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Timestamp: 2020-08-05 12:51:55+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10556 del 28/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10556 del 28/04/2017
Cassazione civile, sez. un., 28/04/2017, (ud. 07/02/2017, dep.28/04/2017), n. 10556
sul ricorso 8582/2015 proposto da:
unitamente agli avvocati STEPHAN BEIKIRCHER, RENATE VON GUGGENBERG,
CRISTINA BERNARDI e LAURA FADANELLI;
HYDROPOWER S.R.L., in persona del Presidente pro tempore,
depositata il 10/01/2015.
1. La società Hydropower s.r.l., con domanda del 2 maggio 2005, chiedeva alla Provincia Autonoma di Bolzano di ottenere una concessione di grande derivazione di acqua pubblica, a scopo idroelettrico. Poichè erano state presentate diverse domande tecnicamente incompatibili e quindi in concorrenza tra loro, veniva svolta l’istruttoria, acquisendo i relativi pareri. In particolare, il Comitato ambientale esprimeva parere negativo per la domanda della società predetta, sicchè la domanda veniva rigettata con Delib. 25 gennaio 2010, n. 109. Questa deliberazione ed il sottostante parere del Comitato venivano impugnati dinanzi al TSAP.
2. La società Hydropower s.r.l. proponeva ricorso avverso detta deliberazione al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, anche con riferimento alla domanda che era stata respinta con la Delib. n. 109 del 2010; resisteva in giudizio la Provincia Autonoma di Bolzano.
Il TSAP, con la sentenza qui impugnata avente il n. 4/2015, pubblicata il 10 gennaio 2015, ha accolto il ricorso e, per l’effetto, ha annullato la Delib. Giunta Provinciale n. 1220 del 2012, compensando le spese di lite.
1. Col primo motivo di ricorso la Provincia ripropone l’eccezione di inammissibilità del ricorso per carenza di interesse già rigettata dal giudice a quo, fondata sul fatto che la Provincia Autonoma di Bolzano ha già espletato l’istruttoria relativa alla domanda della società presentata il 2 maggio 2005 e l’ha conclusa col rigetto di cui alla Delib. n. 109 del 2010. La ricorrente, nell’esporre i fatti rilevanti, evidenzia che questa deliberazione, con il sottostante parere, è stata impugnata dinanzi al TSAP ed il giudizio, iscritto col n. 130/2010, è stato definito con sentenza n. 175/2014 del 4 giugno 2014, depositata in cancelleria il 16 luglio 2014 ed il cui dispositivo è stato notificato il 22 settembre 2014. Precisa che questa sentenza è intervenuta nelle more del deposito della sentenza n. 4/2015 qui impugnata.
La sentenza n. 175 del 2014, depositata il 16 luglio 2014, con la quale il TSAP ha respinto il ricorso della società contro la deliberazione di rigetto della domanda, è passata in giudicato.
Non essendo stato possibile svolgere la relativa eccezione nella fase di merito del presente giudizio, in quanto il passaggio in giudicato è intervenuto in epoca successiva all’udienza di precisazione delle conclusioni (svoltasi il 20 novembre 2013), la Provincia Autonoma di Bolzano ha proposto un ricorso per revocazione della sentenza n. 4/15 del TSAP, depositata il 10 gennaio 2015, qui impugnata. La revocazione è stata richiesta ai sensi del T.U. n. 1775 del 1933, art. 199, che rinvia all’art. 395 c.p.c., n. 5, per contraddittorietà con il giudicato formatosi sulla sentenza n. 175/14.
Il ricorso per revocazione, iscritto col n. 75 del Ruolo Generale dell’anno 2015 del TSAP, è stato definito con sentenza n. 357/2016, decisa il 9 novembre 2016 e pubblicata il 27 dicembre 2016.
Con questa sentenza il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha accolto il ricorso per revocazione e, per l’effetto, ha revocato la sentenza n. 4 depositata il 10 gennaio 2015, dichiarando improcedibile l’originario ricorso e compensando le spese di lite.
2. Data questa pronuncia, va fatta applicazione del principio di diritto, più volte affermato da questa Corte di Cassazione, secondo cui “La revoca della sentenza d’appello impugnata con ricorso per cassazione determina la cessazione della materia del contendere, che dà luogo all’inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche l’interesse ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione (o l’impugnazione), ma anche al momento della decisione, perchè è in relazione quest’ultimo – e alla domanda originariamente formulata – che l’interesse va valutato, a nulla rilevando che la sentenza di revocazione possa essere a sua volta impugnata per cassazione, giacchè la suddetta revocazione costituisce una mera possibilità mentre la carenza di interesse del ricorrente a coltivare il ricorso è attuale, per essere venuta meno la pronuncia che ne costituiva l’oggetto” (così Cass. 25 settembre 2013, n. 21951; cfr., nello stesso senso, già Cass. S.U. 29 novembre 2006, n. 25278 e, successivamente, Cass. 13 febbraio 2015, n. 2934).
Essendo quindi cessata la materia del contendere per l’intervenuta revoca della sentenza n. 4/15 del TSAP qui impugnata, il ricorso va dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse.

References: Sentenza 
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 art. 199
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 Cass. 
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