Source: http://win.gildavenezia.it/normativa/schede/scrutini-2013.htm
Timestamp: 2019-03-24 02:49:20+00:00

Document:
Guida agli scrutini finali di I e II grado
di Paolo Pizzo Orizzonte scuola, giugno 2013
Le più recenti circolari sulle valutazioni scritte e orali,
il valore dell'impreparato, l'utilizzo dei segni + , -, 1/2 dopo il voto numerico, l'apposizione della firma degli alunni nei programmi, congruo numero di verifiche.
La normativa di riferimento è richiamata dal DPR 122/09 (Regolamento sulla valutazione):
La valutazione è espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, secondo quanto previsto dall'articolo2, comma 4, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni.
La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l'individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo, anche in coerenza con l'obiettivo dell'apprendimento permanente di cui alla <<Strategia di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione>>, adottata dal Consiglio europeo con raccomandazione del 23 e 24 marzo 2000.
Le istituzioni scolastiche assicurano alle famiglie una informazione tempestiva circa il processo di apprendimento e la valutazione degli alunni effettuata nei diversi momenti del percorso scolastico, avvalendosi, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di riservatezza, anche degli strumenti offerti dalle moderne tecnologie.
I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione ai sensi dell'articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.
Per la scuola secondaria di II grado bisogna fare riferimento alle più recenti note ministeriali:
del 18 ottobre 2012 che affida alla delibera del Collegio dei docenti la possibilità di attribuire il voto unico, per ciascuna disciplina, nei corsi dei nuovi ordinamenti liceali, tecnici e professionali
L’UTILIZZO DEL “+ “ E DEL “-“ E DEL SEGNO “1/2” DOPO IL VOTO NUMERICO
È utile premettere che la valutazione è espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale.
L’utilizzo del “+ “ e del “-“ e del segno “1/2” dopo il voto numerico per la valutazione delle singole prove (scritte e orali) è, in linea di principio, ammissibile durante l’anno: se una delle prerogative della valutazione è quella della trasparenza, l’utilizzo di frazioni di voto o l’apposizione del +/- dopo il voto numerico può in alcuni casi rendere la valutazione più attendibile ed esatta.
La scelta del docente di utilizzare il “+” o il “-“ e il segno “1/2” dopo il voto numerico per la valutazione delle prove è dunque legittima in quanto risponde al principio della libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale di cui all’art. 33 della Costituzione e all’art. 1 del D.Lgs 297/94.
Si può essere d’accordo o meno su questa pratica adottata dai docenti e ormai diffusa in molte scuole, ma dal punto di vista normativo non c’è nessun divieto.
Ciò che è importante è che in sede di scrutinio finale il docente effettui la proposta di voto in decimi con voto intero.
IL VALORE DELL’”IMPREPARATO”
Il docente può assegnare l’“impreparato” per le interrogazioni orali anche se questi non si configura propriamente come un voto.
Ciò però a condizione che sia previsto a livello d’istituto o di programmazione annuale e che gli allievi siano a conoscenza della possibile assegnazione.
Ogni voto che il docente attribuisce, compreso quindi l’“impreparato” (se previsto), dev’essere corredato da un’apposita legenda che ne “spieghi” il valore e ne traccia i criteri.
Il Collegio dei docenti ha quindi l’obbligo di occuparsi di questa materia.
I criteri devono essere fissati dall’istituzione scolastica di servizio e la valutazione dev’essere il più possibile equa, uniforme e trasparente nei confronti di tutti gli allievi.
L’assegnazione dell’ “impreparato” può quindi essere previsto ma dev’essere “spiegato” nel suo valore, cioè dev’essere chiaro il suo “peso” nel processo valutativo di un allievo.
L’APPOSIZIONE DELLA FIRMA DEGLI ALLIEVI (O DEI RAPPRESENTANTI DI CLASSE) SULLE VERIFICHE O SUL PROGRAMMA FINALE PRESENTATO DAL DOCENTE
Vi è un prassi diffusa nelle scuole che è quella di far firmare agli allievi il programma finale (compreso quello degli Esami di I e II grado) pensando che tale firma lo convalidi o lo renda immune da eventuali “contestazioni”.
Per i programmi degli Esami di Stato di II grado si invoca addirittura l’obbligatorietà!
Noi precisiamo che non esiste una norma che supporti tutto questo.
IL DOCENTE PROPONE IL VOTO ANCHE IN BASE AL “CONGRUO NUMERO DI INTERROGAZIONI E DI ESERCIZI SCRITTI”
Gli scrutini finali devono svolgersi dopo il termine delle lezioni.
Il valore dei "prescrutini". Chi presiede lo scrutinio
Orizzonte Scuola vi propone delle guide per il corretto svolgimento degli scrutini finali di I e II grado. Gli scrutini possono essere svolti dopo la data, fissata a livello regionale, di termine delle lezioni. Gli scrutini richiedono il "collegio perfetto", cioè la presenza di tutti i componenti del consiglio di classe. I "prescrutini" sono un semplice consiglio di classe, di monitoraggio della situazione. A chi spetta presiedere la riunione dello scrutinio.
L’art. 193/1 del D.Lgs. n. 297/1994 prescrive che “I voti di profitto e di condotta degli alunni, ai fini della promozione alle classi successive alla prima, sono deliberati dal consiglio di classe al termine delle lezioni, con la sola presenza dei docenti”.
Gli scrutini possono essere svolti solo dopo il termine delle lezioni. Non riteniamo quindi legittimo che siano anticipati prima di tale termine.
Ricordiamo inoltre che la recente nota n. 5400 del 30 maggio 2013 del MIUR che riguarda i contratti di proroga per i supplenti che arrivano al termine delle lezioni, dà per scontato il fatto che gli scrutini siano svolti solo dopo tale termine.
Le note, infatti, si riferiscono al contratto del supplente, originariamente previsto FINO AL TERMINE DELLE LEZIONI, PROLUNGATO fino al termine delle operazioni di scrutinio o di esami (diversi da quelli di maturità) del mese di giugno cui ha titolo a partecipare il supplente.
Come sarebbe possibile una proroga contrattuale oltre il termine delle lezioni se le stese terminano il 12 giugno ma gli scrutini si svolgono il 10 o l’11?
Anticipare gli scrutini penalizzerebbe i supplenti che appellandosi alle note ministeriali e al D.Lgs. n. 297/1994 potrebbero rivendicare, e a ragione, il diritto alla proroga e quindi il fatto che gli scrutini debbano obbligatoriamente essere svolti solo dopo il termine delle lezioni.
I PRESCRUTINI
I cosiddetti “prescrutini” non esistono nel nostro ordinamento e non sono quindi equiparati agli scrutini. Quest’ultimi, infatti, sono gli unici che richiedono il “collegio perfetto” e quindi la presenza di tutti i componenti del consiglio di classe e l’obbligo da parte del Dirigente di sostituire l’eventuale docente assente.
L’art. 28 comma 4 del CCNL/2007 prevede che il piano annuale delle attività venga predisposto dal dirigente e deliberato dal collegio dei docenti.
Anche le date degli scrutini finali rientrano nel piano delle attività e quindi devono essere calendarizzati.
La stessa cosa vale per qualsiasi altro impegno collegiale compresi i “prescrutini”.
Per tali motivi i prescrutini sono considerati come “normali” attività funzionali all’insegnamento e di conseguenza è obbligatorio che siano previsti nel piano annuale delle attività e rientrino nelle 40 ore previste dal Contratto (consigli di classe).
È altresì escluso che durante i “prescrutini” possano essere prese delle decisioni definitive rispetto all’ammissione o non ammissione degli allievi alle classi successive o agli esami perché queste spettano solo ed esclusivamente in sede di scrutinio finale.
I “prescrutini” non solo altro che una pratica molto diffusa nelle scuole per cercare di “anticipare”, per motivi di tempo, tutte le decisioni che comunque andranno ratificate in sede di scrutinio finale da svolgersi solo dopo il termine delle lezioni.
Pertanto, sono legittimi ma solo a condizione che siano previsti nel piano delle attività, che rientrino quindi nelle 40 ore dei consigli di classe e che non si prendano in tali sedi delle decisioni definitive le quali, come detto, possono essere prese solo in sede di scrutinio finale.
IL CONSIGLIO DI CLASSE IN SEDE DI SCRUTINIO FINALE OPERA COME “COLLEGIO PERFETTO”
A differenza dei “normali” consigli di classe che si svolgono durante l’anno, quello riunito per lo scrutinio finale si configura come un organo collegiale giudicante perfetto che esige la presenza di tutti i suoi componenti (con la sola presenza dei docenti) per la validità delle deliberazioni da assumere.
TAR Lazio - Sez. III – bis- Sentenza n. 31634/2010: “Il dirigente scolastico può delegare la presidenza del Consiglio ad un Docente che faccia parte dello stesso Organo collegiale. La delega a presiedere il Consiglio deve risultare da provvedimento scritto (è sufficiente l’indicazione anche nell’atto di convocazione dell’Organo) e deve essere inserita a verbale”.
LA PARTECIPAZIONE DEI DOCENTI AI LAVORI DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Le ore di partecipazione ai lavori di scrutinio non rientrano nelle 40 ore per i CdC. Il docente che partecipa agli scrutini finali in sostituzione di colleghi assenti deve essere retribuito. Il docente di approfondimento in materie letterarie, il docente di Cittadinanza e Costituzione, il docente di sostegno, il docente ITP, il docente conversatore in lingua straniera, l'insegnante di religione cattolica, l'insegnante di alternativa alla religione cattolica.
LE ORE PER LA PARTECIPAZIONE AI LAVORI DI SCRUTINIO NON RIENTRANO NELLE 40 ORE PER I CDC
La partecipazione agli scrutini finali è per il docente un obbligo di servizio e quindi non rientra nel computo delle ore (fino a 40 annue) di cui all’art. 29/3 del CCNL/2007. È infatti un’attività dovuta.
IL DOCENTE CHE PARTECIPA AGLI SCRUTINI FINALI NON DELLA PROPRIA CLASSE, IN SOSTITUZIONE DI COLLEGHI ASSENTI, DEV’ESSERE RETRIBUITO
Si tratta di una sostituzione a tutti gli effetti in quanto gli scrutini non sono relativi alla classe assegnata al docente.
Ai sensi dell'art. 29, comma 3, del CCNL/2007, le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:
Se quindi un docente è nominato dal Dirigente in sostituzione di colleghi assenti per lo svolgimento degli scrutini, non della propria classe, a lui spetta il compenso per attività aggiuntive funzionali all’insegnamento - a carico del fondo di istituto - di cui all'art. 88 comma 2 lett. d) del CCNL/2007.
È utile premettere che l’attività di approfondimento in materie letterarie, nell'art. 5 del D.P.R. 89/2009 è inserita nel quadro orario del curricolo obbligatorio (scuola di I grado).
Si attendono dal 2009 chiarimenti ministeriali per ciò che invece riguarda la partecipazione del docente di approfondimento agli esami di stato (se docente di una classe terza).
La decisione è stata infatti lasciata negli ultimi anni agli USR o addirittura alle singole scuole.
Gradiremmo quindi un chiarimento ministeriale che definisca la questione.
L’art. 8 comma 14 dell’O.M. n. 13/2013 (esami di stato II grado) infatti afferma:
“partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico i docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica- Detti docenti si esprimono sull’interesse manifestato e sul profitto raggiunto limitatamente agli alunni che abbiano seguito tali attività”.
Più in generale siamo del parere che negli scrutini di I e II grado bisognerà effettuare un’analogia con il docente di religione cattolica, compreso quindi l’utilizzo della stessa scala valutativa e della scheda a parte che andrà allegata al documento di valutazione (ovviamente limitatamente agli alunni che abbiano seguito tali attività).
La non ammissione dell’allievo
alla classe successiva o all’esame e la verbalizzazione
Come regolare l'ammissione alla classe successiva, l'ammissione agli Esami di Stato, il 5 in condotta, le assenze, il "non classificato", l'ammissione/non ammissione dell'allievo disabile, la verbalizzazione.
Legge n. 169/2008 art. 3/3“...sono ammessi alla classe successiva [...] gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline”.
Scuola di II grado:
Art.4/5 DPR 122/09 “Sono ammessi alla classe successiva gli alunni che in sede di scrutinio finale conseguono un voto di comportamento non inferiore a sei decimi e [...] una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente.”
art. 3/2del DPR 122/09:“ L’ammissione all’esame di Stato [...] è disposta [...] nei confronti dell’alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi.”
Art. 6/1 del DPR 122/09 “ Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all’esame di Stato”.
L’art. 7, commi 2 e 3 del DPR 122/09: “La valutazione del comportamento con voto inferiore a sei decimi in sede di scrutinio intermedio o finale è decisa dal consiglio di classe nei confronti dell’alunno cui sia stata precedentemente irrogata una sanzione disciplinare ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 e successive modificazioni, e al quale si possa attribuire la responsabilità, nei contesti di cui al comma 1 dell’articolo 2 del decreto legge, dei comportamenti:
Art 11/1 D.Lgs n. 59/2009: “Ai fini della validità dell'anno, per la valutazione degli allievi è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 10. Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite ”.
Art. 14/7 del DPR 122/2009:
Ogni docente propone il voto ma tutte le decisioni sono di competenza del consiglio di classe e non del singolo docente.
PARTICOLARI SITUAZIONI CHE POTREBBE AFFRONTARE IL CONSIGLIO DI CLASSE
Come detto tutti i voti dei docenti si intendono “proposti” e tutte le decisioni sono assunte dal consiglio di classe a maggioranza.
Le proposte di voto dei singoli docenti, dunque, se motivatamente e ragionatamente contestate, devono seguire l’iter ordinario del processo di formazione delle decisioni collegiali.
Giova ricordare che in caso di deliberazioni da assumere a maggioranza non è ammessa l’astensione. Tutti i docenti devono votare compreso il presidente il cui voto prevale in caso di parità (art. 37/3 DLgs 297/94).
Nel caso in cui l'ammissione alla classe successiva sia comunque deliberata in presenza di carenze relativamente al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, la scuola provvede ad inserire una specifica nota al riguardo nel documento individuale di valutazione ed a trasmettere quest'ultimo alla famiglia dell'alunno.
Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospende il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più discipline, senza riportare immediatamente un giudizio di non promozione. A conclusione dello scrutinio, l'esito relativo a tutte le discipline e' comunicato alle famiglie. A conclusione degli interventi didattici programmati per il recupero delle carenze rilevate, il consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, previo accertamento del recupero delle carenze formative da effettuarsi entro la fine del medesimo anno scolastico e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, procede alla verifica dei risultati conseguiti dall'alunno e alla formulazione del giudizio finale che, in caso di esito positivo, comporta l'ammissione alla frequenza della classe successiva e l'attribuzione del credito scolastico
L’ ASSEGNAZIONE DEL “NON CLASSIFICATO” IN SEDE DI SCRUTINIO FINALE
Risposta: “Il Consiglio di classe, in sede di scrutinio finale, esaminerà attentamente le motivazioni poste alla base delle proposte di non classificazione in qualche disciplina; dopo aver considerato tutti gli elementi a disposizione delibererà se procedere o meno alla valutazione dell'alunno in questione in tutte le discipline. In caso affermativo, sulla base degli elementi di valutazione a disposizione del Consiglio di classe, l'allievo sarà valutato e potrà sostenere l'esame di Stato”.
L’AMMISSIONE/NON AMMISSIONE DELL’ALLIEVO DISABILE
È utile premettere che i parere dei genitori dell’allievo o del GLH non possono in nessun caso essere determinanti. La competenza dell’ammissione alla classe successiva o all’esame è esclusiva del Consiglio di classe, con la presenza della sola componente docente.
Si escludono quindi pareri determinanti dei genitori o del GLH.
Riportiamo a questo proposito un interessante passo della nota Prot. n. 1075/C27 dell’USR della Liguria del 21.2.2011 che ha per oggetto “La continuità educativa a favore degli alunni disabili”:
“…Nel caso di alunni con esigenze educative particolari, si ricorda che nulla vieta che il PEI possa prevedere un percorso fortemente individualizzato, senza che questo comporti la necessità di
rallentare o posticipare l’avvio del percorso scolastico. Analoga attenzione deve essere posta alla regolarità e fluidità del percorso scolastico, che deve consentire, anche agli alunni disabili, di poter usufruire di tutte le opportunità che il sistema scolastico e formativo offrono. Con ciò non si esclude la possibilità di ripetenza, ma pare opportuno ricordare che la promozione o meno dell’alunno, sia pure disabile, è competenza esclusiva degli organi collegiali nella sola componente docente.
L’alunno sarà valutato in riferimento non ad obiettivi standard, ma agli obiettivi didattici previsti espressamente per lui nel PEI. Non si ritiene che l’alunno possa essere respinto qualora nella definizione degli obiettivi del PEI siano state fissate mete non raggiungibili per l’alunno stesso.
La valutazione, e quindi l’esito scolastico, non può essere condizionato da considerazioni e pregiudizi rispetto all’idoneità o meno della struttura di futura frequenza.”
Ciò vale sia per gli scrutini di I che di II grado e indifferentemente per l’ammissione/non ammissione alla classe successiva o all’esame di stato .
LA VERBALIZZAZIONE: L’ATTO PIÙ IMPORTANTE
Il verbale è il documento che attesta l’iter attraverso il quale si è formata la volontà degli Organi Collegiali all’interno dell’istituzione scolastica.
In sede di scrutinio finale il verbale è il documento più importante del Consiglio di classe e va redatto in modo dettagliato e scrupoloso in quanto è l’unico documento che fa fede dello svolgimento dell’adunanza e delle deliberazioni assunte dall’Organo Collegiale.
Il processo verbale si compone di tre parti:
1. La “formale”, con la quale si dà conto dell’adempimento delle prescrizioni dirette ad assicurare la legalità dell’assemblea e delle sue deliberazioni;
2. La “espositiva”, nella quale si compendiano i discorsi tenuti nella riunione e costituenti la motivazione della deliberazione;
3. La “delibera”, ovvero la decisione assunta sugli argomenti sottoposti al suo esame.
È firmato dal segretario e dal Presidente del Consiglio di classe.
Ricordiamo che la funzione di segretario e quella di presidente non possono essere svolte dalla stessa persona.
Giova inoltre ricordare che lo scrutinio finale costituisce un provvedimento amministrativo e come tale è sottoposto al regime della trasparenza e dell’’accesso, con possibilità di contenzioso (Legge 241/91).
Il giudizio del Consiglio di classe è insindacabile nella sostanza. Potrebbe esserlo per vizi di forma con ricorso al TAR.
Le deliberazioni che si assumono in sede di scrutinio finale devono quindi essere prive dei “vizi” tipici dell’atto amministrativo.
Per tali motivi la redazione del verbale deve essere effettuata in modo scrupoloso, preciso ed esaustivo e nel caso bisognerà assumere una decisione a maggioranza (ammissione-non ammissione alla classe successiva o all’esame) il segretario verbalizzante dovrà riportare all’interno del verbale anche i nominativi dei docenti favorevoli o contrari ed eventuali giudizi motivati degli stessi.
Nel caso di una non ammissione di uno o più allievi alla classe successiva o all’esame si consiglia altresì di redigere una relazione del consiglio di classe da allegare al verbale sulle motivazioni della non ammissione. In tale relazione si metteranno in risalto le carenze di apprendimento nelle varie materie; eventuali elementi del comportamento osservati e rilevati in corso d’anno dai diversi docenti in relazione al mancato rispetto degli impegni scolastici, dello studio, mancanza di autonomia, del rispetto delle regole ecc. (eventuali sospensioni, note ecc.). Si potranno altresì evidenziare eventuali strategie di recupero messe in atto dai docenti e/o eventuali convocazioni delle famiglie per mettere al corrente lo scarso rendimento scolastico del figlio ecc.
La relazione, quindi, rispettando la reale condizione dell’allievo dovrà concludersi evidenziando la mancanza di competenze e conoscenze tali da pregiudicare un regolare percorso di apprendimento nella classe successiva (o comunque un’ammissione all’esame di stato).
Più le motivazioni alla base della non ammissione saranno chiare più il consiglio di classe (da non intendere come “singoli docenti”!) sarà al riparo da eventuali contenziosi.
Ciò vale per sia per gli scrutini di I che di II grado e indifferentemente per l’ammissione/non ammissione alla classe successiva o all’esame di stato .

References: Sentenza 
 art. 3

Art.4

art. 3

Art. 6

Art. 14