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Timestamp: 2020-07-08 01:23:49+00:00

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Valutazione anti-abuso di un'operazione attuata attraverso una scissione - Articolo 173, comma 9, del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 e articolo 15, commi da 16 a 23, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 - Risposta 27 marzo 2020, n. 98 dell'Agenzia delle Entrate - Studio Cerbone
Valutazione anti-abuso di un’operazione attuata attraverso una scissione – Articolo 173, comma 9, del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 e articolo 15, commi da 16 a 23, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 – Risposta 27 marzo 2020, n. 98 dell’Agenzia delle Entrate
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AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 27 marzo 2020, n. 98
Articolo 173, comma 9, del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 e articolo 15, commi da 16 a 23, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 – Valutazione anti-abuso di un’operazione attuata attraverso una scissione
Tutto ciò premesso, la società istante chiede di conoscere se l’operazione prospettata sia da ritenersi elusiva con riferimento al settore delle imposte dirette.
La società istante ritiene che l’operazione di scissione rappresentata non debba essere considerata fattispecie di abuso del diritto, per i motivi di seguito riportati.
Il patrimonio sociale di ALFA “sarà suddiviso in parti uguali tra la società scissa e la società beneficiaria, senza alcun conguaglio né tra la società scissa e la società beneficiaria, né tra i soci”.
Le partecipazioni nelle società partecipanti alla scissione “non saranno oggetto di cessione a terzi” e “soggetti terzi non entreranno nelle compagini sociali mediante conferimento o altre operazioni”.
Il trasferimento di parte del patrimonio dalla società scissa alla società beneficiaria, “che non usufruisce di un sistema di tassazione agevolato”, “non determina la fuoriuscita degli elementi patrimoniali trasferiti dal regime ordinario d’impresa”. La prospettata operazione di scissione parziale non può ritenersi priva di sostanza economica, né inidonea a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 212 del 2000, poiché essa interviene su un assetto organizzativo nel quale i soci TIZIO (come ditta individuale) e CAIO(attraverso BETA) “sono da anni affittuari dei rami d’azienda sopra descritti, da anni svolgono in modo autonomo la propria attività imprenditoriale e l’operazione di scissione è preordinata ad attribuire a ciascuno di loro, nei termini sopra descritti, i predetti rami d’azienda, affinché ne possano disporre autonomamente”.
Per le ragioni che di seguito si andranno ad esporre, si ritiene che la scissione societaria in esame non costituisca un’operazione abusiva ai sensi dell’articolo 10-bisdella legge 27 luglio 2000, n. 212, non consentendo la realizzazione di alcun vantaggio fiscale indebito.
In via preliminare, si evidenzia che nell’ipotesi di una distribuzione sperequata -nella fase attuativa della scissione – dei valori economici relativi alle partecipazioni da attribuire al socio della società beneficiaria (CAIO) e di quelli relativi alle partecipazioni che rimarrebbero al socio della società scissa (TIZIO), rispetto ai valori economici delle partecipazioni originariamente detenute da ciascuno di essi, che determinasse un’attribuzione patrimoniale in favore del socio della società scissa rispetto al socio della società beneficiaria o viceversa, rimane fermo ogni potere di controllo dell’amministrazione finanziaria.
Esula, inoltre, dall’analisi della scrivente la corretta determinazione e quantificazione delle poste contabili e dei valori fiscali indicati in istanza e nei vari allegati prodotti dal contribuente, per i quali rimangono fermi i poteri di controllo dell’amministrazione finanziaria.
Ciò premesso, la fattispecie oggetto dell’esame anti-abuso consta di una scissione parziale non proporzionale (c.d. “asimmetrica”) della società istante (ALFA) a favore di una società preesistente (BETA), alla quale verrà assegnata una parte del patrimonio della società scissa, composta dal ramo d’azienda – locato alla stessa società beneficiaria – “inerente l’attività di …” (tale per cui, il relativo contratto di affitto si estinguerà per confusione), ivi inclusa la proprietà di una parte dell’immobile strumentale, e da altre poste contabili attive e passive (crediti, debiti, liquidità ecc.),che saranno definite all’atto della predisposizione del progetto di scissione.
Per effetto della suddetta operazione straordinaria, le partecipazioni al capitale della società beneficiaria saranno assegnate all’attuale socio di ALFA, CAIO, il quale fuori uscirà definitivamente dalla compagine sociale del soggetto dante causa (la società scissa), che diventerà una società unipersonale e verrà trasformata in una società a responsabilità limitata. È, altresì, prevista la successiva trasformazione in società a responsabilità limitata della società beneficiaria.
Come dichiarato in istanza, il patrimonio sociale di ALFA “sarà suddiviso in parti uguali tra la società scissa e la società beneficiaria, senza alcun conguaglio né tra la società scissa e la società beneficiaria,né tra i soci”; le quote delle società partecipanti alla scissione, successivamente alla prospettata operazione, “non saranno oggetto di cessione a terzi” e “soggetti terzi non entreranno nelle compagini sociali mediante conferimento o altre operazioni”; inoltre, la società beneficiaria “non usufruisce di un sistema di tassazione agevolato”.
Sulla base delle dichiarazioni e delle affermazioni dell’istante nonché dell’analisi del contenuto dell’istanza di interpello e della relativa documentazione allegata, si ritiene che le operazioni fiscalmente neutrali ai fini delle imposte sui redditi prospettate di scissione societaria e successiva trasformazione in società di capitali non comportino il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, non ravvisandosi alcun contrasto con la ratio di disposizioni fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario.
La scissione “asimmetrica” in esame appare, infatti, un’operazione fisiologica finalizzata a consentire agli attuali soci di ALFA di continuare ad esercitare separatamente ciascuno la propria attività imprenditoriale, mentre la successiva trasformazione in società di capitali consente lo svolgimento dell’attività d’impresa con una differente veste giuridica.
Il presente parere viene reso sulla base degli elementi e dei documenti presentati,assunti acriticamente così come illustrati nell’istanza di interpello, nel presupposto della loro veridicità e concreta attuazione del contenuto. Si ribadisce, altresì, che resta impregiudicato, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 212 del 2000, ogni potere di controllo dell’amministrazione finanziaria volto a verificare se lo scenario descritto in istanza, per effetto di eventuali altri atti, fatti e/o negozi ad esso collegati e non rappresentati dall’istante, possa condurre ad identificare un diverso censurabile disegno abusivo.

References: Articolo 173
 articolo 15
 Articolo 173
 articolo 15
 Articolo 173
 articolo 15

Articolo 173
 articolo 15