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Timestamp: 2020-06-01 15:30:30+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1446 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1446 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.20/01/2017), n. 1446
sul ricorso 25458/2015 proposto da:
presso gli Uffici dell’Avvocatura Capitolina in Roma, rappresentato
e difeso dall’avvocato DOMENICO ROSSI, giusta procura speciale in
PUBBLILARA SRL;
avverso la sentenza n. 5876/10/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA del 9/07/2014, depositata il 02/10/2014;
udito l’Avvocato Domenico Rossi difensore del ricorrente che si
Con sentenza n. 5876/10/14, depositata il 2 ottobre 2014, non notificata, la CTR del Lazio, pronunciando sull’appello proposto da Roma Capitale nei confronti di Publilara S.r.l. per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Roma, che aveva accolto il ricorso della contribuente avverso avviso di accertamento notificato dal Comune per imposta di pubblicità con riferimento all’anno 2004, dichiarò estinto il giudizio per cessata materia del contendere, sul presupposto che fosse intervenuta definizione agevolata della lite, tale circostanza desumendo, a seguito di ordinanza emessa dalla stessa CTR, dalla risposta del Comune – il quale aveva informato che la contribuente aveva presentato istanza di definizione agevolata – che, dato il tempo trascorso, la stessa fosse andata a buon fine.
Avverso la pronuncia della CTR il Comune di Roma Capitale ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi.
Con il primo motivo il Comune ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, violazione e falsa applicazione dell’art. 100 c.p.c., per l’inesistenza dei presupposti per la cessazione della materia del contendere.
Con il secondo motivo denuncia violazione e falsa applicazione della delibera del Consiglio comunale di Roma n. 31 del 26/27.3.2009 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Di là dagli erronei riferimenti all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, i motivi sono manifestamente fondati, avendo desunto la CTR la sopravvenuta cessazione della materia del contendere dalla sola presentazione dell’istanza di definizione della lite da parte della contribuente, indipendentemente dall’accertamento dell’effettivo versamento della somma dovuta ai sensi dell’art. 3 della citata Delib. Comunale, riportato in ricorso in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, al quale versamento soltanto poteva collegarsi l’effetto estintivo del giudizio pendente.
Il ricorso va dunque accolto per manifesta fondatezza, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio per nuovo esame a diversa sezione della CTR del Lazio che, ove non risulti documentato il versamento della somma dovuta secondo quanto previsto dal succitato art. 3 della Delib. Comunale summenzionata, provvederà all’esame nel merito dei motivi di appello formulati dall’Amministrazione comunale avverso la sentenza di primo grado.

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 art. 3
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