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Timestamp: 2017-08-22 03:22:53+00:00

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I fabbricati rurali si «riconoscono» in base ai requisiti
Devo provvedere al censimento di alcuni fabbricati rurali, destinati a uso sia abitativo sia strumentale all'esercizio dell'attività agricola, secondo le nuove regole stabilite dal Dm 26 luglio 2012. Sono stato incaricato di presentare le domande per il riconoscimento dei requisiti di ruralità e le dichiarazioni di aggiornamento catastale per alcuni fabbricati da iscrivere al catasto edilizio urbano, come previsto dall'articolo 13, comma 14-ter, del Dl 201/2011. Esiste una nuova versione della procedura informatica Docfa?A.F. – BARI
Il momento è propizio per illustrare le nuove modalità di censimento dei fabbricati rurali (abitativi e strumentali) definite dal Dm 26 luglio 2012. I soggetti interessati, infatti, sono tenuti a presentare le domande di variazione catastale entro il nuovo termine del 1° ottobre 2012 (essendo domenica il 30 settembre) e le dichiarazioni di aggiornamento catastale entro il termine del 30 novembre 2012. Quindi, non c'è molto tempo a disposizione per "regolarizzare" sia le unità immobiliari che necessitano di un nuovo classamento, per avere acquisito o perduto i requisiti di ruralità, sia le costruzioni rurali iscritte al Catasto terreni.
Per quanto riguarda lo specifico quesito del lettore, a decorrere dal 4 settembre 2012, come ha confermato l'agenzia del Territorio, è disponibile la nuova versione della procedura informatica Docfa 4.00.1 per la compilazione dei documenti tecnici catastali. Essa è idonea per la presentazione delle domande previste per il riconoscimento dei requisiti di ruralità ai sensi del Dm 26 luglio 2012, e delle dichiarazioni di aggiornamento catastale per i fabbricati che, essendo censiti al Catasto terreni (Ct), devono essere iscritti al Catasto edilizio urbano (Ceu) a norma dell'articolo 13, comma 14-ter, del Dl 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 214/2011. L'agenzia del Territorio ha previsto la tipologia di documento 1 per la presentazione delle domande e la tipologia di documento 2 per la presentazione delle dichiarazioni di aggiornamento catastale. Per entrambe le opzioni, vanno presentate anche le relative autocertificazioni, utilizzando i modelli B e C allegati al Dm 26 luglio 2012.
La stessa Agenzia, poi, ha ricordato che è stata introdotta una nuova causale di variazione, denominata «Richiesta ruralità», che può essere utilizzata soltanto in combinazione con la tipologia di documento 1. Tale nuova causale consente, in caso di unità immobiliari già censite nel gruppo catastale D (esclusa la categoria D/10), la presentazione di variazioni semplificate, per la cui compilazione sono necessari solamente i dati identificativi della costruzione. Fino al 30 novembre 2012, i soggetti interessati potranno continuare a utilizzare la versione della procedura Docfa già in uso. A partire dal 1° dicembre 2012, invece, sarà disponibile soltanto la nuova versione (Docfa 4.00.1).
Con decreto del 26 luglio 2012 il ministero dell'Economia e delle Finanze ha stabilito le modalità per l'inserimento negli atti catastali della sussistenza dei requisiti di ruralità dei fabbricati, fermo restando il classamento originario delle costruzioni rurali a uso abitativo. Si tratta di una nuova normativa modellata sulle regole ordinarie catastali, che, quindi, vanno nella direzione opposta al consolidato orientamento della Corte di cassazione, secondo cui soltanto l'accatastamento del fabbricato come "rurale" – con l'attribuzione delle categorie A/6 (per le unità abitative) e D/10 (per le unità strumentali) – assicura ai contribuenti l'esclusione (e non l'esenzione) dal pagamento dell'Ici (sezioni unite civili, sentenze 18565 e 18570 del 21 agosto 2009; sezione tributaria, fra le ultime, ordinanza 14013 del 3 agosto 2012), come invece recepito dall'articolo 7, comma 2-bis, del Dl 70/2011 (convertito dalla legge 106/2011) e dal relativo Dm 14 settembre 2011.
Infatti, come è avvalorato dall'agenzia del Territorio nella circolare 2/2012 del 7 agosto scorso, alla luce della normativa stabilita dal Dm 26 luglio 2012, i fabbricati per i quali sussistono i requisiti di ruralità, già censiti al Ceu e oggetto delle nuove domande, mantengono la categoria attribuita e gli altri dati di classamento, siano essi a destinazione abitativa o strumentale all'esercizio delle attività agricole (paragrafo 1). Perciò, ai fini fiscali e, in particolare, agli effetti dell'Ici non è più necessaria l'attribuzione delle categorie catastali A/6 e D/10, in quanto l'apposizione dell'annotazione sancita dall'articolo 1, comma 2, del nuovo decreto «ha lo stesso effetto dell'assegnazione delle suddette categorie disciplinate dalla norma abrogata».
Al riguardo il massimo organo del Catasto ha precisato altresì che sono superate anche le disposizioni del Dm 14 settembre 2011, in base alle quali era stata istituita per le costruzioni abitative (censite alla categoria A/6) la classe "R", senza determinazione della rendita catastale. In sostanza, i requisiti necessari per il riconoscimento del carattere di ruralità di un immobile sono completamente indipendenti dalla categoria catastale che è loro attribuita. Tesi, questa, già espressa dall'agenzia del Territorio con nota 26 febbraio 2010 e rafforzata dal suo direttore nelle audizioni parlamentari del 22 febbraio 2011 (Camera dei deputati, commissione VI Finanze, «Il trattamento tributario degli immobili rurali») e del 21 marzo 2012 (Senato, commissione Agricoltura e produzione agroalimentare, «L'Imu sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali»). In particolare, nell'ultima audizione è stato prospettato un confronto di applicazione dell'Imu e dell'Ici, nel cui esempio l'abitazione rurale è stata classificata alla categoria catastale A/3 e ritenuta «esente da Ici» e «tassata ai fini dell'Imu». I giudici di legittimità, invece, lungi dal prendere in considerazione qualsiasi ipotesi di riesame del proprio orientamento, hanno ritenuto che la divergenza interpretativa esplicitata dall'agenzia del Territorio è «sovvertitrice dei criteri legali» fissati dall'articolo 5, comma 2, del Dlgs 504/92 (per tutte, sentenza 17054 del 21 luglio 2010).
Si segnala, infine, che il Dm 26 luglio 2012 ha sostituito il precedente Dm 14 settembre 2011 e che la circolare 2/2012, fra l'altro, ha integrato la circolare 7/T del 15 giugno 2007 e sostituito la circolare 6/T del 22 settembre 2011, contenente le istruzioni per la presentazione delle domande di variazione delle categorie catastali, entro il termine originario del 30 settembre 2011.
Decisiva l'annotazione negli atti catastaliLa nuova disciplina ha stabilito in particolare che:
• ai fabbricati rurali destinati a uso sia abitativo, sia strumentale all'esercizio delle attività agricole, è attribuito il classamento, in base alle regole ordinarie, in una delle categorie catastali previste dal quadro generale di qualificazione;
• ai fini dell'iscrizione negli atti catastali della sussistenza dei requisiti di ruralità dei soli fabbricati abitativi, quindi costruzioni diverse da quelle censibili nella speciale categoria D/10, è apposta una specifica annotazione;
• agli effetti del riconoscimento dei requisiti di ruralità dei fabbricati, abitativi e strumentali, si applicano le disposizioni dell'articolo 9 del Dl 557/93 (convertito dalla legge 133/94).
La sussistenza dei requisiti di ruralità dei fabbricati anche agli effetti fiscali è indicata negli atti catastali mediante apposita annotazione, «indipendentemente dalla categoria catastale» (circolare 2/2012, paragrafo 1). Pertanto (si veda anche l'articolo a sinistra), secondo l'agenzia del Territorio, ai fini fiscali non è più necessaria l'attribuzione delle categorie A/6 e D/10, perché la specifica annotazione «ha lo stesso effetto dell'assegnazione delle suddette categorie disciplinate dalla norma abrogata».
Gli uffici provinciali dell'agenzia del Territorio, quindi, dovranno ben verificare le dichiarazioni di nuova costruzione o di variazione delle unità immobiliari rurali presentate secondo le disposizioni del precedente Dm 14 settembre 2011. In particolare, se è stato proposto il classamento alla categoria A/6, in sede di controllo è necessario attribuire il classamento alla categoria del gruppo "A" più appropriata in base alle caratteristiche oggettive del fabbricato e apporre, ove possibile, la corrispondente annotazione sul carattere di ruralità («Dichiarata sussistenza dei requisiti di ruralità con domanda prot. n. ….. del ….»). Lo stesso discorso vale per le unità immobiliari strumentali, non censibili alla speciale categoria D/10, ma inquadrabili alle categorie ordinarie, come l'abitazione dei dipendenti dell'azienda agricola (A/10), il locale di deposito (C/2) e la stalla (C/6).
Resta inteso che non è possibile alcun riconoscimento dei requisiti di ruralità per i fabbricati che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari appartenenti alle categorie A/1 e A/8, così come per le abitazioni che hanno le caratteristiche di "lusso" (Dm 2 agosto 1969).
Le domande e le relative autocertificazioni, necessarie ai fini del riconoscimento dei requisiti di ruralità, redatte in conformità ai modelli di cui agli allegati A, B e C del nuovo decreto, devono essere presentate all'ufficio provinciale territorialmente competente dell'agenzia del Territorio, entro il termine (perentorio) del 1° ottobre 2012. La nuova scadenza è stata fissata dall'articolo 3, comma 19, del Dl 95/2012 (convertito dalla legge 135/2012), che ha prorogato il termine (30 giugno 2012) stabilito dall'articolo 29, comma 8, del Dl 216/2011 (convertito dalla legge 14/2012). Si deve utilizzare il modello A, con riferimento alle unità immobiliari destinate a uso abitativo e strumentale, a eccezione delle costruzioni che risultano già accertate alla speciale categoria D/10.
Le autocertificazioni, redatte in conformità ai modelli B (per le unità rurali abitative) e C (per le unità rurali strumentali), devono contenere la dichiarazione che «l'immobile possiede a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda». L'inserimento negli atti catastali dell'annotazione produce gli effetti previsti per il riconoscimento dei requisiti di ruralità – salvo motivato diniego – per tutte le costruzioni oggetto delle domande e delle autocertificazioni, presentate nei termini, «a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentate delle domande stesse» (circolare 2/2012, paragrafo 2.1). Quest'ultima precisazione contrasta la pronuncia della Commissione tributaria regionale di Milano che, con sentenza 77/01/12, ha ritenuto che la sopravvenuta richiesta di riconoscimento del requisito di ruralità «non può avere valore retroattivo», giacché l'autocertificazione di una destinazione rurale nei cinque anni anteriori non può «modificare il dato catastale» (difforme, Commissione tributaria di Savona, 67/1/12).
Le domande e le relative autocertificazioni possono essere presentate secondo le seguenti modalità: consegna diretta all'ufficio competente; raccomandata postale con avviso di ricevimento; fax o posta elettronica certificata (Pec).
La documentazione può essere presentata direttamente dal titolare dei diritti reali sui fabbricati – il quale è tenuto alla sottoscrizione – o tramite i soggetti incaricati, individuati fra i professionisti abilitati alla redazione degli atti di aggiornamento di Ct e Ceu (ingegneri, geometri, agrotecnici), oppure tramite le associazioni di categoria degli agricoltori.
I riferimenti normativi(in formato Pdf, tratti dalle banche dati Lex24 e Sistema24Immobili)
Ministero dei Lavori Pubblici, decreto ministeriale n. 1072 del 2 agosto 1969
Art. 42 del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986 (Tuir)
Art. 5, comma 2, del Dlgs 504/92
Art. 9 del decreto legge 557/93 (convertito dalla legge 133/94)
Art. 3, comma 19, del decreto legge 95/2012 (convertito dalla legge 135/2012)
Ministero delle Finanze, art. 3 comma 3, del decreto ministeriale n. 28 del 2 gennaio 1998
Artt. 46 e 47 del DPR n. 445 del 28 dicembre 2000
Art. 76 del DPR n. 445 del 28 dicembre 2000
Art. 1, comma 336, della legge n. 311 del 30 dicembre 2004 (Finanziaria 2005)
Art. 2, comma 36, del decreto legge 262/2006 (convertito dalla legge 286/2006)
Agenzia del Territorio, provvedimento 9 febbraio 2007
Audizione parlamentare del 22 febbraio 2011 (Camera dei Deputati, Commissione VI Finanze, "Il trattamento tributario degli immobili rurali")
Art. 7, comma 2-bis, 2-ter e 2-quater, del decreto legge 70/2011 (convertito dalla legge 106/2011)
Art. 13 del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011)
Ministero dell'Economia e delle Finanze, decreto ministeriale del 14 settembre 2011
Art. 29, comma 8, del decreto legge 216/2011 (convertito dalla legge 14/2012)
Audizioni parlamentare del 21 marzo 2012 (Senato della Repubblica, Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, "L'Imu sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali")
Ministero dell'Economia e delle Finanze, decreto ministeriale del 26 luglio 2012
La giurisprudenza e la prassi(in formato Pdf, tratte dalle banche dati Lex24 e Sistema24Immobili)
Ministero delle Finanze, circolare n. 50 /E del 20 marzo 2000
Agenzia del Territorio, circolare n. 7/T del 15 giugno 2007 (prot. n. 48015)
Agenzia del Territorio, nota del 26 febbraio 2010 (prot. n. 10933)
Corte di Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza n. 17054 del 21 luglio 2010
Agenzia del Territorio, circolare n. 4 del 29 aprile 2011 (prot. n. 26755)
Agenzia del Territorio, circolare n. 6 del 22 settembre 2011 (prot. n. 53231)
Agenzia del Territorio, circolare n. 2 del 7 agosto 2012 (prot. n. 39096)
Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza n. 33218 del 23 agosto 2012

References: sentenza 
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Art. 3
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