Source: http://docplayer.it/9717748-Modalita-di-gestione-nelle-cure-primarie.html
Timestamp: 2018-07-18 17:21:26+00:00

Document:
Modalità di Gestione nelle Cure Primarie - PDF
Download "Modalità di Gestione nelle Cure Primarie"
1 Modalità di Gestione nelle Cure Primarie Medicina d attesa Medicina d opportunità Medicina d Iniziativa Campagne di sensibilizzazione e di prevenzione Dr. Maurizio Pozzi
2 Modelli Generali delle Cure Primarie UTAP, Casa della Salute, UCP, UMG, Equipe Territoriali, ecc UCCP: ACN Medicina generale Modulo della Regione Toscana (Cronic Care Model)
3 UCCP (ACN, Art. 26 bis) 2. I medici di medicina generale partecipano obbligatoriamente alle aggregazioni funzionali territoriali 3. le Regioni, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali ali firmatarie dello stesso ACN, individuano le aggregazioni funzionali sulla base dei seguenti criteri: - riferimento all ambito ambito di scelta e comunque intradistrettuale; - popolazione assistita non superiore a e comunque con un numero di medici, di norma, non inferiore a 20 inclusi i titolari di convenzione a quota oraria. 4. Nell ambito dell aggregazione di cui al presente articolo è individuato un delegato con compiti di raccordo funzionale e professionale.
4 UCCP (ACN, Art. 26 bis) promuovere l equitl equità nell accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari sanitari e sociali nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, anche attraverso l individuazione di percorsi di integrazione tra assistenza primaria ia e continuità assistenziale; promuovere la diffusione e l applicazione l delle buone pratiche cliniche sulla base dei principi della evidence based medicine,, nell ottica più ampia della clinical governance ; promuovere e diffondere l appropriatezza l clinica e organizzativa nell uso dei servizi sanitari, anche attraverso procedure sistematiche e ed autogestite di peer review ; promuovere modelli di comportamento nelle funzioni di prevenzione, e, diagnosi, cura, riabilitazione ed assistenza orientati a valorizzare zare la qualità degli interventi e al miglior uso possibile delle risorse, pubbliche e private, quale emerge dall applicazione applicazione congiunta dei principi di efficienza e di efficacia.
5 UCCP (ACN, Art. 26 bis) l individuazione di strumenti, tempi e momenti di verifica per l avvio l dei processi di riorganizzazione; la condivisione delle proprie attività con il Distretto di riferimento, per la valutazione dei risultati ottenuti e per la socializzazione dei medesimi; la partecipazione a programmi di aggiornamento/formazione e a progetti di ricerca concordati con il Distretto e coerenti con la programmazione regionale e Aziendale e con le finalità di cui al comma 6.
6 UCCP (ACN, Art. 26 ter) 2. Gli accordi regionali con le OO.SS. dei medici convenzionati individuano la dotazione strutturale, strumentale e di personale necessarie al pieno svolgimento delle attività assistenziali affidate a ciascuna unità complessa delle cure primarie, nonché le modalità di partecipazione dei medici e valorizzando le risorse esistenti. 3. L unitl unità complessa delle cure primarie è costituita dai medici convenzionati, si avvale eventualmente di altri operatori amministrativi, sanitari e sociali secondo quanto previsto dagli accordi regionali li. 4. Dall entrata in vigore del presente accordo, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari convenzionati sono obbligati a svolgere la loro attività all interno delle unità complesse delle cure primarie
7 UCCP (ACN, Art. 26 ter) assicurare sul territorio di propria competenza la erogazione a tutti i cittadini dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza (LEA); assicurare l accesso l ai servizi dell unit unità complessa delle cure primarie (assistenza sanitaria di base e diagnostica di 1 1 livello), anche al fine di ridurre l uso l improprio del Pronto Soccorso; realizzare nel territorio la continuità dell assistenza, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per garantire una effettiva presa in carico dell'utente ente a partire in particolare dai pazienti cronici. A tal fine e con riferimento specifico a questa tipologia di pazienti, va perseguita l integrazione l con i servizi sanitari di secondo e terzo livello, prevedendo il diritto itto all accesso accesso in ospedale dei medici convenzionati;
8 UCCP (ACN, Art. 26 ter) impiegare strumenti di gestione che garantiscano trasparenza e responsabilità dei medici e dei professionisti sanitari nelle scelte assistenziali e in quelle orientate al perseguimento degli obiettivi tivi di salute; sviluppare la medicina d iniziativa d anche al fine di promuovere corretti stili di vita presso tutta la popolazione, nonchè la salute dell infanzia e dell adolescenza con particolare attenzione agli interventi di prevenzione, educazione e informazione sanitaria; contribuire all integrazione fra assistenza sanitaria e assistenza sociale a partire dall'assistenza domiciliare e residenziale in raccordo con i distretti e in sinergia con i diversi soggetti istituzionali e con c i poli della rete di assistenza;
9 ECCM Regione Toscana A livello territoriale, il modello di riferimento per l attuazione l della sanità d iniziativa è costituito da una versione evoluta del Chronic Care Model (CCM) definita expanded chronic care model Il lavoro di team fra MMG, medici di continuità assistenziale, infermieri, operatori socio-sanitari sanitari ed altri professionisti nella gestione del paziente: - il monitoraggio delle patologie croniche ed il patient summary,, ovvero un set predefinito di informazioni relative agli assistiti in carico, cosc osì come definito dal progetto Carta Sanitaria Elettronica; - la pianificazione personalizzata degli interventi; - l educazione ed il supporto dei pazienti al self-management; - lo sviluppo di competenze gestionali e l utilizzo l continuo dell audit nell ambito del team.
10 ECCM Regione Toscana una popolazione di riferimento di circa assistiti; una sede unica o principale (tra due o più sedi) per lo svolgimento dell attivit attività del team; la presenza di un infermiere e un operatore socio sanitario con formazione complementare in area sanitaria in rapporto alla popolazione di riferimento (1/10.000); una infrastruttura informatica in grado di consentire la registrazione dei dati di attività da parte di tutti i componenti del team; la formazione specifica del personale di cui al punto precedente sui percorsi assistenziali condivisi a livello aziendale, con la partecipazione della Medicina Generale; il supporto da parte dell azienda sanitaria di riferimento per le altre figure professionali coinvolte, secondo quanto previsto dai percorsi assistenziali. sistenziali. L attività non domiciliare dovrà essere effettuata negli studi dei medici di medicina generale, tenendo conto delle esigenze organizzative e di criteri di efficienza complessiva.
11 ECCM Regione Toscana Ai moduli saranno assegnati funzionalmente infermieri a tempo pieno già operanti nelle strutture distrettuali delle aziende sanitarie locali l e OSS con formazione complementare in area sanitaria in maniera proporzionata alla popolazione di riferimento dei singoli moduli Il MMG coordinatore viene individuato dall azienda azienda sanitaria di riferimento, previo parere del Comitato aziendale, su proposta dei d medici del modulo tra gli aventi caratteristiche predeterminate a livello regionale, in accordo con la Medicina Generale Il sistema di remunerazione per la Medicina Generale
12 Chi fa che cosa / Quando Percorso assistenziale condiviso Ruolo del MMG e PLS Ruolo dello specialista Ruolo di altre figure professionali Metodi di collegamento Tempistica del monitoraggio Modalità di rapporto con il paziente (unitaria, gestione scadenze, comunicazione) Dr. Maurizio Pozzi
13 Modulo Regione Toscana Patologie croniche scompenso cardiaco: 15% Diabete mellito tipo II: 30% ipertensione: 30% BPCO: 15% Ictus: 10%. Indicatori di sostenibilità economica/appropriatezza di clima esterno di processo di esito.
14 Modelli Generali delle Cure Primarie UTAP, Casa della Salute, UCP, UMG, Equipe Territoriali, ecc. UCCP: ACN Medicina generale Modulo della Regione Toscana (Cronic Care Model)
15 Modello Organizzativo Ricerca ed analisi modelli di successo Analisi delle risorse disponibili (professionali, immobiliari, strumentali, volontariato, finanziarie, ecc) Definizione delle responsabilità Motivazioni degli operatori Omogeinità culturale Certezza di rapporti contrattuali
16 Governance Governance di sistema Governance di struttura e/o di Modello Strumenti a disposizione delle governance
17 CONDIZIONI NECESSARIE Sede Strumentazione diagnostica Personale di studio (infermiere, collaboratore, ecc.) Dotazione informatica Indicatori di processo, di risultato Dotazioni per counseling Dotazioni per counseling Dr. Maurizio Pozzi

References: Art. 26
 Art. 26
 Art. 26
 Art. 26
 Art. 26
 Art. 26