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Timestamp: 2020-07-04 17:52:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2190 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2190 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/01/2017, (ud. 19/07/2016, dep.27/01/2017), n. 2190
sul ricorso 21205-2015 proposto da:
SIPRO SRL, in persona del suo legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VALENTINO MAZZOLA 38 L8,
presso lo studio dell’avvocato BARBARA PALLADINO, che la rappresenta
e difende unitamente all’avvocato CINCOTTI CARLO, giusta procura
avverso il decreto n. 59790/10 della CORTE D’APPELLO di ROMA del
27/10/2014, depositato il 11/02/2015;
Con decreto dell’11 febbraio 2015 la Corte d’appello di Roma ha accolto la domanda proposta dalla SIPRO s.r.l. intesa ad ottenere l’equa riparazione del danno non patrimoniale conseguente alla durata non ragionevole del giudizio introdotto dalla medesima società dinanzi al “Tribunale di Napoli, per sentire dichiarare la risoluzione per inadempimento del contratto di locazione concluso con la Concessionaria S. di A.S. s.a.s., con atto di citazione notificato il 13 febbraio 1989, concluso con sentenza depositata in data 27 marzo 2003, avverso la quale era stata proposta impugnazione avanti alla Corte di appello di Napoli, che veniva definito con sentenza pubblicata il 16 febbraio 2005, impugnata con ricorso per cassazione rigettato con sentenza depositata il 9 marzo 2010, durato complessivamente oltre venti anni, commisurato l’indennizzo in Euro 14.250,00 (pari ad Euro 750,00 per i primi tre anni di ritardo ed Euro 1.000,00 per ciascun anno successivo), per il periodo di durata irragionevole di quindici anni, tre settimane e tre giorni del giudizio presupposto.
La SIPRO s.r.l. ha resistito con controricorso.
Il ricorso è infondato, alla luce del principio, di recente ribadito da questa Corte, per cui “poichè fra i termini per i quali la L. n. 742 del 1969, art. 1 prevede la sospensione nel periodo feriale vanno ricompresi non solo i termini inerenti alle fasi successive all’introduzione del processo, ma anche il termine entro il quale il processo stesso deve essere instauralo, allorchè l’azione in giudizio rappresenti, per il titolare del diritto, l’unico rimedio per fare valere il diritto stesso, detta sospensione si applica anche al termine di sei mesi previsto dalla L. n. 89 del 2001, art. 4 per la proposizione della domanda di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo” (Cass. n. 5423 del 2016).
Dunque il ricorso va rigettato, con conseguente condanna del Ministero della giustizia al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate come da dispositivo, da distrarsi in favore dei difensori della società controricorrente, dichiaratisi antistatari.
La Corte, rigetta il ricorso; condanna il Ministero della giustizia al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 1.500,00 per compensi, oltre agli accessori di legge e alle spese forfetarie; dispone la distrazione delle spese come liquidate, in favore dei difensori della controricorrente, avv.ti Barbara Palladino e Carlo Cincotti, dichiaratisi antistatari.

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 art. 1
 art. 4