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Timestamp: 2020-08-06 07:44:37+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11160 del 08/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11160 del 08/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 08/05/2017, (ud. 30/01/2017, dep.08/05/2017), n. 11160
sul ricorso 23593-2015 proposto da:
PREDEN, LUIGI CALIULO, ANTONELLA PATTERI, LIDIA CARCAVALLO, giusta
P.A.Z., vedova V., elettivamente domiciliata in
ROMA, PIAZZA COLA DI RIENZO 69, presso lo studio dell’avvocato ROSA
MAFFEI, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 3521/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 07/05/2015 R.G.N. 668/2013;
L’Inps ha proposto ricorso in cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma di conferma della sentenza del Tribunale con cui era stata accolta la domanda proposta da P.A.Z. volta ad ottenere la pensione di reversibilità del marito, titolare di pensione di vecchiaia in convenzione internazionale liquidata in forza dell’accordo tra l’Italia e la repubblica Iugoslava, non potendosi riflettere su tale trattamento la modifica delle condizioni derivanti dall’entrata della Slovenia nell’Unione Europea.
Con decreto emesso ai sensi dell’art. 391 c.p.c. del 10/10/2016 il Presidente della sesta sezione civile lavoro ha dichiarato estinto il giudizio compensando le spese di causa. La P. ha chiesto con istanza del 18/10/2016 fissarsi l’udienza pubblica insistendo per la condanna dell’Inps a pagare le spese processuali ed ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
L’oggetto del giudizio, già dichiarato estinto con decreto del Presidente della sesta sezione civile lavoro del 10/10/2016, è limitato alla richiesta della P. di liquidazione delle spese processuali a seguito della rinuncia al ricorso in cassazione notificato dall’Inps, del quale la P. ha preso atto, insistendo per la liquidazione delle spese processuali.
A riguardo l’art. 391 c.p.c., dopo aver previsto che sulla rinuncia e nei casi di estinzione del giudizio disposta per legge la Corte provvede con decreto, stabilisce, altresì, che avverso detto decreto la parte può chiedere la fissazione dell’udienza. Tale ipotesi si è verificata nella fattispecie in quanto la P. si duole dell’avvenuta compensazione delle spese in assenza di motivazione, pur avendo essa insistito per la loro liquidazione e non ravvisandosi i presupposti di legge per la compensazione.
Le doglianze della P. vanno accolte. Premesso che le ragioni posta a base del ricorso per cassazione dell’Inps sono state ampiamente contraddette da precedenti di questa Corte (cfr Cass. n 23841/2015 specifico, ma anche Cass 17514/2015, n 21545/2008) e che il ricorso della P. risulta depositato in primo grado in fin dal 2011, deve ritenersi che in applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. nella versione applicabile ratione temporis (introdotta dalla L. n. 69 del 2009), non si ravvisano le ragioni per compensare le spese di causa in assenza sia di “reciproca soccombenza” sia del “concorso di gravi ed eccezionali ragioni” da indicarsi in motivazione come previste dalla normativa citata.
Dichiara estinto il giudizio e condanna l’Inps a pagare le spese del presente giudizio liquidate in Euro 200,00 per esborsi ed Euro 2000,00 per compensi professionali,oltre 15% per spese generali ed accessori di legge con distrazione a favore dell’avv Rosa Maffei antistataria.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 Cass.