Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2015/10/27/05/comunic.htm
Timestamp: 2020-05-28 22:28:18+00:00

Document:
﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 27 ottobre 2015
Martedì 27 ottobre 2015. — Presidenza del presidente Francesco BOCCIA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Paola De Micheli.
C. 3194-A Governo, approvato dal Senato.
La Commissione inizia l'esame del fascicolo n. 6 degli emendamenti riferiti al provvedimento in oggetto.
Mauro GUERRA, relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso in data odierna il fascicolo n. 6 degli emendamenti, che contiene ulteriori proposte emendative rispetto al fascicolo n. 2, sul quale la Commissione si è espressa nella seduta del 14 ottobre 2015, tra le quali due subemendamenti all'emendamento Braga 1.819, ovvero i subemendamenti Braga 0.1.819.1 e 0.1.819.2.
Prima di passare all'esame dei predetti subemendamenti ricorda che l'emendamento Braga 1.819 prevede che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di riordino, siano abrogate le disposizioni in materia di sistema di garanzia globale di esecuzione previste dagli articoli 129, comma 3, e 176, comma 18, del Codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006. Evidenzia inoltre che lo stesso emendamento specifica, in primo luogo, che dalla data di entrata in vigore della legge delega fino alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di riordino, ovvero dalla data individuata dallo stesso decreto di riordino, venga sospesa l'applicazione delle predette disposizioni del Codice dei contratti pubblici, in secondo luogo, che non sarà possibile applicare, nel medesimo periodo, agli affidamenti la previsione di cui all'articolo 113, comma 3, del Codice dei contratti pubblici, in materia di svincolo progressivo della garanzia fideiussoria. Ricorda altresì che, nella seduta del 14 ottobre 2015, la Commissione, in merito al citato emendamento, acquisiti i chiarimenti del rappresentante del Governo, ha espresso parere contrario in quanto si è ritenuto che l'emendamento fosse suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura. In particolare, il rappresentante del Governo aveva rilevato che «la proposta emendativa, escludendo l'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti il sistema di garanzia globale già dall'entrata in vigore della legge delega, verrebbe a determinare, fino al momento di adozione del nuovo Codice e del relativo regolamento – cui è demandata la revisione del sistema di garanzia – un vuoto normativo in tale ambito, esponendo le amministrazioni aggiudicatrici al rischio di ingenti oneri connessi all'eventuale mancato adempimento dei contratti e all'impossibilità di completamento dell'esecuzione dei lavori medio tempore aggiudicati».
Ritiene tuttavia necessario rilevare che, a un più approfondito esame della proposta emendativa, è emerso che, ai sensi dell'articolo 357, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, recante Regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice dei contratti pubblici, era previsto che le disposizioni in materia di sistema di garanzia globale si applicassero ai bandi o avvisi di gara pubblicati a partire dall'8 giugno 2012. Il termine è stato poi prorogato di un anno dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 73 del 2012 e, infine, dall'articolo 21 del decreto-legge n. 69 del 2013, fino al 30 giugno 2014. Peraltro, nelle relazioni illustrative e tecniche allegate ai disegni di legge di conversione dei citati decreti-legge (A.S. 3349 della XVI legislatura e A.C. 1248 della legislatura in corso), si faceva presente che il differimento dell'operatività della garanzia globale di esecuzione (project bond) coinvolge il sistema delle imprese, delle banche e delle assicurazioni, non incidendo invece sul committente pubblico. Pertanto la medesima proroga non comporta una riduzione del livello di garanzia della pubblica amministrazione negli appalti, considerato che nel periodo di proroga si mantiene comunque lo stesso livello di garanzia, attraverso le forme di garanzia già previste dal Codice dei contratti pubblici (cauzione definitiva, garanzia a copertura dei rischi di esecuzione e polizza decennale). Per tali ragioni si riteneva che la stessa proroga non comportasse nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Tutto ciò premesso, invita inoltre a considerare che l'emendamento in esame prevede, contestualmente alla sospensione dell'applicazione delle disposizioni in materia di sistema di garanzia globale, la disapplicazione di quelle in materia di progressivo svincolo della garanzia fideiussoria Pag. 76in funzione dell'avanzamento dei lavori. Tale disapplicazione nel caso specifico appare quanto mai opportuna, giacché la sospensione dell'applicazione della citata disciplina in materia di garanzia globale potrebbe riguardare un periodo più o meno lungo a seconda del momento in cui sarà emanato il decreto di riordino (non è possibile infatti escludere a priori che il termine per l'esercizio delle deleghe non venga successivamente differito) o a seconda della data indicata dallo stesso decreto di riordino.
Tutto ciò considerato, pertanto, segnala che l'emendamento non sembrerebbe presentare profili problematici dal punto di vista finanziario e risulterebbe necessario revocare il parere già reso nella seduta del 14 ottobre 2015. Sul punto ritiene comunque necessario acquisire l'avviso del Governo.
Inoltre, in merito ai citati subemendamenti, rileva che il subemendamento Braga 0.1.819.1 tende a limitare il periodo di sospensione dell'applicazione delle disposizioni in materia di garanzia globale alla sola data di entrata in vigore del decreto di riordino, mentre il subemendamento Braga 0.1.819.2 è volto ad apportare al testo dell'emendamento modifiche di carattere meramente formale giacché chiarisce che la predetta sospensione si applica anche alle procedure i cui bandi siano stati pubblicati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, fermo restando che la riapertura dei termini per la presentazione delle offerte rimane limitata ai soli casi in cui non sia già intervenuta l'aggiudicazione provvisoria. Anche i citati subemendamenti pertanto, alla luce di quanto evidenziato con riferimento all'emendamento Braga 1.819, non sembrano presentare profili problematici dal punto di vista finanziario. In ogni caso, anche sui citati subemendamenti ritiene necessario acquisire l'avviso del Governo.
Segnala altresì che nel fascicolo n. 6 trasmesso dall'Assemblea sono contenuti anche gli identici emendamenti Matarrese 1.918 e Garofalo 1.920, di contenuto analogo all'emendamento Braga 1.819, per i quali valgono quindi le medesime considerazioni svolte per tale ultimo emendamento.
Rileva infine che le restanti proposte emendative contenute nel fascicolo n. 6, non comprese nel fascicolo n. 2, non sembrano presentare profili problematici dal punto di vista finanziario.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI, tenuto conto di quanto rilevato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti riguardo all'importanza dell'emendamento Braga 1.819, volto a superare lo stallo delle procedure di aggiudicazione relative alle grandi opere, nonché di quanto rappresentato dal relatore, in ordine alla non onerosità delle proroghe che si sono succedute, non ha osservazioni da formulare sul citato emendamento, né sui subemendamenti Braga 0.1.819.1 e 0.1.819.2. Conferma infine che le restanti proposte emendative contenute nel fascicolo n. 6, non comprese nel fascicolo n. 2, non sembrano presentare profili problematici dal punto di vista finanziario.
Mauro GUERRA, relatore, formula quindi la seguente proposta di parere:
riesaminato l'emendamento 1.819 ed esaminate le proposte emendative riferite al disegno di legge C. 3194-A Governo, approvato dal Senato, recante delega al Governo per l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, contenute nel fascicolo 6;
preso atto dei chiarimenti del Governo,Pag. 77
sull'emendamento 1.819;
sulle proposte emendative contenute nel fascicolo n. 6, non comprese nel fascicolo n. 2».
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in conseguenza dell'approvazione del parere in oggetto, si intende conseguentemente revocato il parere contrario sull'emendamento 1.819, reso in data 14 ottobre 2015.
C. 3169-A, approvata dal Senato, e abb.
Ernesto PREZIOSI (PD), relatore, osserva che la proposta di legge in esame reca disposizioni volte ad introdurre il reato di omicidio stradale ed il reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo n. 285 del 1992 (Codice della strada) e al decreto legislativo n. 274 del 2000 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace).
Il testo – già approvato dal Senato – è stato modificato nel corso dell'esame in sede referente presso le Commissioni riunite II e IX. Il provvedimento non è corredato di relazione tecnica.
Esaminando le disposizioni che presentano profili di carattere finanziario, segnala quanto segue.
In merito all'articolo 4, comma 1, lettera b), che prevede norme in materia di consulenza tecnica al pubblico ministero, evidenzia che la norma integra la vigente disciplina sulle attività di consulenza tecnica al pubblico ministero, prevedendo che, in caso di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, questi si avvalga di consulenti esperti nella ricostruzione di incidenti stradali, iscritti all'albo degli ingegneri o dei periti industriali. Sul punto, stante il contenuto precettivo della disposizione, che sembra ridurre i margini di discrezionalità in merito al ricorso a consulenti per procedere ad accertamenti richiedenti specifiche competenze, ritiene opportuno che il Governo confermi che la disposizione non determina nuovi o maggiori oneri e che, pertanto, l'applicazione della stessa potrà avvenire nell'ambito degli stanziamenti di bilancio destinati alle finalità in questione.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI evidenzia che la previsione di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), secondo la quale il pubblico ministero si avvale di consulenti esperti nella ricostruzione di incidenti stradali, iscritti all'albo degli ingegneri o dei periti industriali, non determina nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto i predetti professionisti, da equiparare alla figura degli ausiliari del giudice, trovano una specifica disciplina nel testo unico delle spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2012, n. 115.
esaminato il progetto di legge C. 3169-A, approvato dal Senato, e gli emendamenti Pag. 78ad esso riferiti contenuti nel fascicolo n. 1;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che l'articolo 4, comma 1, lettera b), che prevede che, in caso di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, il pubblico ministero si avvalga di consulenti esperti nella ricostruzione di incidenti stradali, iscritti all'albo degli ingegneri o dei periti industriali, non determina nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto i predetti professionisti, da equiparare alla figura degli ausiliari del giudice, trovano una specifica disciplina nel testo unico delle spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2012, n. 115,
Ernesto PREZIOSI (PD), relatore, evidenzia che l'Assemblea ha trasmesso, in data odierna, il fascicolo n. 1 degli emendamenti. In relazione alle proposte emendative contenute in detto fascicolo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sulle seguenti:
testo alternativo del relatore di minoranza, Ferraresi, all'articolo 4, volto ad includere, tra le operazioni peritali di cui all'articolo 224-bis del codice di procedura penale, anche il prelievo di sangue, urina e fluido orale, specificando altresì che, qualora il conducente rifiuti di sottoporsi, nei casi di cui agli articoli 589, secondo e terzo comma, e 590, terzo comma, del codice di procedura penale, agli accertamenti prescritti, gli ufficiali di polizia giudiziaria procedano al suo accompagnamento presso il più vicino presidio ospedaliero al fine di sottoporlo al necessario prelievo o accertamento. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito agli eventuali effetti finanziari derivanti dalla proposta emendativa;
Meta 6.50, la quale prevede che una quota, pari al 15 per cento, del totale dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada devoluti allo Stato, come risultanti dai dati di consuntivo relativi all'anno precedente, sia assegnata, in sede di bilancio di previsione per l'anno successivo, per specifiche finalità, nella misura del 25 per cento al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e nella misura del 75 per cento al Ministero dell'interno. Conseguentemente la proposta emendativa sopprime la vigente disciplina in materia di destinazione dei medesimi proventi, di cui all'articolo 40, commi da 2 a 4, della legge n. 120 del 2010. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito agli effetti finanziari derivanti dalla proposta emendativa;
Biasotti 6.59, che prevede, in caso di revoca della patente ai sensi dei nuovi articoli 589-bis e 590-bis del codice di procedura penale, che, durante i periodi in cui non è possibile conseguire una nuova patente, il conducente venga sottoposto, presso strutture ospedaliere all'uopo attrezzate, a verifiche annuali al fine di accertare la mancata assunzione di sostanze alcoliche, stupefacenti o psicotrope. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito agli eventuali effetti finanziari derivanti dalla proposta emendativa;
Ferraresi 6.03, la quale, nel prevedere che gli organi di Polizia stradale possano sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove anche su fluido orale, stabilisce altresì che, in caso di esito positivo dell'accertamento, presso la struttura sanitaria pubblica sia sempre eseguita la visita medica ovvero la valutazione clinica, mediante l'effettuazione di prelievo ematico e dell'urina. Al Pag. 79riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito agli eventuali effetti finanziari derivanti dalla proposta emendativa;
Ferraresi 6.05, che, nel demandare al Governo l'adeguamento del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, indica taluni principi cui attenersi, tra cui quello di cui alla lettera d) concernente le modalità di prelievo e di gestione dei campioni, che sembrerebbe implicare lo svolgimento di attività da svolgere nel rispetto di regole, anche di carattere tecnico, ben definite. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito agli eventuali effetti finanziari derivanti dalla proposta emendativa.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI esprime parere contrario su tutte le proposte emendative richiamate puntualmente dal relatore, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura.
Ernesto PREZIOSI (PD), relatore, preso atto dei chiarimenti forniti dalla rappresentante del Governo, propone quindi di esprimere parere contrario sul testo alternativo del relatore di minoranza, Ferraresi, all'articolo 4, sugli emendamenti 6.50 e 6.59 e sugli articoli aggiuntivi 6.03 e 6.05, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura; propone altresì di esprimere nulla osta sulle restanti proposte emendative trasmesse.
C. 3331 Governo.
Edoardo FANUCCI (PD), relatore, fa presente che il disegno di legge reca la ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, fatto a Milano il 23 febbraio 2015.
Passando all'esame delle disposizioni che presentano profili di carattere finanziario e delle informazioni fornite dalla relazione tecnica, fa presente che la proposta di modifica della Convenzione determina un ampliamento del perimetro delle informazioni oggetto di scambio, prevedendo procedure attuative di cooperazione amministrativa per permettere uno scambio di informazioni di più ampio respiro senza tuttavia ricorrere a ricerche generalizzate e indiscriminate. Tali modifiche sono suscettibili di generare effetti positivi per l'erario conseguenti ad un accresciuto livello di cooperazione tra i due Paesi e un più efficace contrasto a meccanismi di elusione e evasione fiscale. Inoltre dalle attività connesse allo scambio di informazioni non deriveranno nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, in quanto le stesse saranno espletate con l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.Pag. 80
Pertanto, tenuto conto di quanto affermato dalla relazione tecnica, segnala di non avere osservazioni da formulare in merito ai profili finanziari.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI, concordando con quanto evidenziato dal relatore, fa presente di non avere osservazioni da formulare sul provvedimento.
esaminato il testo del disegno di legge C. 3331 Governo concernente Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1978, fatto a Milano il 23 febbraio 2015,
DL 154/2015: Disposizioni urgenti in materia economico-sociale.
C. 3340 Governo.
Francesco BOCCIA, presidente, comunica che sono pervenute diciotto richieste di riesame dei giudizi di inammissibilità espressi nella seduta del 20 ottobre 2015. A seguito di ulteriore valutazione da parte della Presidenza, rimangono confermati i giudizi di inammissibilità già espressi nella scorsa seduta, ad esclusione dell'articolo aggiuntivo Rubinato 3.032, in quanto, analogamente all'articolo 1, è inerente alla problematica occupazionale del lavoratori ex LSU impegnati in attività di pubblica utilità.
Comunica inoltre che la deputata Anna Giacobbe sottoscrive le proposte emendative Vazio 3.042 e 3.043 e che i deputati Fragomeli, Carnevali e Cinzia Maria Fontana sottoscrivono la proposta emendativa Rubinato 3.032.
Martedì 27 ottobre 2015.
Francesco BOCCIA, presidente, comunica che il deputato Pastorino sottoscrive le identiche proposte emendative Quaranta 3.017, Vazio 3.043 e Palese 3.078. Avverte, inoltre, che l'emendamento Rubinato 3.032 è stato ricollocato all'articolo 1 e assume la numerazione 1.02. Invita, quindi, il relatore ad esprimere il parere sulle proposte emendative presentate non dichiarate inammissibili.
Maino MARCHI (PD), relatore, rileva preliminarmente come i margini di intervento sui contenuti del provvedimento in esame risultino di fatto ridotti, anche a seguito del rigoroso vaglio di ammissibilità che ha significativamente limitato il numero delle proposte emendative ammesse alla votazione. Esprime, inoltre, rammarico per la mancata convergenza dei diversi gruppi parlamentari su taluni temi specifici, tra cui quelli posti dall'ANCI nel corso della audizione svoltasi lo scorso 14 ottobre. Ritiene infatti che su talune questioni, come in particolare quella relativa alla sanatoria delle deliberazioni regolamentari e tariffarie in materia di tributi locali adottate dai comuni, sia comunque necessario un prossimo intervento, che auspica possa già trovare collocazione nell'ambito dell'esame in corso presso il Senato del decreto-legge sulla cosiddetta voluntary disclosure ovvero in un successivo provvedimento ad hoc da parte del Governo.
Ciò posto, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 1 del decreto-legge, esprime parere contrario sugli emendamenti Luigi Gallo 1.1, 1.2 e 1.3, Marzana 1.4 e 1.5, Di Benedetto 1.6, Cariello 1.7, Caso 1.8, Luigi Gallo 1.9 e 1.10, Castricone 1.14, Guidesi 1.15 e Luigi Gallo 1.17. Esprime invece parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Rubinato 1.02, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2 del decreto-legge, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Guidesi 2.1 e Da Villa 2.2 e parere favorevole sull'emendamento Cinzia Maria Fontana 2.3, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Esprime, inoltre, parere contrario sugli emendamenti Crippa 2.4 e 2.5.
Passando infine all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3 del decreto-legge, esprime parere contrario sull'emendamento Guidesi 3.1 ed esprime parere favorevole sugli emendamenti Dallai 3.2, De Girolamo 3.8, Michele Bordo 3.9 e Pilozzi 3.14, a condizione che i proponenti accolgano l'identica riformulazione dei relativi testi (vedi allegato). In proposito, evidenzia che tale riformulazione presenta un carattere volutamente estensivo, poiché ricomprende situazioni calamitose tra loro differenti, valorizzando al contempo le procedure di individuazione dei territori interessati attraverso la previa deliberazione stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri su proposta delle regioni. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti Paglia 3.3, Guidesi 3.4, 3.5 e 3.6, Daga 3.7, Guidesi 3.10, 3.11, 3.12 e 3.13. Formula altresì un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, sugli emendamenti De Girolamo 3.15 e Castricone 3.16, mentre esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Guidesi 3.07, sugli identici articoli aggiuntivi Quaranta 3.014, Guidesi 3.034, Vazio 3.042 e Palese 3.077, sugli identici articoli aggiuntivi Quaranta 3.017, Vazio 3.043 e Palese 3.078, nonché sugli articoli aggiuntivi Guidesi 3.036, 3.037 e 3.038.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI esprime parere conforme a quello del relatore, riservandosi di svolgere una riflessione più approfondita in merito ai contenuti dell'articolo 3 in sede di esame delle relative proposte emendative, con Pag. 82particolare riguardo alle procedure concernenti la deliberazione dello stato di emergenza.
Luigi GALLO (M5S) illustra le finalità dell'emendamento 1.1 a sua prima firma, che recepisce anche le preoccupazioni sollevate dagli operatori del settore, evidenziando come la spesa nel campo della edilizia scolastica risulti troppo spesso eccessivamente frammentata, privilegiando interventi di piccola manutenzione laddove sarebbe invece necessario porre in essere azioni di carattere ben più strutturale.
Maino MARCHI (PD), relatore, osserva come l'articolo 1 del decreto-legge in esame abbia ad oggetto il piano straordinario cosiddetto «Scuole belle», finalizzato propriamente al ripristino del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici, non contemplando invece la realizzazione di interventi di edilizia scolastica.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Luigi Gallo 1.1 e 1.2.
Luigi GALLO (M5S) illustra le finalità dell'emendamento 1.3 a sua prima firma, volto a prevedere un controllo più efficace da parte del Ministero dell'economia e delle finanze sui bilanci e sulle risorse utilizzate dalle ditte aggiudicatrici degli appalti per i servizi di pulizia e manutenzione nelle scuole, auspicando al riguardo un ruolo più partecipe da parte della CONSIP.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI precisa che le procedure di monitoraggio testé evocate sono in realtà già previste dalla disciplina vigente, laddove un monitoraggio generalizzato dei bilanci delle imprese aggiudicatarie genererebbe, inevitabilmente, oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
La Commissione respinge l'emendamento Luigi Gallo 1.3.
Maria MARZANA (M5S) interviene sull'emendamento 1.4 a sua prima firma, che, recependo anche le segnalazioni pervenute dagli enti territoriali in ordine alle criticità riscontrate nello svolgimento dei servizi esternalizzati di pulizia e manutenzione nelle scuole, propone la fissazione di un termine certo per l'utilizzo delle risorse rispetto alla data del relativo stanziamento.
La Commissione respinge l'emendamento Marzana 1.4.
Maria MARZANA (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.5, ispirato da una ratio analoga a quella dell'emendamento Luigi Gallo 1.3, in precedenza respinto dalla Commissione.
La Commissione respinge l'emendamento Marzana 1.5.
Chiara DI BENEDETTO (M5S) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.6, che affronta il tema sollevato anche dall'associazione Cittadinanza Attiva nel corso di un recente convegno incentrato sulla questione della sicurezza negli edifici scolastici, nell'ottica di destinare una parte delle risorse attualmente previste per il piano «Scuole belle» in favore di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, che appaiono di maggiore urgenza rispetto agli interventi di piccola manutenzione e di decoro previsti dal testo in esame.
Maino MARCHI (PD), relatore, conferma il parere contrario sull'emendamento Di Benedetto 1.6 come sui successivi Cariello 1.7 e Caso 1.8, dal momento che utilizzano a vario titolo le risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione che non dovrebbero invece, a suo avviso, essere distolte rispetto alla loro destinazione essenziale, volta al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.
Francesco CARIELLO (M5S), intervenendo sull'emendamento in esame, nonché Pag. 83sul successivo 1.7 a sua prima firma, ritiene prioritario un intervento per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e contesta le osservazioni testé svolte dal relatore Marchi in merito alla presunta inidoneità della copertura finanziaria da essi recata. Nel richiamare inoltre le richieste pervenute da parte degli enti locali in sede di predisposizione dello schema di ripartizione della quota dell'otto per mille devoluta alla diretta gestione statale per la parte relativa alla finalità concernente l'edilizia scolastica, fa presente come una efficace soluzione di tale ultima problematica richiederebbe in realtà un piano di investimenti di carattere eccezionale, capace di mobilitare risorse per almeno un miliardo di euro.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Benedetto 1.6, Cariello 1.7 e Caso 1.8.
Luigi GALLO (M5S) illustra il suo emendamento 1.9, che propone una diversa ripartizione delle risorse previste dall'articolo 1, comma 1, secondo periodo, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2015, al fine di fronteggiare le esigenze connesse al pagamento della cassa integrazione per i lavoratori impegnati nel piano «Scuole belle» in relazione all'effettivo periodo di tempo rimasto scoperto, evidenziando come a tale riguardo la relazione tecnica allegata al provvedimento contenga dati difformi rispetto alle disposizioni di cui al citato articolo 1 del decreto-legge.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Luigi Gallo 1.9 e 1.10.
Cinzia Maria FONTANA (PD) sottoscrive l'emendamento Castricone 1.14 e lo ritira.
Guido GUIDESI (LNA), intervenendo sull'emendamento a sua firma 1.15, ritiene che la ripartizione dei fondi destinati al piano «Scuole belle» debba essere necessariamente improntato ad un criterio di maggiore equità, anche in relazione alla effettiva popolazione delle regioni interessate.
La Commissione respinge l'emendamento Guidesi 1.15.
Luigi GALLO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.17, osserva come i processi di esternalizzazione dei servizi di pulizia e di manutenzione presso le scuole messi in atto nel corso degli ultimi anni abbiano generato costi aggiuntivi a carico della finanza pubblica. Aggiunge, al riguardo, che il gruppo del MoVimento 5 Stelle ha già presentato in Parlamento talune proposte di legge finalizzate alla soluzione delle criticità sopra evidenziate, incentrate sulla internalizzazione dei servizi in precedenza esternalizzati.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI, nel ribadire il parere contrario sull'emendamento Luigi Gallo 1.17, ricorda come all'esternalizzazione dei citati servizi presso le scuole fossero ascritti effetti positivi in termini di risparmi per un valore di circa 280 milioni di euro. Ciò stante la menzionata proposta emendativa, al di là dei profili di merito, dovrebbe recare una corrispondente copertura finanziaria.
Maria MARZANA (M5S), nel contestare i dati testé forniti dalla sottosegretaria De Micheli, osserva come nel periodo 2001-2010 lo Stato abbia speso circa 75 milioni di euro in più a causa della esternalizzazione dei servizi di pulizia e di manutenzione nelle scuole e circa 25 milioni di euro in più nell'anno 2011 per la medesima ragione. Nel ritenere pertanto del tutto inefficace il percorso in tal senso intrapreso dagli ultimi Governi, raccomanda l'approvazione dell'emendamento Luigi Gallo 1.17.
Nazzareno PILOZZI (PD), nel ritenere sostanzialmente corrette le cifre richiamate dalla sottosegretaria De Micheli, reputa comunque necessario svolgere una complessiva ed approfondita riflessione sul Pag. 84tema della esternalizzazione di taluni servizi, dal momento che tale processo ha spesso evidenziato gravi irregolarità anche sotto il profilo del rispetto della normativa vigente.
La Commissione respinge l'emendamento Luigi Gallo 1.17.
Simonetta RUBINATO (PD) accetta la riformulazione dell'articolo aggiuntivo 1.02 a sua prima firma, nei termini in precedenza proposti dal relatore.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Rubinato 1.02 (nuova formulazione) (vedi allegato).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Guidesi 2.1 e Da Villa 2.2.
Cinzia Maria FONTANA (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento 2.3 a sua firma, nei termini in precedenza proposti dal relatore.
La Commissione approva quindi l'emendamento Cinzia Maria Fontana 2.3 (nuova formulazione) (vedi allegato).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Crippa 2.4 e 2.5, nonché l'emendamento Guidesi 3.1.
Dario PARRINI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento Dallai 3.2, del quale è cofirmatario, nei termini in precedenza proposti dal relatore.
Rocco PALESE (FI-PdL) e Cosimo LATRONICO (FI-PdL) sottoscrivono l'emendamento De Girolamo 3.8 e ne accettano la riformulazione, nei termini in precedenza proposti dal relatore.
Francesco BOCCIA, presidente, accetta la riformulazione dell'emendamento Michele Bordo 3.9, di cui è cofirmatario, nei termini in precedenza proposti dal relatore.
Nazzareno PILOZZI (PD), accogliendo la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 3.14 proposta dal relatore, chiede alla rappresentante del Governo di illustrare in dettaglio quanto previsto con detta riformulazione.
Susanna CENNI (PD) sottoscrive l'emendamento Dallai 3.2.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI chiarisce che l'identica nuova formulazione degli emendamenti Dallai 3.2, De Girolamo 3.8, Michele Bordo 3.9 e Pilozzi 3.14 si riferisce a situazioni di emergenza che non sono ancora state formalizzate con deliberazione del Consiglio dei Ministri. Nel ricordare che per tali situazioni è previsto a legislazione vigente un procedimento che comporta criteri oggettivi di perimetrazione geografica e di determinazione del fabbisogno, fa presente che le risorse che verranno assegnate a valere sul Fondo per le emergenze nazionali saranno escluse dal patto di stabilità interno. A questo riguardo, segnala altresì che, ai sensi del testo risultante dalla riformulazione degli emendamenti in esame, qualora l'ente locale interessato intendesse utilizzare risorse proprie, dovrebbe fare apposita richiesta al Dipartimento della Protezione civile ai fini dell'assegnazione degli occorrenti spazi finanziari da non computare ai fini dell'applicazione del patto di stabilità.
Annuncia poi che nel disegno di legge di stabilità per il 2016 sono attribuiti ulteriori 100 milioni di euro al Fondo per le emergenze nazionali e si prevede uno stanziamento di un miliardo e mezzo di euro per indennizzare i privati, cittadini e imprese, il cui patrimonio sia stato danneggiato da eventi calamitosi in tutto il territorio nazionale.
Nazzareno PILOZZI (PD), osservando che le proposte emendative in esame accolgono problematiche emerse nel corso dell'esame preliminare, evidenzia l'opportunità di posticipare la data del 16 dicembre prevista dalle suddette proposte emendative.
Federico D'INCÀ (M5S) chiede in quale parte del disegno di legge di stabilità siano inserite le misure alle quali fa riferimento la rappresentante del Governo.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI evidenzia che la disposizione relativa alle misure per far fronte ai danni derivanti da eventi calamitosi al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive è contenuta nell'articolo 26 del disegno di legge di stabilità, mentre il rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali è contenuto in una tabella allegata al medesimo disegno di legge.
Segnala poi che la ripartizione degli spazi finanziari che residuano dall'applicazione dell'articolo 3, comma 1, dipenderà dalle richieste che saranno formulate dagli enti locali in relazione alla possibilità di spendere dette risorse. Evidenzia, infine, che la tempistica prevista nella nuova formulazione delle proposte emendative in discussione è legata all'esigenza sia di tener conto della data entro la quale il decreto-legge sarà convertito in legge sia di concedere agli enti locali il tempo necessario per la valutazione delle risorse necessarie per un primo intervento a fronte degli eventi calamitosi subiti.
Rocco PALESE (FI-PdL) rileva che l'esercizio finanziario si chiuderà entro il 31 dicembre e si deve quindi consentire agli enti locali di spendere entro detta data quanto risulterà autorizzato in loro favore.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI, nel riconoscere che la programmazione degli interventi per far fronte ai danni causati da calamità naturali richiede del tempo, ricorda comunque che non è consentito spendere per altre finalità quanto autorizzato per far fronte a dette calamità.
La Commissione approva gli identici emendamenti Dallai 3.2 (Nuova formulazione), De Girolamo 3.8 (Nuova formulazione), Michele Bordo 3.9 (Nuova formulazione) e Pilozzi 3.14 (Nuova formulazione) (vedi allegato). Respinge poi, con distinte votazioni, gli emendamenti Paglia 3.3 e Guidesi 3.4, 3.5 e 3.6.
Maino MARCHI (PD), relatore, invita la presentatrice al ritiro dell'emendamento Daga 3.7, osservando che, come già segnalato dalla rappresentante del Governo, il disegno di legge di stabilità dispone un incremento di 100 milioni di euro delle dotazioni del Fondo per le emergenze nazionali riferito all'anno 2016, anziché, come previsto dal citato emendamento, al 2015, anno ormai quasi concluso.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Daga 3.7 e Guidesi 3.10, 3.11, 3.12 e 3.13.
Rocco PALESE (FI-PdL), nel sottoscrivere l'emendamento De Girolamo 3.15, si dichiara disponibile al ritiro dello stesso a condizione che il Governo assuma l'impegno di provvedere al finanziamento dei primi interventi necessari per far fronte agli eventi alluvionali che hanno colpito, il 14 e 15 ottobre scorso, i comuni di Airola Amorosi, Apice, Benevento, Campoli del Monte Tabumo, Casalduni, Castelfranco in Miscano, Castelvetere in Val Fortore, Cautano, Dugenta, Foglianise, Fragneto L'Abate, Fragneto Monforte Frasso Telesino, Guardia Sanframondi, Limatola, Melizzano, Moiano, Pago Veiano, Paupisi, Pesco Sannita, Pietrelcina, Ponte, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio La Molara, San Leucio del Sannio, San Lorenzo Maggiore, Sant'Agata dei Goti, Solopaca, Telese Terme, Tocco Caudio, Torrecuso e Vitulano della provincia di Benevento e gli eventuali altri comuni della medesima provincia che dovessero risultare colpiti dai citati eventi alluvionali.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI si dichiara disponibile ad accogliere la richiesta dell'onorevole Palese, precisando che la quantificazione dei danni causati dagli eventi alluvionali e la lista dei comuni interessati dovrà essere predisposta dal Dipartimento della Protezione civile secondo le vigenti disposizioni.
Rocco PALESE (FI-PdL) chiede che il Governo si impegni a provvedere alle misure in favore dei comuni dianzi citati secondo quanto previsto dalla normativa vigente, ossia facendo ricorso, in un primo tempo, alle risorse del Fondo per le emergenze nazionali e, successivamente, alle altre misure previste dalla legislazione in materia.
La sottosegretaria Paola DE MICHELI conferma l'impegno del Governo a procedere nei termini da ultimo indicati dall'onorevole Palese.
Rocco PALESE (FI-PdL), preso atto dell'impegno del Governo, ritira l'emendamento De Girolamo 3.15.
Cinzia Maria FONTANA (PD) sottoscrive l'emendamento Castricone 3.16 e lo ritira.
Guido GUIDESI (LNA) raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo a sua firma 3.07, volto a superare una problematica applicativa relativa alla concessione di contributi per la realizzazione di progetti di edifici scolastici di nuova generazione.
Maino MARCHI (PD), relatore, auspica che la soluzione al problema segnalato dall'onorevole Guidesi possa essere trovata in occasione della discussione del disegno di legge di stabilità per il 2016, facendo ricorso alle risorse che potrebbero rendersi disponibili nel caso in cui la Commissione europea concedesse gli spazi finanziari richiesti dall'Italia per far fronte all'emergenza immigrazione.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Guidesi 3.07.
Maino MARCHI (PD), relatore, osserva che quanto evidenziato dalla rappresentante del Governo in relazione alle misure contenute nel disegno di legge di stabilità per il 2016 si dovrebbe riferire anche ai comuni liguri colpiti dagli eventi meteorologici del 2014, di cui trattano gli identici articoli aggiuntivi Quaranta 3.014, Guidesi 3.034, Vazio 3.042 e Palese 3.077.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici articoli aggiuntivi Quaranta 3.014, Guidesi 3.034, Vazio 3.042 e Palese 3.077, gli identici articoli aggiuntivi Quaranta 3.017, Vazio 3.043 e Palese 3.078, nonché gli articoli aggiuntivi Guidesi 3.036, 3.037 e 3.038.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che il testo del provvedimento risultante dall'approvazione delle proposte emendative sarà trasmesso per il parere alle Commissioni competenti. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 20.45.

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