Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2017/05/24/05/comunic.htm
Timestamp: 2019-08-22 22:26:01+00:00

Document:
﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 24 maggio 2017
Mercoledì 24 maggio 2017. — Presidenza del presidente Francesco BOCCIA. – Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 23 maggio 2017.
Francesco BOCCIA, presidente, dopo aver comunicato le sostituzioni, avverte che l'onorevole Schullian sottoscrive l'emendamento Zanetti 11.26; l'onorevole Cenni sottoscrive le proposte emendative Ghizzoni 22.08, Misiani 36.3 e Incerti 55.016; l'onorevole Antezza sottoscrive l'emendamento Misiani 18.6; l'onorevole Mongiello sottoscrive l'emendamento Misiani 18.6 (Nuova formulazione) e gli articoli aggiuntivi Vico 18.012 e Ghizzoni 22.08; l'onorevole Giampaolo Galli sottoscrive l'emendamento Boccadutri 22.151; l'onorevole Mariano sottoscrive gli emendamenti Misiani 16.2, 18.4, 18.5, 18.6 e 20.7, Marchi 20.8 e 20.9 Marchi, Gasparini 20.13, Marchi 22.19, 25.2 e 40.5; l'onorevole Di Salvo sottoscrive l'articolo aggiuntivo Di Gioia 55.01.
Mauro GUERRA (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative relative all'articolo 15, invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, dell'emendamento Marcon 15.1.
Il viceministro Enrico MORANDO concorda con il parere espresso dal relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Marcon 15.1.
Mauro GUERRA (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 16, propone l'accantonamento degli identici emendamenti De Mita 16.17 e Sgambato 16.10. Invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli identici emendamenti Misiani Pag. 8516.2, Palese 16.1, Pastorelli 16.4, D'Incà 16.3, Simonetti 16.5, Sottanelli 16.6, De Mita 16.18, Cirielli 16.19, Russo 16.8, Pastorino 16.12, Melilla 16.14 e Cominelli 16.15. Propone infine l'accantonamento dell'emendamento Tino Iannuzzi 16.9.
Il viceministro Enrico MORANDO concorda con il parere espresso dal relatore, segnalando che alcune delle proposte di accantonamento si riferiscono a situazioni che riguardano alcune specifiche province, che saranno affrontate nel prosieguo dell'esame del provvedimento.
Edmondo CIRIELLI (FdI-AN) evidenzia che il tema principale da affrontare non è tanto quello di difendere le province e la posizione dei loro amministratori e dipendenti, ma quello di garantire lo svolgimento delle funzioni di questi enti nei confronti dei cittadini, come la manutenzione delle strade e delle scuole superiori e altre di non trascurabile rilevanza, come i controlli ambientali. Si tratta di problematiche che sono percepite dall'opinione pubblica prevalentemente nel momento in cui accade qualche evento tragico, come recentemente avvenuto per l'Hotel Rigopiano. Per quanto riguarda la genesi del problema, ricorda che tagli al finanziamento delle province furono introdotti già dai Governi Monti e Letta, sino ad arrivare alla cosiddetta legge Delrio – legge n. 56 del 2014. Segnala quindi che il proprio gruppo intende presentare una proposta per l'istituzione di una commissione d'inchiesta sugli incidenti che sono stati causati dalla mancata manutenzione e dei quali sono stati ingiustamente accusati i presidenti delle province. Per quanto riguarda il reperimento delle risorse ricorda che alcuni emendamenti propongono, ad esempio, l'utilizzo dei proventi delle sanzioni per le violazioni al codice della strada commesse sulle strade provinciali per effettuare la manutenzione stradale.
Antonio MISIANI (PD) evidenzia che gli identici emendamenti Misiani 16.2, Palese 16.1, Pastorelli 16.4, D'Incà 16.3, Simonetti 16.5, Sottanelli 16.6, De Mita 16.18, Cirielli 16.19, Russo 16.8, Pastorino 16.12, Melilla 16.14 e Cominelli 16.15 non comportano oneri, riguardando la soppressione del recupero del contributo dovuto dalle province, mediante compensazione, da parte dell'Agenzia delle entrate, sull'imposta provinciale di trascrizione. Segnala che la mancata acquisizione di dette entrate può costituire un rilevante problema per le finanze provinciali. Chiede pertanto la riconsiderazione del parere contrario espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo.
Gianni MELILLA (MDP) annuncia la sottoscrizione propria e della collega Albini degli emendamenti Sgambato 16.10 e Tino Iannuzzi 16.9. Si dichiara poi pienamente d'accordo con quanto evidenziato dal collega Misiani e chiede una revisione del parere contrario espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo sugli identici emendamenti Misiani 16.2, Palese 16.1, Pastorelli 16.4, D'Incà 16.3, Simonetti 16.5, Sottanelli 16.6, De Mita 16.18, Cirielli 16.19, Russo 16.8, Pastorino 16.12, Melilla 16.14 e Cominelli 16.15, in considerazione della gravità della situazione finanziaria delle province.
Rocco PALESE (Misto-CR), invitando il Governo ad assumersi le proprie responsabilità, ricorda che i primi interventi in materia di riduzione delle risorse delle province risalgono al Governo Monti, quando l'Unione europea chiese allo Stato italiano una serie di misure di contenimento della spesa pubblica, tra cui il recupero di circa un miliardo di euro destinato alle province. Successivamente si sono seguite diverse proposte volte alla soppressione delle province, sino alla legge Delrio, che mirava alla sostanziale scomparsa di questi enti, ma l'esito del referendum dello scorso dicembre ha bloccato questo processo.
Ritiene che in questa situazione sia necessario prendere atto della volontà dei cittadini e procedere a un immediato rifinanziamento degli enti provinciali, con particolare riferimento alle risorse necessarie per l'edilizia scolastica e la viabilità. Pag. 86Segnala inoltre che le scarse possibilità fiscali delle province sono già state interamente utilizzate, con la fissazione delle aliquote al loro valore massimo, e anche dalle sanzioni per le violazioni al codice della strada non possono essere tratte ulteriori risorse. Al riguardo chiede che le province siano obbligate a utilizzare i proventi dell'imposta sull'assicurazione contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e delle sanzioni per violazione del codice della strada per la manutenzione delle strade.
Conclude esprimendo il timore che, per reperire le risorse necessarie allo svolgimento delle funzioni delle province, siano introdotte nuovi o maggiori imposte.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) ricorda come in passato la maggioranza delle forze politiche fosse propensa all'abolizione delle province e che in quell'ottica si diede avvio al taglio delle risorse finanziarie destinate a questi enti, senza rendersi conto che detta riduzione avrebbe necessariamente comportato l'impossibilità per le province di svolgere le funzioni di loro competenza.
Evidenzia ora la necessità di riconsiderare le scelte fatte in passato, prendendo atto della volontà espressa dai cittadini in ordine al mantenimento di detti enti. È pertanto assolutamente necessario consentire, con adeguate risorse, lo svolgimento delle funzioni delle province e mettere in sicurezza strade e scuole. A questo proposito riconosce che qualche passo in questa direzione è stato fatto, ma ritiene che le risorse siano ancora insufficienti, soprattutto per il biennio 2017-2018.
Nella situazione attuale dichiara che il proprio gruppo sarebbe disponibile ad appoggiare un insieme coordinato di interventi normativi per risolvere questa situazione, in modo che, fermo restando il concorso delle province all'equilibrio di bilancio, si attribuiscano ai medesimi enti consistenti risorse per recuperare almeno in parte i tagli del passato e per poter effettuare i necessari investimenti. Osserva inoltre che l'immediata erogazione di risorse aggiuntive per il corrente anno e per il prossimo, da utilizzare per interventi strutturali, potrebbe concorrere a rafforzare la crescita economica. La spesa per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, soprattutto a decorrere dal 2018, potrebbe infatti determinare un effetto moltiplicatore in termini di crescita ed occupazione.
Tino IANNUZZI (PD) rileva che la questione più importante, da risolvere in sede di conversione del decreto-legge in esame, sia rappresentata dalla necessità di assegnare adeguate e congrue risorse finanziarie aggiuntive per la drammatica ed urgente situazione in cui versano quasi tutte le province italiane, oramai sempre più impossibilitate ad esercitare compiutamente le funzioni fondamentali ad esse assegnate in tema di rete stradale, scuole e ambiente. Sottolinea come da ciò discendano conseguenze fortemente negative sulla erogazione di servizi essenziali per i cittadini e per le comunità ed anche sulla situazione del personale delle province, che merita rispetto ed attenzione. Occorre incrementare in misura molto consistente il fondo per la viabilità, il contributo per il mantenimento della situazione finanziaria e per l'edilizia scolastica, eliminando, inoltre, le sanzioni per gli enti che nel 2016 non hanno potuto rispettare il saldo non negativo fra entrate ed uscite finali. Segnala quindi la presenza di emendamenti, tra i quali quelli a sua prima firma 16.9 e 18.21, che si muovono sul piano procedurale per consentire alle province di rateizzare in dieci anni lo squilibrio della parte corrente di bilancio, nonché di utilizzare a tal fine tutte le diverse ipotesi di economie di spesa e di entrate per fronteggiare il disavanzo di amministrazione.
Segnala comunque che in futuro sarà necessario riformare il sistema di finanziamento delle province e quantificare i costi necessari per l'adeguato svolgimento delle loro funzioni.
Dichiara infine il proprio apprezzamento per come il relatore e il rappresentante del Governo si stanno adoperando per dare una soluzione compiuta e adeguata alla problematica delle province.
Guido GUIDESI (LNA), ripetendo quanto già segnalato in altre occasioni, denuncia l'assoluta mancanza di risorse per lo svolgimento delle funzioni fondamentali da parte delle province. La situazione, già problematica, è precipitata con l'approvazione della legge Delrio, che ha privato le province dei loro finanziamenti, senza sollevarle dall'adempimento delle loro funzioni. Ritiene che la menzionata legge, in considerazione dell'esito del referendum costituzionale, sia da superare e chiede un intervento immediato per garantire lo svolgimento dei servizi dei quali i cittadini hanno diritto e necessità.
Maino MARCHI (PD) segnala che per il gruppo Partito Democratico il problema delle risorse delle province sia uno dei temi principali del decreto-legge e che il Governo sia ben consapevole della necessità di intervenire. Pur non condividendo le opinioni negative espresse dai colleghi sulla legge Delrio, ammette che, dato l'esito del referendum costituzionale, sia necessario riconsiderare alcuni aspetti della legge n. 56 del 2014, fermo restando che le province sono e devono restare enti di secondo grado e che il loro ruolo rispetto al passato è stato ridimensionato.
Osserva che il principale problema da risolvere sia quello del taglio ai trasferimenti alle province disposto dalla legge di stabilità per il 2015, sul quale è poi intervenuta la successiva legge di stabilità per il 2016, che ha previsto un parziale recupero di detto taglio. Ammette quindi la necessità di ribaltare la situazione e assicurare ulteriori risorse alle province, soprattutto per gli anni 2017 e 2018.
Chiarisce poi che l'invito al ritiro degli identici emendamenti Misiani 16.2, Palese 16.1, Pastorelli 16.4, D'Incà 16.3, Simonetti 16.5, Sottanelli 16.6, De Mita 16.18, Cirielli 16.19, Russo 16.8, Pastorino 16.12, Melilla 16.14 e Cominelli 16.15 è giustificato dal fatto che, dato il loro impatto finanziario, impedirebbero di destinare le relative risorse all'attribuzione di contributi aggiuntivi alle province con modalità alternative, come previsto da alcuni emendamenti all'articolo 20.
Rocco PALESE (Misto-CR) esprime soddisfazione per il fatto che finalmente il gruppo Partito Democratico abbia preso atto delle gravi problematiche finanziarie delle province. Chiede pertanto che, utilizzando i ricavi delle lotterie istantanee, stimabili in almeno 600 milioni di euro, vengano attribuiti per il 2017 almeno 200 milioni di euro alle province e le restanti risorse ai comuni.
Mauro GUERRA (PD), relatore, evidenziando che la questione verrà affrontata più diffusamente quando la Commissione passerà all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 20, segnala l'intenzione di reperire risorse aggiuntive da assegnare alle province per lo svolgimento dei loro compiti. Ritiene infatti che sia necessario prendere atto della nuova fase conseguente al risultato del referendum costituzionale, sia per quanto riguarda le province, sia per quanto riguarda i comuni, ricordando in particolare la disciplina delle loro unioni e fusioni.
Conferma quanto già emerso nel corso del dibattito testé svolto circa il fatto che il problema riguardi essenzialmente gli anni 2017 e 2018, poiché dal 2019 verrà meno il contributo delle province e città metropolitane alla riduzione della spesa pubblica. Ritiene quindi che, soprattutto per gli anni 2017 e 2018, occorre attribuire alle province risorse incrementali, come previsto da alcuni emendamenti all'articolo 20, per accompagnarle in un percorso di maggiore stabilità. Inoltre ritiene che appare opportuno approvare ulteriori misure, di carattere prevalentemente procedimentale, volte ad agevolare la gestione delle province.
Il viceministro Enrico MORANDO concorda con quanto evidenziato dal relatore, segnalando che le questioni evidenziate nel corso della presente discussione saranno affrontate quando si passerà all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 20. Rileva che il decreto-legge approvato dal Governo prevede l'utilizzo delle risorse dell'ANAS per la manutenzione delle strade e una riduzione del contributo Pag. 88a carico delle province per la stabilizzazione della finanza pubblica. Si è però successivamente manifestata la necessità di incrementare queste risorse, come richiesto da tutte le parti politiche, per cui il Governo è al lavoro per raggiungere questo risultato. Inoltre condivide la necessità di destinare ulteriori risorse alle province per l'edilizia scolastica. Su tali temi intervengono alcuni degli emendamenti all'articolo 20, che il Governo sta valutando attentamente nell'ambito delle risorse disponibili per tali misure.
Ritiene comunque che l'intervento previsto dagli identici emendamenti Misiani 16.2, Palese 16.1, Pastorelli 16.4, D'Incà 16.3, Simonetti 16.5, Sottanelli 16.6, De Mita 16.18, Cirielli 16.19, Russo 16.8, Pastorino 16.12, Melilla 16.14 e Cominelli 16.15 sia oggettivamente molto oneroso e pertanto, ritenendo preferibile altre forme di contribuzione alle province, conferma il proprio parere contrario sugli stessi.
Mauro GUERRA (PD), relatore, propone di accantonare il complesso delle proposte emendative riferite all'articolo 16, al fine di riprenderne l'esame unitamente alle proposte emendative riferite all'articolo 20, stante la contiguità degli argomenti e delle problematiche da essi recate.
Luca PASTORINO (SI-SEL-POS), intervenendo sull'ordine dei lavori, rammenta che, anche sulla base delle indicazioni in tal senso intervenute per le vie brevi, il Governo si era impegnato a presentare le proprie proposte emendative al più tardi entro la giornata odierna.
Francesco BOCCIA, presidente, conferma che è intenzione del Governo presentare le proprie proposte emendative orientativamente entro le ore 18 della giornata odierna, le quali potranno quindi essere formalmente ufficializzate in occasione della prossima seduta utile, anche al fine di valutarne l'ammissibilità e di stabilire il termine per la presentazione dei subemendamenti. Fa altresì presente che il relatore potrebbe invece riservarsi di presentare le proprie proposte emendative anche in un momento successivo a quello dianzi orientativamente indicato.
Mauro GUERRA (PD), relatore, fa presente che sta attualmente concentrando il proprio lavoro in modo particolare sulle possibili riformulazioni di varie proposte emendative segnalate dai gruppi, riservandosi eventualmente la presentazione di proprie proposte emendative, che allo stato non risultano comunque già definite, nel prosieguo dell'esame del provvedimento, anche in relazione a specifiche problematiche che dovessero nel frattempo emergere nel corso del dibattito.
Guido GUIDESI (LNA), associandosi alle considerazioni svolte dal deputato Pastorino, auspica che il Governo possa effettivamente rispettare il termine delle ore 18 della giornata odierna per la presentazione dell'intero pacchetto di proposte emendative di propria iniziativa.
Francesco CARIELLO (M5S) si associa alle osservazioni formulate dal deputato Pastorino e chiede alla presidenza un chiarimento in merito alla organizzazione, anche sotto il profilo temporale, dei lavori della Commissione per i prossimi giorni.
Francesco BOCCIA, presidente, replicando alla richiesta di chiarimento formulata dal deputato Cariello, avverte che l'organizzazione dei lavori della Commissione relativamente al prosieguo dell'esame del provvedimento sarà oggetto del prossimo Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Mauro GUERRA (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 18, formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli identici emendamenti Palese 18.7, D'Incà 18.8, Senaldi 18.14, Sottanelli 18.19, Pastorelli 18.24, Russo 18.25, Pastorino 18.28, Melilla 18.33, Cirielli 18.36, Cominelli 18.37 e De Mita 18.44, in quanto di contenuto derogatorio rispetto a quanto stabilito dalla legge n. 243 del 2012, che Pag. 89avendo natura rafforzata non può essere modificato da un provvedimento di rango ordinario. Formula altresì un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Misiani 18.5 e Cenni 18.41. Esprime parere favorevole sull'emendamento Misiani 18.6, nonché sugli identici emendamenti Palese 18.10, Senaldi 18.13, Simonetti 18.15, Sottanelli 18.18, Pastorelli 18.22, Melilla 18.31, Cirielli 18.34, Cominelli 18.39 e De Mita 18.42, a condizione che vengano riformulati identicamente nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli identici emendamenti Palese 18.11, Senaldi 18.12, Simonetti 18.16, Sottanelli 18.17, Pastorelli 18.23, Russo 18.26, Melilla 18.32, Cirielli 18.35, Cominelli 18.38 e De Mita 18.43, nonché sull'emendamento Crimì 18.27, derogatorio rispetto a quanto stabilito dalla legge n. 243 del 2012, che avendo natura rafforzata non può essere modificata da un provvedimento di rango ordinario, sull'emendamento Misiani 18.4 e sugli identici emendamenti Cenni 18.40 e Cani 18.45. Propone inoltre di accantonare l'emendamento Tino Iannuzzi 18.21, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli identici articoli aggiuntivi Palese 18.02, Guidesi 18.06 e Sorial 18.013, sempre per le ragioni di contrasto rispetto alla legge n. 243 del 2012, nonché sugli articoli aggiuntivi Allasia 18.03 e Guidesi 18.07. Propone infine di accantonare l'articolo aggiuntivo Vico 18.02, di contenuto analogo all'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 14.07, anch'esso già accantonato, in vista di una possibile riformulazione del testo.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, l'emendamento Tino Iannuzzi 18.21 e l'articolo aggiuntivo Vico 18.02 sono accantonati.
Francesco CARIELLO (M5S) rileva che l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 39.05, collocato a pagina 488 del fascicolo, affronta in realtà una tematica analoga a quella trattata dall'articolo aggiuntivo Vico 18.02, del quale è stato testé disposto l'accantonamento.
Mauro GUERRA (PD), relatore, fa presente che il citato articolo aggiuntivo Cariello 39.05 sarà comunque oggetto di una valutazione unitaria assieme alle proposte emendative vertenti su materia analoga e in precedenza accantonate.
Edoardo FANUCCI (PD) dichiara di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Vico 18.02.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Palese 18.7, D'Incà 18.8, Senaldi 18.14, Sottanelli 18.19, Pastorelli 18.24, Russo 18.25, Pastorino 18.28, Melilla 18.33, Cirielli 18.36, Cominelli 18.37 e De Mita 18.44.
Antonio MISIANI (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 18.5.
Susanna CENNI (PD) non comprende le ragioni dell'invito al ritiro formulato sull'emendamento a sua prima firma 18.41, che è volto a consentire l'utilizzo dei proventi derivanti dall'alienazione di beni mobili ed immobili delle province per conseguire l'equilibrio di parte corrente delle stesse. Chiede al riguardo un supplemento di riflessione da parte del relatore e del rappresentante del Governo anche ai fini di un eventuale accantonamento della citata proposta emendativa, tenuto in particolare conto del fatto che molte delle province interessate risultano caratterizzate da comportamenti virtuosi nella gestione finanziaria e che la significatività dei predetti proventi potrebbe evitare il verificarsi di situazioni di dissesto.
Mauro GUERRA (PD), relatore, dichiara la propria disponibilità ad accantonare l'emendamento Cenni 18.41, al fine di compiere ulteriori verifiche sul tema.
Francesco BOCCIA, presidente, acquisito sul punto anche l'assenso del rappresentante del Governo, avverte pertanto che l'emendamento Cenni 18.41 è da intendersi accantonato e che lo stesso viene sottoscritto dai deputati Albini, Pastorino, Rubinato e Misiani.
Daniele PESCO (M5S) contesta la possibilità che le province utilizzino i proventi derivanti dall'alienazione dei propri immobili per risolvere gli squilibri sul fronte delle spese di parte corrente, poiché a suo avviso il patrimonio immobiliare delle province, stante il carattere pubblico, dovrebbe essere piuttosto tutelato e maggiormente valorizzato.
Rocco PALESE (Misto-CR) considera anch'egli discutibile la possibilità di consentire alle province l'utilizzino dei proventi derivanti dall'alienazione dei propri immobili per risolvere gli squilibri sul fronte delle spese di parte correnti, anche tenuto conto degli effetti dannosi della mancata riforma delle province stesse e dei tagli consistenti cui le medesime sono state sottoposte.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) esprime netta contrarietà sull'emendamento Cenni 18.41, del quale è stato testé disposto l'accantonamento, in quanto palesemente derogatorio rispetto ai consolidati principi in tema di armonizzazione della finanza pubblica.
Antonio MISIANI (PD) accetta la riformulazione del suo emendamento 18.6, invitando tuttavia il relatore a valutare la possibilità, nel corso dell’iter del provvedimento, di recuperare le disposizioni di cui al comma 3-quater del testo base del citato emendamento 18.6, che consentirebbero di risolvere una questione di ordine meramente tecnico.
Mauro GUERRA (PD), relatore, si riserva di svolgere in un successivo momento un approfondimento in merito alla questione da ultimo sollevata dal deputato Misiani.
Simonetta RUBINATO (PD) sottoscrive l'emendamento Misiani 18.6, così come riformulato.
Rocco PALESE (Misto-CR), accettando la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 18.10, auspica tuttavia che la stessa non sia suscettibile di introdurre un elemento di eccessiva facoltatività e discrezionalità in capo agli enti locali rispetto all'obbligo attualmente previsto di destinare una quota dei proventi rivenienti dalle infrazioni al codice della strada al finanziamento di interventi volti al miglioramento della sicurezza stradale.
Mauro GUERRA (PD), relatore, fa presente che la riformulazione proposta si muove nella direzione di assicurare comunque una piena realizzazione, in relazione alle funzioni provinciali di viabilità e polizia locale, degli interventi volti al miglioramento della sicurezza stradale.
La Commissione approva quindi l'emendamento Misiani 18.6, nonché gli identici emendamenti Palese 18.10, Senaldi 18.13, Simonetti 18.15, Sottanelli 18.18, Pastorelli 18.22, Melilla 18.31, Cirielli 18.34, Cominelli 18.39 e De Mita 18.42, così come riformulati, in un medesimo testo, nei termini riportati in allegato (vedi allegato), previa accettazione della riformulazione medesima da parte dei rispettivi presentatori.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che gli identici emendamenti Senaldi 18.12, Russo 18.26 e Cominelli 18.38 sono ritirati dai rispettivi presentatori.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Palese 18.11, Simonetti 18.16, Sottanelli 18.17, Pastorelli 18.23, Melilla 18.32, Cirielli 18.35 e De Mita 18.43.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che gli emendamenti Crimì 18.27 e Misiani 18.4 nonché gli identici emendamenti Cenni 18.40 e Cani 18.45 sono ritirati dai rispettivi presentatori.
La Commissione respinge gli identici articoli aggiuntivi Guidesi 18.06 e Sorial 18.013.
Guido GUIDESI (LNA) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo Allasia 18.03, di cui è cofirmatario, volto sostanzialmente ad assicurare un diverso reparto del fondo di solidarietà in favore di quei piccoli comuni turistici che in periodi stagionali si trovano a dover sostenere maggiori spese per l'offerta di servizi determinata dall'afflusso turistico.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Allasia 18.03 e Guidesi 18.07.
Mauro GUERRA (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 19, propone di accantonare gli identici emendamenti Sanga 19.1 e Causin 19.2, nonché l'articolo aggiuntivo Di Lello 19.03. Formula, infine, un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'articolo aggiuntivo Sanga 19.04.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, gli identici emendamenti Sanga 19.1 e Causin 19.2, nonché l'articolo aggiuntivo Di Lello 19.03 sono accantonati. Comunica inoltre che l'articolo aggiuntivo Sanga 19.04 è stato ritirato dai presentatori. Avverte quindi che l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 20, sulla base delle considerazioni emerse nel corso dell'odierno dibattito, è da intendersi accantonato.
Mauro GUERRA (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 21, propone di accantonare l'emendamento Fanucci 21.5, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Fanucci 21.6, a condizione che lo stesso venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Propone altresì di accantonare l'emendamento Fanucci 21.7, analogamente al successivo articolo aggiuntivo D'Incà 21.012, in attesa di una possibile riformulazione degli stessi, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'articolo aggiuntivo Ricciatti 21.02, posto che il suo contenuto potrebbe essere più opportunamente trasfuso in un ordine del giorno da presentare nel corso dell'esame in Assemblea. Propone, infine, di accantonare l'articolo aggiuntivo Misiani 21.09, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli articoli aggiuntivi Pastorino 21.04 e Pilozzi 21.07.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, gli emendamenti Fanucci 21.5 e 21.7, nonché gli articoli aggiuntivi D'Incà 21.012 e Misiani 21.09, sono accantonati.
Edoardo FANUCCI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua firma 21.6, ringraziando il relatore e il rappresentante del Governo per la sensibilità manifestata su un tema, quello relativo alla fusione dei comuni, che a suo giudizio merita l'individuazione di soluzioni ampiamente condivise.
La Commissione approva l'emendamento Fanucci 21.6, così come riformulato (vedi allegato).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Ricciatti 21.02 è stato ritirato dai presentatori.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Pastorino 21.04.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Pilozzi 21.07 è stato ritirato dal presentatore.
Mauro GUERRA (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 22, formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Paglia 22.165, Rampelli 22.108 e Melilla 22.198. Formula altresì un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti D'Incà 22.52, Rubinato 22.15, Marcon 22.174, sugli identici Rubinato 22.14 e D'Incà 22.50, sugli identici Castelli 22.8 e 22.36, sugli identici Guidesi 22.20, Giulietti 22.28, Palese 22.57 e Pastorino 22.175, nonché sugli identici Palese 22.48 e Guidesi 22.71, che a vario titolo intervengono al fine di allentare i vincoli attualmente previsti per il turn over di personale nei piccoli comuni. Chiarisce che tale invito al ritiro deriva dalla considerazione che gli stessi risulterebbero in realtà assorbiti dalla riformulazione degli identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228, sui quali ultimi esprime pertanto parere favorevole a condizione, come anticipato, che vengano riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato). In particolare, precisa che la riformulazione proposta è volta a consentire anche ai comuni fino a 3.000 abitanti l'applicazione di una percentuale di turn over pari al 100 per cento, purché la spesa per il personale nell'anno precedente sia risultata inferiore al 24 per cento della media delle entrate correnti registrate nei conti consuntivi dell'ultimo triennio. Osserva che tale misura potrebbe riguardare all'incirca un migliaio di comuni rientranti nella fascia di popolazione tra i 1.000 e i 3.000 abitanti. Formula quindi un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'emendamento Rubinato 22.16, che interviene in una materia la cui disciplina è stata recentemente modificata dallo schema di decreto legislativo recante il testo unico del pubblico impiego, già esaminato dalle Camere e attualmente in corso di pubblicazione. Propone di accantonare l'emendamento Antezza 22.10 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Guidesi 22.116, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Formula inoltre un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli identici emendamenti Cecconi 22.38 e Melilla 22.199, mentre propone di accantonare gli emendamenti Segoni 22.166, gli identici emendamenti Rostellato 22.90, Zanetti 22.91 e Alfreider 22.189, gli identici emendamenti Rubinato 22.12 e Simonetti 22.23, gli emendamenti Guidesi 22.119 e Palladino 22.43, gli identici Giulietti 22.35, Menorello 22.45, Palese 22.65 e Mura 22.206 nonché gli identici Tancredi 22.73 e Sanga 22.89, che a vario titolo attengono al medesimo argomento della inconferibilità di determinati incarichi ai titolari di cariche elettive, sui quali è in corso una riflessione ulteriore. Propone di accantonare l'emendamento Lupi 22.86, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Sammarco 22.85, Rampelli 22.109, Marchi 22.19, Centemero 22.134 e Cecconi 22.37. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Sottanelli 22.99, Russo 22.129, Costantino 22.185, Pastorino 22.178, Cirielli 22.209, Cominelli 22.214 e De Mita 22.223, a condizione che vengano riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'emendamento De Menech 22.137 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Marchi 22.31, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Giulietti 22.34 e Menorello 22.46, propone di accantonare gli emendamenti Dallai 22.121 e Turco 22.164, quest'ultimo peraltro di contenuto analogo all'articolo aggiuntivo Palese 11.043 già accantonato, formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Gasparini 22.25 e Melilla 22.200, esprime parere favorevole sull'emendamento Nicchi 22.197, propone di accantonare gli emendamenti Narduolo 22.145 e Gribaudo 22.74, formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'emendamento Di Benedetto 22.39 e propone di accantonare l'emendamento Pag. 93Nicchi 22.202. Esprime parere favorevole sull'emendamento Coscia 22.143, che per un mero errore materiale non figura nel fascicolo dei segnalati, a condizione che lo stesso venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato), ed esprime altresì parere favorevole sull'emendamento Coscia 22.138, a condizione che lo stesso venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli identici emendamenti Di Benedetto 22.40 e Melilla 22.204, propone di accantonare l'emendamento Galati 22.84 e gli identici Alberto Giorgetti 22.128 e Boccadutri 22.151, formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Parrini 22.226 e Palese 22.219, propone di accantonare l'emendamento Nicchi 22.193 e l'emendamento Tidei 22.156, in attesa di una successiva riformulazione, esprime parere favorevole sull'emendamento Manzi 22.141 e formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'emendamento Palladino 22.42. Propone inoltre di accantonare gli articoli aggiuntivi Alfreider 22.04 e Ghizzoni 22.08. Formula un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'articolo aggiuntivo Coscia 22.014, mentre propone di accantonare l'articolo aggiuntivo Palese 22.019, peraltro di contenuto analogo all'articolo aggiuntivo Zanetti 9.025 in precedenza già accantonato.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, le proposte emendative Antezza 22.10, Segoni 22.166, Rostellato 22.90, Zanetti 22.91, Alfreider 22.189, Rubinato 22.12, Simonetti 22.23, Guidesi 22.119, Palladino 22.43, Giulietti 22.35, Menorello 22.45, Palese 22.65, Mura 22.206, Tancredi 22.73, Sanga 22.89, Lupi 22.86, Dallai 22.121, Turco 22.164, Narduolo 22.145, Gribaudo 22.74, Nicchi 22.202, Galati 22.84, Alberto Giorgetti 22.128, Boccadutri 22.151, Nicchi 22.193, Tidei 22.156, Alfreider 22.04, Ghizzoni 22.08, Palese 22.019, sono accantonati.
Luca PASTORINO (SI-SEL-POS), pur comprendendo in linea di principio le ragioni che hanno indotto il relatore e il rappresentante del Governo a formulare un invito al ritiro sull'emendamento Paglia 22.165, di cui è cofirmatario, evidenzia tuttavia come lo stesso fosse volto a sanare la disposizione contenuta all'articolo 22, comma 1, del presente decreto-legge, che consente ai comuni assunzioni di personale a tempo determinato di carattere stagionale a valere sulle risorse derivanti da contratti di sponsorizzazione, una misura questa a suo giudizio non condivisibile.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Paglia 22.165, Rampelli 22.108 e Melilla 22.198.
Francesco CARIELLO (M5S) dichiara di ritenere l'emendamento D'Incà 22.52, di cui è cofirmatario, assorbito dalla riformulazione dei successivi identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228.
Simonetta RUBINATO (PD) chiede un chiarimento al relatore circa l'effettiva portata della riformulazione degli identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228, anche in riferimento ai comuni con più di 3.000 abitanti.
Mauro GUERRA (PD), relatore, ribadisce come la proposta di riformulazione sia volta ad estendere anche ai comuni fino a 3.000 abitanti l'applicazione di una percentuale di turn over pari al 100 per cento, al ricorrere di ben determinate condizioni, fermo restando che per i comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti continuerebbe ad applicarsi l'attuale percentuale di turn over pari al 75 per cento.
Simonetta RUBINATO (PD), pur apprezzando la riformulazione degli identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228, osserva tuttavia come la Pag. 94stessa non risolva le problematiche relative ai comuni con più di 3.000 abitanti, che spesso presentano peraltro un rapporto tra numero di dipendenti e di abitanti inferiore alla media nazionale, per effetto delle successive riduzioni di personale. Ritiene che anche per tali comuni di medie dimensioni andrebbe assicurata un'applicazione ragionevole e necessariamente graduata dei vincoli in materia di turn over del personale, proprio in considerazione del fatto che tali enti presentano una spesa di personale relativamente modesta e che diversamente non sarebbero posti in grado di assicurare alla comunità di riferimento un livello adeguato di servizi. Invita pertanto il relatore e il rappresentante del Governo a compiere un ulteriore approfondimento dell'emendamento a sua prima firma 22.15, che peraltro non reca oneri aggiuntivi dal punto di vista finanziario.
Mauro GUERRA (PD), relatore, pur condividendo le ragioni esposte dalla deputata Rubinato, tiene tuttavia a precisare che la riformulazione da lui proposta deve essere valutata anche in una ottica temporale, giacché a decorrere dal 2018 il criterio in essa enucleato relativo allo specifico rapporto tra spese di personale ed entrate correnti dovrebbe trovare applicazione nei confronti della generalità dei comuni.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rubinato 22.15, Marcon 22.174 e Pastorino 22.175.
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto che i presentatori ritengono assorbiti gli identici emendamenti Rubinato 22.14 e D'Incà 22.50, gli identici Castelli 22.8 e 22.36, gli identici Guidesi 22.20, Giulietti 22.28 e Palese 22.57 nonché gli identici Palese 22.48 e Guidesi 22.71, dalla riformulazione degli identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228. Prende altresì atto che i presentatori degli identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228 accettano la riformulazione proposta.
La Commissione approva gli identici emendamenti D'Incà 22.51, Guidesi 22.120 e Marchi 22.228, così come riformulati (vedi allegato).
Simonetta RUBINATO (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 22.16.
Guido GUIDESI (LNA) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 22.116.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Guidesi 22.116, così come riformulato (vedi allegato), e respinge gli identici emendamenti Cecconi 22.38 e Melilla 22.129.
Paolo TANCREDI (AP-CpE-NCD) ritira l'emendamento Sammarco 22.85, di cui è cofirmatario, anche in considerazione del fatto che la circolare n. 4 del 2015 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione sembra avere escluso dal novero delle inconferibilità di incarichi in organi di governo i lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza.
La Commissione respinge l'emendamento Rampelli 22.109.
Maino MARCHI (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 22.19.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Centemero 22.124 e Cecconi 22.37.
Rocco PALESE (Misto-CR) e Cosimo LATRONICO (Misto-CR) sottoscrivono l'emendamento Pastorino 22.178.
La Commissione approva gli identici emendamenti Sottanelli 22.99, Russo 22.129, Costantino 22.185, Pastorino 22.178, Cirielli 22.209, Cominelli 22.214 e De Mita 22.223, così come riformulati (vedi allegato).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento De Menech 22.137 è stato ritirato dai presentatori.
Maino MARCHI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua firma 22.31.
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto che l'emendamento Marchi 22.31, nel testo riformulato, viene sottoscritto dai deputati Palese, Latronico, Alberto Giorgetti e Rampelli.
La Commissione approva l'emendamento Marchi 22.31, così come riformulato (vedi allegato).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Giulietti 22.34 è stato ritirato dal presentatore.
La Commissione respinge l'emendamento Menorello 22.46.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Dallai 22.121, del quale è stato disposto l'accantonamento, viene sottoscritto dai deputati Albini e Melilla e che l'emendamento Gasparini 22.25 è stato ritirato dai presentatori.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Melilla 22.200, approva l'emendamento Nicchi 22.197 (vedi allegato), che viene sottoscritto anche dai deputati Palese e Latronico, e respinge l'emendamento Di Benedetto 22.39.
Maria COSCIA (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 22.143.
La Commissione approva l'emendamento Coscia 22.143, così come riformulato (vedi allegato).
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) esprime netta contrarietà rispetto all'emendamento Coscia 22.138, di cui è stata proposta una riformulazione, che consentirebbe l'assunzione per via legislativa di un dirigente presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con conseguente incremento della dotazione organica, senza che ricorrano i necessari requisiti di straordinarietà e di urgenza. Ritiene che la misura ivi prevista sia chiaramente ad personam e a suo giudizio non ricorrono neppure i presupposti per ritenerla ammissibile rispetto al contenuto proprio del decreto-legge in esame, che reca essenzialmente misure volte alla correzione dei conti pubblici. Invita pertanto il relatore e il rappresentante del Governo a compiere un'attenta valutazione della questione da lui testé sottoposta, possibilmente disponendo l'accantonamento dell'emendamento Coscia 22.138 in attesa di acquisire dal Ministero competente tutti i necessari elementi di informazione, altrimenti potendosi determinare un increscioso precedente.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda che l'emendamento Coscia 22.138 è stato ritenuto ammissibile in quanto riferibile, come peraltro avvenuto per una pluralità di altre proposte emendative, ad interventi di sostegno alle zone colpite dai recenti eventi sismici.
Maria COSCIA (PD) osserva che l'emendamento a sua prima firma 22.138 attiene al novero degli interventi che hanno ad oggetto le zone colpite dai recenti eventi sismici, le quali hanno subito notevoli danni anche in riferimento al patrimonio culturale ivi presente. Evidenzia come in tale ottica l'assunzione di una unità di personale dirigenziale sia finalizzata a dotare il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di una struttura permanente che possa adeguatamente coordinare le diverse linee di attività connesse al ripristino e al recupero del patrimonio culturale ubicato in quei territori.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), pur ringraziando la deputata Coscia per le precisazioni testé fornite, ritiene che le stesse non siano comunque sufficienti a fugare le perplessità in precedenza esposte e ribadisce pertanto la netta contrarietà del suo gruppo sull'emendamento Coscia 22.138, nel testo riformulato.
Rocco PALESE (Misto-CR) ritiene opportuno procedere ad un accantonamento dell'emendamento Coscia 22.138.
Mauro GUERRA (PD), relatore, per quanto le delucidazioni fornite dalla deputata Coscia corroborino a suo avviso il parere favorevole in precedenza espresso sull'emendamento 22.138, nel testo riformulato, concorda tuttavia circa la proposta di accantonare tale emendamento al fine di compiere su di esso le ulteriori verifiche del caso.
Francesco BOCCIA, presidente, acquisito anche l'assenso del rappresentante del Governo, avverte pertanto che l'emendamento Coscia 22.138 è da intendersi accantonato.
Tea ALBINI (MDP) illustra le finalità dell'emendamento Melilla 22.204, di cui è cofirmataria, volto ad espungere dal testo del provvedimento la concessione di un contributo finanziario a favore del teatro Eliseo di Roma, essendo tale misura a suo avviso del tutto incongrua rispetto all'oggetto proprio del presente decreto-legge.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Di Benedetto 22.40 e Melilla 22.204.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Parrini 22.226 è stato ritirato dal presentatore.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Palese 22.219, approva l'emendamento Manzi 22.141 (vedi allegato) e respinge l'emendamento Palladino 22.42.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Coscia 22.014 è stato ritirato dai presentatori. Non essendovi obiezioni, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 21 alle 21.10.

References: e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario