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Nuovo Codice del Processo Amministrativo - Studio Legale Avv. Vittorio Coscarella - Foro di Catanzaro
Scritto da Vittorio Coscarella il	6 Luglio 2010	Commenta (1) Vai ai commenti
CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO, D.LGS. APPROVATO DAL CDM 24 GIUGNO 2010
Approvazione del codice e disposizioni connesse
1. È approvato il codice del processo amministrativo di cui all’allegato 1 ai presente decreto.
2. Sono altresì approvate le norme di attuazione di cui all’allegato 2, le norme transitorie di cui all’allegato 3 e le norme di coordinamento e le abrogazioni di cui all’allegato 4.
Il presente decreto entra in vigore il 16 settembre 2010.
1. Il processo amministrativo attua il principio della parità delie parti e il principio del contraddittorio.
Dovere di motivazione e sinteticità degli atti
1. Sono organi di giurisdizione amministrativa di primo grado i tribunali amministrativi regionali e il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino – Alto Adige.
3. Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino – Alto Adige resta disciplinato dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione.
2. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decide con l’intervento di cinque magistrati, di cui un presidente di sezione e quattro consiglieri. In caso-di impedimento del presidente, il collegio è presieduto dal consigliere più anziano nella qualifica.
1. Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le controversie, nelle quali si faccia questione di interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, di diritti soggettivi, concernenti l’esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all’esercizio di tale potere, posti in essere da pubbliche amministrazioni.
5. Nelle materie di giurisdizione esclusiva, indicate dalla legge e dall’articolo 133, il giudice amministrativo conosce, pure ai fini risarcitori, anche delle controversie nelle quali si faccia questione di diritti soggettivi.
6. Il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie indicate dalla legge e dall’articolo 134. Nell’esercizio di tale giurisdizione il giudice amministrativo può sostituirsi all’amministrazione.
2. Restano riservate all’autorità giudiziaria ordinaria le questioni pregiudiziali concementi Io stato e la capacità delle persone, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio, e la risoluzione dell’incidente di falso.
1. Nel giudizio davanti ai tribunali amministrativi regionali è ammesso il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione previsto dall’articolo 41 del codice di procedura civile. Si applica il comma 1 dell’articolo 367 dello stesso codice.
6. Le misure cautelari perdono la loro efficacia trenta giorni dopo la pubblicazione del provvedimento che dichiara il difetto di giurisdizione del giudice che le ha emanate. Le parti possono riproporre le domande cautelari al giudice munito di giurisdizione.
Rapporti con l’arbitrato
1. Il tribunale amministrativo regionale decide sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni, aventi sede nella sua circoscrizione territoriale. Il tribunale amministrativo regionale decide comunque sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni i cui effetti diretti sono limitati all’ambito territoriale della regione in cui il tribunale ha sede.
2. Per le controversie riguardanti pubblici dipendenti è competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio.
3. Negli altri casi la competenza per gli atti statali è del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma; per gli atti dei soggetti pubblici a carattere ultra regionale è del tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il soggetto.
4. Fuori dei casi di cui all’articolo 14, non costituisce questione di competenza il riparto delle controversie tra tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo e sezione staccata, ferma l’applicazione dell’articolo 47, comma 2.
Competenza inderogabile
1. Sono devolute alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, le controversie indicate dall’articolo 135 e dalla legge.
2. Sono devolute alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, sedè di Milano, le controversie relative ai poteri esercitati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
3. La competenza per il giudizio di ottemperanza è inderogabile ed è disciplinata dall’articolo 113.
4. Per la competenza nel processo avente ad oggetto le materie di cui al Libro IV, Titolo V, Capo II, si applica l’articolo 120, comma 5.
1. Nel termine perentorio di sei mesi dalla notificazione dell’atto contenente la domanda, le parti diverse dal ricorrente possono proporre regolamento di competenza innanzi al Consiglio di Stato, indicando il tribunale ritenuto competente. Il regolamento si propone con istanza notificata alle altre parti e depositata, unitamente a copia degli atti utili al fine del decidere, entro dieci giorni dall’ultima notificazione presso la segreteria del Consiglio di Stato. Copia dell’istanza è altresì depositata presso il tribunale adito.
2. Il Consiglio di Stato decide con ordinanza, anche sulle spese, nella prima camera di consiglio successiva al decorso del decimo giorno dalla scadenza del termine per il deposito di cui al comma 1. Si applica il terzo periodo del comma 6.
3. Con atto depositato presso la segreteria del tribunale adito entro il termine di dieci giorni dalla notificazione dell’istanza, le altre parti possono aderirvi. Se vi è adesione di tutte le parti, la segreteria ne dà immediato avviso al Consiglio di Stato, che con decreto presidenziale dichiara estinto il procedimento incidentale; il presidente del tribunale adito ordina la trasmissione del fascicolo al giudice indicato, dandone avviso alle parti costituite.
4. La pronuncia del Consiglio di Stato vincola i tribunali amministrativi regionali. Se viene indicato come competente un tribunale diverso da quello adito, il giudizio è riassunto nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza che pronuncia sul regolamento.
5. Quando è proposta domanda cautelare, se il tribunale adito non ritiene sussistente la propria competenza ai sensi degli articoli 13 e 14 non provvede sulla domanda e richiede d’ufficio, con ordinanza, il regolamento di competenza, indicando il tribunale che reputa competente.
6. L’ordinanza di cui al comma 5 è immediatamente trasmessa d’ufficio al Consiglio di Stato a cura della segreteria. Se, nel termine di dieci giorni dalla comunicazione della predetta ordinanza, sull’indicazione del giudice competente vi è adesione di tutte le parti, si applica il comma 3. Altrimenti, della camera di consiglio fissata per regolare la competenza ai sensi del comma 4 è dato avviso, almeno dieci giorni prima, ai difensori che si siano costituiti davanti al Consiglio di Stato. Fino a due giorni liberi prima è ammesso il deposito di memorie e documenti e sono sentiti in camera di consiglio i difensori che ne facciano richiesta.
7. Nelle more del procedimento di cui aL comma 6, il ricorrente può riproporre le istanze cautelari al tribunale amministrativo regionale indicato nell’ordinanza di cui al comma 5, il quale decide in ogni caso sulla domanda cautelare, fermo quanto previsto dal comma 8.
10. La disciplina dei commi 8 e 9 si applica anche alle pronunce sull’istanza cautelare rese dal giudice privato del potere di decidere il ricorso dall’ordinanza presidenziale di cui all’articolo 47, comma 2.
Regime della competenza inderogabile
1. La competenza di cui all’articolo 14 è inderogabile anche in ordine alle misure cautelari.
2. Il difetto di competenza inderogabile è rilevato, anche d’ufficio, con ordinanza che indica il giudice competente. Nel giudizio di appello di cui agli articoli 100 e seguenti esso è rilevabile se dedotto con specifico motivo.
3. L’ordinanza del giudice adito che dichiara la propria incompetenza è impugnabile nel termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione con il regolamento di competenza di cui all’articolo 15-. Il regolamento può essere altresì richiesto d’ufficio alla prima udienza, con ordinanza, dal giudice indicato come competente dal tribunale adito; in tal caso si procede ai sensi dell’articolo 15, comma 6. La questione di competenza inderogabile può comunque essere fatta valere anche con il regolamento di competenza; in tal caso non si applica l’articolo 15, comma 3.
4. Il giudizio è riassunto entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data in cui è diventata definitiva l’ordinanza che ha pronunciato sulla questione.
1. Al giudice airuninistrativo si applicano le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile.
7. Il giudice, con l’ordinanza con cui dichiara inammissibile o respinge l’istanza di ricusazione, provvede sulle spese e condanna la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non superiore ad euro cinquecento.
1. Il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più verificatori, ovvero, se indispensabile,, da uno o più consulenti.
Obbligo di assumere l’incarico e ricusazione del consulente
1. II verificatore e il consulente, se scelto tra i dipendenti pubblici o tra gli iscritti negli albi di cui all’articolo 13 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, hanno l’obbligo di prestare il loro ufficio, tranne che il giudice riconosca l’esistenza di un giustificato motivo.
2. Il consulente può essere ricusato dalle parti per i motivi indicati nell’articolo 51 del codice di procedura civile. Della ricusazione conosce il giudice che l’ha nominato.
1. Nell’ambito della propria giurisdizione, il giudice amministrativo, se deve sostituirsi all’amministrazione, può nominare come proprio ausiliario un commissario ad acta.
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 23, nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali è obbligatorio il patrocinio di avvocato.
1. Le parti possono slare in giudizio personalmente senza l’assistenza del difensore nei giudizi in materia di accesso, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
2. La parte o la persona che la rappresenta, quando ha la qualità necessaria per esercitare l’ufficio di difensore con procura presso il giudice adito, può stare in giudizio senza il ministero di altro difensore.
1. Nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali, la parte, se elegge domicilio nel comune sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata dove pende il ricorso, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata.
1. Quando emette una decisione, il giudice provvede anche sulle spese di giudizio, secondo gli articoli 91, 92, 93, 94, 96, 97 e 98 del codice di procedura civile.
Art 27 Contraddittorio
3. L’azione di risarcimento per lesione di interessi legittimi è proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo. Nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti e, comunque,- esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’impugnazione, nel termine di decadenza, degli atti lesivi illegittimi.
4. Per il risarcimento dell’eventuale danno che il ricorrente comprovi di aver subito in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, il termine di cui al comma 3 non decorre fintanto che perdura l’inadempimento.
6. Dell’azione di condanna di cui al presente articolo conosce esclusivamente il giudice amministrativo.
2. L’azione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. È fatta salva la riproponibilità dell’istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti.
3. Il giudice può pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo quando si tratta di attività vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della discrezionalità e non sono necessari adempimenti istruttori che debbano essere compiuti dall’amministrazione. .
Pluralità delle domande e conversione delle azioni
1. È sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto dai Capi I e II del Titolo V del Libro IV.
1. II giudice pronuncia:
c) condanna al pagamento di una somma di denaro, anche a titolo di risarcimento del danno, all’adozione delle misure idonee a tutelare la posizione giuridica dedotta in giudizio e dispone misure di risarcimento in forma specifica ai sensi dell’articolo 2058-del codice civile;
2. In nessun caso il giudice può pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall’articolo 30, comma 3, il giudice non può conoscere della legittimità degli atti che il ricorrente avrebbe dovuto impugnare con l’azione di annullamento di cui all’articolo 29.
3. Quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità dell’atto se c’è interesse ai fini risarcitori.
4. In caso di condanna pecuniaria, il giudice può, in mancanza di opposizione delle parti, stabilire i criteri in base ai quali il debitore deve proporre a favore del creditore il pagamento di una somma entro un congruo termine. Se le parti non giungono ad un accordo, ovvero non adempiono agii obblighi derivanti dall’accordo concluso, con il ricorso previsto dal Titolo I del Libro IV, possono essere chiesti la determinazione della somma dovuta ovvero l’adempimento degli obblighi ineseguiti.
c) improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione, o non sia stato integrato il contraddittorio nel termine assegnato, ovvero sopravvengono altre ragioni ostative ad una pronuncia sui merito.
1- Il processo amministrativo si svolge secondo le disposizioni del Libro II che, se non è espressamente derogate, si applicano anche alle impugnazioni e ai riti speciali.
c) l’esposizione sommaria dei fatti, i motivi specifici su cui si fonda il ricorso, l’indicazione dei mezzi di prova c dei provvedimenti chiesti al giudice;
d) la sottoscrizione del ricorrente, se essa sta in giudizio personalmente, oppure del difensore, con indicazione, in questo caso, della, procura speciale.
1. Le parti resistenti e i controinteressati possono proporre domande il cui interesse sorge in dipendenza della domanda proposta in via principale, a mezzo di ricorso incidentale. Il ricorso si propone nei termini previsti dal presente codice, decorrenti dalla ricevuta notificazione del ricorso principale. Per i soggetti intervenuti il termine decorre dall’effettiva conoscenza della proposizione del ricorso principale.
4. La cognizione del ricorso incidentale è attribuita al giudice competente per quello principale, salvo che la domanda introdotta con il ricorso incidentale sia devoluta alla competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero alla competenza inderogabile di un tribunale amministrativo regionale; in tal caso la competenza a conoscere dell’intero giudizio spetta al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero al tribunale amministrativo regionale avente competenza inderogabile.
b) se, per l’inosservanza delle altre norme prescritte nell’artìcolo 40, vi è incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda.
3. La costituzione degli inlimati sana la nullità della notificazione del ricorso, salvi i diritti acquisiti anteriormente alla comparizione, nonché le irregolarità di cui al comma 2.
4. Nei casi in cui sia nulla la notificazione e il destinatario non si costituisca in giudizio, il giudice,, se ritiene che l’esito negativo della notificazione dipenda da causa non imputabile al notificante, fissa al ricorrente un termine perentorio per rinnovarla. La rinnovazione impedisce ogni decadenza.
2. È fatta salva la facoltà della parte di effettuare il deposito dell’atto, anche se non ancora pervenuto al destinatario, sin dal momento in cui la notificazione del ricorso si perfeziona per il notificante.
Riparto delle controversie tra tribunali amministrativi regionali e sezioni staccate
1. Nei ricorsi devoluti alle sezioni staccate in base ai criteri di cui all’art. 13, il deposito del ricorso è effettuato presso la segreteria della sezione staccata.
2. Le parti, se reputino che il ricorso debba essere deciso dal tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo o dalla sezione staccata, devono eccepirlo nell’atto di costituzione e comunque non oltre il termine di cui articolo 46, comma 1. Il presidente del tribunale amministrativo regionale provvede sulla eccezione con ordinanza motivata non impugnabile, udite le parti che ne facciano richiesta. Se sono state disposte misure cautelari, si applica l’articolo 15, commi 8 e 9.
1. Quando il ricorso sia stato proposto solo contro taluno dei contro interessati, il presidente o il collegio ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri.
3. Il giudice, nell’ordinare l’integrazione del contraddittorio, fissa il relativo termine, indicando le parti cui il ricorso deve essere notificato. Può autorizzare, se ne ricorrono i presupposti, la notificazione per pubblici proclami prescrivendone le modalità. Se l’atto di integrazione del contraddittorio non è tempestivamente notificato e depositato, il giudice provvede ai sensi dell’articolo 35.
1.1 termini assegnati dal giudice, salva diversa previsione, sono perentori.
1. La presentazione tardiva di memorie o documenti, su richiesta di parte, può essere eccezionalmente autorizzata dal collegio, quando la produzione nel termine di legge risulta estremamente difficile.
2.1 termini processuali sono sospesi dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno.
3. La sospensione dei termini prevista dal comma 2 non si applica al procedimento
2. Qualora dalla decisione sulla domanda cautelare derivino effetti irreversibili, il collegio può disporre la prestazione di una cauzione, anche mediante fideiussione, cui subordinare la concessione o il diniego della misura cautelare. La concessione o il diniego della misura cautelare non può essere subordinata a cauzione quando la domanda cautelare attenga a diritti fondamentali della persona o ad altri beni di primario rilievo costituzionale. Il provvedimento che impone la cauzione ne indica l’oggetto, il modo di prestarla e il termine entro cui la prestazione deve avvenire.
6. Ai fini del giudizio cautelare, se la notificazione è effettuata a mezzo del servizio postale, il ricorrente, se non è ancora in possesso dell’avviso di ricevimento, può provare la data di perfezionamento della notificazione produccndo copia dell’attestazione di consegna del servizio di monitoraggio della corrispondenza nel sito internet delle poste. È fatta salva la prova contraria.
10.11 tribunale amministrativo regionale, in sede cautelare, se ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data di discussione del ricorso nel merito. Nello stesso senso può provvedere il Consiglio di Stato, motivando sulle ragioni per cui ritiene di riformare l’ordinanza cautelare di primo grado; e in tal caso la pronuncia di appello è trasmessa al tribunale amministrativo regionale per la sollecita fissazione dell’udienza di merito.
11. L’ordinanza con cui è disposta una misura cautelare fissa la data di discussione del ricorso nel merito. In caso di mancata fissazione dell’udienza, il Consiglio di Stato, se conferma in appello la misura cautelare, dispone che il tribunale amministrativo regionale provveda alla fissazione della stessa con priorità. A tal fine l’ordinanza è trasmessa a cura delta segreteria al primo giudice.
13. Il giudice adito può disporre misure cautelari solo se ritiene sussistente la propria competenza ai sensi degli articoli 13 e 14; altrimenti provvede ai sensi dell’articolo 15, commi 5 e 6.
1. Prima della trattazione della domanda cautelare da parte del collegio, in caso di estrema gravità ed urgenza, tale dà non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio, il ricorrente può, con la domanda cautelare o con distinto ricorso notificato alle controparti, chiedere al presidente dei tribunale amministrativo regionale, o della sezione cui il ricorso è assegnato, di disporre misure cautelari provvisorie. La domanda cautelare è improcedibile finché non è presentata l’istanza di fissazione d’udienza per il merito, salvo che essa debba essere fissata d’ufficio. Il presidente provvede sulla domanda solo se ritiene la competenza del tribunale amministrativo regionale, altrimenti rimette le parti al collegio per i provvedimenti di cui all’articolo 55, comma 13.
4. II decreto, nel quale deve essere comunque indicata la camera di consiglio di cui all’articolo 55, comma 5, in caso di accoglimento è efficace sino a detta camera di consiglio. Il decreto perde efficacia se il collegio non provvede sulla domanda cautelare nella camera di consiglio di cui al periodo precedente. Fino a quando conserva efficacia, il decreto è sempre revocabile o modificabile su istanza di parte notificata. A quest’ultima si applica il comma 2.
1. Le parti possono riproporre la domanda cautelare al collegio o chiedere la revoca o la modifica del provvedimento cautelare collegiale se si verificano mutamenti nelle circostanze o se allegano fatti anteriori di cui si è acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso, l’istante deve fornire la prova del momento in cui ne é venuto a conoscenza.
1. Qualora i provvedimenti cautelari non siano eseguiti, in tutto o in parte, l’interessato, con istanza motivata e notificata alle altre parti, può chiedere al tribunale amministrativo regionale le opportune misure attuative. II tribunale esercita i poteri inerenti al giudizio di ottemperanza di cui al Titolo I del Libro IV e provvede sulle spese. La liquidazione delle spese operata ai sensi del presente comma prescinde da quella conseguente al giudizio di merito, salvo diversa statuizione espressa nella sentenza.
Definizione del giudizio nel merito in esito all’udienza cautelare
1. In sede di decisione della domanda cautelare, purché siano trascorsi almeno venti fMx:$ giorni dall’ultima notificazione del ricorso, il collegio, accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, sentite sul punto le parti costituite, può definire, in camera di consiglio, il giudizio nel merito con sentenza in forma semplificata, salvo che una delle parti dichiari che intende proporre motivi aggiunti, ricorso incidentale o regolamento di competenza, per la cui proposizione sia ancora in termini, ovvero regolamento di giurisdizione. Se la parte dichiara che intende proporre regolamento di competenza o di giurisdizione, il giudice assegna un termine non superiore a trenta giorni Ove ne ricorrano i presupposti, il collegio dispone l’integrazione del contraddittorio o il rinvio per consentire la proposizione di motivi aggiunti, ricorso incidentale, regolamento di competenza o di giurisdizione e fissa contestualmente la data per il prosieguo della trattazione.
4. Nel giudizio di cui al presente articolo è rilevata d’ufficio la violazione, in primo grado, degli articoli 10, comma 2, 14, 15, comma 5, e 55, comma 13. Se rileva la violazione degli articoli 14, 15, comma 5, e 55, comma 13, il giudice competente per l’appello cautelare sottopone la questione al contraddittorio delle parti ai sensi dell’articolo 73, comma 3, e regola d’ufficio la competenza ai sensi dell’articolo 15, comma 4. Quando dichiara l’incompetenza del tribunale amministrativo regionale adito, con la stessa ordinanza annulla le misure cautelari emanate da un giudice diverso da quello di cui all’articolo 15, comma 7. Per la definizione della fase cautelare si applica l’articolo 15, comma 9.
3. Su istanza di parte il giudice può ammettere la prova testimoniale, che è sempre \Sw assunta in forma scritta ai sensi del codice di procedura civile.
4. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento e può desumere argomenti di prova dal comportamento tenuto dalle partì nel corso del processo.
1. II presidente della sezione o un magistrato da lui delegato adotta, su istanza motivata di parte, i provvedimenti necessari per assicurare la completezza dell’istruttoria.
3. II collegio, con la stessa ordinanza di cui al comma 1, assegna termini successivi, prorogabili ai sensi dell’articolo 154 del codice di procedura civile, per:
e) il depòsito in segreteria della relazione finale, in cui il consulente tecnico d’ufficio dà altresì conto delle osservazioni e delle conclusioni dei consulenti di parte e prende specificamente posizione su di esse.
4. 11 giuramento del consulente è reso davanti al magistrato a tal fine delegato, secondo le modalità stabilite dall’articolo 193 del codice di procedura civile.
5. Il compenso complessivamente spettante al consulente d’ufficio è liquidalo, al termine delle operazioni, ai sensi dell’articolo 66, comma 4, primo e terzo periodo.
2. Per l’assunzione fuori udienza dei mezzi di prova è delegato uno dei componenti del collegio, il quale procede con l’assistenza del segretario che redige i relativi verbali. II segretario comunica alle parti almeno cinque giorni prima il giorno, l’ora e il luogo delle operazioni.
1. La fissazione dell’udienza di discussione deve essere chiesta da una delle parti con apposita istanza, non revocabile, da presentare entro il termine massimo di un anno dal deposito del ricorso.
3. II presidente, decorso il termine per la costituzione delle altre parti, fissa l’udienza per la discussione del ricorso.
4. La pendenza del termine di cui all’articolo 15, comma 1, non preclude la fissazione dell’udienza di discussione né la decisione del ricorso anche ai sensi degli articoli 60 e 74, salvo che nel termine di cui all’articolo 73, comma 1, la parte interessata depositi l’istanza di regolamento di competenza notificata ai sensi dello stesso articolo 15, comma 1.
5. Il decreto di fissazione è comunicato a cura dell’ufficio di segreteria, almeno sessanta giorni prima dell’udienza fissata, sia al ricorrente che alle parti costituite in giudizio. Tale tennine è ridotto a quaranta giorni, su accordo delle parti, se l’udienza di merito è fissata a seguito di rinuncia alla definizione autonoma della domanda cautelare.
Priorità nella trattazione dei ricorsi vertenti su un’unica questione
1. Le parti possono produrre documenti e memorie fino a trenta giorni liberi prima dell’udienza e presentare repliche fino a venti giorni liberi prima.
1. Nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza ovvero la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, t^Cps ad un precedente conforme.
3. Il presidente raccoglie i voti. La decisione è presa a maggioranza di voti. II primo a votare è il relatore, poi il secondo componente del collegio e, infine, il presidente. Nei giudizi davanti al Consiglio di Stato il primo a votare è il relatore, poi il meno anziano in ordine di ruolo, e così continuando sino al presidente.
4. Si applicano l’articolo 276, commi 2, 4 e 5 del codice di procedura civile e gli articoli 114, comma 4, e 118, comma 4, delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile.
1. Il ricorso si considera perento se nel corso di un anno non sia compiuto alcun atto di procedura.
1. Dopo il decorso di cinque anni dalla data di deposito del ricorso, la segreteria comunica alle parti costituite apposito avviso in virtù del quale è fatto onere al ricorrente di presentare nuova istanza di fissazione di udienza, sottoscritta dal ricorrente e dal suo difensore, entro centottanta giorni dalla data di ricezione dell’avviso. In difetto di tale nuova istanza, il ricorso è dichiarato perento.
3. Nel termine di sessanta giorni daila comunicazione ciascuna delle parti costituite può proporre opposizione al collegio, con atto notificato a tutte le altre parti.
3. Salva l’ipotesi di cui alla lettera a) del comma 2, tutti i termini processuali sono dimezzati rispetto a quelli del processo ordinario, esclusi quelli per la notificazione del ricorso introduttivo, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti. La camera di consiglio è fissata d’ufficio alla prima udienza utile successiva al trentesimo giorno decorrente dalla scadenza del termine di costituzione delle parti inlimate. Nella camera di consiglio sono sentiti i difensori che ne fanno richiesta.
2. Per i casi di revocazione previsti nei numeri 1, 2, 3 e 6 dell’articolo 395 del codice di procedura civile e di opposizione di terzo di cui all’articolo 108, comma 2, il termine di cui al comma 1 decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento o è passata in giudicato la sentenza di cui al numero 6 del medesimo articolo 395.
Luogo di notificazione dell’impugnazione
1. Nei giudizi di appello, di revocazione e di opposizione di terzo il ricorso deve essere depositato nella segreteria del giudice adito, a pena di decadenza, entro trenta giorni dall’ultima notificazione ai sensi dell’articolo 45, unitamente ad una copia della sentenza impugnata e alla prova delle eseguite notificazioni.
2. L’impugnazione deve essere notificata a pena di inammissibilità nei termini previsti dall’articolo 92 ad almeno una delle parti interessate a contraddire.
4. Con l’impugnazione incidentale proposta ai sensi dell’articolo 334 del codice di procedura civile possono essere impugnati anche capi autonomi della sentenza;, tuttavia, se l’impugnazione principale è dichiarata inammissibile, l’impugnazione incidentale perde ogni efficacia.
1. Salvo quanto disposto dall’articolo 111, il giudice dell’impugnazione può, su istanza di parte, valutati i motivi proposti e qualora dall’esecuzione possa derivare un danno grave e irreparabile, disporre la sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata, nonché le altre opportune misure cautelari, con ordinanza pronunciata in camera di consiglio.
2. Il procedimento è disciplinato dall’articolo 62, comma 2, secondo periodo.
Deferimento all’adunanza plenaria
3. L’adunanza plenaria decide l’intera controversia.
4. Se ritiene che la questione è di particolare importanza, l’adunanza plenaria può comunque enunciare il principio di diritto nell’interesse della legge anche quando dichiara il ricorso irricevibile, inammissibile o improcedibile, ovvero l’estinzione del giudizio. In tali casi, la pronuncia dell’adunanza plenaria non ha effetto sulla sentenza impugnata.
Legittimazione a proporre l’appello
1. Nel giudizio di appello non possono essere proposte nuove domande, fermo quanto previsto dall’articolo 34, comma 3, né nuove eccezioni non rilevabili d’ufficio. Possono tuttavia essere chiesti gli interessi e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni subiti dopo la sentenza stessa.
2. Nei giudizi di appello contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali che hanno declinato la giurisdizione o la competenza si segue il procedimento in camera di consiglio, di cui all’articolo 87, comma 3.
2. Se è proposto appello contro la sentenza di primo grado, il terzo deve introdurre la domanda di cui all’articolo 108 intervenendo nel giudizio di appello. Se l’opposizione di terzo è già stata proposta al giudice di primo grado, questo la dichiara improcedibile e, se l’opponente non vi ha ancora provveduto, fissa un termine per l’intervento nel giudizio di appello, ai sensi del periodo precedente.
c) delle sentenze passate in giudicato, e degli altri provvedimenti ad esse equiparati, del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato;
d) delle sentenze passate in giudicato, e degli altri provvedimenti ad esse equiparati, di quei giudici davanti ai quali non sia previsto il rimedio dell’ottemperanza, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato;
e) dei lodi arbitrali divenuti inoppugnabili al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.
4. Nel processo di ottemperanza può essere altresì proposta la connessa domanda risarcitoria di cui all’articolo 30, comma 5, nel termine ivi stabilito. In tal caso il giudizio di ottemperanza si svolgenelle forme e nei termini del processo ordinario.
Giudice dell’ottemperanza
1. Il ricorso si propone, nel caso di cui all’articolo 112, comma 2, lettere a) e b), al giudice che ha emesso il provvedimento della cui ottemperanza si tratta; la competenza è del tribunale amministrativo regionale anche per i suoi provvedimenti confermati in appello con motivazione che abbia lo stesso contenuto dispositivo e conformativo dei provvedimenti di primo grado.
2. Nei casi di cui all’articolo 112, comma 2, lettere c), d) ed e), il ricorso si propone al tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha emesso la sentenza di cui è chiesta l’ottemperanza.
1. L’azione si propone, anche senza previa diffida, con ricorso notificato alla pubblica amministrazione e a tutte ie altre parti del giudizio definito dalla sentenza o dal lodo della cui ottemperanza si tratta; l’azione si prescrive con il decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza.
7. Nel caso di ricorso ai sensi del comma 5 dell’articolo 112, il giudice fornisce chiarimenti in ordine alle modalità di ottemperanza, anche su richiesta del commissario.
8. Le disposizioni di cui al presente Titolo si applicano anche alle impugnazioni avverso
1 provvedimenti giurisdizionali adottati dal giudice dell’ottemperanza.
1. Contro le determinazioni e contro il silenzio sulle istanze di accesso ai documenti amministrativi il ricorso è proposto entro trenta giorni dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio, mediante notificazione all’amministrazione e agli eventuali controinteressati. Si applica l’articolo 49.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai giudizi di
1. Il ricorso avverso il silenzio è proposto, anche senza previa diffida, con atto notificato all’amministrazione e ad almeno un controinteressato nel termine di cui all’articolo 31, comma 2.
6. Se l’azione di risarcimento del danno ai sensi dell’articolo 30, comma 4, è proposta congiuntamente a quella di cui al presente articolo, il giudice può definire con il rito camerale l’azione avverso il silenzio e trattare con il rito ordinario la domanda risarcitoria.
a) i provvedimenti adottati dalle Autorità amministrative indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti;
b) i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione o di dismissione di imprese o beni pubblici, nonché quelli relativi alla costituzione, modificazione o soppressione di società, aziende e istituzioni da parte degli enti locali;
e) i provvedimenti di nomina, adottati previa delibera del Consiglio dei ministri;
d) i provvedimenti di scioglimento di enti locali e quelli connessi concementi la formazione e il funzionamento degli organi;
e) i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione e di espropriazione delle aree destinate all’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità e i provvedimenti di espropriazione delle invenzioni adottati ai sensi del codice della proprietà industriale;
f) i provvedimenti del Comitato olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive;
g) le ordinanze adottate in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e i consequenziali provvedimenti commissariali;
h) il rapporto di lavoro del personale dei servizi di informazione per la sicurezza, ai sensi dell’articolo 22, della legge 3 agosto 2007, n. 124;
i) le controversie comunque attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione in materia di impianti di generazione di energia elettrica di cui al decreto legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2003, n. 55, comprese quelle concementi la produzione di energia elettrica da fonte nucleare, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche di potenza termica superiore a 400 MW nonché quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti;
l) i provvedimenti della commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione, recanti applicazione, modifica e revoca delle speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori e testimoni di giustizia.
2. Tutti i termini processuali ordinari sono dimezzati salvo, nei giudizi di primo grado, quelli per la notificazione del ricorso introduttivo, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti, nonché quelli espressamente disciplinati nel presente articolo.
3. Salva l’applicazione dell’articolo 60, il tribunale amministrativo regionale chiamato a pronunciare sulla domanda cautelare, accertata la completezza del contraddittorio ovvero disposta l’integrazione dello stesso, se ritiene, a un primo sommario esame, la sussistenza di profili di fondatezza del ricorso e di un pregiudizio grave e irreparabile, fissa con ordinanza la data di discussione del merito alla prima udienza successiva alla scadenza del termine di trenta giorni dalla data di deposito dell’ordinanza, disponendo altresì il deposito dei documenti necessari e l’acquisizione delle eventuali altre prove occorrenti. In caso di rigetto dell’istanza cautelare da parte del tribunale amministrativo regionale, ove il Consiglio di Stato riformi l’ordinanza di primo grado, la pronuncia di appello è trasmessa al tribunale amministrativo regionale per la fissazione dell’udienza di merito. In tale ipotesi, il termine di trenta giorni decorre dalla data di ricevimento dell’ordinanza da parte della segreteria del tribunale amministrativo regionale, che ne dà avviso alle parti.
4. Con l’ordinanza di cui al comma 3, in caso di estrema gravità ed urgenza, il tribunale amministrativo regionale o il Consiglio di Stato possono disporre le opportune misure cautelari. Al procedimento cautelare si applicano le disposizioni del Titolo li del Libro II, in quanto non derogate dal presente articolo.
7. La parte può chiedere al Consiglio di Stato la sospensione dell’esecutività del dispositivo, proponendo appello entro trenta giorni dalla relativa pubblicazione, con riserva dei motivi da proporre entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza ovvero entro novanta giorni dalla sua pubblicazione. La mancata richiesta di sospensione dell’esecutività del dispositivo non preclude la possibilità di chiedere la sospensione dell’esecutività della sentenza dopo la pubblicazione dei motivi.
3. Salvo quanto previsto dal presente Capo, si applica l’articolo 119.
5. La competenza territoriale del tribunale amministrativo regionale è inderogabile ai sensi dell’articolo 14 e il relativo difetto è rilevato, anche d’ufficio, con ordinanza ai sensi dell’articolo 16, con riduzione dei termini ivi previsti alla metà.
6. I termini processuali sono stabiliti in:
a) trenta giorni per la notificazione del ricorso e per la proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi da quelli già impugnati, decorrenti dalla ricezione della relativa comunicazione ai sensi dell’articolo 79 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o, per i bandi e gli avvisi con cui si indice una gara, autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di cui all’articolo 66, comma 8, dello stesso decreto.
d) quindici giorni per la proposizione dei motivi aggiunti, avverso gli atti già impugnati;
7. Quando il giudizio none immediatamente definito ai sensi dell’articolo 60, l’udienza di merito, ove non indicata dal collegio ai sensi dell’articolo 119, comma 3, è immediatamente fissata d’ufficio con assoluta priorità.
8. In luogo della prova della notificazione può essere depositata la prova che il ricorso è stato consegnato per le notifiche o spedito; la prova delle eseguite notifiche va depositata appena è disponibile e comunque entro l’udienza o camera di consiglio in cui la causa è discussa.
9. I nuovi atti attinenti la medesima procedura di gara devono essere impugnati con ricorso per motivi aggiunti.
10. Il giudice decide interinalmente sulla domanda cautelare, anche se ordina adempimenti istruttori, se concede termini a difesa, o se solleva o vengono proposti incidenti processuali.
11. Il dispositivo del provvedimento con cui il tribunale amministrativo regionale definisce il giudizio è pubblicato entro sette giorni dalla data della sua deliberazione.
12. Tutti gli atti di parte e i provvedimenti del giudice devono essere sintetici e la sentenza è redatta, ordinariamente, in forma semplificata.
13. Le disposizioni dei commi 3, 6, lettere b) ed), 7, 8, 9, 10 e 12 si applicano anche nei giudizio di appello innanzi al Consiglio di Stato, proposto avverso la sentenza o avverso l’ordinanza cautelare, e nei giudizi di revocazione o opposizione di terzo. La parte può proporre appello avverso il dispositivo, al fine di ottenerne la sospensione prima della pubblicazione della sentenza.
c) se il contratto è stato stipulato senza rispettare il termine dilatorio stabilito dall’articolo 11, comma 10, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, qualora tale violazione abbia privato il ricorrente della possibilità di avvalersi di mezzi di ricorso prima della stipulazione del contratto e sempre che tale violazione, aggiungendosi a vizi propri dell’aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilità del ricorrente di ottenere l’affidamento;
d) se il contratto è stato stipulato senza rispettare la sospensione obbligatoria del termine per la stipulazione derivante dalla proposizione del ricorso giurisdizionale avverso l’aggiudicazione definitiva, ai sensi dell’articolo 11, comma 10-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, qualora tale violazione, aggiungendosi a vizi propri dell’aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilità del ricorrente di ottenere l’affidamento.
2. Il contratto resta efficace, anche in presenza delle violazioni di cui al comma 1 qualora venga accertato che il rispetto di esigenze imperative connesse ad un interesse generale imponga che i suoi effetti siano mantenuti. Tra le esigenze imperative rientrano, fra l’altro, quelle imprescindibili di carattere tecnico o di altro tipo, tali da rendere evidente che i residui obblighi contrattuali possono essere rispettati solo dall’esecutore attuale. Gli interessi economici possono essere presi in considerazione peonie esigenze imperative solo in circostanze eccezionali in cui l’inefficacia del vH contratto conduce a conseguenze sproporzionate, avuto anche riguardo all’eventuale mancata proposizione della domanda di subentro nel contratto nei casi in cui il vizio dell’aggiudicazione non comporta l’obbligo di rinnovare la gara. Non costituiscono esigenze imperative gli interessi economici legati direttamente al contratto, che comprendono fra l’altro i costi derivanti dal ritardo nell’esecuzione del contratto stesso, dalla necessità di indire una nuova procedura di aggiudicazione, dal cambio dell’operatore economico e dagli obblighi di legge risultanti dalla dichiarazione di inefficacia.
3. A cura della segreteria, le sentenze che provvedono in applicazione del comma 2 sono trasmesse alla Presidenza del Consiglio dei Ministri — Dipartimento per le politiche comunitarie.
4. Nei casi in cui, nonostante le violazioni, il contratto sia considerato efficace o l’inefficacia sia temporalmente limitata si applicano le sanzioni alternative di cui all’articolo 123.
b) abbia pubblicato, rispettivamente per i contratti di rilevanza comunitaria e per quelli sotto soglia, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea ovvero nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana un avviso volontario per la trasparenza preventiva ai sensi dell’articolo 79-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in cui manifesta l’intenzione di concludere il contratto;
1. Fuori dei casi indicati nell’articolo 121 e nell’articolo 123, comma 3, il giudice che annulla l’aggiudicazione definitiva stabilisce se dichiarare inefficace il contratto, fissandone la decorrenza, tenendo conto, in particolare, degli interessi delle parti, dell’effettiva possibilità per il ricorrente di conseguire l’aggiudicazione alla luce dei vizi riscontrati, dello stato di esecuzione del contratto e della possibilità di subentrare nel contratto, nei casi in cui il vizio dell’aggiudicazione non comporti l’obbligo di rinnovare la gara e la relativa domanda sia stata proposta.
1. Nei casi di cui all’articolo 121, comma 4, il giudice amministrativo individua le seguenti sanzioni alternative da applicare alternativamente o cumulativamente:
a) la sanzione pecuniaria nei confronti della stazione appaltante, di importo dallo 0,5% al 5% del valore del contratto, inteso come prezzo di aggiudicazione, che è versata all’entrata del bilancio dello Stato – con imputazione al capitolo 2301, capo 8 “Multe, ammende e sanzioni amministrative inflitte dalle autorità giudiziarie ed amministrative, con esclusione di quelle aventi natura tributaria” — entro sessanta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza che irroga sanzione; decorso il termine per il versamento, si applica una maggiorazione pari ad un decimo della sanzione per ogni semestre di ritardo. La sentenza che applica le sanzioni è comunicata, a cura della segreteria, al Ministero dell’economia e delle finanze entro cinque giorni dalla pubblicazione;
2. Il giudice amministrativo applica le sanzioni assicurando il rispetto del principio dei contraddittorio e ne determina la misura in modo che siano effettive, dissuasive, proporzionate al valore del contratto, alla gravità della condotta della stazione appaltante e all’opera svolta dalla stazione appaltante per l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione. In ogni caso l’eventuale condanna al risarcimento dei danni non costituisce sanzione alternativa e si cumula con le sanzioni alternative.
3. Il giudice applica le sanzioni di cui al comma 1 anche qualora il contratto è stato stipulato senza rispettare il termine dilatorio stabilito per la stipulazione del contratto, ovvero è stato stipulato senza rispettare la sospensione della stipulazione derivante dalla proposizione del ricorso giurisdizionale avverso l’aggiudicazione definitiva, quando la violazione non abbia privato il ricorrente della possibilità di avvalersi di mezzi di ricorso prima delia • stipulazione del contratto e non abbia influito sulle possibilità del ricorrente di ottenere l’affidamento.
1. L’accoglimento della domanda di conseguire l’aggiudicazione e il contratto è comunque condizionato alla dichiarazione di inefficacia del contratto ai sensi degli articoli 121 e 122. Se il giudice non dichiara l’inefficacia del contratto dispone, su domanda e a favore del solo ricorrente avente titolo all’aggiudicazione, il risarcimento per equivalente del danno da questi subito e provato.
1. Nei giudizi che riguardano le procedure di progettazione, approvazione, e realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, oltre alle disposizioni del presente Capo, con esclusione dell’articolo 122, si applicano le seguenti previsioni.
3. Ferma restando l’applicazione degli articoli 121 e 123, al di fuori dei casi in essi contemplati la sospensione o l’annullamento dell’affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato, e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente. Si applica l’articolo 34, comma 3.
4. Le disposizioni del comma 3 si applicano anche alle controversie relative alle procedure di cui all’articolo 140 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
Ambito della giurisdizione sul contenzioso elettorale
Esenzione dagli oneri fiscali
Inammissibilità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
Giudizio avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali
1. I provvedimenti relativi al procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali concementi l’esclusione di liste o candidati possono essere immediatamente impugnati, esclusivamente da parte dei delegati delle liste e dei gruppi di candidati esclusi, innanzi al tribunale amministrativo regionale competente, nel termine di tre giorni dalla pubblicazione, anche mediante affissione, ovvero dalla comunicazione, se prevista, degli atti impugnati.
a) notificato, direttamente dal ricorrente o dal suo difensore, esclusivamente mediante consegna diretta, posta elettronica certificata o fax, all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato, alla Prefettura e, ove possibile, agli eventuali contro interessati; in ogni caso, l’ufficio che ha emanato l’atto impugnato rende pubblico il ricorso mediante affissione di una sua copia integrale in appositi spazi all’uopo destinati sempre accessibili al pubblico e tale pubblicazione ha valore di notifica per pubblici proclami per tutti i controinteressati; .la notificazione si ha per avvenuta il giorno stesso della predetta affissione;
10. Nei giudizi di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 52,
comma 5, e 54, commi 1 e 2.
Procedimento in primo grado in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo
a) quanto alle elezioni di comuni, province e regioni, da parte di qualsiasi cittadino elettore dell’ente della cui elezione si tratta, al tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il predetto ente territoriale, da depositare nella segreteria del tribunale adito entro il termine di trenta giorni dalla proclamazione degli eletti;
b) quanto alle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, da parte di qualsiasi cittadino elettore, davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, da depositare nella relativa segreteria entro il termine di trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei candidati proclamati eletti.
3. Il ricorso è notificato, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, a cura di chi ha proposto, entro dieci giorni dalla data della comunicazione del decreto di cui al comma 2:
8. La sentenza, se non sia stata proposta la dichiarazione di appello di cui all’articolo 132 o, negli altri casi, se sia comunque altrimenti passata in giudicato, è immediatamente trasmessa in copia, a cura della segreteria del tribunale amministrativo regionale, al Sindaco, alla giunta provinciale, alla giunta regionale, al presidente dell’ufficio elettorale nazionale, a seconda dell’ente cui si riferisce l’elezione. Il comune, la provincia o la regione della cui elezione si tratta provvede, entro ventiquattro ore dal ricevimento, alla pubblicazione per quindici giorni del dispositivo della sentenza nell’albo pretorio a mezzo del segretario che ne è diretto responsabile. In caso di elezioni relative a comuni, province o regioni, la sentenza è comunicata anche al Prefetto.
9. Il tribunale amministrativo regionale, quando accoglie il ricorso, corregge il risultato delle elezioni e sostituisce ai candidati illegittimamente proclamati coloro che hanno diritto di esserlo. In caso di ricorso avverso le operazioni elettorali inerenti il Parlamento europeo, i voti delle sezioni le cui operazioni sono state annullate non
11 anno effetto.
10. Tutti i termini processuali diversi da quelli indicati nel presente articolo e nell’articolo 131 sono dimezzati rispetto ai termini del processo ordinario.
Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province e regioni
1. L’appello avverso le sentenze di cui all’articolo 130 è proposto entro il termine di venti giorni dalla notifica della sentenza, per coloro nei cui confronti è obbligatoria la notifica; per gli altri cittadini elettori nel termine di venti giorni decorrenti dall’ultimo giorno della pubblicazione della sentenza medesima nell’albo pretorio dei-comune.
3. La sentenza, quando, in riforma di quella di primo grado, accoglie il ricorso originario, provvede ai sensi dell’articolo 130, comma 9.
4. La sentenza è immediatamente trasmessa in copia, a cura della segreteria del Consiglio di Stato, ai soggetti di cui all’articolo 130, comma 8, i quali provvedono agli ulteriori incombenti ivi previsti e a quelli di cui al comma 11 dello stesso articolo 130.
Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali del Parlamento europeo
3. Per quanto non disposto dal presente articolo si applicano le norme dell’articolo 131.
a.1) risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento amministrativo;
a.2) formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi integrativi o sostitutivi di provvedimento amministrativo e degli accordi fra pubbliche amministrazioni;
a.3) dichiarazione di inizio attività;
a.4) determinazione e corresponsione dell’indennizzo dovuto in caso di revoca del provvedimento amministrativo;
a.5) nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato;
a.6) diritto di accesso ai documenti amministrativi;
b) le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici, ad eccezione delle controversie concementi indennità, canoni ed altri corrispettivi e quelle attribuite ai tribunali delle acque pubbliche e al Tribunale superiore delle acque pubbliche;
d) le controversie concementi l’esercizio del diritto a chiedere e ottenere l’uso delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi statali;
el) relative a procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi, forniture, svolte da soggetti comunque tenuti, nella scelta del contraente o del socio, all’applicazione della normativa comunitaria ovvero al rispetto dei procedimenti di evidenza pubblica previsti dalla normativa statale o regionale, ivi incluse quelle risarcitorie e con estensione della giurisdizione esclusiva alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di annullamento dell’aggiudicazione ed alle sanzioni alternative;
e2) relative al divieto di rinnovo tacito dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, relative alla clausola di revisione del prezzo e al relativo provvedimento applicativo nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, nell’ipotesi di cui all’articolo 115 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonché quelle relative ai provvedimenti applicativi dell’adeguamento dei prezzi ai sensi dell’articolo 133, corrimi 3 e 4, dello stesso decreto;
f) le controversie aventi ad oggetto gli atti e i provvedimenti delle pubbliche amministrazioni in materia urbanistica e edilizia, concernente tutti gli aspetti dell’uso del territorio, e ferma restando la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche, nonché quella del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa;
g) le controversie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi e i comportamenti, riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere, delle pubbliche amministrazioni in materia di espropriazione per pubblica utilità, ferma restando la giurisdizione del giudice ordinario per quelle riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriati va o ablativa;
j) le controversie aventi ad oggetto tutti i provvedimenti, compresi quelli sanzionatoli ed esclusi quelli inerenti ai rapporti di impiego privatizzati, adottati dalla Banca d’Italia, dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e dalle altre Autorità istituite ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, dalla Commissione vigilanza fondi pensione, dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità della pubblica amministrazione, dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, comprese le controversie relative ai ricorsi avverso i decreti ministeriali che applicano le sanzioni ai sensi dell’articolo 326 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209;
k) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti in materia di comunicazioni elettroniche, compresi quelli relativi all’imposizione di servitù;
l) le controversie relative alle sanzioni amministrative ed ai provvedimenti adottati dall’organismo di regolazione competente in materia di infrastrutture ferroviarie ai sensi dell’art. 30 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188;
m) le controversie, incluse quelle risarcitone, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concementi la produzione di energia, ivi comprese quelle inerenti l’energia da fonte nucleare, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche e quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti;
n) le controversie aventi ad oggetto le ordinanze e i provvedimenti commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e le controversie comunque attinenti alla complessiva azione di gestione del ciclo dei rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti della pubblica amministrazione riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere, quand’anche relative a diritti costituzionalmente tutelati;
o) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti anche contingibili ed urgenti, emanati dal Sindaco in materia di ordine e sicurezza pubblica, di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, di edilità e di polizia locale, d’igiene pubblica e dell’abitato; p) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti relativi alla disciplina o al divieto dell’esercizio d’industrie insalubri o pericolose;
q) le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti adottati in violazione delle disposizioni in materia di danno all’ambiente, nonché avverso il silenzio inadempimento del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per il risarcimento del danno subito a causa del ritardo nell’attivazione, da parte del medesimo Ministro, delle misure di precauzione, di prevenzione o di contenimento del danno ambientale, nonché quelle inerenti le ordinanze ministeriali di ripristino ambientale e di risarcimento del danno ambientale;
r) le controversie relative all’applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari;
s) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti in materia di passaporti;
t) le controversie tra Io Stato e i suoi creditori riguardanti l’interpretazione dei contratti aventi per oggetto i titoli di Stato o le leggi relative ad essi o comunque sul debito pubblico;
u) le controversie aventi ad oggetto atti del Comitato olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive non riservata agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo ed escluse quelle inerenti i rapporti patrimoniali tra società, associazioni e atleti.
1. II giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie aventi ad oggetto:
a) l’attuazione delle pronunce giurisdizionali esecutive o del giudicato nell’ambito del giudizio di cui al Titolo l del Libro IV;
d) lè contestazioni sui confini degli enti territoriali.
Competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma
a) le controversie relative ai provvedimenti riguardanti i magistrati ordinari adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 24 marzo 1958, n. 195;
c) le controversie di cui all’articolo 133, comma 1, lettera j), relative a provvedimenti adottati dalla Banca d’Italia e dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, nonché quelle di cui all’articolo 104, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
d) le controversie contro i provvedimenti ministeriali di cui all’articolo 136, comma 1, lettera k);
e) le controversie di cui all’articolo 133, comma 1, lettera n);
f) le controversie di cui all’articolo 133, comma 1, lettera m), limitatamente a quelle concernenti la produzione di energia elettrica da fonte nucleare, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche di potenza termica superiore a 400 MW nonché quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti;
g) le controversie di cui all’articolo 133, comma 1, lettera u);
h) le controversie relative al corretto esercizio dei poteri speciali dello Stato azionista di cui all’articolo 2 del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito in legge 30 luglio 1994, n. 474;
j) le controversie avverso i provvedimenti di allontanamento di cittadini comunitari per motivi di sicurezza dello Stato o per motivi di ordine pubblico di cui all’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30;
k) le controversie avverso i provvedimenti previsti dal decreto legislativo 22 giugno 2007, n.. 109;
1) le controversie disciplinate dal presente codice relative alle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia;
m) le controversie relative al rapporto di lavoro del personale del DIS, dell’AISI e dell’AISE;
n) le controversie derivanti dall’applicazione del decreto legge 4 febbraio 2010, n. 4, convertito in legge 31 marzo 2010, n. 50, relativo all’Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
o) le controversie relative ai provvedimenti adottati ai sensi degli articoli 142 e 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
2. Restano esclusi dai casi di competenza inderogabile di cui al comma 1 le controversie sui rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti, salvo quelle di cui alla lettera m) dello stesso comma 1.
1. I difensori indicano nel ricorso o nel primo atto difensivo il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito di fax dove intendono ricevervi le comunicazioni relative al processo. Una volta espressa tale indicazione si presumono conosciute le comunicazioni pervenute con i predetti mezzi nel rispetto della normativa, anche regolamentare, vigente. E onere dei difensori comunicare alla segreteria e alle parti costituite ogni variazione dei suddetti dati.
1. Dall’attuazione del codice non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Registri – Orario di segreteria
1. Presso ciascun ufficio giudiziario è tenuto il registro di presentazione dei ricorsi, diviso per colonne, nel quale sono annotate tutte le informazioni occorrenti per accertare esattamente la presentazione del ricorso, del ricorso incidentale, della domanda riconvenzionalc, dei motivi aggiunti, della domanda di intervento, degli atti e documenti prodotti, nonché le notificazioni effettuate, l’esecuzione del pagamento del contributo unificato, l’indicazione dei mezzi istruttori disposti o compiuti e i provvedimenti adottati.
d) il registro dei decreti e delle ordinanze dei presidente;
5. La segreteria cura la formazione dell’originale dei provvedimenti del giudice, raccogliendo le sottoscrizioni necessarie e apponendo il timbro di congiunzione tra i fogli che li compongono.
6. La segreteria effettua, le comunicazioni alle parti ai sensi dell’articolo 136, comma 1, del codice, o, altrimenti, nelle forme di cui all’artìcolo 45 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile.
1. Le registrazioni di cui agli articoli 1 e 2 possono essere eseguite in forma automatizzata secondo quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 gennaio 1999, n. 52 e dalla ulteriore normativa applicabile.
2. II segretario, ove richiesto, rilascia all’interessato dichiarazione delle registrazioni effettuate.
1. Le segreterie sono .aperte al pubblico nelle ore stabilite dal presidente del tribunale amministrativo regionale, della sezione staccata, del Consiglio di Stato e del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
4. In ogni caso è assicurata la possibilità di depositare gli atti in scadenza sino alle ore 12,00 dell’ultimo giorno consentito.
Formazione e tenuta dei fascicoli di parte e d’ufficio. Surrogazione di copie agli originali mancanti e ricostituzione di atti
2. Gli atti devono essere depositati in numero di copie corrispondente ai componenti del collegio e alle altre parti costituite. Il segretario deve rifiutare il fascicolo di parte e i depositi successivi che non contengano le copie degli atti di cui al presente comma.
Ritiro e trasmissione dei fascicoli di parte e del fascicolo d’ufficio
3. Se è appellata una sentenza non definitiva, ovvero un’ordinanza cautelare, non si applica il comma 2. Tuttavia il giudice di appello, può, se Io ritiene necessario, chiedere la trasmissione del fascicolo d’ufficio, ovvero ordinare alla parte interessata di produrre copia di determinati atti.
Ordine di fissazione dei ricorsi – Udienze
1. La fissazione del giorno dell’udienza per la trattazione dei ricorsi è effettuata secondo l’ordine di iscrizione delle istanze di fissazione d’udienza nell’apposito registro.
2. Il presidente può derogare al criterio cronologico per ragioni d’urgenza, anche tenendo conto delle istanze di prelievo, o per esigenze di funzionalità dell’ufficio, ovvero per connessione di materia.
2. Il segretario redige il verbale dell ‘udienza.
Polizia dell’udienza
2. Il presidente del collegio, ove lo ritenga necessario per il regolare svolgimento dell’udienza, può chiedere l’intervento della forza pubblica.
3. “Per le riprese audiovisive delle trattazioni dei ricorsi in pubblica udienza si applica l’articolo 147 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale.
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Consiglio di presidenza delia giustizia amministrativa e il DigitPA, sono stabilite, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, le regole tecnico-operative perla sperimentazione, la graduale applicazione, l’aggiornamento del processo amministrativo telematico, tenendo conto delle esigenze di flessibilità e di continuo adeguamento delle regole informatiche alle peculiarità del processo amministrativo, della “sua organizzazione” e alla tipologia di provvedimenti giurisdizionali.
Commissione per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato
1. Presso il Consiglio di Stato, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e ogni tribunale amministrativo regionale e relative sezioni staccate è istituita una commissione per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, composta da due magistrati amministrativi, designati dal presidente, il più anziano dei quali assume le funzioni di presidente della commissione, e da un avvocato, designato dal presidente dell’Ordine degli avvocati del capoluogo in cui ha sede l’organo. Per ciascun componente sono designati uno o più membri supplenti. Esercita le funzioni, di segretario un funzionario di segreteria, nominato dal presidente. Al presidente e ai componenti non spetta nessun compenso né rimborso spese.
Devoluzione del gettito delle pene pecuniarie
1. Il gettito delle pene pecuniarie di cui all’articolo 123, comma 1, lettera a), del codice, è versato al bilancio dello Stato, per essere rìassegnato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per le spese di cui all’articolo 1, comma 309, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni.
Nuova istanza di fissazione d’udienza
1. Nel termine di novanta giorni dall’entrata in vigore del codice, le parti presentano una nuova istanza di fissazione di udienza, sottoscritta dal ricorrente e dal suo difensore, relativamente ai ricorsi pendenti da oltre cinque anni c per i quali non è stata ancora fissata l’udienza di discussione. In difetto, il ricorso è dichiarato perento con decreto del presidente.
2. Se tuttavia, nel termine di novanta giorni dalla comunicazione del decreto, il ricorrente deposita un atto, sottoscritto dalla parte personalmente e dal difensore e notificato alle altre parti, in cui dichiara di avere ancora interesse alla trattazione della causa, il presidente revoca il decreto disponendo la reiscrizione della causa sul ruolo di merito.
Ultrattività della disciplina previgente
1. Per i termini che sono in corso alla data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo continuano a trovare applicazione le norme previgenti.
Disposizione particolare per il giudizio di appello
1. La disposizione di cui all’articolo 101, comma 2, del codice del processo amministrativo non si applica agli appelli depositati prima dell’entrata in vigore del codice medesimo.
Norme di coordinamento e abrogazione in materia di elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia
1. Nella legge 24 gennaio 1979, n.18 sono apportate le seguenti modificazioni ed abrogazioni:
a) l’articolo 42 è così sostituito:
“La tutela giurisdizionale contro gli atti di proclamazione degli eletti, per motivi inerenti alle operazioni elettorali successive all’emanazione del decreto di convocazione dei comizi, è disciplinata dalle disposizioni dettate dal codice del processo amministrativo.”;
b) sono abrogati gli articoli 43 e 46, comma 2.
Norme di coordinamento e abrogazioni in materia di elezioni amministrative
1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, sono apportate
le seguenti modificazioni e abrogazioni:
a) l’articolo 83 è così sostituito:
“La tutela in materia di operazioni per l’elezione dei consiglieri comunali, successive all’emanazione del decreto di convocazione dei comizi, è disciplinata dalle disposizioni dettate dal codice del processo amministrativo.”;
b) sono abrogati gli articoli: 83/2; 83/3; 83/4; 83/5; 83/6, 83/7,-83/8; 83/9; 83/10; 83/11; 83/12; 84, limitatamente alle parole: “, la Sezione per il contenzioso elettorale, il Consiglio di Stato”.
2. Nella legge 5 agosto 1962, n. 1257 sono apportate le seguenti modificazioni e abrogazioni:
a) nell’articolo 21, comma 1, le parole “sia in materia di eleggibilità sia in materia di operazioni elettorali” sono sostituite dalle parole “in materia di eleggibilità”;
b) l’articolo 23 è così sostituito:
“23. Ricorso giurisdizionale in materia di operazioni elettorali.
La tutela in materia di operazioni per l’elezione dei consiglieri comunali, successive all’emanazione del decreto di convocazione dei comizi, è disciplinata dalle disposizioni dettate dal codice del processo amministrativo.”;
c) nell’articolo 30 della legge 5 agosto 1962, n. 1257 sono apportate le seguenti
ci) al comma 1 le parole “al Consiglio di Stato” sono sostituite dalle parole “alla Corte di appello di Torino”, e le parole “, giudicando in sede di giurisdizione esclusiva” sono soppresse;
c.2) al comma 2 le parole “al Consiglio di Stato” sono sostituite dalle parole “alla Corte di appello di Torino”;
d) sono abrogati gli articoli: 24 limitatamente alle parole, nella rubrica, « e del Consiglio di Stato» e alle parole, nel testo « ed il Consiglio di Stato»; 31 limitatamente alle parole «ed il Consiglio di Stato»; 33 limitatamente alle parole « al Consiglio di Stato ed ».
3. Nella legge 23 dicembre 1966, n. 1147 sono apportate le seguenti modificazioni e abrogazioni:
a) all’articolo 3 le parole “, sia davanti agli organi di giurisdizione ordinaria, sia davanti agli organi di giurisdizione amministrativa,” sono sostituite dalle parole “davanti agli organi di giurisdizione ordinaria”;
b) all’articolo 7, dopo il comma 2 è inserito il seguente periodo: “La tutela contro le operazioni per l’elezione dei consiglieri provinciali, successive all’emanazione del decreto di convocazione dei comizi, è disciplinata dalle disposizioni dettate dal codice del processo amministrativo.”.
c) sono abrogati gli articoli: 2; 6; 7, comma 2, limitatamente alle parole “sia per quanto riguarda la materia relativa alle operazioni per l’elezione,”; 8.
4. Nella legge 17 febbraio 1968, n. 108 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nell’articolo 19 il comma 1 è così sostituito: “Per i ricorsi in materia di eleggibilità e decadenza si osservano le norme di cui agii articoli 1, 3, 4 e 5 della legge 23 dicembre 1966, n. 1147.”;
b) nell’articolo 19, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma: “La tutela in materia di operazioni per l’elezione dei consiglieri regionali, successive all’emanazione del decreto di convocazione dei comizi, è disciplinata- dalle disposizioni dettate dal codice del processo amministrativo.”.
5. Àgli articoli 31,. comma 1, e 34, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, nonché all’articolo 17, comma 1, n.l, della legge 8 marzo 1951, n. 122, e all’articolo 11, comma 1, n. 4, della legge 17 febbraio 1968, n. 108, le parole “il quindicesimo giorno” sono sostituite dalle seguenti: “l’ottavo giorno”.
Ulteriori norme di coordinamento
1. L’articolo 17, comma 2, della legge 24 marzo 1958, n. 195 è così sostituito:
“La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo”.
2. Nella legge 7 agosto 1990, n. 241 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 2, comma 8, c così sostituito:
“8. La tutela in materia di silenzio dell’amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”;
b) l’articolo 15, comma 2, le parole “commi 2, 3 e 5” sono sostituite dalle parole “commi 2 e 3”;
c) l’articolo 25, comma 5, è così sostituito:
“5. Le controversie relative all’accesso ai documenti amministrativi sono disciplinate dal codice del processo amministrativo.”.
3. L’articolo 33, comma 1, della legge 10 ottobre 1990, n. 287 è così sostituito:
“1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo”.
4. L’articolo 10, comma 2-quinquies, del decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito in legge 15 marzo 1991, n. 82, è sostituito dal seguente:
“2-quinquies. La tutela avverso i provvedimenti della commissione centrale con cui vengono applicate, modificate o revocate le speciali misure di protezione anche se di tipo urgente o provvisorio a norma dell’articolo 13, comma 1, è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
5. Nell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
“6-bis. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo avverso le ordinanze adottate in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi del comma 1, e avverso i consequenziali provvedimenti commissariali è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
6. L’articolo 2, comma 25, della legge 14 novembre 1995, n. 481 è così sostituito:
“25. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
7. L’articolo 13, comma 11, del decretò legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è così sostituito:
“11. Contro il decreto ministeriale di cu al comma 1 la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice dei processo amministrativo.”.
8. L’articolo 1, comma 26, della legge 31 luglio 1997, n. 249 è così sostituito:
“26. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
9. Nel decreto Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 325 l’articolo 53 è così sostituito:
“1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.
2. Resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e-la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa.”.
10. Nel decreto Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, l’articolo 53 è così sostituito:
“1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo (L).”.
2. Resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa (L).”.
11. Nell’articolo 13, comma 6-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole “per i ricorsi previsti dall’articolo 23-bis, comma 1, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nonché da altre disposizioni che richiamano il citato articolo 23-bis, il contributo dovuto è di euro mille; per i predetti ricorsi” sono sostituite dalle parole “per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal Libro IV, Titolo V, Capo I del codice del processo amministrativo, nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro mille; per i ricorsi”;
b) alla fine del comma è aggiunto il seguente periodo: “Per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove.”.
12. L’articolo 9 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 è così sostituito: “Ricorsi avverso provvedimenti del Ministero e dell’Autorità
1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
13. Nell’articolo 3, comma 1, decreto legge 19 agosto 2003, n. 220, convertito in legge 17 ottobre 2003, n. 280, le parole “è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo” sono sostituite dalle parole “è disciplinata dal codice del processo amministrativo”.
14. L’articolo 81 del decreto legislativo 30 dicembre 2003, n. 396 è sostituito dal seguente:
“Tutela giurisdizionale
15. L’articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398 è sostituito dal seguente:
1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo. (L).”.
16. L’articolo 142, comma 5, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, è sostituito dal seguente:
“5. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
17. L’articolo 3, comma 1-ter, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è così sostituito:
“1-ter. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
18. L’articolo 326, comma 7, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è così sostituito:
“7. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo. I ricorsi sono notificati anche all’ISVAP, che provvede alla difesa in giudizio con propri legali.”.
a) nell’articolo 11, comma 10-ter, le parole “dell’articolo 245, comma 2-quater, primo periodo” sono sostituite dalle seguenti: “dell’articolo 120, comma 5, del codice del processo amministrativo”.
b) l’articolo 244 è così sostituito: “1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
20. L’articolo 22, comma 1, del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, è così sostituito:
“1. Avverso i provvedimenti di allontanamento per motivi di sicurezza dello Stato o per motivi di ordine pubblico di cui all’articolo 20, comma 1, la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
21. L’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, è così sostituito:
“1. Avverso i provvedimenti previsti dal presente decreto la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”.
22. L’articolo 22 della legge 3 agosto 2007, n. 124, è così sostituito: “Tutela giurisdizionale
1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo, avente ad oggetto controversie relative al rapporto di lavoro, è disciplinata dal codice del processo amministrativo.”;
23. All’articolo 54, comma 2, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole “un’istanza ai sensi del secondo comma dell’articolo 51 del regio decreto 17 agosto 1907, n. 642 sono sostituite dalle seguenti: “l’istanza di prelievo di cui all’articolo 81, comma 1, del codice del processo amministrativo, né con riguardo al periodo anteriore alla sua presentazione.”.
24. L’articolo 9, comma 1, decreto legge 4 febbraio 2010, n. 4, convertito in legge 31 marzo 2010, n. 50, è così sostituito:
Ulteriori abrogazioni
4) regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054: articoli da 1 a 4 compresi; da 6 a 10 compresi; da 26 a 32 compresi; 33, comma 2; da 34 a 56 compresi;
6) regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148: articolo 58, comma 2;
9) legge 21 novembre 1962, n. 161: articolo 8;
10) legge 21 novembre 1967, n. 1185: articolo 11;
11) legge 6 dicembre 1971, n. 1034: articoli da 2 a 8 compresi; 10; da 19 a 39 compresi; 40, comma 1; da 42 a 52 compresi;
12) decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1973, n. 214: articoli 3; 4; 5; 12; 13; 30; 34; da 37 a 40 compresi;
13) legge 20 marzo 1980, n. 75: articolo 6;
14) legge 27 febbraio 1982, n. 186: articoli 1, comma 4, dalle parole “le sezioni giurisdizionali” fino alla fine; 5; 55;
15) legge 7 agosto 1990, n. 241: articoli 2 bis, comma 2; 11, comma 5; 19, comma 5; 21 quinquies, comma 1, ultimo periodo; 21 septies, comma 2; 25, commi 5-bis e 6;
16) decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito in legge 15 marzo 1991, n. 82: articolo 10, commi 2-sexies, 2-septies, 2-octies;
17) legge 11 agosto 1991, n. 266: articolo 6, comma 5;
18) decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385: articolo 145, commi da 4 a 8;
19) legge 15 maggio 1997, n. 127: articolo 17, comma 26, secondo periodo;
20) decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: articoli 187-septies, commi da 4 a 8; 195, commi da 4 a 8;
21) decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80: articoli 33, 34 e 35;
22) legge 4 maggio 1998, n. 133: articolo 4, comma 3;
23) legge 22 febbraio 2000, n. 28: articoli 10, comma 10; 11-quinquies, comma 4;
24) legge 21 luglio 2000, n. 205: articoli 1; 2; 3, commi 1, 2, 3; 4; 6, comma 2; 7; 8; 11; 12;
25) legge 7 dicembre 2000, n. 383: articolo 10, comma 2;
26) decreto legislativo 6 giugno 2001, n. 378: articolo 45, comma 2;
27) decreto del Presidente delia Repubblica 6 giugno 2001, n. 380: articolo 45, comma 2;
28) decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188: articolo 37, comma 7;
29) decreto legislativo Г agosto 2003, n. 259: articolo 92, comma 9;
30) decreto legge 19 agosto 2003, n. 220, convertito in legge 17 ottobre 2003, n. 280: articolo 3, commi 2, 3 e 4;
31) legge 30 dicembre 2004, n. 311: articolo 1, comma 552;
32) decreto legge 26 aprile 2005, n. 63, convertito in legge
25 giugno 2005, n. 109: articolo 2-sexies, commi 1 e 3;
33) decreto legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155: articolo 3, comma 4-bis;
34) decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206: articolo 27, comma 13, primo periodo;
35) decreto legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito in legge 27 gennaio 2006, n. 21 : articolo 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater;
36) legge 28 dicembre 2005, n. 262: articolo 24, commi 5, 6;
37) decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: articoli 310, comma 2, limitatamente alle parole”, in sede di giurisdizione esclusiva,”; 316, comma 1, limitatamente alle parole”, in sede di giurisdizione esclusiva,”;
38) decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163: articoli 245, 245-bis, 245-ter, 245-quater, 245-quinques, 246;
39) legge 27 dicembre 2006, n. 296; articolo 1, comma 1308;
40) decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30: articolo 22;
41) decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145: articolo 8, comma 13, primo periodo;
42) decreto legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito in legge 14 luglio 2008, n. 123: articolo 4;
43) decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133: articolo 54, comma 3, lettere c) e d);
44) decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito in legge 28 gennaio 2009, n. 2: articolo 20, comma 8, fermo quanto previsto dall’articolo 15, comma 4, del decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53;
45) legge 18 giugno 2009, n. 69: articolo 46, comma 24, limitatamente alle parole “amministrativi e”;
46) legge 23 luglio 2009, n. 99: articoli 41; 53, comma 2.
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 articolo 6
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 articolo 17
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