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Timestamp: 2020-01-17 16:44:37+00:00

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18. DICEMBRE 2017 - RIORDINO DELLE CAMERE DI COMMERCIO - La Corte Costituzionale congela la riforma - Serve intesa in Conferenza Stato-Regioni - Questione sollevata dalle Regioni Puglia, Toscana, Liguria e Lombardia
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 261/2017 dell’ 8 novembre 2017, depositata il 13 dicembre 2017 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 51 del 20 dicembre 2017, evidenzia come per la riforma delle Camere di commercio serva la preventiva "intesa" in Conferenza Stato-Regioni.
. Se vuoi scaricare il testo della sentenza n. 261/2017 dalla Gazzetta Ufficiale, clicca QUI.
Qualche considerazione a margine della sentenza n. 261/2017 - Il peso della sentenza n. 251/2016
A questo punto potrebbe venire spontanea una domanda: ma quando la Conferenza Unificata, nella seduta del 29 settembre 2016, ha espresso parere favorevole sullo schena di decreto in questione (Rep. Atti 119/CU), come mai non è stato sollevato il problema se andava richiesto un semplice "parere" o era invece necessaria una "intesa"?
La risposta sta nel comma 2 dell'art. 10 della L. n. 124/2015, dove si prevede che tale decreto dovesse essere adottato «previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281».
La stessa Corte Costituzionale ha affermato che è "impossibile un'interpretazione diversa da quella resa chiara dalla lettera della stessa, che imponeva appunto l'acquisizione del parere della Conferenza unificata e non dell'intesa della Conferenza Stato-Regioni".
Ma allora perchè la Corte arriva ora a dichiarare l'illegittimita' costituzionale dell'art. 3, comma 4, del D.Lgs. n. 219/2016, nella parte in cui stabilisce che il decreto del Ministro dello sviluppo economico dallo stesso previsto deve essere adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano», anziche' previa intesa con detta Conferenza?
Secondo la Corte, i principi che consentono di dare corretta soluzione alla questione sono desumibili della sentenza n. 251 del 2016. Questa innovativa sentenza ha, infatti, affermato che, qualora il legislatore delegante conferisca al Governo il compito di emanare disposizioni che incidano su ambiti caratterizzati da uno stretto intreccio di materie e competenze statali e regionali, tale da fare ravvisare nell'intesa la soluzione che meglio incarna la collaborazione, l'intesa "si impone [...] quale cardine della leale collaborazione anche quando l'attuazione delle disposizioni dettate dal legislatore statale e' rimessa a decreti legislativi delegati, adottati dal Governo sulla base dell'art. 76 Cost. [...]".
Per questo motivo, la Corte ”ha dunque ritenuto ammissibile l'impugnazione della norma di delega, allo scopo di censurare le modalita' di attuazione della leale collaborazione dalla stessa prevista ed al fine di ottenere che il decreto delegato sia emanato previa intesa anziche' previo parere in sede di Conferenza”.
Pertanto, sulla scorta dei principi enunciati nella sentenza n. 251 del 2016, va affermato - si legge ancora nella sentenza n. 261/2017 - che, "quando la legge delega e' connotata da un tasso di specificita' e concretezza tale da comportare una lesione dell'interesse della Regione, poiche' essa ha ad oggetto la futura regolamentazione (con il decreto delegato) di ambiti complessi e caratterizzati da un intreccio di competenze statali e regionali (come nel caso in esame, per quanto sopra precisato), la Regione puo' e deve farlo valere mediante l'impugnazione della norma di delega, ritenuta appunto ammissibile da detta pronuncia".
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19. GENNAIO 2018 - RIORDINO DELLE CAMERE DI COMMERCIO - Nota del Ministero dello Sviluppo Economico sugli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 261/2017
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 5 gennaio 20189, Prot. 0008663, è intervenuto in merito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 261/2017, che ha, tra l'altro, dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 4, del decreto legislativo n. 219 del 2016 "nella parte in cui stabilisce che il decreto del Ministro dello sviluppo economico dallo stesso previsto deve essere adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano», anziché previa intesa con detta Conferenza.
Il Ministero ricorda che, in forza del comma 4, dell'art. 3, del D.Lgs. n. 219/2016, è stato adottato il decreto 8 agosto 2017, entrato in vigore il 19 settembre 2017, con il quale è stato approvato il piano relativo alla rideterminazione delle circoscrizioni territoriali delle Camere di Commercio.
A seguito della citata sentenza, tale norma - a decorrere dal 21 dicembre 2017 - ha cessato di avere efficacia.
Nel frattempo, il provvedimento di cui al comma 3 dell'art. 4 del D.Lgs. n. 219/2016, in data 21 dicembre 2017 è stato iscritto all'ordine del giorno della Conferenza Stato regioni, che ne ha deliberato il rinvio dell'esame a seduta successiva (fissata per l' 11 gennaio 2018).
Nelle more della definizione della procedura relativa al decreto in questione il Ministero invita le Camere di Commercio a non avviare ulteriori attività in applicazione del decreto dell' 8 agosto 2017.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione III - Sistema Camerale - Nota del 5 gennaio 2018, Prot. 0008663: Decreto ministeriale 8 agosto 2017 - Sentenza Corte Costituzionale n. 261 del 13 dicembre 2017 (G.U. 1^ Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 51 del 20 dicembre 2017).
20. 16 FEBBRAIO 2018 - Riscritto il decreto 8 agosto 2017 dopo la sentenza della Corte Costituzionale - Riparte il completamento della riforma delle Camere di Commercio
Ravvisata la necessità di adottare un nuovo decreto secondo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 al fine di dare attuazione al processo di riforma delle camere di commercio finalizzato alla razionalizzazione e riduzione dei costi del sistema camerale attraverso la ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, con conseguente riduzione del numero delle Camere di commercio entro il limite di 60, la razionalizzazione e riduzione delle sedi e delle aziende speciali camerali e la definizione di un piano complessivo di razionalizzazione organizzativa; il Ministero dello Sviluppo Economico è stato autorizzato, dal Consiglio dei Ministri nella seduta dell' 8 febbraio 2018, ad adottare il decreto esaminato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano recante “Riduzione del numero delle Camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazione delle sedi e del personale, a norma dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219".
Il decreto 16 febbraio 2018, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avrà come conseguenza la cessazione dell’efficacia del decreto 8 agosto 2017 e permetterà di completare il processo di riorganizzazione del sistema delle Camere di commercio all’interno della riforma della Pubblica Amministrazione.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Decreto 16 febbraio 2018: Riduzione del numero delle Camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazione delle sedi e del personale, a norma dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219
L’Allegato A) riporta l’elenco delle 42 Camere di commercio già accorpate o rimaste invariate prima del D.M. 16 febbraio 2018:
•	Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini;
•	CCIAA Venezia Rovigo Delta – Lagunare;
•	CCIAA Venezia Giulia (*)
•	Camera Valdostana delle imprese e delle professioni;
(*) La circoscrizione della Camera di commercio Venezia Giulia verrà modificata a seguito della delibera di accorpamento inviata ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge n. 580/1993 e s.i.m., così come indicato nella relazione illustrativa al presente decreto.
L’Allegato B), riporta l’elenco delle 18 Camere di commercio che si stanno accorpando e delle 45 Camere di commercio che verranno accorpate:
•	CCIAA di Alessandria–Asti (che accorpa le CCIAA di Alessandria e Asti);
•	CCIAA delle Marche (che accorpa le CCIAA di Ancona – Ascoli Piceno – Fermo – Macerata – Pesaro e Urbino);
•	CCIAA di Arezzo– Siena (che accorpa le CCIAA di Arezzo e Siena);
•	CCIAA di Biella e Vercelli – Novara – Verbano, Cusio, Ossola (che accorpa le CCIAA di Biella e Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola);
•	CCIAA di Brindisi – Taranto (che accorpa le CCIAA di Brindisi e Taranto);
•	CCIAA di Cagliari–Oristano (che accorpa le CCIAA di Cagliari e Oristano);
•	CCIAA di Como–Lecco (che accorpa le CCIAA di Como e Lecco);
•	CCIAA di Cremona–Mantova–Pavia (che accorpa le CCIAA di Cremona, Mantova e Pavia);
•	CCIAA di Ferrara e Ravenna (che accorpa le CCIAA di Ferrara e Ravenna);
•	CCIAA di Frosinone–Latina (che accorpa le CCIAA di Frosinone e Latina);
•	CCIAA di Pistoia–Prato (che accorpa le CCIAA di Pistoia e di Prato);
•	CCIAA di Pordenone–Udine (che accorpa le CCIAA di Pordenone e di Udine);
•	CCIAA di Rieti–Viterbo (che accorpa le CCIAA di Rieti e di Viterbo);
•	CCIAA di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia (che accorpa le CCIAA di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia).
21. 30 APRILE 2019 - CAMERE DI COMMERCIO - Ridefiniti i servizi forniti sul territorio nazionale
In particolare, l’art. 10 (rubricato “Riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”), al comma 1, lett. c) della legge 7 agosto 2015, n. 124 (recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”), ha previsto la “ridefinizione dei compiti e delle funzioni, con particolare riguardo a quelle di pubblicità legale generale e di settore, di semplificazione amministrativa, di tutela del mercato, limitando e individuando gli ambiti di attività nei quali svolgere la funzione di promozione del territorio e dell'economia locale, nonché attribuendo al sistema camerale specifiche competenze, anche delegate dallo Stato e dalle regioni, eliminando le duplicazioni con altre amministrazioni pubbliche, limitando le partecipazioni societarie a quelle necessarie per lo svolgimento delle funzioni istituzionali nonché per lo svolgimento di attività in regime di concorrenza, a tal fine esplicitando criteri specifici e vincolanti, eliminando progressivamente le partecipazioni societarie non essenziali e gestibili secondo criteri di efficienza da soggetti privati”.
a) ridefinite le circoscrizioni territoriali delle Camere di Commercio nel numero di 60 (artt. da 1 a 4);
b) razionalizzate le sedi delle Camere di Commercio e delle unioni regionali e dettate disposizioni in materia di unioni regionali (art. 5);
c) razionalizzate le aziende speciali (art. 6);
d) dettate disposizioni per la razionalizzazione organizzativa delle Camere di Commercio (art. 7).
Al comma 2 dell’art. 7 è stato, inoltre, disposto che entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, il Ministero dello sviluppo economico, su proposta di Unioncamere, dovrà ridefinire:
a) i servizi che il sistema delle Camere di Commercio è tenuto a fornire sull’intero territorio nazionale, in relazione alle funzioni amministrative ed economiche di cui all’articolo 2 della legge n. 580 del 1993;
b) gli ambiti prioritari di intervento con riferimento alle funzioni promozionali di cui al medesimo articolo 2, in sede di prima attuazione del comma 4 lett. a-bis) dell’articolo 18 della medesima legge.
Nell’Allegato al decreto del 7 marzo 2019 – in vigore dal 1° maggio 2019 - vengono individuati i servizi che il sistema camerale è tenuto a fornire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle funzioni amministrative ed economiche individuate dal comma 2 dell’articolo 2 della legge n. 580 del 1993, così come sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. b),n. 2, D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 219.
Con riferimento alle funzioni promozionali, secondo quanto stabilito al comma 2 dell’art. 1, le Camere di commercio dovranno svolgere in modo prioritario, le attività relative a:
IL SISTEMA CAMERALE ITALIANO PRIMA DELLA RIFORMA
20. 1° MARZO 2018 - Costituenda Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura delle Marche
Il Ministero dello Sviluppo Economico, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n.261 pubblicata in data 13 dicembre 2017, ha adottato in data 16 febbraio 2018, previa autorizzazione da parte del Consiglio dei Ministri nella riunione dell' 8 febbraio 2018, il provvedimento di cui al comma 4 dell'art.3 del D.Lgs. n. 219/2016 con il quale ha istituito la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura delle Marche e ha previsto che i Commissari ad acta avviino le procedure per la costituzione del consiglio delle nuove camere di commercio entro il 1° marzo 2018.
Con lo stesso provvedimento è stato dichiarato inefficace il D.M. 8 agosto 2017.
Il Commissario ad acta, Dott. Michele De Vita, in data 1° marzo 2018, ha dato avvio alle procedure per la costituzione del Consiglio della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura delle Marche, mediante pubblicazione di apposito avviso.
. Se vuoi reperire iniziative, attività, documenti ed atti del Commissario ad acta per la costituzione della Camera unica Regionale delle Marche,, clicca QUI.
21. 9 OTTOBRE 2018 - istituita la Camera di commercio di Pordenone-Udine
Prosegue il processo degli accorpamenti delle Camere di commercio: il giorno 8 ottobre 2018 si è tenuto a Pordenone, a Palazzo Montereale Mantica, il primo consiglio della nuova Camera di commercio di Pordenone-Udine. Nel corso dell’appuntamento Giovanni Pozzo è stato eletto presidente del nuovo ente.
DENOMINAZIONE: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Pordenone-Udine
SEDE LEGALE: Udine, Via Morpurgo, 4
SEDE SECONDARIA: Pordenone, Corso Vittorio Emanuele II, 47
- P.IVA: 02935190302
- PEC: cciaa@pec.pnud.camcom.it
. Se vuoi accedere al nuovo sito, clicca QUI.
22. 22 OTTOBRE 2018 - istituita la Camera di commercio della Basilicata
Il 22 ottobre 2018 è nata la nuova Camera di commercio della Basilicata, a seguito dell'accorpamento delle Camere di commercio di Potenza e di Matera.
Dal 23 ottobre saranno operativi per la Camera di commercio della Basilicata:
* SEDE LEGALE: Potenza - Corso XVIII Agosto, 34 - CAP 85100 - Tel.: 0971/412211
* SEDE SECONDARIA: Matera, Via Lucana, 82 CAP 75100 - Tel. 0835/338411
- PEC istituzionale: cameradicommercio@pec.basilicata.camcom.it
- codice fiscale/partita IVA: 02019590765
- Codice Univoco Ufficio: T94M75
- IBAN: IT 12 V 05424 04297 000000000577
23. 31 OTTOBRE 2018 - istituita la Camera di commercio delle Marche
In data 31 ottobre 2018 è stata costituita la nuova Camera di Commercio delle Marche, a seguito dell'accorpamento delle Camere di Commercio di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino.
A decorrere dal 1° novembre 2018 il nuovo indirizzo PEC cui inviare le comunicazioni è cciaa@pec.marche.camcom.it.
21 NOVEMBRE 2018 - Eletta la nuova Giunta
Con l’elezione dei membri della nuova Giunta della Camera, avvenuta in data 21 novembre 2018i durante la seduta del Consiglio camerale, si completa l’iter di costituzione degli organi del nuovo Ente unico regionale.
Tra gli otto componenti di Giunta figurano di diritto il Presidente della Camera della Marche Gino Sabatini e il suo Vice, eletto sempre oggi dalla nuova Giunta nel corso della sua prima riunione, Salvatore Giordano.
La Giunta ha confermato l’assetto dirigenziale indicato dal Presidente. Presidente del nuovo ente è stato nominato il Geom. Gino Sabatini, mentre come Segretario generale f.f. è stato nominato il Dr. Fabrizio Schiavoni.
* SEDE LEGALE: Ancona - Largo XXIV Maggio, 1 - CAP 60123 - Tel.: 071 589811
* SEDI SECONDARIE:
- Ascoli Piceno - Via Luigi Mercantini, 25 - CAP 63100 - Tel.: 0736 2791
- Fermo - Corso Cefalonia, 69 - CAP 63900 - Tel.: 0734 217511
- Macerata - Via Tommaso Lauri, 7 - CAP 62100 - Tel.: 0733 2511
- Pesaro - Corso XI Settembre, 116 - CAP 61121 - Tel.: 0721 3571.
Codice Fiscale/P.IVA: 02789930423
Codice IBAN: IT89F0311102600000000001033, presso UBI Banca
C/C postale: 162628
LA NOMINA DEI COMPONENTI IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
1. 25 FEBBRAIO 2019 - ENTI DEL SISTEMA CAMERALE - Procedimento per l’individuazione dei componenti dei Collegi dei revisori di nomina ministeriale- Nuova direttiva del Ministero dello sviluppo economico
Il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato, sul proprio sito Internet istituzionale, la direttiva direttoriale del 25 febbraio 2019, che definisce il procedimento per l’individuazione dei componenti dei Collegi dei revisori degli enti del sistema camerale, richiamando la precedente Direttiva del 14 febbraio 2017, con la quale sono state fissate le nuove procedure di iscrizione all’elenco per l’accesso all’incarico di revisore dei conti degli enti del sistema camerale.
Con la direttiva del 14 febbraio 2017, ai fini del conferimento degli incarichi di cui all’art. 17, della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e dell’art. 73 del FD.P.R. n. 254/2005, venne infatti istituito, presso il Ministero dello sviluppo economico, un Elenco del personale e delle professionalità in possesso di requisiti e capacità professionali da designare nei Collegi dei revisori dei conti degli enti del sistema camerale.
Con le due circolari sono stati inoltre predisposti i modelli di dichiarazione di assenza di motivi di incompatibilità e inconferibilità relativo all’incarico in argomento.
Nella direttiva del 2019, si ricorda che con l’articolo 4 della citata direttiva del 14 luglio 2017 - operativa dal 6 luglio 2017 - sono stati fissati i seguenti criteri necessari all’individuazione del personale per il conferimento dell’incarico di revisore dei conti:
a) competenza, da valutare sulla base dei titoli di studio posseduti, della formazione e di eventuali titoli di abilitazione del personale iscritto, anche in relazione alla rilevanza, alla specificità nonché al grado di complessità dell’incarico da svolgere;
b) esperienza professionale, tenuto anche conto di quella maturata nello svolgimento di incarichi in settori analoghi ovvero nei settori d’intervento della Direzione generale competente per materia a quello per il quale si intende conferire l’incarico, nonché delle attestazioni di carriera desumibili dal curriculum vitae del personale iscritto;
c) diligenza, da valutare anche sulla base delle valutazioni/giudizi riportati negli ultimi 2 anni;
d) rotazione, tenuto anche conto degli incarichi in essere per ciascun iscritto nell’anno solare di riferimento;
e) trasparenza, per i profili connessi all’applicazione della decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
f) non rinnovabilità, oltre i due mandati consecutivi.
Con l’articolo 3 della direttiva è stato altresì previsto che per gli incarichi di revisore dei conti possono essere designate anche professionalità estranee alla Pubblica Amministrazione previa iscrizione all’Elenco degli “esterni”.
La designazione di professionalità estranee alla Pubblica Amministrazione ha luogo “limitatamente al conferimento di incarichi connotati da comprovata complessità tecnica o di contesto o dalla motivata esigenza del possesso di specifiche esperienze e/o competenze”.
La scelta delle professionalità estranee alla Pubblica Amministrazione viene effettuata unicamente tra soggetti iscritti all’Elenco.
Requisito essenziale per l’inserimento nell’Elenco è il possesso dell’iscrizione al registro dei revisori contabili.
Fatte questi premesse, il Ministero, con la direttiva del 25 febbraio 2019, nell’intento di assicurare la massima trasparenza all’iter della nomina, definisce il procedimento e i criteri di orientamento cui attenersi ai fini delle designazioni e/o nomine di competenza ministeriale.
Procedimento per l’individuazione dei componenti dei Collegi dei revisori
Al fine di assicurare massima trasparenza all’iter di nomina dei componenti dei Collegi dei revisori degli enti del sistema camerale, il Ministero definisce il procedimento e i criteri di orientamento cui attenersi per la designazione e/ nomine di competenza ministeriale. In particolare, tra gli altri, stabilisce che:
- l’individuazione del rappresentante, sia effettivo che supplente, deve essere effettuato con estrazione a sorte tra un gruppo di dieci professionalità individuate da un comitato appositamente istituito;
- i cluster di personale è scelto tra quello iscritto all’elenco tenuto dal Ministero stesso;
- in mancanza di professionalità interne si può ricorrere alle professionalità esterne tenendo conto dell’esperienza professionale acquisita in incarichi di revisione degli enti del sistema camerale e/o dell’anzianità di iscrizione al RUC;
- le designazioni e/o nomine non possono comportare l’assegnazione complessiva e contemporanea di più di tre incarichi;
- al fine di assicurare la rotazione degli incarichi il rappresentante effettivo del Ministero non può vedersi rinnovato l’incarico presso il medesimo ente se l’incarico si è concluso da meno di due anni;
- il rappresentante effettivo e supplente del Ministero è scelto per estrazione a sorte in seduta pubblica;
- successivamente alla conferma della disponibilità si procede alla formalizzazione dello schema di provvedimento di nomina;
- in ipotesi di mancata conferma della disponibilità ad accettare l’incarico, bisognerà procedere con l’individuazione di un nuovo soggetto all’interno del cluster di riferimento.
Il Ministero chiarisce che le dimissioni o la mancata accettazione della nomina, presentate senza giustificato motivo, comportano l’esclusione dal cluster di riferimento per le due sessioni di estrazione a sorte successive.
- Se vuoi scaricare il testo della direttiva 25 febbraio 2019, clicca QUI.
- Se vuoi scaricare il testo della direttiva 14 febbraio 2017, delle due circolari e dei relativi moduli allegati, clicca QUI.
. LE CAMERE DI COMMERCIO IN ITALIA - Prima e dopo la riforma (Aggiornamento a Marzo 2019).
. LEGGE 7 agosto 2015, n. 124: Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche Art. 10.
. DECRETO 16 febbraio 2018: Riduzione del numero delle camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazione delle sedi e del personale.
. DECRETO 16 febbraio 2018 - ALLEGATO A.
. DECRETO 16 febbraio 2018 - ALLEGATO B.
. DECRETO 16 febbraio 2018 - ALLEGATO C.
. DECRETO 16 febbraio 2018 - ALLEGATO D.
. DECRETO 7 febbraio 2019: Ridefinizione dei servizi che il sistema delle camere di commercio è tenuto a fornire sull’intero territorio nazionale, in relazione alle funzioni amministrative ed economiche di cui all’articolo 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 - articolo 7, comma 2, del decreto ministeriale 16 febbraio 2018
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