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Timestamp: 2018-01-22 04:13:14+00:00

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ARTICOLO 16 - COMMISSIONI DI STUDIO
1) Il Consiglio Comunale può conferire alle Commissioni permanenti incarico di studiare piani e programmi di rilevanza straordinaria, compresi fra le competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo statuto, prov-vedendo per tale specifico fine ad assicurare alle Commissioni l'opera di dipendenti comunali e di esperti e-sterni, che hanno riconosciuta competenza nelle materie da trattare.
2) Il Presidente della Commissione riferisce al Consiglio, periodicamente, sull'avanzamento dei lavori e sot-topone allo stesso, alla conclusione dell'incarico, la relazione e gli atti che costituiscono lo studio effettuato.
CAPO VI - I CONSIGLIERI SCRUTATORI
ARTICOLO 17 - DESIGNAZIONE E FUNZIONI
1) In caso di votazione a scrutinio segreto è obbligatoria l'assistenza degli scrutatori. L Presidente, prima del-la votazione, designa tre Consiglieri, incaricandoli delle funzioni di scrutatore. La minoranza deve essere sempre rappresentata con un proprio Consigliere tra gli scrutatori.
2) Essi assistono il Presidente nella verifica della validità delle schede e nel conteggio dei voti.
PARTE II - I CONSIGLIERI COMUNALI
CAPO I - INIZIO E CESSAZIONE DEL MANDATO ELETTIVO
ARTICOLO 18 - ENTRATA IN CARICA
1) I Consiglieri comunali entrano in carica all’atto della proclamazione della loro elezione da parte del Presi-dente dell’organo elettorale preposto, seconde il vigente ordinamento elettorale amministrativo, ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.
2) Nella prima adunanza successiva all'elezione il Consiglio comunale, prima di deliberare su qualsiasi ar-gomento, deve esaminare la condizione degli eletti e dichiarare, con l'osservanza delle modalità prescritte, l'ineleggibilità di coloro per i quali sussiste una delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità previste dalla legge 23 aprile 1981, n. 154 e successive modificazioni, procedendo alla loro immediata surrogazione.
3) Nel caso di successiva cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di Consigliere comunale, si procede al-
la surrogazione nella prima adunanza che segue al verificarsi della stessa, prendendo atto della vacanza e convalidando l'elezione di colui che nella medesima lista ha riportato il maggior numero di preferenze dopo gli eletti, previo accertamento dell'insussistenza delle cause di ineleggibilità e di incompatibilità previste dal-la legge 23 aprile 1981, n. 154 e successive modificazioni e integrazioni.
In caso di ugual numero di preferenze, viene convalidata l'elezione del più anziano d'età.
ARTICOLO 19 - DIMISSIONI
1) Le dimissioni dalla carica debbono essere presentate dai Consiglieri con comunicazione scritta e sotto-scritta, indirizzata al Sindaco o Segretario Comunale ed agli stessi rimessa con lettera raccomandata.
2) Non è prescritto che la comunicazione di dimissioni sia integrata da motivazioni. Se queste sono apposte, devono essere formulate in maniera chiara ed esplicita.
3) Nei riguardi del Consigliere comunale che ha presentato le dimissioni, esse sono operative fin dal momen-to in cui pervengono al Sindaco, che deve disporne la registrazione nel protocollo generale dell’ente.
4) Il Consiglio comunale prende atto delle dimissioni in seduta pubblica.
5) Le dimissioni, una volta presentate, non possono più essere ritirate.
6) Il Consiglio comunale procede alla surrogazione dei Consiglieri nella stessa seduta in cui ha preso atto delle dimissioni, in conformità all'Articolo 81 del T.U. 16 maggio 1960, n. 570, previo accertamento dell'in-sussistenza di condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità per il soggetto surrogante.
ARTICOLO 20 - DECADENZA E RIMOZIONE DALLA CARICA
1) Qualora nel corso del mandato si rilevi l'esistenza di una causa di ineleggibilità preesistente all'elezione e non rimossa nei termini e nei modi previsti dall'Articolo 2 della legge 23 aprile 1981, n. 154, il Consiglio comunale pronuncia la decadenza dalla carica di Consigliere interessato ai sensi dell'Articolo 9 bis del T.U. 16 Maggio 1960, n. 570.
2) Qualora successivamente all'elezione si verifichi alcuna delle condizioni previste dalla legge 23 aprile 1981, n. l54 e successive modificazioni, come causa di ineleggibilità ovvero esista al momento della elezione o si verifichi successivamente alcuna delle condizioni di incompatibilità previste dalla legge predetta, il Con-siglio di cui l'interessato fa parte gliela contesta e attiva la procedura di cui all'Articolo 7 della legge citata. A conclusione della procedura, se la condizione di ineleggibilità o di incompatibilità risulta rimossa, il Consi-glio ne prende atto senza adottare provvedimenti nei confronti del Consigliere interessato. In caso contrario, lo dichiara decaduto.
3) I Consiglieri comunali possono essere rimossi dalla carica quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi o persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico, o quando siano imputati di uno dei reati previsti dalla legge 13 settembre 1982, n. 646 o sottoposti a misura di prevenzione o di sicurez-za, secondo quanto dispone l'Articolo 40 della Legge 8 giugno 1990, n. 142.
4) I Consiglieri comunali decadono dalla carica dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di con-danna per taluno dei delitti di cui al primo comma dell'Articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55 o da quella in cui diviene definitivo il provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che commina una misura di pre-venzione.
5) Il Sindaco, avuta conoscenza di uno dei provvedimenti di cui ai precedenti comma tre e quattro, convoca il Consiglio comunale, che prende atto degli stessi ed adotta le deliberazioni conseguenti.
6) La decadenza dalla carica di Consigliere per ripetuta e non giustificata assenza delle adunanze consiliari, è disciplinata dallo statuto. Verificandosi le condizioni dallo stesso previste, la decadenza viene dichiarata dal Consiglio, nella prima seduta immediatamente successiva a quella nella quale le assenze hanno raggiunto il numero stabilito dallo statuto. Prima di dichiarare la decadenza, il Consiglio esamina le eventuali giustifica-zioni, presentate per iscritto al Sindaco dall’interessato e decide conseguentemente.
7) La surrogazione dei Consiglieri decaduti o rimossi dalla carica ha luogo nella stessa seduta nella quale viene dichiarata la decadenza, in conformità all'Articolo 81 del T.U. 16 maggio 1960, n. 570, previo accer-tamento dell'insussistenza di condizioni di ineleggibilità o incompatibilità per il soggetto surrogante.
ARTICOLO 21 - SOSPENSIONE DELLE FUNZIONI
1) I Consiglieri comunali possono essere sospesi dalle funzioni, con Decreto del Prefetto, quando sussistono i motivi di cui al primo e secondo comma dell'Articolo 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142 o quelli di cui al primo e secondo comma dell'Articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55.
2) Il Sindaco, ricevuta copia del provvedimento prefettizio, convoca il Consiglio comunale che prende atto della sospensione decretata. Il Consigliere comunale sospeso non può esercitare nessuna delle funzioni con-
nesse e conseguenti a tale carica, sia nell'ambito del Comune, sia in enti, istituzioni ed organismi nei quali sia stato nominato in rappresentanza del Comune.
CAPO II - DIRITTI
ARTICOLO 22 - DIRITTO D'INIZIATIVA
1) I Consiglieri hanno diritto d'iniziativa su ogni argomento di competenza del Consiglio comunale. Eserci-tano tale diritto mediante la presentazione di proposte di deliberazione e di emendamenti alle deliberazioni iscritte all'ordine del giorno del Consiglio.
2) I Consiglieri hanno facoltà di presentare proposte di deliberazione concernenti materie comprese nella competenza del Consiglio comunale stabilita dalla legge e dallo statuto.
3) La proposta di deliberazione, formulata per iscritto ed accompagnata da una relazione illustrativa, ambe-due sottoscritte dal Consigliere proponente, è inviata al Sindaco, il quale la trasmette al Segretario comunale per l'istruttoria di cui agli artt. 53 e 55 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e ne informa la Giunta.
Il Segretario comunale esprime parere anche sulla competenza del Consiglio a trattare l'argomento. La proposta di deliberazione, completata dall'istruttoria amministrativa, viene dal Sindaco trasmessa alla Com-missione permanente competente per materia, ove sia costituita, che esprime sulla stessa il proprio parere. Nel caso che la proposta risulti estranea alle competenze del Consiglio, non legittima o priva della copertura finanziaria, il Sindaco comunica al Consigliere proponente che la stessa non può essere sottoposta al Consi-glio comunale. La comunicazione è inviata per conoscenza ai Capigruppo. Se l'istruttoria si è conclusa favo-revolmente, il Sindaco iscrive la proposta all'ordine del giorno del Consiglio comunale, indicando, con l'og-getto, il Consigliere proponente.
4) I Consiglieri hanno facoltà di presentare emendamenti sulle proposte di deliberazione iscritte all'ordine del giorno del Consiglio comunale.
5) Costituiscono emendamenti le correzioni, le modificazioni, integrazioni e parziali sostituzioni della propo-sta di deliberazione. Gli emendamenti possono essere presentati al Presidente anche nel corso della seduta. Ciascun Consigliere può presentare più emendamenti, modificarli o ritirali fino al momento in cui la discus-sione è chiusa. Un emendamento ritirato dal proponente può essere fatto proprio da un altro Consigliere.
6) Le proposte di emendamenti pervenute prima dell'adunanza sono subito trasmesse dal Sindaco al Segreta-rio comunale, che ne cura con procedura d'urgenza l'istruttoria. Per le proposte di emendamento presentate nel corso dell'adunanza, il Segretario comunale, su richiesta del Presidente, esprime parere nell'ambito delle sue competenze. Su richiesta effettuata dal Segretario comunale, per acquisire i necessari elementi di valuta-zione, l'ulteriore trattazione della delibera viene rinviata a dopo l'ultimo punto dell'ordine del giorno. Quando tali elementi non sono acquisibili nel corso della riunione, la deliberazione viene rinviata ad altra adunanza.
ARTICOLO 23 - DIRITTO DI PRESENTAZIONE DI INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI
1) I Consiglieri hanno diritto di presentare al Sindaco interrogazioni e mozioni su argomenti che riguardano direttamente le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Consiglio comunale e le altre competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo statuto.
ARTICOLO 24 - INTERROGAZIONI
1) Le interrogazioni consistono nella semplice domanda al Sindaco se un fatto sia vero, se alcuna informa-zione sia giunta in ufficio e sia esatta, se si sia presa o si stia per prendere alcuna risoluzione intorno a un de-terminato argomento.
Esse sono presentate per iscritto al Sindaco da uno o più Consiglieri.
Il Consigliere, nel presentare un'interrogazione, può chiedere che venga data risposta scritta. Il Sindaco in tal caso è tenuto a rispondere entro i successivi trenta giorni dalla richiesta. Ove non venga chiesta risposta scrit-ta, il Sindaco, entro lo stesso termine, fissa la seduta per la risposta all'interrogazione.
ARTICOLO 25 - RISPOSTA ALLE INTERROGAZIONI
1) Le risposte alle interrogazioni vengono date dal Sindaco o un Assessore all'inizio della seduta, allo scopo fissata. . Esse non possono avere durata superiore a dieci minuti e possono dar luogo a replica da parte del-l'interrogante, che può dichiarare di essere o non essere soddisfatto.
2) La replica non può avere durata superiore a dieci minuti.
3) Nel caso l'interrogazione sia stata presentata da più consiglieri, il diritto di replica spetta ad uno di essi. Tale diritto spetta al primo firmatario, salvo che tra gli interroganti non sia intervenuto diverso accordo.
4) L'assenza dell'interrogatore comporta la dichiarazione, parte del Sindaco, di decadenza dell'interrogazione, salvo caso di assenza preventivamente motivata.
5) Quando l'interrogazione ha carattere urgente può essere effettuata anche durante l'adunanza, subito dopo la trattazione di quelle presentate nei termini ordinari. Il Consigliere interrogante rimette copia del testo al Pre-sidente e ne dà diretta lettura al Consiglio. Il Sindaco o l'Assessore delegato per materia, possono dare rispo-sta immediata se dispongono degli elementi necessari. In caso contrario si riservano di dare risposta scritta all'interrogante entro cinque giorni da quello di presentazione.
ARTICOLO 26 - INTERPELLANZE
1) L'interpellanza, presentata per iscritto al Sindaco, consiste nella domanda posta al Sindaco circa i motivi o gli intendimenti della condotta del Sindaco stesso o della Giunta.
2) Il Sindaco stabilisce la seduta per il relativo svolgimento di norma entro trenta giorni.
ARTICOLO 27 - SVOLGIMENTO DELLE INTERPELLANZE
1) Il Consigliere che ha presentato l'interpellanza ha diritto di svolgerla all'inizio della seduta allo scopo fis-sata per un tempo non superiore a dieci minuti.
2) Dopo le dichiarazioni rese, per conto della Giunta, dal Sindaco o da un Assessore nel tempo prefissato non superiore a dieci minuti, l'interpellante ha diritto di esporre, in sede di replica e per un tempo non superore a cinque minuti, le ragioni per le quali si dichiara o no soddisfatto.
3) Nel caso l'interpellanza sia stata sottoscritta da più Consiglieri, il diritto di svolgimento e quello di replica competono ad uno solo di essi. Tale diritto spetta al primo firmatario, salvo che tra gli interpellanti non sia intervenuto un diverso accordo.
4) L'assenza dell'interpellante comporta la dichiarazione, da parte del Sindaco, di decadenza dell’interpellanza, salvo il caso di assenza preventivamente motivata.
5) Il Consigliere, che non sia soddisfatto della risposta data dalla Giunta ad una sua interpellanza, può pre-sentare sulla stessa una mozione.
6) Sullo stesso argomento un quinto dei Consiglieri assegnati possono ripresentare interpellanza, purché sia-no sopraggiunti elementi di novità successivi alla precedente discussione.
ARTICOLO 28 – SVOLGIMENTO CONGIUNTO DI INTERPELLANZE E DI INTERROGAZIONI
1) Le interpellanze e le interrogazioni relative a un medesimo argomento o ad argomenti connessi sono svol-te congiuntamente all'inizio della seduta allo scopo fissata dal Sindaco.
Intervengono per primi i presentatori delle interpellanze secondo le modalità di cui al precedente articolo 27 e, dopo le risposte della Giunta, possono replicare nell'ordine gli interroganti e gli interpellanti, ciascuno per un tempo non superiore a cinque minuti.

References: ARTICOLO 17

ARTICOLO 18

ARTICOLO 19

ARTICOLO 20
 sentenza 

ARTICOLO 21

ARTICOLO 22

ARTICOLO 23

ARTICOLO 24

ARTICOLO 25

ARTICOLO 26

ARTICOLO 27

ARTICOLO 28
 articolo 27