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Timestamp: 2020-08-15 14:38:22+00:00

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Legge 10/1991 Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. • Carlo Pagliai • Ingegnere urbanista
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Pubblicata in GU n. 13 del 16-01-1991 – Suppl. Ordinario n. 6 – in vigore dal 15-07-1991 – Testo vigente al: 21-11-2017
1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell’energia, di ridurre i consumi di energia e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell’utilizzo dell’energia a parità di servizio reso e di qualità della vita, le norme del presente titolo favoriscono ed incentivano, in accordo con la politica energetica della Comunità economica europea, l’uso razionale dell’energia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell’utilizzo di manufatti, l’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la riduzione dei consumi specifici di energia nei processi produttivi, una piu’ rapida sostituzione degli impianti in particolare nei settori a piu’ elevata intensità energetica, anche attraverso il coordinamento tra le fasi di ricerca applicata, di sviluppo dimostrativo e di produzione industriale.
2. La politica di uso razionale dell’energia e di uso razionale delle materie prime energetiche definisce un complesso di azioni organiche dirette alla promozione del risparmio energetico, all’uso appropriato delle fonti di energia, anche convenzionali, al miglioramento dei processi tecnologici che utilizzano o trasformano energia, allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, alla sostituzione delle materie prime energetiche di importazione.
3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili di energia: il sole, il vento, l’energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici o di prodotti vegetali. (( PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296 )). Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e successive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.
4. L’utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 e’ considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche.
Art. 2. (Coordinamento degli interventi)
1. Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’articolo 1, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro dei trasporti, il Ministro dell’ambiente, il Ministro dei trasporti, il Ministro dell’ambiente, il Ministro delle partecipazioni statali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza almeno triennale, direttive per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione, del recupero e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e del contenimento dei consumi energetici.
Art. 3. (Accordo di programma)
Art. 4. (Norme attuative e sulle tipologie tecnico-costruttive)
6. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti i Ministri interessati, puo’ emanare norme specifiche, efficaci anche solo per periodi limitati, dirette ad assicurare il contenimento dei consumi energetici.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono emanate norme idonee a rendere apprezzabile il conseguimento dell’obiettivo dell’uso razionale dell’energia e dell’utilizzo di fonti rinnovabili di energia nei criteri di aggiudicazione delle gare di appalto economicamente rilevanti per la fornitura di beni o servizi per conto della pubblica amministrazione, degli enti territoriali e delle relative aziende, degli istituti di previdenza e di assicurazione. Tale normativa e’ inserita di diritto nella normativa che disciplina le gare d’appalto e nei capitolati relativi.
Art. 5. (Piani regionali)
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d’intesa con l’ENEA, individuano i bacini che in relazione alle caratteristiche, alle dimensioni, alle esigenze di utenza, alla disponibilità di fonti rinnovabili di energia, al risparmio energetico realizzabile e alla preesistenza di altri vettori energetici, costituiscono le aree piu’ idonee ai fini della fattibilità degli interventi di uso razionale dell’energia e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.((1))
2. D’intesa con gli enti locali e le loro aziende inseriti nei bacini di cui al comma 1 ed in coordinamento con l’ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispongono rispettivamente un piano regionale o provinciale relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia. ((1))
4. In caso di inadempimento delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano a quanto previsto nei commi 1, 2 e 3 nei termini individuati, ad esse si sostituisce il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che provvede con proprio decreto su proposta dell’ENEA, sentiti gli enti locali interessati. ((1))
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente art. 5:
– al primo comma ” nella parte in cui prevede che le province autonome di Trento e di Bolzano individuano i bacini, ivi considerati, ” d’intesa con ” anziché “sentito” l’ ENEA”;
– al secondo comma, ” nella parte in cui prevede che le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono i loro piani ” d’intesa
con ” anziché “sentiti” gli enti locali e le loro aziende”;
– al quarto comma, ” nella parte in cui non prevede un congruo preavviso, nei sensi espressi in motivazione, alle province autonome di Trento e di Bolzano, in ordine all’ esercizio dei poteri sostitutivi ivi disciplinati”.
Art. 6. (Teleriscaldamento)
Art. 7. (Norme per le imprese elettriche minori)
1. Il limite stabilito dall’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, non si applica alle imprese produttrici e distributrici a condizione che l’energia elettrica prodotta venga distribuita entro i confini territoriali dei comuni già serviti dalle medesime imprese produttrici e distributrici alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Il Comitato interministeriale dei prezzi (CIP), su proposta della Cassa conguaglio per il settore elettrico, stabilisce entro ogni anno, sulla base del bilancio dell’anno precedente delle imprese produttici e distributrici di cui al comma 1, l’acconto per l’anno in corso ed il conguaglio per l’anno precedente da corrispondere a titolo di integrazione tariffaria alle medesime imprese produttrici e distributrici.
4. Il CIP puo’ modificare l’acconto per l’anno in corso rispetto al bilancio dell’anno precedente delle imprese produttrici e distributrici di cui al comma 1 qualora intervengano variazioni nei costi dei combustibili e/o del personale che modifichino in modo significativo i costi di esercizio per l’anno in corso delle medesime imprese produttrici e distributrici.
Art. 8. (Contributi in conto capitale a sostegno dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia nell’edilizia)
c) installazione di pompe di calore per riscaldamento ambiente o acqua sanitaria o di impianti per l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia che consentano la copertura almeno del 30 per cento del fabbisogno termico dell’impianto in cui e’ attuato l’intervento nell’ambito delle disposizioni del titolo II;
Art. 9. (Competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano)
1. La concessione e la erogazione dei contributi previsti dagli articoli 8, 10 e 13 e’ delegata alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il Ministro del tesoro, emana, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le direttive per uniformare i criteri di valutazione delle domande, le procedure e le modalità di concessione e di erogazione dei contributi da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto nell’istruttoria di propria competenza dei tempi di realizzazione delle singole iniziative, di consumi di energia preesistenti, dei benefici energetici attesi, della quantità di energia primaria risparmiata per unità di capitale investito, nonché: per gli interventi di cui all’articolo 8, della tipologia degli edifici e dei soggetti beneficiari dei contributi con priorità per gli interventi integrati; per gli interventi di cui all’articolo 10, dell’obsolescenza degli impianti e dell’utilizzo energetico dei rifiuti; per gli interventi di cui all’articolo 13, della tipologia delle unità produttive e delle potenziali risorse energetiche del territorio.
4. Tenuto conto delle richieste delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano pervenute entro il termine di cui al comma 3, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato propone entro trenta giorni al CIPE, che provvede entro i successivi trenta giorni, la ripartizione tra le reigoni e le province autonome di Trento e di Bolzano dei fondi in relazione a ciascuno degli interventi di cui agli articoli 8, 10 e 13.
6. Per il primo anno di applicazione della presente legge il termine di cui al comma 3 e’ fissato al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della stessa e la nuova ripartizione dei fondi residui di cui al comma 5 riguarda anche eventuali fondi residui trasferiti alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per le medesime finalità sulla base della normativa previgente la presente legge e non impegnati entro il termine di centoventi giorni di cui al medesimo comma 5.
7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, avvalendosi anche dell’ENEA ai sensi dell’articolo 16, comma 3, provvedono ad accertare l’effettivo conseguimento del risparmio energetico, attraverso idonei strumenti di verifica con metodo a campione e/o secondo criteri di priorità. In caso di esito negativo delle verifiche le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ne danno informazione immediata al Ministero dell’industria, del commercio dell’artigianato e provvedono all’immediata revoca totale o parziale dei contributi concessi ed al recupero degli importi già erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di pagamento, con le modalità di cui all’articolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Le somme recuperate sono annualmente ripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con le modalità di cui al comma 4.
8. Per i pareri delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dalla presente legge, decorso il termine per l’emanazione dell’atto cui il parere e’ preordinato, l’autorità competente puo’ provvedere anche in assenza dello stesso. ((1))
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato la illegittimità costituzionale del presente art. 9, ” nella parte in cui, includendo le province autonome di Trento e di Bolzano nella delega relativa alla concessione di contributi di spettanza provinciale, non prevede per queste le modalità di finanziamento secondo le norme statutarie”.
Art. 10. (Contributi per il contenimento dei consumi energetici nei settori industriale, artigianale e terziario)
Art. 11 ( Norme per il risparmio di energia e l’utilizzazione di fonti rinnovabili di energia)
1. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano, alle province ed ai comuni e loro consorzi e associazioni, sia direttamente sia tramite loro aziende e società, nonché alle imprese di cui all’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, ad imprese e a consorzi tra imprese costituiti ai sensi degli articoli 2602 e seguenti del codice civile, a consorzi costituiti tra imprese ed Ente nazionale per l’energia elettrica (ENEL) e/o altri enti pubblici, possono essere concessi contributi in conto capitale per studi di fattibilità tecnico-economica per progetti esecutivi di impianti civili, industriali o misti di produzione, di recupero, di trasporto e di distribuzione dell’energia derivante dalla cogenerazione, nonché per iniziative aventi le finalità di cui all’articolo 1 e le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, escluse le iniziative di cui agli articoli 12 e 14.
2. Il contributo di cui al comma 1 e’ concesso con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti i Ministri dell’ambiente, per le aree urbane e dei trasporti, nel limite massimo del 50 per cento della spesa ammissibile prevista sino ad un massimo di lire cinquanta milioni per gli studi di fattibilità tecnico-economica e di lire trecento milioni per i progetti esecutivi purché lo studio sia effettuato secondo le prescrizioni del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e l’impianto abbia le seguenti caratteristiche minime:
b) potenza elettrica installata perla cogenerazione pari ad almeno il 10 per cento della potenza termica erogata all’utenza.
3. Ai soggetti di cui al comma 1 possono altresi’ essere concessi contributi in conto capitale per la realizzazione o la modifica a dieci megawatt termici o a tre megawatt elettrici relativi a servizi generali e/o al ciclo produttivo che conseguano risparmio di energia e/o un migliore rendimento di macchine e apparecchiature e/o la sostituzione di idrocarburi con altri combustibili. Il limite suddetto non si applica nel caso di realizzazione di nuovi impianti, quando cio’ deriva da progetti di intervento unitari e coordinati a livello di polo industriale, di consorzi e forme associative di impresa.
4. Il contributo di cui al comma 3 e’ concesso e liquidato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato nel limite massimo del 30 per cento della spesa totale ammessa al contributo preventivata e documentata, elevabile al 40 per cento nel caso di impianti di cogenerazione e per gli impianti di cui all’articolo 6.
7. La realizzazione degli impianti di teleriscaldamento, ammissibili ai sensi dell’articolo 6, da parte di aziende municipalizzate, di enti pubblici, di consorzi tra enti pubblici,tra enti pubblici ed imprese private ovvero tra imprese private che utilizzano il calore dei cicli di produzione di energia delle centrali termoelettriche nonché il calore recuperabile da processi industriali possono usufruire di contributi in conto capitale fino al 50 per cento del relativo costo. L’ENEL e’ tenuto a fornire la necessaria assistenza per la realizzazione degli impianti ammessi ai contributi con diritto di rimborso degli oneri sostenuti.
Art. 12. (Progetti dimostrativi)
1. Alle aziende pubbliche e private e loro consorzi, ed a consorzi di imprese ed enti pubblici possono essere concessi contributi in conto capitale per la progettazione e la realizzazione di impianti con caratteristiche innovative per aspetti tecnici e/o gestionali e/o organizzativi, che utilizzino fonti rinnovabili di energia e/o combustibili non tradizionali ovvero sviluppino prototipi a basso consumo specifico ovvero nuove tecnologiche di combustione, di gassificazione, di liquefazione del carbone e di smaltimento delle ceneri, nonché iniziative utilizzanti combustibili non fossili la cui tecnologia non abbia raggiunto la maturità commerciale e di esercizio. Sono ammessi altresi’ ai contributi sistemi utilizzanti le fonti rinnovabili di energia di origine solare finalizzati a migliorare la qualità dell’ambiente e, in particolare, la potabilizzazione dell’acqua.
2. Il contributo di cui al comma 1 e’ concesso, nel limite del 50 per cento della spesa ammissibile preventivata, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, su delibera del CIPE.
Art. 13. (Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili di energia nel settore agricolo)
1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’articolo 1 nel settore agricolo, possono essere concessi alle imprese agricole singole o associate, ovvero a società che offrono e gesticono il servizio-calore, che prevedano la partecipazione dell’ENEL e/o di aziende municipalizzate e/o di altri enti pubblici, contributi in conto capitale per la realizzazione di impianti con potenza fino a dieci megawatt elettrici per la produzione o il recupero di energia termica, elettrica e meccanica da fonti rinnovabili di energia, nella misura massima del 55 per cento della spesa ammessa, elevabile al 65 per cento per le cooperative.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono con le associazioni di categoria degli imprenditori agricoli e dei coltivatori accordi tesi all’individuazione di soggetti e strumenti per la realizzazione di interventi di uso razionale dell’energia nel settore agricolo. ((1))
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato la illegittimità costituzionale del presente art. 13, secondo comma ” nella parte in cui prevede che anche la provincia autonoma di Bolzano promuova accordi con le categorie professionali ivi indicate”.
Art. 14. (Derivazioni di acqua – Contributi per la riattivazione e per la costruzione di nuovi impianti)
3. La domanda di ammissione al contributo di cui al comma 1, corredata dagli elementi tecnico-economici, dal piano finanziario, dal piano di manutenzione e di esercizio, nonché da ogni elemento relativo agli eventuali atti di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, ivi comprese le valutazioni ambientali, e’ presentata al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, alla regione o alla provincia autonoma di Trento e di Bolzano, a seconda della competenza dell’impianto.
4. I contributi di cui al comma 1, per gli impianti di propria competenza, previa istruttoria tecnico-economica espletata dall’ ENEL, sono concessi ed erogati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, nella misura massima del 30 per cento della spesa ammissibile documentata.
Art. 15. (Locazione finanziaria)
1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 sono concessi anche per iniziative oggetto di locazione finanziaria, effettuate da società iscritte nell’albo istituito presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno del 12 novembre 1986, in attuazione dell’articolo 9, comma 13, della legge 1 marzo 1986, n. 64.
Art. 16. (Attuazione della legge – Competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano)
3. Su richiesta delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano l’ENEL, l’Ente nazionale idrocarburi (ENI), l’ENEA, il CNR e le università degli studi, in base ad apposite convenzioni e nell’ambito dei rispettivi compiti istituzionali, assistono le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nell’attuazione della presente legge. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i comuni, singoli o associati, possono dotarsi di appositi servizi per l’attuazione degli adempimenti di loro competenza previsti dalla presente legge.
Art. 17. (Cumulo di contributi e casi di revoca)
2. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di intesa con il Ministro del tesoro puo’ promuovere, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, apposite convenzioni con istituti di credito, istituti e società finanziari al fine di facilitare l’accesso al credito per la realizzazione delle iniziative agevolate ai sensi della presente legge.
3. Nell’ambito delle proprie competenze e su richiesta del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, l’ENEA effettua verifiche a campione e/o secondo criteri di priorità, circa l’effettiva e completa realizzazione delle iniziative di risparmio energetico agevolate ai sensi degli articoli 11, 12, e 14. In caso di esito negativo delle verifiche l’ENEA dà immediatamente comunicazione al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato che provvede alla revoca parziale o totale dei contributi ed al recupero degli importi già erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di pagamento, con le modalità di cui all’articolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
Art. 18. (Modalità di concessione ed erogazione dei contributi)
1. Per i contributi di cui agli articoli 11, 12 e 14 le modalità di concessione ed erogazione, le prescrizioni tecniche richieste per la stesura degli studi di fattibilità e dei progetti esecutivi, le prescrizioni circa le garanzie di regolare esercizio e di corretta manutenzione degli impianti incentivati, nonché i criteri di valutazione delle domande di finaziamento sono fissati con apposito decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Su tutti i contributi previsti dalla presente legge possono essere concesse anticipazioni in corso d’opera garantite da polizze fidejussorie, bancarie ed assicurative emesse da istituti all’uopo autorizzati, con le modalità ed entro i limiti fissati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 19. (Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia)
2. La mancanza della comunicazione di cui al comma 1 esclude i soggetti dagli incentivi di cui alla presente legge. Su richiesta del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato i soggetti beneficiari dei contributi della presente legge sono tenuti a comunicare i dati energici relativi alle proprie strutture e imprese.
Art. 20. (Relazione annuale al Parlamento)
1. Alla possibilità di fruire delle agevolazioni previste dalla presente legge sono ammesse anche le istanze presentate ai sensi della legge 29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, per iniziative rientranti fra quelle previste dagli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 che non siano ancora state oggetto di apposito provvedimento di accoglimento o di rigetto.
2. Per le istanze di finanziamento di cui al comma 1 la concessione delle agevolazioni resta di competenza dell’amministrazione cui sono state presentate ai sensi della legge 29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445.
Art. 22 Riorganizzazione della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica, si provvede alla ristrutturazione ed al potenziamento della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Si applicano, salvo quanto espressamente previsto dalla presente disposizione, le norme di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche per le successive modifiche dell’ordinamento della medesima Direzione generale. A tal fine le relative dotazioni organiche sono aumentate, per quanto riguarda le qualifiche dirigenziali di non piu’ undici unità con specifica professionalità tecnica nel settore energetico, e per il restante personale di non piu’ novanta unità, secondo la seguente articolazione:
2. Con il decreto di cui al comma 1 puo’ essere altresi’ prevista presso la Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base la costituzione di un’apposita segreteria tecnico-operativa, costituita da non piu’ di dieci esperti con incarico quinquennale rinnovabile scelti fra docenti universitari, ricercatori e tecnici di società di capitale – con esclusione delle imprese private – specificamente operanti nel settore energetico, di enti pubblici e di pubbliche amministrazioni con esclusione del personale del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Il trattamento economico degli esperti di cui al presente comma e’ determinato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di intesa con il Ministro del tesoro, in misura non inferiore a quello spettante presso l’ente o l’amministrazione o l’impresa di appartenenza. I dipendenti pubblici, sono collocati fuori ruolo per l’intera durata dell’incarico o nell’analoga posizione prevista dai rispettivi ordinamenti.
3. Limitatamente al personale delle qualifiche non dirigenziali, alle assunzioni conseguenti all’aumento delle dotazioni organiche di cui al comma 1 può precedersi a decorrere dal 1 gennaio 1991, e solo dopo aver attuato le procedure di mobilità di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1988, n. 325, e successive modificazioni, ed alla legge 29 dicembre 1988, n. 554, e successive modificazioni e integrazioni, o comunque dopo novanta giorni dall’avvio di delle procedure. Nel biennio 1991-1992 puo’ procedersi a tali assunzioni esclusivamente nel limite annuo del 25 per cento e complessivo del 33 per cento dei relativi posti, restando comunque i posti residui riservati per l’intero biennio alla copertura mediante le predette procedure di mobilità.
4. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 200 milioni per l’anno 1990, in lire 1.000 milioni per l’anno 1991 e in lire 1.800 milioni per l’anno 1992, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini del bilancio triennale 1990-1992 al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1990, all’uopo parzialmente utilizzando quanto a lire 400 milioni per ciascuno degli anni 1991 e 1992 le proiezioni dell’accantonamento “Riordinamento del Ministero ed incentivazioni al personale” e, quanto a lire 200 milioni per l’anno 1990, a lire 600 milioni per l’anno 1991 e a lire 1.400 milioni per l’anno 1992, l’accantonamento “Automazione del Ministero dell’industria”.
Art. 23. (Abrogazione espressa di norme e utilizzazione di fondi residui)
2. Le somme destinate ad incentivare gli interventi di cui alla legge 29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonché quelle di cui all’articolo 15, comma 37, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, che alla data di entrata in vigore della presente legge non sono state ancora trasferite alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano o non sono state ancora formalmente impegnate dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato per gli interventi di propria competenza, possono essere utilizzate rispettivamente per le finalità di cui agli articoli 8, 10 e 13 e per quelle di cui agli articoli 11, 12 e 14.
3. Alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 spettanti alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano si provvede con le procedure e le modalità di cui all’articolo 9. Alla ripartizione delle restanti somme fra i vari interventi, si provvede, tenendo conto delle proporzioni fissate al comma 2 dell’articolo 38, con le modalità di cui ai commi 6 e 7 del medesimo articolo 38.
Art. 24. (Disposizioni concernenti la metanizzazione)
1. Il contributo previsto a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la realizzazione dei progetti indicati nel programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno approvato dal CIPE con deliberazione dell’11 febbraio 1988 e’ sostituito o integrato per la percentuale soppressa o ridotta per effetto dei regolamenti del Consiglio delle Comunità europee n. 2052 del 24 giugno 1988, n. 4253 del 19 dicembre 1988 e n. 4254 del 19 dicembre 1988 con un contributo dello Stato a carico degli stanziamenti di cui al comma 3 pari alla differenza tra il 50 per cento della spesa ammessa per ogni singola iniziativa alle agevolazioni di cui all’articolo 11 della legge 28 novembre 1980, n. 784, e successive modificazioni e integrazioni, e il contributo concesso a carico del FESR.
2. Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, d’intesa con il Ministro del tesoro nonché con la Cassa depositi e prestiti per la concessione ed erogazione dei finanziamenti, provvede a disciplinare con decreto la procedura per l’applicazione delle agevolazioni nazionali e comunitarie agli intervenuti di cui al comma 1.
3. All’avvio del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno relativo al 1ä triennio, approvato dal CIPE con deliberazione dell’11 febbraio 1988, si fa fronte con lo stanziamento di lire 50 miliardi autorizzato dall’articolo 19 della legge 26 aprile 1983, n. 130 e con lo stanziamento di lire 730 miliardi autorizzato dal decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, integrato di lire 300 miliardi con l’articolo 15, comma 36, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni.
Art. 25. (Ambito di applicazione)
2. Nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente, l’applicazione del presente titolo e’ graduata in relazione al tipo di intervento, secondo la tipologia individuata dall’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Art. 26 (Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti)
L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi, e’ considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera.
2. Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico ed all’utilizzazione delle fonti di energia di cui all’articolo 1, individuati attraverso un ((attestato di prestazione energetica)) o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza degli intervenuti, con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio.
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico e’ fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia salvo impedimenti di natura tecnica od economica.
Art. 27. (Limiti ai consumi di energia)
Art. 29. ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192))
Art. 30. ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192))
Art. 31. (Esercizio e manutenzione degli impianti)
2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192, COME MODIFICATO DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2006, N. 311)).
4. I contratti relativi alla fornitura di energie e alla conduzione degli impianti di cui alla presente legge contenenti clausole in contrasto con essa, sono nulli. Ai contratti che contengono clausole difformi si applica l’articolo 1339 del codice civile.
Art. 32. (Certificazioni e informazioni ai consumatori)
1. Ai fini della commercializzazione, le caratteristiche e le prestazioni energetiche dei componenti degli edifici e degli impianti devono essere certificate secondo le modalità stabilite con proprio decreto dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 33. (Controlli e verifiche)
1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192)).
2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192)).
Art. 34. (Sanzioni)
1. L’inosservanza dell’obbligo di cui al comma 1 dell’articolo 28 e’ punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinque milioni.
2. Il proprietario dell’edificio nel quale sono eseguite opere difformi dalla documentazione depositata ai sensi dell’articolo 28 e che non osserva le disposizioni degli articoli 26 e 27 e’ punito con la sanzione amministrativa in misura inferiore al 5 per cento e non superiore al 25 per cento del valore delle opere.
4. Il collaudatore che non ottempera a quanto stabilito dall’articolo 29 e’ punito con la sanzione amministrativa pari al 50 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale
5. Il proprietario o l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne e’ assunta la responsabilità, che non ottempera a quanto stabilito dall’articolo 31, commi 1 e 2, e’ puntito con la sanzione amministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinque miloni. Nel caso in cui venga sottoscritto un contratto nullo ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 31, le parti sono punite ognuna con la sanzione amministrativa pari a un terzo dell’importo del contratto sottoscritto, fatta salva la nullità dello stesso.
6. L’inosservanza delle prescrizioni di cui all’articolo 32 e’ punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire cinque milioni e non superiore a lire cinquanta milioni, fatti salvi i casi di responsabilità penale.
8. L’inosservanza della disposizione che impone la nomina, ai sensi dell’articolo 19, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, e’ punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire dieci milioni e non superiore a lire cento milioni.
Art. 35. (Provvedimenti di sospensione dei lavori)
Art. 36. (Irregolarità rilevate dall’acquirente o dal conduttore)
Art. 37. (Entrata in vigore delle norme del titolo II e dei relativi decreti ministeriali)
Art. 38. (Ripartizione fondi e copertura finanziaria)
1. Per le finalità della presente legge e’ autorizzata la spesa di lire 427 miliardi per il 1991, 992 miliardi per il 1992 e 1.192 miliardi per il 1993. Il dieci per cento delle suddette somme e’ destinato alle finalità di cui all’articolo 3 della presente legge.
2. Per le finalità di cui agli articoli 11, 12 e 14 e’ autorizzata la spesa di lire 267,5 miliardi per il 1991, di lire 621,6 miliardi per il 1992 e di lire 746,4 miliardi per il 1993, secondo la seguente ripartizione:
c) per l’articolo 14, lire 14,5 miliardi per il 1991, lire 36,6 per il 1992 e lire 40,4 miliardi per il 1993.
3. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 1, secondo periodo, e 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando le proiezioni dell’accantonamento “Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonché dall’articolo 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988”.
4. Per le finalità di cui agli articoli 8, 10 e 13 e’ autorizzata la spesa di lire 116,8 miliardi per il 1991, di lire 271,2 miliardi per il 1992 e di lire 326,4 miliardi per il 1993.
5. All’onere derivante dall’attuazione del comma 4 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando le proiezioni dell’accantonamento “Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonché dell’articolo 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988″.
7. Alle ripartizioni degli stanziamenti di cui al comma 2 del presente articolo lettera a) tra gli interventi previsti dall’articolo 11 della presente legge si provvede con decreti del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
8. Il Ministro del tesoro e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ((1))
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato la illegittimità costituzionale del presente art. 38 ” nella parte in cui, includendo le province autonome di Trento e di Bolzano nella delega relativa alla concessione di contributi di spettanza provinciale, non prevede per queste le modalità di finanziamento secondo le norme statutarie”.
Art. 39. (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore, salvo quanto previsto dall’articolo 37, il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 9 gennaio 1991.
BATTAGLIA, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
TABELLA A (omissis)
legge 10/91risparmio energetico

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 sentenza 
 art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 sentenza 
 art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13
 sentenza 
 art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 22

Art. 23
 articolo 38

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34
 articolo 31

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38
 sentenza 
 art. 38

Art. 39