Source: http://movimentoaeroportotaranto.blogspot.it/2013/
Timestamp: 2017-06-26 17:09:02+00:00

Document:
Movimento Λeroporto TΛRΛNTO: 2013
manifestazione del 26/10/2013
Il seme è stato piantato lo
scorso 26 ottobre, con la manifestazione dello "sviluppo
alternativo", che ha visto la partecipazione di un migliaio di cittadini,
in prevalenza giovani e studenti, che hanno conferito all'evento un carattere
di gioia, di speranza, di futuro e di ottimismo.
La manifestazione ha incassato il
sostegno di quasi tutte le associazioni e istituzioni tarantine, ed in
particolare, il sostegno di 32 associazioni che facevano bella mostra di sé
nello striscione che apriva il corteo.
In seme comincia a germogliare.
Lo avvertiamo dall'attenzione che, finalmente la politica e le amministrazioni
dedicano al tema "sviluppo alternativo". Il Comune di Taranto, nella
persona del presidente della commissione attività produttive, dott. Filippo Illiano,
ha deciso di convocare nell'audizione del 18 novembre u.s. anche il comitato pro-aeroporto.
Il sottoscritto, delegato dal gruppo, ha avuto modo di esporre i reali problemi
che non permettono la piena attivazione dell'aeroporto di Taranto.
audizione 18/11/2013
Il campanile, che qualcuno ha
tirato in ballo nel corso dell’audizione , è un'osservazione ed una motivazione
plausibile, solo che l’interpretazione va rovesciata: sono Bari e Brindisi, per
una pura questione di interessi economici, non vogliono il pieno sviluppo
dell'aeroporto di Taranto, che per la comunità ionica e uno dei mezzi
fondamentali per permettere uno sviluppo alternativo: il turismo!
Senza aeroporto, Taranto non può
svincolarsi dal suo destino designato: la monocultura dell'acciaio. I cittadini
di Taranto vivono un problema anch'esso drammatico, che è la inesistente
mobilità (tant'è che dovremmo evocare la legge sulla “continuità territoriale”).
I tarantini non hanno la possibilità e il diritto sancito dalla Costituzione di
potersi muovere liberamente, ma sono sempre vincolati e condannati a dover fare
riferimento costantemente a Bari e a Brindisi.
Questo succede anche per quei
turisti che decidono di venire a Taranto, le difficoltà sono enormi; per la
carenza di strutture viarie, di ferrovie, porto eccetera. E anche quando i
nostri operatori turistici, riescono ad organizzare e a fare arrivare nel
nostro territorio, numeri interessanti di turismo (con l'accordo di farli
atterrare a Taranto), questi vengono puntualmente dirottati su Bari e su
Brindisi. Con il risultato di continue disdette per le prossime occasioni. Ed
infatti le nostre strutture ricettive riescono a funzionare solo al 20% delle
Il seme dopo essere diventata
pianta, deve cominciare a dare i suoi frutti. È il frutto potrebbe essere un
consorzio. È arrivata l'ora di costituire un consorzio che tenga assieme tutti
gli operatori turistici (hotel, alberghi, B&B, agriturismo, ristoranti,
trattorie eccetera). Un consorzio che veda la partecipazione di tutte le
associazioni culturali, dei servizi ai turisti, delle amministrazioni locali,
delle associazioni datoriali e imprenditoriali, degli artigiani, della Camera
di Commercio, della Confcommercio e della Confindustria . Un consorzio allargato
all'arco ionico-calabro-lucano (che hanno già siglato vari accordi in questo
senso), che sappia preparare pacchetti dedicati ai turisti di tutto il mondo e
che possa creare le condizioni per rendere appetibile il nostro territorio.
Toccherà poi alla politica, ai nostri politici, inoltrare, difendere e far
rispettare i diritti di una popolazione che chiede un destino diverso. Di
giovani che chiedono un futuro di speranza, per poter restare vicino
ai propri affetti, restare ed amare la loro terra, non maledirla, senza
dover andare in giro per il mondo ad elemosinare un posto di lavoro e portare
la loro competenza e preparazione lontano da Taranto.
Discutiamo tutti insieme e
mettiamo su un consorzio che crei un brand (terra ionica?!), per vendere e non
svendere, un territorio che non è l’ultimo arrivato, ma è la “Magna Grecia”.
avv. Luigi Albisinni promotore del marchio "terra jonica"
La denuncia alla Procura della
Repubblica per l'Aeroporto di Taranto
4 ottobre 2013 alle ore 13.58
-Al Sig. Procuratore della
Repubblica di Taranto per il tramite del Comando della Guardia di Finanza della
-Al Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Taranto.
L’Avv. Nicola RUSSO, nato a
Taranto il 5.9.1954 e residente in Taranto- C.A.P.74121, via Medaglie D’oro n.
21,TELEFONO e FAX 39/0997354634- , coordinatore del Comitato cittadino “TARANTO
FUTURA”, espone e denuncia quanto segue:
da molti anni l’Aeroporto
“Arlotta” di Grottaglie(che ha una delle piste più lunghe d’Europa- KM 3,200,
con i necessari servizi aeroportuali), pur con una ricettività totale del
Bacino d’utenza(Provincia di Taranto, Area Metapontina, ed alcuni Comuni della
Provincia di Cosenza), pari a 512 esercizi, 41.794 posti letto,
2.047.822presenze e 355.425 arrivi(vedi dati della Camera di Commercio di
Taranto, allegati)non viene destinato per voli civili passeggeri, ma solo per
voli cargo, peraltro questi prevalentemente riservati alla società privata spa
“Alenia”(che usufruisce in pieno delle strutture dell’Aeroporto in questione),
con evidente violazione di quanto statuito dalla Costituzione italiana(art.
16), dal Codice della Navigazione, dalla Delibera Cipe del 24 aprile 1996, dal
D.M.(Ministero dei Trasporti e della Navigazione) n. 521 del 12 novembre 1997,dalla
Convenzione ENAC-ADP n. 40 del25.1.2002 e successivo Decreto Interministeriale
n. 4269 del 6.3.2003,
dal Decreto legislativo n. 18/1999, lungi da ogni ed arbitraria giustificazione
data (finanziaria, economica, di bilancio, ecc.) per il pieno funzionamento(e
l’utilità esclusiva) dell’Aeroporto di Bari e Brindisi, per i voli civili
passeggeri, a fronte del danno procurato al Servizio aeroportuale di pubblica
utilità dell’Aeroporto di Grottaglie-Taranto, e, quindi, del danno subito dai
cittadini-utenti della Provincia di Taranto( e non solo), per la mancata
utilizzazione del bene demaniale.
Invero, a fronte dell’affidamento
in Concessione(di cui non si conosce l’avvenuta gara pubblica originaria, se
avvenuta al momento del passaggio da SEAP spa ad ADP spa) alla Società
Aeroporti di Puglia S.P.A. dell’Aeroporto civile di Bari, Brindisi e Taranto,
giusto Decreto Interministeriale(MIT-MEF-DIFESA) n. 4269 dell’11 marzo 2003,gli
Organi preposti hanno omesso(art.328 c.p.) di applicare, per il funzionamento
di voli civili passeggeri presso l’Aeroporto di Grottaglie-Taranto, abusando,
peraltro, del potere a loro conferito(art. 323 c.p.) da altri Organi preposti,
quanto statuito dall’art. 16 della Costituzione(impedendo la libertà di
mobilità, e, quindi, la libertà di circolazione dei cittadini ed utenti del
territorio della Provincia di Taranto e dei territori limitrofi), in cui si
statuisce che: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in
qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo limitazioni che la legge
stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna
restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.
A tal proposito, l’art. 782 del
Codice della Navigazione (D.lg. Vo 9 maggio 2005, n. 96) statuisce che:” Nel
caso in cui l’offerta dei servizi aerei non garantisca il diritto alla mobilità
previsto dall’art. 16 della Costituzione, il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti può imporre oneri di servizio pubblico, con procedure trasparenti
e non discriminatorie, riguardo a servizi aerei di linea effettuati verso un
aeroporto situato sul territorio nazionale che serve una regione periferica o in
via di sviluppo all’interno del territorio nazionale o riguardo ad una rotta a
bassa intensità di traffico verso una qualsiasi aeroporto regionale nel
territorio nazionale, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo
sviluppo economico della regione in cui si trova l’aeroporto stesso”.
L’art. 16-comma 10del Regolamento
(CE) n. 1008/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24settembre
2008(recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità)
permette di effettuare una gara pubblica(l’ultima è stata effettuata per
l’Aeroporto di Grottaglie-Taranto nel lontano 2007) per l’accesso ai servizi
aerei di linea(per rotte singole o per serie di rotte).
Nel caso dell0’Aeroporto di
Grottaglie nulla è avvenuto in merito a quanto prescritto dalla citata
normativa, tenendo presente che, ai sensi del comma 9 del citato art. 16del
menzionato Regolamento comunitario ,in caso di mancanza di vettori o di vettori
incapaci di sostenere l’onere di servizio pubblico, lo Stato membro può
interessare un unico vettore per un periodo non superiore a quattro anni, “al
termine del quale si procederà ad un riesame della situazione”, fermo restando
il diritto di effettuare i servizi di linea giusto il citato comma 10 dell’art.
16 e art. 17 del Regolamento comunitario di cui trattasi, per gara pubblica.
Gara che, ad oggi, non risulta
mai effettuata!!!!
Ebbene, il Decreto Ministeriale
(Ministero dei Trasporti e della navigazione) del 12 novembre1997, n. 521,
nell’evidenziare all’art. 13 che “Nelle ipotesi di gravi ovvero relative
violazioni….di mancato ed immotivato rispetto del programma di intervento e del
piano degli investimenti di cui all’art. 7, o di grave e immotivato ritardo
nell’attuazione degli stessi o al verificarsi di eventi da cui risulti che la
società affidataria non si trova più nella capacità di gestire l’aeroporto, il
Ministro dei Trasporti e della navigazione, con decreto motivato, dispone la
revoca della Concessione contestualmente nomina un commissario per la gestione
operativa dell’aeroporto”, proprio all’art. 7 del citato D.M. n. 521/97
statuisce che: ”L’Affidamento in concessione delle gestioni totali aeroportuali
alla società di capitali richiedenti è subordinato alla sottoscrizione:
a) della convenzione da
predisporsi secondo le indicazioni contenute nel disciplinare tipo di cui al
successivo art. 17, comma 1;
b) del contratto di programma da
predisporsi secondo i contenuti di cui alla delibera CIPE 24 aprile 1996,
recante linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità”.
Afferma il CIPE nella Delibera
del 24 aprile 1996 che “2. La regolazione del servizio di pubblica utilità, ove
non diversamente disciplinato per legge, è effettuata dalle amministrazioni
competenti attraverso la stipula di contratti di programma con le aziende
erogatrici dei servizi. Il contratto di programma è strumento finalizzato a
tutelare gli interessi dei consumatori(ns. rif. non certo della società privata
“Alenia” o degli altri operatori economici che usufruiscono dell’Aeroporto in
questione) attraverso adeguate condizioni di concorrenza, efficienza ed
economicità dei servizi medesimi…3. Il contratto di programma osserva le
prescrizioni delle vigenti disposizioni nonché quelle comunitarie” E così: 12.
“Qualora l’azienda interessata registri squilibri di bilancio non recuperabili
nel periodo di vigenza del contratto attraverso l’incremento della produttività
massima perseguibile, il contratto di programma potrà stabilire termini e
condizioni per il recupero dell’ulteriore squilibrio…13. In sede di contratto
di programma….sono definiti precisi standard qualitativi delle prestazioni da
garantire agli utenti”.
Nel caso dell’Aeroporto “Arlotta”
di Grottaglie-Taranto non risulta che ci sia stato (ed attuato) da parte degli
Organi preposti, un contratto di programma, un piano di investimenti e un piano
economico-finanziario, per l’effettuazione dei voli civili passeggeri!!!
Di contro, detti Organi, in
violazione delle prescritta concorrenza (che avrebbe dovuto effettuarsi tra gli
Aeroporti pugliesi), violando il principio di autonomia di ogni aeroporto
pugliese (vedi art. 3, comma 2, Decreto legislativo n. 18/99,appresso
riportato) ed in violazione dell’equa distribuzione ed attribuzione degli
investimenti e finanziamenti per realizzare e mantenere voli di linea
passeggeri, hanno solo favorito gli Aeroporti di Bari e Brindisi, contravvenendo
anche a quanto statuito dalla Convenzione n. 40 del 25.1.202 tra ENAC e ADP
Invero, la citata Convenzione
attribuisce alla Concessionaria ADP spa i seguenti obblighi:
-art. 2, comma 5: ”a. promuovere
il miglioramento ed il potenziamento di tutti gli aeroporti pugliesi anche in
relazione alle esigenze di traffico servito, promuovendo ed incrementando i
collegamenti aerei per ciascun aeroporto in concessione”;
-art. 4: a “gestire ciascun
aeroporto adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità
territoriali vicine”;
b- “erogare con continuità e
regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole di
non discriminazione dell’utenza, i servizi di propria competenza”;
Anche in questo caso, gli
adempimenti di cui sopra non sono stati rispettati nei confronti dell’Aeroporto
“Arlotta” , con grave danno per la comunità tarantina intera ed, in
particolare, per gli utenti e consumatori, ivi compreso il comitato cittadino
Eppure, dai dati forniti dalle
Compagnie aree (vedi nota allegata), risulta che, nel periodo ultimo di
utilizzazione dell’Aeroporto di Grottaglie, sia avvenuto il seguente ed
importante traffico aereo:
-Alitalia- dall’1.4.1999 al
31.5.1999- voli Taranto-Roma e viceversa: passeggeri n.11.049-
-AirOne-: volo Taranto- Linate-
aprile 1999: passeggeri n.6050; maggio 1999 :passeggeri n. 3.450, ecc.
Volo Taranto- Bergamo- aprile
1999: passeggeri n. 2426
Infine, a conferma delle gravi
omissioni ed abusi, si riporta pedissequamente il Decreto Legislativo n. 18 del
13 gennaio 1999,che,tra l’altro, evidenzia, l’autonomia di ogni aeroporto(art.
3) e la mancanza nel caso considerato di un sistema aeroportuale(art. 2, comma
1,lettera b):
“Decreto Legislativo 13 gennaio
1999, n. 18
"Attuazione della direttiva 96/67/CE
relativa al libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli
aeroporti della Comunità"
Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 1999 -Supplemento Ordinario n. 29
Visti gli articoli 76 e 87 della
Vista la direttiva 96/67/CE del
Consiglio del 15 ottobre 1996, relativa all'accesso al mercato del servizi di
assistenza a terra negli aeroporti della Comunità;
Vista la legge 24 aprile 1998, n.
128, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (legge comunitaria
1995-1997), ed in particolare gli articoli 1 e 24, nonché l'allegato A;
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23dicembre 1998;
Sulla proposta dei Ministri per
le politiche comunitarie e dei trasporti e della navigazione, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica, dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e dell'ambiente;
1. Le disposizioni del presente
decreto si applicano, nel rispetto delle vigenti normative in materia di ordine
pubblico e di sicurezza negli aeroporti, ai servizi di assistenza a terra
individuati in allegato A, prestati negli aeroporti aperti al traffico aereo
1. Ai fini del presente decreto
a) aeroporto, qualsiasi terreno
appositamente predisposto per l'atterraggio, il decollo e le manovre di
aeromobili, inclusi gli impianti annessi che esso può comportare per le
esigenze del traffico e per il servizio degli aeromobili, nonché gli impianti
necessari per fornire assistenza ai servizi aerei commerciali;
b) sistema aeroportuale, un raggruppamento
di due o più aeroporti che servono la stessa città o lo stesso agglomerato
urbano, come indicato nel regolamento (CEE) n. 2408 del Consiglio del 23
luglio1992;
c) ente di gestione, il soggetto
cui è affidato, insieme ad altre attività o in via esclusiva, il compito di
amministrare e di gestire le infrastrutture aeroportuali e di coordinare e
controllare le attività dei vari operatori presenti nell'aeroporto o nel
sistema aeroportuale considerato;
d) utente di aeroporto o vettore,
qualsiasi persona fisica o giuridica che trasporti per via aerea passeggeri,
posta, merci, da e per l'aeroporto considerato;
e) assistenza a terra, il
servizio, tra quelli elencati nell'allegato A, reso in un aeroporto a un utente;
f) auto-assistenza a terra o
autoproduzione, la situazione nella quale un utente fornisce direttamente a se'
stesso una o più categorie di servizi di assistenza e non stipula alcun
contratto con terzi, sotto qualsiasi denominazione, avente per oggetto la
prestazione dei servizi stessi; non sono considerati terzi fra loro gli utenti
di cui uno detiene una partecipazione maggioritaria nell'altro, ovvero la cui
partecipazione in ciascuno degli altri è detenuta a titolo maggioritario da uno
stesso ente;
g) prestatore di servizi di
assistenza a terra, qualsiasi persona fisica o giuridica che fornisce a terzi
una o più categorie di servizi di assistenza a terra;
h) E.N.A.C., l'Ente nazionale per
l'aviazione civile, istituito con decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250.
1. Ai fini dell'applicazione del
presente decreto, qualora la gestione e l'esercizio di un aeroporto o di un
sistema aeroportuale siano di competenza di enti distinti, ognuno di essi è
considerato come facente parte dell'ente di gestione.
2. Qualora un unico ente di
gestione gestisca diversi aeroporti o sistemi aeroportuali, ogni aeroporto o
sistema aeroportuale è considerato separatamente.
3. L'ente digestione assicura
agli utenti la presenza in aeroporto dei necessari servizi di assistenza a
terra, fornendoli direttamente o coordinando l’attività dei soggetti che
forniscono i suddetti servizi a favore di terzi o in autoproduzione.
Accesso dei prestatori di servizi
di assistenza a terra
1. Dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, negli aeroporti con traffico annuale pari o
superiore a 3 milioni di passeggeri o a 75 mila tonnellate di merci e negli
aeroporti che nel corso dei sei mesi antecedenti il 1 aprile o il1 ottobre
dell'anno precedente hanno avuto un traffico pari o superiore a 2milioni di
passeggeri od a 50 mila tonnellate di merci, è riconosciuto il libero accesso
al mercato dei servizi di assistenza a terra ai prestatori di servizi sulla
base dei requisiti previsti dall'articolo 13.
2.L'E.N.A.C., per motivate
ragioni inerenti alla sicurezza, alla capacità o allo spazio disponibile
nell'aeroporto, può limitare il numero dei prestatori perle categorie di
servizi di assistenza bagagli, assistenza operazioni in pista, assistenza
carburante e olio, assistenza merci e posta per quanto riguarda il trattamento
fisico delle merci e della posta in arrivo, in partenza e intransito, tra
l'aerostazione e l'aeromobile. In ogni caso il numero dei prestatori non può
essere inferiore a due, per ciascuna delle categorie di servizi sottoposte a
limitazione. E' comunque garantita a tutti gli utenti, indipendentemente dalle
parti di aeroporto a loro assegnate, l'effettiva scelta tra almeno due
prestatori di servizi di assistenza a terra.
3. A decorrere dal 1 gennaio
2001, almeno uno dei prestatori non deve essere controllato direttamente o
indirettamente ne' dall'ente di gestione, ne' da un vettore che abbia
trasportato più del 25% dei passeggeri o delle merci registrati nell'aeroporto
durante l'anno precedente a quello in cui viene effettuata la selezione dei
prestatori, ne' da un ente che controlla o che è controllato direttamente o
indirettamente dall'ente di gestione o dal vettore interessati.
4. La richiesta, sulla base della
normativa comunitaria, di eventuale differimento dell'adempimento dell'obbligo
di cui al comma 3 è formulata dal Ministero dei trasporti e della navigazione,
di concerto con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sentito l'E.N.A.C.
Auto-assistenza
1. Salvo quanto previsto nei
commi 2 e 3 e nei casi di limitazione all'accesso di cui all'articolo 12, comma
1, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è
consentita, in tutti gli aeroporti aperti al traffico commerciale, l'effettuazione
dei servizi aeroportuali a terra da parte del vettore in regime di auto-assistenza.
2. Negli aeroporti con traffico
annuale pari o superiore a 1 milione di passeggeri o a25 mila tonnellate di
merce, l'E.N.A.C., nel rispetto dei criteri di obiettività, trasparenza e non
discriminazione, su richiesta dell'ente digestione, può limitare, per motivate
ragioni inerenti alla sicurezza, alla capacità o allo spazio disponibile in
aeroporto, il numero dei soggetti autorizzati all'effettuazione dell'auto-assistenza
per le categorie di servizi dell'assistenza bagagli, dell'assistenza operazioni
in pista, dell'assistenza carburante, dell'assistenza merci e posta per quanto
riguarda il trattamento fisico delle merci e della posta in arrivo, in partenza
e in transito tra l'aerostazione e l'aeromobile, garantendone l'effettuazione
da parte di almeno due richiedenti.
3. Negli aeroporti con traffico
annuale inferiore a un milione di passeggeri o a 25 mila tonnellate di merci,
l'E.N.A.C. può escludere, nel rispetto dei criteri e con le modalità di cui al
comma 2, dal regime di auto-assistenza i servizi elencati al medesimo comma 2.
1. Fatto salvo quanto stabilito
negli articoli 4 e 5, le disposizioni del presente decreto si applicano dal 1
gennaio 2001 ad ogni aeroporto aperto al traffico commerciale avente un
traffico annuale pari o superiore a 2 milioni di passeggeri o a 50 mila
1. L'ente digestione, il vettore
e il prestatore, che forniscono servizi di assistenza aterra, operano la
separazione contabile tra le attività legate alla fornitura di tali servizi e
le altre attività da loro esercitate.
2. La separazione contabile
relativa alle attività di cui al comma 1 è certificata secondo la legislazione
vigente. Il certificatore, in particolare, verifica l'assenza di flussi
finanziari tra l’attività di assistenza a terra e le altre attività esercitate
dall'ente di gestione.
1. Per ciascun aeroporto, l'ente
di gestione, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, costituisce il comitato degli utenti al quale ha diritto di
partecipare ogni vettore che utilizza i servizi dell'aeroporto, direttamente o
tramite organizzazioni rappresentative.
2. L'ente digestione stabilisce
una procedura di consultazione almeno annuale con il comitato degli utenti di
cui al comma 1 e con i soggetti prestatori di servizi per la corretta
attuazione del presente decreto, per la determinazione dei prezzi massimi delle
categorie di servizi che sono oggetto di eventuale limitazione disposta a norma
dell'articolo 12, comma 1, lettera b), per l'organizzazione della fornitura dei
servizi stessi e per la determinazione dei corrispettivi per l'uso delle
infrastrutture di cui all'articolo 9.
1.L'E.N.A.C., sentito l'ente di
gestione e il comitato degli utenti, riserva la gestione delle infrastrutture
centralizzate, tra quelle elencate a titolo esemplificativo nell'allegato B,
all'ente di gestione medesimo che ne assicura la gestione in via esclusiva,
qualora la loro complessità, costo o impatto ambientale non ne consentono la
suddivisione o duplicazione, rendendone eventualmente obbligatorio l'impiego da
parte dei prestatori di servizi e degli utenti che effettuano l'auto-assistenza.
2. Il Ministero dei trasporti e
della navigazione, avvalendosi dell'E.N.A.C., vigila affinché' la gestione
delle infrastrutture centralizzate si svolga secondo criteri trasparenti,
obiettivi e non discriminatori che garantiscano l'accesso dei prestatori di
servizi e degli utenti che effettuano l'auto-assistenza.
Vigilanza sull'accesso agli
1.L'E.N.A.C. vigila affinché':
a) sia garantito l'accesso agli
impianti aeroportuali da parte dei prestatori di servizi e degli utenti che
effettuano l'auto-assistenza;
b) le condizioni poste
all'accesso siano adeguate, trasparenti, obiettive e non discriminatorie;
c) siano resi disponibili gli
spazi necessari per l'effettuazione dell'assistenza a terra anche in regime di
auto-assistenza e che gli stessi spazi siano ripartiti in base a criteri
adeguati, trasparenti, obiettivi e non discriminatori;
d) i corrispettivi per l'utilizzo
delle strutture centralizzate, dei beni d'uso comune e di quelli in uso
esclusivo, siano pertinenti ai costi di gestione e sviluppo del singolo
aeroporto in cui le attività si svolgono.
1. Per l'individuazione dei
prestatori delle categorie di servizi di assistenza a terra il cui accesso è
sottoposto a limitazioni o a provvedimenti di deroga di cui all'articolo 12,
comma 1, l'ente di gestione indice una gara d'appalto ai sensi del decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 158, pubblicata anche nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità europee, aperta a tutti i prestatori interessati e che preveda,
oltre al possesso dei requisiti di cui all'articolo13, anche un capitolato
d'oneri o specifiche tecniche, stabiliti previa consultazione del comitato
2. Al riguardo il Ministero dei
trasporti e della navigazione, anche su segnalazione dell'E.N.A.C., dispone,
ove necessario, obblighi di servizio pubblico per gli aeroporti che servono
regioni periferiche o in via di sviluppo, informandone la Commissione europea.
Il Ministero dei trasporti e della navigazione, previa approvazione della
Commissione europea, ove necessario, può estendere, anche su segnalazione
dell'E.N.A.C., un obbligo di servizio pubblico ad un aeroporto ubicato in una
regione insulare avente un volume di traffico non inferiore a100.000 passeggeri
all'anno, dandone notizia nel bando di gara.
1.L'E.N.A.C., in presenza di
vincoli specifici di spazio o di capacità disponibile, specialmente in funzione
della congestione e del coefficiente di utilizzazione delle superfici, previa
segnalazione dell'ente di gestione che presenta un piano di intervento per la
rimozione o per la riduzione dei vincoli, autorizza l'ente di gestione a:
a) limitare, per non oltre tre
anni, l'accesso dei prestatori di determinate categorie di servizi non elencate
nell'articolo 4, comma 2, garantendo comunque le condizioni di cui all'articolo
4, commi 2 e 3;
b) riservare, per non oltre due
anni rinnovabili per una sola volta, ad un solo prestatore una o più
determinate categorie di servizi di assistenza a terra elencati nell'articolo
c) riservare, per non oltre tre
anni, l'effettuazione dell'auto-assistenza a un numero limitato di utenti per
le categorie di servizi non elencate nell'articolo 5, comma 2;
d) non consentire o limitare ad
un solo utente, per non oltre tre anni, l'effettuazione dell'auto-assistenza
per una o più determinate categorie tra i servizi di cui all'articolo 5, comma
2. Le limitazioni di cui al comma
1, complete dei relativi piani di intervento, sono comunicate al Ministero dei
trasporti e della navigazione almeno sei mesi prima della loro entrata in
vigore. Il Ministero dei trasporti e della navigazione provvede alla
notificazione delle limitazioni medesime alla Commissione europea almeno tre
mesi prima della loro entrata in vigore, per l'approvazione e per la pubblicazione
Requisiti di idoneità dei
1.L'E.N.A.C. verifica l’idoneità
dei prestatori di servizi di assistenza a terra subordinata al rispetto del
tipo di contratto che regola il rapporto di lavoro dei dipendenti delle aziende
di gestione e dei servizi aeroportuali di assistenza a terra ed al possesso dei
a) capitale sociale almeno pari
ad un quarto del presumibile giro di affari derivante dalle attività da
b) risorse strumentali e capacità
organizzative idonee in relazione alle categorie di servizio richieste;
c) attestato comprovante il
rispetto degli obblighi derivanti dalla legislazione sociale e sulla sicurezza
adeguata ai rischi connessi all’attività da svolgere.
1. Nel garantire il libero
accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra, nei trenta mesi
successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto si deve
salvaguardare il mantenimento dei livelli di occupazione e della continuità del
rapporto di lavoro del personale dipendente dal precedente gestore.
2. Salvo restando l'ipotesi di
trasferimento di ramo d'azienda, ogni trasferimento di attività concernente una
o più categorie di servizi di assistenza a terra di cui agli allegati A e B
comporta il passaggio del personale, individuato dai soggetti interessati
d'intesa con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, dal precedente gestore
del servizio stesso al soggetto subentrante, in misura proporzionale alla quota
di traffico o di attività acquisita da quest'ultimo.
1. In relazione all'accesso al
mercato dei servizi di assistenza a terra, il Ministero dell'ambiente, di
concerto con il Ministero dei trasporti e della navigazione, adotta le misure,
anche di carattere generale, idonee a garantire la tutela dell'ambiente in
ambito aeroportuale, nel rispetto della normativa vigente.
Accesso dei prestatori di Paesi
1. Fatti salvi gli impegni
internazionali dell'Italia, applicazione del presente decreto è estesa, in
regime di reciprocità, ai prestatori di servizi di assistenza a terra e ai
vettori che effettuano l'auto-assistenza appartenenti a Paesi non comunitari.
2. In caso di accertata mancanza
delle condizioni di reciprocità con un Paese non comunitario, L'ENAC può
esercitare il potere di sospensione o esclusione del prestatore dall'esercizio
dei servizi di assistenza a terra, dandone comunicazione alla Commissione
Adempimenti del Ministero dei
trasporti e della navigazione, nonché dell'E.N.A.C.
1. Il Ministero dei trasporti e
della navigazione comunica, entro il 1 luglio di ogni anno, alla Commissione
europea l'elenco degli aeroporti soggetti alla disciplina del presente decreto.
della navigazione invia alla Commissione europea, entro il 31dicembre 2001, una
relazione informativa sullo stato di applicazione del presente decreto ed
eventuali proposte di revisione della direttiva 96/67/CE.
3.L'E.N.A.C. vigila sul rispetto
degli adempimenti derivanti dal presente decreto ed invia ogni sei mesi al
Ministero dei trasporti e della navigazione una relazione sull’attività svolta
e i provvedimenti adottati in attuazione del presente decreto.
decreto dirette a disciplinare categorie di servizi di assistenza a terra che
si riferiscono esclusivamente ai passeggeri non si applicano agli aeroporti nei
quali, pur essendo state raggiunte le soglie del traffico merci di cui agli
articoli 4 e 5, non sono state invece raggiunte le soglie del traffico
passeggeri parimenti previste negli articoli 4 e 5.
1. Nel caso in cui i servizi aeroportuali
di assistenza a terra vengano forniti da un unico prestatore, le relative
tariffe sono approvate dal Ministero dei trasporti e della navigazione, su
proposta dell'E.N.A.C., in conformità alle previsioni di cui all'articolo 1
della legge 2 ottobre 1991, n. 316.
1. Restano salve le situazioni
contrattuali del personale dei servizi di assistenza a terra, in atto al 19
novembre 1998, che prevedono diversi assetti organizzativi o contrattuali, sino
alla scadenza dei relativi contratti, senza possibilità di proroga, ed in ogni
caso per un periodo non superiore a sei anni.
1. Il presente decreto entra in
vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.”
Così come si riporta nella
presente denuncia, al fine di evidenziare le palesi violazioni in merito in
danno degli utenti e consumatori della Provincia di Taranto, l’art. 10 del
citato D.M. n. 521/1997:
“1. Salvo l'adempimento degli obblighi
derivanti dalla normativa vigente e dalla convenzione, la società digestione
aeroportuale: a) gestisce l'aeroporto quale
complesso di beni, attività e servizi organizzati destinati alle attività
aeronautiche civili, adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità
territoriali vicine, in ragione dello sviluppo intermodale dei trasporti; b) organizza e gestisce l'impresa
aeroportuale garantendo l'ottimizzazione delle risorse disponibili per la
produzione di attività e di servizi di adeguato livello qualitativo, nel
rispetto dei principi di sicurezza, di efficienza, di efficacia e di economicità;
c) eroga i servizi di competenza
con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e
secondo le regole di non discriminazione dell'utenza; d) adotta, entro nove mesi
dall'entrata in vigore del regolamento, sulla base dei principi definiti nel
disciplinare tipo, la Carta dei servizi da sottoporre all'approvazione dell’Autorità
vigilante di cui all'articolo 11.” Va, infine, evidenziata la
circostanza che sia la Regione Puglia (raccomandata a.r. n. 05334158410-7 del
20.5.2013) che Aeroporti di Puglia spa(raccomandata a.r. n. 05334158409-5 del
20.5.2013) non hanno mai risposto a quanto richiesto e diffidato dall’odierno
istante, nella sua suddetta qualità, come da atti di significazione e diffida
allegati alla presente denuncia.
Così come va evidenziata
l’inspiegabile discriminazione per gli utenti dell’Aeroporto di Grottaglie in
ordine al pagamento degli oneri di servizio pubblico, rispetto agli oneri di
servizio pubblico previsti per gli aeroporti di Bari, Brindisi e Foggia(Vedi
nota allegata).
Previa richiesta di sequestro
penale preventivo (art. 321 c.p.p.) dell’Aeroporto “Arlotta di Grottaglie”, al
fine di evitare la reiterazione dei reati ipotizzati, ed al fine di evitare
l’uso e abuso arbitrario del bene demaniale aeroportuale in questione,
impedendo e limitando, pur per un solo giorno, l’utilizzabilità del bene di
pubblica utilità da parte dei consumatori ed utenti , e, quindi, anche del
sottoscritto istante, nel rispetto del citato art. 25 della Costituzione,
SI DENUNCIANO
i responsabili (da individuare) delle
violazioni di cui sopra ovvero per omissione in atti di Ufficio(art. 328
c.p.),per abuso di potere(art. 323 c.p.) e per tutti gli altri reati che si
dovessero ravvisare.
Con riserva di costituzione di
parte civile e con richiesta di essere informato ex art. 408 c.p.p. in caso di
eventuale archiviazione della presente denuncia.
Si chiede che vengano sentiti
come testimoni i sigg.: 1)Gravina Francesco - Presidente Associazione
Tarantovola.it (Maresciallo M.M. in servizio presso Castello Aragonese di
Taranto; 2) Giovanni Lacava (Comitato Arlotta) - Via Aldo Moro 11 – Grottaglie;
3) Mimmo De Padova (Movimento Aeroporto Taranto); 4) Luigi Sportelli - Presidente della Camera di Commercio di Taranto.
Si allega: 1) Atto di
significazione e diffida del 20.5.2013; 2)Relazione Camera di Commercio di
Taranto(Tavolo della Mobilità); 3) Graduatoria scali aeroportuali cargo; 4)
Regolamento CE n. 1008/2008;5) Delibera CIPE 24 aprile 1996;6) Decreto Ministeriale
n. 521/1997;7) Nota Concessioni aeroportuali; Decreto legislativo n. 96/2005(Revisione
Codice della Navigazione); 9) Nota Compagnie aeree per il traffico aereo
dell’Aeroporto di Grottaglie;10) Nota oneri di servizio pubblico per gli
aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto; 11)Nota AIP; 12) Planimetria
Taranto, 24.9.2013
cittadino “Taranto Futura”
ogni aeroporto ha il pieno diritto di svilupparsi per le finalità per il quale
è stato realizzato, in Puglia, grazie alle complicazioni create da Aeroporti di
Puglia (ci riferiamo al fatto che il gestore dei quattro aeroporti sia una SPA,
ma partecipata al 94,4% dalla regione Puglia), pertanto, tutte le azioni che la
suddetta società compie ricadono sulle spalle dei pugliesi. Ad esempio i € 12
milioni annuali che vengono dati a Ryanair per effettuare i voli low-cost; la
situazione insomma, risulta parecchio ingarbugliata.
Vogliamo puntare
l'attenzione sulla questione "pista Foggia", è da più di un anno che
si assiste a questo balletto che punta ad allungare la pista di altri 200 m per
portarla a 1800 m con un costo di € 14 milioni. La politica di Aeroporti di
Puglia è quella di bloccare gli aeroporti di Foggia e di Taranto, ci provano in
tutte le maniere. A Foggia hanno tentato con un impianto fotovoltaico, con il
piano tratturi, con la sicurezza, con il piano regolatore. Come si può notare,
tutta una serie di scuse che è culminata con l'abrogazione del bando per la
pista, e con l’emissione di un nuovo bando (a nostro parere, solo per prendere
tempo). Proprio per il fatto che spiegavamo prima, Aeroporti di Puglia essendo
guidata difatti dalla politica, sono molto attenti a non perdere i consensi
elettorali. Si spiega così …l'amore di Vendola per il territorio foggiano, che
non ha perso tempo a scaricare la colpa alla CEE, mentre a noi risulta che la
CEE ha sempre favorito gli aeroporti regionali: “…gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali,
siano considerati compatibili qualora siano destinati a favorire lo sviluppo
economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si
abbia una grave forma di sottoccupazione, destinati ad agevolare lo sviluppo di
talune attività o di talune regioni economiche, stabilendo chiaramente che gli
aiuti start-up dovranno essere concessi in favore di compagnie aeree operanti
su aeroporti regionali di categoria C e D, a cui appartengono i "piccoli
aeroporti regionali", con un volume annuo di passeggeri inferiore a 1
milione”. Allora, chi ha diritto agli aiuti di stato? Perché vengono
concessi a Bari e Brindisi?
Il nostro, non è una questione di
campanile, anche nel 2012, quando per Taranto fu proposto il progetto
Aerotechsys (un progetto da 100 milioni di euro e 300 posti di lavoro),
denunciammo subito la …fumosità del progetto: una farsa. A tutt'oggi del
progetto non c'è più traccia. Ora, per Foggia ci sono in ballo
questi € 14 milioni, vorremmo sapere (visto che potrebbero essere impiegati
diversamente) a cosa serve allungare la pista di 200 m, qual è il progetto
industriale? Anche perché bisogna dircelo chiaro, il bacino d’utenza di Foggia,
appurato nel corso di 3 anni è stato di 70 mila passeggeri annui. E solo
recentemente, per rispondere agli attacchi che arrivavano da Foggia, l’ex ass.
alla mobilità Minervini, ha dichiarato che per quei 3 anni sono stati spesi €
27 milioni, per arrivare ad un contributo di € 100 a passeggero!!! Non sappiamo
se in questi € 27 milioni siano contemplati parte dei € 5 milioni (destinati aTaranto per le rotte con Roma e Milano), che recentemente il direttore di AdP
Franchini, ha affermato che li sono stati spartiti tra Brindisi e Foggia.
Ecco i danni che può fare una
società gestita con i soldi pubblici e solo a fini politici, o per fare
carriera in politica (vedi Ferrarese e Di Paola), mentre una società che
rischia di suo, avrebbe fatto di tutto per valorizzare quei 3 milioni di
passeggeri (studio Nomisma) che potrebbero usufruire dell’aeroporto di Taranto,
pescando anche nel bacino calabro-lucano.
Chiediamo ai nostri politici ed
amministratori, alle associazioni imprenditoriali, alla Regione e ai
parlamentari pugliesi che si facciano portavoce, per chiedere chiarezza su come
verranno impiegati questi soldi, se dobbiamo considerarli …finanziamenti a
fondo perduto o investimenti. Chiediamo infine, alla Magistratura che si faccia
garante delle norme. Pubblicato da
18-11-2013 Comune di Taranto
Il seme è stato piantato lo scorso 26 ottobre, con la manifestazione dello "sviluppo alternativo", che ha visto la partecipazione di un migliaio di cittadini, in prevalenza giovani e studenti, che hanno conferito all'evento un carattere di gioia, di speranza, di futuro e di ottimismo. La manifestazione ha incassato il sostegno di quasi tutte le associazioni e istituzioni tarantine, ed in particolare, il sostegno di 32 associazioni che facevano bella mostra di sé nello striscione che apriva il corteo. In seme comincia a germogliare. Lo avvertiamo dall'attenzione che, finalmente la politica e le amministrazioni dedicano al tema "sviluppo alternativo". Il Comune di Taranto, nella persona del presidente della commissione attività produttive, Filippo Illiano, ha deciso di convocare nell'audizione del 18 u.s. anche il comitato pro-aeroporto. Il sottoscritto, delegato dal gruppo, ha avuto modo di esporre i reali problemi che non permettono la piena attivazione dell'aeroporto di Taranto. Il campanile, che qualcuno ha tirato in ballo nel corso dell’audizione, è un'osservazione ed una motivazione plausibile, solo che l’interpretazione va rovesciata; sono Bari e Brindisi, per una pura questione di interessi economici, non vogliono il pieno sviluppo dell'aeroporto di Taranto, che per la comunità ionica e uno dei mezzi fondamentali per permettere uno sviluppo alternativo: il turismo! Senza aeroporto, Taranto non può svincolarsi dal suo destino designato: la monocultura dell'acciaio. I cittadini di Taranto vivono un problema anch'esso drammatico, che è la inesistente mobilità (tante che dovremmo evocare la legge sulla “continuità territoriale”). I tarantini non hanno la possibilità e il diritto sancito dalla Costituzione di potersi muovere liberamente, ma sono sempre vincolati e condannati a dover fare riferimento costantemente a Bari e a Brindisi. Questo succede anche per quei turisti che decidono di venire a Taranto; le difficoltà sono enormi, per la carenza di strutture viarie, di ferrovie, porto eccetera. E anche quando i nostri operatori turistici, riescono ad organizzare e a fare arrivare nel nostro territorio, numeri interessanti di turismo (con l'accordo di farli atterrare a Taranto), questi vengono puntualmente dirottati su Bari e su Brindisi. Con il risultato di continue disdette per le prossime occasioni. Ed infatti le nostre strutture ricettive riescono a funzionare solo al 20%
delle loro possibilità. Il seme dopo essere diventata pianta, deve cominciare a dare i suoi frutti. È il frutto potrebbe essere un consorzio. È arrivata l'ora di costituire un consorzio che tenga assieme tutti gli operatori turistici (hotel, alberghi, B&B, agriturismo, ristoranti, trattorie eccetera). Un consorzio che veda la partecipazione di tutte le associazioni culturali, dei servizi ai turisti, delle amministrazioni locali, delle associazioni datoriali e imprenditoriali, degli artigiani, della Camera di Commercio, della Confcommercio e della Confindustria. Un
consorzio allargato all'arco ionico-calabro-lucano (che hanno già siglato vari accordi in questo senso), che sappia preparare pacchetti dedicati ai turisti di tutto il mondo e che possa creare le condizioni per rendere appetibile il nostro territorio. Toccherà poi alla politica, ai nostri politici, inoltrare, difendere e far rispettare i diritti di una popolazione che chiede un destino diverso, di giovani che chiedono un futuro di speranza, di giovani che possano restare vicino ai propri affetti, che possano restare ed amare la loro terra, non maledirla, senza dover andare in giro per il mondo ad elemosinare un posto di lavoro e portare la loro competenza lontano da Taranto. Discutiamo tutti insieme e mettiamo su un consorzio che crei un brand (terra ionica?!), per vendere e non svendere, un territorio che non è l’ultimo arrivato, ma è la “Magna Grecia”.
Sembra sceso il silenzio dopo il 12 settembre. Giannini venne
a Grottaglie per imporre il volere di Bari: nessuno sviluppo per il nostro
aeroporto. Quella sera i consiglieri regionali (quelli presenti) rimasero in
silenzio, furono come al solito i movimenti a battersi contro le …imprecisioni
di Acierno e Giannini. Nei giorni seguenti il cliché si è ripetuto: solo i
cittadini controbattevano alle dichiarazioni di Giannini: "…anche i
tarantini all'unanimità sono per il nuovo piano regionale dei trasporti".
(Ricordiamo che il nuovo PRT, prevede solo cargo). A questa affermazione non
c'è stata alcuna smentita da parte dei nostri regionali (di destra e di
sinistra), solo Cervellera, dopo le affermazioni di Acierno, ha tenuto a
ribadire: “…che ancora non è stato deciso, e soprattutto, firmato nulla!”, e ad
ogni caso, lui non rinuncia ai voli passeggeri.
Da tutto questo, dobbiamo dedurre che Acierno e Giannini non
dicano la verità e si arrogano il diritto di dire bugie, tanto sanno di non
essere smentiti; un po' quello che accadeva con i loro predecessori.
Intanto non passa giorno che non vengano annunciati nuovi
voli da Bari e da Brindisi: forse per giustificare i €12 milioni annui dati a
Ryanair, e pagati da tutti pugliesi!? Ryanair aggiunge che con la loro attività
danno lavoro a 2.900 addetti a Bari e Brindisi: e a Taranto!? Una
considerazione: ma se Aeroporti di Puglia fosse privata (e non partecipata al
99,4% dalla Regione), finirebbe questo comportamento omertoso dei politici? La
politica tarantina chiederebbe una parità di trattamento per i propri
Giannini ci disse che non ci sono soldi, ma intanto i €14
milioni per l'allungamento della pista di Foggia sono ancora lì, la pioggia di
finanziamenti per Bari e per Brindisi continua incessante, mentre di quei
€500.000 per Taranto, si è perso traccia, come tutti gli altri finanziamenti
puntualmente dirottati altrove. Speriamo che prima o poi la Magistratura ci
Il 26 ottobre scorso un migliaio di cittadini (molti
studenti), ma soprattutto, oltre 30 associazioni (la parte viva e pulsante di
questa città) hanno chiesto a gran voce, un nuovo sviluppo alternativo e basta
ai politici! Incapaci di fare il proprio dovere: quello di inoltrare le
richieste e difendere le ragioni del nostro territorio! Forse, oltre alla
provincia, possiamo, anzi dovremmo, fare a meno delle regioni e di tutti gli
"stipendi d'oro" che vengono elargiti allegramente.
viva soddisfazione che apprendiamo dell’incontro di giorno 18 p.v. promosso dal
Comune di Taranto, che ha invitato tutti i politici tarantini, le associazioni
e l’assessore regionale ai trasporti Giannini. Ringraziamo il Presidente
Filippo Illiano per l’invito. Nell’occasione chiederemo, come abbiamo sempre
fatto, che vengano rispettati gli accordi del PRT (pur se illegittimo), che
prevedono per Taranto: voli per Roma e per Milano. Voli che dovevano essere
attivati 10 anni fa, e vogliamo che siano attivati subito!
Domenico Favuzzi è il nuovo Presidente di
Confindustria Puglia per il quadriennio 2013-2017.
E' stato eletto quest'oggi, all'unanimità, dalla
Giunta regionale dell'organizzazione imprenditoriale, cui hanno preso parte i
rappresentanti delle Associazioni territoriali e delle categorie facenti parte
di Confindustria Puglia.
Cinquant’anni, laureato in Scienze dell’Informazione,
è Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Exprivia Spa, che opera nel
campo dell’informatica.
Favuzzi è Vice Presidente Vicario di Confindustria
Bari e B.A.T. Attualmente ricopre anche le seguenti cariche:
Presidente del consiglio di amministrazione di Abaco; Presidente del consiglio
di amministrazione di Sis.Pa. S.r.l. e di Realtech S.p.a.; Presidente di ProSAP
S.L. (Spagna) e di Exprivia S.L. (Spagna); presidente del consiglio d'amministrazione di Svimservice S.p.A.,
di Spegea S.C.a r.l., di Dhitech.
Ma la Svmiservice SpA è per caso quella di Domenico
DI PAOLA?!!!!!!
Di Carlo, uomo tutto d'un pezzo: "...non vado a Bari col cappello in mano ad elemosinare i voli per Foggia...…è assurdo avere ancora un A.U. e non un consiglio
d'amministrazione...non siamo un'associazione di serie B". Il presidente Di Carlo può andare a letto contento e, la
sera guardandosi allo specchio può essere fiero di se.
Quindi, ricapitolando: Ferrarese chiede a Di Paola di entrare in Confindustria Brindisi nel 2006; nel 2007 vengono stilati bandi con premialità per Brindisi; a Taranto invece vanno deserti; i 5 milioni di Taranto se li pappa Brindisi!Perfetto! tutto torna!
In questi giorni c’è un nuovo
rigurgito, riguardo al cargo a Grottaglie. I sindaci Ciro Alabrese e Salvatore
Prete sono tutti presi da questo fermento di poter finalmente poter dar vita a
questo cargo. Mentre la città di Taranto manifestava per poter attivare
pienamente l’aeroporto, loro erano li piegati al lavoro per poter collegare la
stazione di Monteiasi (frequentata solo da prostitute) all’aeroporto. A lavoro
con l’ANAS per creare una bretella alla SS.7 (indispensabile – lo diciamo da
anni) per permettere la circolazione dei TIR propedeutici al carico e scarico
merci. Ma stanno anche mettendo mani al piano regolatore per cambiare la
destinazione d’uso dei terreni adiacenti l’aeroporto, per accordare, forse, i
permessi a quelle aziende che dovevano portare 500 posti di lavoro (dichiarazione
Franchini): Aerotecsys!
Ricorderete la vicenda che parte
nel 2010 con la presentazione di un progetto da parte di Aviosystem che poi
diventa!!!!!! Aerotecsys; in pratica la stessa società, stessa mail e stessa
sede, appartenenti alla Talina Ventures Limited con sede in Gran Bretagna. Una
società che contiene 150 società, capitanata da Marco Acquistapace (già
coinvolto qui in Puglia in questioni riguardanti la legge 488 e coinvolto nel
calcio scommesse). Fra i soci vi è anche il direttore di Confindustria Brindisi
dott. Angelo Guarini.
E qui viene a galla il conflitto
d’interessi di Aeroporti di Puglia che risulterebbe iscritta a Confindustria
Brindisi, oltre che a quella di Bari (chissà perché, qui non prevale il “sistema
aeroportuale” e si scordano d’iscriversi a quella di Taranto e Foggia). Il consigliere
foggiano Giovanni De Leonardis fa un’interrogazione, che vi propongo:
PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE NICHI VENDOLA
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE ONOFRIO INTRONA
REGIONALE AI TRASPORTI GUGLIELMO MINERVINI
Oggetto: Richiesta chiarimenti operato amministrazione Aeroporti
La società Aeroporti di Puglia
è una società interamente a capitale pubblico, nata per favorire lo sviluppo
del territorio in maniera omogenea e chiamata a operare in un settore strategico;
in materia di infrastrutture e trasporti riveste un ruolo di fondamentale
importanza, che non può essere lasciato alla discrezionalità dei singoli
amministratori dati gli enormi interessi e dati i cospicui finanziamenti e
negli anni ha operato in maniera contraddittoria, in particolare nella
distribuzione e ripartizione delle risorse tra gli scali aeroportuali pugliesi;
deve garantire la massima trasparenza e chiarezza nell’operato dei suoi
amministratori, e nelle motivazioni per il loro operato
- Se risponde al vero la notizia, riportata con ampio risalto nei giorni scorsi
dai principali organi di informazione regionali e locali, che la società
Aeroporti di Puglia era iscritta alla Confindustria Bari e alla Confindustria
- In caso affermativo, se l’Assessore Regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini
fosse a conoscenza delle ragioni che avrebbero determinato la scelta della
società Aeroporti di Puglia di iscriversi alla Confindustria Bari e alla
Confindustria Brindisi, escludendo deliberatamente Confindustria Foggia e
Confindustria Taranto, da tempo operanti nei rispettivi territori e punto di
riferimento imprescindibili delle organizzazioni di categoria e del mondo dell’associazionismo e dell’imprenditoria anche e soprattutto per le problematiche
relative agli scali aeroportuali. E, ancora in caso affermativo, di conoscere
se l’Assessore Regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini condivide questa
scelta operati dai vertici della società Aeroporti di Puglia;
- Di conoscere da quanto tempo la società Aeroporti di Puglia era iscritta alla
Confindustria Bari e alla Confindustria Brindisi;
- Quanto è costata per le casse regionali, nell’arco di questo periodo ancora non
precisato, l’iscrizione alla Confindustria Bari e alla Confindustria Brindisi
della società Aeroporti di Puglia;
Alla luce dell’operato dei
vertici della società Aeroporti di Puglia, e per garantire il pieno rispetto
delle prerogative di ogni Comune pugliese, equità nella distribuzione delle
risorse e nelle politiche di rilancio e sviluppo dell’intero territorio
regionale, attraverso scelte oculate capaci di coniugare alle necessità di
risparmio e gestione mirata dei fondi a disposizione un adeguato ritorno e
investimenti di ampio respiro nel medio-lungo periodo, CHIEDE
se non sia il caso di
procedere all’eliminazione della figura dell’Amministratore unico dalla società
Aeroporti di Puglia, e alla nomina, invece, di un Consiglio di Amministrazione
composto dagli assessori ai Trasporti di ognuna delle Amministrazioni
Provinciali pugliesi sedi di scali aeroportuali, operanti a titolo gratuito e
in grado di garantire una reale conoscenza delle potenzialità e delle
problematiche relative ai territori di riferimento. Una modifica in tal senso
dello statuto della società AdP garantirebbe alla Regione Puglia, unico
referente della società stessa, un sostanziale risparmio e un’azione veramente incisiva
e in grado di stimolare lo sviluppo e la crescita di ognuna delle province
pugliesi, in maniera equa e non sbilanciata, nell’esclusivo interesse delle
comunità locali e con positive ricadute in termini economici, occupazionali,
sociali e per l’immagine della regione intera.

References: art. 16
 art. 17
 art. 17
 art. 3
 art. 25
 art. 408