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Timestamp: 2019-05-22 11:14:16+00:00

Document:
Tessili - Calzaturifici, Operai: CCNL, 31 maggio 1948
Data firma: 31 maggio 1948
Validità: 01.05.1948 - 30.04.1950
Parti: Anci-Confindustria e Fila-Cgil
Settori: Tessili, Calzature, Operai
Art. 1. - Assunzione - Documenti di lavoro - Residenza e domicilio.
Art. 11. - Inizio e fine del lavoro.
Art. 23. - Reclami sulla paga.
Art. 35. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 36. - Visite d’inventario e di controllo. Art. 37. - Consegna e conservazione utensili e materiali.
Art. 55. - Abrogazione dei precedenti contratti. Opzione. Condizioni di miglior favore.
Allegato A - Regolamentazione del lavoro a domicilio
Allegato B - Nota illustrativa per il computo dell’indennità di anzianità
Contratto collettivo nazionale di lavoro normativo e salariale per gli operai, 31 maggio 1948
In Milano, presso la sede dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci), tra l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci) […], con l’intervento, di una rappresentanza delle aziende industriali […] e con l'assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana […] e la Federazione Italiana Lavoratori Abbigliamento (Fila) […], con l’intervento di una rappresentanza dei Sindacati Provinciali […], con l’assistenza della Confederazione Generale del Lavoro […], è stato stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro da valere in tutto il territorio nazionale per gli operai dipendenti dalle aziende industriali che producono qualsiasi tipo di calzature o pantofole in pelle, e di tomaie - prodotte a macchina, a mano o miste - nonché dalle fabbriche di calzature di gomma non annesse agli stabilimenti per la produzione della gomma.
Per il lavoro delle donne e dei fanciulli valgono le norme della legge 26 aprile 1934, n. 653, nonché le disposizioni contenute nel regio decreto 7 agosto 1936, n. 1720, relative alle operazioni inerenti alla manipolazione di colori, vernici e solventi pericolosi alla salute, qualora ricorrano gli estremi di applicazione della legge stessa.
A) È considerato apprendista chiunque sia assunto in una azienda in età fra i 14 e 18 anni per gli uomini, e dai 14 ai 20 anni per le donne, allo scopo di acquistare la capacità necessaria per diventare operaio qualificato, mediante addestramento pratico.
G) Il periodo di servizio già prestato presso altre aziende sarà computato per intero ai fini del compimento del periodo di apprendistato sempre che l’addestramento riguardi le stesse mansioni e non sia intercorsa una sospensione superiore ai 18 mesi.
E) Nel caso che l’apprendista durante il periodo di apprendistato venga adibito ad altre lavorazioni per le quali sia previsto un periodo di tirocinio, il precedente periodo di apprendistato effettivamente prestato sarà totalmente computato tanto agli effetti di passaggio alla categoria operaia quanto per la determinazione del salario, salvo il caso in cui il passaggio avvenga nel periodo di 60 giorni dalla data di assunzione.
F) Durante il periodo di tirocinio l’apprendista non deve essere adibito a lavori diversi da quelli attinenti alla specialità professionale a cui si riferisce il tirocinio e sottoposto a lavori superiori alle sue forze fisiche e comunque pericolosi e nocivi alla salute nei limiti delle disposizioni della Legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli. Il datore di lavoro deve inoltre accordare all’apprendista, senza operare alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi necessari perché frequenti i corsi per la formazione professionale.
G) L’apprendista, durante il periodo di tirocinio, deve lavorare ad economia; nel caso venga adibito a lavoro a cottimo l’apprendista acquista automaticamente la qualifica di operaio qualificato anche sé non sono trascorsi i termini di durata massima del periodo di apprendistato e dovrà avere il relativo trattamento retributivo e normativo.
assunti in età dai 16 ai 18 anni: durata apprendistato anni 2½
assunti in età dai 14 ai 16 anni: durata apprendistato anni 2½
assunti in età dai 16 ai 18 anni: durata apprendistato anni 2
assunti in età dai 18 ai 20 anni: durata apprendistato anni 1
Le organizzazioni contraenti convengono sulla necessità di dare impulso alla istruzione professionale come mezzo per affinare le capacità tecniche delle maestranze e per migliorare ed aumentare il loro rendimento produttivo.
Nessun operaio può cessare il lavoro né comunque lasciare il proprio posto prima del segnale di cessazione del lavoro.
L’entrata e uscita degli operai negli stabilimenti verrà disciplinata nei regolamenti interni di ogni singola azienda, come pure il controllo della presenza al posto di lavoro.
È consentito che il compimento dell’orario settimanale di lavoro sia ottenuto mediante recupero, a regime normale, nel corso della settimana.
Fanno eccezione alle disposizioni anzidette gli operai adibiti I ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia.
È consentita la facoltà di recupero, a regime normale, delle ore o dei periodi di sospensione di lavoro dovuti a cause di forza maggiore, nonché di quelli dovuti a soste concordate fra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un'ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni susseguenti al periodo in cui è avvenuta l'interruzione, salvo quanto stabilito all’articolo riguardante il pomeriggio del sabato.
Le disposizioni concernenti la maggiorazione per il lavoro compiuto in domenica non si applicano agli operai addetti a mansioni discontinue, di semplice attesa e di custodia che prestano, legge consentendo, la loro opera in domenica, usufruendo del prescritto riposo in altro giorno della settimana.
Qualora gli operai addetti a lavori discontinui, di semplice attesa e di custodia lavorassero nel giorno fissato per il riposo, avranno diritto alla maggiorazione in vigore per il lavoro festivo, mentre un altro giorno della stessa settimana sarà fissato per il riposo compensativo.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite dell’articolo 10, ossia oltre le 8 ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario e oltre le ore 10 giornaliere e le 60 settimanali per i lavoratori di cui al secondo comma del predetto articolo 10.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nella domenica oppure nei giorni di riposo compensativo, di cui all'articolo 15, e nelle festività nazionali.
A) Tutti gli operai dovranno essere retribuiti a economia oppure a cottimo.
Qualora le donne vengano destinate a compiere dei lavori che tradizionalmente sono compiuti da maestranze maschili, a parità di condizioni di lavoro e di rendimento qualitativo e quantitativo, sarà corrisposta la paga contrattuale prevista per l’uomo.
Agli operai che, per ragioni di lavoro, vengano trasferiti in zone riconosciute malariche compete una speciale indennità da fissarsi da parte delle rispettive organizzazioni sindacali locali.
L’operaio che abbia una anzianità di 12 mesi consecutivi presso l'azienda, in cui è occupato avrà diritto, ogni anno, ad un periodo di ferie con la corresponsione della retribuzione giornaliera globale di fatto percepita, in ragione di:
12 giorni lavorativi (pari a 96 ore) per gli aventi anzianità da uno a otto anni compiuti;
13 giorni lavorativi (pari a ore 104) per gli aventi anzianità da oltre otto anni fino ai quindici anni compiuti;
15 giorni lavorativi (pari a ore 120) por gli aventi un’anzianità superiore ai quindici anni.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, le aziende conserveranno il posto alle operaie per un periodo che in ogni caso non potrà essere superiore ai sei mesi, di cui 3 mesi prima della data presunta per il parto ed il rimanente durante il puerperio.
Ai fini del trattamento economico, in armonia alle norme previste dall’accordo interconfederale stipulato il 14 agosto 1946, le aziende corrisponderanno «alle gestanti che si assenteranno dal lavoro per un periodo di tre mesi prima del parto e di sei settimane dopo il parto, un trattamento pari ai due terzi della retribuzione normale, intendendosi per tale la retribuzione media realizzata negli ultimi due periodi di paga immediatamente precedenti all’assenza, comprensiva dell’indennità di contingenza».
Qualora per il trattamento in caso di gravidanza e puerperio intervenissero norme di carattere generale, di legge o di contratto, il trattamento di cui al presente articolo è assorbito, e sostituito fino alla concorrenza del trattamento economico che sarà disposto con dette norme.
Là dove esiste, o fosse in seguito redatto dall’azienda, un regolamento interno, lo stesso non potrà contenere norme in contrasto con quelle previste dal presente contratto e con le norme interconfederali vigenti sui compiti delle Commissioni interne, dovrà essere osservato dalle maestranze ed esposto in luogo chiaramente visibile.
Salvo speciale permesso non è consentito all’operaio di entrare o di trattenersi nello stabilimento in ore fuori del proprio orario di lavoro. La stessa disposizione vale per gli operai sospesi o licenziati.
All’operaio che ne faccia domanda saranno concessi dei brevi permessi per improrogabili giustificate necessità. Normalmente il permesso deve essere chiesto nella prima ora di lavoro.
Art. 37. - Consegna e conservazione utensili e materiali.
L’operaio non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza averne avuta autorizzazione da chi di dovere. Qualunque variazione (la lui fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi per i danni avuti.
Tanto l’azienda come l’operaio sono tenuti all’osservanza delle norme di legge e delle disposizioni emanate dagli organi competenti relative alla tutela dell’igiene e alla prevenzione degli infortuni e delle malattie nel campo del lavoro.
A titolo esemplificativo: le macchine devono essere provviste dei necessari dispositivi di protezione; quelle adibite a lavorazione producente polvere delle bocche di aspirazione; i locali devono essere in normali condizioni di aerazione, pulizia, illuminazione e riscaldamento e assicurare conveniente spazio in relazione al numero degli operai.
Le mancanze dell’operaio daranno luogo, a seconda della loro gravità, alla applicazione delle seguenti sanzioni:
b) multa fino ad un importo massimo di 3 ore di paga e di contingenza;
c) sospensione dal lavoro lino a un massimo di 3 (tre) giorni;
Incorre nei provvedimenti della multa o della sospensione l’operario:
e) che, ritardi l’inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza preavvertirne il superiore diretto o senza giustificato motivo;
d) che, eseguisca con negligenza il lavoro affidatogli;
e) che, contravvenga al divieto di fumare, espressamente avvertito con apposito cartello, laddove ragioni tecniche o di sicurezza consiglino tale divieto;
f) che, costruisca entro lo stabilimento oggetti per proprio uso, con lieve danno dell’azienda;
g) che, per disattenzione procuri guasti non gravi o sperpero non grave di materiale dell’azienda; che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità nell'andamento del lavoro;
i) che, in qualunque modo trasgredisca alle norme del presente contratto e dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all’igiene.
1) Con la perdita dell’indennità dì preavviso, ma non dell’indennità di anzianità.
Tale provvedimento si applica nei confronti dell’operaio che sia recidivo nelle mancanze di cui all’articolo precedente (multe e sospensioni) o che commetta gravi infrazioni alla disciplina od alla diligenza del lavoro.
f) diverbio litigioso, seguito da vie di fatto, avvenuto nel recinto dello stabilimento che rechi grave perturbamento alla vita aziendale;
i) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’articolo precedente (multe e sospensioni).
g) recidiva nella colpa di cui al punto g) dell’articolo precedente (multe e sospensioni) qualora vi sia dolo.
Per la disciplina del lavoro a domicilio valgono le norme di cui all’allegato n. 1. Regolamentazione del lavoro a domicilio.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Commissioni interne o dei Delegati d’impresa, previste dal relativo accordo interconfederale, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative dirette tra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
Le parti si danno reciprocamente atto che stipulando il presente contratto non hanno inteso modificare le condizioni individuali più favorevoli acquisite dall’operaio.
Per quanto non regolato dal presente contratto valgono le norme di legge e degli accordi interconfederali.
Il presente contratto annulla e sostituisce, dalla data della sua applicazione, i contratti collettivi nazionali e provinciali integrativi preesistenti per le categorie di operai cui si riferiscono le regolamentazioni del contratto stesso.
Peraltro per quanto concerne i predetti altri accordi provinciali ed accordi aziendali, le parti interessate si consulteranno per proporre poi alle rispettive competenti organizzazioni sindacali periferiche l’accordo per l’opzione - in relazione a singoli istituti - fra le norme di cui alla corrispondente regolamentazione del presente contratto e quelle degli accordi in questione regolanti i singoli stessi istituti.
Addì 31 maggio 1948 in Milano presso la sede dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci), tra l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci) […], con l’intervento in rappresentanza delle aziende industriali […] e con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana […] e la Federazione Italiana Lavoratori Abbigliamento (Fila) […], con l’intervento in rappresentanza dei Sindacati Provinciali […], con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro […], è stato stipulato il presente accordo aggiuntivo per la Regolamentazione del lavoro a domicilio nell’industria calzaturiera, in applicazione del disposto dell’articolo 52 del Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai addetti all’industria calzaturiera, stipulato in data 31 maggio 1948.
Sono considerati lavoranti a domicilio gli operai di ambo i sessi che per conto di uno o più datori di lavoro eseguono, nella propria abitazione o comunque in locali che non siano di pertinenza del datore di lavoro né sottoposti alla sua diretta sorveglianza, lavoro subordinato retribuito, ricevendo a cura e a spese del datore di lavoro, stesso le materie prime e gli accessori occorrenti per le lavorazioni.
Per essere considerato tale il lavorante a domicilio non deve eseguire, per conto proprio o di terzi, lavori che siano in concorrenza con il datore di lavoro e non deve recare, comunque, pregiudizio alla produzione dell’impresa.
Per essere considerato tale, il lavorante a domicilio non deve avere alle proprie dipendenze personale salariato o comunque retribuito.
Tutti i lavoranti a domicilio dovranno essere muniti, a cura dei rispettivi datori di lavoro, di uno speciale libretto personale di controllo o documento equipollente, a madre e figlia, su cui, a cura del datore di lavoro, dovranno essere annotati i seguenti dati:
Con la sottoscrizione della parte I) - Consegna del lavoro - di cui all’articolo 2, il lavoratore a domicilio assume nei confronti del datore di lavoro la responsabilità di tutto il materiale che riceve in consegna nonché quella per la esatta e tempestiva esecuzione e riconsegna del lavoro, in conformità alle istruzioni ricevute.
B) Base del computo sarà la misurazione tecnica del tempo normalmente necessario ad un operaio di normale capacità professionale per compiere quelle operazioni o quei gruppi di operazioni richieste all’operaio.
Per tutto guanto non è stato espressamente disposto nella presente regolamentazione del lavoro a domicilio valgono le norme di legge e quelle stabilite dal contratto per gli operai interni dell’industria calzaturiera, stipulato in data 31 maggio 1948, in quanto tali norme siano compatibili con la specialità del rapporto.

References: Art. 1

Art. 11

Art. 23

Art. 35

Art. 36
 Art. 37

Art. 55
 articolo 10

Art. 37