Source: http://www.dirittoitaliano.com/approfondimenti/articolo.php?Fisco-l-rsquo-illegittima-alternativa-del-contribuente-pagare-o-conciliare-61
Timestamp: 2018-02-17 19:21:32+00:00

Document:
1.	Modifiche organizzative: D. L. 27 giugno 2012, n. 87, art. 4, comma 6. – – recante “misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario.”
2.	Modifiche procedurali – accertamento esecutivo, mediazione fiscale obbligatoria, precedenti conformi ai fini del ricorso per cassazione – .
•	Accertamento esecutivo: introdotto dal D.L. 31 maggio 2010, n. 78 - coordinato con la legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122, art. 29; successivamente modificato (ovvero posticipato al 1 luglio 2011) dal D.L. 6 luglio 2011, n. 98, art. 30, comma 2;
•	Reclamo e mediazione obbligatoria: disciplinato dall’art. 17 bis D. Lgs. 546/92, introdotto dal D.L. n. 98 del 06.07.2011 – convertito con modificazioni in L. n. 111 del 15.07.2011, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 16 luglio 2011 (manovra economica 2012-2014)– , art.. 39 commi 9 – 10 – 11;
•	Inammissibilità del ricorso per Cassazione: disciplinato dall’art. 360 bis c.p.c., introdotto dalla L. 18.06.2009, n. 69, art. 47.
- a partire dall’1.7.2011 (termine successivamente prorogato al 01.10.2011);
- relativi ai periodi d’imposta in corso al 31.12.2007 e successivi;
- gli avvisi di accertamento emessi dall’Ufficio sono esecutivi trascorsi 60 giorni dalla notifica.
- degli importi negli stessi indicati entro il termine per la presentazione del ricorso ( sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento); ovvero
- degli importi dovuti a titolo provvisorio ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 602/1973 (i.e. un terzo delle imposte corrispondenti agli imponibili o ai maggiori imponibili accertati e dei relativi interessi) in caso di tempestiva impugnazione dell’atto.
c.	Inammissibilità del ricorso per Cassazione
	il processo non deve essere più gestito dal MEF, che ricordiamo è parte processuale come il contribuente, ma deve essere gestito da un organo terzo e imparziale, come la Presidenza del Consiglio dei ministri o il Ministero della Giustizia;
	i giudici devono essere “a tempo pieno”, professionali, specializzati nella materia tributaria e devono ricevere compensi dignitosi e congrui all’attività che svolgono, parificati a quelli dei giudici ordinari (ricordiamo che il MEF corrisponde ai giudici tributari la somma di € 25,00 a sentenza depositata e nulla corrisponde per le ordinanze di sospensione – ad oggi, non è ancora stato corrisposto il compenso per il II semestre 2011! – );
	questo provoca una palese ed inequivocabile mortificazione per il delicato ed importante ruolo svolto dai giudici tributari, circostanza di cui si dovrebbe assolutamente ed immediatamente interromperne gli effetti;
	i conferimenti di incarichi ai giudici devono avvenire per concorso pubblico (in primo grado il giudice deve essere monocratico ed in secondo grado collegiale);
	non vi devono assolutamente essere limiti nella fase istruttoria della difesa, motivo per cui, in corrispondenza di quanto sancito dalla Costituzione, oltre che in pieno rispetto alle norme del codice di procedura civile applicabili al processo tributario, devono essere ammesse la testimonianza ed il giuramento;
	le ordinanze di sospensione devono potersi impugnare nel grado di appello, sia in caso di accoglimento che in caso di rigetto, corredate dalle opportune e congrue motivazioni;
	deve essere consentita, in appello, la sospensione della sentenza di primo grado;
	in appello, dev’essere consentita la conciliazione giudiziale, ovviamente, con una diversa gradazione delle sanzioni applicabili;
	le sentenze, ove non sospese, devono avere efficacia esecutiva immediata sia per quanto riguarda i rimborsi sia per le spese di giudizio;
	ai giudici tributari deve essere concessa la facoltà di decidere secondo equità;
	tra gli atti impugnabili – ex art. 19 D. Lgs 546/92 – deve essere inserito anche il diniego di autotutela, sia tacito che espresso;
	i giudici tributari devono poter decidere, sulla base delle loro valutazioni di merito, anche relativamente ai risarcimenti conseguenti ad atti illegittimamente notificati, purchè il contribuente ne dia opportuna e documentata prova.
Lecce, 20 luglio 2012	Avv. Maurizio Villani Avv. Francesca Giorgia Romana Sannicandro

References: art. 4
 art. 29
 art. 30
 art. 47
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19