Source: http://www.cedifop.it/2015.htm
Timestamp: 2019-01-16 11:09:33+00:00

Document:
La storia del CEDIFOP raccontata in 201 articoli, pubblicati in 106 news mensili dal 2006 ad oggi
Anno 2015 (n. 17 articoli)
CEDIFOP news n. 107 - Giugno 2015 - articolo 202
L’importanza del DDL 698 della Regione Sicilia in ambito
Inizierà il 02/06/2015 e si concluderà il 26/06/2015, il prossimo corso del CEDIFOP per Operatore Tecnico Subacqueo - Saldatore Subacqueo, gli allievi iscritti provengono oltre che dalla Sicilia, anche dalla Campania, Emilia Romagna, mentre dall'estero si sono iscritti allievi provenienti da Cipro, Grecia e Tunisia.
Il corso può essere definito uno "stage formativo" (successivo al corso per OTS del CEDIFOP) presso una ditta che opera nel settore e prevede 18 immersioni tecniche e due giornate di esercitazioni in camera iperbarica, a completamento degli standard formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo e alle attività in acqua, elencati dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association) in Scuba e Surface (0-30 metri - immersioni dalla superficie) per il raggiungimento del livello 2 “ Inshore Air Diver”.
Sono ammessi alla frequenza del corso solo allievi in possesso della qualifica OTS conseguita presso scuole attualmente Full Member IDSA, o che abbiano superato un assessment di 4 giorni presso CEDIFOP.
Va sottolineato che tutti i corsi del CEDIFOP sono conformi agli standard formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione, di fondo e di attività, stabiliti dalla didattica IDSA. (International Diving Schools Association) per il livello di qualifica richiesta; inoltre essendo CEDIFOP membro IMCA nella Divisione Diving per Europa ed Africa si può affermare che i corsi sono in linea con i documenti guida dall’International Marine Contractors Association - IMCA (Course content is in line with guidance document IMCA D 015 Mobile/Portable Surface Supplied System, IMCA D 023 Diving Equipment Systems Inspection Guidance Note for Surface Orientated Diving System-Air), cosi come è richiesto, anche, nel documento dell’ENI spa del 5/Agosto/2013 “Requisiti HSE per i fornitori di lavori subacquei”.
Per poter gestire con professionalità, sicurezza e in modo ottimale, le attività subacquee al servizio dell’industria nei cantieri sia inshore che offshore, devono coesistere contemporaneamente le tre fondamentali tipologie di standard internazionali, IDSA, IMCA, HSE (Standard che sono da anni alla base dei percorsi formativi del CEDIFOP) così come si legge anche nel disegno di legge n. 2751 dell’On.le Bergamini Deborah eletta in Emilia-Romagna e Vicepresidente della IX Commissione Parlamentare (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) nonché Presidente del Comitato permanente sulla politica estera e relazioni esterne dell’unione Europea, presentato in data 28 Novembre 2014 "Disciplina delle attività lavorative subacquee e iperbariche"
(http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0027560&back_to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=2751-e-sede=-e-tipo=)
"Bisogna tenere conto che il mondo del lavoro e la situazione territoriale nei quali può operare la figura professionale del sommozzatore industriale vanno oltre i limiti regionali e nazionali e quindi, per sostenere la mobilità professionale delle persone, i percorsi formativi sviluppati nel settore devono seguire il percorso indicato dalle regole della formazione nel settore industriale. Mentre in Italia è l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) che declina le competenze necessarie dell'operatore che opera in ambito portuale ai fini dell'adozione di un piano didattico per una formazione adeguata, in ambito offshore questa formazione deve essere organizzata in coerenza con le tre tipologie di standard presenti in ambito internazionale:
1) gli standard formativi stabiliti dall’International Diving Schools Association (IDSA) che rappresenta l'unica associazione didattica nella subacquea industriale a livello internazionale, così come in ambito sportivo abbiamo diverse didattiche PADI, CMAS, SSI e altro. È interessante sottolineare che corsi formativi nazionali, come quelli provenienti dagli Stati Uniti d'America o dal Canada, fanno sempre riferimento alla didattica dell'IDSA che, a livello mondiale, ha elaborato delle regole per la formazione nel settore inshore e offshore in base a una più che quarantennale esperienza, desunta dalle scuole che aderiscono a tale Associazione a livello mondiale;
2) gli standard operativi (dall’International Marine Contractors Association (IMCA), applicabili nel cantiere (in essi rientra anche la citata normativa UNI 11366 sulla sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell'industria – procedure operative;
3) gli Standard di sicurezza dell’Health and Safety Executive (HSE) quali, per esempio, le norme HSE del Regno Unito. Solo la corretta applicazione di questi standard può garantire una maggiore spendibilità della qualifica del sommozzatore italiano a livello internazionale, riportando la categoria al livello che le spetta per la storia e per le competenze che la caratterizzano.
Lo stesso registro dei sommozzatori deve essere suddiviso in più categorie, in base alla formazione e alle competenze dell'iscritto, così come oggi avviene in tutto il mondo, dove ci sono regole per la sicurezza e per la professionalità di questo settore. Si può, per esempio, fare riferimento, per l'Italia, al modello proposto dall'ENI Spa, che prevede regole simili a quelle esistenti nel resto del mondo. "
In Italia l'unica legislazione esistente risale al 1982 e riguarda solo attività all'interno delle aree portuali, situazione che penalizza i titoli italiani in ambito internazionale dove fa da padrone IMCA (International Marine Contractors Association) che riconosce solo i paesi che hanno una legislazione per l'offshore diving e il controllo del loro territorio, cosa che in Italia ad oggi manca.
Ma l’Italia potrebbe soddisfare questa mancanza legislativa con l'approvazione definitiva del D.D.L. 698 "Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale", della Regione Sicilia (ormai in dirittura finale all’ARS – Assemblea regionale Siciliana, per essere trasformata in legge – testo che si può leggere qui: http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaDB=221&icaQuery=16.LEGISL+E+00698.NUMDDL, perché include le aree offshore - articolo 2.4,b che definisce il territorio dell’applicazione anche come le "…acque marittime non territoriali (off-shore), quando alle attività di cui sopra sono connessi interessi regionali o quando alle medesime sono interessate persone e aziende nazionali.", mentre il controllo del territorio è garantito dall'iscrizione al registro regionale presso l'assessorato al lavoro su tre livelli di attività Inshore Air Diver/livello 1, Offshore Air Diver/livello 2 ed Offshore Sat Diver/livello 3, per chi ha realizzato percorsi formativi (articolo 5,3 ed articolo 6.2, dove in particolare riporta che i percorsi formativi: "... devono essere conformi nei contenuti agli standards internazionalmente riconosciuti dall’International Diving Schools Association (IDSA) e, per le parti eventualmente operate presso le imprese di cui al comma 3 dell’articolo 2, alle prescrizioni e linee guida fissate dalla normativa UNI 11366 ‘Norme per la sicurezza e la tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria’ e sui controlli che devono essere effettuati per il rispetto di obblighi e requisiti generali in materia di salute, sicurezza ed ambiente (HSE), anche in conformità alle linee guida di International Marine Contractors Association (IMCA)."), in modo tale che il “tesserino” della Regione Sicilia, per gli iscritti al registro regionale, diventi immediatamente spendibile in ambito internazionale negli impianti offshore di tutto il mondo, facendo diventare la Sicilia punto di riferimento dell'Italia e dell'intero Mediterraneo, in questo strategico e importantissimo settore della subacquea industriale.
Un disegno di legge, che presto sarà trasformato in legge, ma anche un modello da prendere in considerazione per i paesi fuori dal Documento IMCA D05/15 che annovera i paesi di tutto il mondo che hanno una legislazione, come quella che attualmente l’Italia avrà tramite la Regione Sicilia, valida nel loro territorio. Questi paesi, ad oggi, sono: Australia, Brasile, Canada, India, Nuova Zelanda, Sud Africa, mentre i paesi europei sono Svezia, Olanda, Norvegia, Francia e UK tramite la certificazione dell’HSE britannica, con un modello simile a quello che sta per essere proposto per l’Italia tramite la certificazione della Regione Sicilia, con l’approvazione del DDL 698.
Avvisatore Marittimo del Mediterraneo del15/06/15: Tecnici subacquei, nuovo corso del Cedifop in Sicilia
Avvisatore Marittimo del Mediterraneo del 01/06/15: OTS: in Sicilia pronti nuovi percorsi di formazione
Blog CEDIFOP: L’importanza del DDL 698 della Regione Sicilia in ambito Regionale, Nazionale e Internazionale
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La Voce di New York: Palermo, al via il 2 giugno il corso del Cedifop per “Operatore Tecnico Subacqueo - Saldatore Subacqueo”
UNDERSEA MAGAZINE: L’importanza del DDL 698 della Regione Sicilia in ambito Regionale, Nazionale e Internazionale
CEDIFOP news n. 106 - Maggio 2015 - articolo 201
Aspettando il DDL 698
Confermata Finita la maratona per l'approvazione della finanziaria, si comincia a ritornare alla normalità e alle questioni quotidiane "urgenti". I lavori riprenderanno a partire da giorno 12 (per questa settimana solo la commissione IV (AMBIENTE E TERRITORIO) ha programmato 2 riunioni, nessun incontro nelle altre commissioni, come nella settimana precedente.
Al rientro, le commissioni dovranno dare la priorità alla definizione dei seguenti disegni di legge che aspettavano l'approvazione del bilancio per essere esaminate (il DDL 698 è stato già esaminato in V Commissione - Cultura, Formazione e Lavoro – nella seduta n. 196 del 12.11.14 ed approvato con il parere favorevole del Governo Regionale ) o calendarizzate per l'aula per il voto definitivo
( http://www.cronacheparlamentarisiciliane.it/le-decisioni-della-conferenza-dei-capigruppodocumenti-finanziari-ok-da-commissioni-entro-il-18/) :
testo unico in materia di edilizia (841),
DDL in materia di trasporti marittimi con le isole minori (694),
DDL in materia di demanio trazzerale (349),
DDL in materia di pensioni integrative Istituto vini e olii di Sicilia (914),
DDL in materia di professioni subacquee (698)
Il DDL 698 "Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale" prevede l'obbligatorietà dell'iscrizione ad un Registro Regionale, presso l'assessorato al lavoro, dei commercial diver su 3 livelli (INSHORE AIR DIVER / OFFSHORE AIR DIVER e OFFSHORE SAT DIVER) per le attività lavorative subacquee, sia in inshore che offshore, nelle acquee Siciliane fuori dall'ambito portuale, in quanto all'interno dei porti vale il DM 13/01/1979 "Istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale", cosi come specificato anche dall'articolo 2,6 del DDL. Senza l'iscrizione al Registro Regionale (successiva a quella presso una Capitaneria di Porto) accessibile a coloro che hanno realizzato percorsi formativi specifici, con elevati standard di qualità e sicurezza, sarà impossibile svolgere attività lavorative subacquee in Sicilia lavorando negli impianti inshore e offshore nelle acquee siciliane (vedi per esempio certificazioni HSE-UK ecc)
Il DDL 698, può essere visionato su questo link:
E' molto interessante l'articolo 6.2 del DDL, che recita:
Ormai i tempi sono maturi, e noi aspettiamo fiduciosi i passaggio finale, che aprirà nuovi scenari per la prima volta in Italia, dopo un'attesa di 35 anni, impensabili fino a qualche mese fa.
Ma altri appuntamenti si stanno avvicinando, uno fra tutti, ma non meno importante il meeting IMCA per la sezione Europa ed Africa, che quest'anno si svolgerà, giorno 9 giugno, in Italia, a Livorno.
Sarebbe fantastico arrivare a questo appuntamento con la legge già approvata.
Avvisatore Marittimo del Mediterraneo del 15/05/15: In Sicilia una legge per la subacquea industriale
Blog CEDIFOP: Aspettando il DDL 698
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La Voce di New York: La Sicilia avrà una legge sulla subacquea industriale
UNDERSEA MAGAZINE: Aspettando il DDL 698
CEDIFOP news n. 106 - Maggio 2015 - articolo 200
Disegni di legge 698 (Regione Sicilia), 2751 (Camera dei Deputati) e norma UNI 11366
Confermata anche per il 2015 la partecipazione del CEDIFOP come Socio Effettivo dell' UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione - e la partecipazione attiva nella commissione sicurezza e in particolare nei tre organi tecnici dei gruppi di lavoro: GL "Sicurezza nelle attività subacquee ed iperbariche industriali", che si occupa della norma 11366 “; "Metodi e sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro" e "Dispositivi di protezione delle vie respiratorie". CEDIFOP è socio effettivo dell’UNI sin dal 2010.
UNI (www.uni.com ) è un’associazione privata riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea, che studia, elabora, approva e pubblica le norme tecniche volontarie - le cosiddette “norme UNI” - in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario.
Secondo il Regolamento UE 1025 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 sulla normazione europea, per "norma" si intende: "una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi”.
Va inoltre sottolineato che tutte le norme UNI sono protette da diritto d'autore; esso prevede il divieto della riproduzione, anche parziale, delle norme e dei prodotti UNI su qualsiasi supporto: cartaceo, elettronico, magnetico ed altri, senza preventiva autorizzazione scritta da parte dell'UNI. L’utilizzo di queste norme è condizionato al pagamento di una royalty.
Nel 2010, il gruppo di lavoro “Sicurezza nelle attività subacquee ed iperbariche industriali” ha creato la norma UNI 11366 del 2010, dal titolo “Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell'industria”, alla quale ha fatto riferimento il presidente Monti nel Decreto Sviluppo del 2012 - articolo 21 – (Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, in materia di promozione degli investimenti offshore) - comma 3 "Le attività di cui all’articolo 53 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n.886, sono svolte secondo le norme vigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366". Questo passaggio fa riferimento al D.P.R. del 24 maggio 1979, n. 886 "Integrazione ed adeguamento delle norme di polizia delle miniere e delle cave, contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, al fine di regolare le attività di prospezione, di ricerca e di coltivazione degli Idrocarburi nel mare territoriale e nella piattaforma continentale”, dove leggiamo al Capo VII “Impiego di Operatori Subacquei” Art. 53. Prescrizioni generali "Le prestazioni lavorative in immersione per il posizionamento della piattaforma, per l'ispezione e la manutenzione delle attrezzature sommerse o per lavori assimilabili, devono essere effettuate solamente da personale esperto e fisicamente idoneo, diretto da un responsabile di comprovata capacità, nel rispetto delle norme specifiche in materia e delle regole della buona tecnica...."; ma tutto ciò non fa della norma UNI una “legge” estesa anche all’interno delle aree portuali o in ambito inshore.
Eccezione potrebbe diventare la Regione Sicilia, con il DDL 698 “Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale”, già esaminato in V Commissione - Cultura, Formazione e Lavoro – nella seduta n. 196 del 12.11.14 ed approvato con il parere favorevole del Governo Regionale, con il quale si amplia il campo applicativo della norma UNI 11366 all'ambito delle acque marittime regionali e interne e delle acque marittime non territoriali (offshore), quando alle attività di cui sopra sono connessi interessi regionali o quando alle medesime sono interessate persone e aziende nazionali, prescrivendo nell’articolo 6 comma 2 (che fa riferimento alla normativa UNI 11366), che “… per le parti eventualmente operate presso le imprese di cui al comma 3 dell’articolo 2, alle prescrizioni e linee guida fissate dalla normativa UNI 11366 …” allargando l’applicazione della suddetta norma ai cantieri in ambito offshore, inshore e acque interne.
Questo rapporto fra la legislazione Italiana e le norma UNI 11366 è molo più chiaro nel disegno di Legge n. 2751 "Disciplina delle attività lavorative subacquee e iperbariche" presentato alla camera dei deputati il 26 novembre 2014, dall’On. Deborah Bergamini, eletta nella XI circoscrizione (Emilia Romagna) e vicepresidente della IX Commissione parlamentare (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) nonché Presidente del Comitato permanente sulla politica estera e relazioni esterne dell’UE, dove leggiamo testualmente nella parte che riguarda la formazione dei commercial divers Italiani: “… in ambito offshore questa formazione deve essere organizzata in coerenza con le tre tipologie di standard presenti in ambito internazionale:
1) gli standard formativi stabiliti dall’International Diving Schools Association (IDSA) che rappresenta l'unica associazione didattica nella subacquea industriale a livello internazionale, così come in ambito sportivo abbiamo diverse didattiche PADI, CMAS, SSI e altre. È interessante sottolineare che corsi formativi nazionali, come quelli provenienti dagli Stati Uniti d'America o dal Canada, fanno sempre riferimento alla didattica dell'IDSA che, a livello mondiale, ha elaborato delle regole per la formazione nel settore inshore e offshore in base a una più che quarantennale esperienza, desunta dalle scuole che aderiscono a tale Associazione a livello mondiale;
2) gli standard operativi (dall’International Marine Contractors Association (IMCA), applicabili nel cantiere (in essi rientra anche la citata normativa UNI 11366 sulla sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell'industria – procedure operative);
3) gli Standard di sicurezza dell’Health and Safety Executive (HSE) quali, per esempio, le norme HSE del Regno Unito. Solo la corretta applicazione di questi standard può garantire una maggiore spendibilità della qualifica del sommozzatore italiano a livello internazionale, riportando la categoria al livello che le spetta per la storia e per le competenze che la caratterizzano….”
Concetto che viene ribadito anche nell’Art. 5. (Registro dei sommozzatori): comma 5 “Le operazioni di immersione abilitate ai sensi del comma 3 devono essere conformi agli standard internazionalmente riconosciuti dell’International Diving Schools Association (IDSA) relativi ai tempi di fondo e al numero e alla tipologia di immersioni e, per le parti eventualmente operate presso le imprese, alle prescrizioni e alle linee guida della normativa UNI 11366 recante «Norme per la sicurezza e la tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell'industria». I controlli per il rispetto degli obblighi e dei requisiti generali in materia di salute, di sicurezza e di ambiente devono essere conformi agli standard stabiliti dall’Health and Safety Executive (HSE) e alle linee guida emanate dall’International Marine Contractors Association (IMCA). “
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CEDIFOP news n. 105 - Aprile 2015 - articolo 199
Presentazione del libro “Garanzia Giovani – La Sfida” all’ARS
Presentato venerdì 27 marzo nella Sala Gialla dell'ARS (Assemblea Regionale Siciliana) a Palermo, in presenza di uno degli autori del libro, Daniele Fano che ha seguito in prima persona, come Capo della Segreteria Tecnica del ministro Giovannini, la nascita del piano europeo Garanzia Giovani in Italia.
Alla presentazione palermitana del libro sono intervenuti (nella foto da sinistra a destra):
1) Dr. Francesco Paolo Sieli Direttore Scuola Internazionale di Medicina dello Sport del Centro "E. Majorana" di Erice
3) On. Totò Lentini Vicepresidente Commissione III - Attività Produttive - Primo firmatario DDL 698
8) Manos Kouvakis - direttore Cedifop Centro Studi
Avvisatore Marittimo del Mediterraneo del 15/04/15: Garanzia Giovani il Cedifop diventa un modello
Blog CEDIFOP: Garanzia Giovani – La Sfida
Formazione Professionale Sicilia: A Palermo presentazione ‘garanzia giovani: la sfida’
Google + : Presentazione del libro “Garanzia Giovani – La Sfida” all’ARS
CEDIFOP news n. 105 - Aprile 2015 - articolo 198
Inoltre, continua anche la collaborazione del Cedifop con le strutture governative cipriote e, in particolare, con il “kentrikos foreas Cyprou” ( http://www.kentrikosforeas.org.cy ), struttura governativa che aiuta i cittadini ciprioti (grazie ai fondi europei) a partecipare ai programmi dell’ente di formazione palermitano. Cittadini ciprioti che, da più di 3 anni, sono costantemente presenti nei percorsi formativi della scuola palermitana. Non a caso una delegazione ufficiale del governo cipriota con in testa il presidente della federazione di commercial divers di Cipro, Antonis Adamou, arriverà in visita ufficiale in Sicilia nella terza decade di aprile.
Avvisatore Marittimo del Mediterraneo del 01/04/15: I corsisti del Cedifop ripresi dalle telecamere greche
Blog CEDIFOP: La Tv greca Nerit in Sicilia per un programma sulla metalmeccanica subacquea del Cedifop
Google + : La Tv greca Nerit in Sicilia per un programma sulla metalmeccanica subacquea del Cedifop
La Voce di New York: La Tv greca Nerit in Sicilia per un programma sulla metalmeccanica subacquea del Cedifop
UNDERSEA MAGAZINE: La Tv greca Nerit in Sicilia per un programma sulla metalmeccanica subacquea del Cedifop
CEDIFOP news n. 105 - Aprile 2015 - articolo 197
Ultima notazione: nel volume viene citato un paio di volte un centro di formazione professionale che opera in Sicilia: il Cedifop. Si tratta di un centro che forma personale altamente specializzato in un segmento particolare dell'industria: la metalmeccanica subacquea.
La particolarità di questo centro formativo di eccellenza che ha sede a Palermo, nell'area portuale (i giovani formati da questo centro trovano subito lavoro in Italia e all'estero), è che non riceve sovvenzioni né dalla regione, né dall'Unione europea. Eppure, Bruxelles interviene nella formazione e nelle politiche attive del lavoro con il Fondo sociale europeo. Risorse mai arrivate al Cedifop, che pure viene citato come esempio virtuoso in un volume che promuove un piano per il lavoro targato Unione europea.
Blog CEDIFOP: “Garanzia Giovani”: la sfida del Parlamento europeo alla Troika
Centro Studi Adepp: Garanzia giovani, un libro ne traccia i pro e i contro
Google + : “Garanzia Giovani”: la sfida del Parlamento europeo alla Troika
La Voce di New York: “Garanzia Giovani”: la sfida del Parlamento europeo alla Troika
Rete A.S.A.Si - La Letterina n.431: In Sicilia il piano "Garanzia Giovani è a rischio flop
Riparte il futuro: "Dare il potere di scegliere", è questa la sfida di Garanzia Giovani secondo Daniele Fano
CEDIFOP news n. 104 - Marzo 2015 - articolo 196
Blog CEDIFOP: Presentazione del libro “Garanzia Giovani – La Sfida” alla Rai e all’ARS
Giornale cittadino press: Garanzia Giovani - La Sfida
Google + : Presentazione del libro “Garanzia Giovani – La Sfida” alla Rai e all’ARS
Sicilia On Press: A Palermo presentazione ‘garanzia giovani: la sfida’
CEDIFOP news n. 104 - Marzo 2015 - articolo 195
Blog CEDIFOP: La TV nazionale greca NERIT in visita al CEDIFOP di Palermo
Google + : La TV nazionale greca NERIT in visita al CEDIFOP di Palermo
UNDERSEA MAGAZINE: Porto di Palermo : la TV nazionale greca NERIT segue le attività del CEDIFOP
UNDERSEA MAGAZINE: CEDIFOP collaborazione con il Governo di Cipro
Blog CEDIFOP: “Subacquea industriale: a Palermo opera un centro internazionale che non forma siciliani!”
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La Voce di New York: “Subacquea industriale: a Palermo opera un centro internazionale che non forma siciliani!”
UNDERSEA MAGAZINE: “Subacquea industriale: a Palermo opera un centro internazionale che non forma siciliani!”
CEDIFOP news n. 104 - Marzo 2015 - articolo 193
Blog CEDIFOP: Cedifop: accordo in Grecia per specializzare giovani sommozzatori
Formazione Professionale Sicilia: Cedifop: accordo in Grecia per specializzare giovani sommozzatori
Google + : Cedifop: accordo in Grecia per specializzare giovani sommozzatori
SICILIAONPRESS: Cedifop: accordo in Grecia per specializzare giovani sommozzatori
UNDERSEA MAGAZINE: Cedifop: accordo in Grecia per specializzare giovani sommozzatori
CEDIFOP news n. 103 - Febbraio 2015 - articolo 192
Differenza fra le figura di OS (o OSS) e OTS, nella legislazione Italiana
Si è tanto detto e scritto sulla figura di OS intesa come “Operatore Subacqueo” o OSS inteso come acronimo di “Operatore Scientifico Subacqueo” e la figura dell’OTS “Operatore Tecnico Subacqueo”.
Quali similitudini e differenze ? e quali sono le competenze dei due operatori?
Molti, negli anni, hanno approfittato, speculando su una non sempre chiara informazione per aggirare spesso anche le istituzioni con trucchi ed inganni, nella speranza di elevare la qualità e i profili, non previsti dalla legge, con l’acquisizione di facili medagliette, al solito all’italiana a discapito sempre di chi questi titoli li ha “guadagnati” con sudore sul campo.
E guarda caso i promotori sono sempre le stesse solite persone che, trincerandosi dietro titoli e sigle, solo per speculare, anche a discapito del progresso stesso, hanno portato questo settore nell’oscurantismo medioevale, penalizzandone lo sviluppo che avrebbe dovuto avere ormai da decenni, visto l’importanza strategica che rappresenta.
Sarebbe bastato leggere con attenzione quello che attualmente esiste, per recepire la semplice differenziazione di competenze e naturalmente cosa è previsto per le due qualifiche, che sono distinte e separate.
In tutto questo ha comunque aiutato e non poco, la mancanza legislativa per attività lavorative subacquee fuori dagli ambiti portuali, che manca da sempre in Italia, coperta solo, e parzialmente, da una legislazione che regolamenta le attività in ambito portuale, ma che risale al lontano 1979.
Fra poco farà eccezione la Regione Sicilia che con l’attuale DDL 698 "Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale", sta per regolamentare le attività che vengono svolte anche fuori dalle aree portuali, basandosi su criteri consolidati in quasi tutti i paesi, a livello mondiale.
Ma andiamo in ordine: In un documento dal titolo “Buone prassi per lo svolgimento in sicurezza delle attività subacquee di ISPRA e delle Agenzie Ambientali” prodotto nel luglio 2013 dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, in collaborazione fra ISPRA, INAIL e tutte le ARPA – APPA regionali, si legge chiaramente che “ (…) le attività svolte sono esclusivamente di carattere tecnico-scientifico in genere senza sforzo” e “sono esplicitamente escluse tutte le attività di natura tecnica riconducibili al profilo di operatore tecnico subacqueo”.
Continuiamo a leggere nel documento “Il campo di applicazione di queste procedure operative è quello delle attività subacquee dedicate allo studio e al monitoraggio degli ambienti acquatici e in particolare:
monitoraggio di elementi biologici anche con l’utilizzo di strumentazione foto, video, ecc
osservazione e misura di particolari situazioni ambientali
posizionamento e manutenzione di attrezzature specialistiche per studi mirati dell’ambiente marino
prelievi di campioni
valutazione specialistica dello stato marino
Tali attività rientrano fra le mansioni svolte dagli operatori subacquei delle agenzie ambientali e ISPRA, ma restano escluse operazioni di monitoraggio e studio, fuori dalle aree portuali, in cui si presume una elevata e comprovata contaminazione di origine biologica e/o chimica.
Inoltre viene specificato che queste procedure operative devono essere applicate in curva di sicurezza, cioè senza soste decompressive obbligatorie.
Insomma, definizioni chiare che delimitano competenze e responsabilità degli operatore subacquei o operatori scientifici subacquei, ponendo una netta barriera che separa le loro competenze da quelle di chi opera come commercial diver o come OTS.
Le competenze di questi ultimi sono definite dall’ISFOL nella scheda della qualifica ISTAT “6.2.1.6.0 - Sommozzatori e lavoratori subacquei”, esse sono riportate anche nel disegno di legge n. 2751 “Disciplina delle attività lavorative subacquee e iperbariche “ che l’On.le Debora Bergamini, vice presidente della Commissione Infrastrutture e Trasporti, ha presentato alla camera dei deputati il 26 novembre 2014: ART. 3. (Definizione della categoria dei sommozzatori): Ai sensi della presente legge, sono definiti sommozzatori e lavoratori subacquei coloro che eseguono, in immersione ai sensi dell’articolo 2, comma 2, le seguenti attività individuate dall’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL):
a) installare, manutenere e ispezionare tubazioni, condotte e cavi sottomarini;
b) svolgere attività di manutenzione ordinaria o straordinaria di impianti marittimi;
c) svolgere ricerche sottomarine, anche attraverso riprese video, per reperire informazioni;
d) eseguire lavori di carpenteria metallica sottomarini per recuperare relitti, materiale stivato e altro;
e) svolgere attività di manutenzione ordinaria o straordinaria del porto;
f) eseguire tagli e demolizioni di strutture metalliche sottomarine;
g) costruire strutture e manufatti metallici nelle aree portuali;
h) eseguire ispezioni subacquee;
i) eseguire saldature sottomarine;
l) eseguire la bonifica dei fondali marini;
m) redigere certificazioni e perizie;
n) controllare i macchinari e le attrezzature;
o) coordinare il lavoro e le attività ed eseguire scavi e sbancamenti subacquei;
p) svolgere attività di manutenzione ordinaria o straordinaria su grandi imbarcazioni;
q) verificare il rispetto delle norme di sicurezza;
r) collaborare con i colleghi;
s) compilare schede sulle operazioni eseguite;
t) curare gli aspetti progettuali del lavoro;
u) eseguire immersioni subacquee;
v) fare sopralluoghi presso i cantieri;
z) fornire consulenza tecnica;
aa) gestire e coordinare le risorse umane;
bb) svolgere il lavoro d’ufficio.
Una ulteriore separazione delle competenze delle due categorie di lavoratori la troviamo anche nel DDL 698 “ Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale” della Regione Sicilia, che stabilisce che in ambito lavorativo inshore e offshore, fuori dalle aree portuali nell’articolo 5,3. “Tutti i titoli di cui al comma 2 devono essere conformi agli standards formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo e alle attività in acqua, stabiliti dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association) per il livello di qualifica richiesta ed agli eventuali ulteriori standards relativi ai contenuti formativi prescritti a livello internazionale in materia di sicurezza e prevenzione, tutela della salute e dell’ambiente. “ e nell’articolo 6,2 “2. Gli interventi di cui al comma 1 devono essere conformi nei contenuti agli standards internazionalmente riconosciuti dall’International Diving Schools Association (IDSA) e, per le parti eventualmente operate presso le imprese di cui al comma 3 dell’articolo 2, alle prescrizioni e linee guida fissate dalla normativa UNI 11366 ‘Norme per la sicurezza e la tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria’ e sui controlli che devono essere effettuati per il rispetto di obblighi e requisiti generali in materia di salute, sicurezza ed ambiente (HSE), anche in conformità alle linee guida di International Marine Contractors Association (IMCA).”
Regole precise che stabiliscono le diverse competenze delle due categorie. E’ importante e noi lo vogliamo sottolineare, la pericolosità delle affermazioni di chi sostiene che un po’ di tutto non guasta, forse fa bene, importante se fa comodo!
E’ tempo di smettere di scherzare ed adeguarsi, come in ogni paese europeo, e non solo, avviene da decenni.
Sarebbe interessante prendere ad esempio il modello inglese che, tramite l’istituto HSE (istituto che fa riferimento all’Europeo OSHA ( European Agency for Safety and Health at Work) come l’italiano INAIL) ha da anni pubblicato una lista (approved list) dove ha inserito ben otto categorie di operatori subacquei, con regole specifiche per ogni categoria, iniziando da quelle più importanti e influenti per l’economia e il lavoro in questo settore, dove la categoria del diving scientifico è accorpata con quello dell’archeologia subacquea, che presenta problematiche similari:
Inland/Inshore Diving
Scientific and Archaeological Diving
E’ tempo che ci svegliamo anche noi se vogliamo crescere da cittadini europei, le regole vanno fatte e poi, cosa ancora più importante, vanno applicate e naturalmente rispettate!
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CEDIFOP news n. 103 - Febbraio 2015 - articolo 191
In libreria il libro "Garanzia Giovani - La Sfida", Sicilia lontana dal progetto europeo
Il libro, in libreria dal 18 febbraio pv ha un titolo eloquente: “Garanzia Giovani – La Sfida”. Da marzo sarà presentato in varie città italiane, Roma, Milano, Torino, in Sicilia a Palermo Trapani e Catania ecc.
Gli autori del testo Daniele Fano, già Capo Segreteria Tecnica del Ministro Giovannini e rappresentante italiano di “Garanzia Giovani” nell’Unione Europea, economista e manager, si occupa di valutazione delle politiche, di conti finanziari nazionali, di risparmio delle famiglie e di previdenza; Elisa Gambardella, laureata in Scienze Internazionali Diplomatiche presso l’Università di Genova, si occupa di European Youth Guarantee dal 2012, dapprima come referente in Italia del Partito Socialista Europeo e da ultimo nella Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Francesco Margiocco, giornalista del Secolo XIX, che segue dal 2007 la politica universitaria e scolastica italiana, ha collaborato al Corriere Economia-Corriere della Sera e all’agenzia di stampa Apcom, e ha lavorato alla Reuters, nel 2007, con una serie di inchieste pubblicate dal Secolo XIX, è stato tra i primi a occuparsi del Programma nazionale “Rientro dei cervelli” e dei suoi deludenti risultati. Editore Francesco Brioschi.
Già il titolo “Garanzia giovani: la sfida” annuncia un progetto ambizioso per giovani Italiani in cerca di futuro, un programma nato in Europa, tratto dai risultati delle politiche occupazionali dei paesi del Nord. Un programma che richiederà anni, ma come dicono gli autori del libro, se non si inizia ora, quando?
“Garanzia Giovani” è la prima iniziativa europea contro la disoccupazione.
D’ora in poi i giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, non dovranno essere lasciati soli. È anche il primo esempio di politica europea nata non nelle cancellerie degli Stati, ma nel Parlamento dell’Ue, che nel febbraio 2012 ha proposto uno stanziamento per le regioni in cui la disoccupazione giovanile supera il 25%. L’Italia si è mossa prontamente, ha presentato un piano
nazionale e nel 2014 ha ricevuto 1,2 miliardi di euro sui 6 stanziati in tutta Europa per il periodo 2014-2020.
Il programma prende ufficialmente il via il primo maggio 2014. Subito piovono le critiche. La stampa tuona e chiede di non sprecare quel denaro. Ce la faremo a evitare un flop all’italiana? “Fallimento annunciato”, sentenzia qualcuno. Ma c’è un’alternativa?
Nel suo piccolo, Garanzia Giovani è un concentrato di risposte alla crisi.
Agisce dal lato della domanda, da quello dell’offerta e dal lato istituzionale.
Le difficoltà ci sono: amministrazioni frammentate, nessun nesso forte tra istruzione e lavoro, diffidenze e paure radicate, oltre al contesto stesso della crisi.
Ma possiamo sprecare anche quest’occasione?
La Raccomandazione Europea. Garanzia Giovani in pillole
I documenti ufficiali non invogliano sempre alla lettura! I punti che seguono sono tratti dalla Raccomandazione Europea e dovrebbero rappresentare una buona scorciatoia per capire un documento che, per gli autori, rappresenta una “pietra miliare”.
Garantire che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale («garanzia per i giovani»).
Garantire che i giovani abbiano pieno accesso alle informazioni.
Rafforzare le partnership tra datori di lavoro e soggetti attivi sul mercato del lavoro.
Garantire il coinvolgimento attivo delle parti sociali a tutti i livelli.
Prendere in considerazione l’idea di creare «punti focali» (Focal Points o Groups) comuni, ovvero un’organizzazione che garantisca il coordinamento tra tutte le istituzioni e le organizzazioni coinvolte.
Operare affinché i servizi per l’impiego, unitamente ad altri partner che sostengono i giovani, siano in grado di fornire un orientamento personalizzato.
Offrire ai giovani che hanno abbandonato prematuramente gli studi, e in possesso di scarse qualifiche, la possibilità di riprendere il percorso scolastico e formativo o di seguire nuovi programmi d’insegnamento.
Incoraggiare gli istituti scolastici, i centri di formazione professionale e i servizi per l’impiego a promuovere e a fornire ai giovani orientamenti sull’imprenditoria e sul lavoro autonomo, anche attraverso corsi per l’attività di imprenditore.
• Ridurre i costi non salariali della manodopera al fine di migliorare le prospettive di assunzione dei giovani.
Nel libro, oltre all’analisi delle problematiche insite in “garanzia giovani” e all’indicazione di percorsi possibili, gli autori hanno voluto toccare con mano la realtà lungo tutta la penisola , raccogliendo nel libro oltre trenta interviste a protagonisti e studiosi
Lucia Valente, Università di Roma, assessore al Lavoro, Regione Lazio: «Non si trova lavoro alzandosi la mattina, scendendo dal letto e andando su internet. Occorre essere attrezzati e poter usufruire di un servizio degno di questo nome, nella sanità, ma anche nell’istruzione, nella formazione e nel lavoro. E in questo campo, la Garanzia Giovani ci ha messo davanti alla verità, costringendoci a rispondere al quesito se siamo o no in grado di dare ai cittadini dei servizi per il lavoro degni di questo nome».
Max Uebe, Comunità Europea: «Il programma Garanzia Giovani è innanzitutto un investimento. Siamo convinti che le spese per prevenire la disoccupazione e l’inattività attraverso la Garanzia Giovani siano minori dei costi cui inevitabilmente si andrebbe incontro, nel tempo, per fornire sussidi e altre spese di natura sociale a sostegno di persone emarginate e scarsamente qualificate».
Agar Brugiavini, Università Ca’ Foscari, Venezia: «La reazione peggiore di una ragazza o un ragazzo colpiti da uno shock negativo, e che subiscono quindi una sequenza di periodi di inattività, è quella di lasciarsi andare o pensare che non hanno speranze. Bisogna costruire competenze prima e continuare a costruirle durante il periodo più difficile».
Scrivono gli autori del libro:
“Nel nostro percorso ci siamo imbattuti in tante esperienze di formazione di qualità che danno la possibilità a chi le frequenta di costruirsi un valido percorso di creazione di competenze per aprirsi a un percorso lavorativo. Tra tante esperienze vogliamo citare quella dell’istituto professionale Meroni di Lissone, uno dei pochissimi istituti italiani, sono meno della metà, a praticare l’alternanza scuola-lavoro, e quella del Cedifop di Palermo, una scuola di metalmeccanica subacquea accreditata dalla Regione Sicilia, ma che non beneficia di contributi regionali e vive quindi delle quote di iscrizione pagate dai giovani e dalle loro famiglie.”
Esempio emblematico per la Regione Sicilia.
Continuano gli autori del libro:
“Mentre scriviamo, agosto 2014, 20 allievi si sono già iscritti al corso base che inizia il 20 settembre. Di questi, soltanto tre provengono dalla Sicilia, il resto da un ampio campione di regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, Campania) e persino dall’estero (Grecia)”.
Garanzia Giovani è un nuovo strumento di intervento, con nuove regole applicative e operative, con criteri e obiettivi positivi, ma dovrebbe anche essere gestito da un amministrazione che lavora a favore dei giovani e del progresso del territorio per garantire una giusta crescita, possibile fissando obbiettivi raggiungibili in prospettiva per un futuro migliore, non per il presente mantenimento di un sistema confusionario e senza gli auspicabili sbocchi occupazionali e di crescita sociale.
Avvisatore Marittimo del Mediterraneo del 15/03/15: “Garanzia giovani”, il Cedifop citato in uno studio
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SICILIAONPRESS: Garanzia Giovani - La Sfida: Libro per i giovani, stimolo per gli addetti ai lavori
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CEDIFOP news n. 103 - Febbraio 2015 - articolo 190
Giovani e lavoro - La Sfida delle professionalità
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LA SICILIA di sabato 31.01.2014: Giovani e lavoro - La Sfida delle professionalità
CEDIFOP news n. 103 - Febbraio 2015 - articolo 189
"Garanzia Giovani - La Sfida"
Il libro sarà ufficialmente in libreria il 18 febbraio pv. Nella foto la copertina. Nel libro fra le altre cose si parla anche del CEDIFOP. Dai primi di marzo sarà presentato in varie città italiane, Roma, Milano, Torino, Palermo ecc.
Garanzia Giovani è la prima iniziativa europea contro la disoccupazione.
D’ora in poi i giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, non dovranno essere lasciati soli.
È anche il primo esempio di politica europea nata non nelle cancellerie degli Stati, ma nel Parlamento dell’Ue, che nel febbraio 2012 ha proposto uno stanziamento per le regioni in cui la disoccupazione giovanile supera il 25%.
Daniele Fano è stato Capo Segreteria Tecnica del Ministro Giovannini e rappresentante italiano per la Garanzia Giovani presso l’Unione Europea. Economista e manager, si occupa di valutazione delle politiche, di conti finanziari nazionali, di risparmio delle famiglie e di previdenza.
Elisa Gambardella, laureata in Scienze Internazionali Diplomatiche presso l’Università di Genova, si occupa di European Youth Guarantee dal 2012, dapprima come referente in Italia del Partito Socialista Europeo e da ultimo nella Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Francesco Margiocco, giornalista del Secolo XIX, segue dal 2007 la politica universitaria e scolastica italiana. Ha collaborato al Corriere Economia-Corriere della Sera e all’agenzia di stampa Apcom, e ha lavorato alla Reuters. Nel 2007, con una serie di inchieste pubblicate dal Secolo XIX, è stato tra i primi a occuparsi del Programma nazionale “Rientro dei cervelli” e dei suoi deludenti risultati.﻿
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CEDIFOP news n. 102 - Gennaio 2015 - articolo 188
La Formazione in Sicilia d’eccellenza: l’esperienza del Cedifop
In un brutto momento come quello che sta attraversando la formazione professionale in Sicilia, un ente di formazione, il CEDIFOP, si sta distinguendo per un percorso di eccellenza. L’Ente è citato nel libro di Daniele Fano, che fino al febbraio 2014 è stato Capo della Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro, (www.danielefano.com); il libro uscirà fra gennaio e febbraio 2015 ed è dedicato alle sfide di “Garanzia Giovani” (Youth Guarantee), edito dall'editore Brioschi, dove CEDIFOP è menzionata per le attività formative svolte.
Abbiamo intervistato il direttore del CEDIFOP, Manos Kouvakis, membro della commissione sicurezza UNI nel gruppo di lavoro per la norma 11366 “Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria – Procedure operative”, per avere maggiori informazioni su questo settore affascinante e molto particolare, anche in virtù del disegno di legge n.698 “Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale”, attualmente nelle fasi finali di discussione all'Assemblea Regionale Siciliana.
Direttore Kouvakis, che tipo di corsi svolgete?
I nostri allievi arrivano da tutte le regioni d’Italia e dall'estero, prenotando diversi mesi prima dell’inizio dei corsi. Attualmente abbiamo completato le iscrizioni fino a giugno 2015 e accettiamo prenotazioni per settembre 2015 e per il 2016.
Possiamo dividere in tre tipologie gli standard internazionali che rendono ottimale la gestione di un cantiere offshore nella subacquea industriale, assolutamente diverse fra di loro, ma nello stesso tempo, anche, complementari
Standard Formativi (IDSA) (IDSA rappresenta l’unica didattica nella subacquea industriale a livello internazionale, cosi come in ambito sportivo abbiamo diverse didattiche PADI, CMAS, SSI, ecc.)
Standard Operativi (IMCA), applicabili nel cantiere (qui rientra anche la normativa UNI 11366), e
Standard di Sicurezza (HSE) come, per esempio, le norme HSE del Regno Unito.
Noi siamo full member IDSA, ciò implica accettare i controlli triennali (audit) per la verifica, nelle attività formative dell’ente, della applicazione degli standard formativi IDSA, che come didattica fornisce un percorso formativo “ideale” per realizzare nei vari livelli di addestramento, che senza sostanziali differenze coincidono, a livello mondiale ai tre livelli, che noi abbiamo identificato nel documento dell’ENI SpA del 5 Agosto 2013 “Requisiti HSE per i fornitori di lavori subacquei” in “inshore air diver”, “offshore air diver” e “offshore sat diver”, mentre lo stato di membro IMCA ci autorizza all'affermazione che i corsi del CEDIFOP sono in linea con i documenti guida dell’IMCA (Course content is in line with guidance document IMCA) D 015 (Mobile/Portable Surface Supplied System), IMCA D 023 (Diving Equipment Systems Inspection Guidance Note for Surface Orientated Diving System-Air) richiesti anche dall’ENI spa.
In realtà no. I tre decreti Ministeriali del 13 gennaio 1979 (Istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale), e i due integrativi D.M. 31 marzo 1981 e D.M. 2 febbraio 1982, sono l’unica legislazione attualmente vigente in Italia e regolamentano le attività all'interno delle aree portuali. Fuori dai porti, non è mai stata promulgata alcuna legge che regolamenta questo settore, malgrado i 14 disegni di legge presentati fra camera e senato dal 1997 ad oggi (nell'attuale legislatura ci sono 4 disegni di legge presentati, 2 alla camera dei deputati e 2 al senato) mai trasformati in legge.
Il disegno di legge n.698 (http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaDB=221&icaQuery=16.LEGISL+E+00698.NUMDDL) ha recepito la necessità di regolamentare il settore extra portuale, per la prima volta in Italia, riportandolo nell'articolo 3 (Qualifiche professionali), mentre nell’articolo 5 (Obblighi formativi per lo svolgimento delle attività) sottolinea che i titoli rilasciati “devono risultare conseguiti, previa frequenza alle attività formative e prova finale ai sensi della vigente disciplina statale e regionale, e devono essere opportunamente vidimati dai competenti uffici della Regione. I titoli rilasciati da altre Regioni ovvero riconoscibili ai sensi della Direttiva 2005/36/CE devono essere comunque conformi ai criteri di controllo e vidimazione previsti dalle relative norme” sottolineando che “devono essere conformi agli standard formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo, stabiliti dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association) per il livello di qualifica richiesta ed agli eventuali ulteriori standard relativi ai contenuti formativi prescritti a livello internazionale in materia di sicurezza e prevenzione, tutela della salute e dell’ambiente” Il passaggio completo nel DDL 698, lo troviamo nel comma 2 dell’articolo 6 che specifica che questi interventi “dovranno essere conformi nei contenuti agli standard internazionalmente riconosciuti International Diving Schools Association (IDSA) e, per le parti eventualmente operate presso le imprese di cui al comma 3 dell’articolo 2, alle prescrizioni e linee guida fissate dalla normativa UNI 11366 “Norme per la sicurezza e la tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria” e sui controlli che devono essere effettuati per il rispetto di obblighi e requisiti generali in materia di salute sicurezza ed ambiente (HSE), anche in conformità alle linee guida di International Marine Contractors Association (IMCA)” .
Essendo una (proposta di) legge regionale come il DDL 698 potrebbe essere di aiuto per le certificazioni Italiane in ambito internazionale?
Stranamente potrebbe essere una soluzione per valorizzare i titoli Italiani in ambito Internazionale, dove i “riconoscimenti IMCA” sono importantissimi. Qui va sottolineato che IMCA non ha mai fatto e mai farà corsi di subacquea industriale, perché non rientra nelle politiche associative (si occupa delle imprese e non della formazione ad eccezione di 4 corsi, 2 di supervisor, Diver Medic e LST), ma ha creato una lista di paesi che hanno una legislazione per l’offshore con controlli rigidi nel proprio territorio. Attualmente in questa lista, in ambito europeo, sono inseriti i paesi quali Francia, Inghilterra, Olanda e Norvegia. L’Italia non ne fa parte perché non ha una legislazione per l’Offshore. Nel merito, anche se venisse promulgata una legge in ambito nazionale, visto che in Italia la formazione è demandata alle singole regioni, sarebbe molto difficile garantire il controllo che soddisfa le procedure IMCA. Un esempio del genere si è verificato con la Spagna, il governo centrale ultimamente ha emanato una legislazione di questo genere, ma con le loro provincie autonome hanno difficoltà nella sua applicazione, motivo per cui IMCA non ha incluso la Spagna nella sua lista. Al contrario, il DDL 698, in Sicilia, dove abbiamo una autonomia legislativa, garantendo standard formativi di altissimo livello come quelli della didattica IDSA e il controllo dell’ente pubblico con l’iscrizione ad un Registro Regionale presso l’Assessorato al Lavoro, ha i requisiti che IMCA richiede per il riconoscimento. In tal modo l’iscrizione al registro regionale per i livelli offshore, anche se valida in ambito regionale, tramite IMCA avrebbe una immediata spendibilità in ambito internazionale, facendo così diventare la Sicilia, non solo punto di riferimento in Italia, ma di tutto il Mediteranno, risolvendo una problematica (quella della riconoscibilità delle certificazioni italiane in ambito internazionale nel settore offshore) che ci portiamo dietro da più di 35 anni
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UNDERSEA MAGAZINE: Intervista a Manos Kouvakis, direttore CEDIFOP, su DDL 698
CEDIFOP news n. 102 - Gennaio 2015 - articolo 187
Sicilia: laboratorio di innovazione e progresso nazionale 698
(di Fabrizio Pirrello)
L'On. Deborah BERGAMINI, eletta nella circoscrizione XI (EMILIA-ROMAGNA), Giornalista professionista, VICEPRESIDENTE della IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) e PRESIDENTE del COMITATO PERMANENTE SULLA POLITICA ESTERA E RELAZIONI ESTERNE DELL'UNIONE EUROPEA ha presentato alla Camera dei Deputati a Roma il DDL n. 2751 "Disciplina delle attività lavorative subacquee e iperbariche" il 26 novembre 2014, annunziato il 28 novembre 2014.
Il DDL 2751 dell'On Bergamini, in sintonia con il DDL 698 dell'On. Lentini, riguarda la regolamentazione in tutto il territorio nazionale delle attività FUORI dalle aree portuali, come INSHORE AIR DIVER (0-30 metri) OFFSHORE AIR DIVER (30-50 metri) e OFFSHORE SAT DIVER (oltre 50 metri) secondo gli standard della didattica internazionale IDSA.
Un altro esempio che fa della Sicilia un laboratorio di innovazione e progresso nazionale.
http://www.camera.it/leg17/126?tab=&leg=17&idDocumento=2751&sede=&tipo=
il testo del DDL 2751:
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CEDIFOP news n. 102 - Gennaio 2015 - articolo 186
Ecco come cambieranno le attività dei Commercial Divers, in Sicilia, con l'applicazione del DDL 698:
1) INSHORE AIR DIVER: Corso (i) conformi agli standards formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo e alle attività in acqua, stabiliti dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association) per l'iscrizione al registro regionale al 1° livello ( 0-30 METRI FUORI DALLE AREE PORTUALI - DALL' ALLEGATO EQUIVALENTE AI TEMPI IDSA LEVEL 1 + IDSA LEVEL 2)
2) OFFSHORE AIR DIVER (TOP UP): Corso (i) conformi agli standards formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo e alle attività in acqua, stabiliti dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association)+ CORSO DIVER MEDIC per l'iscrizione al registro regionale al 2° livello/TOP UP (30-50 METRI FUORI DALLE AREE PORTUALI - DALL'ALLEGATO EQUIVALENTE AI TEMPI IDSA LEVEL 1 + IDSA LEVEL 2 + IDSA LEVEL 3)
3) OFFSHORE SAT DIVER: Corso (i) conformi agli standards formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo e alle attività in acqua, stabiliti dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association)+ CORSO DIVER MEDIC per l'iscrizione al registro regionale al 3° livello/Altofondale (OLTRE I -50 METRI FUORI DALLE AREE PORTUALI - DALL' ALLEGATO EQUIVALENTE AI TEMPI IDSA LEVEL 1 + IDSA LEVEL 2+ IDSA LEVEL 3 + IDSA LEVEL 4 )
DI SEGUITO I TEMPI INDICATI DALL' IDSA (PER UNA QUALSIASI SCUOLA, ANCHE NON IDSA)
Blog CEDIFOP: Attività dei Commercial Divers in Sicilia con l'applicazione del DDL 698
ESHQ Consulting: Attività dei Commercial Divers in Sicilia con l’applicazione del DDL 698
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UNDERSEA MAGAZINE: Le attività dei Commercial Divers in Sicilia con l'applicazione del DDL 698
CEDIFOP news n. 102 - Gennaio 2015 - articolo 185
I verbali della storica seduta della V commissione dell’ARS del 12.11.14,
dove sono stati votati articoli ed emendamenti del DDL 698
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References: articolo 202
 articolo 2
 articolo 6
 articolo 201
 articolo 200
 articolo 21
 Art. 53
 articolo 199
 articolo 198
 articolo 197
 articolo 196
 articolo 195
 articolo 193
 articolo 192
 ART. 3
 articolo 191
 articolo 190
 articolo 189
 articolo 188
 articolo 187
 articolo 186
 articolo 185