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Timestamp: 2018-11-18 04:56:35+00:00

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Ferie non godute senza tasse in busta paga
> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 gennaio 2015
Nessuna tassazione Irpef sull’indennità per il mancato riposo.
L’indennità per le ferie non godute non va tassata in busta paga. Tale pagamento erogato dal datore di lavoro, infatti, è esente dall’Irpef perché va considerato come una forma di risarcimento del danno subìto dal lavoratore a causa della mancata fruizione del riposo di cui, invece, ha bisogno e che gli è riconosciuto dalla stessa Costituzione [1]. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Provinciale di Avellino con una sentenza dello scorso mese di dicembre [2].
Secondo la pronuncia in commento, l’indennità sostitutiva di ferie non godute ha natura risarcitoria e non retributiva, in quanto collegata a un inadempimento (contrattuale) del datore di lavoro, che obbliga quest’ultimo al risarcimento del danno fisico e psichico subito dal lavoratore per la mancata fruizione del riposo di cui ha diritto. Detto risarcimento comprende, appunto, innanzitutto la retribuzione dovuta per il lavoro prestato nei giorni destinati alle ferie. Con la conseguenza che tale indennità sostitutiva va esclusa dall’obbligo della contribuzione fiscale. Tanto, del resto, è stato confermato, in passato, anche dalla Cassazione [3]
Risultato: il dipendente non può ricevere riduzioni in busta paga giustificate dall’applicazione dell’Irpef su una posta che, invece, è esentasse. Se, quindi, le ferie sono state illegittimamente tassate, il contribuente ha diritto di presentare, all’Agenzia delle entrate, la domanda di rimborso Irpef.
Nel box “Sentenze” al termine di questo articolo riportiamo il testo di una sentenza della Cassazione che, invece, è di segno completamente opposto, anche se poi, la stessa Corte, ha anche fornito sentenze di diverso avviso.
[1] Difatti, l’indennità corrisposta al lavoratore è riconducibile allo schema del pagamento dell’indebito ovvero a quello dell’arricchimento senza giusta causa del datore di lavoro, essendo al di fuori di qualunque rapporto di tipo sinallagmatico.
[2] CTP Avellino, sent. n. 1232/14 del 29.12.2014.
[3] Cass. sent. n. 10341/11 e n. 11462/12.
Cassazione Sent. n. 8915 del 14.04.2014
sul ricorso 356/2012 proposto da:
difende, ope legis; – ricorrente –
contro B.G.; – intimato –
avverso la sentenza n. 35/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA CENTRALE
di TRENTO dell’11.5.2011, depositata il 05/09/2011;
03/04/2014 dal Presidente Relatore Dott MARIO CICALA.
L’Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione avverso la decisione della Commissione Tributaria Centrale sezione Trento 35/01/2011 del 5 settembre 2011 che accoglieva il ricorso del contribuente affermando che illegittimamente la Amministrazione aveva rifiutato il rimborso delle trattenute operate su compensi spettanti al contribuente a titolo di ferie non godute.
Il contribuente non è costituito in giudizio
Secondo il relatore il ricorso appare fondato in quanto è pacifico nella giurisprudenza di questa Corte che i compensi per ferie non godute hanno natura retributiva e quindi sono soggetti a tassazione IRPEF. Il Collegio h condiviso la proposta del relatore. La controversia può essere decisa nel merito.
Appare opportuno compensare le spese di giudizio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Compensa fra le parti le spese dell’intero giudizio.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 3 aprile 2014.
Ida Virginia Bufano ha detto:
24/01/2015 alle 09:13
Mi pare di leggere che la sentenza della Corte di Cassazione, citata nell’articolo, dia un orientamento che va in direzione opposta alla posizione per cui le ferie non godute siano esentasse. Nella sentenza, si legge infatti, che il pagamento delle ferie non godute avrebbe natura retributiva, quindi tassabile, e non risarcitoria, quindi esentasse.
28/04/2017 alle 10:11
Il commento di Ida Virginia Bufano parla da se. Questo articolo è totalmente errato e quindi andrebbe rimosso o variato.

References: sentenza 
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 Cass. 
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