Source: http://discutendo.ilcannocchiale.it/?TAG=lodo%20alfano
Timestamp: 2018-07-20 10:54:19+00:00

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post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2010
Proprio al suo ritorno dalla visita in Israele, il premier Silvio Berlusconi ha trovato ad accoglierlo una bella notizia (per lui): la Camera ha approvato il "legittimo impedimento". Ovvero la legge che, se passerà anche al Senato, gli consentirà di sfuggire a qualsiasi udienza con una semplice "autocertificazione" (!) nella quale dichiara di essere legittimamente impedito a presenziare per via dei suoi impegni governativi. Il che, vista la arcinota mole di lavoro che deve affrontare (come no ...), e soprattutto la sua allergia ai tribunali, significherebbe di fatto impedire lo svolgimento dei processi per tutta la durata del mandato. La sostanza del lodo Alfano con un nuovo sistema, insomma.
Ma lasciamo pure perdere le considerazioni sull'ennesima legge ad personam, che ormai ci si stanca persino a denunciare in un Paese dove tutto ciò non suscita indignazione. Quello che mi fa più arrabbiare, però, è che in tutti questi giorni nessuno nel commentare entusiasti la visita in Israele del premier abbia fatto notare che persino in un Paese dove la democrazia è resa debole dalla guerra un presidente sospettato di corruzione, Ehud Olmert, è stato capace di dimettersi e dire questo: "Sono oroglioso di essere cittadino di un Paese dove si può indagare anche sul primo ministro. Lascerò l'incarico in maniera onorevole e dopo proverò la mia innocenza".
E sì, Israele deve essere proprio un gran Paese, in effetti.
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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 3/2/2010 alle 21:22 | commenti (0) |
E ci mancava pure
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2009
Alla fine la sentenza è arrivata: bocciato il lodo Alfano. D'altronde, la Corte Costituzionale non poteva fare altrimenti, come ho spiegato più volte in questo blog: il lodo Alfano non era altro che la sostanziale riscrittura del vecchio lodo Schifani, già bocciato dalla stessa Corte.
Quanto al post-sentenza, e i deliri di onnipotenza del Premier e quelli di sudditanza dei suoi accoliti, meglio tralasciare. Che si sarebbe risolto in un "tutti comunisti", era purtroppo scontato. Tuttavia, vengono poste alcune questioni dalla palese falsità che è opportuno smentire. Si dice, infatti, che la Corte avrebbe contraddetto se stessa, in quanto nel 2004 avrebbe detto che non era necessaria una legge costituzionale, e ora dice il contrario. In supporto di questa tesi viene tirato per la giacchetta anche Napolitano, che all'epoca dichiarò di aver firmato il lodo Alfano prendendo come riferimento proprio la sentenza del 2004, che non solo sosteneva che potesse esserci un "interesse apprezzabile" nella tutela del sereno svolgimento delle funzioni delle alte cariche, ma non aveva nemmeno detto esplicitamente che fosse necessaria una legge di revisione costituzionale per fare ciò.
E' assolutamente falso. O meglio, se è vero che la Corte valutò come interesse "apprezzabile" questa tutela (non disse che era giusto, comunque, ma semplicemente che era un interesse da valutare, "apprezzabile" appunto), è altrettanto vero che sostenne che, in ogni caso, era necessaria una legge costituzionale per introdurla. Già allora, infatti, sostenne che "le immunità valgono solo nei limiti delle previsioni costituzionali, e qualsiasi legge ordinaria che ne ampliasse l'ambito sarebbe incostituzionale". Insomma, se nella Costituzione c'è scritto che la legge è uguale per tutti, non si può venir meno a questo principio senza cambiare la Costituzione.
Sempre quella sentenza, poi, sancì che "la differenziazione delle discipline processuali con riferimento a fatti extrafunzionali viola il principio di eguaglianza (non sopprimibile nemmeno con una legge di revisione costituzionale)". Ovvero, prevedere un diverso trattamento giudiziario per le alte cariche dello Stato anche per fatti commessi al di fuori dell'esercizio delle loro funzioni (come nel caso del processo Mills) è impossibile, perchè non lo si può fare nemmeno con una legge di revisione costituzionale (insomma, non rientra sicuramente nei casi dell'interesse "apprezzabile").
Insomma, il lodo Alfano è una porcata bella e buona. Era scontata la sua bocciatura. E se Napolitano l'ha firmata, beh, ha commesso un errore (e solo ora me ne rendo pienamente conto) ... e di certo Berlusconi sbaglia ad attaccare chi ha commesso un errore a suo favore (visto che il processo Mills finirà in prescrizione grazie al tempo perso nel frattempo).
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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 7/10/2009 alle 23:15 | commenti (1) |
post pubblicato in Diario, il 1 luglio 2009
Berlusconi, 20 Maggio 2009, in un'anticipazione del nuovo libro di Vespa, a proposito del giudice del processo Mills, Nicoletta Gandus: "Curioso sostenere, come fece la corte d'appello, che la Gandus, pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla Costituzione. Ma un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparire tale".
Luigi Mazzella, 1 Luglio 2009, uno dei due giudici della Corte Costituzionale andati a cena con Berlusconi, dopo le polemiche dell'opposizione (Mazzella, con gli altri giudici della Corte, ad Ottobre giudicherà la costituzionalità del Lodo Alfano), replica con una lettera a Berlusconi: "(...) Caro Silvio, a parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sarà certo l'ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali (...) l'amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani che entrambi nutriamo ci consente di guardare alla barbarie di cui siamo fatti oggetto in questi giorni con sereno distacco. L'Italia continuerà ad essere, ne sono sicuro, il Paese civile in cui una persona perbene potrà invitare alla sua tavola un amico stimato. Con questa fiducia, un caro saluto".
Immagino che ora Berlusconi coerentemente ricuserà anche Mazzella, vero?
P.S. E pensare che la Gandus ha firmato dei banali appelli contro delle leggi di Governo, una contrarietà che poteva benissimamente espressa da giudici di sinistra come da giudici di destra. La Gandus non si è certo mai dichiarata nemica o amica di Berlusconi (magari lo può anche essere, ma ciò non si è mai palesato), Mazzella invece sì ...
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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 1/7/2009 alle 20:52 | commenti (0) |
post pubblicato in Diario, il 19 maggio 2009
E' ufficiale: Berlusconi è stato ritenuto colpevole di corruzione in atti giudiziari, con sentenza di primo grado, dal Tribunale di Milano. Non è stato condannato, vista che la sua posizione è stata stralciata in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità del Lodo Alfano, la legge tramite cui Berlusconi nel Luglio 2008 si è garantito l'immunità. Ma è Febbraio è stato condannato David Mills, l'avvocato inglese che Berlusconi avrebbe corrotto per garantirsi false testimonianze, utili per uscire pulito da altri suoi processi; e nelle motivazioni della sentenza, pubblicate oggi, si legge chiaramente che ad aver corrotto Mills è stato Berlusconi, con tutti i dettagli. E dunque, se non ci fosse stato il Lodo Alfano, sarebbe stato condannato già adesso.
Ora, in un Paese normale, il Presidente del Consiglio si dimetterebbe, o perlomeno si farebbe processare, consegnandosi nelle mani della Giustizia come tutti i cittadini dovrebbero fare, ed a maggior ragione i loro rappresentanti. E, se questo non accadesse, l'opinione pubblica tutta lo chiederebbe a gran voce, magari scendendo in piazza ad oltranza. E il mondo dell'informazione, tutto, darebbe grande enfasi alla notizia, trattandola nei minimi dettagli e magari chiedendo anch'essa chiarezza e trasparenza da parte del Premier. D'altronde, è quello che è accaduto e sta accadendo in tutte le democrazie del mondo: solo per ricordare il caso più recente, nel Luglio 2008 il presidente israeliano Olmert, indagato (non condannato) per corruzione, si dimise e dichiarò di essere "fiero di appartenere ad uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge". Inoltre, proprio oggi il Presidente della Camera inglese si è sentito in dovere di dimettersi, pur non essendo coinvolto, a causa dello scandalo dei "rimborsi spesa" scoppiato nel Parlamento inglese (ve ne ho parlato qualche giorno fa), solo per puro senso di responsabilità.
Invece in Italia il Presidente del Consiglio non solo si dimette, ma non si fa nemmeno processare, e soprattutto annuncia che in Parlamento dirà finalmente cosa pensa della magistratura (peggio di quel che ha detto finora? C'è di peggio?). L'opinione pubblica, salvo una minoranza sempre più tale, è muta, oppure addirittura difende a spada tratta il Premier, colpito dai "soliti comunisti". Giornali e TV poi non ne parliamo proprio, già mi immagino i titoloni del Giornale contro le toghe rosse ed il mutismo di certi TG nei prossimi giorni.
Mi chiedo quando verrà il giorno in cui guarderemo con orrore a questo periodo della nostra storia, dove siamo arrivati a perdere la dignità pur di osannare un intoccabile leader. Se verrà.
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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 19/5/2009 alle 19:58 | commenti (2) |
Il corruttore c'è, si sa ma non si può punire
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2009
Oggi sono successi almeno due avvenimenti importanti: le dimissioni di Veltroni da leader del PD, e la sentenza sul caso-Mills. Delle dimissioni di Veltroni parlerò domani, anche perchè domani diffonderà le sue motivazioni. Passiamo dunque al processo Mills. Copierò un passaggio da Corriere.it:
L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dai giudici del Tribunale di Milano. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto «con almeno 600mila dollari» da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile.
Ovvero: la sentenza stabilisce che Mills è stato corrotto da Berlusconi. Ma Mills è condannato, Berlusconi no. Perchè? Semplice: Berlusconi s'è fatto il lodo Alfano, e dunque non è più processabile/condannabile.
Dunque ci ritroviamo con un Presidente del Consiglio che sappiamo sarebbe stato condannato per corruzione, se non si fosse fatto una legge ad personam per evitare ciò. In un Paese normale, in una democrazia normale, il Premier si sarebbe dimesso (anzi, di solito si dimettono per molto meno). Oppure il popolo sarebbe sceso in piazza finchè non si fosse dimesso. L'Italia invece subisce passivamente. E l'informazione addirittura declassa questa notizia nelle ultime dei TG, oppure non la dice proprio.
Meno male che Berlusconi non ha interesse a trasformare l'Italia in una dittatura (perchè tanto riesce ampiamente già così a realizzare gli interessi propri e dei poteri che lo sostengono, perchè correre questo rischio?). Ma ci rendiamo conto che se al posto di Berlusconi ci fosse una "capa spostata", un folle, l'Italia accetterebbe passivamente e magari con gioia di essere sottoposta ad una dittatura? E ci rendiamo conto di quanto sia "facile" essere nelle posizioni di Berlusconi? Che ci vuole, bastano tre cose: essere un "personaggio", cioè avere un'immagine vincente e piacente; controllare l'informazione (e questo accade in varie parti del mondo, anche se solo in Italia chi controlla è direttamente capo del Governo); saper fare bene propaganda, nascondendo le negatività ed esaltanto le poche positività delle proprie azioni di Goveerno. E farsi sostenere dai poteri forti, dimenticavo, ma tanto i poteri forti sostengono chiunque sia in grado di fare i loro interessi.
Temo per l'Italia. Temo per una Nazione che dimentica se stessa, di una Nazione che "se ne frega", di una Nazione che rinuncia alla lotta politica, che rinuncia ad informarsi, che rinuncia a farsi domande. Di una Nazione che chiede le dimissioni di chi non si dovrebbe dimettere, e mai di chi dovrebbe farlo.
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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 17/2/2009 alle 20:8 | commenti (2) |
Il Governo della Sicurezza taglia le carceri
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 28 dicembre 2008
Ormai ci dovremmo essere abituati. Dopo il taglio del 22% delle risorse e del 10% degli organici per il sistema giudiziario, dopo il taglio 6.700 unità agli organici e di 1 miliardo e mezzo ai fondi delle Forze dell'Ordine, dopo le politiche giudiziarie del Governo rivolte solo alla risoluzione di problemi personali (lodo Alfano) o a limitare l'attività della magistratura (ddl ferma-intercettazioni) e ad evitare che i criminali vengano condannati (allungamenti vari dei processi), dopo il raddoppio degli sbarchi rispetto al 2007 ammesso da Maroni e i 2000 sbarcati in tre giorni persino nel freddo Natale, certe notizie non dovrebbero fare più effetto.
E invece il taglio del 30% in Finanziaria dei fondi per le carceri Italiane mi fa molto, molto effetto. Non solo perchè il miglioramento della condizione delle carceri italiane e la costruzione di nuove carceri sono l'unica strada per evitare la necessità di nuovi indulti, dato che il sovraffollamento delle carceri sta tornando e cresce a livelli esponenziali, con tutte le conseguenze sulla certezza della pena. Ma anche perchè di tutto questo non c'è percezione nella società Italiana: il Governo ha dato il contentino dei militari in strada (qualcuno li vede ancora in giro, a proposito?), delle "nuove norme" sull'immigrazione, ecc. ecc. ma nessuno si rende conto che nel frattempo ci sono migliaia di forze dell'Ordine in meno, la Giustizia va a rotoli, i clandestini raddoppiano e le carceri scoppiano.
Forse sarà perchè certe notizie un anno fa sarebbero finite su tutti i TG, con contorno di polemiche di tutti gli esponenti del centrodestra. Mentre ora mi ritrovo a trovare questa notizia, con molta fatica e per caso, sul sito dell'Unità o su quello della Uil.
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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 28/12/2008 alle 18:59 | commenti (5) |
Le mie riflessioni sull'Appello dei Costituzionalisti sulla giustizia
post pubblicato in Diario, il 4 luglio 2008
Oggi l'Associazione Italiana Costituzionalisti ha presentato un appello "In difesa della Costituzione". Obiettivo dell'iniziativa, promossa da circa cento ordinari di diritto costituzionale e similari, tra i quali gli ex Presidenti della Consulta Onida, Zagrebelsky ed Elia, è quello di fermare l'entrata in vigore del Lodo Alfano e della cosidetta norma "blocca-processi". Aderisco anche io all'appello (riportato integralmente qui), cui tra l'altro hanno aderito al momento già circa 120mila persone (per firmare cliccate il banner in alto a questo post).
I motivi che mi spingono ad aderire sono vari. Per quanto riguarda il cosidetto "Lodo Alfano", ovvero la sospensione dei processi per le quattro maggiori cariche dello Stato (Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato, al di là dell'evidente conflitto d'interessi dell'attuale premier, esso presenta innanzitutto secondo me palesi contraddizioni con la Costituzione. In particolare, come recita lo stesso appello, con l'articolo 3, che come tutti sappiamo recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Con questa norma, invece, si vorrebbe dire che "qualche cittadino è più uguale degli altri", introducendo una discriminazione di "condizioni personali e sociali" (ovvero una discriminazione fra rappresentanti ed eletti, e fra rappresentanti e rappresentanti). Per questo, questa norma (per me comunque sbagliata), se proprio la si vuole introdurre, deve essere introdotta con ddl costituzionale, e non per decreto nè per disegno di legge semplice, e quindi sottoporla al giudizio degli Italiani con un referendum (a meno che non si raggiungano i 2/3 in Parlamento). E poi, per evitare il palese conflitto d'interessi, deve essere applicata perlomeno dalla prossima legislatura. Comunque sia, rimane per me una norma sbagliata, anche perchè le figure istituzionali, proprio perchè tali, devono essere senza macchia nè dubbio, e quindi devono farsi processare come tutti gli altri, e senza accussare un giorno sì e l'altro pure chi li indaga o chi scrive di loro (come fecero Andreotti e Clinton, giusto per fare due esempi).
Quanto invece alla norma "blocca-processi" inserita nel "decreto-sicurezza", oltre che per profili di incostituzionalità paventati dai costituzionalisti, essa va bocciata per la sua "irragionevolezza" e "irrazionalità", come dichiarato dal CSM. In effetti, questa norma che sospende per un anno tutti i processi con pene inferiore ai 10 anni partiti nel 2002, fa acqua da tutte le parti: innanzitutto, allunga ancora di più i tempi della giustizia: questi processi, infatti, sono partiti almeno da già sei anni. E sono quindi gratuiti i ripetuti attacchi di Gasparri (PdL) alla magistratura che "dovrebbe pensare non a Berlusconi ma ai processi che durano da anni", non solo perchè non è colpa loro (e quando lo è vengono puniti, come nel caso del giudice Pinatto), ma anche perchè questa norma non risolve ma aggrava il problema (lo avrebbe risolto un "indulto", ma per carità, uno basta e avanza). Inoltre, il blocca processi aggrava il problema della prescrizione: infatti, nonostante la prescrizione venga sospesa con il processo, si perderà comunque un sacco di tempo per la chiusura e il riavvio dei processi, fra notifiche e strataggemmi vari utilizzati dagli avvocati difensori. E, soprattutto, il blocca processi non serve a niente: il suo obiettivo sarebbe infatti quello di velocizzare i processi più gravi, ma in realtà non fa che dare l'illusione di questa velocità, in quanto poi dopo un anno tornerebbero in essere tutti i processi (e in un anno, con i tempi della giustizia italiana, di certo i processi "più gravi" non si concluderanno). Senza contare che, tra i reati "meno gravi", ci sono: rapina, furto, stupro e violenza sessuale, associazione per delinquere, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione, frode fiscale, corruzione, peculato, pedopornografia, omicidio colposo stradale, omicidio colposo medico, maltrattamenti in famiglia, traffico di rifiuti. E, cosa ridicola e contradditoria, addirittura i reati riguardanti immigrazione clandestina e intercettazioni illecite: dopo tutto il casino per introdurli! E' una palese contraddizione, dunque, ma soprattutto una minaccia alla sicurezza dei cittadini e alla giustizia Italiana. Una norma che non ha niente a che fare con un "decreto sicurezza".
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permalink | inviato da Francesco17Afragola il 4/7/2008 alle 18:38 | commenti (2) |

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