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Timestamp: 2020-06-06 15:42:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17399 del 27/06/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17399 del 27/06/2019
Cassazione civile sez. VI, 27/06/2019, (ud. 20/02/2019, dep. 27/06/2019), n.17399
sul ricorso 20670-2017 proposto da:
M.V., in proprio e quel erede di R.I., +
ALTRI OMESSI, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA PARAGUAY 5,
presso lo studio dell’avvocato ANDREA RIZZELLI, rappresentati e
difesi dall’avvocato MARCELLO URSO;
avverso la sentenza n. 1148/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
31/03/2017;
partecipata del 20/02/2019 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”, per la quale era stato effettuato “un riclassamento generalizzato di tutte le unità immobiliari comprese nelle richiamate microzone, attribuendo a ciascuna di esse una classe superiore, ferma restando la categoria catastale”. In particolare la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento carente di motivazione, in quanto la motivazione va valutata necessariamente in relazione ai singoli atti di classamento e nella fattispecie si appalesa generica, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, “da risultare meramente apparente e quindi inesistente” poichè “non si dà conto in modo specifico della sussistenza dei presupposti per dar corso alla revisione generalizzata del classamento per tutti gli immobili compresi nelle microzone interessate”.
D.G.A. ed altri si costituiscono con controricorso.
il ricorso è affidato a tre motivi;
che, col terzo motivo, si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nonchè degli artt. 3 e 53 Cost., avendo la C.T.R. mancato di considerare che la norma in questione sarebbe volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni, garantendo l’equità fiscale tra i cittadini all’interno di uno stesso Comune e, dunque, avrebbe consentito una revisione generalizzata dei classamenti degli immobili di proprietà.
La sentenza impugnata è stata pubblicata il 31 marzo 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. Sez. 6-5. n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione.
Il secondo motivo, nella specie violazione e falsa applicazione dellaa L. n. 212 del 2000, art. 7, ed il terzo motivo, col quale si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e degli artt. 3 e 53 Cost., sono infondati.
Le spese vanno compensate in ragione del recente consolidarsi della giurisprudenza.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 7
 art. 1
 sentenza 
 art. 295
 sentenza 
 art. 7
 art. 1