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Timestamp: 2020-06-04 21:23:13+00:00

Document:
Commercio - Confcommercio: CCNL, 18 marzo 1983
Data firma: 18 marzo 1983
Validità: 01.02.1983 - 31.03.1986
Titolo V Apprendistato - Occupazione giovanile- Formazione-lavoro
Art. 84 Art. 85
Titolo XXVI Calo merci ed inventari
Titolo XXX Delegato aziendale
Titolo XXXI Diritti sindacali
Titolo XXXII Tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori
Titolo XXXIII Composizione delle controversie
Titolo XXXIV Contrattazione integrativa a livello aziendale
Titolo XXXV Contratti e Accordi integrativi provinciali
Titolo XXXVI Piani di sviluppo, investimenti, politica strutturale, occupazione, occupazione giovanile, formazione professionale
Titolo XXXVII Appalti
Titolo XXXVIII Decorrenza e durata del Contratto
Tabella A - Paga base nazionale al 1 febbraio 1983
Tabella B - Paga base nazionale al 1 febbraio 1984
Tabella C - Paga base nazionale al 1 febbraio 1985
Tabella E - Paga base nazionale al 31 gennaio 1983
Allegato 1 - Accordo interconfederale 14 febbraio 1975 per la modifica dell’indennità di contingenza, l’aumento salariale e la maggiorazione degli assegni familiari per il settore commercio e turismo
Allegato 3 - Trattamento di malattia nelle province di Trieste e Gorizia
Allegato 4 - Fondo di solidarietà
Allegato 5 - Settore "Servizi di informatica"
Allegato 6 - Priorità per la concessione di anticipazioni del trattamento di fine rapporto
Allegato 7 - Accordo 22 gennaio 1983 tra il Governo e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro sul costo del lavoro
Allegato 8 - Art. 97 CCNL 17 dicembre 1979
L’anno 1983, il giorno 18 del mese di marzo in Roma, tra la Confederazione generale italiana del commercio e del turismo, da una parte, e dall’altra parte la Federazione italiana lavoratori commercio, albergo, mensa e servizi (Filcams-Cgil), la Federazione italiana sindacati addetti servizi commerciali affini e del turismo (Fisascat-Cisl), con l’intervento della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl), l’Unione italiana lavoratori turismo, commercio e servizi (Uiltucs); visti il Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da aziende commerciali, stipulato in data 17 dicembre 1979 e il relativo Accordo nazionale di rinnovo siglato in data 18 marzo 1983 si è stipulato il presente Contratto collettivo di lavoro per dipendenti da aziende commerciali, composto di XXXVIII titoli, 148 articoli, 6 tabelle e 8 allegati, letti, approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le organizzazioni stipulanti.
- commercio all’ingrosso ed in commissione di prodotti ortofrutticoli effettuato nei mercati; commercio al minuto di prodotti ortofrutticoli;
- commercio all’ingrosso ed al minuto di prodotti oleari (olii di oliva e di semi);
- lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie (canapa, lino, juta ecc.), stracci e residuati tessili, eccettuati i classificatori all’uso pratese;
- pelli crude e bovine nazionali; consorzi per la raccolta e salatura delle pelli; pelli crude, ovine e caprine nazionali; pelli crude esotiche non da pellicceria e da pellicceria; pelli conciate (suole, tomaie ecc.); pelli grezze da pellicceria, pelli per pelletteria e varie, pelli per valigerie in genere, cuoio per sellerie;
- librai (comprese le librerie delle case editrici ed i rivenditori di libri usati); rivenditori di edizioni musicali; cartolai (dettaglianti di articoli di cartoleria, cancelleria e da disegno); grossisti di cartoleria e cancelleria; commercianti di carta da macero; distributori di libri giornali e riviste; biblioteche circolanti;
- ferro e acciai, metalli non ferrosi, rottami, ferramenta e coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e metalli; apparecchi TV, radiofonici, elettrodomestici, strumenti musicali; ottica e fotografia; materiale chirurgico e sanitario; apparecchi scientifici; pesi e misure; pietre coti, per molino, pietra pomice e pietre litografiche; articoli tecnici (cinghie di trasmissione, fibra vulcanizzata, amianto, carboni elettrici ecc.);
- aziende distributrici di metano compresso per autotrazione;
- laterizi, cemento, calce e gesso, manufatti di cemento, materiali refrattari, tubi gres e affini, marmi grezzi e pietre da taglio in genere, ghiaia, sabbia, pozzolana, pietre da murare in genere, pietrisco stradale, catrame, bitumi, asfalti; materiale da pavimentazione, da rivestimento, isolante ed impermeabilizzante (marmette, mattonelle, maioliche, piastrelle di cemento e di gres); altri materiali da costruzione;
- prodotti per l’agricoltura (fertilizzanti, anticrittogamici, insetticidi; materiale enologico; sementi da cereali, da prato, da orto e da giardino; mangimi e panelli; macchine ed attrezzi agricoli; piante non ornamentali, altri prodotti di uso agricolo);
- agenzie di pubblicità;
- case di pubblicità ed affissioni;
- fornitori di enti pubblici e privati (imprese di casermaggio, fornitori carcerari, fornitori di bordo ecc.);
- agenti di commercio preposti da case commerciali e/o da società operanti nel settore distributivo di prodotti petroliferi ed accessori.
Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l’impegno delle parti di rispettare la sfera di applicazione e far rispettare ai propri iscritti, per il periodo di loro validità, il Contratto generale e le norme aziendali stipulate in base ai criteri da esso previsti.
g) libretto di "idoneità sanitaria" per il personale da adibire alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all’art. 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283 ed all’art. 37 del DPR 26 marzo 1980, n. 327 concernente il regolamento di esecuzione della legge stessa;
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a quindici anni e non superiore a venti, salvo i divieti e le limitazioni previste dalla legge 17 ottobre 1967, n. 977, sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti.
In deroga a quanto stabilito nel comma precedente, possono essere assunti in qualità di apprendisti anche coloro i quali abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, purché adibiti a lavori considerati leggeri a norma di legge ed a condizione che abbiano adempiuto all’obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859.
Le Organizzazioni firmatarie si incontreranno per valutare i problemi della formazione e dell’addestramento professionale anche in relazione alle prospettive di rilancio dell’occupazione giovanile, nell’ambito di concrete scelte politiche riguardanti il mercato del lavoro.
In ordine a tale problema saranno valutate per qualifiche e per settori di attività modifiche alle normative e le opportunità occupazionali che l’istituto dell’apprendistato può offrire, nonché gli eventuali problemi di applicazione dei Contratti di formazione-lavoro.
Corsi di formazione le cui modalità possono essere concordate tra le parti vengono considerati come mezzo idoneo a realizzare un reale sostegno dell’occupazione.
Le conclusioni eventualmente raggiunte a seguito delle riunioni indette per l’esame dei problemi sopra indicati saranno trasposte, per quanto di competenza delle parti, in normativa con le decorrenze che verranno convenute, particolarmente per quanto riguarda la durata del rapporto di apprendistato.
Per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante esclusivamente autostradali l’orario di lavoro è fissato dal 1 luglio 1979 in 42 ore settimanali.
La settimana lavorativa di 40 ore si realizza mediante la concessione di mezza giornata di riposo in coincidenza con la chiusura infrasettimanale, prevista dalle norme locali in vigore, e per le restanti 4 ore, mediante la concessione di un’ulteriore mezza giornata a turno settimanale.
Nelle aziende o nelle singole unità delle stesse, non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura e chiusura dei negozi, nelle quali - prima dell’entrata in vigore del presente Contratto - l’orario di lavoro settimanale era distribuito in 5 giorni, restano immutate le situazioni di fatto esistenti. Negli altri casi, e sempre con riferimento alle aziende o singole unità delle stesse non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura e chiusura dei negozi, le parti concordano di esaminare - in sede di commissione di cui al secondo comma del presente articolo - la pratica realizzazione della settimana lavorativa di 40 ore mediante la concessione di un’intera giornata di riposo.
Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, è facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d’opera straordinarie a carattere individuale nel limite di 200 ore annue.
Le ore di lavoro straordinario saranno cronologicamente annotate, a cura dell’azienda, su apposito registro, la cui tenuta è obbligatoria, e che dovrà essere esibito in visione, a richiesta delle Organizzazioni sindacali regionali e provinciali o comprensoriali, presso la sede della locale Associazione dei commercianti.
Per quanto non previsto dal presente Contratto, in materia di orario di lavoro e lavoro straordinario valgono le vigenti norme di legge e regolamentari.
Le ore di lavoro prestate nei giorni di riposo settimanale di cui alla legge 22 febbraio 1934, n. 370, dovranno essere retribuite con la sola maggiorazione del 30 per cento sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all’art. 82, fermo restando il diritto del lavoratore di godere il riposo compensativo nel giorno successivo, avuto riguardo alle disposizioni di legge vigenti in materia.
Per le ferie verrà istituito presso le aziende apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente art. 36 per il lavoro straordinario.
I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in istituti sanitari o case di cura a carico dell’assicurazione obbligatoria TBC o dello Stato, delle Province e dei Comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a diciotto mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di dimissione per dichiarata guarigione, prima della scadenza di quattordici mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla conservazione del posto sussiste fino a quattro mesi successivi alla dimissione stessa.
Per le aziende che impiegano più di 15 dipendenti l’obbligo di conservazione del posto sussiste in ogni caso fino a sei mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta stabilizzazione, ai sensi dell’art. 9 della legge 14 dicembre 1970, n. 1088.
Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l’inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito all’inidoneità stessa decide in via definitiva il direttore del presidio sanitario antitubercolare assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10 della legge 28 febbraio 1953, n. 86.
Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di malattia ed infortuni valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.
I periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di un’ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata del lavoro; essi comportano il diritto della lavoratrice ad uscire dall’azienda.
I riposi di cui ai precedenti commi sono indipendenti da quelli previsti dagli artt. 18 e 19 della legge 26 aprile 1934, n. 635, sulla tutela del lavoro delle donne.
Ai sensi dell’art. 2119 del Codice civile ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi un causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (giusta causa).
È vietato al personale ritornare nei locali dell’azienda e trattenersi oltre l’orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con l’autorizzazione dell’azienda, salvo quanto previsto dall’art. 137 del presente Contratto. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l’orario se non per ragioni di lavoro e con permesso esplicito.
Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tale caso è in facoltà del datore di lavoro richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di un’ora al giorno e senza diritto ad alcuna maggiorazione.
La inosservanza dei doveri da parte del personale dipendente comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all’entità delle mancanze ed alle circostanze che le accompagnano:
2) biasimo inflitto per iscritto nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1);
3) multa in misura non eccedente l’importo di 4 ore della normale retribuzione di cui all’art. 82;
5) licenziamento disciplinare, senza preavviso e con le altre conseguenze di ragione e di legge.
- grave violazione degli obblighi di cui all’art. 115, primo e secondo comma;
- infrazioni alle norme di legge circa la sicurezza per la lavorazione, deposito, vendita e trasporto;
- la recidiva oltre la terza volta nell’anno solare in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto previsto per la recidiva nei ritardi.
In relazione anche alle norme contenute nel CCNL 28 giugno 1958, esteso erga omnes ai sensi della legge 14 luglio 1959, n. 741, nelle aziende che occupano da 11 dipendenti e sino a 15 le Organizzazioni sindacali stipulanti possono nominare congiuntamente un delegato aziendale, su indicazioni dei lavoratori, con compiti di intervento presso il datore di lavoro per l’applicazione dei Contratti e delle leggi sul lavoro.
Le parti convengono che nelle unità produttive con più di 15 dipendenti la Filcams-Cgil, la Fisascat-Cisl e la Uiltucs-Uil possono costituire, in sostituzione delle Rappresentanze sindacali aziendali, Consigli di delegati alle seguenti condizioni:
Il Consiglio dei delegati così costituito conserva le prerogative ed i compiti delle Rappresentanze sindacali aziendali secondo le disposizioni di cui all’art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Le riunioni potranno essere tenute fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, entro il limite massimo di dodici ore annue, per le quali verrà corrisposta la retribuzione di fatto di cui all’art. 83.
Al fine di migliorare le condizioni ambientali di lavoro, nelle aziende che occupano più di 15 dipendenti, il Consiglio dei delegati e, in mancanza, la Rappresentanza aziendale, può promuovere, ai sensi dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e la integrità fisica dei lavoratori.
Per tutte le controversie individuali singole o plurime relative all’applicazione del presente Contratto, e di altri contratti ed accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto, è prescritto il tentativo di conciliazione in sede sindacale, secondo le norme e le modalità di cui al presente articolo, da esperirsi presso l’Associazione o Unione dei commercianti competente per territorio, aderente alla Confederazione generale italiana del commercio e del turismo, con l’assistenza:
I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in sei copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive associazioni. Due copie del verbale saranno inviate dall’Associazione dei commercianti all’Ufficio del lavoro competente per territorio, per gli effetti dell’art. 411, terzo comma, e art. 412 Codice procedura civile e art. 2113 Codice civile come modificati dalla legge 11 agosto 1973, n. 533 e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di lavoro.
Per l’esame di tutte le controversie di interpretazione e di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali, fatta eccezione per le controversie relative all’applicazione delle sanzioni disciplinari, è istituita in Roma, presso la Confederazione generale italiana del commercio e del turismo, la Commissione paritetica nazionale, composta da sei membri, dei quali tre designati dalla Cgict e tre designati dalla Filcams-Cgil, dalla Fisascat-Cisl e dalla Uiltucs-Uil. Per ogni membro effettivo può essere nominato un supplente.
La Segreteria della Commissione paritetica nazionale ha sede presso la Cgict e provvede alla verbalizzazione delle riunioni e delle deliberazioni assunte, che dovranno essere sottoscritte dai componenti della Commissione stessa.
La Commissione paritetica nazionale si riunisce su istanza presentata, a mezzo di raccomandata RR, dalle associazioni stipulanti il presente Contratto o dalle Organizzazioni sindacali locali facenti capo alle predette Associazioni nazionali, autonomamente o per conto di un prestatore di lavoro, o dalle aziende aderenti alla Cgict tramite le Associazioni locali dei commercianti o nazionali di categoria.
All’atto della presentazione dell’istanza, di cui al comma precedente, la parte interessata rimetterà alla Commissione paritetica nazionale tutti gli elementi utili all’esame della controversia.
Le riunioni della Commissione paritetica nazionale avranno luogo di norma presso la sede della Cgict. La data della convocazione sarà fissata d’accordo tra le parti entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al precedente quarto comma e l’intera procedura deve esaurirsi entro i 60 giorni successivi.
Nel caso in cui il ricorso alla Commissione paritetica riguardi controversie individuali o plurime, la Commissione, prima di deliberare, può convocare le parti in controversia per acquisire ogni informazione e osservazione utile all’esame della controversia stessa.
Le deliberazioni della Commissione paritetica sono trasmesse in copia alle parti interessate alle quali incombe l’obbligo di uniformarvisi e, ove ne ricorrono gli estremi, di darvi attuazione trasferendone i contenuti in un verbale di conciliazione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 411, terzo comma, e 412 Codice procedura civile e 2113, quarto comma, Codice civile, come modificati dalla legge 11 agosto 1973, n. 533.
Nelle aziende che abbiano, anche in più punti di vendita, nell’ambito di una stessa provincia, più di trenta dipendenti, potranno essere concordate particolari norme riguardanti:
2) tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori nell’ambito delle norme dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, nonché le modalità di svolgimento dell’attività dei patronati ai sensi dell’art. 12 della citata legge.
La relativa contrattazione dovrà svolgersi con l’intervento, per i lavoratori, delle Organizzazioni sindacali locali aderenti o facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti e, per i datori di lavoro, dell’Associazione territoriale a carattere generale aderente alla Confederazione generale italiana del commercio e del turismo.
Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, la Confcommercio fornirà alle Organizzazioni sindacali nazionali informazioni globali sullo stato del settore, sulle sue dinamiche strutturali, sulle prospettive di sviluppo, sui più rilevanti processi di ristrutturazione e di innovazione tecnologica.
Saranno altresì fornite informazioni sulla situazione e sui processi di sviluppo e riorganizzazione di comparti merceologici o di settori strutturalmente omogenei.
Nel corso dell’incontro saranno oggetto di informazioni e di esame congiunto, sia globalmente che per comparti e settori omogenei, lo stato e la dinamica quantitativa e qualitativa dell’occupazione con particolare riferimento:
a) all’occupazione giovanile e femminile e all’avvio di politiche attive del lavoro;
b) alle conseguenze dei suddetti processi di ristrutturazione e di innovazione tecnologica sulle caratteristiche professionali dei lavoratori interessati;
c) alla formazione e riqualificazione professionale, ivi compresa una qualificata utilizzazione dell’apprendistato.
Nel corso dell’incontro saranno altresì esaminati i problemi relativi al processo di razionalizzazione del settore commerciale, sia globalmente che articolato per comparti omogenei nonché lo stato di applicazione delle principali leggi sul settore e la opportunità di eventuali loro modifiche e le politiche dirette a riforme di settore e alla regolamentazione degli orari commerciali.
Livello regionale e provinciale
Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, le Associazioni imprenditoriali territoriali forniranno alle corrispondenti Organizzazioni sindacali informazioni globali - articolate per comparti e settori omogenei - sullo stato del settore, sulle sue dinamiche strutturali, sui più rilevanti processi di ristrutturazione, riorganizzazione, innovazione tecnologica e sviluppo in atto e sui loro effetti sulla professionalità, nonché sullo stato e la dinamica quantitativa e qualitativa dell’occupazione, con particolare riferimento all’occupazione giovanile e femminile anche in relazione a provvedimenti legislativi di riforma della disciplina del collocamento ivi compresi quelli attinenti la mobilità, e agli interventi di formazione e riqualificazione professionale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri, anche a livello nazionale e comunitario.
A livello territoriale di competenza, coordinati dai rispettivi organismi regionali, potranno essere effettuati incontri per il confronto su provvedimenti di carattere legislativo o amministrativo in materia di orari commerciali.
Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, le aziende che occupano complessivamente più di:
c) 400 dipendenti se operano nell’ambito nazionale,
forniranno alle Organizzazioni sindacali provinciali nel corso di un apposito incontro, convocato dall’Associazione territoriale imprenditoriale dell’area di competenza, informazioni sulle prospettive di sviluppo dell’azienda; nella stessa occasione, o anche al di fuori della scadenza prevista, forniranno informazioni sui programmi che comportino processi rilevanti di ristrutturazione che investono l’intero assetto aziendale e nuovi insediamenti nel territorio. Qualora l’informazione abbia per oggetto problemi e dimensioni di carattere regionale o nazionale, l’incontro si svolgerà ai relativi livelli, convocato dalle rispettive Organizzazioni imprenditoriali.
Nel corso di tale incontro il Sindacato verrà informato delle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sui criteri della loro localizzazione, sugli eventuali problemi della situazione dei lavoratori, con particolare riguardo alla occupazione sia nei suoi aspetti qualitativi che quantitativi, alla mobilità del personale e alle eventuali esigenze di interventi di formazione e riqualificazione del personale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri a livello nazionale e comunitario.
1) che la distribuzione commerciale assolve ad una primaria funzione di servizio al pubblico;
2) che è necessario mantenere l’apparato distributivo in condizioni di efficienza e di economicità tali da garantire al tempo stesso:
- l’equilibrio economico gestionale dell’impresa;
- il contenimento dei prezzi al consumo;
- un migliore servizio al consumatore.
Tutto ciò premesso ed in relazione alle richieste dei lavoratori del commercio di rivedere la distribuzione del nastro orario, le parti concordano sull’opportunità di sollecitare - nelle sedi a ciò preposte - il riesame della disciplina legislativa degli orari di apertura e di chiusura dei negozi, che nel caso del settore del commercio al dettaglio è condizione necessaria per potere quindi ricercare attraverso un esame congiunto a livello confederale soluzioni adeguate alle istanze sopra ricordate, anche per migliorare le condizioni di lavoro.
La norma di cui al precedente capoverso trova applicazione per le aziende previste dall’art. 144.
Le parti - in considerazione della rilevanza che alcuni settori hanno assunto e tra questi nell’ambito del terziario avanzato il settore "servizi informatica" - concordano sull’opportunità di incontrarsi per esaminare lo stato del settore e le dinamiche delle innovazioni tecnologiche, della diffusione di prodotti nonché per individuare gli effetti indotti sulla professionalità e gli eventi riflessi sulla classificazione del personale in termini di nuove qualifiche o di figure emergenti.

References: Art. 84
 Art. 85
 Art. 97
 art. 36
 art. 412
 art. 2113