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Timestamp: 2020-04-05 03:56:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1857 del 25/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1857 del 25/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2017, (ud. 23/11/2016, dep.25/01/2017), n. 1857
sul ricorso 15778/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 1755/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della SICILIA, depositata il 23/05/2014;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di C.M.L., nella qualità di socia della Supermarket T.V. s.n.c., di avviso di accertamento, emesso a carico della Società e relativo ad Iva ed Irap dell’anno di imposta 2001, l’Agenzia delle Entrate propone ricorso, su unico motivo, avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con cui la C.T.R. della Sicilia, confermando la decisione di primo grado, ha ribadito la nullità dell’avviso impugnato per carenza di prova dell’avvenuta notificazione dell’invito a comparire.
Deve essere rilevata d’ufficio la nullità dell’intero giudizio per violazione del litisconsorzio necessario tra società e soci, con assorbimento del motivo di ricorso (articolato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).
Inoltre non ricorrete l’ipotesi in cui la Corte ha escluso la necessità della declaratoria di nullità dell’intero giudizio con rirnessione degli atti al primo giudizio (esaminata, per prima, da Cass. 18 febbraio 2010, n. 2830), giacchè non emerge la trattazione simultanea dei giudizi nei gradi di merito e da parte della medesima Commissione, nè è stata indicata la pendenza in Cassazione di tutte le cause concernenti la società e tutti i soci in relazione all’anno di imposta in esame.
Quanto all’Iva, l’accertamento del relativo maggior imponibile a carico di una società di persone, se autonomamente operato, non determina, in caso di impugnazione, la necessità del simultaneus processifs nei confronti dei componenti di essa e, quindi, un litisconsorzio necessario, mancando un meccanismo analogo a quello previsto dal combinato disposto di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 40, comma 2 e D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, di unicità di accertamento ed automatica imputazione dei redditi in proporzione alla partecipazione agli utili, con connessa comunanza di base imponibile tra i tributi a carico della compagine sociale e dei membri di essa.
Qualora, tuttavia, l’Agenzia abbia contestualmente proceduto, come nel caso in questione, con unico atto, ad accertamento Irap a carico di una società di persone, fondati su elementi comuni, il profilo dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile Iva, non suscettibile di autonoma definizione in funzione di aspetti ad esso specifici, non si sottrae al vincolo necessario di dimultaneus processus, attesa l’inscindibilità delle due situazioni (in termini, Cass., ord. 19 maggio 2010, n. 12236; Cass. 25 marzo 2011, n. 6935; richiama questi principi anche Cass. 29 luglio 2011, n. 16661).
Va, pertanto, dichiarata la nullità dell’intero giudizio con travolgimento delle sentenze di primo e secondo grado, con rinvio alla Commissione Tributaria Provinciale di Trapani.
Appare equo, attesa la soluzione della controversia, compensare interamente tra le parti, le spese dei gradi di merito e dichiarare irripetibili quelle del presente giudizio.
La Corte, decidendo sul ricorso, dichiara la nullità dell’intero giudizio e rinvia alla Commissione Tributaria Provinciale di Trapani.

References: Sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 40
 art. 5
 Cass. 
 Cass.