Source: http://docplayer.it/366905-Chiarezza-delle-aspettative-dell-organizzazione-verso-l-individuo-e-chiara-esplicitazione-all-individuo-di-tali-aspettative.html
Timestamp: 2017-03-26 09:40:59+00:00

Document:
chiarezza delle aspettative dell organizzazione verso l individuo e chiara esplicitazione all individuo di tali aspettative - PDF
chiarezza delle aspettative dell organizzazione verso l individuo e chiara esplicitazione all individuo di tali aspettative
Download "chiarezza delle aspettative dell organizzazione verso l individuo e chiara esplicitazione all individuo di tali aspettative"
1 FORMA 3: Valutazione dei comportamenti organizzativi Nozioni di base 1. LA VALUAZION DLL COMPNZ INDIVIDUALI 1.1 L COMPNZ INDIVIDUALI In base ai recenti contributi di numerosi autori, possiamo intendere per competenze individuali un insieme di caratteristiche dell individuo (conoscenze, esperienze, capacità, attitudini, immagine di sé, motivazioni, valori) che alimentano sistematici e osservabili comportamenti intenzionali, correlati in modo causale a prestazioni individuali il cui livello è conforme a quanto stabilito per il titolare di una data posizione di lavoro o, più in generale,alle esigenze ed aspettative dell organizzazione. L intensità con la quale l individuo attinge a tali proprie caratteristiche e le trasforma in comportamenti apprezzati dall organizzazione è influenzata dalla presenza/assenza di una serie di stimoli quali ad esempio: chiarezza delle aspettative dell organizzazione verso l individuo e chiara esplicitazione all individuo di tali aspettative relazioni costruttive e partecipative tra capo e collaboratore, basate sulla condivisione degli obiettivi da raggiungere costante ed efficace feedback da parte del capo in relazione ai comportamenti del collaboratore propensione del capo a valorizzare, nell ambito dell organizzazione, i comportamenti virtuosi dei collaboratori propensione del capo ad affiancare i collaboratori nel loro sviluppo professionale sistema incentivante ritenuto equo e trasparente dai membri dell organizzazione che valorizzi l assunzione di responsabilità e la crescita professionale. 1.2 LA PARZIAL MISURABILIA DLL COMPNZ: QUALI LMNI POSSIBIL VALUAR In quanto caratteristiche individuali, le competenze variano da individuo ad individuo e sono solo in parte esplorabili, data la loro natura e gli elementi che le costituiscono. Il problema della valutazione delle competenze di un individuo è pertanto un problema estremamente complesso. In realtà nell ambito del processo di valutazione delle performance, ciò che interessa non è valutare le competenze degli individui in un organizzazione bensì: a) definire per ogni posizione di lavoro le competenze necessarie affinchè la prestazione individuale possa esse ritenuta soddisfacente per l organizzazione b) valutare periodicamente il grado di corrispondenza tra le competenze richieste per ricoprire una data posizione e le competenze dell individuo che ricopre tale posizione. Una siffatta valutazione non può basarsi su tutti i possibili elementi che, in base alla definizione data, costituiscono le competenze individuali (conoscenze, esperienze, capacità, attitudini, immagine di sé, motivazioni, valori) in quanto alcuni di tali elementi non sono osservabili oppure non sono facilmente osservabili. Per tale motivo, quando si effettua la valutazione delle performance basata sulle competenze individuali si prendono in considerazione, generalmente, i seguenti elementi: FORMZ PA - Progetto Performance PA 12 le esperienze le conoscenze le capacità. 1.3 LA VALUAZION DLL SPRINZ DLL CONOSCNZ Le esperienze possono essere analizzate, e quindi valutate, attraverso il curriculum dell individuo, eventualmente integrando le informazioni in esse riportate con colloqui ai referenti di organizzazioni nelle quali l individuo ha prestato servizio. Le conoscenze possono essere di diversa natura: giuridiche amministrative statistiche contabili tecniche informatiche etc. Possono altresì essere relative specifiche normative, procedure e sistemi gestionali. Oppure a specifici processi quali: controllo di gestione gestione della formazione gestione delle risorse umane business process reinginering etc. O ancora a specifiche tecniche o strumenti metodologici. Le conoscenze possono essere valutate: attraverso i titoli di studio (laurea, esperienze formative post laurea) attraverso il possesso di certificazioni (relative ad esempio alle conoscenze linguistiche, alle conoscenze di informatica, di project management, di sicurezza sul lavoro, etc) attraverso le attestazioni relative ad iniziative di formazione (aziendale o esterne all azienda) alle quali l individuo ha partecipato. Una volta identificate le specifiche conoscenze correlate ad una data posizione di lavoro, il livello richiesto per ciascuna di esse può essere definito sulla base di appropriate scale di valutazione quantitative o qualitative. Generalmente, per la valutazione delle conoscenze si ricorre a scale di valutazione che FORMZ PA - Progetto Performance PA 23 classificano i livelli di conoscenza in base alla padronanza della conoscenza ed assegnano a ciascun livello un numero. Ad esempio: Livello = 1, conoscenza di base (corrispondere a quanto acquisito nel corso degli studi) Livello = 2, conoscenza avanzata (corrispondente a quanto acquisito in corsi di formazione post laurea) Livello = 3, conoscenza specialistica (in aggiunta al precedente livello vi è la partecipazione a numerosi corsi di formazione aziendali e relative certificazioni) Livello = 4, conoscenza corrispondente al livello di esperto (in tal caso l individuo funge da docente in corsi aziendali o è chiamato a svolgere docenze all esterno dell Amministrazione). 1.4 LA VALUAZION DLL CAPACIA INDIVIDUALI Le capacità, al contrario dei precedenti due elementi, non possono essere direttamente osservabili in quanto elementi che si riferiscono alle potenzialità degli individui. Come suggerito in letteratura e come ormai prassi nei sistemi di valutazione per procedere alla valutazione delle capacità,di diversa natura, dell individuo, si associano ad esse degli specifici comportamenti che costituiscono una sorta di indicatori della capacità. La relazione tra competenze tra capacità e comportamenti non va però intesa in termini strettamente deterministici, in quanto è difficile stabilire una relazione biunivoca tra capacità e comportamento o tra conoscenza e comportamento. Ad una capacità potrebbero essere associati più comportamenti, o uno stesso comportamento potrebbe essere associato a diverse capacità. Possiamo in conclusione parlare di comportamenti in grado di spiegare in maniera ritenuta adeguata una certa capacità. SMPI: Leadership => guidare gli altri, delegare e controllare, motivare,etc Pianificare => visione d insieme,definire obiettivi, valutare risultati,etc Si ricorda che l art. 9 del D.Lgs 150/2009 include fra gli ambiti di misurazione della performance individuale i comportamenti professionali e organizzativi del personale dipendente. Inoltre il DL sulla Spending Review, n. 95 del 6 luglio 2012, all art.5 c. 11 e 11 bis, stabilisce che nelle more dei rinnovi contrattuali previsti dall articolo 6 del DL 1 agosto 2011, n. 141, e in attesa dell applicazione di quanto disposto dall articolo 19 del D.Lgs 150/2009, le amministrazioni [ ] valutano la performance del personale dirigenziale in relazione)): a) [ ]; b) ai comportamenti organizzativi posti in essere e alla capacità di valutazione differenziata dei propri collaboratori, [ ] la misurazione e valutazione della performance individuale del personale è effettuata dal dirigente in relazione: a) [ ]; b) [ ] ai comportamenti organizzativi dimostrati. La valutazione delle performance individuale basata sui comportamenti comporta una serie di vantaggi: Consente la valutazione della performance individuale nel caso di posizioni di lavoro alle quali non sono facilmente associabili indicatori di risultato, come nel caso ad esempio delle famiglie professionali degli specialisti (ingegneri, informatici, tecnici di laboratorio, etc) Può essere applicata a posizioni che operano in processi interfunzionali rispetto alle quali è difficile definire indicatori di risultato individuale Consente di effettuare, nel corso del tempo, l analisi critica dei comportamenti individuali e la definizione di interventi di sviluppo individuale FORMZ PA - Progetto Performance PA 34 Consente di attivare sinergie con il sistema di gestione delle risorse umane (reclutamento e selezione, valutazione fabbisogni formativi, valutazione del potenziale) Occorre però prestare attenzione alla presenza di una serie di rischi che potrebbero influenzare negativamente l affidabilità del processo di valutazione dei comportamenti, quali ad esempio: comportamenti definiti senza tener conto delle specificità e della peculiarità dell Amministrazione e/o delle posizioni di lavoro comportamenti definiti senza tener presente la coerenza con gli obiettivi strategici ed organizzativi distorsioni nella valutazione (eccessiva severità, eccessivo buonismo, effetto alone, etc) eccessiva complessità del sistema di valutazione dei comportamenti e rischio che gli utenti diretti ed indiretti del sistema non ne comprendano a fondo finalità e strumenti, con ricadute negative sull affidabilità dei risultati del sistema rischio di soggettività non controllata da parte dei valutatori e conseguente eccessiva arbitrarietà del giudizio I rischi di cui sopra non possono mai essere eliminati ma possono essere minimizzati prestando la dovuta attenzione al processo di costruzione del sistema di valutazione dei comportamenti. Ciò sia per quanto riguarda la selezione delle aree di comportamento da valutare,sia per quanto riguarda la scelta delle tecniche per la valutazione dei comportamenti, sia per quanto riguarda la definizione degli osservatori dei comportamenti. Adeguata cura andrà posta nella comunicazione del sistema agli interessati, così come è opportuno prevedere adeguata formazione iniziale sull utilizzo del sistema di valutazione. consigliabile inoltre che effettuare almeno una sessione di sperimentazione del sistema di valutazione al fine di consentire la verifica della affidabilità del sistema. Infine, è opportuno che nel processo di costruzione del sistema di valutazione sia coinvolto un campione di tutti gli utenti del sistema (valutatori, valutati, coloro che dovranno tener conto dei risultati della valutazione). La definizione dei comportamenti attesi relativi ad una specifica posizione di lavoro deve essere effettuata prestando attenzione al fatto che i comportamenti siano: o coerenti con gli obiettivi strategici, con il sistema di valori e con la cultura dell organizzazione o correlati alla performance organizzativa dell unità organizzativa dell individuo o correlati agli specifici contenuti della posizione di lavoro delle attività lavorative e quindi alle peculiarità dei processi e o correlati agli eventuali specifici obiettivi di risultato assegnati al titolare della posizione o osservabili o misurabili. Particolare rilievo assumono gli ultimi due requisiti sui quali è opportuno soffermarsi. Per quanto riguarda l osservabilità, occorre tenere presente che: I comportamenti devono essere riconducibili ad azioni direttamente osservabili FORMZ PA - Progetto Performance PA 45 Deve essere preventivamente verificata la presenza e la disponibilità di adeguati osservatori delle competenze nonché la loro propensione/disponibilità ad intervenire nel sistema di valutazione Per posizioni di lavoro caratterizzate da attività di tipo prevalentemente tecnico operativo, assenza di collaboratori da gestire, limitata e non significativa interazione con altre posizioni della stessa unità organizzativa e di altre unità organizzative,etc. gli osservatori possono essere lo stesso titolare della posizione ed il suo capo gerarchico Per posizioni di lavoro di contenuto più complesso (diversi collaboratori da gestire, interazioni con altre posizioni sia all interno che all esterno dell unità organizzativa, interazioni con l utenza finale) occorrerà estendere la rete degli osservatori che in tal caso dovrebbe includere anche collaboratori,colleghi e, se il caso, utenti finali dei servizi offerti L CNICH PR LA VALUAZION DI COMPORAMNI Le principali tecniche per la valutazione dei comportamenti sono le seguenti: o Scale di giudizio (esempio: da comportamento ritenuto inadeguato a comportamento ritenuto eccellente) o Confronto a coppie in relazione a ciascun comportamento oggetto di valutazione (quale dei due collaboratori ha esibito il miglior comportamento?) o Liste di controllo (il valutatore in tal caso non esprime direttamente il proprio giudizio sul valutato ma sceglie, rispetto ad un insieme di possibili esempi di un dato comportamento, sia positivi che negativi, quello/i che meglio fotografano il comportamento del valutato) o Descrizioni di fatti significativi o tecnica degli incidenti critici (oggetto della valutazione sono in tal caso fatti particolarmente rilevanti ai fini della valutazione di un dato comportamento del soggetto valutato). Ciascuna di tali tecniche presenta vantaggi e svantaggi. La prima tecnica è caratterizzata da una bassa complessità ma presenta un elevato rischio di arbitrarietà di giudizio ed inoltre non consente di cogliere i fabbisogni formativi dell individuo, data la genericità dei giudizi. La seconda tecnica consente di pervenire ad una valutazione più affidabile ma richiede tempi di applicazione piuttosto lunghi. Inoltre anche tale tecnica si presta unicamente a costruire una graduatoria di valutati ma non fornisce indicazioni in merito alle esigenze di rafforzamento dei comportamenti individuali (sviluppo individuale). La terza tecnica è, a parere di chi scrive, più affidabile rispetto alle prime due ed il suo impiego consente di acquisire informazioni utili anche per lo sviluppo individuale. Il limite di tale tecnica è che il valutatore non viene coinvolto nella costruzione degli elenchi dei possibili comportamenti e può quindi capitare che egli si senta forzato ad usare un metodo che non riesce a cogliere in pieno la ricchezza del proprio giudizio. Inoltre, anche se in teoria il valutatore non conosce il peso (sfavorevole o favorevole) che il sistema associa a ciascun comportamento elencato, nel corso del tempo egli può riuscire ad individuare quali comportamenti siano considerati positivi e quali negativi e di conseguenza tenerne conto nell espressione del proprio giudizio. La quarta tecnica presenta buone potenzialità di affidabilità ma è molto onerosa ed inoltre la sua applicazione, essendo basata sui comportamenti degli specifici valutati, non consente la comparazione dei FORMZ PA - Progetto Performance PA 56 risultati UNA PROPOSA MODOLOGICA PR LA VALUAZION DI COMPORAMNI Nella sezione successiva viene proposta una scheda per la valutazione dei comportamenti del personale degli Atenei. La tecnica di valutazione proposta è riconducibile a quella delle liste di controllo. La peculiarità del metodo, rispetto ai ricorrenti utilizzi delle liste di controllo, è l utilizzo di specifici indicatori di comportamento. Gli indicatori costituiscono gli elementi di base per la descrizione del comportamento organizzativo o professionale ossia devono specificare, rispetto ad una data area di comportamento, quali sono le aspettative dell organizzazione verso l individuo, quali specifiche modalità di comportamento sono richieste all individuo affinchè si presume egli possa svolgere al meglio la sua attività lavorativa. In altri termini, gli indicatori di comportamento costituiscono le modalità esplicite e condivise tra tutti i membri di un organizzazione attraverso le quali è possibile descrivere, e successivamente valutare, i comportamenti. Gli indicatori di comportamento devono essere formulati attraverso appropriate parole chiave, in grado di contestualizzare il significato e il senso del comportamento nello specifico contesto organizzativo dell nte. ssi devono inoltre essere formulati in modo chiaro, evitando ambiguità nel significato, e semplice. Devono essere il più possibile brevi e descritti attraverso verbi di azione. opportuno che gli indicatori comportamentali siano validati attraverso momenti di incontro tra i progettisti del sistema di valutazione delle competenze e gli utenti del sistema (valutatori, valutati, progettisti degli interventi di formazione, etc.) per evitare il rischio di indicatori comportamentali astratti o difficilmente riscontrabili nella specifica organizzazione. Concludiamo con alcune considerazioni relativi al ricorso alla valutazione dei comportamenti nell ambito della gestione della perfomance nella PA. Per i dirigenti costituisce elemento di valutazione la capacità di valutazione dei propri collaboratori, dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi (D.Lgs 150/09, Art. 9 comma d), che viene considerato un comportamento organizzativo particolarmente importante a sostegno della valorizzazione del merito. Rispetto a questo fattore di valutazione verrà proposto di utilizzare una quantificazione basata sulla modalità dello scarto quadratico medio. Più problematica la questione se debbano essere valutati altri comportamenti organizzativi dei dirigenti. Nell art. 9 comma c del D.Lgs 150/2009 vengono, infatti, richiamate le competenze professionali e manageriali dimostrate, mentre non si parla specificamente di competenze organizzative. Allo stesso tempo la preintesa del 3 maggio 2012 fra ministero per la pubblica Amministrazione e l innovazione, le Regioni, le Province e i Comuni, e le Organizzazioni Sindacali, pone enfasi sull opportunità di collegare la valutazione, e quindi la premialità dei dirigenti, alla performance organizzativa e raggiungimento di obiettivi prefissati. Anche in questo caso non vengono richiamate le competenze organizzative. Di segno diverso, come abbiamo visto, il decreto sula Spending Review. Ciò non esclude l opportunità di valutare anche i comportamenti organizzativi agiti dai dirigenti, assegnando semmai ad essi un peso inferiore agli altri ambiti. Sono infatti molti, se non la maggior parte, gli nti che, anche dopo l approvazione del Decreto150, hanno optato per questa soluzione. FORMZ PA - Progetto Performance PA 67 Ciò è senza dubbio collegato alla necessità di dare spazio, nella valutazione, alla managerialità di questi ultimi, che, come per i dipendenti, non attiene solo ai risultati ottenuti. d altronde ovvio che con il suo comportamento un dirigente è capace di influenzare in modo consistente il clima e la cultura dell organizzazione, e che difficilmente questi aspetti possono essere ancorati a specifici obiettivi misurabili. Modalità applicative 1. PROPOSA DI UNA SCHDA PR LA VALUAZION DLL COMPNZ DL PRSONAL DGLI ANI SULLA BAS DI COMPORAMNI PROFSSIONALI MANAGRIALI ORGANIZZAIVI La scheda prevede il ricorso alle seguenti tre tipologie di competenze: competenze tecnico professionali competenze manageriali competenze relazionali e di networking. A ciascuna delle tre tipologie di competenze sono associate diverse aree di comportamento, identificate sulla base dei processi lavorativi e delle attività peculiari delle organizzazioni degli Atenei. Ad ogni area di comportamento è associato un certo numero di indicatori di comportamento. Anche se la gamma di aree di comportamenti e indicatori di comportamento è abbastanza ampia, ciascun Ateneo può aggiungere ulteriori aree di comportamento e/o indicatori. Si suggerisce che le aree di comportamento ed i relativi indicatori di comportamento siano selezionati e validati da un gruppo di lavoro comprendente un adeguato campione di valutatori e valutati, al fine di facilitare la condivisione già a partire dal processo di costruzione del metodo di valutazione. La scheda può essere inoltre adattata alle diverse aree professionali (area amministrativa, area biblioteche, area tecnica, tecnica scientifica ed elaborazione dati), alle diverse sedi di svolgimento delle attività (Amministrazione Centrale o Dipartimenti) oppure ai diversi livelli di inquadramento (personale senza incarico di elevata professionalità, personale con incarico di elevata professionalità, dirigenti) attraverso le seguenti modalità: selezionando, per ciascuna tipologia di competenza, le aree di comportamento e gli indicatori di comportamento che si ritengono maggiormente correlati alla posizione di lavoro il cui titolare deve essere valutato (alcune aree di comportamento potranno essere comuni ai diversi elenchi Altre aree di comportamento potranno essere specifiche per un solo livello di inquadramento) assegnando un peso a ciascuna delle tre tipologie di competenza assegnando, nell ambito di una data tipologia di competenza, un peso diverso alle diverse aree di comportamento da valutare. FORMZ PA - Progetto Performance PA 78 Ad esempio, nel caso di personale dirigente o con incarico di elevata professionalità si potrebbe assegnare un peso pari a 0,20 all insieme dei comportamenti relativi alle competenze tecnico professionali, un pari a 0,50 all insieme dei comportamenti relativi alle competenze manageriali ed un peso a 0,30 al relativi ai comportamenti relativi alle competenze personali e di networking. Laddove al personale non dirigente e senza incarico di elevata professionalità i valori dei pesi potrebbero essere, rispettivamente, 0,50, 0,20 e 0,30. Al fine di non rendere eccessivamente complesso il sistema di valutazione, soprattutto nelle prime fasi del ciclo di vita del sistema, si suggerisce però di non differenziare eccessivamente le aree di comportamento rispetto alle aree professionali e di operare tale differenziazione solo rispetto eccessivamente al livello di inquadramento. La scala di valutazione proposta, per ciascuno indicatore di comportamento, prevede 4 livelli: o Comportamento esibito raramente (rispetto al numero di osservazioni del periodo), valore=1 o Comportamento esibito spesso, valore = 2 o Comportamento esibito molto spesso, valore = 3 o Comportamento esibito sistematicamente (100% rispetto ai comportamenti osservati nel periodo),valore = 4. Naturalmente la scala può essere rivista e tarata in base alle specifiche esperienze e sensibilità dei valutatori. La scelta di una scala a 4 possibilità di risposte anziché la scala pentenaria, piuttosto diffusa, è dovuta soprattutto al tentativo di minimizzare il fenomeno, alquanto diffuso nel caso delle scale pentenarie, di posizionamento, da parte del valutatore, sul valore medio della scala. Anche le aree di comportamento (ed all interno di esse gli specifici indicatori di comportamento) possono essere oggetto di personalizzazione da parte dei singoli Atenei. Si ricorda infatti che gli indicatori di comportamento rappresentano le attese relative ai comportamenti che i titolari di una determinata posizione dovrebbero agire. Ossia essi esprimono, rispetto ad una data area di comportamento, quali sono le aspettative dell organizzazione verso l individuo, quali specifiche modalità di comportamento sono richieste all individuo affinché si presume egli possa svolgere al meglio la sua attività lavorativa. Per procedere alla valutazione, una volta effettuata la personalizzazione della scheda (sia attraverso l aggiunta o l eliminazione di aree di comportamento e relativi indicatori, sia attraverso la definizione di eventuali schede specifiche per aree professionali e/o livelli di inquadramento) occorre che l Amministrazione definisca per ogni area di comportamento/indicatore di comportamento selezionati, il valore target, utilizzando la scala prima richiamata. Naturalmente, data un area di comportamento ed un indicatore di comportamento, il valore target di tale indicatore potrà variare al variare dell area professionale del valutato e del livello contrattuale. Anche per quanto riguarda il valore target degli indicatori di comportamento, si suggerisce un significativo coinvolgimento dei valutatori e dei valutati affinché si realizzi il necessario processo di comunicazione e condivisione relativo alla performance attesa, che consente di assicurare al processo di valutazione i necessari requisiti di trasparenza ed equità. Nel metodo proposto, l esplicitazione degli indicatori di comportamento atteso e dei grado di intensità di comportamento per ciascuno di essi consente maggiore serenità di giudizio al valutatore e, al tempo stesso, consente al valutato maggiore consapevolezza degli elementi alla base della sua valutazione. FORMZ PA - Progetto Performance PA 89 Laddove, l utilizzo delle scale di giudizio non consente tali dettagli in quanto il giudizio viene espresso in modo generico ( prestazione pienamente soddisfatta/non soddisfatta, richieste lavorative del tutto esaudite/non esaudite, etc. ) il che, oltre a generare arbitrarietà (anche se involontarie) in fase di giudizio non consente di identificare gli specifici comportamenti che costituiscono punti di debolezza del valutato e rispetto ai quali valutatore e valutato dovranno stabilire, in sede di colloquio di feedback, specifici e concordati obiettivi ed interventi di miglioramento. Il metodo proposto consente invece di evidenziare analiticamente i comportamenti da modificare, al fine di migliorare il livello di performance individuale. opportuno inoltre ricordare che, mentre la formalizzazione del giudizio avviene in un periodo di tempo limitato nel corso del quale il valutatore è abilitato all utilizzo della scheda di valutazione, il processo di valutazione dura invece tutto l anno. Il valutatore dovrebbe quindi annotare (in un quaderno, in un agenda, in un file) tutti i fatti importanti relativi ai comportamenti da valutare, per ciascun collaboratore. Ad esempio: la sintesi e la precisione con la quale ha esposto un report, la padronanza che ha mostrato nel corso di una riunione di coordinamento, la calma mantenuta in un situazione di lavoro alquanto stressante, etc.). All inizio tale modo di procedere sembrerà probabilmente troppo faticoso, ma una volta superata questa prima crisi diventerà un abitudine e consentirà di arrivare al momento della valutazione formale con maggiore consapevolezza e serenità ed anche di disporre di un repertorio di informazioni che si potranno efficacemente utilizzare nel colloquio di feedback. Il valutatore procederà infatti alla valutazione di tutti gli indicatori di comportamento selezionati nella scheda, sulla base degli episodi di comportamento del valutato nel corso di tutto il periodo oggetto di valutazione. Si riporta nel seguito la scheda proposta, con un esempio di applicazione. SCHDA DI VALUAZION DI COMPORAMNI RLAIVA AL PRIODO DA A COGNOM NOM ARA PROFSSIONAL LIVLLO DI INQUADRAMNO VAUAOR AR DI COMPORAMNO INDICAORI Comportamento esibito raramente (rispetto al numero di osservazioni del periodo) Comportamento esibito spesso VALOR=2 Comportamento esibito molto spesso VALOR = 3 Comportamento esibito sistematicamente (100% rispetto ai comportamenti osservati nel periodo) VALOR=1 VALOR = 4 RLAIV A COMPNZ CNICO PROFSSIONALI CONOSCNZ CNICO PROFSSIONALI: amministrativocontabili legislativo normativo X Dimostra di possedere le conoscenze e le necessarie a svolgere le mansioni del profilo di appartenenza Assolve al proprio lavoro applicando le conoscenze possedute al proprio contesto lavorativo (PSO=40%) (comportamento esibito) (comportamento target) relative alle attività degli uffici tecnici (progettazione, direzione lavori, collaudi, etc) un punto di riferimento per i colleghi del proprio ufficio per quanto riguarda le tematiche relative alla conoscenza in oggetto FORMZ PA - Progetto Performance PA 910 relative alle procedure ed ai sistemi di appalto relative ai sistemi informatici (specificare) relative ai sistemi organizzativi e di gestione un punto di riferimento anche per i colleghi di altri uffici per quanto riguarda le tematiche relative alla conoscenza in oggetto rasferisce le proprie conoscenze ai propri colleghi o a quelli di altre unità organizzative relative alle tecniche di analisi dei fabbisogni formativi, di programmazione e valutazione della formazione altro,specificare CRSCIA PROFSSIONAL Cura il proprio aggiornamento professionale e/o manifesta le necessità di aggiornamento/formazione al proprio referente gerarchico Partecipa ai percorsi di formazione, affiancamento, addestramento e avvicendamento dei vari processi lavorativi proposti. Riversa nell'ambito della propria attività e nei rapporti con i colleghi le conoscenze acquisite. PROCSSI LAVORAIVI Mostra disponibilità a sperimentare nuove attività lavorative Dimostra efficacia ed efficienza nella gestione dei processi lavorativi di propria competenza. Valuta le responsabilità dirette ed indirette che derivano dalla conformità o meno delle sue azioni alle procedure e ai regolamenti Individua e propone aree di miglioramento dei processi lavorativi. AFFIDABILIA Rispetta impegni e scadenze Realizza le prestazioni previste/assegnate con l attenzione, la precisione e l esattezza richieste PROBLM SOLVING CNICO Dimostra di conoscere e rispettare doveri, vincoli e procedure Individua e riconosce situazioni impreviste e/o FORMZ PA - Progetto Performance PA 1011 PROFSSIONAL critiche Individua problemi pratici, anche relativi a processi lavorativi interconnessi, e li risolve con tempestività. Nell'immediato, si attiva prevedendo soluzioni alternative, selezionando quella più efficace e attuandola tempestivamente In prospettiva, analizza le situazioni che si sono presentate e si attiva per la ricerca di soluzioni innovative e di miglioramento. RLAIV A COMPNZ MANAGRIALI (PSO=40%) GSION DLL ORGANIZZAZION Analizza le possibili cause di problemi organizzativi e ne anticipa la soluzione Collabora con colleghi dell Ufficio o di altre unità organizzative per la soluzione di problemi organizzativi Risponde con tempestività ed efficacia alla gestione di situazioni organizzative critiche, anche non prevedibili Propone ai propri superiori possibili soluzioni ai problemi organizzativi e collabora alla loro risoluzione Si adopera per adattare l organizzazione del proprio ufficio a variazioni nelle esigenze degli utenti interni o esterni Si adopera per adattare l organizzazione del proprio ufficio al variare delle risorse disponibili PROGRAMMAZION CONROLLO Si adopera per facilitare l adattamento dell organizzazione del proprio ufficio ai nuovi sistemi informatici Pianifica il proprio lavoro e quello degli eventuali collaboratori identificando con accuratezza Obiettivi compatibili con le risorse disponibili Valuta le risorse necessarie in relazione agli obiettivi da raggiungere Analizza in corso d opera gli scostamenti tra obiettivi e risultati effettivi ed identifica appropriati interventi correttivi FORMZ PA - Progetto Performance PA 1112 PROJC MANAGMN iene conto dei risultati del passato in fase di ripianificazione degli obiettivi e delle attività Pianifica con accuratezza le attività da realizzare ed i risultati da ottenere in relazione ai programmi ed ai progetti dei quali è responsabile Stima con accuratezza risorse necessarie e tempi di realizzazione delle diverse attività Analizza criticamente il piano delle attività al fine di identificare possibili alternative che consentano di ridurre sia i tempi di realizzazione che l impiego delle risorse ffettua periodici monitoraggi finalizzati a valutare le prestazioni del progetto Fornisce tempestivi feedback e report, ai suoi superiori, sull andamento del progetto GSION VALORIZZAZION COLLABORAORI DI Si attiva per identificare ed attuare appropriati interventi correttivi Indirizza, motiva e valuta i propri collaboratori Coinvolge i collaboratori nella definizione degli obiettivi e nella programmazione delle attività INNOVAZION MIGLIORAMNO Mostra attenzione alla crescita professionale dei collaboratori Partecipa attivamente al cambiamento organizzativo Contribuisce al miglioramento e all innovazione (introduzione di novità procedurali, tecniche, nei processi di lavoro, nelle modalità di offerta dei servizi ) RLAIV A COMPNZ RLAZIONALI DI NWORKING (PSO=20%) ORINAMNO Costruisce relazioni ALL UN INRNO positive, proficue ed efficaci con i colleghi, Condivide le informazioni Contribuisce a creare un clima interno positivo (orientamento al risultato e alla produttività, relazioni interne produttive, valorizzazione delle FORMZ PA - Progetto Performance PA 1213 ORINAMNO ALL UN SRNO differenze, ) Si adopera per offrire un servizio di qualità all utente Ascolta e comprende i bisogni dell'utente, proponendo soluzioni coerenti alle attese. Presta attenzione a comunicare con un linguaggio il più possibile semplice e comprensibile ' tempestivo ed esaustivo nel fornire risposte agli utenti. COMUNICAZION Si fa carico delle problematiche poste dell'utente, indirizzandolo, se del caso, con precisione verso altre strutture competenti Diffonde rapidamente tra i colleghi notizie e informazioni rilevanti per il contesto organizzativo essenziale, incisivo e sintetico nell attività di reporting ai propri superiori LAVORO DI GRUPPO chiaro ed esaustivo e rispettoso dei tempi nel corso di incontri e riunioni Dimostra flessibilità collaborativa, modificando le proprie posizioni, se funzionale al raggiungimento dell'obiettivo del gruppo Interagisce in modo collaborativo e funzionale nell'ambito del gruppo. Coinvolge i componenti del gruppo in vista di un obiettivo comune. Dimostra un elevato senso di appartenenza al gruppo ed all organizzazione Proposta di metodologia di calcolo del valore relativo alla corrispondenza tra comportamenti target e comportamenti effettivi: Per ciascuna delle 3 tipologie di competenze si considerano le diverse aree di comportamento e si procede al calcolo del valore della corrispondenza tra comportamenti target e comportamenti effettivi, attraverso la seguente formula: SOMMA VALORI FFIVI DI UI GLI INDICAORI DI COMPORAMNO SLZIONAI/SOMMA DI VALORI ARG DI UI GLI INDICAORI SLZIONAI (valore=100, max corrispondenza) Si procede al calcolo del valore globale della corrispondenza tra comportamenti target e comportamenti effettivi attraverso la seguente formula: SOMMA (VALOR DL PSO ASSGNAO A CIASCUNA IPOLOGIA DI COMPNZA X VALOR DLLA CORRISPONDNZA FORMZ PA - Progetto Performance PA 1314 COMPORAMNI ARG/FFIVI RLAIVO A CIASCUNA IPOLOGIA DI COMPNZA) X 100 (MDIA PONDRAA) (valore=100, max corrispondenza) Nel caso dell esempio avremo: Valore della corrispondenza comportamenti target/comportamenti effettivi in relazione alle competenze tecnico professionali = 17/23 X 100 = 73,91 Valore della corrispondenza comportamenti target/comportamenti effettivi in relazione alle competenze manageriali = 12/16 X 100 = 75 Valore della corrispondenza comportamenti target/comportamenti effettivi in relazione alle competenze relazionali e di networking = 10/16 X 100 = 62,5 Valore globale della corrispondenza tra comportamenti target/comportamenti effettivi = 73,91X0, X0, ,5X0,20 = 29, = 55,56. I risultati possono costituire un utile base per l impostazione del colloquio di feedback e per la definizione di un piano di sviluppo, condiviso tra valutatore e valutato, finalizzato al miglioramento dei comportamenti. La scheda può essere facilmente informatizzata, ad esempio attraverso excel. 2. LA CORRISPONDNZA RA AR DI COMPORAMNO INDIVIDUAL D AMBII DI PRFORMANC ORGANIZZAIVA Il metodo proposto consente inoltre di tener conto di come le aree di comportamento individuali possono contribuire al raggiungimento delle performance organizzative di una data unità organizzativa o,al contrario, di come selezionare le aree di comportamento maggiormente rilevanti al fine di facilitare il contributo della performance individuale alla performance organizzativa. Nella tabella che segue sono state riportate nelle righe le aree di comportamento proposte e nelle colonne gli ambiti di performance organizzativa, così come descritti nel DL. 150/2009. In corrispondenza di ogni incrocio si è riportata la valutazione dell impatto che una data area di comportamento potrebbe avere su ciascun ambito di performance, in una scala alta, media,bassa. Naturalmente tale valutazione, pur se verosimile, deve essere rivista e validata dal gruppo di lavoro incaricato della progettazione operativa della metodologia. AMBII DI PRFORMANC ORGANIZZAIVA PRVISI DAL DL. 150/2009 AR DI COMPORAMNO Qualità e quan tà delle prestazioni e dei servizi erogati Grado di soddisfazione dei destinatari delle a vità e dei servizi fficienza nell'impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonché all'ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi Attuazione di piani e programmi, ovvero misurazione dell'effettivo grado di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello previsto di assorbimento delle risorse FORMZ PA - Progetto Performance PA 1415 CONOSCNZ PROFSSIONALI CNICO A A A B CRSCIA PROFSSIONAL A A A B PROCSSI LAVORAIVI A A A B AFFIDABILIA A A A B PROBLM SOLVING CNICO PROFSSIONAL GSION DLL ORGANIZZAZION PROGRAMMAZION CONROLLO A A A B B B A M B B A A PROJC MANAGMN B B M A GSION VALORIZZAZION DI COLLABORAORI B A A A INNOVAZION MIGLIORAMNO ORINAMNO INRNO ORINAMNO SRNO ALL UN ALL UN B A M A A A B M A A B M COMUNICAZION B B M A LAVORO DI GRUPPO B B A A FORMZ PA - Progetto Performance PA 15 Vedere altro
IT PROCESS EXPERT 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze sono necessarie... 6 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti Dettagli CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida
REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L APPLICAZIONE DEGLI ARTT.75 CONFERIMENTO E REVOCA DI INCARICHI AL PERSONALE DELLA CATEGORIA EP E 76 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E RETRIBUZIONE DI RISULTATO DEL CCNL 16.10.2008 Dettagli Formazione Su Misura
Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi Dettagli INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO
INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione Dettagli COMUNE DI MONTECCHIO EMILIA
COMUNE DI MONTECCHIO EMILIA Allegato sub. 1) SISTEMA DI DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE, DEL PERSONALE E DEL SEGRETARIO COMUNALE* informato ai principi di cui all art 9 cc. Dettagli COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)
DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del Dettagli SPAI di Puclini Carlo
STATO DELLE REVISIONI rev. n SINTESI DELLA MODIFICA DATA 0 05-05-2015 VERIFICA Direttore Qualità & Industrializzazione Maria Anzilotta APPROVAZIONE Direttore Generale Giampiero Belcredi rev. 0 del 2015-05-05 Dettagli Il monitoraggio dei progetti formativi (G. Capaldo)
Il monitoraggio dei progetti formativi (G. Capaldo) Si intende per progetto l insieme di un numero, generalmente elevato, di attività che, pur connotate da diverse natura e da specifiche finalità, concorrono Dettagli BOARD in Eisai: crescere con il Performance Management
BOARD in Eisai: crescere con il Performance Management Gli aspetti maggiormente apprezzabili nell utilizzo di BOARD sono la tempestività nel realizzare ambienti di analisi senza nessun tipo di programmazione Dettagli Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione
INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico Dettagli Metodologie di Analisi e Valutazione delle Posizioni e delle Prestazioni
HUMANWARE S.A.S. Via Tino Buazzelli, 51 00137 - Roma Tel.: +39 06 823861 Fax.:+39 06 233214866 Web: www.humanware.it Email: humanware@humanware.it Metodologie di Analisi e Valutazione delle Posizioni e Dettagli capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI
Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 1 L ASSETTO ORGANIZZATIVO, IL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO In organizzazione il centro Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA
INFORMAZIONI PERSONALI Cognome Nome INTORBIDA STEFANO Data di Nascita 15/01/1962 Qualifica Dirigente Ingegnere Amministrazione ASUR - AREA VASTA N. 4 Incarico attuale DIRETTORE UOC SIA (Sistema Informativo Dettagli Guida alla compilazione del formulario Operazione Scadenza del 21/03/2012 azioni 2.A e 2.B
Guida alla compilazione del formulario Operazione Scadenza del 21/03/2012 azioni 2.A e 2.B Nota introduttiva I percorsi formativi che prevedono in esito il rilascio di un certificato di qualifica professionale Dettagli Rischio impresa. Rischio di revisione
Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della Dettagli CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA
Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro Dettagli F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE
F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome CAPPELLI CRISTINA Telefono Uff. 050 509750 Fax 050 509471 E-mail c.cappelli@sns.it Nazionalità ITALIANA ESPERIENZA LAVORATIVA Nome e Dettagli REGOLAMENTO E POLITICHE AZIENDALI ALLEGATO (J) DOCUMENTO SULLE POLITICHE DI SICUREZZA E TUTELA DELLA SALUTE SUL LAVORO EX D.LGS. N.
2. IL PROCESSO DI VALUTAZIONE 2.1. Gli attori del processo di valutazione Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: Direttore dell Agenzia delle Entrate. Dettagli IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare Dettagli I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED
I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI: QUALE CONVIVENZA PER LA MIGLIORE FUNZIONALITÀ DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA 1 A cura di Maria Michela Settineri IL Dettagli DEFINIZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE INTERNA Fare della Vostra Azienda il Miglior Posto in cui Lavorare
I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA IL MIO PASSATO LE MIE ESPERIENZE COSA VOLEVO FARE DA GRANDE COME SONO IO? I MIEI DIFETTI LE MIE RELAZIONI LE MIE PASSIONI I SOGNI NEL CASSETTO IL MIO CANE IL MIO GATTO Comincio Dettagli REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni
REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento Dettagli Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina
Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi Dettagli Scheda di valutazione individuale area dirigenza. Competenze e comportamenti Leggenda: 0,5=molto indoddisfacente 1=insoddisfacente
Scheda di valutazione individuale area dirigenza Sessione di valutazione Nome e Cognome Valutatore Competenze e comportamenti Leggenda:,=molto indoddisfacente =insoddisfacente anno Incarico: PESATURA: Dettagli REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA
ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO TITOLO DEL PROGETTO: Inform@lmente SETTORE e Area di Intervento: Settore: Educazione e Promozione Culturale - Codice: E11 Sportelli Informa OBIETTIVI DEL PROGETTO Dettagli Project Management Office per centrare tempi e costi
Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di Dettagli PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33
I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati Dettagli MASTER DI II LIVELLO IN DIREZIONE E MANAGEMENT DELLE AZIENDE SANITARIE (DIMAS) - II EDIZIONE -
UNIVERSITÀ TELEMATICA LEONARDO DA VINCI A.A 2012/2013 MASTER DI II LIVELLO IN DIREZIONE E MANAGEMENT DELLE AZIENDE SANITARIE (DIMAS) - II EDIZIONE - Direttore Prof. Massimo Sargiacomo Università G. d Annunzio Dettagli CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013
CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli Dettagli MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo
Pagina 1 di 24 INTRODUZIONE SEZ 0 Manuale Operativo DOCUMENTO TECNICO PER LA CERTIFICAZIONE DEL PROCESSO DI VENDITA DEGLI AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO OPERANTI PRESSO UN AGENZIA DI RAPPRESENTANZA: Dettagli AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE NIGUARDA CA GRANDA MILANO AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICO LIBERO-PROFESSIONALE SI RENDE NOTO
IL LAVORO PUBBLICO TRA PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE E INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A P R O C E S S I D I R I O R G A N I Z Z A Z I O N E E I N N O V A Z I O N E Dettagli Il Consiglio di Istituto
AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n. 765 del 30.04.2013, Dettagli REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE
REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n. Dettagli AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA
Viabilità Via Frà Guittone, 10 52100 Arezzo Telefono +39 0575 3354272 Fax +39 0575 3354289 E-Mail rbuffoni@provincia.arezzo.it Sito web www.provincia.arezzo.it C.F. 80000610511 P.IVA 00850580515 AVVISO Dettagli OGGETTO STRUTTURE SEMPLICI DIPARTIMENTALI E STRUTTURE SEMPLICI
1 OGGETTO STRUTTURE SEMPLICI DIPARTIMENTALI E STRUTTURE SEMPLICI QUESITO (posto in data 31 luglio 2013) pongo un quesito relativo alla organizzazione gerarchica delle strutture operative semplici e semplici Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr AUTOVALUTAZIONE D ISTITUTO Report Progetto ERGO VALUTO SUM PON Valutazione e miglioramento (Codice 1-3-FSE-2009-3) Anno Scolastico 2012-2013 Relatore Dettagli Scheda approfondita LAVORO PART-TIME
Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico Dettagli 10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione
10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione LA MAPPA Il RAV non è solo prove Invalsi, ci sono molte altre cose da guardare in una scuola: i processi organizzativi, la didattica, le relazioni, ecc. Dettagli Sardegna Impresa e Sviluppo BIC Sardegna SpA
Sardegna Impresa e Sviluppo BIC Sardegna SpA AVVISO PUBBLICO Selezione di Statistici junior BIC Sardegna SpA, Soggetto Attuatore dell intervento IDMS, Sistema Informativo dell indice di Deprivazione Multipla Dettagli QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?
Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della Dettagli ENGINEERING SARDEGNA AGENZIA FORMATIVA LA PROPOSTA DI ENGINEERING SARDEGNA AGENZIA FORMATIVA
LA PROPOSTA DI ENGINEERING SARDEGNA AGENZIA FORMATIVA Carlo Carta Responsabile Commerciale ENGINEERING SARDEGNA e IL GRUPPO ENGINEERING La prima realtà IT italiana. oltre 7.000 DIPENDENTI 7% del mercato Dettagli Migl g i l or o am a e m n e t n o co c n o t n inu n o
Gli Indicatori di Processo Come orientare un azienda al miglioramento continuo Formazione 18 Novembre 2008 UN CIRCOLO VIRTUOSO Miglioramento continuo del sistema di gestione per la qualità Clienti Gestione Dettagli RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009
BANDO PER L AMMISSIONE AL PERCORSO FORMATIVO PER TECNICO SUPERIORE PER L'APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO E LA COSTRUZIONE DI IMPIANTI LA FONDAZIONE ISTITUTO TECNICO SUPERIORE PER L EFFICIENZA ENERGETICA Dettagli Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano
Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato Dettagli LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto
La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La sicurezza non è negoziabile Nestlé è convinta che il successo a lungo termine possa essere raggiunto soltanto grazie alle sue persone. Nessun Dettagli ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.
COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI Dettagli Carta di servizi per il Protocollo Informatico
Carta di servizi per il Protocollo Informatico Codice progetto: Descrizione: PI-RM3 Implementazione del Protocollo informatico nell'ateneo Roma Tre Indice ARTICOLO 1 - SCOPO DEL CARTA DI SERVIZI...2 ARTICOLO Dettagli Definizione e struttura della comunicazione
Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e Dettagli REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO
CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM Dettagli Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management
Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it Dettagli Gruppo PRADA. Codice etico
Istituto Comprensivo Statale Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado Piazzale della Civiltà Tel. 0828/941197 fax. 0828/941197 84069 ROCCADASPIDE (Salerno) C.M. SAIC8AH00L Email-dirdirocca@tiscali.it Dettagli CORSO FORMAZIONE FOR O MA M TOR O I
CORSO FORMAZIONE FORMATORI Una metafora per iniziare. Quando fai piani per un anno, semina grano. Se fai piani per un decennio, pianta alberi. Se fai piani per la vita, forma ed educa le persone. Proverbio Dettagli Management delle Strutture di Prossimità e delle Forme Associative nell Assistenza Territoriale
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AREA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SANITÀ E NON Dettagli COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari
COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari UFFICIO DEL SEGRETARIO GENERALE Responsabile Settore Affari del Personale-Anticorruzione-Trasparenza CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO Il Dettagli Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI
MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio: Dettagli LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO
LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO 1 INDICE LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO ---------------------------------------------------------------------------------------------1 Dettagli Indice della presentazione. 1. Obiettivo del progetto. 2. Identificazione degli attori coinvolti. 3. Fasi del progetto. Tecnologie e Strumenti
OGGETTO: PROGETTO TECO A ATTIVITÀ CINECA AUTORE: MAURO MOTTA Indice della presentazione 1. Obiettivo del progetto 2. Identificazione degli attori coinvolti 3. Fasi del progetto Tecnologie e Strumenti Il Dettagli MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE
Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, Dettagli 1. Premessa. Il contesto generale.
Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge Dettagli CINQUE IDEE PER LA P.A. DI DOMANI
FORUM PA 2014 Roma, 27 maggio 2014 CINQUE IDEE PER LA P.A. DI DOMANI PERCHÉ UNA P.A. DI TUTTI HA BISOGNO DI TUTTI 1 - TRASPARENZA 2.0 Per render conto ai cittadini Garantire l'accessibilità totale Siamo Dettagli Business Process Management
9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE: Dettagli IL PROGETTO CERT APP: GLI STRUMENTI E I RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE
IL PROGETTO CERT APP: GLI STRUMENTI E I RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE 12 DICEMBRE 2013 JOB MATCHPOINT Eliana Branca Direttore Scuola Superiore del Commercio del Turismo dei Servizi e delle Professioni Dettagli COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza
COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102 Dettagli Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013
Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 La circolare del dipartimento funzione pubblica esplicativa dell articolo 4 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito Dettagli BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO
BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO Requisiti d'ammissione Dal Regolamento didattico del Conservatorio di Como Ex Art. 24: Ammissione ai corsi di Dettagli Università degli Studi di Siena CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN STRUMENTI STATISTICI PER L ANALISI DELLA QUALITÀ PERCEPITA IN SANITÀ A.A.
Università degli Studi di Siena CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN STRUMENTI STATISTICI PER L ANALISI DELLA QUALITÀ PERCEPITA IN SANITÀ A.A. 2011/2012 Art. 1 Oggetto del bando 1. L Università degli Studi di Siena Dettagli Gli Standard hanno lo scopo di:
STANDARD INTERNAZIONALI PER LA PRATICA PROFESSIONALE DELL INTERNAL AUDITING (STANDARD) Introduzione agli Standard L attività di Internal audit è svolta in contesti giuridici e culturali diversi, all interno Dettagli INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente
1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente Dettagli Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)
Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) Guida operativa Ottobre 2003 1 SOMMARIO Presentazione pag. 4 Premessa (da Linee Guida UNI-INAIL) pag. 5 A. Finalità (da Dettagli Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

References: art. 9
 art.5
 articolo 6
 articolo 19
 Art. 9
 art. 9
 Art. 1
 ARTICOLO 7
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 1
 articolo 4
 Art. 24
 Art. 1