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Timestamp: 2019-02-18 06:57:53+00:00

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Lunedi, 18 febbraio 2019 ore 07:57
ANNO NUOVO SCADENZE NUOVE
Pubblicato Domenica, 23 Febbraio 2014 00:00
Affitto o Locazione
L'affitto, o locazione è un contratto, con il quale un soggetto locatore, si obbliga a far godere un immobile ad un'altra parte conduttore per un periodo di tempo determinato, in cambio di un corrispettivo.
Dal 01 gennaio 2014 è scattato il divieto di pagare in contanti l'affitto di abitazioni (comprese quelle turistiche, transitorie e per studenti). Fanno eccezione solo gli alloggi di edilizia pubblica residenziale. Sono naturalmente esclusi i canoni di locazione di negozi e uffici e in generale di ogni immobile che non abbia destinazione abitativa. Sono inclusi nella norma le pertinenze dell'abitazione principale
L'obbligo del pagamento con mezzi tracciabili scatta a prescindere dall'ammontare del canone di locazione, infatti non si applica nemmeno la norma sull'antiriciclaggio D.Lgs 231/2007 che prevede il limite di 1.000,00.
Si precisa che l'obbligo scatta dal primo gennaio anche per i canoni che fanno riferimento all'anno precedente.
I mezzi di pagamento ammessi sono tutti quelli che garantiscono la tracciabilità degli stessi: bonifico bancario, assegno bancario non trasferibile, assegno circolare, ma anche carte di credito.
È la nuova imposta unica comunale che da questo anno rappresenterà il pilastro dell'imposizione sugli immobili.
È un'imposta unica ma articolata su tre componenti: Imu, che rimane per le abitazioni principali non di lusso e sugli altri immobili, la Tasi che è legata ai servizi del comune e la Tari che sostituisce la Tares per la raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Gli inquilini pagano una quota tasi.
I proprietari di abitazioni principali non di lusso pagano la tasi e la tari. Si precisa che le abitazioni concesse in uso gratuite ai figli e genitori sono assimilate alle abitazioni principali (previa delibera Comunale).
I proprietari di altri immobili pagano la tasi per la quota non versata dall'inquilino, la tari e l'imu.
Si precisa altresì che le case sfitte, se collocate nello stesso comune di residenza del proprietario tornano a versare l'irpef sul 50% della rendita catastale.
IMU	TASI	TARI
ABITAZIONE PRINCIPALE	no si si
SECONDA CASA si si si
NEGOZIO si si si
TERRENI AGRICOLI si si no
IMMOBILI DI IMPRESA si si si
La mini imu è una particolarità che appartiene solo al 2013. Dal 2014 l'intera tassazione sulla casa avviene tramite l'applicazione della Iuc.
Con l'augurio di aver fatto un po' di chiarezza. - di Laura Di Paolantonio, Commercialista – Revisore Contabile
E SE MIO FIGLIO SI FA MALE A SCUOLA?
Agire nei confronti dell'istituto scolastico per il risarcimento dei danni sofferti dall'alunno durante le ore di frequenza è possibile? A detta della Suprema Corte di Cassazione sì, e non solo quando il danno è provocato da un compagno, ma anche quando l'alunno si procura le lesioni da solo. Con la recente sentenza n. 22752 del 4 ottobre 2013 la Corte di Cassazione ha avuto modo di sancire il principio secondo cui l'accettazione della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo a scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico della medesima l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dello studente per il tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, in tutte le sue espressioni e, quindi, anche prevenendo le situazioni in cui l'alunno possa cagionare un danno a sé stesso. Nello specifico la Corte è stata chiamata a pronunciarsi riguardo la fondatezza della richiesta di ristoro dei danni avanzata dai genitori di un'alunna che lasciata dallo scuolabus all'interno del piazzale antistante la scuola elementare cadeva dal muretto delimitante l'area sottostante ove si trovava l'ingresso del seminterrato locale caldaia, riportando la frattura della tibia. La Suprema Corte, nell'accogliere la domanda proposta dai genitori della bambina, ha precisato che la scuola è tenuta a predisporre tutti gli accorgimenti necessari a prevenire situazioni di pericolo, anche al fine di evitare che l'alunno procuri danno a sé stesso, sia all'interno dell'edificio che nelle pertinenze scolastiche, di cui abbia a qualsiasi titolo la custodia, messe a disposizione per l'esecuzione della propria prestazione. Ciò in ragione del fatto che l'accoglimento dell'allievo comporta la nascita di un "contratto di protezione" in base al quale tra gli interessi da realizzarsi da parte dell'istituto scolastico rientra quello alla integrità fisica dello studente, con conseguente risarcibilità dei danni da autolesione dal medesimo patiti. Quindi, mentre chi agisce ha solo l'onere di provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, l'istituto, per vedersi esonerato da ogni responsabilità, ha l'incombente ben più gravoso di dimostrare che l'evento dannoso è stato determinato da causa a sé non imputabile. Come? Dando la prova, tutt'altro che agevole, di avere adottato, in relazione alle condizioni della cosa e alla sua funzione, tutte le misure idonee ad evitare il danno e che il danno si è ciononostante verificato per un evento non prevedibile né superabile con la diligenza normalmente adeguata in relazione alle circostanze concrete del caso.
di Nicola Paolo Rossetti, pres. Giovani Avvocati
DANNI MORALI PER PIGNORAMENTO ILLEGITTIMO
Se Equitalia esegue un pignoramento illegittimo il cittadino deve essere risarcito; questo semplice principio di diritto, per cui ad una azione illegittima deve derivare un risarcimento, è stato ribadito dalla Cassazione con la sentenza n. 9445/2012, con la quale è stato anche stabilito che, se l'ufficio non prende atto della comunicazione dell'estinzione del debito, si configura il reato di omissione di atti d'ufficio. Un legale conveniva in giudizio il Comune di Roma e il Monte dei Paschi di Siena Spa, quale concessionario del servizio di riscossione dei tributi, chiedendo il risarcimento del danno non patrimoniale; lo stesso esponeva di aver subito (il 20 marzo 2002) pignoramento mobiliare presso il proprio studio legale - dove erano presenti una collega, la figlia, pure avvocato, e la segretaria - in riferimento a un debito (di circa euro mille) relativo a sanzioni amministrative, che il Tribunale di Roma, con sentenza del 6 febbraio 2001, aveva dichiarato non dovuto, evidenziando altresì che, nella data in cui aveva ricevuto l'avviso di mora (23 ottobre 2001), era stata inviata al Comune e al Concessionario copia della suddetta sentenza, chiedendo l'annullamento dell'avviso di mora, con diffida ad astenersi dal compiere atti di esecuzione forzata.
Il Giudice di Pace rigettava la domanda, ritenendo la insussistenza del danno morale risarcibile (ex art.185 cp), non potendo configurare il reato di abuso d'ufficio (ex art. 323 cp), e non liquidando neanche il danno non patrimoniale per danno all'immagine (dell'avvocato). La sentenza fu appellata, ma l'appello fu rigettato, con conferma della pronuncia di primo grado. Avverso la sentenza di appello il legale propose ricorso in Cassazione, la quale però ha escluso la sussistenza del danno non patrimoniale perché l'episodio non era idoneo a danneggiare la reputazione del legale, perché la conoscenza dell'episodio rimase circoscritta ai pochi presenti -che non potevano dubitare della correttezza del legale- e che quindi all'avvocato non potesse derivare alcuna significativa sofferenza psicologica. La Cassazione, però ha censurato la sentenza impugnata, nella parte in cui il giudice di merito ha errato nel non accertare la sussistenza di un fatto di reato (art. 650 o art. 328 c.p.) produttivo di danno morale, come sofferenza contingente, turbamento d'animo transeunte (art. 185 cp). Per il ricorrente infatti, sarebbe ipotizzabile il reato di omissione di atti di ufficio (art. 328 cp) poichè inviando una formale diffida al Comune e all'Equitalia, per l'inesistenza del debito, a fondamento della domanda di risarcimento del danno non patrimoniale, ha posto la circostanza della mancata interruzione della procedura di pignoramento nonostante sia il Comune di Roma che il Concessionario del servizio di riscossione, fossero a conoscenza della sentenza che lo aveva disconosciuto. Il ricorrente ha indicato tali fatti come riconducili al reato di omissione di atti d'ufficio (art.328 cp) del quale risponde il pubblico ufficiale che, entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse, non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo. La Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribadito che la risarcibilità del danno non patrimoniale è espressamente prevista dalla legge, e il Giudice deve, in via preliminare, accertare la astratta configurabilità del reato; tale accertamento non era stato compiuto dai giudici di merito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata, con enunciazione del seguente principio: "In tema di responsabilità civile e di richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale, quando è prospettato un illecito, astrattamente riconducibile a fattispecie penalmente rilevanti, per il quale la risarcibilità del danno non patrimoniale è espressamente prevista dalla legge ('art. 2059 cc e 185 cp), spetta al giudice accertare la sussistenza degli elementi costitutivi del reato"; il Giudice di merito, quindi, dovrà prima accertare la configurabilità del reato e, in caso positivo, liquidare i danni non patrimoniali.
di Avv. Gianfranco Puca - Avvocato e Mediatore Professionista
INCIDENTE A CAUSA DI BUCHE IN STRADA?
Pubblicato Domenica, 29 Dicembre 2013 18:24
Il Comune è tenuto a risarcire il danno del danno fisico subìto a seguito dell'incidente.
Il gestore di una strada, il Comune, è considerato 'custode' della strada e in quanto tale oggettivamente responsabile del danno creato all'utente dalla strada stessa; ha sempre l'obbligo di tenerla in condizioni di sicurezza a prescindere dall'estensione della rete stradale. La sentenza della Cassazione nr. 24793/2013, afferma quanto già citato ma non solleva il danneggiato dall'onere di provare il danno e di aver percorso la strada «con la dovuta attenzione» e, se trattasi di un pedone, anche con le scarpe adatte.
In base all'articolo 2051 del Codice civile «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito» e seguito della recente sentenza la vasta estensione della rete stradale a cui il Comune non riesce ad attuare osservazione e manutenzione costante non è più sufficiente a provare il caso fortuito.
Inoltre la Corte di Cassazione ha riconosciuto, con sentenza del 19 febbraio 2013, che anche se il Comune affida la manutenzione di una strada ad una ditta esterna non puo' considerarsi del tutto esentato dalla sorveglianza e dal controllo. Tale dovere permane sempre e comunque a carico della Pubblica Amministrazione anche in caso di lavori di manutenzione affidati a terzi.
La procedura migliore da seguire dopo un incidente per poter poi presentare domanda di risarcimento alla PA sarebbe quella di richiedere l'intervento di Polizia o di Carabinieri per verbalizzare immediatamente la cattiva manutenzione della sede stradale che hanno provocato l'incidente. Abbisogna anche procurarsi prova fotografica dello stato del manto stradale, prima che il Comune effettui interventi di manutenzione. Citare e coinvolgere testimoni che hanno assistito all'accaduto e recasi al pronto soccorso per in caso di lesioni.
Di Ottavio Caporali
Risparmio Energetico: iniziamo dalla nostra casa
Come realizzare nuovi edifici a Basso Consumo Energetico (e adeguare i vecchi)
Non si intravedono belle notizie per il patrimonio edilizio italiano particolarmente energivoro. I prezzi dei carburanti di origine fossile sono destinati ad aumentare. Si pensi che il prezzo del barile di petrolio è aumentato dagli 11 dollari del 1998 agli attuali 80, ben il 700%. Questo è causato dall'aumento dei costi di estrazione dato che il cosiddetto "petrolio facile" è finito. Il petrolio disponibile è caro da estrarre perché o è in fondo al mare, o vicino al Polo Nord, o è denso come colla e deve essere sciolto. Se il costo del petrolio aumenta, aumenta il costo di altri combustibili fossili. Così anche per il gas naturale, visto che viene usato petrolio per le perforazioni, e di conseguenza il costo dell'energia elettrica. Dobbiamo ridurre il nostro consumo al fine di assicurare uno sviluppo sostenibile. Si potrebbe pensare che il maggior responsabile del consumo sia lo sviluppo industriale, ma ben il 34,4% del consumo finale di energia in Italia è dovuto agli Usi Civili ossia al consumo del residenziale e degli edifici pubblici (Fonte ENEA Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2012 ndr). Quindi riducendo il nostro consumo per energia elettrica, riscaldamento e condizionamento estivo potremmo incidere tanto sul bilancio energetico. Questo ci dice l'Europa con la direttiva EPBD (Direttiva sul rendimento energetico nell'edilizia) che promuove il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Le normative di recepimento, anche il Italia, prevedono che gli edifici di nuova costruzione, dal 31 dicembre 2020, siano "edifici a energia quasi zero", cioè ad altissima prestazione energetica. Per gli edifici pubblici di nuova costruzione tale termine è anticipato di due anni. Ma per gli edifici esistenti? Conviene pensarci dato che sopportiamo e sopporteremo alti costi per la climatizzazione invernale ed estiva. I meccanismi della "detrazioni fiscale del 65%" e del "Conto Termico" (incentivi in conto capitale) possono aiutarci, in termini economici, ad attuare interventi per migliorare la prestazione energetica facendo felice il nostro portafoglio e, soprattutto, aumentando il comfort interno alle nostre abitazioni. Altri meccanismi per finanziare la riqualificazione energetica sono i "fondi rotativi" come il Fondo Rotativo Kyoto che viene attivato periodicamente e consiste nella concessione di finanziamenti agevolati per interventi nel settore delle rinnovabili, dell'efficienza energetica a cittadini, imprese ed enti pubblici o il meccanismo dei Certificati Bianchi. Un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP), esso può essere venduto ai distributori di energia elettrica e di gas naturale che devono raggiungere annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria. I primi due meccanismi, detrazione fiscale 65% e Conto Termico sono in essere e forse più facili da ottenere dal privato cittadino. Il loro meccanismo, non sempre è banale. Tenteremo di spiegarlo nel prossimo appuntamento.
di Giuseppe Di Giannandrea - Ingegnere - Consulente CasaClima
L’anoressia tra le cause per l'annullamento del matrimonio
REDDITOMETRO COME DIFENDERSI

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.185
 art. 323
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 328
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza