Source: https://www.civile.it/news/visual.php?num=88238
Timestamp: 2019-11-19 02:43:40+00:00

Document:
Servitu', realizzazione opere su parti comuni a vantaggio del singolo condomino.
CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE – SENTENZA 18 settembre 2013, n.21395 – Pres. Triola – est. Proto
Buon commento alla fonte, studiocerbone.com. Dalla sentenza:
" in tema di utilizzazione del muro perimetrale dell’edificio condominiale da parte del singolo condomino, costituiscono uso indebito della cosa comune, alla stregua dei criteri indicati negli artt. 1102 e 1122 c.c., le aperture praticate dal condomino nel detto muro per mettere in collegamento locali di sua esclusiva proprietà, esistenti nell’edificio condominiale, con altro immobile estraneo al condominio, in quanto tali aperture alterano la destinazione del muro, incidendo sulla sua funzione di recinzione e possono dar luogo all’acquisto di una servitù (di passaggio) a carico della proprietà condominiale (cfr., fra le tante, Cass. 6/2/2009 n. 3035; Cass. 19/4/2006, n. 9036; Cass. 18/2/1998 n. 1708 Cass. 13/1/1995 n. 360; 7/3/1992 n. 2773; 25/10/1988 n. 5780)."
01.10.2013 - pag. 88238
- la Corte di Appello ha dato atto della preesistenza di un altro varco ubicato in altra parte dell’immobile, ma l’apertura di altro e diverso varco non può essere ritenuta una semplice modalità di esercizio ‘ampliativa’ della preesistente facoltà o in essa ricompresa ai sensi dell’art. 1027 c.c., ma determina un onere nuovo e diverso a carico del fondo servente; ciò comporta l’infondatezza del secondo motivo;
- la Corte di Appello ha ritenuto che l’apertura del nuovo varco oltre a quello preesistente ponesse le premesse per la costituzione di una ulteriore servitù di passaggio tra i due fondi motivando anche con riferimento al nuovo peso a carico delle strutture del fabbricato e pertanto le censure di cui al terzo motivo sono estranee al contenuto della decisione e non attingono la sua ratio decidendi, trattandosi di censure in merito all’erronea applicazione delle norme di cui all’art. 1065 c.c. (esercizio conforme al titolo o al possesso) e all’art. 1067 c.c. (divieto, per il proprietario del fondo dominante di fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente); tali censure non sono congrue rispetto alla motivazione della sentenza, non censurata ex art. 360 n. 5 c.p.c., nella parte in cui si afferma che sono state poste le premesse per la costituzione di una ulteriore servitù e si è imposto un ulteriore peso a carico delle strutture dell’edificio, escludendosi così l’ipotesi del semplice aggravio della servitù preesistente.
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References: SENTENZA 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 360