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Timestamp: 2018-08-21 20:37:36+00:00

Document:
La Professione veterinaria 8-2018 by E.V. Soc. Cons. a r.l. - Issuu
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Curarsi è più facile www.fondosanitarioanmvi.it
Anno 15, numero 7 Dal 12 al 18 marzo 2018 SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
POSTE ITALIANE SPA Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
IL NEGOZIATO DELLA FVE SUL REG. FARMACI
SEMPRE L’IVA NELLE FATTURE DEI LLPP
STARTER KIT PER VETERINARI IN CATTEDRA
PRIMO CENTRO UE PER L’ANIMAL WELFARE
TRE COLLEGHE IN PARLAMENTO
BREVI ACN Firmata la preintesa per il rinnovo dell’Accordo della specialistica ambulatoriale: arretrati dal 2010 al 2017, incrementi economici, perequazione e ricostituzione del fondo dei veterinari. La parola passa al Mef.
ONAOSI Sanabile la morosità degli ultimi cinque anni (2013-2017). I contribuenti ONAOSI possono regolarizzare la loro posizione entro il 16 novembre 2018, purché risultino iscritti alla Fondazione, e in regola con i versamenti, al 31 dicembre 2012.
IAS Nel 2018 non ci sarà il previsto aggiornamento dell’elenco europeo delle Invasive Alien Species. Interpretando le generali difficoltà degli Stati Membri, Danimarca, Grecia e Lituania hanno ottenuto il benestare della Commissione ad un rinvio: troppi costi e priorità da rivedere.
EMA Dopo il trasferimento ad Amsterdam, l’Agenzia europea per i medicinali nomina il nuovo capo della divisione farmaci veterinari: è l’olandese Ivo Claassen, scienziato attivo in campo biomedico, Phd all’Università di Rotterdam ed ex membro del comitato europeo per i medicinali veterinari (CVMP).
BENESSERE ANIMALE La Commissione Europea ha designato il primo Centro di referenza europeo per il benessere animale. È il Dipartimento di Scienze Animali della Aarhus University in Danimarca.
CUBA Il Governo italiano e la Repubblica di Cuba hanno stretto un accordo quinquennale di collaborazione scientifica nel settore della sanità animale. Le autorità veterinarie dei due Paesi hanno gettato le basi di una collaborazione scientifica per il controllo delle malattie infettive degli animali e delle zoonosi.
La nuova Privacy Dal 25 maggio, il GDPR picchierà duro. Meglio premunirsi. Come? A PAG. 3
La professione veterinaria entra in Parlamento con tre Colleghe: Doriana Sarli (M5S) alla Camera, Rosellina Sbrana (Lega) in Senato e Caterina Biti (PD) pure in Senato. Non che non ci abbiano provato altri Medici Veterinari, ma alla fine i risultati hanno confermato la solita bassa, bassissima presenza della nostra categoria sugli scranni parlamentari. Il termine di confronto non è con i soliti avvocati, medici e altri gruppi forti, da sempre numerosi in Parlamento, ma con la mole di attività che le Camere dedicano sempre di più agli animali, a fronte della quale si prospettano, ancora una volta, due assemblee legislative non sufficientemente attrezzate. Siamo sicuri che le nostre Colleghe ce la metteranno tutta per farsi apprezzare come professioniste preparate, quali sono. L’esperienza ci dice che non sarà facile indirizzare i dibattiti dei Legislatori verso un approccio più veterinario alla materia veterinaria. Auspicando che Sarli, Sbrana e Biti siano entrambe assegnate alle Commissioni che si occupano di sanità, è probabile che incontreranno le stesse difficoltà in cui sono incappati i parlamentari della scorsa legislatura, Cova, Zuffada e Capua (quest’ultima addirittura dimissionaria per dichiarato scoramento): quando la voce del tecnico si fa sentire, il dibattito parla-
mentare invece di guadagnare in qualità finisce spesso su binari morti. Per quanto possibile ANMVI sarà propositiva con tutti i parlamentari della 18a Legislatura, in primo luogo con le Colleghe, nei modi e nelle sedi istituzionali (audizioni, interrogazioni, proposte, incontri, ecc.). Siamo ben consapevoli che un parlamentare è eletto in nome della Repubblica Italiana e non di una categoria, ma d’altra parte anche del fatto che quando si parla di sanità veterinaria si parla di questioni di pubblico interesse. Adesso però è il momento delle congratulazioni, sincere e sentite per tre rappresentanti della veterinaria al femminile, impegnate e a quanto pare vivaci e sicure del fatto loro. Doriana Sarli esercita in una clinica veterinaria al Vomero, Rosellina Sbrana vanta un curriculum di dirigente veterinario pubblico e Caterina Biti ha un cv che coniuga l’impegno politico con una forte impronta professionale. Anche stavolta, abbiamo confidato nel successo di candidati-Colleghi, qualunque fosse lo schieramento politico, perché crediamo che sia fondamentale che nelle Aule del Parlamento sia presente e ascoltata la competenza professionale, espressione della società civile e delle forze intellettuali del Paese. Buon lavoro Colleghe! Marco Melosi, Presidente ANMVI
MEGLIO UN DIPLOMA DI UNA LAUREA TRIENNALE DA SEMPRE, DA QUANDO È STATA PREVISTA UNA LAUREA TRIENNALE (SE BEN RICORDIAMO IL “COLPEVOLE” È STATO LUIGI BERLINGUER) ci siamo continuamente espressi contro questi nuovi percorsi universitari che non esprimevano alcuna esigenza formativa riferita a necessità del mercato del lavoro nel settore veterinario ma solo un tentativo di superare il limite del numero programmato per gli aspetti economici che comportava. La riduzione di iscritti al corso di laurea in medicina veterinaria, infatti, abbatteva gli incassi in termini di tasse e di servizi. Come risolvere il problema? Semplice. Riproporsi alle migliaia di studenti che erano rimasti esclusi dall’iscrizione a veterinaria offrendo corsi di laurea breve complementari a quello specialistico. Non essendoci in questo caso nessun limite di numero e nessun esame di selezione per l’iscrizione era a discrezione della facoltà decidere quali organizzare e quanti studenti iscrivere per ogni corso. Bisogna ammettere che la creatività di molti presidi di facoltà alla ricerca di proposte allettanti per i giovani desiderosi di operare nell’ambito delle attività rivolte agli animali non ha incontrato limiti e abbiamo assistito alla rincorsa ai titoli più fantasiosi ma certamente inutili. Una caratteristica che univa comunque tutte queste proposte elaborate dalle diverse facoltà era, dobbiamo essere sinceri, quella di creare laureati triennali assolutamente inutili al settore veterinario e con la quasi certa probabilità di restare disoccupati a vita salvo la decisione di cambiare completamente possibilità di lavoro o sbocchi occupazionali. In sostanza questo titolo di laurea valeva meno di un qualsiasi diploma che certamente avrebbe garantito maggiori sbocchi in diverse attività professionali. Le università avevano raggiunto il loro obiettivo? Più iscritti e più entrate economiche ma visto che i nodi prima o poi vengono al pettine, rendendosi conto che stavano producendo disoccupati, questo progetto si è via via ridimensionato ed oggi si cerca di risolvere il problema di fondo che aveva fatto nascere tanti corsi di laurea breve proponendo attività formativa ai giovani laureati attraverso varie iniziative, soprattutto master (titolo forse un po’ obsoleto ed abusato) di approfondimento specialistico. Che fine hanno fatto i tanti laureati “brevi”? Avendo acquisito il titolo di “dottore”, ma non avendo alcuna competenza medica, si sono riciclati in diverse attività complementari a quelle del medico veterinario, spesso ai limiti di abuso di professione. In particolare hanno trovato spazio come tecnici o assistenti veterinari, ruolo per il quale sarebbe stato sufficiente, e forse anche meglio, un semplice diploma. Qualche giorno fa su VetJob è apparso questo annuncio: “Giovane tecnico veterinario laureato cerca struttura veterinaria...”. Che tristezza. Ma quando si è iscritto al corso di laurea cosa gli avranno raccontato a proposito degli sbocchi professionali?
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Reg. 2016/679 Legale
VETERINARIA 8| 2018
Privacy: una seccatura da 20milioni di euro Dal 25 maggio di quest’anno quella liberatoria sui dati personali non sarà più così tanto assurda... ad un partito, ad un sindacato o ad un’associazione, così come a tutte le informazioni sullo stato di salute e la vita sessuale di una persona; i secondi si riferiscono ad eventuali carichi pendenti con la giustizia, contenziosi in corso, sanzioni penali o amministrative, anche già saldate.
L’IMPATTO DELLE NUOVE REGOLE econdo il Sole 24 Ore la nuova privacy costerà agli studi professionali dai 1.000 ai 1.500 euro l’anno, un esborso richiesto soprattutto se ci si rivolge a un consulente esterno, mentre si può attestare a 500 euro l’anno, se occorre impostare da zero la gestione dei dati personali dei clienti. Gli adeguamenti infatti sono principalmente informatici, ma per molti professionisti l’utilizzo di software e database non è un fatto nuovo. Il fatto veramente nuovo sono le sanzioni (elevatissime) e l’intransigenza del legislatore su un diritto (alla privacy come all’oblio) che non si potrà più prendere alla leggera, come un fastidio. Fra i costi si possono anche considerare le polizze assicurative per tutelarsi contro rischi particolari, co-
me ad esempio un atto di pirateria informatica. Una opzione alternativa allo stoccaggio in un database è il trasferimento dei dati sulla “nuvola”, delegando al gestore dei clouds la loro tutela. Chi rischia di più sono comunque le imprese sulle quali la pressione normativa è più forte: a meno di tre mesi dall'entrata in vigore del Gdpr, solo il 33% ha definito un piano per adeguarsi alla legislazione europea. La grande partita si gioca su marketing, profilazione, geolocalizzazioni e social network. Per muovere i primi passi nel Gdpr, si può partire da queste colonne, dare un’occhiata alla Guida del Garante italiano (v. pag. 4) e rispolverare il Manuale sulla Privacy del Collega Giorgio Neri (download gratuito sul sito anmvi.it) red.
di DARIA SCARCIGLIA Avvocato daria.scarciglia@gmail.com https://dariascarciglia.com/
prio tutti, almeno una volta: “A che serve firmare liberatorie per la privacy, quando siamo costantemente nel mirino dei call-center o addirittura fotografati in mondovisione su google maps?”.
orse non tutti sanno che il 25 maggio 2018 entrerà in vigore il Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali […], altrimenti noto come GDPR1, che attuerà una piccola rivoluzione nel mondo della privacy. Non c’è da stupirsi del poco interesse che riscuote la notizia, dal momento che la normativa sulla privacy non è mai stata in cima ai pensieri del professionista medio, ma forse non tutti sanno che il nuovo Regolamento introdurrà sanzioni pesantissime, che arriveranno fino a 20.000.000 di €. Proprio così, non è un errore di battitura: venti milioni di Euro e, per le imprese, fino al 4% del fatturato globale annuo. C’è di che aver paura. Soprattutto, c’è di che correre ai ripari. In che modo? Innanzi tutto, colmando le lacune accumulate in tanti anni su questa famigerata privacy, perché bisogna ammetterlo: non l’abbiamo mai veramente capita. Ci siamo detti tutti, ma pro-
Il medico veterinario diventa gestore del trattamento dei dati personali di ciascun cliente, sia per quanto concerne le informazioni anagrafiche ed i recapiti, che per i rapporti economici legati all’animale paziente, che è un bene di proprietà del cliente stesso. Diventa, cioè, responsabile di un diritto costituzionalmente tutelato (il diritto alla riservatezza) e ne risponde, non solo qualora l’utilizzo dei dati personali del cliente vada oltre le finalità del rapporto professionale, ma anche se manca la dovuta diligenza nelle diverse operazioni effettuate sui dati, dalla raccolta alla loro registrazione, dall’elaborazione alla modifica, la diffusione, la cancellazione, ecc.; e si tratta di una responsabilità indiretta, che grava sul veterinario, anche nei casi in cui le irregolarità siano opera di un collaboratore o di un dipendente. Nelle strutture veterinarie più complesse, la figura del direttore sanitario assume automaticamente il ruolo di “titolare” del trattamento dei dati personali, anche se può avvalersi di un responsabile cui delegare i relativi adempimenti.
ALL’ESTERO Particolarmente delicato è il momento della comunicazione dei dati. Infatti, finché i dati personali sono utilizzati internamente alla struttura veterinaria, nella gestione del cliente e del suo animale, è sufficiente un livello ordinario di cautela, per realizzare un’adeguata protezione dei dati. Supponiamo, però, che per la contabilità il veterinario si avvalga di un commercialista esterno, al quale trasmette o consegna le fatture contenenti i dati dei clienti. Oppure che ci si rivolga per un consulto ad un collega specialista, cui inoltrare la documentazione dell’animale e del suo proprietario. In questi casi occorre rispettare con scrupolo il dettato normativo ed assicurarsi che l’informativa al cliente contempli anche simili ipotesi. Inoltre, non può essere ignorato il rischio insito nell’impiego di mezzi informatici nella gestione dei dati personali dei clienti. L’utilizzo di server esterni e di cloud, della posta elettronica, dei collegamenti ad internet, costituisce sempre di più una porta di accesso a tutto ciò che transita per un computer, compresi i dati dei nostri
COSA CAMBIA CON IL GDPR? Sin qui abbiamo riassunto ciò che, a grandi linee, c’era da sapere sulla privacy. Cosa cambia con il GDPR? Il nuovo Regolamento UE avrà un impatto rilevante su enti pubblici ed imprese private, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche e soprattutto sul piano organizzativo e legale. Infatti, l’intero impianto del Regolamento sviluppa il modello dell’autocontrollo: al di là di linee-guida e buone pratiche che arriveranno
COSA FARE? Ma in cosa si concretizza un corretto trattamento dei dati personali? Si comincia con l’informativa, che deve essere fornita al cliente prima di raccogliere i suoi dati. Poi si procede alla loro raccolta, verificandone l’esattezza, la completezza e, soprattutto, la pertinenza: non si possono richiedere dati esorbitanti rispetto alle finalità del rapporto professionale. La registrazione dei dati deve avvenire in modo “pulito”, senza lasciare fogli, cartelle, appunti, dischetti o pen-drive a portata di estranei. Tutti i documenti che contengono dati sensibili vanno conservati in archivi ad accesso controllato: armadi, schedari, contenitori e computer devono essere protetti da intrusioni altrui.
Ma va chiarito che lo scopo della normativa sulla privacy non è di impedire l’accesso o l’utilizzo d’informazioni personali, ma di evitare che ciò avvenga in modo pregiudizievole per le persone o contro la loro volontà. È in questo che si sostanzia il diritto alla riservatezza: nel dovere di trattare i cosiddetti “dati personali” entro i limiti delle attività da svolgere e delle funzioni proprie del soggetto che li raccoglie, il quale avrà altresì l’obbligo di proteggerli dall’uso che altri potrebbero farne. I dati personali circoscrivono le aree coperte dalla privacy, che figura tra i diritti fondamentali del cittadino. Si tratta delle informazioni che identificano o rendono identificabile una persona e che possono fornire dettagli sulle sue caratteristiche, abitudini, sullo stile di vita, le relazioni personali, le condizioni di salute, ecc.
All’interno dei dati personali, occorre prestare particolari cautele ai dati sensibili ed ai dati giudiziari: i primi fanno riferimento all’etnia, alla religione, alle opinioni politiche, all’appartenenza
clienti. È essenziale, quindi, dotarsi di sistemi che ne migliorino al massimo il livello di protezione.
Il Manuale “La Veterinaria e la PrivacyLa tutela dei dati personali nelle attività veterinarie”, a cura del Collega Giorgio Neri, è la base di partenza per affrontare le novità del Gdpr. Aggiornato in fase di emanazione del nuovo Regolamento 2016/679, il Manuale è il trampolino di lancio ideale per comprendere rapidamente e con semplicità a quali nuovi adempimenti sarà effettivamente sottoposto il Medico Veterinario (e la struttura veterinaria). A partire dal chiarimento del lessico di base della privacy (es. il concetto di “trattamento dei dati”) per finire con la fondamentale individuazione della tipologia di dati trattata in veterinaria: quasi sempre dati “personali” e non “sensibili”. Una differenza non da poco, che è opportuno chiarire attingendo dal citato Manuale: i dati sensibili sono sì dati “personali” ma di un tipo peculiare, cioè “idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”; quanto ai dati “ giudiziari” si tratta di dati personali “idonei a rivelare provvedimenti…in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato…”. Download gratuito del Manuale al sito anmvi.it con i Codici Ego. red.
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4 Legale Reg. 2016/679 dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, ciascun titolare del trattamento dati dovrà valutare i rischi della propria gestione dei dati stessi e predisporre strumenti, procedure e controlli, che siano idonei a garantirne la dovuta sicurezza. Ai medici veterinari questo tipo di approccio non risulta nuovo; va solo applicato in un campo diverso e, per certi versi, impervio: quello della cosiddetta “cyber security”, vale a dire della sicurezza informatica. In materia, il GDPR prevede anche delle nuove istruzioni in materia di privacy, sia per l’incorporazione della protezione dei dati nell’organizzazione dell’attività professionale, che per la riduzione dei rischi connessi alla gestione degli stessi. Si parla, nel primo caso, di privacy by design e, nel secondo, di privacy by default, per indicare le modalità, rispettivamente, di protezione dei dati e di correzione degli aspetti vulnerabili del sistema di protezione dei dati.
L’INFORMATIVA Ma le novità del Regolamento riguardano anche molto altro. Prima di tutto, l’informativa, che dovrà essere leggibile, comunicativa, accessibile, concisa e scritta in un linguaggio chiaro e semplice, con un numero limitato di riferimenti normativi. Si potranno utilizzare anche delle icone, per rendere l’informativa comprensibile anche a chi non conosca l’italiano. Non è sancito l’obbligo della forma scritta ma, poiché non sono verosimilmente affidabili altri mezzi per documentare che le informazioni sul trattamento dei dati personali sono state fornite al cliente in modo esaustivo, è assolutamente consigliabile predisporre la relativa modulistica, anche per raccogliere il consenso del cliente al trattamento dei suoi dati personali.
NUOVI DIRITTI Inoltre, vengono introdotti dei diritti nuovi, come il diritto alla portabilità dei dati ed il diritto all’oblio. Il primo consiste nella facoltà, concessa al cliente, di pretendere la “restituzione” dei suoi dati personali, attraverso un supporto elettronico o l’invio ad un altro soggetto, ad esempio un diverso veterinario. Il secondo consiste nel diritto ad essere, per così dire, dimenticati; non solo nel senso di vietare la diffusione di dati, che possano in qualche modo risultare pregiudizievoli, ma anche nella specifica facoltà di ottenerne la cancellazione dal sistema di gestione del veterinario, una volta esaurito il rapporto professionale.
IL DPO Altra novità riguarderà la figura del DPO (Data Protection Officer) o responsabile per la protezione dei dati, che negli enti pubblici ed in alcuni tipi di aziende prenderà il posto del titolare del trattamento dei dati; si tratterà di un professionista con conoscenze specialistiche della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati.
nazionale; ad esempio, la libertà di espressione ed il giornalismo continueranno ad ispirarsi ai principi ed alle regole del Diritto interno.
ADEGUAMENTO L’adeguamento alle nuove norme in materia di privacy, dunque, dovrà essere sì tecnologico, ma anche adeguato nell’approccio al problema e nella struttura organizzativa. Ma sarà un adeguamento impegnativo, perché l’oggetto di tutta questa rivoluzione è intangibile. Stiamo parlando di dati che viaggiano con il
software, in una dimensione che fatichiamo abbastanza a comprendere. Basti fare l’esempio dei cloud, che utilizziamo in molti e con una certa soddisfazione, perché facilitano l’accesso e la conservazione dei nostri documenti; in realtà i cloud non sono luoghi immateriali, ma i computer di qualcun altro. Se capiamo questo, il passo successivo diventa semplicemente quello di chiederci quanto siano sicuri. Certamente il GDPR costringerà molti fornitori di servizi informatici ad adeguare i propri standard di sicurezza alle più stringenti esigenze di
enti pubblici, aziende e professionisti, migliorando l’offerta di prodotti gestionali e semplificando, così, le nostre vite. Una cosa è certa: non potremo stare alla finestra a guardare. Dovremo necessariamente affrontare il cambiamento. Tanto vale darci da fare e studiarci il Regolamento.Per il resto, come disse George Bernard Shaw, scrittore irlandese vissuto tra XIX e XX secolo, “La regola d’oro è che non ci sono regole d’oro”. ■ 1
Il consenso raccolto prima del 25 maggio resta valido se… Raccomandazioni per verificare se stiamo già trattando correttamente i dati l regolamento conferma che ogni trattamento deve trovare fondamento in un’idonea base giuridica; i fondamenti di liceità del trattamento sono indicati all’art. 6 del regolamento e coincidono, in linea di massima, con quelli previsti attualmente dal Codice privacy (d.lgs. 196/2003), ad esempio l’adempimento di obblighi contrattuali, obblighi di legge cui è soggetto il titolare, interesse pubblico o esercizio di pubblici poteri, interesse legittimo prevalente del titolare o di terzi cui i dati vengono comunicati.
to verifichino la rispondenza delle informative attualmente utilizzate a tutti i criteri delineati (v. Guida del Garante), con particolare riguardo ai contenuti obbligatori e alle modalità di redazione, in modo da apportare le modifiche o le integrazioni eventualmente necessarie prima del 25 maggio 2018. Poiché i cittadini/clienti hanno diritto di accesso ai loro dati, è opportuno che i titolari di trattamento adottino le misure tecniche e organizzative eventualmente necessarie per favorire l’esercizio dei diritti e il riscontro alle ri-
chieste presentate dagli interessati, che - a differenza di quanto attualmente previsto dovrà avere per impostazione predefinita forma scritta (anche elettronica). Quanto alla definizione eventuale di un contributo spese da parte degli interessati, che il regolamento rimette al titolare del trattamento, l’Autorità (Garante Privacy, ndr) intende valutare l’opportunità di definire linee-guida specifiche. (Fonte: Guida all’applicazione del Regolamento 2016/679 www.garanteprivacy.it) ■
COSA CAMBIA Il consenso dei minori è valido a partire dai 16 anni; prima di tale età occorre raccogliere il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci. Il consenso non deve essere necessariamente “documentato per iscritto”, né è richiesta la “forma scritta”, anche se questa è modalità idonea a configurare l’inequivocabilità del consenso e il suo essere “esplicito” (per i dati sensibili); inoltre, il titolare deve essere in grado di dimostrare che l’interessato ha prestato il consenso a uno specifico trattamento. Per i dati “sensibili” (art. 9 regolamento) il consenso deve essere “esplicito”; lo stesso dicasi per il consenso a decisioni basate su trattamenti automatizzati (compresa la profilazione - art. 22).
COSA NON CAMBIA Il consenso deve essere, in tutti i casi, libero, specifico, informato e inequivocabile e non è ammesso il consenso tacito o presunto (no a caselle pre-spuntate su un modulo). Deve essere manifestato attraverso “dichiarazione o azione positiva inequivocabile” (per approfondimenti, si vedano considerando 39 e 42 del regolamento).
ALL’ESTERO Sarà regolamentato anche il trasferimento dei dati da un Paese all’altro, con il divieto di comunicarli verso Paesi situati fuori dall’UE, salvo consenso esplicito da parte del cliente.
SEGNALAZIONE In caso di violazione del trattamento dati, poi, il GDPR richiede che si effettui una segnalazione al Garante entro 72 ore dall’evento e, nel più breve tempo possibile, bisognerà informarne anche i diretti interessati, tenendo conto che il mancato rispetto di quest’obbligo comporterà sanzioni anche penali. Sarà possibile, tuttavia, prevedere delle coperture assicurative per il cosiddetto “data breach”, o violazione dei dati.
IL DIRITTO INTERNO Resisteranno invece dei campi d’azione in cui il Regolamento cederà il passo alla normativa
RACCOMANDAZIONI Il consenso raccolto precedentemente al 25 maggio 2018 resta valido se ha tutte le caratteristiche sopra individuate. In caso contrario, è opportuno adoperarsi prima di tale data per raccogliere nuovamente il consenso degli interessati secondo quanto prescrive il regolamento. In particolare, occorre verificare che la richiesta di consenso sia chiaramente distinguibile da altre richieste o dichiarazioni rivolte all’interessato. Prestare attenzione alla formula utilizzata per chiedere il consenso: deve essere comprensibile, semplice, chiara. I soggetti pubblici non devono, di regola, chiedere il consenso per il trattamento dei dati personali. È opportuno inoltre che i titolari di trattamen-
LA GUIDA DEL GARANTE l Garante per la protezione dei dati personali ha realizzato un’ottima guida sul nuovo Regolamento (UE) 2016/679 “relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE” (regolamento generale sulla protezione dei dati). La Guida intende offrire un panorama delle principali problematiche che (soprattutto imprese e soggetti pubblici) dovranno tenere presenti in vista della piena applicazione del regolamento, prevista il 25
maggio 2018. Attraverso raccomandazioni specifiche vengono suggerite alcune azioni che possono essere intraprese fin da ora, fondate su disposizioni precise del regolamento che non lasciano spazi a interventi del legislatore nazionale. Vengono inoltre segnalate alcune delle principali novità introdotte dal regolamento rispetto alle quali sono raccomandati alcuni approcci in modo da arrivare all’appuntamento del 25 maggio 2018 con le idee più chiare. www.garanteprivacy.it red.
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6 Osservatorio farmaco Regolamento Farmaci
Il negoziato della FVE Linee d’azione sui punti caldi. Sì alla banca dati unionale. No agli antiparassitari nei supermercati di incorrere in usi scorretti, residui nei cibi e inosservanza dei tempi di sospensione. La FVE cita studi scientifici che mostrano l’emergere di resistenza ad alcune famiglie di antiparassitari e ipotesi di resistenza incrociata con l’antibioticoresistenza. Per la FVE liberalizzare la loro diffusione sarebbe "irresponsabile".
PRESCRIZIONE COME ESCLUSIVA VETERINARIA
ur non essendo ancora disponibile un testo finale, la FVE commenta lo stato dell’arte delle negoziazioni "a tre" in corso a Bruxelles: il ‘trilogo’, il tavolo negoziale a tre (Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo) sul nuovo Regolamento dei Medicinali Veterinari è finalmente iniziato e la posizione del Consiglio europeo sta maturando. A farne una analisi è la Federazione dei Veterinari Europei in un documento, diffuso il 28 febbraio, incoraggiando i Colleghi europei a sostenerlo presso le rispettive autorità nazionali. La Commissione ha presentato una proposta di Regolamento nel 2014, il Parlamento Europeo ha approvato una propria versione emendata nel 2016 e ora è la volta del Consiglio Europeo, organo decisionale maggiore, formato dai rappresentanti dei governi degli Stati Membri. Nel suo documento, la FVE sembra più incline alle posizioni del Consiglio che del Parlamento Europeo, quest’ultimo eccessivamente rigoroso o, all’opposto, troppo permissivo su questioni cruciali per la futura regolamentazione dei medicinali veterinari. Rafforzare la farmacovigilanza semplificandola, vigilare su un commercio on line consentito solo ai farmaci veterinari che non richiedono la prescrizione veterinaria, garantire che le regole che l’Europa si darà valgano anche per i Paesi Terzi nel rispetto della reciprocità: accanto a queste istanze, il documento della FVE approfondisce alcuni temi caldi dei triloghi, come quello della cascata, ed altri considerati "ridondanti", come la valutazione del rischio ambientale: la FVE teme che un approccio rigido a questo tema, come quello proposto dall’Europarlamento, sia controproducente e avverte che la valutazione del rischio ambientale fa già parte della valutazione scientifica che precede l’autorizzazione dei medicinali veterinari.
USO IN DEROGA Per la Federazione dei Veterinari Europei il "sistema a cascata" è "una rete di sicurezza per la salute e il benessere degli animali". I veterinari "non possono lavorare senza di essa". Piuttosto della rigida cascata formulata dal Parlamento Europeo, la FVE sostiene la proposta di una cascata flessibile avanzata dal Consiglio e la proposta originale della Commissione europea (opzioni terapeutiche "a ventaglio"). In tutti i casi, la FVE torna a chiedere alle istituzioni europee di correggere l’espressione "per evitare sofferenze inaccettabili" sostituendola con "nell’interesse della salute/benessere animale o della salute pubblica". Sottolineando che il veterina-
rio "ha l’obbligo etico e la responsabilità di usare i medicinali in base alle esigenze degli animali in cura", la FVE ribadisce l’importanza di considerare le sue conoscenze professionali e la letteratura veterinaria. "A volte - scrive la FVE - può essere necessario deviare dal regime di dosaggio indicato nel riassunto del prodotto, per trattare gli animali nel modo più appropriato ed etico".
I medicinali veterinari che richiedono preliminarmente una diagnosi e un esame clinico devono essere soggetti a prescrizione veterinaria e dispensati su ricetta emessa esclusivamente da un medico veterinario. Quanto formulato (articolo 29) in proposito dal Consiglio trova concorde la FVE che evidenzia l’esigenza di armonizzare la classificazione dei POM (Prescription Only Medicine) o OTC (Over The Counter) per ogni Medico Veterinario abilitato nella UE. Totalmente contraria, invece, la posizione della FVE rispetto all’Europarlamento: consentire ad "altre professionalità" la prescrizione veterinaria "non ha senso" ed è contrario ai principi del Veterinary Acts e delle prerogative esclusive del medico veterinario abilitato.
Quanto alla vendita/dispensazione da parte dei medici veterinari, la FVE boccia la posizione proibizionista del Parlamento Europeo e sostiene la libertà di regolamentazione nei singoli Stati Membri. Vietare ai medici veterinari la vendita diretta (retail) dei farmaci va a detrimento della distribuzione dei medicinali veterinari e non trova alcun fondamento nella tesi che vede nel divieto una forma di contrasto all’uso imprudente di medicinali veterinari.
È urgente, secondo la FVE, armonizzare le Summary Product Characteristic (SPC). Il riassunto delle caratteristiche del prodotto deve in particolare essere uniformato in merito alle informazioni su: dosaggio, indicazioni per l’uso, pre-
ANTIBIOTICI Rafforzando la prescrizione veterinaria si rafforza l’uso prudente degli antibiotici. La FVE riconosce che potrebbe essere necessario limitare l’uso di alcuni antimicrobici di importanza critica (CIA - Critically Important Antibiotics) ma "qualsiasi restrizione deve essere proporzionata, adottata su scala europea e basata su prove scientifiche. La prescrizione è atto esclusivamente del medico veterinario, la ricetta deve essere emessa dopo che il veterinario ha svolto un esame clinico diagnostico e dopo aver valutato le condizioni di salute dell’animale da trattare. Anche una nuova prescrizione di antibiotici deve conseguire un nuovo esame degli animali i cura". Apprezzata dalla FVE anche la chiarificazione, attraverso opportune definizioni, dei termini "antibiotici", "antimicrobici" "profilassi" e "metafilassi" che nel testo della Commissione e del Parlamento non risultavano adeguatamente chiarite. Il parere della FVE collima con quello dell’Europarlamento in fatto diagnostica veterinaria: la FVE sostiene il bisogno imperativo di una diagnosi veterinaria rapida, affidabile ed efficace sia per identificare la causa della malattia sia per eseguire i test di sensibilità agli antibiotici.
ANTIPARASSITARI No agli antiparassitari e agli antinfiammatori nei supermercati: la FVE si oppone "fermamente" all’emendamento del Parlamento europeo che autorizza i supermercati e i negozi di animali da compagnia a vendere prodotti veterinari antiparassitari e antinfiammatori. Può essere "molto pericoloso" sostiene la FVE, per la salute animale e per la salute pubblica. Il rischio paventato dalla Federazione dei Veterinari Europei è
cauzioni speciali per l’uso negli animali, periodo di sospensione. La FVE ritiene corretto che gli Stati membri possano richiedere annualmente l’armonizzazione degli SPC di un determinato gruppo/elenco di medicinali veterinari e che questo processo non sia prerogativa solo dei titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio.
MAJOR SPECIES E MUMS Definire le Major species per aprire ai MUMS La FVE appoggia l’adozione della definizione di "major species" proposta dal Consiglio, nella quale ricompredere bovini, ovini da carne, suini, polli, cani e gatti. In questo modo, si consente ad un maggior numero di specie di rientrare nella categoria delle specie minori (MUMS) beneficiando di incentivi per lo sviluppo di nuovi medicinali veterinari specifici per questi mercati più piccoli.
BANCA DATI UNIONALE Fondamentale, infine, in un mercato unico europeo del medicinale veterinario è la possibilità di conoscere la disponibilità dei medicinali veterinari in altri Stati Membri. La creazione di una banca dati unionale "Union product database" (articolo 51) agevolerà i medici veterinari nell’acquisire informazioni on line sulla disponibilità di medicinali veterinari in altri Stati Membri. Per questo la FVE sostiene la posizione del Consiglio, anzi sollecita una rapida implementazione di questo database. ■
Solo in Italia un aumento “repentino” di segnalazioni Sospetta perdita di efficacia? EMA e Ministero escludono difetti di qualità del Soliphen ul territorio nazionale, si è registrato "un significativo incremento" di segnalazioni di sospetta perdita di efficacia del medicinale veterinario Soliphen. Lo ha resto noto il Ministero della Salute che ne ha dato comunicazione all'ANMVI e alla FNOVI. Le segnalazioni sono tutte riferite al periodo compreso fra ottobre e dicembre 2017. Dalla loro analisi, la Direzione Generale dei Farmaci Veterinari ritiene che questo "inatteso e repentino aumento dei casi di perdita di efficacia" vada attribuito "all'uso non corretto del medicinale, con particolare riferimento alla posologia somministrata e alla non corretta gestione della transizione dal medicinale per uso umano a quello per uso veterinario". Il Ministero esclude difetti di qualità. Dopo l'inoltro delle segnalazioni all'EMA, è emerso "che tale problematica ha riguardato
quasi esclusivamente l'Italia", nonostante il prodotto sia commercializzato in altri Paesi europei. Analizzati ulteriormente i casi nazionali, "le perdite di efficacia riguarderebbero soprattutto cani in precedenza trattati con specialità medicinali contenenti fenobarbital ad uso umano e che a seguito della commercializzazione del Soliphen hanno iniziato ad assumere quest'ultimo". In diversi casi, le segnalazioni erano "incomplete, mancando i dati importanti come la posologia prescritta e utilizzata o informazioni circa le azioni intraprese dal veterinario ed il loro esito". Ricordando le condizioni per un corretto impiego del Soliphen e l'importanza di compilare correttamente le schede di segnalazione di farmacovigilanza, la Direzione ministeriale conclude ricordando che "la segnalazione di sospetta reazione avversa non giustifica l'utilizzo in deroga, regolamentato dagli articoli 10 e 11 del Decreto Legislativo 193/2006". ■
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8 Fisco Imposte e tasse
La dichiarazione IVA per l’anno 2017 Approvati i modelli del 2018. Istruzioni per la presentazione ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto di GIOVANNI STASSI Dottore Commercialista, Torino on Provvedimento protocollo n. 10581/2018 del 15 gennaio 2018 sono stati approvati i modelli IVA 2018, con le relative istruzioni, concernenti le dichiarazioni relative all’anno 2017, da presentare ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto. L’articolo 8 del D.P.R. 322/1998 stabilisce l’obbligo per la generalità dei soggetti passivi d’imposta, di presentare la dichiarazione annuale IVA.
SOGGETTI OBBLIGATI E SOGGETTI ESONERATI Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA annuale tutti i contribuenti che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione, che siano titolari di partita IVA. L’obbligo sussiste anche se nel corso dell’anno di riferimento non è stata effettuata alcuna operazione né attiva né passiva ed anche nel caso in cui sia cessata l’attività. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA: • i contribuenti che per l’anno d’imposta hanno registrato esclusivamente operazioni esenti (articolo 10 del Dpr n. 633/1972) • i contribuenti che si avvalgono del regime di vantaggio cui all’art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011 (così detti contribuenti minimi) • i contribuenti che si avvalgono del regime agevolato previsto dall’art. 1 commi da 54 a 89 della L. 190/2014 (così detti contribuenti forfetari). Si tralasciano ulteriori casi di esonero relativi a particolari settori di attività.
STRUTTURA DEL MODELLO Il modello è composto da due moduli: • il frontespizio che contiene i dati del contribuente, la firma della dichiarazione, l’eventuale visto di conformità e l’impegno alla presentazione telematica (nel caso in cui ci si avvalga di un intermediario abilitato); • un modulo, composto di più quadri (VA-VBVC-VD-VE-VF-VJ-VI-VH-VM-VK-VN-VL-VTVX-VO-VG), che va compilato da tutti i soggetti per indicare i dati contabili e gli altri dati relativi all’attività svolta. Per quanto riguarda in particolare i soggetti che svolgono attività professionali i quadri da compilare sono i seguenti: • quadro VA, relativo all’attività svolta (il rigo da compilare è generalmente solo il rigo VA2 nel quale indicare il codice attività); • quadro VE, relativo alla determinazione del volume d’affari e dell’imposta relativa alle operazioni imponibili; • quadro VF, relativo all’ammontare degli acquisti effettuati nel territorio dello Stato, degli acquisti intracomunitari e delle importazioni e alla determinazione dell’IVA ammessa in detrazione; • quadro VJ, relativo alla determinazione dell’imposta relativa a particolari tipologie di operazioni (autofatture registrate sul registro IVA vendite e relative ad acquisti da soggetti non residenti o intracomunitari ed in genere ogni altra autofattura); • quadro VH, che non prevede più l’indicazione delle risultanze delle liquidazioni IVA periodiche, ma deve essere compilato qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA; • quadro VL, relativo alla liquidazione dell’imposta
annuale; • quadro VT, relativo alla separata indicazione delle operazioni effettuate nei confronti di consumatori finali (privati); • quadro VX, relativo alla determinazione dell’IVA da versare o dell’IVA a credito; • quadro VO, relativo alla comunicazione dell’esercizio di opzioni e revoche.
TERMINE DI PRESENTAZIONE La dichiarazione IVA relativa all’anno 2017 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2018 (art. 8 DPR 322/1998). Come negli scorsi anni, la dichiarazione deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
TERMINE PER IL VERSAMENTO DELL’IVA A DEBITO L’importo dell’eventuale IVA a debito indicato nel rigo VX1 deve essere versato (solo se superiore a 10 euro) a mezzo modello F24 in una delle seguenti date: • 16 marzo 2018 senza alcuna maggiorazione • 2 luglio 2018 (scadenza prevista per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi), maggiorando la somma da versare degli interessi nella misura dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivi al termine di pagamento sopra indicato (si precisa che la maggiorazione dello 0,40%, prevista per ogni mese o frazione di mese, si applica sulla parte del debito non compensato con i crediti riportati in F24); • 20 agosto 2018, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo (articolo 17, comma 2, DPR 435/2001).
NOVITÀ DEL MODELLO IVA 2018 (ANNO D’IMPOSTA 2017) Con l’introduzione, dal 2017, della Comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA, sono state apportate alcune modifiche ai quadri VH e VL. Quadro VH - Da quest’anno il quadro VH deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Nel caso in cui si debba correggere un mese/trimestre occorre compilare tutti i mesi/trimestri, compresi quelli che non devono essere integrati o corretti o inviati. I righi da VH1 a VH16 devono essere compilati indicando i dati risultanti dalle liquidazioni periodiche eseguite. In particolare l’importo da indicare nel campo “debiti” di ogni rigo del quadro VH corrisponde all’IVA dovuta per ciascun periodo (anche se non effettivamente versata). Tale importo coincide con l’ammontare dell’IVA indicato, o che avrebbe dovuto essere indicato nella colonna 1 del rigo VP14 della liquidazione periodica IVA. I contribuenti mensili dovranno indicare al rigo VH15 il risultato della liquidazione del mese di dicembre sottraendo l’ammontare dell’acconto eventualmente dovuto. I contribuenti che hanno effettuato le liquidazioni trimestrali per opzione (ex art. 7 DPR 542/1999) devono indicare i dati relativi alle liquidazioni periodiche nei righi VH4, VH8, VH12. Il rigo VH16 non va, invece, compilato dai predetti contribuenti in quanto l’IVA dovuta (o a credito) per il quarto trimestre deve essere deter-
minata solo in sede di dichiarazione annuale. Nel rigo VH17 dovrà essere riportato l’importo dell’acconto dovuto. Tale importo coincide con quello indicato, o che avrebbe dovuto essere indicato, nel rigo VP13 della liquidazione periodica. La casella metodo deve essere compilata indicando il codice relativo al metodo utilizzato per la determinazione dell’acconto: • “1” storico; • “2” previsionale; • “3” analitico - effettivo; • “4” soggetti particolari operanti nei settori delle telecomunicazioni, somministrazione di acqua, energia elettrica, raccolta e smaltimento rifiuti, eccetera. La compilazione del quadro VH ha un effetto sostitutivo della comunicazione della liquidazione periodica. Compilando il predetto quadro VH e pagando la sanzione ex art. 11 comma 2-ter del Decreto Legislativo 471/97 (da euro 500 a 2.000), con ravvedimento operoso, può essere sanata l’errata liquidazione, senza che sia necessario ripresentare (o presentare) la comunicazione delle liquidazioni. Quadro VL - Anche il quadro VL del modello IVA 2018 ha subito modifiche rispetto a quello dell’anno precedente. Il quadro VL tiene conto delle nuove disposizioni legislative. Da quest’anno infatti per la determinazione dell’IVA dovuta o a credito è irrilevante la circostanza che l’imposta periodica dovuta sia stata versata oppure non lo sia stata in tutto o in parte. Gli omessi versamenti periodici dell’IVA a debito saranno infatti autonomamente riscossi dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati trasmessi mediante la liquidazione periodica. Nel modello IVA 2017 il rigo VL29 (campo 1) accoglieva l’ammontare di tutti i versamenti effettuati relativi all’anno 2016 (versamenti periodici,
interessi trimestrali, acconto ed imposta versata a seguito di ravvedimento operoso). L’importo indicato in tale rigo, era conteggiato come a “credito” al fine di calcolare l’IVA dovuta o a credito per l’anno. Nel modello IVA 2018 il rigo VL29 non contiene più i versamenti effettuati per l’anno. È stato invece introdotto il nuovo rigo VL30 “Ammontare IVA periodica”, composto da tre campi: • Campo 1: si indica il maggiore tra gli importi indicati nei campi 2 e 3 • Campo 2: si indica l’ammontare complessivo dell’IVA periodica dovuta (tale importo corrisponde alla somma degli importi dell’IVA indicati nella colonna 1 del rigo VP14 del modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA) al quale deve essere sommato l’importo dell’acconto dovuto indicato nel rigo VP13 del predetto modello. Nel caso in cui sia stato compilato il quadro VH (per correggere le liquidazioni periodiche) saranno indicati gli importi inseriti nel quadro VH. • Campo 3: si indica in questo campo il totale dei versamenti periodici, compresi l’acconto IVA e gli interessi trimestrali, nonché l’imposta versata a seguito di ravvedimento operoso. Nella determinazione dell’IVA a debito o a credito per il 2017 concorrerà quanto indicato nel campo 1 del rigo V30. In altre parole, l’ammontare complessivo dell’IVA periodica dovuta, se maggiore dei versamenti periodici effettuati, concorrerà a determinare l’IVA a debito o a credito. I minori versamenti effettuati in corso d’anno rispetto all’IVA dovuta saranno riscossi dall’Agenzia delle Entrate che invierà un’apposita comunicazione al contribuente che potrà versare quanto dovuto avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso. ■
I Veterinari non possono emettere fatture senza IVA Sbaglia l’ente pubblico che chiede al libero professionista di non calcolare l’Imposta e togliamo le uniche (rare) eccezioni possibili, la regola generale è che nessun professionista può emettere una fattura nei confronti di un ente pubblico (Comune, Asl, Ateneo, ecc.) senza calcolare l’aliquota IVA. E nessuna pubblica amministrazione può avanzare una richiesta del genere con l’assunto che “l’IVA per noi non vale”. Al servizio di consulenza fiscale dell’ANMVI, curato dal dottor Giovanni Stassi, è arrivato il seguente quesito: “L’amministrazione comunale non sa dirmi se come libero professionista che ha svolto prestazioni veterinarie in suo favore, io debba emettere fattura con IVA”. Comuni e Asl spesso richiedono prestazioni veterinarie e la relativa fatturazione senza IVA, con la motivazione che per loro “è un costo-tributo non dovuto e dunque da non versare al libero professionista”. “Quella degli Enti citati - spiega Stassi - è un’interpretazione assolutamente scorretta e priva di fon-
damento. Negli accordi con questi Enti bisognerebbe evidenziare esplicitamente che il compenso deve intendersi più contributo Cassa Previdenza, più IVA”. I riferimenti legislativi, ricorda Stassi, sono compresi nel Testo Unico IVA (DPR 633/72) che all’articolo 1 espressamente recita: “L'imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.” Quindi ogni professionista che esercita la professione applica l’IVA sui compensi fatturati. “Forse conclude - sarebbe il caso di chiedere agli Enti in questione sulla base di quale articolo di legge non si dovrebbe applicare l’IVA”… Le uniche eccezioni citate in apertura riguardano le fatture verso organismi internazionali, come l’ONU o le Ambasciate. ■
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10 Eventi Veterinari ANMVI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI
VETERINARIA 8 | 2018
BUONE PRATICHE VETERINARIE COME APPLICARE IL DISCIPLINARE BPV-ANMVI ALLA TUA STRUTTURA PERCORSO PROPEDEUTICO ALLA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ a 1 Giornata - Sabato 24 Marzo 2018 - 2a Giornata - Sabato 16 Giugno 2018
Giornate rivolte alle strutture veterinarie per animali da compagnia OBIETTIVI Applicare il Disciplinare BPV-ANMVI personalizzandolo alla propria struttura e preparare alla eventuale verifica dell’ente certificatore DURATA: 1ª Giornata: 8 ore di docenza e assistenza a distanza - 2ª Giornata: 8 ore di docenza
COSTO: 810,00 euro (IVA inclusa) NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI: 10 SCADENZA: 8 marzo 2018 PROGRAMMA DELLA 1ª GIORNATA 24 MARZO 2018 • 8.30 - Registrazione partecipanti e distribuzione del materiale documentale • Presentazione del corso • Motivazioni del percorso di qualità BPVANMVI • Certificazione BPV: cosa è e a cosa serve
• Organizzazione generale del Disciplinare BPV • Analisi dei requisiti del Disciplinare BPV e valutazione della documentazione di riferimento • Esercitazioni: personalizzazione del proprio sistema documentale • L’assistenza a distanza: come funziona e a cosa serve • Discussione finale • 18.30 - Chiusura dei lavori
CORSO DI BASE PER IL CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO, DELLA LUSSAZIONE DELLA ROTULA E DI ALTRE PATOLOGIE SCHELETRICHE EREDITARIE DEL CANE • 8-10 GIUGNO 2018 CORSO AVANZATO, PER CHI HA GIÀ SEGUITO IL CORSO DI BASE, PER IL CONTROLLO DELLA LUSSAZIONE DELLA ROTULA NEL CANE DI RAZZA E DI AGGIORNAMENTO SUL CONTROLLO HD/ED • SABATO 9 GIUGNO 2018
Palazzo Trecchi - Cremona DIRETTORE DEL CORSO
Aldo Vezzoni Med. Vet., Dipl. ECVS Chairman della Commissione di lettura HD/ED FSA Libero professionista, Cremona
RELATORI Andrea Corbari Med. Vet. Libero professionista, Cremona.
Michele Polli Med. Vet., PhD Università degli Studi di Milano
Silvia Boiocchi Med. Vet., PhD Libero professionista, Milano
OBIETTIVI DEL CORSO Il controllo e la prevenzione delle malattie ereditarie e, in particolare, della displasia dell’anca e del gomito del cane, della lussazione della rotula vengono sempre più richieste ai medici veterinari per un’aumentata consapevolezza, da parte di allevatori e proprietari di cani, dell’importanza di una selezione riproduttiva finalizzata anche alla loro salute ed al loro benessere. Il Corso, nell’ambito della Centrale di Lettura della FSA e del protocollo ENCI per il controllo della displasia dell’anca e del gomito del cane, della lussazione della rotula e della necrosi asettica della testa del femore, propone di fornire ai medici veterinari la competenza specifica per potersi inserire nel sistema di controllo di queste malattie scheletriche ereditarie e di aumentare anche le proprie conoscenze su queste patologie per poter offrire ai propri assistiti una consulenza competente ed aggiornata. Il Corso comprende anche sessioni pratiche interattive di interpretazione radiografica ed una prova pratica di visita ortopedica per la diagnosi della lussazione della rotula.
PRIMO GIORNO Venerdì 8 Giugno 2018 08,30 Registrazione dei partecipanti 08,50 Saluto ai partecipanti, presentazione del corso di relatori ed istruttori, informazioni pratiche sul corso, test con quiz di base 09,10 La riproduzione selezionata ENCI ed il controllo delle patologie scheletriche ereditarie - A. Vezzoni 09,30 Aspetti di genetica delle patologie scheletriche ereditarie - M. Polli 10,30 Pausa caffè 30’ 11,00 Displasia dell’anca: sviluppo ed aspetti clinici - A. Vezzoni 11,45 Displasia dell’anca: aspetti radiografici - A. Corbari 12,30 Displasia dell’anca: proiezioni e posizionamento corretto per l’esame radiografico - A. Vezzoni 13,00 Pausa pranzo 60’ 14,00 Displasia dell’anca: classificazione internazionale - A. Corbari 14,30 Esercitazione collettiva sull’attribuzione dei gradi di displasia dell’anca 15,30 Esercitazione individuale sull’attribuzione dei gradi di displasia dell’anca 16,45 Pausa caffè 30’ 17,15 Displasia del gomito: sviluppo ed aspetti clinici - A. Vezzoni 17,45 Displasia del gomito: proiezioni ed aspetti radiografici - A. Corbari 18,30 Displasia del gomito: classificazione internazionale - A. Corbari 19,00 Discussione 19,15 Termine della prima giornata
08,30 09,30 10,30
10,45 11,00 11,30 12.00 12,20
SECONDO GIORNO Sabato 9 GIUGNO 2018 Esercitazione collettiva sull’interpretazione radiografica della displasia del gomito Esercitazione individuale sull’interpretazione radiografica della displasia del gomito Pausa caffè 30’ CORSO DI AGGIORNAMENTO IN COMUNE CON IL PROSEGUIMENTO DEL CORSO DI BASE REGISTRAZIONE PARTECIPANTI CORSO AVANZATO Contestazione dei giudizi ufficiali - A. Vezzoni Impiego della radiologia digitale per l’esame ufficiale HD/ED - A. Corbari Necrosi asettica della testa del femore - S. Boiocchi Eziologia, patogenesi, epidemiologia
Disciplinare BPV-ANMVI (Rev. 3) Patrocinato Fnovi e Ministero della Salute
16,00 16,30 17,00
18,20 18,30
10,30 10,50 11,30 12,15
e classificazione della lussazione della rotula - A. Vezzoni Pausa pranzo 60’ Esercitazione pratica sulla visita di soggetti con e senza lussazione della rotula e relativa classificazione e certificazione Pausa caffè 30’ Aspetti clinici e trattamento della lussazione della rotula - A. Vezzoni Protocollo FSA-ENCI per il controllo della displasia dell’anca e del gomito, della lussazione della rotula e della necrosi asettica della testa del femore A. Vezzoni Rapporto dei veterinari con gli allevatori e con i proprietari dei cani A. Vezzoni Discussione Termine della seconda giornata TERZO GIORNO Domenica 10 Giugno 2018 Valutazione precoce della displasia dell’anca nel cane in accrescimento A. Vezzoni Valutazione precoce della displasia del gomito nel cane in accrescimento A. Vezzoni Pausa caffè 20’ Possibilità terapeutiche e prognosi per la displasia dell’anca - A. Vezzoni Possibilità terapeutiche e prognosi per la displasia del gomito - S. Boiocchi Esercitazione individuale sulla diagnosi precoce della displasia dell’anca e del gomito con discussione collettiva Discussione conclusiva e quiz di apprendimento Termine del corso, consegna degli attestati e aperitivo di commiato
L’ISCRIZIONE COMPRENDE • Abstract delle relazioni su CD • Goniometro per la misurazione dell’angolo di Norberg • Attestato di frequenza • Coffee break e light lunch offerti PER INFORMAZIONI Segreteria FSA - Sofia Bassanini Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona Tel. 0372/403511 - Fax 0372/457091 E-mail: info@fondazionesaluteanimale.it Website: www.fondazionesaluteanimale.it
PROGRAMMA DELLA 2ª GIORNATA 16 GIUGNO 2018 • 8.30 - Registrazione partecipanti e distribuzione del materiale documentale • Presentazione del corso • Personalizzazione del sistema documentale e controllo documentazione elaborata • Analisi criticità emerse durante l’implementazione in struttura • Valutazione percorso documentale del paziente • Audit: come si svolge e cosa aspettarsi • Criticità emerse durante gli audit BPV: non conformità rilevate e soluzioni • Discussione finale • 18.30 - Chiusura dei lavori TARGET E OBIETTIVI Il percorso di qualità è basato sul Disciplinare delle Buone Pratiche Veterinarie ANMVI (Rev3), patrocinato dalla FNOVI e dal Ministero della Salute. Le giornate sono finalizzate alla conoscenza del Disciplinare e alla sua corretta applicazione nella struttura. Le giornate sono anche propedeutiche all’ottenimento della certificazione. Esse preparano a sostenere l’eventuale verifica ispettiva con CSQA, l’ente certificatore individuato da ANMVI. Le docenze forniranno elementi teorici e pratici per la comprensione del Disciplinare e per apprendere le modalità di utilizzo del sistema documentale, entrambi curati da ANMVI. La consulenza è rivolta ai titolari di strutture veterinarie che vogliono conoscere ed applicare le Buone Pratiche Veterinarie (BPV) all’interno delle proprie organizzazioni ed ai responsabili della qualità che operano all’interno di strutture veterinarie complesse. Al termine del percorso sarà possibile richiedere giornate aggiuntive di consulenza in struttura e una verifica ispettiva interna, al fine di consolidare e testare la preparazione acquisita al suddetto percorso e l’idoneità alla verifica dell’ente certificatore. DOCENTE E CONSULENTE Dr.ssa Valentina Raccone, Coordinatore formazione BPV, Auditor BPV, Valutatore Sistemi Qualità. METODOLOGIA DIDATTICA Durante lo svolgimento delle giornate sono previste lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche con personalizzazione del sistema documentale previsto dal Disciplinare ANMVI. Ai partecipanti verranno consegnati: il Disciplinare delle BPV (PDF - per il quale si consiglia la lettura preliminare) e la dispensa contenente le presentazioni in formato power point. ASSISTENZA FRA LE DUE GIORNATE Dopo la frequenza della prima giornata è prevista l’assistenza gratuita a distanza fino al 16 giugno 2018. Modalità e recapiti dell’assistenza a distanza verranno forniti durante la prima giornata. ACCOGLIENZA E ATTESTATO I partecipanti hanno diritto a due pause caffè e al buffet-lunch. Al termine del percorso, a tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
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CORSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E CHIRURGIA DEI RAPACI Palazzo Trecchi - Vet Lab, Cremona 14-17 Aprile 2018
ITINERARI DIDATTICI DELLA SCUOLA SUPERIORE DI STUDI VETERINARI 6ª EDIZIONE - GPCert (EXAP) Nella quota di iscrizione è inclusa una mezza giornata pre-corso introduttiva
OBIETTIVI L’obiettivo del corso è di fornire al partecipante tutte le nozioni necessarie a poter affrontare in modo professionale una visita clinica ed eventuali interventi chirurgici che si rendano necessari nel paziente rapace. Il corso si pone anche l’obiettivo di avvicinare il partecipante alla realtà della falconeria in Italia e all’estero, mettendolo nelle condizioni di potersi interfacciare correttamente con il proprietario falconiere, nell’ottica di una fiducia reciproca necessaria a migliorare le condizioni di salute e di benessere del paziente. DIRETTORE Marco Bedin, Med Vet, PhD, GPCert (ExAP), Monselice (PD) RELATORI Michele Capasso, Med Vet, GPCert (ExAP), SpecPACS, Napoli Raffaella Capitelli, Med Vet, Specialista in Clinica dei piccoli animali, Missaglia (LC) Tommaso Collarile, Med Vet, Roma Lorenzo Crosta, Med Vet, PhD, Dipl ECZM (Zoo Health Management), GPCert (Exotic Animal Practice), Montevecchia (LC) Antonio Di Somma, Med Vet, Specialista in Malattie dei piccoli animali, Direttore Sanitario del Dubai Falcon Hospital, Dubai Emilio Noviello, Med Vet, GPCert (ExAP), Napoli Petra Schnitzer, Med Vet, Cert of Exotic Animal Practice ECZM Resident (Avian), GPCert (ExAP), Merano
CORSO DI MEDICINA E CHIRURGIA DEI PICCOLI MAMMIFERI, PARTECIPANTI FURETTO E CAVIA Palazzo Trecchi - Cremona - 10-13 Aprile 2018 CORSO DI MEDICINA E CHIRURGIA DI RETTILI, ANFIBI E PESCI Palazzo Trecchi - Cremona - 19-22 Giugno 2018
CORSO DI MEDICINA E CHIRURGIA DEGLI ANIMALI DA ZOO E SELVATICI Palazzo Trecchi - Cremona - 5-7 Novembre 2018
INFORMAZIONI GENERALI • SOCI SIVAE: € 850,00 + IVA • NON SOCI: € 1.000,00 + IVA MATERIALE A CURA DEL PARTECIPANTE 1 set di chirurgia di base LA QUOTA COMPRENDE • 5 coffee break • 3 pranzi • Atti in formato cartaceo • Attestato di partecipazione • Ingresso Oasi Sant’Alessio SEDI • Palazzo Trecchi - Vet Lab, Cremona • Colonie Padane sul Fiume Po, Cremona • Oasi Sant’Alessio - Pavia Sarà possibile scaricare il programma scientifico ed iscriversi consultando il sito: www.sivae PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE Tel. 0372/40.35.00 Email: info@sivae.it
• Per chi si iscrive all’intero itinerario: € 3.600,00 + IVA (€ 4.392,00) entro il 10 Settembre 2017 • Per chi si iscrive all’intero itinerario: € 4.600,00 + IVA (€ 5.612,00) dopo il 10 Settembre2017
La quota del singolo corso di itinerario include: Atti in formato cartaceo, Pranzi e coffee break negli intervalli previsti dai programmi dettagliati di ciascun Corso e disponibili sul sito www.sivae.it, Attestato di partecipazione - Tel.- 0372/40.35.00 SIVAE Villa Segreteria Per informazioni: tittivilla@esvps.org E-mail:info@sivae.it Tel. 0372 403542- -Email: Marialetizia Segreteria ESVPS: Responsabile Giorni e orari: Martedì, Giovedì e Venerdì - dalle 8,30 alle 17,00
CONTROLLO DELLE PERFORMANCE PRODUTTIVE E GESTIONE SANITARIA DELL’ALLEVAMENTO OVINO E CAPRINO IZSUM Sezione di Perugia, 5-6 Aprile 2018 PROGRAMMA SCIENTIFICO Primo Giorno, Giovedì 5 Aprile 2018 08.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 09.00 Saluto degli organizzatori ed inizio dei lavori FOCUS 1 Aspetti economico produttivi 09.30 Prospettiva delle produzioni dell’allevamento ovino e caprino P. Camilli FOCUS 2 Biosicurezza 10.30 Uno strumento per il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie dell’allevamento ovino e caprino G. Filippini 11.30 Pausa Caffè FOCUS 3 Corretto approccio diagnostico 12.00 Dai protocolli all’applicazione in campo di efficaci misure di controllo delle principali problematiche sanitarie P. Mangili 13.00 Pausa Pranzo FOCUS 4 Modello unico di valutazione del benessere animale 14.00 Le normative comunitarie e nazionali, le misure di benessere collegate ai Piani di Sviluppo Rurale R. Gatto FOCUS 5 Utilizzo del farmaco all’interno dell’allevamento ovino e caprino
15.30 Consumo, approccio terapeutico e profilassi F. Scoppetta 17.00 Discussione e termine della giornata Secondo Giorno, Venerdì 6 Aprile 2018 FOCUS 6 Dalla clinica al sospetto diagnostico; dalla diagnosi all’applicazione di efficaci strategie di controllo delle principali problematiche sanitarie 09.00 Presentazione di case report particolari: come non perdere una diagnosi. Simulazione case report con suddivisione dei partecipanti in gruppi di lavoro e discussione collegiale E. Lepri, N. D’Avino 13.00 Pausa Pranzo 14.00 Tecniche necroscopiche e di campionamento mirate alla corretta diagnosi: applicazione dei contenuti tecnico scientifici emersi durante la mattinata E. Lepri, N. D’Avino 18.00 Discussione e termine del corso Scadenza invio iscrizioni: 30 Marzo 2018 QUOTE ISCRIZIONE SOCI SIVAR € 535,00 (€ 438,52 + IVA) SEGRETERIA ORGANIZZATIVA SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372-40.35.39, info@sivarnet.it
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12 Focus Oncologia
I sarcomi dei tessuti molli L’opinione del patologo su istotipo, grading e valutazione dei margini chirurgici di GIANCARLO AVALLONE DVM, PhD, Dipl ECVP Ricercatore (RTD-b)-Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie-UNIBO email: giancarlo.avallone@unibo.it ol termine “sarcoma dei tessuti molli” (STS) si indica, secondo la definizione che ne viene data in medicina umana, un gruppo di neoplasie mesenchimali maligne che originano primariamente nei tessuti molli, ovvero nei tessuti non epiteliali extra-scheletrici ad esclusione del sistema reticoloendoteliale, della glia e dei tessuti di supporto degli organi parenchimatosi. I tessuti molli includono la muscolatura volontaria, il tessuto fibroso ed adiposo, ed i vasi e nervi che servono questi tessuti. Nel cane, a differenza di quanto avviene nell’uomo, non tutte le neoplasie mesenchimali che rispondono a questa definizione vengono incluse nel gruppo dei STS: fibrosarcoma, tumori perivascolari, tumori delle guaine nervose, sarcoma pleomorfo, e sarcomi indifferenziati sono le entità a cui si fa classicamente riferimento nel cane col termine STS, mentre sono sempre esclusi i sarcomi istiocitari e gli emangiosarcomi dei tessuti molli, benché questi ultimi rispondano alla definizione di STS. La letteratura è discordante invece riguardo i leiomiosarcomi, rabdomiosarcomi, e liposarcomi, che sono variabilmente inclusi o esclusi da questa categoria, nonostante presentino tutti i criteri per essere classificati STS. Il risultato è che molti studi pubblicati sono difficilmente comparabili tra loro, perché le casistiche oggetto di studio sono di fatto composte da gruppi di neoplasie molto diversi tra loro. Un ulteriore motivo di confusione è l’utilizzo di una nomenclatura incostante e talvolta ambigua, riguardo alcuni STS. Nello specifico due termini dovrebbero essere evitati: istiocitoma fibroso maligno e sarcoma sinoviale. Il termine istiocitoma fibroso maligno è un termine obsoleto mutuato dalla medicina umana e fa riferimento ad una neoplasia di tipo fibroblastico/miofibroblastico e non di tipo istiocitario. Già dal 2004 è stato suggerito l’uso del termine sarcoma pleomorfo, per indicare questa neoplasia, ed evitare così confusione con le neoplasie degli istiociti (istiocitoma cutaneo benigno e sarcoma istiocitario). Anche nell’uomo, il termine istiocitoma fibroso maligno è stato abbandonato. Il problema del sarcoma sinoviale è invece più che un semplice problema di nomenclatura. Con sarcoma sinoviale si indicava un gruppo di neoplasie a sede periarticolare che, in diversi studi, sono stati tutti riclassificati in una delle seguenti tre categorie: sarcomi istiocitari (e quindi a tutti gli effetti non dei STS), i mixomi sinoviali e altri tipi di STS (principalmente fibrosarcomi e tumori perivascolari). Ad oggi non è stata dimostrata l’esistenza nel cane di una neoplasia che deriva dai sinoviociti e pertanto le linee guida suggeriscono di evitare l’uso del termine sarcoma sinoviale. Pertanto, in questa relazione, con il termine STS si farà riferimento a tutte le neoplasie rispondenti alla definizione utilizzata in medicina umana con la sola eccezione degli emangiosarcomi, e si eviterà l’uso dei termini istiocitoma fibroso maligno e sarcoma sinoviale.
I SARCOMI DEI TESSUTI MOLLI NEL CANE I sarcomi dei tessuti molli costituiscono tra il 7 ed il 15% delle neoplasie cutanee e sottocutanee del cane ed insorgono prevalentemente, ma non solo, in cani adulti/anziani di media e grossa ta-
glia. Questo gruppo di neoplasie ha caratteristiche comuni: sono neoplasie generalmente circondate da una pseudocapsula, localmente invasiva, che metastatizzano prevalentemente per via ematica anziché linfatica. La percentuale di recidiva locale e di metastasi riportata in letteratura è variabile, ma in generale la recidiva locale è la tipologia di ricaduta più frequente nella maggior parte dei STS.
DIAGNOSI PREOPERATORIA Sempre più frequentemente viene richiesta una diagnosi preoperatoria, che può essere formulata tramite esame citologico o istologico (su biopsia preoperatoria). Le informazioni che possono essere ottenute dalla biopsia preoperatoria sono molte, in prima istanza la conferma che ci si trova di fronte ad una neoplasia e non ad una forma infiammatoria o reattiva; se la neoplasia è benigna o maligna, la categoria della neoplasia (epiteliale, mesenchimale, a cellule rotonde ecc.). Talvolta (sempre più spesso), quando viene confermato che si tratta di un STS, viene richiesta, per una migliore pianificazione terapeutica, una specifica classificazione e soprattutto la determinazione del grado istologico. Le biopsie preoperatorie possono essere campionate con varie tecniche, ed il tru-cut è la tecnica che sta conoscendo maggior popolarità grazie ai vantaggi legati alla ridotta invasività della procedura. Tuttavia, questo tipo di campionamento raccoglie frammenti di tessuto di piccole dimensioni ed il loro esame istologico presenta numerose limitazioni delle quali è necessario essere a conoscenza. Un primo limite riguarda la diagnosi differenziale tra un STS ed una lesione mesenchimale reattiva. Le lesioni mesenchimali reattive comprendono il tessuto di granulazione, le cicatrici ipertrofiche, la fascite nodulare, e la desmoplasia. Il tessuto di granulazione e le cicatrici fanno parte del processo di riparazione dei tessuti e di guarigione delle ferite. Talvolta questi processi portano alla deposizione di un eccesso di tessuto connettivo fibroso che, in entrambi i casi, si caratterizza per la presenza di una stratigrafia, in cui sono riconoscibili un versante di tessuto più giovane e ricco di vasi, ed un versante più maturo, meno cellulare e meno vascolarizzato. Un secondo carattere distintivo di queste due lesioni è una vascolarizzazione composta da vasi paralleli tra loro. L’identificazione di entrambe queste caratteristiche (stratigrafia e vascolarizzazione), è necessaria per la corretta diagnosi ma dipende strettamente dall’orientamento del campione, che spesso è perso in campioni bioptici di piccole dimensioni. Il risultato è che queste caratteristiche non sono visibili e la lesione può essere diagnosticata come una neoplasia.
La fascite nodulare è una lesione reattiva che si localizza a livello di fascia o di sottocute, generalmente più cellulare nella porzione centrale, associata ad una infiammazione variabile e che tipicamente infiltra i tessuti circostanti, mimando fortemente un sarcoma. La diagnosi si basa sulla localizzazione, i rapporti coi tessuti circostanti e la cellularità variabile nelle diverse aree della lesione. Queste informazioni sono spesso assenti nei campioni bioptici e, benché poco comune, la fascite nodulare è forse la lesione reattiva che più di tutte rischia di essere erroneamente diagnosticata come STS. La desmoplasia, infine, è una proliferazione reattiva di fibroblasti e miofibroblasti che si associa ad una neoplasia epiteliale. Occasionalmente la componente connettivale reattiva sovrasta di gran lunga, in proporzione, la componente epiteliale neoplastica, soprattutto in casi di carcinomi metastatici intracavitari. In queste situazioni il campionamento di piccole aree della lesione potrebbe potenzialmente mancare la componente epiteliale, incorrendo nell’errata diagnosi di STS anziché di carcinoma. Infine, va ricordato che tutte queste lesioni, benché reattive, possono avere un indice mitotico importante e pertanto la presenza di mitosi non è, da sola, sufficiente a formulare la diagnosi di STS. Un secondo limite delle biopsie preoperatorie riguarda la determinazione del tipo di sarcoma. Ciò che più ci orienta nella diagnosi, nonostante non sia spesso sufficiente, è il modello di crescita, che tuttavia è estremamente variabile all’interno di un STS. Inoltre, molti tipi di STS possono presentare modelli di crescita simili o comuni. In entrambi i casi, esaminando solo un piccolo frammento della lesione, non è possibile determinare quale sia il modello principale, poiché la biopsia potrebbe non rappresentare le caratteristiche principali della neoplasia in toto, con il risultato di un elevato margine di errore nella diagnosi di istotipo. Il terzo limite dell’esame istologico delle biopsie preoperatorie riguarda la determinazione del grado. Questo limite è legato all’eterogeneità istologica dei STS che non solo sono estremamente variabili in termini di pattern istologico, ma anche in termini di grado. I STS contengono spesso una commistione di aree di alto grado, che sono quelle che determinano il grado della neoplasia, ed aree di basso grado. In un recente studio è stato infatti dimostrato che nel 41% dei casi il grado istologico determinato sulla biopsia preoperatoria discorda da quello determinato sulla neoplasia escissa: nel 12% dei casi il grado era sovrastimato e nel 29% dei casi era sottostimato. Gli stessi autori di questo studio suggeriscono quindi di interpretare con cautela il grado di una biopsia preoperatoria. Questi limiti, tutti legati alla ridotta rappresentatività dei campioni bioptici di piccole dimensioni in lesioni eterogenee come i STS, possono essere ridotti, per quanto possibile, per mezzo di campionamenti multipli. In una recente review si suggerisce un numero di trucut non inferiore a 6. Riassumendo, le biopsie preoperatorie possono fornire delle informazioni di grande importanza per la corretta pianificazione terapeutica. Tuttavia, le limitazioni di questo approccio sono molte ed importanti, possono essere ridotte tramite campionamenti multipli, e devono essere tenute in considerazione dal clinico in fase di pianificazione del protocollo diagnostico per non diventare un imprevisto in un secondo momento.
ESAME MACROSCOPICO E TRIMMING L’esame macroscopico del campione escisso è una parte importante e spesso poco considerata,
dell’esame patologico dei STS. La valutazione del campione escisso prevede la misurazione della neoplasia, la valutazione macroscopica dei margini di escissione, dei rapporti con le strutture circostanti e della quantità di necrosi presente nella neoplasia. Una volta fissata, la neoplasia è sottoposta al trimming, il processo di campionamento per l’allestimento dei vetrini istologici. Durante il trimming si devono selezionare porzioni multiple della neoplasia, considerando l’eterogeneità che spesso caratterizza i STS. Le linee guida suggeriscono, per i STS del cane, di campionare un minimo di 1 sezione ogni 2 centimetri di diametro della neoplasia. Si dovrà inoltre cercare di evitare, per quanto possibile, le aree di necrosi, perché poco diagnostiche. Infine, è necessario effettuare campionamenti per la valutazione dei margini di escissione chirurgica. Questo campionamento può essere preceduto dalla chinatura del campione, che coadiuverà il patologo in fase di lettura, e dovrà essere effettuato secondo protocolli che non possono essere rigidi ma che dipendono strettamente dalla morfologia del campione. Perché questi campionamenti siano i più rappresentativi possibile, è necessario mantenere inalterati i rapporti tra il sarcoma ed i tessuti adiacenti e, di conseguenza, l’architettura della lesione non dovrebbe essere alterata da incisioni o altre manipolazioni.
ESAME ISTOLOGICO L’esame istologico prevede la valutazione di numerosi parametri, ciascuno dei quali può fornire diverse informazioni: la profondità della neoplasia (dermica, sottocutanea o intramuscolare) ed il tipo di crescita (infiltrante, espansivo o con noduli satellite/plessiforme) sono parametri che dovrebbero essere sempre valutati perché indicativi di una maggiore o minore aggressività locale, e conseguentemente propensione alla recidiva, del sarcoma. La valutazione istologica della completezza dei margini di escissione chirurgica è il principale predittore di recidiva dei STS, ed essendo la recidiva locale il tipo di ricaduta più frequente dei STS, ecco che lo stato dei margini diventa il dato prognostico più importante. Le linee guida classificano lo stato dei margini in tre categorie: • liberi: la distanza tra le cellule neoplastiche e il margine di escissione è maggiore o uguale a 3 mm; • liberi ma esigui: la distanza tra le cellule neoplastiche e il margine di escissione è inferiore a 3 mm; • Infiltrati: sono presenti cellule neoplastiche al margine di escissione. Un secondo importante parametro prognostico è il grado istologico. Il sistema utilizzato più comunemente nel cane è il grading dei sarcomi dell’uomo messo a punto dalla Fédération Francaise des Centres de Lutte Contre le Cancer ed applicato ai STS canini da Kuntz e colleghi nel ’97. Questo sistema di grading si basa su tre parametri: differenziazione delle cellule neoplastiche, numero di mitosi e percentuale di necrosi. Questi parametri devono essere valutati nelle aree caratterizzate da maggiore cellularità ed indice proliferativo. Per ciascun parametro vengono assegnati dei punteggi la cui somma determina il grado. Le informazioni più importanti fornite dal grado, nel cane come nell’uomo, sono la tendenza alla metastasi ed il tempo di sopravvivenza. Bisogna infatti ricordare che il grado di per sé è un predittore di metastasi e non di recidiva locale, che è predetta invece con maggior accuratezza dalla valutazione dei margini di escissione. L’associazione tra grado elevato e la recidiva locale che
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le cellule neoplastiche: abbondante matrice collagene Ă¨ in genere indicativa di una differenziazione fibrosa della neoplasia, una matrice mixoide, benchĂŠ possa essere presente in qualsiasi tipo di STS, Ă¨ caratteristica prevalente solo di alcuni sarcomi (liposarcoma mixoide e mixosarcoma). Lâ&#x20AC;&#x2122;uso di tecniche istochimiche, piĂš rapide e meno costose dellâ&#x20AC;&#x2122;immunoistochimica, puĂ˛ talvolta essere di grande aiuto nel processo diagnostico.
IMMUNOISTOCHIMICA Ă¨ riportata nel cane, Ă¨ evidente solo se i margini di escissione sono inferiori a 1 mm (quindi margini infiltrati e la maggior parte dei margini esigui). Nei casi con margini liberi da cellule neoplastiche, il grado non ha alcuna associazione con la recidiva locale. Oltre alle problematiche di determinazione del grado sulle biopsie preoperatorie uno dei punti deboli di questo sistema di grading Ă¨ la ripetibilitĂ del grado e la concordanza tra patologi. Uno studio effettuato sui STS canini ha determinato che la concordanza tra patologi Ă¨ solo moderata, poichĂŠ nella metĂ dei casi almeno 1 patologo su 3 fornisce un grado discordante. Questa problematica Ă¨ nota anche per altri sistemi di grading, ed Ă¨ molto sentita in medicina umana. Il punto debole del grading dei STS Ă¨ senzâ&#x20AC;&#x2122;altro il parametro di differenziazione, troppo soggettivo se basato sulle definizioni generiche fornite dalle linee guida. In medicina umana, per ridurre la soggettivitĂ di questo parametro, si assegna un punteggio predeterminato alla differenziazione in funzione dellâ&#x20AC;&#x2122;istotipo di sarcoma. In questo modo, oltre a standardizzare maggiormente la valutazione di questo parametro, si introduce lâ&#x20AC;&#x2122;istotipo come parte integrante del grading, fungendo da fattore â&#x20AC;&#x153;correttivoâ&#x20AC;?: in questo modo si assegnano infatti punteggi piĂš alti (e conseguentemente grado piĂš alto) ad isotipi notoriamente piĂš aggressivi. Tuttavia, sempre in medicina umana, il grado Ă¨ un parametro prognostico che assume un ruolo solo in combinazione con altri fattori: margini, istotipo, dimensioni, sede, profonditĂ , etĂ e sesso del paziente. Uno strumento prognostico sempre piĂš diffuso, e che combina tutti questi fattori sono i nomogrammi, dei sistemi grafici che permettono di calcolare la probabilitĂ di uno specifico endpoint (es. probabilitĂ di sopravvivenza a 10 anni). La determinazione dellâ&#x20AC;&#x2122;istotipo di un sarcoma si basa sullâ&#x20AC;&#x2122;esame istologico (che valuta la morfologia), immunoistochimico (che valuta lâ&#x20AC;&#x2122;espressione di proteine) ed eventualmente esami ancillari (poco utilizzati in medicina veterinaria).
ESAME ISTOLOGICO Le tre variabili morfologiche piĂš importanti per la classificazione di un sarcoma sono lâ&#x20AC;&#x2122;architettura (pattern di crescita), la forma delle cellule e la matrice extracellulare. â&#x20AC;˘ Architettura I pattern di crescita in un sarcoma possono essere molteplici e frammisti tra loro. Tuttavia, la presenza di un tipo di crescita prevalente nella maggior parte della neoplasia Ă¨ suggestivo, e talvolta diagnostico, per un tipo specifico di sarcoma. Sfortunatamente non sempre Ă¨ presente un pattern di crescita prevalente, oppure prevale un modello di crescita comune a tipi di neoplasie diverse e lâ&#x20AC;&#x2122;architettura non ci permette, da sola, di formulare la diagnosi. â&#x20AC;˘ Forma delle cellule Si pensa spesso che STS sia sinonimo di cellule fusate, ma non Ă¨ sempre cosĂŹ, bisogna ricordare che esistono neoplasie a cellule fusate di altro tipo (es. melanomi, carcinomi a cellule fusate), e che esistono sarcomi in cui le cellule hanno altre forme (es. rotonde, come nel rabdomiosarcoma). â&#x20AC;˘ Matrice extracellulare La matrice extracellulare fornisce molte informazioni sulla natura e sulla differenziazione del-
Lâ&#x20AC;&#x2122;esame immunoistochimico entra in gioco quando la morfologia non ci ha permesso una precisa definizione della neoplasia. I marcatori utilizzati ed utilizzabili per questa classificazione sono molto numerosi, variano da caso a caso e non Ă¨ possibile stabilire un pannello anticorpale fisso per la classificazione dei STS. Due regole generali perĂ˛ sono che: un singolo marcatore difficilmente ci permetterĂ una diagnosi. Ă&#x2C6; quasi sempre necessario utilizzare piĂš marcatori (pannello), per restringere il piĂš possibile la lista delle diagnosi differenziali. Il numero ed il tipo di marcatori da applicare e la loro interpretazione sono strettamente dipendenti dalle caratteristiche morfologiche della neoplasia. Non Ă¨ possibile, ed Ă¨ sbagliato, definire il tipo di sarcoma (come di qualunque altra neoplasia) solo sulla base del risultato immunoistochimico.
TECNICHE ANCILLARI â&#x20AC;˘ Microscopia elettronica Questo tipo di esame, molto diffuso fino a trentâ&#x20AC;&#x2122;anni fa, Ă¨ stato soppiantato dallâ&#x20AC;&#x2122;immunoistochimica, che ha il vantaggio di una maggior rapiditĂ e minor costo. Tuttavia, in rari casi, puĂ˛ essere necessario lâ&#x20AC;&#x2122;esame ultrastrutturale delle neoplasie quando non Ă¨ possibile una classificazione tramite altre procedure. Proprio per i costi elevati, lo scarso numero di laboratori dedicati, e le tempistiche prolungate, la microscopia elettronica non Ă¨ parte comune del processo diagnostico dei STS del cane. â&#x20AC;˘ Citogenetica e genetica molecolare PoichĂŠ molti sarcomi dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo sono caratterizzati da specifiche anomalie genetiche, tanto che i sarcomi dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo vengono classificati in due categorie: sarcomi con traslocazioni ricorrenti e sarcomi con cariotipo complesso. Lâ&#x20AC;&#x2122;identificazione di queste anomalie, tramite tecniche quali la citogenetica classica, FISH o PCR sono il gold standard per la diagnosi di molti sarcomi dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo. Nel cane si conosce poco a riguardo, in parte a causa del genoma canino che Ă¨ molto piĂš difficile da cariotipizzare rispetto a quello umano. Tra le poche informazioni disponibili un esempio Ă¨ la segnalazione, da parte di piĂš pubblicazioni, di anomalie ricorrenti a carico del cromosoma 11 nel fibrosarcoma.
Abstract tratto dagli atti dellâ&#x20AC;&#x2122;Incontro SIONCOV - Cremona, 3-4 Marzo 2018 I sarcomi dei tessuti molli del cane: sono tutti uguali?
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Lâ&#x20AC;&#x2122;impatto prognostico dellâ&#x20AC;&#x2122;istotipo dei sarcomi Ă¨ oggetto di dibattito: secondo alcuni autori sono neoplasie con prognosi simile tra loro, secondo altri la loro classificazione Ă¨ invece necessaria per la formulazione di una corretta prognosi. Di fatto non ci sono studi che confrontino i diversi STS del cane in termini di comportamento biologico e fattori prognostici ed i dati che sono disponibili derivano dal confronto dei pochi studi su singole tipologie di sarcomi. Pertanto, considerare i STS come una singola entitĂ neoplastica, sembrerebbe piĂš conseguenza della mancanza di dati a supporto dellâ&#x20AC;&#x2122;utilitĂ di una loro distinzione piĂš che di dati attestanti lâ&#x20AC;&#x2122;utilitĂ del loro raggruppamento. Di seguito alcune caratteristiche note dei STS del cane per i quali sono disponibili informazioni specifiche. Non verranno trattati qui i tumori perivascolari ed i tumori delle guaine nervose. â&#x20AC;˘ Liposarcoma Ă&#x2C6; una neoplasia rara nel cane, nel quale insorge in genere a carico del sottocute del tronco e della parte prossimale degli arti. La classificazione
presentazione clinica aggressiva. In assenza di queste ultime informazioni, il patologo non Ă¨ quindi in grado di riconoscere questa patologia. â&#x20AC;˘ Tumori muscolari: lisci e striati I tumori muscolari lisci (TML) del cane sono stati studiati prevalentemente a livello di tratto gastroenterico e apparato genitale femminile. I TML cutanei e sottocutanei possono avere principalmente due origini: il muscolo erettore del pelo (prevalentemente dermici) e la parete muscolare dei vasi (prevalentemente sottocutanei). Gli studi prognostici riguardo i TML dei tessuti molli sono scarsi e lâ&#x20AC;&#x2122;unico studio riguarda i TML cutanei, riportando una prognosi eccellente anche per i leiomiosarcomi. Mancano tuttavia linee guida precise per la distinzione tra neoplasie benigne e maligne. â&#x20AC;˘ Sarcomi retroperitoneali I sarcomi retroperitoneali sono una categoria non istogenetica ma, per le particolaritĂ della sede coinvolta sono spesso considerati come una categoria a se stante. A differenza di quanto avviene nellâ&#x20AC;&#x2122;uomo, dove i sarcomi retroperitoneali piĂš frequenti sono i liposarcomi, nel cane la maggior parte dei sarcomi in questa sede sono emangiosarcomi. Seguono STS di altra natura, quali tumori delle guaine nervose e tumori perivascolari. La prognosi infausta associata ai sarcomi retroperitoneali nel cane Ă¨ conseguenza non solo della sede, difficilmente aggredibile dal punto di vista chirurgico, ma soprattutto dellâ&#x20AC;&#x2122;istotipo prevalente (emangiosarcoma), caratterizzato dallâ&#x20AC;&#x2122;alto potere metastatico. â&#x2013;
WHO ne riconosce tre varianti: il liposarcoma ben differenziato, il liposarcoma mixoide ed il liposarcoma pleomorfo. Ad essi vanno aggiunti due istotipi descritti piĂš recentemente: il lipoma atipico, che di fatto rappresenta una variante di basso grado di liposarcoma istologicamente simile al lipoma, ed il liposarcoma dedifferenziato, che Ă¨ invece caratterizzato da un grado piĂš elevato. I pochi studi disponibili sul comportamento biologico del liposarcoma riportano una percentuale di recidiva del 28%. Non sono noti al momento parametri prognostici specifici per questa neoplasia. â&#x20AC;˘ Fibrosarcoma Il fibrosarcoma Ă¨ unâ&#x20AC;&#x2122;entitĂ sempre meno diagnosticata perchĂŠ la sua Ă¨ una diagnosi per esclusione: Ă¨ caratterizzato da un modello di crescita a fasci (molto comune nei sarcomi), produzione di collagene (tuttavia non sempre presente), e negativitĂ alla maggior parte dei marcatori di istogenesi, con lâ&#x20AC;&#x2122;eccezione della vimentina (espressa perĂ˛ in quasi tutti i STS). Gli studi riguardo la sua prognosi sono pochi e riportano una percentuale di recidiva del 34% e di metastasi del 9%. Tuttavia, questi studi sono datati e i dati vanno presi con cautela. â&#x20AC;˘ Fibrosarcoma mascellare Un tipo particolare di fibrosarcoma Ă¨ quello della cavitĂ orale. Tradizionalmente questa neoplasia non Ă¨ considerata un STS perchĂŠ in questa sede il grado non ha valore prognostico. CiĂ˛ Ă¨ dovuto alla presenza, tra i fibrosarcomi di basso grado istologico in questa sede, di un tipo particolare di fibrosarcoma che, a fronte di un aspetto istologico simile a tessuto normale, e basso grado istologico, presenta un comportamento biologico aggressivo. Questa neoplasia, nota come â&#x20AC;&#x153;fibrosarcoma mascellare e mandibolare ben differenziato caninoâ&#x20AC;?, Ă¨ diagnosticabile solo combinando le caratteristiche istologiche con la
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Prevalenza di zoppia negli allevamenti da latte organici europei Spesso non raggiunto l’obiettivo della bassa prevalenza, secondo uno studio su quattro paesi di MARIA GRAZIA MONZEGLIO Med Vet PhD no studio ha valutato prevalenza della zoppia negli allevamenti di bovine da latte organici in Francia, Germania, Spagna e Svezia e ha analizzato i fattori di rischio di sviluppo di zoppia in queste mandrie. Il campione dello studio veniva derivato dal progetto IMPRO, finalizzato a mi-
gliorare la salute e il benessere animale negli allevamenti da latte organici in Europa e includeva 8109 bovine di 201 allevamenti. Durante le visite negli allevamenti si classificava per la presenza di zoppia un campione random e sistematico di bovine in lattazione. La prevalenza complessiva di bovine con zoppia era del 18%, con ampie differenze tra e all’interno dei paesi. La prevalenza mediana di mandria era del 25% (0-51%), 20% (079%), 10% (0-27%) e 5% (0-25%) rispettivamente in Francia, Germania, Spagna e Sve-
BATTERI ZOONOSICI NEGLI UCCELLI D’AFFEZIONE E NEI RAPACI IN CATTIVITÀ IN ITALIA ampylobacter spp. termofilo e Salmonella spp. sono batteri zoonosici comunemente ospitati nel tratto enterico delle specie aviarie. Uno studio ha verificato la presenza di tali microrganismi in una popolazione italiana eterogenea di uccelli d’affezione e rapaci in cattività (Passeriformi, Psittaciformi, Accipitriformi, Falconiformi e Strigiformi) viventi a stretto contatto con l’uomo. Si analizzavano in totale 151 soggetti per Campylobacter spp. termofilo e 444 per Salmonella spp. Si isolavano nei rapaci 6
C. jejuni e 1 S. Livingstone: 4 Accipitriformi (2 Buteo regalis, 2 Parabuteo unicinctus), 1 Falconiforme (Falco peregrinus) e 1 Strigiforme (Strix aluco) erano positivi per C. jejuni e 1 Falconiforme (Falco peregrinus) per S. Livingstone. Si genotipizzavano mediante MLST 4 ceppi di C. jejuni, identificandoli come ST 2116 (ST-353 CC). I risultati suggeriscono che questi microrganismi non sono comuni ospiti dell’apparato digerente degli uccelli d’affezione e dei rapaci e possono essere un riscontro occasionale. Tuttavia, gli uccelli d’affezione dovrebbero essere monitorati per preservare la salute umana, in quanto potenziali serbatoi di batteri zoonosici. “Pet and captive birds as potential reservoirs of zoonotic bacteria” Carlotta De Luca, Giulia Niero, Diego Cattarossi, Marco Bedin, Alessandra Piccirillo. Journal of Exotic Pet Medicine, Volume 27, Issue 1, 17 - 20.
na bassa prevalenza di zoppia. Ciò può verificarsi in particolare in grossi allevamenti con bovine Holstein e sistema zero-grazing. “Lameness prevalence and risk factors in organic dairy herds in four European countries” Karin Sjöströma et al. Livestock Science. Volume 208, February 2018, Pages 44-50. ■
zia. Il rischio di zoppia era da 5 a 6 volte maggiore in Francia e Germania e leggermente maggiore in Spagna, rispetto alla Svezia. Poiché le stime per la Spagna deviavano sostanzialmente da quelle degli altri paesi, i dati relativi alla Spagna venivano analizzati separatamente per la valutazione dei fattori di rischio. Il rischio di zoppia era significativamente maggiore nella razza Holstein rispetto alle altre razze; aumentava inoltre con le dimensioni della mandria in Francia, Germania e Svezia. In Spagna, l’effetto delle dimensioni dell’allevamento era più diversificato. Gli allevamenti zero-grazing, presenti solo in Germania, avevano maggiori probabilità di zoppia rispetto agli allevamenti in cui si effettuava il pascolo. Le differenze di prevalenza della zoppia tra i 4 paesi non potevano essere spiegate attraverso i fattori di rischio studiati. Sono quindi necessarie ulteriori ricerche per identificare i fattori specifici per il paese e l’allevamento alla base dell’ampia variazione. La necessità è rafforzata anche dalla mancanza di una registrazione uniforme delle zoppie negli allevamenti organici europei. Lo studio indica che è possibile che un numero considerevole di allevamenti organici europei non raggiunga l’obiettivo di avere u-
FORSE NON SAI ANCORA CHE: L’IVA inclusa nella quota di iscrizione ad un evento (corso, congresso, etc.) di aggiornamento professionale è interamente recuperabile. (DPR 917/86 -Testo Unico Imposte sui Redditi-TUIR). Sono inoltre integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a corsi (convegni, congressi, etc) di formazione o di aggiornamento professionale, comprese quelle di viaggio e soggiorno. (Legge 22 maggio 2017, n. 81)
’embolia gassosa venosa è una complicazione potenzialmente fatale dell’utilizzo dei cateteri EV nel cavallo. Ne esistono segnalazioni aneddotiche ma solo pochi casi sono stati descritti in letteratura e la prognosi non è nota. Uno studio multicentrico ha descritto le circostanze, i segni clinici, il trattamento, la progressione e l’esito dell’embolia gassosa venosa in 22 cavalli ricoverati con insorgenza acuta di segni clinici compatibili con disconnessione o danno del catetere EV. La maggior parte dei casi era dovuta alla disconnessione del catetere dal set di infusione entro 24 ore circa dal suo inserimento. In pochi casi un danno al set di infusione era la causa citata. I segni clinici comuni includevano tachicardia, tachipnea, decubito, fascicolazioni muscolari e agitazione, con comportamenti anomali quali calciare e mordersi il fianco. Meno comunemente si osservavano aritmie patologiche o segni neurologici più gravi, quali cecità e convulsioni. La progressione non era predicibile, con alcuni cavalli che sviluppavano tardivamente segni neurologici. La mortalità era di 6/32 casi (19%), inclusi 2 casi di morte improvvisa e altri casi di eutanasia per la persistenza dei deficit neurologici. L’esito negativo era più comune nei soggetti con cecità, sudorazione o decubito, tuttavia la cecità si risolveva in 5/8 cavalli affetti. La prognosi per la risoluzione dei segni clinici dopo embolia gassosa è favorevole ma possono insorgere deficit neurologici o aritmie patologiche permanenti. La progressione, non predicibile, consiglia uno stretto monitoraggio. La sorveglianza clinica sistematica può fornire ulteriori utili informazioni per favorire la prevenzione. “Catheter-associated venous air embolism in hospitalized horses: 32 cases.” Parkinson NJJ. Vet Intern Med. 2018 Feb 20.
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18 Anmvi Informa Gruppo di Studio
Nelle scuole con scienza, coscienza e fantasia In classe da professionisti: sempre più solida la competenza didattica del GdS ANMVI IO VEDO, TU MIAGOLI… LUI SENTE!
l preannunciato maltempo non ha fermato i soci del Gruppo di Studio di Metodologia Didattica Veterinaria: 80 i presenti al primo incontro 2018. Un numero che testimonia l’alto livello di interesse e di passione che ormai da quattro anni permea questo gruppo di iscritti. E proprio la passione è stata il tema della giornata, tenutasi il 25 febbraio: quella per l’insegnamento. Obiettivo principale fornire delle linee guida ai colleghi per capire come, quando e a chi presentare i progetti di didattica: appunto uno “Starter kit per veterinari in cattedra”. Fondamentali in questo senso i suggerimenti forniti dalla relatrice, nonché coordinatrice del Gruppo, Silvia Macelloni che ormai da anni collabora con ANMVI per condurre i veterinari nelle scuole di tutta Italia, dando loro gli strumenti utili per insegnare. Innanzitutto il quando: il periodo migliore per proporre agli istituti scolastici dei progetti didattici si colloca nei mesi di giugno, settembre e ottobre. Tempistiche di cui bisogna tenere conto soprattutto se ci si vuole avvalere dei finanziamenti che sono messi a disposizione delle scuole. I progetti vanno presentati direttamente ai dirigenti, possibilmente di persona. Il metodo migliore per far sì che degli argomenti indicati sia percepita l’importanza è infatti “vendere bene” il proprio lavoro. Meglio quindi telefonare all’istituto prescelto chiedendo quale sia l’iter corretto per quella struttura: alcuni infatti richiedono obbligatoriamente l’invio della brochure o del prospetto via posta elettronica, anche certificata, in modo da procedere alla protocollazione del documento. Da ricordare però che questo non basta: sono moltissimi i progetti che le scuole ricevono. Perciò è sem-
pre meglio prendere appuntamento con i dirigenti in modo da poterne anche parlare di persona. Alcune tipologie di progetti sono accolte meglio di altre: è il caso ad esempio dei lavori di accoglienza, che facilitano cioè il passaggio da un grado scolastico all’altro (materne-elementari-medie). Se dunque il proprio progetto ha una caratteristica di continuità in tal senso, meglio metterlo in evidenza. Tuttavia non bisogna solo prestare attenzione a presentare bene il lavoro, ma anche se stessi: un bravo docente deve mostrare di essere padrone dell’argomento, conoscere la burocrazia e le abitudini scolastiche, avere un minimo di conoscenze pedagogiche, essere in grado di trasmettere il proprio sapere, essere capace di progettare un percorso, ma soprattutto essere un abile comunicatore. Soprattutto se ci si trova a confrontare con i bambini l’attenzione deve restare sempre alta. Inoltre, da tenere in considerazione anche alcuni accorgimenti di tipo grafico e contenutistico. La brochure deve mostrare una certa cura da questo punto di vista, senza cadere in inutili virtuosismi. È sempre buona cosa farla rilegare, scegliere attentamente le immagini e, se possibile, farsi confezionare un logo che dia la possibilità di un pronto riconoscimento. Attenzione anche al titolo: che non deve essere né troppo creativo né eccessivamente tecnico. Ottimo se è originale e cattura l’attenzione: deve infatti invogliare a leggere l’intero progetto. All’interno del prospetto vi devono essere alcune parti irrinunciabili, come ad esempio la premessa e l’analisi del contesto. Nel compilarne il contenuto, l’ideale è cercare di allinearsi con le finalità della scuola, nonché i cosiddetti POF (Piano dell’Offerta Formativa) e PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), ovvero i documenti
Un momento delle attività pratiche svoltesi nel corso della sezione pomeridiana. Dopo la parte teorica, ai veterinari presenti è stato chiesto di assemblare un progetto didattico, tenuto conto dei suggerimenti forniti nella mattinata e delle esperienze esposte dai colleghi. Ne sono emerse idee davvero originali e creative: si è ad esempio pensato a lavori inerenti la corretta relazione con il cane, pensata anche nel rispetto della comunità; la conoscenza del bosco e della sua fauna; le abitudini alimentari degli animali.
ono in pieno svolgimento le lezioni dei medici veterinari che hanno aderito al progetto di didattica ANMVI “Io vedo, tu miagoli… lui sente”, che potrà essere svolto fino al termine dell’anno scolastico 2017/2018 ed è coordinato da Silvia Macelloni. Anche quest’anno i 170 moduli didattici sono stati finanziati da Arcaplanet. Centinaia le richieste ricevute, a testimonianza ancora una volta dell’interesse che l’insegnamento riveste per la categoria dei veterinari. Destinatari essenzialmente i bambini della scuola primaria, anche se il materiale può essere di volta in volta riadat-
tato anche per le materne e le medie. Da sette anni ANMVI propone ai medici veterinari progetti didattici che permettono di entrare nelle scuole di tutta Italia. Il tema scelto per quest’anno è stato i sensi degli animali. Il progetto è come sempre a costo zero per le scuole. Per partecipare i veterinari interessati inviano la propria manifestazione di interesse, unitamente al modulo di accettazione da parte delle scuole. La selezione viene fatta considerando il curriculum, la provenienza geografica e l'appartenenza al Gruppo di Studio di Metodologia Didattica o a una delle società federate ANMVI.
nei quali si presenta l’insieme dei servizi offerti dall’istituto, le scelte educative, i percorsi didattici, le soluzioni organizzative e operative adottate, le procedure di valutazione dell’offerta e dei risultati ottenuti. Immancabile l’indicazione degli obiettivi generali e specifici che si intende raggiungere. Il loro conseguimento deve essere misurabile. Non solo: vanno sempre indicate anche le metodologie scelte, le fasi di attuazione, le tempistiche e le risorse. In classe è bene poi adottare alcuni accorgimenti. Necessario tener presente che i destinatari diretti sono gli alunni, è a loro che ci si rivolge principalmente. Meglio innanzitutto dialogare con gli insegnanti, per conoscere a fondo la classe a cui ci si troverà di fronte. Importante verificare competenze, conoscenze dinamiche e problematiche. Fondamentale in questo senso anche la capacità di osservazione. Tenere in considerazione eventuali allergie che potrebbero avere i bambini in caso si facciano esercizi che comprendono l’odorare determinati alimenti. Un punto importante a cui prestare attenzione è
la privacy: i moduli che le scuole forniscono spesso sono fatti esclusivamente per l’utilizzo di immagini all’interno dell’istituto. Non presuppongono la diffusione di fotografie al di fuori della scuola: fondamentale quindi far sempre firmare anche una propria liberatoria in caso si intenda riutilizzare in futuro le immagini che ritraggono le fasi di attuazione del progetto all’interno della classe. Infine la chiusura: è buona cosa farsi rilasciare una valutazione dagli insegnanti che ci aiuti anche in futuro. A fronte dunque di una mattinata basata essenzialmente sulla teoria, nel pomeriggio si è passati alla pratica. Ad aprire questa sessione alcuni esempi di progetto presentati dai colleghi, che hanno messo a disposizione la propria esperienza. In secondo luogo i veterinari presenti si sono potuti mettere in gioco in prima persona confezionando un vero e proprio progetto didattico ex novo. Una giornata ricca di soddisfazioni, ma soprattutto un’occasione per tutti i veterinari impegnati nelle scuole per chiarire eventuali dubbi e verificare la correttezza della propria metodologia. ■
All’incontro erano presenti 80 veterinari provenienti da tutta Italia. Sono attualmente 110 gli iscritti al Gruppo di Studio di Metodologia Didattica Veterinaria che, fondato nel 2014 e coordinato da Silvia Macelloni, si è fin dall’inizio contraddistinto per l’entusiasmo e la passione dei suoi componenti. La quota di iscrizione annuale è di 70 € e comprende due giornate di formazione, oltre alla possibilità di scaricare gli atti degli incontri precedenti. I membri possono inoltre accedere al gruppo Facebook, dove ci si può scambiare materiale, chiedere consigli e confrontare idee. Il prossimo appuntamento è fissato per il 18 novembre 2018 sempre a Cremona.
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20 Europa Controlli ufficiali
Il benessere dei suini è la priorità europea La Commissione ha designato il primo centro di riferimento unionale per l’animal welfare opo una selezione pubblica, il consorzio che unisce i Paesi Bassi (Wageningen Livestock Research), la Germania (Istituto Friedrich Loefflee) e la Danimarca (Università di Aarhus-Dipartimento di Scienze animali) ottiene la designazione a Centro di referenza dell’UE. Avrà sede a Wagening, in Olanda, e in qualità di centro di riferimento dell’Unione europea, dovrà eseguire i propri compiti "in modo imparziale" . La nascita del Centro, il primo dedicato all’Animal Welfare, è prevista dall’articolo 95 del nuovo Regolamento 625/2017 sui controlli ufficiali. Il Centro fornirà supporto tecnico e assistenza coordinata agli Stati membri per effettuare controlli ufficiali sul benessere degli animali. Contribuirà inoltre alla diffusione di buone pratiche, nonché alla realizzazione di studi scientifici, corsi di formazione e alla diffusione di ricerche e informazioni sulle innovazioni tecniche. I requisiti del Centro stabiliti dal Regolamento sono: • un elevato livello di competenza scientifica e tecnica (su rapporto uomo-animale, comportamento animale, fisiologia animale, genetica animale, salute e nutrizione a-
nimale in relazione al benessere degli animali, e aspetti di tale benessere connessi all’impiego commerciale e scientifico degli animali); • personale debitamente qualificato (ed eventualmente personale di sostegno) con
una formazione adeguata nelle suddette competenze scientifiche ed anche nelle questioni etiche relative agli animali • disponibilità o accesso alle infrastrutture, alle attrezzature e ai prodotti necessari per svolgere i compiti loro assegnati.
Nel corso delle attività di lavoro, il Centro dovrà tenere in considerazione i più recenti sviluppi nel campo della ricerca a livello nazionale, europeo e internazionale, inclusi gli studi eseguiti e le azioni intraprese da altri Centri di riferimento dell’Unione europea per il benessere degli animali. Il Commissario Vytenis Andriukaitis ha commentato la nascita del Centro dichiarando che "è un altro esempio del fatto che l’UE rimane, a livello internazionale, in prima linea nello sviluppo di elevati standard di benessere degli animali". Dopo l’istituzione della Piattaforma UE sul benessere degli animali nel 2017, “l’UE segna un’altra pietra miliare poiché è la prima volta che un Centro UE è dedicato a sostenere gli Stati membri nell’applicazione e nel monitoraggio delle norme sul benessere degli animali all’interno dell’Unione". La priorità sarà il benessere dei suini e in particolare la Direttiva 2008/120/CE del Consiglio del 18 dicembre 2008 che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini. Le attività potranno ufficialmente iniziare dal 29 aprile 2018. (Regolamento di Esecuzione (UE) 2018/329 della Commissione del 5 marzo 2018 che designa un centro di riferimento dell’Unione europea per il benessere degli animali) ■
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UK Paese Terzo, certificati veterinari + 325% La Brexit continua ad animare il dibattito interno. BVA al Governo: sostenere la forza lavoro veterinaria i chiama "Benessere animale per molti, non per pochi" e piace al Presidente della British Veterinary Association (BVA) John Fishwick. Il documento pubblicato il 14 febbraio dal Partito Laburista porta il benessere degli animali “in cima all’agenda politica”, ma soprattutto riconosce la senzienza animale nella legislazione britannica post-Brexit. Il concetto di “essere senziente”, valore assodato del Trattato Europeo di Lisbona, rischia di uscire dai principi ispiratori della legislazione del Regno Unito che da quel Trattato si appresta ad uscire. E invece, con questo documento, dichiara Fishwick, “il benessere degli animali, che sta al centro di tutto l’agire della professione veterinaria, viene più garantito, perché considera doveroso che il governo ne tenga conto in ogni processo decisionale”. L’iniziativa dei laburisti fa il paio con la relazione “Brexit: Trade in Food” approvata dalla Commissione EFRA del Parlamento britannico: entrambi i documenti testimoniano l’impegno e la preoccupazione dei veterinari inglesi per la fuoriuscita dal Regno Unito.
FARMING E PETS Anche dopo il piano laburista, il Presidente della BVA ha dichiarato che continuerà “a fare pressioni per vietare l’abbattimento senza stordimento e a chiedere, fin tanto che sarà lecito, che le carni provenienti da questa filiera di macellazione siano chiaramente etichettate, in modo da consentire ai consumatori di fare una scelta informata sul cibo che mangeranno. Se riusciremo a ottenere un sostegno trasversale per l’etichettatura della non-stunned meat, faremo progressi significativi nella riduzione della domanda” - confida Fishwick. Non meno importante per i Veterinari britannici è la questione delle sovvenzioni agricole post-Brexit, “in particolare per quanto riguarda il sostegno alla salute e al benessere degli animali e l’uso responsabile degli antibiotici in medicina veterinaria”. Per il numero Uno della BVA, le proposte del Partito laburista a favore degli animali da compagnia “sono particolarmente benvenute”; prevedono il rafforzamento del contrasto al contrabbando di cuccioli e il divieto degli “shock collars” e della detenzione di primati come pet. “Non vediamo l’ora di discutere le misure da mettere in atto”. Fra gli altri contenuti, apprezzati dalla BVA, il documento laburista prevede il divieto di impiego di animali selvatici nei circhi. La Legge scozzese (The Wild Animals in Travelling Circuses Bill) è già stata votata all’unanimità e Fishwick si augura “di vedere altri paesi del Regno Unito seguire questa direzione”. La British Veterinary Association si dice pronta anche a discutere di controllo delle malattie, in particolare della tubercolosi bovina (bTB) nella fauna selvatica.
BREXIT: TRADE IN FOOD Intanto la Commissione EFRA (Ambiente, Alimentazione e Affari rurali) del Parlamento UK ha presentato la relazione "Brexit: Trade in Food", nella quale si invita il Governo-May a sostenere la forza lavoro veterinaria: è necessaria a garantire le attività della filiera alimentare del Regno Unito, anche e soprattutto dopo Brexit. La relazione fa proprie le istanze della BVA e le sue stesse raccomandazioni. John Fishwick, ha dichiarato: "Accogliamo con favore il messaggio forte che questa relazione trasmette sulla necessità di mantenere gli elevati standard di be-
nessere degli animali, ambientali e alimentari del Regno Unito nel commercio in uscita dall’UE. È rassicurante vedere che il benessere degli animali è in cima all’agenda dei futuri negoziati sul commercio di prodotti alimentari e che il ruolo fondamentale dei veterinari nel sostenere tali norme è pienamente riconosciuto dalla commissione EFRA. Non vediamo l’ora di vedere come queste raccomandazioni saranno portate avanti dal governo per garantire che la forza lavoro veterinaria sia pienamente supportata e che
il Regno Unito abbia la capacità di affrontare le sfide che la Brexit può porre negli scambi di prodotti alimentari". Le prove fornite da BVA sul ruolo centrale dei veterinari nel processo di certificazione per le esportazioni e le importazioni di animali e prodotti animali sono state pienamente riconosciute nella relazione, oltre alla possibilità che ciò potrebbe aumentare del 325% post Brexit una volta che il Regno Unito sarà considerato paese terzo. (“The British Veterinary Association estimated that post-Brexit the vo-
lume of products requiring veterinary certifications could increase by 325%”). EFRA ha anche riconosciuto l’elevato numero di veterinari ufficiali dell’UE che lavorano nel Regno Unito, affermando che i veterinari dell’UE non britannici sono fondamentali per la forza lavoro veterinaria del Regno Unito e il governo deve stabilire come intende garantire i diritti di lavoro di questi professionisti non britannici che attualmente lavorano nel Regno Unito. https://publications.parliament.uk ■
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22 Confprofessioni Molise
Fondi europei: se le regioni nicchiano… È scontro tra Confprofessioni e Regione. Un caso-pilota per difendere un diritto onfprofessioni e Consulta delle professioni “devono essere interpellate prima dell’emanazione dei bandi, nel rispetto del tanto declamato partenariato sociale, economico e istituzionale attraverso modalità di adesione spontanee, flessibili e costantemente aperte”. La tonante replica del Presidente di Confprofessioni Molise, Ricciardo Ricciardi, vale non solo per la sua regione ma per tutte. Sono ancora molte, infatti, le Regioni che nonostante gli inequivocabili puntelli legislativi non coinvolgono (o non coinvolgono adeguatamente) i liberi professionisti nei bandi regionali per attingere ai fondi europei. Il caso Molise fa dunque scuola. Confprofessioni Molise aveva chiesto di convocare la Consulta delle libere professioni per l’assegnazione dei fondi europei (105 milioni di euro destinati a vari investimenti). Successivamente, la delegazione molisana aveva lamentato di non avere notizie della Consulta. La Regione ha evasivamente risposto che “la gestione del POR FESR FSE Molise 20142020, fin dalle prime fasi della sua programmazione, è stata improntata al rispetto del principio del partenariato e all’applicazione del Codice di condotta europea del partenariato”.
“Ben venga - ha replicato Ricciardi - che l’Amministrazione regionale voglia sostenere e coinvolgere il partenariato nelle varie fasi di programmazione e attuazione del Programma Operativo, ricevendo contributi, istanze e fabbisogni utili alla definizione delle azioni da attuare nei limiti posti dalle regole comunitarie e nazionali di riferimento. Ben venga anche che oltre 46 milioni siano già stati attivati e che a questi presto se ne aggiungeranno altri. Ma stiamo ancora aspettando che Confprofessioni e Consulta delle professioni abbiano il giusto ruolo in questo processo. Intanto - ha aggiunto Ricciardi - si deve rilevare che, nonostante la Regione Molise abbia riconosciuto che i bandi per i fondi Ue debbano riguardare anche i liberi professionisti, quelli emanati finora interessano solo le imprese o se, pur riguardanti i professionisti, sono in effetti calibrati per le sole imprese. Come più volte rimarcato - ha concluso il presidente - bisogna passare dalle parole ai fatti”.
COSA DICE LA LEGGE È appena il caso di ricordare che il Jobs Act degli Autonomi ha definitivamente superato ogni equivoco ai fini dell’accesso ai fondi europei (piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei): i liberi professionisti sono equiparati alle piccole e me-
die imprese e come tali hanno diritto di accesso ai fondi. Alla Legge si aggiunga il chiarimento dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, che ha stabilito in maniera inequivocabile che non sono ammissibili discriminazioni di alcun tipo. L’intervento dell’Agenzia supera ogni equivoco circa l’accesso ai fondi strutturali e di investimento europei (SIE) da parte
dei lavoratori autonomi. La legge di stabilità 2016 - si legge nella circolare del 10 ottobre 2016 - prevede che i Programmi operativi nazionali e i Programmi operativi regionali del Fondo Sociale Europeo (FSE) e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) rientranti nella Programmazione 2014-2020 siano estesi anche ai liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita. Il corretto inquadramento dei liberi professionisti è contemplato dalla Raccomandazione 2013/361/CE della Commissione, dall’articolo 2, punto 28, del regolamento (UE) n. 1303/2013 e dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione imprenditorialità 2020: i llpp sono destinatari a tutti gli effetti dei fondi europei stanziati fino al 2020, sia diretti che erogati tramite Stati e Regioni. Con questo chiarimento, che l’Agenzia ha rivolto ai gestori dei fondi, è da a ritenersi "illegittima l’esclusione, comunque perseguita, dei liberi professionisti dalle misure di accesso ai Fondi SIE così come qualsiasi vincolo e/o condizione che abbia l’effetto di limitare, inibire, ostacolare la libera partecipazione ai relativi bandi/procedure di selezione" - dicono Confprofessioni, Confassociazioni, Acta e Alta Partecipazione. Le tre sigle ribadiscono che "a distanza di quasi un anno dal varo della Legge di Stabilità 2015, che ha recepito il regolamento Ue che consente anche ai professionisti di accedere ai fondi strutturali, i bandi di alcune regioni stabiliscono ancora rigidi paletti alla partecipazione dei soli professionisti (ma non delle imprese), determinando l’inclusione o l’esclusione degli stessi non sulla base della qualità dei progetti presentati ma della mera iscrizione a una associazione professionale e del possesso di una attestazione rilasciata dalla medesima associazione". La circolare del 10 ottobre è firmata dal Direttore Generale dell’Agenzia per la coesione territoriale, Maria Ludovica Agrò. Si tratta di un ulteriore documento a supporto del diritto di accesso ai fondi che in alcuni casi sono stati ingiustamente negati ai Medici Veterinari, in particolare da parte di enti territoriali che pretendevano di riconoscere il diritto ai fondi solo alle imprese iscritte alla camera di commercio. ■
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Cumulo e BLG Previdenza
Enpav pronto a firmare con l’Inps Definita la convenzione-quadro con le Casse. Sul sito enpav.it è già disponibile la modulistica aranno le Casse ad andare singolarmente alla firma della Convenzione con INPS, mentre invece entro una decina di giorni sarà rilasciata da INPS la piattaforma procedurale. Lo rende noto il Presidente dell’Ente di previdenza veterinaria, Gianni Mancuso, a poche ore dalla conferenza stampa con la quale INPS e AdEPP, il 20 febbraio scorso, hanno annunciato l’intesa sulla convenzione quadro per il cumulo gratuito. E sul sito ENPAV è intanto disponibile la modulistica (www.enpav.it), scaricabile nella specifica sezione dell’area Prestazioni. "I 20 articoli della Convenzione quadro - spiega Mancuso - regolano i singoli passaggi della procedura, dall’acquisizione delle domande alla valutazione dei periodi assicurativi, alla creazione della provvista complessiva derivante dal calcolo". "È stata espunta - aggiunge il Presidente Mancuso - solo la questione dell’onere una tantum da imputare alle Casse in fase di prima liquidazione della pensione, argomento che verrà definito successivamente e che farà parte di uno specifico allegato tecnico". Dopo oltre un anno di attesa - principalmente ascrivibile alla pensione di vecchiaia in cumulo - potrà trovare piena attuazione quello che Mancuso definisce "un diritto introdotto da una legge". Ma nell’attesa - afferma - "si sono create anche situazioni difficili per colleghi veterinari che avendo esercitato legittimamente il diritto al cumulo pensionistico, si sono trovati ad essere privi di stipendio e di pensione, come fossero degli esodati". L’INPS ha stimato in circa 700.000 i professionisti, sul totale degli iscritti alle Casse, che potrebbero fare richiesta di cumulo e in 5.000 circa coloro che ad oggi hanno già presentato domanda all’INPS. I vertici dell’INPS e dell’AdEPP, rispettivamente Tito Boeri e Alberto Oliveti hanno avuto parole di ottimismo nel presentare la cornice della convenzione-quadro che permetterà anche agli iscritti delle casse di previdenza professionali di ottenere la liquidazione delle pensioni in regime di cumulo gratuito. “Siamo arrivati a siglare l’intesa - ha dichiarato Tito Boeri - superando le numerose difficoltà tecniche e che consente di riconoscere anche al mondo delle professioni un diritto a cumulare pezzi diversi di vita contributiva che si sono realizzati su un mercato caratterizzato da carriere sempre più mobili. Le oltre cinquemila domande di cumulo già arrivate in INPS nei mesi scorsi verranno al più presto vagliate sulla base della procedu-
MATERNITÀ: CONTRIBUTO ENPAV DI 67 EURO l Ministero del lavoro ha approvato la delibera n. 53 adottata in data 28 settembre 2017 dal consiglio di amministrazione dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari (ENPAV). La delibera fissa a 67 euro procapite il contributo di maternità per il 2018. L’approvazione ministeriale, di concerto con il MInistero delle Finanze è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. L’indennità di maternità spetta alle iscritte all’ENPAV per i periodi di gravidanza e puerperio, comprendenti i due mesi antecedenti la data del parto o dell’adozione e i tre mesi successivi.
VECCHIAIA IN CUMULO ra prevista dalla convenzione”. Oliveti ha auspicato il rapido avvio di tutte le procedure per “garantire il pagamento in tempi certi delle pensioni”. Un punto rimasto controverso della convenzione riguarda nientemeno che "il rimborso degli oneri di gestione che le Casse dovrebbero riconoscere a INPS per ogni trattamento pensionistico liquidato come ristoro forfettario a fronte dei costi correlati alle procedure amministrative e contabili”. L’AdEPP parla di "un versamento unico che sarebbe previsto in 65 euro e che non tutte le Casse vorrebbero riconoscere invocando la copertura del provvedimento già prevista nella legge di Bilancio 2017 su una maggiore spesa di 98 milioni l’anno scorso, 150 quest’anno, 177 nel 2019".
PROCEDURE OPERATIVE GENERALI La convenzione quadro fra INPS e AdEPP è una cornice generale sulle procedure da seguire. La domanda è presentata dall’iscritto all’ente/cassa previdenziale di ultima iscrizione; in caso di ultima iscrizione a più forme assicurative è facoltà dell’assicurato scegliere l’Ente/Cassa cui presentare la domanda. L’INPS metterà a disposizione degli Enti/Casse una
VIA LIBERA ALLE MODIFICHE REGOLAMENTARI l Ministero del Lavoro ha approvato le delibere dei Delegati ENPAV per modificare il Regolamento attuativo dello Statuto. Con il comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio, il Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF, rende ufficialmente esecutiva la delibera adottata dall’Assemblea nazionale dei delegati dell’ENPAV il 26 novembre 2016, per modificare l’articolo 14 (Prescrizione dei contributi), comma 4 del «Regolamento di attuazione dello Statuto» dell’Ente. Nella stessa adunanza, l’ultima del precedente mandato amministrativo, i delegati provinciali avevano adottato altre deliberazioni di modifica del Regolamento, tutte
procedura automatizzata che consentirà alcune funzioni: • l’acquisizione e/o la validazione delle informazioni necessarie e dei dati contributivi e assicurativi • l’accertamento del diritto e della misura della pensione • la predisposizione del prospetto riepilogativo dei dati utili per l’adozione del provvedimento • la visualizzazione dell’esito della domanda e del trattamento pensionistico complessivo spettante. A seguito della presentazione della domanda di pensione in regime di totalizzazione/cumulo ciascun Ente/Cassa valida, con carattere certificativo nella procedura automatizzata, i dati relativi alle anzianità contributive utili per il diritto e la misura ed i periodi di riferimento, presenti negli archivi del Casellario centrale degli iscritti attivi relativi al soggetto richiedente. L’Ente istruttore accerta la sussistenza del diritto al trattamento richiesto, ne indica la decorrenza, determina la quota di propria competenza e acquisisce dal sistema le quote di competenza delle altre forme assicurative interessate alla totalizzazione o al cumulo da quest’ultime determinate.
approvate dal Ministero del Lavoro all’inizio di quest’anno. Le modifiche riguardano in particolare gli articoli 17 (Rendita pensionistica), 21, commi 12 e 13 (Pensione di vecchiaia) e art. 22, comma 3 (Pensione di vecchiaia anticipata) del Regolamento attuativo. "La finalità che ispira tutte le modifiche al Regolamento - spiegava il comunicato post-assemblea dell’ENPAV - è garantire l’equilibrio del sistema, anche in relazione alle modifiche che si sono succedute nel tempo, e l’equità intra-categoriale". L’approvazione del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, consente di portare in vigore le modifiche.
La pensione di vecchiaia in cumulo è più complessa in quanto contempla sistemi previdenziali che hanno regole diverse e - per il sistema privato e privatizzato - età di pensionamento più alte. In questo caso, i rapporti tra gli enti sono regolati come segue: • in caso di domanda di pensione di vecchiaia in regime di cumulo, ciascun Ente/Cassa inserisce (in base alle disposizioni vigenti alla data di presentazione della domanda) la data di perfezionamento, in via
prospettica, dei requisiti anagrafici e contributivi più elevati rispetto a quelli previsti dall’articolo 24, commi 6 e 7, della legge 22 dicembre 2011, n. 214; • l’ente di ultima iscrizione inserisce anche eventuali ulteriori requisiti diversi da quelli di età ed anzianità contributiva; • l’Ente/Cassa procederà alla liquidazione del trattamento pensionistico pro quota a proprio carico dopo la maturazione dei previsti requisiti; • l’Ente istruttore accerta, utilizzando i dati presenti nella procedura, il perfezionamento dei requisiti previsti, in base alla normativa vigente alla data di presentazione della domanda, dagli Enti/Casse coinvolti, dandone comunicazione all’interessato ed agli Enti/Casse coinvolti per la liquidazione del trattamento pensionistico pro quota a loro carico.
GRUPPO TECNICO CONGIUNTO Per la prima volta sarà costituito un Gruppo tecnico congiunto AdEPP/INPS in aggiunta ai gruppi con referenti specifici già previsti per le singole convenzioni che, grazie anche all’esperienza maturata in questi ultimi 10 anni con la gestione delle pensioni in totalizzazione, potrà proporre le opportune migliorie di carattere gestionale della convenzione e monitorare gli aspetti applicativi.
PASSAGGI SUCCESSIVI Dopo la sottoscrizione della Convenzione tra l’INPS e le singole Casse, si potrà procedere al rilascio, da parte di INPS, della nuova procedura automatizzata che costituirà la piattaforma informatica comune per la gestione di queste prestazioni. A seguire, potranno quindi essere esaminate e liquidate le prime domande di pensione già presentate dagli utenti. ■
Borsa lavoro giovani: un contributo da 500 euro Inserimento presso una struttura veterinaria o affiancamento di colleghi ippiatri e buiatri a Borsa di Lavoro Giovani (BLG) ha ottenuto il via libera dei Ministeri vigilanti e diventa una realtà per gli iscritti all’ENPAV al di sotto dei 32 anni di età. L’iniziativa è stata approvata dall’Assemblea dei Delegati provinciali da circa un anno. Ora con l’approvazione ministeriale - il nuovo servizio assistenziale dell’Ente può decollare: il bando verrà emanato dall’ENPAV nei prossimi mesi. “La Borsa di Lavoro Giovani, spiega il Presidente Gianni Mancuso - è uno strumento a cui attribuisco una estrema rilevanza, perché, come già la Borsa Lavoro Assistenziale, promuove una nuova logica di Welfare attivo dell’ENPAV: legare un contributo economico ad un’esperienza formativa/lavorativa".
previdenza, permettendo ai giovani veterinari di inserirsi presto nel mondo del lavoro ed iniziare a costruire il proprio futuro previdenziale".
GRADUATORIA Il bando verrà emanato dall’ENPAV nei prossimi mesi, mentre la graduatoria dei vincitori sarà basata su criteri di età anagrafica al momento della laurea, ma anche di merito, di votazione universitaria, con un’attenzione anche alla situazione reddituale familiare. I vincitori potranno scegliere, dall’elenco che l’ENPAV sta costituendo, una struttura sul territorio nazionale dove passare 6 mesi di prima esperienza, ricevendo dalla Cassa un contributo mensile di 500 Euro.
L’obiettivo del sussidio è infatti di favorire l’inserimento nella professione di giovani e meritevoli laureati in medicina veterinaria. "Questo nuovo strumento vuole costituire una leva per la cultura del lavoro - aggiunge Mancuso promuovendo esperienze formanti in strutture qualificate, del merito, premiando i giovani con un ottimo curriculum di studi, ma anche della
"Abbiamo scelto di investire sulla qualità dell’esperienza formativa e lavorativa. Valuteremo come elementi distintivi delle strutture ospitanti la dotazione organica di almeno tre professionisti, la possibilità di offrire un’ampia casistica clinica che spazi nelle varie branche specialistiche, nonché la disponibilità del ricovero per i pazienti e l’operatività H24” - conclude il Presidente ENPAV. ■
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European PRRS Research Award Aperto il bando per l’edizione 2018, candidature entro il 1° luglio er il quinto anno consecutivo Boehringer Ingelheim promuove il premio europeo alla ricerca nell’ambito della Sindrome Riproduttiva e Respiratoria dei Suini (PRRS) European PRRS Research Award, a sostegno di progetti di ricerca applicata, volti a migliorare il controllo di questa patologia. Il termine per la presentazione delle domande e dei relativi progetti di ricerca per l’edizione di quest’anno è il 1° luglio 2018. Attraverso l’European PRRS Research Award Boehringer Ingelheim finanzierà tre progetti di ricerca che apporteranno nuove conoscenze pratiche per una migliore comprensione di questa patologia molto grave e dai costi elevati, assegnando a ciascuno dei tre progetti vincitori 25.000 euro. Il premio si qualifica come un’ulteriore testimonianza del continuo sostegno dell’azienda allo sviluppo di un approccio pratico alla gestione di questa malattia. Gli obiettivi dell’iniziativa sono: incoraggiare ri-
BOEHRINGER INGELHEIM armaci innovativi per la salute umana e animale. Questo è quello per cui opera, da oltre 130 anni, prendendo le mosse dalla ricerca, Boehringer Ingelheim, una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo, e tuttora un’azienda a proprietà familiare. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e produzione biofarmaceutica per clienti industriali. Con un fatturato netto di circa 15,9 miliardi di euro nel 2016, Boehringer Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma superiore ai tre miliardi di euro e pari al 19,6 percento di tale fatturato netto. Per Boehringer Ingelheim la responsabilità sociale è qualcosa di connaturato a sé, da cui discende la sua partecipazione a progetti sociali come, ad esempio, l’iniziativa “Making More Health”, la valorizzazione attiva della diversità delle risorse umane, che con le rispettive differenti competenze ed esperienze apportano beneficio all’azienda, e il suo essere sempre attenta alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente in ogni sua attività. Boehringer Ingelheim, secondo maggior operatore mondiale in ambito salute animale, è impegnata a migliorare la salute in questo ambito. Boehringer Ingelheim Salute Animale impiega oltre 10.000 addetti nel mondo, i suoi prodotti sono disponibili in oltre 150 mercati e l’azienda è presente in 99 Paesi del mondo.
cerche che portino a strategie di applicazione pratica per il controllo della PRRS e migliorare l’interazione fra i ricercatori e i veterinari in quest’ambito. Boehringer Ingelheim si prefigge, inoltre, di migliorare la comunicazione sulle strategie pratiche di controllo della PRRS all’interno del settore e di dare riconoscimento alla ricerca d’eccellenza. La Sindrome Riproduttiva e Respiratoria dei Suini (PRRS) è una malattia virale, che colpisce i suini in tutto il mondo, cau-
sando problemi riproduttivi e affezioni del tratto respiratorio in questi animali, e Boehringer Ingelheim è impegnata a trovare soluzioni per migliorare il controllo di questa patologia. Per la presentazione delle domande e dei relativi progetti di ricerca visitare il sito www.prrs.com. I progetti presentati verranno valutati da un comitato di esperti indipendenti, che comprenderà figure provenienti dal mondo della ricerca e da quello della professione. I criteri di valutazione
riguarderanno diversi aspetti tra cui l’importanza, il potenziale d’impatto per il settore suinicolo, l’originalità e l’innovazione dei progetti di ricerca presentati. I vincitori dell’edizione di quest’anno del Premio Europeo alla Ricerca sulla Sindrome Riproduttiva e Respiratoria dei Suini saranno annunciati a settembre 2018. Per maggiori informazioni visitate il sito www.prrs.com ■
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26 Calendario attività Dal 4 aprile al 21 aprile Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi 4 - 7 Apr
ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Nuova edizione! Ultimi posti disponibili.
CORSO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON SEMENTUSA
INCONTRO GRUPPO DI BENESSERE VETERINARIO
PROBLEMI COMPORTAMENTALI NEL CANE - Roma - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria ATAV - Tel. 0372/403539 - E-mail: segreteriaatav@evsrl.it
CORSO E.V. IN COLLABORAZIONE CON ABIVET
SCUOLA TECNICI VET. 2° ANNO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Non richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Sofia Bassanini - Tel. 0372- 403515 - E-mail: cortecnico@evsrl.it
ITIN. DIDATTICO (ACCREDITATO ESVPS) SIVAE / SCIVAC 6 ED. 3 PARTE - CORSO DI MEDICINA E CHIRURGIA DEI PICCOLI MAMMIFERI, FURETTO E CAVIA - Palazzo Nuova edizione! Trecchi Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it ITIN. DIDATTICO (ACCREDITATO ESVPS) SCIVAC / ANMVI 1° IT. PRACTICE MANAGEMENT: III PARTE - CORSO 3 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti. Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ITIN. DIDATTICO (ACCREDITATO ESVPS) SCIVAC 3° IT. ONCOLOGIA: III PARTE - DAI TUMORI DI CUTE E SOTTOCUTE AI TUMORI DEL CUORE - Centro Studi Iscrizioni chiuse per esaurimento posti. SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MASTER CLASS SCIVAC I DISTURBI DEL RITMO NEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO SIVAE / SCIVAC CORSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E CHIRURGIA DEI RAPACI - Centro Studi - Palazzo Trecchi Nuova edizione! Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it INTERNATIONAL MEETING SINVET / SCIVAC CERVICAL SPONDYLOMYELOPATHY (CSM): STATE OF THE ART - San Lazzaro di Savena - Bologna (I), UNAWAY Hotel Bologna San Lazzaro - Via Palazzetti, 1/n - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CONGRESSO REGIONALE SCIVAC SICILIA - I PROBLEMI INTERNISTICI DI TUTTI I GIORNI. AFFRONTIAMOLI CON METODO - Palermo, NH Hotel - Foro Italico Umberto I, 22/B - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
11 - 12 Apr 12 - 14 Apr 14 Apr 14 - 17 Apr 14 - 15 Apr 14 - 15 Apr
7° ITINERARIO DIDATTICO DI DERMATOLOGIA (2018/2019) - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CONTROLLO DELLE PERFORMANCE PRODUTTIVE E GESTIONE SANITARIA DELL’ALLEVAMENTO OVINO E CAPRINO - IZS Umbria e Marche, Sezione di Perugia - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria Organizzativa - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CONTROLLO DELLA RIPRODUZIONE DELLA SPECIE CANINA E FELINA: VECCHI E NUOVI TRATTAMENTI A CONFRONTO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per info: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELLE PATOLOGIE POLMONARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ANMVI - LE RELAZIONI TRA COLLEGHI. COME EVITARE LO STRESS E CREARE ARMONIA SUL LAVORO Centro Studi - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento non richiesto - Per informazioni: Giada Sacchetti - Segretaria ANMVI - Tel. 0372403541 - E-mail: formazione@anmvi.it DERMATOLOGIA: SEDIAMOCI DAVANTI AD UN CANE CON UNA MALATTIA DERMATOLOGICA CRONICA - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it MEDICINA INTERNA: AGGIORNAMENTO SULLE MALATTIE GASTROENTERICHE CRONICHE NEL GATTO ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
CORSO BASE DI CARDIOLOGIA NEL CAVALLO - Roma - 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it
INCONTRO SICARV / SOVI / SIMUTIV
INCONTRO SIODOCOV / SVIDI
PRONTO SOCCORSO NEGLI ANIMALI ESOTICI: QUANDO NON C’È TEMPO DA PERDERE -Università degli Studi di Teramo - Facoltà di Medicina Veterinaria - Località Piano d’Accio - ECM: Accreditamento ECM non previsto Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it IPERTENSIONE SISTEMICA: UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CITOLOGIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI IN ODONTOIATRIA E CHIRURGIA ORALE VETERINARIA - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it DERMATOLOGIA: IL GATTO UN REBUS DERMATOLOGICO: C’È SOLUZIONE? - Genova - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
SCUOLA TECNICI VET. 1° ANNO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Non richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Sofia Bassanini - Tel. 0372- 403515 - E-mail: cortecnico@evsrl.it
ITIN. DIDATTICO (ACCREDITATO ESVPS) SCIVAC Nuova edizione! Attenzione: Date evento modificate.
ITIN. DIDATTICO (ACCREDITATO ESVPS) SCIVAC Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.
6° ITINERARIO DIDATTICO DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI (2018/2020) - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: III PARTE - CHIRURGIA 3 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 1° IT. FISIATRIA: II PARTE - CORSO 2 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 1° IT. RIPRODUZIONE: III PARTE - CHIRURGIA GINECOLOGICA, OSTETRICA E ANDROLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CITOLOGIA DERMATOLOGICA FELINA: TUTTO CIÒ CHE PUOI FARE NEL TUO AMBULATORIO CON UN AGO, DUE VETRINI E UN COLORANTE - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Accr. ECM non previsto - Per info: Erika Taravella - Segreteria Società Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Giada Sacchetti, Erika Taravella professioneveterinaria@anmvi.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it
Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di EDPS Srl - Via Volta 60 20090 Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d’attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all’ANMVI vengono esplicitamente indicati come tali. La rivista è inviata a tutti i Medici Veterinari e operatori di settore interessati con il versamento di € 62,00 per l’Italia (una copia € 3,00). Servizio abbonamenti Tel. 0372-403507. Ai soci delle Associazioni federate ANMVI in regola con il pagamento della quota associativa, la rivista è inviata gratuitamente in quanto la quota è comprensiva dell’abbonamento alla rivista stessa Cambio di indirizzo: Le modifiche per il recapito postale vanno indirizzate a: info@evsrl.it Chiuso in stampa il 5 marzo 2018
Cocker Americano Pastore Tedesco Rottweiler
Lisi dei turbinati Deformazione del vomere Aumentata radiodensità della cavità nasale coinvolta Cavità nasali prive di alterazioni radiologiche Lisi delle ossa nasali
Risposta corretta: e) Incontro soc. spec. SIDEV Società Italiana di Dermatologia Veterinaria: “Oncologia cutanea” Cremona, Ottobre 2004
2) Quale reperto radiologico si riscontra con maggiore frequenza in corso di rinite nel gatto?
Risposta corretta: d) Seminario soc. spec. SIMEF: “Patologie dell’apparato respiratorio” - Cremona, giugno 2004
1) Quale tra le seguenti razze di cane è predisposta allo sviluppo di Istiocitosi reattiva e di sarcoma istiocitario?
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La Professione veterinaria 8-2018

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 art. 22
 art. 7
 art. 11
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