Source: http://www.liberazionesperanza.it/notizie/prostituzione/2012/10/condanna-definitiva-per-concussione-e-violenza-sessuale/
Timestamp: 2017-10-17 20:46:57+00:00

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HomenotizieprostituzioneCondanna definitiva per concussione e violenza sessuale
Posted on 10.26.12 by Davide Tuniz
Due agenti della Polizia di Stato in servizio, all’epoca dei fatti (2007), presso la Polizia ferroviaria, con abuso di autorità, costringono una ragazza straniera ad avere con ciascuno di loro, senza pagarla, un rapporto orale e uno sessuale completo.
La ragazza, che esercita il meretricio in una zona della provincia di Novara, li denuncia per il reato di concussione e violenza sessuale.
Le dichiarazioni da lei rese sono ritenute sia dalla Procura della Repubblica che dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara intrinsecamente attendibili. Mentre, però, per la pubblica accusa, le dichiarazioni della parte offesa sono avvalorate da specifici elementi di fatto, lo stesso Gip, “con brusco cambiamento di rotta” – fa notare la Corte di Cassazione – non le ritiene sufficienti per la condanna dei due imputati: con sentenza del 30 settembre 2009, pertanto, li assolti per insussistenza del fatto.
La Corte di appello di Torino, a seguito dell’appello proposto dal Procuratore della Repubblica di Novara, con sentenza del 30 giugno 2010 pone in evidenza con ineccepibile logica le incongruenze della sentenza di primo grado e condanna i due poliziotti, ritenendoli responsabili dei reati loro ascritti.
Avverso la sentenza di condanna i due imputati ricorrono in Cassazione a mezzo di un noto avvocato del Foro di Novara.
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza depositata nei giorni scorsi, conferma definitivamente e integralmente la sentenza della Corte d’Appello di Torino, condannando i due poliziotti a due anni e mesi otto di reclusione (il primo) e a due anni e mesi quattro di reclusione (il secondo), oltre che al pagamento delle spese processuali.
Dalle motivazioni della decisione n° 34963/2012 della Suprema Corte emerge la gravità del fatto: due incaricati di pubblico servizio che, abusando della loro qualità e dei loro poteri, invitano, consapevoli della prevaricazione che stanno mettendo in atto, una povera e vulnerabile ragazza sulla strada a “farli divertire”, facendole capire che, in caso di rifiuto, avrebbe potuto essere esposta al pericolo di provvedimenti amministrativi per lei dannosi (leggi, “essere espulsa”).
Un episodio vile, inquietante e triste, che non fa onore alle Forze di Polizia dove, peraltro, operano quotidianamente tante donne e tanti uomini irreprensibili che svolgono il loro prezioso pubblico servizio con grande generosità, encomiabile professionalità ed esemplare rigore morale: persone con le quali anche la nostra associazione collabora sistematicamente per contribuire ad affermare la legalità, per contrastare le organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione e per tutelare i diritti di tante donne straniere che, per costrizione o per disperazione, vendono le loro prestazioni sessuali.
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