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Timestamp: 2019-07-17 11:00:57+00:00

Document:
ANNO LXII – 2011 – N2 – Ediesse
ANNO LXII - 2011 - N2
La proposta di riforma del sistema degli ammortizzatori sociali della CGIL >
Il documento della proposta di riforma degli ammortizzatori sociali presentata dalla CGIL nell'ottobre 2010. Un sistema pubblico universale, secondo la CGIL, si rende necessario per ovviare ai limiti e soprattutto alle esclusioni che l'attuale sistema produce nei confronti dei giovani, dei precari, dei migranti e delle donne, e per poter assicurare risorse e misure adeguate per la copertura almeno dell'anno 2011. Una riforma, che se applicata, potrebbe estendere le tutele degli ammortizzatori sociali ad oltre 500mila lavoratori che oggi non ne possono usufruire.
Lavoro e redditi. Dagli «ammortizzatori sociali» a nuove forme di organizzazione economico-sociale >
Le dinamiche economiche e sociali del nostro tempo vedono la riduzione e il peggioramento progressivi, seppure differenziati, dell’occupazione in molti settori produttivi. Anche in caso di ripresa dello sviluppo, c’è ormai la convinzione che non ci sarà un soddisfacente ritorno occupazionale nei termini quantitativi e qualitativi preesistenti. Gli ammortizzatori sociali, pensati soprattutto per rispondere alle fasi del ciclo, devono essere integrati da altri strumenti.
Discriminazione per età, ricambio generazionale, discriminazione di genere nei recenti orientamenti della Corte di Giustizia Ue >
Note sul rinnovo del 14 aprile 2011 del Ccnl – Gruppo Poste Italiane Spa >
Per una critica agli ammortizzatori sociali dell’emergenza >
L’oggetto del saggio consiste nella prassi, collaudata nelle precedenti Legislature e confermata anche durante la presente, di fronteggiare le emergenze occupazionali tramite misure che, lungi dal proporre soluzioni strutturali, costituiscono invece rimedi straordinari e temporalmente definiti, i quali, nel corso degli anni, hanno determinato la creazione di un vero e proprio sistema di ammortizzatori sociali in deroga. Tale sistema, peraltro, manifesta particolari profili di criticità, tale da rendere sempre più opportuna una riforma dell’intero sistema degli ammortizzatori sociali
Scritto da: Gabriele Moro
Commenti alla proposta della CGIL >
Prima di esaminare il progetto della Cgil di riforma degli ammortizzatori sociali vorrei rappresentare in estrema sintesi i principali modelli di integrazione salariale. Tralascio per ora i trattamenti di disoccupazione perché più semplici sotto il profilo sistematico. Va innanzitutto indicato il modello stipite della Cig...
Ammortizzatori in deroga e modelli di welfare negli accordi Stato-Regioni e Regioni-parti sociali >
SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Gli Accordi Regioni-parti sociali per il 2009-2010 (e quelli per il 2011 precedenti il nuovo Accordo Stato-Regioni) (1). — 3. L’Intesa Stato-Regioni del 20 aprile 2011 (2). — 4. Gli Accordi Regioni-parti sociali successivi. Una conclusione provvisoria.
Gli interventi regionali nelle crisi occupazionali dopo la riforma del Titolo V della Costituzione >
Considerazioni preliminari sui poteri del datore di lavoro e sul loro fondamento >
Dopo aver richiamato le opere giovanili del prof. Giorgio Ghezzi e sul presupposto che il diritto del lavoro mira allo studio sistematico dei poteri in una dimensione diacronica, l’A. si propone di delineare la struttura di ciascun potere per trovare un punto di equilibrio fra le ragioni contrapposte dei prestatori di opere e dell’impresa, in un rapporto con una componente di autorità che non può essere eliminata. Il ragionamento sull’autorità del datore si sviluppa attraverso una critica della oggettivazione del lavoro nelle “energie”, cui viene contrapposta una sua valutazione personalistica
Gli ammortizzatori sociali tra «il cielo delle idee» e le più recenti novità legislative. Una introduzione >
Il saggio presenta le due opposte filosofie sottese alla riforma degli ammortizzatori sociali e contenute in questo volume della Rivista. Su un versante, vanno collocate le tesi di chi ritiene superata la tutela collegata al lavoro e per cui il segno comune risulta essere quello di prendere a tutela la persona. Su un altro versante, vanno collocati coloro che pongono al centro della tutela il mantenimento del rapporto di lavoro. L’autore ricostruisce brevemente inoltre la recente fase degli «ammortizzatori sociali dell’emergenza» nei percorsi del legislatore nazionale e regionale.
Integrazioni salariali e valori costituzionali nell’età del capitale «introverso» >
Il contributo analizza il quadro delle molteplici forme di integrazione salariale di fronte ai cambiamenti strutturali dell’economia capitalistica. I punti salienti si possono così enucleare: il rapporto tra integrazione salariale, mercato e società civile; il rapporto tra integrazione salariale e contrattazione aziendale; il ruolo delle Regioni e degli enti privati; l’area di copertura soggettiva; l’entità del trattamento base e il suo decalage; la copertura degli oneri finanziari.
Assemblea sindacale retribuita: imputazione e ripartizione tra le organizzazioni sindacali del monte ore legale >
L’annotata sentenza affronta la questione che si origina dal combinato disposto degli artt. 20 Stat. Lav. e 4 dell’ Accordo Interconfederale del 20 dicembre 1993 e che riguarda l’imputazione e la ripartizione tra i soggetti collettivi del cd “monte ore” di assemblea svolta in orario di lavoro.
Contratto collettivo a tempo indeterminato e libertà di recesso. La Cassazione cambia orientamento >
La Cassazione torna sul problema del recesso dal contratto collettivo privo del termine di scadenza e, dopo oltre vent'anni, cambia indirizzo e afferma l'illegittimità del suo esercizio. Nel commento che segue, l'Autore si sofferma sul diritto comune dei contratti e sulle peculiarità della dimensione collettiva per confermare l'orientamento consolidato.
Il danno non patrimoniale, il danno da demansionamento e l’onere della prova >
Il danno derivante dal demansionamento del lavoratore deve essere dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento. E’ configurabile ogni qualvolta la condotta illecita del datore di lavoro abbia violato, in modo grave, diritti oggetto di tutela costituzionale, quale quello allo svolgimento delle mansioni di assunzione o successivamente acquisite: questi diritti per essere suscettibili di tutela risarcitoria dovranno essere individuati, dal Giudice del merito, il quale, senza duplicare il risarcimento dovrà discriminare i meri pregiudizi dai danni che vanno risarciti.
Scritto da: Liliana Tessaroli
Mobilità dei lavoratori e comunicazione dei criteri di scelta: «istruzioni per l’uso» >
A distanza di quasi venti anni dall’emanazione della legge n. 223 del 1991, con le pronunce n. 2734 e n. 3603, rispettivamente dell’8 e del 16 febbraio 2010, la Corte di Cassazione fa chiarezza su due profili centrali in materia di mobilità e licenziamento collettivo.
Le libertà collettive in ambito Ue dopo Lisbona: considerazioni alla «luce» di una nuova sentenza della Corte di Giustizia >
Questo contributo mira a esprimere alcune considerazioni in margine alla recente sentenza della Corte di Giustizia Ue 15 luglio 2010, causa C- 271/08, e alle Conclusioni presentate il 14 aprile 2010 dall’Avvocato Generale Trstenjak nel medesimo procedimento
L’immutabilità «flessibile» della contestazione di addebito disciplinare >
Partendo dalle garanzie di difesa, derivanti dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori nell’ambito del procedimento disciplinare, il commento segue lo sviluppo giurisprudenziale sul tema. In particolare, viene analizzata, con alcuni rilievi critici, una recente interpretazione fornita dalla Corte di Cassazione in merito al principio di immutabilità della contestazione degli addebiti disciplinari. Si conclude sottolineando come un approccio flessibile di tale principio possa comportare uno svuotamento delle garanzie previste dalla legge.
Licenziamento per motivi economici: l’ipotesi di riassetti organizzativi attuati per la più economica gestione dell’azienda >
L’insindacabilità della scelta datoriale, fatti salvi i limiti di oggettività e non pretestuosità del riassetto organizzativo operato, è un principio comunemente condiviso in giurisprudenza. La sentenza in commento, confermando l’effettiva necessità di riduzione dei costi da parte del datore di lavoro, ritiene legittimo il licenziamento dell’addetto al settore commerciale in crisi, anche quando sono stati concessi aumenti di stipendio in un altro settore più strategico per l’attività d’impresa.
Scritto da: Alberto Valenti
Nota a Tribunale Chieti, 5 maggio 2010 >
Prendendo spunto dalla decisione del Tribunale, la nota sintetizza il dibattito giurisprudenziale e dottrinale sul valore probatorio dei verbali ispettivi e sul riparto dell’onere probatorio sia nei giudizi di opposizione a cartella esattoriale emessa dall’Inps sulla base di verbale di accertamento della subordinazione (come nel caso di specie), sia nei giudizi di accertamento negativo della subordinazione. Si mette in rilievo la distinzione tra il valore probatorio degli accertamenti “oggettivi” e accertamenti “indiretti” contenuti nei verbali ispettivi, distinzione confermata dalla l. 124/04
Scritto da: Lorenzo Lama
Le ambiguità della distinzione fra trasferimento aziendale e trasferimento disciplinare >
La distinzione fra trasferimento disciplinare e trasferimento per incompatibilità ambientale è, ad avviso di chi scrive, un poco ambigua, poiché le due fattispecie di trasferimento presentano, a ben vedere, un nucleo essenziale comune che non consente, almeno in talune ipotesi, di operare una netta distinzione fra di esse.
Contratto di formazione e lavoro e inderogabilità degli scatti di anzianità: la «manomissione delle parole» secondo le Sezio >
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dopo la breve parentesi di contrasti sorti all’interno della Sezione lavoro, hanno ristabilito l’uniformità interpretativa in merito alla controversa questione che riguarda il computo degli scatti di anzianità relativamente al contratto di formazione e lavoro. Attraverso una «equiparazione di ordine generale» tra il periodo formativo e la fase lavorativa in senso stretto, il Supremo Collegio ha escluso che la contrattazione collettiva possa operare una modifica peggiorativa di una norma inderogabile di legge
L’obbligo datoriale di provvedere al lavaggio degli indumenti >
L’opzione dei giudici di legittimità è quella, in linea con un orientamento giurisprudenziale tendenzialmente costante segnato dalle poche pronunce in materia, di dare una interpretazione evolutiva della normativa sopra richiamata e di ravvisare in essa un obbligo per il datore di lavoro di provvedere al lavaggio degli indumenti durante l’intero periodo di esecuzione della prestazione lavorativa
Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2011 Sicurezza sociale >
Servizi sociali regionali per extracomunitari.
Ritorno a Mangold nell’epoca del Trattato di Lisbona >
La sentenza Kücükdeveci ha come oggetto il giudizio di conformità al diritto dell’Unione di una normativa tedesca ai sensi della quale la durata del preavviso di licenziamento cresce con l’anzianità di servizio del lavoratore e dal calcolo di tale anzianità sono esclusi i periodi di lavoro svolti prima del compimento del venticinquesimo anno di età del lavoratore. A rilevare nella pronuncia della Corte non è tanto il giudizio sulla natura discriminatoria della disparità di trattamento realizzata dalla legge nazionale
La disciplina degli oneri procedurali nei licenziamenti collettivi alla luce della giurisprudenza >
Questo lavoro si propone di analizzare i più recenti spunti giurisprudenziali sul tema dei licenziamenti collettivi, in particolare focalizzandosi sugli aspetti più strettamente procedurali, intorno ai quali si è sviluppato un interessante dibattito sulla scia di sentenze, talvolta inconciliabili tra loro, della Suprema Corte di Cassazione
Scritto da: Andrea Marangoni
Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2011 Rapporto di lavoro >
1. Trattamento economico del personale della Regione Liguria e violazione della competenza dello Stato in materia di ordinamento civile e della contrattazione collettiva. — 2. Illegittimità del concorso con riserva totale di posti in favore del personale già alle dipendenze con rapporto di diritto privato di una fondazione trasformata in ente pubblico. — 3. Illegittimità della «stabilizzazione» dei lavoratori socialmente utili della Regione Basilicata. — 4. Illegittimità delle stabilizzazioni e progressioni economiche del personale sanitario della Regione Puglia. —
Part-time verticale e disciplina previdenziale Inps: la Corte di Giustizia Ue amplia la nozione di retribuzione >
La Corte di giustizia ha ritenuto che la normativa italiana applicabile ai lavoratori a tempo parziale di tipo verticale ciclico viola il divieto di discriminazione imposto dalla Direttiva CE n. 97/81, escludendo i periodi non lavorati dal calcolo dell誕nzianitcontributiva necessaria per acquisire il diritto alla pensione. Per giungere a tale conclusione i giudici ampliano notevolmente la nozione di retribuzione ex art. 141 Tce, facendovi rientrare anche le pensioni erogate dall'INPS.
La giusta retribuzione del socio-lavoratore di cooperativa tra diritto individuale e autonomia collettiva >
Il Tribunale ha ritenuto il Ccnl Unci–Cnai non rispettoso dell’art. 36 Cost., riconoscendo le differenze retributive derivanti dall’applicazione di altro Ccnl, a favore di una socia-lavoratrice di una cooperativa. In particolare, pur ribadendo che non solo le sigle sindacali con maggiore rappresentatività possono stipulare contratti collettivi in ragione del principio di libertà sindacale ex art. 39 Cost., nella sentenza si chiarisce che la retribuzione contrattualmente definita non può contrastare con quanto stabilito dall’art. 36 in tema di proporzionalità e sufficienza della retribuzione
Scritto da: Marinella Colucci
Finalità delle ferie e collocazione temporale: il rinvio oltre l'anno nell'interesse del lavoratore >
L'A. mette in evidenza come, nella specie, il rinvio oltre l’anno di una parte delle ferie maturate sia legittimo perché disciplinato dal contratto collettivo applicabile al rapporto, il quale introduce una norma di contemperamento tra il principio di annualità delle ferie (garantito dall’art. 36 Cost.) e quello di effettivo esercizio del diritto, inteso come pieno soddisfacimento dell’obiettivo di tutela del t. libero. Ma l'A. non accoglie la tesi sostenuta dalla sentenza secondo cui dalla lettura dell’art. 7 Dir. 2003/88 deriverebbe il diritto del singolo al rinvio delle ferie oltre l'anno.
Scritto da: Annalisa Grieco

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 141
 art. 39
 sentenza 
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