Source: http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=12695
Timestamp: 2019-03-20 15:59:31+00:00

Document:
Legge 6 novembre 2012 , n. 190 | Edscuola
(in GU n. 265 del 13-11-2012)
Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. (12G0213)
1.   In    attuazione    dell'articolo    6    della    Convenzione
dell'Organizzazione  delle  Nazioni  Unite  contro   la   corruzione,
adottata dalla Assemblea generale  dell'ONU  il  31  ottobre  2003  e
ratificata ai sensi della legge  3  agosto  2009,  n.  116,  e  degli
articoli 20 e 21 della Convenzione penale sulla corruzione,  fatta  a
Strasburgo il 27 gennaio 1999 e ratificata ai sensi  della  legge  28
svolgere,  con  modalita'  tali  da  assicurare  azione   coordinata,
attivita'  di  controllo,  di  prevenzione  e  di   contrasto   della
delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 13  del  decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n.150, e  successive  modificazioni,  di
seguito denominata «Commissione»,  opera  quale  Autorita'  nazionale
anticorruzione, ai sensi  del  comma  1  del  presente  articolo.  In
a)  collabora  con  i  paritetici  organismi  stranieri,  con  le
b) approva il  Piano  nazionale  anticorruzione  predisposto  dal
d) esprime pareri facoltativi agli organi dello Stato e  a  tutte
le amministrazioni pubbliche di cui  all'articolo  1,  comma  2,  del
in materia di conformita' di  atti  e  comportamenti  dei  funzionari
pubblici alla legge, ai  codici  di  comportamento  e  ai  contratti,
e) esprime pareri facoltativi in materia  di  autorizzazioni,  di
cui all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.165,  e
successive modificazioni, allo svolgimento di  incarichi  esterni  da
parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti  pubblici
nazionali, con particolare  riferimento  all'applicazione  del  comma
f)  esercita  la  vigilanza   e   il   controllo   sull'effettiva
applicazione e sull'efficacia delle misure adottate  dalle  pubbliche
amministrazioni ai sensi dei commi 4 e 5 del presente articolo e  sul
previste dai commi da 15 a 36 del presente  articolo  e  dalle  altre
dicembre  di  ciascun  anno,  sull'attivita'   di   contrasto   della
corruzione  e  dell'illegalita'  nella  pubblica  amministrazione   e
Commissione esercita poteri ispettivi mediante richiesta di  notizie,
informazioni, atti e  documenti  alle  pubbliche  amministrazioni,  e
ordina l'adozione di atti o provvedimenti richiesti dai piani di  cui
dell'attivita' amministrativa previste dai  commi  da  15  a  36  del
presente articolo e  dalle  altre  disposizioni  vigenti,  ovvero  la
regole sulla trasparenza citati. La Commissione e le  amministrazioni
4. Il Dipartimento della funzione pubblica, anche secondo linee  di
indirizzo  adottate  dal  Comitato  interministeriale   istituito   e
a)  coordina  l'attuazione  delle  strategie  di  prevenzione   e
contrasto  della  corruzione  e   dell'illegalita'   nella   pubblica
b) promuove  e  definisce  norme  e  metodologie  comuni  per  la
assicurare l'attuazione coordinata delle misure di cui  alla  lettera
d) definisce modelli  standard  delle  informazioni  e  dei  dati
occorrenti  per  il  conseguimento  degli  obiettivi  previsti  dalla
presente legge, secondo modalita' che consentano la loro gestione  ed
e) definisce criteri per assicurare la  rotazione  dei  dirigenti
nei settori particolarmente esposti  alla  corruzione  e  misure  per
evitare sovrapposizioni di funzioni e cumuli di incarichi  nominativi
5. Le pubbliche amministrazioni centrali definiscono e  trasmettono
a) un piano di prevenzione  della  corruzione  che  fornisce  una
valutazione del  diverso  livello  di  esposizione  degli  uffici  al
rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi  volti  a
b)  procedure  appropriate  per   selezionare   e   formare,   in
collaborazione   con   la    Scuola    superiore    della    pubblica
amministrazione,  i  dipendenti  chiamati  ad  operare   in   settori
particolarmente esposti alla  corruzione,  prevedendo,  negli  stessi
6. Ai fini della predisposizione del  piano  di  prevenzione  della
7. A tal fine, l'organo di indirizzo politico individua,  di  norma
tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in  servizio,
il  responsabile  della  prevenzione  della  corruzione.  Negli  enti
locali,  il  responsabile  della  prevenzione  della  corruzione   e'
individuato, di norma,  nel  segretario,  salva  diversa  e  motivata
8. L'organo di indirizzo politico,  su  proposta  del  responsabile
individuato ai sensi del comma 7, entro il 31 gennaio di  ogni  anno,
adotta il piano triennale di prevenzione della corruzione,  curandone
la trasmissione al Dipartimento della funzione pubblica.  L'attivita'
di elaborazione  del  piano  non  puo'  essere  affidata  a  soggetti
estranei  all'amministrazione.  Il  responsabile,  entro  lo   stesso
al comma 11. La  mancata  predisposizione  del  piano  e  la  mancata
adozione delle  procedure  per  la  selezione  e  la  formazione  dei
dipendenti    costituiscono    elementi    di    valutazione    della
a) individuare le attivita', tra le quali quelle di cui al  comma
anche   raccogliendo   le   proposte   dei    dirigenti,    elaborate
nell'esercizio delle competenze previste dall'articolo 16,  comma  1,
a), meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle  decisioni
responsabile, individuato ai sensi del comma 7, chiamato  a  vigilare
e) monitorare i rapporti tra l'amministrazione e i  soggetti  che
con  la  stessa  stipulano  contratti  o  che  sono   interessati   a
procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di  vantaggi
economici di qualunque genere, anche verificando eventuali  relazioni
di  parentela  o  affinita'   sussistenti   tra   i   titolari,   gli
amministratori, i soci e i  dipendenti  degli  stessi  soggetti  e  i
f)  individuare  specifici  obblighi  di  trasparenza   ulteriori
10. Il responsabile individuato  ai  sensi  del  comma  7  provvede
a) alla verifica dell'efficace attuazione del piano e  della  sua
idoneita', nonche' a proporre la modifica dello  stesso  quando  sono
accertate significative violazioni delle prescrizioni  ovvero  quando
intervengono   mutamenti   nell'organizzazione    o    nell'attivita'
b)  alla  verifica,  d'intesa  con   il   dirigente   competente,
dell'effettiva rotazione degli incarichi negli uffici  preposti  allo
c) ad individuare il  personale  da  inserire  nei  programmi  di
o maggiori oneri per la finanza pubblica  e  utilizzando  le  risorse
predispone percorsi, anche specifici e settoriali, di formazione  dei
dipendenti  delle  pubbliche   amministrazioni   statali   sui   temi
amministrazioni, provvede alla  formazione  dei  dipendenti  pubblici
chiamati ad operare nei settori in cui e' piu'  elevato,  sulla  base
dei piani adottati dalle  singole  amministrazioni,  il  rischio  che
reato di corruzione accertato con sentenza passata in  giudicato,  il
responsabile individuato ai sensi del comma 7 del  presente  articolo
risponde ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo  30  marzo
2001,  n.165,  e  successive   modificazioni,   nonche'   sul   piano
disciplinare, oltre che per il danno erariale  e  all'immagine  della
pubblica  amministrazione,  salvo  che  provi   tutte   le   seguenti
a) di avere predisposto, prima della commissione  del  fatto,  il
b) di aver  vigilato  sul  funzionamento  e  sull'osservanza  del
13. La sanzione disciplinare a carico del responsabile  individuato
ai sensi del comma 7 non puo' essere inferiore alla  sospensione  dal
14. In caso di ripetute  violazioni  delle  misure  di  prevenzione
previste dal piano, il responsabile individuato ai sensi del comma  7
del presente articolo risponde ai sensi dell'articolo 21 del  decreto
legislativo  30  marzo  2001,  n.165,  e  successive   modificazioni,
da  parte  dei  dipendenti  dell'amministrazione,  delle  misure   di
del  comma  7  del  presente   articolo   pubblica   nel   sito   web
svolta   e   la   trasmette   all'organo   di   indirizzo    politico
dell'amministrazione. Nei casi in cui l'organo di indirizzo  politico
15. Ai fini della presente  legge,  la  trasparenza  dell'attivita'
amministrativa, che costituisce livello essenziale delle  prestazioni
concernenti i diritti sociali e civili ai  sensi  dell'articolo  117,
secondo  comma,  lettera  m),  della  Costituzione,  secondo   quanto
previsto all'articolo 11 del decreto  legislativo  27  ottobre  2009,
n.150,  e'  assicurata  mediante  la  pubblicazione,  nei  siti   web
istituzionali delle  pubbliche  amministrazioni,  delle  informazioni
relative ai procedimenti amministrativi, secondo  criteri  di  facile
accessibilita',  completezza  e  semplicita'  di  consultazione,  nel
rispetto delle disposizioni  in  materia  di  segreto  di  Stato,  di
segreto d'ufficio e di protezione dei dati personali.  Nei  siti  web
relativi bilanci e conti  consuntivi,  nonche'  i  costi  unitari  di
realizzazione delle opere  pubbliche  e  di  produzione  dei  servizi
base di uno schema tipo redatto dall'Autorita' per la  vigilanza  sui
contratti pubblici di  lavori,  servizi  e  forniture,  che  ne  cura
altresi'  la  raccolta  e  la  pubblicazione  nel  proprio  sito  web
16. Fermo restando quanto stabilito nell'articolo  53  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  come  da  ultimo  modificato  dal
comma  42  del  presente  articolo,  nell'articolo  54   del   codice
del decreto  legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,  le  pubbliche
amministrazioni assicurano i livelli essenziali di cui  al  comma  15
servizi, anche con riferimento alla modalita' di selezione  prescelta
ausili finanziari, nonche'  attribuzione  di  vantaggi  economici  di
d) concorsi e prove selettive per l'assunzione  del  personale  e
progressioni di carriera di cui all'articolo 24  del  citato  decreto
gara o lettere di invito  che  il  mancato  rispetto  delle  clausole
contenute nei protocolli di  legalita'  o  nei  patti  di  integrita'
18. Ai magistrati ordinari, amministrativi, contabili  e  militari,
agli avvocati  e  procuratori  dello  Stato  e  ai  componenti  delle
commissioni tributarie e' vietata, pena la decadenza dagli  incarichi
e la nullita'  degli  atti  compiuti,  la  partecipazione  a  collegi
19. Il comma 1 dell'articolo 241  del  codice  di  cui  al  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e  successive  modificazioni,  e'
«1.   Le   controversie   su   diritti   soggettivi,    derivanti
dall'esecuzione dei contratti pubblici relativi  a  lavori,  servizi,
forniture, concorsi di  progettazione  e  di  idee,  comprese  quelle
conseguenti al mancato raggiungimento dell'accordo  bonario  previsto
dall'articolo  240,  possono  essere  deferite  ad  arbitri,   previa
autorizzazione   motivata   da   parte   dell'organo    di    governo
dell'amministrazione.  L'inclusione  della  clausola  compromissoria,
senza preventiva autorizzazione, nel bando o nell'avviso con  cui  e'
indetta la gara ovvero, per le procedure senza bando, nell'invito,  o
il  ricorso  all'arbitrato,  senza  preventiva  autorizzazione,  sono
20.  Le  disposizioni  relative  al  ricorso  ad  arbitri,  di  cui
all'articolo 241, comma 1, del codice di cui al  decreto  legislativo
12 aprile 2006, n.163, come sostituito  dal  comma  19  del  presente
societa' a partecipazione pubblica ovvero una societa' controllata  o
collegata  a  una  societa'  a  partecipazione  pubblica,  ai   sensi
dell'articolo 2359 del codice  civile,  o  che  comunque  abbiano  ad
pubblici.   A   tal   fine,    l'organo    amministrativo    rilascia
l'autorizzazione di cui al  citato  comma  1  dell'articolo  241  del
codice di cui al decreto legislativo n.163 del 2006, come  sostituito
21. La nomina degli arbitri per la risoluzione  delle  controversie
nelle  quali  e'  parte  una  pubblica  amministrazione  avviene  nel
rispetto dei principi di pubblicita' e  di  rotazione  e  secondo  le
che nel rispetto delle disposizioni del  codice  di  cui  al  decreto
22.  Qualora  la  controversia  si   svolga   tra   due   pubbliche
23.  Qualora  la  controversia  abbia  luogo   tra   una   pubblica
amministrazione e un privato, l'arbitro  individuato  dalla  pubblica
amministrazione e' scelto preferibilmente tra i  dirigenti  pubblici.
Qualora non risulti possibile alla pubblica amministrazione  nominare
un arbitro scelto tra i dirigenti pubblici, la  nomina  e'  disposta,
con provvedimento  motivato,  nel  rispetto  delle  disposizioni  del
24. La pubblica amministrazione  stabilisce,  a  pena  di  nullita'
della nomina, l'importo massimo spettante al dirigente  pubblico  per
agli arbitri nominati e l'importo massimo stabilito per il  dirigente
e' acquisita  al  bilancio  della  pubblica  amministrazione  che  ha
25. Le disposizioni di cui ai commi da 19 a  24  non  si  applicano
26. Le disposizioni di cui ai commi 15 e 16 si applicano  anche  ai
procedimenti posti in essere in deroga alle  procedure  ordinarie.  I
soggetti che operano in deroga e che non dispongono  di  propri  siti
web istituzionali pubblicano le informazioni di cui ai  citati  commi
15 e 16 nei siti web istituzionali delle amministrazioni dalle  quali
27. Le informazioni pubblicate ai sensi dei  commi  15  e  16  sono
28.  Le  amministrazioni  provvedono   altresi'   al   monitoraggio
periodico  del  rispetto  dei  tempi  procedimentali  attraverso   la
tempestiva eliminazione delle anomalie. I risultati del  monitoraggio
sono  consultabili   nel   sito   web   istituzionale   di   ciascuna
29. Ogni amministrazione pubblica rende noto,  tramite  il  proprio
sito web istituzionale, almeno  un  indirizzo  di  posta  elettronica
ai  sensi  dell'articolo  38  del  testo  unico  delle   disposizioni
dicembre  2000,  n.445,  e  successive  modificazioni,   e   ricevere
informazioni circa i provvedimenti e  i  procedimenti  amministrativi
30. Le amministrazioni, nel rispetto della disciplina  del  diritto
agosto  1990,  n.241,  e  successive  modificazioni,  in  materia  di
procedimento amministrativo, hanno l'obbligo di  rendere  accessibili
in   ogni   momento   agli   interessati,   tramite   strumenti    di
identificazione informatica di cui  all'articolo  65,  comma  1,  del
modificazioni,  le  informazioni  relative  ai  provvedimenti  e   ai
procedimenti amministrativi che li riguardano,  ivi  comprese  quelle
relative allo  stato  della  procedura,  ai  relativi  tempi  e  allo
31.  Con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro  per   la   pubblica
amministrazione e la semplificazione, di  concerto  con  il  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti per le  materie  di  competenza,
sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo  8  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e  successive  modificazioni,  da
presente legge, sono individuate le informazioni  rilevanti  ai  fini
dell'applicazione dei commi 15  e  16  del  presente  articolo  e  le
relative modalita' di pubblicazione, nonche' le indicazioni  generali
per l'applicazione dei commi 29 e 30. Restano ferme  le  disposizioni
in materia di pubblicita' previste  dal  codice  di  cui  al  decreto
di stazione appaltante  e  per  regione.  L'Autorita'  individua  con
propria  deliberazione  le  informazioni  rilevanti  e  le   relative
modalita' di trasmissione.  Entro  il  30  aprile  di  ciascun  anno,
l'Autorita' per  la  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,
servizi e forniture trasmette alla Corte  dei  conti  l'elenco  delle
amministrazioni che hanno omesso  di  trasmettere  e  pubblicare,  in
digitale standard aperto. Si applica  l'articolo  6,  comma  11,  del
amministrazioni, delle informazioni di cui al  comma  31  costituisce
violazione  degli  standard  qualitativi  ed   economici   ai   sensi
dell'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 20  dicembre  2009,
legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni.
Eventuali ritardi nell'aggiornamento dei  contenuti  sugli  strumenti
34. Le disposizioni  dei  commi  da  15  a  33  si  applicano  alle
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive  modificazioni,  agli
enti pubblici nazionali,  nonche'  alle  societa'  partecipate  dalle
amministrazioni  pubbliche  e  dalle  loro  controllate,   ai   sensi
dell'articolo  2359  del  codice  civile,  limitatamente  alla   loro
attivita' di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale  o
35. Il Governo e' delegato ad  adottare,  senza  nuovi  o  maggiori
oneri per la finanza pubblica, entro sei mesi dalla data  di  entrata
in vigore  della  presente  legge,  un  decreto  legislativo  per  il
amministrazioni,  mediante  la  modifica   o   l'integrazione   delle
a) ricognizione e coordinamento delle disposizioni che  prevedono
titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o  comunque  di
esercizio di  poteri  di  indirizzo  politico,  di  livello  statale,
regionale  e  locale.  Le  dichiarazioni  oggetto  di   pubblicazione
obbligatoria di cui alla  lettera  a)  devono  concernere  almeno  la
situazione  patrimoniale  complessiva   del   titolare   al   momento
dell'assunzione  della  carica,  la  titolarita'   di   imprese,   le
partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro  il
secondo grado di parentela, nonche' tutti i compensi cui da'  diritto
d)   ampliamento   delle   ipotesi   di   pubblicita',   mediante
2001, n. 165, e  successive  modificazioni,  sia  con  riferimento  a
e)   definizione   di   categorie   di   informazioni   che    le
amministrazioni devono pubblicare e delle modalita'  di  elaborazione
f) obbligo di  pubblicare  tutti  gli  atti,  i  documenti  e  le
informazioni di cui al presente comma anche  in  formato  elettronico
elaborabile e in formati di dati aperti. Per formati di  dati  aperti
in formati non proprietari, a condizioni tali da permetterne il  piu'
ampio riutilizzo anche a fini statistici e la  ridistribuzione  senza
ulteriori  restrizioni  d'uso,  di  riuso  o  di  diffusione  diverse
g) individuazione, anche mediante  integrazione  e  coordinamento
h) individuazione, anche mediante revisione e integrazione  della
disciplina vigente, delle responsabilita' e  delle  sanzioni  per  il
mancato,  ritardato  o  inesatto  adempimento   degli   obblighi   di
del comma 35 integrano l'individuazione del livello essenziale  delle
prestazioni  erogate  dalle  amministrazioni  pubbliche  a  fini   di
trasparenza, prevenzione, contrasto della corruzione e della  cattiva
amministrazione, a norma dell'articolo 117,  secondo  comma,  lettera
m), della Costituzione,  e  costituiscono  altresi'  esercizio  della
funzione di coordinamento informativo statistico  e  informatico  dei
dati  dell'amministrazione  statale,  regionale  e  locale,  di   cui
37. All'articolo 1 della legge 7 agosto  1990,  n.  241,  al  comma
1-ter sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, con  un  livello
di garanzia non inferiore a  quello  cui  sono  tenute  le  pubbliche
amministrazioni in forza delle  disposizioni  di  cui  alla  presente
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Se  ravvisano  la  manifesta
irricevibilita', inammissibilita',  improcedibilita'  o  infondatezza
della   domanda,   le   pubbliche   amministrazioni   concludono   il
procedimento  con  un  provvedimento  espresso   redatto   in   forma
semplificata, la cui motivazione  puo'  consistere  in  un  sintetico
39. Al fine di  garantire  l'esercizio  imparziale  delle  funzioni
amministrative  e  di  rafforzare  la  separazione  e  la   reciproca
autonomia tra organi di indirizzo politico e  organi  amministrativi,
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' le  aziende  e  le
societa' partecipate dallo Stato e  dagli  altri  enti  pubblici,  in
occasione del monitoraggio posto in essere ai fini dell'articolo  36,
comma 3,  del  medesimo  decreto  legislativo  n.  165  del  2001,  e
successive modificazioni, comunicano al Dipartimento  della  funzione
tutti i dati utili a rilevare le posizioni dirigenziali attribuite  a
persone, anche esterne alle  pubbliche  amministrazioni,  individuate
discrezionalmente dall'organo di indirizzo politico  senza  procedure
pubbliche di selezione. I dati forniti confluiscono  nella  relazione
annuale al Parlamento di cui al citato  articolo  36,  comma  3,  del
decreto legislativo  n.  165  del  2001,  e  vengono  trasmessi  alla
Commissione per le finalita' di cui ai commi da 1 a 14  del  presente
40. I titoli e i curricula riferiti ai soggetti di cui al comma  39
si intendono parte integrante dei  dati  comunicati  al  Dipartimento
41. Nel capo II della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo  l'articolo
procedimento e i titolari  degli  uffici  competenti  ad  adottare  i
pareri, le valutazioni tecniche, gli  atti  endoprocedimentali  e  il
provvedimento  finale  devono  astenersi  in  caso  di  conflitto  di
interessi,   segnalando   ogni   situazione   di   conflitto,   anche
42. All'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,
«3-bis. Ai fini previsti dal comma 2, con appositi  regolamenti
semplificazione, di concerto con i  Ministri  interessati,  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e
successive   modificazioni,   sono   individuati,   secondo   criteri
differenziati  in  rapporto   alle   diverse   qualifiche   e   ruoli
professionali,   gli   incarichi   vietati   ai   dipendenti    delle
b) al comma 5 sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  «o
situazioni  di  conflitto,  anche  potenziale,  di   interessi,   che
pregiudichino l'esercizio imparziale  delle  funzioni  attribuite  al
c) al comma 7 e al comma 9, dopo il primo periodo e' inserito  il
«Ai  fini   dell'autorizzazione,   l'amministrazione   verifica
l'insussistenza di situazioni,  anche  potenziali,  di  conflitto  di
«7-bis. L'omissione del versamento del compenso  da  parte  del
dipendente  pubblico  indebito  percettore  costituisce  ipotesi   di
responsabilita' erariale soggetta alla giurisdizione della Corte  dei
all'amministrazione di appartenenza l'ammontare dei compensi  erogati
f) al comma 12, il primo periodo e' sostituito dal seguente:  «Le
amministrazioni pubbliche che conferiscono o  autorizzano  incarichi,
anche a titolo gratuito,  ai  propri  dipendenti  comunicano  in  via
telematica, nel termine di quindici  giorni,  al  Dipartimento  della
stessi, con l'indicazione dell'oggetto dell'incarico e  del  compenso
lordo, ove previsto»; al medesimo comma 12, al  secondo  periodo,  le
parole: «L'elenco e' accompagnato» sono  sostituite  dalle  seguenti:
«La comunicazione e' accompagnata» e, al terzo  periodo,  le  parole:
«Nello stesso termine» sono sostituite dalle seguenti: «Entro  il  30
g) al comma 13, le parole: «Entro lo stesso  termine  di  cui  al
comma 12» sono sostituite dalle seguenti:  «Entro  il  30  giugno  di
h) al comma 14, secondo periodo, dopo le parole:  «l'oggetto,  la
durata e  il  compenso  dell'incarico»  sono  aggiunte  le  seguenti:
«nonche' l'attestazione dell'avvenuta verifica dell'insussistenza  di
«Le informazioni relative a consulenze e incarichi  comunicate  dalle
amministrazioni al Dipartimento della funzione pubblica,  nonche'  le
informazioni  pubblicate  dalle  stesse  nelle  proprie  banche  dati
accessibili al pubblico per via  telematica  ai  sensi  del  presente
articolo, sono trasmesse e pubblicate  in  tabelle  riassuntive  rese
liberamente scaricabili in un formato digitale  standard  aperto  che
informatici. Entro il 31 dicembre di  ciascun  anno  il  Dipartimento
tutto o in parte,  le  informazioni  di  cui  al  terzo  periodo  del
«16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni  di  servizio,
hanno esercitato poteri autoritativi  o  negoziali  per  conto  delle
svolgere, nei tre anni successivi alla  cessazione  del  rapporto  di
pubblico impiego,  attivita'  lavorativa  o  professionale  presso  i
soggetti   privati   destinatari   dell'attivita'   della    pubblica
amministrazione svolta attraverso  i  medesimi  poteri.  I  contratti
conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di  quanto  previsto
che li hanno conclusi o conferiti di  contrattare  con  le  pubbliche
43. Le disposizioni di cui all'articolo 53, comma  16-ter,  secondo
44. L'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165,  e'
«Art. 54. - (Codice di comportamento). - 1. Il Governo  definisce
un  codice  di   comportamento   dei   dipendenti   delle   pubbliche
amministrazioni al fine di assicurare la  qualita'  dei  servizi,  la
prevenzione dei  fenomeni  di  corruzione,  il  rispetto  dei  doveri
costituzionali  di  diligenza,  lealta',  imparzialita'  e   servizio
esclusivo alla cura dell'interesse pubblico. Il codice  contiene  una
specifica sezione dedicata ai doveri  dei  dirigenti,  articolati  in
relazione alle funzioni attribuite, e comunque prevede  per  tutti  i
dipendenti  pubblici  il  divieto  di  chiedere  o  di  accettare,  a
qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilita',  in  connessione
con l'espletamento delle proprie funzioni  o  dei  compiti  affidati,
fatti salvi i regali d'uso, purche' di modico  valore  e  nei  limiti
2.  Il  codice,  approvato  con  decreto  del  Presidente   della
semplificazione, previa intesa in sede di  Conferenza  unificata,  e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e consegnato al  dipendente,  che
3.  La  violazione   dei   doveri   contenuti   nel   codice   di
comportamento, compresi quelli relativi all'attuazione del  Piano  di
prevenzione   della   corruzione,   e'   fonte   di   responsabilita'
disciplinare. La violazione dei doveri e' altresi' rilevante ai  fini
della   responsabilita'   civile,    amministrativa    e    contabile
ogniqualvolta  le  stesse  responsabilita'   siano   collegate   alla
o reiterate del codice comportano l'applicazione  della  sanzione  di
4. Per ciascuna magistratura e per l'Avvocatura dello Stato,  gli
devono aderire gli appartenenti  alla  magistratura  interessata.  In
5. Ciascuna pubblica  amministrazione  definisce,  con  procedura
aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio  del  proprio
organismo  indipendente  di  valutazione,  un   proprio   codice   di
comportamento che integra e specifica il codice di  comportamento  di
cui al comma 1. Al codice di comportamento di cui al  presente  comma
amministrazioni pubbliche (CIVIT) definisce criteri,  linee  guida  e
6. Sull'applicazione dei  codici  di  cui  al  presente  articolo
7. Le pubbliche amministrazioni verificano annualmente  lo  stato
di applicazione dei codici e organizzano attivita' di formazione  del
45. I codici di cui all'articolo 54,  commi  1  e  4,  del  decreto
approvati entro sei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
46. Dopo l'articolo 35 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
«Art. 35-bis. - (Prevenzione del fenomeno della corruzione  nella
formazione di commissioni e nelle  assegnazioni  agli  uffici)  -  1.
Coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non  passata  in
giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo  II  del  libro
a) non possono fare parte, anche con compiti di segreteria,  di
b) non possono essere assegnati, anche con funzioni  direttive,
agli  uffici  preposti  alla  gestione  delle  risorse   finanziarie,
all'acquisizione  di  beni,  servizi  e   forniture,   nonche'   alla
concessione o all'erogazione  di  sovvenzioni,  contributi,  sussidi,
ausili finanziari o attribuzioni di  vantaggi  economici  a  soggetti
c) non possono fare parte delle commissioni per la  scelta  del
contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi,  per  la
concessione  o  l'erogazione  di  sovvenzioni,  contributi,  sussidi,
ausili finanziari, nonche' per l'attribuzione di  vantaggi  economici
2. La disposizione  prevista  al  comma  l  integra  le  leggi  e
47. All'articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241, al comma  2,
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli  accordi  di  cui  al
48. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi  dalla  data
la  disciplina  organica  degli   illeciti,   e   relative   sanzioni
procedimenti amministrativi, secondo i seguenti  principi  e  criteri
a) omogeneita' degli illeciti connessi al ritardo,  superando  le
logiche   specifiche   dei   differenti   settori   delle   pubbliche
b) omogeneita' dei controlli da  parte  dei  dirigenti,  volti  a
c) omogeneita', certezza e cogenza nel  sistema  delle  sanzioni,
49. Ai fini della prevenzione e  del  contrasto  della  corruzione,
nonche' della prevenzione dei conflitti di interessi, il  Governo  e'
delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica, entro sei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi diretti  a  modificare
la  disciplina  vigente  in  materia  di  attribuzione  di  incarichi
dirigenziali e di  incarichi  di  responsabilita'  amministrativa  di
vertice nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo l,  comma
2, del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive
di beni e servizi a  favore  delle  amministrazioni  pubbliche  o  di
gestione di servizi pubblici,  da  conferire  a  soggetti  interni  o
esterni alle pubbliche amministrazioni, che  comportano  funzioni  di
amministrazione  e  gestione,  nonche'  a  modificare  la  disciplina
vigente in materia di incompatibilita' tra i  detti  incarichi  e  lo
svolgimento di  incarichi  pubblici  elettivi  o  la  titolarita'  di
interessi privati che possano  porsi  in  conflitto  con  l'esercizio
50. I decreti legislativi di cui  al  comma  49  sono  emanati  nel
a) prevedere in modo esplicito, ai fini della prevenzione  e  del
dirigenziali,  adottando  in  via  generale  il  criterio  della  non
conferibilita' per  coloro  che  sono  stati  condannati,  anche  con
sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti  dal  capo  I
b) prevedere in modo esplicito, ai fini della prevenzione  e  del
conferibilita' per coloro che per un congruo periodo  di  tempo,  non
inferiore ad un anno,  antecedente  al  conferimento  abbiano  svolto
controllo o finanziati da parte dell'amministrazione  che  conferisce
c) disciplinare i criteri di conferimento nonche' i casi  di  non
conferibilita' di incarichi dirigenziali ai  soggetti  estranei  alle
amministrazioni che, per un congruo periodo di tempo,  non  inferiore
I casi di non conferibilita' devono essere  graduati  e  regolati  in
rapporto  alla  rilevanza  delle  cariche   di   carattere   politico
ricoperte,  all'ente  di  riferimento  e   al   collegamento,   anche
territoriale, con l'amministrazione  che  conferisce  l'incarico.  E'
escluso  in  ogni  caso,  fatta  eccezione  per  gli   incarichi   di
responsabile degli uffici di diretta collaborazione degli  organi  di
indirizzo politico,  il  conferimento  di  incarichi  dirigenziali  a
coloro  che  presso  le  medesime  amministrazioni   abbiano   svolto
elettive  nel  periodo,  comunque   non   inferiore   ad   un   anno,
1)  gli  incarichi  amministrativi  di  vertice   nonche'   gli
incarichi dirigenziali, anche  conferiti  a  soggetti  estranei  alle
pubbliche  amministrazioni,  che  comportano   l'esercizio   in   via
2)  gli  incarichi   di   direttore   generale,   sanitario   e
amministrativo  delle  aziende  sanitarie  locali  e  delle   aziende
3) gli incarichi di amministratore di enti pubblici e  di  enti
e) disciplinare i casi di incompatibilita' tra gli  incarichi  di
cui alla lettera d) gia' conferiti e  lo  svolgimento  di  attivita',
retribuite  o  no,  presso  enti  di  diritto  privato  sottoposti  a
regolazione, a controllo o finanziati da  parte  dell'amministrazione
che ha conferito l'incarico o lo svolgimento in proprio di  attivita'
professionali, se l'ente o l'attivita' professionale sono soggetti  a
f) disciplinare i casi di incompatibilita' tra gli  incarichi  di
cui alla lettera d) gia' conferiti e  l'esercizio  di  cariche  negli
52.  Per  l'efficacia  dei  controlli  antimafia  nelle   attivita'
imprenditoriali di  cui  al  comma  53,  presso  ogni  prefettura  e'
istituito l'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed  esecutori
di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa  operanti
nei medesimi settori. L'iscrizione  negli  elenchi  della  prefettura
della provincia in cui l'impresa ha sede  soddisfa  i  requisiti  per
prefettura  effettua  verifiche  periodiche   circa   la   perdurante
insussistenza dei suddetti rischi  e,  in  caso  di  esito  negativo,
53.  Sono  definite  come  maggiormente  esposte   a   rischio   di
54. L'indicazione delle attivita' di cui al comma  53  puo'  essere
aggiornata, entro il 31 dicembre di ogni anno, con  apposito  decreto
del Ministro dell'interno, adottato di concerto con i Ministri  della
giustizia, delle infrastrutture e dei  trasporti  e  dell'economia  e
delle  finanze,  previo   parere   delle   Commissioni   parlamentari
del relativo schema  alle  Camere.  Qualora  le  Commissioni  non  si
pronuncino  entro  il  termine,  il  decreto  puo'  essere   comunque
prefettura competente qualsiasi modifica dell'assetto proprietario  e
dei propri organi sociali,  entro  trenta  giorni  dalla  data  della
modifica. Le societa' di capitali quotate  in  mercati  regolamentati
comunicano le variazioni rilevanti secondo quanto previsto dal  testo
unico di cui al decreto legislativo  24  febbraio  1998,  n.  58.  La
56. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta  dei  Ministri  per  la  pubblica   amministrazione   e   la
semplificazione, dell'interno, della giustizia, delle  infrastrutture
e dei  trasporti  e  dello  sviluppo  economico,  da  adottare  entro
57. Fino al sessantesimo giorno successivo alla data di entrata  in
vigore del decreto di cui al  comma  56  continua  ad  applicarsi  la
normativa vigente alla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
58. All'articolo 135,  comma  l,  del  codice  di  cui  al  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  dopo  le  parole:  «passata  in
giudicato»  sono  inserite  le  seguenti:  «per  i  delitti  previsti
dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater,  del  codice  di  procedura
da 1 a 57 del presente articolo, di diretta attuazione del  principio
di imparzialita' di cui  all'articolo  97  della  Costituzione,  sono
applicate in tutte le amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo
1, comma 2,  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e
60. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente legge, attraverso intese in sede di Conferenza unificata  di
cui all'articolo 8, comma l, del decreto legislativo 28 agosto  1997,
n.  281,  si  definiscono  gli  adempimenti,  con  l'indicazione  dei
di Bolzano e degli enti locali, nonche' degli  enti  pubblici  e  dei
soggetti di diritto privato sottoposti al loro controllo, volti  alla
a) alla definizione, da parte di  ciascuna  amministrazione,  del
piano triennale di prevenzione della corruzione, a partire da  quello
relativo agli anni 2013-2015, e alla sua  trasmissione  alla  regione
b) all'adozione, da parte di ciascuna amministrazione,  di  norme
regolamentari relative all'individuazione degli incarichi vietati  ai
dipendenti pubblici di cui all'articolo 53, comma 3-bis, del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto dal comma  42,  lettera
di comportamento  di  cui  all'articolo  54,  comma  5,  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito dal comma  44  del
definiti gli adempimenti attuativi  delle  disposizioni  dei  decreti
legislativi previsti dalla presente legge da parte  delle  regioni  e
delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli  enti  locali,
nonche' degli  enti  pubblici  e  dei  soggetti  di  diritto  privato
62. All'articolo l della legge 14 gennaio  1994,  n.  20,  dopo  il
«1-sexies. Nel giudizio di responsabilita', l'entita'  del  danno
all'immagine   della   pubblica   amministrazione   derivante   dalla
commissione di un reato contro  la  stessa  pubblica  amministrazione
accertato con sentenza passata in giudicato si presume,  salva  prova
contraria, pari  al  doppio  della  somma  di  denaro  o  del  valore
patrimoniale  di   altra   utilita'   illecitamente   percepita   dal
1-septies. Nei giudizi di responsabilita' aventi ad oggetto  atti
o fatti di cui al comma 1-sexies, il sequestro  conservativo  di  cui
all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 15 novembre 1993, n.  453,
concesso in tutti i casi di  fondato  timore  di  attenuazione  della
63. Il Governo e' delegato ad  adottare,  senza  nuovi  o  maggiori
vigore della presente legge, un decreto legislativo recante un  testo
unico della normativa in materia di incandidabilita' alla  carica  di
membro del Parlamento  europeo,  di  deputato  e  di  senatore  della
comunali e circoscrizionali e di divieto di ricoprire le  cariche  di
presidente e di  componente  del  consiglio  di  amministrazione  dei
consorzi, di presidente e di componente dei consigli e  delle  giunte
delle unioni di  comuni,  di  consigliere  di  amministrazione  e  di
presidente  delle  aziende  speciali  e  delle  istituzioni  di   cui
all'articolo 114 del testo unico delle leggi  sull'ordinamento  degli
enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.267,  e
successive modificazioni, di presidente e di componente degli  organi
64. Il decreto legislativo di cui al comma 63 provvede al  riordino
interdizione perpetua dai pubblici uffici, prevedere  che  non  siano
temporaneamente candidabili  a  deputati  o  a  senatori  coloro  che
abbiano riportato condanne definitive a pene superiori a due anni  di
reclusione per i delitti previsti dall'articolo  51,  commi  3-bis  e
b) in aggiunta a quanto previsto nella lettera a), prevedere  che
non siano temporaneamente candidabili a deputati o a senatori  coloro
di reclusione per i delitti previsti nel libro  secondo,  titolo  II,
capo I, del codice penale ovvero per altri delitti  per  i  quali  la
c) prevedere la durata dell'incandidabilita' di cui alle  lettere
d) prevedere  che  l'incandidabilita'  operi  anche  in  caso  di
applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444  del
e) coordinare le disposizioni relative  all'incandidabilita'  con
le vigenti norme in materia di interdizione dai pubblici uffici e  di
riabilitazione, nonche' con le restrizioni all'esercizio del  diritto
deputato e di senatore siano applicate altresi' all'assunzione  delle
g) operare una completa ricognizione della normativa  vigente  in
materia di incandidabilita' alle  elezioni  provinciali,  comunali  e
circoscrizionali e di divieto di ricoprire le cariche  di  presidente
della provincia,  sindaco,  assessore  e  consigliere  provinciale  e
comunale, presidente e  componente  del  consiglio  circoscrizionale,
presidente  e  componente  del  consiglio  di   amministrazione   dei
consorzi, presidente e componente dei consigli e delle  giunte  delle
unioni di comuni, consigliere di amministrazione e  presidente  delle
aziende speciali e delle istituzioni  di  cui  all'articolo  114  del
testo unico di cui al citato decreto legislativo  n.  267  del  2000,
presidente  e  componente  degli  organi  delle  comunita'   montane,
h) valutare per le cariche di cui alla lettera  g),  in  coerenza
con  le  scelte  operate  in  attuazione  delle  lettere  a)  e   i),
l'introduzione di ulteriori ipotesi di  incandidabilita'  determinate
da sentenze definitive di  condanna  per  delitti  di  grave  allarme
i) individuare, fatta salva la competenza  legislativa  regionale
sul  sistema  di  elezione  e  i  casi  di   ineleggibilita'   e   di
regionale  nonche'  dei  consiglieri   regionali,   le   ipotesi   di
incandidabilita' alle elezioni regionali e di  divieto  di  ricoprire
m) disciplinare le ipotesi di sospensione e decadenza di  diritto
dalle cariche di cui al comma 63 in caso di  sentenza  definitiva  di
condanna per  delitti  non  colposi  successiva  alla  candidatura  o
31  dicembre  2009,  n.  196,  e'  trasmesso  alle  Camere  ai   fini
dell'espressione dei pareri da parte delle  Commissioni  parlamentari
entro sessanta giorni dalla data  di  trasmissione  dello  schema  di
Commissioni abbiano espresso i pareri di  rispettiva  competenza,  il
66.  Tutti  gli  incarichi  presso  istituzioni,  organi  ed   enti
o  semiapicali,  compresi  quelli  di  titolarita'  dell'ufficio   di
gabinetto,  a  magistrati  ordinari,  amministrativi,   contabili   e
militari, avvocati e procuratori dello Stato,  devono  essere  svolti
con contestuale collocamento in posizione di fuori  ruolo,  che  deve
permanere per tutta la durata dell'incarico. Gli incarichi  in  corso
alla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge  cessano  di
diritto se nei centottanta giorni successivi non  viene  adottato  il
67. Il Governo e' delegato ad adottare, entro  quattro  mesi  dalla
data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,   un   decreto
legislativo per l'individuazione di ulteriori incarichi, anche  negli
comma 66, comportano  l'obbligatorio  collocamento  in  posizione  di
funzioni  connessi  alla  giurisdizione  ordinaria,   amministrativa,
c) continuativita' e onerosita' dell'impegno lavorativo  connesso
esercitate  presso  l'amministrazione  di   appartenenza   e   quelle
68. Salvo quanto previsto dal  comma  69,  i  magistrati  ordinari,
amministrativi, contabili e  militari,  gli  avvocati  e  procuratori
dello Stato non possono essere collocati in posizione di fuori  ruolo
per   un   tempo   che,   nell'arco   del   loro   servizio,   superi
complessivamente  dieci  anni,  anche   continuativi.   Il   predetto
collocamento non puo'  comunque  determinare  alcun  pregiudizio  con
69. Salvo quanto previsto nei commi 70, 71 e 72 le disposizioni  di
cui al comma 68 si applicano anche agli incarichi in corso alla  data
70. Le disposizioni di cui ai commi da 66 a 72 non si applicano  ai
membri di Governo, alle cariche elettive, anche presso gli organi  di
autogoverno, e ai  componenti  delle  Corti  internazionali  comunque
71. Per gli incarichi previsti dal comma 4 dell'articolo 1-bis  del
modificazioni, dalla  legge  13  novembre  2008,  n.  181,  anche  se
72. I magistrati ordinari, amministrativi,  contabili  e  militari,
nonche' gli avvocati e procuratori dello  Stato  che,  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge, hanno gia'  maturato  o  che,
successivamente  a  tale  data,  maturino  il  periodo   massimo   di
collocamento in posizione di fuori ruolo, di  cui  al  comma  68,  si
intendono confermati nella posizione di fuori ruolo sino  al  termine
dell'incarico, della legislatura, della consiliatura  o  del  mandato
l'incarico non preveda un termine, il collocamento  in  posizione  di
fuori ruolo si  intende  confermato  per  i  dodici  mesi  successivi
73. Lo schema del  decreto  legislativo  di  cui  al  comma  67  e'
trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei  pareri  da  parte
delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono  resi
i pareri di rispettiva competenza il decreto legislativo puo'  essere
74. Entro un anno dalla data  di  entrata  in  vigore  del  decreto
legislativo di cui al comma 67, nel rispetto dei principi  e  criteri
direttivi ivi  stabiliti,  il  Governo  e'  autorizzato  ad  adottare
a)  all'articolo  32-quater,  dopo  le  parole:  «319-bis,»  sono
b) all'articolo 32-quinquies,  dopo  le  parole:  «319-ter»  sono
c)  al  primo  comma  dell'articolo  314,  la  parola:  «tre»  e'
«Art. 317.  -  (Concussione).  -  Il  pubblico  ufficiale  che,
abusando della sua qualita' o dei suoi  poteri,  costringe  taluno  a
e) all'articolo 317-bis, le parole: «314 e 317»  sono  sostituite
«Art. 318. - (Corruzione per l'esercizio della funzione). -  Il
poteri, indebitamente riceve, per se' o per un terzo, denaro o  altra
utilita' o ne accetta la promessa e' punito con la reclusione da  uno
1) nel primo comma, le parole: «da tre a otto» sono  sostituite
2) nel secondo comma, la parola: «quattro» e' sostituita  dalla
«Art. 319-quater. - (Induzione indebita  a  dare  o  promettere
utilita'). - Salvo che il fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  il
pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che,  abusando
della sua qualita' o dei suoi  poteri,  induce  taluno  a  dare  o  a
Nei casi previsti dal primo comma, chi da' o promette denaro  o
«Le disposizioni degli articoli 318 e 319  si  applicano  anche
1) nel primo comma, le parole:  «che  riveste  la  qualita'  di
pubblico impiegato, per indurlo a compiere un atto del  suo  ufficio»
«La pena di  cui  al  primo  comma  si  applica  al  pubblico
ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio che sollecita  una
promessa o dazione di denaro o altra utilita' per  l'esercizio  delle
1) nel secondo comma, dopo le parole:  «Le  disposizioni  degli
2) nella rubrica, dopo la parola: «concussione,» sono  inserite
o) all'articolo 322-ter, primo comma, dopo  le  parole:  «a  tale
p) all'articolo 323, primo comma, le parole: «da sei mesi  a  tre
q) all'articolo 323-bis, dopo la parola: «319,» sono inserite  le
«Art. 346-bis. - (Traffico di influenze illecite). -  Chiunque,
fuori dei casi di concorso nei reati  di  cui  agli  articoli  319  e
319-ter, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico  ufficiale  o
con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente  fa  dare  o
promettere, a se' o ad altri, denaro o altro vantaggio  patrimoniale,
come prezzo della  propria  mediazione  illecita  verso  il  pubblico
ufficiale  o  l'incaricato  di  un  pubblico  servizio   ovvero   per
remunerarlo, in relazione al  compimento  di  un  atto  contrario  ai
doveri di ufficio o all'omissione o al ritardo di  un  atto  del  suo
La stessa pena si applica a chi indebitamente  da'  o  promette
promettere, a se' o ad altri, denaro o altro  vantaggio  patrimoniale
riveste la qualifica di pubblico ufficiale  o  di  incaricato  di  un
Le pene sono altresi' aumentate se i  fatti  sono  commessi  in
«Art. 2635. - (Corruzione tra privati).  -  Salvo  che  il  fatto
costituisca  piu'  grave  reato,  gli  amministratori,  i   direttori
societari, i sindaci e i liquidatori, che, a seguito della dazione  o
della promessa di denaro o altra  utilita',  per  se'  o  per  altri,
compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi  inerenti  al
loro ufficio o degli obblighi di fedelta', cagionando nocumento  alla
Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi  se
il fatto e' commesso da chi  e'  sottoposto  alla  direzione  o  alla
Chi da' o promette denaro o altra utilita' alle persone  indicate
Le pene stabilite nei commi precedenti  sono  raddoppiate  se  si
tratta di  societa'  con  titoli  quotati  in  mercati  regolamentati
italiani o di altri  Stati  dell'Unione  europea  o  diffusi  tra  il
pubblico in misura rilevante ai sensi  dell'articolo  116  del  testo
unico delle disposizioni in materia di  intermediazione  finanziaria,
di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  e  successive
Si procede a querela della persona offesa, salvo  che  dal  fatto
1) nella rubrica, dopo la parola: «Concussione»  sono  inserite
2) al comma  3,  dopo  le  parole:  «319-ter,  comma  2,»  sono
b) all'articolo 25-ter, comma 1, dopo la lettera s)  e'  aggiunta
«s-bis) per il delitto di  corruzione  tra  privati,  nei  casi
previsti dal terzo comma dell'articolo 2635  del  codice  civile,  la
78. All'articolo 308 del codice di procedura penale, dopo il  comma
«2-bis. Nel caso si proceda per uno dei  delitti  previsti  dagli
articoli  314,  316,  316-bis,  316-ter,  317,  318,  319,   319-ter,
319-quater,  primo  comma,  e  320  del  codice  penale,  le   misure
interdittive perdono efficacia decorsi  sei  mesi  dall'inizio  della
loro esecuzione. In ogni caso, qualora esse siano state disposte  per
esigenze probatorie, il giudice puo' disporne la  rinnovazione  anche
oltre  sei  mesi  dall'inizio  dell'esecuzione,  fermo  restando  che
comunque la loro efficacia  viene  meno  se  dall'inizio  della  loro
esecuzione e' decorso un periodo di tempo pari al triplo dei  termini
79. All'articolo 133, comma 1-bis, delle norme  di  attuazione,  di
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto  1992,  n.356,  e
a) al comma 1,  dopo  le  parole:  «319-ter,»  sono  inserite  le
b) al comma 2-bis, dopo le parole: «319-ter,»  sono  inserite  le
81. Al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti  locali,
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono  apportate
a) all'articolo 58, comma 1, lettera b), le parole:  «(corruzione
per un atto d'ufficio)» sono sostituite dalle seguenti:  «(corruzione
per  l'esercizio  della  funzione)»  e  dopo  le   parole:   «319-ter
(corruzione  in  atti  giudiziari),»  sono  inserite   le   seguenti:
«319-quater, primo comma (induzione  indebita  a  dare  o  promettere
b)  all'articolo  59,  comma  1,  lettera  a),  dopo  le  parole:
c) all'articolo 59, comma 1, lettera c), dopo le parole:  «misure
coercitive di cui  agli  articoli  284,  285  e  286  del  codice  di
procedura  penale»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «nonche'  di   cui
all'articolo 283, comma 1, del codice di procedura penale, quando  il
divieto di  dimora  riguarda  la  sede  dove  si  svolge  il  mandato
82. Il provvedimento di revoca di cui all'articolo  100,  comma  1,
cui al comma 1 del presente articolo, che  si  esprime  entro  trenta
giorni. Decorso tale termine, la revoca diventa efficace,  salvo  che
l'Autorita' rilevi che la stessa sia correlata alle attivita'  svolte
2. Le amministrazioni competenti provvedono allo svolgimento  delle
attivita'  previste  dalla  presente  legge  con  le  risorse  umane,
Senato della Repubblica (atto n. 2156):
Presentato dal Ministro  della  giustizia  (Alfano),  IV  Governo
Berlusconi, il 4 maggio 2010.
2ª (Giustizia), in sede referente, il 5 maggio 2010 con pareri  delle
Commissioni 3ª, 5ª, 8ª e Questioni regionali.
Esaminato dalle Commissioni riunite, in sede referente, l'11,  20
e 25 maggio 2010; il 16  giugno  2010;  il  27  luglio  2010;  il  29
settembre 2010; il 6 e 20 ottobre 2010; il 3 e 23 novembre  2010;  il
18 gennaio 2011; il 19 aprile 2011; il 3, 19 e 24 maggio 2011; il  1°
Esaminato in Aula il 17 maggio 2011; il 1°, 7, 8 e 9 giugno 2011.
Il 14 giugno 2011 approvato stralcio  art.  7  a  formare  il  S.
2156-BIS; art. 8 a formare il  2156-TER;  art.  9  a  formare  il  S.
2156-QUATER.
Approvato il 15 giugno 2011.
Camera dei deputati (atto n. 4434):
(Giustizia), in sede referente, il 21 giugno 2011  con  pareri  delle
Commissioni III, V, VIII, X, XI, XII, XIV e Questioni regionali.
Esaminato dalle Commissioni riunite I e II, in sede referente, il
7, 14, 21 e 28 luglio 2011; il 15, 20, 21,  22,  27  e  29  settembre
2011; l'11, 12, 18, 25 e 26 ottobre 2011; il 3 e 8 novembre 2011;  il
13 dicembre 2011; il 2, 15 e 16 febbraio 2012; il 15 marzo  2012;  il
17 aprile 2012; l'8, 10, 15, 17, 22 e 24 maggio 2012;
Esaminato in Aula il 6 ottobre 2011; il 26 marzo 2012; il 28,  30
e 31 maggio 2012; il 5, 6, 7, 12 e 13 giugno 2012  e  approvato,  con
modificazioni, il 14 giugno 2012.
Senato della Repubblica (atto n. 2156-B):
2ª (giustizia), in sede referente, il 20 giugno 2012 con pareri delle
Commissioni 5ª, 8ª e Questioni regionali.
Esaminato dalle Commissioni 1ª e 2ª riunite, in  sede  referente,
il 28 giugno 2012; il 5, 11 e 26 luglio 2012; il 2 agosto  2012; l'11
e 18 settembre 2012; il 2, 4 e 9 ottobre 2012.
Esaminato in Aula il 10 e  16  ottobre  2012,  e  approvato,  con
modificazioni, il 17 ottobre 2012.
Camera dei deputati (atto n. 4434-B):
(Giustizia), in sede referente, il 23 ottobre 2012 con  pareri  delle
Commissioni III, IV, V, VIII e X.
Esaminato in Aula il 29 e 30  ottobre  2012  e  approvato  il  31
Articolo precedenteNota 6 novembre 2012, Prot.n. 2989Articolo successivoIl curricolo verticale

References: sentenza 
in fine
in fine
 articolo  36
 articolo
7
 sentenza 
in fine

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.  7
 art. 8
 art.  9