Source: https://renatodisa.com/2017/09/05/corte-di-cassazione-sezione-feriale-penale-sentenza-21-agosto-2017-n-39332/
Timestamp: 2017-09-22 18:57:01+00:00

Document:
sentenza 21 agosto 2017, n. 39332
avverso la sentenza del 22/12/2016 della CORTE APPELLO di FIRENZE;
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore DE MASELLIS Mariella, che ha concluso;
La Corte di appello di Firenze, con sentenza del 22/12/2016 ha confermato la decisione con la quale, in data 22/1/2014, il Tribunale di Livorno aveva riconosciuto (OMISSIS) responsabile del reato di cui all’articolo 81 cpv. c.p., e L. n. 638 del 1983, articolo 2, per omesso versamento all’INPS delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti nei periodi dall’agosto al novembre 2009.
Con un primo motivo di ricorso lamenta la violazione di legge, deducendo che la Corte territoriale non avrebbe verificato la sussistenza dell’avvenuta condizione di punibilita’ della preventiva contestazione dell’omesso versamento da parte dell’INPS.
Con un secondo motivo di ricorso denuncia il difetto di motivazione sul medesimo punto.
Va premesso, in linea generale, che le Sezioni Unite penali di questa Corte (Sez. U, n. 1855 del 24/11/2011 (dep. 2012), Sodde, Rv. 251268), hanno ricordato come l’articolo 2, comma 1-bis, secondo periodo, legge 638/1983 (introdotto dall’articolo 1 d.lgs. 211/1994), modificando i termini e l’operativita’ della causa di non punibilita’ gia’ prevista dalla normativa previgente, abbia introdotto, prima dell’invio della comunicazione della notizia di reato, la possibilita’ di definire il contenzioso in sede amministrativa, nel termine concesso a tale scopo al datore di lavoro, mediante la contestazione o notifica dell’accertamento della violazione, che non costituisce una condizione di procedibilita’ del reato, cosicche’ puo’ ben ritenersi che il pubblico ministero eserciti ritualmente l’azione penale per il reato in questione anche se non si sia perfezionato il procedimento per la definizione in sede amministrativa, cosi’ come esercita l’azione penale per i fatti costituenti reato di cui sia venuto a conoscenza aliunde rispetto ai meccanismi di informazione previsti dagli articoli 347 e 331 c.p.p..
Cio’ premesso, si osserva con riferimento al caso in esame, che il ricorso, peraltro genericamente formulato, per quanto e’ dato rilevare dalla sentenza e dallo stesso atto di impugnazione, unici documenti accessibili a questa Corte, propone per la prima volta in questa sede di legittimita’ la questione della prova dell’avve-nuta contestazione dell’omesso versamento, lamentando un mancato accertamento in tal senso da parte dei giudici del gravame.
In realta’, risulta chiaramente dalla sentenza impugnata (pag. 1) che, per gli importi indicati nell’imputazione, l’accertamento della violazione era stato regolarmente notificato all’imputato il 18/6/2010, come specificato dal giudice di primo grado.
Con tag:contributi previdenziali,omesso versamento contributi previdenziali,omissione versamenti contributi previdenziali,Presidente IZZO Fausto,Relatore RAMACCI Luca
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