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Timestamp: 2020-01-25 07:18:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 33981 del 19/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33981 del 19/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 19/12/2019, (ud. 22/10/2019, dep. 19/12/2019), n.33981
sul ricorso 8103/2018 proposto da:
B.E. e J.B., elettivamente domiciliati in Roma,
via Flaminia 109, presso lo studio dell’Avv. Condorelli Pietro, che
avverso la sentenza n. 175/2018 della CTR di Roma, depositata il
Con sentenza n. 175/2018, depositata il 12/01/2018, la CTR di Roma, ha confermato la decisione di primo grado, con la quale era stato accolto il ricorso presentato da B.E. e J.B. contro l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), con cui l’Agenzia delle entrate, ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, aveva provveduto alla revisione parziale del classamento dell’unità immobiliare di loro proprietà, sita in (OMISSIS) (categoria Al), innalzandolo dalla classe 2 alla classe 3.
Avverso la sentenza di appello, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, con atto notificato il 14/03/2018, formulando un unico motivo di impugnazione.
Gli intimati hanno resistito con controricorso, eccependo in via pregiudiziale l’inammissibilità del ricorso avversario.
Trasmesso il fascicolo alla sezione semplice con ordinanza interlocutoria del 20/03/2019, i controricorrenti hanno depositato memoria illustrativa delle loro difese.
2. Con il primo e unico motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate censura la sentenza impugnata prospettando la violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la CTR erroneamente ritenuto che la rettifica del classamento di un modello DOCFA, avvenuta ben sette prima della revisione del classamento impugnata, potesse essere sufficiente a soddisfare l’onere della prova contraria da parte del contribuente, perchè l’Amministrazione aveva evidenziato nell’avviso di accertamento tutti gli elementi necessari alla revisione del classamento (valore medio catastale e di mercato per ogni microzona e superamento della soglia di significatività con i relativi prospetti di calcolo, cambiamenti del tessuto urbano anche notori che hanno determinato la rivalutazione di tutto il patrimonio immobiliare della zona e della connessa redditività).
3. Si deve subito rilevare che la censura riguarda la parte della sentenza di appello in cui il giudice di merito ha dato rilievo, ai fini della legittimità dell’atto di accertamento catastale, alla mancanza della motivazione in ordine alla necessità di procedere alla revisione del classamento, nonostante la specifica unità immobiliare fosse stata già oggetto di variazione catastale sette anni prima, che aveva portato all’attribuzione della classe 2 (divenuta classe 3 con l’atto impugnato).
In particolare, il giudice di appello ha affermato che “Nel caso di specie, i contribuenti hanno evidenziato come già nel 2006 (quindi quando già era entrata in vigore la L. n. 311 del 2004) l’immobile avesse subito una variazione catastale e che a fronte di tale oggettiva circostanza l’Amministrazione, nel provvedimento del 2013, non ha giustificato la necessità di un’ulteriore revisione. La totale assenza di motivazione sul punto rende illegittimo l’avviso di accertamento impugnato”.
Secondo la ricorrente infatti, l’intervenuta variazione catastale non incide sui presupposti per operare la revisione del classamento ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, dato dallo scostamento superiore al 35% del rapporto tra il valore medio di mercato e il valore medio catastale dei beni nella microzona di appartenenza dell’immobile in questione rispetto al medesimo rapporto nelle altre microzone.
4. Il motivo di ricorso è però infondato e deve essere respinto.
In altre parole, per adeguare il classamento alla realtà delle effettive caratteristiche costruttive ed edilizie, anche sopravvenute, di ciascun immobile, considerato isolatamente, sono previste le prime due diverse procedure di revisione sopra descritte. La revisione del classamento disciplinato dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, si inserisce, invece, in un fenomeno massivo, che riguarda la zona a cui conseguentemente sul valore di quest’ultimo.
Ovviamente, qualora l’Amministrazione finanziaria faccia descritte procedure di revisione del classamento, non può poi, nel corso del giudizio, legittimare la sua pretesa invocando condizioni e fattori che non siano rilevanti per la specifica procedura di revisione intrapresa, anche se sono idonei a giustificare la revisione del classamento nel quadro di una procedura diversa (v. in tal senso Cass., Sez. 5, n. 23046 del 17/09/2019).
4.8. In tale quadro, correttamente la CTR ha ritenuto che l’atto di accertamento non fosse compiutamente motivato, in quanto la circostanza dell’intervenuta variazione catastale, operata solo sette anni prima del nuovo classamento, avrebbe dovuto essere ivi valutata dall’Amministrazione, la quale avrebbe dovuto spiegare, con riferimento a quella specifica unità immobiliare, che cosa fosse successo nei sette anni intercorsi tra la precedente revisione e l’ultima, da giustificare il cambiamento della classe con il provvedimento impugnato.
Solo in questo modo il contribuente avrebbe potuto comprendere le ragioni del nuovo classamento, in modo tale da poter valutare se condividere la scelta operata dall’Amministrazione o difendersi da essa.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 1
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