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Timestamp: 2017-11-22 14:23:19+00:00

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Approfondimenti storico normativi - Ragioneria Generale dello Stato - Ministero dell'Economia e delle Finanze
Roma, 22 novembre 2017, ore 15.23
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APPROFONDIMENTI STORICO-NORMATIVI
Sia prima sia dopo l'unificazione del regno d'Italia, illuminati finanzieri e grandi statisti ebbero come mira costante l'instaurazione di un ordinamento contabile dell'amministrazione dello Stato ispirato al concetto fondamentale di una sana e ordinata amministrazione nonché di una oculata e controllata gestione della pubblica finanza.
Emanuele Filiberto, che creò le basi del nostro sistema economico, istituì l'ufficio del generale delle finanze, sottopose alla sorveglianza di un controllore generale l'andamento della pubblica amministrazione, ordinò il servizio dei tesorieri provinciali, prescrisse la preventiva registrazione dei mandati di pagamento presso il controllore generale ed affidò a quest'ultimo una speciale sorveglianza sulle entrate straordinarie.
Con Vittorio Amedeo e Carlo Emanuele l'apparato amministrativo contabile fu organizzato in amministrazioni dette "Aziende", dotate di una certa autonomia e costituenti sostanzialmente uffici esecutivi alle dipendenze dei Ministri incaricati della secondaria direzione dei singoli servizi, ma con funzioni prevalentemente contabili.
Sotto il regno di Vittorio Emanuele l'amministrazione generale delle finanze venne affidata a un primo segretario delle finanze, il controllo delle medesime a un controllore generale e la direzione a un Consiglio delle finanze. Alle dipendenze del Ministro delle Finanze era posto un Ispettore Generale dell'Erario al quale i capi delle Amministrazioni dovevano trasmettere la documentazione dei pagamenti, già registrati e riscontrati dall'Ufficio del Controllore Generale.
Sotto il regno di Carlo Felice si introdussero nuove norme per la compilazione dei bilanci, per l'approvazione delle maggiori e nuove spese e per la contabilità da tenersi nelle Amministrazioni.
Carlo Alberto abolì il Consiglio delle finanze è istituì il Consiglio di Stato, limitò la competenza della Camera dei conti al contenzioso amministrativo, ai giudizi di conto e a poche altre attribuzioni, mentre estese quelle del controllore generale.
Con le regie patenti del 16 marzo 1816 è istituito il Ministero delle Finanze, al quale sono assegnate le attribuzioni economiche già affidate al Primo segretario di guerra, al Generale delle finanze e al Controllore Generale ( a quest'ultimo è affidata la direzione generale del predetto Dicastero).
Promulgato lo statuto albertino, sorse la necessità di adattare gli ordinamenti finanziari e contabili al nuovo ordinamento politico.
Il 5 marzo 1852 il Ministro delle Finanze Cavour presenta alla Camera dei deputati la relazione per l'ordinamento dell'Amministrazione centrale, della contabilità generale e della Corte dei conti in apposito progetto divenuto Legge 23 marzo 1853, n. 1483. Fondamento principale della riforma è il coordinamento delle diverse parti dei servizi centrali in modo da comporre una amministrazione finanziaria che aumenti l'autorità governativa e che dia maggiore autorità ai funzionari provinciali. Secondo il Cavour non si poteva avere un buon bilancio se l'azienda generale dello Stato non era già preordinata a tal fine.
Alla Legge 23 marzo 1853, n. 1483, seguirono tre distinti regolamenti:
il primo, approvato con R.D. 23 ottobre 1853, n. 1611, contenente disposizioni per l'esecuzione del titolo primo della Legge sull'ordinamento dell'Amministrazione centrale;
il secondo, approvato con R.D. 30 ottobre 1853, n. 1615, comprendente disposizioni per l'esecuzione delle Legge nella parte riguardanti i bilanci, il patrimonio dello Stato, i contratti e le spese;
il terzo, approvato con R.D. 13 aprile 1855, n. 841, contenente disposizioni per l'esecuzione della Legge per cioè che riguardava l'assestamento definitivo dei bilanci e il rendimento dei conti.
Con R.D. 23 dicembre 1853, n. 1640, furono approvate le istruzioni per la riscossione delle entrate e per il loro versamento nelle tesorerie provinciali.
In virtù dei poteri straordinari conferiti al re con la Legge 25 aprile 1858, n. 3345, furono approvate in data 13 novembre 1859 due Leggi: la n. 3746, sull'ordinamento dell'Amministrazione centrale e la n.3747, sulla contabilità generale dello Stato. Entrambe le predette Leggi erano state precedute dai decreti legislativi nn. 3705 e 3706 del 30 ottobre 1859: con il primo furono soppressi la Camera dei conti e l'Ufficio del controllore generale; con il secondo fu istituita la Corte dei conti.
Unificata l'Italia, si avvertirono l'urgenza di stabilire regole uniformi per la gestione del pubblico denaro in tutto il territorio nazionale e la necessità di predisporre al più presto gli elementi e le norme per avere un unico bilancio. Furono così emanati i RR.DD. 3 novembre 1861, n.302 e n. 303. Poco dopo, per opera del Ministro Minghetti, furono emanati i RR.DD. 13 dicembre 1863, n. 1582 e n. 1628, che eliminarono le differenze che esistevano fra le diverse parti del Regno nei servizi di contabilità e di tesoreria. Con il R.D. n.1582 furono riordinati uniformemente gli Uffici Provinciali del Tesoro mentre con il R.D. n.1628 - modificato successivamente con R.D. 25 novembre 1866, n. 3381 - fu approvato un regolamento di contabilità comune a tutte le parti del Regno. In esecuzione del citato R.D. n.1628/1863 nonché dei RR.DD. nn.302 e 303 del 1861 fu presentato nel 1862 dal Ministro Minghetti il primo bilancio unificato del regno d'Italia.
Detto provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale come Legge 22 aprile 1869, n. 5026, istituisce, tra l'altro, all'interno del Ministero delle Finanze, la Ragioneria Generale con a capo un Direttore Generale.
L'entrata in vigore di detto provvedimento, fissata il 1° gennaio 1870, viene prorogata al 1° gennaio 1871 dalla Legge 23 dicembre 1869, n. 5395, salvo alcune disposizioni relative ai contratti, alle gestioni dei cassieri e all'abolizione dei mandati provvisori.
Il regolamento per l'esecuzione della citata Legge n. 5026/1869, proposto dal Ministro Sella, emanato con R.D. 4 settembre 1870, n. 5852 entra in vigore anch'esso il 1° gennaio 1871.
Insieme al citato regolamento viene emanato il R.D. 4 settembre 1870, n. 5851, che provvede, provvisoriamente, a disciplinare il servizio di ragioneria presso i vari Ministeri mediante l'istituzione di una ragioneria presso ciascun Ministero e Direzione Generale.
Con R.D. 17 febbraio 1870, n. 5513, è istituita, a partire dal 1870, la qualifica di Ragioniere Generale con grado e stipendio di Direttore Generale.
Con R.D. 31 marzo 1870, n. 5621, si stabilisce che la Ragioneria Generale è parte integrante del Ministero delle Finanze.
Con R.D. 8 ottobre 1870, n.5927, vengono istituiti il Consiglio dei Ragionieri - organo di consulenza in materia amministrativo contabile - e le Ragionerie Centrali presso i vari Ministeri. La composizione del predetto Consiglio è modificata con R.D. 21 giugno 1876, n. 3182.
A causa della caduta del Minghetti nella crisi parlamentare del 1876, i lavori dell'anzidetta commissione non si concretizzarono.
Con r.d. 26 dicembre 1877, n. 4219, a decorrere dal 10 gennaio 1878, è istituito il Ministero del Tesoro, alle cui dipendenze sono posti la Ragioneria Generale e le direzioni generali del tesoro, del debito pubblico e del demanio nonché l'economato generale e l'Avvocatura erariale.
Con r.d. 18 marzo 1899, n. 5988, viene effettuata un'ulteriore e più specifica ripartizione delle attribuzioni tra i due predetti Dicasteri delle finanze e del tesoro.
Con Legge 8 luglio 1883, n. 1455, cosiddetta "Legge Magliani" dal nome del suo promotore, vennero apportate alcune modifiche alla Legge n. 5026/1869, in particolare in materia di bilancio. Le norme introdotte da quest'ultima Legge rimasero in vigore per circa un quarantennio, essendosi limitate le disposizioni successive a non arrecare una sostanziale modifica alla Legge di contabilità di Stato sostanziali modifiche ma a riformare alcuni aspetti minori di essa.
Con R.D. 17 febbraio 1884, n. 2016, venne emanato il testo unico della Legge sull'amministrazione del patrimonio dello stato e sulla contabilità generale, provvedimento che coordinò e aggiornò le disposizioni in materia amministrativo-contabile di competenza della Legge di contabilità di Stato.
Il 18 marzo 1889, a firma del Ministro del tesoro Giolitti, viene emanato il R.D. n. 5988 che ripartisce le attribuzioni fra i Ministeri delle finanze e quello del tesoro. A quest'ultimo spettarono, tra l'altro, i servizi dipendenti dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Con R.D. 22 luglio 1897, n. 338, si istituì il ruolo degli ispettori di ragioneria per l'esecuzione del riscontro contabile sulle ragionerie centrali, affidato alla Ragioneria Generale dello Stato, e per le ispezioni periodiche sui magazzini e depositi dello Stato di cui alla Legge 11 luglio 1897, n. 256.
Con r.d. 31 dicembre 1922, n. 1700, entrato in vigore il 23 gennaio 1923, tutti i servizi e le materie di competenza del Ministero del Tesoro vengono trasferiti al Ministero delle Finanze.
Con i regi decreti 18 gennaio 1923, n.94 e 25 febbraio 1923, n.539, si procede al riordinamento del Ministero delle Finanze.
Con il R.D. 28 gennaio 1923, n. 126, si dispone il passaggio degli uffici di ragioneria delle Amministrazioni centrali alle dipendenze del Ministero delle Finanze. Anche il personale di ragioneria di dette Amministrazioni viene inquadrato nei ruoli di ragioneria, d'ordine e subalterno, del Ministero delle Finanze.
Con R.D. 25 marzo 1923, n. 599, oltre a considerare le Ragionerie delle Amministrazioni centrali uffici del Ministero delle Finanze alle dipendenze della Ragioneria Generale dello Stato, si definiscono ulteriormente i compiti delle predette Ragionerie.
Il R.D. 16 dicembre 1923, n.2765, detta disposizioni per la vigilanza da parte delle ragionerie centrali sugli impegni di spesa assunti dalle Amministrazioni centrali.
Il Governo, in virtù della delega conferitagli con Legge 3 dicembre 1922, n. 1601, per il riassetto degli ordinamenti statali, con R.D. 18 dicembre 1923, n. 2440, e il relativo regolamento approvato con R.D. 23 maggio 1924, n. 827, emana le "Nuove disposizioni sul patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato".
Con il Regio Decreto-Legge 29 giugno 1924, n. 1036 - convertito nella Legge 18 marzo 1926, n. 562 - e con il decreto ministeriale 12 agosto 1924, vengono emanate disposizioni per la vigilanza delle Ragionerie Centrali sulla gestione del patrimonio e del bilancio dello Stato. In virtù di detto provvedimento e' attribuito alla Ragioneria Generale dello Stato il controllo di proficuità finanziaria su tutti gli atti di spesa, prima sottoposti al solo controllo di legittimità.
Con decreto luogotenenziale 22 giugno 1944, n.154, viene ricostituito, a decorrere dall'8 luglio 1944, il Ministero del Tesoro. Alla ripartizione delle competenze tra detto Dicastero e quello delle finanze si provvede con decreto luogotenenziale 5 settembre 1944, n. 202.
Con decreto del Capo provvisorio dello Stato 2 febbraio 1947, n. 16, i Ministeri delle Finanze e del Tesoro vengono riuniti, a decorrere dal 28 febbraio 1947, in un unico Ministero che assume la denominazione di Ministero delle Finanze e del Tesoro.
Con decreto del Capo provvisorio dello Stato 4 giugno 1947, n.406, vengono ricostituiti, a decorrere dal 6 giugno 1947, il Ministero delle Finanze e il Ministero del Tesoro.
Con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 4 giugno 1947, n.407, è istituito, a decorrere dal 6 giugno 1947, il Ministero del Bilancio.
Il decreto ministeriale 14 gennaio 1957 istituisce, in attuazione della Legge 4 dicembre 1956, n. 1404, uno speciale Ufficio liquidazioni presso il Ministero del Tesoro - Ragioneria Generale dello Stato - Ispettorato generale di finanza, con il compito di procedere alle operazioni di liquidazione degli enti interessanti la finanza statale soppressi. Con successivo decreto ministeriale 2 gennaio 1958 detto Ufficio diventa servizio autonomo della Ragioneria Generale dello Stato. Con d.m. 5 gennaio 1982, modificato con d.m. 2 giugno 1983, viene definita la struttura del predetto Ufficio. Con D.P.R. 13 giugno 1988, n. 396, l'Ufficio liquidazione assume la denominazione di "Ispettorato Generale per gli affari e per la gestione del patrimonio degli enti disciolti". Con lo stesso decreto presidenziale vengono istituiti presso la Ragioneria Generale dello Stato l'Ispettorato Generale per la Finanza del settore pubblico allargato e l'Ispettorato Generale per l'amministrazione del fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie.
Nel 1962, con Legge 16 agosto 1962, n. 1291, oltre ad una parziale riorganizzazione delle ragionerie centrali e di quelle regionali dello Stato, vengono istituiti presso la Ragioneria Generale dello Stato due nuovi Ispettorati Generali : quello degli affari generali, del personale e degli studi e quello per i servizi speciali e della meccanizzazione.
Con la Legge 27 febbraio 1967, n.48, il Ministero del Bilancio viene ridenominato, a decorrere dal 17 marzo 1967, Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica.
Con d.m. 31 gennaio 1973, modificato con dd.mm. 26 marzo 1981, 20 luglio 1984, 3 maggio 1985 e 22 novembre 1985, viene definita la strutturazione degli uffici della Ragioneria Generale dello Stato.
Con l'art. 2 della Legge 7 agosto 1985, n. 427, modificata dalla Legge 12 dicembre 1990, n. 377, è istituito, tra l'altro, nell'ambito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato il SIRP - Servizio Ispettivo delle Ragionerie Provinciali dello Stato, i cui ispettori sono addetti alle verifiche delle predette Ragionerie. Con d.m. 20 dicembre 1985 viene stabilita la struttura organizzativa del citato Servizio.
Con la Legge 3 aprile 1997, n. 94, entrata in vigore il 9 aprile 1997, il Ministero del Tesoro e quello del Bilancio e delle Programmazione Economica vengono accorpati in un'unica amministrazione denominata "Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica".
Per effetto dell'art. 11 del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430 e dell'art. 1, comma 1, lettera b) del D.P.R. 20 febbraio 1998, n. 38, la Ragioneria Generale dello Stato viene a costituire un Dipartimento del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica.
Con l'art. 10, c. 4, ultimo periodo, del d.P.R. 20 febbraio 1998, n. 38 e l'art. 1, c. 4, del d.m. 8 settembre 1999 - le Ragionerie Provinciali dello Stato vengono a dipendere dalla Ragioneria Generale dello Stato solo per quanto concerne lo svolgimento dei compiti riguardanti la gestione del bilancio e il Rendiconto Generale dello Stato. Le stesse costituiscono, insieme alle direzioni provinciali dei servizi vari, i dipartimenti provinciali del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ai sensi dell'art. 7 del d.m. 25 luglio 2001, organicamente inseriti, in base all'art.10, c. 4, del d.P.R. 20 febbraio 1998, n. 38, e all'art. 1, c. 2, del d.m. 8 settembre 1999, nel Dipartimento dell'Amministrazione Generale, del personale e dei servizi del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
L'art.3, comma 1, lettera c), del d.P.R. 20 febbraio 1998, n.38 e l'art.2, comma 1, lettera f), del D.P.R. 28 aprile 1998, n.154, affidano al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato - Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni, la gestione dei conti di tesoreria e i rapporti con la Banca d'Italia.
Ai sensi dell'art.6 del d.lgs. 5 dicembre 1997, n.430, il servizio di tesoreria centrale viene affidato alla Banca d'Italia a seguito della convenzione, datata 9 ottobre 1998, stipulata dal Governatore della predetta Banca con il Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, convenzione aggiuntiva a quella prevista dall'art. 4 Legge 28 marzo 1991, n.104, per il servizio di tesoreria provinciale e stipulata il 17 gennaio 1992 tra lo stesso Governatore e il Ministro del Tesoro.
Con l'art. 7, c. 2, d.lgs. 5 dicembre 1997, n. 430; artt. 3, c. 2, e 9, d.P.R. 20 febbraio 1998, n. 38; art. 2, c. 4, d.P.R. 28 aprile 1998, n.154; art. 2.13 d.m. 8 giugno 1999; art. 2 d.m. 19 dicembre 2000, vengono stabilite le attribuzioni delle Ragionerie Centrali che assumono la denominazione di "Uffici Centrali del Bilancio".
Con gli artt. 3, 9 e 10 del d.P.R.20 febbraio 1998, n. 38; art. 2 del d.P.R. 28 aprile 1998, n.154; art. 2 del d.m. 8 giugno 1999; art. 1, c. 4, del d.m. 8 settembre 1999; art. 2 del d.m. 19 dicembre 2000; d.m. 25 luglio 2001; d.m. 7 maggio 2002; art. 3 del decreto legislativo 3 luglio 2003, n. 173 e d.m. 21 luglio 2003, vengono ridefinite la struttura e l'organizzazione del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
Il d. lgs. 30 luglio 1999, n.300, per effetto del combinato disposto degli artt. 23 e 55, istituisce, a decorrere dal 10 giugno 2001, il Ministero dell'Economia e delle Finanze al quale sono trasferite, con le relative risorse, le funzioni del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica e quelle del Ministero delle Finanze.
Con l'art. 9 del decreto-Legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 giugno 2002, n. 112, viene disposta la possibilità di affidare a una società controllata dallo Stato ogni potere finora attribuito all'Ispettorato Generale per la liquidazione degli enti disciolti del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
Con l'art. 1, comma 8, del decreto-Legge 6 settembre 2002, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla Legge 31 ottobre 2002, n. 246, le Ragionerie Provinciali dello Stato sono reinserite organicamente e funzionalmente nel Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, con esclusivi compiti di controllo e monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica, compiti che vengono ulteriormente ribaditi e rafforzati in capo al predetto Dipartimento.
Infine, l'art. 2 del citato decreto legislativo 3 luglio 2003, n. 173, dispone che con regolamento da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della Legge 23 agosto 1988, n. 400, si provveda, tra l'altro, alla riorganizzazione degli uffici di livello dirigenziale generale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, al riordino degli Uffici Centrali di Bilancio e delle Ragionerie Provinciali dello Stato, alla razionalizzazione dell'attività ispettiva e delle relative strutture nonché al riassetto e alla razionalizzazione degli organismi di analisi, consulenza e studio presso il menzionato Dicastero.

References: art. 2
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 art. 1
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 art. 3