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Timestamp: 2016-10-28 01:01:56+00:00

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⭐DDL Prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d azzardo patologico Relazione accompagnatoria
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1 DDL Prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d azzardo patologico Relazione accompagnatoria La diffusione del fenomeno del gioco d azzardo e la forte preoccupazione per le ricadute che comporta a livello personale, familiare, sociale ed economico, nonché i risvolti patologici che sempre più spesso produce nelle persone, impone l'assunzione di ineludibili responsabilità anche da parte della politica e delle istituzioni. La necessità di farsi carico di questo fenomeno da parte di tutti gli attori sociali e istituzionali competenti, appare oggi in tutta la sua urgenza politica e sociale anche osservando la crescente contraddizione tra l aumento della disoccupazione e della povertà nella popolazione e il comportamento di tanti cittadini che tentano al gioco la fortuna dissipando ulteriormente le poche risorse a loro disposizione. È necessario agire per contrastare la diffusione endemica del gioco d'azzardo nella popolazione per tutelare il benessere, la salute e il diritto dei cittadini ad essere informati correttamente sui rischi economici e sociali che comporta. La nozione di dipendenza, storicamente descritta dall OMS nell ambito dell assunzione di sostanze psicoattive, si è estesa oggi ad altri fenomeni derivanti dalla ripetizione compulsiva di attività, spesso socialmente accettate se non addirittura promosse. Tra queste dipendenze che non implicano l'assunzione di alcuna sostanza, la più diffusa e sicuramente la più conosciuta è quella del gioco d'azzardo patologico (GAP). Nel gioco d'azzardo patologico si manifestano, oltre all'incapacità di resistere all'impulso di giocare, spesso con una spirale perversa nel tentativo (inutile) di recuperare le somme che si perdono con altre scommesse, molti comportamenti che incidono fortemente sulle relazioni interpersonali. Si manifestano infatti la falsificazione e i nascondimenti della realtà delle perdite economiche ai congiunti, la disgregazione delle relazioni affettive e familiari, la perdita del lavoro per comportamenti che rendono i soggetti non più affidabili, la crescente richiesta di prestiti ad amici e conoscenti prima e poi al credito bancario, il mancato pagamento delle utenze domestiche e degli affitti con le relative conseguenze per le persone conviventi. Comportamenti che compromettono la fiducia da parte delle altre persone e nelle altre persone, con progressivo isolamento sociale. Proprio la presenza di questo impatto sulle relazioni comporta, secondo lo psichiatra Dott. Michele Sforza, che il gioco d azzardo patologico non possa essere definito un problema che riguarda solo il numero di soggetti in cura per GAP, perché a queste persone bisogna aggiungere almeno 8 persone per ciascun giocatore, tra familiari e altri che vengono coinvolti in questa patologia e in qualche modo ne fanno le spese. In Italia il gioco d azzardo è diffusissimo, e non rappresenta un problema collegato solo all utilizzo di slot machine e videolotterie (VTL), ma anche all'alta diffusione sia tra i giovanissimi che tra gli anziani dei solo in apparenza più innocui Gratta e vinci. Non è raro vedere purtroppo persone anche molto anziane, comperare grandi quantità di questi biglietti molto diffusi nelle nostre tabaccherie e giocarsi la loro già magra pensione. Come detto, l'italia è purtroppo tra i primi paesi al mondo per spesa pro capite in giochi d'azzardo. Si stima infatti che il gioco d'azzardo nel nostro Paese rappresenti il 15% del mercato europeo nel settore, e oltre il 4,4% del mercato mondiale. Siamo il primo paese al mondo nel gratta e vinci, abbiamo il triplo delle VTL degli Stati Uniti e rappresentiamo il 23% del mercato mondiale del gioco on-line (Relazione di M. Jori, Coordinamento nazionale Gruppi per Giocatori d'azzardo 2012). Mentre assistiamo da un lato ad un evidente contrazione dei consumi familiari per le spese in alimenti o per le cure sanitarie legata alla grave crisi economica e occupazionale, non desistiamo però dal cercare fortuna con i giochi d'azzardo. Così, mentre il 26% delle famiglie non sarebbe in grado di far fronte ad una spesa imprevista importante (calcolata nell ordine convenzionale di 700 euro Ricerca dell'università degli Studi di Milano per il Forum Ania- Consumatori marzo 2014), calcoliamo paradossalmente una spesa pro-capite per giochi d'azzardo di circa 1700 euro per ogni italiano maggiorenne (dati AAMS). Solo vent anni fa in Italia erano legali quattro tipi di giochi d azzardo (casinò, totocalcio, lotto e totip). Oggi sono diventati decine e ai precedenti quattro si sono aggiunti lotterie istantanee (i cosiddetti gratta e vinci), apparecchi di videolottery e slot machine, agenzie di scommesse (sia ippiche che sportive), bingo, giochi numerici a totalizzatore nazionale (dal superenalotto al win for2 life), giochi on line (dal poker alla roulette) e tanti altri. Tra questi, preoccupa oggi in modo particolare la diffusione del gioco on-line, la cui pubblicità e i cui servizi di gioco sono offerti e utilizzati ampiamente, con un'importanza economica del settore in rapida crescita (rappresenta circa il 15% dei proventi annui del mercato complessivo del gioco d'azzardo nel 2012). Uno dei più recenti censimenti in materia è stato curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ministero per la Cooperazione internazionale e l Integrazione Dipartimento Politiche Antidroga). È del febbraio 2013 ed è intitolata "Gambling - Gioco d azzardo problematico e patologico: inquadramento generale, meccanismi fisiopatologici, vulnerabilità, evidenze scientifiche per la prevenzione, cura e riabilitazione". Lo studio evidenzia che, in Italia, a fronte di una popolazione totale di , circa un terzo gioca almeno ad uno dei vari giochi di azzardo, una percentuale compresa tra l 1,27% ( ) e il 3,8 % ( ) sono giocatori d azzardo problematici (a rischio), e una percentuale compresa tra lo 0,5 per cento ( ) e il 2,2 per cento ( ) sono affetti dalla malattia del gioco d azzardo patologico. Le oscillazioni percentuali, anche piuttosto rilevanti, sono determinate dal fatto che ad oggi non esistono studi puntuali esaustivi. La somma maggiore viene giocata negli apparecchi (slotmachine e videolottery) che rappresentano il 55,6% del fatturato totale. Seguono i giochi on-line (16,3% del mercato), i gratta e vinci (11,4% del mercato), il lotto (7,2%), le scommesse sportive (4,2%), il superenalotto (2,2%), seguono i bingo e le scommesse ippiche. I giochi introdotti negli ultimi anni hanno però una tassazione notevolmente inferiore ai precedenti (a vantaggio del payout per i giocatori e dell industria del gioco). Questo significa che le forme di gioco più recenti e maggiormente insidiose risultano oltretutto essere quelle meno tassate. Infatti, dai dati elaborati dal Ministero dell Economia e delle Finanze e dai Monopoli di Stato risulta che, mentre la percentuale di prelievo fiscale sul Superenalotto è pari al 44%, gli introiti da slot machine sono tassati per il 12,6 % e quelli da videolottery solamente per il 3%. Ancora più bassa è poi la tassazione dei giochi on line. Nel 2012 in Italia il volume d affari complessivo del gioco d azzardo è stato pari a 88,5 miliardi di euro e le entrate erariali sono ammontate a 8,03 miliardi di euro e quelle di concessionari/gestori a miliardi di euro. Queste cifre testimoniano sia la diffusione del gioco d azzardo e la quantità di risorse investite dai giocatori in tali attività, sia l'impatto economico di questo mercato. Le ricerche internazionali condotte per accertare il numero di giocatori patologici realizzate in Inghilterra, Spagna, Nuova Zelanda, Canada, USA, riportano in modo concorde gli stessi risultati percentuali e stimano circa in un 3% del totale dei giocatori la percentuale di persone che divengono vittime del gioco patologico. Non solo, tutte le ricerche dimostrano che la maggior quantità di giochi a disposizione (sia come numero che in termini di possibilità di accesso) è direttamente proporzionale ad un aumento del numero di popolazione che diviene giocatore problematico o patologico. In Italia scarseggiano ricerche che indaghino in modo sistematico questi fenomeni, e va in tal senso valutato positivamente il finanziamento concesso per il 2013 dalla Provincia di Trento al Centro di ricerca interuniversitario Transcrime per il progetto Pre.Gio., dedicato al monitoraggio e alla prevenzione del gioco d azzardo sul territorio provinciale. Per contenere i costi sociali legati alla ludopatia è tuttavia importante investire tempestivamente e sostenere il prima possibile le attività di promozione e prevenzione sociosanitaria già in essere (gruppi di mutuo aiuto, attività di sensibilizzazione nella comunità, attività clinica e terapeutica specifica). Iniziative che hanno ampiamente dimostrato la loro efficacia ma che risultano in sofferenza di risorse assegnate. Negli anni 50 Milton Friedman, premio Nobel dell economia, sottolineava che «il modello di industria del gioco d'azzardo può raggiungere dei grandi traguardi se fa business sulla povertà perché un alto bacino a cui può attingere è quello di chi ha poco reddito». (M. Fiasco 2009). Effettivamente purtroppo nel gioco investe di più chi ha un reddito inferiore, spesso anche persone che ricevono interventi e aiuti economici di sostegno al reddito (nel 2010 hanno giocato il 70,8% di chi ha un lavoro a tempo indeterminato, l 80,2% dei lavoratori saltuari o precari, l 86,7% dei cassintegrati dati Ricerca CONAGGA-CNCA 2011). Gioca di più chi ha minore scolarizzazione (giocano il 61,3% dei laureati, il 70,4% di chi ha il diploma superiore, l'80,3% di chi ha la licenza media). E' dunque fondamentale tenere in grande considerazione anzitutto i costi sociali del3 fenomeno del gioco d azzardo. Oltre a tenere in considerazione i costi relativi agli interventi sanitari per la cura dei singoli giocatori patologici, occorre aggiungere i costi della perdita di performance lavorativa, i problemi familiari dovuti sia alla perdita di reddito che all'aumento di separazioni, i problemi di disagio dei figli minori, il rischio di depressione e violenza, i prestiti non risarciti, il possibile ricorso all'usura, gli interventi di sostegno economico e socioassistenziale per le famiglie (un dato significativo è quello riferito dalla Associazione Nazionale Avvocati Matrimonialisti Italiani che calcola in un 6-8% il numero delle separazioni imputabili a problemi legati al gioco d'azzardo). Si stimano più di 6 miliardi di euro spesi ogni anno per la cura diretta dei giocatori patologici, ma la cifra raddoppia se si calcolano oltre alle spese dirette personalmente ai giocatori anche i costi sociali diffusi. I costi sociali e sanitari che impattano sulle finanze pubbliche sono dunque di gran lunga superiori ai benefici fiscali che lo Stato ricava (circa 8 miliardi di euro dati AAMS nel 2012). Ma se l economia del paese non ricava benefici dalla diffusione del gioco d'azzardo e le entrate per l'erario sono in misura nettamente inferiore ai costi sociali che esso comporta, chi ha vantaggi a mantenere un settore che nel tempo comporterà perdite economiche certe e notevolmente superiori al guadagno che oggi garantiscono? Danni non calcolabili riguardano poi la distorsione dell'uso del denaro che non si mette in circolo per sostenere il lavoro e la produzione di beni del proprio territorio e che diffonde una economia dei consumi senza uso. Altre gravi implicazioni economiche sono riferibili alla infiltrazione nel settore del gioco d'azzardo della criminalità organizzata, con le relative problematiche di ordine pubblico evidenziate nella "Relazione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito" pubblicata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali in data 22 luglio 2011 (Doc. XXIII, n. 8). Secondo la Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II Onlus : lo sviluppo dell azione giudiziaria di contrasto alle pratiche clandestine mette in luce uno sconcertante tandem tra il legalizzato e il criminalizzato: il successo delle operazioni di marketing del primo ( per esempio campagne pubblicitarie sul gioco responsabile sui media pubblici!) finisce per riflettersi sull espansione dell altro, in un interazione che è già stata rilevata, almeno dalle correnti più critiche del pensiero economico e sociale, per altre forme di nocività generatrici di lucro. Con il gioco d azzardo il denaro speso non va dunque a sostenere l'economia del territorio, e con esso non si acquista e non si mette in circolo il frutto di un lavoro. Non basta dunque, come giustamente afferma Carlo Cefaloni, esponente del Movimento Slot -Mob e curatore di Vite in gioco, oltre la slot-economia, intervenire solo sugli effetti, sulle patologie derivanti da una norma che ha incentivato il gioco d azzardo, rendendo l Italia il primo paese in Europa e terzo nel mondo per la raccolta dalle slot machine. Dobbiamo discutere la scelta che è stata fatta, di affidare una fragilità umana a multinazionali profit (Città Nuova 2014). Particolarmente preoccupante è poi la diffusione del gioco d azzardo tra le giovani generazioni. "Le città, piccole e grandi, sono invase da sale gioco e la maggior parte dei ragazzi se le trova davanti uscendo da scuola". Sono parole del Garante dell'infanzia, Vincenzo Spadafora, che ha commentato una recente ricerca sul gioco tra i minori commissionata a SWG ( Gli adolescenti italiani e il gioco d'azzardo ). L indagine dell istituto di ricerche SWG è basata su interviste telefoniche, effettuate nel periodo dal 26 giugno al 2 luglio 2014 su un campione rappresentativo di 1008 ragazzi italiani di età compresa tra 14 e 17 anni. Ne è risultato un quadro nel quale l azzardo più praticato tra gli adolescenti risulta quello del Gratta & Vinci (28%), seguito dalle scommesse sportive (27%). Le slot machine, in questo caso, sembrano esercitare poca seduzione sui ragazzi (9%), mentre continuano a esercitarla su genitori e nonni. Il 27% dei ragazzi vive il gioco d azzardo come una cosa normale di cui non vergognarsi, nella convinzione che essere scoperto da parte dei genitori non genererebbe alcuna conseguenza. Ciò che non può non destare preoccupazione è l idea, sostenuta da un adolescente su cinque, per cui la dipendenza dal gioco d'azzardo patologico non è una malattia, ma solo un comportamento generato dalla scarsa volontà di autocontrollo. Questa visione, associata all idea che il giocatore affetto da GAP sia una persona che ha perso il controllo perché non si è impegnato, è alla base delle retoriche sul gioco responsabile" e sul giocare con moderazione, retoriche e annesse campagne stampa sulla cui reale efficacia dovremmo profondamente interrogarci. La stessa Commissione europea il 14 luglio scorso, esortava gli Stati membri ad alzare il livello di protezione per i consumatori con una particolare attenzione per i minorenni, vietando loro l'accesso al gioco d azzardo online e riducendo le occasioni di contatto anche passivo realizzate tramite pubblicità. È condivisibile quindi la necessità di evitare per i minori soprattutto ogni4 occasione, il che.significa anche impedire l'accesso ai minori alle sale da gioco e non solo vietare loro di giocare (M. Dotti, Vita.it, 5 agosto 2014). In data 16 gennaio 2013, era stata già presentata alla Camera dei Deputati l Indagine conoscitiva sulla condizione dell infanzia e dell adolescenza in Italia (2012), curata da Eurispes e dalla Onlus Telefono Azzurro. Tale indagine, che già dava conto della drammatica diffusione di questo fenomeno tra i minori, stimava la diffusione del gioco d azzardo tra bambini e adolescenti. Per quanto riguarda i bambini (7-11 anni) il 17,1% dichiarava di aver giocato denaro on line e il 25,9 per cento di aver giocato of line. Sostanzialmente, dunque, un bambino su quattro risulta coinvolto nel fenomeno. Anche in questa ricerca il gioco prediletto dai bambini è il "gratta e vinci" (e simili), cui dichiara di aver giocato il 33,7 per cento del campione. Per quanto riguarda la fascia degli adolescenti, dall'indagine risulta che Internet raccoglie un cospicuo 39,9% delle preferenze, a conferma di come sia il mezzo/luogo con cui i giovani sanno destreggiarsi meglio, seguito dalle sale giochi (17,8%) e dai tabacchi (14,4%). Numerosi studi stanno dimostrando inoltre l'aumentata propensione al gioco problematico nei figli di genitori giocatori abituali. Di conseguenza, è chiaro che occorre un grosso investimento di natura formativa e in senso ampio culturale, dedicata anzitutto a chi ha responsabilità educative. Sono indispensabili percorsi informativi e formativi per i genitori e gli insegnanti affinché educhino i bambini in relazione al valore e all'uso del denaro e agli accessi in internet. Occorre dunque investire nell'educazione, insieme alla scuola, e oltre alla formazione specifica di operatori sociali e sanitari, nel coinvolgimento degli esercenti dei bar, tabaccai, commercianti, per dare loro strumenti utili ad intervenire tempestivamente. Accanto a misure di premialità per gli esercizi che non installano apparecchi per l'azzardo (aumentando così il riconoscimento sociale nella comunità di questa scelta) è importante il coinvolgimento delle associazioni del territorio anche per sostenere e promuovere nuove forme di intervento di comunità. Molti altri sono gli attori sociali che possono fare la differenza, condividendo informazione e formazione congiunta. Le banche sono ad esempio un sensore importante, a volte in grado di capire prima di altri il problema; stampa e media possono rivedere la pratica attraverso la quale danno notizia delle vincite, a volte con grande risalto, configurando un rinforzo ingannevole della probabilità di vincita. Una formazione dedicata deve inoltre essere pensata per gli amministratori di sostegno che intervengono nel periodo della cura, per la gestione del denaro del giocatore patologico. Un ruolo particolarmente importante per la terapia e per evitare ricadute hanno i gruppi di mutuo aiuto, in cui le persone condividono fiducia e ascolto, scambiano le proprie potenzialità e risorse per superare la fragilità, trovano empatia e sostegno. Questi gruppi, anche attraverso la conduzione di un facilitatore esperto, possono essere un punto di riferimento importantissimo per la persona con patologia e per collaborare con i servizi sociali e sanitari. La metodologia del mutuo aiuto è riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità che la annovera tra le misure per promuovere, mantenere o recuperare la salute di una comunità, e da anni si impegna nel promuoverne lo sviluppo e la diffusione Altrettanto necessari sono poi i percorsi dedicati al mondo degli anziani, altro soggetto fragile della pratica del gioco (da una ricerca di Auser, Libera e Gruppo Abele si stima a rischio un anziano su tre). Percorsi da attuarsi coinvolgendo i gruppi e i circoli di anziani organizzando attività rivolte alle persone anziane che vivono una vita più isolata o in solitudine. Anche in sul territorio provinciale la diffusione della problematica del gioco d'azzardo e della dipendenza correlata è sempre più preoccupante. Secondo gli ultimi dati a disposizione si stimano, con riferimento alla Provincia di Trento, più di 7000 soggetti dipendenti da gioco (o con gioco problematico) e altrettanti soggetti a rischio nella fascia d'età 15/64 anni (mancano nel calcolo tutte le persone a rischio fra gli anziani e fra i minori). In un anno si giocano in media circa 1300 euro a testa, ma soprattutto sono crescenti le richieste di aiuto e le prese in carico per terapia. I giocatori o i familiari che si rivolgono ai servizi sociali e sanitari sono spesso persone che hanno alle spalle in media già 4-6 anni di dipendenza, e chiedono aiuto quando la loro situazione di salute, economica e familiare è già molto compromessa. Per questo, è fondamentale puntare alla massima prevenzione del gioco d'azzardo patologico. Nella nostra provincia si sono in tal senso sviluppate numerose iniziative, con un grande coinvolgimento delle istituzioni, degli enti locali, del terzo settore, del SerD dell'apss, del volontariato, degli attori economici e sociali dei territori, delle scuole, dei cittadini. E vi è una diffusa consapevolezza che occorre una responsabilità condivisa per intervenire e modificare anche le radici culturali del fenomeno dell'azzardo. Ma perché tali interventi possano essere più efficaci, è5 necessario però un preciso piano di azione all'interno di una cornice normativa, e dunque è necessario l'intervento legislativo e regolativo degli enti del governo territoriale. Preme ricordare che in campo nazionale solo nell autunno del 2012 è stato ufficialmente riconosciuto il diritto alla terapia, da parte del servizio pubblico, per il gioco d azzardo patologico (D.L. 13 settembre 2012, n. 158, recante "Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute" cd. "Decreto Balduzzi"). Decreto che contiene numerose altre stringenti indicazioni in tema di localizzazione degli esercizi, di pubblicità, di interventi dedicati alla prevenzione e alla cura. La normativa provinciale attuale prevede le distanze minime dai luoghi sensibili entro cui non è possibile istallare macchine da gioco e incentivi per le imprese che non istallano macchine per il gioco d azzardo. Con il presente disegno di legge si intende ampliare le disposizioni oggi previste per la prevenzione, la cura e la riabilitazione del gioco d'azzardo patologico e limitare la diffusione del gioco d'azzardo sul territorio provinciale, nella convinzione che solo riducendo l'offerta si possa attivare un reale intervento di contrasto alla diffusione della patologia e favorire un progresso sociale. Si intende inoltre diffondere una responsabilità condivisa tra i vari attori sociali (del mondo della sanità, del sociale, della scuola e del mondo educativo, delle associazioni familiari, degli esercenti, delle forze dell'ordine, degli amministratori e dei cittadini) che costruisca una alleanza verso un cambiamento culturale teso alla prevenzione e al contrasto al gioco d'azzardo. Occorre investire maggiormente nella sensibilizzazione e informazione sui rischi correlati al gioco d'azzardo, in misure di prevenzione selettiva e orientate alla diagnosi precoce dei fattori di rischio soprattutto in giovanissima età, in ricerche e collaborazioni scientifiche nel campo delle neuroscienze e delle terapie. In particolare è necessario investire di più nei percorsi di sostegno e recupero attraverso i gruppi di auto-mutuo-aiuto che sono validati tra le buone pratiche a livello internazionale. Per questo scopo si prevede che a decorrere dall'esercizio finanziario 2015 una quota pari al 1,5% delle somme annualmente recuperate dalla Provincia dal prelievo erariale unico sugli apparecchi di gioco, siano finalizzate e vincolate a iniziative di informazione, formazione, prevenzione cura e riabilitazione della dipendenza dal gioco d'azzardo così come previste dalla presente legge. Al fine di coordinare in modo integrato tutte le azioni e gli attori previsti dal presente disegno di legge, nonché per garantire maggiore condivisione e valutazione nell utilizzo dei fondi a disposizione, è istituito l osservatorio provinciale sul fenomeno della dipendenza da gioco d azzardo. Nell articolo 1 sono indicate le finalità della legge. Nell articolo 2 si definiscono l oggetto della legge (il gioco d azzardo patologico), i luoghi ad esso deputati, e quelli sensibili nelle cui vicinanze il gioco è vietato. L articolo 3 prevede l adozione da parte della Giunta provinciale di un Piano provinciale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco patologico, e di questo indica le caratteristiche e le aree di intervento. L articolo 4 introduce forme di premialità per gli esercizi che non si dotano di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici che distribuiscono vincite in denaro, e di disincentivo fiscale per quelli che invece scelgono di installare tali apparecchiature. L articolo 5 promuove la diffusione di servizi dedicati alla cura della dipendenza dal gioco d azzardo in tutto il territorio provinciale, individua la metodologia multidisciplinare, la possibilità di percorsi residenziali e la necessità di valutare l esito di tali collaborazioni sperimentali. L articolo 6 istituisce l osservatorio provinciale sul fenomeno della dipendenza da gioco d azzardo e ne stabilisce compiti e composizione. Per quanto riguarda i membri, si è scelta una composizione che tenga maggiormente in considerazione le competenze specifiche e le professionalità attive nel settore, piuttosto che la rappresentanza politica. L articolo 7 indica gli obblighi previsti per i gestori di sale da gioco, e le sanzioni legate all inosservanza degli stessi. L articolo 8 promuove la formazione del personale operante nelle sale da gioco al fine di riconoscere o prevenire casi patologici. L articolo 9 fa divieto alla Provincia autonoma di Trento, ai suoi enti strumentali, alle reti internet da essa o da suoi enti strumentali controllate, di veicolare pubblicità relativa ai giochi che prevedono vincite in denaro. L articolo 10 stabilisce nella misura di trecento metri la distanza minima che deve intercorrere tra una sala da gioco e un luogo definito sensibile, e concede ai comuni, nell ambito6 dei propri strumenti di pianificazione, di disciplinare relativamente alle caratteristiche architettoniche, strutturali e dimensionali delle sale stesse. L articolo 11 promuove l istituzione di un marchio di responsabilità etica da attribuire a chi sceglie di non istallare nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d azzardo. L articolo 12 interviene sulla l.p. n 13 del 22 dicembre 2004 facendo divieto di avere zone fumatori nei locali dove sono istallati apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici che distribuiscono vincite in denaro. L articolo 13 abroga l articolo 13 bis della l.p. n. 9 del 2000, perché le relative norme sono assorbite dal presente disegno di legge. L articolo 14 contiene la clausola valutativa. L articolo 15 stabilisce le disposizioni finanziarie. Documenti analoghi
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