Source: https://www.slideshare.net/ideatre60/monitoraggio-delle-politiche-regionali-in-materia-di-responsabilit-sociale-dimpresa-fondazione-icsr
Timestamp: 2017-06-24 16:07:56+00:00

Document:
Monitoraggio delle Politiche Regionali in materia di Responsabilità S…
Monitoraggio delle Politiche Regionali in materia di Responsabilità Sociale d’Impresa (Fondazione I-CSR)
Tags responsabilità sociale politiche regionali
INDICEPremessa ........................................................................................................................................................... 41. Introduzione ......................................................................................................................................... 52. Obiettivi e Metodologia ....................................................................................................................... 63. I partecipanti all’indagine..................................................................................................................... 74. Le politiche regionali in materia di Responsabilità Sociale d’Impresa ............................................... 10 4.1. Politiche in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro...................................................................... 11 4.2. Politiche in materia di Conciliazione Famiglia‐Lavoro ................................................................... 14 4.3. Politiche in materia di Pari Opportunità ........................................................................................ 175. Quadro sinottico degli interventi in materia di Responsabilità Sociale d’Impresa ............................ 20 5.1. Quadro sinottico degli interventi in materia di Responsabilità Sociale d’Impresa ........................ 20 5.2. Quadro sinottico degli interventi in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro ............................... 24 5.3. Quadro sinottico degli interventi in materia di Conciliazione Famiglia‐Lavoro ............................. 30 5.4. Quadro sinottico degli interventi in materia di Pari Opportunità .................................................. 406. Considerazioni finali e proposte......................................................................................................... 447. Riferimenti bibliografici ...................................................................................................................... 45I-CSR - pag. 3 di pag. 45 4.
1. Introduzione Il presente rapporto è il risultato di un monitoraggio condotto dalla Fondazione per la Diffu-sione della Responsabilità Sociale d’Impresa per conto del Ministero del Lavoro e delle PoliticheSociali, volto a delineare le iniziative poste in atto dalle Regioni e dalle Province Autonome italianecon il fine di promuovere il tema della Corporate Social Responsibility (CSR). Ad oggi, la pubblica amministrazione è sempre più riconosciuta quale attore fondamentale,se non indispensabile, per favorire la diffusione di tale tematica sul territorio, potendo svolgere in-fatti un importante ruolo di stimolo attraverso strumenti di indirizzo ed incentivazione che supporti-no le organizzazioni nel miglioramento delle proprie prestazioni in ambito sociale e ambientale. Conferma viene anche da un recente studio condotto dalla Fondazione I-CSR nel 2009 inti-tolato Incentivi pubblici alle imprese: un possibile strumento di supporto per la diffusione dellaCSR1, nel quale sono stati censiti gli interventi di sostegno economico della PA italiana a livellonazionale, regionale e provinciale indirizzati alle imprese italiane con l’obiettivo specifico di pro-muovere un miglioramento delle condizioni di lavoro nelle organizzazioni. Dai risultati è emersocome tale strumento si sia rivelato di fondamentale aiuto per le imprese che ne hanno beneficiatoe in particolare per le piccole e medie imprese, soprattutto nell’affrontare i costi iniziali per l’ inte-grazione di elevati standard qualitativi, o semplicemente nell’innescare l’interesse nei confronti ditale tematica. D’altro canto si è appurato come i soli incentivi finanziari non bastino a favorire unaeffettiva integrazione della CSR nel lungo periodo, ma debbano essere affiancati da ulteriori inizia-tive. Il monitoraggio di seguito descritto ha una funzione prettamente conoscitiva dal momentoche consente di delineare il quadro delle iniziative poste in atto dalle Regioni e Province Autonomenel promuovere la CSR. Tale concetto, inteso come l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientalidelle organizzazioni nelle loro attività, si presenta multidisciplinare e ricopre un’ampia varietà ditematiche. Nello studio si è inteso focalizzare l’attenzione su alcune aree di specifico interesse, inparticolare quelle rivolte alle risorse umane e riferite alla salute e sicurezza sul lavoro, alla concilia-zione famiglia-lavoro e alle pari opportunità. Alcuni dati possono aiutarci a comprendere la signifi-catività di questi temi soprattutto con riferimento al contesto italiano: - Nel 2009 i casi di infortunio in Italia sono stati 790.000, e quelli di natura mortale 1.050, nonostante si sia verificato un calo rispetto agli anni precedenti rispettivamente del 9,7% e del 6,3% (INAIL 2009). Secondo il Sondaggio paneuropeo dopinione sulla salute e la si- curezza sul lavoro (2009) l’87% degli italiani riconosce nel lavoro una possibile causa ca- pace di provocare cattiva salute e il 69% ritiene che l’attuale crisi finanziaria causerà un peggioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro (Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro, 2009). - Negli anni 2008-2009 il 76,2% del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, ed è di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003, corrispondente a 77,6%. Considerando le coppie con donna occupata di 25-44 anni, la giornata tipo di una donna è così ripartita: la durata del tempo di lavoro familiare delle donne è pari a 4h40’, il lavoro extradomestico è pari a 4h30’, le attività di tempo libero occupano 2h35’, gli spo- stamenti sul territorio 1h28’ e, infine, il tempo speso per le attività fisiologiche (dormire,1 Il documento è reperibile sul sito web: www.i‐csr.it I-CSR - pag. 5 di pag. 45 6.
mangiare, lavarsi e altra cura della propria persona) è pari a 10h40’. Considerando la giornata tipo dei loro partner, si divide come segue: la durata del lavoro familiare corri- sponde a 1h54’, il lavoro retribuito assorbe 6h16’, gli spostamenti occupano 1h34’, le atti- vità fisiologiche 10h37’, avendo quindi a disposizione 58’ in più di tempo libero delle don- ne occupate (ISTAT, 2009). In Italia è aumentato il lavoro part-time in particolare quello delle occupate che da 793 mila nel 1993, sono diventate 1 milione 906 mila nel 2005; an- che gli uomini da 338 mila all’inizio del periodo diventano 461 mila nel 2005. La percen- tuale di occupate part-time a livello nazionale è del 25,6% contro il 4,6% degli uomini (I- STAT, 2005)2 . - Secondo una ricerca dell’Osservatorio sul Diversity management della SDA Bocconi sul gender pay gap italiano (2009), in Italia una donna guadagna, in media, tra il 22,8% (retri- buzione annua lorda) e il 25,2% (retribuzione globale annua, con parte variabile) meno di un uomo. Se si confrontano gli stipendi dei due sessi a parità di incarico, anzianità e a- zienda, la differenza si riduce al 3%, rivelando che la differenza si afferma soprattutto a li- vello organizzativo; analizzando l’inquadramento e la struttura organizzativa, in Italia le donne sul totale dei dirigenti sono il 13%, i quadri 23% e gli impiegati 37%. Inoltre, secon- do i risultati del Global Gender Pay Gap report 2010 l’Italia si posiziona al 74° posto su 134 paesi. Nei successivi paragrafi si propone una descrizione dei principali obiettivi dell’indagine e del-la metodologia adottata; successivamente si descrivono i principali risultati e il quadro sinottico de-gli interventi indicati dai referenti regionali e provinciali coinvolti.2. Obiettivi e Metodologia L’obiettivo dell’indagine è consistito nella raccolta di leggi, delibere e altri provvedimenti re-gionali o provinciali, accanto a progetti di particolare rilevanza, eventualmente condotti in un qua-dro di sinergia pubblico-privato o pubblico-non profit che abbiano, nel periodo 2005-2010, affronta-to in una prospettiva di Corporate Social Responsibility i seguenti temi: - salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, includendo tutte le attività volte a ridurre e preveni- re i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori; - conciliazione famiglia-lavoro, includendo la promozione di modelli organizzativi flessibili (quali il telelavoro, job-sharing, ecc) e dell’orario di lavoro (part-time, orario flessibile, con- gedi familiari, ecc) all’interno delle organizzazioni; - pari opportunità, includendo tutte quelle attività volte a promuovere eque condizioni lavo- rative per le donne e i diversamente abili (eque possibilità di carriera e retribuzione, lotta alla discriminazione, ecc).In sostanza si è inteso capire se, e con quali strumenti, le Regioni e le Province Autonome italianeabbiano posto in essere meccanismi incentivanti o iniziative di altro tipo tese a favorire l’adozionedi pratiche migliorative rispetto a quanto già previsto dalla legge in materia di salute e sicurezza suiluoghi di lavoro, conciliazione famiglia-lavoro e pari opportunità. Per ciascun ambito di indagine ai referenti coinvolti è stato chiesto di definire la forma assun-ta dai provvedimenti e le iniziative adottate dai rispettivi Enti tra quelle di seguito proposte:2 Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro (RCFL) I-CSR - pag. 6 di pag. 45 7.
pliant con contenuti più specifici rivolti sia ai datori di lavoro che ai lavoratori, con riferimenti e indi-cazioni operative sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Sempre in materia di SSL, è opportuno ricordare il progetto pilota “Impresa Sicura” approva-to dalla Regione Toscana nel 2008, che prevede diverse tipologie di intervento di carattere istitu-zionale, quali la partecipazione ai comitati per lindirizzo e la valutazione delle politiche attive di vi-gilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, l’informazione e assistenza in materia di salute esicurezza nei luoghi di lavoro, la promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezzasul lavoro; la realizzazione di strumenti conoscitivi, quali la banca dati rischi per la sicurezza e sa-lute nei luoghi di lavoro, iniziative formative e informative per il potenziamento della sicurezza suiluoghi di lavoro, e il sostegno dei programmi di investimento per linnovazione delle imprese e lat-tivazione di servizi di prevenzione e sicurezza. I provvedimenti e le iniziative realizzate dagli Enti coinvolti (Figura 4) sono state principal-mente volte a migliorare la conoscenza in tema di SSL attraverso la promozione di iniziative diformazione e informazione (64,7%), e a diffondere buone pratiche in materia di SSL da adottarecome esempio per una condotta responsabile (58,8%); molti sono gli Enti che hanno rivolto il pro-prio impegno nella promozione di incentivi per l’adozione di elevati standard qualitativi sui luoghi dilavoro, verificati e attestati attraverso specifiche certificazioni quali la SA 8000 e la OHSAS 18001(52,9%). In misura minore, altre iniziative sono state indirizzate all’adozione di codici di condottaorientati alla SSL (35,3%).Figura 4 - Tematiche promosse in materia di SSL 0% 20% 40% 60% 80% 100% Incentivi alla certificazione (es: 52,9% OHSAS; SA8000) Adozione di codici etici e codici di 35,3% condotta orientati alla SSL Altro 17,6% Costituzione di albi fornitori che tenessero in 5,9% considerazione il tema della SSL Fonte: Dati di nostra elaborazioneI-CSR - pag. 13 di pag. 45 14.
4.2. Politiche in materia di Conciliazione Famiglia-Lavoro Gli Enti che hanno preso parte all’indagine hanno mostrato un forte interesse anche nelcampo della conciliazione vita-lavoro, cui è corrisposta l’adozione di diversi interventi e iniziative.Anche in questo ambito, alcune Amministrazioni hanno approvato specifiche normative volte a de-finire indirizzi di ordine generale: - Provincia Autonoma di Bolzano: Legge Provinciale 4/1997 – “Interventi della Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige per il sostegno delleconomia”, artt.1 e 11; - Regione Emilia Romagna: Legge Regionale 17/2005 – “Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro”, art.14 (Conciliazione tra tempi di lavoro e di cura); - Regione Lombardia: • Legge Regionale 22/2005 – “Il mercato del lavoro in Lombardia”, con particolare riferimento alle nuove imprese femminili e giovanili e art.22 (Parità di genere e conciliazione tra tempi di lavoro e di cura); • Legge Regionale 3/2008 – “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario”; - Regione Marche: Legge Regionale 2/2005 – “Norme regionali per loccupazione, la tute- la e la qualità del lavoro” e successive modificazioni ed integrazioni (L.R. n. 11/2005), art. 24; - Regione Puglia: • Legge Regionale 19/2006 - "Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne ed uomini in Puglia”, art 28 (Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e armonizzazione dei tempi delle città); • Legge Regionale 7/2007 - “Norme per le politiche di genere e i servizi di conci- liazione vita-lavoro in Puglia”, art. 15 (Iniziative regionali per la costituzione di Patti Sociali Territoriali di Genere) - Regione Toscana: Legge Regionale 16/2009 - "Cittadinanza di genere" - Regione Valle DAosta: • Legge Regionale 11/2006 - “Disciplina del sistema regionale dei servizi socio e- ducativi per la prima infanzia. Asili nido, garderie, servizio di tate familiari”; • Legge Regionale 33/2006 - “Valorizzazione funzioni educative, formative, di ag- gregazione e sociali attività di oratorio e similari”; • Legge Regionale 14/2008 - “Sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità”; Legge Regionale 16/2008 – “Disposizioni in materia di te- lelavoro”; • Legge Regionale 23/2010 - “Testo unico in materia di interventi economici di so- stegno e promozione sociale”; • Legge Regionale 1/2009 - “Misure regionali straordinarie ed urgenti in funzione anti-crisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese”.I-CSR - pag. 14 di pag. 45 15.
• - Regione Veneto: Legge Regionale 3/2009 - "Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro", art.33. Le iniziative intraprese dalle Amministrazioni rispondenti (Figura 5) includono in buona misu-ra la costituzione di Commissioni o Comitati (per il 38,5% dei rispondenti) atti a coordinare e gesti-re le iniziative di CSR con riferimento a tale tematica; un esempio è rappresentato dal Tavolo diLavoro permanente, istituito dalla Regione Puglia, attraverso un protocollo di intesa con le asso-ciazioni di categoria delle imprese, con l’obiettivo di avviare la sperimentazione del marchio “Fami-glie al Futuro”. Altre iniziative hanno preso la forma di contributi in conto capitale, principalmentevolti a promuovere l’integrazione di forme organizzative del lavoro che possano garantire un bilan-ciamento tra i tempi di vita e di lavoro dei dipendenti. In misura minore gli Enti intervistati hanno predisposto lo stanziamento di fondi di bilancio(15,4%), contributi in conto interesse (15,4%), la costituzione di Albi per le imprese certificate(7,7%).Figura 5 - Tipologie di interventi per lo stimolo e/o sostegno alla CSR in materia di conciliazione vita-lavoro 0% 20% 40% 60% 80% 100% Altro 53,8% Costituzione di Commissioni o 38,5% Comitati Contributi in conto 30,8% capitale Stanziamento di 15,4% Fondi di bilancio Contributi in conto 15,4% interesse Costituzione di Albi per le imprese 7,7% certificate Crediti d’imposta Fonte: Dati di nostra elaborazioneI-CSR - pag. 15 di pag. 45 16.
Responsabilità Sociale delle ImpreseRegione, Provincia Iniziativa Autonoma Decreto 7045/2007 – Piano esecutivo realizzato in collaborazione con ALTIS – Uni- versità Cattolica. Il piano prevedeva le seguenti azioni: - Lo sviluppo di indicatori di CSR - La pubblicazione di due quaderni sul tema della CSR: i. La certificazione etica SA8000 – Casi di imprese lombarde e italiane ii. Le partnership tra imprese e organizzazioni non profit - Incontri di sensibilizzazione sui temi della CSR nelle Province. L.R. 1/2008 art. 2, comma 4, lettera i), Legge statutaria della regione Lombardia del 2008, in cui si afferma l’impegno nella promozione della Responsabilità Sociale di Impresa. D.G.R. 6748/2008 – “Presa d’atto della comunicazione del Presidente relativa al Protocollo di intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico in materia di RSI pe- riodo 2008/2010”, che ha lobiettivo di dare attuazione, nellambito del sistema di im- prese artigiane e delle PMI lombarde, alle azioni di diffusione e di recepimento delleRegione Lombardia Linee Guida OCSE in materia di Responsabilità Sociale delle Imprese. D.G.R 10935/2009 – “Accordo di programma per lo sviluppo economico e la compe- titività del sistema lombardo. Approvazione della nuova ipotesi di accordo e del pro- gramma di azione 2010” – Asse 3, azione 4, Linea Responsabilità Sociale, in cui si afferma la volontà di promuovere la CSR come elemento strategico per lo sviluppo industriale del sistema delle imprese. Tra le azioni previste viene indicata la crea- zione di un club regionale delle imprese per la sostenibilità. Partecipazioni alle 6 edizioni del Salone sulla Responsabilità Sociale di Impresa: “Dal Dire al Fare”, Ultima edizione settembre 2010 Piano operativo in attuazione del protocollo di intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede azioni di diffusione delle linee guida OCSE in materia di CSR e definizione di proposte di indicatori premiali da inserire nei bandi e definizio- ne di un bando per la promozione della RSI nelle imprese artigiane. Bandi annuali sull’accordo di programma con il sistema camerale 2006-2010. In par- ticolare il bando "Progetti ed interventi innovativi sulle tematiche sicurezza sul lavoro ed energia e ambiente", e il bando "Voucher per servizi in ricerca e sviluppo e valo- rizzazione del capitale umano" Diffusione di Buone pratiche L.R. 2/2005 – “Norme regionali per loccupazione, la tutela e la qualità del lavoro” e successive modificazioni ed integrazioni (L.R. n. 11/2005), art 32 attraverso la quale la Regione intende sostenere iniziative imprenditoriali concordate con le organizza- zioni sindacali maggiormente rappresentative che siano finalizzate al miglioramentoRegione Marche dei livelli di salute, di sicurezza, di qualità del lavoro ed allampliamento delle forme di partecipazione dei lavoratori allimpresa, così come le attività volte a tutelare le condizioni ambientali e le comunità di persone che potrebbero risentire degli effetti dellattività produttiva; inoltre promuove programmi formativi volti alla conoscenza dei principi della RSI.I-CSR - pag. 22 di pag. 45 23.
Salute e Sicurezza sul LavoroRegione, Provincia Iniziativa Autonoma Pianificazione di una campagna di sensibilizzazione degli agricoltori per la messa a norma dei trattori. Esecuzione di controlli sulla SSL nelle aziende agricole e nelle aziende metalmec- caniche. Studio e definizione di misure tecniche organizzative e procedurali condivise finaliz-Regione Valle zate alla riduzione del rischio di lesioni dorso-lombari.D’Aosta La Giunta regionale, con propria DGR n. 3179/2010, ha approvato un finanziamento a Confidi Valle d’Aosta, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e Associazione Albergatori della Valle d’Aosta per la realizzazione di corsi di formazione per la dif- fusione della cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, già approvati dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali per euro 103.000 L.R. n.3/2009 - "Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro", art. 56, secondo cui la Regione e le Province: a) adottano accordi, anche con gli organismi bilaterali, per l’attivazione di unità for- mative appositamente dedicate alla tematica della salute, dell’igiene e della sicu- rezza sul luogo di lavoro; b) sostengono le azioni di coordinamento e di rafforzamento delle competenze rivol- te ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali di cui al de- creto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”,Regione Veneto anche attraverso la certificazione della formazione dei soggetti della prevenzione; c) sostengono le azioni promosse dagli enti bilaterali e dagli organismi paritetici; d) coordinano i diversi soggetti pubblici che operano nella materia della salute e del- la sicurezza sul lavoro; e) attivano le campagne informative e l’organizzazione di interventi educativi rivolti ai giovani per sensibilizzare alla cultura della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Inoltre la Regione sostiene la realizzazione di studi e ricerche in materia e definisce i criteri e le modalità per la concessione degli incentivi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 5.3. Quadro sinottico degli interventi in materia di Conciliazione Famiglia-Lavoro Di seguito si elencano gli interventi indicati dalle Regioni e Province Autonome in materia diConciliazione Famiglia-Lavoro. Conciliazione famiglia –lavoroRegione, Provincia Iniziativa Autonoma Avviso Pubblico n.5/2005 “Sostegno alla conciliazione tra vita privata e vita lavorati-Regione Basilicata va” attraverso il quale è istituito lo strumento del voucher di conciliazione a livello regionale.I-CSR - pag. 30 di pag. 45 Recommended
Città di San Benedetto del Tronto Bilancio 2013 - Comunità della Valle di Sole

References: art.14
 art.22
 art. 24
 art. 15
 art.33
 art. 2
 art. 56