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Timestamp: 2017-09-21 08:39:41+00:00

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Analisi della L.R. 19 del 2016, Azienda Zero e riordino delle ULSS venete - GrilliVenezia
Analisi della L.R. 19 del 2016, Azienda Zero e riordino delle ULSS venete
3 gennaio 2017 • 0 Comments
Il 26 ottobre 2016, dopo un iter travagliato di oltre un anno, è entrata in vigore l’ambiziosa riforma della sanità veneta, la legge regionale n.19 del 25 ottobre 2016, meglio conosciuta come legge di istituzione di “Azienda Zero” e di riduzione delle ULSS del Veneto.
La discussione sulla legge, prima in commissione, poi in aula, si è prolungata di molto non solo per via dell’ostruzionismo delle opposizioni, durato solo pochi mesi, ma soprattutto per i problemi interni della stessa maggioranza zaiana che l’aveva proposta. Dapprima, durante la fase di discussione in commissione, ci sono state disattenzioni e facilonerie (i leghisti e i loro “esperti” non riuscivano a raccappezzarsi con il testo dei loro stessi emendamenti, scritti per altro in modo errato), poi si sono verificati presunti dissidi tra membri della maggioranza e il potente dirigente regionale della sanità Domenico Mantoan, e infine divisioni interne alla stessa maggioranza su chi accontentare in sede di divisione delle ULSS, secondo una logica spartitoria denunciata anche dai nostri consiglieri.
In questa sede però, si intende fare un bilancio, sia di quanto è riuscito ad ottenere nel corso del dibattito sulla legge il M5S, sia delle parti più significative (in negativo e in positivo), della legge.
EMENDAMENTI DEL M5S CHE SONO STATI PIENAMENTE ACCOLTI
Sono solo due, dei quali il primo è particolarmente utile e significativo, sul versante della trasparenza amministrativa e della divulgazione dei dati.
Art. 2, comma 2, lett. a):
la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, può attribuire alla Azienda Zero alcune funzioni di analisi e coordinamento per il SSR.
Tra queste vi è “la produzione di analisi, valutazioni e proposte a supporto della programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale di competenza della Giunta regionale e del Consiglio regionale”.
Il nostro emendamento precisa che ciò deve essere computo “prevedendo da parte dei medesimi soggetti un accesso diretto a database, studi ed esiti di istruttorie”. Quindi i consiglieri regionali dovrebbero avere un facile accesso agli studi prodotti da Azienda Zero.
Pur trattandosi di una funzione che la legge non attribuisce direttamente, ma rinvia ad un provvedimento successivo della Giunta (sentita la Commissione consiliare), questo comma dovrebbe riuscire ad ottenere anche una immediata realizzazione pratica, dal momento che l’Osservatorio regionale attivato presso l’Area Sanità e Sociale, previsto dall’articolo 16, dovrà essere attivato entro il 24 gennaio 2017, e dovrà fornire i dati alla competente Commissione regionale proprio in virtù di questo nostro emendamento.
Art. 5, comma 5, lett. l):
nel comma 5 dell’articolo 5 vengono elencati gli atti che competono al Direttore generale di Azienda Zero. Alla fine dell’elenco viene precisato, alla lettera l), che ci possono essere eventuali generici altri atti non elencati, ovvero “ogni altro atto necessario al funzionamento dell’Azienda Zero preventivamente autorizzato dalla Giunta regionale”.
Il nostro emendamento precisa che ciò potrà avvenire “purché non in contrasto con quanto stabilito da leggi regionali e delibere di Giunta regionale, nonché con gli indirizzi politici determinati dal Consiglio regionale e gli obiettivi definiti dalla Giunta regionale”, ovvero nel rispetto del quadro istituzionale delle competenze di Giunta e Consiglio.
Questa precisazione si è resa necessaria in quanto, soprattutto nella prima stesura della legge, ad Azienda Zero erano attribuiti poteri che potevano andare addirittura in contrasto con le norme statutarie.
EMENDAMENTI DEL M5S CHE SONO STATI PARZIALMENTE ACCOLTI
Art. 2, comma 6:
le linee guida dell’Atto aziendale dell’Azienda Zero saranno elaborate dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare.
Art. 14, comma 7:
modifica molto importante che deriva da un nostro emendamento.
In pratica siamo riusciti a far stabilire tempistiche e procedure certe per reinvestire in servizi ai cittadini i risparmi derivanti dalla diminuzione delle ULSS.
In pratica, entro 60 giorni dalla presentazione del bilancio consuntivo 2017 delle ULSS, dovranno essere quantificati i risparmi ottenuti, dopo altri 120 giorni l’Area Sanità e Sociale, in collaborazione con Azienda Zero e con l’Azienda ULSS interessata, elabora il piano degli interventi da attuarsi con questi risparmi, che dovrà essere vagliato dalle competenti commissioni consiliari per il parere di competenza. Lo scopo è quello di omogeneizzare i servizi.
Tuttavia il nostro emendamento è stato notevolmente depotenziato, in quanto la maggioranza lo ha recepito con una importante modifica: la procedura di quantificazione e ripartizione dei risparmi verrà attuata per un solo anno, solo per il 2017, e poi basta. Probabilmente vogliono salvare la faccia, ma mantenere contemporaneamente le mani libere.
Ma in questo caso non si capisce cosa potrebbero fare con quei risparmi, se devono durare per un anno solo, tutt’al più qualche acquisto. Per incrementare davvero i servizi bisogna prevedere delle spese di lungo periodo, anche per gli anni successivi, ovvero dal 2017… in poi. Un nuovo servizio, infatti, non può durare per un solo anno!
CONTRIBUTI AL TESTO DI LEGGE DERIVANTI DA EMENDAMENTI DEL M5S
Art. 2, comma 1, lett. g)
per quanto riguarda il fornire un supporto tecnico, da parte di Azienda Zero, anche relativamente a:
punto 3):
rischio clinico;
punto 10):
analisi sull’introduzione nel SSR di nuove tecnologie inerenti la salute (HTA, Health Technology Assessment, ovvero l’approccio multidisciplinare per l’analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, legali ed etiche di una tecnologia medica, valutando efficacia, sicurezza, costi, impatto sociale e organizzativo. L’obiettivo è di valutare o stimare gli effetti dell’introduzione di una nuova tecnologia medica, nell’intero ciclo di vita, sul sistema sanitario, l’economia e la società);
punto 11):
attivazione entro un anno dall’entrata in vigore della legge, ovvero entro il 26 ottobre 2017, del fascicolo sanitario elettronico e della tessera sanitaria elettronica.
Art. 7, comma 1:
il testo attuale, laddove prevede l’assunzione di personale esterno solo qualora la professionalità ricercata non sia già reperibile all’interno della regione e dei suoi enti, e dove si richiede in tali casi un’autorizzazione della Giunta e il parere della Commissione consiliare, è ricollegabile a due nostri emendamenti. Anche la modifica a questo comma introdotta dalla L.R. 30/2016 (Collegato alla Legge di stabilità regionale 2017), ovvero che le assunzioni di personale esterno siano effettuate “mediante procedura concorsuale” era una disposizione contenuta negli emendamenti che avevamo presentato.
Art.27:
le linee guida dell’Atto aziendale saranno approvate dalla Giunta regionale sentita la competente commissione consiliare, grazie alla nostra insistenza e agli emendamenti che abbiamo presentato in proposito. Noi chiedevamo che il parere della Commissione fosse vincolante, ma già il fatto che venga previsto è un passo avanti rispetto alla prima stesura della legge.
CONTRIBUTI AL TESTO DI LEGGE DERIVANTI DA OSSERVAZIONI DEL M5S
Art. 1, comma 1:
il testo non è proprio quello che auspicavamo noi, perché Azienda Zero non è sottoposta a un adeguato controllo da parte di soggetti terzi (rispetto alla giunta) e non c’è una chiara distinzione di ruoli e di poteri tra questo ente regionale di supporto al SSR, da un lato, e Giunta e Consiglio dall’altro, ma concetti come “equità e universalità”, “servizio sanitario regionale fondato su modalità partecipative” e “massima trasparenza” sono stati sicuramente introdotti nell’articolo introduttivo della legge anche su nostra pressione in tal senso. Peraltro, bisogna purtroppo dire che i concetti esposti sono rimasti nel rimanente testo per lo più vuote dichiarazioni di principio, contraddette dall’ordinamento della stessa Azienda Zero.
Art. 2, comma 1, lett. g), punto 1):
abbiamo fatto presente sin dall’inizio della discussione sul progetto di legge la necessità di tener conto, in materia di acquisti di strumentazioni e forniture, della valutazione della Commissione Regionale per l’Investimento in Tecnologia ed Edilizia (CRITE).
Art. 2, comma 1, lett. g), punto 6):
l’omogeneizzazione dei sistemi informativi e dei flussi di dati è stata anche una nostra istanza.
Art. 2, comma 2:
le funzioni che la Giunta può attribuire in futuro ad Azienda Zero saranno decise “sentita la competente commissione consiliare”.
Art. 2, comma 2, lett. f):
possono essere attribuite ad Azienda Zero anche le funzioni attribuite ai Coordinamenti regionali (CREU, CRAT, CRAS, CCMR, ecc., a pag. 139, del punto 4.4.4 dell’allegato A alla legge regionale 29 giugno 2012, n. 23) e al Sistema Epidemiologico Regionale (SER), compresa la gestione dei relativi registri.
Anche se nella nostra intenzione l’ente regionale che volevamo istituire non era autoreferenziale come Azienda Zero, ma prevedeva un controllo da parte di soggetti terzi, la divulgazione dei dati e la collaborazione con ARPAV e altri enti che potessero svolgere un’attività attinente, abbiamo chiesto comunque che Azienda Zero si occupi di sviluppare i registri del Sistema Epidemiologico Regionale, sperando che finalmente vengano implementati in modo omogeneo in tutto il territorio.
Art. 2, comma 4:
i bilanci della GSA vengono approvati dalla Giunta regionale, ma deve anche essere sentita la competente commissione consiliare;
inoltre, l’erogazione dei finanziamenti della GSA effettuata attraverso l’Azienda Zero devono essere autorizzati dalla Giunta.
La GSA, Gestione sanitaria accentrata, è un centro di responsabilità regionale incaricato di organizzare una contabilità che evidenzi i rapporti economici, patrimoniali e finanziari fra Regione e Stato, altre Regioni, aziende sanitarie, altri enti pubblici e terzi, inerenti i servizi sanitari regionali.
Pur non essendo riusciti a far togliere la gestione della GSA ad Azienda Zero, abbiamo fatto pressione perché vengano chiaramente definite e rispettate, anche nel testo di legge, le prerogative di Giunta e Consiglio (tramite la Commissione competente) in tema di bilanci e spese sanitarie.
Art. 5, comma 1:
il “Direttore generale è nominato dal Presidente della Giunta regionale in conformità ai requisiti e alle modalità vigenti per la nomina dei direttori generali delle Aziende ULSS e degli enti del servizio sanitario regionale alla data della nomina stessa”. La nostra proposta in verità prevedeva che la scelta o la selezione del Direttore generale di Azienda Zero spettassero al Consiglio. La maggioranza si è opposta risolutamente a questa ipotesi, com’era prevedibile. Così, visto che Azienda Zero è stata assimilata dalla maggioranza (impropriamente) a un’azienda ULSS, abbiamo preteso almeno che i requisiti del Direttore generale fossero quelli previsti per questa figura dalla legislazione nazionale.
Art. 5, comma 5, lett. c):
nella prima stesura della legge, l’Organismo Indipendente di Valutazione veniva impropriamente definito “Organismo Interno di Valutazione” e abbiamo chiesto di correggerne il nome.
Art. 5, comma 5, lett. g):
noi chiedevamo che gli “atti vincolanti il patrimonio” fossero autorizzati dal Consiglio o dalla commissione consiliare, più che dalla Giunta; ma probabilmente la Giunta dovrà comunque portare in Commissione le proposte di alienazione o acquisizione, per l’espressione di un parere su una propria delibera, e in ogni caso dovrà rispondere delle alienazioni in richiesta atti e interrogazioni.
Art. 6, comma 1:
avevamo fatto notare fin da subito che se le nomine del Collegio sindacale (ovvero dei revisori dei conti, che la L.R. 30/2016 ora chiama “sindaci”) dovevano seguire “la normativa vigente in materia di Aziende ULSS”, allora non potevano essere decise dal solo Direttore generale, ma dovevano essere espresse dal Presidente della Giunta regionale, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero della Salute, ognuno dei quali sceglieva un revisore; questa nostra osservazione ha trovato infine spazio nella legge.
Noi volevamo inoltre che ci fosse almeno un revisore nominato dai comuni, o che i revisori fossero designati dal Consiglio, in quanto Azienda Zero non è una ULSS, ma non c’è stato verso di ottenere ulteriori cambiamenti su questo punto.
Art. 15:
si tratta soprattutto di generiche linee di indirizzo date alla Giunta per la riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, che appaiono più che altro delle vaghe buone intenzioni, facilmente aggirabili con provvedimenti di facciata accompagnati da un po’ di bla bla bla di presentazione;
forse i punti più interessanti (e condivisibili, se ben applicati) sono al comma 1, lettere a), e) ed f), ovvero salvaguardare le specificità dei territori (in particolare per aree montane, lagunari e a bassa densità abitativa, per le quali avevamo presentato sia osservazioni che un emendamento all’art.2, c.2 lettera f), potenziamento degli osservatori regionali quali l’Osservatorio regionale Politiche Sociali e il Sistema Epidemiologico Regionale (lettera e), e “definire gli indirizzi che migliorino l’appropriatezza” prescrittiva ed economica (lettera f).
D’altro canto, definire l’appropriatezza anche “sotto il profilo (…) economico” potrebbe invece destare preoccupazioni, in quanto la cura o l’esame più appropriati non sono quelli “più economici”, ma quelli che permettono al paziente più facilmente di guarire o di ricevere una diagnosi più efficace, senza percorsi inutili.
Un nostro contributo potrebbe esserci stato pure nell’art. 15 comma 1 lettera l), ai punti 4), 5) e 6), peraltro anch’essi in parte vaghi e consistenti in ripetizioni di concetti già enunciati in altre parti della legge. Il punto 4) prevede il “monitoraggio delle prestazioni erogate”; il 5) richiede un raccordo con ricerca sulle tecnologie innovative; il 6) di “portare a compimento la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico e del sistema informativo integrato, alimentato dai soggetti pubblici e privati accreditati, che devono quindi adeguare le proprie infrastrutture”, nonché “la possibilità di consultazione dei dati inseriti da parte di operatori e utenti”.
PUNTI CRITICI DELLA LEGGE DOVE LE PROPOSTE DEL M5S SONO STATE IGNORATE
Artt. 1 e 2:
al di là di qualche accenno di facciata sulla trasparenza e le “modalità partecipative”, hanno ignorato la nostra proposta di accennare esplicitamente nelle premesse dei primi articoli alle competenze del Consiglio, ovvero che il nuovo ente deve seguire gli “indirizzi stabiliti dal Consiglio” ed è sottoposto al “suo potere di verifica e ispezione”.
Artt.2, 5 e varie altre parti del testo di legge, dove viene affidata ad Azienda Zero la gestione della GSA e dell’intero bilancio della sanità, ovvero del 75% del bilancio regionale, ci hanno visti decisamente contrari.
Una parte preponderante del bilancio regionale viene gestito da un ente, anziché direttamente dall’assessorato, creando un ulteriore guscio, una barriera alla possibilità da parte dei consiglieri e dei cittadini di reperire informazioni. Ne va della trasparenza.
Nonostante le opposizioni fossero apparentemente compatte contro questa proposta, è passata in modo relativamente facile in consiglio. Unica leggera miglioria dell’ultima versione della legge è il visto che l’area sanità regionale dovrà apporre su preventivi e consuntivi della GSA.
Art. 5, comma 5, lett. b) e art. 6, comma 1:
per i componenti del Collegio sindacale non volevamo la nomina da parte del Direttore generale, ma li volevamo scelti dal Consiglio, o quantomeno che uno fosse “designato” dall’organismo rappresentativo dei comuni.
Va osservato che la stessa legislazione regionale prevederebbe che le nomine spettino in primo luogo al Consiglio: la legge regionale 22 luglio 1997, n. 27, all’articolo 2 comma 1, dispone che “La competenza ordinaria in materia di nomine e designazioni è del Consiglio regionale”.
Comunque, sebbene i tre componenti del Collegio sindacale siano formalmente “nominati” dal Direttore generale, in realtà sono di fatto “designati” dal Presidente della Giunta regionale, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero della Salute, ognuno dei quali sceglie un revisore (ora chiamato “sindaco”).
Deludente è stata l’abrogazione dell’art. 6 della prima stesura, che prevedeva il “Comitato d’indirizzo”. Volevamo trasformare questo organo in un importante centro di controllo di Azienda Zero, con poteri effettivi sulle attività dell’ente, inserendo rappresentanti di comuni, associazioni di pazienti ed esperti del settore, in modo da far esercitare un controllo da parte di terzi, realizzando per davvero la trasparenza che sempre chiediamo.
Per evitare qualsiasi possibilità che si aprissero brecce in tal senso, la maggioranza ha eliminato il Comitato d’indirizzo dal testo dell’ultima versione del maxiemendamento, quella del 17 maggio 2015.
Art. 14, comma 1:
è stato fatto un elenco di buone intenzioni, alcune condivisibili pure da noi (in particolare le lettere b) e c)), che però sono state contraddette dalla stessa legge!
Si parla ad esempio di “individuare le dimensioni ottimali delle Aziende ULSS”, e come l’avrebbero fatto? Secondo quale metodo? Non è spiegato. E in che modo sarebbe garantita “la trasparenza dei sistemi organizzativi” o “la partecipazione dei cittadini”? Non si sa. Frasi svuotate del proprio significato, senza un effettivo effetto prescrittivo o di definizione di fatti reali, completamente inutili in un testo di legge.
Art. 14, comma 3:
notare che c’è stata una soppressione di alcune ULSS, non un accorpamento.
Al comma 4 si parla invece di incorporazione.
Nella versione originaria della proposta di legge, invece, si parlava di fusione.
Il rischio, in realtà, è quello che alcuni territori vengano appunto “soppressi”, ovvero marginalizzati nella distribuzione dei servizi.
Art.15, comma 1, lettera l), punto 1):
noi chiedevamo, riguardo al personale, di analizzare “modalità di utilizzo delle risorse umane, con elaborazioni dati su numero di unità impiegate, durata dei turni di lavoro, retribuzioni, utilizzo dei diversi istituti contrattuali, confronto con fabbisogni standard”.
La legge parla invece solo di valorizzarlo mediante la revisione di ruoli e competenze e adeguando l’attività formativa. Approccio riduttivo rispetto all’analisi complessiva che sarebbe necessaria.
Art.26:
la riorganizzazione dei distretti è descritta da questo articolo in modo confuso e contraddittorio, come vedremo più avanti, nonostante avessimo segnalato il problema con i nostri emendamenti.
Ad esempio, al comma 1 si dice che i bacini delle vecchie ULSS diventano i distretti delle nuove, ma… i vecchi distretti che fine fanno? Avevamo proposto di mantenere i vecchi distretti socio sanitari, creando piuttosto una figura di coordinamento e raccordo tra di essi che avesse competenza nei territori delle vecchie ULSS. L’emendamento è stato ignorato, mantenendo dubbi interpretativi sul testo di legge e mettendo a rischio il rapporto tra servizi e territorio, aumentando l’area di competenza dei distretti.
N.B.: la legge 10/2016 presenterebbe un vulnus riguardante il comune di Cavallino Treporti, escluso dalla ULSS Serenissima e aggregato alla ULSS Veneto Orientale. Prendendo alla lettera la formulazione del comma 1 dell’articolo 26, poiché i nuovi distretti corrisponderebbero ora ai “bacini delle Aziende ULSS esistenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge”, ci dovrebbe essere nella ULSS Veneto Orientale un distretto corrispondente alla vecchia ULSS 10, da cui sarebbe escluso un unico comune, quello di Cavallino Treporti, appunto.
Una delle tante “distrazioni” degli estensori della legge 19/2016.
Il problema di questo comune è stato solo rinviato, dalla legge regionale 30/2016, che rinvia il suo spostamento nella ULSS del Veneto Orientale (peraltro non benvoluta dall’amministrazione comunale) al 1° gennaio 2018.
ALTRI PUNTI DEGNI DI NOTA DELLA LEGGE REGIONALE 19/2016
Art. 2, comma 1, lett. g), n. 2):
Azienda Zero si occuperà delle “procedure di selezione del personale del comparto sanità, secondo un regolamento approvato dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare”.
Art. 2, comma 1, lett. g), n. 11):
entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, l’Azienda Zero, sentita la commissione consiliare competente, approva i decreti attuativi del fascicolo sanitario elettronico, con particolare riferimento alla realizzazione di un’unica rete regionale per interconnettere le aziende sanitarie e gli enti socio-sanitari; gli enti privati convenzionati del sistema socio-sanitario avranno l’obbligo di partecipare al fascicolo sanitario elettronico, anche ai fini dell’accreditamento.
le funzioni di analisi e coordinamento per il SSR che la Giunta regionale può attribuire ad Azienda Zero, devono passare il vaglio della competente Commissione consiliare, che deve essere “sentita”.
Comitato dei Direttori generali, determina gli indirizzi e i fabbisogni per dare attuazione a:
- gestione contabile delle ULSS e degli altri enti del SSR;
- gestione di attività tecnico-specialistiche per il sistema e per gli enti del SSR, quali acquisti centralizzati (previa valutazione del CRITE), selezione del personale, formazione manageriale e del rischio clinico, accreditamento, autorizzazione all’esercizio, contenzioso e transazioni, contenzioso del lavoro e sanitario, connettività, flussi dati e sistema ICT, analisi nuove tecnologie (HTA), fascicolo sanitario elettronico e tessera sanitaria elettronica;
- coordinamento degli Uffici Relazioni con il Pubblico delle ULSS.
Art. 14, comma 5:
entro il 31 dicembre 2017 ci deve essere il 50% dei posti letto attivati negli ospedali di comunità , che devono diventare il 70% il 31 dicembre 2018 (nel rispetto degli equilibri di bilancio);
inoltre, entro il 31 dicembre 2017 ci deve essere l’attivazione del 60% dei medici di medicina generale nelle medicine di gruppo integrate, che devono diventare l’80% il 31 dicembre 2018.
Art. 15, comma 1, lettera e):
anche se non c’è un termine, viene stabilito il potenziamento degli osservatori regionali quali l’Osservatorio regionale Politiche Sociali e il Sistema Epidemiologico Regionale. Periodicamente, ogni sei mesi dall’approvazione della legge (es. aprile 2017, ottobre 2017, eccetera) bisognerebbe sollecitare la Giunta per sapere in che modo abbia provveduto ad ottemperare al dettato della legge.
Art. 15, comma 1, lettera f):
bisognerà prestare attenzione anche alla definizione degli “indirizzi che migliorino l’appropriatezza” delle prescrizioni, che la Giunta dovrebbe emanare, appropriatezza che secondo la legge dovrebbe essere definita anche “sotto il profilo” economico (?!);
Art. 15, comma 1, lettera l):
sono elencati diversi punti con linguaggio vuoto e contorto, un’altra sfilza di belle intenzioni e bla bla di parole. Le linee di indirizzo rivolte alla Giunta per migliorare il SSR, qui indicate, sono peraltro quasi tutte ripetizioni di punti già presenti in altre parti della legge.
Tuttavia, i punti più interessanti che vale la pena di monitorare per capire cosa abbia fatto la Giunta in merito sono:
il punto 1), revisione ruoli e competenze del personale del SSR, nonché adeguare l’attività formativa;
il punto 4), verificare procedimenti e requisiti per l’accreditamento istituzionale;
il punto 5), integrazione dei servizi con ricerca e innovazione;
il punto 6), adeguare le infrastrutture al fine di realizzare il fascicolo sanitario elettronico e il sistema informativo integrato, consultabile sia da operatori che da utenti (se ne parla anche all’art.2, comma 1, lett. g), punto 11).
Art.16, comma 1:
verifica dei risultati della nuova articolazione delle ULSS dopo tre anni dall’entrata in vigore della legge, ovvero entro ottobre 2019. Oppure, la stessa verifica verrà fatta in occasione dell’adozione dei nuovi Piani socio-sanitari regionali.
Andrà valutata l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni erogate.
Art.16, comma 2:
la Giunta attiva entro 90 gg. dall’entrata in vigore della legge, ovvero entro il 24 gennaio 2017, l’Osservatorio regionale presso l’Area Sanità e Sociale, incaricato di monitorare la riforma dell’organizzazione del SSR e di acquisire le richieste dei Comitati dei Sindaci di distretto (di cui all’art. 26, che rappresentino almeno i 2/3 delle popolazioni interessate e appartengano alla medesima circoscrizione provinciale).
Art.16, comma 3:
il suddetto Osservatorio regionale avrà delle articolazioni in ogni ULSS, chiamate ciascuna Osservatorio aziendale, incaricato di raccogliere i dati.
Art.16, comma 4: sulla composizione dell’Osservatorio regionale e di quelli aziendali la Commissione consiliare esprime un parere;
comma 5: i dati vengono inviati ad Azienda Zero, poi vengono sottoposti a Giunta e a Commissione consiliare;
comma 6: in conseguenza a queste analisi, potrebbero esserci in teoria delle nuove modifiche all’assetto delle ULSS, con nuovi disegni di legge proposti dalla Giunta.
ARTICOLI 17-22, MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 56/1994
Legge Regionale 56/1994 (aggiornata dalla 19/2016)
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/1994/94lr0056.html
Art.17: L.R. 56/1994, Art.13, c. 8 octies. “La pesatura delle valutazioni [dei direttori generali delle ULSS] viene fissata con provvedimento della Giunta regionale in modo tale che sia garantito un sostanziale equilibrio tra i vari soggetti e comunque non potrà essere inferiore al 20 per cento per singolo soggetto” [ovvero: Giunta regionale, competente commissione consiliare, conferenze dei sindaci];
finora la pesatura, determinata dalla DGR 693/2013 (ora non più valida), dava il 75% del peso al giudizio di competenza della Giunta, il 5% alla competente Commissione consiliare e il 20% alle rispettive Conferenze dei sindaci;
occhio alla nuova DGR che dovrà essere emanata;
art.18: L.R. 56/1994, Art.14, c. 3 bis. “Il direttore sanitario [delle aziende ULSS] non può effettuare più di due mandati consecutivi nella stessa azienda”;
art.19: L.R. 56/1994, Art.14, c. 3 ter. “Laddove i posti letto ospedalieri e degli ospedali di comunità di pertinenza di ogni Azienda ULSS sia in numero superiore a 1.000, il direttore sanitario può essere coadiuvato da un coordinatore sanitario”;
[N.B.: qui c’è un refuso, perché il soggetto è plurale e il verbo (“sia”) è coniugato al singolare]
Cosa faccia esattamente questo “coordinatore sanitario”, però, non è dato sapere;
da notare anche che il numero di posti letto necessari per poter affiancare il direttore sanitario con un “coordinatore sanitario” è abbassato da 3.000 posti letto a 1.000, dalla L.R. 30/2016, forse perché si sono resi conto che 3.000 è una cifra troppo alta;
art.20: L.R. 56/1994, Art.15, c. 2 bis. “Il direttore amministrativo non può effettuare più di due mandati consecutivi nella stessa azienda”;
art.21: L.R. 56/1994, Art.15, c. 2 ter. “Laddove la popolazione di pertinenza dell’Azienda ULSS sia superiore ai 500.000 abitanti, il direttore amministrativo può essere coadiuvato da un coordinatore amministrativo”;
anche in questo caso, cosa faccia esattamente questo “coordinatore amministrativo” non è dato sapere; probabilmente è una specie di aiutante, di alto dirigente al servizio del direttore;
art.22: L.R. 56/1994, Art.16, c. 3 bis. “Il direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale non può effettuare più di due mandati consecutivi nella stessa azienda”;
da notare che per il direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale non è prevista, contrariamente agli altri due direttori, una figura di “coordinatore” per coadiuvarne le attività nelle ULSS più popolose o con il maggior numero di strutture.
Art.23, comma 1:
entro 60 gg. dall’entrata in vigore della legge, ovvero entro il 25 dicembre 2016, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare, definisce i fabbisogni di personale medico ospedaliero, nel rispetto della normativa nazionale e sulla base delle schede ospedaliere, dei carichi di lavoro e delle specialità presenti nei vari presidi;
(comma 2) i Direttori generali provvedono entro 12 mesi dall’approvazione dei fabbisogni (massimo 25 dicembre 2017), nei limiti dell’invarianza dell’assegnazione del riparto del fondo sanitario regionale;
se un Direttore generale non lo fa, influirà sulla sua valutazione annuale da parte di Giunta e Commissione (comma 3).
Art.24:
l’ultimo PSSR (2012-2016) viene prorogato al massimo fino al 31 dicembre 2018, ovvero fino all’approvazione del prossimo piano.
Art. 25:
quando le funzioni ospedaliere vengono trasferite in un’altra struttura per più di un anno, serve il parere della Commissione.
Art.26, commi 2 e 3:
le Conferenze dei sindaci e i Presidenti delle rispettive Conferenze hanno come bacino di riferimento le nuove ULSS con tutti i comuni messi insieme;
al comma 1 si stabilisce che i bacini delle Aziende ULSS esistenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge diventano distretti delle nuove ULSS; mentre al comma 4 si precisa che i sindaci delle vecchie ULSS formano il Comitato dei Sindaci di distretto;
comma 5: compiti del Comitato dei sindaci di distretto inerenti al Programma delle attività territoriali (vedi nota a questo link);
comma 10: i “distretti socio sanitari” si chiamano da ora in poi “distretti”.
Art.26, comma 6:
“Nelle Aziende ULSS esistenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, dove sono presenti più distretti, gli stessi vengono confermati e fanno riferimento ad un unico Comitato dei Sindaci”.
In che senso i vecchi distretti delle vecchie ULSS vengono confermati, ma… “fanno riferimento ad un unico Comitato dei Sindaci”?
Se le vecchie ULSS diventano distretti, come possono essere confermati anche i vecchi distretti, che sono solo suddivisioni delle vecchie ULSS?
Art.26, comma 8:
i Piani di Zona attualmente vigenti faranno riferimento ai bacini delle vecchie ULSS (divenuti i nuovi distretti) e non ai vecchi distretti;
dovranno quindi essere “armonizzati” (probabilmente si intende che saranno assemblati) dalle conferenze dei sindaci, per essere applicati a livello del territorio delle vecchie ULSS (che diventano distretti).
Art.26, comma 11:
non è più la Conferenza dei Sindaci ad elaborare il Piano di Zona, se ne occuperà il Comitato dei sindaci di distretto, secondo l’art. 26, comma 5, lettera b).
Art.28, comma 1:
“La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, adotta un programma straordinario per ridurre i tempi di attesa, semplificare gli accessi e assicurare la presa in carico (…)”;
comma 2: criteri per questo programma sono: interazione tra ULSS diverse, utilizzo delle strutture private accreditate, eventuali assunzioni di personale e adozione di nuove tecnologie, sviluppo di protocolli per l’appropriatezza delle prescrizioni, “attivazione di Day Service ambulatoriali in caso di pazienti complessi“, attivazione di “team multidisciplinari” in ogni ULSS, monitoraggio azioni e risultati, uso del “recall” (ricordare la prenotazione), di app, prenotazioni on line e altri sistemi innovativi.
Nota: questo articolo deriva da un emendamento del PD. Da evidenziare anche che è stato depositato a inizio consiliatura dalla maggioranza un progetto di legge specifico su questo tema.
Art.31:
viene introdotto tra gli organi delle ULSS e delle aziende ospedaliere (oltre a Direttore generale e Collegio dei sindaci) il Collegio di direzione; la L.R. 30/2016 (Collegato alla Legge di stabilità regionale 2017) inserisce questo organo anche per Azienda Zero, anche perché insistono nel dire che Azienda Zero è anch’essa una ULSS;
Tutto quanto riguarda questo nuovo organo, però (composizione, competenze e criteri di funzionamento), rimane sul vago e delegato alle decisioni della Giunta regionale.
Art.32, clausola di neutralità finanziaria: l’attuazione della legge avverrà “senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione”, il che significa però due cose:
1) evidentemente, anziché avere un risparmio, si mette in conto che i costi potrebbero addirittura aumentare;
2) gli eventuali nuovi costi saranno riallocati tagliando da qualche altra parte. Bisognerà vigilare per capire da dove tirano fuori questi possibili costi aggiuntivi (e se ci saranno costi aggiuntivi per Azienda Zero).
PREROGATIVE ASSEGNATE A GIUNTA, CONSIGLIO E COMMISSIONE DALLA LEGGE REGIONALE 19/2016
PREROGATIVE DELLA GIUNTA REGIONALE
1) Sentita la competente commissione consiliare, può attribuire in futuro ad Azienda Zero alcune funzioni di analisi e coordinamento per il SSR, previste dall’articolo 2, comma 2 della L.R. 19/2016.
2) Il Presidente della Giunta regionale nomina il Direttore generale di Azienda Zero, “in conformità ai requisiti e alle modalità vigenti per la nomina dei direttori generali delle Aziende ULSS e degli enti del servizio sanitario regionale alla data della nomina stessa“.
3) Può preventivamente autorizzare il Direttore generale a compiere ogni altro atto necessario al funzionamento dell’Azienda Zero.
4) Elabora le linee guida dell’Atto aziendale di Azienda Zero.
Le approva.
5) L’assunzione di personale esterno presso Azienda Zero (che potrà avvenire solo qualora la professionalità ricercata non sia già reperibile all’interno della regione e dei suoi enti) richiede un’autorizzazione della Giunta (e il parere della Commissione consiliare).
6) Approva i bilanci ed eroga i finanziamenti della GSA.
7) Il Presidente della Giunta nomina il Direttore generale di Azienda Zero.
8) Autorizza atti vincolanti il patrimonio di Azienda Zero.
9) Designa uno dei componenti del Collegio sindacale (ovvero dei revisori dei conti, ora rinominati “sindaci”);
gli altri due sono scelti uno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e uno dal Ministero della Salute. La nomina ufficiale dei componenti del Collegio sindacale viene poi effettuata dal Direttore generale di Azienda Zero.
10) Segue le linee di indirizzo indicate nell’articolo 15 per l’attuale riorganizzazione e per i futuri assestamenti della riorganizzazione del SSR, nonché per il nuovo PSSR.
11) Elabora il nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale (PSSR) entro il 31 dicembre del 2018.
12) Approva un regolamento sulle procedure di selezione del personale del comparto sanità.
13) Definisce i fabbisogni di personale medico ospedaliero, sulla base delle schede ospedaliere, dei carichi di lavoro e delle specialità presenti nei vari presidi, nel rispetto della normativa nazionale.
14) Verifica, al termine del primo triennio dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero in coincidenza con l’adozione dei Piani socio-sanitari regionali, la nuova articolazione delle Aziende ULSS, al fine di valutare i risultati raggiunti sotto il profilo dell’efficacia e dell’efficienza delle prestazioni erogate.
15) Dovrebbe potenziare il sistema degli osservatori regionali quali l’Osservatorio regionale Politiche Sociali e il Sistema Epidemiologico Regionale. Qui la Giunta va sollecitata ogni tanto per capire cosa ha fatto in merito.
16) Deve emanare degli indirizzi sull’appropriatezza delle prescrizioni, anche al fine di ridurre le liste d’attesa, sotto il profilo prescrittivo ed economico.
Bisognerà fare attenzione a cosa fare la Giunta dal punto di vista dell’”appropriatezza economica”, ovvero se intenda semplicemente risparmiare sulle prescrizioni, anche a danno dei pazienti.
17) Deve verificare procedimenti e requisiti per l’accreditamento istituzionale.
18) Favorisce l’integrazione dei servizi con ricerca e innovazione.
19) Attiva l’Osservatorio regionale presso l’Area Sanità e Sociale, incaricato di monitorare la riforma dell’organizzazione del SSR e di acquisire le richieste dei Comitati dei Sindaci di distretto.
Riceve inoltre da Azienda Zero i dati relativi ai monitoraggi.
Può proporre, di conseguenza, ulteriori modifiche all’assetto delle ULSS.
20) Fissa una nuova pesatura delle valutazioni dei direttori generali delle ULSS, in modo che il contributo dato alla valutazione da parte di ciascun soggetto (Giunta regionale, competente commissione consiliare, conferenze dei sindaci) non sia inferiore al 20 per cento (dovrebbe esserci comunque “un sostanziale equilibrio tra i vari soggetti”).
21) Adotta un programma straordinario per ridurre i tempi di attesa, semplificare gli accessi e assicurare la presa in carico.
22) Definisce composizione, competenze e criteri di funzionamento del Collegio di direzione, un nuovo organo che in ogni ULSS e in Azienda Zero affiancherà Direttore generale e Collegio dei sindaci.
PREROGATIVE DEL CONSIGLIO REGIONALE
1) Tutti i suoi membri potranno avere un accesso diretto a database, studi ed esiti di istruttorie riguardanti il supporto alla programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale, dal momento in cui la Giunta assegnasse ad Azienda Zero la produzione di analisi, valutazioni e proposte su questa materia.
Con tali modalità gli stessi potranno ottenere fin d’ora i dati relativi ai monitoraggi dei risultati della riforma dell’organizzazione del SSR che saranno compiuti dall’Osservatorio regionale presso l’Area Sanità e Sociale.
2) Elabora il nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale (PSSR) entro il 31 dicembre del 2018.
3) Assegna alla struttura ispettiva socio sanitaria di cui alla legge regionale 5 agosto 2010, n. 21 (Servizio ispettivo), le risorse finanziarie, umane e strumentali adeguate per raggiungere gli obbiettivi della medesima, anche avvalendosi di personale in distacco e in comando.
PREROGATIVE DELLA COMPETENTE COMMISSIONE CONSILIARE
- Dovrà esprimere un parere riguardo:
1) alla possibile attribuzione da parte della Giunta ad Azienda Zero di ulteriori funzioni di analisi e coordinamento per il SSR (tra quelle previste dall’articolo 2, comma 2, L.R. 19/2016);
2) alle linee guida dell’Atto aziendale di Azienda Zero che saranno elaborate dalla Giunta;
3) al piano degli interventi da attuarsi con i risparmi risultanti dalla diminuzione delle ULSS, elaborato dall’Area Sanità e Sociale, in collaborazione con Azienda Zero e con le aziende ULSS interessate. Lo scopo del piano sarà quello di omogeneizzare i servizi;
4) ai bilanci della GSA che vengono approvati dalla Giunta regionale;
5) (probabilmente) agli “atti vincolanti il patrimonio” di Azienda Zero, autorizzati dalla Giunta, quali proposte di alienazione o acquisizione;
6) al caso in cui la Giunta autorizzi Azienda Zero ad assumere personale esterno (qualora la professionalità ricercata non sia già reperibile all’interno della regione e dei suoi enti);
7) al regolamento sulle procedure di selezione del personale del comparto sanità, approvato dalla Giunta;
8) alla definizione dei fabbisogni di personale medico ospedaliero (decisi sulla base delle schede ospedaliere, dei carichi di lavoro e delle specialità presenti nei vari presidi);
9) al trasferimento delle funzioni ospedaliere in un’altra struttura per più di un anno;
10) ai decreti attuativi del fascicolo sanitario elettronico, approvati da Azienda Zero;
11) al programma straordinario per ridurre i tempi di attesa, adottato dalla Giunta;
12) alla composizione dell’Osservatorio regionale presso l’Area Sanità e Sociale e di quelli aziendali.
- Inoltre:
13) riceve da Azienda Zero i dati del suddetto Osservatorio regionale relativi ai monitoraggi dei risultati della riforma dell’organizzazione del SSR (teniamo conto che in conseguenza dei risultati di queste analisi, potrebbero esserci ulteriori modifiche all’assetto delle ULSS, con nuove leggi proposte dalla Giunta).
14) La valutazione della competente commissione sull’operato dei direttori generali delle ULSS conterà di più, passando dall’attuale 5% al 20%, almeno, del valore ponderale complessivo.
Si ricorda che la commissione consiliare valuta i direttori generali, nello specifico, riguardo “al rispetto della programmazione regionale”.
I direttori generali verranno valutati da Giunta e Commissione anche in relazione alla mancata copertura del fabbisogno di personale definito dalla stessa Giunta.
CALENDARIO E SCADENZE STABILITE DALLA LEGGE REGIONALE 19/2016
Entro il 25 dicembre 2016 (60 gg. dall’entrata in vigore della legge) la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare, definisce i fabbisogni di personale medico ospedaliero, sulla base delle schede ospedaliere, dei carichi di lavoro e delle specialità presenti nei vari presidi, nel rispetto della normativa nazionale.
Entro il 24 gennaio 2017 (90 gg. dall’entrata in vigore della legge) l’Azienda Zero, sentita la Commissione consiliare competente, approva i decreti attuativi del fascicolo sanitario elettronico.
Entro il 24 gennaio 2017 (90 gg. dall’entrata in vigore della legge) la Giunta attiva l’Osservatorio regionale presso l’Area Sanità e Sociale, previsto dall’articolo 16, incaricato di monitorare la riforma dell’organizzazione del SSR e di ricevere le richieste dei Comitati dei Sindaci di distretto (di cui all’art. 26, che rappresentino almeno i 2/3 delle popolazioni interessate e appartengano alla medesima circoscrizione provinciale).
Quanto al potenziamento degli osservatori regionali già esistenti, quali l’Osservatorio regionale Politiche Sociali e il Sistema Epidemiologico Regionale, va verificato periodicamente cosa la Giunta abbia fatto in merito. In prima battuta, si potrebbe porsi come scadenza informale quella di sollecitare la Giunta ogni sei mesi dall’approvazione della legge (es. aprile 2017, ottobre 2017, eccetera).
Entro il 29 giugno 2017 (60 gg. dalla presentazione del bilancio consuntivo 2017 delle ULSS) l’Area Sanità e Sociale, in collaborazione con Azienda Zero, quantifica i risparmi ottenuti, limitatamente al primo anno, dalla riduzione delle Aziende ULSS.
Entro il 27 ottobre 2017 (dopo altri 120 giorni) l’Area Sanità e Sociale, in collaborazione con Azienda Zero e con le Aziende ULSS interessate, elabora il piano degli interventi (finalizzati ad omogeneizzare i servizi) da attuarsi con questi risparmi, che dovrà essere vagliato dalle competenti commissioni consiliari per il parere di competenza.
Entro il 26 ottobre 2017 (un anno dall’entrata in vigore della legge) Azienda Zero attiva il fascicolo sanitario elettronico e la tessera sanitaria elettronica.
Entro al massimo il 25 dicembre 2017 (12 mesi dall’approvazione dei fabbisogni di personale medico ospedaliero da parte della Giunta) i Direttori generali provvedono alla copertura dei posti definiti dai fabbisogni, nei limiti dell’invarianza dell’assegnazione del riparto del fondo sanitario regionale.
Entro il 31 dicembre 2017 le nuove Aziende ULSS devono garantire l’attivazione del 50% dei posti letto degli ospedali di comunità e il 15% di posti letto in più negli ospedali di comunità e l’attivazione di almeno il 60% dei medici di medicina generale nelle medicine di gruppo integrate.
Entro il 31 dicembre 2017 i posti letto negli ospedali di comunità devono diventare almeno il 70% e i medici di medicina generale attivati nelle medicine di gruppo integrate dalle ULSS devono diventare almeno l’80%.
L’ultimo PSSR (2012-2016) viene prorogato al massimo fino al 31 dicembre 2018, o comunque fino all’approvazione del prossimo piano.
La nuova articolazione delle ULSS dovrà essere sottoposta dalla Giunta ad una prima verifica dell’efficacia e dell’efficienza delle prestazioni erogate entro ottobre 2019, ovvero dopo tre anni dall’entrata in vigore della legge, o anche prima, in occasione dell’adozione del nuovo Piano socio-sanitario regionale.
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References: Art. 2

Art. 5

Art. 2

Art. 14

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Art. 7

Art.27

Art. 1

Art. 2

Art. 2

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Art. 6

Art. 15

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Art.26

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Art.16

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Art.23

Art.24

Art. 25

Art.26

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Art.31

Art.32