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Timestamp: 2016-09-27 11:25:23+00:00

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Profili giuridici dellacorrispondenza elettronica e tutela della riservatezza (Avv. Carlo Prisco) 2.
Diritto alla riservatezza dellacorrispondenza: elettronica vs.cartacea1) Il caso2) La sentenza della Corte di Cassazione3) Le differenze e le similitudini tra posta cartacea ed elettronica4) Il diritto alla riservatezza5) Soluzioni all’uso dell’email aziendale Avv. Carlo Prisco 3.
1) Il casoCon la sentenza impugnata il Tribunale diTorino, sezione di Chivasso, ha proscioltoT.G. perchè il fatto non sussistedallimputazione di avere abusivamentepreso cognizione della corrispondenzainformatica aziendale della dipendente M. R.,licenziata poi sulla base delle informazionicosì acquisite. Avv. Carlo Prisco 4.
Allesito del dibattimento il Tribunale diChivasso assolveva, ritenendo che mancasselelemento oggettivo del reato, costituitodallaltruità della corrispondenza, dato che imessaggi inviati tramite l‘e-mail aziendale dellavoratore rientrano "nel normale scambio dicorrispondenza che limpresa intrattiene nellosvolgimento della propria attività organizzativae produttiva e, pertanto, devono ritenersirelativi a questultima, materialmenteimmedesimata nelle persone che sonosottoposte alle singole funzioni". Avv. Carlo Prisco 5.
Ancora il Tribunale ritiene che, ancheammessa lassimilazione della posta elettronicaa quella tradizionale, non sia possibile invocareun principio generale di segretezza nel caso incui il lavoratore utilizzi lo strumento per finiprivati, ossia extra lavorativi, dato che"giammai un uso illecito di uno strumento dilavoro può consentire di attribuire alcun dirittoa colui che tale illecito commette“. Avv. Carlo Prisco 6.
In conclusione, secondo il Tribunale, nonconfigura il reato di violazione dicorrispondenza la condotta del datore di lavoroche acceda ad una casella di posta elettronicaattribuita al dipendente per sole ragioni diservizio e legga i messaggi che lì sonocontenuti Avv. Carlo Prisco 7.
Ricorre per Cassazione il pubblico ministero ededuce violazione dellart. 616 c.p.,lamentando che il giudice del merito si siafondato sullerroneo presupposto dellarilevanza della proprietà aziendale del mezzodi comunicazione violato, senza considerare ilprofilo funzionale della destinazione del mezzotelematico non solo al lavoro ma anche allacomunicazione, tutelata dallart. 15 Cost. Avv. Carlo Prisco 8.
Art. 616 c.p.Violazione, sottrazione e soppressione dicorrispondenzaChiunque prende cognizione del contenuto diuna corrispondenza chiusa, a lui non diretta,ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere odi farne da altri prendere cognizione, unacorrispondenza chiusa o aperta, a lui nondiretta, ovvero, in tutto o in parte, la distruggeo sopprime, e punito, se il fatto non epreveduto come reato da altra disposizione dilegge, con la reclusione fino a un anno o conla multa da lire sessantamila a un milione. Avv. Carlo Prisco 9.
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, intutto o in parte, il contenuto dellacorrispondenza, e punito, se dal fatto derivanocumento ed il fatto medesimo noncostituisce un piu grave reato, con lareclusione fino a tre anni.Il delitto e punibile a querela della personaoffesa.Agli effetti delle disposizioni di questa sezione,per "corrispondenza" si intende quellaepistolare, telegrafica, telefonica, informatica otelematica ovvero effettuata con ogni altraforma di comunicazione a distanza. Avv. Carlo Prisco 10.
2) La sentenza Cass. Pen. Sez. V,n. 47096/07Lart. 616 c.p., comma 1 punisce "chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime". Sicchè, quando non vi sia sottrazione o distrazione, Avv. Carlo Prisco 11.
la condotta di chi si limita a "prenderecognizione" è punibile solo se riguarda"corrispondenza chiusa". Chi "prendecognizione" di "corrispondenza aperta" èpunito solo se labbia a tale scoposottratta al destinatario ovvero distrattadalla sua destinazione. Avv. Carlo Prisco 12.
Ciò posto, e indiscussa lestensione dellatutela anche alla corrispondenza informatica otelematica (art. 616 c.p., comma 4), devetuttavia ritenersi che tale corrispondenzapossa essere qualificata come "chiusa" solonei confronti dei soggetti che non sianolegittimati allaccesso ai sistemi informatici diinvio o di ricezione dei singoli messaggi Avv. Carlo Prisco 13.
Infatti, diversamente da quanto avviene perla corrispondenza cartacea, di regolaaccessibile solo al destinatario, è appunto lalegittimazione alluso del sistema informaticoo telematico che abilita alla conoscenza delleinformazioni in esso custodite. Sicchè talelegittimazione può dipendere non solo dallaproprietà, ma soprattutto dalle norme cheregolano luso degli impianti. Avv. Carlo Prisco 14.
E quando in particolare il sistema telematicosia protetto da una password, deve ritenersiche la corrispondenza in esso custodita sialecitamente conoscibile da parte di tutti coloroche legittimamente dispongano della chiaveinformatica di accesso. Anche quando lalegittimazione allaccesso sia condizionata,leventuale violazione di tali condizioni puòrilevare sotto altri profili, ma non può valere aqualificare la corrispondenza come "chiusa"anche nei confronti di chi sin dallorigine abbiaun ordinario titolo di accesso. Avv. Carlo Prisco 15.
Nel caso in esame è indiscusso, e ne da attolo stesso ricorrente, che le password poste aprotezione dei computer e dellacorrispondenza di ciascun dipendentedovevano essere a conoscenza anchedellorganizzazione aziendale, essendoneprescritta la comunicazione, sia pure in bustachiusa, al superiore gerarchico, legittimato autilizzarla per accedere al computer anche perla mera assenza dellutilizzatore abituale. Avv. Carlo Prisco 16.
Ne consegue che del tutto lecitamente T.G.prese cognizione della corrispondenzainformatica aziendale della sua dipendente,utilizzando la chiave di accesso di cuilegittimamente disponeva, come noto allastessa M.R. Infatti, secondo le prescrizioni delprovvedimento del Garante per la protezionedei dati personali n. 13 dell1 marzo 2007, idirigenti dellazienda accedono legittimamenteai computer in dotazione ai propri dipendenti,quando delle condizioni di tale accesso siastata loro data piena informazione. Avv. Carlo Prisco 17.
Nel caso in esame è indiscusso, e ne da attolo stesso ricorrente, che le password poste aprotezione dei computer e dellacorrispondenza di ciascun dipendentedovevano essere a conoscenza anchedellorganizzazione aziendale, essendoneprescritta la comunicazione, sia pure in bustachiusa, al superiore gerarchico, legittimato autilizzarla per accedere al computer anche perla mera assenza dellutilizzatore abituale. Avv. Carlo Prisco 18.
3) Differenze e similitudini tra postaelettronica e cartacea A seguito dell’emanazione della legge 547/93 l’oggetto materiale del reato di cui allarticolo 616 del codice penale prevede anche la corrispondenza "informatica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza” Avv. Carlo Prisco 19.
La posta elettronica, a differenza di quellacartacea, viaggia attraverso server messi adisposizione dai fornitori dei servizi, ed è daquesti conoscibile.L’utilizzo di sistemi di crittografia rende imessaggi di posta elettronica non intellegibilida altri all’infuori del mittente e deldestinatario Avv. Carlo Prisco 20.
La Corte ritiene ravvisabile una distinzione traposta cartacea, la cui conoscenza è rimessaesclusivamente al destinatario, e postaelettronica, cui potrebbero avere accessoanche terzi, in quanto legittimati ad utilizzareil sistema informatico o telematico sul qualequesta si basa. Avv. Carlo Prisco 21.
Secondo tale impostazione la Corte sostieneche la posta elettronica può considerarsi"chiusa" ma non nei confronti di quei soggettiche godano del diritto di accedere ai server diposta. Avv. Carlo Prisco 22.
L’utilizzo di sistemi di crittografia, quali quellia chiave asimmetrica, rende in tutto e pertutto equiparabile la corrispondenzaelettronica a quella cartacea, in quanto nonconoscibile nemmeno dagli operatori cheintervengono nel passaggio da mittente adestinatario.Anche nel caso di utilizzo di sistemicrittografici, comunque, il datore di lavoro cheabbia diritto di accedere al pc del dipendentepotrebbe legittimamente conoscere ilcontenuto della corrispondenza elettronica. Avv. Carlo Prisco 23.
4) Il diritto alla riservatezzaSecondo le asserzioni del reclamante, MarshS.p.A. avrebbe raccolto dati personali a luiriferiti in assenza della prescritta informativa(art. 13 del Codice).Per confutare la tesi avversaria la società hadepositato la dichiarazione di consensodellinteressato al trattamento dei datipersonali, reso a seguito dellappositainformativa della società al reclamante perfinalità di gestione del rapporto di lavoro ingenerale. Avv. Carlo Prisco 24.
Giova rilevare, al riguardo, che il Codice inmateria di protezione dei dati personaliconsidera valido il consenso solo se questo èmanifestato in relazione a un trattamento"chiaramente" individuato (art. 23, comma 3).Dalle risultanze istruttorie non risultanoinvece, elementi atti a comprovare lapuntuale conoscenza, da partedellinteressato, delle finalità e modalità dellaraccolta della corrispondenza a lui riferita. Avv. Carlo Prisco 25.
Ne consegue che, allo stato, il consensoprestato dal reclamante per finalità digestione del rapporto di lavoro non puòessere ritenuto riferibile anche al trattamentoin esame; né, peraltro, risulta provato chelinteressato sia stato effettivamenteinformato in ordine allacquisizione delle e-mail a lui relative. Avv. Carlo Prisco 26.
A tale ultimo proposito, va rilevato che questaAutorità si è espressa più volte sulla necessitàdi informare "chiaramente" gli interessati inordine alla possibilità (nonché alle finalità emodalità) di controlli preordinati alla verificadel corretto utilizzo degli strumenti aziendali(cfr. Provv. del 2 febbraio 2006; Provv. 18maggio 2006, cit.; da ultimo, v. le Linee guidasu internet e posta elettronica); sì che, anchenel caso di specie, lomessa informativa daparte della società non può che riverberare ipropri effetti in termini di liceità deltrattamento. Avv. Carlo Prisco 27.
5) Soluzioni all’uso dell’email aziendaleIl provvedimento n. 13 dell’1/3/07 del Garante della Privacy5.2 b) Posta elettronica Il contenuto dei messaggi di posta elettronica –come pure i dati esteriori delle comunicazioni e i file allegati– riguardano forme di corrispondenza assistite da garanzie di segretezza tutelate anche costituzionalmente, la cui ratio risiede nel proteggere il nucleo essenziale della dignità umana e il pieno sviluppo della personalità Avv. Carlo Prisco 28.
nelle formazioni sociali; unulteriore protezionederiva dalle norme penali a tuteladellinviolabilità dei segreti (artt. 2 e 15 Cost.;Corte cost. 17 luglio 1998, n. 281 e 11 marzo1993, n. 81; art. 616, quarto comma, c.p.; art.49 Codice dellamministrazione digitale). (14)Tuttavia, con specifico riferimento allimpiegodella posta elettronica nel contesto lavorativo ein ragione della veste esteriore attribuitaallindirizzo di posta elettronica nei singoli casi,può risultare dubbio se il lavoratore, in qualitàdi destinatario o mittente, utilizzi la postaelettronica operando quale espressione Avv. Carlo Prisco 29.
dellorganizzazione datoriale o ne faccia un usopersonale pur operando in una strutturalavorativa.La mancata esplicitazione di una policy alriguardo può determinare anche una legittimaaspettativa del lavoratore, o di terzi, diconfidenzialità rispetto ad alcune forme dicomunicazione.Tali incertezze si riverberano sullaqualificazione, in termini di liceità, delcomportamento del datore di lavoro cheintenda apprendere il contenuto di messaggi Avv. Carlo Prisco 30.
inviati allindirizzo di posta elettronica usato dallavoratore (posta "in entrata") o di quelli inviatida questultimo (posta "in uscita").É quindi particolarmente opportuno che siadottino accorgimenti anche per prevenireeventuali trattamenti in violazione dei principi dipertinenza e non eccedenza. Si tratta disoluzioni che possono risultare utili percontemperare le esigenze di ordinatosvolgimento dellattività lavorativa con laprevenzione di inutili intrusioni nella sferapersonale dei lavoratori, nonché violazioni delladisciplina sulleventuale segretezza dellacorrispondenza. Avv. Carlo Prisco 31.
In conclusione:l’uso dell’email aziendale è consentito ancheper finalità personali e, in tale contesto,determina il diritto alla riservatezza dellavoratore.L’adozione di policy aziendali è essenziale alfine di garantire il rispetto dei diritti dellavoratore e, al contempo, consentire al datoredi lavoro, di effettuare controlli e/o limitarel’utilizzo dello strumento aziendale. Avv. Carlo Prisco Recommended

References: sentenza 
 sentenza 

Art. 616
 sentenza 
 provvedimento n. 
 art. 616
 art.49