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Timestamp: 2019-09-17 06:27:31+00:00

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Disposizioni Generali del Trasporto - Art. 1678
Coloro che per concessione amministrativa esercitano servizi di linea per il trasporto di persone o di cose sono obbligati ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari della impresa, secondo le condizioni generali stabilite o autorizzate nell'atto di concessione e rese note al pubblico (1737, 2951). I trasporti devono essere eseguiti secondo l'ordine delle richieste; in caso di pi? richieste simultanee, deve essere preferita quella di percorso maggiore. Se le condizioni generali ammettono speciali concessioni, il vettore ? obbligato ad applicarle a parit? di condizioni a chiunque ne faccia richiesta. Salve le speciali concessioni ammesse dalle condizioni generali, qualunque deroga alle medesime ? nulla, e alla clausola difforme ? istituita la norma delle condizioni generali.
Art. 1680 Limiti di applicabilit? delle norme
Le disposizioni di questo capo si applicano anche ai trasporti per via d'acqua o per via d'aria e a quelli ferroviari e postali, in quanto non siano derogate dal codice della navigazione (Nav. 396, 468, 940, 964) e dalle leggi speciali.
Il mittente deve indicare con esattezza al vettore il nome del destinatario e il luogo di destinazione, la natura, il peso, la quantit? e il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il trasporto. Se per l'esecuzione del trasporto occorrono particolari documenti, il mittente deve rimetterli al vettore all'atto in cui consegna le cose da trasportare. Sono a carico del mittente i danni che derivano dall'omissione o dall'inesattezza delle indicazioni o dalla mancata consegna o irregolarit? dei documenti.
Su richiesta del vettore, il mittente deve rilasciare una lettera di vettura con la propria sottoscrizione, contenente le indicazioni enunciate nell'articolo precedente e le condizioni convenute per il trasporto. Su richiesta del mittente, il vettore deve rilasciare un duplicato della lettera di vettura con la propria sottoscrizione, o, se non gli ? stata rilasciata lettera di vettura, una ricevuta di carico, con le stesse indicazioni.
Salvo contrarie disposizioni di legge, il duplicato della lettera di vettura e la ricevuta di carico possono essere rilasciate con la clausola all'ordine (1961).
Il mittente pu? sospendere il trasporto e chiedere la restituzione delle cose, ovvero ordinarne la consegna a un destinatario diverso da quello originariamente indicato o anche disporre diversamente, salvo l'obbligo di rimborsare le spese e di risarcire i danni derivanti dal contrordine. Qualora dal vettore sia stato rilasciato al mittente un duplicato della lettera di vettura o una ricevuta di carico, il mittente non pu? disporre delle cose consegnate per il trasporto, se non esibisce al vettore il duplicato o la ricevuta per farvi annotare le nuove indicazioni. Queste devono essere sottoscritte dal vettore. Il mittente pu? disporre delle cose trasportate dal momento in cui esse sono passate a disposizione del destinatario.
Se l'inizio o la continuazione del trasporto sono impediti o soverchiamente ritardati per causa non imputabile al vettore, questi deve chiedere immediatamente istruzioni al mittente, provvedendo alla custodia delle cose consegnategli. Se le circostanze rendono impossibile la richiesta di istruzioni al mittente o se le istruzioni non sono attuabili, il vettore pu? depositare le cose a norma dell'art. 1514, o, se sono soggette a rapido deterioramento, pu? farle vendere a norma dell'art. 1515. Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita. Il vettore ha diritto al rimborso delle spese. Se il trasporto ? stato iniziato, egli ha diritto anche al pagamento del prezzo a proporzione del percorso compiuto, salvo che l'interruzione del trasporto sia dovuta alla perdita totale delle cose derivate da caso fortuito.
Il vettore deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel luogo, nel termine e con le modalit? indicati dal contratto o, in mancanza, dagli usi. Se la riconsegna non deve eseguirsi presso il destinatario, il vettore deve dargli prontamente avviso dell'arrivo delle cose trasportate. Se dal mittente ? stata rilasciata una lettera di vettura, il vettore deve esibirla al destinatario.
Il termine di resa, quando sono indicati pi? termini parziali, ? determinato dalla somma di questi.
I diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore spettano al destinatario dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la consegna al vettore. Il destinatario non pu? esercitare i diritti nascenti dal contratto se non verso pagamento al vettore dei crediti derivanti dal trasporto e degli assegni da cui le cose trasportate sono gravate (2761). Nel caso in cui l'ammontare delle somme dovute sia controverso, il destinatario deve depositare la differenza contestata presso un istituto di credito. (Art. 251)
Se il destinatario ? irreperibile ovvero rifiuta o ritarda a chiedere la riconsegna delle cose trasportate, il vettore deve domandare immediatamente istruzioni al mittente e si applicano le istruzioni dell'art. 1686. Se sorge controversia tra pi? destinatari o circa il diritto del destinatario alla riconsegna o circa l'esecuzione di questa, ovvero se il destinatario ritarda a ricevere le cose trasportate, il vettore pu? depositarle a norma dell'art. 1514 o, se sono soggette a rapido deterioramento, pu? farle vendere a norma dell'art. 1515 per conto dell'avente diritto.
Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita.
Se il vettore ha rilasciato al mittente un duplicato della lettera di vettura all'ordine o la ricevuta di carico all'ordine, i diritti nascenti dal contratto verso il vettore si trasferiscono mediante girata del titolo (2009). In tal caso il vettore ? esonerato dall'obbligo di dare avviso dell'arrivo delle cose trasportate, salvo che sia stato indicato un domiciliatario nel luogo di destinazione, e l'indicazione risulti dal duplicato della lettera di vettura o dalla ricevuta di carico. Il possessore del duplicato della lettera di vettura all'ordine o della ricevuta di carico all'ordine, deve restituire il titolo al vettore all'atto della riconsegna delle cose trasportate.
Art. 1692 Responsabilit? del vettore nei confronti del mittente
Il vettore che esegue la riconsegna al destinatario senza riscuotere i propri crediti o gli assegni da cui ? gravata la cosa, o senza esigere il deposito della somma controversa, ? responsabile verso il mittente dell'importo degli assegni dovuti al medesimo e non pu? rivolgersi a quest'ultimo per il pagamento dei propri crediti, salva l'azione verso il destinatario.
Art. 1693 Responsabilit? per perdita e avaria
Il vettore ?responsabile della perdita e dell'avaria delle cose consegnate per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l'avaria ? derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o dal fatto del mittente o da quello del destinatario. Se il vettore accetta le cose da trasportare senza riserve, si presume che le cose stesse non presentino vizi apparenti d'imballaggio.
Per le cose che, data la loro particolare natura, sono soggette durante il trasporto a diminuzione nel peso o nella misura, il vettore risponde solo delle diminuzioni che oltrepassano il calo naturale,a meno che il mittente o il destinatario provi che la diminuzione non ? avvenuta in conseguenza della natura delle cose o che per le circostanze del caso non poteva giungere alla misura accertata. Si deve tener conto del calo separatamente per ogni collo.
Il destinatario ha diritto di far accertare a sue spese, prima della riconsegna, l'identit? e lo stato delle cose trasportate. Se la perdita o l'avaria esiste, il vettore deve rimborsargli le spese. Salvo diverse disposizioni della legge, la perdita e l'avaria si accertano nei modi stabiliti dall'art. 696 del codice di procedura civile.
Il ricevimento senza riserve delle cose trasportate col pagamento di quanto ? dovuto al vettore estingue le azioni derivanti dal contratto, tranne il caso di dolo o colpa grave del vettore. Sono salve le azioni per perdita parziale o per avaria non riconoscibili al momento della riconsegna, purch? in quest'ultimo caso il danno sia denunziato appena conosciuto e non oltre otto giorni dopo il ricevimento (Trans. 182).
Nei trasporti che sono assunti cumulativamente da pi? vettori successivi con unico contratto, i vettori rispondono in solido per l'esecuzione del contratto dal luogo originario di partenza fino al luogo di destinazione. Il vettore chiamato a rispondere di un fatto non proprio pu? agire in regresso contro gli altri vettori, singolarmente o cumulativamente. Se risulta che il fatto dannoso ? avvenuto nel percorso di uno dei vettori, questi ? tenuto al risarcimento integrale; in caso contrario, al risarcimento sono tenuti tutti i vettori in parti proporzionali ai percorsi, esclusi quei vettori che provino che il danno non ? avvenuto nel proprio percorso.
L'ultimo vettore rappresenta i vettori precedenti per la riscossione dei rispettivi crediti che nascono dal contratto di trasporto e per l'esercizio del privilegio sulle cose trasportate (2761). Se egli ometta tale riscossione o l'esercizio del privilegio, ? responsabile verso i vettori precedenti per le somme loro dovute, salva l'azione contro il destinatario.
Il mandato ? il contratto col quale una parte si obbliga a compiere uno o pi? atti giuridici per conto dell'altra.
Se al mandatario ? stato conferito il potere di agire in nome del mandante, si applicano anche le norme del capo VI del titolo II di questo libro (1387-1400).
Tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario, pu? esercitare i diritti di credito derivanti dalla esecuzione del mandato, salvo che ci? possa pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle disposizioni degli articoli che seguono.
Il mandante pu? rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio, salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto del possesso di buona fede (1147,1153 80 L.F.). Se le cose acquistate del mandatario sono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri (815), il mandatario ? obbligato a trasferirle al mandante. In caso d'inadempimento, si osservano le norme relative alla esecuzione dell'obbligo di contrarre (1218 s., 2652 n. 2, 2932; Trans. 183 ).
I creditori del mandatario non possono far valere le loro ragioni sui beni che, in esecuzione del mandato, il mandatario ha acquistati in nome proprio, purch?, trattandosi di beni mobili o di crediti, il mandato risulti da scrittura avente data incerta (2704) anteriore al pignoramento, ovvero, trattandosi di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri, sia anteriore al pignoramento la trascrizione dell'atto di ritrasferimento o della domanda giudiziale diretta a conseguirlo (2652 n. 2; Trans. 183).
Il mandato comprende non solo gli atti per i quali ? stato conferito, ma anche quelli che sono necessari al loro compimento (1711).
Il mandato generale non comprendono gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione, se non sono indicati espressamente (camb. 12; ass. 15).
Art. 1709 Presunzione di onerosit?
Il mandato si presume oneroso. La misura del compenso, se non ? stabilita dalle parti, ? determinata in base alle tariffe professionali o agli usi; in mancanza ? determinata dal giudice (1733, 1740).
Il mandatario ? tenuto a eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia; ma se il mandato ? gratuito, la responsabilit? per colpa ? valutata con minor rigore (1768). Il mandatario ? tenuto a rendere note al mandante le circostanze sopravvenute che possono determinare la revoca (1724) o la modificazione del mandato.
Il mandatario non pu? eccedere i limiti fissati nel mandato. L'atto che esorbita dal mandato resta a carico del mandatario, se il mandante non lo ratifica (1399, 1712). Il mandatario pu? discostarsi dalle istruzioni ricevute qualora circostanze ignote al mandante, e tali che non possano essergli comunicate in tempo, facciano ragionevolmente ritenere che lo stesso mandante avrebbe dato la sua approvazione.
Il mandatario deve senza ritardo comunicare al mandante l'esecuzione del mandato. Il ritardo del mandante a rispondere dopo aver ricevuto tale comunicazione, per un tempo superiore a quello richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi, importa approvazione, anche se il mandatario si ? discostato dalle istruzioni o ha ecceduto i limiti del mandato.
Il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato e rimettergli tutto ci? che ha ricevuto a causa del mandato.
Art. 1715 Responsabilit? per le obbligazioni dei terzi
Art. 1716 Pluralit? di mandatari
Salvo patto contrario, il mandato conferito a pi? persone designate a operare congiuntamente non ha effetto, se non ? accettato da tutte. Se nel mandato non ? dichiarato che i mandatari devono agire congiuntamente, ciascuno di essi pu? concludere l'affare. In questo caso il mandante, appena avvertito della conclusione, deve darne notizia agli altri mandatari; in mancanza ? tenuto a risarcire i danni derivanti dall'omissione o dal ritardo. Se pi? mandatari hanno comunque operato congiuntamente, essi sono obbligati in solido verso il mandante (1294).
Il mandatario che, nell'esecuzione del mandato, sostituisce altri a se stesso, senza esservi autorizzato o senza che ci? sia necessario per la natura dell'incarico, risponde dell'operato della persona sostituita. Se il mandante aveva autorizzato la sostituzione senza indicare la persona, il mandatario risponde soltanto quando ? in colpa nella scelta (1856). Il mandatario risponde delle istruzioni che ha impartite al sostituto. Il mandante pu? agire direttamente contro la persona sostituita dal mandatario.
Il mandatario deve provvedere alla custodia delle cose che gli sono state spedite per conto del mandante e tutelare i diritti di quest'ultimo di fronte al vettore, se le cose presentano segni di deterioramento o sono giunte con ritardo (1693). Se vi ? urgenza, il mandatario pu? procedere alla vendita delle cose a norma dell'art. 1515. Di questi fatti, come pure del mancato arrivo della merce, egli deve dare immediato avviso al mandante. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche se il mandatario non accetta l'incarico conferitogli dal mandante, sempre che tale incarico rientri nell'attivit? professionale del mandatario.
Il mandante, salvo - patto contrario, ? tenuto a somministrare al mandatario i mezzi necessari per l'esecuzione del mandato e per l'adempimento delle obbligazioni che a tal fine il mandatario ha contratte in proprio nome.
Il mandante deve rimborsare al mandatario le anticipazioni con gli interessi legali (1284) dal giorno in cui sono state fatte, e deve pagargli il compenso che gli spetta (1709). Il mandante deve inoltre risarcire i danni che il mandatario ha subito a causa dell'incarico (2761).
Il mandato si estingue: 1) per la scadenza del termine o per il compimento, da parte del mandatario, dell'affare per il quale ? stato conferito (1712); 2) per revoca da parte del mandante; 3) per rinunzia del mandatario; 4) per la morte, l'interdizione o l'inabilitazione del mandante o del mandatario. Tuttavia il mandato che ha per oggetto il compimento di atti relativi all'esercizio di una impresa non si estingue, se l'esercizio dell'impresa ? continuato (Fall. 78), salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi (1330; Trans. 184; camb. 22; ass. 15).
Art. 1723 Revocabilit? del mandato
Il mandante pu? revocare il mandato (1725); ma, se era stata pattuita l'irrevocabilit?, risponde dei danni, salvo che ricorra una giusta causa. Il mandato conferito anche nell'interesse del mandatario, salvo che sia diversamente stabilito o ricorra una giusta causa di revoca; non si estingue per la morte o per la sopravvenuta incapacit? del mandante.
La revoca del mandato oneroso (1709), conferito per un tempo determinato o per un determinato affare, obbliga il mandante a risarcire i danni, se ? fatta prima della scadenza del termine o del compimento dell'affare, salvo che ricorra una giusta causa. Se il mandato ? a tempo indeterminato, la revoca obbliga il mandante al risarcimento, qualora non sia dato un congruo preavviso, salvo che ricorra una giusta causa.
Se il mandato ? stato conferito da pi? persone con unico atto e per un affare d'interesse comune, la revoca non ha effetto qualora non sia stata fatta da tutti i mandanti, salvo che ricorra una giusta causa.
Il mandatario che rinunzia senza giusta causa al mandato deve risarcire i danni al mandante. Se il mandato ? a tempo indeterminato, il mandatario che rinunzia senza giusta causa ? tenuto al risarcimento, qualora non abbia dato un congruo preavviso. In ogni caso la rinunzia deve essere fatta in modo e in tempo tali che il mandante possa provvedere altrimenti, salvo il caso d'impedimento grave da parte del mandatario.
Art. 1728 Morte o incapacit? del mandante o del mandatario
Quando il mandato si estingue per morte o per incapacit? sopravvenuta del mandante, il mandatario che ha iniziato l'esecuzione deve continuarla, se vi ? pericolo nel ritardo. Quando il mandato si estingue per morte o per sopravvenuta incapacit? del mandatario, i suoi eredi ovvero colui che lo rappresenta o lo assiste, se hanno conoscenza del mandato, devono avvertire prontamente il mandante e prendere intanto nell'interesse di questo i provvedimenti richiesti dalle circostanze.
Art. 1730 Estinzione del mandato conferito a pi? mandatari
Salvo patto contrario, il mandato conferito a pi? persone designate a operare congiuntamente, si estingue anche se la causa di estinzione concerne uno solo dei mandatari.
Il contratto di spedizione ? un mandato col quale lo spedizioniere assume l'obbligo di concludere, in nome proprio o per conto del mandante, un contratto di trasporto e di compiere le operazioni accessorie.
Finch? lo spedizioniere abbia concluso il contratto di trasporto col vettore, il mittente pu? revocare l'ordine di spedizione, rimborsando lo spedizioniere delle spese sostenute e corrispondendogli un equo compenso per l'attivit? prestata.
Nella scelta della via, del mezzo e delle modalit? di trasporto della merce, lo spedizioniere ? tenuto ad osservare le istruzioni del committente e, in mancanza, a operare secondo il migliore interesse del medesimo. Salvo che gli sia stato diversamente ordinato e salvo gli usi contrari, lo spedizioniere non ha obbligo di provvedere all'assicurazione delle cose spedite. I premi, gli abbuoni e i vantaggi di tariffa ottenuti dallo spedizioniere devono essere accreditati al committente, salvo patto contrario.
Lo spedizioniere che con mezzi propri od altrui assume l'esecuzione del trasporto in tutto o in parte, ha gli obblighi e i diritti del vettore.
Il deposito ? contratto con quale una parte riceve dall'altra una cosa mobile con l'obbligo di custodire e di restituirla in natura.
Art. 1767 - Presunzione di gratuit?
Il deposito si presume gratuito, salvo che dalla qualit? professionale del depositario o da altre circostanze si debba desumere una diversa volont? delle parti.
Art. 1768 - Diligenza della custodia
Il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia (1176, 1800, 2151). Se il deposito ? gratuito, la responsabilit? per colpa ? valutata con minor rigore.
Art. 1769 - Responsabilit? del depositario incapace
Il depositario incapace ? responsabile della conservazione della cosa nei limiti in cui pu? essere tenuto a rispondere per fatti illeciti (2043 s.). In ogni caso il depositante ha diritto di conseguire la restituzione della cosa finch? questa si trova presso il depositario; altrimenti pu? pretendere il rimborso di ci? che sia stato rivolto a vantaggio di quest'ultimo (849, 1443, 2039).
Art. 1770 - Modalit? della custodia
Il depositario non pu? servirsi della cosa depositata n? darla in deposito ad altri, senza il consenso del depositante (1782). Se circostanza urgenti lo richiedono, il depositario pu? esercitare la custodia in modo diverso da quello convenuto, dandone avviso al depositante appena ? possibile.
Il depositario deve restituire la cosa (1246 n.2) appena il depositante la richiede,salvo che sia convenuto un termine nell'interesse del depositario. Il depositario pu? richiedere in qualunque tempo che il depositante riprenda la cosa, salvo che sia convenuto un termine di interesse del depositante (1184). Anche se non ? stato convenuto un termine, il giudice pu? concedere al depositante un termine congruo per ricevere la cosa.
Art. 1772 - Pluralit? di depositanti e di depositari
Se pi? sono i depositanti di una cosa ad essi non si accordano circa la restituzione, questa deve farsi secondo le modalit? stabilite dall'autorit? giudiziaria. La stessa norma si applica quando a un solo depositante succedono pi? eredi, se la cosa non ? divisibile (720).
Se pi? sono i depositari, il depositante ha facolt? di chiedere la restituzione a quello tra essi che detiene la cosa. Questi deve darne pronta notizia agli altri.
Se la cosa ? stata depositata anche nell'interesse di un terzo e questi ha comunicato al depositante e al depositario la sua adesione (1411), il depositario non pu? liberarsi restituendo la cosa al depositante senza il consenso del terzo.
Il depositario ? obbligato a restituire i frutti della cosa che egli abbia percepito (821).
L'erede del depositario, il quale ha alienato in buona fede la cosa che
ignorava essere tenuta in deposito, ? obbligato soltanto a restituire , il corrispettivo ricevuto. Se questo non ? stato ancora pagato, il depositante subentra nel diritto dell'alienante (2038, 2900).
Il depositario deve restituire la cosa al depositante o alla persona indicata per riceverla, e non pu? esigere che il depositante provi di esserne proprietario. Se ? convenuto in giudizio da chi rivendica la propriet? della cosa o pretende di avere diritti su di essa, deve, sotto pena del risarcimento del danno, denunziare la controversia al depositante, e pu? ottenere di essere estromesso (109 c.p.c.) dal giudizio indicando la persona del medesimo (1586, 166, 269 c.p.c.). In questo caso egli pu? anche liberarsi dall'obbligo di restituire la cosa, depositandola, nei modi stabiliti dal giudice, a spese del depositante (1779).
Il depositario, se scopre che la cosa proviene da un reato e gli ? nota la persona alla quale ? stata sottratta, deve denunziarle il deposito fatto presso di s? (712 c.p.). Il depositario ? liberato se restituisce la cosa al depositante decorsi dieci giorni dalla denunzia senza che gli sia stata notificata opposizione (2906).
Il depositario ? liberato da ogni obbligazione, se risulta che la cosa gli appartiene e che il depositante non ha su di essa alcun diritto.
Se la detenzione della cosa ? tolta al depositario, in conseguenza di un fatto a lui non imputabile, egli ? liberato dall'obbligazione di restituire la cosa, ma deve sotto pena di risarcimento del danno denunziare immediatamente al depositante il fatto per cui ha perduto la detenzione
Il depositante ha diritto di ricevere ci? che, in conseguenza del fatto stesso, il depositario abbia conseguito, e subentra nei diritti spettanti a quest'ultimo.
Il depositante ? obbligato delle spese fatte per conservare la cosa, a tenerlo indenne dalle perdite cagionate dal deposito e a pagargli il compenso pattuito (1767, 2761).
Se il deposito ha per oggetto una quantit? di denaro o di altre cose fungibili, con facolt? per il depositario di servirsene, questi ne acquista la propriet? ed ? tenuto a restituirne altrettante della stessa specie e qualit? (1834). In tal caso si osservano, in quanto applicabili, le norme relative al mutuo (1813).
Art. 1787 Responsabilit? dei magazzini generali
I magazzini generali sono responsabili della conservazione delle merci depositate, a meno che si provi che la perdita, il calo o l'avaria ? derivata da caso fortuito, dalla natura delle merci ovvero da vizi di esse o dell'imballaggio.
I magazzini generali, previo avviso al depositante, possono procedere alla vendita delle merci, quando, al termine del contratto, le merci non sono ritirate o non ? rinnovato il deposito, ovvero, trattandosi di deposito a tempo indeterminato, quando ? decorso un anno dalla data del deposito, e in ogni caso quando le merci sono minacciate di deperimento. Per la vendita si osservano le modalit? stabilite dall'art. 1515. Il ricavato della vendita, dedotte le spese e quanto altro spetta ai magazzini generali, deve essere tenuto a disposizione degli aventi diritto.
3) la natura e la quantit? delle cose depositate e gli altri estremi atti a individuarle;
4) se per la merce sono stati pagati i diritti doganali e se essa ? stata assicurata (2742).
Alla fede di deposito ? unita la nota di pegno, sulla quale sono ripetute le indicazioni richieste dall'articolo precedente.
Il possessore della fede di deposito unita alla nota di pegno alla riconsegna delle cose depositate; egli ha altres? diritto di richiedere che, a sue spese, le cose depositate siano divise, in pi? partite e che per ogni partita gli sia rilasciata una fede di deposito distinta con la nota dei pegni in sostituzione del titolo complessivo. Il possessore della sola nota di pegno ha diritto di pegno sulle cose depositate. Il possessore della sola fede di deposito non ha diritto alla riconsegna delle cose depositate, se non osserva le condizioni indicate dall'art. 1795; egli pu? valersi della facolt? concessa dell'art. 1788.
La prima girata della sola nota di pegno deve indicare l'ammontare del credito e degli interessi nonch? la scadenza.
La girata della nota di pegno che non indica l'ammontare del credito vincola, a favore del possessore di buona fede, tutto il valore delle cose depositate. Rimane tuttavia salva al titolare o al terzo possessore della fede di deposito, che abbia pagato una somma non dovuta, l'azione di rivalsa nei confronti del diretto contraente e del possessore di mala fede della nota di pegno (2033).
Il possessore della sola fede di deposito pu? ritirare le cose depositate anche prima della scadenza del debito per cui furono costituite in pegno, depositando presso i magazzini generali la somma dovuta alla scadenza al creditore pignoratizio.Sotto la responsabilit? dei magazzini generali, quando si tratta di merci fungibili, il possessore della sola fede di deposito pu? ritirare anche parte delle merci, depositando presso i magazzini generali una somma proporzionale all'ammontare del debito garantito dalla nota di pegno e alla quantit? delle merci ritirate.
Il possessore della nota di pegno, che non sia stato soddisfatto alla scadenza e che abbia levato il pretesto a norma della legge cambiaria (Camb. 68 s.), pu? far vendere le cose depositate in conformit? dell'art. 1515, decorsi otto giorni da quello della scadenza (2742). Il girante che ha pagato volontariamente il possessore della nota di pegno ? surrogato (1203) nei diritti di questo, e pu? procedere alla vendita delle cose depositate decorsi otto giorni dalla scadenza.
Il possessore della nota di pegno non pu? agire contro il girante, se prima non ha proceduto alla vendita del pegno. I termini per esercitare l'azione di regresso contro i giranti sono quelli stabiliti dalla legge cambiaria (Camb. 49) e decorrono dal giorno in cui ? avvenuta la vendita delle cose depositate. Il possessore della nota di pegno decade dall'azione di regresso contro i giranti, se alla scadenza non leva il protesto o se, entro quindici giorni dal protesto, non fa istanza per la vendita delle cose depositate. Egli conserva tuttavia l'azione contro i giranti della fede di deposito e contro il debitore. Questa azione si prescrive in tre anni.
I crediti dipendenti dal contratto di trasporto e quelli per le spese d'imposta anticipate dal vettore hanno privilegio sulle cose trasportate finch? queste rimangano presso di lui. I crediti derivanti dall'esecuzione del mandato hanno privilegio sulle cose trasportate finch? queste rimangono presso di lui. I crediti derivanti dall'esecuzione del mandato hanno privilegio sulle cose del mandante che il mandatario che detiene per l'esecuzione del mandato. I crediti derivanti dal deposito o dal sequestro convenzionale a favore dal depositario o del sequestrario hanno parimenti privilegio sulle cose che questi detengono per effetto del deposito o del sequestro. Si applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del terzo comma dell'art. 2756 (2778).
Si prescrivono in un anno i diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto. La prescrizione si compie con il decorso di diciotto mesi se il trasporto ha inizio o termine fuori d'Europa. Il termine decorre dall'arrivo a destinazione della persona o, in caso di sinistro, dal giorno di questo, ovvero dal giorno in cui ? avvenuta o sarebbe dovuta avvenire la riconsegna della cosa al luogo di destinazione. Si prescrivono parimenti in un anno dalla richiesta del trasporto i diritti verso gli esercenti pubblici servizi di linea indicati dall'art. 1679.

References: Art. 1678
 Art. 1678

Art. 1680

Art. 1692

Art. 1693

Art. 1709

Art. 1715

Art. 1716

Art. 1723

Art. 1728

Art. 1730

Art. 1767

Art. 1768

Art. 1769

Art. 1770

Art. 1772

Art. 1787