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Timestamp: 2014-09-17 11:32:38+00:00

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A PROPOSITO ASSUNZIONE ISCRITTI LISTA MOBILITA’
Home Francesco Colaci A PROPOSITO ASSUNZIONE ISCRITTI LISTA MOBILITA’
Autore: francescocolaci	L’occasione di intrattenersi su quanto riportato nel titolo viene offerta dall’opportunità di fornire chiarimenti sui seguenti due specifici aspetti :
a) conseguenze sullo stato di disoccupazione del lavoratore iscritto in lista di mobilità ,che sia assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato,a norma del’art.8 della legge n.223/91 ;
b) ammissione ovvero esclusione del beneficio di cui al comma 2 dell’art.8 della
legge n.223/91 per il datore di lavoro che per due volte , intervallate da un ampio periodo temporale l’una dall’altra,procede all’assunzione a termine di 12 mesi del medesimo lavoratore ,che, a distanza di alcuni anni ha subito un doppio licenziamento collettivo ed è stato iscritto in lista di mobilità con distinti e successivi provvedimenti della competente Provincia .
Per quanto concerne l’aspetto sub a),sembra il caso, anzitutto , di riportarsi alla disciplina vigente sullo stato di disoccupazione ,che per l ’Abruzzorislta formata ,oltre che dal dec.legvo n 181/2000,dalla Delibera della Giunta Regionale n.157 del 24 febbraio 2006 , pubblicata sul BURA n,17/06.
In base alle disposizioni dei provvedimenti sopra citati risulta che:
1) lo stato di disoccupazione è la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa secondo modalità definite con i servizi competenti -art.1 comma 2 lett.c) d.lvo n.181/00 e art.2 c.6 D.G.R.R.A. n.157/06 -;
2) soppressione delle liste di collocamento ordinarie e speciali, ad eccezione di quelle previste dall’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 1963, n. 2053, dall’articolo 6 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e dall’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68 -art 1 bis comma 3 d.lvo n.181/00;
3) conservazione dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione -art. comma 1 lett.a) .lvo n.181/00 e art.18 D.G.R.A. n.157/06-, attualmente fissato per lavoro dipendente ad euro 8.000 e per lavoro autonomo ad euro 4 .800 ;
4) In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione continuano a trovare applicazione le disposizioni vigenti in tema di trattamenti previdenziali in caso di disoccupazione, ivi compresa la disciplina dell’indennità di mobilità, di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223-art.5 c.1 d.lvo n.181/00;
5) l’iscrizione nelle liste di mobilità vale come dichiarazione di sussistenza dello stato di disoccupazione,il quale è accer tato secondo le specifiche disposizioni di cui alla legge 23 luglio 1991 n.223;-art.32 c.1 D.G.R.A. n.157/06 -
Inoltre ,tenendo conto dello specifico aspetto da chiarire , appare confacente richiamare alcune disposizioni dell’ art.8 della legge n.223/91 ed in particolare quelle di cui all’art.8 ,che prevedono :
-al comma 2″ I lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi”,
-al comma 6 ” Il lavoratore in mobilità ha facoltà di svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, ovvero a tempo determinato, mantenendo l’iscrizione nella lista”.
La combinazione delle disposizioni sopra riportate consente di conoscere da un lato che lo svolgimento di prestazioni lavorative subordinate da cui si ricava un reddito annuo superiore a 8.000 euro comporta la perdita dello stato di disoccupazione , anche quando trattasi di rapporto a tempo determinato o somministrato di durata superiore a otto mesi ovvero a quattro mesi se riguarda giovani,dall’altro che il lavoratore mantiene l’iscrizione nella lista di mobilità quando accetta l’assunzione a tempo determinato ,anche di durata superiore a 12 mesi ed a prescindere dall’ammontare del reddito ricavato .
Se ,a quanto or ora evidenziato,si aggiunge la constatazione :
- circa la sopravvivenza delle liste di mobilita’ ( art 1 bis comma 3 d.lvo n.181/009),
- che continuano a trovare applicazione le disposizioni vigenti sulla disciplina dell’indennità di mobilità (-art.5 c.1 d.lvo n.181/00) ,
- che l’iscrizione nelle liste di mobilità vale come dichiarazione di sussistenza dello stato di disoccupazione (art.32 c.1 D.G.R.A. n.157/06 ),
si è portati a ritenere ,senza operare alcuna forzatura , bensì facendo riferimento alla previsione delle norme prima riportate ,che il comma 6 dell’art.8 della legge n.223/91 ,in quanto norma speciale , pur se precedente al dec.legvo n.181/2000,risulta tuttora efficace ,tanto da porsi quale eccezione alla regola della perdita dello stato di disoccupazione in caso di assunzione a tempo determinato di oltre 8 mesi ovvero quattro per i giovani,se comportante un reddito annuo superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione , che attualmente è fissato ad 8.000 euro.
Infatti , non accettare la predetta conclusione ,significherebbe vanificare e non rispettare l’art.8 comma 6 della legge n.223/91,considerato che il mantenimento dell’iscrizione nella lista di mobilità ,sancito dallo stesso,è possibile soltanto ritenendo persistente lo stato di disoccupazione ,che quindi nella fattispecie non subisce alcuna interruzione nè sospensione in forza dell’indiscusso principio che riconosce all’iscrizione nelle liste di mobilità gli stessi effetti dell’iscrizione nell’elenco dei disoccupati del collocamento ordinario e che pertanto deve valere in tutti i casi in cui per l’assunzione si fa riferimento all’anzianità dello stato di disoccupazione ,come è, ad esempio, per l’art.8 comma 9 della legge n.407/90 .
Per quanto riguarda l’aspetto sub b),pare consono prendere le mosse dalle disposizioni legislative ed amministrative vigenti ,cominciando dalla legge n.223/91 e proseguendo con le indicazioni del Ministero del Lavoro e dell’Inps.
L’art.8 comma 2 della legge citata sopra stabilisce che :”I lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi. La quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è pari a quella prevista per gli apprendisti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni”
Il Ministero del Lavoro nella nota n.1364 del 13.7.06 ,rispondendo ad apposito interpello, ha affermato la possibilità per l’azienda che ha posto in mobilità i dipendenti di riassumerli usufruendo dei benefici contributivi ed economici previsti dalla legge n.223/91 una volta che siano trascorsi sei mesi dal licenziamento.
L’Inps con la circolare n.50 del 5 marzo 1997 ha precisato quanto segue.
Con la circolare n. 197 del 30 luglio 1992 e’ stato reso noto il contenuto della circolare n. 55/92 del
23.4.1992, con la quale il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha precisato che il legislatore con la
norma di cui all’art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991 ha inteso configurare una fattispecie ulteriore, , di
apposizione lecita di un termine finale al contratto di lavoro, per ampliare la possibilita’ di assunzioni a tempo
determinato dei lavoratori in mobilita’, al fine di incentivarne il reimpiego sia pure in occasioni temporanee,
e di agevolare la successiva trasformazione di tali con- tratti in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con la
previsione di ulteriori agevolazioni contributive in favore del datore di lavoro.
La legge n. 223/1991 detta la seguente disciplina:
- il contratto a termine non puo’ avere una durata superiore
a dodici mesi (art. 8, comma 2);
- durante il periodo di occupazione il trattamento di
mobilita’ e’ sospeso, ma il lavoratore conserva l’iscri-
zione nella lista (art. 8, comma 6) a condizione che
effettui una preventiva comunicazione all’Inps ( art. 9,
comma 1, lett. d);
- tale possibilita’ non e’ “ad libitum” ( art. 8, comma 7):
trova il proprio limite nel periodo complessivo di
spettanza del trattamento, che e’ individualizzato con
riferimento all’eta’ anagrafica del lavoratore,
all’anzianita’ aziendale ed alle zone
economico-territoriali nelle quali era occupato.
Conseguentemente il lavoratore puo’ stipulare anche vari contratti a termine con diversi datori di lavoro: a
tale proposito e’ stato ritenuto che la formulazione dell’art. 8, comma 7, non impedirebbe che si stipulino anche
con la medesima azienda.
L”apposizione del termine e’ priva di effetto, se non risulta da atto scritto - proroga eccezionale del termine, con il consenso del
lavoratore, non piu’ di una volta e per un tempo non
superiore alla durata del contratto iniziale nell’ambito sempre della
durata massima di dodici mesi (art. 8, comma 2, legge n.
223/1991);
- possibilita’ di reiterazione, nell’ambito della capienza
complessiva del trattamento spettante al lavoratore (art.
8, comma 7, legge n. 223/1991), purche’ sia passato un
periodo di 10 ovvero di 20giorni dalla data di
scadenza di un precedente contratto di durata
rispettivamente inferiore o superiore a sei mesi Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha
precisato che il limite massimo di dodici mesi previsto
dall’art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991 per la stipula
del contratto a termine ha la sua ragion di essere proprio
nella tipologia soggettiva introdotta dalla norma, indipen-
dentemente dalla ricorrenza di particolari esigenze produt-
- e’ possibile la proroga del contratto, se inizialmente
costituito per un periodo inferiore a dodici mesi e
qualora il rapporto non superi, nel complesso, questo
periodo stesso;
- non e’ esclusa la ipotesi della riassunzione decorso il
termine di quindici o trenta giorni previsto dall’art. 2,
comma 2, legge n. 230/1962, ferma restando la durata
complessiva sopra specificata e la sua accertabilita’
nella fase di assunzione;
- e’ pero’ escluso che la stessa azienda possa procedere
a successive assunzioni dello stesso lavoratore in
mobilita’, se e’ gia’ esaurito il periodo di dodici mesi
e sia pure in presenza di situazioni di mobilita’ lunga.
Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha
quindi escluso che lo stesso lavoratore possa procedere alla
stipula con la stessa azienda di piu’ di un contratto a
termine, oltre il periodo massimo di dodici mesi.
Pertanto non potranno essere concesse le agevolazioni
contributive per gli avviamenti al lavoro effettuati dopo
l’emanazione della presente circolare sulla base di con-
tratti a termine stipulati dal lavoratore con la stessa
azienda, oltre il periodo massimo di dodici mesi.
Nel successivo messaggio Inps n.32661 del 27 dicembre 2010 si evidenziano i seguenti aspetti.
Anzitutto si chiarisce che le assunzioni previste dal messaggio citato risultano essere quelle dell’art.8 c.2 della legge n.223/91,che testualmente afferma : “i lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi”, con la conseguente applicazione – per il corrispondente periodo appunto non superiore a 12 mesi- dell’agevolazione contributiva riconosciuta all’apprendistato
La norma predetta (applicabile anche agli iscritti in lista di mobilità senza indennità ed ai beneficiari dell’indennità in deroga) secondo l’Inps ha una duplice valenza ,nel senso che : da un lato introduce nell’ordinamento italiano una particolare deroga, di carattere soggettivo, alle d isposizioni che limitano l’apposizione del termine finale al rapporto di lavoro subordinato e dall’altro lato prevede un’agevolazione contributiva.
Proseguendo il messaggio prevede che , in conseguenza di quanto sopra ,il datore di lavoro può assumere a tempo determinato un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, anche in assenza delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che giustifichino l’apposizione del termine in base all’art. 1 del d.l.vo 368/2001 ,ma in tal caso, tuttavia, il rapporto dovrà avere una durata massima (originaria o attraverso proroghe successive) di 12 mesi con analoga durata dell’agevolazione contributiva.
Peraltro, osserva ancora l’Istituto,può accadere che l’assunzione a tempo determinato di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità abbia alla base una delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, previste dall’art. 1 del d.l.vo 368/2001. In tali casi il rapporto di lavoro potrà avere – conformemente alla disciplina contenuta nel decreto legislativo citato – durata massima (originaria o attraverso proroghe successive) superiore a 12 mesi ,però in ogni caso, l’agevolazione contributiva spetterà per il periodo massimo di 12 mesi.
Ad esempio, nel caso in cui si stipuli, per ragioni produttive, un contratto di durata di 16 mesi, spetta l’agevolazione per i primi 12 mesi; se, per ragioni produttive, si stipuli un contratto di 6 mesi e poi – ricorrendo sempre le ragioni produttive – si proroghi il rapporto per ulteriori 10 mesi, spetterà l’agevolazione contributiva per i complessivi primi 12 mesi del rapporto.
A fronte delle disposizioni esposte in precedenza, non può che prendersi atto che lo stesso datore di lavoro (compreso quello che ha posto in mobilità oltre i sei mesi precedenti il lavoratore da assumere ) interessato a conseguire il beneficio della riduzione della contribuzione a carico ,cosi’ come fissata per gli apprendisti, attraverso l’assunzione a termine di lavoratori in lista di mobilità, può ottenerlo limitatamente ad un periodo non superiore a 12 mesi e per una volta soltanto,in quanto in tal senso si sono espressi chiaramente sia il Ministero del Lavoro, che l’Inps .
Invece si esprime qualche riserva sulla circostanza che sia altrettanto chiaro ed certo che il limite del beneficio in questione per il masssimo di 12 mesi , conseguibile da un medesimo datore di lavoro soltanto per una volta ,debbano valere anche nell’ipotesi relativa a datore di lavoro che per due volte , intervallate da un ampio periodo temporale l’una dall’altra,procede all’assunzione a termine di 12 mesi del medesimo lavoratore ,che, a distanza di alcuni anni ha subito un doppio licenziamento collettivo ed è stato iscritto in lista di mobilità con distinti e successivi provvedimenti della competente Provincia .
Non si può fare a meno di sottilineare che la fattispcie in esame appare fondamentalmente diversa da quella prefigurata e disciplinata nell’art.8 comma 2 della legge n.223/91 , e che ha formato oggetto d ‘interpretazione ed d’ indicazioni operative da parte del Ministero del Lavoro e dell’Inps .
Infatti il caso in esame fa riferimento ad un lavoratore posto in mobilità a seguito di licenziamento collettivo non una ,ma due volte ,a distanza di un consistente periodo temporale tra l’una e l’altra ed al riguardo l’applicazione dell’art.8 c.2 dellalegge n.223/91 in maniera rigida e limitativa propria dell’ipotesi dell’assunzione relativa a lavoratore andato in mobilità una sola volta,appare restrittiva ed anche caratterizzata da disparità di trattamento , in quanto nega al lavoratore interessato una chance ,costituita dall’agevolazione contributiva , dstinata a favorirne la rioccupazione , inizialmente a termine ,ma con la probabilità di trasformazione a tempo determinato , posto che per la seconda iscrizione viene impedito ciò che invece è stato consentito per la prima iscrizione in lista di mobilità.
In merito si richiama l’affermazione contenuta nella circolare inps n.50/1997,secondo cui “ tale possibilita’ non e’ “ad libitum” ,ma trova il proprio limite nel periodo complessivo di spettanza del trattamento, che e’ individualizzato con riferimento all’eta’ anagrafica del lavoratore,all’anzianita’ aziendale ed alle zone economico-territoriali nelle quali era occupato”.
Si afferma che detta affermazione appare adeguata anche per l’art.8 comma 2 della legge n.223/91, così che di conseguenza , nell’ambito del limite massimo previsto ciascun periodo di iscrizione nella lista, al lavoratore va consentito di giocare le proprie chances , rendendo possibile e legittimo che nei suoi confronti siano utilizzabili tutti gli strumenti previsti dalle norme per abbandonare la condizione di disoccupato .
In definitiva, pur concordando sull’affermazione istituzionale che nei confronti dello stesso datore di lavoro l’agevolazione prevista dal comma 2 dell’ art. 8 della legge n.223/91 appare utilizzabile una sola volta nel limite masssimo di 12 mesi, si osserva chev tuttavia la stessa deve trovare applicazione nell’ambito di ciascun periodo d’iscrizione in lista di mobilità del lavoratore interessato all’assunzione a termine , quando siastato destinatario per più di una volta di provvedimenti di licenziamento collettivo ovvero individuale per riduzione di personale , non risultano legittimo applicare la medesima unica regolamentazione a fattispecie non identiche ,come sono quelle esaminate. L'articolo d'origine: A PROPOSITO ASSUNZIONE ISCRITTI LISTA MOBILITA’
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Articoli tratti da: Francesco Colaci

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 art.8
 art. 9
 art. 8
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