Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-257-del-20092007.html
Timestamp: 2016-12-11 06:10:26+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 257 del 20.09.2007
Istanza di interpello - imposta di registro -
d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 - ordinanza di accoglimento o rigetto delle
domande giudiziali di manutenzione o reintegrazione nel possesso
interpello, concernente il trattamento fiscale delle ordinanze di accoglimento o
rigetto delle domande giudiziali di manutenzione e reintegrazione nel possesso,
il Tribunale di .... ha esposto il seguente
L'istante fa presente che il decreto legge 14 marzo
2005, n. 35, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha modificato il regolamento
di procedura relativo alle azioni giudiziali di reintegrazione (articolo 1168
cod. civ.) e manutenzione (articolo 1170 cod. civ.) nel possesso di beni,
disciplinato dagli articoli 703 ss. del codice di procedura civile. Precisa, in
particolare, che "...a seguito della citata novella, il giudizio di merito
non segue più in maniera pedissequa la misura provvisionale, ma è subordinato
all'istanza di una delle parti, da proporsi entro il termine perentorio di
sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione del provvedimento che accoglie o
respinge la domanda di tutela possessoria, ovvero, del provvedimento che ha
deciso sull'eventuale reclamo proposto.
L'ordinanza che accoglie o respinge la domanda perde
efficacia se, all'esito del successivo giudizio di merito, con sentenza anche
non passata in giudicato, è dichiarata infondata la domanda proposta a tutela
del possesso.".
Ciò premesso, chiede di sapere se i provvedimenti
possessori, adottati a seguito della riforma, debbano essere considerati come
idonei a definire, anche parzialmente, il giudizio, con conseguente
assoggettamento degli stessi a registrazione ai sensi dell'articolo 37 del testo unico dell'imposta di
registro, approvato con d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
Il contribuente non propone alcuna soluzione
Si osserva, preliminarmente, che l'istanza in esame
non può essere trattata alla stregua di un interpello, ai sensi dell'articolo
11 della Legge 27 luglio 2000, n. 212,
in quanto la stessa non enuncia in modo circostanziato e specifico un caso
concreto, ai sensi della lettera b) del comma 1 del citato articolo 3 del
decreto 209 del 2001, ma espone una
problematica di carattere generale relativa ad una particolare tipologia di
2 e 3, della Legge n. 212 del 2000, ma
rientra nell'attività di consulenza giuridica secondo le modalità illustrate
con la circolare del 18 maggio 2000, n. 99.
registro sugli atti giudiziari ed il conseguente obbligo di registrazione in
termine fisso va ricercato nel combinato disposto degli articoli 37 del T.U.R. e
8 della Tariffa, parte prima, allegata
allo stesso. Ciò consente, in particolare, di individuare, tra gli atti
dell'autorità giudiziaria in materia di controversie civili, quelli che
assumono rilevanza ai fini dell'imposta di registro. Si ricorda, infatti, che ai
sensi dell'articolo 37 citato sono
soggetti all'imposta di registro "gli atti dell'autorità giudiziaria in
materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio
(...) anche se al momento della registrazione siano stati impugnati o siano
ancora impugnabili, salvo conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza
passata in giudicato".
L'articolo 8
della tariffa contiene un'elencazione tassativa degli atti soggetti a
registrazione. Non tutti i provvedimenti dell'autorità giudiziaria, infatti,
devono essere assoggettati a registrazione in termine fisso, ma solo quelli che
intervengono nel merito del giudizio, a conclusione di una
"controversia" che si è instaurata e che il giudice è chiamato a
risolvere (cfr. Circolare del 22/01/1986, n. 8 del Ministero delle Finanze e
Circolare del 9/5/2001, n. 45
dell'Agenzia delle entrate).
La novella introdotta dal D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con
modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, ha interessato il Titolo I
del Libro IV del codice di rito relativo ai "procedimenti sommari",
con particolare riferimento ai "procedimenti cautelari" (Capo III) e
ai "procedimenti possessori" (Capo IV), delineando una radicale
riforma della disciplina di tali procedure.
La tutela giudiziale possessoria si attua tramite un
procedimento speciale a cognizione sommaria con effetti anticipatori,
disciplinato dall'articolo 703 del codice di procedura civile. Tale articolo, a
seguito della riforma operata dall'articolo 2, comma 3, lett. e-bis, del decreto
legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, è ora così formulato:
"Le domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso si propongono
con ricorso al giudice competente a norma dell'articolo 21.
Il giudice provvede ai sensi degli articoli 669-bis e
L'ordinanza che accoglie o respinge la domanda è
reclamabile ai sensi dell'articolo 669-terdecies.
Se richiesto da una delle parti, entro il termine
perentorio di sessanta giorni decorrente dalla comunicazione del provvedimento
che ha deciso sul reclamo ovvero, in difetto, del provvedimento di cui al terzo
comma, il giudice fissa dinanzi a sé l'udienza per la prosecuzione del giudizio
di merito. Si applica l'articolo 669-novies, terzo comma.".
La novellata disciplina del procedimento possessorio
opera una distinzione tra la fase sommaria e quella di merito, prevista come
meramente eventuale. Tale configurazione è finalizzata a condurre in tempi
brevi alla formazione di un titolo esecutivo - il provvedimento possessorio -
cui attribuire una certa stabilità nonché l'attitudine alla definizione della
controversia in caso di successiva inerzia delle parti, anche atteso che esso
viene adottato nel rispetto del principio del contraddittorio.
Dall'esame tipologico di tali provvedimenti giudiziari,
quindi, è dato argomentare che essi sono idonei ad incidere sulla controversia
come una sentenza, anticipandone in tutto o in parte i contenuti.
Tale asserzione è corroborata dalla sentenza della
Corte di Cassazione 10 maggio 2007, n. 10715, in cui, già con riguardo al
procedimento ante riforma, si afferma che "...E' ormai giurisprudenza
pacifica di questa Corte (cfr. Cass. SS.UU. n. 24071/2004, Cass. n. 20648/2005,
n. 2667/2001, n. 1984/1998) che nonostante il procedimento possessorio abbia
struttura bifasica, il provvedimento con cui il Giudice a conclusione della
cosiddetta fase interdittale abbia accolto o persino respinto il ricorso
possessorio senza rimettere le parti davanti a sè per la trattazione della
causa di merito, cosi concludendo definitivamente il giudizio, ha natura di
sentenza, indipendentemente dalla diversa definizione (ordinanza) datogli dal
Giudice, come nel caso in esame, ed è quindi impugnabile mediante
appello." (cfr. anche la sentenza delle sezioni unite della Suprema Corte
del 24 febbraio 1998, n. 1984, in cui si legge che "Qualora il giudice
concluda il procedimento possessorio con ordinanza liquidando le spese
processuali e senza procedere alla fissazione dell'udienza per la prosecuzione
del giudizio di merito, il provvedimento ha natura sostanziale di sentenza ed è
impugnabile mediante appello.").
Da quanto esposto consegue che i provvedimenti di
reintegrazione e manutenzione del possesso, in quanto "...atti
dell'autorità giudiziaria in materia di controversie civili che definiscono
anche parzialmente il giudizio..." sono soggetti a registrazione in termine
fisso, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 37 del T.U.R. e dell'articolo
della Tariffa, parte prima, allegata al medesimo testo unico.
Ciò premesso, con riferimento alle specifiche
fattispecie sottoposte, vale a dire:
- all'ordinanza che in accoglimento delle
domanda di reintegrazione o manutenzione dispone le misure idonee per la tutela
del possesso e liquida le spese del giudizio;
- all'ordinanza di rigetto che respinge la
domanda possessoria, con condanna del soccombente alle spese;
si ritiene che esse abbiano natura definitoria della controversia, in quanto
idonee ad anticipare la decisione di merito, e, pertanto, scontano l'imposta di
registro ai sensi del combinato disposto dei sopra citati articoli 37 del T.U.R. e
della allegata tariffa, parte prima.
dell'articolo 4 del decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209, in risposta all'istanza d'interpello presentata alla
Direzione Regionale delle Entrate del ........... dal Tribunale di ....
- Acireale, 1 giorno fa	AteneoWeb s.r.l.

References: sentenza 
 articolo 3
 sentenza

 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza