Source: http://docplayer.it/58642495-Patto-per-il-welfare-monza-e-brianza.html
Timestamp: 2018-12-09 20:31:25+00:00

Document:
Patto per il Welfare Monza e Brianza - PDF
Download "Patto per il Welfare Monza e Brianza"
Ladislao Fabbri
1 Patto per il Welfare Monza e Brianza
2 Patto per il Welfare Monza e Brianza - la Provincia di Monza e Brianza - i 55 Comuni della Provincia di Monza e Brianza, rappresentati dai cinque Ambiti Territoriali - l Azienda Speciale Consortile Co.De.Bri. di Desio - l Azienda Speciale Consortile Offerta Sociale di Vimercate - le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL - il Forum del III Settore di Monza e Brianza - la Caritas Zona Pastorale V - il Centro Servizi per il Volontariato di Monza e Brianza - la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza - il Consorzio Comunità Brianza - il Consorzio Sociale CS&L Visto tra - il documento Costruire e attuare un patto per un welfare territoriale efficace e sostenibile approvato dall Assemblea dei Sindaci della Provincia di Monza e Brianza il 5 febbraio 2014, in particolare per ciò che concerne la volontà di coordinare le azioni dei Comuni, del terzo settore, del volontariato e del welfare aziendale, nonché la decisione di condividere le buone pratiche che si sviluppino sul territorio e di definire in maniera partecipata criticità e bisogni anche in vista di azioni congiunte; - il percorso per la definizione del Piano di Zona Inter Ambiti e dei singoli Piani di Zona della Provincia di Monza e Brianza da svilupparsi quale Patto per un welfare territoriale efficace, equo e sostenibile ; - le osservazioni e proposte dalle Organizzazioni Sindacali al documento di cui sopra in data 31 ottobre 2014, in particolare per ciò che concerne l invito a porre particolare attenzione ai temi della vulnerabilità sociale; - quanto emerso dai tavoli di partecipazione nel percorso per la definizione del Piano di Zona stesso in particolare per ciò che concerne l individuazione di una serie di aree strategiche su cui concentrare la programmazione partecipata interambiti quali, immigrazione, informatizzazione, rapporto tra formazione e lavoro, politiche del lavoro ed educative, trasporti sociali, vulnerabilità sociale, politiche per la casa, mantenimento di un quadro condiviso conoscitivo del welfare diffuso, ISEE e accesso ai servizi; - Il Piano di Zona Inter Ambiti approvato con Accordo di Programma il 31 marzo 2015; - il documento presentato dalle Organizzazioni Sindacali e dal Forum del terzo settore a commento del Piano di Zona denominato Resilienza e responsabilità, fiducia e pari dignità del 30 marzo 2015; - l'accordo Territoriale per un Welfare Partecipato, sottoscritto a Lecco l'11 giugno preso atto - della legge 328/2000 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"; - della Legge Delega 106/2016 Delega al Governo per la riforma del Terzo Settore, dell Impresa Sociale e per la disciplina del Serzio Civile Universale - della Legge Regionale 3 del 2008 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario ; 1/6
3 - della Legge Regionale 23/2015 Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo: modifiche al Titolo I e al Titolo II della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) ; - della DGR 1353/2011 Linee guida per la semplificazione amministrativa e la valorizzazione degli enti del terzo settore ; - della DGR 2941/2014 Un welfare che crea valore per le persone, le famiglie e la Comunità Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2015/2017 ; si definisce il seguente PATTO di cui la premessa è parte integrante e sostanziale: Art 1 Finalità ed Obiettivi La finalità del presente Patto è quella di costruire una visione più ampia, condivisa ed integrata sul futuro del welfare territoriale, capace di sostenere il processo evolutivo del sistema territoriale nel suo complesso, sperimentando soluzioni innovative. Gli obiettivi generali riguardano pertanto: - la strutturazione di spazi di confronto ed integrazione tra i diversi attori del sistema, volti a focalizzare responsabilità, ruoli, competenze; - azioni di co-progettazione integrale che non separi le fasi di processo (lettura dei bisogni, definizione degli obbiettivi, progettazione, gestione e valutazione); - la qualificazione della capacità di risposta all evoluzione dei bisogni dei cittadini, in un ottica di sistema; - la valorizzazione del capitale sociale che il territorio esprime; - il rinnovamento del sistema rispetto alla ricerca di nuovi modelli di welfare community, in un ottica di collaborazione con i cittadini e di rigenerazione dei beni comuni. Art. 2 Tavolo di Sistema Welfare Per la realizzazione dei contenuti del presente Patto viene individuato il Tavolo di Sistema Welfare, quale organismo di governance, partecipativo, consultivo e di co-progettazione del Piano di Zona inter-ambiti dei Comuni della Provincia di Monza e Brianza. Le modalità di funzionamento del Tavolo di Sistema Welfare sono indicate nel documento allegato al presente Patto, quale parte integrante e sostanziale dello stesso, modificabile dai partecipanti in seduta plenaria. Gli obiettivi del Tavolo di Sistema Welfare sono: Approfondire la conoscenza e l analisi delle problematiche del territorio e rinforzare la capacità di individuare le priorità di intervento; Supportare la strutturazione di percorsi di accesso e di presa in carico orientati alle esigenze del singolo cittadino; Favorire lo sviluppo di sperimentazioni finalizzate all innovazione e al rafforzamento del sistema di risposta; Attrarre, in una logica di rete e di responsabilità condivisa, risorse integrative ed alternative a sostegno del sistema di welfare; 2/6
4 Valorizzare e ottimizzare l utilizzo sinergico delle risorse professionali, economiche e strumentali dei molteplici attori del territorio; Sistematizzare la definizione e la condivisione di efficaci metodologie di intervento e di lavoro. Definire processi ed indicatori di valutazione dei progetti e delle azioni promosse e gestirne il conseguente monitoraggio periodico. Art. 3 Aree di Lavoro Per il raggiungimento degli obbiettivi di cui all articolo 1, si individuano le seguenti aree di lavoro: - politiche abitative; - politiche di contrasto della vulnerabilità e di sostegno del reddito; - politiche della formazione e del lavoro; - politiche per l immigrazione e l integrazione; - politiche per l integrazione socio sanitaria; - politiche per la non autosufficienza; - politiche per l infanzia e la famiglia; - politiche giovanili; - azioni di sistema. - azioni di valorizzazione di percorsi di reciprocità e mutualità anche trasversali alle aree di cui sopra; - innovazione sociale - integrazione interdisciplinare territoriale; - politiche educative e dell istruzione. Si determinano le priorità di lavoro a partire dall analisi dei fenomeni emergenti e delle analisi dei bisogni condotte a livello territoriale, su proposta dei componenti del Tavolo. Art. 4 durata Il presente Patto, ha durata dal momento della sua sottoscrizione al 31 dicembre 2017 o comunque al termine della programmazione definita dai Piani di Zona 2015/2017. Lo stesso può essere rinnovato su parere conforme delle Parti. Monza, 3/6
6 Allegato Modalità di funzionamento Tavolo Sistema Welfare Il Tavolo di Sistema Welfare persegue e realizza gli obbiettivi definiti nel Patto per il Welfare di Monza e Brianza. COMPONENTI Il Tavolo Sistema Welfare è composto da: I Presidenti delle Assemblee dei Sindaci degli Ambiti di Monza, Vimercate, Seregno, Carate, Desio; Il Presidente del Consiglio Provinciale o suo delegato; Il Presidente della Conferenza dei Sindaci di Monza e Brianza ATS Brianza o suo delegato; Il Presidente dell Azienda Speciale Consortile Offertasociale o suo delegato; Il Presidente dell Azienda Speciale Consortile Consorzio Desio Brianza o suo delegato; Il Presidente del Consorzio Comunità Brianza o suo delegato; Il Presidente del Consorzio CS&L Consorzio Sociale o suo delegato; I Segretari delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, o loro delegati; Il Portavoce del Forum del Terzo Settore di Monza e Brianza o suo delegato; Il Presidente di Caritas Zona Pastorale V, o suo delegato; Il Presidente di CSV di Monza e della Brianza, o suo delegato; Il Presidente della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, o suo delegato; I Responsabili degli Uffici di Piano di Monza e Brianza. Il tavolo può essere integrato da portatori d interesse territoriali particolarmente significativi, nel momento in cui si affrontano specifiche tematiche che richiedono l ampliamento dei partecipanti, per realizzare una più completa ricomposizione della conoscenza o una strutturazione di modalità di risposta maggiormente efficaci. Gli Enti di secondo livello presenti al Tavolo devono garantire la rappresentatività e la rappresentanza degli Enti ad essi afferenti individuando le modalità più idonee perché ciò avvenga. FUNZIONAMENTO Il Tavolo di Sistema Welfare è presieduto da un Ufficio di Presidenza, composto da: Presidente: un rappresentante dei Comuni del territorio provinciale di Monza e Brianza eletto tra i Sindaci dei Comuni del territorio di Monza e Brianza; Vice-presidente: un rappresentante eletto da e tra le Parti Sociali che partecipano al Tavolo. Le convocazioni e gli Ordini del Giorno vengono definiti dall Ufficio di Presidenza, che tiene conto anche degli argomenti proposti dai partecipanti. 5/6
7 Le funzioni di segreteria del Tavolo, che comprendono le azioni di convocazione delle riunioni, di verbalizzazione dei lavori e diffusione dei materiali, sono svolte da uno degli Uffici di Piano degli Ambiti di Monza e Brianza. Il Tavolo può dare mandato a gruppi tecnici anche ristretti (Gruppi di Lavoro), per la stesura di progetti, l elaborazione di proposte, l analisi di dati o informazioni, in base ai mandati ricevuti dalle sessioni plenarie. 6/6
Linee di indirizzo per la redazione. del Piano Sociale Integrato. della Conferenza dei Sindaci dell A.S.L. 3 Genovese
Linee di indirizzo per la redazione del Piano Sociale Integrato della Conferenza dei Sindaci dell A.S.L. 3 Genovese 2014-2016 Premesse La Regione Liguria con la Deliberazione del Consiglio Regionale n.
Regolamento del Tavolo Tematico. del DSS42 di cui alla L.328/00
Regolamento del Tavolo Tematico " " del DSS42 di cui alla L328/00 Le attività di programmazione e concertazione relative alle azioni in ambito Socio Sanitario da realizzare ai sensi della Legge 328/00,
CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIALI ALTA IRPINIA REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO DI CONCERTAZIONE PERMANENTE
CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIALI ALTA IRPINIA REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO DI CONCERTAZIONE PERMANENTE Premesso che: il Governo predispone ogni tre anni il Piano nazionale degli interventi
REGOLAMENTO DELLA CONSULTA PER L'INTEGRAZIONE DEI CITTADINI STRANIERI DELL UNIONE DELLE TERRE D ARGINE CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art.
REGOLAMENTO DELLA CONSULTA PER L'INTEGRAZIONE DEI CITTADINI STRANIERI DELL UNIONE DELLE TERRE D ARGINE CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. 2 Natura e ruolo Art. 3 Funzioni Art. 4 Partecipazione
Linee Guida in materia di inclusione sociale a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria
COMMISSIONE NAZIONALE CONSULTIVA E DI COORDINAMENTO PER I RAPPORTI CON LE REGIONI, GLI ENTI LOCALI ED IL VOLONTARIATO Ufficio per i rapporti con le Regioni, gli Enti Locali ed il Terzo settore - D.A.P.
REGOLAMENTO DELLA CONSULTA PER L'INTEGRAZIONE DEI CITTADINI STRANIERI DELL UNIONE DELLE TERRE D ARGINE
REGOLAMENTO DELLA CONSULTA PER L'INTEGRAZIONE DEI CITTADINI STRANIERI DELL UNIONE DELLE TERRE D ARGINE (APPROVATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO DELL UNIONE DELLE TERRE D ARGINE N. 22 DEL 17/11/2011 ESECUTIVA
PIANO DI ZONA AMBITO DI BELLANO 2012/2014
PIANO DI ZONA AMBITO DI BELLANO 2012/2014 Le linee d indirizzo per la programmazione locale: Un welfare della sostenibilità e della conoscenza. Linee di indirizzo della Regione Lombardia per la programmazione
CONSIGLIO COMUNALE. Sindaco di Bresso - Fortunato Zinni
CONSIGLIO COMUNALE LUNEDÌ 23 FEBBRAIO 2009 ALLE ORE 21,00 Il Nord Milano è stato uno dei territori pionieri in Italia nello sviluppare strumenti di pianificazione sovracomunale per superare la crisi
ESPERIENZE LOCALI di governance
ESPERIENZE LOCALI di governance a cura di Diletta Cicoletti (Irs) Venezia,18 maggio 2012 Il nostro compito! - analizzare esperienze locali di programmazione sociale in 4 regioni partecipanti! - per rilevare
A relazione dell'assessore Vignale: Premesso che:
REGIONE PIEMONTE BU49 05/12/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 11 novembre 2013, n. 49-6665 Protocollo di collaborazione tra il Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, la Regione
Legge Regionale Toscana 28 dicembre 2005, n. 73
Legge Regionale Toscana 28 dicembre 2005, n. 73 Norme per la promozione e lo sviluppo del sistema cooperativo della Toscana 04/01/2006 Bollettino Ufficiale della Regione Toscana - N. 1 Art. 1 (Principi
Prof.ssa Annalisa Gozzi Prof.ssa Vincenzina Mazzarino
Prof.ssa Annalisa Gozzi Prof.ssa Vincenzina Mazzarino CORSO DI FORMAZIONE PIANI DI MIGLIORAMENTO (gennaio - aprile 015) Il nostro Istituto, aderente alla rete interscolastica Scuoleinsieme, ha partecipato
COMUNE DI PRALORMO Provincia di Torino VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 87
ORIGINALE COMUNE DI PRALORMO Provincia di Torino VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 87 OGGETTO: PATTO DEI TERRITORI DELLA COLLINA, DEL PIANALTO E DELLA PIANURA DEL PO - DEFINIZIONE INDIRIZZI
REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DEL MUNICIPIO 5 BILANCIO PARTECIPATO
REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DEL MUNICIPIO 5 BILANCIO PARTECIPATO Art. 1 - Istituzione della consulta E istituita, ai sensi dell art. 77 del Regolamento in materia di decentramento amministrativo, presso
Interrelazione tra Ministero Conferenza Stato - Regioni Regioni e ASL
Interrelazione tra Ministero Conferenza Stato - Regioni Regioni e ASL Emanuela Balocchini Settore Servizi di Prevenzione in Sanità Pubblica e Veterinaria Regione Toscana Interrelazione tra Stato e Regioni
Strumenti per la programmazione integrata sociale e sanitaria
Strumenti per la programmazione integrata sociale e sanitaria, Medicina Generale, Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sanitari Novembre 2008 PSSR e altri strumenti di programmazione regionali Piano Attuativo
Zona distrettuale socio-sanitaria di Ravenna ACCORDO DI PROGRAMMA
Zona distrettuale socio-sanitaria di Ravenna ACCORDO DI PROGRAMMA fra Provincia di Ravenna Comune di Ravenna, Comune di Cervia, Comune di Russi Azienda Unità Sanitaria Locale di Ravenna per la realizzazione
Protocollo d intesa tra Regione Puglia
Protocollo d intesa tra Regione Puglia e Oirganizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL per il sostegno all economia, all occupazione ed alla qualità della vita dei cittadini pugliesi Il giorno 9 febbraio 2010,
08/03/2006. Franco Febbraro Presidente della Rete Territoriale
1 ASSETTO DELLA RETE LA RETE TERRITORIALE DEL MUNICIPIO ROMA XIII SI E GIURIDICAMENTE COSTITUITA NEL MESE DI OTTOBRE DEL 2001 CON ATTO SOTTOSCRITTO PRESSO LO STUDIO DEL NOTAIO CARPARELLI IN ROMA PER PROMUOVERE
Ruolo e funzione del Distretto ATS di Bergamo
Ruolo e funzione del Distretto ATS di Bergamo Bergamo, 15 febbraio 2017 Dott.ssa MARA AZZI Direttore Generale ATS Bergamo Articolazione territoriale ATS: i Distretti L Agenzia di Tutela della Salute si
AZIENDA OSPEDALIERA SAN CAMILLO/FORLANINI ROMA REGOLAMENTO
AZIENDA OSPEDALIERA SAN CAMILLO/FORLANINI ROMA REGOLAMENTO Per l istituzione e il funzionamento del Tavolo misto permanente di partecipazione Testo licenziato nella riunione del 10 Maggio 2012 Visto l
AMBITO SOCIO ASSISTENZIALE 4.4 CODROIPO PIANO DI ZONA AMBITO DISTRETTUALE DI CODROIPO
AMBITO DISTRETTUALE DI CODROIPO Dal profilo di comunità al Piano di Zona 2006-2008 INDICE PREMESSA INDICE INTRODUZIONE 1 IL CONTESTO ISTITUZIONALE ED ORGANIZZATIVO 1.1 Scheda anagrafica di Ambito 2 LE
IL VALORE DEI COMITATI UNICI DI GARANZIA
COORDINAMETO REGIONALE CUG DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E ULSS DELLA REGIONE VENETO IL VALORE DEI COMITATI UNICI DI GARANZIA Il Coordinamento Regionale dei CUG Silvana Bortolami, Presidente L origine del
Integrazione sociosanitaria nei servizi territoriali: maneggiare con cura!
Integrazione sociosanitaria nei servizi territoriali: maneggiare con cura! La conclusione della prima fase del percorso; l identificazione dei problemi che ostacolano i processi di integrazione sociosanitaria
COMUNE DI BERLINGO Provincia di Brescia. Regolamento del Bilancio partecipato del Comune di Berlingo
COMUNE DI BERLINGO Provincia di Brescia Regolamento del Bilancio partecipato del Comune di Berlingo Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n 05 del 07/02/2015 1 Sommario CAPO I DISPOSIZIONI
Atteso il riconoscimento dei principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità di cui alla legge 328/2000 artt.
PROTOCOLLO D INTESA TRA LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA E PROVINCE DI TRIESTE, GORIZIA, UDINE E PORDENONE PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO SOCIALE (SIS) Vista la legge regionale 17 agosto 2004
CENTRALE AL PLIS GRUGNOTORTO VILLORESI ATTRAVERSO AREE NEL COMUNE DI DESIO
Comune di Desio Provincia di Monza e della Brianza PROTOCOLLO D INTESA TRA IL CONSORZIO DEL PARCO GRUGNOTORTO VILLORESI, IL COMUNE DI DESIO ED IL COMUNE DI SEREGNO PER LA CONNESSIONE DEL PLIS BRIANZA CENTRALE
DG PEMAC - PEMAC 01 - Prot. Interno N.0008004 del 05/04/2017 IL DIRETTORE GENERALE VISTO il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, recante: Riforma dell organizzazione del Governo a norma dell art. 11 della legge
DETERMINA DIRIGENZIALE - OGGETTO -
SETTORE HANDICAP E SALUTE MENTALE DD DETERMINA DIRIGENZIALE COMUNE DI MILANO COMUNE DI MILANO HANDICAP E SALUTE ME HANDICAP E SALUTE ME PG 150772/2008 PG 150772/2008 DIRETTORE Di SETTORE DIRETTORE DI SETTORE
CONFERENZA DEI SINDACI ulss N.12 COMUNE DI CAVALLINO TREPORTI. Oggetto: Piano di zona dei servizi socio-sanitari Approvazione.
CONFERENZA DEI SINDACI ulss N.12 COMUNE DI CAVALLINO TREPORTI COMUNE DI QUARTO D ALTINO COMUNE DI MARCON COMUNE DI VENEZIA AZIENDA ULSS 12 VENEZIANA DELIBERA n. 2 del 30.09.2011 Oggetto: Piano di zona
CONFERENZA UNIFICATA (ex art. 8 del D.L.gs. 28 agosto 1997, n. 281) SEDUTA DEL 14 SETTEMBRE 2000
CONFERENZA UNIFICATA (ex art. 8 del D.L.gs. 28 agosto 1997, n. 281) SEDUTA DEL 14 SETTEMBRE 2000 Oggetto: Accordo tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, per la programmazione dei percorsi
REGOLAMENTO FORUM DELLE ASSOCIAZIONI DELL UNIONE LOMBARDA DEI COMUNI DI BASIANO E MASATE
UNIONE LOMBARDA DEI COMUNI DI BASIANO E DI MASATE (Provincia di Milano) REGOLAMENTO FORUM DELLE ASSOCIAZIONI DELL UNIONE LOMBARDA DEI COMUNI DI BASIANO E MASATE ALLEGATO A DELIBERA ASSEMBLEA UNIONE N.
UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BELLUNO ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L AGRICOLTURA E L AMBIENTE A. DELLA LUCIA di FELTRE (scuola capofila) ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI COMMERCIALI,
BILANCIO PARTECIPATO NEL COMUNE DI ISNELLO. C a p o I Disposizioni generali. Art. 1 - Definizione e finalità
R E G O L A MEN TO P E R L ' A T T U A Z I O N E DE L BILANCIO PARTECIPATO NEL COMUNE DI ISNELLO C a p o I Disposizioni generali Art. 1 - Definizione e finalità 1. Il Bilancio partecipato è un processo
Regione Veneto. Provincia di Belluno, Provincia di Padova, Provincia di Rovigo, Provincia di Treviso, Provincia di Venezia, Provincia di Verona,
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 2768 del 30 settembre 2008 pag. 1/5 Regione Veneto e Provincia di Belluno, Provincia di Padova, Provincia di Rovigo, Provincia di Treviso, Provincia
Programma di attività di SERVIZIO POLITICHE FAMILIARI, INFANZIA E ADOLESCENZA. Versione: 2/2015 (14/09/2015) Stato: Approvato
Programma di attività di SERVIZIO POLITICHE FAMILIARI, INFANZIA E ADOLESCENZA Versione: 2/2015 (14/09/2015) Stato: Approvato Responsabile: PASSARINI GINO Email: Infanzia@regione.emilia-romagna.it Tel.
REGOLAMENTO CNA IMPRESA DONNA. 18 febbraio 2017
1 REGOLAMENTO CNA IMPRESA DONNA 18 febbraio 2017 1. DENOMINAZIONE Fanno parte di CNA Impresa Donna le titolari di impresa, le socie, le coadiuvanti, le lavoratrici autonome e professioniste iscritte alla
6. IL MONITORAGGIO, LA VERIFICA E LA VALUTAZIONE DEL PDZ
6. IL MONITORAGGIO, LA VERIFICA E LA VALUTAZIONE DEL PDZ 1 IL MONITORAGGIO, LA VERIFICA E LA VALUTAZIONE DEL PDZ 1. Premessa Il monitoraggio, la verifica e la valutazione del Piano di Zona, così come delle
Comune di Lecco Comune di Lecco Piazza Diaz, 1 23900 Lecco (LC) - Tel. 0341/ 481111- Fax. 286874 - C.F.00623530136 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Numero 117 del 1.8.2013 OGGETTO: SISTEMA TURISTICO
Tra coordinamento e rappresentanza Promuovere il confronto Sviluppare analisi e contenuti Sostenere la rappresentanza istituzionale
30 organizzazioni regionali 14 Forum territoriali Il Forum Terzo Settore Lombardia è l'intesa delle organizzazioni di terzo settore regionali che hanno come caratteristica"il perseguimento di finalità
PATTO PER IL TERRITORIO DEL NORD OVEST MILANO IN VISTA DI EXPO 2015
PATTO PER IL TERRITORIO DEL NORD OVEST MILANO IN VISTA DI EXPO 2015 Il Patto per il territorio del Nord Ovest Milano in vista di Milano Expo 2015 rappresenta uno strumento per coordinare le politiche locali
Oggetto APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DELL'ASST DI LECCO
Oggetto APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DELL'ASST DI LECCO Ufficio Proponente: Istruttore della pratica: DIREZIONE STRATEGICA MATTIA LONGONI Attestazione della regolarità
COMUNE DI CAPURSO, CELLAMARE E TRIGGIANO AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
COMUNE DI CAPURSO, CELLAMARE E TRIGGIANO AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE 1. Disposizioni generali Il Forum Intercomunale di Agenda 21 (Forum A21) è promosso dai Comuni
DELIBERAZIONE N X / 1392 Seduta del 21/02/2014
DELIBERAZIONE N X / 1392 Seduta del 21/02/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA
COMUNE DI BITONTO (Provincia di Bari) REGOLAMENTO PER LA ISTITUZIONE DELL OSSERVATORIO PERMANENTE SULLA LEGALITÀ E SICUREZZA 1 Comune di Bitonto (Provincia di Bari)
A relazione degli Assessori Cerutti, Pentenero, Ferrari:
REGIONE PIEMONTE BU5 04/02/2016 Deliberazione della Giunta Regionale 21 dicembre 2015, n. 57-2667 D.G.R. n. 38-2292 del 19/10/2015. "Patto per il sociale 2015-2017". Costituzione di un tavolo regionale
COMUNE DI CESENA. Disciplinare di istituzione e funzionamento. del Comitato degli utenti della Città di Cesena
COMUNE DI CESENA Disciplinare di istituzione e funzionamento del Comitato degli utenti della Città di Cesena 2 Titolo I Disposizioni generali Art.1 Finalità Con delibera di Consiglio Comunale n. 100 del
Governance delle politiche giovanili per il territorio provinciale di Bologna
Governance delle politiche giovanili per il territorio provinciale di Bologna La presente proposta di governance territoriale è stata presentata dalla Presidente della Provincia ai Sindaci dei Comuni della

References: Art. 2
 Art. 3
 articolo 1
 Art. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 1
 Art. 1
 art. 77
 art. 11
 art. 8
 art. 8
 Art. 1
 Art. 1
 Art.1