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Timestamp: 2020-02-24 10:30:14+00:00

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Blog | Dimesione Sicurezza s.r.l. - Part 2
Un impianto di videosorveglianza consente di anticipare l’evento di intrusione fino ad eliminarlo. I sistemi di telecamere, insieme agli impianti di allarme che ne garantiscono il monitoraggio, sono misure di sicurezza che vi permetteranno di tenere i vostri beni al sicuro, ad ogni ora del giorno e della notte, nelle vostre case, negozi ed uffici.
Affidarsi a semplici porte chiuse con serrature può non garantire la sicurezza che cerchiamo e rendere bersagli di malintenzionati. Un sistema di videosorveglianza assolve invece al bisogno di sicurezza, in quanto non è solo un’efficace sistema di difesa, ma è anche una soluzione a basso impatto invasivo.
I moderni impianti sono estremamente flessibili e hanno il vantaggio di permettere l’installazione delle telecamere molto facilmente nell’ambiente da proteggere, configurandole in modo personalizzato e dando la possibilità di riprendere ampie zone circostanti. Inoltre, non vi sono problemi per quanto riguarda le installazioni esterne grazie ad alloggiamenti resistenti agli agenti atmosferici e dotati di riscaldamento integrato.
Le telecamere di videosorveglianza possono anche essere affiancate ad un’analisi video da parte di guardie incaricate, in grado di inviare le immagini ritenute di allarme ad un centro di controllo o all’interessato. L’analisi video può essere inoltre portata ad ottimi livelli tramite l’utilizzo di telecamere termiche, insensibili a molti eventi che non vengono rilevati con una normale telecamera. Per questa ragione, questi impianti possono essere impiegati come importante ausilio alla sicurezza nella rilevazione di movimenti esterni alla propria abitazione, negozio o edificio da proteggere.
photo credits: hikvision.com/it/
Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized il 28 Settembre, 2018 da dimsic.
Elemento molto importante per garantire l’efficacia di un sistema di sicurezza antintrusione è il tempo necessario dalla rilevazione dell’intruso, all’intervento sul posto di un operatore. Questo tempo, spesso molto lungo, riduce però l’efficacia dell’impianto antifurto.
Un efficace sistema per ovviare a questo problema è l’impiego di un nebbiogeno.
L’antifurto nebbiogeno è un sistema di allarme che, quando rileva la presenza di intrusi, grazie ad una caldaia, eroga nebbia velocemente fino alla saturazione dell’ambiente. In questo modo il ladro sarà preso dal panico e cercherà la via di fuga più vicina e saranno protetti sia i valori custoditi che le persone eventualmente presenti.
Questo tipo di antifurto fumogeno è valido sia per case o negozi che per grandi edifici, superstore e uffici. Ciò che cambierà sarà semplicemente la capacità di saturazione del sistema. Importante sarà comunque nella valutazione, il progetto, che deve essere eseguito da aziende specializzate nell’impiego di queste tecnologie.
Queste apparecchiature, nonostante siano presenti da molti anni sul mercato, sono scarsamente diffuse, nonostante rappresentino una reale opportunità nella difesa dei beni, sia per attività commerciali che abitazioni.
Dopo la certificazione di qualità ISO 9001 ottenuta nel 2000 e mantenuta fino ad oggi, Dimensione Sicurezza, lo scorso 13 luglio, è stata certificata idonea agli standard internazionali di gestione Salute e Sicurezza OHSAS 18001:2007 e di gestione Ambientale UNI EN ISO 14001:2015.
La certificazione a queste norme è stata ottenuta a seguito di un percorso formativo terminato con un audit da parte di un organismo di certificazione accreditato, ed è stato frutto di una scelta volontaria di Dimensione Sicurezza, la quale vuole dimostrare l’impegno nel percorso di tutela del cliente, del lavoratore e dell’ambiente.
Il primo standard specifica i requisiti che un’azienda deve possedere per controllare responsabilmente i rischi, migliorando costantemente le sue performance riguardo la gestione di questi ultimi. Va sottolineato che per Salute e Sicurezza del lavoro si intendono condizioni e fattori che influenzano, o possono influenzare, la salute e la sicurezza non solo dei lavoratori dipendenti, ma anche di altri lavoratori, personale dei contrattori, visitatori ed ogni altra persona nell’ambiente di lavoro.
Per essere idonea agli standard, Dimensione Sicurezza ha dovuto dimostrare requisiti come:
– Definizione di compiti e responsabilità;
– Adozione di una politica per la gestione della sicurezza;
– Gestione controllata della documentazione;
– Preparazione di misure atte a individuare, prevenire e controllare possibili eventi accidentali ed emergenze;
– Individuazione e valutazione dei rischi e pericoli connessi alle attività svolte da terzi presso il sito dell’organizzazione.
Il secondo standard, specifica invece i requisiti di un sistema di gestione ambientale che un’azienda deve applicare per sviluppare le proprie prestazioni ambientali. Per definire il sistema di gestione conforme alla ISO 14001:2015, Dimensione Sicurezza ha dovuto dimostrare di avere un’approfondita conoscenza di aspetti ambientali (emissioni, uso risorse), comprensione del quadro legislativo e valutazione della significatività degli impatti, oltre che definire una politica aziendale responsabile in materia ambientale.
Se avete un vecchio impianto di allarme che comunica utilizzando la linea telefonica tradizionale, dovete porre attenzione all’uso delle nuove tecnologie di connessione adsl e fibra. Queste ultime potrebbero danneggiare l’efficienza della comunicazione verso l’esterno della centrale d’allarme stessa.
Il collegamento ad un centro di controllo consente di individuare queste anomalie, ma comunque, solo i professionisti hanno competenze e tecnologie per offrirvi integrazioni e/o sostituzioni adatte per mantenere la funzionalità dell’impianto di sicurezza, consentendovi allo stesso tempo di fruire dell’alta velocità di comunicazione di adsl e fibra.
Verificate le Vostre linee telefoniche o fatele controllare al Vostro installatore di fiducia.
La miglior sicurezza inizia con un buon deterrente, ed uno dei principali è la sirena esterna.
Innanzitutto, la vista di quest’ultima all’esterno di edifici/abitazioni scoraggia i malintenzionati, inoltre, quando attivata, informa del tentativo di effrazione tramite segnalazione visiva ed acustica.
Le sirene da esterno sono appositamente concepite per essere esposte alle intemperie e sono dotate di accorgimenti per resistere ad eventuali tentativi di manomissione.
Le recenti evoluzioni del settore sicurezza permettono ora di offrire a chi vuole proteggersi dalle intrusioni, sirene da esterno che coniugano design e prestazioni di alta tecnologia, diventando così l’elemento distintivo e imprescindibile di un impianto completo e curato nel dettaglio.
Ma che ruolo svolge esattamente una sirena da esterno?
Una sirena all’esterno di abitazioni o edifici ha il compito di segnalare visivamente e acusticamente il tentativo di effrazione e la presenza di un eventuale intruso per richiamare l’attenzione di vicini e forze dell’ordine, dissuadendo il malintenzionato nell’insistere, specialmente nel caso in cui stesse provando a disattivarla.
Dove posizionare la mia sirena da esterno?
Quando possibile, la collocazione suggerita per una sirena è ad almeno tre metri da terra, in zone che rimangano tanto visibili quanto allo stesso tempo difficilmente accessibili, in modo tale da non essere raggiungibili dai malintenzionati.
Che requisiti deve avere la mia sirena da esterno?
Dispositivi così importanti, ma allo stesso tempo vulnerabili, è fondamentale che siano stati progettati per resistere ad intemperie o sabotaggi, i quali mirano a bloccare la comunicazione radio, danneggiare o distruggere la sirena, o iniettare schiume isolanti che ne inibiscano il suono.
Per questi motivi è importante che la sirena da esterno sia dotata di tecnologie all’avanguardia e risponda alle esigenze di sicurezza. Vediamoli nello specifico:
ANTI-SCHIUMA: Per segnalare l’iniezione di schiuma, e quindi del tentativo di intrusione, la sirena deve essere dotata di un dispositivo che segnala, appena manomessa, una notifica del sabotaggio alla centrale.
AUTOALIMENTAZIONE: Nel caso in cui il ladro strappi la sirena dal muro o tranci i cavi elettrici dal collegamento alla centrale, è necessario che la sirena continui a sopravvivere. Per questa ragione dovrà essere dotata di batteria interna, che le permetterà di attivarsi comunque.
VISUALIZZATORE DI STATO: Led che consente di conoscere dall’esterno lo stato di inserimento dell’allarme. Il visualizzatore di stato può essere abilitato o disabilitato attraverso dei pulsanti ON/OFF interni.
RIPETITORE VISIVO DI STATO: Anche detto tono di arma/disarma, la sirena emette un beep ed un flash ad ogni attivazione o disattivazione dell’allarme. Questo servizio può essere abilitato o disabilitato attraverso dei pulsanti ON/OFF interni.
TROMBA ALTA POTENZA E LED ALTA LUMINOSITA’: Per garantire segnalazioni acustiche e visive ad alta efficienza sia di giorno che di notte.
INVOLUCRO ESTERNO ABS ANTI-UV E TROPICALIZZAZIONE CIRCUITI: Per resistere alle intemperie e limitare gli effetti dell’invecchiamento nel tempo. Inoltre, a questi fini, è necessaria la tropicalizzazione, che prevede copertura in resina di tutti i microcircuiti.
ANTI-APERTURA E ANTI-STRAPPO: Doppio controllo mediante microswitch e reed magnetico che genera un allarme in caso di apertura del coperchio o rimozione dal muro della sirena.
Posso personalizzare la mia sirena da esterno?
Sì, le sirene moderne sono appositamente studiate per dare la possibilità di realizzare la propria sirena “su misura”, è infatti possibile scegliere tra una gamma di colorazioni, cromature e l’applicazione di adesivi e serigrafie personalizzate.
Dimensione Sicurezza Srl consapevole dell’enorme importanza che detiene il rispetto della normativa privacy in materia di trattamento dei dati personali, con particolare riferimento ai dati immagine e di videosorveglianza, è in grado di segnalare e supportare i propri clienti nel percorso di adeguamento alla normativa privacy attualmente in vigore (Dlgs. 196/03 Nuovo Codice Privacy) con l’obiettivo del raggiungimento della “Compliance Privacy” e preparazione al recepimento del Nuovo Regolamento Europeo che introdurrà l’onere in capo al Titolare del Trattamento di dimostrare l’adozione di tutte le prescrizioni privacy (art. 22 : principio della Accountability – responsabilità verificabile -) basata su un’analisi preventiva denominata P.I.A. (privacy impact assessment : art. 33).
La consulenza in tema “Privacy” viene erogata da una figura esterna certificata da un organismo indipendente accreditato ACCREDIA (ex Sincert) al n° 68C, per la Certificazione di Auditor, Data Protection Officer, Lead Auditor e Privacy Consultant nei vari settori.
La figura certificata (Data Protection Officer Privacy Consultant & Auditor Certificated Num. Reg. DPO1529 secondo gli standard ISO UNI EC 17024:2012 e ai sensi della legge 4 del 2013) è in grado di procedere ad una sistematica verifica del corretto adempimento effettuando un’attività di consulenza per la preparazione e presentazione della corretta documentazione che attesti la corrispondenza e possesso dei requisiti richiesti dalla legge.
Il Parlamento europeo mercoledì 12 marzo 2014 ha approvato in prima lettura il progetto di legge per consolidare il lavoro fatto finora in tema di Data Protection con 621 voti a favore, 10 contrari e 22 astensioni. Il pacchetto legislativo relativo alla protezione dei dati consiste in un regolamento generale che copre la maggior parte delle norme sul trattamento dei dati personali nell’Unione Europea, sia nel settore pubblico sia nel privato, e in una direttiva relativa al trattamento dei dati personali per prevenire, indagare e perseguire i reati penali o per applicare sanzioni penali. Nel Regolamento approvato è prevista l’istituzione della figura del Data Protection Officer (Responsabile della protezione dei dati) e la sua obbligatorietà per la Pubblica Amministrazione e per aziende che trattano dati particolari.
Il Dossier privacy
La progettazione ed implementazione di un corretto ed aggiornato Sistema e Dossier Privacy è una premessa indispensabile per garantire il rispetto dei fattori di Qualità, senza il quale non è possibile conseguire la soddisfazione dei clienti. Il Sistema e Dossier Privacy ha, inoltre, la possibilità di integrarsi con altri aspetti quali la normativa 231/2001 per la responsabilità amministrativa delle imprese, la normativa ambientale, la sicurezza del lavoro, la certificazione della qualità, ecc.
Le attività poste in essere per la realizzazione del sistema e dossier privacy ai fini del rispetto totale della normativa in materia di trattamento dei dati apportano già dal loro inizio numerosi benefici; la revisione dei processi, l’individuazione dei punti critici, la razionalizzazione delle procedure e degli strumenti, il controllo e la valutazione dei fornitori, l’addestramento del personale, consentono il raggiungimento in tempi brevi dei livelli di qualità prestabiliti.
Il Data Protection Officer o, per meglio dire, il Responsabile della Protezione dei Dati è una figura introdotta dal Nuovo Regolamento Europeo (Il Privacy Officer art. 35) che obbliga le imprese che hanno determinati requisiti e gli Enti pubblici ad inserire questo nuovo ruolo aziendale all’interno del proprio organigramma e funzionigramma.
Il supporto del Data Protection Officer mira a presidiare l’area dei risultati, correlandoli all’efficacia ed efficienza ed applicando il principio del miglioramento continuo nella misura necessaria al perseguimento di obiettivi aziendali coerenti con le esigenze manifeste ed implicite della struttura. L’obiettivo primario è il raggiungimento della compliance privacy.
COMPLIACE PRIVACY
Cosa dobbiamo prevedere per raggiungere una corretta Compliance Privacy ?
Corretta individuazione delle figure deputate alla sicurezza dei dati: Titolare, Responsabili, Amministratore di Sistema, incaricati;
Corretta formazione rivolta alle figure aziendali individuate a ricoprire i ruoli previsti dalla normativa;
Corretta predisposizione e aggiornamento di tutta la modulistica richiesta dalla normativa (lettere di incarico , informative, consenso etc.) dei propri dipendenti e collaboratori, fornitori ed anche clienti, in quanto la inidonea e incompleta predisposizione per il Garante è equiparabile all’inosservanza e come tale perseguibile e punibile per legge;
Corretta implementazione e aggiornamento di un sistema di sicurezza informatica e telematica ex art. 34 (lett. a/b/c/d/e/f/h) Dlgs 196/2003;
Corretta redazione di un regolamento interno disciplinante le modalità di utilizzo degli strumenti informatici e telematici (posta elettronica, cellulari, palmari aziendali e siti internet) e avente inoltre una specifica valenza ai fini della limitazione della responsabilità amministrativa delle società (Dlgs. 231/2008);
Corretta analisi e adozione dei provvedimenti specifici emanati dal G.P.D.P.
Raggiunta una corretta Compliance Privacy continueremo il percorso per il recepimento del Nuovo Regolamento UE, che a breve verrà introdotto e il quale fra le sue novità ed attività prevede :
Un Check Assestment Privacy, che consiste nell’analizzare un insieme di processi funzionali che si devono mettere in atto al fine di realizzare una seria e fattiva analisi dei rischi attraverso lo studio delle modalità di trattamento dei dati presenti all’interno della propria struttura. La verifica deve individuare i rischi correlati e le misure idonee a neutralizzarli o eventualmente a gestirli: un’operazione che vede il suo logico risultato nella formalizzazione di un M.O.P. (Modello Organizzativo Privacy);
Corretta applicazione del principio di responsabilità (art. 22) : Il principio della Accountability (responsabilità verificabile) comporterà l’onere in capo al titolare del Trattamento dei dati di dimostrare l’adozione di tutte le prescrizioni privacy. Al fine di dimostrare l’osservanza di questo principio è stato introdotto il dovere di costituire e conservare una apposita documentazione basata sul P.I.A. (privacy impact Assestment art.33) in grado di attestare il “modello organizzativo e di sicurezza privacy “ (c.d. principio di rendicontazione) che è dato da quell’insieme di processi funzionali che si devono mettere in atto al fine di realizzare (continuativamente, art.33bis) una seria e fattiva analisi dei rischi attraverso lo studio delle modalità di trattamento dei dati;
Corretta applicazione dell’Art. 28, che prevede l’obbligo di predisporre, conservare e mettere a disposizione dell’Autorità di Controllo la documentazione di tutti i trattamenti effettuati;
L’art. 30 stabilisce che, tenuto conto dei risultati della valutazione di impatto (art. 33 P.I.A) e dell’evoluzione tecnica e dei costi di attuazione, il responsabile e l’incaricato del trattamento mettono in atto misure tecniche ed organizzative adeguate per garantire il livello di sicurezza appropriato, in relazione ai rischi che il trattamento comporta;
Obbligo di notificazione in caso di violazione (Personal Data Breaches artt. 31-32) : Viene introdotto l’obbligo di notifica in caso di violazione dei dati personali all’autorità di controllo e in alcuni casi l’obbligo di comunicare l’accaduto anche all’interessato; Art. 32 : Analisi dei rischi. Obbligo di effettuare un’analisi dei rischi (Risck Analysis) per il responsabile del trattamento o, se del caso, l’incaricato del trattamento. Questi procedono ad un’analisi dei rischi dell’impatto potenziale del trattamento dei dati previsto sui diritti e le libertà degli interessati per valutare se il trattamento può presentare rischi specifici;
Con l‘introduzione dell’art. 39 nel nuovo regolamento sul trattamento dei dati personali, l’Unione Europea intende promuovere la possibilità di predisporre meccanismi di certificazione per il rilascio di sigilli e marchi per la rapida valutazione da parte degli interessati e delle autorità coinvolte, al fine di valutare con estrema rapidità il livello di protezione, di qualità ed affidabilità dei dati gestiti.
Il testo del Regolamento europeo privacy prevede molti altri articoli e principi, che dovranno essere valutati e analizzati sulla base del “Check Up” personalizzato sul livello di adeguamento di ogni realtà.
Data Protection Officer, Privacy Consultant e Auditor Certificated
(UNI CEI EN ISO IEC 17024:2008 e Legge 4/2013)
Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized il 12 Febbraio, 2014 da dimsic.

References: art. 33
 art. 35
 art. 34
 art.33
 art.33
 Art. 32