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Documento Unico di Programmazione Nota di aggiornamento 13 novembre PDF
Documento Unico di Programmazione Nota di aggiornamento 13 novembre 2014
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1 Documento Unico di Programmazione Nota di aggiornamento 13 novembre
2 Indice Premessa I vincoli normativi e di bilancio a) L evoluzione della normativa che regola la programmazione strategica ed operativa Pag. 6 b) Struttura del bilancio Pag. 7 c) Fondo crediti di dubbia e difficile esazione Pag. 7 Sezione Strategica SeS Parte Prima Lo scenario di riferimento a) Popolazione Pag. 10 b) Territorio Pag. 20 c) Economia insediata Pag. 22 d) Strutture Pag. 23 e) Beni comunali Pag. 24 f) Organismi gestionali esterni Pag. 26 g) Analisi strategica di contesto Pag Analisi degli impegni già assunti e investimenti in corso di realizzazione Pag La struttura organizzativa e il personale Pag Indirizzi per il conferimento degli incarichi di collaborazione, di studio e ricerca ovvero di consulenza a soggetti esterni all Amministrazione Pag La situazione finanziaria Pag Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari Pag Trasparenza, accessibilità e comunicazione come motori di nuovi processi organizzativi Pag
3 Parte Seconda Strategie e Programmazione: Gli indirizzi e gli obiettivi strategici per il quinquennio Gli obiettivi individuati dal Governo nei documenti di programmazione nazionale Pag. 79 Linee Programmatiche di Mandato Pag. 101 Indirizzi strategici collegati agli obiettivi strategici Pag. 117 Obiettivi strategici collegati alle Missioni di bilancio Pag. 132 Parte terza Gli Strumenti di rendicontazione dei risultati Pag. 147 Sezione Operativa - SeO Parte Prima Premessa Pag. 150 Fonti di finanziamento Pag. 151 Parte seconda Programmi e obiettivi operativi Pag. 155 Spese per missioni, programmi e macroaggregati Pag. 300 Gli obiettivi di servizio e gestionali delle società partecipate incluse nel perimetro di applicazione del sistema dei controlli gestionali esterni Pag. 310 Parte Terza - Programmazione Triennale Programmazione triennale dei Lavori Pubblici Pag. 318 Programmazione triennale del fabbisogno di personale Pag. 323 Programmazione in materia di patrimonio: il piano delle valorizzazioni patrimoniali e delle alienazioni Pag
4 PREMESSA Il Documento Unico di Programmazione (DUP) è il nuovo documento di pianificazione di medio periodo per mezzo del quale sono esplicitati indirizzi che orientano la gestione dell Ente per un numero d esercizi pari a quelli coperti dal bilancio pluriennale. Nell ambito dei nuovi strumenti di programmazione degli Enti locali il DUP è quello che permette l attività di guida strategica ed operativa. Dati i bisogni della collettività amministrativa (famiglie, imprese, associazioni ed organismi non profit) e date le capacità disponibili in termini di risorse umane, strumentali e finanziarie, l Amministrazione espone, in relazione ad un dato arco di tempo futuro, cosa intende conseguire (obiettivi) in che modo (azioni) e con quali risorse (mezzi). Il DUP si qualifica come un momento di scelta in quanto, di fronte alla molteplicità delle classi di bisogno da soddisfare e data, contemporaneamente e per definizione, la scarsità delle risorse, spetta all organo politico operare le necessarie selezioni e stabilire i correlativi vincoli affinché, negli anni a venire, si possano conseguire le finalità poste, impiegando in modo efficiente ed efficace i mezzi disponibili. Il nuovo principio contabile della programmazione ne disciplina i contenuti e le finalità, non definendo a priori uno schema, valido per tutti gli Enti, contenente le indicazioni minime necessarie ai fini del consolidamento dei conti pubblici. Il DUP è quindi lo strumento che permette l attività di guida strategica ed operativa degli enti locali e consente di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali e organizzative. Il DUP costituisce, inoltre, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione. Il DUP si compone di due sezioni: la Sezione Strategica (SeS) e la Sezione Operativa (SeO). La prima ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari a quello del bilancio di previsione. La SeS individua, in coerenza con il quadro normativo di riferimento e con gli obiettivi generali di finanza pubblica, le principali scelte che caratterizzano il programma dell amministrazione da realizzare nel corso del mandato amministrativo e che possono avere un impatto di medio e lungo periodo, le politiche di mandato che l ente vuole sviluppare nel raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e nel governo delle proprie funzioni fondamentali e gli indirizzi generali di programmazione riferiti al periodo di mandato. La SeS ha, appunto, durata pari a quella del mandato
5 La SeO ha carattere generale, contenuto programmatico e costituisce lo strumento a supporto del processo di previsione definito sulla base degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici fissati nella SeS del DUP. In particolare, la SeO contiene la programmazione operativa dell ente avendo a riferimento un arco temporale sia annuale che pluriennale. Il contenuto della SeO, predisposto in base alle previsioni ed agli obiettivi fissati nella SeS, costituisce guida e vincolo ai processi di redazione dei documenti contabili di previsione dell ente. È strutturata in due parti. Parte 1: sono illustrati, per ogni singola missione e coerentemente agli indirizzi strategici contenuti nella SeS, i programmi operativi che l ente intende realizzare nel triennio 2015/2017, sia con riferimento all Ente che al gruppo amministrazione pubblica. Si ricorda che i programmi non possono essere liberamente scelti dall Ente, bensì devono corrispondere all elencazione tassativa contenuta nello schema di bilancio di previsione sperimentale; Per ogni programma sono individuati gli obiettivi operativi annuali da raggiungere nel corso del triennio 2015/2017, che discendono dagli obiettivi strategici indicati nella precedente SeS Con la nota di di accompagnamento al bilancio, saranno inseriti eventuali ulteriori elementi, intervenuti anche successivamente alla redazione del presente documento. Parte 2: contiene la programmazione in materia di personale, lavori pubblici e patrimonio. In questa parte sono collocati: la programmazione del fabbisogno di personale al fine di soddisfare le esigenze di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse per il miglior funzionamento dei servizi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie e i vincoli di finanza pubblica; la programmazione triennale delle opere pubbliche 2015/2017; il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. In questo documento sono quindi tracciate le linee fondamentali di pianificazione e programmazione dei prossimi esercizi, quale adeguamento ed evoluzione dei contenuti definiti nel vigente DUP 2014/2018, rinviando alla nota di aggiornamento i contenuti più strettamente correlati con la formazione del bilancio di previsione 2015/2017. Il DUP per il periodo che si sta approvando è il frutto di un lavoro che sconta, inevitabilmente, l incertezza normativa e di contesto che attualmente investe l attività degli enti locali. In particolare, al fine di rendere più chiaro il contesto in cui sono maturate le scelte strategiche illustrate nel presente documento, sono state introdotte notizie relative allo scenario entro cui si muove il nostro Ente
6 I VINCOLI NORMATIVI E DI BILANCIO A- L EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA CHE REGOLA LA PROGRAMMAZIONE STRATEGICA ED OPERATIVA Con la legge 5 maggio 2009, n. 42, prende il via un profondo processo di riforma degli ordinamenti contabili pubblici, diretto a rendere i bilanci delle amministrazioni pubbliche omogenei, confrontabili e aggregabili. La delega contenuta nell articolo 2 di questa legge ha portato all adozione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118, corretto e integrato nel 2014 da un decreto legislativo approvato il 31 gennaio 2014 dal Consiglio dei Ministri. La riforma, che interesserà tutti gli enti territoriali e i loro enti strumentali, entrerà a regime il 1 gennaio 2015 e costituirà una tappa fondamentale nel percorso di risanamento della finanza pubblica favorendo il coordinamento della finanza pubblica, il consolidamento dei conti delle Amministrazione pubbliche anche ai fini del rispetto delle regole comunitarie, le attività connesse alla revisione della spesa pubblica e alla determinazione dei fabbisogni e dei costi standard. Il Comune di Casalecchio di Reno ha deciso, con delibera della Giunta Comunale n. 78 del 24 settembre 2014 di partecipare alla sperimentazione dell armonizzazione, quindi applica nella programmazione strategica ed operativa il principio della programmazione allegato al decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118. Con la riforma sarà inoltre possibile: conoscere i debiti effettivi degli enti territoriali; ridurre in maniera consistente la mole dei residui nei bilanci degli enti territoriali; l introduzione del bilancio consolidato, con le proprie articolazioni organizzative, i propri enti strumentali e le proprie società controllate e partecipate; l adozione della contabilità economico patrimoniale, anticipando l orientamento comunitario in materia di sistemi contabili pubblici
7 B - STRUTTURA DEL BILANCIO Con D. Lgs. n. 118 del 23 giugno 2011 veniva promossa la sperimentazione riguardante l attuazione delle disposizioni dei principi contabili generali e applicati per le Regioni, le Province e gli Enti locali, con particolare riguardo all adozione del bilancio di previsione finanziario annuale di competenza e di cassa. Con tale decreto legislativo le disposizioni si applicavano, originariamente, a decorrere dall anno Con D.L. n. 102 del 31 agosto 2013 sono state apportate delle modifiche, per le quali tali disposizioni si applicano a decorrere dall anno 2015, ad eccezione degli enti interessati alla sperimentazione di un bilancio di previsione finanziario riferito ad un orizzonte temporale almeno triennale che, nel rispetto del principio contabile dell annualità. Con la delibera di giunta comunale n. 78 del 24/09/2013 l Amministrazione ha aderito alla sperimentazione della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio di cui all'art. 36 del D. Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dall'articolo 9 del D.L. 31 agosto 2013, n L'art. 2 del DPCM 28/12/2011 prevede l'applicazione in via esclusiva delle disposizioni riguardanti la sperimentazione in sostituzione di quelle previste dal sistema contabile previgente, con particolare riguardo al principio contabile generale della competenza finanziaria di cui all allegato n. 1 (al DPCM) e al principio contabile applicato della contabilità finanziaria di cui all allegato n. 2 (al DPCM). Il vigente regolamento di contabilità dell ente, in attesa di modifica, non è in linea con i nuovi dettami normativi derivanti dalla partecipazione alla sperimentazione e che pertanto come da art. 2 del citato DPCM viene applicato limitatamente a quanto compatibile con detti principi. C- FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Nel bilancio attuale, riferito al periodo , per i crediti di dubbia e difficile esazione accertati nell esercizio è effettuato un accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità. A tal fine è stanziata nel bilancio di previsione una apposita posta contabile, denominata Accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità il cui ammontare è determinato in considerazione della dimensione degli stanziamenti relativi ai crediti che si prevede si formeranno nell esercizio, della loro natura e dell andamento del fenomeno negli ultimi cinque esercizi precedenti (la media del rapporto tra incassi e accertamenti per ciascuna tipologia di entrata)
8 L accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità non è oggetto di impegno e genera un economia di bilancio che confluisce nel risultato di amministrazione come quota accantonata. Nel primo esercizio di applicazione del presente principio è possibile stanziare in bilancio una quota almeno pari al 50% dell importo dell accantonamento quantificato nel prospetto riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilità allegato al bilancio di previsione. Per il Comune di Casalecchio questo importo è pari a ,95. Nel secondo esercizio lo stanziamento di bilancio riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilità è pari almeno al 75% dell accantonamento quantificato nel prospetto riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilità allegato al bilancio di previsione, e dal terzo esercizio l accantonamento al fondo è effettuato per l intero importo. In sede di rendiconto, fin dal primo esercizio di applicazione del presente principio, l ente accantona nell avanzo di amministrazione l intero importo del fondo crediti di dubbia esigibilità quantificato nel prospetto riguardante il fondo allegato al rendiconto di esercizio. Non sono oggetto di svalutazione i crediti da altre amministrazioni pubbliche, i crediti assistiti da fidejussione e le entrate tributarie che, sulla base dei principi contabili, sono accertate per cassa. Non sono altresì oggetto di svalutazione le entrate di dubbia e difficile esazione riguardanti entrate riscosse da un ente per conto di un altro ente e destinate ad essere versate all ente beneficiario finale. Quando un credito è dichiarato definitivamente ed assolutamente inesigibile, lo si elimina dalle scritture finanziarie e, per lo stesso importo del credito che si elimina, si riduce la quota accantonata nel risultato di amministrazione a titolo di fondo crediti di dubbia esigibilità. Le entrate che negli esercizi precedenti a quello di entrata in vigore del presente principio applicato sono state accertate per cassa, devono continuare ad essere accertate per cassa fino al loro esaurimento. Per le entrate che negli esercizi precedenti all adozione dei nuovi principi erano state accertate per cassa, il fondo crediti di dubbia esigibilità è determinato sulla base di dati extra-contabili. Per la determinazione del fondo avendo il Comune negli anni utilizzato prevalentemente il criterio prudenziale della cassa per formulare le previsioni di Bilancio e i conseguenti accertamenti si è ricorso a stime extracontabili formulate dagli uffici assegnatari delle singole risorse di entrata
9 SEZIONE STRATEGICA - SeS - 9 -
10 A- POPOLAZIONE Parte prima Lo scenario di riferimento Popolazione legale al censimento dell 8 ottobre 2011 n Popolazione residente al 31/12/2013 (art. 110 D.L.vo 77/95) n di cui: maschi n femmine n nuclei familiari n comunità/convivenze n 20 Popolazione al n Nati nell'anno n 316 Deceduti nell'anno n 403 saldo naturale n 87 Immigrati nell'anno n Emigrati nell'anno n saldo migratorio n Popolazione al n di cui In età prescolare (0/6 anni) n In età scuola obbligo (7/14 anni) n In forza lavoro 1ª occupazione (15/29 anni) n In età adulta (30/65 anni) n In età senile (oltre 65 anni) n Tasso di natalità ultimo quinquennio: Anno Tasso ,
11 2010 8, , ,60 Tasso di mortalità ultimo quinquennio: Anno Tasso , , , , ,09 Popolazione massima insediabile come da strumento urbanistico vigente abitanti n entro il 31/12/2013 Livello di istruzione della popolazione residente: In base ai dati ufficiali la popolazione casalecchiese presenta le seguenti caratteristiche: - su residenti in età da 6 anni in poi vi erano persone, pari al 91,60% in possesso di titolo di studio; - dei forniti di titolo di studio: pari al 31,00% avevano la licenza elementare; pari al 29,00% avevano la licenza media inferiore; pari al 29,00% avevano il diploma; pari al 11,00% erano laureati. Riguardo al sesso: - i maschi con licenza elementare erano pari al 28,00%; - quelli con licenza media erano pari al 32,00%; - i diplomati erano pari al 30,00%; - i laureati erano pari al 10,00%;
12 - le femmine con licenza elementare erano pari al 35,00%; - quelle con licenza media erano pari al 26,00%; - le diplomate erano pari al 28,00%; - le laureate erano pari all 11,00%. Condizione socio-economica delle famiglie: In base ai dati ricavati, la popolazione presentava queste caratteristiche: - gli occupanti erano , pari al 96,87% delle forze lavoro, mentre erano in cerca di prima occupazione 474 unità (3,13%). - la popolazione attiva in condizione professionale era in grande maggioranza impiegata nel settore dell industria (35%), mentre nell agricoltura era impiegato meno dell 1%. Il tasso di occupazione per sesso vede impiegato 57,17 maschi e 43,4 femmine
13 La popolazione La popolazione residente nel 2003 corrispondente a persone passa nel 2013 a , con un aumento pari al 6,51% (2.221 unità). Il 2013 registra un calo di 256 residenti. Le dinamiche demografiche di Casalecchio di seguito prese in esame riguardano il rapporto tra cittadini italiani e stranieri, il progressivo invecchiamento della popolazione e l assottigliamento del numero dei componenti di ciascuna famiglia. L ipotesi di previsione, derivata dall interazione tra il saldo naturale e il saldo migratorio, dice che la popolazione di Casalecchio è destinata ad aumentare di circa 4000 unità entro il Si avrà così una popolazione di circa unità al 2018 (incremento del 5,6% rispetto al 2010), di unità al 2023 (incremento dell 8,5%) e unità al 2028 (incremento dell 11,3%). La previsione dell incremento della popolazione e delle famiglie fino al 2028 indica in circa famiglie (per l ipotesi minima) e famiglie (per l ipotesi massima), che comporteranno un incremento di nel primo caso e di famiglie nel secondo caso rispetto al dato attuale. (fonte documento preliminare del PSC) 32 Il grafico rappresenta la densità di popolazione per km quadrato
14 La Popolazione per classi di età La composizione della popolazione residente distinta per classi di età nel periodo vede il costante calo del rapporto percentuale della fascia adulta (anni 15-64) che passa dal 62,25% del 2003 al 59,40% del Di contro aumentano le altre tre fasce: la 0-6 passa dal 5,98% al 6,40%, la 7-14 passa dal 5,78 % al 6,89% e infine la fascia di età superiore a 64 anni va dal 25,49% al 27,30%. Cittadini italiani Cittadini stranieri Fasce M F Tot % M F Tot % Nido d infanzia ,19% ,65% Scuola dell infanzia ,78% ,44% Scuola primaria ,33% ,79% Scuola secondaria (1 ) ,38% ,10% Scuola secondaria (2 ) ,73% ,97% Università/lavoro ,90% ,25% Lavoro ,50% ,18% Ritirati dal lavoro 66 e oltre ,91% ,04% Totale
15 Popolazione residente: rapporto cittadini italiani e stranieri Nell ultimo decennio il numero dei residenti aumenta di unità pari al 7,75%. La causa è data dall incre-mento dei cittadini stranieri, che passano da nel 2002 a nel 2012 ( + 291%). Il rapporto dei cittadini stranieri rispetto agli italiani passa dal 4,37% del 2003 al 12,77% del 31 dicembre 2012 (pari all 11,32 % sul totale della popolazione residente). Il grafico indica il numero dei cittadini stranieri ogni 100 italiani residenti, per ogni settore urbano
16 La popolazione: composizione cittadini stranieri per nazionalità ROMANIA ,07% ALBANIA ,19% MOLDOVA ,90% UCRAINA 198 4,83% Altri Europa comunitari 231 5,63% EUROPA EST 179 4,36% MAROCCO 357 8,71% Altri Africa 349 8,51% PAKISTAN 184 4,49% FILIPPINE 328 8,00% CINA 103 2,51% ALTRI ASIA 245 5,97% SUDAMERICA 149 3,63% NORDAMERICA 8 0,20% Dopo un trend ininterrotto di crescita diminuisce la popolazione stranieri residente, nel 2013, di 124 unità (4.101 persone) corrispondente all 11,29% della popolazione residente
17 La popolazione: Composizione numerica dei nuclei familiari Il numero dei nuclei familiari nel decennio dal 2004 al 2013 aumenta più velocemente della popolazione determinando una frammentazione dei nuclei familiari; la media dei componenti ogni nucleo passa da 2,14 nel 2004 a 2,07 persone nel I nuclei composti da una sola persona aumentano dal 33,92% del 2004 al 38,95% del 2013 corrispondenti a residenti, quelli composti da 2 persone diminuiscono da 33,16% a 31,32% corrispondenti a residenti, quelli con 3 persone diminuiscono da 20,97% nel 2004 a 17,11% nel 2013 corrispondenti a residenti, infine i nuclei con 4 e più persone aumentano da 11,94% a 12,62% corrispondenti a residenti
18 Patrimonio abitativo del territorio Il numero dei nuclei familiari è pari a Il patrimonio abitativo, alla data del 31/12/2013, è composto da unità abitative e 537 destinate a uffici. Il rapporto tra popolazione residente e numero di abitazioni è di 2,073. Cat. Tipo di abitazione N.ro A2 ABITAZIONI DI TIPO CIVILE A3 ABITAZIONI DI TIPO ECONOMICO A4 ABITAZIONI DI TIPO POPOLARE A5 ABITAZIONI DI TIPO ULTRAPOPOLARE 28 A6 ABITAZIONI DI TIPO RURALE 7 A7 ABITAZIONI IN VILLINI 294 A8 ABITAZIONI IN VILLE 7 A9 CASTELLI, PALAZZI DI PREGI ARTISTICI E STORICI 4 A10 UFFICI 537 Totale
19 Il grafico rappresenta il numero di abitazioni per ogni settore urbano
20 B-TERRITORIO Superficie in Kmq RISORSE IDRICHE * Laghi n 0 * Fiumi e Torrenti n 1 STRADE * Statali km * Provinciali km. 0 * Comunali km * Vicinali km * Autostrade km. 5 PIANI E STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI Se Si data ed estremi del provvedimento di approvazione * Piano strutturale comunale Si Deliberazione Consiglio Comunale n. 115 del 21/12/2006 adottato * Piano strutturale comunale Si Deliberazione Consiglio Comunale n. 49 del 21/04/2009 approvato Deliberazione Consiglio Comunale n. 97 del 19/12/2013 Variante al PSC Deliberazione Consiglio Comunale n. 98 del 19/12/2013 Variante al RUE * Programma di fabbricazione No * Piano edilizia economica e No popolare PIANO INSEDIAMENTO PRODUTTIVI * Industriali No * Artigianali No * Commerciali No Altri strumenti (specificare) Esistenza della coerenza delle previsioni annuali e pluriennali con gli strumenti urbanistici vigenti Si (POC)
21 Casalecchio di Reno si estende su una superficie di 17,37 kmq, perciò ha una delle più piccole estensioni tra i comuni della provincia di Bologna. I settori urbani Gli aspetti strategici e strutturali dell'intero territorio comunale sono regolati dal Piano Strutturale Comunale (P.S.C.) che un documento dinamico in continua evoluzione. Il territorio comunale è suddiviso in ambiti soggetti ad azione di conservazione o di trasformazione sostenibile. Il PSC individua i vincoli e le tutele che operano sul territorio e le regole perequative per condurre il rapporto pubblico - privato negli interventi di trasformazione urbanistica; stabilisce in condivisione con la Provincia il limite dello sviluppo delle funzioni abitative, produttive e terziarie. I settori urbani di Casalecchio sono 12: Croce Canale / Zona Industriale Nord - Via del Lavoro / Centro Lido / Centro Garibaldi / Bolero / Marullina Dante / Belvedere/ Faianello S. Biagio / Ceretolo / Riale / Arcobaleno / Meridiana. Dopo circa un anno di redazione, assemblee pubbliche alla Casa della Conoscenza, gruppi informali e cittadini, l attivazione di un blog, oltre al previsto iter consiliare, il 19 dicembre 2013 il Consiglio Comunale ha adottato il nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC) e il nuovo Regolamento Edilizio Urbano RUE
22 C- ECONOMIA INSEDIATA Casalecchio di Reno è caratterizzata da una delle più alte concentrazioni di attività economiche della provincia di Bologna rispetto alla dimensione territoriale. Nel triennio l attività del Suap (Sportello unico attività produttive) si è qualificata come punto di riferimento per tutti gli adempimenti autorizzativi e strumento di informazione finalizzato all insediamento di nuove imprese e alla valorizzazione di quelle esistenti. Provincia di Bologna. Anno 2013 Fonte: Infocamere, Registro Imprese - Elaborazione: Ufficio Statistica Camera di Commercio di Bologna Comune Associazione comunale CONSISTENZA AL 31/12/2013 NATI-MORTALITÀ NELL'ANNO 2013 Registrate Attive Iscritte Cessate Saldo TERRE D'ACQUA TERRE DI PIANURA VALLE DELL'IDICE APPENNINO BOLOGNESE CIRCONDARIO IMOLESE RENO GALLIERA VALLI SAVENA IDICE Comune di Valsamoggia (vedi nota*) Casalecchio di Reno Monte San Pietro Sasso Marconi Zola Predosa UNIONE VALLE DEL RENO, LAVINO E SAMOGGIA Bologna Malalbergo Molinella TOTALE (*) dal 1 gennaio 2014 unico i Comuni di Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno si sono fusi in un unico Comune che ha assunto la denominazione Valsamoggia
23 D- STRUTTURE ESERCIZIO PROGRAMMAZIONE TIPOLOGIA IN CORSO PLURIENNALE Anno 2014 Anno 2015 Anno 2016 Anno 2017 Asili nido n convenzionati posti n. 324 posti n. 324 posti n. 324 posti n. 324 Scuole materne n. 8 posti n. 810 posti n. 810 posti n. 810 posti n. 810 Scuole elementari n. 6 posti n posti n posti n posti n Scuole medie n. 3 posti n. 942 posti n. 942 posti n. 942 posti n. 942 Strutture residenziali n. 13 posti n. 58 posti n. posti n. posti n Farmacie Comunali n. 0 n. 0 n. 0 n. 0 Rete fognaria in km. Mista Esistenza depuratore Si Si Si Si Rete acquedotto in gestione ad Hera spa Attuazione servizio idrico integrato Si Si Si Si Aree verdi, parchi, giardini n. 17 n. 17 n. 17 n. 17 hq. 226 hq. 226 hq.226 hq.226 Punti luce illuminazione pubblica n n n n Rete gas in Km Raccolta rifiuti in quintali: - civile - industriale - raccolta Si Si differenziata Esistenza discarica Si Si Si Si Dal 2006 esiste nel territorio del Comune di Zola Predosa una Stazione Ecologica Attrezzata condivisa con il Comune di Casalecchio di Reno Centro elaborazione dati Si Si Si Si Personal Computer n. 270 n. 270 n. 270 n
24 E - BENI COMUNALI ASILO NIDO DON FORNASINI VIA DI MONTE SOLE in uso ASILO NIDO FRANCO CENTRO VIA SOZZI in uso ASILO NIDO MERIDIANA VIA ALDO MORO in uso ASILO NIDO PICCOLE MAGIE-MATERNA VIGNONI- VIA FERMI in uso ASILO NIDO VIGHI VIA PUCCINI in uso ASILO NIDO ZEBRI VIA IRMA BANDIERA in uso BOCCIOFILA LOC.CERETOLO VIALE DELLA LIBERTA' in uso CASA DELLA CONOSCENZA-BIBLIOTECA VIA PORRETTANA in uso CASA SOLIDARIETA' DUBCEK-EX SALVEMINI VIA DEL FANCIULLO in uso CIMITERO COMUNALE VIA PIAVE in uso EDIFICIO VECCHIA FILANDA VIA CANONICA in uso EX VILLA TALON-SERVIZI PUBBLICI VIA PANORAMICA in uso MAGAZZINI SOTTOPONTE FIUME RENO in uso MUNICIPIO NUOVO VIA DEI MILLE in uso PARCHEGGIO MULTIPIANO VIA RONZANI in uso PATTINAGGIO VIA DON GNOCCHI in uso SCUOLA ELEMENTARE VIGANO'-MATERNA DOZZA- V.LE DELLA LIBERTA' in uso SCUOLA MATERNA RUBINI VIA ZACCONI in uso CASAINCOMUNE - VIA PORRETTANA 'EX MUNICIPIO' VIA PORRETTANA disponibile EDIFICIO ESPOSIZIONI-IL PUNTO VIA CAVOUR disponibile LICEO L.DA VINCI-SCUOLA MEDIA MARCONI VIA CAVOUR concessione comodato SCUOLA ELEM.VIGANO'-MATERNA DOZZA VIALE DELLA LIBERTA' concessione comodato SCUOLA ELEMENTARE CARDUCCI VIA CARDUCCI concessione comodato SCUOLA ELEMENTARE CIARI-MATERNA DON MILANI VIA DANTE concessione comodato SCUOLA ELEMENTARE GARIBALDI VIA DELLO SPORT concessione comodato SCUOLA ELEMENTARE XXV APRILE VIA CARRACCI concessione comodato SCUOLA MATERNA CARAVAGGIO-BALDO SAURO VIA DE CARRACCI concessione comodato SCUOLA MATERNA LIDO VIA VENEZIA concessione comodato SCUOLA MATERNA VIA DELL'ESPERANTO VIA DELL'ESPERANTO concessione comodato SCUOLA MEDIA GALILEI VIA PORRETTANA concessione comodato SCUOLA MEDIA MORUZZI VIALE DELLA LIBERTA' concessione comodato SEDE ALPINI-PROTEZIONE CIVILE-EX POZZO N.1 VIA ALLENDE concessione comodato
25 PALESTRA POLIFUNZIONALE R. LUXEMBURG VIA ALLENDE concessione uso CAMPO CALCIO LOC.CERETOLO VIALE DELLA LIBERTA' concessione uso CAMPO CALCIO U.NOBILE VIA DELLO SPORT concessione uso CENTRO SOC.GARIBALDI-FAB.RURALE EX FIENILE VIA DELL'ESPERANTO concessione uso CENTRO SOCIALE 2 AGOSTO 1980 VIA CANALE concessione uso CENTRO SOCIALE CERETOLO VIA DI MONTE SOLE concessione uso CENTRO SOCIALE CROCE-VIA CANONICA VIA CANONICA concessione uso CENTRO SOCIALE GARIBALDI VIA DELL'ESPERANTO concessione uso CENTRO SOCIALE LOC.SAN BIAGIO VIA MICCA concessione uso CENTRO SOCIALE VILLA DALL'OLIO VIA GUINIZZELLI concessione uso CENTRO SPORTIVO REMIERO VIA VENEZIA concessione uso CENTRO SPORTIVO VIA ALLENDE S. SEDE AMICI ACQUEDOTTO-EX POZZO 5 VIA ALLENDE concessione uso CIRCOLO TENNIS SACCO E VANZETTI VIA ALLENDE concessione uso PISCINA M. LUTHER KING VIA DELLO SPORT concessione uso TEATRO COMUNALE PIAZZA DEL POPOLO concessione uso EX CASA FORNELLI-S.MARGHERITA VIA PANORAMICA concessione uso gratuito MONTAGNOLA DI MEZZO VIA PANORAMICA concessione uso gratuito MONTAGNOLA DI SOPRA VIA PANORAMICA concessione uso gratuito MONTAGNOLA DI SOTTO VIA PANORAMICA concessione uso gratuito VECCHIA FILANDA - CASA DELLA PACE VIA CANONICA concessione uso gratuito CHIOSCO GELATERIA PARCO RODARI PARCO RODARI locazione CHIOSCO PARCO DEL LIDO DI CASALECCHIO PARCO LIDO locazione LOCALI SCUOLA XXV APRILE VIA CARRACCI locazione ALLOGGI ED AUTORIMESSE, ERP E NON ERP Gestione in convenzione con ACER CENTRO GIOVANILE VIA DELLO SPORT concessione uso
26 F- ORGANISMI GESTIONALI ESTERNI Quadro delle società controllate e partecipate dell Ente Le società partecipate erogano servizi pubblici locali e svolgono funzioni per conto del Comune, che da ente erogatore diventa ente programmatore, con funzioni di controllo e indirizzo sui soggetti gestori dei servizi assegnati. I Servizi di Programmazione e Controllo e Finanziari supportano i Dirigenti e il Segretario Generale nell esercizio del controllo strategico e operativo sulle attività delle società partecipate: detti servizi dotati di un unico e integrato sistema di gestione informatico, svolgono funzioni di presidio dei rapporti e di monitoraggio sia dell efficacia, nel soddisfacimento dei bisogni dell utenza, che dell efficienza, nell utilizzo delle risorse. I controlli si delineano nei seguenti ambiti: - gestione dei rapporti con le società partecipate, mediante il coordinamento tra partecipate e strutture interne; - regolazione e controllo dei servizi pubblici locali, attraverso la collaborazione nell elaborazione dei contratti di servizio e l aggiornamento normativo; - comunicazione e informazione, con la costruzione di report periodici, analisi di bilancio e valutazione del patrimonio mobiliare; - nuovi progetti, mediante lo studio di nuove forme di gestione e razionalizzazioni. Tale sistema di controlli è stato ulteriormente rafforzato dall art. 9 I controlli sulle società partecipate non quotate del Regolamento sui controlli interni, approvato il 31 gennaio scorso in adempimento agli articoli 147 e seguenti del D.lgs. n. 267/2000, modificati dal D.L. n. 174/2012. Le disposizioni riguardano nello specifico le fattispecie finanziarie e patrimoniali che legano l Ente alle proprie società e prevedono una serie di interventi volti da una parte a verificare l andamento gestionale e contabile, dall altra ad attivare eventuali azioni correttive in caso di inefficienze. Nella tabella della pagina successiva sono elencate le società partecipate e controllate dall Ente
27 Società controllate Quadro riepilogativo delle società controllate e partecipate dell Ente Partecipazione Descrizione Quota del Comune Patrimonio immobiliare Manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio Gestione del servizio di ristorazione collettiva Capitale Sociale complessivo 100% , ,00 51% , ,00 Gestione delle farmacie comunali e servizio distribuzione medicinali 0,67% , ,28 Società partecipate Gestione dei servizi di acqua-luce-gas-gestione dei servizi ambientali 0,22% , ,00 Società partecipate indirette Azienda speciale di tipo consortile Impianto, sviluppo, manutenzione e gestione delle reti e sistemi Gestione servizi cimiteriali Gestione dei servizi sociali 0,0028% 1.000, ,00 33,3% (Quota di Adopera) 5.000, ,00 32,42% , ,
28 Estratto al 31 dicembre 2013 della situazione patrimoniale economico finanziaria della Società interamente partecipata Adopera Patrimonio Investimenti Casalecchio di Reno Srl
29 Estratto al 31 dicembre 2013 della situazione patrimoniale economico finanziaria della Società partecipata al 51% Melamangio Spa
30 Estratto al 31 dicembre 2013 della situazione patrimoniale economico finanziaria dell Azienda Speciale di tipo Consortile Insieme
31 G- Analisi strategica di contesto 1) Analisi degli impegni già assunti e investimenti in corso di realizzazione Il principio contabile applicato sulla programmazione richiede l analisi degli impegni assunti nell esercizio 2014 e precedenti sulla competenza degli esercizi 2015 e successivi. Tale disposizione si ricollega con l art. 164, comma 3, del TUEL: << In sede di predisposizione del bilancio di previsione annuale il consiglio dell'ente assicura idoneo finanziamento agli impegni pluriennali assunti nel corso degli esercizi precedenti>>. Nelle pagine che seguono è riportata la tabella che evidenzia gli impegni già assunti per la realizzazione delle opere. Ai fini della formazione del nuovo bilancio, è senza dubbio opportuno disporre del quadro degli investimenti tuttora in corso di esecuzione e della stima dei tempi di realizzazione, in quanto la definizione dei programmi del prossimo triennio non può certamente ignorare il volume di risorse (finanziarie e umane) assorbite dal completamento di opere avviate in anni precedenti, nonché i riflessi sul patto di stabilità interno
33 2) La struttura organizzativa e il personale Organigramma Con deliberazione di Giunta Comunale n. 119 del 17/12/2009 è stata approvata l attuale macrostruttura dell Ente che prevede un articolazione su quattro Aree, omogenee per funzioni e responsabilità, e alcuni servizi di staff, finalizzati a presidiare alcune tematiche a rilevanza generale. A dirigere ogni area è stato incaricato dal Sindaco un dirigente coadiuvato da un funzionario (titolare di posizione organizzativa) per ogni servizio. L Amministrazione appena nominata ha confermato questa struttura organizzativa fino al 15 dicembre 2014, con proprio atto n. 60 del 17 giugno Entro quella data provvederà a confermare o ad adeguare la struttura per renderla coerente ed ideale all attuazione del programma di mandato
35 Il personale del Comune Il numero dei dipendenti in servizio, anche nel 2013, registra una riduzione, conseguenza diretta dell applicazione delle normative vigenti i termini di turn-over consentito e di limiti d spesa consentiti La programmazione del fabbisogno di personale per il triennio è stata approvata da ultimo con atto di Giunta Comunale n. 62 del 24 giugno PERSONALE IN SERVIZIO Categoria di inquadramento 31/12/ /12/ /12/ /12/ /12/ /12/2013 Direttore Generale Segretario Generale Segretario Generale /Direttore Generale == Dirigenti di ruolo Dirigenti a tempo determinato Contratti alta specializzazione art Contratti art Categoria D posizione D Categoria D posizione D Categoria C Categoria B posizione B Categoria B posizione B Categoria A Totale personale Personale con contratto formazione lavoro Personale a tempo determinato Personale in comando
36 Anno Popolazione Dipendenti Rapporto pop/dip Spesa pro/capite
38 Il quadro normativo relativo alla gestione del personale Il patrimonio più importante di cui dispone l'amministrazione è costituito dai propri dipendenti. Purtroppo, negli ultimi anni, la gestione delle risorse umane si è trasformata per gli enti locali in un problema di vincoli di spesa e le regole che governano la spesa di personale sono essenzialmente regole improntate al rigido contenimento della stessa. Per tentare di tracciare un quadro complessivo di tale sistema di regole è necessario fare riferimento all'art. 1, commi 557 e seguenti, della legge 296/2006 (legge Finanziaria per il 2007) e, dal 25 giugno 2014, ai commi 5 e seguenti dell articolo 3 del decreto legge 90/2014, convertito con modificazioni dalla legge 114/2014 (il quale comma ha, fra l altro, abrogato l articolo 76, comma 7, del decreto legge 112/2008, che regolava in precedenza il rapporto fra spesa del personale e spese correnti e le possibilità assunzionali per gli enti locali). Tali disposizioni sono state oggetto, negli ultimi anni, di ripetute e, a volte, contrastanti modifiche, che non ne hanno però alterato l'impianto originario. Attualmente gli enti locali, su questa materia, sono principalmente soggetti alle seguenti tipologie di vincoli: quello generale di contenimento della spesa di personale; quello puntuale sulle possibilità di assunzioni, sia a tempo indeterminato sia con tipologie di lavoro flessibile. Il contenimento della spesa L'art. 14 comma 7 del decreto legge 78/2010 (convertito in legge 122/2010) aveva a suo tempo riscritto l'art. 1, comma 557, della legge 296/2006, che rappresenta tuttora il punto di riferimento normativo per le Amministrazioni Locali, al fine di assicurare la riduzione delle spese di personale. Nella citata disposizione il legislatore ha individuato le azioni per garantire il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale, azioni che possono essere modulate dagli enti territoriali "nell'ambito della propria autonomia" e rivolte, in termini di principio, ai seguenti ambiti prioritari di intervento: riduzione dell'incidenza delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti attraverso "parziale reintegrazione dei cessati e il contenimento della spesa per il lavoro flessibile"; razionalizzazione e snellimento delle strutture, anche attraverso l'accorpamento di uffici; contenimento delle dinamiche di crescita della contrattazione integrativa. La riduzione delle spese di personale prevista dal comma 557 citato, fino a tutto il 2013 doveva essere assicurata con riferimento all anno precedente; dal 2014 interviene la legge 114/2014 di conversione del decreto 90/2014 a stabilire, con l introduzione del comma 557-quater all articolo 1 della legge 296/2006, che appunto dall anno 2014 il contenimento delle spese di personale deve essere assicurato con riferimento al valore medio del triennio precedente alla data di entrata in vigore della disposizione, pertanto il triennio 2011/
39 Tale modifica normativa, che stabilisce un valore fisso nel tempo da prendere a riferimento per le spese di personale, consente naturalmente un margine più favorevole agli Enti. Con la legge 147/2013 (legge di Stabilita 2014) poi è stato stabilito che, dal 2014, anche la spesa per il personale delle aziende speciali e delle istituzioni dovrà essere consolidata nella spesa dell'ente locale. Tale recente decisione avrà inevitabilmente ulteriori negative ripercussioni, poiché le politiche del personale delle società in house e dei propri enti ed organismi strumentali finiranno col pesare sui vincoli di finanza pubblica dell'ente controllante. La consapevolezza che tale operazione di allargamento del perimetro di consolidamento potrebbe portare molti enti a sforare il citato limite ha indotto il legislatore a "promettere" entro il 30 giugno 2014 un DPCM nei fatti non ancora emanato - per modificare la percentuale (si dà per scontato che tale modifica sia in aumento) "al fine di tener conto degli effetti del computo della spesa di personale in termini aggregati". Per la verità, il Comune aveva già prudenzialmente aderito ad un orientamento espresso da diverse sezioni regionali della Corte dei conti, tra le quali quella dell'emilia-romagna, che avevano da tempo ritenuto che la spesa per il personale sostenuta da tali organismi non potesse che rientrare nel perimetro della spesa comunale. Da ultimo, in relazione alla spesa di personale, è intervenuta la deliberazione della Corte dei Conti Sezione delle Autonomie n. 21/2014, con la quale la Corte prende posizione rispetto alle spese che possono essere escluse dal computo della spesa di personale ai fini della verifica del rispetto dei limiti fissati dal comma 557 dell articolo 1 della legge 296/2006: la Corte afferma che l esclusione dal computo della spesa deve considerarsi limitata, in ragione della specifica fonte di finanziamento, agli importi derivanti da contratti di assunzione, il cui costo sia totalmente finanziato a valere su fondi dell Unione Europea o privati. Non considera pertanto escludibili tutte le ulteriori fonti di finanziamento provenienti da Enti pubblici, quali la Regione, l INPS, altri Enti, in assenza di una specifica previsione normativa, con ciò ponendosi nella direzione opposta rispetto a pronunce di alcune Sezioni Regionali della Corte. Il limite alle assunzioni di personale Per le Amministrazioni Locali le possibilità assunzionali a tempo indeterminato sono limitate puntualmente dalla legge e sono state recentissimamente ridefinite con il decreto legge n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla legge 114/2014, che fissa per il 2014 e 2015 il limite del contingente di personale assumibile a tempo indeterminato ad una spesa pari al 60% di quella del personale di ruolo cessato nell anno precedente. Detto limite passa all 80% nel 2016 e 2017 e al 100% dal Va precisato peraltro che tale vincolo sulle assunzioni a tempo indeterminato è aggiuntivo rispetto al già citato vincolo generale di riduzione della spesa di personale e rispetto ai vincoli recati dal Patto di stabilità. Un ulteriore vincolo per gli enti locali è stato introdotto dalla Legge 183/2011 (Legge di Stabilità per il 2012) con riferimento alla spesa di personale flessibile. Tale legge prevede l'impossibilita di avvalersi, da un lato, di personale a tempo determinato, con convenzioni e per contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dall'altro, per contratti di formazione-lavoro, rapporti formativi, somministrazione di lavoro, nonché di lavoro accessorio, oltre il limite del 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nel 2009 (solo per l'anno 2014 tale limite è elevato al 60% per gli enti in sperimentazione contabile). Il predetto limite può essere superato per le
40 assunzioni con contratti di lavoro flessibile del personale destinato alle funzioni in materia di polizia locale, di istruzione pubblica e del settore sociale, rimanendo comunque il limite di spesa complessiva sostenuta nel Tale disposizione è stata ultimamente integrata, sempre dal decreto 90/2014, convertito con legge 114/2014, prevedendo che le limitazioni previste per la spesa di personale flessibile non si applicano agli enti locali in regola con l obbligo di riduzione delle spese di personale di cui ai commi 557 e 562 dell articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, nell ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. Resta ovviamente fermo che comunque la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno Le più importanti e recenti novità in materia di limiti assunzionali vengono dal decreto legge n. 66/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 89/2014, che, con l articolo 4, comma 2-bis, ha riformulato il comma 2-bis dell'art. 18 del DL 112/2008, disponendo che aziende speciali, istituzioni e società a totale partecipazione pubblica debbano attenersi al principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale. A tal fine l'ente controllante, con proprio atto di indirizzo, tenuto anche conto delle disposizioni che stabiliscono, a suo carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale, deve definire, per ciascuno dei soggetti interessati, specifici criteri e modalità di attuazione del principio di contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in cui ciascun soggetto opera, indirizzi che le aziende speciali, le istituzioni e le società a partecipazione pubblica locale totale devono adottare con propri provvedimenti. Da tale normativa sono escluse le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB), fermo restando l'obbligo di mantenere un livello dei costi del personale coerente rispetto alla quantità di servizi erogati. Gli effetti sulla programmazione Il quadro normativo sintetizzato ha avuto e, soprattutto, avrà effetti dirompenti sulle prospettive future dell'amministrazione comunale: la riduzione delle spese di personale è infatti una costante con cui inevitabilmente fare i conti, pur con la mitigazione introdotta dal decreto 90/2014 che prende a riferimento, anziché in divenire sempre l anno precedente, il triennio che rimane fermo 2011/2013. Le ragioni sono già state chiaramente esplicitate ed attengono al vincolo generale di riduzione della spesa (anche in considerazione del costante calo negli ultimi anni della spesa corrente complessiva), ai vincoli puntuali alle assunzioni, che impongono un forte limite del turn over e al lavoro flessibile, pur con l apertura recentemente introdotta dal decreto 90/2014 nel caso di rispetto del patto di stabilità. Il sostanziale blocco del turn over, che ha già prodotto negli ultimi anni una consistente riduzione del personale a tempo indeterminato, condurrà, nel mandato, ad un ulteriore riduzione delle risorse umane a disposizione del Comune per l'erogazione dei servizi e degli interventi di propria competenza. Come già evidenziato all'inizio del paragrafo, il quadro normativo vigente ha e avrà un impatto molto forte sulla programmazione e gestione delle proprie attività da parte dell'amministrazione. Il combinato disposto delle norme (e dei vincoli) citati e degli altri ad essi connessi (blocco dei rinnovi contrattuali, blocco del trattamento economico, che non può superare quello goduto nel 2010, compreso il
41 trattamento accessorio, etc.) disegna, infatti, uno scenario nel quale, nei prossimi anni, non solo si avrà a disposizione una dotazione di personale in numero progressivamente inferiore, per effetto delle limitazioni alle assunzioni o magari anche per una rinnovata attenzione per la spending review, ma che vedrà, contemporaneamente, aumentare la già elevata età media dei dipendenti comunali, per effetto delle recenti norme sulle pensioni, impedendo di fatto quel ricambio generazionale in grado di favorire la spinta all'innovazione. Le norme, in particolare quelle che pongono limitazioni puntuali e specifiche in materia di assunzioni, oltre ad essere irrispettose e forse anche lesive dell autonomia organizzativa degli enti locali, rendono molto difficile o addirittura impossibile la funzione di programmazione, rischiando di compromettere la stessa possibilità da parte dei Comuni, anche di quelli più virtuosi, di erogare i servizi dovuti ai propri cittadini. Il quadro sommariamente descritto impone, dunque, all'amministrazione Comunale da un lato la definizione di un ruolo che la metta nelle condizioni di sostenere e perseguire i propri obiettivi strategici, ancorché valutando con attenzione la fattibilità della gestione in proprio di attività e servizi labour intensive e, dall'altro, necessariamente, una progettazione organizzativa coerente con la propria strategia e che possa far leva sulla valorizzazione delle proprie (sempre più scarse) risorse umane, sull ascolto delle persone, sulla motivazione e sul riallineamento delle competenze alle nuove istanze e richieste del contesto. Da ultimo, non si può non accennare al tema dell avvio della gestione associata dei servizi in Unione e dell impatto, al momento ancora tutto da verificare, che tale nuovo livello istituzionale avrà sulle politiche del personale e sulle modalità di gestione e calcolo dei vincoli di spesa e limiti assunzionali. consuntivo 2011 consuntivo 2012 consuntivo 2013 preventivo 2014 preventivo 2015 Totale , , , , ,57 a detrarre , , , , , , , , , ,52 media triennio 2011/2013 = limite spesa di personale dal ,51 La ripartizione della spesa di personale per missione nell attuale bilancio risulta essere la seguente:
43 3) Indirizzi per il conferimento degli incarichi di collaborazione, di studio o ricerca, ovvero di consulenza a soggetti estranei all Amministrazione L affidamento degli incarichi di collaborazione, di studio o ricerca ovvero di consulenze a soggetti esterni all amministrazione dovrà avvenire nel rispetto di quanto previsto dall art. 7 comma 6 del D. Lgs. 30/3/2001 n. 165 e successive modifiche e integrazioni. Gli incarichi verranno affidati con una delle seguenti modalità: - procedure comparative; - ricorso a liste di accreditamento; - in via eccezionale, affidamento diretto. Sempre seguendo le previsioni del regolamento di organizzazione Per gli incarichi di natura tecnica individuati dall art. 90 del D. Lgs. n. 163 del 12/4/2006 si applicheranno le procedure previste nel decreto medesimo. Si ricorda, infine, che la spesa relativa ad incarichi per studi e consulenze dovrà tenere conto del limite imposto dal decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78 Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, successivamente modificato dall art. 1, comma 5 del decreto-legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n Programma relativo al conferimento di incarichi e collaborazioni a soggetti estranei all Amministrazione L art. 3, comma 55, della legge 24/12/2007 n. 244 (Legge Finanziaria per il 2008) prevedeva che l affidamento da parte degli enti locali di incarichi di studio o ricerca, ovvero di consulenze a soggetti estranei all amministrazione potesse avvenire solo nell ambito di un programma approvato dal Consiglio comunale ai sensi dell art. 42 comma 2 lett. b) del D. Lgs. 267/2000 (Testo unico Enti locali). L art. 46 del d.l. 112/2008, così come convertito con legge 133/2008, modifica il predetto art. 3 c.55 come segue: gli enti possono stipulare contratti di collaborazione autonoma, indipendentemente dall oggetto della prestazione, solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell art. 42 c. 2 del D. Lgs. 267/2000. Il documento unico di programmazione, in quanto atto di programmazione generale dell attività comunale, costituisce la sede più idonea per l individuazione delle attività istituzionali, diverse da quelle stabilite dalla legge, per l esercizio delle quali potrebbe essere necessario ricorrere a collaborazioni esterne. La progettualità riferita ai singoli programmi previsti dal documento, così come verrà definita in sede di PEG, costituisce il momento di verifica circa l effettiva necessità di ricorso a collaborazioni esterne
44 In questa sede, quale indirizzo programmatico si indica la possibilità di ricorrere alle collaborazioni esterne tutte le volte che, per l esercizio di attività collegate ai programmi contenuti nel documento unico di programmazione, o in eventuali altri strumenti di programmazione, non è possibile farvi fronte con le professionalità esistenti nell organico comunale, entro i seguenti limiti massimi di spesa: - per gli incarichi imputabili alla parte corrente, il limite per l esercizio 2015 è pari al 3,5% della spesa stanziata sul bilancio di previsione annuale nel macroaggregato 03 Acquisto di beni e servizi ; - per incarichi imputabili alla parte in conto capitale, il limite per l esercizio 2015 è pari al 2% della spesa complessivamente stanziata sul bilancio di previsione triennale al titolo 2 Spese in conto capitale
45 4) La situazione finanziaria Il Bilancio pluriennale: un contesto di straordinaria incertezza La predisposizione del bilancio per il triennio si svolge di nuovo - in una situazione di grande incertezza e di crescente difficoltà per i conti comunali. Per il quarto anno consecutivo, l ipotesi è di un cambiamento del quadro delle entrate su cui il Comune può contare per finanziare i servizi e assolvere alle funzioni di propria competenza. Per l esercizio 2014 la modifica principale sul fronte delle entrate è derivata dalla introduzione della TASI (la nuova tassa sui servizi indivisibili dei Comuni: illuminazione, pulizia municipale, manutenzione della città, etc.) e dalla contestuale abolizione dell'imu sull abitazione principale, con un effetto netto negativo, sulle entrate del Comune, di almeno 600 mila euro. Il Governo ha stabilito di stanziare 625 milioni, per l'intero comparto dei Comuni, per colmare le differenze di gettito derivanti dalla sostituzione di questi tributi. Ad oggi, tuttavia, non è ancora nota la ripartizione di queste somme. Vi sono ulteriori incertezze e difficoltà su altre rilevanti voci di entrata, nel bilancio già approvato e riferito al triennio di cui occorre tenere attentamente conto, per garantire gli equilibri di bilancio. Questi cambiamenti continui, oltre a comportare costi significativi sulle strutture (per adeguare i regolamenti, effettuare stime, informare i cittadini, predisporre nuovi moduli di pagamento, etc.) minano di anno in anno le proiezioni pluriennali effettuate e fanno venire meno un principio di base e irrinunciabile della finanza locale. Poiché i Comuni gestiscono con continuità una molteplicità di servizi fondamentali sul territorio, essenziali per la qualità di vita in una città, le fonti di finanziamento necessarie dovrebbero essere certe, stabili e note con largo anticipo, in modo da consentire una adeguata programmazione. In Italia, soprattutto negli ultimi tre anni, è accaduto l'esatto opposto. Ulteriori importanti novità riguardano le modalità di predisposizione del bilancio e i documenti allegati. A partire dal 2014, vi è un Bilancio di previsione pluriennale e non più il budget di esercizio a cui si affianca una proiezione pluriennale. La modifica più importante che interessa gli enti sperimentatori riguarda la sostituzione della Relazione Previsionale e Programmatica con un unico documento di programmazione, denominato "Documento Unico di Programmazione (DUP)". Come si sottolinea nel "Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio", "Il DUP è lo strumento che permette l attività di guida strategica ed operativa degli enti locali e consente di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali e organizzative. Il DUP costituisce, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione
46 La manovra dei comuni 16 miliardi in 8 anni L obiettivo di patto di stabilità dei comuni dal 2007 al 2014 aumenta di 8,7 miliardi di euro, risorse che i comuni avrebbero potuto utilizzare per fornire servizi e realizzare investimenti Le risorse statali trasferite ai Comuni dal 2007 al 2014 subiscono una riduzione di 7,45 miliardi di euro L avanzo dei Comuni è determinato dai vincoli del patto di stabilità interno, che obbliga i Comuni a generare avanzi di bilancio fornendo spazi finanziari che vanno a beneficio della Pubblica amministrazione e che potrebbero invece essere utilizzati dai Comuni per servizi ai cittadini e per realizzare investimenti
47 Crisi della finanza locale Il perimetro si riduce di oltre 3,5 miliardi Risorse: 29,4 mld Il perimetro iniziale del federalismo fiscale vedeva i Comuni presentare risorse per 29,4 miliardi di cui 16,1 miliardi da trasferimenti Risorse: 27,5 mld Fiscalizzazione dei trasferimenti per 11,3 miliardi attraverso FSR e Compartecipazion e IVA Risorse: 28,7mld Entrata in vigore IMU con sforzo fiscale di 4 mld. Per i cittadini raddoppia la pressione fiscale a risorse praticamente invariate per i comuni che infatti compensano i tagli Risorse: 27,5 mld 374 Comuni (20% pop) hanno esaurito la manovrabilità su IMU ordinaria ed hanno aliquota massima Add. Irpef. La metà di essi non applica la progressività quindi ha esaurito ulteriore gettito Risorse: 25,8 mld Con il passaggio IMU abitazione principale TASI i comuni perdono 1,5 mld di getttito Tagli: 0 Non sono disposti tagli ai trasferimenti Tagli:1,5 mld -1,5 mlddl 78/2010 Tagli:3,6 mld -1 mlddl78/2010-1,5 mlddl 201/ mld ICI 2010/IMU -90mln spending review Tagli:2,25 mld -2,25 spending review Tagli:1,75 mld -1,5 mldimu TASI -250 mln spending review -340 mlndl 66/
48 Le entrate derivanti dallo Stato per il Comune di Casalecchio di Reno hanno subito la seguente evoluzione: Le risorse per il 2015 sono stimate tenendo conto del DDL di legge di stabilità che ha cominciato il percorso istituzionale
49 Entrate Evoluzione dei flussi finanziari del periodo
50 Tributi e tariffe dei servizi pubblici Le entrate tributarie sono quelle che presentano i maggiori elementi di novità rispetto al passato, risentendo delle continue modifiche che vengono apportate dal legislatore. Il clima di dubbia certezza non aiuta gli enti locali nella definizione delle proprie politiche. Nonostante questo, il Comune di Cervia negli ultimi anni si è impegnato nel cercare di contenere al minimo sostenibile l imposizione fiscale in capo ai propri contribuenti. La politica perseguita anche per i prossimi anni riflette le scelte compiute fino ad oggi
52 Entrate in conto capitale e entrate non ricorrenti
53 Spese Evoluzione dei flussi finanziari del periodo
54 EQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIO COMPETENZA 2015 COMPETENZA 2016 COMPETENZA 2017 Fondo di cassa all inizio dell esercizio ,55 A) Fondo pluriennale vincolato di entrata per spese correnti (+) , ,00 0,00 AA) Recupero disavanzo di amministrazione esercizio precedente ( ) 0,00 0,00 0,00 B) Entrate Titoli (+) , , ,25 di cui per estinzione anticipata di prestiti 0,00 0,00 0,00 C) Entrate Titolo Contributi agli investimenti direttamente destinati al rimborso dei prestiti da amministrazioni pubbliche (+) 0,00 0,00 0,00 D) Spese Titolo Spese correnti ( ) , , ,25 di cui: fondo pluriennale vincolato fondo crediti di dubbia esigibilità , ,00 0, ,89 0, ,89 E) Spese Titolo 2.04 Altri trasferimenti in conto capitale ( ) 0,00 0,00 0,00 F) Spese Titolo Quote di capitale amm.to dei mutui e prestiti obbligazionari ( ) , , ,00 di cui per estinzione anticipata di prestiti 0,00 0,00 0,00 G) Somma finale (G=A-AA+B+C-D-E-F) , , ,00 ALTRE POSTE DIFFERENZIALI, PER ECCEZIONI PREVISTE DA NORME DI LEGGE, CHE HANNO EFFETTO SULL EQUILIBRIO EX ARTICOLO 162, COMMA 6, DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI H) Utilizzo avanzo di amministrazione per spese correnti (+) 0, di cui per estinzione anticipata di prestiti 0,00 0,00 0,00 I) Entrate di parte capitale destinate a spese correnti in base a specifiche disposizioni di legge (+) 0,00 0,00 0,00 di cui per estinzione anticipata di prestiti 0,00 0,00 0,00 L) Entrate di parte corrente destinate a spese di investimento in base a specifiche disposizioni di legge ( ) , , ,00 M) Entrate da accensione di prestiti destinate a estinzione anticipata dei prestiti (+) 0,00 0,00 0,00 EQUILIBRIO DI PARTE CORRENTE O=G+H+I-L+M 0,00 0,00 0,
55 EQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIO COMPETENZA 2015 COMPETENZA 2016 COMPETENZA 2017 P) Utilizzo avanzo di amministrazione per spese di investimento (+) 0, Q) Fondo pluriennale vincolato di entrata per spese in conto capitale (+) , ,21 0,00 R) Entrate Titoli (+) , , ,00 C) Entrate Titolo Contributi agli investimenti direttamente destinati al rimborso dei prestiti da amministrazioni pubbliche I) Entrate di parte capitale destinate a spese correnti in base a specifiche disposizioni di legge ( ) 0,00 0,00 0,00 ( ) 0,00 0,00 0,00 S1) Entrate Titolo 5.02 per Riscossione crediti di breve termine ( ) 0,00 0,00 0,00 S2) Entrate Titolo 5.03 per Riscossione crediti di medio-lungo termine ( ) 0,00 0,00 0,00 T) Entrate Titolo 5.04 relative a Altre entrate per riduzioni di attività finanziaria ( ) 0,00 0,00 0,00 L) Entrate di parte corrente destinate a spese di investimento in base a specifiche disposizioni di legge (+) , , ,00 U) Spese Titolo 2.00 Spese in conto capitale ( ) , , di cui fondo pluriennale vincolato di spesa ,21 0,00 0,00 V) Spese Titolo 3.01 per Acquisizioni di attività finanziarie ( ) 0,00 0,00 0,00 E) Spese Titolo 2.04 Altri trasferimenti in conto capitale (+) 0,00 0,00 0,00 EQUILIBRIO DI PARTE CAPITALE Z = P+Q+R-C-I-S1-S2-T+L-U-V+E 0,00 0,00 0,
56 EQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIO COMPETENZA 2015 COMPETENZA 2016 COMPETENZA 2017 S1) Entrate Titolo 5.02 per Riscossione crediti di breve termine (+) 0,00 0,00 0,00 S2) Entrate Titolo 5.03 per Riscossione crediti di medio-lungo termine (+) 0,00 0,00 0,00 T) Entrate Titolo 5.04 relative a Altre entrate per riduzioni di attività finanziaria (+) 0,00 0,00 0,00 X1) Spese Titolo 3.02 per Concessioni crediti di breve termine ( ) 0,00 0,00 0,00 X2) Spese Titolo 3.03 per Concessioni crediti di medio-lungo termine ( ) 0,00 0,00 0,00 Y) Spese Titolo 3.04 per Altre spese per acquisizioni di attività finanziarie ( ) 0,00 0,00 0,00 EQUILIBRIO FINALE W = O+Z+S1+S2+T-X1-X2-Y 0,00 0,00 0,00 Il bilancio: la coerenza con le disposizioni del Patto di stabilità interno Il Patto di stabilità interno, nato alla fine degli anni 90 dall esigenza di coordinare le politiche fiscali nazionali con i vincoli posti in ambito comunitario, ha conosciuto una continua evoluzione. Dal 2007 si e tornati ad utilizzare un meccanismo basato sui saldi di bilancio (differenza fra entrate e uscite), dopo un periodo in cui il controllo era focalizzato sulla spesa. Più precisamente, con la Legge di Stabilità per il 2011 (L. 220/2010) e stato richiesto ai Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti di conseguire, ai fini del Patto di stabilità, un saldo obiettivo positivo ossia un attivo di bilancio (entrate maggiori delle spese). In questo modo i Comuni concorrono direttamente alla riduzione del disavanzo pubblico del paese. Anche per l anno 2015 la normativa di riferimento del Patto di stabilità definisce per ogni Ente l obiettivo programmatico in termini di competenza mista: per la parte corrente si usa il criterio di competenza, ossia si considerano le entrate accertate (anche se non riscosse) e le spese impegnate (ancorché ancora non pagate); per la parte in conto capitale si usa il criterio di cassa, ossia si usano gli effettivi incassi e gli effettivi pagamenti
57 La differenza fra entrate finali e spese finali così calcolata deve rispettare il saldo obiettivo definito secondo procedure ben codificate. Il Patto di stabilità, oltre a porre oneri di aggiustamento molto pesanti ai Comuni, ha effetti recessivi tanto più gravi nell attuale crisi economica. Ad essere colpite sono infatti, soprattutto, le spese in conto capitale. I flussi di entrata riguardanti il conto capitale (ad esempio, derivanti dall alienazione di un immobile) sono contabilizzati, come si è detto, negli anni in cui si realizzano (cassa) e come tali contribuiscono positivamente alla definizione del saldo di tali esercizi. Ma le opere di investimento finanziate con quelle entrate si traducono in pagamenti a volte a distanza di parecchi anni dai finanziamenti. In questo modo le spese peggiorano il saldo. Nella disciplina del patto di stabilità interno riferito all anno 2014 ci sono alcune novità rispetto agli anni precedenti: aggiornamento della base di calcolo dal triennio al triennio e conseguente aggiornamento dei coefficienti da applicare per la determinazione dei saldi obiettivo per gli anni ; sospensione, solo per l anno 2014, del meccanismo della virtuosità; introduzione di un meccanismo finalizzato alla riduzione dell obiettivo degli enti che partecipano alla sperimentazione ai sensi dell art. 36 del Dlgs.118/2011 attuata con decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze n del 14/02/2014; introduzione di una clausola di salvaguardia per il solo anno 2014, per evitare che il nuovo calcolo della manovra comporti effetti peggiorativi superiori al 15% rispetto all importo determinato dalla normativa precedente (che aveva come base la spesa corrente media del triennio ). In tutti gli enti negli anni si continuerà ad applicare il meccanismo della virtuosità introdotto dall art. 20, commi 2, 2-bis e 3 del D.L. 98/2011, la cui definizione è demandata all emanazione di un decreto del Ministero dell Interno; nell attesa di suddetta emanazione gli enti assumono l obiettivo massimo individuato per gli enti non virtuosi. Si segnala il mancato aggiornamento dei parametri di deficit e comunque degli indicatori legati al Consuntivo che possono registrare valori anomali a causa del cambiamento delle regole contabili. Per l anno 2014, secondo la clausola di salvaguardia di cui al D.M. n del 10/02/2014, il saldo obiettivo del Comune di Casalecchio di Reno è pari a 1,426 milioni di euro. I singoli obiettivi del patto di stabilità possono essere modificati attraverso i patti di solidarietà tra enti territoriali (patto regionale verticale, patto regionale orizzontale, patto regionale verticale incentivato, patto nazionale e verticale) mediante i quali gli enti territoriali possono cedersi spazi finanziari validi ai fini del raggiungimento dell obiettivo del patto di stabilità interno, con lo scopo di evitare la possibile compressione delle spese di investimento degli enti locali. Il Comune di Casalecchio per l anno 2013 ha beneficiato di spazi dal Patto regionale orizzontale per , dal Patto Regionale verticale per , dal Patto Regionale Verticale incentivato per
58 Va da ultimo ricordato che l art. 9 del D.L. 78/2009 (L.102/2009) introduce una nuova responsabilità in capo a quanti adottano provvedimenti che comportino impegni di spesa. I dirigenti che pongono in essere obbligazioni devono accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti non solo abbia la necessaria copertura, ma sia coerente con le regole del Patto di stabilità. Si rende pertanto necessario, per non incorrere ad inconvenienti di carattere disciplinare ed amministrativo, introdurre una programmazione di flussi di cassa e una serie di cautele tali da garantire sia le Amministrazioni che le relative organizzazioni. Sempre per quanto riguarda il Patto di stabilità si segnala che nella Relazione al rendiconto della gestione dell esercizio finanziario 2013 è presente una sezione dedicata al rispetto della normativa inerente tale patto. Per il Comune di Casalecchio di Reno l obiettivo programmatico di saldo finanziario per il 2013 è stato rideterminato con successive modifiche in di euro. A consuntivo tale obiettivo risulta pienamente rispettato. Il Comune di Casalecchio ha infatti conseguito nel 2013 un saldo finanziario di (che eccede di l obiettivo rideterminato)
61 Nel corso del 2014 il Comune di Casalecchio ha avuto accesso alla ripartizione del patto regionale verticale, verticale incentivato ed orizzontale per un totale di , riducendo quindi l obiettivo ad Il DDL della Legge di stabilità in corso di approvazione prevede un alleggerimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per gli enti locali, cambiando anche la base di calcolo e la modalità. In particolare, la media per calcolare il concorso alla manovra sarebbe quella del triennio , alla quale applicare una percentuale del 7,71%. Viene anche introdotta la rilevanza degli stanziamenti di competenza del fondo crediti di dubbia esigibilità. L obiettivo così calcolato per il Comune di Casalecchio potrebbe attestarsi in positivo
62 I tagli su alcune voci di spesa derivanti dal D.L. 78/2010 e successive norme di aggiornamento La partecipazione agli organi collegiali non può essere retribuita La partecipazione agli organi collegiali di cui all'art. 68 comma 1 del DL 112/2008 è onorifica; essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente; eventuali gettoni di presenza non possono superare 30,00 a seduta. (art. 6 comma 2 DL 78/2010) In sede di attribuzione di vantaggi economici, il Comune, in capo al beneficiario del contributo, deve verificare: "gli enti privati che non si adeguano a quanto disposto dal presente comma non possono ricevere, neanche indirettamente, contributi o utilità a carico delle pubbliche finanza.. "comma 2 art. 6. "gli enti di diritto privato..., che forniscono servizi a favore dell'amministrazione stessa, anche a titolo gratuito, non possono ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche... "art. 4 comma 6 DL 95/2012 Organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali I compensi e i gettoni spettanti agli organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati ed ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo devono essere ridotti del 10% rispetto agli importi risultanti al (art. 6 comma 3 DL 78/2010) Incarichi di studio e consulenza Il limite di cui all'art. 6 comma 7 DL 78/2010 "Al fine di valorizzare le professionalità interne all'amministrazione, a decorrere dal 2011, la spesa annua per studi ed incarichi di consulenza non può essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta nel 2009, L'affidamento di incarichi in assenza di tali presupposti costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale."è stato ulteriormente inasprito con il DL 101/2013 convertito in L. 125/2013 che, all'art. 1 comma 5 prevede: "La spesa annua per studi ed incarichi di consulenza [...omissis...] escluse [...omissis...] gli incarichi di studio e consulenza connessi ai processi di privatizzazione e alla regolamentazione del settore finanziario, non può essere superiore, per l'anno 2014, all'80% del limite di spesa per l'anno 2013 e, per l'anno 2015 al 75% dell'anno 2014, [...omissis...] > Il limite annuo per il Comune di Casalecchio di Reno per l'anno 2013 è di Euro ,61 pertanto per il 2014 sarà ,48 e per il ,
63 Spese per pubbliche relazioni, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza A decorrere dal 2011 la spesa per pubbliche relazioni, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, non può essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta nel 2009 per le medesime finalità. "Rientrano nel concetto di pubblicità tutte le attività mediante le quali l'ente locale porta all'esterno della propria struttura notizie, anche se riconducibili alle proprie finalità istituzionali come quelle riguardanti la comunicazione istituzionale o le informazioni funzionati alla promozione dei servizi pubblici e delle modalità di fruizione degli stessi da parte della collettività" (SS.RR. n.. 50/CONTR/11 del , oltre ad altre Sezioni Regionali) Una diversa interpretazione, ad, avviso delle Sezioni Riunite, comporterebbe una sostanziale vanificazione degli obiettivi di riduzione della spesa perseguiti dal legislatore. Ne consegue, che l'assoggettamento ai limiti riguardi anche le spese relative alla pubblicizzazione di manifestazioni, eventi ed interventi di tipo culturale ovvero di promozione turistica o commerciale; o ancora quelle sostenute per l'edizione del periodico comunale, che informa i cittadini dell'attività della civica amministrazione (Corte dei Conti Lombardia n. 1076/2010/PAR del ). > Il limite per il Comune di Casalecchio di Reno è di ,49. Spesa per missioni La spesa annua per missioni deve mantenersi entro il limite del 50% di quella sostenuta nel E' stata altresì eliminata l'indennità chilometrica. (art. 6 comma 12 DL 78/2010) > Il limite per il Comune di Casalecchio di Reno è di 2.015,
64 Spese per la formazione Il limite, che non concerne la formazione obbligatoria prevista da specifiche disposizioni di legge, fissa la spesa per la formazione annua al 50% della spesa sostenuta per attività formative nell'anno (art. 6 comma 13 DL 78/2010) > Il limite per il Comune di Casalecchio di Reno è di ,00. Spesa per autovetture Il limite di spesa per le autovetture è stato, da ultimo, modificato dal DL 66/2014, che prevede che: A decorrere dal 1 maggio 2014, non si possono effettuare spese di ammontare superiore al 30 per cento della spesa sostenuta nell anno 2011 per l acquisto, la manutenzione, il noleggio e l esercizio di autovetture. Tale limite può essere derogato, per il solo anno 2014, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali già in essere. > Il limite per il Comune di Casalecchio di Reno a partire dal 2015 è di ,94 Spesa per acquisto di mobili e arredi "Negli anni 2013 e 2014 le amministrazioni pubbliche [..omissis...] non possono effettuare spese di ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per l'acquisto di mobili e arredi, se non destinati all'uso scolastico e dei servizi per l'infanzia, salvo che l'acquisto sia funzionale alla riduzione delle spese connesse alla conduzione degli immobili... [..omissis...]" (Art. 1 comma 141 della L. 228/2012 così come modificato dal D.L. 69/2013) > per il Comune di Casalecchio di Reno il limite per il 2014 è di ,
65 Spesa per acquisto e locazione di immobili A decorrere dal 1 gennaio 2014 al fine di pervenire a risparmi di spesa ulteriori rispetto a quelli previsti dal patto di stabilità interno, gli enti territoriali e gli enti del Servizio sanitario nazionale effettuano operazioni di acquisto di immobili solo ove ne siano comprovate documentalmente l'indispensabilità e l'indilazionabilità attestate dal responsabile del procedimento. La congruità del prezzo è attestata dall'agenzia del demanio,..."(comma 1 ter art. 12 DL 98/2011 ) "Nel rispetto del patto di stabilità interno, divieto di acquistare immobili a titolo oneroso, di cui all'articolo 12, comma 1-quater, del decreto-legge 6 luglio' 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, non si applica alle procedure relative all'acquistò a titolo oneroso di immobili o terreni effettuate per pubblica utilità ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n 327, nonché alle permute a parità di prezzo e alle operazioni di acquisto programmate da delibere assunte prima del 31 dicembre 2012 dai competenti organi degli enti locali e che individuano con esattezza i compendi immobiliari oggetto delle operazioni,e alle procedure relative a convenzioni urbanistiche previste dalle normative regionali e provinciali." (Art. 10bis DL 35/2013) Divieto di Sponsorizzazioni A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese per sponsorizzazioni. (art. 6 comma 9 DL 78/2010) Il limite di indebitamento Si concretizza in 3 diversi punti: divieto assoluto di ricorrere all'indebitamento per spese diverse da quelle di investimento; limite quantitativo basato sul rapporto tra le entrate correnti annue e la sommatoria degli interessi; la durata dei piani di ammortamento non può essere superiore alla vita utile dell'investimento; devono essere evidenziate l'incidenza delle obbligazioni assunte sui singoli esercizi finanziari futuri nonché le modalità di copertura degli oneri corrispondenti (art. 10 L. 243/2012) Art. 204 T.u.e.l.:...l'ente locale può assumere nuovi mutui ed accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo
66 se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti,..., non supera l'8% a decorrere dal 2014 delle entrate correnti del rendiconto del penultimo, anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Per il Comune di Casalecchio di Reno il limite per il 2014, 2015 e 2016 è di ,61 Evoluzione dell indebitamento L indebitamento è stato oggetto di particolare monitoraggio da parte dell Ente che, a tal riguardo, ha cercato di porre in essere una politica degli investimenti nel rispetto dei limiti di legge imposti dal D.Lg.s 267/2000. Per i vincoli imposti dal patto di stabilità, la possibilità di ricorrere all indebitamento si sta progressivamente riducendo. L indebitamento dell ente ha subito nel periodo la seguente evoluzione:
67 Le risorse destinate alla restituzione annuale delle quote di mutuo sono le seguenti: La percentuale di indebitamento ha la seguente evoluzione:
68 Indicatori finanziari e di congruità dell entrata
70 Certificazione dei parametri obiettivi ai fini dell accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario per il triennio
71 5) Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari Le innovazioni normative di questi ultimi anni, e l accresciuta necessità del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, hanno portato un radicale cambiamento d ottica nella valutazione del ruolo della gestione patrimoniale, in particolare nel settore degli Enti Locali. Il patrimonio non è più considerato in una visione statica, quale mero complesso dei beni dell Ente di cui deve essere assicurata la conservazione, ma in una visione dinamica, quale strumento strategico della gestione, cioè come complesso delle risorse che l Ente deve utilizzare in maniera ottimale e valorizzare, per il migliore perseguimento delle proprie finalità d erogazione di servizi e di promozione economica, sociale e culturale della collettività di riferimento. Negli ultimi anni, i provvedimenti legislativi che si sono occupati di patrimonio immobiliare degli enti pubblici sono andati moltiplicandosi, ma una vera innovazione e stata introdotta dall art. 58, comma 1, della legge n. 133 del 6 agosto 2008, che prevedeva: "Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, province, comuni e altri enti locali, ciascun ente con delibera dell'organo di governo individua, redigendo apposito elenco, sulla base dei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione, redigendo il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliare da allegare al bilancio di previsione". Questo nuovo strumento di programmazione annuale ha ridotto notevolmente i tempi delle procedure di vendita. Negli ultimi 5 anni ( ) sono state effettuate alienazioni di beni per circa Contribuiscono alla formazione di tali introiti le vendite all'asta, le alienazioni dirette ed il riscatto dei diritti di superficie a favore dei proprietari superficiari di immobili realizzati in edilizia residenziale convenzionata. L'andamento delle vendite nell ultimo triennio è dovuto alla grave contrazione del mercato conseguente alla crisi, oltre al fatto che sono via via stati immessi sul mercato immobili sempre meno appetibili. Nel 2013, il D.L. 21 giugno 2013 n. 69, convertito con modificazioni in Legge 9 agosto 2013, n. 98 all'art. 56 bis ha riaperto i termini per la cessione, a titolo non oneroso per lo Stato, agli enti locali dei beni immobili di cui all'art. 5 comma 1 lettera e) e comma 4 del D.Lgs. 28 maggio 2010 n. 85 siti nel rispettivo territorio, fissando al 30 novembre 2013 la scadenza per effettuare la richiesta, e dando cosi attuazione al Federalismo Demaniale. Il Comune di Casalecchio ha individuato, nel novembre 2013, l'elenco dei beni di proprietà demaniale da richiedere ai sensi della normativa sopradetta: si tratta di differenti tipologie di immobili, tra cui il galoppatoio del Ghisello, il terreno sulla sponda del fiume Reno, l ex batteria DAT Ceretolo
72 Dal marzo 2014 l'agenzia del Demanio ha effettuato le attività di ricognizione delle richieste, al fine del perfezionamento del procedimento, comunicando l'elenco delle aree di cui si ritiene di autorizzare la cessione: entro 120 giorni da detta comunicazione il Consiglio Comunale dovrà approvare l'elenco per il perfezionamento del procedimento. La totalità delle aree richieste è stata concessa: sarà quindi possibile regolarizzare situazioni di utilizzo di fatto e attuare i progetti redatti. Il patrimonio ACER Nell ambito del patrimonio abitativo pubblico comunale destinato alle politiche abitative prevalgono nettamente gli alloggi di edilizia residenziale pubblica per i quali viene corrisposto un canone sociale: si tratta infatti di 473 alloggi su un totale di 496, pari al 97%. Gli altri 13 alloggi sono esclusi dai vincoli imposti dalla normativa ERP e possono essere destinati ad altre finalità stabilite dall Amministrazione comunale. E in corso di valutazione se procedere alla dismissione di alcuni di questi beni
73 6) Trasparenza, accessibilità e comunicazione come motori di nuovi processi organizzativi La normativa sulla trasparenza, il Codice per l amministrazione digitale, la tutela della privacy, il piano dell egovernment, i progetti sull agenda digitale sono gli indicatori della qualità e dell efficienza del Paese e delle sue possibilità competitive in Europa e nell economia sempre più globalizzata, ma questi provvedimenti hanno anche accompagnato il profondo mutamento organizzativo all interno del Comune di Casalecchio di Reno. Lo sviluppo tecnologico impetuoso degli ultimi vent anni ci pone davanti a scenari dove è necessaria la massima flessibilità per rispondere ai nuovi bisogni, con interventi e attività presidiate, strumenti e linguaggi integrati, efficacia ed efficienza misurabili, massima trasparenza nelle procedure, obiettivi rendicontabili negli impatti e nei costi per la collettività. Il nostro Ente in questi anni ha cercato di semplificare metodi e procedure, ottimizzare risorse e processi organizzativi, favorire l innovazione nella produzione di nuovi servizi e prestazioni da erogare. La trasparenza e la comunicazione sono il motore di questo profondo e continuo processo di riorganizzazione. Programma triennale per la trasparenza Con la redazione del Programma triennale per la trasparenza e l integrità il Comune di Casalecchio di Reno ha inteso dare attuazione al principio secondo cui la trasparenza è intesa come accessibilita totale delle informazioni concernenti l organizzazione e l attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull utilizzo delle risorse pubbliche (art. 1 comma 15 della Legge 6 novembre 2012 n. 190 e art. 1 del D.Lgs. 14 marzo 2013 n. 33). Il pieno rispetto degli obblighi di trasparenza infatti, oltre che costituire livello essenziale delle prestazioni erogate, rappresenta un valido strumento di diffusione e affermazione della cultura delle regole, nonché di prevenzione e di lotta ai fenomeni corruttivi. Il Programma, redatto in conformità alle Linee guida per l aggiornamento del programma triennale per la trasparenza e l integrità adottate con Delibera CIVIT (ora ANAC) n. 50/2013, definisce le misure, i modi e le iniziative per l adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, ivi comprese le misure organizzative, volte ad assicurare la regolarità e la tempestività dei flussi informativi facenti capo ai dirigenti responsabili dei servizi dell amministrazione
74 Le misure del Programma triennale sono coordinate con quelle previste nel PTPC (Piano triennale di prevenzione della corruzione), del quale il Programma costituisce una sezione. Gli obiettivi in esso contenuti sono altresì formulati in collegamento con la programmazione strategica e operativa dell Ente. All interno del Programma Triennale per a Trasparenza si è altresì introdotto il principio dell open government, inteso come un nuovo approccio relazionale tra Amministrazione e cittadini, per cui la conoscibilità dei dati e delle informazioni detenuti dalla prima rappresenta un diritto per i secondi che, attraverso la effettiva disponibilità degli stessi, sono messi in grado di sviluppare anche autonomamente nuova conoscenza, in un ottica di partecipazione, collaborazione e controllo diffuso, per il continuo miglioramento dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione. Il Piano di Comunicazione La Giunta Comunale da cinque anni adotta ed aggiorna annualmente un Piano della Comunicazione come proposta metodologica che consente di individuare la finalizzazione della comunicazione (il perché si comunica), indicarne gli attori (il chi comunica e verso quali destinatari), i prodotti (il cosa si dovrebbe realizzare) e gli strumenti. In un Piano di Comunicazione tutte queste variabili vengono tra di loro logicamente correlate mettendo l Ente nelle condizioni di avere una visione strategica ed unitaria della propria comunicazione. In un piano di comunicazione pubblica esistono obiettivi di comunicazione funzionali alle politiche dell organizzazione e obiettivi di comunicazione funzionali alle politiche della trasparenza e dell imparzialità che invece sono proprie della Pubblica Amministrazione. Obiettivi strategici della comunicazione pubblica: Garantire e tutelare i diritti nella relazione pubblico/privato: informazione per garantire imparzialità nell opportunità di accesso ai servizi; accesso agli atti e partecipazione. Rafforzare identità e immagine dell ente: comunicazione dell identità costitutiva del Comune e della sua missione; comunicazione di iniziative e programmi; volontà di correggere la percezione presso i pubblici in caso di scarto tra identità e immagine percepita. Aumentare la partecipazione intorno a valori, progetti e priorità: l efficacia delle politiche dipende anche da convinzioni e comportamenti. La comunicazione crea le condizioni della costruzione di un significato consapevole ed un percorso di condivisione fra l amministrazione che sceglie come risolvere un problema e quindi definisce le proprie
75 politiche e la comunità su cui quelle scelte andranno ad incidere e da cui dipenderà la soluzione del problema evidenziato. Migliorare la percezione della qualità dei servizi offerti e delle prestazioni erogate: far conoscere le opportunità di fruizione dei servizi, semplificare le procedure, snellire i tempi, ridurre i costi, rendere i servizi coerenti con i bisogni degli utenti, ecc. Promuovere all interno dell organizzazione e la cultura della relazione e del servizio al cittadino (= comunicazione interna): se la comunicazione finalizzata alla trasparenza e all innovazione è un obiettivo strategico dell ente, esso deve essere conosciuto e condiviso. Favorire lo sviluppo di un etica del servizio pubblico e un maggior senso di appartenenza all organizzazione può contribuire a migliorare il grado di consapevolezza degli operatori e, di conseguenza, la loro partecipazione e motivazione e, probabilmente, la qualità dei servizi erogati. Gli attori della comunicazione del Comune di Casalecchio di Reno Amministratori: Sindaco e Assessori Segretario Generale Dirigente Area Comunicazione Dirigenti Servizi di Comunicazione (Ufficio Stampa Redazione Web) Ufficio Staff del Sindaco Rete dei referenti della comunicazione Sportelli di front office (Semplice Sportello Polifunzionale per il Cittadino, Sportelli dedicati) Istituzione Casalecchio delle Culture e il Sistema delle Case (Casa della Conoscenza, Casa per la Pace, Casa della Solidarietà, Blogos, Teatro Comunale ) Società partecipate: Adopera Patrimonio e Investimenti Casalecchio di Reno Srl InSieme Azienda Interventi sociali valli del Reno Lavino e Samoggia Melamangio SpA
76 I pubblici della comunicazione Dalla parte opposta degli attori ci sono i pubblici ai quali la comunicazione è rivolta, possono essere suddivisi in due macrocategorie: Il pubblico interno dell ente, costituito dagli amministratori, i dipendenti e collaboratori, direttamente coinvolto nel processo di cambiamento e nel processo di comunicazione verso i pubblici esterni. Il pubblico esterno all ente da segmentare in gruppi omogenei da raggiungere con precise azioni di comunicazione. I pubblici di riferimento esterni sono divisi in quattro macro-categorie: beneficiari: coloro sui quali ricadono le azioni dell amministrazione. istituzioni: governo, Parlamento, enti pubblici di riferimento, regioni, province e comuni. media: quotidiani, periodici, stampa specialistica e locale, Tv nazionali e locali, radio nazionali e locali, internet. stakeholders (influenti): enti o persone che hanno un influenza politica e sociale sull utenza (sindacati, ordini professionali, istituti di formazione, dirigenti scolastici, opinion leaders, associazioni locali) L attenzione verso gli influenti e gli stakeholder è rilevante anche per le organizzazioni pubbliche: si tratta di categorie di pubblico che possono rivelarsi determinanti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Le strategie della comunicazione Una strategia di comunicazione è un complesso di decisioni armoniche che indicano su quali fattori si deve agire in riferimento ai pubblici e agli obiettivi individuati per avere maggiore capacità comunicativa e per conseguire i risultati attesi. La scelta delle strategie di comunicazione deve essere fatta tenendo presente vincoli e criteri di fattibilità: risorse economiche Ogni area deve avere un budget destinato alle attività di comunicazione, ogni strumento di comunicazione va quindi valutato anche in base alle risorse finanziarie a disposizione. risorse umane e professionali Oltre alla struttura di comunicazione, ogni area esprime un referente per la comunicazione (= responsabile di servizio). A seconda del tipo di campagna di comunicazione il responsabile del progetto e il responsabile della comunicazione decidono se avvalersi di professionalità esterne. risorse tecnologiche Gli strumenti di comunicazione hanno spesso bisogno di infrastrutture tecnologiche. Vanno valutate nella scelta
77 Gli strumenti della comunicazione Per ogni obiettivo di comunicazione e per il tipo di pubblico al quale ci rivolgiamo va valutato lo strumento di comunicazione più adeguato e le più efficaci forme di promozione/distribuzione. Gli strumenti interattivi o capaci di promuovere uno spazio partecipativo bi-direzionale, come i social network, sono quelli destinati a subire il maggiore sviluppo perché consentono da una parte di rispondere all obiettivo di mettere il cittadino al centro dell azione amministrativa e, dall altra, di misurare l efficacia della comunicazione attraverso la promozione di forum, chat, mailing-list, blog. Si tratta di strumenti poco costosi dal punto di vista delle risorse finanziarie da attivare, ma impegnativi dal punto di vista delle risorse umane che vanno adeguatamente formate e devono tenere sotto costante aggiornamento e monitoraggio gli strumenti che si è deciso di attivare. Dalla parte opposta ci sono i mezzi one-to-many (da uno-a-molti), tipici della comunicazione di massa e molto più difficili da ricondurre a valutazione sistematica e partecipata, ma che fanno parte del pacchetto complessivo di strumenti attivabili in una campagna di comunicazione che mira a raggiungere anche fasce della popolazione non ancora digital oriented
78 Parte Seconda Strategie e Programmazione: Gli indirizzi e gli obiettivi strategici per il quinquennio
79 Gli obiettivi individuati dal Governo nei documenti di programmazione nazionale A seguito delle nuove regole adottate dall Unione Europea in materia di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri si è dovuto rivedere la struttura e la tempistica dei documenti programmatici italiani: l avvio del ciclo è anticipato al primo semestre dell anno, mentre la manovra di finanza pubblica (legge di stabilità e legge di bilancio) rimane stabilita per ottobre. Le modifiche mirano a conseguire la piena integrazione tra il ciclo di programmazione nazionale e il nuovo semestre europeo. Lo strumento fondamentale su cui si impernia la politica economica del Governo è rappresentato dal Documento di Economia e Finanza (DEF). Quest ultimo, previsto dalla L.7 aprile 2011 n. 39, è infatti un documento molto complesso con cui inizia il ciclo di programmazione economico-finanziaria. Il DEF è composto da tre sezioni. La prima indica fra l altro: - gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per un triennio; - l'aggiornamento delle previsioni per l'anno in corso, evidenziando gli eventuali scostamenti rispetto al precedente Programma di stabilità; - l'evoluzione economico-finanziaria internazionale; - per l'italia, le previsioni macroeconomiche, per ciascun anno del periodo di riferimento, con evidenziazione dei contributi alla crescita dei diversi fattori, dell'evoluzione dei prezzi, del mercato del lavoro e dell'andamento dei conti con l'estero. La seconda sezione è centrata sull analisi e le tendenze della finanza pubblica. Nella terza viene esplicitato: - il Programma Nazionale di Riforma cioè lo stato di avanzamento delle riforme avviate; - gli squilibri macroeconomici nazionali e i fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività; - le priorità del Paese e le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati nella prima sezione del DEF. Il ciclo della programmazione inizia quindi con la presentazione, entro il 10 aprile di ogni anno, del DEF, che contiene in separate sezioni l aggiornamento del Programma di stabilità (PS) e del Programma nazionale di riforma (PNR). Il Documento è inviato dal Governo alle Camere per le conseguenti deliberazioni parlamentari
80 Entro il successivo 20 settembre, il Governo invia alle Camere la Nota di aggiornamento del DEF con cui si aggiornano le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica e gli obiettivi programmatici, per recepire le eventuali osservazioni del Consiglio dell Unione europea. L 8 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2014 che illustra in modo organico le iniziative concrete di riforma strutturale dell economia volte, nelle intenzioni governative, a determinare una ripresa della crescita e dell occupazione. Le riforme annunciate sono in piena sintonia con il quadro europeo: con le priorità per il 2014 dell Analisi Annuale della Crescita, con le Raccomandazioni della Commissione, con gli obiettivi prioritari stabiliti nel Semestre Europeo e con le sette iniziative faro (Flagship Initiatives) della Strategia L obiettivo è quello di consolidare in via definitiva l uscita dalla crisi finanziaria attraverso un preciso cronoprogramma che impegna il Governo in scadenze ravvicinate, con interventi normativi e attuativi rapidi e certi. Le principali misure delineate, il cui impatto dovrebbe essere significativo già nel breve periodo, sono: La piena attuazione del processo di Revisione della spesa, con un cambiamento stabile e sistematico dei meccanismi di spesa pubblica; sono previsti risparmi per circa 4,5 miliardi nell anno in corso, e fino a 17 per il 2015 e 32 per il 2016 rispetto al tendenziale. I risparmi conseguiti verranno principalmente utilizzati per la riduzione del cuneo fiscale. Il Governo intende istituzionalizzare il processo di revisione della spesa rendendolo parte integrante del processo di preparazione del bilancio dello Stato e delle altre Amministrazioni Pubbliche attraverso indicatori di impatto in grado di misurare l efficacia e l efficienza della spesa. La riduzione del cuneo fiscale attraverso la diminuzione delle imposte sui redditi da lavoro dipendente per le fasce più basse potrà avere effetti di stimolo ai consumi e contribuirà alla riduzione della povertà nel breve termine. La riduzione dell Irap nella misura del 10% l anno a regime potrà avere effetti di stimolo all occupazione nel medio termine. L attuazione della legge di delega fiscale si configura come una riforma complessiva del settore per definire un sistema più equo, trasparente, semplificato e amico delle imprese, garantendo al contempo stabilità e certezza del diritto. La riduzione del gettito fiscale dovuta al taglio permanente delle tasse per un valore di circa 10 miliardi l anno sarà compensata a regime da una riduzione permanente della spesa pubblica di analogo valore. L accelerazione e rapida attuazione del programma di privatizzazione avviato dal precedente Esecutivo, attraverso un opera di valorizzazione e dismissione di alcune società sotto controllo statale e di parte del patrimonio immobiliare. Le molteplici finalità sono la riduzione del debito pubblico, il recupero della spesa improduttiva, la riduzione dei contributi statali e il recupero di efficienza delle imprese interessate. La misura è volta a produrre introiti attorno a 0,7 punti percentuali di PIL all anno dal 2014 e per i tre anni successivi
81 Il pagamento dei debiti commerciali arretrati da parte delle Amministrazioni pubbliche sarà completato grazie al consolidamento del meccanismo di finanziamento da parte dello Stato con impegno alla restituzione da parte degli enti debitori, alla disponibilità di ulteriori 13 miliardi di euro che si aggiungono ai 47 già stanziati dai precedenti governi, e infine a un meccanismo che consentirà alle aziende in attesa di incasso di cedere il proprio credito a favore di istituzioni finanziarie. Contestualmente verrà messo a regime un nuovo sistema di regolamentazione e monitoraggio che permetterà di rispettare i tempi di pagamento previsti dalla normativa comunitaria e impedire nuovamente l accumularsi di arretrati; verrà cosi ridotta l incertezza sistemica delle imprese con effetti positivi sulle decisioni di investimento. Un energica azione in materia di miglioramento dell ambiente imprenditoriale e di attrazione di capitali esteri attraverso la semplificazione del rapporto tra imprenditore e amministrazione in senso ampio (fisco, autorità amministrative di autorizzazione e tutela, giustizia civile, ecc.). A questo si aggiunge il necessario superamento di un sistema imprenditoriale fortemente bancocentrico, grazie alla messa a disposizione e al rafforzamento di forme di finanziamento alternative al credito per le imprese, in particolare per quelle di piccole e medie dimensioni. Un miglioramento e una semplificazione del mercato del lavoro attraverso il Jobs Act al fine di produrre un sistema più inclusivo e dinamico, superando le rimanenti segmentazioni e rigidità, contribuendo strutturalmente all'aumento dell'occupazione, soprattutto giovanile, e della produttività del lavoro. La maggiore flessibilità è volta alla realizzazione, a regime, di un contratto unico con forme di tutela progressiva. Una maggiore tutela del lavoro dipendente ma anche un sostegno più ampio all iniziativa privata, attraverso facilitazioni per autoimprenditorialità, venture capital e in particolare imprenditorialità giovanile. Sarà rafforzata e maggiormente responsabilizzata la contrattazione decentrata al fine di garantire il coinvolgimento del lavoratore con l azienda in modo da legare la retribuzione all interesse comune della produttività. La riforma della Pubblica Amministrazione e la semplificazione burocratica, la riforma della giustizia civile, penale e amministrativa, la valorizzazione del percorso scolastico e formativo dei giovani, l aiuto alla ricerca e una valorizzazione del percorso di studi universitario, anche attraverso la cosiddetta Garanzia Giovani. A tali proposte strutturali si affiancano misure immediate, in parte già attive, volte a dare risposte concrete ai cittadini. Tra queste in particolare: Piano scuola: vi sono circa 2 miliardi di risorse disponibili destinate alla scuola a cui possono attingere Comuni e Province per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Nel Fondo di Garanzia vi sono 670 milioni di risorse aggiuntive nel 2014 e complessivamente oltre 2 miliardi nel triennio per le piccole e medie imprese. Piano casa del valore di 1,3 miliardi per interventi destinati all acquisto o alla ristrutturazione
82 Investimenti previsti dalle Politiche di Coesione nel nuovo ciclo di programmazione dei fondi strutturali, nonché gli interventi contro il dissesto idrogeologico e la tutela del territorio. La nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2014 è stata approvata dal Parlamento lo scorso 14 ottobre e gli obiettivi sono riportati nel Documento Programmatico di Bilancio per il 2015 (inviato alle istituzioni europee lo scorso 15 ottobre). Tale aggiornamento si rende necessario a fronte delle osservazioni formulate dalla Commissione Europea nell ambito del processo di valutazione dei Documenti Programmatici di Bilancio per il 2015 richiesti agli Stati Membri dell Area dell Euro dal Regolamento UE n. 473/2013. Nella Nota di Aggiornamento del DEF 2014 l obiettivo di indebitamento netto programmatico della Pubblica Amministrazione per il 2015 veniva stimato pari al 2,9 per cento del PIL, per effetto delle misure previste dalla Legge di Stabilità per il Il percorso di convergenza verso il saldo strutturale in pareggio prevedeva un miglioramento strutturale pari a circa 0,1 punti percentuali del PIL nel 2015 rispetto al LE MISURE FISCALI AGGIUNTIVE E GLI EFFETTI SULLA FINANZA PUBBLICA Il Governo italiano, come già anticipato alle istituzioni europee con la risposta inviata il 27 ottobre scorso dal Ministro dell Economia e delle Finanze, intende adottare misure aggiuntive per rafforzare lo sforzo fiscale già delineato nel DBP per il 2015 prevedendo le seguenti integrazioni al disegno di legge di Stabilità per il : i. l utilizzo delle maggiori risorse stanziate dal disegno di legge di Stabilità 2015 sul Fondo per la riduzione della pressione fiscale, istituito dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, per il miglioramento dell indebitamento netto della Pubblica Amministrazione per 3,3 miliardi nel ii. Il rafforzamento delle misure già previste nel disegno di legge di Stabilità 2015 in tema di contrasto all evasione fiscale, tramite l estensione del meccanismo dell inversione contabile per l'iva (reverse charge) al settore della grande distribuzione. Poiché l efficacia della misura è subordinata al rilascio di una deroga da parte del Consiglio dell Unione Europea, è prevista un apposita clausola di salvaguardia, che dispone l aumento delle accise, a garanzia del maggior gettito atteso. L estensione comporterà un miglioramento pari a circa 730 milioni dell indebitamento netto a partire dal 2015, da utilizzare per gli anni successivi per la sterilizzazione parziale della clausola di salvaguardia prevista dal disegno di legge di Stabilità in materia di IVA e accise;
83 iii. la parziale riduzione delle risorse messe a disposizione dal disegno di legge di Stabilità 2015 per il cofinanziamento dei fondi strutturali europei esentate dagli obiettivi di spesa delle Regioni ai fini del Patto di Stabilità Interno. La misura comporterà un miglioramento di circa 500 milioni dell indebitamento netto nel Il miglioramento complessivo del deficit atteso nel 2015, rispetto a quanto indicato nella Nota di aggiornamento del DEF 2014 e nel DBP, è pari a circa 4,5 miliardi, che determina un indebitamento netto nominale pari al 2,6 per cento del PIL e un miglioramento dell indebitamento netto strutturale nel 2015 di poco superiore a 0,3 punti percentuali di PIL, sostanzialmente in linea con quanto richiesto dalle istituzioni europee. La maggiore correzione di bilancio, introdotta con la volontà di rispettare le regole europee e dimostrare la disponibilità nel confronto e dialogo costruttivo con la Commissione Europea, rappresenta uno sforzo davvero notevole per il Paese in un contesto macroeconomico caratterizzato da tre anni consecutivi di recessione dell attività economica e in presenza di rischi crescenti di deflazione per l economia italiana. La struttura del disegno di legge di Stabilità per il 2015 rimane immutata prevedendo, in continuità con i provvedimenti già adottati nel corso del 2014, interventi nei settori ritenuti più rilevanti per la crescita economica con l obiettivo duplice di supportare la domanda aggregata e la competitività del Paese. Le misure programmate sono pienamente coerenti con il piano di riforme strutturale in corso di attuazione, a fronte del quale il Governo, nel Documento Programmatico di Bilancio inviato alle istituzioni europee, ha chiesto esplicitamente l applicazione della clausola sulle riforme economiche prevista dal Patto di Stabilità e Crescita. Gli effetti macroeconomici attesi dalle misure aggiuntive non alterano sostanzialmente le previsioni programmatiche presentate nella Nota di Aggiornamento del DEF. Coerentemente con la revisione dell indebitamento netto della Pubblica Amministrazione, nel 2015 l obiettivo del saldo di cassa indicato nella Nota di Aggiornamento del DEF 2014, e conseguentemente il debito pubblico, sono rivisti. Il saldo netto da finanziare programmatico del bilancio dello Stato, al netto delle regolazioni contabili, debitorie e dei rimborsi IVA, è rideterminato in 54 miliardi nel Le misure addizionali previste dal Governo e la conseguente revisione dell obiettivo del saldo netto da finanziarie del bilancio dello Stato saranno dettagliate con un successivo emendamento del Governo al disegno di legge di Stabilità per il Molto importanti anche le indicazioni contenute nella nota di aggiornamento del DEF riferite allo scenario macroeconomico e ai principali indicatori di finanza pubblica
84 I recenti sviluppi macroeconomici delineano uno scenario decisamente problematico per l'area dell'euro: l'economia è in significativo rallentamento e, in particolare in Italia, stenta visibilmente a riprendersi. Fino a pochi mesi fa si ipotizzava per il 2014 una crescita moderatamente positiva, che va ora rivista al ribasso; parallelamente l'inflazione rimane eccessivamente bassa ed è in continuo e preoccupante calo. Negli ultimi anni, a fronte di dati economici deludenti, tanto i governi quanto gli organismi internazionali hanno ripetutamente peccato di ottimismo e sono stati poi costretti a posticipare le previsioni di ripresa per l'italia e per l'area dell'euro. La debolezza congiunturale, la fragilità della ripresa, i puntuali ripiegamenti dell'attività economica suggeriscono una debolezza di fondo, di carattere strutturale, che in parte è la conseguenza dei danni provocati dalla recessione profonda e persistente degli ultimi anni. Nel contesto eccezionale in cui si trovano l'italia e l'europa è realistico assumere che: i) la perdurante incertezza abbia modificato i comportamenti di imprese e famiglie, riducendone la propensione all'investimento e al consumo; ii) l'inaridirsi delle fonti di reddito e della possibilità di accedere al credito abbia diminuito la capacità di spesa più di quanto ipotizzato; i) la sola politica monetaria non sia sufficiente a rilanciare la crescita, nonostante il cruciale contributo fornito alla stabilità finanziaria; iv) i benefici delle riforme strutturali si concretizzino con maggiore ritardo e/o minore intensità in ragione della persistente carenza di domanda aggregata; v) la debole domanda nell'eurozona - connessa anche agli ampi e durevoli squilibri di parte corrente nell'area - abbia limitato l'usuale contributo delle esportazioni alla ripresa. In termini cumulati, la caduta del PIL in Italia è superiore rispetto a quella verificatasi durante la grande depressione del '29; seppur in maniera minore, anche il resto dell'eurozona stenta a recuperare i livelli pre-crisi. Alla luce dei crescenti rischi di stagnazione, è necessario assumere una ripresa meno marcata e tardiva rispetto a quella prefigurata in aprile. Più in generale, questo quadro suggerisce che l'area dell'euro è a un bivio. In assenza di interventi significativi i Paesi Europei rischiano di avvitarsi in una spirale di stagnazione e deflazione; una disoccupazione elevata e una crescita nominale piatta rendono più difficili il recupero di competitività e la sostenibilità del debito. Di fronte a questo bivio, la presidenza italiana ha proposto di incentrare la strategia dell'unione Europea sulla crescita e l'occupazione, mediante il rilancio degli investimenti, delle riforme e del mercato interno. Ciascun paese si presenta con caratteristiche e sfide particolari. L'Italia è entrata nella crisi con gravi problemi strutturali e di competitività, che si sono riflessi in un tasso di crescita potenziale più basso della media e in una dinamica sfavorevole della produttività. Problemi dal lato dell'offerta erano presenti ben prima della crisi; hanno fiaccato le nostre capacità di competere a livello internazionale in un periodo che ha visto alcuni paesi emergenti affacciarsi prima e prepotentemente affermarsi poi sull'arena del commercio globale; ostacolano oggi la capacità del Paese di reagire alla crisi
85 Appare evidente che i) l Italia - così come l'area dell'ebro - risente di problemi di offerta così come di domanda; spostarsi su un sentiero di crescita diverso richiede di agire con tutte le leve di politica economica a nostra disposizione - ovvero politica monetaria, strutturale e di bilancio - in maniera coordinata e con sinergie positive; ii) dati i rischi deflattivi e le relative implicazioni per la sostenibilità del debito, nella definizione delle misure è consigliabile rischiare di sbagliare in eccesso piuttosto che in difetto. In tale contesto, il compito del Governo è attuare le' riforme strutturali favorendo le interazioni positive con la politica di bilancio, in un'unica coordinata strategia di stimolo e sostegno della domanda aggregata nel breve termine e di aumento del potenziale dell'economia. Riforme strutturali L'Italia deve tornare ad accrescere la propria capacità competitiva, invertirne il prolungato deterioramento realizzando un ampio insieme di riforme strutturali, oggi ancor più necessarie dati i crescenti rischi di stagnazione; è una sfida che dobbiamo vincere per favorire la nascita di nuove imprese, la crescita dimensionale di quelle esistenti, la loro capacità di servire i mercati esteri; solo da questo processo può derivare un aumento duraturo dell'occupazione. Occorre agire tanto sul mercato del lavoro che sull'insieme di regole che definiscono l'ambiente nel quale le imprese sono chiamate a operare, ivi compreso il carico fiscale. La riforma del mercato del lavoro consentirà al sistema economico di meglio adattarsi a un contesto in, rapido mutamento, favorendo la canalizzazione delle risorse verso i settori a più elevata crescita della produttività. La rete di ammortizzatori sociali verrà rafforzata e resa più inclusiva. Le imprese potranno gestire in maniera più efficiente l'attività produttiva, reagendo con maggiore prontezza alle evoluzioni cicliche e alle discontinuità strutturali; ne discenderanno un incremento degli investimenti, anche dall'estero, e una riduzione della segmentazione delle forze di lavoro, particolarmente marcata a livello generazionale. La connessa crescita dell'occupazione incoraggerà un incremento della partecipazione al mercato del lavoro, associandosi a una riduzione dell'incidenza della disoccupazione di lunga durata su quella totale e a una maggiore disponibilità di posti di lavoro qualificati. La semplificazione normativa e delle procedure, lo snellimento del fisco e della Pubblica Amministrazione, la drastica riduzione dei tempi della giustizia civile ci consentiranno di premiare l'intraprendenza economica, il merito e l'innovazione, riattivando i motori dell'equità e della mobilità sociale; l'italia potrà così risalire le graduatorie internazionali del fare impresa, aumentando la fiducia degli investitori. Le riforme hanno costi - economici, politici e/o sul bilancio pubblico immediati, a fronte di benefici concentrati nel futuro. Questo aspetto ne rende ancor più urgente l'introduzione nel nostro ordinamento, nella consapevolezza che l'impatto delle riforme dipende in particolare dall'efficacia dell'implementazione
86 In Italia l'attività economica è visibilmente ostacolata da un sistema politico- istituzionale disfunzionale, dalla scarsa efficienza delle Amministrazioni pubbliche, dalla notevole incidenza dell'evasione e dell'economia sommersa, dall'elevata corruzione, dalle rilevanti distorsioni riconducibili alla criminalità organizzata. È per questo che il Governo ha scelto di intervenire in via prioritaria su questi temi con l'obiettivo di ridurre l'incertezza per le imprese e per le famiglie derivante dall'inefficiente operare delle politiche pubbliche; contributi in tal senso proverranno dalla normalizzazione dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione e dal superamento del Patto di Stabilità Interno. Il programma di riforma avviato proseguirà nei mesi e negli anni successivi, e avrà un orizzonte di circa tre anni - l'agenda mille giorni. In questo arco temporale il Governo sarà impegnato non solo nella definizione e nell'introduzione dei provvedimenti normativi, ma anche nella delicata fase attuativa che ha spesso deluso'in passato le aspettative degli italiani e degli investitori stranieri. In tal senso la Nota di Aggiornamento dà conto dell'avanzamento del processo di riforma strutturale presentando, un ampio aggiornamento delle misure previste e/o avviate, alcune delle quali concordate con le istituzioni europee nel quadro della 'procedura per gli squilibri macroeconomici. Investimenti Accanto alle riforme strutturali si continueranno a sostenere gli investimenti, soprattutto quelli privati. Gli investimenti sono lo snodo tra la necessità di sostenere la domanda e quella di irrobustire l'offerta. A questo scopo si privilegeranno le semplificazioni amministrative e gli incentivi a forme di finanziamento non bancario. Nell'ambito del semestre di presidenza dell'unione Europea, l'italia sostiene l'adozione di una politica comune di investimenti in infrastrutture coordinata con i partner europei, che abbia effetti positivi sulla domanda e sull'offerta, entrambi rafforzati dalle esternalità positive tra paesi Nel frattempo, per scongiurare il rischio di un impoverimento durevole del capitale fisico e umano del Paese, il Governo ha adottato provvedimenti volti a sostenere il rinnovo degli impianti delle imprese (DL Competitività) e ad accelerare la realizzazione di infrastrutture (Sblocca Italia). Tali misure beneficeranno del maggiore afflusso di capitali privati all'economia connessi agli interventi presi sul sistema finanziario (Finanza per la Crescita), tesi ad accrescere il ruolo degli intermediari non bancari e a canalizzare in maniera più efficiente il risparmio verso le piccole e medie imprese (PMI). Per favorire il finanziamento delle PMI il Governo è intervenuto anche per semplificare le cartolarizzazioni al tempo
87 stesso accrescendone la trasparenza, così sostenendo il programma varato dalla BCE di acquisti di asset backed securities. L'Italia ha anche bisogno di un maggiore investimento in capitale umano, che consenta di posizionare il sistema economico su livelli più elevati nella competizione internazionale. Il Governo intende muovere su.due linee: sta avviando una riforma del sistema educativo volta a innalzare gli standard di apprendimento, definendo, anche obiettivi quantitativi per valutare i progressi conseguiti; sta introducendo misure per sostenere l'attività di Ricerca e Sviluppo, anche con l'intento di facilitare il posizionamento in Italia di centri di ricerca di imprese estere. Politica di bilancio Le finanze pubbliche italiane sono solide e sostenibili, grazie alle riforme del sistema pensionistico e ai persistenti ed elevati avanzi primari conseguiti dal Paese per molti anni, come illustrato anche dalle analisi di lungo periodo della Commissione Europea. Questo sforzo è premiato da una valutazione positiva dei mercati che si è andata rafforzando. Allo stesso 'tempo la dinamica più sfavorevole di prodotto e inflazione rende più stretto il sentiero entro il quale sostenere la crescita e irrobustire le finanze pubbliche. Nel rispetto delle regole comuni è quindi opportuno adottare un sentiero di consolidamento che tenga conto della perdurante contrazione dell'economia e permetta alle riforme strutturali di dispiegare appieno i propri effetti positivi. Il saldo di bilancio corretto per il ciclo è in condizioni significativamente migliori di quanto non risulti dalle previsioni a causa della rilevante sottostima del PIL potenziale, dovuta all'anomalo protrarsi, della bassa crescita. La politica di bilancio faciliterà la ripresa anche mediante la composizione delle misure. Con l'intento di rilanciare consumi e investimenti, la Legge di Stabilità interverrà a favore delle famiglie meno abbienti e delle imprese; il Governo agirà nel solco della riduzione delle imposte sulle persone fisiche e sulle imprese già adottata e delle recenti misure volte a stimolare gli investimenti privati e a facilitare l'accesso al credito per le piccole e medie imprese. La riforma del sistema educativo e il sostegno all'attività di Ricerca e Sviluppo estere sono parte di questo sforzo
88 Al processo di revisione della spesa è affidato l'obiettivo di ridurre e riqualificare la spesa pubblica, al tempo stesso di limitare gli effetti, negativi sulla crescita e l'occupazione intervenendo sugli sprechi e le rendite di posizione; la riforma introdotta sul public procurement, con la centralizzazione degli acquisti, assieme, a un maggiore controllo dei prezzi praticati, consentirà di liberare da subito risorse per una diminuzione significativa e durevole della tassazione, che il Governo ritiene indispensabile. In materia fiscale inoltre la legge delega conferirà stabilità e certezza al sistema dei tributi. Lo scenario macroeconomico internazionale L'espansione dell'economia mondiale nel corso del primo semestre 2014 è stata modesta e caratterizzata dal graduale rallentamento nella crescita della produzione industriale. Il commercio internazionale ha registrato una diminuzione congiunturale nel primo trimestre, a cui ha fatto seguito una crescita nel secondo. La ripresa è avvenuta in maniera disomogenea nelle diverse aree economiche e ciò ha comportato, in alcuni paesi, l'avvio di un piano di rientro dalle misure eccezionali messe, in atto per contrastare la crisi, mentre in altri la necessità di proseguire sulla strada delle misure monetarie non convenzionali e delle riforme per poter consolidare la crescita economica. Negli Stati Uniti, la variazione del PIL del secondo trimestre del 2014 (+4,6 per cento in termini annualizzati) ha mostrato un deciso rimbalzo dopo il calo in parte legato all'ondata di mal tempo registrata nel primo trimestre. Nel complesso l'economia statunitense sembra essere avviata verso una ripresa solida, con un tasso di disoccupazione sceso al -6,1 per cento e un tasso d'inflazione all'1,7 per cento nel mese di agosto. Il Federal Open Market Committee della Federal Reserve, nella riunione del 17 settembre, ha deciso di proseguire nella politica di tapering2, riducendo gli acquisti di attività finanziarie di 10 miliardi di dollari e portandoli a 15 miliardi al mese, avvicinandosi in tal modo alla fine della fase di espansione del bilancio della Banca centrale statunitense. Con riferimento alle economie asiatiche, il Giappone sta lentamente tornando su un sentiero di moderata crescita, dopo l'ampia caduta dei livelli d'attività indotta dall'aumento della tassazione indiretta. L'economia cinese ha mostrato una variazione congiunturale del PIL del 2,0 per cento nel secondo trimestre del 2014 (da 1,5 nel primo trimestre), grazie alla domanda estera e agli incentivi governativi. I dati più recenti segnalano, tuttavia, un rallentamento della crescita nel settore manifatturiero
89 L'area dei paesi emergenti, nonostante la fase di difficoltà attraversata da alcuni di essi, nel complesso continua a contribuire significativamente alla crescita dell'economia internazionale. L'Area dell'euro ha registrato una variazione nulla del PIL in termini congiunturali, dopo essere cresciuta dello 0,2 per cento nel primo trimestre. Nel mese di settembre la Banca Centrale Europea (BCE) ha rivisto leggermente al ribasso le previsioni economiche per l'area dell'euro; l'istituto centrale stima una crescita del PIL dello 0,9 per cento nel 2014, dell'1,6 per cento nel 2015 e dell'1,9 per cento nel Il permanere della debolezza della domanda interna, in particolare degli investimenti, è accompagnata da un sottoutilizzo degli impianti e da un elevato tasso di disoccupazione. Nel mercato del credito, l'erogazione di mutui è in fase di stallo (ancora in contrazione in alcuni paesi periferici) e il declino costante del tasso di inflazione rischia di disancorare le aspettative di medio periodo rispetto all'obiettivo di un tasso al di sotto ma vicino al 2 per cento. Per contrastare questo andamento lo scorso 4 settembre la BCE, facendo seguito all'analogo intervento del 5 giugno, ha deciso di operare una ulteriore riduzione dei tassi. Il calo ha riguardato contemporaneamente il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (meno 10 punti base), quello sui depositi e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale, ora rispettivamente pari a 0,05 per cento, a -0,20 per cento e a 0,30 per. cento. Accanto a queste misure, la BCE ha deciso di procedere all'acquisto di attività del settore non finanziario e di titoli emessi da società finanziarie residenti nell'area dell'euro. In aggiunta, il 18 settembre, la Banca centrale ha allocato 82,6 miliardi nella prima delle otto operazioni annunciate di rifinanziamento al sistema bancario, che sono mirate a facilitare una ripresa del credito e migliorare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Lo scenario macroeconomico internazionale continua a mostrare un miglioramento complessivo. Ad agosto, l'indicatore globale dei manager per gli acquisti (PMI) nel settore manifatturiero è lievemente migliorato ed è, ormai, da tempo stabilmente al di sopra della linea di espansione, e anche nei servizi si rilevano tendenze espansive a livello globale. Tuttavia, le tendenze delle principali variabili esogene incorporate nella Nota di Aggiornamento del DEF sono meno favorevoli rispetto al DEF. La revisione verso il basso ha avuto inizio nei mesi estivi (si veda ad esempio l'aggiornamento del World Economic Outlook del FMI pubblicato in luglio). Si rileva infatti una revisione al ribasso della crescita ipotizzata per il commercio mondiale di 1 punto percentuale nel 2014 (al 4,0 per cento) e di 0,8 punti percentuali nel 2015 (al 5,1 per cento). Permangono inoltre, ed anzi si sono acuiti, i rischi sulla crescita collegati alle tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo. In particolare, gli sviluppi avversi delle situazioni di crisi in Ucraina e in Medio Oriente potrebbero spingere
90 verso l'alto il prezzo del petrolio e degli altri beni energetici. Inoltre, le sanzioni decise contro la Russia iniziano ad influire negativamente sulla performance economica, soprattutto in Europa. Se mantenute per un periodo lungo potrebbero ridurre le prospettive di crescita. Ulteriori rischi riguardano i mercati immobiliari cinese e americano e le difficoltà mostrate dall'area dell'euro a tornare a tassi di crescita significativi riducendo i forti squilibri interni. Per quanto riguarda i tassi di cambio nominali bilaterali tra le principali valute si osserva una relativa stabilità. Il recente intervento e le ulteriori azioni introdotte dalla BCE potrebbero spingere verso il basso il valore dell'euro rispetto ad altre valute. Nell'Area dell'euro, la debolezza della domanda interna e la discesa costante dell'inflazione, se non adeguatamente contrastate da politiche monetarie e fiscali più accomodanti, potrebbero far emergere rischi di spirale deflazionistica. L'economia italiana Contrariamente a quanto previsto fino al periodo primaverile, la prima metà del 2014 è stata caratterizzata da una nuova contrazione del prodotto interno lordo italiano. La progressiva attenuazione della fase recessiva nel corso del 2013, la variazione congiunturale positiva del PIL nell'ultimo trimestre (il dato statistico di contabilità più recente in quel momento disponibile) e l'ulteriore rilevante miglioramento degli indicatori di fiducia e degli ordinativi avevano, infatti, orientato le aspettative in direzione di una progressiva ripresa dell'economia nel corso del I dati, relativi ai primi due trimestri dell'anno in corso, comunicati dall'istat successivamente alla pubblicazione del DEF, fanno emergere un quadro diverso. Dal punto di vista tecnico la contrazione del PIL per due trimestri consecutivi (rispettivamente pari a -0,1 e -0,2 per cento) suggella l'entrata in recessione dell'economia italiana per la terza volta dal Tuttavia, l'intenso processo di contrazione dell'occupazione e del tessuto produttivo (variazione negativa del numero di imprese) che ha interessato il biennio può ritenersi sostanzialmente concluso. Considerando le variazioni congiunturali del PIL molto contenute realizzatesi negli ultimi quattro trimestri, la fase attuale può essere più correttamente configurata come un periodo di stagnazione. Il prodotto interno lordo italiano, pur in presenza di un lento miglioramento delle condizioni finanziarie, di una politica fiscale divenuta meno restrittiva e di un contesto internazionale ancora incerto ma non più recessivo, è ancora fermo. Le riforme effettuate, pur avendo iniziato a produrre un miglioramento strutturale, non sono ancora state in grado di invertire la tendenza ciclica, mentre il policy mix continua a rimanere non favorevole influenzando pertanto in senso negativo l'andamento della domanda aggregata. Indicazioni moderatamente confortanti provengono dalla lieve espansione dei consumi privati (+0,1 per cento per due
91 trimestri consecutivi) nella prima metà del Al contrario, si è registrata una contrazione degli investimenti pari a circa 2 punti percentuali. Il dato negativo è dovuto non solo al settore delle costruzioni, in difficoltà ormai da diversi anni, ma anche alla flessione negli acquisti di macchinari e attrezzature che riflette la debolezza del ciclo economico ed il persistere di attese negative sugli sviluppi di breve termine dell'economia. Le esportazioni hanno continuato a crescere, anche se a ritmi contenuti; al contrario, nel secondo trimestre dell'anno si è verificato un rimbalzo delle importazioni che ha eroso il contributo positivo alla crescita fornito nel corso degli ultimi anni dal settore estero. Il mercato del lavoro ha risentito della debolezza dell'economia. Il tasso di disoccupazione permane vicino ai massimi storici (12,6 per cento nel secondo trimestre del 2014) e presenta valori inaccettabili per la fascia di età inferiore a 25 anni (oltre il 40 per cento). Il livello dell'occupazione si è sostanzialmente stabilizzato, ma non mostra ancora segnali di ripresa. Spicca il calo del tasso d'inflazione; nel mese di agosto si è registrata per la prima volta una variazione negativa del livello dei prezzi. Per quanto una parte della riduzione sia legata a componenti volatili, le dinamiche hanno interessato gran parte dei settori economici. Il percorso programmatico di finanza pubblica L'economia italiana sta attraversando una recessione tra le più profonde e prolungate della storia del Paese. Dopo la forte contrazione verificatasi negli anni 2012 e 2013, l'economia italiana si appresta a chiudere il 2014 con un'ulteriore riduzione del PIL che, in luogo della espansione prevista ad aprile scorso nel DEF 2014, si ridurrà dello 0,3 per cento. Solo nel 2015, il prodotto tornerebbe a crescere, sebbene in modo contenuto. Secondo le nuove ipotesi del quadro macroeconomico programmatico, il tasso di crescita medio del PIL tornerebbe sopra l'1,0 per cento solo nel triennio In tale contesto, il tasso di crescita del prodotto potenziale, dopo la significativa riduzione dello 0,7 e dello 0,5 per cento nel 2012 e nel 2013, continuerebbe a permanere in territorio negativo anche nell'anno in corso e nel prossimo. Solo nel 2016 si registrerebbe una crescita del prodotto potenziale sostanzialmente nulla. A partire dal 2017 il prodotto potenziale tornerebbe su valori positivi fino a raggiungere un tasso di crescita dello 0,3 per cento al termine dell'orizzonte di previsione. Nonostante il contributo positivo della Total Factor Productivity pari in media allo 0,3 per cento negli anni , la crescita potenziale verrebbe trainata verso il basso sia dal contributo, sempre negativo, del capitale sia dall'apporto sfavorevole proveniente dal fattore lavoro. L'output' gap, dopo aver registrato un livello record pari a -4,3 per cento del PIL potenziale nel 2013 e nel 2014, è previsto ridursi nel 2015 attestandosi a -3,5 per cento. Le condizioni di grave recessione economica sperimentate nel corso del 2014 permarrebbero anche nei prossimi trimestri, esaurendosi solo nel 2016, quando il livello dell'output'
92 gap risulterebbe essere in linea con quello considerato rappresentativo. Negli anni a seguire si registrerebbe una graduale chiusura dell'output gap (pari a -0,4 per cento del potenziale nel 2018) che ridurrebbe conseguentemente anche l'impatto della componente ciclica del saldo di bilancio. Nel corso del 2012 e del 2013, in corrispondenza del momento più acuto della recessione e in condizioni cicliche eccezionali, la traiettoria di avvicinamento dell'italia al proprio Obiettivo di Medio Periodo, rappresentato dal saldo strutturale in pareggio, non ha subito deviazioni significative. Difatti, nonostante le condizioni del ciclo economico avrebbero permesso la possibilità di praticare un aggiustamento nullo, il deficit strutturale è diminuito di 0,8 punti percentuali di PIL nel 2013 e, in media, di 1,3 punti percentuali nel biennio Tale dinamica è stata favorita da una considerevole riduzione della spesa pubblica. L'aggregato di spesa di riferimento ha fatto registrare nello stesso biennio un tasso di crescita negativo pari, in media, al -2,5 per cento in termini reali. Per il 2014, il disavanzo strutturale si attesterebbe allo 0,9 per cento del PIL, con un peggioramento di 0,3 punti, percentuali di PIL rispetto al Per contro, l'aggregato di spesa farebbe registrare una contrazione di circa -1,4 per cento in termini reali, pienamente in linea con i parametri della Commissione che, in presenza di condizioni cicliche eccezionali, permetterebbero all'aggregato di spesa di muoversi in linea con il tasso di crescita potenziale di medio periodo che per l'italia è pari a zero. Nel 2015, per convergere all'obiettivo di Medio Periodo, rappresentato dal pareggio di bilancio in termini strutturali, risulterebbe necessaria una manovra pari a 0,9, punti di PIL nel Secondo le elaborazioni del Ministero dell'economia e delle Finanze (MEF), operando tagli di spesa pubblica per tale ammontare si genererebbe una minor crescita di 0,3 punti percentuali per il 2015 e di 0,1 punti percentuali nel 2016 rispetto allo scenario tendenziale. In particolare, si avrebbero effetti negativi sugli investimenti (pari a 0,5 punti percentuali nel 2015 e a 0,1 punti percentuali nel 2016) e sui consumi (pari a 0,1 punti percentuali nel 2015 e nel 2016) che si estenderebbero sino/ al Se, invece, l'ammontare dei tagli di spesa ipotizzati per il 2015 fosse pari a 2,2 punti percentuali di PIL, ovvero l'entità di manovra richiesta per rispettare anche la regola del debito, l'impatto sulla crescita risulterebbe negativo per 0,8 punti percentuali nel 2015 e di ulteriori 0,1 punti percentuali nel 2016 rispetto allo scenario tendenziale. In particolare, si avrebbe una forte riduzione degli investimenti (pari a 1,3 e 1,4 punti percentuali rispettivamente nel 2015 e nel 2016) e una contrazione dei consumi delle famiglie di 0,3 punti percentuali per ciascun anno. Nel medio periodo gli effetti negativi si propagherebbero arrivando ad una perdita cumulata rispetto allo, scenario base degli investimenti per 3,9 punti e dei consumi per 0,8 punti percentuali. Se i moltiplicatori fossero più alti di quelli impliciti nel modello di stima (circa 0,5 medio) e si allineassero a quelli
93 stimati da Ocse e Fondo Monetario (circa 1,0-1,5) ormai condivisi, l'economia resterebbe abbondantemente in recessione nel 2015 anche correggendo solo il percorso di avvicinamento all'mto. Alla luce di tali risultati, per fare fronte all'ulteriore e inusuale inasprimento delle condizioni dell'economia sperimentato nell'anno in corso, che si configura come un evento eccezionale, il Governo, in linea con quanto disposto dall'art. 6 comma 5 della Legge 243/2012 e dell'art. 5 del Regolamento Europeo n. 1466/97, ha deciso di rivedere i propri obiettivi di bilancio e il piano di rientro verso l'obiettivo di Medio Periodo rispetto a quelli presentati nel DEF Inoltre, il Governo intende avvalersi della flessibilità concessa dalla legislazione nazionale (art. 3 comma 4 della L. n. 243/2012) e dai regolamenti europei (art. 5 del Regolamento Europeo n. 1466/97) per attuare un ambizioso pacchetto di interventi strutturali al fine di favorire il ritorno dell'economia su un sentiero sostenuto di crescita potenziale. Tali riforme strutturali, incentrate su mercato del lavoro, istruzione e incentivi alla ricerca avranno effetti diretti sulla crescita potenziale e sulla sostenibilità del debito, consentendo, secondo quanto stabilito dalla normativa europea e nazionale di deviare temporaneamente dal sentiero di convergenza verso l'obiettivo di Medio Periodo. In linea di continuità con quanto già attuato, la strategia di bilancio creerà spazi per ridurre in modo permanente la pressione fiscale per le famiglie con redditi da lavoro medio-bassi e per le imprese, con l'obiettivo duplice di supportare la domanda aggregata e la competitività del Paese. Ulteriori interventi di riduzione della spesa pubblica assicureranno il parziale finanziamento delle misure descritte e il miglioramento qualitativo della spesa. Pertanto, la prossima Legge di Stabilità conterrà interventi strutturali per lo sviluppo dell'economia che saranno solo parzialmente finanziati da riduzioni di spesa, ampliando l'indebitamento netto tendenziale del 2015 dal 2,2 per cento del PIL al 2,9 per cento ma garantendo comunque una variazione positiva del saldo strutturale tra il 2014 e il 2015, pari a 0,1 punti percentuali di PIL. Il Governo si impegna comunque a riprendere la convergenza verso il proprio Obiettivo di Medio Periodo già dal 2016 prevedendo una ulteriore riduzione del saldo strutturale di 0,5 punti percentuali di PIL. Il pareggio di bilancio in termini strutturali verrebbe conseguito nel Le misure di correzione dei conti pubblici necessarie al raggiungimento dell'obiettivo di Medio Periodo saranno dettagliate nella Legge di Stabilità per il Inoltre, il Governo conferma il piano di privatizzazioni già presentato al DEF con proventi attesi pari a circa 0.7% del PIL nel periodo Fin dall'uscita dalla Procedura per Disavanzi Eccessivi nel 2012, i diversi Governi che si sono succeduti sono sempre riusciti a mantenere il disavanzo al di sotto della soglia del 3,0 per cento del PIL. L'attuale Governo conferma tale impegno e ritiene che i nuovi obiettivi programmatici presentati in questo Documento siano coerenti con le disposizioni del Patto di Stabilità e Crescita. Infatti, lungo tutto l'orizzonte di previsione l'indebitamento netto rimane saldamente al di sotto della soglia del 3,0 per cento del PIL. Il sentiero di
94 convergenza verso l'obiettivo di Medio Periodo è modulato in linea con il materializzarsi di eventi eccezionali e l'esigenza di garantire la necessaria gradualità per realizzare nel breve periodo ambiziose riforme strutturali. Principali provvedimenti di finanza pubblica adottati nel 2014 Nei mesi successivi alla presentazione del DEF 2014 dello scorso aprile, il Governo ha adottato alcuni provvedimenti con carattere di urgenza per favorire il rilancio dell'economia, la razionalizzazione della spesa pubblica, la strutturale convergenza dei tempi di pagamento delle Amministrazioni pubbliche verso i propri fornitori agli standard europei, l'accelerazione del pagamento dei debiti arretrati e la semplificazione dell'organizzazione amministrativa. Ulteriori misure mirano al sostegno degli investimenti delle imprese, al rilancio del settore agricolo, alla tutela ambientale e all'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria. Nel mese di settembre, con il decreto c.d. 'Sblocca Italia', sono stati disposti interventi diretti allo sblocco di opere pubbliche urgenti, al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2014, a fronteggiare il dissesto idrogeologico del territorio, nonché a favorire il rilancio del settore edilizio. Complessivamente, i provvedimenti adottati risultano sostanzialmente neutrali sull'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche nel periodo di previsione. Nel 2014, in particolare, su autorizzazione del Parlamento23, le misure del decreto legge n. 66 del 2014 per il pagamento dei debiti pregressi della PA, hanno determinato un incremento del fabbisogno di circa 8,4 miliardi e del saldo del bilancio dello Stato di 18 miliardi. EFFETTI NETTI CUMULATI DEGLI ULTIMI PROVVEDIMENTI VARATI NEL 2014 SULL'INDEBITAMENTO NETTO DELLA PA (valori in milioni; al lordo degli oneri riflessi) D.L. n. 66/2014 (convertito dalla L. n. 89/2014) \ 10 D.L. n. 90/2014 (convertito dalla L. n. 114/2014) D.L. n. 91/2014 (convertito dalla L. n. 116/2014) O D.L. n. 133/ INDEBITAMENTO NETTO in %di PIL 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 SALDO NETTO DA FINANZIARE
95 in % del PIL -1,1 0,0 0,0 0,0 0,0 FABBISOGNO in % di PIL -0,5 0,0 0,0 0,0 0,0 Nota: I rapporti al PIL sono calcolati sulle previsioni del quadro tendenziale. L'effetto lordo complessivo dei provvedimenti varati, in termini di aumento di spese e riduzione di prelievo, è pari a circa 9,2 miliardi nel 2014, 7,9 miliardi nel 2015, 9,0 miliardi nel 2016, 8,7 miliardi nel 2017 e 7,2 miliardi nel Circa la metà delle risorse necessarie a finanziare tali interventi è reperita mediante la riduzione di spese, di cui circa l'80 per cento di parte corrente. In continuità con l'azione dei precedenti Esecutivi, è proseguito il processo di revisione ed efficientamento della spesa pubblica. In particolare, per l'acquisto di beni e servizi, si è agito sulla rinegoziazione dei contratti di fornitura in essere, sull'ampliamento del ricorso alle centrali di committenza per le nuove forniture con l'obiettivo di aggregare la domanda e ottenere migliori prezzi, e sul rafforzamento del controllo sul sistema di public procurement, attribuendolo all'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Tra le maggiori entrate sono previsti l'aumento della tassazione sui redditi di natura finanziaria, la ridefinizione delle aree i cui terreni agricoli sono da considerarsi esenti ai fini dell'imposta Municipale Unica (IMU) e l'incremento dell'imposta sostitutiva sulla rivalutazione delle quote del capitale della Banca d'italia. Ulteriori risorse derivano dal maggior gettito IVA connesso al pagamento dei debiti pregressi della PA e, sulla base delle evidenze riscontrate dai dati di consuntivo, dal gettito strutturale delle attività di contrasto all'evasione fiscale. A favore della ripresa economica, le misure adottate prevedono la riduzione del cuneo fiscale sui lavoratori dipendenti e sulle imprese. Per la stessa finalità sono state stanziate ulteriori risorse per il completamento del pagamento dei debiti pregressi della PA, ed è stata prevista l'esclusione dei pagamenti per i debiti pregressi di natura capitale di comuni, province e regioni dal Patto di Stabilità Interno per gli anni 2014 e Ulteriori misure consentono l'esecuzione di opere già cantierate e l'avvio di nuove opere pubbliche strategiche o incompiute e urgenti e agevolazioni fiscali ai fini dell'imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) per l'acquisto di unità immobiliari da destinare a locazione. Per il rilancio degli investimenti pubblici a livello locale, è stata inoltre disposta per il 2014 l'esclusione dal Patto di Stabilità Interno delle spese sostenute dai comuni per opere già programmate e in corso di realizzazione o per le quali sia possibile l'immediato avvio dei lavori, nonché la semplificazione delle procedure di gara per l'esecuzione di opere di edilizia scolastica. In materia di lavoro pubblico, gli interventi intrapresi sono diretti sia a favorire il ricambio generazionale nella PA, attraverso la revisione dell'istituto giuridico del trattenimento in servizio, sia a incentivare i processi di mobilità
96 volontaria e ad assicurare la riduzione dei distacchi e dei permessi sindacali. Infine, per contrastare gli effetti della crisi sul mercato del lavoro, in settembre è stato disposto il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per il EFFETTI CUMULATI DEGLI ULTIMI PROVVEDIMENTI VARATI NEL 2014 SULL'INDEBITAMENTO NETTO DELLA PA (valori in milioni) Manovra lorda Maggiori entrate Minori spese spese correnti spese in conto capitale Interventi Minori entrate :239 Maggiori spese spese correnti spese in conto capitale Effetti su indebitamento netto Variazione netta entrate Variazione netta spese spese correnti spese in conto capitale Con riferimento alla ripartizione degli effetti delle misure adottate sui diversi settori istituzionali della PA, nel 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni centrali registra un incremento, imputabile principalmente alla riduzione del cuneo fiscale sui lavoratori dipendenti. Aumenta, sebbene di entità relativamente inferiore, anche il deficit degli Enti di previdenza. Tali incrementi sono più che compensati dal miglioramento dell'indebitamento delle Amministrazioni locali. Nel 2018, invece, si ha un aumento dell'indebitamento delle Amministrazioni locali, interamente riassorbito dal miglioramento del saldo delle Amministrazioni centrali, dovuto alla riduzione dell'aliquota IRAP a favore delle imprese, al venir meno, dal 2017, del contributo fornito dalle misure di razionalizzazione previste e agli effetti finanziari delle disposizioni relative allo sblocco dei cantieri e la realizzazione di opere pubbliche urgenti. EFFETTI NETTI CUMULATI DEGLI ULTIMI PROVVEDIMENTI VARATI NEL 2014 SULL'INDEBITAMENTO NETTO DELLA PA PER SOTTOSETTORE (valori al lordo degli effetti riflessi; milioni di euro)
97 AMMINISTRAZIONI CENTRALI variazione netta entrate variazione netta spese AMMINISTRAZIONI LOCALI variazione netta entrate variazione netta spese ENTI DI PREVIDENZA , variazione netta entrate variazione netta spese TOTALE Contenuti del patto di stabilita interno Successivamente alla presentazione del quadro normativo che disciplina, attraverso lo strumento del Patto di Stabilità Interno (PSI), il concorso alla manovra di finanza pubblica degli enti locali per il triennio , sono stati adottati dal Governo alcuni provvedimenti che hanno in parte modificato la normativa vigente. Per gli anni 2013 e 2014 è stato sospeso il meccanismo di ripartizione degli obiettivi finanziari del PSI fra enti di ciascun livello di governo, fondato su un sistema di virtuosità misurata sulla base di determinati parametri che tengono conto di due indicatori socio-economici38. Segnatamente, per l'anno 2014 la normativa ha previsto che il beneficio connesso alla virtuosità sia, destinato agli enti in sperimentazione del nuovo sistema contabile. A decorrere dall'anno 2015, infatti, entra a regime il nuovo sistema di contabilità, enti territoriali (decreto legislativo n. 126/2014), dando seguito alle disposizioni contenute nella legge di contabilità e finanza pubblica e a quelle in attuazione del federalismo fiscale in materia di armonizzazione dei bilanci delle Amministrazioni pubbliche. Per il 2014 il processo di sperimentazione del nuovo regime contabile viene pertanto accelerato mediante la previsione di benefici nell'ambito del. PSI per gli enti territoriali sperimentatori. Per garantire maggiori ambiti di flessibilità al sistema delle autonomie, è stato individuato un nuovo e più ampio regime delle facoltà assunzionali per gli enti sottoposti al PSI,per il quinquennio Per quanto riguarda il regime delle deroghe vengono escluse le spese sostenute dai comuni per interventi di edilizia scolastica42 nei limiti di 122 milioni annui nel biennio 2014 e Inoltre, per il solo 2014, è stato previsto un ulteriore alleggerimento per 250 milioni a sostegno dei pagamenti in conto capitale connessi alla realizzazione di opere
98 pubbliche già progettate e in corso di realizzazione o per le quali si possa prevedere un rapido avvio dei lavori, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri43. Infine, è prevista l'esclusione dai vincoli del Patto dei pagamenti di debiti di parte capitale maturati al 31 dicembre 2013, nel limite di 200 milioni nel 2014 e 100 milioni nel Per le sole Regioni negli anni sono escluse le spese per la realizzazione degli interventi di sviluppo dell'occupazione e delle attività economiche, di sviluppo industriale e di miglioramento ambientale", mentre per l'anno 2014 non si applicano alcune esclusioni previste dalla Legge di Stabilità 2014 e dalla normativa recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. In continuità con le azioni di razionalizzazione della spesa pubblica già intraprese, il programma di razionalizzazione predisposto dal Commissario lo scorso agosto dovrà essere reso operativo e vincolante per gli enti locali all'interno del disegno di Legge di Stabilità per il 2015, anche ai fini di una sua traduzione nel prossimo PSI. Con la Legge di Stabilità 2015 sarà avviato il superamento dell'attuale assetto del Patto di Stabilità Interno, attraverso l'anticipo per gli enti territoriali dal 2016 al 2015 delle regole del pareggio di bilancio in Costituzione di cui all'articolo 9 della legge n. 243/
100 Sulla base di queste previsioni di carattere macro-economico nel DEF 2014 il Governo indica alcuni obiettivi relativi ai principali indicatori di finanza pubblica con riferimento al periodo A conclusione di questa parte di descrizione degli obiettivi individuati dal governo nel documento di programmazione nazionale, il DUP riporta, di seguito, le linee programmatiche del mandato per il Comune di Casalecchio di Reno

References: articolo 2
 art. 2
 art. 9
 art. 164
 articolo 3
 articolo 76
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 4
 art. 7
 art. 90
 art. 1
 art. 3
 art. 42
 art. 46
 art. 3
 art. 42
 ARTICOLO 162
 art. 36
 art. 20
 art. 9
 art. 6
 art. 12
 Art. 204
 art. 58
 art. 1