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Timestamp: 2018-02-24 07:57:58+00:00

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Dibattiti - It-Tlieta, 15 ta' Jannar 2008 - Statut tal-Membri tal-Parlament Ewropew eletti fil-Polonja (dibattitu)
Ċiklu relatat mad-dokument : O-0082/2007
20. Statut tal-Membri tal-Parlament Ewropew eletti fil-Polonja (dibattitu)
Przewodniczący. − Kolejnym punktem porządku dziennego jest debata nad pytaniem ustnym do Komisji dotyczącym statusu posłów do Parlamentu Europejskiego wybranych w Polsce skierowanym przez Giuseppe Garganiego w imieniu Komisji Prawnej (O-0082/2007 – B6-0002/2008).
Giuseppe Gargani, Autore. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione oggetto della discussione stasera ha avuto un approfondimento, più di una volta per la verità, nella commissione giustizia che mi onoro di presiedere e la stessa commissione, ha incaricato me, attraverso questa interrogazione, di poter avere una discussione, di poter avere un confronto con la Commissione.
Si tratta dello status dei parlamentari europei eletti in Polonia, che hanno un'eccezione rispetto alle elezioni e a tutte le norme che riguardano le elezioni degli altri parlamenti negli altri Stati membri. Le elezioni del Parlamento europeo in Polonia, infatti, sono disciplinate dall'atto del 23 gennaio 2004 che all'articolo 9 prevede i requisiti per la eleggibilità: 21 anni per poter candidarsi fino al giorno della votazione, non aver avuto condanne per reati compiuti intenzionalmente, la residenza in Polonia e una serie di altri requisiti.
Al capitolo 17 della stessa legge si prevedono le circostanze in cui il deputato europeo in Polonia può perdere il suo seggio: la revoca dell'eleggibilità, i requisiti dell'eleggibilità al giorno della votazione, quindi la possibilità di revoca se quella eleggibilità non c'era, e una serie di altre questioni che ometto di citare per arrivare al dunque e alla posizione che voglio evidenziare qui.
Sulla base di una serie di combinati disposti, come usiamo dire noi giuristi, un deputato europeo perde il suo seggio automaticamente – cioè un deputato decade automaticamente – nel caso in cui sia oggetto di una sentenza penale che è passata in giudicato, ma per quanto riguarda i membri del parlamento polacco la legge del 12 aprile 2001 – sia per le elezioni del Sejm sia per le elezioni al Senato della Repubblica – non prevede una disposizione di questo tipo, per cui ci troviamo di fronte ad una disciplina che riguarda in maniera particolare il deputato europeo polacco e non il deputato nazionale in Polonia.
Per questa ragione, noi abbiamo discusso e ci siamo posti un interrogativo, fra l'altro un interrogativo che ha la ricaduta rispetto alla richiesta di immunità, come lei sa, noi abbiamo – e come il Commissario Frattini sa meglio di me – la competenza per poter decidere questa questione. Evidentemente, se un deputato rispetto ad una fattispecie per la quale l'immunità non può essere difesa decade automaticamente, è evidente che c'è un problema in più, una perplessità in più.
Per questa ragione, chiediamo, io chiedo a nome della commissione, al Commissario se non ritiene che la legislazione polacca in materia di elezione al parlamento nazionale violi l'articolo 10 del protocollo sui privilegi e sulle immunità, il quale dispone che per la durata delle sessioni al Parlamento europeo i membri beneficiano sul territorio nazionale delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese. E quindi c'è un'evidente contraddizione, là dove si prevede quindi la perdita del seggio di deputato da parte di un parlamentare polacco, senza prevedere analogo trattamento per i deputati al parlamento nazionale.
Ma chiedo anche alla Commissione se non intende fare un ricorso alla Corte di giustizia, perché la Polonia modifichi questa legislazione e applichi correttamente il trattato, perché noi vediamo una diversità e una contraddizione rispetto al trattato. Allora, siccome si tratta di un'eccezione, siccome l'omogeneità e l'uguale trattamento ai deputati di tutti i paesi membri portano a questa eccezione nel membro dello Stato polacco in misura diametralmente contraria a quello che si può prevedere e si prevede per tutti gli altri deputati degli Stati membri, io chiedo queste due cose alla Commissione e evidenzio questo dato al Parlamento e chiedo al Commissario se può rispondere rispetto a questi due quesiti e se potrà trovare un rimedio rispetto ai quesiti da me indicati.
Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione. − Signor Presidente, onorevoli parlamentari, ma certamente il tema posto dal presidente Gargani è un tema rilevante: è un tema rilevante perché qui sono in gioco due principi che sono a mio avviso entrambi rilevanti ed entrambi importanti.
Il primo principio è certamente quello richiamato dell'articolo 10 del protocollo sulle immunità e sulla condizione dei componenti del Parlamento europeo, in cui si dice che negli Stati di appartenenza ai membri del Parlamento europeo debbono essere accordate le stesse prerogative di status che sono riconosciute ai membri del Parlamento nazionale di quel paese.
C'è però un'altra disciplina che viene in gioco – un'altra disciplina ugualmente rilevante a mio avviso – è quella dell'articolo 13 dell'atto europeo del 1976 che riguarda l'elezione dei membri del Parlamento. In questo articolo è detto con grande chiarezza che quando uno Stato membro introduce una disciplina nazionale relativa proprio al caso che ci interessa, alla perdita dello status della qualità, cioè alla perdita della posizione di membro del Parlamento europeo, la fine del mandato parlamentare europeo in quel paese è soggetta alla legge nazionale.
In altri termini c'è un'apparente contraddizione, perché da un lato la normativa contenuta nel protocollo sui privilegi, quella citata dal presidente Gargani, parla di eguaglianza di prerogative tra membri del Parlamento polacco e membri del Parlamento europeo eletti in Polonia, ma contemporaneamente l'atto europeo del 1976 sull'elezione dei membri del Parlamento europeo e sulla perdita della qualità di membro del Parlamento europeo, apparentemente – anzi direi esplicitamente – disciplina la perdita della qualità di parlamentare europeo e stabilisce che la perdita della qualità di parlamentare europeo è regolata dalla legge nazionale.
A mio avviso qui, c'è piuttosto un problema di violazione di un terzo principio quadro per l'Unione europea, che è il principio di eguaglianza di trattamento operato dalla legislazione interna polacca. Quello che nella legislazione costituzionale di tutti i paesi europei è il principio che stabilisce che si debbono trattare situazioni analoghe in modo analogo. Allora è piuttosto questo principio generale che viene in gioco ed è un principio generale che però non consente alla Commissione europea di stabilire in quale direzione l'ordinamento polacco dovrebbe cambiare la sua normativa, perché siccome la materia è devoluta alla legge nazionale, se la legge nazionale volesse disciplinare non la perdita della qualità di parlamentare europea ma la perdita della qualità di parlamentare nazionale polacco in modo diverso, lo potrebbe fare, l'importante è che equipari la disciplina dell'uno alla disciplina all'altro.
Questa è la mia personale opinione nel senso che la Commissione non può oggi dire "noi ci rivolgiamo alla Corte per stabilire che la norma nazionale polacca deve essere emendata in una determinata direzione", ma credo che si possa ricavare un principio generale. Il principio generale è che l'ordinamento polacco deve intervenire per emendare questa differenza di trattamento, ma questo, credo, lo debba fare il legislatore polacco. Siccome è una questione che non si è mai posta ed è una questione troppo delicata per essere affrontata in poche battute, io credo che si debba fare in primo luogo una ricognizione: se il legislatore polacco, come io credo, debba rimuovere questa differenza di trattamento, questa è materia che spetta al Parlamento della Polonia.
Secondo: vi è o non vi è conformità della legislazione polacca rispetto alle previsioni di quell'atto europeo del 1976 che ho appena citato? Posso dirle, presidente Gargani, che ho avviato uno studio comparativo per i 12 nuovi Stati membri, proprio per vedere se la legislazione, non solo della Polonia, ma degli altri 11 che sono entrati nell'Unione europea tra il 2004 e il 2007, se in quegli Stati membri la legislazione nazionale è conforme alle disposizioni dell'atto europeo del 1976.
In conclusione, due sono le attività da compiere. Primo: effettuare, e lo stiamo facendo, questa verifica di conformità della legge nazionale della Polonia e non solo della Polonia, perché il caso che il presidente Gargani pone parte dalla Polonia ma non si esclude che in altri Stati membri la situazione sia analoga. Io ritengo che lo dobbiamo fare per tutti.
La seconda attività è valutare se il Parlamento polacco, con una sua attività di legislazione, possa rimuovere questa che è oggettivamente un'apparente contraddizione, perché è un'apparente discriminazione tra lo status regolato con legge dei parlamentari europei eletti in Polonia e dei parlamentari polacchi. Vi è un'apparente contraddizione e l'unica cosa che io credo difficile da potersi ammettere è che sia la Commissione europea a chiedere alla Corte di giustizia in quale direzione il legislatore polacco deve agire.
Noi potremmo limitarci se il Parlamento concorderà con questa posizione a segnalare che esiste in Polonia un'apparente discriminazione tra lo status di due categorie di parlamentare. Questo è un esercizio del tutto nuovo e con spirito collaborativo cerchiamo di condurlo avanti insieme.
Tadeusz Zwiefka, w imieniu grupy PPE-DE. – Panie Przewodniczący! Pan przewodniczący Gargani bardzo dokładnie zobrazował sytuację posłów do Parlamentu Europejskiego w kontekście prawa polskiego i nierównego traktowania w tymże samym kontekście w odniesieniu do posłów krajowych, a także do senatorów. Zgadzam się z tezą pana komisarza Frattiniego, że łamie to zasadę równego traktowania posłów wobec prawa.
Chcę poinformować państwa, iż aktualnie rządząca w Polsce koalicja Platformy Obywatelskiej i Polskiego Stronnictwa Ludowego już rozpoczęła przygotowania do zmiany tego prawa, tak aby zrównać prawa posłów do Parlamentu Europejskiego z prawami posłów krajowych i senatorów. Ta zmiana będzie szła w kierunku takiego samego zapisu, jaki jest w ordynacji wyborczej do Parlamentu Europejskiego, aby ta sama zasada obowiązywała także w stosunku do posłów i senatorów krajowych.
Ale w tym kontekście, ponieważ pan przewodniczący Gargani powiedział, że rozpoczynamy tu pewnego rodzaju dyskusję nad problemem, który być może jest szerszy, zastanawiam się, czy nie byłoby warto zastanowić się nad wspólną ordynacją wyborczą, przynajmniej zakreśloną w generaliach, wspólną ordynacją wyborczą do Parlamentu Europejskiego dla wszystkich państw członkowskich Unii Europejskiej, dlatego, że dzisiaj mamy bardzo różną sytuację we wszystkich 27 krajach członkowskich. Trudno jest nie zgodzić się – oczywiście ja przyjmuję wszelkiego rodzaju obostrzenia prawne w stosunku do posłów, ale trudno jest mi zgodzić się z sytuacją, kiedy jest się karanym nawet grzywną, ale w postępowaniu za przestępstwo umyślne z oskarżenia publicznego i automatycznie tracić mandat posła do Parlamentu Europejskiego, a także w sytuacji, kiedy może się być pociągniętym do odpowiedzialności.
Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, w imieniu grupy PSE. – Panie Przewodniczący! Dzisiejsza debata podnosi problem nierównego traktowania polskich posłów do Parlamentu Europejskiego i posłów na Sejm w kwestii kryteriów wybieralności, a także utraty mandatu.
W art. 9. ustawy z dnia 23 stycznia 2004 r. dotyczącej ordynacji wyborczej do Parlamentu Europejskiego czytamy, iż prawo wybieralności do tejże instytucji przysługuje osobie, która między innymi nie była karana za przestępstwo popełnione umyślnie lub ścigana z oskarżenia publicznego, a art. 142. mówi, iż utrata mandatu może nastąpić m.in. z powodu unieważnienia wyboru posła do Parlamentu Europejskiego, w rezultacie czego skazanie posła (jak już to było mówione – Parlamentu Europejskiego) prawomocnym wyrokiem za przestępstwo popełnione umyślnie jest równoznaczne z automatyczną utratą przez niego mandatu, podczas gdy w przypadku posłów na Sejm nie jest to ani przeszkodą do udziału w wyborach, ani nie powoduje utraty mandatu.
W kwestii uprawnień posłów do Parlamentu Europejskiego Regulamin Parlamentu Europejskiego w art. 5. pkt 1. stwierdza, iż „posłom do Parlamentu Europejskiego przysługują przywileje oraz immunitety przewidziane w Protokole w sprawie przywilejów i immunitetów Wspólnot Europejskich”, ten zaś w preambule określa, iż reguluje materię przywilejów i immunitetów niezbędnych do wykonywania zadań Wspólnot Europejskich, a w art. 10a stwierdza, iż „podczas sesji zgromadzenia jego członkowie korzystają na terytorium swojego państwa z immunitetów przyznawanych członkom parlamentu ich państwa”, zatem posłów na Sejm i do Parlamentu Europejskiego chroni identyczny immunitet. Zgodnie z art. 11. cytowanego protokołu „przedstawiciele państw członkowskich biorący udział w pracach instytucji Wspólnot, ich doradcy i eksperci techniczni korzystają w czasie wykonywania swoich funkcji, w czasie podróży do i z miejsca obrad ze zwyczajowych przywilejów, immunitetów i udogodnień”.
Nie ulega wątpliwości, że poseł do Parlamentu Europejskiego jest przedstawicielem państwa członkowskiego biorącym udział w pracach instytucji Wspólnot. Skoro posłowie do Parlamentu Europejskiego i do Sejmu powinni korzystać z tych samych immunitetów i przywilejów, to warunki ich wybieralności i utraty mandatu także powinny być takie same.
Przystępując do Unii Europejskiej Polska przyjęła obowiązek respektowania obowiązującego w Unii prawa, zwłaszcza wywierającego bezpośrednie skutki w wewnętrznym obrocie prawnym państwa członkowskiego. Postuluję zatem o jak najszybsze ujednolicenie prawodawstwa związanego ze statusem posłów na Sejm i do Parlamentu Europejskiego w Polsce, zgadzając się w pełni z opinią komisarza Frattiniego w tym względzie.
Paul Rübig (PPE-DE). – Herr Präsident, sehr geehrter Herr Kommissar Frattini, meine sehr geehrten Damen und Herren! Ich glaube, die Demokratie in Europa ist ständig weiterzuentwickeln, und wir haben sehr viele Angriffe von außerhalb Europas auf unser demokratisches System. Natürlich entscheiden die Abgeordneten des Europäischen Parlaments über sehr viele Fragen, die die europäischen Bürger direkt und unmittelbar betreffen. Die Abgeordneten entscheiden nicht für sich selbst, sondern sie vertreten ihre Wähler.
Deshalb darf es für die Abgeordneten des Europäischen Parlaments keine Schlechterstellung gegenüber den nationalen Abgeordneten geben, und umgekehrt sollten die nationalen Abgeordneten nicht schlechter gestellt werden, als diejenigen des Europäischen Parlaments.
Deshalb glaube ich, dass die Kommission prüfen sollte, wie sich das neue Statut, das ab dem Jahr 2009 gilt, für die Abgeordneten aus Polen auswirkt, welche Änderungen es hier gibt und ob nicht die Möglichkeit besteht, diese Grundsätze auch in diesem Bereich umzusetzen.
Manuel Medina Ortega (PSE). – Señor Presidente, el Comisario Frattini, como de costumbre, ha hecho un fino análisis jurídico. Como él ha dicho, en las circunstancias actuales no parece que proceda ir directamente al Tribunal de Justicia.
Pero después de escuchar al señor Zwiefka, que nos habla de una propuesta del actual Gobierno polaco de una modificación de la legislación, le pregunto al Comisario si cree que la Comisión podría, simplemente, dirigirse al Gobierno polaco, sobre la base del debate que hemos tenido en este momento en el Parlamento, para ver si, en efecto, el Gobierno polaco se propone modificar la legislación al objeto de armonizar la situación del parlamentario europeo con la del parlamentario nacional.
Marek Aleksander Czarnecki (UEN). – Panie Przewodniczący! Propozycja, którą przedstawił pan poseł Zwiefka, aby zrównać status posłów do Parlamentu Europejskiego oraz posłów do polskiego sejmu, nie jest rozwiązaniem problemu. Uważam, że najlepszym rozwiązaniem byłoby, co jest zresztą zapisane w prawie polskim, aby w sytuacji, kiedy ktoś został skazany za przestępstwo popełnione z winy umyślnej, aby sąd dodatkowo orzekał pozbawienie praw publicznych polegające na tym, iż dana osoba nie może kandydować.
Takie rozwiązanie istnieje np. we Francji. Proszę państwa, podam konkretny przykład: nasz kolega, pan poseł Onesta, wiceprzewodniczący Parlamentu Europejskiego, kilka miesięcy temu został skazany przez sąd francuski na kilka miesięcy pozbawienia wolności w zawieszeniu za czyn taki, za który według prawa polskiego polski poseł do Parlamentu europejskiego automatycznie traciłby swój mandat. Uważam to za absolutnie niewłaściwą sytuację, jaka obecnie istnieje. Raczej należy iść w tym kierunku, aby przyjąć to rozwiązanie, które zaproponował pan Frattini.
Giuseppe Gargani (PPE-DE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per ulteriori, rapide osservazioni: io sono soddisfatto che il dibattito complessivamente ha riconosciuto che è un problema importante e un problema delicato. In particolare, voglio ringraziare il Commissario Frattini, che da par suo, da giurista qual'è, è andato oltre e ha approfondito ulteriormente una questione, che naturalmente non vale solo per la Polonia, ha ragione Frattini. Vale, come principio generale e quindi mi sta molto bene, come sta bene alla commissione, che lei possa fare un'indagine complessiva per verificare aderenze e verificare legislazioni che possono essere armoniche rispetto alle due questioni nazionali ed europee.
Però, devo dirle che resta un dato di fatto, non è un'apparente contraddizione, ma la legge polacca è contraria al trattato per quanto riguarda le guarentigie, perché se un deputato polacco decadesse, evidentemente l'articolo del trattato che stabilisce che c'è la possibilità di poter durante le sessioni partecipare verrebbe meno. E allora, personalmente alla commissione, come lei ha sentito nel dibattito per ultimo da Medina, come da me personalmente, non interessa che ci sia un ricorso, ma che si segua la questione per risolverla. Se il collega polacco, l'on. Zwiefka, dichiara che già in Polonia questo problema lo si è posto, questo può già dare soddisfazione.
Noi vogliamo che ci sia un'omogeneità, perché l'omogeneità fa dell'Europa una garanzia di unità di Stati che concorrono complessivamente, la cittadinanza e i diritti uguali sul piano della libertà e sul piano dello status di ognuno.
Sylwester Chruszcz (NI). – Panie Przewodniczący! Właściwie już w uzupełnieniu głosów, z którymi się w większości zgadzam, uważam, że oczywiście powinniśmy ujednolicić w jak najszybszym tempie przepisy. Aby pokazać, jak to bardzo jest konieczne, zwrócę uwagę na historię naszego kolegi, europosła, który jest tutaj na sali – pana Tomczaka, który dzisiaj w Polsce od wielu lat przechodzi sprawę karną, która dzisiaj się ma ku końcowi i może zaważyć tutaj na losie jego jako posła. Sprawa, która ma małą szkodliwość czynu, w której świadkowie zaprzeczają danemu zdarzeniu. Sprawa, która kiedyś była zamknięta, która w domyśle może przy jakimś politycznym zawirowaniu znów wróciła i dzisiaj poseł Tomczak, który dwukrotnie już przechodził demokratyczny wybór społeczny (w 2005 r. został posłem, w 2004 r. europosłem, naszym kolegą), dzisiaj może być podważony jego immunitet i jego mandat. Jest to rzecz nieprawdopodobna, szkodliwa i która powinna być jak najszybciej tu przecięta i odsunięta z tego forum.
Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione. − Signor Presidente, onorevoli parlamentari, credo che il dibattito di stasera abbia dimostrato due cose: la prima che c'è una diffusa opinione, direi condivisa da tutti coloro che sono intervenuti – e che anche io ritengo sia l'opinione preferibile – che si debba rimuovere questa distinzione di trattamento per due categorie di deputati europei eletti in Polonia e nazionali polacchi e che quest'analisi vada estesa a tutti gli altri nuovi paesi membri dell'Unione europea per i quali una verifica di compatibilità rispetto all'atto europeo del 1976 non è stata ancora fatta.
La seconda conclusione, e mi riferisco alla proposta dell'onorevole Medina Ortega, che condivido, è di segnalare l'esito di questo dibattito alle autorità competenti del governo polacco e la necessità di rimuovere con legge nazionale la disparità di trattamento. Questo io lo farò. Posso dirvi che prenderò certamente contatti in via formale con il ministro della Giustizia del governo polacco al fine di trasmettergli una diffusa opinione di questo Parlamento – che io condivido – nel senso che ferma la sovranità del legislatore nazionale polacco sul modo in cui si può arrivare al risultato di eliminare la disparità di trattamento, l'obiettivo di rimuovere la disparità di trattamento deve essere perseguito.
Ecco la mia opinione espressa nell'introduzione: io non ritengo di poter indicare al legislatore polacco in quale direzione egli si debba muovere, ma ritengo di poter indicare l'obiettivo e cioè l'obiettivo è rimuovere la disparità di trattamento tra lo status del parlamentare polacco nazionale e lo status del parlamentare europeo eletto in Polonia.
Questa segnalazione certamente io la farò e vi aggiungo che renderò ovviamente note a questo Parlamento, visto l'interesse del presidente Gargani e della commissione giuridica, l'analisi relativa agli altri 11 nuovi Stati membri in modo che sia possibile eventualmente rivolgere analoga segnalazione ai governi degli altri paesi che fossero interessati.

References: sentenza 
 art. 9
 art. 142
 art. 5
 art. 10
 art. 11