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Timestamp: 2019-07-20 13:01:58+00:00

Document:
RS 812.212.1 Ordinanza del 17 ottobre 2001 sulle autorizzazioni nel settore dei medicamenti (Ordinanza sull’autorizzazione dei medicamenti, OAMed)
(Ordinanza sull'autorizzazione dei medicamenti, OAMed)1
visti gli articoli 4 capoverso 2, 5 capoverso 2, 7 capoverso 2, 18 capoverso 3 lettera a, capoverso 5, 20 capoversi 2 e 3, 29 capoverso 2, 35 capoverso 2, 37 capoverso 3, 38 capoversi 2 e 3, 40 capoverso 2 lettera b, 41, 60 e 82 capoverso 2 della legge del 15 dicembre 20002 sugli agenti terapeutici (LATer); in esecuzione della legge federale del 6 ottobre 19953 sugli ostacoli tecnici al commercio,
il commercio all'ingrosso di medicamenti;
l'importazione, l'esportazione e il transito di medicamenti;
il commercio di medicamenti all'estero a partire dalla Svizzera;
il prelievo di sangue per trasfusioni o per la fabbricazione di medicamenti nonché di ulteriori elementi essenziali della sicurezza della trasfusione nel trattamento del sangue e di emoderivati labili.
2 Fatta eccezione per gli articoli 15, 16 e 35, la presente ordinanza si applica per analogia anche al trattamento di espianti standardizzati di cui all'articolo 2 capoverso 1 lettera c dell'ordinanza del 16 marzo 20072 sui trapianti.3
3 Gli articoli 17-26 non si applicano agli espianti standardizzati di cui all'articolo 2 capoverso 1 lettera c numero 2 dell'ordinanza del 16 marzo 2007 sui trapianti.4
1 Nuovo testo giusta il n. 1 dell'all. 7 all'O del 16 mar. 2007 sui trapianti, in vigore dal 1° lug. 2007 (RU 2007 1961).
3 Nuovo testo giusta il n. I 3 dell'O del 23 mar. 2016 concernente l'esecuzione della legislazione sui trapianti, in vigore dal 1° mag. 2016 (RU 2016 1171).
4 Nuovo testo giusta il n. I 3 dell'O del 23 mar. 2016 concernente l'esecuzione della legislazione sui trapianti, in vigore dal 1° mag. 2016 (RU 2016 1171).
premiscele di medicamenti: medicamenti per uso veterinario composti di principi attivi e di sostanze ausiliarie, destinati all'aggiunta ai foraggi medicinali, all'acqua potabile oppure alla somministrazione diretta a un gruppo di animali;
azienda: le singole parti o i gruppi di edifici o impianti, situati in una o più sedi, le attrezzature e altri mezzi, che sono coinvolti nella fabbricazione, nei test o nella mediazione di medicamenti;
mangimi medicati: i medicamenti per uso veterinario pronti per l'uso, composti di una premiscela di medicamenti e di foraggio o di acqua potabile;
commercio all'ingrosso: la mediazione di medicamenti a persone che hanno il diritto di commerciarli, prepararli, dispensarli al pubblico o utilizzarli professionalmente;
medicamenti immunologici: i medicamenti utilizzati per generare un'immunità attiva o passiva oppure per diagnosticare una condizione d'immunità, in particolare vaccini, tossine e sieri;
emoderivati labili: i prodotti ottenuti direttamente oppure ricavati dopo una o poche fasi di fabbricazione dal sangue di un donatore e che senza alcun intervento esterno si modificano rapidamente (per esempio preparati cellulari e plasma);
principi attivi farmaceutici: le sostanze o miscele alle quali è attribuito l'effetto di un medicamento pronto per l'uso e che sono impiegate come tali;
sistema di garanzia della qualità chimico-farmaceutica: l'insieme di tutte le misure previste al fine di garantire che i medicamenti dispongano della qualità necessaria all'uso previsto;
mediazione: l'acquisto, l'importazione, l'esportazione, la conservazione, l'immagazzinamento, l'offerta, la pubblicità, la consegna o la cessione, a titolo oneroso o gratuito, di medicamenti, inclusa la fornitura, senza tuttavia la dispensazione al pubblico.
1 Introdotta dal n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004 , in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
2 Nuovo testo giusta il n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
Capitolo 2: Autorizzazioni d'esercizio
Art. 3 Presupposti per il rilascio dell'autorizzazione
1 Chi richiede un'autorizzazione di fabbricazione dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Istituto) deve dimostrare che:1
l'azienda dispone di un efficace sistema di garanzia della qualità chimico-farmaceutica e che la direzione e il personale dei singoli settori interessati vi partecipino attivamente;
l'azienda ha a disposizione un responsabile tecnico ai sensi dell'articolo 5;
l'organizzazione aziendale è adatta allo scopo;
l'azienda è organizzata, concepita, rinnovata e mantenuta in modo che sia garantita la fabbricazione sicura di medicamenti e che i locali ed equipaggiamenti che possono influenzare la qualità dei medicamenti sono oggetto di una qualifica;
è disponibile un sistema di documentazione che contempli istruzioni di lavoro, descrizioni dei procedimenti e verbali in merito alle operazioni rilevanti nel quadro della fabbricazione;
sono rispettati gli obblighi di diligenza conformemente all'articolo 4. Per la fabbricazione di emoderivati labili vanno inoltre rispettati gli obblighi di diligenza conformemente agli articoli 16-26.
2 I compiti delle persone con funzione direttiva devono essere fissati in capitolati d'oneri e i loro rapporti gerarchici in organigrammi
3 L'Istituto può precisare requisiti e dettagli tecnici.2
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
Art. 4 Obblighi di diligenza
1 La persona che detiene un'autorizzazione secondo l'articolo 3 è responsabile dei processi di trasformazione e delle fasi di lavoro che attua.
2 La fabbricazione di medicamenti deve avvenire secondo le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP) di cui all'allegato 1.
3 Nella fabbricazione di medicamenti della medicina complementare devono essere seguite per analogia le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP) e rispettate le prescrizioni specifiche delle farmacopee riconosciute dall'Istituto nonché le particolarità dei rispettivi orientamenti terapeutici.
Art. 5 Responsabile tecnico
1 Il responsabile tecnico esercita la sorveglianza tecnica diretta sull'azienda e assicura in particolare un trattamento appropriato dei medicamenti. Risponde della qualità dei medicamenti e deve fare in modo che essi corrispondano alle specifiche valide e che siano fabbricati secondo le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP). È autorizzato a emanare istruzioni nel suo campo d'attività.
2 Decide, autonomamente dalla direzione dell'azienda, in merito alla liberazione di una partita.
3 Deve disporre delle necessarie conoscenze in materia ed essere affidabile. L'Istituto può richiedere un estratto del casellario giudiziale.
4 Egli deve in particolare adempiere i seguenti requisiti professionali:
per la fabbricazione di medicamenti pronti per l'uso o di prodotti intermedi deve disporre di un diploma di farmacista e della necessaria esperienza;
per la fabbricazione di principi attivi farmaceutici o di mangimi medicati deve disporre di una formazione universitaria in scienze naturali e della necessaria esperienza;
per la fabbricazione di medicinali radiofarmaceutici deve disporre di un certificato di radiofarmacia rilasciato dalla European Association of Nuclear Medicine e della necessaria esperienza.
5 Se una persona può dimostrare conoscenze ed esperienze sufficienti, l'Istituto può riconoscere anche altre formazioni professionali.
6 Sempreché l'estensione e la natura dell'azienda consentano l'esercizio di questa attività in un rapporto di lavoro a tempo parziale, le responsabilità sono disciplinate per scritto ed è stabilito il tempo di presenza minimo.;
7 Deve essere assicurata la supplenza del responsabile tecnico con specialisti sufficientemente qualificati.
1 Introdotta dal n. II 2 dell'O del 24 ott. 2007, in vigore dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5651).
Art. 61Autorizzazione di fabbricazione cantonale
1 Le farmacie ospedaliere e le persone in possesso di un'autorizzazione cantonale per il commercio al dettaglio ai sensi dell'articolo 30 LATer che fabbricano medicamenti ai sensi dell'articolo 9 capoversi 2 lettere a-cbis o 2bis LATer devono effettuare un'analisi dei rischi conformemente all'allegato 1b.
2 Se dall'analisi dei rischi scaturisce un valore inferiore al valore limite stabilito nell'allegato 1b, invece dell'autorizzazione dell'Istituto è necessaria un'autorizzazione di fabbricazione cantonale.
3 L'autorizzazione è rilasciata se è garantito il rispetto delle norme della Buona prassi di fabbricazione di medicamenti in piccole quantità conformemente all'allegato 1a.
4 Lo svolgimento delle analisi dei rischi conformemente all'allegato 1b deve essere documentato. Tale documentazione deve essere presentata, su richiesta, all'autorità cantonale di vigilanza.
5 I Cantoni disciplinano le altre condizioni per il rilascio dell'autorizzazione di cui al capoverso 2 ed effettuano controlli periodici nelle aziende.
Art. 6a1Rilevazione dei medicamenti di cui all'articolo 9 capoverso 2 lettere a-cbis LATer
I Cantoni possono effettuare rilevazioni presso i fabbricanti in merito ai medicamenti fabbricati ai sensi dell'articolo 9 capoversi 2 lettere a-cbis e 2bis LATer. Su richiesta, i fabbricanti sono tenuti a comunicare ai Cantoni i dati necessari.
1 Introdotto dal n. I dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
Art. 6b1Medicamenti omologati dai Cantoni
La fabbricazione di medicamenti secondo l'articolo 9 capoverso 2 lettera f LATer non è soggetta all'obbligo di autorizzazione rilasciata dall'Istituto.
1 Introdotto dal n. I dell'O del 5 apr. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 2785).
Sezione 2: Autorizzazione di importazione, di commercio all'ingrosso e di esportazione
Art. 7 Presupposti per il rilascio dell'autorizzazione
1 Chi richiede un'autorizzazione di importazione di medicamenti pronti per l'uso deve dimostrare che:
l'azienda dispone di un efficace sistema di garanzia della qualità chimico-farmaceutica e che la direzione e il personale dei singoli settori interessati vi partecipano attivamente;
i compiti delle persone con funzione direttiva sono fissati in capitolati d'oneri e i loro rapporti gerarchici in organigrammi;
l'azienda ha a disposizione un responsabile tecnico ai sensi dell'articolo 10;
l'azienda è organizzata, concepita, rinnovata e mantenuta in modo che sia garantita la mediazione sicura di medicamenti;
è disponibile un sistema di documentazione con istruzioni di lavoro, descrizioni dei procedimenti e verbali in merito alle operazioni rilevanti nel quadro della mediazione;
sono rispettati gli obblighi di diligenza secondo l'articolo 9.
il fabbricante del medicamento pronto per l'uso che deve essere importato dispone di un'autorizzazione di fabbricazione di un Paese il cui sistema di controllo della GMP è riconosciuto dalla Svizzera, oppure garantisce che il medicamento viene fabbricato secondo le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP) vigenti in Svizzera;
2 Chi richiede un'autorizzazione di commercio all'ingrosso di medicamenti o di esportazione di medicamenti pronti per l'uso deve soddisfare i presupposti giusta il capoverso 1 lettere a-h.
3 Chi richiede un'autorizzazione di commercio all'ingrosso di medicamenti o un'autorizzazione di importazione di medicamenti pronti per l'uso e vuole inoltre liberare sul mercato medicamenti pronti per l'uso deve inoltre assicurare che:
ogni partita di un medicamento, quanto a composizione, a procedimento di fabbricazione, a specifiche e a requisiti di qualità, corrisponda all'omologazione e sia fabbricata secondo le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP);
la persona che libera sul mercato il medicamento possegga le qualifiche ai sensi dell'articolo 10 capoverso 3 lettera a;
di ogni partita di un medicamento con obbligo di omologazione liberato sul mercato sia trattenuto un campione d'analisi che consenta l'esecuzione di almeno due analisi di liberazione complete;
siano disponibili documenti generali e specifici della partita concernenti la fabbricazione e il controllo di un medicamento;
per la farmacovigilanza sia disponibile una persona che abbia le relative conoscenze tecniche e si assuma l'impegno, conformemente agli articoli 35 e 39 dell'ordinanza del 17 ottobre 20011 sui medicamenti, di notificare effetti indesiderati dei medicamenti. Questa persona non deve obbligatoriamente fare parte dell'impresa, ma le sue responsabilità devono in ogni caso essere disciplinate per scritto.
4 L'Istituto può precisare requisiti e dettagli tecnici.
Art. 8 Analisi successiva
Se i medicamenti pronti per l'uso vengono fabbricati in uno Stato con il quale la Svizzera non ha concluso alcuna convenzione sul reciproco riconoscimento dei sistemi di controllo GMP e se sussistono fondati dubbi riguardo alla sicurezza o alla qualità delle partite da importare, l'Istituto può ordinare che ogni partita sia sottoposta in Svizzera a un'analisi successiva.
1 La persona che detiene un'autorizzazione secondo l'articolo 7 è responsabile delle procedure di mediazione che svolge.
2 I medicamenti devono essere mediati in conformità con le norme della Buona prassi di distribuzione (GDP) di cui all'allegato 2. Esse si applicano per analogia anche ai medicamenti della medicina veterinaria e ai medicamenti non pronti per l'uso.
Art. 10 Responsabile tecnico
1 Il responsabile tecnico esercita la sorveglianza tecnica diretta sull'azienda e assicura in particolare un trattamento appropriato dei medicamenti. Fa in modo che i medicamenti siano mediati secondo le norme della Buona prassi di distribuzione (GDP). È autorizzato a emanare istruzioni nel suo campo d'attività.
2 Deve disporre della formazione, delle conoscenze tecniche e dell'esperienza necessarie ed essere affidabile. L'Istituto può richiedere un estratto del casellario giudiziale.
3 Per il rilascio di un'autorizzazione secondo l'articolo 7 capoverso 3, il responsabile tecnico deve inoltre adempiere i seguenti requisiti e compiti:
possedere il diploma di farmacista e la necessaria esperienza per la fabbricazione di medicamenti pronti per l'uso. Se dimostra che le sue conoscenze ed esperienze nel settore dei medicamenti sono sufficienti, l'Istituto può riconoscere anche altre formazioni;
vigilare affinché i medicamenti liberati sul mercato corrispondano alle specifiche in vigore e siano fabbricati secondo le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP);
decidere, autonomamente dalla direzione dell'azienda, in merito alla liberazione di una partita..
4 Sempreché l'estensione e la natura dell'azienda consentano l'esercizio di questa attività in un rapporto di lavoro a tempo parziale, le responsabilità sono disciplinate per scritto ed è stabilito il tempo di presenza minimo.
5 Deve essere assicurata la supplenza del responsabile tecnico con specialisti sufficientemente qualificati.
Art. 11 Eccezioni all'obbligo di autorizzazione
I medici e i veterinari con esercizio transfrontaliero della professione nel quadro degli accordi internazionali vigenti possono importare o esportare senza autorizzazione medicamenti pronti per l'uso in piccole quantità, sempreché sia indispensabile per l'esercizio della loro professione.
Sezione 3: Autorizzazione di commercio all'estero
Art. 12 Presupposti per il rilascio dell'autorizzazione
1 Chi richiede un'autorizzazione di commercio all'estero deve dimostrare che:
l'azienda dispone di un efficace sistema di garanzia della qualità chimico-farmaceutica e la direzione e il personale dei singoli settori interessati vi partecipano attivamente;
l'azienda ha a disposizione un responsabile tecnico ai sensi dell'articolo 14;
sono rispettati gli obblighi di diligenza secondo l'articolo 13.
2 L'Istituto può precisare requisiti e dettagli tecnici.
1 La persona che detiene un'autorizzazione secondo l'articolo 12 è responsabile dello svolgimento sicuro del commercio di medicamenti e della tracciabilità degli acquisti e delle vendite di medicamenti.
2 Deve in particolare possedere una documentazione che renda conto almeno della data, della quantità, del numero di partita e della denominazione esatta del medicamento e contenga il nome e l'indirizzo del fornitore e del destinatario.
3 Essa deve inoltrare al destinatario o al fornitore tutte le informazioni rilevanti per la qualità e per le autorità, che le sono state comunicate da un fornitore o da un destinatario.
4 Deve in ogni caso comunicare al destinatario il produttore originale e il numero di partita originale della merce fornita.
5 Deve tenere pronta una procedura efficace per eventuali ritiri di medicamenti dal mercato.
Art. 14 Responsabile tecnico
1 Il responsabile tecnico esercita la sorveglianza tecnica diretta sull'azienda e garantisce in particolare lo svolgimento sicuro del commercio di medicamenti. È autorizzato a emanare istruzioni nel suo campo di attività.
3 Sempreché l'estensione e la natura dell'azienda consentano l'esercizio dell'attività in un rapporto di lavoro a tempo parziale, le responsabilità sono disciplinate per scritto ed è stabilito il tempo di presenza minimo.
4 Deve essere assicurata la supplenza del responsabile tecnico con specialisti sufficientemente qualificati.
Sezione 4: Disposizioni particolari per il sangue e gli emoderivati
Art. 15 Presupposti per il rilascio dell'autorizzazione al prelievo di sangue
1 Chi richiede un'autorizzazione al prelievo di sangue per trasfusioni o per la fabbricazione di medicamenti secondo l'articolo 34 LATer deve dimostrare che
i presupposti dell'articolo 3 sono soddisfatti;
il responsabile tecnico adempie i requisiti dell'articolo 5 capoversi 1-3 e possiede una formazione universitaria in medicina o in scienze naturali e l'esperienza scientifica e medica necessaria per il prelievo di sangue;
il prelievo di sangue avviene secondo le norme della Buona prassi di fabbricazione (GMP) di cui all'allegato 1;
gli obblighi di diligenza qui di seguito sono rispettati.
Art. 16 Emovigilanza
1 Chi detiene un'autorizzazione per attività con sangue ed emoderivati labili deve designare una persona responsabile dell'emovigilanza.
2 La persona responsabile deve essere un medico, avere le relative conoscenze tecniche e assumersi l'obbligo, conformemente agli articoli 35 e 39 dell'ordinanza del 17 ottobre 20011 sui medicamenti, di notificare effetti indesiderati dei medicamenti.2
3 L'Istituto può riconoscere quale persona responsabile anche persone con un'altra formazione professionale, sempre che possano dimostrare di possedere sufficienti conoscenze ed esperienze.3
4 La persona responsabile non deve obbligatoriamente fare parte dell'impresa, ma le sue responsabilità devono in ogni caso essere disciplinate per scritto.4
3 Nuovo testo giusta il n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
4 Introdotto dal n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
Art. 17 Idoneità a donare il sangue
1 L'idoneità a donare il sangue deve essere valutata da un medico diplomato con esperienza nelle trasfusioni di sangue o da una persona formata per tale attività e subordinata alla vigilanza di un medico diplomato.
2 Prima del prelievo i donatori devono essere informati esaurientemente in merito alla donazione di sangue e al rischio di un'infezione causata da importanti agenti patogeni, in modo tale che rinuncino a donare il sangue qualora non possa essere escluso ogni rischio d'infezione.
3 Devono essere esclusi come donatori in particolare:
le persone nelle quali è stata comprovata un'infezione da HIV;
le persone con comportamenti a rischio quanto all'HIV;
i partner sessuali di tali persone;
le persone che presentano un rischio specifico d'infezione ai prioni;
le persone alle quali sono stati trapiantati espianti animali e le loro persone di contatto giusta l'articolo 28e dell'ordinanza del 26 giugno 19961 sugli espianti.
4 La valutazione dell'idoneità a donare il sangue si basa per il rimanente sull'allegato 3.
1 [RU 1996 2309, 1999 1403, 2001 1508 3294 n. II 10, 2002 82. RU 2007 1961 art. 54]. Vedi ora l'O del 16 mar. 2007 sui trapianti, in vigore dal 1° lug. 2007 (RS 810.211).
Art. 18 Obbligo di test
1 Di ogni prelievo di sangue deve essere esaminato un campione non miscelato per rivelare la presenza dei virus HIV 1 e 2, del virus dell'epatite B (HBV), del virus dell'epatite C (HCV) e del treponema pallidum.
2 Di ogni prelievo di sangue omologo utilizzato per trasfusioni o per la fabbricazione di emoderivati labili devono essere inoltre esaminati un campione miscelato e uno non miscelato per rivelare la presenza del virus HI (HIV-1) e del virus dell'epatite C (HCV). Il test avviene mediante un tecnica appropriata di amplificazione degli acidi nucleici convalidata conformemente allo stato della scienza e della tecnica.1
3 In occasione dei test deve essere determinato quanto segue:
anticorpi contro il virus dell'epatite C (anticorpi anti-HCV);
4 Di ogni prelievo di sangue devono essere determinati il gruppo sanguigno A, B, 0 e il fattore Rhesus D.
5 In caso di plasma destinato al frazionamento, bisogna sottoporre un campione non miscelato di ogni prelievo a un test per HIV 1 e 2, HBV e HCV. Si devono effettuare i test conformemente al capoverso 3 lettere a-c. Il capoverso 4 non vale per il plasma che deve essere destinato al frazionamento.
6 Prima di procedere a trasfusioni di sangue o di preparati di eritrociti, occorre verificarne la compatibilità con il ricevente mediante metodi adeguati.
1 Nuovo testo giusta il n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
2 Abrogata dal n. I dell'O dell'8 set. 2010, con effetto dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
3 Abrogato dal n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, con effetto dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
Art. 19 Test idonei e relativo procedimento
1 Si possono utilizzare soltanto test definiti idonei dall'Istituto per l'esame del sangue dei donatori e del plasma.
2 Se i test vengono effettuati all'estero, bisogna fornire la prova che corrispondono allo stato della scienza e della tecnica.
3 L'Istituto può precisare requisiti e dettagli tecnici riguardo all'esecuzione dei test e dei procedimenti relativi ai test.
4 Nell'effettuare test sul sangue o sui suoi derivati labili per trasfusioni o per la fabbricazione di medicamenti devono essere rispettate le norme della buona prassi di cui all'allegato 1 dell'ordinanza del 29 aprile 20151 concernente i laboratori di microbiologia.2
2 Nuovo testo giusta l'art. 27 n. 2 dell'O del 29 apr. 2015 concernente i laboratori di microbiologia, in vigore dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1497).
Art. 20 Procedura in caso di esito positivo del test
1 Se un risultato di un test di screening risulta ripetutamente reattivo, il sangue prelevato non deve essere utilizzato né per la trasfusione né per la produzione di emoderivati.
2 Nel caso di una donazione di sangue per trasfusione autologa, se i test di screening danno un risultato inizialmente reattivo ma gli ulteriori test di conferma sono negativi oppure nel caso in cui solamente i test previsti nell'articolo 18 capoverso 3 lettere d ed e differiscano dalla norma, il medico curante decide in merito alla trasfusione.
Art. 21 Comunicazione al donatore
1 L'esito positivo del test può essere comunicato al donatore solamente se è stato confermato mediante metodi adeguati.
2 La comunicazione dell'esito positivo del test al donatore deve essere accompagnata da un'offerta di consulenza e assistenza.
3 Il donatore può chiedere che l'esito positivo del test non gli sia comunicato.
Art. 22 Caratterizzazione
1 Il sangue, i suoi derivati labili e i relativi campioni devono essere caratterizzati conformemente alle regole della Buona prassi di fabbricazione (GMP) e della Buona Prassi di cui all'allegato 1 dell'ordinanza del 26 giugno 19961 concernente i laboratori di microbiologia e sierologia.
2 In caso di trasfusione autologa l'etichetta deve inoltre indicare il nome del donatore ed essere firmata da quest'ultimo immediatamente prima del prelievo.
3 Gli emoderivati destinati a trasfusione autologa devono essere separati dai prodotti per trasfusione omologa.
1 [RU 1996 2309, 1999 1403, 2001 1508 3294 n. II 10, 2002 82. RU 2007 1961 art. 54]. Vedi ora l'O del 16 mar. 2007 sui trapianti (RS 810.211).
Art. 23 Registrazione e tracciabilità
1 La persona che detiene un'autorizzazione per attività connesse al trattamento di sangue e di emoderivati labili deve registrare tutte le operazioni significative per la sicurezza, in particolare il prelievo, la fabbricazione e la liberazione delle partite, la fornitura, la distruzione e il ritiro di sangue o di suoi derivati labili.
2 Essa deve assicurare che possa venire ritracciato il percorso del sangue o degli emoderivati labili fino ai dati della persona che ha donato il sangue. A tal fine, a ogni prelievo di sangue è attribuito un numero che consente in ogni momento di assegnare inequivocabilmente il prelievo al donatore, alla sua anamnesi, a tutti i derivati fabbricati con tale prelievo e a tutti i documenti concernenti tali derivati.
3 A ogni prelievo di sangue devono essere messi a verbale integralmente i dati seguenti:
indicazioni riguardo alla decisione in merito all'idoneità a donare il sangue ed eventualmente il motivo della mancata accettazione di un donatore;
4 Ogni verbale deve essere firmato da una persona autorizzata.
Art. 24 Conservazione e consegna dei dati
1 Se la persona che detiene un'autorizzazione per attività con sangue ed emoderivati labili rinuncia all'attività commerciale prima della scadenza del termine di conservazione ai sensi dell'articolo 40 LATer, i dati da conservare devono essere consegnati all'Istituto oppure, qualora si tratti di istituti del servizio di trasfusione della Croce Rossa Svizzera, a quest'ultimo.
2 L'Istituto o il servizio di trasfusione della Croce Rossa Svizzera distruggono i dati una volta scaduto il termine di conservazione.
1 La persona che detiene un'autorizzazione per attività con sangue ed emoderivati labili deve prendere immediatamente i provvedimenti cautelari necessari se constata che:
al momento del prelievo il donatore non soddisfaceva i criteri di idoneità;
dopo la trasfusione la persona che ha ricevuto il sangue sviluppa un'infezione che può essere ricondotta a un donatore;
nel corso della raccolta di sangue o della fabbricazione di emoderivati labili si sono manifestati gravi vizi riguardo alla Buona prassi di fabbricazione (GMP).
2 Le misure prese a seguito di accertamenti secondo il capoverso 1 lettere b-e vanno notificate all'Istituto.
3 Le misure prese a seguito di accertamenti secondo il capoverso 1 lettere c e d possono contenere chiarimenti riguardanti prelievi precedenti o altri donatori.
Art. 26 Misure di sicurezza supplementari
1 Il sangue o i suoi derivati labili possono essere utilizzati per trasfusioni omologhe solamente se i leucociti sono stati rimossi con un procedimento convalidato conformemente allo stato della scienza e della tecnica (deplezione dei leucociti).
2 Il plasma può essere utilizzato per trasfusioni omologhe solo se, oltre alla deplezione dei leucociti e ai test secondo l'articolo 18:
è stato immagazzinato per quattro mesi e se, scaduto il termine, un nuovo test del donatore ha dato un risultato negativo (plasma in quarantena);
è stato sottoposto a un procedimento per l'inattivazione o l'eliminazione del virus;
viene trasfuso esclusivamente a un paziente a cui siano già stati somministrati altri emoderivati labili provenienti dal medesimo prelievo di sangue (trasfusione combinata).
3 I prelievi per trasfusioni autologhe non impiegati non possono essere usati né per trasfusioni omologhe né per la produzione di emoderivati.
Art. 27 Rilascio dell'autorizzazione
il richiedente soddisfa tutti i presupposti rilevanti per le attività richieste.
2 Al richiedente è rilasciata un'unica autorizzazione che comprende tutte le attività richieste in conformità con la LATer e con la presente ordinanza.
Art. 28 Contenuto e periodo di validità di un'autorizzazione
1 L'autorizzazione menziona in particolare il responsabile tecnico, le attività autorizzate e i siti aziendali. Non è trasferibile né ad altre persone né ad altri siti aziendali.
2 Essa è limitata a un massimo di cinque anni e può essere prolungata su richiesta.
Art. 29 Rinnovo dell'autorizzazione
1 La richiesta di rinnovo di un'autorizzazione deve essere presentata spontaneamente all'Istituto almeno sei mesi prima della sua scadenza, corredata della necessaria documentazione.
2 L'autorizzazione è rinnovata se continuano a essere soddisfatti i presupposti per il rilascio dell'autorizzazione richiesta.
3 Per il rinnovo dell'autorizzazione può essere effettuata un'ispezione.
Art. 30 Modifiche
1 La persona che detiene un'autorizzazione deve presentare, per ogni modifica inerente al contenuto della stessa, una richiesta all'Istituto, corredata della necessaria documentazione.
2 Essa deve notificare le modifiche sostanziali apportate a impianti, equipaggiamento o procedimenti che sono utilizzati per la fabbricazione, l'esame o per la mediazione di medicamenti e che potrebbero influenzare la qualità, corredandole con le indicazioni necessarie a tale scopo.
3 L'Istituto si pronuncia in merito alla richieste di cui il capoverso 1 e fa valere entro 30 giorni eventuali obiezioni riguardo a modifiche secondo il capoverso 2.
Art. 31 Disciplinamento di dettagli
L'Istituto può precisare i dettagli della procedura di autorizzazione.
Capitolo 4: Autorizzazione per l'importazione e il transito
Art. 32 Autorizzazione per l'importazione singola
1 Chi importa in Svizzera medicamenti immunologici o sangue e suoi derivati necessita per ogni singola spedizione di un'autorizzazione per l'importazione singola.
2 Non è necessaria alcuna autorizzazione per l'importazione singola se si importano sangue o suoi derivati:
in situazioni di urgenza medica o per trasfusione autologa; oppure
non destinati a essere impiegati sull'uomo.1
Art. 33 Presupposti per il rilascio dell'autorizzazione
La persona che richiede un'autorizzazione secondo l'articolo 32 capoverso 1 deve dimostrare che:
dispone di un'autorizzazione per l'importazione di medicamenti pronti per l'uso, oppure, nel caso dell'importazione di medicamenti non pronti per l'uso, di un'autorizzazione per il commercio all'ingrosso;
i medicamenti, sempreché siano pronti per l'uso, sono omologati a suo nome;
si assume la responsabilità della mediazione sicura e legale dei medicamenti;
i medicamenti sono stati fabbricati e mediati secondo le norme riconosciute della Buona prassi di fabbricazione (GMP) e della Buona prassi di distribuzione (GDP);
in caso di sangue e suoi derivati per uso umano:
non è stata constatata la presenza di agenti patogeni né di loro indicatori;
gli esami sono effettuati su ogni singolo prelievo di sangue e mediante test che corrispondono allo stato della scienza e della tecnica;
sangue e plasma sono importati soltanto non miscelati, a meno che l'Istituto non abbia eccezionalmente acconsentito a un'importazione miscelata;
sono rispettati i requisiti dell'articolo 15 capoverso 1 lettera c e degli articoli 22, 23 e 25.
1 La richiesta di rilascio dell'autorizzazione per l'importazione singola va indirizzata all'Istituto, corredata della necessaria documentazione.
2 L'autorizzazione è valida un mese.
3 Il richiedente deve aver cura che detta autorizzazione sia presentata all'ufficio doganale al momento dell'importazione.
4 Al momento dell'imposizione doganale l'ufficio doganale oblitera l'autorizzazione e la spedisce all'Istituto.1
5 Le spedizioni di medicamenti senza l'autorizzazione per l'importazione singola di cui all'articolo 32 capoverso 1 sono respinte alla frontiera, con notifica all'Istituto.
1 Nuovo testo giusta il n. 40 dell'all. 4 all'O del 1° nov. 2006 sulle dogane, in vigore dal 1° mag. 2007 (RU 2007 1469).
Art. 35 Importazione singola di medicamenti immunologici per uso veterinario
1 La richiesta d'importazione singola di medicamenti immunologici per uso veterinario va indirizzata all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria1 conformemente all'articolo 34 capoverso 1.
2 Il richiedente deve fare in modo che l'autorizzazione sia presentata all'ufficio doganale al momento dell'importazione.2
3 Al momento dell'imposizione doganale l'ufficio doganale oblitera l'autorizzazione e la spedisce all'Istituto di virologia e di immunologia3 dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.4
2 Nuovo testo giusta giusta il n. 2 dell'all. 3 all'O del 18 apr. 2007 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali, in vigore dal 1° lug. 2007 (RU 2007 1847).
3 La designazione dell'unità amministrativa è stata adattata in applicazione dell'art. 16 cpv. 3 dell'O del 17 nov. 2004 sulle pubblicazioni ufficiali (RU 2004 4937), con effetto dal 1° mag. 2013.
4 Introdotto dal n. 2 dell'all. 3 all'O del 18 apr. 2007 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali, in vigore dal 1° lug. 2007 (RU 2007 1847).
Art. 361Importazione di medicamenti pronti per l'uso non omologati
1 Una singola persona può importare medicamenti pronti per l'uso non omologati in Svizzera in piccole quantità necessarie per l'uso proprio. Fanno eccezione:
i medicamenti destinati a essere utilizzati su animali da reddito; e
i medicamenti immunologici per uso veterinario.
2 Per importare un medicamento pronto per l'uso per uso umano non omologato in Svizzera, un operatore sanitario necessita di un'autorizzazione dell'Istituto nel singolo caso. L'autorizzazione è rilasciata per il trattamento di un determinato paziente.
3 Un operatore sanitario che dispone di un'autorizzazione per il commercio al dettaglio rilasciata dal Cantone competente può importare senza autorizzazione piccole quantità di tali medicamenti per uso umano, sempre che:2
il medicamento in questione sia omologato da un Paese con un sistema di omologazione riconosciuto equivalente dall'Istituto o un turista necessiti di un medicamento omologato nel proprio Paese di domicilio; e
non sia opportuno cambiare la medicazione.
3bis Nelle farmacie ospedaliere, l'operatore sanitario che detiene la responsabilità farmaceutica può importare senza autorizzazione piccole quantità di tali medicamenti per uso umano per l'approvvigionamento della propria clientela se sono soddisfatte le condizioni di cui al capoverso 3 lettere b-d.6
4 L'operatore sanitario che importa il medicamento verifica le condizioni menzionate e le iscrive in un registro.
5 L'importazione di medicamenti secondo l'articolo 32 capoverso 1, di medicamenti che contengono organismi geneticamente modificati e di medicinali radiofarmaceutici necessita sempre di un'autorizzazione.
6 L'importazione di medicamenti per animali da parte di operatori sanitari è disciplinata dall'articolo 7 dell'ordinanza del 18 agosto 20047 sui medicamenti per uso veterinario.
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
4 Abrogata dal n. I dell'O dell'8 set. 2010, con effetto dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
5 Nuovo testo giusta il n. I dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
6 Introdotto dal n. I dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
Art. 37 Transito
Art. 38 Requisiti degli ispettorati
Art. 39 Requisiti degli ispettori
1 Gli ispettori devono possedere, nel settore di loro competenza, un'adeguata formazione universitaria completa o una qualifica equivalente nonché esperienza pratica e seguire corsi di formazione continua.
2 Devono essere indipendenti dalle imprese che ispezionano. Se tale non è il caso, l'ispettore deve ricusarsi.
Art. 40 Delega di ispezioni
1 L'Istituto controlla e verifica se i servizi cantonali, ai quali sono delegate ispezioni, soddisfano i requisiti menzionati negli articoli 38 e 39.
Art. 41 Obbligo di notifica dei Cantoni
I Cantoni notificano all'Istituto cambiamenti avvenuti in seno ai propri servizi di ispezione.
Art. 42 Ordine di effettuare ispezioni e ispezioni all'estero
1 L'autorità competente può, in ogni momento, ordinare o effettuare essa stessa ispezioni se lo ritiene necessario.
2 L'Istituto può ispezionare produttori di medicamenti all'estero a spese dell'importatore, informando precedentemente quest'ultimo.
3 Negli Stati con i quali la Svizzera ha concluso una convenzione sul reciproco riconoscimento dei sistemi di controllo GMP, l'Istituto effettua ispezioni solamente in casi eccezionali giustificati e dopo avere interpellato l'autorità sanitaria estera competente.
Art. 43 Competenze degli ispettori
L'ispettore può:
esigere dall'impresa che deve ispezionare una descrizione aggiornata dello stabilimento (Site Master File);
prelevare campioni di medicamenti, materie prime, prodotti intermedi, materiali di imballaggio o utilizzati nella produzione;
adottare le misure immediate necessarie.
1 Introdotta dal n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).
Art. 44 Direttive relative al sistema d'ispezione svizzero
L'Istituto, previa consultazione dei Cantoni, emana direttive intese a garantire una prassi unitaria nel sistema d'ispezione svizzero.
Sezione 2: Collaborazione fra l'Istituto e altre autorità
Art. 45 Collaborazione fra l'Istituto e i Cantoni
1 L'Istituto e le autorità cantonali collaborano nel quadro dei loro compiti di controllo e possono in particolare scambiarsi informazioni confidenziali.
al rilascio, alla modifica, alla sospensione o alla revoca di un'autorizzazione d'esercizio;
3 Le autorità cantonali trasmettono all'Istituto le informazioni di cui sono a conoscenza e che indicano la presenza di vizi di qualità o di sicurezza.
4 L'Istituto può sostenere gli ispettorati dei Cantoni nel perfezionamento e nella formazione continua dei loro ispettori.
Art. 46 Collaborazione con le autorità doganali
1 L'imposizione doganale all'atto dell'importazione, dell'esportazione e del transito è retta dalle disposizioni della legislazione doganale.1
2 Le autorità doganali possono fornire all'Istituto informazioni sull'importazione, sull'esportazione e sul transito di medicamenti.
3 L'Istituto può incaricare le autorità doganali di fermare medicamenti per ulteriori chiarimenti e di raccogliere campioni.
Sezione 3:4 Protezione dei dati e informazione del pubblico
Art. 46a Trattamento di dati personali
1 Gli organi competenti per l'esecuzione sono autorizzati a trattare i dati personali di cui necessitano per adempiere tutti i compiti loro attribuiti dalla presente ordinanza, ivi compresi. Possono trattare anche:
i dati concernenti lo stato di salute rilevati in relazione con la sorveglianza del mercato da parte delle autorità, nel caso di sangue ed emoderivati (art. 39, 58 e 59 LATer); oppure
2 Tutti i trattamenti sottostanno alla legge federale del 19 giugno 19921 sulla protezione dei dati.
Art. 46b1Informazione del pubblico sulle autorizzazioni
Swissmedic pubblica gli elenchi contenenti le informazioni conformemente all'allegato 4.
1 Nuovo testo giusta il n. 2 dell'all. all'O del 25 ott. 2017, in vigore dal 26 nov. 2017 (RU 2017 5935).
Art. 47 Modifica degli allegati
1 Il Dipartimento federale dell'interno può adeguare gli allegati della presente ordinanza ai più recenti sviluppi a livello internazionale o nel campo della tecnica.
2 Esso procede agli adeguamenti che possono rivelarsi ostacoli tecnici al commercio, d'intesa con il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca1.
1 Dall'entrata in vigore della presente ordinanza l'Istituto è competente per le modifiche di autorizzazioni della Confederazione o di un Cantone che rimangono valide in base all'articolo 95 capoverso 5 LATer.
2 L'Istituto e le autorità cantonali disciplinano la consegna reciproca di documentazione risultante da cambiamenti delle attuali competenze.
3 I Cantoni designano i servizi cantonali ai quali l'Istituto affiderà il compito di effettuare le ispezioni entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente ordinanza.
4 I servizi di ispezione designati dai Cantoni possono continuare a esercitare la propria attività finché l'Istituto non li riconosce formalmente.
5 L'Istituto può concedere ai servizi di ispezione un termine massimo di cinque anni per soddisfare i requisiti previsti dagli articoli 38 e 39.
Art. 48a1Disposizione transitoria concernente gli espianti standardizzati
Chi ha già iniziato un'attività con espianti standardizzati soggetta all'obbligo d'autorizzazione, deve presentare all'Istituto la domanda per il rilascio dell'autorizzazione entro il 31 dicembre 2007. Può proseguire l'esercizio della sua attività fino alla decisione dell'Istituto.
1 Introdotto dal n. 1 dell'all. 7 all' O del 16 mar. 2007 sui trapianti, in vigore dal 1° lug. 2007 (RU 2007 1961).
Art. 48b1Disposizione transitoria della modifica dell'8 settembre 2010
1 La documentazione dell'analisi dei rischi ai sensi dell'articolo 6 capoverso 4 deve avvenire al più tardi a partire dal 1° gennaio 2011.
2 Le autorizzazioni di fabbricazione cantonali secondo il diritto anteriore restano valide fino alla loro scadenza, ma al più tardi fino al 1° ottobre 2015.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 2002
(art. 4 cpv. 2, 15 cpv. 1 lett. c)
1. Quali norme della Buona prassi di fabbricazione (Good Manufacturing Practice; GMP) sono applicabili le seguenti disposizioni:
Direttiva 2003/94/CE della Commissione, dell'8 ottobre 20032, che stabilisce i principi e le linee direttrici delle buone prassi di fabbricazione relative ai medicinali per uso umano e ai medicinali per uso umano in fase di sperimentazione;
Direttiva 91/412/CEE della Commissione del 23 luglio 19913 che stabilisce i principi e le direttrici sulle buone prassi di fabbricazione dei medicinali veterinari;
Guida per la buona prassi di fabbricazione, medicinali per uso umano e medicamenti per uso veterinario della Commissione Europea (EudraLex, volume 4)4;
Principi e direttrici della Buona prassi di fabbricazione secondo la Convenzione dell'8 ottobre 19705 per il riconoscimento reciproco delle ispezioni concernenti la fabbricazione di prodotti farmaceutici.
3. Disposizioni particolari per i mangimi medicati: Direttiva 90/167/CEE del Consiglio del 26 marzo 19906 che stabilisce le condizioni di preparazione, di immissione sul mercato e di utilizzazione di mangimi medicati nella Comunità.
1 Aggiornato dal n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004 (RU 2004 4037) e dal n. I dell'O del DFI del 7 lug. 2006, in vigore dal 1° ago. 2006 (RU 2006 2945).
2 GU L 262 del 14.10.2003, pag. 22.
3 GU L 228 del 17.8.1991, pag. 70.
4 Il testo di questa guida può essere ottenuto presso l'Associazione svizzera di normalizzazione (snv); Bürglistrasse 29, 8400 Winterthur; www.snv.ch.o consultato all'indirizzo Internet: http://ec.europa.eu/atoz_en.htm.
5 RS 0.812.101. Il testo di questi principi e di queste direttrici può essere richiesto al Segretariato PIC/S, casella postale 5695, CH-1211 Ginevra 11 o consultato all'indirizzo Internet: www.picscheme.org.
6 GU L 092 del 7.4.1990, pag. 42.
Quali norme della Buona prassi di fabbricazione (Good Manufacturing Practice, GMP) di medicamenti in piccole quantità sono applicabili le disposizioni dei capitoli 20.1. e 20.2. della Pharmacopoea Helvetica (Ph. Helv.).
1 Introdotto dal n. II dell'O dell'8 set. 2010, in vigore dal 1° ott. 2010 (RU 2010 4031).
Analisi dei rischi per la fabbricazione di medicamenti di cui all'articolo 9 capoverso 2 lettere a-cbis LATer
1 Calcolo del rischio
L'analisi dei rischi va effettuata per i singoli medicamenti. Se dalla moltiplicazione dei fattori di cui al numero 2 scaturisce un valore inferiore a 100, invece di un'autorizzazione dell'Istituto è necessaria un'autorizzazione di fabbricazione cantonale.
1. Genere di applicazione
Applicazione oftalmica sull'occhio non leso
2. Quantità prodotta annualmente
a. Medicamenti liquidi in unità d'imballaggio o di applicazione
correnti, in litri
b. Medicamenti solidi, numero di pezzi
c. Medicamenti semisolidi (supposte), numero di pezzi
d. Medicamenti semisolidi (unguenti, creme ecc.), in grammi
e. Gocce per gli occhi, in litri
3. Rischio intrinseco del principio attivo
Per classificare il rischio di un principio attivo sono valutati almeno i seguenti criteri: cancerogenicità, mutagenicità, tossicità ambientale, rischio di allergie, margine terapeutico, unità di dosaggio, stabilità (luce, ossigeno, temperatura, variazione del ph), qualità farmaceutica (conformità alla farmacopea).
Fabbricazione asettica con sterilizzazione finale
5. Rapporto quantitativo: medicamenti fabbricati per conto terzi -
medicamenti fabbricati per la dispensazione alla propria clientela
disposizioni particolari per i principi attivi farmaceutici: EudraLex, volume 4, parte II3;
disposizioni particolari per i mangimi medicati: direttiva 90/167/CEE4.
2. Disposizione transitoria della modifica del 10 giugno 2015
I medicamenti possono essere distribuiti secondo il diritto anteriore fino al 1° gennaio 2016.
1 Nuovo testo giusta il n. II dell'O del DFI del 10 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1901).
2 Communicazione della Commissione europea, GU C 343 del 23.11.2013, pag. 1.
3 Questo testo è disponibile solo in inglese alla pagina http://ec.europa.eu/health/documents/eudralex/vol-4/index_en.htm.
4 Direttiva 90/167/CEE del Consiglio, del 26 marzo 1990, che stabilisce le condizioni di preparazione, immissione sul mercato ed utilizzazione dei mangimi medicati nella Comunità, GU L 92 del 7.4.1990, pag. 42.
Raccomandazioni per la valutazione dell'idoneità a donare il sangue
Raccomandazione del Consiglio d'Europa del 12 ottobre 19951 (inclusi allegati) per la fabbricazione, l'impiego e la garanzia della qualità di componenti del sangue.
1 Questa raccomandazione può essere richiesta al Consiglio d'Europa, F-67075 Strasburgo.
nome e indirizzo del titolare dell'autorizzazione;
periodo di validità dell'autorizzazione;
data dell'ultima ispezione;
elenco dei medicamenti non pronti per l'uso ispezionati (principi attivi);
1 Introdotto dal n. 2 dell'all. all'O del 25 ott. 2017, in vigore dal 26 nov. 2017 (RU 2017 5935).
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 10 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1901).2 RS 812.213 RS 946.514 Introdotta dal n. I 2 dell'O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° set. 2004 (RU 2004 4037).

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 61

Art. 6

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 art. 54

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22
 art. 54

Art. 23

Art. 24

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 35

Art. 361

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 46

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 48