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Adeguamento dell Agenzia alla L.R. 1/2011: il Sistema di gestione della prestazione e dei risultati nell ARPA Lazio - PDF
Adeguamento dell Agenzia alla L.R. 1/2011: il Sistema di gestione della prestazione e dei risultati nell ARPA Lazio
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1 Allegato alla deliberazione n. 5 del 13/01/2012 Adeguamento dell Agenzia alla L.R. 1/2011: il Sistema di gestione della prestazione e dei risultati nell ARPA Lazio Divisione pianificazione, sviluppo e controllo interno dicembre 2011
3 Indice Premessa Il sistema di gestione della prestazione e dei risultati Riferimenti codici abbreviazioni 1. Definizione degli obiettivi, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori 2. Collegamento tra gli obiettivi e l allocazione delle risorse 3. Monitoraggio in corso d esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi 4. Misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale 5. Utilizzo dei sistemi premianti 6. Rendicontazione agli organi di indirizzo politico-amministrativo 3
4 Premessa Questo documento costituisce una tappa dell avvicinamento dell ARPA Lazio al pieno adempimento alle prescrizioni della L.R. 16 Marzo 2011, n. 1 Norme in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle amministrazioni regionali. Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e successive modifiche. Esso si inserisce nel percorso avviato all inizio del 2011 con l analisi contenuta nel documento Elementi per l adeguamento dell Agenzia al D.Lgs. 150/2009. Misurazione, valutazione e trasparenza della performance, la cui stesura ha preceduto l adozione del Documento di programmazione Verso il piano triennale della performance 1 e che già indicava gli elementi di corrispondenza e le necessità di intervento per la piena rispondenza del sistema di programmazione e controllo dell Agenzia al dettato del Decreto legislativo 150/2009, presupposto della legge regionale 1/2011, e al quale si rinvia per una loro analitica descrizione. L entrata in vigore della L.R. 1/2011 consente e richiede un passaggio ulteriore, che puntualizzi i contenuti di quell analisi rispetto al dettato della legge stessa. Essa dispone, infatti, che il rispetto delle disposizioni al suo interno contenute è condizione necessaria per l erogazione dei premi legati al merito, alla prestazione e ai risultati, 2 che le disposizioni della legge si applicano alla Regione e a tutti gli enti pubblici da essa dipendenti, ivi compresi gli enti del servizio sanitario regionale e prevalgono sulle eventuali disposizioni contrastanti contenute nelle leggi regionali che li disciplinano, 3 che sia disciplinato il sistema di misurazione e valutazione della prestazione e dei risultati, in conformità a quanto disposto dall articolo 7 del d.lgs. 150/2009, 4 che sia istituito, entro il 31 dicembre 2011, 5 un Organismo indipendente di valutazione (OIV), il quale riferisce direttamente agli organi di indirizzo politico-amministrativo 6 e costituita, all interno dell Amministrazione, una struttura tecnica permanente che presidi l integrità del sistema e supporti l OIV nella gestione del ciclo delle prestazioni e dei risultati fornendo dati, informazioni e analisi specifiche in fase di definizione degli obiettivi, di monitoraggio delle attività correlate e in fase di rendicontazione dei risultati ottenuti. 7 Successivamente all entrata in vigore della legge, la Regione Lazio, con nota prot. n del 20 giugno 2011 (prot. ARPA Lazio n del 22 giugno 2011) ha invitato tutti gli Enti regionali, in attesa della predisposizione delle linee guida applicative della normativa di cui in oggetto che saranno comunicate da parte del Servizio di valutazione e controllo strategico, internal auditing della Presidenza della Regione Lazio, a non voler intraprendere nessuna iniziativa al riguardo. L Agenzia, ha, di conseguenza, sospeso le attività di avvicinamento alle prescrizioni della legge regionale, astenendosi anche dalla nomina dell OIV. In considerazione, tuttavia, del fatto che, trascorse le scadenze definite dalla legge regionale, non sono state trasmesse le linee guida cui la nota citata faceva riferimento né sono pervenute altre indicazioni, si è ritenuto opportuno procedere all adozione di un sistema provvisorio di misurazione e valutazione della prestazione e dei risultati, che costituisca il necessario presupposto alla dovuta adozione entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale di approvazione del bilancio annuale (di) un documento programmatico triennale, denominato Piano della prestazione e dei risultati, che, in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione economico-finanziaria e di bilancio, individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici e operativi e definisce gli indicatori per la misurazione e la valutazione della prestazione e dei risultati dell amministrazione nonché gli obiettivi da assegnare al personale dirigenziale e i relativi indicatori. 8 Tale sistema provvisorio non definisce, se non riportando il semplice dettato della L.R. 1/2011, l organizzazione di dettaglio dell OIV, né quella della struttura tecnica permanente, che tuttavia, sulla base delle funzioni ad essa 1 Adottato con deliberazione n. 33 del 6 aprile Art. 1 Oggetto e principi generali, comma 3 3 Art. 2 Ambito di applicazione 4 Art. 7 Sistema di misurazione e valutazione della prestazione e dei risultati 5 Comma 1 dell art. 22 Primo insediamento degli organismi indipendenti di valutazione e delle strutture tecniche 6 Art. 14 Organismo indipendente di valutazione 7 Art. 16 Struttura tecnica permanente 8 Art. 10 Piano della prestazione e dei risultati e relazione sulla prestazione e sui risultati 4
5 attribuite dall atto organizzativo dell Agenzia, 9 viene individuata nell Unità organizzazione e controlli interni nel contesto della DG0.DPS. Il sistema stesso, dunque, dovrà essere rivisto, non solo perché incorpori attraverso i percorsi contrattualmente previsti (in particolare per quel che riguarda la misurazione e la valutazione della performance organizzativa e individuale) le modifiche e le integrazioni necessarie, cui nella descrizione stessa si fa riferimento, ma anche per adeguarlo alle indicazioni che proverranno dalle Linee guida regionali e dall OIV, una volta costituito. 9 Deliberazione n. 8 del 24/01/2006 Istituzione ed organizzazione delle strutture dell Agenzia in attuazione del Regolamento approvato con deliberazione n. 21 del 3 febbraio 2005 Definizione delle attribuzioni dei dirigenti 5
6 Riferimenti L.R. 16 Marzo 2011, n. 1 Norme in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle amministrazioni regionali. Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo della giunta e del consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e successive modifiche Elementi per l adeguamento dell Agenzia al D.Lgs. 150/2009. Misurazione, valutazione e trasparenza della performance, Divisione pianificazione, sviluppo e controllo interno Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni Contratto Collettivo Integrativo Aziendale della dirigenza (luglio 2009), allegato alla deliberazione n. 100 del Contratto Collettivo Integrativo Aziendale del comparto (luglio 2009), allegato alla deliberazione n. 101 del Deliberazione n. 8 del 24/01/2006 Istituzione ed organizzazione delle strutture dell Agenzia in attuazione del Regolamento approvato con deliberazione n. 21 del 3 febbraio 2005 Definizione delle attribuzioni dei dirigenti L.R. 6 Ottobre 1998, n. 45 Istituzione dell'agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio Regolamento dell ARPA Lazio, approvato dalla Giunta Regionale del Lazio con deliberazione n. 418 del 25 marzo 2005 Procedura Gestionale DG0.DPS.OC 010 Divisione pianificazione, sviluppo e controllo interno Codici e abbreviazioni DG0.DPS DG0.DPS.OC DA0.DRU O.I.V. CdR CdD QPG Divisione pianificazione, sviluppo e controlli interni Unità organizzazione e controlli interni Divisione risorse umane Organismo Indipendente di Valutazione Centro di Responsabilità Conferenza di Direzione Quadro di Programmazione Generale 6
7 Il sistema di gestione della prestazione e dei risultati L art. 4 della LR 1/2011 dispone che la Regione e gli enti pubblici da essa dipendenti, ivi compresi gli enti del servizio sanitario regionale, sviluppano, in maniera coerente con i contenuti e con le fasi della programmazione economico- finanziaria e del bilancio e in conformità a quanto previsto dall articolo lo 4 del d.lgs. 150/2009, il ciclo di gestione della prestazione e dei risultati. Il ciclo di gestione della prestazione e dei risultati, che il decreto identifica come ciclo della performance, prevede la seguente articolazione in fasi: - definizione degli obiettivi, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori - collegamento tra gli obiettivi e l allocazione delle risorse - monitoraggio in corso d esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi - misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale - utilizzo dei sistemi premianti - rendicontazione agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonché ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e destinatari dei servizi Una tale articolazione prefigura un sostanziale parallelismo tra il ciclo della prestazione e dei risultati disciplinato dalla legge regionale e il ciclo della programmazione e controllo che ha trovato, nel corso degli anni, una sua sostanziale e coerente applicazione all interno dell Agenzia mediante l adozione di procedure e strumenti dedicati 10 e l evoluzione della contrattazione collettiva integrativa aziendale. 11 Nelle pagine che seguono verrà fornita, per ognuna della fasi citate, una sintetica descrizione: - delle modalità attuative del processo e delle eventuali procedure di conciliazione attivate, - dei soggetti coinvolti e delle loro responsabilità, - degli strumenti in uso nel sistema, - delle criticità o dei percorsi di adeguamento di cui tener conto per assicurare la progressiva evoluzione del ciclo nel senso descritto dal D. Lgs. 150/2009 e dalla successiva normativa regionale di recepimento. La descrizione delle fasi del ciclo ha lo scopo di: - consentire la massima chiarezza, anche ai fini di una piena condivisione, delle funzioni e delle responsabilità attribuite ai soggetti e alle strutture coinvolte nel processo di misurazione e valutazione della performance, favorendone il coordinamento - dotare l'amministrazione e l istituendo OIV di uno strumento di monitoraggio dell'effettivo stato di consolidamento del Sistema all interno dell Agenzia. 10 Cfr. Procedura Gestionale DG0.DPS.OC 010 Divisione pianificazione, sviluppo e controllo interno 11 Cfr. Contratto collettivo integrativo aziendale della dirigenza allegato alla deliberazione n. 100 del e Contratto collettivo integrativo aziendale ale del comparto allegato alla deliberazione n. 101 del
8 Proprio per evidenziare l attuale livello di sviluppo del sistema, nel documento vengono identificati con il simbolo gli elementi del sistema già disponibili e operativi all interno dell Agenzia e con il simbolo gli elementi che, invece, devono essere ancora introdotti ex novo o, a loro volta, adeguati all impianto previsto dalla legge regionale. 8
9 1. Definizione degli obiettivi, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori 1.a Il processo L ARPA Lazio, conformemente alle previsioni del proprio Regolamento, 12 ha individuato nel sistema di gestione per obiettivi per Centri di Responsabilità lo strumento attraverso il quale programmare annualmente le attività e misurare i risultati raggiunti. Ai fini dell attuazione del sistema, l Agenzia procede preliminarmente all individuazione dei Centri di Responsabilità cui associare il perseguimento degli obiettivi e la valutazione delle prestazioni e dei risultati, mediante l adozione del Piano dei Centri di Responsabilità ( strumen ) e il suo progressivo aggiornamento sulla base dell assetto organizzativo adottato e degli incarichi conferiti. In particolare, sono identificate come Centri di Responsabilità (di seguito CdR) le strutture organizzative della cui direzione sia stato incaricato un dirigente. A seconda del livello di responsabilità nel quale si collocano all'interno della struttura organizzativa dell'agenzia, i CdR si suddividono in: 1. CdR di I livello comprendono le Divisioni e gli Staff autonomi della direzione generale, del servizio tecnico e del servizio amministrativo della struttura centrale, le Direzioni di Sezione provinciale e i Servizi delle Sezioni provinciali, cui sia stato posto a capo un dirigente. 2. CdR di II livello comprendono le Unità e gli Staff collocati all'interno delle Divisioni e dei Servizi della struttura centrale e delle sezioni provinciali e le Unità amministrative delle sezioni provinciali, cui sia stato posto a capo un dirigente. Ogni CdR di II livello può afferire ad uno e ad un solo CdR di I livello. Ad ogni CdR, sia di I che di II livello, è associata la definizione di una Scheda obiettivi annuale, sulla base della quale orientare la programmazione delle attività e valutare la performance organizzativa, sia a livello di CdR che di singolo operatore. Le performance organizzative dei CdR di I livello concorrono, quindi, alla valutazione della performance organizzativa dell amministrazione nel suo complesso, secondo le modalità descritte nel presente documento. La legge istitutiva dispone che gli obiettivi strategici siano definiti dal direttore generale dell Agenzia tenuto conto delle direttive generali della Giunta regionale, 13 formulate sulla base delle proposte del Comitato regionale di indirizzo e verifica ( sogge ), rilevate le eventuali proposte dei Comitati provinciali di coordinamento ( sogge ). A tal fine si avvale del supporto della Conferenza di direzione ( sogge ). Alla definizione degli obiettivi concorrono altresì le proposte dei dirigenti delle strutture dell Agenzia, raccolte ed elaborate con il supporto della DG0.DPS. ( sogge ). Il direttore generale, sulla base degli elementi informativi propri e dei documenti istruttori presentati dalla DG0.DPS, nonché degli obiettivi strategici pluriennali dell Agenzia, individua le priorità generali d azione e formula gli obiettivi annuali dell Agenzia, affidando alla DG0.DPS la predisposizione dei relativi atti e strumenti di programmazione. In particolare, con la predisposizione del Quadro di programmazione generale ( strumen ), l Unità organizzazione e controlli interni ( sogge ) attribuisce ad ogni CdR gli obiettivi annuali da raggiungere, con il dettaglio delle attività specifiche da realizzare e dei relativi indicatori e target per la valutazione finale dei risultati, ottenendo così una Scheda obiettivi annuale per ciascun CdR di I livello. In coerenza con le priorità individuate, la DG0.DPS elabora, inoltre, un Piano dei pesi ( strumen ) relativo agli obiettivi annuali previsti, che individua per ciascun CdR di I livello una quota di rilevanza di ciascun obiettivo annuale rispetto al totale degli obiettivi ad esso assegnati (base 100%). La DG0.DPS, entro il 15 dicembre, trasmette i documenti cosi predisposti ai diversi soggetti coinvolti direttore generale, direttore tecnico e amministrativo, direttore di Sezione provinciale e dirigenti responsabili 12 Art. 5 - principi e funzionamento. L attività dell Agenzia è realizzata per obiettivi, linee di azione e prodotti, da una o più strutture centrali e provinciali, in forma coordinata, sulla base di un documento di gestione aziendale che ridistribuisce coerentemente le risorse. L attività dell Agenzia viene svolta con criteri che garantiscono la perseguibilità degli obiettivi, la realizzabilità dei prodotti e l omogeneità degli interventi che individuano univocamente le responsabilità secondo processi aziendali sottoposti alle procedure di qualità 13 L art. 9 della L.R. 45/98 stabilisce che la Giunta Regionale, nell esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo sull ARPA, emana direttive per la gestione dell ARPA al fine di garantirne la conformità agli indirizzi della programmazione regionale 9
10 di CdR di I livello per consentire la fase di consultazione ai diversi livelli dell Agenzia, secondo le modalità di volta in volta previste, richiedendone eventuali proposte di integrazione e di modifica entro il 30 dicembre. I dirigenti responsabili di CdR di I livello, nell ambito di tavoli di consultazione organizzati e coordinati dalle diverse direzioni dell Agenzia, esaminano la programmazione nel suo complesso e con riferimento alla/e Scheda/e obiettivi di propria competenza, anche promuovendo il confronto interno ed esterno alla propria direzione (Sezione provinciale, Servizio tecnico, Servizio amministrativo, Direzione generale). In conclusione si formulano proposte di modifica ed integrazione agli Obiettivi annuali, in modo particolare rispetto al contenuto dell obiettivo, alle modalità attuative, alle responsabilità organizzative, al peso dell obiettivo, al target finale e ai criteri di monitoraggio/valutazione del risultato). La DG0.DPS riceve le comunicazioni ed i documenti di programmazione revisionati dai diversi soggetti coinvolti nella fase di consultazione, esamina le proposte anche con il supporto delle direzioni competenti e/o delle strutture che hanno coordinato le consultazioni, giungendo ad una rielaborazione dei documenti stessi che viene sottoposta al direttore generale, come istruttoria per la Conferenza di Direzione. Il direttore generale, tenuto conto delle indicazioni regionali, delle proposte pervenute, sentita la CdD estesa ai dirigenti responsabili di CdR di I livello, adotta annualmente, entro il 31 gennaio e, comunque, non oltre entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale di approvazione del bilancio annuale - un documento programmatico triennale, denominato Piano della prestazione e dei risultati ( strumen ), che, coerentemente con i contenuti e il ciclo della programmazione economico-finanziaria e di bilancio, individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici e operativi e definisce gli indicatori per la misurazione e la valutazione della prestazione e dei risultati dell amministrazione nonché gli obiettivi da assegnare al personale dirigenziale e i relativi indicatori. 14 Al Piano è allegato il QPG che raccoglie in forma sinottica le Schede obiettivi dei CdR di I livello. Nel Piano sono esplicitati gli obiettivi dell Agenzia, ponendo in relazione, in una logica di sistema, il suo mandato istituzionale, le aree strategiche in cui esso si realizza, gli obiettivi strategici nonché gli obiettivi annuali (o operativi) in cui gli obiettivi strategici si articolano. La mappa logica che sintetizza tali relazioni è rappresentata dal cd. albero della performance, rappresentato di seguito. All interno di ogni area strategica, dunque, per ciascun obiettivo, triennale e annuale, il Piano riporta: - le strutture coinvolte nel suo perseguimento, - l indicatore prescelto per la misurazione della performance organizzativa annuale, - il target, ovvero il valore atteso della performance, - l eventuale previsione di una scadenza prevista per il suo raggiungimento, - il peso degli obiettivi rispetto al quadro complessivo della programmazione. 14 Art. 10 comma 1 lettera b) della L.R. 1/
11 area strategica n struttura/e coinvolta/e indicatore target t peso obiettivo triennale n.a obiettivo annuale n.a.1 Nelle figure sottostanti si riporta la struttura dell albero della performance dell ARPA Lazio: 15 in particolare si evidenzia la disarticolazione del mandato dell Agenzia in funzioni e aree strategiche (1) e di queste in linee di attività (2), dimensioni su cui si sviluppa la performance organizzativa dell Agenzia e rispetto alle quali vengono impostate le attività di programmazione, misurazione e valutazione. [1] [2] 15 Messo a punto e concordato all interno del Gruppo di lavoro - composto dalla Agenzie di protezione ambientale di Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia e Umbria - dedicato all approfondimento dei contenuti del decreto e alla sua applicazione nel campo delle agenzie ambientali, anche nell ottica di avviare un attività di benchmarking tra le agenzie che compongono il cd. sistema delle agenzie 11
12 Adottato il Piano delle prestazioni e dei risultati, la DG0.DPS trasmette le schede obiettivi ( strumen ) ai CdR di I livello. Entro 15 giorni dall adozione del Piano, il dirigente responsabile di CdR di I livello, con l ausilio della Scheda assegnazione obiettivi CdR II livello ( strumen ), provvede ad assegnare gli obiettivi ai CdR di II livello afferenti alla propria struttura, ricalcolandone il peso coerentemente con le competenze della struttura stessa e con il quadro di programmazione complessivo dell Agenzia. La Scheda obiettivi CdR di II livello, datata e firmata dai due responsabili, viene trasmessa alla DG0.DPS ( sogge ). Una volta completata l assegnazione degli obiettivi alle strutture attive all interno dell organizzazione, entro i 15 giorni successivi, i responsabili dei CdR procedono all assegnazione degli obiettivi a tutto il personale afferente alla struttura dirigenti titolari di incarico professionale, titolari di posizioni organizzative, personale del comparto - mediante la compilazione della Scheda assegnazione obiettivi al personale ( strumen ). Le Schede firmate per presa visione dal personale coinvolto vengono trasmesse alla DG0.DPS. 1.a.1 Definizione degli indicatori La struttura dell albero della performance, e la sua articolazione in livelli di programmazione, triennale e annuale, fa perno su un insieme i indicatori su cui sono basate le attività di misurazione e valutazione della prestazione e dei risultati. 16 Nell ambito della misurazione della prestazione dell Agenzia e delle sue strutture, ad indicatori di outcome associati agli obiettivi strategici, si affiancano indicatori di risultato, output, processo e input che possono essere associati tanto agli obiettivi strategici quanto agli obiettivi annuali in cui essi si articolano. Il legame tra obiettivi e indicatori rappresentati nel Piano delle prestazioni e dei risultati è formalizzato nell allegato tecnico in cui viene definita la relazione obiettivi/indicatori per l intero ciclo. L allegato rappresenta un estrazione degli indicatori gestiti mediante l Anagrafe degli indicatori ( strumen ), curata dalla DG0.DPS con il supporto della Struttura tecnica permanente, nella quale sono riportate le principali caratteristiche degli indicatori utilizzati nel piano (descrizione, formula, natura dei dati, responsabilità del relativo popolamento, ). 16 L art. 8 della LR 1/2011 individua tra gli ambiti di misurazione e di valutazione della prestazione e dei risultati organizzativi l attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività, sulla promozione delle pari opportunità, l attuazione di piani e programmi, ovvero la misurazione dell effettivo grado di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti e del livello previsto di utilizzo delle risorse 12
13 1.b Soggetti e responsabilità in corsivo: dettato della L.R. 1/2011 (nelle more dell adeguamento dell Agenzia secondo le modalità previste dalla normativa) 1.b.1 Comitato regionale di indirizzo e verifica Istituito dalla L.R.45/98 con la finalità di consentire la partecipazione degli enti locali all azione di indirizzo e verifica da parte del sistema regionale di protezione ambientale, il Comitato formula proposte alla Giunta Regionale in merito alla direttive generali per la formulazione dei programmi di intervento dell ARPA nel rispetto della programmazione regionale. 1.b.2 Comitato provinciale di coordinamento Istituito dalla L.R. 45/98 per garantire la realizzazione degli obiettivi contenuti nell accordo di programma e al fine di assicurare il coordinamento tecnico delle attività delle sezioni provinciali con gli enti locali, i dipartimenti di prevenzione delle aziende USL e con le sezioni provinciali dell Istituto zooprofilattico sperimentale per il Lazio e la Toscana, ha il compito di formulare proposte al direttore generale per la definizione del programma di intervento annuale per la parte relativa alle sezioni provinciali. 1.b.3 Conferenza di direzione Prevista dall articolo 11 del Regolamento dell Agenzia, la Conferenza supporta il direttore generale nell espletamento delle sue funzioni, con particolare riferimento all individuazione degli obiettivi strategici, alla definizione delle relative linee di azione e alla verifica del loro perseguimento, nonché all elaborazione degli atti di programmazione e organizzazione a valenza generale; nella individuazione dei criteri attuativi delle linee strategiche di attività e degli atti programmatici e organizzativi a valenza generale, con particolare riferimento al coordinamento e all integrazione a livello regionale delle attività della direzione centrale e delle sezioni provinciali. Sono membri di diritto della Conferenza il direttore generale, che la convoca e la presiede, i vicedirettori generali, il direttore tecnico ed il direttore amministrativo. Il direttore generale può richiedere anche la partecipazione dei direttori delle sedi provinciali. Alle riunioni della CdD possono altresì partecipare i responsabili delle aree e delle strutture in staff della direzione centrale o altri dirigenti dell Agenzia a richiesta del direttore generale. 1.b.4 Divisione pianificazione sviluppo e controllo interno La DG0.DPS supporta il direttore generale nelle sue funzioni di pianificazione, programmazione, sviluppo e verifica delle attività dell Agenzia, occupandosi in particolare di: - supportare il direttore generale nella formulazione delle politiche e dei piani di sviluppo e marketing dell Agenzia e predisporre gli atti di programmazione dell Agenzia stessa, nonché i piani e programmi di lavoro annuali e pluriennali - supportare il direttore generale nella valutazione e controllo strategico concernente l adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani e dei programmi e predisporre la relazione annuale da trasmettere alla Regione unitamente al bilancio. 1.b.5 Unità organizzazione e controlli interni [Struttura tecnica permanente] Come articolazione della Divisione pianificazione sviluppo e controllo interno, l Unità: - fornisce il supporto metodologico ed operativo al direttore generale per la formulazione di politiche e piani di sviluppo dell Agenzia; - cura, sulla base degli indirizzi formulati dal direttore generale, la predisposizione dei documenti di programmazione annuale e pluriennale ed elabora il sistema di programmazione e gestione per obiettivi, definendo le relative procedure e metodologie con specifico riferimento ai programmi annuali, agli obiettivi, agli indicatori di attività, di processo e di risultato riferiti alle strutture in cui si articola l Agenzia; - cura la redazione della relazione annuale sulle attività svolte dall Agenzia da trasmettere alla Regione. [Nello svolgimento della funzione di struttura tecnica permanente del sistema] presidia l integrità del sistema e supporta l OIV nella gestione del ciclo delle prestazioni e dei risultati fornendo dati, informazioni e analisi 13
14 specifiche in fase di definizione degli obiettivi, di monitoraggio delle attività correlate e in fase di rendicontazione dei risultati ottenuti b.6 OIV Sovrintende al funzionamento complessivo del sistema della valutazione, dei controlli interni, della trasparenza e dell integrità Art. 16, comma 1, lettera a) della L.R. 1/ Art. 15 comma 1 della L.R. 1/
15 1.c Strumenti 1.c.1 Piano dei Centri di Responsabilità Il documento riporta per ciascuna struttura organizzativa dell Agenzia, contrassegnata dal relativo codice identificativo, l indicazione del dirigente responsabile, la scadenza dell incarico nonché i riferimento dell atto di conferimento, come riportato nella tabella che segue: Codice struttura Denominazione struttura Dirigente responsabile scadenza incarico riferimenti incarico Il Piano dei CdR è aggiornato: - entro il 31 gennaio di ogni anno, e comunque in concomitanza con l adozione del Piano delle prestazione e dei risultati, sulla base di una ricognizione degli incarichi conferiti effettuata dalla DA0.DRU su richiesta della DG0.DPS - successivamente, per ogni conferimento di incarico di struttura. 1.c.3 Piano dei pesi Il Piano dei pesi rappresenta lo strumento attraverso il quale la DG0.DPS, nel recepire gli orientamenti strategici provenienti dai documenti di programmazione, perviene ad attribuire un peso agli obiettivi annuali dei CdR di I livello partendo da una valutazione preliminare dell impatto degli obiettivi triennali e delle aree strategiche in cui questi si raggruppano sui contributi attesi dalle strutture sulla base delle rispettive competenze e dei ruoli loro affidati dalla programmazione. CdR 1 CdR 2 CdR 3 Area strategica 1 obiettivo triennale 1.a obiettivo annuale 1.a obiettivo annuale 1.a Area strategica 2 obiettivo triennale 2.a obiettivo annuale 2.a Area strategica n obiettivo triennale n.a n n n obiettivo annuale N.a.1 xx xx Xx Somma pesi annuale c.2 Quadro di programmazione generale (QPG) Il QPG è lo strumento attraverso il quale viene definito, in forma sinottica, il contributo dei CdR alla programmazione triennale e annuale dell ente, attraverso il collegamento degli obiettivi con le strutture individuate nel Piano dei CdR e con l indicazione: - per gli obiettivi strategici triennali, dei CdR coinvolti e del peso degli obiettivi rispetto al quadro complessivo della programmazione strategica, - per gli obiettivi annuali, dei CdR coinvolti, degli indicatori e dei relativi target, delle eventuali scadenze e del peso degli obiettivi rispetto al quadro complessivo della programmazione annuale. CdR coinvolto indicatore target t peso 1. CONTROLLI obiettivo triennale 1.a obiettivo annuale 1.a.1 [es. Rifiuti] obiettivo annuale 1.a.2 [es. CEM] 3. VALUTAZIONE AMBIENTALE obiettivo triennale 3.a obiettivo annuale 3.a.1 [Reporting] 1.c.3 Piano della prestazione e dei risultati 15
16 Il documento è articolato in 8 sezioni di cui si riportano di seguito i contenuti in forma sintetica: - Presentazione del Piano riporta in maniera sintetica e chiara i punti salienti del Piano, in particolare le strategie che si intende perseguire per il successivo triennio e i risultati attesi, la filosofia di fondo dell Agenzia (le aree di attività, le ragioni fondamentali dell attività in termini di finalità, ambizioni e aspettative, e la filosofia organizzativa ovvero il modo di essere e di funzionare dell Agenzia in alcuni profili gestionali e organizzativi) e del Piano (come è stato redatto/impostato, qual è stato il grado di partecipazione; quali finalità si pone), la garanzia dell effettivo rispetto dei principi di veridicità e di partecipazione. - Executive summary - Identità contiene informazioni su: l amministrazione in cifre (p.es. le risorse finanziarie complessivamente assegnate, il numero di dipendenti, il numero di strutture territoriali), il mandato istituzionale e la missione (il perimetro nel quale l Agenzia opera sulla base delle sue attribuzioni/competenze istituzionali, in particolare offrendo informazioni sull inquadramento e ruolo istituzionale dell Agenzia, i prodotti e i servizi erogati nell'ambito delle aree di competenza e il portafoglio di attività svolte), il territorio (utenti serviti ed altre informazioni sullo stato dell ambiente e sulle pressioni ambientali che insistono sul territorio regionale); l albero della performance - Analisi del contesto fornisce un quadro conoscitivo direttamente dipendente dalle strategie perseguite dall Agenzia. Il campo di indagine di questa sezione è limitato alle sole condizioni, fenomeni e stakeholders che influenzano significativamente le sue strategie. In particolare vengono presentate le analisi di contesto interno ed esterno e ne viene fornita una sintesi ai fini della programmazione dell Agenzia - Obiettivi strategici presenta gli obiettivi strategici e quindi, nei fatti, promuove una cultura agenziale orientata alla strategia. All interno della logica dell albero della performance, le aree strategiche sono declinate in uno o più (comunque in numero limitato) obiettivi strategici per i quali l Agenzia è responsabile. Per ogni obiettivo strategico si devono specificare, in maniera sintetica e indicativa, le risorse complessivamente destinate al raggiungimento dell obiettivo - Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi presenta gli obiettivi operativi, traduce la strategia in azione. Ad ogni obiettivo strategico devono corrispondere uno o più obiettivi operativi, a cui si associano uno o più indicatori e relativi target - Il processo seguito e le azioni di miglioramento del Ciclo della prestazione e dei risultati si descrive il processo seguito per la realizzazione del Piano e le azioni di miglioramento del Ciclo di gestione della prestazione e dei risultati - Allegati Scheda n. 1 - Analisi del contesto esterno ed interno (analisi SWOT) - Scheda n. 2 - Analisi quali-quantitativa delle risorse umane - Scheda n. 3 - Obiettivi/indicatori 1.c.4 Scheda obiettivi CdR La Scheda obiettivi riporta, per CdR, l insieme degli obiettivi annuali assegnati ai CdR, ripartiti per aree strategiche e obiettivi strategici triennali. Per ciascun obiettivo la Scheda riporta i corrispondenti indicatori e i target da raggiungere, le relative scadenze, ove pertinente, e il peso. indicatore target t peso 1. CONTROLLI obiettivo triennale 1.a obiettivo annuale 1.a.1 [es. Rifiuti] obiettivo annuale 1.a.2 [es. CEM] 3. VALUTAZIONE AMBIENTALE obiettivo triennale 3.a obiettivo annuale 3.a.1 [Reporting] obiettivo Descrizione dell obiettivo assegnato. Per la dimensione strategica complessiva dell Agenzia e l articolazione degli obiettivi, il responsabile del CdR fa riferimento al Piano 16
17 indicatore Denominazione dell indicatore utilizzato per l attività di misurazione del livello di raggiungimento dell obiettivo. Per le caratteristiche dell indicatore il responsabile del CdR fa riferimento all Anagrafe degli indicatori (vedi 1.c.6) aggiornata e adottata contestualmente alla definizione degli obiettivi. Per ogni obiettivo è ammesso un numero massimo predefinito di indicatori. Nel caso siano presenti più indicatori di valutazione, occorre specificare in quale percentuale ciascuno di essi concorra alla misurazione della performance sul obiettivo (somma dei pesi uguale a 100) target t peso Indica il valore atteso a fine anno o alla scadenza indicata nella colonna t Scadenza dell attività di misurazione ovvero della presentazione di output. In particolare, nel caso in cui l indicatore e il target facciano riferimento alla produzione di output specifici (atti, progetti, piani ecc.) la data riportata sulla Scheda deve intendersi come data di scadenza di predisposizione/adozione dell output, secondo le eventuali caratteristiche e proprietà riportate espresse nel campo. Il campo può altresì contenere a) un riferimento alla periodicità che deve essere assicurata alla produzione di un output specifico e/o la data a partire dalla quale decorre tale periodicità (es. trimestralmente, a partire da ) b) un tempo massimo a partire da un evento ( es. acquisizione della strumentazione di laboratorio ) entro il quale l output va presentato c) il rinvio al target tutte le volte in cui la scadenza costituisce una proprietà specifica del tipo di indicatore o di target associato. In tutti gli altri casi la data riportata nel campo va intesa come data di verifica del livello di raggiungimento del target da parte del CdR. Entro tale data il dirigente responsabile del CdR dovrà fornire, qualora sia previsto nella Scheda, gli elementi utili alla rendicontazione delle attività e, in ogni caso, segnalare gli eventuali problemi che possono incidere sulla misurazione della performance del CdR Esprime il peso percentuale assegnato all obiettivo annuale (la somma dei pesi di tutti gli obiettivi per CdR è uguale a 100). Viene determinato dalla DG0.DPS sulla base degli obiettivi e dei criteri condivisi in seno alla CdD, riconducibili in sintesi ai principi di pertinenza degli obiettivi rispetto alle competenze della struttura, omogeneità tra le strutture affini in termini di competenze/funzioni all interno dello stesso obiettivo e rilevanza degli obiettivi rispetto alla programmazione complessiva dell Agenzia. Per l attribuzione dei pesi agli obiettivi delle singole strutture la DG0.DPS si avvale del Piano dei pesi. 1.c.5 Scheda assegnazione obiettivi CdR II livello Dalla Scheda obiettivi CdR di I livello discende la Scheda assegnazione obiettivi CdR II livello nella quale il dirigente sovraordinato segnala gli obiettivi da assegnare alla struttura di II livello (nella figura sottostante, ) ricalcolandone il peso alla luce delle competenze della struttura stessa e/o di una valutazione più generale di carattere strategico/programmatorio riferita alla struttura da lui presieduta. indicatore target t peso CdR I liv. peso riformulato 1. CONTROLLI obiettivo triennale 1.a - obiettivo annuale 1.a.1 [es. Rifiuti] obiettivo annuale 1.a.2 [es. CEM] 3. VALUTAZIONE AMBIENTALE obiettivo triennale 3.a - obiettivo annuale 3.a.1 [Reporting] 1.c.6 Scheda assegnazione obiettivi al personale 17
18 L assegnazione degli obiettivi annuali al personale si perfeziona con l inserimento dei nomi dei dipendenti nello spazio individuato dalla freccia nella tabella sottostante (nella figura sottostante, ). A riscontro dell avvenuta assegnazione il personale sottoscrive la scheda di sua pertinenza. 1. CONTROLLI indicatore target t peso personale obiettivo triennale 1.a - obiettivo annuale 1.a.1 [es. Rifiuti] obiettivo annuale 1.a.2 [es. CEM] 3. VALUTAZIONE AMBIENTALE obiettivo triennale 3.a obiettivo annuale 3.a.1 [Reporting] 1.c.7 Anagrafe degli indicatori A partire dal 2011, per gli indicatori adottati e utilizzati nel ciclo della performance, sono state elaborate schede anagrafiche in forma sperimentale, con l intento di testarne in corso d opera la migliore formulazione in termini di significatività interna e di comprensibilità esterna delle informazioni ivi contenute. Ciascun indicatore, quindi, viene rappresentato con una scheda contenente informazioni che nel loro complesso identificano in modo univoco e multidimensionale l indicatore, illustrandone la finalità, l oggetto misurato (contenuto tecnico dell attività osservata ed unità di misura), le fonti informative, le modalità e la periodicità di popolamento, le strutture responsabili, l impiego rispetto al ciclo della performance (obiettivi di riferimento e valutazione dei risultati), la qualità dell indicatore. L insieme delle schede costituisce l Anagrafe degli indicatori. Scheda anagrafica dell indicatore Codice Codice identificativo dell indicatore utile per un riferimento univoco ed immediato Indicatore Denominazione dell indicatore Descrizione Descrizione sintetica dell'indicatore e delle sue componenti (nel caso di indicatori complessi); spiega l aspetto oggetto di misura e la modalità di conteggio, onde evitare possibili diverse interpretazioni caratteristiche generali dell indicatore Impiego Misura Ambito Produzione del dato Classificazione degli indicatori secondo l uso odierno ai fini del Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa; distingue l impiego operativo (uso effettivo minimo di almeno un annuo con dati raccolti, verificati e disponibili), sperimentale (uso effettivo in corso con dati da raccogliere o verificare) e sospeso (uso effettivo rinviato o da rivalutare per diverse cause) Tipologia di indicatore derivante dall oggetto e dall unità di misura individuati (cfr. di seguito sotto Misura ) Tipologia di indicatore derivante dall ambito di rilevazione cui è destinato (cfr. di seguito sotto Ambito ) Modalità di popolamento dell indicatore (o delle sue componenti, in caso di indicatore complesso) rispetto al grado di standardizzazione e/o sistematizzazione di attività/processi ordinari eseguiti dalle strutture competenti (cfr. di seguito sotto Produzione del dato ) Fonte del dato Riferimenti ad archivi cartacei o informatici, applicativi e database interni ove risiedano e possano essere estrapolati i dati utili al popolamento dell indicatore (cfr. di seguito sotto Fonte del dato ) Frequenza Periodicità ordinaria nel corso dell anno (annuale, semestrale, trimestrale, mensile) stabilita per la rilevazione dei dati e per il popolamento del corrispondente indicatore; esclude richieste di natura particolare od occasionale. Con l opzione una tantum si segnalano gli indicatori individuati per necessità specifiche connesse alla Programmazione annuale (dovute ad attività esclusive oppure 18
19 utili trasversalmente su diversi ambiti di attività) e di utilizzo futuro non prevedibile. Struttura fornitrice Struttura certificatrice Struttura organizzativa incaricata di raccogliere i dati di base utili al popolamento dell indicatore (può trattarsi della struttura produttrice del dato per competenza diretta sul processo interessato, oppure di una struttura avente funzioni e strumenti di supporto, coordinamento o supervisione del processo e dunque con disponibilità del dato) Struttura organizzativa responsabile dell elaborazione dei dati di base raccolti utili al popolamento dell indicatore indicatore programmazione Obiettivo (codice) Obiettivo (linea di attività) Obiettivo (descrizione indicatore) Obiettivo (calcolo della performance) Codice dell obiettivo annuale che viene misurato con l indicatore (per la denominazione dell obiettivo si rimanda al Piano) Linea di attività o attività specifica, di natura tecnica o amministrativa, che rappresenta l aspetto dell obiettivo annuale misurato con l indicatore Descrizione sintetica della modalità di utilizzo dell indicatore o di più indicatori (richiamati con codice), ai fini della valutazione della performance relativa all obiettivo per l anno di riferimento (si rimanda ai documenti di programmazione) Formula matematica stabilita per il calcolo numerico esatto della performance ottenuta relativamente all obiettivo in esame per l anno di riferimento (si rimanda ai documenti di programmazione), utilizzando i valori di uno o più indicatori (richiamati con codice) Qualità dell indicatore Livello qualitativo dell indicatore nel suo complesso, ottenuto valutando congiuntamente e in forma qualitativa le caratteristiche di informatizzazione, disponibilità e storicità mostrate dallo stesso (cfr. di seguito Qualità dell indicatore ) qualità dell indicatore Informatizzazio ne Disponibilità Giudizio qualitativo sul grado di alimentazione dell indicatore e/o di sue componenti (nel caso di indicatore complesso) mediante il sistema informativo dell Agenzia (applicativi informatici in uso su attività tecniche o funzioni di servizio, archivi, database e catasti specifici) Giudizio qualitativo sulla capacità di popolare l indicatore con cadenza infra-annuale, fornendo dati di stock (valori/volumi ad un dato istante) rispetto ad un attività o processo utili ai fini analitici, ispettivi o decisionali Storicità Giudizio qualitativo sulla disponibilità effettiva di serie storiche dei valori dell indicatore, sufficientemente affidabili e comparabili (p.e. almeno 2 o 3 annualità) per lo sviluppo di analisi sugli andamenti gestionali Al fine di meglio comprendere il sistema di misurazione della performance messo a punto sinora dall Agenzia, con particolare riferimento alla caratterizzazione, all utilizzo ed alla valutazione degli indicatori, appare opportuno fornire di seguito un approfondimento per alcune voci sopra elencate. Misura In relazione all aspetto del ciclo della performance o dell andamento gestionale dell Agenzia in esame, l indicatore si caratterizza rispetto all oggetto che deve misurare e, di conseguenza, all unità di misura. Tali due elementi sono di seguito elencati e tipizzati per una più immediata comprensione: Oggetto di misura Unità di misura Misura (tipo) Codice misura Volume di attività tecniche quantità numeriche Numerico N Valore economico di attività quantità monetarie Economico E Puntualità di attività (o documenti) tempo (giorni, settimane) Temporale T Puntualità e qualità delle attività (o documenti) tempo (giorni, settimane) e % completezza (cfr. standard definiti nell obiettivo) Temporale / Qualitativo TQ 19
20 Copertura informativa rispetto ad un insieme di attività / tematismi % completezza informazioni (cfr. standard definiti nell obiettivo) Informativo I Completamento di attività rispetto ad un piano definito (elenco attività) % completezza attività (cfr. elenco definito) Numerico / Qualitativo NQ Ambito Gli indicatori sono raggruppati in tipologie in relazione agli ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa che essi sono deputati a fotografare: Ambiti di rilevazione Ambito (tipo indicatore) Attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività Indicatori di outcome Attuazione di piani e programmi, ovvero misurazione dell'effettivo grado di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello previsto di assorbimento delle risorse Rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive Modernizzazione e miglioramento qualitativo dell'organizzazione e delle competenze professionali e capacità di attuazione di piani e programmi Sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione Efficienza nell'impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonché all'ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi Qualità e quantità delle prestazioni e dei servizi erogati Raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari opportunità Indicatori di processo Indicatori di risultato Indicatori di processo Indicatori di processo Indicatori di input Indicatori di output Indicatori di processo Si precisa che la tabella contiene tutti gli ambiti individuati dal decreto mentre la L.R. 1/2011 fa menzione dei soli ambiti evidenziati in grigio. Produzione del dato Gli indicatori vengono popolati con modalità diverse in relazione al grado di standardizzazione e/o sistematizzazione dei processi interni che producono i dati necessari al loro popolamento (tanto in ambito tecnico-analitico quanto amministrativo). Poiché tale fattore determina differenti livelli di qualità del dato/indicatore (intesa come ripetibilità, omogeneità, accessibilità), è utile distinguere gli indicatori derivanti da una produzione dei dati: - informatizzata l indicatore (o le sue componenti, in caso di indicatore complesso) è popolato (in via diretta o indiretta) dal flusso dei dati prodotto con l impiego dei sistemi informativi nelle attività/processi ordinari di competenza delle strutture 19 (area tecnica o amministrativa); - non informatizzata l indicatore (o le sue componenti, in caso di indicatore complesso) non è popolato dal flusso dei dati derivante dall informatizzazione delle attività ordinarie svolte dalle strutture competenti, ma attraverso una raccolta dati non sistematica, né standardizzata ed omogenea (in genere con applicativi 19 Per esempio i dati generati dal sw per i laboratori, dal sw per la fatturazione e dal protocollo informatizzato. 20

References: articolo 7
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 7
 art. 22
 Art. 14
 Art. 16
 Art. 10
 art. 4
 Art. 5
 art. 9
 Art. 10
 art. 8
 articolo 11
 Art. 16
 Art. 15