Source: https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=vig&idl=451
Timestamp: 2020-02-20 17:58:39+00:00

Document:
Atto: LEGGE REGIONALE 3 marzo 1982, n. 7
Titolo: Norme per l'esercizio delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica e vigilanza sulle farmacie ai sensi dell'art. 32 della L. 23 dicembre 1978, n. 833.
Pubblicazione: ( B.U. 03 marzo 1982, n. 29 )
Capo I Funzioni amministrative: attribuzioni del comune, della unità sanitaria locale e della Regione
Art. 1 (Attribuzione ed esercizio delle funzioni amministrative in materia di igiene e sanità pubblica)
Art. 2 (Attribuzioni della unità sanitaria locale)
Art. 3 (Attribuzioni del sindaco)
Art. 4 (Attribuzioni della Regione)
Art. 5 (Attribuzioni del presidente della giunta regionale in tema di ordinanze contingibili e urgenti e di autorizzazioni)
Art. 6 (Attività ispettiva, di vigilanza e di controllo)
Art. 7 (Laboratori provinciali di igiene e profilassi)
Art. 8 (Attività nell' interesse dei privati)
Art. 9 (Attività di medicina legale)
Art. 10 (Prestazioni medico-legali erogate su richiesta di privati)
Art. 11 (Sostituzione del medico provinciale e dell'ufficiale sanitario in commissioni, collegi e comitati)
Art. 12 (Commissioni sanitarie per gli invalidi civili)
Art. 13 (Commissioni per l'accertamento dello stato di non vedente)
Art. 14 (Commissione per l'accertamento del sordomutismo)
Art. 15 (Commissioni regionali)
Art. 16 (Collegio medico per l'accertamento della compatibilità dello stato psicofisico dell'invalido rispetto alle mansioni lavorative affidate o da affidare)
Art. 17 (Commissione per i cimiteri)
Art. 18 (Commissione per la protezione sanitaria della popolazione contro i rischi da radiazioni ionizzanti)
Art. 19 (Commissioni per la disciplina e lo sviluppo dei servizi della trasfusione del sangue umano)
Art. 20 (Commissione tecnica per i gas tossici)
Art. 23 (Soppressione di organi collegiali)
Funzioni amministrative: attribuzioni del comune, della unità sanitaria locale e della Regione
(Attribuzione ed esercizio delle funzioni amministrative in materia di igiene e sanità pubblica)
Le funzioni in materia di igiene e sanità pubblica, non espressamente riservate allo Stato e alla Regione, ivi comprese le funzioni già demandate all'ufficio del medico provinciale e agli ufficiali sanitari, sono attribuite ai comuni che le esercitano attraverso le unità sanitarie locali, a norma della legge regionale 24.4.1980, n. 24 e della presente legge, ferme restando le attribuzioni di ciascun sindaco quale autorità sanitaria locale.
2) l'attuazione dei programmi di educazione sanitaria relativa all'igiene e sanità pubblica;
4) la tutela igienico-sanitaria dei laboratori e stabilimenti di produzione, preparazione e confezione di sostanze alimentari e bevande, nonchè sui mezzi di trasporto utilizzati;
5) la tutela igienico-sanitaria sui negozi e depositi all'ingrosso di sostanze alimentari e bevande nonchè dei piccoli laboratori artigianali annessi ad esercizi di somministrazione e sui mezzi di trasporto utilizzati;
10) il controllo sull'allontanamento e smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi, di qualunque origine e composizione, nonchè dei fanghi ai sensi dell'art. 6 della legge 24.12.1979, n. 650;
14) la polizia mortuaria.
Restano valide le norme di cui all'art. 5 della L.R. 24.4.1980, n. 24.
Sono fatte salve le funzioni attribuite ai comuni e alle province dalle leggi 10.5.1976, n. 319 e 24.12.1979, n. 650.
(Attribuzioni della unità sanitaria locale)
Le funzioni di cui al precedente articolo 1 sono esercitate dall'unità sanitaria locale attraverso i servizi sanitari istituiti a norma dell'articolo 14 della legge regionale 24.4.1980, in relazione alle rispettive competenze e secondo le modalità disciplinari dal regolamento sull'organizzazione e funzionamento dei servizi approvato dall'assemblea generale dell'unità sanitaria locale.
I responsabili dei servizi, in particolare:
b) si avvalgono, per i compiti d'istituto, del personale medico del ruolo sanitario regionale, residente nei vari comuni che fanno parte della unità sanitaria locale, personale che è tenuto a prestare la sua opera in relazione alla propria specifica professionalità;
c) possono avvalersi, in caso di comprovata necessità, dell'opera dei medici convenzionati nell'ambito della relativa convenzione.
In materia di igiene e sanità pubblica il sindaco adotta i provvedimenti che comportano poteri autorizzativi o prescrittivi o di concessione, ivi compresi quelli già demandati al medico provinciale e all'ufficiale sanitario ed emana le ordinanze contingibili ed urgenti ai sensi del testo unico della legge comunale e provinciale.
Il sindaco, per l'esercizio delle proprie attribuzioni, si avvale direttamente dei presidi e servizi dell'unità sanitaria locale o, per i casi di urgenza e di comprovata necessità , di operatori del servizio sanitario ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 24.4.1980, n. 24.
a) le funzioni di indirizzo e coordinamento nell'ambito della programmazione regionale ai fini di assicurare l'uniformità degli interventi e delle prestazioni sul territorio regionale;
b) la formulazione di direttive in materia di igiene e sanità pubblica e nel settore del farmaco e dell'assistenza farmaceutica ai sensi dell'art. 59, quinto comma, dello Statuto regionale;
d) tutte le altre funzioni attribuite ad essa dalla legge statale e regionale e non delegate ai comuni per l'esercizio attraverso le unità sanitarie locali.
La giunta regionale, nell'attività istruttoria finalizzata alla predisposizione degli atti di cui al presente articolo, può avvalersi della collaborazione dei presidi e dei servizi delle unità sanitarie locali, previa intesa con i rispettivi comitati di gestione.
(Attribuzioni del presidente della giunta regionale in tema di ordinanze contingibili e urgenti e di autorizzazioni)
Spetta al presidente della Regione l'emanazione di ordinanze contingibili e urgenti in materia di igiene e sanità pubblica interessanti il territorio di più comuni.
Il presidente della giunta regionale ha competenza altresì al rilascio di autorizzazioni per l'apertura e l'esercizio di case o istituti di cura medico-chirurgica o di assistenza ostetrica, gabinetti per indagini radiodiagnostiche e radio-terapiche, nonchè laboratori di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 43 della legge 23.12.1978, n. 833.
Le autorizzazioni sono rilasciate nel rispetto degli obiettivi stabiliti dal piano sanitario regionale.
La domanda di autorizzazione è inoltrata in carta legale al presidente della giunta regionale tramite l'unità sanitaria locale.
Il presidente della unità sanitaria locale entro 30 giorni dal ricevimento invia la domanda alla giunta regionale, corredata del parere espresso sulla medesima dal comitato di gestione.
La giunta regionale, nell'attività istruttoria finalizzata alla predisposizione degli atti di cui al presente articolo, può avvalersi della collaborazione dei presidi e dei servizi delle unità sanitarie locali, dandone immediata comunicazione ai rispettivi comitati di gestione.
(Attività ispettiva, di vigilanza e di controllo)
Il comitato di gestione dell'USL nel rispetto delle norme contenute nel D.P.R. 20.12.1979, n. 761, individua nell'ambito del competente servizio per l'igiene e sanità pubblica di cui all'art. 14 della legge regionale del 24.4.1980, n. 24, il personale da adibire alle attività ispettive, di vigilanza e di controllo in materia di igiene e sanità pubblica.
L'attività ispettiva, di vigilanza e di controllo è diretta dal responsabile del servizio competente per l'igiene e sanità pubblica che si avvale di personale posto alle sue dipendenze o può chiedere al comitato di gestione di avvalersi di altro personale con qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
Le persone indicate nei commi precedenti, nei limiti del servizio a cui sono destinate e secondo le attribuzioni ad esse conferite dalla legge, svolgono le funzioni di ufficiale e agente di polizia giudiziaria.
In attesa della individuazione dei presidi e servizi multizonali e dei relativi bacini di utenza da parte del piano sanitario regionale nonchè dell'emenazione delle norme per la loro organizzazione interna, i laboratori provinciali di igiene e profilassi sono gestiti dalla unità sanitaria locale competente per territorio secondo quanto previsto dall'articolo 13 della legge regionale 24.4.1980, n. 24.
I tariffari per gli accertamenti e per le indagini in materia di igiene e sanità pubblica espletati a favore dei privati dai servizi, presidi e uffici della unità sanitaria locale sono stabiliti dalla giunta regionale e aggiornati all' inizio di ogni anno, sulla base degli indici ISTAT del costo della vita.
(Attività di medicina legale)
a) accertamenti preventivi di idoneità o inidoneità previsti da leggi o regolamenti;
b) accertamento medico-legale di controllo per l'invalidità temporanea, ai sensi dell'articolo 5 della legge 20.5.1970, n. 300, degli articoli 5 e 30 della legge 30.12.1971, n. 1204, nonchè dell'articolo 2 del D.L. 30.12.1979, n. 663, convertito, con modificazioni, nella legge 29.2.1980, n. 33;
c) altri accertamenti di invalidità temporanea e permanente previsti da leggi e regolamenti;
d) attività collegiali per l'accertamento della invalidità permanente da cause lavorative, di servizio, nell'ambito dell'invalidità civile nonchè a favore dei ciechi civili e sordomuti;
e) attività , anche collegiali, per l'accertamento della idoneità alla guida di autoveicoli e natanti;
g) il controllo sull'esercizio delle professioni e arti sanitarie ai sensi dell'articolo 100 del R.D. 27.7.1934, n. 1265.
Spetta al competente servizio per l'igiene e sanità pubblica, di cui all'articolo 14 della legge regionale 24.4.1980, n. 24, e ai presidi multizonali l'esercizio delle attività medico-legali di cui al precedente comma, ivi comprese quelle già attribuite al medico provinciale e all'ufficiale sanitario.
(Prestazioni medico-legali erogate su richiesta di privati)
I sanitari dipendenti dall'unità sanitaria locale addetti alle attività medico - legali sono competenti ad erogare prestazioni medico - legali a richiesta dei privati.
Le tariffe relative sono fissate all'inizio di ogni anno dalla giunta regionale e sono soggette a revisione sulla base degli indici ISTAT del costo della vita.
Per la riscossione delle somme versate si applicano le norme di cui alla L.R. 24.10.1981, n. 31.
(Sostituzione del medico provinciale e dell'ufficiale sanitario in commissioni, collegi e comitati)
Tutte le commissioni, i comitati e i collegi operanti a livello provinciale, già titolari delle competenze di cui al precedente articolo 10 e all'articolo 14, lettera q) della legge 23.12.1978, n. 833, operano a livello di unità sanitaria locale.
Nelle commissioni, collegi e comitati, di cui al comma precedente, i medici provinciali e gli ufficiali sanitari sono sostituiti dal responsabile del servizio competente per materia dell'unità sanitaria locale territorialmente interessata o, per sua delega, da altro medico del servizio stesso.
Nelle commissioni di cui al primo comma, i funzionari della Regione o di altri enti ed uffici che perdono le proprie funzioni nelle materie del servizio sanitario nazionale sono sostituiti con corrispondente personale delle unità sanitarie locali interessate, nel rispetto delle norme di cui al D.P.R. 20.12.1979, n. 761.
Le designazioni del personale delle unità sanitarie locali negli organi collegiali di cui al presente articolo sono effettuate dal comitato di gestione della unità sanitaria locale competente.
Nelle commissioni regionali il medico provinciale è sostituito da un funzionario medico della Regione o da un medico iscritto nei ruoli nominativi regionali del personale del servizio sanitario nazionale nominato dalla giunta regionale.
Ogni altro partecipante a commissioni, collegi e comitati o altri organismi, quale rappresentante di interessi igienico-sanitari nelle materie trasferite ai comuni ai sensi della legge 23 dicembre 1978, n. 833, è sostituito dai dipendenti dell'unità sanitaria locale, nel cui ambito hanno sede gli organi suddetti, nominati dal comitato di gestione.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano alle commissioni previste dai successivi articoli.
(Commissioni sanitarie per gli invalidi civili)
E' costituita presso ciascuna USL la commissioe sanitaria per l'accertamento dell'invalidità civile, di cui alla legge 30.3.1971, n. 118 e successive modifiche.
Essa è nominata dal comitato di gestione ed è composta:
a) dal responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica o da altro medico addetto a tale servizio designato dal comitato di gestione, che la presiede;
c) da un medico generico o da un medico specialista scelto dal comitato di gestione su una terna indicata dalle associazioni degli assistiti maggiormente rappresentative.
Qualora entro 20 giorni dalla richiesta le associazioni degli assistiti maggiormente rappresentative non abbiano provveduto, il comitato di gestione sceglie autonomamente.
Le funzioni di segretario della commissione di cui al primo comma sono affidate dallo stesso comitato di gestione a un dipendente dell'USL.
Ai sensi dell'art. 34, l.r. 19 febbraio 2004, n. 2:
1) ai componenti esterni delle Commissioni di cui agli articoli 12, 13 e 14 della presente legge nonché ai componenti medici delle stesse Commissioni dipendenti delle Aziende del servizio sanitario regionale qualora l'attività venga svolta fuori dell'orario di lavoro, a decorrere dal 1° gennaio 2004, spettano, per ogni visita effettuata ai fini dell'accertamento delle invalidità, i seguenti compensi:
2) agli importi di cui al punto 1) si applicano le disposizioni di cui all'art. 2 bis, l.r. 2 agosto 1984, n. 20.
(Commissioni per l'accertamento dello stato di non vedente)
La commissione sanitaria per l'accertamento dello stato di non vedente, di cui alla legge 27.5.1970, n. 382, opera a livello di più ambiti territoriali ed è costituita presso le unità sanitarie locali nn. 3 - 12 - 15 - 24.
La commissione costituita presso l'USL n. 3 è competente anche per le USL nn. 1 - 2 - 4 - 5 - 6 - 7.
La commissione costituita presso l'USL n. 12 è competente anche per le USL nn. 8 - 9 - 10 - 11 - 13.
La commissione costituita presso l'USL n. 15 è competente anche per le USL nn. 14 - 16 - 18 - 19 - 20.
La commissione costituita presso l'USL n. 24 è competente anche per le USL nn. 17 - 21 - 22 - 23.
Le commissioni di cui al presente articolo sono nominate dal comitato di gestione dell'USL presso cui sono costituite e risultano così composte:
a) dal responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica o da altro medico addetto a tale servizio designato dal comitato di gestione, che le presiede;
c) da un oculista scelto dal comitato di gestione su una terna indicata dalle associazioni degli assistiti maggiormente rappresentative.
Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente dell'USL presso cui le suddette commissioni sono costituite.
(Commissione per l'accertamento del sordomutismo)
La commissione sanitaria per l'accertamento del sordomutismo, di cui alla legge 26.5.1970, n. 381 è costituita presso le USL nn. 3 - 12 - 15 - 24 ed opera in più ambiti territoriali, secondo i livelli di competenza fissati, rispettivamente, al secondo, terzo, quarto e quinto comma dell'articolo precedente.
Tale commissione è nominata dal comitato di gestione dell'USL presso cui è costituita ed è composta:
c) da un otorinolaringoiatra scelto dal comitato di gestione su una terna indicata dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
Si applicano gli ultimi due commi dell'articolo precedente.
Le commissioni sanitarie regionali previste, rispettivamente, alle leggi 30.3.1971, n. 118; 27.5.1970, n. 382 e 26.5.1970, n. 381 sono nominate dalla giunta regionale e sono così composte:
2) per la commissione di cui all' art. 4 della legge 26.5.1970, n. 381 dai seguenti componenti, designatiì dalla giunta regionale, ad eccezione del componente di cui alla seguente lett. c):
b) il primario di una clinica oculistica universitaria, preferibilmente residente in un comune della regione.
Di ogni commissione di cui al presente articolo fa parte altresì , rispettivamente, un medico o specialista in oculistica o otorinolaringoiatria scelto dalla giunta regionale su terne indicate dalle associazioni degli assistiti maggiormente rappresentative della rispettiva categoria.
Non possono far parte delle commissioni sanitarie regionali i componenti delle commissioni sanitarie di cui agli articoli precedenti.
Esercita le funzioni di segretario delle commissioni sanitarie regionali un funzionario regionale.
La giunta regionale, in relazione al numero dei ricorsi pervenuti, può istituire più sezioni delle commissioni di cui al presente articolo, determinandone la sede e l'ambito di competenza territoriale coincidente con quella di più unità sanitarie locali.
Le commissioni regionali si riuniscono presso gli uffici regionali o presso strutture delle USL.
Così modificato dall'art. unico, l.r. 21 gennaio 1986, n. 2.
(Collegio medico per l'accertamento della compatibilità dello stato psicofisico dell'invalido rispetto alle mansioni lavorative affidate o da affidare)
Il collegio medico previsto dall'art. 20 della legge 2.4.1968, n. 482 è costituito presso ciascuna USL.
Esso è nominato dal comitato di gestione ed è composto:
a) dal responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica o da altro medico addetto al servizio, che lo presiede;
d) da un medico designato dalle associazioni, opere o enti, di cui all'art. 15 della legge 2.4.1968, n. 482 maggiormente rappresentative.
Il lavoratore può farsi assistere da un medico di fiducia.
Qualora, entro venti giorni dalla richiesta, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative non abbiano provveduto, il comitato di gestione sceglie autonomamente.
Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente dell'USL presso cui il collegio è costituito, nominato dal comitato di gestione.
(Commissione per i cimiteri)
La commissione per i cimiteri prevista dall'art. 53 del D.P.R. 21.10.1975, n. 803 è costituita presso ciascuna USL.
b) dal responsabile del servizio, di igiene e sanità pubblica o da altro medico addetto al servizio;
f) dal sindaco del comune dove il cimitero dovrà essere ubicato o da un suo delegato.
Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente dell'USL presso cui la commissione è costituita, nominato dal comitato di gestione.
(Commissione per la protezione sanitaria della popolazione contro i rischi da radiazioni ionizzanti)
La commissione per la protezione sanitaria della popolazione contro i rischi da radiazioni ionizzanti, di cui all'art. 89 del D.P.R. 13.2.1964, n. 185, è costituita presso le USL nn. 3 - 12 - 15 - 24 ed opera in più ambiti territoriali, secondo i livelli di competenza fissati, rispettivamente, al secondo, terzo, quarto e quinto comma del precedente art. 13.
Essa e nominata dal comitato di gestione dell'USL presso cui è costituita ed è composta:
a) dal responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica o da altro medico dipendente dall'unità sanitaria locale, che la presiede;
e) da un medico del lavoro, iscritto nei ruoli nominativi regionali del personale del servizio sanitario nazionale.
I componenti di cui alle lettere b), c), d) ed e) sono designati dal comitato di gestione dell'USL presso cui la commissione è costituita.
Si applica l'ultimo comma del precedente articolo 13.
(Commissioni per la disciplina e lo sviluppo dei servizi della trasfusione del sangue umano)
La commissione per la disciplina e lo sviluppo dei servizi della trasfusione del sangue umano di cui all'art. 3 della legge 14.7.1967, n. 592, è costituita presso le USL nn. 3 - 12 - 15 - 24 ed opera in più ambiti territoriali, secondo i livelli di competenza fissati, rispettivamente al secondo, terzo, quarto e quinto comma del precedente art. 13.
Essa è nominata dal comitato di gestione dell'USL presso cui è costituita ed è composta:
b) dal responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica o da altro medico dipendente dall'USL;
f) da un rappresentante della sanità militare designato dalla direzione della sanità militare del comando militare territoriale;
l) da un dirigente del centro trasfusionale di cui all'articolo 6 della succitata legge 14.7.1967, n. 592.
Della commissione di cui al presente articolo non fanno più parte l'assessore provinciale all'igiene e sanità e il rappresentante della CRI.
(Commissione tecnica per i gas tossici)
La commissione tecnica per i gas tossici, di cui all'art. 24 del R.D. 9.1.1927, n. 147, è costituita presso le USL nn. 3 - 12 - 15 - 24 ed opera in più ambiti territoriali, secondo i livelli di competenza fissati, rispettivamente, al secondo, terzo, quarto e quinto comma del precedente articolo 13.
a) dal responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica, o da altro medico addetto al servizio, che la presiede;
d) da un laureato in chimica dipendente dall'USL, designato dal comitato di gestione.
Abrogato dall'art. 34, l.r. 19 febbraio 2004, n. 2.
Per la corresponsione delle maggiorazioni delle competenze ai componenti della commissione prevista dall'art. 15 della presente legge è autorizzata, per l'anno 1982, la spesa di 50 milioni; per ciascuno degli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con la legge di approvazione dei rispettivi bilanci.
Le somme occorrenti per il pagamento delle spese autorizzate per effetto del comma precedente sono iscritte per l'anno 1982 a carico del capitolo 1340126 da istituirsi nello stato di previsione della spesa per il detto anno con la denominazione "Spese per la maggiorazione delle competenze spettanti ai componenti delle commissioni sanitarie regionali per l'accertamento dell'invalidità civile, dello stato di non vedente e del sordomutismo" e con lo stanziamento di competenza e di cassa di L. 50 milioni.
Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si provvede nel modo che segue:
a) per l'anno 1982 mediante impiego, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 59 della L.R. 30.4.1980, n. 25, delle disponibilità del capitolo 5100101 del bilancio 1981, elenco n. 2 - partita n. 9 - parte - per L. 350 milioni;
b) per gli anni successivi con l'impiego di una quota parte del fondo comune di cui all'art. 8 della legge 16.5.1970, n. 281 e successive modificazioni.
Così modificato dall'art. 34, l.r. 19 febbario 2004, n. 2.
a) il consiglio provinciale di sanità previsto dal D.P.R. 11.2.1961, n. 257. Le funzioni consultive e tecniche, già demandate al predetto consiglio dal D.P.R. 11.2.1961, n. 257, sono attribuite ai servizi dell'unità sanitaria locale competenti per materia;
b) la commissione di vigilanza sui brefotrofi, sulle case di ricezione e sugli analoghi istituti che provvedono all'assistenza agli illegittimi, prevista dall'articolo 17 del R.D. 8.5.1927, n. 798. Le relative funzioni sono attribuite ai servizi dell'unità sanitaria locale competenti per materia;
d) la commissione di cui all'articolo 8 della legge 4.4.1968, n. 475; le funzioni già attribuite alla predetta commissione sono svolte nei modi indicati nel successivo articolo 24.
Nota relativa al TITOLO II Servizio e assistenza farmaceutica
Abrogato dall'art. 24, l.r. 16 febbraio 2015, n. 4.
Nota relativa al Capo I
Nota relativa al Capo II
Abrogato dall'art. 6, r.r. 4 dicembre 2004, n. 11, e dall'art. 24, l.r. 16 febbraio 2015, n. 4.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 23
 articolo 1
 articolo 10
 art. 4
 art. 13
 articolo 13
 art. 13
 articolo 13
 articolo 24