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Timestamp: 2016-10-24 16:02:29+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 90 del 11.07.2005
Istanza d'interpello. Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Disciplina
fiscale applicabile ai versamenti ed alle remissioni di debito effettuati a copertura di perdite eccedenti il netto patrimoniale della
emittente - Articoli 94 e 101 del Tuir
La società istante, l'XX spa, detiene una partecipazione pari al
99,99 % del capitale sociale della XY spa.
Tale partecipazione, si precisa nell'istanza, possiede i requisiti
previsti dall'articolo 87, comma 1, del Tuir per l'applicazione del regime di esenzione delle plusvalenze da realizzo.
In sede di approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre
2003, la società partecipata XP spa ha evidenziato una perdita pari ad euro
18.563.254 ed un patrimonio netto negativo (deficit patrimoniale) di euro
13.784.780.
La società istante ha quindi provveduto nel corso del 2004, previa
deliberazione dell'Assemblea straordinaria della società partecipata, all'integrale ripianamento delle perdite risultanti dal predetto bilancio di
esercizio 2003 della XP spa.
Al termine di tale operazione, i versamenti e le rinunce ai crediti
effettuate dalla società partecipante sono risultati eccedenti rispetto al
patrimonio netto della società partecipata dopo la copertura delle perdite.
Proprio con riferimento a tali versamenti e remissioni di crediti
risultati eccedenti (cd. sottozero), l'istante chiede di conoscere quale sia
il corretto trattamento tributario applicabile.
La questione assume rilevanza, fa presente l'istante, in quanto
l'articolo 61 del Tuir vigente prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. n. 344 del 2003, consentiva espressamente al comma 5, "la deduzione dei
versamenti e delle remissioni di debito effettuati a copertura di perdite
per la parte che eccede il patrimonio netto della società emittente dopo la
copertura".
Le disposizioni contenute nel ricordato articolo 61 del Tuir sono
state trasposte, con alcune modifiche, nell'articolo 94 del vigente Tuir; la
ricordata previsione normativa contenuta nel comma 5 dell'articolo 61 non è stata però riproposta nella nuova disposizione.
In considerazione di tale modifica normativa, l'istante chiede
quindi chiarimenti in merito alla possibilità di dedurre, ai fini della
determinazione del reddito d'impresa, l'onere sostenuto.
A parere della società istante, i versamenti effettuati per il
ripianamento delle perdite, per la parte eccedente il patrimonio netto della
società partecipata dopo la copertura delle perdite, sono deducibili ai
fini della determinazione del reddito imponibile della società partecipante
anche a seguito della soppressione della ricordata previsione normativa che
ne disponeva la deducibilità.
Si tratta, infatti, di ordinari costi di esercizio rilevanti nella
determinazione del reddito secondo i criteri dettati dall'articolo 83 del
Tuir (e pertanto deducibili dal reddito in assenza di una disposizione fiscale che ne preveda espressamente l'indeducibilità) e non di componenti
di natura valutativa relativi alla partecipazione, indeducibili, com'è
noto, a seguito della riforma del sistema di tassazione delle società
attuata con il D. Lgs. 12 dicembre 2003, n.
La qualificazione di "costi di esercizio" attribuita ai versamenti
in esame risulterebbe confermata, a parere dell'istante,
dall'interpretazione fornita da questa amministrazione con la circolare n.
7/E del 5 febbraio 2003; con la predetta circolare è stato, infatti,
affermato che "Tali versamenti... costituiscono una spesa d'esercizio, e non
una svalutazione, la cui deducibilità è subordinata all'effettivo ripiano
del sottozero da parte dei soci".
In tal senso anche i chiarimenti forniti dall'XZ con la circolare n.
71 del 1 dicembre 2002 secondo cui "non c'è dubbio che sotto il profilo
tecnico l'onere in parola è concepito dal sistema fiscale come una spesa
d'esercizio e non come una svalutazione;..".
Sulla base di tali interpretazioni, l'istante ritiene quindi che pur
in assenza di un richiamo espresso nell'articolo 94, comma 6, del vigente Tuir, la
società partecipante abbia comunque titolo per dedurre, secondo
gli ordinari criteri che regolano la determinazione dell'imponibile
d'impresa, i componenti negativi in argomento.
La circostanza che il vigente articolo 94 in tema di valutazione
delle partecipazioni non riproduca la previsione contenuta nel previgente
articolo confermerebbe invece, la natura non valutativa dei componenti in
esame in accordo con le posizioni espresse dalla dottrina e
dall'amministrazione finanziaria al riguardo.
L'articolo 61
del Tuir vigente prima dell'entrata in vigore il 1
gennaio 2004, del D. Lsg 12 dicembre 2003, n.
344, definiva i criteri di
valutazione dei titoli costituiti da azioni, quote di partecipazione in
società ed enti, obbligazioni ed altri titoli in serie e di massa che non
costituiscono "immobilizzazioni finanziarie".
Tali criteri risultavano applicabili, inoltre, per effetto del rinvio
contenuto nel comma 1-bis) del previgente articolo 66, anche ai fini della
valutazione delle immobilizzazioni finanziarie.
Il comma 5 del citato articolo 61 disciplinava in particolare il
trattamento applicabile ai versamenti a fondo perduto o in conto capitale
effettuati dai soci alla società emittente stabilendo che "L'ammontare dei
versamenti fatti a fondo perduto o in conto capitale alla società emittente
o della rinuncia ai crediti nei confronti della società stessa, si aggiunge
al costo delle azioni in proporzione alla quantità delle singole voci della
corrispondente categoria;...".
La disposizione in esame definiva pertanto, quale criterio di
carattere generale, l'imputazione dei predetti importi al costo delle azioni
possedute dal socio.
In alternativa a tale imputazione, tuttavia, la citata disposizione
consentiva "la deduzione dei versamenti e delle remissioni di debito
effettuati a copertura di perdite per la parte che eccede il patrimonio
netto della società emittente risultante dopo la copertura", cosiddetto
"sottozero".
Con riferimento a tali versamenti, oggetto della presente istanza di
interpello, l'impresa partecipante poteva, quindi, scegliere di imputare il
relativo importo al costo fiscale della partecipazione o, in alternativa,
portarlo in deduzione dal reddito nell'esercizio in cui il versamento veniva
effettuato; in tale ipotesi, i versamenti in esame venivano quindi
considerati sotto il profilo fiscale quali costi di esercizio e non
influenzavano il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.
Come chiarito con la risoluzione n. 70 del 24 maggio 2000, tale
previsione normativa, che consentiva di fatto una "doppia deduzione" della
perdita (in capo alla partecipata che la consegue ed in capo alla
partecipante che la ripiana), era volta ad evitare fenomeni di doppia
imposizione dei redditi, assicurando la neutralità nella trasmissione degli
eventuali redditi prodotti dalla partecipata alla partecipante in un
sistema, come quello vigente prima dell'entrata in vigore della riforma
dell'Ires, che prevedeva la svalutazione delle partecipazioni e
l'attribuzione del credito d'imposta sui dividendi come istituti che di
fatto consentivano il consolidamento.
Nel caso in cui la società partecipata conseguiva un utile, sullo
stesso, compensato con la precedente perdita, non veniva pagata imposta e
pertanto, a seguito della sua distribuzione, non poteva essere attribuito il
relativo credito alla società partecipante; tale reddito concorreva,
quindi, alla formazione del reddito imponibile della società partecipante
senza poter beneficiare del credito d'imposta.
Tale fenomeno di doppia imposizione veniva quindi evitato nel sistema
previgente tramite la ricordata previsione contenuta nel comma 5
dell'articolo 61 che consentendo la deduzione immediata della perdita in
capo al socio che la ripiana, attuava di fatto una traslazione in capo alla
partecipante della rilevanza fiscale della perdita subita dalla società
Il regime opzionale di deducibilità dei versamenti, coerente con il
previgente ordinamento fiscale non trova invece conferma nel sistema attuale
che, come è noto, stabilisce l'abolizione del credito d'imposta e
l'esclusione dei dividendi percepiti dal socio, l'irrilevanza delle
minusvalenze da valutazione della partecipazioni e di quelle da realizzo nei
casi di partecipation exemption nonché dei regimi di trasparenza e
consolidato quali sistemi per trasferire le vicende reddituali della
società partecipata in capo al socio.
Proprio in considerazione di tali principi introdotti con il D. Lgs n.
344 del 2003 devono essere esaminate le disposizioni del Tuir e, per quanto
attiene alla problematica in esame, le previsioni contenute nell'articolo 94 del Tuir che ripropone con alcune modifiche, le disposizioni contenute nel
previgente articolo 61.
In particolare, il comma 6 del vigente articolo 94 stabilisce che
"L'ammontare dei versamenti fatti a fondo perduto o in conto capitale alla
società dai propri soci o della rinuncia ai crediti nei confronti della
società dagli stessi soci, si aggiunge al costo dei titoli e delle quote di
cui all'articolo 85, comma 1, lettera c), in proporzione alla
delle singole voci della corrispondente categoria".
Come già rilevato dall'istante, la disposizione citata non ripropone
la previsione normativa contenuta nell'articolo 61 che consentiva la
deduzione immediata e facoltativa dei versamenti effettuati dai soci a
copertura di perdite per la parte che eccede il patrimonio netto della
La modifica normativa apportata con il D. lgs n.
344 del 2003 alla
disposizione in esame esclude che il socio possa ancora optare per la
deduzione immediata dal reddito imponibile dei versamenti in oggetto
effettuati in relazione alle partecipazioni di cui all'articolo 85, comma 1,
lettera c), del Tuir (azioni o quote di partecipazioni al capitale, anche
non rappresentate da titoli, di società ed enti di cui all'articolo 73,
diverse da quelle cui si applica l'esenzione di cui all'articolo 87); gli
stessi devono, invece, al pari degli altri versamenti fatti a fondo perduto
o in conto capitale dai soci, essere aggiunti al costo fiscale della
partecipazione societaria.
Oltre che con riferimento alle partecipazioni di cui all'articolo
comma 1, lettera c), del Tuir diverse da quelle cui si applica l'esenzione,
espressamente contemplate dalla citata disposizione, tale indeducibilità
opera, a parere della scrivente, anche per i versamenti e le remissioni di
debito effettuati con riferimento alle partecipazioni in possesso dei
requisiti per l'esenzione oggetto della presente istanza di interpello.
Ciò in quanto i versamenti effettuati a copertura delle perdite per
la parte che eccede il patrimonio netto della società partecipata, sia se
riferiti a partecipazioni in possesso dei requisiti per l'esenzione sia se
riferiti a partecipazioni che non posseggono tali requisiti, costituiscono,
anche secondo corretti principi contabili, componenti di natura valutativa,
indeducibili dal reddito a seguito dell'entrata in vigore della riforma
dell'Ires.
Non si ritiene di condividere, infatti, il parere espresso da codesta
società secondo cui con la modifica normativa apportata all'articolo 94 del Tuir, il legislatore abbia inteso escludere i versamenti in esame dalle
disposizioni concernenti la valutazione dei titoli, confermandone la natura
di costo di esercizio; tali versamenti, che rientrano nella categoria dei
versamenti a fondo perduto o in conto capitale, sono infatti, tuttora
disciplinati dall'articolo 94
del Tuir in materia di valutazione dei titoli
che ne dispone, per i versamenti afferenti ai titoli ed alle quote di cui
all'articolo 85, comma 1, lettera c), del Tuir, l'imputazione al costo della
Né appare conferente il richiamo alle interpretazioni fornite da
questa amministrazione con la circolare n.
7/E del 2003; tali chiarimenti
infatti sono stati forniti sulla base di una disposizione, non più in
vigore, che consentiva facoltativamente la deducibilità dei predetti
versamenti dal reddito imponibile, al pari degli ordinari costi di esercizio.
A parere della scrivente, la modifica normativa in commento, appare
invece correlata con i nuovi principi di tassazione delle società
introdotti con il D.Lgs n.
344 del 2003 ed in particolare con il nuovo
sistema di tassazione delle plusvalenze da partecipazioni ed il connesso
regime di indeducibilità delle minusvalenze sia da realizzo che da
In particolare, per quanto concerne le minusvalenze da valutazione si
ricorda che in attuazione del criterio direttivo enunciato all'articolo 4,
comma 1, lettera e), della legge delega n. 80 del 2003, l'articolo 101 del
nuovo Tuir ha affermato l'assoluta indeducibilità delle minusvalenze
iscritte (rectius, minusvalenze da valutazione). Tale indeducibilità opera,
quindi, con riferimento a tutte le partecipazioni, siano esse in possesso
dei requisiti per l'esenzione di cui all'articolo 87 del Tuir che prive di
detti requisiti.
In applicazione di tale criterio, che trova, a parere della scrivente,
conferma proprio nelle richiamate modifiche apportate dal legislatore
tributario alle disposizioni dell'articolo 94, si ritiene pertanto, che i
versamenti oggetto della presente istanza di interpello, effettuati a
copertura delle perdite della partecipata XY spa, e riferite a
partecipazioni in possesso dei requisiti per l'esenzione di cui all'articolo 87, comma 1, del Tuir non potranno essere portati in deduzione nella
determinazione del reddito imponibile della società istante.
interpello, viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1,
ultimo periodo, del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.
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 articolo 61
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