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Timestamp: 2016-10-24 16:13:04+00:00

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130 III 60778. Estratto della sentenza della I Corte civile nella causa Banca X. contro Y. SA (ricorso per riforma)
Art. 6 ch. 3 CL; for de l'action reconventionnelle; demande d�rivant du m�me contrat ou complexe de faits. L'art. 6 ch. 3 CL permet l'introduction de l'action reconventionnelle au for de l'action principale lorsque les deux actions sont fond�es sur le m�me "titre", ou d�rivent du m�me complexe de faits (consid. 5). Faits � partir de page 607
Successivamente la somma garantita � stata aumentata a FF 22'600'000.-; la societ� beneficiaria � divenuta - in seguito ad una fusione - Y. SA e la validit� della garanzia � stata prolungata sino al 3 marzo 1998.
B. Onde ottenere l'adempimento della predetta garanzia, il 14 marzo 2000 Y. SA (attrice) si � rivolta direttamente al Tribunale BGE 130 III 607 S. 608d'appello del Cantone Ticino, chiedendo la condanna della banca X. (convenuta) al pagamento di fr. 5'600'000.-, oltre interessi al 6 % dal 3 marzo 1998.
La banca X. si � opposta all'azione asseverando, in primo luogo, che l'atto sul quale la pretesa attorea si fonda non � una garanzia bancaria a prima richiesta (astratta) bens� una fideiussione semplice, della quale non sono per� ossequiati i requisiti di forma. Essa ha poi invocato tutta una serie di eccezioni tratte dal contratto sottoscritto dalle parti il 30 giugno 1994, nell'ambito della complessa operazione di risanamento del gruppo Z.
In particolare la convenuta ha rimproverato all'attrice di aver disdetto i crediti a K. SA, impedendo cos� il raggiungimento dell'obiettivo ch'esse si erano prefisse, vale a dire il suo risanamento. Per questo motivo, in via riconvenzionale, ha postulato la condanna di Y. SA al versamento di fr. 24'050'000.-, pari al valore della suddetta societ� al momento della sua messa in liquidazione. Parte attrice ha avversato la domanda riconvenzionale eccependo l'incompetenza del foro luganese, la litispendenza davanti al Tribunal de commerce di Nevers, nonch� l'assenza di legittimazione attiva della banca X.
La procedura cantonale � stata dunque limitata all'esame di queste eccezioni. Con sentenza 5 agosto 2003 la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha accolto l'eccezione d'incompetenza e respinto l'azione riconvenzionale siccome non fondata sul medesimo "contratto o titolo" ai sensi dell'art. 6 n. 3 Convenzione di Lugano. Dato l'esito del procedimento, la Corte ticinese ha rinunciato all'esame delle ulteriori eccezioni sollevate in via preliminare.
C. Tempestivamente insorta dinanzi al Tribunale federale con un ricorso per riforma fondato sulla violazione della predetta disposizione convenzionale, la banca X. domanda il riconoscimento della competenza materiale, territoriale o internazionale dell'autorit� giudiziaria ticinese per pronunciarsi sull'azione riconvenzionale. Essa postula pertanto il rinvio della causa al tribunale cantonale per esame delle altre eccezioni preliminari.
Il 28 maggio 2004 il Tribunale federale ha accolto il ricorso, annullato la sentenza impugnata e rinviato la causa all'autorit� cantonale per nuovo giudizio. BGE 130 III 607 S. 609
5. La diversit� dei contratti non esclude necessariamente la proponibilit� dell'azione riconvenzionale: l'art. 6 n. 3 Convenzione di Lugano (CL; RS 0.275.11) prevede infatti anche l'eventualit� che le due pretese nascano dal medesimo titolo.
� ci� che la convenuta assevera in via subordinata. Essa rileva anzitutto che il termine "titolo" dell'art. 6 n. 3 CL � stato tradotto "Sachverhalt" in tedesco e "fait" in francese; essa suggerisce pertanto di attribuirgli il significato di fattispecie. Chiarito questo aspetto, asserisce che vi � appunto una stretta interdipendenza di fatto tra la convenzione 30 giugno 1994 e la garanzia 4 gennaio 1995.
5.1 Il sostantivo titolo � stato tradotto in pi� modi nella convenzione: ai fini della determinazione della litispendenza secondo l'art. 21 CL, ad esempio, l'espressione "domande aventi il medesimo titolo" � stata tradotta "Klagen wegen desselben Anspruchs" in tedesco e "demande ayant le m�me objet et la m�me cause" in francese (il Tribunale federale ha chiarito il significato di questa espressione nella DTF 123 III 414 consid. 5, invero senza preoccuparsi delle differenze linguistiche; cfr. anche la sentenza inedita 25 gennaio 2001, causa 4C.207/2000 consid. 6). Tale situazione va probabilmente ricondotta al fatto che nella lingua italiana questo vocabolo ha diversi significati: limitatamente a quelli di valenza giuridica esso pu� in effetti definire il fatto per effetto del quale un diritto viene attribuito a un soggetto, il documento che lo comprova oppure ancora il documento che consente di promuovere un'esecuzione forzata (cfr. www.garzantilinguistica.it, UTET 2003).
Ora, sebbene l'art. 68 CL stabilisca che i quattordici testi nei quali la convenzione � stata tradotta fanno tutti egualmente fede, appare necessario privilegiare un'interpretazione unitaria e concludere - con la convenuta - che l'art. 6 n. 3 CL permette d'introdurre l'azione riconvenzionale davanti al foro dell'azione principale se le due azioni si fondano sui medesimi fatti nel senso che verr� meglio definito qui di seguito. Si pu� inoltre ricordare che anche nella versione inglese della convenzione il termine "titolo" � stato tradotto "facts".
5.2 La dottrina - pertinentemente citata dalla convenuta - menziona in particolare una sentenza emanata il 18 febbraio 1994 dalla Corte di cassazione francese, nella quale � stato deciso che l'azione riconvenzionale di risarcimento promossa dal concessionario per BGE 130 III 607 S. 610violazione della clausola di esclusivit� contenuta nel contratto-quadro poteva essere proposta dinanzi al foro dell'azione principale avviata dal concedente per l'incasso del prezzo dei prodotti forniti in esecuzione di un contratto d'applicazione (KROPHOLLER, Europ�isches Zivilprozessrecht, 7a ed., Heidelberg 2002, nota a pi� di pagina n. 72 ad art. 6 CL; DONZALLAZ, La Convention de Lugano, Berna 1998, n. 5567).
Ci� che, in definitiva, conta � dunque l'esistenza di un rapporto di connessione stretto tra le due pretese (KROPHOLLER, op. cit., n. 38 ad art. 6 CL; DONZALLAZ, op. cit., n. 5560 e 5566). Lo scopo del foro speciale dell'art. 6 n. 3 CL � infatti di concentrare le procedure ed evitare quindi giudizi contraddittori quando vi � una forte connessione fattuale delle pretese (cfr. GEIMER/SCH�TZE, Europ�isches Zivilverfahrensrecht, M�nchen 1997, n. 48 ad art. 6 CL; DONZALLAZ, op. cit., n. 5548). Anche il Tribunale federale, pur senza aver dovuto approfondire la questione specifica posta dall'art. 6 n. 3 CL, ha di recente richiamato il citato giudizio della Corte di cassazione francese (DTF 129 III 230 consid. 3.1 pag. 233 in fine) e ricordato che l'art. 6 n. 3 CL esige l'esistenza di un "Sachzusammenhang" tra l'azione principale e quella riconvenzionale (sentenza 3 settembre 2002, causa 4P.32/2002 consid. 2.3, pubblicata in Pra 92/2003 n. 15 pag. 70).
5.3 La tesi formulata in via subordinata dalla convenuta pu� essere cos� riassunta.
All'art. 8 della convenzione 30 giugno 1994 le parti si sono impegnate a finanziare in ragione di met� ciascuno - la convenuta "par signature" - i bisogni a corto termine di Z. SA; questo patto � assimilabile ad un contratto quadro. Il 4 gennaio 1995 la convenuta ha attuato tale impegno garantendo il 50 % dei crediti concessi dall'attrice. In altre parole, con questo atto essa ha eseguito il contratto-quadro.
Se cos� fosse, l'analogia con il caso francese sarebbe evidente: l'azione principale si fonderebbe sul contratto di esecuzione rimasto inadempiuto da parte della convenuta, mentre quella riconvenzionale deriverebbe dal contratto-quadro che l'attrice avrebbe violato disdicendo i crediti concessi a Z. SA. Si dovrebbe pertanto riconoscere, nell'interesse di un'interpretazione unitaria della norma convenzionale, l'esistenza di una connessione di fatto tra le due azioni tale da giustificare la necessit� di riunire i fori. BGE 130 III 607 S. 611
5.4 Il Tribunale federale non � tuttavia in grado di decidere la causa sotto questo profilo, poich� la sentenza impugnata non contiene accertamenti di fatto concernenti i rapporti - ovverosia la connessione di fatto - tra l'art. 8 della convenzione 30 giugno 1994 e la garanzia 4 gennaio 1995. Essa � stata infatti emanata prescindendo espressamente da tali aspetti. Sennonch� si tratta, per i motivi addotti al considerando precedente, di fatti determinanti ai fini del giudizio sul foro dell'azione riconvenzionale.
art. 6 CL,
art. 68 CL

References: sentenza 

Art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 DTF 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 6
 art. 6
in fine
 sentenza 

art. 6

art. 68