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PARTE II NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE - PDF
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1 P R O V I N C I A C A R B O N I A I G L E S I A S C O M U N E D I G O N N E S A PIANO DI CLASSIFICAZ IONE ACUSTICA PARTE II NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE IL RESPONSABILE DEL SERIVIZIO (Ing. Alessandra Farigu)
2 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 2/27 INDICE INTRODUZIONE Quadro normativo di riferimento 2. Procedimenti amministrativi di interesse CAPITOLO I LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA Definizione e disciplina delle classi acustiche 2. Classificazione acustica della viabilità stradale 3. Classificazione acustica delle infrastrutture ferroviarie e portuali CAPITOLO II AREE DESTINATE A MANIFESTAZIONI TEMPORANEE Premessa 2. Autorizzazioni 3. Autorizzazioni in deroga CAPITOLO III ATTIVITA DI RISANAMENTO DEL TERRITORIO COMUNALE Premessa 2. Piani di risanamento acustico di interesse delle imprese 3. Piani di risanamento acustico di competenza del Comune CAPITOLO IV PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI DI PREVENZIONE Premessa 2. Valutazione previsionale di impatto acustico 3. Valutazione previsionale del clima acustico 4. Impianti a ciclo produttivo continuo rif Decreto Ministero Ambiente Attività che utilizzano impianti elettroacustici rif. dpcm n 215/ Requisiti acustici passivi degli edifici 7. Modalità di presentazione della documentazione 8. Verifiche
3 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 3/27 INTRO DUZIONE QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO E PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI DI INTERESSE
4 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 4/27 1. Quadro normativo di riferimento Con la legge quadro sull inquinamento acustico del 26 Ottobre 1995, n 447, l Italia si è dotata di uno strumento normativo organico, che considera il rumore nei suoi molteplici aspetti: differenziazione per tipi di sorgenti e relative competenze limiti di emissione, di immissione e di qualità modalità di rilievo modalità di risanamento procedimenti amministrativi di prevenzione, ecc. Questa legge ha stabilito i principi fondamentali in materia di tutela degli ambienti di vita e dell ambiente esterno dall inquinamento acustico, mentre l emanazione dei decreti e dei regolamenti ivi previsti è stata demandata a specifici organi dello Stato quali i Ministeri dell Ambiente, della Sanità, delle Infrastrutture e Trasporti. Le attività di pianificazione, controllo e vigilanza sull applicazione di questi decreti sono invece rimasti a carico di Regioni, Province e Comuni. 2. Competenze dei Comuni - Procedimenti amministrativi di prevenzione L approvazione del Piano di Classificazione Acustica del territorio comunale costituisce il primo e più importante provvedimento amministrativo di competenza comunale nella direzione della prevenzione dell inquinamento acustico; col Piano di Classificazione Acustica potranno infatti trovare applicazione i numerosi procedimenti amministrativi previsti dalla Legge quadro n 447/95, procedimenti che nel seguito si elencano: 1. Procedimento di verifica e valutazione previsionale del clima acustico 2. Procedimento di verifica e valutazione previsionale di impatto acustico 3. Procedimento di autorizzazione attività rumorose temporanee 4. Procedimento di verifica dei requisiti acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti acustici passivi degli edifici 5. Procedimento di autorizzazione impianti a ciclo produttivo continuo 6. Disciplina delle attività che utilizzano impianti elettroacustici di cui al DPCM 215/ Procedimento di redazione e approvazione dei Piani di Risanamento Acustico di interesse delle Imprese 8. Procedimento di redazione e approvazione dei Piani di Risanamento Acustico di interesse comunale 9. Procedimento di redazione e approvazione dei Piani di contenimento del rumore da parte degli Enti gestori di infrastrutture stradali procedimenti che costituiscono la effettiva attuazione pratica delle attività di prevenzione amministrativa delegata dalla legge quadro n 447/95 alle amministrazioni comunali.
5 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 5/27 CAPITOLO I ZONIZZAZIONE ACUSTICA COMUNALE DEFINIZIONE E DISCIPLINA DELLE CLASSI ACUSTICHE, DELLA VIABILITÀ STRADALE E DI QUELLA FERROVIARIA
6 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 6/27 1. LA ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE 1.1 Zone omogenee: definizione e disciplina delle classi acustiche Ai sensi dell art. 6 della Legge n. 447 del Legge quadro sull inquinamento acustico, si è provveduto alla suddivisione del territorio in zone o classi omogenee, secondo la classificazione stabilita dal DPCM Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. Nella tabella che segue si riportano le classi nelle quali è stato ripartito il territorio comunale e le relative definizioni individuate dal D.P.C.M. 14 novembre Classificazione del territorio comunale Classe I Aree particolarmente protette II Aree destinate ad uso Prevalentemente residenziale Descrizione Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali III Aree di tipo misto Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici; aree portuali a carattere turistico IV Aree di intensa attività umana Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e linee ferroviarie; le aree portuali a carattere commerciale-industriale, le aree con limitata presenza di piccole industrie. V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e scarsità di abitazioni. Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prove di insediamenti abitativi
7 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 7/ Valori limite di riferimento Così come definito dall art. 2 della legge n. 447/95 si riportano le sotto indicate definizioni: - valori limite di emissione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in corrispondenza degli spazi utilizzati da persone e comunità; - valori limite di immissione: il valore massimo di rumore che può esse immesso dall insieme di tutte le sorgenti sonore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori; - valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l ambiente; - valori di qualità: i valori di rumore di immissione da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obbiettivi di tutela previsti dalla legge n. 447/95. I valori di cui sopra sono determinati in relazione alla tipologia della sorgente, al periodo della giornata e alla destinazione d uso della zona da proteggere. Per quanto riguarda i valori limite di immissione essi sono distinti in: - valori limite assoluti, determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale; - valori limite differenziali, determinati con riferimento alla differenza tra il livello equivalente di rumore ambien-tale ed il rumore residuo. Si riportano nel seguito le sotto indicate tabelle di riferimento: Classi di destinazione D uso del territorio Valori limite di emissione Leq in db(a) Tempi di riferimento Diurno ( ) I Aree particolarmente protette Notturno ( ) II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Classi di destinazione D uso del territorio Valori limite assoluti di immissione Leq in db(a) Tempi di riferimento Diurno ( ) I Aree particolarmente protette Notturno ( ) II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali 70 70
8 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 8/27 Valori limite differenziali di immissione Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) DB 5 db 3 Tali valori non si applicano: - nelle aree classificate nella classe acustica VI; - se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno; - se il livello del rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno; Inoltre tali valori non si applicano alla rumorosità prodotta. - Dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; - Da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; - Da servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso. Classi di destinazione d uso del territorio Valori di qualità (di immissione) Leq in db(a) Tempi di riferimento Diurno ( ) I Aree particolarmente protette Notturno ( ) II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali 70 70
9 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 9/27 2. Zone particolari a) aree militari Fatto salvo che queste aree sono soggette ai limiti di zona previsti dalla zonizzazione acustica, la Legge quadro n. 447/1995 all art. 11, comma 3, prevede che la prevenzione e l inquinamento acustico nelle aree esclusivamente interessate da installazioni militari e nelle attività delle forze armate sono definiti mediante specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui all art. 3 della legge n. 898/1976 e successive modificazioni b) Aree adibite a manifestazioni temporanee Nell ambito del territorio comunale, ai sensi dell art. 4, comma 1, lett. a) della legge quadro n 447/95, sono state individuate diverse aree destinate a manifestazioni a carattere temporaneo, mobile o all aperto; tali aree sono normalmente soggette ai limiti acustici propri della classe cui appartengono; tuttavia in occasione di manifestazioni temporanee, di durata limitata nel tempo, è consentito il superamento di tali limiti, previa specifica ed apposita autorizzazione dell Autorità Comunale competente e conformemente alle prescrizioni nel seguito indicate. Le aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, mobile o all aperto sono state individuate, in conformità alle Linee guida della regione Sardegna, nel rispetto dei criteri sotto indicati: - le aree devono avere caratteristiche tali da non penalizzare acusticamente le possibili attività delle aree ove sono localizzati i recettori più vicini, consentendo per questi un agevole rispetto dei limiti di immissione; - non deve essere creato disagio alla popolazione residente nelle vicinanze, anche in relazione a tutti gli aspetti collegati alle manifestazioni, quali ad esempio il traffico indotto; - la scelta di tali aree è stata fatta tenendo in conto criteri di compatibilità con recettori sensibili quali Ospedali, case di cura ecc. c) viabilità stradale e ferroviaria Considerata la loro rilevanza per l impatto acustico ambientale, le infrastrutture stradali e ferroviarie sono elementi di primaria importanza ai fini della redazione del Piano di classificazione acustica comunale. Per tali infrastrutture non si applica il disposto degli articoli 2, 6 e 7 (valori limite di emissione, valori di attenzione e valori di qualità) del D.P.C.M. 14 novembre 1997; in particolare per le aree adiacenti alla viabilità stradale e ferroviaria vigono due distinte discipline e regolamentazioni del rumore che fanno riferimento rispettivamente: - al DPCM 14/11/1997, tabelle allegate A, B e C, per quanto attiene alle porzioni di territorio influenzate dalle infrastrutture stradali o ferroviarie, con la sola esclusione delle fasce di pertinenza acustica, ed a tutte le fonti di rumore; - al DPCM 14/11/1997, tabelle allegate A, B e C, per quanto attiene alle fasce di pertinenza acustica ed a tutte le fonti di rumore, ad eccezione della rumorosità prodotta dal traffico stradale o ferroviario sull arteria a cui si riferiscono; - al DPR 142/2004, tabelle allegate 1 e 2, e DPR 459/1998, per quanto attiene alle fasce di pertinenza acustica ed ai limiti assoluti di immissione in esse ammissibili, riferiti al solo rumore prodotto dalle infrastrutture stradali o ferroviarie medesime. In riferimento alla viabilità interna al centro abitato, strade E - urbane di quartiere ed F - locali, il DPR 142/2004 ha individuato una fascia di pertinenza acustica di 30 m mentre per i valori limite assoluti di immissione ne ha demandato ai Comuni la definizione, nel rispetto dei valori riportati in tabella C allegata al DPCM 14/11/1997 e comunque in modo conforme alla zonizzazione acustica delle aree urbane, come prevista dall art. 6, comma 1, lett. a) della legge n. 447/1995. Le Linee guida regionali, in particolare con la Circolare esplicativa del paragrafo 15 Classificazione della viabilità stradale e ferroviaria, hanno ulteriormente disciplinato le modalità di classificazione delle aree prospicienti la viabilità interna ai centri abitati prevedendone l inserimento rispettivamente in classe II, in classe III o in classe IV, anche in relazione ai livelli di classificazione delle zone attraversate.
10 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 10/27 Viabilità stradale Per quanto concerne il traffico veicolare è ampiamente dimostrato che nelle aree urbane esso costituisce la principale fonte d inquinamento acustico e conseguentemente, per consentire una compiuta classificazione acustica del territorio, risulta necessario considerarne il relativo apporto, tenuto conto delle caratteristiche specifiche delle varie strade. Per la determinazione delle fasce di pertinenza si è fatto riferimento al DPR n. 142 del Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell art.11 della legge n A partire dal confine stradale, e per ciascun lato, sono fissate fasce territoriali di pertinenza delle infrastrutture suddivise in due parti: - la prima, più vicina - la seconda, più distante Tutte le altre strade, in quanto riconducibili alle tipologie: - strade urbane di quartiere - strade di tipo locale e interessate, in generale, da un flusso di traffico estremamente ridotto e inferiore ai 50 veicoli /ora, sono state considerate parte integrante dell area di appartenenza ai fini della classificazione acustica. Viabilità ferroviaria L inquinamento acustico prodotto dal traffico ferroviario è disciplinato in particolare dal D.P.R. 18 novembre 1998, n. 459 che individua, tra l altro, ai lati dell infrastruttura, analogamente al caso del traffico veicolare, delle fasce di pertinenza di ampiezza di m. 250, all interno delle quali l infrastruttura non è soggetta ai limiti derivanti dalla classificazione acustica comunale ma solo a quelli stabiliti nel succitato decreto. Si precisa che, anche in questo caso, solo al di fuori delle fasce di pertinenza il rumore prodotto dall infrastruttura ferroviaria concorre direttamente al livello di rumore complessivo immesso. Per quanto concerne l attribuzione delle classi alle aree poste in prossimità delle linee ferroviarie, per quanto attiene a tutte le sorgenti di rumore e con la sola esclusione del rumore prodotto dalla linea ferroviaria medesima, si è fatto riferimento alle Linee Guida Regionali che così recitano: Il D.P.C.M. 14 novembre 1997 indica in linea generale la classe IV; tuttavia ciò non esclude la possibilità di assegnare la classe V o la classe VI in prossimità delle suddette infrastrutture, nel caso di linee ad intenso traffico ferroviario o in presenza di insediamenti commerciali o industriali. Appare poi senz altro possibile anche l attribuzione della classe III, come nel caso di linee ferroviarie locali, se le caratteristiche delle aree prossime all infrastruttura ferroviaria e quelle del traffico che si svolge sulla stessa lo consentano, in particolare l adozione della classe III appare opportuna nel caso di linee con un piccolo numero di transiti in periodo diurno e la quasi assenza di traffico in periodo notturno. Relativamente al territorio del Comune di Gonnesa non si è riscontrata la presenza di linee ferroviarie o assimilabili.
11 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 11/27 CAPITOLO II AREE DESTINATE A MANIFESTAZIONI TEMPORANEE
12 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 12/27 1. Premessa Nell ambito del territorio comunale, ai sensi dell art. 4, comma 1, lett. a) della legge quadro n 447/95, sono state individuate alcune aree destinate a manifestazioni a carattere temporaneo, mobile o all aperto, aree riportate nelle apposite planimetrie e nel seguito elencate: a) Piazza Asquer b) Piazza Morosini Tali aree sono normalmente soggette ai limiti acustici propri della classe cui appartengono; tuttavia in occasione di manifestazioni temporanee, di durata limitata nel tempo, è consentito il superamento di tali limiti, previa specifica ed apposita autorizzazione dell Autorità Comunale competente e conformemente alle prescrizioni nel seguito indicate. 2. Definizioni - Disciplina Per manifestazioni a carattere temporaneo, mobile o all aperto sono da intendere quelle attività che: - si svolgono e si concludono in un periodo di tempo limitato ed in luoghi non stabilmente attrezzati per accogliere tali tipi di attività; - impiegano macchinari e/o impianti rumorosi; quali ad esempio manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, discoteche all aperto, spettacolo e concerti musicali, attività all interno di impianti sportivi, manifestazioni sportive all aperto, sagre, feste, fiere, luna park ecc. Tali attività sono soggette a specifica autorizzazione da parte dell Autorità comunale competente ad eccezione delle feste religiose e laiche e dei comizi elettorali. L Autorità comunale, ai sensi del presente regolamento, può prevedere, in ambito autorizzatorio, per la attività sopracitate, eventuali deroghe al rispetto dei valori limite assoluti di immissione e/o dei valori limite differenziali di immissione specifici della zona e classe di appartenenza. 3. Autorizzazioni La domanda di autorizzazione per lo svolgimento delle attività rumorose temporanee dovrà essere corredata della seguente documentazione: a) planimetria in scala adeguata (1:2000 o 1:4000) dei luoghi e delle aree interessate dalla attività con indicata la destinazione d uso e la classificazione acustica delle aree oggetto delle immissioni sonore; b) Relazione tecnica illustrativa che evidenzi: la durata, in termini di numero di ore o di giorni, dell attività di cui si chiede l autorizzazione le fasce orarie interessate le caratteristiche tecniche dei macchinari e degli impianti rumorosi utilizzati, ivi compresi i livelli sonori emessi la stima dei livelli acustici immessi nell ambiente abitativo circostante ed esterno la destinazione d uso delle aree interessate dalle immissioni sonore 4. Autorizzazioni in deroga L autorità comunale può prevedere, in ambito autorizzatorio, per la attività rumorose temporanee, eventuali deroghe
13 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 13/27 al rispetto di valori limite differenziali di immissione e/o dei valori limite assoluti di immissione specifici della zona o classe di appartenenza. L autorizzazione comunale, nel caso di autorizzazione in deroga, dovrà stabilire: a) valori limite da rispettare per la durata della manifestazione, in deroga a quelli previsti dal Piano di classificazione acustica e/o dalla normativa vigente, eventualmente differenziati nei diversi intervallo orari; b) le disposizioni da porre in atto per il contenimento delle immissioni sonore; c) le limitazioni di orario allo svolgimento dell attività. I valori limite da rispettare, espressi in termini di Leq(A), dovranno inoltre tener conto delle diverse fasce orarie in cui si articola la manifestazione, con particolare riferimento a: - periodo di riferimento diurno - fascia oraria fascia oraria fascia oraria successiva alle ore L Autorità comunale, in caso di autorizzazione in deroga dei limiti, rilascia il provvedimento previa contestuale comunicazione all ARPAS - Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente al fine di consentire la verifica delle condizioni previste dall Autorizzazione.
14 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 14/27 CAPITOLO III PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO DI INTERESSE DELLE IMPRESE PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO DI COMPETENZA DEL COMUNE
15 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 15/27 1. Premessa Il risanamento acustico del territorio comunale potrà prevedere sia interventi a carico dei privati sia interventi pubblici; per quanto riguarda gli interventi pubblici i Comuni procedono, ai sensi della legge quadro n 447, alla predisposizione del Piano di risanamento acustico comunale sulla base delle criticità emerse dal Piano di classificazione acustica. 2. Piani di risanamento acustico delle imprese Entro sei mesi dall adozione del Piano di classificazione acustica le imprese interessate, ai sensi del comma 2 dell art. 15 della legge n. 447/95, devono presentare al Comune un Piano di risanamento acustico, costituito da elaborati grafici e relazione tecnica, con indicato il termine entro il quale l impresa prevede di adeguarsi ai limiti previsti. Gli elaborati grafici e la relazione che costituiscono il Piano dovranno contenere: - l indicazione della tipologia di attività con relativo codice, secondo classificazione ISTAT; - l ubicazione dell insediamento con riportata la zona acustica di appartenenza, in base a quanto previsto dal Piano di classificazione acustica; - la descrizione delle attività, dei cicli tecnologici e delle attrezzature e impianti esistenti; - l elenco e la descrizione delle apparecchiature che danno luogo ad immissioni di rumore nell ambiente esterno, nonché l indicazione dell ubicazione delle sorgenti sonore connesse all attività; - la durata dei periodi di attività, diurni e notturni, della loro frequenza e della contemporaneità di esercizio delle sorgenti sonore, nonché le condizioni di esercizio relative al massimo livello di rumore immesso nell ambiente; - i dati relativi alle misurazioni fonometriche effettuate; - le modalità ed i tempi di esecuzione del progetto di risanamento, che non potra superare i 24 mesi. Il Comune, esaminato il progetto di risanamento, la congruità dei tempi e la complessità dell intervento, approva il Piano di risanamento con eventuali prescrizioni. Qualora il Comune non si pronunci sul progetto di risanamento presentato dall impresa entro centottanta giorni, l impresa è comunque vincolata a realizzarlo con le modalità ed i tempi previsti. Le imprese che, comunque interessate, non presentano il Piano di risanamento, devono adeguarsi ai limiti fissati dalla suddivisione in classi del territorio comunale entro sei mesi dall adozione del Piano di classificazione acustica. 3. Piani di risanamento acustico comunali Sulla base delle criticità emerse dal Piano di classificazione acustica, o nel caso di superamento dei valori di attenzione di cui all art. 6 del DPCM , nonché nel caso previsto dal comma 1, lett. a) dell art. 4 della legge n. 447/95 (contatto diretto di aree i cui valori limite di immissione si discostano per più di 5 db(a)), l Amministrazione Comunale predispone e adotta il Piano comunale di risanamento acustico di cui all art 7 della medesima legge. Il Piano di risanamento acustico dovrà essere redatto da tecnico competente in acustica ambientale con eventuale collaborazione di tecnico esperto in pianificazione ambientale e territoriale. Il Piano dovrà specificare i singoli interventi e dovrà contenere in particolare: a) l elenco delle sorgenti sonore i cui valori di emissione acustica risultino superiori a quelli consentiti dalla normativa vigente; b) la rappresentazione planimetrica delle sorgenti da individuarsi in scala 1:5000, o anche 1:2000 per le zone più densamente urbanizzate o nel caso di piccoli Comuni, e in scala 1: per la restante parte del territorio;
16 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 16/27 c) le schede di rilevamento acustico contenenti i dati relativi alle misurazioni fonometriche delle sorgenti oggetto di studio, con l indicazione dei livelli sonori da raggiungere; d) i soggetti cui compete l intervento di risanamento; e) le tipologie e modalità d intervento; f) le priorità ed i tempi previsti per il risanamento ambientale; g) la stima degli oneri finanziari; h) gli eventuali interventi cautelativi, a carattere d urgenza, per la tutela dell ambiente e della salute pubblica. L Amministrazione comunale redige ed approva con proprio provvedimento amministrativo il Piano di risanamento acustico entro dodici mesi dalla data di approvazione del Piano di classificazione acustica comunale e procede alla sua pubblicazione sull albo pretorio. Il Comune trasmette alla Provincia ed all ARPAS, per i rispettivi compiti di verifica, vigilanza e controllo, entro i successivi trenta giorni, gli elaborati relativi al Piano di risanamento, comprensivi della delibera di approvazione del Consiglio comunale e delle eventuali osservazioni raccolte in fase di pubblicazione. L ARPAS formula le proprie osservazioni entro i successivi trenta giorni e le trasmette alla Provincia competente. La Provincia, sulla base delle osservazioni formulate dall ARPAS, esamina i contenuti del Piano e ne attesta la conformità alle disposizioni e indicazioni normative nazionali e/o regionali; la Provincia inoltre, al fine della redazione e aggiornamento del Piano regionale triennale d intervento di cui al comma 2 dell art.4 della legge quadro n. 447/95 definisce l ordine di priorità degli interventi in ambito provinciale, con riferimento in particolare: - all entità del fenomeno acustico inquinante - alla rilevanza economica della quota parte del progetto di risanamento a carico della pubblica amministrazione - all entità della popolazione che beneficia dell intervento.
17 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 17/27 CAPITOLO IV PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI DI PREVENZIONE
18 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 18/27 1. Premessa La legge quadro sull inquinamento acustico n 447 del , all art. 6, individua e disciplina le competenze dei Comuni in materia di inquinamento acustico, ed in particolare prevede: a) la classificazione acustica del territorio comunale; b) il coordinamento degli strumenti urbanistici già adottati con le determinazioni assunte all atto della classificazione acustica; c) l adozione dei piani di risanamento acustico; d) il controllo del rispetto della normativa per la tutela dall inquinamento acustico all atto del rilascio delle concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all esercizio di attività produttive; e) l adozione dei Regolamenti per l attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall inquinamento acustico; f) la rilevazione ed il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli; g) i controlli amministrativi di cui all art. 14, comma 2; h) l autorizzazione, anche in deroga ai valori limite di cui all art. 2, comma 3, per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune medesimo: mentre all art. 4, comma 1., nel definire le competenze delle Regioni, prevede che siano le Regioni a disciplinare: a) i criteri in base ai quali i Comuni procedono alla classificazione del proprio territorio b) i poteri sostitutivi in caso di inerzia dei Comuni c) le modalità, scadenze e sanzioni per l obbligo di classificazione per i Comuni che adottano nuovi strumenti urbanistici generali o particolareggiati d) le modalità di controllo del rispetto della normativa per la tutela dall inquinamento acustico all atto del rilascio delle concessioni edilizie, dei provvedimenti comunali di agibilità, dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all esercizio di attività produttive e) le procedure per la predisposizione e l adozione da parte dei Comuni dei piani di risanamento acustico f) i criteri e le condizioni per l individuazione, da parte dei Comuni il cui territorio presenti un rilevante interesse paesaggistico ambientale e turistico, di valori inferiori ai valori limite di cui al DPCM g) le modalità di rilascio delle autorizzazioni comunali per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, qualora esso comporti l impiego di macchinari o di impianti rumorosi h) le competenze delle Provincie in materia di inquinamento acustico i) l organizzazione nell ambito del territorio regionale dei servizi di controllo
19 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 19/27 j) i criteri da seguire per la redazione della documentazione relativa allo studio di impatto acustico e allo studio del clima acustico k) i criteri per la identificazione delle priorità temporali degli interventi di bonifica acustica del territorio. La Regione Sardegna, nelle more delle specifiche disposizioni legislative che avrebbero dovuto essere emanate dal Consiglio Regionale, è intervenuta provvisoriamente, in via sostitutiva, con Deliberazione della Giunta Regionale n 30/9 del con la quale approvava il Documento tecnico allegato Criteri e linee guida sull inquinamento acustico nel quale sono stati definiti i criteri e le procedure per la redazione della documentazione di impatto acustico e della valutazione del clima acustico di cui all art. 8 della legge quadro 447/95, prevedendo contemporaneamente che i Comuni dovessero recepire le nuove disposizioni all interno dei propri Regolamenti entro il termine massimo di sei mesi. Questa parte delle Norme Tecniche di Attuazione provvede provvisoriamente ed in via sostitutiva al recepimento della predette disposizioni. 2. Valutazione previsionale di impatto acustico Per impatto acustico si intende la variazione delle condizioni sonore, preesistenti in una determinata porzione di territorio, nonché gli effetti indotti, conseguenti all inserimento di nuove opere, infrastrutture, impianti, attività, comprese attività e/o manifestazioni temporanee. La valutazione di impatto acustico deve prevedere, per quanto possibile, gli effetti acustici conseguenti alla realizzazione di una nuova opera e al suo esercizio per verificarne la compatibilità con le esigenze di uno standard di vita equilibrato della popolazione residente, al fine di una corretta fruibilità dell area e nel rispetto degli equilibri naturali; essa deve descrivere lo stato dei luoghi e indicare la caratteristiche dei ricettori circostanti, in quanto per una corretta ed esaustiva valutazione non si può prescindere dal contesto in cui viene a collocarsi la nuova sorgente sonora. La valutazione di impatto acustico deve inoltre contenere elementi relativi alla quantificazione degli effetti acustici in prossimità dei ricettori, in particolare di quelli sensibili quali scuole, asili nido, ospedali, case di cura e di riposo, e dovrà inoltre prevedere, al fine del rispetto dei limiti dei livelli sonori previsti dalla normativa, eventuali interventi di mitigazione. 2.1 Opere e attività soggette alla predisposizione della documentazione di impatto acustico La predisposizione della documentazione di impatto acustico è obbligatoria: 1) per le opere sottoposte a procedura di V.I.A. Valutazione di Impatto Ambientale nazionale e regionale, ai sensi del comma 1 dell art. 8 della legge n 447/95; 2) per le opere sotto indicate, anche se non sottoposte a procedura di V.I.A., ai sensi del comma 2 del citato art. 8: a) aeroporti, aviosuperfici, eliporti b) strade di tipo A (autostrade), B(strade extra urbane principali), C(strade extra urbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E(strade urbane di quartiere) e F(strade locali), secondo la classificazione di cui al D. Lgs n. 285 e successive modificazioni; c) discoteche d) circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati, o è previsto che siano installati, macchinari o impianti rumorosi, con particolare riferimento agli impianti elettroacustici di amplificazione e diffusione sonora; e) impianti sportivi e ricreativi
20 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 20/27 f) ferrovie e altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia; 3) per nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive, ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, anche se non sottoposte a procedura di V.I.A., ai sensi del comma 4, art.8 legge 447/95. Ai fini del presente provvedimento: - per postazioni di servizi commerciali polifunzionali si intendono esclusivamente i centri commerciali di cui all art. 4, comma 1, lett. g) del D. Lgs n 114; - per circoli privati e pubblici esercizi di cui al punto d) sopra indicato si intendono quelli aventi le caratteristiche di cui all art. 5, comma 1, lett. c) della legge n 287. Elenco impianti e attività rumorose A titolo puramente esemplificativo e non esaustivo si riporta l elenco di alcune sorgenti sonore e attività rumorose: a) macchine, motori e impianti per lavorazioni industriali o artigianali quali presse, tagliatrici ecc., o a servizio di attività agricole quali silos, cannoni antigrandine ecc.; b) mulini e impianti analoghi destinati ad attività di macinazione o miscelazione; c) impianti pneumatici ausiliari, ad esempio per la produzione e distribuzione di aria compressa; d) sistemi di raffreddamento al servizio di impianti tecnologici; e) impianti frigoriferi di tipo non domestico; f) gruppi elettrogeni; g) operazioni manuali di taglio, traforo, battitura, smerigliatura ecc.; h) macchinari per impianti di trattamento rifiuti quali quelli impiegati per la raccolta, compattazione, smaltimento e recupero; i) attrezzature e macchine da cantiere, lavorazioni rumorose svolte all aperto quali operazioni di scavo o movimentazioni terre e materiali; j) impianti di ventilazione o di trattamento aria finalizzati al ricambio e/o condizionamento aria ambiente, compresi i condotti di emissione o deflusso: gli impianti di climatizzazione installati presso attività produttive o di servizio, all interno del nucleo urbano, quando non accompagnati da un attento studio di impatto acustico, sono spessissimo fonte di disturbo per le persone che risiedono nelle vicinanze, k) impianti di depurazione, abbattimento e disinquinamento sia dell aria che dell acqua, impianti di potabilizzazione e distribuzione acqua, compresi i condotti di emissione e deflusso; l) impianti di servizio quali autolavaggi ecc.; m) aree adibite a movimentazione merci, parcheggi e depositi di mezzi di trasporto, connesse a attività di carico/scarico, manovre di veicoli pesanti, loro tenuta in moto per riscaldamento motori ecc; Elenco piccole attività artigianali non rumorose In via indicativa si riportano alcune attività artigianali, considerate presuntivamente non rumorose e quindi escluse dalla valutazione preventiva di impatto acustico e dalla presentazione della relativa documentazione: a) lavanderie a secco b) riparazioni di calzature c) panetterie, pasticcerie e gelaterie d) confezioni di abbigliamento e) lavorazioni e riparazioni nel settore orafo gioielliere f) attività di assemblaggio quali rubinetteria, valvolame, giocattoli, materiali per telefonia, materiali elettrici ecc. I titolari di attività non soggette alla predisposizione della documentazione di impatto acustico sono comunque tenuti al rispetto della vigente normativa in acustica ambientale; in caso di lamentele, esposti o denunce di persone residenti nelle vicinanze, i titolari delle predette attività sono tenuti, su richiesta dell Autorità competente al rilascio del provvedimento autorizzativo, a predisporre specifica valutazione di impatto acustico mediante l esecuzione di controlli strumentali finalizzati a verificare la conformità dei livelli sonori ai limiti ammissibili, da inviare all Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente per la valutazioni di merito.
21 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 21/27 In caso di omissione e/o inadempimento, alla valutazione provvederà direttamente l Autorità competente avvalendosi, ai sensi dell art.14 della legge 447/95, dell ARPAS Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente della Sardegna, con oneri e spese a carico del titolare dell attività. 2.2 Documentazione di impatto acustico La documentazione di impatto acustico, predisposta da tecnico competente in acustica ambientale e sottoscritta dal proponente l opera, deve essere tanto più dettagliata quanto più è rilevante il potenziale inquinamento acustico derivante dalla realizzazione dell opera e/o attività in progetto. La documentazione di impatto acustico è, di norma, costituita da una Relazione tecnica e da una planimetria. La Relazione tecnica dovrà contenere almeno i seguenti elementi: a) descrizione della tipologia dell opera o attività in progetto, del ciclo produttivo e tecnologico, degli impianti, delle attrezzature e dei macchinari che verranno utilizzati, dell ubicazione dell insediamento e del contesto in cui viene inserita; b) descrizione delle caratteristiche costruttive dei locali (coperture, murature, serramenti, vetrate ecc.), con particolare riferimento alle caratteristiche acustiche dei materiali utilizzati; c) descrizione delle sorgenti rumorose connesse all opera o attività, con indicazione dei dati di targa relativi alla potenza acustica e loro ubicazione; in situazioni di incertezza progettuale sulla potenza o sul posizionamento delle sorgenti sonore che saranno effettivamente installate è ammessa l indicazione di livelli di emissione stimati per analogia con quelli derivanti da sorgenti simili (nel caso non siano disponibili i dati di potenza acustica, dovranno essere riportati i livelli di emissione in pressione sonora); d) indicazione degli orari di attività e di quelli di funzionamento degli impianti principali e sussidiari; dovranno essere specificate le caratteristiche temporali dell attività e degli impianti, indicando l eventuale carattere stagionale, la durata nel periodo notturno e diurno e se tale durata è continua o discontinua, la frequenza di esercizio, la possibilità o la necessità che durante l esercizio vengano mantenute aperte superfici vetrate e/o porte e finestre, la contemporaneità d esercizio delle sorgenti sonore ecc.; e) indicazione della classe acustica cui appartiene l area in studio; nel caso in cui l Amministrazione comunale non avesse ancora approvato e adottato il Piano di classificazione acustica è cura del proponente ipotizzare, sentita la stessa Amministrazione comunale, la classe acustica da assegnare all area interessata; f) identificazione e descrizione dei ricettori presenti nell area di studio, con indicazione delle loro caratteristiche utili sotto il profilo acustico, quali ad esempio la destinazione d uso, l altezza, la distanza intercorrente dall opera o attività in progetto, con l indicazione della classe acustica da assegnare a ciascun ricettore presente nell area di studio, avendo particolare riguardo per quelli che ricadono nelle classi I e II; g) individuazione delle principali sorgenti sonore già presenti nell area di studio e indicazione dei livelli di rumore preesistenti in prossimità dei ricettori di cui al punto precedente; l'individuazione dei livelli di rumore consegue da misure articolate sul territorio con riferimento a quanto stabilito dal D.M. Ambiente 16 marzo 1998 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico; h) calcolo previsionale dei livelli sonori generati dall opera o attività nei confronti dei ricettori e dell ambiente esterno circostante, indicando i parametri ed i modelli di calcolo utilizzati; particolare attenzione deve essere posta alla valutazione dei livelli sonori di emissione e di immissione assoluti, nonché dei livelli differenziali di immissione, qualora applicabili, all interno o in facciata dei ricettori individuati. La valutazione del livello differenziale deve essere effettuata nelle condizioni di potenziale massima criticità del livello differenziale; i) calcolo previsionale dell incremento dei livelli sonori, conseguente all aumento del traffico veicolare indotto dall opera o attività in progetto, nei confronti dei ricettori e dell ambiente circostante; j) descrizione degli eventuali interventi da adottarsi per ridurre i livelli di emissione sonora al fine di ricondurli al rispetto dei limiti associati alla classe acustica assegnata o ipotizzata per ciascun ricettore; la descrizione di detti interventi è supportata da ogni informazione utile a specificare le loro caratteristiche e ad individuare le loro proprietà di riduzione dei livelli sonori, nonché l entità prevedibile delle riduzioni stesse; k) analisi dell impatto acustico generato nella fase di realizzazione, o nei siti di cantiere, secondo il percorso logico indicato ai punti precedenti, e puntuale indicazione di tutti gli appropriati accorgimenti tecnici e operativi che
22 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 22/27 saranno adottati per minimizzare il disturbo e rispettare i limiti massimi ammissibili, sia assoluti che differenziali, vigenti all avvio di tale fase, fatte salve le eventuali deroghe per le attività rumorose temporanee di cui all art. 6, comma 1, lett. h) della legge quadro n 447/1995, riprese e disciplinate nella parte II delle presenti Norme Tecniche di Attuazione; l) indicazione del provvedimento regionale con cui il tecnico competente in acustica ambientale, che ha predisposto la documentazione di impatto acustico, è stato riconosciuto competente in acustica ambientale ai sensi della legge n. 447/1995, art. 2, commi 6 e 7. La Relazione tecnica può non contenere tutti gli elementi sopra indicati a condizione che sia puntualmente giustificata l inutilità di ciascuna informazione e/o analisi omessa; per chiarezza espositiva e semplificazione istruttoria le informazioni omesse e le relative giustificazioni devono fare esplicito riferimento alle lettere identificative dell elenco. La planimetria in scala adeguata, ad es. 1:2000, dovrà evidenziare: - l area di studio interessata - l ubicazione dell intervento in progetto - l ubicazione dei ricettori e delle principali sorgenti sonore preesistenti - l indicazione delle quote altimetriche La domanda di concessione edilizia o di autorizzazione all esercizio delle attività di cui al capitolo 2.1, punto 3 (nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive, ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, anche se non sottoposte a procedura di V.I.A., ai sensi del comma 4, art.8 legge 447/95), che si prevede possano produrre valori di emissione e immissione superiori a quelli ritenuti ammissibili dalla normativa vigente, deve contenere l indicazione delle misure previste per ridurre le emissioni sonore causate dall attività o dagli impianti, entro i limiti massimi ammissibili. La relativa documentazione deve essere inviata al Comune al fine del rilascio del relativo nulla-osta.
23 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 23/27 3. Valutazione previsionale del clima acustico I soggetti interessati alla realizzazione delle tipologie di insediamenti sotto riportati dovranno produrre apposita documentazione di previsione del clima acustico delle aree interessate, predisposta da tecnico competente in acustica ambientale: a) scuole e asili nido b) ospedale c) case di cura e di riposo d) parchi pubblici urbani ed extra urbani e) nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere di cui al paragrafo 2.1 Opere soggette alla predisposizione della documentazione di impatto acustico Tale documentazione dovrà contenere tutti gli elementi utili a: valutare se sia necessario apportare modifiche al progetto dell opera o al territorio circostante al fine di garantire il rispetto dei limiti ammissibili di immissione e dei valori di qualità; individuare la natura delle modifiche necessarie ovvero verificare l impossibilità di conseguire i limiti suddetti. La documentazione di previsione del clima acustico dovrà prevedere: a) una planimetria dell area interessata al progetto con individuate le principali sorgenti sonore che influenzano il clima acustico; b) la descrizione della classificazione acustica dell area interessata al nuovo insediamento; c) le misurazioni che consentono di caratterizzare il clima acustico presente prima della realizzazione dell opera; d) l analisi delle modificazioni prodotte dalla realizzazione dell opera sulle sorgenti sonore precedentemente individuate; e) l individuazione delle modificazioni dei percorsi dei flussi di traffico prodotte a regime dal nuovo insediamento; f) nel caso di edifici, la descrizione delle caratteristiche di isolamento acustico verso i rumori esterni offerte dall edificio oggetto di valutazione e le indicazioni sulla conformità delle stesse a quanto previsto dal DPCM Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici ; g) nel caso che i livelli sonori previsti siano superiori ai limiti ammissibili, un analisi degli interventi che consentano di ridurre i livelli sonori entro i limiti previsti, nonché una stima dei costi necessari alla loro realizzazione.
24 Comune di Gonnesa PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA pag 24/27 4. Impianti a ciclo produttivo continuo - rif. Decreto Ministero Ambiente 11 Dicembre 1996 Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo L adozione del Piano comunale di classificazione acustica, con la definizione dei valori limite assoluti di immissione per le varie zone della città, consente la compiuta applicazione della normativa relativa agli impianti a ciclo produttivo continuo. Analisi del decreto: a) art.2 definizioni: dalle definizioni, anche se generali, ne discende che, oltre agli impianti industriali classici, sono da ricomprendere fra gli impianti a ciclo produttivo continuo anche alcune tipologie di impianti che spesso si ritrovano in zone della città diverse da quelle esclusivamente industriali, quali: impianti frigoriferi della distribuzione alimentare al minuto o all ingrosso; impianti frigoriferi dei pubblici esercizi (bar, ristoranti ecc.); impianti frigoriferi mobili, quando stazionino in ambiente urbano; impianti del ciclo dell acqua tipo depurazione, potabilizzazione e/o distribuzione; impianti del ciclo dell energia elettrica tipo cabine e/o stazioni di trasformazione e/o distribuzione. b) art.3, comma 2 prevede che per gli impianti a ciclo produttivo continuo realizzati dopo l entrata in vigore del decreto medesimo, e cioè dopo il 19/03/1997, il rispetto del criterio differenziale è condizione necessaria per il rilascio della relativa concessione, dal ché discende inequivocabilmente la necessità di uno studio di impatto acustico che dimostri il rispetto dei limiti di zona e del limite differenziale di immissione; c) l art.3, comma 1 prevede che gli impianti a ciclo produttivo continuo esistenti sono soggetti all applicazione del criterio differenziale, e quindi al rispetto del limite differenziale di immissione, quando non siano rispettati i valori limite assoluti di immissione, dal ché discende l obbligo per tutti gli impianti a ciclo produttivo esistenti di dotarsi di uno studio di impatto acustico al fine di dimostrare il rispetto o mancato rispetto dei valori limite assoluti di immissione; d) infine l art.4 prevede che: comma 1: per gli impianti a ciclo produttivo continuo esistenti per i quali, dal predetto studio di impatto acustico, risulti che non rispettano i valori limite assoluti di immissione, sono previsti appositi Piani di risanamento da presentare al Comune e da realizzare con le modalità indicate ai commi 2, 3 e 4; comma 5: gli impianti a ciclo produttivo continuo esistenti per i quali, dal predetto studio di impatto acustico risulti che rispettano il disposto di cui all art. 3, comma 1 (e cioè che rispettano i valori limite assoluti di immissione), devono trasmettere all apposito Ufficio comunale specifica certificazione redatta con le modalità e per gli effetti della legge 4/01/1968 n 15; Pertanto gli impianti a ciclo produttivo continuo, quando ubicati in zone della città diverse da quelle esclusivamente industriali, sono sempre soggetti a studio di impatto acustico, con la differenza che: per quelli ancora da realizzare, lo studio di impatto acustico e la dimostrazione di non superare i valori limite differenziali di immissione è vincolante per il rilascio della concessione edilizia; per quelli esistenti, lo studio di impatto acustico e successiva autocertificazione o presentazione del piano di risanamento sono obbligatori; in caso di omissione e/o inadempimento, alla valutazione potrà provvedere direttamente l Autorità competente avvalendosi, ai sensi dell art.14 della legge 447/95, dell ARPAS Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente della Sardegna, con oneri e spese a carico del titolare dell attività. Nel caso in cui dai predetti controlli strumentali risultassero effettive violazioni alla legge quadro 447/95 e relativi decreti attuativi, il successivo mancato adeguamento può costituire motivo di revoca della autorizzazione amministrativa già rilasciata. Sanzioni amministrative (rif. art. 10, coma 3 L. 447/95): il mancato adempimento agli obblighi di cui all art. 4, commi 1 o 5, relativi alla redazione dello studio di impatto acustico e successiva autocertificazione e trasmissione al Comune o alla presentazione del Piano di risanamento, costituisce violazione delle disposizioni dettate in applicazione della legge quadro n 447/1995 dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni (cfr art. 10, comma 3 Legge 447/95), ed è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 258,23 a ,14, oltre alla sospensione immediata delle attività connesse all uso degli impianti. Sequestro cautelare (rif. artt. 13 e 19 della Legge 689/81): gli organi addetti al controllo possono procedere al

References: art. 6
 art. 2
 art. 11
 art. 3
 art. 4
 art. 6
 art.11
 art. 4
 art. 15
 art. 6
 art. 4
 art.4
 art. 6
 art. 14
 art. 2
 art. 4
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art.8
 art. 4
 art. 5
 art.14
 art. 6
 art. 2
 art.8
 art.2
 art.3
 art.3
 art.4
 art. 3
 art.14
 art. 10
 art. 4
 art. 10