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AIPPI Italiana NEWSLETTER Anno XI, Numero 2 Aprile 2006
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(Diritto) L'Unione Europea
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Direttiva 93 11 CEE
ITALCEMENTI SENTENZA CORTE EUROPEA 31 MARZO 2011 MANCATO AGGIORNAMENTO PRESCRIZIONI TAR LOMBARDIA ITALCEMENTI.
Regolamento UE (5)
Direttiva Europea Tutela dell'ambiente
Sentenza n. 11168 Del 21 Maggio 2014
Interpretazione Direttiva Europea Organizzazione Lavoro
L 11/4
DIRETTIVA 2001/95/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 3 dicembre 2001 relativa alla sicurezza generale dei prodotti
(Testo rilevante ai fini del SEE) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, (3)
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 95, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Comitato economico e sociale (2), deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato (3), alla luce del progetto comune approvato dal comitato di conciliazione il 2 agosto 2001, considerando quanto segue:
In mancanza di disposizioni comunitarie, la legislazione orizzontale degli Stati membri in materia di sicurezza dei prodotti, la quale impone in particolare agli operatori economici un obbligo generale di commercializzare esclusivamente prodotti sicuri, potrebbe presentare disparità per quanto riguarda il livello di tutela dei consumatori. Tali disparità, come pure la mancanza di una legislazione orizzontale in taluni Stati membri, potrebbero costituire altrettanti ostacoli agli scambi o essere all'origine di distorsioni della concorrenza nel mercato interno.
A norma dell'articolo 16 della direttiva 92/59/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1992, relativa alla sicurezza generale dei prodotti (4), quattro anni dopo il termine d'attuazione della stessa, in base ad una relazione della Commissione relativa all'esperienza acquisita, corredata delle opportune proposte, il Consiglio doveva deliberare in merito all'eventuale adeguamento della suddetta direttiva. Poiché occorre introdurre numerose modificazioni alla direttiva 95/59/CEE al fine di completarne, rafforzarne o chiarirne talune disposizioni alla luce dell'esperienza maturata e dei recenti sviluppi in materia di sicurezza dei prodotti di consumo nonché delle modifiche introdotte nel trattato, in particolare nell'articolo 152 relativo alla sanità pubblica e nell'articolo 153 riguardante la protezione dei consumatori e alla luce del principio di precauzione, è opportuno, a fini di chiarezza, procedere alla rifusione della direttiva 92/59/CEE. Tale rifusione esclude dall'ambito di applicazione della presente direttiva la sicurezza dei servizi, dal momento che la Commissione intende individuare le necessità, le possibilità e le priorità dell'azione comunitaria in materia di sicurezza dei servizi e di responsabilità dei prestatori di servizi, allo scopo di presentare proposte adeguate. È importante adottare misure volte a migliorare il funzionamento del mercato interno, che comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.
Per garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, la Comunità deve contribuire alla protezione della salute e della sicurezza degli stessi. Una normativa comunitaria orizzontale che introduca un requisito generale di sicurezza dei prodotti e contenente disposizioni in materia di obblighi generali di fabbricanti e distributori, in materia di controllo dell'applicazione dei requisiti comunitari di sicurezza dei prodotti e in materia di scambio rapido di informazioni e, in alcuni casi, in materia di azioni a livello comunitario, dovrebbe contribuire a tale scopo.
È molto difficile adottare una legislazione comunitaria per ogni prodotto già esistente o che potrà essere creato. Occorre un ampio quadro legislativo a carattere orizzontale per disciplinare questi prodotti e per colmare le lacune, in particolare in attesa della revisione della normativa specifica vigente, e per integrare le disposizioni legislative specifiche già in vigore o future, in particolare al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza dei consumatori, come prescrive l'articolo 95 del trattato.
(1) GU C 337 E del 28.11.2000, pag. 109 e GU C 154 E del 29.5.2001, pag. 265. (2) GU C 367 del 20.12.2000, pag. 34. 3 ( ) Parere del Parlamento europeo del 15.11.2000 (GU C 223 dell'8.8.2001, pag. 154), posizione comune del Consiglio del 12.2.2001 (GU C 93 del 23.3.2001, pag. 24) e decisione del Parlamento europeo del 16.5.2001 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale). Decisione del Parlamento europeo del 4.10.2001 e decisione del Consiglio del 27.9.2001. 4) GU L 228 dell'11.8.1992, pag. 24. (
Occorre quindi stabilire a livello comunitario un obbligo generale di sicurezza per tutti i prodotti immessi sul mercato, o altrimenti forniti o resi disponibili ai consumatori, destinati ai consumatori o suscettibili, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzati dai consumatori anche se non loro specificamente destinati. In tutti questi casi, i prodotti in oggetto possono presentare rischi per la sicurezza e la salute dei consumatori che occorre prevenire. È tuttavia opportuno escludere, a motivo della loro natura, taluni beni usati.
La presente direttiva dovrebbe applicarsi ai prodotti a prescindere dalle tecniche di vendita, compresi la vendita a distanza e il commercio elettronico.
delle norme internazionali. (11) Le disposizioni della presente direttiva dovrebbero applicarsi integralmente. . dello stato di avanzamento delle conoscenze e di quanto i consumatori possono ragionevolmente attendersi in materia di sicurezza. ma successivamente immessi sul mercato dei consumi. in quanto l'intervento di questi ultimi è necessario per evitare rischi ai consumatori in determinate circostanze. È opportuno aggiungere all'obbligo di osservare il requisito generale di sicurezza altri obblighi a carico degli operatori economici. assistita da un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri. Gli obblighi imposti ai distributori si applicano proporzionalmente alle rispettive responsabilità. nonché divulgazione delle informazioni e segretezza. può risultare impossibile. (16) (10) I prodotti destinati ad uso professionale. le sue disposizioni dovrebbero altresì applicarsi ai prodotti che sono forniti o messi a disposizione dei consumatori nell'ambito di una prestazione di servizi per essere utilizzati dagli stessi. le raccomandazioni della Commissione possono agevolare l'applicazione coerente ed efficace della presente direttiva in attesa di norme europee o per i rischi e/o i prodotti per i quali si ritenga che tali norme non siano applicabili o adeguate.2002 (8) IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (15) L 11/5 La sicurezza dei prodotti dev'essere valutata tenendo conto di tutti gli aspetti pertinenti. è importante elaborare norme europee non cogenti riguardanti taluni prodotti e rischi in modo che un prodotto conforme a una norma nazionale che recepisce una norma europea possa essere presunto conforme a tale requisito. (14) Per agevolare un'applicazione efficace e coerente del requisito generale di sicurezza di cui alla presente direttiva. In considerazione degli scopi della presente direttiva. dovrebbe stabilire i requisiti cui le norme devono rispondere. gli organismi di normalizzazione europei dovrebbero stabilire norme europee in base a mandati conferiti dalla Commissione assistita da comitati appropriati. (19) (13) Le disposizioni della presente direttiva relative agli altri obblighi di fabbricanti e distributori. In tale contesto. gli obblighi degli operatori economici nei confronti di tali rischi sono quelli stabiliti dalle disposizioni della normativa specifica. obblighi e poteri degli Stati membri. sono escluse dall'ambito di applicazione della presente direttiva le attrezzature su cui i consumatori circolano o viaggiano e che sono manovrate da un prestatario di servizi. di ritirare tali prodotti dal mercato e. a seconda delle disposizioni applicabili negli Stati membri. Un'adeguata certificazione indipendente. mentre il requisito generale di sicurezza di cui alla presente direttiva si applica agli altri rischi. l'obbligo di fornire ai consumatori le informazioni che consentano loro di valutare e prevenire i rischi. nell'ambito di attività di beneficenza. una forma adeguata di compensazione. per esempio la sostituzione o rimborso. di richiamarli. quando non esistono disposizioni specifiche nell'ambito della normativa comunitaria in materia di sicurezza dei prodotti in questione. (17) In mancanza di normative specifiche e quando le norme europee elaborate secondo i mandati conferiti dalla Commissione non sono disponibili o non si ricorre a tali norme. dei codici di condotta. in particolare delle categorie di consumatori che possono essere particolarmente vulnerabili ai rischi presentati dai prodotti in esame. In particolare. (20) Gli obblighi supplementari dei fabbricanti dovrebbero comprendere l'obbligo di adottare misure proporzionate in funzione delle caratteristiche del prodotto. si applicano ai prodotti contemplati da normative comunitarie specifiche. riconosciuta dalle autorità competenti. delle raccomandazioni della Commissione o delle norme nazionali. dovrebbero ottemperare ai requisiti della presente direttiva in quanto possono presentare rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori se utilizzati in condizioni ragionevolmente prevedibili.1. al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi di protezione richiesti. in ultima analisi. fornire alle autorità competenti informazioni e documentazione sugli eventuali rischi e sull'origine del prodotto per singoli oggetti usati forniti da privati. scambi di informazioni e situazioni di intervento rapido. la sicurezza dei prodotti dovrebbe essere valutata tenendo conto in particolare delle norme nazionali che recepiscono altre norme europee o internazionali pertinenti. I distributori dovrebbero contribuire a garantire la conformità con i requisiti di sicurezza pertinenti. il che può comportare. (18) (12) Quando una normativa comunitaria specifica fissa requisiti di sicurezza che contemplano soltanto certi rischi o categorie di rischi dei prodotti in questione. al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori. in particolare i bambini e le persone anziane. le quali consentano loro di essere informati sugli eventuali rischi di tali prodotti. (9) La presente direttiva non contempla i servizi ma. La sicurezza dell'attrezzatura utilizzata dai prestatari di servizi stessi per fornire un servizio ai consumatori esula dall'ambito d'applicazione della presente direttiva in quanto deve essere considerata in collegamento con la sicurezza del servizio fornito. può agevolare la prova di conformità con i requisiti di sicurezza pertinenti. In particolare. Detti requisiti dovrebbero essere inclusi nei mandati degli organismi di normalizzazione. se queste non comportano già siffatti obblighi. Per garantire che i prodotti conformi a tali norme soddisfino il requisito generale di sicurezza.15. il dovere di avvertire i consumatori dei rischi presentati da prodotti pericolosi già forniti. la Commissione. se necessario.
riguardanti o che potrebbero riguardare a brevissima scadenza tutta la Comunità o una parte consistente di essa. in particolare il sistema comunitario di scambio rapido di informazione (RAPEX). (24) La sicurezza dei consumatori dipende in larga misura da un controllo attivo del rispetto dei requisiti comunitari di sicurezza dei prodotti. proporzionate e dissuasive e garantire l'opportuno coordinamento fra le varie autorità designate. ivi compreso il potere di applicare sanzioni efficaci. che potranno nel tempo evolvere. in particolare. (30) (25) La collaborazione fra le autorità di controllo degli Stati membri è necessaria per garantire la realizzazione degli obiettivi di protezione della direttiva. 29 e 30. il collaudo dei prodotti. gli Stati membri trattano diversamente i rischi di taluni prodotti.2002 Produttori e distributori dovrebbero cooperare con le autorità competenti nelle attività intese a prevenire i rischi ed informarle quando decidono che taluni prodotti forniti sono pericolosi. data la natura del problema di sicurezza e compatibilmente con l'urgenza. in modo coordinato con le altre procedure comunitarie. in particolare per consentire la notifica efficace dei provvedimenti che limitano l'immissione sul mercato dei prodotti nei casi previsti nella presente direttiva. una maggiore collaborazione a livello operativo in materia di sorveglianza del mercato e altre attività di controllo. (27) Il controllo efficace della sicurezza dei prodotti richiede che. È pertanto opportuno promuovere il funzionamento di una rete europea di dette autorità degli Stati membri al fine di agevolare. in particolare. Gli Stati membri dovrebbero pertanto prevedere metodi sistematici per garantire un'efficace sorveglianza del mercato ed altre attività di controllo esecutivo. degli articoli 28. al fine di facilitare un'attuazione coerente delle pertinenti disposizioni nel caso dei suddetti rischi. Tali provvedimenti dovrebbero essere adottati ai sensi delle disposizioni del trattato e. e che. intese a indicare criteri semplici e chiari e regole pratiche. lo scambio di esperienze e di conoscenze scientifiche. degli articoli 28. come in particolare la valutazione dei rischi. Se del caso poteri e procedure opportuni dovrebbero essere previsti per le autorità al fine di decidere e applicare rapidamente eventuali misure necessarie. l'esecuzione di progetti di sorveglianza congiunta e la ricerca. (29) Spetta in primo luogo agli Stati membri. tali divergenze di metodo possono comportare disparità inaccettabili per la tutela dei consumatori e costituire un ostacolo agli scambi intracomunitari. Per garantire un livello costante ed elevato di tutela della salute e della sicurezza dei consumatori e per salvaguardare l'unità del mercato interno. tenuto conto delle diverse situazioni con cui si misurano gli Stati membri e gli operatori economici. 29 e 30. tuttavia. (31) Può essere necessario affrontare gravi problemi di sicurezza di un prodotto che richiedono un intervento rapido. ai sensi delle disposizioni del trattato e. coordinare od organizzare il ritiro presso i consumatori dei prodotti pericolosi già forniti. adottare le misure opportune nei confronti dei prodotti pericolosi che si trovano nel loro territorio.L 11/6 (21) IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (26) 15.1. (28) La presente direttiva prevede la fissazione di linee guida. non possono essere trattati efficacemente nell'ambito delle procedure previste dalle normative comunitarie specifiche applicabili ai prodotti o alla categoria dei prodotti interessati. occorre che la Commissione sia informata in merito a qualsiasi provvedimento che limiti l'immissione sul mercato di un determinato prodotto o che ne richieda il ritiro o il richiamo. È inoltre opportuno che la presente direttiva stabilisca procedure particolareggiate per il funzionamento del sistema e conferisca alla Commissione il potere di adattarle con l'assistenza di un comitato. Se. gli Stati membri dovrebbero istituire o designare autorità responsabili di effettuare i controlli sulla sicurezza dei prodotti e dotate dei poteri necessari per adottare gli opportuni provvedimenti. assicurandone inoltre l'accessibilità al pubblico e alle parti interessate. il ritiro o il richiamo di prodotti pericolosi. . (22) Per garantire l'effettivo rispetto degli obblighi dei fabbricanti e dei distributori. Le linee guida dovrebbero in particolare comprendere criteri per l'applicazione della definizione di rischi gravi. Le modalità di tale informazione dovrebbero essere integrate nella presente direttiva per agevolarne l'efficace applicazione evitando nel contempo un onere eccessivo per gli operatori economici e le autorità. venga predisposto un sistema che consenta il rapido scambio di informazioni in situazioni di rischio grave che richiedano un rapido intervento riguardo alla sicurezza di un prodotto. (23) Occorre in particolare che tra gli opportuni provvedimenti sia previsto il potere per gli Stati membri di ordinare od organizzare in modo efficace ed immediato il ritiro dei prodotti pericolosi già immessi sul mercato e in ultima analisi ordinare. non vincolanti. a livello nazionale e comunitario. Questi poteri dovrebbero essere applicati quando fabbricanti e distributori omettono di prevenire i rischi per i consumatori come prescritto dai loro obblighi.
sotto forma di decisione destinata agli Stati membri.15. allo scambio rapido di informazioni e a provvedimenti adottati a livello comunitario. provvedimenti applicabili in tutta la Comunità. Inoltre. la presente direttiva si applica unicamente per gli aspetti e i rischi o le categorie di rischi non soggetti a tali requisiti. Inoltre.1999.2002 (32) IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 11/7 Di conseguenza. se sono implicate questioni scientifiche rientranti nelle competenze di un comitato scientifico comunitario. recante modalità per l'esercizio delle competenze d'esecuzione conferite alla Commissione (1). i vari aspetti della sua applicazione possono aver bisogno di essere discussi nell'ambito di un comitato.8. a meno che le circostanze eccezionali del caso non consentano di sancire un divieto parziale o addirittura nessun divieto. occorre predisporre un adeguato meccanismo che consenta di adottare. È opportuno che tale decisione comporti il divieto di esportare il prodotto in questione. alla luce delle consultazioni con gli Stati membri e. con particolare riguardo al funzionamento dei sistemi di sorveglianza del mercato. Al fine di assicurare un'appropriata valutazione della necessità di tali misure. Poiché detta decisione non si applica direttamente agli operatori economici. intesi a prevenire rischi per la sicurezza e la salute dei consumatori secondo gli obblighi internazionali della Comunità. strative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi (2). con il comitato scientifico competente per il rischio in questione. La presente direttiva si applica a tutti i prodotti definiti all'articolo 2. pag. (37) È necessario che gli Stati membri predispongano adeguati mezzi di impugnazione dinanzi alle giurisdizioni competenti per quanto concerne i provvedimenti adottati dalle competenti autorità. gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie per la sua attuazione. per quanto riguarda i prodotti importati. Le misure adottate nell'ambito della procedura anzidetta dovrebbero avere durata limitata. Di conseguenza: a) l'articolo 2. come quelli relativi al divieto di esportazione. del 25 luglio 1985. Articolo 1 1. 2. Direttiva modificata dalla direttiva 1999/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 141 del 4. disposizioni specifiche aventi lo stesso obiettivo che disciplinano la sicurezza dei prodotti in questione. La presente direttiva è intesa a garantire che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri. . pag. lettere b) e c) e gli articoli 3 e 4 non si applicano a tali prodotti. come pure ad altri aspetti di rilevanza per la sicurezza dei prodotti di consumo nella Comunità. (1) GU L 184 del 17. Se dei prodotti sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti dalla normativa comunitaria. per quanto riguarda i rischi o le categorie di rischio disciplinati dalla normativa specifica. 20). relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative. del 28 giugno 1999. assistita da un comitato. 29. i quali limitano l'immissione sul mercato o impongono il ritiro o il richiamo di un prodotto. il divieto d'esportazione dovrebbe essere esaminato al fine di prevenire i rischi per la salute e l'incolumità dei consumatori. Il segreto professionale di cui all'articolo 287 del trattato dev'essere tuttavia tutelato in modo compatibile con il bisogno di garantire l'efficacia delle attività di sorveglianza del mercato e delle misure di tutela.7. 23. si deve procedere all'adozione di provvedimenti. (38) (39) (40) (33) Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio.1985.1. pag. esse dovrebbero essere adottate dalla Commissione. (2) GU L 210 del 7. (36) La presente direttiva non dovrebbe interferire con i diritti delle vittime di cui alla direttiva 85/374/CEE del Consiglio. salvo quando si applicano a prodotti o partite di prodotti identificati individualmente. regolamentari ed ammini- b) gli articoli da 5 a 18 si applicano se sugli aspetti disciplinati da tali articoli non esistono disposizioni specifiche riguardanti lo stesso obiettivo. nonché presentare relazioni periodiche sull'argomento al Parlamento europeo e al Consiglio. nonché la loro miglior elaborazione. in specie quando è fissato un sistema di consenso preventivo.6.1999. per far fronte a situazioni provocate da prodotti che presentano un rischio grave. (35) È opportuno garantire l'accesso del pubblico alle informazioni relative alla sicurezza dei prodotti in possesso delle autorità. Ciascuna delle sue disposizioni si applica nella misura in cui non esistano. nell'ambito della normativa comunitaria. lettera a). in ultima analisi. La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi al termine di recepimento e di messa in applicazione della direttiva 92/59/CEE. La Commissione dovrebbe esaminare periodicamente l'applicazione della presente direttiva e i risultati ottenuti. HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: CAPO I Obiettivi — Ambito di applicazione — Definizioni (34) Al fine di facilitare l'applicazione effettiva e coerente della presente direttiva.
f) «distributore»: qualsiasi operatore professionale della catena di commercializzazione. b) «prodotto sicuro»: qualsiasi prodotto che. quando è conforme alle norme nazionali non cogenti che recepiscono le norme europee. compresi quelli i cui effetti non sono immediati. e che fissano i requisiti cui deve rispondere il prodotto sul piano sanitario e della sicurezza per poter essere commercializzato. in funzione. 3. che richieda un intervento rapido delle autorità pubbliche. Gli Stati membri pubblicano i riferimenti di tali norme nazionali.1. anche nel quadro di una prestazione di servizi. Tale definizione non si applica ai prodotti usati forniti come pezzi d'antiquariato o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione. La possibilità di raggiungere un livello di sicurezza superiore o di procurarsi altri prodotti che presentano un rischio minore non costituisce un motivo sufficiente per considerare un prodotto come «non sicuro» o «pericoloso». se del caso. . c) «prodotto pericoloso»: qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di «prodotto sicuro» di cui alla lettera b). s'intende per: a) «prodotto»: qualsiasi prodotto destinato. che sono stabilite nel rispetto del trattato. Un prodotto è considerato sicuro.L 11/8 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee Articolo 2 15. dei seguenti elementi: a) norme nazionali non cogenti che recepiscono norme europee pertinenti diverse da quelle di cui al paragrafo 2. l'installazione e le esigenze di manutenzione.2002 Ai fini della presente direttiva. d) «rischio grave»: qualsiasi rischio grave. è conforme alle normative nazionali specifiche dello Stato membro nel cui territorio è commercializzato. il proprio marchio o un altro segno distintivo. d) codici di buona condotta in materia di sicurezza dei prodotti vigenti nel settore interessato. di essere utilizzato dai consumatori. iv) delle categorie di consumatori che si trovano in condizione di rischio nell'utilizzazione del prodotto. in particolare degli articoli 28 e 30. l'importatore del prodotto. Si presume che un prodotto sia sicuro. qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunità. anche se non loro destinato. della sua etichettatura. se esistono. quando in mancanza di disposizioni comunitarie specifiche che ne disciplinano la sicurezza. ai consumatori o suscettibile. valutazione di conformità. in particolare la sua composizione. i cui riferimenti sono stati pubblicati dalla Commissione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee a norma dell'articolo 4. 2. o colui che rimette a nuovo il prodotto. le modalità del suo assemblaggio e. usato o rimesso a nuovo. si valuta la conformità di un prodotto all'obbligo generale di sicurezza tenendo conto in particolare. criteri e norme europee Articolo 3 1. c) raccomandazioni della Commissione relative ad orientamenti sulla valutazione della sicurezza dei prodotti. non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi. g) «richiamo»: le misure volte ad ottenere la restituzione di un prodotto pericoloso che il fabbricante o il distributore ha già fornito o reso disponibile ai consumatori. in particolare dei bambini e degli anziani. per quanto concerne i rischi e le categorie di rischi disciplinati dalla pertinente normativa nazionale. della sua installazione e della sua manutenzione. se del caso. ii) il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non è stabilito nella Comunità o. il suo imballaggio. fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attività commerciale. la messa in servizio. in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili. purché il fornitore ne informi chiaramente la persona cui fornisce il prodotto. b) norme in vigore nello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato. compatibili con l'impiego del prodotto e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone. In circostanze diverse da quelle di cui al paragrafo 2. compresa la durata e. qualora sia ragionevolmente prevedibile l'utilizzazione del primo con i secondi. e) ultimi ritrovati della tecnica. e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome. nonché la sua offerta al consumatore. iii) della presentazione del prodotto. f) sicurezza che i consumatori possono ragionevolmente attendere. per quanto concerne gli aspetti disciplinati dalla pertinente normativa nazionale. CAPO II Obbligo generale di sicurezza. l'attività del quale non incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti. indipendentemente dal fatto che sia nuovo. h) «ritiro»: qualsiasi misura volta a impedire la distribuzione e l'esposizione di un prodotto pericoloso. delle eventuali avvertenze e istruzioni per il suo uso e la sua eliminazione nonché di qualsiasi altra indicazione o informazione relativa al prodotto. I produttori sono tenuti ad immettere sul mercato soltanto prodotti sicuri. in particolare. iii) gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti. in condizioni ragionevolmente prevedibili. degli elementi seguenti: i) delle caratteristiche del prodotto. e) «produttore»: i) il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità. ii) dell'effetto del prodotto su altri prodotti.
in particolare alle disposizioni di cui ai paragrafi 2 o 3 non vieta alle autorità competenti degli Stati membri di adottare le opportune misure per limitarne l'immissione sul mercato o chiederne il ritiro dal mercato o il richiamo qualora. salvo nei casi l'omissione di tale indicazione sia giustificata. pag. che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (1). La conformità di un prodotto ai criteri volti a garantire l'obbligo generale di sicurezza. paragrafo 2. chiede agli organismi europei di normalizzazione di elaborare norme che soddisfino detti requisiti. il ritiro dal mercato. se del caso.1998. le norme europee di cui all'articolo 3. compresi. tale relazione comprenderà un esame delle decisioni adottate in ordine ai requisiti e ai mandati di normalizzazione di cui alla lettera a) e b) e in ordine alle norme di cui alla lettera c). decide.8. 2.1. lettera f). i rischi che devono essere presi in considerazione per quanto riguarda i prodotti e i risultati dei lavori preparatori avviati in questo settore. il prodotto si riveli pericoloso. dell'identità e degli estremi del produttore nonché del riferimento del prodotto o. in merito all'adeguatezza della norma in questione rispetto all'obbligo generale di sicurezza. la Commissione. del 22 giugno 1998. Essa comprenderà altresì le informazioni sui prodotti per i quali la Commissione intende introdurre i requisiti e i mandati di cui trattasi. se necessario per evitare tali rischi. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee i riferimenti delle norme europee in tal modo adottate ed elaborate in base ai requisiti di cui al paragrafo 1.7. Direttiva modificata dalla direttiva 98/48/CE (GU L 217 del 5. Sempre nei limiti delle rispettive attività. l'informazione appropriata ed efficace dei consumatori e il richiamo del prodotto. quando altre azioni non siano sufficienti a prevenire i rischi del caso. di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro. fornire al consumatore le informazioni pertinenti che gli consentano di valutare i rischi inerenti ad un prodotto durante la durata di utilizzazione normale o ragionevolmente prevedibile del medesimo. circa i suoi programmi per l'introduzione dei requisiti e dei mandati di normalizzazione di cui alle sopramenzionate lettere a) e b). ove i produttori la ritengano necessaria oppure vi siano tenuti in seguito a provvedimenti dell'autorità competente. ad esempio: a) l'indicazione. La Commissione informa gli Stati membri della propria decisione. e b) quando opportuno. e di premunirsi contro detti rischi. secondo comma. Ai fini della presente direttiva. Articolo 4 CAPO III 1. 18). hanno luogo su base volontaria o su richiesta delle competenti autorità a norma dell'articolo 8. i controlli a campione sui prodotti commercializzati. lettera b). paragrafo 2. di pubblicare gli estremi della norma. paragrafo 2. nei limiti delle rispettive attività. paragrafo 1. la tenuta di un registro degli stessi. Altri obblighi dei produttori ed obblighi dei distributori Articolo 5 1. c) in base a tali mandati. onde a) essere informati sui rischi che tali prodotti potrebbero presentare. 37. In particolare. i produttori devono adottare misure proporzionate. Essa può aver luogo nell'ambito dei codici di buona condotta in materia nello Stato membro interessato. della partita di prodotti di cui fa parte. eventualmente. Le azioni. integralmente o parzialmente. se previsti. paragrafo 2.1998. nonché l'informazione del produttore ai distributori in merito a tale sorveglianza. in base al prodotto o al suo imballaggio. la Commissione.15. la Commissione.2002 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 11/9 4. omette. Nei casi di cui al secondo e al terzo comma. secondo la procedura di cui all'articolo 15. La presenza di tali avvertenze non esenta dal rispetto degli altri obblighi previsti nella presente direttiva. pag. Qualora una norma adottata dagli organismi europei di normalizzazione anteriormente all'entrata in vigore della presente direttiva soddisfi l'obbligo generale di sicurezza. l'esame dei reclami e. in funzione delle caratteristiche dei prodotti da essi forniti. b) intraprendere le azioni opportune. allorché questi ultimi non siano immediatamente percettibili senza adeguate avvertenze. di cui al terzo comma. Qualora una norma non soddisfi l'obbligo generale di sicurezza. Essa decide circa la pubblicazione o la revoca previa consultazione del comitato istituito dall'articolo 5 della direttiva 98/34/CE. Le misure di cui al terzo comma comprendono. sono elaborate come segue: a) i requisiti intesi a garantire che i prodotti conformi a tali norme soddisfino l'obbligo generale di sicurezza sono definiti secondo la procedura di cui all'articolo 15. b) sulla scorta di detti requisiti. nell'ambito della relazione di cui all'articolo 19. ai sensi della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. d) ogni tre anni la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio. . I produttori devono. la Commissione decide di pubblicarne gli estremi nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il richiamo interviene come ultimo rimedio. nonostante tale conformità. (1) GU L 204 del 21. gli organismi europei di normalizzazione adottano le suddette norme in base ai principi contenuti negli orientamenti generali per la cooperazione fra la Commissione e detti organismi.
Articolo 8 1. anche mediante la pubblicazione di avvisi specifici. conservando e fornendo la documentazione atta a rintracciare l'origine dei prodotti e collaborando alle azioni intraprese da produttori e autorità competenti per evitare tali rischi. proporzionate ed avere efficacia dissuasiva. Le procedure di tale collaborazione. 3. comprese le procedure di dialogo con i produttori e i distributori interessati in merito ad aspetti connessi alla sicurezza dei prodotti. durante il tempo necessario per i diversi controlli. ii) di sottoporne l'immissione sul mercato a condizioni preventive in modo da renderlo sicuro. adeguate verifiche delle caratteristiche di sicurezza del medesimo su scala sufficiente fino allo stadio dell'utilizzo o del consumo. devono adottare le misure che consentano loro un'efficace collaborazione. in particolare sono tenuti a non fornire prodotti che sappiano oppure che avrebbero dovuto sapere. in ordine alle azioni intraprese per evitare i rischi presentati dai prodotti che essi forniscono o hanno fornito. proporre di fornirlo o esporlo. Obblighi particolari e poteri degli Stati membri Articolo 6 1. . Entro i limiti delle rispettive attività. partecipare ai controlli della sicurezza dei prodotti immessi sul mercato. le autorità competenti degli Stati membri dispongono del potere di adottare tra l'altro le misure infra alla lettera a). ii) di esigere tutte le informazioni necessarie dalle parti interessate. 4. che trasmette l'informazione agli altri Stati membri. produttori e distributori collaborano con le autorità competenti. I distributori sono tenuti ad agire con diligenza per contribuire all'osservanza degli obblighi di sicurezza pertinenti. che un prodotto da loro immesso sul mercato presenta per il consumatore rischi incompatibili con l'obbligo generale di sicurezza. I requisiti specifici di tale obbligo di informazione che figurano nell'allegato I vengono adattati dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 15. e alle lettere da b) ad f). Essi tengono informata la Commissione. anche dopo che un prodotto è stato immesso sul mercato come prodotto sicuro. in particolare dell'articolo 6. iii) di prelevare campioni di prodotti per sottoporli ad analisi relative alla sicurezza. organizzazione e modalità di cooperazione delle autorità competenti.L 11/10 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee Articolo 7 15. nei limiti delle rispettive attività. precisando in particolare le azioni intraprese per prevenire i rischi per i consumatori. 2. essi informano immediatamente le autorità competenti degli Stati membri alle condizioni stabilite dall'allegato I. d) per qualsiasi prodotto che può essere pericoloso: di vietare temporaneamente. Le sanzioni a tal fine previste devono essere effettive. 3. se del caso. Gli Stati membri provvedono affinché produttori e distributori rispettino gli obblighi loro incombenti in applicazione della presente direttiva in modo da assicurare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri. se del caso: a) per qualsiasi prodotto: i) di organizzare. sono stabilite dalle autorità competenti. redatte in modo chiaro e facilmente comprensibile. organizzare con i produttori e i distributori il suo richiamo e la sua distruzione in condizioni opportune. poteri. Qualora i produttori e i distributori sappiano o debbano sapere sulla base delle informazioni in loro possesso e in quanto operatori professionali. Gli Stati membri definiscono compiti. Inoltre. in base alle informazioni in loro possesso ed in quanto operatori professionali. Gli Stati membri devono istituire o nominare le autorità competenti preposte al controllo della conformità dei prodotti con l'obbligo generale di sicurezza. paragrafo 3. di fornirlo. e) per qualsiasi prodotto pericoloso: di vietarne l'immissione sul mercato e di stabilire le necessarie misure di accompagnamento per garantire l'osservanza del divieto.2002 2. b) per qualsiasi prodotto che possa presentare rischi in determinate condizioni: i) di richiedere l'apposizione sul prodotto di adeguate avvertenze sui rischi che esso può presentare. Ai fini della presente direttiva. ove richiesto dalle medesime.1. Nei limiti delle rispettive attività. nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui è commercializzato. f) per qualsiasi prodotto pericoloso già immesso sul mercato: i) di ordinare o di organizzare il suo ritiro effettivo e immediato e l'informazione dei consumatori circa i rischi da esso presentati. Gli Stati membri stabiliscono un sistema di sanzioni da infliggere nel caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva e adottano le misure necessarie per garantire che dette sanzioni siano applicate. non conformi a tali obblighi. CAPO IV c) per qualsiasi prodotto che possa presentare rischi per determinate persone: di disporre che tali persone siano avvertite tempestivamente ed in una forma adeguata di tale rischio. ii) di ordinare o coordinare o. verifiche o accertamenti della sicurezza. essi devono. Gli Stati membri notificano tali disposizioni alla Commissione entro il 15 gennaio 2004 e l'informano immediatamente delle eventuali modifiche. provvedendo affinché tali autorità dispongano e esercitino i poteri necessari per adottare gli opportuni provvedimenti che ad esse incombono in applicazione della presente direttiva. in particolare trasmettendo le informazioni concernenti i rischi dei prodotti.
in particolare a quelle di cui alle lettere da d). b) nei limiti delle rispettive attività ai distributori e. Queste propongono il contenuto delle notifiche previste dal presente articolo e il formulario tipo da utilizzare all'uopo e forniscono. provvedendo a garantire l'efficacia e il corretto funzionamento del sistema. lettere da b) a f). precisando le ragioni che li hanno motivati. Se lo Stato membro che ha effettuato la notifica ritiene che gli effetti del rischio non vadano o non possano andare al di là del suo territorio. le linee guida di cui all'allegato II. 2. paragrafo 3 elabora. qualora ciò si riveli necessario. e vi partecipa. su metodi di prova e sui loro risultati. lettere da b) ad f). esso procede alla notifica dei provvedimenti di cui al paragrafo 1. Lo Stato membro informa inoltre la Commissione in merito alla modificazione o alla revoca di tali provvedimenti. se del caso. anche mediante l'eventuale elaborazione di codici di buona condotta. l'aggiornamento periodico e l'esecuzione di programmi settoriali di sorveglianza per categorie di prodotti o di rischi. nel caso di prodotti che presentano un rischio grave. Se uno Stato membro adotta misure per limitare l'immissione sul mercato di prodotti o per disporne il ritiro o il richiamo ai sensi dell'articolo 8. 3. esso notifica tali provvedimenti alla Commissione. b) l'elaborazione e l'esecuzione di progetti comuni di sorveglianza e prova. a seconda dei casi: a) al produttore. La Commissione. in particolare. la revisione dei metodi dell'organizzazione della sorveglianza messa in opera. qualora questi comprendano informazioni suscettibili di presentare un interesse quanto alla sicurezza dei prodotti per gli Stati membri. Quando adottano misure analoghe a quelle di cui al paragrafo 1. gli Stati membri provvedono affinché siano assunte iniziative che prevedano strumenti e procedure opportuni che possono in particolare comprendere: a) l'istituzione. punto 8. b) il controllo costante e l'aggiornamento delle conoscenze scientifiche e tecniche relative alla sicurezza dei prodotti. eventualmente nell'ambito dei codici di buona condotta esistenti in materia nello Stato membro interessato. e che tali reclami siano oggetto di un seguito adeguato. c) a qualsiasi altra persona. a f). sempreché una notifica non sia prescritta dall'articolo 12 o da una normativa comunitaria specifica. nell'ambito di una rete europea delle autorità degli Stati membri competenti in materia di sicurezza dei prodotti. lettera f). in particolare se tali provvedimenti rispondono ad un rischio nuovo. Articolo 9 1. non ancora segnalato in altre notifiche. Essi informano attivamente i consumatori e le altre parti interessate in ordine alle procedure istituite a tal fine. c) lo scambio di esperienze e buone prassi e la collaborazione nelle attività di formazione. in particolare. Gli Stati membri si assicurano che i consumatori e gli altri interessati possano sporgere reclami presso le autorità competenti con riguardo alla sicurezza dei prodotti e alle atti- vità di controllo e sorveglianza. ai cui fini è necessario che le autorità competenti collaborino fra loro. nella forma di una cooperazione amministrativa. Se necessario. in particolare dal capo III. qualora l'azione intrapresa dai produttori e dai distributori nell'ambito dei loro obblighi sia insoddisfacente o insufficiente. delle osservazioni e dei risultati. . Le autorità competenti dispongono in particolare del potere di intraprendere le azioni necessarie per applicare con la dovuta celerità opportune misure analoghe a quelle previste al paragrafo 1. Articolo 10 1. ritiro e richiamo dei prodotti pericolosi. al fine di collaborare alle azioni intraprese per evitare rischi derivanti da un prodotto. Il richiamo interviene come ultimo rimedio. in particolare. 4. ed ha in particolare l'obiettivo di agevolare quanto segue: a) lo scambio di informazioni sulla valutazione dei rischi. in particolare rispetto al RAPEX II. Nell'ambito di tali misure esse incoraggiano e favoriscono l'azione volontaria dei produttori e dei distributori conformemente agli obblighi loro imposti dalla presente direttiva. c) esami e valutazioni periodiche del funzionamento delle attività di controllo e della loro efficacia. Tale funzionamento in rete si sviluppa in modo coordinato rispetto alle altre procedure comunitarie esistenti. paragrafo 1. Le misure che le autorità competenti adottano a norma del presente articolo sono destinate. esse organizzano o ordinano le misure di cui al paragrafo 1. Per esercitare un'efficace sorveglianza del mercato volta a garantire un livello elevato di protezione della salute e della sicurezza dei consumatori. punto 8. per attuarle in modo proporzionato alla gravità del rischio. d) il miglioramento della collaborazione a livello comunitario in materia di reperimento. al responsabile della prima distribuzione sul mercato nazionale. le autorità competenti degli Stati membri agiscono nel rispetto del trattato. secondo la procedura di cui all'articolo 15. Tali circostanze sono determinate e valutate caso per caso. come pure. CAPO V Scambi di informazioni e situazioni che esigono un intervento rapido Articolo 11 1. nonché il monitoraggio delle attività di sorveglianza. criteri atti a determinare le condizioni rispetto alle quali la notifica è rilevante ai fini del secondo comma.15.1. dagli Stati membri tenendo conto delle linee guida di cui all'allegato II. sui prodotti pericolosi.2002 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 11/11 2. in base alle loro caratteristiche intrinseche. La Commissione promuove il funzionamento. 2. in particolare degli articoli 28 e 30. sugli sviluppi scientifici recenti e su altri aspetti che interessano le attività di controllo. tenendo conto del principio di precauzione.
paragrafo 3. limitare o sottoporre a particolari condizioni l'eventuale commercializzazione o uso. essa ne informa immediatamente lo Stato membro che ha preso l'iniziativa. paragrafo 2: a) le misure di cui all'articolo 4 riguardanti le norme adottate dagli organismi europei di normalizzazione. b) le decisioni di cui all'articolo 13 che impongono agli Stati membri l'obbligo di adottare provvedimenti di cui all'articolo 8. CAPO VI Procedure di comitato Articolo 14 1. a meno che la decisione disponga diversamente. Le decisioni di cui al paragrafo 1 si applicano per un periodo non superiore ad un anno e possono essere confermate. secondo la procedura prevista all'articolo 15. Le autorità competenti. previo esame sulla base delle informazioni contenute nella notifica. sul proprio territorio. di prodotti a causa di un rischio grave. salvo che. paragrafo 1. possono comunicare alla Commissione le informazioni di cui dispongono in merito all'esistenza di un rischio grave. forniscono alle parti interessate. 4. essi comunicano alla Commissione le azioni di cui all'articolo 5 della presente direttiva intraprese a titolo volontario dai produttori e dai distributori. e compatibilmente con il grado di urgenza. 2. Lo Stato membro informa senza indugio la Commissione della modificazione o della revoca di qualsiasi misura o azione in questione. paragrafo 2. Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva concernenti i punti citati in seguito sono adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 15. L'accesso al RAPEX è aperto ai paesi candidati. all'articolo 8. paragrafo 3. comunicano immediatamente alla Commissione i provvedimenti presi. La Commissione le adatta secondo la procedura di cui all'articolo 15. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie per applicare entro un termine inferiore a venti giorni. e c) il rischio può essere eliminato efficacemente soltanto con l'adozione di provvedimenti adeguati applicabili a livello comunitario al fine di garantire un livello coerente ed elevato di protezione della salute e della sicurezza dei consumatori e il buon funzionamento del mercato interno. Alla ricezione di tali notifiche.L 11/12 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 15.2002 2. o partite di prodotti. 3. In tal caso. esso lo notifica immediatamente alla Commissione attraverso il RAPEX. 2. incaricate dell'applicazione delle misure di cui al paragrafo 1. raccomandare o convenire con produttori e distributori. misure o azioni per impedire. 4. gli Stati membri. punto 8. lettere da b) ad f). Sono vietate le esportazioni dalla Comunità di prodotti pericolosi oggetto di una decisione di cui al paragrafo 1. tenendo conto dei criteri pertinenti stabiliti nelle linee guida di cui all'allegato II. Articolo 12 1. esso procede secondo le modalità definite all'articolo 11. In caso di rischio grave. e b) il rischio non può. il comitato scientifico comunitario competente per il rischio interessato. Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva concernenti tutti gli altri punti sono adottate secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 15. può adottare una decisione. La Commissione trasmette la notifica agli altri Stati membri. paragrafo 1. Tuttavia. concluda che la misura non è conforme al diritto comunitario. Le procedure particolareggiate concernenti il RAPEX figurano nell'allegato II. entro il termine di un mese. salvo altrimenti disposto nelle decisioni stesse. secondo le modalità ivi definite. in considerazione della natura del problema di sicurezza posto dal prodotto. Se uno Stato membro adotta o decide di adottare. Se la Commissione viene a conoscenza che determinati prodotti presentano un rischio grave per la salute e la sicurezza dei consumatori in diversi Stati membri essa. se sussistono ad un tempo le seguenti condizioni: a) dalle consultazioni preliminari con gli Stati membri risulta che esiste una divergenza accertata tra Stati membri nell'approccio adottato o da adottare per affrontare il rischio in causa. si applicano a tempo indeterminato. la quale imponga agli Stati membri l'obbligo di adottare provvedimenti tra quelli previsti . a loro volta. le decisioni che riguardano specifici prodotti individualmente identificati. lettere da b) a f). dopo aver consultato gli Stati membri e se sorgono problemi scientifici che rientrano nella sfera di competenza di un comitato scientifico comunitario. prima di aver deciso l'adozione di siffatte misure o azioni. Articolo 13 1. le decisioni di cui al paragrafo 1. per ulteriori periodi ciascuno dei quali non superi un anno. essere trattato nell'ambito delle altre procedure previste dalle normative comunitarie specifiche applicabili ai prodotti di cui trattasi. Fatto salvo quanto è indicato al primo comma. Se lo Stato membro che ha effettuato la notifica ritiene che gli effetti del rischio non vadano o non possano andare al di là del suo territorio. 2. ai paesi terzi o alle organizzazioni internazionali nell'ambito di accordi fra la Comunità e detti paesi od organizzazioni internazionali. 3. la Commissione ne verifica la conformità al presente articolo e ai requisiti di funzionamento del RAPEX e le trasmette agli altri Stati membri che. su base obbligatoria o volontaria. Tali accordi si basano sul principio di reciprocità e contengono disposizioni sulla riservatezza analoghe a quelle vigenti nella Comunità. sulla scorta dei risultati di tali consultazioni. secondo la stessa procedura. 5. la possibilità di esprimere il loro punto di vista e ne informano la Commissione.1.
Qualsiasi decisione adottata in virtù della presente direttiva. il pubblico ha accesso alle informazioni sull'identificazione dei prodotti. La Commissione può sottoporre al comitato di cui all'articolo 15 qualsiasi questione relativa alla messa in applicazione della presente direttiva. 2. Gli Stati membri provvedono affinché qualsiasi misura che sia stata adottata dalle autorità competenti e che limiti l'immissione sul mercato di un determinato prodotto o ne disponga il ritiro dal mercato o il richiamo possa essere impugnata dinanzi alle giurisdizioni competenti. Articolo 18 1. siano coperte dal segreto professionale in casi debitamente giustificati. la quale limiti l'immissione sul mercato o ne imponga il ritiro o il richiamo non pregiudica in alcun modo la valutazione. Le informazioni di cui dispongono le autorità degli Stati membri o la Commissione. se le circostanze lo richiedono. La relazione contiene in particolare informazioni sulla sicurezza dei prodotti di consumo. Se una consultazione non ha avuto luogo a causa dell'urgenza della misura da adottare. La tutela del segreto professionale non deve impedire la trasmissione alle autorità competenti delle informazioni pertinenti al fine di poter garantire l'efficacia delle attività di sorveglianza del mercato e di effettiva esecuzione. Gli Stati membri forniscono alla Commissione tutta l'assistenza e le informazioni necessarie per svolgere le valutazioni e preparare le relazioni. sistemi e pratiche messi in atto negli Stati membri. 3. 3. per tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori. salvo le informazioni relative alle caratteristiche di sicurezza dei prodotti la divulgazione delle quali è indispensabile. ogniqualvolta ciò sia possibile.1. una relazione corredata. le possibilità e le priorità dell'azione comunitaria in materia di sicurezza dei servizi e sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio. in particolare sul miglioramento della tracciabilità dei prodotti. fatte salve le limitazioni necessarie alle attività di controllo e di indagine. Essa è notificata nei più brevi termini alla parte interessata ed indica i mezzi di ricorso previsti dalle disposi- Articolo 19 1. la Commissione procede a valutazioni dei relativi aspetti. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo. in particolare di iniziative. in particolare questioni riguardanti le attività di controllo e di sorveglianza del mercato. Le parti interessate devono avere la possibilità. In particolare. di presentare il proprio punto di vista prima dell'adozione della misura. 2. Articolo 17 La presente direttiva non pregiudica l'applicazione della direttiva 85/374/CEE. Il periodo di cui all'articolo 5. 2. Le autorità destinatarie delle informazioni coperte dal segreto professionale garantiscono la tutela di quest'ultimo. sul funzionamento della sorveglianza del mercato. si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE. Qualsiasi decisione adottata a norma della presente direttiva la quale limiti l'immissione sul mercato di un prodotto o ne disponga il ritiro o il richiamo deve essere adeguatamente motivata. sul funzionamento del RAPEX e sulle misure comunitarie adottate in base all'articolo 13. la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva. A tal fine. della decisione 1999/468/CE è fissato a quindici giorni. Le misure che dispongono il ritiro di un prodotto oppure il suo richiamo debbono tener conto della preoccupazione di indurre i distributori. sui lavori di normazione. gli utenti ed i consumatori a contribuire all'attuazione di dette misure. 4.2002 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee Articolo 15 L 11/13 1. le quali. Articolo 20 La Commissione individua le necessità. tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa. .15. essa deve aver luogo a tempo debito dopo la messa in applicazione della misura. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo. sulla natura dei rischi e sulle misure adottate. ove opportuno. La Commissione è assistita da un comitato. sotto il profilo delle disposizioni del diritto penale nazionale applicabile nella fattispecie. CAPO VII Disposizioni finali Articolo 16 1. per loro natura. Tuttavia. anteriormente al 1o gennaio 2003. alla luce degli obblighi previsti dalla direttiva e da altre normative comunitarie sulla sicurezza dei prodotti. relative ai rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori presentati da prodotti. di proposte al riguardo. paragrafo 6. tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa. gli Stati membri e la Commissione adottano le misure necessarie affinché i loro funzionari ed agenti siano tenuti a non divulgare le informazioni raccolte ai sensi della presente direttiva. zioni vigenti nello Stato membro in questione ed i termini entro i quali i ricorsi devono essere presentati. sono in generale accessibili al pubblico secondo le esigenze di trasparenza. Il comitato adotta il proprio regolamento interno. Ogni tre anni a decorrere dal 15 gennaio 2004. 2. della responsabilità della parte cui essa è destinata. si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Articolo 23 La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. d) una descrizione dei provvedimenti adottati per prevenire i rischi per i consumatori. Articolo 24 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni. addì 3 dicembre 2001. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri. a specifiche disposizioni previste dalla normativa comunitaria relativa ai prodotti in questione. queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. In particolare. Articolo 22 La direttiva 92/59/CEE è abrogata con efficacia a decorrere dal 15 gennaio 2004. definisce il contenuto delle notifiche previste dal presente articolo e il formulario tipo da utilizzare all'uopo. Per il Parlamento europeo La Presidente N. Fatto a Bruxelles. 2. I riferimenti alla direttiva 92/59/CEE si intendono fatti alla presente direttiva e sono letti secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato IV. Le informazioni di cui all'articolo 5. FONTAINE Per il Consiglio Il Presidente F. segnatamente quelle relative a singoli prodotti o circostanze. 3.L 11/14 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee Articolo 21 15. regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva con efficacia a decorrere dal 15 gennaio 2004. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. In caso di rischio grave. criteri semplici e chiari atti a determinare le condizioni specifiche. . 2. c) tutte le informazioni disponibili che consentono di rintracciare il prodotto. le informazioni da fornire comprendono almeno: a) particolari che consentano una precisa identificazione del prodotto o del lotto di prodotti in questione. eventualmente. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative. La Commissione.1. paragrafo 3 o. essa propone. b) una descrizione completa del rischio presentato dai prodotti interessati. assistita dal comitato di cui all'articolo 15.2002 1. alle quali la notifica è irrilevante ai fini del presente allegato. fatto salvo l'obbligo degli Stati membri relativo ai termini di attuazione e di messa in applicazione della direttiva abrogata di cui all'allegato III. VANDENBROUCKE ALLEGATO I REQUISITI RELATIVI ALLE INFORMAZIONI SUI PRODOTTI NON CONFORMI ALL'OBBLIGO GENERALE DI SICUREZZA CHE DEVONO ESSERE FORNITE ALLE AUTORITÀ COMPETENTI DA PRODUTTORI E DISTRIBUTORI 1. eventualmente sotto forma di guida. provvedendo a garantire l'efficacia e il corretto funzionamento del sistema. sono fornite alle autorità competenti designate a tal fine negli Stati membri in cui i prodotti in questione sono o sono stati immessi sul mercato o altrimenti forniti ai consumatori.
1993. 1. (4) GU 196 del 16. entro un termine di 45 giorni. (3) GU L 84 del 5. 1. Quando uno Stato membro ha informato la Commissione. entro e non oltre il termine stabilito dalle linee guida di cui al punto 8. Direttiva modificata da ultimo della direttiva 2000/38/CE della Commissione (GU L 139 del 10. b) quali provvedimenti nei confronti del prodotto in questione adotteranno eventualmente in funzione della situazione nel loro paese.11. lettera a). Tali informazioni devono essere trasmesse valendosi dello speciale formulario tipo di notifica e degli strumenti stabiliti dalle linee guida di cui al punto 8. 1. c) la natura e la durata delle misure o azioni prese o decise. in specie la diversa valutazione del rischio o qualsiasi altra circostanza particolare che giustifica la decisione. In particolare. 3. secondo la definizione dell'articolo 2. Quando la misura notificata a norma degli articoli 11 o 12 è intesa a limitare la commercializzazione o l'uso di una sostanza chimica o di un preparato chimico. le informazioni richieste. d) informazioni sui canali di commercializzazione e sulla distribuzione del prodotto. Le linee guida di cui al punto 8 propongono criteri precisi di notifica delle misure la cui portata è limitata al territorio nazionale e come trattare le notifiche sui rischi che lo Stato membro ritiene limitati al proprio territorio. se del caso. Il sistema riguarda i prodotti. paragrafo 1. la notifica contiene le informazioni stabilite dalle linee guida di cui al punto 8 ed almeno: a) le informazioni che permettono di identificare il prodotto. c) le informazioni supplementari pertinenti ottenute in merito al rischio implicato.6.6. 90). sui punti seguenti: a) se il prodotto è stato immesso sul mercato nel loro territorio. Le linee guida di cui al punto 8 definiscono criteri specifici per l'individuazione di rischi gravi. pag.2000. 13.8.15.1967. che presentano un rischio grave per la salute e la sicurezza dei consumatori. prima di decidere in merito a eventuali provvedimenti informa la Commissione. nel più breve tempo possibile.4. . Qualora abbia luogo tale indagine. La Commissione verifica. terzo comma. Essi comunicano inoltre gli effetti previsti del provvedimento sulla salute e la sicurezza dei consumatori.6. Gli Stati membri che hanno effettuato la notifica a norma dell'articolo 12 forniscono tutte le precisazioni disponibili. qualora lo ritenga necessario ed al fine di valutare la sicurezza del prodotto.2000. gli Stati membri forniscono quanto prima possibile una sintesi o i riferimenti dei pertinenti dati della sostanza o del preparato in questione e dei sostituti conosciuti. Ricevuta una notifica a norma dell'articolo 12. Le linee guida di cui al punto 8 definiscono i particolari e le procedure relativi alle informazioni richieste a tal riguardo. paragrafo 4. in particolare che giustifica l'assenza di provvedimento o di seguito. 793/93 (3) nel caso di sostanze esistenti o all'articolo 3. b) una descrizione del rischio incontrato. della direttiva 67/548/CEE (4) nel caso di nuove sostanze. del regolamento (CEE) n. in merito ad un rischio grave. gli Stati membri devono fornire alla Commissione nella misura del possibile. pag. 4. nonché la valutazione del rischio effettuata in conformità dei principi generali di valutazione dei rischi delle sostanze chimiche di cui all'articolo 10. Il RAPEX mira essenzialmente a permettere un rapido scambio di informazioni in presenza di un rischio grave.1.2002 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 11/15 ALLEGATO II PROCEDURE PER L'APPLICAZIONE DEL RAPEX E DELLE LINEE GUIDA PER LE NOTIFICHE 1. compresi i risultati di prove o analisi. qualora tale informazione sia disponibile. la conformità con le disposizioni della direttiva delle informazioni ricevute in base al RAPEX e. 2. in virtù dell'articolo 12. pag. pag. può svolgere un'indagine di propria iniziativa. 28).1981. pag. in particolare sui paesi destinatari.1975.6. 25). pag. ivi compresa una sintesi dei risultati di qualsiasi prova o di qualsiasi analisi e delle loro conclusioni che permettano di valutare l'importanza del rischio.2000. pag. (2) GU L 317 del 6. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/37/CE della Commissione (GU L 139 del 10. gli Stati membri sono invitati ad informare la Commissione. se intende confermare o modificare tale informazione. 5. 6. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/33/CE della Commissione (GU L 136 dell'8. (1) GU L 147 del 9. I prodotti farmaceutici previsti nelle direttive 75/319/CEE (1) e 81/851/CEE (2) sono esclusi dall'applicazione del RAPEX. paragrafo 2. motivandone le ragioni.
La Commissione può informare i punti di contatto nazionali riguardo ai prodotti che presentano rischi gravi.1. 10. Le modalità saranno stabilite dalle linee guida di cui al punto 8. 11. PRIMO COMMA) Direttiva Termine per il recepimento Termine per la messa in applicazione direttiva 92/59/CEE 29 giugno 1994 29 giugno 1994 . Le linee guida che riguardano la gestione del RAPEX da parte della Commissione e degli Stati membri vengono elaborate e regolarmente aggiornate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 15. ALLEGATO III TERMINI PER IL RECEPIMENTO E LA MESSA IN APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA ABROGATA (DI CUI ALL'ARTICOLO 22. La responsabilità delle informazioni fornite incombe allo Stato membro che ha effettuato la notifica.2002 7. importati nella Comunità e nello Spazio economico europeo o esportati a partire da tali territori.L 11/16 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 15. 8. provvedendo in particolare a classificare e a catalogare le notifiche in base al grado di urgenza. Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione di eventuali modifiche o della revoca delle misure o azioni in questione. 9. La Commissione assicura l'opportuno funzionamento del sistema. paragrafo 3.
2002 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 11/17 ALLEGATO IV TABELLA DI CORRISPONDENZA (DI CUI ALL'ARTICOLO 22.15. SECONDO COMMA) Presente direttiva Direttiva 92/59/CEE Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articolo 6 Articolo 7 Articolo 8 Articolo 9 Articolo 10 Articolo 11 Articolo 12 Articolo 13 Articoli 14 + 15 Articolo 16 Articolo 17 Articolo 18 Articolo 19 Articolo 20 Articolo 21 Articolo 22 Articolo 23 Allegato I Allegato II Allegato III Allegato IV Articolo 1 Articolo 2 Articolo 4 — Articolo 3 Articolo 5 Articolo 5. paragrafo 2 Articolo 6 — — Articolo 7 Articolo 8 Articolo 9 Articolo 10 Articolo 12 Articolo 13 Articolo 14 Articolo 15 — Articolo 17 Articolo 18 Articolo 19 — Allegato — — .1.
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