Source: http://www.eurekaprevidenza.it/index.php/component/content/article/354-pensioni/da-contributi/assegno-ordinario-di-invalidita/657-aoi-e-altre-prestazioni
Timestamp: 2020-08-07 09:57:51+00:00

Document:
Ultima modifica il Domenica, 08 Dicembre 2019 08:48 Visite: 11215
AOI e altre prestazioni o condizioni
L'Assegno Ordinario di invalidità interagisce con altre prestazioni o situazioni nel modo seguente
AOI ed Invalidità Civile
compatibile con la pensione di Invalidità Civile totale;
incompatibile con la pensione di Invalidità Civile parziale.
L'assicurato riconosciuto invalido e già titolare di INVCIV parziale dovrà comunicare quale dei due trattamenti intende percepire (circ.164/1993 punto1.1).
In caso di titolarità di pensione a carico di altro ente vedi circolare 164/1993 punto 1.2
AOI e Ricongiunzione
Pur considerando la peculiarità della disciplina che ne regola l'erogazione, l'assegno ordinario di invalidità rientra nell'ambito delle prestazioni pensionistiche e, come tale, costituisce causa di preclusione all'operazione di ricongiunzione ex lege n. 29/1979 (circ.165/89 punto 5.1 lettera a).
Non è da ritenersi utile il periodo di percezione dell'assegno stesso ai fini del perfezionamento dei requisiti previsti dall'art. 1, u.c., della legge n. 29/1979. Infatti i periodi di godimento dell'assegno ordinario di invalidità sono considerati utili dai commi 6° e 10° dell'art. 1 della legge n.222/1984 ai soli fini del conseguimento dei requisiti, rispettivamente, per il diritto alla pensione indiretta e per il diritto alla pensione di vecchiaia. L'equiparazione dei periodi di godimento dell'assegno di invalidità non può essere, pertanto, estesa in via analogica a situazioni diverse da quelle espressamente considerate dalla LEGGE (circ.165/89 punto 5.1 lettera b).
AOI e Rendita INAIL
L'articolo 1, comma 43, della legge n. 335 dispone l'incumulabilità delle pensioni ai superstiti, delle pensioni di inabilità e degli assegni di invalidità, liquidati in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale, con la rendita vitalizia attribuita per lo stesso evento dall'INAIL o dall'IPSEMA a norma del Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali approvato con D.P.R 30 giugno 1965, n. 1124. L'incumulabilità opera, fino a concorrenza della rendita, per le pensioni con decorrenza dal 1 settembre 1995 in poi. Per i trattamenti con decorrenza anteriore al 1 settembre 1995, la legge fa salvo il trattamento più favorevole in godimento, con riassorbimento sui futuri miglioramenti.
La norma fa esplicito riferimento a rendite erogate ai sensi di una disposizione nazionale, per cui non può trovare applicazione in caso di rendite erogate ai sensi di legislazioni estere. Ne consegue che le rendite estere sono cumulabili con le prestazioni dei cui all'articolo 1, comma 43, della legge n. 335 .
Per quanto riguarda i casi specifici vedi pensione di inabilità e rendita INAIL
AOI e pensionamento anticipato di vecchiaia (legge 223/91)
I titolari di pensione o di assegno di invalidita' possono accedere al trattamento pensionistico anticipato di vecchiaia (Vedi circolare 72/92)
AOI ed opzione ex art.6 legge 407/90
Il titolare di assegno di invalidità non è escluso esplicitamente dalla opzione ex art. 6 legge n. 407/1990 essendo tale facoltà preclusa, ai sensi del comma 1, a chi abbia ottenuto o richieda la pensione "purché di vecchiaia". Peraltro la decisione circa l'ammissibilità dell'opzione spetta al datore di lavoro e non all'INPS.
Riduzione dei requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia
Maggiorazione dell'anzianità contributiva
L' assegno di invalidità ai lavoratori in "bonus"
Alcuni lavoratori hanno presentato domanda di assegno ordinario di invalidità, dopo aver esercitato l’opzione di cui all’ articolo 1, comma 12, della legge n. 243 del 2004.
Poiché il lavoratore che ha esercitato l’opzione di cui articolo 1, comma 12, della legge n. 243 del 2004 conserva lo "status" di assicurato, nei suoi confronti non vi sono preclusioni al riconoscimento del diritto all’assegno ordinario di invalidità, in presenza dei requisiti sanitari e contributivi richiesti dalla legge.
Il conseguimento dell’assegno di invalidità fa venire meno il diritto al "bonus" a far tempo dalla decorrenza del trattamento di invalidità o di inabilità. Tale provvedimento di revoca del "bonus" deve essere comunicato all’interessato e al datore di lavoro presso il quale questi svolge, in quel momento, attività da lavoro dipendente.
La contribuzione accreditata successivamente alla decorrenza dell’assegno di invalidità dà luogo ad un supplemento di pensione da liquidarsi secondo le regole ordinarie di cui all’ articolo 7 della legge n. 155 del 1981.
In conformità con i criteri applicativi precisati con la circolare n. 149 del 2004, l’importo dell’assegno di invalidità da liquidare "è pari a quello che sarebbe spettato al lavoratore all’inizio del periodo di rinuncia all’accredito contributivo sulla base delle anzianità maturate a tale data, maggiorato degli aumenti perequativi nel frattempo intervenuti."
L’importo dell’assegno, pertanto, deve essere calcolato "con riferimento all’anzianità contributiva maturata fino alla fine del mese precedente quello di decorrenza del bonus ed alle retribuzioni percepite fino a tale data, rivalutate sulla base dei coefficienti previsti per la liquidazione delle pensioni aventi decorrenza nell’anno di inizio del periodo di percezione del bonus. I periodi di riferimento per il calcolo della retribuzione pensionabile devono essere considerati a ritroso a partire da tale ultima decorrenza." (circolare n. 149 del 2004)
L’importo dell’assegno, così determinato, deve essere maggiorato degli aumenti perequativi intervenuti a partire dalla data di decorrenza del "bonus"
Assegno di invalidità e pensione supplementare
Assegno di invalidità e pensione supplementare msg.24536/2006
Si precisa che l’assegno ordinario d’invalidità, pur considerandone le peculiarità, rientra, a tutti gli effetti, nell’ambito delle prestazioni pensionistiche.
Pertanto i titolari di assegno d’invalidità hanno diritto alla liquidazione della pensione supplementare al compimento dell’età pensionabile, che, relativamente agli iscritti alla gestione separata, nonché agli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria privi di anzianità contributiva nell’assicurazione medesima al 1° gennaio 1996, è stabilita dall’ articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
Peraltro, poiché il diritto alla pensione supplementare è collegato alla titolarità di un altro trattamento pensionistico, la revoca o la mancata conferma dell’assegno ordinario d’invalidità, comportano la conseguente revoca della pensione supplementare. Si invitano, pertanto, tutte le Sedi dell’Istituto a porre attenzione nei casi di revoca o mancata conferma di un assegno ordinario di invalidità, verificando che all’interessato non sia stata precedentemente liquidata una pensione supplementare. In caso affermativo si dovrà procedere alla revoca della pensione supplementare medesima. "
Pensione di invalidità (ante 08/84) delle Gestioni Speciali e AOI da liquidare nel FPLD (circ.167/86)
In caso di domanda di assegno di invalidità presentata da titolare di pensione di invalidità a carico della Gestione speciale non si rinviene, nella legge n. 222, alcuna preclusione al riconoscimento del diritto all'assegno ai sensi dell'art. 2-ter della legge n. 114/1974: ne consegue che, in presenza dei prescritti requisiti (domanda presentata prima del conseguimento dell'età pensionabile, sussistenza dei requisiti contributivi e medico-legali ex lege n. 222) deve farsi luogo al riconoscimento del diritto all'assegno di invalidità.
Vedi deliberazione C. A. n° 151/86
AOI e svolgimento di lavori usuranti
Titolari di assegno o pensione di invalidita' (Msg.3844/2012)
La titolarità di assegno ordinario o pensione di invalidità non costituisce elemento ostativo ai fini della certificazione attestante lo svolgimento dell’attività da lavoro faticoso e pesante ai sensi del decreto legislativo n. 67/2011.
Si precisa che la liquidazione della pensione di anzianità con il riconoscimento del beneficio in questione può avvenire solo previa revoca o mancata conferma delle predette prestazioni in conformità con le disposizioni vigenti.
Aoi e indennità di mobilità
Aoi e indennità di mobilità (circ. 178/94 - circ. 144/95)
L'articolo 2, comma 5, del decreto legge 16 maggio 1994, n.299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n.451, ha previsto, per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilita', la facolta' di optare, all'atto della iscrizione nelle liste di mobilita', tra l'indennita' di mobilita' e la pensione o assegno di invalidita'. Secondo l'articolo 12, comma 2 della legge 451/94, in caso di iscrizione nelle liste di mobilita' alla data del 20 gennaio 1994 i lavoratori avevano 60 giorni di tempo, dal 21 maggio 1994, per esercitare l'opzione qualora intendessero percepire, per il periodo residuo, l'indennita' di mobilita' che sarebbe stata loro corrisposta ove non avessero fruito di detti trattamenti pensionistici. Nel dare istruzioni per l'applicazione delle citate dispo- sizioni, con circ. 178/94 e' stato precisato che, in caso di opzione per l'indennità di mobilità, l'erogazione della pensione o dell'assegno di invalidita' resta sospesa per il periodo di fruizione dell'indennita' di mobilita' ovvero, in caso di sua corresponsione anticipata ai sensi dell'articolo 7, comma 5, della legge 23 luglio 1991, n.223, per il periodo corrispondente all'ammontare dell'anticipazione liquidata in favore dell'interessato. In relazione alla situazione che si determina con la sospensione dei trattamenti di invalidita' con la circ. 144/95 sono state date le seguenti istruzioni (vedi anche le risposte a due quesiti sull'argomento)
Conferma e revisione delle prestazioni di invalidità
Nei confronti del titolare di pensione o assegno d'invalidita' sospeso per effetto dell'opzione esercitata in favore del trattamento di mobilita' continua a trovare applicazione la disciplina vigente in materia di conferma degli assegni d'invalidita' e di revisione delle prestazioni di invalidita', con la conseguenza che, in caso di mancata conferma o revoca della prestazione di invalidita', il titolare riassume la posizione di assicurato.
Sostituzione dell'AOI con la pensione di inabilità
Nei confronti dei titolari di assegno di invalidita' ai quali venga liquidata la pensione di inabilita', il diritto al trattamento di mobilita' cessa per incompatibilita' dalla data di decorrenza della pensione.
Trasformazione dell'AOI in pensione di vecchiaia
Nei confronti del titolare di assegno di invalidita' che abbiano optato per il trattamento di mobilita' e che alla data del collocamento in mobilita' abbiano titolo alla mobilita' lunga, la trasformazione dell'assegno in pensione di vecchiaia ai sensi dell'articolo 1, comma 10, della legge n.222/1984 deve essere effettuata al compimento dei 60 anni di eta' per gli uomini e dei 55 per le donne (v. circolare n.65 del 6 marzo 1995, punto 1.1.4). Ove alla data del collocamento in mobilita' i soggetti non abbiano titolo alla mobilita' lunga, la trasformazione dell'assegno in pensione deve avvenire con riferimento alla data di compimento della normale eta' pensionabile richiesta dalle vigenti disposizioni di legge.
Ratei di pensione o assegno di invalidità percepiti dalla decorrenza della mobilità oggetto di opzione
L'opzione per il trattamento di mobilita' comporta, oltre alla sospensione dell'erogazione della pensione o assegno di invalidita', il recupero delle somme eventualmente percepite a titolo di pensione o assegno dalla data di decorrenza dell'indennita' di mobilita'. Nei confronti dell'interessato il recupero deve essere effettuato al netto delle trattenute IRPEF eventualmente applicate sul trattamento pensionistico. Il recupero delle ritenute IRPEF gia' operate sara' effet tuato con le consuete modalita' a seguito della rettifica del mod. CUD. Nel caso in cui l'indennita' di mobilita' abbia decorrenza inframensile, l'importo della pensione o dell'assegno da recuperare per il mese di decorrenza dell'indennita' stessa, sara' determinato dividendo l'importo della prestazione pensionistica in trentesimi e moltiplicando il quoziente per il numero dei giorni del mese per i quali spetta l'indennita' di mobilita'.
Ripristino pensione o assegno di invalidità sospesi
La pensione o assegno di invalidita' sospesi devono essere ripristinati con effetto dalla data dalla quale cessa il diritto al trattamento di mobilita', insieme agli aumenti e alle perequazioni intervenuti nel periodo della loro sospensione. Per l'anno solare nel quale viene effettuato il ripristino, il rateo di pensione o assegno da corrispondere a titolo di tredicesima mensilita' va determinato tenendo conto del periodo di effettiva erogazione della prestazione nell'anno.
Utilizzazione della contribuzione figurativa relativa al periodo di mobilità
La contribuzione figurativa relativa al periodo di corresponsione dell'indennita' di mobilità è utilizzabile, a domanda dell'interessato, per la liquidazione di un supplemento secondo le norme comuni.
AOI e Indennità di Disoccupazione
AOI e Indennità di Disoccupazione (circ.138/2011)
La sentenza della Corte Costituzionale 19-22 luglio 2011 n.234 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 6, comma 7, del Decreto Legge 20 maggio 1993, n.148, convertito, con modificazioni, dalla Legge 19 luglio 1993, n. 236, nonché dell’articolo 1 della stessa Legge n. 236 del 1993, nella parte in cui tali norme non prevedono, per i lavoratori che fruiscono di assegno o pensione di invalidità, nel caso in cui si trovino ad avere diritto ai trattamenti di disoccupazione, il diritto di optare tra tali trattamenti e quelli di invalidità limitatamente al periodo di disoccupazione indennizzato.
Tale decisione riconosce all’assicurato il diritto di scegliere tra l’assegno ordinario di invalidità e l’indennità di disoccupazione limitatamente al periodo di disoccupazione indennizzato ferma restando l’ incumulabilità delle due prestazioni.
La statuizione della Consulta non produce, invece, più alcun effetto nei confronti dei rapporti ormai irreversibilmente esauriti anteriormente a detta pronuncia di illegittimità costituzionale, per effetto di intervenuto giudicato che ha fissato definitivamente la regola iuris da applicare al caso concreto oggetto di contenzioso, oppure per effetto della loro consolidata intangibilità ascrivibile all’ avveramento della prescrizione estintiva decennale oppure all’ avveramento della decadenza sostanziale, istituti sanzionatori entrambi riconducibili all’inerzia del titolare del relativo diritto.
Indennità di disoccupazione NASpI e assegno ordinario di invalidità
Indennità di disoccupazione NASpI e assegno ordinario di invalidità (circ.88/2019)
Con la circ.138/2011 sono state fornite le istruzioni operative per l’attuazione della citata pronuncia della Corte Costituzionale ed è stato inoltre precisato che, in caso di opzione a favore dell’indennità di disoccupazione, l’erogazione dell’assegno ordinario di invalidità resta sospesa per tutto il periodo di fruizione della predetta indennità.
La titolarità dell’assegno ordinario di invalidità, ancorché sospeso per opzione in favore della NASpI, non consente l’accesso alla pensione anticipata [circ.134/2004].
Ulteriori precisazioni (msg.4477/2019)

References: art.6
 art. 6
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 7
 articolo 1
 sentenza