Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/111/R*111-44
Timestamp: 2020-08-14 13:09:02+00:00

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Criteri di verifica del credito del professionista per accesso alla procedura di concordato preventivo
Il credito del professionista che abbia predisposto la documentazione necessaria per l'ammissione al concordato preventivo non è prededucibile nel successivo fallimento ove l'ammissione alla procedura minore sia stata revocata per atti di frode dei quali il professionista stesso fosse a conoscenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 2020, n. 9027. Segue...
Concordato preventivo - Preparazione e presentazione della domanda - Inadempimento dell’avvocato al mandato professionale
Concordato preventivo – Crediti derivanti da attività finalizzate alla presentazione di una domanda di concordato dichiarata inammissibile – Prededuzione – Insussistenza
L’ambito applicativo della previsione portata dall’art. 111, comma, 2 l. fall. in tema di prededuzione non può essere esteso sino a ricomprendervi anche i crediti derivanti da attività difensive finalizzate alla presentazione di una domanda di concordato dichiarata inammissibile, perché in tale evenienza, non riscontrandosi nesso alcuno di correlazione tra la procedura di concordato, mai apertasi, e quella fallimentare, non può, in conseguenza, individuarsi, anche in termini meramente astratti ed ipotetici, collegamento tra la predetta attività e gli interessi del ceto creditorio che verrebbero, quindi, a sopportare (in conseguenza della prededucibilità) un onere che non ha connessione alcuna con gli scopi della procedura in seno al quale il credito di riferimento è sorto. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Ottobre 2019. Segue...
Prededuzione – Crediti sorti a seguito delle prestazioni rese in favore dell'imprenditore per la redazione della domanda di concordato preventivo – Valutazione ex post della concreta utilità della prestazione – Esclusione
I crediti sorti a seguito delle prestazioni rese in favore dell'imprenditore per la redazione della domanda di concordato preventivo e per la relativa assistenza rientrano quindi fra quelli da soddisfarsi in prededuzione ai sensi dell'art. 111, comma 2 L. Fall. poichè questa norma individua un precetto di carattere generale, privo di restrizioni, che, per favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa, introduce un'eccezione al principio della par conditio creditorum, estendendo in caso di fallimento la prededucibilità a tutti i crediti sorti in funzione di precedenti procedure concorsuali (Cass. n. 1765/2015).
Ne discende che la verifica del nesso di funzionalità/strumentalità deve essere compiuta controllando se l'attività professionale prestata possa essere ricondotta nell'alveo della procedura concorsuale minore e delle finalità dalla stessa perseguite secondo un giudizio ex ante, non potendo l'evoluzione fallimentare della vicenda concorsuale, di per sè sola e pena la frustrazione dell'obiettivo della norma, escludere il ricorso all'istituto.
Dunque - secondo l'esemplificazione fatta da Cass. n. 280/2017 - la funzionalità è ravvisabile quando le prestazioni compiute dal terzo, per il momento ed il modo con cui sono state assunte in un rapporto obbligatorio con il debitore, confluiscano nel disegno di risanamento da quest'ultimo predisposto, in modo da rientrare in una complessiva causa economico-organizzativa almeno preparatoria di una procedura concorsuale, a meno che non ne risulti dimostrato il carattere sovrabbondante o superfluo rispetto all'iniziativa assunta.
Nessuna verifica deve invece essere compiuta, ove alla procedura minore consegua il fallimento, in ordine al conseguimento di una utilità in concreto per la massa dei creditori, concetto che non può essere confuso o sovrapposto a quello di funzionalità.
La collocazione in prededuzione prevista dall'art. 111, comma 2, L. Fall. costituisce infatti, come detto, un'eccezione al principio della par condicio che intende favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa e rimane soggetta alla verifica delle sole condizioni previste dalla norma in parola.
L'utilità concreta per la massa dei creditori - a prescindere dal fatto che l'accesso alla procedura di concordato preventivo costituisce di per sè un vantaggio per i creditori ove si tenga conto degli effetti della consecuzione delle procedure, tra cui la cristallizzazione della massa e la retrodatazione del periodo sospetto ai fini dell'esperimento della revocatoria fallimentare, come ha ricordato Cass. n. 6031/2014 - non rientra invece nei requisiti richiesti e nelle finalità perseguite dalla norma in questione e non deve perciò essere in alcun modo indagata (Cass. n. 1182/2018, Cass. n. 12017/2018).
Deve perciò essere ribadito l'orientamento secondo cui il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo rientra de plano tra i crediti sorti "in funzione" di quest'ultima procedura e, come tale, a norma dell'art. 111, comma 2, L. Fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti (Cass. n. 22450/2015). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Novembre 2018, n. 30114. Segue...
Fallimento - Credito del professionista attestatore - Crediti sorto in funzione della procedura - Prededuzione - Valutazione ex post della utilità per la massa - Esclusione
Fallimento - Ammissione al passivo - Credito del professionista attestatore - Eccezione di inadempimento della prestazione - Deduzione - Modalità
In altri termini la verifica del nesso di funzionalità/strumentalità del credito di cui all'art. 111, comma 2, l.fall. deve essere compiuta controllando se l'attività professionale prestata possa essere ricondotta nell'alveo della procedura concorsuale minore e delle finalità dalla stessa perseguite secondo un giudizio ex ante, non potendo l'evoluzione fallimentare della vicenda concorsuale, di per sè sola e pena la frustrazione dell'obiettivo della norma, escludere il ricorso all'istituto.
La funzionalità è dunque ravvisabile quando le prestazioni compiute dal terzo, per il momento ed il modo con cui sono state assunte in un rapporto obbligatorio con il debitore, confluiscano nel disegno di risanamento da quest' ultimo predisposto in modo da rientrare in una complessiva causa economico-organizzativa almeno preparatoria di una procedura concorsuale, a meno che non ne risulti dimostrato il carattere sovrabbondante o superfluo rispetto all'iniziativa assunta. Nessuna verifica deve invece essere compiuta, ove alla procedura minore consegua il fallimento, in ordine al conseguimento di un'utilità in concreto per la massa dei creditori, concetto che non può essere confuso o sovrapposto a quello di funzionalità.
La collocazione in prededuzione prevista dalla L. Fall., art. 111, comma 2, costituisce infatti un'eccezione al principio della par condicio che intende favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa e rimane soggetta alla verifica delle sole condizioni previste dalla norma in parola.
L'utilità concreta per la massa dei creditori - a prescindere dal fatto che l'accesso alla procedura di concordato preventivo costituisce di per sè un vantaggio per i creditori ove si tenga conto degli effetti della consecuzione delle procedure, tra cui la cristallizzazione della massa e la retrodatazione del periodo sospetto ai fini dell'esperimento della revocatoria fallimentare, non rientra invece nei requisiti richiesti e nelle finalità perseguite dalla norma in questione e non deve perciò essere in alcun modo indagata.
Non vi è dubbio quindi che il credito del professionista che abbia predisposto l'attestazione prevista dalla L. Fall., art. 161, comma 3, rientri tra i crediti sorti "in funzione" di quest'ultima procedura e, come tale, a norma della L. Fall., art. 111, comma 2, vada soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L'eccezione di inadempimento della prestazione deve essere eccepita e contestata dal curatore mediante opposizione al decreto di ammissione del credito e non può essere sollevata per la prima volta in sede di ricorso per cassazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2018, n. 12017. Segue...
Concordato preventivo - Compenso del professionista - Erogazione dell’intero corrispettivo pattuito a prescindere dal completamento dell’opera professionale - Esclusione - Ragioni
In tema di concordato preventivo, in caso di mancato completamento della prestazione avente ad oggetto l'assistenza resa da un legale nella procedura, in virtù della correlazione tra pattuizione negoziale e corrispettivo di cui all'art. 2233, comma 2,c.c., e tenuto conto della causa concreta di detta pattuizione, il credito del professionista deve essere determinato sulla base di un criterio di corrispettività, ovvero valutando la reale consistenza della prestazione compiuta, attesa la nullità parziale della clausola che preveda l'insindacabilità della quantificazione (c.d. compenso a forfait). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Marzo 2018, n. 7974. Segue...
Tuttavia, al fine di verificare se l'opera professionale svolta sia stata comunque funzionale all'apertura della procedura, occorre indicare quale sia il fatto storico decisivo che proverebbe che l'attività svolta sia servita allo scopo ed abbia in tal modo avvantaggiato i creditori concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Marzo 2018, n. 5254. Segue...
Fallimento – Preceduto da istanza di ammissione al concordato preventivo dichiarata inammissibile – Compenso spettante al professionista per la presentazione della domanda di concordato – Prededucibilità del credito – Esclusione
Le disposizioni di legge che stabiliscono la prededuzione per crediti anteriori costituiscono eccezione rispetto alla regola della parità di trattamento dei creditori anteriori; colla duplice conseguenza che esse sono insuscettibili di applicazione analogica e che richiedono un’interpretazione costituzionalmente orientata, necessariamente restrittiva con riferimento a tutti i possibili casi che non risultino adeguatamente giustificati dalla concreta esigenza di meglio tutelare gli interessi della massa degli stessi creditori anteriori, ovvero di realizzare superiori interessi oggettivi di rango costituzionale.
Da ciò consegue che, sebbene compatibile con il tenore testuale dell’art.111 L.F., la prededuzione in discussione deve essere esclusa per i crediti vantati dal professionista a titolo di compenso per assistenza e consulenza legale finalizzata alla redazione e presentazione della domanda di concordato preventivo, quando la domanda sia stata dichiarata inammissibile; poiché la mancata apertura della procedura di concordato preclude la realizzazione dei descritti interessi, per cui detta prededuzione si risolverebbe in una irragionevole disparità di trattamento in danno della massa degli altri creditori anteriori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Marzo 2017. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Credito del professionista che ha predisposto la documentazione necessaria per l'ammissione al concordato preventivo - Revoca del concordato per atti di frode noti al professionista - Prededucibilità del credito - Esclusione - Fondamento
Il credito del professionista che ha predisposto la documentazione necessaria per l’ammissione al concordato preventivo non è prededucibile nel successivo fallimento, ove l’ammissione alla procedura minore sia stata revocata per atti di frode dei quali il professionista stesso sia stato a conoscenza, posto che, in tale ipotesi, non solo la prestazione svolta non è stata di alcuna utilità per la procedura, ma si è rivelata addirittura potenzialmente dannosa per i creditori, tenuto conto della erosione del patrimonio a disposizione della massa per effetto della continuazione dell’attività di impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Febbraio 2017, n. 3218. Segue...
Fallimento – Prededuzione – Credito del professionista per assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo – Riconoscimento de plano – Disparità di trattamento tra professionisti autori di prestazioni strumentali e soddisfatte e professionisti che, non esigendo subito il pagamento, agevolino invece il debitore nell'ingresso in procedura
Il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo, rientra "de plano" tra i crediti sorti "in funzione" di quest'ultima procedura e, come tale, a norma dell'art. 111, comma 2, l.fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione "ex post", che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti.", fondandosi tale interpretazione "a) sull'esclusione dall'azione revocatoria del pagamento del compenso del professionista ex art. 67, terzo comma, lett. g), legge fall.; b) sull'abrogazione dell'art. 182 quater, quarto comma, legge fall. ad opera del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che riconosceva la prededuzione (ove prevista espressamente nel decreto di ammissione al concordato preventivo) al solo credito del professionista attestatore; c) sull’interpretazione autentica dell'art. 111, secondo comma, legge fall. fornita dall'art. 11, comma 3 quater, d.l. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, che ha esteso la prededuzione anche ai crediti sorti in occasione ed in funzione delle procedure di concordato preventivo cosiddetto con riserva (art. 161, sesto comma, legge fall.), così confermando implicitamente il già vigente regime prededucibile dei medesimi crediti nel concordato preventivo ordinario. (Cass. 19013/2014).
E per quanto l'ultimo riferimento sia stato abrogato dall'art. 22, comma 7, del d.l. 14 giugno 2014, n. 91, convertito nella l. 11 agosto 2014, n. 116, ammesso il debitore alla procedura di concordato, se nel successivo fallimento vi sia il riconoscimento della effettività della pregressa prestazione professionale quanto agli estremi della sua attività e per il collegamento materiale e preparatorio con il necessario corredo a supporto esplicativo della domanda ex artt. 160-161 1.f., deve procedersi alla conseguente ammissione in prededuzione del relativo credito.
Solo in tal modo si evita la paventata disparità di trattamento tra professionisti autori di prestazioni strumentali e soddisfatte, già al riparo dalla zona revocatoria secondo le norme citate, rispetto a professionisti che, non esigendo subito il pagamento di servizi altrettanto strumentali all'accesso al concorso, agevolino invece il debitore nell'ingresso in procedura divenendo creditori concorsuali e così contando su uno statuto protettivo interno ad una differita regolazione procedimentalizzata del pagamento.
In questo senso, se in sede di scrutinio della domanda di ammissione al passivo l'organo concorsuale non ha contestato la prestazione resa, e nemmeno in parte, la relazione di funzionalità all'instaurazione della procedura concorsuale cui la prima era obiettivamente orientata, lo statuto del corrispondente credito, ove richiesto dall'interessato, è quello della prededuzione ai sensi dell'art. 111, comma 2 l.f., con estensione quantitativa di tale qualità all'intera pretesa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2016, n. 24791. Segue...
Il collocamento in prededuzione dei crediti dei professionisti sorti in funzione della procedura di concordato preventivo non viola il principio del rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione di cui all’articolo 160, comma 2, legge fall., in quanto la prededuzione esprime un criterio di anteriorità del pagamento che sfugge a quello della graduazione delle cause di prelazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 27 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo – Credito del professionista – Prededuzione – Presupposti – Omologazione – Necessità
Ai fini del riconoscimento della prededuzione al credito del professionista per l’attività di consulenza ed assistenza prestata al debitore nell’ambito della procedura di concordato preventivo è necessario che la proposta sia stata omologata dal tribunale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 05 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Fallimento successivo - Crediti del professionista per l'attività di consulenza e assistenza al debitore ammesso al concordato - Prededuzione - Sussistenza
I crediti del professionista derivanti dall’attività di consulenza ed assistenza prestata al debitore ammesso al concordato preventivo, per la redazione e la presentazione della relativa domanda, sono prededucibili nel fallimento consecutivo ai sensi del novellato art. 111, comma 2, legge fall., senza che debba verificarsi il “risultato” delle prestazioni (certamente strumentali all’accesso alla procedura minore) da questi eseguite, ovvero la loro concreta utilità per la massa.
I due concetti, di funzionalità ed utilità concreta, non possono infatti essere fra di loro essere confusi, atteso che la norma di cui all’art. 111, comma 2, legge fall. risulterebbe priva di senso, e non potrebbe mai ricevere applicazione nel fallimento consecutivo, se la funzionalità delle prestazioni svolte allo scopo di ottenere l’ammissione la concordato dovesse essere valutata ex post e con riguardo al fallimento, anziché alla procedura minore.
La funzionalità (ovvero la strumentalità) delle prestazioni va valutata in relazione alla procedura concorsuale in vista della quale esse sono svolte (cfr. Cass. nn. 5098/2014, 8958/2014): non si vede dunque in qual modo possa escludersi, una volta che l’impresa sia stata ammessa al concordato, la funzionalità delle attività di assistenza e consulenza connesse alla presentazione della domanda di concordato ed alle sue successive integrazioni. L’art. 111 legge fall. non richiede, invece, che, ai fini della collocazione in prededuzione dei crediti derivanti da tali prestazioni, debba essere dimostrata l’utilità concreta delle stesse per la massa e, per di più, con riguardo alla procedura di fallimento: da un lato, infatti, va rilevato che non spetta più al giudice la valutazione della convenienza della proposta; dall’altro va rimarcato che, ove detta utilità dovesse essere verificata ex post, ovvero tenendo conto dei risultati raggiunti, la norma risulterebbe priva di senso, in quanto non potrebbe mai trovare applicazione nel fallimento consecutivo (Cass. Ord. 4 novembre 2015, n. 22450). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 15 Dicembre 2015. Segue...
La lettura dell'art. 111, comma 2, secondo cui, ai fini dell'ammissione in prededuzione, la nozione di funzionalità implicherebbe comunque la valutazione dell'inerenza delle prestazioni alle necessità risanatorie dell'impresa ed all'esistenza di un vantaggio per i creditori, finirebbe con lo svuotare la norma di significato, atteso che dalla sopravvenuta dichiarazione di fallimento si dovrebbe necessariamente presumere la mancanza di utilità per la massa di attività svolte in funzione dell'ammissione al concordato preventivo e ricondurrebbe la fattispecie entro i medesimi ambiti interpretativi ed applicativi cui, proprio per l'assenza di un'espressa previsione regolatrice, sottostava nel vigore della precedente disciplina. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Febbraio 2015, n. 2264. Segue...
Concordato preventivo - Successiva dichiarazione di fallimento - Compenso del professionista - Determinazione a forfait - Rideterminazione del compenso in base all'attività effettivamente svolta
La determinazione a forfait del compenso al professionista deve essere intesa quale rideterminazione della commisurazione del compenso finale indipendentemente dall'effettiva attività concretamente svolta, ma non esclude che tale compenso, ove l'incarico non sia portato a termine non possa essere oggetto di rideterminazione. La predeterminazione a forfait attiene, pertanto, alla manifestazione del compenso per la prestazione compiutamente svolta sul presupposto che la stessa sia completata come da mandato conferito (nel caso di specie dalla presentazione della domanda di concordato con riserva all'omologa della proposta). Ove la prestazione non sia compiutamente eseguita, anche per circostanze indipendenti dalla volontà del professionista o del cliente, la commisurazione del corrispettivo deve tenere conto della concreta esecuzione della prestazione e, quindi, della parziale inesecuzione della stessa. Se così non fosse dovrebbe ritenersi che il mero conferimento dell'incarico, indipendentemente dallo svolgimento della prestazione (ovvero in presenza di una prestazione minimamente eseguita) dovrebbe essere corrisposto nel suo complesso in ogni caso e questo snaturerebbe la struttura della prestazione professionale, la quale è pur sempre una prestazione di lavoro, che non può prescindere dalla compiuta esecuzione della stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30 Gennaio 2015. Segue...
Concordato preventivo - Successiva dichiarazione di fallimento - Compenso del professionista - Utilità per i creditori - Prededuzione
Il credito del professionista che abbia assistito l'imprenditore nella presentazione della domanda di concordato preventivo può godere della prededuzione a condizione che il suo operato si sia rivelato utile per la massa dei creditori, con la precisazione che l'attività professionale dedicata alla presentazione della domanda di concordato con riserva, grazie alla antergazione degli effetti del successivo fallimento, ha sicuramente attitudine conservativa di utilità per i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30 Gennaio 2015. Segue...
Domanda di concordato preventivo in bianco – Mancata ammissione – Credito del professionista – Prededuzione – Sussistenza
Fallimento – Concordato Preventivo – Credito del professionista derivante dalla predisposizione di business plan per la società ammessa a concordato preventivo poi revocato ex art. 173 l. fall. – Credito sorto in funzione della procedura concorsuale – Prededuzione ex art. 111, secondo comma, legge fall. – Ammissione del debitore alla procedura di concordato – Presunzione di funzionalità della prestazione – Sussistenza
Fallimento – Concordato Preventivo – Prededuzione ex art. 111, secondo comma, legge fall. – Ammissione del debitore alla procedura di concordato – Presunzione di funzionalità della prestazione – Prova contraria – Elementi
Il credito del professionista che abbia svolto attività di consulenza alla società ammessa alla procedura di concordato preventivo (nella specie, predisposizione di business plan) rientra tra i crediti sorti "in funzione della procedura concorsuale", e, come tale, va soddisfatto in prededuzione nella successiva procedura di fallimento ai sensi dell'art. 111, secondo comma, legge fall., senza che a ciò osti la revoca dell’ammissione della società alla procedura di concordato preventivo ex art. 173 l. fall., giacchè l’ammissione del debitore a detta procedura importa presunzione di funzionalità della prestazione finalizzata a realizzare detta ammissione. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Ferma la presunzione di funzionalità della prestazione derivante dalla ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo, nel caso di successiva apertura del fallimento detta presunzione di funzionalità potrà essere inficiata dalla dimostrazione, da parte del curatore, dell’esistenza di manifesta inutilità ed anzi di dannosità del concordato per i creditori, per esempio, per la scoperta di atti di frode che il curatore dimostri essere conosciuti, o conoscibili con l’ordinaria diligenza, dal professionista ovvero in tutti i casi in si è registrata una erosione del patrimonio a disposizione della massa, causata da una rovinosa continuazione dell’attività di impresa, senza alcun vantaggio concreto dalla retrodatazione del periodo sospetto derivante dalla consecuzione delle procedure. In tali ipotesi verrebbe addirittura meno non solo la prededuzione, ma anche e più a monte l’esistenza stessa del credito del professionista, per inadempimento rispetto al modello legale di concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Va pertanto riconosciuta la prededuzione al credito del professionista che ha prestato attività di consulenza in favore del debitore ammesso alla procedura di concordato, ogni qualvolta l’attività prestata dal professionista i) abbia permesso l’ammissione alla procedura di concordato, ii) appaia estranea alle problematiche che hanno condotto alla revoca ex art. 173 l. fall. per mancanza di informazione ai creditori e iii) non sia stata oggetto di specifica critica da parte degli organi della procedura, non essendo state evidenziate carenze, illogicità della prestazione o inattuabilità manifesta del piano. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 10 Dicembre 2014. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Concordato preventivo - Finalità - Crediti dei professionisti sorti prima dell'entrata in vigore del nuovo art. 111 legge fall. - Prededucibilità - Condizioni - Adeguatezza funzionale con le necessità risanatorie dell'impresa - Utilità dei creditori - Necessità
Va condiviso l’orientamento di Cass. 2013/8534 per cui lo scopo del concordato preventivo è non solo quello del recupero aziendale, ma anche quello di soddisfare - per quanto possibile - i creditori. Ne consegue che al credito dei professionisti, che abbiano prestato la loro opera, anche prima dell'entrata in vigore del nuovo art. 111 legge fall., per il risanamento dell'impresa ovvero per prevenirne la dissoluzione, può essere riconosciuta la collocazione in prededuzione nella misura in cui le relative prestazioni si pongano in rapporto di adeguatezza funzionale con le necessità di risanamento dell'impresa e siano state in concreto utili per i creditori, per aver loro consentito una sia pur contenuta realizzazione dei crediti. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 27 Novembre 2014. Segue...
Con riferimento ai crediti derivanti dallo svolgimento di tutte le altre prestazioni professionali rese in favore del debitore poi fallito, in assenza quindi di presunzioni di sorta, la prededuzione potrà essere negata ogni qual volta il professionista non dimostri che tali attività ove correttamente eseguite si siano rivelate utili per la tutela dell’interesse dei creditori della società fallita. Quanto ai profili processuali, pare evidente che il riconoscimento della prededuzione, attiene alla qualificazione giuridica (processuale) del credito ed è quindi rilevabile d’ufficio dal giudice delegato (o dal collegio in sede di opposizione allo stato passivo), purché il fatto sia stato allegato dal curatore o dai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Ottobre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Compenso dei professionisti nella predisposizione e presentazione del piano - Crediti prededucibili
Il compenso dei professionisti che assistono la società nella predisposizione e presentazione del piano concordatario rientra nella previsione generale di cui all'articolo 111, comma 2, L.F., il quale qualifica come prededucibili i crediti sorti "in occasione o in funzione" di una procedura concorsuale, nel cui ambito rientra il concordato preventivo, senza necessità di apposita dichiarazione del tribunale in sede di ammissione alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 31 Luglio 2014. Segue...

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 111
 art. 161
 art. 111
 art. 67
 art. 111
 Cass. 
 art. 173
 art. 111
 art. 111
 art. 173
 art. 173
 art. 111
 Cass. 
 art. 111