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I CONSULENTI DEL LAVORO NELLA REALTA ECONOMICO-PRODUTTIVA E SOCIALE DEL PAESE. - PDF
I CONSULENTI DEL LAVORO NELLA REALTA ECONOMICO-PRODUTTIVA E SOCIALE DEL PAESE.
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Raimondo Fantini
2 I CONSULENTI DEL LAVORO NELLA REALTA ECONOMICO-PRODUTTIVA E SOCIALE DEL PAESE. I Consulenti del lavoro in Italia sono , hanno circa dipendenti, amministrano circa di aziende con 8 milioni di addetti, gestiscono personale dipendente per un monte retribuzioni di circa 100 milioni di euro l anno, redigono dichiarazioni dei redditi e esercitano funzioni di conciliazione o di consulenza di parte o di consulenza tecnica del giudice in oltre vertenze di lavoro. Nella graduatoria dei liberi professionisti sono al terzo posto per base imponibile denunciata al fisco, dopo notai e commercialisti. L intervento professionale del Consulente del lavoro si colloca generalmente nell area della consulenza alla piccola-media impresa con una specializzazione nella gestione dei rapporti di lavoro, in linea con l evoluzione del sistema produttivo che ormai è costituito da piccole imprese operanti in prevalenza nel terziario, dove la gestione delle risorse umane costituisce il vero fattore strategico di sviluppo. Particolarmente significativo risulta il ruolo di terzietà che il Consulente del lavoro assume nei confronti della Pubblica Amministrazione. Questa professione, per il cui accesso è obbligatorio il conseguimento del diploma di laurea, da tempo occupa un ruolo essenziale in quel rapporto di cerniera tra le istanze dei privati e le esigenze della Pubblica Amministrazione. Oggi alla categoia, infatti, non è più chiesto di rappresentare seccamente la propria parte, tradizionalmente identificabile nelle aziende/clienti, ma di recitare un ruolo attivo per la creazione di un percorso virtuoso tra gli obblighi imposti dalle norme e gli utenti. Ne risulta esaltato anche il ruolo e la professionalità del Consulente del lavoro il quale, per il tramite delle commissioni di certificazione istituite presso i Consigli Provinciali degli Ordini, diventa strumento tecnico per la composizione delle controversie, rectius, prevenzione delle stesse. Infatti in dette Commissioni di certificazione si potrà: 1) effettuare il tentativo di conciliazione della controversia, che non sarà più obbligatorio; 2) costituire camere arbitrali come sistema alternativo al contenzioso; 3) certificare la tipizzazione della giusta causa di licenziamento nei contratti individuali; 4) certificare i contratti di lavoro in genere. IL RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONE La professione, inizialmente individuata con legge n. 1815/1939, trova una sua prima specifica regolamentazione con la legge n. 1081/1964 che istituisce l Albo dei Consulenti del lavoro. La dinamicità, propria della categoria professionale, e la spiccata attitudine all aggregazione a livello associativo, hanno portato in breve tempo a due importanti tappe istituzionali: -la costituzione, con la legge n. 1100/1971, dell EN- PACL, Ente di Previdenza ed Assistenza per i Cons- lenti del Lavoro, e la conseguente regolamentazione del sistema pensionistico e previdenziale, modificata dalla legge n. 249/1991 e recentemente privatizzato; -l approvazione della legge n. 12/1979 che disciplina l ordinamento professionale definendone l oggetto, i requisiti per l iscrizione all Albo, le modalità relative all esercizio della professione, l organizzazione statutaria, le norme penali per l esercizio abusivo della professione, l autotutela e la disciplina interna, il segreto professionale.
3 I Consulenti del Lavoro in Italia AZIENDE GESTITE 1 MILIONE di Aziende con 8 MILIONI di addetti per un monte retribuzioni di oltre MILIARDI di euro l anno VOLUME D AFFARI IVA MEDIO PRO-CAPITE euro REDDITO MEDIO PRO-CAPITE euro DIPENTENTI OCCUPATI PRESSO STUDI E ORDINI circa dichiarazioni IVA comunicazione dei dati IVA INPS ADEMPIMENTI trasmissioni di denuncia di inizio e variazione attività presentazioni dei Modelli DM10/ presentazioni di modelli Emens INAIL ADEMPIMENTI trasmissioni telematiche di denuncia di inizio, variazione e cessazione di attività denunce telematiche degli assicurati denunce dei salari per il premio INAIL AGENZIA DELLE ENTRATE TRASMISSIONE DICHIARAZIONI FISCALI modelli Unico Persone Fisiche modelli Unico Società di Persone modelli Unico Società di Capitale modelli 770 ordinari semplificati modelli 770 ordinari IL PERCORSO FORMATIVO Secondo le norme dettate dalla legge istitutiva dell ordinamento professionale, aggiornata l 11 aprile 2007, il titolo di studio richiesto è la laurea triennale o quinquennale riconducibile agli insegnamenti delle facoltà di giurisprudenza, economia, scienze politiche, ovvero il diploma universitario o la laurea triennale in consulenza del lavoro, o la laurea quadriennale in giurisprudenza, in scienze economiche e commerciali o in scienze politiche. E richiesto inoltre un biennio di praticantato presso lo studio professionale di un Consulente del lavoro o di uno dei professionisti individuati dall art. 1 della legge 12/1979. Dopo il praticantato è necessario superare un esame di Stato, per l abilitazione allo svolgimento dell attività professionale, che prevede prove scritte e orali nelle seguenti discipline: diritto del lavoro e legislazione sociale, diritto tributario, diritto privato, pubblico e penale, ragioneria.
4 FUNZIONI E COMPETENZE PROFESSIONALI DEL CONSULENTE DEL LAVORO I Consulenti del lavoro sono professionisti dell area giuridico-economica che esplicano le proprie funzioni soprattutto nell ambito di realtà imprenditoriali medio-piccole, favorendo lo sviluppo dei processi economici aziendali e la gestione delle risorse umane. L attività del Consulente del lavoro si colloca quindi in posizione centrale tra impresa, istituzioni pubbliche e lavoratori. Dal 1979, anno di riconoscimento dell Ordine professionale, il volto di questa professione è profondamente mutato. Da conoscitore della tecnica retributiva e contributiva aziendale, il Consulente del lavoro si è andato affermando, per formazione culturale e per competenza professionale in materia di contabilità e consulenza fiscale, identificandosi in una funzione di dirigente esterno della piccola impresa. Il suo ambito professionale comprende: - genesi, definizione, evoluzione di un rapporto di lavoro: gestione di tutti gli aspetti contabili, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali e sociali che esso comporta; - assistenza e rappresentanza dell azienda nelle vertenze extragiudiziali (conciliazioni e arbitrati) derivanti dai rapporti di lavoro dipendente e autonomo; - assistenza e rappresentanza in sede di contenzioso con gli Istituti Previdenziali, Assicurativi e Ispettivi del Lavoro; - selezione e formazione del personale; - consulenza tecnica d ufficio e di parte; - igiene e prevenzione negli ambienti di lavoro; - tecniche di analisi dei costi d impresa pere la definizione del prezzo del prodotto/servizio, redazione dichiarazione dei redditi; - gestione aziendale: analisi, costituzione e piani produttivi, assistenza fiscale e tributaria, tenuta delle scritture contabili, controllo di gestione e analisi dei costi, redazione dichiarazione dei redditi; - assistenza in sede di contenzioso tributario presso le commissioni e gli uffici dell Amministrazione Finanziaria; - consulenza e assistenza nelle relazioni e nei rapporti aziendali (contratti, convenzioni, etc.) di carattere obbligatorio, tipico e atipico; - trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali; - certificazione tributaria visto pesante; - autentica C.C.I.A.A.; - certificazione eticità del rapporto di lavoro. - funzioni in ambito delle segnalazioni di denuncia di attività di antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo.
5 Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro E l organo elettivo di coordinamento amministrativo e di vigilanza sui Consigli Provinciali. E composto di quindici membri eletti dai Consigli Provinciali. Elegge al suo interno il presidente, il vice presidente, il segretario, il tesoriere. Ha competenza in materia di: a) vigilanza sul funzionamento dei Consigli Provinciali; b) proposta al Ministero di Grazia e Giustizia delle spettanze professionali (tariffe da praticarsi alla clientela); c) contributi degli iscritti per il funzionamento dei Consigli Provinciali e suo proprio; d)contenzioso amministrativo per i ricorsi relativi alle elezioni nei Consigli Provinciali e nelle vertenze anche disciplinari proposte dagli interessati; e) coordinamento e promozione delle attività di aggiornamento e perfezionamento professionale degli iscritti; f) studio e promozione delle iniziative per l attuazione di forme di previdenza ed assistenza per gli iscritti; g) nomina dei rappresentanti della professione presso qualsiasi ente o istituzione nazionale. Sull operato del Consiglio Nazionale vigilano i Ministeri del Lavoro e quello di Giustizia. In caso di irregolarità il Consiglio Nazionale viene commissariato a cura dei Ministeri vigilanti. La gestione dei fondi e la regolarità dei bilanci consuntivi sono controllati da un Collegio dei Revisori dei Conti composto da tre membri. Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro dal 28 luglio 2005 ha ottenuto la Certificazione di Qualità conforme ai requisiti previsti dalle norme UNI EN ISO 9001:2000 e successivamente ISO 9001:2008.
6 Il Consiglio Provinciale dei Consulenti del lavoro E l organo elettivo di governo degli iscritti a ciascun Albo Provinciale. E composto da cinque a nove membri in funzione del numero degli iscritti all Albo. Elegge tra i propri membri il presidente, il segretario, il tesoriere. Ha competenza in materia di: a) iscrizione, sospensione, cancellazione dei Consulenti del lavoro nell Albo Provinciale; b) tutela del titolo professionale; c) composizione, a richiesta delle parti, delle contestazioni tra gli iscritti in merito all esercizio della professione; d) pareri al Consiglio Nazionale in merito alla misura delle spettanze ed alla loro liquidazione; e) provvedimenti disciplinari a carico degli iscritti; f) nomina di rappresentanti della professione presso organismi di rilevanza provinciale o locale; g) convocazione dell assemblea degli iscritti; h) proposte al Consiglio Nazionale circa la misura dei contributi per la prima iscrizione e successive e per il rilascio di attestazioni e certificazioni; i) aggiornamento e perfezionamento professionale degli iscritti. Il Consiglio Provinciale può essere sciolto per infunzionalità o gravi irregolarità e conseguentemente affidato contemporaneamente ad un commissario nominato con provvedimento dei Ministeri del Lavoro e di Giustizia. La gestione dei fondi e la regolarità dei bilanci consuntivi sono controllati da un Collegio dei Revisori composto di tre membri.
7 L Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Consulenti del Lavoro L Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro è stato istituito con la legge 23 novembre 1971, n.1100 allo scopo di erogare e gestire trattamenti di previdenza e di assistenza a favore degli iscritti e dei loro familiari. L Ente ha sede in Roma, attualmente in Viale del Caravaggio n. 78. In data 25 agosto 1991 è entrata in vigore la legge 5 agosto 1991, n.249 di riforma dell Ente, che ha modificato la legge istitutiva. Dal 1 gennaio 1995 l Enpacl, ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n.509, ha trasformato la propria natura giuridica in Ente privato di tipo associativo. Al 31 dicembre 2009, risultano iscritti all Ente Consulenti ed erogate n pensioni. La risorsa primaria per il finanziamento delle prestazioni è costituita dalla contribuzione (soggettiva ed integrativa) alla quale sono assoggettati gli iscritti. L Ente, al 31 dicembre 2009, iscrive a bilancio un patrimonio netto pari a Euro. L Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro è inoltre tenuto ad accantonare una riserva legale pari a 5 annualità delle pensioni in essere. Gli organi attraverso i quali l Ente opera all esterno sono: il Presidente, eletto dal Consiglio di Amministrazione fra i suoi componenti, cui è attribuita la rappresentanza legale dell Ente; l Assemblea dei Delegati, eletti in ciascuna provincia; il Consiglio di Amministrazione, eletto dall Assemblea dei Delegati tra gli iscritti; il Collegio dei Sindaci, composto da tre membri, designati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con funzione di presidente, dal Ministero dell Economia e delle Finanze e dall Assemblea dei Delegati tra gli iscritti all Ente. A capo della struttura organizzativa vi è il Direttore Generale che coordina il funzionamento degli uffici secondo le direttive degli organi di amministrazione. Nel febbraio 1999 l Enpacl è stato il primo Ente di Previdenza ad aver ottenuto la certificazione di Qualità secondo lo schema previsto dalle norme ISO 9001:2008. Il contributo soggettivo annuo è frazionabile in relazione ai mesi di effettiva iscrizione all Ente. Il contributo integrativo è dovuto dai Consulenti del lavoro iscritti agli Albi. I professionisti devono applicare su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari IVA una maggiorazione del 2% a carico del cliente e versarne all Ente il relativo ammontare utile ai fini pensionistici.
8 MODALITA E REQUISITI PER L ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI CONSULENTE DEL LAVORO Legislazione che regolamenta la professione di Consulente del lavoro: - Legge 11 gennaio 1979, n. 12: Ordinamento Professionale - D.M. 2 dicembre 1997: Norme sul Praticantato - D.M. 15 luglio 1992, n. 430: Tariffa Professionale 1) PRATICANTATO ISCRIZIONE La domanda d iscrizione nel registro dei praticanti deve essere redatta in carta legale e presentata, debitamente sottoscritta, al Consiglio dell Ordine, nel cui ambito territoriale il richiedente ha eletto il proprio domicilio professionale, che è da intendersi lo studio del professionista presso il quale svolgerà la pratica. Alla domanda dovranno essere allegati i seguenti documenti: a) Certificato di nascita; b) Certificato di residenza e dichiarazione del domicilio professionale (coincidente con lo studio del professionista scelto determinante per stabilire il Consiglio Provinciale competente per l iscrizione); c) Certificato di cittadinanza di uno Stato membro UE o di uno Stato estero a condizioni di reciprocità; d) Certificati dei carichi pendenti rilasciati dalle competenti procure della Repubblica presso il Tribunale e presso la Pretura; e) Certificato del Casellario giudiziale; f) Originale, copia autenticata o certificazione del titolo di studio richiesto; g) Dichiarazione del professionista che attesti l ammissione alla pratica nel proprio studio e certifichi i requisiti soggettivi di cui al secondo comma del presente articolo, nonché il numero di praticanti presenti nello studio; h) Ricevuta del pagamento del contributo una tantum per l iscrizione al registro e ricevuta attestante l avvenuto pagamento del contributo annuale nelle misure stabilite dal Consiglio Provinciale ai sensi dell art. 7 del D. Lgs n. 382; i) Due foto formato tessera firmate dall interessato; l) La dichiarazione di non svolgere praticantato per altre attività professionali. La pratica può essere svolta presso lo studio professionale di un Consulente del lavoro iscritto all Albo da almeno due anni o di altro professionista, iscritto nell Albo degli Avvocati e Procuratori Legali, dei Dottori Commercialisti, dei Ragionieri e Periti Commerciali, che abbia effettuato la comunicazione (non autocertificabile) di esercizio della professione di Consulente del lavoro, da almeno tre anni, alla Direzione Provinciale del Lavoro nel cui ambito territoriale intende svolgere la stessa. In quest ultima ipotesi i praticanti Consulenti del lavoro, nel numero massimo di due unità, potranno essere ammessi alla pratica esclusivamente presso lo studio per il quale sia stata effettuata la comunicazione, e nel quale venga effettivamente svolta l attività di cui al primo comma dell art. 1 della Legge n. 12/1979.
9 REQUISITI Sono ammessi alla pratica coloro che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano in possesso, oltre che dei requisiti di cui sopra, di uno dei seguenti titoli di studio validi per l ammissione all esame di stato, così come indicato all art. 3 lettera d) della Legge n. 12/1979: - laurea triennale o quinquennale riconducibile agli insegnamenti delle facoltà di giurisprudenza, - laurea triennale o quinquennale riconducibile agli insegnamenti delle facoltà di economia, - laurea triennale o quinquennale riconducibile agli insegnamenti delle facoltà di scienze politiche, - diploma universitario o laurea triennale in consulenza del lavoro, - laurea quadriennale in giurisprudenza, - laurea quadriennale in scienze economiche e commerciali, - laurea quadriennale in scienze politiche; Pertanto, nel caso di soggetti che abbiano conseguito il titolo accademico in vigenza dei DD.MM. 4 agosto 2000 e 28 novembre 2000, saranno validi ai fini dell iscrizione nel registro dei praticanti Consulenti del lavoro: a) Titolo di laurea appartenente a: - Classe 2 delle lauree in scienze dei servizi giuridici; - Classe 15 delle lauree in scienze politiche e delle relazioni internazionali; - Classe 17 delle lauree in scienze dell economia e della gestione aziendale; - Classe 19 delle lauree in scienze dell amministrazione; - Classe 28 delle lauree in scienze economiche; - Classe 31 delle lauree in scienze giuridiche. b) Titolo di laurea specialistica appartenente a: - Classe 22/S delle lauree specialistiche in giurisprudenza; - Classe 64/S delle lauree specialistiche in scienze dell economia; - Classe 70/S delle lauree specialistiche in scienze della politica; - Classe 71/S delle lauree specialistiche in scienze delle pubbliche amministrazioni; - Classe 84/S delle lauree specialistiche in scienze economico-aziendale; - Classe 102/S delle lauree specialistiche in teoria e tecniche della formazione e dell informazione giuridica. Nel caso di soggetti che abbiano conseguito il titolo accademico in vigenza dei DD.MM. 16 marzo 2007 e 25 novembre 2005 in GU n. 293 del 17 dicembre 2005, quest ultimo per quanto attiene la laurea magistrale in giurisprudenza, saranno validi ai fini dell iscrizione nel registro dei praticanti Consulenti del lavoro: a) Titolo di laurea appartenente a: - Classe L-14: scienze dei servizi giuridici; - Classe L-16: scienze dell amministrazione e dell organizzazione; - Classe L-18: scienze dell economia e della gestione aziendale; - Classe L-33: scienze economiche; - Classe L-36: scienze politiche e delle relazioni internazionali.
10 b) Titolo di laurea magistrale appartenente a: - Classe LM-56: scienze dell economia; - Classe LM-62: scienze della politica; - Classe LM-63: scienze delle pubbliche amministrazioni; - Classe LM-77: scienze economico-aziendali; - Classe LMG-01 delle lauree magistrali in giurisprudenza. Inoltre, riguardo all equipollenza dei titoli accademici, deve precisarsi che la stessa può essere sancita attraverso un provvedimento legislativo o attraverso un decreto ministeriale e che la generalità dei provvedimenti amministrativi emanati in materia di equipollenza sono finalizzati esclusivamente all'ammissione ai pubblici concorsi o al pubblico impiego, mentre non si registra alcun provvedimento di equipollenza tra le lauree valide ai fini dell'ammissione agli esami di abilitazione per la professione di Consulente del Lavoro. LIMITI Il professionista, anche associato, non può ammettere contemporaneamente e complessivamente più di due praticanti Consulenti del lavoro presso il proprio studio. Il praticantato non può essere svolto contemporaneamente per attività professionali diverse. Il praticantato, gratuito per sua natura e finalità, non esclude la contemporanea esistenza di un rapporto di subordinazione a tempo parziale. DURATA Il periodo di pratica non può essere inferiore a due anni e deve essere svolto con diligenza, assiduità e con una frequenza minima di quattro ore medie giornaliere, sotto la direzione del professionista che deve fornire la preparazione idonea per l esercizio della professione, sia sotto l aspetto tecnico che sotto il profilo comportamentale e deontologico. 2) ESAME DI STATO L esame ha carattere teorico-pratico ed è scritto e orale. Le prove scritte sono due e consistono nello svolgimento di un tema sul diritto del lavoro e sulla legislazione sociale e di una prova teorico-pratica sul diritto tributario, scelti dalla Commissione. La prova orale verte sulle seguenti materie e gruppi di materie: diritto del Lavoro; legislazione sociale; diritto tributario; elementi di diritto privato, pubblico e penale; nozioni generali sulla ragioneria, con particolare riguardo alla rilevazione del costo del lavoro ed alla formazione del bilancio. Per lo svolgimento delle prove scritte sono assegnate al candidato sette ore dal momento della dettatura. I candidati possono consultare i testi di legge non commentati e autorizzati dalla Commissione e i dizionari. 3) ISCRIZIONE ALL ALBO L'iscrizione nell'albo si ottiene a seguito di istanza, redatta in carta legale e rivolta al Consiglio Provinciale territorialmente competente in base al domicilio professionale, corredata dei seguenti documenti: a) certificato di cittadinanza italiana o documento attestante che l'interessato ha la cittadinanza di uno degli Stati membri dell'unione europea, ovvero documento attestante che l'interessato è italiano appartenente a territori non uniti politicamente all'italia, oppure che è cittadino di uno degli Stati esteri nei cui confronti vige un particolare regime di reciprocità;
11 b) certificato autentico o autenticato di abilitazione all'esercizio della professione rilasciato dall'ispettorato regionale del lavoro competente per territorio; c) certificato autentico o autenticato attestante il titolo di studio posseduto; d) certificato del casellario giudiziario; e) certificato di buona condotta morale e civile; f) certificato di godimento dei diritti civili; g) ricevuta attestante il versamento del contributo di iscrizione; h) due fotografie, di cui una autenticata, per il rilascio della tessera di riconoscimento; i) documentazione attestante l'elezione di domicilio professionale. Il decreto di riconoscimento della qualifica professionale ai sensi del Titolo III, del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, costituisce titolo per l'iscrizione nell'albo. Non possono ottenere l'iscrizione coloro che hanno riportato condanna penale che, a norma della presente legge, comporta la radiazione dall'albo, salvo quanto stabilito dall'articolo 38. Il Consiglio Provinciale, su relazione di un suo membro, delibera in ordine all'iscrizione, con decisione motivata, nel termine di due mesi dalla data di presentazione della domanda. Il rigetto della domanda per motivi di incompatibilità o di condotta può essere pronunciato solo dopo che l'interessato è stato invitato a comparire davanti al Consiglio Provinciale. Avverso il provvedimento di reiezione della domanda l'interessato, entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento stesso, ha facoltà di ricorrere al Consiglio Nazionale. Al procedimento per l'iscrizione nell'albo si applica l'articolo 45, commi 4 e 5, del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/123/CE. Il Consiglio Nazionale decide in via definitiva sui ricorsi ad esso presentati entro trenta giorni dalla data di presentazione degli stessi. Gli ex dipendenti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui all'articolo 1, secondo comma, per i quali non è richiesto l'esame di Stato, ai fini della iscrizione all'albo Professionale, dovranno presentare, in luogo del certificato indicato al punto b) del presente articolo, l'attestazione rilasciata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comprovante che gli stessi hanno svolto mansioni di ispettori del lavoro presso gli ispettorati del lavoro.
12 Estratto Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59 "Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno" PARTE SECONDA Titolo I (Disposizioni relative ai procedimenti di competenza del Ministero della giustizia) Art. 44 (Esercizio di attività professionale regolamentata in regime di libera prestazione) 1. Fermo quanto previsto dal Titolo II del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, dalla legge 9 febbraio 1982, n. 31, e successive modificazioni, e dalle disposizioni nazionali di attuazione delle norme comunitarie che disciplinano specifiche professioni, alla prestazione temporanea e occasionale di attività professionale regolamentata si applica l'articolo 20 del presente decreto. Art. 45 (Procedimento per l'iscrizione in albi, registri o elenchi per l'esercizio di professioni regolamentate) 1. La domanda di iscrizione in albi, registri o elenchi per l'esercizio delle professioni regolamentate e' presentata al Consiglio dell'ordine o al Collegio professionale competente e deve essere corredata dei documenti comprovanti il possesso dei requisiti stabiliti per ciascuna professione dal rispettivo ordinamento. 2. Il procedimento di iscrizione deve concludersi entro due mesi dalla presentazione della domanda. 3. Il rigetto della domanda di iscrizione per motivi di incompatibilità o di condotta può essere pronunciato solo dopo che il richiedente e' stato invitato a comparire davanti al Consiglio dell'ordine o al Collegio professionale competente. 4. Qualora il Consiglio o il Collegio non abbia provveduto sulla domanda di iscrizione nel termine stabilito dal comma 2 del presente articolo, si applica l'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n L'iscrizione all'albo o all'elenco speciale per l'esercizio di una professione regolamentata, in mancanza di provvedimento espresso, si perfeziona al momento della scadenza del termine per la formazione del silenzio assenso. 6. Dallo stesso momento decorre il termine, ove previsto, per la notificazione o comunicazione del provvedimento agli aventi diritto. 7. I principi contenuti nel presente articolo non si applicano alle disposizioni nazionali di attuazioni di norme comunitarie che disciplinano specifiche professioni. Art. 46 (Requisiti per l'iscrizione negli albi, registri o elenchi per l'esercizio di professioni regolamentate) 1. Fermi i requisiti abilitativi stabiliti per ciascuna professione dal rispettivo ordinamento, costituisce titolo di iscrizione in albi, registri o elenchi per l'esercizio delle professioni regolamentate, il decreto di riconoscimento della qualifica professionale rilasciato ai sensi del Titolo III del decreto legislativo 9 novembre 2007, n I cittadini degli Stati membri dell'unione europea sono equiparati ai cittadini italiani ai fini dell'iscrizione o del mantenimento dell'iscrizione in albi, elenchi o registri per l'esercizio delle professioni regolamentate. Il domicilio professionale e' equiparato alla residenza. Art. 47 (Esercizio di attività professionale regolamentata in regime di stabilimento) 1. L'iscrizione in albi, elenchi o registri, per l'abilitazione all'esercizio di professioni regolamentate, e' consentita ad associazioni o società di uno Stato, membro dell'unione europea nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla legislazione nazionale vigente. 2. Si applica l'articolo 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni. Art. 48(Regolamenti) 1. Su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri competenti per materia, sono adottati regolamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto n. 400, e successive modificazioni, per adeguare la regolamentazione vigente in materia di esercizio delle professioni regolamentate, in particolare con riferimento all'ordinamento professionale degli assistenti sociali, dei chimici, degli ingegneri e degli architetti, ai principi contenuti nel presente decreto legislativo, in particolare agli articoli 45 e 46.
13 INCOMPATIBILITA. L'iscrizione nell'albo dei Consulenti del lavoro non è consentita in permanenza del rapporto di lavoro agli impiegati dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei comuni e degli altri enti pubblici, ai dipendenti degli istituti di patronato o delle associazioni sindacali dei lavoratori, agli esattori di tributi, ai notai e ai giornalisti professionisti. Per l incompatibilità dei dipendenti pubblici, la L , n.662, all art.1, commi 56 e 56 bis e 58 bis, ha previsto per i lavoratori a tempo determinato e parziale, al pari di quello a tempo indeterminato part-time e purchè la prestazione lavorativa non superi il 50% di quella a tempo pieno, la possibilità dell esercizio di un attività libero-professionale. 56. Le disposizioni di cui all'articolo 58, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché le disposizioni di legge e di regolamento che vietano l'iscrizione in albi professionali non si applicano ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni con rapporto di lavoro a tempo parziale, con prestazione lavorativa non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno. 56-bis. Sono abrogate le disposizioni che vietano l'iscrizione ad albi e l'esercizio di attività professionali per i soggetti di cui al comma 56. Restano ferme le altre disposizioni in materia di requisiti per l'iscrizione ad albi professionali e per l'esercizio delle relative attività. Ai dipendenti pubblici iscritti ad albi professionali e che esercitino attività professionale non possono essere conferiti incarichi professionali dalle amministrazioni pubbliche; gli stessi dipendenti non possono assumere il patrocinio in controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione.. 58-bis. Ferma restando la valutazione in concreto dei singoli casi di conflitto di interesse, le amministrazioni provvedono, con decreto del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, ad indicare le attività che in ragione della interferenza con i compiti istituzionali, sono comunque non consentite ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno. I dipendenti degli enti locali possono svolgere prestazioni per conto di altri enti previa autorizzazione rilasciata dall'amministrazione di appartenenza. Tale normativa ha quale riferimento soggettivo il lavoratore part-time, senza specificazione e limitazione alcuna, discendendone l applicabilità sia al dipendente a termine che a quello a tempo determinato.
14 I 106 Consigli Provinciali dell Ordine dei Consulenti del Lavoro Agrigento Pres. Enrico Vetrano Via Lombardia Villaggio Mose' 24/A Agrigento (AG) Tel Fax Alessandria Pres. Lorenzo Lombardi Via Legnano Alessandria (AL) Tel Fax Ancona Pres. Roberto Di Iulio Via Degli Orefici Ancona (AN) Tel Fax Aosta Pres. Renato Virginio Marchiando Via Torino Aosta (AO) Tel Fax Arezzo Pres. Marco Polci Via Madonna Del Prato Arezzo (AR) Tel Fax Ascoli Piceno Pres. Marco Assenti Corso Trento E Trieste Ascoli Piceno (AP) Tel Fax Asti Pres. Fausto Cantore Via Bigatti Asti (AT) Tel Fax Avellino Pres. Carlo Cardinale Via Annarumma Avellino (AV) Tel Fax Bari Pres. Francesco Sette Via De Bellis Vitantonio Bari (BA) Tel Fax BAT Pres. Maria Grazia De Crescenzio Via Liberta' Barletta (BT) Tel. 0883/ Fax Belluno Pres. Lanfranco Mori Via Mezzaterra C.P Belluno (BL) Tel Fax Benevento Pres. Roberto Russo Via San Gaetano Benevento (BN) Tel Fax Bergamo Pres. Adriana Regonesi Viale Vittorio Emanuele II Bergamo (BG) Tel Fax Biella Pres. Manuela Maffiotti Via Vialardi Di Verrone Biella (BI) Tel Fax Bologna Pres. Antonella Ricci Via F.lli Cairoli Bologna (BO) Tel Fax Bolzano Pres. Loris De Bernardo Via Lancia 8/A Bolzano (BZ) Tel Fax Brescia Pres. Sergio Faini Via Salgari 43/B Brescia (BS) Tel Fax Brindisi Pres. Dario Montanaro Via Dalmazia 21/A Brindisi (BR) Tel Fax Cagliari Pres. Vittorio De Riso Via Sonnino Cagliari (CA) Tel Fax Caltanissetta Pres. Pietro Gebbia Via Cimabue s.n.c Caltanissetta (CL) Tel Fax Campobasso Pres. Davide Siravo Via Tiberio 92/A Campobasso (CB) 9Tel Fax Caserta Pres. Stefano Scialdone Via M. Forgione Caserta (CE) Tel Fax Catania Pres. Rosario Lo Presti Piazza Galatea Catania (CT) Tel Fax Catanzaro Pres. Giuseppe Buscema Via Murano Catanzaro Lido (CZ) Tel Fax Chieti Pres. Luciano Falcone Via D. Spezioli Chieti (CH) Tel Fax Como Pres. Paolo Frigerio Via Giulini Como (CO) Tel Fax Cosenza Pres. Giovanni Genise Via Felice Migliori C.P Cosenza (CS) Tel Fax Cremona Pres. Giovanni Battista Centenari Via Palestro Cremona (CR) Tel Fax Crotone Pres. Giuseppe Tropiano Via Panella C.P Crotone (KR) Tel Fax Cuneo Pres. Giovanni Trombetta Via Roma Cuneo (CN) Tel Fax Enna Pres. Vincenzo Messina Piazza Ing. Panvini C.P Enna (EN) Tel Fax Fermo Pres. Bruno Del Gatto Via Xxv Aprile Fermo (FM) Tel Fax Ferrara Pres. Stefano Tonegutti Via Del Turco Ferrara (FE) Tel Fax Firenze Pres. Moreno Panchetti Via Ricasoli Firenze (FI) Tel Fax Foggia Pres. Francesco Maldera Via Vincenzo Della Rocca Foggia (FG) Tel Fax Forli' Pres. Claudio Rigoni Via Torelli Forli' (FO) Tel Fax Frosinone Pres. Carlo Martufi Via Marcello Mastroianni Frosinone (FR) Tel Fax Genova Pres. Vittorio Vianello Via Ilva 4/ Genova (GE) Tel Fax Gorizia Pres. Sandro Benigni Via Carlo Morelli 19/A Gorizia (GO) Tel Fax Grosseto Pres. Angiolo Mainardi Corso Carducci Grosseto (GR) Tel Fax Imperia Pres. 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References: art. 1
 art. 7
 art. 1
 art. 3
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 art.1