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Timestamp: 2019-11-20 03:49:09+00:00

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ottobre 2016 – Pagina 25 – Db Notizie
Legge 104: permessi per assistere i familiari con handicap grave
Il permesso di due ore giornaliere è riconosciuto in relazione al figlio minore affetto da handicap e non per i familiari o affidatari di una persona con handicap in situazione di gravità.
È quanto precisato dalla Suprema Corte pronunciandosi sul caso di un ricorso contro la decisione dei Giudici di merito che hanno respinto la domanda avanzata da un assistente amministrativo con contratto a tempo determinato diretta ad usufruire di 2 ore di permesso giornaliero per assistere la madre con handicap in situazione di gravità.
In particolare, i giudici hanno affermato che, la legge attribuisce solo alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche adottivi, la possibilità di chiedere al datore di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a 3 anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.
A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa.
Pertanto, stando alla legge, il permesso di due ore giornaliere non spetta nella fattispecie in esame essendo lo stesso riconosciuto, in via alternativa, in relazione al figlio minore affetto da handicap.
La disciplina in esame non consente, infatti, di applicare ai familiari o agli affidatari di una persona con handicap in situazione di gravità quanto previsto per i genitori o l’affidatario del minore con handicap.
Detta disciplina, peraltro, non lede neppure l’articolo 3 della Costituzione, in ragione della diversità delle situazioni messe a confronto.
La disciplina in esame non consente, infatti, di applicare ai familiari o agli affidatari di una persona con handicap in situazione di gravità quanto previsto per i genitori o l'affidatario del minore con handicap.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 3 ottobre 2016 Categorie NEWS|LAVORO
Notifica degli atti impositivi per il contribuente “sloggiato”
È valida la notifica dell’atto impostivo eseguita ai sensi dell’art. 60 DPR n. 600/73, a seguito di un primo accesso presso l’indirizzo dove il contribuente era risultato “sloggiato” come attestato dal pubblico ufficiale, senza che fosse stata proposta querela di falso in merito (CORTE DI CASSAZIONE – Sez. trib. – Sentenza 09 settembre 2016, n. 17807)
Nella fattispecie posta all’esame della Suprema Corte veniva notificata al contribuente la cartella di pagamento inerente al recupero per IVA dichiarata e detratta per uno specifico anno di imposta. La cartella veniva impugnata dal contribuente deducendo la mancata notifica dell’avviso di rettifica. Il ricorso veniva rigettato con sentenza della CTP di Napoli e l’appello proposto dal contribuente veniva rigettato con sentenza della CTR di Napoli che affermava che la dedotta nullità della notifica dell’avviso di rettifica, che secondo il contribuente doveva essergli notificato presso il suo indirizzo, non trovava fondamento, atteso che la notifica dello stesso atto era stata eseguita ai sensi dell’art. 60 DPR n. 600/73, a seguito di un primo accesso presso tale indirizzo, ove il contribuente era risultato “sloggiato” come attestato dal pubblico ufficiale, senza che fosse stata proposta querela di falso in merito.
Il contribuente ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza della CTR di Napoli ma la Corte rigetta il ricorso.
La Cassazione osserva che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 258 del 2012 ha esaminato la disciplina notificatoria degli avvisi di accertamento dettata dall’art. 60 DPR n. 600/73 che, all’alinea ed alla lettera e) del primo comma, stabilisce che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente e eseguita secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito prescritto dall’art. 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione». Tali disposizioni sono costantemente interpretate dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, ormai assurta a diritto vivente.
L’irreperibilità “assoluta” del destinatario impedisce, ovviamente, di inviargli la raccomandata informativa dell’avvenuto deposito nella casa comunale. Secondo questo procedimento, dunque, la notificazione di un atto di accertamento ad un destinatario “assolutamente” irreperibile si perfeziona nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione nell’albo comunale. Per restare sul tema del ricorso va sottolineato che in caso di “irreperibilità assoluta” non è previsto che le ricerche, indubbiamente presupposte dalla valutazione sulla mancanza nel comune dell’abitazione, dell’ufficio dell’azienda del contribuente, siano formalizzate in modo esplicito nella relata.
Nel caso in esame, il ricorrente, con riferimento al complesso procedimento notificatorio, da un lato deduce e documenta che il suo domicilio fiscale era sempre risultato allo stesso indirizzo, sostanzialmente contestando che nel caso in esame ricorresse una ipotesi di irreperibilità assoluta e la sua qualità di “sloggiato”, senza perciò indicare altri indirizzi presso i quali sarebbe stato reperibile; dall’altro si duole della mancata indicazione dell’effettuazione di ricerche sulla relata a cura del messo notificatore.
Tali doglianze vanno disattese e respinte. Anche in tema di notificazione degli atti in materia tributaria, l’attestazione del pubblico ufficiale di avere acquisito da informazioni in loco che il contribuente è sloggiato costituisce atto pubblico ai sensi degli artt. 2699 e ss. cc. e fa piena prova fino a querela di falso della ricezione delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza, querela di falso che nel caso in esame, non risulta proposta; tale prova non può certo essere inficiata da certificati anagrafici o elettorali che attestino solo formalmente la persistente residenza in loco del destinatario della notifica. Ciò detto va altresì rilevato che la richiesta di una esplicita formalizzazione delle avvenute ricerche sulla relata di notifica non risponde ad alcuna previsione normativa e che le stesse si possono presumere dal regolare svolgimento dell’iter notificatorio: nel caso in esame, peraltro, l’effettuazione delle ricerche trova piena conferma ex post proprio negli unici elementi difensivi addotti dal ricorrente, che confermano che le ricerche non avrebbero potuto portare ad altro risultato che quello di palesare la divergenza tra i formali dati anagrafici ed elettorali e quanto constato in loco ed in punto di fatto dal pubblico ufficiale.
È valida la notifica dell’atto impostivo eseguita ai sensi dell’art. 60 DPR n. 600/73, a seguito di un primo accesso presso l’indirizzo dove il contribuente era risultato "sloggiato" come attestato dal pubblico ufficiale, senza che fosse stata proposta querela di falso in merito (CORTE DI CASSAZIONE - Sez. trib. - Sentenza 09 settembre 2016, n. 17807)
Nella fattispecie posta all’esame della Suprema Corte veniva notificata al contribuente la cartella di pagamento inerente al recupero per IVA dichiarata e detratta per uno specifico anno di imposta. La cartella veniva impugnata dal contribuente deducendo la mancata notifica dell’avviso di rettifica. Il ricorso veniva rigettato con sentenza della CTP di Napoli e l’appello proposto dal contribuente veniva rigettato con sentenza della CTR di Napoli che affermava che la dedotta nullità della notifica dell’avviso di rettifica, che secondo il contribuente doveva essergli notificato presso il suo indirizzo, non trovava fondamento, atteso che la notifica dello stesso atto era stata eseguita ai sensi dell’art. 60 DPR n. 600/73, a seguito di un primo accesso presso tale indirizzo, ove il contribuente era risultato "sloggiato" come attestato dal pubblico ufficiale, senza che fosse stata proposta querela di falso in merito.
La Cassazione osserva che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 258 del 2012 ha esaminato la disciplina notificatoria degli avvisi di accertamento dettata dall’art. 60 DPR n. 600/73 che, all’alinea ed alla lettera e) del primo comma, stabilisce che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente e eseguita secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito prescritto dall’art. 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere si ha per eseguita nell'ottavo giorno successivo a quello di affissione». Tali disposizioni sono costantemente interpretate dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, ormai assurta a diritto vivente.
L’irreperibilità "assoluta" del destinatario impedisce, ovviamente, di inviargli la raccomandata informativa dell’avvenuto deposito nella casa comunale. Secondo questo procedimento, dunque, la notificazione di un atto di accertamento ad un destinatario "assolutamente" irreperibile si perfeziona nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione nell’albo comunale. Per restare sul tema del ricorso va sottolineato che in caso di "irreperibilità assoluta" non è previsto che le ricerche, indubbiamente presupposte dalla valutazione sulla mancanza nel comune dell’abitazione, dell’ufficio dell’azienda del contribuente, siano formalizzate in modo esplicito nella relata.
Nel caso in esame, il ricorrente, con riferimento al complesso procedimento notificatorio, da un lato deduce e documenta che il suo domicilio fiscale era sempre risultato allo stesso indirizzo, sostanzialmente contestando che nel caso in esame ricorresse una ipotesi di irreperibilità assoluta e la sua qualità di "sloggiato", senza perciò indicare altri indirizzi presso i quali sarebbe stato reperibile; dall’altro si duole della mancata indicazione dell’effettuazione di ricerche sulla relata a cura del messo notificatore.
Tali doglianze vanno disattese e respinte. Anche in tema di notificazione degli atti in materia tributaria, l’attestazione del pubblico ufficiale di avere acquisito da informazioni in loco che il contribuente è sloggiato costituisce atto pubblico ai sensi degli artt. 2699 e ss. cc. e fa piena prova fino a querela di falso della ricezione delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza, querela di falso che nel caso in esame, non risulta proposta; tale prova non può certo essere inficiata da certificati anagrafici o elettorali che attestino solo formalmente la persistente residenza in loco del destinatario della notifica. Ciò detto va altresì rilevato che la richiesta di una esplicita formalizzazione delle avvenute ricerche sulla relata di notifica non risponde ad alcuna previsione normativa e che le stesse si possono presumere dal regolare svolgimento dell'iter notificatorio: nel caso in esame, peraltro, l’effettuazione delle ricerche trova piena conferma ex post proprio negli unici elementi difensivi addotti dal ricorrente, che confermano che le ricerche non avrebbero potuto portare ad altro risultato che quello di palesare la divergenza tra i formali dati anagrafici ed elettorali e quanto constato in loco ed in punto di fatto dal pubblico ufficiale.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 3 ottobre 2016 Categorie NEWS|FISCO
La società cessata sconta l’IVA sulla vendita di beni
A seguito della cessazione dell’attività d’impresa bisogna emettere fattura sulle cessioni di beni effettuate, essendo irrilevante l’intervenuta chiusura della partita IVA (Corte di Cassazione – Sentenza 5 agosto 2016, n. 16419).
La Suprema Corte rigetta il ricorso del contribuente, titolare dell’omonima ditta individuale, avverso la decisione della CTR che ha accolto l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate e confermato l’avviso di rettifica notificato al contribuente per l’omessa fatturazione di merci.
È irrilevante, ai fini della soggettività passiva d’imposta, la circostanza che l’interessato non sia – o non sia più – registrato come soggetto IVA, dovendosi determinare, secondo le circostanze del caso concreto, se il ritenuto soggetto passivo agisca in quanto tale, tenuto conto di tutti gli elementi delle fattispecie, ivi compresa la natura del bene considerato.
Nel caso di specie, alla società esercente attività commerciale nel settore della pellicceria e degli abiti da sposa, era stata rinvenuta una bolla di accompagnamento di merci “in conto visione”, emessa dalla ditta individuale, esercente un laboratorio di pellicceria poi cessata.
Per i capi descritti nella bolla non erano state trovate né la fattura per l’acquisto da parte della società, né la bolla di accompagnamento per la eventuale restituzione alla ditta, la quale non aveva neppure emesso per tali merci la fattura prescritta in caso di cessazione di attività.
Si tratta di capi inviati dalla ditta, esercente un laboratorio di pellicceria cessato, alla società, esercente attività commerciale nel settore della pellicceria e degli abiti da sposa. Dunque la fattispecie rientra, contrariamente all’assunto del contribuente, nel normale ambito della soggettività passiva ai fini dell’imposizione sul valore aggiunto.
A seguito della cessazione dell'attività d'impresa bisogna emettere fattura sulle cessioni di beni effettuate, essendo irrilevante l’intervenuta chiusura della partita IVA (Corte di Cassazione - Sentenza 5 agosto 2016, n. 16419).
La Suprema Corte rigetta il ricorso del contribuente, titolare dell'omonima ditta individuale, avverso la decisione della CTR che ha accolto l'appello proposto dall'Agenzia delle entrate e confermato l'avviso di rettifica notificato al contribuente per l'omessa fatturazione di merci.
È irrilevante, ai fini della soggettività passiva d'imposta, la circostanza che l'interessato non sia - o non sia più - registrato come soggetto IVA, dovendosi determinare, secondo le circostanze del caso concreto, se il ritenuto soggetto passivo agisca in quanto tale, tenuto conto di tutti gli elementi delle fattispecie, ivi compresa la natura del bene considerato.
Nel caso di specie, alla società esercente attività commerciale nel settore della pellicceria e degli abiti da sposa, era stata rinvenuta una bolla di accompagnamento di merci "in conto visione", emessa dalla ditta individuale, esercente un laboratorio di pellicceria poi cessata.
Per i capi descritti nella bolla non erano state trovate né la fattura per l'acquisto da parte della società, né la bolla di accompagnamento per la eventuale restituzione alla ditta, la quale non aveva neppure emesso per tali merci la fattura prescritta in caso di cessazione di attività.
Si tratta di capi inviati dalla ditta, esercente un laboratorio di pellicceria cessato, alla società, esercente attività commerciale nel settore della pellicceria e degli abiti da sposa. Dunque la fattispecie rientra, contrariamente all'assunto del contribuente, nel normale ambito della soggettività passiva ai fini dell'imposizione sul valore aggiunto.
Al via dal 1° ottobre le prestazioni al Fondo Fasda per i familiari degli iscritti
Partono dal 1° ottobre 2016 le prestazioni previste dal Fondo Fasda, per i familiari dei dipendenti dei CCNL Servizi Ambientali
A seguito dell’adesione al fondo FASDA dei familiari dei dipendenti le cui aziende applicano il CCNL Assoambiente o il CCNL Federambiente, dal 1° ottobre gli stessi potranno usufruire di tutte le prestazioni previste dal Piano sanitario e, a partire dal 2° anno di iscrizione, anche delle cure odontoiatriche.
Si ricorda che il contributo assicurativo deve essere versato dal lavoratore dipendente con periodicità annuale.
L’ammontare del contributo annuo, comprensivo di oneri fiscali, è di:
– € 175 per coniuge e convivente “more uxorio”;
– € 125 per ogni figlio.
L’iscrizione è volontaria e dovrà riguardare obbligatoriamente l’intero nucleo familiare ovvero i seguenti componenti: coniuge o convivente “more uxorio”; figli del lavoratore iscritto; figli del coniuge; figli del convivente “more uxorio”; figli con affidamento condiviso al 50%.
- € 175 per coniuge e convivente "more uxorio";
- € 125 per ogni figlio.
L’iscrizione è volontaria e dovrà riguardare obbligatoriamente l’intero nucleo familiare ovvero i seguenti componenti: coniuge o convivente "more uxorio"; figli del lavoratore iscritto; figli del coniuge; figli del convivente "more uxorio"; figli con affidamento condiviso al 50%.
Niente Irap per il professionista con dipendente addetto a mansioni esecutive
La presenza di un dipendente con mansioni meramente esecutive non influisce sul riconoscimento del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, in quanto non incrementa la capacità produttiva propria del professionista (Corte di cassazione – ordinanza n. 19165/2016).
Il presupposto impositivo dell’autonoma organizzzazione dell’Irap sussiste qualora il professionista sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse e impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
L’Irap, in sostanza, colpisce l’incremento potenziale che si viene a realizzare rispetto alla produttività auto organizzata del solo lavoro personale, derivante dalla presenza di una struttura organizzativa esterna che, per numero, importanza e valore economico, sia suscettibile di creare un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale del professionista.
Tale incremento di produttività, non si registra qualora il professionista si avvale di soli collaboratori con mansioni meramente esecutive. In tal caso, quindi, l’Irap non è dovuta per mancanza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.
La presenza di un dipendente con mansioni meramente esecutive non influisce sul riconoscimento del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, in quanto non incrementa la capacità produttiva propria del professionista (Corte di cassazione - ordinanza n. 19165/2016).
Il presupposto impositivo dell’autonoma organizzzazione dell’Irap sussiste qualora il professionista sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse e impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
Imprese di trasporto e trasloco: modificato lo studio di settore per il 2015
3 ott 2016 Quasi in coincidenza con il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2015 (UNICO 2016), il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato una modifica allo Studio di settore applicabile per il periodo d’imposta alle imprese che svolgono attività di trasporto merci su strada e servizi di trasloco (Decreto 26 settembre 2016).
La modifica riguarda specificamente l’indicatore di coerenza economica “Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta” dello studio di settore WG68U, che è stato adeguato in considerazione dell’andamento medio del prezzo relativo al gasolio, con riferimento al 2015, risultante dal sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.
L’indice di coerenza relativo al “Costo carburante” fornisce una misura del rapporto tra i costi sostenuti per l’acquisto del carburante e la quantità di carburante consumato durante il periodo d’imposta. Per stabilire la coerenza è individuato un intervallo con una soglia minima e massima. Praticamente l’impresa risulta coerente, in relazione all’indicatore “Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta”, se il valore del costo carburante impiegato nell’anno si posiziona all’interno di tale intervallo.
Prima della modifica, i valori soglia dell’indice di coerenza, comuni a tutti, sia per gasolio che per benzina, erano così definiti:
– soglia minima 1,26;
– soglia massima 1,55.
In ragione dell’andamento del prezzo del carburante la soglia minima è stata abbassata a 1,15, con effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2015, e quindi con effetti anche sulla dichiarazione dei redditi UNICO 2016.
La modifica interessa le imprese per le quali trova applicazione lo studio di settore WG68U, che quindi svolgono le seguenti attività, classificate con i corrispondenti codici ATECO:
– trasporto di merci su strada (codice ATECO 49.41.00);
– servizi di trasloco (codice ATECO 49.42.00).
Sulla base della modifica stabilita dal “Decreto Ministeriale”, l’Agenzia delle Entrate ha effettuato l’aggiornamento del software GERICO 2016.
Tale programma consente il calcolo della congruità del reddito dichiarato dall’impresa, tenuto conto della normalità economica, della coerenza economica e dell’effetto dei correttivi “crisi”, sulla base dei dati indicati negli studi di settore allegati alla dichiarazione dei redditi (UNICO 2016).
Tuttavia, per quanti abbiano già presentato la dichiarazione dei redditi prima dell’aggiornamento, non è necessario procedere ad una nuova trasmissione della dichiarazione.
Infatti, per le imprese che hanno compilato lo studio di settore WG68U sulla base delle specifiche tecniche antecedenti la modifica (versione 1.0.6 di GERICO), l’Agenzia delle Entrate provvederà a pubblicare nel corso del mese di ottobre 2016, sul “Cassetto fiscale” dell’impresa stessa o del proprio intermediario, l’esito di GERICO aggiornato sulla base del nuovo indice di coerenza.
Viceversa, per quanti non avessero ancora presentato la dichiarazione dei redditi e compilano lo studio di settore WG68U tenendo conto della modifica (versione 1.0.7 di GERICO) devono forzare il controllo (***C) che si presenterà in fase di trasmissione di UNICO.
La modifica riguarda specificamente l’indicatore di coerenza economica "Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta" dello studio di settore WG68U, che è stato adeguato in considerazione dell'andamento medio del prezzo relativo al gasolio, con riferimento al 2015, risultante dal sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.
L’indice di coerenza relativo al "Costo carburante" fornisce una misura del rapporto tra i costi sostenuti per l’acquisto del carburante e la quantità di carburante consumato durante il periodo d’imposta. Per stabilire la coerenza è individuato un intervallo con una soglia minima e massima. Praticamente l’impresa risulta coerente, in relazione all’indicatore "Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta", se il valore del costo carburante impiegato nell’anno si posiziona all’interno di tale intervallo.
- soglia minima 1,26;
- soglia massima 1,55.
- trasporto di merci su strada (codice ATECO 49.41.00);
- servizi di trasloco (codice ATECO 49.42.00).
Sulla base della modifica stabilita dal "Decreto Ministeriale", l’Agenzia delle Entrate ha effettuato l’aggiornamento del software GERICO 2016.
Tale programma consente il calcolo della congruità del reddito dichiarato dall’impresa, tenuto conto della normalità economica, della coerenza economica e dell'effetto dei correttivi "crisi", sulla base dei dati indicati negli studi di settore allegati alla dichiarazione dei redditi (UNICO 2016).
Infatti, per le imprese che hanno compilato lo studio di settore WG68U sulla base delle specifiche tecniche antecedenti la modifica (versione 1.0.6 di GERICO), l’Agenzia delle Entrate provvederà a pubblicare nel corso del mese di ottobre 2016, sul "Cassetto fiscale" dell’impresa stessa o del proprio intermediario, l’esito di GERICO aggiornato sulla base del nuovo indice di coerenza.
Il nuovo accordo per i lavoratori del settore Edili Industria della Provincia di Udine
Firmato il 19/9/2016, tra Ance Udine e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’accordo per il rinnovo del CIPL di Udine per i dipendenti dalle aziende Edili Industriali. L’accordo decorre dall’1/10/2016 e ha durata triennale
L’elemento variabile della retribuzione viene fissato al 4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2014, con decorrenza 1/10/2016 e validità sino al 30/9/2019 e viene riconosciuto sulla base delle ore effettivamente lavorate e nella misura fissata annualmente in ragione delle verifiche sull’andamento del settore. A tale fine saranno utilizzati quattro indicatori, con le relative incidenze ponderali in termini percentuali. Gli importi calcolati a seconda dei parametri, sono i seguenti:
EVR erogabile territorialmente – Importo orario
2 parametri positivi
3 parametri positivi
4 parametri positivi
Operaio IV livello 0,1320 0,1980 0,2640
Operaio specializzato 0,1226 0,1839 0,2452
Operaio qualificato 0,1102 0,1653 0,2204
Operaio comune 0,0942 0,1413 0,1884
Operai – EVR erogato dall’impresa in riduzione con un parametro aziendale pari o positivo
Operaio IV livello 0,1056 0,1386 0,1716
Operaio specializzato 0,0981 0,1287 0,1594
Operaio qualificato 0,0882 0,1157 0,1433
Operaio comune 0,0754 0,0989 0,1225
Quadri ed Impiegati Super 32,6142 48,9213 65,2284
Impiegato 1.a categoria 29,3526 44,0289 58,7052
Impiegato 2.a categoria 24,4604 36,6906 48,9208
Assistente Tecnico 22,8302 34,2453 45,6604
Impiegato 3.a categoria 21,1992 31,7988 42,3984
Impiegato 4.a categoria 19,0794 28,6191 38,1588
Impiegato 4.a cat. 1° imp. 16,3072 24,4608 32,6144
Impiegati – EVR erogato dall’impresa in riduzione con un parametro aziendale pari o positivo
Quadri ed Impiegati Super 26,0914 34,2449 42,3985
Impiegato 1.a categoria 23,4821 30,8202 38,1584
Impiegato 2.a categoria 19,5683 25,6834 31,7985
Assistente Tecnico 18,2642 23,9717 29,6793
Impiegato 3.a categoria 16,9594 22,2592 27,5590
Impiegato 4.a categoria 15,2635 20,0334 24,8032
Impiegato 4.a cat. 1° imp. 13,0458 17,1226 21,1994
L’EVR determinato con le modalità sopra riportate, verrà riconosciuto a consuntivo e sarà erogato, a partire dal 1/1/2017, in quote mensili. Il calcolo dovrà essere effettuato sulle ore di lavoro ordinario effettivamente lavorate, per un massimo di 173. Per gli impiegati l’erogazione avverrà mensilmente, per i periodi di lavoro ordinario effettivamente prestato, per un massimo di 12 mensilità.
MODALITÀ A)
All’operaio comandato a prestare temporaneamente la propria attività in cantieri ubicati al di fuori dei limiti territoriali dei comune nell’ambito del quale è stato assunto, verrà riconosciuta, indipendentemente dalla qualifica posseduta, una indennità – per ciascuna giornata di effettiva prestazione lavorativa e/o per ogni ora di lavoro ordinaria effettuata nelle predette condizioni – quantificata come di seguito specificato.
– Dall’1/10/2016 al 31/12/2016:
a) euro 15,10 lordi/giorno (pari a € 1,887/ora ordinaria) per prestazioni effettuate oltre 5 e fino a 10 km dai confini territoriali del comune di assunzione;
b) euro 18,30 lordi/giorno (pari a € 2,287/ora ordinaria) per prestazioni effettuate oltre 10 e fino a 20 km dai confini territoriali del comune di assunzione;
c) euro 23,10 lordi/giorno (pari a € 2,883/ora ordinaria) per prestazioni effettuate oltre 20 e fino a 30 km dai confini territoriali del comune di assunzione;
d) euro 27,00 lordi/giorno (pari a € 3,381 /ora ordinaria) per prestazioni effettuate oltre 30 km dai confini territoriali del comune di assunzione.
MODALITÀ B)
Relativamente alle sole imprese che abitualmente operano con pernottamento dei lavoratori, è consentita, l’applicazione della seguente disciplina contrattuale. Sono considerati in trasferta i lavoratori che prestano temporaneamente la loro opera in cantieri posti al di fuori del comune ove l’impresa ha sede legale e/o eventuali sedi secondarie e centri operativi aventi carattere di stabilità. Agli stessi competerà un importo a titolo di indennità di trasferta per ogni effettiva giornata di lavoro prestato nelle condizioni sopra descritte secondo le seguenti modalità:
a) euro 13,30 in caso di rientro giornaliero e distanza dal comune ove l’impresa ha sede legale e/o sedi secondarie inferiore o uguale ai 30 km
b) euro 14,30 in caso di rientro giornaliero e distanza dal comune ove l’impresa ha sede legale e/o sedi secondarie superiore ai 30 km
c) euro 17,00 in caso di rientro settimanale
d) euro 24,40 in caso di rientro quindicinale
e) euro 30,20 in caso di rientro trisettimanale
f) euro 36,00 in caso di rientro mensile o maggiore
Con decorrenza dall’1/10/2016:
– euro 15,24 lordi mensili, allorquando II domicilio dell’operaio disti oltre 5 e fino a 10 km dal luogo di lavoro;
– euro 29,56 lordi mensili, allorquando il domicilio dell’operaio disti oltre 10 e fino a 20 km dal luogo di lavoro;
– euro 43,86 lordi mensili, allorquando il domicilio dell’operaio disti oltre 20 e fino a 30 km dal luogo di lavoro;
– euro 56,30 lordi mensili, allorquando il domicilio dell’operaio disti oltre 30 km dal luogo di lavoro.
Con decorrenza dall’1/10/2016, l’importo lordo dell’indennità sostitutiva di mensa viene fissata in euro 9,50 lordi, ferma restando l’esclusione della partecipazione dei lavoratori dipendenti al costo.
L'elemento variabile della retribuzione viene fissato al 4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2014, con decorrenza 1/10/2016 e validità sino al 30/9/2019 e viene riconosciuto sulla base delle ore effettivamente lavorate e nella misura fissata annualmente in ragione delle verifiche sull’andamento del settore. A tale fine saranno utilizzati quattro indicatori, con le relative incidenze ponderali in termini percentuali. Gli importi calcolati a seconda dei parametri, sono i seguenti:
EVR erogabile territorialmente - Importo orario
Operai - EVR erogato dall'impresa in riduzione con un parametro aziendale pari o positivo
Impiegati - EVR erogato dall'impresa in riduzione con un parametro aziendale pari o positivo
All’operaio comandato a prestare temporaneamente la propria attività in cantieri ubicati al di fuori dei limiti territoriali dei comune nell’ambito del quale è stato assunto, verrà riconosciuta, indipendentemente dalla qualifica posseduta, una indennità - per ciascuna giornata di effettiva prestazione lavorativa e/o per ogni ora di lavoro ordinaria effettuata nelle predette condizioni - quantificata come di seguito specificato.
- Dall’1/10/2016 al 31/12/2016:
Relativamente alle sole imprese che abitualmente operano con pernottamento dei lavoratori, è consentita, l'applicazione della seguente disciplina contrattuale. Sono considerati in trasferta i lavoratori che prestano temporaneamente la loro opera in cantieri posti al di fuori del comune ove l’impresa ha sede legale e/o eventuali sedi secondarie e centri operativi aventi carattere di stabilità. Agli stessi competerà un importo a titolo di indennità di trasferta per ogni effettiva giornata di lavoro prestato nelle condizioni sopra descritte secondo le seguenti modalità:
- euro 15,24 lordi mensili, allorquando II domicilio dell’operaio disti oltre 5 e fino a 10 km dal luogo di lavoro;
- euro 29,56 lordi mensili, allorquando il domicilio dell’operaio disti oltre 10 e fino a 20 km dal luogo di lavoro;
- euro 43,86 lordi mensili, allorquando il domicilio dell’operaio disti oltre 20 e fino a 30 km dal luogo di lavoro;
- euro 56,30 lordi mensili, allorquando il domicilio dell’operaio disti oltre 30 km dal luogo di lavoro.
Pensioni Inpgi, dal 2017 nuove regole di accesso
I primi chiarimenti sui principali aspetti della riforma previdenziale dell’Inpgi, con particolare riguardo ai requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici. Chiaramente, l’efficacia delle previsioni è subordinata all’approvazione dei Ministeri Vigilanti
In tema di requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, viene incrementata l’età anagrafica sia per gli uomini che per le donne. Dal 2019, poi, l’età sarà adeguata alla variazione dell’aspettativa di vita.
Età con almeno 20 anni di contribuzione
2017 66 anni 64 anni
2018 66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi
2019 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi
In ogni caso, potranno accedere alla pensione di vecchiaia con le regole attualmente in vigore, anche successivamente al 1° gennaio 2017, tutti coloro i quali hanno già maturato requisiti previsti dalla disciplina in vigore o li matureranno entro il 2016, nonché i giornalisti rientranti nelle clausole di salvaguardia: cessati dal rapporto e ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione, collocati in mobilità, dipendenti da aziende in crisi collocati in Cigs, disoccupati per cessazione rapporto di lavoro da aziende in crisi. Per la pensione di vecchiaia, anche con la riforma, ai fini del computo dei 20 anni di contribuzione sono utili i contributi versati all’lnps, ex Inpdap, ex Enpals ed alla Gestione Separata Inpgi.
Per l’accesso alla pensione d’anzianità, dal 1° gennaio 2017, sono richiesti almeno 62 anni di età anagrafica e una anzianità contributiva Inpgi crescente fino al 2019. Da tale anno i requisiti saranno adeguati alla variazione dell’aspettativa di vita.
Anni di contribuzione Inpgi
con almeno 62 anni di età
Analogamente a quanto previsto in tema di anzianità, potranno accedere alla pensione di anzianità con le regole attualmente in vigore, anche successivamente al 1° gennaio 2017, tutti coloro i quali hanno i requisiti previsti dalla disciplina in vigore o li matureranno entro il 2016, nonché i giornalisti rientranti nelle clausole di salvaguardia.
I requisiti contributivi possono essere perfezionati anche attraverso il cumulo della contribuzione Inps e lnpgi.
II possesso dei requisiti di accesso al trattamento previsti dalla previgente normativa sarà valutato al momento della domanda di pensione, per cui non è necessaria alcuna certificazione del diritto a pensione da produrre entro il 2016.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 3 ottobre 2016 Categorie NEWS|PREVIDENZA

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