Source: http://www.dirittoue.info/1963/02/05/nella-procedura-pregiudiziale-la-corte-si-pronuncia-sull%E2%80%99interpretazione-del-trattato-e-non-sulla-sua-applicazione-all%E2%80%99interno-degli-stati-membri/
Timestamp: 2019-04-20 08:43:57+00:00

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Nella procedura pregiudiziale, la Corte si pronuncia sull’interpretazione del Trattato e non sulla sua applicazione all’interno degli Stati membri. | DirittoUE.info by Antonino Alì
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L’obbligo di rinvio non sussiste, per i giudici di ultima istanza, quando la questione pregiudiziale è identica ad un’altra questione già decisa dalla Corte. →
Sentenza della Corte del 5 febbraio 1963; NV Algemene Transport – en Expeditie Onderneming Van Gend en Loos e l’amministrazione olandese delle imposte, causa 26/62.
LA PRIMA QUESTIONE DEFERITA ALLA CORTE DALLA TARIEFCOMMISSIE CONSISTE NELLO STABILIRE SE L’ ARTICOLO 12 DEL TRATTATO ABBIA EFFICACIA IMMEDIATA NEGLI ORDINAMENTI INTERNI DEGLI STATI MEMBRI, ATTRIBUENDO AI SINGOLI DEI DIRITTI SOGGETTIVI CHE IL GIUDICE NAZIONALE HA IL DOVERE DI TUTELARE .
PER ACCERTARE SE LE DISPOSIZIONI DI UN TRATTATO INTERNAZIONALE ABBIANO TALE VALORE, SI DEVE AVER RIGUARDO ALLO SPIRITO, ALLA STRUTTURA ED AL TENORE DI ESSO .
LO SCOPO DEL TRATTATO CEE, CIOE L’ INSTAURAZIONE DI UN MERCATO COMUNE IL CUI FUNZIONAMENTO INCIDE DIRETTAMENTE SUI SOGGETTI DELLA COMUNITA, IMPLICA CHE ESSO VA AL DI LA DI UN ACCORDO CHE SI LIMITASSE A CREARE DEGLI OBBLIGHI RECIPROCI FRA GLI STATI CONTRAENTI .
CIO’ E CONFERMATO DAL PREAMBOLO DEL TRATTATO IL QUALE, OLTRE A MENZIONARE I GOVERNI, FA RICHIAMO AI POPOLI E, PIU CONCRETAMENTE ANCORA, DALLA INSTAURAZIONE DI ORGANI INVESTITI ISTITUZIONALMENTE DI POTERI SOVRANI DA ESERCITARSI NEI CONFRONTI SIA DEGLI STATI MEMBRI SIA DEI LORO CITTADINI . VA POI RILEVATO CHE I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA COLLABORANO, ATTRAVERSO IL PARLAMENTO EUROPEO E IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE, ALLE ATTIVITA DELLA COMUNITA STESSA . OLTRACCIO’, LA FUNZIONE ATTRIBUITA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DALL’ ARTICOLO 177, FUNZIONE IL CUI SCOPO E DI GARANTIRE L’ UNIFORME INTERPRETAZIONE DEL TRATTATO DA PARTE DEI GIUDICI NAZIONALI, COSTITUISCE LA RIPROVA DEL FATTO CHE GLI STATI HANNO RICONOSCIUTO AL DIRITTO COMUNITARIO UN’ AUTORITA TALE DA POTER ESSER FATTO VALERE DAI LORO CITTADINI DAVANTI A DETTI GIUDICI . IN CONSIDERAZIONE DI TUTTE QUESTE CIRCOSTANZE SI DEVE CONCLUDERE CHE LA COMUNITA COSTITUISCE UN ORDINAMENTO GIURIDICO DI NUOVO GENERE NEL CAMPO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, A FAVORE DEL QUALE GLI STATI HANNO RINUNZIATO, ANCHE SE IN SETTORI LIMITATI, AI LORO POTERI SOVRANI, ORDINAMENTO CHE RICONOSCE COME SOGGETTI, NON SOLTANTO GLI STATI MEMBRI MA ANCHE I LORO CITTADINI .
PERTANTO IL DIRITTO COMUNITARIO, INDIPENDENTEMENTE DALLE NORME EMANANTI DAGLI STATI MEMBRI, NELLO STESSO MODO IN CUI IMPONE AI SINGOLI DEGLI OBBLIGHI, ATTRIBUISCE LORO DEI DIRITTI SOGGETTIVI . SI DEVE RITENERE CHE QUESTI SUSSISTANO, NON SOLTANTO NEI CASI IN CUI IL TRATTATO ESPRESSAMENTE LI MENZIONA, MA ANCHE COME CONTROPARTITA DI PRECISI OBBLIGHI IMPOSTI DAL TRATTATO AI SINGOLI, AGLI STATI MEMBRI O ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE.
TENUTO CONTO DELLA STRUTTURA DEL TRATTATO IN MATERIA DI DAZI DOGANALI E DI TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE, VA RILEVATO CHE L’ ARTICOLO 9 – SECONDO IL QUALE LA COMUNITA E FONDATA SU UN’ UNIONE DOGANALE – SANCISCE COME PRINCIPIO FONDAMENTALE IL DIVIETO DI TALI DAZI E TASSE . QUESTA DISPOSIZIONE, COLLOCATA ALL’ INIZIO DELLA SECONDA PARTE DEL TRATTATO CHE DEFINISCE I ” FONDAMENTI DELLA COMUNITA “, VIENE CONCRETATA E ATTUATA DALL’ ARTICOLO 12 .
IL DISPOSTO DELL’ ARTICOLO 12 PONE UN DIVIETO CHIARO E INCONDIZIONATO CHE SI CONCRETA IN UN OBBLIGO NON GIA DI FARE, BENSI’ DI NON FARE . A QUESTO OBBLIGO NON FA RISCONTRO ALCUNA FACOLTA DEGLI STATI DI SUBORDINARNE L’ EFFICACIA ALL’ EMANAZIONE DI UN PROVVEDIMENTO DI DIRITTO INTERNO . IL DIVIETO DELL’ ARTICOLO 12 E PER SUA NATURA PERFETTAMENTE ATTO A PRODURRE DIRETTAMENTE DEGLI EFFETTI SUI RAPPORTI GIURIDICI INTERCORRENTI FRA GLI STATI MEMBRI ED I LORO AMMINISTRATI .
PER LA SUA ATTUAZIONE, QUINDI, L’ ARTICOLO 12 NON RICHIEDE INTERVENTI LEGISLATIVI DEGLI STATI . IL FATTO, POI, CHE QUESTO STESSO ARTICOLO DESIGNI GLI STATI MEMBRI COME SOGGETTI DELL’ OBBLIGO DI NON FARE NON SIGNIFICA AFFATTO CHE GLI AMMINISTRATI NON SE NE POSSANO AVVALERE . L’ ARGOMENTO CHE I TRE GOVERNI CHE HAN DEPOSITATO OSSERVAZIONI SCRITTE TRAGGONO DAGLI ARTICOLI 169 E 170 DEL TRATTATO E DEL RESTO INFONDATO . LA CIRCOSTANZA CHE GLI OR CITATI ARTICOLI CONSENTANO ALLA COMMISSIONE E AGLI STATI MEMBRI DI CONVENIRE DAVANTI ALLA CORTE LO STATO CHE SIA VENUTO MENO AI SUOI OBBLIGHI NON IMPLICA INFATTI CHE AI SINGOLI SIA PRECLUSO DI FAR VALERE GLI OBBLIGHI STESSI DAVANTI AL GIUDICE NAZIONALE, PRECISAMENTE COME QUANDO IL TRATTATO FORNISCE ALLA COMMISSIONE I MEZZI PER IMPORRE AGLI AMMINISTRATI L’ OSSERVANZA DEI LORO OBBLIGHI, NON ESCLUDE CON CIO’ LA POSSIBILITA CHE, NELLE CONTROVERSIE FRA SINGOLI DAVANTI AD UN GIUDICE NAZIONALE, QUESTI POSSANO FAR VALERE LA VIOLAZIONE DI TALI OBBLIGHI .
OVE LE GARANZIE CONTRO LA VIOLAZIONE DELL’ ARTICOLO 12 DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI VENISSERO LIMITATE A QUELLE OFFERTE DAGLI ARTICOLI 169 E 170, I DIRITTI INDIVIDUALI DEGLI AMMINISTRATI RIMARREBBERO PRIVI DI TUTELA GIURISDIZIONALE DIRETTA . INOLTRE, IL RICORSO A DETTI ARTICOLI RISCHIEREBBE DI ESSERE INEFFICACE QUALORA DOVESSE INTERVENIRE SOLO DOPO L’ ESECUZIONE DI UN PROVVEDIMENTO INTERNO ADOTTATO IN VIOLAZIONE DELLE NORME DEL TRATTATO . LA VIGILANZA DEI SINGOLI, INTERESSATI ALLA SALVAGUARDIA DEI LORO DIRITTI, COSTITUISCE D’ ALTRONDE UN EFFICACE CONTROLLO CHE SI AGGIUNGE A QUELLO CHE GLI ARTICOLI 169 E 170 AFFIDANO ALLA DILIGENZA DELLA COMMISSIONE E DEGLI STATI MEMBRI.
DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO EMERGE CHE, SECONDO LO SPIRITO, LA STRUTTURA ED IL TENORE DEL TRATTATO, L’ ARTICOLO 12 HA VALORE PRECETTIVO ED ATTRIBUISCE AI SINGOLI DEI DIRITTI SOGGETTIVI CHE I GIUDICI NAZIONALI SONO TENUTI A TUTELARE .
1 ) L’ ARTICOLO 12 DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA HA VALORE PRECETTIVO ED ATTRIBUISCE AI SINGOLI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI SONO TENUTI A TUTELARE.
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 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 177
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