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Timestamp: 2020-04-07 15:08:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2114 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2114 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 27/01/2017, (ud. 11/01/2017, dep.27/01/2017), n. 2114
sul ricorso 27755-2012 proposto da:
CASSIODORO 1/A STUDIO LEGALE UVA, presso lo studio dell’avvocato
avverso la sentenza n. 82/2012 della COMM.TRIB.REG. di BARI,
B.M., in qualità di erede con beneficio d’inventario di N.E., propone tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 82/1/12 del 16 aprile 2012 con la quale la commissione tributaria regionale della Puglia, in riforma della prima decisione, ha ritenuto legittimo l’avviso di accertamento per Ici 2003 notificatole dal Comune di Molfetta in relazione ad un terreno da quest’ultimo qualificato come edificabile.
La commissione tributaria regionale, in particolare, ha ritenuto che: l’edificabilità del terreno discendesse, pur in presenza di taluni vincoli di sede stradale, dal suo inserimento nel piano regolatore generale con previsione di attuazione di piano di comparto con indice di fabbricabilità omogeneo; – il valore venale attribuito al terreno dal Comune nell’ accertamento opposto non fosse più sindacabile, in quanto dedotto dalla contribuente per la prima volta nell’atto di appello.
Resiste con controricorso il Comune di Molfetta. La B. ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
p. 1.1 Con il primo motivo di ricorso si lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5 – vizio di motivazione ed omessa valutazione di prove decisive; omessa pronuncia su fatti ed eccezioni rilevanti; violazione dell’art. 2697 c.c. Per avere la commissione tributaria regionale ritenuto edificabile il terreno per inserimento in comparto edificatorio, nonostante che tale circostanza non fosse stata provata, e che il suolo ricadesse nel tracciato, già realizzato, di sede stradale ovvero di sovrappasso ferroviario; nè l’edificabilità poteva evincersi, come erroneamente sostenuto dalla commissione tributaria regionale, in base a notorietà.
p. 2.2 Questo motivo è fondato.
Ciò mediante richiamo (mem.cit.) al fatto che “quando si considera un suolo edificabile ai fini Ici, per essere ricompreso nel PRG, si deve comunque tener conto delle oscillazioni di valore del suolo, che riflettono l’andamento del mercato, facendo riferimento allo stato di attuazione delle procedure che incidono sullo jus aedificandi o alle modifiche della classificazione del suolo nel piano regolatore. Tali fattori, infatti, possono giustificare una variazione del prelievo nel singolo periodo d’imposta, conformemente alla natura periodica del tributo in questione”. Aggiungendo inoltre che il criterio di calcolo dell’Ici era fondato sul valore venale del terreno in comune commercio, e che tale valore doveva tenere conto del tempo trascorso dall’anno di riferimento (2003) sicchè “se anche il suolo nel lontano 2003 era astrattamente edificabile, da allora sono passati ben sei anni e l’edificabilità non è ancora avvenuta, nè può dirsi prossima. Ma allora, non si può far pagare l’Ici come quella pretesa dal Comune di Molfetta sul presupposto che l’edificazione, nel 2003, fosse già in atto”.
p. 3.1 Con il terzo motivo di ricorso si lamenta carenza di motivazione, omessa valutazione di prove decisive nonchè violazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, lett. b); per non avere la commissione tributaria regionale considerato che il valore venale del terreno, quand’anche reputato edificabile, doveva tenere conto delle concrete potenzialità edificatorie dell’area e del fatto che, nonostante il tempo passato dalla annualità di imposta dedotta in giudizio (2003), non vi fosse stata adozione di alcun piano attuativo, nè fosse iniziata alcuna edificazione.
Si tratta, del resto, di orientamento che trova radice in quanto stabilito da SSUU n.25506/06 in sede di applicazione del D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2, conv. in L. n. 248 del 2006, di interpretazione autentica del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. b),; secondo cui la natura edificabile del terreno (secondo quanto desumibile dalla suddetta normativa) e la conseguente inapplicabilità del criterio fondato sul valore catastale dell’immobile impone “di tener conto, nella determinazione della base imponibile, della maggiore o minore attualità delle sue potenzialità edificatorie, nonchè della possibile incidenza degli ulteriori oneri di urbanizzazione sul valore dello stesso in comune commercio”.
E’ un di aspetto che, a seguito della preclusione erroneamente ravvisata, la commissione di merito non ha minimamente considerato. E che dovrà invece essere preso in esame dal giudice di rinvio il quale, ferma restando l’edificabilità del terreno, dovrà valutare la congruità del valore venale ad esso attribuito dall’avviso di accertamento opposto, sulla base di tutti i suddetti parametri di incidenza tipicamente fattuale.
respinge il primo motivo di ricorso; accoglie il secondo ed il terzo motivo;
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione quinbta civcile, il 11 gennaio 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 360
 art. 2
 art. 36
 art. 2