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Timestamp: 2018-12-14 10:15:15+00:00

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Testo sentenza, spese, processo, liquidazione, motivazione, congruità
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N. M. e N. M., parti civili costituite nel processo a carico di N. P. e I. B. per il reato di cui agli art. 110 c.p. 73 d.p.r. 309/90, definitosi con sentenza in data 26.9.2013 di applicazione della pena di anni due mesi otto di reclusione ed euro 12.000 di multa per ciascun imputato, hanno proposto ricorso per Cassazione avvero detta sentenza, a mezzo del difensore di fiducia per i seguenti motivi.
1) in relazione all’art. 606 col lett e), manifesta carenza della motivazione in merito alla esclusione della recidiva e alla concessione delle attenuanti generiche. Lamenta la difesa che il giudice di merito sia è limitato a recepire l’accordo delle parti senza effettuare alcuna valutazione sulla sussistenza dei presupposti per la concessione delle circostanze attenuanti generiche e senza motivare in ordine alla esclusione della recidiva contestata agli imputati, alla luce dei criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità ai fini della valutazione del riconoscimento di tale circostanza aggravante soggettiva, rilevando in proposito che il giudice ha la facoltà di escludere la recidiva nei casi in cui essa non è obbligatoria, purchè fornisca una giustificazione puntuale delle ragioni per le quali ha ritenuto di non riconoscerla.
2- in relazione all’art. 606 col lett e) c.p.p., carenza di motivazione in merito ala liquidazione delle spese processuali in favore della parti civili.
3- nullità della sentenza per l’impossibilità di decifrare il contenuto della motivazione redatta con grafia illeggibile.
Il primo motivo è inammissibile. Le parti civili non hanno titolo ad impugnare la sentenza di applicazione della pena con riguardo alla valutazione del giudice del patteggiamento in ordine alla concedibilità delle attenuanti generiche e al riconoscimento o esclusione della contestata recidiva. Il difetto di interesse a tale impugnazione si traduce nella inammissibilità del motivo.
Altrettanto inammissibile perché manifestamente infondato è il terzo motivo, atteso che la sentenza, scritta a mano, benché presenti una grafia di non facile comprensione, è comunque leggibile. Prova ne è che le stesse ricorrenti, proponendo ricorso per Cassazione avverso detta sentenza, anche per altri motivi, hanno potuto leggerla e comprenderne il contenuto.
E’ invece fondato il secondo motivo concernente la liquidazione delle spese di costituzione e difesa delle parti civili.
Il giudice di merito ha quantificato tali spese nella complessiva somma di euro 520,00 per entrambe le parti civili, ovvero in misura notevolmente inferiore all’importo esposto nella notula prodotta dal difensore (euro 3.510,00, comprensivo della maggiorazione del 30% apportata ai sensi dell’art. 12 co 4 del d.m 20.7.2012 n. 140 per la presenza di più parti con la stessa posizione processuale).
Nel determinare l’ammontare delle spese discostandosi sensibilmente dalla somma richiesta, il giudice era tenuto a spiegare le ragioni per cui aveva ritenuto di riconoscere alle parti civili, per le spese sostenute, un importo decisamente inferiore di quello indicato nella notula ed articolato nelle varie voci, tanto più che, trattandosi di due parti civili, era stata anche apportata la maggiorazione del 30% prevista in questi casi dalla citata norma.
In conformità a consolidato orientamento di questa Corte, in sede di liquidazione delle spese della parte civile, il giudice, pur nell’esercizio di un potere discrezionale, è tenuto a fornire una adeguata giustificazione dell’importo determinato, della sua congruità e corrispondenza ai criteri di determinazione delle singole voci riferibili alle attività defensionali dedotte, avuto riguardo al numero ed importanza delle questioni trattate ed entità delle singole prestazioni difensive, (Cas sez 6 3.2.2006 n. 7902, Cass 5.6.012 n. 27629 rv 253385, ). In tema di patteggiamento, è stato ritenuto affetto da vizio di motivazione il provvedimento con il quale il giudice, in accoglimento della sentenza di patteggiamento, liquida le spese processuali in favore della parte civile, senza alcuna specificazione delle voci che concorrono a formare l’importo complessivo liquidato e dei criteri di valutazione seguiti (Cass. sez 6, 2.4.2012 n. 25192 rv 253104), sez 5, 25.6.2013 n. 31250 rv 256358). Inoltre si è affermata la ricorribilità per Cassazione della sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla liquidazione delle spese della parte civili, in particolare per quanto attiene la congruità della somma liquidata e la coerenza della motivazione sul punto (Cass 14.7.011 Tizzi). Nel caso in esame, il giudice non ha motivato affatto il provvedimento di liquidazione delle spese della parte civili, omettendo di fornire alcuna spiegazione delle ragioni per le quali ha ritenuto di liquidare la notula del difensore in misura così sensibilmente inferiore all’importo richiesto, tanto più che una parte dell’ammontare era stata determinata in ragione della maggiorazione fino al 50% da apportare ai sensi dell’art. 12 co 4 DM 140/2012, che estende anche alla costituzione di parte civile, quando l’avvocato difenda una parte contro più imputati, la possibilità, prevista dalla stessa norma, di aumentare il compenso unico fino al doppio, nel caso il difensore assista più imputati aventi la stessa posizione processuale. La sentenza impugnata deve quindi essere annullata limitatamente alla liquidazione delle spese in favore delle parti civili costituite.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio al tribunale di Milano limitatamente alla pronuncia sulla liquidazione delle spese alle parti civili. Rigetta nel resto il ricorso.

References: art. 110
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