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Timestamp: 2020-02-27 20:49:59+00:00

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CALLE DEL RIDOTTO-CA’ GIUSTINIAN, VENEZIA, 27-28.07.1944
Località Palazzo Ca’ Giustinian, sestiere di San Marco, Venezia, Venezia, Veneto
Data 27 luglio 1944 - 28 aprile 1944
Descrizione: La mattina del 26 luglio 1944, due partigiani appartenenti ad un Gap veneziano – comandato dal partigiano azionista Aldo Varisco e appoggiato soprattutto dal socialista Giovanni Tonetti, il famoso “Conte rosso” – effettuarono un attentato dinamitardo a Ca’ Giustinian, sede del Comando Provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana, dell’Upi, di uffici di collegamento tedeschi e luogo di tortura. Il commando partigiano, esecutore dell’attentato, colpendo quell’obiettivo di guerra diede dimostrazione che la Resistenza era una realtà viva ed efficiente. I fascisti risposero con un’immediata rappresaglia. Il Capo della Provincia Pietro Cosmin, fascista di vecchia data, nella notte del 27 luglio 1944 convocò un Tribunale Straordinario di Guerra che fu concorde nel condannare a morte i 13 detenuti politici rinchiusi presso il carcere cittadino di Santa Maria Maggiore.
I 13 condannati erano: Attilio Basso, Stefano Bertazzolo, Francesco Biancotto, Ernesto D’Andrea, Giovanni Felisati, Angelo Gressani, Enzo Gusso, Gustavo Levorin, Venceslao Nardean, Violante Momesso, Amedeo Peruch, Giovanni Tamai, Giovanni Tronco, in gran parte provenienti dal Sandonatese. Non a caso si voleva in qualche modo dare una lezione che servisse di monito ad una zona particolarmente attiva nella Resistenza. San Donà di Piave, infatti, fu l’unica città del veneziano ad essere insignita di medaglia al valor militare per la Resistenza, ebbe quella d’Argento.
Per decisione del Tribunale Straordinario la sentenza venne eseguita alle ore 5 del 28 luglio 1944 sulle macerie di Ca’ Giustinian, dove due giorni prima aveva avuto luogo l’azione partigiana. Giunti sul posto dell’esecuzione furono incatenati a gruppi di due o tre e su di essi aprirono il fuoco “a volontà” ufficiali e militi della Gnr. A Francesco Biancotto fu dedicata la brigata garibaldina operante a Venezia.
Estremi e note penali: Imputati: Waifro Zani per avere, in concorso con altri, cagionato la morte di Francesco Biancotto, Attilio Basso, Ernesto D’Andrea, Giovanni Felisati, Angelo Gressani, Enzo Gusso, Gustavo Levorin, Violante Momesso, Venceslao Nardean, Amedeo Peruch, Giovanni Tamai, Giovanni Tronco e Stefano Bertazzolo. La mattina del 28 luglio 1944 in Venezia, con premeditazione. Ernani Cafiero per avere in concorso con altri cagionato la morte di tredici persone di cui all’imputazione lettera b) dello Zani. La mattina del 28 luglio 1944 in Venezia con premeditazione.
Salvatore Morelli, Giuseppe Lamacchia, Arturo Scanziani, Giuseppe Francese, Pasquale Torregrosso, Carlo Gavagnin, Roberto Mezzetti, Paolo Pulvano, Armando Romano, Ettore Pedron, Giuseppe Vittorio Bucella imputati di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Il Torregrosso, il Gavagnin, lo Scanziani, il Francese, il Lamacchia ed il Morelli, fecero parte del Tribunale Straordinario che condannò a morte i 13 innocenti; mentre il Mezzetti, il Pulvano, il Romano, ed il Bucella nonché il Pedron fecero parte del plotone di esecuzione, che agì dietro il comando del Morelli.
Con sentenza del 4 giugno 1945 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Waifro Zani e Ernani Cafiero, alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per entrambi gli imputati. La condanna a morte venne eseguita alle ore 4.53 del 12 luglio 1945 nei pressi di un forte militare situato in località S. Nicolò al Lido di Venezia.
Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Salvatore Morelli alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena; Giuseppe Lamacchia, Arturo Scanziani, Pasquale Torregrosso, Roberto Mezzetti, Paolo Pulvano, Armando Romano, Ettore Pedron e Giuseppe Bucella alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Assolve Giuseppe Francese e Carlo Gavagnin per non aver commesso il fatto loro addebitato.
Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla senza rinvio nei confronti di Giuseppe Lamacchia, Arturo Scanziani e Pasquale Torregrosso, per amnistia. Annulla la sentenza nei confronti di Ettore Pedron, Roberto Mezzetti, Paolo Pulvano, Armando Romano e Giuseppe Bucella e rinvia alla Corte d’Assise di Verona. Rigetta il ricorso di Salvatore Morelli dichiarando commutata la pena di morte in quella dell’ergastolo.
Con sentenza del 4 maggio 1951 la Cassazione annulla senza rinvio nei confronti di Paolo Pulvano la sentenza 8 marzo 1949 della Corte d’Assise di Verona dichiarando estinto per amnistia il reato di collaborazione.
Con sentenza del 5 giugno 1952 la Cassazione annulla per mancanza costituzione del rapporto processuale la presente sentenza nei confronti di Giuseppe Bucella e rinvia la causa per nuovo esame alla Corte d’Appello di Brescia.
Con ordinanza del21 maggio 1954 la Corte d’Appello di Brescia dichiara ridotta per indulto ad anni 2 la pena inflitta al Giuseppe Bucella.
Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria dell’eccidio si può considerare generalmente condivisa unanimemente da forze politiche e popolazione, soprattutto nella città di San Donà di Piave.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-09-05 19:27:36
Basso Attilio, di Albino e Barbatta Emilia, nato a San Donà di Piave (Ve) il 9.9.1922, impiegato cattolico e comunista. Gli era appena nato un figlio. Partigiano.
Bertazzolo Stefano, di Giovanni e di Michielon Veronica, nato a Carrara S. Giorgio (Pd) il 6.2.1919, residente a San Donà di Piave. Contadino e comunista da tempo malato di tubercolosi. Partigiano.
Biancotto Francesco, di Antonio e di Bergamo Maria, nato a San Donà di Piave (Ve) il 2.4.1926, falegname comunista.
D’Andrea Ernesto, di Giovanni e di Dianese Maria, nato a Musile di Piave (Ve) il 10.12.1913, operaio a Marghera, comunista e organizzatore della resistenza nel sandonatese. Partigiano.
Felisati Giovanni, di Ermete e di Beltrami Luisa, nato a Mestre (Ve) il 24.6.1909, operaio della fabbrica Montevecchio di Marghera, comunista. Partigiano.
Gressani Angelo, fu Giovanni e Tomati Maria, nato a Ovaro (Ud) il 28.2.1896, orologiaio e comunista. Residente a Ceggia (Ve), riparava e collaudava le armi del suo gruppo d’azione. Partigiano.
Gusso Enzo, di Emilio e di Rocco Maria, nato a San Donà di Piave (Ve) il 6.7.1913, aderente al Partito d’Azione. Partigiano.
Levorin Gustavo, fu Emilio e di Bettin Virginia, nato a Padova il 6.10.1905, operaio tipografo e segretario della Federazione veneziana del Pci. Arrestato nel Gennaio del 1944 e torturato. Partigiano.
Momesso Violante, i Pietro e di Maddalena Gobbo, nato a Noventa di Piave (Ve) il 6.5.1923, contadino e comunista. Partigiano.
Nardean Venceslao, di Giuseppe e Menzan Anna, nato a Noventa di Piave (Ve) il 14.10.1924, falegname, comunista. Partigiano.
Peruch Amedeo, fu Giovanni e fu Piasentin Maria, nato a Musile di Piave (Ve) il 25.11.1905, contadino. Partigiano.
Tamai Giovanni, di Giovanni e di Conte Emma, nato a San Donà di Piave (Ve) il 8.3.1924, operaio tessile e comunista. Partigiano.
Tronco Giovanni, fu Giacomo e fu Prospero Caterina, nato a San Donà di Piave (Ve) il 7.4.1905, fabbro e comunista. Partigiano.
Basso Attilio,
Bertazzolo Stefano,
Biancotto Francesco,
D’Andrea Ernesto,
Felisati Giovanni,
Gressani Angelo,
Gusso Enzo,
Levorin Gustavo,
Momesso Violante,
Nardean Venceslao,
Peruch Amedeo,
Tamai Giovanni,
Tronco Giovanni
GNR di Venezia
Note responsabile Armando Romano, nato ad Affile (Roma) il 6.9.1880. Qualifica: brigadiere della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione Fece parte del plotone di esecuzione, che agì dietro il comando del Morelli. Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Armando Romano alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla la sentenza nei confronti di Armando Romano rinvia alla Corte d’Assise di Verona. Con atto 26 gennaio 1950 ricorse in Cassazione avverso questa sentenza Romano Armando. Con sentenza del 19 giugno 1950 la Cassazione annulla la sentenza del 17 aprile 1947 della Sezione Speciale della Corte d’Assise di Venezia e quella del 9 marzo 1949 della Corte d’Assise di Verona e rinvia alla Corte d’Assise di Bologna. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Nome del reparto GNR di Venezia
Carlo Gavagnin
Cognome Gavagnin
Note responsabile Carlo Gavagnin, nato a Sarzana (Sp) il 16.3.1899. Qualifica: maggiore della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del Tribunale Straordinario che condannò a morte i 13 innocenti Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia assolve Carlo Gavagnin per non aver commesso il fatto
Ernani Cafiero
Nome Ernani
Cognome Cafiero
Note responsabile Ernani Cafiero, nato a Venezia l’8.2.1905. Qualifica: appartenente alla Gnr e alle Bn di Venezia.
Note procedimento Imputati: Waifro Zani per avere, in concorso con altri, cagionato la morte di Francesco Biancotto, Attilio Basso, Ernesto D’Andrea, Giovanni Felisati, Angelo Gressani, Enzo Gusso, Gustavo Levorin, Violante Momesso, Venceslao Nardean, Amedeo Peruch, Giovanni Tamai, Giovanni Tronco e Stefano Bertazzolo. La mattina del 28 luglio 1944 in Venezia, con premeditazione. Ernani Cafiero per avere in concorso con altri cagionato la morte di tredici persone di cui all’imputazione lettera b) dello Zani. La mattina del 28 luglio 1944 in Venezia con premeditazione. Con sentenza del 4 giugno 1945 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Waifro Zani e Ernani Cafiero, alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per entrambi gli imputati. La condanna a morte venne eseguita alle ore 4.53 del 12 luglio 1945 nei pressi di un forte militare situato in località S. Nicolò al Lido di Venezia.
Ettore Pedron
Cognome Pedron
Note responsabile Ettore Pedron, nato a Padova il 5.4.1919. Qualifica: milite della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del plotone di esecuzione, che agì dietro il comando del Morelli. Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Ettore Pedron alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla la sentenza nei confronti di Ettore Pedron e rinvia alla Corte d’Assise di Verona. Con sentenza del 19 giugno 1950 la Cassazione annulla la sentenza del 17 aprile 1947 della Sezione Speciale della Corte d’Assise di Venezia e quella del 9 marzo 1949 della Corte d’Assise di Verona e rinvia alla Corte d’Assise di Bologna. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Note responsabile Giuseppe Francese, nato a Torre Maggiore (Fg) il 26.5.1893. Qualifica: maggiore della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del Tribunale Straordinario che condannò a morte i 13 innocenti Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia assolve Giuseppe Francese per non aver commesso il fatto
Cognome Lamacchia
Note responsabile Giuseppe Lamacchia, nato a Barletta (Ba) il 3.3.1900. Qualifica: capo della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del Tribunale Straordinario che condannò a morte i 13 innocenti. Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia lo condanna alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla senza rinvio nei confronti di Giuseppe Lamacchia Con ordinanza dell’8 febbraio 1951 della Corte d’Appello di Venezia, venne commutata la pena dell’ergastolo in quella di anni 30 di reclusione (osta lo stato a latitanza per l’applicazione degli altri indulti). Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Giuseppe Vittorio Bucella
Nome Giuseppe Vittorio
Cognome Bucella
Note responsabile Giuseppe Vittorio Bucella, nato a Murano (Ve) il 18.7.1907. Qualifica: milite della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del plotone di esecuzione, che agì dietro il comando del Morelli. Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Giuseppe Bucella alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla la sentenza nei confronti di Giuseppe Bucella e rinvia alla Corte d’Assise di Verona. Con sentenza del 19 giugno 1950 la Cassazione annulla la sentenza del 17 aprile 1947 della Sezione Speciale della Corte d’Assise di Venezia e quella del 9 marzo 1949 della Corte d’Assise di Verona e rinvia alla Corte d’Assise di Bologna. Con sentenza del 5 giugno 1952 la Cassazione annulla per mancanza costituzione del rapporto processuale la presente sentenza nei confronti di Giuseppe Bucella e rinvia la causa per nuovo esame alla Corte d’Appello di Brescia. Con ordinanza del21 maggio 1954 la Corte d’Appello di Brescia dichiara ridotta per indulto ad anni 2 la pena inflitta al Giuseppe Bucella. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Paolo Pulvano
Cognome Pulvano
Note responsabile Paolo Pulvano, nato a Roma il 19.12.1904. Qualifica: maresciallo della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del plotone di esecuzione, che agì dietro il comando del Morelli. Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia lo condanna alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla la sentenza e rinvia alla Corte d’Assise di Verona. Con sentenza del 4 maggio 1951 la Cassazione annulla senza rinvio nei confronti di Paolo Pulvano la sentenza 8 marzo 1949 della Corte d’Assise di Verona dichiarando estinto per amnistia il reato di collaborazione. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Pasquale Torregrosso
Cognome Torregrosso
Note responsabile Pasquale Torregrosso, nato a Termini Imerese (Pa) il 19.10.1900. Qualifica: tenente colonnello della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del Tribunale Straordinario che condannò a morte i 13 innocenti Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Pasquale Torregrosso alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla senza rinvio nei confronti di Pasquale Torregrosso, per amnistia. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Cognome Mezzetti
Note responsabile Roberto Mezzetti, nato a Roma il 13.7.1905. Qualifica: maresciallo della Gnr.
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione. Fece parte del plotone di esecuzione, che agì dietro il comando del Morelli. Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Mezzetti alla pena dell’ergastolo, commutata in anni 30 in applicazione dell’amnistia. Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione annulla la sentenza nei confronti di Roberto Mezzetti e rinvia alla Corte d’Assise di Verona. Con sentenza del 19 giugno 1950 la Cassazione annulla la sentenza del 17 aprile 1947 della Sezione Speciale della Corte d’Assise di Venezia e quella del 9 marzo 1949 della Corte d’Assise di Verona e rinvia alla Corte d’Assise di Bologna. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Note procedimento Imputato di concorso in 13 omicidi aggravati per avere concorso della fucilazione di Biancotto Francesco, Basso Attilio, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Momesso Violante, Nardean Venceslao, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni e Bertazzolo Stefano, la mattina del 28 luglio 1944 in Venezia commettendo il fatto con premeditazione e allo scopo di eseguire il delitto di collaborazione Con sentenza del 17 aprile 1947 la Corte d’Assise Straordinaria di Venezia condanna Salvatore Morelli alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Con sentenza del 16 giugno 1948 la Cassazione rigetta il ricorso di Salvatore Morelli dichiarando commutata la pena di morte in quella dell’ergastolo. Con sentenza del 6 novembre 1959 la Corte d’Appello di Venezia visto il Dpr 11.7.1959 n. 460 dichiara estinti i reati per amnistia a carico di Salvatore Morelli. Tribunale competente: Corte d’Assise Straordinaria di Venezia e Procura Militare di Padova
Waifro Zani
Nome Waifro
Cognome Zani
Note responsabile Waifro Zani, nato a Villimpenta (Mn) il 25.8.1894. Qualifica: capitano della Gnr di Venezia.
Morena Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuova Dimensione - Iveser - Anpi S. Donà, Portogruaro 2007, pp. 112, 170, 174-175, 290, 361, 404, 455.
Marco Borghi e Alessandro Reberschegg: Fascisti alla sbarra. L’attività della Corte d’Assise straordinaria di Venezia, 1945-1947, Iveser - Comune di Venezia, Venezia, 1999, pp. 109-111, 216, 301-3016.
Marco Borghi (a cura di), La sentenza è già stata eseguita, “Notizie dall’Istituto”, I, n. 2 (aprile 2003), dove è riprodotta il testo della sentenza del Tribunale Straordinario di guerra.
Giulio Bobbo, Venezia in tempo di guerra, 1943-1945, Il Poligrafo, Padova 2005, pp. 301-319.
Elena Carano, Oltre alla soglia. Uccisioni di civili in Veneto 1943-1945, Cleup, Padova 2007, pp. 175-177.
Cesco Chinello, Giovanni Tonetti, il “conte rosso”. Contrasti di una vita e di una militanza (1888-1970), Supernova-Iveser, Venezia 1997, pp. 45-47.
Umberto Dinelli, Rosso sulla laguna. La guerra partigiana in Venezia e provincia, Del Bianco, Udine 1970, pp. 60, 64, 86, 133, 152.
Flavia Furlanetto, La Piazza XIII Martiri, in Flavia Furlanetto, Mira Manzatto, Federico Mariani, La Piazza di Ceggia. Itinerario storico di un cambiamento 1912-2004, Ceggia 2006, pp. 131-187.
Giuseppe Gaddi, I 13 Martiri di Ca’ Giustinian, Edizioni de “La Voce del popolo”, Venezia 1945.
Giuseppe Gaddi, Li assassinarono all’alba. 28 Luglio ‘44, in G. Turcato e A. Zanon Dal Bo (a cura di), 1943-45 Venezia nella Resistenza. Ricordi e testimonianze, Comune di Venezia, Venezia 1976, pp. 225-234.
Maurizio Reberschak e G. Paladini (a cura) di, La resistenza nel veneziano, II. Documenti, Stamperia di Venezia, Venezia s.a. [1985], pp. 69-71, 105, 115, 119, 122-138, 484-501.
Scuola media statale «Francesco Morosini», Memorie della Resistenza veneziana. Fatti, personaggi, luoghi, Comune di Venezia, Venezia 1995, scheda n. 23.
http://resistenzaveneziana.blogspot.it/2012/11/i-tredici-martiri-di-ca-giustinian.html.
Profilo biografico di Amedeo Peruch in http://www.anpi.it/donne-e-uomini/amedeo-peruch/
Profilo biografico di Gustavo Levorin in http://www.anpi.it/donne-e-uomini/gustavo-levorin/
Le schede biografiche – curate da Igor Pizzirusso – di Attilio Basso, Ernesto D’Andrea, Violante Momesso, Venceslao Nardean, Amedeo Peruch, Giovanni Tronco e le riproduzione delle loro ultime lettere sono pubblicate in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it/?page_id=95&percomune=Venezia), INSMLI, visitata 13 febbraio 2015.
Archivio Iveser, Fondo Anpi, b. 1, Guardia Nazionale Repubblicana - Comando Provinciale, Verbale di eseguita sentenza, 28 luglio 1944.
Procura militare di Padova, fasc. 262/96.
Documenti di fonte fascista conservati in vari fondi dell’Archivio Centrale dello Stato (citati in numerosi saggi segnalati in bibliografia).

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