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Timestamp: 2020-08-13 06:32:50+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8291 del 30/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8291 del 30/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/03/2017, (ud. 11/01/2017, dep.30/03/2017), n. 8291
sul ricorso 4618/2015 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE. (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro
D.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OVIDIO N.
26, presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA MANCINI, rappresentata e
avverso la sentenza n. 4257/14/2014, emessa il 17/06/2014, della
Con sentenza n. 4257/14/14, depositata il 25 giugno 2014, non notificata, la CTR del Lazio accolse l’appello proposto dalla sig.ra D.A. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Roma, che aveva invece rigettato il ricorso della contribuente, svolgente attività di parrucchiera, per l’annullamento dell’impugnato avviso di accertamento, che aveva accertato in via presuntiva per l’anno d’imposta 2004 maggiori ricavi, recuperando a tassazione le maggiori imposte dovute per IRPEF, IVA ed IRAP.
Avverso detta pronuncia l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo, col quale denuncia violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d) e art. 40; D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 25, citato D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d); del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, comma 4 e art. 55, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamentando che erroneamente la sentenza impugnata ha ritenuto basato l’accertamento unicamente sullo scostamento dei dati esposti dalla contribuente in dichiarazione rispetto alle risultanze dello studio di settore di riferimento, rilevando che, in primo luogo, la contribuente non aveva allegato alla dichiarazione lo studio di settore nè aveva offerto alcuna giustificazione di detta omissione e che la contabilità risultava del tutto inattendibile, soprattutto con riferimento agli elevati consumi di energia elettrica per l’utilizzo delle apparecchiature professionali.
In realtà, dal provvedimento in data 11 novembre 2014, allegato dalla contribuente al controricorso, lo sgravio disposto dall’Amministrazione finanziaria risulta riferito all’annualità 2005, di cui alla sentenza resa in pari data dalla CTR del Lazio n. 4260/2014.
Il ricorso dell’Amministrazione finanziaria deve dunque essere esaminato nel merito.
Esso risulta manifestamente fondato alla stregua della costante giurisprudenza di questa Corte in materia (tra le molte cfr. Cass. sez. 5, 13 luglio 2016, n. 14288; Cass. sez. 5, 20 febbraio 2015, n. 3415; Cass. sez. 5, 18 maggio 2012, n. 7871) secondo cui l’accertamento analitico induttivo di cui alle succitate norme non è escluso in presenza di scritture contabili formalmente corrette quando la contabilità si presenti complessivamente inattendibile alla stregua di criteri di ragionevolezza. Nel caso di specie, diversamente da quanto esposto nella sentenza impugnata, l’accertamento non è fondato sul mero scostamento dei ricavi dichiarati dal modello normale di riferimento, neppure allegato alla propria dichiarazione dalla contribuente, ma su una serie di elementi indiziari puntualmente riportati nell’atto impositivo, tra i quali, in primis, l’entità dei consumi di energia elettrica per l’utilizzo di apparecchi professionali, del tutto trascurati dalla decisione impugnata, donde la negazione da parte del giudice di merito della stessa praticabilità nella fattispecie del ragionamento inferenziale si pone in contrasto con la normativa specifica tributaria di riferimento indicata dall’Amministrazione nella rubrica del motivo, in relazione alla norma generale di cui all’art. 2729 c.c..

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 40
 art. 25
 art. 39
 art. 54
 art. 55
 sentenza 
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 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
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