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Timestamp: 2020-03-28 10:06:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13670 del 30/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13670 del 30/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/05/2017, (ud. 11/04/2017, dep.30/05/2017), n. 13670
sul ricorso iscritto al numero 7479 del ruolo generale dell’anno
dall’avvocato Andrea Rianna (C.F.: (OMISSIS));
CENTRO PRO IUVENTUTE MINERVA S.r.l. (P.I.: (OMISSIS)), in persona del
per la cassazione della sentenza Corte di appello di Napoli n.
639/2015 pubblicata in data 6 febbraio 2015;
B.F. ha agito in giudizio nei confronti del Centro Pro Iuventute Minerva S.r.l. per ottenere il risarcimento dei danni subiti nel cadere – inciampando in un dislivello del terreno – all’interno del parcheggio della struttura.
La domanda è stata rigettata dal Tribunale di Napoli.
Ricorre la B., sulla base di due motivi.
Il ricorso è stato trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380 – bis c.p.c., in quanto ritenuto destinato ad essere dichiarato inammissibile ovvero rigettato.
La ricorrente B. ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., comma 2.
1. E’ pregiudiziale la verifica di ammissibilità del ricorso.
La sentenza impugnata risulta pubblicata in data 6 febbraio 2015.
La ricorrente non ne deduce la avvenuta notificazione, onde essa deve ritenersi impugnata nel cd. termine lungo di cui all’art. 327 c.p.c., (che nella specie è pari ad un anno, risultando l’originaria domanda proposta anteriormente al 2009).
Il termine per l’impugnazione scadeva dunque in data 9 marzo 2016, tenuto conto della sospensione feriale dei termini processuali che, ai sensi della L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1, come modificato dal D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 16, comma 3, convertito con modificazioni dalla L. 10 novembre 2014, n. 162, a decorrere dal 2015, ha luogo dal 1 al 31 agosto (e quindi per un totale di 31 giorni, e non più di 46 giorni).
Il ricorso risulta notificato in data 18 marzo 2016 a mezzo P.E.C. (data di invio richiesta e consegna dell’atto).
Esso è dunque tardivo, e come tale inammissibile.
Ciò esime la Corte dall’esame dei singoli motivi.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 16
 art. 13
 art. 1
 art. 13