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Timestamp: 2018-05-23 11:03:51+00:00

Document:
I condomini che non intervengono in primo grado non possono impugnare la sentenza sfavorevole
Nota alla sentenza della Corte di Cassazione n. 4436/2017
Premesso che, a seguito della riforma della materia condominiale (L. 220/2012), sia in dottrina che in giurisprudenza si è fatta strada l'ipotesi per cui il legislatore abbia inteso riconoscere una qualche forma di personalità giuridica, quand'anche <<attenuata>>, in capo al condominio (Cfr.: Cass. Sez.Unite n. 19663/2014; Luana Tagliolini, Prove di personalità giuridica, Il Sole 24 Ore), permane tuttavia il principio per cui lo stesso, quale ente di gestione, non ha una personalità distinta da quella dei singoli condòmini, motivo per cui <<il giudicato formatosi all'esito di un processo in cui sia stato parte l'amministratore di un condominio, fa stato anche nei confronti dei singoli condomini, pure se non intervenuti in giudizio>> (Cass. n. 12343/2002; Cass. n. 12911/2012).
Logica conseguenza di ciò, è che - specie per le azioni cd. conservative dei beni comuni - sussiste anche la legittimazione attiva concorrente di ogni singolo condomino che, pertanto, risulterebbeanche legittimato ad intervenire nei giudizi in cui la difesa sia stata già assunta dall'amministratorenonché, eventualmente, ad impugnare in via autonoma la sentenza sfavorevole.
Tuttavia, i singoli condòmini per avvalersi dei mezzi di impugnazione (appello o ricorso per cassazione), devono necessariamente intervenire nei giudizi in cui la difesa del condominio è stata assunta, come normalmente avviene, dall'amministratore, in caso contrario non avrebbero alcuna possibilità di resistere alla sentenza, neppure con l'opposizione di terzo, ex art. 404 Cpc (<<Un terzo può fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti. …>>), non essendo essi terzi rispetto alla situazione giuridica dedotta, ma parti originarie rispetto alla lite condominiale.
Nel giudizio incardinatosi nei confronti del condominio e della società che curava la manutenzione dell'ascensore - con la chiamata in causa, ad opera di quest'ultima, della compagnia di assicurazioni che la garantiva per la responsabilità civile -, a seguito della domanda di risarcimento del danno proposta dai genitori di una minore precipitata nel vano di corsa dell'ascensore, il Tribunale, affermata la concorrente responsabilità del condominio e della società di manutenzione,li condannava al risarcimento del danno, con condanna della compagnia di assicurazioni alla manleva in favore della società predetta.
Semmai, <<i condomini opponenti avrebbero dovuto intervenire nel giudizio in cui la difesa è stata assunta dall'amministratore o anche avvalersi, in via autonoma, dei mezzi di impugnazione dell'appello o del ricorso per cassazione per evitare gli effetti sfavorevoli della sentenza pronunciata nei confronti del condominio rappresentato (Cass., n. 10717 del 2011, cit.; Cass., Sez. II, 6 agosto 2015, n. 16562)>>, pertanto, in mancanza, il ricorso deve essere rigettato ed i condòmini ricorrenti condannati al pagamento delle spese di lite, senza dimenticare che il condominio parziale è un istituto creato esclusivamente per la semplificazione dei rapporti internialla collettività condominiale, la qual cosa non fa venir meno la rappresentanza del condominio, nella sua interezza, in capo all'amministratore.
(24/02/2017 - Avv.Paolo Accoti)

References: sentenza 
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 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 404
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