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Timestamp: 2018-06-23 19:19:53+00:00

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Anatocismo (riferimenti normativi ed evoluzione giurisprudenziale nel tempo)
- Art. 1283 c.c.: ”In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”.
- Art. 7 comma terzo delle Norme Bancarie Uniformi (n.b.u.): “gli interessi dovuti dal correntista all’azienda di credito salvo patto contrario si intendono determinati alle condizioni praticate usualmente dalle aziende di credito sulla piazza e producono a loro volta interessi nella stessa misura”.
- Cassazione civile, sez. I, 16/03/1999, n. 2374: “La previsione contenuta nei contratti di conto corrente bancario, concernente la capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal cliente, in quanto basata su un mero uso negoziale e non su una vera e propria norma consuetudinaria, è nulla, in quanto anteriore alla scadenza degli interessi”.
- Codice Civile: Libro Quarto – Delle obbligazioni – TITOLO II – Dei contratti in generale – CAPO XIV-bis – Dei contratti del consumatore – art. 1469 bis e seguenti.
- Art. 120 del Testo Unico Bancario (t.u.b.): “Gli interessi sui versamenti presso una banca di denaro, di assegni circolari emessi dalla stessa banca e di assegni bancari tratti sulla stessa succursale presso la quale viene effettuato il versamento sono conteggiati con la valuta del giorno in cui è effettuato il versamento e sono dovuti fino a quello del prelevamento. Il CICR stabilisce modalita’ e criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attivita’ bancaria, prevedendo in ogni caso che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicita’ nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori”.
- Circolare CICR del 9 febbraio 2000: La delibera consente il calcolo di interessi solo a condizione che gli interessi creditori e quelli debitori siano trattati allo stesso modo. La delibera ha disposto l’adeguamento del settore del credito con i programmi informatici al pari trattamento entro la data del 30 giugno 2000 e la decorrenza della capitalizzazione degli interessi parimenti trattati dal 1 Luglio 2000, per cui l’effetto relativo si è verificato alla chiusura trimestrale del 30 settembre 2000.
- Cassazione civile, sez. un., 04/11/2004, n. 21095 “Nell’ambito dei rapporti bancari regolati in conto corrente, relativamente al periodo antecedente all’entrata in vigore della deliberazione del C.I.C.R. 9 febbraio 2000, sono nulle, in quanto contrastanti con il disposto dell’art. 1283 c.c., le clausole di addebito trimestrale degli interessi dovuti dal correntista”.
- Cassazione civile, sez. un., 02/12/2010, n. 24418 “Tutte le volte in cui i versamenti in conto non superino il passivo ed in particolare il limite dell’affidamento concesso al cliente si tratterà di atti ripristinatori della provvista, della quale il correntista può ancora continuare a godere, e non di pagamenti. In questi casi il termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme trattenute dalla banca indebitamente, a titolo di interessi su un’apertura di credito in conto corrente, decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di atti esecutivi”.
- Art. 2, comma 61, della Legge n. 10 del 2011, di conversione del Decreto Milleproroghe (D.l. n. 225 del 2010): “in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge”.
- Corte Costituzionale, sentenza del 02/04/2012 n. 78 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 2, comma 61, del decreto legge n. 225 del 29.12.2010 (c.d. “Decreto Milleproroghe”), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.

References: Art. 1283
 Art. 7
 art. 1469
 Art. 120
 Art. 2
 sentenza