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Introduzione. Fabio Spaggiari Consulente SSLL.
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1 Introduzione Fabio Spaggiari Consulente SSLL
2 Argomenti Trattati Sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori; Soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D.Lgs. 81/08: compiti, obblighi, responsabilità civile e penale e tutela assicurativa; Delega di funzioni; La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di responsabilità giuridica ex D.Lgs. 231/2001 e s.m.i.; Comportamenti virtuosi e buone prassi; 2
3 Normativa I principi cardine della normativa di igiene e sicurezza sul lavoro sono di estrazione europea. Illustrare i principi sui quali si basa la normativa di SSL Rapida evoluzione normativa Approfondire la struttura del D.Lgs. 81/08 3
4 Normativa Inizio del 900 Compromissione dello stato di salute correlata all attività lavorativa Infortuni e malattie professionali Ultimo ventennio Qualsiasi compromissione dello stato di salute e di benessere psico fisico della persona direttamente o indirettamente correlabile all attività lavorativa Estensione delle tipologie di Infortunio e malattie professionali 4
5 Normativa SSL: schema generale Costituzione: Artt. 32 e 41 Codice Civile Artt e 2087 Codice Penale Artt. 437, 451, 589, 590 Norme della ricostruzione dopoguerra DPR 547/55, DPR 303/56, DPR 128/56 Norme di derivazione Europea (D.Lgs. 277/91, 626/94, 624/96 ) Direttive UE Tutto il resto D.Lgs. 81/08 - Testo unico di SSL? 5
6 1942: Codice civile Articolo 1176 Nell'adempimento dell obbligo inerente all esercizio di un attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata obbligo di valutazione Articolo 2087 L'imprenditore è tenuto ad adottare, nell'esercizio dell'impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro obbligo di adeguamento 6
7 Codice penale: Articolo 40 Articolo 40 - Rapporto di causalità 1) Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione. 2) Non impedire un evento, che si ha l obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. Il comma 2 è il presupposto dei reati legati a SSL 7
8 I principi cardine del 2087 CC Il comportamento abnorme e il rischio elettivo Secondo il 2087 del CC il lavoratore si trova in una condizioni di diritto oggettivo di sicurezza. Diverse sentenze confermano quindi che una negligenza del lavoratore non è sufficiente a esonerare il DL dalle proprie responsabilità. Diverse sentenze confermano che, affinché si abbia esonero di responsabilità per Il DL, sia necessario un comportamento eccezionale abnorme esorbitante da parte del lavoratore. Il DL deve, di fatto, prendere provvedimenti anche contro la negligenza di un lavoratore. 8
9 I principi cardine del 2087 CC L infortunio imponderabile e il rischio accettato Altro possibile esempio di situazione in cui la responsabilità del DL può essere superata è quello dell infortunio determinato dal caso. Naturalmente nell accezione estesa del 2087 del CC questa ipotesi diventa invero abbastanza residuale. Un altro caso è quello di particolari lavorazioni che comportano l accettazione di elevati livelli di rischio tra le parti. 9
10 Il D.Lgs. 81/08 Pubblicato ad Aprile del 2008 Ad aprile del 2008 è stato pubblicato il D.Lgs. 81/08 con l intento di accorpare tutta la normativa di SSL. Il D.Lgs. 81/08 è stato fortemente modificato dopo poco più di un anno dalla pubblicazione con il D.Lgs. 106/2009. Il D.Lgs. 81/08 prevedeva 35 provvedimenti applicativi ancora in corso di pubblicazione. È il cosiddetto Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro 10
11 Provvedimento (ai sensi dell'art. 15 della Legge n. 125/01) Attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l incolumità o la salute dei terzi ( ) dirigenti e preposti al controllo dei processi produttivi e alla sorveglianza dei sistemi di sicurezza negli impianti a rischio di incidenti rilevanti; mansioni inerenti le attività di trasporto (addetti alla guida con patente B, C, D, E...) (..) 11
12 Provvedimento 30/10/2007 Sostanze Stupefacenti Individua le categorie di lavoratori interessati dalla normativa ( ) mansioni inerenti le attività di trasporto: possessori di patenti C, D, E e coloro per i quali è richiesto il certificato di abilitazione o di formazione professionale (taxisti, autisti a noleggio, trasporto di merci pericolose); (..) 12
13 Schema Organigramma Azienda MC DL RSPP Dirigente Dirigente Preposto RLS 13
14 Datore di lavoro DL Il DL è il titolare del rapporto di lavoro o comunque il soggetto responsabile dell attività come titolare dei poteri decisionali e di spesa (art. 2 D.Lgs. n. 81/2008); Il DL ha dei compiti non delegabili quali la valutazione del rischio e la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione; Nel sistema italiano (Costituzione, Codice civile, Codice penale ecc.) il DL è il responsabile ultimo dei doveri di igiene e sicurezza. 14
15 Datore di lavoro DL L individuazione del DL non è scontata perché dipende dagli effettivi poteri esercitati e di spesa Il DL deve organizzare, prevenire, scegliere, prendere provvedimenti, proteggere, per eliminare o ridurre al minimo i rischi Se il DL non dimostra di aver fatto tutto ciò che è in suo potere per evitare l infortunio questo può diventare destinatario di sanzioni penali o ammende 15
16 Dirigente Il dirigente è il soggetto che dirige le attività produttive pur senza i poteri tipici del DL; Il dirigente organizza il lavoro, controlla la conformità, segnala le anomalie e interviene a correggerle laddove il suo potere di spesa lo permette; In un sistema bene organizzato esistono deleghe e attribuzioni che delineano bene il campo di attività e i poteri dei vari dirigenti. 16
17 Dirigente definizione di legge art. 2, c. 1 lett. d: Definizione di Dirigente Persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa. 17
18 Dirigente articolo 18 (6 di 24) Il DL, [ ], e i dirigenti [ ] devono (art. 18 D.Lgs. 81/08): f) richiedere l osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; Obbligo di supervisione e sorveglianza 18
19 Dirigente articolo 18 (7 di 24) Il DL, [ ], e i dirigenti [ ] devono (art. 18 D.Lgs. 81/08): g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto; Corretta esecuzione della sorveglianza sanitaria 19
20 Obblighi di vigilanza art bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altresì a vigilare in ordine all adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25, ferma restando l esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti. MC Preposto Lavoratori Progettisti Fornitori Installatori 20
21 Il D.Lgs. 81/08 Titolo XII - Poteri direttivi Titolo XII: Disposizioni in materia penale e di procedura penale Contiene il fondamentale principio dell esercizio di fatto dei poteri direttivi: Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed e), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti. Il ruolo di DL, dirigente e preposto si assumono anche in funzione dei poteri e delle attività attuate nel concreto 21
22 Dirigente effettivo Per l individuazione del Dirigente vale il Principio di Effettività Elemento qualificante: l assunzione di una funzione organizzativa dell attività La prima dimostrazione del ruolo di dirigente sta nel fatto che un ramo di attività è organizzato dal soggetto interessato. Deve esistere una funzione organizzativa sulle attività (formale. o di fatto) 22
23 Una delega da dirigente? Il ruolo di dirigente è assegnato in automatico ma: Una formalizzazione del ruolo concorre a una corretta gestione; La formalizzazione aiuta a definire ruoli e. responsabilità. 23
24 La delega di funzioni In realtà aziendali particolarmente complesse può risultare oggettivamente oneroso per il datore di lavoro provvedere personalmente ai vari compiti imposti dalle norme (in questo caso di SSL). L istituto della delega di funzioni nasce quindi come risposta a questa oggettiva difficoltà. La delega ha come presupposto la difficoltà del DL di adempiere in prima persona agli obblighi 24
25 Articolo 16 - Delega di funzioni: requisiti 1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni: a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; d) che essa attribuisca al delegato l autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate; e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto. Competenze, formalizzazione e accettazione 25
26 Delega: adempimenti 2. Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità. 3. La delega di funzioni non esclude l obbligo di vigilanza in capo al DL in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. L obbligo di cui al primo periodo si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all articolo 30, comma 4. 3-bis. Il soggetto delegato può, a sua volta, previa intesa con il DL delegare specifiche funzioni in materia di SSL alle medesime condizioni di cui ai commi 1 e 2. La delega di funzioni di cui al primo periodo non esclude l obbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. Il soggetto al quale sia stata conferita la delega di cui al presente comma non può, a sua volta, delegare le funzioni delegate. Vigilanza, sistemi organizzativi e subdelega 26
27 Il D.Lgs. 231/2001 Il D.Lgs. 231/01 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle imprese per una serie di reati, tra i quali: Indebita percezione di erogazioni da parte dello Stato, o altro Ente Pubblico o Comunità Europea Truffa in danno dello Stato o di un Ente pubblico o per conseguimento di erogazioni pubbliche Concussione Corruzione Frode informatica in danno dello Stato o di un Ente pubblico Reati societari (false comunicazioni sociali, illegale ripartizione degli utili e delle riserve, formazione fittizia del capitale, aggiotaggio, etc.) Abusi di mercato 27
28 Il D.Lgs. 231/2001 Il D.Lgs. 231/01 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle imprese per una serie di reati, tra i quali: Indebita percezione di erogazioni da parte dello Stato, o altro Ente Pubblico o Comunità Europea Truffa in danno dello Stato o di un Ente pubblico o per conseguimento di erogazioni pubbliche Concussione Corruzione Frode informatica in danno dello Stato o di un Ente pubblico Reati societari (false comunicazioni sociali, illegale ripartizione degli utili e delle riserve, formazione fittizia del capitale, aggiotaggio, etc.) Abusi di mercato 28
29 Il D.Lgs. 231/2001 La L. 123/07, entrata in vigore il 25 agosto 2007, ha esteso il campo di applicazione del D.Lgs. 231/01 ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro. Nel 2007 il 231/01 ha incontrato la SSL 29
30 Il D.Lgs. 231/2001 In caso di infortunio ci sono due procedimenti diversi. Questi possono essere separati o riuniti ma mirano all individuazione di responsabilità diverse Infortunio Individuali CP, 81/08 ecc. Ipotesi di reato Collettive D.Lgs. 231/01 30
31 Presupposti D.Lgs. 231/2001 Affinché sia ipotizzabile una colpa in termini di 231 il reato deve essere commesso da un soggetto apicale a vantaggio dell ente L ente è quindi potenzialmente punibile in termini 231 solo se con quel determinato reato determina un vantaggio REATO COMMESSO DA SOGGETTI IN POSIZIONE APICALE REATO COMMESSO A VANTAGGIO DELL ENTE 31
32 Caso Pratico Gestione Mezzi aziendali Misure minime di controllo: Scelta mezzi idonei (tipologia e destinazione) Doveri del DDL e Dirigente: scelta delle attrezzature più adeguate al lavoro da svolgere e idonee ai fini della sicurezza e della salute. le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere; i rischi presenti nell'ambiente di lavoro; i rischi derivanti dall'impiego delle attrezzature stesse. 32
33 Caso Pratico Gestione Mezzi aziendali Misure minime di controllo: Manutenzione mezzi Programmata periodica Straordinaria (tempestiva) Garanzia di piena efficienza Registrazione incarichi / affidamento e tracciabilità Affidamento esclusivo Utilizzo condiviso / certezza dell utilizzatore 33
34 Caso Pratico Gestione Mezzi aziendali Misure minime di controllo: Formazione Lavoratori (Informazione) Ambito sanitario (programmi di sensibilizzazione per problematiche alcool e stupefacenti) Dettagli per la gestione del mezzo e caratteristiche Formazione specifica in ambiti «speciali» quali ad es: corsi di guida sicura e/o aggiornamento su tecniche e aggiornamenti CdS (anche interni). 34
DDL Datore di lavoro, SSLL Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, RLS Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Cenni su Datore di Lavoro e sue responsabilità, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nel contesto del sistema organizzativo aziendale. Note a chiarimento delle sigle riportate : DDL Datore
Salute e sicurezza sul lavoro Formazione obbligatoria dirigen5 Università di Verona. Modulo giuridico norma5vo Do;. Marco Peruzzi 16 maggio 2013
Salute e sicurezza sul lavoro Formazione obbligatoria dirigen5 Università di Verona Modulo giuridico norma5vo Do;. Marco Peruzzi 16 maggio 2013 DIRITTO UE. Art. 31 Carta di Nizza. Art. 191 TFUE; art. 153

References: Articolo 1176
 Articolo 2087
 Articolo 40
 Articolo 40
 art. 2
 articolo 18
 articolo 18
 articolo 2
 Articolo 16
 articolo 30
 Art. 31
 Art. 191
 art. 153