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Timestamp: 2020-04-08 01:51:39+00:00

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Statuto del Sindacato Libero Scrittori Italiani - Sindacato Libero Scrittori Italiani
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Statuto del Sindacato Libero Scrittori Italiani
Approvato dall’Assemblea dei Soci in data 1 ottobre 2005 e presentato dalla Presidenza per la registrazione all’Ufficio delle Entrate di Roma in data 2 novembre 2005
Art. 1. Costituzione del sindacato
Il Sindacato Libero Scrittori Italia­ni (di seguito, per brevità, sindacato, e in acronimo S.L.S.I.) è un’associazione sindacale, che riunisce una pluralità di categorie in rapporto all’esercizio delle arti e della ricerca storica, filosofica e religiosa. L’associazione è stata costituita in Roma, addì 18 novembre 1970; ed è regolata dal presente statuto.
Art. 2. Sede del sindacato
Il sindacato ha la sede centrale in Roma. Sedi locali possono essere istituite in tutto il territorio nazionale. Le sedi locali afferiscono a cinque grandi aree, composte da più regioni e denominate aree regionali. La suddivisione territoriale può essere variata dal consiglio nazionale, in rapporto alla maggiore o minore diffusione ed efficienza delle sedi locali. Il sindacato può anche diffondersi all’estero istituendo centri culturali prevalentemente in paesi di emigrazione italiana o di immigrazione verso l’Italia.
Art. 3. Apoliticità
Il sindacato è un’associazione culturale e sindacale che si definisce apolitica e aconfessionale, pur nel rispetto verso il patrimonio di valori etici, civili, filosofici, artistici, educativi e religiosi, che contraddistinguono la civiltà italiana e la civiltà europea nella loro specificità in rapporto ad altre civiltà. L’iscrizione al sindacato è libera, fatti salvi i requisiti di idoneità, richiesti agli autori della domanda. L’iscrizione al sindacato è esclusiva e produce effetti di incompatibilità limitatamente all’eventuale iscrizione ad analoghe associazioni sindacali di scrittori, artisti ecc. Gli iscritti al Sindacato libero scrittori italiani prendono atto della convenzione, stipulata dal sindacato e dalla CISL in data 7 luglio 2003.
Art. 4. Scopi del sindacato
Esclusa ogni finalità di lucro, il sindacato si propone i seguenti scopi, elencati in ordine non esaustivo di priorità:
rivendicazione e difesa in tutte le sedi della libertà della cultura, articolata come libertà di manifestazione del pensiero, libertà di creazione artistica, libertà di coscienza in materia religiosa, libertà di opinione nel pluralismo delle tendenze, libertà complessiva da ogni forma di controllo, pressione, censura, manipolazione, egemonia;
promozione e tutela del diritto d’autore, in attuazione rigorosa della normativa vigente, con particolare riguardo agli squilibri del contratto editoriale di base e alle inadempienze pubbliche e private nella lotta contro contraffazioni e riproduzioni abusive;
collaborazione con associazioni e organizzazioni sindacali (CISL, SNS, UIL-UNSA, AIE, UCAI ecc.) e con altri enti (SIAE ecc.), regolata da accordi sia di breve che di lungo periodo;
collaborazione con persone fisiche o giuridiche collegate, per l’esercizio di operazioni senza fine di lucro nel settore dell’editoria, dello spettacolo, dell’organizzazione di congressi ed eventi, della gestione di servizi relativi alla reprografia, ecc.;
acquisizione di biblioteche, fondi archivisti, collezioni, ecc.;
partecipazione a comitati celebrativi e commissioni per il conferimento di premi, specialmente se finanziati da Enti pubblici;
collaborazione alle politiche generali e speciali della cultura, attinenti ai programmi della scuola di ogni ordine e grado; ai sostegni all’editoria; al finanziamento della ricerca; alle provvidenze anche fiscali in materia di commercio librario e di diffusione della carta stampata; alla promozione, organizzazione e finanziamento degli spettacoli; all’organizzazione delle mostre di interesse nazionale (biennali, quadriennali ecc.) o di interesse locale.
Art. 5. Autori
Possono iscriversi al sindacato gli autori dell’opera dell’ingegno, nella pluralità delle categorie, distinte dall’esercizio della produzione letteraria, della creazione artistica e della ricerca storica, filosofica e religiosa. A titolo indicativo, l’elenco comprende:
poesia, narrativa, storia e critica letteraria, saggistica, storia generale, storia locale, spettacolo (teatro, melodramma, cinema, televisione, trattenimento ecc.), letteratura spirituale e religiosa, letteratura per l’infanzia, linguistica, giornalismo, traduzione, interpretazione, recitazione, scienze umane (filosofia, diritto, politica, antropologia, psicologia ecc.);
architettura, scultura, pittura, fotografia e videoarte, design e grafica, storia dell’arte, critica d’arte, archeologia, ecc.
Sulla domanda di ammissione, compilata preferibilmente in apposito modulo e corredata della documentazione necessaria, delibera la giunta esecutiva. La delibera è assunta a maggioranza con votazione a scrutinio segreto.
I soci si distinguono nelle seguenti classi:
Sono soci corrispondenti gli iscritti, ammessi sulla base di titoli prodotti generalmente nella fase di inizio della carriera (fase delle opere prime). Con questa classe il sindacato intende attirare l’attenzione di giovani, contribuendo così ad una più sollecita solidarietà intellettuale tra le generazioni. Sono soci ordinari gli iscritti, ammessi con pieno merito sulla base di titoli pubblicamente conosciuti ed apprezzati per l’eccellenza dell’autore nel settore specifico della sua professionalità. Con questa classe di soci il sindacato intende conseguire un ampio e solido inserimento nel mondo della cultura. Sono soci onorari gli iscritti, ammessi per chiamata, sulla base della «chiara fama». Con questa classe di soci il sindacato riempie il suo albo d’oro di maestri. Sono soci benemeriti gli iscritti, ammessi per chiamata sulla base di particolari atti di generosità, per avere essi destinato al sindacato donazioni, lasciti, liberalità, sponsorizzazioni; o fornito beni, servizi, comodati, sconti, benefici di ogni altro genere.
Art. 7. Diritto di voto
Tutti i soci hanno il diritto di voto attivo. L’elettorato passivo è riservato ai soci ordinari, onorari e corrispondenti. L’esercizio del diritto di voto nonché del previo diritto alla convocazione sono subordinati alle regolarità amministrative e in particolare al versamento della quota sociale annuale per l’importo fissato dalla giunta esecutiva. Ai soci corrispondenti, l’importo della quota è ridotto del cinquanta per cento o in altra misura stabilita dalla giunta esecutiva. Per i soci onorari il versamento della quota è facoltativo. La giunta esecutiva fissa il numero di soci onorari e benemeriti, in modo che la loro quota non superi il venticinque per cento del totale dei soci corrispondenti e ordinari. In merito alle chiamate la giunta esecutiva delibera all’unanimità dei presenti.
La qualità di socio è documentata dal possesso del tesserino di iscrizione, rilasciato dagli uffici della segreteria generale. Il tesserino si aggiorna di anno in anno con l’applicazione di un bollino adesivo, attestante il regolare versamento della quota sociale. Il tesserino è unico ed ha validità per tutto il territorio nazionale . Il socio in possesso del tesserino ha diritto a tutti i vantaggi dell’associazione, sui quali sarà informato dalla segreteria. È dovere del socio e segnatamente dei soci corrispondenti prendere parte attiva alle varie manifestazioni del sindacato. La qualità di socio si perde per:
abbandono (assenteismo, morosità, irreperibilità per almeno cinque anni consecutivi);
Art. 9. Sedi locali e aree regionali
Con il concorso e per volontà di almeno venticinque autori possono essere istituite sedi locali del sindacato in città e centri distribuiti su tutto il territorio nazionale. Gli autori debbono essere già soci e concordare l’istituzione della sede locale con la giunta esecutiva del sindacato, la quale provvede anche a nominare, su designazione dei soci locali, il direttivo composto da un reggente e da un segretario. L’associa­zione locale deve essere provvista di una sede anche provvisoria, o ricevere decorosa domiciliazione presso enti pubblici o privati, fondazioni, istituti scolastici, collegi, ecc., facendo anche conto, sulla collaborazione della CISL (v. sopra, art. 3). Le sedi locali possono ricevere un contributo dalla sede centrale, relativamente all’attuazione di iniziative e progetti culturali determinati. Le sedi locali afferiscono alle seguenti regioni: a) Val d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lom­bardia; b) Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche; c) Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise; d) Campania, Puglia, Basilicata, Calabria; e) Sicilia e Sardegna. L’area regionale si attiva con non meno di cinque sedi locali. I collegamenti delle aree regionali col sindacato sono assicurati da presidenti regionali eletti dal consiglio nazionale e membri di diritto dello stesso. Una più completa disciplina dei rapporti tra sedi locali, aree regionali e organi centrali sarà definita da apposito regolamento.
Art. 10. Organi del sindacato
L’assemblea dei soci è formata da tutti gli iscritti in regola con la quota sociale. Si riunisce una volta l’anno in via ordinaria ed in via straordinaria tutte le volte che il presidente ne fissi la convocazione; o che un quinto dei soci inoltri al presidente richiesta scritta di convocazione, indicando l’ordine del giorno. La data di prima e seconda convocazione è fissata a scadenza di almeno sette giorni dalla data dell’avviso scritto, nel quale si stabiliscono sede, ora e ordine del giorno della seduta. In seconda convocazione, la seduta dell’assemblea è valida anche in mancanza del numero legale calcolato sommando la metà più uno degli aventi diritto. L’assemblea delibera a maggioranza semplice dei presenti, salvo i casi di cui agli artt. 12 e 13 per i quali si richiede la maggioranza dei due terzi dei presenti. Il socio assente può farsi rappresentare per delega. Nessun socio presente può rappresentare più di tre soci assenti.
Art. 12. Poteri dell’Assemblea
I poteri dell’assemblea sono i seguenti:
approvazione dello statuto e delle modifiche dello statuto, deliberate a maggioranza dei due terzi;
elezione del presidente e del consiglio nazionale, previa elezione del seggio elettorale;
approvazione dei bilanci, salvo delega al consiglio nazionale;
approvazione degli indirizzi programmatici e delle scelte operative di carattere generale;
scioglimento del sindacato e devoluzione del patrimonio, deliberati a maggioranza dei due terzi.
Il Consiglio nazionale si compone di ventitre consiglieri effettivi e sette supplenti. Agli effettivi si aggiungono i presidenti delle aree regionali (o presidenti regionali). I consiglieri nazionali durano in carica cinque anni e possono essere confermati per non più di due mandati consecutivi. Eventuali deroghe saranno deliberate dall’assemblea con la maggioranza dei due terzi. Le cariche elettive del sindacato sono onorifiche. Rimborsi d’ufficio saranno riconosciuti per spese documentate, secondo modalità definite dalla giunta esecutiva.
Art. 14. Elezione del Consiglio nazionale
L’assemblea dei soci elegge il consiglio nazionale osservando le seguenti modalità:
la seduta dell’assemblea è aperta dal presidente uscente. Funge da segretario il segretario generale, che redige l’elenco dei presenti. Il presidente indìce le votazioni di tre soci (un presidente e due scrutatori), che si costituiscono in seggio elettorale e dichiara aperto il termine per la presentazione delle liste;
ogni lista si compone di ventitre candidati effettivi e di sette supplenti. Apre la lista il nome del candidato alla presidenza. Gli altri nomi, seguono in ordine di merito e risultano eletti nello stesso ordine, calcolando unicamente il voto di lista;
nessun candidato può essere iscritto in più di una lista;
redatto il verbale di presentazione delle liste, il presidente dichiara concluse le operazioni preliminari e indìce le operazioni di voto per appello nominale a scrutinio segreto;
chiuse le operazioni di voto, il seggio elettorale esegue lo spoglio delle schede e assegna il quoziente dei voti alle varie liste;
risultano eletti per la maggioranza il presidente e quindici candidati della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, nonché 5 supplenti; eletti per la minoranza sette candidati, nonché due supplenti; se le liste in concorso sono soltanto due e quella di minoranza abbia superato il quorum del venti per cento dei voti; cinque con un quorum tra il dieci e il venti per cento e un supplente; due con un quorum tra il cinque e il dieci per cento e un supplente; nessuno con un quorum inferiore al cinque per cento;
nel caso concorrano alle votazioni più di due liste, alla lista di maggioranza spettano il presidente e quindici consiglieri e alle liste di minoranza sette consiglieri, da attribuire in proporzione al quoziente dei voti ottenuti, fatto salvo lo sbarramento del cinque per cento e in proporzione i supplenti;
in caso di cessazione dalla carica di un consigliere subentra il primo dei non eletti della propria lista ed in subordinato il supplente;
il seggio elettorale delibera inappellabilmente su eventuali contestazioni, relative alle procedure e ai risultati delle elezioni.
Art. 15. Elezione del Collegio dei probiviri
Il collegio dei probiviri si compone di cinque membri effettivi e due supplenti. All’elezione del consiglio nazionale segue quella del collegio dei probiviri. In corso di seduta il presidente dichiara aperto il termine per la presentazione di una o più liste di candidati, in numero di sette per ogni lista, scelti tra i soci che si distinguano per autorevolezza, indipendenza e imparzialità (religiosi, magistrati, avvocati, docenti universitari ecc.). Apre la lista il nome del presidente: gli altri nomi seguono in ordine di merito. Espletate le operazioni preliminari, il presidente indice le operazioni di voto per appello nominale a scrutinio segreto. Risultano eletti i cinque candidati effettivi e i due supplenti della lista, che ha riportato il maggior numero di voti. In caso di parità, si ripetono le operazioni di voto. In caso di più liste si applica l’art. 14. I probiviri durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati.
Art. 16. Poteri del consiglio nazionale
I poteri del consiglio nazionale sono i seguenti:
su proposta del presidente, già eletto dall’assemblea, elegge i sei consiglieri della giunta esecutiva;
delibera sul regolamento, relativamente alle materie per le quali ne è prevista la disciplina;
delibera sui provvedimenti della giunta attinenti alle collaborazioni, di cui nell’art. 4 sotto le lettere c) e d); sui provvedimenti di emergenza; sui provvedimenti di rilevante impegno economico; sui provvedimenti destinati a incidere sul quadro generale della vita associativa, incluso tra essi l’eventuale delibera di scioglimento.
elegge il collegio dei revisori dei conti (v. art. 21);
elegge i presidenti delle aree regionali. Essi siedono nel consiglio come membri di diritto e durano in carica, indipendentemente dalla data della loro elezione, fino alla scadenza del consiglio medesimo;
inoltra al presidente richiesta scritta di convocazione straordinaria del consiglio nazionale, firmata da almeno un quarto dei consiglieri e recante l’ordine del giorno;
su proposta del presidente ammette alle sue sedute, nelle varie materie e per le varie finalità, osservatori senza diritto di voto;
il consiglio nazionale delibera a maggioranza semplice dei presenti, fatto salvo il numero legale, calcolato sommando la metà più uno dei consiglieri in carica. Gli assenti possono farsi rappresentare per delega. Nessun consigliere presente alla seduta può ricevere più di una delega.
Art. 17. Giunta esecutiva
La giunta esecutiva è composta dal presidente e da sei consiglieri, responsabili dei seguenti uffici:
presidenza del sindacato;
vicepresidenza;
vicepresidenza aggiunta;
vicesegreteria;
vicesegreteria aggiunta.
Art. 18. Poteri della Giunta esecutiva
La Giunta esecutiva è l’organo di attuazione degli indirizzi e degli obiettivi programmatici, deliberati dall’assemblea e dal consiglio nazionale. La Giunta esecutiva si riunisce con periodicità, stabilendo un calendario di convocazioni a data fissa mensile. La seduta è valida se i presenti raggiungono il numero legale. Gli assenti possono farsi rappresentare. Il delegato può ricevere un solo mandato. Le delibere sono assunte a maggioranza semplice. Competenze e funzioni sono così ripartite:
presidente del sindacato
il presidente unifica le comuni idealità e finalità del sindacato, spendendo al loro servizio un nome e una figura autorevoli per pubblici riconoscimenti;
il presidente del sindacato ha la rappresentanza legale dell’associazione;
in caso di impedimento o di cessazione dalla carica per altra causa, nell’esercizio della rappresentanza legale subentra il vicepresidente;
il presidente può farsi rappresentare da suoi mandatari speciali, per incarichi relativi a missioni all’estero, negoziati, convegni, commissioni ecc.;
il presidente convoca l’assemblea, il consiglio nazionale e la giunta esecutiva e ne presiede le sedute;
dirige le collane editoriali e le pubblicazioni periodiche del sindacato;
nomina collaboratori, previa delibera della giunta, che rispondono esclusivamente a lui del loro operato.
ha la rappresentanza legale del sindacato in caso di impedimento temporaneo del presidente;
in caso di dimissioni irrevocabili del presidente accettate dall’assemblea o di cessazione definitiva per altra causa, il vicepresidente assume a tutti gli effetti le funzioni del presidente e le esercita fino alla naturale scadenza del mandato. Il consiglio nazionale provvederà alla reintegrazione della giunta eleggendo un consigliere alla carica di vicepresidente;
cura i collegamenti con i Ministeri, la SIAE, il SNS, la UIL-UNSA, l’AIE, l’AIDRO, l’UCAI, l’ULI, ecc.;
cura i collegamenti con la CISL.
vicepresidente aggiunto
istruisce le domande relative alle aperture di sedi locali e centri del sindacato all’estero;
cura i collegamenti con le aree regionali ancora sprovviste di presidente.
regge la struttura organizzativa del sindacato;
istruisce le domande di ammissione al sindacato;
redige i verbali dell’assemblea, del consiglio nazionale e della giunta e ne custodisce i registri;
provvede alla corrispondenza e alla esatta tenuta degli archivi;
gestisce il fondo cassa per le spese correnti;
aggiorna l’elenco dei soci e organizza manifestazioni promozionali, al fine di allargare il numero delle adesioni;
notifica al collegio dei probiviri il caso del socio passibile di sanzione, formulando e motivando l’accusa.
controlla il volume delle risorse economiche del sindacato, raggruppate nelle voci di cui all’art. 19;
raccoglie dal segretario generale e dagli uffici tutti informazioni e dati, relativi alla compilazione del bilancio;
provvede all’esatta osservanza delle regolarità amministrative, contabili e fiscali;
cura i rapporti con gli istituti di credito, a ciò delegato del presidente;
cura i rapporti con i revisori dei conti.
vicesegretario e vicesegretario aggiunto La giunta esecutiva si riserva di valorizzare i loro uffici, definendo con elasticità l’attribuzione degli incarichi, che si rendano necessari.
Art. 19. Risorse economiche
Le entrate del sindacato sono costituite dalle seguenti voci:
accolta quote di iscrizioni dei soci e quo­te per finanziamento pubblicazioni;
contributo SIAE per la bollinatura dei frontespizi;
accrediti SIAE per servizi reprografia;
contributi eventuali di enti pubblici e privati su domanda, relativa a progetti culturali determinati;
utili di gestione;
lasciti e liberalità varie.
Art. 20. Collegio dei probiviri
Il collegio dei probiviri è l’organo di disciplina interna del sindacato nel rapporto dei soci tra loro e dei soci con gli organi sociali.
l Collegio dei probiviri applica le seguenti sanzioni:
decreto di estromissione.
L’accusa può essere formulata:
dal socio informato.
In caso di notizia di pubblico dominio, il collegio dei probiviri procede d’ufficio. Il socio passibile di sanzione deve essere previamente sentito dal collegio, presso il quale può anche produrre memoria difensiva nel termine di trenta giorni dalla data del colloquio. Il decreto non è appellabile. Il presidente del collegio incarica il membro più giovane di redigere il verbale della seduta, che sarà firmato da tutti i membri del collegio e conservato in apposito registro, a cura del segretario generale.
Il collegio dei revisori dei conti, o sindaci, è composto da tre membri effettivi e due supplenti;
i sindaci possono anche essere esterni al sindacato;
su proposta della giunta esecutiva, che presenta una lista di candidati, il consiglio nazionale procede all’elezione del collegio dei sindaci nella seduta successiva a quella convocata per l’elezione della giunta. Apre la lista il nome del presidente;
il collegio dei sindaci dura in carica cinque anni e può essere confermato;
il collegio sindacale si riunisce almeno una volta l’anno nella seduta dell’assemblea, convocata per l’approvazione del bilancio, esercitando in quella sede le competenze e le funzioni, stabilite dalle leggi vigenti;
eventuali variazioni, relative alla composizione del collegio dei revisori dei conti, con riduzione del numero dei sindaci elettivi, per far posto a sindaci di nomina ministeriale, saranno deliberate dal consiglio nazionale.
Art. 22. Scioglimento del Sindacato
Su proposta della giunta esecutiva, il consiglio nazionale in prima istanza, e l’assemblea dei soci in seconda e ultima istanza deliberano a maggioranza dei due terzi dei presenti:
lo scioglimento del sindacato;
la devoluzione gratuita del patrimonio attraverso accordi bilaterali o atti unilaterali ad associazioni sindacali affini, o soggetti con esse collegati.
Disposizione finale e transitoria
Lo statuto, nel testo rinnovato dalle presenti revisioni e modifiche, entrerà in vigore entro e non oltre i novanta giorni, a far data dalla seduta dell’assemblea, che ne delibera l’approvazione. Nelle more resta valido lo statuto vigente, tranne che agli effetti della scadenza delle cariche sociali, prorogate di tanto che l’assemblea possa essere convocata e le elezioni svolgersi a norma del nuovo statuto. (Entra in vigore entro il 01-01-2006)

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 9
 art. 3

Art. 10

Art. 12

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 art. 21

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 22