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Timestamp: 2018-11-20 01:11:15+00:00

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TITOLO PRIMO DEI PRODUTTORI Articolo 1 Uso commerciale - PDF
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1 TITOLO PRIMO DEI PRODUTTORI Articolo 1 Uso commerciale 1. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque impiega commercialmente in maniera diretta o indiretta una denominazione protetta, intendendo per tale una denominazione di origine o una indicazione geografica così come definite nell'alt 2 del Reg. Cee 2081/92 del Consiglio del 14, luglio 1992 o il segno distintivo o il- marchio, registrati ai sensi del citato regolamento è sottoposto alle sanzioni amministrative di seguito individuate: a) per prodotti comparabili, in quanto appartenenti allo stesso tipo, non aventi diritto a tale denominazione a causa: 2. del mancato assoggettamento al controllo della struttura di controllo pubblica designata o privata autorizzata dal ministero delle Politiche agricole e forestali ai sensi dell'articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128 come sostituito dall'articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000,00 a euro ,00; 3. del mancato ottenimento della certificazione di conformità rilasciata dalla struttura di controllo di cui al presente comma, è sottoposto alla, sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500,00 a euro ,00; 4. dell' accertata violazione della disciplina di produzione è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro ,00. b) per prodotti non comparabili, in quanto non appartenenti allo stesso tipo, nella misura in cui l'uso della denominazione protetta consente di sfruttare indebitamente la reputazione della stessa, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 3.500,00; c) per prodotti composti, elaborati o trasformati che recano nell'etichettatura, nella presentazione o nella pubblicità, il riferimento a una denominazione protetta, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da' euro 2.500,00 a euro ,00. Non costituisce violazione di cui alla lettera c) il riferimento alla denominazione protetta: 1. quando gli utilizzatori del prodotto composto, elaborato o trasformato sono autorizzati dal Consorzio di tutela della denominazione protetta riconosciuto ai sensi dell'articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, come sostituito dall'articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526 e risultano inseriti in apposito registro attivato, tenuto e aggiornato dal Consorzio stesso. In mancanza del provvedimento di riconoscimento del Consorzio la predetta autorizzazione può essere concessa dal ministero delle Politiche agricole e forestali Direzione Generale per la qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore - che provvede anche alla gestione del citato registro; 2. quando il riferimento, alla denominazione protetta è riportato soltanto tra gli ingredienti del prodotto confezionato che lo contiene o in cui è elaborato o trasformato. 3. Chiunque detiene per la commercializzazione o l'immissione al consumo prodotti privi della indicazione della denominazione protetta, già certificati conformi a essa, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro 100,00 per ogni chilogrammo, litro o frazione di essi o comunque per ogni singola confezione, qualora essa sia di peso o di capacità inferiore alle misure di riferimento prima menzionate, di prodotto rinvenuto. 4. Per tutti gli illeciti previsti al comma 1 del presente articolo si applica la sanzione accessoria dell'inibizione all'uso della denominazione protetta per le quantità accertate e, tenuto conto della gravità del fatto, desunta anche dalla quantità dei prodotti oggetto delle condotte sanzionate nel presente articolo e del rischio di induzione" in errore i consumatori finali; può essere disposta la pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione a spese del soggetto cui la sanzione è applicata. Pg. 1
2 Articolo 2 Designazione e presentazione della denominazione del segno distintivo o del marchio 1. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque modifica, per la commercializzazione o l' immissione al consumo, la denominazione protetta, o il segno distintivo o il marchio così come registrati, ai sensi del regolamento Cee n. 2081/92, per, un prodotto certificato conforme, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000,00 a euro ,00. La medesima sanzione amministrativa pecuniaria si applica alle fattispecie illecite previste dall'articolo 7, comma 1 e comma 2, lettera a) della legge 13 febbraio 1990, n. 26 e dall'articolo 6, comma 1 e comma 2, lettera a), della legge 14 febbraio 1990, n Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque nella designazione e presentazione del: prodotto usurpa, imita o evoca una denominazione protetta, o il segno distintivo o il marchio, anche se l'origine vera del prodotto è indicata o se la denominazione protetta è una traduzione non consentita o è accompagnata da espressioni quali «genere», «tipo», «metodo», «alla maniera», «imitazione», o simili è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da erro 2.000,00 a euro ,00. La medesima sanzione amministrativa pecuniaria. si applica alle fattispecie illecite previste dall'articolo 7, comma 2 lettera b) della legge 13 febbraio 1990, n. 26 e dall'articolo 6, comma 2 lettera b) della legge 14 febbraio 1990, n Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque utilizza sulla confezione o sull'imballaggio, nella pubblicità, nell'informazione ai consumatori o sui documenti relativi ai prodotti considerati indicazioni false o ingannevoli relative alla provenienza, all'origine, alla natura o alle qualità essenziali dei prodotti, o utilizza le indicazioni non conformi a quanto indicato nei disciplinari di produzione della denominazione protetta e nelle relative disposizioni applicative, nonché impiega, per la confezione, recipienti che possono indurre in errore sull'origine è' sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000,00 a euro ,00. La medesima sanzione amministrativa pecuniaria si applica alle fattispecie illecite previste dagli articoli 7, comma 2 lettera c) e d), 8 e 9 comma 1. della legge 13 febbraio 1990 n. 26 e dagli articoli 6 comma 2, lettera c) e - comma 4 e 7 comma.2 della legge 14 febbraio 1990, n Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque pone in essere qualsiasi altra prassi o comportamento idoneo a indurre in errore sulla vera origine dei, prodotti, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000,00 a euro , Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque usa un marchio d'impresa che riproduce o evoca una denominazione protetta, a meno che. non ricorra il caso di cui all'articolo 14 del reg. Cee n. 201/92, ovvero detiene o usa tale segno distintivo o il marchio o altro sigillo o simbolo che ha costituito oggetto della registrazione ai sensi del regolamento Cee n. 2081/92, ovvero detiene o usa tale segno distintivo o marchio o altro sigillo o simbolo contraffatto è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000,00 a euro , Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, l''uso di espressioni da parte di qualsiasi soggetto, non autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che, nella pubblicità e nell'informazione ai consumatori, sono dirette a garantire o ad affermare lo svolgimento di attività di controllo o di vigilanza su una denominazione protetta, attività che la normativa vigente attribuisce in via esclusiva rispettivamente alla struttura di controllo di cui all'articolo 1, comma 1 lettera a) numero 1) e al Consorzio di Tutela di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c) numero 1), è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro , Per tutti gli illeciti previsti dal presente articolo si applica la sanzione accessoria dell'inibizione del comportamento sanzionato e, tenuto conto della gravità del fatto, desunta dalle quantità dei prodotti oggetto delle condotte sanzionate nel presente articolo e del rischio di induzione in errore dei consumatori finali, può essere disposta la pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione a spese del soggetto cui la sanzione è applicata. Pg. 2
3 Articolo 3 Piano Di Controllo 1. Salva l'applicazione delle nonne penali vigenti, il soggetto a carico del quale la struttura di controllo di cui all'articolo 1, comma 1 lettera a) numero 1), o una competente autorità pubblica accerti una non conformità classificata «grave» nel piano di controllo di una denominazione protetta, approvato con il corrispondente provvedimento autorizzatorio della predetta struttura, in assenza di ricorso avverso detto accertamento e a seguito di decisione definitiva di rigetto del ricorso, ove presentato, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro , Salva l'applicazione delle nonne penali vigenti, il soggetto immesso nel sistema di controllo che pone in essere un comportamento diretto a non consentire le ispezioni e/o ad impedire il prelievo di campioni ovvero a intralciare o a ostacolare l'attività di verifica dei documenti da parte degli, incaricati della struttura di controllo, di cui al comma 1 del presente articolo o degli agenti vigilatori del Consorzio di tutela di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c) numero 1) è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria, previa verifica da parte del ministero delle Politiche agricole e forestali, di euro 516, Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, il soggetto immesso nel sistema di controllo, che non assolve agli obblighi pecuniari, in modo totale o parziale, limitatamente allo svolgimento dell'attività della struttura di controllo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) numero 1) per la denominazione protetta rivendicata dal soggetto stesso, previa verifica da parte del ministero delle Politiche agricole e forestali, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo dell'importo dell'obbligo pecuniario accertato. 4. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, il soggetto immesso nel sistema di controllo di una denominazione protetta, che non assolve agli obblighi pecuniari, in modo totale o parziale, nei confronti del Consorzio di tutela di cui articolo 1, comma 1, lettera c) numero 1) è sottoposto, previa verifica da parte del ministero delle Politiche agricole e forestali, alla sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo dell'importo dell'obbligo pecuniario accertato. 5. Per tutti gli illeciti previsti ai comma 1, 3 e 4 del presente articolo, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria si applica la sospensione del diritto a utilizzare là denominazione protetta fino alla rimozione della causa che ha dato origine alla sanzione. TITOLO SECONDO DEGLI ORGANISMI DI CONTROLLO E DEI CONSORZI DI TUTELA Articolo 4 Inadempienze della struttura di controllo 1. Alla struttura di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) numero 1) che noti adempie alle prescrizioni o agli obblighi, impartiti dalle competenti autorità pubbliche, comprensivi delle disposizioni del piano di controllo e del relativo tariffario concernenti una denominazione protetta, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di euro ,00. La stessa sanzione si. applica alle strutture che continuano a svolgere attività incompatibili con il: mantenimento del provvedimento autorizzatorio non ottemperando alla specifica intimazione ad adempiere da parte del ministero delle Politiche agricole e forestali e fatta salva la facoltà del predetto Ministero di procedere alla sospensione o alla revoca del provvedimento autorizzatorio. 2. La struttura di cui al comma 1 che, nell'espletamento delle attività di controllo su una denominazione protetta, discrimina tra i soggetti da immettere o tra quelli immessi nel sistema di controllo di tale denominazione oppure pone ostacoli all'esercizio del diritto a detto accesso è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro ,00. Pg. 3
4 Articolo 5 Tutela dei consorzi incaricati 1. L uso della denominazione protetta, nella ragione o denominazione sociale di una organizzazione diversa dal Consorzio di tutela di cui all articolo 1, comma 1, lettera c), numero 1) trascorsi centottanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del decreto di riconoscimento del predetto Consorzio e di affidamento dell incarico a svolgere le funzioni di cui all articolo 53, comma 15 della legge 24 aprile 1998, n. 128, come sostituito dall articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n.. 526, ovvero in caso di Consorzio già riconosciuto,a dalla data di pubblicazione del presente decreto legislativo, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro ,00 e alla sanzione accessoria dell inibizione all uso della regione o denominazione sociale. 2. I soggetti privati non immessi nel sistema di controllo di una denominazione protetta che svolgono attività rientranti tra quelle indicate al citato comma 15 dell'articolo 53, delle legge 24 aprile 1998, n. 128, come sostituito dall'articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n, 526 senza il preventivo consenso del Consorzio di tutela di cui all'articolo 1, comma 1, lettera,c), numero 1), sono sottoposti alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro ,00. Articolo 6 Inadempienze dei Consorzi di tutela 1. Al Consorzio di tutela di cui all'articolo 1, comma-1, lettera c), numero 1), che non adempie alle prescrizioni o agli obblighi derivanti dal decreto di riconoscimento o da: eventuali successive disposizioni impartite dal ministero delle Politiche agricole e forestali, ovvero svolge attività che risulta incompatibile con il mantenimento del provvedimento di riconoscimento, non avendo ottemperato alla specifica intimazione ad adempiere e fatta salva la facoltà del ministero di procedere alla sospensione o alla revoca del provvedimento stesso, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di euro , Il Consorzio di cui al comma precedente che, nell'espletamento delle sue attività, pone in essere comportamenti che hanno l'effetto di: a) discriminare tra i soggetti associati appartenenti a uno stesso segmento della filiera, ovvero appartenenti a segmenti diversi, quando la diversità di trattamento non è contemplata dallo statuto del Consorzio stesso; b) porre ostacoli all'esercizio del diritto all'accesso al Consorzio; c) violare le disposizioni impartite con il decreto del ministro 12 settembre 2000, n. 410 concernente la ripartizione dei costi; è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro ,00. TITOLO TERZO DELLE CIRCOSTANZE Articolo 7 Circostanze aggravanti 1. Il mancato rispetto delle inibizioni previste agli artt. 1 e 2 del presente decreto legislativo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro , Le sanzioni di cui ai precedenti articoli; sono aumentate di tre volte in caso di reiterazione dello stesso illecito. TITOLO QUARTO COMPETENZA Articolo 8 Competenza agenti vigilatori 1. Fatti salvi i poteri attribuiti ai competenti organi dello Stato, gli agenti vigilatori con qualifica di agente di pubblica sicurezza, legati a uno o più Consorzi di tutela di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), numero 1) da un rapporto di lavoro, sono addetti all'accertamento delle violazioni di, cui agli articoli 1, 2 e 5 del presente decreto. Pg. 4
5 2. L'attività di cui al comma precedente è equiparata, a quella prevista dai comma 1 e 2 dell'articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n: Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali; da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto vengono definite le procedure per presentare ricorso avverso le determinazioni del soggetto che accerta la violazione. Articolo 9 Competenze del ministero delle Politiche agricole e forestali 1. Fatti salvi i poteri attribuiti ai competenti organi dello Stato, l'accertamento delle violazioni previste all'articolo 3, commi 1, 2 e 3 e all'articolo 4 del presente decreto legislativo è di competenza del ministero delle Politiche agricole e forestali. Articolo 10 Competenze del ministero delle Politiche agricole e forestali 1. L'accertamento delle violazioni previste all'artico lo 3, comma 4 e all'articolo 6 del presente decreto è di competenza del ministero delle Politiche agricole e forestali. Articolo 11 Competenze del ministero delle Politiche agricole e forestali 1. La competenza a irrogare le sanzioni, accertate dai soggetti indicati agli artt. 8, 9 e 10 è attribuita al ministero delle Politiche agricole e forestali. 2. Per le violazioni di cui all'articolo 3, comma 3 e 4 il soggetto sanzionato, oltre al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria prevista, dovrà provvedere a versare le somme dovute, comprensive degli interessi legali, direttamente al creditore. TITOLO QUINTO NORME DI COORDINAMENTO E FINALI Articolo 12 Disposizioni abrogate 1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono abrogate disposizioni sanzionatorie previste da norme speciali, aventi a oggetto la tutela dei prodotti registrati ai sensi del citato regolamento Cee n. 2081/92, contenute nelle leggi 10 aprile 1954 n. 125, 4 novembre 1981 n., 628, 30 maggio 1989 n. 224, 12 gennaio 1990 n. 11, 13 febbraio 1990 n. 26 e 14 febbraio 1990 n. 30 a eccezione di quelle richiamate dall'articolo 2 commi 1, 2 e 3 del presente decreto. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Pg. 5
6 LE SANZIONI PER I TRASGRESSORI DELLE REGOLE (importi in ) VIOLAZIONI SANZIONI PER LE IMPRESE Mancato assoggettamento ai controlli Impiego denominazione senza certificazione Impiego denominazione in caso di violazioni Sfruttamento indebito delle denominazioni Riferimenti illeciti DOP in prodotti di seconda trasformazione Mancato utilizzo della DOP su prodotti certificati /Kg/litro 100 Utilizzo di denominazioni o marchi modificati Imitazione di denominazioni o marchi tutelati Indicazioni false sulla provenienza Marchi di impresa che imitano DOP Non conformità gravi accertate Intralcio alle ispezioni e ai controlli 516 Mancato pagamento organismo di controllo 3 volte il dovuto Mancato pagamento contributi consortili 3 volte il dovuto Uso denominazione protetta nella ragione sociale PER GLI ORGANISMI DI CONTROLLO Mancati adempimenti richiesti dalle Autorità Discriminazione tra diversi soggetti PER I CONSORZI DI TUTELA Mancati adempimenti richiesti dalle Autorità Discriminazione tra diversi soggetti N.B.: La sanzione non esclude l'applicazione delle norme penali vigenti. Inoltre può essere applicata la sanzione accessoria dell'inibizione all'uso della denominazione protetta per le quantità accertate e, tenuto conto della gravità del fatto, desunta anche dalla quantità dei prodotti oggetto delle condotte sanzionate nel presente articolo e del rischio di induzione in errore i consumatori finali; può essere disposta la pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione a spese del soggetto cui la sanzione è applicata. Pg. 6
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