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Timestamp: 2019-08-22 16:38:13+00:00

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Liceo Classico Statale Tito Livio - PROTOCOLLO PER L'USO DELLA RETE
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PROTOCOLLO PER L'USO DELLA RETE
POLITICA PER L'USO ACCETTABILE DELLA RETE
Il curricolo scolastico prevede il regolare utilizzo dei laboratori informatici dove, oltre a svolgere le normali attività, gli studenti impareranno a trovare materiale, recuperare documenti e scambiare informazioni utilizzando le Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione (TIC).
CAPITOLO 1 - Comportamenti
Questi principi sono le linee guida fondamentali per la sicurezza e il benessere di tutti nella rete, in particolare negli ambienti più usati dagli adolescenti. Tutti gli utenti della rete dell’Istituto devono rispettare scrupolosamente questi principi, le leggi vigenti in materia di diritto d'autore e tutela della privacy nonché le specifiche norme penali relative al settore informatico e della comunicazione elettronica, oltre ad ogni altra disposizione generale di legge.
Ogni abuso subito o rilevato nella navigazione, deve essere segnalato tramite i canali e gli strumenti offerti dal servizio indicando in modo semplice i riferimenti per ottenere tempestivamente la rimozione del contenuto (abuso, data, ora, utenti e servizio coinvolti).Tutti i social network garantiscono la possibilità di segnalare materiale inopportuno mediante semplici operazioni da compiere direttamente sul sito. Prima di trasformare un incidente o una “bravata” in una denuncia alle autorità competenti avvalersi della modalità di segnalazione che non obbliga le parti in causa a conseguenze penali e giudiziarie che possono durare anni.
Le relazioni sociali che si sviluppano all’interno di un Social Network sono simili a quelle reali: deve essere gestita la fiducia verso i propri contatti proprio come accade nella realtà. Bisogna aggiungere alla propria rete di amici solo le persone che hanno in vari modi dimostrato di essere affidabili, con cui si è a proprio agio e di cui siamo a conoscenza della reale identità.Inoltre conviene gestire la propria privacy quando si aggiungono persone su cui si hanno dubbio non si conoscono affatto.
- il Dirigente Scolastico si riserva, sentiti i responsabili, di limitare l’accesso e l’uso della rete interna ed esterna (Internet) secondo i normali canali di protezione presenti nei sistemi operativi e utilizzando, se necessario, software/hardware aggiuntivi come Firewall;
- si attrezza per evitare comportamenti che non rientrano nelle norme che il collegio dei docenti delinea in proposito come:
Nonostante tali mezzi di prevenzione non si può escludere che lo studente, durante la navigazione sui computer dell’Istituto, si imbatta in materiale non appropriato e/o indesiderato. La scuola non può farsi carico in toto delle responsabilità per il materiale non idoneo trovato o per eventuali conseguenze causate dall’accesso al Web. Gli utilizzatori devono quindi essere pienamente coscienti degli eventuali rischi cui si espongono collegandosi alla rete, riconoscendo ed evitando gli aspetti negativi, quali la pornografia, la violenza, il razzismo e lo sfruttamento dei minori.
gli allievi non possono usare dispositivi informatici dell’Istituto o personali, nella rete internet, senza l’ausilio e il coordinamento del docente; il mancato rispetto da parte degli allievi delle norme definite comporterà un giudizio negativo secondo la normale prassi didattica divalutazione relativa alla condotta e al profitto;
L’Istituto dispone di un dominio su rete locale cui accedono i computer dell’amministrazione, tali postazioni sono su una rete locale isolata dal resto della rete di Istituto. Il collegamento di computer portatili o palmari personali alla rete di Istituto deve essere autorizzato dal Dirigente Scolastico; è prevista la fornitura del servizio DHCP per l’assegnazione automatica di un indirizzo di rete.
La memorizzazione dei documenti e delle impostazioni personali è garantita attraverso il meccanismo di profilo mobili di Windows, che archivia centralmente sul server di dominio i dati, e li
rende disponibili in tutte le postazioni legate alla didattica (laboratori, sale insegnanti, postazioni per studenti e docenti). Su questi dispositivi non è garantito alcun servizio di backup, pertanto si consiglia
di fare copia su un supporto personale (pendrive, cd o altro) dei propri dati.
Per quanto concerne la rete amministrativa, lo storage è garantito da un apposito server di backup automatico su NAS.
L’Istituto dispone di una rete con tecnologia senza fili. L’accesso alla rete wireless è regolato da un server che determina l’accesso degli utenti dietro richiesta di credenziali (nome utente e password).
L’ottenimento delle credenziali è riservato a studenti e personale dell’Istituto. Le regole di comportamento sono analoghe a quelle per la connessione alle reti cablate di Istituto.
salvate sempre i vostri lavori (file) in cartelle personali e/o di classe sui dispositivi di memorizzazione esterni e non in posizioni sull’hard disk locale: le postazioni dedicate alla didattica eliminano qualunque dato alla fine della sessione di lavoro, per ragioni di tutela e sicurezza;
salvate sempre i vostri lavori (file) in cartelle personali e/o di classe sui dispositivi di memorizzazione esterni e non sull’hard disk locale: le postazioni dedicate alla didattica eliminano qualunque dato alla fine della sessione di lavoro, per ragioni di tutela e sicurezza;
L’Istituto dispone di un proprio spazio web e di un proprio dominio: www.titolivio.it.
L’Istituto gestisce un proprio sito web nello spazio di proprietà. La gestione del sito della scuola e la rispondenza alle normative per quanto concerne i contenuti (accuratezza, appropriatezza,
aggiornamento) e le tecniche di realizzazione e progettazione è a cura del Webmaster. La scuola detiene i diritti d’autore dei documenti che si trovano sul proprio sito o di quei documenti per i quali è stato chiesto ed ottenuto il permesso dall’autore proprietario. Le informazioni pubblicate sul sito della scuola relative alle persone da contattare rispetteranno le norme vigenti sulla privacy.
Al di là delle regole di buona educazione ci sono comportamenti, talvolta solo apparentemente innocui, che possono portare gli autori a commettere veri e propri reati e, di conseguenza, a subire
procedimenti penali dalle conseguenze molto serie. Alcuni esempi:
La legge 547/93 individua e vieta tutta una serie di comportamenti nell’ambito informatico e che sono stati reputati lesivi per gli interessi non solo di singoli privati cittadini ma anche di persone
giuridiche, in particolare per le imprese e gli enti pubblici:
Attività di introduzione in un sistema, a prescindere dal superamento di chiavi “fisiche” o logiche poste a protezione di quest’ultimo. Art. 615 ter CP.
DIFFUSIONE DI PROGRAMMI DIRETTI A DANNEGGIARE O INTERROMPERE UN SISTEMA
L'art 615 quinquies punisce “chiunque diffonde, comunica o consegna un programma informatico da lui stesso o da altri creato, avente per scopo o per effetto il danneggiamento di un sistema informatico o telematico, dei dati o dei programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti, ovvero l’interruzione, totale o parziale, o l’alterazione del suo funzionamento”.
Per commettere questo reato basta, anche solo per scherzo, diffondere un virus attraverso il messenger o la posta elettronica, spiegare ad altre persone come si può fare per eliminare le protezioni di un computer, un software o una console per giochi oppure anche solo controllare a distanza o spegnere un computer via rete.
Per danneggiamento informatico si intende un comportamento diretto a cancellare o distruggere o deteriorare sistemi, programmi o dati. L’oggetto del reato, in questo caso, sono i sistemi informatici o telematici, i programmi, i dati, le informazioni altrui. Art. 635 CP.
DETENZIONE E DIFFUSIONE ABUSIVA DI CODICI DI ACCESSO A SISTEMI INFORMATICI O
Questo particolare reato viene disciplinato dall'art. 615 quater CP e si presenta spesso come complementare rispetto al delitto di frode informatica.
E’ considerato reato anche quando l’informazione viene carpita in modo fraudolento con “inganni” verbali e quando si prende conoscenza diretta di documenti cartacei ove tali dati sono stati riportati o osservando e memorizzando la “digitazione” di tali codici.
Si commette questo reato quando si carpiscono, anche solo per scherzo, i codici di accesso alla posta elettronica, al messenger o al profilo di amici e compagni.
Questo delitto discende da quello di truffa e viene identificato come soggetto del reato “chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità sui dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”. Art. 640 ter CP. Il profitto può anche “non avere carattere economico, potendo consistere anche nel soddisfacimento di qualsiasi interesse, sia pure soltanto psicologico o morale”.
Il delitto di frode informatica molto sovente viene a manifestarsi unitamente ad altri delitti informatici, quali l’Accesso informatico abusivo e danneggiamento informatico in conseguenza a Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o Diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico.
Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente commette il reato di ingiuria.
Incorre nello stesso reato chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica o con scritti, o disegni, diretti alla persona offesa.
Qualcuno che offende la reputazione di qualcun altro, quando all’interno di una comunicazione con più persone si diffondono notizie o commenti volti a denigrare una persona. Art. 595 cp.
La pubblicazione on-line, dà origine ad un elevatissimo numero di “contatti” di utenti della Rete, generando una incontrollabile e inarrestabile diffusione della notizia.
Il reato di minaccia consiste nell’indirizzare ad una persona scritti o disegni a contenuto intimidatorio per via telematica. Art. 612 cp.
Può capitare che alcune minacce vengano diffuse per via telematica anche per finalità illecite ben più gravi: come ad esempio obbligare qualcuno a “fare, tollerare o omettere qualche cosa”
(Violenza privata: art. 610 cp.) o per ottenere
un ingiusto profitto (Estorsione: art. 629 cp.).
Sull’onda di questa tipologia di reati, è utile descrivere anche quello di Molestie e disturbo alle persone, disciplinato dall'art. 660 cp. che si fonda sul contattare, da parte di terzi, per finalità pretestuose, il soggetto i cui dati sono stati “diffusi” per via telematica. Ad esempio la pubblicazione del nominativo e del cellulare di una persona online, accompagnato da informazioni non veritiere o ingiuriose: ciò potrebbe indurre altre persone a contattare la persona per le ragioni legate alle informazioni su questa fornite.
La legge 159/93 sottolinea all’art. 1 che chiunque abusivamente riproduce a fini di lucro, con qualsiasi procedimento, la composizione grafica di opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche e musicali, che siano protette dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni, ovvero, pone in commercio, detiene per la vendita o introduce a fini di lucro le copie viola i diritti d’autore.
Un primo caso di violazione del diritto d’autore si può verificare quando una copia non autorizzata di un’opera digitale è caricata su un server e messa a disposizione degli utenti. In questo caso, colui che riproduce e fornisce l’opera senza l’autorizzazione da parte del suo autore è considerato soggetto responsabile. Per commettere questo reato basta pubblicare su YouTube un video con una qualsiasi musica di sottofondo senza le dovute autorizzazioni.
Un ulteriore possibile violazione del diritto d’autore si verifica quando l’utente ottiene il documento, il software o il brano mp3 messo a disposizione in rete o acquistato e ne fa un uso illegittimo, come ad esempio, rivenderlo a terzi o distribuirlo sulla Rete facendone più copie non autorizzate.
La legge italiana sul diritto d'autore consente all'utilizzatore di un software o di un opera multimediale o musicale di effettuare un'unica copia di sicurezza ad uso personale, utile nei casi di malfunzionamento del programma, smarrimento della copia originale etc. Tale copia, salvo autorizzazione della casa di produzione, non può essere ceduta ad altre persone.
La duplicazione abusiva (senza autorizzazione) è sanzionata penalmente e colpisce ugualmente anche chi duplica abusivamente non a scopo di lucro, bensì per un semplice fine di risparmio personale.

References: Art. 615
 Art. 635
 Art. 640
 Art. 595
 Art. 612
 art. 610
 art. 629