Source: https://www.soluzionialdebito.it/2019/10/29/decreto-fiscale-e-legge-di-bilancio-2020/
Timestamp: 2020-06-07 06:58:58+00:00

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Decreto Fiscale n. 124/2019 - analisi degli articoli - | Soluzioni Al Debito - www.soluzionialdebito.it
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il DECRETO FISCALE n. 124 del 26/10/2019 (qui puoi scaricarlo senza la relazione tecnica, oppure scarica il Decreto Fiscale del 16 ottobre 2019 con relazione tecnica). Oltre a confermare lo spostamento del pagamento della prima rata della Rottamazione Ter di luglio 2019 a fine novembre 2019 (art. 37 del Decreto Fiscale), tale Decreto Fiscale prevede diverse novità fiscali. Oggi analizzeremo gli articoli 2, 3 e 4 di tale decreto.
ECCO GLI ARTICOLI 2, 3 e 4
ARTICOLO DEL DECRETO n. 124/2019
ART. 2 – Cessazione partite IVA ed inibizione compensazione
All’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dopo il comma 2-ter sono inseriti i seguenti*: “2-quater. In deroga alle previsioni di cui all’articolo 8, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, per i contribuenti a cui sia stato notificato provvedimento di cessazione della partita IVA, ai sensi dell’articolo 35, comma 15-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è esclusa la facoltà di avvalersi, a partire dalla data di notifica del provvedimento, della compensazione dei crediti, ai sensi del comma 1 del presente articolo;
2-sexies. (…) ”.
– Tale articolo attua una deroga all’art. 8, comma 1, dello Statuto del Contribuente (“L’obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione”).
– Detta esclusione opera solo se la cessazione della partita Iva è conseguenza del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate;
– L’esclusione vi è a prescindere dalla tipologia e dall’importo dei crediti, anche qualora questi ultimi non siano maturati con riferimento all’attività esercitata con la partita IVA oggetto del provvedimento, e rimane in vigore fino a quando la partita IVA risulti cessata.
2. All’articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223**, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248:
6. All’articolo 15 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-bis è aggiunto il seguente: “2-ter. Nel caso di mancata esecuzione delle deleghe di pagamento per effetto dell’attività di controllo di cui all’articolo 49-ter del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, si applica la sanzione di euro 1000 per ciascuna delega non eseguita. Non si applica l’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.”.
– Tale articolo 3 prevede un rinvio della compensazione orizzontale dei tributi e contributi (la compensazione orizzontale, in buona sostanza, è il pagamento dei debiti attraverso i crediti, di qualsiasi natura – tributi diretti e indiretti, contributi – e di enti diversi).
– Quindi, in base alla normativa vigente fino all’anno 2018 il contribuente poteva, fin dal mese di gennaio, compensare l’iva a debito con il credito che sarebbe risultato successivamente nella denuncia dei redditi.
– Con la nuova normativa di tale art. 3, il contribuente NON può compensare subito il credito risultante dalla dichiarazione dei redditi, ma deve attendere il decimo giorno successivo a quando riuscirà a trasmettere tale dichiarazione. Quindi l’Iva di gennaio dovrà essere pagata.
– Tale limite alla compensazione dei crediti, sarà in vigore per i crediti maturati a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019. Quindi per tutto il 2019 si potrà compensare come è sempre stato.
ART. 4 (Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse)
1. Al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dopo l’articolo 17 è aggiunto il
seguente:“Art. 17-bis: (Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione
del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di
manodopera) 1. In deroga alla disposizione di cui all’articolo 17 comma 1, i soggetti di
cui all’articolo 23, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973 n. 600 residenti a fini delle imposte dirette nello Stato ai sensi degli articoli 2
comma 2 e 7 comma 3 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 che affidano il compimento
di un’opera o di un servizio ad un’impresa sono tenuti al versamento delle ritenute di
cui agli articoli 23 e 24 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600, del
1973, 50 comma 4 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446 e 1 comma 5 decreto legislativo 28 settembre 1998 n. 360 trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.
2. L’obbligo di cui al comma 1 è relativo a tutte le ritenute fiscali operate dall’impresa
appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato
15. In deroga alla disposizione di cui all’articolo 17 comma 1, per le imprese
appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici di cui comma 1 del presente articolo, è esclusa la facoltà di avvalersi dell’istituto della compensazione quale modalità di estinzione delle obbligazioni relative a contributi previdenziali e assistenziali e premi assicurativi obbligatori, maturati in relazione ai dipendenti di cui al comma 1. Detta esclusione opera con riguardo a tutti i contributi previdenziali,assistenziali e premi assicurativi maturati nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati.
– Tale articolo ha come oggetto le imprese appaltatrici/affidatarie e le imprese subappaltanti, nonché i lavoratori impiegati
– Con il comma 1 di tale art. 4 si prevede l’obbligo di versamento dei sostituti (società, persone fisiche che svolgono attività commerciale, professionisti eccetera, art. 23, comma 1, D.p.r. n. 600/1973) dei tributi (Ritenute su dipendenti, art. 23 e art. 24 D.p.r. n. 600/1973; Addizionali regionali Irpef, art. 50 D.Lgs. n. 446/1997; Addizionali comunali Irpef, art. 1 D.Lgs. n. 360/1998) dei lavoratori sostituiti, anche se l’opera da eseguire è subappaltata.
Quindi il legislatore vuole tutelare e garantire il pagamento dei tributi (trattenute/ritenute) dei lavoratori dipendenti
– Al comma 15 di tale articolo invece si individuano solo i contributi previdenziali. Il divieto di compensazione vale, quindi, solo per i contributi dovuti per i lavoratori dipendenti impiegati nei lavori di appalto.
Il secondo periodo di tale comma è specifico nel riferirsi solo ai contributi. Quindi per il legislatore tali contributi posso solo essere pagati.
Decreto Fiscale legge di bilancio 2020

References: ART. 2
 articolo 3
 art. 3

ART. 4
 art. 4
 art. 23
 art. 23
 art. 24
 art. 50
 art. 1