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Deliberazione n. 371/2012/PAR - PDF
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Antonina Ferrara
1 Deliberazione n. 371/2012/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati dott. Mario Donno dott. Ugo Marchetti dott.ssa Benedetta Cossu dott. Riccardo Patumi presidente; consigliere; primo referendario (relatore); referendario. Adunanza del 24 settembre 2012 Visto l art. 100, comma secondo, della Costituzione; Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; Visto il testo unico delle leggi sull ordinamento della Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994 n. 20, il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n. 639 recanti disposizioni in materia di giurisdizione e di controllo della Corte dei conti; Visto l articolo 27 della legge 24 novembre 2000, n. 340; Vista la deliberazione delle Sezioni Riunite della Corte dei conti n. 14 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con deliberazione del Consiglio di Presidenza n. 229 dell 11 giugno 2008; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per
2 l adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3; Visto l articolo 17, comma 31, decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102; Vista la legge regionale 9 ottobre 2009, n. 13, istitutiva del Consiglio delle Autonomie, insediatosi il 17 dicembre 2009; Vista la deliberazione della Sezione delle Autonomie del 4 giugno 2009 n. 9/ SEZAUT/2009/Inpr; Viste le deliberazioni delle Sezioni Riunite in sede di controllo n. 8 del 26 marzo 2010 e 54 del 17 novembre 2010; Vista la richiesta di parere formulata dalla Provincia di Bologna con nota del 10 aprile 2012, pervenuta in Sezione, per il tramite del Consiglio delle autonomie locali, il 17 maggio 2012, concernente la possibilità di escludere dai vincoli assunzionali e di spesa i contratti di lavoro a tempo determinato e le collaborazioni coordinate e continuative da utilizzare per la realizzazione di progetti comunitari e finanziate con fondi dell Unione Europea; Visto il parere del gruppo tecnico istituito presso il Consiglio delle Autonomie Locali; Vista l ordinanza presidenziale n. 41 del 19 settembre 2012, con la quale la questione è stata deferita all esame collegiale della sezione; Udito nella camera di consiglio del 24 settembre 2012 il relatore Benedetta Cossu; Premesso Il Presidente della Provincia di Bologna ha formulato alla Sezione una richiesta di parere avente ad oggetto la possibilità di escludere dai vincoli in materia di personale le assunzioni con contratto a tempo determinato e le collaborazioni coordinate e 2
3 continuative necessarie per lo svolgimento di attività connesse a progetti dell Unione Europea, finanziati con fondi comunitari. Ammissibilità soggettiva ed oggettiva della richiesta di parere L articolo 7, comma 8, della legge n. 131/ disposizione che costituisce il fondamento normativo della funzione consultiva intestata alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti - attribuisce alle Regioni e, tramite il Consiglio delle Autonomie locali, se istituito, anche ai Comuni, Province e Città metropolitane la facoltà di richiedere alla Corte dei Conti pareri in materia di contabilità pubblica. In via preliminare, la Sezione è chiamata a verificare i profili di ammissibilità soggettiva (legittimazione dell organo richiedente) e oggettiva (attinenza del quesito alla materia della contabilità pubblica), oltre che a verificare se la richiesta di parere è stata inoltrata per il tramite del Consiglio delle Autonomie locali, laddove costituito. Nel caso in esame, la richiesta di parere è ammissibile sotto il profilo soggettivo in quanto sottoscritta dal Presidente della Provincia, organo di vertice dell Ente ai sensi dell articolo 50, comma 2, TUEL e in quanto inoltrata a questa Sezione tramite il Consiglio delle Autonomie locali istituito con legge regionale 9 ottobre 2009, n. 13 ed insediatosi il 17 dicembre La valutazione dei presupposti di ammissibilità oggettiva è volta ad accertare, oltre l inerenza del quesito proposto con le materie di contabilità pubblica, la rilevanza generale della questione proposta, la mancanza di diretta funzionalità della richiesta di parere rispetto all adozione di concreti atti di gestione, l assenza di valutazione su comportamenti amministrativi già compiuti o su provvedimenti già adottati, l assenza di interferenze con la funzione 3
4 giurisdizionale intestata alla Corte dei conti o ad altre giurisdizioni, né con procedimenti in corso presso la Procura della Corte dei conti. In relazione al primo presupposto, le Sezioni Riunite della Corte dei conti, intervenendo con una pronuncia in sede di coordinamento della finanza pubblica ai sensi dell articolo 17, co. 31, d.l. 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, hanno delineato una nozione di contabilità pubblica strumentale all esercizio della funzione consultiva intestata alle Sezioni regionali di controllo. Tale locuzione comprende, oltre alle questioni tradizionalmente riconducibili al concetto di contabilità pubblica (sistema di principi e norme che regolano l attività finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli enti pubblici) anche i quesiti che risultino connessi alle modalità di utilizzo delle risorse pubbliche nel quadro di specifici obiettivi di contenimento della spesa sanciti da principi di coordinamento della finanza pubblica (.), contenuti nelle leggi finanziarie, in grado di ripercuotersi direttamente sulla sana gestione finanziaria dell Ente e sui pertinenti equilibri di bilancio (SS.RR., Deliberazione 17 novembre 2010, n. 54). Ciò premesso, la Sezione ritiene che la richiesta di parere in esame sia ammissibile anche sul piano oggettivo, in quanto inerente l interpretazione di disposizioni di legge in materia di contenimento della spesa per il personale che, ai fini del coordinamento della finanza pubblica, impongono vincoli e limiti all autonomia degli enti locali. In ordine alla sussistenza degli altri requisiti di ammissibilità oggettiva, la Sezione ritiene che la richiesta di parere in esame presenti il carattere della generalità nei limiti in cui potranno essere indicati principi utilizzabili anche da parte di altri enti qualora 4
5 insorgesse la medesima questione interpretativa; non interferisce con funzioni di controllo o giurisdizionali svolte dalla magistratura contabile e neppure con un giudizio civile o amministrativo pendente. La richiesta di parere è, pertanto, ammissibile e può essere esaminata Nel Merito 1. Il quesito formulato alla Sezione con la richiesta di parere in esame è volto a conoscere se possono essere esclusi dai vincoli assunzionali e di spesa alcune tipologie di contratti di lavoro flessibile - tempo determinato e/o incarichi di collaborazione coordinata e continuativa - che la Provincia vorrebbe utilizzare per lo svolgimento di attività inerenti la realizzazione di progetti dell Unione Europea con finanziamenti a carico di quest ultima. 2. Si osserva, preliminarmente, che il regime delle assunzioni di personale da parte degli enti locali assoggettati alla disciplina del patto di stabilità è subordinato all osservanza di un complesso sistema di vincoli riferiti al livello complessivo della spesa, a parametri numerici, a livelli massimi del rapporto tra spesa per il personale e spesa corrente (cfr. Sezioni Riunite 11/CONTR/2012). Come recentemente precisato dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione 12/SEZAUT/2012/INPR, i vincoli di spesa ed assunzionali che, negli ultimi anni, sono stati introdotti dal legislatore per esigenze di contenimento della spesa pubblica si differenziano non solo a seconda che gli enti siano o meno assoggettati al patto di stabilità, ma anche in considerazione della circostanza che le assunzioni avvengano a tempo indeterminato oppure con forme di lavoro flessibile. Ciò premesso, si osserva, in via generale, che le assunzioni di personale con contratti a tempo indeterminato da parte degli enti 5
6 locali assoggettati alla disciplina del patto di stabilità possono avvenire purché: a) sia stato rispettato il patto di stabilità nell esercizio precedente (art. 76, comma 4, d.l. 112/2008; art. 1, comma 119, lett. c), della legge 220/2010; art. 7, commi 2 e ss., d.lgs. 149/2011; art. 31, commi 26, 28, 30 e 31, l. 183/2011); b) la spesa di personale sia stata ridotta rispetto a quella dell esercizio precedente mediante il contenimento della dinamica retributiva ed occupazionale (art. 1, comma 557, 557 bis, e 557 ter della legge 296/2006); c) l incidenza della spesa per il personale sulla spesa corrente non superi il 50 per cento (art. 76, comma 7, d.l. 112/2008, come modificato dall articolo 28, comma 11-quater, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214); d) le nuove assunzioni di personale avvengano nel limite del 40 per cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell anno precedente (art. 76, comma 7, d.l. n 112/2008, come novellato dall art. 4-ter, comma 10, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, norma inserita in sede di conversione con legge 26 aprile 2012, n.44 - il precedente limite era pari al 20%). A seguito delle modifiche normative introdotte con l articolo 4 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (legge di stabilità 2012), da un lato, modificando la disposizione contenuta nell articolo 76, comma 7, d.l. 112/2008), è stato stabilito che l operatività del vincolo assunzionale del 40 per cento della spesa per cessazioni avvenute nell anno precedente va riferita unicamente alle assunzioni a tempo indeterminato; dall altro, sono stati estesi agli enti locali i principi contenuti nella disposizione di cui all articolo 9, comma 28, d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n Con tale disposizione - inizialmente rivolta alle 6
7 amministrazioni dello Stato e, successivamente, estesa, in virtù della novella introdotta dall articolo 4, comma 102, lett. b, della L. 183/2011, anche gli enti locali ed a quelli del servizio sanitario regionale - si prevede che, a decorrere dall anno 2011, le amministrazioni dello Stato ed altre pubbliche amministrazioni ivi indicate possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell anno Delineato in tal modo il quadro normativo che regola il regime delle assunzioni di personale da parte degli enti locali assoggettati alle regole del patto di stabilità, è necessario, ai fini che rilevano, stabilire se nell aggregato di spesa assoggettato al limite per le assunzioni a tempo determinato (50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nel 2009) rientrano anche le spese di personale i cui oneri sono coperti con finanziamenti comunitari. Secondo l orientamento del Ministero dell Economia e delle Finanze, Ragioneria generale dello Stato (circolare 17 febbraio 2006, n. 9), condiviso da diverse Sezioni Regionali della Corte dei conti (Sez. controllo Lazio 23/2012; Sez. controllo Liguria 9/2012; Sez. controllo Toscana, delibera 8/2010), cui anche questa Sezione intende uniformarsi, i limiti di spesa di personale devono intendersi riferiti solo alle spese finanziate con entrate in libera disponibilità dell Ente e non alle spese finanziate da risorse provenienti da enti diversi e caratterizzate da un vincolo di destinazione. E ciò in quanto la finalità delle disposizioni vincolistiche introdotte dal legislatore in materia di spese per il personale non è stata quella di impedire determinate tipologie di spesa (come ad esempio è accaduto per la spesa per sponsorizzazione che, a decorrere dal 2011, è vietata ai 7
8 sensi dell articolo 6, comma 9, d.l. 78/2010), ma è stata ed è quella di far concorrere anche il sistema delle autonomie al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Si ricorda, infine, che, con deliberazione n. 7/CONTR/2011, le Sezioni Riunite della Corte dei conti, in materia di limitazioni poste alla spesa per studi e consulenze dall articolo 6, comma 7, d.l. 78/2010, hanno precisato che debbono essere esclusi dal computo gli oneri coperti mediante finanziamenti aggiuntivi e specifici trasferiti da altri soggetti pubblici e privati. Diversamente si finirebbe con l impedire le spese per studi e consulenze, seppur integralmente finanziata da soggetti estranei all ente locale, in ossequio al principio di universalità del bilancio ed al rispetto del tetto di spesa programmato. Il tetto di spesa per studi e consulenze non avrebbe la funzione di conseguire risparmi sul bilancio del singole ente, ma di ridurre tout court le spese connesse a suddette prestazioni, a prescindere dall impatto sul bilancio dell ente. Ritiene, pertanto, la Sezione che tali considerazioni possono essere estese, per analogia, anche alle spese per le assunzioni con contratti di lavoro flessibile relative ad attività dedicate in via esclusiva allo svolgimento di progetti europei, finanziate con risorse comunitarie. La spesa per il personale a tempo determinato che la Provincia intende assumere per la realizzazione di progetti comunitari finanziata con risorse comunitarie dovrà essere esclusa dall aggregato di spesa sottoposto al vincolo del 50 per cento della spesa sostenuta per la medesima finalità nel 2009, in quanto non comporta alcun aggravio sul bilancio dell ente. P.Q.M. La Sezione Regionale di controllo della Corte dei conti per 8
9 l Emilia Romagna esprime il proprio parere sul quesito riportato in epigrafe nei termini di cui in motivazione. ORDINA Alla Segreteria di trasmettere copia della presente deliberazione mediante posta elettronica certificata - al Presidente della Provincia di Bologna ed al Presidente del Consiglio delle autonomie locali della Regione Emilia-Romagna e di depositare presso la segreteria della Sezione l originale della presente deliberazione in formato cartaceo. Così deciso nella Camera di Consiglio del 24 settembre Il presidente f.to (Mario Donno) Il relatore f.to (Benedetta Cossu) Depositata in segreteria il 24 settembre Il Direttore di segreteria f.to (Rossella Broccoli) 9
Deliberazione n. 181/2014/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati: dott. Antonio De Salvo dott. Marco Pieroni dott. Massimo Romano dott. Ugo Marchetti dott. Italo
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Deliberazione n. 225/2014/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati: dott. Antonio De Salvo dott. Massimo Romano dott. Italo Scotti dott.ssa Benedetta Cossu dott.
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La N. 7/CONTR/11 A Sezioni riunite in sede di controllo composte dai magistrati: Presidente: Luigi GIAMPAOLINO Presidenti di sezione: Giuseppe S. LAROSA Maurizio MELONI Consiglieri: Mario FALCUCCI Ernesto
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Deliberazione n. 155/2015/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati: dott. Antonio De Salvo dott. Marco Pieroni dott. Massimo Romano dott. Italo Scotti dott.ssa Benedetta
Visto l articolo 27 della legge 24 novembre 2000, n. 340;
Deliberazione n. 282/2013/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati dott. Antonio De Salvo dott. Marco Pieroni dott. Massimo Romano dott. Sergio Basile dott.ssa Benedetta
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 articolo 27
 articolo 17
 articolo 7
 articolo 50
 articolo 17
 art. 1
 art. 7
 art. 31
 articolo 28
 art. 4
 articolo 4
 articolo 76
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 articolo 6
 articolo 6
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