Source: https://www.nuove-sinergie.it/argomenti-giuridici/legge-biotestamento/
Timestamp: 2018-07-17 19:25:08+00:00

Document:
Legge biotestamento - NUOVE SINERGIE - Nuove Sinergie è un’associazione a promozione sociale che si occupa di emergenze sociali quali il disagio lavorativo e il disagio psicosociale della popolazione anziana.
MASTER PSICODIAGNOSTICA
Conferenze pedofilia
Report conferenze
Commenti alle conferenze
Ulteriori osservazioni sul disagio sociale
Legge biotestamento
CONFERENZA SULL'ADOLESCENZA
o s s e r v a t o r i G I U S T I Z I A P E N A L E M I N O R I L E | 7 2 9 c a s s a z i o n e p e n a l e - n . 0 5 - 2 0 1 2 P. 1 9 1 9 | | 729 IL TRATTAMENTO DEI MINORI SOTTOPOSTI A MESSA ALLA PROVA: GRIGLIA PER I SERVIZI PSICO-SOCIALI Intervention Programs for Youth Offenders: A Common Assessment Framework for Psycho-social Services Di seguito viene presentato il risultato di un gruppo di lavoro (*) svolto presso l’Ufficio del Giudice dell’udienza preliminare (G.u.p.) del Tribunale per i minorenni di Milano che ha consentito l’esplicitazione degli elementi conoscitivi e valutativi preliminari e necessari all’applicazione dell’istituto della messa alla prova, alle attività di osservazione, trattamento e sostegno ad esso sottese, ed alla valutazione della personalità all’esito della prova. Tali contenuti sono esposti in forma descrittiva e schematica in una “griglia” rivolta agli operatori psico-socio-educativi come guida agli aspetti diagnostici e trattamentali che la Magistratura ritiene imprescindibili nell’applicazione della norma, al fine di consentire la predisposizione e l’attuazione di progetti congrui alla specificità della casistica penale minorile ed al suo recupero maturativo. The aim of this paper is to show the results of a research group carried out in collaboration with the Youth Court of Milan and the Judge for Preliminary Hearing (G.u.p.) Office. This study was carried out to identify basic information, a preliminary assessment and needs to apply a specific intervention of probation (“messa alla prova”). As well, the study aims at also providing supervision, performance monitoring and final assessment at the end of the rehabilitation program. Research findings are synthetically summarized in a “grid” (framework) providing effective and essential guidelines for practitioners in education and psychology as well as social services in the process of assessment and intervention of youth offenders. According to the judiciary, such guidelines are crucial in the phase of the la
TESTO LINEE GUIDA VALUTAZIONE MINORI
PROBLEMATICA ANZIANI
COMMENTO AL SAGGIO GORI-NOVELLI
LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO
A cura dell’Avv.Glauco Gasperini
Il Senato ha approvato definitivamente, alla seduta del 14 dicembre 2017, la legge sul c.d. Biotestamento. Importanti innovazioni sono state introdotte per disciplinare i diritti del paziente, gli obblighi ed i limiti dei sanitari ed i compiti delle amministrazioni al fine di dar attuazione alla legge.
Vediamo, in sintesi, i contenuti della stessa.
Viene – art. 1 – dato rilievo al consenso informato che permette al paziente di conoscere in ogni momento quali siano le sue reali condizioni di salute nonché la prognosi probabile delle cure ovvero benefici/rischi dei trattamenti sanitari (sulla scorta di disposizioni di Costituzione e Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea); altresì si stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato del paziente. Il medico è tenuto a spiegare in termini comprensivi la terapia, lo stato di avanzamento della malattia, prognosi e diagnosi al paziente o a persona da esso indicata (famigliari, parte dell’unione civile, convivente o fiduciario: si supera così la formalità del rapporto famigliare in senso stretto includendo persone che realmente siano legate al paziente); altresì il paziente può rifiutare di ricevere dette informazioni.
Il consenso informato è documentato: in forma scritta o con videoregistrazione.
E’ riconosciuto il diritto di rifiutare accertamenti diagnostici o trattamenti sanitari (nutrizione ed idratazione artificiale). In caso di rifiuto il medico illustra le conseguenze della scelta anche avvalendosi di servizi di assistenza psicologica.
Il medico deve rispettare la volontà del paziente di rifiutare o rinunciare al trattamento e sarà esente da conseguenze civili o penali.
In caso di urgenza il medico ed i sanitari assicurano le cure necessarie nel rispetto della volontà del paziente se le sue condizioni cliniche consentano di recepirla.
E’ prevista una specifica formazione ed aggiornamento dei sanitari in materia di terapia del dolore e di cure palliative.
Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze anche se il paziente rifiuta il consenso al trattamento indicato (art. 2).
In caso di imminenza di morte o prognosi nefasta a breve termine, il medico deve astenersi dall’irragionevole somministrazione di cure (no all’accanimento terapeutico). In caso i trattamenti sanitari si rivelino inefficaci, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione alla terapia del dolore.
Anche al minore e all’incapace viene riconosciuto il diritto di essere informato sulle scelte relative alla propria salute in modo a lui comprensibile, al fine di esprimere una autonoma volontà. Il consenso informato al trattamento sanitario sarà poi espresso dai genitori o dal tutore che dovranno tener conto della volontà dei pazienti.
L’art. 4 norma le Disposizione Anticipate di Trattamento (DAT) che contengono le volontà della persona in relazione a trattamento sanitario, consensi/rifiuti di accertamenti o scelte terapeutiche per un evento futuro che possa compromettere la capacità di autodeterminarsi; si tratta, in sostanza, di un testamento biologico per l’evenienza che la persona, al momento del bisogno, non possa esprimere le sue volontà.
Quanto alla forma:
- la persona può indicare un fiduciario che si relazioni coi sanitari;
-devono essere redatte per atto pubblico, per scrittura privata autenticata o per scrittura privata consegnata dal disponente all’ufficio dello stato civile o presso le strutture sanitarie; non sono previsti costi di nessun tipo per la registrazione e vengono annotate in apposito registro.
Il medico dovrà sempre rispettare le DAT fuorchè quando le evoluzioni scientifiche ne manifestino la incongruenza rispetto alla posizione clinica del paziente.
Nella relazione tra paziente e medico in caso di patologia cronica ed invalidante caratterizzata da una progressione, può essere prevista una pianificazione condivisa delle cure, alla quale i sanitari dovranno attenersi per il caso che il paziente non sia più in grado di assumere/comunicare le proprie decisioni.
Ecco il testo della legge sul Biotestamento, approvato in aprile dalla Camera e oggi, 14 dicembre 2017, dal Senato in via definitiva.
Art. 1. (Consenso informato)
1. La presente legge, nel rispetto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.
2. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l'autonomia decisionale del paziente e la competenza, l'autonomia professionale e la responsabilità del medico. Contribuiscono alla relazione di cura, in base alle rispettive competenze, gli esercenti una professione sanitaria che compongono l'équipe sanitaria. In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell'unione civile o il convivente ovvero una persona di fiducia del paziente medesimo.
3. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefìci e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi. Può rifiutare in tutto o in parte di ricevere le informazioni ovvero indicare i familiari o una persona di sua fiducia incaricati di riceverle e di esprimere il consenso in sua vece se il paziente lo vuole. Il rifiuto o la rinuncia alle informazioni e l'eventuale indicazione di un incaricato sono registrati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
4. Il consenso informato, acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano di comunicare. Il consenso informato, in qualunque forma espresso, è inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
5. Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme di cui al comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento, con le stesse forme di cui al comma 4, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento. Ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l'idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici. Qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se questi acconsente, ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente medesimo, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica. Ferma restando la possibilità per il paziente di modificare la propria volontà, l'accettazione, la revoca e il rifiuto sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
6. Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali; a fronte di tali richieste, il medico non ha obblighi professionali.
7. Nelle situazioni di emergenza o di urgenza il medico e i componenti dell'équipe sanitaria assicurano le cure necessarie, nel rispetto della volontà del paziente ove le sue condizioni cliniche e le circostanze consentano di recepirla.
8. Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura.
9. Ogni struttura sanitaria pubblica o privata garantisce con proprie modalità organizzative la piena e corretta attuazione dei princìpi di cui alla presente legge, assicurando l'informazione necessaria ai pazienti e l'adeguata formazione del personale.
10. La formazione iniziale e continua dei medici e degli altri esercenti le professioni sanitarie comprende la formazione in materia di relazione e di comunicazione con il paziente, di terapia del dolore e di cure palliative.
11. È fatta salva l'applicazione delle norme speciali che disciplinano l'acquisizione del consenso informato per determinati atti o trattamenti sanitari.
Art. 2.(Terapia del dolore, divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e dignità nella fase finale della vita)
1. Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38.
2. Nei casi di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente.
3. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
Art. 3. (Minori e incapaci)
1. La persona minore di età o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, nel rispetto dei diritti di cui all'articolo 1, comma 1. Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nelle condizioni di esprimere la sua volontà.
2. Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore nel pieno rispetto della sua dignità.
3. Il consenso informato della persona interdetta ai sensi dell'articolo 414 del codice civile è espresso o rifiutato dal tutore, sentito l'interdetto ove possibile, avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita della persona nel pieno rispetto della sua dignità.
4. Il consenso informato della persona inabilitata è espresso dalla medesima persona inabilitata. Nel caso in cui sia stato nominato un amministratore di sostegno la cui nomina preveda l'assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario, il consenso informato è espresso o rifiutato anche dall'amministratore di sostegno ovvero solo da quest'ultimo, tenendo conto della volontà del beneficiario, in relazione al suo grado di capacità di intendere e di volere.
5. Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l'amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) di cui all'articolo 4, o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria.
Art. 4. (Disposizioni anticipate di trattamento)
1. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.
2. Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere. L'accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo, che è allegato alle DAT. Al fiduciario è rilasciata una copia delle DAT. Il fiduciario può rinunciare alla nomina con atto scritto, che è comunicato al disponente.
3. L'incarico del fiduciario può essere revocato dal disponente in qualsiasi momento, con le stesse modalità previste per la nomina e senza obbligo di motivazione.
4. Nel caso in cui le DAT non contengano l'indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace, le DAT mantengono efficacia in merito alle volontà del disponente. In caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un amministratore di sostegno, ai sensi del capo I del titolo XII del libro I del codice civile.
5. Fermo restando quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 1, il medico è tenuto al rispetto delle DAT, le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, si procede ai sensi del comma 5 dell'articolo 3.
6. Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all'annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora ricorrano i presupposti di cui al comma 7. Sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni.
7. Le regioni che adottano modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale possono, con proprio atto, regolamentare la raccolta di copia delle DAT, compresa l'indicazione del fiduciario, e il loro inserimento nella banca dati, lasciando comunque al firmatario la libertà di scegliere se darne copia o indicare dove esse siano reperibili.
8. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, le regioni e le aziende sanitarie provvedono a informare della possibilità di redigere le DAT in base alla presente legge, anche attraverso i rispettivi siti internet.
Art. 5. (Pianificazione condivisa delle cure)
1. Nella relazione tra paziente e medico di cui all'articolo 1, comma 2, rispetto all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico e l'équipe sanitaria sono tenuti ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità.
2. Il paziente e, con il suo consenso, i suoi familiari o la parte dell'unione civile o il convivente ovvero una persona di sua fiducia sono adeguatamente informati, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, in particolare sul possibile evolversi della patologia in atto, su quanto il paziente può realisticamente attendersi in termini di qualità della vita, sulle possibilità cliniche di intervenire e sulle cure palliative.
3. Il paziente esprime il proprio consenso rispetto a quanto proposto dal medico ai sensi del comma 2 e i propri intendimenti per il futuro, compresa l'eventuale indicazione di un fiduciario.
4. Il consenso del paziente e l'eventuale indicazione di un fiduciario, di cui al comma 3, sono espressi in forma scritta ovvero, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, attraverso video-registrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare, e sono inseriti nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia, su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.
5. Per quanto riguarda gli aspetti non espressamente disciplinati dal presente articolo si applicano le disposizioni dell'articolo 4.
Art. 6. (Norma transitoria)
1. Ai documenti atti ad esprimere le volontà del disponente in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il comune di residenza o presso un notaio prima della data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le disposizioni della medesima legge.
Art. 7. (Clausola di invarianza finanziaria)
1. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 8. (Relazione alle Camere)
1. Il Ministro della salute trasmette alle Camere, entro il 30 aprile di ogni anno, a decorrere dall'anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, una relazione sull'applicazione della legge stessa. Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di febbraio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal Ministero della salute.
c.f. 97755230154
Via Lomonaco 3 - 20131 Milano
nuovesinergie.aps@gmail.com
Tel. 347.5893603

References: art. 1

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8