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Timestamp: 2014-08-20 18:28:52+00:00

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Cassazione II civile del 10.05.2012, n. 7173 - Sentenze RicercaGiuridica.com
Cassazione II civile del 10.05.2012, n. 7173 - (3395)
Donazioni · revoca · ingratitudine · nullita' · forma · donazione remuneratoria · donazione · revocabilita' · ingratitudine · quote societarie · societario · famiglia Commento da leggere alla fonte:http://www.studiolegalelaw.net/consulenza-legale/42386"2.1) Oltre a ribadire la natura remuneratoria delle donazioni, la Corte di appello si � infatti preoccupata di escludere in ogni caso la sussistenza dei presupposti della loro revocabilit� per ingratitudine."*** NEW: partecipa per taggare il documento
Presidente Schettino - Relatore D�AscolaSvolgimento del processoCon sentenza 5 febbraio 2001, il tribunale di Milano respingeva la domanda proposta nel 1997 da L..G. nei confronti del proprio figlio unico F. , con la quale era stata chiesta la revoca per ingratitudine delle donazioni di partecipazioni societarie fatte al convenuto sotto forma di cessioni di quota, vendita, aumenti di capitale.Rilevava che trattavasi di donazioni di natura remuneratoria. Il gravame proposto dall�attore veniva respinto il 15 febbraio 2005 dalla Corte d�appello di Milano, la quale rilevava:a) che la nullit� delle donazioni ex art. 782 c.c. era stata tardivamente eccepita in sede di conclusioni del giudizio di appello.b) che le donazioni erano remuneratorie perch� integrative del compenso versato al convenuto in relazione all�attivit� svolta nella s.a.s. di famiglia;c) che non sussisteva comportamento ingiurioso, considerati i tesi rapporti tra le parti e la condotta del padre, che aveva rifiutato di comunicare al figlio, fino a costringerlo all�azione giudiziaria, i dati indispensabili per le denunce fiscali. L.G. ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 7 aprile 2006, articolato su cinque motivi. Il convenuto ha resistito con controricorso. Parte ricorrente ha depositato memoria.Motivi della decisione2) Le prime tre censure attengono a vizi di motivazione. Con il primo motivo il ricorrente critica la tesi della natura remuneratoria delle donazioni di quote del capitale sociale della Alfa G. s.a.s. e della Immobiliare C. O. srl. Sostiene che il tribunale avrebbe dovuto verificare se erano state fatte con intento donativo o retributivo, verifica che sarebbe stata omessa. Evidenzia le differenze con la liberalit� d�uso e afferma che nella specie non si tratterebbe di liberalit� d�uso, ma di donazione semplice, perch� non sarebbe stato chiarito di qual tipo di donazione remuneratoria si tratti se per speciale remunerazione, per riconoscenza o per meriti.Con il secondo motivo parte ricorrente rileva che controparte ha sostenuto trattarsi di liberalit� d�uso non soggetta all�art. 805 c.c., in tema di esclusione della revocazione per ingratitudine. Sostiene che non c�� ipotesi di liberalit� d�uso e che i giudici di merito hanno errato sia nell�omettere di indicare il tipo di donazione remuneratoria, sia il motivo remuneratorio per ciascuno dei singoli otto atti di donazione.Con il terzo motivo sono denunciati vizi di motivazione in ordine alla natura dell�apporto prestato dal donatario all�azienda di famiglia e in particolare sul fatto che il compenso di 8 milioni di lire lordi mensili erogatogli sia stato ritenuto �non esaustivo� dei compensi. Parte ricorrente evidenzia tra l�altro che il convenuto � stato retribuito; che non pu� aver sempre avuto ruolo dirigenziale dal 1981 al 1994; che aveva ricevuto donazioni gi� nel 1975 - 1977 e poi nel marzo 1981 e del 1982 e 1985. Non vi sarebbe quindi correlazione tra attivit� prestata e singoli atti.L�esame dei tre motivi - nonch� del quinto, relativo alla natura degli atti di donazione - risulta irrilevante in relazione alla preliminare circostanza che la sentenza si regge su doppia ratio decidendi, ciascuna di per s� sufficiente a sorreggere la soluzione adottata, con il conseguente onere del ricorrente di impugnarle entrambe, a pena di inammissibilit� del ricorso.2.1) Oltre a ribadire la natura remuneratoria delle donazioni, la Corte di appello si � infatti preoccupata di escludere in ogni caso la sussistenza dei presupposti della loro revocabilit� per ingratitudine.Orbene, poich� detta ratio non � stata attaccata con specifica censura, i quattro motivi indicati risultano inammissibili.3) Conviene esaminare separatamente il quarto motivo, che denuncia nullit� delle donazioni per mancanza dei requisiti di forma ai sensi dell�art. 782 c.c., a norma del quale la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullit�.La Corte di appello ha escluso l�ammissibilit� della questione sollevata, evidenziando la novit� di una siffatta domanda (cos� deve essere qualificata la richiesta �declaratoria di nullit��), in quanto introdotta solo nella fase finale del giudizio di appello.Ha rimarcato che trattasi di inammissibile alterazione dell�oggetto iniziale dell�azione e ha fatto rilevare che l�accoglimento del rilievo di nullit� porterebbe comunque al rigetto della domanda originaria (e dell�appello), che mirano alla revoca delle donazioni e che ne presuppongono quindi la validit�.3.1) Invano parte ricorrente sostiene che la nullit� pu� esser fatta valere anche d�ufficio dal giudice.Il rilievo non coglie nel segno. Le Sezioni Unite (Cass. 21095/04) hanno infatti stabilito che il potere del giudice di dichiarare d�ufficio la nullit� o l�inesistenza di un contratto ex art. 1421, cod. civ., va coordinato con il principio della domanda (artt. 99 e 112, cod. proc. civ.).Nella specie se il rilievo era meramente strumentale, cio� funzionale alla domanda di revoca per ingratitudine delle donazioni, si � visto che era irrilevante, giacch� avrebbe condotto comunque al rigetto (sia pure per altro motivo, cio� per inammissibilit� della revoca per ingratitudine di una donazione nulla) di questa domanda, come ineccepibilmente osservato dalla sentenza impugnata.Se invece si dovesse o volesse considerare la questione di nullit� per difetto di forma ex art. 782 c.c., sollevata in conclusioni di appello e assente in primo grado, quale domanda in via autonoma di declaratoria di nullit� del contratto di donazione, la Corte di appello bene avrebbe fatto a dichiararla inammissibile, perch� introdotta in violazione delle regole (art. 345 c.p.c.) sulle preclusioni della domanda nuova nel rito civile di appello. Il potere di rilevare d�ufficio la nullit� contrattuale sussiste infatti solo nel caso in cui sia in contestazione l�applicazione o l�esecuzione del contratto (S.U. 21095/04), la cui validit� rappresenta quindi un elemento costitutivo della domanda. Tale potere non vale per� a consentire il superamento del divieto di domanda nuova in appello: quando sia fatta valere in via principale ed autonoma, la domanda di nullit� del contratto va ritualmente introdotta, il che nella specie non � avvenuto. Discende da quanto esposto il rigetto del ricorso e la condanna alla refusione delle spese di lite, liquidate in dispositivo.P.Q.M.La Corte rigetta il ricorso.Condanna parte ricorrente alla refusione a controparte delle spese di lite liquidate in Euro 5.000 per onorari, 200 per esborsi, oltre accessori di legge.Depositata in Cancelleria il 10.05.2012Ricevi gli aggiornamenti su questa e altre sentenze:Email: (gratis Info privacy)Tags: Donazioni Revoca Ingratitudine Nullita' Forma Donazione remuneratoria Donazione Revocabilita' Ingratitudine Quote societarie Societario Famiglia *** NEW: partecipa per taggare il documento Store
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References: sentenza 
 art. 782
 sentenza 
 art. 1421
 sentenza 
 art. 782