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Timestamp: 2019-05-19 16:24:42+00:00

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Sentenze e Decreti - Pagina 2 di 2 - Acogi
22 Gen 2019 | Sentenze e Decreti
Il Tar respinge anche le tesi della sala, secondo cui l’ordinanza del sindaco non sarebbe sufficientemente motivata, e sarebbe sproporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti. Nell’udienza di merito del 21 novembre scorso, alcune ricorrenti avevano sottolineato che i giocatori patologici in cura presso le strutture romane fossero lo 0,08% della popolazione complessiva. Il collegio, prima di tutto sottolinea che l’ordinanza, sebbene “in quanto atto generale, non soggiaccia all’obbligo di motivazione ex art. 3 della legge n. 241/1990”, contiene comunque “un puntuale riferimento alle esigenze di tutela della salute pubblica e del benessere individuale e collettivo dei cittadini”. Per il Tar, Roma Capitale ha sciolto “un’attenta istruttoria”. Dai dati forniti dai Ser.D. “emerge un aumento progressivo del numero di soggetti in carico ai servizi di cura per le dipendenze del Lazio e di Roma”; in particolare “l’andamento temporale dei pazienti in trattamento presso i Ser.D di Roma e del Lazio negli ultimi 6 anni (2012-2017) mostra un aumento progressivo delle presenze nei servizi di cura passato, a Roma, dagli 82 casi del 2012 ai 323 casi del 2017”. E ancora, “il dato relativo ai primi mesi del 2018 (5 mesi) si rivela, a dir poco, preoccupante (218 casi)”. Per il Tar, insomma, “è evidente il sensibile aumento di casi denunciati nella città di Roma che, nell’arco di 5 anni, si è quadruplicato”. Senza contare che “i casi patologici di dipendenza dal gioco che sono emersi e che emergono rappresentano soltanto una minima parte di quelli complessivi: infatti la maggior parte delle volte essi rimangono sottaciuti, a volte neppure noti a parenti ed amici, per cui non risultano contabilizzati”. Il Collegio conclude che l’ordinanza “ha una valenza fortemente preventiva, in quanto non mira solo a ridimensionare il fenomeno esistente (…) ma a evitare ulteriori casi (…), in particolare tra le fasce più giovani di utenti, come dimostra il fermo degli apparecchi disposto negli orari di uscita dalle scuole”.
17 Gen 2019 | Sentenze e Decreti
Cassazione: “Non basta cambiare titolare per dissequestrare un centro scommesse non autorizzato”
Il dissequestro dei beni a un centro scommesse collegato con un bookmaker estero non autorizzato non può essere concesso con la sola modifica del titolare dell’attività. È quanto si legge in una sentenza della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso relativo a un centro di Taranto collegato all’operatore “Il Sogno di Tolosa”.
Ad aprile 2018 era stato disposto il sequestro delle apparecchiature e dei computer presenti nel centro, contro cui si è opposta la nuova titolare, subentrata una settimana dopo, sostenendo di avere avviato una attività “completamente estranea” alla prima. La Cassazione ha stabilito che l’ordinanza del Tribunale di Taranto, che non ha concesso il dissequestro, non ha “carenza ed illogicità” nelle motivazioni. In particolare, si legge nella sentenza, il Tribunale ha ampiamente evidenziato che “l’attività non era slegata da quella precedentemente e illecitamente intrapresa”, dal momento che “i contenuti dei contratti di affiliazione” tra i due gestori e il bookmaker “sono perfettamente sovrapponibili”.
La stessa ricorrente ha inoltre “espressamente ribadito di voler continuare tale attività – la quale, peraltro, si svolge negli stessi locali oggetto di procedimento penale e di relativo sequestro preventivo – giustificando questa scelta sull’immotivato e apodittico assunto che la gestione di questo centro scommesse sia pienamente legittima”.
Inoltre, si legge ancora, in merito alla licenza di pubblica sicurezza, “la difesa ha solo dedotto che vi è una richiesta di rilascio della stessa, evidentemente non sufficiente ad alcun fine”. Nel ricorso per il dissequestro non sarebbero infine dimostrati “comportamenti discriminatori” nei confronti del bookmaker per una “illegittima esclusione dalle gare”, indicando “genericamente l’esistenza di numerose pronunce giurisprudenziali”, mentre la società “Il Sogno di Tolosa”, come ha evidenziato il Tribunale, “non ha mai presentato la richiesta di regolarizzazione” prevista dalla sanatoria del 2014.
18 Dic 2018 | News,Sentenze e Decreti
La Leaderbet, che aveva sede In Andria (BT) e che operava nel settore delle scommesse, operava lecitamente. Questo ha stabilito, in data 13.12.2018, il Tribunale monocratico di Trani che ha assolto il titolare del centro, accusato di aver operato senza le necessarie autorizzazioni.
L’agenzia, difesa dall’Avv. Rossana Fallacara (Presidente di Acogi Onlus – associazione italiana dei consumatori e operatori del gioco), aveva sede in via Vochieri in Andria allorquando è stata oggetto di un controllo da parte degli accertatori dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli della direzione territoriale per la Puglia, di concerto con gli agenti della Guardia di Finanza di Andria.
Era il 27 agosto 2013 e, al termine della verifica fiscale, gli ispettori emisero un verbale a seguito del quale è stato avviato un procedimento giudiziario contro lo shop agent finito sotto processo con l’accusa di raccolta abusiva di scommesse sportive sprovvisto dell’autorizzazione ex art. 88 del TULPS.
L’epilogo processuale, per il centro di commercializzazione collegato al bookmaker Leaderbet è stato positivo ma, sebbene sia stata preservata la posizione giuridica del titolare, la stessa cautela non poteva certamente attivarsi per l’attività che intanto è cessata.
Riservate le motivazioni a giorni trenta dalla lettura del dispositivo.
12 Set 2013 | Sentenze e Decreti
Sentenza Biasci
Scarica il PDF della Sentenza emessa il 12 settembre 2013.
23 Gen 2013 | Sentenze e Decreti
Scarica il PDF della Sentenza emessa il 23 gennaio 2013.
13 Set 2012 | Sentenze e Decreti
Scarica il PDF del testo del Decreto-Legge emesso il 13 settembre 2012.
16 Feb 2012 | Sentenze e Decreti
Sentenza Zungri
Scarica il PDF della Sentenza emessa il 16 febbraio 2012.

References: art. 3
 sentenza 
 art. 88

Sentenza 
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