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Timestamp: 2015-10-10 01:23:00+00:00

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Alimenti per i figli | divorzio.ch
Alimenti per i figli Custodia dei figli al 50% e calcolo degli alimenti a loro favore Alimenti per i figli
Riduzione del contributo di mantenimento per i figli in caso di diritto di visita più esteso rispetto alla prassi? Alimenti per i figli
Caso 285, 1 maggio 2012
Data creazione: 1 maggio 2012
Data modifica: 13 novembre 2013
Obbligo per le coppie conviventi di sottoscrivere un contratto di mantenimento per i figli Alimenti per i figli
Caso 281, 1 marzo 2012
Se il figlio di una donna non sposata è stato riconosciuto dal padre, l'autorità tutoria si adopera direttamente per salvaguardarne i diritti alimentari, invitando i genitori a sottoscrivere un contratto di mantenimento. Se non riesce o i genitori non collaborano essa nomina un curatore giusta l'art. 308 cpv. 2 CC, incaricato di far valere in giudizio i diritti del figlio (curatore "di mantenimento"). Il mero fatto che la madre versi in ottime condizioni finanziarie ancora non dispensa l'autorità tutoria dal promuovere un contratto di mantenimento, giacché il figlio ha un diritto proprio al mantenimento non solo nei confronti di lei, ma di entrambi i genitori. Anche il figlio di genitori che vivono in concubinato ha un diritto proprio al mantenimento nei confronti di entrambi i genitori.Se i genitori dovessero separarsi il figlio si troverebbe anche in questi casi svantaggiato rispetto a un figlio di genitori sposati, poiché il concubinato è una semplice relazione di fatto e nessun giudice interviene a quel momento. Per garantire le pretese del figlio in simile eventualità occorre dunque un contratto di mantenimento approvato dall'autorità tutoria (art. 287 CC) o dal giudice (art. 279 CC) oppure una sentenza che fissi i contributi alimentari (DTF 111 II 6, consid. 6b).Nel caso concreto i genitori, conviventi, si sono rifiutati di sottoscrivere un contratto di mantenimento invocando la loro privatezza, la difesa della loro personalità e la parità di trattamento nei confronti di coppie sposate ... ma sulla protezione del figlio non hanno speso una parola. Eppure il figlio ha un suo diritto proprio al mantenimento anche nei confronti del padre, non solo della madre (per quanto facoltosa possa essere), e va debitamente protetto nel caso in cui i genitori si separino.
Commisurazione del contributo per il mantenimento del figlio; reddito ipotetico del genitore debitore del contributo Alimenti per i figli
Caso 279, 1 febbraio 2012
Autorizzazione ad utilizzare i redditi e la sostanza dei figli minorenni Alimenti per i figli
Caso 271, 30 settembre 2011
Ai sensi dell'art. 276 cpv. 1 CC i genitori devono provvedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d’educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela. I genitori hanno anche il diritto e il dovere di amministrare la sostanza del figlio finché è soggetto alla loro autorità (art. 318 CC). L'art. 319 cpv. 1 CC indica che i genitori possono impiegare i redditi della sostanza del figlio segnatamente per il suo mantenimento. Se i bisogni correnti del figlio lo esigono, i genitori possono anche attingere ai versamenti a tacitazione, risarcimenti e analoghe prestazioni di pertinenza del medesimo (art. 320 cpv. 1 CC). Sono questi i beni che corrispondono all'espressione "altri mezzi" di cui all'art. 276 cpv. 3 CC ("i genitori sono liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del suo lavoro o con altri mezzi"), vale a dire i mezzi che hanno quale scopo specifico di sostituire il mantenimento, come ad es. le rendite per orfani o gli assegni familiari. Se questi "altri mezzi" o altri beni liberi del figlio - come liberalità ai sensi dell'art. 321 CC, o beni ereditati ai sensi dell'art. 322 CC, oppure il provento dal lavoro e l'assegno professionale (art. 323 CC) - sopperiscono integralmente ai suoi bisogni, i genitori sono allora liberati dal loro obbligo di mantenimento (art. 276 cpv. 3 CC; DTF 123 III 161, consid. 4a).Per contro i genitori in principio non possono utilizzare la sostanza del figlio salvo quella relativa all'art. 320 cpv. 1 CC ("Versamenti a tacitazione, risarcimenti e analoghe prestazioni"); in questo senso l'amministrazione della sostanza del figlio è puramente conservativa.La regola appena citata, dell'intangibilità della sostanza del figlio, ha tuttavia delle eccezioni; ai sensi dell'art. 320 cpv. 2 CC, se necessario per provvedere alle spese di mantenimento, educazione o istruzione, l’autorità tutoria può permettere ai genitori di attingere in misura determinata anche alla rimanente sostanza del figlio. Le condizioni alla base dell'art. 320 cpv. 2 CC sono da un lato la necessità di attingere dalla sostanza del figlio e dall'altro l'utilizzo del denaro per le spese di mantenimento, educazione o istruzione del medesimo. Il termine "necessità" si definisce in funzione dell'obbligo, già citato, dei genitori di provvedere con i propri mezzi al mantenimento del figlio (art. 276 cpv. 1 CC), tenuto conto che l'obbligo del figlio di provvedere al proprio mantenimento è sussidiario rispetto a quello dei genitori. In questo senso l'utilizzo degli altri beni menzionati all'art. 320 cpv. 1 CC ("Versamenti a tacitazione, risarcimenti e analoghe prestazioni"), seppur nell'interesse diretto del figlio, è da ritenersi un'eccezione: si attua dal momento in cui i genitori non hanno le risorse sufficienti per far fronte ai costi del mantenimento del figlio, totalmente o in parte. Inoltre le risorse proprie del figlio, ai sensi dell'art. 323 cpv. 1 CC, così come i beni specificatamente destinati, vista la loro natura, al suo mantenimento, ai sensi dell'art. 320 cpv. 1 CC, devono essere stati consumati prima che i genitori possano utilizzare la sostanza del figlio.Per poter valutare la necessità di un prelevamento rispetto alla situazione finanziaria dei genitori, l'autorità tutoria deve essere messa al corrente del costo delle necessità correnti del figlio o del costo della spesa straordinaria, così come dell'oggetto di tale spesa. Se le condizioni previste all'art. 320 cpv. 2 CC sono adempiute, l'autorità tutoria autorizza il prelevamento e ne fissa l'importo, così come pure l'eventuale frequenza del prelevamento e lo scopo.
Alimenti a favore dei figli minorenni quando entrambi i genitori lavorano - computo dell'assegno famigliare di base Alimenti per i figli
Caso 258, 1 marzo 2011
Come si calcola il contributo di mantenimento a favore dei figli minorenni quando entrambi i genitori svolgono un'attività lavorativa? Come vengono considerati gli assegni famigliari di base?
In una sentenza del 15 febbraio 2011 il Tribunale d'appello di Lugano ha stabilito quanto segue:
Sul calcolo del contributo di mantenimento dei genitori a favore dei figli minorenni abbiamo dedicato in particolare il caso 16, il quale tuttavia contempla un calcolo che risulta oggi superato.
Nel caso qui trattato la moglie ha rinunciato a postulare un contributo di mantenimento per sé; il metodo di calcolo utilizzato dal Tribunale d'appello per il mantenimento dei figli minorenni è dunque il seguente.
Esempio di contributo di mantenimento a favore di un figlio unico di 13 anni, affidato alla madre, la quale svolge un'attività lavorativa al 70%; la quota parte di 1/3 della pigione della madre è considerata, per semplicità, pari alla posta "Unterkunft" delle Tabelle di Zurigo (cfr. sull'argomento caso-157 e riferimenti):
fabbisogno del figlio: CHF 2'026.00 mensili (Tab. ZH al 01.01.2011, parte in denaro di CHF 1'795.00 + 70% della parte in natura di CHF 231.00);
reddito del padre: CHF 6'000.00 mensili netti;
reddito della madre: CHF 3'800.00 mensili netti, compresi gli assegni famigliari di base (AF); *
fabbisogno minimo del padre: CHF 3'500.00
fabbisogno minimo della madre: CHF 3'000.00
(eccedenza, in questo caso non ripartita: CHF 1'274.00 mensili)
Calcolo delle disponibilità dei genitori:
disponibilità del padre: CHF 6'000.00 ./. CHF 3'500.00 = CHF 2'500.00 mensili
disponibilità della madre: CHF 3'800.00 ./. CHF 3'000.00 = CHF 800.00 mensili
Calcolo dei rispettivi contributi di mantenimento:
contributo alimentare del padre per il figlio:
fabbisogno del figlio x disponibilità del padre
(disponibilità del padre + disponibilità della madre)
in concreto: CHF 2'026.00 x CHF 2'500.00
CHF 2'500.00 + CHF 800.00
= CHF 1'534.85 mensili ./. AF (CHF 200.00 mensili incassati dalla
madre) = CHF 1'334.85 mensili
contributo alimentare della madre per il figlio:
fabbisogno del figlio x disponibilità della madre
in concreto: CHF 2'026.00 x CHF 800.00
= CHF 491.15 mensili + AF (CHF 200.00 mensili da lei incassati)
= CHF 691.15 mensili
Lo stesso metodo di calcolo si applica per tutte le altre fasce di età del figlio.
Premesso che le Tabelle di Zurigo comprendono già gli assegni famigliari di base (cfr. tra le altre RTiD I-2005, sentenza 54c, consid. 7), il Tribunale d'appello fissa i contributi di mantenimento per i figli includendo tali assegni.
Tuttavia, per il calcolo del contributo alimentare occorre distinguere: se il fabbisogno in denaro del figlio è coperto dal contributo erogato dal debitore (come nell'esempio sopra indicato), l'assegno famigliare riscosso dall'affidatario va in deduzione del contributo, non giustificandosi che il figlio riceva più del fabbisogno in denaro. Per contro, se il fabbisogno in denaro non è assicurato, l'assegno famigliare percepito dall'affidatario va in aggiunta al contributo alimentare stanziato dall'altro genitore (RTiD I-2010, pag. 704, no. 22c con riferimenti).
Per capire meglio quanto appena indicato, se nel caso sopra menzionato il padre avesse avuto un reddito di CHF 4'500.00 mensili al posto dei CHF 6'000.00 mensili indicati, avremmo avuto la seguente situazione:
reddito del padre: CHF 4'500.00 mensili netti;
(eccedenza negativa: - CHF 226.00 mensili)
disponibilità del padre: CHF 4'500.00 ./. CHF 3'500.00 = CHF 1'000.00 mensili
CHF 2'026.00 x CHF 1'000.00
CHF 1'000.00 + CHF 800.00
= CHF 1'125.55 mensili + AF (CHF 200.00 mensili, già incassati dalla madre);
tenuto conto tuttavia che il debitore alimentare ha il diritto alla
copertura del suo fabbisogno minimo, egli non potrà che versare
CHF 1'000.00 mensili
CHF 2'026.00 x CHF 800.00
= CHF 900.45 mensili compresi gli AF (CHF 200.00 mensili);
tuttavia anche la madre ha diritto alla teorica copertura del
suo fabbisogno minimo, per cui potrà consacrare al figlio solo
CHF 800.00 mensili
E' dunque il figlio (e con esso il genitore affidatario, per cui
nel caso concreto la madre) a sopportare l'eccedenza negativa
di CHF 226.00 mensili.
Nel caso in cui vi fossero più figli e, come in quest'ultimo esempio, un'eccedenza negativa, occorrerà in seguito effettuare il riparto del mantenimento tra i figli in base al calcolo indicato nel caso 77.
Il Tribunale federale ha indicato in particolare che dopo la deduzione delle prestazioni di terzi, i bisogni non coperti dei figli dovranno essere ripartiti tra i genitori in misura della rispettiva capacità contributiva (cfr. sentenza TF 5A_792/2008, consid. 5.3.1 del 26 febbraio 2009, sentenza TF 5A_507/2007 consid 5.1 del 23 aprile 2008 pubblicato in FamPra.ch, pag. 992; sentenza TF 5C.127/2003, consid. 4.1.2 del 15 ottobre 2003).
* Sul computo degli assegni famigliari per il calcolo cfr. tuttavia caso-291, in fine.
Data creazione: 1 marzo 2011
Trascuranza degli obblighi di mantenimento - paternità non ancora accertata Alimenti per i figli
Caso 257, 15 febbraio 2011
Se il padre, non ancora accertato tale dal punto di vista giuridico, non paga i contributi di mantenimento per il figlio, può essere punito penalmente?
In una sentenza dell'8 giugno 2010 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Della trascuranza degli obblighi di mantenimento abbiamo già parlato nel caso 156 e caso 67.
Giusta l'art. 276 cpv. 1 CC, i genitori devono provvedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d’educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela. Una condizione essenziale per l'applicabilità di tale norma é l'esistenza di un rapporto di filiazione (DTF 129 II 646, consid. 4.1). La punibilità penale in caso di mancato pagamento degli alimenti presuppone il legame di filiazione: se i genitori del figlio non sono sposati, il legame di filiazione esiste in caso di riconoscimento di paternità o di sentenza giudiziaria accertante la paternità, cresciuta in giudicato. La punibilità avrà effetto da questo momento e poco importa che poi un eventuale giudizio di merito, accertante la paternità e l'obbligo alimentare, abbia effetto retroattivo; tuttavia il padre potrà essere punito anche per gli arretrati dal momento in cui alla crescita in giudicato della sentenza, pur avendone i mezzi, non vi adempia.
Pendente causa tuttavia l'art. 283 CC prevede che quando la paternità sia presunta e la presunzione non possa essere infirmata da prove rapidamente esperibili, il presunto padre, ad istanza della controparte, deve già prima della sentenza pagare adeguati contributi per il mantenimento del figlio.Naturalmente il Giudice deve emanare una decisione provvisionale che preveda l'obbligo contributivo e, come tale, la decisione provvisionale potrà anche cadere al termine della procedura, qualora la paternità non fosse effettivamente accertata; tuttavia per il periodo in cui il decreto provvisionale ha esplicato i suoi effetti si è creato un obbligo alimentare e pertanto il presunto padre deve pagare; in caso di sua sottrazione al pagamento, egli potrebbe essere punibile ex art. 217 CP, in particolare qualora lo avesse fatto intenzionalmente e avesse o potesse avere i mezzi per farlo, a prescindere dal destino del merito dell'azione di paternità.
Da notare infine che il Tribunale federale precisa che un eventuale obbligo alimentare basato su una convenzione privata tra la madre e il padre biologico, dove tuttavia quest'ultimo non riconosce il figlio, non è sufficiente per rendere applicabile l'art. 217 CP, mancando il legame di filiazione che crea il diritto al mantenimento ex art. 276 CC.
Data creazione: 15 febbraio 2011
Data modifica: 15 febbraio 2011
Diffida ai debitori - alimenti dopo la maggiore età Alimenti per i figli
Caso 241, 31 maggio 2010
Data creazione: 31 maggio 2010
Obbligo alimentare per i figli nati da differenti matrimoni e l'ex coniuge Alimenti
Caso 237, 15 marzo 2010
Alimenti a favore dei figli in caso di condizioni economiche particolarmente favorevoli Alimenti per i figli
Caso 235, 16 febbraio 2010
Nel caso-118 era già stato trattato l'argomento in base ad una sentenza del Tribunale federale.Tuttavia non va dimenticato che il Tribunale federale interviene per modificare i contributi di mantenimento fissati dai Giudici cantonali con riserva ed in particolare quando questi ultimi eccedono nel loro, ampio, potere di apprezzamento (cfr. ad es. sentenza TF 5A_792/2008 del 26 febbraio 2009, consid. 5.3.1 e 5.3.2). Quindi risulta determinante conoscere la giurisprudenza cantonale e nel caso concreto quella del Canton Ticino.Nella sentenza trattata in questo caso il Tribunale d'appello si china per la prima volta sulla questione a sapere se e a quali presupposti si giustifichi una maggiorazione dei fabbisogni in denaro indicati dalle tabelle di Zurigo.
Orbene, la sentenza del Tribunale federale del 26 febbraio 2009 sopra citata (sentenza TF 5A_792/2008) indica per la prima volta la possibilità di maggiorare fino al 25% i fabbisogni in denaro previsti dalle tabelle di Zurigo; il concetto è stato ripreso in successive sentenze sempre del Tribunale federale (cfr. ad es. sentenza TF 5A_159/2009 del 16 ottobre 2009).Ora occorre definire le "condizioni economiche particolarmente favorevoli" per capire in quali casi si giustifica una tale maggiorazione. Senz'altro possiamo definirle tali quelle condizioni economiche in cui:
Data creazione: 16 febbraio 2010
Data modifica: 27 maggio 2010
© 1999-2015 avv. Alberto F. Forni Switzerland

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 art. 217
 art. 276
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