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Timestamp: 2018-05-21 13:13:07+00:00

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LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI: MANUTENZIONE E ASPETTI NORMATIVI - PDF
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1 LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI: MANUTENZIONE E ASPETTI NORMATIVI A. PREMESSA Nell affrontare la problematica in esame è utile precisare cosa si intenda con manutenzione, effettivamente con tale termine si identificano diversi tipi di attività che vanno analizzate separatamente, ma il cui unico risultato è il mantenere funzionanti ed in sicurezza, con le prescrizioni quantitative e qualitative originarie, gli impianti ed i sistemi aziendali o di fabbricato. Normalmente si considerano le seguenti tipologie di attività di manutenzione: - Manutenzione Episodica: Intesa quale intervento episodico allo scopo di sanare i guasti ovvero interventi una tantum su parti ristrette di un impianto o di una macchina. - Manutenzione Programmata: Intesa quale insieme di interventi eseguiti secondo una previsione, un controllo ed un piano predeterminato, in genere questo insieme di interventi interessa gran parte dell apparecchiatura dell impianto elettrico. Scopo della manutenzione programmata è quello di ridurre la probabilità di rotture o il degradare della prestazione dell impianto. - Manutenzione Conservativa o Straordinaria: Il cui scopo è quello di riportare gli impianti al rispetto della normativa vigente. Risulta chiaro che in questo quadro di attività coloro che sono chiamati alla responsabilità di un impianto elettrico (Datori di lavoro, Amministratori, Proprietari di immobili, ecc.) e i gestori degli stessi sono chiamati ad un cambiamento culturale nei confronti del problema specifico. Fino ad oggi, infatti, quando si parla di manutenzione si intende, il più delle volte, la manutenzione episodica, quindi l intervento a seguito del guasto, l avvento però di alcune normative e leggi stanno favorendo un cambiamento di tendenza fornendo un peso sempre più importante all aspetto della manutenzione programmata. B. ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI Il Legislatore più volte è entrato nel merito della manutenzione, ed in proposito di seguito si evidenziano alcuni principali disposti legislativi: - D.P.R. 547/55 art. n. 374 dispone che Gli edifici, le opere destinate ad ambienti o posti di lavoro, devono essere costruiti e mantenuti in buono stato di stabilità, di conservazione e di efficienza. omissis. - D.Lgs. 626/94 all art. 3 elenca, tra le misure di tutela, la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature ed impianti; e all art. 32 stabilisce che i luoghi di lavoro, gli impianti ed i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati i difetti, ecc. - D.P.R. 37/98 che regolamenta le procedure di prevenzione incendi, all art. 5 si prescrive che i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione devono essere annotati in un apposito registro a cura del responsabile dell attività. - Legge 109/94 sui lavori pubblici prevede all art. 16 che per le nuove opere sia redatto un piano di manutenzione; tale documento complementare al progetto esecutivo prevede, pianifica, programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi, l attività di manutenzione al fine di mantenere nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità ed efficienza ed il valore economico. Pagina 1 di 7
2 - D.Lgs. 494/96 prevede all art. 4 che il coordinatore per la progettazione predisponga un fascicolo dell opera contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dei lavoratori nelle fasi di manutenzione dell opera stessa. A questi Disposti Legislativi vanno aggiunti quelli dettati dalla normativa tecnica ed in particolare dalla normativa CEI. C. LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI L impegno normativo espresso dal Legislatore e dagli Enti Normatori è indirizzato ad un unico scopo: rendere gli impianti sicuri. La sicurezza degli impianti individua l utente come proprio obbiettivo da garantire e tutelare; in particolare ci si dovrà tutelare dai seguenti rischi: - Rischio di elettrocuzione - Rischio di incendio Quindi ci si preoccupa che l impianto e le apparecchiature non possano diventare la possibile causa di danno per il fruitore dell impianto. Essenzialmente possiamo affermare che una manutenzione programmata sulle varie parti componenti un impianto può garantire la sicurezza dello stesso. Si pensi al controllo periodico dei quadri elettrici (CEI e collegate) durante il quale si rende necessaria la verifica dei serraggi di morsetti, collegamenti, ecc. Controlli legati alle distribuzioni per i quali vanno verificati eventuali surriscaldamenti, serraggi di morsetti, collegamenti equipotenziali, ecc. Tutti interventi finalizzati, assieme a quelli legati al D.P.R. 462, a garantire l incolumità dell utilizzatore di un impianto. In appendice si allegano alcune schede tipologiche di interventi manutentivi. Il problema della sicurezza degli impianti e della loro affidabilità diventa basilare quando si entra nell ambito della Prevenzione Incendi. Nel campo della Prevenzione Incendi il D.P.R. 37/98 obbliga tutti i responsabili di attività al mantenimento in efficienza dei sistemi e dispositivi legati alla sicurezza in caso di incendio, tra questi rientrano: - Impianti di Illuminazione di Sicurezza - Impianti di Rilevazione Fumi Incendio - Impianti Elettrici al servizio di Impianti di Spegnimento Possiamo quindi affermare che la manutenzione, in particolare quella programmata è condizione fondamentale per garantire una completa affidabilità nelle condizioni di esercizio di un impianto elettrico nelle condizioni di utilizzazioni definite in fase di progetto. E importante questo ultimo passaggio in quanto come vedremo in seguito la manutenzione non può prescindere da quelle che risultano essere le condizioni e le modalità di utilizzo iniziali. D. LA MANUTENZIONE E LA LEGGE QUADRO SUI LAVORI PUBBLICI E stato accennato come la redazione di un piano di manutenzione è resa obbligatoria per le nuove opere pubbliche dell art. 16, comma 5 della legge n. 109/94. Esso è definito, in una bozza particolarmente accreditata del Regolamento della legge quadro in corso di emanazione, come il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica, programma, tenendo conto Pagina 2 di 7
3 degli elaborati progettuali esecutivi o di effettiva realizzazione, l attività di manutenzione dell intervento al fine di mantenere nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità ed efficienza ed il valore economico. Secondo il Regolamento esso deve essere costituito dai seguenti documenti operativi: a) il manuale d uso; b) il manuale di manutenzione; c) il programma di manutenzione. Il manuale d uso di riferisce all uso delle parti più importanti dell intervento, ed in particolare degli impianti tecnologici. L insieme delle informazioni fornite deve permettere all utente di conoscere le modalità di fruizione e di gestione del bene che ne evitino il degrado anticipato. Il manuale d uso contiene tutti gli elementi necessari per limitare quanto più possibile i danni derivanti da un utilizzazione impropria del bene e per consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla sua conservazione che non richiedono conoscenze specialistiche, nonché di riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al fine di sollecitare interventi specialistici. Il manuale d uso raccoglie, di norma, le seguenti informazioni: a) l ubicazione; b) la rappresentazione grafica; c) la descrizione; d) le modalità d uso corretto. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione della parti più importanti del bene ed in particolare degli impianti tecnologici. Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonché il ricorso ai centri di assistenza o servizio. Il manuale di manutenzione raccoglie di norma le seguenti informazioni: a) l ubicazione; b) la rappresentazione grafica; c) la descrizione delle risorse necessarie per intervento manutentivo; d) il livello minimo di prestazioni; e) le anomalie riscontrabili; f) le manutenzioni eseguibili direttamente dall utente; g) le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato. Il programma di manutenzione prevede un sistema di controlli e di interventi da eseguire, a cadenze temporalmente o altrimenti prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni. Esso si articola secondo tre sottoprogrammi: a) il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita; b) il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche e dei controlli al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma; Pagina 3 di 7
4 c) il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene. Il programma di manutenzione, il manuale d uso ed il manuale di manutenzione redatti in fase di progettazione sono sottoposti, al termine della realizzazione dell intervento, al controllo ed alla verifica di validità, con gli eventuali aggiornamenti resi necessari dai problemi emersi durante l esecuzione dei lavori. ATTIVITA DI MANUTENZIONE ORDINARIA QUADRO ELETTRICO DI DISTRIBUZIONE IN BASSA TENSIONE Con la dizione di quadro elettrico generale, nel presente capitolo si intende prendere in considerazione una struttura assiemata contenuta in un involucro rigido, costituita da apparecchiature di interruzione, comando e controllo in bassa tensione, nonché delle sbarre, dei cavi, dei morsetti, delle segnalazioni e di quant altro necessario per la loro corretta interconnessione e per il relativo comando e controllo. Non si ritiene scopo del presente capitolo l analisi di tutta la possibile componentistica alloggiabile in un quadro, bensì solo di quella relativa alla distribuzione elettrica. Non sono oggetto pertanto di analisi componenti quali schede elettroniche, protezioni elettriche analogiche o digitali, relè, sistemi di automazione, ecc.: per la manutenzione dei singoli componenti, si rimanda alle indicazioni fornite dai rispettivi costruttori. Si è ritenuto opportuno distinguere l insieme dei quadri elettrici generali in due categorie, in funzione della corrente nominale tipica: - fino a 125A (inclusi); - oltre 125A. Ciò sulla base della considerazione che un quadro importante, cioè di corrente nominale maggiore, risulta generalmente prescritto, progettato ed assemblato con una attenzione maggiore rispetto ad uno di portata più bassa. Le tipologie di manutenzione individuate per le due tipologie sono state comunque uniformate: differenze emergono dalle cadenze temporali richieste per lemanutenzioni successive alla prima, proprio a seguito del maggior affidamento che i quadri più importanti dovrebbero dare. Per ogni attività viene inoltre lasciato uno spazio per le note: se necessario, in esso si può far rimando a fogli aggiuntivi, da allegare alla scheda di manutenzione, in cui dettagliare più approfonditamente le osservazioni emerse. ANALISI DEI SINGOLI PUNTI 1. Pulizia generale e accurata del quadro Vanno eseguite tutte le attività di pulizia, sia esterna che interna, volte a eliminare tracce di sporcizia, polvere, sudiciume, nonché ad eliminare dal quadro insetti o piccoli animali. Deve essere tenuta debita considerazione la presenza di eventuali sfiammate, utili per porre una maggior attenzione su alcuni componenti del quadro. 2. Esistenza dello schema elettrico aggiornato Ogni attività che prevede interventi su impianti o componenti elettrici deve partire dalla Pagina 4 di 7
5 consapevolezza del personale di cosa si accinga a fare e dove: imprescindibile è pertanto che gli addetti siano in possesso all atto dell inizio dei lavori della documentazione tecnica relativa all oggetto dell attività. E` importante che la documentazione sia aggiornata, in quanto sono evidenti le difficoltà cui l operatore potrebbe dover far fronte trovandosi a che fare con un quadro che ha subito notevoli modifiche rispetto a quanto indicato nel progetto: si pensi solo al tempo necessario (e al costo che ne deriva) per comprendere che è proprio quello il quadro su cui si deve operare, che i componenti su cui si doveva intervenire non ci sono più, e sono stati sostituiti da altri differenti, e così via. Ovviamente, non è in generale compito degli addetti allamanutenzione l adeguamento della documentazione tecnica: si ritiene comunque che essi debbano comunicare a chi di competenza le difformità riscontrate, per una correzione della documentazione. Eventualmente dovranno annotare le modifiche che andranno a realizzare, nel caso in cui queste non siano già state integrate nei documenti, per una successiva integrazione da parte di chi di competenza. 3. Corrispondenza del grado di protezione IP Durante le attività di manutenzione si richiede che venga ripristinato il grado di protezione del quadro che è stato perduto per invecchiamento, degrado o utilizzo. L esecuzione di modifiche sul quadro, che comportino attività di ripristino rilevanti del grado di protezione, non sono da considerarsi attività di manutenzione. 4. Sostituzionedi targhette non leggibili Le targhette identificative del quadro, dei singoli componenti e delle loro funzioni debbono permettere l identificazione univoca sia delle funzioni svolte che delle caratteristiche dell insieme o del componente. Elementi staccati o di non sicura stabilità debbono essere fissati adeguatamente e nella posizione occupata in precedenza. Qualora un componente (interruttore o altro) abbia perduto la propria targhetta di componente, e ciò pregiudichi in qualche modo l identificazione univoca delle sue caratteristiche e prestazioni, si ritiene che il componente vada rimosso e sostituito con uno identico o almeno equivalente, secondo quanto riportato nella documentazione tecnica costruttiva. 5. Apertura e chiusura dei singoli interruttori La semplice movimentazione dei componenti elettrici di interruzione permette di verificare la presenza di anomalie rilevanti (incapacità di richiusura, bloccaggio, impuntamenti, ecc.): la sostituzione dei componenti che si rivelassero difettosi va nella direzione di evitare comportamenti anomali e difficoltà durante il normale funzionamento del quadro, quando le interruzioni del servizio per interventi di emergenza risulterebbero alquanto fastidiose e costose. 6. Controllo integrità ed efficienza alimentazioni E` da intendersi come la verifica della presenza della tensione nel quadro ed ai morsetti dei componenti principali, nonché un controllo della simmetria della distribuzione dei carichi sulle tre fasi. 7. Controllo manipolatori di comando e della strumentazione I manipolatori di comando devono essere verificati nella loro integrità (cedimenti nei punti soggetti a sforzo, ecc.) e nella funzionalità reale e, se del caso, sostituiti. La strumentazione che rivelasse danneggiamenti, rotture dei vetri di protezione, malfunzionamenti o assenza di vita, deve essere sostituita. 8. Controllo lampade spia ed eventuale loro sostituzione Il funzionamento delle lampade spia è importante per comprendere lo stato attuale degli Pagina 5 di 7
6 organi o dei componenti presenti a bordo quadro, e quindi delle utenze o dei carichi sottesi. Buona norma progettuale è la presenza nel quadro di un pulsante di prova lampade, che permetta l immediata evidenziazione dei componenti guasti, permettendone la rapida sostituzione. Deve essere tenuta in debita considerazione la durata della vita utile delle lampade presenti, in modo da poter valutare l eventuale opportunità di una sostituzione generalizzata preventiva. 9. Controllo morsettiere e serraggio connessioni varie Le vibrazioni, le dilatazioni termiche e gli scuotimenti meccanici che si verificano abitualmente nei quadri possono portare ad allentamenti delle viti di fissaggio dei conduttori ai componenti ed alle morsettiere (in alcuni casi anche delle sbarre): un conduttore mal fissato può portare a surriscaldamenti localizzati, che possono portare all accensione di focolai di incendio. La presenza nell armadio di morsetteria di tipo antivibrante (con molla o dispositivo equivalente di mantenimento della pressione sul conduttore) è senz altro un aiuto per evitare queste situazioni. E` richiesto che gli addetti ripassino tutte le connessioni elettriche, stringendo e serrando quelle che risultassero poco ferme o allentate. 10. Prova strumentale interruttori automatici magnetotermici differenziali Non si tratta di una vera e propria attività di manutenzione, bensì di una verifica: si è comunque ritenuto essenziale che venisse inserita nella scheda, in quanto è in esame il componente più importante del quadro, che nel caso di mancato o non tempestivo funzionamento può provocare seri problemi. Non si intende con questo punto l esecuzione della pressione del tasto di test degli interruttori modulari: i costruttori già raccomandano che tale operazione debba essere eseguita mensilmente dall utilizzatore. Si noti che, vista l importanza maggiore dei quadri con portata maggiore di 125A, e quindi della necessità della garanzia del buon funzionamento di questi componenti, la scadenza della verifica degli interruttori automatici magnetotermici differenziali è annuale. Pagina 6 di 7
7 SCHEDA DI MANUTENZIONE ORDINARIA QUADRO ELETTRICO DI DISTRIBUZIONE IN BASSA TENSIONE QUADRI FINO A 125A QUADRI 125A OLTRE OPERAZIONI PREVISTE Prima Successiva Prima Successiva Eseguito Non eseguito N.a Compilazione e applicazione della scheda generale sulla sicurezza (obbligatoria) Pulizia generale ed accuta del quadro Esistenza dello schema elettrico aggiornato Corrispondenza del grado di protezione Sostituzione di targhette non leggibili Apertura e richiusura dei singoli interruttori Ad ogni intervento Controllo integrità ed efficienza alimentazioni Controllo manipolatori di comando e strumentazione Controllo lampade spia ed eventuale loro sostituzione Controllo morsettiere serraggio connessioni varie Prova strumentale degli interruttori automatici magnetotermici differenziali Pagina 7 di 7

References: art. 3
 art. 32
 art. 5
 art. 16
 art. 4
 art. 16