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Timestamp: 2018-01-21 16:59:12+00:00

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3c1a0 IL CASO.it - Foglio di informazione giuridica.
II. Il ricorso puo' essere sottoscritto anche personalmente dalla parte ed e' formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82, e successive modificazioni, e nel termine stabilito dal primo comma, e' trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore indicato nell'avviso di cui all'articolo 92, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma. L'originale del titolo di credito allegato al ricorso e' depositato presso la cancelleria del tribunale.(2)
5) l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata, al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, le cui variazioni e' onere comunicare al curatore. (3)
V. Se e' omessa l'indicazione di cui al terzo comma, n. 5), nonche' nei casi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario si applica l'articolo 31-bis, secondo comma. (4)
(2) Comma sostituito prima dall'art. 17 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221 e poi dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, la quale ha aggiunto il periodo "L'originale del titolo di credito allegato al ricorso e' depositato presso la cancelleria del tribunale."
Le nuove disposizioni indicate nelle note di cui ai numeri 1, 2, 3 e 4 si applicano dal 19 dicembre 2012 (data di entrata in vigore della citata legge di conversione) anche alle procedure di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria pendenti, rispetto alle quali, alla stessa data, non e' stata effettuata la comunicazione rispettivamente prevista dagli articoli 92, 171, 207 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e dall'articolo 22 decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. Per le procedure in cui, alla data 19 dicembre 2012, sia stata effettuata la comunicazione suddetta, la nuova disposizione si applica a decorrere dal 31 ottobre 2013. Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario straordinario entro il 30 giugno 2013 comunicano ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il loro indirizzo di posta elettronica certificata e li invitano a comunicare, entro tre mesi, l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, avvertendoli di rendere nota ogni successiva variazione e che in caso di omessa indicazione le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria.
Fallimento – Ammissione al passivo – Credito del concessionario per la riscossione dei tributi – Estratto di ruolo.
Non solo il ruolo ma anche l'estratto di ruolo è idoneo a dimostrare l'esistenza del diritto di credito ai fini della sua ammissione al passivo del fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Settembre 2017, n. 20784. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Contribuente fallito - Credito di natura tributaria - Amministrazione finanziaria - Domanda di ammissione al passivo fallimentare - Previa iscrizione a ruolo e notifica della cartella di pagamento - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
La domanda di ammissione al passivo di un fallimento di un credito di natura tributaria, presentata dall'Amministrazione finanziaria, non presuppone necessariamente, ai fini del suo buon esito, la precedente iscrizione a ruolo del credito azionato, la notifica della cartella di pagamento e l'allegazione all'istanza della documentazione comprovante l'avvenuto espletamento delle dette incombenze, potendo, viceversa, essere basata anche su titolo di diverso tenore. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto con il quale il tribunale, ritenendo insufficiente la produzione dei soli estratti del ruolo e rilevando la mancanza di prova della notifica della cartella esattoriale, aveva respinto l’opposizione al passivo presentata dal concessionario). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2017, n. 14693. Segue...
Accertamento del passivo – Domanda di ammissione al passivo – Mutamento della connotazione del credito (prededuzione o privilegio) – Inammissibilità.
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Titolo di credito - Domanda di ammissione al passivo - Portatore del titolo - Esercizio dell'azione causale - Deposito del titolo in originale - Necessità - Omesso deposito - Conseguenze - Ammissione al passivo con riserva.
In sede di domanda di ammissione al passivo fallimentare, anche il portatore di un titolo di credito che eserciti l'azione causale ha l'onere di produrre il titolo in originale ai sensi dell'art. 66 del r.d. n. 1669 del 1933 e dell'art. 58 del r.d. n. 1736 del 1933, e, in mancanza, il credito verso il traente fallito deve essere ammesso con riserva, essendo la produzione del titolo intesa ad evitare la possibilità di insinuazione da parte di altri creditori in via cambiaria, ovvero ad assicurare al debitore l'esercizio di eventuali azioni cambiarie di regresso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2016, n. 22847. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Crediti da lavoro subordinato - Esenzione dalla sospensione feriale dei termini - Accelerazione dell'incasso del credito - Esclusione - Trattamento non favorevole al lavoratore - Disparità di trattamento rispetto agli altri creditori - Rimessione della questione alle Sezioni Unite della Corte di cassazione.
Rimessi gli atti al Primo Presidente, perchè valuti l'opportunità che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si pronuncino sulla questione dell'assoggettabilità o meno al regime della sospensione feriale di cui alla legge n. 742 del 1969 dei termini processuali dei giudizi aventi ad oggetto l'insinuazione allo stato passivo del fallimento di crediti nascenti dal rapporto di lavoro.
La Prima Sezione intende mettere in discussione l'orientamento espresso dalla S.U. secondo il quale la non applicazione della sospensione feriale dei termini alle controversie di lavoro previste dall'art. 409 c.p.c., opera anche nelle cause di accertamento dei crediti di lavoro nel fallimento, in ragione della speciale natura della materia che ne forma oggetto (per tutte, Cass. S.U. n. 24665/09).
"Tale approccio - osserva la Prima Sezione -, che si fonda sul dato strettamente testuale, sembra non tener conto che il mancato assoggettamento delle controversie in materia di lavoro e previdenza ai termini di sospensione feriale trova la sua ragion d'essere nell'intento di dare attuazione al dettato dell'art. 35 Cost. anche in sede contenziosa, garantendo una più rapida definizione dei giudizi in cui sono in discussione i diritti che nascono dal rapporto di lavoro subordinato: ad avviso del collegio, la norma di cui alla L. n. 742 del 1969, art. 3, presiede, in buona sostanza, alle medesime esigenze, di immediatezza e concentrazione del rito laburistico, che hanno condotto alla riforma introdotta dalla L. n. 533 del 1973, ed alle sue successive modifiche.
Queste esigenze non ricorrono però in un procedimento avente ad oggetto l'ammissione di crediti di lavoro allo stato passivo del fallimento, atteso che, quali che siano i suoi tempi di definizione, all'accoglimento della domanda, che è di mero accertamento, consegue il diritto del lavoratore a partecipare al concorso e non già ad ottenere l'immediato pagamento del credito ammesso: il credito verrà soddisfatto, al pari di quello di ogni altro creditore insinuato, solo nel caso, e nei limiti, in cui via sia capienza nell'attivo e solo all'esito della formazione e dell'approvazione di eventuali piani di riparto parziali o di quello finale.
La mancata previsione di norme acceleratorie del procedimento di cui alla L. Fall., art. 93 e segg., in cui si controverta di crediti da lavoro trova dunque logica spiegazione nell'assoggettamento anche di tali crediti alla speciale disciplina concorsuale.
Il ritenere, ciò nonostante, che il procedimento predetto rientri fra quelli contemplati dalla L. n. 742 del 1969, art. 3, non comporta alcun vantaggio per il lavoratore, ma, al contrario lo sfavorisce rispetto a tutti gli altri creditori, precludendogli di usufruire di un maggior termine per impugnare il provvedimento di esclusione dallo stato passivo pur in difetto di quelle esigenze di speditezza che giustificano l'inapplicabilità della sospensione feriale nelle ordinarie controversie di lavoro.
Non può farsi a meno di rilevare, peraltro, come, nel pervenire all'interpretazione dell'art. 3 cit., che qui si contesta, non sia stato tenuto nella giusta considerazione il fatto che, nel regime anteriore all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 5 del 2006, di riforma organica delle procedure concorsuali, tutti i giudizi di impugnazione allo stato passivo erano regolati dal rito di cognizione ordinaria.
L'affermazione dell'inapplicabilità dei termini di sospensione feriale ad un processo che, sebbene vertente in tema di crediti di lavoro, era scandito secondo forme e tempi certamente non ispirati al principio della concentrazione, oltre a creare un'ingiustificata disparità di trattamento fra i titolari di tali crediti e tutti gli altri creditori, ha di fatto onerato il solo lavoratore del rispetto di esigenze di speditezza non individuate dal legislatore e non avvertite dai giudici, non di rado dando luogo ad esiti che, per certi versi, potrebbero definirsi paradossali, atteso che sono stati dichiarati inammissibili (per tardività) appelli o ricorsi per cassazione proposti contro sentenze emesse a distanza di anni dall'introduzione del giudizio; anche nel caso di specie, del resto, l'opposizione allo stato passivo proposta dai G. è stata definita in primo grado dopo circa tre anni dal deposito del ricorso introduttivo e la corte d'appello ha impiegato quasi due anni per dichiarare inammissibile l'impugnazione.
Non appare, d'altro canto, implausibile una diversa lettura, costituzionalmente orientata, del ridetto art. 3 ,che, facendo leva sull'esplicita menzione dell'art. 409 c.p.c., individui le controversie cui non si applica il termine di sospensione feriale esclusivamente in quelle soggette al rito laburistico.
Nè tale lettura appare preclusa dall'art. 92, dell'ordinamento giudiziario, che pure contempla, fra le cause trattate dai magistrati durante il periodo feriale, quelle relative alla materia del lavoro, attesa la prevalenza della disciplina fallimentare, che attrae nel suo ambito, consentendo di includerle nella relativa materia, le impugnazioni allo stato passivo aventi ad oggetto l'accertamento di crediti di lavoro.
Occorre da ultimo chiedersi se la questione interpretativa abbia ancora rilievo nei giudizi di impugnazione dello stato passivo di fallimenti dichiarati dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. di riforma della legge fallimentare, che ha introdotto l'art. 36 bis, a norma del quale non sono soggetti alla sospensione feriale i soli termini processuali previsti nella L. Fall., artt. 26 e 36. La disposizione è già stata interpretata, in base ad un argomento a contrario, nel senso che la sospensione è applicabile ad ogni altro procedimento c.d. endofallimentare (Cass. nn. 2706/09, 12960/012).
Resta dunque da stabilire se, per la sua specialità, essa prevalga sulla L. n. 742 del 1969, art. 3, consentendo in tal modo di ritenere che nel nuovo regime tutti i giudizi di impugnazione dello stato passivo, ivi compresi quelli aventi ad oggetto l'accertamento di crediti di lavoro, sono soggetti ai termini di sospensione feriale." (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2016, n. 8792. Segue...
Fallimento – Insinuazione al passivo – Da parte di Cassa Edile – Per crediti relativi a retribuzioni dei dipendenti del fallito – Ammissione – Per contributi dovuti al Fondo di previdenza complementare – Esclusione.
Non così per il credito vantato da un soggetto giuridico del tutto diverso, ovvero il fondo previdenziale. Nel caso di omesso versamento lo stesso lavoratore, al fine di fare valere una eventuale insinuazione per somme dovute a titolo di previdenza complementare non è direttamente legittimato, ma può solo eventualmente richiedere l’ammissione del credito facendo valere in via surrogatoria la posizione creditoria del fondo e in ipotesi di sua inerzia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 03 Dicembre 2015. Segue...
Domanda ammissione al passivo – Crediti da lavoro – Illegittimo licenziamento – Presupposti – Sussistenza.
Il diritto alla retribuzione, allorchè il rapporto di lavoro sia stato risolto, con conseguente perdita per il lavoratore della possibilità di continuare a far parte dell’azienda fallita (il che potrebbe verificarsi sia con l’esercizio provvisorio da parte del curatore, sia con l’affitto o la cessione dell’intera azienda), spetta al lavoratore che lamenti l’illegittimità del licenziamento per cui deve riconoscersi il diritto non solo di ottenere la relativa declaratoria ma anche di conseguire le spettanze retributive dovute a titolo risarcitorio (in tal senso Cassazione civ. n. 6155/2004 e n. 7473/2012). (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 20 Ottobre 2015. Segue...
Fallimento - Domanda di ammissione al passivo - Interessi - Maggior tasso per le transazioni commerciali - Ambito di applicazione - Titolo giudiziale passato in giudicato opponibile al fallimento - Eccezione.
L’art. 1, comma 2, lett. a) del D. Lgs. n. 231/02 deve interpretarsi nel senso di escludere l’applicabilità del maggior tasso per interessi previsto per le c.d. transazioni commerciali ai crediti comunque attinenti alla procedura concorsuale e non come, più limitatamente, riferibile solamente agli interessi maturati successivamente all'apertura della procedura concorsuale.
A tale principio fa eccezione il caso in cui il credito (e la correlativa insinuazione allo stato passivo) si fondi su di un titolo giudiziale passato in giudicato ed opponibile al fallimento. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 05 Ottobre 2015. Segue...
Fallimento - Effetti sui rapporti preesistenti - Contratto di leasing - Fallimento dell'utilizzatore - Art. 72 quater l.fall. - Opzione del curatore per lo scioglimento del contratto - Effetti - Diritto del concedente alla restituzione del bene - Sussistenza - Canoni non ancora scaduti alla data del fallimento - Ammissione integrale al passivo - Esclusione - Insinuazione al passivo per la sola differenza positiva tra canoni non scaduti e valore di allocazione del bene nel mercato - Ammissibilità - Fondamento.
Tributi - Formazione del ruolo - Strumento fondamentale di riscossione - Instaurazione del rapporto giuridico di riscossione - Notificazione della cartella esattoriale - Necessità - Esclusione.
Il ruolo, benché atto interno dell'Amministrazione, costituisce lo strumento fondamentale per la riscossione, poiché contiene l'indicazione del periodo di imposta cui l'iscrizione si riferisce, dell'imponibile, dei versamenti e dell'imposta effettivamente dovuta, oltre che degli interessi e delle sanzioni pecuniarie eventualmente irrogabili, sicché momento determinante per l'instaurazione del rapporto giuridico di riscossione è proprio la sua formazione, e non già quello della notificazione della cartella esattoriale. L'obbligo di pagamento per il contribuente viene dunque ad esistenza con la formazione del ruolo: non vi è dubbio pertanto che in un sistema, quale quello di verificazione del passivo in sede concorsuale, in cui l'agente alla riscossione può fare accertare il credito mediante produzione dell'estratto di ruolo, il curatore che intenda contestare la pretesa tributaria sia legittimato all'autonoma impugnazione del ruolo medesimo, secondo quanto previsto dall'articolo 19 del d.lgs n. 465 del 1992, e non abbia alcuna necessità di attendere la previa notifica della cartella esattoriale. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 09 Dicembre 2014, n. 25863. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Intervento del fondo di garanzia dell'Inps - Onere di certificare la documentazione necessaria - Onere a carico del curatore - Esclusione.
L'onere di corredare la richiesta di pagamento dell'indennità prevista dal fondo di garanzia dell'Inps con l'attestazione della cancelleria del tribunale circa la definitività dello stato passivo e della copia della sentenza dichiarativa di fallimento grava sul soggetto interessato e non sul curatore, al quale, nella sua qualità di organo della procedura, non può essere imposto di effettuare certificazioni non previste neppure a carico del datore di lavoro. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 24 Ottobre 2014. Segue...
Processo tributario - Estratto di ruolo - Conoscenza da parte del contribuente con mezzi informali - Autonoma Impugnabilità - Rimessione alle Sezioni unite della Corte di cassazione.
La sesta sezione civile della Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni unite, per la composizione del contratto di giurisprudenza tra le sezioni semplici, la questione dell’autonoma impugnabilità dell’estratto di ruolo tributario che sia pervenuto a conoscenza del contribuente tramite qualsivoglia mezzo informale, in difetto o in attesa di notifica della cartella esattoriale, in applicazione del combinato disposto degli articoli 2 e 19 del decreto legislativo n. 546 del 1992. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Luglio 2014, n. 16055. Segue...
Ruolo tributario - Autonomo impugnabilità indipendentemente dalla notificazione - Rimessione della questione alle Sezioni unite della Corte di cassazione.
La Sesta sezione civile della Corte di cassazione ha sottoposto al Primo Presidente l'opportunità di devolvere alle Sezioni unite la soluzione delle questione, fonte di contrasti tra le sezioni semplici, dell'autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo tributario che sia pervenuto a conoscenza del contribuente tramite qualsivoglia mezzo informale, in difetto o in attesa di notifica della cartella esattoriale, in applicazione del combinato disposto degli articoli 2 e 19 del d.lgs n. 546 del 1992. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Luglio 2014, n. 16055. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Domanda di ammissione al passivo avente ad oggetto crediti di lavoro – Sospensione feriale del termine – Sussiste.
Il termine di cui all’art. 93 co. 1 l.f. per la presentazione della domanda tempestiva di ammissione al passivo è soggetto alla sospensione feriale prevista dall’art. 1 l. 742/1969, e ciò anche quando tale domanda abbia ad oggetto crediti di lavoro, non potendosi prefigurare, in ragione della natura del credito, un diverso trattamento quanto alla disciplina della sospensione feriale dei termini per le domande di ammissione al passivo ex art. 93 l.f.. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Maggio 2014. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Domanda di ammissione al passivo – Indicazione del titolo della prelazione – Desumibilità in via interpretativa dal testo del ricorso – Esclusione – Ammissione al passivo in via chirografaria.
Deve essere ammesso al passivo al chirografo, e non in via privilegiata, ai sensi dell’art. 93 co. 3 n. 4 e co. 4 l.f., il credito per il quale il ricorrente non abbia indicato il titolo della prelazione, non potendo desumersi l’esistenza di una domanda relativa al rango privilegiato quale esito di un’operazione interpretativa del testo del ricorso ex art. 93 l.f. che valorizzi i meri dati della enunciazione della qualità (nella specie, di avvocato) spesa dall’istante e dalla qualificazione (nella specie, in termini di assistenza e consulenza) dell’attività svolta per la fallita. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Marzo 2014. Segue...
Fallimento – Stato passivo – Scrittura privata – Data certa – Inopponibilità – Prova del negozio – Ammissibilità..
Ai fini dell’ammissione allo stato passivo, a norma dell’articolo 2704 c.c. la scrittura privata priva di data certa non è opponibile al curatore del fallimento, con la conseguenza che la prova dell’anteriorità al fallimento del negozio contenuto nella scrittura non può desumersi da quest’ultima. Tuttavia, l’inopponibilità di cui all’art. 2704 c.c. non riguarda il negozio, ma la data della scrittura e non attiene all’efficacia dell’atto, ma alla prova di esso che si intende dare a mezzo della scrittura. Ove, dunque, il documento contrattuale non sia munito di data certa, la prova del negozio e della sua stipulazione anteriore al fallimento può essere fornita, prescindendo dal documento contrattuale, con tutti gli altri mezzi consentiti, anche nei confronti dei terzi e del curatore, salve le limitazioni derivanti dalla natura e dall’oggetto del negozio. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 12 Dicembre 2013. Segue...
Procedure concorsuali – Domanda di ammissione al passivo in via privilegiata ex art. 1023 cod. nav. – Onere del creditore di specificare i beni – Indicazione effettuata in sede di opposizione allo stato passivo – Tardività..
E’ tardiva l’indicazione dei beni del debitore sui quali la prelazione ex art. 1023 cod. nav. qualora avvenga per la prima volta in sede di opposizione allo stato del passivo avverso il provvedimento di ammissione in via chirografaria. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Maggio 2013. Segue...
Contratto di anticipazione all'esportazione garantito da pegno su fatture (di crediti) - Contratti di anticipazione bancaria regolati in conto corrente - Pegno a favore della banca - Conto corrente bancario o di corrispondenza - Contratto innominato misto di mandato, delegazione e deposito - Istanza di insinuazione al passivo - Produzione contratti e contabili di accredito - Prova del credito - Insufficienza documentazione allegata. .
Deve ritenersi pienamente legittimo il provvedimento del Giudice Delegato di rigetto dell'istanza di insinuazione al passivo presentata dalla banca, per un credito relativo ad una serie di somme inerenti a contratti di anticipazioni all'esportazione garantite da pegno su fatture (di crediti) accreditate sul conto corrente di corrispondenza intrattenuto dalla società fallita presso il medesimo istituto di credito, nell'ipotesi di mancata allegazione all'istanza dei relativi estratti conto: solo con tale produzione pertanto è possibile documentare il credito, girato a sofferenza, derivante dalla mancata restituzione dell'anticipazione, con la quan tificazione altresì degli interessi e delle spese di estinzione dell'operazione. Il mero accreditamento della somma sul conto corrente, infatti, non dimostra la sussistenza del credito della banca, essendo necessario documentare il mancato incasso delle somme portate dalle fatture cedute e l'addebito della relativa posta sul conto. (Anna Serafini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 07 Dicembre 2012. Segue...
Surrogazione - Pagamento parziale - Patto contrario di cui all'articolo 1205 c.c. - Opponibilità agli altri creditori in sede di verifica del passivo - Ammissibilità..
Il "patto contrario" previsto dall'articolo 1205 c.c. per l'ipotesi di surrogazione parziale del terzo surrogato nei diritti e nelle garanzie del creditore è opponibile agli altri creditori anche in sede di verifica del passivo. (Fattispecie in tema di surrogazione, regolarmente annotata, in un credito garantito da ipoteca). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 02 Febbraio 2012. Segue...
Accertamento del passivo - Produzione di copia di documento munito di registrazione telematica - Prova di data certa anteriore al fallimento - Disconoscimento della copia - Effetti..
La produzione nel giudizio di accertamento del passivo della copia fotostatica riportante gli estremi della registrazione telematica di un contratto non è idonea a dimostrare la anteriorità del documento alla apertura del concorso qualora sia stata tempestivamente disconosciuta la conformità all'originale della copia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 09 Dicembre 2011. Segue...
Fallimento – Ammissione allo stato passivo – Credito del Professionista – Privilegio ex art. 2751 bis c.c. – difetto di indicazione del titolo – Ammissione..
Va accolta la domanda di ammissione di un credito allo stato passivo con il privilegio ex art. 2751 bis n. 2 c.c., anche nel caso di difetto di indicazione del titolo di privilegio, quando questa eccezione appaia superabile dal contesto della domanda, in cui si dia espressamente atto che il credito viene insinuato a titolo di compenso per l’attività professionale prestata ai fini della presentazione della domanda di concordato preventivo, posto che una degradazione a chirografo ex art. 93 co. 4 L.F., per la mancata indicazione del titolo della prelazione, ai sensi del precedente co. 3 n. 4), presuppone che il corrispondente requisito sia non solo omesso, ma anche assolutamente incerto. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 13 Giugno 2011. Segue...
Fallimento – Verifica dello stato passivo – Principio di non contestazione – Applicabilità al giudizio di verifica dello stato passivo – Esclusione.
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Inapplicabilità del principio di non contestazione – Inesistenza di preclusione per il curatore..
Il principio di non contestazione non trova applicazione in sede di verifica dello stato passivo atteso che: a) nel procedimento di stato passivo le parti possono stare in giudizio personalmente senza obbligo di difesa tecnica; b)il principio di non contestazione trova il suo presupposto logico e giuridico nel principio dell’analiticità della domanda e delle allegazioni delle parti, mentre una tale analiticità non è prevista dall’art. 93 L.F. ( a differenza dell’art. 163 c.p.c.); c) presuppone la sussistenza di un processo che abbia precise scansioni, di certo non presenti nel procedimento di accertamento dello stato passivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
All’inapplicabilità del principio di non contestazione al giudizio di verificazione dello stato passivo consegue la possibilità, per il curatore - cui è assimilabile il Commissario Straordinario – di fare valere in sede di opposizione allo stato passivo eccezioni in fatto ed in diritto che non siano state fatte valere in sede di verifica dello stato passivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 10 Febbraio 2011. Segue...
Credito con privilegio ipotecario - Iscrizione - Natura costitutiva - Produzione della nota di iscrizione - Necessità..
Poiché l'iscrizione della garanzia ipotecaria ex articolo 2808 c.c. ha natura costitutiva della garanzia stessa, è solo con la esibizione della relativa nota che al credito insinuato al passivo del fallimento può essere riconosciuta natura privilegiata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Patti, 13 Settembre 2010. Segue...
Privilegi ipotecario - Ammissione al passivo - Distinzione tra capitale ed interessi - Produzione del piano di ammortamento - Necessità..
In tema di credito assistito da privilegio ipotecario, al fine di distinguere il capitale dagli interessi, poiché di questi solo quelli relativi al c.d. triennio vanno ammessi in via ipotecaria, è necessario l'esame e quindi la produzione del piano di ammortamento ove per ciascuna rata viene indicata la quota di capitale e quella di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Patti, 13 Settembre 2010. Segue...
Conservazione delle scritture contabili - Imprenditore commerciale - Prova giudiziale..
Se è vero che l'imprenditore commerciale non è tenuto ai sensi dell'articolo 2220 c.c. a conservare la documentazione contabile per un periodo superiore a 10 anni dall'ultima operazione, è tuttavia evidente che la norma non può essere invocata allo scopo di esimersi dal fornire in giudizio la prova del proprio credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Patti, 13 Settembre 2010. Segue...
Fallimento – Domanda di ammissione al passivo in pendenza di giudizio di reclamo ex art. 18 l.fall. – Necessità..
Secondo la rigida scansione temporale imposta dalla nuova legge fallimentare, in virtù della quale la presentazione della domanda deve avvenire al più presto nei tempi fissati dagli artt. 93 e ss. L. Fall., il creditore deve necessariamente presentare la domanda di ammissione al passivo anche in pendenza del giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, al fine di non incorrere nelle preclusioni di cui all’art. 101 L.Fall. per il decorso del termine di 12 mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 22 Luglio 2010. Segue...
Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Deduzione della compensazione parziale con il minor debito verso il fallito – Ammissione al passivo per il credito residuo – Giudicato endofallimentare – Rivalutazione della questione dell’efficacia del titolo in altro giudizio promosso dal curatore – Ammissibilità – Preclusione. (14/09/2010).
L’ammissione al passivo fallimentare di un credito nella misura risultante dalla differenza dell’importo originario rispetto ad un minor debito verso il fallito, per il quale sia stata invocata dal creditore una concorrente causa di compensazione parziale, investe ogni questione attinente al fondamento, la consistenza e l’efficacia del titolo posto a base della domanda e dunque implica che, formatosi su di essa il giudicato endofallimentare, diviene preclusa l’autonoma azione con cui il curatore contesti il medesimo titolo sotto il profilo dell’efficacia, agendo in revocatoria degli atti giustificativi della dedotta ed ammessa causa di estinzione parziale del maggiore credito. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 14 Luglio 2010, n. 16508. Segue...
Fallimento – Ammissione al passivo – Rimborso delle spese sostenute dal concessionario per l'esecuzione coattiva – Esclusione. (29/06/2010).
Le disposizioni che riconoscono al concessionario le spese relative alle procedure di riscossione coattiva non possono essere estese alla procedura fallimentare. Infatti, in materia fallimentare il principio fondamentale è che le spese sostenute dal creditore per l'attività svolta per insinuarsi al passivo del fallimento sono limitate alle sole spese vive borsuali, per cui riconoscere il rimborso delle spese forfettariamente determinate in favore del concessionario non solo violerebbe il principio della par condicio creditorum, assicurando un trattamento preferenziale per tale creditore, ma violerebbe anche il principio della cristallizzazione dei crediti al momento dell'apertura del concorso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 10 Giugno 2010. Segue...
Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Credito professionale – Assistenza alla redazione di domanda di concordato preventivo non presentata – Opponibilità alla massa – Esclusione..
Il credito per prestazioni professionali rese in favore di soggetto insolvente che non sfocino nel buon esito della procedura sperata (concordato preventivo, domanda neppure presentata) non trova alcuna collocazione nel successivo fallimento, per l’inutilità, anzi dannosità della relativa spesa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 28 Maggio 2010. Segue...
Domanda di ammissione al passivo – Termine per la presentazione – Computo del periodo feriale – Necessità.
Domanda di ammissione al passivo – Credito tributario – Notifica del ruolo – Non necessità.
Domanda di ammissione al passivo – Credito previdenziale – Titolo fondante – Titolo esecutivo – Produzione – Necessità. (26/05/2010).
Nel computo del termine previsto dall’art. 101, ultimo comma, legge fallimentare per la presentazione delle domande di ammissione al passivo si deve tenere conto anche della sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Non è necessaria la notifica del ruolo ai fini della ammissione al passivo del credito tributario indicato nella cartella esattoriale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
A differenza di quanto avviene per i crediti tributari – per i quali l’iscrizione a ruolo determina il sorgere dell’obbligazione tributaria ai sensi dell’art. 88 d.lgs. n. 46/1999 – per quelli previdenziali, il titolo su cui si fonda il credito è necessariamente costituito da un titolo esecutivo emesso prima della dichiarazione di fallimento ai sensi dell’art. 24, commi 3 e 4, d.lgs. citato e che deve necessariamente essere prodotto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 11 Maggio 2010. Segue...
Domanda di ammissione al passivo – Spese di lite – Non necessità della difesa tecnica – Non spettanza. (27/05/2010).
Non possono essere ammesse al passivo le spese di lite attinenti alla presentazione della domanda di insinuazione sia perché in tale fase del procedimento a carattere sommario non è necessaria la difesa tecnica, sia in considerazione del principio della cristallizzazione dei crediti alla data della dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 11 Maggio 2010. Segue...
Verifica del passivo – Credito derivante da saldo di conto corrente – Data certa del contratto – Necessità. (15/06/2010).
Accertamento del passivo – Credito della banca – Saldo negativo di conto corrente – Prova – Produzione del contratto con data certa anteriore al fallimento – Necessità. (07/09/2010).
Al fine di ottenere l'ammissione del saldo negativo risultante dal conto corrente, la banca deve produrre in giudizio non solo la copia degli estratti conto relativi al rapporto che ha generato il credito ma anche il contratto di conto corrente munito di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vigevano, 22 Febbraio 2010, n. 0. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Verifica dei crediti – Documentazione probatoria – Estratto parziale di c/c bancario – Insufficienza. (03/08/2010).
L'estratto parziale del conto corrente non costituisce prova sufficiente del credito in esso riprodotto ai fini dell'ammissione al passivo, in quanto non consente la piena ricostruzione dei movimenti che hanno condotto alla formazione delle poste (sia attive che passive) che emergono nella contabilità dell'ultimo periodo del rapporto tenuto con la banca, indicando solo la situazione finale dello stesso rapporto, e non permettono quindi al curatore, nonostante l'approvazione del conto ai sensi dell'art. 1832 cod. civ., di mettere in discussione la portata ed il significato giuridico dei fatti riportati nell'estratto conto ai sensi dell'art. 1827 cod. civ., vale a dire l'esistenza, la validità e l'efficacia o l'opponibilità dei titoli giuridici sottostanti ai medesimi. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 30 Ottobre 2009. Segue...
Procedimento civile - Domanda giudiziale - Interesse ad agire - Revocatoria fallimentare - Dichiarazione d'inefficacia di ipoteca giudiziale - Ammissione del credito garantito in chirografo - Interesse ad agire del curatore - Esclusione - Fondamento.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Dichiarazione d'inefficacia di ipoteca giudiziale - Ammissione del credito garantito in chirografo - Interesse ad agire del curatore - Esclusione - Fondamento..
La curatela fallimentare non ha l'interesse ad agire in ordine alla domanda di revoca dell'ipoteca che il creditore non abbia fatto valere in sede di ammissione al passivo, sia perchè non è ravvisabile un interesse concreto ed attuale a prevenire il rischio di una rivalsa, meramente eventuale, relativa alle spese di cancellazione, sia perchè la dichiarazione d'inefficacia dell'ipoteca determina l'annotazione ex art. 2655 cod. civ., ma non la sua cancellazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2009, n. 4831. Segue...
Fallimento – Tasso di interesse applicabile ai crediti derivanti da transazioni commerciali – Esclusione dell’applicazione del d.lgs. 232/2002 ai debiti oggetto di procedure concorsuali – Interpretazione – Interessi maturati fino alla dichiarazione di fallimento – Tasso legale..
La disposizione contenuta nell’art. 1 del d.lgs. n. 231/2002, il quale prevede la non applicazione della speciale normativa sulle transazioni commerciali ai “debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore” deve essere intesa, per quanto riguarda il tasso di interesse applicabile, nel senso che l’esclusione riguarda gli interessi maturati fino alla dichiarazione di fallimento; il tasso non potrà, quindi, essere determinato ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. citato, a meno che gli interessi in questione non siano stati liquidati con provvedimento giudiziario passato in giudicato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 10 Febbraio 2009. Segue...
Fallimento – Surrogazione del solvente nel credito ammesso al passivo – Istanza di insinuazione – Necessità..
Ove il creditore ammesso al passivo fallimentare venga successivamente soddisfatto da un terzo, pur operando la surrogazione di cui all’art. 1203 c.c. di diritto, il terzo deve nondimeno proporre specifica istanza nelle forme previste dalla legge fallimentare. Tribunale Roma, 17 Marzo 2008, n. 0. Segue...
Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Termine per la produzione di documenti – Opposizione allo stato passivo – Decadenza..
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo come disciplinato dal d. lgs. 5/06, il creditore istante, alla stregua della previsione contenuta nel disposto di cui all’art. 93 VII co. l.f., deve ritenersi decaduto dalla facoltà di produrre nuovi documenti non dimessi in sede di verifica e per i quali non è stata allegata o dimostrata l’impossibilità di produzione tempestiva. (mb) Tribunale Mantova, 11 Dicembre 2007. Segue...

References: Cass. 
 art. 3
 art. 93
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 Art. 72
 sentenza 
 art. 93
 art. 93
 art. 1023
 art. 1023
 art. 2751
 art. 2751
 art. 93
 articolo 2808
 art. 18
 sentenza 
 art. 2655