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Timestamp: 2020-08-03 12:51:28+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 5397 del 07/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5397 del 07/03/2011
Cassazione civile sez. III, 07/03/2011, (ud. 03/02/2011, dep. 07/03/2011), n.5397
GIUSEPPA, rappresentato e difeso dall’avvocato OLIVA MARGHERITA;
BANCA ITALIA;
avverso la sentenza n. 3160/2008 del TRIBUNALE di SALERNO, depositata
il 24/01/2009;
03/02/2011 dal Consigliere Dott. ANTONIO SEGRETO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.,
1. O.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del tribunale di Salerno n. 3160 depositata il 24.12.2 008, con cui in un giudizio di opposizione all’esecuzione instaurata nei confronti del debitore Ministero dell’Economia e delle Finanze, con pignoramento presso terzo (Banca d’Italia), veniva accolta l’opposizione del debitore esecutato e dichiarata l’impignorabilita’ delle somme presso il terzo, perche’ oggetto di contabilita’ speciale in favore di altri soggetti rispetto al depositario, debitore esecutato (il Ministero). Resiste con controricorso il Ministero.
Il giudice di merito ha rigettato analoga eccezione mossa dalla parte opposta su due rilievi: il primo consisteva nell’affermata mancata violazione delle norme suddette; il secondo nel conseguimento dello scopo della riassunzione effettuata dal Ministero, essendosi la controparte opposta costituita.
Questa seconda ragione costituisce l’applicazione della sanatoria di cui all’art. 156 c.p.c., u.c. Il motivo di censura non attinge questa seconda ratio decidendi.
5. Con il terzo motivo di ricorso la parte ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione del D.M. Economia e Finanze 5 dicembre 2003, art. 4 attuativo della L. 24 novembre 2003, n. 326, assumendo che la sentenza impugnata, in evidente errore applicativo della norma suddetta, faceva erroneamente discendere dal disposto della stessa un presunto vincolo di destinazione dei fondi presenti sui depositi definiti di cui al D.Lgs. n. 284 del 1999, art. 1, comma 1, lett. A).
Va, infatti, osservato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze non e’ subentrato in tutte le funzioni in precedenza svolte dalla Cassa Depositi e Prestiti, poiche’ al trasferimento in capo al Ministero della titolarita’ del servizio depositi di cui al D.Lgs. n. 284 del 1999, art. 1, lett. a) si e’ accompagnato l’affidamento alla Cassa depositi e prestiti s.p.a. (di nuova istituzione) della funzione di erogazione di prestiti e della gestione dei fondi per conto delle Amministrazioni Pubbliche (art. 1, lett. b) D.Lgs. n. 284 del 1999). Da cio’ deriva la scissione tra le due principali attivita’, prima svolte dalla sola Cassa depositi e prestiti, con conseguente inapplicabilita’ al Ministero del D.Lgs. n. 284 del 1999, art. 2.
L’esistenza presso la Tesoreria provinciale dello Stato di una contabilita’ speciale intestata al Ministero dell’economia e della Finanza, sulla quale e’ provata la giacenza di quei depositi, non vale a rendere il Ministero soggetto legittimato all’impiego dei fondi per i propri fini istituzionali. Devesi tener conto che la contabilita’ in questione e’ una contabilita’ per girotondi, i quali costituiscono contenitori passivi di somme disponibili non gia’ per l’ente a cui e’ intestata la contabilita’ speciale, ma normalmente per altri soggetti, nel caso di specie per i soggetti depositanti o per gli enti c.d. cauzionanti.
Tale tesi della separazione gestionale risulta chiaramente del D.M. Economia e Finanze 5 dicembre 2003, artt. 2 e 4 attuativo della L. 24 novembre 2003, n. 326. L’art. 2, comma 1, statuisce: “La titolarita’ del servizio depositi di cui al D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 284, art. 1, comma 1, lett. a), e’ trasferita al Ministero dell’economia e delle finanze.”. L’art. 4, comma 1, statuisce: “Fermo restando quanto previsto al D.L. n. 269 del 2003, art. 5, commi 8 e 14, sono soggette alla separazione organizzativa e contabile la funzione inerente alla gestione dei rapporti trasferiti al Ministero dell’economia e delle finanze e le funzioni assegnate alla Cassa depositi e prestiti in forza di disposizioni legislative e regolamentari, di provvedimenti e di convenzioni vigenti alla data di trasformazione.”.
La diversa questione della legittimazione del debitore esecutato (e non piuttosto del terso proprietario) a far valere tale vizio, risulta coperta dal giudicato, essendo stata positivamente risolta dalla sentenza del tribunale di Salerno, senza che il punto sia stato impugnato”.
che il Collegio condivide i motivi in fatto e diritto esposti nella relazione, osservandosi che con la sentenza n. 9209/2010, questa Corte si limito’ ad aderire ai soli profili di inammissibilita’ del ricorso, indicati nella relazione; che il ricorso deve, percio’, essere rigettato;

References: Sentenza 
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 art. 4
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 art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 1
 art. 5
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