Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/10_032_27012017.htm
Timestamp: 2019-09-22 18:45:41+00:00

Document:
SEDUTA Di VENERDI’ 27 GENNAIO 2017
E’ pervenuta risposta scritta alla interrogazione numero 231 del 24 ottobre 2016 a firma del consigliere Mangialavori.
Prego i colleghi di prendere posto. Prima di iniziare l’esame dell’ordine del giorno, ricordo che oggi, 27 gennaio, viene celebrato a livello internazionale il giorno della memoria. Il mondo si ferma per ricordare e riflettere; in questa settimana, numerose sono state le iniziative organizzate dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, iniziative a cui il Consiglio regionale ha aderito.
In un’epoca dominata dai fondamentalismi è nostro dovere rievocare, anche in quest’Aula, la tragedia dell’olocausto, e lasciare traccia ufficiale agli atti di questo Consiglio della volontà unanime dell’Assemblea di costruire e di contribuire ad alimentare la memoria del genocidio che fu consumato nei campi di concentramento.
Quello della memoria è un dovere, non legato alla ricorrenza, ma bensì all’impegno vero che deve accomunare ciascuno di noi, perché mai più la storia scriva pagine così atroci.
Anche durante gli orrori della seconda Guerra Mondiale, la Calabria si rivelò terra di accoglienza e tolleranza; nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia i prigionieri non andavano incontro allo sterminio nazista soprattutto per merito del comandante, Maresciallo Gaetano Marrari, calabrese che non tradì mai i propri valori ed i propri principi della umanità e fratellanza universale che ci appartengono.
Con questa comunicazione ritengo di interpretare il pensiero dell’intero Consiglio regionale, che ringrazio per la sensibilità costantemente dimostrata su questo tema, e per questo chiedo un minuto di raccoglimento e di silenzio.
Sull’ordine dei lavori, ha chiesto di intervenire il consigliere Battaglia. Ne ha facoltà.
Grazie Presidente, solo per richiamare all’ordine del giorno la mozione numero 72 del 21 novembre 2016 il cui primo firmatario è il consigliere Morrone, condivisa con i colleghi Romeo, Nicolò, Orsomarso e Cannizzaro, affinché venga riconosciuto il “Memorial Mino Reitano” quale evento di interesse regionale. Grazie.
Pongo in votazione l’inserimento della mozione “Riconoscimento Memorial Mino Reitano quale evento di interesse regionale” all’ordine del giorno odierno.
Ha chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale, Oliverio. Ne ha facoltà.
Presidente, per chiedere di porre all’ordine del giorno – se è possibile, naturalmente, sottopongo la richiesta al Consiglio – la trattazione della proposta di provvedimento amministrativo relativo alla “Istituzione di un nuovo Comune derivante dalla fusione dei comuni di Corigliano Calabro e di Rossano”, già licenziata dalla competente Commissione.
Solo per questo ho chiesto la parola.
Pongo in votazione l’inserimento all’ordine del giorno dei lavori odierni del progetto di legge che è già passato unanimemente dalle Commissioni competenti.
Proposta di legge numero 44/10^ di iniziativa del consigliere Giudiceandrea, recante: “Potenziamento dei servizi di emergenza nelle aree montane”
Il primo punto all’ordine del giorno recita proposta di legge numero 44/10^ di iniziativa del consigliere Giudiceandrea, recante: “Potenziamento dei servizi di emergenza nelle aree montane”.
Il relatore del provvedimento, consigliere Bevacqua, ha facoltà di svolgere la relazione.
Signor Presidente, signori colleghi, una legge regionale finalizzata al riconoscimento del Soccorso Alpino era attesa e sollecitata da tempo, ma oggi, alla luce della tragedia abruzzese e della straziante vicenda dell'hotel Rigopiano, assume senza dubbio un valore e un significato particolari.
Non più tardi di quattro giorni fa, sulla pagina ufficiale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, ho avuto modo di leggere un post del seguente tenore: "Non siamo né angeli della neve, né eroi. Non vogliamo alcuna medaglia. Stiamo facendo soltanto il nostro dovere".
Ecco, leggere questo post non può che far capire che questo è il volto migliore del nostro Paese e, da cittadino, ne sono estremamente orgoglioso. Noi, però, non siamo soltanto cittadini: siamo politici, siamo legislatori e il nostro dovere non può fermarsi agli applausi e all'apprezzamento di circostanza.
La nostra volontà deve essere indirizzata e finalizzata ad agevolare, potenziare e utilizzare al meglio il più possibile la quotidiana e meritoria opera di questi volontari.
E l'odierna proposta di legge che nasce dall’idea, dal suggerimento del collega Giudiceandrea – che ringrazio – e che oggi ci accingiamo ad approvare va esattamente in questa direzione, seguendo tre convergenti direttrici di fondo.
Innanzitutto, la Regione Calabria riconosce ufficialmente e promuove l'attività del Soccorso Alpino e speleologico calabrese del Corpo nazionale Soccorso Alpino e speleologico, sancendo la funzione di pubblica utilità delle attività svolte, creando un rapporto di diretta collaborazione, al fine di potenziare ed ottimizzare il sistema della Protezione civile nella gestione delle emergenze di soccorso in aree montane.
In secondo luogo, il presente progetto di legge individua con chiarezza gli ambiti di intervento e – cosa importantissima – instaura una collaborazione diretta con il Sistema di urgenza ed emergenza medica (SUEM) delle Aziende sanitarie locali, attraverso il numero unico 118, in maniera tale che, mediante apposita convenzione, ci si possa avvalere dei servizi del Soccorso Alpino per gli interventi di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non in ambiente montano, ipogeo, e in ogni altro ambiente ostile ed impervio del territorio regionale.
In terzo luogo, affinché la nuova normativa abbia un’efficacia concreta e tangibile, la Regione impegna 80 mila euro annui per il rimborso di spese sostenute dai componenti le squadre di Soccorso Alpino e speleologico, relative a prestazioni rese per operazioni di soccorso e addestrative, comprese le spese relative all'adeguamento e all'ammodernamento della dotazione del materiale tecnico e alla sostituzione dei materiali deteriorati o sinistrati a seguito delle operazioni di soccorso, o comunque al potenziamento delle attrezzature e dei mezzi.
La cifra è stata opportunamente calibrata sulla base degli interventi annuali effettuati nel 2014, i quali sono stati circa 80, con una media di costo ad intervento pari a 1.000 euro, includendo in queste i costi per i corsi di aggiornamento, acquisto materiali e rimborsi spese.
I volontari del Soccorso Alpino e speleologico calabrese hanno da sempre svolto un lavoro importantissimo nelle zone impervie e montane, sia nelle operazioni di salvataggio sia in quelle di ricerca dei dispersi. Ricordo gli interventi registrati in quest’anno durante la pausa estiva relativa alla raccolta dei funghi, e non solo, ma soprattutto per quanto concerne i cosiddetti "soccorsi speciali" operanti presso cascate, pareti verticali e grotte. Si tratta – cari colleghi - di un patrimonio e di una risorsa specifica e peculiare.
E, appunto, consapevole dell'importanza della proposta presentata dal collega Giudiceandrea, mi sono adoperato a fondo, nella Commissione da me presieduta, per giungere ad un testo condiviso: tanto è vero che si è pervenuti a un'approvazione unanime, pur in presenza di una criticità nella norma finanziaria, la quale è stata egregiamente condotta a soluzione dal dirigente De Cello – che ringrazio – e recepita dal collega Aieta in Commissione bilancio.
Tutto ciò dimostra l'importanza del lavoro di squadra – cari colleghi – il solo che consente di centrare gli obiettivi. Ringrazio, parimenti, il presidente del Soccorso Alpino calabrese, Luca Franzese, che insieme ai suoi colleghi è stato, a più riprese, da stimolo all'iter legislativo ed ha manifestato il suo apprezzamento per un testo che, finalmente, allinea la Regione Calabria alla maggior parte delle regioni italiane, molte delle quali hanno da tempo statuito norme e convenzioni di natura similare.
Credo che in questi giorni abbiamo molto apprezzato il lavoro svolto nella terra amara dell’Abruzzo.
Da oggi non solo tutte le donne e gli uomini del Soccorso Alpino, ma anche tutti coloro che frequentano la montagna in Calabria, potranno contare su uno strumento capace di garantire le necessarie certezze. Si tratta – cari colleghi – di un primo passo ma, senza dubbio, di un passo storico.
Ha chiesto di parlare il consigliere Giudiceandrea. Ne ha facoltà.
Grazie Presidente, intervengo molto brevemente per esprimere il ringraziamento a lei, al Presidente della Commissione ambiente, Bevacqua, al Presidente della Commissione bilancio, al dottore De Cello, che in un bilancio risicato come quello della Calabria è riuscito a reperire per questi uomini e queste donne un contributo che – tutto sommato – sembra un obolo, ma che con 80 mila euro l’anno riuscirà a consentire la copertura delle spese vive, per lo meno per l’attività ordinaria. Fino ad oggi è stata affrontata traendo fondo dalla tasca dei diretti interessati e realizzando – ad onta di quello che si dice in giro – un servizio assolutamente eccellente che ci consente di svegliarci ogni mattina un’ora più tardi sapendo che ci sono uomini e donne, come questi che oggi siedono nei banchi del pubblico, che vegliano e vigilano rispetto a quella che è l’attività del Soccorso in montagna.
Dobbiamo ringraziarvi per l’opera che riuscite a realizzare anche fuori dalla nostra regione, dando lustro a quella che è l’attività, ed è un ringraziamento che viene dal più profondo del nostro cuore. Ritengo che sarà un voto condiviso e unanime che verrà dalla maggioranza e dalla minoranza, perché non esistono steccati ideologici quando si tratta di sovvenzionare e riconoscere enti importanti come il Soccorso Alpino.
Non rivendico primogeniture, perché la primogenitura è del presidente Luca Franzese, dei miei collaboratori Dino e Mario che mi hanno avvicinato al vostro mondo ma, soprattutto, del presidente Oliverio, col quale abbiamo dialogato dall’inizio, fin da quando la legge era agli albori, e ancora vi erano stati sottratti dei mezzi da un servizio che non voleva restituirveli. Ricordo la rabbia del presidente Oliverio nel voler restituire immediatamente a voi, uomini e donne che eravate in servizio gratuito per noi e per la nostra incolumità, quei mezzi; ebbene, ci siamo riusciti dopo un po’ di tempo, anche grazie all’ottima opera del Settore legislativo di questo Consiglio regionale che ha aggiustato la mia proposta di legge nelle parti che non andavano bene. Mi rendo conto che c’è voluto un po’ di tempo ma – combinazione – dopo la vostra partecipazione al recupero di uomini e donne in località Rigopiano d’Abruzzo siamo riusciti a darvi e a darci, finalmente, l’onore di avere un corpo di Soccorso Alpino anche qui, ad onta di chi diceva che in Calabria non ci sono le Alpi, e quindi non meritavate di essere fra noi.
Grazie infinite, grazie Presidente, per il tempo che ci avete concesso.
Se non ci sono altre richieste di parola, passiamo all’esame del provvedimento.
Pongo in votazione la legge nel suo complesso che è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
Passiamo adesso al secondo punto all’ordine del giorno che recita: “Proposta di legge numero 131/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Istituzione dell’Osservatorio regionale per i minori”.
Il relatore, consigliere Mirabello, ha facoltà di svolgere la relazione. Prego
Grazie signor Presidente, signor Presidente della Giunta, colleghi consiglieri. Questa proposta di legge è stata approvata dalla terza Commissione a seguito di un lavoro di approfondimento abbastanza lungo ma, ritengo, molto positivo rispetto ad una proposta di legge che proviene dalla Giunta regionale e che è stata licenziata nel marzo del 2016.
I colleghi comprenderanno bene che si tratta di una materia molto importante, quella relativa alla istituzione ed alla regolamentazione di un apposito Osservatorio regionale che guardi al mondo minorile e che abbia la capacità di promuovere e definire le politiche integrate di intervento a favore dei minori.
Su questo testo, come dicevo sin dalle prime battute, noi abbiamo apportato non delle correzioni ma, a seguito di un approfondimento, anche delle modifiche di concerto col Garante per l’infanzia della Regione Calabria, dottore Marziale, con la finalità di rendere questo testo il più possibile utile all’obiettivo che precedentemente rappresentavo.
In particolare, in relazione alla stessa funzione e ruolo del Garante per l’infanzia, abbiamo stabilito e precisato - rispetto al testo della Giunta che era un testo che, volutamente, includeva nel percorso il Garante per l’infanzia - che fosse opportuno conferire al Garante per l’infanzia un ruolo all’interno dell’Osservatorio, una funzione esclusivamente consultiva per ragioni che si comprendono molto facilmente e che lo stesso Garante, per la verità, ha voluto sottolineare.
Dobbiamo considerare lo strumento dell’Osservatorio come uno strumento utile anche allo stesso Garante che acquisisce, attraverso il lavoro che l’Osservatorio farà, utili elementi all’espletamento della propria attività. Quindi abbiamo voluto disegnare un ruolo del Garante all’interno dell’Osservatorio che è finalizzato a favorire e facilitare questo scambio e questa reciproca acquisizione di informazioni nella misura in cui, invece, il Garante, come organo monocratico scelto dalla Giunta e dal Consiglio regionale, ha la funzione di predisporre politiche a vantaggio ed a tutela dei minori.
L’altro aspetto di fondamentale importanza contenuto nell’articolo 3 riguarda l’utilizzo o meglio la collaborazione che viene richiesta all’interno dell’Osservatorio alle figure relative alle Autorità giudiziarie.
Nel testo licenziato dalla Giunta si parlava espressamente di inserimento all’interno dell’Osservatorio dei Presidenti dei Tribunali dei minorenni di Reggio Calabria e di Calabria e, soprattutto, del Procuratore presso il Tribunale dei minori di Autorità giudiziarie.
Ovviamente, pur comprendendo fino in fondo l’importanza di questa norma che prevedeva proprio l’organica presenza di queste figure all’interno dell’Osservatorio si è preferito utilizzare una formula più aperta perché, chiaramente, l’articolo 117 della nostra Carta costituzionale impedisce al Consiglio regionale di utilizzare altri poteri dello Stato e quindi di prefigurare la presenza di poteri dello Stato all’interno di un organismo in maniera così diretta. Anche se, ripeto, lo spirito è di straordinaria importanza e la formulazione del punto 2 dell’articolo 3 che prevede “Forme di collaborazione di attività istituzionali di interesse comuni” prevede una specie di meccanismo che facilita l’ingresso di queste autorità per temi specifici all’interno dell’Osservatorio.
L’articolo 4 della norma - che è poi l’articolo più importante della normativa – prevede una serie di finalità esplicite dell’Osservatorio per i diritti dei minori che riguardano l’acquisizione di dati statistici sulla popolazione minorile, la promozione di ricerche e di approfondimenti tecnici ed analisi di dati, il monitoraggio delle esperienze significative che si verificano nel territorio regionale calabrese, la collaborazione col Garante regionale per l’infanzia, di cui parlavo in precedenza e la redazione di un report annuale.
Il tutto, chiaramente, con una previsione esplicita dell’assoluta clausola di invarianza finanziaria, nel senso che i componenti di questo Osservatorio presteranno la loro attività del tutto gratuitamente.
Ovviamente, voglio dirlo anche per comprendere la composizione molto importante di questo strumento: l’Osservatorio è presieduto dall’assessore regionale alle Politiche sociali e prevede dei delegati del dipartimento regionale competenti in materia di tutela della salute, dell’Anci, dell’Upi e dei rappresentanti, degli appartenenti al terzo settore operanti nel territorio regionale della Calabria.
Credo che questa sia una norma di grande civiltà di cui la Calabria aveva ed ha bisogno e ringrazio – ma lo faccio non per retorica o per un atto dovuto ma con profonda convinzione – per l’impegno che ha assunto su questa materia e la costanza con la quale ha seguito i lavori della Commissione l’assessore Roccisano, che ha tenuto, particolarmente, alla redazione di un lavoro che credo possa essere considerata la realizzazione di uno strumento utile – lo posso dire anche con contezza di causa – e la predisposizione tecnica di mezzi e strumenti normativi utili e ben congegnati.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Roccisano. Ne ha facoltà.
ROCCISANO Federica, assessore alla politiche sociali
Voglio ringraziare il Presidente del Consiglio ed il Presidente della terza Commissione per il lavoro svolto. La Commissione ha dato un contributo davvero fondamentale insieme anche al Garante dell’infanzia ed alle associazioni che abbiamo avuto modo di sentire in Commissione.
Come ha detto benissimo il presidente Mirabello è una azione di civiltà che va verso chi è il più piccolo non solo a livello anagrafico ma anche a livello di diritti e, tante volte, di considerazione.
Per questa Giunta, per il governo del presidente Oliverio, per questo Consiglio penso che i minori debbano essere sempre centrali e l’ambizione di questo Osservatorio sarà – a partire dall’immediata costituzione - di iniziare a lavorare e monitorare affinché tutte le politiche sociali, le istituzioni e quanti hanno a che fare con i minori lo facciano ad altissimo livello. Grazie.
Non ci sono altre richieste di parola pertanto passiamo alla votazione della proposta di legge.
All’articolo 3 era stato proposto un emendamento che è stato ritirato.
Proposta di legge numero 186/10^ di iniziativa del consigliere Mangialavori, recante: “Modifica alla legge regionale 7 marzo 1995, numero 4 - Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri”
Il terzo punto all’ordine del giorno recita proposta di legge numero 186/10^ di iniziativa del consigliere Mangialavori, recante: “Modifica alla legge regionale 7 marzo 1995, numero 4 - Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri”.
La parola al relatore del provvedimento, consigliere Battaglia. Prego.
Signor Presidente, la proposta di legge di iniziativa del consigliere Mangialavori – al quale va il mio personale saluto – posta oggi all’approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata dalla seconda Commissione nella seduta del 14 dicembre 2016.
Il provvedimento ha come obiettivo quello di modificare la legge regionale numero 4 del 1995 in materia di classificazione degli esercizi extralberghieri.
In particolare, si vuole intervenire sull’articolo 16 della legge, relativo agli esercizi di affittacamere, elevando a dieci il numero di camere utilizzabili all’interno delle predette strutture e a venti il numero dei posti letto.
L’intervento è finalizzato ad incentivare la crescita del turismo in Calabria, in modo da realizzare una destagionalizzazione dello stesso ed un migliore ammortamento dei costi da parte dei gestori della struttura, consentendone l’apertura annuale e non solo quella legata alla stagione estiva.
Dal punto di vista finanziario si evidenzia che la proposta è corredata di relazione tecnico-finanziaria, nonché di clausola di invarianza finanziaria, nelle quali si specifica il carattere ordinamentale del provvedimento.
Nel corso dei lavori della Commissione è intervenuto il proponente, il quale ha illustrato i contenuti e le finalità della proposta. È stato, inoltre, audito il Dirigente generale del dipartimento bilancio, dottore De Cello, il quale ha espresso parere favorevole alla proposta, confermando che dall’approvazione della medesima legge non derivano oneri a carico del bilancio regionale.
Ciò premesso, sottopongo all’Aula l’esame del disegno di legge.
Non ci sono altre richieste di parola pertanto passiamo all’esame della proposta di legge.
Proposta di legge numero 187/10^ di iniziativa del consigliere Mangialavori, recante: “Modifica alla legge regionale 26 febbraio 2003, numero 2 - Disciplina dell'attività di accoglienza ricettiva a conduzione familiare denominata ‘Bed and Breakfast’”
Il quarto punto all’ordine del giorno reca la proposta di legge numero 187/10^ di iniziativa del consigliere Mangialavori, recante: “Modifica alla legge regionale 26 febbraio 2003, numero 2 - Disciplina dell'attività di accoglienza ricettiva a conduzione familiare denominata ‘Bed and Breakfast’”.
La parola al relatore del provvedimento, consigliere Battaglia. Ne ha facoltà.
Signor Presidente, la proposta di legge, oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata dalla seconda Commissione nella seduta del 14 dicembre 2016.
La Commissione ha esaminato sia i profili di merito sia le conseguenze di carattere finanziario derivanti dall'approvazione del presente provvedimento.
La proposta di legge ha come obiettivo quello di modificare la legge regionale numero 2 del 2003, in materia di accoglienza ricettiva a conduzione familiare denominata "Bed and Breakfast".
In particolare, in considerazione dell'accresciuto ruolo economico e sociale oggi rivestito dai Bed and Breakfast, si va ad aggiornare la normativa in vigore, elevando a sei il numero di camere utilizzabili all'interno delle predette strutture e a quattordici il numero dei posti letto.
L'intervento è finalizzato a incentivare la crescita del turismo in Calabria, alla luce del ruolo decisivo che le piccole aziende a gestione prevalentemente familiare giocano in questo settore.
Nel corso della seduta abbiamo sentito il proponente, consigliere Mangialavori, che ha illustrato il provvedimento. Ciò premesso, sottopongo all'Aula l'esame della proposta di legge in oggetto.
Pongo in votazione la legge nel suo complesso e con autorizzazione al coordinamento formale.
Proposta di legge numero 197/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118”
Passiamo al punto 5 dell’ordine del giorno che recita: proposta di legge numero 197/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118”.
Signor Presidente, il disegno di legge, di iniziativa della Giunta regionale, posto oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stato licenziato dalla seconda Commissione nella seduta del 19 gennaio ultimo scorso.
La proposta ha come obiettivo quello di riconoscere la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione Calabria derivanti da sentenze esecutive per l'importo complessivo di Euro 758.968,44.
Il presente provvedimento si rende necessario per dare ottemperanza a quanto disposto dal decreto legislativo numero 118 del 2011 recante: "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, numero 42" che prevede, all'articolo 73, che il Consiglio regionale riconosce con legge la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da: sentenze esecutive; copertura dei disavanzi di enti, società ed organismi controllati, o, comunque, dipendenti dalla Regione, purché il disavanzo derivi da fatti di gestione; ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, delle società di cui alla lettera b); procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica utilità; acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa.
Nello specifico, il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale numero 557 del 28 dicembre 2016, che richiama i decreti dirigenziali contenenti gli elementi necessari per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio da parte del Consiglio regionale e ne propone il disegno di legge relativo.
La Giunta regionale, autorizza, altresì, il dipartimento Bilancio ad effettuare le necessarie variazioni al bilancio ed assumere i conseguenti impegni di spesa entro il 31 dicembre 2016, nelle more del riconoscimento dei debiti da parte del Consiglio regionale, ovvero del decorrere del termine di cui al comma 4 dell'articolo 73 del decreto legislativo numero 118 del 2011 (sessanta giorni dalla ricezione della relativa proposta). Le successive procedure di liquidazione e pagamento sono, invece, rinviate a data successiva al riconoscimento dei debiti da parte del Consiglio regionale, ovvero al decorrere del termine di cui sopra.
Alla delibera di Giunta regionale numero 557 del 2016 è allegato un disegno di legge che si compone di tre articoli.
L'articolo 1 prevede il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive per la complessiva somma di euro 758.968,44, secondo il dettaglio contenuto nella tabella allegata al disegno di legge.
Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio di cui all'articolo 1, si provvede con le risorse allocate al Programma U.20.03 capitolo U8201043801 recante "Fondo per debiti nei confronti di enti, persone fisiche e giuridiche, istituzioni ed organismi vari derivanti da attività dell'amministrazione regionale" (art. 2).
L'articolo 3 contiene le disposizioni relative all'entrata in vigore.
È pervenuta la scheda del settore legislativo, nella quale si evidenzia la compatibilità della proposta con la normativa di riferimento.
È pervenuta, inoltre, una nota del dipartimento Bilancio con la quale si chiarisce che è garantita apposita copertura agli oneri derivanti dalla proposta di legge.
Sulla proposta i Revisori dei conti hanno espresso parere favorevole con verbale numero 144 del 17 gennaio 2017. Nel corpo del verbale gli stessi revisori formulano delle considerazioni, fatte proprie dalla Commissione.
Nello specifico viene evidenziato che "…nei singoli decreti di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, non viene chiarito il contesto da cui poter desumere l'impossibilità da parte del Responsabile del Procedimento di poter assumere l'atto posto a base del provvedimento giudiziale…".
Lo stesso Collegio, contestualmente "…invita l'Amministrazione ad effettuare le opportune verifiche al fine di accertare le eventuali responsabilità personali che hanno determinato il danno economico regionale…".
Il Collegio continua asserendo che, qualora si fosse verificato ciò "…occorre procedere alle singole contestazioni', tenendo conto di tutto in sede di valutazione del personale. Va da sé che l'amministrazione deve porre in essere le misure atte ad impedire il ripetersi di tali situazioni...".
Durante la seduta abbiamo sentito un rappresentante dei Revisori dei conti che ha illustrato il provvedimento e reso i chiarimenti richiesti. Ciò premesso, sottopongo all'Aula l'esame del disegno di legge in oggetto.
La parola alla Giunta. Prego, Vicepresidente Viscomi.
Grazie Presidente, farò un brevissimo intervento, non tanto sulle questioni specifiche poste dal disegno di legge che sono state discusse in modo approfondito in sede di Commissione, ma solo per comunicare - un dialogo, che ormai si sta ripetendo da tempo - al Consiglio i passi svolti in questi ultimi tempi sulla questione dei debiti fuori bilancio.
Nella prossima seduta di Giunta, o nella successiva, approveremo il piano della performance del sistema burocratico della Regione Calabria. Abbiamo formalmente introdotto la riduzione del volume dei debiti fuori bilancio come obiettivo strategico della Regione di attuazione del programma politico del presidente Oliverio.
Abbiamo poi specificato, come obiettivo operativo ed obiettivo individuale dei dirigenti, il rispetto dei tempi e delle procedure previste per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Abbiamo condiviso, infatti, Giunta e Consiglio, la necessità di mettere un freno e contenere le situazioni che hanno origine, spesso, in vicende pregresse nel tempo, alcune di queste addirittura negli anni 2000-2001.
La seconda informazione che tenevo dare al Consiglio - in sede di Commissione è stata già effettuata - è che il suggerimento dei Revisori dei conti sull’accertamento della responsabilità è stato fatto proprio dalla Giunta e - ringraziamo i Revisori per questa loro particolare attenzione - sarà implementato nel sistema della programmazione del Piano della performance, tenendo conto di due elementi: da un lato c’è il controllo della Corte dei conti su ognuno dei debiti fuori bilancio riconosciuti - e quindi c’è il controllo già di una Autorità ad hoc sul punto - e dall’altro, spesso si tratta, soprattutto in presenza di sentenze esecutive come quelle delle quali oggi si chiede il riconoscimento, di vicende pregresse e molto lontane nel tempo e quindi i poteri di accertamento delle responsabilità da parte dell’amministrazione si scontrano con il fatto che il personale interessato il più delle volte è in quiescenza. Grazie.
Il punto è il riconoscimento dei debiti? Perché nelle varie relazioni…
Presidente, siccome si sente poco bene, ho sentito una parte della relazione. Parliamo del riconoscimento dei debiti fuori bilancio?
Si, il quinto punto all’ordine del giorno del giorno.
Su questo punto, Presidente, il collega mi faceva notare una mia astensione ma, se non ricordo male ho votato contro in Commissione, argomentando e motivando. Forse è possibile che mi sia astenuto nello specifico, rispetto a debiti fuori bilancio che provenivano da sentenze passate in giudicato. Mi permetto di ribadire all’assessore, al Presidente e all’Aula tutta, quanto ho detto in Commissione.
Ci sono state attività amministrative che nel tempo hanno prodotto debiti fuori bilancio. Possono essere di varia natura: scaturenti da calamità naturali o da eventi positivi, come la visita di un Papa, o anche dovuti a errori, sentenze e quant’altro. Credo - in prospettiva, anche per i calabresi – che questo Consiglio – lo dico all’assessore, già ho parlato con il dirigente De Cello - dovrebbe dotarsi di un monitoraggio storico di come questi debiti sono stati prodotti per dare un indirizzo ai dipartimenti.
Ho votato in modo convinto contro il riconoscimento dei debiti come è stato presentato oggi. Qualche deputato che specula irresponsabilmente sul fare amministrazione – mi riferisco ad una nota del movimento 5 Stelle - suggerisce l’idea che debba pagare la politica. Io ritengo che non sia giusta l’assunzione di debiti causati dall’errore di valutazione di chi sostituisce un dirigente…… non si sostituisce un dirigente se non c’è un parere tecnico… ma sono troppi i pareri tecnici nella storia di questa Regione. Paghiamo - abbiamo il riconoscimento - debiti fuori bilancio che, addirittura, si riferiscono agli anni 2000, al 1992, al 1993.
Chiedo di darci una proiezione, per far sì che il Consiglio, insieme anche a questa Giunta, possa dire ai dipartimenti che se sbagliano in maniera reiterata, dicendo ad un Presidente che può legittimamente ritenere decaduto un dirigente e poi una sentenza ci condanna a pagare, non dico il reintegro, ma la sostituzione impropria, le responsabilità saranno burocratiche o di indirizzo politico.
Questo Consiglio, ribadisco, si assume la responsabilità quando vota un riconoscimento. Penso che, anche per futura memoria, sia utile dotarci di un metodo di valutazione e ammonire i dipartimenti, individuando le aree da cui maggiormente provengono i debiti. C’è una valutazione di metodo inappropriata, serve un metodo per affrontare responsabilmente il voto.
Ricordavo di aver votato contro, ripeto, molto probabilmente mi sarò astenuto perché era una banale sentenza passata in giudicato. Credo che per il futuro, soprattutto per noi e per la vostra amministrazione, non produrre più debiti significhi dotarsi di un metodo statistico e di orientamento, fatta salva la legittimità di approvare un atto del genere.
Giusto per ringraziare il consigliere Orsomarso, perché il suo intervento conferma che c’è un dialogo positivo che da tempo stiamo cercando di realizzare tra Giunta e Consiglio sulla gestione dei debiti fuori bilancio che tutti e due ci troviamo sulle spalle. Noi perché vengono da lontano, voi perché siete chiamati ad applicare questa legge.
Condividiamo l’idea di istituire un gruppo di lavoro e di monitoraggio sulla gestione dei debiti fuori bilancio ed è quello che si sta cercando di realizzare. Abbiamo fatto un passo avanti sulla questione, introducendo la gestione complessiva, sia in termini di volumi sia di procedure e di tempi, nel piano della performance dei dirigenti attuali.
La valutazione della performance incide sulla retribuzione del dirigente. Se il sistema non funziona, ci sarà una conseguenza immediata di tipo patrimoniale ed economico sul dirigente interessato.
Per quanto riguarda il passato, ovviamente, l’accertamento di responsabilità diventerebbe, in qualche misura, aleatorio, ma potrebbe essere utile la valutazione statistica degli andamenti nei singoli dipartimenti o almeno nei dipartimenti che fanno spesa. In realtà sono solo due o tre dipartimenti che fanno spese e rischiano di finire nel contenzioso dei debiti fuori bilancio. Apprezziamo la distinzione tra politica ed amministrazione - perché spesso si scarica sulla burocrazia l’inefficienza della politica, ma non è sempre così -, hanno ruoli distinti e, quindi, competenze e responsabilità differenti. Percepiamo nell’affermazione del consigliere Orsomarso una riaffermazione delle reciproche responsabilità: responsabilità della politica - dalle quali nessuno sfugge - e responsabilità della burocrazia che devono essere – mi verrebbe da dire con un gioco di parole - responsabilmente assunte dai dirigenti interessati. Lavoreremo insieme sul versante del monitoraggio per la costruzione di un sistema di valutazione.
Non ci sono altre richieste di parola, pertanto passiamo all’esame della proposta di legge.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 153/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2014 - Azienda Regionale per lo sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e riaccertamento straordinario dei residui”
Il sesto punto all’ordine del giorno recita proposta di provvedimento amministrativo numero 153/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2014 - Azienda Regionale per lo sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e riaccertamento straordinario dei residui”.
La parola al relatore, consigliere Battaglia, per la relazione.
La proposta di provvedimento, signor Presidente, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dalla Seconda Commissione Bilancio, Programmazione economica ed Affari dell'Unione europea nella seduta del 19 gennaio 2017.
Alla seduta di Commissione hanno partecipato un rappresentante del dipartimento Bilancio, il dottor Buccafurri; il dirigente di settore del dipartimento "Agricoltura e Risorse agroalimentari", dottor Ferrara; il Commissario straordinario dell'ARSAC, dottor Aiello; e la dottoressa Malavasi, quale rappresentante dell'Azienda.
L'ARSAC è una azienda che favorisce l'ammodernamento e lo sviluppo dell'agricoltura mediante azioni di promozione, divulgazione, sperimentazione e trasferimento di processi innovativi nel sistema produttivo agricolo, agro-alimentare ed agroindustriale. Esercita le funzioni dell'Agenzia regionale per lo sviluppo ed i servizi in agricoltura in liquidazione, ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 11 maggio 2007, numero 9, non connesse alla procedura di liquidazione in corso, anche avvalendosi delle risorse umane, strumentali e finanziarie da questa trasferite.
Desidero ricordare che l'operazione di riaccertamento straordinario, in quanto attività di natura gestionale, con riferimento agli altri Enti strumentali, spetta al Direttore generale che, a sua volta, lo sottopone alla Giunta regionale, la quale, successivamente ad una circostanziata istruttoria, provvede poi alla definitiva approvazione e al successivo inoltro al Consiglio regionale per una presa d'atto.
Il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del dipartimento Agricoltura e del dipartimento Bilancio. Il provvedimento è sprovvisto del parere dell'organo di revisione, stante la mancata nomina dell'organo di controllo da parte del Consiglio regionale.
Il dipartimento Agricoltura ha espresso parere favorevole alla riapprovazione del consuntivo esercizio 2014 e al riaccertamento straordinario dei residui all'1 gennaio 2015. La riapprovazione del consuntivo si è resa necessaria, poiché il decreto legislativo numero 118 del 2011 dispone che il riaccertamento straordinario deve essere contestuale all'approvazione del rendiconto consuntivo, ed il Direttore generale dell'ARSAC, conseguentemente, ha provveduto ad eseguire le disposizioni di legge.
Viene chiarito che solo dal 1° settembre 2014 è stato messo in linea l'applicativo di contabilità pubblica per ARSSA in liquidazione, ed al fine di non bloccare tutte le attività, l'azienda si è fatta carico nel proprio bilancio per l'esercizio 2014 dei residui attivi, passivi e perenti così come risultano nel conto consuntivo dell'ARSSA 2013.
Si fa presente che la Giunta regionale, con delibera numero 442 del 10 novembre 2016, ha approvato le linee di indirizzo dedicate ai dipartimenti vigilanti per la trasmissione dei documenti contabili di Enti strumentali e società ai fini dei successivi adempimenti di bilancio, e per l'effettuazione delle verifiche in ordine al contenimento delle spese ai sensi della normativa vigente.
Secondo le modalità e i tempi previsti dalla sopracitata deliberazione numero 442, la Giunta regionale demanda al dipartimento Agricoltura, che esercita la vigilanza sulle attività dell'ARSAC, ove non già effettuata, la verifica in ordine al contenimento delle spese, ai sensi della normativa di riferimento.
Il dipartimento Bilancio, nell'istruttoria di competenza, ha rilevato alcune criticità relativamente alle modalità di esposizione dei dati contabili in conto residuo.
A seguito di un attento esame della documentazione, il dipartimento Bilancio ha appurato la correttezza della gestione di competenza ed ha, altresì, verificato il risultato di amministrazione conseguito dall'ARSAC, pari ad euro 222.730,19. Il dipartimento rileva, inoltre, la sussistenza della continuità tra i residui finali dell'esercizio 2013 afferenti alla gestione liquidatoria ARSSA, rispetto a quelli iniziali dell’esercizio 2014 iscritti nelle scritture contabili di ARSAC. Viene precisato che la presenza dei suddetti residui, impropriamente iscritti nel bilancio di previsione 2014 dell'ARSAC, non ha influenzato le risultanze della gestione di competenza.
L'Agenzia ha espletato la procedura di riaccertamento straordinario dei residui per come previsto dall'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo numero 118/2011. Relativamente alla procedura seguita dall'ARSAC, il dipartimento Bilancio, ha rilevato sia la mancata approvazione del riaccertamento straordinario dei residui contestualmente all'approvazione del rendiconto 2014, sia l'assenza degli obbligatori allegati di legge 5/1 e 5/2 relativi, rispettivamente, alla determinazione del Fondo Pluriennale Vincolato, e alla dimostrazione del risultato di amministrazione successivamente al riaccertamento straordinario dei residui.
Riguardo quest'ultimo aspetto, l'Agenzia ha provveduto, con delibera numero 266 del 30 dicembre 2015, alla riapprovazione contestuale del rendiconto e del riaccertamento, oltreché alla compilazione dei sopradetti allegati.
Va ricordato che il primo esercizio di gestione per l'ARSAC coincide con l'anno 2014, ne deriva che non si sono rilevati residui oggetto né di reimputazione negli esercizi successivi, né di una definitiva eliminazione. Conseguentemente, l'avanzo di amministrazione non subisce alcuna variazione rispetto al valore risultante alla data del 31 dicembre 2014.
A conclusione dell'attività istruttoria, il dipartimento Bilancio ha ritenuto possibile procedere sia alla trasmissione del rendiconto dell'agenzia per l'esercizio 2014 da parte della Giunta regionale al Consiglio regionale, sia all'approvazione, da parte della Giunta regionale, della procedura di riaccertamento straordinario dei residui per la successiva presa d'atto del Consiglio regionale.
La seconda Commissione “Bilancio, programmazione economica ed Affari dell'Unione europea”, preso atto della dichiarazione di regolarità dell'atto resa dai dirigenti della Giunta regionale competenti per materia, ha approvato il provvedimento amministrativo facendo proprie le osservazioni espresse dai Dipartimenti regionali competenti che ne hanno curato l'istruttoria, e dalla Giunta regionale. Ciò premesso, si sottopone all'Aula l'esame della proposta di provvedimento amministrativo.
Nessuno chiede di intervenire, pertanto pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo come illustrata in Aula.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 154/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Reg. (UE) numero 1303/2013 e Reg. (UE) numero 508/2014. Programma operativo Fondo Europeo per gli affari Marittimi e la Pesca FEAMP 2014/2020 - Approvazione del Piano finanziario, dell'accordo multiregionale, recepimento degli strumenti di programmazione, delle disposizioni attuative adottate dall'Autorità di Gestione e nomina del Referente dell'AdG dell'Organismo Intermedio Regione Calabria”
Passiamo al punto sette all’ordine del giorno che recita “Proposta di provvedimento amministrativo numero 154/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Reg. (UE) numero 1303/2013 e Reg. (UE) numero 508/2014. Programma operativo Fondo Europeo per gli affari Marittimi e la Pesca FEAMP 2014/2020 - Approvazione del Piano finanziario, dell'accordo multiregionale, recepimento degli strumenti di programmazione, delle disposizioni attuative adottate dall'Autorità di Gestione e nomina del Referente dell'AdG dell'Organismo Intermedio Regione Calabria”.
La parola al consigliere Battaglia, che ha facoltà di svolgere la relazione.
Signor Presidente, il provvedimento all'ordine del giorno riguarda il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) 2014-2020 e, in particolare, la proposta di Piano finanziario regionale per la Regione Calabria.
L'attuazione del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca è assicurata mediante un unico Programma operativo nazionale di cui è Autorità di gestione la Direzione generale della pesca marittima e dell'acquacoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. La stessa Autorità di gestione, conformemente a quanto disposto dall'articolo 123 del Regolamento europeo 1303/2013, ha individuato le Amministrazioni delle Regioni quali Organismi Intermedi a cui delegare la gestione e l'attuazione di specifiche misure finanziate dal Programma Operativo.
L'obiettivo generale del Programma Operativo FEAMP è la promozione di una gestione sostenibile delle attività di pesca e di acquacoltura incentivando, al contempo, la competitività e la relativa capacità di generare sviluppo, occupazione e coesione territoriale.
Al fine di garantire un'attuazione coordinata degli interventi finanziati dal FEAMP e di assicurare adeguata omogeneità di indirizzi ai diversi soggetti coinvolti, l'Amministrazione centrale e le Amministrazioni regionali hanno predisposto l'Accordo multiregionale, parte integrante della presente deliberazione.
Il summenzionato documento identifica le funzioni delegate dall'Autorità di gestione e dall'Autorità di certificazione agli Organismi intermedi (ovvero le Regioni), definisce le norme di funzionamento del Tavolo istituzionale e regolamenta le attività in capo a ciascun soggetto attuatore del Programma.
L'Accordo, inoltre, approva il Piano finanziario in cui si evidenzia la quota parte di risorse attribuite alla competenza dell'Amministrazione centrale e la quota parte di risorse attribuita a ciascun Organismo Intermedio, in applicazione della percentuale di riparto condivisa nella seduta del 3 marzo 2016 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
La dotazione finanziaria complessiva attribuita all'Organismo Intermedio Regione Calabria è pari a euro 37.669.862,48; in particolare, la dotazione finanziaria complessiva per l'attuazione dello sviluppo locale di tipo partecipativo di cui si occupa il Capo III "Sviluppo sostenibile delle zone di pesca e acquacoltura" è finanziata per un importo pari a euro 5.557.682,63 a valere sul Programma Operativo FEAMP.
La proposta di provvedimento in esame prevede, altresì, la nomina del dottor Cosimo Carmelo Caridi, quale Referente dell'Autorità di gestione del Programma operativo FEAMP 2014/2020.
Il provvedimento è stato discusso e approvato durante la seduta della seconda Commissione del 19 gennaio. Chiedo, pertanto, all'Aula l'approvazione della proposta di provvedimento amministrativo.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 155/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconto esercizio 2015 - Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)”
Proposta di provvedimento amministrativo numero 155/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconto esercizio 2015 - Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)”.
Signor Presidente, la proposta di provvedimento, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dalla Seconda Commissione Bilancio, Programmazione economica ed Affari dell'Unione europea nella seduta del 19 gennaio 2017.
Il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del dipartimento Agricoltura, del dipartimento Bilancio e del parere dell'organo di revisione, nominato dal Consiglio regionale il 31 maggio 2016.
Il dipartimento Agricoltura, nell'istruttoria di competenza, avendo rilevato la mancata coincidenza delle partite di giro in entrata e in uscita, ha richiesto la rettifica del rendiconto. Il direttore generale dell'ente, a seguito della criticità sollevata, ha provveduto ad apportare le modifiche richieste dal dipartimento vigilante, riapprovando con delibera numero 268 del 14.12.2016 il conto consuntivo esercizio 2015.
Il dipartimento Agricoltura ha, altresì, evidenziato il mancato rispetto della normativa regionale in materia di contenimento delle spese, nella fattispecie è stato superato il limite previsto dalla legge regionale numero 3/2015 articolo 1, comma 4, inerente gli emolumenti corrisposti ai componenti di Enti Strumentali, anche di vertice.
Si fa presente che la Giunta regionale, con delibera numero 442 del 10 novembre 2016, ha approvato le linee di indirizzo dedicate ai dipartimenti vigilanti per la trasmissione dei documenti contabili di enti strumentali e società ai fini dei successivi adempimenti di bilancio e per l'effettuazione delle verifiche in ordine al contenimento delle spese ai sensi della normativa vigente.
L'organo di revisione ha evidenziato l'attendibilità delle risultanze della gestione finanziaria, ma ha anche rilevato alcune criticità.
Nello specifico, non sono stati rispettati i limiti di spesa imposti dalle disposizioni legislative regionali. A seguito della riapprovazione del rendiconto, il revisore unico ha proceduto ad integrare la relazione.
Il dipartimento Bilancio, nell'istruttoria di competenza, ha rilevato che: sussiste la piena corrispondenza tra il saldo di cassa e il conto del tesoriere; sussiste, continuità tra i residui finali dell'esercizio 2014, rispetto a quelli iniziali dell'esercizio 2015; sussiste la quadratura delle poste contabili iscritte nelle partite di giro; sussiste corrispondenza tra i valori a residuo e quelli riportati nel conto del patrimonio, posto che è stata verificata la piena coincidenza tra residui attivi finali e crediti, e tra residui passivi finali e debiti.
Il risultato di amministrazione ammonta ad euro 1.516.751,41.
A conclusione dell'attività istruttoria, il dipartimento Bilancio ritiene possibile procedere alla trasmissione del rendiconto dell'agenzia per l'esercizio 2015 da parte della Giunta regionale al Consiglio regionale.
La delibera di Giunta regionale specifica che le sanzioni, per il mancato rispetto della normativa sul contenimento della spesa, non incidono sull'approvazione del rendiconto dell'Azienda; la stessa delibera demanda al dipartimento Agricoltura l'avvio delle procedure necessarie sia al recupero delle somme indebitamente percepite, sia ai fini della segnalazione di un eventuale danno erariale agli organi inquirenti della Corte dei conti.
La seconda Commissione Bilancio preso atto della dichiarazione di regolarità dell'atto resa dai dirigenti della Giunta regionale competenti per materia, ha approvato il provvedimento amministrativo facendo proprie le osservazioni espresse dai Dipartimenti regionali competenti che ne hanno curato l'istruttoria, dal revisore dei conti e dalla Giunta regionale.
Ciò premesso, si sottopone all'Aula l'esame della proposta di provvedimento amministrativo.
Il nono punto all’ordine del giorno riguarda la legge regionale numero 39/1995 – Nomine di competenza del Consiglio regionale come da elenco allegato.
Presidente, se siamo d’accordo suggerirei di rinviare questo punto all’ordine del giorno.
Pongo in votazione la proposta di rinvio avanzata dal consigliere Nucera del punto nove all’ordine del giorno alla prossima seduta di Consiglio regionale.
Mozione numero 72 di iniziativa dei consiglieri Morrone e altri “Sul riconoscimento del Memorial “Mino Reitano” quale evento di interesse regionale”
Passiamo alla mozione numero 72, presentata dal consigliere Battaglia ed inserita all’ordine del giorno.
Prego, consigliere Battaglia, ha facoltà di illustrare la relazione.
Ho voluto richiamare, oggi, questa mozione, perché la nostra seduta di Consiglio regionale coincide con lo svolgimento della manifestazione “Memorial a Mino Reitano”, che si svolgerà, stasera, per l’ottava edizione, al teatro “Francesco Cilea”. Ne do lettura.
“Il Consiglio regionale - premesso che:
la Calabria vanta, tra i suoi personaggi illustri il famoso cantante Mino Reitano, riconosciuto come uno dei più grandi autori, compositori e interpreti della canzone italiana;
la storia e la cronaca nazionale testimoniano l’apprezzamento nei vari teatri del mondo, con riconoscimenti ed applausi a scena aperta;
il cantante, stimato ed apprezzato nella sua terra di origine, dai connazionali all’estero e da tutti i calabresi sparsi nel mondo, con cui ebbe un rapporto di fraterna vicinanza meritandosi il loro affetto quotidiano che ha, poi, portato alla istituzione di associazioni e circoli che portano il nome di Mino Reitano, e quindi della Calabria;”
come abbiamo detto in premessa, “il Memorial a Mino Reitano” che si svolge ogni anno il 27 gennaio a Reggio Calabria presso il teatro “F. Cilea”, con ospiti, personaggi illustri e giovani artisti, è divenuto ormai un appuntamento di interesse nazionale ed internazionale;
la sua scomparsa non ha intaccato minimamente il valore della sua figura, esempio di una Calabria laboriosa e schiva, a un tempo fiera e umile, onesta e apprezzata;
la Regione Calabria lo aveva già nominato suo ambasciatore, riconoscendo lo strettissimo rapporto che aveva sempre mantenuto con la sua terra;
detto Memorial, rivestendo carattere internazionale, rende lustro alla nostra regione quale laboratorio di scambio di idee e culture, di grande essenza morale, tra le nuove generazioni di calabresi nel mondo -
la Giunta regionale a riconoscere il “Memoriale Mino Reitano”, che annualmente si svolge a Reggio Calabria, quale evento di interesse regionale per la sua alta valenza culturale e morale”.
Tra i firmatari – ripeto – ci sono, quale primo firmatario, il consigliere Morrone e i consiglieri Romeo, Orsomarso, Nicolò e Cannizzaro, che ringrazio.
Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la mozione in discussione.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 156/10^ effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n. 182/10^ di iniziativa del consigliere regionale Graziano, recante: “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano”
Passiamo all’ultimo punto inserito all’ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo n. 156/10^ effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n. 182/10^ di iniziativa del consigliere regionale Graziano, recante: “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano”.
La parola al consigliere Sergio, relatore del provvedimento.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, la prima Commissione permanente affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, vista la proposta di legge 182/10^ di iniziativa del consigliere regionale Graziano, recante: “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano”;
visto l’articolo 133, comma 2, della Costituzione che testualmente recita: “La Regione, sentite le popolazioni interessate, può, con sue leggi, istituire nel proprio territorio nuovi Comuni…”;
considerando che l’istituzione del nuovo Comune avviene con legge regionale, sentite le popolazioni interessate e che, pertanto, risulta necessario, pena l’incostituzionalità della legge stessa, indire referendum per le popolazioni dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano;
vista la legge regionale n. 13 del 5 aprile 1983 “Norme di attuazione dello Statuto per l’iniziativa legislativa popolare e per il referendum, in particolare il comma 1 dell’articolo 40 dispone che il Consiglio regionale, nella deliberazione di effettuazione del referendum, deve indicare il quesito da sottoporre a votazione con riferimento agli estremi della relativa proposta di legge.
La lettera a) del comma 4 del predetto articolo 40 prescrive che al referendum consultivo sono chiamati, nel caso di istituzione di nuovi Comuni, tutti gli elettori residenti nei Comuni interessati dalla variazione territoriale.
L’articolo 32 stabilisce sia per i referendum abrogativi che per quelli consultivi, le spese relative agli adempimenti spettanti ai Comuni, nonché quelli dovuti ai componenti dei seggi elettorali, che sono anticipati dai Comuni e rimborsati dalla Regione.
Vista la delibera del Consiglio comunale di Rossano numero 1 del 16 gennaio 2015, con la quale il Comune si esprime favorevolmente all’avvio del procedimento di fusione dei Comuni di Rossano e Corigliano;
vista la delibera del Consiglio comunale di Corigliano numero 3 del 1° febbraio 2016, con la quale il Comune si esprime favorevolmente all’avvio del procedimento di fusione dei Comuni di Rossano e Corigliano;
sentiti nella seduta del 18 gennaio 2017 i sindaci dei Comuni interessati;
vista la previsione di cui all’articolo 1, comma 2, della proposta che prevede di far scegliere ai cittadini la denominazione del nuovo Comune, la cui scelta sarà rimessa al quesito referendario tra le due alternative, Rossano-Corigliano, Corigliano-Rossano;
ritenuto che, per quanto precedentemente evidenziato, la consultazione referendaria sulla proposta di legge 182/10^ debba essere estesa a tutti gli abitanti dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano;
visto l’articolo 86 del Regolamento interno, si propone al Consiglio regionale l’approvazione della deliberazione ai sensi della legge regionale 5 aprile 1983, numero 13, dell’articolo 40, comma 4, lettera a), l’effettuazione del previsto referendum consultivo rivolto a tutti gli elettori dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano inerente la proposta di legge numero 182/10^ secondo l’allegato schema di deliberazione nonché di proseguire nell’iter procedurale, già avviato, ai sensi della legge regionale numero 13.
Mi sia consentito, soltanto di esprimere un ringraziamento a tutti i componenti la Commissione non solo per l’unanimità con cui si è proceduto a deliberare questa proposta, ma soprattutto per la velocità con cui la Commissione è riuscita a portarla a compimento.
Sul piano meramente politico, l’obiettivo è quello di realizzare: il miglioramento e la riqualificazione dei servizi erogati ai cittadini, la razionalizzazione dei costi nonché di segnare nuove ipotesi di collaborazione tra i territori, con un sistema di sussidiarietà, nello specifico, sulle politiche pubbliche. Partendo da qui, le amministrazioni comunali di Rossano e Corigliano Calabro hanno recepito le istanze delle associazioni che operano sul territorio, che sono state parte diligente nella stesura di questa proposta. Cento associazioni hanno partecipato e sono state audite nelle varie fasi procedurali, aprendo un dibattito, che è vivo ancora oggi, sull’opportunità di giungere alla costituzione di un Comune unico. In questo modo ha preso corpo nel tempo un percorso di cittadinanza attiva quale momento effettivo di costruzione di una comunità vicina ai bisogni e alle priorità del territorio, che, in questo caso, è stato alimentato da riflessioni di carattere storico, civile, culturale e identitario.
E’ un traguardo di grande impatto la valorizzazione politica, amministrativa ed economica, in un territorio che, considerato il suo complesso, potrà configurarsi in una vera e propria area vasta e si troverà ad accogliere una comunità di oltre ottanta mila abitanti residenti.
Poiché questo processo, secondo l’iter della legge Delrio, la 56, necessita evidentemente di un riordino generale, sarebbe opportuno che, di concerto con la Giunta, si procedesse alla definizione di una legge procedurale, con un criterio che sia di orientamento e di guida alle prossime, successive, eventuali, proposte di fusione e di accorpamento.
Intervengo solo per una dichiarazione di voto favorevole alla proposta di provvedimento e per plaudire all’iniziativa. Per la verità, l’attività dei comitati, l’ottima opera del consigliere Graziano, l’eccellente opera del consigliere Franco Sergio, trovano la loro origine in quella che è l’attività encomiabile del vicepresidente Viscomiche, rispetto a questo tentativo o proposta di legge di fusione delle due città di Rossano e Corigliano e non solo, ha già proceduto alla stesura di un progetto di legge che vedrà la realizzazione del primo referendum per la fusione di cinque Comuni nella zona della pre-Sila cosentina.
Corigliano e Rossano, se dovessero essere – come auspichiamo – un’unica città, non solo rappresenteranno una delle città più grandi della provincia di Cosenza e dell’intero territorio calabrese, un polo di ricchezza reale, forte, tale da poter interrompere tutta quella perdita progressiva di attività dello Stato su quel territorio come ad esempio trasporti e tribunale. Riguardo l’ospedale nuovo, adesso, potremmo cominciare a non vedere più situazioni schizofreniche come quelle riguardanti il plesso di Rossano e quello di Corigliano appartenenti, ad oggi, a due aziende ospedaliere differenti.
Per cui annuncio il voto favorevole da parte dei consiglieri dei Democratici Progressisti e faccio un plauso a tutti, partendo dal professore Viscomi e finendo con tutti i membri delle associazioni che hanno patrocinato questa iniziativa, perché l’unione possa davvero, anche in questa regione, cominciare a fare la forza.
Ha chiesto di parlare il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.
Presidente, grazie. Grazie al Presidente della Giunta regionale che ha fatto propria la richiesta di inserire all’ordine del giorno il provvedimento che avvia l’iter per la fusione dei due Comuni di Rossano e di Corigliano. Un grazie particolare al presidente Sergio che ha, con celerità non comune, fatto sì che il Consiglio deliberasse per l’indizione del referendum.
Volevo anche ringraziare gli interventi di questi giorni dei consiglieri Bevacqua e Greco, che sono intervenuti sulla stampa a favore del referendum per la fusione di queste due città.
E’ un passo importante e storico per le realtà della Sibaritide, perché sottoporre a referendum una questione che riguarda la fusione di due città così grandi, fra le città più grosse della Calabria, come Rossano e Corigliano Calabro, non è una questione di poco conto; però è giusto, dopo le deliberazioni dei Consigli comunali che sono state fatte negli anni scorsi, due anni fa da Rossano e un anno addietro da Corigliano Calabro, dopo i pareri favorevoli dei sindaci Geraci e Mascaro, in audizione presso la prima Commissione, ed è naturale che ci sia, come previsto dalla legge, il referendum consultivo delle popolazioni.
Il presidente Oliverio ha oggi fatto propria questa richiesta, quindi andremo, secondo i termini previsti dalla legge e secondo i termini stabili dal Presidente, alla consultazione popolare.
Non è una proposta di legge del consigliere Graziano, perché il consigliere Graziano ha effettivamente fatto solo il proprio dovere da notaio, di raccogliere le deliberazioni dei consigli comunali.
Credo che approvare questa deliberazione sia un fatto storico per l’intero Consiglio regionale, senza distinzione fra maggioranza ed opposizione e senza distinzione ideologica fra partiti perché, quando si fa il bene del territorio ed il bene delle comunità, vuol dire che abbiamo fatto il nostro dovere da consiglieri regionali.
Credo che la indizione di referendum vada – com’è avvenuto per i paesi della pre-Sila cosentina, dove a marzo si andrà a referendum – a riorganizzare anche la Calabria sul territorio, a far sì che ci possa essere un diverso sviluppo, economico e sociale, della nostra terra.
E’ un’occasione storica – dicevamo prima – perché la Sibaritide è una terra, seppur ricca dal punto di vista dell’agricoltura, di bellezze naturali, turistiche e culturali, un po’ periferica rispetto al resto della Calabria.
Questa fusione e questa grande città che nascerà potrebbe dare effettivamente un impulso diverso. E’ una terra che è stata privata del tribunale, l’unico tribunale soppresso, quello che era per l’appunto a Rossano. Questa possibilità potrebbe essere, magari, riaperta con la fusione. La proposta di legge presenta emendamenti che – a dire il vero – sono venuti dal basso, dalle cento associazioni che hanno perseguito questo obiettivo da anni e – devo dire la verità – quando parlavano della fusione delle due città sembrava una chimera, un’utopia, invece oggi ci ritroviamo in Consiglio regionale a far proprio questo processo che è partito dal basso ed è stato proposto dai cittadini, dalle associazioni, dai 7 mila cittadini che fanno parte delle cento associazioni.
Dicevo, il discorso del tribunale potrebbe essere ripreso perché la proposta di legge prevede che il Presidente della Giunta regionale, successivamente, se il referendum dovesse andare bene – e credo che andrà bene perché la gente ha bisogno di aggregarsi – farà propria una proposta di revisione, da inoltrare al Governo e al Ministro della giustizia.
E’ un territorio che si aspetta molto, oggi, dall’Aula. Credo che la votazione sarà all’unanimità e daremo la speranza al territorio ed ai cittadini di queste due città di poter avere un futuro migliore rispetto a quello che abbiamo trovato, un futuro migliore anche per chi ci abita. Personalmente, abito in questa zona, spererei che i nostri figli avessero in futuro maggiori certezze, soprattutto dal punto di vista occupazionale, del lavoro, della sanità con la nascita a breve, con l’inizio dei lavori del terzo ospedale della Sibaritide, che sorgerà, fra l’altro, in un’area al confine fra i due Comuni. Quest’area è individuata, nella proposta di legge, come l’area dove poi sorgerà la cittadella dei servizi fra le due municipalità.
Che dire? Faccio appello all’Aula, nel senso che questa – rinnovo – non è la proposta di legge del consigliere Graziano ma dell’intera Aula consiliare, quindi, di tutti i consiglieri regionali ed i colleghi che fanno parte di questa Assise. Grazie a tutti.
Intervengo per sottolineare che anch’io, come il gruppo che rappresento, mi associo al plauso di aver portato in Aula celermente questo provvedimento, pur con alcune differenziazioni che ho fatto e che faccio, in ragione dell’istituto della fusione stessa, soprattutto in ragione di quella che definisco la Carta geografica delle autonomie o gli ambiti geografici adeguati, affinché la Calabria possa essere ripartita per raggiungere uno snellimento amministrativo in ambiti che siano appunti gli ambiti cosiddetti adeguati.
La volontà, peraltro, manifestata dal presidente Oliverio e dal vicepresidente Viscomidi costituire da subito un gruppo di lavoro che pensasse alle autonomie locali è la cosa che più mi tranquillizza.
La fusione è una cosa diversa dalla gestione associata dei servizi o delle funzioni, perché la fusione porta, inevitabilmente, all’eliminazione degli enti, e questo è qualcosa che va preso con le dovute cautele, con i dovuti equilibri che necessariamente ci sono all’interno delle comunità; ma quando nei Consigli comunali si pronunciano, così come è stato nel caso di Rossano e Corigliano e di altri, la volontà popolare chiaramente la farà da padrona. Però, in quello che dovremmo fare – questo vuole essere un auspicio, lo dico al mio collega e valente Presidente della prima Commissione, Franco Sergio – l’importanza di legiferare su queste tematiche è fondamentale, non lasciando alla estemporaneità le richieste che pervengono da questo o quel sindaco, da questo o quel territorio, perché alla fine ne vedremo delle belle!
Lo dico con grande franchezza: i risultati referendari consultivi non sono così scontati, perché poi, quando arriverai sui territori e sui territori dovrai dire che, per esempio, cambieranno tante cose, che, per esempio, l’ufficio postale non sarà più uno per Comune, ma sarà uno solo, quando poi dovrai dire che la certificazione urbanistica dovrà essere in quel Comune piuttosto che nell’altro… beh, noi abbiamo oggi la necessità di spiegarlo.
Anche sul referendum Rossano-Corigliano, non v’è dubbio che anche lì c’è una questione sollevata dal sindaco di Corigliano: che è la compatibilità e la sostenibilità dei bilanci comunali.
Quello che chiedo al vicepresidente Viscomi- così come ha già detto -, esprimendo il mio voto favorevole per questa proposta di legge, è di farsi parte attiva e diligente, anche attraverso un pool di tecnici, per costruire una legge di riordino, anche in ragione dello scempio referendario. Oggi siamo in una condizione in cui non ne stiamo parlando, ma dovremo fare una seduta di Consiglio ad hoc, chiedendo la rottamazione della legge Delrio, e non è vietato che lo possa fare la Calabria stessa. Va rottamata la legge Delrio perché ci troviamo in una contraddizione in cui in un ente che oggi ha nuovamente rilevanza costituzionale, addirittura, in provincia di Cosenza – così come nelle altre province dove si è già votato – si vota come un ente di secondo livello. Questo non è più possibile perché, così come è decaduto il referendum costituzionale è decaduta quella bruttissima legge che – devo dire – con il presidente Oliverio più volte abbiamo ribadito essere un obbrobrio costituzionale, che era la “svuota poteri” della Delrio, che poi oggi viene a cadere.
Questo significa ripartire, oggi, quindi avere un quadro chiaro dell’assetto istituzionale calabrese e tracciare una procedura che non sia una procedura estemporanea, anche e soprattutto per quanto riguarda le fusioni dei Comuni, attraverso studi che, prima di tutto, diano la reale fattibilità e la reale sostenibilità di questo istituto che, oggi più di ieri, viene utilizzato da amministratori locali, sperando che questo istituto venga utilizzato perché si vuole creare una governance e non perché i contributi statali, che sono pari al 20 per cento dei bilanci dei singoli Comuni, possano in qualche modo far gola.
Parliamo di governance, di enti che devono garantire servizi e funzioni: il dato economico è un dato che deve interessare poco, quando si ha una visione chiara della Calabria e dell’Italia.
Ha chiesto di parlare il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.
Ribadisco anche io il mio sostegno convinto a questa proposta di legge, presentata dal collega Graziano, volta a portare in quest’Aula, anticipando la discussione – per come ha chiesto il presidente Oliverio – sul provvedimento sulla fusione dei Comuni di Rossano e Corigliano.
Credo che questa rappresenti una bella pagina per questo Consiglio regionale, per questa Giunta regionale, per il vicepresidente Viscomi, che da tempo ha dedicato particolare attenzione a questa materia, perché credo che la sfida di un gruppo dirigente passi anche attraverso la capacità di saper rispondere alle nuove esigenze, alle nuove richieste; credo che dal basso si possa costruire qualcosa di innovativo e di moderno, che dal basso si possa arrivare ad una sintesi importante per quei territori, per i territori che rappresentiamo e credo che questa proposta di legge si inquadri nella filosofia che sta animando l’attività del Consiglio, della Giunta regionale, dei singoli consiglieri.
Mi dà anche l’occasione in questa Assise, in questo dibattito, di chiarire una mia posizione che pongo all’attenzione anche del Presidente della Giunta regionale, Oliverio, in merito alla necessità di partire oggi da questa fusione, che per me rappresenta il primo punto di partenza per arrivare, invece, ad una discussione più ampia, più vasta, caro Presidente e Vicepresidente, Viscomi, – lo dico anche ai colleghi consiglieri –.
Perché credo che oggi, se vogliamo guardare alle possibilità reali che offre la fusione, oltre a tenere conto degli aspetti economici a cui faceva riferimento poco fa il collega Orlandino Greco – apprezzo e condivido le sue perplessità – deve avere anche la capacità di saper guardare oltre l’area vasta.
Perché se guardiamo oggi alle possibilità reali offerte dai finanziamenti europei, si parla di aree vaste quando si raggiungono 150 mila abitanti, quando si ha la capacità di tenere insieme tutto ciò che emerge, che pulsa in quel territorio, tutto ciò che è storia e identità in quel territorio.
Credo che quel territorio, oggi, non possa fermarsi solo alla fusione di Rossano e Corigliano calabro; anche da qui ritengo pretestuose le polemiche nei miei confronti che ho avuto modo di leggere, quando mi sono permesso di fare una riflessione ad alta voce, dopo aver letto che il Ministero dei beni culturali ha approvato il Parco della Sibaritide.
Da lì mi è nata una riflessione spontanea che sottopongo a quest’Aula: credo che quell’area possa diventare la città della Sibaritide, la città dello Ionio e potrebbe rappresentare un modello reale di sviluppo moderno, anche dal punto di vista geografico, con una propria storia, una propria sintesi e una propria cultura, perché se dovessimo limitarci – lo dico anche al collega Graziano – alle fusioni solo per avere l’Ospedale o per avere il Tribunale, non capiremmo l’importanza che comporta oggi ragionare in termini di fusione per i Comuni, in termini di identità, di storia, di prospettiva di sviluppo economico e sociale.
Sono queste le considerazioni che mi portano a sostenere con forza la fusione di Rossano e Corigliano, però credo che da qui bisogna partire per allargare l’orizzonte, per far diventare oggi le città di Rossano e Corigliano la città della Sibaritide per la sua storia, per le sue tradizioni, per la sua forza economica e sociale e per tutte le opportunità che sono presenti oggi in quel territorio: penso, per un attimo, al Parco di Corigliano, penso al Codice purpureo, penso al distretto agro-alimentare, penso al museo della Sibaritide, penso all’entroterra che c’è in quell’area della provincia di Cosenza.
Tutto ciò che oggi pulsa sul territorio va, quindi, attenzionato, monitorato, e la politica non si può fermare solo a sostenere fusioni fini a se stesse; la politica, invece, deve interrogarsi su come rendere oggi il nostro territorio più attrattivo, più utile dal punto di vista socio-economico e più utile alle nostre comunità, perché non può essere solo ridotto ad una fusione tra due Comuni, ma deve essere riorganizzato – e su questo condivido anche quello che ha detto Orlandino Greco –: l’organizzazione degli enti locali nelle nostre province e nella nostra regione.
Se dovessimo fare questo – e lo dico al vicepresidente Viscomi– attraverso una legge o attraverso proposte di legge che vadano in questa direzione, credo che davvero faremo il nostro dovere, anticipando i tempi e dimostrando che c’è un Consiglio regionale innovativo, moderno e che sa accettare e vincere le sfide.
Mi aggiungo pure io nel dare il contributo a questa proposta di legge a firma del consigliere Graziano, che voglio ricordare anche per una storia che mi lega a questi territori, ma anche una storia politica – lo ricorderà il consigliere Graziano –; ma penso a chi in questi giorni ha rivestito varie responsabilità per la mia parte politica in questo Consiglio regionale – penso a Giovanni Dima, all’attuale sindaco di Corigliano, Giuseppe Gerardi, che è stato anche deputato della Repubblica, al collega Geppino Caputo –. Mi sento di farlo perché in una continuità e grazie a questa proposta di legge, che nasce in un momento storico importante tutto ciò va colto in positivo rispetto alle polemiche che molto spesso si sviluppano, come è giusto che sia. Presidente Oliverio, forse qualcuno dovrebbe immaginare di venire con la clava per capire che siamo un’opposizione, perché ogni tanto sento dire “non c’è opposizione”.
Proviamo a farla responsabilmente, proviamo ad alzare anche i toni, quando è giusto che sia, proviamo a richiamare le sue responsabilità, ma questa, non in modo retorico, ritengo che sia una grande opportunità, perché non sono i piccoli Comuni, che pure grazie a questa norma nazionale, ad un incentivo che viene dal punto di vista politico, della gestione dei servizi, del buonsenso. Qui ci sono due comunità importanti della Calabria, due comunità molto spesso sottovalutate, forse, due comunità che con il progetto di fusione, su quell’area importante – non vi cito i dati per quanto riguarda le clementine, i fatti economici, porti, turismo, quant’altro – possono rappresentare un esempio anche nella rappresentanza, nella maggiore forza di rappresentanza. Consigliere Graziano, anch’io, essendo della provincia di Cosenza, mi sento rappresentante di quei territori.
Credo, presidente Oliverio, che in questo Consiglio regionale possa essere intrapreso un ulteriore dibattito sui temi legati alla legalità, che prescindono, poi, dalla politica - al di là della politica che inciampa in alcuni casi anche sui temi della legalità -; però penso che possa essere celebrato l’atto che si produce in Consiglio regionale e che poi avrà effetti sul referendum che riguarderà questa grande città, questa nuova grande città importante della Calabria. E’ un fatto positivo, è un fatto di novità, perché parliamo di popolazioni (quelli di Rossano bizantina e Corigliano calabro, legata ad una storia molto vicina alla Magna Grecia) che hanno una grande identità che, se realizzeranno tutto ciò anche con il nostro contributo politico - che mi pare di capire anche su questo vi è un indirizzo univoco del centro-destra, del centro-sinistra -, riusciranno a celebrare un momento positivo di crescita per questa regione.
Quindi, bene la proposta di legge, bene i vari contributi che sono pervenuti in Commissione e mi piace ricordare, anche per un fatto di continuità, tutte quelle persone, rappresentanti di quei territori che hanno avuto anche una rappresentanza politica, che saranno contente e liete che, oggi, questo Consiglio regionale, grazie anche alla sensibilità delle due comunità, potrà finalmente realizzare quel progetto che da sempre hanno auspicato. Quindi bene.
Condivido le valutazioni svolte dal relatore, dal consigliere Franco Sergio, quindi mi limiterò esclusivamente a brevi considerazioni.
La prima considerazione è che io credo che sia un atto rilevante quello che stiamo approvando oggi, cioè quello di consentire, anche sulla base della volontà espressa all’unanimità dai due Consigli comunali di Corigliano e di Rossano, lo svolgimento del referendum per l’istituzione del Comune unico. E’ un fatto rilevante perché noi stiamo parlando della possibilità di costituire in Calabria una città di 80 mila abitanti, una città, quindi, che avrà un peso rilevante, una città che è collocata in un’area strategica per lo sviluppo della regione, che è la Piana di Sibari.
Stiamo approvando uno strumento che consentirà alle popolazioni di Rossano e di Corigliano di pronunciarsi e, quindi, di decidere democraticamente l’istituzione o meno di una città che avrà questo peso nella realtà regionale.
La seconda considerazione che vorrei fare è che questa scelta è particolarmente rilevante perché in un territorio, in una regione, che nel corso di decenni ha visto prevalere la litigiosità e la contrapposizione localistica, va salutata positivamente e, a mio parere, va incoraggiata, l’iniziativa presa dai due Consigli comunali di Corigliano e di Rossano, di fondersi, di decidere di dare vita ad una nuova aggregazione urbana, ad una città.
Negli anni 1980, 1990 ed anche fino a qualche anno fa, fino a quando intorno alla funzione delle Province non si è sviluppata una discussione, fino all’approvazione della legge Delrio, al referendum del 4 dicembre, fino al depotenziamento ed alla proposta di estrapolare l’istituto della Provincia dalla Costituzione, il dibattito intorno alle Province dava vita nella Piana di Sibari ad una discussione fortissima per l’istituzione di una Provincia, quella di Sibari appunto.
Io – ricordo, all’epoca, ero parlamentare – sono stato sempre contrario all’istituzione di una ulteriore Provincia, perché non era quella la risposta, anzi la risposta doveva essere quella di aggregare i territori nell’istituto delle Province. Non sempre è stato fatto bene, quando si è rincorsa la proliferazione delle Province, perché anche lì c’è stato un tarlo corrosivo della funzione di un ente di sovra-scala, quale era e rimane la Provincia, consolidato sulla base di un’esperienza di oltre un secolo e mezzo. Sostanzialmente, però, contestualmente a quella discussione – c’è anche una mozione presentata in Parlamento – ho sempre auspicato e sollecitato l’aggregazione delle due città, la nascita di una grande città nella Piana di Sibari come volano per costruire una rete di servizi qualificata, per affermare un punto di riferimento in quell’area, in quel comprensorio di circa 200 mila abitanti.
Quindi, saluto positivamente questo atto che oggi approviamo, perché lo inquadro in un’ottica, quella dell’aggregazione, verso la quale noi dobbiamo spingere, ma non per dire che c’è un Comune al posto di due, ma, piuttosto, che c’è una visione nella programmazione e nell’organizzazione dei servizi, nella pianificazione territoriale che deve avere un nuovo approccio e una nuova dimensione.
A Sibari nascerà un nuovo ospedale, i tempi della cantierizzazione delle opere saranno brevi, perché abbiamo lavorato per sbloccare quella grande opera. Siamo alla fase della progettazione esecutiva ed entro la primavera, entro pochi mesi, si aprirà il cantiere. E’ una grande scelta che è stata compiuta perché c’è stata la volontà di superare gli ospedali di Rossano e di Corigliano e dare vita ad un nuovo ospedale con servizi importanti, servizi qualificati.
Così come per quanto riguarda la pianificazione territoriale: io credo che questa sia la strada sulla quale noi dobbiamo insistere, e questa strada, proprio perché oggi vede impegnati due grandi Comuni, può essere perseguita con maggiore determinazione e può sollecitare anche un’attenzione da parte di altre realtà in questa direzione che noi dobbiamo incoraggiare ed assecondare. Ritengo che superare la frammentazione nel governo del territorio locale significhi consentire di utilizzare meglio le risorse, di organizzare una rete di servizi che sia rispondente ai bisogni delle comunità e che sia sostenibile anche sul piano dei costi.
Quindi, credo che la scelta che stiamo compiendo oggi debba essere assunta con questa impostazione e con questa valutazione. Ecco perché ritengo importante che il Consiglio regionale, oggi, si determini ed è ancor più importante che si determini all’unanimità quasi, con una convergenza ampia su provvedimenti di questa portata, perché è anche su questo versante che dobbiamo agire.
Naturalmente, rimangono aperte grandi questioni perché le problematiche aperte dalla legge Delrio e dalla mancata approvazione del referendum sono di portata enorme. Noi abbiamo bisogno, ancor più che in altre regioni, del governo di vasta scala, perché abbiamo una realtà frammentata dal punto di vista dell’aggregazione urbana. La Calabria non è una regione che ha la grandissima città. La più grande città è Reggio Calabria che, anche nella sua dimensione di città metropolitana, ha una connotazione particolare perché non è Roma, Torino, Napoli, Bari o Palermo; ha una connotazione particolare tant’è che nella città metropolitana sono compresi i Comuni dell’intera provincia di Reggio Calabria, quindi, ha una specificità e una peculiarità che devono essere considerate e sostenute. Pertanto, abbiamo bisogno ­– ripeto – ancor più che in altre realtà ed in altre regioni, della dimensione di scala sovra-comunale, di area vasta nel governo del territorio e nell’utilizzazione delle risorse, nell’impostazione della programmazione.
E’ un problema che rimane aperto perché, dopo l’esito del referendum, bisognerà riprendere una discussione sulla funzione delle Province e, comunque, sulla funzione dell’ente di vasta scala, perché per quanto riguarda servizi fondamentali – mi riferisco non soltanto ai servizi sanitari, ma ai servizi relativi ai rifiuti, alle risorse idriche, alla depurazione, potrei fare un lungo elenco – noi abbiamo bisogno di una programmazione e di una governance di vasta scala e non condizionata eccessivamente dalla visione localistica. Nella regione abbiamo venti Comuni al di sopra dei 15 mila abitanti, comprese le città capoluogo; il resto delle aggregazioni urbane sono piccoli Comuni, quindi, si impone ancor di più uno sforzo in questa direzione.
Penso che dovremo ritornare sull’argomento e ci ritorneremo, accompagnando questa riflessione con una valutazione che dobbiamo sollecitare ed alla quale dobbiamo partecipare anche sul piano nazionale. Questi problemi – ripeto – si pongono ancor più alla luce di quello che è stato l’esito referendario, perché sul versante del riordino istituzionale – inteso non come operazione di ingegneria organizzativa, ma come necessità di corrispondere ai bisogni delle comunità, all’organizzazione dei servizi, alla dimensione che deve avere la programmazione delle risorse –abbiamo bisogno di operare una riflessione e, conseguentemente, di disporre di una strumentazione legislativa che ci consenta di pervenire al meglio all’impostazione di una organizzazione istituzionale corrispondente ai bisogni delle nostre comunità.
Questa di oggi è una scelta importante, è un tassello importante che merita di essere valutato per la straordinarietà di spinta che mette in campo nella nostra regione e per la corrispondenza alle volontà di due Consigli comunali che hanno un peso e una storia importante nella realtà calabrese.
Mi permetto di suggerire – ne ho parlato anche prima con il relatore, con il consigliere Franco Sergio – una riflessione sul punto c) della parte dispositiva del deliberato, nel senso di mettere in positivo il quesito circa il nome del nuovo Comune da sottoporre a referendum.
La parola al relatore, consigliere Sergio.
Signor Presidente, prendo la parola non soltanto per accogliere questa sollecitazione, ma anche per condividere l’analisi che ha fatto il presidente Oliverio.
Credo che al punto a) del paragrafo c), quando si dice “volete l’istituzione del nuovo Comune mediante fusione degli attuali Comuni di Corigliano…?” possa essere aggiunto “denominato Corigliano-Rossano” e che, invece, il punto b) con la successiva domanda possa essere soppresso.
Per quanto riguarda, invece, alcune preoccupazioni che sono state evidenziate anche da parte di qualche collega, vorrei aggiungere che nell’ambito delle riflessioni, dei lavori che abbiamo compiuto con il gruppo “Oliverio Presidente”, avevamo già considerato l’ipotesi che non era da escludere che, in una fase successiva, altri Comuni, per incorporazione, potessero, poi, aggiungersi in un concetto di area più vasta. Questo credo che possa lenire le preoccupazioni in questa direzione.
L’importante era partire oggi, anche perché – come diceva prima il presidente Oliverio – questo può essere uno stimolo positivo per tutto il resto del territorio calabrese, vista la configurazione istituzionale che è fatta di piccole realtà, piccolissime, quindi questo sicuramente potrebbe essere un processo che, alla luce anche di una rivisitazione profonda della legge Delrio, può darci una nuova architettura istituzionale in una regione eccessivamente frammentata da questo punto di vista.
Intervengo soprattutto per dichiarazione di voto perché non mi sarei permesso di intervenire dopo la conclusione del dibattito fatta dal Presidente della Giunta ed intervengo non tanto nel merito della questione tra la fusione di Corigliano e Rossano, ma più che altro per mettere in evidenza il perfezionamento di un percorso che oggi raggiunge un’ulteriore stretta, grazie anche alla proposta presentata in Consiglio da parte del presidente Oliverio.
E’ questo il percorso che dobbiamo fornire alla Calabria, non una fusione fredda, imposta dall’alto, ma una fusione che viene dalla base. Questa fusione nasce da due atti deliberativi dei rispettivi Consigli comunali, quindi la massima espressione democratica di quei due Comuni, ma anche dalla visione, dal confronto e dal dibattito che è nato a Corigliano e a Rossano con oltre cento associazioni che hanno discusso di questa tematica.
Pertanto, un’induzione che viene dal basso, dalla base e che meritoriamente è stata raccolta dal consigliere Graziano, proponente della legge che abbiamo prima discusso in Commissione, ed anche in quel caso c’è stata un’adeguata correttezza normativa e politica – per la quale esprimo plauso al presidente Franco Sergio – di direzione dei lavori in Commissione.
Oggi questa correttezza politica ha trovato espressione nell’intervento del presidente Oliverio che, senza tentennamenti nel ruolo della politica, va ulteriormente a perfezionare questo iter con l’indizione del referendum. La palla ritorna, poi, alla fase democratico - partecipativa alla quale tutti quanti guardiamo che è il voto sovrano della cittadinanza attiva che si deve esprimere il giorno del referendum.
Successivamente, occorrerà entrare nel merito della determinazione, dell’identificazione, del perfezionamento della fusione di quei servizi di cui parlava prima il Presidente della Giunta regionale ed anche dell’individuazione territoriale di un polo dei servizi, di un polo direzionale, di un polo dei servizi sanitari e quant’altro fra le città di Corigliano e di Rossano.
Proprio per la correttezza di tutto questo percorso, ritengo che oggi stiamo scrivendo una pagina importante che, al di là della fusione dei comuni di Corigliano e Rossano, può essere il prototipo da seguire per tutti i 20 Comuni al di sopra dei 15 mila abitanti. Dopo l’esito referendario del 4 dicembre si rende necessaria una rivisitazione di quella che è la denominazione e la visione dell’area vasta e non mi ripeto perché condivido appieno quanto espresso dal presidente Oliverio dal punto di vista politico.
Poiché ho detto che questo un intervento per dichiarazione di voto, naturalmente il voto del gruppo Nuovo centro destra è favorevole.
Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 156/10^, così come modificata con le proposte del Presidente della Commissione, il consigliere Sergio.
Avendo esaurito i punti all’ordine del giorno, la seduta è tolta.
La seduta termina alle 14,57
Hanno chiesto congedo i consiglieri Aieta, Arruzzolo, Ciconte, Gentile, Guccione, Mangialavori, Sculco.
“Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a), comma 1, dell’art. 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.” (Deliberazione di G.R. n. 173 del 27.1.2017) (PL n. 197/10^)
E’ stata assegnata alla seconda Commissione consiliare - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.
“Norme per la programmazione e lo sviluppo regionale dell’attività teatrale” (deliberazione G.R. n. 538 del 16.12.2016) (P.L. n. 198/10^)
E' stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative - ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.
Mirabello – “Interventi per la realizzazione di soggiorni educativo-terapeutici nella Regione Calabria in favore di bambini, adolescenti e giovani con diabete mellito” (PL n. 199/10^)
E' stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative - ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere.
Mirabello – “Istituzione dei Comitati Consultivi di tutela dei cittadini (CCTC) sulla qualità dei servizi e delle prestazioni del Servizio Sanitario Regionale” (PL n.200/10^)
Nicolò, Salerno, Morrone – “Indirizzi per l’attuazione della legge 22 giugno 2016, n. 112 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare)” (PL n. 201/10^)
“Rendiconto esercizio 2014. Azienda Regionale per lo sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) e riaccertamento straordinario dei residui.” (PPA n° 153/10^)
E’ stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.
“Reg. (UE) n. 1303/2013 e Reg. n. 508/2014. Programma Operativo Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca FEAMP 2014/2020 – Approvazione del Piano Finanziario, dell’accordo multi regionale, recepimento degli strumenti di programmazione, delle disposizioni attuative adottate dall’Autorità di Gestione e nomina del Referente dell’AdG dell’Organismo Intermedio Regione Calabria.” (PPA n. 154/10^)
“Rendiconto esercizio 2015 - Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC)” (deliberazione G.R. n. 560 del 28.12.2016) (PPA n° 155/10^)
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:
“Effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n. 182/10^ di iniziativa del Consigliere regionale Graziano, recante: 'Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano” (PPA n. 156/10^)
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 577 del 28 dicembre 2016, recante: ‘Rimodulazione dei programmi di intervento di cui alla legge regionale n. 36/2008. Atto di indirizzo.’(Parere n. 22/10^)
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 573 del 28 dicembre 2016, recante: ‘Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile. Approvazione Piano Stralcio Esecutivo Annuale 2017 (art. 4 della L.R. 8/2008)’ (Parere n. 23/10^)
La 4^ Commissione, con nota n. 1943 del 16 gennaio 2017, ha comunicato che nella seduta del 16 gennaio 2017 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 542 del 16 dicembre 2016, recante: «Direttiva 92/43/CEE 'Habitat – Legge regionale 10/2003 e s.m. e i. – Proposta di istituzione Sito Importanza Comunitario (SIC) 'Fiumara Iuria'». (Parere n. 21)
Comunico che, in data 27 dicembre 2016, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 125 del 27 dicembre 2016:
1) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 41, recante: 'Istituzione della Riserva Naturale Regionale delle Valli Cupe';
2) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 42, recante: 'Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett.a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.';
3) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 43, recante: 'Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2017)';
4) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 44, recante: 'Legge di stabilità regionale 2017';
5) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 45, recante: 'Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2017-2019';
6) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 46, recante: 'Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2010, n. 21 - Misure straordinarie a sostegno dell'attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale';
7) Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 47, recante: 'Legge 194/1978. Norme per la corretta applicazione sul territorio regionale'.
La Giunta regionale, con nota prot. n. 1411 del 12 gennaio 2017, ha trasmesso la deliberazione n. 4 dell’11.1.2017 avente ad oggetto: 'Art. 51, c. 2, lettera f) e art. 48, c. 1, lettera b) del D.Lgs n. 118/2011. Incremento dello stanziamento del capitolo ricompreso nell’ambito del Programma U.11.01 – 'Sistema di protezione civile' mediante prelievo dal fondo di riserva per spese impreviste'.
La Giunta regionale, con nota prot. n. 1953 del gennaio 2017, ha trasmesso la deliberazione n. 581 del 28.12.2016 avente ad oggetto: 'Variazione compensativa al bilancio di previsione – annualità 2016 nell’ambito del Programma U.15.04 'Politica regionale unitaria per il lavoro e la formazione professionale' – Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali'.
Comunicazioni inerenti atti della Corte dei Conti
Comunico che, con deliberazione n. 37/SEZAUT/2016/FRG, è stata approvata dalla Sezione delle Autonomine della Corte dei Conti, la relazione sugli andamenti della finanza regionale – Analisi dei flussi di cassa – Anni 2012 – 2015 – Primo semestre 2016.
Comunico che, con deliberazione n. 19 CSE Reg. 2013-2014 dell’1 dicembre 2016, è stato approvato, dal Collegio di Controllo sulle spese elettorali della Corte dei Conti, il Referto sui consuntivi delle spese e dei finanziamenti delle formazioni politiche presenti alle elezioni regionale della Calabria del 23 novembre 2014
Comunico che, in data 28 dicembre 2016, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 127 del 29 dicembre 2016:
Regolamento regionale n. 20 del 28 dicembre 2016, concernente: 'Regolamento delle modalità di quantificazione dei volumi idrici ad uso irriguo D.M. MIPAAF 31 luglio 2015'.
Comunico che, in data 16 gennaio 2017, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 5 del 17 gennaio 2017:
Regolamento regionale n. 1 del 16 gennaio 2017, concernente: 'Modifiche al Regolamento regionale 5 novembre 2013, n. 10 (Regolamento regionale di attuazione della legge regionale 3 settembre 2012, n. 39 recante: Istituzione della Struttura Tecnica di Valutazione VAS-VIA-AIA-VI)'.
Graziano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
lo scorso venerdì 28 ottobre 2016 si registrava il crollo di una frazione della parete in calcestruzzo, realizzata negli anni '90 per contenere la costante degradazione idrogeologica dell'abitato di Longobucco, in Provincia di Cosenza;
nelle ore successive al crollo il Capo della Protezione Civile regionale, insieme al Responsabile dell'Autorità di Bacino regionale, al Responsabile dell'area tecnica del Comune di Longobucco e al Direttore tecnico della Geoconsol srl effettuavano un sopralluogo, al termine del quale veniva accertata l'oggettiva pericolosità strutturale e la mancanza dei criteri di sicurezza abitativa del quartiere Santa Croce, sovrastante la parete crollata;
sopraggiungendo l'esigenza di monitorare lo stato di pericolo dell'abitato e, allo stesso tempo, a individuare le soluzioni tecniche necessarie a mettere in sicurezza i fabbricati ed il versante roccioso franato, si è provveduto ad emanare specifiche ordinanze di sgombero di alcune abitazioni;
trascorsi ormai due mesi dal crollo del muro di contenimento Macrocioli, oltre allo stanziamento da parte della Regione Calabria di una somma esigua e bastevole solo ad asportare i detriti derivanti dallo smottamento, permane ancora lo stato di pericolo ed il disagio di numerose famiglie di Longobucco costrette a rimanere fuori dalle proprie abitazioni -:
quali improcrastinabili ed urgenti provvedimenti intende assumere per mettere in sicurezza i luoghi, dato che il permanere di tale condizione di precarietà strutturale e le numerose precipitazioni temporalesche e nevose a cui è soggetta l'area durante il periodo invernale, non fanno altro che aumentare i rischi ed estendere il pericolo di ulteriori crolli anche alle restanti porzioni della parete di contenimento e quali iniziative intende assumere per far fronte alle esigenze delle famiglie che si sono viste notificare l'ordinanza di sgombero delle loro abitazioni.
(249; 29/12/2016)
Arruzzolo. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
il Centro Dialisi di Taurianova, punto di eccellenza della sanità in provincia di Reggio Calabria, riscontra gravi carenze di personale ausiliario ed infermieristico e necessiterebbe di almeno n. 2 unità operative aggiuntive per garantire la qualità e l'efficienza dell'assistenza e per evitare il dirottamento a Soriano (VV) o in Sicilia dei pazienti dializzati, che quotidianamente hanno bisogno di cure specialistiche -:
quali interventi, urgenti e rapidi, intenda intraprendere per potenziare l'aspetto operativo della struttura medica del Centro Dialisi di Taurianova, al fine di tutelare il diritto alla salute e garantire la continuità assistenziale ai cittadini che necessitano di processi di cura quoad vitam, sicché l'insufficienza del personale ausiliario ed infermieristico non venga perpetrata ai danni di un'intera comunità.
(252; 23/01/2017)
Giudiceandrea. Al Presidente della Giunta regionale ed all'Assessore alle Politiche Sociali e alla Formazione. Per sapere - premesso che:
il Consiglio d'Europa nella seduta del 9 Giugno 2016 ha ribadito nelle sue conclusioni l'importanza di promuovere valori comuni quali il rispetto dei diritti umani e la parità tra donne e uomini, nonché la convinzione comune che i diritti umani sono universali e si applicano a tutti indipendentemente, tra le altre cose, dal sesso;
il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) stabilisce che nelle sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne oltre a combattere le discriminazioni fondate su diversi motivi, compreso il sesso, nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni e autorizza il Consiglio a prendere provvedimenti per combattere le discriminazioni fondate su tali motivi;
il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all'articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto- legge n. 93 del 2013;
recependo l'invito della Convenzione di Istanbul di passare, nel contrasto alla violenza sulle donne, da una logica securitaria ed emergenziale ad un sistema multi-livello, un ruolo centrale riveste, nel Piano nazionale, il tema dell'educazione e della scuola;
obiettivo prioritario deve essere quello di educare alla parità e al rispetto delle differenze, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell'essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini, nel rispetto dell'identità di genere, culturale, religiosa, dell'orientamento sessuale, delle opinioni e dello status economico e sociale, sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti sia mediante l'inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica;
nella definizione dei percorsi formativi "sensibili al genere", gli obiettivi da perseguire dovranno prevedere la rivalutazione dei saperi di genere per combattere stereotipi e pregiudizi;
la valorizzazione delle differenze per prevenire fenomeni di violenza sessuale, aggressività e bullismo;
il riconoscimento del valore di identità di genere per rinforzare l'autostima, la disponibilità al dialogo per conoscere e superare i conflitti tra generi diversi-:
se nell'assegnare contributi inerenti anche l'offerta formativa delle scuole in generale e alle scuole paritarie in particolare si sia prima attentamente monitorato quanto auspicato dal Consiglio d'Europa, dalla Conferenza di Istanbul e dal Decreto la Buona Scuola - apparendo possibile invero una infrazione proprio alle su esposte raccomandazioni ed obblighi di legge.
(253; 24/01/2017)
Nicolò. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che
le ASP della Calabria, disattendono quanto previsto dall'ACN di medicina generale, ormai da anni non pubblicano tutti gli incarichi vacanti di continuità assistenziale;
ciò, nel tempo, ha comportato, e crea, oltre che notevoli disagi agli assistibili, numerose vertenze promosse sia dai medici interessati che dalle organizzazioni sindacali di categoria;
sulla problematica, rimane, perfino, disattesa la sentenza del TAR CALABRIA l\l° 1211/2013 -:
quali urgenti iniziative si intendono adottare affinché le ASP calabresi avviino immediatamente le procedure di pubblicazione delle zone carenti di continuità assistenziale;
se, perdurando l'atteggiamento omissivo delle ASP,non si ritenga indifferibile ed opportuno nominare dei commissari ad acta.
(248; 29/12/2016)
l'Aeroporto della città metropolitana di Reggio Calabria vive da tempo una situazione delicata e insostenibile dal punto di vista dei costi e della capacità di varare un piano industriale in grado di programmarne il rilancio;
la gestione commissariale della SoGAS è ancora in attesa di ricevere quanto deliberato dal Consiglio Regionale della Calabria nel dicembre 2016, aiuto finanziario iscritto nel bilancio regionale 2017;
il Comune di Reggio Calabria a tutt'oggi non ha versato la quota finanziaria di propria spettanza;
in assenza di tali finanziamenti si incorrerebbe inevitabilmente nella cosiddetta "consegna dei libri contabili in Tribunale" da parte della gestione commissariale dell'Aeroporto dello Stretto;
tale scenario, ineluttabilmente, porterebbe alla messa in libertà del personale SoGAS;
per assenza dei servizi fomiti dal personale SoGAS la compagnia Blue Panorama potrebbe chiudere i collegamenti quotidiani con Roma e Milano;
anche le minacce di Alitalia di voler abbandonare lo scalo reggino;
la continuità territoriale, strumento legislativo europeo che ha lo scopo di garantire i servizi di trasporto ai cittadini abitanti in regioni disagiate della nazione a cui appartengono, si inserisce nel quadro più generale di garanzia di uguaglianza sostanziale dei cittadini e di coesione di natura economica e sociale;
Reggio Calabria ha la potenzialità di essere riconosciuta facente parte di un territorio svantaggiato e di conseguenza ha tutto il diritto di essere inserita nel piano della continuità territoriale.
Il Presidente del Gruppo Regionale di Forza Italia sollecita il Presidente della Giunta Regionale a garantire con immediatezza l'esecuzione dell'adempimento previsto dalla Regione -:
quali azioni ed interventi ha avviato o intende adottare al fine di procedere con celerità alla piena attivazione del procedimento afferente al riconoscimento della continuità territoriale.
(250; 17/01/2017)
Orsomarso, Tallini, Cannizzaro. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
successivamente alle elezioni regionali del 23 novembre 2014 sono stati promossi, da parte di alcuni candidati non eletti, vari procedimenti giudiziari di carattere amministrativo;
fra questi, anche quelli avanzati da Wanda Ferro, candidata alla presidenza regionale del Centrodestra e miglior perdente dietro l'eletto Mario Oliverio;
proprio a seguito di un ricorso promosso da Wanda Ferro, giusta sentenza n. 243/2016 la Corte Costituzionale ha disposto la declaratoria: "d'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione Calabria 12 settembre 2014 n. 19 per la parte in cui elimina il rinvio all'art. 5, comma 1, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta Regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni) anziché al solo ultimo periodo del comma 1 di tale articolo);
in virtù di tale decisione, Wanda Ferro ha avviato ricorso amministrativo presso il Tar Calabria, sede di Catanzaro, per l'attribuzione del seggio spettantele a seguito della su menzionata sentenza;
da sottolineare che controparti interessate al ricorso sono più consiglieri dello schieramento di Centrodestra;
la Regione Calabria, con atto definito: "Note di accompagnamento alla produzione documentale" del 3 gennaio c.a. ha esplicitato una linea difensiva ben delineata, improntata a indicare il criterio applicativo per l'assegnazione del seggio spettante alla ricorrente Ferro;
la memoria difensiva in questione indicante il criterio anzidetto implicherebbe la decadenza del seggio assegnato all'onorevole Giuseppe Mangialavori. Il tutto, peraltro, sulla base di un'argomentazione affatto imparziale e fondata;
una costituzione, da parte della Regione, tutt'altro che coerente e rispettosa della prassi politica storicamente improntata, in simili fattispecie, al fair play e alla più rigorosa neutralità -:
a)sulla base di quali presupposti la Regione si è costituita nel procedimento di che trattasi;
b)le motivazioni per cui l'attuale amministrazione regionale ha indicato il criterio da applicare per l'assegnazione del seggio spettante all'avente diritto;
c)se ritiene che nella circostanza l'amministrazione regionale non abbia agito nella più stretta osservanza del principio costituzionale di imparzialità;
d)se ritiene che la prassi politica, improntata ai principi di equanimità, sia stata rispettata o meno anche nel caso di specie.
(251; 17/01/2017)
Cannizzaro. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
le attività connesse fra regione Calabria ed uffici giudiziari regionali per l'utilizzo di lavoratori percettori di ammortizzatori sociali e non, risale all'anno 2011 con la prima manifestazione d'interesse pubblicata;
le attività sono proseguite negli anni successivi , 2012, 2013, 2014 con apposite e specifiche norme legislative, L n. 228 - L n. 147, con gestione diretta del Ministero della Giustizia;
i predetti percorsi ministeriali si sono esauriti nel 2015 e che la regione Calabria di concerto con gli uffici Giudiziari provvedeva alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa in data 11 gennaio 2016 per l'utilizzo di 1000 unità lavorative da distribuire fra i vari uffici del settore giustizia operanti sull'intero territorio regionale per un periodo di anni due;
il suddetto protocollo siglato non è stato approvato dal competente ministero in quanto molti uffici del settore giustizia citati nel documento venivano esclusi in quanto non presenti al momento della sigla e che il disagio sociale conseguente e persistente dei lavorati interessati ha assunto dimensioni tali da temere gravi ripercussioni, anche di ordine pubblico -:
quali procedure immediate siano in atto per modificare il parere negativo espresso del ministero di Grazia e Giustizia sul protocollo siglato 12 mesi addietro;
quali azioni abbia previsto per evitare che l'ulteriore dilazione temporale trascorsa non comprometta la precedente decisione occupazionale relativa alla durata di anni due;
se persiste ancora ad oggi un accordo con tutti i settori giudiziari interessati ed esclusi dal ministero competente; di conoscere cosa abbia previsto questa giunta regionale nel caso in cui il ministero non autorizzi, innescando una vera e propria "bomba" sociale che vede coinvolte più di mille famiglie calabresi.
(254; 25/01/2017)
Mangialavori. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
il diritto costituzionale alla salute va garantito mediante l'offerta di un servizio sanitario efficiente e moderno;
il Vibonese da tempo è oggetto di un continuo depauperamento dell'offerta sanitaria e ciò anche a causa della vetustà di una struttura ospedaliera decisamente non al passo coi tempi;
le vicende sulla nuova costruzione del presidio ospedaliero di Vibo Valentia hanno interessato l'azione politica di tutte le amministrazioni regionali del recente passato;
l'attuale compagine di governo regionale ha posto, programmaticamente, tale realizzazione fra le sue priorità;
la realizzazione di nuove strutture ospedaliere come quella che interessa la Piana di Gioia Tauro o la Sibaritide, sia pure lentamente, sembra offrire qualche segnale di avanzamento;
la costruzione dell'ospedale vibonese, invece, pare avere subito una frenata o una battuta di arresto inspiegabile;
nei mesi scorsi, puntuali sono giunte rassicurazioni e promesse, roboanti dichiarazioni, apposizioni di prime pietre e indicazione sui tempi di esecuzione. Tutto ciò è poi stato smentito dai fatti: la puntualità ha ceduto il passo alla vaghezza e con regolarità si sono registrati imprevisti di ogni tipo;
il risultato di tutto ciò è che il presidio ospedaliero di Vibo Valentia risulta ben lungi dall'essere effettivamente e concretamente costruito. Ad oggi, in effetti, non si registra alcun atto amministrativo dal quale possa desumersi un immediato avvio dei lavori -:
a)le ragioni del ritardo circa l'avvio della concreta realizzazione dell'ospedale di Vibo Valentia;
b)quale sia lo stato dell’iter di tale progettata opera;
c)i tempi di inizio della costruzione di detto fondamentale presidio sanitario per il Vibonese.
(231; 24/10/2016)
Risposta: Nell'interrogazione si richiede di sapere:
— le ragioni del ritardo circa l'avvio della concreta realizzatone dell’ospedale di Vibo Valentia;
— quale sia lo stato dell'iter di tale progettata opera;
— i tempi di inizio della costruzione di detto fondamentale presidio sanitario per il Vibonese.
Il ritardo dell'avvio della concreta realizzazione dell'Ospedale di Vibo Valentia, rispetto al cronoprogramma contrattuale, è legato alla necessità sopraggiunta di approfondire il quadro delle indagini e degli studi dell'area ospedaliera, in grado di supportare efficacemente lo sviluppo di un organico progetto definitivo, e di avviare la progettazione e la realizzazione coordinata di alcune opere complementari che sono fondamentali al fine di assicurare funzionalità e sicurezza alla nuova struttura ospedaliera.
In fase di sviluppo del progetto definitivo dell'opera, il Concessionario ha richiesto di risolvere alcune criticità legate alla necessità di sviluppare il progetto definitivo in sinergia con il progetto delle opere complementari di sistemazione idraulica dell'area, interessata da potenziali condizioni di rischio idrogeologico del Fosso Calzone, di competenza della Provincia di Vibo Valentia, ed il progetto delle opere complementari di sistemazione della viabilità di accesso, di competenza del Comune di Vibo Valentia, nonché di sottoporre il progetto preliminare dei parcheggi alla procedura di Screening di VIA. Le suddette richieste sono state accolte dall'Amministrazione, con conseguente sospensione dei tempi di redazione del progetto definitivo.
Riguardo all’intervento di sistemazione idrogeologica del fosso Rio Bravo - Calzone e di raccolta delle acque bianche ai fini della realizzazione del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia - Ripristino dell'officiosità idraulica del Fosso Calzone":
• il progetto preliminare è stato redatto da tecnici del Settore 7 del Dipartimento Regionale Infrastrutture, LL.PP. e Mobilità e dell'Autorità di Bacino Regionale, incaricati con Decreto del Dirigente Generale del 16/09/2015; lo stesso è stato consegnato nel mese di marzo 2016, ed è stato sottoposto a verifica;
• con Decreto del 17/05/2016 del Commissario Straordinario Delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Calabria, il suddetto progetto è stato ammesso a finanziamento, per l'importo di € 3.500.000,00 ed è stato approvato lo schema di convenzione tra il Commissario Straordinario e la Regione Calabria — Dipartimento Infrastrutture, LL.PP. e Mobilità per lo svolgimento delle funzioni di Ente Attuatore da parte di quest'ultima; la convenzione è stata sottoscritta e registrata in data 5 agosto 2016;
• è stato acquisito il parere dell'Autorità di Bacino Regionale in data 6 giugno 2016, favorevole con prescrizioni per i successivi livelli di progettazione;
• il progetto è stato approvato dall'Amministrazione Regionale con Decreto del Dirigente Generale del 30/08/2016 e il Commissario Straordinario Delegato ha preso atto della suddetta approvazione con Decreto Commissariale del 23/09/2016;
• è stata avviata la fase negoziale con il Concessionario per la definizione delle modalità e delle condizioni per il successivo affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione delle opere, quali opere complementari;
Riguardo all'intervento "Opere stradali relative alla viabilità d'accesso del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia":
• la Regione Calabria, previa intesa con il Comune di Vibo Valentia, in data 05/10/2015, ha richiesto alla società Vibo Hospital Service S.p.A., di voler trasmettere il progetto preliminare delle opere stradali strettamente indispensabili ad assicurare l'accesso all'area ospedaliera, cui ha fatto seguito la trasmissione del progetto preliminare da parte del Concessionario, in data 26/01/2016;
• la Regione Calabria, in data 09/02/2016, ha trasmesso il suddetto progetto al Comune di Vibo Valentia, con la richiesta di parere, cui ha fatto seguito il parere del Comune di Vibo Valentia, in data 24/03/2016, che l'opera deve seguire la procedura di Variante agli strumenti urbanistici, a quello vigente ed a quello adottato in quanto vengono destinate a viabilità aree aventi diversa destinazione urbanistica, tanto nel PRG vigente, quanto nel P.S.C, adottato;
• la società Concessionaria Vibo Hospital Service S.p.A., in data 03/05/2016, ha trasmesso il progetto preliminare dell'intervento;
• con il Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Infrastrutture, LL.PP. e Mobilità in data 30/09/2016, il suddetto progetto è stato ammesso a finanziamento, per l'importo di € 2.300.000,00 ed è stato approvato lo schema di convenzione tra il Comune di Vibo Valentia e la Regione Calabria - Dipartimento Infrastrutture, LL.PP. e Mobilità, per lo svolgimento delle funzioni di Ente Attuatore da parte di quest'ultima;
• il Comune di Vibo Valentia e la Regione Calabria - Dipartimento Infrastrutture, LL.PP. e Mobilità hanno sottoscritto la suddetta convenzione in data 17/10/2016;
• è stata avviata la fase negoziale con il Concessionario per la definizione delle modalità e delle condizioni per il successivo affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione delle opere, quali opere complementari.
Riguardo alla procedura di assoggettabilità a VIA dei parcheggi del Nuovo Ospedale, la stessa è stata preceduta dalla procedura di Conferenza di Servizi, ai fini della disamina del Piano di Caratterizzazione delle terre dell'area di realizzazione del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia:
• la Conferenza di Servizi convocata dal Comune di Vibo Valentia, ai fini della disamina del Piano di Caratterizzazione delle terre, redatto dal Concessionario, è stata avviata in data 25/01/2016 e si è conclusa in data 27/7/2016, con esiti favorevoli riportati nel verbale in pari data, come da provvedimento definitivo del Comune di Vibo Valentia in data 29 luglio 2016;
• in data 18/08/2016, la società Concessionaria Vibo Hospital Service S.p.A. ha avanzato istanza di verifica di assoggettabilità a VIA, ai sensi degli artt. 6 e 26 del D. Lgs. N. 152/2006 e dell' art. 6 del R.R. n. 3/2008 e ss.mm.ii. per il parcheggio del Nuovo Ospedale;
• in data 12/10/2016, il Comune di Vibo Valentia ha trasmesso le attestazioni di pubblicazione all'albo pretorio comunale dell'avviso relativo alla procedura di assoggettabilità a VIA e di deposito di copia integrale della documentazione progettuale;
• si è in attesa degli esiti della valutazione della Commissione Regionale VIA sulla documentazione trasmessa.
Per quanto sopra esposto, il riavvio della progettazione definitiva del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia potrà essere disposto solo previo completamento delle procedure sopra descritte. Riguardo ai tempi di avvio dei lavori delle opere complementari, di adeguamento della viabilità e di sistemazione idrogeologica, e dell'opera principale si ritiene di poter procedere all'avvio dei lavori entro l'estate del 2017.
Roberto Musmanno (assessore alle Infrastrutture)
Proposta di legge numero 44/10^ di iniziativa del consigliere Giudiceandrea, recante: “Potenziamento dei servizi di emergenza nelle aree montane” (Del. n.169; L.R. n.1/2017)
(Riconoscimento e potenziamento del Soccorso alpino e speleologico della Calabria)
1. La Regione Calabria, in conformità alle leggi 21 marzo 2001, n. 74 (Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e 18 febbraio 1992, n. 162 (Provvedimenti per i volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e per l'agevolazione delle relative operazioni di soccorso), nonché in attuazione dell'articolo 29 della legge 7 dicembre 2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale) riconosce e promuove l'attività del Soccorso alpino e speleologico calabrese del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, di seguito denominato SASC- CNSAS, rivolta a:
a) attuare la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e speleosubacquee, e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali o lavorative svolte in ambiente montano, ipogeo, impervio ed ostile del territorio regionale;
b) effettuare gli interventi di ricerca e soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario degli infortunati, dei pericolanti, dei dispersi ed il recupero dei caduti in ambiente montano, ipogeo e in ogni altro ambiente impervio ed ostile del territorio regionale, in stretta collaborazione con il Sistema di urgenza ed emergenza medica (SUEM) del Servizio sanitario nazionale;
c) effettuare gli interventi di ricerca e soccorso in caso di emergenze o calamità inquadrabili come attività di protezione civile nell'ambito delle proprie competenze istituzionali e degli obblighi di legge previsti.
(Soccorso ed elisoccorso)
1. La Regione Calabria, ai sensi dell'articolo 2 della legge 74/2001, si avvale del SASC-CNSAS per gli interventi di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario in ambiente montano, ipogeo, e in ogni altro ambiente ostile ed impervio del territorio regionale, in stretta collaborazione con il Sistema di urgenza ed emergenza medica (SUEM) delle Aziende sanitarie locali, attraverso il numero unico 118.
2. La Regione Calabria individua nella struttura operativa regionale del SASC-CNSAS il soggetto di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo, ai sensi del comma 2 dell'articolo 2 della legge 74/2001, ed assume ogni iniziativa volta a riconoscere il ruolo del SASC-CNSAS nelle costituende centrali uniche NUE 112.
3. La Giunta regionale, nell'ambito dell'organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, regola i rapporti con il SASC - CNSAS mediante apposita convenzione, tenuto conto di quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza).
4. Per i servizi di elisoccorso a configurazione Search and rescue (SAR), individuati dalla programmazione sanitaria regionale, le aziende stesse possono avvalersi oltre che del proprio personale sanitario formato e certificato ai sensi della legge 74/2001, del personale SASC-CNSAS.
5. Il SASC-CNSAS collabora con la competente struttura regionale in materia di protezione civile per attività in ambiente montano e ipogeo, mediante la stipula di apposite convenzioni aventi ad oggetto attività formative e addestrative ricadenti nell'ambito di competenza e concorre al soccorso in caso di eventi calamitosi in cooperazione con le strutture di protezione civile.
1. Il SASC-CNSAS può apporre e pubblicizzare sui propri automezzi, sulle attrezzature e su ogni altra tipologia di materiale informativo curato e diffuso il numero 118 del SUEM e il Numero unico di emergenza europeo (NUE) 112, in conformità a quanto stabilito dalla direttiva 2002/22/CE e dalla normativa nazionale di recepimento.
(Sostegno alle attività del SASC-CNSAS)
1. Il SASC-CNSAS, con cadenza annuale, presenta alla Presidenza della Giunta regionale, Dipartimento protezione civile, il programma delle attività ed il resoconto dettagliato di quanto realizzato.
2. La Regione Calabria sostiene annualmente le spese direttamente riconducibili all'erogazione dei servizi garantiti dal SASC-CNSAS come dedotti nella convenzione di cui all'articolo 2, comma 2 della presente legge.
1. La Regione, per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1, finanzia annualmente le spese direttamente riconducibili alla erogazione dei servizi garantiti dai SASC-CNSAS ed in particolare:
a) le spese per lo svolgimento del servizio regionale di Elisoccorso 118 in attuazione della legge 74/2001;
b) le spese per il funzionamento dell'intera struttura del SASC- CNSAS, nonché per l'addestramento e l'aggiornamento tecnico delle squadre di soccorso del SASC-CNSAS;
c) il rimborso di spese sostenute dai componenti le squadre di soccorso alpino e speleologico organizzate nel SASC-CNSAS, relative a prestazioni rese per operazioni di soccorso oltre che addestrative;
d) le spese relative all'adeguamento e all'ammodernamento della dotazione del materiale tecnico e alla sostituzione dei materiali deteriorati o sinistrati a seguito delle operazioni di soccorso, o comunque al potenziamento delle attrezzature e dei mezzi del SASC-CNSAS;
e) le spese relative alla formazione ed aggiornamento derivanti dalle disposizioni in materia di sicurezza sugli ambienti di lavoro e, in particolare, dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007 n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro).
1. Il finanziamento delle attività di cui agli articoli da 2 a 5, è da intendersi nei limiti delle risorse indicate ai successivi commi.
2. Agli oneri derivanti dalle disposizioni contenute della presente legge, determinati nel limite massimo di euro 80.000,00 per l'esercizio finanziario 2017, si provvede mediante l'utilizzo del "Fondo occorrente per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezioneranno dopo l'approvazione del bilancio, recanti spese di parte corrente", iscritto al programma U.20.03 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2017¬2019, che presenta la necessaria disponibilità.
3. Alla copertura finanziaria degli oneri per le annualità successive si provvede nei limiti consentiti dalle effettive disponibilità di risorse autonome per come stabilite nella legge di approvazione del bilancio di previsione, previa rendicontazione da parte dell'ente gestore, corredata dalla documentazione comprovante la spesa sostenuta e gli obiettivi raggiunti.
4. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare le necessarie variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio di previsione 2017¬2019 con prelievo dal fondo speciale di cui al precedente comma ed allocazione al programma U.11.01 e al programma U.12.07 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo rispettivamente per euro 50.000,00 e per euro 30.000,00.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria
Proposta di legge numero 131/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Istituzione dell'Osservatorio regionale per i minori” (Del n.170; L.R. n. 2/2017)
1. La Regione Calabria, secondo i principi della Costituzione e delle leggi vigenti, riconosce che ogni forma di prevaricazione, condizionamento e violenza contro i minori costituisce una negazione del diritto all'inviolabilità della persona, della sua libertà e dignità.
(Osservatorio regionale dei minori)
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 è istituito l'Osservatorio regionale dei minori presso il dipartimento regionale competente in materia di politiche sociali, che assicura il necessario supporto tecnico, amministrativo e funzionale.
1. L'Osservatorio regionale sui minori, di seguito denominato Osservatorio, è composto da:
a) l'assessore regionale alle politiche sociali, o suo delegato, con funzioni di Presidente;
b) il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza con funzione esclusivamente consultiva;
c) un delegato del dipartimento regionale competente in materia dì tutela della salute;
d) un rappresentante dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI Calabria);
e) un rappresentante dell'Unione delle province d'Italia (UPI) della Calabria;
f) tre rappresentanti appartenenti al terzo settore operanti nel territorio della Regione Calabria;
g) un rappresentante del Comitato Unicef Calabria.
2. In considerazione delle particolari funzioni dell'Osservatorio, nonché per lo svolgimento in collaborazione di attività istituzionali di interesse comune, previo accordo con le pubbliche amministrazioni interessate, sono definite le modalità per la partecipazione ai lavori dell'Osservatorio delle autorità giudiziarie e delle altre autorità statali competenti in materia di infanzia e di adolescenza.
3. La partecipazione dei componenti dell'Osservatorio è gratuita.
4. I componenti dell'Osservatorio restano in carica quattro anni e possono essere riconfermati.
5. Il funzionamento dell'Osservatorio può essere disciplinato da apposito regolamento interno, adottato a maggioranza assoluta dei componenti.
6. Svolge mansioni di segretario un funzionario del dipartimento competente in materia di politiche sociali della Regione Calabria.
1. L'Osservatorio svolge principalmente funzioni di analisi, studio e ricerca sulle principali problematiche inerenti i minori, contribuendo a fornire orientamenti e proposte operative alla Giunta regionale in ordine alle aree di competenza relative alla povertà minorile economica e culturale, all'integrazione, alla genitorialità e ai servizi educativi.
2. In particolare, l'attività dell'Osservatorio regionale attua quanto previsto dall'Osservatorio nazionale per i minori attraverso i seguenti compiti:
a) acquisizione e restituzione di dati statistici sulla popolazione minorile a coloro che, nei diversi livelli di responsabilità politica, istituzionale, sociale e culturale, si occupano di infanzia e adolescenza;
b) promozione di ricerche, approfondimenti tematici e analisi dei dati e dei fenomeni rilevati in ambito regionale;
c) monitoraggio delle esperienze significative avviate sul territorio regionale per tradurre ulteriori bisogni in risposte adeguate;
d) collaborazione con l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, istituito con la legge 23 dicembre 1997, n. 451, attraverso l'invio dei dati sui minori in ambito regionale, volti alla redazione della relazione biennale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, ed il monitoraggio dell'attuazione sul territorio del Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva;
e) collaborazione col Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza;
f) diffusione dei risultati conseguiti in modalità open data e attraverso le attività di statistica e di ricerca;
g) favorire la rete con i vari organismi e enti locali, per realizzare una unitaria strategia a favore dei minori;
h) relazione annuale sull'attività amministrativa svolta sul territorio regionale con riguardo ai problemi dei minori, anche al fine di consentire alla Giunta regionale la formulazione di direttive agli enti locali;
i) realizzazione di mappe aggiornate dei servizi pubblici e privati e delle risorse destinate alla popolazione minorile;
j) analisi dei fabbisogni formativi degli operatori pubblici che intervengono sui minori;
k) valutazione degli interventi regionali e proposte per rendere gli stessi più efficaci o suggerimenti in ordine a nuovi interventi.
(Programma annuale di attività)
1. L'Osservatorio, entro la fine di ottobre di ogni anno, predispone un programma di attività da svolgere nell'anno successivo, corredato da un'analisi finanziaria e dalla indicazione della relativa copertura.
2. Il programma annuale di attività è approvato con deliberazione della Giunta regionale.
1. L' Osservatorio presenta al Consiglio regionale, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione dettagliata sui dati acquisiti, sull'attività svolta, sulle osservazioni e proposte elaborate.
2. La relazione annuale è diffusa sul sito web regionale e pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
(Clausola di invarianza degli oneri finanziari)
1. All'attuazione delle disposizioni della presente legge si provvede utilizzando le risorse umane, finanziarie e strumentali esistenti a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza regionale.
Proposta di legge numero 186/10^ di iniziativa del consigliere Mangialavori, recante: “Modifica alla legge regionale 7 marzo 1995, numero 4 - Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri” (Del. n. 171; L.R. n. 3/2017)
(Modifica all'articolo 16 comma 1)
1. L'articolo 16 comma 1 della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri) è sostituito dal seguente: "1, Sono esercizi di affittacamere le strutture gestite da privati i quali, ad integrazione del proprio reddito familiare, utilizzando la propria abitazione, o parte di essa, diano ospitalità, per un periodo non inferiore a sette giorni, in non più di dieci camere per venti posti letto, ubicate in uno stesso stabile".
Proposta di legge numero 187/10^ di iniziativa del consigliere Mangialavori, recante: “Modifica alla legge regionale 26 febbraio 2003, numero 2 - Disciplina dell'attività di accoglienza ricettiva a conduzione familiare denominata ‘Bed and Breakfast’” (Del. n.172; L.R. n. 4/2017)
(Modifica all'articolo 2 comma 1)
1. L'articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 febbraio 2003, n. 2 (Disciplina dell'attività di accoglienza ricettiva a conduzione familiare denominata "Bed and Breakfast" è sostituito dal seguente: "1. Le attività di accoglienza ricettiva esercitate da privati che, in via occasionale o saltuario, senza carattere di imprenditorialità e avvalendosi della organizzazione familiare utilizzano parte della propria abitazione fino ad un massimo di sei camere e quattordici posti letto, fornendo ai turisti alloggio e prima colazione sono classificate come "B&B".
Proposta di legge numero 197/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118” (Del 173; L.R. n.5/2017)
(Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive)
1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 73, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni,degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42), e successive modifiche ed integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione Calabria derivanti da sentenze e altri titoli esecutivi per la complessiva somma di 758.968,44 euro, come da tabella allegata che fa parte integrante della presente legge.
1. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio di cui all'art. 1 si provvede con le risorse allocate al Programma U.20.03 capitolo U8201043801, recante "Fondo per debiti nei confronti dì enti, persone fisiche e giuridiche, istituzioni ed organismi vari derivanti da attività dell'amministrazione regionale (art. 73, decreto legislativo 23.06.2011, n. 118)".
Proposta di provvedimento amministrativo numero 153/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2014 - Azienda Regionale per lo sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e riaccertamento straordinario dei residui” (Del. n. 174)
- la delibera di Giunta regionale n. 529 del 16 dicembre 2016, recante: "Rendiconto esercizio 2014 - Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e riaccertamento straordinario dei residui";
- il decreto del Direttore generale dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) n. 266 del 30.12.2015 di riapprovazione del consuntivo esercizio 2014 e riaccertamento straordinario dei residui all'I."1.2015;
- la legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 recante "Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria", all'articolo 57, comma 7, dispone che i rendiconti degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati entro il 31 marzo di ogni anno ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano entro il successivo 15 aprile al Dipartimento "Bilancio e Patrimonio" per la definitiva istruttoria di propria competenza;
- la Giunta regionale entro il 15 maggio trasmette i rendiconti al Consiglio regionale per la successiva approvazione entro il 30 giugno;
- la legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66 recante "Istituzione dell'Agenzia Regionale per lo sviluppo dell'agricoltura e disposizioni in materia di sviluppo dell'agricoltura";
- la legge regionale n. 8/2002 recante "Ordinamento del bilancio e della contabilità della regione Calabria";
- l'articolo 54, comma 5, lettera b), dello Statuto della regione Calabria;
- l'art. 3, comma 7 del D. Lgs. n. 118/2011, per come modificato e integrato da D. Lgs. 126/2014;
tenuto conto che il provvedimento è sprovvisto del parere dell'organo di revisione, stante la mancata nomina dell'organo di controllo da parte del Consiglio Regionale;
- la riapprovazione del consuntivo si è resa necessaria, poiché il decreto legislativo n. 118 del 2011 dispone che il riaccertamento straordinario deve essere contestuale all'approvazione del rendiconto consuntivo;
- il Direttore generale dell'ARSAC ha provveduto ad eseguire le disposizioni di legge;
- solo dal 1 settembre 2014 è stato messo in linea l'applicativo di contabilità pubblica per ARSSA in liquidazione e, al fine di non bloccare tutte le attività, l'azienda si è fatta carico nel proprio bilancio per l'esercizio 2014 dei residui attivi, passivi e perenti così come risultano nel conto consuntivo dell'ARSSA 2013;
- il dipartimento Agricoltura ha espresso parere favorevole alla riapprovazione del consuntivo esercizio 2014 e al riaccertamento straordinario dei residui all'1/01/2015, con la precisazione che i residui passivi provenienti dall'esercizio ARSSA 2013 sono iscritti nel bilancio consuntivo ARSAC 2014;
considerato che il dipartimento Bilancio ha verificato:
- la correttezza della gestione di competenza e il risultato di amministrazione conseguito dall'ARSAC al 31.12.2014, pari ad € 222.730,19;
- la sussistenza della continuità tra i residui finali dell'esercizio 2013, afferenti alla gestione liquidatoria ARSSA, rispetto a quelli iniziali dell'esercizio 2014 iscritti nelle scritture contabili di ARSAC; inoltre, è precisato che la presenza dei suddetti residui, impropriamente iscritti nel bilancio di previsione 2014 dell'ARSAC, non ha influenzato le risultanze della gestione di competenza;
- sia la mancata approvazione del riaccertamento straordinario dei residui contestualmente all'approvazione del rendiconto 2014, sia l'assenza degli obbligatori allegati di legge 5/1 e 5/2 relativi, rispettivamente, alla determinazione del Fondo Pluriennale Vincolato e alla dimostrazione del risultato di amministrazione successivamente al riaccertamento straordinario dei residui;
- l'Agenzia ha provveduto, con delibera n. 266 del 30.12.2015, alla riapprovazione contestuale del rendiconto e del riaccertamento, oltre che alla compilazione degli allegati 5/1 e 5/2 relativi, rispettivamente, alla determinazione del Fondo Pluriennale Vincolato e alla dimostrazione del risultato di amministrazione successivamente al riaccertamento straordinario dei residui;
- il primo esercizio di gestione per l'ARSAC coincide con l'anno 2014, ne deriva che non si sono rilevati residui oggetto né di reimputazione negli esercizi successivi, né di una definitiva eliminazione; conseguentemente, l'avanzo di amministrazione non subisce alcuna variazione rispetto al valore risultante alla data del 31.12.2014;
considerato che, a seguito della riapprovazione contestuale del rendiconto e del riaccertamento da parte del Direttore generale dell'ARSAC, il dipartimento Bilancio ha ritenuto possibile procedere sia alla trasmissione del rendiconto
dell'agenzia per l'esercizio 2014 da parte della Giunta regionale al Consiglio regionale, sia all'approvazione, da parte della Giunta regionale, della procedura di riaccertamento straordinario dei residui per la successiva presa d'atto del Consiglio regionale;
tenuto conto che la delibera di Giunta regionale n. 529 del 16 dicembre 2016 demanda al dipartimento Agricoltura, che esercita la vigilanza sulle attività dell'ARSAC, ove non già effettuata, la verifica in ordine al contenimento delle spese, ai sensi della normativa di riferimento, secondo le modalità e i tempi previsti dalla deliberazione di giunta regionale n. 442 del 10 novembre 2016;
preso atto che la Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 19 gennaio 2017, ha approvato il rendiconto dell'esercizio 2014 dell'Azienda Regione per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e il riaccertamento straordinario dei residui, ed i documenti ad essi allegati, facendo proprie le osservazioni espresse dai dipartimenti regionali competenti che ne hanno curato l'istruttoria e dalla Giunta regionale;
di approvare, ai sensi dell'articolo 57 della l.r. n. 8/2002, il "Rendiconto esercizio 2014 — Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e riaccertamento straordinario dei residui" e i documenti ad essi allegati che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, facendo proprie le osservazioni espresse dai dipartimenti regionali competenti che ne hanno curato l'istruttoria e dalla Giunta regionale.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 154/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Reg. (UE) numero 1303/2013 e Reg. (UE) numero 508/2014. Programma operativo Fondo Europeo per gli affari Marittimi e la Pesca FEAMP 2014/2020 - Approvazione del Piano finanziario, dell'accordo multiregionale, recepimento degli strumenti di programmazione, delle disposizioni attuative adottate dall'Autorità di Gestione e nomina del Referente dell'AdG dell'Organismo Intermedio Regione Calabria” (Del. n. 175)
- la Delibera CIPE del 28 gennaio 2015 relativa alla definizione dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il periodo di programmazione 2014-2020 e relativo monitoraggio;
- la D.G.R. n. 356 del 27 settembre 2016 avente ad oggetto "Variazione al bilancio di previsione, al documento tecnico di accompagnamento e al bilancio gestionale - annualità 2016 - per l'iscrizione della quota di prefinanziamento del Fondo Europeo per gli Affari marittimi e la Pesca (FEAMP) 2014/2020";
- il Regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti( CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n.1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio;
- il Programma Operativo FEAMP 2014/2020, elaborato in conformità al disposto dell'art. 17 del Regolamento (UE) n. 508/2014 e approvato dalla Commissione europea con decisione di esecuzione C(2015)8452 del 25 novembre 2015;
- il piano finanziario del programma operativo articolato per le priorità previste dall'art. 6 del Regolamento (UE) n. 508/2014;
- il DM 1043 del 19 gennaio 2016, recante la ripartizione delle risorse finanziarie del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP 2014/2020) rispettivamente in favore dello Stato e delle Regioni, in funzione degli accordi intercorsi ed approvati dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome della seduta del 17 dicembre 2015;
- l'atto di repertorio 16/32/CRFS/10 del 3 marzo 2016 della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, recante la ripartizione delle risorse finanziarie di parte regionale del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP 2014/2020) tra le Regioni e le Province autonome ad esclusione della Regione Valle d'Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano;
- lo schema di Accordo multiregionale trasmesso dal Mipaaf, con nota prot. 0005766 del 26 maggio 2016, alla Segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;
- lo stanziamento delle risorse di cui alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente "Accordo multiregionale per l'attuazione coordinata degli interventi cofinanziati dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) nell'ambito del programma Operativo FEAMP 2014/2020, repertorio n. 102/CSR del 9 giugno 2016;
- la dotazione finanziaria complessiva attribuita all'Organismo intermedio Regione Calabria, a valere sul P.O. FEAMP 2014/2020, pari ad euro 37.669.862,48;
- la dotazione finanziaria complessiva, per le annualità 2014-2020 a valere sul P.O. FEAMP di cui al Capo III "Sviluppo sostenibile delle zone di pesca e di acquacoltura", attribuita alla Regione Calabria e pari ad euro 5.557.682,63;
- il verbale della II riunione del Tavolo istituzionale tra l'Autorità di Gestione e gli Organismi intermedi del P.O. FEAMP 2014/2020, del 21 ottobre 2016, acquisito al protocollo dipartimentale al numero 329593 del 2 novembre 2016, con il quale sono stati approvati i piani finanziari regionali, quali atti previsionali, i cui importi totali sono ripartiti tra le singole misure in applicazione della percentuale indicata nell'Allegato III dell'Accordo multiregionale;
- gli artt. 20, 21, 22 e l'Allegato II del Regolamento (UE) n. 1303/2013, recante Disposizioni comuni sui Fondi SIE, i quali stabiliscono che il quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione è volto a misurare i risultati dell'attuazione del Programma Operativo ai fini dell'assegnazione della riserva di efficacia dell'attuazione, pari al 6% delle risorse del Programma, fissando per ciascun Asse prioritario target intermedi per l'arino 2018 e target finali per il 2023 connessi ad un indicatore finanziario e ad uno o più indicatori di realizzazione;
- la legge regionale n. 30 del 12 ottobre 2016 ed in particolare l'articolo 14;
- l'Autorità di Gestione, individuata nel Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha trasmesso per la sottoscrizione la convenzione regolante i rapporti con l'Organismo intermedio Regione Calabria;
- al fine di dare attuazione al Programma Operativo FEAMP 2014-2020, è necessario individuare il Referente dell'Autorità di Gestione dello stesso;
visti i seguenti allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione:
• il Piano Finanziario Regionale, approvato nel corso della II riunione del Tavolo istituzionale del 21 ottobre 2016 (Allegato A);
• il Programma Operativo FEAMP 2014/2020 (Allegato B);
• lo schema di Accordo multiregionale trasmesso dal Mipaaf con nota prot. 0005766 alla Segreteria della Conferenza permanente Stato-Regioni (Allegato C);
• il verbale della II riunione del Tavolo istituzionale del 21 ottobre 2016, con il quale sono stati approvati i piani finanziari regionali in applicazione della percentuale indicata nell'Allegato III dell'Accordo multiregionale (Allegato D);
• linee guida per l'ammissibilità delle spese del programma operativo FEAMP 2014-2020- Misura Assistenza tecnica (Allegato E);
• linee guida per l'ammissibilità delle spese del programma operativo FEAMP 2014-2020 (Allegato F);
• format per la definizione dell'Avviso pubblico per la presentazione della manifestazione d'interesse per il sostegno preparatorio e per la presentazione della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo (Allegato G);
• modello di strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo (Allegato H);
• modello di manifestazione di interesse al sostegno preparatorio (Allegato I);
• criteri di ammissibilità delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo (Allegato L);
• criteri di ammissibilità dei progetti per il sostegno preparatorio (Allegato M);
• criteri di selezione delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo (Allegato N);
• criteri di selezione dei progetti per il sostegno preparatorio (Allegato O);
• criteri di selezione delle operazioni (Allegato P);
considerato che le prime tre annualità del programma, 2014-2015-2016, saranno iscritte a partire dal bilancio 2016/2018, che la relativa quota di cofinanziamento regionale necessaria, al netto della riserva d'efficacia del 6% pari ad euro 2.199.424,16, graverà sulle risorse allocate al programma U1601 - Capitolo 512520101 e che la quota di cofinanziamento regionale per le successive annualità del programma, al netto della riserva d'efficacia del 6%, pari ad euro 3.087.894,93 graverà a valere sulle risorse iscritte a partire dal bilancio 2019;
rilevato che la Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 19 gennaio 2017, ha approvato il provvedimento in oggetto ed i relativi allegati richiamati in premessa, prendendo altresì atto della nomina del dott. Cosimo Carmelo Caridi - Dirigente del Settore 5 del Dipartimento 8 "Agricoltura e Risorse Agroalimentari" - quale Referente dell'Autorità di Gestione del P.O. FEAMP 2014/2020;
di approvare il provvedimento in oggetto ed i relativi allegati richiamati in premessa, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
di prendere atto della nomina del dott. Cosimo Carmelo Caridi - Dirigente del Settore 5 del Dipartimento 8 "Agricoltura e Risorse Agroalimentari" - quale Referente dell'Autorità di Gestione del P.O. FEAMP 2014/2020.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 155/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconto esercizio 2015 - Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)” (Del. n. 176)
- la delibera di Giunta regionale n. 560 del 28 dicembre 2016, recante: "Rendiconto esercizio 2015 Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) - Trasmissione al Consiglio regionale per gli atti di competenza";
- la delibera del Direttore generale dell'ARSAC n. 161 del 25/07/2016 di approvazione del conto consuntivo esercizio 2015;
- la delibera del Direttore generale dell'ARSAC n. 268 del 14/12/2016 recante: "Integrazione delibera n. 161/2016";
- la Giunta regionale entro il 15 maggio trasmette i rendiconti al Consiglio regionale per la successiva approvazione entro il 30 giugno, a norma dell'articolo 54, comma 5, lettera b) dello Statuto;
- il dipartimento Agricoltura ha richiesto la rettifica del rendiconto, avendo rilevato la mancata coincidenza delle partite di giro in entrata e in uscita;
- il direttore generale dell'Ente, a seguito della criticità sollevata, ha provveduto ad apportare le modifiche richieste dal dipartimento vigilante, riapprovando con delibera n. 268 del 14.12.2016 il conto consuntivo esercizio 2015;
- il dipartimento Agricoltura ha, altresì, evidenziato il mancato rispetto della normativa regionale in materia di contenimento delle spese, nella fattispecie è stato superato il limite previsto dall'articolo 1, comma 4, della l.r. n. 3/2015,
art. 1, comma 4, inerente gli emolumenti corrisposti ai componenti di Enti Strumentali, anche di vertice;
- il dipartimento Agricoltura nell'esprimere parere favorevole al conto consuntivo 2015, prescrive all'ente di contenere la spesa relativa agli emolumenti corrisposti al Direttore generale, adottando gli opportuni adempimenti consequenziali;
- il revisore unico dei conti ha evidenziato l'attendibilità delle risultanze della gestione finanziaria, ma al contempo ha rilevato il mancato rispetto dei limiti di spesa imposti dalle disposizioni legislative regionali;
- a seguito della riapprovazione del rendiconto, il revisore unico ha proceduto ad integrare la relazione, con la quale ha riesaminato lo schema di rendiconto dell'esercizio finanziario 2015 e la proposta di deliberazione del Direttore generale del rendiconto 2015, con specifico riferimento alla verifica del contenimento della spesa;
- l'organo di controllo, a conclusione della relazione, ha espresso parere favorevole all'approvazione del rendiconto relativo all'esercizio finanziario 2015;
considerato che il dipartimento Bilancio ha rilevato che il risultato di amministrazione ammonta ad € 1.516.751,41 e che sussiste:
- la piena corrispondenza tra il saldo di cassa e il conto del tesoriere;
- la continuità tra i residui finali dell'esercizio 2014 rispetto a quelli iniziali dell'esercizio 2015;
- la quadratura delle poste contabili iscritte nelle partite di giro;
- la corrispondenza tra i valori a residuo e quelli riportati nel conto del patrimonio, posto che è stata verificata la piena coincidenza tra residui attivi finali e crediti e tra residui passivi finali e debiti;
considerato che il dipartimento Bilancio ritiene, altresì, possibile procedere alla trasmissione del rendiconto dell'agenzia per l'esercizio 2015 da parte della Giunta regionale al Consiglio regionale;
tenuto conto che nella delibera di Giunta n. 560 del 28 dicembre 2016 si specifica che le sanzioni per il mancato rispetto della normativa sul contenimento della spesa non incidono sull'approvazione del rendiconto dell'Azienda; la stessa delibera demanda al dipartimento Agricoltura l'avvio delle procedure necessarie sia al recupero delle somme indebitamente percepite, sia ai fini della segnalazione di un eventuale danno erariale agli organi inquirenti della Corte dei conti;
preso atto che la Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 19 gennaio 2017, ha approvato il rendiconto dell'esercizio 2015 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) ed i documenti ad esso allegati, facendo proprie le osservazioni espresse dal Revisore Unico dei Conti, dei dipartimenti regionali competenti che hanno curato l'istruttoria e dalla Giunta regionale;
di approvare, ai sensi dell'articolo 57 della l.r. n. 8/2002, il "Rendiconto esercizio 2015 Azienda regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)" e i documenti ad essi allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, facendo proprie le osservazioni espresse dal Revisore unico dei Conti, dai dipartimenti regionali competenti che ne hanno curato l'istruttoria e dalla Giunta regionale.
Il Consiglio regionale della Calabria,
- la Calabria vanta tra i suoi personaggi illustri il famoso cantante Mino Reitano, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi autori, compositore e interprete della canzone italiana;
- la storia e la cronaca nazionale testimoniano l'apprezzamento nei vari teatri del mondo, con riconoscimenti e applausi a scena aperta;
- il cantante, stimato e apprezzato nella sua terra di origine, dai connazionali all'estero e da tutti i calabresi sparsi nel mondo, cui ebbe un rapporto di fraterna vicinanza, mostrando il loro affetto quotidiano, istituendo associazioni e circoli che portano il nome di Mino Reitano, cioè della Calabria;
- il "Memoria! Mino Reitano", che si svolge ogni anno il 27 gennaio a Reggio Calabria presso il teatro "Francesco Cilea" con ospiti e personaggi illustri e giovani artisti è divenuto ormai un appuntamento d'interesse nazionale e internazionale;
- la sua scomparsa non ha intaccato minimamente il valore della sua figura, esempio di una Calabria laboriosa e schiva, ad un tempo fiera ed umile, onesta ed apprezzata;
- la Regione Calabria, lo aveva già nominato suo Ambasciatore, riconoscendo lo strettissimo rapporto che aveva sempre mantenuto con la sua terra;
- detto Memorial, rivestendo carattere internazionale, rende lustro alla nostra Regione, quale laboratorio di scambio di idee, di cultura e di grande essenza morale fra le nuove generazioni calabresi nel mondo;
- la Giunta regionale a riconoscere il "Memorial Mino Reitano", che annualmente si svolge a Reggio Calabria, evento di interesse regionale per la sua alta valenza culturale e morale.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 156/10^ effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n. 182/10^ di iniziativa del consigliere regionale Graziano, recante: “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano” (Del. n. 177)
premesso che è stata presentata una proposta di legge n. 182/10^ di iniziativa del consigliere regionale Graziano recante: "Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano";
- l'articolo 133, comma 2 della Costituzione che stabilisce che "la Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni";
- l'articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) ai sensi del quale "...le regioni possono modificare le circoscrizioni territoriali dei Comuni sentite le popolazioni interessate, nelle forme previste dalla legge regionale.";
vista la legge regionale n. 13 del 1983 ed in particolare:
- l'articolo 32 che prevede che, sia per i referendum abrogativi che per quelli consultivi, "le spese relative agli adempimenti spettanti ai Comuni, nonché quelle dovute ai componenti dei seggi elettorali sono anticipate dai Comuni e rimborsate dalla Regione", con la possibilità per la Regione di anticipare ai Comuni, su loro richiesta, un importo pari al 75% dell'ammontare delle spese occorrenti";
- l'articolo 40, comma 1 in base al quale il Consiglio regionale "prima di procedere all'approvazione di ogni progetto di legge che comporti l'istituzione di nuovi Comuni (...), delibera l'effettuazione del referendum consultivo obbligatorio";
- l'articolo 40, comma 3 secondo cui, in caso di referendum consultivi, "la deliberazione del Consiglio regionale indica il quesito da sottoporre a votazione con riferimento agli estremi della relativa proposta di legge";
- la lettera a) del comma 4 dell'art. 40 che nella indizione del referendum, prescrive la consultazione, nel caso di istituzione di nuovi Comuni, di tutti gli elettori residenti nei Comuni interessati dalla variazione territoriale;
vista la proposta di legge n. n. 182/10^ di iniziativa del consigliere regionale Graziano recante: "Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano" della provincia di Cosenza, iscritta al Protocollo generale del Consiglio regionale n. 42093 del 31/10/2016;
- la Prima Commissione "Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale" ha esaminato in sede referente il progetto di legge e ha adottato una risoluzione con la quale propone al Consiglio regionale di deliberare per l'effettuazione del referendum consultivo, esteso a tutti gli elettori dei comuni di Corigliano Calabro e di Rossano della provincia di Cosenza;
- la stessa Commissione propone pertanto al Consiglio regionale di proseguire nell'iter procedurale avviato ai sensi della legge regionale n. 13 del 1983;
dato atto che ai sensi dello Statuto, la disciplina applicabile per l'individuazione degli aventi diritto al voto è quella contenuta nella legge regionale 13/83, in quanto legge speciale che regola le forme di consultazione delle popolazioni interessate in materia di istituzione di nuovi Comuni, e che pertanto, ai sensi del citato art. 40, comma 4, lettera a) della legge regionale n. 13/1983, gli aventi diritto al voto sono gli abitanti dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano della provincia di Cosenza; per tali intendendosi coloro che, in base alla vigente disciplina statale, godono del diritto di elettorato attivo per le elezioni amministrative comunali;
atteso che per il calcolo dell'ammontare del rimborso del corpo elettorale, consultabile sul sito istituzionale del Ministero dell'interno, il numero degli elettori interessati alla consultazione referendaria è pari 68.646, corrispondente a numero 74 sezioni;
- di accogliere la proposta della Commissione consiliare di proseguire nell'iter procedurale;
- di procedere all'effettuazione del referendum consultivo delle popolazioni interessate;
rilevato che ai sensi del comma 3 dell'art. 40 della L.R. 13/1983 la deliberazione consiliare di effettuazione del referendum consultivo deve indicare, in quanto mero atto di indirizzo, il quesito da sottoporre a votazione con riferimento agli estremi della relativa proposta di legge;
a) di procedere all'effettuazione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge n. 182/10A di iniziativa del consigliere regionale Graziano recante: "Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano";
b) per l'effetto, che il Presidente della Giunta regionale proceda all'indizione del referendum consultivo, tra le popolazioni interessate, sulla proposta di legge n. 182/10A di iniziativa del consigliere regionale Graziano recante: "Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano";
c) di definire nei seguenti termini il quesito da sottoporre alla consultazione popolare con riferimento al progetto di legge esaminato: "Volete l'istituzione di un nuovo comune, denominato Corigliano-Rossano, mediante fusione degli attuali comuni di Corigliano Calabro e di Rossano?";
d) di dare atto che, ai sensi dell'articolo 133, comma 2 della Costituzione e dell'articolo 40, comma 4, lettera a) della legge regionale n. 13 del 1983, partecipano al referendum consultivo tutti gli elettori residenti nei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano; per tali intendendosi coloro che, in base alla vigente disciplina statale, godono del diritto di elettorato attivo per le elezioni amministrative comunali;
e) di chiedere ai sindaci dei Comuni interessati di disporre l'anticipazione, ai sensi dell'articolo 32 della l.r. 13/1983, delle spese strettamente occorrenti per lo svolgimento del referendum consultivo, che la Regione provvederà, a consuntivo, a rimborsare dietro presentazione debitamente documentata delle stesse;
f) di trasmettere la presente deliberazione al Presidente della Giunta regionale per l'indizione del referendum;
g) di trasmettere, per conoscenza, la presente deliberazione ai sindaci dei Comuni interessati;
h) di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 1
 articolo 40
e contrario
 art. 48
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6

art. 1
 art. 40