Source: http://www.praticatributaria.it/category/ricorsi/irap/
Timestamp: 2015-04-02 03:08:15+00:00

Document:
PraticaTributaria.IT Follow me on TwitterFeed RSS
Ricorso avverso il silenzio rifiuto rimborso IRAP
Pubblicato da Rag. Tonio Detomaso in IRAP Nessun commento
Numero di visualizzazioni: 7179ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI BARI
CON ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE E DI PUBBLICA UDIENZA ai sensi dell’art. 17-bis D. Lgs. 546/92. Oggetto: Ricorso avverso il silenzio rifiuto istanza di rimborso IRAP per gli anni 2011e 2012.
CONTRIBUENTE: Sxxxno xxxxxi nato a xxxxxx il xxxxxxxxxxxxxxx ed ivi residente in viaxxxxx, codice fiscale xxxxxxxxxxxxxx, agente di commercio, iscritto al ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio di xx n. xxx del xxxxxx, forma “UNICO”, partita IVA xxxxxxxx, CONTROPARTE: AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE di BARI.
DIFENSORE: rappresentato e difeso dal rag. Tonio Detomaso nato a Putignano il 04 settembre 1947, c.f. DTM TNO 47P04 H096B, iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bari al n. 137, sez. A, PEC: toniodetomaso@pec.it, fax 080/4913207, giusta procura rilasciata in calce al presente atto, con studio in Putignano, Via Giovanni Pascoli n.27/a, presso il quale il ricorrente è elettivamente domiciliato ai fini del giudizio;
DI TRATTAZIONE DELLA CAUSA IN PUBBLICA UDIENZA, AI SENSI DELL’ART. 33, 1° COMMA DEL D.LGS. n.546/92.
Il sottoscritto difensore rag. Tonio Detomaso, libero professionista in Putignano (Ba), ha ricevuto mandato difensivo dal Signor xxxxxli xxxno con riferimento all’istanza di rimborso IRAP, pertanto, ai sensi degli artt. 17-bis, 18 e seguenti del D. Lgs. 31.12.1992, n. 546 e s.m.
A Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale, quale Giudice a Quo, affinchè eserciti la relativa cognizione e decida la controversia ai sensi dell’art. 36 dello stesso D. Lgs. n. 546/1992, e s.m..
1) a titolo di acconto e saldo dell’IRAP per i periodi in oggetto l’istante ha provveduto a versare l’importo complessivo di € xxx5,63 (all. 1) come di seguito determinato :
1^rata acc.to
xxx,92
2^ rata acc.to
Totalexx
2) con l’istanza del 27.02.2014 (all. 7 ) il ricorrente ha chiesto il rimborso di quanto versato con gli interessi di legge all’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Bari ( racc.ta n.xx48-5 del xxxxx.2014 ), eccependo l’illegittimità del prelievo Irap per violazione dei principi sostenuti dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 156 del 2001; RILEVATO CHE
- Con la legge 662/96 (commi 143 e 144 dell’art. 3) di accompagnamento alla Finanziaria 1997 è stata istituita l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive), la cui disciplina è stata poi statuita dal decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446;
- l’art.2, stabilisce quale presupposto impositivo dell’IRAP l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi;
- L’Irap non colpisce né il reddito, né il consumo, né il patrimonio, bensì colpisce un indice di capacità contributiva che viene individuato “nell’esercizio di una attività organizzata per la produzione di beni e servizi” ; MOTIVI DEL RICORSO
FATTO Il ricorrente ha iniziato l’attività di agente di commercio di prodotti alimentari l’0xxxx in forma di ditta individuale ( all. 3 certificato visura camerale), costituendosi con il coniuge in impresa familiare il xxxxxxx (all.4 fotocopia dell’atto dichiarativo di impresa familiare) ed ha sempre volto l’attività personalmente, senza dipendenti, né collaboratori utilizzando nello svolgimento del lavoro quotidiano i minimi comuni mezzi necessari, quali il telefonino, fax, scrivania, e n. 1 automezzo, come si evince dal registro dei beni ammortizzabili che si allega in fotocopia.(All. 5).
Solamente il titolare dell’impresa possiede i requisiti, le conoscenze tecniche e specifiche necessarie per l’espletamento dell’attività di agente di commercio, avendo conseguito l’iscrizione al ruolo degli agenti di commercio a seguito di mandato dell’impresa rappresentata; egli è quindi il fulcro attorno al quale si svolge l’attività ed in assenza del quale l’impresa non avrebbe ragione di esistere.
L’assenza degli elementi quali l’irrilevante strumentazione utilizzata per l’esercizio professionale e lo svolgimento dell’attività senza collaboratori e/o dipendenti sono rilevabili e riscontrabili dalla documentazione allegata, dai dati in possesso dell’Amministrazione tributaria, attraverso l’anagrafe tributaria, (art. 6 della Legge 212 del 27.07.2000).
L’impresa familiare – art. 230-bis c.c. – in esame è composta da due soggetti: il titolare il quale è regolarmente iscritto nel Registro delle Imprese ed il coniuge che riveste la posizione tipica del collaboratore dell’impresa familiare, prescindendo dal ruolo operativo svolto nell’ambito della famiglia e dell’impresa. Tuttavia, come si evince dalla dichiarazione sostitutiva qui allegata (all.8), il coniuge dell’impresa familiare Signora xxxxxxxxxx, non ha mai esercitato l’attività di agente non possedendo i requisiti professionali, né le capacità tecniche, né alcun mandato; l’unico a svolgerla è il marito xxxxxxi. Non vi è dubbio che nella fattispecie e rispetto alla figura del titolare agente di commercio – per modalità operative -, l’operato del coniuge non contribuisce affatto a configurare le caratteristiche necessarie per definire la presenza “ dell’esercizio abituale dell’attività autonomamente organizzata”, nè di tipo quantitativo né qualitativo; vero è, invece, che non solo il quid pluris è un elemento assente, ma addirittura l’inattività, per qualsivoglia ragione, del titolare agente comporterebbe, obtorto collo, la cessazione dell’attività e la chiusura dell’azienda. Non avendo dipendenti non ha istituito alcun libro matricola e paghe, né ha prodotto il modello 770 quale sostituto d’imposta, né è soggetto a contribuzione INAIL, di conseguenza è possibile riscontare l’inesistenza del costo e degli oneri accessori del personale dalla lettura del rigo RG14 del Quadro RG, periodo d’imposta 2011, in cui appaiono €. xxxsostenuti per spese di lavoro autonomo (consulenza fiscale) (all. 6). Dal quadro IQ, per la determinazione dell’Irap, è agevole osservare che non sono stati dedotti oneri per rapporto di lavoro dipendente (all.2).
E’ evidente che l’attività della ricorrente è priva di organizzazione e non utilizza, per l’espletamento dell’attività, impianti complessi il cui funzionamento, diversamente, avrebbe richiesto l’intervento di collaboratori.
Già dalle poche e modeste voci di spesa indicate nel quadro RG 2011 (all.6) è possibile formarsi il convincimento che non c’è alcuna autonoma organizzazione.
La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 156 del 10/05/2001, partendo dal presupposto che l’Irap è un’imposta che si applica sul “valore aggiunto” prodotto dalle attività autonomamente organizzate così come previsto dall’art. 2 del d.lgs 446/97 si è espressa nei seguenti termini:”….E’ evidente che nel caso di un’attività professionale che fosse svolta in assenza di elementi di organizzazione, il cui accertamento, in mancanza di specifiche disposizioni normative, costituisce questione di mero fatto, risulterà mancante il presupposto stesso dell’imposta sulle attività produttive, per l’appunto rappresentato, secondo l’art. 2, dall’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, con conseguente inapplicabilità dell’imposta stessa”.
Di fatto, la necessità di individuare, caso per caso, la presenza o meno di un’autonoma organizzazione ai fini di determinare l’assoggettamento ad IRAP è stata, dapprima, limitata ai lavoratori autonomi, mentre per gli esercenti un’attività d’impresa, come evidenziato nella citata Sentenza, l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa. Ora, con le Sentenze del 26.05.2009, nn. 12108, 12109, 12110, e 12111, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione risolvono la questione nei termini che si vedrà di seguito.
Va preliminarmente ricordato che circa l’assoggettamento ad IRAP dei lavoratori autonomi e all’individuazione del requisito dell’autonoma organizzazione, l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 13.06.2008, n. 45/E, tenendo conto delle pronunce giurisprudenziali, ha affermato che l’autonoma organizzazione sussiste quando ricorre almeno uno dei seguenti elementi:
- Impiego in modo non occasionale di lavoro altrui;
- Utilizzo di beni strumentali eccedenti, per quantità o valore, le necessità minime per l’esercizio dell’attività. Secondo la Corte di Cassazione non è utilizzabile né la distinzione civilistica della nozione di imprenditore e lavoratore autonomo, né quella prevista ai fini delle imposte dirette. Infatti, la distinzione tra attività d’impresa e di lavoro autonomo si basa solo su elementi qualitativi, trascurando l’aspetto quantitativo, ovvero la dimensione organizzativa dell’attività e il peso del lavoro personale rispetto all’impiego di mezzi e di lavoro altrui; l’art. 55 del TUIR, considera, infatti, produttive di reddito d’impresa le attività ausiliarie di cui all’art. 2195 c.c., anche se non organizzate in forma d’impresa e la Corte precisa che quanto stabilito per le imposte sul reddito non spiega efficacia ai fini dell’IRAP, la quale risponde a criteri impositivi diversi. Pertanto, pur ribadendo che ai fini IIDD l’attività esercitata dall’agente di commercio è produttiva di reddito d’impresa, la Corte di Cassazione ritiene che tale qualificazione non sia necessariamente trasferibile in ambito IRAP. Anzi, ribadisce che il principio della soggezione ad IRAP dell’attività di agente è possibile solo nell’ipotesi nelle quali sussista il requisito dell’autonoma organizzazione il quale si ha quando il soggetto contribuente:
- Sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
- Impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Per l’agente di commercio è ribadito il principio secondo cui l’assoggettamento ad Irap dell’attività è possibile solo nelle ipotesi in cui sussista il requisito dell’autonoma organizzazione che costituisce accertamento di fatto spettante al Giudice di merito e non censurabile in sede di legittimità se congruamente motivato; in tal caso il principio Costituzionale della capacità contributiva, stabilito all’art. 53 Cost., non osta a qualsiasi forma di prelievo che non abbia ad incidere su un flusso di ricchezza reale ed effettivo, non potendo ammettersi la tassazione di basi imponibili fittizie. Alla luce del richiamato principio e della natura “ reale “ dell’imposta regionale sulle attività produttive, l’esercizio di attività ausiliarie di cui all’art. 2195 c.c., fra le quali deve contemplarsi l’attività di agente di commercio, non può essere sic et simpliciter inquadrato nell’ambito della produzione di reddito d’impresa in quanto deve essere comunque verificato il fondamentale requisito della “ autonoma organizzazione “, qualificata come insieme di risorse, mezzi, capitali e lavoro altrui, di carattere abituale, organizzati dal soggetto passivo con modalità suscettibili di conferire il quid pluris di capacità contributiva oggetto dell’Irap (Cass. N. 5067/2014).
Il D. Lgs. n. 446 del 1997, delineato in due macro principi impositivi, prevede che l’imposta, a carattere reale, abbia come presupposto, laddove non si tratti di attività esercitata dalle società e dagli Enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato ( ipotesi in cui l’imposta si applica in ogni caso), “ l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, art. 2. Alla luce di quanto esposto, appare del tutto corretto affermare che l’assoggettabilità a IRAP non può essere dichiarata sulla base dell’iscrizione ad albi professionali o camerali, né rilevano l’effettuazione di spese o il possesso di beni strumentali: è invece necessaria la verifica della sussistenza di una “struttura operativa autonomamente organizzata” secondo le caratteristiche connotate dalla giurisprudenza di legittimità. Così la Cassazione nella sentenza n.5067/2014.
Il Sottoscritto, richiamando ciascun punto del ricorso, CHIEDE
· Che Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale, in accoglimento del presente ricorso, dichiari il diritto al rimborso IRAP per la somma di € xxxxx5,63, oltre interessi come per legge e vittoria delle spese in giudizio.
· Condanni l’ufficio al rimborso del tributo, con gli accessori.
Si chiede, infine, che la presente controversia venga discussa in pubblica udienza. SI DEPOSITA
1. Copia dell’istanza di rimborso indirizzata all’Agenzia delle Entrate Ufficio di Bari 1 e relativa ricevuta raccomandata (all.7); 2. Fotocopia atto impresa familiare (all. 4);
3. Fotocopia visura camerale ( all.3);
4. Fotocopia di n. 02 versamenti Irap F/24 per gli anni del xxx06. e 3xxxxxx12 (acconto e saldo) all.1;
5. N.5 Fotocopie Registro dei Beni ammortizzabili (all.5);
6. Fotocopia RG UNICO 2011 con ricevuta presentazione (all.6) ;
7. Fotocopia Mod. Irap 2012 (all.2 );
8. Fotocopia dichiarazione sostitutiva.
Putignano 17.06.2014 Il difensore
Rag. Tonio Detomaso
ISTANZA DI RECLAMO/MEDIAZIONE
Ai sensi dell’art. 17 bis D. Lgs. 546/92.
CONTRIBUENTE:Il Signor xxxxi nato a xxxxxxxxxxxxxxxil xxxx ed ivi residente in via xxxxxx n. xxx, codice fiscale xxxxxxxx, agente di commercio, iscritto al ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio di Bari al n.xxxx del xxxxx, forma “UNICO”, partita IVA xxxxxxxxxxx;
All’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Bari in via preventiva ed alternativa al deposito del ricorso che precede presso la Commissione Tributaria Provinciale di Bari di accogliere in via amministrativa le richieste indicate nel ricorso e che qui si intendono integralmente trascritte, unitamente alle motivazioni, e di riconoscere il rimborso dell’Irap corrisposta ma non dovuta come innanzi evidenziato e secondo le previsioni della Circolare n. 34/E del 06.08.2012 dell’Agenzia delle Entrate.
Ai fini della presente procedura di reclamo/mediazione si precisa che il valore della controversia calcolato ai sensi dell’art. 17-bis D.Lgs. 546/92 è di xxxxxx3 ed il contributo unificato è pari ad €. xx,00. Procura speciale
Il sottoscritto Sig. xxxxxxxx n questo atto prima compiutamente generalizzato, DELEGA
Il difensore Rag. Tonio Detomaso, a sottoscrivere il presente atto ed eventuali motivi aggiunti, nonché a rappresentarlo e difenderlo in tutte le sue fasi di ogni stato e grado del presente giudizio fiscale, conferendogli ogni e più ampia facoltà di legge, ivi compreso quelle di proporre istanza di reclamo e mediazione nonché di mediare ai sensi dell’art. 17 bis D. Lgs. 546/92, trattare, comporre, rinunciare agli atti e accettare rinunzie, conciliare, transigere, di farsi sostituire in udienza o altrove, di nominare coadiutori e assistenti in giudizio, ratificandone sin d’ora l’operato. Elegge domicilio per tutto il giudizio e per tutto il procedimento di reclamo e mediazione ai sensi del’art. 17-bis D.Lgs. 546/92, presso lo studio sito in Putignano alla via G. Pascoli n. 27/A, CAP 70017. Putignano, li 17.06.2014
Firma del committente e delegante ______________________________ E’ autentica firma del difensore
Il sottoscritto rag. Tonio Detomaso in qualità di difensore abilitato del signor xxxxxxxxxxxxxx nella presente controversia, attesta, ai sensi dell’art. 22, co. 3, del D.Lgs 546/1992, che la presente copia del ricorso/reclamo è conforme all’originale consegnato all’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Bari. __________________________
Agente di commercio ed Irap, Irap, istanza rimborso Irap, ricorso Irap, rimborso Irap ACCERTAMENTO DA STUDI DI SETTORE
Numero di visualizzazioni: 40259ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI BARI.
Oggetto: Anno 2000 – IRAP – IVA – SANZIONI – INTERESSI per la società in accomandita semplice.
IRPEF – ADDIZIONALE REGIONALE – CONTRIBUTI INPS – SANZIONI ED INTERESSI per i due soci:
1 socio accomandante – 1 socio accomandatario
RICORSO INTRODUTTIVO CUMULATIVO
Avverso cinque avvisi di accertamento emessi dall’ Agenzia delle Entrate Ufficio di Gioia del Colle, Via Noci, ang. SS100, distintamente specificati, per soggetto d’imposta e tipo di imposta, nelle legende che seguono:
LEGENDA DEI MODELLI CHE SI IMPUGNANO:
1) Numero RF 3020345/2007 (Prot.XX859, in data 0XXX12.2007), relativo alla OXXXXX & c. S.a.s.Via XXXXX e stesso domicilio fiscale, rappresentata daXXXXXXX, nata a Putignano (Ba) il XXX979, ivi domiciliata, Via xxxxxxxxxxxxx;
- Atto notificato il 0xxxxx007, r.n. 7xxxx6126702-2;
- Tributi accertati: IRAP – IVA;
2) Numero RF 302xxx545/2007 (Prot.xx61, in data 05xxxx007), relativo alla rappresentante dell’anzidetta Oxxxxx & c. S.a.s., Signora Fxxxxxxxx nata a Putignano (Ba) il 15xxx.1979, ivi domiciliata, Viaxxxxxx;
- Atto notificato il 07.1xx007, nr. 76xxxxxx6701-1
- Tributi accertati: IRAP ed IVA;
3) Numero x 302xxxx2007 (Prot.76xxx3, in data 05xxxx.2007), relativo alla persona fisica-contribuente xxxxxxxxxxxxxx nato il 19xxx76, in qualità di Socio della Oxxxx & c. S.a.s., Via xxxxo xx13, Putignano (Ba): C.F. xxxxxxxxxxxxxxxxx:
- Atto notificato il 10xxxx2007,r.n. 7627612xx4-4;
4) Numero RF 30xxxxx007 (Prot.7xxx1, in data 05xxx2007), relativo alla persona fisica, in qualità di Socio della Oxxxxxxxxxxxxa & c. S.a.s., signora xxxxxxxxxxxx, nata a Putignano il 1xxx79 ed ivi domiciliata al xxxxx; Putignano; C.F.: xx:
- Atto notificato l’1xxxx, r.n. 762xxxxxx703-3;
- Tributi accertati : IRPEF –ADD.LE REG.LE-INPS ;
5) Numero RF 3010xxx07 (Prot.76xxx9, in data 0xxx2007), relativo alla persona fisica, in qualità di Socio accomandante della Oxxxxxxxxxxxxxx c. S.a.s., Sig. xxxxxx, nato a Putignano (Ba) 19xxx ed ivi domiciliato in viaxxxxxxxxxx, C.F.: xxxx:
- Atto notificato il 07xxxxxx07, r.n. 7xxxxxxx05-5;
- Tributi accertati: IRPEF –ADD.LE REG.LE – INPS;
B. LEGGENDA DEI RICORRENTI, PER TUTTI GLI AVVISI DI RISPETTIVA PERTINENZA E COMPETENZA:
1) Oxxxxxxxxxxxxxxxa & C. S.a.s., Via xxxxxxxxxxxxxxx, Putignano (Ba), già corrente al detto domicilio fiscale e legale e già esercitante l’attività industriale di produzione di confezioni, partita IVA: 0xxxxxxxxxxxx27;
2) Fxxxxxxxxxa: nata a Putignano (Ba) il 1xxx979, ivi domiciliata, Viaxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, C.F. xxxxxxxxxxxxxxx (ricorrente come Persona Fisica-Contribuente e rappresentante pro tempore delle predetta S.a.s.);
3) Fxxxxxxxxxxxxxxxxxxio: nato a Putignano (Ba) il 19.xxx76, ivi domiciliato, ViaxxxxxxxA, C.F. xxxxxxxQ, (ricorrente come Persona Fisica-Contribuente e Socio accomandante dell’indicata S.a.s.);
ED IN NOME E PER CONTO DI TUTTI I SOPRA SPECIFICATI SOGGETTI D’IMPOSTA, IL DIFENSORE TECNICO ABILITATO
Rag. TONIO DETOMASO, nato a Putignano (Ba) il 4.9.1947, con studio alla via G. Pascoli, n.27/A, 70017 Putignano (Ba); Codice Fiscale DTM TNO 47P04 HO96B, giusta procura alle liti rilasciata, secondo i rispettivi atti e titoli rappresentativi e personali, di diritto, degli stessi ricorrenti, come sopra identificati, procura in calce a questo atto di ricorso;
DI SOSPENSIONE DEGLI ATTI IMPUGNATI, AI SENSI DELL’ART. 47 DEL D. LGS. 31.12.1992, N.546 E S.M.;
DI TRATTAZIONE DELLA CAUSA IN PUBBLICA UDIENZA, AI SENSI DELL’ART. 33, 1° COMMA DEL D. LGS. N. 546/92; DI ESERCIZIO DI OGNI POTERE ISTRUTTORIO, OVE OCCORRA, ESSENDO LA CONTROVERSIA FORIERA DI ASPETTI COGNITIVI DEL TUTTO PARTICOLARI, NELLA PROSPETTAZIONE DELLA RATIO DI BISOGNO E DI ASSENTIMENTO DELL’ART.7 DEL D.LGS. N.546/1992;
ALL’UFFICIO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE AVVISANTE, DI ANNULLAMENTO DEGLI OPPOSTI AVVISI, MEDIANTE L’APPLICAZIONE DELL’ISTITUTO DELL’AUTOTUTELA, AI SENSI DELL’ART. 68 DEL D.P.R. 287/92 E DELL’ART.2 QUATER DEL D.L. 30.09.1994, IN LEGGE 30.11.1994, N.656 E DELLE DIRETTIVE APPLICATIVE E REGOLAMENTARI DETTATE DALLE ISTITUZIONI GERARCHICHE SOVRAORDINATE.
Il sottoscritto difensore rag. Tonio Detomaso, libero professionista in Putignano (Ba), ha ricevuto mandato difensivo dalla OLxxxxxxxxxxxxxxx & c. S.a.s., (a cura della Rappresentante Legale pro tempore di essa), dalle persone fisiche Frxxxxxxxo, secondo i rispettivi titoli di diritto e di tutela (e come da rispettiva imputazione dei n. 5 avvisi emessi dall’Agenzia delle Entrate di Gioia del Colle), essendo alla menzionata Società S.a.s. ed alle loro persone, giunti a notifica, come da già evidenziati in leggenda A), n.5 modelli titolati Avvisi di Accertamento. Egli, in esecuzione del detto ricevuto mandato difensivo, ha riscontrato la totale infondatezza ed illegittimità degli anzispecificati Avvisi Erariali, pertanto, ai sensi dell’art.18 e seguenti del D.Lgs. 31.12.1992, n. 546 e s.m.
a Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale, quale Giudice a Quo, affinché eserciti la relativa cognizione e decida la controversia ai sensi dell’art. 36 dello stesso D. Lgs. n. 546/1992, e s.m..
PREMESSA AI M O T I V I DEL RICORSO
I cinque Avvisi di Accertamento, nel loro costrutto formale, sostanziale, logico e giuro-impositivo, in abbinata constatata ricorrenza della connessione per natura tra gli stessi sul piano dei motivi, dei fatti, dei criteri di discrimine dei presupposti, dei tributi, dell’oggetto e di ogni altro elemento giuridicamente considerabile, nella ratio dell’art.29 del D.Lgs. n.546/1992 e s.m. e delle norme del C.P.C., configurano la Condicio Iurisdi proponibilità “cumulativa“ del presente ricorso. Trattasi cioè di unico fatto economico generatosi nella Oxxxxxa & C. S.a.S. assunto dall’Ufficio come ipotesi di aggiuntiva obbligazione d’imposta, a carico dei detti soggetti, legati, in termini di cointeressenza, alla medesima S.a.s. e come tali attratti nella stessa congettura impositiva.
Da tanto si ha che i cinque Avvisi Fiscali si pongono in lineare connessione soggettiva ed oggettiva; che l’economia delle funzioni di Giustizia (e non solo di essa) attrae nella possibilità di riunione (volontaria) dei ricorsi (S.C. Cassazione a Sezioni Unite 19.01.1970, n.105, in Imp. Dir. Erar., 1970, 815 e molte altre, in consonanza e conformità con la letteratura ela Giurisprudenza Amministrativa).
A ragione di tanta oggettività e soggettività, peraltro tutta propria delle Società a struttura personale (cioè non capitaria) com’è la S.a.s. in parola, il presente ricorso introduttivo della controversia è attinente ed è proposto per la S.a.s., la rappresentate di essa, la stessa signora Frxxxxxxxxxxxxxxx, ed il Sig. Fxxxxxxxio, per tutti i quali il sottoscritto, negli stessi termini di connessione ed unitarietà, difensivamente si costituisce dinanzi a Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale.
1) L’Agenzia delle Entrate Ufficio di Gioia del Colle notificava a mezzo raccomandate del 1xxx007, gli inviti nn. RF3xx00547/2007, aventi prot. 6xxx0, (allegato n.1), prot. 6xxx8 (all.2) e prot. 6xxx (all.3) ad esibire documentazione contabile e a presentarsi il giorno 29.xx2007 in Ufficio ai fini dell’instaurazione del contraddittorio e dell’eventuale definizione dell’accertamento con adesione, ai sensi del Decreto Legislativo 18.6.1997, n.218 ; 2) Per l’incontro avvenuto il 29.xxx2007 veniva redatto il verbale di contraddittorio, (all.4), dal quale si evince che si esibivano i documenti fiscali richiesti, tra cui la memoria difensiva esplicativa ( all. 5) con relativi allegati. L’Ufficio proponeva l’aggiornamento dell’incontro al 12xxxx007. 3) In data 12.xxxx007 aveva luogo l’incontro durante il quale si faceva presente che lo studio evoluto (all. 6 ) segnava il maggior ricavo di euro 40.xxx,00 , diverso dall’Ufficio, e comunque in considerazione della particolare situazione non doversi procedere all’esame degli studi di settore e chiedeva l’archiviazione della pratica ( all. 7). L’Ufficio rinviava al 22.xx007.
4) Il 22.xxx.2007, l’incontro non ebbe luogo per assenza del funzionario incaricato e non fu redatto alcun verbale ma concordato un altro incontro per il 3xxxx2007.
5) In data 3.xxxxxxxxxx07 (all. n. 8) durante l’incontro l’Ufficio al fine di pervenire alla definizione con adesione riduce i maggiori ricavi da lire 191.xxxxxx58.000 a lire 12xxxxx0.000, riconoscendo in parte fondate le ragioni addotte dal contribuente. Il contribuente non condivide l’operato dell’Ufficio ed anzi ne contesta la procedura che, oltre a risultare stressante, capziosa ed illegittima, non è codificata nel nostro ordinamento tributario, nè nella normativa degli studi di settore e chiede l’archiviazione della pratica.
6) Nelle date 7-xxx11 dicembre 007, come sopra descritto, ai ricorrenti venivano notificati gli avvisi di accertamento, qui impugnati, con la quantificazione della pretesa erariale,
Oxxxxxxxxxxxxxxx & C. S.a.S. (RF 3020xx545): Ricavi dichiarati lire 300xxxx.000, maggiori ricavi non dichiarati lire 12xxx90.000.=
€ 9xx,66.= per la maggiore imposta irap;
€ 2xxx,69 per interessi;
€ 12xxxx0,72 per IVA;
€ 3.0xxxxx06 per interessi; € 13xxxxx,38 per sanzioni.
xxxxxxxxxxx (RF 301030xxxx1):
Maggior reddito di partecipazione lire 9xxxx08.000;
€ 94xx67 per Irpef dovuta;
€ 21xxx29 per interessi;
€ 45xxx6 per addizionale Regionale;
€ 10,xxx36 per interessi;
€ 9xxxx,67 per sanzioni irpef;
€ 45,96 per sanzioni addizionale;
€ 1.xxx,98 per contributi INPS.
FRxxxxxxGIO (RF 301xxxx030):
Maggior reddito di partecipazione lire 3xxxxxx3.000;
€ 4.8xxxxx,46 per Irpef dovuta;
€ 1.1xxxx2,76 per interessi;
€ 1xxx4,38 per addizionale Regionale;
€ 4xxxx54 per interessi;
€ 4.xxxx94,46 per sanzioni irpef;
€ 1xx,38 per sanzioni addizionale;
€ 3.3xxx,17 per contributi INPS.
7) Con le memorie prodotte il ricorrente spiegava e documentava all’Ufficio le ragioni dello scostamento tra il dichiarato e quello da studi di settore. Ma sopratutto insisteva nel rappresentare che il soggetto in esame non avendo operato in normali condizioni d’impresa per l’anno 2000, non poteva essere considerato soggetto inquadrabile ed attendibile ai fini degli studi di settore, i quali, come è noto, proprio perchè sono strumento statistico medio di sofisticata elaborazione, tant’è che non è dato conoscere al contribuente come si perviene al presunto maggior ricavo, non poteva ragionevolmente rappresentare la situazione della ditta in questione, ma poteva agire solo come elemento indiziario. E’ noto che i coefficienti degli studi si applicano ai costi dichiarati dal contribuente ed il prodotto si somma alla base producendo solo numeri positivi; ciò significa che il risultato è sempre in progressione ( maggiori ricavi) e mai negativo ( perdita), ovvero la procedura non prevede che l’azienda possa chiudere l’esercizio in perdita oppure con un risultato modesto; da qui l’assoluta certezza e conferma che lo strumento studio di settore è di ausilio all’Ufficio nell’attività di controllo ma mai esso può sostituirsi alla delicata attività di accertamento e determinazione del reddito. Apparve subito chiaro che, nonostante l’evidenza dei fatti, all’Ufficio interessava solo fare “ CASSA”.
Contestava, quindi, gli studi di settore e ne chiedeva la disapplicazione e l’archiviazione della pratica, dopo aver richiamato fonti normative, Giurispriudenziali e di dottrina. In sintesi rappresentava all’Ufficio che gli studi di settore, in presenza di gravi incongurenze, autorizza l’Ufficio semplicemente a procedere all’accertamento analitico-induttivo, previsto dall’art. 39, comma 1, lett.d), del D.P.R. 29.9.1973, n.600, cui l’art. 62 sexies del D.L. 331/93 fa esplicito ed esclusivo riferimento, ampliandone le possibilità, fermo restando il rispetto della procedura che deve necessariamente svilupparsi in:
fase dell’accertamento, fase della determinazione dei ricavi, fase della liquidazione e quella della riscossione.
Si intende con il presente ricorso trattare preliminarmente le due distinte fasi che devono contraddistinguere l’attività dell’Ufficio tributario, ovvero quella dell’accertamento e quella della determinazione dei ricavi.
A) FASE DELL’ACCERTAMENTO
A).1.GRAVE INCONGRUENZA E DIFETTO DI MOTIVAZIONE-
L’art. 62-bis del D.L. 30 agosto 1993, n.331 in L. 29.10.1993, n. 427, in particolare, ha previsto l’elaborazione degli studi di settore in relazione ai vari settori economici di esercizio delle attività imprenditoriali e professionali “ al fine di rendere più efficace l’azione accertatrice”. Ai sensi dell’articolo in esame, gli studi sono strumenti elaborati dall’Amministrazione finanziaria, secondo la procedura così articolata:
Identificazione di campioni significativi di contribuenti appartenenti ai medesimi settori, che presentano, cioè, caratteristiche aziendali simili;
Controllo di questi campioni “allo scopo di individuare elementi caratterizzanti l’attività esercitata”.
Il non corretto uso della metodologia degli studi di settore, nella linea del sistema garantista cuila Carta Costituzionalesi ispira, non soddisfa almeno per due argomenti :
per primo la notifica di un avviso di accertamento ha conseguenze in sè sanzionatorie, essa implica, infatti, un pregiudizio per il contribuente, sopratutto economico, essendo l’atto suscettibile di diventare definitivo e motivo dell’iscrizione a ruolo di una parte delle imposte accertate;
manca l’identificazione del campione di contribuenti, economicamente coerenti, assunto per la formazione della “ base di riferimento “, poichè nè la nota tecnica e metodologica, nè altre fonti ufficiali forniscono chiarimenti sullo specifico punto. In via astratta o il riferimento è a posizioni soggettive verificate mediante attività ispettive e di riscontro ( ma anche tale ipotesi lascia pur sempre dei margini di incertezza ) oppure l’enucleazione è scaturita dal confronto con indici di produttività o di redditività forniti dalle categorie economiche interessate, cioè di parte;
non esistono correttivi territoriali, nè a livello Regionale nè a livello di centro abitato in cui l’attività viene esercitata. Ciò significa che in base agli studi di settore la stessa attività commerciale o professionale al centro di Milano o in un paese ipotetico della Puglia con meno di 1000 abitanti dovrebbe, produrre il medesimo fatturato e lo stesso volume di compensi. La mancanza di certezza, quale indice di attendibilità, è conseguenza (dannosa) inevitabile delle procedure per valori medi. Sarebbe davvero pretestuoso pretendere di raggiungere, per tale via, risultati conseguibili esclusivamente con metodologie analitiche per cui, una volta optato per uno schema sintetico-induttivo, occorre gioco forza accettare anche possibili profili negativi quale inevitabile conseguenza del sistema procedurale prescelto.
L’ultimo periodo dell’art. 62-bis stabilisce, infine: “ Gli studi di settore sono approvati con Decreti del Ministero delle Finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 1995, possono essere soggetti a revisione ed hanno validità ai fini dell’accertamento a decorrere dal periodo di imposta 1995”; risulta subito evidente l’incerta affidabilità dello strumento statistico e sicuramente ogni volta che la stessa Amminstrazione Finanziaria, per qualsiasi ragione, deve revisionare uno o più studi di settore o addirittura, come nel caso in esame, che con lo stesso studio si possono enunciare almeno due risultati diversi ( CTP di Bari, sezione VIII, 12.5.2006, n.24). L’art. 62-sexies, comma 3, dello stesso Decreto, che rappresenta la norma di riferimento in tema di accertamento da studi di settore, stabilisce, invece, che gli accertamenti (analitici-induttivi) di cui agli artt. 39, co.1, lett. d), del D.P.R. 29.9.1973, n. 600 (imposte dirette) e 54 del D.P.R. 26.10.1972, n. 633 (IVA) “ possono essere fondati anche sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, ovvero dagli studi di settore”.
tasse Rimborso Irap silenzio rifiuto
Numero di visualizzazioni: 40597ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI BARI
Ricorso avverso il silenzio rifiuto istanza di rimborso IRAP per gli anni 2005 – 2006 – 2007 – 2008.
CONTROPARTE: AGENZIA DELLE ENTRATE
DIREZIONE PROVINCIALE di BARI.
La sig.ra zzzzzzzzzzzzzzz nata a xxxxxxxx) il xxxxxxxxxxxxxxxxxxx e residente in Putignano alla Via xxxxxxx, c.f. xxxxxxxxxxxxxxx esercente la professione di ingegnere , difesa dal rag. Tonio Detomaso nato a Putignano il 04 settembre 1947, c.f. DTM TNO 47P04 H096B, iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bari al n. 137, sez. A, giusta procura rilasciata a margine del presente atto, con studio in Putignano, Via Giovanni Pascoli n.27/a, presso il quale la ricorrente è elettivamente domiciliato ai fini del giudizio;
DI TRATTAZIONE DELLA CAUSA IN PUBBLICA UDIENZA, AI SENSI DELL’ART. 33, 1° COMMA DEL D.LGS. n.546/92. PREMESSO CHE
1.1 A seguito dell’istituzione dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al d.lgs. 446/97, sono state versate, a mezzo F/24 (all.4), le seguenti somme a titolo IRAP:
1^rata
1.2 Con l’istanza del 25/05/2010 (all. 1) la ricorrente ha chiesto il rimborso di quanto versato oltre agli interessi di legge all’Agenzia delleEntrate Ufficio di Gioia del Colle ( racc.ta n.xxxxxx del 26/0x/2010), eccependo l’illegittimità del prelievo Irap per violazione dei principi sostenuti dalla Corte Costituzionale conla Sentenza n. 156 del 2001;
- L’Irap non colpisce né il reddito, né il consumo, né il patrimonio, bensì colpisce un indice di capacità contributiva che viene individuato “nell’esercizio di una attività organizzata per la produzione di beni e servizi” ;
Avverso il silenzio rifiuto dell’Agenzia delleEntrate Ufficiodi Gioia del Colle in relazione all’ istanza di rimborso dell’Irap per gli anni dal 2005 al 2008, per i motivi che seguono, salvo altri ai sensi dell’art. 24, comma II, del decreto legislativo n. 546/92:
In conseguenza della citata Sentenza, numerose sono state le pronunce giurisprudenziali di merito, fra cui si cita quella della Comm. Trib. Prov. di Bari, Sez. 12, del 28.03.2010, n. 43/12/10 (all.2), depositata il 09.04.2010, riguardante xxxxxxa per gli anni di imposta 2000-2003. Il Collegio, nell’accogliere il ricorso, osserva che l’art. 2 del D. Lgs. 446/97 individua il “ presupposto dell’imposta nell’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi”. Richiama la definizione dell’attività autonomamente organizzata ai fini della tassazione IRAP fornita dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 156/2001 ed enuncia che “ … non può essere assoggettato all’IRAP il lavoratore autonomo o il libero professionista la cui prestazione personale è condizione indispensabile per lo svolgimento dell’attività che può espletare personalmente, in via diretta ed esclusiva in quanto indispensabile l’intuitus personae”. In definitiva non può esserci “ una autonoma organizzazione quando l’attività è strettamente connessa e vincolata alla figura del professionista, non surrogabile da qualsivoglia organizzazione, quando cioè, la struttura di supporto all’attività non è in grado di poter produrre reddito in assenza del titolare”.
Sancisce che non è sufficiente la “ esistenza” di una organizzazione, così come viene intesa dall’Agenzia delle Entrate, che, se pur minima, rappresenta una connotazione tipica del lavoro autonomo, ma è indispensabile perché possa soddisfarsi il presupposto impositivo dell’imposta che la organizzazione, oltre che autonoma, sia produttiva di ricchezza o di valore aggiunto.
La ricorrente xxxxxxx, per gli anni oggetto di rimborso ha mantenuto la stessa configurazione di libero professionista di sempre, cioè opera personalmente, senza dipendenti e senza l’ausilio di altri collaboratori, impiegando modesti beni strumentali.
La sorte ha voluto che proprio Lei fosse chiamata a dimostrare gli effetti e le conseguenze subite dal lavoratore autonomo che non abbia una autonoma organizzazione, ai fini dell’attrazione a tassazione dell’ IRAP del reddito prodotto. La ricorrente in data 1x.1xx.20x è stata sottopposta ad intervento chirurgico per un carcinoma mammario (all. 3). L’intero anno xxx, salvo qualche sporadica puntatina allo studio fatta più per distrarsi che per altro, si è aggrappata alla vita non mollando mai e non ha potuto espletare alcuna attività professionale né personalmente, né con l’ausilio di altri soggetti, teoricamente configurabili quale autonoma organizzazione; il reddito prodotto ( per compensi riscossi nel 20xxx ma per prestazioni professionale ante 20xx) è stato di € 2.838,00 !. L’evento ed i fatti consequenziali esprimono in pratica il Principio emanato dalla Suprema Corte e non abbisognano di alcun commento. La Corte di Cassazione, con Sentenza del 5.11.2004, n. 21203, ha confermato l’orientamento dei Giudici delle Commissioni Provinciali e Regionali, secondo cui l’Irap non è dovuta in caso di inesistenza di struttura stabile, confermando con la Sent. 1414 del 23.1.2008 che “ non sono assoggettati all’IRAP i professionisti e i lavoratori autonomi che non si avvalgono del lavoro altrui e che posseggono beni strumentali ridotti”.
Quindi, il presupposto dell’Irap viene meno quando mancano gli elementi costitutivi dell’organizzazione (Corte Costituzionale, Sentenza n. 156 del 2001), senza i quali l’organizzazione o struttura non può raggiungere il fine della funzionalità ed economicità dell’attività.
La ricorrente per gli anni 2005 – 2006 – 2007 – 2008 ha esercitato l’attività professionale di ingegnere personalmente, senza dipendenti, né collaboratori utilizzando nello svolgimento del lavoro quotidiano i comuni mezzi necessari quali il computer, il fax, la fotocopiatrice, un scrivania, un tavolo da disegno, una libreria, le sedie; beni registrati sui registri dei beni ammortizzabili (n. 4, uno per ciascun anno) che si allegano in fotocopia.(All. 7).
A) non avendo dipendenti non ha istituito alcun libro matricola e paghe, né ha prodotto il modello 770 quale sostituto d’imposta, né è soggetto a contribuzione INAIL, di conseguenza è possibile riscontare l’inesistenza del costo del personale da:
Quadro Rigo
Unico RE 10 6
B) Circa i quadri IQ, per la determinazione dell’Irap, si osserva che il 1° comma dell’art. 11, D. Lgs. 15.12.1997, n. 446, ancorché modificato negli anni, ha sempre recitato “ Nella determinazione della base imponibile:
a) sono ammessi in deduzione i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro e le spese relative agli apprendisti, ai disabili e, nei limiti del 70 per cento, le spese per il personale assunto con contratti di formazione lavoro”. Detta regola è poi stata riportata nelle istruzioni per la compilazione del modello IQ.
Nella sottostante tabella si riportano le indicazioni dell’assenza del costo e dei contributi per i dipendenti; il che significa che la ricorrente lavoratrice autonoma non aveva dipendenti:
Unico IQ 29-IQ 44
IQ 29-IQ 44
La Corte di Cassazione ha, inoltre, riconosciuto ( Sent. N. 367/2007) che “ l’IRAP colpisce una capacità produttiva impersonale ed aggiuntiva rispetto a quella propria del professionista perché, se è innegabile che l’esercente una professione intellettuale concepisce il proprio lavoro con il contributo determinante della propria cultura e preparazione professionale, producendo in tal modo la maggior parte del reddito di lavoro autonomo, è altresì vero che quel reddito complessivo spesso scaturisce anche dalla parte aggiuntiva di profitto che deriva dal lavoro dei collaboratori e dipendenti, dal numero e grado di sofisticazione dei supporti tecnici e logistici, dalle prestazioni di terzi …”.
A parere dei giudici della Suprema Corte, è la presenza di questo “ differenziale” di arricchimento prodotto dalla struttura organizzativa a determinare l’assoggettabilità all’Irap.
Soltanto al verificarsi dell’esistenza di questa peculiare forza e capacità, il fattore organizzazione si qualifica di quella “autonomia” che sancisce la capacità di integrare il presupposto del tributo.
Si allegano gli unici 2005-08 per una valutazione complessiva.
La ricorrente rappresenta il Principio enunciato dalla Suprema Corte.
Dal suo caso di malattia, emblematico per certi versi, si apprendono effetti e sfaccettature che investono il lavoratore autonomo che non ha una autonoma organizzazione, ai fini dell’attrazione a tassazione dell’ IRAP del reddito prodotto.
La ricorrente in data 1xxxxxxxx è stata sottopposta ad intervento chirurgico per un carcinoma mammario (all. 3). Tutto l’anno 20xx si è dedicata a salvarsi e non ha potuto espletare alcuna attività professionale né personalmente, né con l’ausilio di altri soggetti, teoricamente configurabili quale autonoma organizzazione; il reddito prodotto ( per compensi riscossi nel 20xx ma per prestazioni professionale 20xx) è stato di € 2.838,00 !. Si ritiene superfluo aggiungere qualsiasi altro commento, basti immaginare quali siano gli effetti negativi sia sotto il profilo economico che morale del predestinato.
Che Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale, in accoglimento del presente ricorso, dichiari l’illegittimità, l’infondatezza e la nullità del silensio rifiuto nonchè il diritto al rimborso della somma di € xxxxxx con gli interessi come per legge e vittoria delle spese in giudizio.
Condanni l’ufficio al rimborso del tributo, con gli accessori.
Copia dell’istanza di rimborso indirizzata all’Agenzia delleEntrate Ufficiodi Gioia del Colle e relativa ricevuta di presentazione raccomandata;
Fotocopia sentenza CTP di Bari n.
Fotocopia cartella clinica e documenti correlati;
Fotocopia di n. 8 versamenti F/24 Irap per gli anni 2005 – 2006 – 2007 – 2008 (acconti e saldo)
Fotocopie del modello Irap IQ anni 2005 – 2006 – 2007 – 2008;
Fotocopie dei quadri RE anni 2005-6-7-8-;
N. 4 Fotocopie Registro dei Beni ammortizzabili;
Fotocopia unico 2005;
Fotocopia unico 2006;
Fotocopia unico 2007;
Fotocopia unico 2008.
Putignano 04.xx.2011
Il sottoscritto rag. Tonio Detomaso in qualità di difensore abilitato della sig.ra xxxxxxx nella presente controversia, attesta, ai sensi dell’art. 22, co. 3, del D.Lgs 546/1992, che la presente copia del ricorso è conforme all’originale spedito alle controparti. __________________________
silenzio rifiuto, tasse CONSULENZA E ASSISTENZA TRIBUTARIA (Agenzia delle Entrate di Bari)
Pianificazione fiscale dell’azienda e della famiglia
Rappresentanza presso gli Uffici Finanziari
Difesa contribuente in sede contenziosa
Tel. 080/ 4054977
Fax 080/4913207
e-mail: tonio.detomaso@media.it
INDICE RICORSI TRIBUTARIRICORSI
ARTICOLI VARIACCERTAMENTO CON ADESIONE STUDIO PROFESSIONALE
ACCERTAMENTO CON ADESIONE STUDIO PROFESSIONALE (1)
Agevolazioni formazione piccola proprietà contadina (1)
CONTROLLI BANCARI (1)
CONVENZIONI MATRIMONIALI (1)
ICI/IMU (2)
IL CONTRADDITTORIO (1)
IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE (1)
IPOTECARIA E CATASTALE (1)
RESPONSABILE D’IMPOSTA (1)
RICORSI (19)
RISCOSSIONE (1)
TARSU/TARES (1)

References: Sentenza 
 art. 230
 Sentenza 
 art. 2
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza