Source: https://www.riscotel.it/cms/it/f-a-q
Timestamp: 2018-11-16 13:49:07+00:00

Document:
Cosa è l'abitazione principale?
Cosa è il saggio degli interessi legali?
A seguito dell'emanazione del decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.292 di venerdì 13, il saggio degli interessi legali passa da 2,5% all'1,00% a partire dal 1° gennaio 2014. Dal 1° gennaio 2015 invece diminuisce ulteriormente passando dall'1,00% allo 0,50% così come stabilito dal Decreto 11 dicembre 2014.
IUC è l'acronimo di IMPOSTA UNICA COMUNALE.
E' composta da più parti:
IMU sul possesso di immobili (escluse le prime abitazioni)
TASI, che copre i servizi comunali indivisibili (illuminazione..) con una quota anche a carico dei locatari.
TARI sulla produzione di rifiuti e quella
Faq su Tasi e Imu - Dipartimento delle Finanze
CLICCA QUI PER CONSULTARE LE FAQ SU IMU E TASI PUBBLICATE DAL MEF
PERTINENZE: Quali sono le pertinenze dell'abitazione principale?
In relazione alle due soglie temporali previste dalla disposizione di cui all’articolo 13 del D.lgs n. 472/97 “termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione” e “un anno dall’omissione o dall’errore” si chiarisce che la diversificazione è in sostanza collegata alla distinzione tra i “tributi periodici” cui inerisce un obbligo dichiarativo che si rinnova periodicamente, (come per esempio imposte sui redditi, IVA) e i “tributi istantanei”, per i quali non si configura un obbligo dichiarativo (come, per esempio, imposta di registro, sulle successioni), come già chiarito dalla Circolare n. 180 del 1998.
A tal proposito, devono ritenersi ancora attuali le precisazioni contenute nei documenti di prassi circa la correlazione tra "tributi periodici" e "tributi 43 istantanei" da un lato, e le soglie temporali previste dalla disposizione dall’altra, nonché gli specifici chiarimenti resi con i citati documenti del 2005 e del 2011.
Infine, considerato che le disposizioni recate dalla Legge di Stabilità 2015 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2015, in virtù del principio del favor rei è possibile ravvedere le violazioni constatate prima di tale data, fermo restando la mancata notifica di atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973 e 54-bis del DPR n. 633/1972 relative alle violazioni oggetto di regolarizzazione. (Circolare n.6/E del Mef)
Casa è la rendita catastale?
La rendita catastale è il reddito che Agenzia delle Entrate (ex Agenzia del Territorio) attribuisce a ogni singolo bene immobile. Rappresenta la base fiscale su cui vengono calcolate le imposte(imposta sui redditi, IMU, imposta di registro, etc.).
Nel Catasto Fabbrica la rendita catastale è collegata all'unità immobiliare. Ogni unità immobiliare ha la propria rendita catastale, ad eccezione degli immobili a destinazione particolare (stazioni, ponti, chiese, cimiteri, etc.).
La rendita catastale si può ottenere richiedendo la visura catastale all'ufficio dell'Agenzia del Territorio oppure attraverso il servizio telematico dell'Agenzia delle Entrate, denominato Consultazione rendite catastali. Per effettuare la procedura online è sufficiente indicare: il proprio codice fiscale, gli identificativi o dati catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e la provincia di ubicazione di un qualsiasi immobile.
Quali sono le scadenze dell'IMU e della TASI per l'anno 2015?
A livello nazionale le scadenze dell'IMU e della TASI sono il 16 giugno 2015 per l'acconto e il 16 dicembre 2015.
Puo' capitare che alcuni Comuni decidono di variare una scadenza, per cui si consiglia sempre di consultare le delibere IMU e TASI del proprio Comune.
Chiarito il concetto che il CONIUGE SUPERSTITE ha il 100% del diritto reale di abitazione per l’ex casa coniugale, vorrei sapere se tale diritto decade, nel momento in cui il genitore vedovo, pur conservando l’usufrutto, DONA l’immobile al figlio. Nel caso in cui il diritto reale di abitazione decade, il figlio, già pieno proprietario dell’1/3 è obbligato a pagare le imposte inerenti la propria quota? Contrariamente, nel caso in cui il coniuge superstite donante, non perda alcun diritto, ma lo conserva, “poiché trattasi di ex casa coniugale dall’origine”, il figlio donatario è o non è obbligato per la quota di suo possesso alla dichiarazione reddituale ovvero al pagamento della IUC? Dalla partizione che si evince dalla visura catastale, sono io figlio, PIENO proprietario dell’1/3 e NUDO proprietario del 2/3 con mia madre vedova usufruttuaria. Cosa bisogna dichiarare sul mod. 730 e come pagare le dovute imposte?
In ipotesi di successione mortis causa al coniuge superstite spetta, secondo quanto previsto dall’art. 540 del codice civile, il diritto di abitazione sull’alloggio adibito a dimora coniugale e sulle sue pertinenze, e, quindi, limitatamente a detti immobili, soggetto passivo (sia Imu/Tasi sia Irpef) è esclusivamente il coniuge superstite mentre gli altri eredi rimangono esclusi dalla soggettività passiva fino a quando non si estingue il diritto di abitazione.
Per gli altri immobili (diversi dalla dimora coniugale e dalle sue pertinenze) caduti in successione, invece, soggetti passivi sono tutti gli eredi in ragione delle rispettive quote successorie.
Il diritto di abitazione non può formare oggetto di cessione o di locazione e si prescrive a causa del non uso per un periodo ininterrotto di 20 anni. Il diritto di abitazione si estingue per morte del titolare ovvero per rinuncia (con atto pubblico o con scrittura privata autenticata).
Ciò premesso, il diritto di abitazione è autonomo rispetto al diritto di proprietà; pertanto, anche in ipotesi di donazione della proprietà, il diritto di abitazione non si estingue e, quindi, spetta al titolare di quest’ultimo pagare le imposte sia Imu/Tasi sia Irpef.
Infine, il fatto che il diritto di abitazione, ex art. 540 del codice civile (diversamente da quello disciplinato dall’art. 1022 del codice civile), non si evinca dalla visura catastale è dovuto dalla circostanza che si è costituito per legge senza un atto pubblico ovvero una scrittura privata autenticata; ad ogni modo, la visura catastale non è probatoria dei diritti reali di godimento.
E’ vero che l’invio tramite PEC di un provvedimento ICI o IMU non è valido perché non regolamentato?
L’utilizzo della Pec è possibile soltanto nei casi di notifica ex art. 149bis cpc. Pertanto, eccetto il caso di Equitalia, per la quale vi è una apposita legge che permette la notifica delle cartelle di pagamento a mezzo pec, gli atti impositivi dei Comuni possono essere notificati a mezzo pec esclusivamente se la notifica è effettuata ai sensi del richiamato art. 149bis cpc (la notifica deve essere fatta dal messo ovvero dall’ufficiale giudiziario e non dall’Ufficio tributi del Comune).
Cosa devo fare per poter registrare il comodato gratuito?
La registrazione di un contratto di comodato d'uso gratuito deve essere eseguita presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Il contribuente per la presentazione del contratto di comodato d'uso gratuito deve produrre due/tre copie, con firma originale, del documento, compilare il Modello 69, munirsi di due/tre marche da bollo da 16 euro ed effettuare il versamento dell'imposta di registro tramite modello F23 indicando il codice tributo 109T.
Presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate devono essere forniti gli atti da registrare, una copia delle carte d'identità del comodante e del comodatario, le marche da bollo, il modello 69 e una copia del modello F23 pagato.
COMODATO D'USO 2016: Da quando valgono le agevolazioni IMU e TASI in caso di contratto verbale?
Il dipartimento delle finanze del ministero dell'economia con un'apposita nota dell'8 aprile 2016 ha affermato che per il contratto di comodato d'uso verbale non conta la data di registrazione, ma quella di conclusione del contratto stesso per poter usufruire delle agevolazioni Imu e Tasi in vigore in quest'anno d'imposta. Si evince così che la riduzione al 50% della base imponibile Imu e Tasi in caso di concessione in comodato di un immobile a un parente in linea retta entro il primo grado, che lo utilizzi come abitazione principale, decorre dal 1° gennaio 2016 a prescindere dalla data di registrazione del contratto verbale.
RESIDENZE DISTINTE TRA CONIUGI NON SEPARATI: Dal 2016 c'è l'esenzione sull'abitazione principale per le categorie non di lusso, come ci si deve comportare in caso di residenze distinte tra coniugi non separati?
Se i due coniugi risiedono ciascuno in un immobile di proprietà e le due case sono ubicate nello stesso comune, solo una delle due avrà diritto all’esenzione. In genere, se vi sono dei figli, l’abitazione principale (dunque quella esente) coincide con quella dove questi risiedono.
Se invece le due residenze separate sono ubicate in comuni diversi, sarà possibile esentare entrambe, a condizione, naturalmente, che nelle due unità abitative i due coniugi abbiano effettivamente dimora abituale
In tal caso, il versamento del saldo deve essere effettuato sulla base delle aliquote vigenti nell’anno 2015, tenendo conto, ovviamente, delle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 in materia di abitazione principale, terreni agricoli e immobili in comodato e locati a canone concordato (FAQ www.finanze.gov)
Sì, poiché il comma 26 dell’art. 1 della legge n. 208 del 2015 dispone, per l’anno 2016, l’automatica sospensione dell’efficacia delle delibere che prevedono aumenti dei tributi rispetto ai livelli di aliquote applicabili per l'anno 2015. (FAQ www.finanze.gov)
Sì, in quanto il comma 26 dell’art. 1 della legge n. 208 del 2015 prevede espressamente che la sospensione dell’efficacia degli aumenti non operi per gli enti locali che deliberano il dissesto e il predissesto. (FAQ www.finanze.gov)
L’IMU non è stata sostituita dalla TASI ma è stata abolita solo per le abitazioni principali diverse da quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9). Quindi, il proprietario paga tutti e due i tributi.
ABITAZIONE PRINCIPALE: Sono in possesso di un'abitazione di categoria da A/2 ad A/7 nella quale risiedo anagraficamente dimoro abitualmente, devo pagare l'IMU?
Per il 2013, il 2014 ed il 2015 i Codici Tributo dell'IMU da utilizzare per i versamenti tramite modello F24 sono:
COMODATO GRATUITO: Nel caso in cui l’immobile concesso in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado, assimilata all’abitazione principale, è di proprietà di più soggetti come si ripartisce la detrazione?
CONIUGE SUPERSTITE: Marito e moglie possiedono per il proprio 50% una casa di categoria A/8 dove abitano e risiedono anagraficamente oltre che una pertinenza. Muore il marito e la sua percentuale di possesso va al figlio. Chi deve pagare e dichiarare l'IMU?
COOPERATIVA EDILIZIA A PROPRIETA' INDIVISA: Sono socio assegnatario di una casa di categoria da A/2 ad A/7 di proprietà di una cooperativa edilizia a proprietà indivisa, nella quale dimoro abitualmente e risiedo anagraficamente con relativa pertinenza. Devo pagare l'IMU?
Cos' è l'IMU?
Per i terreni agricoli consultare il ”Decreto esenzione dall'IMU per i terreni montani” e la Proroga dei termini Imu agricola montana.
FORZE DELL'ORDINE: Sono un militare con obbligo di residenza in caserma. Possiedo una casa di lusso (A/1, A/8, A/9) nella quale abito quando non sono in caserma. Posso considerarla la mia abitazione principale? Devo pagare l'IMU?
L'assimilazione all'abitazione principale si applica in ogni caso ad un solo immobile nel territorio italiano a condizione che non sia locato (Legge 147/2013 art. 1 comma 707).
Imu Terreni Agricoli, chi la paga?
L'art.1, comma 13 della Legge di Stabilità 2016 ha nuovamente ridisciplinato l'applicazione dell'Imu sui Terreni Agricoli. In particolar modo afferma che l'esenzione dall'Imu prevista per i terreni agricoli ricadenti in aree montante o di collina si applica sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle finanze n.9 del 14.6.1993. Sono inoltri esenti dall'Imu i Terreni agricoli: a) posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione; b) ubicati nei Comuni delle isole minori; c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorate a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
PERIODO DI POSSESSO: Il 12 febbraio ho acquistato una casa no di lusso che è diventata la mia abitazione principale (iscrizione anagrafica e dimora abituale) dal 1° luglio. Pago l'IMU?
Sì, per 5 mesi (febbraio-giugno) si verserà l'IMU come immobile a disposizione. Dal 1° luglio sarà considerata abitazione principale e quindi escluso da IMU.
PERIODO DI POSSESSO: Il 21 settembre 2014 ho acquistato un immobile non adibito ad abitazione principale. Devo versare l'IMU per il mese di settembre?
No, la verserà il venditore. Il nuovo proprietario inizierà a versare l'imposta dal mese di ottobre perchè il mese nel quale la titolarietà si è protratta solo in parte è computato per intero in capo al soggetto che ha posseduto l'immobile per almeno 15 giorni.
PERTINENZE: Due coniugi possiedono ognuno per il proprio 50% una casa in categoria A/9 dove abitano e risiedono anagraficamente ed entrambi possiedono (ognuno al 100%) anche un box pertinenziale. Possono considerare entrambi i box come pertinenza?
Sì, per entrambi i box potranno applicare il regime dell'abitazione principale perchè ogni box è pertinenza della quota di possesso dell'abitazione principale.
PERTINENZE: Possiedo 1 box (C/6), 2 cantine (C/2) e 3 tettoie (C/7). Posso considerarli tutti pertinenziali alla mia abitazione principale?
No, e possibile considerarli solo uno per categoria: un box (C/6), una cantina (C/2) e una tettoia (C/7)
Quando si paga l'IMU?
I versamenti del dovuto IMU si effettuano in 2 rate, nelle date del 16 giugno e del 16 dicembre oppure in una unica soluzione entro il 16 giugno.
SEPARATI/DIVORZIATI: Sono separato/divorziato e possiedo il 100% della casa adibita a mia abitazione principale in categoria A/1 nella quale risiedo anagraficamente e il 50% della casa in categoria A/8 che era la mia residenza e dove abitavo fino alla separazione. Quest'ultima è stata assegnata dal giudice alla mia ex moglie. Le case si trovano entrambe nello stesso Comune. Devo pagare l'IMU su entrambe?
No, si paga l'IMU solo sulla propria abitazione principale. Per la casa assegnata all' ex moglie l'IMU sarà dovuta interamente da lei.
Sto ristrutturando la mia abitazione, a quali imposte sono soggetto durante gli interventi edilizi?
Dal momento in cui hanno inizio i lavori alla fine lavori deve essere versata imposta sulla base della rendita catastale se l'intervento è riferibile alle lettere a) (manutenzione ordinaria) b) (manutenzione straordinaria) del DPR 380/2001. Nel caso in cui l'intervento è invece riferibile alle lettere c) (restauro e risanamento conservativo) d) (ristrutturazione edilizia) f) (ristrutturazione urbanistica) del DPR 380/2001, l'imposta è dovuta come area edificabile.
[ENTI NON COMMERCIALI] Quando e come presentare la Dichiarazione IMU?
Gli enti non commerciali devono presentare la dichiarazione IMU per gli immobili esenti così come per quelli dove si svolge un attività mista, entro il 30 giugno dell’anno successivo esclusivamente per via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Mef.
[ENTI NON COMMERCIALI] Quando e come versare l'IMU?
Il versamento dell’imposta municipale propria è effettuato dagli enti non commerciali esclusivamente secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del D.Lgs 9/07/1997, n.241, in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini di cui all’art. 9, co. 3, del D.Lgs 14/03/2011, n. 23, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento. Gli enti non commerciali eseguono i versamenti del tributo con eventuale compensazione dei crediti, nei confronti dello stesso comune nei confronti del quale è scaturito il credito, risultanti dalle dichiarazioni presentate.
DICHIARAZIONE: Entro quale data devo presentare la dichiarazione IMU?
La dichiarazione IMU deve essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo alla data in cui sono intervenute variazioni dei propri immobili (D.L. 35 dell'8/4/2013 art. 10 comma 4). Di conseguenza tutte le variazioni intervenute nell'anno 2014 dovranno essere dichiarate entro il 30 giugno 2015.
IMMOBILI STORICI: Qual è la disciplina per gli immobili storici?
La base imponibile dell’IMU è ridotta del 50 per cento nel caso di fabbricati di interesse storico o artistico “di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”. Sulla base imponibile così calcolata, si procede applicando l'aliquota prevista per gli altri fabbricati.
ABITAZIONE PRINCIPALE-COPPIA CONVIVENTE: Se l’abitazione è cointestata al 50% ad una coppia convivente, non legata dal vincolo del matrimonio, la detrazione di 200 euro va ugualmente divisa in due (cioè 100 euro a testa), oppure spetta ad entrambi per intero (cioè 200 euro a testa)?
La detrazione base di 200 euro prescinde dall'esistenza di vincoli familiari tra i comproprietari, come il matrimonio, e si suddivide in parti uguali (indipendentemente dalle quote di possesso), alla sola condizione che i contitolari stessi utilizzino la casa come abitazione principale. Nel caso specifico, la detrazione dovrà essere suddivisa a metà fra i due contitolari dell'immobile.
In acconto ho pagato meno del dovuto: cosa devo fare?
In caso di versamento in acconto effettuato sui codici tributo corretti ma per un importo inferiore al dovuto, è possibile regolarizzare la propria situazione usufruendo del Ravvedimento Operoso.
Nel caso di locazione finanziaria, chi è il soggetto passivo ?
Per gli immobili, anche da costruire o in costruzione, concessi in locazione finanziaria, il soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.
Se il contratto è stato stipulato nell’anno sia il locatore (o il precedente locatario, in caso di subentro nel leasing) che il locatario dovranno presentare la Dichiarazione IMU.
LASTRICO SOLARE-AREA EDIFICABILE: Nel caso di utilizzazione del lastrico solare per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da asservire all’efficientamento energetico di un immobile, tale lastrico, durante la fase di costruzione dell’impianto stesso, può essere considerato un’area edificabile, ai fini dell’imposta municipale propria (IMU)?
A tale quesito ha risposto il Ministero dell'Economia e delle Finanza con la Risoluzione N.8/DF
COMODATO GRATUITO: Chi paga l'imposta in caso di immobile in comodato gratuito?
In caso di immobile concesso in comodato gratuito tutte le imposte sono a carico del proprietario e non di chi lo utilizza. E' possibile, trattandosi di familiari, che colui che occupa l'immobile possa accordarsi con il proprietario e prevedere un rimborso di imposta, ma è un accordo su cui non grava nessun obbligo di legge.
In caso di donazione, le imposte comunali gravano sul donatario?
Per quanto riguarda l'IMU e la TASI dipende dal diritto che viene donato:
1) nel caso in cui viene donata la piena proprietà ovvero il diritto di usufrutto e/o di abitazione su di un immobile soggetto all'IMU o alla TASI, con decorrenza dalla data in cui viene stipulato l'atto di donazione, graverà sul donatario;
2) nel caso in cui il donante si limita a donare la nuda proprietà dell'immobile, riservando per se stesso il diritto di usufrutto e/o di abilitazione, il tributo continuerà a gravare sul donante
DONAZIONE: Come si determina la base imponibile?
La base imponibile dei beni immobili donati è determinata considerando:
- per la piena proprietà: il valore commerciale alla data dell'atto di donazione;
- per la proprietà gravata da diritti reali di godimento: il valore ottenuto dalla differenza tra il valore della piena proprietà e quello del diritto da cui è gravata;
- per diritto d'uso e usufrutto: il valore che risulta moltiplicando il valore della piena proprietà per il saggio legale d'interesse e per il coefficiente, relativo all'età del titolare del diritto, come stabilito dall'apposito prospetto di legge.
RETTIFICA PAGAMENTO DI IMPORTO INFERIORE: Ho effettuato un pagamento dell'acconto IMU inferiore a quanto era dovuto, cosa fare ora?
E' necessario compilare un altro modello F24 ad integrazione di quello precedente errato, con l'indicazione della differenza da versare. Se la data di scadenza è già stata superata, sarà necessario aggiungere anche il conteggio degli interessi.
RETTIFICA PAGAMENTO DI IMPORTO SUPERIORE: Ho effettuato un pagamento dell'acconto IMU superiore a quanto era dovuto, cosa fare ora?
Se in acconto è stata versata una somma superiore al dovuto, si puo' richiedere il rimborso al Comune oppure detrarre l'importo in eccesso sul saldo che sarà successivamente versato.
Io e mia moglie abbiamo acquistato un immobile al 50% ognuno intestandolo, con l'autorizzazione del giudice tutelare, a nostra figlia MINORENNE. Ai fini Imu io e mia moglie dobbiamo pagare l'imposta ognuno per la sua quota?
Tenendo in considerazione quanto previsto dall'art. 320 del Codice civile relativamente alla potestà dei genitori nei confronti del figlio minorenne, l'imposta è dovuta dai genitori in nome proprio.
L'intera villa unifamiliare, con scala interna, (che per il piano urbanistico comunale non può essere divisa) è di proprietà di due PERSONE in parti uguali. Purtroppo al CATASTO risulta DIVISA nel sub 1 (piano inferiore) e sub 2 (piano superiore) con la conseguenza che ai fini IMU sia il sub 1 e sia il sub 2 risultano di proprietà al 50% di entrambe le parti il che porta a considerare il 50% della proprietà di ciascuna delle parti come seconda casa e pagamento dell'IMU. Cioè, avendo entrambe le persone residenza in quella villa ma con stato famigliare diverso, risulta ai fini IMU che sia la prima che la seconda persona rispettivamente per il proprio 50% di proprietà dell'intera villa venga considerato la metà della propria proprietà come prima casa e l'altra metà come seconda casa (in quest'ultimo caso pagando IMU). Come si può capire, per le singole persone la villa è prima casa, in quanto è abitazione principale, e come già detto ciascuna non può intestarsi la proprietà di un'intero sub per vincolo urbanistico, per cui chiedo quale potrebbe essere la soluzione per non pagare l'IMU visto che, trattandosi di una situazione paradossale, in realtà la villa è prima casa per entrambe le persone?
Diversamente da quanto accadeva con l’Ici, per l’Imu (e per la Tasi) il comma 2 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 stabilisce che l’abitazione principale deve essere iscritta o iscrivibile in catasto come unica unità immobiliare.
L’unica eccezione al predetto principio è rappresentata dai cc.dd. immobili contigui uniti ai fini fiscali. In particolare con la nota della Direzione Centrale del Catasto 21 febbraio 2002, n. 15232 è stato chiarito che:
le singole unità mantengono i rispettivi identificativi catastali
l’accatastamento viene fatto dichiarando le singole unità come porzioni di unità immobiliari
in ciascun accatastamento viene specificato con quale altra unità immobiliare l’immobile è unito ai fini fiscali (si può verificare dalla visura catastale e, comunque, dal Docfa)
la categoria e la classe vengono attribuite a ciascuna porzione di unità immobiliare considerando le unità immobiliari nel loro complesso
la rendita viene attribuita a ciascuna porzione di unità immobiliare in ragione delle rispettive consistenze (minimo 1 vano per ciascuna porzione di unità immobiliare)
graficamente (per ciascuna planimetria) vengono riportate le unità immobiliari nel loro complesso e la parte relativa alla singola porzione di unità immobiliare viene tratteggiata
In questo caso le unità immobiliari sono da considerare entrambe abitazione principale, la detrazione (in ipotesi di categorie catastali A/1, A/8 ed A/9) spetta, comunque, una sola volta.
Pertanto, se come si evince dal quesito non è possibile sciogliere la comunione, si può verificare se è percorribile la strada sopra descritta.
Come deve essere arrotondato l’F24 per quanto riguarda Sanzioni e Spese per accertamento IMU.
Il modello F24 si arrotonda per riga; pertanto a seconda di quanti codici tributi inserisci si fanno gli stessi numeri di arrotondamento. Inoltre, non vi è un codice tributo per le spese.
E’ vero che la firma a stampa dei provvedimenti ICI (o di tutti i provvedimenti in generale) non è più valida?
No. Il comma 87 dell’art. 1 della legge n. 549 del 1995 e i commi 1 e 2 dell’art. 3 del decreto legislativo n. 39 del 1993 sono ancora vigenti.
Bisogna inserire la firma digitale sui provvedimenti ICI e IMU, provvedimenti che poi verranno mandati a Poste che provvederà a stampare e a imbustare?
La firma digitale (diversa dalla firma a stampa) è incompatibile con un provvedimento cartaceo, ma si accompagna ad un provvedimento notificato a mezzo pec.
MODALITA’, PERIODICITA’ E RIPARTIZIONE DEI PAGAMENTI IMU
Le modalità di pagamento sono disciplinate dal comma 12 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011.
La periodicità è stabilita dal comma 2 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 23 del 2011.
La modalità di ripartizione tra l’acconto ed il saldo è stabilita dal comma 3 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 23 del 2011 e dal comma 13bis dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011.
Il versamento dell'imposta, in deroga all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è effettuato secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate nonché a decorrere dal 1° dicembre 2012, tramite apposito bollettino postale al quale si applicano le disposizioni di cui al citato articolo 17, in quanto compatibili (modifica introdotta dal D.L. 16/2012, art. 4, c. 5, lett. h).
12-bis. Per l’anno 2012 il pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste dal presente articolo; la seconda rata è versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata. Per l’anno 2012, l’imposta dovuta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze è versata in tre rate di cui la prima e la seconda in misura ciascuna pari a un terzo dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base e la detrazione previste dal presente articolo, da corrispondere rispettivamente entro il 16 giugno e il 16 settembre; la terza rata è versata entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulle precedenti rate; in alternativa, per il medesimo anno 2012, la stessa imposta può essere versata in due rate, di cui la prima, entro il 16 giugno in misura pari al 50% dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base e la detrazione previste dal presente articolo e la seconda, entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata. Per il medesimo anno, i comuni iscrivono nel bilancio di previsione l’entrata da imposta municipale propria in base agli importi stimati dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze per ciascun comune, di cui alla ta bella pubblicata sul sito internet www.finanze.gov.it.
L’accertamento convenzionale non dà diritto al riconoscimento da parte dello stato dell’eventuale differenza tra gettito accertato convenzionalmente e gettito reale ed è rivisto, unitamente agli accertamenti relativi al fondo sperimentale di riequilibrio e ai trasferimenti erariali, in esito a dati aggiornati da parte del medesimo dipartimento delle finanze, ai sensi dell’accordo sancito dalla conferenza stato città e autonomie locali del 1° marzo 2012. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base del gettito della prima rata dell’imposta municipale propria nonché dei risultati dell’accatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione stabilite dal presente articolo per assicurare l’ammontare del gettito complessivo previsto per l’anno 2012. Entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati, ed in deroga all’art. 172, c. 1, lett. e) del T.U. di cui all D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 1, c. 169, della L. 27 dicembre 2006, n. 296, i comuni possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo (comma introdotto dal D.L. 16/2012, art. 4, c. 5, lett. e). 12-ter. I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono interventue variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all’art. 9, c. 6 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23.
comma 2 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 23 del 2011
comma 3 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 23 del 2011
I soggetti passivi effettuano il versamento dell'imposta dovuta al comune per l'anno in corso in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Resta in ogni caso
nella facolta' del contribuente provvedere al versamento dell'imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno.
comma 13bis dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011
13-bis. A decorrere dall’anno d’imposta 2013, le deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione dell’imposta municipale propria devono essere inviate esclusivamente per via telematica per la pubblicazione nel sito informatico di cui all’art. 1, c. 3 del D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360. L’efficacia delle deliberazioni ricorre dalla data di pubblicazione nel predetto sito informatico e gli effetti delle deliberazioni stesse retroagiscono al primo gennaio dell’anno di pubblicazione nel sito informatico, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell’anno a cui la delibera si riferisce. A tale fine, l’invio deve avvenire entro il termine del 23 aprile. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 23 aprile le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno (comma introdotto dal D.L. 16/2012, art. 4, c. 5, lett. l).
FORZE DELL'ORDINE: “Sono un militare. Per motivi di lavoro ho dovuto trasferirmi, così ho deciso di locare la mia casa, dove conservo a oggi la residenza. Devo pagare l’Imu? È considerata abitazione principale?
Nel caso di personale appartenente alle forze dell'ordine, ai fini dell’applicazione dell’Imu non è richiesta la condizione della dimora abituale e della residenza anagrafica per valutare l’unico immobile di proprietà come abitazione principale. Condizione necessaria è però il possesso di tale immobile, che non deve pertanto essere concesso in locazione a terzi (comma 5 dell’articolo 2 del Dl 102/2013). In caso contrario, lo stesso non può essere considerato abitazione principale, ma si pagherà l'IMU come altro immobile.
Capannoni senza rendita, quali sono i coefficienti IMU 2016?
Agevolazione comodato 2016: Se il comodante, genitore, oltre all'immobile in cui risiede e a quello ceduto al figlio, in cui pure risiede, possiede anche dei terreni, può usufruire lo stesso dell'agevolazione della riduzione al 50% dell'imposta?
Per usufruire dell'agevolazione del 50% della base imponibile, il comodante può possedere al massimo due immobili, dove per immobili sono da intendersi solo gli "immobili abitativi". Ne consegue che il possesso di terreni non incide in alcun modo sulla possibilità di usufruire dell'agevolazione in questione, fermo restando la necessità di essere comunque in possesso degli altri requisiti previsti dalla legge.
Agevolazione comodati 2016: Mio padre è proprietario al 100% di un appartamento non appartenente alle cat. A1,A8,A9 (di lusso) che è anche sua residenza e abitazione principale. Contemporaneamente, nello stesso Comune, ha l'usufrutto di due appartamenti, al 50% con mia madre. Il primo è stato concesso in comodato a me che ho lì la residenza e l'abitazione, il secondo è stato invece ceduto in affitto ad un soggetto terzo. Considerato che il comodante può essere proprietario solo di un'altra abitazione principale, nel caso di usufrutto di due unità, come il mio caso, è possibile usufruire della riduzione Imu-Tasi al 50%?
La nuova normativa in materia comodati, prevede che il "soggetto passivo" possa essere possessore al massimo di due abitazione, di cui una utilizzata come propria abitazione principale e l'altra data in comodato. Siccome nel caso proposto il comodante possiede tre immobili (la soggettività passiva sorge anche nel caso di usufrutto), non è possibile usufruire dell'agevolazione del 50%.
RIDUZIONE BASE IMPONIBILE COMODATO 2016: Sono proprietario di due abitazioni al 100% ubicate nello stesso Comune, di cui la prima (cat. A7) mia abitazione principale e la seconda (cat.A2) concessa in uso gratuito a mio figlio residente e dimorante nell'immobile. Ho diritto alla riduzione?
Si, è possibile usufruire della riduzione IMU-TASI perché rispetta i requisiti previsti dalla Legge di Stabilità 2016.
RIDUZIONE BASE IMPONIBILE COMODATO 2016: Sono proprietario di due abitazioni al 50% con mia moglie, ubicate nello stesso Comune, di cui la prima (cat. A7) mia abitazione principale e la seconda (cat.A2) concessa in uso gratuito a mio figlio residente e dimorante nell'immobile. Ho diritto alla riduzione?
Entrambi i comproprietari possono usufruire della riduzione della base imponibile del comodato gratuito.
RIDUZIONE BASE IMPONIBILE COMODATO 2016: Sono proprietario di due abitazioni al 100% ubicate in diversi Comuni, di cui la prima (cat. A7) mia abitazione principale e la seconda (cat.A2) concessa in uso gratuito a mio figlio residente e dimorante nell'immobile. Ho diritto alla riduzione?
In questo caso non è possibile usufruire della riduzione della base imponibile per il comodato gratuito.
RIDUZIONE BASE IMPONIBILE COMODATO 2016: Sono proprietario di due abitazioni al 100% ubicate nello stesso Comune, di cui la prima (cat. A7) mia abitazione principale e la seconda (cat.A2) concessa in uso gratuito a mio figlio NON residente e dimorante nell'immobile. Ho diritto alla riduzione?
In questo caso non è possibile usufruire delle riduzione perché il figlio non è residente nell'immobile.
RIDUZIONE BASE IMPONIBILE COMODATO 2016: Sono proprietario di tre abitazioni al 50% ubicate nello stesso Comune, di cui la prima (cat. A7) mia abitazione principale, la seconda (cat.A2) concessa in uso gratuito a mio figlio residente e dimorante nell'immobile, la terza (cat. A/7) concessa in uso gratuito a mio figlio residente e dimorante nell'immobile. Ho diritto alla riduzione?
In questo caso la riduzione della base imponibile del comodato gratuito non è spettante.
La TASI è dovuta, poiché il terreno resta area edificabile. L’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del proprietario e, successivamente, ripartita tra quest’ultimo e l’affittuario o il comodatario sulla base delle percentuali stabilite dal comune
In questo caso, l’immobile non è equiparato ai fini IMU all’abitazione principale. La TASI deve, quindi, essere calcolata sul valore complessivo dell’immobile con l’aliquota prevista dal Comune per gli immobili diversi dall’abitazione principale, sottraendo, poi, per intero l’eventuale detrazione prevista dal Comune. L’importo così ottenuto deve essere versato in parte dal proprietario (IACP) e in parte dall’assegnatario “occupante” secondo le quote deliberate dal Comune
Le uniche delibere che devono essere prese in considerazione sono quelle pubblicate sul sito www.finanze.it entro la data 31 maggio 2014. A tal fine i comuni devono aver inviato detta delibera entro il 23 maggio 2014 al Ministero dell’economia e delle finanze. Il Ministero dell’economia e delle finanze non ha, quindi, preso in considerazione le delibere trasmesse successivamente alla data del 23 maggio 2014, indipendentemente dal fatto che il comma 688 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014, per gli immobili diversi dall’abitazione principale si riferisca alle delibere adottate entro il 31 maggio 2014. Si deve, infatti, sottolineare che l’ultimo periodo del comma 688 in esame stabilisce che, ai fini del versamento della TASI per gli immobili diversi dall’abitazione principale, il comune è tenuto ad effettuare l’invio della deliberazione, esclusivamente in via telematica, entro il 23 maggio 2014, mediante inserimento del testo della stessa delibera nella sezione del Portale del federalismo fiscale. Pertanto, per tutti i beni immobili l’inserimento della delibera TASI deve essere avvenuto entro il 23 maggio 2014, affinché l’acconto sia corrisposto sulla base dell’aliquota deliberata dal comune.
PERCENTUALE INQUILINO: In caso di mancato versamento della propria quota TASI da parte dell’inquilino, il proprietario è responsabile del mancato pagamento?
PERIODO DI POSSESSO: Il 16 aprile 2014 ho acquistato un immobile non adibito ad abitazione principale. Devo versare la Tasi?
Sì, devo versare la TASI per i 9 mesi di possesso dell'immobile. Il versamento dovrà essere effettuato metà in acconto e conguagliato con il saldo.
No, si posso considerare solo uno per categoria: un box (C/6), una cantina (C/2) e una tettoia (C/7).
Posto che l’art. 1, comma 671, della legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che i possessori sono coobbligati in solido al pagamento della TASI, a prescindere quindi dalla quota di possesso, qualora un fabbricato sia posseduto da due soggetti con percentuali di proprietà 4 diverse (es. comproprietario A 70% e comproprietario B 30%) e solo per uno dei due (ad es. il soggetto B) quell’immobile sia adibito ad abitazione principale, come devono pagare i due soggetti nel caso in cui il Comune abbia fissato un’aliquota del 3 per mille per l’abitazione principale e dello zero per mille per gli altri immobili?
Qual è la base imponibile della TASI?
Pertanto, per i fabbricati iscritti in catasto la base imponibile si ottiene applicando alla rendita, iscritta in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, la rivalutazione del 5% e moltiplicandola per uno dei seguenti coefficienti a seconda della categoria catastale:
Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all'anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, il valore è determinato applicando le disposizioni contenute nel comma 3 dell’art. 5 del decreto legislativo n. 504 del 1992 (i coefficienti di rivalutazione sono stati approvati con il decreto 19 febbraio 2014).
Quali sono e come si determinano le aliquote per il calcolo della TASI?
Quali sono i codici tributo della TASI?
Per poter consultare i nuovi codice tributo per il versamento della TASI con il modello F24EP, o per poter consultare le risoluzioni emanate dall'Agenzia delle entrate, vai sul loro sito istituzionale.
SEPARATO/DIVORZIATO: Possiedo il 50% della casa che era mia residenza e dove abitavo fino al momento della separazione separazione. Questa casa è stata ora assegnata dal giudice alla mia ex moglie. Devo pagare la TASI?
No. Deve pagarla solamente il coniuge assegnatario.
Si chiede se per un appartamento in multiproprietà facente parte di un immobile nel quale è presente una sala condominiale autonomamente accatastata: - il proprietario paga per la quota di possesso dell’appartamento; - l’amministratore versa per la sala condominiale rivalendosi sui singoli.
Sul fabbricato bene merce non soggetto IMU è dovuta la TASI?
Il bene merce non soggetto IMU è invece soggetto a TASI purchè il proprio Comune abbia deliberato un'apposita aliquota a riguardo che è possibile consultare nella delibera pubblicata sul Mef.
PERTINENZE: Devono essere necessariamente vicino all'abitazione?
Ho consultato la delibera sulla Tasi del mio Comune di Cervia ed è previsto il pamento della tassa sugli immobili c/2 c/6 e c/7 che non siano pertinenze di una unità abitativa. Mi sembra pacifico che le pertinenze di un'abitazione secondaria non paghino la Tasi. E' giusto?
Sono un inquilino e risiedo e dimoro nell’immobile locato, si applica l’aliquota dell’abitazione principale?
In caso di immobile locato, la TASI complessivamente dovuta va calcolata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale. Successivamente deve poi essere ripartita tra quest'ultimo e l'occupante, sulla base delle percentuale delle aliquote stabilite dal Comune. Questa percentuale può essere del 10%, 20% o 30%. Dal 2016 l'inquilino nulla più deve.
Ho acquistato la mia PRIMA CASA il 18/05/2015 ed ho effettuato il cambio di residenza il 22/07/2015 da altro comune (in questo periodo il vecchio proprietario aveva ancora la residenza nella casa che ho acquistato). Come calcolo la TASI?
Vista la sua situazione lei dovrà pagare peri i primi due mesi di possesso la TASI come seconda abitazione (Altri Immobili cat.A) e per i restanti cinque come abitazione principale visto che solo da luglio l'immobile è diventato il luogo in cui dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
Avevo affittato ad un'attività economica attualmente cessata alcuni locali o aree scoperte, ora io, che sono il proprietario, ne sono tornato in possesso. I locali adesso sono vuoti. Devo pagare la TARI?
Si. La TARI in precedenza era dovuta dal titolare dell'attività economica ma adesso è dovuta da lei in quanto attuale occupante delle superfici. La tariffa sarà quella dell'attività a cui lei concretamente destinerà i locali / le aree scoperte oppure quella corrispondente all'uso al quale le superfici venivano ovvero per loro natura potrebbero essere potenzialmente destinate (ad esempio: negozio, bar, laboratorio artigiano, ufficio). Se non si vuole pagare la TARI bisogna togliere tutti i mobili e gli arredi e staccare completamente tutte le utenze.
Chi sono i soggetti passivi della TARI?
Cos'è la superficie utile calpestabile?
DICHIARAZIONE TARI: Come si compila?
Io ci penso da solo a smaltire i miei rifiuti quindi non voglio pagare la TARI!
Io non produco rifiuti, perché ... (esempio: vivo spesso dai miei genitori, sono in viaggio per lavoro, non uso la casa, ecc...) quindi non voglio pagare la TARI!
Non è possibile. La Tassa sui Rifiuti (TARI) è istituita per la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati. La mancata utilizzazione del servizio di gestione dei rifiuti da parte dell'utente non comporta l'esonero dal tributo. E' pero' possibile che alcune delle fattispecie sopra elencate comportino una riduzione della TARI se così stabilito dal regolamento comunale.
Le abitazioni vuote ma con il mobilio o anche solo un'utenza (acqua, gas, internet, luce, telefono, ecc.) attiva pagano la TARI. Se proprio non si vuole pagare bisogna togliere TUTTO il mobilio e staccare TUTTE le utenze. E' possibile pero' che possa usufruire di un'agevolazione.
Leggo nell'invito al pagamento che oltre al tributo comunale devo pagare anche una quota provinciale. Di cosa si tratta esattamente?
Sulla tassa sui rifiuti (Tari) si applica il tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente (Tefa) di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 .
Il Comune riversa alla Provincia gli importi riscossi a titolo di Tefa.
Nella mia abitazione svolgo un'attività professionale, come mi devo comportare?
Qual è il presupposto della TARI?
Il presupposto è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.
Quali sono i codici tributo TARI?
3944 TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 - TARES - art. 14 DL n. 201/2011
3945 TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 - TARES - art. 14 DL n. 201/2011 – INTERESSI
3946 TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 - TARES - art. 14 DL n. 201/2011 – SANZIONI
3950 TARIFFA – art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 - art. 14, c. 29, DL n. 201/2011
3951 TARIFFA – art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 - art. 14, c. 29, DL n. 201/2011 – INTERESSI
3952 TARIFFA – art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 - art. 14, c. 29, DL n. 201/2011 – SANZIONI
Diversamente dalla Tasi e dall’Imu, non è indicato che in caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente alla tassa.
Quali sono le esclusioni TARI?
No, non è possibile. Uno dei comproprietari dovrà assumersi il compito di presentare all'Ufficio TARI la dichiarazione TARI a nome proprio e per conto anche di tutti gli altri. Nel modello il soggetto prescelto indicherà se stesso come dichiarante ed inoltre indicherà il nominativo degli altri comproprietari nella parte relativa ai componenti. E' consigliabile utilizzare anche il campo note del modello per spiegare la situazione. Il Comune invierà l'avviso di pagamento al solo dichiarante, mentre gli altri eventualmente risponderanno in solido del pagamento dell'unica obbligazione tributaria.
Siamo degli studenti ed abbiamo preso in affitto assieme un appartamento: possiamo intestarci separatamente la TARI, ciascuno per una parte?
Bisogna fare una distinzione. Se il contratto di locazione ha una durata inferiore a 6 mesi nel corso del medesimo anno solare allora gli inquilini non sono tenuti a fare nulla, dato che la TARI è dovuta dal proprietario dell'abitazione. In caso contrario, nel caso cioè il contratto di locazione abbia durata superiore a 6 mesi nell'anno solare, allora uno degli studenti dovrà presentare la dichiarazione, intestandosi la TARI ed indicando gli altri coinquilini nella parte del modello relativa ai componenti, ai fini della determinazione della categoria tariffaria. Il dichiarante riceverà l'avviso di pagamento della TARI, mentre gli altri occupanti eventualmente risponderanno in solido del pagamento dell'unica obbligazione tributaria.
Siamo più famiglie che vivono insieme nel medesimo alloggio, come mi comporto?
Sono il nuovo proprietario o inquilino dell'alloggio e, oltre ad aprire la mia posizione TARI, voglio chiudere quella del precedente proprietario o inquilino. Come fare?
E' possibile farlo soltanto se dispone di una delega (con allegato il documento di identità del delegante) da parte di chi deve cessare la propria posizione. La dichiarazione TARI essendo strettamente personale deve essere presentata di base da ciascun soggetto su cui ricade tale obbligo.
DICHIARAZIONE TARI: Devo allegare qualcosa al momento del suo invio?
Sì. Alla dichiarazione TARI bisogna sempre allegare una planimetria dei locali e la copia di un documento di identità del soggetto dichiarante. Per le utenze non di proprietà bisogna allegare anche la copia del contratto di locazione (o di comodato) dei locali mentre, per le dichiarazioni di cessazione, è necessaria una copia della disdetta e/o del verbale di riconsegna dei locali.
Qual è la base imponibile della Tari?
Quali sono le scadenze Tari per l'anno di imposta 2015?
Iscritti AIRE Pensionati: C'è una Riduzione dal 2015?
Relativamente alla TARI su tale immobile è disposta la riduzione di 2/3 dell'importo dovuto.
Ho sbagliato a versare la TARI, posso chiedere un rimborso?
Nel caso in cui il contriubente abbia effettuato un versamento in misura superiore a quello dovuto, egli può richiedere il rimborso all'ufficio tributi del proprio Comune entro 5 anni dal pagamento.
Le domande presentate successivamente sono considerate intempestive.
Come si calcola il saldo con CalcoloIUC?
C) controllare il corretto inserimento delle aliquote (nel caso che prendiamo in esame il Comune ha deliberato due aliquote diverse per l'acconto e per il saldo);
Inseriti e/o controllati i parametri, premendo sul tasto “Calcola”, il tool fornirà il calcolo totale dell’importo da pagare.
Per conoscere il giusto dovuto a saldo si dovrà poi utilizzare l'opzione ”Importo pagato“ dove si inserirà quanto effettivamente già versato in acconto
Il servizio CalcoloIUC mi propone in automatico il ravvedimento operoso, come posso non prevederlo?
Basta semplicemente togliere la spunta presente nell'apposita casella della colonna "Ravvedimento". Il calcolo sarà così effettuato senza prevedere il conteggio dei tassi e degli interessi.
A cosa serve il campo Ulteriore Detrazione? E quando utilizzarlo?
In questo campo bisogna inserire le detrazioni deliberate dal proprio Comune. Se l'Ente di riferimento utilizza la versione Pro del servizio le detrazioni sono calcolate in automatico, per cui nulla deve essere inserito nel campo Ulteriori Detrazioni.
Se invece il Comune utilizza la versione Base di CalcoloIUC le detrazioni non sono calcolate in automatico, per cui è necessario inserirle a mano nel suddetto campo.
In Calcolo IMU+TASI di Riscotel, cosa significa: "Aliquote definite non verificate"?
Questo avviso significa che il Comune preso in considerazione per effettuare il calcolo dell'imu e/o della tasi non ha richiesto l'utilizzo del servizio Riscotel.
Di conseguenza le aliquote presenti potrebbero non essere identiche a quelle deliberate dall'Ente.
Il contribuente dovrà quindi leggere la delibera comunale e modificare a mano le aliquote nell'apposito campo.
Inserendo l'IBAN quando voglio effettuare la stampa del modello F24, scalate il versamento dovuto direttamente dal mio conto corrente?
No, l'indicazione dell'IBAN serve solo per indicarlo nel modello F24 che sarà successivamente stampato
Vorrei sapere se nel calcolo per la imu-tasi il sistema prevede la rivalutazione della rendita catastale indicata oppure bisogna segnare come valore di rendita quello già rivalutato
Bisogna inserire la rendita così come presente sul catasto, sarà poi il servizio CalcoloIUC a rivalutarlo in automatico.
In Calcolo IMU+TASI mi esce il messaggio "Attenzione, per questo immobile non viene calcolata la TASI perché l'aliquota è a zero" dopo che ho cliccato "Calcola". Che devo fare?
Questo messaggio signifca che nulla devi al tuo Comune per quel fabbricato (sempre se le aliquote risultano "verificate" in alto a sinistra) e devi togliere la spunta nella casella Tasi in rosso.
Dopo puoi effettuare il calcolo prendendo in considerazione solo l'imposta che effettivamente grava sul fabbricato di tuo possesso (in questo caso IMU) ed eviti di stamparti un modello F24 con dovuto Tasi pari a zero.
Nella Home Page mi compare un messaggio che mi segnala che con il mio browser non potrei usufruire di tutte le funzionalità del servizio CalcoloIUC, che significa?
Significa che si utilizza una versione di Internet Explorer obsoleta. Per questo motivo si consiglia o di aggiornare il suddetto browser o di utilizzarne un altro. Se ciò non fosse fatto si potrebbero avere problemi nella stampa del modello F24 (compare bianco) o ad utilizzare il campo "Importo pagato", ecc...
Clicco sul campo "Importo Pagato" ma non si apre nessuna finestra dove poter inserire i miei valori, perchè?
Quanto segnalato capita quando si utilizza una versione di Internet Explorer obsoleta (6,7 o 8). In questi casi si consiglia o di utilizzare una versione di Internet Explorer più aggiornata oppure di utilizzare un altro browser (Mozilla Firefox o Google Chrome).
COMODATI E CONCORDATI 2016: Dal 2016 è prevista una riduzione al 50% e al 75% della base imponibile rispettivamente per i comodati gratuiti a parenti di primo grado e agli immobili locati a canone concordato. CalcoloIUC 2016 e CalcoloIUC 2017 prevedono in automatico questa riduzione?
CalcoloIUC 2016 e CalcoloIUC 2017 sono stati realizzati prevedendo la riduzione della base imponibile dei comodati gratuiti a parenti di primo grado e agli immobili locati a canone concordato così come stabilito dalla Legge di Stabilità 2016.
La riduzione non è pero' automatica dovendo essere considerate particolari condizioni per usufruirne. Dopo essersi recati sulla tipologia immobile "Altri Immobili" o su "Comodati gratuiti a parenti di primo grado" e/o "Immobili locati a canone concordato" (dove e da chi previsti) è necessaro selezionare la voce di interesse nel campo "Proprietario/Inquilino".
Nella "i" informativa di fianco al campo "Proprietario/Inquilino" sono presenti degli approfondimenti sulle casistiche proposte per meglio scegliere cosa selezionare secondo le proprie esigenze.
Come si calcola la riduzione del 50% della base imponibile sui comodati gratuiti valida dall'anno d'imposta 2016?
Su CalcoloIUC 2016 e CalcoloIUC 2017 e 2018 la riduzione del 50% della base imponibile sui comodati gratuiti, in base al tipo di aliquote deliberate dal Comune, puo' essere calcolata o sulla tipologia "Altri Immobili" o sulla tipologia specifica "Immobili in comodato gratuito a parenti entro il 1° grado".
Se si vuole effettuare un calcolo sugli immobili concessi in comodato gratuito con riduzione, essendo il contribuente in possesso dei requisiti che consentono una riduzione del 50% della base imponibile, bisogna selezionare la tipologia immobile "Altri Immobili", andare poi sul campo “proprietario/inquilino” e selezionare la voce di interesse:
A questo punto sarà sufficiente, dopo aver inserito la propria rendita catastale e compilato gli altri campi, cliccare sul tasto "CALCOLA" per calcolarsi il giusto dovuto comprensivo della riduzione del 50% dell'imponibile.
Ho pagato in acconto più di quanto dovuto, come posso compensarlo sul saldo?
Nel caso in cui si sia pagato in acconto un importo maggiore di quanto dovuto è necessario effettuare il calcolo per l'intero anno d'imposta (fancedo attenzione a selezionare "acconto" e "saldo" nella sezione "Opzioni di Pagamento") e poi selezionare la colonna "importo pagato". Qui i dati devono essere inseriti in modo tale che in acconto sia inserito il dovuto che bisognava pagare correttamente e nel campo saldo, la cifra in eccedenza pagata.
Il contribuente deve un totale annuo IMU di 890,40 euro. In sede di acconto doveva versare 445,20 euro (890,40:2) ma per errore ha versato 495,20 euro.
In CalcoloIUC il contribuente dopo aver inserito tutti i dati relativi al proprio immobile dovrà selezionare in "Opzioni di Pagamento" sia "acconto" sia "saldo".
Successivamente nella colonna "importo pagato" bisognerà inserire in acconto il dovuto che bisognava pagare correttamente (445,20 euro) e nel campo saldo, la cifra in eccedenza pagata (in questo caso 50 euro). A questo punto CalcoloIUC propone un saldo ancora da versare di 395 euro arrotondati (890,40-495,20= 395,20).
File .iuc generato, lo posso aprire?
Il file generato da CalcoloIUC ha un'estensione .iuc che non può essere aperto e/o letto da altri programmi, essendo specifico per il servizio offerto da Riscotel.
Dunque è possibile solo caricare il file .iuc in CalcoloIUC per poterlo utilizzare e non è possibile in alcun modo aprirlo o caricarlo su altri programmi
Non riesco a stampare il Modello F24 creato con CalcoloIUC, perché?
La maggior parte delle volte non è possibile stampare il Modello F24 perché il prorpio browser ha attivitato il blocco dei pop-up. E' sufficiente sbloccarli (il come lo si trova facilmente su qualsiasi motore di ricerca) per poter proseguire con la stampa.
Posso caricare qualsiasi file su CalcoloIUC?
Non è possibile caricare qualsiasi file su CalcoloIUC, ma solamente i file con estensione .iuc prodotti precedentemente con la funzione "Salva immobili" di CalcoloIUC.
Dove posso trovare le aliquote deliberate dal mio Comune?
Sul sito istituzionale del suo Comune
Sul sito del Mef
Sul WikiIUC
Qual è l'aliquota base della TASI?
L'utilizzo del Ravvedimento Operoso è consentito a tutti i contribuenti. A seguito della Legge di stabilità 2015 (legge 190/2014 – comma 637 lettera b) sono stati modificati i limiti di tempo del ravvedimento operoso.
In particolare dal 2015, a seguito delle modifiche introdotte, l'istituto è stato rivisitato prevedendo:
la possibilità di regolarizzare fino al termine di decadenze del potere di accertamento dell'amministrazione;
l'eliminazione di alcune cause ostative ora rappresentate soltanto dalla notifica di un avviso di accertamento, di liquidazione o di un avviso bonario.
Di conseguenza i verbali di verifica, i questionari, i Pvc o atti similari, non costituiscono più causa di esclusione, ma anzi potrebbero rappresentare il motivo per indurre il contribuente a rettificare la propria posizione nel caso in cui abbia omesso il versamento del dovuto.
RAVVEDIMENTO OPEROSO (art.13 D.Lgs.n.472/97)
- cd "ravvedimento sprint" (D.Lgs, 471/97, art. 13 c.1, 3° periodo), che prevede sanzioni pari a 0,1% per ogni giorno di ritardo, a condizione che il versamento sia eseguito entro 14 giorni dall'omissione;
- cd "ravvedimento breve" (D.Lgs. 472/97, art. 13 c.1 lett. a-bis) coordinato con D.Lgs, 471/97, art. 13, c.1, 2° periodo, che prevede sanzioni pari ad 1/10 del minimo (1,50%), purché il versamento venga eseguito entro 30 giorni dall'omissione;
- cd "ravvedimento intermedio" (D.Lgs. 472/97, art. 13, c.1, lett. a-bis), coordinato con D.Lgs, 471/97, art. 13, c.1, 2° periodo, che prevede sanzioni pari ad 1/9 del minimo (1,67%, a condizine che il versamento sia eseguito entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore, ovvero per le omissioni e gli errori commessia in dichiarazione, entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui è stato commesso l'errore o l'emissione imputata;
- cd "ravvedimento lungo" (D.Lgs. 472/97, art. 13, c.1, lett.b) che prevede sanzioni pari ad 1/8 del minimo (3,75%), a condizione che il versamento avvenga tra il 91° giorno all'anno della violazione o entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione;
- cd "ravvedimento lunghissimo", che prevede sanzioni pari ad 1/7 del minimo (4,2%), a condizione che il versamento sia eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, o, se non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall'omissione o errore e sanzioni pari ad 1/6 del minimo (5%), se il versamento è eseguito oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall'omissione o dall'errore.
Il ravvedimento lunghissimo è applicato solamente per i tributi gestiti dall'agenzia delle entrate (dunque no per quelli comunali come Imu, Tasi, Tari, ecc...)
Se utilizzo il ravvedimento operoso cosa devo barrare sul modello F24 o sul bollettino postale?
Si deve barrare la casella "RAVV".
In caso di ravvedimento operoso come si devono versare le sanzioni e gli interessi?
Le sanzioni e gli interessi del ravvedimento operoso dovranno essere versati unitamente all'imposta dovuta e con lo stesso codice tributo
La Legge di Stabilità 2015 pone l’obiettivo di incidere significativamente sulle modalità di gestione del rapporto tra fisco e contribuenti. Si punta su un nuovo modello di cooperazione tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti con l’obiettivo di perseguire il massimo adempimento 39 spontaneo degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, potenziando l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del D.lgs n. 472 del 1997.
Ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate si applicano le novità in materia di ravvedimento, comprese quelle relative alla eliminazione della preclusione secondo la quale l’istituto del ravvedimento può essere adottato a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.
Le novelle normative, però, non modificano, per il resto, l’assetto generale dell’istituto del ravvedimento. Pertanto, anche con riguardo alla definizione delle violazioni già constatate, si ritiene che debba ritenersi confermato l’orientamento delle Circolari n. 180 e 192 del 1998 circa l’onere di regolarizzare distintamente le violazioni prodromiche (es. omessa fatturazione) e quelle conseguenziali (omesso versamento, infedele dichiarazione). (Circolare N. 6/E del Mef)
Si ritiene che le nuove regole sul ravvedimento operoso, nel rispetto del principio di legalità di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n 472, trovano applicazione anche con riguardo alle violazioni che alla data del 40 1° gennaio 2015 siano già state constatate dall’ufficio ma non siano ancora state interessate da atti accertativi, liquidatori o da cartelle di pagamento. (Circolare n. 6/E del Mef)
Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2015, sono mutati i presupposti per accedere all’istituto agevolativo. È possibile, infatti, accedere al ravvedimento operoso nonostante la violazione sia stata già constatata mediante pvc.
Ciò, tuttavia, non muta la natura e le finalità dell’istituto del ravvedimento operoso – che rimane un atto di regolarizzazione spontanea da parte del contribuente – nel senso che non lo trasforma in un atto di acquiescenza ai rilievi contenuti nel pvc.
Pertanto, il contribuente potrà sanare le medesime violazioni ravvedibili in base alla precedente formulazione normativa anche laddove - ed è questo l’elemento innovativo - gli sia stato consegnato un pvc, fermo restando l’assenza di notifiche degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973 e 54-bis del DPR n. 633/1972. Sarà onere del contribuente comunicare agli Uffici i distinti rilievi per i quali si intende prestare acquiescenza. (Circolare n.6/E del Mef)
Già prima della modifica introdotta con la Legge di Stabilità 2015 al ravvedimento operoso, la comunicazione degli esiti del controllo automatizzato e del controllo formale rappresentava un ostacolo alla possibilità di avvalersi dell’istituto.
Con la Circolare n. 18/E del 10 maggio 2011 è stato chiarito che la preclusione al ravvedimento opera con riferimento alle irregolarità riscontrabili nell’ambito di questi controlli. E’ stato, pertanto, ammesso che il contribuente che abbia ricevuto la comunicazione degli esiti del controllo automatizzato e/o di quello formale possa avvalersi del ravvedimento per sanare altre violazioni che non gli siano state contestate con tale procedura. Gli stessi chiarimenti trovano applicazione con riferimento al nuovo ravvedimento operoso. (Circolare n. 6/E del Mef)
Si chiede di sapere se la diversificazione delle due soglie temporali per la regolarizzazione (termine fisso, es. un anno dalla commissione della violazione, e termine mobile, es. scadenza della presentazione della dichiarazione) sia correlata alla distinzione tra “tributi periodici” (o meglio, con dichiarazione periodica) e “tributi istantanei”, come chiarito dalla Circolare n. 180/1998, oppure se ci si debba basare su altri criteri, come emerge dalle Circolari n.41/2005 e n. 2/2011 in ordine a talune violazioni in materia di IVA.

References: art. 540
 art. 149
 art. 149
 art. 1
 art. 10
 articolo 17
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 1
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
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