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Timestamp: 2019-07-19 07:45:21+00:00

Document:
Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. Testo base C. 4434 Governo, approvato dal Senato, C. 3380 Di Pietro, C. 3850 Ferranti, C. 4382 Giovanelli, C. 4501 Torrisi e C. 4516 Garavini (Seguito dell'esame e rinvio) ... 6
Commissioni Riunite I e II - Resoconto di mercoledì 21 settembre 2011
Mercoledì 21 settembre 2011. - Presidenza del presidente della I Commissione, Donato BRUNO. - Intervengono il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Andrea Augello e il sottosegretario di Stato per la giustizia, Giacomo Caliendo.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 20 settembre 2011.
Donato BRUNO, presidente, rende nota il contenuto di una lettera che il presidente della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, Antonio Martone, ha inviato ai presidenti delle Commissioni per replicare a talune dichiarazioni rese, nel corso dell'indagine conoscitiva, dal Presidente della Corte dei conti e dal dirigente del Servizio studi della struttura economica e finanziaria della Banca d'Italia in merito alla Commissione da lui presieduta.
Avverte quindi che le Commissioni avvieranno oggi la votazione degli emendamenti e articoli aggiuntivi riferiti agli articoli 1 e 2. Ricorda che gli emendamenti 01.1, 01.2 e 01.3 della relatrice per la II Commissione sono stati accantonati su richiesta di quest'ultima e che su di essi non è stato pertanto espresso il parere. Chiede pertanto al rappresentante del Governo se intenda esprimere il parere su tali emendamenti.
Il sottosegretario Andrea AUGELLO chiarisce che l'accantonamento degli emendamenti 01.1, 01.2 e 01.3 della relatrice per la II Commissione è motivato dal fatto che essi, trattando di materia penale, dovrebbero essere esaminati insieme agli altri emendamenti riferiti alla parte del testo che reca modifiche al codice penale, vale a dire l'articolo 9.
Angela NAPOLI (FLpTP), relatore per la II Commissione, precisa che i suoi emendamenti
01.1, 01.2 e 01.3 recano misure di prevenzione dei reati di interesse del provvedimento e dovranno pertanto, a suo avviso, essere esaminati prima dell'articolo 9, che reca invece misure soltanto di carattere repressivo.
David FAVIA (IdV), prende atto, alla luce dei pareri espressi, che, contrariamente alle dichiarazioni di intento di ieri, l'atteggiamento della maggioranza è di chiusura nei confronti delle proposte dell'opposizione. Con riferimento, in particolare, al suo emendamento 1.8, osserva che il parere contrario dimostra che non c'è la volontà di costituire un organismo effettivamente in grado di contrastare la corruzione, che è un fenomeno che sta distruggendo il paese anche a livello di credibilità internazionale.
Il sottosegretario Andrea AUGELLO fa presente che l'individuazione della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche quale Autorità nazionale anticorruzione è maturata al Senato sulla base di un accordo con l'opposizione. Non si può quindi affermare che il parere contrario del Governo sull'emendamento 1.8, che assegna ad un altro organismo il ruolo di Autorità anticorruzione, costituisca un segno di chiusura del Governo nei confronti dell'opposizione: è semmai un segno di coerenza e di correttezza nei confronti dell'opposizione stessa. Rileva inoltre che l'Alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione non aveva, essendo organo di nomina governativa, la stessa indipendenza della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche.
Mario TASSONE (UdCpTP) ritiene scorretto, sotto il profilo dei rapporti interistituzionali, far riferimento a un accordo intervenuto tra il Governo e l'opposizione al Senato. In regime di bicameralismo perfetto, infatti, una Camera non può essere vincolata dalle decisioni assunte dall'altra.
Le Commissioni respingono l'emendamento Favia 1.8.
Mario TASSONE (UdCpTP) chiede chiarimenti sul parere contrario espresso dalla relatrice e dal Governo sull'emendamento Mantini 1.1, che sottoscrive, unitamente a tutti gli altri emendamenti dello stesso deputato. Fa presente che si tratta di un contributo di chiarificazione utile a fugare dubbi e perplessità.
Il sottosegretario Andrea AUGELLO spiega che il parere contrario del Governo è motivato dalla considerazione che i codici etici sono adottati di regola dalle pubbliche amministrazioni stesse.
Mario TASSONE (UdCpTP) replica che è ben nota la sorte dei codici etici delle pubbliche amministrazioni e che proprio per questo il suo gruppo propone che la loro definizione sia affidata all'Autorità anticorruzione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento 1.1 Mantini e approvano gli emendamenti 1.5 Lanzillotta e 1.50 delle relatrici.
Mario TASSONE (UdCpTP), intervenendo sull'emendamento Mantini 1.2, ribadisce come esso contenga una necessaria esplicitazione che attribuirebbe all'azione della CIVIT una maggiore efficacia nella lotta contro la corruzione. Esprime rammarico per l'atteggiamento di chiusura del Governo e delle relatrici nei confronti di emendamenti che rappresentano contributi migliorativi del testo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Mantini 1.2.
Roberto ZACCARIA (PD) illustra il proprio emendamento 1.9, volto a potenziare il ruolo della CIVIT che, a suo avviso, appare molto fragile. Ritiene, in particolare, opportuno che nel configurare i compiti di tale Autorità ci si ispiri ai modelli di altri paesi, che hanno certamente dei costi elevati ma che tuttavia consentono il recupero di risorse molto maggiori dei costi sostenuti. Sottolinea come la disposizione di cui alla lettera c-ter) dell'emendamento
in questione si ispiri al modello francese, prevedendo una forma di controllo sugli incarichi esterni dei dirigenti amministrativi, e come la disposizione di cui alla lettera c-bis) sia volta a configurare la CIVIT quale osservatorio permanente della conformità alla legge dei comportamenti dei funzionari pubblici. Auspica che il Governo e le relatrici possano modificare il parere sull'emendamento 1.9, la cui approvazione contribuirebbe ad evitare che il provvedimento in esame diventi una mera «legge manifesto».
Donatella FERRANTI (PD) ritiene che dall'atteggiamento del Governo e delle relatrici non emerga nessuna particolare disponibilità e apertura verso le proposte emendative dell'opposizione, al contrario di quanto lasciassero intendere le dichiarazioni di ieri riferite all'esigenza di chiedere un rinvio dell'esame in Assemblea proprio per approfondire maggiormente anche le proposte dei gruppi di opposizione. Nel replicare al Sottosegretario Augello, sottolinea come sia inaccettabile che il testo in esame debba essere considerato «blindato», specialmente in virtù di asseriti accordi raggiunti con una parte dell'opposizione presso l'altro ramo del Parlamento.
Donato BRUNO, presidente, ritiene che l'onorevole Ferranti abbia interpretato in maniera non del tutto esatta l'intervento del Sottosegretario Augello, che comunque si riferiva esclusivamente alla parte del provvedimento sulla quale avrebbe inciso l'emendamento Favia 1.8, peraltro già respinto dalle Commissioni.
Donatella FERRANTI (PD) ritiene che non siano comprensibili le ragioni del parere negativo espresso sull'emendamento Zaccaria 1.9, che appare evidentemente migliorativo del testo e volto a rendere effettiva la ratio dell'articolo 1, con il quale si intende istituire, come precisato al comma 1, un'Autorità incaricata di svolgere, con modalità tali da assicurare azione coordinata, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto al fenomeno corruttivo e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. Sottolinea come se, da un lato, possa ritenersi condivisibile l'esigenza, ieri manifestata da alcuni colleghi, di delineare l'oggetto della discussione nel senso di evitare sovrapposizioni con discipline vigenti che possano creare problemi operativi o interpretativi, dall'altro, sia inaccettabile che la mera esistenza di una disciplina vigente in materia possa costituire l'unico parametro alla base di pareri contrari su proposte emendative migliorative del testo. Ricorda, infatti, come compito del Parlamento non sia solo quello di intervenire laddove si ravvisino dei vuoti normativi, ma anche quello di migliorare e correggere la legislazione vigente. Non si può evidentemente esprimere parere contrario su una proposta emendativa, per il solo motivo che questa incide su un aspetto della materia già disciplinato.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) invita ad un confronto utile per recuperare proposte emendative utili, trovando il giusto punto di equilibrio. Non sarebbe corretto partire dal presupposto che gli emendamenti non possano in assoluto incidere su aspetti della materia già disciplinati. Con riferimento all'emendamento Zaccaria 1.9, ritiene che la lettera c-ter) potrebbe essere riformulata nel senso di prevedere che l'Autorità, anziché esprimere pareri vincolanti in materia di autorizzazioni allo svolgimento di incarichi esterni da parte di dirigenti amministrativi, sia chiamata a definire i principi in questa materia, contribuendo in tal modo ad omogeneizzare la prassi.
Jole SANTELLI (PdL), relatore per la I Commissione, assicura che non vi è alcun pregiudizio che abbia condizionato l'espressione dei pareri sugli emendamenti. Quanto all'emendamento Mantini 1.2, in particolare, il parere contrario si è basato sulla considerazione di una evidente sovrapposizione con i poteri dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Con riferimento all'emendamento Zaccaria 1.9, ne
chiede il ritiro al fine di effettuare un approfondimento in vista dell'esame in Assemblea.
Roberto ZACCARIA (PD) pur ringraziando l'onorevole Mantini per l'utile indicazione, ritiene tuttavia che la riformulazione da questi proposta finirebbe per rendere la disposizione troppo generica e, quindi, sostanzialmente inefficace. Accoglie comunque l'invito al ritiro del proprio emendamento 1.9, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea una volta compiuti gli opportuni approfondimenti.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) illustra il proprio emendamento 1.3, volto a precisare che l'Autorità di cui all'articolo 1 collabora con l'autorità giudiziaria per la raccolta di notizie e informazioni relative ai procedimenti penali che riguardano i delitti di corruzione. Chiarisce come si tratta di un principio implicito nell'ordinamento, che tuttavia appare opportuno esplicitare, come suggerito anche dal dottor Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia.
Angela NAPOLI (FLpTP), relatore per la II Commissione, con riferimento all'emendamento Mantini 1.3, sottolinea come la CIVIT non abbia e non debba assumere una connotazione giurisdizionale. Conferma quindi il parere contrario sul predetto emendamento, che potrebbe ingenerare dei dubbi in proposito. Ricorda come la CIVIT abbia comunque il dovere, senza che sia necessario specificarlo nella legge, di collaborare con l'autorità giudiziaria tanto se le vengono richieste informazioni quanto se dovesse venire autonomamente a conoscenza di informazioni penalmente rilevanti.
Il Sottosegretario Andrea AUGELLO ritiene che l'emendamento Mantini 1.3 sia pleonastico e, quindi, superfluo, sottolineando come le CIVIT non potrebbe in ogni caso sottrarsi ad una richiesta di collaborazione con l'autorità giudiziaria.
Mario TASSONE (UdCpTP) nel replicare alla relatrice Santelli, con riferimento all'emendamento Mantini 1.2, ritiene che le sovrapposizioni tra competenze delle diverse Autorità si evitino proprio con l'indicazione normativa precisa dei compiti e delle funzioni di ciascuna di esse. Ritiene quindi che dovrebbero essere approvati gli emendamenti volti a precisare i compiti della CIVIT. Quanto all'emendamento Mantini 1.3, nel replicare al Sottosegretario Augello, ricorda come non siano così infrequenti i casi in cui la collaborazione con l'autorità giudiziaria non si realizzi come dovrebbe. Per questo motivo ritiene necessario prevedere espressamente il dovere di collaborazione.
Jole SANTELLI (PdL), relatore per la I Commissione, invita al ritiro dell'emendamento Mantini 1.3, per effettuare ulteriori approfondimenti in vista dell'esame in Assemblea.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) accogliendo l'invito della relatrice Santelli, ritira il proprio emendamento 1.3, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea una volta compiuti gli opportuni approfondimenti.
Donato BRUNO, presidente, avverte che, come concordato, l'esame del provvedimento proseguirà domani alle ore 14. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

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