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Timestamp: 2018-12-15 18:48:04+00:00

Document:
Interessante decreto del Giudice Tutelare del Tribunale di Varese
(scarica qui il decreto) - (scarica qui la sentenza)
Se il Comune è inottemperante alla sentenza del TAR e mantiene in vigore regolamenti annullati, l'amministratore di sostegno ha l'obbligo di promuovere azione giudiziale contro il Comune.
Lo dice il Giudice Tutelare del tribunale di Varese nel decreto del 20 dicembre 2011.
La questione riguarda l'inottemperanza del Comune di Castiglione di Olona alla sentenza 14 maggio 2010 n. 1482. Il Tar aveva annullato i regolamenti Comunali che nel caso di specie, per la determinazione del riparto tra amministrazione ed utente delle quote del servizio di C.D.D. non prevedevano la situazione economica del solo assistito - disabile grave- a prescindere dal valore dell'I.S.E.E. riferibile al nucleo familiare cui il disabile appartiene.
Leggi tutto: Decreto 6821
Anche il Tar di Bari sostiene che la retta deve essere sostenuta dal reddito del solo disabile e non dalle famiglie.
Anche il TAR Veneto conferma che per l'erogazione di prestazioni e servizi siocio-assistenziali va considerata la situazione economica del solo assistito (nel pieno rispetto della Convenzione di New York).
UNA PERSONA DISABILE e/o NON AUTOSUFFICENTE OVER 65 RICOVERATA PRESSO UNA STRUTTURA ACCREDITATA PAGA L’IMPORTO DELLA PROPRIA RETTA IN BASE ALLA PROPRIA SITUAZIONE ECONOMICA (ISEE), L’EVENTUALE INTEGRAZIONE SPETTA AL COMUNE DI RESIDENZA E NON AI FAMILIARI!! LO DICE LA LEGGE !!
QUESTA SENTENZA E' INEQUIVOCABILE N. 01908/2011
CAMPAGNA INFORMATIVA SUI DIRITTI ESIGIBILI delle persone con handicap in situazione di gravità
Ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 “Definizione dei livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria” emanato a seguito degli accordi intervenuti tra il Governo, le Regioni a statuto ordinario e speciale e le Province autonome di Bolzano e Trento, le cui norme sono cogenti in base all’articolo 54 della legge 289/2002, il Servizio sanitario nazionale ed i Comuni sono obbligati a garantire, fra l’altro, i seguenti servizi:
- i centri diurni indicati come «prestazioni diagnostiche, terapeutiche e socioriabilitative in regime semiresidenziale per disabili gravi». Gli oneri sono a carico della Asl nella misura minima del 70%;
- “le prestazioni terapeutiche e socioriabilitative in regime residenziale per disabili gravi” (con rette a carico delle Asl nel limite minimo del 70%).
Scarica la sentenza del Consiglio di Stato in formato pdf
Scarica la sentenza del Tar di Milano in formato pdf
IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGEIL RICORSO DEL COMUNE DI PAVIA CHE VOLEVA CONTINUARE A FAR PAGARE AI CONGIUNTI DEI DISABILI LE RETTE PER LA FREQUENZA AI CENTRI RESIDENZIALI (*)
LA CORTE SUPERIORE CON LA SENTENZA 5185 DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 16/09/2011 RICONFERMA LA SENTENZA DEL TAR LOMBARDIA (MILANO) 1488/2010 CHE AVEVA ANNULLATO I REGOLAMENTI DEL COMUNE CHE PREVEDEVANO LA COMPARTECIPAZIONE DEI PARENTI FINO AL 3° GRADO AL COSTO DEI SERVIZI RESIDENZIALI PER I DISABILI GRAVI ED ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI.
Confermata, dunque, la validità dell’operato del MTD che da tempo sostiene la chiarezza delle normative di settore. Esse infatti già prevedono che il pagamento delle rette dei servizi sociali agevolati (*) deve essere determinato esclusivamente dalla situazione economica del solo assistito.
Leggi tutto: Comunicato stampa 20 settembre 2011
I parenti tenuti agli alimenti non devono pagare!
Tar Milano - Sentenza 08-06-2011
Comunicato stampa ADINA - 8 giugno 2011
Comunicato stampa ADINA - Firenze

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 SENTENZA 
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