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Timestamp: 2020-06-02 23:37:07+00:00

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Massimario di legittimitá - Numero 1-2008, January 2008 - Archivio della nuova procedura penale - Libri e Riviste - VLEX 458390
Pagine: 85-118
@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Reato continuato - Motivo di gravame relativo alla mancata applicazione della continuazione
@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Reformatio in peius - Qualificazione giuridica del fatto in senso più grave
Il divieto della reformatio in peius secondo cui, in assenza d'impugnazione del pubblico ministero, il giudice non può comminare una sanzione più grave di quella inflitta con la sentenza impugnata, non implica l'intangibilità del trattamento penale nel suo complesso, sicché, potendo il giudice dare al fatto una definizione giuridica più grave, l'allungamento dei termini di prescrizione legati alla nuova qualificazione non ricade nell'area del divieto.
Cass. pen., sez. II, 21 marzo 2007, n. 11935 (ud. 8 marzo 2007), Tricarico. (C.p., art. 157; c.p.p., art. 521; c.p.p., art. 597). [RV236134]
@Appello penale - Dibattimento - Rinnovazione dell'istruzione - Acquisizione di un documento
@Appello penale - Motivi - Enunciazione con riserva di successiva indicazione degli elementi su cui è fondata la doglianza - Omessa integrazione
In tema di impugnazioni, non costituisce vizio che comporta l'annullamento in sede di legittimità l'omessa esposizione ed esame da parte del giudice di appello di motivi di impugnazione solamente enunciati nell'atto di appello, senza indicazioni né generiche né specifiche degli elementi di fatto e di diritto su cui si fondano le doglianze. (Nella fattispecie, l'appellante, formulando alcuni motivi di appello, con la sola affermazione «pena base minima per i criteri di cui all'art. 133 c.p., attenuanti generiche, minima partecipazione» si era riservato di svilupparli, senza poi provvedervi entro il termine per impugnare).
Cass. pen., sez. VI, 12 febbraio 2007, n. 5777 (ud. 28 settembre 2006), Ferrante e altri. (C.p.p., art. 581; c.p.p., art. 591). [RV236060]
@Appello penale - Provvedimenti appellabili e inappellabili - Appello del pubblico ministero - Appello contro la sentenza assolutoria
@Appello penale - Sentenza - Predibattimentale - Inapplicabilità nel giudizio di appello
La disciplina del proscioglimento predibattimentale ex art. 469 c.p.p. è inapplicabile nel giudizio di appello, ciò dovendolo desumere dal combinato disposto degli articoli 598, 599 e 601 c.p.p.: in particolare, l'art. 601 introduce una disciplina degli atti preliminari in appello autonoma rispetto al primo grado, mentre l'art. 599 enuclea i casi tassativi nei quali si può procedere con rito camerale, non richiamando l'ipotesi del proscioglimento prima del dibattimento.
Cass. pen., sez. IV, 22 marzo 2007, n. 12001 (c.c. 28 febbraio 2007), Palumbo. (C.p.p., art. 469; c.p.p., art. 598; c.p.p., art. 599; c.p.p., art. 601). [RV236286]
@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Cosiddetto patteggiamento allargato - Esclusioni soggettive per delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e recidivi - Questione di legittimità costituzionale
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per contrasto con gli artt. 3 e 111 Cost., della disposizione che esclude coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, o recidivi ai sensi dell'art. 99, comma quarto, c.p. dall'accesso al c.d. patteggiamento allargato, perché detta disposizione, da un lato, trova un ragionevole fondamento nella scelta di bilanciare, con le richiamate esclusioni, la premialità del rito speciale con situazioni di pericolosità qualificata, e, dall'altro, affida alla sede del giudizio ordinario il doveroso rispettoPage 86 delle norme sul c.d. giusto processo anche in termini di ragionevole durata.
@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Costituzione di parte civile - Liquidazione delle spese - Annullamento da parte della cassazione
In tema di patteggiamento, allorché la corte di cassazione annulli la pronunzia del giudice relativamente alla liquidazione delle spese a favore della parte civile effettuata «globalmente» senza nessuna indicazione delle voci concorrenti a formare l'importo, il rinvio va fatto al giudice penale a quo e non al giudice civile competente per valore in grado d'appello (art. 622 c.p.p.), posto che tale disposizione si applica solo quando l'annullamento riguardi la statuizione circa il diritto della parte civile alla liquidazione delle spese, e non quando la statuizione manchi del tutto (per essere stata determinata una cifra forfettaria senza alcuna specificazione sull'an o sul quantum).
Cass. pen., sez. IV, 22 febbraio 2007, n. 7583 (c.c. 29 novembre 2006), Fabris e altro. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; c.p.p., art. 622). [RV236096]
@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Pena - Cosiddetto «patteggiamento allargato»Applicazione di pena detentiva non inferiore ai tre anni
@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Pena - Cosiddetto «patteggiamento allargato»Applicazione di pena detentiva superiore ai due anni
In tema di cosiddetto «patteggiamento allargato» allorché sia applicata una pena detentiva, congiunta o non a pena pecuniaria, superiore ai due anni, è consentita, nei congrui casi, l'applicazione di pene accessorie e misure di sicurezza, quand'anche non automatiche e rimesse alla valutazione discrezionale del giudice, ferma restando la necessità, ove occorra, di accertare la sussistenza in concreto della pericolosità sociale dell'imputato. (Nella specie, in cui era stata applicata la pena di quattro anni di reclusione e dodicimila euro di multa, nonché l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, la Corte ha ritenuto erronea la quantificazione della durata della pena accessoria, riducendola nei limiti di quella principale a norma dell'art. 37 c.p.).
Cass. pen., sez. VI, 14 marzo 2007, n. 10857 (c.c. 21 febbraio 2007), D'Atri e altri. (C.p., art. 37; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445). [RV235989]
@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Accoglimento della pena richiestaContinuazione
In tema di patteggiamento, se il giudice accoglie la richiesta della pena concordata tra le parti, riguardante più reati legati dal vincolo della continuazione, non sussiste alcun interesse o diritto di queste ultime a vedere manifestati in sentenza l'ammontare della pena concordata per ciascuno dei singoli reati, sì che l'eventuale ricorso per cassazione per tale profilo si palesa manifestamente infondato e inammissibile.
Cass. pen., sez. IV, 23 marzo 2007, n. 12245 (ud. 15 gennaio 2007), Abaticchio e altri. (C.p., art. 81; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; c.p.p., art. 606). [RV236188]
@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Patteggiamento allargato - Confisca
In caso di pena patteggiata, l'estensione dell'applicabilità, per effetto della legge 12 giugno 2003 n. 134, della misura di sicurezza della confisca a tutte le ipotesi previste dall'art. 240 c.p., e non più solo a quelle previste dal secondo comma di tale articolo come ipotesi di confisca obbligatoria, non esime il giudice dal motivare sulle ragioni per cui ritiene di dover disporre la confisca di specifici beni sottoposti a sequestro ovvero, in subordine, su quelle per cui non ritiene...

References: sentenza 

Cass. 
 art. 157
 art. 521
 art. 597

Cass. 
 art. 581
 art. 591
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 469

Cass. 
 art. 469
 art. 598
 art. 599
 art. 601

Cass. 
 art. 444
 art. 445
 art. 622

Cass. 
 art. 37
 art. 444
 art. 445
 Sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 art. 81
 art. 444
 art. 445
 art. 606
 Sentenza