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Timestamp: 2018-01-22 06:23:43+00:00

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Michele Bordo | Il blog | Page 122
Mozione – 1/00175. Istituzione fondo straordinario a favore dei Comuni colpiti dall’alluvione
nei giorni compresi tra il 22 e il 24 aprile 2009, la parte settentrionale della provincia di Foggia, con particolare riferimento alle aree del Preappennino Dauno Nord e dell’Alto Tavoliere, è stata colpita da eventi alluvionali che hanno provocato l’esondazione del fiume Fortore e di tutti i corsi d’acqua minori della zona;
a seguito dell’anomalo afflusso d’acqua si è reso necessario adottare le procedure tecniche di svuotamento della diga di Occhito, con conseguente allagamento di migliaia di ettari di terreno agricolo a valle dell’invaso che sorge al confine tra la Puglia e il Molise;
le esondazioni, oltre ad aver provocato, a più riprese, il blocco della circolazione sulla strada statale n. 17, sull’autostrada A14, sulla linea ferroviaria Adriatica e su numerose altre arterie stradali provinciali, hanno arrecato danni per almeno 50 milioni di euro alle aziende agricole ed alle colture di grano duro, ortaggi e barbabietole, diffuse su migliaia di ettari di terreno negli agri dei Comuni di Chieuti, Lesina e Serracapriola;
le abbondanti piogge e le conseguenti frane hanno distrutto ampi tratti della rete viaria provinciale dell’area, provocando l’isolamento di alcuni centri collinari, e la gran parte del sistema della viabilità rurale di competenza comunale;
la stessa area è stata interessata da eventi alluvionali già nei primi giorni di marzo di questo stesso anno, che provocarono l’esondazione dei corsi d’acqua ed i conseguenti danni alle coltivazioni ed alle infrastrutture logistiche,
a procedere con urgenza al riconoscimento dello stato di calamità naturale per le zone colpite dall’alluvione;
a stanziare un fondo straordinario di 50 milioni da impiegare per interventi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore delle aziende agricole danneggiate, anche in deroga alle norme che regolano l’intervento dello Stato in casi del genere;
ad assegnare alla Regione Puglia un fondo straordinario di 10 milioni di euro, vincolato agli interventi di ricostruzione e manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e comunale dell’area alluvionata;
a stanziare un fondo straordinario di 10 milioni di euro per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua esondati, allo scopo di prevenire ulteriori danni al territorio ed alle comunità. (1-00175)
«Bordo, Mastromauro, Boccia, Losacco, Bellanova, Gaglione, Servodio, Capano, Gozi, Vico».
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Interrogazione a risposta scritta – 4/02936. Rischio crollo del Ponte Romano di Pelino di Sant’Agata di Puglia
il territorio della provincia di Foggia, conosciuto nell’antichità con il nome di Daunia, rappresenta uno dei bacini archeologici più ricchi e, al contempo, poco conosciuti e ancor meno valorizzati della Puglia e dell’Italia meridionale peninsulare;
parte integrante di tale patrimonio è il Ponte Romano di Palino, località del territorio di Sant’Agata di Puglia, maestosa testimonianza delle antiche fortune di questa terra costruito in mattoni e pietra, lungo circa 211 metri ed alto 11;
la sua costruzione si fa risalire al periodo in cui fu realizzata la Aurelia Aeclanensis che da Aeclanum (l’attuale Mirabella Eclano) conduceva ad Herdonia (oggi Ordona) per congiungersi alla via Traiana, che collegava l’Adriatico al Tirreno;
a causa di una frana, nel marzo del 2005 il Ponte è stato gravemente lesionato e da allora è in uno stato di evidente abbandono, ulteriormente aggravato dalle abbondanti piogge cadute localmente questo inverno, che ne hanno gravemente compromesso l’equilibrio statico -:
se e come, valutata la eccezionalità dell’evento calamitoso e l’importanza storica del manufatto, il governo intenda intervenire per scongiurare il rischio del crollo del Ponte Romano di Pelino, che cancellerebbe un pezzo unico del patrimonio storico della provincia di Foggia. (4-02936)
Interrogazione a risposta scritta – 4/02931. Situazione lavorativa del personale ATA
BORDO. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Per sapere – premesso che:
a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 8 della legge 124 del 1999, il personale ATA della scuola è stato trasferito dagli Enti Locali allo Stato;
le norme attuative di tale trasferimento non prevedevano il riconoscimento, economico e giuridico, dell’anzianità maturate nell’ente locale di provenienza, dando così origine ad una vertenza sull’intero territorio nazionale approdata, dopo molte sentenze, favorevoli ai lavoratori, dei giudici di I e II grado, al definitivo riconoscimento del diritto in questione da parte della Corte di Cassazione (tra le altre, sentenza n. 3356/05);
con la Legge Finanziaria del 2006 (articolo 1, comma 218 della legge n. 266 del 2005) il Parlamento ha offerto una «interpretazione autentica» della norma oggetto della vertenza, modificando l’articolo 8, comma 2, della legge n. 124 del 1999;
la Corte Costituzionale, con sentenza n. 434 del 18 giugno 2007, ha dichiarato la legittimità della norma di interpretazione autentica di cui all’articolo 1, comma 218, della Legge Finanziaria per il 2006;
nel gennaio 2008 la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha pubblicato una serie di sentenze di rigetto della richiesta di riconoscimento dell’anzianità dei lavoratori transitati dagli enti locali allo Stato, mutando il precedente orientamento alla luce della citata sentenza della Corte Costituzionale e concludendo la vertenza sul piano legale in senso sfavorevole ai lavoratori;
la Corte di Cassazione ha escluso, inoltre, eventuali ricorsi alla Corte di Giustizia Europea, ritenendo che «il legislatore nazionale è rimasto entro i limiti consentitigli dalla Convenzione europea»;
a seguito di tali sentenze il Ministero dell’Istruzione ha attivato le procedure di recupero degli arretrati versati ai dipendenti sulla base delle originarie pronunce della Corte di Cassazione;
il mutamento dell’orientamento della Corte di Cassazione ha determinato l’insorgere di un diverso trattamento giuridico ed economico riservato a lavoratori della medesima categoria, come rilevato anche in sede parlamentare con l’approvazione della legge n. 244 del 2007 (la Legge Finanziaria per il 2008) il cui articolo 3, comma 147 prevede che: «in sede di rinnovo contrattuale del personale della scuola relativo al biennio economico 2008-2009 viene esaminata anche la posizione giuridico-economica del personale ausiliario, tecnico e amministrativo trasferito dagli enti locali allo Stato in attuazione della legge 3 maggio 1999, n. 124»;
prima dell’approvazione della citata norma, la Camera dei Deputati aveva approvato un ordine del giorno (9/3256/64), fatto proprio dal Governo, con cui «impegna il Governo a valutare la possibilità di inserire nella definizione dell’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale disposizioni volte al reperimento delle risorse necessarie per affrontare compiutamente in tale biennio il riconoscimento dell’anzianità di servizio del personale in oggetto»;
per effetto della Legge Finanziaria per il 2008, la normativa di cui si tratta dovrà essere ridefinita in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al biennio 2008-09;
le organizzazioni sindacali confederali hanno chiesto al Ministero per l’Istruzione di adottare provvedimenti straordinari idonei a sospendere la restituzione degli arretrati già percepiti e di avviare l’esatta ricognizione delle anzianità possedute al momento del passaggio del personale ATA dagli enti locali allo Stato -:
se e come il Governo intenda intervenire per evitare che, nelle more della definizione del CCNL, i lavoratori protagonisti della vertenza ed i loro eredi siano obbligati a restituire quanto legittimamente percepito a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione che hanno definito a loro favore i giudizi a suo tempo intentati.(4-02931)
Interrogazione a risposta scritta – 4/02641. Realizzazione della diga di Piano dei Limiti
BORDO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali – Per sapere – premesso che:
il 29 settembre 2004, su richiesta del Ministro per le politiche agricole pro tempore, è stata inserita la realizzazione della diga di Piano dei Limiti, a servizio dei territorio pugliese, nella dotazione finanziaria assegnata alla Regione Puglia dal Cipe;
il progetto dell’opera pubblica, redatto nel 1983 dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata, prevede la costruzione di un invaso sul fiume Fortore, a valle della diga di Occhito, per la raccolta dell’acqua di alcuni affluenti minori del citato fiume;
il Consorzio per la Bonifica della Capitanata, che dovrebbe realizzare e gestire l’impianto, stima una capacità d’accumulo di 42 milioni di metri cubi d’acqua che sommergerebbero 505 ettari: 285 in Puglia, nei Comuni di Casalnuovo Monterotaro (197), Carlantino (76) e Celenza Valfortore (12); 220 in Molise, nei territori di Collotorto (214) e San Giuliano di Puglia (6);
la costruzione della diga di Piano dei Limiti compenserà, seppure parzialmente, il prelievo dalla diga di Occhito di 64 milioni di metri cubi d’acqua effettuato dall’Acquedotto pugliese per garantire gli usi civili nella provincia di Foggia, e di 20 milioni di metri cubi d’acqua consumati dalle industrie locali: prelievi entrambi non previsti all’epoca della costruzione dell’invaso, progettato e realizzato ad esclusivo servizio dell’agricoltura;
l’invaso di Piano dei Limiti consentirebbe una migliore e più frequente manutenzione di quello di Occhito, a vantaggio della sicurezza delle popolazioni e del territorio;
il costo stimato dell’opera è di 118 milioni di euro: 95 rivenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS); 23 garantiti dall’Accordo di Programma sottoscritto nel dicembre del 2002 tra Regione Puglia e Ministero delle politiche agricole;
dall’interregionalità dell’opera pubblica citata deriva la necessità della sottoscrizione di un’Intesa istituzionale tra Governo, Regione Puglia e Regione Molise, anche per la regolazione delle competenze amministrative e demaniali;
allo scopo di scongiurare il definanziamento dell’opera, nei primi giorni di gennaio, i presidenti delle Regioni Puglia e Molise hanno indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri per chiedere una proroga dello stanziamento e la sottoscrizione dell’Intesa istituzionale;
il 23 gennaio 2009, il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio e per i rapporti con le regioni hanno sottoscritto, con il presidente della regione Molise, il 1o Atto Integrativo della Intesa Generale Quadro del giugno 2004, in cui si cita esplicitamente la realizzazione dell’invaso di Piano dei Limiti e di opere di compensazione per le popolazioni locali connesse alla realizzazione della diga di Piano dei Limiti, per una spesa prevista di 130 milioni di euro -:
se il Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali sia a conoscenza della predetta intesa e quali siano i suoi orientamenti;
se e come il Governo intenda procedere alla sottoscrizione di analoga intesa istituzionale con la regione Puglia;
se e come il Governo intenda programmare opere di compensazione per le popolazioni locali della Puglia, anche considerando la maggiore quota di territorio sottratto alle ordinarie attività sociali ed economiche. (4-02641)
Interrogazione a risposta scritta – 4/02640. Adeguamento tabella di valutazione del Regolamento per le supplenze del personale docente
in data 28 luglio 2008, il Tar Lazio ha emesso la sentenza n. 6421 del 2008 con cui si modifica radicalmente la tabella di valutazione dei titoli ai fini della compilazione delle graduatorie permanenti per l’insegnamento nella scuola pubblica, ripristinando la valutazione del servizio militare di leva e dei servizi sostitutivi assimilati;
il Regolamento per il conferimento delle supplenze al personale docente ed educativo emanato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca precisa che il servizio militare, ed il servizio civile sostitutivo, è valutato solo se espletato in costanza di nomina;
tale determinazione non tiene conto dell’esistenza dell’obbligo di leva fino al 2002, dunque dell’impossibilità, da parte dei cittadini riconosciuti «abili e arruolati», di rinunciare o rinviare l’adempimento, pena l’arresto e la condanna penale per diserzione;
l’articolo 20 della legge n. 958 del 1986 ha introdotto la valutabilità del servizio militare, indipendentemente dalla costanza di rapporto d’impiego (Circolare n. 85749 del 20 febbraio 1992 del Dipartimento della funzione pubblica);
l’articolo 7 della legge 30 dicembre 1991 n. 412, nel fornire l’interpretazione autentica della legge n. 985 del 1986, ha precisato che il servizio valutabile ex articolo 20 della citata legge «è esclusivamente quello in corso alla data di entrata in vigore» della medesima legge, «nonché quello prestato successivamente»;
il comma 7 dell’articolo 485 del decreto legislativo n. 297 del 1994 ha recepito il contenuto della norma di cui all’articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974 n. 417, secondo cui il servizio militare di leva è valutato nella stessa carriera, agli effetti dell’articolo 81 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica, come servizio non di ruolo -:
se e come il Governo intenda intervenire per adeguare la tabella di valutazione del Regolamento per il conferimento delle supplenze al personale docente ed educativo alla citata sentenza del Tar Lazio ed alle richiamate disposizioni normative, allo scopo di evitare quella che all’interrogante appare un’arbitraria ed anticostituzionale discriminazione in danno dei cittadini che hanno prestato il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati in data antecedente all’avvio del rapporto d’impiego. (4-02640)
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References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 3
 sentenza 
 articolo 20
 sentenza