Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=14&id=00176824&part=doc_dc-allegatoa_aa-ddltit_ddl2351b&parse=si
Timestamp: 2013-05-24 22:29:31+00:00

Document:
DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001 (2351-B) ARTICOLI DA 1 A 11 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI ART. 1. Identico all'articolo 1 approvato dal Senato (Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione ed i Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall�Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001. Art. 2. Identico all'articolo 2 approvato dal Senato (Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione ed ai Protocolli di cui all�articolo 1, di seguito denominati rispettivamente: �Convenzione� e �Protocolli�, a decorrere dalla data della loro rispettiva entrata in vigore. Art. 3. Approvato (Definizione di reato transnazionale)
d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato. Art. 4. Approvato (Circostanza aggravante)
2. Si applica altresì il comma 2 dell�articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni. Art. 5. Identico all'articolo 4 approvato dal Senato (Autorità centrale ed autorità di riferimento per le attività previste dalla Convenzione e dai Protocolli)
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le autorità di riferimento per le attività previste dalla Convenzione e dai Protocolli. Art. 6. Identico all'articolo 5 approvato dal Senato (Informazione al Parlamento sulla cooperazione in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria)
1. Con cadenza annuale il Ministro della giustizia informa le Camere sullo stato di attuazione delle previsioni dell�articolo 16 della Convenzione, in merito alla collaborazione tra Stati Parte in materia di estradizione.
2. Con cadenza annuale il Ministro della giustizia informa le Camere sullo stato di attuazione delle previsioni dell�articolo 18 della Convenzione, in merito alla collaborazione tra Stati Parte in materia di assistenza giudiziaria. Art. 7. Approvato (Trasferimento dei procedimenti penali)
1. Il trasferimento dei procedimenti penali previsto dall�articolo 21 della Convenzione avviene esclusivamente nelle forme e nei limiti degli Accordi internazionali. Tali Accordi sono ratificati previa autorizzazione data con legge.
2. Con cadenza annuale il Ministro della giustizia informa le Camere sullo stato di attuazione delle previsioni dell�articolo 21 della Convenzione, in merito al quadro complessivo degli Accordi di trasferimento raggiunti con gli altri Stati Parte, al numero dei procedimenti penali effettivamente trasferiti e ad eventuali problemi applicativi. Art. 8. Identico all'articolo 7 approvato dal Senato (Informazione al Parlamento sulla cooperazione di polizia)
1. Con cadenza annuale il Ministro dell�interno informa le Camere sullo stato di attuazione delle previsioni dell�articolo 27 della Convenzione, con specifico riferimento alle azioni intraprese sulla base di tale disposizione ed al quadro delle intese o accordi conclusi ai sensi del paragrafo 2 del medesimo articolo. Art. 9. Approvato (Operazioni sotto copertura)
a) gli ufficiali di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, dell�Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, appartenenti alle strutture specializzate o alla Direzione investigativa antimafia, nei limiti delle proprie competenze, i quali, nel corso di specifiche operazioni di polizia e, comunque, al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter nonché nel libro II, titolo XII, capo III, sezione I, del codice penale, ai delitti concernenti armi, munizioni, esplosivi, ai delitti previsti dall�articolo 12, commi 3, 3-bis e 3-ter, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell�immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nonché dall�articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, anche per interposta persona, danno rifugio o comunque prestano assistenza agli associati, acquistano, ricevono, sostituiscono od occultano denaro, armi, documenti, stupefacenti, beni ovvero cose che sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato o altrimenti ostacolano l�individuazione della loro provenienza o ne consentono l�impiego;
3. L�esecuzione delle operazioni di cui ai commi 1 e 2 è disposta, secondo l�appartenenza del personale di polizia giudiziaria, dagli organi di vertice ovvero, per loro delega, dai rispettivi responsabili di livello almeno provinciale, d�intesa con la Direzione centrale dell�immigrazione e della polizia delle frontiere per i delitti previsti dall�articolo 12, commi 3, 3-bis e 3-ter, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
4. L�organo che dispone l�esecuzione delle operazioni di cui ai commi 1 e 2 deve dare preventiva comunicazione al pubblico ministero competente per le indagini, indicando, se necessario o se richiesto, anche il nominativo dell�ufficiale di polizia giudiziaria responsabile dell�operazione, nonché il nominativo degli eventuali ausiliari impiegati. Il pubblico ministero deve comunque essere informato senza ritardo, a cura del medesimo organo, nel corso della operazione delle modalità e dei soggetti che vi partecipano, nonché dei risultati della stessa.
6. Quando è necessario per acquisire rilevanti elementi probatori ovvero per l�individuazione o la cattura dei responsabili dei delitti previsti dal comma 1 nonché di quelli previsti dagli articoli 629 e 644 del codice penale, gli ufficiali di polizia giudiziaria nell�ambito delle rispettive attribuzioni possono omettere o ritardare gli atti di propria competenza, dandone immediato avviso, anche oralmente, al pubblico ministero e provvedono a trasmettere allo stesso motivato rapporto entro le successive quarantotto ore.
a) l�articolo 10 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni;
b) l�articolo 12-quater del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356;
c) l�articolo 12, comma 3-septies, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
f) l�articolo 10 della legge 11 agosto 2003, n. 228. Art. 10. Approvato (Responsabilità amministrativa degli enti)
1. In relazione alla responsabilità amministrativa degli enti per i reati previsti dall�articolo 3, si applicano le disposizioni di cui ai commi seguenti.
2. Nel caso di commissione dei delitti previsti dagli articoli 416 e 416-bis del codice penale, dall�articolo 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e dall�articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, si applica all�ente la sanzione amministrativa pecuniaria da quattrocento a mille quote.
3. Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nel comma 2, si applicano all�ente le sanzioni interdittive previste dall�articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per una durata non inferiore ad un anno.
4. Se l�ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nel comma 2, si applica all�ente la sanzione amministrativa dell�interdizione definitiva dall�esercizio dell�attività ai sensi dell�articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
5. Nel caso di reati concernenti il riciclaggio, per i delitti di cui agli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale, si applica all�ente la sanzione amministrativa pecuniaria da duecento a ottocento quote.
6. Nei casi di condanna per i reati di cui al comma 5 del presente articolo si applicano all�ente le sanzioni interdittive previste dall�articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per una durata non superiore a due anni.
7. Nel caso di reati concernenti il traffico di migranti, per i delitti di cui all�articolo 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, si applica all�ente la sanzione amministrativa pecuniaria da duecento a mille quote.
8. Nei casi di condanna per i reati di cui al comma 7 del presente articolo si applicano all�ente le sanzioni interdittive previste dall�articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per una durata non superiore a due anni.
9. Nel caso di reati concernenti intralcio alla giustizia, per i delitti di cui agli articoli 377, 377-bis e 378 del codice penale, si applica all�ente la sanzione amministrativa pecuniaria fino a cinquecento quote.
10. Agli illeciti amministrativi previsti dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Art. 11. Approvato (Ipotesi speciali di confisca obbligatoria e confisca per equivalente)
1. Per i reati di cui all�articolo 3 della presente legge, qualora la confisca delle cose che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato non sia possibile, il giudice ordina la confisca di somme di danaro, beni od altre utilità di cui il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona fisica o giuridica, per un valore corrispondente a tale prodotto, profitto o prezzo. In caso di usura è comunque ordinata la confisca di un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari. In tali casi, il giudice, con la sentenza di condanna, determina le somme di danaro o individua i beni o le utilità assoggettati a confisca di valore corrispondente al prodotto, al profitto o al prezzo del reato. EMENDAMENTO 11.100 DALLA CHIESA
3. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228, e dall'articolo 17 della legge 3 agosto 1998, n. 269, in ordine alla destinazione delle somme confiscate nelle ipotesi previste da tali disposizioni. Resta altresì ferma l'applicazione della disposizione di cui all'articolo 15 della legge 29 settembre 2000, n. 300, limitatamente ai reati ivi considerati.�. ARTICOLI 12 E 13 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI ART. 12. Approvato (Attività di indagine a fini di confisca)
1. In relazione ai reati di cui all�articolo 3 della presente legge, il pubblico ministero può compiere, nel termine e ai fini di cui all�articolo 430 del codice di procedura penale, ogni attività di indagine che si rende necessaria circa i beni, il denaro o le altre utilità soggette a confisca a norma dell�articolo 11 della presente legge e dell�articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, e successive modificazioni. Art. 13. Approvato (Attribuzione di competenze al procuratore distrettuale antimafia)
1. In relazione ai reati di cui all�articolo 3 della presente legge sono attribuite anche al procuratore distrettuale antimafia le competenze attribuite al procuratore della Repubblica e al questore dall�articolo 2-bis, commi 1, 4 e 6, dall�articolo 2-ter, commi secondo, sesto e settimo, dall�articolo 3-bis, settimo comma, dall�articolo 3-quater, commi 1 e 5 e dall�articolo 10-quater, secondo comma, della legge 31 maggio 1965, n. 575. ARTICOLO SOPPRESSO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI APPROVATA LA SOPPRESSIONE DELIBERATA DALLA CAMERA DEI DEPUTATI (Abrogazioni)
1. Gli articoli 322-ter e 640-quater, il quarto comma dell�articolo 270-bis, il settimo comma dell�articolo 416-bis e il sesto comma dell�articolo 644 del codice penale sono abrogati.

References: ART. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 sentenza 
 ART. 12
 Art. 13