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Timestamp: 2020-08-05 00:01:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18905 del 28/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18905 del 28/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/07/2017, (ud. 18/05/2017, dep.28/07/2017), n. 18905
G.A., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato FEDELE
avverso la sentenza n. 3009/2015 del TRIBUNALE di SALERNO, depositata
il 29/06/2015;
partecipata del 18/05/2017 dal Consigliere Dott. RUBINO LINA.
Nel 2005, G.A. conveniva in giudizio la SIS Assicurazioni, poi Milano Ass.ni, oggi UnipolSai, per sentirla condannare al risarcimento dei danni riportati alla vettura a seguito di un sinistro stradale con altra vettura verificatosi nel (OMISSIS).
La domanda risarcitoria del G. veniva accolta dal giudice di pace adito, per un importo ritenuto dall’attore inidoneo a costituire una integrale riparazione del danno.
L’appello del G., volto ad una più congrua liquidazione dei danni riportati, veniva accolto e il tribunale liquidava in suo favore l’importo esattamente richiesto. Al contempo, condannava la Milano Assicurazioni al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio, riliquidando quelle di primo grado in unico importo con quelle d’appello, e disponendone la liquidazione in favore del procuratore dichiaratosi antistatario.
G.A. propone due motivi di ricorso per cassazione relativi esclusivamente alla liquidazione delle spese di lite nei confronti di UnipolSai Ass.ni s.p.a., per la cassazione della sentenza n. 3009 del 2015 pronunciata dal Tribunale di Salerno il 29.6.2015.
La UnipolSai, intimata, non ha svolto nessuna attività difensiva in questa sede.
Con il primo motivo, il ricorrente deduce la violazione di legge richiamando il D.M. n. 55 del 2014, artt. 2,4 e 5, del Ministero della Giustizia, lamentando che le spese di lite siano state liquidate unitariamente per il primo grado e l’appello ed in misura troppo esigua, inferiore ai minimi dei parametri di legge e discostandosi dalla nota spese depositata senza alcuna motivazione in proposito.
Il giudice di merito è incorso in una duplice violazione di legge.
In primo luogo, in tema di spese giudiziali, il giudice deve liquidare in modo distinto spese ed onorari in relazione a ciascun grado del giudizio, poichè solo tale specificazione consente alle parti di controllare i criteri di calcolo adottati e di conseguenza le ragioni per le quali sono state eventualmente ridotte le richieste presentate nelle note spese (Cass. n. 19623 del 2016).
A ciò va aggiunto che in presenza di una nota spese specifica prodotta dalla parte vittoriosa, il giudice non può rideterminare globalmente i diritti di procuratore e gli onorari di avvocato in misura inferiore a quelli esposti, ma deve motivare adeguatamente l’eliminazione o la riduzione delle singole voci, non può invece totalmente prescinderne per liquidare in modo autonomo – e totalmente difforme – gli importi dovuti al professionista per la sua attività (v. Cass. n. 24635 del 2014). Invece, il secondo motivo di ricorso è infondato, atteso che l’accoglimento dell’appello, anche se comporta come nella specie un accoglimento ancor più radicale della domanda proposta in primo grado, produce in ogni caso la caducazione delle sentenza di primo grado ed impone al giudice di appello la necessità di riliquidare anche d’ufficio le spese del giudizio di primo grado.
La Corte peraltro, non essendo necessari nuovi accertamenti istruttori può avvalersi della facoltà di decidere la causa nel merito, ex art. 384 c.p.c., comma 2, e per l’effetto liquida in favore del ricorrente a titolo di spese legali per il giudizio di primo grado Euro 3.000,00 e per il giudizio di appello Euro 2.600,00, le cui voci sono meglio dettagliate in dispositivo.

References: Sentenza 
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 sentenza 
 Cass. 
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 art. 384