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Timestamp: 2020-07-09 05:05:14+00:00

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Direttiva del Consiglio, 24 giugno 1992, n. 57 - 92/57/CEE - Misure di sicurezza nei cantieri
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Direttiva 92/57/CEE del Consiglio del 24 giugno 1992 riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili (ottava direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea n. L 245 del 26/08/1992, p. 6-22
Giurisprudenza Collegata: Corte di Giustizia CE, C-504/06; Cass. Pen. 7714/2008; Corte di Giustizia CE, E-2/10; Cass. Pen. 27738/2011; Cass. Pen. 46839/2011; Cass. Pen. 36398/2013; Cass. Pen. 3717/2014; Cass. Pen. 29276/2014; Cass. Pen. 36921/2014; Cass. Pen. 3809/2015; Cass. Pen. 27159/2015; Cass. Pen. 29798/2015; Cass. Pen. 41820/2015; Cass. Pen. 19208/2016; Cass. Pen. 23171/2016; Cass. Pen. 50037/2017; Cass. Civ. 23474/2018; Cass. Civ. 31001/2018; Cass. Civ. 6546/2019; Cass. Pen. 17213/2019; Cass. Pen. 23140/2019;
considerando che l'articolo 118 A del trattato prevede che il Consigli adotti, mediante direttiva, prescrizioni ninime per promuovere il miglioramento in particolare dell'ambiente di lavoro, per garantire un più elevato livello di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori;
considerando che la comunicazione della Commissione circa il suo programma nel settore della sicurezza, dell'igiene e della salute sul luogo di lavoro (4) prevede l'adozione di una direttiva intesa a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sui cantieri temporanei o mobili;
considerando che il Consiglio, nella sua risoluzione del 21 dicembre 1987 concernente la sicurezza, l'igiene e la salute sul luogo di lavoro (5), ha preso atto dell'intenzione della Commissione di presentargli a breve termine prescrizioni minime riguardanti i cantieri temporanei o mobili;
considerando che in ciascuno Stato membro le autorità competenti in materia di sicurezza e di salute sul lavoro devono essere informate, prima dell'inizio dei lavori della realizzazione di lavori la cui importanza supera una determinata soglia;
considerando che, all'atto della realizzazione di un'opera, una carenza di coordinamento in particolare dovuta alla presenza simultanea o successiva di imprese differenti su uno stesso cantiere temporaneo o mobile può comportare un numero elevato di infortuni del lavoro;
considerando pertanto che è necessario estendere ai lavoratori autonomi e ai datori di lavoro, quando esercitano essi stessi un'attività sul cantiere, talune disposizioni pertinenti della direttiva 89/655/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (seconda direttiva particolare) (6) e della direttiva 89/656/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro (terza direttiva particolare) (7);
considerando che la presente direttiva è una direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (8); che di conseguenza le disposizioni di quest'ultima direttiva si applicano interamente ai cantieri temporanei o mobili, fatte salve disposizioni più vincolanti e/o specifiche contenute nella presente direttiva;
considerando che la presente direttiva rappresenta un elemento concreto nell'ambito della realizzazione della dimensione sociale del mercato interno, segnatamente per quanto riguarda il campo di applicazione della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione (9) e per quanto riguarda la materia disciplinata dalla direttiva 89/440/CEE del Consiglio, del 18 luglio 1989, che modifica la direttiva 71/305/CEE che coordina le procedure di applicazione degli appalti di lavori pubblici (10);
considerando che, a norma della decisione 74/325/CEE (11), la Commissione consulta il comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro, ai fini dell'elaborazione di proposte in questo settore,
2. La presente direttiva non si applica alle attività di perforazione e di estrazione nelle industrie estrattive ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 della decisione 74/326/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1974, che estende la competenza dell'organo permanente per la sicurezza e la salubrità nelle miniere di carbon fossile all'insieme delle industrie estrattive (12).
Giurisprudenza Collegata: Corte di Giustizia CE, C-504/06;
a) cantiere temporaneo o mobile (in appresso denominato «cantiere»): qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di genio civile il cui elenco non esauriente è riportato all'allegato I;
Coordinatori - Piano di sicurezza e di salute - Notifica preliminare
- in cui la durata presunta dei lavori è superiore a 30 giorni lavorativi e che occupa contemporaneamente più di 20 lavoratori
Giurisprudenza Collegata: Corte di Giustizia CE, C-504/06; Corte di Giustizia, C-224/09;
Progettazione dell'opera: principi generali
È parimenti preso in considerazione, ogniqualvolta ciò risulti necessario, ogni piano di sicurezza e di salute e ogni fascicolo elaborati conformemente all'articolo 5, lettere b) e c) o adeguati conformemente all'articolo 6, lettera c).
Progettazione dell'opera: compiti dei coordinatori
Realizzazione dell'opera: compiti dei coordinatori
Durante la realizzazione dell'opera, il o i coordinatori in materia di sicurezza e di salute designati conformemente all'articolo 3, paragrafo 1,:
- al momento delle scelte tecniche e/o organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente;
- all'atto della previsione della durata di realizzazione di questi differenti tipi di lavoro o fasi di lavoro;
- applichino con coerenza i principi di cui all'articolo 8,
- applichino, quando è necessario, il piano di sicurezza e di salute di cui all'articolo 5, lettera b);
Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori e dei datori di lavoro
Applicazione dell'articolo 6 della direttiva 89/391/CEE
Obblighi di altri gruppi di persone
a) si conformano mutatis mutandis segnatamente
- dell'adozione di direttive in materia di armonizzazione tecnica e di normalizzazione concernenti i cantieri temporanei o mobili
2. Quando gli Stati membri adottano queste disposizioni, queste ultime fanno espresso riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
(1) GU n. C 213 del 28. 8. 1990, pag. 2 e GU n. C 112 del 27. 4. 1991, pag. 4.(2) GU n. C 78 del 18. 3. 1990, pag. 172 e GU n. C 150 del 15. 6. 1992.(3) GU n. C 120 del 6. 5. 1991, pag. 24.(4) GU n. C 28 del 3. 2. 1988, pag. 3.(5) GU n. C 28 del 3. 2. 1988, pag. 1.(6) GU n. L 393 del 30. 12. 1989, pag. 13.(7) GU n. L 393 del 30. 12. 1989, pag. 18.(8) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 1.(9) GU n. L 40 dell'11. 2. 1989, pag. 12.(10) GU n. L 210 del 21. 7. 1989, pag. 7 Direttiva modificata dalla decisione 90/380/CEE della Commissione (GU n. L 187 del 19. 7. 1990, pag. 55).(11) GU n. L 185 del 9. 7. 1974, pag. 15. Decisione modificata da ultimo dall'atto di adesione del 1985.(12) GU n. L 185 del 9. 7. 1974, pag. 18.
ELENCO NON ESAURIENTE DEI LAVORI EDILI O DI GENIO CIVILE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, LETTERA a) DELLA DIRETTIVA
ELENCO NON ESAURIENTE DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI DI CUI ALL'ARTICOLO 3, PARAGRAFO 2, SECONDO COMMA DELLA DIRETTIVA
1. Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento, di sprofondamento o di caduta dall'alto, particolarmente aggravati dalla natura dell'attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell'opera (*).
3. Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite all'articolo 20 della direttiva 80/836/Euratom (¹).
(*) Per l'attuazione del punto 1, gli Stati membri possono fissare indicazioni in cifre relative a situazioni particolari.
(¹) GU n. L 246 del 17. 9. 1980, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 84/467/Euratom (GU n. L 265 del 5. 10. 1984, pag. 4).
CONTENUTO DELLA NOTIFICA PRELIMINARE DI CUI ALL'ARTICOLO 3, PARAGRAFO 3, PRIMO COMMA DELLA DIRETTIVA
1. Data della comunicazione: .
2. Indirizzo preciso del cantiere: .
3. Committente(i) (nome(i) e indirizzo(i)): .
4. Natura dell'opera: .
5. Responsabile(i) dei lavori (nome(i) e indirizzo(i)): .
6. Coordinatore(i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell'opera (nome(i) e indirizzo(i)): .
7. Coordinatore(i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione dell'opera (nome(i) e indirizzo(i)): .
8. Data presunta d'inizio dei lavori nel cantiere: .
9. Durata presunta dei lavori nel cantiere: .
10. Numero massimo presunto di lavoratori sul cantiere: .
11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere: .
12. Identificazione delle imprese già selezionate: .
PRESCRIZIONI MINIME DI SICUREZZA E DI SALUTE PER I CANTIERI di cui all'articolo 9, lettera a) e all'articolo 10, paragrafo 1, lettera a) i) della direttiva
Gli obblighi previsti dal presente allegato si applicano ogni qualvolta le caratteristiche del cantiere o dell'attività, le circostanze o un rischio lo richiedono.
Ai fini del presente allegato, il termine «locali» include tra l'altro le baracche.
PARTE A PRESCRIZIONI MINIME DI CARATTERE GENERALE PER I LUOGHI DI LAVORO SUI CANTIERI 1. Stabilità e solidità
3.4. Le vie e le uscite specifiche di emergenza devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle norme nazionali che traspongono la direttiva 77/576/CEE (¹).
(¹) GU n. L 229 del 7. 9. 1977, pag. 12. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 79/640/CEE (GU n. L 183 del 19. 7. 1979, pag. 1).
8.1. I posti di lavoro, i locali e le vie di circolazione sul cantiere devono per quanto possibile disporre di luce naturale sufficiente ed essere illuminati in maniera adeguata e sufficiente con luce artificiale di notte e quando la luce naturale è insufficiente; se del caso, vanno utilizzate fonti di luce portatili protette contro gli urti.
Il colore utilizzato per l'illuminazione artificiale non può alterare o influenzare la percezione dei segnali o dei cartelli stradali.
Quando sulle vie di circolazione vengono utilizzati mezzi di trasporto, si dovrà prevedere una distanza di sicurezza sufficiente o mezzi di protezione adeguati per gli altri utenti del luogo. Tali vie dovranno essere chiaramente segnalate, regolarmente verificate e si dovrà provvedere alla loro manutenzione.
14.1.3. Spogliatoi separati o un'utilizzazione separata degli spogliatoi devono essere previsti per gli uomini e per le donne
Locali seperati per docce o un'utilizzazione separata dei locali per docce devono essere previsti per gli uomini e per le donne.
15.1. Quando la sicurezza o la salute dei lavori lo richiedano, in particolare a motivo di attività o di effettivi che superano un determinato numero di persone e della lontananza dal cantiere, i lavoratori devono poter disporre di locali di riposo e/o di soggiorno facilmente accessibili.
- di attrezzature per prendere i loro pasti in condizioni soddisfacenti;
- all'occorrenza di attrezzature per preparare i loro pasti in condizioni soddisfacenti.
PARTE B PRESCRIZIONI MINIME SPECIFICHE PER I POSTI DI LAVORO NEI CANTIERI Osservazione preliminare
Sezione I Posti di lavoro nei cantieri all'interno dei locali 1. Stabilità e solidità
I luoghi di lavoro devono disporre, nella misura del possibile, di sufficiente luce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano un'adeguata illuminazione artificiale per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
6. Pavimenti, pareti e soffitti dei locali
6.1. I pavimenti dei locali non devono presentare protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi; essi devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli.
6.2. Le superfici dei pavimenti, delle pareti e dei soffitti nei locali devono essere tali da poter essere pulite e intonacate per ottenere condizioni appropriate di igiene.
6.3. Le pareti trasparenti o translucide, in particolare le pareti interamente vetrate nei locali o nei pressi dei posti di lavoro e delle vie di circolazione devono essere chiaramente segnalate ed essere costituite da materiali di sicurezza ovvero essere separate da detti posti di lavoro e vie di circolazione, in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti stesse, né essere feriti qualora vadano in frantumi.
7. Finestre e lucernari dei locali
7.1. Le finestre, i lucernari e i dispositivi di ventilazione devono poter essere aperti, chiusi, regolati e fissati dai lavoratori in maniera sicura.
Quando sono aperti, essi non devono essere posizionati in modo da costituire un pericolo per i lavoratori.
7.2. Le finestre e i lucernari devono essere progettati in maniera congiunta con le attrezzature ovvero essere dotati di dispositivi che ne consentano la pulitura senza rischi per i lavoratori che effettuano questo lavoro e altresì per i lavoratori presenti.
8. Porte e portoni
8.1. La posizione, il numero, i materiali impiegati e le dimensioni delle porte e dei portoni sono determinati dalla natura e dall'uso dei locali.
8.2. Un segnale deve essere apposto ad altezza d'uomo sulle porte trasparenti.
8.3. Le porte ed i portoni a vento devono essere trasparenti o essere dotati di pannelli trasparenti.
8.4. Quando le superfici trasparenti o translucide delle porte e dei portoni sono costituite da materiale di sicurezza e quando c'è da temere che i lavoratori possano essere feriti se una porta o un portone va in frantumi, queste superfici devono essere protette contro lo sfondamento.
9. Vie di circolazione
Quando l'uso e l'attrezzatura dei locali lo richiedano per assicurare la protezione dei lavoratori, il tracciato delle vie di circolazione deve essere messo in evidenza.
10. Misure specifiche per le scale e i marciapiedi mobili
La scale ed i marciapiedi mobili devono funzionare in modo sicuro.
Essi devono essere dotati dei necessari dispositivi di sicurezza.
Essi devono essere dotati di dispositivi di arresto di emergenza facilmente identificabili e accessibili.
11. Dimensione e volume d'aria dei locali
I locali di lavoro devono avere una superficie ed un'altezza che consentano ai lavoratori di eseguire il loro lavoro senza rischio per la sicurezza, la salute o il benessere.
Sezione II Posti di lavoro nei cantieri all'esterno dei locali 1. Stabilità e solidità
1.1. I posti di lavoro mobili o fissi situati in elevazione o in profondità devono essere solidi e stabili, tenendo conto:
- del numero di lavoratori che li occupano
- dei carichi massimi che essi possono essere chiamati a sopportare e della loro ripartizione
- delle influenze esterne che essi possono subire.
Qualora il supporto e gli altri componenti di questi posti di lavoro non presentino una stabilità intrinseca, bisognerà assicurare la loro stabilità con mezzi di fissaggio appropriati e sicuri per evitare ogni spostamento intempestivo o involontario dell'intero posto di lavoro o di parti di esso.
1.2. Verifica
La stabilità e la solidità devono essere verificate in maniera appropriata e in particolar modo dopo una eventuale modifica dell'altezza o della profondità del posto di lavoro.
2. Impianti di distribuzione di energia
2.1. Gli impianti di distribuzione di energia del cantiere, segnatamente quelli soggetti ad influenze esterne, devono essere regolarmente verificati e sottoposti a manutenzione.
2.2. Gli impianti esistenti prima dell'inizio del cantiere devono essere identificati, verificati e chiaramente segnalati.
2.3. Le eventuali linee elettriche aeree devono essere, per quanto possibile, deviate al di fuori dell'area del cantiere o messe fuori tensione.
Se ciò non fosse possibile, si devono prevedere barriere o avvertenze affinché i veicoli e gli impianti vengano mantenuti a distanza.
Adeguati avvertimenti e una protezione sospesa devono essere previsti nel caso in cui veicoli del cantiere si trovino a dover passare sotto le linee.
3. Influenze atmosferiche
I lavoratori devono essere protetti contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute.
4. Caduta di oggetti
I lavoratori devono essere protetti contro la caduta di oggetti, con mezzi collettivi ogniqualvolta ciò sia tecnicamente possibile.
I materiali e le attrezzature devono essere disposti o accatastati in modo tale da evitarne il crollo o il ribaltamento.
Se necessario, si devono prevedere passaggi coperti sul cantiere o rendere impossibile l'accesso alle zone pericolose.
5. Cadute dall'alto
5.1. Le cadute dall'alto debbono essere prevenute materialmente mediante, in particolare, solidi parapetti sufficientemente alti dotati almeno di un fermapiede, di un corrimano e di un corrente intermedio o altro mezzo equivalente.
5.2. I lavori in elevazione possono essere effettuati, in linea di massima soltanto con attrezzature appropriate o attraverso dispositivi di protezione collettiva quali parapetti, piattaforme o reti di sicurezza.
Nel caso in cui l'utilizzazione di queste attrezzature sia esclusa per via della natura dei lavori, bisogna prevedere adeguati mezzi d'accesso ed utilizzare cinghie o altri mezzi di sicurezza ad ancoraggio.
6. Impalcature e scale a pioli (*)
6.1. Tutte le impalcature devono essere adeguatamente progettate, costruite e sottoposte a manutenzione in modo tale da evitarne il crollo o lo spostamento accidentale.
6.2. Le piattaforme di lavoro, le passerelle e le scale delle impalcature devono essere costruite, dimensionate, protette e utilizzate in modo tale da evitare la caduta delle persone o la loro esposizione alla caduta di oggetti.
6.3. Le impalcature devono essere ispezionate da una persona competente:
a) prima della loro messa in servizio;
b) in seguito, ad intervalli periodici;
c) dopo qualsiasi modifica, periodo di inutilizzazione, esposizione ad intemperie o a scosse sismiche o qualsiasi altra circostanza che abbia potuto comprometterne la resistenza o la stabilità.
6.4. Le scale a pioli debbono avere una resistenza sufficiente ed essere correttamente sottoposte a manutenzione.
Esse devono essere utilizzate correttamente, in luoghi appropriati e conformemente al loro uso.
6.5. Le impalcature mobili devono essere assicurate contro gli spostamenti involontari.
7. Apparecchi di sollevamento (*)
7.1. Qualsiasi apparecchio di sollevamento e qualsiasi accessorio di sollevamento, compresi i loro elementi costitutivi, i loro ganci, i loro ancoraggi ed i loro sostegni devono essere:
a) ben progettati e costruiti ed avere una resistenza sufficiente per l'utilizzazione cui sono destinati;
b) correttamente montati e utilizzati;
c) mantenuti in buono stato di funzionamento;
d) verificati e sottoposti a prove e controlli periodici in base alle vigenti disposizioni giuridiche;
e) manovrati da lavoratori qualificati che abbiano ricevuto una formazione adeguata.
7.2. Qualsiasi apparecchio di sollevamento e qualsiasi accessorio di sollevamento deve recare, in modo visibile, l'indicazione del valore del suo carico massimo.
7.3. Gli apparecchi di sollevamento così come i loro accessori non possono essere utilizzati per fini diversi da quelli cui sono destinati.
8. Veicoli e macchine da sterro e movimentazione del materiale (*)
8.1. Tutti i veicoli e le macchine da sterro e movimentazione del materiale debbono essere:
a) bon progettati e costruiti tenendo conto, nella misura del possibile, dei principi dell'ergonomia;
b) mantenuti in buono stato di funzionamento;
c) utilizzati correttamente.
(*) Il presente punto sarà specificato nella futura direttiva che modifica la direttiva 89/655/CEE, segnatamente per completare il punto 3 dell'allegato di quest'ultima.
8.2. I conducenti e gli operatori dei veicoli e delle macchine da sterro e movimentazione del materiale debbono avere un'adeguata formazione.
8.3. Si devono prendere misure preventive per evitare la caduta di veicoli e di macchine da sterro e movimentazione del materiale negli scavi o nell'acqua.
8.4. All'occorrenza, le macchine da sterro nonché le macchine per movimentazione del materiale devono essere dotate di strutture concepite per proteggere il conducente dal rischio di venir schiacciato, in caso di ribaltamento della macchina e contro la caduta di oggetti.
9. Impianti, macchine, attrezzature (*)
9.1. Gli impianti, le macchine e le attrezzature, compresi gli utensili con o senza motore, devono essere:
a) di buona concezione e costruiti tenendo conto, nella misura del possibile, dei principi dell'ergonomia;
c) utilizzati esclusivamente per i lavori per i quali sono stati progettati;
d) manovrati da lavoratori che abbiano ricevuto un'adeguata formazione.
9.2. Gli impianti e gli apparecchi sotto pressione debbono essere verificati e sottoposti a prove e controlli regolari, secondo la vigente normativa.
10. Scavi, pozzi, lavori sotterranei, gallerie, sterri
10.1. Si devono prendere adeguate precauzioni nel caso di scavi, pozzi, lavori sotterranei o gallerie:
a) mediante puntellatura o sostegno a scarpa adeguati;
b) per prevenire i pericoli relativi alla caduta di una persona, di materiali o di oggetti, o all'irruzione di acque;
c) per provvedere ad una ventilazione sufficiente di tutti i posti di lavoro, mantenendo un'atmosfera respirabile che non sia pericolosa o nociva per la salute;
d) per consentire ai lavoratori di mettersi al sicuro in caso d'incendio o di irruzione di acque o di materiali.
10.2. Prima dell'inizio dello sterro, si devono prendere delle misure per individuare e ridurre al minimo i pericoli derivanti dalla presenza di cavi sotterranei e altri sistemi di distribuzione.
10.3. Si devono prevedere vie sicure per penetrare nelle zone degli scavi ed uscirne.
10.4. I cumuli di materiali di sterro, i materiali ed i veicoli in movimento devono essere tenuti a distanza dai luoghi di scarico. Si devono costruire, all'occorrenza, adeguate barriere.
11. Lavori di demolizione
Quando la demolizione di un edificio o di una struttura può presentare un pericolo:
a) devono essere accettate precauzioni, metodi e procedure adeguate;
b) i lavori devono essere progettati e intrapresi soltanto sotto la sorveglianza di una persona competente.
12. Intelaiature metalliche o di cemento, armature ed elementi prefabbricati pesanti
12.1. Le intelaiature metalliche o di cemento e i loro elementi, le armature, gli elementi prefabbricati o i sostegni temporanei e i puntellamenti devono essere montati e smontati soltanto sotto la sorveglianza di una persona competente.
12.2. Devono essere previste le precauzioni atte a proteggere i lavoratori dai pericoli derivanti dalla fragilità o dall'instabilità temporanea di una struttura.
12.3. Le armature, i sostegni temporanei e i puntellamenti devono essere concepiti e calcolati, montati e mantenuti in modo da poter sopportare senza rischi le sollecitazioni che possono essere loro imposte.
13. Paratoie e cassoni
13.1. Paratoie e cassoni devono essere:
13.2. La costruzione, la sistemazione, la trasformazione o lo smantellamento di una paratoia o di un cassone devono essere effettuati soltanto sotto la sorveglianza di una persona competente.
13.3. Tutte le paratoie e i cassoni devono essere ispezionati ad intervalli regolari da una persona competente.
14. Lavori sui tetti
14.1. In caso di necessità per evitare un rischio o quando l'altezza o l'inclinazione superano i valori fissati dagli Stati membri, debbono essere prese disposizioni collettive preventive per evitare la caduta dei lavoratori, degli attrezzi o di altri oggetti o materiali.
14.2. Quando i lavoratori devono lavorare su un tetto o in prossimità di esso o di qualsiasi altra superficie fatta di materiali fragili, attraverso i quali è possibile cadere, devono essere prese misure preventive per evitare che inavvertitamente i lavoratori camminino sulla superficie di materiale fragile o cadano a terra.

References: Cass. 
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