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Timestamp: 2020-07-03 14:05:36+00:00

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Remo | Mina Fan Club
Mina, finalmente è Piccolino
(Comunicato stampa Sony Music redatto da Franco Zanetti)
“Piccolino”, è un disco alieno: un album di belle canzoni fuori dalle mode, cantate splendidamente da una voce che trascende le mode. Perché è sempre attuale e classica allo stesso tempo.
Ascoltando questo nuovo disco di Mina (il terzo album in 25 mesi: “Facile” nell’ottobre del 2009, “Caramella” nel maggio del 2010, ora questo – e, per buona misura, un extended play natalizio sul finire dello scorso anno) vien da ricordare che, qualche settimana fa, i concorrenti di un poco fortunato talent show televisivo incolpavano i loro cosiddetti “tutor” di scegliere canzoni “inadatte alle loro corde”, e quindi di impedire loro di esprimere appieno le potenzialità interpretative di cui credono di essere dotati.
Analoga e speculare lamentela capita di sentirla esprimere dagli autori e dai compositori di canzoni: che, anche loro, con sempre maggiore difficoltà trovano interpreti che possiedano corde giuste da far vibrare.
Ascoltando questo album, dicevamo, come sempre ci si stupisce per la ricchezza della tavolozza di colori – non solo vocali – che Mina padroneggia come pochi altri, o come nessun altro. E mentre la si ascolta passare dalla dolente nostalgia di “Compagna di viaggio” alle atmosfere da torch song di “Matrioska”, dall’andamento senza tempo di “Questa canzone” al dondolìo brasiliano di “Ainda bem”, vien da pensare che, se Mina avesse un tutor da talent show, sarebbe difficile, per questo tutor, trovare una canzone che non fosse nelle corde di Mina. Del resto – come in effetti accade praticamente da sempre – Mina è tutor di se stessa: ascolta le canzoni che le vengono inviate, le seleziona con severità e gusto, le canta reinventandole e spesso nobilitandole. E giacché come tutor Mina può vantare una cultura musicale eclettica e sconfinata, e come cantante possiede una capacità pressoché unica di confrontarsi con gli stili e i repertori più disparati offrendo interpretazioni da manuale, i risultati non possono che essere da applauso.
Infatti Mina canta Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (due i suoi brani nel disco: “Brucio di te” e l’acrobatica, difficilissima “E così sia”) con la stessa perfetta adesione emotiva con la quale affronta il blues incazzato di Andrea Mingardi (“Canzone maledetta”).
Infatti Mina è assolutamente credibile sia in una canzone che sembra scritta per lei come l’emozionante “L’uomo dell’autunno”, scritta da un autore di immenso mestiere come Maurizio Fabrizio, sia nella very british “Fly away” firmata dal nipote Axel Pani, che invece come autore è ancora relativamente fresco di debutto.
E non solo: Mina si lascia vestire da sarti di mani diverse, e ogni abito risulta sempre perfettamente indossato (gli arrangiamenti del disco sono firmati da Gianni Ferrio, Ugo Bongianni, Franco Serafini, Giorgio Secco e Massimiliano Pani – che in alcuni brani contribuisce con le tastiere e i cori).
E riesce a mettere in sequenza, nelle bonus tracks della versione DeLuxe di “Piccolino”, tre momenti musicali che non potrebbero essere più eterogenei (“Only this song” ancora di Axel Pani, “Rattattira” di Anselmo Genovese, “Armoniche convergenze” della rodatissima coppia Cassano/Cogliati) e a chiudere il disco con un supremo sberleffo: “Dottor Roberto”, una canzone-sketch in cui lascia completamente la scena alla voce recitante maschile (che è quella di un perfetto sconosciuto, l’autore del brano Stefano Gislon, ottico di Aviano del Friuli) e gli fa da spalla con poche parole e qualche vocalizzo.
E allora ha forse un senso speciale la copertina di “Piccolino”, per la quale Gianni Ronco ha disegnato una Mina affascinante e inquietante, quasi una divinità della stirpe degli Anunnaki: nel povero mondo della musica d’oggi, Mina resta, per nostra fortuna, un’aliena.
DELUXE con quattro brani extra e libretto di 28 pagine
I am, Je suis, Yo soy… Mina!
1. Take me (L’importante è finire) 3:24 §
2. Runaway (E poi) 4:47 §
3. More than strangers (Vorrei che fosse amore) 2:20 §
4. Love me (Uappa) 3:29 §
5. Never, never, never (Grande, grande, grande) 3:58
6. I still love you (Fate piano) 4:10 §
7. Why? (Why do you treat me like you do) (Vorrei averti nonostante tutto) 4:32 §
8. The way I love you (Amore mio) 3:42 §
9. Where would I be without your love? (Ancora dolcemente) 4:24 §
10. Don’t ask me to love you (Domenica sera) 3:18 §
11. This world we love in (Il cielo in una stanza) 2:28 §
12. Quand’ero piccola (English version) 2:43 §
13. Io innamorata (English version) 2:59 §
14. I discorsi (English version) 3:09 §
15. Walk on by 8:25
16. Strangers in the night 3:40
17. Only you 3:11
18. Stardust 3:50
(§) per la prima volta su CD
Settanta: la copertina!

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