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Timestamp: 2020-04-08 02:31:22+00:00

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Sentenza Cassazione Penale n. 20688 del 12/01/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20688 del 12/01/2018
Penale Ord. Sez. 7 Num. 20688 Anno 2018
EL GATRA REDOUANE nato il 03/03/1990
avverso la sentenza del 24/10/2016 della CORTE APPELLO di FIRENZE
1Z(i1\ 43342’2017
1.11 sig. El Gatra Redouane ricorre per l’annullamento della sentenza del
24/10/2016 della Corte di appello di Firenze che, in parziale riforma di quella del
24/09/2013 pronunciata dal G.i.p. del Tribunale di Prato a seguito di giudizio abbreviato e da lui impugnata, ritenuta l’ipotesi di reato di cui all’art. 73, comma 5,
d.P.R.n. 309 del 1990, ha rideterminato la pena nella minor misura (già ridotta
fermazione della sua responsabilità per il detto reato in continuazione con quelli
di cui agli artt. 337 e 635, comma 2, n. 3, cod. pen., commessi in Prato e Calenzano il 20/12/2011.
1.1.Con il primo motivo eccepisce, ai sensi dell’art. 606, lett. c), cod. proc.
pen., l’inosservanza o comunque l’erronea applicazione dell’art. 533 cod. proc.
pen. non essendo possibile, in base agli elementi di prova utilizzati ai fini della
decisione, la sua individuazione come conducente della vettura oltre ogni ragionevole dubbio.
1.2.Con il secondo eccepisce, ai sensi dell’art. 606, lett. e), cod. proc. pen.,
la mancanza, la contraddittorietà e la manifesta illogicità della motivazione con
riferimento al profilo della sussistenza dell’elemento psicologico del reato di danneggiamento di cui all’art. 635 cod. pen.
1.3.Con il terzo motivo eccepisce, ai sensi dell’art. 606, lett. e), cod. proc.
pen., la mancanza, la contraddittorietà e la manifesta illogicità della motivazione
con riferimento al profilo della mancata applicazione delle circostanze attenuanti
per il rito) di un anno e quattro mesi di reclusione, confermando nel resto l’af-
3.2.1 primi due motivi sono interamente supportati dall’inammissibile illustrazione del contenuto delle prove utilizzate dal Giudici di merito per la conforme valutazione della responsabilità dell’imputato prescindendo da quel che risulta dal testo della motivazione della sentenza impugnata. Nè l’imputato eccepisce
il travisamento delle prove (delle quali peraltro non allega i relativi verbali), sicché il tentativo di interloquire direttamente con la Corte di cassazione sul contenuto delle prove proponendole quale metro di logicità della decisione assunta
deve essere respinto. Quel che rileva, in questa sede, è che dalla motivazione
risulta che l’imputato fu certamente riconosciuto dagli operanti, che speronò volontariamente la loro autovettura, che lanciò dal finestrino l’involucro contenente
la sostanza stupefacente. L’imputato non eccepisce lo scollamento tra il fatto descritto nella sentenza e il contenuto dei verbali di prova; sicché l’indagine di legittimità si arresta alla constatazione della non manifesta illogicità tra il fatto descritto e le conclusioni cui sono giunte i Giudici distrettuali nel confermare la sentenza di primo grado.
che la loro applicazione non costituisce oggetto di un diritto con il cui mancato
riconoscimento il giudice di merito si deve misurare poiché, non diversamente da
quelle “tipizzate”, la loro attitudine ad attenuare la pena si deve fondare su fatti
4.1.La loro mancata applicazione può perciò essere legittimamente giustificato con l’assenza di elementi o circostanze di segno positivo, a maggior ragione
dopo la modifica dell’art. 62 bis, disposta con il D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito con modifiche nella legge 24 luglio 2008, n. 125, per effetto della quale,
ai fini della concessione della diminuente non è più sufficiente lo stato di incensuratezza dell’imputato, genericamente dedotto nel caso di specie quale fatto
che avrebbe consentito, insieme con la sua giovane età, la applicazione delle circostanze (Sez. 3, n. 44071 del 25/09/2014, Papini, Rv. 260610; Sez. 1, n. 3529
del 22/09/2013, Stelitano, Rv. 195339). Ne consegue che l’obbligo di motivazione non sussisteva non potendosi ritenere la giovane età uno specifico indicatore
di una possibile attenuazione della pena (sulla necessità della specificità della
richiesta, oltre le pronunce già citate, anche Sez. 3, n. 23055 del 23/04/2013,
Banic, Rv. 256172; Sez. 1, n. 5917 del 12/03/1990, Bagli, Rv. 184129; Sez. 2,
n. 2344 del 13/07/1987, Trocarico, Rv. 177678). Nè l’imputato allega ulteriori
fatti dedotti a sostegno della richiesta immotivatamente negletti dalla Corte territoriale.
4.Quanto alle circostanze attenuanti generiche, si deve ribadire il principio

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