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Timestamp: 2020-06-01 16:56:47+00:00

Document:
iReporter: i professonisti dell'istruzione
Fonte: iReporter - Gruppo Tv7
Tuttoscuola - Elezioni RSU: aspro confronto preelettorale
Orizzonte Scuola: Perché il servizio del precario vale meno di quello del docente di ruolo?
Intervento di Silvio Maglio al Convegno Mida del 7 febbraio. Il punto sulle storture che danneggiano i precari e il servizio da precari.
Avanti - Scuola bocciata. Anche la Spagna spende di più
L'Italia deve "migliorare equità ed efficienza" del suo sistema educativo, che "ha un basso rapporto tra qualità e costo e dovrebbe fare di più per migliorare le opportunità per i meno qualificati". Lo scrive l'Ocse nel suo rapporto 'Going for Growth' rilevando, in particolare, le poche risorse destinate al settore. L'Ocse bacchetta in particolare il nostro Paese per la spesa per l'istruzione "scesa ben al di sotto della media" e per i numerosi cambi, "tre in quattro anni", al vertice dell'agenzia per la valutazione della scuola.
Roma - Scuola, i lavoratori non credono più nel sindacato.
Milano Finanza: Scuola, il blocco degli stipendi costerà ai lavoratori 8.500 euro
L'abolizione degli scatti di anzianità automatici nel pubblico impiego, frutto di un accordo siglato quattro anni fa, in piena recessione, provocherà danni economici pesanti in termini di adeguamento delle retribuzioni. Accade anche nella scuola, dove le maggiori confederazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, denunciano che il congelamento degli aumenti farà perdere ad ogni lavoratore 8.500 euro.
Il Giorno – Il Resto del Carlino - La Nazione: Studenti e sindacati sulle barricate "E' un puzzle, non c'è un'idea"
Marcello Pacifico (Anief-Confedir) non è convinto: " Senza una riforma seria dell'apprendistato, senza che sia reintrodotto l'obbligo formativo fino ai 18 anni, non credo si possa andare molto lontano". Continua a leggere
TGR Basilicata: intervista al Presidente Anief, Marcello Pacifico
Vai al video (intervista dal min. 15.00)
La Sicilia - Estendere l'obbligo scolastico a 18 anni
Leggo - Scuola, il buco dell'Inps mette sempre più a rischio le pensioni dei giovani
ROMA - Per sanare il problema non bastano le rassicurazioni fornite nelle ultime ore dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, secondo cui l'operazione di confluenza dell'Inpdap nell'Inps sta avvenendo senza problemi perché "la previdenza legata ai dipendenti pubblici è a carico dello Stato", quindi "il problema non si pone".
Giornale di Sicilia - Le materie scelte dagli studenti: la proposta fa paura ai professori
Corriere del Mezzogiorno - Precari, dopo Napoli già 10 mila ricorsi
La sentenza che ha fatto assumere la prof di Ischia. Il sindacato: i giudici devono adeguarsi.
La Stampa - Dalle supplenze alla cattedra grazie alla Corte Europea
Parla l'insegnante che ha vinto il ricorso. Il Ministero dovrà assumerla.
Corriere della Sera - La giostra dei nuovi assunti, a chi tocca scegliere la sede vicina a casa?
Con l'immissione dei 150 mila nuovi insegnanti rischio caos per le assegnazioni. Gli insegnanti di ruolo fuorisede: tocca a noi scegliere per primi se riavvicinarci a casa.
iReporter Sera del 22/01/2015: Sarà una buona Scuola?
Corriere del Mezzogiorno - Il giudice di Napoli fa assumere la prima prof precaria. È di Ischia
I primi effetti pratici della storica sentenza della Corte di Giustizia europea sulla reiterazione dei contratti a termine nel territorio italiano.
Orizzonte Scuola - Sentenza Napoli stabilizza tre precari con più di 36 mesi di servizio. Il commento dell'Avv. De Michele
Vincenzo De Michele, avvocato del Foro di Foggia. Lo avevamo intervistato altre volte, prima della sentenza della Corte di Lussemburgo e in merito alle possibili interpretazioni. Di nuovo lo interpelliamo, ora che le sue previsioni sembrano essersi realizzate in pieno.
Avvenire: Precari, prime assunzioni dopo la sentenza europea
La Stampa: Prof valutati dagli studenti, per l’Anief si rischia il “voto di scambio”
Se gli insegnanti saranno valutati dagli studenti è forte il rischio del "voto di scambio". Ne è convinta l'Anief che critica alcuni aspetti di una sorta di "pacchetto studenti" che dovrebbe essere incluso nel provvedimento sulla scuola che il Governo varerà entro la fine di febbraio.
Repubblica: Gli studenti applaudono Faraone, dateci potere. I sindacati, riforme da voto di scambio
ROMA - Gli studenti valuteranno gli insegnanti, dice il sottosegretario all''Istruzione Davide Faraone a "Repubblica". Dal prossimo anno scolastico nelle scuole superiori due milioni e mezzo di ragazzi tra i 15 e i 19 anni avranno a disposizione un questionario in cui, a fine stagione, giudicheranno i loro docenti: puntualità, chiarezza d''esposizione, efficacia della didattica. In ogni istituto, poi, gli studenti potranno eleggere un loro rappresentante che andrà a ricoprire uno dei cinque posti del nucleo di valutazione (gli altri quattro saranno affidati al preside e a tre insegnanti esperti). Il nucleo di valutazione scriverà il rapporto di autovalutazione annuale (Rav) della scuola, avrà voce sugli scatti di merito degli insegnanti e anche sull''anno di prova necessario per il neo-docente da stabilizzare.
ANSA - Anief, un'altra vittoria del sindacato
ANSA - Scuola: precari; Anief, un'altra vittoria del sindacato
Teleborsa: La scuola boccia il decreto Madia
Leggo: Scuola, migliaia di docenti rischiano di essere assunti lontano da casa
ROMA - Decine di migliaia di docenti rischiano di essere assunti a centinaia di chilometri da casa.
Il Corriere di Roma: Sicurezza, torna lo spettro degli edifici scolastici a rischio
La Stampa - Scuole chiuse il sabato: si o no?
Voi come la vedete? Sarebbe giusto secondo voi chiudere tutte le scuole il sabato per rispamiare soldi e rendere più corta la settimana degli studenti e degli insegnanti? Secondo l’Anief, lasciare a casa gli studenti il sabato mattina significherebbe risparmiare di almeno 720 milioni di euro annui. Ciò avverrebbe non utilizzando più la corrente elettrica, il gas e il riscaldamento, oltre a i trasporti per portare gli alunni. Naturalmente non si risparmierebbero ore di scuola, che verrebbero recuperate con i rientri pomeridiani. E il risparmio andrebbe ricalcolato contando il costo aggiuntivo della mensa.
La Tecnica della Scuola - Nuovo concorso Ds, contenziosi in arrivo
Non è ancora stato bandito e già si parla di magistratura. Nuovo concorso Ds con ricorsi e contenziosi in arrivo? A quanto pare sembra proprio di sì.
La Repubblica - Febbraio decisivo per la scuola italiana
Leggo - Scuola: al via le assunzioni, ma è giallo sulla sorte di 100 mila docenti
Il Ministro dell'Istruzione, Giannini, ha confermato che da settembre di quest'anno il grande piano assunzionale e i principi innovativi della buona scuola saranno una realtà. I finanziamenti sono già stati assegnati nella Legge di Stabilità e prevedono 1 miliardo di euro subito e 2 miliardi a regime.
Padova Oggi - "Da novembre, nessun stipendio per supplenti precari di Padova"
L'Anief contro il Governo dopo la notizia che nella provincia patavina a più di 300 insegnanti non è ancora stata corrisposta la retribuzione e per "pagare le bollette sono costretti a chiedere soldi ai genitori".
Il Fatto Quotidiano - Milleproroghe, slitta concorso per presidi. Nel limbo il Consiglio pubblica istruzione
Il decreto varato a fine dicembre conferma poi le borse di studio per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica ed estende le scadenze per i lavori di edilizia scolastica e per i concorsi da professore associato nelle università.
Radio Vaticana - Istat: Italia ultima tra i Paesi Ocse per spesa in istruzione
L’Italia è ultima, tra gli Stati europei membri dell’Ocse, per spesa pubblica nell’istruzione in rapporto al Prodotto interno lordo. A certificarlo è l’Istat, nel tradizionale annuario statistico pubblicato nell’ultima settimana dell’anno, precisando che per la formazione dei giovani, in tutti i livelli del ciclo educativo, si investe il 4,6% del Pil. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
00459953.mp3 [l'intervento-commento di Marcello Pacifico, Presidente Anief, è compreso tra 00:42 e 01:20]
L’Italia è l’ultima della classe per spesa in istruzione. A questo poco lusinghiero dato si contrappone quello relativo alla Danimarca, lo Stato tra i Paesi europei dell’Ocse che investe maggiormente nella formazione, quasi l’8% del Pil. Investono nettamente più dell’Italia anche Stati duramente colpiti dalla recessione come Irlanda, Spagna e Portogallo. Sono sempre meno, inoltre, i giovani ad iscriversi all’università. Se nel 2003 erano quasi 73 gli immatricolati su 100 diplomati nel 2012 sono stati in media solo 55. Contestualmente, continuano a calare i lettori di libri e quotidiani. Il commento di Marcello Pacifico presidente di “Anief”, Associazione sindacale professionale, che ha analizzato i dati dell’Istat:
“l’Italia è l’ultima, è la ‘maglia nera’ di tutte queste classifiche. Basti pensare che dal 1995 ad oggi, ovvero negli ultimi 20 anni, non ha aumentato neanche di un euro la spesa per studente. I livelli italiani sono di 2 punti percentuali sotto la media dell’Ocse. Purtroppo, tutto questo è legato anche al taglio di 200 mila posti, al blocco degli stipendi, che è di 4 punti percentuali sotto dell’inflazione… Sono tutti dati negativi! E noi chiediamo a questo punto al governo di intervenire con urgenza per cambiare tutto questo stato di cose, altrimenti non potrà crescere il Paese!”.
Ma perché l’Italia continua a non investire nell’istruzione? La riflessione di Giuseppe Bertagna, docente di Pedagogia all’Università di Bergamo:
R. – Il perché – a mio avviso – è ciò che può risolvere la questione, perché noi non possiamo spendere mantenendo una struttura che non sia efficiente in tutti i suoi aspetti; quindi, è un problema di ricambiare la struttura. Non possiamo nemmeno immaginare, come si è immaginato, che tutti debbano andare all’Università per avere una formazione superiore, perché in tutti i Paesi esiste una formazione superiore non universitaria. La delusione che molti laureati provano perché non trovano lavoro oppure perché devono andare all’estero, oppure perché rimangono ad un livello di professionalità inferiore rispetto a quello che hanno maturato. E quello che hanno maturato è tale che corrisponde ad una analoga richiesta diposti che invece restano inutilizzati per professioni molto alte, molto interessanti ma che non sono quelle per cui l’università forma. Quindi è una carenza. E per ultimo, è che noi siamo riusciti in 40 anni ad espungere dalla mentalità collettiva l’idea che il lavoro sia un fortissimo giacimento culturale ed educativo che deve cominciare dai sei anni ed arrivare fino all’Università, e abbiamo - invece che “rotto” - “consolidato” il pregiudizio che studio e lavoro siano due alternative tra loro incompatibili. Oggi, invece, ci accorgiamo del contrario e, se vogliamo far cambiare il trend, dobbiamo per forza intervenire su questi tre segmenti.
La spesa nell’istruzione potrebbe comunque far registrare nei prossimi mesi significativi cambiamenti. L’Italia, dopo anni di tagli, nel 2014 ha aumentato il proprio bilancio per la formazione dello 0,6%. E per il 2015 è stato stanziato nella legge di stabilità un miliardo di Euro.
Repubblica - Italia ultima nell’Unione europea per spesa pubblica nell'istruzione
Lo certifica l'Istat: l'Italia è ultima nell'Unione europea per spesa pubblica nell'istruzione. Tra le ultime nel mondo sviluppato. Il luogo comune si è fatto statistica. L'Annuario italiano dice, infatti, che dai noi si investe per la formazione dei giovani il 4,6 per cento del Prodotto interno lordo. La Danimarca, in testa per finanziamenti nella conoscenza, investe il 7,9 per cento. Il Regno Unito il 6,4, i Paesi Bassi il 6,2, la Francia il 6,1, il Portogallo e la Spagna il 5,5% (un punto in più di Pil) e la Germania il 5,1. Fuori dall'Europa, gli Stati Uniti spendono nel sapere pubblico il 6,9 per cento del Pil, l'Australia il 5,8, il Giappone il 5,1.
Il Messaggero Veneto - Trattenute sul Tfr, i sindacati insorgono
Nel mirino i fondi della previdenza complementare, in particolare l'Espero nel comparto istruzione.
Avvenire - Istruzione, l'Italia resta fanalino di coda nella Ue
Non è proprio una novità, ma ogni volta che le cifre lo confermano è come ricevere un altro pugno nello stomaco. L'Italia è ultima nell'Unione Europea per spesa pubblica nell'istruzione, per la quale investe solo il 4,6% del Pil. Lo sottolinea l'Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, evidenziando il dato contenuto nell'Annuario statistico pubblicato dall'Istat nei giorni scorsi.
Gazzetta di Modena: «Tfr, la trattenuta è illegittima»
Il Mattino: Anief, precari della scuola senza stipendio
Secolo d'Italia: Per tanti precari un Natale senza stipendio: da Renzi solo chiacchiere
LEGGO: Boom di richieste per fare il bidello tra gli aspiranti anche tanti laureati
ROMA - Malgrado tutti i problemi che l'affliggono, la scuola italiana rimane un saldo punto di riferimento per tantissimi aspiranti lavoratori. Lo testimonia il boom di domande, probabilmente superiori al milione, presentate in questi giorni per essere collocati nella terza fascia delle graduatorie d'istituto al fine di candidarsi a svolgere, per brevi periodi, mansioni di assistente amministrativo o tecnico, ma anche per fare il collaboratore scolastico.
Il Tempo - Stabilità colabrodo a rischio infrazione Ue
Dubbi sul bonus Irap agli autonomi. I tecnici della Camera: mancano i fondi per Poste.
La legge di Stabilità è diventata un colabrodo. La fretta di concludere l'iter prima di Natale, con l'approvazione nell'Aula della Camera tra oggi e domani, sta creando numerosi problemi. Come era prevedibile, nonostante le rassicurazioni del governo, la manovra si è appesantita di emendamenti infilati all'ultimo momento con il consueto obiettivo di dare la mancetta a questa o a quell'altra categoria. Sono 130 gli emendamenti che dovranno essere scremati.
Il Fatto Quotidiano - La Buona Scuola, la consultazione online: “Classi senza precari e più inglese”
Il ministro Giannini ha presentato i risultati a due mesi dalla messa online del documento. A rispondere al questionario sono stati soprattutto i prof. Anief: "Ci aspettiamo l'inserimento di altri docenti abilitati". Rete studenti medi: "Ci auguriamo un percorso legislativo trasparente".
Metro News - Migliaia di supplenti sono senza stipendio
Già il nome che hanno attribuito loro lascia intendere che rispetto ai colleghi sono su un gradino più basso: "supplenti brevi". Sono insegnanti che devono accontentarsi di assunzioni a singhiozzo con stipendi bloccati al 2009.
Forexinfo - Scuola, i docenti italiani sono i più vecchi e poveri dell’Ocse
I docenti italiani sono i più vecchi dell'area Ocse e quelli che guadagnano di meno, nonostante un impegno lavorativo analogo, se non maggiore. Ecco il quadro desolante tracciato dall'Anief.
Teleborsa: La cooperazione europea ed internazionale parte dalla formazione
Avvenire - Precari della Scuola, pronti 125mila
Dopo la sentenza della Corte di Giustizia si moltiplicano le condanne contro lo Stato.
Milano Finanza: Scuola: Anief, dopo sentenza Ue su precari al via risarcimenti
Nei giorni successivi alla sentenza dei giudici europei "sull'abuso dei contratti a termine, i tribunali del lavoro italiani hanno ripreso, con più veemenza, a condannare lo Stato a cospicue spese risarcitorie: la base di partenza sono 15 mensilità di stipendio mancato, pari a circa 25mila euro. Ma non mancano sentenze risarcitorie piú sostanziose". Lo afferma l'Anief, secondo cui i giudici si dovranno esprimere pure su scatti di anzianità, pagamento dei periodi non lavorati tra una supplenza e l'altra. Oltre che, ovviamente, sull'obbligo di costituzione del rapporto a tempo indeterminato. Con un danno iniziale per le casse pubbliche di 6 miliardi di euro.
Quotidiano del Sud - Scuola - Lavoro si investe di più
Teleborsa - La Sentenza della Corte di Giustizia d'Europa a favore dei precari
Si è tenuto il convegno organizzato dal sindacato degli insegnanti Anief, presso la Sala Mercede di Palazzo Marini, per commentare ed approfondire i profili legali del ricorso, promosso dal sindacato degli insegnanti, che ha portato alla storica sentenza della Corte di giustizia europea di Strasburgo, in contrasto con il parere espresso in precedenza dalla giustizia ordinaria italiana e dalla Corte di Cassazione.
Corriere della sera - «Tuo figlio è assente». Quando la scuola manda un sms alle famiglie
Un sistema di allerta esiste già. Ma solo pochi istituti lo applicano. Il registro digitale doveva decollare in tutte le scuole, ma solo la metà lo usa.
Il Giorno - Un sms gli avrebbe salvato la vita
"Ma Tante scuole sono senza web". Loris e il registro elettonico inesistente. I Sindacati: servono soldi.
Sole 24Ore - La sentenza Ue sui precari si scontra con un labirinto di norme
La Sentenza della Corte di Giustizia Ue ha dichiarato contraria alla normativa europea sul divieto di reiterazione di contratti a termine quella italiana sulla scuola «che autorizzi, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale Ata, senza indicare tempi certi per l'espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo».
Panorama - Dipendenti pubblici: quei contratti da cambiare
UnoMattina: l'intervento di Marcello Pacifico
ANSA - Scuola: precari in Rsu. Anief, primo effetto sentenza Ue

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