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Timestamp: 2017-07-27 00:46:38+00:00

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Legge Regionale - Regione Sardegna - 26 gennaio 1995, n. 5
"Norme di riforma del servizio sanitario regionale."
Articolo 1. (Unità Sanitarie Locali).
a) azienda-USL n. 1, coincidente con l'ambito territoriale delle preesistenti Unità Sanitarie Locali nn. 1, 2, 5; b) azienda-USL n. 2, coincidente con l'ambito territoriale delle preesistenti Unità Sanitarie Locali nn. 3, 4; c) azienda-USL n. 3, coincidente con l'ambito territoriale delle preesistenti Unità Sanitarie Locali nn. 6, 7, 8, 10, 11; d) azienda-USL n. 4, coincidente con l'ambito territoriale della preesistente Unità Sanitaria Locale n. 9; e) azienda-USL n. 5, coincidente con gli ambiti territoriali delle preesistenti Unità Sanitarie Locali nn. 12, 13, 14; f) azienda-USL n. 6, coincidente con gli ambiti territoriali delle preesistenti Unità Sanitarie Locali nn. 15, 19, 18, salvo per quest'ultima quanto disposto dalla lettera h); g) azienda-USL n. 7, coincidente con gli ambiti territoriali delle preesistenti-Unità Sanitarie Locali nn. 16, 17; h) azienda-USL n. 8, coincidente con gli ambiti territoriali delle preesistenti Unità Sanitarie Locali nn. 20, 21, 22 e con gli ambiti territoriali dei Comuni di Muravera, Villaputzu, San Vito, Castiadas, Ballao, Armungia, Villasalto, San Nicolò Gerrei, Silius, Goni, Sant'Andrea Frius, già facenti parte dell'Unità Sanitaria Locale n. 18.
3. Le Aziende-USL possono assumere la gestione di attività o servizi socio-assistenziali su delega dei singoli enti locali con oneri a totale carico degli stessi, ivi compresi quelli relativi al personale, e con specifica contabilizzazione. L'Unità Sanitaria Locale procede alle erogazioni solo dopo l'effettiva acquisizione delle necessarie disponibilità finanziarie.
4. Gli ambiti territoriali delle Aziende-USL possono essere modificati
- in relazione sia a particolari condizioni geomorfologiche e demografiche, sia alla dislocazione nel territorio delle strutture e dei servizi sanitari
- con il piano sanitario regionale, tenendo conto delle proposte formulate dalla Conferenza dell'Azienda-USL in sede di determinazione delle linee di indirizzo del programma sanitario dell'azienda stessa ai sensi dell'articolo 43, comma 4.
5. Con il provvedimento di costituzione di cui al comma 2 si provvede, inoltre, all'individuazione della sede legale di ciascuna azienda-USL sulla base delle seguenti disposizioni. Le Aziende-USL il cui ambito territoriale coincide con quello della provincia hanno sede legale nel capoluogo di provincia. Per le altre Aziende-USL l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, convoca in seduta congiunta, per una data compresa nei venti giorni successivi, presso la città con il maggior numero di abitanti secondo l'ultimo dato ISTAT, la conferenza dei sindaci dei Comuni ricompresi nella istituenda azienda-USL. Unitamente alla convocazione, invita la stessa conferenza dei sindaci a formulare una proposta di individuazione della sede legale dell'Azienda-USL in cui sono destinati a confluire i Comuni interessati. Il Presidente dell'Assemblea è eletto a maggioranza. Immediatamente dopo l'elezione, il Presidente dispone per le formalità procedurali da seguire per la redazione del verbale delle operazioni relative al successivo voto. Le assemblee - o gli altri organi previsti dal citato articolo 4 - formulano a pena di decadenza le proprie proposte nei venti giorni successivi.
Articolo 2. (Funzioni dell'Azienda-USL).
1. L'azienda-USL provvede:
a) all'educazione sanitaria; b) alla prevenzione individuale e collettiva delle malattie fisiche e psichiche; c) alla protezione sanitaria materno-infantile; all'assistenza pediatrica ed alla tutela del diritto alla procreazione cosciente e responsabile; d) all'igiene e medicina scolastica negli istituti di istruzione pubblica e privata di ogni ordine e grado; e) all'igiene e medicina del lavoro, nonché alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali; f) alla formazione permanente del personale; g) alla medicina dello sport ed alla tutela sanitaria delle attività sportive; h) all'assistenza medico-generica, specialistica infermieristica ambulatoriale e domiciliare, per le malattie fisiche e psichiche; i) all'assistenza ospedaliera per le malattie fisiche e psichiche; l) alla riabilitazione; m) all'assistenza farmaceutica, all'informazione ed alla vigilanza sulle farmacie; n) all'igiene della produzione, lavorazione distribuzione e commercio degli alimenti e delle bevande; o) alla profilassi ed alla polizia veterinaria all'ispezione ed alla vigilanza veterinaria sugli animali destinati ad alimentazione umana, sugli impianti di macellazione e trasformazione, sugli alimenti di origine animale, sull'alimentazione zootecnica e sulle malattie trasmissibili dagli animali all'uomo, sulla riproduzione, allevamento e sanità animale, sui farmaci di uso veterinario; p) agli accertamenti, alle certificazioni ed a ogni altra prestazione medico-legale spettante al servizio sanitario nazionale, con esclusione di quello relativo ai servizi di cui all'articolo 6, comma 1, lettera z) della Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. L'azienda-USL esercita le funzioni di cui al comma 1 nel rispetto della programmazione sanitaria regionale
Articolo 3. (Modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza sanitaria).
5. I corrispettivi di cui al precedente comma 3 sono determinati con decreto dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale in un apposito tariffario - redatto in armonia con il decreto del Ministro della sanità del 15 aprile 1994 - che fissa la remunerazione massima di ciascuna prestazione.
Articolo 4. (Conferenza dell'Azienda-USL).
Articolo 5. (Conferenza di distretto).
CAPO II STRUTTURA DELL'AZIENDA-USL
Articolo 6. (Statuto e regolamento dell'Azienda-USL).
2. Al fine di assicurare l'uniformità delle modalità di organizzazione e di esercizio delle funzioni nelle varie aziende-USL, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono approvati con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, gli schemi tipo dello statuto e del regolamento interno dell'Azienda-USL, redatti in conformità con le disposizioni di cui al presente Titolo I, Capo 11.
3. Lo schema tipo del regolamento interno dell'Azienda-USL deve conformarsi ai principi dell'articolo 2 della Legge 23 ottobre 1992, n. 421 e del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 con particolare riguardo alle disposizioni degli articoli 1, 5 e 30 - come modificato dal decreto legislativo 10 novembre 1993 n. 470 e dal decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546.
Articolo 7. (Direttore generale dell'Azienda-USL).
1. Il direttore generale è l'organo dell'Azienda-USL cui competono tutti i poteri dei amministrazione, nonché il potere di rappresentanza dell'ente ai sensi dell'articolo 3, comma 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni.
4. Il direttore generale dell'Azienda-USL è nominato con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, secondo quanto disposto dall'articolo 3, commi 6, 9, 10, 11 del decreto legislativo n. 502 del 1992, come modificato dal Decreto Legge 27 agosto 1994 n. 512, convertito nella Legge 17 ottobre 1994 n. 590.
5. Il provvedimento di nomina del direttore generale e soggetto a revoca con le modalità di cui al comma precedente nel caso che la gestione dell'Azienda-USL sia caratterizzata da un disavanzo da qualificarsi grave ai sensi dell'articolo 52, o sia riscontrata la violazione di leggi o di principi di buon andamento e di imparzialità dell'azione amministrativa.
Articolo 8. (Collegio dei revisori).
1. Il collegio dei revisori è l'organo di controllo contabile e finanziario dell'Azienda-USL, cui competono le funzioni di cui all'articolo 3, comma 13, del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni.
a) un componente designato dal Ministro del Tesoro; b) un componente designato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale; c) un componente designato dalla Conferenza dell'Azienda-USL.
9. L'indennità annua lorda spettante ai componenti il collegio è fissata in misura pari al dieci per cento degli emolumenti del direttore generale dell'Azienda-USL. L'indennità è maggiorata del venti per cento per il presidente del collegio. A tutti i Componenti spettano inoltre i rimborsi e le indennità spettanti al personale dell'amministrazione regionale ai sensi della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.
10. Sino alla formazione del registro dei revisori di cui al comma 4; revisori designati dalla Giunta regionale e dalla Conferenza dell'Azienda-USL sono scelti tra:
a) gli iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti di cui al R.D 24 luglio 1936 n. 1548; b) gli iscritti nell'albo dei dottori commercialisti e dei ragionieri liberi professionisti che abbiano presentato nei termini la domanda di iscrizione al registro di cui al comma 4; c) i componenti i collegi dei revisori delle Unità Sanitarie Locali già istituite ai sensi della legge regionale n. 13 del 1981 che abbiano presentato nei termini domanda di iscrizione al registro di cui al comma 4.
Articolo 9. (Modalità di funzionamento del collegio dei revisori).
Articolo 10. (Consiglio dei sanitari).
a) il direttore sanitario dell'azienda, con funzioni di presidente; b) due dirigenti sanitari del profilo professionale medico di 11 livello, di cui almeno uno dell'area di prevenzione e sanità pubblica; c) un dirigente sanitario del profilo professionale veterinario di II livello; d) due dirigenti sanitari del profilo professionale medico di I livello, di cui almeno uno dell'area di prevenzione e sanità pubblica; e) due dirigenti del ruolo sanitario di II livello appartenenti ad un profilo professionale diverso da quello medico; f) un dirigente del ruolo sanitario di I livello appartenente ad un profilo professionale diverso da quello medico; g) tre rappresentanti dei medici convenzionati con l'azienda-USL, di cui uno per i medici di medicina generale, uno per i pediatri di libera scelta ed uno per gli specialisti ambulatoriali; h) un operatore professionale di 1ª categoria collaboratore (infermiere professionale o equiparato); i) un operatore professionale di 1ª categoria coordinatore (caposala o equiparato); l) un operatore professionale di 1ª categoria collaboratore (tecnico di laboratorio, o di radiologia, o di anatomia patologica, o equiparato).
Articolo 11. (Criteri di organizzazione degli uffici della Azienda-USL).
1. L'ordinamento degli uffici dell'Azienda-USL è determinato dal regolamento interno dell'azienda con le modalità previste dal precedente articolo 6 nel rispetto delle disposizioni di cui al presente capo.
2. L'azienda-USL svolge le proprie funzioni mediante servizi sanitari ed amministrativi organizzati in dipartimenti, salvo quanto disposto dal comma 4. I servizi, in relazione ad esigenze di funzionalità, sono articolati in settori omogenei d'intervento Per le medesime finalità i servizi possono essere accorpati secondo criteri di omogeneità delle funzioni.
6. servizio dell'igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati;
6. servizio delle tossico-dipendenze.
4. Per esigenze funzionali il direttore generale su conforme parere del direttore sanitario per i dipartimenti sanitari - e del direttore amministrativo - per il dipartimento amministrativo - può istituire la figura del responsabile del dipartimento, con funzioni di coordinamento delle attività dei servizi e dei settori, attribuendo il relativo incarico - non retribuito - ad un capo servizio o ad altro dirigente di II livello.
I responsabili dei dipartimenti sanitari rispondono al direttore sanitario.
Il responsabile del dipartimento amministrativo risponde al direttore amministrativo.
5. In ciascuna azienda-USL è istituito il servizio per le attività psico-sociali. Il servizio esercita le funzioni spettanti all'Unita Sanitaria Locale ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 25 gennaio 1988 n. 4, ricercando l'integrazione ed il coordinamento con i servizi socio-assistenziali dei Comuni. Esso, inoltre, coordina le attività di natura socio-assistenziale connesse con le funzioni sanitarie di prevenzione, cura e riabilitazione dei dipartimenti sanitari, di cui all'articolo 30 della Legge 27 dicembre 1983, n. 730 ed al D.P.C.M. 8 agosto 1985. Il servizio può, in relazione ad esigenze di funzionalità, essere articolato in settori omogenei d'intervento.
1. servizio degli affari generali e legali; 2. servizio del bilancio, contabilità, programmazione e gestione delle risorse; 3. servizio degli acquisti, servizi tecnici, gestione patrimoniale; 4. servizio del personale: amministrazione, formazione, aggiornamento,organizzazione e metodi.
7. I dipartimenti sanitari ed il servizio per le attività psico- sociali - salvo, per quest'ultimo, il caso previsto dal successivo articolo 15 - dipendono dal direttore sanitario. Il dipartimento amministrativo dipende dal direttore amministrativo.
8. I servizi, compreso quello per le attività psico-sociali, sono retti da un dirigente di secondo livello della disciplina di riferimento delle funzioni.
10. L'azienda-USL esercita le funzioni istituzionali articolando i propri uffici nel territorio in distretti secondo le disposizioni di cui al titolo 1, capo III, della presente legge.
Articolo 12. (Direzione generale).
a) segreteria; b) controlli di gestione; c) sviluppo aziendale; d) sistema informativo; e) relazioni esterne.
4. L'ufficio è retto da un responsabile, nominato dal direttore generale dell'azienda. Il direttore generale può conferire l'incarico ad un'unità di personale assunta con contratto di diritto privato a tempo determinato, dotata di provata competenza e professionalità in materia di gestione aziendale. Può, inoltre, conferire l'incarico ad un dirigente del ruolo, amministrativo dell'Azienda-USL. In entrambi i casi l'incarico ha durata pari a quella del direttore generale che lo ha conferito.
6. Verificata l'obbiettiva carenza tra il personale dipendente delle necessarie professionalità il direttore generale dell'azienda può conferire incarichi a soggetti di provata competenza relativi a tematiche specifiche inerenti le funzioni della direzione generale, determinando preventivamente durata, oggetto e compenso della collaborazione. L'incarico non può comunque avere durata superiore ad un anno, fatta salva - in casi eccezionali - la facoltà di proroga per non più di due volte.
Articolo 13. (Direttore Sanitario).
1. Il direttore sanitario dirige i servizi sanitari della azienda-USL a fini organizzativi ed igienico-sanitari ed esprime parere obbligatorio al direttore generale sugli atti relativi alle materie di sua competenza.
a) titolo di laurea in medicina e chirurgia; b) possesso dell'idoneità nazionale di cui all'articolo 17, comma 11 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni; c) età non superiore ai sessantacinque anni; d) qualificata attività di direzione tecnico-sanitaria prestata per almeno cinque anni in strutture sanitarie, pubbliche o private, di media o grande dimensione; e) inesistenza delle cause di incompatibilità previste dall'articolo 3, commi 9 e 11 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni.
5. Il direttore sanitario può essere sospeso o dichiarato decaduto dai direttore generale per gravi motivi o nel caso di violazione di leggi o di principi di buon andamento o di imparzialità dell'amministrazione.
6. Il direttore generale puo delegare il direttore sanitario per il compimento di atti in nome e per suo conto.
Articolo 14. (Direttore amministrativo).
a) titolo di laurea in discipline giuridiche o economiche; b) età non superiore ai sessantacinque anni; c) qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa prestata per almeno cinque anni in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione.
Articolo 15. (Coordinatore dei servizi sociali).
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo n; 502 del 1992 e successive modificazioni, nel caso di delega dai Comuni all'Unità Sanitaria Locale della gestione di servizi ed attività socio- assistenziali, può essere nominato, con provvedimento motivato del direttore generale dell'Azienda-USL, il coordinatore dei servizi socio- assistenziali.
2. Il coordinatore dei servizi socio-assistenziali, avvalendosi del servizio per le attività psico-sociali dell'azienda, assicura l'integrazione ed il coordinamento tra le attività socio-assistenziali dell'Azienda-USL, e le attività socio-assistenziali delegate dal Comune.
a) titolo di laurea in psicologia o sociologia, o diploma post lauream in psicologia; b) età non superiore ai sessantacinque anni; c) qualificata attività di direzione in materia di servizi socio- assistenziali prestata per almeno cinque anni in enti e strutture sanitarie o socio-assistenziali pubbliche o private, di media e grande dimensione; d) inesistenza delle cause di incompatibilità previste dall'articolo 3, commi 9 e 11, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni.
4. Al requisito di cui al comma 3, lettera c), è equiparata la direzione con qualifica dirigenziale dei servizi socio-assistenziali degli enti pubblici territoriali.
CAPO III DISTRETTI SANITARI
Articolo 16. (Articolazione dell'Azienda-USL in distretti sanitari).
1. Al fine di assicurare una risposta coordinata e continuativa al bisogno socio-sanitario delle comunità locali, l'azienda-USL decentra le proprie funzioni nel territorio articolando l'organizzazione centrale in distretti, salvo quanto disposto dal comma 8.
2. Il distretto costituisce un articolazione organizzativa e funzionale dell'Azienda-USL, preposta alle funzioni di interesse locale previste dal successivo articolo 17, che esercita secondo le direttive dell'organizzazione centrale.
4. L organizzazione interna del distretto è determinata dal regolamento interno dell'azienda nel rispetto delle disposizioni di cui al presente capo.
5. In sede di prima attuazione della presente legge l'ambito territoriale dei distretti coincide con quello delle Unità Sanitarie Locali già istituite ai sensi della legge regionale n. 13 del 1981. I Comuni indicati dall'articolo 1, comma 2, lettera h), fanno parte del distretto sanitario che coincide con l'ambito territoriale della preesistente U.S.L. n. 22. I restanti Comuni della preesistente U.S.L. n. 18, confluiti nell'azienda-USL n. 7, fanno parte del distretto sanitario che coincide con l'ambito territoriale della preesistente U.S.L. n. 19.
a) la gestione dei presidi ospedalieri non scorporati; b) la gestione dei rapporti con le strutture pubbliche e private per l'erogazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera: c) gli accertamenti sanitari connessi con il rilascio delle autorizzazioni previste dalla legge regionale 23 luglio 1991 n. 26, e successive modificazioni e integrazioni.
Articolo 17. (Funzioni del distretto).
1. Il distretto esercita le funzioni di interesse locale concernenti l'osservazione l'analisi epidemiologica, l'assistenza sanitaria di base, l'assistenza farmaceutica, l'igiene e la medicina preventiva, la profilassi delle malattie infettive, la medicina scolastica, la medicina sportiva, la medicina legale, l'assistenza specialistica territoriale, la medicina riabilitativa, l'assistenza psichiatrica e psico-sociale territoriale, la medicina veterinaria, l'assistenza infermieristica ambulatoriale e domiciliare. Esso, inoltre, esercita le funzioni socio-assistenziali di interesse locale di competenza dell'Azienda-USL ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4, ricercando il coordinamento e l'integrazione con le attività socio-assistenziali del Comune.
3. Nell'esercizio delle funzioni il distretto organizza le attività proprie del livello secondo le direttive dei dipartimenti
dell'organizzazione centrale dell'Azienda-USL.
Articolo 18. (Struttura del distretto sanitario).
3. Il responsabile delle funzioni amministrative è un dirigente del ruolo amministrativo, di norma di secondo livello. Rientrano nella competenza del responsabile delle funzioni amministrative:
a) la gestione delle risorse assegnate al distretto; b) il personale; c) la gestione economale; d) il sistema informativo; e) i controlli di qualità.
CAPO IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE
Articolo 19. (Piante organiche).
a) alla rilevazione di tutto il personale di ruolo e non di ruolo distinto per sedi di servizio, nonché per ruoli, profili professionali e posizioni funzionali, e - ove presenti - per discipline, evidenziando altresì le posizioni di comando e di distacco; b) alla formulazione di una proposta di ridefinizione delle piante organiche che tenga conto del nuovo assetto degli uffici dell'Azienda-USL e delle sue articolazioni territoriali, nonché dei principi del decreto legislativo n. 29 del 1993 e successive modificazioni, e delle disposizioni della legge 24 dicembre 1993, n. 537, dopo aver informato - ai sensi dell'articolo 13 del citato decreto legislativo n. 29 del 1993 - le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Articolo 20. (Assegnazione definitiva del personale dipendente).
1. Entro sessanta giorni dali'approvazione delle nuove piante organiche il direttore dell'Azienda-USL predispone un progetto di assegnazione definitiva del personale che, alla data di costituzione dell'azienda, risultava in servizio presso le Unità Sanitarie Locali in essa confluite.
4. L'assegnazione del personale è effettuata sulla base delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 23 novembre 1990, n. 384, e degli articoli 4, 7, 30 del decreto legislativo n. 29 del 1993 e successive modificazioni, tenendo conto della qualifica posseduta e della sede di servizio del dipendente al 15 dicembre 1994, della necessità di garantire alle strutture personale adeguato alle funzioni da svolgere e, a parità di condizioni, dell'opzione esercitata dal dipendente stesso.
5. I dipendenti dei diversi ruoli, profili professionali e posizioni funzionali che, a seguito dell'approvazione delle nuove piante organiche, risultino in esubero, sono assoggettati a mobilità per trasferimento a domanda o d'ufficio nel rispetto dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 29 del 1993 e successive modificazioni. La mobilità sarà attuata prioritariamente nell'ambito delle Aziende-USL e delle aziende ospedaliere.
Articolo 21. (Sostituzioni).
3. Nel caso di vacanza di un ufficio dirigenziale il direttore generale può, per assicurare la continuità operativa dei servizi, procedere alla nomina temporanea di un dirigente di pari livello della disciplina di riferimento delle funzioni che non abbia altro incarico nell'ambito dell'azienda, o - in caso di carenza - di un dirigente di livello immediatamente inferiore della stessa disciplina.
L'incarico deve essere limitato al tempo strettamente necessario all'espletamento delle procedure di legge per la copertura del posto vacante. L'atto di nomina deve essere contestuale all'avvio di tali procedure.
Articolo 22. (Modalità di assunzione del personale).
Articolo 23. (Regolamento del personale).
1. Entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, informati i sindacati maggiormente rappresentativi, è approvato lo schema-tipo di regolamento del personale delle aziende-USL, redatto in conformità con le disposizioni vigenti in materia di stato giuridico del personale appartenente al servizio sanitario nazionale.
CAPO V DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PATRIMONIO
Articolo 24. (Patrimonio dell'Azienda-USL).
1. L'azienda-USL ha un proprio patrimonio; destinato al raggiungimento delle finalità istituzionali, costituito da:
a) i beni mobili ed immobili di proprietà dell'Azienda-USL ai sensi del successivo comma 3 e dell'articolo 25; b) i beni mobili ed immobili acquistati a titolo di donazione, eredità, legato.
a) della quota del fondo sanitario di parte corrente e dei contributi sanitari di cui all'articolo 11 commi 15 e 17, del decreto legislativo n. 502 del 1992, e della quota delle risorse integrative assegnate dalla Regione ai sensi dell'articolo 45 della presente legge; b) della quota di fondo sanitario in conto capitale e della quota di risorse integrative assegnate dalla Regione ai sensi dell'articolo 47 della presente legge; c) delle rendite derivanti dall'utilizzo del patrimonio dell'azienda o da contratti e convenzioni; d) delle somme percepite a titolo di donazione, eredità, legato; e) di ogni altra entrata pervenuta.
3. Ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, tutti i beni mobili e immobili, compresi quelli da reddito, e le attrezzature che, alla data di entrata in vigore del decreto citato facevano parte del patrimonio dei Comuni e delle Province con vincolo di destinazione alle Unità Sanitarie Locali, sono trasferiti al patrimonio delle aziende-USL. Sono inoltre trasferiti al patrimonio delle Aziende-USL i beni di cui all'articolo 65 comma 1, della Legge 23 dicembre 1978 n. 833, come sostituito dall'articolo 2l del decreto legge 12 settembre 1993 n. 463, convertito con modificazioni nella Legge 11 novembre 1993 n. 638.
Articolo 25. (Fusione tra Unità Sanitarie Locali).
1. Al fine di individuare il patrimonio delle costituente aziende-USL, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per ciascuno degli ambiti territoriali di cui all'articolo 1, comma 2, gli amministratori straordinari delle Unità Sanitarie Locali già istituite ai sensi della legge regionale n. 13 del 1981 predispongono un progetto di fusione dal quale deve risultare la situazione patrimoniale delle Unità Sanitarie Locali alla data del 31 dicembre 1994.
5. Il progetto di fusione dell'Unità Sanitaria Locale n. 18 deve indicare in separata evidenza il valore del patrimonio netto e la descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire alla costituenda azienda-USL n. 8 con riferimento ai Comuni previsti dall'articolo 1, comma 2, lettera h). Se la destinazione di un elemento dell'attivo non è desumibile dal progetto, esso rimane in capo all'Unità Sanitaria Locale n. 18 e confluisce ai sensi del precedente comma 4 nel patrimonio dell'Azienda-USL ad essa subentrante. Se la destinazione di un elemento del passivo non è desumibile dal progetto, di esso rispondono in solido l'azienda-USL che subentra all'Unità Sanitaria Locale n. 18 e l'azienda-USL in cui confluiscono; Comuni - già facenti parte della stessa Unità Sanitaria Locale n. 18 - indicati dal precedente articolo 1, comma 2, lettera h).
TITOLO II AZIENDE OSPEDALIERE
Articolo 26. (Individuazione dei presidi ospedalieri da costituire in azienda).
1. I presidi ospedalieri erigibili in azienda ai sensi dell'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 502- del 1992 sono individuati dal piano sanitario regionale in armonia con le determinazioni in esso contenute sulla ristrutturazione della rete dei servizi ospedalieri di cui all'articolo 10, comma 2, della Legge 23 ottobre 1985 n. 595,ed all'articolo 4, comma 2, della Legge 30 dicembre 1991, n. 412, nonché- per quanto concerne i presidi sede di dipartimento di emergenza - sulla base del provvedimento regionale istitutivo del sistema di emergenza sanitaria.
Articolo 27. (Scorporo dei presidi ospedalieri).
1. Al fine di individuare la parte del patrimonio dell'Azienda-USL spettante alla costituenda azienda ospedaliera, entro sessanta giorni dall'approvazione del provvedimento di individuazione del presidio ospedaliero di cui all'articolo 26, il direttore generale dell'Azienda-USL redige d'intesa con gli organi di direzione del presidio un progetto di scorporo. Tale progetto, redatto in osservanza delle norme sul bilancio di esercizio, deve contenere l'esatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire all'azienda ospedaliera e l'indicazione del valore effettivo del patrimonio netto trasferito.
Articolo 28. (Costituzione in azienda ospedaliera dei presidi scorporati).
5. Il protocollo d'intesa previsto dall'articolo 26, comma 2, disciplina l'assegnazione del personale dipendente dalle Unità Sanitarie Locali, già istituite ai sensi della legge regionale n. 13 del 1981, operante presso le cliniche, gli istituti ed i dipartimenti che confluiscono nelle aziende policlinico.
Articolo 29. (Effetti dello scorporo).
Articolo 30. (Presidi ospedalieri delle aziende-USL).
2. I presidi ospedalieri delle Aziende-USL hanno autonomia economico- finanziaria con contabilità separata all'interno del bilancio dell'azienda.
CAPO II STRUTTURA DELLE AZIENDE OSPEDALIERE
Articolo 31. (Statuto e regolamento delle aziende ospedaliere).
2. Al fine di assicurare l'uniformità di organizzazione e di esercizio delle funzioni delle aziende ospedaliere, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono approvati con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, gli schemi tipo dello statuto e del regolamento interno delle aziende, redatti nel rispetto delle disposizioni di cui al presente capo.
3. Gli uffici amministrativi dell'azienda ospedaliera sono organizzati dal regolamento interno nel rispetto dei principi dell'articolo 2 della Legge n. 421 del 1992 e del decreto legislativo n 29 del 1993 e successive modificazioni, con particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 1, 5, 30 dello stesso decreto.
Articolo 32. (Organi dell'azienda ospedaliera).
Articolo 33. (Consiglio dei sanitari).
a) il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera, con funzioni di presidente; b) i responsabili dei dipartimenti; c) tre dirigenti sanitari di cui almeno uno di secondo livello; d) tre dirigenti di un ruolo sanitario non medico, di cui almeno uno di secondo livello; e) un operatore professionale di 1ª categoria collaboratore (infermiere professionale o equiparato); f) un operatore professionale di 1ª categoria coordinatore (caposala o equiparato); g) un operatore professionale di 1ª categoria collaboratore (tecnico di laboratorio, o di radiologia, o di anatomia patologica, o equiparato).
Articolo 34. (Direttore sanitario e direttore amministrativo).
4. Nel caso che l'azienda sia costituita da più stabilimenti ospedalieri, il direttore generale può, a fini igienico-organizzativi, delegare per ciascuno di essi, su conforme parere del direttore sanitario dell'azienda ospedaliera, un dirigente sanitario di secondo livello - o, in caso di carenza di primo livello - della disciplina di riferimento delle funzioni, quale responsabile della direzione sanitaria.
Articolo 35. (Dipartimenti ospedalieri).
1. Ai sensi dell'articolo 4, comma 10 del decreto legislativo n 502 del 1992 e successive modificazioni, i servizi sanitari dell'azienda ospedaliera sono organizzati in dipartimenti.
3. Con l'istituzione del dipartimento, le funzioni svolte dalle divisioni, dalle sezioni, dai servizi e dai moduli di cui al comma 2 sono riorganizzate articolando ciascun dipartimento in reparti e servizi, e ciascun reparto o servizio in moduli, nel rispetto di quanto stabilito dagli articoli 30 e 31 comma 1, lettera a), del decreto legislativo n 29 del 1993.
4. I criteri generali per l'individuazione dei dipartimenti delle aziende ospedaliere e degli ospedali non scorporati, nonché quelli concernenti l'individuazione dei relativi standard funzionali strutturali e di personale sono determinati dal piano sanitario regionale in armonia con l'articolo 10 comma 2, della Legge 23 ottobre 1985, n. 595 e con l'articolo 4, comma 2, della Legge 30 dicembre 1991, n. 412, nel quadro delle determinazioni sulla ristrutturazione della rete dei servizi ospedalieri.
5. L'istituzione dei dipartimenti di ciascuna azienda ospedaliera è disposta con deliberazione del direttore generale, su proposta del direttore sanitario, sentito il consiglio dei sanitari, in attuazione delle determinazioni contenute nel piano sanitario regionale. Con la medesima deliberazione si procede all'individuazione dei reparti, dei servizi e dei moduli in cui si articola ogni dipartimento, ed alla determinazione della tipologia, delle dimensioni, delle dotazioni tecnologiche e strumentali dei singoli reparti o moduli.
Articolo 36. (Norme sulla direzione del dipartimento e delle sue articolazioni).
6. In sede di prima applicazione della presente legge al personale appartenente a posizioni funzionali apicali sarà attribuita la direzione di un reparto o di un servizio. Il personale suddetto ha diritto di opzione tra i dipartimenti ed i reparti o servizi, compatibilmente, per i due ultimi, con il requisito del possesso dell'idoneità specifica praticata nel reparto o servizio. Nel caso vi siano più opzioni per lo stesso dipartimento o per lo stesso reparto o servizio, si procede, ai sensi dell'articolo 15, commi 2 e 3, del decreto legislativo 502 del 1992 e successive modificazioni.
Articolo 37. (Personale delle aziende ospedaliere).
1. Al personale delle aziende ospedaliere si applicano le disposizioni di cui al titolo 1, capo IV della presente legge.
Articolo 38. (Patrimonio dell'azienda ospedaliera).
a) i beni mobili ed immobili di proprietà dell'azienda ospedaliera, così come individuati dall'articolo 27; b) i beni mobili ed immobili acquistati a titolo di donazione, eredità, legato.
a) della quota del fondo sanitario nazionale di parte corrente e dei contributi sanitari di cui all'articolo 11, commi 15 e 17, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, e della eventuale quota di risorse integrative assegnate dalla Regione ai sensi dell'articolo 45 della presente legge; b) della quota di fondo sanitario in conto capitale e della quota di risorse integrative assegnate dalla Regione, ai sensi dell'articolo 46 della presente legge; c) degli introiti derivanti dal pagamento delle prestazioni ai sensi dell'articolo 3 della presente Legge; d) degli introiti derivanti dalle attività libero-professionali di cui all'articolo 4, comma 10 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni; e) delle rendite derivanti dall'utilizzo del patrimonio dell'azienda o da contratti e convenzioni; f) delle somme percepite a titolo di donazione, eredità, legato; g) di ogni altra entrata pervenuta.
TITOLO III NORME IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE E DI GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DELLE AZIENDE-USL E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE
CAPO I PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE
Articolo 39. (Soggetti della programmazione).
3. Ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, le Università contribuiscono all'elaborazione dei piano sanitario regionale con particolare riguardo alla determinazione dell'apporto delle Facoltà di Medicina alle attività assistenziali del servizio sanitario ed alla dislocazione e tipologia delle strutture sanitarie, con le modalità previste dall'articolo 41, comma 3 della presente legge.
Articolo 40. (Piano sanitario regionale).
a) gli obbiettivi e le priorità di carattere generale; b) gli obbiettivi specifici da perseguire attraverso progetti obbiettivo; c) i risultati attesi nel periodo di vigenza del piano dalle azioni programmatiche; d) i criteri di organizzazione dei servizi e dei presidi; e) i livelli minimi di assistenza sanitaria garantiti in condizione di uniformità sul territorio regionale e gli eventuali, ulteriori livelli; f) il fabbisogno di attività convenzionate necessarie per garantire i livelli obbligatori uniformi di assistenza; g) gli indirizzi generali per la stipulazione dei protocolli d'intesa con le Università previsti dall'articolo 6, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni; h) i criteri generali concernenti il bacino di utenza, la localizzazione, gli standard strutturali e di personale dei distretti sanitari; i) le risorse di parte corrente ed in conto capitale destinate nel triennio all'attuazione del piano; l) gli indirizzi generali per la ripartizione delle risorse tra le Aziende-USL e le aziende ospedaliere; m) le modalità di raccordo funzionale tra i dipartimenti di prevenzione delle Aziende-USL e l'istituto zooprofilattico sperimentale di cui alla legge regionale 22 gennaio 1986 n. 15, per il coordinamento delle attività di sanità pubblica; n) gli indirizzi generali per l'integrazione dei servizi sanitari e dei servizi socio-assistenziali; o) gli indirizzi generali per la stipulazione delle convenzioni con le organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 13 della legge regionale 13 settembre 1993 n. 39; p) gli indirizzi per la formazione e l'aggiornamento del personale delle Aziende-USL e delle aziende ospedaliere; q) gli indicatori concernenti l'attività diretta alla personalizzazione ed all'umanizzazione dell'assistenza sanitaria, nonché lo stato di attuazione della legge regionale 3 febbraio 1993 n. 9; r) gli strumenti e le metodologie per la valutazione dell'attuazione del piano.
4. Con il medesimo procedimento il piano è aggiornato annualmente al fine di adeguarlo alle nuove, eventuali esigenze e di ricostituirne l'arco temporale in relazione alla programmazione sanitaria nazionale. Con l'atto di adeguamento si procede, inoltre, alla ripartizione delle risorse tra le Aziende-USL e le aziende ospedaliere.
Articolo 41. (Formazione del piano sanitario regionale).
a) gli indirizzi generali per la stipulazione dei protocolli d'intesa Regione-Università in merito all'apporto delle Facoltà di Medicina alle attività assistenziali del servizio sanitario regionale; b) gli indirizzi generali per la stipulazione dei protocolli d'intesa Regione-Università in merito alla formazione degli specializzandi ed all'accesso ai ruoli dirigenziali del servizio sanitario regionale, per la parte di competenza dell'Università; c) gli indirizzi generali per la stipulazione dei protocolli d'intesa in merito alla formazione del personale infermieristico, tecnico e della riabilitazione, per la parte di competenza dell'Università.
Articolo 42. (Commissione Regionale per la programmazione sanitaria).
a) un esperto di diritto sanitario; b) un esperto in organizzazione dei servizi sanitari; c) un esperto in statistica ed epidemiologia; d) un esperto in economia sanitaria; e) un esperto in economia aziendale; f) un esperto in ingegneria sanitaria; g) un esperto in veterinaria; h) un esperto in materia di servizi socio-assistenziali; i) un esperto dell'area dei servizi sanitari territoriali; l) un esperto dell'area della medicina ospedaliera; m) un esperto dell'area della medicina universitaria; n) un esperto dell'area dell'ospedalità privata; p) un esperto in problemi di igiene ambientale; q) un esperto in problemi della medicina del lavoro; r) un esperto in problemi comunitari e degli enti locali; s) un esperto per l'area della medicina convenzionata (di base, pediatrica o ambulatoriale) presente sul territorio; t) un esperto in chimica farmaceutica e farmacologia; u) un esperto di medicina di comunità e educazione sanitaria.
Articolo 43. (Programma sanitario dell'Azienda-USL).
1. L'azienda-USL partecipi alla programmazione sanitaria della Regione mediante la predisposizione del programma sanitario annuale.
a) l'individuazione delle aree d'intervento sanitario ritenute d'interesse prioritario; b) l'indicazione, per ciascuna iniziativa, della dotazione qualitativa e quantitativa di personale, delle dotazioni tecnologiche e strumentali e delle opere di edilizia sanitaria ritenute necessarie; c) l'indicazione, per ciascuna iniziativa, dei costi presumibili, distinti in spese di parte corrente e spese in conto capitale.
a) l'entità del finanziamento a favore dell'Azienda-USL; b) le priorità qualitative e quantitative nel riordino delle piante organiche; c) la realizzazione di opere di edilizia sanitaria; d) l'adeguamento e lo sviluppo delle dotazioni tecnologiche e strumentali.
6. Il programma sanitari dell'Azienda-USL è approvato con deliberazione del direttore generale entro il 30 giugno di ogni anno.
Articolo 44. (Programma sanitario dell'azienda ospedaliera).
a) l'individuazione delle iniziative ritenute d'interesse prioritario, da intraprendere nell'anno di riferimento; b) l'indicazione, per ciascuna iniziativa, della dotazione qualitativa e quantitativa di personale, delle dotazioni tecnologiche e strumentali e delle opere di edilizia sanitaria ritenute necessarie; c) l'indicazione, per ciascuna iniziativa, dei costi presumibili, distinti in spese di parte corrente e spese in conto capitale; d) l'indicazione del presumibile ammontare delle risorse derivanti all'azienda ospedaliera ai sensi dell'articolo 4, comma 7, lettere b) e d) del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni.
a) l'entità del finanziamento a favore dell'azienda ospedaliera; b) le priorità qualitative e quantitative nel riordino delle piante organiche; c) la realizzazione di opere di edilizia sanitaria; d) l'adeguamento e lo sviluppo delle dotazioni tecnologiche e strumentali.
CAPO II FINANZIAMENTO DELLE AZIENDE-USL E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE
Articolo 45. (Spesa corrente: criteri di finanziamento delle aziende-USL).
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 5, lettera d) del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, le risorse derivanti dal fondo sanitario nazionale e dai contributi sanitari previsti dall'articolo 11, commi 15 e 17 del medesimo decreto, nonché le risorse aggiuntive stanziate dalla Regione sono ripartite tra le aziende-USL, al netto della quota spettante alle aziende ospedaliere ed ai presidi ospedalieri non scorporati, sulla base di quote capitarie di finanziamento, riferite ai livelli di assistenza di cui all'articolo 1 dello stesso decreto, con il provvedimento di adeguamento annuale del piano sanitario regionale, di cui all articolo 40, comma 5, della presente legge.
a) della popolazione residente in ciascuna azienda-USL; b) della spesa per le prestazioni sanitarie ai sensi dell'articolo 8, comini 5 e 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, regolarmente contabilizzata; c) della consistenza e dello stato di conservazione delle strutture immobiliari, degli impianti tecnologici e delle dotazioni strumentali; d) delle risultanze dei controlli di gestione.
Articolo 46. (Spesa corrente: criteri di finanziamento delle aziende ospedaliere).
1. Ai sensi dell'articolo 4, comma 7, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, l'entità del finanziamento di parte corrente delle aziende ospedaliere è determinata nella misura dell'ottanta per cento dei costi complessivi delle prestazioni erogate dall'azienda, nell'anno precedente, rilevabili sulla base della contabilità.
a) le quote di partecipazione diretta alla spesa da parte dei cittadini eventualmente dovute ai sensi della legislazione statale e regionale; b) gli introiti derivanti dalle attività libero-professionali e dai servizi a pagamento; c) le rendite derivanti da lasciti e donazioni, nonché dall'utilizzo del patrimonio dell'azienda e da eventuali altre risorse acquisite sotto qualunque forma; d) gli introiti derivanti dal pagamento delle prestazioni di cui all'articolo 8, commi 5 e 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, tenuto conto della quota già finanziata ai sensi del comma precedente.
Articolo 47. (Spese in conto capitale: criteri di finanziamento).
a) della consistenza e dello stato di conservazione degli immobili, degli impianti tecnologici e delle dotazioni strumentali; b) della necessità del riequilibro territoriale nella dislocazione delle strutture, degli impianti tecnologici e delle dotazioni strumentali.
Articolo 48. (Accantonamenti).
a) una quota non superiore al dieci per cento delle risorse, da utilizzarsi per eventi imprevisti o per correggere squilibri territoriali; b) una quota non superiore all'uno per cento da destinare al finanziamento di attività di ricerca di particolare interesse per la Regione, od al finanziamento di attività di formazione aggiornamento e riqualificazione del personale del servizio sanitario regionale.
Articolo 49. (Modalità di erogazione dei finanziamenti alle aziende-USL).
2. Bimestralmente la Regione provvede, in nome e per conto dell'Azienda-USL, a soddisfare i crediti per le prestazioni erogate in favore dei cittadini dell'azienda medesima, maturati dalle altre aziende- USL e dalle aziende ospedaliere ai sensi dell'articolo 8, commi 5 e 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni.
Articolo 50. (Modalità di erogazione dei finanziamenti alle aziende ospedaliere).
CAPO III NORME SULLA GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
Articolo 51. (Divieto di indebitamento).
Articolo 52. (Disavanzo delle Aziende-USL e delle aziende ospedaliere).
1. Ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 7, comma 5 della presente legge, il disavanzo e qualificato grave quando esso superi del cinque per cento il valore della spesa corrente del bilancio di previsione dell'azienda.
Articolo 53. (Gestione economico-finanziaria dei presidi non scorporati).
1. La quota di finanziamento spettante a ciascun presidio ospedaliero non scorporato è determinata dal direttore generale dell'Azienda-USL a valere sulla quota capitaria assegnata per la funzione ospedaliera con l'atto di aggiornamento di cui all'articolo 40, comma 5, limitatamente ai costi complessivi delle prestazioni erogate dal presidio stesso.
TITOLO IV NORME IN MATERIA DI CONTROLLO SUGLI ATTI E DI VIGILANZA E CONTROLLO SULLE ATTIVITA' DELLE AZIENDE-USL E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE
CAPO I CONTROLLO SUGLI ATTI
Articolo 54. (Atti soggetti a controllo).
1. Il controllo sugli atti delle Aziende-USL e delle aziende ospedaliere di cui all'articolo 4 comma 8, della Legge 30 dicembre 1991, n. 412, è di competenza dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, che lo esercita sulla base delle disposizioni seguenti.
a) i regolamenti di cui agli articoli 6, 23, 31; b) il bilancio annuale di previsione. il bilancio pluriennale e le relative variazioni; c) il bilancio consuntivo; d) gli atti a contenuto generale riguardanti l'ordinamento degli uffici, la pianta organica, il trattamento giuridico ed economico del personale, la consistenza qualitativa e quantitativa complessiva del personale, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 19 e dall'articolo 20, comma 3; e) la contrazione di mutui ed il ricorso alle altre forme di indebitamento previste dall'articolo 51; f) gli atti di disposizione del patrimonio eccedenti l'ordinaria amministrazione; g) i contratti di valore superiore ai mille milioni di lire; h) gli atti ed i contratti che importino impegni di spesa su base pluriennale di importo complessivo ai mille milioni di lire.
Articolo 55. (Procedimento per il controllo).
Articolo 56. (Esecutività degli atti non soggetti a controllo).
Articolo 57. (Competenza del collegio dei revisori).
a) accerta, almeno ogni trimestre, la situazione di cassa e verifica la regolarità delle operazioni dei servizi di cassa interna; b) esprime un parere preventivo sui progetti di bilancio pluriennale di previsione e di budget di esercizio, nonché sulle revisioni di quest'ultimo; c) redige proprie relazioni sul bilancio pluriennale e sul budget di esercizio; d) esprime un parere preventivo sul bilancio di esercizio; e) redige la relazione al bilancio di esercizio.
1 quater. Nella relazione sul bilancio di esercizio il collegio esamina e valuta:
a) l'andamento della gestione nel suo complesso ed i risultati conseguiti nell'esercizio, anche in rapporto al grado di realizzazione del budget; b) l'affidabilità, la compiutezza e la corrispondenza tra i dati di bilancio e le scritture contabili; c) la coerenza e la corrispondenza del bilancio di esercizio alle norme del Titolo II, Capo II della legge regionale sulla programmazione, contabilità, contratti e controllo delle aziende sanitarie regionali.
1 quinquies. Le relazioni del collegio dei revisori sono trasmesse all'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale entro dieci giorni dalla data di approvazione da parte del collegio stesso.
CONTROLLI DI GESTIONE E DI QUALITA'
Articolo 58. (Contenuto dei controlli).
a) la verifica, anche a campione. delle richieste di pagamento delle prestazioni di cui all'articolo 8, comma 5, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni;
Articolo 59. (Modalità delle attività di controllo).
2. L'Assessorato ha accesso ai documenti amministrativi delle aziende- USL e delle aziende ospedaliere e può richiedere oralmente o per iscritto ogni necessaria informazione.
5. La Giunta regionale presenta, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presente legge, le proposte di modifica del regolamento sull'articolazione dei servizi e dei settori dell'Assessorato all'igiene, sanità e assistenza sociale necessarie ai fini dell'esercizio delle funzioni ad esso attribuite in materia di controlli di gestione e di qualità.
Articolo 60. (Disposizioni transitorie in materia di nomina del direttore generale).
2. Nelle more pel procedimento per la nomina dei direttori generali, si provvede, con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, alla nomina di un commissario straordinario per ciascuna delle aziende, che esercita tutti i poteri spettanti al direttore generale.
Articolo 61. (Assegnazione provvisoria del personale dipendente).
3. Per le Aziende-USL nel cui ambito territoriale ricade un presidio ospedaliero costituito in azienda ai sensi dell'articolo 26, la proposta di assegnazione temporanea è definita d'intesa tra il direttore generale dell'Azienda-USL e gli organi di direzione del presidio ospedaliero.
Articolo 62. (Modalità di approvazione del primo piano sanitario regionale).
1. Entro il 31 marzo 1995 la Giunta regionale presenta al Consiglio, per l'approvazione ai sensi dell'articolo 40 della presente legge, la proposta di piano sanitario regionale.
Articolo 63. (Disposizioni transitorie in materia di ripartizione delle risorse tra Aziende-USL e aziende ospedaliere).
1. Per il 1995 la determinazione delle risorse spettanti a ciascuna azienda-USL è effettuata sulla base dell'ultimo bilancio preventivo approvato da ciascuna delle Unità Sanitarie Locali confluite nell'azienda stessa, al netto della spesa riferibile ai presidi ospedalieri ed ai reparti clinicizzati eventualmente costituiti in aziende ospedaliere. Per le Aziende-USL n. 6 e n. 8 si terrà altresì conto rispettivamente in decurtazione ed in incremento della spesa sanitaria riferibile alla popolazione residente nei Comuni elencati all'articolo 1, comma 2, lettera h).
Articolo 64. (Disposizioni transitorie in materia di contabilità).
Articolo 65. (Ripianamento dei disavanzi delle Unità Sanitarie Locali per gli anni 1992-1993-1994).
Articolo 66. (Riorganizzazione dei servizi e dei settori dell'Assessorato dell'igiene, sanità e assistenza sociale).
Articolo 67. (Aggiornamento e qualificazione professionale).
3. Il programma, opportunamente adeguato nei contenuti, dovrà costituire, per gli anni successivi a quello di entrata in vigore della presente legge, attività ordinaria di aggiornamento permanente del personale interessato.
Articolo 68. (Norme transitorie in materia di controllo ambientale).
1 . Sino all'entrata in vigore della legge regionale istitutiva dell'Agenzia prevista dall'articolo 3, comma 1, del decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito nella Legge 21 gennaio 1994, n. 61, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, dello stesso decreto, le Province si avvalgono dei presidi multizonali di prevenzione e dei competenti servizi delle Aziende-USL per l'esercizio delle funzioni amministrative di autorizzazione e controllo per la salvaguardia dell'igiene dell'ambiente di cui all'articolo 1, comma 1, del D.P.R. 5 giugno 1993, n. 177, già di competenza delle Unità Sanitarie Locali.
Articolo 69. (Disposizioni transitorie in materia socio-assistenziale).
1. Per l'anno 1995, in attesa dell'entrata in vigore del secondo Piano triennale per i servizi socio-assistenziali, il fondo di cui alla lettera c), dell'articolo 1, della legge regionale 1º giugno 1993, n. 25, e ripartito tra i Comuni della Sardegna con i criteri stabiliti dall'articolo 4 della sopra richiamata legge regionale.
Articolo 70. (Norma finanziaria).
3. Nelle denominazioni dei capitoli 12104, 12133/02 e 12139/02 del bilancio regionale pluriennale 1995-1997 le parole "Unità Sanitarie Locali" sono sostituite dalle parole "Aziende-USL aziende ospedaliere".
4. Nello stesso bilancio 1995-1997 è istituito il seguente capitolo: Cap. 12103/01 - (Nuova istituzione)- 1.1.1.5.7.2.08.08 (10.00) Somme da ripartire alle Aziende-USL per il concorso nel ripiano dei disavanzi delle Unità Sanitarie Locali per gli anni 1992, 1993 e 1994 (art. 65 della presente legge)
Articolo 71. (Abrogazioni).
1. Sono abrogate la legge regionale 16 marzo 1981 n. 13, la legge regionale 23 agosto 1985 n. 22, la legge regionale 27 agosto 1986 n. 55 e la legge regionale 1º aprile 1987 n. 11.

References: Articolo 1
 articolo 4

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Articolo 9

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