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Timestamp: 2019-02-20 13:55:14+00:00

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Confedilizia Risponde | A. P. E.
Associazione della Proprietà Edilizia della Provincia di Rovigo
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In un fabbricato formato da 16 unità immobiliari ciascuna in proprietà esclusiva, si domanda come debba procedersi allorché l’amministratore si sia dimesso e l'assemblea condominiale non riesca o non voglia provvedere alla nomina di un nuovo amministratore
Se l'assemblea non riesce o non vuole provvedere alla nomina dell’amministratore, ciascun condomino e anche lo stesso amministratore dimissionario, possono richiederne la nomina all'autorità giudiziaria con ricorso in carta semplice, anche senza l'assistenza di un legale. Dopodiché il giudice, con decreto, fissa l'udienza ed il termine entro il quale il ricorrente deve notificare il ricorso agli interessati. La competenza è del Tribunale del luogo dove si trova il condominio.
Si chiede se, ai fini delle agevolazioni fiscali, la segnalazione dell’Organismo di controllo al Comune in seguito all’esito negativo della verifica biennale sull’ascensore in un condominio – esito che ha portato alla necessità di intervenire sull’argano di tale impianto – possa sostituire le comunicazioni preliminari alla Asl e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti.
Le comunicazioni preliminari all'azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti – necessarie per usufruire delle agevolazioni fiscali – sono quelle previste dall’art. 99, d.lgs. n. 81/‘08 e cioè quelle obbligatorie nei seguenti casi:
- cantieri di cui all'articolo 90, comma 3, d.lgs. n. 81/‘08 citato (vale a dire “nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea”);
- cantieri che, inizialmente non soggetti all'obbligo di notifica, vi ricadono per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera;
- cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.
Conviene, quindi, che, nel caso di specie, venga verificato con il direttore lavori che l’intervento da eseguirsi sull’ascensore non ricada tra quelli indicati. In caso positivo, non si ritiene che tali comunicazioni da effettuarsi dal committente possano essere sostituite dalla segnalazione dell’Organismo di controllo al Comune in seguito all’esito negativo della verifica biennale (avendo infatti contenuti totalmente diversi).
Nel mio condominio alla prossima assemblea si discuterà di installare un’antenna televisiva centralizzata satellitare. Vorrei sapere, pertanto, quale maggioranza occorre, in seconda convocazione, per assumere validamente una decisione del genere.
Ai sensi dell’art. 2-bis, comma 13, d.l. n. 5 del 23.1.’01 (come convertito in legge) le opere finalizzate alla realizzazione di questo particolare tipo di impianti sono “innovazioni necessarie” per la cui approvazione si applica l’art. 1136, terzo comma, c.c.. Ciò significa che, in seconda convocazione, è sufficiente un quorum (sia costitutivo sia deliberativo) pari ad un terzo dei partecipanti al condominio e ad almeno un terzo del valore dell’edificio.
DECORO ARCHITETTONICO, ALTERAZIONE
In cosa consiste il divieto di alterare il decoro architettonico di un edificio previsto dall'art. 1120, secondo comma, cod. civ.?
Secondo la giurisprudenza il divieto di cui trattasi riguarda “quei mutamenti che siano sufficienti ad apportare una disarmonia nell'insieme e si risolvano in un deterioramento” del carattere “estetico o dell'aspetto decorativo” di un edificio, “senza assurgere alla deturpazione, che rappresenta un quid pluris rispetto all'alterazione, perché deturpare significa deformare, rendere brutto, o addirittura ripugnante” (Cass. sent. n. 1800 del 28.7.’65).
DICHIARAZIONE DEI REDDITI DA LOCAZIONE
Quali sono il quadro e la colonna della dichiarazione dei redditi in cui occorre inserire il reddito di un immobile sito a Milano locato con contratto 4+4?
Il quadro di interesse è quello “B” e la colonna di riferimento, nella quale occorrerà indicare l’85% del canone di locazione, è la 5 (“Fabbricati dati in locazione”).
INDENNITÀ DI AVVIAMENTO COMMERCIALE, PRESCRIZIONE
Si domanda quale sia il termine di prescrizione del diritto all’indennità di avviamento commerciale.
Per la giurisprudenza il diritto di cui trattasi si prescrive in dieci anni. Sul punto la Cassazione ha precisato, infatti, che l'indennità di avviamento prevista dall'art. 34, l. n. 392/’78, “non costituisce, diversamente dai canoni di locazione, una prestazione da corrispondersi periodicamente, ma un credito legato alla presenza di determinati presupposti e da estinguersi in unica soluzione”, onde il relativo diritto non è soggetto al termine di prescrizione (quinquennale) di cui all'art. 2948 n. 3 cod. civ., ma “a quello ordinario decennale, previsto dall'art. 2946 cod. civ.” (sent. 24037 del 13.11.’09).
IMMOBILE DA ADIBIRE ALL’ESERCIZIO DI ATTIVITÀ TEATRALI
Devo dare in locazione un immobile che il conduttore adibirà all’esercizio di attività teatrali. Posso fissare in sei anni la durata minima del primo periodo contrattuale?
No. Dopo la modifica operata dall’art. 7, comma 1, lett. a), l. n. 9/’07 all’art. 27, l. n. 392/’78, locazioni di tal genere hanno durata minima iniziale di nove anni.
LOCAZIONE, INDICAZIONE DATI CATASTAL
Il proprietario di un appartamento appena concesso in locazione domanda se nella richiesta di registrazione del relativo contratto debba indicare i dati catastali dell’immobile.
Sì. L’obbligo in questione è stato introdotto dall’art. 19, comma 15, d.l. n. 78/’10 (così come convertito in legge) ed è in vigore dall’1.7.’10.
ASSEMBLEA, CONVOCAZIONE IN ASSENZA DELL’AMMINISTRATORE
In mancanza dell’amministratore, l’assemblea può essere convocata dai singoli condòmini?
La risposta è positiva. Ove manchi l’amministratore, infatti, l’art. 66, secondo comma, disp. att. cod. civ., prevede che “l’assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria” possa essere convocata “ad iniziativa di ciascun condomino”.
PROPRIETÀ ESCLUSIVA E DIVIETO DI SPECIFICA DESTINAZIONE
E’ legittima una delibera, assunta a maggioranza, che vieti ai condòmini di dare una specifica destinazione alle loro proprietà esclusive?
Secondo la giurisprudenza il divieto, a carico di un condomino, di dare una determinata destinazione al proprio immobile, traducendosi in una limitazione delle facoltà inerenti al diritto dominicale, non può derivare da una delibera assembleare adottata a maggioranza (che pertanto è nulla), ma presuppone il consenso unanime dei partecipanti alla comunione da manifestarsi in forma scritta. E questo indipendente dalla natura contrattuale o assembleare del regolamento di condominio su cui tale delibera va ad incidere (in tal senso, cfr. ex multis, Cass. sent. n. 3848 del 27.6.’85 e Cass. sent. n. 12173 dell’14.11.’91 e, più recentemente, Cass. sent. n. 5626 del 18.4.’02). La risposta al quesito, quindi, è senz’altro negativa.
Un amministratore chiede quale differenza ci sia nel redigere il rendiconto condominiale secondo il principio di “cassa” oppure secondo il principio di “competenza”.
Applicare il principio di “cassa” significa tenere conto soltanto delle entrate e delle uscite effettivamente avvenute nel periodo dell’esercizio contabile (individuato, in ambito condominiale, nei termini previsti dal regolamento o, in mancanza di questo, coincidente con l’anno solare) e non già delle somme che si riferiscono a tale periodo ma che sono, rispettivamente, ancora da corrispondere, o ancora da incassare. Diversamente, applicare il principio di “competenza” vuol dire inserire nel rendiconto tutte le voci di entrata e di uscita che si riferiscono all’esercizio contabile a prescindere, rispettivamente, dall’avvenuto incasso o pagamento.
REGISTRAZIONE PLURIENNALE
Dovendo a breve dare in locazione il mio immobile, vorrei sapere quali sono i vantaggi di corrispondere l'imposta di registro commisurata all'intera durata del rapporto contrattuale.
Si ha diritto a una detrazione dall'imposta, in misura percentuale, pari alla metà del tasso di interesse legale (attualmente fissato all’1,5%) moltiplicato per il numero delle annualità.
Un proprietario di un locale commerciale domanda se possa inserire nel contratto di locazione che andrà a stipulare della durata di 7 anni + 6 anni una clausola che preveda l’aggiornamento annuale del canone nella misura del 100% delle variazioni accertate dall’Istat dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati.
Sì. Dopo le modifiche recate dall’art. 41, comma 16 duodecies, d.l. n. 207/’08 (come convertito) all’art. 32, l. n. 392/’78 in tema di aggiornamento del canone, una pattuizione del genere, in un contratto la cui durata iniziale è superiore a quella minima prevista dalla legge, è senz’altro legittima.
Il nostro portiere ci ha chiesto quando gli verrà corrisposta l’indennità di vacanza contrattuale, poiché il relativo CCNL è scaduto il 31 dicembre scorso.
Dal 1° aprile prossimo. Infatti, il CCNL per i dipendenti da proprietari di fabbricati, firmato da Confedilizia e CGIL/CISL/UIL, prevede che l’indennità di vacanza contrattuale sia dovuta, in caso di mancato accordo, dopo 3 mesi dalla data di scadenza contrattuale. Inizialmente sarà pari al 30% - e dopo 6 mesi al 50% - del tasso di inflazione programmato, applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti (paga o stipendio base ed indennità di contingenza). Tale indennità cesserà di essere corrisposta dalla data di inizio di applicazione dell’accordo di rinnovo del CCNL.
ALIENAZIONE DI UN BENE CONDOMINIALE
In un condominio l’assemblea ha deliberato, a maggioranza, la vendita di un locale comune inutilizzato. Si domanda se tale delibera sia legittima.
No. Per deliberare validamente l’alienazione di un bene comune occorre il consenso della totalità dei condòmini. Lo stabilisce espressamente l’art. 1108 c.c., dettato in tema di comunione ma applicabile anche alla materia condominiale in virtù dell’espresso rinvio operato dall’art. 1139 c.c. (cfr. Cass. sent. n. 2585 del 25.3.’88, e Corte di Appello di Milano, sent. n. 1032 del 20.6.’89).
DINIEGO DI RINNOVO ALLA PRIMA SCADENZA ED AVVIAMENTO COMMERCIALE
In caso di diniego di rinnovo alla prima scadenza contrattuale di una locazione commerciale, il conduttore ha diritto di ricevere l’indennità di avviamento commerciale?
Essendo il rapporto cessato per iniziativa del locatore, la risposta è necessariamente affermativa (in tal senso, cfr. Cass. sent. n. 15590 del 12.7.’07). Naturalmente, perché maturi il diritto di cui trattasi, l’attività esercitata nell’immobile locato deve comportare contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori.
REGOLAMENTO DI CONDOMINIO E MODIFICA DI UNA CLAUSOLA
L’assemblea condominiale può modificare, a maggioranza, una clausola contenuta in un regolamento contrattuale?
Secondo la giurisprudenza più recente la risposta al quesito è affermativa a condizione, però, che si tratti di una clausola che disciplini l'uso delle cose comuni e purché la relativa delibera sia assunta con la maggioranza, tanto in prima quanto in seconda convocazione, di cui all’art. 1136, secondo comma, c.c.. Diversamente, ove si tratti di una clausola che limiti i diritti dei condòmini sulle proprietà esclusive o condominiali oppure che attribuisca ad alcuni condòmini maggiori diritti rispetto ad altri, occorrerà il consenso unanime dei partecipanti alla comunione (cfr., ex multis, Cass. sent. n. 5626 del 18.4.’02).
Un proprietario di un immobile locato ad una pizzeria chiede di conoscere il saggio degli interessi legali per l’anno 2010.
Per l’anno richiesto il saggio è stato dell’1%. Ricordiamo che attualmente è invece pari all’1,50%.
No. La disposizione in questione è, per espressa disposizione di legge, inderogabile (art. 1138, quarto comma, c.c.). Ciò è stato confermato anche dalla Cassazione con sentenza n. 4905 del 26.5.’90.
Sono proprietario di un appartamento locato da un paio d’anni con contratto 4+4. Posso disdettare il contratto alla prima scadenza per destinare l’immobile ad abitazione dei miei genitori?
La risposta è positiva. Intendere destinare ai genitori l’immobile locato, infatti, rientra tra le ipotesi contemplate dall’art. 3, comma 1, lett. a), l. 431/’98, per le quali il locatore può avvalersi della facoltà di diniego di rinnovo del contratto alla prima scadenza.
No. In materia condominiale tale obbligo scatta dal prossimo 20 marzo 2012.
MANCATA CONVOCAZIONE ALL’ASSEMBLEA,EFFETTI
Un condomino, che non ha potuto partecipare alla riunione condominiale perché non convocato, domanda se, sulla base di questo presupposto, possa impugnare le delibere che, nella circostanza, l’assemblea ha assunto.
La risposta è positiva. Tuttavia si consideri che la mancata comunicazione, ad uno o più condòmini, dell'avviso di convocazione non rende nulla ma semplicemente annullabile la delibera condominiale, la quale pertanto, se non impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137, terzo comma, c.c., è valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio (cfr. Cass. Sez. Un. sent. n. 4806 del 7.3.’05).
CONTRATTI 3+2, DISINFESTAZIONE DEI LOCALI CONDOMINIALI
Nella palazzina nella quale sono proprietario di un appartamento concesso in locazione con contratto 3+2 è stata deliberata la disinfestazione dei locali condominiali destinati alla raccolta delle immondizie. Il mio inquilino afferma che la relativa spesa non è di sua competenza. È vero? Preciso che il contratto di locazione nulla prevede al riguardo.
La spesa relativa alla disinfestazione dei locali comuni destinati alla raccolta delle immondizie è di competenza del conduttore. Così prevede, infatti, l’Allegato “G” al D.M. 30 dicembre 2002, che disciplina il riparto degli oneri accessori per le locazioni agevolate (3+2).
RIFACIMENTO DELLA PAVIMENTAZIONE CONDOMINIALE, DETRAZIONE
In un condominio è stato deliberato il rifacimento della pavimentazione esterna con materiali uguali a quelli preesistenti. Si domanda se, per i lavori in questione, è possibile usufruire della detrazione fiscale del 36%.
Sì. Si tratta di una di quelle ipotesi, infatti, per le quali – come chiarito dall’Agenzia delle Entrate (cfr. Guida fiscale, marzo’11) – è possibile godere della detrazione in questione.
SOCIETÀ DI CAPITALI E CEDOLARE SECCA
Una società di capitali, proprietaria di un appartamento locato ad uso abitativo, può optare per il regime della cedolare secca?
No. Le società di capitali, benché proprietarie di unità immobiliari abitative locate ad uso abitativo, non possono optare per la cedolare secca.
DEROGHE IN TEMA DI NOMINA E REVOCA DELL’AMMINISTRATORE
Un regolamento di origine contrattuale può stabilire deroghe all’art. 1129 c.c. in tema di nomina e revoca dell’amministratore?
Ai sensi dell’art. 1138, quarto comma, c.c. la disposizione in questione è inderogabile. La risposta al quesito, pertanto, è negativa.
IMMOBILE ARREDATO E LOCAZIONE AD USO ABITATIVO
Alla locazione ad uso abitativo di un immobile arredato si applica la legge n. 431/’98?
Sì. Ai sensi dell’art. 1, comma 2 della legge in questione, infatti, l’immobile arredato non rientra nell’elenco delle fattispecie escluse dall’applicazione della disciplina speciale sulle locazioni abitative.
LOCAZIONE E DENUNCIA ALLA SOPRAINTENDENZA
Sono proprietario di un immobile di interesse storico-artistico. Nel caso dovessi cederlo in locazione, sono tenuto a denunciare tale trasferimento alla Sopraintendenza?
Il decreto-legge n. 70/’11 (così come convertito) ha abolito la denuncia che i proprietari di immobili di interesse storico-artistico dovevano fare alla Sopraintendenza in occasione di ogni locazione (o, comunque, di trasferimento della detenzione) e il cui inadempimento era punito financo con la pena della reclusione. La risposta al quesito, pertanto, è negativa.
Quanti giorni prima – secondo la legge – deve essere comunicato ai condòmini l’avviso di convocazione dell’assemblea?
Ai sensi dell’art. 66, terzo comma, disp. att. c.c. “l’avviso di convocazione deve essere comunicato ai condòmini almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza”. Sul punto la giurisprudenza ha chiarito che per calcolare il previsto termine di cinque giorni “(che decorre non dalla data di spedizione dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale, ma dalla data di ricezione) è necessario sottrarre il dies a quo, che è solo quello della convocazione e non quello del ricevimento dell'avviso” (cfr., ex multis, Trib. Napoli sent. n. 6888 del 13.5.’91); inoltre, che il mancato rispetto di quanto previsto dalla norma in questione non comporta la nullità ma la semplice annullabilità delle delibere eventualmente assunte (Cass. sent. n. 2346 del 12.6.’75)
SALDO CEDOLARE E CODICE TRIBUTO
Qual è il codice tributo per versare il saldo della cedolare a giugno del 2012?
Il codice tributo da indicare nel modello F24 è “1842” (cfr. risoluzione Agenzia Entrate n.59/E del 25.5.’11).
ACQUISTO ESTINTORI NEI CONTRATTI AGEVOLATI
Il proprietario di un immobile concesso in locazione con contratto agevolato (3+2) domanda se spetti a lui o al suo inquilino la spesa per l’acquisto degli estintori condominiali.
La spesa relativa all’acquisto degli estintori è di competenza del locatore. Così prevede, infatti, l’Allegato “G” al D.M. 30.12.’02, che disciplina il riparto degli oneri accessori per questo tipo di locazioni.
LUCERNAI CONDOMINIALI, RIFACIMENTO E DETRAZIONE FISCALE
In caso di sostituzione dei lucernai condominiali è possibile usufruire della detrazione fiscale del 36%?
Sì, purché la sostituzione in parola avvenga con altri lucernai aventi gli stessi caratteri (sagoma e colori) di quelli preesistenti (cfr. Guida fiscale, marzo’11).
DIRETTORE DEI LAVORI E IVA AGEVOLATA
Si domanda se, in caso di rifacimento della facciata di un edificio condominiale, alla prestazione del professionista incaricato della direzione dei lavori si possa applicare l'Iva agevolata del 10%.
La risposta è negativa. Come chiarito dall’amministrazione finanziaria, infatti, prestazioni del genere restano assoggettate all’aliquota ordinaria, giacché “non hanno ad oggetto la materiale realizzazione dell'intervento ma risultano a questo collegate solo in maniera indiretta” (cfr. circolare n. 71 del 7.4.’00).
DEROGA AI TERMINI DI IMPUGNAZIONE DI UNA DELIBERA ASSEMBLEARE
Un regolamento di origine contrattuale può stabilire, per l’impugnazione di una delibera, un termine diverso dai trenta giorni previsti dall’art. 1137, terzo comma, c.c.?
La risposta è negativa. L’art. 1138, quarto comma, c.c., infatti, inserisce la norma in questione tra le disposizioni non derogabili. E sul punto la giurisprudenza ha chiarito che ciò vale anche quando la deroga è prevista da un regolamento di origine contrattuale (cfr. Cass. sent. n. 4905 del 26.5.’90).
IMMOBILI SFITTI, IMU MA NIENTE IRPEF
Sono proprietario di un immobile sfitto. Per tale cespite sono tenuto a pagare sia l’Imu sia l’Irpef?
No. Sugli immobili vuoti non si paga l’Irpef. Ai sensi dell’art. 8, d.lgs. 23/’11, infatti, “l’imposta municipale propria sostituisce, per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati”, e l’Ici. L’Irpef si paga, pertanto, solo nel caso in cui l’immobile venga locato (e sempreché, ovviamente, non si opti per la cedolare secca). E ciò vale tanto per l’Imu che andrà a regime a partire dal 2015, quanto per l’Imu sperimentale, introdotta dall’art. 13, d.l. n. 201/’11 (così come convertito in legge).
USUFRUTTO E CEDOLARE SECCA
L’usufruttuario di un appartamento ceduto in locazione può optare per la cedolare secca?
Sempreché sussistano le altre condizioni di legge, la risposta al quesito è positiva. La facoltà di optare per il regime della cedolare secca, infatti, è concessa – ai sensi dell’art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23/’11 – anche al locatore, persona fisica, titolare del diritto di usufrutto sull’immobile locato.
NOMINA DELL’AMMNISTRATORE
In uno stabile composto in tutto da cinque unità immobiliari ma nel quale tre immobili sono di proprietà di un solo condomino, è obbligatoria la nomina dell’amministratore?
Ai sensi dell’art. 1129, primo comma, c.c. la nomina dell’amministratore è obbligatoria solo “quando i condòmini sono più di quattro”. Nel caso di specie, invece, i condòmini, cioè i proprietari delle unità immobiliari che formano il condominio, sono solo tre. La risposta al quesito, pertanto, è negativa
Un proprietario di un locale concesso in locazione ad un ristorante chiede di conoscere il saggio degli interessi legali per l’anno 2011.
Per l’anno 2011 il saggio è stato dell’1,5%. Ricordiamo che attualmente è invece pari al 2,50%.
Ho sentito parlare di una recente sentenza della Cassazione secondo cui un regolamento approvato a maggioranza dall’assemblea non può vietare ai condòmini di tenere animali nei loro appartamenti. E’ vero? E, nel caso, quali sono i riferimenti di questa pronuncia?
Sì, è vero. Si tratta della sentenza n. 3705 del 15.2.’12. La motivazione di una siffatta statuizione si basa sul fatto che un regolamento assembleare (a differenza di un regolamento contrattuale) non può “importare limitazioni delle facoltà” comprese nel diritto dominicale dei condòmini sulle porzioni immobiliari di loro proprietà esclusiva.
RICOSTRUZIONE DEL TETTO COMUNE
Abito in un edificio condominiale il cui tetto – che serve da copertura a tutte le unità immobiliari del fabbricato – deve essere rifatto. Come va ripartita la relativa spesa? Preciso che nulla è previsto in proposito nel regolamento di condominio.
La spesa in questione deve essere ripartita tra tutti i condòmini in proporzione ai rispettivi millesimi di proprietà (cfr., ex multis, Cass. sent. n. 5064 del 29.4.’93).
Nel contratto di locazione di una cantina si può inserire una clausola che ponga ad esclusivo carico dell’inquilino le relative spese di registrazione?
Sì. Il contratto di locazione di una cantina è regolato, infatti, dal codice civile (artt. 1571 e seguenti), con la conseguenza che le parti sono libere di ripartire le spese di registrazione della locazione nel modo che ritengono più opportuno.
Sono comproprietario (assieme ai mie quattro fratelli) di un appartamento affittato dal quale traggo un reddito irrisorio. Ho lo stesso optato, nel 2011, per la cedolare secca ma, dato che l’importo sui cui calcolarla non superava i 50 euro, per la scadenza del 30 novembre 2012 ho ritenuto di non dover versare l’acconto. Ho fatto bene oppure ho sbagliato?
Il comportamento tenuto è stato quello corretto. Infatti, l’acconto non è dovuto e la cedolare va versata interamente a saldo, nel giugno del 2013 (codice tributo: 1840), se l’importo su cui calcolare l’acconto non supera 51,65 euro.
E’ vero che, in caso di controversie condominali, il tentativo preliminare di mediazione come condizione per adire l’autorità giudiziaria è stato dichiarato incostituzionale?
Sì, è vero. La Consulta – con sentenza n. 272 del 6.12.’12 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della normativa in materia di media–conciliazione (d.lgs. n. 28 del 4.3.’10) nella parte in cui prevedeva – per alcune materie (fra cui le controversie condominiali) – l’esperimento del tentativo di mediazione come condizione obbligatoria di procedibilità.
RIFORMA DEL CONDOMINIO E NOMINA DELL’AMMINISTRATORE
Con la legge di riforma del condominio cambia qualcosa con riferimento all’obbligatorietà della nomina dell’amministratore prevista, adesso, quando i condòmini sono più di quattro?
Sì. Sulla base della legge di riforma del condominio la nomina dell’amministratore diviene obbligatoria solo quando i condòmini sono più di otto.
STUDIO PROFESSIONALE E OPZIONE PER LA CEDOLARE SECCA
Il proprietario di un immobile locato a studio professionale può optare per la cedolare secca?
La risposta è negativa. Immobili di questo tipo non sono ricompresi nell’ambito applicativo della cedolare secca (art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 14.3.’11).
PIU’ RIUNIONI FISSATE CON UN'UNICA CONVOCAZIONE
La nuova normativa condominiale consente all’amministratore di fissare, con un’unica convocazione, più riunioni di condominio consecutive?
Sì. La nuova formulazione dell’art. 66, ultimo comma, disp. att. c.c. stabilisce espressamente che “l'amministratore ha facoltà di fissare più riunioni consecutive in modo da assicurare lo svolgimento dell'assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un unico avviso nel quale sono indicate le ulteriori date ed ore di eventuale prosecuzione dell'assemblea validamente costituitasi”. In argomento occorre, comunque, precisare che la giurisprudenza già da tempo riconosceva tale facoltà in capo all’amministratore (cfr. Cass. sent. n. 4846/’88).
Cosa si intende per condominio minimo e condominio parziale?
Il condominio minimo è un condominio costituito da due soli condòmini (cfr., ex multis, Cass. sent. n. 16075 del 19.7.’07). Il condominio parziale è una fattispecie che si configura allorché uno o più beni risultino, per obiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinati al servizio o al godimento in modo esclusivo di una parte dell’edificio condominiale (cfr. Cass. sent. n. 23851 del 24.11.’10).
CEDOLARE SECCA E IMPOSTA DI BOLLO SULLE RICEVUTE
E’ dovuto il pagamento dell’imposta di bollo sulle ricevute di versamento del canone in caso di contratto di locazione per il quale si sia optato per il regime della cedolare secca?
Con riferimento all’imposta di bollo la legge prevede che non vada pagata solo quella dovuta “sul contratto di locazione” (art. 3, comma 2, d.lgs. n. 23 del 14.3.’11). La risposta al quesito deve, pertanto, ritenersi positiva.
I Nuovi Accordi Territoriali
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