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Timestamp: 2020-07-14 04:02:10+00:00

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Art. 12 testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) - Detrazioni per carichi di famiglia - Brocardi.it
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Articolo 12 Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)
Dispositivo dell'art. 12 TUIR
2. Le detrazioni di cui ai commi 1 e 1-bis spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. (1) Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito complessivo di cui al primo periodo è elevato a 4.000 euro.
3. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste Qualora la detrazione di cui al comma 1-bis sia di ammontare superiore all'imposta lorda, diminuita delle detrazioni di cui al comma 1 del presente articolo nonché agli articoli 13, 15, 16 e 16 bis, nonché delle detrazioni previste da altre disposizioni normative, è riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia, sono definite le modalità di erogazione del predetto ammontare.
(1) La presente modifica acquista efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2019 come disposto dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205.
relative all'articolo 12 TUIR
Norma di riferimento: Articolo 12 T.U.I.R. - Detrazioni per carichi di famiglia | Quesito Q202025421
Giuseppe A. R. chiede
martedì 05/05/2020 - Lombardia
vi scrivo per avere delucidazioni su questioni fiscali in merito mia famiglia: sono un dipendente di una azienda privata del settore chimico e mi sono sposato nel 2019 con una cittadina extracomunitaria (Uzbekistan) madre di una ragazza minorenne nata dal precedente matrimonio, conviviamo tutti e tre nella stessa residenza e mia moglie è sprovvista di reddito non lavorando e non percependo altre somme dall'ex marito neanche per il mantenimento della figlia. Ho diritto alle detrazioni fiscali per la figlia? Posso aggiungerla in fase di dichiarazione dei redditi come fiscalmente a mio carico? Eventualmente è necessaria documentazione aggiuntiva che attesta la mia situazione familiare? Inoltre, posso iscrivere la ragazza al fondo di assistenza sanitaria della mia categoria (nello specifico: Faschim).
Per completezza aggiungo che sia mia moglie, sia la figlia sono in possesso di regolare permesso di soggiorno, codice fiscale e (nel caso della figlia) del nulla osta da parte del padre ad avere la residenza fissa in Italia.
Grazie anticipatamente e cordiali saluti”
Ai sensi del comma 2 dell’art. 12 del TUIR sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che possiedono un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.
A decorrere dall’1.1.2019 e solo per i figli di età non superiore a 24 anni il limite di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico è elevato da 2.840,51 a 4.000 euro (comma 252 della legge n. 205 del 27/12/2017).
Nel limite di reddito di 2.840,51 euro ovvero di 4.000,00 euro che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere computate anche alcune somme, che non sono comprese nel reddito complessivo e specificamente individuate dalla stessa norma.
Ai fini fiscali, possono essere considerati familiari a carico, anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:
i figli (compresi i figli, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”.
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione in esame spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario (articolo 12 comma 1, lettera c, del Tuir).
Qualora questi non possa usufruire, per limiti di reddito, in tutto o in parte della detrazione, la stessa è assegnata per intero all’altro genitore.
Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, sarà tenuto a versare al genitore affidatario un importo pari alla detrazione di cui ha beneficiato.
Per quanto sopra esposto, non sarà possibile per chi pone il quesito, inserire nel prospetto dei familiari a carico della propria dichiarazione la figlia della moglie in quanto non rientrante tra i soggetti indicati nel sopra citato art. 12.
Per quanto riguarda il secondo quesito, da quanto si evince dal sito della FASCHIM , il lavoratore può iscrivere oltre che se stesso, anche i componenti del nucleo familiare.
E’ bene precisare che la figlia della moglie fa parte della famiglia anagrafica di chi pone il quesito ma non del “nucleo familiare”.
Il concetto di “nucleo familiare” è cosa ben diversa da quello di “famiglia anagrafica”, così come risultante dallo stato di famiglia.
Muovendo da quest’ultimo, possiamo dire che, in Italia, l'anagrafe è regolata dalla legge n. 1228/54 nonché dal suo Regolamento di attuazione approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 223./89 e successive modificazioni.
L’art. 4 del Regolamento definisce la “famiglia anagrafica” come “insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.
Dalla definizione si evince che, al fine di poter parlare di famiglia anagrafica (o di “convivenza anagrafica”), occorre la sussistenza di un vincolo di matrimonio, parentela, affinità, adozione, nonché la convivenza anagrafica nello stesso Comune.
Il successivo comma 2 dello stesso art. 4 precisa che una famiglia anagrafica può essere costituita anche da una sola persona.
Per ciò che concerne, invece, il concetto di “convivenza anagrafica”, il successivo art. 5 del citato Regolamento precisa che, agli effetti anagrafici, per convivenza s'intende un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune.
Le persone addette alla convivenza per ragioni di impiego o di lavoro, se vi convivono abitualmente, sono considerate membri della convivenza, purché non costituiscano famiglie a se stanti. Le persone ospitate anche abitualmente in alberghi, locande, pensioni e simili non costituiscono convivenza anagrafica.
Coerentemente con le citate disposizioni, chi pone il quesito ha la propria residenza con il coniuge e la figlia di quest’ultima, e pertanto costituiscono una famiglia anagrafica come risulterà anche nello stato di famiglia.
Diverso dal concetto di famiglia anagrafica è invece la nozione di “nucleo familiare” che è una nozione di tipo prevalentemente fiscale, posto che nel nucleo familiare rientrano anche i soggetti non conviventi ma “fiscalmente a carico”.
L’elemento fondamentale di differenziazione sta proprio nel requisito della convivenza che è espressamente richiesta ai fini della famiglia anagrafica e non anche ai fini del nucleo familiare.
Ciò detto, non sarà possibile iscrivere la ragazza al fondo di assistenza sanitaria.
Tuttavia, al fine di poter dare una risposta più puntuale sarebbe necessario esaminare le condizioni contrattuali della polizza sanitaria di cui si discute per appurare se la stessa contiene un riferimento al concetto di “nucleo familiare” ovvero a quello di “famiglia anagrafica”, stante la differenza appena esaminata tra le due nozioni.
Norma di riferimento: Articolo 12 T.U.I.R. - Detrazioni per carichi di famiglia | Quesito Q201924546
mercoledì 18/12/2019 - Lazio
“Ho necessità di sapere la definizione giuridica di "Nucleo familiare" (chi fa parte e quali sono gli articoli di riferimento) e chi è presente nel mio nucleo familiare in base alle informazioni che riporto più avanti.
La mia assicurazione sanitaria prevede il diritto di assistenza anche per il "nucleo familiare" dell'intestatario dell'assicurazione. Per attestare i componenti del nucleo familiare richiedono però lo "stato di famiglia" rilasciato dal comune (che a mio parere attesta la "famiglia anagrafica").
Sono sposato e padre di due figli minori.
Io ho la residenza diversa da mia moglie.
I nostri figli hanno residenza con mia moglie.
Nel mio stato di famiglia risulto soltanto io.
Non può che convenirsi sul fatto che il concetto di “nucleo familiare” sia cosa ben diversa da quello di “famiglia anagrafica”, così come risultante dallo stato di famiglia.
Muovendo da quest’ultimo, possiamo dire che, in Italia, l'anagrafe è regolata dalla legge n. 1228/54 nonché dal suo Regolamento di attuazione approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 223/89 e successive modificazioni.
Dalla definizione si evince che, al fine di poter parlare di famiglia anagrafica (o di “convivenza anagrafica”), occorre la sussistenza di un vincolo di matrimonio, parentela, affinità, adozione; nonché la convivenza anagrafica nello stesso Comune.
Le persone addette alla convivenza per ragioni di impiego o di lavoro, se vi convivono abitualmente, sono considerate membri della convivenza, purché non costituiscano famiglie a se stanti.
Le persone ospitate anche abitualmente in alberghi, locande, pensioni e simili non costituiscono convivenza anagrafica.
Coerentemente con le citate disposizioni, poiché chi pone il quesito ha una propria residenza in un Comune diverso da quello del coniuge e dei propri figli, agli effetti anagrafici, è considerato una famiglia anagrafica a se stante e, quindi, non potrà che risultare individualmente nel proprio stato di famiglia.
Diverso dal concetto di famiglia anagrafica è la nozione di “nucleo familiare” che è una nozione di tipo prevalentemente fiscale, posto che nel nucleo familiare rientrano anche i soggetti non conviventi ma “fiscalmente a carico”.
Il coniuge, ad esempio, rientra sempre nel nucleo familiare, anche se non risulta nello stesso stato di famiglia o abita in luogo diverso.
Marito e moglie appartengono a due nuclei familiari diversi solo nelle seguenti ipotesi:
Più in dettaglio, rientrano nel nucleo familiare di un soggetto:
Da quanto detto prima si evince che ciò che rileva ai fini fiscali è il concetto di “familiare a carico”.
Al riguardo, occorre precisare che sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che possiedono un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.
Ai fini fiscali, possono quindi essere considerati familiari a carico, anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:
Ciò detto, è evidente che, al fine di poter dare una risposta più puntuale al quesito sarebbe necessario esaminare le condizioni contrattuali della polizza sanitaria di cui si discute per appurare se la stessa contiene un riferimento al concetto di “nucleo familiare” ovvero a quello di “famiglia anagrafica”, stante la differenza tra le due nozioni.
Quanto detto, comunque, può costituire una utile guida per affrontare la questione.

References: Articolo 12

Articolo 12
 Articolo 12
 art. 12
 art. 4
 art. 5
 Articolo 12