Source: http://www.gazzettaamministrativa.it/servizicu/bancadatigari/viewnews/5268
Timestamp: 2019-04-22 19:54:41+00:00

Document:
Monday 25 March 2019 18:56:19
“In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), ai fini dell'assoggettabilità ad imposta di fabbricati di nuova costruzione, il criterio alternativo, previsto dall'art. 2 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, della data di ultimazione dei lavori ovvero di quella anteriore di utilizzazione, acquista rilievo solo quando il fabbricato medesimo non sia ancora iscritto al catasto, realizzando tale iscrizione, di per sé, il presupposto principale per assoggettare il bene all'imposta" (Cass. 14114/2017; Cass. 26054/2016; Cass. 8781/15; Cass. 15177/10; Cass. 5372/09; Cass. 24924/08).
È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione Sezione Quinta nella sentenza del 22.3.2019 in virtù del quale ha accolto il ricorso del comune in quanto si controverteva di immobili accatastati nel 2007, “tant'è che la controricorrente deduce genericamente che essi possono talvolta essere accatastati come beni in costruzione senza, tuttavia, affermare né provare che l'accatastamento, nel caso di specie, avesse riguardato fabbricati in costruzione. Non assume rilievo, invero, la circostanza dedotta dalla controricorrente secondo cui i fabbricati possono essere iscritti in catasto con la categoria F3 nel caso in cui essi non siano ultimati. Ciò in quanto la contribuente non assume di aver iscritto il fabbricato in tale categoria, per il che non risulta da tale deduzione che il fabbricato fosse ancora in costruzione al momento dell'accatastamento. (…)”.
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