Source: http://www.ilcommercialistainrete.com/2016/01/
Timestamp: 2018-07-21 16:58:32+00:00

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01/2016 - Il Commercialista in Rete
Nuovo regime forfetario e vecchi minimi: il regime transitorio.
Anche i contribuenti che nel 2015 hanno adottato il regime forfetario possono fruire della più favorevoli regole sull’applicazione dell’imposta sostitutiva al 5% prevista per effetto dalle modifiche apportate dalla legge di Stabilità 2016. È una delle disposizioni transitorie che cercano di raccordare, anche se in maniera non del tutto esaustiva, le nuove norme con quelle che si sono succedute negli ultimi anni. La legge di Stabilità 2016, in particolare, oltre a sancire, definitivamente, la fine dei vecchi regimi agevolati e a confermare le regole transitorie fissate dalla legge n. 190/2014, ha disposto che i contribuenti che, al 31 dicembre 2014, si avvalgono del regime fiscale di vantaggio di cui al D.L. n. 98/2011 (c.d. minimi al 5%), possono continuare ad avvalersene fino alla scadenza naturale.
Anche i contribuenti che nel 2015 hanno adottato il regime forfetario possono fruire della più favorevoli regole sull’applicazione dell’impo...
alle venerdì, gennaio 22, 2016
Mutuo di importo maggiore del prezzo di acquisto.
Ho stipulato un contratto di mutuo per la prima casa di importo maggiore rispetto a quanto pagato per l'acquisto. Come faccio a valutare quanto potrò detrarre?
Qualora il mutuo ecceda il costo sostenuto per l'acquisto dell'immobile, comprese spese notarili e altri oneri accessori, la detrazione deve essere limitata all'ammontare del costo, come risulta dalla sommatoria del valore dell'immobile indicato nel rogito, nonché dei citati, ulteriori, oneri accessori, debitamente documentati, connessi con l'operazione di acquisto. Per determinare la quota di interessi per la quale è possibile usufruire dell’agevolazione, andrà utilizzata la seguente formula: interessi sui quali calcolare la detrazione = costo di acquisizione dell'immobile x interessi pagati / capitale dato in mutuo (paragrafo 4.1 della circolare 15/E del 2005).
Ho stipulato un contratto di mutuo per la prima casa di importo maggiore rispetto a quanto pagato per l'acquisto. Come faccio a valutare...
Etichette: mutuo, Prima casa
Accertamento integrativo e nuovi elementi.
La sopravvenienza di nuovi elementi, da parte dell’Agenzia delle Entrate, legittima l’accertamento integrativo, qualora l’ufficio, successivamente all’accertamento originario, venga a conoscenza di elementi fattuali, probatoriamente rilevanti, sconosciuti al momento dell’emissione dell’avviso di accertamento originario.
È quanto precisato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 576 del 15 gennaio 2016.
A una società contribuente veniva notificato un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate determinava una maggiore imposta Irpeg, oltre interessi e sanzioni, conseguente a una maggiore plusvalenza derivante dalla rettifica del corrispettivo conseguito con una cessione di ramo di azienda.
A seguito di alcune segnalazioni interne, l’Agenzia veniva a conoscenza del fatto che il medesimo ramo di azienda era stato riacquistato dalla stessa società contribuente con attribuzione di un valore di avviamento di gran lunga superiore a quello determinato in occasione della prima cessione.
Conseguentemente veniva emesso un avviso di accertamento integrativo, con il quale veniva stabilita una maggiore plusvalenza rispetto a quella originariamente determinata con il primo avviso di accertamento.
Avverso l’avviso di accertamento integrativo la società contribuente proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che lo rigettava con sentenza, poi riformata in sede di appello.
In particolare, i giudici di secondo grado ritenevano insussistente il requisito – della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi – richiesto, ai fini dell’accertamento integrativo, dall’articolo 43, comma 3, del Dpr 600/1973, secondo il quale “l’accertamento può essere integrato o modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi da parte dell'Agenzia delle Entrate…”.
Avverso la sentenza di secondo grado, proponeva ricorso, per cassazione, l’Agenzia delle Entrate, per far valere, in particolare, la violazione e falsa applicazione del citato articolo 43, comma 3.
Con la sentenza in commento, la Cassazione ha chiarito che “La sopravvenienza di ‘nuovi elementi’ richiesti dalla norma per l’emissione dell’accertamento integrativo non può essere restrittivamente interpretata quale sopravvenienza di ‘nuovi elementi reddituali’, poiché l’emersione di nuovi cespiti imponibili legittima senz’altro l’adozione di un autonomo avviso di accertamento”.
L’articolo 43, comma 3, Dpr 600/1973, nella misura in cui “richiede genericamente la sopravvenienza di ‘nuovi elementi’, legittima il ricorso all’avviso di accertamento integrativo allorché l’Ufficio, successivamente all’accertamento originario, venga a conoscenza di elementi fattuali, probatoriamente rilevanti, sconosciuti al momento della emissione dell’avviso originario”.
A tal proposito, la Cassazione ha chiarito che “devono considerarsi sopravvenuti… anche i dati conosciuti da un ufficio fiscale, ma non ancora in possesso di quello che ha emesso l’avviso di accertamento al momento dell’adozione di esso (Sez. 5, Sentenza n. 11057 del 12/05/2006, Rv. 590591)”.
Non è invece consentito “emettere un avviso di accertamento integrativo sulla base della semplice rivalutazione o maggiore approfondimento di dati probatori già interamente noti all’Ufficio al momento della emissione dell’avviso originario (conforme Sez. 5, Sentenza n. 11421 del 03/06/2015, Rv. 635680; Sez. 5, Sentenza n. 8029 del 03/04/2013, Rv.625927)”.
Alla luce delle considerazioni che precedono, la Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia e, per l’effetto, ha annullato la sentenza, rinviando la decisione, anche per quanto riguarda le spese di lite, a una diversa sezione della Commissione tributaria regionale.
Accertamento integrativo e autotutela sostitutiva
In ambito tributario, al generale potere di annullamento d’ufficio si affiancano altre due forme di correzione di errori e di omissioni dell’Amministrazione finanziaria: l’autotutela “sostitutiva” e l’accertamento ‘integrativo’.
Attraverso l’esercizio dell’autotutela sostitutiva, l’ufficio annulla un atto, affetto da vizi formali, ed emana un nuovo atto privo di quel vizio.
Diversamente, con l’integrazione di un avviso di accertamento già emanato, l’ufficio produce un nuovo avviso contenente elementi rinvenuti in epoca successiva al primo accertamento, tali da modificare nella sostanza il presupposto d’imposta.
Al riguardo, è possibile citare la sentenza della Cassazione 21719/2011, ove si precisa che “il rimedio della ‘autotutela sostitutiva’ differisce dal potere di integrazione dell’atto impositivo in quanto quest’ultimo presuppone la esistenza di un precedente valido atto di imposizione, mentre il primo richiede quale condizione necessaria la eliminazione (anche implicita nel caso in cui l’atto riformato riproduca lo stesso contenuto dell’atto sostituito: Corte cass. V sei. 3.8.2007 n. 17119) del precedente atto impositivo illegittimo od infondato”.
Sia in caso di autotutela sostitutiva sia in caso di accertamento integrativo, l’ufficio è tenuto comunque a rispettare i termini decadenziali per l’accertamento.
La sopravvenienza di nuovi elementi, da parte dell’Agenzia delle Entrate, legittima l’accertamento integrativo, qualora l’ufficio, successiv...
Etichette: Accertamento integrativo
Modelli Unico 2016.
Modifiche, infine, ai quadri RF e RS di Unico Enc per recepire le novità decorrenti dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del Dlgs 147/2015: il reddito complessivo degli enti non commerciali non residenti con stabile organizzazione in Italia, va determinato secondo le disposizioni del titolo I del Tuir, ad eccezione dei redditi d’impresa derivanti da attività esercitate in Italia mediante stabili organizzazioni, ai quali si applicano le stesse disposizioni previste per le società e gli enti commerciali non residenti (articolo 153 del Tuir).
Sul sito dell’Agenzia, sono disponibili da oggi le bozze dei modelli Unico 2016 per le società di persone (Sp), le società di capitali (Sc) ...
In attesa della formalizzazione della proroga, l’Agenzia delle Entrate anticipa agli operatori interessati (medici, farmacie, strutture sani...
In data 24 dicembre 2015, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto interministeriale prot.n.40/0026591, che, all’art.1, dispone, per le finalità di cui all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, che le Regioni e le Province autonome possano concedere i trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga ai criteri di cui all’articolo 2 e 3 del decreto interministeriale n.83473 del 1 agosto 2014 nella misura del 5% delle risorse attribuite con il D.I. n.90973 dell’8 luglio 2015, secondo la seguente ripartizione:
Regione Riparto del 5% delle risorse del D.I. 90973
Abruzzo € 767.063
Basilicata € 259.750
Calabria € 1.110.223
Campania € 1.557.301
Emilia Romagna € 1.929.136
Friuli Venezia Giulia € 372.527
Lazio € 2.119.615
Liguria € 542.119
Lombardia € 4.421.028
Marche € 735.205
Molise € 171.974
P.A. Bolzano € 122.923
P.A. Trento € 147.374
Piemonte € 1.873.884
Puglia € 2.169.541
Sardegna € 1.082.067
Sicilia € 1.231.732
Toscana € 1.661.387
Umbria € 460.110
Valle D'Aosta € 37.713
Veneto € 2.227.328
Gli effetti dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre la data del 31 dicembre 2015.
Le Direzioni Regionali INPS, con il supporto delle apposite schede di rendicontazione della spesa presenti sul SIP, dovranno monitorare le spese al fine di contenere le stesse nell’ambito del suddetto stanziamento, comunicando tempestivamente alla Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del Reddito appena sia stato utilizzato il 90% dello stanziamento assegnato.
Si precisa, altresì, che al fine di consentire all’Istituto il monitoraggio delle prestazioni corrisposte, le Regioni e le Province Autonome, devono espressamente indicare nella determinazione concessoria l’impiego delle risorse finanziarie di cui all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015.
Le Regioni e le Provincie autonome per trasmettere, tramite il sistema SIP, i suddetti provvedimenti concessori relativi a periodi di competenza 2015, decretati ai sensi all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, dovranno utilizzare come decreto di finanziamento il numero fittizio di decreto “33337” e le strutture territoriali INPS nell’emettere le autorizzazioni di Cig in deroga per i periodi di competenza 2015, dovranno utilizzare lo stesso numero di decreto “33337” e come codice intervento “699”.
Per erogare le prestazioni di mobilità in deroga per i periodi di competenza 2015 ai sensi all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, le Sedi dovranno usare i seguenti codici d’intervento:
Regione Codice Intervento Mobilità art. 44, c.6, del D.Lgs. n. 148/2015
Abruzzo 350
Basilicata 351
Calabria 352
Campania 353
Emilia Romagna 354
Friuli Venezia Giulia 355
Lazio 356
Lombardia 358
Marche 359
Molise 360
P.A. Bolzano 361
P.A. Trento 362
Piemonte 363
Puglia 364
Sardegna 365
Sicilia 366
Toscana 367
Umbria 368
Valle D'Aosta 369
Verranno a breve aggiornati i prospetti informativi di monitoraggio relativi a ciascuna Regione o Provincia autonoma, nella Banca Dati Percettori, con l’indicazione del finanziamento previsto dal decreto in argomento che verrà evidenziato in una riga a parte.
Si ribadisce, infine, che sulla base di quanto previsto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, l’Istituto è autorizzato ad erogare i trattamenti solamente fino a concorrenza delle risorse finanziarie disponibili per ciascuna Regione e Provincia autonoma.
Fonte: Messaggio INPS 54 del 11/01/2016
In data 24 dicembre 2015, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha em...
Etichette: Ammortizzatori in deroga
alle lunedì, gennaio 18, 2016
Convenzione fra l’INPS e CONFLAVORO per la riscossione dei contributi di assistenza contrattuale.
In data 13 novembre 2015tra l’INPS e la Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) è stata stipulata una convenzione (allegato n.1), approvata con determinazione commissariale n.130 del 30 luglio 2014, per la riscossione dei contributi di assistenza contrattuale, ai sensi di quanto stabilito dalla legge 4 giugno 1973 n.311.
La circostanza che l’esazione del contributo avvenga congiuntamente a quella dei contributi obbligatori, non altera la natura volontaria del contributo associativo ed è pertanto escluso per l'Istituto qualsiasi obbligo di esazione coattiva del contributo associativo stesso.
I costi individuati dall’Istituto per il servizio di riscossione dei contributi di assistenza contrattuale sono stati attualizzati, per l’anno 2015, con Determinazione commissariale n. 48 del 23 dicembre 2014.
Si comunica che la sede della Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) è in via del Brennero n.1040/BH – Lucca (LU).
Riguardo alle modalità di esposizione dei dati nel flusso UNIEMENS si forniscono, di seguito, le necessarie istruzioni da portare a conoscenza delle imprese aderenti alla Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI), a cui è attribuito il codice di nuova istituzione “W436”.
Nel flusso UNIEMENS, le imprese nell’elemento , , dovranno validare il nuovo codice causale “W436” avente significato di “Ass. Contr. Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI)” e il relativo .
I contributi di assistenza contrattuale di che trattasi, evidenziati dai datori di lavoro nel flusso UNIEMENS con il citato codice “W436“, vengono imputati, in sede di specificazione contabile, al conto GPA25526.
Contestualmente a tale imputazione, la procedura stessa, al fine di rilevare il debito verso la Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI), predispone la seguente scrittura in P.D.:
GPA35526 a GPA11526
per un importo pari a quello evidenziato in AVERE nel citato conto GPA25526.
Pertanto, i saldi dei conti GPA25526 e GPA35526 devono costantemente concordare.
Per assicurare detta concordanza, nonché la concordanza tra le risultanze contabili e le somme derivanti dalle ripartizioni delle denunce contributive pervenute mediante flusso UNIEMENS, i conti GPA25526 e GPA35526 devono essere movimentati, con il codice documento “95”, soltanto mediante la procedura automatizzata di ripartizione.
I pagamenti di cui sopra devono essere imputati in DARE del conto GPA11526, al quale devono essere altresì addebitate le somme da trattenere sull’ammontare del contributo riscosso a titolo di rimborso spese (AVERE del conto GPA24042) per l’effettuazione del servizio in argomento e della relativa imposta di bollo, se dovuta, (AVERE del conto GPA25228).
L’eventuale saldo del suddetto conto GPA11526, risultante alla fine dell’esercizio, deve essere ripreso in carico nel nuovo esercizio dalla specifica procedura automatizzata.
Entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le elaborazioni delle denunce riscosse, le strutture territoriali devono predisporre e trasmettere alla Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) apposito rendiconto dal quale risulti: l’ammontare dei contributi riscossi relativi alle denunce elaborate nell’anno di riferimento, per le quali sono state emesse le distinte delle imprese di cui sopra; l’ammontare delle somme corrisposte; l’ammontare delle spese e dell’imposta di bollo trattenute sui contributi riscossi.
Fonte: Circolare INPS 2 del 11/01/2016
In data 13 novembre 2015tra l’INPS e la Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) è stata stipulata una convenzione (allegato ...
Gestione Artigiani e Commercianti – Imposizione contributiva anno di imposta 2015.
Facendo seguito alla Circolare n° 26 del 4.2.2015 avente ad oggetto “La contribuzione dovuta per l’anno 2015 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali”, si comunica che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale per l’anno 2015 e non già interessati da imposizione contributiva.
A seguito della predetta attività sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata Circolare n.26/2015.
Detti modelli F24 sono disponibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24 dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.
Inoltre, nel rispetto di quanto comunicato con Circolare n° 24 del 8.2.2013, dove si recita che “l’Istituto, a partire dall’anno 2013, non invierà più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta…”, le comunicazioni di cui trattasi saranno disponibili, sempre nel Cassetto, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24, con la riproduzione della stessa lettera che prima del 2013 veniva spedita a mezzo posta.
E’ previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.
Fonte: Messaggio INPS 81 del 12/01/2016
Facendo seguito alla Circolare n° 26 del 4.2.2015 avente ad oggetto “La contribuzione dovuta per l’anno 2015 dagli Artigiani e dagli Esercen...
Etichette: Imposizione contributiva, INPS
Studi di settore: on line le bozze dei 204 modelli per i dati rilevanti.
Disponibili, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le versioni provvisorie dei 204 modelli, con le relative istruzioni, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore 2016, da utilizzare per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2015.
Le bozze sono aggiornate con le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti lo scorso 2 dicembre e con le informazioni necessarie per gestire i “super-ammortamenti” introdotti dalla Stabilità 2016 (legge 208/2015).
I modelli, una volta definitivi, dovranno essere utilizzati dai contribuenti che, nel periodo d’imposta 2015, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nel settore delle manifatture dei servizi, delle attività professionali e del commercio, per le quali risultano approvati gli studi.
In particolare, riguardano:
51 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture
60 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi
24 studi relativi ad attività professionali
69 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.
La trasmissione dei modelli dovrà essere effettuata, unitamente a Unico 2016, direttamente o tramite gli intermediari abilitati, mediante i servizi telematici Entratel o Fisconline.
Disponibili, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le versioni provvisorie dei 204 modelli, con le relative istruzioni, per la comunicazione ...
Regime agevolato: il riscatto della laurea.
Sono un professionista soggetto al regime per l’imprenditoria giovanile. Il pagamento del riscatto degli anni di laurea è equiparato al pagamento dei contributi previdenziali. È quindi deducibile dal reddito?
Per i soggetti che usufruiscono del regime per l’imprenditoria giovanile sono deducibili dal reddito determinato secondo le regole proprie del regime esclusivamente i contributi Inps obbligatori, non anche i contributi per il riscatto degli anni di laurea, versati in via volontaria alla forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. Soltanto i contributi obbligatori possono, infatti, essere dedotti prioritariamente dal reddito di impresa o di lavoro autonomo, nel limite di capienza di tali redditi (l’eventuale eccedenza sarà invece deducibile dal reddito complessivo).
Sono un professionista soggetto al regime per l’imprenditoria giovanile. Il pagamento del riscatto degli anni di laurea è equiparato al paga...
Etichette: Riscatto laurea
Modelli di dichiarazione 2016.
Cu sintetico e ordinario, 770 semplificato e ordinario, pacchetti 730 e Iva: sono i primi modelli approvati in forma definitiva, insieme alle relative istruzioni, con sei diversi provvedimenti del 15 gennaio 2016. Dovranno essere utilizzati in occasione delle dichiarazioni 2016 relative al periodo d’imposta 2015. Promozione immediata, senza prove preliminari, per i due 770.
I modelli 2016, come anticipato al momento della pubblicazione delle bozze, presentano numerose novità rispetto a quelli dello scorso anno. In risalto, naturalmente, la predisposizione di una “precompilata” sempre più esauriente, motivo per cui sono aumentate le informazioni contenute nella Certificazione unica (vedi articolo “Modelli 2016: al primo incontro si presentano le bozze di Cu e 730”), informazioni che hanno anche consentito di mettere a punto un 770 semplificato più snello, meno oneroso per i sostituti d’imposta.
Su fronte Iva, spazio, invece, alle nuove ipotesi di reverse charge, alle operazioni di split payment e alle dichiarazioni d’intento ricevute dagli esportatori abituali che intendono acquistare o importare senza applicazione dell’Iva, come vuole l’evoluzione normativa che ha interessato l’imposta (vedi “Modelli Iva 2016: in bozza, sul web, l’ordinario e il base”).
Nel dettaglio sono stati approvati:
la Certificazione unica sintetica e la Certificazione unica ordinaria complete di istruzioni. Le Cu, ricordiamo, devono essere rilasciate dai sostituti d’imposta (o altri soggetti tenuti all’adempimento) ai lavoratori interessati entro il 28 febbraio e trasmesse all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo
i 770 ordinario (e istruzioni) e 770 semplificato (e istruzioni) 2016. Si tratta della dichiarazione che i sostituti d’imposta dovranno trasmettere entro il prossimo 1° agosto (la scadenza ordinaria del 31 luglio quest’anno è di domenica)
il pacchetto 730/2016 che contiene il modello di dichiarazione 730/2016; i 730-1 e 730-2 per i sostituti d’imposta; il 730-2 per Caf e professionisti abilitati; i 730-3, 730-4 e 730-4 integrativo, con le relative istruzioni. Via libera anche alla bolla per la consegna del modello 730-1
Iva annuale 2016 (e istruzioni) e Iva base (e istruzioni). I termini di presentazione, in entrambi i casi, sono gli stessi di quelli previsti per la dichiarazione in forma unificata e cioè entro il 30 settembre
Iva 74-bis 2016 e relative istruzioni. È il modello da utilizzare per la dichiarazione di fallimento o liquidazione coatta amministrativa
le istruzioni al modello per la compilazione della comunicazione annuale dei dati Iva. Gli aggiornamenti, dovuti all’evoluzione normativa, non toccano né il modello (approvato con provvedimento del 17 gennaio 2011) né le specifiche tecniche (approvate con provvedimento del 15 gennaio 2010).
Cu sintetico e ordinario, 770 semplificato e ordinario, pacchetti 730 e Iva: sono i primi modelli approvati in forma definitiva, insieme all...
Comunicazioni di irregolarità: l'invio ora avviene tramite Pec.
Viaggiano tramite posta elettronica certificata le comunicazioni di irregolarità che scaturiscono dal controllo automatizzato delle dichiarazioni fiscali (articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972). La nuova modalità sarà utilizzata in prima battuta, a partire da oggi e nelle prossime settimane, per circa 200mila avvisi da recapitare alle società di capitali (soggetti tenuti a comunicare alle Camere di commercio il proprio indirizzo Pec) che hanno presentato Unico Sc per l'anno 2013. Successivamente, tramite lo stesso mezzo, saranno spedite anche le comunicazioni riguardanti gli altri modelli dichiarativi trasmessi dalle stesse società.
Due le caselle di invio delle comunicazioni: dc.gt.liquidazione1.noreplay@pec.agenziaentrate.it e dc.gt.liquidazione2.noreplay@pec.agenziaentrate.it, entrambe denominate "noreply", ossia attive esclusivamente per l'inoltro e, pertanto, da non utilizzare, da parte dei contribuenti, per eventuali richieste di chiarimenti. A tale scopo andranno, invece, utilizzati gli ordinari canali di assistenza messi in campo dall'Agenzia delle Entrate, in primis il servizio telematico "Civis".
Viaggiano tramite posta elettronica certificata le comunicazioni di irregolarità che scaturiscono dal controllo automatizzato delle dichiara...
Etichette: Irregolarità
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 articolo 43
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 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 cass. 
 art. 44