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Timestamp: 2019-08-24 17:36:00+00:00

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DISCIPLINA A SOSTEGNO DELL'INSERIMENTO LAVORATIVO E DELL'INCLUSIONE SOCIALE DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI FRAGILITÀ E VULNERABILITÀ, ATTRAVERSO L'INTEGRAZIONE TRA I SERVIZI PUBBLICI DEL LAVORO, SOCIALI E SANITARI — E-R BUR 188/2015
LEGGE REGIONALE 30 LUGLIO 2015, N.14
Art. 2 Persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità
TITOLO II - PROGRAMMAZIONE E INTEGRAZIONE DEGLI INTERVENTI
Capo I Programmazione dell'intervento pubblico integrato
Art. 3 Linee di programmazione regionale integrata dei servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari
Art. 4 Piano integrato territoriale dei servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari e programmi di attuazione annuale
Art. 5 Concertazione regionale
Art. 7 Revisione degli ambiti territoriali dei centri per l'impiego
Capo II Gestione integrata degli interventi
Art. 8 Modalità di gestione integrata
Art. 9 Accesso alle prestazioni integrate dei servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari
Art. 10 Verifica della condizione di fragilità e vulnerabilità e presa in carico unitaria
Art. 11 Equipe multiprofessionale
Art. 12 Attività dell'equipe multiprofessionale
Art. 13 Programma personalizzato d’interventi
Art. 14 Responsabile della gestione del programma personalizzato d’interventi
Art. 15 Prestazioni pubbliche e condizionalità
Art. 16 Formazione e aggiornamento degli operatori nei servizi pubblici integrati
Art. 17 Sistemi informativi
TITOLO III - STRUMENTI DI INSERIMENTO AL LAVORO
Capo I Orientamento e formazione delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità
Art. 18 Orientamento, supporto individuale e formazione professionale
Art. 19 Modifiche alla legge regionale n. 17 del 2005
Art. 20 Tirocini delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità
Capo II Rapporti di lavoro
Art. 21 Forme giuridiche di lavoro
Art. 22 Misure di sostegno all'inserimento al lavoro
Capo III Imprese, datori di lavoro, cooperative sociali
Art. 23 Coinvolgimento delle imprese e dei datori di lavoro e promozione della responsabilità sociale
Art. 24 Promozione delle opportunità di lavoro
Art. 25 Cooperative sociali
Capo IV Attività autonoma e imprenditoriale
Art. 26 Percorsi di lavoro autonomo e imprenditoriale
Art. 27 Supporto alle attività di lavoro autonomo e imprenditoriale
Art. 28 Sostegno finanziario delle attività di lavoro autonomo e imprenditoriale
Art. 29 Accesso agevolato al credito
Art. 30 Monitoraggio
Art. 31 Clausola valutativa
a) promuovere e sostenere l’inserimento al lavoro, l’inclusione sociale e l’autonomia, attraverso il lavoro, delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità di cui all’articolo 2;
c) realizzare sinergie con soggetti privati, ove ciò sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, dedicando particolare attenzione al settore del “privato sociale”.
2. Le linee di programmazione integrata di cui al comma 1 contengono gli obiettivi, le priorità degli interventi, le risorse nonché i criteri di riparto territoriale, l’elenco delle azioni ammissibili e le regole di decadenza dai benefici previsti dalla presente legge. Tali linee sono emanate dalla Giunta regionale previo parere della commissione assembleare competente.
1. Il Piano integrato territoriale dei servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari, di seguito denominato “Piano integrato”, è predisposto sulla base delle linee di programmazione regionale di cui all’articolo 3 ed ha, di norma, durata triennale. Esso individua gli obiettivi, le priorità, le misure d’intervento e organizzazione delle equipe multiprofessionali di cui all’articolo 11 e prevede modalità di coordinamento con i programmi per le politiche del lavoro, di cui all’articolo 5 della legge regionale 1 agosto 2005, n. 17 (Norme per la promozione dell'occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro), nonché con il piano di zona di cui all’articolo 29 della legge regionale 12 marzo 2003, n. 2 (Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali).
a) la Regione, cui spetta l’iniziativa concernente la promozione del Piano integrato e la convocazione delle organizzazioni di cui al comma 6;
c) i comuni o le unioni costituite ai sensi della legge regionale 21 dicembre 2012, n. 21 (Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza).
4. Nell’ambito delle misure di cui al comma 1 i soggetti istituzionali che hanno concluso l'accordo di programma di cui al comma 3 assumono l’impegno di erogare le prestazioni di propria competenza.
6. Il Piano integrato e la programmazione annuale costituiscono oggetto di consultazione e confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e datoriali territoriali più rappresentative al livello regionale, individuate dai componenti della commissione regionale tripartita (CRT) di cui all’articolo 51 della legge regionale 30 giugno 2003, n. 12 (Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro), e la commissione assembleare competente.
1. Al fine di consentire la migliore realizzazione degli obiettivi previsti dalla presente legge, la Giunta regionale, sentito il parere della commissione assembleare competente e consultata la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, può provvedere a modificare gli ambiti territoriali dei centri per l’impiego di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell'articolo 1 della L. 15 marzo 1997, n. 59), adeguandoli, ove differenti, a quelli dei distretti, di cui all’articolo 9 della legge regionale n. 19 del 1994 e all’articolo 5 della legge regionale n. 29 del 2004, i cui ambiti sono individuati dalla Regione.
1. La gestione integrata dei servizi del lavoro, sociale e sanitario costituisce la modalità d’intervento per sostenere le persone in condizione di fragilità e vulnerabilità.
2. Tale modalità d’intervento è attivata secondo le disposizioni del presente Capo.
1. Le persone destinatarie delle prestazioni integrate, erogate attraverso i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari, possono rivolgersi indifferentemente al centro per l’impiego, al servizio sociale territoriale ovvero al servizio sanitario presso i quali si svolge il primo accesso alle prestazioni integrate.
2. Il centro per l’impiego, il servizio sociale territoriale e il servizio sanitario prevedono l’intervento di un’equipe multiprofessionale, a beneficio della persona, se ritengono possano sussistere le condizioni di fragilità e vulnerabilità di cui all’articolo 2, comma 2.
1. La condizione di fragilità e vulnerabilità viene accertata dagli operatori facenti parte di un’equipe multiprofessionale, che a tal fine si avvale degli strumenti di valutazione di cui all'articolo 2, comma 2, secondo le modalità di cui al presente Capo.
1. La presa in carico unitaria viene realizzata da parte di un’equipe multiprofessionale, di cui fanno parte operatori appartenenti ai diversi servizi specificamente coinvolti.
2. Nell’equipe multiprofessionale è sempre presente un operatore del centro per l’impiego; sono inoltre presenti un operatore dei servizi sociali nonché dei servizi sanitari, anche cumulativamente, in relazione alle problematiche concernenti la persona.
Attività dell’equipe multiprofessionale
1. L’equipe multiprofessionale opera considerando la persona in maniera globale e unitaria e utilizzando le distinte competenze specialistiche degli operatori componenti.
2. L’equipe multiprofessionale, una volta accertata la condizione di fragilità e vulnerabilità della persona e realizzata la presa in carico unitaria, predispone un programma personalizzato d’interventi, ne rileva e verifica gli effetti, provvedendo, ove necessario, a ridefinire il programma personalizzato.
Programma personalizzato d’interventi
1. Il programma personalizzato d’interventi individua l’insieme delle azioni finalizzate all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità.
2. Le azioni nonché gli interventi stabiliti nel programma personalizzato sono quelli offerti dai soggetti istituzionali e dai servizi pubblici e privati, selezionati con procedure ad evidenza pubblica, coinvolti, ai sensi della disciplina vigente, secondo le previsioni dei programmi di attuazione annuale di cui all’articolo 4, comma 5.
3. Il programma personalizzato d’interventi viene elaborato in coerenza con i bisogni, le conoscenze, le competenze e le propensioni delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità, tenendo altresì conto del supporto personale ed economico su cui le medesime possono contare.
4. Il programma personalizzato d’interventi viene sottoscritto dai componenti dell’equipe multiprofessionale nonché dalla persona in condizioni di fragilità e vulnerabilità.
5. L’equipe multiprofessionale e la persona in condizioni di fragilità e vulnerabilità concordano anche gli impegni che, in coerenza con il programma personalizzato d’interventi, quest’ultima è tenuta ad assumere, nel rispetto delle previsioni dell’articolo 15.
1. L’equipe multiprofessionale affida la gestione del programma personalizzato d’interventi a un responsabile, individuato in considerazione delle specifiche problematiche concernenti la persona interessata.
b) è il referente dell’equipe multiprofessionale nei confronti degli interlocutori esterni;
c) cura la continuità degli interventi programmati, la rilevazione e la verifica dei risultati ottenuti nonché, ove necessario, propone all’equipe multiprofessionale la ridefinizione del programma personalizzato.
1. Nel programma personalizzato d’interventi sono previste le modalità di verifica degli impegni assunti dalla persona.
2. Il mancato rispetto, da parte di quest’ultima, degli impegni previsti ai sensi dell'articolo 13, comma 5, può comportare la decadenza dalla fruizione dei servizi erogati dai soggetti coinvolti nell’elaborazione dei programmi di attuazione annuale di cui all’articolo 4, comma 5.
1. Agli operatori di cui all’articolo 9 sono destinati programmi specifici e periodici di formazione e aggiornamento professionale, secondo le previsioni e nei limiti delle risorse individuate dalla Giunta regionale nelle linee di programmazione regionale dei servizi pubblici integrati del lavoro, sociali e sanitari di cui all’articolo 3.
2. La Giunta regionale, consultata la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, individua altresì nelle linee di programmazione regionale i criteri di distribuzione e d’impiego delle risorse per ciascuno degli ambiti distrettuali.
3. Nei limiti di tali previsioni i programmi di formazione e aggiornamento professionale sono definiti nel Piano integrato nonché nei programmi di attuazione annuale di cui all’articolo 4, comma 5.
4. I programmi di formazione e aggiornamento di cui al comma 1 devono riguardare anche la conoscenza della disciplina degli istituti di cui al Titolo III e del sistema d’incentivi al lavoro previsti dalla disciplina nazionale e regionale vigente.
STRUMENTI D’INSERIMENTO AL LAVORO
1. La Regione individua azioni, strumenti, modalità e interventi specifici di orientamento, supporto individuale e formazione professionale, a beneficio delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità di cui all’articolo 2.
2. Tali azioni, strumenti, modalità e interventi sono definiti e finanziati dalla Giunta regionale, sentita la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, nelle linee di programmazione regionale dei servizi pubblici integrati per il lavoro di cui all’articolo 3, ove sono definiti i criteri d’individuazione delle risorse a favore delle circoscrizioni territoriali distrettuali.
1. Dopo la lettera c) del comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale n. 17 del 2005 è aggiunta la seguente:
“c bis) tirocini finalizzati all'inclusione sociale, disciplinati dall'articolo 26 octies.”.
2. Dopo l’articolo 26 septies della legge regionale n. 17 del 2005 è inserito il seguente:
4. Alla convenzione che regola i tirocini di cui al comma 1 deve essere allegato un progetto personalizzato per ciascun tirocinante, predisposto sulla base di modelli definiti dalla Giunta regionale, da sottoscrivere da parte dei soggetti coinvolti nell’esperienza di tirocinio.
5. I tirocini di cui al comma 1 sono esclusi dai limiti indicati dall’articolo 26 bis, comma 4.
6. Per i tirocini di cui al comma 1 l’indennità, che costituisce un sostegno di natura economica finalizzata all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione indicata nel progetto personalizzato, è corrisposta, di norma, da parte dell’ente responsabile che ha preso in carico il tirocinante.
7. I tirocini di cui al comma 1 non possono essere inseriti tra le modalità stabilite dalle convenzioni di cui all’articolo 11, comma 2, della legge n. 68 del 1999.
8. Per tutto quanto non previsto valgono le previsioni contenute nelle “Linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione” di cui all'accordo tra il Governo e le regioni ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali), sottoscritto il 22 gennaio 2015.”.
1. Possono essere promossi a beneficio delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità tirocini appartenenti all’insieme delle tipologie previste dall’articolo 25 della legge regionale n. 17 del 2005, secondo la valutazione espressa dai componenti dell’equipe multiprofessionale di cui all’articolo 10.
2. L’equipe multiprofessionale è in tali casi altresì responsabile della valutazione e decisione sulle deroghe previste dalla normativa, a proposito, in particolare, dei tirocini di cui all’articolo 25, comma 1, lettera d) della legge regionale n. 17 del 2005.
3. La Giunta regionale, consultata la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, può individuare deroghe in materia di disciplina e importo dell’indennità per i tirocini disciplinati ai sensi dell'articolo 26 octies della legge regionale n. 17 del 2015.
1. L’inserimento al lavoro viene perseguito e realizzato attraverso il rafforzamento personale e il consolidamento professionale delle persone, tale da condurre come obiettivo finale alla stipulazione di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nonché all’efficace riproposizione presso altri datori di lavoro.
2. Al fine di raggiungere gli obiettivi dell’inserimento al lavoro nonché del sostegno all’inclusione sociale e all’autonomia, attraverso il lavoro, di cui all’articolo 1, sono impiegate le forme di flessibilità, oraria od organizzativa e funzionale, in relazione alle caratteristiche e ai bisogni delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità, secondo le previsioni del programma personalizzato d’interventi, sentite in sede aziendale le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) ovvero, in mancanza, le organizzazioni sindacali territoriali di categoria.
1. Gli obiettivi dell’inserimento al lavoro nonché del sostegno all’inclusione sociale e all’autonomia, attraverso il lavoro, di cui all’articolo 1, possono essere raggiunti anche per il tramite di agenzie di somministrazione di lavoro, che stipulino con le persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità i contratti di lavoro di cui all’articolo 31 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183).
2. La Regione può stipulare con le agenzie di somministrazione di lavoro di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30) accreditate una convenzione, volta a coinvolgere queste ultime nella realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1.
3. Nel rispetto delle previsioni del programma personalizzato d’interventi possono anche essere stabilite modalità parziali o esclusive di telelavoro.
4. La Giunta regionale, consultata la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, individua gli elementi e i contenuti della convenzione di cui al comma 2, anche con riferimento alle condizioni di lavoro, nonché i requisiti e le caratteristiche fondamentali che le modalità di telelavoro debbono avere, all’interno delle linee di programmazione regionale dei servizi pubblici integrati per il lavoro di cui all’articolo 3.
1. La Regione individua come fondamentale, ai fini della realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo 1, la creazione e il mantenimento di una relazione costante con le imprese e i datori di lavoro.
2. La Regione promuove la responsabilità sociale delle imprese e dei datori di lavoro, secondo le previsioni degli articoli 45 e 46 della legge regionale n. 17 del 2005 nonché dell’articolo 17 della legge regionale 18 luglio 2014, n. 14 (Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna), coinvolgendo le imprese e i datori di lavoro nella realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo 1.
1. La Regione prevede incentivi, nel rispetto della disciplina nazionale e dell’Unione europea, a beneficio dei datori di lavoro che stipulino contratti di lavoro con le persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, tenuto conto della disciplina complessiva nazionale e regionale in materia, ove queste persone non possano fruire di altro adeguato sostegno di tipo economico alla loro occupazione.
2. Al fine di consentire l’inserimento delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, vengono corrisposti contributi ai soggetti di cui al comma 1 in riferimento a:
a) acquisti e adeguamenti strumentali atti a consentire l’inserimento di persone in condizione di fragilità e vulnerabilità;
3. La disciplina e le condizioni di accesso agli incentivi e ai contributi sono previste dalla Giunta regionale nelle linee di programmazione regionale integrata dei servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari di cui all’articolo 3, ove sono definiti i criteri d’individuazione delle risorse a favore delle circoscrizioni territoriali distrettuali.
4. Resta fermo che le misure di finanziamento degli incentivi e contributi destinati a specifiche categorie di persone, rientranti nell’ambito individuato dall’articolo 2, comma 3, non sono utilizzabili allo scopo di cui al comma 3 del presente articolo.
5. Nei limiti di tali previsioni l’erogazione degli incentivi e dei contributi è definita nel Piano integrato nonché nei programmi di attuazione annuali di cui all’articolo 4, comma 5.
6. Gli incentivi sono riconosciuti in coerenza con le previsioni del programma personalizzato d’interventi.
b) individuano le condizioni d’inserimento delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità presso le cooperative sociali, in particolare di tipo B;
Attività autonoma e imprenditoriale
1. Al fine di raggiungere gli obiettivi dell’inserimento al lavoro nonché del sostegno all’inclusione sociale e all’autonomia, attraverso il lavoro, di cui all’articolo 1, secondo le previsioni del programma personalizzato d’interventi, sono individuati e realizzati percorsi volti a permettere alle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità di operare come lavoratori autonomi e imprenditori, anche sviluppando nuovi rami di attività all’interno di imprese già esistenti, nonché di costituire associazioni e società, anche cooperative.
1. I percorsi di lavoro autonomo e imprenditoriale di cui all'articolo 26 sono sostenuti attraverso idonee e specifiche misure individuate nelle linee di programmazione regionale dei servizi pubblici integrati per il lavoro di cui all’articolo 3.
2. La Giunta regionale, consultata la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, definisce i requisiti minimi d’implementazione, sviluppo e gestione degli incubatori d’impresa. Attraverso tali requisiti sono esplicitate le caratteristiche logistiche e organizzative nonché professionali, necessarie per garantire un adeguato accompagnamento e supporto delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità.
3. Gli incubatori assicurano l’accessibilità e la stabilità del servizio, la sua diffusione nel territorio regionale, la competenza professionale degli operatori, l’attivazione e la gestione di una rete territoriale di attori che accompagnino la nascita e lo sviluppo delle attività di lavoro autonomo e imprenditoriale.
4. Le misure in oggetto prevedono la predisposizione di servizi strumentali all’avvio e allo sviluppo delle attività di lavoro autonomo e imprenditoriale, tra cui l'accesso al credito di cui all'articolo 29, che saranno erogati da incubatori in grado di affiancare le persone in condizione di fragilità e vulnerabilità.
2. La disciplina e le condizioni di accesso alle misure di sostegno finanziario e ai contributi sono precisate dalla Giunta regionale nelle linee di programmazione regionale integrata dei servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari di cui all’articolo 3, sentita la commissione di cui all'articolo 5, comma 1, ove sono pure individuate le risorse necessarie per il finanziamento nonché i criteri sulla cui base queste sono distribuite alle circoscrizioni territoriali distrettuali.
3. Nei limiti di tali previsioni l’erogazione delle misure di sostegno finanziario e dei contributi è definita nel Piano integrato nonché nei programmi di attuazione annuale di cui all’articolo 4, comma 5.
1. La Regione sostiene le attività di lavoro autonomo e imprenditoriale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità anche favorendone l’accesso al credito.
1. La Regione realizza il monitoraggio periodico degli interventi di attuazione della presente legge e ne tiene conto ai fini dell’elaborazione delle linee di programmazione regionale integrata dei servizi pubblici del lavoro, sociale e sanitario, di cui all’articolo 3.
d) i risultati raggiunti rispetto all'inserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.
3. Le strutture della Giunta, i servizi per l’impiego, i servizi sociali e i servizi sanitari si raccordano per la migliore valutazione della presente legge da parte dell’Assemblea legislativa.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31