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Timestamp: 2020-08-05 23:09:56+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23022 del 16/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23022 del 16/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 16/09/2019, (ud. 02/07/2019, dep. 16/09/2019), n.23022
sul ricorso 32927-2018 proposto da:
difeso dall’avvocato ALESSANDRO PRATICO’;
avverso la sentenza n. 1382/2018 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 24/07/2018;
– che viene proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 1382 del 24.07.2018, che ha respinto il ricorso avverso l’ordinanza del Tribunale, a sua volta reiettiva dell’impugnazione promossa avverso il provvedimento negativo della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale;
– che il primo motivo di ricorso deduce la violazione e la falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 2, 3, 5,6,7, e 14 del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, degli artt. 2, 3, 6, 13 CEDU, dell’art. 46 della direttiva Europea 2013/32, dell’art. 111 Cost., comma 6, e dell’art. 112c.p.c., dell’art. 132c.p.c., n. 4, e dell’art. 156 c.p.c., nonchè vizio di motivazione, per avere la corte di merito non correttamente applicato le norme sull’onere della prova e aver omesso l’esperimento dell’istruttoria richiesta dalla legge nell’esame delle domande di protezione internazionale;
– che il secondo motivo di ricorso lamenta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3; del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 e art. 32, comma 3, del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, degli artt. 2 e 10 Cost. e dell’art. 8 della CEDU, per avere la corte territoriale motivato in maniera generica e senza sufficiente istruttoria circa la domanda di protezione umanitaria dell’odierno ricorrente;
– che i motivi possono essere trattati congiuntamente e sono inammissibili;
– che la congrua motivazione del provvedimento impugnato ha esaminato la situazione esposta dal richiedente, cittadino nigeriano, il quale ha allegato di essere scappato dal suo paese per sottrarsi all’affiliazione forzata alla setta degli Ogboni di cui il padre era membro, ritenendo il racconto non idoneo a rivelare la sussistenza dei presupposti previsti per la concessione della protezione;
– che la motivazione del provvedimento impugnato si è trattenuta sulle condizioni generali della regione di provenienza del ricorrente, operando puntuale riferimento alle accreditate fonti internazionali consultate e ribadendo che non si tratti di territorio dove il livello di violenza è tale per cui un civile è esposto ad un rischio grave indipendentemente da qualsiasi coinvolgimento differenziato e statuendo, pertanto, circa l’insussistenza dei presupposti che debbono necessariamente rilevarsi per il riconoscimento della protezione sussidiaria (Cass. n. 16202/2015);
– che, inoltre, il giudice di merito ha escluso la ricorrenza di situazioni idonee a fondare l’accoglimento della domanda di protezione umanitaria sul corretto – e conforme a questa giurisprudenza – presupposto per cui “non può essere riconosciuto al cittadino straniero il diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, considerando, isolatamente ed astrattamente, il suo livello di integrazione in Italia” (Cass. n. 17072/2018);

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 3
 art. 8
 art. 32
 art. 5
 art. 5