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Timestamp: 2018-11-19 17:05:05+00:00

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PROVINCIA DI UDINE OGGETTO: ARTT.4 E 19 BIS DELLA L.157/1992. PROGRAMMA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE SEDUTA DEL GIORNO 29 OTTOBRE PDF
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Guglielmo Ceccarelli
1 PROVINCIA DI UDINE DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE SEDUTA DEL GIORNO 29 OTTOBRE 2014 Presente Assente FONTANINI PIETRO Presidente X MATTIUSSI FRANCO Vicepresidente X BARBERIO LEONARDO Assessore X BATTAGLIA ELISA Assessore X GOVETTO BEPPINO Assessore X MUSTO FRANCESCA Assessore X QUAI MARCO Assessore X TEGHIL CARLO Assessore X Segretario Generale: RICCI DOMENICO N. 234 d'ordine OGGETTO: ARTT.4 E 19 BIS DELLA L.157/1992. PROGRAMMA REGIONALE PER IL POTENZIAMENTO DEGLI ALLEVAMENTI DI AVIFAUNA SELVATICA IN CATTIVITA, APPARTENENTI A SPECIE CACCIABILI, CON ESEMPLARI DI CATTURA. Pagina 1 di 5
2 Visti e richiamati gli artt.4 della L. 157/1992, 44 comma 1 della LR 06/2008 e 2 comma 2 del D.P.Reg. n.0308/pres. di data 20 dicembre 2011, i quali stabiliscono espressamente che l attività di cattura per la cessione di uccelli a fini di richiamo, nel territorio del Friuli Venezia Giulia, è esercitata negli impianti autorizzati dalla Regione, previo parere ISPRA, e che detta autorizzazione, di durata triennale, è rilasciata alle Amministrazioni provinciali, che ne affidano la gestione, con convenzione annuale, a operatori qualificati; Visto e richiamato il combinato disposto dell art.44, comma 2, LR 06/2008 e s.m.i. e dell art.5, comma 1 del su citato Regolamento, che stabilisce espressamente che l attività in argomento è esercitata previa approvazione, da parte dell Amministrazione regionale, giusta propria Deliberazione Giuntale, del calendario per l effettiva attività degli impianti; Considerato che nell anno 2012 il Servizio provinciale Risorse faunistiche e venatorie Area Ambiente ha provveduto: Alla raccolta delle istanze dei richiedenti i richiami con verifica del numero degli stessi detenuti dagli allevatori autorizzati e loro disponibilità; All inoltro all ISPRA e alla Regione FVG, giusta nota prot. Prov.UD n.2012/88864 del , di richiesta di pareri e autorizzazioni di competenza (ISPRA: art.3, comma 4, DPReg. N.0308/Pres. dd ; Regione FVG-Servizio caccia e pesca: art.2, comma 2, DPReg. N.0308/Pres. dd ); Richiamato il successivo parere prot.n del , ns.prot. n del , nel quale l ISPRA indica quale presupposto per soddisfare la richiesta di uccelli da richiamo relativamente alla provincia di Udine, l attivazione di un apposito programma a livello regionale di potenziamento dell attività di allevamento in cattività, ribadendo che in assenza di questo presupposto non risultano pienamente soddisfatte le condizioni per un corretto esercizio della deroga necessaria per l attivazione degli impianti di cattura; Vista la nota prot. n del , qui trasmessa per posta elettronica il , con la quale la Regione FVG-Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità, visto il precitato parere Ispra e stante il disposto dell art.5, comma 1, lett.b) della LR. 06/2008 che assegna alle province la competenza in ordine alla disciplina dell allevamento e detenzione di avifauna, conferiva la propria disponibilità alla collaborazione con le Amministrazioni Provinciali per la realizzazione del programma medesimo, specificatamente rivolto alla riproduzione di uccelli a fini di richiamo, necessario e propedeutico all avvio della relativa attività di allevamento; Vista la nota prot. n di data , qui trasmessa per posta elettronica il , con la quale la Regione FVG-Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità, illustrando le linee guida del programma regionale di cui trattasi, richiedeva il parere di legge all ISPRA, il quale corrispondeva con propria nota prot. n.1252 di data , con richiesta di chiarimenti, puntualmente forniti con nota prot. Reg. FVG n.6387 di data ; Vista la successiva nota ISPRA, prot. n.12318/t-a 62, di data , con la quale l Istituto, pur accogliendo favorevolmente la proposta della Regione FVG in accordo con le Amministrazioni Provinciali di Udine e Pagina 2 di 5
3 Pordenone, stante il carattere innovativo della soluzione in argomento e considerando che trattasi di una delle poche esperienze a livello nazionale, indica all Amministrazione regionale alcune linee guida ritenute imprescindibili nella strutturazione dell attività, anche nei suoi risvolti pratici, a partire da una banca dati che consenta la tracciabilità certa e inequivocabile sia dei soggetti catturati, sia delle discendenze dei medesimi. Nella nota in parola, inoltre, l ISPRA evidenzia come l attività di cui trattasi (potenziamento delle attività di allevamento al fine di ottenere soggetti d utilizzare come richiami vivi) risulta essere conforme e ottemperante alle previsioni di cui alla Direttiva 147/409/CEE, oltreché il fatto che la necessità di perseguire questa strategia è stata inoltre ribadita anche in una recente nota del Ministero dell Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare (prot. n del ); Richiamata la nota prot. n del , con la quale la Regione FVG-Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità, facendo seguito alla precitata comunicazione Ispra, specifica che in data 4 settembre 2013, nel corso di una riunione sull argomento, i rappresentanti delle Amministrazioni Provinciali di Udine e Pordenone hanno analizzato il progetto di allevamento regionale predisposto dall Amministrazione Regionale FVG (in sintonia con le indicazioni ISPRA e in ottemperanza alle previsioni di cui alla Direttiva 147/409/CEE, ribadite, come sopra specificato, nella nota del Ministero dell Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, prot. n del ) con particolare riferimento all aspetto relativo alla necessità imprescindibile di dotarsi di una banca dati regionale che consenta una corretta gestione dell intera filiera, dagli allevamenti ai prodotti, in condizioni rigidamente controllate e hanno altresì convenuto di adottare formalmente il medesimo programma; Vista la nota prot. n.scra/12.5/11780 di data , con la quale la Regione FVG-Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità, facendo seguito alla precitate comunicazioni, ha trasmesso all Ispra gli ultimi elementi istruttori e chiarimenti richiesti, con particolare riferimento alla BDR (Banca Dati Regionale) e alla necessità che le Amministrazioni Provinciali aderenti al progetto (Udine e Pordenone) si dotino di uno specifico regolamento in materia e con la quale è stato, altresì, richiesto all Istituto il parere finale all avvio dell attività in argomento, con la specificazione che in caso di parere favorevole, il numero di capi prelevabili sarà, ai sensi dell art.19 bis, comma 3, L.157/1992, quello indicato, nel rispetto dei limiti annualmente stabiliti da codesto Istituto, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province di Trento e Bolzano; Visto che con Deliberazione del Consiglio Provinciale di Udine n.5 d ordine adottata nella seduta del 19 febbraio 2014 è stato approvato il nuovo Regolamento Provinciale degli allevamenti di fauna selvatica in applicazione dell art.9 LR 56/1986 e art.5 lett. B) LR 6/2008, laddove all art.6 è stata inserita apposita normativa disciplinante le procedure afferenti il progetto di potenziamento suddetto e ciò in armonia a quanto indicato dall ISPRA e dall Amministrazione Regionale FVG; Visto e richiamato il successivo parere dell ISPRA prot. n di data , espresso nei confronti dell Amministrazione regionale FVG, in cui l Istituto specifica che accoglie favorevolmente l impegno di codesta Amministrazione di predisporre un regolamento regionale riguardante il potenziamento degli allevamenti di avifauna selvatica al fine di ottenere soggetti Pagina 3 di 5
4 da utilizzare come richiami vivi., integrato con successiva nota ISPRA prot. n di data ; Sottolineato che l attività di cui al presente atto non costituisce in alcun modo attività di cattura di avifauna finalizzata alla cessione a fini di richiamo, bensì solo ed esclusivamente attività volta, giusto parere favorevole dell ISPRA, all avvio e realizzazione di un Programma Regionale per il potenziamento degli allevamenti di avifauna selvatica in cattività appartenenti a specie cacciabili, con esemplari di cattura, in conformità sia alle disposizioni della Direttiva 147/409/CEE che alla Guida alla disciplina della caccia nell ambito della Direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici, nonché alla nota del Ministero dell Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare prot. n del , come specificato dall ISPRA nella propria nota prot. n del e successivo parere finale prot. n del ; Dato atto, inoltre, che l attività di cui al presente atto, di durata stimata triennale, deve essere considerata ed impostata come sperimentale (fase pilota), in relazione al fatto che l ISPRA stesso, nella propria nota prot. n del , rimarca il carattere innovativo della soluzione proposta nel panorama nazionale. Le esperienze già svolte in tal senso in Italia sono infatti assai limitate e parziali. Le informazioni che scaturiranno da questa prima esperienza saranno di particolare aiuto nell indirizzare sempre al meglio le pratiche relative al rifornimento dei richiami vivi nel nostro paese. In questo contesto le stesse indicazioni dello scrivente Istituto sono da considerarsi inserite in una fase pilota atta a definire compiutamente e nel migliore modo possibile la gestione della materia ; Rilevato che la presente deliberazione non comporta assunzione di spesa e che pertanto non è rilevante ai fini contabili; Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica, espresso ai sensi dell art.49, comma 1 del D.Lgs.n.267/2000; A voti unanimi, espressi in forma palese, D E L I B E R A 1) Di aderire formalmente, unitamente all Amministrazione Regionale FVG Servizio caccia e risorse ittiche e all Amministrazione provinciale di Pordenone, al Programma Regionale per il potenziamento degli allevamenti di avifauna selvatica in cattività appartenenti a specie cacciabili, con esemplari di cattura, specificato nelle premesse, di cui al parere ISPRA prot. n di data e nell assoluto rispetto delle condizioni nello stesso indicate; 2) Di dare atto che in sede di prima applicazione di durata stimata triennale, l attività di cui al presente atto deve essere considerata ed impostata come sperimentale (fase pilota), in relazione al fatto che l ISPRA stesso, nella propria nota prot. n /T-A 62 del , rimarca il carattere innovativo della soluzione proposta nel panorama nazionale. Le Pagina 4 di 5
5 esperienze già svolte in tal senso in Italia sono infatti assai limitate e parziali. Le informazioni che scaturiranno da questa prima esperienza saranno di particolare aiuto nell indirizzare sempre al meglio le pratiche relative al rifornimento dei richiami vivi nel nostro paese. In questo contesto le stesse indicazioni dello scrivente Istituto sono da considerarsi inserite in una fase pilota atta a definire compiutamente e nel migliore modo possibile la gestione della materia ; 3) Di dare atto che questa Amministrazione Provinciale si è già dotata di specifica disciplina in materia inserita nell ambito normativo del Regolamento provinciale degli allevamenti di fauna selvatica in applicazione dell art.9 LR 56/1986 e art.5 lett. B) LR 6/2008 approvato con deliberazione del Consiglio provinciale di Udine n. 5 d ordine nella seduta del 19 febbraio 2014; 4) Di stabilire fin d ora che qualora si renda necessario individuare ulteriori procedure applicative riferite alla sperimentazione di cui al punto 1. (fase pilota), le stesse verranno disciplinate e rese operative con apposito atto del Dirigente competente prima dell avvio della sperimentazione stessa; 5) Di dare atto che, al termine della sperimentazione (fase pilota), in caso di esito positivo e qualora si presenti la necessità, la disciplina normativa in materia di cui al Regolamento citato al punto 3. verrà adeguata tenendo conto dei risultati conseguiti nella fase sperimentale di cui alla premesse; 6) Di dare atto che l attività di cui al presente atto non costituisce in alcun modo attività di cattura di avifauna finalizzata alla cessione a fini di richiamo, bensì solo ed esclusivamente attività volta, giusto parere favorevole dell ISPRA, all avvio e realizzazione di un Programma Regionale per il potenziamento degli allevamenti di avifauna selvatica in cattività appartenenti a specie cacciabili, con esemplari di cattura, in conformità alle disposizioni della Direttiva 147/409/CEE, alla Guida alla disciplina della caccia nell ambito della Direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici e alla nota del Ministero dell Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare prot. n del , come specificato dall ISPRA nella propria nota prot. n.12318/t-a 62 del e proprio parere finale n di data ; 7) di diffondere il presente atto tramite il sito Internet della Provincia di Udine, ai sensi del Regolamento per la pubblicità degli atti. ISTRUTTORE: PARERE FAVOREVOLE (regolarità tecnica): Piero Ottogalli ing. Sandro Chiarandini IL PRESIDENTE f.to FONTANINI IL SEGRETARIO GEN.LE f.to RICCI Pagina 5 di 5
LA PROBLEMATICA DELLA CATTURA DI UCCELLI SELVATICI DA UTILIZZARE COME RICHIAMI VIVI NELL AMBITO DELLA NORMATIVA ITALIANA ED EUROPEA. Jacopo G.
LA PROBLEMATICA DELLA CATTURA DI UCCELLI SELVATICI DA UTILIZZARE COME RICHIAMI VIVI NELL AMBITO DELLA NORMATIVA ITALIANA ED EUROPEA Jacopo G. Cecere LA LEGGE 157/92 La Legge n. 157 dell 11 febbraio 1992
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References: art.44
 art.5
 art.3
 art.2
 art.5
 art.19
 art.9
 art.5
 art.6
 art.49
 art.9
 art.5
 Art. 222