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Timestamp: 2020-05-25 21:01:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12040 del 10/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12040 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/06/2016, (ud. 24/05/2016, dep. 10/06/2016), n.12040
sul ricorso 21632/2014 proposto da:
((OMISSIS)), in persona del legale rappresentante pro tempore,
avverso il decreto del TRIBUNALE di CATANZARO dell’8/3/2014,
depositata il 10/3/2014;
24/5/2016 dal Consigliere Dott. CATERINA MAROTTA;
“Con ricorso del 28/2/2012, B.D. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della propria condizione invalidante ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno mensile di assistenza di cui della L. n. 118 del 1971, art. 13 (presupponente una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 74%). Il c.t.u. officiato accertava solo la sussistenza di una invalidità del 50%. Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese processuali nonchè quelle della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
B.D. è rimasto intimato.
Con il motivo di ricorso l’I.N.P.S. censura la sentenza per violazione degli artt. 91, 92, 113 e 116 c.p.c., e art. 152 disp. att. c.p.c., in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5; lamenta che esso Istituto, nonostante fosse stata parte totalmente vittoriosa, sia stato condannato al pagamento delle spese processuali (le doglianze, invero, riguardano solo la parte della pronuncia nella quale è liquidata al difensore del ricorrente la somma di Euro 800,00, oltre IVA e CPA come per legge che sono a carico dell’I.N.P.S., non anche la regolamentazione delle spese di c.t.u.).
Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese in favore della parte privata pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente vittorioso, non essendo stato riconosciuto a B.D. il requisito sanitario da lui invocato.
Dunque, in sede di merito vi è stata un’evidente e totale soccombenza della parte che ha intrapreso l’accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 445 bis c.p.c., di guisa che l’I.N.P.S., totalmente vittorioso, non poteva essere condannato al pagamento delle spese in favore della parte privata (si vedano anche Cass. 8 giugno 2015, n. 11781, Cass. 2 luglio 2015, n. 13550).
In conclusione, si propone l’accoglimento del ricorso e la cassazione del decreto di omologa nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali in favore dell’odierno intimato.
La causa potrà essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., previa verifica dell’eventuale rituale assolvimento, da parte dell’originario ricorrente, dell’onere di formulare, nel ricorso introduttivo, la dichiarazione sostitutiva di certificazione della sua situazione reddituale al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese, come richiesto dall’art. 152 disp. att. c.p.c.; il tutto con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5”.
4 – In conclusione il ricorso va accolto e va cassata la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali; non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c. e, considerata la rituale dichiarazione ai fini dell’esenzione di cui all’art. 152 disp. att. c.p.c., sostituito dal D.L. n. 269 del 2003, art. 42, comma 11, convertito nella L. n. 326 del 2003, formulata in uno con la richiesta di ATP, l’originario ricorrente va dichiarato non tenuto al pagamento di tali spese.

References: Sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 art. 152
 Cass. 
 Cass. 
 art. 384
 sentenza 
 art. 384
 art. 42