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Timestamp: 2020-08-12 01:32:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10396 del 27/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10396 del 27/04/2017
Cassazione civile, sez. III, 27/04/2017, (ud. 28/02/2017, dep.27/04/2017), n. 10396
sul ricorso 24353-2015 proposto da:
F.C., C.M., considerati domiciliati ex lege
rappresentati e difesi dall’avvocato NICOLA SENATORE giusta procura
F.L., considerato domiciliato ex lege in ROMA, presso la
dall’avvocato RAFFAELE BONINFANTE giusta procura speciale in calce
avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di LAGONEGRO, depositata il
udito l’Avvocato NICOLA SENATORE;
udito l’Avvocato FRANCESCA SGARRELLA per delega.
F.C. e C.M. propongono ricorso straordinario per cassazione, ex art. 111 Cost., articolato in un unico motivo, nei confronti di F.L., aggiudicatario del bene espropriato, in relazione alla ordinanza del 4.3.2015 resa dal g.e. a chiusura della fase sommaria di un giudizio di opposizione agli atti esecutivi, con la quale il g.e. ha dichiarato improcedibile l’opposizione per non aver l’opponente integrato il contraddittorio nei confronti di uno dei creditori nel termine all’uopo fissato, avendo notificato ad un soggetto incorporato in un altro e non più parte del procedimento e patrocinato da un difensore deceduto.
Gli esecutati avevano proposto opposizione agli atti esecutivi avverso il decreto di trasferimento assumendo che non fosse stato loro notificato il bando di vendita. Notificavano ricorso e decreto solo all’aggiudicatario e non anche a creditore procedente e intervenuti. Veniva concesso un termine per l’integrazione del contraddittorio, ma essi, in relazione alla posizione di una società intervenuta, incorporata in un’altra, notificavano alla società incorporata e non all’incorporante, e soprattutto all’ avvocato di questa nel frattempo deceduto e non al nuovo avvocato di tale società. Per questo motivo, l’opposizione veniva dichiarata improcedibile.
Sostengono i ricorrenti che la parte pretermessa fosse in realtà stata presente in giudizio fin dalla prima udienza, avendo essa stessa, tramite il suo procuratore, rilevato che il ricorso non era stato notificato anche agli intervenuti.
Resiste F.L. con controricorso.
Con l’unico motivo, i ricorrenti deducono la violazione degli artt. 102, 499 e 617 c.p.c. in relazione all’ipotesi di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, nonchè il vizio di motivazione del provvedimento impugnato (nella sua formula previgente).
Quanto alla ammissibilità, fanno presente di aver impugnato l’ordinanza che ha definito il procedimento di opposizione agli atti esecutivi da loro introdotto senza provvedere alla fissazione della fase di merito a cognizione piena.
Nel merito, denunciano che il provvedimento impugnato non avrebbe correttamente applicato i principi di diritto fissati da questa Corte in tema di litisconsorzio necessario nell’opp 617, e citano in particolare Cass. n. 18110 del 2011 e Cass. n. 23505 del 2008, secondo le quali, fermo che nelle opposizioni esecutive il litisconsorzio processuale è necessario coi creditori che rivestano la qualità di procedente o interventore al momento in cui la opposizione sia stata instaurata, è la parte che denuncia la non integrità del contraddittorio che deve indicare quali siano i soggetti pretermessi e le ragioni della loro partecipazione al giudizio di opposizione.
Tale onere non sarebbe stato assolto dal procuratore dell’intervenuta Unicredit, divenuta UCCMB, presente fin dalla prima udienza e di fatto perfettamente a conoscenza della proposizione dell’opposizione tant’è che lo stesso aveva segnalato che dovesse essere integrato il contraddittorio.
Da ultimo osservano, in ordine alle ragioni di merito dell’opposizione, che se essi debitori avessero avuto tempestiva conoscenza del bando di vendita, avrebbero potuto attivarsi per scongiurare la vendita stessa, proponendo ad esempio domanda di ristrutturazione del debito ex L. n. 3 del 2012 (sovraindebitamento del consumatore).
Il ricorso proposto deve essere dichiarato inammissibile.
Con esso i ricorrenti pacificamente impugnano l’ordinanza del g.e. che, a chiusura della fase sommaria, dichiarava improcedibile la proposta opposizione per non aver gli opponenti ottemperato all’ordine di integrazione del contraddittorio, senza fissare un termine per l’inizio del giudizio di merito.
Qualora il giudice dell’esecuzione, con il provvedimento positivo o negativo della tutela sommaria, emesso nelle opposizioni di cui all’art. 615 c.p.c., comma 2, artt. 617 e 619 c.p.c., ometta di fissare il termine per l’introduzione del giudizio di merito, o nelle opposizioni ai sensi degli artt. 615 e 619 c.p.c., – per la riassunzione davanti al giudice competente, la parte interessata può, ai sensi dell’art. 289 c.p.c., entro il termine perentorio ivi previsto, chiederne al giudice la relativa fissazione, ovvero può introdurre o riassumere, di sua iniziativa, il giudizio di merito, sempre nel detto termine, restando comunque esclusa l’esperibilità del rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi (Cass. n. 5060 del 2014).
Atteso che il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013, ed in ragione della soccombenza del ricorrente, la Corte, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13 comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Pone a carico dei ricorrenti le spese di giudizio sostenute dal controricorrente, che liquida in complessivi Euro 3.200,00, oltre Euro 200,00 per spese, oltre contributo spese generali al 15% ed accessori.

References: Sentenza 
 art. 111
 Cass. 
 Cass. 
 art. 13
 art. 13