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Timestamp: 2020-06-03 10:45:36+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8520 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8520 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. II, 31/03/2017, (ud. 16/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8520
CONDOMINIO (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VAL DI
FASSA 54, presso lo studio dell’avvocato FRANCO FELLI, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARIA RITA FELLI;
B.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ALFREDO
CASELLA 19, presso lo studio dell’avvocato PAOLO SAOLINI, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MICHELE D’IPPOLITO;
avverso la sentenza n. 5595/2011 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 23/12/2011;
16/02/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO;
udito l’Avvocato FELLI Franco, difensore del ricorrente che ha
chiesto di riportarsi al ricorso e alla memoria;
1. – B.A. convenne in giudizio il Condominio dell’edificio sito in (OMISSIS), chiedendo la declaratoria di nullità della deliberazione assembleare del 27.4.2000, per avere l’amministratore del condominio omesso di inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea agli acquirenti di alcune delle unità immobiliari che l’attore aveva veduto a terzi ricavandole dall’originario unico locale seminterrato (in particolare, dall’originario unico locale aveva ricavato due appartamenti e cinque garage, alienando un appartamento e un garage) e per avere continuato ad imputare ad esso attore – nonostante la comunicazione dell’avvenuta vendita – le spese condominiali relative all’intera originaria unità immobiliare.
1. – Preliminarmente, va esaminata l’istanza di declaratoria di estinzione del procedimento per intervenuta cessazione della materia del contendere, avanzata nel controricorso dal B., in ragione del fatto che il 4.5.2012 sono state approvate le nuove tabelle millesimali relative al condominio, con le quali si tiene conto delle nuove unità ricavate dall’attore dall’originario unico locale seminterrato.
2.1. – Col primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la Corte di Appello omesso di considerare che, in presenza di tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale di natura contrattuale, non era possibile convocare “soggetti diversi da quelli indicati espressamente nelle tabelle”.
Naturalmente, qualora le tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale contrattuale non abbiano formato oggetto di modifica con il consenso unanime di tutti i condomini ovvero con sentenza del giudice a norma dell’art. 69 disp. att. c.c., nonostante le variazioni di consistenza o di destinazione delle singole unità immobiliari, la ripartizione delle spese condominiali va effettuata in conformità alle tabelle stesse (salva la facoltà del condomino, richiesto del pagamento della quota di pertinenza, di proporre domanda, anche riconvenzionale, di revisione o modifica delle tabelle ai sensi del citato art. 69 nei confronti di tutti i condomini) (Cass., Sez. 2, n. 3701 del 31/05/1988).
2.2. – Col secondo motivo, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la Corte di Appello omesso di dichiarare inammissibile per difetto di legittimazione attiva la domanda di annullamento della delibera assembleare proposta dall’attore per la mancata convocazione di altri condomini.
Come già affermato da questa Corte, in tema di impugnazione delle deliberazioni delle assemblee condominiali, l’omessa convocazione di un condomino costituisce motivo di annullamento, e non di nullità, delle deliberazioni assunte dall’assemblea (cfr. Cass., n. 17486 del 2006; n. 10338 del 2014). Trova, dunque, applicazione in materia l’art. 1441 c.c., secondo il quale l’annullamento può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse esso è stabilito dalla legge. Ne consegue che il condomino convocato non è legittimato ad impugnare la delibera per la omessa convocazione di altri condomini.
Nella specie, il B., essendo stato ritualmente convocato all’assemblea, non avrebbe potuto impugnare la delibera per mancata convocazione di altro condomino, essendo il medesimo – in proposito – carente di legittimazione attiva. La domanda così proposta risulta improponibile, con la conseguenza che – ai sensi dell’art. 382 c.p.c., u.c., la sentenza impugnata va cassata senza rinvio.
3. – In definitiva, in accoglimento del secondo motivo, la sentenza impugnata va cassata senza rinvio ai sensi dell’art. 382 c.p.c., u.c., per improponibilità della domanda. Va invece rigettato il primo motivo e vanno dichiarati assorbiti gli altri.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 69
 art. 360
 sentenza 
 sentenza