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Timestamp: 2020-05-27 03:19:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2121 del 28/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2121 del 28/01/2011
Cassazione civile sez. III, 28/01/2011, (ud. 02/12/2010, dep. 28/01/2011), n.2121
ROMA, VIA FLAMINIA 79 presso lo studio dell’avvocato ANTONIO TRIULIO
(STUDIO MORANDINI), rappresentato e difeso dall’avvocato ROTONDI
ANTONIO, giusta procura a margine del ricorso;
EDISU – ENTE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI NAP0LI in
avverso la sentenza n. 1091/2008 del TRIBUNALE di AVELLINO del
15/06/08, depositata il 30/06/2008;
“1.- Con la sentenza impugnata in questa sede il Tribunale di Avellino, in riforma della sentenza emessa in primo grado dal Giudice di pace, ha respinto la domanda proposta da R.M. contro l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (EDISU)- Napoli (OMISSIS), per ottenere la maggiorazione della borsa di studio ottenuta per l’anno acc. 1999-2000, maggiorazione pari ad Euro 1.497,73, prevista per gli studenti universitari residenti fuori sede.
Ha ritenuto il Tribunale che l’attore non avesse provato di risiedere fuori sede, tramite l’esibizione del contratto di locazione dell’appartamento destinato a propria residenza, debitamente registrato.
Il R. propone tre motivi di ricorso per cassazione.
Resiste E.DI.SU. con controricorso.
2.- Con il primo motivo il ricorrente denuncia violazione del R.D. n. 1611 del 1933, art. 6, e dell’art. 25 cod. proc. civ., per il fatto che la sentenza impugnata e’ stata emessa dal Tribunale di Avellino mentre, in applicazione delle norme sul foro erariale, competente in via esclusiva e inderogabile e’ il Tribunale di Napoli.
La disposizione di cui all’art. 25 cod. proc. civ. in materia di foro della P.A, si applica solo alle amministrazioni dello Stato, istituzionalmente difese dall’Avvocatura dello Stato, ed alle amministrazioni cui un’apposita norma la estenda. Non si applica necessariamente, invece, agli altri enti pubblici, qual e’ l’E.DI.SU. (cfr. Cass. Civ. Sez. 3, 3 agosto 2001 n. 10690; Cass. Civ. Sez. 3, 7 maggio 2008 n. 11187).
3.- Il secondo e il terzo motivo sono inammissibili ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., e dell’art. 366 c.p.c., n. 4.
I quesiti di diritto sono del tutto generici e inidonei a sintetizzare i problemi giuridici che si vorrebbero sottoporre all’attenzione della Corte di cassazione.
Manca inoltre ogni illustrazione dei motivi di ricorso, in relazione al contenuto della sentenza impugnata, e delle ragioni per cui questa sarebbe censurabile.
4.- Propongo che il ricorso sia dichiarato inammissibile, con procedimento in Camera di consiglio”. – La relazione e’ stata comunicata al pubblico ministero e ai difensori delle parti.
LA CORTE DI CASSAZIONE rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate complessivamente in Euro 700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi ed Euro 500,00 per onorari;

References: Sentenza 
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 art. 6
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 Cass. 
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