Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23086-del-17-09-2019
Timestamp: 2020-06-02 18:11:12+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 23086 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23086 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 17/09/2019, (ud. 20/06/2019, dep. 17/09/2019), n.23086
sul ricorso 17082-2015 proposto da:
PROVINCIA DI AVELLINO, elettivamente domiciliato in ROMA VIA GALLIA
86, presso lo studio dell’avvocato GIANLUIGI CASSANDRA,
rappresentato e difeso dagli avvocati GENNARO GALIETTA, OSCAR
MERCOLINO;
AGENZIA DELLE ENTRATE, DIREZIONE PROVINCIALE DI AVELLINO, in persona
avverso la sentenza n. 10411/2014 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST.
di SALERNO, depositata il 02/12/2014;
1. Con il primo motivo la ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione agli artt. 2909 e 2687 c.c.. Sostiene che la CTR erroneamente non ha tenuto conto del giudicato esterno formatosi in ordine alla non applicabilità delle sanzioni previste dal D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, relativamente agli anni di imposta 2007 e 2008, essendo passate in giudicato le sentenze con cui la CTP di Avellino si era pronunciata sul punto.
2. Con il secondo motivo deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13. Sostiene che la sanzione prevista dalla norma i cui al D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, si applica solo in caso di tardivo od omesso versamento di tributi, per il che è esclusa l’applicabilità in relazione al tardivo versamento della tassa di concessione governativa.
4. Il secondo motivo è infondato. Questa Corte ha già affermato il principio, da quale non vi è ragioni per discostarsi, secondo cui il D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, (Ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione), disciplina il profilo sanzionatorio degli omessi versamenti diretti delle imposte, “alle prescritte scadenze”, con applicazione estesa ad “ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto”, dovendosi intendere applicabile la norma anche la tassa di concessione governativa. E ciò tenuto conto del fatto che il termine per il pagamento, da parte dell’utente, della tassa di concessione governativa coincide con quello pattuito per il pagamento del canone contrattuale, in virtù del collegamento operato dalla “nota 1” all’art. 21 della Tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, tra il tributo ed il numero di mesi considerati in ciascuna bolletta, atteso che l’avverbio “congiuntamente”, utilizzato in tale nota, non si riferisce solo alle modalità di versamento del tributo, ma anche al termine di pagamento, determinato per relationem in rapporto a quello previsto per le singole bollette emesse dal gestore ( Cass. n. 21168 del 12/09/2017; Cass. n. 1015 del 17/01/2017; Cass. n. 21777 del 15/10/2014).
5. Il ricorso va, dunque, rigettato e le spese processuali, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza. Poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è respinto, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto al testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, l’art. 13, comma 1 quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione integralmente rigettata.
La corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere all’agenzia delle entrate le spese processuali che liquida in Euro 2.000,00, oltre alle spese prenotate a debito. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1
 art. 13
 art. 13