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Timestamp: 2020-08-10 21:39:48+00:00

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Funzione giurisdizionale — appunti di "diritto" gratis — TruCheck.it
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La funzione g ha le stesse caratteristiche della norma giuridica: astrattezza, generalità e coercibilità (è obbligatoriamente applicata); agli organi giudicanti spetta di accertare le eventuali violazioni e di applicare le norme dell’ordinamento ai casi concreti; presenta il requisito della neutralità (esercita unicamente al fine di assicurare il rispetto del diritto); l’applicazione delle norme alle situazioni concrete è affidata agli organi del potere giudiziario o giurisdizionale, inquadrati nella Magistratura
b) Roma: inizialmente la funzione g era affidata al re, con l’età repubblicana si afferma una specifica categoria di funzionari (cittadini maschi esponenti delle grandi famiglie) con nessuna retribuzione, in seguito nomina attribuita al console e nell’ultimo periodo all’imperatore
2. PERIODO FEUDALE --> la Magistratura scompare e la funzione g è affidata al Signore feudale che applicava la “propria” legge
3. RESTAURAZIONE (inizio 800) --> negazione dell’autonomia dei giudici, funzione g sotto il controllo del potere politico
4. OGGI --> potere g separato e indipendente dagli altri poteri (in seguito a lotte per i diritti civili fondamentali e contro l’assolutismo), affermazione del principio di supremazia della legge (o di legalità: tutti, compreso il re, devono essere subordinati alla legge e il potere g dev’essere indipendente dalla Corona) --> solo agli inizi del 900 istituzione del Consiglio superiore della magistratura e della Corte suprema di giustizia in Italia)
1. autonomia e indipendenza dei giudici (dagli altri poteri dello stato) --> la giustizia è amministrata in nome del popolo (trova compimento nella sovranità popolare); carattere autonomo e indipendente della Magistratura:
- inamovibilità: i magistrati non possono essere dispensati, sospesi o destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio Superiore della Magistratura (organo che assicura l’indipendenza organizzativa ai giudici)
- assenza di rapporto gerarchico all’interno dell’ordine giudiziario: i magistrati si distinguono fra loro solo per diversità di funzioni, in base alla competenza (sono diversi per materia rispetto alle controversie per ambito territoriale e per gradi del procedimento giudiziario)
- del giudice naturale: l’organo giudicante dev’essere stabilito prima che la controversia sorga (nel periodo fascista tale principio era ampiamente disatteso)
- motivazione: consente al soggetto interessato di conoscere le ragioni che hanno condotto l’organo giudicante a formulare una data sentenza
- presunzione di non colpevolezza dell’imputato: l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva
- diritto di difesa: l’accusato deve disporre del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua linea di difesa |
diritto di ottenere l’interrogatorio dinanzi al giudice di colui che lo accusa ed eventualmente del confronto diretto con quest’ultimo; le prove a carico dell’imputato si devono necessariamente formare e verificare nel corso del giudizio
- obbligatorietà dell’azione penale da parte del Pubblico ministero (che non può abbandonare o archiviare il caso)
l’imputato) atti dovuti o ritarda
- non è lui ma le parti che chiedono l’interesse per una fattispecie concreta
¤ l’azione di responsabilità viene svolta contro lo stato per il risarcimento dei danni ed esso in seguito esercita un’azione di rivalsa nei confronti del giudice (- 30% dello stipendio annuo)
- diritto inviolabile alla difesa: diritto al contraddittorio (possibilità di far valere le proprie ragioni e/o ribattere alle accuse) e diritto all’assistenza legale (--> diritto al gratuito patrocinio per i non abbienti: chi non ha sufficienti mezzi economici è comunque difeso da un avvocato)
Libera g: serve per tutelare determinati interessi, ma non c’è una controversia (es. tradimento tra coniugi)
* competente in materia di pensione e per l’appropriazione indebita di denaro da parte di funzionari dello stato
∞ competenti per questioni circa l’esercito
speciale (si occupa di specifiche materie) straordinario (è individuato “ad hoc” dopo l’inizio della controversia)
L’obbligo della motivazione rappresenta una delle garanzie che assicurano correttezza a trasparenza al procedimento g (o giudiziario), ossia all’insieme degli atti, delle operazioni e delle fasi che conducono alla formulazione di un giudizio (sentenza) in sede civile, penale o amministrativa; tale obbligo permette all’interessato di poter impugnare la sentenza, ricorrendo ad un altro giudice e quindi avviando un ulteriore procedimento
Il nostro sistema g prevede sempre la possibilità d’appello (ricorso in appello), cioè di richiedere, esauritosi il primo procedimento (1° grado), una seconda pronuncia da parte di un giudice diverso dal precedente (2° grado), avanzato da chi non si ritenga soddisfatto della sentenza di 1° grado
È inoltre previsto un rimedio a carattere straordinario qualora la sentenza emessa nel giudizio di 2° grado sia stata giuridicamente viziata; ciò si realizza quando la decisione dell’organo giudicante di 2° grado è stata emessa in violazione delle norme dell’ordinamento; tale ricorso non è esperibile per questioni di merito, in quanto il giudice competente in relazione a esso non entra nel merito del caso, limitandosi a verificare che il processo sia stato condotto in modo conforme al diritto
- l’attore (colui che intende far accertare l’esistenza di un proprio diritto o ne lamenta la violazione ad opera di un altro soggetto)
- il convenuto (il soggetto convenuto in giudizio dall’attore; mentre quest’ultimo ha il potere di agire nei suoi confronti, il convenuto ha il correlativo diritto di contraddire alla domanda esercitata dall’attore, muovendo eventuali eccezioni alle pretese dell’attore)
3. Corte d’appello
- diviso in sezioni civili e penali, ciascuna delle quali giudica con l’intervento di un Presidente di sezione e 4 consiglieri
- se una causa le viene sottoposta per la 2^ volta è previsto che il 1° Presidente possa deferirla alle sezioni riunite, nel qual caso il giudizio avviene con l’intervento di 9 consiglieri scelti tra i componenti di tutte le sezioni
- istituito presso ogni sede di Corte d’appello
- composto da una magistratura di Corte d’appello (presidente), un giudice di Tribunale e 2 cittadini (1 uomo e 1 donna) in qualità di esperti scelti fra specialisti in biologia, psichiatria, pedagogia e psicologia, aventi non meno di 30 anni (durano in carica 3 anni e possono essere riconfermati)
- ha il compito di valutare l’esercizio della podestà parentale e l’adozione
La g (o giustizia) penale ha per fine l’accertamento di eventuali responsabilità penali a carico di coloro che siano accusati di aver commesso dei reati a l’applicazione delle pene relative
Caratteristica dell’illecito penale è che l’azione contro il presunto responsabile di esso viene direttamente assunta dallo Stato (attore) anziché essere affidata all’iniziativa del soggetto leso dal comportamento criminoso (convenuto)
Se una persona viene accusata di illecito penale (es: omicidio colposo) deve subire il giudizio davanti al Tribunale, altri soggetti (es: i familiari) possono costituirsi in giudizio e costituire la parte civile, chiedendo il risarcimento dei danni morali e materiali, ma possono anche rinunciare a farlo, senza per questo che il processo penale s’interrompa (esso prosegue indipendentemente dall’accertamento dell’illecito civile a carico della persona), in quanto il reato costituisce una violazione di legge che danneggia strettamente l’intera collettività
2. dell’irretroattività della legge penale --> nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso (fa eccezione il caso che la nuova norma penale sia più favorevole al reo)
3. della personalità dell’azione penale --> la responsabilità penale è personale, nessuno può essere condannato per fatti che siano stati commessi da altri (non vige l’ipotesi di responsabilità oggettiva)
4. della presunzione di non colpevolezza dell’imputato sino alla condanna definitiva --> l’irrogazione della pena avviene soltanto a seguito di sentenza di condanna passata in giudicato, cioè inappellabile
5. dell’umanità delle pene --> le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra
- ha competenza residuale (a esso spetta giudicare le cause che esulino dalla competenza del Giudice di pace e della Corte d’assise
- è competente per reati che comportino la pena dell’ergastolo o la reclusione non inferiore a 24 anni
4. Corte d’appello
5. Corte d’assise d’appello
- giudice di 2° grado rispetto alle sentenze emesse dalla Corte d’assise
- decide sulle impugnative alle sentenza di 2° grado pronunciate dalla Corte d’appello e dalla Corte d’assise d’appello per sole questioni attinenti al diritto
il procedimento penale presenta un’estrema complessità e dal 1988 ha subito delle modifiche in seguito al nuovo Codice di procedura penale
- il giudice non ricopre un’assoluta posizione - distingue nettamente la fase istruttoria,
di neutralità nell’ambito del processo, poiché egli affidata al Giudice per le indagini
è anche accusatore dell’imputato preliminari e al Pubblico ministero, dalla
testi e svolge tutta l’attività preliminare al neutralità, avendo di fronte le 2 parti
dibattimento (fase istruttoria contrapposte: l’imputato difeso dal suo
- le indagini svolte dal Pm servono ad acquisire gli elementi necessari per poter giungere a formulare l’imputazione, tesi accusatoria che dovrà essere verificata nel corso del dibattimento
- le indagini preliminari hanno inizio con la notizia di reato e l’iscrizione della persona nel registro degli indagati, che da questo momento è definita sottoposta a indagini
- il Gip è il giudice che sovrintende alla fase delle indagini preliminari, egli controlla la legittimità dell’attività investigativa condotta dal Pm e la correttezza della relativa azione penale
- le indagini preliminari si chiudono con la formulazione dei capi d’imputazione da parte del Pm o con la richiesta di archiviazione (il Gip può richiedere che il Pm svolga ulteriori indagini se non ritiene di dover aderire alla richiesta di archiviazione)
- in seguito avviene l’interrogatorio dei testi anche mediante confronto con l’imputato
- la sentenza può disporre la condanna dell’imputato o il suo proscioglimento
- giudizio abbreviato: è richiesto dall’imputato; è lo stesso Giudice per le indagini preliminari a decidere con sentenza; la pena comminata è ridotta di 1/3; è esperibile per tutti i reati che non comportino la pena dell’ergastolo; mira a snellire la procedura
- patteggiamento: con il consenso di entrambe le parti (Pm e imputato); le parti si accordano fra di loro; viene richiesta una riduzione della pena; non è appellabile in quanto l’imputato rinuncia ad avanzare opposizione rispetto alla sentenza del giudice
- giudizio direttissimo: su richiesta del Pm; solo se vi sono rilevanti elementi di colpevolezza a carico dell’imputato (flagranza di reato o confessione); ha una più rapida procedura
- la sentenza decide in merito alla lite portata all’attenzione del giudice
- è strutturata in una parte iniziale (indicazione dell’ufficio giudiziario che la emette, i nominativi delle parti e le rispettive conclusioni), in una centrale (motivazione sulla quale la sentenza logicamente si fonda), e in una finale (decisione finale)
C) di condanna --> il giudice afferma la sussistenza di una volontà di legge che garantisca un bene a una delle parti in causa, imponendo all’altra parte l’obbligo a una determinata prestazione, che può consistere in un facere, in un non facere o in un dare
- la sentenza deve contenere l’intestazione, i capi di imputazione, le conclusioni delle parti, i motivi di fatto e di diritto su cui poggia la decisione del giudice, le prove addotte dalle parti, la motivazione e la sentenza con gli articoli di legge applicati al caso
- la sentenza può dar luogo al proscioglimento dell’imputato o alla sua condanna

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