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Timestamp: 2019-04-23 02:47:32+00:00

Document:
Chimici - Gomma, Industria: CCNL, 9 febbraio 1962
Validità: 01.01.1962 - 31.10.1964
Parti: Associazione nazionale fra le industrie della gomma cavi elettrici ed affini e Silg/Filcep-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilc-Uil e Federazione nazionale lavoratori chimici - Cisnal
Art. 19. - Trattamento salariale minime.
Art. 23. - Indennità per lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 24. - Corresponsione della retribuzione.
Art. 25. - Reclami sulla paga.
Art. 29. - Trasferta.
Art. 34. - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 48. - Richiamo a disposizioni varie, contenute nella parte comune.
Tabelle A e B - Paghe minime orarie per le categorie operaie
Tabella C - Paghe minime orarie per le categorie operaie risultanti dall’applicazione dell’accordo di settore 18 dicembre 1962 per la parità salariale
Art. 9. - Lavoro delle donne e dei minori.
Art. 13. - Lavoro straordinario, notturno, festivo ed a turni: maggiorazioni.
Art. 15. - Trattamento economico minimo e compenso speciale.
Paghe minime mensili per gli appartenenti alla qualifica Parte terza - Regolamentazione per gli appartenenti alla qualifica impiegatizia
Tabelle A e B - Stipendi mensili per gli impiegati
Tabella C - Stipendi minimi mensili per le categorie impiegatizie 2ª 3ª 4ª 5ª e 5ª ridotta, valevoli in caso di assunzione di personale femminile nel periodo compreso tra il 1° aprile 1962 e il 31 marzo 1963, a seguito dell’applicazione dell’accordo interconfederale 22 marzo 1962 sulla parità salariale alle categorie impiegatizie
Tabella D - Stipendi minimi mensili per le categorie impiegatizie
Art. 7. - Compenso sostitutivo del cottimo o del premio di produzione.
Art. 13. - Abrogazione dei precedenti contratti, opzione.
Allegato - Accordo aggiuntivo per le lavorazioni nocive o svolgenti si normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria della gomma, cavi elettrici ed affini, 9 febbraio 1962
Addì 9 febbraio 1962 in Milano, tra l’Associazione nazionale fra le industrie della gomma cavi elettrici ed affini [...], con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] e il Sindacato italiano della gomma (Silg) [...], assistiti dalla Federazione italiana lavoratori chimici e petrolieri (Filcep) [...], con l’intervento della Confederazione generale italiana del lavoro [...] e con la partecipazione di una Delegazione di lavoratori [...], l’Organizzazione sindacale fra i lavoratori chimici ed affini (Federchimici) [...], con la partecipazione di una Delegazione di lavoratori [...], l’Unione italiana lavoratori chimici (Segreteria - Settore gomma, conduttori ed affini) [...] e con la partecipazione di una Delegazione di lavoratori [...], con l’assistenza della Uilc [...] e della Uil [...], si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’anzidetta Associazione nazionale fra le industrie della gomma cavi elettrici ed affini.
Addì 9 febbraio 1962 in Milano, tra l’Associazione nazionale fra le industrie della gomma cavi elettrici ed affini [...], con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] e la Federazione nazionale lavoratori chimici (Cisnal) [...] assistito [...] dall’Unione Provinciale del Lavoro Cisnal di Milano; si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle Aziende associate all’anzidetta Associazione nazionale fra le industrie della gomma cavi elettrici ed affini.
Lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia
Gruppo A - Vi appartengono: autisti meccanici con patente di terzo grado e con mansioni relative, infermieri patentati, motoscafisti. conduttori patentati ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di specializzazione.
Gruppo B - Vi appartengono: infermieri, autisti non meccanici per servizio fuori stabilimento, guardie notturne e diurne, addetti permanentemente ai servizi antincendi, portieri principali ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice al tesa o custodia - che richiedano analogo grado di qualificazione.
Gruppo E - Vi appartiene il personale addetto a lavori leggeri nei servizi igienici, nelle mense o refettori, negli spogliatoi e dormitori.
La regolamentazione e le facilitazioni per i lavoratori che frequentano i corsi professionali saranno determinate da apposito accordo integrativo, tenendo conto della organizzazione dei corsi professionali nelle aziende e dell’esistenza di scuole professionali locali
Per i lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario, e che ne richiedano uno speciale, l’azienda provvederà a quanto sopra fornendo uno o più abiti all’anno nella misura resa necessaria dal grado di usura determinato dalle lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare la efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell’igiene sul lavoro.
Ai lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti l'azienda deve assicurare la possibilità del ricambio dell’abito durante il lavoro.
Ferma restando la durata massima dell’orario normale settimanale di lavoro stabilita dalle norme di legge e di contratto con le relative deroghe ed eccezioni, si stabilisce che la durata settimanale dell’orario contrattuale viene fissata riducendo di due ore l’orario
normale di legge.
Quanto sopra sarà attuato dalle singole Aziende mediante la effettiva riduzione dell’orario che, in relazione alle esigenze tecnico-produttive, verrà realizzata o settimanalmente, concentrandola possibilmente al sabato, o, di preferenza, con la concessione di corrispondenti ore di riposo retribuite (riposi di conguaglio) da fruirsi nel ciclo annuo. Tali riposi di conguaglio, della durata non inferiore a mezza giornata, saranno effettuati in modo da coincidere con giornate cadenti, ognuna, in settimane diverse e, preferibilmente, di sabato.
Per quanto concerne il relativo trattamento economico si procederà come segue:
1) nel caso di riduzione settimanale dell’orario contrattuale in aggiunta alle 46 ore di retribuzione riguardanti la effettiva prestazione di lavoro, saranno corrisposte altre due quote orarie di retribuzione globale di fatto;
2) nel caso di attuazione dei riposi di conguaglio saranno normalmente retribuite sia le ore di prestazione effettiva fino alle 48 settimanali, sia i riposi di conguaglio corrispondenti alle ore di riduzione non godute fra le 46 e le 48 settimanali;
3) il lavoro che venisse prestato nelle due ore settimanali di riduzione dell’orario, sia che venga attuata la riduzione settimanale di cui al punto 1), sia che le ore di riduzione vengano concentrate nei riposi di conguaglio di cui al punto 2), verrà compensato, in aggiunta rispettivamente a quanto sopra, con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 10 per cento.
In caso di orari di fatto, con retribuzione corrispondente agli stessi, inferiori a 48 ore settimanali, la riduzione dell’orario di lavoro di cui al primo comma sarà effettuata proporzionalmente. La misura della riduzione sarà stabilita in ragione di 150 minuti secondi per ogni ora di tali orari e la retribuzione relativa sarà determinata in ragione di 156 secondi e 1/2 per ogni ora di lavoro prestato.
Agli effetti dell’intero articolo ed esclusivamente per la determinazione della entità della riduzione dell’orario di lavoro e correlativo trattamento economico, saranno escluse le ore di lavoro straordinario e saranno incluse come ore di lavoro prestato le giornate di ferie godute, le festività godute ed i riposi di conguaglio.
Nei turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima avere avuto la sostituzione del lavoratore del turno montante, ferma restando la competenza delle maggiorazioni stabilite dall’art. 18 per il lavoro straordinario.
1) Le parti chiariscono che, ai fini dell’applicazione di quanto previsto al secondo comma del presente articolo, è altresì consentito,
in via eccezionale, di effettuare due riposi di conguaglio in una stessa sci Umana quando si possono realizzare in tale modo ponti tra due festività.
2) Le parti inoltre chiariscono che con la riduzione dell’orario settimanale di lavoro di cui al presente articolo non hanno inteso interferire in questa occasione nei riposi retribuiti per i lavoratori in turni eventualmente in atto nelle aziende, per i quali continueranno a valere i criteri finora seguiti.
Per quanto concerne la determinazione dell’entità della riduzione dell’orario ed il correlativo trattamento economico i predetti riposi retribuiti per i lavoratori a turno sono considerati a tutti gli effetti come lavoro prestato, così come previsto per le ferie, le festività e i riposi di conguaglio.
Per tutto quanto contemplato nel presente articolo, restano salve le condizioni anche aziendali di miglior favore che continueranno ad essere applicate.
Per gli addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia l’orario normale di lavoro non può superare le dieci ore giornaliere o le sessanta settimanali, salvo le eccezioni previste dai vigenti accordi interconfederali in materia.
Per gli operai anzidetti la riduzione della durata settimanale dell’orario di lavoro viene effettuata nella misura di due ore e con gli stessi criteri applicativi previsti per gli operai continui.
I lavoratori di cui trattasi sono classificati nei 5 gruppi (A, B, C, D, E) di cui al precedente art. 4 [...]
1) Le parti chiariscono che, ai fini dell’applicazione di quanto previsto dal secondo comma del precedente articolo 10 della presente regolamentazione, è altresì consentito, in via eccezionale, di effettuare due riposi di conguaglio in una stessa settimana quando si possano realizzare in tale modo ponti fra due festività.
2) Le parti inoltre chiariscono che con la riduzione dell’orario settimanale di lavoro di cui al presente articolo non hanno inteso interferire in questa occasione nei riposi retribuiti per i lavoratori a turni eventualmente in atto nelle aziende, per i quali continueranno a valere i criteri finora seguiti.
Per quanto concerne la determinazione dell’entità della riduzione dell’orario ed il correlativo trattamento economico i predetti riposi retribuiti per i lavoratori a turno sono considerati a tutti gli effetti come lavoro prestato, così come previsto per le ferie, le festività ed i riposi di conguaglio.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le organizzazioni sindacali periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 80 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta la interruzione.
Salve le esclusioni sottoindicate, nel pomeriggio del sabato il lavoro deve terminare non oltre le ore 14 ed è consentito che le ore per tal modo mancanti al compimento dell’orario settimanale di lavoro siano recuperate nei precedenti giorni della settimana in aggiunta all’orario normale e senza dar luogo ad alcuna maggiorazione di salario.
Per i lavoratori che rientrano nelle esclusioni sotto indicate l’azienda stabilirà dei turni che consentano loro la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato per 24 volte in ogni anno solare opportunamente ripartite nelle diverse stagioni.
1) Lavoratori addetti ad attività a fuoco continuo o a processi tecnici continui o stagionali o ad attività e mansioni rispondenti ai bisogni collettivi che si manifestano continuamente per tutti i giorni della settimana per cui ricorra il riposo settimanale a turno; e cioè:
a) attività di cui all’art. 5 della legge 22 febbraio 1934, numero 370 e tabella integrativa I, II e III approvata con decreto ministeriale del 22 giugno 1935;
c) mansioni che, pur non rientrando nelle attività sopraindicate, vi sono connesse in modo tale che la sospensione del pomeriggio del sabato pregiudicherebbe il normale andamento del lavoro e cioè: mansioni inerenti alle operazioni di scarico, di carico e di spedizione qualora la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato intralci il normale svolgimento dell’attività dell’azienda;
а) attività soddisfacenti bisogni che ricorrano anche ed in modo particolare il sabato e la domenica mattina, come: manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti in quanto dette, operazioni non possono compiersi in altri giorni senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale;
B) E scissioni dipendenti dal sistema delle lavorazioni:
Nei casi in cui, disposizioni di legge permettendolo, il riposo settimanale non venga concesso nel giorno prestabilito, resta ferma che al personale compete il riposo compensativo.
In particolare si richiamano i seguenti divieti, per i quali la legge disciplina anche specificamente le deroghe ed eccezioni:
4) è vietato adibire gli uomini minori di 18 anni e le dorme di qualsiasi età a lavoro notturno, considerato, ai fini della disposizione in esame, quello relativo ad un periodo di almeno 11 ore consecutive comprendente l’intervallo dalle ore 22 alle ore 6;
Sempre in particolare si richiamano le disposizioni per cui la azienda è tenuta ad esporre, nello stabilimento, una tabella indicante
i limiti di trasporto e di sollevamento pesi a cui possono essere sottoposti i minori, nonché a concedere ai minori ed alle donne di qualsiasi età che devono osservare un orario di lavoro superiore a 6 ma non superiore alle 8 ore, un riposo intermedio di almeno mezz’ora e di un’ora quando l’orario di lavoro superi le 8 ore.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 10, ossia oltre le 8 ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, e oltre le ore 10 giornaliere n le 60 ore settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 13 sul recupero delle ore perdute e dell’articolo 14 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli) dovrà essere retribuita, ma in tale caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni diurni dal punto 7) del presente articolo.
Per tutto quanto previsto dal punto 4) del settimo comma del presente articolo restano salve le condizioni anche aziendali di miglior favore che continueranno ad essere applicate.
Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo, sia collettivo che individuale, secondo i criteri di legge, le possibilità tecniche e gli accordi intervenuti o che possono intervenire fra le parti direttamente interessate.
Nel caso in cui la valutazione del lavoro richiesto all’operaio sia il risultato della misurazione dei tempi di lavorazione e sia richiesta ima resa di produzione superiore a quella normale ad economia, all'operaio dovrà essere corrisposta la percentuale minima di cottimo.
Agli operai interessati saranno preventivamente comunicati i dati riguardanti gli elementi costitutivi della tariffa, le lavorazioni da eseguire ed il relativo compenso unitario,
Per tutto quanto contemplato nel secondo comma del presente articolo, restano salve le condizioni anche aziendali di miglior favore che continueranno ad essere applicate.
Per quanto contemplato dal primo comma, quarto alinea del presente articolo, restano salve le condizioni aziendali di miglior favore che continueranno ad essere applicate.
L’azienda curerà che gli indumenti dei lavoratori siano custoditi in apposti armadietti, da sottoporre a periodica disinfestazione.
In materia si richiamano le disposizione di legge, sia per quanto concerne gli obblighi dell’assistenza e soccorso che per quanto concerne gli obblighi assicurativi.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione della attività, lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuare le denunce di legge.
Il trattamento per gravidanza e puerperio disciplinato dalla legge 26 agosto 1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e dalle successive disposizioni.
Durante le ore di lavoro nessun lavoratore può lasciare Io stabilimento se non abbia avuto apposita autorizzazione, che deve richiedere al suo capo immediato nella prima mezz’ora di lavoro. [...]
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali indicate nell’art. 8 della parte comune, potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
b) la recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 42, sempreché la infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti:
i) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 42.
Sono considerate agli effetti del comma precedente:
b) le mansioni che, non essendo di guida e controllo, rivestono un carattere di specifica e particolare importanza rispetto a quella insita nelle mansioni attribuite agli operai a norma delle declaratorie delle relative classificazioni oppure le mansioni che comportano fiducia e responsabilità tali da farle ritenere, per analogia, equivalenti a quella della prima parte del presente punto b);
restano pertanto escluse le mansioni di ordinaria vigilanza, custodia e simili, regolate dalle classificazione operai.
Per gli istituti non previsti nella presente regolamentazione si intendono richiamate le norme contenute nella parte distinta della collegata regolamentazione per gli operai, ad eccezione delle norme relative agli articoli 7, 20, 22.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 10 della Parte Operai della presente regolamentazione circa la durata massima dell’orario settimanale di lavoro stabilita dalle norme di legge con le relative deroghe ed eccezioni, si stabilisce che la durata massima dell’orario settimanale contrattuale viene ridotta di un’ora e quindici minuti.
Quanto sopra sarà attuato dalle singole aziende mediante la effettiva riduzione dell’orario che, in relazione alle esigenze tecnico produttive, verrà realizzata o settimanalmente o, di preferenza, con la concessione di corrispondenti ore di riposo retribuito (riposi di conguaglio) da fruirsi nel ciclo annuo. Tali riposi di conguaglio saranno effettuati in modo da coincidere con giornate cadenti, ognuna, in settimane diverse e, preferibilmente, di sabato.
Nel caso in cui il lavoro venisse prestato, oltre le 42 ore e 45 minuti settimanali, nelle ore di riduzione dell’orario - sia che venga attuata la riduzione settimanale, sia che le ore di riduzione vengano concentrate nei riposi di conguaglio - agli appartenenti alle qualifiche speciali che ne abbiano diritto dovranno essere corrisposte, in sostituzione, tante quote della loro retribuzione oraria quante sono le correlative ore maturate.
Agli effetti della determinazione dell’entità della riduzione dell'orario saranno escluse le ore di lavoro straordinario e saranno in eluse come ore di lavoro prestato le giornate di ferie godute, le festività godute ed i riposi di conguaglio.
1) Le parti chiariscono che, ai fini dell’applicazione di quanto previsto al secondo comma del presente articolo, è altresì consentito in via eccezionale, di effettuare due riposi di conguaglio in una stessa settimana quando si possano realizzare in tale modo ponti tra due festività.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 10 della collegata regolamentazione operai, ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge e contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 10 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni alla legge sul riposo settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale dovrà essere preavvertito non più tardi del quarto giorno antecedente a quello determinato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo ai trattamento stabilito per il lavoro festivo o straordinario festivo.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli), mentre non può far luogo alla riduzione della retribuzione mensile, d’altra parte si deve intendere esclusa dal computo afferente alla maggiorazione prevista al punto 7) del presente articolo per i turni diurni.
In materia si richiamano le disposizioni di legge, sia per quanto concerne gli obblighi dell’assistenza e soccorso che per quanto conciane gli obblighi assicurativi.
Per quanto riguarda il trattamento in caso di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alla legge 25 agosto 1950, n. 860 sulla tutela tisica ed economica delle lavoratrici madri e successive disposizioni legislative.
L’impiegato di nuova assunzione può essere sottoposto a visita modica da parte del sanitario di fiducia dell’azienda.
Tuttavia, ferma restando la durata massima dell’orario normale settimanale di lavoro stabilita dalle norme di legge con le relative deroghe ed eccezioni si stabilisce che la durata settimanale dell’orario contrattuale di cui ai comma precedenti viene ridotta di un’ora e quindici minuti.
Quanto sopra sarà attuato dalle singole aziende mediante la effettiva riduzione dell’orario che, in relazione alle esigenze tecnico-produttive, verrà realizzata o settimanalmente o, di preferenza, con la concessione di corrispondenti ore di riposo retribuito (riposi di conguaglio) da fruirsi nel ciclo annuo. Tali riposi di conguaglio saranno effettuati in modo da coincidere con giornate cadenti, ognuna, in settimane diverse e preferibilmente di sabato.
Nel caso in cui il lavoro venisse prestato oltre le 42 ore e 45 minuti settimanali, nelle ore di riduzione dell’orario - sia che venga attuata la riduzione settimanale, sia che le ore di riduzione vengano concentrate nei riposi di conguaglio - agli appartenenti alla qualifica impiegatizia che ne abbiano diritto dovranno essere corrisposte, in sostituzione, tante quote della loro retribuzione oraria quante sono le correlative ore maturate.
Agli effetti della determinazione della entità della riduzione dell'orario saranno escluse le ore di lavoro straordinario e saranno incluse come ore di lavoro prestate le giornate di ferie godute, le festività godute ed i riposi di conguaglio.
1) Le parti chiariscono che, ai fini dell’applicazione di quanto previsto al secondo comma del presente articolo, è altresì consentito, in via eccezionale, di effettuare due riposi di conguaglio in una stessa settimana quando si possano realizzare in tale modo ponti tra due festività.
Per quanto concerne la determinazione dell’entità della riduzione dell’orario ed il correlativo trattamento economico, i predetti riposi retribuiti per i lavoratori a turno sono considerati a tutti gli effetti come lavoro prestato, così come previsto per le ferie, le festività e i riposi di conguaglio.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 9 o comunque oltre le ore otto giornaliere o le 48 settimanali per gli impiegati a regime di orario normale, ed oltre le 10 ore giornaliere e le 60 settimanali per gli impiegati compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 9 per gli impiegati la cui prestazione è connessa con il lavoro di stabilimento.
È considerato lavoro notturno quello effettuato in un periodo di 9 ore, da stabilirsi tra le ore 20 e le 8 del mattino.
Per tutto quanto previsto dal punto 4) del settimo comma dei presente articolo restano salve le condizioni anche aziendali di miglior favore che continueranno ad essere applicate.
Non è ammessa la rinuncia e la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute da calcolarsi nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione.
In caso di gravidanza e puerperio si applica il trattamento previsto dalla legge 26 agosto 1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive disposizioni legislative.
È tuttavia in facoltà dell’impiegata - all’atto della presentazione del certificato medico di gravidanza - di optare tra il citato trattamento di legge e quello che consiste nella conservazione del posto per un periodo di mesi otto di cui i primi quattro con la corresponsione dell’intera retribuzione ed i successivi due con la corresponsione della metà della retribuzione.
All’atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare la lavoratrice alla quale siano corrisposte le indennità stabilite dall’accordo per le lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, ad altri lavorazioni che non siano quelle previste dal predetto accordo, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, la indennità da essa percepita ai sensi dell'accordo stesso.
L’azienda avrà cura di mettere in grado gli impiegati di conoscere oltre ai propri superiori diretti, quelli con i quali possono a vero rapporti nella esplicazione delle proprie mansioni.
commissioni interne; permessi per cariche sindacali;
Ai lavoratori che per ragioni di lavoro vengono destinati in zona riconosciuta malarica, compete una speciale indennità da fissarsi dai parte delle rispettive organizzazioni sindacali locali.
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dal vigente accordo interconfederale sulle Commissioni interne, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
Allo scopo di permettere la rapida soluzione delle controversie insorgenti nell’ambito aziendale si seguirà la seguente procedura che verrà adottata per le controversie individuali e collettive derivanti dall’applicazione delle norme del presente contratto.
Restano escluse le controversie relative a licenziamenti individuali e collettivi per le quali si applica la procedura prevista dai particolari accordi interconfederali in vigore.
Restano altresì salve le procedure previste dall’art. 14 dell’accordo interconfederale per la costituzione ed il funzionamento delle Commissioni Interne, La procedura si articola nei seguenti modi e gradi:
Il lavoratore o i lavoratori che ritengano di dover ricorrere contro un provvedimento aziendale o che si ritengano lesi nei loro diritti, ne esporranno i motivi alla Commissione interna o al delegato di impresa.
La Commissione interna o il delegato di impresa presenteranno entro i successivi 10 giorni il relativo ricorso alla Direzione aziendale la quale darà motivata risposta scritta entro il termine di 20 giorni dal ricevimento del ricorso.
Dopo la risposta della Direzione aziendale, la Commissione interna o il delegato di impresa potranno richiedere un incontro con la Direzione stessa ed in tal caso l’incontro per la discussione della controversia dovrà effettuarsi entrò i successivi 10 giorni. L’esito dell’incontro risulterà da verbale firmato dalle parti.
Nel caso di esito negativo della procedura di 1° grado, la richiesta di esame della controversia in 2° grado dovrà essere avanzata, entro il termine massimo di 10 giorni dalla data del verbale di chiusura della procedura di 1° grado, dal lavoratore o dai lavoratori interessati alle Organizzazioni sindacali provinciali dei datori di lavoro.
L’esame della controversia sarà effettuato da una Commissione paritetica, di volta in volta nominata a cura delle Organizzazioni sindacali provinciali dei datori di lavoro e dei lavoratori.
La procedura di cui sopra si applicherà anche nelle controversie promosse dalla Commissione interna.
Per quanto concerne gli accordi interconfederali, gli altri accordi provinciali e gli accordi aziendali, si intendono superate o sostituite (salvi facendo i casi di esplicito richiamo) le norme afferenti agli istituti disciplinari dalla corrispondente regolamentazione del presente contratto, le cui disposizioni - nell’ambito di ciascuno degli Istituti stessi - sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun trattamento.
Peraltro, per quanto concerne i predetti altri accordi provinciali ed accordi aziendali, le parti interessate si consulteranno per proporre poi alle rispettive competenti organizzazioni sindacali periferiche l’accordo per l’opzione - in relazione ai singoli istituti - fra le norme di cui alla corrispondente regolamentazione del presente contratto e quelle degli accordi in questione regolanti i singoli stessi istituti.
Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie dell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini, ed agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovrintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività e particolare gravosità ambientale di lavoro.
1) lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado di tossicità, allorché nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possono ad essi derivarne gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore e di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi, o delle mucose, nonché lavoratori
operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Oasi eccezionali di concorso di più elementi sfavorevoli di nocività possono essere esaminati al fine di spostare al grado superiore la misura della indennità.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali rassegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l’assegnazione effettuata agli stessi fini degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
L’indennità da corrispondere ai lavoratori aventi diritto sono le seguenti:
1° gruppo: L. 26,05 orarie 2° gruppo: L. 15,20 orarie 3° gruppo: L. 10,80 orarie
Le indennità di cui all’art. 2 verranno corrisposte per le ore intere di effettiva prestazione del lavoratore nelle particolari condizioni sopra considerate ed operano agli effetti contrattuali nei soli limiti previsti dal successivo art. 9.
Esse saranno aggiornate di sei mesi in sei mesi, a decorrere dal 1° luglio 1962, nella misura percentuale in cui sarà variato nel semestre precedente il minimo contrattuale nazionale per il manovale comune, aumentato dell’indennità di contingenza, da calcolarsi sulla media delle variazioni intervenute nello stesso periodo per le città di Torino, Milano, Terni e Foggia.
L’indennità di cui al presente accordo deve essere corrisposta anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti, ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto alla indennità purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque la indennità deve essere corrisposta solo per le ore di effettiva permanenza al reparto.
In relazione al precedente articolo 4, viene stabilito quanto segue:
Art. 10. Trattamento lavoratrici in caso di matrimonio e maternità

References: Art. 19

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 29

Art. 34

Art. 48

Art. 9

Art. 13

Art. 15

Art. 7

Art. 13
 art. 4
 articolo 10
 art. 9
 articolo 4

Art. 10