Source: http://www.anppiemonte.it/news.htm
Timestamp: 2020-05-30 15:33:19+00:00

Document:
Sezione regionale del Piemonte
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10128 Torino - tel. 3313483342
e-mail: c.colombano@virgilio.it
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A causa dell’emergenza della pandemia, la consulenza previdenziale curata dal dott. Giuliano Coan si potrà effettuare telefonicamente.
A parziale rettifica di quanto comunicato in precedenza, si precisa che la consulenza previdenziale avverrà con la seguente modalità. Il socio interessato segnalerà l’esigenza a Carlo Colombano (tel 3892722366), che provvederà a inoltrare la richiesta al dott. Coan unitamente al numero di telefono del richiedente. Il dott. Coan prenderà contatto con l’interessato per l’approfondimento del caso e concorderà il da farsi.
Consulenza legale gratuita per i soci Avv. Fabio Paladini
IN QUESTO PERIODO, VISTA LA SITUAZIONE DI EMERGENZA CHE IMPONE DI CANCELLARE LA CONSULENZA IN PRESENZA, L’AVVOCATO PALADINI COMUNICA LA SUA DISPONIBILITA’ A EFFETTUARE LA CONSULENZA TELEFONICA DAL LUNEDI’ AL SABATO
Contatti per l’assistenza legale stragiudiziale:
- Per la consulenza telefonica il numero è 3403833174 nei giorni martedì (16/20) e sabato (9,30/12,30)
- La mail cui potranno essere inviate le richieste di parere anche in vista della consulenza in presenza a Torino è paladinifabio@hotmail.com
Come indicato nel corso del recente Consiglio regionale di ANP, è opportuno che le richieste di consulenza vengano precedute da un contatto con il mentor (per i neods) e/o con il presidente provinciale/regionale
Rinvio della prima giornata di formazione per i dirigenti neo assunti a.s. 2019/20
L’USR per il Piemonte ha comunicato il rinvio della prima giornata di formazione prevista per il lunedì 9 marzo p.v. presso l’ITIS Pininfarina di Moncalieri. Seguiranno aggiornamenti.
Lotta al Coronavirus: l’ANP al Ministero dell’Istruzione
L’ANP ha partecipato oggi ad un incontro con la Ministra Azzolina sulle misure che l’amministrazione scolastica sta adottando per contrastare la diffusione del Coronavirus (Covi-19).
La Ministra ha evidenziato la tempestività degli interventi dell’esecutivo in una situazione in continua evoluzione e il Capo di Gabinetto Fiorentino ha illustrato i provvedimenti finora assunti dal Governo, in ultimo il DPCM 25 febbraio 2020, specificamente dedicato alla scuola.
L’ANP, dopo avere espresso apprezzamento per la rapidità con cui l’Amministrazione è intervenuta in un contesto obiettivamente complesso, ha sottolineato quanto sia urgente chiarire molto bene la portata delle misure adottate, particolarmente in merito a:
- la sospensione dei viaggi di istruzione e delle visite didattiche fino al 15 marzo: abbiamo precisato che in parecchi casi ‘sospendere le attività’ corrisponde ad ‘annullarle’, in quanto alcune iniziative didattico-formative hanno il loro vero significato solo se svolte nel preciso momento dell’anno scolastico per il quale sono state programmate. Tali attività, quindi, non possono essere ‘sospese’ e poi ‘riattivate’, ma devono essere ‘annullate’ tout court. Abbiamo, inoltre, sottolineato che le attività PCTO non hanno motivo di essere sospese, a meno che non siano vincolate indissolubilmente a spostamenti attualmente vietati. Abbiamo anche ribadito che le attività formative rivolte al personale sia dall’Amministrazione (si pensi alle iniziative rivolte al personale neoimmesso in ruolo) sia da enti esterni non devono essere sospese a meno che, ovviamente, riguardino territori interessati da ordinanze di chiusura delle scuole;
- le criticità nei territori in cui è stata disposta la chiusura delle scuole: in varie regioni del nord sono stati chiusi i pubblici uffici e quindi le segreterie delle scuole sono nell’oggettiva impossibilità di operare... . L’ANP ha chiesto con decisione una significativa proroga e rimodulazione delle scadenze amministrative scolastiche, in considerazione dell’impatto che i giorni di chiusura avranno sulla ripresa delle attività ordinarie; abbiamo anche fatto presente la necessità che la riapertura degli edifici scolastici sia disposta prima che le attività didattiche siano riavviate, per poter assicurare gli interventi di sanificazione ordinaria e, se necessario, straordinaria;
- le assenze dei dipendenti in eventuale permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza sanitaria attiva: tale condizione non deve in alcun caso comportare riduzioni del salario o del periodo di comporto;
- lavoro agile e coinvolgimento degli organi competenti: abbiamo puntualizzato che i dirigenti scolastici, in mancanza di una profonda revisione delle vigenti disposizioni legislative sul funzionamento degli organi collegiali, sono nell’impossibilità di riunire “in remoto” gli organi stessi al fine di assumere delibere.
Abbiamo infine sottolineato che gli operatori della scuola e, in primis, i dirigenti stanno affrontando le difficoltà di questa situazione con senso dello Stato e serietà e che l’Amministrazione ha il dovere di fornire indicazioni chiare proprio per supportarne efficacemente l’azione.
La Ministra Azzolina ha preannunciato un ulteriore intervento normativo riguardante le visite e i viaggi di istruzione nonché la pubblicazione di alcune FAQ sugli argomenti da noi sollevati, affinché le scuole possano lavorare con la serenità e con la lucidità ora più necessarie che mai.
Continueremo a tenere aggiornati tempestivamente tutti i colleghi.
Si riporta il testo dell’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Piemonte e dal Ministro della Salute [clicca qui]
PENSIONI NUOVE FACOLTA’ DI RISCATTO LE ULTIME NOVITA’
L'Inps con la circolare 106 del 25 luglio 2019 detta le istruzioni per esercitare le due facoltà introdotte dall'articolo 20 del Decreto L. 4/2019, convertito in legge il 28 marzo 2019 n.26
1) -Nuovo istituto di riscatto di periodi non coperti da contribuzione – pace contributiva -
2) -Nuovo criterio di calcolo di riscatto della laurea da valutare nel sistema contributivo-
Periodi non lavorati e ammessi a riscatto
Per quanto riguarda il riscatto dei periodi non lavorati l’Inps illustra che la facoltà è riconosciuta in favore degli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
La condizione d’iscrizione è soddisfatta alla presenza di almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui è esercitata la facoltà di riscatto, versato in epoca precedente alla data di presentazione della domanda. Sono esclusi gli iscritti alle casse professionali (es. avvocati, commercialisti eccetera).
L'assicurato deve essere privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non deve sussistere qualsiasi tipologia di contribuzione (obbligatoria, figurativa, da riscatto) accreditata prima alla predetta data del 1° gennaio 1996 in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti) o acquisita nel regime previdenziale dell’Unione Europea o nei singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati.
Il periodo scoperto di contribuzione può essere ammesso a riscatto nella misura di cinque anni, elevati a 10 anni con legge 28 marzo 2019 n.26 art.20, anche non continui e deve collocarsi in epoca successiva al 31 dicembre 1995 fino al 28 gennaio 2019 e deve essere compreso tra la data del primo e dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto).
Tale facoltà di riscatto potrà essere esercitata limitatamente al triennio 2019/2021.
Il periodo da ammettere a riscatto, inoltre, non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti e il regime previdenziale dell’Unione Europea o i singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati). Il riscatto è utile sia ai fini del diritto sia della misura della pensione.
L’onere è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50 per cento con una ripartizione in cinque quote annuali costanti di pari importo. L’onere può essere rateizzato fino a 120 rate mensili.
Riscatto agevolato della laurea
L’onere agevolato è applicato esclusivamente a periodi del corso legale di studi che si collochino nel sistema contributivo della futura pensione.
La Circolare Inps numero 6 del 22 Gennaio scorso ha però esteso la possibilità di riscattare con i criteri agevolati anche i periodi di studio universitario sino al 31.12.1995. A patto però che il lavoratore accetti di optare per il calcolo interamente contributivo dell'assegno ai sensi dell'articolo 1, co. 23 della legge 335/1995.
In questo caso, infatti, le anzianità antecedenti al 1° gennaio 1996 sono determinate non più con il metodo retributivo ma con il contributivo e, pertanto, si può fruire anche del riscatto agevolato della laurea. Le ipotesi e gli scenari che si aprono sono molteplici e sicuramente vanno studiati caso per caso.
E’ necessaria pertanto, una fondamentale e consapevole analisi su costi/benefici, al fine di consentire all’interessato di scegliere l’accettazione o la rinuncia del conseguente provvedimento.
Va ricordato che l'esercizio della facoltà è subordinato all'effettivo conseguimento del titolo di studio e riguarda solo i periodi di durata legale di studio e interessa solo i periodi di studi universitari.
Non può essere finalizzata all'esercizio di altre forme di riscatto, come ad esempio la costituzione di una rendita vitalizia, il riscatto dei periodi di aspettativa eccetera.
L'onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.
L'onere per ogni anno da valorizzare è di €.5.264,49 euro (nel 2020.)
Ad esempio per una laurea corso legale degli studi di 4 anni il costo è di euro 21.057,96.
L'onere così determinato è deducibile dall’imponibile fiscale.
Si tratta di una facoltà aggiuntiva di “riscatto light”, gli interessati possono, cioè, scegliere di versare l'onere con le precedenti regole, prendendo a riferimento la retribuzione dell'ultimo anno, che ha comunque efficacia sia ai fini del diritto sia della misura della pensione.
Di fatto è precisato che non è stata istituita una nuova tipologia di riscatto della laurea ma è soltanto stato introdotto un diverso criterio di calcolo dell’onere di riscatto che si pone nel sistema contributivo.
Resta pertanto immutato il quadro normativo di riferimento per tutti gli altri profili di riscatto non interessati dalla legge in parola.
Infine la domanda, di entrambe le facoltà, può essere presentata dall’interessato tramite i servizi web dedicati, tramite Inps Contact Center multicanale tel.fisso 803164/06164164 mobile o tramite Patronati.
giuliano coan
Consulente in diritto previdenziale
ATTIVITA’ DI FORMAZIONE NEO DIRIGENTI SCOLASTICI
Normativa e circolari di riferimento :
DM 956/2016
Nota Min 48962 del 27 novembre 2019
DURATA COMPLESSIVA ATTIVITA’ FORMATIVE :
La durata delle attività formative viene prevista dall’art. 5 del DM 956/2016 in 50 ore.
L’USR ha previsto un programma formativo di 60 ore .
Motivazioni della scelta :
a) Permettere al DS una maggiore flessibilità per il raggiungimento del numero minimo di ore di presenza , previsto dal punto 4 della nota min. 48962/2019, pari a 38 ore ( 75% di 50);
b) Evitare di concentrare in una sessione formativa più materie.
PERIODO PROGETTO FORMATIVO : FEBBRAIO-MAGGIO 2020
MODALITA’ ORGANIZZATIVE DELLE SINGOLE GIORNATE FORMATIVE:
1- In premessa: la scelta di concentrare tutte le attività presso un’unica Istituzione scolastica che potesse garantire una presenza di tutti i 233 neo DS destinatari della formazione. In particolare la scuola individuata quale sede del corso è stata l’ITIS “Piinfarina” di Moncalieri . La stessa scuola, su segnalazione di questo Ufficio, per evidenti esigenze organizzative, sarà individuata dal Ministero quale Scuola Polo su cui saranno assegnati i relativi finanziamenti e che, ai sensi del penultimo capoverso del punto 7 della su citata nota ministeriale, realizzerà, oltre le attività di accompagnamento (Tutor), le iniziative di formazione organizzate da questo USR;
2- La singola giornata formativa sarà distinta in due fasi : a) Plenaria ( con la presenza di tutti i neo DS) con un orario indicativo( che potrà variare per singola giornata) 10.30-12.30. b) Pausa pranzo, con buffet presso la mensa dell’Istituto, 12.30-13.30 ; c) Laboratoriale: con suddivisione in 9 gruppi ( la cui composizione verrà meglio delineata nel successivo punto 3) 13.30-17.30. Come si potrà notare, secondo le indicazioni ministeriali, è stato privilegiata la dimensione di carattere operativo e laboratoriale che sarà imperniata sullo studio di casi, sullo scambio di buone prassi, sul problem solving, etc.
3- Tenuto conto delle indicazioni ministeriali, del numero di dirigenti scolastici neo immessi in ruolo e della provincia in cui prestano servizio, verranno costituiti i seguenti gruppi:
- n. 1 gruppo cui faranno parte tutti i 28 dirigenti scolastici con incarico in istituti di istruzione secondaria di 2° grado;
- n. 1 gruppo da 24 partecipanti costituito dai dirigenti scolastici di Alessandria;
- n. 1 gruppo da 28 partecipanti costituito dai dirigenti scolastici di Asti e Torino;
- n. 3 gruppi : il primo di 29 partecipanti ( Torino Città+ Collegno) ; il secondo: Torino sud-ovest di 29 partecipanti; il terzo Torino nord est 27 partecipanti ;
- n. 1 gruppo da 20 partecipanti costituito dai dirigenti scolastici delle province di Biella e Vercelli;
- n. 1 gruppo da 20 partecipanti costituito dai dirigenti scolastici delle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola;
- n. 1 gruppo da 27 partecipanti costituiti dai dirigenti scolastici del I ciclo della provincia Cuneo
4 - Durante l’attività laboratoriale sarà presente un TUTOR D’AULA scelto tra i dirigenti scolastici con funzione di tutor. In particolare, si prevede la nomina di tre DS per gruppo-classe che potranno coadiuvarsi o alternarsi nelle diverse giornate di formazione.
5 Oltre agli esperti e ai tutor d’aula, per ogni giornata formativa sarà presente un Dirigente e/o funzionario dell’USR .
PROGRAMMA DI MASSIMA DEL PROGETTO FORMATIVO ( PER GIORNATE)
1. Metodologie didattiche innovative / Digitalizzazione / Valutazione
USR: Milazzo
Esperto: Daniele Barca
2. Progettazione europea: e-twinning / Erasmus / PON
USR: Micheletti
Esperte: Rampone – Bertagnolio Licio
3. Rapporti con il territorio: EELL / PCTO / Protocolli di intesa
USR: Francavilla
4. Inclusione / Rapporti scuola-famiglia
USR: Dagna
Esperto: Paola Damiani
5. Valorizzazione delle risorse umane / Gestione dello staff / Piano di formazione del personale
USR: Blazina
Esperto: Gregorio Tito (Direttore Generale INPS Milano)
6. Modalità di comunicazione istituzionale e prevenzione del conflitto
USR: Suraniti
Esperto: psicologo
USR: Riverso
Esperto: Paschetta / comandante VVFF Novara
8. Contenzioso e Azioni disciplinari
USR: Riverso/Parafioriti
9. Gestione finanziaria e contabile / Trasparenza e anticorruzione / Rapporti col DSGA
USR: Filippone o DS esperto
Esperto: DSGA
10. Trasparenza e anticorruzione- “ Etica, Cultura e Pratica della Prevenzione della Corruzione nelle Istituzioni Scolastiche”
USR: Bordonaro
Esperto: Prof Pirni
L’Inps con il messaggio 243 del 2020, precisa che le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti di accesso al pensionamento con l’opzione donna, in possesso di almeno 35 anni di contributi unitamente a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le lavoratrici autonome, entro il 31 dicembre 2019 possono presentare la relativa domanda di pensione con il regime sperimentale.
Il chiarimento segue le modifiche apportate dalla legge di bilancio 2020 n. 160/2019 con la quale il legislatore ha esteso ulteriormente di un anno i termini di sperimentazione dell'opzione donna e conferma il meccanismo regolato dalla legge 122/2010 che stabilisce un differimento dell'assegno pensionistico decorsi 12 mesi (18 mesi le autonome) dopo la maturazione dei suddetti requisiti
Pertanto le lavoratrici del settore scolastico interessate potranno presentare domanda di cessazione dal servizio entro il 29 febbraio 2020, essendo riaperti i termini, con la percezione del trattamento pensionistico dal 1° settembre o dal 1° novembre 2020 Afam
Infatti, il predetto personale del comparto scuola e Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), non ha potuto presentare domanda di cessazione dal servizio nei termini previsti dal Miur lo scorso dicembre, perché la modifica normativa è entrata in vigore solo il 1° gennaio 2020.
Poiché l'opzione donna, come noto, prevede l'applicazione del metodo contributivo sull’intera posizione contributiva, va evidenziato, che tale scelta comporta una consistente perdita di circa il 30/35% della misura rispetto all'assegno spettante per la pensione anticipata o di vecchiaia.
giuliano coan Consulente in diritto previdenziale docente in materia.
Corre l’obbligo ricordare, che il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 ha abolito l’istituto del trattenimento in servizio oltre i limiti di età.
L’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205, ha disposto che, il personale della scuola impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, possa chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito per non più di tre anni.
Dai 65 anni, limite ordinamentale, ai 68 anni, o per la vecchiaia dai 67 ai 70 anni. Tanto, al fine di assicurare continuità alle attività previste negli accordi sottoscritti con scuole o università dei Paesi stranieri
Il trattenimento in servizio è autorizzato, con provvedimento motivato, dal dirigente scolastico o dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, nel caso d’istanza presentata dai dirigenti scolastici.
Nulla è invece innovato rispetto ai trattenimenti in servizio per raggiungere il minimo ai fini del trattamento di pensione.
Ne scaturisce che nel 2020 potranno chiedere la permanenza in servizio i soli soggetti che, compiendo 67 anni di età entro il 31 agosto 2020, non sono in possesso di 20 anni di anzianità contributiva entro tale data.
Gennaio 2020 giuliano coan
I nuovi requisiti per il pensionamento nel biennio 2021-2022
Il DM 5.11.2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 267/2019 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze certifica, che il prossimo adeguamento della speranza di vita - previsto a decorrere dal 1° gennaio 2021 sarà pari a zero per cui, l'età pensionabile per la generalità dei lavoratori assicurati presso l'Inps non subirà alcun incremento, sino al 31 dicembre 2022.
La notizia è positiva perché attesta che fino al 31 dicembre 2022 non ci saranno incrementi dei requisiti anagrafici e contributivi per i lavoratori.
Per la pensione di vecchiaia sino al 2022 resterà fermo il requisito anagrafico di 67 anni con almeno 20 anni di contributi.
Per gli addetti ai lavori gravosi con almeno 30 anni di contributi significa la conferma di un'età pensionabile di 66 anni e 7 mesi sino al 2022.
Per quota 100 il problema non si pone perché il requisito anagrafico di 62 anni non era adeguabile alla speranza di vita.
Anche per la totalizzazione nazionale continuerà a essere necessario un requisito anagrafico di 66 anni e 20 di contributi, con una finestra mobile di 18 mesi, oppure 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica, con finestra mobile di 21 mesi dalla maturazione dei requisiti
Dovrebbero sicuramente restare invariati sino al 31 dicembre 2022 anche i coefficienti che convertono in rendita il montante contributivo. Un apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze certificherà l'entità di detti coefficienti di trasformazione per il biennio 2021-2022 anch’essi adeguati alla speranza di vita.
Per i contributivi puri, dipendenti del privato che hanno iniziato dal 1996, è convalidato sino al 2022 il canale di uscita a 64 anni unitamente a 20 anni di contribuzione effettiva, a condizione che il rateo pensionistico non risulti inferiore a 2,8 volte il valore dell'assegno sociale, e quello a 71 anni unitamente a 5 anni di contribuzione effettiva. Sino al 2022, altresì, l'assegno sociale resterà congelato ai 67 anni.
Niente di nuovo per la pensione anticipata che con il DL 4/2019 ha beneficiato dell'esenzione dall'applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita sino al 31 dicembre 2026: i requisiti contributivi resteranno pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, finestra mobile 3 mesi per i lavoratori privati 6 mesi per i dipendenti pubblici
41 anni per i cd. lavoratori precoci con una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.
Pure per i notturni e gli usuranti che vanno in pensione con le vecchie quote di cui al Dlgs 67/2011 non cambia nulla: anche nei loro confronti il legislatore aveva già previsto la sospensione degli adeguamenti sino al 2026.
Anche per il comparto difesa e sicurezza, nel biennio 2021-2022 l'età pensionabile di vecchiaia non aumenterà, coinciderà con il limite anagrafico per la cessazione del servizio riguardante il grado e alla qualifica dell'assicurato aumentato di un anno, così come resteranno confermati i requisiti per la pensione di anzianità: 58 anni e 35 anni di contributi, con finestra mobile di 12 mesi, oppure 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica, con una finestra mobile di 15 mesi.
Nov.2019 giuliano coan
IL TRATTAMENTO PENSIONISTICO E PREVIDENZIALE DEL PERSONALE SCOLASTICO
Che cosa cambia che cosa fare
SEMINARIO 6 novembre 2019 ore 15,30-17,30
IIS Bosso Monti via A. Meucci 9 Torino
Il seminario mira a informare, illustrare e a far conoscere analiticamente le novità conseguenti alle recenti normative di riforma del sistema pensionistico e previdenziale, in maniera completa e aggiornato alle ultimissime disposizioni di legge.
- Tutte le novità in materia pensionistica
- Il quadro normativo di riferimento
- La fondamentale importanza dell’anzianità contributiva
- Il calcolo della pensione: quota A-B-C
- La pensione di oggi e di domani - le varie tipologie
- I riscatti - laurea – cumulo - ricongiunzioni
- Conviene accettare le relative determinazioni
- Comparazione e valutazione
- I trattamenti di fine servizio (TFS) e di fine rapporto (TFR)
- Come affrontare la riforma del Tfr e Previdenza Complementare ( Espero)
- Fattori soggettivi ed oggettivi da valutare prima della scelta.
- Che cosa deve fare il lavoratore per tutelarsi
Relatore Giuliano Coan
Consulente e docente in diritto previdenziale
Mercoledì 9 ottobre 2019, dalle ore 14.30 alle 17.30, si terrà presso l'IIS “Bosso Monti”, V. Meucci 9 Torino, un intervento di formazione/informazione di Cristina Cigliano, membro del direttivo nazionale di ANP ed esperta sul tema delle relazioni sindacali.
L'iniziativa è aperta agli iscritti ANP e ai simpatizzanti, che potranno iscriversi in occasione dell’incontro.
E’ MANCATO L’AVV.GIUSEPPE PENNISI
La morte dell'avvocato prof. Giuseppe Pennisi colpisce e rattrista profondamente tutti noi che fino a pochi giorni fa siamo stati con lui e insieme abbiamo collaborato a sostenere e difendere la professionalità dei Dirigenti della Scuola italiana. L'incarico conferitogli da ANP è durato trent'anni, nel corso dei quali si è consolidata una collaborazione sempre più efficace, a Roma e in tutt'Italia, in maniera che le ragioni e le finalità dell'Associazione dei Presidi, poi Dirigenti erano divenute le linee guida del suo operare.
La sua presenza instancabile in ANP ha consentito negli anni di affrontare ogni genere di problema, anche i più spinosi, alleviando così il carico di preoccupazioni e ansie della professione, grazie ad un'eccezionale conoscenza della dottrina giuridica arricchita da una straordinaria sensibilità umana che gli ha consentito sempre di calarsi nel contesto dei casi personali, in sé stessi irripetibili, pur se riferiti a normative di riferimento.
Chi ha avuto l'onore e il piacere di seguirlo nella sua opera di consulenza, aiuto e sostegno non può non ricordare il rigore delle argomentazioni sviluppate seguendo un filo logico ineccepibile, consentendo di risolvere la stragrande maggioranza dei problemi fuori delle aule giudiziarie. Anche in questa eventualità del resto la sua esperienza della casistica giudiziaria relativa al mondo della Scuola è stata preziosa per affrontare e risolvere persino le situazioni più complicate.
Giuseppe Pennisi è stato per me e per alcuni di noi un vero amico da cui ho, abbiamo imparato molto e non mi riferisco soltanto a concetti e fatti tecnici bensì a importanti valori.
In questo momento così triste però voglio ricordare la simpatia umana che ci legava: il vuoto che ci lascia è certamente incolmabile, ma tutto quello di prezioso che ci ha lasciato, ne sono certo, non andrà perduto.
Mario Perrini – Giovanna Taverna
PER I NEODIRIGENTI: INFO SULLE SEDI VACANTI
Punteggi-fasce-2017-2018
Sedi-vacanti-e-disponibili-2019_2020-1
SEDI DISPONIBILI A.A. F.F. DSGA
SEMINARIO RESIDENZIALE “DA OGGI DIRIGENTE: I PRIMI 100 GIORNI”
HOTEL GALLIA CENTRO CONGRESSI
28-29 agosto 2019 - PIANEZZA (TORINO)
Ore 10.00 Accoglienza dei partecipanti
Ore 10.30 Saluti
Mario PERRINI – Presidente ANP regione Piemonte
Ore 10.45 - 11.45 Antonello GIANNELLI – Presidente nazionale ANP
Ore 11.45 – 13.30 Licia M. Bevilacqua “I primi passi da Dirigente”
Ore 15.00 – 16.30 Ivan RE “Il programma annuale”
Ore 16.30- 18.00 Paolo PIERI “La sicurezza”
Ore 18.00 – 19.00 Dibattito
Ore 9.30 – 11.00 Licia M. BEVILACQUA “Le relazioni sindacali”
Ore 11.00 – 13.00 Paolo CORTESE “I ferri del mestiere: gli OO.CC, le riunioni, i verbali”
Ore 14.30 15-30 Valerio DE FEO “I servizi di Italiascuola e Lex for school”
Ore 15.30 – 17.30 Interventi dei corsisti e dibattito
Ore 17.30 – 18.00 Conclusioni
Una volta compilato il modulo di registrazione (indicare un indirizzo mail di consultazione quotidiana), arriverà una messaggio automatico del sistema che riporta tutti i dati e i servizi inseriti in fase di registrazione.
E’ necessario indicare anche il numero di cellulare e il codice fiscale e non è possibile registrarsi in più di una sede.o prenotare servizi presso le strutture alberghiere.
L'ANP invierà, solo agli aventi diritto, una successiva email di conferma DEFINITIVA con tutti i servizi richiesti, il programma e altre indicazioni organizzative e logistiche.
L'ANP Nazionale si riserva di accettare le iscrizioni anche sulla base dell’ordine di adesione e delle disponibilità degli hotel.
Il Calendario dei seminari potrebbe, in relazione all'evoluzione delle procedure di assunzione, subire delle variazioni che comunicheremo tempestivamente.
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PER I NEO DIRIGENTI SOCI: UN ABBONAMENTO A LEXFORSCHOOL, L’ACCESSO ALLA BANCA DATI DI ITALIASCUOLA.IT E UN INNOVATIVO SUPPORTO TECNOLOGICO UTILE PER L’ATTIVITA’ QUOTIDIANA!
Inoltre sarà attivato un servizio di mentoring territoriale.
Per ogni ulteriore informazione e per modificare i servizi prenotati inviare una mail all’indirizzo segreteria@anp.it o un messaggio privato al numero WhatsApp 3926597247
CONCORSO DS: INFORMATIVA RESA DAL MIUR
Il 23 luglio, presso il MIUR, si è tenuta la prevista informativa con le OO.SS. riguardo alla graduatoria del concorso, all’assegnazione dei vincitori agli Uffici scolastici regionali e all’esame del Decreto Ministeriale sulla formazione dei dirigenti scolastici neoassunti.
L’Amministrazione, rappresentata da Capo Dipartimento dell'Istruzione, ha comunicato che gli idonei sono in totale 3420, dei quali saranno dichiarati vincitori 2900 unità.
Sono state richieste al MEF 2117 autorizzazioni all’immissione in ruolo per tutti i posti vacanti e disponibili. Di questi, 1982 appartengono alla procedura concorsuale in corso.
La pubblicazione della graduatoria nazionale è prevista per il 29 o 30 luglio contestualmente all’indicazione del numero dei posti effettivamente disponibili nelle regioni.
Per quanto riguarda i benefici previsti dalla L. 104/1992, l’Amministrazione ritiene che questi rilevino al momento dell’assunzione in servizio e quindi rientrino nella competenza dei Direttori degli USR.
Le eventuali rinunce all’incarico dirigenziale saranno gestite con lo scorrimento della graduatoria generale a livello nazionale.
L’Amministrazione è orientata ad acquisire le preferenze relative alla regione di assegnazione anche da parte dei riservisti ma non procederà all'attribuzione dei relativi incarichi fino allo scioglimento della riserva.
La procedura di assegnazione incarico prevede la seguente tempistica:
- dal 31 luglio al 2 agosto i vincitori indicheranno le proprie preferenze rispetto alle 17 regioni e vi saranno assegnati secondo il punteggio conseguito fino ad esaurimento dei posti disponibili;
- dal 5 agosto il MIUR provvederà all’assegnazione dei candidati alle regioni e successivamente i direttori dell’USR assegneranno l’incarico secondo le modalità previste dal D.lgs 165/2001. A questo riguardo l’ANP ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto sui criteri di assegnazione delle sedi ai neodirigenti.
L’ANP ha invitato l’Amministrazione a osservare la massima trasparenza nelle procedure di nomina, chiedendo anche di sollecitare i Direttori Generali dei singoli USR a rendere note, accanto ai posti disponibili, le sedi vacanti, comprese quelle coperte da incarichi nominali.
L’ANP continuerà a seguire attentamente le prossime fasi della procedura concorsuale sostenendo i neodirigenti e offrendo il proprio fattivo contributo alla loro formazione.
Titoli concorso DS: comnicato ANP
nel comunicarti che il giorno 23 luglio alle ore 12.00 l’ANP sarà ricevuta dal MIUR per un incontro di informativa sulle fasi finali del concorso DS – su cui ti informerò tempestivamente – ritengo necessario sviluppare alcune considerazioni circa la nota ministeriale n. prot. 32565 del 17 luglio.
Anche se dissento dall’interpretazione fornita dal MIUR circa le attività rientranti nell’articolo 25, comma 5 del d.lgs. 165/2001, non intendo entrare nel merito della stessa per non alimentare in alcun modo polemiche che, specie in questo momento, sarebbero deleterie. Ora più che mai servono serenità e pacatezza di giudizio.
Occorre però distinguere con chiarezza tra dichiarazione dei titoli e valutazione degli stessi.
La dichiarazione dei titoli è operata dal candidato con piena responsabilità sulla veridicità delle proprie affermazioni. Commette reato chi rende una dichiarazione falsa e mendace (data di conseguimento di un titolo, denominazione di un master, incarico ricevuto ecc.).
Non commette alcun reato, però, chi dichiara il possesso di un titolo (se posseduto davvero) che il MIUR non reputa degno di apprezzamento.
La valutazione dei titoli, infatti, è operata dal MIUR con piena responsabilità sui punteggi assegnati. Con la nota del 17 luglio, il Ministero ha soltanto fornito la sua interpretazione di quanto riportato nella tabella A allegata al D.M. 3 agosto 2017, n. 138 (Regolamento concorso dirigenti scolastici). In altre parole, ha reso trasparente il suo canone valutativo.
Alla luce di tali ragionamenti, non appare immediatamente comprensibile per quale ragione si invitino i candidati a rettificare le proprie (vere) dichiarazioni, segnatamente quelle relative all’espletamento della funzione di coordinatore di classe, fermo restando che l’Amministrazione può e deve agire in base alle proprie convinzioni, valutando i titoli di servizio nel modo che ritiene più corretto e assumendosene la responsabilità.
Per l’ANP è in ogni caso imprescindibile che qualsiasi criterio valutativo sia applicato con equità e che siano effettuati i doverosi controlli.
LA FONDAMENTALE IMPORTANZA
DELL’ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA PENSIONISTICA PREVIDENZIALE
Di Giuliano Coan
Ogni lavoratore ha una storia di lavoro individuale il più delle volte variegata e complessa e come tale deve provvedere in tempo reale al fine di monitorare disciplinare e unificare ove possibile la propria posizione contributiva quale elemento essenziale e indispensabile per determinare il diritto (quando) e la misura (entità). Analoga azione va seguita ai fini del Tfs (buonuscita).
Talune sorprese si manifestano purtroppo a distanza d’anni e molto spesso l’interessato se ne accorge quando sta per andare in pensione e forse quando è troppo tardi, con ricadute molto penalizzanti sia sul diritto sia sull’entità dell’assegno. C'è tanta disinformazione e approssimazione poi in giro che contribuiscono a disorientarlo.
Chi opera nel settore registra che i casi sono molteplici e tantissime volte si riflettono in maniera devastante e negativa sulla prestazione.
Il lavoratore, per operare le sue scelte di vita, ha la necessità vitale di conoscere le varie possibilità che la legislazione previdenziale gli offre nelle diverse età e di essere soprattutto correttamente informato. D’altra parte, la complessità e la difficile comprensione della materia peraltro in continua evoluzione, impongono modalità di relazione con gli interessati nell’informare, nel consigliare, e nel delineare consapevolmente le diverse condizioni, riguardo al proprio futuro previdenziale. Si riscontra invece in materia tanta trascuratezza, demagogia e strumentalizzazione nell’informazione sulla stampa in genere e nei talk-show.
Tutti i lavoratori indistintamente, soprattutto quelli della scuola, farebbero bene attivarsi nell’accertare la propria posizione assicurativa in particolare e maggiormente interessati sono i vincitori di concorso che riceveranno l’incarico dirigenziale dall’1 settembre 2019.
Devono verificare la completezza della dichiarazione dello stato di servizio, i riscatti, l’eventuale ricongiunzione dei contributi versati presso l'INPS o altre casse, disciplinare possibili ” buchi” o periodi scoperti. Non tutti i lavoratori possono vantare una carriera lineare con un rapporto di lavoro sin dall’inizio a tempo indeterminato o di ruolo, continuo e prestato presso il medesimo datore di lavoro. La maggior parte annovera un preruolo caratterizzato da una serie d’incarichi saltuari, di periodi di studio, di lavoro privato, autonomo, all’estero, nell’Ente Locale, di servizio militare, di disoccupazione, malattia, lavoro agricolo dipendente, maternità al di fuori del rapporto di lavoro, decorrenza giuridica, ecc.ecc.
Il conto assicurativo per una serie di ragioni e per la maggior parte dei casi è incompleto e approssimativo.
Che cosa deve fare il lavoratore per tutelarsi.
Acceda al Sito INPS, utilizzando le proprie credenziali (codice fiscale e PIN o identità SPID), quindi “Area prestazioni e servizi/Fascicolo previdenziale del cittadino/Posizione assicurativa/Estratto conto”.
Controllare accuratamente l’estratto e qualora siano contributi mancanti o retribuzioni errate, l’interessato dovrà agire senza indugio e sempre on-line, attivando la richiesta di variazione e integrazione della posizione assicurativa e segnalare l’eventuale contribuzione mancante o anomalie, al fine di interrompere i termini prescrittivi.
E’ necessario utilizzare la funzionalità “richieste di variazione alla posizione assicurativa – RVPA”.
Val la pena di ricordare cos’è la pensione determinata da un provvedimento dell’Istituto Previdenziale.
La pensione è quella rendita vitalizia corrisposta al lavoratore nel momento in cui cessa l’attività al raggiungimento dell’età pensionabile fissata per legge (pensione di vecchiaia) o dell’anzianità contributiva maturata (pensione anticipata), opzione donna, quota 100, oppure, negli altri casi, in rapporto alle condizioni di salute e alla conseguente impossibilità di svolgere un lavoro (pensione d’invalidità) o al grado di parentela con un assicurato o un pensionato defunto (pensione di reversibilità).
In sintesi l’anzianità contributiva è importantissima poiché assume un duplice valore in termini di diritto (quando) e misura (importo) e in qualsiasi caso a più anzianità corrisponde più pensione e più buonuscita.
E allora cosa fare
Si rende necessaria pertanto, una consulenza indipendente e neutrale - da compiersi in presenza, per un confronto immediato, completo e approfondito con la persona interessata – mantenendo un punto di vista tecnico-normativo ed economico che consenta al singolo lavoratore di conoscere i propri diritti e assumere conseguentemente tutte le opportune informazioni tecniche e giuridiche in proposito.
Giuliano Coan, consulente docente in diritto previdenziale
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Via libera alle immissioni in ruolo dei DS
Il Consiglio di Stato sospende la sentenza n. 8655/2019 del TAR Lazio
Il Consiglio di Stato ha appena disposto la sospensione dell’efficacia della sentenza n. 8655/2019 del TAR Lazio. Questo consente di portare a termine la procedura concorsuale: il MIUR formalizzerà la graduatoria finale dei vincitori e conferirà i relativi incarichi a decorrere dal 1 settembre 2019, seppur con riserva nelle more del pronunciamento di merito del Consiglio di Stato. A tal proposito, ribadiamo che presenteremo autonomo appello al Consiglio di Stato per ottenere il completo ribaltamento della sentenza in questione.
Oggi 8 luglio 2019, presso la sede dell’Aran, l’ANP ha sottoscritto in via definitiva il primo CCNL dell’area Istruzione e Ricerca.
Questo CCNL, che è unico per tutta l’area e non prevede sezioni specifiche, realizza la piena equiparazione della parte fissa della retribuzione dei dirigenti della scuola rispetto a quella di tutti i dirigenti pubblici di pari livello. Tale voce stipendiale è particolarmente importante in quanto non può essere oggetto di decremento ed è utile al calcolo del trattamento pensionistico
[dal sito ANP nazionale - https://www.anp.it/lanp-promuove-autonomo-appello-al-consiglio-di-stato-avverso-la-sentenza-tar-lazio-6233-2019-salviamo-il-bambino-non-lacqua-sporca/ ]
Nei riguardi del concorso a DS, l’ANP ha finora mantenuto una posizione di massima fiducia nelle istituzioni e nelle procedure fissate dalla legge.
La pubblicazione della sentenza TAR Lazio 6233/2019, tuttavia, ci ha convinto ad intervenire più attivamente nella vicenda.
Non riteniamo condivisibile, infatti, l’annullamento della procedura concorsuale: essa condurrebbe il sistema scolastico al collasso per l’insostenibile numero di reggenze e negherebbe i diritti di chi ha meritoriamente superato tutte le prove concorsuali.
Questo non significa, naturalmente, che vogliamo negare le ragioni dei candidati che hanno impugnato singole decisioni sfavorevoli delle commissioni, ma solo che è per noi inaccettabile “gettare via il bambino con l’acqua sporca”.
Per quanto concerne il merito della vicenda, siamo convinti che il Consiglio di Stato sospenderà in via cautelare gli effetti della sentenza, consentendo così il completamento della procedura concorsuale, e che successivamente la annullerà.
Per queste ragioni, abbiamo deciso di promuovere un autonomo appello avverso la sentenza presso il Consiglio di Stato: è proprio in questa fase, infatti, che coloro che hanno superato le prove possono e devono affermare la loro posizione, con la più ampia tutela da parte dell’ANP.
Abbiamo quindi costituito un pool nazionale di tre studi legali di elevata qualificazione per avviare un’azione legale riservata esclusivamente ai nostri iscritti.
Di conseguenza, poiché l’ANP non può costituirsi direttamente, invitiamo tutti gli interessati nostri iscritti a conferire, senza alcuna spesa, il necessario mandato secondo le indicazioni che forniremo nei tempi più brevi.
Durante l’incontro di Roma del 12 luglio [ https://www.anp.it/save-the-dateda-oggi-dirigente-il-prequel-12-luglio-2019/ ], riservato ai nostri soci, approfondiremo con l’intervento di avvocati e magistrati la sentenza del TAR e i possibili rimedi.
CONCORSO DS: linea ANP dedicata ai neodirigenti
Per poter raggiungere e supportare un numero il più possibile ampio di neodirigenti, ANP ha attivato una linea e un gruppo whatsapp dedicati a loro. Il numero è
Verrà gestito peer dare notizie sui nostri Seminari, raccogliere interessi, problemi, ecc.
Di italiascuola.it
Italiascuola.it presenta la Scuola Estiva, edizione 2019, dal titolo “La scuola in un mondo che cambia al servizio delle persone” che si svolgerà presso l’Abbazia di Spineto a Sarteano (SI) dal 15 al 17 luglio 2019.
L’evento coinvolge il Dirigente e il suo staff attraverso la proposta di percorsi specializzati, che si svolgeranno in parallelo, sulle aree direzionale, amministrativa e didattica.
Ai soci ANP è riservato lo sconto del 10% sul costo di adesione.
Tutte le informazioni sull’evento si possono consultare sul sito di italiascuola “www.italiascuola,it”
Pensioni - Tutte le novità della legge 26/2019
Quota 100 - uscita con 62 anni di età e trentotto di contributi per il triennio 2019-2021
Finestre mobili di tre mesi dalla maturazione dei requisiti per i lavoratori del settore privato di sei mesi per il pubblico impiego- con prima uscita al 1° aprile 2019 per i lavoratori del settore privato e 1° agosto 2019 per il pubblico impiego.
Stop degli adeguamenti dei requisiti contributivi per la pensione anticipata - restano dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2026 fissati a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne- 41 anni per i lavoratori precoci - con l'introduzione, per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019, di una finestra mobile di tre mesi
Ape sociale prorogata di un anno, sino al 31 dicembre 2019 -invariate le categorie beneficiarie-
Possono esercitare l'opzione le lavoratrici dipendenti in possesso di 58 anni (59 anni le autonome) e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018 (Circ. Inps 11/2019).
Per questa tipologia di prestazione resta in vigore la finestra mobile secondo la quale l'assegno è erogato dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome (cfr: Circolare Inps 53/2011).
Pace contributiva
Possibilità - prevista solo per i lavoratori che non hanno contribuzione al 31.12.1995 - di riscattare i vuoti contributivi tra un periodo lavorativo e l'altro. La facoltà è sperimentale, dura sino al 31 dicembre 2021.
L'onere del riscatto potrà essere pagato ratealmente ed è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi.
Restano esclusi dalla pace contributiva i lavoratori nel sistema misto.
E’ data la facoltà di valorizzare ai fini pensionistici la durata legale del corso di laurea senza limiti di età dell’interessato. La base imponibile è riferita a quella per commercianti e artigiani, che nel 2019 corrisponde a 15.878 euro. Per chi sceglie questa possibilità la cifra da versare è dunque pari a 5.239 euro (33%) per ogni anno di riscattare. A differenza della pace contributiva, può essere esercitata anche dai soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995 ma deve, comunque, avere dei periodi temporali che ricadono nel sistema contributivo, cioè successivi al 31.12.1995. Non è previsto un termine di scadenza: quindi il riscatto può essere esercitato anche dopo il 31.12.2021. Ai fini pensionistici il riscatto agevolato è conveniente in termini di risparmio economico per la cifra da versare, però incide nettamente in meno sull’assegno pensionistico.
Resta in essere la facoltà di riscatto del corso studi, prevista in origine dall'articolo 2-novies del decreto legge 30/1974 convertito con legge 114/1974 per il tramite della riserva matematica. In seguito l'articolo 2 del decreto legislativo 184/1997 ha disciplinato l’ordinamento del riscatto contributivo dei corsi universitari. Secondo tale disposizione la facoltà di riscatto è oggi riconosciuta a tutti gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria - lavoratori dipendenti e autonomi- nonché alle forme a essa sostitutive ed esclusive - dipendenti pubblici- e alla gestione separata
Riscatto per gli inoccupati
La facoltà di riscatto del periodo di studi è ammessa dal 1° gennaio 2008 anche per i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l'attività lavorativa. In tale ipotesi l'onere finanziario è determinato dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo previsto dall'articolo 1, comma 3 della legge 233/1990 per le gestioni dei lavoratori artigiani e commercianti (15.878 euro al valore 2019.)
Ad esempio il riscatto di 4 anni di studio nel fondo pensione lavoratori dipendenti per un soggetto inoccupato ha un costo di circa 21mila euro (15.878 x 0,33 x 4).
Va registrato che il riscatto in genere oltre ad influire sul diritto e sulla misura della pensione genera oneri deducibili dal reddito per i beneficiari, mentre per gli inoccupati produce un onere detraibile del 19% fruibile dai soggetti nei confronti dei quali l’interessato è fiscalmente a carico.
I lavoratori del pubblico impiego che si accingono ad andare in pensione con la quota 100 dovranno mettere in conto uno slittamento dei termini di pagamento delle indennità di buonuscita.
E’ previsto che i termini temporali per la corresponsione dei trattamenti di fine servizio (comunque denominati) dei dipendenti pubblici che conseguono la pensione con 62 anni e 38 di contributi dal 1° agosto 2019 decorreranno dal momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia o alle forme di pensione anticipata di cui all'articolo 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201.
E’ contemplato anche l'anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici che escono con la quota 100 o con i requisiti anagrafici e contributivi previsti a seguito dell'introduzione della Legge Fornero. L'anticipo consiste in un prestito massimo di 45.000 euro erogato dal sistema bancario che viene poi restituito al momento dell'erogazione da parte dell'ente previdenziale della liquidazione.
Infine sempre per il Tfs e non per il Tfr, l’aliquota dell’imposta è ridotta di:
a) 1,5 % per le indennità corrisposte dopo dodici mesi dalla cessazione a decorrere dal 1° gennaio 2019;
b) 3 % per le indennità corrisposte dopo ventiquattro mesi;
c) 4,5 punti percentuali per le indennità corrisposte dopo trentasei mesi;
d) 6 punti percentuali per le indennità corrisposte dopo quarantotto mesi;
e) 7,5 % per le indennità corrisposte 5 anni o più.
Questo sconto d’imposta si applica fino ad un importo di 50.000 euro.
Maggio 2019 giuliano coan
IL TRATTAMENTO PENSIONISTICO E PREVIDENZIALE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA
conoscere – capire – scegliere
Informazione e consulenza di Giuliano Coan
Ogni lavoratore ha una storia di lavoro individuale il più delle volte variegata e complessa e come tale deve provvedere in tempo reale al fine di monitorare disciplinare e unificare ove possibile la propria posizione contributiva quale elemento essenziale e fondamentale per determinare alla fine dell’attività lavorativa l’assegno pensionistico e il trattamento di fine servizio.
E solo il lavoratore conosce la propria realtà lavorativa ed è quindi il primo consapevole responsabile della stessa.
Talune sorprese si manifestano purtroppo a distanza d’anni e molto spesso l’interessato se ne accorge quando sta per andare in pensione e forse quando è troppo tardi, con ricadute danneggianti sia sul diritto sia sull’entità dell’assegno pensionistico.
C'è tanta disinformazione e approssimazione poi in giro che concorrono a disorientarlo.
In sostanza, quella che emerge è una generale inconsapevolezza sull’argomento. L’assenza d’informazione è la prima causa della scarsa capacità decisionale sulle soluzioni previdenziali future.
Si aggiunge poi un’informazione mediatica approssimativa e strumentale disorientanti.
Il dibattito infiamma, è il caso di dire, discussioni a tutto campo con teorie, propositi e idee alcune con un minimo di fondamento, altre palesemente strampalate.
Regna quindi un forte disinteresse e pessimismo sulla pensione che gli italiani riceveranno a fine carriera, ma manca anche una strategia per correre ai ripari.
Il lavoratore, ha la necessità fondamentale di conoscere le varie possibilità che la legislazione previdenziale gli riserva nelle diverse età e di essere soprattutto correttamente informato.
D’altra parte, la complessità e la difficile comprensione della materia peraltro in continua evoluzione, impongono modalità di relazione indispensabile con gli interessati nell’informare, nel consigliare, e nel mettere in evidenza consapevolmente possibilità diverse, riguardo al proprio futuro sin dal primo giorno di lavoro.
Tanto premesso, il succedersi delle riforme legislative in materia di stato giuridico e previdenziale, dei Dirigenti Scolastici e delle Alte Professionalità docenti e personale ATA della scuola e il decentramento delle competenze, impongono una sempre maggiore attenzione sulla trattazione delle pratiche previdenziali. considerate le possibili conseguenze negative in caso di errori anche solo di disattenzione, e talvolta si deve intraprendere un’azione legale per vedere riconosciuti i propri diritti.
La consulenza pensionistica previdenziale, pertanto, nello spirito d’irrinunciabili esigenze solidaristiche, si rende necessaria.
L’Anp - Piemonte molto sensibile alla problematica, da diverso tempo organizza periodicamente degli incontri, con lo scopo di supportare indistintamente tutti i lavoratori pensionandi e pensionati compresi, nell’individuazione delle soluzioni più efficienti riguardanti i diversi aspetti del trattamento di quiescenza, di fine servizio, del TFR e Previdenza Complementare. È offerto a ciascuno un servizio di conoscenza per l’ottimizzazione delle scelte, controllo e verifica, con la garanzia di professionalità e riservatezza.
La consulenza - da compiersi in presenza, per un confronto immediato, completo e approfondito con la persona interessata – è indipendente e neutrale, ossia effettuata mantenendo un punto di vista tecnico-normativo ed economico che consenta al singolo lavoratore di:
1 - analizzare e controllare in modo oggettivo la propria copertura previdenziale e tutte le prestazioni (Pensione, Tfs, Tfr, Attività Creditizia e Sociale) - ricostruire la posizione assicurativa.
2- valutare la convenienza del riscatto di periodi e/o servizi e scegliere liberamente e consapevolmente, senza influenze o condizionamenti di parte, l’adesione alla previdenza complementare (Fondo Espero) e ogni altra forma di previdenza integrativa.
3 – esaminare le varie opportunità pensionistiche – diritto/misura – Ricongiunzione-Cumulo –Totalizzazione –Ape volontario e sociale.
4 - conoscere preventivamente l’importo della pensione e della buonuscita.
L’informazione e la consulenza sono basilari, soprattutto in una materia tanto complessa, mutevole e delicata, destinata ad avere un impatto decisivo sulla qualità e la serenità di vita delle persone.
Consulente in diritto previdenziale e docente in materia. Autore di studi e pubblicazioni
FORMAZIONE IN SERVIZIO PER I DIRIGENTI SCOLASTICI ISCRITTI
ANP attuerà la seconda fase della formazione in servizio sulla contrattazione di istituto nelle istituzioni scolastiche secondo il seguente calendario:
1) Torino , martedì 4 settembre 2018, dalle ore 14,30 alle 17,30 , presso l'IIS " Bosso Monti", via Meucci 9. Sarà presente Lamberto Montanari di ANP nazionale
2) Fossano (CN), mercoledì 5 settembre 2018, dalle ore 14,30 alle 17,30. Presso l'ITI "Vallauri", via San Michele 68. Sarà presente Mario Perrini
3) Vercelli, lunedì 17 settembre 2018 , dalle ore 10 alle 13, presso l'IC "Ferrari", via Cerrone 17. Sarà presente Mario Perrini.
La formazione è riservata ai Dirigenti Scolastici iscritti.
I colleghi del Piemonte possono partecipare, a scelta, alla formazione nelle sedi suindicate, indipendentemente dalla provincia di servizio (eventualmente possono partecipare anche a più di un incontro).
Il Presidente regionale Mario Perrini
Importante vittoria dell’ANP presso il TAR Lazio
[dal sito ANP nazionale, 30 luglio 2018]
La vertenza giudiziaria che ha visto impegnato l'ANP, con il patrocinio dell'Avv. Giuseppe Pennisi, contro il MIUR per garantire ai dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche del I ciclo l’accesso alla funzione di presidente degli esami di Stato conclusivi del II ciclo si è finalmente conclusa con l’annullamento della C.M. 4537 del 16/03/2018, da parte del TAR Lazio e con valore erga omnes, nella parte in cui è introdotto il divieto di presentare domanda. Sono stati altresì annullati tutti quei “paletti” introdotti dalla successiva C.M. 6078 del 06/04/2018.
Il TAR ha così deciso in base al principio di unicità del ruolo dei dirigenti scolastici ed ha nettamente escluso che l’Amministrazione possa differenziare, in relazione al diverso ordine e grado dei dirigenti scolastici, i requisiti che i dirigenti dovrebbero possedere per svolgere il ruolo di presidente delle commissioni. In altre parole, qualsiasi distinzione tra i dirigenti è viziata da illegittimità.
Cade così il principio secondo cui i dirigenti scolastici, per essere nominati presidenti di commissione, dovrebbero essere provvisti di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di II grado.
Cadono, altresì:
1) il principio per cui il collaboratore dovrebbe essere un “docente di scuola secondaria”;
2) quello per cui non potrebbe essere “un docente di classe terza di scuola secondaria di primo grado, perché già componente di diritto della commissione d’esame”;
3) quello per cui dovrebbe avere “già svolto la funzione di Presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione”.
L’unico obbligo imposto al dirigente, in caso di sua assenza o in caso di impedimento, è quello di individuare un docente collaboratore.
È infine illegittima la previsione che impone due modelli e due procedure differenti di presentazione delle domande.
Nonostante la sentenza del TAR Lazio sia giunta dopo la conclusione delle operazioni d’esame, si tratta di un pronunciamento fondamentale che mette definitivamente fine alla questione, ristabilendo le condizioni di dignità professionale dei dirigenti scolastici.
Si trascrive la sentenza:
N. 08226/2018 REG.PROV.COLL.
N. 06351/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 6351 del 2018, proposto da:
Anp - Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola, [omissis], [omissis], in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Giuseppe Pennisi, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Circonvallazione Clodia 82;
Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (Miur) non costituito in giudizio;
previa sospensione di efficacia, della circolare Ministeriale n. 4537 del 16/03 2018 della “Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione”, e avente oggetto “Anno scolastico 2017/18 – esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria di secondo grado. Formazione delle Commissioni d'esame”, nelle parti in cui (punto 2.d.b.)- vengono dettate “Disposizioni particolari e preclusioni nella presentazione della scheda di partecipazione come presidente (modello ES -1 o modello ES2)”
Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 luglio 2018 il dott. Raffaele Tuccillo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
La questione oggetto del presente giudizio investe la possibilità per l’Amministrazione di prevedere requisiti diversi, ai fini della partecipazione alle commissioni, in relazione al diverso ordine e grado dei dirigenti scolastici.
L’art. 3, d.P.R. 140/2008 ha stabilito che “Il reclutamento dei dirigenti scolastici, con l’unificazione dei tre settori formativi della dirigenza scolastica, si realizza mediante un unico concorso per esami e titoli che si svolge in sede regionale”; per l’art. 1, comma 217, l. 208/2015, che sostituisce il comma 1 dell’art. 29 (Reclutamento dei dirigenti scolastici), d.lgs. 165/2001, “Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante corso-concorso selettivo di formazione… Al concorso per l'accesso al corso-concorso può partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali in possesso del relativo diploma di laurea magistrale ovvero di laurea conseguita in base al previgente ordinamento, che abbia maturato un’anzianità complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno cinque anni”.
Le disposizioni sopra citate comportano la previsione di un ruolo unico dei dirigenti scolastici senza alcuna distinzione tra ordine e grado, con la conseguenza che risulta illegittima qualsiasi distinzione tra questi operata dall’amministrazione.
L’Amministrazione, conscia di quanto sopra, con la nota interpretativa impugnata, ha riveduto le proprie determinazioni stabilendo che “a seguito di un riesame della questione e tenuto conto dei quesiti pervenuti, l’Amministrazione ha ritenuto di poter consentire anche ai dirigenti scolastici del primo ciclo di istruzione, per il corrente anno scolastico, di presentare istanza di partecipazione come Presidente di Commissione per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”, continuando però a prevedere delle ingiustificate distinzioni.
In primo luogo, ha richiesto, per la partecipazione agli esami del secondo ciclo, la necessità che i dirigenti fossero comunque provvisti “di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado”.
Inoltre, ha richiesto ai dirigenti preposti ad un istituto comprensivo o a una scuola secondaria di primo grado l’individuazione di un docente collaboratore “che soddisfi tutte le seguenti condizioni: - essere docente di scuola secondaria; - non essere docente di classe terza di scuola secondaria di primo grado, perché già componente di diritto della commissione d’esame; - aver già svolto la funzione di Presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione”.
Per quanto riguarda il primo punto, e cioè la necessità del possesso dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, è evidente come tale previsione sia violativa del disposto della legge allorquando è stato istituito il ruolo unico, posto che questo implica una equiordinazione tra tutti i dirigenti.
In relazione poi alle ulteriori attività richieste ai dirigenti di primo grado, sopra descritte, è da rilevare che l’art. 8, comma 2, d.lgs. 62/2017, stabilisce che “presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione è costituita la commissione d'esame, articolata in sottocommissioni per ciascuna classe terza, composta dai docenti del consiglio di classe. Per ogni istituzione scolastica svolge le funzioni di Presidente il dirigente scolastico, o un docente collaboratore del dirigente individuato ai sensi dell'articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, in caso di assenza o impedimento o di reggenza di altra istituzione scolastica. Per ogni istituzione scolastica paritaria svolge le funzioni di Presidente il coordinatore delle attività educative e didattiche”.
Per l’art. 25, comma 5, d.lgs. 165/2001 “nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed è coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell'istituzione scolastica, coordinando il relativo personale”.
Pertanto, in base al disposto di queste norme, l’unico obbligo imposto al dirigente, in caso di sua assenza o in caso di impedimento, è quello di individuare un docente collaboratore, senza che sia necessario, così come invece richiesto dai provvedimenti impugnati, che questo collaboratore non sia “docente di scuola secondaria”, non sia “docente di classe terza di scuola secondaria di primo grado, perché già componente di diritto della commissione d’esame”, oppure abbia “già svolto la funzione di Presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione”.
D’altronde, ammettere che il collaboratore individuato dal dirigente di primo grado debba possedere gli ulteriori requisiti previsti dai provvedimenti impugnati, creerebbe comunque una disparità di trattamento tra la categoria dei dirigenti che, come detto, è un’unica categoria all’interno della quale non possono esserci situazioni trattate in modo diverso.
Infine, sempre per i medesimi motivi, è illegittima pure la previsione che impone due modelli e due procedure differenti di presentazione delle domande.
In conclusione, il ricorso deve essere accolto.
Stante la novità della questione le spese possono essere eccezionalmente compensate.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 luglio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Alfonso Graziano, Consigliere
Raffaele Tuccillo, Primo Referendario, Estensore
LA PENSIONE - IL TFS/TFR - DEL PERSONALE SCOLASTICO
Il dibattito sulle pensioni non accenna a placarsi specialmente dopo le proposte del nuovo Governo.
Infiamma, complice anche le alte temperature di questi giorni, è il caso di dire, discussioni a tutto campo con teorie, propositi e idee alcune con un minimo di fondamento, altre palesemente strampalate e insensate.
Tutto questo dibattito non fa che aumentare l’angoscia e la frustrazione in particolare di coloro i quali sono alla vigilia della pensione che hanno di fronte scenari che cambiano continuamente.
Regna quindi demotivazione un forte disinteresse e pessimismo sulla pensione che il lavoratore riceverà a fine carriera.
Si aggiunge poi un’informazione mediatica approssimativa e strumentale che contribuisce ad accrescere ansia e disorientamento.
Di là da ogni considerazione, va registrato un fatto molto importate da non sottovalutare.
Il nostro sistema pensionistico è in grado di reggere alla sfida della longevità, almeno sin quando si manterrà l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione. Tutti gli interventi tendenti a favorire la flessibilità in uscita, oltre a comportare conseguentemente una riduzione del trattamento pensionistico e previdenziale incrementeranno la spesa pensionistica.
Allora cosa si deve fare per essere correttamente informati.
Sono indubbiamente necessarie la consulenza e l’informazione che divengono un’esigenza indispensabile, in una materia tanto complessa, mutevole, delicata, al fine di evitare anche, in particolare, inaspettate e irreversibili sorprese penalizzanti.
E’ fondamentale una puntuale verifica soprattutto in considerazione dell’individuale e variegata, talvolta complicata storia professionale di ciascun lavoratore e non solo a chi si avvicina alla pensione ma anche a chi inizia a lavorare.
I Dirigenti Scolastici e indistintamente tutto il personale della scuola e della pubblica amministrazione in genere hanno una storia di lavoro individuale il più delle volte variegata e complessa e come tale devono provvedere in tempo reale al fine di monitorare disciplinare e unificare ove possibile la propria posizione contributiva quale elemento essenziale e fondamentale per determinare alla fine dell’attività lavorativa l’assegno pensionistico e il trattamento di fine servizio.
La consulenza - da compiersi in presenza, per un confronto immediato, completo e approfondito con la persona interessata – sarà indipendente e neutrale, ossia effettuata mantenendo un punto di vista tecnico-normativo ed economico che consenta al singolo lavoratore di:
Accertare e verificare la posizione assicurativa previdenziale e individuare il percorso per accedere al pensionamento e conseguire un regolareTfs/Tfr
Controllare le determinazioni che vanno accettate dopo un puntuale riscontro dei dati elaborati e un’attenta analisi giuridico/economica di convenienza sull’utilità dei provvedimenti siano gratuiti o a titolo oneroso.
Valutare la convenienza del riscatto di laurea, di periodi e/o servizi, computo ricongiunzione/totalizzazione, prosecuzione volontaria e altro.
Assumere le informazioni tecniche necessarie al fine di scegliere liberamente e consapevolmente l’adesione alla previdenza complementare Fondo Espero. Fattori soggettivi e oggettivi da valutare prima di aderire. Luci e ombre.
Conoscere preventivamente l’importo della pensione e della buonuscita sia nel caso di conservazione dell'attuale trattamento di fine servizio, (Buonuscita) sia in caso di adesione alla Previdenza Complementare.
E’ necessario infine, per chi ha cessato il servizio, verificare e controllare in via definitiva l’esattezza del trattamento pensionistico e della buonuscita/Tfr spettanti attraverso un controllo incrociato dei dati.
Il pensionato deve dotarsi del cedolino stipendiale di un mese normale, della copia dei mod. PA04 e PL1 o documenti similari inviati dall’ex Provveditorato all’Inps ex Inpdap e delle conseguenti determinazioni pervenute dal medesimo Istituto.
Va registrato a tal proposito che si riscontra per molteplici ragioni, un’altissima percentuale di errori che incidono conseguentemente sull’importo della pensione e buonuscita.
Per tutti gli altri lavoratori, compreso i pensionandi, presentarsi con un cedolino stipendiale di un mese normale escluso dicembre ed eventuale estratto conto contributivo pervenuto dall’Inps o prospetto di servizio rilasciato dall’Amm.ne.
Docente in materia.
Autore di studi e pubblicazioni
IL NUOVO TETTO DELLE PENSIONI ANCHE PER I LAVORATORI CESSATI DAL 2012
L’Inps sta procedendo ai nuovi calcoli per la riliquidazione delle pensioni in attuazione a quanto previsto dalla legge di stabilità 2015 e secondo le norme applicative diramate con la circ.74/2015.
L’art. 1, comma 707 della predetta legge stabilisce che "l’importo complessivo del trattamento pensionistico liquidato con le regole vigenti dal 1° gennaio 2012 non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della riforma Fornero computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa".
Sono interessati i lavoratori che fanno valere almeno 18 anni di contribuzione al 31.12.1995 e che, quindi per effetto della Riforma Fornero, vedono l'assegno determinato con il sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011 e contributivo sulle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012.
Per effetto dell'introduzione del sistema contributivo dal 1° gennaio 2012, è previsto un trattamento pensionistico più vantaggioso rispetto a quello calcolato con le vecchie regole del sistema retributivo. Infatti, grazie al sistema contributivo, con riferimento alle anzianità maturate a decorrere dal 1° gennaio 2012, i lavoratori che già avevano un'anzianità contributiva elevata, o avevano già raggiunto i 40 anni di contributi alla fine del 2011, riescono a valorizzare anche gli anni eccedenti, maturando un trattamento superiore a quello che sarebbe stato loro corrisposto con le vecchie regole.
Il doppio calcolo
L’Inps quindi deve determinare l'importo del trattamento che dovrebbe essere corrisposto con le regole attuali (cioè retributivo sino al 2011 e contributivo dal 2012). Calcola l'importo, per così dire "virtuale", dell'assegno che sarebbe stato conseguito applicando interamente il criterio retributivo anche alle quote di anzianità maturate dopo il 2011 sino alla data di effettivo pensionamento valorizzando anche gli anni eccedenti i 40 al ritmo del 2% annuo (1,8% per i dipendenti civili iscritti alla Cassa Stato).
L'importo minore tra il confronto dei due sistemi sarà quello messo in pagamento.
In pratica questa norma impatterà sui lavoratori con carriere lavorative rilevanti ma anche su quelli che avevano una carriera discreta che restavano in servizio proprio per migliorare l’assegno.
Effetto retroattivo
Il doppio calcolo si applica non solo ai trattamenti pensionistici che hanno decorrenza successiva al 2014, ma anche a quelli già liquidati in precedenza di pensionati che sono usciti dal mondo del lavoro nel periodo 2012-2014, e con effetto dal 2015, si vedranno quindi ridurre l'importo dell'assegno qualora l'assegno determinato con il secondo sistema di calcolo risulti inferiore a quello messo in pagamento
Al di là degli errori, che sicuramente accadranno tenuto conto della complessità dei calcoli e della gestione delle pratiche medesime, tale nuova norma pone problemi d’incostituzionalità perché va a intaccare i c.d. “diritti acquisiti” fino ad ora sempre rispettati nell’ordinamento Italiano.
I diritti acquisiti ed immutabili trovano fondamento nell’art. 25, comma 2 della Costituzione, in ragione dell’efficacia della disposizione di legge nel tempo (tempus regit actum), ossia ogni atto va valutato secondo la norma vigente al momento in cui avviene e dunque investe il principio di irretroattività.
Ordinariamente la legge dispone per il futuro: l’abolizione dei diritti acquisiti costituirebbe un pericolosissimo precedente. Nella fattispecie pensionistica, una volta travolto il principio, si può ad libitum, a piacere, azzerare qualsiasi diritto.
Non può essere che uno si svegli improvvisamente e proponga, ad esempio, un taglio del 50% di tutte le pensioni in essere, escluse magari quelle dei parlamentari.
Saranno i giudici a decretare se questa novella sia da considerare o no Costituzionale.
Consulente in diritto previdenziale e docente in materia –Autore di studi e pubblicazioni
VALENTINO FAVERO CI HA LASCIATO
Valentino Favero ci ha lasciato. Nei trent'anni di vita di ANP è sempre stato al vertice associativo dando un contributo essenziale, prima alla costruzione,poi al rafforzamento dell'associazione professionale/sindacato più importante dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola italiana. Con lui e con tanti colleghi abbiamo combattuto le battaglie vincenti dell'autonomia e della dirigenza per la cui completa attuazione abbiamo continuato e continueremo con il massimo impegno possibile la lotta. Lo ricordiamo tra i protagonisti delle contrattazioni sindacali a livello nazionale e in qualità di esperto e prezioso consulente di tutti noi per le questioni concernenti i vari livelli di contrattazione. Sempre paziente e gentile,garbatamente autoironico, ha saputo mettere la sua competenza ed esperienza a disposizione dei colleghi. Con Valentino ci sentivamo continuamente e il crescente affiatamento tra noi è divenuta una solida amicizia, fondata sulla stima reciproca ed io piango un carissimo amico ed una perdita grave per ANP. Mi mancherà,Ci mancherà moltissimo per la sua simpatia umana,per la sua gentilezza,per la sua competenza,per la sua tolleranza e rispetto verso tutti. A noi e soprattutto ai giovani che ne continuano l'opera nello staff nazionale l'impegnativo compito di seguirne l'esempio.
Mario Perrini
MEMBRI DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
Presidente: Mario Perrini
Ainardi Emanuela, Babboni Davide, Barsottini Stefania, Botta Sergio, Brancaleoni Mauro, Bruzzone Claudio, Cantone Fulvia, Catenazzo Tiziana, Cavallari Maria Enrica, Colombano Carlo, De Nicola Antonio, Giacone Maurizio, Gillone Maria Grazia, Landi Rosa Anna, Maulini Michela, Miori Raffaella, Mondello Santino, Pieri Paolo, Re Ivan, Revello Patrizia, Rubini Lorenzo, Taverna Giovanna, Valenti Valeria, Vallino Daniele, Viscomi Silvia
Referente Regionale per le Alte Professionalità: Paolo Pieri
Le indicazioni operative per le istituzioni scolastiche sugli obblighi vaccinali:
La nota della Regione Piemonte, prot. n. 5734/A1409A del 5 marzo 2018 ribadisce quanto prescritto dalle indicazioni operative contenute nella Circolare MIUR/Ministero della Salute prot. n. 467 del 27 febbraio 2018 e afferma che le ASL della Regione Piemonte, in quanto regione dotata di anagrafe vaccinale:
 garantiscono agli esercenti la responsabilità genitoriale, che non abbiano ancora adempiuto agli obblighi, di ottenere le vaccinazioni anche senza prenotazione. Pertanto i genitori non dovranno presentare alle scuole nessuna documentazione attestante la prenotazione, ma solo copia della documentazione attestante l’assolvimento dell’obbligo;
invitano direttamente gli esercenti la responsabilità genitoriale ad adempiere all’obbligo vaccinale;
inseriscono negli elenchi degli iscritti – in caso di mancato assolvimento - la dicitura ‘non in regola con gli obblighi vaccinali’.
Le indicazioni della Regione Piemonte chiariscono dunque che le Istituzioni scolastiche non sono tenute a provvedere ad ulteriori invii di elenchi alle ASL, né a differire la tempistica prevista dalla Circolare MIUR/Ministero della Salute.
Eri un dirigente scolastico e sei andato in pensione tra l’1.09.2012 e il 31.12.2017?
Sono stati rideterminati, come noto, gli importi della retribuzione posizione parte variabile dal 1° settembre 2012.
Tali emolumenti avranno effetti sulla misura della pensione e sulla buonuscita/Tfr.
Ai fini pensionistici i nuovi importi dovranno essere computati nei confronti del personale cessato e che cesserà dal servizio.
Vale a dire che tutto il personale in quiescenza tra il 1° settembre 2012 e il 31 dicembre 2017 avrà diritto all'aggiornamento:
-della base pensionabile sulla quale si computa la misura del trattamento pensionistico
-della retribuzione utile per la riliquidazione della buonuscita/ Tfr
Controllare che sia stato riconosciuto un accredito a titolo di arretrati dall’Amministrazione.
Accertare la fascia di complessità assegnata alla scuola l’ultimo giorno di servizio e riscontrare il nuovo importo corrispondente e spettante.
Produrre istanze inviandole a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno all’Amministrazione Scolastica e all’Inps /ex Inpdap tendenti a ottenere la riliquidazione della pensione e della buonuscita/Tfr.
Marzo 2018 giuliano coan
ASSEMBLEA REGIONALE ANP E CONGRESSO REGIONALE
Il 7 marzo 2018 si è svolta un'assemblea di ANP Piemonte molto vivace, nel corso della quale i delegati del Congresso Regionale hanno proceduto all'elezione del Presidente regionale dell'Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità della Scuola. Il Congresso è stato chiamato a scegliere tra la proposta per il già presidente Perrini e l’alternativa presentata da Giorgio Marino che, pur in piena continuità con i valori che hanno sempre caratterizzato l’ANP, ha messo in luce la volontà di un nuovo approccio al modo di intendere la presidenza dell’associazione.
Mario Perrini è stato confermato presidente regionale con una qualificata maggioranza.
Interventi dei delegati presenti hanno evidenziato la necessità di formare nuove leve all’interno dell’associazione, in modo da preparare un efficace ricambio e, ancora, hanno messo in luce la necessità di interventi più decisi sul piano sindacale.
Il Presidente eletto ha indicato alcuni degli obiettivi che caratterizzeranno il prossimo triennio dell’ANP piemontese:
- migliore tutela dei diritti stipendiali dei dirigenti;
- puntuale definizione delle responsabilità dirigenziali nell'ambito della sicurezza;
- sviluppo di tavoli di lavoro su materie specifiche e urgenti;
- sviluppo di uno sportello di consulenza per i soci più efficace e puntuale;
- difesa e tutela delle prerogative dirigenziali dei dirigenti scolastici.
Il Presidente ha parlato oggi di aggiornamento e di sviluppo dell'associazione: "Stiamo vivendo un periodo fra i più duri della scuola, assediata da incertezze e sfiducia. La linea sindacale di ANP è chiara da tempo ed è definita a livello nazionale: ci impegneremo al meglio per realizzarla in Piemonte, ma teniamo anche a rafforzare la qualità dell'impegno associativo, perché a livello regionale i dirigenti scolastici vanno ancor più sostenuti e valorizzati, avendo un mandato sociale di enorme responsabilità che viene troppo spesso (e facilmente) screditato. La nostra associazione sarà più presente sui territori, a sostegno delle azioni dei dirigenti nostri associati, per farne emergere il ruolo e la professionalità in maniera più realistica e puntuale. Per restituire visibilità positiva alle azioni quotidianamente intraprese che realizzano spesso ampi benefici a i ragazzi e alle loro famiglie. C'è sempre poco tempo per raccontarsi, è vero. E c'è anche una modestia personale di fondo, nello scegliere di non "mettersi in vetrina". Ma un dirigente scolastico è la sua scuola. La scuola non può che appartenergli e somigliargli, dopo pochi anni. E le scuole in cui si vive bene e in cui il dirigente scolastico è capace e disponibile, costituiscono la maggior parte dei casi. Offriremo più strumenti e risorse ai dirigenti capaci per valorizzare il proprio lavoro. Cominceremo con un breve questionario rivolto a tutti i nostri soci, per raccogliere nuove disponibilità e spunti di riflessione e richieste. Tengo anche a sottolineare che senza il sostegno forte dei colleghi piemontesi mi sarei sentito dimezzato nel ruolo di vicepresidente nazionale ANP”.
L’assemblea ha poi eletto il nuovo collegio dei revisori dei conti: sono stati confermati i colleghi Marica Cavallari ed Edoardo Ambrassa, mentre al posto del dimissionario Davide Babboni (a cui va il ringraziamento dei presenti per tutto il lavoro e la collaborazione offerta nel corso dei molti anni di impegno nell’associazione) è stato nominato Lorenzo Rubini.
Il tesoriere ha, quindi presentato il conto consuntivo 2017 e l’assemblea lo ha approvato all’unanimità.
In chiusura di seduta il presidente eletto ha annunciato che intende nominare vicepresidenti la collega Giovanna Taverna e il professor Paolo Pieri; inoltre sarà sua responsabilità definire uno staff di collaboratori a cui affidare specifiche deleghe.
LA POSIZIONE ASSICURATIVA DEL PERSONALE SCOLASTICO
-adempimenti del lavoratore-
Le leggi di stabilità e i continui interventi legislativi impongono una sempre maggiore attenzione e cura sulla trattazione delle pratiche pensionistiche e previdenziali, dei Dirigenti Scolastici e indistintamente di tutto il personale della scuola e della pubblica amministrazione in genere. Ogni lavoratore ha una storia di lavoro individuale il più delle volte variegata e complessa e come tale deve provvedere in tempo reale al fine di monitorare, disciplinare e unificare ove possibile la relativa posizione contributiva quale elemento essenziale e fondamentale per determinare alla fine dell’attività lavorativa il trattamento pensionistico. Solo il lavoratore conosce la propria realtà lavorativa ed è quindi il primo consapevole responsabile della stessa.
A seguito poi del decentramento delle competenze, della soppressione del PA 04 (sistema cartaceo) e dell’attivazione della nuova procedura informatica e per altre molteplici ragioni, si riscontrano imprecisioni e inesattezze, che contribuiscono a far emergere un’altissima percentuale di errore nella gestione delle stesse pratiche, sul diritto e sul calcolo della pensione.
L’INPS sta inviando ai dipendenti pubblici comparto scuola compreso, ex INPDAP l’estratto Conto Informativo con lo scopo di permettere ai soggetti interessati di conoscere la consistenza del proprio conto assicurativo, iniziando dai più prossimi alla pensione.
Il conto assicurativo, per la maggior parte dei casi è incompleto e approssimativo.
Dal 1° gennaio 2019, scatta la prescrizione per i contributi pensionistici che sarà di 5 anni (come definito dalla L. 335/95 e chiarito dalla circolare Inps n. 169 del 15/11/17) e una volta prescritta, la contribuzione non potrà più essere versata.
Molti enti non sono in regola e di conseguenza molti lavoratori pubblici rischiano di trovarsi con una pensione più bassa con riflessi negativi anche sul versante del diritto.
Entro il 31.12.2018 deve procedere al controllo della propria posizione contributiva e segnalare l’eventuale contribuzione mancante o anomalie, al fine di interrompere i termini prescrittivi.
Controllare accuratamente l’estratto e qualora risultino contributi mancanti o retribuzioni errate, l’interessato dovrà agire senza indugio e sempre on-line, attivando la richiesta di variazione e integrazione della posizione assicurativa.
Il testo del nuovo CCNL del comparto “istruzione e ricerca” conferma, una volta di più, che per i sindacati che hanno sottoscritto l'ipotesi la qualità dell’istruzione e gli interessi degli stessi lavoratori non contano.
Conta solo condizionare (in peggio) le politiche governative, ridurre le (già modeste) risorse economiche destinate a premiare i migliori e ritardare (al massimo) la definizione di un sistema disciplinare più chiaro e rigoroso. Nulla di nuovo, insomma: i migliori non vanno premiati e i peggiori non vanno sanzionati!
La scuola rimane l'unico settore della Pubblica Amministrazione incapace di riconoscere e premiare l'impegno e di utilizzare la leva del merito per il miglioramento della qualità del servizio.
Siamo di fronte all’ennesima occasione di rinnovamento perduta, sacrificata sull’altare dell’imminente appuntamento elettorale.
È necessario che tutto questo sia ben chiaro al Paese, alle famiglie e al personale tutto, destinatario - peraltro - di aumenti risibili (figli della deprecabile “Intesa del 30 novembre 2016”).
L’ANP rileva, comunque, la definitiva ammissione della non contrattabilità dell’organizzazione del lavoro (le ben note lettere h, i ed j del secondo comma dell’articolo 6 del vecchio contratto): non contrattabilità che abbiamo sempre sostenuto e che i Giudici del Lavoro hanno ormai da tempo univocamente riconosciuto.
Per quanto riguarda i procedimenti disciplinari, i dirigenti scolastici continueranno ad applicare le regole fissate dagli articoli 55 e seguenti del d.lgs. 165/2001, come novellato dalla riforma Madìa.
L'ipotesi firmata rivela la volontà di tutelare gli interessi corporativi di alcune sigle sindacali e il disinteresse per il rilancio della scuola e delle professionalità che la animano ogni giorno.
Presidente nazionale ANP
CONCLUSO l’XI CONGRESSO ANP
[dal sito ANP nazionale - www.anp.it - 17/12/2017]
L’ XI Congresso ANP, celebrato a Roma dal 14 al 17 dicembre 2017, ha eletto Antonello Giannelli Presidente nazionale.
Di seguito i nominativi degli organi statutari eletti
Giuseppe Carcano – componente effettivo
Concetta Centamore – componente effettivo
Lorenzo Gaggino – componente effettivo
Pasquale Vitiello – componente supplente
Maria Cristina Cigliano - componente effettivo
Sandra Romanin - componente effettivo
Anna Maria Maullu - componente effettivo
Adele Vairo - componente effettivo
Daniela Lazzati - componente effettivo
Aurelia Patanella - componente supplente
Cosimo Petraglia - componente supplente
In materia di bonus premiale anche il Tribunale di Larino, dopo il Tribunale di Bari (di cui avevamo già dato notizia a febbraio), conferma la non contrattabilità con Decreto del 13 luglio 2017 n. 1185 - Tribunale di Larino in funzione di Giudice del Lavoro.
IL TRATTAMENTO PENSIONISTICO
- Cumulo
- Ricongiunzione
La recente circolare Inps n. 140 del 12 ottobre 2017 sblocca, dopo diversi mesi, le pensioni per chi ha fatto richiesta del cumulo gratuito dei contributi versati presso diverse Casse previdenziali. Integra la precedente nota n. 60 del 16/3/17, che aveva diramato chiarimenti per chiedere il cumulo dei contributi secondo le indicazioni contenute nel comma 195 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2017.
Dal 1° gennaio 2017 i lavoratori che hanno spezzoni contributivi in più gestioni previdenziali obbligatorie (compresa la gestione separata dell'Inps e le casse professionali privatizzate ai sensi del Dlgs 503/1994 e del Dlgs 103/1996) potranno sommare i periodi di contribuzione non coincidente al fine di conseguire sia la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età unitamente ad un minimo di 20 anni di contributi e sia la pensione anticipata (con 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica, 41 anni e 10 mesi le donne). Oltre al cumulo, cioè la possibilità di mettere insieme vari periodi contributivi, c’è la totalizzazione, che potrebbe sembrare la stessa cosa, ma che è cosa assolutamente diversa nel calcolo e nella tempistica nell’erogazione dell’assegno. E’ bene, quindi, chiarire per non fare confusione.
Per la pensione di vecchiaia, la totalizzazione prevede un requisito pari a 65 anni e 7 mesi e almeno 20 di contributi; per il trattamento anticipato servono 40 anni e 7 mesi di anzianità contributiva indipendentemente dall’età anagrafica.
Un’altra differenza riguarda il regime delle decorrenze. La pensione in totalizzazione sconta un regime di finestre mobili particolarmente sfavorevole. Infatti, subisce uno spostamento (18 mesi per vecchiaia, 21 per anzianità), dopo aver maturato il diritto. Nel cumulo la pensione è corrisposta subito.
E’ sul valore dell’assegno che si deve orientare la concentrazione.
Il calcolo dell’assegno in linea generale asseconda il cumulo rispetto alla totalizzazione.
Con il cumulo i periodi accreditati nelle diverse gestioni osservano le regole di calcolo della gestione di appartenenza secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento fermo restando che dal 1° gennaio 2012 sarà applicato il sistema di calcolo contributivo. Nella totalizzazione il calcolo è effettuato, di regola, tramite il sistema contributivo puro, salvo che il soggetto possa vantare, in una delle gestioni, un diritto autonomo.
Al cumulo tuttavia si aggiunge la beffa. Ai dipendenti pubblici, infatti, l’erogazione del Tfs decorrerà dal raggiungimento dell’età richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia che vuol dire in certi casi attendere 6/7 anni per vedersi liquidata la buonuscita.
La ricongiunzione ancorché onerosa spesso risulta essere più conveniente rispetto alla gratuità della totalizzazione e del cumulo.
Ipotizziamo un lavoratore statale iscritto Ctps che voglia ricongiungere un periodo antecedente al 1992 accreditato presso Inps come lavoratore dipendente. Il trasferimento di tale periodo determinerà una quota A di pensione notevolmente superiore rispetto all'assicurazione comune. Infatti, per la definizione della retribuzione pensionabile aumentata del 18%, si valuta l'ultimo stipendio percepito invece che alla media degli ultimi cinque anni previsti nell'AGO e privi della predetta maggiorazione e per di più sulle retribuzioni di riferimento. Si rileva in pratica, un consistente incremento del reddito pensionistico del lavoratore che sarà nettamente superiore della somma complessiva delle varie pensioni erogate con il cumulo o la totalizzazione.
Prestare massima cura e valutare i vantaggi e gli svantaggi della norma da adottare in virtu’ della propria carriera lavorativa e non farsi allettare pregiudizialmente dalla demagogia e retorica in genere e dalla gratuità, tanto conclamate.
GUIDA TEORICO-PRATICA PER I DIRIGENTI DELLE SCUOLE
Cosa, come e perché. fonti normative, modelli comportamentali, suggerimenti operativi
pp. 235, euro 22,00,
ISBN 9788862505505, Edizioni Guerini e Associati
Uno strumento utile di consultazione opportunamente aggiornato per la formazione professionale del dirigente scolastico, con un approccio critico alle norme che la regolano, ricco di esempi e suggerimenti operativi.
Il libro si propone di affrontare la complessa tematica della direzione delle istituzioni scolastiche autonome in una forma che privilegia la praticità. La professionalità del dirigente della scuola è analizzata sotto il duplice profilo di regista dell’offerta formativa e di responsabile della gestione, con particolare attenzione sia alle sinergie esistenti tra le due prospettive sia agli aspetti motivazionali. Il testo è finalizzato all’acquisizione di un metodo di lavoro rigoroso e flessibile, fondato tanto sulla puntuale conoscenza dei princìpi di base dell’ordinamento e delle fonti del diritto scolastico quanto sulle loro corrette modalità di interpretazione.
Consigli autorevoli e proposte operative per affrontare con serenità e prontezza le più frequenti problematiche fanno di questo libro uno specifico strumento di supporto all'attività quotidiana.
"Uno strumento di lavoro da tenere sulla scrivania e da consultare con rapidità per affrontare - e auspicabilmente risolvere - questioni specifiche, un libro da rileggere per cogliere eventuali suggerimenti che fossero sfuggiti a una prima lettura, un testo da meditare e (perchè no?) da criticare"
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COORDINAMENTO DEI PENSIONATI - ANP PIEMONTE
L'ANP Piemonte ha istituito il Coordinamento dei pensionati, per raccogliere le istanze degli iscritti, pensionati e pensionandi, e per diffondere tempestivamente informazioni sulle novità normative e sulle azioni intraprese a favore della categoria da ANP e dalla CIDA, cui ANP aderisce.
Referente è Giovanna Taverna, alla quale possono essere inoltrate le comunicazioni all'indirizzo: giovannataverna46@gmail.com.
Il consulente previdenziale è Giuliano Coan, che riceve gli iscritti su appuntamento presso l'IIS "Bosso-Monti" via Antonio Meucci 9 Torino (per prenotare occorre inoltrare la richiesta a Carlo Colombano cell 3892722366 email: colombanoc@hotmail.com).
Convegno Regionale - Torino, 20 maggio 2015
Il ruolo del Dirigente Scolastico nella prospettiva della buona Scuola
Organizzazione: Mario Perrini, Stefania Barsottini, Davide Babboni
Mario Perrini https://vimeo.com/129777289
Giuseppe Bordonaro https://vimeo.com/129806149
Giorgio Rembado https://vimeo.com/129785548
Anna Maria Poggi https://vimeo.com/129781264
Maria Enrica Cavallari https://vimeo.com/129807344
Giorgio Marino https://vimeo.com/129808284
Angelo Paletta https://vimeo.com/129790453
Gianna Pentenero https://vimeo.com/129800793
Antonio Petrolino https://vimeo.com/129793976
Daniele Vallino https://vimeo.com/129810262
Maria Enrica Cavallari https://vimeo.com/129811597
Maria Luisa Mattiuzzo https://vimeo.com/129812929
Davide Babboni https://vimeo.com/129814501
Mario Perrini https://vimeo.com/129780654
Album: https://vimeo.com/album/3428537
Realizzazione video a cura di video Shaping
SERVIZIO TELEFONICO DI CONSULENZA TECNICO GIURIDICA PER I DOCENTI
Il martedì dalle 16.00 alle 18.00 al numero 06 44245820 - 44243262 è attivo un servizio telefonico di consulenza tecnico – giuridica su problematiche relative alla funzione docente, riservato ai docenti.
SERVIZIO DI CONSULENZA ONLINE PER I DOCENTI
Se sei un docente puoi inviare quesiti di carattere professionale o sindacale all'indirizzo mail docenti@anp.it . Riceverai risposta privata al tuo indirizzo.
CONUSLENZA AMMINISTRATIVA E SINDACALE PER GLI ISCRITTI ANP PIEMONTE
In sede congressuale regionale è stato deciso di offrire a tutti gli associati della Regione una consulenza di carattere amministrativo e sindacale da parte di alcuni colleghi, ai quali tutti (dirigenti scolastici e alte professionalità) potranno rivolgersi per sottoporre i rispettivi problemi e ottenerne pareri e suggerimenti basati sulla conoscenza delle norme e sulla propria esperienza. Riteniamo di fornire così a tutti gli associati un supporto tecnico al loro operare quotidiano. Qui di seguito l’elenco dei colleghi, membri del Consiglio regionale, cui far riferimento:
Davide Babboni, tel. 331.74.61.642, e-mail: d.babboni@tin.it
Stefania Barsottini, tel. 339.15.28.307, 011/562.83.94-95, e-mail: stefania.barsottini@virgilio.it
Mauro Brancaleoni, tel. 0131898035, 3356711501, e-mail mauro.brancaleoni@istruzione.it, per
questioni riferite alle Alte Professionalità
Claudio Bruzzone, tel. 0143/73.015, 334.64.09.697, e-mail: claudiobruzzone@libero.it
Carlo Colombano, tel. 331.34.83.342, 389.27.22.366, e-mail colombanoc@hotmail.com
Antonio De Nicola, tel. 320.53.10.626, e-mail: antonio.denicola@istruzione.it
Maria Grazia Gillone, tel. 338.919.58.43, e-mail: gillomg@alice.it,
Giorgio Marino, tel. 347.57.80.166, e-mail: pavila1@libero.it
Santino Mondello, tel. 349.32.27.953, e-mail: santino.mondello@libero.it
Mario Perrini, tel. 340.77.00.603, 331.74.08.128, e-mail: marioperrini@libero.it
Ivan Re, tel. 339.20.43.166, e-mail: re.ivan@gmail.com
Giovanna Taverna, tel. 380.51.73.985, 324.62.19.808, e-mail: g.taverna@libero.it
Valeria Valenti, 347.91.00.351, e-mail: valeria.valenti2@fastwebnet.it, per questioni di scuola dell’infanzia
Daniele Vallino, tel. 347 7620919, e-mail: d.a.g.vallino@gmail.com
Silvia Viscomi, tel. 349.12.23.450, e-mail: silvia.viscomi@libero.it

References: art.20
 sentenza 
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