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Timestamp: 2017-11-23 23:49:20+00:00

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Romanesco, fagiolini e mia nonna | Serbatoio di pensieri occasionali
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22 pensieri su “Romanesco, fagiolini e mia nonna”
angyerry 23 giugno 2012 alle 09:35
BelLissimo commovente post 🙂 all’inizio non capivo cosa fosse “ronanesco” 🙂 t’é sfuggita una m per un n birichina 🙂 io Scorpio Che le persone piû “belle” Che conosco, Gruppo di cui tu porti la bandiera 🙂 (sono in tema olimpiadi), hanno sempre dietro storie cosi belle da raccontare , ricordi dolcissimi nel cuore accompagnati a ricordi tristissimi … Credo che questo bagaglio renda proprio le persone speciali… Proprio perchè hanno il cuore e la mente abituato a provare delle emozioni, a riconoscerle e a trasmetterle agli altri *.* … Poi la tua tenerezza è proprio una virtù sublime 🙂 non so se te ne rendi conto 😀 ti abbraccio fortissimo!!!
Wish aka Max Autore articolo 23 giugno 2012 alle 16:39
Cara Angela, anzitutto grazie per aver notato il refuso. La dannata tastiera touch dell’aipad ha colpito ancora… 😉 Ma erano giorni che lo avevo “in canna”, quel post, e tra ieri e oggi l’ho scritto, ci ho aggiunto una foto e l’ho pubblicato, sennò mi faceva la fine del limone in frigo, quello che diventa “vizzo come una tetta di strega”… 😀 😀 😀 mi piace tantissimo quell’espressione, non ricordo quando l’ho incontrata la prima volta ma ero molto giovane, dovevano essere gli anni dell’università, e da allora non l’ho più abbandonata… E grazie dei complimenti, anche se mi pare che forse esageri un po’… 🙂 Ma l’abbraccio me lo prendo tutto! 😉
angyerry 25 giugno 2012 alle 07:22
Biancaneve Suicida 23 giugno 2012 alle 10:07
Ecco un altro mistero arcano e inviolabile col quale fare i conti (non quei conti, che qui devo fare attenzione, parbleu): la famiglia. Tolti i massimi sistemi, le relazioni e la storia, la famiglia si identifica in piccoli gesti di persone care, insegnamenti quotidiani e semplici, capaci di radicarsi in zone dell’anima molto profonde, in immagini che non sbiadiscono nei tratti fondamentali e mantengono intatti suoni e odori che, credo, passiamo la vita a ricercare senza rendercene conto. Poi angy ha perfettamente ragione e stavolta tocca a me: ti trovo particolarmente profondo in questi giorni e decisamente malinconico e c’è una sensibilità affiorante in te, che mi richiama l’immagine del fiore di loto.
Wish aka Max Autore articolo 23 giugno 2012 alle 16:49
L’altro giorno su un blog che seguo ho trovato la parola “melancolia”, e mi sono complimentato perché la trovo una bella parola. Sì, è vero. C’è un po’ di malinconia. Il momento è delicato, come recita il titolo dell’ultimo libro di racconti di Ammaniti. E grazie del paragone, mi piace la simbologia ma il fiore di loto non l’ho ancora incontrato nelle mie peregrinazioni esoterico-filosofiche. Leggo che dal loto nacque il dio Ra, e insomma gli Egizi mi appassionano parecchio. Approfondirò il loto.
Un’ultima cosa. Quando ho letto “affiorante” mi è venuta in mente la caverna con gli scrigni. Solo che in quella metafora ciò che affiorava era altro… 😀 😀 Scusa ma dovevo “alleggerire”… 😀 😀
Bibi 23 giugno 2012 alle 12:49
e non trovo molto da dire in questo momento e ci tenevo a fartelo sapere
Wish aka Max Autore articolo 23 giugno 2012 alle 16:41
e non ti devi preoccupare, perché a me fa piacere solo il fatto che tu abbia letto e sia passata di qui, e che me lo abbia detto, che hai letto. e poi io penso che abbiamo qualche tratto in comune, una timidezza che ci impedisce talvolta di esprimere compiutamente le nostre emozioni. ma intuisco qualcosa (e sai che il mio intuito non è proprio da buttare… ;))
gluci77 23 giugno 2012 alle 19:24
Bellissimo questo ricordo della nonna e di un gesto suo che diventa tuo e te la riporta alla mente. Le persone care che non ci sono più ci vengono a trovare così, grazie a quello che ci hanno lasciato nel profondo, nel cuore e nella testa… Tu sai quanto sia importante per me tutto questo. Non c’è bisogno che io aggiunga altro, se non che anche qui da noi il termine “capare” si utilizza nello stesso identico modo. Un abbraccio
Wish aka Max Autore articolo 23 giugno 2012 alle 20:20
Ecco. Bellissima sintesi. E grazie perché avrei voluto dirla io quella cosa del venirci a trovare.
Sul capare inizio a pensare che sia italiano, mi dice Ema che anche nelle Marche è così!
Ema 23 giugno 2012 alle 22:35
Eccolo! scusa ma dall’aifon non riuscivo a commentare..
Sì, la mia prozia d’Ancona diceva capare e da piccolo (fino ai 36 anni, diciamo) l’ho sempre aiutata in cucina… e al mare capavo i cornetti per lei.
gluci77 24 giugno 2012 alle 15:46
Grazie a te, Max, per questo spazio mai banale e per tutte le opportunità che ci offre…
Wish aka Max Autore articolo 24 giugno 2012 alle 19:55
Ema, scusa di che?? E anche a te luci, sono io che ringrazio voi che mi leggete e mi arricchite con i commenti, non ho mai trovato commenti che non mi abbiano fatto pensare, è questo il mio ringraziamento. 🙂
pani 23 giugno 2012 alle 23:27
bella storia, da farci un film. Anche mia nonna, nata nel 1893 e morta cent’anni dopo capava i fagiolini. Anche se da noi non si dice capare ma curare. Qualsiasi verdura si pulisca o si tagli, si dice sempre curare: “Cura l’insalata, cura le patate, cura le carote”. Che al passato diventa “Ho curà l’insalata…” oppure, in un’altra variante, “ho curado l’insalata, ho curado le patate…”.
E dovrei pure avere un filmino girato da mio padre a cavallo dei settanta, con mia nonna in montagna che cura delle tegoline.
黒子 くろこ kuroko 24 giugno 2012 alle 14:20
curare. che termine elegante per indicare la capatura.
le tegoline sono piccole tegole giusto?
Wish aka Max Autore articolo 24 giugno 2012 alle 19:10
I nomi dei cibi sono affascinanti. Cambia regione, cambia il nome. Ho notato che questo è particolarmente vero per verdure e pesci. Ho controllato, mia nonna era del ’95. E morta nel 1986. Le date non sono mai state il mio forte.
黒子 くろこ kuroko 24 giugno 2012 alle 14:27
alfine arrivo. che passai ma non commentai. ho un ricordo analogo però riguardo ai carciofi. mi pare fosse una vicina di casa di mia nonna materna. e mi piaceva moltissimo quel movimento. come se stesse sfogliando un libro per togliere polvere o spennando una gallina. un movimento sempre uguale, veloce e preciso. senza sforzo o apparente concentrazione ma con attenzione costante. i petali facevano un rumore gommoso e morbido quando venivano staccati.
cornetti. mi piace così tanto.
Wish aka Max Autore articolo 24 giugno 2012 alle 19:56
Ottima osservazione, attenzione costante. Una cosa che non puoi fare ad occhi chiusi, ma sulla quale hai sufficiente confidenza da poter fare in scioltezza. Un po’ come guidare. Pensa che “cornetti” mi è tornato in mente mentre scrivevo, mica prima 🙂
tittisissa 25 giugno 2012 alle 10:40
Io, come credo ormai si sappia, ho origini sicule da parte di madre, figlia del figlio di un baronetto locale cultore della lingua sicula, e lombarde da parte di padre il quale, di origini più umili, a sua volta era figlio di emiliani. “Cornetti” è così che vengono chiamati i fagiolini da quelle parti e anche a Milano si usa il termine “curare” per dire “preparare” o come scrive Max “capare”. E’ bellissimo come in tutta la nostra penisola si raccolgano termini differenti per indicare la stessa cosa o la stessa azione.
E anche io ho avuto una nonna meravigliosa, con una storia degna di essere romanzata, che purtroppo è scomparsa troppo presto prima di potermi raccontare tutte ma proprio tutte le storie della sua vita…
Infine rivolgo un saluto a Luci, affermando che sento mie le sue parole….
Le persone che amiamo e che non sono più con noi, ci tornano inevitabilmente alla mente nei momenti più disparati, rievocando alla memoria un gesto, una parola o un’azione anche semplicissimi, come l’atto del “capare i fagiolini”
Che bellissimo post. 🙂
Wish aka Max Autore articolo 25 giugno 2012 alle 16:26
Grazie Sissa, siete tutti troppo prodighi di complimenti… 🙂
tittisissa 25 giugno 2012 alle 16:35
Ma se te li meriti…mi tocca farteli 😀
spiessli 26 giugno 2012 alle 22:31
Ma quanto bello è questo post? E i commenti non sono da meno.
Z in silente ammirazione
Wish aka Max Autore articolo 26 giugno 2012 alle 22:43
Ma grazie zetina.,. *si inchina accettando graziosamente il complimento*

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