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Timestamp: 2018-05-22 17:37:30+00:00

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novembre | 2017 | lo scommettitore
Giochi, Endrizzi (M5S): “Dopo l’Intesa le Regioni non possono più chiudere punti gioco ma solo decidere dove collocarli”
30 novembre 2017 Riccardo Calantropio Senza categoria
“In legge di Bilancio, all’articolo 90, il Governo afferma che la necessità di svolgere le gare per le connessioni sulle scommesse va prima contemperata con un corretto assetto distributivo dell’azzardo e allora proroga le concessioni in essere e obbliga le Regioni ad adeguare le proprie leggi sulla dislocazione dei punti d’azzardo secondo l’intesa raggiunta il 7 settembre in Conferenza Unificata. Ma non è chiaro come le regioni dovrebbero adeguare le proprie leggi”. E’ quanto ha dichiarato il senatore Giovanni Endrizzi (M5S) nel prosieguo in Senato della discussione del disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”. “Il punto 5 dell’accordo prevede una clausola di salvaguardia in materia di prevenzione e contenimento dell’azzardo riferita però ad alcune specifiche situazioni di contrasto. Le regioni che hanno leggi più restrittive in questo campo potranno mantenerle, ma anche le altre potranno adottare misure più efficaci se necessario. Ma la clausola si trova al punto 5: le distanze minime da scuole, chiese e luoghi sensibili sono trattate separatamente al punto 2 dove nessuna clausola di salvaguardia è prevista, anzi è stato inserito un assurdo, che le Regioni e gli enti locali nel tutelare la salute debbano tener conto degli investimenti privati e che non possano con leggi e piani urbanistici determinare zone libere dall’azzardo. Siglato l’accordo tutto dipendeva da come il Governo avrebbe dato attuazione all’accordo stesso nel decreto ministeriale annunciato per fine ottobre. La legge bilancio 2016 prevedeva che l’accordo Stato-Regioni sarebbe stato attuato con un decreto ministeriale da sottoporre al parere delle commissioni parlamentari. Dopo l’accordo le regioni non potranno più chiudere punti gioco ma solo decidere dove collocarlo ed ecco che al posto del decreto arriva la legge di Bilancio, con le velate minacce di imputare un danno erariale qualora non depotenziassero le norme antiazzardo. Le convenzioni non si rinnovano finché le Regioni non si adeguano ma nel frattempo i concessionari possono continuare a lavorare”, ha concluso Endrizzi. lp/AGIMEG
L’interpretazione di Endrizzi mi sembra corretta, e a salvaguardia dei punti di gioco.
Certo, chi ha un punto gioco legale non penso che voterà M5S, viste le loro intenzioni.
BENI (PD): ‘IL PROBLEMA NON È IL GIOCO MA L’APPROCCIO SBAGLIATO’
– Rabino (Scelta Civica): ‘Servono regole certe e regia europea’
L’intervento del deputato del Partito Democratico Paolo Beni al tavolo nazionale sul gioco d’azzardo.
Roma – “I pregiudizi ideologici servono a poco. Il problema è l’approccio sbagliato al gioco, non il gioco in sé”. Ha esordito così Paolo Beni deputato del Partito Democratico, intervenuto al tavolo nazionale sul gioco d’azzardo, organizzato congiuntamente dall’Istituto Milton Friedman Institute, dalla Società Italiana Intervento Patologie Compulsive (SIIPaC) e dall’Associazione La Sentinella, oggi giovedì 30 novembre a Roma.
Secondo Beni non è così semplice parlare di gioco: “In questa legislatura di passi in avanti se ne sono fatti, ma siamo di fronte a un tema che intreccia livelli di approccio diversi. Il giro di affari del settore è significativo e nasconde al suo interno chi gioca con moderazione e chi non lo fa. È vero che l’offerta di gioco legale è stata ampliata per restringere il campo della illegalità, ma è pur vero che senza ulteriori passaggi può diventare luogo di infiltrazione criminale”.
Beni affronta anche il problema del gioco online: “A volte è difficile da controllare, soprattutto quando vi sono di mezzo siti senza concessione. Quindi ci sono diversi temi da affrontare, partendo da un approccio che si basi su educazione e prevenzione. È interesse in primis per gli operatori del mercato individuare comportamenti patologici e controllarli. Va trovato un punto di equilibrio tra interesse erariale e tutela socio-sanitaria”.
Un parere anche sul lavoro del Governo in questi mesi: “Il sottosegretario Baretta sta cercando di evitare che si creino situazioni a macchia di leopardo. Bisogna quindi arrivare a una norma nazionale che dia i criteri. È una questione ancora una volta di equilibrio. In Commissione Affari sociali della Camera stiamo portando nuovamente avanti il Ddl sul Gap che in passato si era arenato”.
E sul riordino? “Ci sono le scelte giuste come la riduzione delle slot, la certificazione delle sale, la rottamazione delle vecchie slot e l’arrivo di macchine più sicure. Non serve il proibizionismo, ma si può trovare un punto di equilibrio tra diverse esigenze. Questo è il ruolo della politica, quello di fare sintesi e mi auguro che il Governo prima della fine della legislatura faccia il decreto attuativo”.
Scommesse, on. Sottanelli (SC-ALA): Governo attui il blocco dei trasferimenti a bookmaker illegali (ovvero tutti i .com con esclusione dei VERI discriminati)
Fonte originale AGIMG
Quindi, anche BetN1, SoftBet24, Leaderbet, etc. ?
30 novembre 2017 30 novembre 2017 Riccardo Calantropio Senza categoria
Cassazione e BetN1. Le rassicurazioni della società lasciano quantomeno perplessi, per diversi motivi. Accetterebbero un confronto diretto?
29 novembre 2017 Riccardo Calantropio Senza categoria
In riferimento alla sentenza della Cassazione che ha confermato il sequestro delle attrezzature di un CTD BetN1, la società ha ritenuto opportuno fare delle dichiarazioni, per cercare di rassicurare i propri gestori:
https://www.agimeg.it/pp/scommesse-avv-parrelli-betn1-sentenza-cassazione-riguardante-motivazioni-cautelari-del-sequestro-titolari-agenzia-lagonegro-assolti-perche-non-sussiste
https://www.jamma.tv/scommesse/betn1-legislatore-italiano-eliminato-forma-discriminazione-nellattivita-raccolta-scommesse-111960
Abbiamo fatto nel forum infobetting un TOPIC sull’argomento:
https://www.infobetting.com/forum/viewtopic.php?f=1&t=60712
di cui ricopio gli ultimi commenti:
Re: CASSAZIONE: “Stop all’attività dei centri esteri che non hanno aderito alla Sanatoria, come BetN1”
Messaggioda Tritone » 24/11/2017 – 20:02
Cosa succederà ora ai ctd betn1, solftbet24, etc.?
Messaggioda scommettitore siracusano » 25/11/2017 – 10:38
Dobbiamo prendere atto che viviamo in un mondo probabilistico e non deterministico, e in particolare, il campo della giustizia è ulteriormente aleatorio, perché le leggi si interpretano. Se così non fosse, non avrebbero motivo di esistere tre gradi di giudizio (Tribunali di primo grado, Appello e Cassazione), più, in alcuni casi, un quarto grado di giudizio (Corte di Giustizia Europea).
La probabilità che si verifichi un evento, quindi, va inquadrata in analogia a una SCOMMESSA, in cui si deve tener conto anche della POSTA in GIOCO (o RISCHIO) e dell’eventuale VINCITA (o benefici dell’evento positivo).
Consapevole, quindi, che l’esprimere una mia opinione in merito possa anche influire sulle scelte di qualche gestore, che potrebbe decidere di cambiare book, per mettersi al sicuro, è giusto sottolineare che il mio equivale sempre a un pronostico personale aleatorio, in base ai dati oggi a disposizione.
Mi riservo, quindi, di valutare ulteriori dati prima di rispondere, quali ad esempio delle prossime dichiarazioni pubbliche della BetN1 o della SoftBet24.
Messaggioda scommettitore siracusano » 27/11/2017 – 10:12
A quanto sembra, ancora nessuna presa di posizione ufficiale o dichiarazione dei book che versano l’imposta unica senza avere la concessione.
Speravo di commentare dopo; ma se non arrivano, esprimerò lo stesso il mio pensiero.
Messaggioda scommettitore siracusano » 28/11/2017 – 10:46
scommettitore siracusano ha scritto: A quanto sembra, ancora nessuna presa di posizione ufficiale o dichiarazione dei book che versano l’imposta unica senza avere la concessione.
Ieri è finalmente uscita una dichiarazione dell’avvocato Parrelli
Oggi mi limito a commentare un solo passo, e in seguito commenterò in modo più esteso:
La Parrelli dice:
“…… si tratta esclusivamente di una pronuncia di un riesame per un sequestro di attrezzature, e non di una sentenza di merito dell’operato di Betn1. A conferma di ciò i Titolari dell’Agenzia Betn1 in questione, presso il Tribunale di Lagonegro (PZ), nel merito della contestazione del reato penale e sulla liceità dell’attività svolta sono già stati assolti in data 7 novembre 2017 perché il fatto non sussiste…”
1) Giusto, ma la sentenza del Tribunale di Montenegro è di primo grado, quindi appellabile e poi c’è sempre la cassazione; mentre quella in esame è di CASSAZIONE (fatta da giudici molto più attanti e competenti) e in ogni caso inappellabile, se non alla CJEU.
2) L’operato di merito poi non lo stabiliscono i tribunali penali che giudicano solo la singola persona che ha commesso il fatto e il contesto in cui è singolarmente avvenuto, ma i tribunali amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) dove la BetN1 ha sempre perso senza eccezioni di sorta.
3) Una sentenza penale in Cassazione, e non è la sola (come si evince da un commento precedente), in genere fa poi scuola per i tribunali di primo e di secondo grado nei dibattimenti futuri.
C’è poco da stare allegri, a mio avviso; ma riprenderò l’argomento più nel dettaglio, nel breve futuro a beneficio dei colleghi gestori.
Messaggioda scommettitore siracusano » 28/11/2017 – 11:02
Aggiungo solo una riflessione.
Se hanno confermato il sequestro dell’attrezzatura, non è che ora il gestore ne potrà mettere altra in sostituzione nello stesso locale. Ormai quel locale non potrà più operare con la BetN1, o no?
Messaggioda scommettitore siracusano » 28/11/2017 – 16:12
E’ di oggi un altro articolo della BetN1 dal titolo surreale:
Betn1: il legislatore italiano ha eliminato qualsiasi forma di discriminazione nell’attività di raccolta scommesse
https://www.jamma.tv/scommesse/betn1-le … sse-111960
E questa interpretazione deriva da sentenze di giudici penali di primo grado, nella stragrande maggioranza impreparati su un argomento molto complesso come quello delle scommesse
Sole le sezioni riunite della Cassazione posso interpretare in modo definitivo le leggi, ma questo si evita di dirlo
E’ bello fare articoli su giornali ON LINE, senza contraddittorio, sostenendo interpretazioni, nella realtà SMENTITE da tutti i tribunali amministrativi competenti, e dalle sentenze penali inappellabili della Cassazione (da loro accusata di fare confusione )
Mi piacerebbe, invece, che qualcuno di loro venisse a sostenere un dibattito serio in questo forum sui singoli punti.
E’ una vana speranza, o ci dobbiamo accontentare di replicare a distanza?
Qualcuno accetterà questo invito a un confronto nel forum infobetting?
Dopo la sentenza della Cassazione sullo STOP ai centri che versano l’imposta unica senza concessione, ancora nessuna dichiarazione dei BOOK interessati.
27 novembre 2017 27 novembre 2017 Riccardo Calantropio Senza categoria
In seguito alla sentenza della Cassazione
di cui anche al TOPIC INFOBETTING:
ancora nessuna dichiarazione dei BOOK INTERESSATI, mentre i gestori dei CTD sono fortemente preoccupati per il loro futuro.
BERNARDO (PD): ‘BILANCIARE TUTELA ERARIALE E SOCIALE’
25 novembre 2017 Riccardo Calantropio Senza categoria
Il punto del presidente della commissione Finanze della Camera, Bernardo, sulle prospettive che si aprono per il settore dopo l’intesa sul riordino del gioco pubblico.
“È necessario un bilanciamento tra le ricadute in termini di gettito e in termini di spesa sociale, con particolare riferimento alle possibili ricadute sulla salute pubblica di un’attività sensibile come è appunto il gioco. La razionalizzazione dell’offerta sul territorio ha appunto questo obiettivo precipuo e non può essere ridotto al tema della riduzione di entrate erariali”. Chiara la posizione espressa dal presidente della commissione Finanze della Camera, Maurizio Bernardo (Pd), in tema di riordino del gioco pubblico, di razionalizzazione dell’offerta, partendo da una riduzione delle slot machine, e delle possibili ricadute in termini di gettito.
In che modo, a suo avviso, si bilanciano tutela erariale e sociale?
“L’accordo raggiunto in Conferenza Unificata stato, regioni ed enti locali siglato lo scorso 7 settembre sul riordino del settore e il conseguente decreto ministeriale applicativo vanno in questa direzione. Anche dal comparto del gioco mi auguro l’adozione diffusa di un approccio socialmente responsabile nello svolgimento delle attività”.
Che idea si è fatto dell’accordo in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti locali in materia di riordino del gioco pubblico?
“L’accordo nasce appunto dall’esigenza di bilanciare tutela erariale e sociale, attraverso il necessario coinvolgimento delle regioni ed enti locali per le ricadute in termini di salute che l’offerta di gioco sul territorio può avere. D’altra parte, vanno certamente tutelati gli investimenti dei concessionari che partecipano a procedure di assegnazioni con gare pubbliche assumendo impegni significativi e non solo in termini economici e finanziari”.
In che modo è applicabile il concetto di equa distribuzione degli apparecchi da gioco?
“Ripongo molta fiducia nel decreto attuativo che le regioni e gli enti locali saranno tenuti a rispettare”.
Il mancato lancio dei bandi di gara per scommesse e bingo terrestri che ricadute ha sull’Erario?
“In mancanza dell’accordo Stato, regioni ed enti locali, del decreto applicativo e pertanto della certezza del partecipante assegnatario di poter attivare la propria concessione per offrire gioco sul territorio, non credo che i bandi di gara avrebbero avuto una grande adesione. Pertanto, non ritengo corretto, a mio avviso, parlare di ricadute sull’Erario per il mancato avvio delle suddette procedure di gara. Chiarito il quadro di riferimento, è ora di aprire tali procedure concorrenziali anche per evitare il protrarsi di un regime di proroga che presta al fianco a possibili contenziosi in relazione ad eventuali profili di contrarietà sia all’ordinamento interno sia a quello dell’Unione europea”. I due bandi, infatti, sono previsti dalla legge di Stabilità in discussione in Senato.
In materia di antiriciclaggio, la quarta direttiva è sufficiente o si può fare qualcosa di più nel settore del gioco? Ad esempio attendere la quinta direttiva in fase di elaborazione?
“La quarta direttiva e il suo decreto di recepimento che introduce un titolo specifico dedicato alle attività di gioco (Titolo IV – Disposizioni specifiche per i prestatori di servizi di gioco) rappresenta un passo avanti significativo in termini di contrasto al riciclaggio e finanziamento del terrorismo, introducendo nel comparto delle soglie di identificazione del cliente specifiche per singola attività di gioco e imponendo precise misure di mitigazione del rischio, inasprendo le sanzioni. Viene affidato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il ruolo di verifica e controllo degli adempimenti da parte dei concessionari ma altresì il compito di emanare linee guida ad ausilio dei concessionari. Il novellato impianto costituisce senz’altro un ulteriore rafforzamento nelle attività di contrasto al fenomeno del riciclaggio nel segmento del gioco, andando anche oltre al disposto della quarta direttiva. Non credo sia pertanto necessario un ulteriore intervento nell’ambito della quinta direttiva”.
Quanto conta una collaborazione a livello europeo?
“Sul tema del riciclaggio come su altri, la collaborazione, il dialogo e lo scambio con altri stati membri o con le stesse istituzioni comunitarie sono certamente essenziali e a volte funzionali a migliorare, laddove possibile, il quadro normativo di riferimento. Riguardo al settore del gioco, sin dal 2009 l’Italia aveva assoggettato le attività dei concessionari del gioco online agli obblighi derivanti dalla normativa antiriciclaggio, effettuando una scelta all’avanguardia che, con la quarta direttiva, è stata recepita”.

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