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Timestamp: 2020-07-07 19:52:14+00:00

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CAPO I VALIDITÀ, CONTENUTI, ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO URBANISTICO
Art. 1 Natura del Regolamento urbanistico
Il presente Regolamento urbanistico è un atto di governo del territorio formato ai sensi dell'art. 55 della Legge Regionale 3 gennaio 2005 n° 1.
Il Regolamento urbanistico disciplina l'attività urbanistica ed edilizia sull'intero territorio comunale, in conformità alle Norme del Piano strutturale.
Le attività di cui al precedente comma sono soggette all'osservanza del Regolamento edilizio comunale.
a) il quadro conoscitivo del patrimonio edilizio e urbanistico esistente e delle funzioni in atto;
d) l'individuazione delle aree all'interno del perimetro dei centri abitati nelle quali è permessa l'edificazione di completamento o ampliamento degli edifici esistenti, di cui alle Tavole 2;
e) le aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di cui al Capo III del Titolo III delle presenti Norme e alle Tavole 2;
g) la individuazione dei beni sottoposti a vincolo espropriativo ai sensi degli articoli 9 e 10 del DPR 8 giugno 2001 n. 327, contenuti nel dossier E;
h) la disciplina della perequazione regolata dagli articoli 6 e 7 delle presenti Norme.
Per l'applicazione delle presenti Norme, il Regolamento urbanistico individua, tramite apposita simbologia e perimetrazione sulle tavole 1 e 2 "usi e trasformazioni ammesse":
Al fine di distinguere le regole urbanistico-edilizie corrispondenti alle due parti del Regolamento urbanistico richiamate al presente articolo, sulle tavole 2 "usi e trasformazioni ammesse" in scala 1:2000, sono indicati con apposita simbologia e perimetrazione, gli interventi ordinari sul patrimonio edilizio esistente e gli interventi di trasformazione.
Art. 3 Efficacia e validità
La disciplina dell'attività urbanistica ed edilizia di cui al precedente art. 1, comma 2, consiste nella gestione degli insediamenti esistenti e nei progetti e interventi pubblici e privati di trasformazione degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi, ritenuti ammissibili nella fase temporale di governo del territorio a cui si riferisce il Regolamento urbanistico o sua variante.
La gestione degli insediamenti esistenti e i progetti e interventi pubblici e privati si attuano in conformità al Piano strutturale e nel pieno rispetto della conservazione delle sue invarianti strutturali.
La prima parte del Regolamento urbanistico ha validità a tempo indeterminato. Le previsioni insediative e infrastrutturali della seconda parte del Regolamento urbanistico decadono dopo cinque anni dalla data della sua vigenza se entro tale periodo non siano stati approvati i progetti esecutivi e convenzionati i piani attuativi o risultino decaduti i titoli abilitativi.
Non decadono:
le previsioni di servizi e attrezzature di interesse o uso pubblico se non preordinate obbligatoriamente all'esproprio;
i corridoi infrastrutturali rappresentati graficamente sugli elaborati grafici del presente Regolamento urbanistico, in quanto non configurati quali previsioni definitive di tracciati infrastrutturali. La definizione dei tracciati, con relativo impegno di suolo e conseguente assoggettamento a piano attuativo o progetto esecutivo e a vincolo espropriativo ove del caso, sarà recepita tramite adeguamento del Regolamento Urbanistico.
Art. 4 Elaborati costituenti il Regolamento urbanistico
Gli elaborati del Regolamento Urbanistico sono:
P0 Quadro di unione territoriale 1:15.000
P1.a Usi e trasformazioni ammesse 1:10.000
P1.b Usi e trasformazioni ammesse 1:10.000
P1.c Usi e trasformazioni ammesse 1:10.000
P1.d Usi e trasformazioni ammesse 1:10.000
P2.1 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.2 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.3 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.4 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.5 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.6 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.7 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.8 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.9 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.10 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.11 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.12 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.13 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.14 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P2.15 Usi e trasformazioni ammesse 1:2.000
P3.a Assimilazione zone omogenee 1:10.000
P3.b Assimilazione zone omogenee 1:10.000
P3.c Assimilazione zone omogenee 1:10.000
P3.d Assimilazione zone omogenee 1:10.000
P4.1 Abbattimento barriere architettoniche 1:2.000
P4.2 Abbattimento barriere architettoniche 1:2.000
P4.3 Abbattimento barriere architettoniche 1:2.000
P4.4 Abbattimento barriere architettoniche 1:2.000
P4.5 Abbattimento barriere architettoniche 1:2.000
P5.a Vincoli in attuazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio 1:10.000
P5.b Vincoli in attuazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio 1:10.000
P5.c Vincoli in attuazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio 1:10.000
P5.d Vincoli in attuazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio 1:10.000
P5.1 Vincoli in attuazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio 1: 1.000
P6.a Fasce di rispetto e di tutela 1:10.000
P6.b Fasce di rispetto e di tutela 1:10.000
P6.c Fasce di rispetto e di tutela 1:10.000
P6.d Fasce di rispetto e di tutela 1:10.000
P7.1 Standard urbanistici 1:5.000
P7.2 Standard urbanistici 1:5.000
P7.3 Standard urbanistici 1:5.000
Componente geologico-idraulica:
8.1.1 Bacini idrografici 1:35.000
8.1.2 Corsi d'acqua: sezioni 1:20.000
8.1.3.1a Inviluppo delle esondazioni per Tr = 200 anni 1:25.000
8.1.3.1b Inviluppo delle esondazioni per Tr = 200 anni (zona variante e Fiorentina) 1:25.000
8.1.3.2a Inviluppo delle esondazioni per Tr = 100 anni 1:25.000
8.1.3.2b Inviluppo delle esondazioni per Tr = 100 anni (zona variante e Fiorentina) 1:25.000
8.1.3.3a Inviluppo delle esondazioni per Tr = 30 anni 1:25.000
8.1.3.3b Inviluppo delle esondazioni per Tr = 30 anni (zona variante e Fiorentina) 1:25.000
8.1.3.4a Inviluppo delle esondazioni per Tr = 20 anni 1:25.000
8.1.3.4b Inviluppo delle esondazioni per Tr = 20 anni (zona variante e Fiorentina) 1:25.000
8.1.4 Esondazioni tratto finale Rio Merdancio per Tr = 20 anni 1:10.000
8.1.5.1 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 200 anni (A200, C200) 1:20.000
8.1.5.2 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 200 anni (B200, D200) 1:20.000
8.1.5.3 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 100 anni (A100, C100) 1:20.000
8.1.5.4 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 100 anni (B100, D100) 1:20.000
8.1.5.5 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 30 anni (A30, C30) 1:20.000
8.1.5.6 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 30 anni (B30, D30) 1:20.000
8.1.5.7 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 20 anni (A20, C20) 1:20.000
8.1.5.8 Inviluppo delle esondazioni per Tr = 20 anni (B20, D20) 1:20.000
8.1.6.E1 Inviluppo delle altezze d'acqua di esondazione del F. Cornia per Tr=200 anni (scenario A1B - Tr 200 - A1b)
8.1.6.E2 Inviluppo delle altezze d'acqua di esondazione del F. Cornia per Tr=100 anni (scenario A1 - Tr 100 - A1)
8.1.6.E3 Inviluppo delle altezze d'acqua di esondazione del F. Cornia per Tr=30 anni (scenario A1 - Tr 30 - A1)
8.1.7.E5 Inviluppo delle altezze d'acqua di esondazione del Riomerdancio per Tr=200 anni
8.1.8.E12 Inviluppo delle altezze d'acqua di esondazione del F. Cornia per Tr = 200 anni - scenario Tr200-D (demolizione di Ponte di Ferro e risagomatura e protezione arginature da P. di Ferro a Cafaggio)
8.1.8.E13 Inviluppo delle altezze d'acqua di esondazione del F. Cornia per Tr = 30 anni - scenario Tr30-D (demolizione di Ponte di Ferro e risagomatura e protezione arginature da P. di Ferro a Cafaggio)
8.1.9.1 Interventi di sistemazione dei tratti alti corsi d'acqua: Fossa Calda, Verrocchio, Pantalla, Acquari, Valnera e Corniaccia
P8.2 Carta geomorfologica della costa urbana 1:5.000
P8.3a Pericolosità geomorfologica 1:10.000
P8.3b Pericolosità geomorfologica 1:10.000
P8.3c Pericolosità geomorfologica 1:10.000
P8.3d Pericolosità geomorfologica 1:10.000
P8.4a Pericolosità idraulica 1:10.000
P8.4b Pericolosità idraulica 1:10.000
P8.4c Pericolosità idraulica 1:10.000
P8.4d Pericolosità idraulica 1:10.000
P9.a Carta della fattibilità 1:10.000
P9.b Carta della fattibilità 1:10.000
P9.c Carta della fattibilità 1:10.000
P9.d Carta della fattibilità 1:10.000
P9.1 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.2 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.3 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.4 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.5 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.6 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.7 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.8 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.9 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.10 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.11 Carta della fattibilità 1:10.000
P9.12 Carta della fattibilità 1:2.000
P 9.13 Carta della fattibilità 1:10.000
P 9.14 Carta della fattibilità 1:10.000
P 9.15 Carta della fattibilità 1:10.000
La Città domani
P10.1 La città domani 1:4.000
P10.2 La città domani 1:4.000
Dossier A Analisi morfo-tipologica del sistema insediativo
Dossier B Rilievo del patrimonio edilizio di valore storico e testimoniale all'interno del sistema insediativo
Dossier C Rilievo del patrimonio edilizio di valore storico nel territorio rurale e aperto
Dossier D Sistemi della mobilità urbana e rete ciclabile extraurbana
Dossier E Individuazione dei beni sottoposti a vincolo ai fini espropriativi
Dossier F Schede normative e di orientamento progettuale
Volume I: Parte I - Aree di trasformazione capoluogo
Volume II: Parte I - Aree di trasformazione frazioni- Parte II - Piani attuativi vigenti
Studio per la Valutazione di incidenza
Art. 5 Attuazione
Il Regolamento Urbanistico si attua tramite:
gli strumenti urbanistici attuativi di cui al Titolo V, Capo IV della L.R. 1/05;
i progetti esecutivi delle opere pubbliche;
i progetti unitari accompagnati da convenzione fra privati e Comune;
gli interventi edilizi diretti secondo la normativa vigente e le specificazioni del Regolamento edilizio;
i programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo-ambientale di cui all'art 42 della Lr 1/05;
altri strumenti quali accordi, progetti e programmi derivanti da norme comunitarie europee, nazionali, regionali ai quali il Comune aderisce.
Ciascun piano attuativo, d'ora in poi PA, può avere, in rapporto agli interventi previsti, i contenuti e l'efficacia di una o più delle tipologie di piano, ai sensi e per gli effetti degli articoli 70-74 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1:
PL - Piani di lottizzazione
PEEP - Piani per l'edilizia economica e popolare
PIP - Piani per gli insediamenti produttivi
PDR - Piani di recupero del patrimonio edilizio
PCRI - Programmi complessi di riqualificazione insediativa
La realizzazione dei PA di iniziativa privata è subordinata, qualora i PA contengano previsione di realizzazione di opere di urbanizzazione, alla stipula di una convenzione che regola i rapporti tra le proprietà interessate ed il comune.
Nelle aree soggette obbligatoriamente a PA, nelle more di formazione dello stesso, non è ammessa alcuna trasformazione degli immobili ivi ricadenti, ad eccezione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo se diversamente specificato nelle schede del dossier F (schede normative e di orientamento progettuale) o nelle specifiche norme di riferimento.
Il Regolamento urbanistico individua sulla cartografia:
le aree soggette a PA identificate con sigle At (Aree di trasformazione) e Cp (Comparti di perequazione), riferite a schede normative e di orientamento progettuale,
le aree ove si applicano le previsioni e la normativa di Piani urbanistici attuativi vigenti, identificandoli con sigla Pv, riferite a specifiche schede normative
le aree di riqualificazione insediativa identificate con la sigla Rin ove l'attuazione degli interventi è subordinata alla redazione di PdR in conformità alle specifiche disposizioni di cui al successivo art. 60.
Si intende per comparto urbanistico l'unità minima per la realizzazione degli interventi di trasformazione urbana consistenti in ristrutturazioni urbanistiche, nuove edificazioni, sostituzioni, delocalizzazioni e rilocalizzazioni, in conformità con il Piano strutturale vigente, per l'applicazione della perequazione, della compensazione e delle premialità. E' attuato mediante piano attuativo convenzionato ad opera dei soggetti interessati.
Per alloggio sociale si intende quanto contenuto nel Decreto 22 aprile 2008, ove esso è definito &quot;l'unita' immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L'alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall'insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie. Rientrano nella definizione (di alloggio sociale) gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati destinati alla locazione temporanea per almeno 8 anni. L'alloggio sociale deve essere adeguato, salubre, sicuro e costruito o recuperato nel rispetto delle caratteristiche tecnico-costruttive indicate agli articoli 16 e 43 della legge 5 agosto 1978, n. 457. Nel caso di servizio di edilizia sociale in locazione si considera adeguato un alloggio con un numero di vani abitabili tendenzialmente non inferiore ai componenti del nucleo familiare - e comunque non superiore a cinque - oltre ai vani accessori quali bagno e cucina. L'alloggio sociale deve essere costruito secondo principi di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico, utilizzando, ove possibile, fonti energetiche alternative.&quot;
Ai fini di quanto sopra stabilito, il presente Regolamento urbanistico individua comparti urbanistici, assoggettati a piano attuativo, regolati tramite apposite &quot;schede normative e di orientamento progettuale&quot; e schede di valutazione, ove il nuovo assetto urbanistico non ha riferimento ai confini proprietari, e le potenzialità di trasformazione e i relativi obblighi sono attribuiti indipendentemente dalla prevista collocazione degli edifici, delle loro aree di pertinenza e delle aree da riservare per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
a) le superfici utili lorde di ogni funzione;
d) gli obblighi relativi all'edilizia residenziale con finalità sociali;
contesto urbano e diversi tessuti tipomorfologici
dimensione dell'intervento e dell'entità delle altre opere pubbliche o di interesse pubblico poste a carico dell'attuatore.
vicinato elettivo e comunità non ideologiche;
gestione locale da parte dei residenti;
sicurezza e sviluppo della socialità;
attenzione all'ambiente, sviluppo di spazi comuni e di spazi privati sistemati a verde, sia coltivati che non, progettazione e gestione degli edifici con particolare attenzione ai risparmi energetici e idrici;
servizi a valore aggiunto e riduzione dei costi individuali;
tutela della privacy, nell'equilibrio fra il livello privato e quello comune.
Art. 7 Ambiti di decollo e ambiti di atterraggio
Al fine di attuare la riqualificazione urbana, tramite ristrutturazione urbanistica, senza gravare con carico urbanistico eccessivo nel contesto o qualora il lotto non permetta la ricostruzione della intera superficie utile lorda esistente per saturazione, sono individuati comparti urbanistici comprendenti aree non contigue, definiti ambiti di decollo e ambiti di atterraggio, identificati con la sigla Cp.
Negli ambiti di decollo non sono ammessi interventi oltre le manutenzioni fino alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione urbanistica con trasferimento dell'edificabilità residua negli ambiti di atterraggio.
Gli ambiti di atterraggio possono ricevere l'edificabilità proveniente dalla delocalizzazione degli insediamenti produttivi, agricolo produttivi, turistici presenti in territorio rurale e aperto, alle condizioni di cui al Titolo III Capo II delle presenti norme, nonché proveniente da interventi di riqualificazione urbanistica all'interno del sistema insediativo.
Gli ambiti di atterraggio sono privi di edificabilità, che viene assegnata solo qualora sia presentata proposta di piano attuativo comprendente l'ambito di decollo, con nuovo assetto tramite ristrutturazione urbanistica, e ambito di atterraggio, con nuovo assetto tramite nuova edificazione, ottenuta con il trasferimento dei diritti edificatori presenti in toto o in parte nell'ambito di decollo.
Fino all'avveramento della condizione definita al precedente comma, gli ambiti di atterraggio sono assimilati a V3 area verde allo stato naturale o a Vp verde privato di pregio ambientale, in ordine alla prevalenza del contesto in cui si situa.
Il piano attuativo, al quale gli interventi sono assoggettati, è applicato contestualmente alle aree di decollo e alle aree di atterraggio e pertanto dovrà essere sottoscritto dai proprietari (o aventi titolo) di entrambe le aree.
Il piano attuativo deve contenere:
elaborati descrittivi della riqualificazione ambientale del sito liberato dall'edificazione, ai fini della sua reintegrazione nel contesto, con indicazione dello stato finale di rinaturalizzazione o sistemazione che ne permetta il riuso a fini agricoli o per la ripresa dell'effettuazione dell'ordinaria coltivazione del suolo;
elaborati descrittivi delle misure per la mitigazione degli effetti nocivi in fase di cantiere;
elaborati descrittivi dell'area di atterraggio, e dello stato delle urbanizzazioni oggetto degli effetti delle nuova residenza ottenuta con il trasferimento delle superfici esistenti demolite;
elaborati descrittivi del nuovo paesaggio urbano conseguente alla realizzazione dell'intervento nell'area di atterraggio;
specifica valutazione di sostenibilità sui servizi e le infrastrutture di tutela delle risorse essenziali del territorio di cui all'art. 3 comma 5 della LR 1/2005; l'assenso del proprietario dell'area cosiddetta di atterraggio, ove diverso dal proprietario dell'area e dei manufatti oggetto di demolizione e ripristino ambientale e paesaggistico.
Art. 8 Interpretazioni degli atti costituenti il Regolamento urbanistico
In caso di difformità tra gli elaborati grafici del Regolamento urbanistico, devono ritenersi valide le indicazioni contenute negli elaborati di maggior dettaglio.
In caso di difformità tra i contenuti delle presenti norme e le indicazioni grafiche sulle carte prevalgono i contenuti delle norme.
ambiti esclusivamente o prevalentemente residenziali: tessuti insediativi storici Sn, tessuti insediativi ad assetto recente Tn;
ambiti a specializzazione funzionale: Dn produttivi artigianale, commerciale, direzionale, per la ricettività, per la portualità, Mobilità Infrastrutture per la sosta Pn, infrastrutture per la mobilità Mn, Verde Vn, Dotazioni urbane - attività di interesse collettivo Gn, Attrezzature e impianti di interesse generale Fn, Parchi pubblici territoriali Fx;
ambiti del territorio aperto En.
Zone omogenee &quot;A&quot; sono individuate nella tavola 3 e corrispondono prevalentemente al patrimonio storico-insediativo Sn, al patrimonio architettonico e ai beni culturali nel sistema insediativo e nel territorio rurale e aperto.
Sn tessuti storici di matrice preottocentesca e di matrice otto-novecentesca, appartenenti al subsistema insediativo storico, individuati con sigla alfanumerica e perimetrazione, sotto articolati in:
Zone omogenee &quot;B&quot;
Zone omogenee &quot;C&quot; sono individuate nella tavola 3, corrispondono ai nuovi complessi insediativi soggetti a piano urbanistico attuativo, derivanti da ristrutturazione urbanistica, nuova edificazione, delocalizzazione e rilocalizzazione, individuate con sigla alfanumerica e perimetrazione, articolate in:
Zone omogenee &quot;D&quot; destinate ad attività produttive, soggette a consolidamento, ristrutturazioni, espansioni, individuate con sigla alfanumerica e perimetrazione, articolate in Dn ambiti produttivi artigianale, commerciale, direzionale, per la ricettività, per la portualità
D4 aree a servizio prevalente dell'industria
D5 ambiti della piccola e media industria, del commercio e delle attività artigianali
D5.2a ambito industriale, artigianale del PIP Campo alla Croce
D5.2b opere idrauliche funzionali alla messa in sicurezza del PIP Campo alla Croce
D5.3 ambito artigianale e commerciale in loc. Poggetto a Suvereto
D5.10 ambito industriale, artigianale Torre del Sale
D5.11 ambito industriale, artigianale e commerciale del Gagno
D5.12 ambito artigianale e commerciale di Colmata
D6 insediamenti produttivi in territorio aperto
D7.3 attività di autolavaggio
D9.1 alberghi
D9.2 residenze turistico alberghiere
D10 campeggi e villaggi turistici
D11 strutture ricettive extra-alberghiere e residence
D12 aree attrezzate per la sosta camper
D13.1 aree e attrezzature per la balneazione
D14.1 porto a funzioni commerciali, industriali, passeggeri
D14.2 complesso integrato della nautica
D14.2a complesso integrato della nautica: polo del diportismo
D14.3 approdo turistico
D14.4 punto di ormeggio
Zone omogenee &quot;E&quot; agricole, corrispondenti ai subsistemi del territorio rurale e aperto del Piano strutturale, individuate con sigla alfanumerica e perimetrazione, sotto articolate in:
E1 area agricola produttiva
E2 area agricola di interesse paesaggistico d'insieme
E2/fl area agricola di pertinenza fluviale, bene del territorio aperto, invariante strutturale PS
E3 area agricola nella quale l'interesse paesaggistico-ambientale assume specificità per rilevanza dei valori
E4 area agricola boscata, bene del territorio aperto, invariante strutturale PS
E5 area agricola umida e palustre, bene del territorio aperto, invariante strutturale PS
E6 area agricola frazionata
E7 area per impianti di acquicoltura e produzione ittica
E9 area per le colture ortoflorovivaistiche
E10 area destinata ad attività estrattive
E2/fl area di pertinenza fluviale
E4 area boscata
E5 area umida fluviale e palustre
costa alta del promontorio
sito di preminente valore dei parchi di Populonia e San Silvestro
infrastrutture per la sosta (P),
infrastrutture per la mobilità (M),
IR impianti per la distribuzione carburanti
spazi di verde (V) attrezzato o naturale, pubblico o privato,
dotazioni urbane di livello locale (G),
attrezzature generali e collettive (F).
P1 parcheggio pubblico di interscambio
P2 parcheggio pubblico di destinazione ai servizi e alle attrezzature urbane
P3 parcheggio pubblico a servizio della residenza
P4 parcheggio di servizio alle attività commerciali e industriali
M1 ambito ferroviario
IR Impianti per la distribuzione dei carburanti
V1 Verde attrezzato (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. c)
V1e Verde attrezzato di valore ecologico e naturale (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. c
V2 Verde attrezzato per attività sportive di interesse urbano e di quartiere (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. c)
V3 Aree verdi allo stato naturale
V4 Orti urbani
V5 Verde di connettività urbana (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. c)
V5e Costa urbana con funzione di connessione ecologica e naturale
Vp Verde privato di pregio ambientale e paesaggistico
G1 attività ricreative e culturali locali (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. b)
G2 attrezzature e spazi per i culti religiosi (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. b)
G3 attrezzature e servizi pubblici e di interesse comune di livello locale (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. b)
G4 servizi sanitari e assistenziali di interesse locale (D.M. n. 1444/68 art. 3, lett. b)
G5 attrezzature scolastiche dell'obbligo (D.M. n. 1444/1968, art. 3, lett. a)
Zone &quot;F&quot; parti del territorio destinate a parco o nelle quali esistono attrezzature ed impianti di interesse generale
Fa Parco pubblico territoriale interprovinciale di Montioni
Fb Parco pubblico territoriale di Monte Calvi e Monte Valerio
Fc Parco pubblico territoriale di Baratti e Populonia
Fd Parco pubblico territoriale del Falcone
Fe Parco pubblico territoriale della Sterpaia
Ff Parco pubblico territoriale Orti Bottagone
Fg Parco pubblico urbano
Fge Parco pubblico urbano di valore ecologico e naturale
F1 attrezzature e servizi pubblici di interesse sovracomunale, musei, centri espositivi, centri culturali e sociali, sale per spettacoli comprese le discoteche
F2 servizi sanitari e assistenziali di interesse sovracomunale, attrezzature ospedaliere
F3 centro fieristico
F4 servizi scolastici superiori all'obbligo
F5 infrastrutture e impianti tecnologici di interesse generale
F6 aree e attrezzature per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, e attività assimilate
F7 aree e attrezzature cimiteriali
F8 spazi di aggregazione per l'intrattenimento temporaneo, gli eventi, le feste
CAPO II VALUTAZIONE
Art. 10 Attività di valutazione
1. Il presente Regolamento urbanistico contiene specifici elaborati dedicati alle attività di valutazione, in conformità a quanto dettato dalle disposizioni legislative nazionali e regionali in materia di valutazione ambientale strategica.
2. I piani comunali di settore aventi effetti sull'ambiente e sul territorio, piani attuativi nonché gli interventi diretti così come individuati agli articoli 51 e seguenti delle presenti norme, devono contenere uno specifico elaborato redatto ai sensi ed in applicazione del presente articolo, al fine di dimostrare:
a) la rilevanza o meno dei loro impatti sul territorio e sull'ambiente;
b) il rispetto delle regole di tutela ambientale e paesaggistica e delle condizioni alla trasformazione dettate dalle presenti Norme.
3. L'elaborato di cui al punto 2 precedente contiene:
a) l'individuazione dei livelli di fragilità delle aree e delle risorse interessate (l'aria, l'acqua, il suolo, il patrimonio culturale, la fauna e la flora, gli insediamenti, i fattori socio-economici);
b) la descrizione delle azioni previste e dei loro prevedibili impatti sull'ambiente;
c) l'indicazione delle misure idonee ad evitare, ridurre o compensare gli impatti negativi sull'ambiente.
4. L'individuazione dei livelli di fragilità di cui al precedente punto 3, lettera a, deve tenere conto delle informazioni contenute nell'elaborato di valutazione del presente Regolamento urbanistico, nonché, per specifiche risorse e per le diverse suddivisioni del territorio, delle fragilità definite, nella tabella successiva.
Fragilità delle risorse nelle diverse UTOE
Risorsa idrica: disponibilità ingressione del cuneo salino, tutela della risorsa idrotermale
Acque di balneazione e erosione costiera
Suolo: siti da bonificare
1 - Colline di Suvereto
Bassa Alta Bassa Bassa Bassa Alta Bassa
2 - Colline di Campiglia M.ma
Bassa Alta Bassa Bassa Bassa Bassa Bassa
3 - Piana di Venturina
Media Alta Bassa Media Bassa Alta Bassa
4 - Populonia - Fiorentina
Bassa Alta Bassa Bassa Bassa Media Bassa
5 - Riotorto - Costa Est
Bassa Alta Alta Bassa Bassa Bassa Bassa
6 - Città di Piombino
Media Alta Media Media Bassa Media Bassa
7 - Aree naturali protette
Bassa Alta Media Bassa Bassa Media Alta
8 - Servizi e infrastrutture per la città e il porto
Alta Alta Bassa Alta Alta Alta Bassa
9 - Attività portuali e industriali
Alta Alta Alta Alta Alta Alta Bassa
5. La descrizione delle azioni previste di cui al precedente punto 3, lettera b, definisce il livello di criticità dei prevedibili impatti sull'ambiente tenendo conto:
a) delle seguenti soglie di riferimento:
i. interventi di trasformazione relativi a insediamenti residenziali o direzionali di superficie inferiore a 1.600 mq ovvero esercizi di vicinato così come definiti dalla normativa di settore vigente: impatto lieve;
ii. interventi di trasformazione relativi a insediamenti residenziali o direzionali di superficie compresa tra 1.600 mq e 2.500 mq ovvero strutture di media distribuzione così come definiti dalla normativa di settore vigente: impatto significativo;
iii. interventi di trasformazione relativi a insediamenti residenziali o direzionali di superficie superiore a 2.500 mq ovvero strutture di grande distribuzione così come definiti dalla normativa di settore vigente: impatto rilevante;
b) della seguente scala ordinale combinata risorse/impatti, da applicare ad ogni risorsa interessata dai prevedibili impatti indicata nella successiva tabella:
Scala ordinale combinata risorse/impatti per l'individuazione della criticità degli effetti
Fragilità risorsa
Impatto/criticità effetti
Bassa trascurabile bassa media
Media Bassa media elevata
Alta Media elevata molto elevata
Ai fini dell'applicazione della scala ordinale combinata risorse/impatti di cui al precedente punto 5, per le trasformazioni relative a insediamenti industriali e artigianali gli impatti devono sempre essere classificati come &quot;rilevanti&quot;, a meno che il soggetto avente titolo ad operare le trasformazioni non dimostri che i fattori di impatto, espressi in termini di fabbisogni di risorse (acqua, suolo e energia), necessità di smaltimento (acque reflue e rifiuti) ed emissioni in atmosfera, sono tali da consentire che la trasformazione rientri fra quelle elencate alle lettere a) i ovvero a) ii, del precedente punto 5, mediante una relazione con asseverazione.
Le misure di cui al punto 3, lettera c sono commisurate ai livelli di criticità degli impatti negativi, così come determinati ai sensi del precedente punto 5, e tengono conto delle disposizioni definite al Capo IV del Titolo II delle presenti Norme.
Fermo restando l'obbligo della redazione dello specifico elaborato nei casi di cui al punto 2, sono comunque soggetti alle disposizioni di cui alla legge regionale 1/2005 art. 11 comma 2, incluso la valutazione dei possibili effetti sull'ambiente, i seguenti interventi di trasformazione (contenuti nel Dossier F).
At 1 Lotto residenziale, via di Pozzatello
At 3 Lotto produttivo, Campiglia
At 6 Ex magazzini Comer, Via Indipendenza
At 9 Area CONAD, via Indipendenza
At11 Riconversione aree produttive ed a verde pubblico, via Cerrini - via Sardegna
At13 Area di espansione commerciale, via Cerrini
At15 Centro di servizi per la logistica, Loc. Campo alla Croce
At16 Area di espansione del PIP Campo alla Croce
At18 Nuovo cimitero di Venturina
COMPARTI DI PEREQUAZIONE
Cp1a-b Consorzio Agrario, via Indipendenza/Comparto di perequazione, via della Pulledraia
Cp2a -b Porta Nord di Venturina /Impianto rifornimento carburanti, via della Monaca
Cp3a-b Mercatale, via Indipendenza / Complesso residenziale, via dell’Aeroporto – via Pasolini
Cp5 Area produttiva dismessa in Loc. Montioncello
Cp6 Area produttiva Loc. Prete Cola
Cp7 Area di atterraggio via dell’Aeroporto
Cp8 Area di atterraggio via dell’Aeroporto
At 1 Centro Servizi
At 2 Comparto residenziale - area Fosso del Fontino
At 3 Comparto residenziale per edilizia economica popolare - via G. di Vittorio
At 4 Porta di accesso sud
At 6 Area per insediamenti produttivi
At 1 Porta a Mare
At 15 Via Flemalle - Via Gori
At 21 ITI Pacinotti
At 24 Hotel Centrale
At 27 ITC Einaudi
At 29 Vallone Salivoli
At 39 Borgo degli Olivi
At 41 Via della Bonifica
At 42 Loc. La Sdriscia
Art. 11 Monitoraggio e aggiornamento
1. Al fine di verificare l'efficacia della azioni programmate e se e come queste abbiano consentito di raggiungere gli obiettivi indicati dalla pianificazione, il Ru prevede la costruzione di un sistema di monitoraggio basato sull'analisi degli indicatori descritti nella tabella 2.1. del Rapporto ambientale.
2. Ai fini di cui al comma 1, gli uffici tecnici comunali costruiscono una banca dati nella quale confluiscono le seguenti informazioni:
numero di alloggi autorizzati suddivisi fra quelli destinati al libero mercato e quelli destinati ad edilizia sociale e loro localizzazione sistemica (sistema insediativo, territorio rurale ecc);
superficie di suolo non urbanizzato concessa per le trasformazioni suddivise per tipologia residenziale e produttiva;
superficie di suolo già urbanizzato utilizzato per interventi di recupero (compresa quella legata alle sostituzioni e alle delocalizzazioni);
numero e tipologia di interventi di riqualificazione dei centri urbani compresi quelli per le attrezzature collettive, per la viabilità per la realizzazione di una rete destinata alla mobilità lenta;
numero di interventi di restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia richiesti e autorizzati nei centri storici;
numero di richieste e di autorizzazioni concesse di cambi d'uso di annessi agricoli esistenti;
numero di richieste e di autorizzazioni concesse per nuovi posti letto suddivise per tipologia: alberghiera ed extra alberghiera;
megawatt di energia aggiuntivi rispetto alla produzione attuale derivanti da fonti fossili e rinnovabili richiesti, concessi e realizzati suddivisi per tipologia: in tal modo sarà possibile controllare il tempo necessario che intercorre tra la richiesta e la realizzazione dell'impianto;
superficie destinata ai nuovi impianti di produzione di energia autorizzati e sua ubicazione in relazione ai sistemi territoriali individuati dal R.U.
Le informazioni di cui al punto 2 sono raccolte in una banca dati di tipo geografico con lo scopo di elaborare un report biennale.
A seguito del monitoraggio, il Comune modifica e integra, quando necessario, il Regolamento urbanistico, al fine di migliorarne l'efficacia, e prende in considerazione la formazione di varianti al Regolamento urbanistico previgente o di un nuovo Regolamento urbanistico.
Il Comune procede con proprie forme e modalità alla consultazione, all'informazione e alla partecipazione dei cittadini alle attività di cui al presente articolo, previa nomina del garante della comunicazione ai sensi di legge.
CAPO III PIANIFICAZIONE COMUNALE DI SETTORE
La "Disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni", di cui alle vigenti norme regionali in materia di governo del territorio, regola i mutamenti delle destinazioni d'uso degli immobili, ivi comprese delle aree di pertinenza degli edifici esistenti e dei terreni inedificati.
Ai fini di cui al primo comma, la "Disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni" integra le previsioni del presente Regolamento urbanistico suddividendo il territorio comunale in appositi ambiti di programmazione delle funzioni e in specifiche aree strategiche di riassetto e/o integrazione funzionale corrispondenti alle U.T.O.E. di cui al vigente Piano strutturale o a parti di esse e costituenti unità minime d'intervento allo scopo di garantire una equilibrata distribuzione e localizzazione delle funzioni sul territorio comunale.
La "Disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni" è coordinata con il "Piano di indirizzo e regolazione degli orari" e con il "Piano Urbanistico commerciale", nonché con la classificazione acustica del territorio comunale.
In caso di contrasto tra la "Disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni" ed i contenuti del Piano strutturale e/o del Regolamento urbanistico, questi ultimi prevalgono sulla prima.
Oltre alla "Disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni" di cui al precedente articolo, contribuiscono al governo del territorio e degli insediamenti urbani, in coordinamento con il presente Regolamento urbanistico, tutti i piani e programmi di settore di competenza comunale che incidono sugli assetti territoriali.
Al fine di assicurare l'equilibrio e l'integrazione con l'organizzazione dei tempi della vita quotidiana essi si coordinano con il "Piano di indirizzo e regolazione degli orari".
In ordine alla disciplina urbanistico-commerciale, e in riferimento al regolamento attuativo della LR 28/2005 emanato con D.P.G.R. 15/R/2009, il presente Regolamento urbanistico contiene la specifica regolamentazione delle funzioni ammesse, comprensive degli usi commerciali, secondo le definizioni dettate dalle presenti Norme, sia sul patrimonio edilizio e urbanistico esistente che per i nuovi insediamenti, in relazione ai quali sono definiti la tipologia degli esercizi commerciali realizzabili, il relativo settore merceologico (alimentare e non alimentare) e le eventuali soglie dimensionali, la dotazione dei parcheggi a servizio dei nuovi esercizi commerciali, il rapporto tra gli esercizi commerciali e la viabilità di servizio.
per &quot;centro commerciale naturale&quot; l'insieme prevalentemente già esistente di piccole attività commerciali, artigianali e di servizi, comunque distinte e al solo fine di valorizzare le zone urbane, che svolgono attività integrate -ossia configurando un'offerta integrata di vendita- individuate giuridicamente nelle forme del consorzio o dell'associazione;
per &quot;nuovi esercizi commerciali&quot; quelli ricavati mediante interventi di nuova costruzione o interventi di ristrutturazione urbanistica e di sostituzione edilizia comportanti anche modifiche totali o parziali di destinazione d'uso nelle costruzioni esistenti.

References: Art. 1

Art. 3
 art. 1

Art. 4

Art. 5
 art. 60

Art. 7

Art. 8
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3

Art. 10
 art. 11

Art. 11