Source: https://www.nostralex.it/gli-errori-processuali-frutto-delle-indecisioni-del-legislatore/
Timestamp: 2018-11-16 23:02:04+00:00

Document:
28/09/2016 12/11/2017 Avv. Stefania Giordano Diritto e Procedura CivileNo comments
Errori processuali: le continue modifiche al codice di procedura civile a volte confondono anche i giudici
(di Avv. Stefania Giordano)
Il nostro ordinamento si regge su 160.000 norme contro le 7.000 della Germania e le 5.000 del Regno Unito.
Un mare magnum in continua evoluzione e assai insidioso, soprattutto quando gli interventi legislativi investono il codice di procedura civile, modificandolo di continuo, per effetto di disposizioni che il legislatore a volte piazza nei posti più impensati (la legge di stabilità ne è un esempio).
Grazie agli interventi legislativi che continuano senza sosta da più di dieci anni a stravolgere le regole del processo, oggi non esiste un solo avvocato o giudice accorto che, prima di operare, non si vada a leggere – ormai solo via internet visto che un codice non resiste una settimana senza diventare obsoleto – anche le norme che costituiscono l’abc del processo nel testo aggiornato alla data dell’udienza, della decisione o dell’attività processuale da compiere.
Le cose poi diventano ancora più complicate quando il legislatore decide di intervenire modificando continuamente le regole del gioco di uno stesso istituto processuale, come nel caso delle opposizioni all’esecuzione ex artt. 615 e 619 c.p.c.
Impugnazione si o impugnazione no? Bé facciamo così – avrà pensato il legislatore per accontentare tutti e per rendere più stimolante il processo – ieri si, oggi no e domani di nuovo si!
Non c’è dubbio, infatti, che sulle impugnazioni avverso le sentenze che decidono le opposizioni all’esecuzione, il legislatore ha manifestato tutta la sua indecisione, costringendo gli operatori del diritto, stante le plurime modifiche apportate nel tempo all’art. 616 c.p.c., a reperire tutte le versioni dell’articolo al fine di verificare il regime vigente alla data di pubblicazione della sentenza che si vorrebbe impugnare.
Si perché le cose stanno così:
se hai frapposto appello a una sentenza che ha deciso l’opposizione all’esecuzione, pubblicata prima del 1° marzo 2006, non hai commesso alcun errore, infatti l’impugnazione è consentita dall’art. 616 c.p.c. nel testo precedente alla modifica introdotta nel 2006 di cui infra;
se invece hai frapposto appello a una sentenza che ha deciso l’opposizione all’esecuzione, pubblicata tra il 1° marzo 2006 e il 4 luglio 2009, l’impugnazione è inammissibile per la modifica all’ultimo periodo dell’art. 616 c.p.c. introdotta dalla legge 24 febbraio 2006, n. 52; in questo caso, infatti, avverso la sentenza è proponibile solo il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost.;
se, infine, vuoi appellare una sentenza che ha deciso l’opposizione all’esecuzione, pubblicata successivamente al 04.07.2009, ad oggi puoi farlo tranquillamente, essendo stato soppresso l’ultimo periodo dell’art. 616 cod proc civ. dall’art. 49 secondo comma della legge 18 giugno 2009, n. 69.
Quindi, tre regimi diversi per il medesimo istituto!
E’ chiaro che, così come stanno le cose, se non si decide di appendere in studio o nell’aula di udienza un bel quadretto con le date delle “impugnazioni ammissibili” e delle “impugnazioni inammissibili”, cadere in errore per giudici e avvocati non è affatto infrequente, come dimostrano i plurimi pronunciamenti della Corte di legittimità sul tema.
L’ultima sentenza è la n. 19045 del 27.09.2016, con la quale la Cassazione ha cassato senza rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’appello perché l’impugnazione proposta era inammissibile.
A sostegno, il Collegio ha ribadito ancora una volta che le sentenze conclusive in primo grado dei giudizi di opposizione all’esecuzione pubblicate tra il 1° marzo 2006 ed il 4 luglio 2009 non sono impugnabili in ragione di quanto disposto dall’art. 616 c.p.c. nel testo introdotto dall’art. 14 della legge n. 52 del 2006 (abrogato con l’art. 49, comma 2°, della legge n. 69 del 2009), quindi sono soltanto ricorribili per Cassazione ex art. 111 Cost. (ex multis Cass. n. 20392/09, n. 2043/10, ord. n. 20324/10, nonché, a contrario, Cass. n. 20414/06 ed ancora, successivamente, Cass. n. 3688/11 ed altre).
Il principio è stato affermato anche da Cass. n. 17321/11, per la quale <Ai fini dell’individuazione del regime di impugnabilità di una sentenza, occorre avere riguardo alla legge processuale in vigore alla data della sua pubblicazione. Pertanto, le sentenze che abbiano deciso opposizioni all’esecuzione pubblicate prima del primo marzo 2006, restano esclusivamente appellabili; per quelle, invece, pubblicate successivamente a tale data e fino al 4 luglio 2009, non è più ammissibile l’appello in forza dell’ultimo periodo dell’art. 616 cod proc. civ., introdotto dalla legge 24 febbraio 2006, n. 52, con la conseguenza dell’esclusiva ricorribilità per cassazione ai sensi dell’ari. 111, settimo comma, Cost.; le sentenze, infine, in cui il giudizio di primo grado sia ancora pendente al 4 luglio 2009, e siano quindi pubblicate successivamente a tale data, tornano ad essere appellabili, essendo stato soppresso l’ultimo periodo dell’art. 616 cod proc civ., ai sensi dell’art. 49, secondo comma della legge 18 giugno 2009, n. 69. (Principio affermato ai sensi dell’art. 360 bis, n. 1, cod proc. civ)>.
Dello stesso tenore anche Cass. 12 maggio 2011, n. 10451; Cass., ord. 17 agosto 2011, n. 17321; Cass. 28 febbraio 2012, n. 3025; Cass. 7 novembre 2012, n. 19273; Cass. 7 febbraio 2013, n. 2972; Cass. 30 agosto 2013, nn. 20034 e 20035; Cass. 5 settembre 2013, n. 20419; Cass., ord. 30 ottobre 2013, n. 24501; Cass. 7 novembre 2013, n. 25056; Cass. 19 novembre 2013, n. 25904; Cass. 31 gennaio 2014, n. 2105; Cass. 4 febbraio 2014, n. 2428; Cass. 21 marzo 2014, n. 6757; Cass., ord. 8 luglio 2014, n. 15580.
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