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Timestamp: 2020-04-06 20:42:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2673 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2673 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2673
sul ricorso 7889-2015 proposto da:
proprio e nella qualità di procuratore speciale della S.C.C.I. spa,
difeso, unitamente e disgiuntamente, dagli avvocati CARLA D’ALOISIO,
ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO ed EMANUELE DE ROSE giusta procura
O.D., elettivamente domiciliato in ROMA, P.LE CLODIO 8,
presso lo studio dell’avvocato MICHELE DE LUCA, rappresentato e
difeso dall’avvocato MARIA DI ROCCO in virtù di mandato speciale in
avverso la sentenza n. 1291/2013 del TRIBUNALE di FIRENZE emessa e
che, con sentenza del 29.11.2013, confermata in sede di gravame ai sensi dell’art. 348 bis dalla Corte di appello, il Tribunale di Firenze annullava l’avviso d’addebito opposto da O.D., con il quale era stato chiesto il versamento di contributi alla Gestione Commercianti dell’INPS asseritamente dovuti dal predetto in qualità di socio accomandatario della società “Etruria” s.a.s.;
che avverso tale sentenza l’INPS, in proprio e nella qualità epigrafata, ha proposto ricorso affidato ad unico motivo, al quale ha opposto difese l’ O., con controricorso;
che viene denunziata violazione e/o falsa applicazione della L. 22 luglio 1966, n. 613, art. 1, della L. 27 novembre 1960, n. 1397, art. 1, così come modificato dalla L. 27 dicembre 1996, n. 662, art. 1 della stessa L. n. 1397 del 1960, art. 2 e degli artt. 2291, 2298 e 2697 c.c., assumendosi: che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza il socio accomandatario di una società in accomandita semplice è per ciò stesso, in quanto unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale; che il giudizio di prevalenza richiesto dalla L. n. 662 del 1996 è di natura endogena, ossia deve essere compiuto solo in relazione alle vicende interne della società, senza che assumano alcun rilievo altre ed ulteriori attività espletate dal socio al di fuori della attività sociale, nella specie non provate.
che, infatti, presupposto imprescindibile per l’iscrizione alla gestione commercianti è che sia provato, in conformità a quanto previsto dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 203, che ha sostituito la L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 29, comma 1 (requisiti previsti per ritenere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali), lo svolgimento di un’attività commerciale che, nella specie, risulta essere stato escluso con un accertamento in fatto da parte della Corte del merito supportato da una motivazione adeguata ed immune dai denunciati vizi;
che è stato accertato che la “Etruria” s.a.s., di cui l’ O. era socio accomandatario ed amministratore, non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili limitandosi alla riscossione del canone di locazione dell’immobile destinato a capannone artigianale di cui era proprietaria, e pertanto non rileva la mancanza di prova che l’altro socio fosse impegnato negli atti di gestione ordinaria e straordinaria della società nonchè di prova idonea ad escludere la presunzione normativa di esercizio di attività imprenditoriale che l’INPS collega alla circostanza che la società fosse costituita in forma diversa da quella semplice;
che questa Corte – con riferimento alle società in accomandita semplice – ha affermato il principio (Cass. n. 3835 del 26 febbraio 2016) secondo cui ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 23 in tali società la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto, prova che, nel caso in esame, secondo i giudici di merito non è stata fornita, essendo emerso che l’ O. si limitava a gestire la locazione di un unico immobile;
che pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore, il ricorso va rigettato con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5, non essendo il contenuto della memoria dell’INPS idoneo ad incidere nel senso di una diversa soluzione della controversia rispetto a quella prospettata; che le spese del presente giudizio vanno regolate come da dispositivo;
Rigetta il ricorso e condanna l’INPS al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 1500,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, nonchè al rimborso delle spese forfetarie in misura del 15%.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 2
 sentenza 
 art. 1
 art. 29
 art. 1
 art. 29
 art. 23