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RDC 04 Rev- 01 Novità per intermediari/operatori commerciali Laboratori di sezionamento - PDF
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1 RDC 04 Rev- 01 Novità per intermediari/operatori commerciali Laboratori di sezionamento 3A - PARCO TECNOLOGICO AGROALIMENTARE DELL UMBRIA Soc. Cons. a r. l.
2 PROGRAMMA DELL INCONTRO 1- nuovo dispositivo di controllo applicabile alla IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale 2- informazione facoltativa: Animali alimentati con NO OGM (soia, mais e derivati) 3- Regolamento di smarchiatura 4- Regolamento d uso del marchio IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale
3 In data 29/01/2014 il MiPAAF ha approvato il nuovo dispositivo di controllo applicabile alla IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale
4 Il RDC 04 Rev. 1, descrive gli adempimenti e le procedure dei soggetti interessati al sistema di controllo attuato dalla 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell Umbria quale Organismo indipendente operante in conformità alla Norma EN e autorizzato ai sensi dell art. 53 della Legge 128/98 così come sostituito dall art. 14 della Legge 526/99, ai fini della produzione della IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale.
5 RDC 04 Rev. 1 DISPOSITIVO DI CONTROLLO IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale Prospetto riepilogativo dei controlli Relazione Università di Padova Relazione Università di Perugia
6 Principali modifiche introdotte dal dispositivo di controllo della IGP Vitellone bianco dell Appennino centrale rispetto al precedente Manuale MAP 04 MCS 04 per quanto riguarda gli intermediari /operatori commerciali e i laboratori di sezionamento
7 RIF. Requisito Note 4.11 Lotto. E ammessa la costituzione di lotti omogenei costituiti anche da carni provenienti dalle razze Chianina, Marchigiana e Romagnola
8 4.23 Etichetta Documento apposto sul singolo pezzo di carne, o su pezzi di carne o sul relativo materiale di imballaggio o, per i prodotti non preimballati, le informazioni appropriate scritte e visibili al consumatore nel punto vendita, così come definito dalla normativa vigente in materia.
9 L etichetta può essere generata dal software di gestione su web service o, in alternativa autoprodotta da altri software o comunque compilata ai fini dell etichettatura del prodotto IGP
10 13.4 Etichettatura del prodotto L etichetta dovrà essere conforme a quanto definito al punto 4.23 ed in particolare riportare, oltre ai dati obbligatori richiesti dalle normative vigenti, le seguenti informazioni: numero di riferimento o codice di rintracciabilità la denominazione Vitellone Bianco dell Appennino Centrale e/o il logo; la dicitura Indicazione Geografica Protetta e/o il logo comunitario previsto dalla normativa comunitaria vigente. E possibile l uso dell acronimo I.G.P.. Dal 4 gennaio 2016 è obbligatorio riportare il logo comunitario come previsto da Reg. UE 1151/12; la denominazione «indicazione geografica protetta» o la corrispondente abbreviazione «IGP» possono figurare nell etichettatura; la/e razza/e del soggetto/i; la dicitura: Certificato da Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaf.
11 La dicitura: Certificato da Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaf può essere omessa qualora il prodotto non sia destinato al consumatore finale (cliente, ristorazione) ma ad un passaggio intermedio della filiera. Tale condizione deve essere esplicitata ed approvata da 3A PTA.
12 Nel caso in cui il prodotto venga identificato, all interno della filiera nei passaggi fra operatori, secondo quanto ammesso al punto 6 dell art. 2 del D.M. del 30/08/2000 prot , le informazioni obbligatorie dal n. 1 al n. 4 devono essere riportate in un documento accompagnatorio della carne. Tale condizione deve essere esplicitata ed approvata da 3A PTA. Nell esercizio di vendita, in ogni caso, le informazioni riportate devono essere espresse in forma chiara, esplicita, leggibile. L'etichetta, in qualsiasi momento della commercializzazione, deve essere apposta in maniera tale da non consentirne la riutilizzazione. Le informazioni da riportare in etichetta possono essere espresse anche mediante codice a barre o codice alfanumerico attribuito dall'impianto di macellazione e/o dal laboratorio di sezionamento; in tal caso la carne deve essere accompagnata da un documento riportante, oltre il codice a barre o il codice alfanumerico, tutte le informazioni previste in etichetta.
13 Il laboratorio deve sottoporre in via preventiva alle attività di commercializzazione tutte le etichette, anche in bozza, destinate ad identificare il prodotto Indicazione geografica protetta Vitellone Bianco dell Appennino Centrale per la valutazione di conformità da parte di 3A PTA.
14 4.26 Frollatura Per periodo di frollatura si intende il periodo di tempo che intercorre tra la data di macellazione (compresa) e la data di immissione alla vendita al consumatore finale.. La frollatura può essere riferita alla carcassa, alla mezzene, al sesto, al singolo taglio anatomico o alla singola unità di vendita.
15 4.26 Frollatura Il prodotto dovrà essere ceduto nel rispetto del periodo di frollatura, ove applicabile (per i soggetti maschi, 4 giorni per i tagli del quarto anteriore e 10 giorni per i tagli del quarto posteriore). Ciò comporta l obbligo di porre in vendita il prodotto al consumatore finale a partire rispettivamente dal 5 e dall 11 giorno dalla data di macellazione compresa
16 In alternativa è possibile fornire il prodotto anche prima del periodo minimo di frollatura purché si dia opportuna informazione scritta, direttamente nel DDT/fattura o nell etichetta o in altro documento allegato all utente finale dell obbligo di rispetto del periodo minimo di frollatura per utilizzo del prodotto proveniente da soggetti maschi, 4 giorni per i tagli del quarto anteriore e 10 giorni per i tagli del quarto posteriore, indicando specificatamente che trattasi di Prodotto atto a divenire I.G.P. Vitellone Bianco dell Appennino Centrale a partire da oppure se viene fornita nella etichetta o nella documentazione accompagnatoria la data di macellazione può essere riportata l informazione Prodotto atto a divenire I.G.P. Vitellone Bianco dell Appennino Centrale a partire dal 4 giorno di macellazione per il quarto anteriore e 10 giorni per il quarto posteriore
17 INTERMEDIARI OPERATORI COMMERCIALI
18 Sono esclusi dall obbligo dell assoggettamento ai controlli e dall Iscrizione nel relativo Elenco gli Intermediari/operatori commerciali che non gestiscono direttamente la tracciabilità e l organizzazione della filiera (ad esempio che acquistano il prodotto I.G.P. preconfezionato e come tale provvedono alla vendita direttamente al consumatore finale senza ulteriore lavorazione o rietichettatura e senza stoccaggio presso strutture non assoggettate ai controlli
19 In alternativa al software di gestione, esclusivamente per gli operatori che destinano il prodotto a propri punti vendita o a punti vendita affiliati, è possibile utilizzare altro software che garantisca la verifica dei dati relativi al prodotto certificato e alle sue movimentazioni temporali e spaziali. Tale deroga all utilizzo del software di gestione su web service fornito da 3APTA deve essere richiesta per iscritto a 3APTA che, a seguito di verifica ispettiva in loco, può autorizzare l utilizzo di un sistema di rintracciabilità interno in grado comunque di fornire in tempo reale o su richiesta, le registrazioni delle destinazioni del prodotto a marchio IGP e i quantitativi in caricati/scaricati.
20 Vendita a soggetti operatori commerciali o laboratori o macellerie/punti vendita inseriti nel sistema dei controlli; Vendita a soggetti operatori commerciali o laboratori o macellerie/punti vendita non inseriti nel sistema dei controlli; 2 OPZIONI
21 Il prodotto IGP può 1) essere venduto come NON IGP 2) essere venduto come IGP purchè venga data comunicazione scritta nei documenti di trasporto e/o di vendita, o comunque in una comunicazione formale, del fatto che per i soggetti non inseriti nel sistema di controllo il prodotto perde il requisito della I.G.P. In tal caso in etichetta va aggiunta la dicitura: Prodotto in uscita dal circuito di qualità tutelata non commercializzabile come I.G.P..
22 VENDITA DI PRODOTTO CERTIFICATO IGP A SOGGETTI NON IN CONTROLLO DELL IGP (MACELLERIE, OP. COMMERCIALI, LAB. SEZIONAMENTO) DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
24 ID 64 Assenza della comunicazione ai soggetti non inseriti negli elenchi della impossibilità. di vendita del prodotto come IGP "Vitellone Bianco dell'appennino centrale NC GRAVE
25 ID 62/65 vendita del prodotto prima del periodo minimo di frollatura senza informazione scritta dell'obbligo di rispetto NC GRAVE
26 L attività di utilizzo del software per la registrazione dei carichi e degli scarichi per la tracciabilità del prodotto I.G.P. Vitellone Bianco dell Appennino Centrale, può essere fatto per conto dell Intermediario/operatore commerciale dal laboratorio di sezionamento presso cui svolge l attività di. sezionamento, porzionamento, confezionamento ed etichettatura del prodotto, previa comunicazione a 3APTA. In tal caso il laboratorio deve possedere le credenziali di accesso fornite dall operatore commerciale e comunque l intermediario è responsabile di eventuali anomalie e/o non conformità riscontrate in sede di controllo inerenti la tracciabilità del prodotto.
27 LABORATORI DI SEZIONAMENTO
28 LABORATORI DI SEZIONAMENTO Eventuali deroghe all utilizzo del software di gestione su web service fornito da 3APTA devono essere richieste per iscritto a 3APTA che, a seguito di verifica ispettiva in loco, può autorizzare l utilizzo di un sistema di rintracciabilità interno in grado comunque di fornire in tempo reale o su richiesta le registrazioni delle lavorazioni del prodotto a marchio IGP e i quantitativi in carico/scarico
29 ID 84 Utilizzo di sistemi di tracciabilità interni non approvati da 3APTA NC GRAVE.
30 LABORATORI DI SEZIONAMENTO DELLA GDO La dicitura Certificato da Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaf può essere omessa qualora il prodotto non sia destinato al consumatore finale (cliente, ristorazione) ma ad un soggetto intermedio della filiera che provvederà a successiva rietichettatura. Tale condizione deve essere esplicitata ed approvata da 3A PTA
31 INTERMEDIARI E LABORATORI DI SEZIONAMENTO I documenti di trasporto e/o di vendita della carne certificata devono contenere un riferimento ad almeno un codice di rintracciabilità riportato in etichetta oltre alla dicitura Indicazione Geografica Protetta Vitellone Bianco dell Appennino Centrale : possono essere utilizzate le abbreviazioni I.G.P. e Vit. Bianc. App. Centr. o diciture simili (DESTINATI A SOGGETTI INSERITI NEL SISTEMA)
32 LABORATORI DI SEZIONAMENTO (DESTINATI A SOGGETTI NON INSERITI NEL SISTEMA) SMARCHIATURA DICITURA nei documenti di trasporto e/o di vendita, o comunque in una comunicazione formale, Prodotto in uscita dal circuito di qualità tutelata non commercializzabile come I.G.P. ove applicabile
33 VENDITA DI PRODOTTO CERTIFICATO IGP A SOGGETTI NON IN CONTROLLO DELL IGP (MACELLERIE, OP. COMMERCIALI, LAB. SEZIONAMENTO) DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
35 ID 89 Assenza della comunicazione ai soggetti non inseriti negli elenchi della impossibilità di vendita del prodotto come IGP "Vitellone Bianco dell'appennino centrale NC GRAVE
36 INTERMEDIARI E LABORATORI DI SEZIONAMENTO Vendita a utenti finali (mense, ristorazione, clienti privati ecc. ecc.) RISPETTO DEL PERIODO DI FROLLATURA PER I SOGGETTI MASCHI 4 giorni per i tagli del quarto anteriore e 10 giorni per i tagli del quarto posteriore). Ciò comporta l obbligo di porre in vendita il prodotto al consumatore finale a partire rispettivamente dal 5 e dall 11 giorno dalla data di macellazione compresa
37 VENDITA PRIMA DEL PERIODO INDICARE direttamente nel DDT/fattura o nell etichetta o in altro documento allegato all utente finale CASO 1-IN ETICHETTA SI RIPORTA LA DATA DI MACELLAZIONE Prodotto atto a divenire I.G.P. Vitellone Bianco dell Appennino Centrale a partire dal 4 giorno di macellazione per il quarto anteriore e 10 giorni per il quarto posteriore CASO 2 -IN ETICHETTA NON SI RIPORTA LA DATA DI MACELLAZIONE Prodotto atto a divenire I.G.P. Vitellone Bianco dell Appennino Centrale a partire da
38 VENDITA DI CARNE FRESCA CERTIFICATA IGP A CONSUMATORI FINALI, MENSE E RISTORANTI NON ISCRITTI AL CIRCUITO «RISTORANTE AMICO» DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
40 ID 90 vendita del prodotto prima del periodo minimo di frollatura senza dichiarazione del mancato rispetto del detto periodo NC GRAVE
41 I 13.4 ETICHETTATURA DEL PRODOTTO IGP Il laboratorio deve sottoporre in via preventiva alle attività di commercializzazione tutte le etichette, anche in bozza, destinate ad identificare il prodotto Indicazione geografica protetta Vitellone Bianco dell Appennino Centrale per la valutazione di conformità da parte di 3A PTA.
42 14.2 Apposizione dei marchi a fuoco Il VAL deve controllare la presenza dei contrassegni nei tagli anatomici o nelle vaschette di prodotto finito; Nel caso di verifica di non conformità su mezzene, quarti, sesti per insufficiente numero di contrassegni applicati, è data facoltà all ispettore di provvedere all applicazione dei contrassegni mancanti riportando tale operazione nel verbale di controllo
43 ID 77 Insufficiente numero di contrassegni per mezzena o non corretta apposizione sui tagli previsti NC LIEVE ID 78 Assenza dei contrassegni nel numero e sui tagli previsti dal disciplinare NC GRAVE
44 PUNTI VENDITA MACELLERIE
45 15.1 Documentazione Tutta la documentazione inerente l IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale (DDT, fatture, registri di carico-scarico) dovrà essere conservata per almeno2annieresadisponibileai controlli da parte di 3A-PTA.
46 15.2 ACCETTAZIONE DELLA CARNE Al momento dell accettazione della carne certificata il responsabile del punto vendita/macelleria o un suo delegato, si accerta della presenza dei requisiti di conformità del prodotto caricato (presenza dei contrassegni, presenza delle etichette di tracciabilità applicate al mattatoio sulla carne fresca o confezionata, presenza dei riferimenti all I.G.P. nei documenti di accompagnamento delle carne).
47 ID 102 ID 103 Insufficiente numero di contrassegni per mezzena o non corretta apposizione sui tagli previsti NC LIEVE Assenza dei contrassegni nel numero e sui tagli previsti dal disciplinare NC GRAVE
48 Nel caso di verifica di non conformità su mezzene, quarti, sesti per insufficiente numero di contrassegni applicati, è data facoltà all ispettore di provvedere all applicazione dei contrassegni mancanti riportando tale operazione nel verbale di controllo;
49 15.4. REGISTRO DI CARICO E SCARICO In ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente la macelleria deve adottare un sistema di registrazione applicato in modo da garantire il nesso tra l'identificazione delle carni e l'animale o gli animali interessati. Il sistema di registrazione, contiene la correlazione tra gli arrivi e la carne messa in vendita al dettaglio. Il registro utilizzabile può coincidere con il Registro di carico e scarico conforme a quello riportato in Allegato 6 al RDC 04; il registro deve dare evidenza del rispetto del periodo minimo di frollatura della carne.
50 Vendita del prodotto al taglio su banco assistito Nel caso di vendita contemporanea di carne proveniente da più capi certificati IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale è possibile formare lotti multipli di vendita, provenienti anche da razze diverse, purché sia sempre garantita la possibilità di risalire dal lotto di vendita alle carni dei singoli capi componenti il lotto stesso.
51 Vendita del prodotto preincartato e preconfezionato su banco a libero servizio: Il punto vendita deve sottoporre in via preventiva alle attività di commercializzazione tutte le etichette, anche in bozza, destinate ad identificare il prodotto Indicazione geografica protetta Vitellone Bianco dell Appennino Centrale per una valutazione da parte di conformità a 3A PTA.
52 FROLLATURA ID 104 esposizione del prodotto non ancora venduto che non ha completato il periodo minimo di frollatura NC LIEVE ID 105 vendita del prodotto che non ha completato il periodo minimo di frollatura NC GRAVE
53 FROLLATURA Sospensione del prodotto oggetto di NC dalla certificazione fino al ripristino per il prodotto non ancora venduto della conformità attraverso l'apposizione di un cartello che specifica che il prodotto non ha ancora completato il periodo di frollatura
54 ETICHETTATURA In accordo alla nota DG VICO del MiPAAF n del la verifica della conformità delle etichette riguarda tutte le indicazioni previste dal disciplinare di produzione oltre a quelle previste a norma di legge.
55 REGOLAMENTO DI SMARCHIATURA
56 ART.1, comma 2, Decr. L.vo 297/2004: Chiunque detiene per la commercializzazione o l'immissione al consumo prodotti privi della indicazione della denominazione protetta, già certificati conformi ad essa, e' sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro cento per ogni chilogrammo, litro o frazione di essi o comunque per ogni singola confezione, qualora essa sia di peso o di capacità inferiore alle misure di riferimento prima menzionate, di prodotto rinvenuto.
57 Decreto Legge n 135 del 20 settembre 2009: Art.8-bis: Al fine di consentire una maggiore competitività dei prodotti agroalimentari italiani e sostenere il made in Italy, dopo il comma 2 dell articolo 1 del Decr. Legislativo 19/11/2004, n.297, sono inseriti i seguenti: 2-bis: Non si realizza la fattispecie sanzionabile ai sensi del comma 2 nel caso in cui il soggetto autorizzato alla smarchiatura ai sensi del regolamento emanato, previa approvazione del Mipaaf, dal Consorzio di tutela ovvero, in mancanza del provvedimento di riconoscimento del Consorzio, dal Mipaaf e non abbia usufruito, per il prodotto smarchiato, di contributi pubblici. Con apposito decreto del Mipaaf sono individuate le condizioni e le modalità legate all attività di smarchiatura. 2-ter: L autorizzazione alla smarchiatura del prodotto deve essere comunicata dal soggetto interessato all OdC e non esonera dagli obblighi pecuniari nei confronti del Consorzio di tutela e della struttura di controllo.
58 PRODOTTO VENDUTO COME «NON IGP» A SOGGETTI ISCRITTI E NON ISCRITTI AI CONTROLLI DELL IGP (MACELLERIE, OP. COMMERCIALI, LAB. SEZIONAMENTO, RISTORANTI) DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
61 VENDITA DI CARNE FRESCA CERTIFICATA IGP A CONSUMATORI FINALI, MENSE E RISTORANTI NON ISCRITTI AL CIRCUITO «RISTORANTE AMICO» DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
63 VENDITA DI CARNE FRESCA CERTIFICATA IGP IN VASCHETTE (non vale per prodotto trasformato) DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
64 DA UTILIZZARE A CHIUSURA DEI LOTTI IN INGRESSO PER INDICARE GLI SCARTI DI LAVORAZIONI O IL CALO PESO DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
65 VENDITA DI PRODOTTO CONTENENTE INGREDIENTI, O PRODOTTI STAGIONATI, O MACINATI CON SALE > 1 % Es. HAMBURGER, SUGHI, BRESAOLE, PASTE RIPIENE DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
66 VENDITA DI PRODOTTO CERTIFICATO IGP A SOGGETTI NON IN CONTROLLO DELL IGP (MACELLERIE, OP. COMMERCIALI, LAB. SEZIONAMENTO) DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
68 PRODOTTO VENDUTO COME «NON IGP» A SOGGETTI ISCRITTI E NON ISCRITTI AI CONTROLLI DELL IGP (MACELLERIE, OP. COMMERCIALI, LAB. SEZIONAMENTO, RISTORANTI) DESTINAZIO NI IN CONTROLLO IGP ALTRE DESTINAZIO NI
70 Animali alimentati con NO OGM (soia, mais e derivati)
71 Informazione aggiuntiva facoltativa NO requisito di conformità previsto dal disciplinare di produzione PRIMA: Informazione autodichiarata dal produttore e controllata in sede di verifica dalle strutture di controllo ORA: Informazione certificata da Organismo Terzo di Controllo
72 Esclusività: 3A PTA è l unico organismo di certificazione autorizzato al controllo dell informazione supplementare in questione e relativa certificazione per la IGP Vitellone bianco dell Appennino centrale Riferimenti: RDC 04 no OGM A chi è destinata: a tutti i soggetti che chiedono l utilizzo dell informazione opzionale, in subordine all applicazione del RDC 04 vigente approvato dal MiPAAF
73 Prodotto oggetto di certificazione I) Additivi che contengono o che potrebbero contenere nella loro formulazione soia, mais e/o loro derivati. II) Sementi di mais e soia III) Alimenti zootecnici che contengono o che potrebbero contenere nella loro formulazione soia, mais e/o loro derivati. IV) Animali alimentati con alimenti zootecnici di cui al punto III) Requisito Utilizzo di materie prime non contenenti, non consistenti e non derivanti da soia e mais geneticamente modificati e/o assenza di contaminazione crociata (concentrazione di DNA geneticamente modificato inferiore allo 0,1% rispetto al DNA specie specifico totale; per valori compresi fra 0.01 % e 0.1 % dovrà essere comunque dimostrata la casualità dell evento da parte del richiedente/licenziatario). Utilizzo di materie prime non consistenti di soia e mais geneticamente modificati e assenza di contaminazione crociata (concentrazione di DNA geneticamente modificato inferiore allo 0,01 % rispetto al DNA specie specifico totale) L attività di controllo svolta dalle Organizzazioni è volta a garantire il rispetto del limite di legge (0,9 %), pari almeno a: materie prime: garanzia analitica su ogni lotto; questa può avvenire tramite prove svolte direttamente dal licenziatario o dai suoi fornitori, in ogni caso non ci si può basare solo sulle analisi del fornitore. prodotto finito: validazione delle attività/procedure attuate dalle organizzazioni per garantire l assenza di eventuale contaminazione crociata L utilizzo esclusivo di alimenti come descritti al punto precedente
74 PRODUTTORI ED OBBLIGHI Valutazione delle materie prime Il produttore, e/o per essi l Organizzazione, deve effettuare una valutazione dei prodotti finiti ovvero alimenti ad uso zootecnico al fine di stilare un elenco delle materie prime utilizzate. La composizione deve essere completa in accordo con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di etichettatura (D.lgs 109/92 e successive modifiche). L elenco degli ingredienti deve essere esaustivo e includere: - fornitore - stato OGM accettabile intesa come soglia massima di presenza accidentale dovuta a contaminazione crociata - percentuale contenuta nel prodotto finito - origine (geografica e di matrice primaria) Per ogni materia prima che possa, dopo analisi del rischio, contenere o derivare da mais e soia deve essere identificata la criticità.
75 PRODUTTORI ED OBBLIGHI Valutazione delle materie prime Il produttore, e/o per essi l Organizzazione, deve effettuare una valutazione dei prodotti finiti ovvero alimenti ad uso zootecnico al fine di stilare un elenco delle materie prime utilizzate. La composizione deve essere completa in accordo con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di etichettatura (D.lgs 109/92 e successive modifiche). L elenco degli ingredienti deve essere esaustivo e includere: - fornitore - stato OGM accettabile intesa come soglia massima di presenza accidentale dovuta a contaminazione crociata - percentuale contenuta nel prodotto finito - origine (geografica e di matrice primaria) Per ogni materia prima che possa, dopo analisi del rischio, contenere o derivare da mais e soia deve essere identificata la criticità.
76 PRODUTTORI ED OBBLIGHI Valutazione dei fornitori Il produttore, e/o per essi l Organizzazione, deve documentare la valutazione dei fornitori; questa deve comprendere, in funzione della criticità, almeno i seguenti punti: - Certificazione di prodotto per il requisito Non OGM oppure capacità di fornire garanzie sul lotto fornito (Certificato su prodotto acquistato e Certificato di analisi sui lotti) - Rapporto contrattuale definito fra le parti - Piano dei controlli e audit sul fornitore - Presenza di procedure documentate in grado di dimostrare: chiara definizione di lotto, elementi di rintracciabilità e procedure di richiamo, separazione OGM - non OGM
77 PRODUTTORI ED OBBLIGHI Gestione del processo Il produttore, e/o per essi l Organizzazione deve assicurare e rendere disponibile presso le unità produttive una chiara descrizione delle fasi di processo, dall arrivo merci fino alla consegna ovvero distribuzione degli alimenti zootecnici ai bovini. Il piano di autocontrollo aziendale deve contemplare il rischio OGM anche per l imballaggio. Per ogni fase di processo a rischio OGM devono esistere chiare metodiche di monitoraggio e procedure di azione.
78 PRODUTTORI ED OBBLIGHI OBBLIGHI: variabili in funzione della tipologia di alimenti zootecnici utilizzati A. tutti i prodotti destinati all alimentazione animale sono acquistati e certificati Non OGM oppure autoprodotti dal produttore; B. non tutti i prodotti destinati all alimentazione animale sono acquistati e certificati Non OGM mentre altri vengono autoprodotti; C. tutti i casi diversi da quelli di cui ai punti A) e B) Alla tipologia A) afferiscono: 1) tutti i produttori in possesso di una certificazione rilasciata ai sensi del Reg. CE 834/2007relativo alla produzione biologica e all etichettatura dei prodotti biologici e ss.mm.; 2) tutti i produttori facenti parte di un circuito di etichettatura delle carni bovineautorizzato dal MiPAAF ai sensi del Reg. CE 1760/2000 e del DM che riporti, tra i requisiti relativi all alimentazione bovina, quello relativo a Alimentazione zootecnica NON OGM così come definita al paragrafo 5.6 della Circolare 1 del del MiPAAF
79 PRODUTTORI ED OBBLIGHI Identificazione e Rintracciabilità Tutte le materie prime utilizzate per l alimentazione animale devono essere riportate in apposito registro di carico-scarico dei mangimi in cui viene indicato il nome commerciale del prodotto, il lotto identificativo (se presente), l impianto di produzione o l azienda agricola di provenienza, la quantità di prodotto, le date di inizio e termine somministrazione e l eventuale certificazione di prodotto Non OGM. Presso tutti i produttori si dovranno conservare tutte le certificazioni Non OGM relative ai prodotti acquistati presso i mangimifici.
80 PROVE, CONTROLLI E METODI DI PROVA Numerosità delle prove analitiche eseguite a cura di 3APTA Nel caso di filiere animali 3APTA deve campionare e analizzare (in fase di certificazione prima e per ogni anno di mantenimento poi) un campione per ogni mangimificio interessato (il campionamento può essere condotto presso il mangimificio e/o presso l allevamento). Nel caso di prodotti trasformati in fase di certificazione, deve essere campionato un numero di materie prime pari al 60% delle MP a rischio presenti in stabilimento al momento della verifica ispettiva di certificazione. Il primo anno di sorveglianza deve essere campionato un numero di materie prime a rischio pari al 30%, il secondo anno il 30% ed il terzo anno il 30%.
81 PROVE, CONTROLLI E METODI DI PROVA Numerosità delle verifiche ispettive 3A PTA provvede ad effettuare verifiche presso i mangimifici/allevamenti coinvolti nella filiera produttiva richiedenti la certificazione; le suddette verifiche sono finalizzate ad accertare la costante conformità ai requisiti previsti dal disciplinare tecnico ed il Valutatore incaricato di 3A PTA formalizza l incontro in apposito verbale di Verifica Ispettiva Alimentazione Non OGM. Le verifiche ispettive in fase di primo rilascio della certificazione vengono eseguite almeno su un numero di siti corrispondenti a n (ove n= numero siti coinvolti che sono stabilimenti produttivi e fornitori di materie prime critiche) arrotondato all intero successivo; gli anni successivi verranno verificati almeno 0.6 n (sorveglianza annuale) arrotondati all intero successivo di siti coinvolti. Il 60% della radice di n verrà determinato ogni anno nel caso in cui il numero di siti coinvolti nell oggetto della certificazione sia differente dal numero presente in fase di certificazione.
82 PROVE, CONTROLLI E METODI DI PROVA Eccezioni: non applicabilità verifiche ispettive/attività di prova Le attività di cui al e del RDC 04 no OGM non vengono eseguite presso: i produttori in possesso di una certificazione rilasciata ai sensi del Reg. CE 834/2007 relativo alla produzione biologica e all etichettatura dei prodotti biologici e ss.mm.; i produttori facenti parte di un circuito di etichettatura autorizzato dal MiPAAF ai sensi del Reg. CE 1760/2000 e DM e loro ss.mm. riportante tra i requisiti relativi all alimentazione bovina quello relativo a Alimentazione zootecnica NON OGM così come definita al paragrafo 5.6 della Circolare 1 del del MiPAAF.
83 PROVE, CONTROLLI E METODI DI PROVA Costi ATTIVITÀ SPECIFICAZIONI TARIFFA IVA escl. Verifica ispettiva Controllo on site 150,00/verifica Prelievo campioni Prove chimico-fisiche Attività di prelievo e spedizione campioni al laboratorio Attività di prova analitiche 35,00/prelievo Al costo
84 PROVE, CONTROLLI E METODI DI PROVA Costi - specificazioni I costi sono a carico dei Richiedenti e dei Licenziatari; possono essere sostenuti dagli Operatori Commerciali definiti nel dispositivo di controllo applicabile alla IGP Vitellone bianco dell Appennino centrale che, in qualità di Organizzazione così come definita dal presente documento, potranno richiedere la certificazione. L Operatore Commerciale/Organizzazione provvede a trasmettere l elenco degli allevatori ovvero produttori loro afferenti. Nel qual caso gli allevatori forniranno apposita delega agli Operatori Commerciali/Organizzazioni nonché le evidenze necessarie a garantire, in autocontrollo, la conformità ai requisiti della certificazione Non OGM.
85 REGOLAMENTO D USO DEL MARCHIO
86 GRAZIE PER L ATTENZIONE E BUON LAVORO

References: art. 53
 art. 14
 art. 2
 ART.1
 Art.8
 articolo 1