Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2011/02/15/07/comunic.htm
Timestamp: 2020-04-05 01:34:08+00:00

Document:
﻿VII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 15 febbraio 2011
Martedì 15 febbraio 2011. - Presidenza del presidente Valentina APREA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Guido Viceconte.
Valentina APREA, presidente, comunica che il deputato Lusetti ha cessato di far parte della Commissione.
5-03068 Vannucci: Sulla situazione creatasi presso il liceo classico «Terenzio Mamiani» di Pesaro.
Massimo VANNUCCI (PD), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, relativa al fatto grave verificatosi nel più importante liceo classico della provincia, perché non viene fornita alcuna soluzione concreta della vicenda. Rileva peraltro che, dalle indicazioni fornite dal sottosegretario Viceconte, il ministero sembra almeno aver preso atto della situazione - che ha avuto un ampio risalto sulla stampa locale e nazionale, anche per il necessario intervento delle Forze dell'ordine nei locali dell'istituto - riconoscendo le situazioni di conflittualità e di tensione sorte all'interno della scuola. Dal punto di vista generale, rileva in ogni caso la difficoltà a procedere alla sostituzione di dirigenti che sono in situazioni di conclamata criticità nella gestione di istituti scolastici, auspicando che per il futuro il Ministero non si limiti a monitorare la situazione, come dichiara invece di voler fare nella risposta.
5-03962 Ghizzoni: Sulla modifica dei requisiti di ammissione al Bando «Futuro in ricerca».
Manuela GHIZZONI (PD), replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta del rappresentante del Governo che si limita ad utilizzare le indicazioni espresse nel suo atto di sindacato ispettivo senza fornire alcun chiarimento al proposito. Non vengono fornite infatti spiegazioni circa la diversa valutazione sull'attività svolta da ricercatori «strutturati» e non, pur sussistendo una forte penalizzazione di questi ultimi rispetto ai primi. Un'altra contraddizione è poi nel fatto che il Governo afferma di non essere tenuto a consultare il CUN, mentre poi dichiara di aver modificato il bando in questione, proprio tenendo conto delle osservazioni formulate da esso. Aggiunge che anche l'indicazione di aver tenuto conto di sollecitazioni pervenute per le vie brevi da soggetti del mondo accademico - contenuta nella circolare adottata dal Governo sulla riapertura dei termini - perplime vieppiù. Rinnova in conclusione l'invito alla presidente della Commissione a farsi portatrice dell'esigenza che le risposte del Governo siano rispettose delle prerogative dei parlamentari.
5-04074 De Pasquale: Sulla ripartizione delle risorse destinate alle scuole paritarie.
Rosa DE PASQUALE (PD) replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo che manifesta disponibilità a modificare con una nuova legge la procedura attualmente prevista per l'assegnazione di 245 milioni di euro, a favore delle istituzioni scolastiche non statali e paritarie, ai sensi della legge n. 62 del 2000. Si dimostra al contempo attenzione per la problematica evidenziata, prendendo atto dell'importanza che i finanziamenti giungano nei tempi dovuti alle scuole interessate che altrimenti rischierebbero la chiusura con un danno rilevante per tutto il sistema scolastico del Paese. In conclusione, auspica che all'interessamento preannunciato dall'Esecutivo, per il quale appunto si è dichiarata parzialmente soddisfatta, corrisponda un serio e concreto impegno, nella consapevolezza che le scuole non possono andare avanti senza risorse.
Il sottosegretario Guido VICECONTE chiede un rinvio dell'esame del provvedimento, allo scopo di procedere ad un ulteriore approfondimento dello stesso.
Paola GOISIS (LNP), relatore, concorda con il rappresentante del Governo, a patto che il rinvio sia riferito ad un termine assolutamente breve.
C. 1373 Motta, C. 1656 Ranieri, C. 2110 Tommaso Foti e C. 2777 Barbieri.
Valentina APREA, presidente, comunica che sono state assegnate alla Commissione le proposte di legge C. 1373 Motta, C. 1656 Rainieri, C. 2110 Tommaso Foti e C. 2777 Barbieri.
Vertendo su analoga materia, ne propone l'abbinamento, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento.
La Commissione delibera quindi l'abbinamento delle proposte di legge C. 1373 Motta, C. 1656 Rainieri, C. 2110 Tommaso Foti e C. 2777 Barbieri.
Emerenzio BARBIERI (PdL) relatore, ricorda che le proposte di legge in esame sono legate tutte, più o meno direttamente alla ricorrenza, nell'anno 2013, del bicentenario della nascita di G. Verdi; solo la proposta di legge n. 2777 si differenzia dalle altre, disponendo che Villa Verdi in Sant'Agata di Villanova sull'Arda - residenza e luogo in cui sono conservate importanti memorie della vita e dell'opera del compositore - sia dichiarata di interesse nazionale. Elemento comune alle proposte di legge nn. 1373, 1656 e 2110 risiede nella volontà di favorire, in occasione dell'anniversario, l'organizzazione di iniziative celebrative, con la concessione di relativi contributi e l'istituzione di un Comitato promotore per la rispettiva realizzazione. L'obiettivo è promuovere, salvaguardare e diffondere la conoscenza della vita, dell'opera e dei luoghi legati alla figura di Giuseppe Verdi, attraverso una serie di interventi differenti specificati nell'articolo 2 di ciascuna delle tre proposte indicate. Tra questi, segnala, in particolare, l'organizzazione di convegni, mostre, concerti ed altre iniziative divulgative, anche a carattere didattico, che nel caso delle proposte nn. 1373 e 1656 sono svolti anche attraverso la collaborazione con associazioni e altri soggetti. Vi è poi la previsione della concessione di borse di studio, che nella proposta n. 1656 sono destinate ai soli studenti dell'università di Parma e non esplicitamente collegate al compositore, mentre nella proposta n. 1373 risultano finalizzate alla promozione dell'opera verdiana nelle università, nelle scuole e nei conservatori di musica. Si prevede poi lo svolgimento di attività di
ricerca, riordino e recupero di fonti e materiali riguardanti la figura di Verdi e la rispettiva pubblicazione, nonché il recupero edilizio e il restauro dei luoghi verdiani, e, nelle proposte nn. 1656 e 2110, l'eventuale acquisto di edifici e locali da utilizzare quali sedi espositive per diffondere la memoria dell'artista. Il progetto di legge n. 1656 prevede poi di destinare una quota non inferiore al 20 per cento del contributo ad interventi migliorativi degli immobili riferibili al compositore, mentre la proposta n. 1373 sottolinea la finalità anche di promozione turistica di tali interventi.
Aggiunge che altri interventi riguardano poi la valorizzazione delle attività svolte da soggetti attivi nel campo della conservazione, dello studio e della diffusione dei materiali verdiani, come nell'articolo 2 della proposta n. 1373, nonché la promozione di attività musicali verdiane che coinvolgano giovani artisti, ovvero, nella proposta n. 1656, la valorizzazione del concorso per giovani cantanti lirici «Corale G. Verdi» di Parma. Per la promozione e il coordinamento degli interventi è prevista, come anticipato, la costituzione di un Comitato, la cui composizione varia a seconda delle proposte che ne disciplinano l'istituzione. In particolare, il Comitato previsto dalla proposta di legge n. 1656 ha solo componenti che siano espressione della regione e degli enti locali interessati; quello previsto dal progetto di legge n. 1373 reca invece anche la presenza di un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali e di tre studiosi di chiara fama della vita e delle opere di Verdi, nominati con decreto del Ministro, d'intesa con la regione e gli enti locali interessati. Il Comitato previsto dalla proposta di legge n. 2110 è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, o da un suo delegato, e vede la partecipazione del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministro per i beni e le attività culturali, o di loro delegati, nonché, in aggiunta a rappresentanti regionali e locali, di esponenti insigni della cultura e dell'arte musicale italiani ed europei, nominati dai due Ministri. Le proposte di legge nn. 1373 e 2110 dispongono, inoltre, che al Comitato possono aderire altri soggetti, nei termini da esse indicati. Quanto alla durata dell'attività del Comitato, le proposte di legge nn. 1373 e 2110 prevedono che esso rimanga in carica fino al 31 dicembre 2014, mentre, dal tenore letterale della norma, sembrerebbe che la proposta di legge n. 1656 ne preveda la cessazione al termine delle celebrazioni. Rileva che le tre proposte indicate - nn. 1373, 1656 e 2110 - prevedono poi la redazione di un documento conclusivo sulle iniziative svolte. In particolare, le proposte di legge nn. 1656 e 2110 dispongono prevedono che il Comitato possa costituire un comitato d'onore per formulare gli indirizzi generali per le celebrazioni, poste sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. Con riferimento ai contributi finanziari, evidenzia che la proposta di legge n. 1373 prevede, all'articolo 1, il riconoscimento quale patrimonio di interesse nazionale del Festival Verdi di Parma e Busseto e all'articolo 2, comma 2, ne affida la realizzazione - con la collaborazione di altri soggetti - alla Fondazione Teatro Regio di Parma, alla quale, conseguentemente, viene destinato un contributo annuo di 4 milioni di euro dal 2008 al 2013. Ulteriori 4 milioni di euro annui dal 2009 al 2014 sono destinati alle spese di funzionamento del Comitato promotore, come previsto dall'articolo 3, comma 3, della medesima proposta. Il progetto di legge n. 1656 autorizza, invece, all'articolo 1, un contributo straordinario di 12 milioni di euro per il triennio 2008-2010 a favore della provincia di Parma per la predisposizione e l'attuazione del piano di interventi. Analogamente, la proposta di legge n. 2110 la quale, all'articolo 2, autorizza un contributo straordinario di 12 milioni di euro da destinare agli interventi; il contributo è riferito però al triennio 2009-2011 ed è suddiviso in quota pari fra le province di Parma e di Piacenza.
Sottolinea quindi che, quanto al profilo della copertura finanziaria degli oneri, le proposte di legge nn. 1373, 1656 e 2110 stabiliscono che si provveda mediante riduzione
del Fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. A tal fine, la proposta di legge n. 1373 prevede l'utilizzo di quota parte degli accantonamenti destinati al MIUR, mentre le proposte nn. 1656 e 2110 stabiliscono che si attinga all'accantonamento indicato del Ministero dell'economia e delle finanze. La stessa proposta n. 1656 reca, all'articolo 5, talune disposizioni contabili, stabilendo, in particolare, che il contributo previsto dall'articolo 1 è iscritto nello stato di previsione del MEF per essere successivamente trasferito al bilancio della provincia di Parma, la quale provvede direttamente - secondo proprie norme contabili, anche mediante procedure semplificate - alla liquidazione e al pagamento delle spese. Si prevede, inoltre, che le somme non impegnate entro il 31 dicembre 2010 siano versate in apposita u.p.b. dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato. La proposta di legge n. 1656 dispone, altresì, all'articolo 4, in ordine al Teatro Regio di Parma, che, solo ai fini dell'ottenimento dei contributi pubblici concessi nell'ambito dei fondi per il sovvenzionamento delle attività liriche e musicali la Fondazione Teatro Regio di Parma è inserita a decorrere dal 2009 fra gli enti lirici autonomi di cui all'articolo 6, primo comma, della legge n. 800 del 1967, ed è riconosciuta fondazione di prioritario interesse nazionale operante nel settore musicale, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo n. 367 del 1996. Quanto all'obiettivo di includere la Fondazione Teatro Regio di Parma fra le fondazioni lirico-sinfoniche che hanno diritto a quota parte degli appositi contributi statali, rileva l'opportunità di valutare una formulazione più aggiornata della relativa norma. Ricorda infine, con riferimento alla dichiarazione di interesse nazionale della Villa Verdi, disposta dalla proposta di legge n. 2777, che l'attuale normativa di cui al vigente codice dei beni culturali non contempla la «dichiarazione di interesse nazionale», pertanto sarebbe opportuno chiarire gli effetti che si intendono conseguire con la medesima proposta.
In conclusione, ritiene che una volta acquisito l'assenso del Governo, sarebbe opportuno procedere in Comitato ristretto al seguito dell'esame delle proposte di legge in esame, per giungere alla definizione di un testo unificato delle stesse, stante il pieno accordo esistente tra i gruppi di maggioranza e di minoranza.
Tommaso FOTI (PdL), intervenendo in qualità di cofirmatario di una delle proposte di legge in esame, ringrazia il relatore per l'esposizione dettagliata, dichiarandosi favorevole alla costituzione di un Comitato ristretto per il seguito dell'esame. Auspica che sul versante finanziario si possano trovare in tempi brevi risorse adeguate, per arrivare puntuali e preparati all'appuntamento delle celebrazioni del 2013. Ritiene che sarà necessario che ciascuno dei presentatori delle proposte di legge faccia un passo indietro, rispetto alle ambizioni personali, allo scopo di giungere rapidamente ad un testo unificato, condiviso tra tutte le forze politiche.
Erica RIVOLTA (LNP) preannuncia la presentazione di una proposta di legge da parte del collega Polledri, di cui sarà cofirmataria, sulla materia oggetto dei provvedimenti in esame. Condivide, con realismo e praticità, l'esigenza di giungere rapidamente ad un testo condiviso con risorse certe.
Carmen MOTTA (PD) considera un risultato positivo che la Commissione abbia avviato proficuamente l'esame dei progetti di legge in discussione, ringraziando il relatore per la sintesi efficace. Condivide l'esigenza di tenere conto dei tempi stretti per lo svolgimento dell'esame di un provvedimento che ha una scadenza naturale, al quale è però necessario dare una giusta rilevanza non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Nel rispetto di questa esigenza, concorda quindi con il relatore - il quale ha cercato di tenere conto di tutti gli elementi delle diverse proposte di legge, dovendo peraltro fare una sintesi necessaria - quando evidenzia la necessità
di fare celebrazioni adeguate e degne, con risorse sufficienti. Nel merito, rileva peraltro che alcune delle proposte di legge hanno una valenza più territoriale, mentre altre sono maggiormente legate ad esigenze celebrative di ordine generali. È necessario quindi tenere conto di entrambe le esigenze nella predisposizione di un testo unificato delle diverse proposte. Auspica quindi che il Governo fornisca indicazioni adeguate sulle risorse da stanziare, anche per definire in modo certo le priorità tra le iniziative celebrative da adottare.
Martedì 15 febbraio 2011. - Presidenza del presidente Valentina APREA.
Nuovo testo C. 54 Realacci.
Erica RIVOLTA (LNP), relatore, ricorda che il nuovo testo del provvedimento in esame, risultante dall'approvazione degli emendamenti nel corso dell'esame in sede referente svolto dalle Commissioni riunite V e VIII, mira a promuovere le attività economiche, sociali, ambientali e culturali svolte nell'ambito territoriale dei piccoli comuni. A tal fine, l'articolo 1 precisa le finalità generali del provvedimento, quali per le materia di competenza della Commissione la promozione e il sostegno delle attività culturali svolte nell'ambito territoriale dei piccoli comuni, nonché la tutela e la valorizzazione del loro patrimonio storico-culturale e architettonico. Ai sensi dell'articolo 2 il provvedimento si applica ai comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti, compresi in una serie di tipologie specificamente elencate dalla norma, secondo criteri demografici e di localizzazione. L'articolo 3 disciplina la disapplicazione di alcune norme in materia di programmazione dei lavori per i comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti. Segnala che, ai sensi del comma 4 dell'articolo in esame, i comuni indicati possono stipulare convenzioni per la salvaguardia e per il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti con le diocesi cattoliche e con le rappresentanze di altre confessioni religiose che abbiano concluso intese con lo Stato italiano. Il successivo comma 7, infine, prevede interventi finalizzati alla valorizzazione del paesaggio del territorio dei comuni indicati.
Aggiunge che l'articolo 4 è volto a promuovere interventi finalizzati a garantire, nei piccoli comuni, l'efficienza e la qualità di attività e servizi essenziali, mentre il successivo articolo 5 detta norme per la valorizzazione nei piccoli comuni dei prodotti agroalimentari tradizionali o tipici; l'articolo 6 agevola la realizzazione dei progetti informatici riguardanti i piccoli comuni, sia singolarmente, sia in forma associata. Il successivo articolo 7 introduce disposizioni volte a garantire l'erogazione dei servizi postali a favore dei comuni, prevedendo in particolare al comma 4 che il Ministro dello sviluppo economico deve assicurare che nel contratto di servizio con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo sia previsto l'obbligo di prestare attenzione, nella programmazione televisiva nazionale e locale, alle realtà storiche, artistiche, - oltre che sociali, economiche ed enogastronomiche - dei piccoli comuni, garantendo nei medesimi un'adeguata copertura del servizio. Rileva
che di competenza specifica della Commissione è l'articolo 8, recante misure volte a sostenere le istituzioni scolastiche, che in particolare al comma 1 prevede la possibilità per i comuni di stipulare convenzioni con gli uffici scolastici regionali per finanziare il mantenimento in attività degli istituti aventi sede nei piccoli comuni che, in base alle disposizioni vigenti, dovrebbero essere chiusi o accorpati. Il successivo comma 2 del medesimo articolo 8 riguarda invece la cessione di attrezzature informatiche utilizzabili nelle scuole. L'articolo 9 attribuisce quindi alle regioni la facoltà di prevedere agevolazioni, anche in forma tariffaria, a favore dei piccoli comuni, in cui la disponibilità di risorse idriche reperibili o attivabili sia superiore ai fabbisogni per i diversi usi. Il successivo articolo 10 autorizza invece il Ministero dell'economia a indire una lotteria istantanea i cui proventi saranno riassegnati ad un Fondo di nuova istituzione per l'incentivazione della residenza nei piccoli comuni. Sottolinea che l'articolo 11 istituisce, invece, un Fondo per la concessione di contributi statali ai piccoli comuni destinati al finanziamento di interventi vari, tra gli altri quelli finalizzati a tutelare i beni culturali e la messa in sicurezza degli istituti scolastici. Segnala che il Fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia con una dotazione di 40 milioni di euro per il 2012, mentre al finanziamento del Fondo per gli anni successivi si provvede secondo le disposizioni vigenti in materia di contabilità pubblica. Il successivo articolo 12 reca la clausola di invarianza della spesa, fatte salve le disposizioni degli articoli 10 e 11 e per l'attività consultiva, mentre il successivo articolo 13 fa salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano.
Segnala innanzitutto che il nuovo testo in esame riprende quasi integralmente quello adottato nel corso della XV legislatura dalle medesime Commissioni riunite V bilancio e VIII ambiente. Su quel provvedimento la Commissione cultura espresse nella seduta del 29 marzo 2007 un articolato parere favorevole con condizioni, al quale rinvia, sollevando alcuni profili critici. Si tratta di aspetti problematici che risultano essere presenti anche nel provvedimento in esame. In particolare all'articolo 3, comma 4, relativo alla stipula di convenzioni per la salvaguardia e per il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, è da rilevare che le attività di conservazione e protezione del patrimonio culturale sono, a norma dell'articolo 3 del Codice dei beni culturali, ascrivibili alle funzioni di tutela. Ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del medesimo codice ciascun ente territoriale - Stato, Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane - ha quindi l'obbligo di provvedere ad assicurare e sostenere la conservazione del patrimonio culturale ad essi pertinente. Ritiene si renda quindi necessario un coordinamento fra le norme indicate ai fini del rispetto delle competenze dei diversi enti territoriali competenti in materia. In ordine all'articolo 4, preme invece specificare che il concorso finanziario della regione deve essere obbligatorio e, se necessario, anche assorbente l'intera quota necessaria prevista dall'intervento normativo. Con riferimento poi all'articolo 5, sulla valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali, il comma 3 stabilendo che i piccoli comuni, singoli o associati, possono stipulare contratti di collaborazione con gli imprenditori agricoli, ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, anche per la valorizzazione delle tradizioni culturali locali, prevede una disposizione non riconducibile all'attività tipica delle suddette imprese agroalimentari. L'articolo 8 del provvedimento in esame reca poi una disciplina generale che andrebbe definita con un intervento normativo di natura sistematica, visto che si stabilisce che le regioni e gli enti locali possono stipulare convenzioni con gli uffici scolastici regionali del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per finanziare il mantenimento in attività degli istituti scolastici statali aventi sede nei piccoli comuni che dovrebbero essere chiusi o accorpati
ai sensi delle disposizioni vigenti in materia, prevedendo altresì che, nel caso di chiusura o accorpamento di uffici scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato e gli enti territoriali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti. Le convenzioni da stipularsi con lo Stato, in ogni caso, non devono e non possono in alcun modo pregiudicare il mantenimento dei normali livelli del rapporto alunni/classe ed alunni/docente. Pertanto, tali convenzioni dovrebbero necessariamente assicurare il finanziamento aggiuntivo, eventualmente necessario per la stipula della convenzione stessa.
Aggiunge, d'altra parte, che il testo approvato dalle Commissioni bilancio e ambiente è privo di qualsiasi previsione volta ad agevolare la diffusione delle manifestazioni culturali, dell'arte e dello spettacolo, in base alla quale prevedere che il Ministro dei beni e delle attività culturali promuova, d'intesa con la SIAE, un sistema di agevolazioni tariffarie a favore delle manifestazioni e degli eventi artistici, culturali e dello spettacolo, promossi o patrocinati dai comuni con meno di 5000 abitanti, con particolare riguardo alle iniziative rivolte alle fasce deboli delle popolazioni locali, che invece riterrebbe necessaria per lo sviluppo di tali attività da parte dei suddetti comuni. Alla luce delle considerazioni espresse, si riserva di formulare una proposta di parere nel seguito dell'esame, tenendo conto dei profili indicati e delle eventuali osservazioni che saranno espresse dai colleghi.
Emerenzio BARBIERI (PdL) in considerazione dell'imminente avvio della seduta dell'Assemblea, riterrebbe opportuno rinviare ad altra seduta l'esame dei successivi punti all'ordine del giorno della Commissione.
Valentina APREA, presidente, propone quindi di rinviare ad altra seduta i restanti punti all'ordine del giorno.
Disposizioni per la tutela professionale e previdenziale, nonché interventi di carattere sociale, in favore dei lavoratori dello spettacolo. Nuovo testo unificato C. 762 Bellanova e abbinate.

References: articolo 5
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 10
 articolo 12
 articolo 13