Source: http://easyridersonlus.it/statuto/
Timestamp: 2019-02-17 11:34:48+00:00

Document:
Easy Rider Onlus | Statuto nostra associazione
ART.1 – COSTITUZIONE, DENOMINAZIONE E SEDE
E’ costituita, ai sensi della legge n.266/91, l’associazione di volontariato denominata “ EASY RIDERS ”, con sede in Palasone di Sissa Trecasali, via Chiavichetto n° 22, 43018 Parma.
L’Associazione, una volta ottenuta l’iscrizione nell’anagrafe da parte della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate competente, farà uso, nelle comunicazioni rivolte al pubblico ed in qualsiasi segno distintivo che intenderà adottare, nella propria denominazione della locuzione “ Organizzazione non lucrativa di attività sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.
L’associazione non ha fine di lucro e gli eventuali utili devono essere destinati direttamente alla realizzazione delle finalità istituzionali di cui all’art.2.
ART.2 – SCOPO E OGGETTO SOCIALE
L’associazione apolitica ed apartitica non ha fini di lucro, persegue esclusivamente finalità di utilità sociale, e precisamente nel settore dell‘ assistenza sociale e socio sanitaria, e dell’ educazione alla pratica sportiva ed attività ricreative dell’individuo disabile consentendo allo stesso una vita più autonoma e gratificante. L’associazione si pone come ulteriore scopo la promozione di eventi e corsi nelle scuole finalizzati alla sensibilizzazione verso le tematiche della sicurezza stradale e della disabilità.
Per la realizzazione dei propri scopi l’associazione si propone in particolare di:
a) acquistare moto, quad e kart che verranno modificati ed adattati per renderne possibile l’ uso ai vari portatori di handicap,
b) intessere rapporti con aziende operanti nel settore protesico, sviluppo meccanico, prodotti aftermarket per moto e kart ed abbigliamento; onde ottenere forniture a basso costo od addirittura gratuite da destinare ai vari portatori di handicap, e sviluppare con le aziende di cui sopra nuove modifiche e prodotti anche per l’ omologazione e la circolazione dei mezzi su strada,
c) organizzare eventi e corsi dove i disabili avranno la possibilità di provare i mezzi modificati in modo sicuro e luoghi adeguati,
d) diffondere la pratica sportiva con promozione dello sport dilettantistico e con creazione di gruppi sportivi nei settori più congeniali dell’Associazione; onde consentire un miglioramento delle condizioni di salute del praticante, maggiori possibilità di socializzazione ed una presa di coscienza di se stessi che spesso porta ad un continuo superamento dei propri limiti e consente al disabile di vivere meglio la propria disabilità;
e) organizzare competizioni ed eventi dimostrativi per sensibilizzare l’ opinione pubblica in modo che la disabilità smetta di essere un tabù e valorizzare le capacità residue dei portatori di handicap,
f) intessere rapporti con la Motorizzazione Civile per sviluppare protocolli per il rilascio di patenti AS ed eventuali modifiche ai mezzi, ed organizzare contestualmente corsi per il rilascio della patente,
g) organizzare eventi presso le Unità Spinali per portare un concreto messaggio di speranza e testimoniare che la vita va vissuta a 360 gradi anche su una carrozzina,
h) organizzare eventi e corsi nelle scuole finalizzati alla sensibilizzazione verso le tematiche della sicurezza e del rispetto dell’ educazione stradale, dell’ uso di adeguato abbigliamento tecnico e protezioni come primo strumento per garantire l’incolumità fisica e promuovere l’ immagine della disabilità non come una limitazione o mancanza di capacità ma come una problematica che può essere facilmente superata.
Per lo svolgimento delle suddette attività l’associazione può avvalersi sia di prestazioni retribuite che gratuite.
Le attività di cui ai commi precedenti sono svolte dall’associazione prevalentemente tramite le prestazioni dei propri aderenti. L’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall’associazione le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, previa documentazione ed entro i limiti preventivamente stabiliti dall’assemblea dei soci. Ogni forma di rapporto economico con l’associazione derivante da lavoro dipendente o autonomo è incompatibile con la qualità di socio.
L’associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle statutarie in quanto integrative delle stesse. L’Associazione potrà svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.lgs. 4-12-1997 n. 460 e successive modificazioni ed integrazioni.
L’Associazione potrà garantire la sua collaborazione ad altri enti per la realizzazione di iniziative che rientrano nei propri scopi.
Per il migliore raggiungimento degli scopi sociali, l’Associazione potrà, tra l’altro, possedere, e/o gestire e/o prendere o dare in locazione beni, siano essi mobili che immobili; fare contratti e/o accordi con altre associazioni e/o terzi in genere.
ART.3 – RISORSE ECONOMICHE
1) contributi degli aderenti e di privati,
2) contributi dello Stato, di enti e istituzioni pubbliche o di Organismi internazionali,
3) donazioni e lasciti testamentari;
4) entrate patrimoniali,
5) entrate derivanti da convenzioni o da cessioni di beni o servizi agli associati o ai terzi;
6) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali o da iniziative promozionali,
7) beni mobili o immobili pervenuti all’associazione a qualsiasi titolo.
I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’assemblea che ne determina l’ammontare.
E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
L’associazione deve impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
ART.4 DIRITTI DEI SOCI AL PATRIMONIO SOCIALE
L’adesione all’Associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborsi ulteriori rispetto al versa-mento originario all’atto dell’ammissione ed al versamento della quota annuale di iscrizione. È comunque facoltà degli aderenti all’Associazione di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari ed a quelli annuali.
I versamenti al patrimonio sociale possono essere di qualsiasi entità, fatti salvi i versamenti minimi stabiliti per l’ammissione e l’iscrizione annuale, e sono comunque a fondo perduto. I versamenti non sono quindi rivalutabili, né ripetibili in nessun caso. In caso di scioglimento dell’Associazione, in caso di morte, di recesso o di esclusione dall’Associazione non può pertanto farsi luogo al rimborso di quanto versato all’Associazione a titolo di versamento al patrimonio sociale.
Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazio-ne trasmissibili a terzi. Tali quote non possono essere trasmesse né per successione a titolo particolare, né per successione a titolo universale, né per atto tra vivi, né a causa di morte.
ART.5 – BILANCIO O RENDICONTO
L’anno finanziario inizia il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio preventivo e consuntivo e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea dei soci.
Esso deve essere depositato presso la sede dell’associazione entro i quindici giorni precedenti la seduta per poter essere consultato da ogni associato.
ART.6 – I SOCI
Non è possibile prevedere alcuna differenza di trattamento fra i soci riguardo ai diritti e ai doveri nei confronti dell’associazione.
ART.7 – CRITERI DI AMMISSIONE ED ESCLUSIONE DEI SOCI
L’ammissione a socio è subordinata alla presentazione di apposita domanda scritta da parte degli interessati.
Sulle domande di ammissione si pronuncia il Consiglio Direttivo, le eventuali reiezioni debbono essere motivate.
Il recesso da parte dei soci deve essere comunicato in forma scritta all’associazione almeno 3 mesi prima dello scadere dell’anno in corso.
L’esclusione dei soci è deliberata dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo.
L’esclusione sarà deliberata nei confronti del socio:
– che non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione;
– che svolga o tenti di svolgere attività contrarie agli interessi dell’Associazione;
– che in qualunque modo, arrechi danni gravi anche morali all’Associazione.
Il socio decade automaticamente in caso di mancato versamento della quota associativa per 1 anni.
Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.
ART.8 – DOVERI E DIRITTI DEI SOCI
Tutti i soci sono obbligati:
1) ad osservare il presente statuto, gli eventuali regolamenti interni e le deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi;
2) a mantenere sempre un comportamento corretto nei confronti dell’associazione;
3) a versare la quota associativa di cui al precedente articolo;
4) a prestare la loro opera a favore della associazione in modo personale, spontaneo e gratuito.
1) a partecipare effettivamente alla vita dell’associazione,
2) a partecipare all’Assemblea con diritto di voto;
3) ad accedere alle cariche associative
4) a prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’associazione con possibilità di ottenerne copia.
ART.9 – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Ogni carica associativa è ricoperta a titolo gratuito salvo il diritto al rimborso delle spese vive effettivamente sostenute in ragione dell’incarico ricoperto.
ART.10 – ASSEMBLEA
L’Assemblea è composta da tutti i soci ed è l’organo sovrano dell’associazione. Ogni socio potrà farsi rappresentare in Assemblea da un altro socio con delega scritta. Ogni socio non potrà ricevere più di due deleghe.
L’Assemblea si riunisce in seduta ordinaria su convocazione del Presidente almeno una volta all’anno e ogniqualvolta lo stesso Presidente o il Consiglio Direttivo o almeno un decimo degli associati ne ravvisino l’opportunità.
1) approva il bilancio consuntivo e preventivo;
2) elegge i componenti del Consiglio Direttivo;
3) delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni;
4) delibera l’esclusione dei soci;
5) delibera su tutti gli altri oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo.
Sia l’Assemblea ordinaria che quella straordinaria sono presiedute dal Presidente o in sua assenza dal Vice-Presidente e, in assenza di entrambi da altro membro del Consiglio Direttivo eletto fra i presenti. Le convocazioni sono effettuate mediante avviso scritto da recapitarsi ai soci almeno dieci giorni prima della data della riunione contenente ordine del giorno, luogo, data e orario della prima e della eventuale seconda convocazione o in alternativa mediante analogo avviso da affiggersi all’albo della sede sociale almeno trenta giorni prima della data dell’Assemblea.
L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria è validamente costituita, in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei soci.
In seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando siano approvate dalla maggioranza dei presenti, eccezion fatta per le deliberazioni riguardanti la modifica dell’atto costitutivo e dello statuto per le quali è necessario il voto favorevole di almeno la metà più uno degli associati e per la deliberazione riguardante lo scioglimento dell’associazione e la relativa devoluzione del patrimonio residuo per la quale è necessario il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Le delibere assembleari devono essere pubblicate mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale ed inserite nel libro verbale delle riunioni e deliberazioni dell’Assemblea tenuto dal Segretario.
ART.11 – CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo è formato da un numero di membri non inferiore a 1 e non superiore a 6, nominati dall’Assemblea dei soci fra i soci medesimi.
I membri del Consiglio Direttivo rimangono in carica 3 anni e sono rieleggibili. Possono fare parte del Consiglio esclusivamente i soci maggiorenni.
Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più dei componenti il Consiglio Direttivo decadano dall’incarico, il Consiglio medesimo può provvedere alla loro sostituzione nominando i primi tra i non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio; nell’impossibilità di attuare detta modalità il Consiglio può nominare altri soci che rimangono in carica fino alla successiva Assemblea che ne delibera l’eventuale ratifica.
Ove decada oltre la metà dei membri del Consiglio, l’Assemblea deve provvedere alla nomina di un nuovo Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno un Presidente, un Vice-Presidente e un Segretario.
1) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
2) predisporre il bilancio preventivo e consuntivo;
3) nominare il Presidente, il Vice-Presidente e il Segretario;
4) deliberare l’accettazione delle domande di nuove adesioni;
5) procedere all’inizio di ogni anno sociale alla revisione degli elenchi dei soci per accertare la permanenza dei requisiti di ammissione di ciascun socio prendendo gli opportuni provvedimenti in caso contrario;
6) dare parere su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presidente o da qualsiasi componente del Consiglio Direttivo;
7) redigere l’eventuale regolamento interno;
8) provvedere agli affari di ordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea dei soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vice-Presidente e, in assenza di entrambi, da altro membro del Consiglio medesimo eletto fra i presenti.
Il Consiglio Direttivo è convocato almeno una volta ogni sei mesi e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno od almeno tre consiglieri ne facciano richiesta. Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.
Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto, da recapitarsi almeno cinque giorni prima della data della riunione, contenente ordine del giorno, luogo, data ed orario della seduta. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo, qualora lo ritenga opportuno, potrà invitare, a scopo consultivo, alle sue riunioni persone particolarmente competenti sugli argomenti da discutere.
Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio nominate dal Consiglio stesso, composte da soci e non soci. Il Consiglio può attribuire, a mezzo del Presidente, ad uno o più dei suoi membri, il potere di compiere determinati atti
o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.
ART.12 – IL PRESIDENTE
Il Presidente, eletto in seno al Consiglio Direttivo, rappresenta, agli effetti di legge, di fronte a terzi ed in giudizio, l’Associazione stessa.
Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali.
Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’Associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi.
Il Presidente sovrintende in particolare l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo.
Il Presidente può delegare ad uno o più Consiglieri parte dei suoi compiti, in via transitoria o permanente.
In caso di necessità, può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli entro 20 giorni alla ratifica del Consiglio Direttivo.
In caso il Presidente sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni lo stesso viene sostituito dal Vice presidente in ogni sua attribuzione.
ART.13 – SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE DELL’ ASSOCIAZIONE
In caso di scioglimento dell’Associazione per qualunque causa, il patrimonio verrà devoluto ad altre ONLUS, operanti per il raggiungimento di scopi analoghi a quelli istituzionali o a fini di pubblica utilità, sentito il parere dell’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Sono ammesse, in ogni caso, altre diverse destinazioni dei beni residui se imposte dalla legge.
ART.14 – CLAUSOLA COMPROMISSORIA
Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa a giudizio di un arbitro amichevole che giudicherà secondo equità e senza formalità di rito, dando luogo ad arbitrato irrituale. L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo, alla nomina dell’arbitro provvederà il Presidente del Tribunale competente per la sede dell’Associazione.
ART.15 – RINVIO
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