Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=2762007&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=72141970&IsCorr=False
Timestamp: 2017-06-26 10:18:35+00:00

Document:
Con atto 5 gennaio 1988 F.E. e M.V., moglie e figlio di M.I., deceduto il (OMISSIS) hanno convenuto in giudizio, innanzi al tribunale di Prato, la USL n. (OMISSIS), Area (OMISSIS), chiedendo che, accertata la responsabilità di quest'ultima quanto al decesso del proprio congiunto M.I., la stessa fosse condannata al risarcimento dei danni materiali e morali, nella misura ritenuta di giustizia, oltre rivalutazione monetaria e interessi.
Hanno esposto gli attori, a fondamento della spiegata domanda, che i sanitari dipendenti dalla convenuta erano incorsi in gravi omissioni e imperizie, per avere nel compiere l'operazione di simpaticectomia lombare farmacologica perforato il tratto protesico dell'aorta del M.I.: tale perforazione, a causa della assoluta inidoneità delle parti sintetiche dell'aorta, aveva causato una emorragia sviluppatasi nell'arco di tre giorni che poi aveva condotto all'infarto e, quindi, alla morte del paziente.
Costituitasi in giudizio la USL convenuta ha resistito alla avversa domanda, deducendone la infondatezza.
Svoltasi la istruttoria del caso, nel corso della quale il giudizio è stato interrotto a causa della soppressione della USL e riassunto nei confronti della Gestione Stralcio Liquidatoria, l'adito tribunale con sentenza 17 ottobre 2000 ha dichiarato la convenuta responsabile della morte di M.I. e la ha condannata al pagamento della somma di L. 406.700.500 in favore di ciascuno degli attori, oltre accessori di legge.
Gravata tale pronunzia dalla Gestione Liquidatoria ex Usl (OMISSIS) Area (OMISSIS), nel contraddittorio di F.E. e M.V., che costituitisi in giudizio hanno eccepito in rito la inammissibilità dell'appello e, nel merito, la sua infondatezza, la Corte di appello di Firenze con sentenza 10 dicembre 2002 - 6 marzo 2003, in totale riforma della sentenza del primo...
2. Sulla questione preliminare secondo cui il procedimento di appello risulta essere stato patrocinato da professionista non legato da rapporto di lavoro con l'ente unico titolare dei rapporti sostanziali (Gestione Liquidatoria della soppressa USL n. (OMISSIS) Area (OMISSIS)) ma da rapporto di lavoro con la neocostituita Azienda USL n. (OMISSIS) - i giudici di secondo grado hanno, testualmente, affermato "questa Corte si limita a richiamare un consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo il quale, poichè le Regioni attribuiscono ai direttori generali delle aziende sanitarie locali le funzioni di commissario liquidatore delle cessate unità sanitarie locali ai sensi della L. 28 dicembre 1995, n. 549, art. 2, e che detti direttori sono autorizzati ad avvalersi, per tali funzioni, delle strutture operative delle ASL "deve ritenersi che gli avvocati interni di queste aziende possano esercitare lo ius postulandi anche per conto delle gestioni liquidatorie delle USL�, richiamando, al riguardo, l'autorità di Cass. 12 agosto 2000, n. 10778.
3. Con il primo motivo i ricorrenti principali censurano nella parte de qua la sentenza gravata denunziando "violazione e falsa applicazione del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, art. 3, u.c., lett. b, come convertito con L. n. 36 del 1934 e modificato con L. n. 1949 del 1939, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la Corte di Appello ritenuto che l'avvocato che ha patrocinato il procedimento di appello, dipendente della neocostituita Azienda USL n. (OMISSIS) potesse esercitare lo ius postulandi anche in favore della Gestione Liquidatoria della soppressa USL n. (OMISSIS) Area (OMISSIS).
Si osserva, in particolare, che gli avvocati degli enti pubblici possono essere iscritti nell'elenco speciale di cui al ricordato R.D.L. n....
Note a sentenza (1) Il "difficile" concorso di cause naturali e cause umane del danno
Legislazione Correlata (15) LEGGEREG 21 ottobre 1997 n. 75, Toscana, Art. 3
RDL 27 novembre 1933 n. 1578, Art. 3
Codice Civile, Art. 1298
Portali (10) Giustizia Civile.Com ARTICOLO - Il problema della causalità materiale nella responsabilità civile. Recenti spunti.
(Migliaccio Emanuela)
Ridare FOCUS - Il problema del concorso tra cause umane e naturali e il danno cd. incrementativo
Ridare GIURISPRUDENZA COMMENTATA - Il Tribunale di Milano conferma la responsabilità aquiliana del medico ospedaliero e fa chiarezza sul danno iatrogeno “incrementativo”

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 Cass. 
 sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 1298