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Timestamp: 2020-06-05 11:41:57+00:00

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Chiarimenti sui Contribuenti Minimi "FORFETTONE", Ritenuta Acconto | FiscaleWeb
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Chiarimenti sui Contribuenti Minimi “FORFETTONE”, Ritenuta Acconto
by arielkai - 29 Gennaio 2008 20 Dicembre 2008 272
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare la 7/E per rispondere ad alcuni dubbi che erano stati sollevati circa il nuovo Regime dei Contribuenti Minimi, “Forfettone“.
Tra i principali dubbi vi era quello della Ritenuta D’Acconto, personalmente rimane un dubbio per me, infatti se con il Regime di Contribuenti Minimi si paga un Imposta Sostitutiva del 20% si presupponeva che riguardasse anche la Ritenuta D’Acconto.
Ma nella circolare 7/E l’Agenzia ha chiarito che la Ritenuta D’Acconto è a titolo di acconto sull’imposta Sostitutiva del 20% ed eventuali crediti potranno essere usati in compensazione.
Vi rimando alla lettura della circolare molto esauriente.
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IRAP dichiarazione direttamente alle regioni
Contribuenti Minimi: se emesso fattura con IVA non pregiudica il regime
272 thoughts on “Chiarimenti sui Contribuenti Minimi “FORFETTONE”, Ritenuta Acconto”
9 Aprile 2008 @ 12:09
Salve, ho trovato il vostro sito (fiscaleweb.com) davvero molto utile ed interessante, finalmente qualcuno che si prodiga a fare chiarezza nel vasto oceano dei disservizi italiani!!
Vi espongo gentilmente il mio problema, mi sto documentando sul nuovo regime agevolato, il forfettone, introdotto con la finanziaria 2008.
A tal proposito vorrei gentilmente sapere se su una simulazione di circa 1.000 euro al mese (giusto per fare un esempio) converebbe o meno aprire tale regime?
Inoltre quali sono effettivamente le spese totali (tutto incluso, anche INPS) da sostenere su una utile annuo di circa 12.000 euro?
E quali prospettive di pensione mi aspetterebbero come quota mensile da percepire un domani?…domanda magari azzardata vista la precaria situazione INPS, ma mi sembra giusto porla.
Per inquadrare meglio la mia situazione aggiungo che non sono sposato ed al momento non ho un altro lavoro da dipendente.
Attendo gentilmente una vostra risposta.
9 Aprile 2008 @ 14:40
Le informazioni che ci hai fornito sono un po pochine comunque vediamo di chiarire alcune cose
Per quanto riguarda l’INPS sei soggetto all’iscrizione alla Gestione separata se la tua attività non è commerciante o altro sistema previdenziale tipo inarcassa o via dicendo.
Ipotiziamo l’Inps in fattura dovrai mettere il 4% che poi verserai all’inps insieme alla quota proporzionale al reddito.
La ritenuta ti verra versata dal committente e alla fine la tassazione sarà equivalente alla Ritenuta D’Acconto infatti sono entrambe, R.A. e Imposta sostitutiva , del 20%.
Io sconsiglio questo tipo di regime se si hanno oneri da detrarre o grandi crediti che si accumulano durante gli anni con i CUD.
Consiglio, ma è un ,mio parere personale , il regime per le nuove attività produttive.
Se poi riesci a darmi piu informazioni circa il tipo di attività che dovrai svolgere oppure se hai oneri deducibili o altro potrò essere piu chiaro.
9 Aprile 2008 @ 15:25
Grazie per la tempestiva e precisa risposta,
vediamo di essere più chiari, anche per fornire ultili informazioni ad altri.
La partiva iva sarebbe per servizi web (programmazione, stesura testi, traduzioni, posizionamento e vendita spazi web) in più dovrei aggiungere dei contributi AGEA per il solo possedimento di terreni (non per produzione di olio).
Come AGEA penso ci siano problemi, mi ha detto (un commercialista) di aggiungere un codice come opzione, tali contributi non sono soggetti a tassazione.
Per quanto riguarda oneri deducibili ho al momento tasse universitarie ed eventuali ricette e visite mediche. Ci sarebbero problemi a dedurrre questo dalla dichiarazione dei redditi?
Ipotizzando dei ricavi annui di circa 12000 euro a quanto ammonterebbero le spese in termini di INPS e tasse varie (escluso il commercialista) con il forfettone?…e per il regime per le nuove attività produttive che consigliavi?
9 Aprile 2008 @ 15:32
Correzione al seguente paragrafo:
Come AGEA non penso ci siano problemi, mi ha detto il commercialista che basta aggiungere un codice come opzione, inoltre tali contributi non sono soggetti a tassazione.
16 Aprile 2008 @ 23:04
Ciao, sono molto confussa sul nuovo regime fiscale per piccoli imprenditori e professionisti…
Vi dico il mio caso: Mi stanno offrendo un contratto per due anni come web designer, non potendo assumermi mi hanno chiesto di aprire la partita IVA, mi offrono 2000 euro lordi al mese, secondo quello che ho riuscito a capire a tale somma la azienda retiene il 20%. Il mio unico obbligo è di conservare le fatture cronologicamente (Come si fanno queste fatture?), per dopo alla fine del anno presentarmi alla agenzia delle entrate e pagare……… (non so cosa)…….. poi ho l’obbligo di iscrivermi al INPS, che non mi è chiaro nel mio caso quanto dovrei pagare, e per finire non so se ho bisogno di un commercialista si o no?
Spero di esseremi spiegata, sono straniera, grazie per l’aiuto!!!!
17 Aprile 2008 @ 11:12
sui 2.000 euro lordi tu devi aggiungere anche il 4% di INPS quindi 2.080 euro
poi dai 2.000 loro trattengono 400 euro a titolo di R.A. che ti verseranno e che in linea di massima compenserà l’imposta sostitutiva da te dovuta.
ora tu dovrai versare all’inps quel 4% piu i contributi dovuti per iscrizione nella gestione separata.
Non hai bisogno di un commercialista l’unico obbligo è di tenere la documentazione e di far fare la dichiarazione a un caf o tramite il servizio dell’agenzia delle entrate, poi se vuoi farti aiutare da un commercialista di sicuro è meglio
per quanto riguarda i costi INPS oltre al 4% devi circa un 17/18% ma andrebbe calcolato esattamente sui redditi
28 Aprile 2008 @ 16:44
Ciao, sono un Ingegnere alle prese con l’apertura della partita iva. A breve effettuerò l’iscrizione all’ordine professionale e dunque mi avvarrò di Inarcassa (e non gestione separata Inps); premesso che ho già collaborato con uno studio con un Co.co.pro. e quindi non posso aderire al regime per chi inizia l’attività la scelta del regime fiscale ricade obbligatoriamente sul “forfettone”.
Quello che ho capito è che se, in linea del tutto teorica, non sostengo spese per la mia professione, la mia ritenuta d’acconto va a compensare l’imposta sostitutiva del 20% del forfettone; altrimenti andrei a credito di imposta.
Vorrei semplicemente una conferma e soprattutto vorrei sapere in quali tempistiche si riscattano i crediti e se può essere che un libero professionista (strutturato all’interno di una società quindi più dipendente che libero professionista) può avere zero spese.
28 Aprile 2008 @ 16:50
i crediti in linea di massima, proprio per le tempistiche lunghe, anche un paio d’anni, non si ” riscattano”, ma si utilizzano in compensazione per il pagamento di altri tributi.
Per il zero spese ceryto che si puo il problema sarebbe casomai il contrario.
Manuela Miraglia ha detto:
16 Maggio 2008 @ 12:38
Perfavore, vorrei un consiglio.
Sono una giovane avvocata che presterà la sua consulenza presso un ente ricevendo un compenso di € 1.500,00 mensili.
Mi conviene aderire al forfettone, che mi esonera dall’iva, ma non dalla ritenuta d’acconto, oppure mi conviene aderired
al regime dell’art. 13 L. 23/12/2000 e non scontare la ritenuta d’acconto, o casa altro?
16 Maggio 2008 @ 13:40
se sei sola e non hai oneri deducibili tipo ricevute mediche o figli a carico ti consiglierei in regime dei minimi, ti sempifica la vita di molto l aitenuta che ti verserebbe il tuo ente coprirebbe tutta l’imposta sostitutiva prevista.
Il fatto che il regime per le nouve attività, art. 13, non ti esoneri dall’iva non ti cambia nulla visto che te la corrisponderebbe l’ente.
Il vantaggio per te dl regime dei minimi e che non saresti soggetta a studi di settore
Alvini ha detto:
17 Maggio 2008 @ 13:26
Leggo con interesse queste spiegazioni.
Il mio caso invece è che ho lavoro dipendente e in parallelo partita iva come ingegnere
(aderisco al forfettone non avendo compensi extra elevati)
A inarcassa mi hanno detto devo versare il 2% che metto in fattura. e fin qui tutto bene.
Inoltre leggo che si puo mettere il 4% in fattura per gestione separata inps.
però fino a 5000 euro non ci si deve iscrivere a gestione separata inps.
questo 4% lo metto lo stesso nelle fatture? o solo oltre i 5000 euro di fatturato ?
inoltre il forfettone dice cha si paga il 20% di tasse. che poi è la ritenuta d’acconto
(piu o meno).
e l’inps eventuale? si paga oltre? che percentuale in piu?
caso1) fatturato 5000 euro come mi comporto con le fatture e quanto pagherò di tasse (20%) inps
caso1) fatturato 12000 euro come mi comporto con le fatture e quanto pagherò di tasse (20%) inps
19 Maggio 2008 @ 07:47
SE TI ISCRIVI ALLA GESTIONE SEPARATA IL 4% LO DEVI METTERE SEMPRE
IL FORFETTONE SCONTA IL 20% SOSTITUTIVA CHE EQUIVALE ALLA RITENUTA, L’INPS SI PAGA SEPARATAMENTE
PER QUANTO RIGUARDA LE ALIQUOTE TICONSIGLIO DI VERIFICARE SUL SITO DELL’INPS
laura sampi ha detto:
19 Maggio 2008 @ 12:19
buongiorno vorrei avere un consiglio. Sono una dipendente di ente pubblico full time a tempo indeterminato. Ho chiesto e ottenuto permesso per una seconda attività che svolgerei ora nel tempo libero, con la prospettiva ( da qui a qualche anno) , se il mercato girasse come previsto, di chiedere un pirt time e farla diventare una mia reale seconda attività.Sarebbe un’attività da libera professionista( formatrice e consulente).
L’attività la svolgerei tramite una associazione collegata sempre all’ente pubblico a cui appartengo, in quanto vorrei ridare in prestigio all’ente la possibilità che mi viene offerta.
Iniziando tale attività a settembre, pensavo di fare per i primi mesi la ritenuta d’acconto, ma poi con il 2009 di aprire la partita iva.
Considerando inoltre che già mio marito ( separazione dei beni) è un artigiano,non so se questo ha dei vantaggi o svantaggi o è assolutamente indipendente, ma mi chiedo quale regime mi convenga di più.
grazie mille per la disponibilità e scusate l’ignoranza in merito.
19 Maggio 2008 @ 21:38
..SE TI ISCRIVI ALLA GESTIONE SEPARATA IL 4% LO DEVI METTERE SEMPRE
PER QUANTO RIGUARDA LE ALIQUOTE TICONSIGLIO DI VERIFICARE SUL SITO DELL’INPS…
MA SONO OBBLIGATO A ISCRIVERMI A GESTIONE SEPARATA ?
COME CI SI ISCRIVE ? E’ AUTOMATICO ?
E ALL’INPS IN CASO LE TASSE QUANDO E COME SI VERSANO ? F24 trimestrale annuale unico ?
20 Maggio 2008 @ 08:29
in teoria sei obbligato
l’inps si paga con f24 con scadenze fisse e con le tasse e per iscriversi ci si reca in un ufficio inps, non è automatica l’iscrizione
20 Maggio 2008 @ 08:34
PEr Laura Sampi
ti consiglio di aprire la partita IVA dal 2009 con il forfettone e prima di fare ricevute per prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto.
Circa tuo marito è ininfluente per te
20 Maggio 2008 @ 11:14
Mi scusi, vorrei sapere se il regime dei minimi è quello previsto dalla finanziaria 2008 (il cosidetto forfettone che esonera dall’Iva) oppure l’art. 13 della legge 23/12/2000?
20 Maggio 2008 @ 11:28
regime minimi è quello previsto dalla Finanziaria 2008 mentre quello previsto dall’art. 13 legge 23/12/2000 è per le nuove attività produttive
20 Maggio 2008 @ 11:35
In data 16/05/08 h. 13:40 gentilmente mi ha risposto, ma, chiedo scusa, non mi è tanto chiara la risposta : il regime dei minimi è quello previsto dalla finanziaria 2008 (il cosidetto forfettone con esonero dell’IVA) oppure il regime dell’art. 13 L. 23/12/2000 che esonera dalla ritenuta d’acconto?
20 Maggio 2008 @ 13:16
Il problema è questo: ho aperto la partita iva come agente rappresentante e all’agenzia delle entrate mi hanno consigliato il regime dei contribuenti minimi ma ho un sacco di dubbi…
Credo di avre capito che non ci siano da pagare nè IRPEF nè IRAP nè addizionali ma solo un’imposta sostitutiva del 20% che però non ho capito su cosa viene calcolata.
E poi devo mettere in fattura la ritenuta d’acconto sempre del 20%? mi va a sostituire l’imposta sostitutiva e poi si andrà a conguaglio con l’unico?
Le ritenute INPS ed ENASARCO vanno in fattura? sono costi detraibili?
L’IVA è un costo deducibile dall’imponibile?
Mi rendo conto e mi scuso di aver posto molte domande ma vi sarò grata se vorrete rispondere almeno ad alcune.
20 Maggio 2008 @ 15:25
Per manuela il forfettone o regime dei minimi, si possono chiamare nello stesso modo, è quello pevisto dalla finanzaria 2008 e ti esonera dall’iva.
mentre quello che esonera dalla ritenuta è il regime art 13 legge 23/12/2000 detto delle nuove attività produttive che non centra nulla con i minimi.
Per olga si hai capito bene l’imposta sostitutiva va a conguaglio con la ritenuta
si calcola sulla differenza tra costi e ricavi dell’attività
inps e enasarco sono costi inerenti all’attività
l’IVA diventa un costo
sei avete dubbi mandate un email dettagliata
20 Maggio 2008 @ 15:50
Grazie mille! Quindi essendo inps ed enasarco costi inerenti l’attività vanno dedotti dai ricavi?
L’Iva è un costo e resta tale senza poterla dedurre? Riassumendo in fattura non metto l’iva e inserisco la ritenuta? Enasarco e inps in fattura o no?
20 Maggio 2008 @ 16:16
si vanno dedotti dai ricavi
iva sugli acquisti diventa costo quindi se acquisti una cosa per euro 100,00 piu iva = 120,00 per te sono tutti e 120 un costo
in fattura non metti l’iva ma solo la prestazione imponibile piu l’inps e l’enasarco, tutto a detrarre 20% di ritenuta d’acconto
20 Maggio 2008 @ 16:19
Grazie ancora! a questo punto ho un ultimo dubbio. i 20 € di iva sui 100 dell’esempio non posso dedurli?
Grazie ancora. E’ stato preziosissimo.
20 Maggio 2008 @ 18:08
l’ho scritto sono tutto un costo per te, quindi li deduci ma non li detrai
21 Maggio 2008 @ 12:45
Innanzitutto la voglio ringraziare per i preziosi consigli ed informazioniche mi ha regalato.
Avrei ancora una perplessità.
Sono iscritta all’Ordine degli Avvocati; i contributi che pagherò alla Cassa Forense risultano costi e possono essere sottratti, insieme agli altri costi sostenuti per l’attività, ai ricavi?
21 Maggio 2008 @ 21:49
scusa per il ritardo con cui rispondo ma gli impegni di lavoro sono molti
vorrei ricordarer a tutti i lettori che questo è un blog non professionale gestito da professionisti del settore
Comunque tornando a manuela i contributi che si versano alla cassa sono di 2 tipi: il contributo soggettivo, una % sul reddito, ed il contributo integrativo , rivalsa sul cliente.
Il primo è onere dedicibile, il secondo no
GianlucaB ha detto:
22 Maggio 2008 @ 09:57
sono un dipendente a tempo indeterminato che vorrebbe iniziare una nuova attività (commercio per mezzo di distributori automatici) non in conflitto con l’attività da dipendente (Information technology).
Vorrei sapere quale passi devo seguire e cioé:
– aprire una partita Iva, quale formula adottare?
– Posso usufruire, benché già dipendente, del regime fiscale agevolato per le nuove attività?
– I redditi andranno cumulati? se si come?
– Con il regime fiscale agevolato si possono dedurre i costi di acquisto di beni e consumo relativi all’impresa? nel mio caso quali?
Ho ancora diverse domande da porti, ma sarei già felice se tu potessi risolvermi questi quesiti appena posti.
I miei complimenti per l’idea e la dedizione al sito, ho navigato moltissimo senza trovare alcuna assistenza di questo tipo.
22 Maggio 2008 @ 13:05
Grazie gianluca dei complimenti
io aprirei la partta IVA con il regime delle nuove attività in modo da poter fare una sola dichiarazione e beneficiare dei crediti che maturi con il cud da dipendente.
Infatti se optassiper il regime dei minimi pagheresti un imposta sostitutiva del 20% sul reddito da partita iva ma sarebbe separato a quello da dipendente.
In verità bisognerebbe sapere l’entità della busta paga e la prspettiva di guadagno con partita iva per calcolare in che scaglione saresti.
I beni sempre entro un limite, per esempio per i minimi massimo € 15.000 di beni ammortizzabili.
Vorrei essere piu chiaro ma dovrei avere notizie piu approfondite per esprimere un giudizio.
22 Maggio 2008 @ 13:36
Il reddito da dipendente si aggira intorno ai 27.000 Euro, il presunto fatturato da Partita Iva 13.000 Euro.
Cosa significa “beneficiare dei crediti che maturi con il cud da dipendente”? In particolare quali sono i crediti?
L’imposta sostitutiva per nuove attività non ammonta al 10%?
Credi che debba informare il mio datore di lavoro della nuova attività?
In ultimo, quali sono gli oneri deducibili (o dove posso reperire la lista) per l’attività di vendita tramite apparecchiature automatiche?
IoPiuIva ha detto:
23 Maggio 2008 @ 13:24
Il mio commercialista mi ha dato un esempio di fattura con ritenuta d’acconto e 4% per contributi previdenziali,
con la ritenuta calcolata sull’imponibile dato dall’importo base Contributo previdenziale.
La fattura quindi si presenta cosi:
Consulenza: € 2000
Contributo previdenziale 4%: € 80
Imponibile: € 2080
Iva 20%: € 416
Totale fattura: € 2496
A dedurre ritenuta acconto 20%: € 416
Importo da ricevere: € 2080
E’ corretto che la ritenuta d’acconto venga calcolta anche sulla rivalsa INPS?
23 Maggio 2008 @ 13:32
si sulla rivalsa inps si calcola
non andrebbe calcolata sulla cassa previdenza avvocati , comemrcialisti e via dicendo
27 Maggio 2008 @ 07:26
Leo, ti ho scritto qualche notizia in più, potresti darmi un ultima ulteriore chiarificazione sulle questioni che ti ho posto?
27 Maggio 2008 @ 07:57
per gianlucaB
allora se tu opti per il regime delle nuove attività peaghi il 10% di imposta sostitutiva sui redditi piu l’irap e saresti soggetto agli studi di settore
il vantaggio nel tuo caso sarebbe quello di cumulare i redditi con quelli da reddito dipendente,
inftti con il tuo cud e con le detrazioni di una famiglia, spese mediche, figli e via dicendo, dovresti andare a credito irpef che in questo caso si utilizzerebbe orizzontalmente per pagare il 10% delle imposte pr la partita IVA
se opti per il regime dei minimi pagheresti il 20% di imposta sostitutiva compreso irap e non sei soggetto agli studi di settore e le tasse sulla partita iva verrebbero coperte dalla ritenuta che ti versa il committente.
Non so se devi informare il datore di lavoro leggiti il tuo contratto prima se prevede limitazioni.
non esiste una lista di oneri deducibili ma quelli che obbiettivamente si reputano di competenza dell’attività, tipo per esempio la manutenzione delle macchinette il canone di affitto se ne esiste uno e via dicendo
27 Maggio 2008 @ 14:58
Ciao Leo, sono un dipendente a tempo indeterminato con un reddito lordo di circa 15.000,00.
Vorrei sapere se in caso di apertura di Partita Iva (procacciatore d’affari) mi devo iscrivere
all’Inps o pagare contributi fissi oppure sono sufficienti i contributi come lavoro dipendente
dato che sarebbe il mio lavoro principale, infatti dovrei fattura circa 1.000 Euro lordi al
mese. In piu’ vorrei sapere se mi conviere aprirla coma fortettone o come nuove attività
produttive considerando che ho diversi costi da scaricare (interessi su mutui e spese mediche).
30 Maggio 2008 @ 11:19
Ancora una domanda e poi grazie a te saprò tutto!
Con il regime dei minimi si possono scalare i ticket sanitari e gli acquisti dei farmaci?
30 Maggio 2008 @ 12:44
il regime dei minimi tassa la differenza tra costi e ricavi con un imposta sostitutiva del 20% e non puoi usufruire delle detrazioni di imposta, proprio perche è un imposta SOSTITUTIVA.
5 Giugno 2008 @ 12:54
Ho letto tutti i post presenti, il mio caso è molto simile ad alcuni di questi
sono lavoratore dipendente a tempo indeterminato presso un internet provider,
il mio stipendio annuo lordo è sui 24 mila € annui, netto sui 15 mila €, mensilmente sono sui 1270 € mensili
Ho intenzione di aprire la partiva iva per attività di assistenza web ed assistenza software. Il mio dubbio è legato naturalmente al tipo di regime (REGIME PER NUOVE ATTIVITA’ oppure REGIME PER I CONTRIBUENTI MINIMI? ) Quale dei due regimi secondo voi sarebbe ideale per il mio caso?
L’entità del lavoro che andrei a svolgere da autonomo lo si può tranquillamente posizionare sul piano dello sporadico e con cifre
non alte anche se le strutture alle quali fatturerei esigerebbero la fattura, quindi nessuna ritenuta d’acconto sarebbe ipotizzabile.
Un’altro dubbio è questo per esempio il versamento INPS viene fatto dalla mia azienda come lavoro dipendente e l’altro (il 4%) viene versato come lavoro autonomo, quindi effettivamente dalla mie “tasche” uscirebbero 2 versamenti INPS?
Non potrei detrarre spese mediche e specialistiche con REGIME PER I CONTRIBUENTI MINIMI ma come lavoratore dipendente tramite 730 potro continuare a farlo?
Perdonate forse la poca dimestichezza nell’esporre il caso.
Grazie. Ettore.
5 Giugno 2008 @ 14:31
per semplificarti il tutto io aprirei la partita iva come nuove iniziativi cosi che faresti solo il 740 e potresti dudurre tutti insieme
5 Giugno 2008 @ 14:46
Grazie per la pronta risposta! Non so.. ma l’idea della partita iva per nuove iniziative mi fa pensare ad una pressione non sostenibile per gli introiti che adrei ad avere, mentre quella per contribuenti minimi mi sembra piu tollerabile. Se poi mi dici che alla fin fine non vi sono enormi differenze di carico fiscale potrei pensarci, me è ovvio sono ancora in totale ignoranza credo.
5 Giugno 2008 @ 15:13
la differenza sta che con i contribuenti minimi la tasazione la paga il committente versandoti la ritenuta, solo che poi non puoi cumulare con le detrazioni di famiglia, il ttto con aliquota 20% quindi uguale alla ritenuta.
nelle nuove attivita in totale paghi 10% sostitutiva piu irap circa 4.75% pero versi l’iva che ti da il committente e puoi fare una soa dichiarazione totale di tutte le spese
5 Giugno 2008 @ 21:01
Tutto molto chiaro. Mi permetto di chiederti delle ultime delucidazioni e poi mi fiondo da un commercialista per un faccia a faccia. Vorrei poter fare una sorta di specchietto comparativo ma la formattazione qui non lo permette, cercherò di arrangiarmi come posso con le parole..allora:
regime prime iniziative: IVA [20%], INPS [?], IRAP [4,75]	IRPEF [si somma al reddito dipendente].
regime contr.minimi: IVA-imp.sostit. [20%], INPS [4%], IRAP [?], IRPEF [?]
Se volessi colmare i punti interrogativi con i valori spettanti scioglieresti i miei restanti dubbi.
Che dire…grazie veramente per l’assistenza datami! Non capita così spesso che un sito vada tra i collegamenti preferiti cosi tanto velocemente! Grazie di cuore per la tua competenza e la tua disponibilità.
6 Giugno 2008 @ 07:18
allora non è giusto come hai scritto
Nuove attività devi agiunger imposta sotitutiva irpef 10%, e puoi dedurre gli oneri di famiglia, poi inps a seconda dell’appartenenza diciamo 4% in fattura e differenza a conguaglio.
Minimi tutto 20% (IVA IRPEF E IRAP) inps come sopra a detrarre Ritenuta d’acconto 20% qui in pratica non paghi tasse perche te le paga il committente ma non puoi utilizzare le deduzioni per oneri di famiglia per esempio
SEMPLIFICANDO SE SEI SINGLE IO FARE REGIME DEI MINIMI
SE SEI SPOSATO FAREI LE NUOVE ATTIVITà
6 Giugno 2008 @ 07:45
mi potrebbe dire se, avendo optato per il regime dei minimi (finanziaria 2008), nella fattura devo applicare la marca da € 1,81?
Grazie mille per le utili informazioni e per la gentilezza che nel rispondere.
E’ un bellissimo servizio questo.
6 Giugno 2008 @ 07:57
Se la fattura supera i 77,47 euro sì, in misura fissa di 1,81 euro
6 Giugno 2008 @ 08:38
kamga ha detto:
6 Giugno 2008 @ 14:00
ho letto tutti i post e il mio problema è simile a molti.Sono lavoratore dipendente.
con redidito intorno ai 25.000 euro . Ho un attivita di farmacista con retenuta d’acconto.
Pero sto per sforare i 5000 euro. Mi hanno proposto di passare ai regime dei minimi cosi
posso evitare di cumulare il reddito da dipend. a quello autonomo. Se ho capito bene questo
è lo schema:
1- redditto autonomo non è cumulabile a quello dipendente.(mantengo le mie detrazione ecc)
2- redditto autonomo – 20%(fisso) -4 % inps= netto senza altre tasse aggiuntivi ?
3-posso scaricare la benzina che spendo per andare a questo lavoro ?
10 Giugno 2008 @ 12:29
ho partita Iva e rientro nel regime dei contribuenti minimi. Collaboro con alcuni giornali e quotidiani. Volevo avere un consiglio su come impostare le fatture, perchè ho le idee un po’ confuse in merito alla ritenuta d’acconto.
Io di solito metto per esempio
Importo = Euro 610
Rivalsa INPS del 4% = Euro 24,4.
Importo totale = Euro 634,4
La presente fattura è emessa senza l’addebito dell’Iva.
La presente fattura è emessa ai sensi dell’articolo 21 del dPR n.633 del 1972 e trattasi di operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100 della legge finanziaria per il 2008, rientrante nel regime fiscale semplificato per i contribuenti minimi.
Va bene? Devo indicare anche la ritenuta d’acconto e se si, come? la ritenuta d’acconto va sottratta all’importo totale? E quindi dal compenso pattuito mi arriva comunque un 20% in meno?
10 Giugno 2008 @ 22:05
Perfavore aiutatemi, da premettere che non ne capisco niente di materia fiscale:
sono impaziente di conoscere dal mio commercialista quanto dovrò pagare di tasse a partire dal 16 di luglio (agosto settembre ottobre) SIGH!
Sono molto sulle spine poichè ho esagerato un pò con le spese e quindi adesso ho davvero paura di non riuscire a coprire. COmunque vorrei sapere più o meno su un fatturato di circa 24000 (IVA compresa) euro lordi quanto dovrò versare allo stato?
Ho il regime agevolato della ritenuta d’acconto, cassa a gestione separata INPS e partita IVA.
Vi prego qualcuno si esprima!
Grazie per l’aiuto (cerco soltanto una previsione più o meno)
11 Giugno 2008 @ 07:24
devi mettere anche la Ritenuta d’Acconto, leggi indietro gli altri ommenti abbiamo gia risposto a questa domanda.
devi essere un po piu chiaro cosi no nsi capisce nulla
poi una previsione che intendi???
11 Giugno 2008 @ 08:41
Per Leo Anti
per previsione intendo un range cioè una cifra indicativa di quanto pagherò di tasse ripetto al fatturato indicato (circa 24000 euro lordi)
Allora ho l’opzione di regime agevolato (esente da ritenuta d’acconto art 13 Legge 388/2000)
Possiedo la cassa a gestione separata al 4%
Vi prego qualcuno si esprima
11 Giugno 2008 @ 11:00
cosi sei stato un po piu chiaro, tu stai parlando del regime nuove attività
allora pagherai il 10% sulla differenza tra ricavi e costi piu il 4.75% di irap
11 Giugno 2008 @ 12:14
si proprio quello….
1 supponiamo che ho sostenuto costi per un totale di 4000 euro
2 l’Irap a quanto ammonterebbe
Quanto dovrei pagare in totale?
Te ne sarei grato se potessi fare una previsione numerica…
So che forse chiedo troppo ma sono agitato molto agitato.
11 Giugno 2008 @ 12:25
scusami ma mi sembra esagerato fare addirittura le previsioni
hai un commercialista telefonagli e chiedigli quante tasse devi pagare
piu che dirti che devi il 4.75% di irap che vuoi che ti dica?
rispondimo a domande non a consulenze specifiche capisci che la cosa è differente
11 Giugno 2008 @ 12:29
Si scusami è la mia agitazione…
Come si calcola il 4,75% di irap?
Ok… ma secondo te lo Stato… di quanto mi può tassare per un ricavo di 24000 euro lordi?
11 Giugno 2008 @ 12:40
telefona al tuo commercialista
11 Giugno 2008 @ 12:41
Scusa se ti ho urtato
11 Giugno 2008 @ 12:46
non mi hai urtato
tu paghi per un servizio e credo sia giusto che tu riceva tutte le risposte che desideri
ma non posso dartele io sia perche non ho i dati necessari e quelli che continui a dare sono sbagliati per poter calcolare qualsiasi cosa, sia perche questo è un blog di informazione, gratuita, e non di consulenza.
Quindi chiama il tuo commercialista che credo ben paghi e fatti dare tutte le risposte
comunque sai fare una moltiplicazione? credo di si allora prendi l’imponibile delle tua fatture e moltiplicalo per il4.75%, uscirà l’imposta IRAP, che sicuramente sarà sbagliata visto che non so i tuoi dati contabili
11 Giugno 2008 @ 12:48
Hai ragione…. scusa per le mie domande assurde.
Sei stato comunque molto gentile.
11 Giugno 2008 @ 13:03
Quindi devo comunque mettere la ritenuta d’acconto… ma se devo sottrarre a quello che mi danno comunque il 20% dell’importo, allora che regime agevolato è? Cioè alla fine comunque un 20% di quello che avevo pattuito se ne va…O no? Io speravo che il questo nuovo regime permettesse a chi come me non fa grandi guadagni di non rimetterci…
Cioè questo 20% di ritenuta che fine fa?
11 Giugno 2008 @ 13:31
allora per l’ultima volta leggete le risposte gia date visto che abbiamo gia risposto.
sonia se il committente paga il 20% di ritenuta che tu togli dal tuo reddito e poi a fine anno con le tasse che dovrestoi vai a pareggio con la ritenuta versata vuol dire che le tasse te le paga il committente
oppure mettiamo il caso che tu non metta in fattura il 20 % di ritenuta a fine anno su i tuoi ricavi devi pagare il 20% di imposta sostitutiva, non è la stessa cosa?
anzi in teoria cosi andresti anche a credito visto che il committente ti paga sul fatturato e non sul reddito
non c’è un guadagno m una semplificazione, le tasse sono sempre quelle il 20%
12 Giugno 2008 @ 09:19
Buongiorno, e complimenti per questo utilissimo servizio.
Io ho un lavoro dipendente e per hobby gestisco un sito web.
In questo sito ho messo banner pubblicitari utilizzando vari programmi d’affiliazione e
adesso dopo qualche mese sto ottenendo qualche utile (il mese scorso circa 200 euro). Non
ho ancora riscosso nulla e per adempiere al pagamento delle imposte quando incasserò
stavo pensando di aprire partita IVA, nella speranza che questi utili mensili possano
continuare in futuro. Navigamdo sul web direi che il regime dei contribuenti minimi fa al caso
mio, le mie paure sono relative al fatto che questi utili potrebbero svanire in
futuro, e mi spaventano i costi annui per il commercialista di cui non ho idea.
Secondo voi mi conviene aprire partita Iva presupponendo diciamo ottimisticamente
un ricavo futuro medio mensile di 600-800 euro da questo mio hobby?
Quanto può mediamente costare un commercialista in un caso come il mio?
12 Giugno 2008 @ 10:00
grazie per i complimenti ma credo che anche tu abbia frainteso il servizio
l’unico che forniamo è quello dell’informazione e non della consulenza
comunque le risposte che vuoi sono impossibili da dare
il costo di un commercialista varia a seconda del commercialista e non posso dirtelo io
sulla convenienza o meno di aprire la partita iva che vuoi che ti dica?
i redditi vanno sempre dichiarati
12 Giugno 2008 @ 15:06
Grazie per la risposta e scusate se sono andato fuoritema, ma sono del tutto ignorante
su questi temi! Concordo che i redditi debbano essere sempre dichiarati, la mia domanda
era se nel mio caso convenisse aprire partita iva (se regime dei minimi o altro tipo) oppure
dichiarare in altro modo. Cosa certa è che comunque voglio fare tutto in regola.
12 Giugno 2008 @ 15:19
non è che sei andato fuori tema e che chiedi delle consulenze che non c’è modo per darle senza sapere la reale situazione
io ti consiglierei di non aprire la partita iva, ma prendi con le dovute cautele il mio consiglio
19 Giugno 2008 @ 12:19
Buongiorno, sono un architetto con partita iva che esercita la libera professione e nel ringraziare anticipatamente per il servizio offerto chiedo al gentilissimo Leo cosa farebbe al mio posto se: essendo esente da ritenuta d’acconto ai sensi art. 14 Legge 388/2000 (attività marginali che non superano 25.000 euro) fino all’anno 2007, non essendo purtroppo al corrente dell’abrogazione del vecchio regime che veniva sostituito dall’attuale dei “minimi” ho erroneamente continuato ad emettere pochissime fatture a clienti senza r.a. e con iva compresa. Cosa posso fare alla data odierna per cercare di ripristinare la situazione senza dover transitare nel regime ordinario? Ringrazio anticipatamente per il consiglio proposto. Saluti e buon lavoro.
19 Giugno 2008 @ 14:50
ti conviene recarti presso un ufficio dell’agenzia delle entrate e verificare la tua posizione
in questo modo potrai sanare, eventualmente pagando la differenza, tipo iva indebitamente detratta, la tua posizione
effettivamente te ne sei accorto un po in ritardo ma non tipreoccupare tutto si sitema specialmente in Agenzia delle Entrate
20 Giugno 2008 @ 08:47
Buon giorno e complimenti per questo utilissimo servizio. Ho letto i vostri post e ho trovato interessantissime le risposte. Qualche mese fa ho aperto la partita iva con il regime dei contribuenti minimi. A luglio dovrei emettere la prima fattura e ho molti dubbi. In particolar modo sulle tasse e i contributi da pagare. Mi è chiaro il 20% del forfettone….ma riguardo l’inps? e la ritenuta di acconto? Grazie mille. Francesca.
20 Giugno 2008 @ 09:07
abbiamo gia risposto piu volte sia all’inps che alla ritenuta
per l’inps la devi metter e per la ritenuta de la deve versare colui a cui emetti fattura
se leggi i post precedenti c’è anche un esempio di fattura
imponibile: € 2000
inps 4%: € 80
Totale fattura: € 2080
Importo da ricevere: € 1664
ma ripeto leggete prima tutti i post per evitare di dire sempre le stesse cose
20 Giugno 2008 @ 11:36
penso che Leo abbia avuto una svista, perchè se questo è un esempio di fattura per contibuenti in regime dei minimi (legge finznziaria 2008), la voce “Iva 20%: €.416” non ci deve essere.
20 Giugno 2008 @ 13:26
assolutamente si ho avuto una svista
l’iva non è dovuta per i contribuenti minimi in quanto scontano l’imposta sotitutiva del 20% che comprende irpef irap e iva
scusate ancora ma alcune volte la fredda fa brutti scherzi provvederò a modificare il post
20 Giugno 2008 @ 15:34
complimenti per il sito, leggere questo thread e’ illuminante.
Avrei 3 riguardo il regime del “forfettone”.
Sono un’artista scultrice e designer e lavoro per 8 mesi l’anno a Londra presso un’ Universita’ (pagando tasse e contributi in Inghilterra) per i restanti 4 mesi quando torno in Italia vorrei iniziare a vendere il mio lavoro e le mie opere anche qui. La mia posizione di artista e’ un grattacapo in Italia perche’ il 95% dei commercialisti non ne sa nulla, e tende a ragionare in termini di artigianato anziche’ di professione.
Domanda 1: circa 8 anni fa, quando ancora lavoravo in Italia, avevo una partita Iva con regime forfettario come libera professionista nella categoria “creazioni ed interpretazioni nel campo della scultura” e non so come, ma non avevo l’obbligo di pagare l’INPS, ma so che se avessi fatto un programma previdenziale anche privato avrei potuto dedurlo dalle spese o cose simili. Ti risulta?
Ora se faccio il forfettone sono obbligata a pagare l’INPS o posso in qualche modo evitare?
e se devo pagarla, se non guadagno non pago?
Domanda 2: dimmmi se e’ corretto: quando lavoro con privati, cioe’ vendo il mio lavoro direttamente a persone singole e non a ditte o imprese, non posso certo farmi pagare le tasse da loro, quindi cosa faccio con la fattura? metto solo l’importo netto senza ritenuta d’acconto e poi a fine anno pago il 20% come forfait quando devo pagare le tasse? Oppure metto la ritenuta d’acconto e la verso io? posso usare un blocchetto di ricevute o devo fare la fattura con nome e cognome della persona? a volta potrebbe essere antipatico, per esempio disegno gioielli e li vendo e devo chiedere i dati personali ad un possibile cliente. Purtroppo come artista se vendo un’ opera vendo sia l’idea che l’opera stessa e non e’ proprio paragonabile el lavoro di altri professionisti.
Ultima domanda: se non guadagno niente, non pago niente? o c’e’ qualche spesa di mantenimento di questa posizione? Devo fare la dichiarazione dei redditi a zero o non la faccio?
posso cavarmela da sola ache senza un commercialista?
Ciao spero di non averti subissato, ma so che per gli artisti ci sono spesso regole speciali e i commercialisti non ne sanno molto.
20 Giugno 2008 @ 15:53
complimenti per il sito, questo thread e’ davvero molto interessante.
Ho 4 domande sulla gestione minima o “forfettone”.
1- e’ obbligatoria l’INPS? Al momento vivo in Inghilterra ed hi ciuso la mia vecchia partita IVA ma ero con regime forfettario, libera professionista nella categoria “creazioni ed interprrtazioni nel campo della scultura”, e non pagavo INPS, so che avrei potuto dedurre un programma previdenziale. E’ cambiato qualcosa ? DIpende dalla categoria?
2- le mie opere vengono spesso acquistate da clienti privati, quindi non posso applicare la ritenuta d’acconto vero? facco la fattura solo con l’importo nettop e basta?
3-posso usare un blocchetto di ricevute anziche’ fare fatture? trovo antipatico dovere chiedere dati personali ad un cliente privato che magari mi acquista un anello.
4- Se non guadagno niente non pago niente? intendo nnon fatturo niente. CI sono spese fisse di gestione? Si puo’ fare senza commercialista?
CIao e grazie mille per l’atttenzione
Gugga ha detto:
20 Giugno 2008 @ 16:48
Per IoPulvia e LeoAnti: sbaglio, o la fattura riportata come esempio da IoPulvia dovrebbe invece presentarsi così:
Ritenuta d’acconto 20%: € 416
Importo da ricevere: € 1664 (invece di: 2080)
Altrimenti loro pagherebbero due volte la RA, o no?
20 Giugno 2008 @ 16:57
giusto gugga
20 Giugno 2008 @ 18:22
allora onde evitare errori causati dalla fretta facciamo il punto
la fattura va fatta cosi:
– R.A 20%: € 416
Netto a pagare: € 1664
nella fattura bisogna scrivere
operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100 della legge finanziaria per il 2008, rientrante nel regime fiscale semplificato per i contribuenti minimi.
si l’INPS è obbligatoria
se vendi ad un privato e non ad un sostituto di imposta non devi applicare la ritenuta d’acconto
io ti consiglierei di fare solo fatture per non complicarti le cose
puoi non avere il commercialista basta che mantieni i documenti e ti rechi presso un ufficio dell’agenzia delle entrate per la redazione dell’unico
se non guadagni non paghi, sarebbe assurdo il contrario
e non ci sono costi di gestione fissi
21 Giugno 2008 @ 07:59
UNICO 2008 REDDITI 2007:
DA 1/1/07 AL 30/9/07 – LAV. DIPENDENTE EURO 14.311,45
DA 1/10/07 INIZIO ATTIVITA’ DI IDRAULICO CON REGIME FISCALE DELLA FRANCHIGIA (RICAVI
INFERIORI AD EURO 7.000,00 – ART.32 BIS DPR 633/72)
RICAVI EFFETTIVI REALIZZATI – N. 6 FATTUURE – EURO 6.110,00
COSTI TOTALI SOSTENUTI (NON BENI AMMORTIZZABILI) EURO 1.580,54 IVA COMPRESA.
QUALE QUADRO DEL MOD. UNICO VA UTILIZZATO PER IL REDDITO DELL’ATTIVITA’ DI IDRAULICO ?
IL REDDITO IMPONIBILE IRPEF DI TALE ATTIVITA’ SI OTTIENE SOTTRAENDO I COSTI AD I RICAVI ?
TALE REDDITO E’ DA ASSOGGETTARE ANCHE ALL’IMPOSTA IRAP ?
E’ POSSIBILE DETRARRE SPESE MEDICHE ED INTER. PASS. PER MUTUO X ACQUISTO ABITAZ. PRINCIPALE ?
SPETTANO LE DETRAZ. PER LAV. DIPENDENTE E PER CARICHI DI FAMIGLIA ?
scusaci ma rispondiamo solo a temi trattati nei nostri post
e il regime della franchigia non è tra questi
buendia ha detto:
25 Giugno 2008 @ 23:02
Mi potreste aiutare a comprendere i nuovo regime dei contribuenti minimi?
1 ho redditi 2007 inferiiori a 30mila euro, sono un contribuente minimo, cosa devo fare? devo presentare la dichiarazione dei redditi tramite Unico 2008 ? se si che quadro devo compilare?
2 il regime prevede una imposta sostitutiva del 20% come saldo 2007 ma se ho già pagato le Ritenute d’acconto del 20% è = 0 o sbaglio?
3 infine devo calcore l’acconto in che modo?
Grazie Buendia
26 Giugno 2008 @ 06:49
ciao buendia
1 allora i regime dei contribuenti minimi è stato introdotto nel 2008 quindi i redditi del 2007 devono essere tassati con il vecchio regimi, l’anno prossimo utilizzerai quello dei minimi.
2 l’anno prossimo se ti hanno gi aversato le ritenute non pagherai imposta visto che sono entrambe del 20%
3 l’acconto va calcolato allo stesso modo
bruno baldi ha detto:
18 Luglio 2008 @ 16:00
aderendo al forfettone posso continuare ad usufruire del 730 ?
18 Luglio 2008 @ 17:17
in che senso bruno?
il 730 è solo per redditi da lavoro dipendente e aderendo al forfettone vorrebbe dire svolgere lavoro autonomo
12 Agosto 2008 @ 15:11
salve e complimenti per la professionalità messa a disposizione in questo forum.
La mia domanda è molto semplice sono dipendente part-time di un’azienda privata(30 ore settimanali) circa 1100 euro
mensili, ho aderito al forfettone per la mia seconda attività di subagente assicurativo, sono già stato cancellato
dall’inps poichè già versavo da dipendente i contributi, l’unico problema è che non ho ancora capito se posso sempre
mandare in detrazione, nel reddito da lavoro dipendente, gli interessi passivi del mutuo prima casa.
ringraziandoVi anticipatamente vi saluto augurandoVi buon lavoro e per i + fortunati buone ferie:)))
12 Agosto 2008 @ 17:20
anche perchè con il forfettone paghi un imposta sostitutiva sulla differenza tra costi e ricavi da attività
27 Agosto 2008 @ 08:14
Buon giorno, mi chiamo Simone. Ho letto “quasi” attentamente tutte le risposte e avrei qualche consiglio da chiedere:
Sto per iniziare la mia attività di grafico modellatore, quindi devo aprire una PI. La mia stima è di incassare circa 25000 euro lordi il prossimo anno. Attualmente sono dipendente part time, lavoro che concluderei alla fine di quest’anno. Il nuovo lavoro lo vedo più come un motivo di crescita personale e culturale… almeno per i primi 2 anni.
Io non sosterrò spese, viaggerò spesso all’estero (credo almeno 6 mesi all’anno), quindi il mio lavorò sarà un portatile ed un softare (che mi forniscono i committenti senza farmi pagare).
I committenti saranno principalmente 2: un’azienda inglese e un’azienda italiana.
Io stavo pensando appunto al forfettone appunto per una semplificazione burocratica, se al momento della scadenza sono all’estero? (si conoscono le date in cui pagare?), non tanto ad un risparmio…
27 Agosto 2008 @ 17:05
si il forfettone è l’ideale per te
per quanto riguarda le date se apri la partita iva nel 2008 i pagamenti si effettueranno a giugno o luglio 2009
dato che dovrai pagare on line, home banking, non avrai alcun problema.
28 Agosto 2008 @ 04:03
Solo una precisazione: Nel caso decidessi di aprire la partita iva a gennaio 2009?
28 Agosto 2008 @ 08:16
se apri la partita iva nel 2009 effettuerai i pagamenti nel 2010
28 Agosto 2008 @ 08:34
p.s. ultima ultima…
Mi è sorto un dubbio: Con una ditta straniera come funziona la ritenuta in fattura? Non cambia nulla?
In sostanza avrei difficoltà a fatturare all’estero? (sempre comunque comunità europea)
30 Agosto 2008 @ 12:05
un aiuto, sono un coltivatore diretto iscritto inps,al di sotto dei 7000 euro annui e quindi esonerato da adempimenti fiscali (solo reddito agrario e dominicale) posso iscrivermi come agronomo iscritto all’albo, in seconda attività sulla partita iva agricola? forfettone?
ho moglie e due bimbe cosa mi conviene? si tratta di guadagni modesti
se fatturi ad un committente estero non devi mettere la itenuta d’acconto.
non hai nessuna difficoltà a fatturare all’estero tranquillo
ti consiglio il forfettone anche se con ricavi molto bassi puoi optare per qualsiasi regime
7 Settembre 2008 @ 16:48
Sono un sub agente assicurativo, ho aperto partita iva percepisco ogni mese un compenso così strutturato:
compenso fisso:1000; provvigioni maturate che si vanno a sommare al compenso fisso; ritenuta d’acconto dell’11,5 per cento calcolate sulle somma delle prime due voci. Agisco presso i locali messimi a disposizione dell’agenzia, sono iscritto al r.u.i. registro unico degli intermediari. L’anno prossimo sul mio F 24 quanto andrò a pagare? Mi spiego,
1)dovrò versare ogni mese la differenza tra 20 e 11.5 per cento per andare raggiungere l’imposta sostitutiva prevista dal “forfettone” o regime dei minimi appunto del 20 per cento?
2)IRPEF, add. regionali comunali, IRAP NON dovrò pagarle vero?
3)L’INPS se non sbaglio la pago totalmente io nella misura del 24.72% al mese opppure il mio committente è tenuto a versarmi qualcosa al di fuori del compenso fisso, oppure visto che sono iscritto al rui non sono proprio tenuto a pagarla?
4)E l’INAIL?
Se ci sono altre tasse che dovrò pagare ti prego illuminami. Grazie in anticipo per la considerazione!
8 Settembre 2008 @ 07:46
allora per la domanda 1 e 2 la risposta è SI, verserai la differenza fino ad arrivar eal 20% e in quel 20% è compreso tutto IRPEF add. Comunali Regionali e IRAP.
Per quanto riguarda l’INPS dovresti informarti con loro direttamente in qanto essendo una categoria particolare forse potresti beneficiare di agevolazioni.
INAIL é dovuta:
18 Settembre 2008 @ 18:38
Buongiorno!ho letto tutto ma ora ho fatto un po’ di confusione.
Io sono un Ingegnere appena iscritta all’albo e fin’ora sono stata pagata come collaborazioni occasionali con ritenuta d’acconto al 20% e INPS della gestione separata.
Adesso però dovrei emettere la nota di pagamento per circa 7000 € (in un anno ne percepisco max 15000 e non ho quasi nulla come spese da scaricare)
La domanda è: mi conviene passare ai contribuenti minimi?
18 Settembre 2008 @ 19:47
Sicuramente si, anche perche le ricevute che emetti sarebbero per consulenze “occasionali”
27 Settembre 2008 @ 12:07
Buongiorno, ho appena aperto una partita iva per piccoli imprenditori (contribuenti minimi).
Volvo dei chiarimenti in merito. Come funzionail tutto?
Quali sono le spese che devo sostenere dunte l’anno?
Quali sono le spese che invece deve affrontare il committente?
Quali le dichiarazioni dei redditi da fare?
Poi ho letto che c’è da pagare una certa percentuale il 16 di ogni mese che sarebbe una ritenuta sostitutiva Irpef.
Cos’è la ritenuta sostitutiva?
Più informazioni date meglio è.
30 Settembre 2008 @ 17:20
Allora il regime dei minimi funziona che paghi un’imposta sostitutiva del 20% sulla differenza tra i costi e i ricavi della tua attività.
Le spese che devi sostenere in un anno sono solo quelle della dichiarazione dei redditi UNICO.
La ritenuta del 20% sulle prestazioni te la paga il committente e non tu che emetti la fattura.
Poi basta che leggi i nostri articoli e specialmente gli altri commenti sull’argomento e avrai tutte le risposte.
dario cavaliere ha detto:
2 Ottobre 2008 @ 16:10
Non son per niente pratico ma ho bisogno urgente di consigli..
Pensionato statale, con lavoro di sfruttamento opere di ingegno. Iscritto INPGI (previdenza giornalisti). ulteriore incarico giornalistico per cui mi han chiesto il forfettone. Ho mutuo casa e scarico il max possibile (appena acceso). Il forfettone conviene o no?
2 Ottobre 2008 @ 16:14
La convenienza esiste, non pagheresti praticamente nulla e continueresti a dichiarare i tuoi redditi da pensione con relative deduzioni im modo separato
Io se fossi in te accetterei
2 Ottobre 2008 @ 17:02
anche per il mutuo continuerei a detrarre?
2 Ottobre 2008 @ 18:16
si, pensa che è come se continuassi a fare la dichiarazione come prima del forfettone.
Il forfettone non tocca i tuoi redditi e le tue deduzioni, è un calcola separato, imposta sostitutiva.
3 Ottobre 2008 @ 07:25
7 Ottobre 2008 @ 17:12
Mi sto interessando al regime dei contribuenti minimi per mia figlia geometra, che ha già usufruito del regime per le nuove attività fino al 2006, fino a novembre 2007 era in regime ordinario, poi ha sospeso l’attività perché assunta a tempo pieno determinato presso un comune. Da ieri ha riattivato la partita iva che aveva sospeso nel novembre 2007. Ora può entrare automaticamente nel regime dei minimi? Per il 2008 potrà comunque detrarre gli oneri del mutuo in quanto ha percepito reddito da lavoro dipendente? Dal 2009, quando avrà solo il reddito della sua attività di geometra, non potrà più farlo aderendo al regime dei minimi?
Un’ultima cosa. Nei commenti viene sempre citato il regime per le nuove attività come possibile scelta: ma non é stato abolito dalla finanziaria 2008, restando valido solo per chi già vi si trova?
8 Ottobre 2008 @ 06:59
si il regime dei minimi è quello naturale adesso.
continuerà sempre a detrarre gli oneri del mutuo solo che con il regime dei minini deve sempre pagare il 20% di imposta sostitutiva
anche nel 2009 lo farà solo che non detrarrà nulla sel il suo solo reddito è quello derivante dal regime dei minimi
si puo sempre beneficiare del regime per le nuove attività produttive ma solo per chi non ha mai svolto l’attività prescelta e per non piu di 3 anni
la finanziaria ha abolito altri regimi semplificati lasciando solo quello de minimi e quello per le nuove attività produttive
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18 Ottobre 2008 @ 18:04
Buona sera, avrei bisogno di alcuni chiarimenti.
voglio aprire partita iva con il regime dei contribuenti minimi. svolgo attività di docente in corsi di formazione e fino ad ora ho sempre avuto contratti di prestazione occasionale ma, visto il limte dei 5.000 euro lordi, ho deciso di aprire partita iva.
1. il limite dei 30.000euro va calcolato sull’importo delle fatture senza considerare la ritenuta d’acconto e le spese reltaive all’attività?
chiedo perchè commercialista e impiegato all’agenzia dell’entrate sono in netta contraddizione tra loro.
2. mi devo iscrivere alla gestione separta inps, questo comporta che sulla fatura devo OBBLIGATORIAMENTE mettere la rivalsa?
3. la ritenuta d’acconto mi deve essere OBBLIGATORIAMENTE trattenuta dal mio “datore” oppure posso essere io a versarla? se sono io a versarla le scadenza quali sono?
4. vorrei aprire partita iva prima della fine dell’anno, chiaramente sto già lavorando ma con contratti di collaborazione che mi verranno pagati l’anno prossimo. Tali collaborazioni le posso fatturare annullando il contratto di collaborazione? I costi che sostengo relativamente a queste attività le posso considerare come costi della mia attività (benzina, acquisto di libri professionali..) anche se non ho effettivamente ottenuto ancora il pagamento delle prestazioni?(se non sbaglio vale il principio di cassa anche per i costi)
19 Ottobre 2008 @ 09:53
alcune delle tue doeande sono state gia proposte e hanno gia ricevuto risposta
ti pregherei prima di porre domande di leggere gli altri commenti dato che sono li proprio per tutti
comunuqe vediamo di rispondere:
1. i 30.000 sono di imponibile
2. si dovresti iscriverti all’INPS
3. la ritenuta d’acconto non viene trattenuta dal tuo “datore” ma dal tuo committente è lui che la versa per te
4. se apri la prtita iva devi emettere fattura obligatoriamente e tutti i costi che sostieni dal giorno stesso sono di competenza
22 Ottobre 2008 @ 22:28
sto per intraprendere l’attività di informatore scientifico, so che dovrei iscrivermi come agente di commercio con conseguente iscrizione all’albo degli agenti e all’enasarco, quello non riesco a capire è quale regime posso adottare tra il regime dei minimi e/o quello delle nuove attività produttive;soprattutto non capisco se e quale ritenuta dovrei evidenziare in fattura.nel caso di possibilità di accesso a entrambi i regimi, quale potrebbe convenire maggiormente considerando un reddito annuale sotto il 13.000 euro e in considerazione che i contributi inps non possono essere dedotti nel regime dei minimi??spero di essere stata chiara e ringrazio anticipatamente perl’attenzione
23 Ottobre 2008 @ 07:04
Per maria se vuoi stare tranquilla inizia con il regime dei minimi, ti semplifica tutto ed è piu snello specie per chi ha redditi bassi
La ritenuta va evidenziata solo nei minimi ed è del 20%
26 Ottobre 2008 @ 17:11
complimenti per il servizio offerto dal blog, il più completo che sono riuscito a trovare sulla rete.
Ho letto tutti i post e le relative risposte. Mi resta un dubbio sul regime dei contribuenti minimi (finanziaria 2008):
poichè la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata sull’importo della fattura e versata direttamente dal mio committente, in sede di dichiarazione dei redditi mi troverei sempre in una situazione di credito di imposta se avessi sostenuto dei costi, dato che l’imposta sostitutiva al momento della dichiarazione la calcolo sulla differenza tra ricavi e costi.
Il dubbio è legittimo? eventualmente, se così fosse, ho la possibilità di utilizzare tale credito di imposta in qualche modo (magari per compensare quanto dovuto all’INPS)? non è che in fattura devo mettere la ritenuta d’acconto già al netto dei costi sostenuti per quella prestazione in modo tale da non trovarmi scompensi in sede di dichiarazione dei redditi? grazie per l’attenzione e la vostra disponibilità.
27 Ottobre 2008 @ 08:01
il tuo dubbio è piu che legittimo infatti la ritenuta copre completamente, se non di piu, l’imposta sostitutiva.
Non puoi pero compensare ne con l’INPS, ne con altri tributi, tantomeno applicare la ritenuta al netto dei cosi inerenti.
27 Ottobre 2008 @ 12:36
se posso aggiungerei una caratteristica del regime dei minimi, attendendendo conferma che quanto dico sia giusto da chi è senz’altro + esperto di me!!
Per chi come me lavora molto con università e enti pubblici dovrebbe essere conveniente
A me capita infatti che a diano per esempio 1000 € comunque, che tu abbia o no l’iva e quindi se avessi un regime iva normale da quei 1000€ dovrei togliere anche l’iva e mi rimarrebbe in tasca molto meno, o sbaglio?
27 Ottobre 2008 @ 17:41
se pagano cosi avresti lo stesso problema anche con la ritenuta, solitamente i 1000 euro sono di imponibile poi se tu hai la partita iva si somma l’iva dle 20% se fai invece una ricevuta si detrae il 20% di ritenuta
7 Novembre 2008 @ 12:23
Ho da poco (due anni) intrapreso l’atività di preparatore atletico, purtroppo in questi due anni sono stato costretto ad essere sconosciuto al fisco. La nuova società calcistica per la quale lavoro mi ha proposto di aprire una partita iva per professionisti con requisiti minimi, pur essendo molto contento di questo, vorrei mantenere gli stessi guadagni degli anni precedenti.
Ora, sapendo che gli scorsi anni ho percepito circa 20000€ (1667€ mensili ovviamente “nettissimi”), cosa dovrò percepire mensilmente per avere la stessa moneta netta in mano?
mi potrebbe fare un esempio di fattura?
Preciso che questo sarebbe l’unica società per la quale lavoro e non avrei nemmeno altri clienti privati.
7 Novembre 2008 @ 16:50
Allora sto per iniziare l’attività da casa per un sito internet (moderazione e community manager) e ho aperto partita iva aderendo al regime del “forfettone”
il mio compenso con un unico soggetto italiano con partita iva è esattamente di 30000, con 12 fatture da emettere che devono portare al lordo di 2500 euro
Compenso lordo € 2403,85
+ Contributo art. 2, Legge 335/95 4% € 96,15
IVA: operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1 comma 100
legge finanziaria 2008 (contribuenti minimi)
TOTALE:	€ 2500,00
-ritenuta d’acconto 20%	€ 500,00
NETTO DA PAGARE: € 2000,00
in tal caso, mi sto iscrivendo alla gestione separata inps (è l’unico mio reddito), devo quindi pagare ancora il 24,72% di inps? e su cosa lo calcolo, sui 2000 o sui 2500?
10 Novembre 2008 @ 08:09
Allora tu dovresti fatturare € 2.080 mensili, cosi tolta la ritenuta del 20% percepiresti sempre € 1.667 nette.
Ora il problema sarebee quello dell’INPS che andrebbe mssa in fattura la rivalsa 4% e poi dovresti pagare la differenza fine anno, piu del 20% sull’imponibile.
Infatti il totale INPs è del 24.72% sull’imponibile.
PEr gli esempi di fattura basta leggere gli altri commenti.
10 Novembre 2008 @ 08:37
Si è giusto come hi ipotizzato
L’inps la paghi sull’imponibile quindi ne sui 2.000 che su 2.500 ma su 2.403,85
13 Novembre 2008 @ 09:19
la disturbo ancora per sanare gli ultimi dubbi, lo schema che riporto sotto è corretto?
A	compenso	10000
B	rivalsa iva 4% (su A)	400
C	ritenuta d’acconto (su A+B)	2080
D	totale fattura	10400
E	netto a pagare (A-B-C)	8320
F	costi sostenuti	1000
G	base imponibile ( A-F) ?	9000
H	imposta sostitutiva 20% (su G)	1800
I	inps 24,72% – 4% già versato ( su A) ?	2072
L	credito imposta sostitutiva	280
M	da versare all’inps	1792
N	netto in tasca	5528
13 Novembre 2008 @ 09:42
devi solo invertire in fattura il punto C con il D
16 Novembre 2008 @ 15:23
Salve, innanzitutto complimenti per il vostro sito, i consigli sono davvero preziosi! Avrei bisogno di una mano perché mi trovo in una situazione un po’ ingarbugliata. Ho aperto partita Iva (forfettone) per la mia attività di giornalista free lance. Ora ho un paio di lavori con partita Iva legati all’editoria e un lavoro come insegnante con contratto a progetto. Guadagano meno di mille euro al mese e non so se mi conviene o no mantenere la partita Iva anche se mi rendo conto che sempre più datori di lavoro ( soprattutto nel mio campo) la richiedono.
Secondo voi? Poi un’altra cosa… Ho sempre indicato la ritenuta d’acconto in fattura e immagino che siano sempre i miei committenti a doverla versare, giusto? Io dovrò pensare solo a INPS e Modello unico l’anno prox?
Scusate se mi sono dilungata e grazie ancora.
17 Novembre 2008 @ 12:00
buongiorno, complimenti un sito come il vostro è utilissimo.
Ho letto lo schema di arielkai del 10 Novembre e qualcosa non mi è chiaro:
innazitutto il 45 di rivalsa INPS mi risulta non essere obbligatorio…? ammesso di averlo messo in fattura come ha fatto lui, dove lo versa, come e quando per detrarlo dal computo del 24,72%?
Poi non mi è chiaro il calcolo che fa per avere la base imponibile. Non dovrebbe essere: compenso(A) + rivalsa(B)(?) = totale(D) – R.A. 20%(E)+ bollo 1,81=netto a pagare
La base imponibile a questo punto secondo me è A+B+bolli-spese=9.401,81 sul quale calcolare sia l’imposta sostitutiva del 20% sia il 24,72% di INPS (e a questo punto non mi è chiaro cosa faccio del 4%)
E poi se nel corso dell’anno ho pagato due collaborazioni occasionali facendo il sostituto d’imposta e versando il 20% di rit.acc. devo fare il 770 entro quando?
17 Novembre 2008 @ 12:08
Ho dimenticato di chiedere una info utile un po’ per tutti: all’interno delle spese detraibili fino a quanto si possono detrarre spese per bar e ristoranti. C’è una % o una cifra max.?
17 Novembre 2008 @ 12:11
Per valerio grazie dei complimenti
allora l’inps è obligatoria a meno che non esistano altre forme pensionistiche, nel caso non esista una gestione tipica, tipo commercianti, ci si iscrive quella separata che prevede in fattura il 4%.
Poi il calcolo è giusto, a+b-R.A= netto a pagare
il calcolo per l’inps si fa sui ricavi e non sui redditi, ricavi-costi.
Il bollo di sicuro non rientra tra i calcoli..
Poi non capisco gli importi che hai inserito, anche perche mi riferivo ad un commento precedente…
per il 770 ti prego di porre la domanda nel post giusto e non qui grazie
17 Novembre 2008 @ 12:14
per le spese ristorante anche qui ti chiederei di formulare la domanda nell’apposito post, questa non è una bacheca per le domande qui si tratta solo del forfettone
ccmq fino ad un massimo del 2% del fatturato
17 Novembre 2008 @ 12:17
Per Valerio lo schema è di marco ed è giusto invertendo il punto C e D come detto dopo.
17 Novembre 2008 @ 12:21
Mi scuso per il riferimento sbagliato nel mio primo post: lo schema era di Marco del 13 novembre
Una precisazione rispetto al 4% di rivalsa INPS: cosa vuol dire (nello schema) già versato?
17 Novembre 2008 @ 12:51
Gia versato perche si riferiscer al calcolo totale dell’inps
mi spiego, nel commento si chiedeva quanto sarebbe stata l’inps allora si partiva dal fatto ch eil 4% è gia riscosso il resto e tolto dal calcolo del saldo
poi ripeto l’inps è un calcolo un po complesso in quanto si basa su acconti sdaldi e contributi fissi.
20 Novembre 2008 @ 15:49
ho letto diverse risposte in merito ai contribuenti minimi, interessante, ma oltre alla dichiarazione dei redditi annuale, l’inps, bisogna versare qualcosa con il mod. f24 il 16 di tutti i mesi, se si, cosa?
Svolgendo servizi generali tipo pratiche amministrative e corrispondenza documenti, devo essere iscritto all’inail o funziona come una ditta individuale?
20 Novembre 2008 @ 16:21
si paga l’imposta sostitutiva in sede di dichiarazione dei redditi
gli unici versamenti che dovrai fare durante l’anno sono quelli relativi all’inps
per quanto riguarda inail purtroppo non so aiutarti in quanto è una tematica non di nostra competenza.
Basta chiedere al call center dell’inail
20 Novembre 2008 @ 17:57
Grazie, leggo dalla circololare delle agenzie delle entrate sempre riferito ai contribuenti minimi quanto segue:
versare l’imposta dovuta per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica
l’inversione contabile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
24 Novembre 2008 @ 13:04
sono casi molto partiolari, tipo acquisti intracomunitari o di reverse.
Solitamente non dovrebbero riguardare chi come te svolge pratiche amministrative.
26 Novembre 2008 @ 07:48
Una curiosità. Ho partita IVA, regime dei minimi. Un mio committente mi ha chiesto di fargli un’unica fattura all’anno e mi ha detto che mi verserà ogni tanto degli acconti… ( si tratta di poche centinaia di euro all’anno quindi a me andrebbe bene…)Posso accettare o invece non si può proprio fare? Sonia
26 Novembre 2008 @ 08:49
certo che puoi accetare
anche se in realtà per ogni acconto ricevuto dovresti emettere fattura, ma si puo fare una sola alla fine tanto non hai il problema dell’IVA
RobertoRoberto ha detto:
26 Novembre 2008 @ 11:05
Salve, Sono un Architetto co.co.pro da 2 anni con un compenso mensile di 950 euro netti.
(..ritengo quindi che l’importo lordo versato dal mio capo sia di 1300 euro…giusto?).
Adesso inizio ad avere qualche lavoretto sia verso privati che altri architetti.. volevo quindi aderire al regime dei minimi (..o a quello delle nuove attivita’..posso…?….considera che sono anche supplente a scuola)
Spiegatemi se ho capito il tutto…
1) ..restando al mio posto di lavoro fatturerei
(..non aggiungo il 4% perche entranbi in inarcassa)
-20% imposta sostitutiva…………… –260 €
totale fattura ………………………….1140€ per 12 mesi 13680€
2)	Aggiungiamo altri 2000 euro da privati non aventi partita iva
Costo lavoro + spese per la realizzazione …..2000€
Aggiungo il 4% ………………………………..80€
Aggiungo la Ritenuta D’acconto 20%………..400€
Totale fattura…………………. ……………2480€
3)	Aggiungiamo poi il fatto che avrò delle spese…
Inarcassa 500 €
Acquisto PC 2000 €
4)	Inoltre sono professore supplente assunto fino al 30 giugno e percepirò 3000€ netti
…ma questi non centrano nel conto dei 30000 € ne per la creazione del reddito.
Per il calcolo del mio reddito farò
13680+2480-500-2000=13660 …di questi pagherò il 20% di tasse
quindi pagherò 2732 euro di tasse.
…sono però a credito dallo Stato di 1140€…se volessi potrei fare richiesta e entro circa 2 anni mi sarebbero ritornati…. Oppure li utilizzo in compensazione per pagare altri contributi…(questo passaggio non mi e’ chiaro…esempi..? che tipo di contributi…?)
ho cercato di essere il più chiaro possibile cosi da poter essere utile a chiunque avesse i m iei problemi…
RobertoRobertoroberto ha detto:
26 Novembre 2008 @ 11:19
…aspetta… ho sbagliato il credito che sara’260 euro x 12=3120
28 Novembre 2008 @ 11:06
Buongiorno,ho letto tutto ma sto diventando matto lo stesso,Sono Simone e da 10 giorni ho la partita iva, sono un mediatore immobiliare,vi chiedo cortesemente un calcolo semplice,dovrei ricevere una retribuzione spese di 500+iva(ovviamente tralascio le provvigioni perche’ vorrei il calcolo solo sul fisso) cosa dovrei mettere da parte al mese di questi 600 per coprire poi le tasse da pagare? meglio emettere fattura di 500+iva o ricevere 600 senza iva? non ho capito questo!!grazie tante…
28 Novembre 2008 @ 11:12
innanzitutto che regime sei?
minimi? perche se parli di IVA vuol dire che sei in regime ordinario?
28 Novembre 2008 @ 11:14
Per roberto non capisco mandami un email che è meglio
anche perche credo che hai fatto molta molta confusione
per esempio il punto 1) fa € 1040 e non 1140
28 Novembre 2008 @ 13:59
fatto, ho mandato la mail…
29 Novembre 2008 @ 08:58
I regimi minimi valgono per tutte le categorie professionali ? me lo chiede un muratore che vorrebbe aprire partita iva dal 2009
….inoltre, dopo tre anni di agevolazione cosa succede se si continua ad avere un reddito sotto i 30000 ?
29 Novembre 2008 @ 09:19
per Fra77: Si il regime dei minimi vale per tutte le categorie di lavoratori anche perchè è il regime naturale per ogni lavoratore autonomo che apre una partita IVA
Dopo i tre anni si passa automaticamente al regime ordinario
20 Dicembre 2008 @ 01:33
Da due settimane sto sbattendo per capire la convenienza della partita iva e questo blog è il primo che mi sta facendo capire qualcosa nel “meraviglioso” e immensamente incasinato mondo del fisco italiano… Quindi tanto per cominciare, vi ringrazio per questo…
Vengo al sodo…
I miei introiti previsti per il 2009 LORDI sono superiori ai 5000 euro e inferiori ai 15000… Il mio lavoro è part-time per problemi di salute, diciamo “temporanei”!
Ma in futuro conto di aumentare il mio reddito…
Sono single e penso che l’apertura della p.i. a REGIMI MINIMI si avvicini maggiormente alle mie esigenze…
Vi pongo alcuni quesiti in maniera spicciola:
Supponiamo io chieda una parcella di 100 euro nette..
Carico il 20% a queste 100 euro…
Carico il 4% inps alle stesse 100 euro…
(o forse devo caricare il 4% inps su tutte le 120 euro???)
Totale fattura: 124 euro
I) quesito: L’azienda che mi paga, mi deve dare 124 euro in mano e poi me la vedo io?, oppure deve calcolare la ritenuta d’acconto e trattenerla??
In tal caso, la ritenuta al 20% va calcolata su 100 euro? su tutto il totale in fattura di 124 euro?
Oppure sul totale privo del 4% inps, quindi su 120 euro?
Perchè in tale caso il 20% del totale ( ovvero di 124 euro) sono 24.8 euro… Ma così una parte della ritenuta trattenuta va a rosicchiare i miei 100 euro puliti… insomma io ci vado a rimettere 4.8 euro, (il 4.8%) sbaglio???
A questo punto gli faccio pagare il 25% per raggiungere il totale…
dopo di che, se tolgo il 20% (ovvero la ritenuta d’acconto trattenuta dall’azienda committente) a questo valore totale, mi tornano in tasca le mie 100 euro pulite, ma la fattura diventa: 129 euro ( ovvero:100 + 100*25% + 100*4%)
Insomma, dopo aver emesso la fattura, esco dalla porta del committente con 104 euro in tasca?? e, cosa più importante che non mi è ancora chiara, di queste 104, posso andare dal gelataio e comprare 100 euro di gelato in tutta tranquillità senza aspettarmi altre tasse dopo qualche mese che poi non saprei come pagare???????
II quesito) L’imposta di bollo spetta a me o al committente?
III quesito) L’inps si accontenta del 4%??? e quando si paga?
IV quesito) In fattura va menzionato anche l’articolo o la legge relativa al regime dei minimi?
Spero di aver espletato i miei quesiti in maniera chiara, anche se, lo riconosco, “fiscalmente” in maniera decisamente poco tecnica…
20 Dicembre 2008 @ 04:16
Allora, rileggendo più volte i vecchi messaggi, ho capito questo, che forse è più corretto rispetto al mio post precedente:
Per una prestazione da 100 euro nette, emetto una fattura di 130 euro ( di cui 5 euro sono inps da calcolare sul valore di 125 euro e 25 euro sono r.a. … così mi restano 100 euro SEMI-nette)
Esco dall’azienda con 105 euro…
A fine anno per lo stato ho fatturato 125 euro (o 130???), ma ho già pagato 25 euro (20%) tramite la r.a. e detengo l’anticipo inps di 5 euro
Mi resta la rimanente quota inps da conteggiare:
Supponendo di non avere avuto alcuna spesa di costi di gestione, l’inps vuole il 24,75 su quello che mi è rimasto in tasca…
In tasca ho ancora le mie 100 euro più le 5 euro extra di inps che mi ha pagato l’azienda…
Quindi l’inps vuole 24,75 euro (il 24,75% di 100)
Parte di queste 24,75 euro io le pago con le mie 5 euro “extra”…
Alla fine mi restano 100 – (24,75 – 5) euro in tasca da spendere come mi pare…
ovvero 80,25 euro…
E’ così???? Ho sbagliato qualcosa nei calcoli?
Alla fine ho fatturato 125 euro (o 130???) e mi restano in tasca 80,25
Ovvero posso usufruire e spendere il 64,2% del fatturato…
Il rimanente 35,8% se ne va tra tasse e inps…
Per fatturato, devo considerare tutti i 130 euro dell’esempio comprensivi dei 4% di inps pagati dal committente, oppure solo 125 euro senza quel 4%?
La cedola della fattura deve riportare
100 (solo il mio netto)?
125 (netto + r.a.)?
130 (netto + r.a + 4%inps) ?
Quegli 80,25 euro che mi restano posso spenderli tranquillamente senza sorprese????
Supponendo di avere delle spese, come posso calcolare e dimostrare all’inps la differenza tra le spese di gestione e il fatturato per il calcolo di quel 24,75%?
Supponendo che la mia attività abbia bisogno di un telefono o di un pc, al fine di calcolare l’importo dovuto all’inps, posso sottrarre l’intera spesa del pc o la bolletta del telefono dal mio ricavato annuo? Tramite quale modello presento questi calcoli all’inps? f24?
immagino servano fatture e scontrini???
20 Dicembre 2008 @ 10:39
allora piero facciamo chiarezza, ance se ne abbiamo gia parlato e riparlato
Fai la fattura di 100 € più inps 4% = 104 €
a detrarre r.a. di € 20,80
esci dall’azienda con 83.20 €
per lo stato hai fatturato 100 per il numero di fatture, il 4% è dell’inps
stai facendo un gran consusione
il pospetto fattura sta sopra negli altri commenti.
all’inps devi dare il 24.72 dei 100 = 24.72, o meglio il 24.72 della differenza tra costi e ricavi, di cui 4 te li ha dati il datore
il tuo errore sta nel considerare che ti rimangono in tasca 100 euro invece te ne rimangono in tasca 80 circa perche l’azienda ti ha versato la ritenuta che sarebbero le tue tasse.
Per il telefonino si deduce all’80% il pc si in 4 anni ammenoche il costo non sia inferiore a 516.46 e quindi tutto nell’anno
20 Dicembre 2008 @ 15:25
Ok Leo, grazie per il chiarimento… ho letto che se n’è parlato e riparlato, ma ancora non riesco a entrare facilmente e pienamente nell’ottica del ragionamento fiscale
Ricapitolo e vediamo se ora ho capito meglio secondo quanto mi hai corretto col tuo esempio:
Ipotizzando che la mia fattura sia di 125 euro + 5 euro di inps.
26 euro (il 25% di 130) vanno per la ritenuta e se li tiene l’azienda
5 euro restano a me come anticipo inps…
Esco dall’azienda con 104 euro… ovvero 99 euro + 5 di inps
Secondo quanto leggo dal tuo esempio, l’inps va calcolata sulle 125 euro in fattura (125 * 0,2472 = 30,9)
Devo all’inps 30,9 euro di cui 5 me le ha date l’azienda…
Quindi in tasca mi restano 99 – (30,9 – 5) = 73,1 euro
Dunque mi resta il 58,48% del fatturato come ricavato…
Tra tasse e inps sono andate via il 41,52%… giusto?
Ma allora, rispetto alla partita iva classica che permette di detrarre fatture ricevute, affitti, mutuo, assicurazione e bollo auto, benzina ecc ecc, è poi così valida la convenienza del regime dei minimi che a quanto ho capito non ti permette di farlo??? Dove sta la convenienza?
20 Dicembre 2008 @ 15:49
Scusate, nel post precedente ho sbagliato a scrivere;
“26 euro (il 25% di 130) vanno per la ritenuta e se li tiene l’azienda”
volevo scrivere il “20% di 130”, ma il calcolo è corretto:
26 euro sono il 20% di 130
20 Dicembre 2008 @ 16:32
Se mi serve il toner per le mie stampanti, quando vado a comprarlo, devo/posso richiedere la fattura intestata a me? In ogni caso, e questo è chiaro, non posso scaricarla dal 20% della ritenuta d’acconto, ma posso sottrarla al mio ricavato a fine anno ai fini del calcolo della percentuale inps da pagare, giusto??
Dovrò conservare la fattura per dimostrare che ho fatto tali acquisti necessari per la mia attività, fare il calcolo e poi conservare questa fattura tirandola fuori solo in caso di accertamento fiscale?? Una sorta di “autocertificazione” d’acquisto beni? Oppure devo allegare alla domanda le varie fotocopie delle fatture a mio nome?
Per il calcolo inps (fatturato lordo – spese )*0,2472,
Esiste una tabella “spese sottraibili in tot percentuale”?
La cosa mi si sta chiarendo sempre di più… almeno credo! 😉
Essenzialmente le semplificazioni sono la differenza con il regime ordinario tipo assenza dichiarazione iva, nessun obbligo di studi di settore che non è poco, imposta sostitutiva del 20% mentre le aliquota normali partono dal 23% a salire:
1. 23% fino a redditi di € 15.000;
2. 27% oltre € 15.001 e fino a € 28.000;
Per quanto riguarda la documentazione non serve fare nulla e di certo non devi allegare nulla, solo in caso di richiesta di documentazione da parte dell’agenzia delle entrate dovrai consegnarne copia.
Per finire puoi acquistare e dedurre dai ricavi tutto quello inerente la tua attività tipo carta toner e via dicendo.
fatti consigliare da un commercialista o dal call center dall’agenzia delle entrate
24 Dicembre 2008 @ 01:12
Perfetto, ora ho la situazione abbastanza chiara…
E’ ovvio che una consulenza dal commercialista devo farla per forza, ma almeno non ci arrivo totalmente bianco in materia fiscale…
Effettivamente dal tuo punto di vista, quale esperto, il regime dei minimi permette di avviare e valutare per tre anni una nuova attività propria con meno oneri…
quindi il vantaggio non è tanto economico, ma permette un avvio burocraticamente meno soffocante e pertanto ti invoglia a farlo…
A gennaio sarò probabilmente nel regime dei minimi anche io…
Grazie di cuore Leo per la tua disponibilità
Buone feste a te e tutti gli interessati che leggono
27 Dicembre 2008 @ 16:09
Salve, seppure con ritardo “Aguri di Buone Feste a tutti”. Bene, vengo a commentare: questo “forfettone” pare debba rendere più facile la vita a tutti ma pare essere il contrario. Quindi chiedo a conferma se la cosa non sia poi più semplice di quanto via via ci “aggroviglia” la mente: in fondo pongo anche due quesiti. Io intendo procedere in questo modo.
A) Fine mese emetto fattura numerata con solo totale di 2.000€ – Appongo dicitura “La presente fattura è emessa ai sensi dell’articolo 21 del dPR n.633 del 1972 e trattasi di operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100 della legge finanziaria per il 2008” – Applico “Marca da bollo da 1,81€” e la annullo con firma o sigla.
B) Verso l’incasso (che sia tramite bonifico o assegno emessi/effettuati dal privato a cui presto il servizio o tramite versamento se pagato tramite contanti) di importo pari alla fattura sul mio conto Banco Posta.
C) Nel periodo conservo fatture emesse e scontrini fiscali (o fatture) delle spese sostenute per espletare la mia attività.
D) Alla scadenza prevista sommo le fatture, calcolo l’INPS in base alla percentuale prevista, la verso e la detraggo; detraggo la somma di tutte le spese sostenute; dalla rimanenza calcolo il 20% e lo verso.
Sembra troppo semplice? Io la vedo così. Nel “marasma” di leggi e leggine, normative e regolamenti, con tutte le relative interpretazioni, ho due domande da porre.
1)Essendo la mia una attività di “Trasporto conto terzi”, le spese di gasolio per autotrazione sono detraibili e in quale misura?
2)Alla fine… giusto che io proceda agli adempimenti tramite un semplice “Unico” e che, come qualcuno sostiene, posso effettuare questa dichiarazione, con relativo pagamento in una sola scadenza del dovuto (sia il periodo preso in esame solare o annuale) una sola volta all’anno e con quale scadenza?
3)Con speciale riferimento alla domanda 1) ed a tutte le altre spese, è suffciente il normale scontrino fiscale (riporti esso o no la quota IVA) emesso comunemente da distributori, bar o trattorie che dir si voglia?
Con i complimenti per questa iniziativa che immagino impegnativa ma che spero veramente ti venga u domani riconosciuta sotto quelasiasi forma dalla vita. Grazie!
28 Dicembre 2008 @ 16:46
E’ possibile esercitare un’attività professionale con il regime dei minimi (geometra) e nel contempo effettuare prestazioni occasionali (per un’agenzia di assicurazioni?). I redditi afferenti le prestazioni occasionali, andando in un’altro quadro della Dich. redd. rilevano ai fini di eventuali detrazioni e deduzioni?
28 Dicembre 2008 @ 16:50
é possibile esercitare due attività diverse entrambe con il regime dei minimi? Si chiedono due partite iva?
Con il regime dei minimi un professionista (es avvocato) può ricevere fatture da altro avvocato che lo collabora in alcune pratiche?
28 Dicembre 2008 @ 20:01
si è possibile effettuare prestazioni occasinali ch eandranno dichiarate nel quadro redditi diversi della propria dichiarazione dei redditi
2 partite iva non è possibile richiederle
se si esercitano 2 attività differenti si cercherà di farne prevalere solo una e l’altra come ricavi ocasionali , vedi sopra,
per i professionisti certo che puo ricevere fattura da un suo collaboratore
28 Dicembre 2008 @ 20:07
devi distinguere se fatturi a titolare di partita IVA o no,devi considerare la ritenuta d’acconto.
1)le spese di gasolio nel tuo caso sono deducibili
2)il pagamento delle tasse si effettua a Giugno di ogni anno
3)per il gasolio devi fare la scheda carburante correttamente compilata, vedi altro articolo in cui si parla della scheda.
1 Gennaio 2009 @ 12:58
Grazie Leonello per le tempestive risposte, purtroppo mi sollevi un dubbio che credevo già risolto e, per questo motivo, non ho menzionato. Non citavo, in quanto dato per scontato, che la fattura, oltre la citazione per l’esenzione IVA, riporta anche la citazione “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto poiché in regime d’imposta sostitutiva ex art. 13 Legge 388 del 27-12-2000”. Lo davo per scontato in quanto viene confermata questa esenzione da due situazioni in essere: 1)Aderente al “Regime Contribuenti Minimi” 2)Esenzione in quanto “Impresa singola”.
Interessante inoltre la casistica di un “Forfettone” (regime a cui io appartengo) che fattura ad un altro “Forfettone” o “Forfettino”. Non credo vi possano essere dubbi: andando oltre l’appartenenza, gli adempimenti fiscali, con la forma prevista per ciascuno (sempre parlando di “Impresa Singola” per ambo le parti), saranno assolti. Sperando non aver omesso altro, questa volta, sarei interessato alle vostre opinioni. Un cordiale saluto e grazie.
10 Gennaio 2009 @ 20:45
Salve! Premettendo che sono ignorante in materia, ho letto i post precedenti e nn sono riuscita a capire granchè vorrei sottoporre il mio caso 😀
Mesi fa ho aperto partita iva per un lavoro a 80 euro lordi (compreso il 4% di inps)al giorno più iva! Tutti mi dicevano di adottare il regime “forfettino” ma il mio commercialista disse che nn avrei avuto vanatggi… quindi ho fatturato come libero professionista normale (se così si dice) senza nessun regime agevolato. Sec me è stato un grande errore… Cmq ora è iniziato un nuovo anno e potrei adottare un regime tipo il forfettone se nn erro. Potreste dirmi di questi 80 euro quante tasse devo pagare senza regime e quante ne dovrei pagare col forfettone? 🙁 ancora nn ho capito nulla…
10 Gennaio 2009 @ 20:46
Ehm… Saluti e grazie 😀
11 Gennaio 2009 @ 00:03
Gigi guarda che con il forfettone devi fatturare con Ritenuta d’acconto.
Leonello ti ha scritto un’altra cosa che cio vale solo se il committente è titolare di partita iva.
Però il forfetteno deve evidenziare di icuro la R.A. poi chiedo a chi è piu esperto di vconfermare ma leggendo i commenti precedenti cosi si evince.
12 Gennaio 2009 @ 09:39
Bisognerebbe sapere se fatturi 30 giorni o circa i 20 commerciali
In linea di massima con il forfettino sconti un imposta dal 20% su tutto, mentre con il regime “classico” hai una tassazione in base alla differenza tra costi e ricavi seguendo gli scaglioni
dire se conviene o no un regime per noi è troppo difficile non sapendo qual’è la tua situazione, tipo i costi che sostieni le spese detraibili quelle personali e della famiglia…etc.
Se il tuo Commercialista ti ha consigliato cosi sta a te decidere se fidarti o no
13 Gennaio 2009 @ 20:11
Ho due dubbi riguardo a due questioni.
Quest’anno ho lavorato con un contratto a progetto e percepito in totale circa 1313 euro lordi al mese per otto mesi. . Il datore di lavoro mi scalava ogni mese l’irpef (oltre a inps e inail), e fin qui tutto ok. Ho un dubbio: so che non c’è più la no tax area, ma altri sistemi comunque simili, è corretto aver pagato sempre il 23% di aliquota su tutto il totale? Non avevo diritto a delle detrazioni o queste mi spetteranno in sede di dichiarazione dei redditi?
E questo è un punto. Poi lo stesso datore di lavoro mi ha proposto, per quest’anno, di aprire partita iva. Io ho reputato interessante il sistema dei minimi. Il datore di lavoro dice che è disposto a salire a 1500/1600 euro al mese lordi, e fin qui tutto bene (tieni presente che sono single e non ho mutui o simili). Ma quello che non capisco è come funziona. Cioè mettiamo di avere un lordo di 1600 mensile, a questo sommo il 4% di inps, tolgo il 20% (332,8 euro) e rimangono 1331,2 euro, giusto? Questi sono i soldi che il datore di lavoro mi verserà giusto? Poi io pagherò il restante dell’aliquota inps su questa cifra vero? E oltre a questo non c’è più altro da pagare (nemmeno in futura dichiarazione dei redditi), è corretto?
Poi non capisco (scusami ma davvero non sono pratico) il sistema per scalare spese etc etc. Se io compro un pc o altre cose, mettiamo per un totale (sparo) di 3000 euro, come funziona? Andrà in dichiarazione dei redditi e l’irpef che ho già pagato su quei 3.000 mi verrà rimborsata? E come?
Scusa delle duemila domanda, scusami davvero, ti ringrazio se avrai la pazienza di rispondermi, altrimenti grazie lo stesso!
14 Gennaio 2009 @ 09:26
Ciao mark88
allora per le detrazioni da lavoro dipendente dvi parlarne con un consulente del lavor, è un modo tutto suo.
PEr la fatturazione e la dichiarazione dei redditi si è tutto giusto.
Per le spese esempio PC vige il principio di cassa quindi detrai le spese sostenute, pagate, nell’anno di imposta di riferimento, e le scali matematicamente dai ricavi.
14 Gennaio 2009 @ 13:06
Sono un libero professionista che a gennaio del 2008 ha aperto una ditta individuale aderendo al regime dei contribuenti minimi.
Il compenso netto pattuito con i miei clienti era di 850€ al mese, al netto di eventuali spese per vitto, viaggio e alloggio.
pertanto ho predisposto una fattura che riportava le seguenti voci
a Compenso netto pattuito	€ 850,00
b Rimborso Spese vitto viaggio, alloggio	€ 150,00
c Recupero Imposte Dirette (20% su Impon.) € 250,00
d Totale Imponibile (a+b+c)	€ 1.250,00
e Imposta sul Valore Aggiunto (IVA esente *) € 0
f Rivalsa Contributo Previdenziale (4% n.a**) € 0
g Importo totale Fattura	(d+e+f)	€ 1.250,00
h Ritenuta d’Acconto 20%	***	€ 250,00
i Netto a Percepire (g-h)	****	€ 1.000,00
aggiungendo le seguenti annotazioni a pie di fattura
*Operazione esente Imposta su valore aggiunto (IVA) effettuata ai sensi dell’articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008 in quanto il Fornitore ha aderito al regime dei contribuenti minini, ”
**Il fornitore ha diritto ai sensi dell’art. 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. di applicare o meno una maggiorazione del 4% in fattura per rivalsa contributi INPS come previsto ai sensi della legge
***Si ricorda che il versamento della ritenuta d’acconto e la sua certificazione, deve avvenire a cura del Cliente in qualità di Sostituto d’imposta, nei termini di Legge 248/2006
****Si ricorda che è obbligatorio ai sensi della legge 248/2006 effettuare il pagamento della somma da percepire tramite Assegno Non trasferibile ovvero Bonifico Bancario a meno che la somma non sia inferiore ai 500€ tale limite scenderà a 100€ dal 1 Luglio 2008
Ho alcuni quesiti in merito:
A) è possibile fare come ho fatto io la distinzione in fattura tra netto pattuito e netto imponibile addebitando al cliente in pratica una voce per le tasse, in modo da tornare ad avere il netto pattuito
B) Ho letto che sarebbe obbligatorio iscriversi alla gestione separata INPS, ma se non l’ho fatto , cosa mi succede
C)Quando devo fare la dichiarazione dei redditti
D) dai redditi percepiti devo scalare tutte le spese documentate per vitto viaggio e alloggio, più eventuali spese di gestione dello studio (carta , telefonino, accessori per il pc, software) andando a maturare un credito d’imposta per gli anni successivi oppure posso richiedere il rimborso del credito
E)La voce del 4% di rivalsa contributi INPS è obbligatoria e in tal caso mi sembra di aver capito che la dovrei applicare all’imponibile ( i 1250€)
19 Gennaio 2009 @ 09:39
i punti 2 3 e 4 non serve metterli
Poi non puoi mettere il rimborso imposte dirette, al massimo metti rimborso spese se il committente è daccordo.
Scusami ma che vuol dire cosa ti succede se non ti iscrivi all’INPS? di certo non ti uccidono ma se ti scoprono paghi tutti gli arretrati con sanzioni ed interessi.
La dichiarazione dei redditi si fa a giugno di ogni anno.
Il credito o lo richiedi a rimborso o lo tieni per compensare con altri tributi
LA rivalsa non è obligatoria, se scegli di applicarla lo dove fare sull’imponibile da fattura
26 Gennaio 2009 @ 06:11
Buongiorno e complimenti per le preziose informazioni.
Avendo letto molte cose, alla fine non mi è proprio chiaro perchè (se si è “single”?) convenga il forfettone anzichè il forfettino:
20% sostitutiva + (20-4)% inps (deducibile)
10% sostitutiva + irap (ca. 4,7%) + (20-4)% inps (non deducibile)
non converrebbe in ogni caso il forfettino o dimentico qualcosa (discorso IVA a parte)?
E’ esatto il 4% rivalsa inps in fattura anche per il forfettino?
Per ultimo: è obbligatorio per il forfettone porre la RA o posso in alternativa versare quel 20% da me?
Grazie in anticipo, mi auguro possa avere una risposta presto (visto che al max martedì dovrò “agire”).
26 Gennaio 2009 @ 06:28
…oltretutto, sulla base irap non si applicano delle deduzioni?
26 Gennaio 2009 @ 09:13
infatti non c’è una vera e propria convenienza
se no si hanno spese da dedurre dalla dichiarazione si potrebbe optare per il regime dei minimi solo per la semplificazione che esso ha e per la ritenuta che viene pagata dal committente
per il resto si si effettu un calcolo tra i due regimi è ovvio che potrebbe risultare più conveniente quello delle nuove attività produttive.
Altra differenza sta nel fatto che le nuove attività produttive hanno dei limiti all’applicazione dle regime e un adempimento in piu, il versamento dell’IVA in sede di dichiarazione IVA.
26 Gennaio 2009 @ 14:05
Propongo un esempio, essendomi letto tutti i commenti sopra, c’è un esempio di deduzione Inps che non mi torna, e non ho ben capito; in questo modo è corretto?
Prestazione: €10000
Regime minimi:
+ 4% rivalsa inps = €10400
– R.A. 20%
TOT = €8320
– inps 24,7%: €2470
+ deduzione inps €512 (10400-2470=7930*24,7%= inps da versare diventa €1958)
NETTO €6362
Agev. nuova attività:
+ 4% rivalsa inps €10400
– sostitutiva 10% €1040
– irap (10040-9000)= 1040*4%= €41
– inps 24,7%: €2072
NETTO €7247
Grazie mille,a tutti
PS: in entrambi i regimi non ci sono problemi per una fattura verso un’azienda americana?
26 Gennaio 2009 @ 14:09
integrazione con IVA, per essere più precisi:
+ IVA €2080
– sostitutiva 10% imponibile €1040
– IVA da versare €2080
27 Gennaio 2009 @ 09:17
non ho capito cosa intendi e il tuo esempio è un po confuso
vediamo di mettere ordine:
Prestazione: € 10.000
+ 4% rivalsa inps = € 400
Totale € 10.400
– R.A. 20% € 2.080
netto a pagare = € 8.320
dopodiche versi la differenza sull’imps cioè il 24.72% di cui il 4% gia riscosso: €2470
NETTO € 5.850 piu eventuali deduzioni inps o altro…
+ 4% rivalsa inps € 400
– sostitutiva 10% €1.040
– irap (10040-8000)= 2040*4%= €82
– inps 24,7%: €2472
circa NETTO € 6806
Ripeto la differenza sta nelle semplificazioni del regime
in piu vi sono circa € 1000 di tassazione in piu
2 Febbraio 2009 @ 15:02
salve volevo porvi un quesito..mi appresto a lavorare per una compagnia assicurativa…ovviamente devo aprire partita iva. le mie domande sono queste a che regime iscrivermi???
e riguardo l inps i contributi li devo versare se si in che modo e importo??
10 Febbraio 2009 @ 11:10
salve,da circa 4 mesi ho iniziata una nuova attività e nello specifico sono un agente di commercio nel settore pubblicitario.
ho aperto partita IVA e per il momento guadagno circa 800 che derivano da un anticipo provvigionale che la mia azienda mi da.
il punto è che non potendomi ancora permettere un commercialista,ho una serie di dubbi di tipo fiscale:
1-che aliquota viene applicata in linea a quello che guadagno?(se continuo a guadagnare queste cifre,quanto dovrò pagare in tasse?)
2-sbaglio a nn affidarmi ad un commercialista?
3-tutti i consigli che potete darmi, sono ben accetti visto che sono nella confusione piu totale.
26 Febbraio 2009 @ 11:05
Dubbio atroce, probabilmente avete già trattato l’argomento, scusatemi, ma la soglia dei 30000 per i contribuenti minimi si calcola dal netto delle fatture emesse e ricevute?
oppure dalla mia fattura non devo calcolare la ritenuta d’acconto ?
mademol ha detto:
5 Marzo 2009 @ 19:53
salve e compimenti per la professionalità.vi pongo il mio problema. sono un giovane avvocato non iscritto alla cassa nè alla gestione separata. ho aperto la partita iva ed aderito al forfettone. ho preparato una bozza di fattura che prevede le seguenti voci:
a) rimborso anticipazioni
b) spese imponibili
c) diritti e onorari
oltre CPA 2% su
a detrarre ritenuta d’acconto su
la ricerca di VS. conferme:
– la voce “rimborso anticipazioni” corrisponde solo alle spese documentate che ho sostenuto per il cliente che non fanno reddito?
– la voce “spese imponibili” sono quelle non documentate che fanno reddito? quali sono le spese imponibili?
– il bollo da € 1.81 per fatture superriori a 75 euro come posso inserirlo in fattura? metto una voce a parte sul totale parziale o dove?
– sono obbligato ad iscrivermi alla gestione separata oppure in attesa di verificare a fine anno i risultati ottenuti posso non iscrivermi?
grazie in anticipo per le cortesi risposte e…se ho sbagliato o la bozza di fattura non è adatta per chi è in regime forfettone mi potrest suggerire quale è quella giusta e/o adatta.
11 Marzo 2009 @ 10:43
Salve e complimenti per il servizio che svolgete, mi rendo sempre + conto di quanto siano complicati i conti e la burocrazia italiana! Veniamo a me: ho aperto la partita iva, regime dei minimi l’anno scorso per svolgere l’attività di speaker radiofonica. Emetto fatture con la sola ritenuta d’acconto al 20% e la quota per l’enpals. Ora lavorerò anche per un’agenzia di comunicazione, essendo iscritta all’ordine dei giornalisti nel contratto di 1 anno figura proprio la mia mansione. Nel fare le fatture dovrò tenere conto dell’ordine dei giornalisti e quindi versare dei contributi o posso inserire la ritenuta d’acconto del 20% come sempre e basta?
il netto da percepire sarà di 600 euro. totale fattura 720?
11 Marzo 2009 @ 19:07
Solo complimenti per tutte le risposte che ho letto. Ora la situazione è decisamente più chiara!
12 Marzo 2009 @ 08:48
Devi regolarti secondo le disposizione dell’ordine dei giornalisti
15 Marzo 2009 @ 14:31
Salve e complimenti. Sono un pensionato (quindi reddito da pensione), ho intenzione di aprire un’attività aderendo al regime dei contribuenti minimi, riguardo alle spese mediche, muto e al carico di mia moglie (separazione dei beni), perderò la deducibilità?
15 Marzo 2009 @ 20:48
VOLEVO DIRE PERDERO’ LA DETRAIBILITA’?
30 Marzo 2009 @ 19:55
Buongiorno, lavoro x una agenzia di assicurazioni come collaboratore del terzo gruppo, sentendo 3 diversi commercialisti prima di iniziare l’attività 2 mi hanno consigliato il forfettino e 1 il regime dei minimi, che alla fine ho scelto.
Considerando che al lordo della RA fatturo intorno ai 1400 euro al mese,faccio timbri benzina per 200 euro al mese e spendo circa 80 euro per pranzare fuori (fatturati), ho fatto la scelta giusta? e in ogni caso quale sarebbe la differenza al momento di fare i versamenti di imposte e di INPS?
14 Aprile 2009 @ 15:53
come calcolo il reddito dei 30000 ?
dall’imponibile iniziale sottraendo le spese, o dal compenso finale che ricevo sottraendo le spese (iva compresa)
15 Aprile 2009 @ 07:43
non perderai la detraibilità ma avrai un conteggio separato, da un lato pagherai l’imposta sostitutiva come contribuente minimo e dall’altro farai i calcoli come tutti gli anni.
secondo noi hai fatto la scelta giusta, per quanto riguarda l’INPS sia in un caso che nell’altro è la stessa cosa, paghi circa il 25% come gestione separata.
Per Fra77,
i 30.000 si calcolano sommando tutti gli imponibili.
cnemo ha detto:
18 Aprile 2009 @ 21:09
Salve e complimenti per l’utile servizio. Ho molti dubbi data la mia ignoranza in materia fiscale e spero che possiate darmi una mano. Fra un paio di mesi la mia azienda chiuderà i battenti (grazie crisi!) e mi ritroverò a spasso con moglie a carico. Sto allora cercando da guardarmi intorno e sebbene inizialmente fossi scoraggiato dall’aprire una partita iva soprattutto per il discorso degli studi di settore (e se non fatturassi niente? mi dicevo) al momento ho ripreso un pò di fiducia avendo saputo di questa storia del forfettone.
Allora dopo questa premessa di cui probabilmente non fregherà niente a nessuno passo alle domande:
1) se a settembre decido di iniziare la mia nuova attività, aprendo la partita iva, entro automaticamente nel regime del forfettone, giusto?
2) avendo lavorato tutto il 2008, e quindi avendo avuto un reddito, questo può andare ad influire sul tetto dei 30000?
3) idem come sopra, nel 2010 avendo percepito stipendio per 6 mesi, questo andrà ad influire sul tetto dei 30000?
4) purtroppo non capendo niente di ritenuta d’acconto, sostituzione d’imposta etc etc (termini per me che non vogliono dire niente), non è che potreste chiarirmi cosa vuol dire 30000 euro l’anno? in pratica lo si mette il pane in tavola pagato tutto quello che c’è da pagare? (sarebbe bello anche sapere cosa c’è da pagare)
5) mi sembra di aver capito che dopo 3 anni si entra nel regime normale e quindi poi si deve sottostare al regime ordinario, ma a parte questo, se trovo un nuovo lavoro dipendente (anche perchè prima o poi questa crisi dovrà pur finire) e volessi chiudere la partita iva e l’attività, avrei problemi a farlo?
6) potreste chiarirmi meglio cosa vuol dire che si hanno 15000 euro per gli acquisti?
mi scuso per la banalità delle domande, ma ho poca esperienza lavorativa e tutta da dipendente, non mi sono quindi mai interessato di questi temi (probabilmente in modo colpevole).
Confidando nella vostra pazienza vi ringrazio e saluto.
18 Aprile 2009 @ 21:46
Mi scuso, vorrei aggiungere un’altra domanda:
7) per quanto riguarda l’INPS anche in questo regime si devono versare comunque 2700 euro all’anno anche se non si fattura niente?
24 Aprile 2009 @ 09:09
Avrei da mettere una domanda… su una “fattura”(dichiarazione)del 2008 per lavoro occasionale dovevo mettere una marca da bollo di 1,81 ma ho dimenticato. Non ho una marca da bollo tipo nuovo con quella data ma ho aancora delle marche da bollo tipo vecchio (come i francobolli). Posso usare ancora quel tipo di marca da bollo oppure posso comprare adesso una marca da bollo tipo nuovo?
19 Maggio 2009 @ 09:08
scusate ma sono un pò rinco in queste cose…ho capito tutto ciò che avete scritto ma nel mio caso non mi è chiara una cosa. avendo superato i 5000 euro mi è stato chiesto di aprire una partita iva..sentito il commercialista ha consigliato il forfettino (lavoro di grafico fotoritocco etc). ora la questione è la seguente. Vi posto una
“fattura modello” in ritenuta d’acconto fino a ieri:
lordo 187,50,
al netto di ritenuta d’acconto 150 e a fine anno tutti felici e contenti.
con partita iva, secondo il commercialista, la nuova fattura sarebbe questa:
150 imponibile
tot 187,20.
quindi: il mio lordo e’ 30 centesimi più basso rispetto a prima, ma a fine anno devo pagare pure il 10% (forfettino) più il restante di quota inps.
Questo il mio dubbio: in pratica essendo in questo secondo caso il nuovo lordo 187,20 iva compresa, l’unica a guadagnarci rispetto a prima è l’azienda per la quale l’iva non sarebbe un costo potendola poi detrarre. Per cui l’azienda rispetto a prima guadagna l’iva e io pago di più.
Arrivo al dunque. Non sarebbe più corretto che i 187,50 in ritenuta diventassero 187,20 più iva?io avrei, a spanne lo stesso netto di prima, e l’azienda gli stessi costi…è corretto il mio ragionamnto?vi ringrazio
20 Maggio 2009 @ 07:38
in realtà non sta a noi decidere se è piu giusta una cosa o l’altra
le leggi sono queste e regolarizzandonti hai i tuoi fantaggi e svantaggi.
Prima creto tu svolgessi un attività occasionale, con le sue limitazioni, adesso aprendo la partita iva sei in regola
in realtà tu dovresti mantenere fermo il tuo imponibile, esempio
187.50 imponibile
37.50 ritenuta
150.00 netto corrisposto
7.50 4% rivalsa inps
39.00 iva
234.00 totale
versi l’iva e ti rimangono 195 versi l’inps 4% piu il 21.72 comunque rimaniamo al 4%, quindi ti restano 187.50 paghi le tasse che sono sostitutive del 10% 18.75 TOTALE 168.75
20 Maggio 2009 @ 16:46
Innanzitutto ti ringrazio davvero per la risposta..deduco anche dai conti faii, che il mio ragionamento non e’ del tutto sbagliato…l’unico modo è prvare a presentarla all’azienda e vedere che ci dice..si prima era lavoro occasionale, ma il lavoro ad aprile aveva già superato sia i 30 giorni che i 5000 euro..da qui la loro richiesta di aprire la partita iva..ad ora i pagamenti sono bloccato, sto aspettando che tutto parte per ripresentare le nuove fatture…quindi mi atterrò a 187.50 piu’ 4% inps piu’ iva..se dovesso fare storie vorrà dire che toglierò la rivalsa inps ehehehehe. Quindi l’inps che dovrei pagare è il 4 piu’ il 21.72?caspita!!!!;-)
chiedo scusa per gli errori di battitura..ero di fretta ma conosco il congiuntivo 😉
30 Maggio 2009 @ 09:56
Sono ingegnere con PIVA contribuente minimo. Nello stesso tempo sono dipendente di una società di costruzioni.
1) quando fatturo le prestazioni professionali non applico la ritenuta d’acconto in quanto il mio non è lavoro occasionale o similare. E’ corretto?
2)non essendo neppure parasubordinato, non debbo neppure iscrivermi alla gestione separata INPS. Giusto?
3)devo indicare in fattura e versare il contributo integrativo Inarcassa del 2%, ma non devo iscrivermi e/o o versare altri contributi soggettivi Inarcassa in quanto assoggettato ad altra forma di previdenza obbligatoria come dipendente della società di costruzioni.E’ così?
4)Ultimo: in teoria come contribuente mininimo potrei dedurre dal reddito di lavoro autonomo i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori vesati dalla società di costruzione di cui sono dipendente?
vorrei delle delucidazioni e sarò grato a chi gentilmente si prodigherà ad aiutarmi. Lavoro in un ristorante tramite la somministrazione di un contratto part-time della durata di 6 mesi che prevede 8 ore di lavoro al giorno per 2 volte a settimana. Percepisco un compenso lordo in busta paga che ammonta a 1322 euro, mentre il netto in busta varia mese per mese e al momento non ha mai superato i 600 euro. Quando sara’ terminato il mio contratto dovrò versare qualche tassa? In più vorrei sapere se posso richiedere il rimborso del 20% delle ritenute d’acconto o se non mi spetta ove dovessi superare una certa cifra (se si qual’è questa cifra?). In media quanto tempo passa prima di ricevere tale rimborso? In attesa di una vostra gentile risposta colgo l’occasione per ringraziarvi.
28 Agosto 2009 @ 13:51
quando sarà terminato il lavoro non dovrai versare alcuna tassa, infatti le trattenute cioè la differenza tra i 1322 e i 600 che percepisci sono tasse e previdenza sociale, il rimborso che potresti richiedere è quello dovuto se hai sostenuto alcune spese deducibili dal reddito tipo spese mediche per te e per i tuoi figli o moglie, spese per l’assicurazione sulla vita etc..
1 Settembre 2009 @ 13:30
Lo so sono ripetitivo, ma complimenti per l’efficiente aiuto in materia.
Il tutto è molto chiaro, ma io avrei bisogno di un altro chiarimento.
Premetto che sono un libero professionista.
Vorrei fare a meno di un commercialista per non avere ulteriori spese, e anche perché, visto lo snellimento delle procedure, penso di essere capace di portare avanti da solo il discorso, quindi, supponendo di aprire l’attività in regime dei minimi il 1 gennaio 2010, procederò a fatturare tutto l’anno 2010 con le modalità dette e ridette in questo forum (imponibile, cassa, ritenuta)
A giugno 2011, mi recherò presso un patronato portandomi tutte le fatture emesse e le eventuali spese sostenute deducibili ed effettuerò l’eventuale integrazione del pagamento tasse che mi compete pagando con l’apposito modulo F24 (può anche essere che starò a credito…)
Tanto la P.Iva posso aprirla io senza necessità di un consulente, l’iscrizione alla cassa la farei io e le fatture le farei con le stesse modalità che ci avete indicato in questo forum. E’ giusto?
1 Settembre 2009 @ 20:30
Salve ho letto tutto attentamente e vorrei esplicare un esempio e capire se è congruo!Io nel 2010(poniamo che la finanziaria 2009 lasci il forfettone uguale) aprirò partita iva con forfettone come agente di commercio;faccio un esempio con reddito lordo di 15000 euro
15000 imponibile-
1725 r.a. (23% sul 50% dell’imponibile)-
1012,5 enasarco(6,75%)-
3000 inps (20% dell’imponibile entro i 15000 euro)=
9265.5 somma che mi “ritroverei in mano”
Calcolo sostituto d’imposta
1012.5 enasarco-
3000 inps=
10987.5*20%=2197.5
2197.5-1725(ritenuta già versata)=472.5 residuo da pagare
Quindi avevo “in mano” 9262.5-472.5=8790
Quindi 8790 sono quanto mi rimarrà “in mano” pagando tutto!
E’ tutto giusto?!Grazie!
3 Settembre 2009 @ 08:08
per emanuele è tutto giusto
per marco non mi è chiaro che calcoli fai , con il forfettone paghi un imposta sostitutiva del 20% sull’imponibile
6 Settembre 2009 @ 09:33
ma questo regime fiscale dei miimi, ha una durata temporale oltre la quale bisogna cambiare regime?
24 Novembre 2009 @ 21:51
probabilmente sarò ripetitivo ma mi appresto ad aprire per l’anno 2010 una partita iva come agente di commercio in virtù del contratto di agenzia che stipulerò da qui a poco. Se consideriamo il la possibilità che io riceva dall’azienda un compenso annuo lordo, composto da una quota fissa e una provvigionale, inferiore ai 30 mila euro, diciamo per stare larghi intorno a 25 mila euro. Credo che dovrei rientrare nel regime fiscale dei minimi e in virtù di questo quanto sarebbe il mio reddito al netto delle eventuali ritenute , inps, imposte sostitutive, enasarco, ecc ecc? Presumo costi di gestione auto, telefono e vari pari ad un ammontare annuo di 7 mila euro annui. Se decidessi di comprare un auto a rate del valore superiore a 20 mila euro compreso iva, quanta parte di questo costo potrei dedurre? L’aderenza a questo regime fiscale è automatica? la ringrazierei se volesse illuminarmi magari con prospetti numerici in grado da chiarire una volta per tutte quanto sarebbe l’ammontare dell’utile netto a me restante.
24 Novembre 2009 @ 22:08
faccio i miei complimenti ai preparatissimi gestori del blog che trovo veramente esauriente ma rischiando di sfiorare argomenti trattati già vorrei sottoporvi la mia situazione per poter finalmente inquadrare nella mia fattispecia concreta quanto letto sopra.
Per l’anno 2010 mi appresto ad aprire una partita iva come agente di commercio in virtù del contratto di agenzia che stipulerò da qui a poco. Consideriamo la possibilità che io riceva dall’azienda un compenso annuo lordo, composto da una quota fissa a titolo di rimborso spese e una provvigionale, inferiore ai 30 mila euro, diciamo per stare larghi intorno a 25 mila euro. Credo che dovrei rientrare nel regime fiscale dei minimi e in virtù di questo:
1) quanto sarebbe il mio reddito al netto delle eventuali ritenute , inps, imposte sostitutive, enasarco, ecc ecc?
Presumo costi di gestione auto, telefono e vari pari ad un ammontare annuo di 7 mila euro annui.
2)Se decidessi di comprare un auto a rate del valore superiore a 20 mila euro compreso iva, quanta parte di questo costo potrei dedurre?
3)L’aderenza a questo regime fiscale è automatica?
4)Gli eventuali crediti di imposta possono essere compensati ad esempio con i contributi inps o inail?
La ringrazierei se volesse illuminarmi magari con prospetti numerici in grado da chiarire una volta per tutte quanto sarebbe l’ammontare dell’utile netto a me restante.
7 Dicembre 2009 @ 14:49
buongiorno, è la prima volta che scrivo.
vorrei sapere se la ritenuta d’acconto da trattenere va conteggiata solo sull’imponibile o sulla somma dell’imponibile più 4% inps di rivalsa? grazie per la risposta
10 Dicembre 2009 @ 09:15
anche sul 4% di rivalsa INPS in quanto è parte integrante del compenso
18 Dicembre 2009 @ 07:21
ero un lavoratore dipendente,e avevo nello stesso tempo una ditta individuale con il regime dei minimi,adesso mi trovo a cambiare azienda perchè la ditta dove lavoravo ha chiuso,sarò assunto a breve da un’altra azienda con orario fulltime devo per forza informarla che ho questa ditta individuale anche se non sono in concorrenza perche vorrei evitare.grazie per il vostro aiuto
18 Dicembre 2009 @ 09:48
non credo che serva avvisare l’azienda, certo se è per instaurare buoni rapporto puoi tranquillamente avvertirli.
18 Dicembre 2009 @ 17:04
non riesco a capire solo una cosa: non esiste un metodo di calcolo dal lordo al netto o viceversa???
Sono iscritto alla gestione separata INPS (rivalsa 4%) con partita IVA…aliquota massima 25,72%
dovrei fatturare all’azienda (con r/a) presso la quale svolgo la mia attività. Ora percepisco 400,00 al netto. Avevo già partita iva nel 2007 per la richiesta di un aiuto per l’autoimpiego. Non sono nel regime dei minimi (lo sarò dal 2011). Per avere sempre un netto di € 400,00 come dovrà essere sviluppata la mia fattura? (ovviamente tutte le spese dovranno essere a carico del datore…se parliamo di netto, anche quelle a cui dovrò provvedere personalmente). Se vorrai essere così gentile da aiutarmi a capire….perchè ho fatto dei calcoli di convenienza…ma temo di perdermi in qualche passo….e dinon poter poi più recuperare…rimettendoci anche quel poco che mi rimane.
Ti ringrazioe ti saluto.
21 Dicembre 2009 @ 23:11
si ma l’iva sarevve a tuo carico?
per esempio se tu fatturi come imponibile 660+rivalsa 4%+iva= 823,68 a detrarre R/A di 137,28 ti rimane 577,20 dopo aver verasato l’IVA di 115,44 ti restano 549,12, dopodichè versi il restante dell’inps e cioè il 21,72% pari a circa € 143,35 cosi in tasca nette avrai 405,77
ma sei sicuro che la società ti darà tutti questi soldi?
Simona Paganoni ha detto:
28 Dicembre 2009 @ 11:38
Buongiorno, se volessi aprire un’attività di consulenza (tipo amministrativa-informatica) quale regime mi converrebbe?
Dovrei fatturare la mia attività per circa 500 euro al mese
sono sposata e con figli. I figli sono a carico di mio marito (lavoratore dipendente) e io non sono a carico di mio marito
siamo in condivisione di beni
ho il mutuo della casa al 50%
attualmente non ho nessun contratto di lavoro in mano
quale regime mi converrebbe? E non rischio di pagare tasse anche se il mio redditto risultasse uguale a zero?
e quali sarebbero i passi da effettuare?
29 Dicembre 2009 @ 08:57
la convenienza è relativa ogni regime ha i suoi pro e i suoi contro, di sicuro con il regime dei minimi hai delle semplificazioni tipo: no studi di settore, no contabilità.
Potrei consigliarti il regime delle nuove attività produttive ma dura solo 3 anni.
Per iniziare una nuova attività devi aprire la partita iva ed iscriverti all’inps
6 Gennaio 2010 @ 17:08
Buongiorno io sono un artista decoratore e voglio aprire un attivita con un laboratorio purtroppo c’e un pò di confusione sia sull’iva che alcuni dicono che siamo esenti se vendo a privati, e cosa devo pagare d’ obbligo.
Inizialmente pagherò l ‘indispensabile fino a che il giro di lavoro mi permetterà altro.
Tenga conto che il reddito iniziale sarà minimo e ci sarà da acquistare attrezzatura man mano spero a coprire le spese.
Grazie ma purtroppo il settore non è ben definito e il commercialista per poche fatture diventa obbligatorio o ci si può arrangiare.
8 Gennaio 2010 @ 09:28
con il regime dei minimi non c’è obbligo di tenuta di contabilità l’importante è tenere le fatture numerate, si è poi esenti da iva, infatti la fattura riporterà solo l’imponibile e a detrarre la ritenuta d’acconto, ma non si puo detrarre altresi l’iva sugli acquisti
14 Gennaio 2010 @ 00:22
Salve a tutti e complimenti per il blog. Davvero molto esaustivo.
Sono in procinto di aprire partita iva come contribuente minimo, e ho un dubbio a riguardo che spero mi chiarirete. Ho letto tutte le risposte che riguardavano l’argomento ma non mi è ben chiaro quanto segue.
Vi è l’obbligatorietà di inserire in fattura la ritenuta d’acconto o è a mia discrezione caso per caso?
Mi spiego meglio, posso scegliere io se farla pagare al cliente o pagarla in fase di dichiarazione a giugno?
Capisco l’agevolazione di non doverla pagare in seguito, ma mi perplime la liquidità immediata dei fondi a mia disposizione.
14 Gennaio 2010 @ 09:18
la ritenuta devi obligatoriamente inserirla in fattura ed il cliente dovrà versarla entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento
14 Gennaio 2010 @ 12:22
In relazione a quanto sopra gradirei avere un chiarimento: la ritenuta d’acconto corrisponde esattamente all’imposta sostitutiva(20%). Se tutte le mie fatture sono assoggettate a ritenuta, come posso beneficiare delle deduzioni legate ai costi inerente l’attività e dei beni strumentali acquistati? sopra si parlava di compensazione, ma compensazione con cosa, se manterrò sempre questo regime anche in futuro e quindi non avrò mai altre imposte da versare? si possono compensare anche con i contributi inps?
15 Gennaio 2010 @ 00:23
Quella di Luca sarebbe stata la mia seconda domanda. Dove sta il vantaggio di pagare solo il 20% della differenza fra ricavi e costi se poi alla fine io andrò sempre matematicamente a credito? (Matematicamente perchè già ho un costo sicuro rappresentato dai contributi INPS e che possono essere stornati dai ricavi per il calcolo della base imponibile del 20%).
E mi perplime anche il fatto che anche per una fattura da 20€ devo obbligarte il mio cliente a pagare una ritenuta di 4€. Non è il mio caso, lavoro con siti internet e grafica quindi raramente farò mai una fattura da 20€. Ma se devo dare questa incombenza sempre e comunque al cliente, per cifre così basse magari la prossima volta si rivolge a un altro per questo tipo di lavoro per non avere questo tipo di seccature.
Scusate per lo sfogo e grazie per la risposta.
18 Gennaio 2010 @ 09:12
l’utilizzazione dei crediti per maggior imposta versata è quella classica delle altre compensazioni in f24, il regime infatti prevede l’assoggettamenta a R/A che è di pari importo con l’imposta sostitutiva ma da considerare che il regime dei minimi comprende anche altre tipologie che non sono soggette a R/A.
22 Gennaio 2010 @ 15:52
Buongiorno, avrei un parere da chiedere. Lavoro come dipendente in una ditta e guadagno circa 1200€ al mese. Ho un figlio e sono sposata. Vorrei aprire una partita iva perchè ho iniziato ad effettuare delle consulenze. Tenuto conto che il guadagno da partita iva si aggirerà sui 5000 euro annui, cosa mi consigliate di aprire come partita iva? Aderire al regime dei minimi o a quello delle nuove attività produttive?
Non posso fare fatture per prestazioni occasionali perchè sarebbe un’attività continuativa…
25 Gennaio 2010 @ 09:13
ti conviene il regime dei minimi, specie per il fatto che non saresti soggetta a studi di settore
stefania de ciechi ha detto:
30 Gennaio 2010 @ 23:07
ho partita iva con regime per le fatture in italia mi pare tutto chiaro e fatturo come descritto nei vostri post,ho appena preso un cliente estero e vorrei sapere cosa fare…so che non devo mettere ritenuta proprio perchè estero ma il 4% dell’inps?
1 Febbraio 2010 @ 09:09
l’inps puoi metterla
6 Febbraio 2010 @ 15:28
Buonasera e complimenti per la qualità del servizio. Ho aperto P.IVA in regime minimi come ditta individuale per attività professionale e sono iscritto alla gestione separata INPS. Poniamo il seguente esempio di un’unica fattura annuale:
A) compenso prestazioni professionali = 6400
B) rivalsa INPS 4% (su A) = 256
C) totale fattura (A+B) = 6656
D) ritenuta d’acconto 20% (su C) = 1331,20
E) importo da corrispondere (C-D) = 5324,80
F) totale spese sostenute = 1155
G) reddito
Non sono esperto in materia, ho letto i commenti precedenti ma non mi è ben chiaro quanto segue:
1. per il limite dei 30000 devo fare riferimento ad A, C, E oppure G?
2. per determinare G devo fare A-F, C-F oppure E-F?
3. l’imposta di bollo da 1,81 eventualmente a che punto dovrei inserirla in fattura?
4. tra le voci in fattura dovrei indicare come “imponibile” A oppure C? e le altre voci sono corrette?
5. ponendo invece di dover erogare il servizio ad una persona fisica (non sostituto d’imposta), sul documento rilasciato (oltre a non mettere ritenuta d’acconto) posso non scrivere nessun dato di tale persona? posso scrivere solo il suo cognome e nome? oppure sono obbligato a scrivere anche il suo indirizzo e codice fiscale?
23 Febbraio 2010 @ 18:17
salve,sono dipendente in una stireria con contratto a tempo indeterminato,vorrei avviare come secondo lavoro la mia attività di naturopata..che regime fiscale mi converrebbe??
all’incirca guadagno 800/900 euro al mese, e quasi per due mesi all’anno sono in cassa integrazione.Convivo e non ho figli a ccarico.
25 Febbraio 2010 @ 09:27
le spese sonstenute sono per conto del cliente? se si sono rimborsi sese se no devi metterle tra l’imponibile A,
i 30.000 sono il totale della voce A
Per Romi il regime dei minimi potrebbe andare bene per iniziare poi vedrai tu se ti conviene o no, intendo per le detrazioni.
25 Febbraio 2010 @ 17:32
Sono spese sostenute per l’acquisto di beni strumentali inerenti o parzialmente inerenti all’attività, per determinare il reddito non mi è chiaro se devono essere sottratte dalla voce A (compensi), C (compensi + rivalsa INPS), E (totale da corrispondere dopo applicazione della ritenuta d’acconto).
Se invece fatturo ad una persona fisica (che non ha P.IVA) è corretto scrivere per esempio solo il suo nome e cognome, senza indirizzo e codice fiscale?
1 Marzo 2010 @ 09:12
Dalla voce A, i 30.000 si calcolano sul compens imponibile.
Se fattura ad una persona fisica sanza partita iva devi mettere tutti i dati compreso il codice fiscale
10 Marzo 2010 @ 17:44
ciao a tutti ! io ho una perplessità riguardo la ritenuta d’acconto relativa ai contribuenti minimi: un artigiano che ha appena aperto la partita iva deve emettere la fattura con l’applicazione della ritenuta d’acconto ? perchè ho cercato di informarmi il più possibile ma non ho trovato riferimenti normativi in merito alla questione…
23 Aprile 2010 @ 19:07
Ciao a tutti! Sono un diventato agente esattoriale da 3 mesi e dopo 3 ritenute d’acconto devo regolarizzare la mia posizione anche perchè devo cominciare a fatturare in quanto il prossimo mese dovrei incassare circa 2000 euro. Mi hanno suggerito il forfettone, mi sono informato e credo mi sia la cosa migliore. ora due sono i problemi: Quali sono i costi a cui vado in contro per apertura iva ed iscrizione alla camera di commercio? Iscrivendomi come azienda di servizi quanto pagherò di inps? P.S.: mi hanno sconsigliato di iscrivermi come professionista con gestione separata dell’inps…cosa ne pensate?? Aiutatemi che nn ci sto capendo più nulla!! GRAZIE
26 Aprile 2010 @ 08:45
per monica se fatturi ad un sostituto d’imposta, per esempio azienda, devi metetre la ritenuta d’acconto.
Per lino, sicuramente ti conviene iscriverti come professionista e pagare l’inps gestione separata che ammonta a circa il 25/26 %
30 Aprile 2010 @ 17:46
vorrei sapere quali sono le tipologie di fattura non soggette a ritenuta per contribuenti minimi:grazie
14 Maggio 2010 @ 15:11
Buongiorno, Vi propongo il mio caso, faccio consulenza informatica ed ho aperto P.Iva nel Regime dei Minimi nel 2010 e mi sto preparando per gli adempimenti fiscali che avro’ il prossimo anno; la situazione potrebbe essere in questi termini :
a.Importo Fatturato annuo Lordo	= 12.500,00 Euro
b.Ritenuta d’acconto (20%) = 2.500,00 Euro (20% * a)
c.Importo Fatturato annuo Netto	= 10.000,00 Euro (a – b)
d.Importo deducibile per Costi	= 2.000,00 Euro
e.Importo da versare all’INPS = X% * ? (questo e’ il primo dubbio la percentuale per l’INPS e’ da calcolare su a o su c?)
Vi ringrazio in anticipo se mi aiutate a risolvere questo primo dubbio.
17 Maggio 2010 @ 23:18
innanzitutto puoi mettere il 4% di inps in fattura
l’aliquota inps è il 25,72% da calcolare sull’imponibile cioè (A)
Grazie arielkai per la tua risposta.
Siccome la cifra di 12500 e’ stata stabilita a corpo non posso chiedere il 4% di INPS in piu’ ; pensi che potrei pero’ scorporare il 4% dall’imponibile e quindi stabilire che
a. Importo Fatturato annuo Lordo = 12.020,00 Euro
a1. Importo Fatturato per INPS = 480,00 Euro
b. Ritenuta d’acconto (20%) = 2.404,00 Euro (20% * a)
c. Importo Fatturato annuo Netto = 9.615,00 Euro (a – b)
d. Importo deducibile per Costi = 2.000,00 Euro
e. Importo da versare all’INPS = 3.092,00(25,72% *a)
a questo punto se ho capito bene il calcolo dell’imponibile e dell’imposta e’ il seguente:
f. Importo Imponibile = 6.928,00 Euro (a – d – e)
g. Imposta (20%) = 1.386,00 Euro (20% * f)
h. Recupero Imposta pagata = 1.018,00 Euro (b – g)
i. Da versare a INPS
dopo compensazione = 2074,00 Euro (e – h)
Mi puoi/potete dire se ho sbagliato qualcosa nel ragionamento ?
24 Maggio 2010 @ 23:14
per renato l’inps lo devi calcolare sul lordo e togliere la rivalsa addebitata al cliente cosi hai il netto da versare all’inps
27 Maggio 2010 @ 18:41
Grazie arielkai.
Mi sembra di capire che e’ meglio evitare di considerare il 4% , visto che non l’ho negoziato prima e mi complicherebbe la situazione.
Il calcolo dovrebbe essere a questo punto:
a. Importo Fatturato annuo Lordo = 12.500,00 Euro
b. Ritenuta d’acconto (20%) = 2.500,00 Euro (20% * a)
c. Importo Fatturato annuo Netto = 10.000,00 Euro (a – b)
e. Importo da versare all’INPS = 3.215,00(25,72% *a)
f. Importo Imponibile = 7.285,00 Euro (a – d – e)
g. Imposta (20%) = 1.457,00 Euro (20% * f)
h. Recupero Imposta pagata = 1.043,00 Euro (b – g)
dopo compensazione = 2172,00 Euro (e – h)
Mi puoi/potete confermare che a questo punto il calcolo e’ corretto, oppure ho fatto ancora qualche errore.
28 Maggio 2010 @ 20:30
sto girando come una matta per il web alla ricerca di chiarimenti visto che ho parlato con diversi commercialisti che mi hanno dato risposte diverse. Ho trovato questo forum, letto risposte attente e competenti, quindi vi scrivo sperando di chiarire alcuni dubbi.
Sono guida turistica e ho aperto la partita iva da qualche mese secondo il regime dei contributi minimi. Mi sto informando per integrare con la professione di fotografa, mi hanno detto che è possibile aprire una seconda posizione mantenendo una unica partita iva. Per farmi conoscere come fotografa, sto valutando l’idea di prendere in affitto un piccolo negozietto, che però utilizzerei solo come vetrina espositiva e per ricevere i clienti, quindi non per fare stampe fotografiche (per le quali mi appoggerei a laboratori esterni), ne’ per vendere macchine fotografiche o oggetti di alcun tipo. Mi hanno detto che così facendo non rientrerei nella categoria degli artigiani, ma devo comunque pagare dei contributi minimi all’INPS, che consistono in circa 3 000 euro annui. Ora, girando su web nel tentativo di orientarmi ho letto che come libero professionista dovrei iscrivermi alla gestione separata, quindi non devo pagare 3 000 euro annui ma altre cifre percentuali (e anche su queste percentuali mi sono persa)…
Insomma, ho una bella confusione a questo proposito e mi sembra folle che io debba pagare 3 000 euro quando ancora non so se riuscirò a guadagnare altrettanti soldi…
Grazie mille per gli eventuali chiarimenti
7 Giugno 2010 @ 01:03
Buonasera, ho letto tutto il thread con interesse e spero ono un giornalista pubblicista free-lance e sto valutando se aprire partita iva col regime dei minimi. Ci sono pero’ alcuni punti che ne’ i commercialisti finora interpellati ne’ il fiscalista che ha curato fino ad oggi la mia dichiarazione dei redditi hanno saputo dissipare con chiarezza; in particolare.
a) Io in quanto pubblicista free sono iscritto all’Inpgi-2 che è la cassa di previdenza dei giornalisti – gestione separata, che prevede il 10% di contributi sul reddito + il 2% di rivalsa, e che è la mia cassa di riferimento. E’ ugualmente obbligatoria l’iscrizione all’Inps? In questo caso le due casse si sommerebbero decurtandomi il 30% del fatturato?…
In caso contrario, sulla fattura che andrei a emettere con p.iva regime dei minimi questo 2% sopperirebbe in toto al 4% di rivalsa inps normalmente in uso?
b) Dai colloqui sostenuti finora mi è parso di capire che l’inerenza dei costi all’attività sia qualcosa di molto discrezionale e soggettivo, da commercialista a commercialista (all’AdE). Ad esempio, in che misura l’acquisto di un libro o un abbonamento a una rivista/a un quotidiano puo’ essere considerato aggiornamento professionale per la mia attività? Oppure, I costi del pranzo nei giorni in cui collaboro con una societa’ editrice recandomi presso la sua sede secondo alcuni non possono in assoluto essere portati in deduzione, secondo altri in parte sì ma solo a patto di utilizzare buoni pasto che “fissino” la relazione/vicinanza tra l’acquisto del pasto e il luogo di lavoro. E via dicendo…
La mia domanda quindi e’, al di là dei casi specifici: cosa garantisce che quanto stimato come costo venga poi confermato dall’AdE, se più esperti interpellati non hanno le idee ben chiare su cosa comprendervi? Esiste una tabella di riferimento professione per professione o ci si basa su una sorta di buon senso piluccando tra una circolare e l’altra dell’AdE? E soprattutto vi è una differenza (di percentuali, di oneri) tra regime dei minimi e regimi ordinari?
Poi avrei altri dubbi ma c’è già troppa carne al fuoco =) Grazie per l’eventuale risposta.
21 Giugno 2010 @ 17:09
Proprio oggi trovandomi in difficoltà sell’emissione di una fattura scopro fortunatamente questo sito.
Il mio problema è questo:nelnovembre del 2009 ho iniziato un rapporto di lavoro autonomo di natura professionale e in relazione a tale incarico ho aperto la partita iva in regime dei minimi. Visto che il mio compenso è di 12,50 euro al netto degli oneri di legge, mi chiedevo ma la ritenuta d’acconto la devo sottrarre all’importo netto o devo calcolare il lordo e sottrarre a questo la ritenuta.Potreste farmi un esempio della fattura Vi ringrazio anticipatamente e spero in una Vostra risposta
22 Giugno 2010 @ 08:30
dipende dal tipo di accordo che hai con il committente.
Facciamo esempio che il tuo netto e cioè quello che veramente ti viene corrisposto sia 12.50 euro alloro la fattura dovrebbe essere cosi esposta:
Imponibile 15.63
R/A 3.13
Netto 12.50
Questo se non esponi il 4% inps, altrimenti devi mettere anche il 4% inps in fattura e diverrebbe:
Imponibile 15.03
4% inps 0.60
Totale lordo 15.63
22 Giugno 2010 @ 09:58
Si per me è tutto chiarissimo il problema è che nella prima fattura ho fatto come mi avete consigliato (non espongo il 4% INPS) e sono stata messa in pagamento, però poi mi hanno richiamata dicendomi che avevo sbagliato perchè così la ritenuta me la pagavano loro invece dovevo pagarmela io detraendola dal mio netto che come vi ho detto dal mio contratto c’è scritto 12,50 per ogni ora al netto degli oneri di legge. Avevo impastato la fattura così( per 77 ore)
Imponibile 1.203,51
r/a 240,70
netto a pagare 962,81
secondo loro invece:
Imponibile 962,50
r/a 192.50
netto a pagare 770
Vi chiedo chiarimenti in merito e Vi ringrazio TANTISSIMO per l’attenzione e la tempestività
24 Giugno 2010 @ 08:23
Monica sinceramente non capisco cosi ti hanno detto, se si parla di netto l’importo corrisposto è al netto delle imposte cosi come ti abbiamo evidenziato nel commeno precedente.
Se loro inve intendono l’immponibile allora è come dicono loro.
Leggi bene il contratto che hai firmato per vedere effettivamente cosa hanno scritto.
26 Luglio 2010 @ 11:23
CIAO a tutti è molto utile leggere i post…
ringrazio in anticipo e vi espongo la mia posizione
Ho alcuni dubbi riguardanti le tasse da versare.
Ho aperto partiva iva a regime agevolato nel gennaio 2009
(libero professionista per siti, design, arte generica)
Nel 2009 fatturo 6500 euro lordi, netti 4700
per prestazione fornita ad azienda come consulente esterno
Le R.A. me le ha versate l’azienda certificandomele con l’F24
non ho ancora fatto l’iscrizione all’inps (gestione separata)
p.s. la dichiarazione con modello unico la presento a settembre per via telematica
1. l’importo minimo oltre il quale vanno versate le tasse è 5000 lordi, ma significa che io pagherò solo su 1500 (6500 di fatturato lordo – 5000) oppure su tutti i 6500?
2.facendo adesso l’iscrizione all’inps subirò multe?
26 Luglio 2010 @ 13:59
ancora un’altra domanda:
3.sulle fatture emesse nel 2009 non ho indicato le spese non imponibili sostenute ed ho pagato la R.A. sull’intero importo.
Adesso che presento il modello unico 2010 posso cmq inserirle e quindi andare in credito oppure valgono le fatture per come sono state emesse?
p.s. ho sostenuto diverse spese che dovrebbero rientrare nella voce “beni ad uso promisquo”
26 Luglio 2010 @ 21:24
Le tasse le pagherai o le hai gia pagate su tutto, mi spiego, il regime dei contribuenti minimi prevede un’imposta sostitutiva del 20% sui redditi che equivale alla ritenuta versata dal committente quindi a fine hanno quanto avresti dovuto versare coincide con quanti ti hanno versato con l’F24.
Si l’inps una volta iscritto ti calcolerà le multe da pagare.
allora per le spese non imponibili oramai hai emesso le fatture come imponibile…mentre per i costi ad uso promisquo sono deducibili al 50% in via forfettaria
27 Luglio 2010 @ 13:58
anche se le fatture le ho emesse senza dire le spese sostenute e pagando quindi la R.A. sull’intero importo
dovrei cmq poter compensare al momento della dichiarazione dichiarando appunto le spese? o mi sbaglio
29 Luglio 2010 @ 17:43
help….help….help
2 Agosto 2010 @ 19:03
volevo sapere se è possibile chiederVi una consulenza. Grazie per l’attenzione
3 Agosto 2010 @ 10:15
dì pure mirca
16 Agosto 2010 @ 21:23
ho aderito al regime dei contribuenti minimi alcuni mesi fa e siccome sono ancora inesperto, volevo porre alcuni quesiti:
1)facendo ad esempio una tabella di questo genere, qual’è il calcolo esatto da fare, per vedere quanto mi rimane in tasca?
ricavi: 20.000€
spese (auto, vitto durante la pausa pranzo, computer, cassa geometri a 2.75% dei ricavi…): 4.000€
reddito: 20.000€ – 4000€ = 16.000€
irpef: 20% di 16.000€ = 3200 €
netto che mi rimane in tasca = 16.000€ -3200€= 12.800€ giusto????
2)Cos’è la gestione separata inps? a me hanno detto, che iscrivendomi alla cassa di previdenza dei geometri, non avrò niente a che fare con l’inps.
3) Questa mi preme molto, avendo già emesso fatture: Cosa si intende per ritenuta d’acconto?
E’ necessario inserirla in fattura?
19 Agosto 2010 @ 09:29
per Mirca, si puoi mandarci una mail
per marco, andrai a credito in sede di dichiarazione dei redditi
19 Agosto 2010 @ 09:31
se ti iscrivi alla cassa geometri non serve versare l’inps,
per quanto riguardo i calcoli sono un po errati, su 20.000 di reddito ti verranno versate 4000 di irpef, poi togli le spese , quindi in linea generale andrai a credito in sede di dichiarazione dei redditi
ho aderito al regime dei contribuenti minimi ma per il 2010 sicuramente sforerò il tetto dei 30000 euri rimanendo sotto i 45000, quindi il prossimo anno passerò al regime ordinario.
la mia domanda è: per l’anno 2010 con quale aliquota pagherò le tasse? Applicherò su tutta la somma il 20%? Oppure solo sulla somma eccedente i 30000? O che altro?
6 Settembre 2010 @ 15:29
buongiorno a tutti , vorrei avere una risposta a un dubbio che mi assilla: io sono dipendente a tempo indeterminato pat time 24 ore settimanali, vorrei iniziare una attivita’ di commercio eettronico diretto, offrendo dei servizi, una volta aperta la partita iva con l’imps come mi devo comportare? e’ vero che devo pagare solo la differenza per le ore che non lavoro , o mi dite voi all’incirca quando andro’ a pagare??? o come configurare la mia nuova attivita’, anticipatamente ringrazio
1 Ottobre 2010 @ 13:06
Gentilissimi, sono al regime dei minimi, lavoro per 3-4 aziende come consulente dei mercati esteri. Praticamente un lavoro di procacciazione d’affari.
Per una azienda con quale opero più strettamente faccio delle FATTURE in questo modo:
CONSULENZA MERCATO € 1300.00
A detrarre: ritenuta d’acconto 23% su 50% € 149.50
TOTALE FATTURA € 1150.50
Per altri aziende faccio senza dertrarre la ritenuta d’acconto.
PREGO di rispondermi se sia giusto così come mi ha detto il mio commercialista, o vale la pena di trovare un’altro?
5 Ottobre 2010 @ 10:38
Deducibilità Contributi Cassa Avvocati per Contribuenti Minimi???
Il Regime dei Contribuenti Minimi prevede che i Contributi Previdenziali Inps pagati durante l’anno siano portati in deduzione dal Reddito (quindi come normali Costi!) ed indicati nel Quadro CM7.
E per i Contributi versati da Professionisti con Cassa propria (es. Avvocati, ingegneri ecc.) che si fa?
Secondo me (prendiamo x es. un Avvocato):
– i Contributi Soggettivi sono deducibili (Rigo RM7);
– i Contributi Maternità sono deducibili (Rigo RM7);
– il Contributo Soggettivo Modulare è deducibile (Rigo RM7);
– i Contributi Integrativi NON sono deducibili.
Confermate quanto sopra?
Carla Parodi ha detto:
6 Ottobre 2010 @ 17:38
Buongiorno, ho aperto da poco la partita IVA e lavoro come docente/formatrice per enti di formazione e aziende. Ho due figli e il mio compagno lavora come dipendente.
Penso che potrei avere in media un compenso mensile di 1100 euro lordi. Le spese mensili potrebbero aggirarsi intorno ai 130 euro (carburante, fotocopie, toner, pranzi, materiali vari) e dovrei fare un investimento iniziale sui 500 euro (pc, varie).
– avendo scelto il forfettino, il mio compagno avrebbe i figli a carico al 100% e dedurrebbe anche eventuali spese mediche; tenuto conto di questo e delle informazioni fornite, quindi, ho fatto la scelta giusta o sarebbe comunque stato più conveniente aderire al regime agevolato per chi inizia un’attività e avere i figli a carico al 50%?
– nel caso del forfettino, non mi è chiara una cosa: se la ritenuta d’acconto (che dovrò calcolare in ogni fattura che emetto) va a coprire l’imposta sostitutiva, arrivo alla fine dell’anno che in teoria ho già pagato tutta l’imposta dovuta, o no? Se il ragionamento fosse giusto, come si fa il conguaglio visto che a quel punto io avrò sostenuto dei costi?
– posso considerare tra i costi dei corsi di formazione seguiti da me personalmente utili al mio lavoro?
– per la mia attività posso utilizzare il c/c intestato sia a me che al mio compagno?
7 Ottobre 2010 @ 12:59
si dovresti aver fatto la scelta giusta, la ritenuta va a coprire l’imposta sostitutiva ma considerando INPS e costi sostenuti arriverai a fine anno con un credito che potrai utilizzare in F24 per pagare qualsiasi cosa.
Per il c/c puoi fare quello chevuoi anche se sarebbe preferibile averne uno dedicato
7 Ottobre 2010 @ 13:05
la ritenuta che applichi è quella per le mediazioni e può anche andare bene, il problema è per le altre fatture che non detrai la ritenuta, PERCHE’? va sempre evidenziata la ritenuta se si fattuara ad un sostituto d’imposta ( società e titolari di partita IVA)
si è come hai detto tu
7 Ottobre 2010 @ 14:52
Ancora un dubbio sull’INPS, espongo quello che ho capito, dimmi se è corretto:
– in ogni fattura caricherò il 4% di INPS che verserà il sostituto d’imposta;
– alla fine dell’anno pagherò sul mio netto (principio di cassa)il 26% (o una percentuale più o meno simile) all’INPS…O invece il 4% va a intengrare la % da pagare alla fine dell’anno e quindi l’abbassa?
– visto che sarò a credito per via dei costi sostenuti, potrò utilizzare quella differenza per pagare l’INPS?
– quant’è esattamente la % INPS? La si applica indipendentemente dall’ammontare del reddito o ci sono degli scaglioni (i dipendenti inps non hanno saputo rispondere alle domande!!!!!!!!).
Grazie ancora, è un aiuto preziosissimo!!
11 Ottobre 2010 @ 12:19
sono una lavoratrice dipendente (reddito totale annuo lordo 40.000 euro) con 1 figlia di + di tre anni a carico al 50%.
Vorrei aprire una partita iva per lavorare autonomamente con un regime agevolato, tenga presente che il reddito totale annuo sarà intorno ai 25.000 euro.
Avrò sicuramente delle spese mediche e il mutuo da poter detrarre, qual’è il regime fiscale da adottare più conveniente per me???
NOn ho ben capito se aderendo ai minimi, io non possa poi portare in detrazione le spese mediche e quant’altro come persona fisica con il 730.. e quindi andare a credito,oppure aderendo ai minimi questa facoltà venga preclusa
12 Ottobre 2010 @ 18:07
Ad inizio 2010 ho aperto P.IVA in regime contribuenti minimi per attività professionale e sono iscritto alla gestione separata INPS. Non ho ben chiaro:
– visto che i contributi INPS ammontano al 25,72% sul reddito lordo (fatturato meno spese), QUANDO li dovrò versare se il bilancio annuo tra fatturato e spese ce l’avrò non prima di fine 2010?
– per giugno 2011, ponendo di aver fatturato nell’anno 2010 solo a persone fisiche (quindi senza ritenute d’acconto), è corretto l’esempio seguente?
a) compenso = 3365
b) rivalsa INPS 4% (su a) = 135
c) fatturato (a+b) = 3500
d) spese = 500
e) reddito lordo (c-d) = 3000
f) contributi INPS 25,72% (su e) = 772
g) reddito netto (e-f) = 2228
h) imposta 20% (su g) = 446
i) netto in tasca (g-h) = 1782
20 Dicembre 2010 @ 00:12
Avrei una domanda. grazie.
Lavoro part-time con uno stipendio lordo annuale di 12.000 euro.
Sto facendo una seconda attività per un lavoro con una società di ricerche di mercato a ritenuta d’acconto, mi è stato detto che se supererò i 5.000 euro dovro aprire la partita IVA. Quali obblighi ci sono? Cosa dovrò fare? Grazie
10 Gennaio 2011 @ 10:46
dunque..mi iscrivo all’albo degli architetti e apro partita iva a breve. con un’ipotesi di un compenso di circa 12000€ netti all’anno, mi conviene aprire la p.i. con regime di forfettino o forfettone?
* 1. forfettino: 10%tasse all’anno + 20% iva (dal quale posso detrarre iva detraibile in benzina e telefono al 50% e cancelleria?) quindi avrò da pagare: 1200€ di tasse + parte dell’iva che mi è stata data nelle fatture e non posso detrarre nulla di spese che non hanno iva (quindi non posso detrarre le spese dell’albo, inarcassa, eventuale pc portatile, spese di rappresentanza tipo cene etc..). GIUSTO?
* -2. forfettone: non ho iva, pago 20% di tasse, quindi 2400€ di tasse.
mi han detto però che posso detrarre inarcassa+albo+spese di gestione (benzina assicurazione e bollo auto xil40% e spese di domicilio della ditta per il50% per intenderci le spese condominiali.) + telefono (per quale percentuale???) + spese di rappresentanza (cene, omaggi a clienti..etc..).
quindi, con il forfettone io le tasse del 20% le pago sulla base non del 12000€ ma su base di: 12000€ – tutte le percentuali di ciò che posso detrarre (inarcassa, telefono…etc..), con il risultato che vado in credito e l’anno dopo avrò poche tasse da pagare?!?!
QUINDI: non conviene il forfettone????
oppure ho capito male io le logiche di questi due regimi???
attendo al più presto notizie!!!
12 Gennaio 2011 @ 12:16
Buongiorno, ho una ditta individuale e l’anno e iniziato male mi sto trovando in difficoltà e vorrei chiudere.
Vorrei sapere, se si dovesse poi sbloccare il lavoro posso riaprirla e quanto tempoi deve passare? vi ringrazio.
28 Gennaio 2011 @ 20:35
Buonasera , mi sono letta tutta la discussione ma non ho trovato risposte mirate alla mia situazione.
lavoro come impiegata a tempo indeterminata quindi come dipenedente e vorrei aumentare i miei introiti fornendo un servizio di trading online via web sottoforma di abbonamenti, quindi per essere “regolare” pensavo di aprire p.i. come contribuente fofettone ( tengo a precisare che manterro il mio lavoro dipendente).
dovro emettere fatture senza iva giusto?
emettendo fatture a privati posso inserire la ritenuta d’acconto ? posso o devo? se si quali le differenze?
oltre al 20% di tasse fisse quali altri costo ho?
inail?
inps? da quello che ho capito non devo nulla per queste due voci poiche pago gia come dipendente corretto?
visto il servizio reso puramente intellettuale e senza costi, i conti sono questi?
tot fatture emesse 10.000-
2.000 imposta del 20%
8.000 in tasca senza spendere piu’ nulla?
grazie a chi mi chiarisce il tutto.
7 Febbraio 2011 @ 11:00
sono una illustratrice e lavoro per lo più con cessioni di diritto d’autore per l’editoria, fino ad ora ho emesso ricevute con ritenuta d’acconto (20% sul 60% dell’imponibile perchè sotto i 35 anni) ed essendo cessioni di diritti sono esenti IVA e non hanno un tetto massimo di reddito.
Quando lavoro per la pubblicità realizzando immagini o concept non guadagno mai più di 5.000 € a cliente e quindi la prestazione ricade come occasionale (niente IVA e ritenuta del 20% sul totale)
adesso ho un cliente che mi chiede di cedergli immagini per uso pubblicitario (quindi cessione diritti in campo IVA) per un totale di 8.000 € + IVA, e mi chiedo: posso emettere comunque una ricevuta con ritenuta pagando poi le tasse sull’eccedenza di 3000€? quanto verrebbe detratto da questi 3000€? cosa ne faccio dell’IVA se uso la ritenuta? non devo nemmeno metterla nella ricevuta?
oppure superando i 5000€ sono obbligata ad aprire una partita iva come “creativa”?
sono restia ad aprire la partita iva perchè sforare i 5000€ a commissione è un fenomeno episodico e in più non ho spese/costi da detrarre per attrezzature o affitti…
per questo vorrei capire se la partita iva a questo punto è una scelta obbligata oppure mi conviene continuare con la ritenuta d’acconto pagando eventualmente le tasse sull’eccedenza. grazie mille!
Sono insegnante statale a tempo indeterminato e vorrei aprire la partita IVA regime per contribuenti minimi per le seguenti attività:
900309 Altre creazioni artistiche e letterarie e 900109 Altre rappresentazioni artistiche.
Come libero professionista oltre al 20% quanto dovrò pagare sulle entrate per enti previdenziali, considerando che la prima attività è relativa ai diritti sulla pubblicazione di un libro di testo con una casa editrice, mentre la seconda è relativa ad attività concertistica (Enpals)?
Come dipendente statale pago già i contributi all’INPDAP.
23 Aprile 2011 @ 12:13
Leggo sul depliant informativo dei Regimi Minimi distribuiti dall’agenzia delle entrate che:
“Gli unici adempimenti che resta obbligatorio assolvere sono:
– numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
– certificare i corrispettivi; sulle fatture emesse si dovrà annotare che trattasi di “operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008”;
– integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile, c.d. reverse charge;
– versare l’imposta dovuta per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
– presentare agli uffici doganali gli elenchi Intrastat.”
inoltre leggo dal Sito dell’Agenzia, istruzione compilazione Unico che:
– “Alcune fasce di contribuenti sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi:
Non siete obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi se avete posseduto:…solo redditi soggetti ad imposta sostitutiva ”
Da questa due io deduco che chi è nel Regime Minimi è esonerato dalla presentazione della dich. dei redditi.
Molti dicono che sbaglio ma nessuno mi riesce a spiegare perchè…. seguo alla lettera quanto detto dall’Agenzia….
Paolo Zanada ha detto:
23 Maggio 2011 @ 22:26
Ciao, domanda INPS
lo scorso anno, maggio 2010, ho cominciato un ‘attivita’ in regime dei minimi
Adesso presentando l ‘Unico 2011 relativo ai redditi 2010 devo pagare :
– Tutto il valore INPS relativo al reddito 2010
– Il 40% dell’acconto assumendo il reddito 2011 pari al reddito 2010?
14 Luglio 2011 @ 14:28
ho letto domande e risposte per vedere se trovavo un caso simile al mio ma niente da fare. Sono impiegata full-time con contratto del commercio. In aggiunta a questo vorrei aprire una p.iva nel regime dei contribuenti minimi come ditta individuale per commercializzare cosmetici e saponi naturali su internet con un mio marchio. Per il forfettone tutto chiaro, quello che non è chiaro affatto è la posizione INPS…gestione separata aliquota al 17% come i professionisti che hanno già una prima contribuzione? grazie
Alivia Peck ha detto:
25 Luglio 2011 @ 04:39
Hiya fine feed Other SMS text message marketing service 12stores.com users at California? My store is swapping 2 it. 1 know they only cost $9 / four weeks which is not much, however… l’ve like 2 point out other local users of it 4 my boss. –
16 Settembre 2011 @ 10:18
ho il forfettone dal luglio 2009 , ho 31 anni , e ovviamente sto sotto 30.000…
con la nuova manovra che entrera in vigore nel 2012 cosa cambiera per chi continua a rientrarci ? le fatture la RA rimane sempre al 20% ? oppure la fattura dovra essere compilata in maniera differente ad ora ?
16 Settembre 2011 @ 22:50
buonasera. volevo chiedere gentilmente alcuni chiarimenti. mi è stata proposta un’offerta di lavoro come agente monomandatario (attività che non ho mai svolto autonomamente) l’azienda in questione mi offre un fisso lordo dal quale si detrae il 23% sul 50% per ritenuta di acconto, oltre che trattenere la stessa percentiale dalle provvigioni che verranno calcolate e la percentuale prevista per Enasarco. Oltre a ciò io dovrò versare ovviamente 231,00 euro di contributi INPS. vorrei gentilmente sapere… tutto ciò è corretto? la ritenuta di acconto va applicata sia al fisso che alle provvigioni? e ci sono poi a mio carico altri obblighi fiscali oltre alla ritenuta di acconto? Vi ringrazio dell’aiuto che mi potrete dare a capire ciò.
onida nino ha detto:
8 Ottobre 2011 @ 17:37
Seguo attentamente il Vs forum e vorrei anch’io porvi una domanda che ancora (compresi gli Istituti pensionistici e alcuni quotidiani) non hanno saputo dare:
Sono un capostazione delle FS iscritto al fondo speciale INPS (circa 32 anni di contribuzione) contemporaneamente sono iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti e verso il contributo minimo alla gestione INPGI 2 ( da 12 anni circa) nonostante gli ultimi quattro anni non abbia svolto alcuna attività di collaborazione giornalistica. La domanda è la seguente: avrò un domani diritto alle due pensioni? Mi conviene ancora versare all’INPGI 2 il contributo minimo per non interrompere fino ai 65 anni?
Certo di una risposta ringrazio anticipatamente
2 Dicembre 2011 @ 14:44
Ho aperto la p.Iva il 15/112011 quindi i 2/12 di 30.000 = 4.900 sull’imponibileLeggendo il forum ho visto la rivalsa del 4% inps ma il mio commercialista mi ha fatto mettere (in fattura) contributo a carico azienda 4% perchè?. = 196
5096 –
20% R:A: 1019,20 =
4076/80
Appertengo ai contribuenti a regime dei minimi. Ora. a fine anno 2011 cosa dovrò pagare ai fini inps ?A cosa mi servirà conoscere il risultato fra reddito meno i costi?
gianluca. ha detto:
10 Gennaio 2012 @ 13:55
salve a tutti sono un autotrasportatore tutto in regola se chiudo la p.iva e poi la riapro dopo 5 mesi che cosa succede , perdo le iscrizioni dell’albo è l’iscrizione camera di commercio
e come devo chiuderla con quale clausola —
grazie anticipatamente gianluca

References: art. 13
in fine
 art. 14
 ART.32
 art. 2
 art. 13