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Timestamp: 2018-05-20 19:54:15+00:00

Document:
Associazione Bianchi Bandinelli scrive:
On. le Rocco Buttiglione
OGGETTO: D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, proposte di modifica.
Le sottoscritte Associazioni pongono all’attenzione della Commissione per l’aggiornamento del Codice dei beni culturali e del paesaggio i seguenti punti, già in più occasioni portati a conoscenza di codesto Ministero tramite numerosi documenti, con richiesta di intervento urgente:
·	art. 12 (verifica dell’interesse culturale), comma 10
soppressione del silenzio-assenso nella procedura di verifica, anche in considerazione dello stato in cui versano le strutture periferiche e per l’evidente aggravio arrecato da tale norma;
·	art. 16 (ricorso amministrativo avverso la dichiarazione)
eliminazione della possibilità di avanzare ricorso amministrativo, anche in considerazione della immutata possibilità di ricorrere al TAR, con il risultato di contenziosi sempre più lunghi e conseguente inefficacia della tutela; infatti si prevede che gli effetti del vincolo diretto vengano sospesi, ma non altrettanto accade per l’indiretto (art. 47); nel caso di decreti contestuali, si verificherà paradossalmente che in presenza di ricorso amministrativo, il bene oggetto del provvedimento è svincolato, mentre il contorno (vincolo indiretto) rimane rigidamente vincolato;
·	art. 47, comma 3
soppressione del ricorso amministrativo (v. punto precedente);
·	artt. 53-59 (alienazioni)
appare necessario venga inserito un piano di conservazione, recuperando quanto previsto al proposito nel D.P.R. 283/2000;
·	art. 62, comma 2
per quanto riguarda la prelazione, il ritocco al ribasso dei termini per la Regione (30 gg. invece che 40 gg.) non facilita l’esercizio della prelazione per gli enti locali; si chiede pertanto di ripristinare la norma precedente;
·	art. 92 (comma 4)
da abolire la quota parte, norma desueta;
·	art. 115 e 121 (forme di gestione)
il bene culturale oggetto di valorizzazione può essere dato in affidamento diretto a fondazioni, associazioni, consorzi, ecc; il bene può anche essere conferito in uso per la partecipazione al patrimonio o al capitale dei soggetti terzi (comma 7), determinando di fatto una diminuzione dei beni demaniali e un depauperamento del patrimonio storico-artistico nazionale; non è inoltre indicata la funzione del personale in servizio nel bene conferito in uso, e a chi spetti la direzione, per es., di un museo; sembrerebbe in conclusione più confacente riproporre la dizione sugli accordi e le forme associative prevista nel D.Lgs. 368/98 (art. 10);
bisogna evidenziare che oltre alla soppressione degli elenchi previsti dalla l. 1497 per bellezze naturali, non sono più tutelati tutti i beni previsti dall’art. 146 T.U. (ex l. 431/85), ma sono sottoposti alle disposizioni solo fino all’approvazione del piano paesaggistico, né è previsto il potere sostitutivo da parte del MiBAC per le Regioni inadempienti. Viene di fatto abrogato il decreto Galasso, nonostante la giurisprudenza a riguardo (v. sentenze della Corte Costituzionale). Il riferimento alle aree tutelate per legge, da inserirsi all’interno dei piani paesaggistici (art. 143, comma 1 lett. d) è al proposito troppo generico e senza il rimando necessario all’art. 142; ciò produce gravi ripercussioni sul territorio nazionale; inoltre, all’articolo 146, si cancella il potere di controllo delle Soprintendenze e lo si sostituisce con un “parere”, da esprimersi entro 30 giorni, dal valore meramente consultivo; in pratica si azzera qualsiasi potere di controllo e di eventuale veto da parte del Ministero dei Beni Culturali.
Si ringrazia per l’attenzione e si rimane a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Roma, 20.07.2005
ASSOCIAZIONE BIANCHI BANDINELLI ASSOTECNICI ITALIA NOSTRA

References: art. 12
	art. 16
	art. 47
	art. 62
	art. 92
	art. 115