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Timestamp: 2017-07-25 11:17:02+00:00

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Istituto Datini Prato - Scuola Polo-Formazione Ambito Territoriale di PRATO e PISTOIA Laboratorio 3 – inclusione sociale ed aspetti interculturali– Formatore:
PubblicatoBeata Olivieri
Presentazione sul tema: "Istituto Datini Prato - Scuola Polo-Formazione Ambito Territoriale di PRATO e PISTOIA Laboratorio 3 – inclusione sociale ed aspetti interculturali– Formatore:"— Transcript della presentazione:
Istituto Datini Prato - Scuola Polo-Formazione Ambito Territoriale di PRATO e PISTOIALaboratorio 3 – inclusione sociale ed aspetti interculturali– Formatore: Paola Panicucci
OBIETTIVI Rafforzare le competenze relative all’integrazione scolastica e alla didattica interculturale, attraverso un esame della storia della questione e della normativa. Individuare tematiche e/o aspetti di maggiore interesse e coinvolgimento su cui focalizzare l’attenzione e riflettere. 3. Condividere e valorizzare le buone pratiche già messe in atto dai docenti. 4. Individuare e condividere prospettive di miglioramento nell’ottica di una visione e più ampia e strutturata.
FONTE : ‘Alunni con cittadinanza non italianaFONTE : ‘Alunni con cittadinanza non italiana. Tra difficoltà e successi. Rapporto nazionale 2013/2014’ MIUR, realizzato in collaborazione con la Fondazione Ismu . PER RIFLETTERE : ALCUNI DATI SUGLI ALUNNI STRANIERI IN ITALIA Iscritti stranieri fra il 2009/2010 e il 2013/2014 = +19,2% Alunni italiani = - 2,0%. Gli alunni italiani sono diminuiti in tutti i livelli scolastici, mentre gli alunni stranieri sono cresciuti in tutti gli ordini e gradi, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole secondarie di secondo grado.
Nella graduatoria delle presenze figurano in testa i romeni (154Nella graduatoria delle presenze figurano in testa i romeni ( ), gli albanesi ( ) e i marocchini ( ). La Lombardia si conferma la prima regione per maggior numero di alunni stranieri ( ), ma anche per il numero più alto di alunni in generale ( ), seguita da Emilia Romagna ( stranieri), Veneto (92.924), Lazio (77.071), e Piemonte (75.276). N.B. GLI STRANIERI NATI IN ITALIA SONO LA MAGGIORANZA. Infatti nell’anno scolastico 2013/2014 costituiscono il 51,7% ( ) degli alunni stranieri.
Un dato significativo è che, mentre dall’ a. sUn dato significativo è che, mentre dall’ a.s. 2007/08 al 2013/14 gli alunni neoarrivati si sono ridotti da a (4,9% degli stranieri), recentemente si è avuto un nuovo aumento, collegato anche con l’ incremento significativo di minori stranieri non accompagnati (Msna) che ha interessato il nostro paese nel 2014. La distribuzione regionale dei neoentrati nel sistema scolastico, in valori assoluti, vede al primo posto la Lombardia (7.130 alunni), seguita da Lazio (3.364), e Toscana (3.158).
Per la prima volta dagli inizi degli anni Duemila, nell’anno scolastico 2013/14 gli istituti tecnici, per quanto riguarda le scuole superiori, rappresentano l'indirizzo maggiormente scelto dagli alunni stranieri (38,5%). Gli istituti professionali perdono quindi il primato degli anni precedenti, passando al secondo posto (37,9%), seguiti dai licei (23,5%). Questo maggior spostamento verso le scelte liceali risulta prevalentemente influenzato dalle scelte degli alunni nati in Italia, che si orientano maggiormente verso istituti tecnici (41,1%) e licei (29,6%). N.B. +16% di stranieri nelle scuole non statali nel 2013/14 rispetto al 2009/2010. Per quanto riguarda gli italiani, nello stesso periodo, il declino numerico è più forte nelle scuole non statali (-7,5% in 5 anni) rispetto a quelle statali (-1,1%).
QUALE CAUSA? La causa potrebbe essere la difficoltà della scuola statale a realizzare una vera integrazione? I ragazzi stranieri registrano un'alta percentuale di insuccessi e ritardi scolastici: nell’anno scolastico 2013/2014 gli alunni stranieri in ritardo rappresentavano il 14,7% nella primaria (contro l’1,9% degli italiani); il 41,5% nella secondarie di primo grado (contro il 7,4% degli italiani) e il 65,1% nella secondaria di secondo grado rispetto ad un 23,3% dei giovani connazionali. Nelle secondarie di secondo grado, gli istituti professionali registrano il tasso di ripetenza più elevato di tutti (14,8%) con percentuali di bocciature al primo anno di corso che raggiungono il 22,7%. Riguardo ai Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, i migranti sono il 15,8% del totale; il 67,3% è costituito da giovani donne.
Alunni con cittadinanza non italianaI dati sul nostro territorio Fonte: MIUR - Ufficio di Statistica Alunni con cittadinanza non italiana per ordine scuola e provincia (valori assoluti e percentuali) - A.S. 2013/2014 Alunni con cittadinanza non italiana Per 100 iscritti Provincia Totale Infanzia Primaria Sec. I Sec. II Massa Carrara 2.208 489 691 434 594 8,5 10,1 9,0 9,2 6,7 Lucca 4.746 999 1.625 1.024 1.098 9,1 9,7 10,0 7,1 Pistoia 4.839 1.000 1.654 1.003 1.182 11,8 13,5 13,0 12,8 Firenze 19.961 4.075 6.727 4.409 4.750 14,5 15,8 15,2 16,3 Prato 7.535 1.530 2.722 1.762 1.521 20,8 22,3 22,5 24,0 15,3 Livorno 3.541 664 1.138 738 1.001 8,0 8,3 8,1 8,7 7,4 Pisa 6.301 1.354 2.138 1.466 1.343 11,3 12,4 11,7 13,4 Arezzo 6.703 1.295 2.207 1.353 1.848 13,8 14,6 14,7 14,9 11,9 Siena 5.233 1.020 1.631 1.093 1.489 14,4 14,8 15,7 13,2 Grosseto 3.288 644 1.066 700 878 11,2 12,0 9,3 Toscana 64.355 13.070 21.599 13.982 15.704 12,7 14,2 10,3
I dati sul nostro territorioFonte: MIUR - Ufficio di Statistica Alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia per ordine scuola e provincia (valori assoluti e percentuali) - A.S. 2013/2014 Alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia Per 100 alunni con cittadinanza non italiana Province Totale Infanzia Primaria Sec. I Sec.II Massa Carrara 1.113 432 438 167 76 50,4 88,3 63,4 38,5 12,8 Lucca 2.254 833 967 329 125 47,5 83,4 59,5 32,1 11,4 Pistoia 2.745 909 1.222 459 155 56,7 90,9 73,9 45,8 13,1 Firenze 10.724 3.529 4.337 1.934 924 53,7 86,6 64,5 43,9 19,5 Prato 4.973 1.295 2.205 1.010 463 66,0 84,6 81,0 57,3 30,4 Livorno 1.489 561 628 210 90 42,1 84,5 55,2 28,5 9,0 Pisa 3.242 1.148 1.344 566 184 51,5 84,8 62,9 38,6 13,7 Arezzo 3.424 1.111 1.519 513 281 51,1 85,8 68,8 37,9 15,2 Siena 2.497 892 999 395 211 47,7 87,5 61,3 36,1 14,2 Grosseto 1.147 491 477 129 50 34,9 76,2 44,7 18,4 5,7 Toscana 33.608 11.201 14136 5.712 2.559 52,2 85,7 65,4 40,9 16,3
La normativa di riferimento relativa all’accoglimento degli stranieri e la via italiana all’intercultura.
Dichiarazione universale dei diritti umani, 1948:Articolo 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
La Convenzione sui diritti dell'infanziaapprovata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Art. 2 Gli Stati parte adottano tutti i provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attività, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari. 13
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.NORMATIVA ITALIANA : Costituzione, art. 10: “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. Cfr. anche l’articolo 34: La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
Normativa che tutela il diritto di accesso a scuolaDecreto legislativo n° : testo unico concernente la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. DPR n° : autonomia delle istituzioni scolastiche; consente di affrontare tutti gli aspetti connessi con l’integrazione degli alunni stranieri, con soluzioni flessibili, adatte al particolare contesto in cui opera la scuola. D.P.R.31 agosto 1999, n.394: Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286; in particolare l’articolo 45. Legge n° 189 luglio (Bossi-Fini). Conferma le procedure d’accoglienza degli alunni stranieri a scuola Cfr. anche LE LINEE DI INDIRIZZO PER FAVORIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI ADOTTATI del 19 dicembre 2014 e suoi allegati. Cfr. Decreto 5 settembre 2014 che istituisce L’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione intercultura, presieduto dal Ministro o dal Sottosegretario con delega alle tematiche dell’integrazione. Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri ( C.M. 24 dell’ 1 marzo 2006) La loro revisione con la C.M del 19/02/2014 Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni stranieri adottati e suoi allegati (19 dicembre 2014)
FONDAMENTALE IL D.P.R.31 agosto 1999, n.394Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. art. 45 (iscrizione scolastica) 1. I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L'iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica, ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta, sono iscritti con riserva.
2. L’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. In mancanza di accertamenti negativi sull'identità dichiarata dell'alunno, il titolo viene rilasciato all'interessato con i dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione. I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto: dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica; b) dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno; c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza; d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.
3. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi; la ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri*. 4. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni, per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa. 5. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con l'ente locale, l'istituzione scolastica si avvale dell'opera di mediatori culturali qualificati. * Cfr. La Circolare del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n°2 dell’ 8 gennaio 2010- Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/getOM?idfileentry= ): il numero degli alunni con cittadinanza non italiana presenti in ciascuna classe non potrà superare di norma il 30% del totale degli iscritti. Tale limite è innalzabile o abbassabile dall’ USR.
LA NORMATIVA COME RISORSA ORGANIZZATIVA E DIDATTICAD.P.R 275/1999: AUTONOMIA DELLE SCUOLE. L.53/2003 di riforma dell’ordinamento scolastico: PERSONALIZZAZIONE dei piani di studio per la costruzione di percorsi educativi e didattici appropriati a ciascuno studente. Vigente CCNL, art. 9: finanziamenti ministeriali (assegnati dalle Direzioni regionali) per progetti relative alle AREE A RISCHIO, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica; art. 69 iniziative di formazione per il personale delle scuole in aree a rischio o a forte processo immigratorio o frequentate da nomadi. Art.5 comma 10 del D.P.R. n.89 del 2009 nella parte in cui è precisato che le DUE ORE DI SECONDA LINGUA COMUNITARIA NELLA SCUOLA SECONDARIA di primo grado possono essere utilizzate anche PER POTENZIARE L’INSEGNAMENTO DELLA LINGUA ITALIANA. DECRETO-LEGGE 12 settembre 2013, n. 104, art.16 : fondi per potenziamento delle competenze nelle aree ad alto rischio socio-educativo e a forte concentrazione di immigrati, rafforzando in particolare le competenze relative all'integrazione scolastica, alla didattica interculturale, al bilinguismo e all'italiano come lingua 2
LE INDICAZIONI OPERATIVE PER L’ ACCOGLIENZA enunciate nell’articolo 45 del del D.P.R. 394/1999 sono riprese e meglio esplicitate nelle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri - C.M. 24 dell’ 1 marzo 2006 (http://archivio.pubblica.istruzione.it/news/2006/allegati/cm24_06all.pdf) ed in quelle aggiornate dalla C.M del19/02/2014 (http://www.istruzione.it/allegati/2014/linee_guida_integrazione_alunni_stranieri.pdf)
In particolare si nota: Perché la revisione? La revisione delle “Linee guida " del 2006 si è resa necessaria sia per la modifica del quadro normativo dal 2006 ad oggi, sia per le diverse caratteristiche del fenomeno dell’immigrazione in questi ultimi anni. Come abbiamo visto, c’è stato un forte aumento degli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia, mentre si è ridotto il numero dei neoarrivati. In particolare si nota: lo sviluppo della scolarizzazione nel secondo ciclo, con un consistente aumento di studenti stranieri iscritti nella scuola secondaria di secondo grado, ove probabilmente si incontreranno da qui ai prossimi anni le maggiori criticità. Nel nuovo testo sono particolarmente sottolineati alcuni punti cruciali nell’inserimento degli alunni stranieri. Tra questi: le attività di sostegno linguistico che costituiscono una delle chiavi per un’inclusione efficace.
Il modello italiano di integrazione è espresso nel documento : “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” a cura dell’ Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale pubblicato nell’ Ottobre 2007. LA PAROLA CHIAVE È INTERCULTURA
Adottare la PROSPETTIVA INTERCULTURALE, la promozione del dialogo e del confronto tra culture, significa non limitarsi soltanto ad organizzare strategie di integrazione degli alunni immigrati o misure compensatorie di carattere speciale. Insegnare in una prospettiva interculturale vuol dire piuttosto ASSUMERE LA DIVERSITÀ COME PARADIGMA DELL'IDENTITÀ STESSA DELLA SCUOLA, OCCASIONE PRIVILEGIATA DI APERTURA A TUTTE LE DIFFERENZE. L’educazione interculturale rifiuta sia la logica dell’assimilazione (modello francese) , sia la costruzione ed il rafforzamento di comunità etniche chiuse ( modello anglosassone), ed è orientata a favorire il confronto, il dialogo, il reciproco arricchimento entro la convivenza delle differenze.
SINTESI DELLE DUE LINEE GUIDA CON ALCUNE INTEGRAZIONINelle linee guida del 2006 per le indicazioni operative relative all’ ACCOGLIENZA si individuavano tre aree che manterremo: Area amministrativa Area comunicativo - relazionale Area educativo - didattica
AREA AMMINISTRATIVA: ISCRIZIONELe iscrizioni possono essere richieste in qualsiasi momento dell’anno scolastico (ora con modulo on line). Gli alunni privi di documentazione anagrafica o in posizione di irregolarità, vengono comunque iscritti con riserva in attesa della regolarizzazione. L'iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. L´iscrizione scolastica con riserva non costituisce un requisito per la regolarizzazione della presenza sul territorio italiano, né per il minore, né per i genitori. E’ necessario, sin dall’iscrizione, una chiara ricognizione del pregresso scolastico dell’alunno per interventi specifici e la stretta collaborazione della famiglia per la definizione del suo percorso formativo.
AREA AMMINISTRATIVA: DOCUMENTAZIONE1) Permesso di soggiorno e documenti anagrafici Il permesso di soggiorno viene rilasciato direttamente all’alunno straniero che abbia compiuto il 14° anno d’età, in caso contrario ad uno dei due genitori. Nell’attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il dirigente scolastico accetterà la ricevuta della Questura attestante la richiesta. In mancanza dei documenti, la scuola iscrive comunque il minore straniero, poiché tale situazione non influisce sull’esercizio di un diritto-dovere riconosciuto. Qualora la scuola riscontri il caso di minori stranieri “non accompagnati” (ossia che risultino abbandonati o privi di genitori o di altri adulti legalmente responsabili della loro tutela) deve darne subito segnalazione all’autorità pubblica competente per le procedure di accoglienza e affido, ovvero di rimpatrio assistito (art. 32 del D.L.vo. n. 286/98).
AREA AMMINISTRATIVA: DOCUMENTAZIONE2) Documenti sanitari Il documento attestante le vaccinazioni obbligatorie effettuate deve essere tradotto in italiano. I dirigenti degli istituti di istruzione statale, o non statali, sono tenuti ad accertare se sono state praticate agli alunni le vaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione della relativa certificazione. Se il minore ne è privo, la famiglia può rivolgersi ai servizi sanitari perché rilevino la situazione vaccinale ed eseguano l’intervento sanitario eventualmente necessario. In ogni caso, la mancanza di vaccinazioni non può precludere l’ingresso a scuola, né la regolare frequenza. Se il minore non è vaccinato e la famiglia dichiara di non volerlo vaccinare, il Capo d’istituto comunica la circostanza alla ASL di competenza (Circolare Ministero della Sanità e della Pubblica Istruzione del 23 settembre 1998).
AREA AMMINISTRATIVA: DOCUMENTAZIONE3) Documenti scolastici E’ richiesto il certificato attestante gli studi compiuti nel paese d´origine, o la dichiarazione del genitore dell’alunno o di chi ha la responsabilità del minore, attestante la classe e il tipo d´istituto frequentato. Il dirigente scolastico, per le informazioni e le conferme del caso, può prendere contatto con l´autorità diplomatica o consolare italiana che rilascia una dichiarazione sul carattere legale della scuola estera di provenienza dell’alunno. Il documento scolastico,qualora redatto in una lingua non facilmente comprensibile nel nostro Paese, può essere tradotto da traduttori ufficiali accreditati presso il tribunale.
Area comunicativo-relazionale1)La gestione dell’accoglienza implica all’interno dell’istituto la presa in carico da parte del collegio docenti ed un lavoro costante di formazione del personale, attraverso gli strumenti che la scuola nella sua autonomia riterrà di adottare. Una riflessione : in base alle vostre esperienze è ancora utile una commissione di lavoro formata da un gruppo ristretto di docenti, oppure sono piuttosto necessarie una consapevolezza ed una esperienza diffuse a livello capillare, in modo tale che tutti i consigli di classe sappiano bene come muoversi, naturalmente una volta che la scuola ha definito il protocollo di accoglienza? Nel caso che ci sia una commissione ristretta, come possono essere definite meglio le sue funzioni, anche alla luce delle vostre pratiche?
2) I genitori sono la risorsa fondamentale per il raggiungimento del successo scolastico: di particolare importanza risulta la capacità della scuola di facilitare la comunicazione con la famiglia dell’alunno, rendendola partecipe delle iniziative e dell’attività della scuola, condividendo un progetto pedagogico che valorizzi le specificità dell’alunno. A questo proposito la scuola può fare ricorso a mediatori culturali* o ad interpreti, per superare le difficoltà linguistiche ed anche per facilitare la comprensione delle scelte educative della scuola. Può essere utile un foglio informativo, tradotto nelle diverse lingue, che spieghi l’organizzazione della scuola e le diverse opzioni educative, che riporti il calendario degli incontri scuola-famiglia ed una breve sintesi delle modalità di valutazione delle competenze. *Cfr. legge 40/98, art. 40, c. 1: lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni nell’ambito delle proprie competenze favoriscono la realizzazione di convenzioni con associazioni, per l’impiego, all’interno delle proprie strutture, di stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a due anni, in qualità di mediatori interculturali, al fine di agevolare i rapporti tra le singole amministrazioni e gli stranieri appartenenti ai diversi gruppi etnici, nazionali, linguistici e religiosi.
Cruciale è il coinvolgimento continuo delle famiglieCruciale è il coinvolgimento continuo delle famiglie. Sono altresì molto importanti le associazioni dei genitori, mediante lo scambio di esperienze e suggerimenti tra le famiglie, una a supporto dell’altra, per favorire l’integrazione dell’intero gruppo familiare.
Area educativo - didatticaInserimento nella classe E’ utile riuscire ad accertare alcuni livelli di competenze ed abilità per definire l’assegnazione alla classe. Rimane però fondamentale il criterio generale di inserire l’alunno secondo l’età anagrafica (art. 45 del D.P.R. 394/99). Slittamenti di un anno su classe inferiore vanno ponderati con molta attenzione in relazione ai benefici che potrebbero apportare e sentita la famiglia. Scelte diverse andranno valutate caso per caso dalle istituzioni scolastiche. Per un pieno inserimento è necessario che l’alunno trascorra tutto il tempo scuola nel gruppo classe, fatta eccezione per progetti didattici specifici, ad esempio l’apprendimento della lingua italiana, previsti dal piano di studio personalizzato. L’immersione, in un contesto di seconda lingua parlata da adulti e compagni, facilita l’apprendimento del linguaggio funzionale.
2) Valutazione Per quanto concerne la VALUTAZIONE, cfr. comma 9 dell’art.1 del D.P.R. n.122 del 2009 (Regolamento sulla valutazione) : “i minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione ai sensi dell'articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani”. Agli alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane si applicano tutte le disposizioni previste dal regolamento.
Valutazione formativa vs valutazione finaleTuttavia è necessaria una contestuale attenzione alla cultura, alle storie e alle competenze in italiano di ciascun alunno. Occorre anche tenere conto che nelle scuole che hanno maggiore esperienza di alunni stranieri, da molti anni è emersa una riflessione sull’opportunità di prevedere una valutazione per gli alunni stranieri modulata ed attenta alla complessa esperienza umana di chi apprende in un contesto culturale e linguistico nuovo, senza abbassare gli obiettivi, ma adattando tuttavia strumenti e modalità di valutazione.
2) Strategie didatticheProprio per questo è necessario approntare STRATEGIE DIDATTICHE E PERCORSI PERSONALIZZATI, a partire dalle Indicazioni nazionali, prevedendo un adattamento che tenga conto della storia scolastica precedente, degli esiti raggiunti, delle abilità e delle competenze acquisite. Si ricorda che la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 sui B.E.S.,* quando affronta la categoria dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale, rafforza e specifica il ruolo e le responsabilità delle istituzioni scolastiche autonome nella prassi didattico-educativa e nella valutazione degli studenti stranieri, attraverso strumenti di lavoro in itinere, ANCHE DI NATURA TRANSITORIA, che documentino alle famiglie le strategie di intervento personalizzato programmate. *cfr. anche la circolare ministeriale esplicativa 8/2013.
3) Normativa Esami Il decreto legislativo n. 226/2005, relativo al II ciclo, all’art. 1, comma 12, introduce nell’ordinamento italiano l’obbligo del conseguimento del titolo di scuola secondaria di I grado ai fini della prosecuzione del percorso formativo nel secondo ciclo: “Al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione si accede a seguito del superamento dell’esame di Stato conclusivo del I ciclo d’istruzione”. Al fine di garantire il proseguimento dell’iter formativo dell’alunno straniero, sarà cura delle Istituzioni scolastiche realizzare percorsi idonei all’acquisizione di tale titolo, come previsto dal decreto legislativo n. 76/2005, relativo al diritto-dovere, all’ art. 4, comma 2: “Nell'ambito della programmazione regionale e nel rispetto del quadro normativo delle singole regioni, le scuole secondarie di primo grado possono organizzare, in raccordo con le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione del secondo ciclo ed i servizi territoriali previsti dalle regioni stesse, iniziative di orientamento e azioni formative volte a garantire il conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione, anche ad integrazione con altri sistemi.” *"Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53"
Per offrire risposte positive ai ragazzi in età compresa tra i 15 e i 18 anni, che non sono in possesso di tale titolo o di un titolo equivalente, vanno previste azioni di sistema, tenendo conto della flessibilità necessaria a corrispondere alle diverse situazioni degli utenti. Un’importante risorsa per l’integrazione dei ragazzi stranieri è quella rappresentata dai Centri Territoriali Permanenti (O.M. n. 455/97), ora inserite nelle istituzioni autonome dei CPIA: la collaborazione dei CTP con gli organismi di istruzione e formazione professionale, si colloca nel quadro di esperienze già realizzate in molte realtà del territorio e può trovare opportunità di ampliamento e diffusione tramite apposite convenzioni da siglare tra CTP e centri di istruzione e formazione.
Sono da intraprendere azioni contro la dispersione da parte delle scuole secondarie di I grado in rete con le scuole secondarie di II grado per definire piani di studio personalizzati finalizzati anche al conseguimento del titolo di studio di scuola secondaria di I grado. E’ possibile, da parte di un Istituto di II grado, accogliere giovani stranieri che, per età e in possesso di almeno 9 anni di scolarità, hanno diritto di frequentare tale corso di studi, attivando, però contestualmente, un percorso atto a far loro acquisire anche il titolo di scuola secondaria di I grado spendibile nell’inserimento culturale e sociale.
La normativa non prevede di differenziare formalmente le prove degli studenti stranieri, a meno che essi non rientrino anche nei casi di BES certificati. Dunque è importante che nella relazione di presentazione della classe all’esame di Stato sia di primo che di secondo ciclo, vi sia un’adeguata presentazione degli studenti stranieri e delle modalità con cui si sono svolti i rispettivi percorsi di inserimento scolastico e di apprendimento.
Per l’esame al termine del primo ciclo, nel caso di notevoli difficoltà comunicative, è possibile prevedere la presenza di docenti o mediatori linguistici competenti nella lingua d’origine degli studenti per facilitare la comprensione. Nel caso sia stato possibile assicurare allo studente l’utilizzo della lingua d’origine per alcune discipline, potrà essere effettuato l’accertamento delle competenze maturate. Per l’esame di Stato, al termine del secondo ciclo, sono considerati crediti formativi eventuali percorsi di mantenimento e sviluppo della lingua d’origine. Nel colloquio orale possono essere valorizzati contenuti relativi alla cultura e alla lingua del Paese d’origine.
4) L’Orientamento Le istituzioni scolastiche devono assicurare anche agli studenti stranieri un percorso orientativo completo e continuativo, coerente con le capacità e le vocazioni effettive, affinché possano provvedere in modo adeguato alle proprie scelte scolastiche e lavorative. Si devono evitare in tutti i modi la formazione di “ghetti”, attraverso un’efficace azione coordinata degli Uffici scolastici regionali con i Dirigenti scolastici e le istituzioni locali. Sono da segnalare per la loro efficacia le iniziative in cui, negli incontri con le famiglie e con gli studenti, vengono chiamati a raccontare la loro esperienza studenti stranieri delle ultime classi o ex studenti .
5) Contrasto del ritardo scolasticoLa lingua per comunicare può essere appresa in un arco di tempo che può oscillare da un mese a un anno, in relazione all’età, alla lingua d’origine, all’utilizzo in ambiente extrascolastico. Per apprendere la lingua dello studio, invece, possono essere necessari diversi anni, considerato che si tratta di competenze specifiche. Lo studio della lingua italiana deve essere inserito nella quotidianità dell’apprendimento e della vita scolastica degli alunni stranieri, con attività di laboratorio linguistico e con percorsi e strumenti per l’insegnamento intensivo dell’italiano. L’apprendimento e lo sviluppo della lingua italiana come seconda lingua deve essere al centro dell’azione didattica. Occorre, quindi, che tutti gli insegnanti della classe, di qualsivoglia disciplina, siano coinvolti .
L’insegnamento dell’italiano come lingua seconda
FONDAMENTALE soprattutto nelle classi di scuola secondariaQUALIFICARE L’INTERVENTO SPECIFICO RIVOLTO AGLI ALUNNI STRANIERI NATI IN ITALIA O INSERITI DA TEMPO, PER CONSENTIRE LORO DI IMPADRONIRSI IN MODO PIENO E RICCO DELLA LINGUA E DELLE SUE FUNZIONI FONDAMENTALE soprattutto nelle classi di scuola secondaria
L’ITALIANO L 2 HA ASPETTI, BISOGNI, CONTESTI DIVERSIL’italiano L2 ha molte facce: il contesto, i soggetti, i bisogni. L’italiano L2 ha molte facce: il contesto, i soggetti, i bisogni. L’italiano L2 ha molte facce: il contesto, i soggetti, i bisogni. L’italiano L2 ha molte facce: il contesto, i soggetti, i bisogni. L’ITALIANO L 2 HA ASPETTI, BISOGNI, CONTESTI DIVERSI NECESSITÀ DI NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI, DI PERCORSI-TIPO, DI STRUMENTI BASATI ANCHE SULL’ AUTOAPPRENDIMENTO
CREAZIONE DI UNA ABILITAZIONE / CLASSE DI CONCORSO PER ITALIANO L2ITALIANO LINGUA 2 = CAMPO DI INTERVENTO DIDATTICO SPECIFICO E IN TRANSIZIONE, PERCHÉ DESTINATO AD ESAURIRSI NEL MOMENTO IN CUI GLI STUDENTI DIVENTANO SUFFICIENTEMENTE PADRONI DELLA LINGUA ITALIANA DA ESSERE IN GRADO DI SEGUIRE LE ATTIVITÀ DIDATTICHE COMUNI ALLA CLASSE. CREAZIONE DI UNA ABILITAZIONE / CLASSE DI CONCORSO PER ITALIANO L2
Lingua della comunicazioneATTENZIONE: Tempi diversi per la lingua di comunicazione (alcuni mesi)e la lingua di studio (alcuni anni, con il coinvolgimento di tutto il consiglio di classe). Lingua della comunicazione Lingua di studio Ogni docente deve assumere il ruolo di “facilitatore di apprendimento” dell’italiano astratto, settoriale, riferito a saperi e concetti disciplinari. Situazione di apprendimento mista ed eterogenea; il gruppo dei pari italofoni costituisce la vera “autorità” linguistica.
ALUNNI STRANIERI INSERITI NELLE SCUOLEFASE1:APPRENDIMENTO DELLA LINGUA DI COMUNICAZIONE AI LIVELLI A1-A2 QCER – ATTIVITÀ: MODULI INTENSIVI INIZIALI (CON ORARIO A SCALARE) di 8-10 ore settimanali di italiano L 2 per 3-4 mesi grazie alla collaborazione con ENTI LOCALI e con PROGETTI MIRATI MA : MODELLO INTEGRATO: inserimento nella classe di appartenenza + i laboratori linguistici intensivi preferibilmente per piccoli gruppi
ALUNNI NEOARRIVATI- APPRENDIMENTO DELLA LINGUA DI COMUNICAZIONE- LIVELLI A1-A2 QCER –OBIETTIVI: SVILUPPARE CAPACITÀ DI ASCOLTO E COMPRENSIONE DEI MESSAGGI ORALI ACQUISIRE IL LESSICO FONDAMENTALE DELLA LINGUA ITALIANA ACQUISIRE LE STRUTTURE GRAMMATICALI DI BASE CONSOLIDARE CAPACITÀ TECNICHE DI LETTURA/SCRITTURA
PROPOSTE PER RISOLVERE LE CRITICITÀ:Superamento delle differenze presenti ancora oggi fra scuola e scuola, con una normativa che entri più nello specifico, al di là delle linee guida? Enfatizzazione del ruolo del patto formativo Condivisione di esperienze in modo reticolare anche con l’uso di piattaforme on line Corsi appositamente dedicati (estivi per esempio), anche con collaborazione degli enti locali Sviluppo di un organico funzionale Spazi per l’autoapprendimento anche on line, sempre con la collaborazione degli enti locali Altre proposte?
ALUNNI STRANIERI INSERITI NELLE SCUOLE – FASE 2 o “ponte” : ACCESSO ALL’ITALIANO DELLO STUDIOIMPARARE L’ITALIANO ANCHE STUDIANDO TUTTI I DOCENTI DIVENTANO “FACILITATORI DI APPRENDIMENTO” (glossari sui termini chiave di microlingua, testi semplificati, oggi sempre più presenti anche nelle edizioni digitali dei manuali, percorsi specifici di sviluppo di abilità di scrittura e di lettura/comprensione dei narrativi).
PROPOSTE PER RISOLVERE LE CRITICITÀlaboratori di italiano per lo studio, incentrati sui linguaggi specifici, con la collaborazione tra insegnanti disciplinari e docenti di italiano (meglio se specializzati in italiano L2), sempre ammesso che si sviluppi l’organico funzionale sviluppo in orario extrascolastico di gruppi di aiuto allo studio; fondamentale anche in questo senso l’attività di tutoraggio fra pari e quella di volontariato; cfr. l’ esperienza di Prato- “Tutorare per accogliere” in cui sono stati formati appositamente alunni delle scuole primarie e secondarie per svolgere l’attività di tutor- e quella di “Almeno una stella”, in cui giovani universitari (o inseriti negli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado), si impegnano per un certo numero di ore l’anno in attività di aiuto allo studio e ricevono crediti formativi. Avete altre proposte o esperienze da segnalare?
ALUNNI STRANIERI INSERITI NELLE SCUOLE – FASE 3, degli apprendimenti comuniL’italiano L 2 resta in questa fase sullo sfondo e fornisce ai docenti di classe chiavi interpretative per cogliere le difficoltà che possono rimanere, ed intervenire su esse. Tutte le eterogeneità presenti nella classe possono essere sfruttate in modo ancora più proficuo come potenti occasioni per introdurre uno sguardo interculturale.
Come valorizzare il plurilinguismo a scuolaDare visibilità alle lingue d’origine attraverso segnali, scritte, cartelloni, messaggi plurilingue. Conoscere e riconoscere la situazione linguistica degli alunni (quali sono, per esempio, le lingue parlate al di fuori della scuola?). Utilizzare questionari plurilingui e schede di ingresso in versione bilingue, per cogliere le capacità logiche e di comprensione di un testo nella lingua madre. Organizzare corsi di insegnamento delle lingue d’origine, in collaborazione con i consolati, le associazioni e le comunità di genitori stranieri. Sostituire la seconda lingua straniera nella scuola secondaria con quella della lingua di origine; riconoscere la competenza nella lingua d’origine che costituisce un credito. Favorire l’insegnamento delle lingue non comunitarie ma di larga diffusione per tutti gli alunni. Avete altre attività da segnalare, frutto delle vostre buone pratiche ?
FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICOFondamentale è la formazione iniziale e continua degli insegnanti, sul tema dell’insegnamento dell’italiano e della valorizzazione del plurilinguismo, sia a distanza, sia in presenza. Il D.M. 249/2010 sulla formazione iniziale dei docenti tra gli obiettivi formativi qualificanti del corso di Laurea magistrale in scienze della formazione primaria prevede che l’insegnante possieda “capacità relazionali e gestionali in modo da rendere il lavoro in classe fruttuoso per ciascun bambino, facilitando la convivenza di culture e religioni diverse”. Si stabilisce inoltre che il profilo dei laureati comprenda la conoscenza di “Pedagogia interculturale”. Nello stesso decreto per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria manca un riferimento specifico all’educazione interculturale, ma abbiamo visto che è proprio nella scuola secondaria che si profilano maggiori difficoltà…
PER CONTRASTARE LA DISPERSIONE E FAVORIRE L’EDUCAZIONE PERMANENTEIL RUOLO DEI CPIA
Ai centri possono iscriversi:adulti, anche stranieri, che non hanno assolto l’obbligo di istruzione o non sono in possesso del titolo conclusivo del primo ciclo; adulti stranieri che vogliono iscriversi ai percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana (finalizzati anche al superamento del test di lingua italiana non inferiore al livello A2 QCER, previsti dalla legge 94/2009 per ottenere la regolarizzazione; studenti minorenni non in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, purché abbiano compiuto 16 anni. Questa possibilità viene estesa anche a coloro che hanno compiuto il quindicesimo anno, in base ad accordi specifici fra USR e Regioni.
E importante favorire percorsi integrati fra istruzione scolastica, formazione professionale, corsi serali degli istituti tecnici e professionali in cui conseguire sia titoli di studio sia qualifiche, sia competenze linguistiche . Questo processo di attivazione spetta ai CPIA in collaborazione con i centri per l’impiego o altre agenzie per il lavoro, gli enti accreditati per la formazione del personale, le regioni. Prezioso è il ruolo delle imprese del territorio che offrano stage alle scuole. Avete esperienze di questo tipo da segnalare e valorizzare?
NON DIMENTICHIAMO CHE IL MIGLIORAMENTO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE DEGLI IMMIGRATI STRANIERI CHE HANNO FIGLI IN ETÀ SCOLARE PUÒ CONTRIBUIRE IN MODO DECISIVO ANCHE AL SUCCESSO SCOLASTICO DEI FIGLI STESSI.
D.M. 29 gennaio 2013: i programmi di istruzione e formazione da svolgersi nei paesi di origine dei cittadini extracomunitari, finalizzati all’inserimento lavorativo mirato nei settori produttivi italiani che operano all’interno dello stato o nei paesi d’origine ( lingua italiana livello A1, nozioni di tutela e sicurezza sul lavoro, educazione civica). Tali programmi possono prevedere percorsi di completamento in Italia presso i CPIA, con il conseguimento del titolo di studio del primo ciclo o titoli di certificazione linguistica (non inferiore al livello A2). FATTORE DI POTENZIALE VALORIZZAZIONE DELL’APPRENDIMENTO E DELLA SCOLARITÀ.
Italiano lingua 2 (rivista).BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA UTILI, oltre a quelle già presenti nei link delle slide: Guida per lo sviluppo e I'attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale (Beacco et al. 2010) Pubblicazione del Consiglio d’ Europa. Italiano lingua 2 (rivista). ATTI DEL SEMINARIO NAZIONALE MIUR- Le scuole in contesti multiculturali - Promuovere e governare l’integrazione (19-20 febbraio 2015). “Dall'accoglienza alla valutazione. Studenti stranieri negli istituti tecnici : esperienze a confronto” a cura di Maria Frigo,Laura Tieghi,Miriam Traversi, Franco Angeli, 2013 Materiali di alcuni seminari organizzati dall’USR dell’Emilia Romagna nel marzo 2015, sul tema dell’integrazione scolastica degli alunni stranieri ( da scaricare).
Portale intercultura (Regione Marche, ambito sociale XXII, Ascoli Piceno). Mediato - Portale per l’aggiornamento professionale in materia di immigrazione (Regione Piemonte). Portale intercultura indire . Rete scuole di Treviso . Intercultura MIUR . Sesamo - didattica interculturale (portale delle edizioni Giunti per una scuola multiculturale).
Liceo Copernico di Prato (sezione : Studenti - intercultura).Sito della provincia di Prato contenente il "Protocollo di Intesa per l’accoglienza degli alunni stranieri e per lo sviluppo interculturale del territorio pratese“ . Polo regionale di documentazione interculturale (fornisce servizi e documentazione di carattere interculturale per le biblioteche toscane). Italiano- portale RAI per l’apprendimento della lingua italiana . Altri siti: Avete altri testi, cartacei e/o digitali, e siti da aggiungere, che vi sembrano utili, interessanti ed aggiornati sia per i materiali didattici sia per altra documentazione relativa all’intercultura?
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 art. 10
 art. 45
 art. 9
 art. 69
 Art.5
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 art. 4