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Timestamp: 2019-01-17 06:32:14+00:00

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Titolo II - Della proprietà - LIBRO TERZO - Codice civile - Brocardi.it
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Art. 840 — Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo
Art. 841 — Chiusura del fondo
Art. 842 — Caccia e pesca
Art. 843 — Accesso al fondo
Art. 844 — Immissioni
Art. 845 — Regole particolari per scopi di pubblico interesse
Art. 846 — Minima unità colturale [ABROGATO]
Art. 847 — Determinazione della minima unità colturale [ABROGATO]
Art. 848 — Sanzione dell'inosservanza [ABROGATO]
Art. 849 — Fondi compresi entro maggiori unità fondiarie
Art. 850 — Consorzi a scopo di ricomposizione fondiaria
Art. 851 — Trasferimenti coattivi
Art. 852 — Terreni esclusi dai trasferimenti
Art. 853 — Trasferimento dei diritti reali
Art. 854 — Notifica e trascrizione del piano di riordinamento
Art. 855 — Effetti dell'approvazione del piano di riordinamento
Art. 856 — Competenza dell'autorità giudiziaria
Art. 857 — Terreni soggetti a bonifica
Art. 858 — Comprensorio di bonifica e piano delle opere
Art. 859 — Opere di competenza dello Stato
Art. 860 — Concorso dei proprietari nella spesa
Art. 861 — Opere di competenza dei privati
Art. 862 — Consorzi di bonifica
Art. 863 — Consorzi di miglioramento fondiario
Art. 864 — Contributi consorziali
Art. 865 — Espropriazione per inosservanza degli obblighi
Art. 866 — Vincoli per scopi idrogeologici e per altri scopi
Art. 867 — Sistemazione e rimboschimento dei terreni vincolati
Art. 868 — Regolamento protettivo dei corsi d'acqua
Art. 869 — Piani regolatori
Art. 870 — Comparti
Art. 871 — Norme di edilizia e di ornato pubblico
Art. 872 — Violazione delle norme di edilizia
Art. 873 — Distanze nelle costruzioni
Art. 874 — Comunione forzosa del muro sul confine
Art. 875 — Comunione forzosa del muro che non è sul confine
Art. 876 — Innesto nel muro sul confine
Art. 877 — Costruzioni in aderenza
Art. 878 — Muro di cinta
Art. 879 — Edifici non soggetti all'obbligo delle distanze o a comunione forzosa
Art. 880 — Presunzione di comunione del muro divisorio
Art. 881 — Presunzione di proprietà esclusiva del muro divisorio
Art. 882 — Riparazioni del muro comune
Art. 883 — Abbattimento di edificio appoggiato al muro comune
Art. 884 — Appoggio e immissione di travi e catene nel muro comune
Art. 885 — Innalzamento del muro comune
Art. 886 — Costruzione del muro di cinta
Art. 887 — Fondi a dislivello negli abitati
Art. 888 — Esonero dal contributo nelle spese
Art. 889 — Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi
Art. 890 — Distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi
Art. 891 — Distanze per canali e fossi
Art. 892 — Distanze per gli alberi
Art. 893 — Alberi presso strade, canali e sul confine di boschi
Art. 894 — Alberi a distanza non legale
Art. 895 — Divieto di ripiantare alberi a distanza non legale
Art. 896 — Recisione di rami protesi e di radici
Art. 896 bis — Distanze minime per gli apiari
Art. 897 — Comunione di fossi
Art. 898 — Comunione di siepi
Art. 899 — Comunione di alberi
Art. 900 — Specie di finestre
Art. 901 — Luci
Art. 902 — Apertura priva dei requisiti prescritti per le luci
Art. 903 — Luci nel muro proprio o nel muro comune
Art. 904 — Diritto di chiudere le luci
Art. 905 — Distanza per l'apertura di vedute dirette e balconi
Art. 906 — Distanza per l'apertura di vedute laterali od oblique
Art. 907 — Distanza delle costruzioni dalle vedute
Art. 908 — Scarico delle acque piovane
Art. 909 — Diritto sulle acque esistenti nel fondo
Art. 910 — [Uso delle acque che limitano o attraversano un fondo] [ABROGATO]
Art. 911 — Apertura di nuove sorgenti e altre opere
Art. 912 — Conciliazione di opposti interessi
Art. 913 — Scolo delle acque
Art. 914 — Consorzi per regolare il deflusso delle acque
Art. 915 — Riparazioni di sponde e argini
Art. 916 — Rimozione degli ingombri
Art. 917 — Spese per la riparazione, costruzione o rimozione
Art. 918 — Consorzi volontari
Art. 919 — Scioglimento del consorzio
Art. 920 — Norme applicabili
Art. 921 — Consorzi coattivi
Art. 922 — Modi di acquisto
Art. 948 — Azione di rivendicazione
Art. 949 — Azione negatoria
Art. 950 — Azione di regolamento di confini
Art. 951 — Azione per apposizione di termini
403 L'orientamento del nostro diritto patrimoniale in genere, la configurazione del diritto di proprietà e la determinazione del contenuto concreto di questo si ricollegano ai principi affermati nella Carta del lavoro, la quale non senza intima ragione costituisce la premessa del codice civile. La Dichiarazione VII pone il principio che «lo Stato corporativo considera l'iniziativa privata come lo strumento più efficace e più utile nell'interesse della Nazione». Dalla Dichiarazione II risulta che «il lavoro sotto tutte le sue forme è un dovere sociale» e che «il complesso della produzione è unitario dal punto di vista nazionale: i suoi obbiettivi sono unitari e si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo della potenza nazionale». Nella stessa Dichiarazione VII è detto che «l'organizzazione privata della produzione essendo funzione ai interesse nazionale, l'organizzatore dell'impresa è responsabile dell'indirizzo della produzione di fronte allo Stato» ed è enunciato il concetto della «collaborazione delle forze produttive». L'iniziativa privata come lo strumento più efficace nell'interesse della produzione, il dovere del lavoro, l'unità della produzione, la solidarietà degli interessi tra i partecipanti alla produzione stessa, la responsabilità dell'imprenditore verso lo Stato sono i principi ai quali l'istituto della proprietà privata è legato e i criteri direttivi della disciplina dell'istituto nel nuovo codice. «L'ordine corporativo rispetta il principio della proprietà privata. Questa completa la personalità umana: è un diritto e, se è un diritto, è anche un dovere. Tanto che noi pensiamo che la proprietà privata deve essere intesa in funzione sociale; non quindi la proprietà passiva, ma la proprietà attiva, che non si limita a godere i frutti della ricchezza, ma li sviluppa, li aumenta, li moltiplica. La proprietà privata e l'iniziativa privata sono rispettate, ma l'una e l'altra devono essere dentro lo Stato, che solo può proteggerle, controllarle, vivificarle».
405 I mezzi idonei alla tutela dell'interesse pubblico in concorso con l'interesse privato possono essere, secondo le varie categorie di beni e le diverse situazioni di fatto, o di carattere negativo, come i limiti legali, o di carattere positivo, come gli oneri in senso stretto e gli obblighi imposti al privato. I mezzi di carattere negativo rispondono all'esigenza di circoscrivere o ridurre l'esercizio della proprietà privata quando ciò sia richiesto dall'interesse pubblico; quelli di carattere positivo rispondono all'esigenza di stimolare l'esercizio del diritto con la prospettiva di vantaggi o di sanzioni, mettendo a profitto l'interesse e l'attività del privato proprietario quale strumento attivo dell'interesse pubblico. Il contenuto delle restrizioni che si concretano in limiti e obblighi varia naturalmente secondo le diverse categorie di beni, in relazione all'importanza che essi hanno ai fini della produzione, in coordinamento con le esigenze dell'economia della Nazione, come chiarisce l'art. 811 del c.c., che pone la distinzione dei beni nell'ordine corporativo e sul quale ho avuto occasione di soffermarmi (n. 386).
406 L'esercizio della proprietà privata, oltre che essere informato negativamente a spirito di socialità - dove al vantaggio proprio sia collegata l'eventualità di un danno altrui - deve anche positivamente ispirarsi a solidarietà e a collaborazione, dovunque le situazioni di fatto rendano possibile una sana e feconda unione di forze. Quando tra più proprietari fondiari sussiste un interesse comune, sia all'esecuzione, alla manutenzione o all'esercizio di opere di bonifica, di miglioramento fondiario, sia alla derivazione e all'uso delle acque, la collaborazione si rende necessaria e, se non, è realizzata spontaneamente nella forma di consorzi volontari, può essere imposta dall'autorità mediante costituzione di consorzi coattivi. Altra situazione tipica adatta allo sviluppo di una collaborazione sotto forma di servizi reciproci tra fondi si ha nei rapporti di vicinanza; e le servitù coattive ammesse nell'interesse privato non configurano soltanto un regime negativo di difesa della proprietà, ma anche un regime positivo di servizi necessari od utili per la gestione economica della proprietà altrui. All'idea di una vasta solidarietà sociale si riconduce anche il principio per cui ai vantaggi collegati all'esercizio del diritto sono correlativi specifici oneri e obblighi, Così, quando vengono eseguite opere di bonifica non dichiarate di competenza dello Stato od opere di regolamento di corsi d'acqua o di riparazione o rimozione ad essi relative, ciascun proprietario interessato è tenuto a contribuire alla spesa in proporzione del vantaggio che ne ricava. Se un incremento di valore non deriva al fondo da impiego di capitale o lavoro da parte del proprietario, ma è occasionato dall'esecuzione di un'opera pubblica, è dovuto dal privato avvantaggiato un contributo di miglioria. Anche qui al diritto reale si congiunge un rapporto d'obbligazione che ristabilisce l'equilibrio sociale mediante un corrispettivo.
407 Il nuovo codice non poteva limitarsi alle linee scheletriche dei vecchi testi legislativi, i quali restringevano il loro contenuto alla disciplina privatistica della proprietà, e degli altri diritti con questa connessi e non tenevano sufficiente considerazione degli aspetti sociali che la proprietà, riveste. Ciò costituiva una manchevolezza anche nel codice del 1865, ispirato a concetti meramente individuali, i quali rifuggivano dal considerare nel piano della codificazione, siccome ibridi o di carattere particolare, istituti che, pur riconnettendosi al diritto di proprietà, si discostavano tuttavia dal profilo fisso e tradizionale che esso aveva ormai assunto. In conformità della nuova concezione di tale diritto, ispirata a finalità di utilità generale, il nuovo codice non poteva non allargare la regolamentazione della proprietà. Questa più ampia disciplina della materia poneva un problema tecnico-legislativo di particolare rilevanza circa il modo di attuarla. Una via — certo la più semplice — sarebbe stata quella di fare una semplice menzione dei nuovi istituti e rinviare quindi per la concreta regolamentazione di essi alle leggi speciali. E' chiaro però che con questo sistema non si sarebbe raggiunto lo scopo essenziale di inquadrare nel testo legislativa i vari aspetti del diritto di proprietà. Si poteva seguire anche un procedimento opposto, e cioè introdurre nel codice l'intera disciplina di questi istituti, ma ciò avrebbe innanzitutto alterato l'armonia e la proporzione tra le diverse parti di esso. Inoltre si sarebbe dovuto comprendere nel codice un complessa di norme di carattere prettamente tecnico ovvero di natura amministrativa, attesa la particolare configurazione di taluni istituti ed i rapporti a, cui essi danno luogo, nella loro attuazione, con gli organi della pubblica amministrazione. Escluse queste due soluzioni, si profilava chiaro il vantaggio della soluzione intermedia, che ha avuto accoglimento nel testo legislativo. Alcuni particolari aspetti della disciplina dei singoli istituti sono stati regolati nel codice nei loro punti essenziali sufficienti a fissarne le linee caratteristiche, ma si è lasciato alle leggi speciali l'ulteriore regolamentazione particolareggiata, che è estranea alla natura ed alle finalità stesse del codice, ed è anche soggetta a modificazioni e ad aggiornamenti che possano rendersi necessari per adeguare i precetti legislativi a quelle che sono le mutevoli esigenze della vita della Nazione. La soluzione adottata ha indotto quindi a inserire nel codice alcune regole generali che ora si trovano nelle leggi particolari. Questa ripetizione può apparire a taluno non completamente soddisfacente, ma l'inconveniente è di natura provvisoria, perché è chiaro che le leggi particolari, nelle successive loro rielaborazioni, non avranno più bisogno di stabilire quello che è già fermato nel codice, bensì a questo semplicemente si riferiranno.
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References: Art. 840

Art. 841

Art. 842

Art. 843

Art. 844

Art. 845

Art. 846

Art. 847

Art. 848

Art. 849

Art. 850

Art. 851

Art. 852

Art. 853

Art. 854

Art. 855

Art. 856

Art. 857

Art. 858

Art. 859

Art. 860

Art. 861

Art. 862

Art. 863

Art. 864

Art. 865

Art. 866

Art. 867

Art. 868

Art. 869

Art. 870

Art. 871

Art. 872

Art. 873

Art. 874

Art. 875

Art. 876

Art. 877

Art. 878

Art. 879

Art. 880

Art. 881

Art. 882

Art. 883

Art. 884

Art. 885

Art. 886

Art. 887

Art. 888

Art. 889

Art. 890

Art. 891

Art. 892

Art. 893

Art. 894

Art. 895

Art. 896

Art. 896

Art. 897

Art. 898

Art. 899

Art. 900

Art. 901

Art. 902

Art. 903

Art. 904

Art. 905

Art. 906

Art. 907

Art. 908

Art. 909

Art. 910

Art. 911

Art. 912

Art. 913

Art. 914

Art. 915

Art. 916

Art. 917

Art. 918

Art. 919

Art. 920

Art. 921

Art. 922

Art. 948

Art. 949

Art. 950

Art. 951