Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/portale/Istituzione/Commissioni/VisualizzaSommario/5734?comm=Seconda
Timestamp: 2019-03-26 14:50:30+00:00

Document:
SEDUTA Di MARTEDì 1 DICEMBRE 2015
Inizio lavori h. 17,16
Fine lavori h. 18,49
Comunicazioni del Presidente 3
Proposta di legge numero 59/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione Rendiconto Generale relativo all'esercizio finanziario 2014” 3
BONAIUTO Stefania, dirigente Dipartimento bilancio 3
DE CELLO Filippo, dirigente generale Dipartimento bilancio 4,*
MALARA Francesco, componente Collegio dei revisori dei conti 4
PORCELLI Alberto, componente Collegio dei revisori dei conti 4
VISCOMI Antonio, Vicepresidente della Giunta regionale 4
Proposta di legge numero 98/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Assestamento e provvedimento generale di variazione del bilancio di previsione della Regione Calabria per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017” 5
BATTAGLIA Domenico Donato (Partito Democratico) 6,*
D’ACRI Mauro (Oliverio Presidente) 8
DE CELLO Filippo, dirigente generale Dipartimento bilancio 5,*
MALARA Francesco, componente Collegio dei revisori dei conti 6
PORCELLI Alberto, componente Collegio dei revisori dei conti 6
SCULCO Flora (Calabria in rete) 7,*,*,*,*
VISCOMI Antonio, Vicepresidente della Giunta regionale 6,*,*,*
La seduta inizia alle 17,16
Approvato il verbale della seduta precedente, dà avvio ai lavori, dando atto della presenza in Aula dell’assessore Viscomi, dei componenti del Collegio dei revisori, del dirigente generale del Dipartimento bilancio, dott. Filipp Di Cello, e dei dirigenti del Dipartimento bilancio, dott.ssa Bonaiuto e dott.ssa Mongiardo.
Comunica che sono pervenute dalla Giunta regionale alcune delibere contenenti le variazioni di bilancio adottate dall’organo esecutivo, ai sensi dell’articolo 23 della l.r. n. 8 del 2002, che sono nella disponibilità dei consiglieri presso la segreteria della Commissione.
Proposta di legge numero 59/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione Rendiconto Generale relativo all'esercizio finanziario 2014”
Riferisce che la proposta di legge prevede l’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2014 e ricorda che il documento contabile è stato approvato con la delibera di Giunta regionale n. 213 del 2015 e in seguito inviato alla Corte dei conti per la relativa parifica, come disposto dal D.lgs. 174 del 2012. Comunica, quindi, che la Corte con la delibera 61 del 2015 ha parificato il rendiconto, fatta eccezione per il risultato della situazione finanziaria e che, per dare esecuzione a detto giudizio di parifica, la Giunta regionale ha approvato una successiva delibera (n. 468 del 24/11/2015) che tiene conto delle indicazioni della Corte.
Indi, riferito in cosa consista il rendiconto generale, documento contabile che mostra i risultati ottenuti nelle operazioni di gestione e che permette di conoscere come siano state realizzate le operazioni di bilancio e di esprimere un giudizio sull’operato dell’amministrazione, evidenzia come lo stesso consti di due documenti, uno relativo al conto di bilancio e l’altro al conto generale del patrimonio, con relativi allegati (la relazione illustrativa, il conto consuntivo della spesa, una nota informativa relativa agli strumenti finanziari derivati, i bilanci delle società partecipate dalla Regione nonché le risultanze della gestione del servizio sanitario regionale.
Continuando nell’illustrazione, riferisce come il Collegio dei revisori debba esprimere il proprio parere sul provvedimento e cede la parola alla dott.ssa Bonaiuto del dipartimento bilancio.
Sottolinea che il rendiconto è stato già parzialmente parificato dalla Corte dei conti, parificando totalmente il conto del patrimonio e solo parzialmente quello del bilancio, precisamente in riferimento all’ammontare del disavanzo di amministrazione. Evidenzia come il rendiconto presentato all’esame della Commissione è stato adeguato alle indicazioni della Corte dei conti e tiene conto del recente decreto legge, il 179 del 2015, per il quale le Regioni dovranno risanare il disavanzo a partire dal 2016 il disavanzo derivante dall’accantonamento al fondo di anticipazione di liquidità, così come poi previsto dall’articolo 11 del testo della proposta
Riferisce, ancora, come il giudizio di parifica si ottenga, dunque, procedendo alla modifica di detto articolo 11, sottolineando come, in passato, la composizione dell’avanzo solitamente sia stata risolta in fase di assestamento del bilancio e non all’interno del rendiconto, così come richiesto dalla Corte dei conti. Specifica, poi, come il rendiconto tenga conto di una ulteriore quota da vincolare per la neutralizzazione degli effetti dell’anticipazione di liquidità, per un totale di 87 milioni di euro circa, cosi come prescritto dalla recente sentenza della Consulta (n. 181 del 2015) che ha stabilito nuove modalità di contabilizzazione dell’anticipazione di liquidità finalizzata al pagamento dei debiti degli enti del servizio sanitario nazionale. Ancora, riferisce che il Rendiconto tiene conto di tutti gli effetti della programmazione comunitaria 2007/2013, risultando così un avanzo inferiore rispetto agli esercizi precedenti, con un decremento delle entrate, dovuto da una parte ad una diminuzione dei trasferimenti statali e dall’altra alla diminuzione delle entrate tributarie.
Osserva, quindi, come la gestione finanziaria appaia fortemente “ingessata” e condizionata, atteso che le spese regionali sono indirizzate per lo più alle politiche sanitarie, e che comunque è stato rispettato il Patto di stabilità e chiuse le operazioni di finanza derivata, con risultati relativi alla gestione patrimoniale in aumento (sono stati disposti gli accantonamenti sui beni immobili) ed un decremento dell’indebitamento.
Richiama l’attenzione della Commissione sulle tematiche prettamente politiche connesse al documento in esame, considerato che lo stesso fornisce una visione dettagliata della gestione politica; indi richiama l’attenzione su alcuni elementi specifici, ed in particolare quello relativo alla questione delle entrate, da cui emerge una sostanziale trasformazione dell’amministrazione “da ente che paga a ente che deve farsi carico delle entrate”; ciò premesso, evidenzia come sia indispensabile stipulare un patto sia con i cittadini sia con lo Stato sia con l’Europa, attori principali della politica regionale, capaci di garantire entrate certe che consentano una spesa altrettanto certa.
Specifica, quindi, come sia stata avviata con gli enti locali una interlocuzione forte circa i tributi dovuti alla Regione con calendarizzazione dei tempi di pagamento ed in proposito invita il Consiglio regionale ad attivarsi per quanto di competenza, attraverso la predisposizione di una normativa in tal senso.
Sottolineato, poi, come in riferimento alla spesa non vi siano margini di manovra, richiama l’attenzione sulle difficoltà connesse circa la riserva di risorse da destinare agli investimenti, senza i quali la Regione vive una vera e propria incapacità finanziaria e politica. In proposito, riferisce che al “Masterplan per il sud” sono stati proposti una serie di emendamenti, la cui approvazione renderebbe meno rigida la spesa, consentendo le spese per investimenti, che, in caso contrario si limiterebbe esclusivamente al tentativo di coprire i debiti pregressi.
Chiede che il dipartimento bilancio illustri ai presenti come l’avanzo di amministrazione sia stato evidenziato nel bilancio di previsione.
Specificato che il risultato di amministrazione va applicato al bilancio 2015, riferisce come in sede di approvazione de bilancio di previsione ne sia stata applicata una parte soltanto e che la parte restante, sulla scorta delle operazioni relative al riaccertamento straordinario dei residui ed alla diminuzione delle economie vincolate, verrà prevista nell’assestamento di bilancio. Sottolinea, quindi, che il disavanzo risultante al 1 gennaio 2015, pari a 134 milioni di euro, verrà ripianato secondo le modalità stabilite con successiva delibera della Giunta regionale che sarà regolarmente trasmessa al Consiglio regionale ed approvata previo parere del Collegio dei revisori.
MALARA Francesco, componente Collegio dei revisori dei conti
Riferisce, preliminarmente, il parere favorevole del Collegio dei revisori con la raccomandazione di esplicitare nella relazione le modalità di recepimento delle osservazioni indicate nella delibera 61/2015 della Corte dei conti, in riferimento all’articolo 11 della proposta di legge.
Ritenuta opportuna la raccomandazione del Collegio dei revisori dei conti, riferisce che si provvederà a tale integrazione, esplicitandone le modalità.
Pone in votazione gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 che sono approvati all’unanimità e la proposta di legge nel suo complesso che è approvata all’unanimità.
Proposta di legge numero 98/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Assestamento e provvedimento generale di variazione del bilancio di previsione della Regione Calabria per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017”
Precisato che con la proposta di legge in esame sono determinate le definitive risultanze contabili fortemente vincolate dalle difficoltà finanziarie esistenti, riferisce che con la manovra in argomento vengono autorizzate maggiori spese nel triennio 2015-2017 per 124 milioni di euro circa, alla cui copertura si provvede con l’utilizzo delle entrate derivanti dalla manovra regionale relativa all’anno di imposta 2014, in eccesso rispetto alla necessità di copertura del disavanzo sanitario relativo al 2013, nonché con l’utilizzo del risparmio derivante dalla minore spesa per le rate di ammortamento dei mutui; sottolinea, quindi, come la parte discrezionale soggetta alle decisioni della Giunta sia limitata dalla necessità di fare fronte a spese di carattere obbligatorio, debiti pregressi, accantonamenti previsti dalla legge e necessità di finanziarie capitoli al di sotto del fabbisogno necessario.
Riconosciuto, innanzitutto, il ritardo con cui i documenti di bilancio sono stati trasmessi al Consiglio, dovuto in massima parte a problematiche tecniche legate alla ritardata chiusura del rendiconto ed agli adempimenti connessi alla chiusura del Por 2007 – 2013, riferisce, altresì, le problematiche connesse alla sentenza della Corte Costituzionale del luglio scorso che ha sanzionato la Regione Piemonte a causa di un utilizzo difforme delle anticipazioni di liquidità ex articoli 2 e 3 del D.L. numero 35/2013, imponendo, di fatto, alla Calabria – peraltro prima Regione ad essere soggetta al giudizio di parifica dopo la sentenza – l’accantonamento della quota di 87 milioni di euro per il pagamento dei debiti degli enti del servizio sanitario nazionale ex articolo 3 del decreto, avendo la Calabria contabilizzato correttamente le somme ex articolo 2 del citato decreto, in attesa dell’azione riparatrice posta in essere dal Governo con l’emanazione del decreto legge 13 novembre 2015 numero 179
Precisato, altresì, come l’assestamento abbia dovuto prendere atto del riaccertamento ordinario dei residui, del giudizio di parifica e del riaccertamento straordinario, al quale si è fatto fronte grazie al proficuo lavoro degli uffici del dipartimento, auspica l’approvazione del provvedimento anche se trasmesso in ritardo.
Sottolineato come il margine di discrezionalità della manovra di assestamento per fronteggiare le istanze di gran lunga superiori alle disponibilità sia minimo, dovendo, peraltro, far fronte al ripianamento dei debiti pregressi, elenca le problematiche cui si è dovuto far fronte e precisamente: il deficit del settore sanitario; i debiti pregressi nel settore della forestazione conseguenti alla stabilizzazione dei lavoratori sorveglianti idraulici; i pignoramenti; i debiti connessi alle spese per il personale regionale; incapienze storiche; le spese relative al Consiglio regionale per allineare bilancio e rendiconto del Consiglio a bilancio e rendiconto della Giunta regionale.
Precisato che nella tabella C della proposta sono indicati gli incrementi di spesa autorizzati dalla manovra di assestamento, riferisce, in particolare, lo stanziamento di 3.800.000,00 euro a favore dell’ARSAC e di 2.000.000,00 di euro per le spese di funzionamento dell’Arcea, al fine di consentire il pareggio di bilancio.
Annovera tra gli interventi più significativi della manovra: l’articolo 8 che riguarda il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, derivanti da sentenze esecutive; l’articolo 9 che dispone nuove autorizzazioni di spesa per gli enti ed il personale regionale e l’articolo 10 che sostiene i servizi socio assistenziali, erogati da Comuni e strutture sociali private; le restanti variazioni sono contenute nell’allegato tecnico dell’assestamento
Riferisce, infine, che con delibera di Giunta regionale sono stati rimodulati i mutui per un importo pari a 23 milioni di euro e circa 40 milioni di euro sono stati resi disponibili dall’ex Tavolo Massicci che, per l’anno 2013, ha rilevato un surplus rientrato nella disponibilità regionale e utilizzato per il pagamento delle rette sociosanitarie, sottolineando che alla necessità di copertura dei debiti si dovrà far fronte anche nei successivi due esercizi finanziari.
Evidenziato che in questa manovra la dimensione tecnica prevale su quella politica, spiega che trattasi di un assestamento ingessato a causa in particolare di alcune voci, tra cui i pignoramenti, legati ai debiti fuori bilancio; evidenziando a tal proposito il problema organizzativo connesso alla modalità di gestione dei flussi informativi interno alla Giunta ed il rispetto dei tempi organizzativi e burocratici. Comunica, quindi, che la Giunta regionale ha cercato di portare alla normalità i tempi e i ritmi della Regione Calabria. Pone l’accento, poi, sulla dimensione sociale dell’assestamento che vede impegnate molte risorse a favore delle strutture sociosanitarie e socio assistenziali, alla gestione di Arcea, dell’Arsac e del precariato e reputa necessario un ragionamento complessivo per evitare che tali voci costituiscano un “buco nero” all’interno del documento di bilancio. Sottolinea che la Giunta regionale sta ponendo particolare attenzione, non facendo più ricorso ai debiti fuori bilancio e ponendo in essere una legislazione coerente con l’articolo 81 della Costituzione.
Riconosciuta la difficoltà di fare una relazione a ventiquattrore dal ricevimento della documentazione, chiede al dottore De Cello come verrà coperta la quota di disavanzo.
Spiega che la parifica si basa su due elementi: il disavanzo di 32 milioni di euro, giudicati incapienti dalla Corte dei conti, che sarà ripianato accantonando per 7 anni un importo di oltre 4 milioni di euro; il disavanzo di 87 milioni, generato dall’anticipazione di liquidità, per il quale dovrà essere predisposto un atto a se stante ed il ripiano partirà da gennaio 2016 in quote costanti per 30 esercizi finanziari.
Riconosciuto che il dipartimento bilancio ha svolto un lavoro corposo che ha contribuito ad evitare ulteriori difficoltà alla Regione, chiede che sia prestata particolare attenzione all’articolo 8 e ritiene che in merito ai debiti fuori bilancio sia opportuno procedere a delle contestazioni al personale che ha prodotto queste prassi a danno dell’amministrazione. Esprime, infine parere favorevole
Considerato che il bilancio non è specchio dell’azione di governo, ma una mera elencazione di manovre contabili, auspica che l’armonizzazione dei prossimi bilanci possa portare ad soluzione e dare continuità a questa manovra.
Passato all’esame dell’articolato, pone in votazione gli articoli 1 e 2 che sono approvati. Comunica, quindi, che all’articolo 3 vi è un emendamento di natura tecnica, protocollo numero 53772, a sua firma, lo pone in votazione ed è approvato. Pone, quindi, in votazione l’articolo 3 che è approvato, come emendato.
Comunica, poi, che all’articolo 4 vi è un emendamento volto a sopprimere l’articolo 4, protocollo numero 53774, a sua firma, lo pone in votazione ed è approvato. Pone, quindi, in votazione l’articolo 5 che è approvato. Comunica, quindi, che all’articolo 6 vi è un emendamento, protocollo numero 53725, a sua firma, che ritira. Comunica, inoltre, che l’emendamento protocollo numero 53766, a firma del consigliere Mirabello, decade per assenza del proponente. Da, quindi, la parola alla consigliera Sculco per illustrare l’emendamento protocollo numero 53775.
Spiega che tale emendamento prevede la copertura della legge regionale numero 20 del 2007 che sostiene i centri antiviolenza.
Apprezzata l’intenzione dell’emendamento, ricorda che vi è un fondo statale ad hoc ed esprime parere negativo.
Ritenuto che senza copertura finanziaria la legge regionale sia priva di produrre gli effetti per la quale era stata emanata , ne chiede l’abrogazione.
Propone di assumere l’Impegno di rivedere il sistema legislativo relativo ai centri antiviolenza anche per avere un quadro normativo coerente e definito.
Propone di ritirare l’emendamento, in attesa del documento contabile di previsione dle 2016.
Rifiutatasi di ritirare l’emendamento, chiede che sia posto in votazione.
Pone in votazione l’emendamento protocollo numero 53775 che è respinto.
Introduce, quindi, l’emendamento protocollo numero 53778, a firma del Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, che assume come proprio, vista l’assenza del proponente.
Ne illustra, pertanto, il contenuto, in forza del quale è previsto che per garantire la gestione dei servizi di interesse della Regione offerti dalla Fondazione Terina onlus alla Tabella C è autorizzato il finanziamento del capitolo U2204031601, per un importo pari ad euro 300.000,00, provvedendo alla relativa copertura finanziaria, con la riduzione del finanziamento di altre leggi regionali non impegnate.
Pone, quindi, ai voti l’emendamento che è approvato. Introduce, successivamente, l’emendamento, a firma dei consiglieri Aieta, Battaglia e Bevacqua, in forza del quale alla tabella C è autorizzato il finanziamento del capitolo U6201070501 (spese per l’esercizio delle funzioni demandate alle sezioni provinciali ed al Consiglio regionale dell’Unione Italiana Ciechi della Calabria) per un importo pari ad euro 50.000,00, provvedendo alla relativa copertura finanziaria con la riduzione del finanziamento di altre leggi regionali non impegnate.
Pone, pertanto, ai voti l’emendamento che è approvato; indi, pone ai voti l’articolo 6 (Variazioni alle spese autorizzate con la legge di stabilità 2015) nel suo complesso che è approvato per come emendato; pone ai voti gli articoli 7 (Autorizzazione al ricorso all’indebitamento) e 8 (Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118) che sono approvati. Pone in discussione l’articolo 9 (Nuove autorizzazioni di spesa), in relazione al quale è stato presentato l’emendamento, protocollo numero 53771, a firma della consigliera Sculco.
Illustra il contenuto dell’emendamento, per il quale si autorizza la spesa di 200.000 euro al fine di sostenere ed indennizzare gli allevatori di ovini e caprini che hanno subito una diminuzione del reddito a causa della morte o della forte debilitazione degli animali contagiati dalla febbre denominata “lingua blu”.
Evidenziati, pertanto, i danni che sono stati causati negli allevamenti, chiede di intervenire con azioni fattive non solo per gli animali colpiti dalla febbre, ma anche per quelli sani, alcuni dei quali sono stati posti sotto sequestro.
Auspicando di risollevare la situazione degli allevatori che garantiscono, tra l’altro, la produzione di prodotti unici locali, come i formaggi, ricorda come in più occasioni gli stessi abbiano richiesto un ristoro per i disagi causati dal batterio che porta la febbre, chiamando, infine, in causa anche il consigliere D’Acri, con il quale ha più volte partecipato a diverse riunioni, assicurando agli stessi allevatori un sostegno concreto.
Conferma di essere più volte intervenuto sul problema della cosiddetta “lingua blu” con la consigliera Sculco ed evidenziando che l’Ara (Associazione regionale allevatori) è già impegnata a denunciare le morti degli animali interessati ed intervenire per il ritiro delle loro carcasse ed il relativo smaltimento, considera che i 200 mila euro non andrebbero comunque a risolvere il problema, poiché il loro stanziamento non sarebbe sufficiente alla risoluzione della problematica.
Evidenzia che l’Ara assiste 2.300 aziende e che, quindi, rappresenta appena il 50 per cento di quelle operanti in Calabria e sottolinea che con l’emendamento in discussione si intende dare un sostegno concreto agli allevatori in difficoltà.
Pone ai voti l’emendamento che è respinto; pone, pertanto, ai voti gli articoli 9 (Nuove autorizzazioni di spesa), 10 (Servizi socio-assistenziali), 11 (Disposizioni diverse), 12 (Fondo perdite degli organismi partecipati), 13 (Fondo di parte corrente per oneri derivanti da contenziosi), 14 (Bilancio pluriennale) e 15 (Copertura finanziaria) che sono approvati all’unanimità. Pone, infine, ai voti la proposta di legge nel suo complesso che è approvata all’unanimità, con autorizzazione al coordinamento formale.
Indi, chiude i lavori della seduta.
La seduta termina alle 18,49.

References: articolo 11
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