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⭐Il movimento filantropico nell'inghilterra del XIX secolo.
Il movimento filantropico nell'inghilterra del XIX secolo.
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1 VERSO UN SISTEMA DI SICUREZZA SOCIALE Il movimento filantropico nell'inghilterra del XIX secolo. La filantropia e gli albori del case- work. FILANTROPIA: comporta gratificazione per colui o colei che la esercita; si concretizza in un intervento indifferenziato verso chi lo chiede ( elemosina indiscriminata). Nella prima metà del secolo in Inghilterra si hanno fenomeni e movimenti sociali di grande rilievo quali il sorgere di cooperative e scuole di istruzione per adulti, a opera dei cristiano- socialisti, l'esercizio della filantropia da parte delle donne dell'aristocrazia e della borghesia quale strumento, per loro, di emancipazione ( Elisabeth Fry, , Florence Nightingale, , Beatrice Potter, ), lo svilupparsi della filosofia positivista ( Auguste Comte Catechismo della religione positiva, opera nella quale Comte sostituiva l'umanità a Dio), la nascita del movimento politico- sindacale delle Trade Unions, la nascita delle cooperative ( la prima nel 1844 a Rochdale, a opera dei cartisti). Verso la metà del XIX secolo, in Inghilterra operano numerose associazioni caritative, in un intreccio talvolta caotico, un patchwork è stato detto ( cfr. il testo di P.Benvenuti e D.A. Gristina La donna e il servizio sociale Ed. F. Angeli 1998, pag 73/85).. Per mettere ordine al loro interno e coordinare le donazioni dei privati, nel 1869 si costituisce la Society of Organising Charitable Relef and Repressing Mendicity, successivamente trasformata in Charity Organisation Society, la cui azione si protrarrà nel tempo tanto da essere attiva ancora oggi con il nome di Famili Welfare Association. Le Charity Organisation Society ( C.O.S.) si mossero su basi filantropiche, operando per alleviare i disagi ai poveri ma distinguendo, secondo la cultura e l'ideologia dell'epoca, fra i meritevoli di aiuto e gli immeritevoli, coloro cioé che, si riteneva, approfittavano dell'aiuto per restare passivi e vivere da irresponsabili. Le C.O.S. e le operatrici che le animano pongono le basi del CASE- WORK e modellano la figura del nascente social worker ( operatore sociale ) come colui - o forse meglio colei- che deve porre attenzione ai problemi ma anche alle cause individuali di essi e darsi come obbiettivo il rispetto del povero e della sua dignità e che, per meglio adempire il suo compito, ha necessità di tecniche e di formazione. Si avviano allora forme di addestramento per volontari e già nel 1883 le segretarie dei comitati sono pagate per svolgere compiti di istruzione e di supervisione in merito a visite domiciliari, registrazione dei casi e compiti amministrativi. Si prospetta anche una forma di specializzazione nell'intervento sociale con la figura dell'almoner, l'elemosiniere, che da originario distributore di elemosine e da operatore della carità si trasforma in una sorta di assistente sanitario che segue il malato perché tragga vantaggio, il maggior vantaggio possibile, dalle cure mediche. A ricoprire per prima questo ruolo è Mary Stuart, chiamata nel 1895 presso il London Royal Free Hospital di Londra a controllare che non si verifichino abusi nelle cure ospedaliere. Nei fatti, Mary Stuart seppe dare al suo lavoro di elemosiniera più ampi e positivi contenuti al suo lavoro quotidiano, interessandosi ai bisogni socio- famigliari - e non solo sanitari dei suoi assistiti, contribuendo all'avvio del, così diremmo oggi, servizio sociale ospedaliero.2 E già ancora prima, nel 1879, si erano poste le basi di una forma di intervento che più o meno 50 anni dopo, nel 1933 per l'esattezza, diventerà il PROBATION SERVICE, un servizio reso a coloro che avevano commesso reati di modesta entità e, anziché venire incarcerati, venivano sottoposti a una forma di libertà vigilata e affidati ai membri dell'a Anglican Temperance Society. Tale società, nata per lottare contro l'alcolismo, successivamente ampliò il suo campo di intervento a diverse forme di disagio sociale e di devianza. Ai membri della società i Tribunali affidavano quelle che oggi definiamo indagini sociali e ambientali e la predisposizione di programmi individuali e piani di intervento per il rientro a casa dei carcerati, mansioni su cui successivamente si modellerà la figura del probation officier. Oltre che all'individuo, il lavoro sociale inglese delle origini dedica la sua attenzione e i suoi interventi anche alla dimensione del vivere sociale e dei rapporti con gli altri, ponendo le premesse di future metodologie quali il group- work e il community - work. A questa attenzione per la dimensione sociale del vivere si ispira, nei primi anni del XIX secolo, il movimento dei settlements, insediamenti abitativi di persone della borghesia (spesso giovani studenti universitari ) nei quartieri poveri di Londra o di altre città industriali ( Glasgow, Liverpool), con lo scopo di creare rapporti di convivenza e buon vicinato fra i vari strati della popolazione mediante attività di alfabetizzazione, di studio, di gruppo etc. Il primo settlement ( denominato Toynbee Hall e situato nell' East End di Londra), fu fondato dal parroco C.Barnett nel 1884 con l'intenzione di creare un ponte fra ricchi e poveri, studenti e operai, per imparare gli uni dagli altri. L'esperienza o meglio l'esperimento suscitò molte critiche ma anche un vasto successo; la sua eco rimbalzò fin negli Stati Uniti dove nel 1889 a Chicago Jane Addams ( sociologa americana, prima donna a ricevere nel 1931 il Nobel per la pace, figura importante nella storia del servizio sociale come vedremo più avanti) dopo aver visitato Toynbee Hall fonda la Hull House. Nel movimento dei settlements spicca altresì, in qualità di promotrice, la figura della filantropa e operatrice delle C.O.S. Octavia Hill ( ) che molto si impegnò per il miglioramento delle abitazioni delle classi povere, sostenendo che non ci si può occupare delle persone e delle loro case separatamente. Manifestando di possedere un notevole spirito imprenditoriale, con l'aiuto di donazioni di benefattori acquistò case in rovina, le fece riparare e le diede in affitto alle famiglie povere, coniugando l'aiuto ai singoli, di cui cercava di promuovere l'autonomia, con quel che oggi definiremmo lavoro di comunità. Alle C.O.S. e alle loro modalità operative si fanno risalire le origini metodologiche dell'intervento professionale, in particolare del case- work, la prima tecnica di lavoro sociale che si sia data un impianto teorico nella storia della professione grazie a una delle figure fondamentali della storia del servizio sociale americano ( ma forse anche di tutto il servizio sociale ) vale a dire Mary Richmond che in materia pubblicò due testi: The social diagnosis nel 1917 e What is social case- work? nel In questo secondo testo Mary Rchmond dimostrò di aver raccolto, sotto stimolo della nascente psicoanalisi, l'importanza delle motivazioni psicologiche accanto a quelle razionali della volontà e individuò lo scopo del case- work nello sviluppo della personalità e il metodo del case- work nello insieme dei procedimenti che sviluppano la personalità attraverso un adattamento realizzato coscientemente, individuo per individuo, tra gli uomini e il loro ambiente sociale. Dunque, il 1869 nella storia del servizio sociale va evidenziato come l'anno di nascita delle C.O.S., avviate dal reverendo Henry Solly. Si trattò di uffici preposti al coordinamento delle attività di assistenza pubblica e privata. Uno dei principali esponenti, come già detto sopra, è stata Octavia Hill.3 Il sistema assistenziale promosso dalle C.O.S., sorto per contrastare la filantropia indiscriminata che elargiva a chiunque con l'effetto paradosso di dar luogo a sprechi e incentivare il pauperismo, prevedeva uffici al cui interno lavorava un operatore (agent) di distretto stipendiato dalla C.O.S. e operatori volontari benestanti. Siamo agli albori del servizio sociale, perché dall'attività delle C.O.S. ha avuto empiricamente origine il metodo del case- work (teorizzato all'inizio del '900 da Mary Richmond in America e da Alice Salomon in Germania), modello di intervento sociale basato sul principio della individualizzazione degli interventi unitamente alla mobilitazione delle risorse individuali e caratterizzato da: formazione degli operatori metodo di lavoro articolato in indagine preventiva all'erogazione di sussidi,discussione del caso in commissione, colloquio, visita domiciliare. In sintesi, il tipo di assistenza ritenuto idoneo- secondo le C.O.S.- alla fine dell'iter conoscitivo doveva avere i seguenti requisiti e obbiettivi: essere prestato su base individuale essere attribuito su base personale essere temporaneo avere finalità correttive. Agli inizi del XX secolo in Inghilterra quasi contemporaneamente alla nascita della prima scuola di Sociologia ( 1903) la formazione professionale dei social workers comincia a cercare collocazione all'interno delle strutture universitarie: nel 1904 è l'università di Liverpool che apre il primo Dipartimento di Scienze sociali, nel 1908 sarà la volta della università di Birmingham. Infine nel 1912 la Scuola di sociologia di Londra viene incorporata dalla London School of Economics e si trasforma in Dipartimento universitario di Scienze sociali e amministrative. A questi esperimenti si affiancano le attività formative di organismi privati collegati con le C.O.S., che rilasciano attestati riconosciuti.. Dunque già intorno al 1914 la differenziazione tra servizio sociale e la carità che l'aveva generato può dirsi compiuta. xxxxxxxxxxxxxxxxxx Bibliografia: per saperne di più sulla nascita e l'importanza delle C.O.S. vedasi il testo di Bruno Bortoli Teoria e storia del Servizio Sociale pagg. 77/78. e il testo di P.Benvenuti e D.A. Gristina La donna e il servizio sociale Ed.F.Angeli 1998 pagg. 73/85. L EUROPA DEL XX SECOLO: la nascita del WELFARE STATE Antecedente: il modello bismarckiano.4 Alla fine del 1800 il Primo Ministro tedesco Ottone di BISMARCK, nel solco della tradizione liberale, introduce le assicurazioni obbligatorie contro i maggiori rischi di povertà ( povertà materiale), come, per esempio, le assicurazioni su malattia (1883), gli infortuni sul lavoro (1884) e la vecchiaia ( 1889). Con l'invenzione del moderno principio assicurativo nasce un tipo di WELFARE ( detto modello bismarckiano) decisamente diverso da quello paternalistico precedente ( e qual era per esempio ancora quello inglese) rappresentato dallo Stato assoluto illuminato del 1700/1800 che perseguiva fini di sorveglianza e di sicurezza sociale mediante un'assistenza selettiva agli indigenti. Tanto premesso, a riprova che nulla nasce dal nulla, l'impianto dei sistemi moderni di Welfare si fa risalire alle idee innovatrici di Lord Beveridge nell'inghilterra del secondo dopoguerra del XX secolo. Il sistema attuale di Welfare nasce dall'incontro fra la tradizione liberale ( a cui si rifacevano Lord Beveridge e i laburisti inglesi) e la tradizione socialista. Lord Beveridge, assertore del modello interventista di Welfare, affermava che lo Stato deve garantire una soglia minima di sicurezza ( safety net) a tutti i cittadini sulla base di una loro attiva ed effettiva occupazione. In altri termini, in sintonia con il pensiero liberale, sosteneva che lo Stato dovesse garantire uno standard di vita come diritto sociale inerente alla semplice cittadinanza posseduta dal cittadino lavoratore. L'obbiettivo di questo modello di Welfare era sconfiggere la povertà materiale e lo strumento fondamentale per raggiungere questo obbiettivo era rappresentato da un sistema di assicurazioni sociali integrate da una serie di interventi statali, quali: - l'istituzione di un servizio sanitario nazionale per tutti ( che in Inghilterra è stato istituito nel N.B. In Italia è stato istituito nel 1978, cioé 30 anni dopo); - l'attribuzione universalizzata di assegni famigliari; - una politica che garantisse la piena occupazione; - assistenza sociale come forma residuale e solo per coloro che non fossero in grado di usufruire del sistema assicurativo. La fine di questo modello in Inghilterra è stata decretata dal Primo Ministro Margaret Tatcher (anni '80) e negli U.S.A. dal Presidente Ronald Reagan. La tradizione socialista ( propria dei Paesi socialdemocratici scandinavi), a differenza del modello inglese, insisteva maggiormente sul principio di eguaglianza fra i cittadini, sicché il modello interventista scandinavo fa leva sul principio della redistribuzione del reddito e delle pari opportunità ( per tutti). IN SINTESI: Modello residuale ( Stati Uniti, Paesi dell'europa continentale e meridionale, Italia compresa, Inghilterra): è il modello di assistenza sociale secondo cui lo Stato interviene ex- post dove e quando i servizi messi in atto dal mercato o dalle reti naturali di solidarietà non sono in grado di far fronte ai bisogni.5 Modello istituzionale- redistributivo ( Paesi del Nord Europa):é il modello che offre assistenza sociale sulla base del puro bisogno del cittadino come tale; il modello, inizialmente rivolto a tutti i cittadini,, conosce attualmente la tendenza a recedere da politiche sociali di tipo universalistico. Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Bibliografia di riferimento: Per saperne di più consulta il testo di Pierpaolo Donati ( cura di) Lo Stato sociale in Italia. Bilanci e prospettive Ed. Mondadori, Milano E inoltre consulta la voce WELFARE STATE a cura di Fiorenzo Girotti in Dizionario di Servizio Sociale Ed. Carocci Faber, Roma XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX Documenti analoghi
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