Source: http://www.giurisprudenzapenale.com/2018/07/11/condannati-allergastolo-per-i-delitti-di-cui-agli-artt-630-e-289-bis-c-p-che-abbiano-cagionato-la-morte-del-sequestrato-e-divieto-di-concessione-dei-benefici-penitenziari/
Timestamp: 2019-07-23 10:05:25+00:00

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Condannati all’ergastolo per i delitti di cui agli artt. 630 e 289-bis c.p. che abbiano cagionato la morte del sequestrato e divieto di concessione dei benefici penitenziari: incostituzionale l'art. 58-quater c. 4 O.P. - Giurisprudenza penale
Corte Costituzionale, 11 luglio 2018 (ud. 20 giugno 2018), sentenza n. 149
Diamo immediata notizia della sentenza con cui la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale, sollevata dal Tribunale di sorveglianza di Venezia, dell’art. 58-quater, comma 4, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui prevede che i condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 630 del codice penale, che abbiano cagionato la morte del sequestrato, non sono ammessi ad alcuno dei benefici indicati nel comma 1 dell’art. 4-bis se non abbiano effettivamente espiato almeno ventisei anni di pena.
Art. 58-quater L. 26-7-1975 n. 354 (Divieto di concessione di benefici)
I giudici costituzionali hanno ritenuto fondati i dubbi sollevati dal giudice a quo per contrasto con gli articoli 3 e 27, terzo comma, Cost.: «l’appiattimento all’unica e indifferenziata soglia di ventisei anni per l’accesso a tutti i benefici penitenziari indicati nel primo comma dell’art. 4-bis o.p. – scrive la Corte – si pone in contrasto con il principio, sotteso all’intera disciplina dell’ordinamento penitenziario in attuazione del canone costituzionale della finalità rieducativa della pena, della progressività trattamentale e flessibilità della pena, ossia del graduale reinserimento del condannato all’ergastolo nel contesto sociale durante l’intero arco dell’esecuzione della pena».
I profili di illegittimità costituzionale – si legge nella sentenza – «affliggono, in realtà, tanto la disciplina, in questa sede censurata, applicabile ai condannati all’ergastolo per il delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione di cui all’art. 630 cod. pen., quanto l’identica disciplina dettata dallo stesso art. 58-quater, comma 4, ordin. penit. per i condannati all’ergastolo per il diverso delitto di sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione di cui all’art. 289-bis cod. pen. Ne deriva gli effetti della presente pronuncia devono essere estesi anche alla parte dell’art. 58-quater, comma 4, ordin. penit. che si riferisce ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 289-bis cod. pen. che abbiano cagionato la morte del sequestrato».
In conclusione, la Corte Costituzionale ha dichiarato:
1) l’illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui si applica ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 630 del codice penale che abbiano cagionato la morte del sequestrato;
2) in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l’illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, della legge n. 354 del 1975, nella parte in cui si applica ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 289-bis del codice penale che abbiano cagionato la morte del sequestrato.
Parole chiave: Art. 58-quater L. 26-7-1975 n. 354, featured
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