Source: https://www.fiscomania.com/2015/10/istanza-di-rimborso-imposte-la-procedura/
Timestamp: 2017-12-15 21:52:06+00:00

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Istanza di rimborso imposte: la procedura - Fiscomania
Il contribuente che ha versamento imposte, in realtà non dovute, ha diritto al rimborso deve inoltrare l’apposita richiesta all’ufficio competente entro determinati termini. Tutte le informazioni utili e il modello di istanza di rimborso.
Una delle situazioni più annose nelle quali può trovarsi un contribuente è sicuramente quella di aver pagato un’imposta, che in realtà si è rivelata poi non dovuta.
Poco importa, in questi casi, se l’errore da cui è scaturito il pagamento indebito è stato proprio o dell’Amministrazione finanziaria: la regola è che chi ha pagato un’imposta non dovuta o superiore a quella richiesta ha diritto ad ottenere il rimborso.
I motivi di un versamento non dovuto possono essere i più disparati: versamenti in base ad avvisi di accertamento errati, versamenti effettuati due volte. In ogni caso il contribuente ha diritto di essere rimborsato, con modalità diverse a seconda del tipo di imposta versata.
Vediamo adesso tutte le informazioni utili per predisporre e presentare una istanza di rimborso per imposte pagate ma non dovute.
La risposta da parte delle Entrate
La domanda è respinta
L’ufficio non risponde
Istanza di reclamo mediazione
Rimborso di imposte pagate con ruolo
Quando dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito e nella compilazione del quadro RX del modello Redditi Persone Fisiche il contribuente ha indicato di voler avere il rimborso (la scelta alternativa sarebbe quella del riporto del credito all’anno successivo o la compensazione del credito con altri tributi da versare), l’Agenzia delle Entrate, eseguiti i normali controlli, rimborsa la somma spettante.
Se il contribuente non ha effettuato alcuna scelta, il credito viene considerato come eccedenza da utilizzare nella successiva dichiarazione. L’importo in questione potrà essere rimborsato solo su apposita richiesta del contribuente e dopo che l’Ufficio abbia verificato che lo stesso credito non è stato utilizzato in compensazione con il modello F24 o nelle dichiarazioni successive.
Chi utilizza il modello 730 può ottenere il rimborso direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, con la busta paga o la rata di pensione. Se, per qualunque motivo, il rimborso non è effettuato, si può presentare istanza di rimborso all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo in cui si risiede.
In tal caso, occorre allegare alla richiesta la certificazione con la quale il datore di lavoro, o l’ente pensionistico, attesta di non aver eseguito il conguaglio e di non aver quindi rimborsato le imposte.
E’ opportuno ricordare, a questo proposito che l’Agenzia delle Entrate, entro il mese di dicembre (oppure entro sei mesi dalla data della trasmissione del modello, se questa è successiva alla scadenza del 30 giugno), effettua dei controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a €. 4.000, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni.
Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate.
Per tutte le altre ipotesi di pagamenti non dovuti o eseguiti in eccesso rispetto a quanto dovuto, è necessaria, di regola, una domanda del contribuente, che deve essere presentata, a pena di decadenza, entro un determinato termine dal versamento.
L’istanza di rimborso deve essere presentata a mano o notificata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente in base al domicilio fiscale del soggetto richiedente (o, per le imposte indirette, all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la successione).
Deve inoltre essere redatta su carta semplice e deve contenere, innanzitutto, i dati anagrafici e l’attività svolta dal richiedente, le indicazioni in merito alla data, alla natura (saldo o acconti) e all’anno di imposta dei versamenti di cui si chiede il rimborso, allegandone anche, per sicurezza una copia.
Come abbiamo visto, ai fini della sua validità, l’istanza di rimborso deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro un determinato periodo di tempo, che vari nel caso in cui si tratti di una imposta diretta o indiretta.
In ogni caso il diritto di chiedere il rimborso si prescrive in quattro anni dalla data del pagamento dell’indebito.
Una volta presentata l’istanza di rimborso, con i termini e le modalità sopra indicate, non resta che attendere una possibile risposta, positiva negativa o assente, da parte dell’Agenzia delle Entrate. In particolare, possono verificarsi tre ipotesi:
Tuttavia, in caso di conto corrente chiuso o di coordinate comunicate o acquisite in modo errato, l’accredito della somma non va a buon fine.
La comunicazione delle coordinate bancarie o postali presso cui il contribuente desidera l’accredito dei rimborsi può essere effettuata in ogni momento, a prescindere dall’ammontare del rimborso atteso e senza che sia necessario alcun invito da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Per gli importi fino a €. 999,99, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale, esibendo un documento d’identità, può riscuotere il rimborso in contanti;
Per gli importi oltre €. 999,99 e fino a €. 51.645,69, comprensivi di interessi, al contribuente arriva un invito a comunicare le coordinate del proprio conto corrente, unitamente a un modello da compilare e consegnare, entro il termine indicato, a un ufficio postale. Se il contribuente non consegna il modello e non fornisce le coordinate del proprio conto, il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia;
Per gli importi superiori a €. 51.645,69, comprensivi di interessi, e per i rimborsi di soli interessi di qualsiasi importo, la restituzione avviene, per ragioni di sicurezza, esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.
In questo caso vi è un’apposita comunicazione che vi sarà notificata dall’Agenzia e che vi spiegherà i motivi del mancato accoglimento della vostra istanza.
In questo caso, il contribuente può presentare Istanza di reclamo/mediazione oppure il ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto;
In questo caso siamo di fronte al c.d. “silenzio rifiuto“, e la domanda di rimborso deve ritenersi respinta. Trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione della domanda ed entro il termine di prescrizione, ordinariamente decennale, l’interessato può presentare l’istanza di reclamo/mediazione o ricorrere alla Commissione tributaria.
Come potete immaginare se la riposta è negativa le vostre speranze di ottenere il rimborso non finisco qui, ma dovete tentare una via più articolata, che richiederà la consulenza di un dottore commercialista, o di un avvocato esperto in materia fiscale.
In caso di diniego espresso o di rifiuto tacito al rimborso (c.d. “silenzio-rifiuto“), che si forma trascorsi 90 giorni dalla proposizione della domanda, il contribuente (in persona o attraverso i suoi consulenti), può intraprendere la via del contenzioso.
Dovrà, però, prima presentare l’istanza di reclamo/mediazione (e non il ricorso) se l’imposta di cui chiede il rimborso non supera i €. 20.000.
Per il valore della lite, si deve fare riferimento all’imposta chiesta a rimborso, al netto di interessi o altri accessori. Se la domanda di rimborso riguarda più annualità, il valore della lite è dato dall’importo di ogni singolo periodo d’imposta.
Nell’atto di reclamo/mediazione da notificare all’Ufficio competente, il contribuente dovrà chiedere al giudice tributario il riconoscimento del rimborso. Inoltre, il contribuente o l’ufficio potranno proporre una mediazione.
Se sono trascorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o si è conclusa la mediazione o in caso di rigetto, il contribuente avrà 30 giorni per depositare il reclamo in Commissione Tributaria Provinciale, con il contestuale versamento del contributo unificato.
Come si è visto, il rimborso è generalmente subordinato alla presentazione dell’istanza da parte del contribuente. In alcune ipotesi, invece, il rimborso deve avvenire d’ufficio: cioè l’Amministrazione finanziaria, non appena riscontra un credito del contribuente, è tenuta a rimborsarglielo di propria iniziativa.
In questo caso è la stessa Agenzia delle Entrate a comunicarvi l’importo del vostro credito, lasciando a voi soltanto il compito di comunicare l’Iban del vostro conto corrente per ottenere l’accredito.
L’istanza di rimorso finora esaminata riguarda le ipotesi in cui le somme indebitamente versate non siano state riscosse mediante ruolo dall’Amministrazione finanziaria.
Quando vi è stata già iscrizione a ruolo delle imposte, come ad esempio nel caso in cui il contribuente abbia presentato un ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale, ed abbia contestualmente provveduto al versamento di 1/3 delle imposte, qualora la sentenza sia favorevole allo stesso contribuente, egli ha diritto di ricevere indietro le imposte versate.
In questo caso è la stessa Agenzia delle Entrate, che si attiva per fare ottenere al contribuente l’importo versato, nei 90 giorni successivi. In questo caso al rimborso provvederà l’Agente della riscossione su incarico dell’ufficio dell’Agenzia delle entrate. In caso di inerzia, comunque il contribuente può tutelarsi chiedendo la condanna dell’Amministrazione finanziaria al rimborso delle somme indebitamente riscosse.
dichiarazione dei redditi	2015-10-26
dicembre 13, 2015 at 10:27
io non ho ancora ricevuto il rimborso, non ho sostituto d’imposta e ho fornito l’iban
dicembre 13, 2015 at 10:31
l’Agenzia rimborsa in base alle disponibilità finanziarie che ha disposizione, rispettando le richieste pervenute in ordine cronologico. Per sapere a che punto è la sua pratica si rivolga all’Agenzia, la aggiorneranno sicuramente.
febbraio 3, 2017 at 15:07
Salve,volevo chiederli cortesemente se mi può dare qualche informazione sul Rimborso 730/2015 senza sostituto d’imposta. E’ stato fatto un errore dal Caf Consulenti del Lavoro mandando il mio 730 2 volte ,1 con il cognome sbagliato e la 2 con integrativa correzione.Ho presentato il mio problema all’agenzia delle entrate ,che mi hanno rilasciato un foglio con oggetto:ISTANZA RIMBORSO IMPOSTE DIRETTE-SOLLECITO-RIMBORSO 730 SENZA SOSTITUTO.Lei mi può dire quanto tempo più o meno devo ancora aspettare,o cosa devo fare ?Grazie .PS- L’istanza e stata presentata il 23/01/2017
febbraio 3, 2017 at 16:12
Purtroppo l’unica cosa che posso dirle è che deve aspettare. Impossibile definire quanto tempo, dipende dagli uffici. Quello che può fare è presentarsi agli uffici chiedendo di parlare con qualcuno della sezione rimborsi.
febbraio 3, 2017 at 21:58
aprile 24, 2016 at 12:02
Mia moglie ha presentato nei termini di legge due domande di rimborso IRPEF per mancata deduzione IRAP relativa al costo del personale. Le istanze sono state regolarmente inviate online nel 2009 e nel 2013 e si riferiscono agli anni dal 2004 al 2011
Ci è pervenuto solo il rimborso per l’anno 2006 e poi più nulla.
Poichè ora abbiamo un debito verso Equitalia , che ci imporrà anche il fermo macchina, chiedo se i nostri crediti siano compensabili con il debito Equitalia ( utilizzando l’apposito modulo) oppure si debba attendere la risposta di accoglienza delle nostre istanze da parte dell’Ufficio delle Entrate.
L’ufficio delle entrate da noi sentito ci ha detto di fare istanza di pagamento relativa alle domande da noi presentate ….. non ci aiutano affatto. Gradirei un Suo cortese parere
aprile 24, 2016 at 21:42
Salve, fino a quando l’Agenzia delle Entrate non avrà approvato il rimborso, lo stesso non potrà essere utilizzato per il pagamento (in compensazione) del debito nei confronti di Equitalia. Il consiglio che posso darvi è quello di rivolgervi all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate che tratta la vostra pratica relativamente al rimborso, in modo da favorire l’esito della richiesta. Vi consiglio di farlo dando mandato al vostro Commercialista. Fino a quando non ottenete l’accettazione della domanda Equitalia non può procedere con la compensazione. Intanto, se non lo avete già fatto, chiedete la rateazione del debito di Equitalia.
maggio 1, 2017 at 19:16
Buongiorno, ho compilato e inviato la dichiarazione di successione col software online, due giorni dopo accortomi di un errore ho provveduto a inviare la dichiarazione sostitutiva pensando che si intendesse, non potendo fare altrimenti, intervenire sulla prima già inviata. Risultato: mi è stata addebitata due volte l’imposta con prelievo su C\C e a domanda all’ufficio territoriale competente se potevo presentare istanza di rimborso in quanto il defunto e i suoi beni in eredità non si sono duplicati in due giorni mi è stato risposto che il software è così concepito e che quindi a ogni richiesta di voltura corrisponde il pagamento di un’imposta.
marco lorenzotti
maggio 9, 2017 at 19:35
Ho chiesto un rimborso per imposte sostitutive da me versate e pagate il 27% al posto del dovuto 12,5% durante 2010 e 2011. Agenzia Entrate mi ha gia’ risposto rifiutando il rimborso dicendo che la domanda e’ stata tardiva cioe’ oltre i 48 mesi previsti dal DPR. Vorrei capire se sono validi i 4 anni della loro norma oppure i 10 dell’indebito arricchimento o simili come voi scrivete in questo articolo ?! Grazie
maggio 9, 2017 at 22:01
La regola generale prevede 48 mesi per chiedere il rimborso, i 10 anni riguardano particolari fattispecie.
maggio 10, 2017 at 3:30
Nel mio caso la mia banca ha trattenuto imposte alla fonte sui dividendi azionari al 27% al posto dei dovuti 12,5% negli anni 2010 e 2011 ! Questo caso puo’ rientrare nella fattispecie dei 10 anni oppure lascio perdere e accetto rifiuto per istanza tardiva da A.E. ? grazie ancora
maggio 10, 2017 at 7:25
Ci sono 48 mesi di tempo per fare istanza di rimborso. In ogni caso la ritenuta sui dividendi azionari è del 26% e se la banca dal 2014 le ha applicato questa ritenuta ha operato correttamente.
maggio 10, 2017 at 14:21
Come gia’ scritto stiamo parlando del 2010 e 2011, ho pagato il 27% contro il dovuto 12,5%.
Questo caso puo’ rientrare nella fattispecie dei 10 anni oppure lascio perdere e accetto rifiuto per istanza tardiva da A.E. perche’ passati i 48 mesi ? grazie ancora
maggio 10, 2017 at 14:46
Si tratta di normale richiesta di rimborso, quindi i termini sono di 48 mesi.
maggio 13, 2017 at 4:08
Questo varrebbe per il mio caso?
In materia di rimborso Imposte versate in eccedenza e trattenute dal fisco, ad esempio, una recente sentenza della S.C. (la n. 20526/2013) ha previsto, oltre alla pacifica applicazione dell’istituto civilistico dell’indebito oggettivo ex art. 2033 c.c., anche quella dell’arricchimento senza giusta causa ex art. 2041 c.c., allorquando il rigetto della richiesta di rimborso (come nel caso di pagamento non dovuto ed indebitamente trattenuto nelle casse statali), rappresenti un’ingiustizia giuridica e fiscale.
I giudici della S.C. hanno, inoltre, statuito che in materia di rimborso di imposte corrisposte in eccedenza (nel caso di specie, rimborso Iva) vige il termine decennale di prescrizione ex art. 2946 c.c. (v. Cass. n. 9816/2012; Comm. Trib. Reg. Lombardia, n. 83/2013).
maggio 14, 2017 at 11:50
Se vuole fare valere queste sentenze, deve fare ricorso contro il rifiuto ricevuto. Il ricorso ha termine di 60 giorni dalla notifica del rifiuto, altrimenti è prescritta per lei la possibilità di fare ricorso e fare valere davanti al giudice queste sentenze.
maggio 18, 2017 at 2:11
Potete gentilmente riscontrare mio ultimo post?grazie
maggio 18, 2017 at 7:32
I termini per chiedere il rimborso sono quelli indicati nell’articolo. Stiamo parlando, i quasi tutti i casi di 48 mesi.
maggio 18, 2017 at 11:03
Ok ma il mio caso sono 48 mesi o 10 anni? Grazie
maggio 18, 2017 at 12:05
FIORENZO GOTTI
maggio 23, 2017 at 9:18
Locale commerciale dato in affitto. Abbiamo effettuato entrambi (sia io che l’affittuario) il pagamento dell’imposta registro annuale del contratto. Chi deve e come chiedere/ottenere il rimborso? Grazie
maggio 23, 2017 at 12:38
Sul contratto è indicato a chi spetta il pagamento, l’altro soggetto può chiedere il rimborso. Se il pagamento dell’imposta di registro è a carico di entrambi, decidete tra voi chi deve chiedere il rimborso.
novembre 30, 2017 at 19:24
Salve, io vorrei sapere in quanto tempo viene erogato il rimborso. Il marzo scorso ho presentato domanda di rimborso per un importo superiore versato nella dichiarazione di successione. La domanda è stata accolta e devo dire che al mio sollecito inviato via mail pochi giorni fa ho ricevuto anche gentile risposta dall’agenzia, scoprendo altresì che il rimborso dovutomi è persino superiore a quello che pensavo, ma a quanto pare i tempi per l’accredito sarebbero decisi dalla sede centrale di Roma…qualcuno sa dirmi quali sono? Grazie 🙂
dicembre 1, 2017 at 9:04
Salve Maria, non è possibile stimare i tempi perché dipendono dalle disponibilità finanziarie della sede centrale. L’unica cosa che può farsi dire è quale mese stanno rimborsando, in base alle istanze accolte.
dicembre 14, 2017 at 8:47
Buongiorno, avendo rateizzato il pagamento di un’imposta successivamente rivelatasi non dovuta (omessa registrazione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, il cui mancato perfezionamento è stato giudizialmente accertato) vorrei sapere se con l’istanza di rimborso posso chiedere che mi vengano refuse anche le spese di pagamento rata (da 1,25 Euro per quelle pagate in Posta fino a 3 euro per quelle pagate in Banca) oppure se posso avere rimborsato solo l’importo della rata. Grazie fin d’ora
dicembre 14, 2017 at 11:43
Le spese di pagamento non possono essere oggetto di rimborso.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 2033
 art. 2041
 art. 2946
 Cass.