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Timestamp: 2019-08-21 15:33:39+00:00

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Numero 27 23 giugno 2018
IL TEMA DELLA SETTIMANA La situazione nelle carceri italiane sta peggiorando: il tasso di crescita della popolazione detenuta non accenna, infatti, a diminuire: se al 31 gennaio 2012 - alla vigilia, cioè, della condanna dell’Italia in sede europea - i detenuti erano – secondo i dati ufficiali del Dap – 65.701, al 31 gennaio di quest’anno il loro numero era pari a 58.087 e, al 31 maggio, toccava i 58.569. Così se entro la fine dell’anno il trend non dovesse invertirsi, sfioreranno le 59.000 presenze. Per Fabio Fiorentin non c’è molto tempo per scongiurare il peggio, cioè una nuova “Torreggiani”.
Legge Cirinnà: applicazione a due velocità
Quella che potremmo chiamare “la linea di Roma” vale anche per le unioni civili, introdotte nel nostro ordinamento con la legge 76/2016. Un biennio che non ha fatto esplodere il numero dei “matrimoni”, ma ha sicuramente portato alla luce alcune caratteristiche dei nuclei che fino a due anni fa difficilmente potevano essere considerati altro che coinquilini.
No alla trascrizione delle nozze tra persone dello stesso sesso celebrate all’estero se un coniuge è italiano
Deve escludersi la possibilità di trascrizione in Italia del matrimonio omosessuale celebrato all’estero tra un cittadino italiano e uno straniero. Vanno tuttavia riconosciuti a esso gli effetti dell’unione civile. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 11696 del 14 maggio 2018.
Restano “salve” solo le regole interne sulle unioni civili
Secondo la Corte occorre guardare non al momento costitutivo e alla forma, bensì agli effetti che può produrre all’interno dell’ordinamento italiano l’atto di cui si chiede il riconoscimento, che attribuisce uno status destinato a durare nel tempo e che quindi richiede l’applicazione del regime giuridico vigente all’atto del deposito della decisione.
Libera circolazione: sì alla famiglia omoaffettiva
Il rifiuto, opposto dalle autorità di uno Stato membro, di riconoscere, ai soli fini della concessione di un diritto di soggiorno derivato a un cittadino di uno Stato terzo uno Stato che vieti il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel proprio ordinamento, può invocare l'ordine pubblico per non riconoscere quello formatosi in un altro Paese? È questa una delle risposte date dalla Corte di giustizia con la causa C-673/16
Autoriciclaggio al datore di lavoro per busta paga falsata
Privacy sotto la lente del diritto civile e dei giudici europei. Nel primo caso, per le violazioni di difficile accertamento, il termine di 90 giorni previsto per la notifica dell'illecito decorre dal momento in cui l'Autorità Garante ha acquisito piena conoscenza della condotta illecita. Sul fronte Ue, è stato affermata la corresponsabilità tra Facebook e gli amministratori delle fanpage presenti sul social network in caso di violazione dei dati raccolti.
Nullo il licenziamento per le assenze di malattia se viene intimato durante il periodo di comporto
Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia o infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 12568 del 22 maggio 2018.
Anche un recesso momentaneo sarebbe ingiustificato
Tutti i contratti collettivi disciplinano il comporto secco, indicando il termine di durata dell’assenza continuativa per malattia. Generalmente prevedono anche il comporto frazionato, segnalando oltre al numero di assenze che dà diritto alla conservazione del posto anche l’arco di tempo entro il quale i vari episodi morbosi possono essere sommati.
Diritto all’identità di genere: la rettifica dello stato civile può essere attuata senza sottoporsi alla chirurgia
La sentenza del tribunale di Milano, 1 marzo 2018 n. 2491, parla di diritti inviolabili e per quanto riguarda l’identità di genere sostiene che òa rettificazione dello stato civile per essere attuata, postula un mutamento di sesso effettivo e compiuto, il cui raggiungimento non richiede indefettibilmente la sottoposizione a interventi chirurgici radicali, ai quali nel caso di specie la parte ha dichiarato di non volere fare ricorso.
La Ctu deve certificare la scelta definitiva e irreversibile
Qualora con il trascorrere del tempo, il sesso di una persona come accertato al momento della nascita non corrisponda più alla realtà è possibile procedere alla sua rettificazione: se la modificazione è frutto di una evoluzione naturale oppure sono sopravvenute nuove condizioni psicosessuali dell’interessato.
Resta sanzionabile il proprietario del veicolo che non comunica i dati del conducente
La Cassazione con l’ordinanza 9555 del 2018 distingue il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni.
La dichiarazione di contenuto negativo non è un’infrazione
Con il Dl 184/2005, l’Esecutivo aveva proposto «Misure urgenti in materia di guida dei veicoli e patente a punti». Come noto, il citato decreto non è stato convertito dalla legge, la qual cosa ha comportato l’automatica reviviscenza della normativa previgente con conseguente ristabilimento della situazione giuridica quo ante.
Società: per mancato esercizio del diritto di opzione il fiduciante può agire contro gli amministratori
Intervenendo sull'assai delicata e complessa questione della legittimazione attiva del fiduciante a far valere la responsabilità risarcitoria dell'organo amministrativo per la falsa rappresentazione in bilancio della situazione patrimoniale e approvata dall'assemblea dei soci, la decisione 3656 del 2018 della Suprema corte perviene a una conclusione cui bisogna prestare adesione.
La confisca “per casi particolari” non può essere disposta sui beni acquistati dopo la sentenza di condanna
La confisca prevista dall’articolo 12- sexies del decreto legge 8 giugno 1992 n. 306 non può essere disposta in relazione ai beni acquistati dal condannato «dopo» la sentenza di condanna giacché, da un lato, si vanificherebbe ogni distinzione della disciplina di tale tipo di confisca con quella delle misure di prevenzione e, dall’altro, si attribuirebbero al giudice dell’esecuzione compiti di accertamento tipici del giudizio di cognizione. In ogni caso, anche per gli acquisti effettuati «prima» del passaggio in giudicato della sentenza l’assoggettabilità a confisca riguarda quegli incrementi verificatisi a «ragionevole distanza» da esso, mentre quelli molto antecedenti possono essere estranei al reato. Lo prevede la Cassazione, sentenza 1947/2018.
I criteri temporali evitano le eccessive dilatazioni operative
Occorre innalzare lo standard probatorio, come afferma la sentenza in commento, richiamando un precedente arresto, dimostrando «in modo specifico ed incontroverso» che l’acquisto, effettuato in un momento successivo all’accertamento definitivo della penale responsabilità, sia stato realizzato con mezzi ottenuti prima della condanna.
Specialisti ambulatoriali: la Pa non può fissare un orario massimo di esecuzione per ogni singola prestazione
La materia relativa alla organizzazione e agli impegni di servizio delle professionalità sanitarie (nella specie gli specialisti ambulatoriali) è rimessa in via esclusiva alla disciplina contrattuale collettiva di settore, pertanto la Pa, non può fissare la durata massima di ogni singola prestazione sanitaria riguardante specifiche tipologie di esami o visite specialistiche. Lo ha detto il Tar Lazio con la sentenza 6013/2018.
“Tempario”, via d’uscita tra tagli pubblici e lunghe liste di attesa
Con una sentenza rapida e incisiva i giudici, oltre a dimostrare di non condividere la determinazione regionale sotto tutti i profili contestati, a partire dalla garanzia della più ampia determinazione rispetto ai tempi di visita, svolgono una considerazione finale rilevante e contraddittoria rispetto agli ormai cronici tagli di finanza pubblica.
Trattamento dati personali: l’amministratore di una Fanpage può essere responsabile insieme al social network
La Corte di giustizia dell'Unione europea c on la sentenza depositata il 5 giugno, nella causa C-210/16, è intervenuta a individuare il soggetto responsabile del trattamento dati nel caso di attivazione di una fanpage su Facebook.

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