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Timestamp: 2020-04-05 16:58:58+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 9382 del 04/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9382 del 04/04/2019
Cassazione civile sez. II, 04/04/2019, (ud. 07/11/2017, dep. 04/04/2019), n.9382
sul ricorso 13404/2014 proposto da:
GARANTE PROTEZIONE DATI PERSONALI, elettivamente domiciliato in ROMA,
PROVINCIA FOGGIA, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANGELO EMO
56, presso lo studio dell’avvocato SERGIO DELVINO, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato NICOLA MARTINO;
avverso la sentenza n. 1638/2013 del TRIBUNALE di FOGGIA, depositata
07/11/2017 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;
udito l’Avvocato DELVINO Sergio, difensore del ricorrente che ha
Il Garante per la protezione dei dati personali propone ricorso. per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Foggia 19.11.2013, che ha accolto l’opposizione della provincia di Foggia all’ordinanza n. 44 del Garante, che aveva ingiunto la sanzione di Euro 20.000 per la violazione dell’art. 162, II bis del codice di protezione dei dati personali, per la diffusione dello stato di salute di una dipendente in difformità da quanto previsto dall’art. 22 VIII.
Il Garante denunzia 1) violazione del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 152, e del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 10 III, perchè i ricorsi avverso i provvedimenti del Garante vanno proposti entro 30 giorni dalla loro comunicazione ed il Tribunale ha errato nel sostenere che non osta all’esame del merito l’omessa impugnazione del provvedimento del luglio 2009 che ha seguito quello del giugno precedente di inibitoria alla pubblicazione dei dati; 2) violazione del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 22 VIII, nonchè dell’art. 20, I e II, art. 65, V, art. 68, III, per essere stata ritenuta illegittima la sanzione in ordine alla diffusione di un dato sensibile.
La mancata presentazione di scritti difensivi e la inerzia nella fase cautelare non comportano una sostanziale acquiescenza ai provvedimenti e non escludono la possibilità di far valere in sede giurisdizionale ogni opportuna difesa in applicazione dei principi costituzionali desumibili dall’art. 24 Cost., I e II.
Del resto può considerarsi acquisito il principio che l’acquiescenza e la rinunzia al ricorso possono avvenire anche tacitamente ma solo con atti inequivocabili, incompatibili con la volontà di impugnare (S.U. 22.4.2013 n. 9687) e tale accertamento è prerogativa del giudice di merito (Cass. 21.7.2008 n. 20085) che, nella specie, ha escluso la definitività del provvedimento presupposto.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 7 novembre 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 152
 art. 10
 art. 22
 art. 65
 art. 68