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Timestamp: 2020-08-05 22:21:56+00:00

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Corte di Cassazione civile, sez. IV, Sentenza n. 15534 del 17 settembre 2012 - Dirittodautore.it
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Con sentenza depositata in data 8 agosto 2008, la Corte d’appello di Genova ha confermato la decisione di primo grado che aveva rigettato le domande proposte da Tizio nei confronti dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (d’ora innanzi INPDAP), al fine di ottenere la condanna dell’Istituto al pagamento dell’indennizzo o della retribuzione o alla restituzione del risultato utile ex art. 2041 cc, in relazione alla realizzazione dì un “software” finalizzato alla gestione e liquidazione dell’indennità premio di servizio.
2. Con il secondo motivo, il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli art. 75. 83, 156 c.p.c, dell’art. 1418 cc. dell’art. 416 c.p.c e dell’art. 112 c.p.c, per non avere it Tribunale, prima, e la Corte territoriale, poi, esaminato le questioni pregiudiziali sollevate nella prima udienza di trattazione e poi confluite nella memoria autorizzata del 20 gennaio 2005 ossia: a) la questione della ità della memoria di costituzione INPDAP, poiché depositata con mandato alle liti o; b) la questione, proposta in via subordinata, dell’intervenuta decadenza ex art. 416 c.p.c. dell’Istituto, che aveva provveduto a costituirsi successivamente con mandato valido, ma in epoca successiva alla prima udienza di trattazione.
dall’ideazione dell’opera dell’ingegno richiede la forma scritta: b) che un’eventuale dichiarazione scritta relativa alla consegna e/o trasferimento relativa ad una parte soltanto dei diritti non comporta il trasferimento dei diritti non richiamati o menzionati; c) che l’onerosità dello sfruttamento dell’opera era incompatibile con la conversione del titolo operata dalla Corte territoriale; d) che l’ideazione dell’opera era avvenuta nel corso di un rapporto di lavoro, ancorché l’attività di inventore non fosse ricompressa tra le mansioni per le quali era stato assunto: e) che, pertanto, trovano applicazione gli art. 23 e 24 r.d. 1127/1939; f) che tali norme, inderogabili, escludono la gratuita dello sfruttamento dell’invenzione da parte del datore di lavoro; g) che la causa liberale che caratterizza il Como,dato è incompatibile con l’obbligo legale, previsto dai citati art. 23 e 24 r.d. 1127/1939, di mettere l’invenzione a disposizione del datore di lavoro; h) che, qualora la fattispecie potesse essere qualificata come Como,dato, comunque tale negozio sarebbe o, da un lato, per carenza dell’incontro della manifestazione di volontà circa la gratuità del negozio, dall’altro per carenza della causa prevista dalla legge per il Como,dato gratuito; i) che, infatti, la missiva del ricorrente sul quale la Corte genovese aveva fondato la propria decisione era un atto unilaterale, nel quale non era dato rinvenire la dichiarazione di rinuncia al compenso e/o all’equo premio.
9.1. Va premesso che, in sede di legittimità, la critica dell’esegesi effettuata dal giudice di mento può essere prospettata solo sotto il profilo della mancata osservanza dei criteri legali di ermeneutica contrattuale o della insufficienza o contraddittorietà della motivazione, mentre la mera contrapposizione fra l’interpretazione proposta dal ricorrente e quella accolta nella sentenza impugnata non rileva ai fini dell’anamento di quest’ultima.
Ciò posto, si rileva che le censure del ricorrente ruotano attorno a norme non applicabili nel caso di specie, dal momento che, venendo in questione la realizzazione di un “software”, ossia un programma per elaboratore (art. 1 L. 22 aprile 1941, n. 633), la tutela speciale del lavoratore riposa sull’art. 12 bis della medesima L. n. 633/1941, che presuppone la creazione dell’opera da parte del lavoratore dipendente nell’esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro.
Nessuna delle due ipotesi ricorre nel caso di specie, essendo stato accertato dai giudici di mento ed essendo stato riconosciuto anche dal ricorrente che egli realizzò il “software” “al di fuori dell’orario e dell’ambito lavorativo”.
Tags dipendente lavoratore programma per elaboratore software
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References: Sentenza 
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 art. 2041
 art. 75
 art. 416
 art. 23
 art. 23
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