dell'Unione Europea agli standard internazionali e alle raccomandazioni del 2012 della Financial Action Task Force. L'inclusione dei reati tributari nel novero dei predicate offense. L'estensione e il rafforzamento delle attività delle Financial Intelligence Unit. Innovative previsioni sulla trasparenza e l'accesso a informazioni relative alla titolarità effettiva di società e trust. Un approccio più stringente in tema... (continua)
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Il riciclaggio del denaro. Il fenomeno, il reato, le nome di contrasto
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Articolo 648
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