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GUIDA AGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA - PDF
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1 Regione Puglia - Assessorato alla Solidarietà Via Caduti di tutte le guerre, Bari tel: / fax: / REGIONE PUGLIA GUIDA AGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA VERSIONE AGGIORNATA 2009 GUIDA AGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA
2 Collana Puglia Sociale - Quaderno n.4
3 GUIDA AGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA La presente guida è stata ideata, progettata e realizzata da: Anna Maria Candela, Dirigente del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria, e da Antonella Bisceglia, Dirigente del Settore Sistema Integrato Servizi Sociali. Hanno collaborato: Caterina Murro, Angela Valerio, Francesco Mandorino. La guida è aggiornata al dicembre Gli aggiornamenti della presente guida saranno consultabili e scaricabili nelle pagine web di PugliaSociale sul sito istituzionale insieme a tutti i documenti normativi comunitari, nazionali e regionali.
4 INDICE INTRODUZIONE 7 1. la programmazione degli investimenti socialie 8 s o c i o s a n i ta r in p u g l i a 1.2 i fondi strutturali e il regolamento regionale n. 4/ i principali obiettivi strategici per lo sviluppo del welfare pugliese l asse iii del programma operativo fesr l asse iii del programma operativo fse l integrazionedell asse iii del po fesr con le altre strategie 23 d i s e t t o r e f i n a n z i at e c o n r i s o r s e comunitarie 2.UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI caratteristiche degli interventi ammissibili: chi può accedere ai finanziamenti? come si accede ai finanziamenti i vincoliper il finanziamento spese ammissibili la va l u ta z i o n e d e i p r o g r a m m i d i i n v e s t i m e n t o 36 APPENDICE NORMATIVA - IL REGOLAMENTO 39 REGIONALE 26 GIUGNO 2008, N. 10 E S.M.i.
5 INTRODUZIONE di Elena Gentile Assessore regionale alla Solidarietà, Politiche Sociali e Flussi Migratori Con l avvio della nuova programmazione , il governo regionale ha scelto di avviare una stagione nuova per la qualità della crescita e dello sviluppo in Puglia, che non può prescindere dalla riqualificazione e dal potenziamento della rete complessiva di offerta di servizi sociali e sociosanitari in ogni ambito territoriale e distretto sociosanitario pugliese. E una stagione nuova di opportunità per tutti, è una stagione nuova per l esigibilità dei diritti sociali e del diritto al benessere e alla dignità di tutti i cittadini e le cittadine pugliesi, è una stagione nuova per la qualità delle prestazioni sociali e per la professionalità degli operatori sociali. E tutto questo cessa di essere intenzione e diventa realtà solo se si sceglie con forza e con coraggio di investire risorse certe, secondo regole date e note a tutti, per la selezione dei più validi e coerenti programmi di investimento per la riqualificazione e l adeguamento strutturale delle strutture e dei servizi già attivi, per la realizzazione di nuove strutture e di nuovi servizi, per la sperimentazione di modelli innovativi di intervento per il contrasto dei principali rischio di disagio e di esclusione sociale e per la promozione dei percorsi di autonomia delle persone che vivono una delle diverse condizioni di fragilità del nostro tempo. Queste le nostre priorità! Dopo un primo biennio nel quale l Assessorato alla Solidarietà ha lavorato per 7
6 ridisegnare il quadro normativo regionale, per costruire un contesto più favorevole alla promozione degli investimenti pubblici e privati, per preparare gli operatori sociali e gli amministratori locali rispetto alle nuove opportunità, eccoci giunti nella fase decisiva: quella in cui occorre dimostrare, prima di tutto ai pugliesi, che anche nel settore sociale gli investimenti sono produttivi, generano nuova e buona occupazione, assicurano prestazioni sociali di qualità, concorrono a determinare le condizioni di attrattività del territorio regionale, accrescono il livello di qualità della vita nelle città, sostengono gli obiettivi di conciliazione vita-lavoro, concorrono all efficienza complessiva del sistema socio-sanitario. Si tratta di raccogliere la sfida decisiva per il salto di qualità del sistema di welfare pugliese, sfida non semplice, anche perché è la prima volta per la nostra regione e per le sue istituzioni pubbliche, nonché per le organizzazioni del terzo settore e private che operano nell ambito sociale, che si avvia un programma complessivo di finanziamento di progetti di investimento, che chiede rigore nella scelta delle idee progettuali, attenzione nella valutazione dei mezzi propri, competenza nella elaborazione delle proposte progettuali, anche nelle loro componenti tecniche, responsabilità nella attuazione degli interventi e per la continuità dei nuovi servizi che nascono. Termini come cantierabilità, sostenibilità, ammissibilità, mezzi propri, insieme a un modo più strutturato e articolato di elaborazione delle idee progettuali, devono entrare nei nostri taccuini di lavoro e non lasciarci più da oggi e nei prossimi anni. Questa guida si propone di presentare in modo sintetico il quadro delle opportunità ma anche l insieme degli elementi di conoscenza tecnici e specialistici necessari per approcciare con attenzione la materia e per approfondire ciascuno degli argomenti proposti all interno delle rispettive organizzazioni. Perché se crescono le organizzazioni, anche le idee progettuali potranno concretizzarsi e potranno camminare su gambe robuste. Buon lavoro a tutti! 8
7 1. LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA di Anna Maria Candela 1.1 La programmazione ordinaria regionale e la programmazione strategica L intera strategia di intervento per la programmazione strategica pugliese a valere sulle risorse dei Fondi Strutturali nel sessennio ha la finalità complessiva di promuovere un processo di accumulazione di strutture, knowhow, tecnologie, risorse umane e professionali, buone pratiche nell ambito dei servizi sociali e sociosanitari. Un processo che sia capace di cambiare, modernizzandolo ed estendendolo in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, il sistema a rete dei servizi e che sia capace di accrescere l efficacia dei fondi della programmazione ordinaria, destinati alla gestione dei servizi, secondo le priorità definite nei Piani Sociali di Zona degli ambiti territoriali. Deve, dunque, essere chiaro il doppio binario che accompagna il percorso di crescita del welfare pugliese: - la programmazione ordinaria per la gestione dei servizi e l erogazione delle prestazioni, che si realizza con le risorse del Fondo Nazionale Politiche Sociali, con le risorse del Fondo Globale socio assistenziale e con le risorse proprie dei Comuni, seguendo il disegno della rete locale dei servizi che ciascun ambito si dà con il proprio Piano Sociale di Zona; 11
8 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA - la programmazione straordinaria per gli interventi aggiuntivi, destinati a sostenere gli investimenti in conto capitale e le sperimentazioni di interventi innovativi, a modificare il contesto e la dotazione strutturale e strumentale atta ad accrescere l offerta complessiva dei servizi, che si realizza con le risorse dei Fondi Strutturali (FESR, FSE, FESR e cofinanziamenti con mezzi propri da parte dei soggetti pubblici e privati proponenti). Le due programmazioni devono scorrere parallele: al centro c è il sistema dei bisogni sociali, per la presa in carico, per i percorsi di inclusione, di protezione sociale, di benessere e di autonomia delle persone e dei nuclei familiari. Non può esserci programma di investimento che non trovi riscontro, dopo la sua attuazione, nel piano di gestione di uno o più servizi, e che non sia coerente con le priorità della programmazione ordinaria. L assenza, in Italia e in Puglia, della definizione di livelli essenziali di prestazioni sociali, per rendere concretamente esigibili i diritti sociali dei cittadini, non deve esimere, peraltro, il sistema di welfare pugliese dalla ricerca di una propria identità e dal perseguimento di un set di servizi garantiti a tutti i pugliesi, in ogni Comune della nostra Regione. L occasione che si prospetta dinanzi ai Comuni pugliesi, associati in ambito territoriale, alle ASL, alle IPAB e alla costituende Aziende di Servizi Pubblici alla Persona, è quella di concorrere alla costruzione di un profilo sociale omogeneo in tutti i territori pugliesi, in cui siano concretamente accessibili determinate strutture, servizi definiti e prestazioni sociosanitarie certe. Le risorse del FESR e del FSE devono consentire il perseguimento degli obiettivi di crescita dei sistemi di welfare locali, assumendo come riferimento il profilo sociale degli ambiti territoriali e perseguendo, in una logica incrementale, la crescita dell offerta dei servizi per tendere ai valori target o livelli ottimali di copertura territoriale dei servizi essenziali, tali da assicurare pari opportunità nell accesso, equità nella distribuzione delle risorse, efficienza ed efficacia nelle politiche di interventi e nella allocazione delle risorse finanziarie. Tutto ciò declinato anche in termini di sostenibilità: rispetto alla disponibilità di risorse umane adeguatamente professionalizzate, rispetto alla integrazione con le altre politiche di settore, rispetto alla capacità di copertura della spesa per la gestione del servizio nel medio-lungo termine, rispetto alla adeguatezza del volume di domanda dei servizi da parte delle famiglie in corrispondenza alla crescita dell offerta di prestazioni. Da questa annualità la Puglia intera deve dimostrare di valorizzare al meglio le opportunità di accesso agli ingenti finanziamenti che sono disponibili, perché si tratta della occasione unica per la svolta del welfare pugliese: normativa aggiornata da un lato, dettagliata conoscenza dei bisogni del territorio dall altro, disponibilità di risorse finanziarie per costruire, ristrutturare, riqualificare, formare, promuovere percorsi virtuosi di inclusione, favorire la diffusione e lo scambio di buone pratiche. Tutto questo è possibile ricercando un sapiente mix di risorse FESR e di risorse FSE, ma anche di risorse nazionali (FNPS) e regionali, e quindi tipologie di operazioni differenti ma complementari, ma anche promuovendo le maggiori sinergie possibili tra enti pubblici e investitori privati, tra gestori delle strutture e dei servizi ed enti per la formazione professionale, tra istituzioni preposte alla educazione e alla riabilitazione dei soggetti fragili e le cooperative sociali e imprese sociali impegnate nel campo dell inserimento e reinserimento sociolavorativo. 1.2 I Fondi strutturali e il Regolamento Regionale n. 4/2007 Questo regolamento ha subito modificazioni per effetto del Regolamento Regionale 7 agosto 2008, n 19 All indomani della entrata in vigore della legge regionale n. 19/2006, per la riforma del sistema di welfare pugliese, la Giunta Regionale ha adottato il regolamento regionale n. 4 del 18 gennaio 2007, quale strumento attuativo della legge regionale. Il regolamento regionale è un provvedimento molto ricco e articolato che dà attuazione, definendo le modalità operative, i criteri e gli standard, a molti articoli della legge: si tratta del provvedimento che di fatto mette i Comuni, gli enti gestori dei servizi, le organizzazioni del Terzo Settore, i cittadini singoli e associati, nelle condizioni di procedere, ciascuno per il proprio ruolo, alla costruzione del sistema di welfare. Tra gli elementi più attesi i nuovi standard per le autorizzazioni e i criteri per l accreditamento delle strutture e dei servizi sociali e sociosanitari, ma anche i nuovi profili dei rapporti tra Enti locali e Terzo settore per la gestione dei servizi, nonché i criteri per disciplinare l accesso ai servizi e alle prestazioni, sia rispetto alla compartecipazione al costo delle prestazioni. Sin dal primo periodo di entrata in vigore del Regolamento stesso, il governo 12 13
9 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA regionale ha assunto l impegno di accompagnare i nuovi standard di qualità e i nuovi requisiti minimi per l autorizzazione al funzionamento delle strutture con idonee misure di sostegno agli investimenti finanziari che ai Comuni, alle ASL, alle organizzazioni del terzo settore, agli enti religiosi e ai soggetti privati si chiede di sostenere. L attivazione delle risorse dell Asse III del PO FESR è la dimostrazione concreta del fatto che priorità del Governo regionale era quella di accompagnare, sostenendola, la crescita dell intero sistema, ampliando l offerta, con nuove tipologie di servizi e con maggiori livelli di qualità, e promuovendo quegli adeguamenti strutturali e quelle ristrutturazioni necessaire per consentire a tutti gli operatori che già operavano nel settore di continuare ad erogare i servizi di cura alle persone e alle famiglie. L obiettivo delle nuove regole era dunque quello di ampliare e qualificare il mercato amministrato dei servizi sociali, e non certo quello di restringerlo o di creare barriere all ingresso. L obiettivo era, innegabilmente, anche quello di mettere le istituzioni pubbliche, ed in primis la Regione, nelle condizioni di regolare il sistema e di assicurare livelli omogenei di qualità e pari opportunità di accesso a tutti i cittadini e alle famiglie pugliesi. Assunte queste priorità, l Assessorato alla Solidarietà ha cominciato da subito ad articolare i propri programmi di intervento, condividendoli con il partenariato istituzionale e sociale di riferimento, ma anche con tutti gli stakeholders, attivandone la realizzazione creando le maggiori sinergie possibili tra risorse nazionali e risorse comunitarie. I primi interventi avviati sono stati: a. l approvazione del Regolamento Regionale n. 10 del 26 giugno 2008 che adotta il regime di aiuto in esenzione per gli interventi socioassistenziali, rivolto alla concessione di contributi per il finanziamento degli investimenti dei privati; per il quale questa versione aggiornata della Guida rende conto delle modificazioni e integrazioni introdotte con il Regolamento regionale 1 dicembre 2008, n 19. b. l avviso pubblico per il finanziamento degli asili nido e le strutture per la prima infanzia dei Comuni e di tutti gli organismi pubblici (17 Meuro circa; scad. 11 agosto 2008) c. l avviso pubblico per il finanziamento delle infrastrutture sociali e degli interventi innovativi e sperimentali per la crescita dell offerta di servizi (12 Meuro; scad. 10 ottobre 2008). 1 Diversamente abili, donne sole con figli, donne e bambini vittime di abuso, violenza e tratta, minori e giovani che vivono in situazione fortemente a rischio di devianza, immigrati e neocomunitari, persone in condizione di povertà estrema, persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale ovvero a misure alternative alla pena, ecc I principali obiettivi strategici per lo sviluppo del welfare pugliese Si proverà in questo paragrafo a riassumere i principali obiettivi strategici cui l Assessorato alla Solidarietà sta orientando la programmazione regionale e le connesse risorse finanziarie, che assumono anche il perno intorno al quale è stata articolata la strategia complessiva del Programma Operativo Regionale Qualificare la dotazione infrastrutturale sociale e sociosanitaria, per il recepimento dei nuovi standard regionali e la garanzia di maggiori livelli di qualità per l utente finale. - Favorire iniziative e interventi di carattere sperimentale volte a promuovere l esigibilità dei diritti sociali dei soggetti svantaggiati e dei loro nuclei familiari, anche promuovendo l efficiente ed efficace gestione della rete dei servizi. - Promuovere l inclusione sociale e sociolavorativa di specifici target di individui e nuclei familiari portatori di bisogni sociali, anche mediante l avvio di nuove attività produttive strettamente finalizzate a obiettivi sociali. - Accrescere la dotazione di posti nido e di posti in strutture per la prima infanzia (centri ludici per la prima infanzia, sezioni primavera, asili nido aziendali, micro-nidi), anche promuovendo la qualificazione dell offerta esistente, per favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e sostenere il carico di cura delle giovani famiglie. - Promuovere iniziative concrete per un sistema di interventi di organizzazione degli spazi, dei tempi e della mobilità nelle città volti ad accrescere la qualità della vita e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; - Rendere sostenibile l offerta dei nuovi servizi, ed in particolare la maggiore offerta di asili nido pubblici e privati, intervenendo sui costi di gestione delle strutture pubbliche e private convenzionate con i Comuni, limitatamente ai costi connessi ad una implementazione di maggiori livelli qualitativi, e sostenendo la domanda dei servizi per la prima infanzia, con un sistema mirato di strumenti per l incentivo della domanda delle famiglie, atti a favorire l incontro tra domanda e offerta di servizi, soprattutto in riferimento alle fasce deboli della popolazione
10 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA - Promuovere il consolidamento e la diffusione della rete dei servizi domiciliari a sostegno del carico di cura delle famiglie per le persone non autosufficienti e della qualità della vita nella quarta età degli individui, nonchè al fine di razionalizzare il ricovero nelle strutture sanitarie e sociali a carattere residenziale. - Sostenere un investimento straordinario nella qualificazione delle risorse umane impiegate nella erogazione dei servizi sociali e sociosanitarie, attraverso la riqualificazione del personale già impiegato, la formazione di nuove figure professionali per le nuove opportunità occupazionali nel settore sociale, il sostegno all autoimpresa e alla formazione di nuove imprese sociali di giovani, donne, soggetti deboli nell accesso al mercato del lavoro. - Promuovere la Puglia come Regione che accoglie gli immigrati e li integra in un quadro di reciproca conoscenza e di reciproco rispetto delle identità culturali, dei diritti e dei doveri di cittadinanza, mediante il potenziamento della rete di accoglienza sociale e abitativa per gli immigrati in condizioni di disagio sociale, della rete dei servizi di mediazione socio-culturale, della rete dei servizi per l inserimento socio-lavorativo, per l educazione dei minori e la garanzia del diritto alla salute. - Accrescere la conoscenza della mappa dei bisogni sociali, di benessere e di salute della popolazione pugliese, nonché la conoscenza del sistema di offerta e delle opportunità di accesso alla rete dei servizi, attraverso la costruzione e la piena messa a regime della rete degli Osservatori Sociali, del Sistema Informativo Sociale Regionale, del sistema di monitoraggio e valutazione della politiche e della spesa sociale. 1.4 L Asse III del Programma Operativo FESR L Asse III - Inclusione sociale e servizi per la qualitá della vita e l attrattivitá territoriale del PO FESR si allinea al Documento Strategico Regionale, perseguendo l obiettivo concreto di realizzare migliori condizioni di vivibilità ed occupabilità, oltre che di occupazione, di coesione e di inclusione sociale, in linea con la strategia di Lisbona e di Nizza, così come con la strategia europea per l occupazione: ciò richiede un approccio strategico fortemente basato sul principio dell integrazione, non solo come metodo di lavoro per l organizzazione di reti di servizi capaci di fornire risposte articolate e personalizzate all individuo ed al nucleo familiare, ma anche come obiettivo prioritario per la costruzione di un sistema di società maggiormente inclusiva e coesa. L Asse prioritario III Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l attrattività territoriale è centrato sui seguenti due obiettivi specifici: 1. promuovere e sostenere una strategia di inclusione sociale e di costruzione di una società regionale inclusiva, attraverso il miglioramento delle infrastrutture sociali e socio-sanitarie. 2. sostenere e qualificare una strategia orientata alla diffusione della cultura della legalità e al rafforzamento dei livelli di sicurezza. Tali obiettivi sono perseguibili se gli interventi vengono concepiti come un mix articolato di azioni capaci di modificare in modo strutturale le condizioni di vita e le opportunità di inclusione di un individuo, della sua famiglia e delle nuove esistenze che in essa si formano. L obiettivo di promuovere e sostenere una strategia di inclusione sociale e di costruzione di una società regionale inclusiva, attraverso il miglioramento delle infrastrutture sociali e socio-sanitarie, verrà conseguito attraverso i seguenti obiettivi operativi: a. promuovere e sostenere politiche di prevenzione del rischio di esclusione sociale e politiche di inclusione sociale per i cittadini in situazione di fragilità e le famiglie pugliesi in svantaggio economico e sociale, nonché per quei segmenti della società pugliese che sono o possono essere interessati dai processi di cambiamento e di innovazione della dinamica economica e sociale; b. sostenere e qualificare una politica di innalzamento dei livelli di benessere e 16 17
11 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA della salute dei cittadini pugliesi attraverso una politica orientata a migliorare l infrastrutturazione sociale e sociosanitaria, a prevenire i rischi sanitari e le malattie, nonché i rischi di esclusione e i fenomeni di marginalità sociale, attraverso un obiettivo generale di innovazione complessiva del sistema sociosanitario pugliese; c. migliorare le infrastrutture della sanità territoriale nell ambito dei distretti socio-sanitari; d. garantire condizioni di sicurezza a cittadini e imprese, riqualificando contesti a rischio di criminalità. Quelle che seguono sono le quattro linee di intervento nelle quali si articola la strategia dell Asse III del PO FESR , per ciascuna delle quali àè stata indicata la relativa dotazione finanziaria. 3.1 Programma di interventi per la infrastrutturazione della sanità territoriale nei distretti socio-sanitari Per questa linea d intervento s individuano le seguenti tipologie di azioni: - Infrastrutturazione sanitaria per la rete dei servizi dei distretti sociosanitari pugliesi, con specifico riferimento alla promozione della innovazione e del potenziamento tecnologica per la diagnosi e cura nei protocolli adottati nelle strutture ambulatoriali (consultori materno-infantili, strutture terapeuticoriabilitative comunitarie a ciclo diurno h12 altre strutture ambulatoriali, logistica strumentale specialistica, strutture per la cura di specifiche patologie oncologiche); - Potenziamento dell offerta pubblica e della offerta gestita da imprese e organizzazioni non lucrative di utilità sociale di centri di eccellenza per la cura integrata e l accoglienza sociale delle persone disabili psico-sensoriali e fisiche (cure sanitarie e riabilitazione) con strutture a ciclo diurno h12 e a ciclo continuativo h24; - Potenziamento della rete dei servizi sociosanitari territoriali a tutela della salute della donna e dei bambini e a sostegno del lavoro di cura nelle famiglie e della capacità di monitoraggio e l efficacia delle azioni di prevenzione delle più diffuse patologie femminili (potenziamento rete consultoriale e diagnostica.. Dotazione finanziaria: 225 Meuro 3.2 Programma di interventi per la infrastrutturazione della sanità territoriale nei distretti socio-sanitari Per questa linea di intervento di individuano le seguenti tipologie di azioni: - infrastrutturazione sociale del territorio regionale, con specifico riferimento alle strutture comunitarie a ciclo diurno h12 e a ciclo continuativo h24 per minori, adulti in difficoltà, disabili fisici, psichici e relazionali, anziani e persone non autosufficienti e persone senza il necessario supporto familiare, con specifico riferimento alla promozione della innovazione tecnologica e della maggiore dotazione infrastrutturale necessarie per la crescita qualitativa, la distribuzione capillare, la piena accessibilità e l implementazione di protocolli innovativi di cura, riabilitazione e integrazione sociale; - realizzazione di strutture comunitarie a ciclo continuativo h24 a carattere sociale e socio-sanitario per la prima accoglienza e l integrazione sociale degli immigrati nei sistemi urbani e nelle zone rurali, con permanenze limitate temporalmente e con l integrazione di prestazioni sociali e sociosanitarie connesse al posto letto e alle prestazioni di cura della persona; - infrastrutturazione sociale per accrescere la disponibilità di posti-bambino nelle strutture per la prima infanzia, asili nido e altri servizi a carattere innovativo per la prima infanzia; - infrastrutturazione dei servizi del pronto intervento sociale e del welfare d emergenza in tutti gli ambiti territoriali, e nelle aree vaste con strutture di accoglienza comunitarie a ciclo continuativo h24 per persone senza fissa dimora e vittime di tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo e di abuso, violenza e maltrattamento. La nuova infrastrutturazione sarà promossa oltre che con la realizzazione di nuovi manufatti deputati ad accogliere i servizi sociosanitari essenziali nel favorire l accrescimento del livello di qualità della dotazione infrastrutturale esistente, prioritariamente attraverso la ristrutturazione e il recupero funzionale o l adeguamento strutturale di immobili già esistenti secondo criteri di sostenibilità (edilizia ecocompatibile, produzione di energia da FER, risparmio energetico ), con specifico riferimento al caso cui la scelta del recupero consente la integrazione della struttura sociale o sociosanitaria nel contesto urbano. Dotazione finanziaria: 270 Meuro 18 19
12 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA 3.3 Programma di interventi per l accessibilità dei servizi e per l inclusione delle persone a rischio di marginalità sociale e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro In questa linea di intervento si concentrano tutti gli interventi previsti nell Asse III che, al fine di accrescere l efficacia degli investimenti in infrastrutture sociali e di sostenere l incremento quantitativo e qualitativo dell offerta di servizi promossi dall Asse, dovranno favorire la maggiore accessibilità deiservizi di cura per i soggetti svantaggiati e a rischio di esclusione sociale (immigrati, minori e giovani a rischio di devianza, adulti in difficoltà), e per le donne nell ambito delle politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Si tratta, pertanto, di interventi che sul piano funzionale e temporale sono strettamente connessi a quanto già previsto nella linea di intervento 3.2. In particolare sono previste nella presente linea, a valere sulla flessibilità azioni afferenti a tipologie che rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (CE) n. 1081/2006 per il FSE, che sono le seguenti: a. percorsi di integrazione e reinserimento nel mondo del lavoro per persone svantaggiate, quali gli emarginati sociali, le minoranze, le persone con disabilità e coloro che prestano assistenza a persone non autosufficienti: il riferimento è ad azioni integrate che non hanno come obiettivo la formazione delle persone ma il sostegno alla rimozione delle cause di esclusione diverse dal fabbisogno formativo e correlate a specifiche situazioni di fragilità; i percorsi saranno realizzati mediante azioni sperimentali strettamente integrate, per la sostenibilità futura e la messa a regime, con la programmazione ordinaria dei Piani Sociali di Zona; b. azioni specifiche e trasversali finalizzate a migliorare l accesso all occupazione e ad accrescere la partecipazione sostenibile e l avanzamento delle donne nell occupazione, principalmente rendendo più accessibili servizi educativi per la prima infanzia e altre prestazioni sociali volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Entrambe le tipologie di percorsi saranno attuati mediante: 1. la costruzione e realizzazione di azioni sperimentali per la rete dell accoglienza integrata e dell inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, quali progetti individualizzati di tutoraggio e di sostegno per le singole persone, e lo sviluppo di servizi per la mediazione interculturale e linguistica, volti ad integrare le opportunità che le reti di welfare locale e le azioni di inserimento lavorativo possono offrire ai soggetti svantaggiati; 2. la erogazione di sovvenzioni individuali non rimborsabili, microcrediti, piccoli sussidi rivolti alla acquisizione di beni e servizi quali le prestazioni di assistenza domiciliare e i servizi per la prima infanzia volti a rendere sostenibile il carico di lavoro di cura per minori e persone non autosufficienti e accessibili le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro. Tutte le azioni previste in questa linea di intervento dovranno prevedere spese ammissibili ai sensi dell art. 11 del Regolamento (CE) n. 1081/2006, e dovranno essere strettamente connesse alla fruibilità dei servizi potenziati e/o attivati con le altre linee di intervento. Dotazione finanziaria: 55 Meuro 3.4 Interventi per migliorare le condizioni di legalità e sicurezza a favore del territorio, dei cittadini e delle imprese. Per questa linea d intervento s individuano le seguenti tipologie di azioni: - azioni per il potenziamento della rete di strutture e servizi per la prevenzione ed il contrasto dello sfruttamento, della tratta e della violenza di donne, minori e cittadini stranieri immigrati (rete deicentri anti-violenza, rete di strutture di accoglienza d emergenza per i casi di abuso e maltrattamento; - azioni per la riduzione della percezione di insicurezza da parte degli operatori economici; - azioni per prevenire e contrastare i fenomeni dell usura e dell estorsione come previsto dalla L.R. 3 aprile 2006, n. 7; - azioni per sostenere la crescita e la diffusione della cultura della legalità; - azioni per il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia ed alle altre organizzazioni criminali. Dotazione finanziaria: 20 Meuro 20 21
13 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN PUGLIA 1.5 L Asse III del Programma Operativo FSE L Asse III del PO FSE , denominato Inclusione Sociale si inquadra nel seguente obiettivo specifico: sviluppare percorsi d integrazione e migliorare il (re) inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati per combattere ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro. Sono i seguenti gli obiettivi operativi che tengono conto del contesto di riferimento in cui l Asse si inquadra e delle priorità regionali: - promuovere azioni di sistema finalizzate alla rimozione delle cause di esclusione e discriminazione sociale attraverso l integrazione fra orientamento, accompagnamento, tutoraggio, strumenti di politica attiva, collocamento mirato, servizi sociali e sanitari; - supportare l inserimento e il reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati; - potenziare l offerta delle nuove imprese e professioni sociali. Per il conseguimento degli obiettivi saranno attuate diverse tipologie di intervento, anche integrate tra loro, tra le quali si elencano le seguenti a titolo esemplificativo: - sviluppo delle reti di sostegno per la transizione al lavoro e l inserimento lavorativo; - promozione di misure di accompagnamento, servizi di sostegno e di assistenza finalizzati all inserimento lavorativo per soggetti appartenenti a famiglie sotto la soglia di povertà; - percorsi integrati per l inserimento lavorativo dei disabili anche con il supporto delle istituzioni preposte ed in integrazione con gli altri strumenti finanziari esistenti; - percorsi integrati (orientamento, formazione, accompagnamento, collocamento mirato) di inserimento e reinserimento lavorativo e attivazione forme di tutoraggio individuale; qualificazione professionale e creazione di nuovi profili nel settore dei servizi sociali; - percorsi interculturali e linguistici per l inclusione degli immigrati; - potenziamento dell offerta formativa interculturale per persone immigrate attraverso la formazione delle nuove professioni sociali nel campo della mediazione interculturale e linguistica, azioni mirate per il contrasto alla dispersione scolastica dei minori immigrati e per elevare il grado di istruzione delle persone immigrate; - servizi integrati (formazione, orientamento, incentivi) per la creazione di nuovi sbocchi occupazionali nel settore dei lavori di cura. Data la natura degli interventi sopra esemplificati, in rispondenza agli obiettivi dichiarati, l attuazione della strategia regionale per l inclusione sociale non potrà che realizzarsi con la più stretta collaborazione tra Comuni, titolari delle funzioni socioassistenziali, le istituzioni scolastiche, le strutture sanitarie, gli enti di formazione pubblici e privati, il sistema della cooperazione sociale e le organizzazioni private del terzo settore. A questi obiettivi e alle connesse tipologie di intervento sono state riservate complessivamente risorse finanziarie FSE per ,00 euro, pari a circa il 6% della dotazione totale del PO FSE. 1.6 L integrazione dell ASSE III del PO FESR con le altre strategie di settore finanziate con risorse comunitarie Il miglioramento della qualità della vita, da perseguire anche mediante l incremento della dotazione di strutture e di servizi socio assistenziali e sociosanitari, è un obiettivo centrale per l impostazione efficace di numerose priorità strategiche poste alla base dell intera programmazione regionale per lo sviluppo integrato, di cui al Programma Operativo Le politiche di riqualificazione urbana e per la rigenerazione delle aree urbane, le politiche per lo sviluppo delle zone rurali e la diversificazione delle attività economiche in dette aree, le opportunità di attivazione di nuove iniziative imprenditoriali e di nuovi posti di lavoro, sono fortemente interrelate con tutti gli interventi attivabili con l Asse III del PO FESR per il potenziamento delle reti di servizi di cura, per la salute, per l inclusione sociale e per l inserimento socio lavorativo. Ancora più ampio, pertanto, è il potenziale operativo offerto dalla programmazione strategica regionale a valere sulle risorse comunitarie fin qui sviluppata. Ecco le principali connessioni che vale la pena di evidenziare, per la opportunità 22 23
14 di averle nella agenda di lavoro di ogni ente locale, di ogni impresa privata e sociale, di ogni istituzione pubblica e di tutti i soggetti pubblici e privati che abbiano una propensione all investimento che possa essere supportata dagli strumenti finanziari connessi ai Fondi strutturali UE per il sessennio : - il Piano di Sviluppo Rurale, finanziato con il FEASR, che prevede, soprattutto mediante la programmazione strategica dei Gruppi di Azione Locale (GAL), la attivazione di interventi mirati al potenziamento della rete dei servizi del pronto intervento sociale e sanitario, dei servizi di prossimità e di potenziamento delle reti dei servizi domiciliari e comunitari a ciclo diurno, nonché la sperimentazione di strutture innovative quali le fattorie didattiche, le fattorie sociali, gli agri-nido, le strutture di accoglienza per lavoratori immigrati o alberghi diffusi, le strutture per l autonomia e l inserimento socio lavorativo di persone diversamente abili senza il sopporto familiare, e così via; - i regimi di aiuto per il sostegno all autoimpresa e alle nuove iniziative imprenditoriali sia per l occupazione giovanile e femminile, sia per l inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati o a rischio di esclusione (assi I e VI del PO FESR); - le reti di trasporto collettivo a domanda individuale, la progettazione delle infrastrutture viarie e ferroviarie per il trasporto, i sistemi di mobilità lenta e sicura nei contesti urbani, costituiscono interventi indispensabili per declinare concretamente i principi di accessibilità dei servizi e di sicurezza sociale nei contesti urbani e rurali (asse V del PO FESR); - l impiego delle nuove tecnologie per l accessibilità dei servizi e per accrescere l efficacia e l efficienza delle risposte sociosanitarie rispetto al sistema dei bisogni e delle domande di cura e di benessere dei cittadini e dei loro nuclei familiari (Linea 1.5 del PO FESR); - gli interventi per la rigenerazione urbana e la riqualificazione delle periferie e dei quartieri degradati e a rischio di disagio, richiedono l integrazione con investimenti in infrastrutture sociali e, insieme, costituiscono la precondizione per la maggiore efficacia di interventi di animazione territoriale e riqualificazione sociale dei contesti urbani, nonché per la prevenzione dei rischi di marginalità, disagio sociale, esclusione e devianza (asse VII del PO FESR). 24
15 UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI di Antonella Bisceglia c. programmi di realizzazione, ammodernamento, ampliamento di strutture sanitarie territoriali per la prevenzione, la diagnosi e la cura, di strutture terapeutico-riabilitative comunitarie a ciclo diurno h12 e a ciclo continuativo h24, di centri di eccellenza per la cura integrata e l accoglienza sociosanitaria delle persone con disagio psichico, con disabilità psico-sensoriali e/o fisiche con strutture a ciclo diurno h12 e a ciclo continuativo h24; d. iniziative e interventi di carattere sperimentale, che mutuino buone pratiche ed esperienze innovative già realizzate in altri contesti regionali, in termini di progettazione e implementazione di servizi o strutture socioeducative e socioassistenziali, purché strettamente ancorate al fabbisogno e alla domanda derivante dal contesto regionale e locale di riferimento, volte a: Con riferimento all utilizzo delle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la Regione Puglia ha individuato le seguenti priorità e meccanismi di attivazione dei finanziamenti, di seguito descritti in termini generali, che gli operatori troveranno specificati nel dettaglio di ciascun Avviso pubblico per la selezione delle proposte progettuali per la concessione di agevolazioni finanziarie. I paragrafi che seguono riassumo gli elementi essenziali dei criteri di selezione delle operazioni, così come approvati dal Comitato di Sorveglianza del PO FESR nello scorso febbraio 2007, e le caratteristiche principali del regime di aiuto in esenzione approvato dalla Giunta Regionale con il Regolamento regionale 29 giugno 2008, n.10, così come modificato dal Rgolamento regionale 1 dicembre 2008, n 27. Caratteristiche degli interventi ammissibili: a. programmi di realizzazione di nuove strutture socioeducative, socioassistenziali e sociosanitarie, così come definite al Titolo V del Regolamento Regionale 18 gennaio 2007, n. 4, nonché realizzazione di iniziative sperimentali e programmi di ristrutturazione, ampliamento e/o adeguamento delle strutture esistenti agli standard previsti nello stesso Regolamento; b. programmi di realizzazione o adeguamento agli standard del Regolamento Regionale 18 gennaio 2007, n. 4 di altre strutture e servizi complementari per l infanzia, ossia micronidi e centri ludici per la prima infanzia, nonché per centri socio-educativi e/o riabilitativi; - promuovere l esigibilità dei diritti sociali dei soggetti svantaggiati e dei loro nuclei familiari, con specifico riferimento al diritto ad una vita dignitosa, al diritto al lavoro e all istruzione, al diritto alla salute e alla casa, - promuovere l inclusione sociale e sociolavorativa di specifici target di individui e nuclei familiari portatori di bisogni sociali, - sensibilizzare e informare correttamente le comunità locali e i target mirati delle opportunità e delle condizioni di accesso ai servizi, nonché delle modalità per l esigibilità dei diritti sociali. In una logica di incremento della qualità dei servizi e della costruzione del mercato di qualità sociale, ciascun programma di investimento può, inoltre, prevedere: - servizi per la certificazione dei sistemi di qualità aziendale e per la certificazione etica e sociale; - azioni di marketing e comunicazione aziendale. Per ottenere il finanziamento, occorre prestare attenzione ai seguenti vincoli per l ammissibilità al finanziamento: a. Conformità degli immobili oggetto del piano di investimenti a: a. prescrizioni tecniche della L. n. 13/1989 e del D.M. n. 236/1989, in materia di abbattimento delle barriere architettoniche b. strumenti di pianificazione urbanistica vigenti in ciascun Comune interessato 26 27
16 UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI c. requisiti strutturali e/o organizzativi conformi previsti dal Regolamento Regionale 18 gennaio 2007, n. 4, salvo che non siano stati preventivamente autorizzati nell ambito di una sperimentazione secondo quanto previsto dall art. 44 comma 3 dello stesso Regolamento. b. organicità, funzionalità e validità economica e finanziaria del programma di investimento. c. divieto di suddividere uno stesso programma in più domande di agevolazione e di cumulo con altri contributi di finanziamento a valere sui fondi regionali, nazionali e comunitari per le medesime finalità. Il programma d investimento deve riguardare una unità locale, ubicata in Puglia e di cui i soggetti richiedenti abbiano la piena disponibilità per lo svolgimento di un attività tra quelle ammesse dal presente Regolamento. 2.2 Chi può accedere ai finanziamenti? Per realizzare i programmi di investimento che accrescono la quantità e la qualità della rete dei servizi sociali e socio-assistenziali della Puglia possono presentare proposte progettuali sia enti pubblici che enti privati. In particolare: - Province - Comuni singoli e Comuni associati in Ambiti territoriali sociali e loro Consorzi (ex art. 5 l.r. n. 19/2006) - Aziende Sanitarie Locali - Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona e altri Enti Pubblici - Cooperative Sociali e loro Consorzi, - Organizzazioni di Volontariato e Promozione Sociale, - Fondazioni e altre Imprese - Altri Soggetti privati in regime o.n.l.u.s. - Piccole e Medie Imprese. Con riferimento alle piccole e medie imprese, è opportuno evidenziare che il regolamento regionale per il regime di aiuto degli interventi socio assistenziali e sociosanitari prevede che ciascun soggetto proponente si trovi nel rispetto delle seguenti condizioni: a. essere regolarmente costituiti, essere iscritti nel Registro delle Imprese e/o nel REA, per le associazioni, fondazioni e gli altri enti privati non societari, ed avere partita iva; b. essere nel pieno e nel libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposti a procedure concorsuali; c. essere operativi alla data di presentazione delle domande di agevolazione; d. non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; 2 Diversamente abili, donne sole con figli, donne e bambini vittime di abuso, violenza e tratta, minori e giovani che vivono in situazione fortemente a rischio di devianza, immigrati e neocomunitari, persone in condizione di povertà estrema, persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale ovvero a misure alternative alla pena. 3 Pubblicata in GURI n. 21 del Pubblicato in Suppl. ordinario alla GURI n. 145 del 23 giugno e. operare nel rispetto delle vigenti norme edilizie ed urbanistiche, del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell ambiente, con particolare riferimento agli obblighi contributivi; 28 29
17 UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI f. non essere stati destinatari, nei sei anni precedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ad eccezione di quelli derivanti da rinunce da parte delle imprese; g. aver restituito agevolazioni erogate per le quali è stata disposta dall Organismo competente la restituzione; h. non trovarsi in condizioni tali da risultare un impresa in difficoltà così come definita dagli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà. 2.3 Come si accede ai finanziamenti Sono previste due modalità di accesso alle risorse FESR : a. tramite Avviso Pubblico b. tramite procedure negoziali. a. L Avviso Pubblico è lo strumento con il quale la Regione, individuate le proprie priorità e idonee risorse, invita tutti i potenziali soggetti beneficiari a candidare una proposta progettuale che sia conforme agli obiettivi e alle prescrizioni tecniche che l Avviso può contenere. Ciascun Avviso: - prevede specifiche in merito agli interventi e alle spese ammissibili; ASL (Linea 3.1 dell Asse III del PO) e per i Comuni associati in ambito territoriale sociale (Linea 3.2 e 3.3 dell Asse III). L obiettivo di promuovere e sviluppare una strategia di inclusione sociale e di costruzione di una società regionale inclusiva, attraverso il miglioramento della rete di infrastrutture sociali e socio-sanitarie, passa attraverso il governo pubblico della pianificazione delle unità di offerta di strutture e servizi di cura. Pertanto, in questo caso, sulla base di una programmazione condivisa delle opere pubbliche necessarie a raggiungere l obiettivo dello standard di qualità territoriale e delle risorse necessarie, tutte le Amministrazioni interessate procedono alla sottoscrizione di un Accordo di Programma, ovvero di una convenzione tra enti territoriali (Regione e Comuni associati) e altre amministrazioni pubbliche (ASL, Centro per la Giustizia Minorile, Amministrazione Penitenziaria, ecc..), mediante la quale le parti coordinano le loro attività per la realizzazione di opere, interventi o programmi di intervento. 2.4 I vincoli per il finanziamento Il Regolamento 1083/2006 DEL CONSIGLIO dell 11 luglio 2006, art. 55, definisce i Progetti generatori di entrate, intendendo come tali qualsiasi operazione che comporti un investimento in infrastrutture il cui utilizzo sia soggetto a tariffe direttamente a carico degli utenti o qualsiasi operazione che comporti la vendita o la locazione di terreni o immobili o qualsiasi altra fornitura di servizi contro pagamento. - individua i limiti delle agevolazioni concedibili e i criteri di selezione e premialità per la formazione delle graduatorie in base alle quali sarà concesso il contributo, nei limiti delle risorse disponibili; - contiene prescrizioni in ordine alla documentazione e alle modalità di presentazione dell istanza di finanziamento. Sono considerate ammissibili solo le istanze che pervengono entro la data di scadenza prevista dall Avviso stesso (in genere 60 giorni dalla pubblicazione) che verranno valutate da una apposita commissione. b. Le procedure negoziali sono previste solo ed esclusivamente per l accesso alle risorse da parte di altre amministrazioni pubbliche, ed in particolare per le Il paragrafo 2, dello stesso articolo citato, definisce la spesa ammissibile a finanziamento, la quale non supera il valore attuale del costo d investimento diminuito del valore attuale dei proventi netti derivanti dall investimento nell arco di un periodo di riferimento specifico per quanto riguarda: a) gli investimenti in infrastrutture; b) altri progetti per i quali sia possibile stimare obiettivamente ex ante le entrate. Per determinare i limiti massimi di cofinanziamento consentiti dalla normativa citata, occorre tenere in considerazione alcune importanti valutazioni: - qualora il costo d investimento non sia integralmente ammissibile al cofinan
18 UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI ziamento, le entrate nette vengono imputate con calcolo pro rata alla parte ammissibile e a quella non ammissibile del costo d investimento. Nel qual caso, l autorità di gestione tiene conto: - del periodo di riferimento adeguato alla categoria di investimento in questione; - della categoria del progetto; - della redditività normalmente attesa per la categoria di investimento; - dell applicazione del principio «chi inquina paga»; - e, se del caso, di considerazioni di equità legate alla prosperità relativa dello Stato membro interessato; - qualora sia obiettivamente impossibile valutare in anticipo le entrate, in funzione delle indicazioni evidenziate al punto precedente, il regolamento 1083/2006 art. 55, paragrafo 3, prescrive che le entrate generate nei cinque anni successivi al completamento di un operazione sono detratte dalla spesa dichiarata alla Commissione. Tale detrazione, effettuata dall autorità di certificazione non più tardi della chiusura parziale o finale del programma operativo, comporta la rettifica della domanda di pagamento del saldo finale dell importo come sopra determinato; - qualora inoltre, al più tardi tre anni dopo la chiusura del programma operativo, si accerti che un operazione ha generato entrate non contemplate nei paragrafi 2 e 3, anche queste ultime devono essere restituite al bilancio generale dell Unione europea in proporzione alla partecipazione dei Fondi. I regimi di aiuto, applicabili a favore della piccole e medie imprese, sono attuati: - nell ambito della regola de minimis, rispettando le prescrizioni del Regolamento (CE) N. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d importanza minore («de minimis»), ove sia previsto che l importo complessivo degli aiuti concessi ad una medesima impresa non superi i EUR nell arco di tre esercizi finanziari ; - nell ambito di un regime di aiuti in esenzione, rispettando le prescrizioni del Regolamento (CE) n 800/2008 della Commissione del 6 Agosto 2008 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, in coerenza con l art. 3 dello stesso regolamento. Il REGOLAMENTO REGIONALE 26 giugno 2008, n Regolamento regimi di aiuto per le strutture e i servizi socio-assistenziali - dispone sulle modalità di presentazione dei progetti finanziati nell ambito di un regime di aiuti in esenzione, cioè esente dall obbligo di notificazione (di cui all art. 88, paragrafo 3, del Trattato), in quanto coerente con il Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese. Questo regolamento è stato aggiornato con il Regolamento Regionale 1 dicembre 2008, n. 27, che apporta modifiche al Regolamento Regionale n. 10/2008 con specifico riferimento ai soggetti proponenti che sono ammissibili, alle tipologie di intervento, con la estensione del regime di aiuto alle strutture sociosanitarie e sanitarie territoriali di cui alla Linea 3.1 dell Asse III, alla più puntuale specificazione delle tipologie di spese ammissibili. Il Regolamento n. 10/2008 e s.m.i., disciplina gli aiuti agli investimenti per la realizzazione, l adeguamento o l ammodernamento di strutture e servizi socio-assistenziali, nonché per l implementazione di modelli sperimentali di accoglienza e di intervento, così come elencati e disciplinati dal Regolamento Regionale 18 gennaio 2007, n. 4, e s.m.i.. Possono accedere alle agevolazioni di cui al Regolamento 10/2008, le Piccole e Medie Imprese che realizzano gli investimenti di cui al capoverso precedente, in forma singola o associate anche in associazioni temporanee di scopo. L intensità di aiuto, relativa ai progetti presentati nell ambito delle attività di attuazione del Regolamento Regionale n. 10/2008 e s.m.i., è calcolata in base ai costi ammissibili del progetto e non potrà superare: a) il 50% per le piccole imprese; b) il 40% per le medie imprese. L agevolazione massima concedibile per progetto e per impresa, sotto forma di contributo in conto impianti, non potrà superare i ,00 di euro. 5 A seguito della approvazione da parte della Commissione Europea delle misure anticrisi, il regime di aiuto de minimis è stato modificato per prevedere un massimale di aiuto di Euro ,00 su base triennale. Tale modalità di aiuto potrà essere applicata in Puglia solo per gli avvisi pubblici che saranno banditi dalle strutture regionali competenti a partire dal
19 UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI 2.5 Spese ammissibili Ciascun programma di investimento deve considerare che potranno essere ammesse a contributo solo le spese che siano - effettuate a partire dalla data di pubblicazione del relativo Avviso pubblico; - finalizzate alla realizzazione degli interventi di cui al paragrafo Caratteristiche degli investimenti ammissibili ; - relative alle voci di costo per attivi materiali e in attivi immateriali. Le spese in attivi materiali riguardano: a. acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 10% dell importo dell investimento in attivi materiali; b. opere murarie e assimilate; c. infrastrutture specifiche aziendali; d. mezzi mobili targati ad uso collettivo, strettamente connesso alla organizzazione del servizio ovvero alla funzionalità e accessibilità della struttura oggetto di agevolazione; e. acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all attività di rappresentanza; f. acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell impresa; g. acquisto di brevetti, licenze, know how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l attività svolta nell unità produttiva interessata dal programma; Per gli attivi immateriali sono considerate ammissibili a contributo le spese per l acquisto non devono rivestire carattere continuativo o periodico, non devono essere assicurabili dalle professionalità rinvenibili all interno del soggetto beneficiario, né essere connessi alle normali spese di funzionamento dell impresa, come ad esempio la consulenza fiscale ordinaria, i servizi regolari di consulenza legale e le spese di pubblicità, in conformità a quanto previsto dall art. 5 del Regolamento (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2009 della Commissione. La prestazione di consulenza deve essere effettuata attraverso l utilizzo di esperti nello specifico settore di intervento richiesto a beneficio e sulla base di contratti scritti con i soggetti richiedenti il contributo. I soggetti abilitati a prestare consulenze specialistiche devono essere qualificati e possedere specifiche competenze professionali, devono inoltre essere, ove previsto per legge, regolarmente iscritti negli albi professionali per i rispettivi rami di attività. Non sono comunque ammissibili: a. le spese notarili e quelle relative a imposte e tasse; b. le spese relative all acquisto di scorte; c. le spese relative all acquisto di macchinari ed attrezzature usati; d. i mezzi mobili targati, che non presentino le condizioni per l ammissiblità; e. i titoli di spesa regolati in contanti; f. le spese di pura sostituzione; g. le spese di funzionamento in generale h. le spese in leasing; i. tutte le spese non capitalizzate; j. le spese sostenute con commesse interne di lavorazione, anche se capitalizzate ed indipendentemente dal settore in cui opera l impresa; k. i titoli di spesa nei quali l importo complessivo dei beni agevolabili sia inferiore a 500,00 euro. 5 A seguito della approvazione da parte della Commissione Europea delle misure anticrisi, il regime di aiuto de minimis è stato modificato per prevedere un massimale di aiuto di Euro ,00 su base triennale. Tale modalità di aiuto potrà essere applicata in Puglia solo per gli avvisi pubblici che saranno banditi dalle strutture regionali competenti a partire dal Per maggiori specifiche sugli investimenti immateriali cfr. art. 7 del regolamento regionale n. 10/2008 e s.m.i
20 UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI 2.6 La valutazione dei programmi di investimento Per la concessione dei finanziamenti ciascun programma di investimento viene sottoposto ad una procedura istruttoria che prevede due step: - verifica di ammissibilità; - valutazione di merito. - grado di integrazione della struttura sociale o sociosanitaria nel contesto urbano grado di accessibilità delle strutture per le utenze più deboli; - grado di approfondimento dell analisi dei fabbisogni attraverso l utilizzo di indicatori disaggregati per genere coerenza tra obiettivi, azioni, tempi e risultati attesi del progetto (coerenza interna); L ammissibilità riguarda l osservanza delle prescrizioni contenute nell Avviso Pubblico. In particolare, sono esclusi dalla valutazione di merito i progetti: - presentati da soggetti diversi da quelli indicati nel relativo Avviso; - consegnati oltre i termini indicati; - pervenuti con modalità diverse da quelle prescritte; - privi delle diciture identificative sul plico di consegna; - non corredati dalla documentazione richiesta nell Avviso Pubblico; - redatti su modulistica difforme da quella prevista. La valutazione di merito riguarda, invece, la conformità del programma alle priorità regionali e il grado di rispondenza ai criteri di selezione e valutazione. Gli Avvisi pubblici possono altresì prevedere dei criteri premiali in presenza di determinate circostanze che l amministrazione regionale ritiene opportuno enfatizzare e sostenere. In linea di principio, il PO FESR individua quali priorità regionali le seguenti: Ristrutturazione e il recupero funzionale o l adeguamento strutturale di immobili già esistenti rispetto ai nuovi standard regionali per l autorizzazione e l accreditamento Interventi localizzati in piccoli comuni, comuni a rischio spopolamento e ad iniziative localizzate in aree urbane a rischio Soggetti che posseggano o abbiano avviato la procedura per la Certificazione etica e sociale secondo le norme SA 8000 ovvero secondo gli standard di certificazione riconosciuti a livello internazione di cui alla norma UNI ISO. La valutazione di merito terrà conto dei seguenti criteri di selezione, specificamente articolati in ciascun Avviso Pubblico con riferimento alla tipologia di intervento previsto: - adeguatezza del progetto rispetto ai fabbisogni specifici; - capacità di contribuire al raggiungimento dei target degli obiettivi di servizio relativi ai servizi di cura per i bambini e gli anziani (efficienza); - specifica attenzione alla popolazione immigrata e alla parte debole della popolazione, con particolare riguardo all occupabilità femminile; - grado di coerenza con i Piani Sociali di Zona di cui alla l.r. n. 19/2006 e con gli atti aziendali e i PAT di tutte le ASL; - grado di coinvolgimento delle Associazioni portatrici di interesse; - capacità di rispondere alle esigenze dei diversamente abili, di famiglie con figli minori e dei cittadini extra-comunitari; - replicabilità e capacità di promozione e diffusione dei risultati degli interventi; - innovazione tecnologica, organizzativa, gestionale dei servizi; - grado di integrazione tra politiche, fonti finanziarie, forme di intervento e modalità di attuazione dei progetti finalizzati alla erogazione di pacchetti di servizi per i cittadini; - qualità tecnica del progetto e tempi per la realizzazione; - grado di innovazione del progetto in relazione alla valutazione del grado di soddisfacimento del fabbisogno dell utenza con particolare riguardo alle esigenze di conciliazione vita lavoro; - sostenibilità gestionale e finanziaria degli interventi; - grado di integrazione con progetti finalizzati alla erogazione di pacchetti di servizi per i cittadini anche in coordinamento con interventi FSE
PARTE PRIMA. Il seguente Regolamento: CAPO I DISPOSIZIONI COMUNI. REGOLAMENTO REGIONALE 9 febbraio 2009, n. 2. Articolo 1 Campo di applicazione
4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 24 suppl. dell 11-2-2009 PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali REGOLAMENTO REGIONALE 9 febbraio 2009, n. 2 L.R. n. 10/2004 - Procedure per l ammissibilità
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References: art. 11
 art. 44
 art. 5
 art. 55
 art. 55
 art. 3
 art. 88
 art. 5
 art. 7
 Articolo 1