Source: http://famiglielgbtq.blogspot.it/2014/
Timestamp: 2017-07-26 18:36:42+00:00

Document:
Famiglie LGBTQI Verona: 2014
Le Famiglie Venete ci sono e faranno festa!
Le famiglie venete sono al passo coi tempi, non il Consiglio regionale
Riceviamo da Mattia Stella Presidente Arcigay "15 Giugno" Vicenza e pubblichiamo
Il 14 ottobre 2014 il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad individuare una data per celebrare la "Famiglia Naturale", intesa esclusivamente come uomo e donna uniti in matrimonio, e a promuoverne i principi presso enti e scuole. Inoltre, chiede al Governo di non applicare le direttive del Documento Standard per l'educazione sessuale in Europa, redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
È impensabile che l'amministrazione regionale rimanga sorda e cieca di fronte ai bisogni concreti delle famiglie venete, le quali chiedono riconoscimento politico e rispetto sociale.
Sono tante le associazioni del Veneto che hanno a cuore l'uguaglianza e i diritti di tutte le famiglie, e che unite rispondono a questa e ad altre deprecabili mozioni omofobe approvate in alcuni comuni: la Festa delle Famiglie Venete sarà un momento di condivisione e gioia che si terrà domenica 16 novembre dalle ore 13:00 alle ore 17:00 presso la palestra Colombo, via Nikolajewka 5, zona Villaggio del Sole a Vicenza.
Prevista animazione per i più piccoli, testimonianze, spazio per le associazioni, musica, insomma un'importante occasione di aggregazione e di confronto, senza alcuna odiosa discriminazione.
Hashtag ufficiale: #siamofamiglia
Articolo su Vicenza più
Le Bugie e l'ignoranza del Ministro Lorenzin a Porta a Porta
Il 17 settembre 2014 è andata in onda una vergognosa puntata di Porta a Porta, concepita per screditare in modo voluto le famiglie omogenitoriali, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin (NCD) si è lasciata uscire dalla bocca gravi affermazioni senza nessun fondamento scientifico, ha detto: "tutta la letteratura psichiatrica da Freud in poi riconosce la necessità di una figura maschile ed una femminile per il corretto sviluppo dell'identità del bambino". Ma quando mai! Riportiamo qui sotto un articolo sull' HUFFINGTON POST di Giuseppina La Delfa, Presidente dell'associazione Famiglie Arcibaleno: Omogenitorialità, 'Porta a Porta' bugiardo e il ministro Lorenzin impreparato o in malafede
Mille giorni, Romani (Arcigay): “Ci aspettavamo il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, ci ritroviamo un sito. Renzi usi parole chiare”
Bologna, 1 settembre 2014 – “Non una parola sul riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso nell’agenda dei mille giorni del Governo”: Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta la conferenza stampa appena conclusa dei premier Matteo Renzi. “Lo stesso Renzi – sostiene Romani – aveva annunciato la discesa in campo del Governo per regolare le unioni tra gay e lesbiche, scavalcando di fatto l’azione parlamentare.
Si, lo voglio - Arcigay Vicenza lancia una campagna per le unioni civili
ARCIGAY VICENZA lancia una campagna, perchè è ora che anche in Italia vengano riconosciuti i diritti per le coppie.
Petizione: #silovoglio per l’equiparazione dei diritti delle coppie eterosessuali e omosessuali
Migliaia di coppie in Italia vivono una relazione sentimentale stabile senza avere alcuna tutela e senza essere riconosciute dallo Stato. Noi crediamo che sia giunto il tempo per diritti e uguaglianza nei confronti di tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali. Per questo Arcigay Vicenza ha lanciato un appello per chiedere al Parlamento di prendere posizione. È possibile infatti sottoscrivere la nostra petizione di sensibilizzazione rivolta al Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati per l’equiparazione dei diritti delle coppie eterosessuali ed omosessuali. Leggi l'articolo completo
Coppia lesbica adotta una bimba. Il tribunale di Roma scrive la storia
Fa discutere le decisione dei giudici che hanno dato l'assenso alla “stepchild adoption". Per la prima volta in Italia è stata riconosciuta l'adozione della figlia biologica di una sola delle due conviventi
Volevano un figlio, e volevano fosse loro figlio, non solo perchè lo crescevano insieme ma anche per la legge. Si perchè per loro, una coppia omosessuale romana originaria di Udine per lo Stato Italiano non è consentito avere un figlio, o meglio, non era consentito fino ad oggi quando il Tribunale per i Minorenni di Roma ha riconosciuto l'adozione di una bimba, figlio biologico di una sola delle due conviventi, che sono libere professioniste.
Si tratta del primo caso in Italia di "stepchild adoption", una pratica già consentita in altri paesi, come rende noto Maria Antonia Pili, legale della coppia e presidente di Aiaf Friuli. La coppia infatti ha avuto una bimba all'estero anni fa con procreazione assistita eterologa per realizzare un progetto di genitorialità condivisa. Le due donne, sposate all'estero, si erano rivolte all'Associazione italiana avvocati famiglia e minori, per procedere con il ricorso per l'adozione.
Il caso si appresta a fare discutere. La legge italiana consente al marito/moglie di adottare il figlio dell'altro/altra, quando per esempio uno dei due resta vedovo con figlio e si risposa. Tuttavia l'ex art. 44 della legge 184/1983 consente anche l'adozione da parte del single che abbia instaurato un rapporto significativo col minore. Ma il riconoscimento deve essere subordinato al fatto che l'adozione avvenuta secondo legge straniera non violi norme diritto pubblico interno.
"Il ricorso e' stato accolto - ha dichiarato l'avvocato Pili - nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l'adulto, in questo caso genitore 'sociale' quel rapporto affettivo e di convivenza gia' positivamente consolidatosi nel tempo, a maggior ragione se nell'ambito di un nucleo familiare e indipendentemente dall'orientamento sessuale dei genitori. La norma in questione infatti - ha aggiunto la legale - non contiene alcuna discriminazione fra coppie conviventi siano esse eterosessuali o omosessuali". Secondo Pili, dunque, il Tribunale per i Minorenni di Roma "ha correttamente interpretato la norma di apertura" gia' contenuta nella Legge sull'adozione. "Non si e' trattato dunque - ha precisato la legale - come ben argomenta sul punto la sentenza, di concedere un diritto ex novo, ovvero di creare una situazione prima inesistente, ma di garantire nell'interesse di una minore la copertura giuridica a una situazione di fatto gia' consolidata, riconoscendo cosi' diritti e tutela ai quei cambiamenti sociali e di costume che il legislatore ancora fatica a considerare, nonostante - ha concluso - le sempre piu' diffuse e pressanti rivendicazioni dei moltissimi soggetti interessati".
Bologna, 29 agosto 2014 - "Dopo quella nobile a favore dei malati di Sla, ecco un'altra doccia gelida per il nostro premier Renzi. Questa volta però c'è di che essere imbarazzati": Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta a caldo la storica sentenza del tribunale dei minorenni di Roma che riconosce all'interno di una coppia lesbica il diritto che una partner adotti il figlio partorito dalla moglie. "Una sentenza che mette al centro gli interessi dei minori e che riconosce l'omogenitorialità come una genitorialità sana e meritevole. Ancora una volta insomma i tribunali italiani, incalzati dalle istanze delle persone gay, lesbiche e trans, pongono rimedio alle lacune di un sistema giuridico che la politica non si dimostra in grado di saper adeguare ai cambiamenti della nostra società. Dinanzi a un Parlamento e a un Governo in vacanza da sempre sul tema dei diritti, tocca di nuovo alla Magistratura ristabilire il senso di giustizia e farsi carico del disagio dei più piccoli e delle loro famiglie. Qui non si tratta di produrre innovazione - mette in chiaro Romani - semmai di colmare vuoti che altrove in Europa hanno colmato da anni; e soprattutto si tratta di emancipare il nostro sistema politico dalla melma di un “convincimento diffuso in parte della società, esclusivamente fondato, questo sì, su pregiudizi e condizionamenti", come si legge a chiare lettere nella sentenza del tribunale capitolino, riportata sul portale Articolo29.it. A questo punto la nostra domanda si fa più assillante: ma Renzi, il nostro premier, cosa sta facendo? Con la sua consueta enfasi aveva annunciato per settembre una legge che riconoscesse le coppie formate da persone dello stesso sesso e i conseguenti diritti, tra cui appunto la step child adoption. Ma settembre è in arrivo e di quella legge nemmeno si parla, evidentemente per non dispiacere ai clericali che tengono in ostaggio la maggioranza progressista di questo Paese, accampati tanto nel Partito Democratico quanto nelle lobby con cui esso si è alleato nelle famigerate larghe intese. Questa situazione - conclude Romani - getta il nostro Paese nel ridicolo e certifica l'inadeguatezza di una classe politica che sui temi che più da vicino toccano la vita delle persone si limita a fare del grottesco avanspettacolo, sospeso tra proclami fintoliberali e scivoloni squallidi che paiono tratti dalla peggio filmografia dello scorso millennio".
Come una madre surrogata è diventata una madre a pieno titolo, insieme con sua moglie. Aricolo pubblicato su: biqueer
Famiglie arcobaleno in maglia viola Sono moltissime famiglie venute da tutta Italia al PRIDE di Venezia per dimostrare come si può
essere felici : «Ma ora servono le leggi».
Cecilia e Federica sono arrivate
da Roma insieme ai loro tre figli, Arianna di 10 anni e i due piccoli di
qualche mese, Emma e Valerio. Sono una delle tante famiglie arcobaleno,
riconoscibili dalla maglietta viola,
venute a Venezia per dimostrare come si
può essere una famiglia a tutti gli effetti. Arianna è nata da una precedente
relazione etero avuta da Cecilia, ma si trova completamente a suo agio:
«L'importante è aver i genitori - dice, insieme ad altre amiche figlie di
coppie omosessuali - poi che siano due mamme, due papà o una mamma e un papà
poco importa. A volte in classe usano la parola gay come parola negativa, ma si
vede che non sanno cosa dicono». La famiglia in viola, con la scritta sulla
maglietta «È l'amore che crea una famiglia»,
si sposta un paio di volte
all'anno per partecipare tutti insieme e metterci la faccia: «La società si
dimostra più aperta quando ti conosce - spiegano le due mamme - perché alla
fine facciamo le stesse cose di tutti quanti e abbiamo problemi, gioie e
preoccupazioni di tutti i genitori». Tra i manifestanti hanno trovato spazio
anche due associazioni che rappresentano una fascia di omosessuali di cui non
si parla ancora molto. Sono gli omosessuali sordi e i genitori che si sono
scoperti omosessuali dopo un rapporto di coppia da cui sono nati dei figli. I
primi sono spesso vittime di due tipi di pregiudizi, quello sui gay e quello
sulla sordità. «È la prima volta che scendiamo in piazza - ha detto Alessandro,
l'unico del gruppo che sa parlare oltre a comunicare nella lingua dei segni - e
vogliamo dire a chi è gay e sordo che non è solo e che bisogna avere il
coraggio di rompere i pregiudizi. Inoltre noi siamo qui perché è importante
fare informazione anche con la lingua dei segni». Stefano Castagna è invece il
portavoce del Nordest della Rete Genitori Rainbow: «L'obiettivo della
manifestazione è mostrare alla gente che siamo tutti uguali e che noi siamo
persone normali. Ci sono ancora troppe persone che vivono la loro omosessualità
nascoste e in Europa siamo il fanalino di coda per quanto riguarda i diritti.
Noi andiamo nelle scuole a parlare della nostra esperienza, ma c'è bisogno di
leggi, prima quella contro l'omofobia e poi quella che conceda di sposarsi».
ISRAELE: Legge del ritorno anche alle famiglie lgbtq
Israele riconosce le coppie gay, legge del ritorno anche per le famiglie omosessuali
Anche le coppie gay potranno godere dei benefici della «legge del ritorno», la riforma è stata proposta dal ministro degli Interni Gideon Saar e potrebbe entrare in vigore a breve. La legge del ritorno, uno dei pilastri dello Stato ebraico, consente di ottenere la cittadinanza israeliana a tutti gli ebrei della diaspora che ne fanno richiesta e questo beneficio si estende al coniuge. Se la proposta di Saar entrasse in vigore anche gli omosessuali ebrei legalmente sposati all’estero potranno diventare cittadini israeliani in modo automatico. La riforma, però, dovrà afffrontare la probabile ostilità dei settori più conservatori e religiosi, presenti anche all’interno del governo di Benjamin Netanyahu.
Postato da: Zeno MenegazziFonte: Il messaggero
La DHL: Congedo matrimoniale... Anche alle coppie gay
Il congedo matrimoniale? Anche alle coppie gay
Intesa rivoluzionaria alla Dhl: «La diversità rappresenta un vantaggio competitivo»
VENEZIA Per la prima volta il congedo matrimoniale sarà concesso anche per le unioni di fatto, dunque pure alle coppie gay. E non per estemporanea concessione di un'impresa sfiancata da un impiegato insistente, bensì in maniera stabile a tutti i dipendenti (complessivamente 2.500) che ne faranno richiesta, in base a quanto previsto dal nuovo contratto integrativo aziendale. Continua a leggere...»
Anche questa è una Famiglia!...che vi piaccia o no
Grosseto: Tribunale autorizza matrimonio gay
NOZZE OMOSEX, IL TRIBUNALE DI GROSSETO AUTORIZZA LA TRASCRIZIONE. ARCIGAY:
"ORA TOCCA AI SINDACI: CHI CREDE NELL'UGUAGLIANZA DIA ESITO A QUESTA
SENTENZA"
10 aprile 2014 - "La sentenza attraverso la quale il
Tribunale di Grosseto ha autorizzato il Comune alla trascrizione di un
matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto all'estero può aprire una
fase nuova nel dibattito sul tema": lo sostiene Flavio Romani, presidente
nazionale di Arcigay. "Ora la palla passa da un lato al Parlamento -
prosegue Romani -, destinatario dell'ennesimo richiamo implicito per il vuoto
legislativo sul tema, e dall'altro ai sindaci dei Comuni italiani, per i quali
si apre uno spiraglio importante per praticare, e non solo rivendicare,
l'uguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine nei loro territori. Agli uni
e agli altri spetta ristabilire il primato della politica ed esplorare non solo
gli esiti di questo provvedimento ma anche tutte le possibilità di tradurre i
principi ribaditi dai giudici in azioni rilevanti per la vita delle persone gay
e lesbiche. Se un magistrato, attenendosi strettamente alle norme scritte e ai
pronunciamenti delle Supreme Corti, riesce a garantire oggi il riconoscimento
di un matrimonio tra persone dello stesso sesso in Italia, è impensabile che i
legislatori e gli amministratori pubblici, a cui spetta anche l'esplorazione e
il superamento dei limiti del nostro assetto legislativo, non possano mettere
in campo azioni significative nella stessa direzione. Il traguardo per noi
resta il riconoscimento della piena uguaglianza delle persone gay, lesbiche e
trans: l'auspicio allora è che si acceleri il dibattito parlamentare sulle
unioni tra persone dello stesso sesso, ponendo come obiettivo non trattabile
l'estensione del matrimonio civile a tutte le coppie, omosessuali ed
eterosessuali, evitando leggi pasticcio che richiedano l'intervento correttivo
delle Supreme Corti, iter anomalo e tuttavia molto ricorrente, che restituisce
una fotografia sconfortante della competenza di chi in questo Paese è chiamato
a legiferare". Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Le Bugie e l'ignoranza del Ministro Lorenzin a Por...
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Anche questa è una Famiglia!...che vi piaccia o no...

References: art. 44
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