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Timestamp: 2019-06-24 13:15:11+00:00

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“In tema di responsabilità civile, qualora la produzione di un evento dannoso, quale una gravissima patologia neonatale (concretatasi, nella specie, in una invalidità permanente al 100 per cento), possa apparire riconducibile, sotto il profilo eziologico, alla concomitanza della condotta del sanitario e del fattore naturale rappresentato dalla pregressa situazione patologica del danneggiato (la quale non sia legata all'anzidetta condotta da un nesso di dipendenza causale), — Avvocati a Bologna AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 051 6447838 avvocati Bologna avvocatov Sergio Armaroli puntualit' e cortesia e preventivi sempre scritti, chiama subito
“In tema di responsabilità civile, qualora la produzione di un evento dannoso, quale una gravissima patologia neonatale (concretatasi, nella specie, in una invalidità permanente al 100 per cento), possa apparire riconducibile, sotto il profilo eziologico, alla concomitanza della condotta del sanitario e del fattore naturale rappresentato dalla pregressa situazione patologica del danneggiato (la quale non sia legata all’anzidetta condotta da un nesso di dipendenza causale),
Home NEWS “In tema di responsabilità civile, qualora la produzione di un evento dannoso, quale una gravissima patologia neonatale (concretatasi, nella specie, in una invalidità permanente al 100 per cento), possa apparire riconducibile, sotto il profilo eziologico, alla concomitanza della condotta del sanitario e del fattore naturale rappresentato dalla pregressa situazione patologica del danneggiato (la quale non sia legata all’anzidetta condotta da un nesso di dipendenza causale),
Armaroli NEWS 28 Maggio 2016	 15 Aprile 2018
il giudice deve accertare, sul piano della causalità materiale (rettamente intesa come relazione tra la condotta e l’evento di danno, alla stregua di quanto disposto dall’art. 1227, primo comma, cod. civ.), l’efficienza eziologica della condotta rispetto all’evento in applicazione della regola di cui all’art. 41 cod. pen. (a mente della quale il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall’azione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l’azione e l’omissione e l’evento), così da ascrivere l’evento di danno interamente all’autore della condotta illecita, per poi procedere, eventualmente anche con criteri equitativi, alla valutazione della diversa efficienza delle varie concause sul piano della causalità giuridica (rettamente intesa come relazione tra l’evento di danno e le singole conseguenze dannose risarcibili all’esito prodottesi) onde ascrivere all’autore della condotta, responsabile “tout court” sul piano della causalità materiale, un obbligo risarcitorio che non comprenda anche le conseguenze dannose non riconducibili eziologicamente all’evento di danno, bensì determinate dal fortuito, come tale da reputarsi la pregressa situazione patologica del danneggiato che, a sua volta, non sia eziologicamente riconducibile a negligenza, imprudenza ed imperizia del sanitario”
Con sentenza emessa il 30 giugno 2014 il Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Salerno ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di (OMISSIS) in relazione al reato di cui agli articoli 40 cpv. e 589 c.p., perche’ il fatto non costituisce reato.
Avverso tale decisione ricorre per cassazione l’imputato a mezzo del difensore di fiducia, avv. (OMISSIS), lamentando la contraddittorieta’ della motivazione della sentenza impugnata la quale da un verso afferma il pieno rispetto delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunita’ scientifica e l’adeguatezza del comportamento del medico alle peculiarita’ della quadro clinico del paziente sottoposto al suo esame e dall’altro ritiene sussistente una colpa lieve senza individuare alcun particolare comportamento del medico qualificabile in tali termini.
L’ (OMISSIS) ha depositato il 10.2.2015 “memoria ex articolo 127 c.p.p., comma 2”, con la quale ribadisce i contenuti del proposto ricorso e contrasta l’impugnazione presentata dalle parti civili, evidenziando la compiutezza e la non manifesta illogicita’ della sentenza impugnata sul piano dell’affermazione di assenza di nesso causale tra la condotta dell’ (OMISSIS) e l’evento in danno del (OMISSIS).
Propongono altresi’ ricorso per cassazione le costituite parti civili (OMISSIS) e (OMISSIS), a mezzo del difensore avvocato (OMISSIS).
Ragioni di economia motivazionale impongono di prendere le mosse dal ricorso proposto dalle parti civili, che risulta fondato nel rilievo che investe la regola di giudizio utilizzata dal decidente.
Giova rammentare che la giurisprudenza di questa Corte e’ assolutamente salda nell’affermare che, ai fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere, il criterio di valutazione per il giudice dell’udienza preliminare non e’ l’innocenza dell’imputato, ma l’inutilita’ del dibattimento, anche in presenza di elementi probatori contraddittori od insufficienti. L’esistenza di un quadro probatorio non univoco, per la contraddittorieta’ degli elementi che vanno a comporlo o per la loro incompiutezza non puo’ giustificare la sentenza di non luogo a procedere se non quando sia ragionevolmente prevedibile che gli stessi siano destinati a rimanere tali all’esito del giudizio (in tal senso, ex multis, Sez. 4, n. 47169 del 08/11/2007 – dep. 20/12/2007, P.C. in proc. Castellano e altro, Rv. 238251; Sez. 2, n. 35178 del 03/07/2008 – dep. 11/09/2008, P.M. in proc. Trunetti, Rv. 242092; Sez. 6, n. 33921 del 17/07/2012 – dep. 06/09/2012, P.C. in proc. Rolla, Rv. 253127).
Nel caso di specie il Giudice dell’udienza preliminare non ha osservato simili prescrizioni. Sin dall’incipit – “assorbente rilievo deve attribuirsi all’esito della perizia espletata d’ufficio, la quale si lascia apprezzare…: ogni critica all’elaborato va dunque decisamente disattesa, traducendosi le doglianze in un tentativo di sostituire alla valutazione oggettiva del perito quella soggettiva della parte” – egli ha reso esplicito l’opzione a favore della perizia disposta nel corso dell’udienza preliminare. Laddove, a fronte delle diverse valutazioni dei numerosi esperti che hanno recato un contributo informativo, il compito del giudice non era quello di decidere chi fosse maggiormente attendibile ma solo quello di valutare se gli elementi a sostegno dell’accusa fossero del tutto inidonei a sostenere l’accusa in giudizio. Cio’ si traduceva nella verifica della ricorrenza di eventuali manifeste incongruenze del contributo dell’esperto posto a sostegno dell’accusa, per l’errata piattaforma fattuale assunta, per la palese insipienza tecnica del metodo o dell’elaborazione, e cosi’ esemplificando, tanto da lasciar â€˜sopravvivere’ solo gli elementi di segno avverso. Ma fuori da tale, invero statisticamente eccezionale, ipotesi, il giudice dell’udienza preliminare non puo’ operare una scelta di campo sottraendo la verifica della tenuta delle diverse prove alla contesa dibattimentale.
Ne’ va taciuto che nel caso di specie si rinviene un ulteriore ragione di annullamento della sentenza impugnata, ed e’ rappresentata dalle affermazioni contraddittorie formulate dal Giudice dell’udienza preliminare in ordine alla insussistenza di una violazione cautelare nel mentre si aggiunge che non puo’ essere esclusa la sussistenza di una colpa lieve. In tal modo si recede dalla evidenza che dovrebbe caratterizzare l’assenza di una violazione cautelare ed inoltre si formula un giudizio su materia di estrema complessita’, quale il grado della colpa. Giudizio che per cio’ solo – salvo il caso di assoluta evidenza – non puo’ che essere demandato al giudice del dibattimento.
Il ricorso dell’imputato resta assorbito dalla precedente statuizione.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 127
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