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Timestamp: 2020-01-19 21:35:51+00:00

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divorzio | 10 Ottobre 2013
Matrimonio dissolto, mantenimento per i figli. Ma l’uomo può richiamare il ‘carico’ provocato dalla nuova famiglia di fatto...
Fissato a 950 euro mensili il contributo dell’ex marito per il mantenimento dei figli nati dall’unione coniugale ormai sciolta. Quantum confermato, nonostante l’uomo abbia richiamato il carico economico provocato dalla sua nuova famiglia di fatto, caratterizzata anche dalla presenza di un figlio. Obiezione possibile, ma, in questo caso, risulta decisivo il contributo economico e patrimoniale offerto, nella nuova famiglia, dalla compagna dell’uomo.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 23090/13; depositata il 10 ottobre)
divorzio | 26 Luglio 2013
Fino a quando la madre è titolare del contributo di mantenimento del figlio?
Il trasferimento del figlio in un'altra città, ove lo stesso prende in locazione un appartamento a conferma della stabilità del trasferimento, esclude la persistenza in capo al genitore affidatario della legittimazione a richiedere iure proprio all'ex coniuge il contributo per il mantenimento del figlio.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 18075/13; depositata il 25 luglio)
Divorzio | 11 Luglio 2013
Per l’assegno di mantenimento non si deve considerare solo l’età del figlio ma anche il reddito del genitore
Infatti, il mantenimento della prole deve sempre ancorarsi alle possibilità reddituali concrete del genitore e non alle generiche esigenze della fase evolutiva del bambino, in quanto il parametro di riferimento è costituito non solo dalle esigenze dei figli, ma anche dalle sostanze e dai redditi, nonché dalla capacità di lavoro, professionale o casalingo, di ciascun coniuge.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 17089/13; depositata il 10 luglio)
divorzio | 06 Giugno 2013
Assegno divorzile “staccato”, ma fino alla morte dell’ex coniuge
Assegno divorzile a carico degli eredi del coniuge obbligato e deceduto in corso di causa, ma solo dalla data del passaggio in giudicato della sentenza di divorzio e quella della morte.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 14195/13; depositata il 5 giugno)
divorzio | 23 Aprile 2013
Salute peggiorata, ma precaria e non più disoccupata: niente aumento dell’assegno
Rigettata definitivamente la richiesta avanzata da una donna. Decisiva è la constatazione che ella lavora, seppur da precaria, mentre all’epoca del divorzio non svolgeva alcuna attività. E' questo passo avanti a permettere di affermare che il peggioramento delle condizioni di salute della donna non hanno avuto incidenza sulla sua attività lavorativa.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 9765/13; depositata il 23 aprile)
divorzio | 19 Aprile 2013
Delibazione della sentenza estera che disciplina le questioni patrimoniali tra i coniugi: solo se non è contraria all’ordine pubblico
La sentenza straniera che disciplina i rapporti patrimoniali tra i coniugi è riconosciuta in Italia se le sue disposizioni non sono contrarie all’ordine pubblico. Non spetta al giudice italiano la valutazione sul merito della sentenza.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 9483/13; depositata il 18 aprile)
divorzio | 18 Dicembre 2012
I comportamenti tenuti durante il matrimonio sono coperti dal giudicato della sentenza di separazione
Anche se l’indagine sulla responsabilità del fallimento del matrimonio comprende i comportamenti successivi alla separazione, i comportamenti dei coniugi anteriori a questo momento restano separati ed assorbiti dalla valutazione effettuata al riguardo dal giudice della separazione.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 23202/12; depositata il 17 dicembre)
divorzio | 17 Dicembre 2012
Lui paga l’affitto … e a lei alleggeriscono l’assegno di mantenimento
Il coniuge obbligato alla corresponsione dell’assegno di mantenimento lascia la casa coniugale ed è costretto a pagarsi l’affitto: sì alla riduzione.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 22950/12; depositata il 13 dicembre)
divorzio | 11 Luglio 2012
Ex marito pensionato d’oro, ex moglie ancora potenzialmente capace di lavorare: legittima la riduzione dell’assegno
Confermata la riduzione da mille e cinquecento a mille euro, nonostante le buoni condizioni economiche e patrimoniali dell’uomo, diplomatico in pensione, e le difficoltà della donna a reperire un’occupazione. Necessario dimostrare queste difficoltà in maniera oggettiva per poter pensare di attribuire loro un maggiore peso nella ridiscussione del quantum post divorzio.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 11645/12; depositata l’11 luglio)
divorzio | 21 Giugno 2012
Pensione di reversibilità e assegno vitalizio: ben poche le affinità
L’assegno vitalizio destinato ai parlamentari – la cui disciplina è demandata ai regolamento interni delle Camere – è dotato di caratteri riconducibili anche al regime delle assicurazioni private. Il fatto che per essere trasferito post mortem a un terzo imponga il pagamento di una quota aggiuntiva, lo allontana dai canoni tipici previdenziali. Sono quindi diversi i criteri di ripartizione rispetto alla divisione operata tra coniuge divorziato e superstite in tema di assegno divorzile e di pensione di reversibilità.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 10177/12; depositata il 20 giugno)

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