Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Societario/legittimita/2
Timestamp: 2019-05-24 17:20:00+00:00

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Scissione societaria e responsabilità per debiti anteriori: la Consulta ritiene giustificato il trattamento più favorevole riservato al fisco.
Le questioni sono state sollevate per violazione: a) dell’art. 3 Cost., con riferimento ai principi di uguaglianza e di ragionevolezza, in quanto le disposizioni censurate disciplinano, in caso di scissione societaria, i debiti tributari in modo diverso rispetto ai debiti civilistici per i quali gli artt. 2506-bis, terzo comma, e 2506-quater, terzo comma, del codice civile prevedono una responsabilità limitata alla quota di patrimonio netto attribuita alla società beneficiaria; b) dell’art. 53 Cost., in quanto le disposizioni censurate prevedono una solidarietà per i debiti tributari che prescinde dalla valutazione della capacità contributiva del soggetto obbligato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 26 April 2018, n. 90.
Amministratori che abbiano assunto l'incarico da troppo breve tempo per rendersi conto di eventuali illegittimità e per porvi rimedio.
Tuttavia, alla regola di porre a carico solidale di tutti gli amministratori le conseguenze delle rilevate illegittimità contabili e di gestione della società è legittimo fare eccezione per quegli amministratori che abbiano assunto l'incarico da troppo breve tempo per poter ragionevolmente supporre che abbiano avuto modo di rendessi conto della situazione e che siano stati in grado d'intervenire con utili strumenti correttivi (cfr. ex multis: Cass. sentenza n. 3032 del 15 febbraio 2005). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 21 March 2018, n. 6998.
Fusione societaria: la contrattazione collettiva dell'impresa cedente è sostituita da quella applicata nell'impresa cessionaria anche se più sfavorevole.
Fusione societaria - Effetti - Rapporti di lavoro - Applicazione del contratto collettivo - Contrattazione collettiva dell'impresa cedente sostituita da quella applicata nell'impresa cessionaria anche se più sfavorevole.
Nel caso di specie, la sentenza impugnata aveva contraddittoriamente ed insufficientemente fatto discendere dalla sola asserzione dell'esistenza di un patto scritto e dalla prosecuzione del rapporto di lavoro il mantenimento, in forma piena e senza riassobimento, di un assegno ad personam goduto presso la società incorporata, senza alcuna effettiva verifica del titolo di tale mantenimento, e senza peraltro valutare l'eventuale diversa disciplina collettiva applicata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 27 February 2018, n. 4533.
Intestazione fiduciaria di partecipazioni sociali, mancato esercizio del diritto di opzione e azione individuale del terzo ex art. 2395 c.c..
In caso di intestazione fiduciaria di partecipazioni sociali, il fiduciante, il quale lamenti che la definitiva uscita dalla società del fiduciario, a seguito del mancato esercizio del diritto di opzione, sia dipesa dalla falsità della situazione patrimoniale, redatta dagli amministratori e sottoposta all’assemblea per l’abbattimento e la ricostituzione del capitale sociale, ex art. 2447 c.c., è legittimato ad esperire l’azione individuale del terzo di cui all’art. 2395 c.c. per il risarcimento del danno a lui direttamente cagionato dalla lesione al diritto al ritrasferimento della partecipazione sociale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 February 2018, n. 3656.
Clausola di ribaltamento delle perdite di esercizio sui soci: nelle società consortili per l’introduzione durante societate è necessaria l’unanimità.
Nelle società consortili, anche qualora esse adottino la forma di società di capitali, è necessario il consenso di tutti i consorziati per l’introduzione durante societate di una clausola che prevede l’obbligo per questi ultimi di coprire le perdite di esercizio mediante nuovi conferimenti in proporzione delle partecipazioni possedute, salvo che l’atto costitutivo disponga diversamente. Tale principio risulta proprio, del resto, anche della disciplina delle società di capitali. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 February 2018, n. 2623.
Direzione e coordinamento e infruttuosa escussione del patrimonio della società controllata.
L'art. 2497 c.c., comma 3, c.c. non prevede una condizione di procedibilità dell'azione contro la società che esercita l'attività di direzione e coordinamento, costituita dalla infruttuosa escussione, da parte del socio della società controllata, del patrimonio di questa o dalla previa formale richiesta risarcitoria ad essa rivolta, avendo il legislatore posto unicamente in capo alla società capogruppo l'obbligo di risarcire i soci esterni danneggiati dall'abuso dell'attività di direzione e coordinamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 December 2017, n. 29139.
Associazioni e fondazioni, divieto di nuove operazioni e impugnazione del provvedimento che determina l'estinzione.
A ciò si aggiunga che gli amministratori hanno il "potere-dovere di compiere", dopo l'avvenuto scioglimento dell'ente, "gli atti negoziali... necessari al fine di preservare l'integrità patrimoniale" (v. con riferimento alla vicina fattispecie dello scioglimento delle società commerciali, Cass., 5 febbraio 2015, n. 2156) e che, per quanto riguarda il conferimento di procura alle liti, "non rientra nel divieto di nuove operazioni" il conferimento di "un mandato alle liti per la proposizione di un'azione giudiziale volta a incrementare o ripristinare la consistenza patrimoniale dell'ente" (v., sempre con diretto riguardo al fenomeno societario, Cass., 15 marzo 2012, n. 4143). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 November 2017, n. 26066.
Versamento ‘in conto futuro e determinato aumento di capitale’ e omessa deliberazione dell’assemblea.
Nell’ipotesi in cui il versamento fatto alla società ai sensi della L.R. Sicilia 19 giugno 1991, n. 39 "in conto futuro e determinato aumento di capitale", non venga deliberato dall’assemblea nel termine triennale prorogato di un altro anno dalla L.R. Sicilia 7 marzo 1997, n. 6, deve essere restituito secondo le ordinarie regole dell'indebito oggettivo di cui all'art. 2033 c.c. per essere venuta meno la causa giustificativa dell’attribuzione patrimoniale eseguita dal socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 October 2017, n. 25643.
Competenza del Tribunale fallimentare per le azioni che derivano dal fallimento e postergazione.
Non essendo la domanda proposta dal curatore ai sensi dell’art. 2467 c.c. annoverabile tra le azioni rinvenute nel patrimonio della società fallita, nel cui esercizio egli riveste la medesima posizione sostanziale e processuale, ma trattandosi di un'azione che trae origine dal fallimento, non può trovare applicazione la speciale competenza delle sezioni specializzate in materia d'impresa, prevista dal D.Lgs. n. 168 del 2003, art. 3, come modificato dal D.L. n. 1 del 2012, art. 2, comma 1, lett. d), restando la controversia devoluta alla competenza funzionale del tribunale che ha dichiarato il fallimento, ai sensi dell'art. 24 L. Fall. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 October 2017, n. 25163.
Competenza del tribunale fallimentare per la restituzione dei rimborsi ex art. 2467 c.c..
L’azione di restituzione prevista dalla seconda parte dell’art. 2467, co. 1, c.c. trae origine dal fallimento. Pertanto, non può trovare applicazione la competenza speciale delle sezioni specializzate in materia di impresa, prevista dall’art. 3 del d.lgs. n. 168 del 2003, come modificato dall’art. 2, co. 1, lett. d), del d.l. n. 1 del 2012, restando la controversia devoluta alla competenza funzionale del tribunale che ha dichiarato il fallimento, ai sensi dell’art. 24 della legge fall. (Pietro Bianchi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 October 2017, n. 25163.
Il titolo esecutivo giudiziale emesso in favore di una società non perde efficacia in caso di cancellazione dal registro delle imprese.
Il titolo esecutivo giudiziale emesso in favore di una società non perde efficacia in caso di estinzione della stessa per cancellazione dal registro delle imprese, sicchè esso può essere fatto valere, al fine di esercitare il conseguente diritto a procedere ad esecuzione forzata, dalla persona fisica nei cui confronti si integra il fenomeno successorio derivante dall'estinzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 August 2017, n. 20155.
Fondazione: sulla forma dell’atto costitutivo.
Fondazione – Costituzione – Atto pubblico costitutivo – Forma.
L'atto pubblico costitutivo di una fondazione, ai sensi dell'art. 14 c.c., non dà luogo ad un atto di donazione, avendo esso struttura di negozio unilaterale ed autonoma causa, consistente nella destinazione di beni per lo svolgimento, in forma organizzata, dello scopo statutario. Ne consegue che l'atto costitutivo di una fondazione non rientra fra gli atti per i quali è sempre necessaria la presenza di due testimoni, agli effetti della L. 16 dicembre 1913, n. 89, art. 48 (nella formulazione antecedente alla sostituzione operata dalla L. n. 246 del 2005). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 04 July 2017, n. 16409.
Violazione del dovere di vigilanza del collegio sindacale e individuazione di specifici comportamenti rilevanti.
In tema di responsabilità degli organi sociali, la configurabilità dell'inosservanza del dovere di vigilanza imposto ai sindaci dall'art. 2407, comma 2, c.c. non richiede l'individuazione di specifici comportamenti che si pongano espressamente in contrasto con tale dovere, ma è sufficiente che essi non abbiano rilevato una macroscopica violazione o comunque non abbiano in alcun modo reagito di fronte ad atti di dubbia legittimità e regolarità, così da non assolvere l'incarico con diligenza, correttezza e buona fede, eventualmente anche segnalando all'assemblea le irregolarità di gestione riscontrate o denunciando i fatti al Pubblico Ministero per consentirgli di provvedere ai sensi dell'art. 2409 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 July 2017, n. 16314.
Discrezionalità degli amministratori e valutazione prudenziale dei margini di rischio connessi all'operazione da intraprendere.
Sè vero che, secondo il proprio pacifico orientamento giurisprudenziale (Cass. Sez. 1, Sentenze nn. 3652 del 1997 e 3409 del 2013), all'amministratore di una società non può essere imputato a titolo di responsabilità ex art. 2392 cod. civ. di aver compiuto scelte inopportune dal punto di vista economico, atteso che una tale valutazione attiene alla discrezionalità imprenditoriale e può pertanto eventualmente rilevare come giusta causa di revoca dell'amministratore, non come fonte di responsabilità contrattuale nei confronti della società, e che sulla base di quella stessa elaborazione si è precisato che se il giudizio sulla diligenza dell'amministratore nell'adempimento del proprio mandato non può mai investire le scelte di gestione (o le modalità e circostanze di tali scelte), anche se presentino profili di rilevante alea economica, è pur vero tuttavia che, in tal tipo di giudizio, può ben sindacarsi l'omissione di quelle cautele, verifiche e informazioni preventive, normalmente richieste per una scelta di quel tipo, operata in quelle circostanze e con quelle modalità, e perciò anche la diligenza mostrata nell'apprezzare preventivamente i margini di rischio connessi all'operazione da intraprendere. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 June 2017, n. 15470.
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References: Cass. 
 sentenza 
 art. 2395
 art. 2447
 art. 3
 art. 2
 art. 2467
 art. 48
 art. 2392