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Timestamp: 2018-11-18 00:03:27+00:00

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L. 06/11/2012, n. 190 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN10651
In vigore dal 28/11/2012.
311530 3760103
Art. 1. - Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione
1. In attuazione dell'articolo 6 della Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dalla Assemblea generale dell'ONU il 31 ottobre 2003 e ratificata ai sensi della legge 3 agosto 2009, n. 116, e degli articoli 20 e 21 della Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999 e ratificata ai sensi della legge 28 giugno 2012, n. 110, la presente legge individua, in ambito nazionale, l'Autorità nazionale anticorruzione e gli altri organi incaricati di svolgere, con modalità tali da assicurare azione coordinata, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione.
2. La Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e successive modificazioni, di seguito denominata «Commissione», opera quale Autorità nazionale anticorruzione, ai sensi del comma 1 del presente articolo. In particolare, la Commissione:
b) adotta il Piano nazionale anticorruzione ai sensi del comma 2-bis; N22
d) esprime parere obbligatorio sugli atti di direttiva e di indirizzo, nonché sulle circolari del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione in materia di conformità di atti e comportamenti dei funzionari pubblici alla legge, ai codici di comportamento e ai contratti, collettivi e individuali, regolanti il rapporto di lavoro pubblico; N3
e) esprime pareri facoltativi in materia di autorizzazioni, di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, allo svolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali, con particolare riferimento all'applicazione del comma 16-ter, introdotto dal comma 42, lettera l), del presente articolo;
f-bis) N10
2-bis. Il Piano nazionale anticorruzione è adottato sentiti il Comitato interministeriale di cui al comma 4 e la Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il Piano ha durata triennale ed è aggiornato annualmente. Esso costituisce atto di indirizzo per le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai fini dell'adozione dei propri piani triennali di prevenzione della corruzione, e per gli altri soggetti di cui all'articolo 2-bis, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai fini dell'adozione di misure di prevenzione della corruzione integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, anche per assicurare l'attuazione dei compiti di cui al comma 4, lettera a). Esso, inoltre, anche in relazione alla dimensione e ai diversi settori di attività degli enti, individua i principali rischi di corruzione e i relativi rimedi e contiene l'indicazione di obiettivi, tempi e modalità di adozione e attuazione delle misure di contrasto alla corruzione. N23
3. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 2, lettera f), l'Autorità nazionale anticorruzione esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni, e ordina l'adozione di atti o provvedimenti richiesti dai piani di cui ai commi 4 e 5 e dalle regole sulla trasparenza dell'attività amministrativa previste dalle disposizioni vigenti, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza citati. N24
c) N25
6. I comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti possono aggregarsi per definire in comune, tramite accordi ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, il piano triennale per la prevenzione della corruzione, secondo le indicazioni contenute nel Piano nazionale anticorruzione di cui al comma 2-bis. Ai fini della predisposizione del piano triennale per la prevenzione della corruzione, il prefetto, su richiesta, fornisce il necessario supporto tecnico e informativo agli enti locali, anche al fine di assicurare che i piani siano formulati e adottati nel rispetto delle linee guida contenute nel Piano nazionale approvato dalla Commissione. N24
7. L'organo di indirizzo individua, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, disponendo le eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei per lo svolgimento dell'incarico con piena autonomia ed effettività. Negli enti locali, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è individuato, di norma, nel segretario o nel dirigente apicale, salva diversa e motivata determinazione. Nelle unioni di comuni, può essere nominato un unico responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza segnala all'organo di indirizzo e all'organismo indipendente di valutazione le disfunzioni inerenti all'attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza e indica agli uffici competenti all'esercizio dell'azione disciplinare i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza. Eventuali misure discriminatorie, dirette o indirette, nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per motivi collegati, direttamente o indirettamente, allo svolgimento delle sue funzioni devono essere segnalate all'Autorità nazionale anticorruzione, che può chiedere informazioni all'organo di indirizzo e intervenire nelle forme di cui al comma 3, articolo 15, decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39. N24
8. L'organo di indirizzo definisce gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, che costituiscono contenuto necessario dei documenti di programmazione strategico-gestionale e del Piano triennale per la prevenzione della corruzione. L'organo di indirizzo adotta il Piano triennale per la prevenzione della corruzione su proposta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza entro il 31 gennaio di ogni anno e ne cura la trasmissione all'Autorità nazionale anticorruzione. Negli enti locali il piano è approvato dalla giunta. L'attività di elaborazione del piano non può essere affidata a soggetti estranei all'amministrazione. Il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, entro lo stesso termine, definisce procedure appropriate per selezionare e formare, ai sensi del comma 10, i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione. Le attività a rischio di corruzione devono essere svolte, ove possibile, dal personale di cui al comma 11. N24
8-bis. L'Organismo indipendente di valutazione verifica, anche ai fini della validazione della Relazione sulla performance, che i piani triennali per la prevenzione della corruzione siano coerenti con gli obiettivi stabiliti nei documenti di programmazione strategico-gestionale e che nella misurazione e valutazione delle performance si tenga conto degli obiettivi connessi all'anticorruzione e alla trasparenza. Esso verifica i contenuti della Relazione di cui al comma 14 in rapporto agli obiettivi inerenti alla prevenzione della corruzione e alla trasparenza. A tal fine, l'Organismo medesimo può chiedere al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza le informazioni e i documenti necessari per lo svolgimento del controllo e può effettuare audizioni di dipendenti. L'Organismo medesimo riferisce all'Autorità nazionale anticorruzione sullo stato di attuazione delle misure di prevenzione della corruzione e di trasparenza. N23
a) individuare le attività, tra le quali quelle di cui al comma 16, “anche ulteriori rispetto a quelle indicate nel Piano nazionale anticorruzione,” N26 nell'ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione, “e le relative misure di contrasto,” N26 anche raccogliendo le proposte dei dirigenti, elaborate nell'esercizio delle competenze previste dall'articolo 16, comma 1, lettera a-bis), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 R;
c) prevedere, con particolare riguardo alle attività individuate ai sensi della lettera a), obblighi di informazione nei confronti del responsabile, individuato ai sensi del comma 7, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull'osservanza del piano;
d) “definire le modalità di monitoraggio del” N27 rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti;
e) “definire le modalità di monitoraggio dei” N27 rapporti tra l'amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell'amministrazione;
c) ad individuare il personale da inserire nei programmi di formazio
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Art. 2. - Clausola di invarianza
Articoli 135, comma 1; 241, comma 1
D. Pres.R. Sicilia 31/01/2017, n. 240
Adozione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza - Aggiornamento 2017/2019.
Delib. G.R. Lombardia 30/01/2017, n. X/6177
Approvazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2017-2019.
Attuazione legge 6 novembre 2012, n.190 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" e successive modifiche ed integrazioni. Articolo 1, comma 8: definizione degli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza.
Attuazione Legge 6 novembre 2012, n. 190 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", articolo 1, comma 8: definizione degli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza.
Con il provvedimento viene adottato, in attuazione della L. 190/2012, art. 1, comma 8, un documento, predisposto congiuntamente dal Responsabile della prevenzione della corruzione della Giunta Regionale e dal Responsabile della prevenzione della corruzione del Consiglio Regionale, che definisce gli indirizzi ed obiettivi essenziali della strategia di prevenzione della corruzione della Regione del Veneto.
Deliberaz. G.R. Toscana 09/02/2016, n. 52
Adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione 2016-2018, comprensivo del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.
Adozione dello stralcio del Piano triennale di Prevenzione della corruzione comprensivo del Programma triennale per la Trasparenza e l’integrità per gli anni 2016-2018.
Delib. G.R. Lombardia 28/01/2016, n. X/4754
Approvazione del piano triennale di prevenzione della corruzione e del programma triennale per la trasparenza ed integrità - Triennio 2016 - 2018.
Deliberaz. Uff. Pres.R. Emilia Romagna 28/01/2016, n. 12
Nomina del Responsabile della Prevenzione della corruzione e Trasparenza dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna (2016 - 2018).
Deliberaz. Uff. Pres.R. Toscana 28/01/2016, n. 6
Piano triennale per la prevenzione della corruzione 2016 - 2018 (PTPC) e Programma triennale per la trasparenza e l’integrità. Aggiornamento 2016 - 2018.
D. Pres.R. Sicilia 27/01/2016, n. 228
Adozione dell’aggiornamento 2016-2018 del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.
Delib. G.R. Campania 26/01/2016, n. 16
Aggiornamento 2016 Programma per la Trasparenza 2015-2017.
Deliberaz. G.R. Marche 25/01/2016, n. 29
Piano di prevenzione della corruzione e Programma per la trasparenza e l’integrità per il triennio 2016 - 2018.
Deliberaz. C.R. Toscana 19/01/2016, n. 2
Linee generali di indirizzo per la redazione del Piano di prevenzione della corruzione per il triennio 2016-2017-2018.
Il provvedimento reca l'aggiornamento per l'anno 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione 2013-2016, al fine di migliorare gli aspetti rivelatisi carenti, soprattutto per la mancata individuazione di adeguate misure di prevenzione della corruzione.
Deliberaz. G.R. Piemonte 04/06/2015, n. 1-1518
Approvazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione contenente il Programma per la trasparenza per il triennio 2015-2017.
Delib. G.R. Campania 08/05/2015, n. 257
Piano triennale di prevenzione della corruzione 2015-2017.
Deliberaz. G.R. Umbria 30/04/2015, n. 541
Adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e del Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità per gli anni 2015/2017.
Deliberaz. G.R. Marche 09/04/2015, n. 271
Art. 1, comma 9, lettera a) della legge 190/2012. Individuazione dei procedimenti amministrativi a elevato rischio di corruzione.
Articolo 1, comma 9 lett. a)
Deliberaz. G.R. Lazio 10/02/2015, n. 49
Adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e del Programma Triennale per la Trasparenza e l'Integrità per gli anni 2015-2017.
Deliberaz. Uff. Pres.R. Piemonte 05/02/2015, n. 15
Adozione dell’aggiornamento del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.) delle strutture del Consiglio regionale del Piemonte e dell’aggiornamento del programma triennale per la trasparenza e l’integrità del Consiglio regionale del piemonte. Anni 2015-2017 (GA).
Deliberaz. C.R. Liguria 04/02/2015, n. 26
Piano triennale per la prevenzione della corruzione del Consiglio regionale - Assemblea legislativa (PTPC). Aggiornamento 2015-2017.
Articolo 1, commi 5, 8
Deliberaz. C.R. Liguria 04/02/2015, n. 27
Programma triennale per la trasparenza e l'integrità (P.T.T.I.) del Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria (aggiornamento anni 2015-2017).
Articolo 1, commi 60, 61
D. Pres.R. Friuli Venezia Giulia 30/01/2015, n. 287
Decreto di approvazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e dell’allegato Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, relativi al triennio 2014-2016.
Deliberaz. G.R. Toscana 26/01/2015, n. 56
Adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) e del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI), anni 2015-2017, Giunta regionale.
Deliberaz. G.R. Puglia 11/11/2014, n. 2346
Modifica al piano triennale di prevenzione della corruzione ai sensi dell’art. 1, comma 8, legge 190/2012.
Deliberaz. G.R. Calabria 30/01/2014, n. 25
Piano triennale per la prevezione della corruzione 2014/2016 - Approvazione.
Deliberaz. G.R. Lazio 28/01/2014, n. 38
Adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e del Programma Triennale per la Trasparenza e l'Integrità per gli anni 2014-2016.
Articolo 1, comma 2, lettera b)
Articolo 1, comma 14.
Articolo 1, comma 59
Com. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 25/06/2013
Articolo 1, commi 27 e 32
La formulazione della prognosi di permeabilità mafiosa non può essere ancorata al mero dato formale dei passaggi societari, ma deve necessariamente addentrarsi nell’analisi della storia e dell’evoluzione della partnership, al fine di comprendere, alla luce anche dei tempi e delle modalità dei passaggi societari, nonché degli altri elementi extra societari di rilievo e del contesto di operatività, se siffatta partnership possa essere indice di condivisione di obiettivi e metodi. Ed infatti l’interdittiva antimafia può legittimamente fondarsi anche su fatti risalenti nel tempo, purché dall'analisi del complesso delle vicende esaminate emerga, comunque, un quadro indiziario idoneo a giustificare il necessario giudizio di attualità e di concretezza del pericolo di infiltrazione mafiosa nella gestione dell'attività di impresa. (Nel caso di specie è stato respinto il ricorso di una società separata da altra colpita da interdittiva antimafia contro il diniego della richiesta di iscrizione negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori - c.d. white list - in quanto è stato ritenuto che la separazione societaria, dopo anni di documentata cointeressenza, non potesse di per sé sola, in assenza di indicazioni chiare, nette ed inequivoche, costituire indice di estraneità al rischio di permeabilità mafiosa).
In materia di appalti pubblici, la Prefettura competente non può legittimamente emettere il provvedimento di diniego di iscrizione nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (white list), senza aver previamente comunicato all'impresa il preavviso di rigetto del provvedimento, consentendo lo svolgimento di un contradditorio con la stessa. Il suddetto provvedimento di diniego è espressione di potestà amministrativa discrezionale, sicché risulta inapplicabile l’art. 21-octies, L. 241/1990 nella parte in cui attribuisce al giudice, in ragione della natura vincolata dell’atto, il potere di non procedere all’annullamento quanto risulti palese che il provvedimento non avrebbe potuto avere un contenuto diverso.

References: Art. 1
 articolo 15

Art. 2
 Articolo 1
 articolo 1
 art. 1

Art. 1

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 1

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Articolo 1