Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150142
Timestamp: 2019-10-18 00:01:17+00:00

Document:
Resoconto della seduta n.142 del 14/01/2016
Seduta n.142 del 14/01/2016
CXLII Seduta
La seduta è aperta alle ore 15 e 50.
FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 12 gennaio 2016 (138), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Mario Floris, Giorgio Oppi e Antonio Solinas hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 14 gennaio 2016.
"Interrogazione Tocco, con richiesta di risposta scritta, riguardante l'affidamento dei servizi di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna." (621)
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che la prima e terza Commissione sono convocate domani mattina alle ore 9 e 30 per il rilascio di un parere.
L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 176/A.
Siamo arrivati all'articolo 5 dovrebbero essere arrivati gli emendamenti che sono stati distribuiti in aula, quindi chiedo il parere della Commissione sugli emendamenti e sugli emendamenti all'emendamento. Do una lettura degli emendamenti soppressivi totali numero 7 che è uguale al 134 che è uguale al 1059 che è uguale al 1475; il sostitutivo totale 1950 cui sono pervenuti gli emendamenti all'emendamento numero 2379, 2312, 2393, 2380, 2381, 2322, 2383, 2384, 2324, 2385, 2327 uguale al numero 2386, 2387, 2388, 2389, 2390, 2391, 2382, 2323 uguale al 2487, 2325, 2488, 2326, 2489, 2392, 2328, 2329. Ancora i soppressivi parziali 135 uguale al 1152 uguale al 1476, 136, 137, 138, 139 uguale al 1153 uguale al 1477, 140, 141, 142 uguale al 1478, 143 uguale al 1154 uguale al 1479, 144, 145, 146, 147 uguale al 1155 uguale al 1480, 148, 149, 150, 151 uguale al 1156 e al 1481, 152, 153, 154, 155 uguale al 1157 uguale al 1482, 156, 157, 158. I sostitutivi parziali 54, 2119, 56, 1483, 1876 che è uguale al 2109. Ancora gli aggiuntivi numero 55, numero 31, numero 1877, 2275 e 1484. Inoltre il 1951 che è stato emendato dagli emendamenti numero 2394, 2330, 2331, 2333, 2332, 2334 dichiarato inammissibile e 2510. Ancora l'emendamento aggiuntivo numero 1952 che ha un emendamento all'emendamento numero 2395.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
1. La Giunta regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, su iniziativa dell'Assessore competente in materia di enti locali, sentita la Commissione del Consiglio regionale competente per materia, adotta la proposta di Piano di riordino territoriale, che comprende tutti i comuni della Regione, con l'obiettivo di incrementare i livelli di efficienza e di efficacia nella gestione delle funzioni degli enti locali. La proposta di Piano è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).
2. La proposta di Piano definisce gli ambiti territoriali ottimali e gli ambiti territoriali strategici tenendo conto della conformazione delle regioni storiche della Sardegna e salvaguardando, nel rispetto delle disposizioni della presente legge e della continuità territoriale dei comuni, le unioni già esistenti e in coerenza con quanto disposto dall'articolo 3, comma 2, lettera d). I distretti sanitari di cui alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5), sono definiti in coerenza con uno o più ambiti territoriali ottimali.
3. Nei venti giorni successivi alla pubblicazione della proposta di Piano, i comuni, con deliberazione del consiglio comunale da trasmettere all'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, possono chiedere l'inserimento in un ambito territoriale ottimale diverso, purché confinante con il proprio territorio.
4. Tale facoltà, nei termini e con le modalità di cui al comma 3, è esercitabile anche dai comuni non confinanti con l'ambito territoriale prescelto, purché essi risultino con questi confinanti in seguito alle scelte deliberate dagli altri comuni ai sensi del comma 3.
5. Le richieste di cui ai commi 3 e 4 devono essere motivate con riguardo al contesto territoriale-organizzativo e socio-economico.
6. La Giunta regionale, entro i successivi venti giorni, previa intesa in sede di Conferenza permanente Regione-enti locali, approva il Piano di riordino territoriale.
EMENDAMENTO soppressivo totale CARTA. (7)
EMENDAMENTO soppressivo totale Christian SOLINAS. (134)
EMENDAMENTO soppressivo totale TUNIS - PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - Alessandra ZEDDA. (1059)
EMENDAMENTO soppressivo totale TRUZZU - LAMPIS. (1475)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo totale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2379)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo totale Christian SOLINAS. (2312)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo totale DEDONI - COSSA - CRISPONI. (2393)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2380)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2381)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2322)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2383)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2384)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2324)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2385)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2327)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2386)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2387)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2388)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2389)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2390)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2391)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 31 soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2382)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2323)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2487)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2325)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2488)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2326)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (2489)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale CARTA. (2392)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2328)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1950 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2329)
EMENDAMENTO sostitutivo totale DERIU - AGUS. (1950)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (135)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (1152)
EMENDAMENTO soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (1476)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (136)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (137)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (138)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (139)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (1153)
EMENDAMENTO soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (1477)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (140)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (141)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (142)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LAMPIS - TRUZZU - TUNIS. (1478)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (143)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (1154)
EMENDAMENTO soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (1479)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (144)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (145)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (146)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (147)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (1155)
EMENDAMENTO soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (1480)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (148)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (149)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (150)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (151)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (1156)
EMENDAMENTO soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (1481)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (152)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (153)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (154)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (155)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PITTALIS - CAPPELLACCI - Oscar CHERCHI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - Alessandra ZEDDA. (1157)
EMENDAMENTO soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (1482)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (156)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (157)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Christian SOLINAS. (158)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CARTA - ORRU'. (54)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale COSSA. (2119)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CARTA - ORRU'. (56)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LAMPIS - TRUZZU - TUNIS. (1483)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - RUBIU - TATTI - PINNA. (1876)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ZANCHETTA - GAIA - PERRA. (2109)
EMENDAMENTO aggiuntivo CARTA - ORRU'. (55)
EMENDAMENTO aggiuntivo FORMA. (31)
EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - RUBIU - TATTI - PINNA. (1877)
EMENDAMENTO aggiuntivo ZEDDA P - USULA - LAI. (2275)
EMENDAMENTO aggiuntivo LAMPIS - TRUZZU. (1484)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1951 sostitutivo totale DEDONI - COSSA - CRISPONI. (2394)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1951 soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2330)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1951 soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2331)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1951 soppressivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2333)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1951 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2332)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1951 sostitutivo parziale TRUZZU - LAMPIS. (2334)
EMENDAMENTO aggiuntivo DERIU - AGUS. (1951)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 1952 sostitutivo totale DEDONI - COSSA - CRISPONI. (2395)
EMENDAMENTO aggiuntivo DERIU - AGUS. (1952).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.
DERIU ROBERTO (PD), relatore. Grazie Presidente, una domanda se l'emendamento numero 54 è stato dichiarato inammissibile o è ancora in elenco? A pagina 190 Carta, Orrù.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 54 è ammesso.
DERIU ROBERTO (PD), relatore. Emendamento numero 56 ugualmente?
PRESIDENTE. Anche l'emendamento numero 56 è ammesso.
DERIU ROBERTO (PD), relatore. Quindi a cominciare dall'emendamento soppressivo totale numero 7 uguale al numero 134, 1059, 1475 a pagina 148 contrario. Emendamento numero 1950 favorevole. Emendamento numero 135 uguale all'emendamento numero 1152 e…
PRESIDENTE. Un attimo, ci sono tutti gli emendamenti all'emendamento numero 1950.
DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. All'emendamento numero 1950, parere contrario sugli emendamenti numero 2379, 2312, 2393, 2380, 2381, 2322, 2383, 2384, 2324, 2385, 2327 uguale al 2386, 2387, 2388, 2389, 2390, 2391, l'emendamento numero 2382 è inammissibile.
PRESIDENTE. Perché si riferisce a un altro articolo.
DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario sugli emendamenti numero 2323 uguale al 2487, 2487, 2325, 2488, 2326, 2489, 2392, 2328, 2329. Tornando a pagina 153, parere contrario sugli emendamenti numero 135, uguale al 1152 e al 1476, 1152, 1476, 136, 137, 138, 139 uguale al 1153 e al 1477, 140, 141, 142 uguale al 1478, 143 uguale al 1154 e al 1479, 144, 145, 146, 147 uguale al 1155 e al 1480, 148, 149, 150, 151 uguale al 1156 e al 1481, 152, 153, 154, 155 uguale al 1157 e al 1482, 156, 157, 158, 54, 2119, 56, 1483. Sull'emendamento numero 1876 uguale al 2109 a pagina 194 e 195 c'è un invito al ritiro. Parere contrario sull'emendamento numero 55, sull'emendamento numero 31 c'è un invito al ritiro, parere contrario sull'emendamento numero 1877. A pagina 199 l'emendamento numero 2275, Zedda e altri, tratta di un argomento proprio dell'articolo 73, quindi c'è un invito al ritiro. Sull'emendamento numero 1484 c'è un invito al ritiro, perché evidentemente si tratta di materia dell'articolo 18, Lampis-Truzzu. Parere favorevole sull'emendamento numero 1951, e qui ci sono degli emendamenti a questo emendamento, quindi direi di spostarci nell'altro fascicolo, all'emendamento numero 2394, fascicolo degli emendamenti agli emendamenti. Parere contrario sugli emendamenti numero 2394, 2330, 2331, 2333, 2332. È inammissibile l'emendamento all'emendamento numero 2334, Truzzu-Lampis. Parere favorevole sull'emendamento numero 2510. A pagina 202, parere favorevole sull'emendamento numero 1952, con l'emendamento all'emendamento numero 2395 che ha parere contrario, Dedoni, Cossa, Crisponi. Grazie.
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quella della Commissione.
PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 5 e sugli emendamenti presentati.
LOCCI IGNAZIO (FI). Qui veramente, se dovessimo fare una lettura precisa di quello che c'è scritto, cioè sulle modalità e procedure di costituzione e approvazione del piano di riordino territoriale, mi vengono in mente le battute e le immagini di quel film di Lino Banfi dove veniva chiamato a schiacciare leve e pulsanti in maniera frenetica per rispondere a un macchinario infernale. Bene, questo è esattamente quel macchinario infernale, cioè tutte queste procedure, poi vedremo anche la tempistica e come la Giunta sarà in grado di mettere a segno queste procedure entro 20 giorni dall'approvazione e nei 30 giorni successivi da questa, ma la cosa che voglio far rilevare, cari colleghi, è il meccanismo di individuazione di quelli che vengono definiti qui, e non invece nelle definizioni, "ambiti territoriali strategici". La connessione della definizione di ambito territoriale strategico, come potrete vedere, ha un'influenza importantissima sull'istituzione e costituzione dei distretti sanitari e sociosanitari, cioè, attraverso questo meccanismo, come voi sapete i distretti sanitari sono il braccio operativo del governo delle politiche delle aziende sanitarie, e come ci avete detto alla fine dell'anno, si sta andando verso la costituzione dell'azienda unica regionale. Bene, qui dentro, attraverso questa procedura amministrativa e derogando alla legge numero 10 del 2006, volete riordinare i territori e il governo dei territori dei distretti sanitari dentro gli ambiti territoriali strategici, cioè dando delle funzioni e cioè individuando competenza in materia di enti locali e sovrapponendole con le competenze socio-sanitarie per bypassare, in realtà, quello che dovrebbe essere fatto in sede di governo di aziende sanitarie e di governo della sanità. Quindi non è solamente tutto il panorama di meccanismi, lo vedo quasi come una sorta di organismo multicellulare che si muove per tentare di trovare un assetto complicatissimo, ricordano quasi quelle sfere Supermag di quella famosa Azienda del Nord Sardegna, che devono trovare, attraverso le calamite e attraverso dei centri magnetici che attireranno all'interno della loro orbita varie reti di comuni e di organizzazioni degli enti locali all'interno di questo riordino territoriale. Però la cosa veramente inquietante è questa influenza che noi vogliamo dare con questa norma all'organizzazione socio-sanitarie. Attenzione, colleghi, perché la vasellina all'interno di queste norme qualche volta può rimanere indigesta a qualcuno, perché non è secondo me materia molto simpatica quella di voler nascondere, attraverso questa norma, l'abrogazione di un sistema già definito da un'altra norma e spostarlo invece su procedure di carattere amministrativo. Quindi questo rischia di creare non solo confusione, ma rischia addirittura, paradossalmente, di aumentare i centri di governo delle ASL, mentre volete andare nella direzione della diminuzione e della semplificazione, attraverso questo meccanismo infernale rischiate di moltiplicarli, rischiate proprio di centuplicare i distretti dentro gli ambiti territoriali strategici. Quindi, colleghi, noi abbiamo ovviamente presentato anche delle proposte correttive, e lungo questa discussione e durante questo dibattito cercheremo di affermare la nostra posizione e di condividerla con voi, sempre che sia ancora possibile, però questa deve essere una posizione chiara, chiara anche per voi, perché credo che per certi aspetti e in molti casi rischiate qualche volta di non vedere che cosa si nasconde all'interno di queste righe, quindi noi pensiamo ancora che sia un meccanismo davvero complesso e complicato, di difficile attuazione, che nasconde al suo interno qualche tranello che presto verrà svelato.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Una delle obiezioni che ho fatto a questa legge di riordino è che lascia poco spazio a un processo che potremmo definire di acclimatamento degli enti locali al nuovo assetto. Cosa voglio dire. Abbiamo già visto durante tutto il dibattito come uno dei problemi maggiori che noi abbiamo è il campanilismo, che sarebbe poi la traduzione su scala collettiva dell'invidia, di molti dei difetti atavici che noi ci portiamo nel nostro codice genetico. Pensare ad un riassetto territoriale, ad una riaggregazione territoriale sulla base di unioni dei comuni, unioni dei comuni rinforzate, che voi prevedete in questo disegno di legge, comporta, secondo me, un periodo di decantazione, intanto la volontarietà dell'adesione, che secondo me è molto importante, e poi un periodo di decantazione, e questa norma stabilisce invece, come ha testé osservato il collega Locci, tappe forzate. Tra l'altro, secondo me, difficilmente anche applicabili, perché "entro 30 giorni dall'entrata in vigore", poi "entro i successivi 20 giorni", insomma, tempi che, secondo me, conoscendo le dinamiche, conoscendo anche i tempi delle procedure amministrative, mi sembra proprio che siano abbastanza lunari in termini di applicazione. È pur vero che sono termini ordinatori, però, se i termini hanno un senso, non è che possiamo metterli sapendo che già li disattendiamo. Primo aspetto. Secondo aspetto. Ho letto l'emendamento numero 1950 assieme all'emendamento numero 1951. L'emendamento che stiamo discutendo adesso riguarda il Piano di riordino territoriale, quello successivo la costituzione degli ambiti territoriali strategici, e ho rilevato una cosa che io trovo curiosa. Secondo l'emendamento numero 1950, cioè il testo si suppone vero dell'articolo che stiamo discutendo, cioè dell'articolo 5, il nocciolo del Piano di riordino territoriale è scolpito dalle città medie, cioè si dice che entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge le città medie, d'intesa con i comuni interessati, propongono alla Regione la costituzione della rete urbana, dopodiché, su questa base, la Giunta regionale disegna il Piano di riordino territoriale, che viene sottoposto all'intesa con la Conferenza permanente Regione-enti locali, adottato, pubblicato, e poi c'è la possibilità per i comuni di aderire o di non aderire, oppure di fare opzioni diverse, e quindi già questa mi sembra una cosa incongrua, perché mi chiedo: perché dare alle città medie questa primazia nello stabilire il Piano di riordino territoriale? Cioè, le decisioni delle città medie condizionano il Piano di riordino territoriale nel suo insieme. Io questo lo trovo francamente abbastanza strano. Mentre nell'articolo successivo gli ambiti territoriali strategici, che dovrebbero essere gli ambiti in cui la Regione esercita le funzioni di area vasta di sua competenza, questi sono stabiliti, leggo testualmente, "dalle assemblee dei sindaci", che può anche essere una bella cosa in termini di dire: "Sì, facciamo decidere tutto ai comuni", però, primo non c'è nessuna connessione tra ambiti territoriali strategici e il Piano di riordino territoriale che definisce la delimitazione delle unioni dei comuni, l'unico riferimento degli ambiti territoriali strategici sembrano essere le vecchie province. Io questa la trovo una cosa incongrua, perché nel momento in cui si fa un Piano di riordino territoriale, che deve ridisegnare tutto, agganciarsi non alla nuova riorganizzazione territoriale che scaturisce dalle unioni ma alle ex province, io la trovo una cosa incongrua. Primo aspetto. Secondo aspetto, è la Regione secondo me che deve valutare quali sono le aree. Io sono dell'avviso che questi ambiti territoriali strategici non hanno ragione d'essere. Detto questo, mi sembrerebbe più congruo che scaturissero da una valutazione della Regione, di intesa con i comuni, tutto quello che volete, ma mi sembra strano che provengano dalle assemblee dei sindaci considerata la diversa funzione. Detto questo, l'articolo 5 e l'articolo 5 bis che la maggioranza prevede di inserire mi pare che rispondano ad un disegno complessivo che assolutamente non è condivisibile, che noi pertanto rigettiamo e rispetto al quale, quindi, voteremo contro.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Non è presente in aula, quindi decade.
È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, come dicevo stamattina, il mio silenzio sui primi articoli aveva una logica, o meglio una necessità, quella di capire quale sarebbe stata la posizione della maggioranza nell'approvare due articoli che non sono chiaramente determinanti, né tantomeno fondamentali per lo sviluppo della legge stessa, ma bensì perché comunque tracciavano e davano la possibilità di individuare e capire qual è il reale obiettivo che questa maggioranza vuole raggiungere. Con l'articolo 5 entriamo già nel meccanismo della norma e quindi entriamo già in un argomento che diventa un pochettino più importante rispetto agli articoli che abbiamo appena approvato, poi via via l'articolato si renderà sicuramente molto più interessante, almeno nella discussione generale che dovremo portare avanti all'interno del Parlamento sardo.
L'articolo 5 parla di riordino territoriale e questo credo che sia sicuramente condivisibile. Io non credo che nell'impianto generale di una norma di riforma questo non possa non essere considerato condivisibile, ma gli aspetti che io vorrei sottolineare, perché effettivamente creano e creeranno delle grandi difficoltà, sono due in linea generale. Il primo è la definizione reale e di come avverrà la definizione reale degli ambiti territoriali ottimali e quelli naturalmente strategici; il secondo aspetto è la tempistica, che chiaramente fa pensare, e probabilmente un po' è quella che terrorizza il reale risultato dell'obiettivo che si vuole raggiungere. Per quale ragione dico che la preoccupazione è divisa in due aspetti, la prima, ripeto territoriale, gli ambiti territoriali ottimali e quelli strategici? Perché è un ragionamento che in realtà fino adesso non è stato ancora sviluppato, né all'interno della Commissione, e qui chiaramente non abbiamo il quadro di come verrà individuato, ma soprattutto perché potrebbe, e sicuramente questo verrà attuato, stravolgere il sistema gestionale delle amministrazioni in tutto il territorio regionale, e sono gli esempi che probabilmente danno più chiarezza al ragionamento che stiamo provando a portare avanti - e quindi vi chiediamo eventualmente di fermarvi o, nella peggiore delle ipotesi, di accettare da parte vostra questi nostri suggerimenti -, che è quello, dicevo, di alcune amministrazioni comunali come oggi, per esempio, sono inserite all'interno delle unioni dei comuni che non hanno niente a che fare e che neanche culturalmente sono simili rispetto alla loro storia, alla loro cultura e al loro modo di amministrare. La difficoltà vera nel momento in cui si stabiliscono questi ambiti territoriali e questi ambiti strategici è capire, nel momento in cui vengono inserite le amministrazioni comunali, e quindi i comuni stessi, cioè quelli che partecipano attivamente alla vita, allo sviluppo e alla pianificazione territoriale, chi sono e come vengono inseriti, cioè qual è la logica che la Giunta regionale seguirà, qual è la linea che in forma generica la Giunta regionale seguirà, perché qua noi come Consiglio regionale, quindi come norma, stiamo delegando la Giunta, e quindi capire, almeno da parte di chi dovrà costruire e gestire lo sviluppo del piano e quindi l'individuazione di questi ambiti, capire qual è il percorso che si vuole portare avanti e quindi che cosa si vuole raggiungere. Questo è il primo aspetto.
(Segue CHERCHI OSCAR.) Siamo completamente a digiuno, non sappiamo esattamente qual è né l'idea, né la linea che si vuole portare avanti. Quindi credo che già da questo punto di vista la nostra posizione negativa sia, ma credo anche da parte della maggioranza perché io sono convinto che anche la maggioranza non ne abbia idea di come verranno tracciate le linee e di qual è lo sviluppo che si vuole realmente portare avanti; immaginate noi, che in questo momento abbiamo un ruolo differente, quanto possiamo essere all'interno del ragionamento della Giunta e capire quindi veramente quali potrebbero essere i reali sviluppi.
L'altro aspetto che credo che sia piuttosto importante, che fa parte un po' dello stato confusionale in cui ci si trova in questo momento, non soltanto da parte della maggioranza, ma per contagio anche da parte nostra, perché non riusciamo a trovare la linea, non riusciamo a capire dove veramente si può arrivare e qual è realmente lo sbocco, è la tempistica, cioè il fatto che in legge si propone di dare solo ed esclusivamente venti giorni, che non è neanche il tempo della convocazione di un consiglio comunale in una semplice e normale gestione amministrativa, la necessità da parte, quindi, del Comune dell'approvazione della proposta del piano. Questo è il primo aspetto. La seconda questione è che, addirittura, dopo che tutti i comuni hanno risposto entro i venti giorni, la Giunta ha ulteriori soli venti giorni per l'intesa con la Conferenza permanente Regione-enti locali e successivamente poi, senza tempistica, approva il piano. Io credo che da questo punto di vista, così come gli emendamenti che noi abbiamo presentato sono piuttosto chiari e delineano, invece, un percorso completamente diverso, devono essere presi in considerazione e quindi aspettiamo e attendiamo con ansia una risposta da parte della Giunta per capire quali sono le linee e quali sono gli indirizzi che vuole portare avanti.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, colleghe e colleghi, signori della Giunta, abbiamo parlato nel dibattito precedente quasi di una sporogenesi delle vecchie province e se c'è un articolo nel quale le spore di quel che resta di un vecchio assetto attecchiscono questo è l'articolo 5, che dovrebbe essere la cornice entro la quale si dovrebbe consumare questo nuovo riordino.
Il collega Cossa prima ha osservato che giustamente pare che l'iniziativa riconosciuta sia alle città medie, e cioè che solo queste possano avviare, di concerto con i comuni interessati, il processo di costituzione delle reti. Non si comprende dalla stesura, e magari mi si potrà aiutare a comprenderlo meglio, invece, nel corso del dibattito, se per quanto riguarda tutti gli altri comuni della Sardegna che non siano città medie questi debbano esclusivamente adeguarsi alle decisioni che assumerà la Giunta in ordine alla loro collocazione rispetto alle unioni di comuni.
Peraltro da questo punto di vista mi sia consentita anche un'osservazione di natura tecnica, e cioè io riterrei che sia più opportuno conservare in capo al Consiglio regionale l'approvazione finale di un nuovo assetto dell'intera architettura istituzionale della Regione, e cioè per quanto la possibilità della Giunta regionale di operare con maggiore celerità rispetto alla definizione degli ambiti strategici o meno che sia, non possa limitarsi a una semplice acquisizione di parere, anche perché di fatto, così come è nella tradizione degli enti locali, nella loro istituzione, fusione, soppressione si è sempre riconosciuto al Consiglio regionale una competenza indiscussa, in questo caso si sta spostando il baricentro verso la Giunta regionale.
Noi abbiamo cercato con l'emendamento 2312 di ridisegnare il testo dell'articolo 5 con un deciso riequilibrio in favore del Consiglio regionale e dei comuni stessi del baricentro organizzativo e anche del potere di proposta, e cioè ci siamo posti, fin dalla riscrittura del comma 1, anche un altro tema che nell'articolo 5 proposto dai colleghi di Deriu e Agus non trova spazio, e cioè che il tema che l'intero riordino territoriale garantisca comunque un equo e armonico sviluppo socioeconomico di tutte le zone, anche attraverso misure straordinarie perequative. Perché questo? Perché di fatto, con l'iniziativa in capo alle città medie si certificherebbe la nascita delle reti urbane in un arcipelago, perché la Sardegna avrebbe polarizzato attorno ai principali centri una rete, tra queste reti probabilmente verrebbe progressivamente a mancare il tessuto connettivo perché tutte le realtà più piccole sono destinate a scomparire.
Allora, il tema di un riequilibrio che sia contenuto nel disposto normativo diventa uno dei temi importanti, a mi avviso, che il Consiglio regionale deve discutere, cioè l'interesse della città capitale o capoluogo, come qualcuno ancora la definisce, l'interesse delle città medie, deve essere quello di avere un territorio alle spalle che continui a vivere, ma questo ragionamento involve chiaramente temi di più ampia portata che purtroppo sono stati sottratti al dibattito di questo Consiglio, perché nonostante qualcuno abbia cercato di proporli a più riprese in quest'Aula non hanno trovato un'interlocuzione. Io credo che si rischi, con tutto questo assetto di unioni, reti, città medie, di tornare ad un assetto feudale della Regione e cioè a tanti piccoli micro sistemi che di fatto rischiano di non avere un filo conduttore unico anzi, rischiano di essere perennemente in conflitto per l'acquisizione delle poche risorse residue, senza che nessuno in verità persegua quello che è un obiettivo dichiarato anche da voi e cioè l'efficientamento della gestione delle funzioni degli enti locali. Probabilmente una tensione più ampia verso una ricerca di una soluzione più equilibrata da parte di tutti nel dialogo ci avrebbe aiutato ad adottare in questo momento esclusivamente una norma ponte che ci avrebbe portato ad un riassetto complessivo che deve partire da una nuova idea di Regione che dal nostro punto di vista non può essere una nuova Roma, cioè questa Regione non può assumere nei confronti degli enti locali quella tanto odiosa competenza statale che ha imposto nel tempo assetti non graditi alle autonomie locali. Pensiamo che invece dal basso dovrebbero nascere le ipotesi, ed ecco perché anche nella nostra proposta di emendamento diamo agli enti locali, in particolare al Consiglio delle autonomie locali, anche un potere di iniziativa e di proposta che poi trova nell'Aula consiliare la sintesi in un progetto che vorrebbe essere maggiormente organico.
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Presidente, ormai siamo arrivati all'articolo 5 di questa legge, però io chiedo agli Uffici se è possibile al posto di mettere articoli nella legge di mettere emendamenti perché stiamo andando a esaminare gli emendamenti, non gli articoli. Stiamo esaminando l'emendamento numero 1950, quindi io mi auguro che sul BURAS poi figuri una legge dove ci siano indicati di emendamenti e cioè l'emendamento 1950, per esempio, che sostituisce l'articolo 5. Ritengo che sia una cosa molto importante, importante per far capire alla Sardegna che c'è una confusione tale che tutti i giorni il legislatore sta cambiando versione di quello che vuole fare. Purtroppo questi emendamenti sono a firma dell'onorevole Deriu e onorevole Agus che sono nientepopodimeno che il Presidente della Commissione e il Vicepresidente del partito di maggioranza relativa. Io ritengo che questo sia un fatto politico molto importante: o si è sfiduciato l'Assessore o si è sfiduciata la Giunta oppure c'è qualcosa che io ancora dopo due anni che siedo in questi banchi non riesco a capire. Una confusione tale che si vede anche nella tempistica, poi quando andremo... sono domande che mi sto ponendo, cose che sinceramente mi fanno un attimino riflettere su cosa vuol dire mettere su una legge con tanta confusione. Quando andremo avanti poi vedremo che in alcuni articoli sono previste delle elezioni addirittura prima che si sappia chi deve votare. Questo penso intorno all'articolo 34 della legge, non degli emendamenti che stiamo presentando, queste sono tutte cose che oggi l'opinione pubblica ci sta chiedendo. Per esempio non si sa ancora davvero chi deve votare, chi non deve votare, però già sappiamo che si deve votare entro una certa data. Questo l'ha già detto prima il consigliere Cherchi.
Io poi non capisco quando si va a parlare di approvazione del piano di riordino territoriale e di riordino degli ambiti. Chi a me impedisce di andare in un ambito rispetto a un altro? Nessuno. Per cose storiche? Giudicato di Arborea (io mi auguro che qualcuno sappia cos'è il Giudicato di Arborea) quindi all'unione dei comuni dell'area metropolitana - ormai c'è una confusione tale che non si capisce più niente - di Oristano possono aderire in continuità tutti i comuni della provincia di Oristano, perché alla lettera f): "la facoltà di cui alla lettera e) nei medesimi termini e con le medesime modalità esercitabile anche dai comuni non confinanti con l'ambito territoriale prescelto, purché essi risultino con questi confinanti in seguito alle scelte deliberate da altri comuni ai sensi della lettera e)". Quindi con questo vuol dire che tutti quanti possono aderire a quest'area, non mi ricordo neanche più come si chiama quella che ha interessato il comune di Oristano. Io ritengo che siano davvero cose molto gravi e non si capisca veramente dove si vuole andare. Un po' di confusione c'è, un po' molta di confusione c'è.
Ritengo che sia indispensabile veramente che il Consiglio regionale deliberi un qualcosa, legiferi un qualcosa che dia delle risposte alla Sardegna, delle risposte serie, delle risposte che non possono sicuramente accontentare il sindaco di turno, l'ho già detto l'altro giorno, non possono sicuramente accontentare il segretario di partito di turno. Quando parliamo di unioni di comuni abbiamo visto che vengono fatte salve alcune comunità montane che sono al di sotto di 10 mila abitanti solo ed esclusivamente perché in qualche unione di comuni è presente qualche segretario di partito che non ha 10 mila abitanti. Io ritengo che questa sia una presa in giro per il popolo sardo e con questo invito davvero tutti quanti a legiferare per il bene di tutti i sardi. Queste sono denunce che faccio e continuerò a fare qua dentro, articolo per articolo o meglio emendamento per emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.
LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei riallacciare per un attimo il mio ragionamento a quello che in apertura di discussione su questo articolo ha fatto il collega Locci e cioè riferire il ragionamento a questa intenzione maldestra di inserire qui una norma che riguarda la politica sanitaria della nostra isola. Quando s'inserisce nell'articolo 5 e negli emendamenti ad esso presentati, a firma della maggioranza, il riferimento ai distretti sanitari, di fatto ancora una volta si vuole incidere politicamente e non tecnicamente, badate bene, su quella che è l'organizzazione dei servizi sanitari in Sardegna. Noi siamo contrari e abbiamo anche chiesto l'eliminazione di questo periodo, perché riteniamo che quando si deve parlare di sanità lo si debba fare in una maniera compiuta, in una maniera organica, in una maniera sostanziale e non per messaggi cifrati così come parrebbe essere con questa enunciazione che voi date nell'articolo 5: "I distretti sanitari di cui alla legge regionale numero 10 del 2006 sono definiti in coerenza con uno o più ambiti territoriali ottimali". Questa è la prima volontà di far venir meno le ASL sul territorio, per perseguire questa idea di ASL unica. La ASL unica in qualche parte del territorio nazionale è stata sperimentata, in Molise, ma chi l'ha sperimentata oggi dice che quella scelta è una scelta sbagliata che non raggiunge gli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria. La spesa sanitaria in Sardegna aumenta…
Chiedo gentilmente, Presidente, c'è questo brusio, stamattina ho rinunciato, adesso non rinuncio però chiedo silenzio, gentilmente!
Dicevo che il contenimento della spesa sanitaria oggi può passare da due linee direttrici, la prima è un unico ufficio tra virgolette che si occupa della selezione e del reclutamento del personale, e non ogni ASL che va per conto suo, anche la ASL N.6 di Sanluri nel mese di dicembre ha bandito una serie di selezioni per conto proprio. La spesa farmaceutica rappresenta una delle voci importanti di aumento della spesa sanitaria, e inoltre le varie consulenze. Questa è la verità, non arrampicarci sugli specchi e dire la ASL unica rappresenta la soluzione, poi trovarci nella riforma degli enti locali un passaggio che invece ridisegni i distretti sanitari. Ancora una volta se da una parte dite che questa vuole essere solo una legge ordina mentale, dall'altra però inserite forse con astuzia, non credo furbizia, riferimenti a quelli che possono rappresentare i centri di sottogoverno della politica del territorio. Ecco noi per questo motivo, anche con gli emendamenti soppressivi, chiediamo che questo articolo 5 venga completamente rivisto, venga completamente modificato, soprattutto nella parte in cui far riferimento ai distretti sanitari. Si parli di sanità nella discussione di leggi su sanità, non si parli di sanità nella discussione di leggi che riguardano l'ordinamento degli enti locali in Sardegna. Grazie.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io inizierò questo breve intervento leggendo un tratto di un bel intervento fatto dall'onorevole Pietro Soddu in un convegno tenuto a Nuoro il 13 novembre del 2015, a proposito della legge sugli enti locali, e lui inizia dicendo:
"Stiamo vivendo un momento della politica sarda che vede il tema del governo del territorio e della sua organizzazione al primo punto dell'ordine del giorno. Quando la professoressa Cabiddu mi ha invitato a quest'incontro, io secondo l'uso consolidato dei sardi, per prima cosa le ho chiesto: 'Ma lei di dov'è?'. E lei mi rispose: 'Sono di Urzulei, sto a Milano, ma sono di Urzulei'.
Il territorio per noi più importante e più familiare era quello del paese, circondato da monti e da colline. I paesi vicini, erano caratterizzati da valori che ognuno di noi considerava diversi per ogni comunità.
Così quando uno chiede di dove sei in genere lo fa perché il territorio consente di dare una connotazione identitaria a ciascuno. Se è di Bultei, come l'avvocato Soro che è qui davanti a me, o di Orune, o di Nuoro, o di Orgosolo, non è come me ma è diverso, non siamo la stessa cosa io e Lorenzo Soro, anche se abitiamo a due passi di distanza. Né quelli di Bultei né quelli di Benetutti attribuiscono ai loro vicini lo stesso carattere, la stessa cultura, lo stesso giudizio gli stessi comportamenti nell'affrontare le condizioni che si verificano nella vita. Molte cose sono cambiate da molti anni a questa parte, a cominciare da ciò che utilizziamo per parlare di territorio. Ad esempio la cultura, il patrimonio archeologico, i nuraghi, le domus de janas, il labirinto del mio paese, e tutto quello che costituisce il nostro antico patrimonio culturale, compreso quello che nel nostro Medioevo, i retabli, le chiese e le basiliche romaniche, tutto quello che è dentro il nostro territorio, per molti anni non fu neanche considerato importante dalla popolazione residente per la loro identità. Altrettanto se non di più si può dire del valore paesistico eccetera.
E quando noi parliamo di come governare il territorio, della governance, di chi deve parteciparvi, di cosa conservare, di cosa valorizzare, di come mettere insieme le relazioni, dobbiamo tener conto di questo grande cambiamento, dei valori in campo rispetto al passato.
È cambiata l'economia, la cultura, la politica, è cambiato il concetto del territorio, è cambiato l'insieme dei valori e dei beni che lo compongono. Noi oggi rispetto al territorio diamo valore a beni, fatti e azioni che prima erano trascurate o addirittura non esistevano. Anche il problema che oggi discutiamo, di come e di cosa fare per essere dentro il gioco della governance del territorio senza essere emarginati, è un fatto recente, sia sul piano politico, sia su quello tecnico.".
Conclude tutto il suo intervento molto più lungo ed articolato con questa frase: "La speranza è per dirla con il Manzoni: 'che il buon senso non sia scomparso ma se ne stia nascosto per paura del senso comune'".
Ora, leggendo l'articolo 5 che voi ci proponete come piano di riordino territoriale, e a cercare il buon senso, credo che uno faccia una ricerca vana, come scavare in mare e cercare di svuotarlo con un cucchiaio, o comunque di andare a fare una cosa impossibile. Però con l'articolo 5 finalmente si entra nel vivo, iniziate a fare sul serio perché si va oltre i principi e si afferma che cosa si deve fare. Ovviamente come ci avete abituato in questa discussione non mancano le sorprese, e rispetto al testo del 9 dicembre che individua la Giunta regionale, l'assessore competente in materia di enti locali e la Commissione del Consiglio competente per materia quali soggetti che dovrebbero entro trenta giorni adottare la proposta di riordino territoriale, diciamo che oggi la novità è che i primi ad esprimersi saranno le città medie. Questa è l'unica novità, perché comunque i tempi che voi avete previsto sono quelli del tempo di Renzi, molto brevi, e possibilmente insufficienti a far proferire parola a chi non è d'accordo o a chi chiede modifica. L'unica concessione a questi tempi sono i trenta giorni che voi concedete alle città medie, o ai Comuni interessati che in questo periodo di trenta giorni devono decidere di costituire la rete urbana. L'altro aspetto che l'articolo 5 nel Piano di riordino, che voi chiamate pomposamente Piano di riordino, affronta sono appunto, come è stato detto da qualcuno che mi ha preceduto, sono i distretti sanitari. Nel testo del 9 dicembre i distretti sanitari erano semplicemente definiti in coerenza con uno o più ambiti territoriali ottimali. Quindi si stabilivano gli ambiti territoriali ottimali e di conseguenza i distretti sanitari. Oggi invece è il contrario, dite sempre che sono definiti in coerenza con uno o più ambiti territoriali primari "e" congiunzione delle aziende sanitarie locali della Sardegna, o non vi siete ricordati che la vasellina per far digerire l'addizionale Irpef aumentata, e l'Irpef aumentata è l'unica regionale oppure c'è qualcosa che non torna, c'è quel buon senso che si è perduto che c'è di nuovo qualcosa di diverso da quello che state dicendo e che traspare da quello che scrivete, sicuramente non un bene per la Sardegna e che non fa prevedere nulla di buono né in termini sanitari né…
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Il piano di riordino territoriale manifesta alcune discrasie che hanno poco a che fare con quanto si dichiara da parte della maggioranza. La prima, ma mi pare che l'abbiano sollevato anche altri colleghi, è nel fatto che si consegni alla Giunta, in particolare in questo caso all'Assessore agli enti locali, la decisione, tra l'altro dirimente per alcuni aspetti, ove va allocato un comune piuttosto che un altro in una situazione data che ancora, passatemi l'opposizione dei termini, tra una cosa specificata ma non specificata, detta ma non detta, e anche fatto a richiesta di alcuni consiglieri mai precisato di cosa effettivamente si intenda per ambiti territoriali ottimali e ambiti territoriali strategici. Ad intuizione io penso che essi raffigurino la vecchia provincia nell'organizzazione strategica e il piano territoriale ottimale, quello che era ex zona omogenea, anche perché non vi siete azzardati a entrare nel merito di quello che è l'attuale tipologia di unione dei comuni, se essa è confacente a quelle che sono le esigenze dell'optimum che voi andate a cercare, ovvero non sono adeguate a quelle che sono le esigenze. Ancora di più non si capisce quale sia l'autonomia dei comuni nella scelta di poter estrinsecare quelle che sono le potenzialità, possibilità, anche favore di essere insieme ad altri comuni, cosa vuol dire? Che si sta portando la volontà del libero arbitrio di un consesso come quello del comune che è la prima cellula della società il che vuol significare che io sto obbligando cittadini che come prima rappresentanza hanno un Consiglio comunale, una municipalità e li sto destinando, nel senso non oggi noi, perché ci stiamo lavando le mani su questo aspetto ma lo deleghiamo ad una Giunta, ad un assessore. Ora io mi chiedo qual è la capacità di intervento politico, amministrativo, non parlo dell'atto in sé da parte di questo Consiglio regionale ma colpevolmente da parte di questa maggioranza che non è riuscita a determinare entrando nello specifico quali siano gli ambiti effettivi che danno importanza a determinati ruoli, ma non sfugge neanche il fatto che come nell'articolo 2 si è tradotta l'incapacità da parte della maggioranza di trovare argomentazioni, si è andati a ricercare, forse in un dizionario astruso, qualcuno mi pare l'onorevole Pittalis è andato ad inserirsi in Wikipedia per vedere se rispondesse qualche rete urbana a qualcosa, rispondeva alla rete Sip o ex Sip, alla rete Enel, alla rete del gas e qualcosa di simile, ora io capisco che la fantasia al Governo della regione possa dare immagine, non so quale immagine poi in definitiva, non certamente buona davanti ai cittadini. Ma questa è la logica che io pedissequamente seguo su quello che c'è scritto in questo articolo 5. Io mi chiedo se non c'è logica, anzi ci sono contradictio in terminis su ogni punto se voi andate ad osservare, il tempo mi mancava qualcuno stava ricordando la sanità, sarebbe stato veramente cosa più intelligente, sapendo che c'è in corso una proposta di Sistema sanitario diverso e alternativo, sospendere perlomeno cancellatelo, fate grazia e opera, perché così lasciate che ci sia la possibilità anche che il Sistema sanitario possa essere più delineato con quell'attenzione dovuta all'efficienza e l'efficacia che probabilmente non è comprensiva di questo sistema ottimale che noi oggi andiamo a costruire in termini indeterminati lasciando uno spazio all'Esecutivo che non può essere lasciato e, in seconda istanza poi è la stessa Giunta…
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, se il Regolamento lo consente cedo il mio tempo all'onorevole Dedoni perché, sul serio lo dico stavi sviluppando un concetto di interesse. Ho visto che qualche collega prende appunti quando noi parliamo, soprattutto non quando parlo io, quando parlano anche altri colleghi, probabilmente vi state preoccupando che su questa legge ci dovete sicuramente tornare perché questa legge verrà anche approvata ma su questa legge io sono certo che ci dovete tornare perché il pasticcio che si sta, articolo dopo articolo, ponendo in essere necessità davvero di una rivisitazione dell'intero corpus normativo che state ponendo in essere perché diventa di difficile lettura ma per gli stessi addetti ai lavori, è un crescendo di definizioni, di norme di principio, ora passiamo alle procedure di approvazione del piano di riordino territoriale e della costituzione degli ambiti territoriali strategici. Intanto abbiamo messo in evidenza chi mi ha preceduto che c'è un venir meno alle prerogative e alle funzioni proprie del Consiglio regionale, non si è mai visto, soprattutto non si è mai visto in tema di autonomie locali, forse non interessa l'onorevole Disini però è un sindaco che partecipa alle battaglie, alle proteste, a Cagliari come nel sassarese e oggi non si indigna l'onorevole Desini e con lui i sindaci che sono presenti in quest'aula quando vengono messi in capo alla Giunta i poteri di decidere, di definire, di fare tutto ciò che è necessario fare fottendosene, scusate l'espressione, di quello che hanno in testa i sindaci e le amministrazioni, ma non è possibile questo! Voi vi state prestando ad una operazione che è davvero antidemocratica, state spogliando il Consiglio regionale delle proprie prerogative, in materia di enti locali non si è mai visto che sia la Giunta regionale a decidere, a definire qualcosa, si fa con un procedimento legislativo, qui stiamo invece dando una delega alla Giunta regionale ma vi rendete conto? È qualcosa che non si è mai visto nella storia autonomistica della Sardegna. E tutto questo passa nel silenzio, in questa sorta di lassismo, in questa sorta di incomprensibile sistema che non riusciamo a comprendere. Avete necessità di portare a casa risultato, stiamo cercando anche di limitare gli interventi, però vi stiamo ponendo questioni che sono di sostanza. Non sono questioni che l'opposizione agita per fare opposizione, è vero o non è vero che su un aspetto di questa natura la parola deve rimanere in capo al Consiglio regionale? Allora su questo aspetto almeno riflettete, ragionate, perché si danno gli indirizzi, la Giunta attua l'indirizzo del Consiglio regionale. Quello che manca, soprattutto, è il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali questo è l'altro vulnus. Cioè voi state creando un sistema per cui se c'è l'iniziativa della città media, allora si può mettere in moto un procedimento, se non c'è l'iniziativa gli altri comuni sono comuni di serie B, sono comuni che non hanno assolutamente neanche la possibilità di poter avviare il procedimento. Allora ecco perché noi vi invitiamo a fermarvi ancora, perché siete ancora in tempo. Ma il cuore, il fulcro sta proprio qui in questi articoli che stiamo discutendo in questi giorni. Siete ancora in tempo per fermarvi, per rivalutare invece quello che molti consiglieri dell'opposizione vi stanno sottoponendo con senso di responsabilità, perché davvero con questi articoli e questi emendamenti che introducete, come maggioranza di centro sinistra, state addirittura mortificando il ruolo stesso di quest'Aula e mortificando il ruolo e la funzione delle autonomie locali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7 uguale ai numeri 134, 1059 e 1475.
Dichiaro il mio voto favorevole e prende atto che i consiglieri Cossa, Tedde e Truzzu hanno votato a favore e che il consigliere Ruggeri ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2379.
Prendo atto che i consiglieri Pinna Giuseppino e Tatti hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2312.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2393.
Prende atto che il consigliere Desini ha votato contro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2380.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Passiamo all'emendamento numero 2381.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2381.
Prendo atto che il consigliere Desini ha votato contro.
Passiamo all'emendamento numero 2322.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2322.
Passiamo all'emendamento numero 2383.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2383.
Prendo atto che il consigliere Truzzu ha votato a favore e che il consigliere Lotto ha votato contro.
Passiamo all'emendamento numero 2384.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2384.
Passiamo all'emendamento numero 2324.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2324.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Passiamo all'emendamento numero 2385.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2385.
Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Passiamo all'emendamento numero 2327, uguale al numero 2386.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2327 uguale al numero 2386.
Prendo atto che i consiglieri Dedoni, Demontis e Zedda Alessandra hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Demontis - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Passiamo all'emendamento numero 2387.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2387.
Passiamo all'emendamento numero 2388.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2388.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Si è astenuto il consigliere Tatti.
Passiamo all'emendamento numero 2389.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2389.
Passiamo all'emendamento numero 2390.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2390.
Passiamo all'emendamento numero 2391.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2391.
Prendo atto che il consigliere Truzzu ha votato a favore.
Passiamo all'emendamento numero 2323 uguale al numero 2487.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2323 uguale al numero 2487.
Metto in votazione l'emendamento numero 2325.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2325.
Metto in votazione l'emendamento numero 2488.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2488.
Metto in votazione l'emendamento numero 2326.
PITTALIS PIETRO (FI). Almeno diamo modo ai consiglieri di riposare il medio, il pollice, non so. Al di là delle battute, questo emendamento merita un'attenzione, merita cioè l'attenzione dovuta perché restituisce al Consiglio l'approvazione del piano di riordino, cioè la competenza a deliberare sul piano di riordino. Quindi, la Giunta propone, sulla base della sintesi, che opererà anche con le interlocuzioni nel territorio, e si restituisce la competenza al Consiglio regionale. Badate, questa è una questione che non è né di maggioranza né di opposizione, è una questione di buon senso e di restituire agli organi di amministrazione i poteri propri che sono dell'amministrazione, che è quello di dare attuazione agli indirizzi che promuove il Consiglio regionale attraverso le leggi. Quindi, è una questione che noi vi sottoponiamo, ma vuol dire che siamo in tempi davvero nuovi, moderni, dove probabilmente forse dovremmo iniziare a mettere in discussione la permanenza stessa e il ruolo del Consiglio regionale, da 80 abbiamo ridotto il numero a 60, ma mi pare che, se andiamo in questa direzione, sia il caso veramente, com'è stato fatto per le province, di sopprimere anche il Consiglio regionale, perché a questo punto basta la Giunta regionale. Questo è il messaggio e il segnale che noi stiamo dando approvando questo articolato così come lo avete proposto. L'emendamento corregge e riporta a quella che è la normale dialettica e ruolo tra Giunta e Consiglio regionale.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ha già detto bene il collega Pittalis, la logica è quella di attribuire al Consiglio il suo ruolo, ci avete chiesto nei giorni scorsi di fornire un contributo, di non rinchiuderci in noi stessi. Se anche su cose che sono ovvie come questa non volete accettare l'invito, io non capisco poi che cosa ci stiamo a fare qua. Quindi, io credo che sia proprio una cosa sulla quale non c'è nemmeno da discutere, penso che non si svilisce sicuramente il ruolo della Giunta, non si modifica assolutamente nessuna delle prerogative della Giunta, ma si fa una cosa che si è sempre fatta, sono quelle materie sulle quali la voce primaria e forte deve essere del Consiglio, e l'ultima parola deve spettare al Consiglio regionale, rinunciarvi significa in qualche modo che ognuno di noi sta rinunciando a un pezzo della sua dignità e a un pezzo del suo ruolo di consigliere regionale.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non continuo molto su quello che è il ragionamento che avevo prima, ma vorrei far capire, soprattutto all'attuale maggioranza, che in Sardegna sino adesso si è manifestato un fatto, cinque anni il centrodestra, cinque anni il centrosinistra. Quando si fanno le riforme, quando si fanno nuove istituzioni ancor di più, bisogna avere la convenienza e il criterio base di essere oggettivi, di ascoltare tutte le parti, perché una sola parte può sbagliare, e quando gira la ruota ci si può trovare nella condizione in cui qualcuno pensava di doverci stare molto tempo all'interno di quest'aula, ma poi i casi della vita, le circostanze elettorali, i cambiamenti della politica possono portarlo al di fuori al più presto. Allora io mi chiedo, perché voler forzare la mano, perché voler attribuire forzosamente alla Giunta regionale alcuni termini che non le sono propri nella dialettica politica ordinaria, perché svilire il ruolo del Consiglio, perché sentirvi mortificati? Io credo che la politica, se ha così basso consenso tra i cittadini, è perché non trova più una dritta, vera, sostanziale, di quelli che sono i comportamenti non solo civili, morali ed etici, anche perché non si riconoscono più le istituzioni che vengono messe in condizioni di non agire perché ciascuno di noi vuole mettere una bandierina pensando di poter essere il dominus della circostanza in tutte le occasioni. Sbaglia, e sbagliate fortemente anche voi in questa circostanza, non solo a sentire quello che vi manifesta l'opposizione, ma a capire qual è il ruolo del cittadino eletto ad essere amministratore, e ancor di più con una carica importante come quella di fare le leggi, o si ha coscienza di questi fattori, altrimenti andiamocene a casa. Io probabilmente non ci sarò più in questo consesso, ma mi dispiace per chi verrà, perché sarà ulteriormente mortificato da quelle che sono le condizioni date da chi non è capace a fare leggi e a dare prospettive al popolo.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Io credo che la proposta meriti attenzione e non soltanto c'è ragionevolezza nei ragionamenti che sono stati fatti, ma possono essere in qualche modo anche condivisi. Può non accogliere, ma io ritengo che questo possa essere un elemento sul quale ci si può anche trovare d'accordo, non per riappropriarsi di un ruolo, ma per riaffermarlo.
COCCO PIETRO (PD). Un minuto. Soltanto per dire che il Consiglio non perde nessun ruolo, perché in questi provvedimenti il Consiglio non deve avere ruolo. Qual è il piano di riordino di cui si occupa il Consiglio? Il Piano di riordino è un piano di riordino di cui si deve occupare l'Esecutivo regionale, la Giunta regionale, insieme ai comuni. Immaginate voi il Consiglio regionale che deve trattare con i comuni il piano di riordino. Ma dove esiste? È una cosa fuori dal mondo. Vedete le altre regioni. Siccome Dedoni è sempre fuori pezzo, perché non si capisce mai su che cosa sta intervenendo…
(Interruzioni del consigliere Dedoni)
COCCO PIETRO (PD). Io non ti ho mai interrotto, e ti ascolto sempre anche volentieri. Noi non stiamo intervenendo per scelta, perché vogliamo approvare il provvedimento, e ne abbiamo discusso ampiamente in tutta la Sardegna, in tutti i territori, in tutti i comuni, con tutti coloro che hanno un ruolo per poter dare una mano a fare un testo di legge che sia capace di raccogliere l'eredità delle province che dobbiamo sopprimere; noi le sopprimiamo, noi facciamo le riforme, noi lo vogliamo fare concretamente. Però in questo caso specifico consiglieri, permettetemi di dire che i Piani di riordino sono competenza degli Esecutivi regionali, non sono competenza del Consiglio, se si deve trattare con i comuni lo fa l'Esecutivo, lo fa l'Assessore, lo fa chi ha ruolo nello svolgere il ruolo proprio esecutivo, non il Consiglio regionale, per cui può essere ingannevole per chi vede e dice: "Il Consiglio viene svuotato del suo ruolo"; assolutamente no! Magari il Consiglio viene svuotato del suo ruolo su altre questioni, ma non certamente per questo emendamento che deve essere assolutamente respinto, perché non è accettabile che sia il Consiglio a occuparsi di questo tema, proprio nel merito, è l'Esecutivo regionale, per forza, così come accade nelle altre regioni, giustamente.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Io sono del parere invece che il Piano di riordino non è una cosettina da niente, il Piano di riordino è l'impalcatura sulla quale poi si fonda tutto il resto dell'efficacia di questa norma, perché se il Piano di riordino viene fatto male, chiaramente la norma non verrà applicata, se il Piano di riordino non è come deve essere praticamente questa norma viene disapplicata e non raggiunge i suoi obiettivi. Il Consiglio regionale, in ultima lettura e in ultima fase dell'approvazione del Piano di riordino, credo invece che abbia titolo a intervenire, perché stiamo parlando della fase finale, tutta la fase di dialogo, di confronto, alla quale possiamo partecipare attraverso le Commissioni, da singoli consiglieri e quant'altro, la Giunta che fa il proprio lavoro qui, quindi incontra comuni, incontra sindaci, incontra gli amministratori … dei territori, credo che alla fine il lavoro di sintesi che la Giunta può fare tra il Consiglio regionale e i sardi, credo che alla fine debba raggiungere la sua chiusura definitiva all'interno del massimo Consesso dove vengono rappresentati tutti i sardi, che è il Consiglio regionale, quindi non è né svuotare la Giunta di quelle che sono le sue competenze esecutive rispetto agli indirizzi del Consiglio, bensì quello di dare il sigillo della legalità, come può essere dato solo dal Consiglio regionale, rispetto a un argomento molto importante come quello del quale stiamo parlando, e il riordino con l'individuazione degli ambiti strategici che hanno influenza anche nella sanità, credo sia competenza primaria di questo Consiglio regionale.
CHERCHI OSCAR (FI). Io, dopo gli interventi dei consiglieri, credo che probabilmente da entrambe le parti ci possa essere un po' di ragione, quindi probabilmente stiamo nel mezzo, perché è vero che è la Giunta regionale che deve attuare, su questo non si discute, quindi il Consiglio regionale deve dare necessariamente mandato attraverso un provvedimento di legge, però l'aspetto importante è capire, però, qual'é l'indirizzo vero, qual è la linea che la Giunta regionale deve mantenere, quindi sta nel mezzo per il fatto proprio che bisognerebbe almeno inserire una sorta di atto di indirizzo da parte del Consiglio regionale per quelle che deve seguire, cioè i paletti, cosiddetti in forma volgare, che bisogna comunque dare perché la Giunta poi li rispetti e stia dentro quel recinto. È questo che noi stiamo chiedendo, ed è per questa ragione che anche nel mio intervento precedente in discussione generale sottolineavo proprio quest'aspetto, cioè l'aspetto proprio dell'indirizzo in senso generale, e poi l'aspetto della tempistica, che è la seconda parte del ragionamento. E quindi è per questa ragione che questi emendamenti hanno sicuramente motivo di esistere e motivo di essere approvati, ed è per questo che io voterò a favore di questo emendamento.
LOCCI IGNAZIO (FI). Il fatto che il collega Cocco non abbia memoria e conoscenza dei Piani che vengono approvati dal Consiglio mi sorprende. Io vorrei ricordare a lui la legge sui beni culturali, che prevede l'approvazione del relativo Piano come competenza al Consiglio, ed è proprio una di quelle cose che andrebbe fatta. La rete ospedaliera è un altro di quei Piani che deve essere approvato dal Consiglio, o comunque dalla sua emanazione dalla Commissione consiliare, quindi mi pare quanto meno singolare che un importante esponente come lui non conosca e non riconosca soprattutto il ruolo al Consiglio regionale in questa materia di organizzazione e pianificazione. Non avete nemmeno fatto lo sforzo di prevedere la possibilità del passaggio per i pareri alle Commissioni competenti, e questo veramente sarebbe dovuto essere forse cura del Presidente della Commissione autonomia, che forse se ci fosse un coinvolgimento dell'organo consiliare, io credo che non crolli il mondo, ma soprattutto servirebbe a restituire ruolo a quest'Aula che, invece, attraverso ormai un cortocircuito istituzionale che avete innescato con questa nuova stagione, non riesce più nemmeno a comunicare e a trasmettere tra il palazzo dell'Esecutivo e il rapporto con quest'Organo. Quindi credo che se noi con questa proposta abbiamo voluto cercare di richiamarvi anche a queste elementari responsabilità, penso che non ci sia nulla di strano, lo strano è, semmai, voi che vi richiamate alle grandi tradizioni democratiche e soprattutto parlamentari, invece passate sopra sempre con la ruspa di Salvini e con la trivella di Renzi, e vi dimenticate, come al solito, dell'importanza del Consiglio regionale.
LOTTO LUIGI (PD). Io credo che non sia funzionale alla valorizzazione del ruolo del Consiglio inventarne uno diverso da quello che realmente ha, e c'è un passaggio nell'intero impianto dell'emendamento, al punto 3 lettera c), dove si dice chiaramente che il Piano viene inviato alla competente Commissione, come tutte le materie che vengono delegate dal Consiglio alla Giunta, e che poi il Consiglio comunque deve essere informato e deve anche fare delle osservazioni per verificare se il percorso seguito recepiva veramente quello che la legge approvata dal Consiglio dava. Per cui non mi sembra che in nessun caso, quando noi abbiamo fatto altre leggi, dove abbiamo parlato di direttive di attuazione, dove abbiamo parlato di linee guida, dove abbiamo sempre detto che la Giunta le predispone e poi le sottopone all'attenzione della Commissione competente, non abbiamo mai gridato alla mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio. Credo che questo sia lo stesso tema, e, secondo me, se facessimo diversamente, noi metteremmo in discussione uno dei pilastri di questa riforma, cioè a dire quel punto in cui diciamo che sono le autonomie locali a decidere, organizzandosi e confrontandosi, a quale unione comunale partecipare, se essere o non essere all'interno della città metropolitana e eccetera eccetera. Se noi questo lo mettiamo in discussione con un successivo passaggio di legge in Consiglio, noi stiamo dicendo oggi una cosa sbagliata.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). In verità per un ragionamento di carattere più generale, e cioè credo che questa formulazione proponga una questione di fondo anche di assetto e di bilanciamento di interessi e di valori rispetto alla tecnica legislativa che adottiamo, e non tanto perché il Consiglio venga o meno spogliato di competenze per le quali teniamo a rimarcare il nostro perimetro assolutamente, però francamente, nel momento in cui si deve decidere dell'ambito territoriale delle unioni, chi decide se Teulada starà con Domus de Maria o con Sant'Anna Arresi? Nell'attuale assetto l'ambito territoriale viene deciso dalla Giunta regionale, quindi non è vero che chi decide è l'ente locale. L'ente locale può - è riconosciuta una potestà in questo senso - chiedere, all'esito della pubblicazione del piano di riordino, di essere assegnato a un altro ambito territoriale, ma chi decide - ed è l'ultimo comma dell'articolo che chiude il cerchio - è sempre la Giunta regionale. Ora mi interroga questo fatto con una questione di fondo, e cioè in una forma di governo come l'attuale, dove la Giunta regionale non è legata da alcun rapporto di fiducia con il Consiglio regionale, e dunque al netto di quale Giunta ci sia in questo momento, chiunque governi, nel momento in cui la Giunta rappresenta di fatto un consesso di stretta collaborazione del solo Presidente della Regione e quindi non abbia una legittimazione popolare diretta, riteniamo noi che sia opportuno affidare alla sola Giunta regionale la decisione di questioni di fondo come queste, e cioè in quale ambito territoriale un comune debba stare al netto della volontà anche dei suoi abitanti. Un tempo c'erano i referendum per decidere se si doveva stare in una circoscrizione provinciale o meno, in questo caso non c'è neanche quello strumento. Quindi io credo che questo emendamento ci interroghi tutti su questioni di fondo, e cioè su un bilanciamento dei poteri e di legittimazione democratica ad assumere certe decisioni.
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Mi ha preceduto il consigliere Solinas. Io ritengo che quelle che ha detto il consigliere Solinas siano delle cose davvero importanti e mi sembra che ai consiglieri Truzzu e Lampis abbia ispirato la situazione attuale, la composizione della Giunta in questo momento, che sicuramente rappresenta la Sardegna solo ed esclusivamente perché scelta dal proprio Presidente, ma ritengo che il Consiglio intero, maggioranza e minoranza, rappresentino il 100 per cento della popolazione della Sardegna. Io ritengo che il compito della Giunta sia appunto quello di proporre al Consiglio di approvare questo comma di questo articolo e la Giunta poi deve attuare ciò che fa il Consiglio. Un momento storico come questo, un momento di presenza dei tecnici in Giunta, ritengo che debba far riflettere il Consiglio oggi affinché sia il popolo sardo, attraverso i propri eletti, a decidere cosa fare del proprio territorio e delle proprie istituzioni in Sardegna.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2326.
Prende atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula.
Metto in votazione l'emendamento numero 2489.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome se suonassi la Nona di Beethoven e mi mettessi io, anziché Karajan, a fare questo lavoro credo che non uscirebbe proprio bene, né so usare il trombone, quindi lascio a chi può farlo che esegua opere adeguate.
L'ha detto anche Solinas quello che vi dicevo prima e Lotto, forse non ci siamo intesi, ma guarda che qui il riportare in Commissione non vuol dire che è il Consiglio, prima cosa, è la Giunta che è la parte interessata in prima istanza perché se fossero delimitati già da parte del Consiglio quelli che sono gli ambiti territoriali poi la Giunta poteva occuparsi di chi si vuole spostare da destra a manca e viceversa. Ma questo non è e a questo tipo di proposta di legge andava allegata una cartina o più cartine per dire e significare cosa volete fare della Sardegna, dei suoi territori e della sua popolazione perché se fosse disegnato avremmo visto tutto quello che effettivamente deve patire la Sardegna, quali mortificazioni volete dare ai vari territori. Il problema è che quella è competenza del Consiglio, la delimitazione, poi il fattore esecutivo è altro, e non mi si dica che c'è scritto "ambito omogeneo e ambito strategico" perché abbiamo già detto cosa vogliono dire le vostre dichiarazioni poste in proposta di legge, che non hanno significato manco su Wikipedia.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2489.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2392.
Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
presenti 44
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2328.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2329.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1950.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Randazzo - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
contrari 17
In seguito all'approvazione dell'emendamento numero 1950 decadono gli emendamenti sino al numero 1484.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2394.
Prendo atto che i consiglieri Tatti e Truzzu hanno votato a favore e che il consigliere Zedda Paolo ha votato contro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2330.
Prendo atto che il consigliere Crisponi ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2331.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2333.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2332.
Prendo atto che il consigliere Usula ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2510.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu.
contrari 16
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1951.
Prendo atto che il consigliere Tedde ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
contrari 18
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2395.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Desini - Lampis - Locci - Manca Gavino - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Zanchetta - Zedda Paolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1952.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
favorevoli 29
Sospendiamo 2 minuti in aula il Consiglio.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 58, viene ripresa alle ore 18.)
PRESIDENTE. La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato martedì 19 gennaio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 18 e 01.
esto dell'interrogazione annunziata in apertura di seduta
INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, riguardante l'affidamento dei servizi di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna.
vista la risoluzione n. 12 della Prima Commissione permanente (Autonomia, ordinamento regionale, rapporti con lo Stato, riforma dello Stato, enti locali, organizzazione regionale degli enti e del personale, polizia locale e rurale, partecipazione popolare) e della Seconda Commissione permanente (Lavoro, cultura, formazione professionale, istruzione, beni e attività culturali, identità linguistiche, informazione), sulla situazione dei lavoratori addetti al servizio di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna e lavaggio autoveicoli;
considerato che a tutt'oggi una parte dei lavoratori, che nel precedente appalto erano inquadrati come Guardie particolari giurate (GPG), vengono impiegati come portieri/custodi con una modifica delle mansioni e del trattamento economico, che implica una sensibile riduzione dello stipendio, imputabile all'applicazione del meno vantaggioso contratto relativo ai servizi fiduciari invece di quello per i servizi di vigilanza armata,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale per sapere quali azioni siano state intraprese in relazione agli impegni della risoluzione citata in premessa. (621)

References: e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
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 articolo 5
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