Source: https://ipabcartameloni.wordpress.com/proposta-comparata-di-nuovo-statuto-in-corsivo-le-proposte-di-modifica/
Timestamp: 2017-06-28 03:36:10+00:00

Document:
Proposta comparata di nuovo statuto | A proposito di Ente Legati Carta-Meloni
[Nota bene: sono state riportate in in corsivo le proposte di modifica]
Statuto dei lasciti Carta e Meloni in Santu Lussurgiu
Art. 1. La fondazione Carta e Meloni ha per oggetto il mantenimento delle scuole ginnasiali fondate in Santulussurgiu coi lasciti dei benemeriti cittadini Pietro Paolo Carta e Giovanni Andrea Meloni, e quelle scuole s’intitoleranno “Ginnasio Carta-Meloni”.
Carta Meloni ONLUS – 2008
La FONDAZIONE CARTA e MELONI assume i requisiti di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS).
L’acronimo ONLUS dovrà essere usato in ogni segno distintivo ed in ogni comunicazione rivolta al pubblico.
La Fondazione ha sede in SANTULUSSURGIU (OR) Via Don Bosco n. 5. cap 09075………..
Essa risponde ai principi ed allo schema giuridico della Fondazione di partecipazione, nell’ambito del più vasto genere disciplinato dagli art.12 e seguenti del Codice Civile.
Si informa, altresì, alle disposizioni in materia di riordino del servizio del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza di cui al DPCM 16/02/1990, alla Legge 328, del 8 novembre 2000, al D.Lgs. 207, del 4 maggio 2001 ed alla Legge Regionale 23 del 23 dicembre 2005.
Art. 2. La gestione economica di questo ginnasio, e la nomina del personale insegnante, sono affidate a sette amministratori, tre dei quali saranno eletti dal Consiglio comunale, e quattro da un comitato elettorale permanente composto d’individui nati e domiciliati in Santu Lussurgiu, o da un decennio residenti nel Comune, maggiorenni, ed aventi uno dei titoli seguenti:
3. Diploma di farmacista;
4. Ufficiale del r. esercito o della r. marina
Agli individui aventi qualcuno degli indicati requisiti, verranno aggiunti tanti maggiori censiti per un numero eguale alla metà degli elettori iscritti.
Art. 2. La Fondazione si propone di svolgere attività di pubblica utilità nel settore socio sanitario assistenziale e continuerà la sua opera in quelli dell’istruzione e della formazione, subentrando a tutti gli effetti alle attività svolte in precedenza dalla Ipab Ente Legati Carta-Meloni, adeguandoli ed ampliandoli in ragione dei bisogni formativo/scolastici e di quelli socio assistenziali del territorio di competenza e degli utenti che ad ed essa si rivolgono. In particolare si propone di:
a) ospitare, per libera scelta delle stesse, le persone anziane in stato di bisogno, parzialmente autosufficienti e non autosufficienti;
b) fornire agli ospiti prestazioni alberghiere, assistenziali, socio-culturali, ricreative, sanitario – riabilitative, finalizzate alla cura ed al mantenimento dell’autonomia;
c) assicurare agli ospiti l’assistenza religiosa mediante apposite convenzioni;
d) assistere gli ospiti non autosufficienti in strutture protette quali le “Residenze sanitarie assistenziali”
e) attivare iniziative di formazione tecnico – scientifica e di ricerca nel campo della riabilitazione e dell’assistenza agli anziani, promuovendo la diffusione della cultura Geriatrica.
f) adeguare le prestazioni ed i servizi erogati alle indicazioni legislative nazionali e regionali, nonché
all’evoluzione dei nuovi bisogni emergenti della popolazione anziana;
g) curare l’aggiornamento continuo del personale
h) promuovere stili gestionali volti alla valorizzazione e al coinvolgimento di tutte le risorse umane e al miglioramento continuo del clima organizzativo;
i) promuovere periodicamente momenti di partecipazione e di confronto con le istituzioni del territorio, con le forze sociali e del terzo settore in esso operanti e favorire l’integrazione del volontariato;
l) promuovere, mediante l’apertura dei servizi al territorio se ed in quanto possibile, interventi nei confronti della famiglia o delle reti amicali e parentali degli anziani in stato di bisogno, per mantenerli il più a lungo e nel migliore dei modi possibile presso il proprio domicilio, evitando di ricorrere così a ricoveri “impropri”
m) partecipare alla progettazione ed alla gestione del sistema integrato delle reti di servizi alla persona, anche mediante una diversificazione dell’offerta delle proprie prestazioni nell’ambito assistenziale, secondo quanto disposto dalla normativa nazionale e regionale in materia.
n) collaborare, nelle sfere di competenza, con le strutture ambulatoriali ed ospedaliere e con i medici di medicina generale, con particolare riferimento alle dimissioni delle persone con problemi di autosufficienza.
(AmbitoScolastico/Formativo)
La Fondazione continuerà a procurare l’educazione, l’istruzione, la formazione e/o l’avviamento ad una professione di tutti i cittadini nati e residenti a Santulussurgiu e di tutti coloro che pur non essendovi nati vi abbiano fissato la propria residenza; continuerà inoltre ad erogare borse di studio e premi di laurea agli studenti di Santulussurgiu (e di coloro che vi abbiano fissato la propria residenza da almeno tre anni), particolarmente meritevoli e che rientrino nei parametri stabiliti dall’apposito regolamento; sosterrà e parteciperà ad attività didattiche di qualunque genere tramite la collaborazione e la stipula di convenzioni con istituzioni scolastiche riconosciute ed altre fondazioni e/o associazioni impegnate nel campo della istruzione, della cultura, della promozione sociale della difesa e della conservazione delle tradizioni popolari e della lingua sarda avvalendosi di collaboratori titolati. Particolare attenzione verrà riservata alla polivocalità sacra e profana che trova nel canto “a cuncordu” la sua massima espressione e che vanta una plurisecolare tradizione specifica amatissima dai cittadini di Santu Lussurgiu.
Art. 3. E’ sospeso il diritto di voto ai membri del comitato, che al tempo delle operazioni elettorali, si trovassero investiti della carica di consigliere comunale
Il patrimonio della Fondazione è costituito dai beni ricevuti in dotazione e descritti nel DECRETO ISTITUTIVO n.CCCLI EMANATO IN RACCONIGI il 31 Agosto 1901 da VITTORIO EMANUELE TERZO RE D’ITALIA.
Tale patrimonio potrà venire alimentato con altre donazioni mobiliari e immobiliari, oblazioni, legati ed erogazioni dei promotori e di quanti apprezzino e condividano gli scopi della Fondazione ed abbiano volontà di contribuire al loro conseguimento.
Art. 4. Il comitato elettorale permanente per la nomina dei quattro amministratori, di cui sopra, sarà convocato dal Sindaco e presieduto da lui, coll’assistenza del segretario comunale.
– dai redditi del patrimonio;
– da quote associative
– da ogni eventuale elargizione o contributo di terzi destinati a finanziare iniziative specifiche e non espressamente destinati all’incremento del patrimonio;
– da ogni reddito derivante da beni temporaneamente affidati alla Fondazione, anche fiduciariamente
¯ il Presidente;
¯ il Consiglio di Amministrazione;
¯ (Il Collegio dei revisori dei conti.) obbligatorio per alcune tipologie di Fondazione
Art. 6. Saranno esclusi dal far parte del comitato elettorale permanente: a) le donne; b) gli analfabeti; c) gli interdetti od inabilitati; d) i condannati per reati contro la proprietà, e quelli condannati per reati contro le persone per un termine non minore di un anno, e coloro che abbiano subito una condanna passata in giudicato per alcuni dei reati previsti nell’Art. 22 lett. F della legge comunale e provinciale vigente, testo unico 4 maggio 1898.
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Ente di fronte ai terzi ed in giudizio, con facoltà di nomina e revoca di avvocati e con la funzione di sottoscrivere accordi e convenzioni con altri soggetti;
Il Presidente è nominato dal Consiglio d’Amministrazione, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei votanti.
In prima seduta il presidente è espresso dal soggetto o dai soggetti fondatori.
– convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione cura l’esecuzione delle deliberazioni e tiene i rapporti con i terzi;
– verifica, di concerto con i responsabili dei vari settori, la corretta gestione amministrativa della Fondazione, l’osservanza dello Statuto e ne promuove la modifica quando lo ritenga opportuno;
– adotta, in caso di urgenza, ogni provvedimento da lui ritenuto opportuno, sottoponendolo a ratifica del Consiglio di Amministrazione entro dieci giorni dalla sua adozione.
Art. 7. Al consiglio comunale è data facoltà di eleggere a suoi rappresentanti nell’Amministrazione dell’ente, o membri dello stesso consiglio, od estranei; il comitato elettorale però dovrà sempre scegliere i suoi rappresentanti fra le persone componenti il medesimo, e che non coprono la carica di consiglieri comunali. Non potranno far parte dell’amministrazione, persone che percepiscono stipendio dal bilancio dei lasciti, siano in lite od in rapporti di interesse coi medesimi.
Il Consiglio di Amministrazione si compone di cinque/sette membri nominati, rispettivamente, dal consiglio comunale e dalle associazioni regolarmente costituite in ambito comunale che operano nei settori della cultura e della conservazione delle tradizioni. (verificare rapporti)
dai partecipanti in veste di soci fondatori secondo i criteri seguenti;
– n° in rappresentanza dell’Ente
– n° in rappresentanza dell’amministrazione comunale in cui ha sede la Fondazione;
– n° in rappresentanza delle associazioni.
– n° in rappresentanza dei soci fondatori
L’incarico di membro del Consiglio di Amministrazione è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica o politico-associativa rivestita al momento della nomina.
Ogni candidatura a ricoprire dette cariche produrrà immediata decadenza dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.
I membri del Consiglio di Amministrazione durano in carica cinque anni e possono essere confermati per non più di due mandati consecutivi.
Art. 8. Nella tornata di primavera, il consiglio comunale procederà alla revisione della lista del comitato elettorale permanente, sia cancellando i deceduti, o quelli che avessero perduto le qualità volute dall’Art. 2, sia aggiungendo quelli che, per qualunque titolo avessero acquistato il diritto ad essere iscritti.
Art. 8 – Decadenza ed esclusione
– dopo tre assenze consecutive non giustificate;
– per sopravvenute condizioni di incompatibilità;
– per trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 2382 del Codice civile.
– il compimento di atti che arrechino danno al patrimonio od al buon nome della Fondazione.
L’esclusione è deliberata dal Consiglio d’Amministrazione a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta, su iniziativa di chiunque.
Art. 9. Tutti sette i detti amministratori dovranno aver compiuto i trent’anni di età, essere nati e domiciliati in questo comune o residenti nel medesimo da almeno dieci anni, e godere dei diritti civili e politici, né potranno esservi eletti gli individui contemplati alle lettere a,b,c, e d, dell’art. 6.
– predisporre ed approvare il bilancio della Fondazione,
– predisporre ed approvare documenti di programmazione economica pluriennale;
– adottare consulenze, approvare regolamenti;
¯ programmare gli indirizzi per l’attività e la gestione ordinaria, alle quali dovrà informarsi l’azione gestionale dei responsabili di settore;
– deliberare sulle erogazioni della Fondazione e sugli investimenti del patrimonio;
– individuare i criteri e deliberare l’eventuale allargamento a nuovi partecipanti;
– individuare i criteri e deliberare sulle modalità di rappresentanza dei soggetti di cui sopra, proporzionalmente al patrimonio od ai beni da loro conferiti alla fondazione;
– deliberare le modifiche allo Statuto, su proposta del Presidente;
– eleggere il Presidente della Fondazione
– nominare il Collegio dei revisori dei conti (se e quando necessario)
– nominare i Responsabili di Settore e i termini del loro rapporto contrattuale con la Fondazione e gli eventuali compensi;
– stabilire le rette ed il grado di contribuzione degli ospiti;
– verificare, di concerto con lo staff sanitario specialistico, avvalendosi della consulenza dei nuclei di valutazione distrettuale e dell’Ufficio di vigilanza dell’Asl, la corretta gestione del sistema di classificazione degli ospiti secondo le regole previste dalla normativa nazionale e regionale in materia di autorizzazione e di accreditamento delle strutture che erogano prestazioni socio assistenziali;
Art. 10. Nell’elezione degli amministratori avrà la precedenza il consiglio comunale, il Sindaco nel termine di otto giorni dall’avvenuta nomina, convocherà il comitato permanente, il quale, nelle forme indicate dagli articoli 4 e 5 procederà alla nomina degli altri quattro amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente mediante avviso, recapitato almeno cinque giorni prima di quello dell’adunanza, con l’indicazione dell’Ordine del Giorno.
In casi d’urgenza può essere convocato a mezzo telegramma o telefax o altro strumento informatico e può svolgersi per audiovideoconferenza a condizione che ogni consigliere possa conoscere i partecipanti e gli atti e documenti utilizzati.
Le adunanze sono valide con l’intervento della maggioranza dei Consiglieri in carica. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei votanti, escludendo dal computo gli astenuti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede l’adunanza.
Alle riunioni del consiglio di Amministrazione partecipano con funzioni consultive, senza diritto di voto, i responsabili di settore.
Art. 11. La nomina degli amministratori tanto da parte del consiglio comunale, quanto per parte del comitato elettorale permanente, avverrà appena eretti i lasciti in Ente morale.
Art. 11 – Pareri vincolanti del Consiglio Comunale
Per poter deliberare sulle seguenti materie il Consiglio d’Amministrazione acquisisce il parere vincolante del Consiglio comunale:
– predisposizione ed approvazione di documenti di programmazione economica pluriennale;
– esclusione dal Consiglio d’Amministrazione;
– individuazione dei criteri e deliberazione dell’eventuale allargamento a nuovi partecipanti;
– individuazione dei criteri e deliberazione sulle modalità di rappresentanza dei soggetti di cui sopra,
– modificazioni dello Statuto.
Tale parere è espresso per il tramite del/dei propri rappresentanti in consiglio di amministrazione.
Art. 12 – Collegio dei revisori dei conti (se necessario)
Il Collegio dei Revisori è composto di due membri effettivi ed uno supplente, nominati tra gli iscritti al Registro dei Revisori Contabili.
Essi durano in carica tre anni, possono essere sempre riconfermati ed alla prima riunione nominano tra i membri effettivi il Presidente.
Art. 13. Gli amministratori nominati come sopra, non più tardi di quindici giorni dall’ultima elezione, sotto la presidenza del più anziano di età eleggeranno nel proprio seno, col mezzo delle schede segrete, il presidente definitivo; e nella stessa seduta, e collo stesso mezzo delle schede segrete, nomineranno il segretario dell’amministrazione ed il tesoriere. Detti segretario e tesoriere non potranno essere scelti fra i membri dell’amministrazione. ll tesoriere dovrà prestare cauzione.
Sono tenuti libri verbali delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori, ove dovranno essere riportate, in ordine cronologico, le relative deliberazioni: i verbali dovranno essere sottoscritti dal Presidente e dal Verbalizzante di ogni riunione ed approvati dall’Organo cui si riferiscono nella riunione successiva.
Art. 14. Il presidente durerà in carica quattro anni, ed i membri si rinnoveranno per metà ogni biennio. L’uno e gli altri potranno essere rieletti. La scadenza del primo biennio sarà regolata dalla sorte, nei successivi dall’anzianità. Dei tre membri del consiglio di amministrazione, la cui nomina spetta al consiglio comunale, uno decadrà dall’ufficio dopo il primo biennio dalla prima formazione o dalla totale rinnovazione del consiglio stesso e degli altri due dopo il secondo; ed in seguito decadranno ciascuno dopo il compimento del rispettivo quadriennio di carica.
Il Bilancio dovrà rispondere ai requisiti della chiarezza e della completezza e dovrà essere accompagnato da Relazioni del Consiglio di Amministrazione (e del Collegio dei Revisori) se necessario.
Costituiti i lasciti in Ente morale, e nominati gli amministratori, questi dovranno nel termine di mesi sei dalla elezione, compilare un esatto inventario dei beni mobili ed immobili e dei crediti liquidi o contestati dei lasciti medesimi.
Gli eventuali utili e gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali della Fondazione, nonché di quelle ad esse direttamente connesse.
Durante la vita della Fondazione è fatto espresso divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o patrimonio, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte perlegge, o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o per regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Art. 16. L’amministrazione dei lasciti dovrà formare ogni anno, nei modi e termini stabiliti dalla legge o regolamento sulle opere pie, il bilancio preventivo ed esaminare il conto consuntivo che le verrà comunicato dal tesoriere. L’uno e l’altro dovranno poi essere spediti per l’approvazione prima al consiglio comunale di Santu Lussurgiu, poi al consiglio di prefettura, ferma restando la vigilanza del consiglio provinciale scolastico di Cagliari su tutto il funzionamento dei lasciti.
Art. 16 – Rette
Vige, in ogni caso, il principio di un corretto rapporto tra i costi complessivi degli ospiti e le corrispondenti entrate derivanti dai finanziamenti regionali ai fini della determinazione del contributo o retta da richiedere all’ospite o ai parenti.
Art. 17. Il bilancio dovrà essere presentato per l’approvazione alla detta autorità tutoria, entro il 30 settembre di ogni anno, insieme al conto consuntivo dell’anno trascorso, e quest’ultimo sarà accompagnato da una dettagliata relazione sull’andamento morale della gestione.
In caso di estinzione della Fondazione per qualunque causa, il patrimonio residuo, esaurita la liquidazione, sarà devoluto ad altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale, preferibilmente nel comune dove ha sede la Fondazione, sentiti gli organismi di controllo previsti dalla legislazione nazionale e regionale, salva diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 18. Il regolamento per questi lasciti sarà approvato dal Ministero della pubblica istruzione. Esso dovrà essere prima approvato dal Ministro della pubblica istruzione. Esso però dovrà essere prima approvato dal consiglio comunale di Santu Lussurgiu, e dovrà riportare il visto del prefetto, sentito il parere della Giunta provinciale amministrativa e del consiglio provinciale scolastico.
Art. 18 – Gratuità
Tutte le cariche e gli incarichi statutari nonché le prestazioni fornite da organismi della Fondazione sono gratuite.
Le spese, anche sotto forma di gettoni di presenza, potranno essere rimborsate solo nella misura preventivamente deliberata dal Consiglio di Amministrazione.
Art.19– Norme residuali
Per tutto quanto non espressamente disposto dal presente statuto, s’intendono richiamate le norme del codice civile in tema di fondazioni riconosciute, nonché le disposizioni dettate dal D.Lgs 4 dicembre 1997 n.460 , quelle di cui alla Legge.n. 328 del 8 novembre 2002, al D.Lgs. n. del 4 maggio 2001, alla Legge Regionale n.23 del 23 Dicembre 2005 e alle Leggi che venissero successivamente emanate in materia ONLUS.
Il Commissario Straordinario L’ Amministrazione Comunale di Santu Lussurgiu

References: Art. 1
 art.12

Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 18

Art.19