Source: http://comitatosilovoglio.blogspot.com/
Timestamp: 2018-07-18 15:50:16+00:00

Document:
precisazioni sull'assemblea del 5 marzo 2011
Confermo a tutti e tutte che l’assemblea del Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” è convocata per il giorno:
5 marzo 2011, dalle ore 10,30 alle 13,30
presso il CIG di Milano, Via Bezzecca 3
L’assemblea non prevede la sessione pubblica con invitati e giuristi, come precedentemente annunciato, ma solo la parte dedicata alla costituzione reale del Comitato stesso.
L’ordine del giorno dell’assemblea, quindi, è il seguente:
approvazione dello statuto del Comitato
discussione e approvazione del primo programma di attività
decisioni in merito alle cariche sociali
Sono invitate a partecipare tutte le associazioni che hanno già espresso la loro adesione.
Entro domani sera invio a tutti coloro che hanno già manifestato l’intenzione di aderire la bozza di statuto già parzialmente illustrata e discussa.
Per sapere come raggiungere la sede del CIG potete consultare questo indirizzo web: http://www.arcigaymilano.org/asso/chisiamo.asp
Pubblicato da Enzo Cucco a 01:16 Nessun commento:
5 marzo 2011, ore 9,30/16,30
Sala Bauer, Società Umanitaria,
ingresso Via Santa Barnaba 48, Milano
Sì, lo voglio!Il diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso in Italia: in attesa che il Parlamento decida, qual è il ruolo del diritto e della società
nella costruzione di questa riforma?
Pubblicato da Enzo Cucco a 00:35 Nessun commento:
La sentenza della Corte Costituzionale apre nuove prospettive di tutela
Pubblicato da Maurizio Cecconi a 15:45 1 commento:
Etichette: 138, 2010, corte costituzionale, gay, marco gattuso, matrimoni
INCAPACITA' DELLA POLITICA OBBLIGA INTERVENTO MAGISTRATURA.
Commento alla sentenza del tribunale californiano
che ha stabilito incostituzionalità del divieto alle nozze gay.
Secondo il giudice Walker, impedire agli omosessuali di sposarsi è discriminatorio. La Proposition 8, si legge nel pronunciamento, è "incostituzionale" e non fornisce al divieto "alcuna base razionale", ma si limita ad affermare perentoriamente che "le coppie eterosessuali sono superiori alle coppie omosessuali". "La sola disapprovazione morale è una base impropria per negare diritti a omosessuali e lesbiche", continua il giudice, che aggiunge: "è evidente che le concezioni morali e religiose sono l'unica base per credere che le coppie dello stesso sesso siano diverse da quelle eterosessuali". Come dire: uno stato di diritto non può farle proprie.
Walker, rilevando che l’opposizione ai matrimoni gay ha una forte motivazione religiosa, afferma di contro che "l'interesse di uno Stato nel momento in cui mette in atto una norma deve essere per sua stessa natura laico" e che "lo Stato non ha interesse nel rafforzare le credenze morali o religiose senza che ciò sia accompagnato da un proposito laico". Vietare i matrimoni gay è dunque "un artefatto di un tempo in cui i generi erano considerati come caratterizzati da diversi ruoli nella società e nel matrimonio", un tempo "che è passato", sottolinea Walker.
Ancora una volta - così come in Italia con la recente sentenza 138/2010 - l'incapacità della politica di legiferare laicamente a favore dell'uguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine di fronte alla legge, sancita dalla nostra Costituzione, ha obbligato la magistratura a intervenire.
Il successo del movimento lgbt californiano è una notizia che scalda i cuori di speranza e le mani di voglia di fare, perché la battaglia per la parità dei diritti riparte con slancio lì dov'era iniziata. E' proprio il caso di esclamare il celebre verso della canzone degli Eagles: “Welcome To The Hotel California”.
Pubblicato da Maurizio Cecconi a 13:47 Nessun commento:
MATRIMONIO GAY. PUBBLICATO COMMENTO
ALLA SENTENZA DELLA CONSULTA:
NON È NECESSARIA REVISIONE COSTITUZIONALE
La più prestigiosa rivista italiana del settore, “Famiglia e diritto”,
pubblica nel numero corrente 07/2010 un commento alla sentenza 138/2010
Pubblicato da Enzo Cucco a 23:59 Nessun commento:
Commento dell'avv. prof. Marilisa D’Amico
Ordinario di Diritto costituzionale, Università Statale di Milano
1. nell’impianto della decisione la lettura degli artt. 3 e 29 Cost., basata sull’assunto che l’originaria previsione dell’art. 29 Cost., pur conoscendo il fenomeno dell’omosessualità, ha inteso disciplinare soltanto il matrimonio fra persone eterosessuali, costituisce un punto molto debole del ragionamento. Sembra simile a quello che la Corte statuì, nella sentenza n. 421 del 1995, bocciando le cosiddette quote rosa; su quel principio sbagliato, la Corte è ritornata nella sentenza n. 49 del 2003, che costituisce una vera overruling. Similmente, nulla impedirebbe alla Corte, in futuro, di riconoscere la debolezza della sua interpretazione soltanto “storica” dell’art. 29 Cost. Con questo metro, allora, si sarebbe potuta dichiarare costituzionalmente illegittima anche la previsione del divorzio.
2. La stessa Corte costituzionale, basandosi sull’art. 2 Cost., e sull’art. 117 Cost. (reso più forte dalla recente sentenza della Corte costituzionale austriaca), ha riconosciuto non solo il valore costituzionale della “coppia omosessuale”, ma ha definito come necessario l’intervento del legislatore per una disciplina organica e si è riservata il diritto ad intervenire a correzione di tutte le specifiche violazioni di specifici diritti. Questa decisione costituisce un monito al legislatore molto forte: non si parla di facoltà, ma di necessità di intervento.
Il terreno, però, è oggetto di profonda evoluzione, come testimonia anche la recentissima decisione della Corte Europea (Schalk e Kopf v. Austria, del 24 giugno 2010). La Corte non si limita a rinviare genericamente alla politica, ma si ritaglia uno spazio di intervento dinnanzi a situazioni specifiche: questo rende il monito, a mio avviso, ancora più cogente.
Ascolta l'intervista a Marilisa D'Amico su Radio Radicale
Pubblicato da Maurizio Cecconi a 11:27 Nessun commento:
ARGENTINA, IL MATRIMONIO GAY E’ LEGGE.
ISTITUZIONI HANNO DELIBERATO LAICAMENTE,
NONOSTANTE LE INAUDITE PRESSIONI CLERICALI.
Enzo Cucco,Giuseppina La Delfa e Maurizio Cecconi, portavoci del Comitato,
in merito alla legge approvata questa notte dal Senato della Repubblica di Argentina.
Pubblicato da Enzo Cucco a 13:35 Nessun commento:

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