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Timestamp: 2018-06-25 15:13:03+00:00

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Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 | Avvocato a Bologna
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Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015
Oggi 16-1-2018 ad ore 10 avanti alla dott. ssa Francesca Neri sono presenti: per gli attori l' avv. V.XXXXXXX B.XXXXXXXX in sostituzione dell' avv. V.XXXXXX V.XXXX che precisa le conclusioni come da memoria conclusiva autorizzata; per i convenuti l' avv. G.XXXXX M.XXXX, che precisa le conclusioni come da memoria conclusiva autorizzata; l' avv. P.XXXXXX C.XXX per UNIPOLSAI nella duplice veste di compagnia di Assicurazioni di B.XXXXX e di T.XXX B., in virtù dei due diversi contratti assicurativi stipulati dai convenuti, che precisa le conclusioni come da memoria conclusiva autorizzata, reiterando le richieste di ordine di esibizione, tempestivamente proposte e non ammesse; i difensori discutono riportandosi ai rispettivi atti.
L' avv. M.XXXX in particolare si riporta ai doc. 5 di T.XXX B. e 6 di B.XXXXX e al doc. 5 di Milano/Unipolsai, con riferimento alla necessità di nomina di un difensore da parte dei convenuti.
Il Giudice decide come da dispositivo e motivazione di cui dà lettura e che si allega a far parte integrante del presente verbale.
Il Giudice Dott. ssa Francesca Neri
TERZA SEZIONE CIVILE Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Francesca Neri ha pronunciato la seguente
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 8229/2015 promossa da: S.XXXX Z.XXXXXXXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX), con il patrocinio dell' avv. V.XXXX V.XXXXXX e dell' avv. L.XXXXXXX XXXXX (XXXXXXXXXXXXXXXX) Indirizzo Telematico; , elettivamente domiciliato in Indirizzo Telematicopresso il difensore avv. V.XXXX V.XXXXXX pagina 1 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 F.XXXXXX C.XXXXXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX), Repert. n. 335/2018 del 16/01/2018V.XXXXXX e dell' avv. L.XXXXXXX XXXXX (XXXXXXXXXXXXXXXX) Indirizzo Telematico; , elettivamente domiciliato in Indirizzo Telematicopresso il difensore avv. V.XXXX V.XXXXXX
T.XXX B. SRL (C.F. XXXXXXXXXXX), S.XXXXX B.XXXXXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX), con il patrocinio dell' avv. M.XXXX G.XXXXX e dell' avv. , elettivamente domiciliato in piazza dei tribunali 5 bolognapresso il difensore avv. M.XXXX G.XXXXX
M.XXXXXXXXXXXX SPA ora U.XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX SPA (C.F. ), con il patrocinio dell' avv. C.XXX P.XXXXXX e dell' avv. , elettivamente domiciliato in VIA XXXXXXX 15 XXXXXXXXXXXXX il difensore avv. C.XXX P.XXXXXX
Le parti hanno concluso come riportato a verbale di udienza odierna e come da atti ivi richiamati.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione Con atto di citazione ritualmente notificato, S.XXXX Z.XXXXXXXX e F.XXXXXX C.XXXXXX, in proprio ed in qualità di genitori esercenti la responsabilità genitoriale sui figli minori G.XXXX Z.XXXXXXXX, nato il XXXXXXXXXX, e C.XXX Z.XXXXXXXX, nato il XXXXXXXXXX, chiedevano che il Tribunale condannasse T.XXXX Srl e il Dott. S.XXXXX B.XXXXX al risarcimento dei danni tutti subiti a causa della condotta colposa del B.XXXXX, il quale, in occasione dell' ecografia morfologica di secondo livello cui aveva sottoposto F.XXXXXX C.XXXXXX in data 7-9-2012, durante la gestazione del figlio G.XXXX, precisamente a 21 settimane + 3 giorni di gestazione, non aveva refertato alcuna anomalia, ciononostante, il giorno 19.09.2012 aveva contattato "telefonicamente del tutto inaspettatamente, la signora F.XXXXXX C.XXXXXX, la quale veniva invitata a sottoporsi, peraltro gratuitamente, ad un ulteriore controllo, fissando un appuntamento per il giorno seguente. Nell' occasione testé esposta venne eseguito nuovamente l' esame già effettuato in data 07.09.2012. A contrarietà dell' esito "regolare"di detto ultimo controllo, la reiterata ecografia morfologica del 20.09.2012 (a 23 settimane + 3 giorni) riportava un esito totalmente differente rispetto alla precedente, ovvero diagnosticava una sospetta sindrome malformativa, specificatamente segnalava un riaccorciamento degli arti e lieve edema dei tessuti molli (v. doc. n.4)"[...]. "I.XXXXXXX diagnostico, chiaramente alquanto grave, di concerto alla nascita di un bimbo sano, quale condizione imprescindibile per la signora F.XXXXXX C.XXXXXX per la prosecuzione della gravidanza, determinava in ella la volontà di interromperla, così come effettivamente manifestata al dott. Z.XXXXX in occasione dell' incontro del 20.09.2012, a seguito della sconcertante scoperta nei pagina 2 di Il .re ILI ILI ILI ILI .re LLI ILI ILI ILI Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 termini sopra esposti, non fosse altro che in Italia, stante l' erRep er t. n. 33 5/2018e de ln 16/0 1/201 il dott. B.XXXXX, non era più possibile, dal punto di vista temporale, essendo già decorsa la 23 settimana di età gestazionale, procedere all' interruzione della gravidanza, (specificatamente, al c.d. "aborto terapeutico"). Se la diagnosi fosse stata tempestivamente effettuata, attraverso il primo esame ecografico posto in essere dal dott. B.XXXXX, la nascita del bambino affetto dalla menzionata patologia avrebbe potuto essere evitata mediante il ricorso all' interruzione volontaria della gravidanza."Nonostante l' effettuazione di ulteriori esami e di ulteriori tentativi di sottoporsi a interruzione di gravidanza presso strutture sanitarie estere, in Paesi nei quali la legislazione consentisse tale intervento anche in epoca più avanzata di gravidanza, i genitori non vi riuscirono e in data 3-1-2013 nasceva G.XXXX Z.XXXXXXXX; solo dopo la nascita veniva formulata la diagnosi di sindrome di Pallister Killian. [, ..]La presenza di malformazioni avrebbe potuto, così come confermato anche nelle note tecniche stilate dal dott. V.XXXXX (v. doc. n.14), ma non veniva rilevata dal dott. S.XXXXX B.XXXXX, esercente la professione sanitaria di ecografista presso la struttura T.XXX B. srl, al quale i genitori si erano rivolti per uno studio più accurato, per il tramite di un controllo di II livello ad opera di operatore esperto e con l' uso di apparecchiature di alta qualità, in ragione dell' anomalia già riscontrata con ecografia morfologica eseguita dal dott. M.XXXXX di B.XXXXX in data 04.09.2012, il quale segnalava uno scarso riempimento dello stomaco, reperto passibile di correlazioni a malformazioni.
Una tempestiva, diligente e perita diagnosi p.XXXXXXX, alla data del 07.09.2012, a 21 settimane + 3 giorni, in occasione del primo incontro con il dott. B.XXXXX, unitamente ad una completa informativa, obblighi gravanti sul professionista sanitario, avrebbe consentito l' esercizio del diritto di autodeterminazione e conseguentemente l' esercizio del diritto di interrompere la gravidanza, avvalendosi di ciò che è consentito alla gestante dagli artt. 6 e 7 della L. 22 maggio 1978, n. 194, anche oltre il 90 giorno, purché entro il 180 giorno". Si costituivano i convenuti, chiedendo la chiamata in causa della propria assicurazione nella denegata ipotesi di condanna, e chiedendo, in primis, il rigetto delle domande attoree, in quanto infondate.
Rappresentavano, fra l' altro, che "In data 07.09.2012, la Sig. ra C.XXXXXX si rivolgeva a T.XXXXXXX P.XXXXXXX, detenuta da T.XXXX SrL, su indicazione del ginecologo curante Dott. Z.XXXXX che sulla base di una ecografia effettuata presso l' AUSL di Ferrara che aveva rilevato (solo) possibili problematiche di scarso riempimento dello stomaco del feto, perché venisse eseguita una ecografia morfologica di secondo livello: ecografia che venne effettuata dal Dott. S.XXXXX B.XXXXXX Si noti che l' ecografia effettuata 3 gg prima presso l' AUSL di Ferrara non aveva rilevato né anomalie della crescita delle ossa lunghe né anomalie del profilo del viso, in relazione all' età gestazionale, pur essendo rilevabili anche con ecografia di 1 livello [...] "In ogni caso l' ecografia in oggetto non mise in evidenza pagina 3 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 anomalie della crescita delle ossa lunghe (omero e femoR ep ert. n. i3 35/ 201 8 de le 16/0 1/2018 comunque controllate dal Dott. B.XXXXX, come è peraltro rilevabile dalle immagini ecografiche riportate su D.X consegnato alla stessa e menzionato nella relazione di CTP di cui al doc. 3 dell' atto di citazione. Né era sospettabile la presenza di tutte quelle patologie diagnosticabili mediante villocentesi, esame che era stato in precedenza effettuato nei normali tempi previsti, con esito negativo"; i convenuti, in sintesi, contestano la ricostruzione dei fatti così come esposta in atto di citazione e affermano che il B.XXXXX ricontattò la C.XXXXXX non perché avesse dei dubbi circa la correttezza del proprio referto dell' ecografia del 7-9-2012, ma perché, avendo suggerito di effettuare dei controlli evolutivi del volume del liquido amniotico e del riempimento dello stomaco, essendo prassi della T.XXXX fornire tali controlli gratuitamente, aveva richiamato la C.XXXXXX per fissare un appuntamento al fine di effettuare la prevista ecografia di controllo.
Si costituiva A.XXXXX spa, rappresentando che UnipolSai spa ha trasferito ad A.XXXXX spa le polizze facenti parte del ramo di azienda "XXXXXX - S.XX"fra cui la polizza de quo con il contratto di"cessione di ramo di azienda del 30.6.2014 a ministero notaio C.XXX M.XXXXXXX rep 11003 che si ILI produce (doc. 1) Gli effettti del sinistro di cui è causa, però, sono esclusi dal ramo di azienda ceduto per espresso patto contrattuale, e sono rimasti in capo al venditore UnipolSai, per cui A.XXXXX è priva di legittimità e titolarità passiva rispetto alle attuali pretese del sig. B.XXXXX e di T.XXXX srl. Si costituiva, quindi, Unipolsai, aderendo sostanzialmente alle difese dell' assicurato e allegando le condizioni di polizza.
La causa veniva istruita con c.t.u. medico-legale.
Preliminarmente, il Tribunale ritiene di dover ribadire, i convincimenti ripetutamente espressi in ordine alla natura contrattuale della responsabilità del medico curante, anche laddove il rapporto di cura con il paziente si sia concretamente svolto in seno a struttura ospedaliera pubblica o privata, con la quale lo stesso non intrattenga rapporti in termini di dipendenza o collaborazione continuativa, in virtù del principio che l' ospedale, nell' apprestazione del complesso di prestazioni da erogarsi al paziente, comprendenti sia la messa a disposizione della camera e delle dotazioni della struttura, sia l' assistenza medica infermieristica, viene chiamato a rispondere ex art. 1228 c.c. dell' operato di chi, a qualsiasi titolo, venga ammesso ad esercitare la propria attività professionale al proprio interno, in forza del cd. principio dell'"avvalimento", non essendo certo pensabile che lo stesso possa consentire a persone non competenti di inserirsi, anche solo occasionalmente e senza alcun vincolo giuridico, nel rapporto curativo, senza rispondere dei danni eventualmente arrecati (Cass. 28 agosto 2009, n. 18805). E. tanto a prescindere dalla circostanza che il sanitario in questione sia stato scelto dal medesimo paziente (v. ex multis, Cass. 3 febbraio 2012 n. 1620). Tali conclusioni non possono neppure esser scalfite per effetto pagina 4 di Il ILI ILI Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 dell' entrata in vigore della L. n. 24/2017, posto che alla stessRepert.an.b335/2018ndele16/01/2018 della previgente disciplina, dettata dalla L. n. 189/2012, sulla cui portata, peraltro, questo Tribunale si era già ripetutamente pronunciato.
Si conferma la superfluità delle prove orali richieste (si veda ordinanza 30-11-2017), alla luce delle conclusioni della c.t.u.
In particolare, i capitoli 5 e 6 di cui parte attrice chiede l' ammissione si riferiscono a circostanze che la C.XXXXXX avrebbe riferito al teste interrogando; i convenuti, inoltre, dovrebbero essere interrogati su circostanze irrilevanti in quanto estranee alla motivazione, nel caso specifico della paziente C.XXXXXX, della ripetizione dell' esame ecografico del 7-9-2012; motivazione che, peraltro, risulta essa stessa irrilevante, alla luce delle considerazioni che seguiranno.
Si conferma, altresì, il rigetto dell' istanza di rinnovazione della consulenza con sostituzione del consulente tecnico d' ufficio.
Infatti: Cass. Civ. Sez. 3, Sentenza n. 6195 del 18/03/2014: "L' inosservanza, da parte del consulente tecnico d' ufficio, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza non comporta di regola alcuna nullità, se non in particolari casi nel rito del lavoro"; nemmeno risulta che il c.t. di parte attrice abbia effettivamente avuto difficoltà a formulare le proprie osservazioni per il fatto di avere avuto termine dal 2-8-2017 al 6-9-2017; infatti: egli non ha richiesto al c.t.u. alcuna proroga; ha depositato 6 pagine di osservazioni (depositate dal c.t.u. insieme alla relazione finale), in data 4 settembre 2017, due giorni prima della scadenza del termine; ha formulato censure compiutamente argomentate (sebbene infondate, per come si dirà a breve) su tutte le conclusioni del Consulente d' Ufficio; si ritiene, quindi, che il diritto di difesa della parte attrice non sia stato leso in alcun modo.
Circa l' operato del dott. B.XXXXX in occasione dell' ecografia del 7-9-2012, si osserva che: la Sig. ra C.XXXXXX in data 4-9-2012 si era sottoposta a ecografia morfologica di primo livello, eseguita da tale dott. M.XXXXX Di B.XXXXX, che aveva evidenziato, fra l' altro: parametri di accrescimento fetale nella norma e assenza di anomalie; ciò ad eccezione di "scarso riempimento dello stomaco, reperto passibile di correlazione a malformazioni"; sulla base di tale indicazione la C.XXXXXX si era sottoposta a ecografia di secondo livello, quella appunto del 7-9-2012; l' attrice era a 21 settimane +3 giorni di gravidanza; il c.t.u. afferma che l' esecuzione di tale esame va esente da censure, e ciò sulla base di solide argomentazioni, quali: il fatto che il referto riporti un' accurata descrizione dell' anatomia fetale e dello strumento utilizzato, nonché le caratteristiche degli annessi fetali; che, prima ancora, riporti correttamente l' indicazione dell' esame stesso, cioè: "Scarso riempimento dello stomaco; feto con cariotipo normale"; l' attrice, infatti, avendo già compiuto 40 anni, si era sottoposta, all' epoca di pagina 5 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 gravidanza consigliata, a villocentesi, il cui esito era risultatRepert. n. 335/2018 del 16/01/2018valutato la flussimetria doppler delle arterie uterine, anch' essa nella norma; alla luce dell' indicazione originaria, aveva concluso: "Si consiglia comunque un monitoraggio del volume del liquido amniotico e del volume dello stomaco ricordando che in casi rari lo stomaco potrebbe riempirsi anche per un collegamento con la trachea (fistole tracheo-esofagee)"; in data 20-9-2012, a 23 settimane +2 giorni di gravidanza, il dott. B.XXXXX ripeteva l' esame; nel referto dell' ecografia del 20-9-2012 è riportato, coerentemente con l' esito della precedente, "Indicazioni all' esame: controllo volume di liquido amniotico"; pertanto, sulla base della documentazione medica non può ritenersi che dall' esame precedente fossero residuati dubbi sulla sussistenza di malformazioni scheletriche; il c.t.u. ha rivalutato l' esame ecografico in questione con l' ausilio della specialista dott. ssa P.XXX V.XXXXXX, ginecologa, che risulta essere, fra l' altro, tra i referenti del Centro Regionale Specializzato di medicina materno fetale per le gravidanze a rischio dell' AUSL di XXXXXX, sulla cui professionalità non sussistono, pertanto, dubbi di sorta (né, comunque, sono stati sollevati); scrive il c.t.u. "le immagini in questione [...] non"consentono di rilevare [...] elementi suggestivi di malformazioni fetali. Non apprezzabile, in | LLI particolare, l' appiattimento dell' osso frontale e l' edema prefrontale che, in base a quanto sostenuto da parte attrice, sarebbero stati gli unici markers in grado di far sospettare una sindrome malformativa.
La qualità dell' immagine estrapolata dal consulente di parte non risulta adeguata alla valutazione dello spessore prefrontale, non trattandosi di scansione perfettamente sagittale (come intuibile dalla presenza di un' orbita). Fermo restando che il CTU e il suo ausiliario non rilevano tali anomalie, si deve comunque sottolineare che si tratterebbe, in ogni caso, di caratteristiche morfologiche il cui rilievo non indica una diagnosi di certezza ma un rischio aumentato di anomalia cromosomica (già esclusa in precedenza nel feto in questione). Nel referto del dottor B.XXXXX viene effettuata una valutazione estesa dell' anatomia fetale ed in particolare vengono descritti: Cranio normoconformato.
Encefalo: visualizzati con tecnica multiplanare e normali gli emisferi cerebrali, i ventricoli cerebrali laterali, 3 e 4, il corpo calloso, il cavo del setto pellucido, gli emisferi ed il verme cerebellare. Viso: normali orbite, corpi vitrei, naso, labbra e palato anteriore e mandibola". La lunghezza degli arti, e, in particolare, dell' omero (che risulterà inferiore al 3percentile nell' ecografia del giorno 20-9-2012), nell' ecografia del giorno 7-9-12 risulta nella norma (omero 25 percentile, femore 50 percentile). In sostanza nell' ecografia del giorno 7-9-2012 non sono presenti anomalie; in ogni caso, non è possibile affermare che , in quel momento, "si sarebbero dovuti rilevare elementi suggestivi di malformazioni fetali", poiché ciò che era doveroso ricercare e visualizzare, è stato diligentemente ricercato e visualizzato, conducendo a un referto negativo per anomalie. Possiamo aggiungere che nella condotta del professionista è manifesto anche un atteggiamento di prudenza, in quanto, pur non avendo rilevato pagina 6 di Il ILI LLI Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 l' anomalia per la quale veniva richiesta l' immagine (si trattaRe p ert. n. 33 5 /2018 ideli 16/0 1/201 dello stomaco), né altri segni in grado di far sospettare anomalie dello sviluppo fetale, suggeriva un controllo a breve per monitorare il liquido amniotico". Prosegue il c.t.u. a pag. 6 della relazione: "E' inoltre opportuno aggiungere che neppure nella ecografia effettuata il giorno 20-9-2012 (23+2 s.g.), vengono rilevate malfornazioni tali da consentire una diagnosi precisa ma solo "reperti di non univoca interpretazione potendo suggerire la presenza di un quadro sindromico o di una displasia scheletrica ad andamento evolutivo". Il sospetto di una anomalia dello sviluppo fetale viene quindi posto dal dott. B.XXXXX che, a fronte del riscontro di un raccorciamento rizomielico degli arti (più evidente a carico degli arti superiori) lo comunica alla signora C.XXXXXX e al ginecologo che ha in cura la signora raccomandando: controlli ecografici periodici per valutazione del quadro; screening infettivologico; consulenza genetica per la ricerca di mutazioni per ipocondro/acondroplasia. La signora C.XXXXXX, a fronte di tale esito, si attivava per effettuare tutte le indagini necessarie per pervenire ad una diagnosi e, nel contempo, per verificare la possibilità di interruzione della gravidanza. Oltre ad un' ulteriore ecografia effettuata dal Professor P.XX (24+1 s.g.), che evidenziava elementi suggestivi di "displasia scheletrica non letale, con maggior probabilità acondroplasia", la signora C.XXXXXX effettuava, su suggerimento del Professor P.XX, una verifica co diagnosi genetica (analisi molecolare del gene FGFR). L' esame veniva effettuato su amniocentesi e risultava negativo". Prosegue il c.t.u. a pag. 7: "La sindrome di Pallister-Killian è una cromosomopatia rara come riportato dal P.XXXXX Orphanet sulle malattie rare"; si dà qui per trascritta la sintesi delle caratteristiche della sindrome, di cui a pag. 7 e 8 della relazione; "La diagnosi p.XXXXXXX della sindrome di Pallister-Killian, nel caso specifico, è da classificare come problema tecnico di particolare difficoltà poiché non erano presenti i segni che orientano verso il relativo sospetto diagnostico: non vi erano anomalie quali ernia diaframmatica, polidramnios, idrope fetale, malformazioni cardiache: in letteratura sono presenti sporadiche citazioni relative a diagnosi poste in epoca p.XXXXXXX. Va aggiunto che, nel caso di specie, neppure l' indagine genetica mirata avrebbe consentito di giungere alla diagnosi poichè, nel caso specifico, l' accertamento su base genetica è stato possibile solo sui fibroblasti del neonato. Si ribadisce la difficoltà della diagnosi genetica nel caso in cui, come in questo, si tratta di un mosaicismo (l' anomalia cromosomica che consente di porre la diagnosi è presente solo in alcune linee cellulari). In sostanza, nonostante il sospetto e l' attivazione di tutti i percorsi possibili in base allo stato delle conoscenze scientifiche per pervenire a definire il quadro patologico del bambino, la diagnosi è stata possibile solo dopo la nascita". pagina 7 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 Conclude il c.t.u.: "La diagnosi (rectius: sindrome) di Pallister-Killian, da cui risulta affetto il piccolo G.XXXX Z.XXXXXXXX, è una malattia rara la cui diagnosi p.XXXXXXX è molto difficile e, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, in taluni casi, sostanzialmente impossibile. Nel caso in esame il sospetto di una patologia dello sviluppo fetale è insorto in data 20-9-2012 (23+2 s.g.) quando la signora C.XXXXXX è stata sottoposta ad una ecografia di controllo da parte del dott. B.XXXXXX L' ecografia precedentemente effettuata dallo stesso dotttor B.XXXXX in data 7-9-2012 (21+3 s.g.) le cui immagini sono state riesaminate dal c.t.u. e dal suo ausiliario, non consente di rilevare anomalie dello sviluppo fetale. In ogni caso l' ecografia in questione risulta eseguita in piena aderenza alle linee guida della Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica". Passando ad esaminare le risposte date dal c.t.u. alle osservazioni del c.t. di parte attrice, si osserva che: il c.t.u. circa i motivi della ripetizione dell' esame in data 20-9-2012 si è limitato, come era suo dovere fare, a riferire quanto emergeva al riguardo dalla documentazione medica sottoposta alla sua indagine; si soggiunge che, alla luce della valutazione di correttezza dell' esecuzione dell' esame del 7-9-2012, perde totalmente di rilevanza la motivazione della sua ripetizione; fermo restando che l' unica motivazione, la cui prova emerge documentalmente, è quella indicata dal c.t.u.; la valutazione del tutto soggettiva secondo cui "non si è mai vista una struttura privata effettuare gratuitamente un esame strumentale", è, appunto, del tutto soggettiva e quindi irrilevante; l' affermazione secondo cui il controllo del volume dello stomaco e del liquido amniotico avrebbe potuto essere fatto da professionisti diversi dal dott. B.XXXXX nonché meno esperti (sono le parole del c.t.p. attoreo) potrebbe, in astratto, essere condivisa, ma non implica che tale controllo non potesse, invece, essere fatto dal medesimo professionista, essendo, notoriamente, l' ecografia un esame "operatore-dipendente"ed avendo, quindi, il dott. B.XXXXX, così facendo, dato una dimostrazione di diligenza e professionalità; anche l' affermazione secondo cui, se davvero l' indicazione all' esame fosse stata solo il controllo del liquido amniotico, e non anche l' asserito dubbio del dott. B.XXXXX sulla correttezza dell' esame del 7-9-2012, egli avrebbe dovuto controllare solo quello e "in pochi secondi avrebbe completato l' esame", va respinta con forza; l' accuratezza dell' indagine è semplicemente segno di diligenza e professionalità, non può essere letta, ex post e sulla base di un' ipotesi indimostrata (dubbi sul primo esame) come una sorta di ammissione di responsabilità; ancora, il c.t.p. afferma che le linee guida SIEOG non possano essere utilizzate come parametro per valutare un' ecografia di secondo livello, ma non dice quali altri parametri debbano essere utilizzati; non certo il documento di cui all' allegato D prodotto dalla difesa degli attori in data 6-11-2017, senza autorizzazione, a termini scaduti (quelli per la presentazione di osservazioni alla c.t.u.), senza alcuna illustrazione della rilevanza di tale documento; da una rapida pagina 8 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 lettura (che il Tribunale non sarebbe stato tenuto a fare) pare Repert. hn. i 335 /2018 del 16 /01/2018 ecografie di screening, cioè di primo, e non di secondo livello; peraltro, vi si trova chiaramente affermato "Sebbene sia possibile identificare molte malformazioni, è possibile che alcune di esse non vengano riconosciute anche nel caso in cui lo strumento ecografico sia usato da un operatore esperto, così come è possibile che si sviluppino in fasi più tardive della gravidanza. Prima di iniziare l' esame, l' operatore sanitario dovrebbe offrire un counselling specifico alla paziente o alla coppia sui potenziali benefici e sui limiti dell' ecografia del secondo trimestre."; l' eventuale profilo della "omissione di counselling"non è stato mai sollevato; peraltro, le limitazioni dell' esame ecografico sono chiaramente indicate nel "COMMENTO"alle conclusioni, riportato dal c.t.u. a pag. 15; quanto alla valutazione dell' immagine da cui, secondo il c, t, p., sarebbe stato doveroso "sospettare l' esistenza"di sindrome malformativa, sulla base di un "edema di tessuti molli e relativo appiattimento dell' osso frontale"che avrebbe dovuto asseritamente essere rilevato, si rinvia alla risposta sub a) a pagina 16-17 della relazione del c.t.u., in cui si ribadisce, in sintesi, che si tratta di una scansione di passaggio .re dell' esame ecografico, che l' operatore non ha ritenuto di valorizzare perché non corretta; il c.t.p. afferma infine "P.X quanto riguarda , infine, le misurazioni , non sono riuscito a reperire nel filmato il momento in cui è stata valutata la lunghezza dell' omero. Facendo comunque affidamento ai valori indicati dal dott. B.XXXXX nel referto ecografico, faccio notare che il diametro biparietale e la circonferenza cranica si collocano al 95 percentile o in stretta prossimità , mentre la lunghezza LLI dell' omero non è lontana dal 5 percentile, a dimostrare una disarmonia di crescita, che sarà poi inequivocabilmente confermata nel successivo esame"; si osserva al riguardo che il c.t.p. non ha motivato le ragioni per le quali tali misurazioni avrebbero dovuto indurre a ritenere sussistente una "disarmonia di crescita"e non avrebbero potuto, per esempio, essere attribuibili a caratteristiche soggettive non patologiche dell' individuo; in ogni caso, a fronte di una eventuale ritenuta disarmonia di crescita, non può certo sostenersi che l' operatore avrebbe potuto affermare con alta probabilità la sussistenza di una malformazione grave, tale da indurre a ritenere che, secondo il criterio del "più jré probabile che non", l' attrice, alla settimana 21 + 3 di gestazione, avrebbe deciso di interrompere la gravidanza e lo avrebbe fatto entro i termini di legge, quindi senza alcun ulteriore approfondimento diagnostico, non essendoci il tempo materiale.
Se, infatti, è possibile ritenere altamente probabile che un genitore decida di interrompere la gravidanza, a fronte della notizia che il figlio nascerà affetto da gravi deficit, quali quelli che la sindrome di Pallister-Killian comporta, non altrettanto può dirsi a fronte di una diagnosi di malformazione del tutto generica, come, peraltro, in via del tutto ipotetica, anche l' eventuale rilievo di un "modesto incremento dello spazio pericranico " avrebbe comportato.
pagina 9 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 A. fronte, dunque, di una villocentesi negativa, di un' ecRepert. n.l335/2018 de l l16/01/2018 correttamente eseguita e negativa, purtroppo solo in un momento successivo al 180 giorno di gestazione si sono resi ecograficamente percepibili i sintomi di una sindrome malformativa rarissima, la cui diagnosi precisa è stata possibile solo dopo la nascita, come accade, statisticamente, nella maggior parte dei casi (cfr. pag. 7 della c.t.u. "è più comune il rilievo delle anomalie alla nascita"). Quanto alla censura di inesistenza della c.t.u., riproposta dagli attori anche nella memoria conclusiva, questo Tribunale, indipendentemente dalla citata pronuncia della dott. ssa C.XXXXX T.XXXXX, non prodotta dagli attori e di cui allo stato ignora l' effettivo tenore, si fa integrale rinvio a Trib. Palermo, ord. 28 aprile - 10 maggio 2016 (Pres. M.XXXX, rel. A.XXXX), secondo cui: La violazione dell' obbligo di deposito telematico non ne comporta l' inammissibilità e l' atto, una volta depositato in formato cartaceo, ha comunque raggiunto lo scopo a cui è destinato, mentre, ove necessario, il giudice può concedere un termine alle altre parti affinché lo esaminino (www. processociviletelematico. it) Peraltro, si dubita che l' obbligatorietà del deposito in via telematica sancita dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 ARTICOLO 16 B.X possa ritenersi applicabile anche alla relazione del c.t.u.
Infatti può accadere che il Tribunale, avendo necessità di avvalersi di un professionista dotato di particolari competenze, debba nominare come consulente un soggetto che non sia nemmeno iscritto all' albo dei c.t.u. e quindi non sia dotato degli strumenti tecnici di collegamento al PCT; sarebbe assolutamente irragionevole ritenere che il Tribunale fosse impossibilitato a nominarlo, dovendo quindi rinunciare ad avvalersi di una professionalità indispensabile ai fini della decisione, solo perché la relazione dovrebbe essere depositata in forma cartacea.
In ultima analisi, tale forma di deposito non implica alcuna violazione dei principi fondamentali che governano il processo civile, quali il diritto di difesa, il contraddittorio fra le parti e il rispetto della ragionevole durata del processo, che invece sarebbe frustrato dalla sanzione di nullità/inesistenza.
Nel caso di specie, peraltro, la relazione e l' istanza di liquidazione sono state depositate in forma cartacea in data 26-9-2017 e nella relazione sono riportate le osservazioni del c.t. di parte attrice; in data 6-12-2017 il c.t.p. ha formalizzato con istanza pervenuta a mezzo email al Giudice, le ragioni della richiesta di deposito in forma cartacea, così come anticipate per le vie brevi, ossia il mancato completamento della procedura per il deposito telematico.
Le domande degli attori non possono essere accolte. Restano assorbite tutte le altre domande, ivi comprese le domande dei convenuti nei confronti della terza chiamata.
ILI ILI ILI .re LLI ILI ILI ILI pagina 10 di Il Sentenza n. 20024/2018 pubbl. il 16/01/2018 RG n. 8229/2015 Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispoRepert.hn. 335/2018 del 16/01/2018 chiamata vanno poste a carico di parte attrice, essendosi resa necessaria la chiamata del terzo in ragione delle domande attoree.
La spese di c.t.u. vanno poste in via definitiva a carico di parte attrice, che dovrà rifondere ai convenuti e alla terza chiamata quanto dagli stessi eventualmente versato al c.t.u. e ai propri cc.tt.pp., in misura non superiore a quanto liquidato al c.t.u.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone: 1 - respinge le domande di parte attrice; 2 - condanna altresì la parte attrice a rimborsare alla parte T.XXX B. SRL e S.XXXXX B.XXXXXX le spese di lite, che si liquidano in 536 per spese, 8.639 per compensi (causa di valore indeterminabile, complessità media, valori minimi per la fase decisoria, valori medi per le altre fasi, nessun aumento per pluralità di parti in quanto concretamente non incidente sulla complessità della difesa), oltre 15 % per spese generali e accessori come per legge; 3 - condanna altresì la parte attrice a rimborsare alla parte U.XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX SPA le spese di lite, che si liquidano in 8.639 per compensi, oltre 15 % per spese generali e accessori come per legge; 4 - pone in via definitiva a carico di parte attrice le spese di c.t.u.; condanna parte attrice a rifondere ai convenuti e ai terzi chiamati quanto dagli stessi eventualmente versato al c.t.u. e ai propri cc.tt.pp., in misura non superiore a quanto liquidato al c.t.u.
Bologna, 16 gennaio 2018 Il Giudice dott. Francesca Neri
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 art. 1228
 Cass. 
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 ARTICOLO 16
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