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Timestamp: 2020-08-15 07:59:48+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27128 del 28/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27128 del 28/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 28/12/2016, (ud. 14/10/2016, dep.28/12/2016), n. 27128
sul ricorso 26848/2011 proposto da:
M.V.L., elettivamente domiciliato in ROMA VIA
ENNIO QUIRINO VISCONTI 103, presso lo studio dell’avvocato LUISA
GOBBI, rappresentato e difeso dagli avvocati SERGIO NICCHI, MARIA
MEZZASOMA giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 75/2010 della COMM. TRIB. REG. dell’UMBRIA,
M.V., esercente l’attività di agente di commercio, presentava in data 2.12.2004 istanza di rimborso dell’Irap versata negli anni 1998, 1999, 2000, 2001 e 2002.
A seguito del silenzio rifiuto della Agenzia delle Entrate, il contribuente proponeva ricorso sostenendo l’illegittimità dell’Irap perchè, presentando tutte le caratteristiche di una imposta sulla cifra di affari, contrasta con la Direttiva europea che pone il divieto di introdurre imposte che abbiano le medesime caratteristiche dell’Iva.
La Commissione tributaria provinciale di Perugia rigettava il ricorso con sentenza del 18.5.2007.
Il contribuente proponeva appello alla Commissione tributaria regionale di Perugia che lo rigettava con sentenza del 1.10.2010.
Contro la sentenza di appello il contribuente propone ricorso deducendo un unico motivo di ricorso, intitolato “travisamento delle prove”.
L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso chiedendo di dichiarare inammissibile il ricorso.
Il ricorso è inammissibile per indeterminatezza e genericità del motivo, non corrispondente ad alcuno dei casi di ricorso per cassazione tassativamente previsti dall’art. 360 c.p.c.; in ogni caso contiene censure per presunti “errori di fatto” irrilevanti nel giudizio di legittimità, potendo ipoteticamente giustificare la diversa richiesta di revocazione a norma dell’art. 395 c.p.c., comma 1, n. 5 (conforme Sez. L, Sentenza n. 2529 del 09/02/2016, Rv. 638935).
Segue condanna alle spese come da dispositivo.
Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al rimborso delle spese in favore della Agenzia delle Entrate, liquidate in Euro tremiladuecento oltre eventuali spese prenotate a debito.

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