Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_civile/2055
Timestamp: 2020-07-12 19:25:38+00:00

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I. Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno.
II. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dalla entità delle conseguenze che ne sono derivate.
III. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali.
Il condominio di un edificio, quale custode dei beni e dei servizi comuni, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché tali cose non rechino pregiudizio ad alcuno, sicché risponde "ex" art. 2051 c.c. dei danni da queste cagionati alla porzione di proprietà esclusiva di uno dei condomini, ancorché tali danni siano causalmente imputabili anche al concorso del fatto di un terzo, prospettandosi in tal caso la situazione di un medesimo danno provocato da più soggetti per effetto di diversi titoli di responsabilità, che dà luogo ad una situazione di solidarietà impropria. Nondimeno, la conseguenza della corresponsabilità in solido, "ex" art. 2055 c.c., comporta che la domanda del condomino danneggiato vada intesa sempre come volta a conseguire per l'intero il risarcimento da ciascuno dei coobbligati, in ragione del comune contributo causale alla determinazione del danno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 Marzo 2020, n. 7044. Segue...
Responsabilità della struttura sanitaria per fatto esclusivo del medico - Rivalsa nei confronti del sanitario (disciplina "ante" legge n. 24 del 2017) - Ripartizione paritaria della responsabilità - Fondamento - Limiti.
In tema di azione di rivalsa nel regime anteriore alla legge n. 24 del 2017, nel rapporto interno tra la struttura sanitaria e il medico, la responsabilità per i danni cagionati da colpa esclusiva di quest'ultimo deve essere ripartita in misura paritaria secondo il criterio presuntivo degli artt. 1298, comma 2, e 2055, comma 3, c.c., in quanto la struttura accetta il rischio connaturato all'utilizzazione di terzi per l'adempimento della propria obbligazione contrattuale, a meno che dimostri un'eccezionale, inescusabilmente grave, del tutto imprevedibile (e oggettivamente improbabile) devianza del sanitario dal programma condiviso di tutela della salute che è oggetto dell'obbligazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 11 Novembre 2019, n. 28987. Segue...
Chiamata in causa dall'assicuratore con domanda di regresso ex art. 2055 c.c. - Condizione di proponibilità di cui all'art. 145 d.lgs. n. 209 del 2005 - Esclusione - Fondamento.
L'art. 145 del d.lgs. n. 209 del 2005, ai sensi del quale l'azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto il risarcimento del danno all'impresa di assicurazione, non trova applicazione nell'ipotesi in cui il medesimo assicuratore, convenuto in giudizio per l'integrale risarcimento, proceda alla chiamata in garanzia impropria di un altro danneggiante (e del suo assicuratore) per sentirlo dichiarare corresponsabile dei danni lamentati dall'attore, ai fini della ripartizione interna ex art. 2055 c.c. dell'obbligazione solidale, atteso che tale domanda non ha ad oggetto alcuna richiesta di risarcimento del danno, trovando invece titolo nella disciplina dei rapporti tra coobbligati solidali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 Maggio 2019, n. 14873. Segue...
Reati finanziari – Distrazione di somme da parte di agente di cambio – Omessa vigilanza della Consob – Responsabilità solidale – Sussiste – Validità dell’atto interruttivo della prescrizione compiuto verso il debitore solidale – Nonostante il diverso titolo di responsabilità – Sussiste.
Il sorgere della responsabilità solidale dei danneggianti l’art. 2055 c.c., comma 1, richiede solo che il fatto dannoso sia imputabile a più persone, ancorché le condotte lesive siano tra loro autonome e pure se diversi siano i titoli di responsabilità di ciascuna di tali persone, anche nel caso in cui siano configurabili titoli di responsabilità contrattuale e extracontrattuale, atteso che l’unicità del fatto dannoso considerata dalla norma suddetta deve essere riferita unicamente al danneggiato e non va intesa come identità delle norme giuridiche da essi violate.
Una volta che sia insorta la solidarietà passiva, stante l’unicità del danno pur in presenza di titoli di responsabilità diversi, non può non trovare applicazione la relativa disciplina, ed in particolare l’art. 1310 c.c., comma 1.
Rispetto al fatto dannoso concorrono la responsabilità contrattuale dell’agente di cambio e quella extracontrattuale della CONSOB. Questa, nella veste ad essa riconosciuta dal legislatore di "organo di garanzia del risparmio", è assoggettata ad un vero e proprio obbligo giuridico di impedire o circoscrivere, mediante l’esercizio dei propri poteri di vigilanza, il danno scaturente da una condotta dell’agente di cambio.
In tema di responsabilità per omissione, il giudice, nel valutare la c.d. causalità omissiva, deve verificare che l’evento non si sarebbe verificato se l’agente avesse posto in essere la condotta doverosa impostagli, con esclusione di fattori alternativi, ed il relativo accertamento deve essere condotto attraverso l’enunciato "controfattuale", ponendo al posto dell’omissione il comportamento alternativo dovuto, onde verificare se la condotta doverosa avrebbe evitato il danno lamentato dal danneggiato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 17 Gennaio 2019, n. 1070. Segue...
Assicurazione – Del danno da circolazione di veicoli – Risarcimento operato dall’assicuratore in via transattiva – Azione dell’assicuratore contro il responsabile – In via surrogatoria – Prescrizione decennale – In via di regresso – Prescrizione biennale.
Se invece si ritiene che l’azione sia esercitata in via di regresso, il dies a quo della prescrizione va individuato nel giorno del pagamento in favore del danneggiato. Vertendosi in materia di danno da circolazione dei veicoli, si applica il termine biennale di prescrizione di cui all’art.2947 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 16 Giugno 2018. Segue...
Danno cagionato da fauna selvatica – Delega della Regione alla Provincia – Mancato Stanziamento di Fondi – Legittimazione passiva concorrente della Regione Delegante – Sussistenza – Responsabilità solidale della Regione – Sussistenza.
Accertata la responsabilità della Città Metropolitana di Torino per i danni patiti dall’automobilista all’esito di un sinistro con animale selvatico (nella specie, capriolo), va altresì dichiarata la responsabilità solidale della Regione Piemonte per non avere stanziato alcun finanziamento in favore della Città Metropolitana per le delegate funzioni in materia di protezione e gestione della fauna selvatica, e per non avere così posto la Città Metropolitana delegata nelle condizioni di potere concretamente adempiere al compito affidatole. (Simone Pettiti) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Pinerolo, 25 Gennaio 2018. Segue...
Prescrizione vittoriosamente eccepita nei confronti del danneggiato dal coobbligato solidale per danni da fatto illecito - Estensione alla domanda di regresso - Giovamento a favore dei coobbligati.
La prescrizione vittoriosamente eccepita nei confronti del danneggiato dal coobbligato solidale per danni da fatto illecito (nella specie, da occupazione appropriativa) si estende anche alla domanda di regresso ex art. 2055 c.c. eventualmente proposta dal coobbligato che non abbia proposto l'eccezione di prescrizione.
L'eccezione di prescrizione sollevata dal coobbligato solidale giova ai coobbligati che non abbiano proposto l'eccezione nei soli casi in cui la mancata estinzione del rapporto obbligatorio nei confronti degli altri possa sia pure astrattamente pregiudicare la posizione del soggetto eccipiente. (Vittorio Gaeta) (riproduzione riservata) Appello Bari, 09 Ottobre 2017. Segue...
Responsabilità del medico ospedaliero – Natura giuridica – Alla luce delle modifiche apportate dalla Legge Balduzzi – Natura extracontrattuale – Sussiste – Conseguenze – Azione di regresso della struttura sanitaria.
In materia di responsabilità civile, la parte evocata in giudizio per il risarcimento del danno può chiamare in causa altro corresponsabile al fine di esercitare il regresso contro di questi, per il caso di esito positivo dell'azione intrapresa dal danneggiato. Nel caso in cui la struttura sanitaria adita dal paziente danneggiato, chiami in causa a titolo di regresso il medico (libero professionista) che in concreto ha svolto la prestazione medica, la pretesa della medesima è disciplinata dall’art. 2055 commi 2 e 3 c.c., senza che il professionista possa invocare nel caso concreto limitazioni al diritto di rivalsa della struttura sanitaria basate sul contratto collettivo di categoria o sul contratto di collaborazione professionale concluso dalle parti. L’azione della struttura convenuta non si fonda infatti sul rapporto negoziale intercorso con il professionista, bensì sul diritto riconosciuto dall’ordinamento a ciascun corresponsabile di un evento dannoso di agire in regresso nei confronti degli altri per la ripartizione interna, sulla base della gravità delle rispettive colpe e dell’entità delle conseguenze dannose che ne sono derivate (art. 2055 comma 2 c.c.). Ora, poiché sulla base dell’indicazione contenuta nell’art. 3 comma 1 della Legge Balduzzi la responsabilità risarcitoria del medico – che non ha concluso nessun contratto con il paziente - per la condotta lesiva tenuta ai danni del paziente col quale è venuto in contatto presso la struttura sanitaria è ravvisabile solo qualora il comportamento del professionista integri un fatto illecito ex art. 2043 c.c., il soggetto che agisce in regresso ex art. 2055 c.c. è tenuto a provare gli elementi costitutivi della responsabilità aquiliana in capo al medico, sul quale pretende di riversare in tutto o in parte le conseguenze risarcitorie. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Gennaio 2015. Segue...
Responsabilità medica – Azione di regresso della struttura sanitaria verso il medico dipendente che ha eseguito l’intervento – Caratteristiche.
L’impresa sanitaria tenuta ad adempiere le prestazioni oggetto del contratto di spedalità non può pretendere con l’azione di regresso di far ricadere integralmente le conseguenze pregiudizievoli dell’inadempimento o dell’inesatto adempimento sul proprio dipendente/ausiliario se non provando sia che la condotta del soggetto di cui si è avvalsa per adempiere ha concretato un fatto illecito (causativo del danno che la struttura sanitaria è tenuta a risarcire al paziente), sia che essa è stata la sola che abbia determinato l’evento dannoso, senza vi abbiano concorso altre condotte attive o omissive imputabili alla stessa impresa sanitaria che agisce in regresso (perché tenute da altri suoi dipendenti/collaboratori, come in caso di responsabilità di equipe, o perché riconducibili a carenze organizzative e/o gestionali dell’impresa sanitaria). Le condotte che a vario titolo possono contribuire alla produzione dell’evento lesivo subito dal paziente non legittimano certo la pretesa di riversare sul singolo corresponsabile anche quella percentuale di danno non riferibile alla condotta colposa del medico convenuto in regresso dalla struttura sanitaria: poiché “nel dubbio le singole colpe si presumono uguali” (comma 3 dell’art. 2055 c.c.), è dunque onere di chi agisce in regresso provare che al convenuto - corresponsabile verso il terzo danneggiato - è attribuibile l’integrale obbligazione risarcitoria o comunque una percentuale della stessa superiore a quella dell’attore, in ragione di una maggiore incidenza causale o di una maggiore gravità della colpa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Gennaio 2015. Segue...
Appalto – Vizi dell’opera per errori di progettazione – Responsabilità solidale di appaltatore e direttore lavori – Sussiste – Limiti e condizioni.
L’impegno dell’appaltatore di provvedere all’eliminazione dei vizi dell’opera, che può anche essere assunto tramite comportamenti concludenti, implica il riconoscimento unilaterale dell’esistenza dei vizi stessi, e dà vita ad un’obbligazione nuova rispetto a quella ordinaria, svincolata dai termini di decadenza e di prescrizione di cui all’art. 1667 c.c. e soggetta invece all’originaria prescrizione decennale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Giugno 2014. Segue...

References: art. 2051
 art. 2055
 art. 2055
 art. 2055
 art. 2055
 art. 2043
 art. 2055