Source: https://ancnapolinord.it/index.php/tutti-gli-articoli/660-informativa-anc-napoli-nord-n-14-2019.html
Timestamp: 2020-05-28 02:37:27+00:00

Document:
Informativa ANC Napoli Nord n° 14-2019
Ti trasmettiamo il numero 14-2019 della nostra newsletter settimanale, sperando di fare cosa gradita. Ti invitiamo a consultare il nostro portale internet, dove potrai trovare tutti i riferimenti per effettuare o rinnovare l'iscrizione, che ti consentirà di accedere a tutti i nostri servizi associativi. Nel segnalarti che potrai seguire le attività dell’Associazione Napoli Nord anche sul nostro profilo Facebook, ti ricordiamo che le informative precedenti, relative agli anni precedenti ed all’anno in corso, sono consultabili sul sito nell'apposita sezione. Un caro saluto e una buona lettura!
Informativa ANC Napoli Nord n° 14-2019 – 13 aprile 2019
Dal testo del DDL Semplificazioni, licenziato dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, sono spariti gli emendamenti relativi all’apertura anche a Commercialisti e Avvocati delle competenze su registrazione e deposito di cessioni o affitto d’azienda e, di fatto, sono stati affidati al voto in Aula. Questa decisione, che certamente ha salvaguardato la successiva possibilità di approvazione del Decreto, rappresenta un brutto passo indietro rispetto alle intenzioni più volte dichiarate dalla maggioranza di procedere senza esitazioni nel processo di semplificazione e sburocratizzazione degli adempimenti amministrativi.
Amara è la notizia, appresa dalla stampa, che sia stato un parere dell’Autorità Antimafia e antiterrorismo a bocciare definitivamente l’emendamento. Si getterebbe un’ombra sulla moralità di una professione ordinistica, quella dei Dottori Commercialisti, ordinata dalla Legge e vigilata per di più dallo stesso Ministero della Giustizia, che fa dell’etica professionale un imprescindibile punto d’onore. Lo sconcerto e l’amarezza derivano prima di tutto dal parere negativo rilasciato dal Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi del Governo, che ci nega competenze che invece sono propriamente nostre e afferma che non saremmo in grado di offrire le medesime garanzie della professione notarile. Tutto ciò è inaccettabile.
Ora l’emendamento, riformulato, dovrebbe approdare in Aula, con l’auspicio che l’esito del voto parlamentare sani questo vulnus e, nell’attesa, confermiamo lo stato di agitazione che, in ragione di questo ulteriore motivo, potrebbe sfociare nell’astensione collettiva.
Leggi il comunicato stampa congiunto ADC ANC
Campagne elettorali, IVA al 4%.
L'avvicinarsi delle elezioni riporta alla ribalta l'applicazione dell'IVA sulle spese elettorali.
Una norma speciale (l'art. 18 legge 515/1993) ha previsto, a certe condizioni, l'applicazione dell'IVA nella misura ridotta del 4% a talune spese elettorali. Nel 1993 tali spese riguardavano “il materiale tipografico, attinente alle campagne elettorali, commissionato dai partiti e dai movimenti, dalle liste di candidati e dai candidati".
La norma si è evoluta nel 2004, per opera dell'art. 7 L. 8.04.2004, n. 90, che intendeva estendere l'applicazione dell'aliquota IVA del 4% a nuovi beni e servizi, introducendo nel contempo vincoli soggettivi, temporali e territoriali.
I nuovi beni e servizi agevolati sono individuati in via tassativa: materiale tipografico, inclusi carta e inchiostri; spese per l'acquisto di spazi d'affissione, di comunicazione politica radiotelevisiva, di messaggi politici ed elettorali sui quotidiani e periodici, per l'affitto dei locali e per gli allestimenti e i servizi connessi a manifestazioni.
Qui l'Agenzia ha chiarito che i materiali devono esaurire la loro utilità nell'ambito della competizione elettorale (Circ. 19/2004). Per quanto riguarda l'affitto dei locali, gli allestimenti e i servizi connessi a manifestazioni, l'Agenzia aggiunge che deve trattarsi di beni e servizi acquistati per essere utilizzati in occasione di manifestazioni elettorali, cioè eventi specifici e ben individuati, promossi a scopo elettorale quali comizi, incontri e convention, escluse le spese sostenute dai relatori partecipanti al comizio che non siano strettamente connesse alla manifestazione.
La norma del 2004 chiarisce che gli acquirenti dei beni e servizi agevolati possono essere esclusivamente partiti, movimenti, liste di candidati e candidati.
Quanto all'aspetto temporale, la disciplina è applicabile per acquisti effettuati (beni consegnati e servizi pagati) nei 90 giorni precedenti le elezioni. Infine, l'ambito territoriale di applicazione dell'agevolazione coincide con le aree (nazionali) interessate dalle elezioni della Camera e del Senato, del Parlamento europeo nonché, nelle aree interessate, nei 90 giorni precedenti le elezioni dei presidenti e dei consigli regionali e provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali e circoscrizionali. Non sono menzionati i referendum.
La norma, così formulata, interviene su una materia di competenza Ue, anche se l'effetto della limitazione territoriale e temporale riduce il rischio di contestazioni. Anche per questa ragione, la norma merita di essere applicata in maniera rigorosa, senza estensioni analogiche. Non sorprende quindi che, nei primi anni di diffusione del mezzo Internet, si riteneva che la pubblicità sui siti Web non potesse essere agevolata. Tale limite è stato rimosso dall'art. 7 L. 6.07.2012, n. 96 che, tornando a modificare la norma originaria, ha aggiunto anche i siti Web nel paniere dei beni e servizi che possono essere acquistati con l'IVA al 4%, beninteso in stretta connessione con una manifestazione elettorale.
Non sembra invece che l'IVA ridotta si possa applicare alle spese per la produzione dei messaggi pubblicitari: la legge fa riferimento alle spese per gli acquisti di spazi, lasciando fuori quelle di realizzazione degli stessi messaggi.
Compensi attività esercitata dopo le verifiche fiscali della GDF o Agenzia Entrate.
Nuovi voucher 4.0.
Dal 10.04.2019 il nuovo bando nazionale per i voucher 4.0 lanciato dalle Camere di commercio. Per ciascuna impresa sono a disposizione risorse fino a € 10.000 per acquistare servizi di consulenza, formazione e tecnologie in ambito 4.0. Le aziende avranno tempo fino al 15.07.2019 per richiedere l’erogazione del voucher alla propria Camera di riferimento oppure consultando il portalewww.puntoimpresadigitale.it nella sezione voucher.
Possono beneficiare delle agevolazioni le singole micro, piccole e medie imprese e i gruppi da 3 a 20 imprese che presentano un progetto condiviso finalizzato all'introduzione delle tecnologie digitali abilitanti.
Reggia Express 2019: il treno storico per la Reggia di Caserta che parte da Napoli.
Anche quest’anno arriva il treno storico per la Reggia di Caserta con partenza anche da Napoli, nell’ambito dell’iniziativa Reggia Express 2019 messa in atto dalle Ferrovie dello Stato. È prevista una partenza al mese fino a dicembre, ed il treno d’epoca conduce fino al viale di ingresso della bellissima Reggia. Si tratta di un treno con carrozze Centoporte e Corbellini degli anni ’30 e ’50, davvero molto suggestivo, che ci dà la sensazione di fare un vero e proprio viaggio nel tempo verso uno dei siti più belli della Campania. Le partenze da Napoli avvengono dalla Stazione Centrale la mattina ed il rientro è previsto nel pomeriggio. Prossime date del Reggia Express 2019: 14 aprile, 12 maggio, 9 giugno. Partenza da Napoli Centrale alle 10.00 con arrivo alla Reggia alle 10.35. Partenza dalla Reggia alle 17.00 con arrivo a Napoli Centrale alle 17.35. Prezzi del Reggia Express: adulti € 8, ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti € 4,bambini da 0 a 4 anni non compiuti (accompagnati da almeno un adulto pagante): gratis. Non c’è garanzia di posto a sedere. I biglietti includono il viaggio di andata e ritorno. I biglietti si possono acquistare sul sito di Trenitalia, nelle biglietterie e nei self service in stazione e nelle agenzie di viaggio abilitate.
Consulta: valide le notifiche via pec dopo le 21.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 75/2019 interviene in materia di notifiche via Pec, chiarendo che, in ragione della scindibilità degli effetti della notifica, se essa viene effettuata a mezzo pec dopo le ore 21.00 è da considerarsi valida.
Imporre un limite orario stringente al notificante infatti risulterebbe lesivo per il suo diritto di difesa, non potendo costui approfittare di tutto il tempo utile previsto per provvedere a tale incombenza di rito. L'art. 16 septies DL n. 179/2012 è incostituzionale. Nel giudizio civile davanti alla Corte d'Appello di Milano, la società appellata eccepisce l'inammissibilità dell'impugnazione, in quanto notificata a mezzo PEC l'ultimo giorno utile per tale incombenza di rito. Il messaggio riporta infatti come orario di invio alla società le 21:04, la ricevuta di accettazione le 21:05:29, quella di consegna le 21:05:32. Poiché la notifica è avvenuta dopo le ore 21 dell'ultimo giorno utile, di fatto si è perfezionata alle 7 di quello successivo. Da qui la tardività dell'impugnazione. La Corte d'Appello però, sul punto, solleva questione di legittimità costituzionale. L'art. 16-septies del d.l. n. 179/2012, contenente la disciplina sul tempo delle notificazioni con modalità telematiche violerebbe infatti gli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui prevede che "La disposizione dell'art. 147 c.p.c. si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo."
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 75/201 dichiara fondata la questione d' incostituzionalità sollevata dalla Corte d'Appello milanese in relazione all'art 16 septies del d.l. n. 179/2012. Nel momento in cui infatti l'art. 16 septies ha previsto di differire il perfezionamento della notifica alle 7 del giorno successivo a quello dell'invio telematico, lo ha fatto nell'ottica di salvaguardare il riposo del destinatario della stessa, nell'intervallo orario compreso tra le ore 21.00 e le ore 24.00. Regola che, se vale per il destinatario della notifica, non riguarda invece il notificante. Imporre a chi deve notificare un atto un limite orario equivale a privarlo della possibilità di adempiere a tale incombenza rituale per poter organizzare la propria difesa. Costui "infatti, trovandosi a notificare l'ultimo giorno utile (ex art. 325 c.p.c.) è costretto a farlo entro i limiti di cui all'art. 147 c.p.c., senza poter sfruttare appieno il termine giornaliero (lo stesso art. 135 [recte: 155] c.p.c. fa riferimento a "giorni") che dovrebbe essergli riconosciuto per intero."
La Consulta rileva come "La norma denunciata è, per di più, intrinsecamente irrazionale, là dove viene ad inibire il presupposto che ne conforma indefettibilmente l'applicazione, ossia il sistema tecnologico telematico, che si caratterizza per la sua diversità dal sistema tradizionale di notificazione, posto che quest'ultimo si basa su un meccanismo comunque legato "all'apertura degli uffici", da cui prescinde del tutto invece la notificazione con modalità telematica.
Il sistema di notifica telematico infatti, a differenza di quello tradizionale, si caratterizza per celerità ed efficacia. (…) Una differenza, questa, che del resto lo stesso legislatore ha chiaramente colto in modo significativo nel confinante ambito della disciplina del deposito telematico degli atti processuali di parte, là dove, proprio in riferimento alla tempestività del termine di deposito telematico, il comma 7 dell'art. 16-bis del d.l. n. 179 del 2012, inserito dall'art. 51 del d.l n. 90 del 2014, ha previsto che il "deposito è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza e si applicano le disposizioni di cui all'articolo 155, quarto e quinto comma, del codice di procedura civile."
Per tutte le ragioni sovraesposte, la Consulta dichiara quindi l'illegittimità costituzionale dell'art. 16-septies d.l. n. 179/2012 "nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta."
Affitti, non va tassata la clausola penale sui canoni arretrati.
La Commissione tributaria provinciale di Milano, nella sentenza 894/10/2019 dello scorso 25 febbraio, ha sostenuto che non va tassata la clausola penale del contratto di locazione che, per il caso di omesso pagamento del canone, stabilisce che il conduttore debba corrispondere le somme non versate maggiorate degli interessi a un tasso superiore a quello legale. L’Agenzia delle Entrate con un avviso di liquidazione aveva chiesto l’imposta di registro di 200 euro; il tributo era relativo alla clausola con cui, in un contratto di locazione, si era stabilito che sui canoni non pagati, il conduttore avrebbe dovuto corrispondere gli interessi di mora pari al tasso legale maggiorato di due punti. Accogliendo il ricorso i giudici tributari di primo grado hanno annullato l’avviso. Così non scatta il prelievo in misura fissa di 200 euro.
Legittimazione attiva della società all’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.
Ne deriva che l’azione di responsabilità prevista dal comma terzo dell’art. 2476 c.c. può essere esercitata anche dalla società. In particolare, detta conclusione dovrebbe farsi discendere dalla considerazione che è la società il soggetto titolare del diritto al risarcimento del danno. Ove si negasse la legittimazione attiva della società, si priverebbe il soggetto titolare del diritto della possibilità di agire in giudizio per far valere il diritto stesso.
Delibera di approvazione del bilancio di esercizio di s.r.l.: cause di (supposta) invalidità e diritto di informazione del socio.
Il diritto di informazione del socio in vista dell’assemblea chiamata a deliberare l’approvazione del bilancio di esercizio può dirsi garantito se la bozza di bilancio ed i relativi documenti integrativi obbligatori per legge restino depositati presso la sede sociale, a disposizione del socio che intenda prenderne visione, nei quindici giorni antecedenti alla data fissata per l’assemblea.
La deliberazione di approvazione del bilancio d’esercizio di una società, adottata dall’assemblea convocata oltre la scadenza del termine legale di centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, è pienamente valida anche nel caso in cui non sussistano le condizioni che, a norma dell’ultimo comma dell’art. 2364 c.c., possono giustificare e fondare la proroga del termine legale.
La parte che impugni la delibera di approvazione del bilancio di esercizio, lamentando che il “documento contabile” è stato redatto senza l’osservanza dei precetti fondamentali di cui all’art. 2423, II co., c.c., ha l’onere di indicare esattamente le poste iscritte in bilancio in violazione delle norme o dei principi legali vigenti al riguardo, di enunciare specificamente in che cosa il lamentato difetto consista e, soprattutto, di fornire elementi da cui inferire la rilevanza della omissione o violazione lamentata e l’incidenza della stessa sulla funzione informativa assolta dal bilancio.
Risultato di amministrazione e “procedura di risanamento finanziario pluriennale”.
Nella Delibera 62 del 20 marzo 2019 della Corte dei conti Campania, viene chiesto un parere sulla condotta che il Comune in questione vorrebbe tenere in ordine all’approvazione del bilancio di previsione 2019-2021 con contestuale ricorso alla “procedura di riequilibrio finanziario pluriennale” ex art. 243-bis del D.lgs. n. 267/00 (Tuel) per la copertura e il finanziamento dei debiti fuori bilancio e per l’eventuale disavanzo 2018.
La Sezione chiarisce che il “risultato di amministrazione”, accertato o presunto, nel nuovo Sistema contabile del D.lgs. n. 118/11 deve esprimere in modo unitario, chiaro e veritiero, lo stato degli equilibri dell’Ente. Invero, il risultato di amministrazione “presunto”, che costituisce il riferimento del bilancio di previsione, non può non tenere conto dei fatti di gestione al 31 dicembre, noti all’Ente, anche se tali fatti di gestione non sono stati ancora formalmente “accertati” con la rendicontazione dell’anno corrispondente (art. 188, comma 1-bis, del Tuel). Di conseguenza, il risultato di amministrazione presunto deve già inglobare lo squilibrio da eventuali debiti fuori bilancio, valorizzando, in chiave sussidiaria e analogica, lo strumento del “Fondo rischi”. E ciò per evitare una falsa rappresentazione del risultato di amministrazione e tutelare i principi di prudenza e di veridicità. In questo modo, il riconoscimento e la copertura dei debiti fuori bilancio diventano parte integrante e parallela della Manovra di bilancio successiva, la quale dovrà trovare le risorse per coprire l’eventuale maggiore disavanzo emerso, nonché prendere atto dell’eventuale minore risultato di amministrazione disponibile.
Dissesto Enti locali: la nomina del Commissario ad acta che ha dichiarato la mancata presentazione, da parte del Comune, del piano di riequilibrio pluriennale.
Il provvedimento con cui l’Assessorato Regionale dispone la nomina del Commissario ad acta, in conseguenza di deliberazioni della Corte dei Conti che hanno dichiarato la mancata presentazione, da parte del Comune, del piano di riequilibrio pluriennale entro il termine di 90 giorni previsto dalla legge ai sensi dell’art.243-bis, comma 5, del T.U.E.L., non va interpretato nel senso che la successiva dichiarazione di dissesto, da parte del Commissario, possa prescindere dall’accertamento delle condizioni economiche e finanziarie ad essa propedeutico in base alla legge; la dichiarazione di dissesto da parte del Commissario resta connotata da propri presupposti - da cui non può essere disancorata - e da autonomia funzionale, alla stregua della disciplina contenuta negli artt. 244 e ss. del T.U.E.L.
Il Tar ha chiarito che l’interpretazione degli artt. 109 bis o.r.e.l. e 58, l. reg. Sicilia n. 26 del 1993 - che, per effetto della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 13, d.lgs. n.149 del 2011, sono stati ritenuti, in assenza di una specifica normativa regionale in materia, applicabili in luogo dell’art. 6, d.lgs. n. 149 del 2011 (richiamato dall’art. 243-quater, comma 7, del T.U.E.L) - non può essere disancorata alla ratio di quest’ultimo, il quale fa riferimento all’imprescindibilità di una valutazione sulla sussistenza delle condizioni richieste dall’art. 244 T.U.E.L. Di contro, non sarebbe proporzionata una automatica declaratoria del dissesto in presenza di un sistema normativo regionale che ciò espressamente non prevede e che è volto a sopperire alla mancata tempestiva approvazione del piano di riequilibrio mediante una procedura sostitutiva latamente “sanzionatoria” dell’inerzia dell’ente comunale.
Risoluzione n. 42 del 09/04/2019
Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite i modelli “F24” e “F24 Enti pubblici”, dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 giugno 2014, come sostituito dall’articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2018 - pdf
Risoluzione n. 41 del 08/04/2019
Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, di cui all’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successive modificazioni e integrazioni - pdf
Risposta n. 105 del 09/04/2019
Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Aliquota IVA applicabile alle lettiere di origine vegetale per animali domestici - pdf
Risposta n. 104 del 09/04/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212. Auto-fatture per estrazione dei beni da un deposito IVA - pdf
Risposta n. 103 del 09/04/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Fatturazione elettronica prestazioni sanitarie - pdf
Risposta n. 102 del 08/04/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Definizione agevolata articolo 6, del d.l. 23 ottobre 2018, n. 119 e rinuncia all’agevolazione “Tremonti ambiente” - pdf
Risposta n. 101 del 08/04/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Definizione agevolata articolo 9, comma 1, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 - pdf
Risposta n. 100 del 08/04/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 – Prova delle cessioni intracomunitarie - pdf

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 325
 art. 135
 sentenza 
 art. 243

Articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 6
 articolo 11
 articolo 9
 articolo 11