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Timestamp: 2018-01-18 07:37:49+00:00

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Novità fiscali del 3 aprile 2008. In evidenza: disciplina degli immobili dei professionisti; credito d’imposta per nuove assunzioni
1) Il bilancio 2007 tiene conto della richiesta di rimborso IVA sulle auto
2) Studi di settore: Semplificazioni contabili per i contribuenti multiattività
3) Per i commercialisti divenuti definitivi gli studi di settore
4) Professionisti: Disciplina degli immobili
5) Fallimento: Requisito dell’attivo patrimoniale
6) Credito d’imposta per nuove assunzioni
– Domande di rateazione delle somme iscritte a ruolo: esenzione dal bollo
– Sicurezza: approvato il Testo Unico
– Aree svantaggiate: Le agevolazioni previste dalla finanziaria 2008
– Modelli da allegare alla dichiarazione dei redditi Modello UNICO 2008
– Software per la compilazione del modello IVA TR
– Modello IVA 74 bis: Software IVF08
– Discarico per inesigibilità
– non sono imponibili IVA i corrispettivi per la ricerca spaziale
– Codice tributo per l’energia consumata in Friuli Venezia Giulia
– Contributi per opere di viabilità senza IVA se erogati a fondo perduto
– Niente IRAP per compensi ad avvocati “dipendenti”
Il bilancio relativo al 2007 deve tenere conto della presentazione dell’istanza di rimborso Iva sulle auto.
In questo caso deve essere indicato il credito dell’Iva chiesto a rimborso all’erario detassando la corrispondente sopravvenienza attiva in sede di determinazione del reddito imponibile.
Fino al 13 dicembre 2006 l’Iva indetraibile rappresentava un onere accessorio del costo.
A seguito della richiesta di rimborso del 40% le imprese hanno maturato un credito pari all’importo indicato nella predetta istanza che deve essere iscritto in bilancio per competenza, cioè nell’esercizio di maturazione senza attendere l’incasso.
Inoltre, nel bilancio 2007 dovranno essere rilevate anche le eventuali correzioni alla detrazioni effettuate a seguito dell’introduzione delle nuove misure previste dalla UE e recepite dalla L. n. 244/2007.
Infatti i soggetti che hanno detratto maggiore Iva in sede di liquidazione annuale rispetto a quella originaria devono iscrivere in bilancio il maggior credito riducendo le corrispondenti voci di costo che hanno generato il predetto credito.
Nel calcolo dell’Ires e dell’Irap si terrà conto delle nuove percentuali di deducibilità dei costi dei veicoli stabilite dal D.L. n. 81/2007.
Inoltre, sarà possibile il recupero delle spese delle auto relative al 2006 e non considerate in deduzione per effetto delle variazioni delle percentuali.
Deduzioni a due vie
Pertanto, nel calcolo dell’Ires e dell’Irap si deve tenere conto delle nuove percentuali di deducibiità dei costi previste dal Decreto Legge n. 81/2007.
Per le spese Sostenute nel 2007 (compresi gli ammortamenti), la quota deducibile è il 90% se il veicolo è stato assegnato a un dipendente per oltre la metà dell’esercizio, mentre si scende al 40% per le autovetture diverse.
In quest’ultimo caso con un limite di costo per ammortamenti e leasing pari a 18.076 euro (3.615 per i noleggi).
Oltre alla deduzione delle spese sostenute nel 2007,è previsto un recupero una tantum per il 2006, che pure influenza il conteggio delle imposte del bilancio in fase di redazione. Per le auto assegnate, si scala l’eccedenza del 65% dei costi dello scorso anno rispetto a quanto già dedotto in Unico 2007 (importo del reddito in natura del dipendente) mentre per gli altri veicoli spetta una deduzione al 20% delle spese 2006 (sempre con i descritti limiti per leasing e noleggi).
Se si sono vendute auto nel 2007, è necessario tenere conto, nel calcolo della plusvalenza
(rapporto tra ammortamenti dedotti e ammortamenti totali), anche di queste ultime deduzioni effettuate a posteriori in Unico 2008.
(Luca Gaiani, in Il Sole 24 Ore del 2/4/2008, pag. 31)
Sono state previste alcune semplificazioni contabili per i contribuenti multiattività soggetti all’applicazione degli studi di settore.
Dopo l’approvazione del DM dell’11 febbraio 2008 la circostanza è stata ribadita dalla circolare n. 31/E emanata dall’Agenzia delle entrate il 1° aprile del 2008.
Infatti sono stati abrogati i precedenti provvedimenti che stabilivano l’obbligo di annotazione separata.
Il citato DM prevede che i predetti soggetti debbano limitarsi ad annotare separatamente i ricavi relativi alle diverse attività esercitate.
Dopo le predette modifiche il soggetto viene considerato multiattività qualora eserciti due o più attività d’impresa per almeno una delle quali risultino approvati gli studi di settore. Invece in precedenza era necessario che per tutte le attività esercitate trovassero applicazione gli studi.
Il nuovo criterio consiste nell’applicabilità dello studio di settore relativo all’attività “prevalente” intendendosi per tale quella da cui deriva il maggior ammontare dei ricavi.
Le risultanze degli studi di settore applicati tenendo conto del principio della prevalenza possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento per il 2007 solo se i ricavi delle attività non prevalenti risultano pari o inferiori al 20%.
Invece nel 2008 la soglia viene elevata al 30%.
Invece se i ricavi delle attività non prevalenti superano per il 2007 il 20% e per il 2008 il 30%, le risultanze degli studi possono essere utilizzate solo ai fini della selezione dei contribuenti da sottoporre a controlli.
(Dario Deotto, in Il Sole 24 Ore del 2/4/2008, pag. 32)
Una nuova mappa territoriale, indicatori di normalità economica specifici per studio di settore, correttivi congiunturali per i settori manifatturieri in difficoltà.
Sono queste le principali novità contenute nei Decreti del 6/3/2008 del Ministero dell’Economia e Finanze (pubblicati in G.U. n. 76 del 31/3/2008) con i quali sono stati varati i “misuratori” di congruità e coerenza dei dati indicati dai contribuenti alle prese con la tornata dichiarativa del 2008 sull’anno di imposta 2007.
Nel questionario di quest’anno è stata prevista, poi, una complessiva semplificazione dei dati rilevanti che i contribuenti sono chiamati a indicare ai fini dell’applicazione degli studi.
Quella fornita con Gerico 2008 è una mappa dell’Italia completamente rinnovata, con molti cambiamenti a favore contribuenti con la revisione al ribasso dell’indice di ricchezza di molti comuni.
Oltre alla territorialità ‘generale” è stata rivista anche quella specifica relativa al settore del commercio.
In questo caso la suddivisione territoriale viene stabilita sulla base del livello di concorrenza nei settore; del livello di concorrenza con la grande distribuzione e del livello degli affitti degli immobili commerciali.
Importante novità è quella dell’inserimento nei 68 studi revisionati per il 2007 degli indicatori di normalità economica specifici.
I nuovi indicatori sono alla base della costruzione del nuovo Gerico e permetteranno di validare i dati indicati dai contribuenti per l’analisi della congruità.
I valori che il Fisco ritiene “anomali” rispetto ai margini di normalità vengono individuati sulla base dell’analisi economica effettuata per ciascun cluster.
Scompaiono i vecchi indicatori «Valore aggiunto per addetto» e «Redditività dei beni strumentali mobili», che vengono sostituiti dall’incidenza dei costi residuali sui ricavi.
C’è poi il correttivo congiunturale per i settori manifatturieri in difficoltà.
In questi casi si è attenuato l’impatto di costi “fissi” di fronte al ridursi dei ricavi.
Si tratta degli studi UD07A (Fabbricazione di articoli di calzetteria a maglia), UD07B (Confezione ed accessori per abbigliamento), UD08U (Fabbricazione di calzature), UD13U (Finissaggio dei tessili), UD14U (Lavorazione della lana), UD18U (Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta).
Infine, per i professionisti diventano definitivi gli studi TK23U (Servizi di ingegneria integrata), TK24U (Consulenze fornite da agrotecnici e periti agrari), TK25U (Consulenze fornite da agronomi), UK03U (Attività tecniche svolte da geometri), UK04U (Attività degli studi legali), UK05U (Servizi forniti da dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, Consulenza del lavoro) e UK18U (Studi di architettura).
Lo studio di settore TD33U (Produzione di oreficeria e gioielleria) resta in applicazione monitorata anche per il periodo d’imposta 2007.
(Antonio Crescione, in Il Sole 24 Ore del 1/4/2008, pag. 33)
L’art. 54, D.P.R. 917/1986 contiene la disciplina ai fini delle imposte sul reddito degli immobili utilizzati per l’esercizio di arti e professioni; la norma è stata oggetto di modifica con l’art. 36, co. 29, D.L. 4.7.2006, n. 223, conv. con modif. dalla L. 4.8.2006, n. 248 (Manovra bis 2006) e con l’art. 1, co. 334, L. 27.12.2006, n. 296 (Finanziaria 2007).
Al fine di identificare il trattamento fiscale degli immobili posseduti da professionisti e artisti, l’art. 54 distingue quelli strumentali per l’esercizio dell’arte o professione e quelli ad uso promiscuo, ovvero adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione.
Con riferimento agli immobili strumentali, la disciplina applicabile dal periodo d’imposta 2007 (quindi in sede di Unico 2008) prevede, tra l’altro, la deduzione delle quote di ammortamento ancorché per i soli immobili (strumentali) acquistati nel periodo dall’1.1.2007 al 31.12.2009 (art. 1, co. 335, L. 296/2006).
L’ammortamento va computato, in modo speculare alle imprese, escludendo dal costo dei fabbricati il valore dell’area, secondo le regole previste dall’art. 36, co. 7, D.L. 223/2006 (richiamato dall’art. 54, co. 2, D.P.R. 917/1986).
Sono, inoltre, ammessi in deduzione i canoni di locazione finanziaria purché relativi a contratti stipulati dall’1.1.2007 al 31.12.2009; anche in questo caso, come già per gli ammortamenti, l’importo dei canoni deducibile è ridotto ad 1/3 per il periodo d’imposta 2007 (nonché per il 2008 e il 2009) e occorre computare la quota dei canoni (quota capitale) assumendoli al netto del costo dell’area (art. 36, co. 7-bis, D.L. 223/2006).
Il contratto di locazione finanziaria deve avere una durata non inferiore alla metà del periodo di ammortamento (in base al coefficiente) e comunque con un minimo di 8 e un massimo di 15 anni.
Con riferimento agli immobili ad uso promiscuo, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, è deducibile una somma pari al 50% della rendita catastale (art. 54, co. 3, D.P.R. 917/1986). In caso di locazione, sia finanziaria che non, la norma (art. 54, co. 3, modificato dall’art. 1, co. 334, L. 296/2006) prevede, con alcune decorrenze particolari, la deducibilità di un importo pari al 50% del canone di locazione.
La deducibilità parziale del canone di locazione finanziaria è, tuttavia, ammessa soltanto per i contratti di locazione (finanziaria) stipulati dall’1.1.2007 e fino al 31.12.2009.
(Carlo Giuseppe Scaldini, in La Settimana fiscale del 3.4.2008, n. 13, pagg. 19-21)
Per il parametro “attivo patrimoniale” individuato dal vigente art. 1, comma 2, lett. a), legge fall., si deve fare riferimento alla corrispondente nozione civilistica in sede di bilancio di esercizio di cui all’art. 2424 c.c.
Il vigente art. 1, comma 2, legge fall. individua tre requisiti che pongono i limiti oltre i quali viene meno la esenzione dal fallimento e dal concordato preventivo.
In particolare, le disposizioni inerenti a tali procedure concorsuali non si applicano agli imprenditori commerciali i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti tre parametri:
– abbiano avuto, nei tre esercizi precedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività, qualora di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo per ciascun anno non superiore a euro trecentomila;
– abbiano realizzato, in qualsiasi maniera, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a euro duecentomila;
– abbiano un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a euro cinquecentomila.
Con riferimento al requisito di cui alla lett. a), il D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169 – correttivo alla riforma del diritto fallimentare (attuata, come noto, con il D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5), ha modificato l’art. 1 legge fall. (in vigore sino al 31 dicembre 2007), sia attraverso la sostituzione del parametro legato al non meglio specificato volume degli investimenti con la più semplice definizione dell’attivo patrimoniale, sia con la precisazione che l’attivo patrimoniale complessivo annuo – di entità non superiore a euro trecentomila, da prendere in considerazione, è soltanto quello inerente agli ultimi tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento.
In merito al primo profilo, il Tribunale di Sulmona, in conformità anche a quanto sancito nella Relazione illustrativa allo schema del decreto legislativo correttivo, ha precisato che nella voce “attivo patrimoniale” deve farsi riferimento alla corrispondente nozione civilistica in sede di bilancio di esercizio ex art. 2424 c.c..
In tale voce, pertanto, si rinvengono le sottovoci crediti verso soci per versamenti ancora dovuti; immobilizzazioni (immateriali, materiali e finanziarie), al netto delle poste di rettifica; attivo circolante (rimanenze e crediti) e disponibilità liquide.
Con riferimento al requisito temporale, infine, i giudici di merito di Sulmona hanno ribadito che si deve attribuire rilevanza ai tre esercizi precedenti già conclusi prima dell’anno di presentazione dell’istanza di fallimento e, quindi, a tre esercizi completi e non parcellizzati.
Alla luce di tali considerazioni, il tribunale di Sulmona, preso atto della presenza sia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2004, che in quello chiuso al 31 dicembre 2005, di ricavi superiori alla soglia di € 200.000; della esistenza negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2004, 2005 e 2006 di un attivo patrimoniale superiore alla soglia di € 300.000 di cui all’art. 1, secondo comma, lett. a), legge fall. e che dall’istruttoria prefallimentare erano emersi debiti superiori al limite di € 30.000 di cui all’art. 15, ultimo comma, legge fall., ha dichiarato il fallimento della s.r.l. in stato d’insolvenza.
(Tribunale Sulmona, Sentenza 28/02/2008, commento di Daniele Fico, Dottore commercialista, in Ipsoa del 2/4/2008)
E’ in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale il decreto 12 marzo 2008 che detta le disposizioni attuative di accesso al credito d’imposta riservato ai datori di lavoro che effettuano nuove assunzioni, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili agli aiuti di Stato a finalità regionale.
Rilevano esclusivamente le assunzioni effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2008 che costituiscono “incremento” rispetto al numero dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nell’anno 2007.
L’incentivo è pari a 333 euro mensili per ciascun lavoratore assunto in più rispetto alla media degli “occupati 2007”, ed è elevato a 416 euro in caso di assunzioni di lavoratrici donne rientranti nella definizione di “lavoratore svantaggiato”.
L’agevolazione spetta, comunque, fino al 31 dicembre 2010, a condizione di “conservare” l’incremento occupazionale raggiunto nel 2008.
(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 2/4/2008)
Con recente Nota, Equitalia ha fornito istruzioni sulle novità introdotte dal decreto “Milleproroghe” in materia di rateazione, fino a 72 tranche, delle somme iscritte a ruolo.
In particolare, ha precisato che le domande di rateazione dei versamenti presentate dai contribuenti agli agenti per la riscossione ai quali il Decreto Milleproroghe ha attribuito il ruolo di ente impositore, sono esenti dall’imposta di bollo pari ad euro 14,62.
Tale agevolazione deriva dal fatto che tali agenti, pur svolgendo funzioni pubbliche di riscossione, non rientrano tra le amministrazioni pubbliche.
(Il Sole 24 Ore e Notiziario Seac del 02/04/2008)
In data 1/4/2008 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dopo il passaggio dalle commissioni di camera e senato, il Decreto legislativo in materia di sicurezza del lavoro.
Il Decreto, che prevede 303 articoli suddivisi in 13 titoli, rappresenta un Testo Unico sulla disciplina della sicurezza che va a tutelare i lavoratori:
– autonomi,
– collaboratori (a progetto e co.co.co.).
I datori di lavoro o committenti, vedono inasprite le pene, per mancato rispetto delle norme di sicurezza, fino ad un massimo di un anno e mezzo di reclusione o, in alternativa, ammende massime da 8 mila a 24 mila euro.
Nella versione definitiva del testo, il Decreto ha è stata inserita una proroga di tre mesi per l’espletamento degli obblighi sulla valutazione dei rischi.
(Notiziario Seac del 02/04/2008)
Alla domanda su quali siano gli investimenti previsti dalla finanziaria 2008 che rientrano nella cosiddetta “Visco-Sud”, ha risposto, nel seguente modo l’Avv. M. Villani.
“La legge Finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha introdotto, ai commi 271 – 279, un nuovo credito di imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate, la cui disciplina riprende sostanzialmente quella dell’originario bonus introdotto dall’art. 8 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Legge Finanziaria 2001).
La legge 24 dicembre 207, n. 244 (legge finanziaria 2008) ha posto in essere un proroga della disciplina dei crediti di imposta per le aree svantaggiate.
L’investimento su cui può essere riconosciuto il credito di imposta deve riguardare l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive già esistenti o di nuova costituzione, appartenenti alle categorie:
– macchinari e impianti diversi da quelli infissi al suolo;
– attrezzature industriali e commerciali;
– programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa (investimento agevolabile solo se effettuato da piccolo o medie imprese);
– brevetti riguardanti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, nei limiti in cui siano utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva agevolabile; per le grandi imprese, tale investimento è agevolabile nel limite del 50 % del complesso degli investimenti agevolati per il medesimo periodo di imposta.
Sono esclusi immobili, veicoli, computer, reti ed apparecchiature informatiche, arredamenti.”
Da ricordare, infine, che proprio nel nostro articolo sulle novità fiscali del 2/4/2008, è stata pubblicata una panoramica orientativo su come potere usufruire del credito d’imposta per la cd. Visco Sud.
(L’Esperto risponde, risposta dell’Avv. Maurizio Villani, in Ipsoa del 2/4/2008)
E’ stato pubblicato nel sito dell’Agenzia delle Entrate il provvedimento che ha approvato 206 modello da allegare al Modello Unico 2008.
Modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2007 da allegare alla dichiarazione dei redditi Unico 2008.
Tali modelli si compongono di una parte generale unica per tutti gli studi – per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, e dei singoli modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, in vigore per il periodo d’imposta 2007.
Provvedimento del 18/03/2008 di Approvazione di n. 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio da utilizzare per il periodo d’imposta 2007 (Pubblicato il 2/04/2008 ai sensi dell’art. 1, comma 361, della Legge n. 244/2007)
– Software per la compilazione del modello IVA TR per la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale
Sul sito www.agenziaentrate.it dal 2/4/2008 è stata resa disponibile la versione software: 1.0.0 del 01/04/2008.
Si tratta del software IVA 2008 che consente ai contribuenti di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello IVA TR da utilizzate a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA relativo al primo trimestre 2008.
Lo stesso software è utilizzato dagli uffici per l’acquisizione delle istanze che vengono presentate mediante modello cartaceo, direttamente o per posta.
(Nota Agenzia delle Entrate del 2/4/2008)
Si tratta del modello che è riservato alle dichiarazioni di fallimento o di liquidazione coatta.
– Discarico per inesigibilità – Procedura informatica di ausilio agli Uffici – Istruzioni operative
L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai termini e alle modalità di esame da parte degli Uffici delle C.I. (comunicazioni di inesigibilità) presentate dagli ex concessionari/agenti della riscossione.
L’art. 19 del D.Lgs. n. 112/1999 disciplina il sistema del discarico automatico delle quote inesigibili decorsi tre anni dalla comunicazione (da trasmettere in via telematica ai sensi del Decreto 22/10/1999) del concessionario, ora agente della riscossione.
Il medesimo art. 19 stabilisce, inoltre, le cause di perdita del diritto al discarico, nonché i termini ordinari per l’invio della comunicazione e del conseguente controllo da parte degli Uffici.
Il successivo art. 20, invece, individua la procedura di discarico per inesigibilità e reiscrizione nei ruoli e stabilisce che i controlli da parte degli Uffici devono essere effettuati a campione sulla base di criteri individuati da ciascun ente creditore.
Su tale materia, come ha anticipato la nota n. 138175 del 27 settembre 2007, per l’esame delle comunicazioni di inesigibilità (C.I.) è stata realizzata una apposita procedura telematica che, a seguito dell’emanazione dell’art. 36, comma 4-sexies, del d.l. n. 248/2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 31/2008, ultimo intervento normativo susseguitosi in materia, è disponibile per gli Uffici dal 7 aprile 2008 in ambiente 3270.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 32 del 1/4/2008)
Purché l’attività sia strutturalmente collegata alla realizzazione di un satellite.
Le somme corrisposte dall’Agenzia spaziale italiana all’Università che con essa ha stipulato contratti di ricerca rilevano ai fini Iva ma non sono imponibili solo se l’attività rientra tra le prestazioni di servizi per la costruzione-manutenzione dei satelliti e se sussiste un collegamento strutturale tra l’attività e la realizzazione del satellite o di parti di esso.
La non imponibilità Iva si estende anche ai sub-contratti tra l’università e i sottocontraenti per l’esecuzione della prestazione.
L’importo percepito dall’ateneo concorre a formare la base imponibile Ires.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 120 del 2/4/2008)
Il contribuente deve versare per intero l’accisa dovuta, alla ripartizione provvederà la struttura di gestione.
Il codice tributo, che i contribuenti dovranno indicare nel modello “F24-Accise” per il pagamento dell’accisa sull’energia elettrica consumata nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia, è il seguente: 2836.
Il codice dovrà essere utilizzato esclusivamente per la colonna “importi a debito versati”, nella sezione “Accise/Monopoli”. Nel campo “ente” bisognerà indicare la lettera “D”, nel campo “provincia” la sigla della provincia in cui avviene l’immissione in consumo del prodotto e nel “codice identificativo” il codice ditta.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 121 del 2/4/2008)
La somma di denaro erogata da una società concessionaria di un’autostrada a un’Amministrazione provinciale, per la realizzazione di opere di viabilità di competenza istituzionale della Provincia, si configura come una contribuzione straordinaria a fondo perduto, a carico della società erogante, a titolo di partecipazione alle spese per la realizzazione delle opere stradali di adduzione o collegamento di rilevante interesse pubblico.
Pertanto, tale somma, erogata a titolo di contribuzione finanziaria, è esclusa dal campo di applicazione dell’Iva.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 122 del 2/4/2008)
– Niente IRAP

References: art. 1
 art. 1
 art. 2424
 Sentenza 
 art. 19
 art. 20