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Timestamp: 2020-02-20 17:23:09+00:00

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La prescrizione nel caso di una legge dichiarata incostituzionale - Studio Iacoviello
La prescrizione nel caso di una legge dichiarata incostituzionale
18 Luglio 2019 1 Gennaio 2017 di Michele Iacoviello
Esempio: La vicenda del cambio Lira / Euro.
Si veda in proposito l’ articolo del quotidiano Il Sole 24ore cliccando qui.
La giurisprudenza, dunque, ha sempre affermato che le sentenze della Corte si applicano ai rapporti giuridici ancora “aperti”, e che quindi non siano già “esauriti” (ad esempio per prescrizione o decadenza).
“E’ pacifico che l’efficacia delle sentenze di accoglimento non retroagisce fino al punto di travolgere le «situazioni giuridiche comunque divenute irrevocabili» ovvero i «rapporti esauriti». Diversamente ne risulterebbe compromessa la certezza dei rapporti giuridici (sentenze n. 49 del 1970, n. 26 del 1969, n. 58 del 1967 e n. 127 del 1966). Pertanto, il principio della retroattività «vale […] soltanto per i rapporti tuttora pendenti, con conseguente esclusione di quelli esauriti, i quali rimangono regolati dalla legge dichiarata invalida» (sentenza n. 139 del 1984, ripresa da ultimo dalla sentenza n. 1 del 2014).”
“ In tema di danni da trasfusione e somministrazione di emoderivati, l’indennità integrativa speciale ex art. 2, comma 2, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, è soggetta – con efficacia retroattiva, fatti salvi i rapporti esauriti, non più suscettibili di soluzione a livello giudiziario o non più azionabili – a rivalutazione annuale a seguito alla sentenza della Corte costituzionale n. 293 del 2011″.
Si veda ancora quanto affermato con chiarezza da Cass. 08/10/2010, n. 20863:
In tema di rimborso delle imposte indebitamente corrisposte, per i tributi dichiarati costituzionalmente illegittimi (o in contrasto, sin dall’origine, con l’ordinamento comunitario), il termine per la ripetizione decorre dalla data del pagamento, e non dalla sentenza dichiarativa dell’illegittimità costituzionale (o della contrarietà all’ordinamento comunitario), in quanto il vizio di illegittimità costituzionale non ancora dichiarato costituisce una mera difficoltà di fatto all’esercizio del diritto assicurato dalla norma depurata dall’incostituzionalità e quindi non impedisce il decorso della prescrizione (art. 2935 c.c.), dovendo escludersi la decorrenza del termine prescrizionale solo dalla pubblicazione della pronuncia di incostituzionalità. (Nella specie la S.C. ha ritenuto che l’istanza di rimborso delle imposte di registro, ipotecarie e catastali e dell’Invim relative ad atti sottoposti a tassazione prima della sentenza della Corte cost. 10 maggio 1999 n. 154, andasse presentata entro tre anni dal giorno del pagamento, ai sensi dell’art. 77 del d.P.R. n. 131 del 1986).
La giurisprudenza del Consiglio di Stato
“Le leggi di cui venga dichiarata l’illegittimità costituzionale — in base al combinato disposto dell’art. 136 Cost. e dell’art. 30, l. 11 marzo 1953, n. 87 — cessano di avere efficacia erga omnes e non possono trovare applicazione per disciplinare i rapporti, per i quali le medesime avrebbero ancora rilevanza (trattandosi di rapporti non esauriti, ovvero non coperti da giudicato o da prescrizione , o che non siano stati definiti con atti amministrativi ormai inoppugnabili)”.
La posizione dell’ INPS
L’ INPS ritiene che i diritti dei pensionati, dopo il 2011, siano soggetti a decadenza triennale.
Finora comunque i Giudici hanno respinto la eccezione dell’ INPS sollevata nelle cause sul blocco della perequazione 2012/13.
L’ argomento è sviluppato nell’ apposita pagina del nostro sito, dove si possono scaricare tutte le norme di legge e le circolari dell’ INPS.
L’Ordinanza del Tribunale di Palermo sul blocco della perequazione
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 art. 2
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 Cass. 
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