Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/01/22/reati-tributari-le-novita-normative-introdotte-dal-d-l-124-del-2019-convertito-in-legge-n-157-del-2019-e-la-rassegna-della-giurisprudenza-di-legittimita-aggiornata-al-gennaio-2020/
Timestamp: 2020-08-10 05:40:33+00:00

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Reati tributari: le novità normative introdotte dal d.l. 124 del 2019, convertito in legge n.157 del 2019 e la rassegna della giurisprudenza di legittimità aggiornata al gennaio 2020. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog l’intervenuta modifica della disciplina dei reati tributari ex d.lgs.74/2000, aggiornata in seguito alla riforma operata dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, di conversione del decreto legge 26 ottobre 2019, intitolato “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”.
La ratio delle modifiche apportate dalla riforma si rinviene nella volontà di inasprire la disciplina sanzionatoria di segno penale per contrastare il fenomeno dell’economia sommersa.
A tal fine il legislatore è intervenuto sulla formulazione delle fattispecie incriminatrici di cui al d.lgs. 74/2000 (prevedendo innalzamenti delle pene edittali, nonché abbassamenti delle soglie di rilevanza penale delle imposte o degli elementi attivi, elementi costituitivi di tali reati); sulla disciplina delle misure cautelari reali, in particolare attraverso l’estensione ai reati fiscali della confisca ‘allargata’ ex art. 240 bis cod. pen; sulla disciplina della responsabilità amministrativa da reato degli enti, introducendo i reati tributari nel novero dei reati presupposto, ex art.25 quinquiesdecies d.lgs. 231/2001.
Riservando la trattazione delle novità normative a più specifici contributi, di seguito si riporta la novellata formulazione delle fattispecie incriminatrici di cui al d.lgs. 74/2000, attualmente in vigore a seguito dall’intervento normativo sopra richiamato, nonché la rassegna giurisprudenziale aggiornata a gennaio 2020, riferita, chiaramente, alla pronunce di legittimità rese rispetto alla formulazione delle fattispecie incriminatrici antecedente alla riforma ed alla confisca (e preventivo sequestro) che assume un ruolo centrale nella difesa tecnica per i reati tributari, segnatamente nella fase cautelare reale.
Art. 2. Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
E’ punito con la reclusione da quattro a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi.
2 bis. Se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.
In tema di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, per la determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa non assume rilievo la natura soggettiva o meno dell’operazione che ha portato all’emissione delle fatture, quanto, piuttosto, il principio generale dell'”effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità”, che, se superato, inibisce l’operazione deduttiva, dei costi. Per l’effetto, devono considerarsi indeducibili i costi comunque “riconducibili” alla condotta criminosa, conseguendone che i costi sostenuti per la realizzazione della frode, essendo essi stessi lo strumento per i realizzare l’evasione di imposta, sono indeducibili e non possono essere considerati per ridurre il quantum dell’imposta evasa (la Corte ha precisato anche che sul principio affermato non esplica alcuna rilevanza la disposizione di cui all’ articolo 14, comma 4 bis della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall’ articolo 8, comma 1, del Dl 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012 n. 44, perché trattasi di previsione che, nel prevedere l’indeducibilità dei soli componenti negativi relativi a beni o servizi direttamente utilizzati per il compimento di delitti non colposi, si limita a stabilire una regola per le sole procedure di accertamento tributario ai fini delle imposte sui redditi, inapplicabile quindi per la determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa in relazione al reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti).
Art. 3. Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.
Fuori dai casi previsti dall’articolo 2, è punito con la reclusione da tre a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente:
Art. 4. Dichiarazione infedele.
1 bis. Ai fini dell’applicazione della disposizione del comma 1, non si tiene conto della non corretta classificazione, della valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti, rispetto ai quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio ovvero in altra documentazione rilevante ai fini fiscali, della violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza, della non inerenza, della non deducibilità di elementi passivi reali.
1 ter. Fuori dei casi di cui al comma 1-bis, non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che complessivamente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste dal comma 1, lettere a) e b).
Art. 5. Omessa dichiarazione.
2 bis. Se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è inferiore a lire trecento milioni per periodo di imposta, si applica la reclusione da sei mesi a due anni.
Art. 10. Occultamento o distruzione di documenti contabili.
Cassazione penale sez. III, 26/02/2019, n.14600
Per il reato di cui all’articolo 10 d.lgs. n. 74 del 2000 (occultamento o sottrazione dì documenti contabili), la possibilità di richiedere il patteggiamento, giusta la disciplina dettata dall’articolo 13 bis, comma 2, dello stesso decreto, è necessariamente subordinata, laddove possibile, al ravvedimento operoso (nella specie, consistente nell’esibizione, sia pure tardiva, delle scritture contabili e dei documenti eventualmente occultati e tuttavia non distrutti) e, in ogni caso, all’integrale estinzione del debito per imposte sui redditi e/o sul valore aggiunto, compresi interessi e sanzioni amministrative, riferito alle annualità oggetto di accertamento e in relazione alle quali la condotta illecita è stata tenuta.
Cassazione penale sez. III, 23/11/2018, n. 10800
Art. 10-bis. Omesso versamento di ritenute dovute o certificate.
Art. 11. Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Art. 12 bis. Confisca
L’esito positivo della messa alla prova blocca la confisca per equivalente disposta nei confronti dell’evasore fiscale. Sottolineando che la confisca per equivalente non è una sanzione amministrativa accessoria, la Cassazione ha accolto il ricorso contro la decisione del tribunale, che dava il via libera alla confisca per equivalente delle somme oggetto di sequestro preventivo, pur avendo dichiarato di non doversi procedere per il reato di omesso versamento dell’Iva perché estinto grazie all’esito positivo della messa alla prova. La Suprema corte ricorda che la confisca, prevista dalla legge sui reati tributari (art. 12 bis D.lgs. 74/2000), può essere disposta solo in presenza di una sentenza di condanna o in caso di patteggiamento, non invece nell’ipotesi, come nella fattispecie, di estinzione del reato grazie al superamento della messa alla prova ex articolo 168-ter del codice penale.
L’adesione della società al regime fiscale semplificato non mitiga la responsabilità... Reati fiscali: le pene accessorie previste dal d.lgs 74/2000 non si applicano...

References: art. 240
 art.25

Art. 2
 articolo 14
 articolo 8

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 sentenza 
 articolo 168