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Timestamp: 2018-03-19 08:44:12+00:00

Document:
Cassazione civile, 21/02/2018, (ud. 08/06/2017, dep.21/02/2018), n. 4133
Dott. CIRILLO  Francesco Maria                     -  Consigliere  -
Dott. POSITANO Gabriele                       -  rel. Consigliere  -
sul ricorso 19740/2016 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE ANGELICO 38,
presso lo studio dell'avvocato ELENA ALLOCCA, che la rappresenta e
difende unitamente e disgiuntamente all'avvocato UGO BERTAGLIA;
GUCCIO GUCCI S.P.A. - C.F. (OMISSIS), in persona dei legali
MONTE ZEBIO 28, presso lo studio dell'avvocato GIUSEPPE CILIBERTI,
avverso la sentenza n. 1217/2015 della CORTE D'APPELLO di FIRENZE,
partecipata dell'8/06/2017 dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO.
con atto di citazione del 29 novembre 2006 S.A. evocava in giudizio, davanti al Tribunale di Firenze, la società Guccio Gucci S.p.A. chiedendo il risarcimento dei danni. Esponeva che il giorno 21 luglio 2004 si era recata presso la sala mostra di Gucci, sita in (OMISSIS), al fine di visionare i nuovi campionari della casa di moda e mentre si trovava sulla rampa posta all'interno dell'atelier, poggiando la propria scarpa destra sulla moquette che costituiva la corsia centrale di discesa della scala, a causa del notevole gioco rispetto alla battuta del relativo gradino e per l'usura della moquette, aveva perso l'equilibrio, scivolando verso il basso e provocandosi ripetute lesioni. Il Tribunale di Firenze con sentenza del 13 ottobre 2008 rigettava la domanda;
avverso tale decisione proponeva impugnazione S.A., con atto di appello del 12 ottobre 2009, reiterando, tra l'altro, la richiesta di ammissione delle prove ritenute irrilevanti in primo grado. Con sentenza del 25 giugno 2015 la Corte d'Appello di Firenze confermava la decisione resa dal Tribunale;
avverso tale decisione propone ricorso per cassazione S.A. sulla base di due motivi. Resiste in giudizio con controricorso la società Guccio Gucci s.p.a. La ricorrente deposita memorie ex art. 380 bis c.p.c..
con il primo motivo la ricorrente lamenta la violazione dell'art. 2051 c.c., e dell'art. 167 c.p.c., nonchè omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 5. La motivazione della Corte appare censurabile nella parte in cui ha ritenuto insussistente la prova del nesso di causalità, tra le condizioni della moquette e la caduta dell'attrice. Al contrario, la fattispecie era riconducibile all'ipotesi di omessa custodia ed avrebbe dovuto gravare sulla società Guccio Gucci la prova del fortuito e non sull'attrice, quella del nesso causale che, nel caso di specie, derivava dai dati pacifici dell'obbligo di custodia dei locali in capo alla società convenuta e dall'allegazione dell'evento dannoso, rappresentato dalla caduta della S.;
il primo motivo è inammissibile per difetto di specificità. Premessa la pacifica riconducibilità della fattispecie all'ipotesi ex art. 2051 c.c., e la circostanza non contestata della qualità di custode della società Guccio Gucci, il profilo centrare riguarda la prova del nesso causale, che grava necessariamente sull'attore e che non va inteso quale dimostrazione dell'evento dannoso (la rovinosa caduta dell'attrice), ma ovviamente, quale prova che il danno era stato determinato dalla cosa in custodia per il proprio dinamismo e cioè che l'attrice era rovinata per terra a causa delle cattive, con il secondo motivo deduce la violazione dell'art. 244 c.p.c., e ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 5, l'omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio dolendosi della non adeguata valutazione dello stato dei luoghi e della mancata ammissione delle prove relative anche alle caratteristiche della moquette, contestando che con le stesse si richiedesse ai testimoni di esprimere un giudizio o una valutazione, mentre, invece, l'oggetto della prova riguardava la rappresentazione di un dato fattuale riscontrato in occasione dell'evento;
il secondo motivo è fondato nei termini che seguono. Innanzitutto, il Collegio ha appurato che il capitolo di prova 5) oggetto di ricorso ha il medesimo contenuto del corrispondente capitolo di prova oggetto delle memorie ex art. 184 c.p.c. tempestivamente formulate in primo grado dall'attrice e ciò consente di superare i profili di inammissibilità per novità della formulazione della prova evidenziati dalla Corte territoriale. Il motivo è privo di interesse in relazione ai capitoli nn. 1, 2, 4 e 6, giacchè i fatti che ne sono oggetto si dicono incontestati dalla stessa sentenza di merito o, comunque, non sono finalizzati a dimostrare che l'evento rovinoso si sarebbe effettivamente verificato con le specifiche modalità indicate dalla ricorrente e cioè per avere l'attrice inciampato sulla moquette sollevata e sfilacciata e non per altra causa. A contrario i capitoli nn. 3, 5 ed 8 concernono dati di fatto ed, in particolare, le posizioni n. 3 e 5 riguardano il profilo centrale delle modalità con le quali l'attrice sarebbe inciampata e le caratteristiche del manufatto ("la moquette di avviluppava intorno al piede destro" "non fissata sullo scalino"). Pertanto in questi termini il motivo deve trovare accoglimento perchè è fondata la violazione dell'art. 244 c.p.c., determinando alla Corte territoriale di espletare la prova testimoniale sui capitoli sopra indicati;
ne consegue che il ricorso per cassazione deve essere accolto limitatamente al secondo motivo; la sentenza va cassata con rinvio, atteso che, la Corte territoriale ha erroneamente rigettato la richiesta di prova testimoniale formulata dall'attrice.
La Corte accoglie il secondo motivo per quanto di ragione, dichiara inammissibile il primo motivo;
cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte d'Appello di Firenze, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta della Corte Suprema di Cassazione, il 8 giugno 2017.

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 380
 art. 2051
 art. 184
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