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Timestamp: 2018-09-19 07:11:42+00:00

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News - Studio Legale Vito Crimi
ENTE LOCALE CONDANNATO: ILLEGITTIMO L’ORDINE A DEMOLIRE NON PRECEDUTO DA VALIDO AVVISO DI INIZIO DEL PROCEDIMENTO – CONSIGLIO DI STATO SENT. 2708 DEL 2018
Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, pronunciandosi su ricorso dell’avv. Vito Crimi, nell’interesse della signora C.V., con sentenza n°2708 del 07.05.2018, ha statuito l’annullamento dell’ordine di demolizione emesso dal Comune di V***************, proprio per l’omesso avviso dell’inizio del procedimento, statuendo che: “Il primo motivo, incentrato sull’omissione dell’avviso di inizio del procedimento di cui all’art. 7 della l. 241/1990, è fondato. Per costante giurisprudenza, infatti, l’obbligo di dare avviso dell’inizio del procedimento non va inteso in senso formalistico, e viene quindi meno quando in concreto l’apporto partecipativo del privato nessuna influenza potrebbe avere quanto al contenuto non discrezionale del provvedimento finale: per tutte in tal senso C.d.S. sez. VI 18 maggio 2015 n.2059 e sez. V 17 luglio 2001 n.3954. Ciò posto, è indiscutibile quanto affermato, per tutte, dalla recente sentenza dell’Adunanza plenaria 17 ottobre 2017 n.9, ovvero che l’ordine di demolizione di un abuso edilizio è atto dovuto e non discrezionale. Sempre la giurisprudenza, quindi, ha ritenuto che tale atto non sia viziato dall’omissione dell’avviso di inizio del relativo procedimento, in particolare perché rispetto all’esercizio del potere repressivo l’abuso edilizio è un presupposto di fatto di cui il ricorrente ragionevolmente è a conoscenza, perché attiene alla propria sfera di controllo: così fra le più recenti C.d.S. sez. V 28 aprile 2015 n.2194. E’ chiaro però che tale assunto cambia, e si deve arrivare ad una conclusione diversa, nel caso concreto in cui il presupposto di fatto in questione non sia chiaro nei suoi connotati. In tali casi, per accertare se un abuso è stato effettivamente commesso e in quali termini è necessaria una corretta e completa istruttoria, per la quale, anche di fronte ad un atto non discrezionale, l’apporto procedimentale del privato è rilevante, e il relativo avviso è dovuto, come ritenuto ad esempio da C.d.S. sez. IV 15 dicembre 2011 n.6618. E’ l’ipotesi che si è verificata nel caso di specie, in cui, come subito si dirà, i caratteri materiali dell’abuso non sono chiari…………".
IL Collegio, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha, pertanto, dichiarato l’annullamento di tutti gli atti impugnati, con condanna dell’Ente alle spese di lite.
Omessa Denuncia di possesso armi da parte dell'erede: età ed elemento soggettivo come scriminanti
Importantissima ed illuminata pronuncia del GUP del Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Antonino Laganà, che, in accoglimento della tesi difensiva dell'avv. Vito Crimi, ha dichiarato, con sentenza n. 592/17, il non luogo a procedere nei confronti di C.A., indagata ultraaottantenne per il reato di detenzione illegale di arma da fuoco appartenuta al defunto marito e regolarmente denunciata solo da quest'ultimo. Nella fattispecie, infatti, si è ritenuto che l'indagata si trovasse nell'ipotesi eccezionale di cui all'art. 5 C.P. reinterpretato alla luce della sentenza della C. Cost. 364/88), considerato che l'età avanzata della stessa (ultraottantenne già al momento del decesso del marito)e lo stupore manifestato alle forze dell'ordine in merito alla assoluta inconsapevolezza dell'obbligo di successiva denuncia, fossero elementi idonei ad escludere l'elemento soggettivo necessario per integrare il delitto ascritto.
L'indagata, pertanto, ha visto emessa sentenza di non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato.
Nullo Licenziamento per erroneo computo periodo di comporto
Con sentenza n°570 del 13.05.2016, La Corte di Appello di Reggio Calabria, Sezione lavoro, in riforma di sentenza di prime cure del Tribunale di Palmi, ha riconosciuto l’illegittimità del licenziamento operato dalla “C. I. Srl.” in capo al dipendente V. S., accogliendo il ricorso proposto dal lavoratore, assistito dall’Avv. Vito Crimi. Nella fattispecie è stato dichiarato che il licenziamento è stato operato senza il reale superamento del periodo di comporto, per come erroneamente ritenuto anche dal Giudice di prime cure, considerato che, per come ritenuto dalla difesa del lavoratore, il computo delle giornate di assenza per malattia era da effettuarsi secondo il calendario comune “a mesi”. La Corte, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha, pertanto, dichiarato nullo il licenziamento operato, condannando il datore di lavoro a “versare le retribuzioni dalla data del licenziamento a quella di presentazione del ricorso, nonché l’immediata reintegrazione del dipendente sul posto di lavoro”, oltre spese legali.
MIUR condannato: è dovuto correggere in autotutela graduatoria docenti su istanza tempestiva
Con sentenza n°1099/2015, il Gl del Tribunale di reggio Calabria, Dott. Antonio Salvati, ha sancito la tenutezza del MIUR a rettificare la graduatoria A052, con attribuzione del punteggio aggiuntivo di 12 punti in capo alla ricorrente, la docente C.M._
Quest'ultima, difesa in giudizio dall'avv. Vito Crimi, accortasi di un errore materiale nella selezione della categoria di attribuzione punteggio all'atto della pubblicazione delle GAE provvisorie, formulava richiesta in autotutela di rettifica della propria graduatoria, senza, tuttavia, che l'Ufficio scolastico provinciale ne prendesse atto.
La docente, pertanto, costretta ad agire in giudizio per non vedere pregiudicati i propri diritti, in pieno accoglimento delle tesi difensive del proprio legale, vedeva riconosciuto il il diritto alla corretta attribuzione del punteggio (n. 12 punti - classe di concorso A052) da parte del MIUR, "che avrebbe potuto e dovuto provvedere a rettificare in autotutela" quanto risultava, con evidenza, dagli atti.
Comune di Reggio Calabria condannato: Illegittimi gli aumenti tariffari con effetto retroattivo per i rapporti già tributari già eseguitisi e definiti
Con sentenza n°4428 del 18.09.2014, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria, Sezione n. 8, ha accolto il ricorso di un Condominio di Reggio Calabria, annullando un avviso di integrazione tassa occupazione suolo pubblico, relativo a somme richieste per rideterminazione del tributo Tosap.
Nella fattispecie, il condominio ricorrente aveva ricevuto, in data 05.09.2013, l’avviso di integrazione pagamento Tosap per occupazione suolo pubblico di giorni 60 nel corso dell’anno 2012, già pagato, in seguito a rideterminazione dell’importo fondata su aumento tariffario approvato con deliberazione della Commissione Straordinaria n°13 del 31.10.2012.
I giudici tributari, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, legale del Condominio ricorrente, hanno decretato l’annullamento dell’atto sul presupposto della “Illegittimità degli aumenti tariffari con effetto retroattivo per i rapporti già tributari già eseguitisi e definiti”.
Si tratta di pronuncia di rilievo, importantissima sia sotto il profilo della tutela dei diritti dei contribuenti, sia sotto l’aspetto della affermazione del principio della irretroattività degli adeguamenti tributari per rapporti già definiti, con responsabilità degli enti locali che agiscono in maniera difforme.
EQUITALIA condannata: Iscrizione ipotecaria illegittima se fondata su crediti prescritti successivamente alla notifica delle relative cartelle
Con sentenza del 23.10.2013, il Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria, nella persona del G.L. Dott.ssa Patrizia Morabito, ha annullato un’iscrizione ipotecaria per € 62.000,00, accogliendo il ricorso proposto da L.U., assistito dall’Avv. Vito Crimi.
Nella fattispecie è stata dichiarata la “prescrizione dei crediti accertati, successivamente alla notifica di tre delle quattro cartelle”, in assenza di atto interruttivo alcuno tra la notifica di queste ultime e l’iscrizione ipotecaria opposta.
Non solo, ma il GL, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha decretato l’annullamento, ordinando l’immediata cancellazione dell’ipoteca e la trasmissione degli atti alla Procura presso la Corte dei Conti Regionale, perché “a causa dell’inerzia di Equitalia si sono prescritti crediti contributivi di importo rilevante”.
Si tratta di pronuncia importantissima sia sotto il profilo della tutela dei diritti del consumatore, sia sotto l’aspetto della responsabilità degli enti di riscossione.
Decreto Ingiuntivo revocato se l’opposto non fornisce prova del proprio credito – fattura non sufficiente
Con sentenza del 03.01.2013, il Tribunale Civile di Reggio Calabria, nella persona del Giudice Dott.ssa Francesca plutino, ha revocato un decreto ingiuntivo emesso dallo stesso tribunale in favore del sig. L.F., accogliendo il ricorso proposto da P. s.a.s., assistita dall’Avv. Vito Crimi.
Nella fattispecie è stato dichiarato che “l’opposto non ha fornito prova del proprio credito a fronte della contestazione dell’opponente circal’effettiva realizzazione dei lavori eseguiti e la corrispondenza tra prestazioni effettuate ed eseguite”.
Non solo, ma il GI, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha decretato l’annullamento, anche sul presupposto giurisprudenziale per cui “la fattura è titolo idoneo per l’emissione del D.I., ma, in caso di opposizione, la stessa non costituisce prova delle esistenza del credito, che dovrà essere provata con gli ordinari mezzi di prova dall’opposto (Cass. Civ. 5915/2011).
MIUR condannato a restituire somme illegittimamente trattenute: nel certificato medico è necessario salvaguardare il diritto alla privacy
Con ordinanza cautelare del 01.07.2013, il Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria, in composizione Collegiale, confermando la pronuncia resa in fase di ricorso ex art. 700 cpc dal G.L. Dott.ssa Patrizia Sicari, ha rigettato il reclamo proposto dal MIUR, accogliendo le tesi difensive del signor T.D., difeso dall’Avv. Vito Crimi.
Nella fattispecie è stata confermata la “sospensione dell’efficacia dei decreti emessi dal Dirigente Scolastico nei confronti del ricorrente” (ex dipendente), con cui veniva disposto il recupero di somme per € 9.954,50 nei confronti del T.D., condannando il MIUR al pagamento delle spese giudiziali.
Nella vicenda in esame il Tribunale ha ritenuto “acclarato che il dipendente possedesse il requisito della certificazione della grave patologia e della sottoposizione a terapia temporaneamente invalidante, per come evincibile sia dall’attestazione dell’AST, sia dalla pluralità di certificati di malattia telematica, riportanti con chiara dizione la sussistenza e la prognosi per grave patologia e terapia temporaneamente invalidante nel periodo in esame”.
La richiesta di certificati da parte del dirigente scolastico, che “richiedeva invece i certificati attestanti i periodi in cui, di volta in volta, è stata sottoposta a terapia salvavita con ricovero ospedaliero, day ospital o ambulatorio accreditato rilasciati dalle medesime strutture , contenenti anche l’eventuale indicazione del numero delle giornate di assenza dovuta agli effetti a distanza provocati dalla terapia” è stata ritenuta, dall’Organo giudicante, “contraria ai dettami di cui all’art. 17, comma 11, CCNL Scuola”.
Il Tribunale, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha affermato che “la pretesa del dirigente non appare però sorretta dalla norma collettiva sopra specificata”.
E’ stato escluso, pertanto, un onere di specificare e documentare il tipo e durata della terapia a cui sarebbe stato sottoposto il dipendente.
Si tratta di pronuncia importantissima sia sotto il profilo della tutela dei diritti del malato, sia sotto l’aspetto della tutela della privacy in materia di certificazione medico – sanitaria.
Illegittimo il licenziamento operato senza fornire la prova del Giustificato Motivo Oggettivo
Con sentenza n°1224 del 25.06.2014, il Tribunale Civile di Reggio Calabria, nella persona del Giudice del Lavoro Dott.ssa Patrizia Morabito, ha riconosciuto l’illegittimità del licenziamento operato dalla “P. C.” in capo al dipendente A. A., accogliendo il ricorso proposto dal lavoratore, assistito dall’Avv. Vito Crimi. Nella fattispecie è stato dichiarato che “il licenziamento operato senza che il datore abbia fornito la prova del giustificato motivo oggettivo, è da considerarsi illegittimo, con condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno”. Il GL, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha, pertanto condannato il datore di lavoro a “versare le ultime quattro mensilità della retribuzione globale di fatto, nonché somme dovute per indennità di malattia, 13^, TFR e differenze retributive”, oltre spese legali.
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Commissione Tributaria Provinciale Roma, sentenza 17.05.2013 n° 231/51/13: Nulla la consegna della cartella di pagamento effettuata in capo al solo portiere dello stabile
La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con una recente pronuncia, ha disposto l’annullamento di una serie di cartelle esattoriali poiché consegnate al portiere dello stabile senza il dovuto, successivo avviso al contribuente (Sent. CTP di Roma n. 231/51/13).
Secondo i giudici della Commissione, infatti, la cartella in questione è nulla “…in quanto è stata notificata non personalmente ma a persona diversa dal ricorrente … sotto il vigore dell’art. 37, comma 27, lett. a) del DL 4 luglio 2006 n. 223 (cd. Decreto Bersani) in vigore dal 4 luglio 2006 che espressamente prevede che qualora il consegnatario dell’atto sia persona diversa dal destinatario il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata. In questo caso manca infatti la seconda raccomandata di avviso della consegna della cartella al contribuente e pertanto la stessa va annullata per vizio attinente alla procedura di notificazione”.
Pertanto, se il soggetto che riceve l’atto non è il destinatario (sia che si tratti del portinaio, di un vicino o di un familiare) la procedura di notifica non si perfeziona, ma necessità di un successivo avviso che il notificatore deve inviare a mezzo raccomandata al contribuente contenente l’indicazione del soggetto al quale l’atto è stato consegnato.
Il tutto nel rispetto del principio di “EFFETTIVA CONOSCENZA DELL’ATTO TRIBUTARIO”, previsto dallo Statuto dei Diritti del Contribuente, il quale stabilisce che “L’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati” (art. 6 della legge n. 212 del 27/07/2000).
In tale ottica, non può non essere ricordata la sentenza n. 258/2012 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionali alcune norme riguardanti la notifica delle cartelle in caso di irreperibilità cd “relativa” (ossia quando il contribuente risulta temporaneamente assente dalla propria abitazione, art. 26, comma 3 del DPR 602/73).
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 art. 700
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 sentenza 
 art. 26