Source: http://docplayer.it/15489943-Vibrazioni-meccaniche-cinzia-delucis-lsp-usl2-lucca.html
Timestamp: 2018-09-25 10:07:16+00:00

Document:
VIBRAZIONI MECCANICHE. Cinzia Delucis LSP USL2 Lucca - PDF
Download "VIBRAZIONI MECCANICHE. Cinzia Delucis LSP USL2 Lucca"
Fausta Di Stefano
1 VIBRAZIONI MECCANICHE Cinzia Delucis LSP USL2 Lucca
2 Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187(N), recante attuazione della Direttiva 2002/44/CE(N) sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche
3 TITOLO VIII - AGENTI FISICI CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Articolo Definizioni e campo di applicazione 1. Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. 2. Fermo restando quanto previsto dal presente capo, per le attività comportanti esposizione a rumore si applica il capo II, per quelle comportanti esposizione a vibrazioni si applica il capo III, per quelle comportanti esposizione a campi elettromagnetici si applica il capo IV, per quelle comportanti esposizione a radiazioni ottiche artificiali si applica il capo V. 3. La protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti è disciplinata unicamente dal decreto legislativo 17 marzo1995, n. 230(N), e sue successive modificazioni.
4 ARTICOLO VALUTAZIONE DEI RISCHI 1. Nell ambito della valutazione di cui all articolo 28, il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi. 2. La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio. 3. Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi precisa quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate. La valutazione dei rischi è riportata sul documento di valutazione di cui all articolo 28, essa può includere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata.
5 DEFINIZIONI «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle Regioni, dall Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dall Istituto nazionale per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all articolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all articolo 6, previa istruttoria tecnica dell ISPESL, che provvede a assicurarne la più ampia diffusione; z) «linee guida»: atti di indirizzo e coordinamento per l applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai ministeri, dalle regioni, dall ISPESL e dall INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;
6 ARTICOLO DISPOSIZIONI MIRANTI AD ELIMINARE O RIDURRE I RISCHI 1. Tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di misure per controllare il rischio alla fonte, i rischi derivanti dall esposizione agli agenti fisici sono eliminati alla fonte o ridotti al minimo. La riduzione dei rischi derivanti dall esposizione agli agenti fisici si basa sui principi generali di prevenzione contenuti nel presente decreto. 2. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione definiti nei capi II, III, IV e V. Allorché, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro in applicazione del presente capo i valori limite di esposizione risultino superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione, individua le cause del superamento dei valori limite di esposizione e adegua di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento.
7 ARTICOLO INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI 1. Nell ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori esposti a rischi derivanti da agenti fisici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo: a) alle misure adottate in applicazione del presente Titolo; b) all entità e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione definiti nei capi II, III, IV e V, nonché ai potenziali rischi associati; c) ai risultati della valutazione, misurazione o calcolo dei livelli di esposizione ai singoli agenti fisici; d) alle modalità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e agli obiettivi della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi derivanti dall esposizione; g) all uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni sanitarie all uso.
8 ARTICOLO SORVEGLIANZA SANITARIA 1. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti agli agenti fisici viene svolta secondo i principi generali di cui all articolo 41, ed è effettuata dal medico competente nelle modalità e nei casi previsti ai rispettivi capi del presente Titolo sulla base dei risultati della valutazione del rischio che gli sono trasmessi dal datore di lavoro per il tramite del servizio di prevenzione e protezione. 2. Nel caso in cui la sorveglianza sanitaria riveli in un lavoratore un alterazione apprezzabile dello stato di salute correlata ai rischi lavorativi il medico competente ne informa il lavoratore e, nel rispetto del segreto professionale, il datore di lavoro, che provvede a: a) sottoporre a revisione la valutazione dei rischi; b) sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi; c) tenere conto del parere del medico competente nell attuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio.
9 CAPO III - PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI Articolo Campo di applicazione 1. Il presente capo prescrive le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. Nei riguardi dei soggetti indicati all articolo 3, comma 2, del presente decreto legislativo le disposizioni del presente capo sono applicate tenuto conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, quali individuate dai Decreti ivi previsti.
10 ARTICOLO DEFINIZIONI 1. Ai fini del presente capo, si intende per: a) vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema manobraccio nell uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari; b) vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide; c) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema manobraccio A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore; d) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore.
11 ARTICOLO VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E VALORI D AZIONE 1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite di esposizione e valori di azione. a) per le vibrazioni trasmesse al sistema manobraccio: 1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2; 2) il valore d azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l azione, è fissato a 2,5 m/s2.
12 ARTICOLO VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E VALORI D AZIONE 1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite di esposizione e valori di azione. b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero: 1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2; 2) il valore d azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2.
13 ARTICOLO VALUTAZIONE DEI RISCHI 1. Nell ambito di quanto previsto dall articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti. 2. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell ISPESL o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento.
14 VALUTAZIONE E MISURAZIONE 3. L esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all ALLEGATO XXXV, parte A. 4. L esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all ALLEGATO XXXV, parte B.
15 5. AI FINI DELLA VALUTAZIONE DI CUI AL COMMA 1, IL DATORE DI LAVORO TIENE CONTO, IN PARTICOLARE, DEI SEGUENTI ELEMENTI: a) il livello, il tipo e la durata dell esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d azione specificati nell articolo 201;
16 5. AI FINI DELLA VALUTAZIONE DI CUI AL COMMA 1, IL DATORE DI LAVORO TIENE CONTO, IN PARTICOLARE, DEI SEGUENTI ELEMENTI: c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio convparticolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l ambiente di lavoro o altre attrezzature;
17 5. AI FINI DELLA VALUTAZIONE DI CUI AL COMMA 1, IL DATORE DI LAVORO TIENE CONTO, IN PARTICOLARE, DEI SEGUENTI ELEMENTI: e) le informazioni fornite dal costruttore dell attrezzatura di lavoro; f) l esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche;
18 5. AI FINI DELLA VALUTAZIONE DI CUI AL COMMA 1, IL DATORE DI LAVORO TIENE CONTO, IN PARTICOLARE, DEI SEGUENTI ELEMENTI: g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in locali di cui è responsabile; h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica.
19 ARTICOLO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE 1. Fermo restando quanto previsto nell articolo 182, in base alla valutazione dei rischi di cui all articolo 202, quando sono superati i valori d azione, il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue: a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni; c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema manobraccio; d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI;
20 ARTICOLO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE 1. Fermo restando quanto previsto nell articolo 182, in base alla valutazione dei rischi di cui all articolo 202, quando sono superati i valori d azione, il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue: e) la progettazione e l organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro; f) l adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche; g) la limitazione della durata e dell intensità dell esposizione; h) l organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo; i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall umidità.
21 2. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione è stato superato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportare l esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento.
22 ALLEGATO XXXV A. VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO 1. Valutazione dell esposizione. La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sul calcolo del valore dell esposizione giornaliera normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, A (8), calcolato come radice quadrata della somma dei quadrati (valore totale) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (ahwx, ahwy, ahwz) conformemente alla Norma UNI EN ISO (2004) che viene qui adottata in toto. Le linee guida per la valutazione delle vibrazioni dell ISPESL e delle regioni hanno valore di norma tecnica.
23 ALLEGATO XXXV A. VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO 2. Misurazione. Qualora si proceda alla misurazione: a) i metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell esposizione di un lavoratore alle vibrazioni meccaniche considerate; i metodi e le apparecchiature utilizzati devono essere adattati alle particolari caratteristiche delle vibrazioni meccaniche da misurare, ai fattori ambientali e alle caratteristiche dell apparecchio di misurazione, conformemente alla Norma ISO (2001); b) nel caso di attrezzature che devono essere tenute con entrambe le mani, la misurazione è eseguita su ogni mano. L esposizione è determinata facendo riferimento al più alto dei due valori; deve essere inoltre fornita l informazione relativa all altra mano.
24 ALLEGATO XXXV A. VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO 3. Interferenze. Le disposizioni dell articolo 202, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche ostacolano il corretto uso manuale dei comandi o la lettura degli indicatori. 4. Rischi indiretti. Le disposizioni dell articolo 202, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche incidono sulla stabilità delle strutture o sulla buona tenuta delle giunzioni. Ossia. gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l ambiente di lavoro o altre attrezzature;
25 ALLEGATO XXXV A. VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO 5. Attrezzature di protezione individuale. Attrezzature di protezione individuale contro le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio possono contribuire al programma di misure di cui all articolo 203, comma 1.
26 B. VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO 1. Valutazione dell esposizione. La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni si basa sul calcolo dell esposizione giornaliera A (8) espressa come l accelerazione continua equivalente su 8 ore, calcolata come il più alto dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (1,4 awx, 1,4 awy, 1 awz, per un lavoratore seduto o in piedi), conformemente alla Norma ISO (1997) che viene qui adottata in toto. Le linee guida per la valutazione delle vibrazioni dell ISPESL e delle regioni hanno valore di norma tecnica.
27 B. VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO Per quanto riguarda la navigazione marittima, si prendono in considerazione, ai fini della valutazione degli effetti cronici sulla salute, solo le vibrazioni di frequenza superiore a 1 Hz.
28 B. VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO 2. Misurazione. Qualora si proceda alla misurazione, i metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell esposizione di un lavoratore alle vibrazioni meccaniche considerate. I metodi utilizzati devono essere adeguati alle particolari caratteristiche delle vibrazioni meccaniche da misurare, ai fattori ambientali e alle caratteristiche dell apparecchio di misurazione. I metodi rispondenti a norme di buona tecnica si considerano adeguati a quanto richiesto dal presente punto.
29 B. VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO 3. Interferenze. Le disposizioni dell articolo 202, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche ostacolano il corretto uso manuale dei comandi o la lettura degli indicatori. 4. Rischi indiretti. Le disposizioni dell articolo 202, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche incidono sulla stabilità delle strutture o sulla buona tenuta delle giunzioni.
30 B. VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO 5. Prolungamento dell esposizione. Le disposizioni dell articolo 202, comma 5, lettera g), si applicano in particolare nei casi in cui, data la natura dell attività svolta, un lavoratore utilizza locali di riposo e ricreazione messi a disposizione dal datore di lavoro; tranne nei casi di forza maggiore, l esposizione del corpo intero alle vibrazioni in tali locali deve essere ridotto a un livello compatibile con le funzioni e condizioni di utilizzazione di tali locali. Ossia. g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in locali di cui è responsabile;
31 NORMA UNI EN ISO Vibrazioni meccaniche. Misurazione evalutazione dell esposizione dell uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano. Parte 1: Requisiti generali
32 FREQUENZE Intervallo di frequenza interessato coperto dalle bande di ottava 8-Hz 1000 Hz,
33 FATTORI CHE INFLUENZANO GLI EFFETTI DELL ESPOSIZIONE UMANA ALLE VIBRAZIONI TRASMESSE ALLA MANO a) lo spettro in frequenza delle vibrazioni; b) l'ampiezza della vibrazione; c) la durata dell'esposizione per giornata lavorativa; d) l'esposizione complessiva.
34 MODALITA DI MISURA (4) La vibrazione trasmessa alla mano deve essere misurata e riportata sui tre assi di un sistema di coordinate ortogonali La vibrazione nelle tre direzioni dovrebbe preferibilmente essere misurata simultaneamente. Le misurazioni effettuate sequenzialmente lungo ciascuno dei tre assi sono accettabili purché le condizioni operative siano simili per tutte e tre le misurazioni. Le misurazioni devono essere effettuate sulla superficie vibrante quanto più prossime possibile al centro della zona di impugnatura della macchina, utensile o pezzo in lavorazione. La posizione dei trasduttori deve essere annotata.
36 GRANDEZZA DA MISURARE La grandezza da misurare è l accelerazione quadratica media (r.m.s.) ponderata in frequenza espressa in metri al secondo quadrato (m/s2)
37 CURVA DI PONDERAZIONE IN FREQUENZA WH PER LA VIBRAZIONE TRASMESSA ALLA MANO
38 VIBRAZIONE MULTI ASSE La vibrazione che interessa la mano contiene contributi da tutte e tre le direzioni di misurazione a hv : (a 2 hwx + a 2 hwy + a 2 hwz ) 1/2 a wi : Valore r.m.s dell accelerazione ponderata in frequenza (in m/s 2 ) lungo l asse i = x, y, z.
39 ESPOSIZIONE GIORNALIERA ALLE VIBRAZIONI L'esposizione alla vibrazione giornaliera è derivata dall'ampiezza della vibrazione e dalla durata dell'esposizione giornaliera. L'esposizione alla vibrazione giornaliera è espressa in termini di valore totale di vibrazione ponderata in frequenza per un periodo di riferimento di 8 h, ahv(eq,8h), indicato come A(8):
40 ESPOSIZIONE GIORNALIERA ALLE VIBRAZIONI Se il lavoro è tale che l'esposizione alla vibrazione giornaliera totale consiste di diverse operazioni con diverse ampiezze di vibrazione, allora l'esposizione alla vibrazione giornaliera, A(8), deve essere ottenuta usando l'equazione
41 a) direzione della vibrazione trasmessa ; b) metodo di lavorazione e abilità dell'operatore; c) l'età individuale o qualsiasi fattore di predisposizione nella sua costituzione o salute; d) il modello di esposizione temporale e il metodo di lavorazione, ovvero la durata e la frequenza di periodi di lavoro e di riposo; la collocazione in posizione di riposo dell'utensile o il suo mantenimento in stato di inattività durante le pause, ecc.; L'ESPOSIZIONE PUÒ ESSERE INFLUENZATA DA :
42 L'ESPOSIZIONE PUÒ ESSERE INFLUENZATA DA : e) forze di accoppiamento, quali le forze di prensione e di spinta, applicate dall'operatore mediante le mani agli utensili o al pezzo in lavorazione e la pressione esercitata sulla cute; f) postura della mano e del braccio, e la postura del corpo durante l'esposizione (angoli del polso, gomito e articolazioni della spalla); g) tipo e condizione delle macchine vibranti, utensili manuali e accessori montati o pezzi in lavorazione; h) area e posizione delle parti delle mani che sono esposte alla vibrazione.
43 MISURE PREVENTIVE TECNICHE a) utilizzare il procedimento che dà luogo alla minore esposizione alla vibrazione; b) utilizzare l'utensile (con accessori) che dà luogo alla minore esposizione alla vibrazione; c) mantenere l'attrezzatura in conformità alle istruzioni del fabbricante; d) impedire l'espulsione di gas freddi o fluidi sulle mani dell'operatore da parte degli utensili; e) se possibile, le impugnature dell'attrezzatura vibrante dovrebbero essere riscaldate quando si lavora in condizioni fredde;
44 MISURE PREVENTIVE TECNICHE f) evitare gli utensili con impugnature sagomate che danno luogo ad alta pressione sulla cute nell'area di contatto; g) selezionare gli utensili che richiedono le minime forze di contatto (forze di prensione e spinta); h) mantenere la massa degli utensili manuali al minimo, a condizione che altri parametri, quali l'ampiezza della vibrazione o delle forze di contatto, non siano aumentati.
45 NORMA UNI EN ISO Vibrazioni meccaniche. Misurazione e valutazione dell esposizione dell uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano. Parte 2: Guida pratica per la misurazione sul posto di lavoro
46 AGGIORNAMENTO NORMA UNI ISO :2008 A seguito di alcune richieste di chiarimenti in merito al ritiro della UNI ISO :2008 Vibrazioni meccaniche e urti - Valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero - Parte 1: Requisiti generali, si comuinica quanto segue: Il ritiro di tale norma da parte UNI è dovuto a motivi tecnici, ai fini dell'adeguamento della stessa con l Aggiornamento 1 alla ISO :1997, pubblicato nel luglio del Si fa presente che ai sensi del D.lgvo 81/08 Titolo VIII Capo III la norma di riferimento per la valutazione del rischio vibrazioni in Italia ed in Europa è comunque la ISO così come integrata e modificata dalla ISO :1997/Amd.1:2010(en). Tale emendamento integra il testo normativo in relazione alla letteratura e agli standard pubblicati in materia dopo il 1997, ed esplicita - tra l'altro - che metodiche alternative di valutazione in presenza di vibrazioni intermittenti o urti ripetuti che presentino fattori di cresta superiori a 9 sono contenute nello Standard ISO "Mechanical vibration and shock - evaluation of human exposure to whole-body vibration - Part 5: Method for evaluation of vibration containing multiple shocks". Tale norma non era ancora in vigore nel 1997, quando è stata emessa la ISO successivamente recepita in Italia da UNI ISO :2008.
47 NORMA ISO Vibrazioni meccaniche e urti. Valutazione dell esposizione dell uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero. Parte 1: Requisiti generali
48 RANGE FREQUENZA 0,5 80 Hz
49 DEFINIZIONE DEGLI ASSI DI RIFERIMENTO AI FINI DELLA MISURA DELL'ESPOSIZIONE
50 DEFINIZIONE DEGLI ASSI DI RIFERIMENTO AI FINI DELLA MISURA DELL'ESPOSIZIONE
51 POSIZIONE DEI RILIEVI, ASSI DI MISURA,FILTRI PONDERAZIONE Ponderazione W k Salute Seduto asse z, sedile (cuscino) W d assi x,y sedile W c x, schienale
53 POSIZIONAMENTO DEI TRASDUTTORI Devono essere posizionati all interfaccia tra il corpo umano e la sorgente delle vibrazioni
54 DURATA DELLA MISURA La durata della misura deve essere sufficiente ad assicurare che il valore misurato è rappresentativo dell esposizione che si intende valutare
TITOLO VIII AGENTI FISICI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
TITOLO VIII AGENTI FISICI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 180 Definizioni e campo di applicazione 1. Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni,
Rumore, Vibrazioni, Illuminazione
Convegno Az. USL RM H Il nuovo Testo Unico sulla prevenzione aggiornato al D.Lgs. 106/2009: indicazioni per i dirigenti Albano, 13, 15 aprile 2010 Rumore, Vibrazioni, Illuminazione Dott. Pietro Nataletti

References: articolo 28
 articolo 28
 articolo 51
 articolo 6
 articolo 41
 articolo 3
 articolo 181
 articolo 201
 articolo 182
 articolo 202
 articolo 182
 articolo 202
 articolo 202
 articolo 202
 articolo 203
 articolo 202
 articolo 202
 articolo 202
 Articolo 180