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Timestamp: 2017-12-13 17:16:49+00:00

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SOMMARIO. Art. 1 - CERTIFICAZIONE E CONTROLLI SUI MATERIALI RELATIVI ALLE OPERE IN CEMENTO ARMATO ORDINARIO E PRECOMPRESSO PDF
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2 SOMMARIO Art. 1 - CERTIFICAZIONE E CONTROLLI SUI MATERIALI RELATIVI ALLE OPERE IN CEMENTO ARMATO ORDINARIO E PRECOMPRESSO... 2 Art. 2 - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO... 3 Art SCAVI E REINTERRI... 3 Art CORDOLI IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO... 4 Art PAVIMENTAZIONE IN MARMETTE AUTOBLOCCANTI... 4 Art OPERE IN CEMENTO ARMATO... 5 Art OPERE, STRUTTURE E MANUFATTI IN ACCIAIO... 6 Art MICROPALI E PALI TRIVELLATI... 6 Art TIRANTI... 7 Art TRACCIAMENTI... 7 Art GABBIONI METALLICI E LORO RIEMPIMENTO... 7 Art GIUNTI E APPARECCHI DI APPOGGIO... 8 Art IMPERMEABILIZZAZIONE... 8 Art MASSICCIATA E PAVIMENTAZIONE STRADALE... 8 Art SEGNALETICA VERTICALE Art CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA VERNICE SPARTITRAFFICO PER LA SEGNALETICA ORIZZONTALE Art FORNITURA E POSA DI BARRIERE ELASTICHE DI PROTEZIONE46 Art OPERE A VERDE Art IMPIANTO DI IRRIGAZIONE Art OPERE DI PROTEZIONE SPONDALE Art. 3 - TERRE RINFORZATE SP23_disciplinare_descrittivo pag. 1
3 Art. 1 - CERTIFICAZIONE E CONTROLLI SUI MATERIALI RELATIVI ALLE OPERE IN CEMENTO ARMATO ORDINARIO E PRECOMPRESSO 1. Ai sensi del D.M. 9/01/96 - allegato 2 "controlli sul conglomerato" si prescrive in fase di esecuzione dei muri di sostegno, della soletta degli impalcati, delle spalle delle pile e delle altre opere in cemento armato ordinario o precompresso, almeno un prelievo giornaliero. Si ricorda che un prelievo consiste nella confezione di due provini cubici. Tale procedura è necessaria qualora la produzione di calcestruzzi superi i 1500 m 3 e pertanto si ricade nei controlli tipo "B" del succitato allegato. In generale si il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del Direttore dei lavori o di un tecnico di sua fiducia che avrá cura di apporre sigle, etichettature indelebili, ecc., sui provini da inviare ai Laboratori Ufficiali. Tali "controlli di accettazione" sono assolutamente obbligatori ed il Collaudatore è tenuto a controllarne la validità; ove ciò non fosse, il Collaudatore è obbligato a far eseguire delle prove che attestino le caratteristiche del conglomerato, seguendo la stessa procedura che si applica quando non risultino rispettati i limiti fissati dai "controlli di accettazione". 2. Ai sensi del D.M. 9/01/96 - allegato 3 "controlli su acciai da precompresso" si prescrive il prelievo di almeno l campione costituito da almeno 10 saggi prelevati da altrettanti rotoli, bobine o fasci. Se il numero dei rotoli, bobine o fasci costituenti il lotto fosse inferiore a 10, da alcuni rotoli o bobine dovranno essere prelevati due saggi, uno da ciascuna estremità. Per le barre dovranno essere prelevati due saggi da due barre diverse dello stesso fascio. Ogni saggio dovrá recare contrassegni atti ad individuare il lotto ed il rotolo, bobina o fascio di provenienza. I saggi saranno utilizzati per l'esecuzione delle prove nel numero minimo indicato nella colonna 4 della tabella 1 dell'allegato suddetto. Si richiede, inoltre, la documentazione riguardante le prove di qualificazione in stabilimento riferita ad una produzione consecutiva relativa ad un periodo di tempo di almeno sei mesi. 3. Controlli in cantiere sulle armature da C.A.O.: per ogni diametro si prescrive il prelievo di 3 spezzoni marchiati, scelti entro ciascun gruppo di diametri per ciascuna partita prescelta, sempreché il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi agli altri diametri della partita. Le prove dovranno essere effettuate presso un Laboratorio Ufficiale e riguarderanno la resistenza e la duttilità. Qualora il risultato non sia conforme a quello dichiarato dal produttore, il direttore dei lavori disporrà la ripetizione della prova su sei ulteriori campioni dello stesso diametro; ove anche da tale accertamento i limiti dichiarati non risultino rispettati, il controllo deve estendersi, previo avviso al produttore, a 25 campioni. L'ulteriore risultato negativo comporterá l'inidoneità della partita e la trasmissione dei risultati al produttore, che sarà tenuto a farli inserire tra i risultati dei controlli statistici della sua produzione. Il direttore dei lavori comunicherá il risultato anomalo sia al Laboratorio Ufficiale incaricato del controllo in stabilimento che al Ministero dei lavori pubblici, Servizio tecnico centrale. 4. Manufatti prefabbricati prodotti in serie: I manufatti prefabbricati dovranno essere costruiti sotto la direzione di un tecnico a ciò abilitato, che per essi assume le responsabilità stabilite dalla legge per il direttore dei lavori. A cura di detto tecnico dovranno essere eseguiti i prelievi di materiali, le prove ed i controlli di produzione sui manufatti finiti con le modalità e la periodicità previste dalle Norme specifiche (vedi D.M. 9/01/1996). I certificati delle prove dovranno essere conservati dal produttore. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 2
4 Ai sensi dell'art. 9 della legge 5 novembre 1971, n. 1086, ogni fornitura di manufatti prefabbricati dovrà essere accompagnata da apposite istruzioni nelle quali vengono esposte le modalità di trasporto e montaggio, nonché le caratteristiche ed i limiti di impiego dei manufatti stessi. Ogni fornitura di manufatti prefabbricati dovrà inoltre essere accompagnata, anche da un certificato di origine firmato dal produttore, il quale con ciò assume per i manufatti stessi le responsabilità che la legge attribuisce al costruttore, e dal tecnico responsabile della produzione. Il certificato dovrà garantire la rispondenza del manufatto alle caratteristiche di cui alla documentazione depositata al Ministero dei LL.PP., e portare l'indicazione del tecnico che ne risulta, come sopra detto, progettista. In presenza delle condizioni sopra elencate, i manufatti prefabbricati potranno essere accettati senza ulteriori esami o controlli. Copia del certificato d'origine dovrà essere allegato alla relazione del direttore dei lavori di cui all'art. 6 della legge 5 novembre 1971, n Art. 2 - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO PRESCRIZIONI TECNICHE Art SCAVI E REINTERRI Verranno eseguiti a macchina e a mano qualora giudicato necessario dalla Direzione Lavori e/o dalle condizioni tecniche ed operative. Le pareti di scavo dovranno presentarsi ben agguagliate e a bordi rettilinei; è compreso l'onere per il taglio della superficie stradale con macchina a disco rotante. I materiali di risulta saranno depositati e sistemati in cantiere a seguito di disposizioni impartite dalla Direzione Lavori, o trasportate alle Pubbliche Discariche a carico dell'impresa Appaltatrice. Il reinterro verrà effettuato coi materiali di risulta dello scavo, se giudicati idonei dalla Direzione Lavori, previa eliminazione del pietrame grossolano superiore a 100 mm, per strati successivi non superiori a cm 30 di altezza, che debbono essere costipati e bagnati almeno fino a 100 cm di copertura. Durante le operazioni di scavo e i lavori susseguenti dovrà essere mantenuto il libero transito dei veicoli, anche eventualmente su di una sola corsia di marcia, compatibilmente con la sicurezza e la stabilità della sede stradale. Le relative segnalazioni, compresi semafori per la regolamentazione del senso unico alternato, sono a carico dell'impresa Prima di iniziare i lavori in argomento l'appaltatore dovrà accertare con ogni cura la natura, lo stato e il sistema costruttivo delle opere da demolire, disfare o rimuovere, al fine di affrontare con tempestività e adeguatezza di mezzi ogni evenienza che possa comunque presentarsi. Salvo diversa prescrizione, l'appaltatore disporrà la tecnica più idonea, le opere provvisionali, i mezzi d'opera, i macchinari e l'impiego del personale. Di conseguenza sia l'amministrazione che il personale di Direzione e sorveglianza resteranno esclusi da ogni responsabilità connessa all'esecuzione dei lavori di cui trattasi. Dovranno essere osservate, in fase esecutiva, le norme riportate nel D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 (Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni), nel D.M. 2 settembre 1986 e nelle successive disposizioni di Legge in materia di infortuni sul lavoro. Sono compresi gli oneri per l'interruzione di tutti gli eventuali servizi ed erogazioni e per lo svuotamento delle tubazioni e serbatoi. La zona dei lavori sarà opportunamente delimitata, i passaggi saranno ben individuati e adeguatamente protetti. Protezioni idonee saranno ben individuati e adeguatamente protetti. Protezioni idonee saranno predisposte per tutte le zone, interne ed esterne, che possano essere comunque interessate alla caduta di materiali. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 3
5 Le demolizioni avanzeranno tutte alla stessa quota, dall'alto verso il basso; dovranno essere evitate zone anche localizzate di instabilità strutturale e comunque, specie durante le sospensioni, si procederà ad opportuni sbarramenti. E' tassativamente vietato il lavoro degli operai sulle strutture da demolire; questi dovranno servirsi di appositi ponteggi indipendenti. Salvo esplicita autorizzazione della D.L. (ferma restando nel caso la responsabilità dell'appaltatore) sarà altresì vietato l'uso di esplosivi nonché ogni intervento basato su azioni di scalzamento, ribaltamento per spinta o per trazione. Le demolizioni, i disfacimenti e le rimozioni dovranno essere limitate alle parti e dimensioni prescritte. Per qualsiasi ragione tali interventi venissero estesi a parti non dovute l'appaltatore sarà tenuto a proprie spese al ripristino delle stesse, ferma restando ogni responsabilità per eventuali danni. Tutti i materiali provenienti dalle operazioni in argomento, ove non diversamente specificato, resteranno di proprietà dell'amministrazione. Competerà però all'appaltatore l'onere della selezione, pulizia, trasporto e immagazzinamento o accatastamento nelle aree fissate dalla D.L. dei materiali utilizzabili e il trasporto a discarica dei materiali di scarto. Art CORDOLI IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO Per la cordonata di delimitazione degli attraversamenti e le barriere di protezione si provvederà alla posa di elementi prefabbricati in calcestruzzo, aventi le seguenti caratteristiche: - sezione trapezia di 30 cm di base, 15 cm di altezza su un lato e 18 cm sull'altro lato. Tali misure potranno variare in seguito a disposizione della D.L. - gli elementi saranno di norma lunghi 100 cm, salvo nei tratti di curva a stretto raggio o casi particolari per i quali la D.L. potrà chiedere dimensioni minori. Il bordo superiore esterno sarà arrotondato con raggio di 1,5 cm. La resistenza caratteristica del calcestruzzo (Rck) dovrà avere valore uguale o superiore a 45 N/mm 2. L'assortimento degli inerti varierà con curva regolare tra 0 e 20 mm. Lo strato superficiale delle cordonate per la sola faccia a vista, sarà effettuato con graniglia bianca e polvere bianca, mescolate con 500 kg di cemento bianco per metro cubo di impasto. Lo spessore medio di detto impasto sarà di 8 cm. Gli elementi verranno posati su un letto di calcestruzzo avente Rck non minore di 20 N/mm 2. avente spessore minimo di 4 cm e rinfiancati per tutta la loro lunghezza sul fianco rivolto verso l'interno delle banchine con il calcestruzzo di allettamento; il rinfianco giungerà, con scarpa di 45 o, sino a 9 cm dal bordo superiore della cordonata. Il vano risultante dal taglio della pavimentazione e compreso tra la pavimentazione stessa e il cordolo verrà intasato con conglomerato bituminoso o pietrischetto bitumato di miscela prescritta dalla D.L., fortemente costipata con pestello, e tale da garantire l'assoluta continuità fra pavimentazione e cordonata. Gli elementi del cordolo verranno posati attestati, lasciando fra le teste contigue lo spazio di 0,5 cm. Tale spazio sarà riempito da malta cementizia dosata a 350 kg di cemento per ogni metro cubo di sabbia. In corrispondenza degli scambi di carreggiata le cordonate a cuspide di delimitazione della zona di transito verranno realizzate di getto, secondo i disegni e le prescrizioni che verranno forniti dalla D.L. I cordoli dovranno essere collocati perfettamente paralleli all'asse stradale e secondo le livellette di progetto. Art PAVIMENTAZIONE IN MARMETTE AUTOBLOCCANTI SP23_disciplinare_descrittivo pag. 4
6 Per le pavimentazioni in marmette autobloccanti in calcestruzzo si provvederà alla posa di masselli in conglomerato cementizio vibrato e pressato con resistenza di valore uguale o superiore a 50 N/mm2, secondo il disegno e la colorazione prevista dagli elaborati grafici di progetto. La pavimentazione verrà posata su uno strato di allettamento in sabbia lavata e vagliata dello spessore minimo di 5 cm, previa spianatura, regolarizzazione e idonea compattazione dello strato di appoggio; la base di appoggio dovrà essere strutturalmente sana e ripulita da eventuali inquinanti organici e non. Qualora lo strato di appoggio consista in pavimentazione bituminosa esistente, il sottofondo di allettamento dovrà essere costituito da uno strato di 3 cm di spessore di misto cementato con dosaggio minimo di 60 kg di cemento per ogni metro cubo di sabbia lavata e vagliata. Dovranno essere rispettate le prescrizioni della D.L. in merito alla curvatura e bombatura della sezione risultante, e lo scostamento trasversale e longitudinale non dovrà essere superiore a 10 mm ogni 3 m di pavimentazione. Lo scostamento verticale tra i masselli in calcestruzzo non dovrà in alcun caso superare i 2 mm. Lungo i bordi non dovranno essere lasciati interstizi o vuoti della pavimentazione, qualora richiesto dal profilo adottato si procederà al taglio degli elementi necessari mediante splittatura o idoneo procedimento con altri mezzi meccanici in grado di assicurare un taglio perfettamente rettilineo. Dopo la posa delle marmette si procederà alla necessaria compattazione con piastra vibrante di peso non inferiore a 180 kg, o comunque in grado di sviluppare una forza centrifuga non inferiore a 800 kg, con frequenza di vibrazione compresa fra 75 e 100 Hz. La cordolatura laterale dovrà essere posata prima della sistemazione delle formelle per pavimentazione. Art OPERE IN CEMENTO ARMATO Nell'esecuzione delle opere in cls semplice ed armato l'appaltatore dovrà attenersi alla Legge n e alle relative norme tecniche di esecuzione. L'Appaltatore dovrà attenersi ai disegni esecutivi e alle norme che gli verranno impartite, salvo motivate riserve da presentare per iscritto, oltre alle prescrizioni relative all'art. 1. Per quanto non specificatamente descritto si rimanda alla Legge n. 1086, al D.M. 9 gennaio 1996 "norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche", nonché, qualora non per legge determinato, alle norme ICITE/1971 se il cls sarà preconfezionato fuori cantiere, e comunque alle norme UNI 61267, 8, 9, 6130, 1, 2/67 e 693, 4768,6686/70 per ogni prova richiesta dalle parti sui materiali in calcestruzzo o suoi componenti. Nel caso di opere di sostegno rivestite in pietra, per l intasamento delle pietre con malta cementizia dovrà essere previsto l arretramento della stessa nei rivestimenti in massetto dei muri in c.a. ad imitazione dei locali muri dipietra. Il rivestimento dei muri controripa o sottoscarpa avverrà in pietra a spacco di origine locale, di adeguato spessore e pezzatura, posata con giunti aperti, riducendo il ricorso a soluzioni di eccessiva regolarità sia nella dimensione dei conci sia nella loro disposizione, in coerenza con le tecniche costruttive tradizionali e con le preesistenze documentarie ed architettoniche presenti nel contesto d intervento Le scarpate di nuova formazione dovranno essere ripristinate con sistemazione morfologica e inerbimento delle superfici. Le aree destinate ai siti di cantiere saranno sottoposte ad operazioni di ripristino morfologico e vegetativo a conclusione degli interventi, così come le eventuali aree destinate alla deponia temporanea dei materiali da utilizzare per la realizzazione dell intervento; SP23_disciplinare_descrittivo pag. 5
7 eventuali interventi realizzati a margine del sedime stradale a servizio del cantiere saranno oggetto di operazioni di pronto recupero morfologico e vegetativo. Tutte le attività di sistemazione e ripristino paesistico-ambientale dei siti d intervento dovranno procedere per lotti funzionali con l avanzamento dei lavori di riqualificazione della strada in oggetto. Art OPERE, STRUTTURE E MANUFATTI IN ACCIAIO Tutti materiali in acciaio e metallo in genere, destinati all'esecuzione di opere e di manufatti, dovranno corrispondere a quanto determinato dalla Legge n. 1086, al D.M. 14 febbraio 1992 "norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche", alle prescrizioni in elenco o alle disposizioni che più in particolare potranno essere impartite dalla D.L. L'Appaltatore dovrà attenersi ai disegni esecutivi e alle norme che gli verranno impartite, salvo motivate riserve da presentare per iscritto. L'Appaltatore sarà tenuto a dare tempestivo avviso dell'arrivo in officina o in cantiere dei materiali approvvigionati, in modo da consentire il prelievo di campioni di materiale da sottoporre ad analisi e prove di resistenza, prima che ne venga iniziata la lavorazione. Tutti i metalli dovranno essere lavorati con regolarità di forme e dimensioni e nei limiti delle tolleranze consentite. Il raddrizzamento e lo spianamento, quando necessari, dovranno essere fatti con dispositivi agenti per pressione, quando possibile; riscaldamenti locali, se ammessi, non dovranno dar luogo a eccessive tensioni residue. I tagli potranno essere eseguiti a cesoia o anche a ossigeno purché regolari. Tutti i tagli a vista dovranno essere rifiniti con la smerigliatrice, cosi' come i tagli irregolari. I fori per chiodi e bulloni dovranno sempre essere eseguiti con trapano, ed è comunque vietato l'uso della fiamma. I pezzi destinati a essere chiodati o bullonati in opera dovranno essere marcati in modo da poter riprodurre durante il montaggio definitivo le posizioni d'officina all'atto dell'alesatura. Verniciatura: prima dell'inoltro in cantiere tutti i manufatti, le strutture o parti di esse, quando non diversamente disposto per iscritto dalla D.L., dovranno ricevere una mano di vernice di fondo, previa accurata preparazione delle superfici. Nelle strutture chiodate, saldate o bullonate dovranno essere sottoposte al trattamento di verniciatura non soltanto le superfici esterne, ma anche le parti interne dei cassoni le facce dei giunti e le superfici destinate a contatto, con la sola esclusione dei giunti ad attrito, che dovranno essere accuratamente protetti ad avvenuto definitivo serraggio. A pie' d'opera, prima di iniziare il montaggio, si dovranno ripristinare tutte le verniciature eventualmente danneggiate. Oltre alla verniciatura di protezione con fondo antiruggine la voce in elenco comprende e compensa la coloritura a smalto in due riprese, con smalto sintetico a base di resine epossidiche, siliconiche, poliestere o poliuretaniche e additivi antipelle o altro, con buona resistenza agli urti, alle macchie, all'azione dell'acqua, della luce, degli agenti atmosferici e decoloranti in genere. L'intervallo di tempo tra una ripresa e la successiva deve essere di almeno 24 ore e la seconda mano deve essere effettuata con la stessa tinta ma con sfumatura di tono leggermente diversa, si che possa distinguersi una mano dall'altra. Art MICROPALI E PALI TRIVELLATI I micropali del tipo ad iniezione saranno eseguiti mediante trivellazione a rotazione con apposita attrezzatura a circolazione di fluido. E' compreso l'attraversamento di terreni di qualsiasi natura e consistenza, incluso murature, trovanti rocciosi e roccia. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 6
8 E' altresì compresa la fornitura e la posa in opera del tubo metallico di armatura, inclusi gli oneri per la foratura, filettatura, sfrido. I pali tivellati a grande diametro saranno eseguiti con perforazione a percussione o a rotazione secondo le prescrizioni della Direzione Lavori. Saranno formati da calcestruzzo con R'ck non inferiore a 30 N/mm2 e da armature in acciaio nervato del tipo Fe B 44 k controllato in stabilimento. E' compreso la formazione del foro fino alla profonditá di m 20 in terreni di qualsiasi natura, stratificazione, durezza e consistenza, asciutti o bagnati, anche in presenza di acqua, inclusa anche la roccia dura da mina ed i trovanti di qualsiasi dimensione. Lo scavo portá avvenire anche in centro abitato, in presenza di case, dei servizi cittadini e del traffico pedonale. Nei prezzi sono compresi e compensati gli oneri per l'infissione di tubo forma fino alla profonditá richiesta ed il ritiro graduale dello stesso durante la realizzazione del fusto e per l'impiego eventuale di fanghi bentonitici. E' compreso l'eventuale onere di controcamicia di lamierino per il contenimento del getto nella parte in acqua. Sono altresí comprese la sistemazione delle testate dei pali, l'onere di eventuali sovraspessori di scavo e di calcestruzzo sia alla base che lungo il fusto del palo, le prove di carico ed ogni altro onere, noleggio e fornitura per dare i pali completi in ogni loro parte. Le dimensioni dell'armatura saranno corrispondenti a quelle evidenziate dalla relazione di calcolo e comunque approvate dalla Direzione dei Lavori. Art TIRANTI I tiranti in c.a.p. saranno eseguiti mediante perforazione a rotopercussione attraverso murature e terreni di qualsiasi natura e consistenza, anche in presenza di venute d'acqua. E' compresa l'iniezione cementizia fino a un massimo di volume teorico ottenuto dal prodotto della sezione teorica con diametro doppio di quello della perforazione. Sono altresì comprese la fornitura e la relativa posa dell'armatura per c.a.p. in trefoli di acciaio armonico, delle piastre di ancoraggio delle testate con i relativi accessori, nonché la messa in tensione finale volta ad ottenere la capacità determinata dal progetto. Art TRACCIAMENTI Avvenuta la consegna dei lavori, l'impresa controllera' la picchettazione dei lavori ed i capisaldi posti dalla Direzione Lavori. Senza accordo con la Direzione Lavori, conseguente a verbale apposito controfirmato dalla Direzione Lavori e dall'impresa, non potranno essere variate, anche di numero, le sezioni trasversali di consegna ed i capisaldi. A questi ultimi sempre dovra' essere riferita ogni misurazione contabile. Art GABBIONI METALLICI E LORO RIEMPIMENTO I gabbioni metallici forniti per l'esecuzione di opere di contenimento o sbancamento saranno di forma prismatica e costituiti da maglie esagonali a doppia torsione. Le dimensioni del filo delle maglie e dei tiranti, il peso e le capacità dei gabbioni verranno di volta in volta precisati dalla Direzione Lavori. Il filo metallico costituente la rete, il filo per le cuciture, nonché il filo per tiranti dovranno essere zincati col procedimento della "zincatura forte". SP23_disciplinare_descrittivo pag. 7
9 Le prove di collaudo della zincatura di essi, da eseguirsi prima della messa in opera dei gabbioni, dovranno essere condotte secondo le norme e le prescrizioni di cui alle tabelle UNI 1475, Ed. giugno e 4007, Ed. marzo Il quantitativo dei campioni da sottoporre - per ogni partita di gabbioni - alle suddette prove di collaudo, sarà fissato dalla Direzione Lavori. Se il 20% o più dei campioni prelevati per le prove darà un risultato inferiore a quello prescritto dalle norme contenute nelle sopraccitate tabelle UNI, la partita dei gabbioni in collaudo sarà scartata o declassata di un minimo del 20% od in misura maggiore a giudizio insindacabile della Direzione Lavori, ciò agli effetti contabili. Il riempimento delle gabbionate verrà effettuato con pietrame e ciottoli (di dimensioni tali che non possano passare in alcun senso attraverso le maglie della rete), collocati a mano e le fronti in vista saranno lavorate analogamente alla muratura a secco con analogo onere di parametro. Durante il collocamento verranno posti in opera i tiranti di attraversamento riunenti le opposte pareti e quelli riunenti le testate e le pareti. Art GIUNTI E APPARECCHI DI APPOGGIO I giunti di dilatazione e impermeabilita' e gli apparecchi di appoggio dovranno essere idonei a sopportare nel tempo tutte le deformazioni e sollecitazioni previste dalla relazione di calcolo e dalle condizioni operative di installazione e di impiego. I disegni esecutivi e i materiali impiegati dovranno essere preventivamente sottoposti all'approvazione della Direzione Lavori. Art IMPERMEABILIZZAZIONE L'impermeabilizzazione verrà realizzata con un manto continuo e imperforabile dello spessore minimo di mm 4, costituito da una miscela ottimale di catrami e/o bitumi e malte asfaltiche, leganti epossidici ed elastomeri compatibili. Le superfici da impermeabilizzare dovranno presentare un piano di posa perfettamente livellato e privo di asperità, preventivamente pulito con lavaggio ad acqua calda in pressione e successivamente asciugato; in ogni caso la stagionatura non dovrà risultare inferiore a 20 giorni. La stesa del prodotto sintetico dovrà avvenire in unica soluzione con speciale attrezzatura di spruzzo che preveda la miscelazione in testa dei componenti preriscaldati a una temperatura minima di 180{{ring}}. La temperatura di applicazione dovrà essere compresa fra 140{{ring}} e 150{{ring}}, dovranno essere evitate occlusioni aeriformi. Art MASSICCIATA E PAVIMENTAZIONE STRADALE GENERALITÀ In linea generale, salvo diversa disposizione della DL, la sagoma stradale per tratti in rettifilo sarà costituita da due falde inclinate in senso opposto aventi pendenza trasversale del 2%, raccordate in asse da un arco di cerchio avente tangente di m Alle banchine sarà invece assegnata la pendenza trasversale del 2.5 %. Le curve saranno convenientemente rialzate sul lato esterno con la pendenza prevista da progetto in accordo con la DL, in funzione del raggio di curvatura e con gli opportuni tronchi di transizione per il raccordo della sagoma in curva con quella dei rettifili o altre curve precedenti e seguenti. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 8
10 Il tipo e lo spessore dei vari strati, costituenti la sovrastruttura, saranno quelli stabiliti, per ciascun tratto, dal progetto in accordo con la DL, in base ai risultati delle indagini geotecniche e di laboratorio eseguite. I materiali, le terre, impiegati nella realizzazione della sovrastruttura, nonché la loro provenienza dovranno soddisfare le prescrizioni riportate in questa sezione. La DL potrà ordinare ulteriori prove su detti materiali, presso il Laboratorio Provinciale o presso altri Laboratori Ufficiali. L approvazione della DL circa i materiali, le attrezzature, i metodi di lavorazione, non solleverà l Impresa dalla responsabilità circa la riuscita del lavoro. L Impresa dovrà curare di garantire la costanza della massa, nel tempo, delle caratteristiche delle miscele, degli impasti e della sovrastruttura resa in opera. Salvo che non sia diversamente imposto dai punti seguenti, la superficie finita della pavimentazione non dovrà scostarsi dalla sagoma di progetto più di 1 cm, controllata a mezzo di un regolo lungo 4.50 m disposto secondo due direzioni ortogonali, è ammessa una tolleranza in più o in meno del 3%, rispetto agli spessori di progetto, purchè questa differenza si presenti solo saltuariamente. La pavimentazione stradale sui ponti deve sottrarre all usura ed alla diretta azione del traffico l estradosso del ponte e gli strati di impermeabilizzazione su di esso disposti. Allo scopo di evitare frequenti rifacimenti, particolarmente onerosi sul ponte, tutta la pavimentazione, compresi i giunti e le altre opere accessorie, deve essere eseguita con materiali della migliore qualità e con la massima cura esecutiva. Di norma la pavimentazione stradale sul ponte deve essere tale da non introdurre apprezzabili variazioni di continuità rispetto alla strada nella quale il ponte è inserito. Pertanto, in linea di massima, nel caso di sovrastrutture di tipo "flessibile", salvo casi particolari, sul ponte devono proseguire gli strati superiori di pavimentazione in conglomerato bituminoso. L'anzidetta pavimentazione deve presentare pendenza trasversale minima non inferiore al 2%. Il conglomerato bituminoso deve presentare una percentuale di vuoti particolarmente bassa onde ridurre i pericoli di permeazione e saturazione d'acqua nella pavimentazione, facilitate dalla presenza della sottostante impermeabilizzazione, aventi idonee caratteristiche tecniche costruttive. La massicciata sarà eseguita con materiali inerti provenienti da cave di prestito aperte ed esercitate dall'impresa e riconosciuti idonei dalla Direzione Lavori; la miscela degli inerti dovrà comunque rientrare nella curva granulometrica riportata nelle norme CNR-UNI Il costipamento sarà effettuato con l'attrezzatura più idonea al tipo di materiale impiegato e alle condizioni di lavoro, e comunque approvata dalla Direzione Lavori. Il costipamento di ogni strato, dello spessore massimo finito di cm 10, dovrà essere eseguito fino ad ottenere una densità in sito non inferiore al 95% della densità massima ottenuta con la prova AASHO modificata e un valore del modulo di deformazione a compressione non inferiore a 800 kg/cm 2. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 9
11 STRATI DI FONDAZIONE Fondazione stradale in misto granulometricamente stabilizzato La fondazione è costituita da miscele di terre stabilizzate granulometricamente; la frazione grossa di tali miscele (trattenuto al setaccio 2 UNI) può essere costituita da ghiaie, frantumati, detriti di cava, scorie o anche altro materiale ritenuto idoneo dalla Direzione Lavori. La fondazione potrà essere formata da materiale idoneo pronto all'impiego oppure da correggersi con adeguata attrezzatura in impianto fisso di miscelazione o in sito. Lo spessore della fondazione sarà conforme alle indicazioni di progetto e/o dalla Direzione Lavori, e verrà realizzato mediante sovrapposizione di strati successivi Fondazione eseguita con materiale proveniente da cava, da scavi o da depositi Caratteristiche dei materiali da impiegare Il materiale da impiegare, dopo l'eventuale correzione e miscelazione in impianto fisso, dovrà rispondere alle caratteristiche seguenti: a) dimensioni non superiori a 71 mm, né forma appiattita, allungata o lenticolare; b) granulometria compresa nel seguente fuso e avente andamento continuo e uniforme praticamente concorde a quello delle curve limiti: Serie Passante % crivelli e setacci UNI totale in peso crivello crivello crivello crivello l crivello setaccio setaccio 0, setaccio 0, c) rapporto tra il passante al setaccio 0,075 ed il passante al setaccio 0,4 inferiore a 2/3; d) perdita in peso alla prova Los Angeles (CNR ) eseguita sulle singole pezzature inferiore al 30%; e) equivalente in sabbia (CNR ) misurato sulla frazione passante al setaccio n 4 compreso tra 25 e 65 (la prova va eseguita con dispositivo meccanico di scuotimento). Tale controllo dovrà essere eseguito anche sul materiale prelevato dopo costipamento. Il limite superiore dell'equivalente in sabbia -65- potrà essere variato dalla Direzione Lavori in funzione delle provenienze e delle caratteristiche del materiale. Per tutti i materiali aventi equivalente in sabbia compreso fra 25-35, la Direzione Lavori richiederà in ogni caso (anche se la miscela contiene più del 60% in peso di elementi SP23_disciplinare_descrittivo pag. 10
12 frantumati) la verifica dell'indice di portanza CBR (CNR UNI 10009) di cui al successivo comma. f) indice di portanza CBR (CNR UNI 10009) dopo quattro giorni di imbibizione in acqua (eseguito sul materiale passante al crivello 25) non minore di 50. inoltre richiesto che tale condizione sia verificata per un intervallo di ± 2% rispetto all'umidità ottima di costipamento. Se le miscele contengono oltre il 60% in peso di elementi frantumati a spigoli vivi, l'accettazione avverrà sulla base delle sole caratteristiche indicate ai precedenti commi a), b), d), e), salvo nel caso citato al comma e) in cui la miscela abbia equivalente in sabbia compreso tra 25 35; g) Prova di costipamento delle terre, con energia AASHO modificata (CNR ). Le caratteristiche suddette dovranno essere accertate a cura dell Impresa, sotto il controllo della Direzione Lavori, mediante prove di laboratorio sui campioni prelevati in contraddittorio con la Direzione Lavori a tempo opportuno, prima dell'inizio delle lavorazioni. L'Impresa dovrà indicare per iscritto il tipo di lavorazione che intende adottare ed il tipo e la consistenza dell'attrezzatura di cantiere che verrà impiegata. I requisiti di accettazione verranno accertati dalla Direzione Lavori con controlli sia preliminari che in corso d'opera. In quest'ultimo caso verrà prelevato il materiale in sito già miscelato, prima e dopo il costipamento. Per il materiale proveniente da cave l'impresa dovrà indicare le fonti di approvvigionamento e la Direzione Lavori si riserva di accertarne i requisiti di accettazione mediante controlli sia in cava che in corso d'opera con le modalità sopra specificate. Il materiale, qualora la Direzione Lavori ne accerti la non rispondenza anche ad una sola delle caratteristiche richieste, non potrà essere impiegato nella lavorazione e se la stessa Direzione Lavori riterrà, a suo insindacabile giudizio, che non possa essere reso idoneo mediante opportuni interventi correttivi da effettuare a cura e spese dell'impresa, dovrà essere allontanato dal cantiere Modalità esecutive Il piano di posa dello strato dovrà avere le quote, la sagoma ed i requisiti di compattezza previsti in progetto ed essere ripulito da materiale estraneo. Il materiale verrà steso in strati di spessore finito non superiore a 20 cm e non inferiore a 10 cm e dovrà presentarsi, dopo il costipamento, uniformemente miscelato in modo da non presentare segregazione dei suoi componenti. L'eventuale aggiunta di acqua, per raggiungere l'umidità prescritta in funzione della densità, è da effettuarsi mediante dispositivo spruzzatori. A questo proposito si precisa che tutte le operazioni anzidette non devono essere eseguite quando le condizioni ambientali (pioggia, neve, gelo) siano tali da danneggiare la qualità dello strato stabilizzato. Verificandosi comunque eccesso di umidità, o danni dovuti al gelo, lo strato compromesso dovrà essere rimosso e ricostituito a cura e spese dell'impresa. Il materiale pronto per il costipamento dovrà presentare in ogni punto la prescritta granulometria. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 11
13 Per il costipamento e la rifinitura verranno impiegati rulli vibranti o vibranti gommati, tutti semoventi. L'idoneità dei rulli e le modalità di costipamento per ogni cantiere, verranno accertate dalla Direzione Lavori con una prova sperimentale, usando le miscele messe a punto per quel cantiere. Il costipamento di ogni strato dovrà essere eseguito sino ad ottenere una densità in sito non inferiore al 95% della densità massima fornita dalla prova AASHTO modificata (CNR ) con esclusione della sostituzione degli elementi trattenuti al crivello 25 (AASHTO T metodo D). Se la misura in sito riguarda materiale contenente fino al 25% in peso di elementi di dimensioni maggiori di mm 25, la densità ottenuta verrà corretta in base alla formula: di Pc (l00 - x) dr = Pc - x di dr = densità della miscela ridotta degli elementi di dimensione superiore a 25 mm, da paragonare a quello AASHTO modificata determinata in laboratorio; di = densità della miscela intera; Pc = Peso specifico degli elementi di dimensione maggiore di 25 mm; X = percentuale in peso degli elementi di dimensione maggiore di 25 mm. La suddetta formula di trasformazione potrà essere applicata anche nel caso di miscele contenenti una percentuale in peso di elementi di dimensione superiore a mm 35, compresa tra il 25% e il 40%. In tal caso nella stessa formula, al termine x dovrà essere sempre dato il valore 25 (indipendentemente dalla effettiva percentuale in peso trattenuto al crivello UNI 25 mm). Il valore del modulo di deformazione (CNR ) nell'intervallo compreso fra 0,15-0, 25 MPa non dovrà essere inferiore a 80 MPa. In caso contrario l'impresa, a sua cura e spese dovrà adottare tutti i provvedimenti atti al raggiungimento del valore prescritto, non esclusa la rimozione ed il rifacimento dello strato. La superficie finita non dovrà scostarsi dalla sagoma di progetto di oltre 1 cm, controllato a mezzo di un regolo di 4, 00 m di lunghezza e disposto secondo due direzioni ortogonali. Lo spessore dovrà essere quello prescritto, con una tolleranza in più o in meno del 5% purché questa differenza si presenti solo saltuariamente. In caso contrario l Impresa a sua cura e spese, dovrà provvedere al raggiungimento dello spessore prescritto Fondazione in misto cementato confezionato in centrale Il misto cementato per fondazione o per base sarà costituito da una miscela di aggregati lapidi, impastata con cemento ed acqua in impianto centralizzato con dosatori a peso o a volume, da SP23_disciplinare_descrittivo pag. 12
14 stendersi in unico strato dello spessore indicate in progetto e comunque non dovrà mai avere uno spessore finito superiore ai 20 cm o inferiore ai 10 cm Caratteristiche dei materiali da impiegare Inerti Saranno impiegate ghiaie e sabbie di cava e/o di fiume con percentuale di frantumato complessiva compresa tra il 30% ed il 60% in peso sul totale degli aggregati. La Direzione Lavori potrà autorizzare l impiego di quantità di materiale frantumato superiore al limite stabilito, in questo caso la miscela finale dovrà essere tale da presentare le stesse resistenze a compressione e a trazione a sette giorni prescritte nel seguito; questo risultato potrà ottenersi aumentando la percentuale delle sabbie presenti nella miscela e/o la quantità di passante al setaccio 0,75 mm. Gli inerti dovranno avere i seguenti requisiti: a) dimensioni non superiori a 40 mm, né di forma appiattita, allungata o lenticolare; b) granulometria compresa nel seguente fuso ed avente andamento continuo ed uniforme (CNR ): Serie Passante crivelli e setacci UNI totale in peso crivello crivello crivello crivello crivello l crivello setaccio setaccio 0, setaccio 0, setaccio 0, c) perdita in peso alla prova Los Angeles (CNR ) non superiore al 30% in peso; d) equivalente in sabbia (CNR ) compreso fra 30-60; e) indice di plasticità (CNR UNI 10014) non determinabile (materiale non plastico) Legante Dovrà essere impiegato cemento normale (Portland, pozzolanico o d'alto forno). A titolo indicativo la percentuale di cemento sarà compresa tra il 2, 5% ed il 3,5% sul peso degli aggregati asciutti. E possibile sostituire parzialmente il cemento con cenere di carbone del tipo leggero di recente produzione: orientativamente le ceneri leggere possono sostituire fino al 40% del peso indicato di cemento. La quantità in peso di ceneri da aggiungere per ottenere pari caratteristiche meccaniche scaturirà da apposite prove di laboratorio da effettuare a cura dell'impresa e sotto il controllo della Direzione Lavori. Indicativamente ogni punto percentuale di cemento potrà essere sostituito da 4-5 punti percentuali di ceneri Acqua SP23_disciplinare_descrittivo pag. 13
15 Dovrà essere esente da impurità dannose, oli, acidi, alcali, materia organica e qualsiasi altra sostanza nociva. La quantità di acqua nella miscela sarà quella corrispondente all umidità ottima di costipamento (CNR ) con una variazione compresa entro ±2% del peso della miscela per consentire il raggiungimento delle resistenze indicate di seguito Studio della miscela in laboratoriol'impresa dovrà sottoporre all'accettazione della Direzione Lavori la composizione granulometrica da adottare e le caratteristiche della miscela. La percentuale di cemento e delle eventuali ceneri volanti, come la percentuale di acqua, dovranno essere stabilite in relazione alle prove di resistenza eseguite sui provini cilindrici confezionati entro stampi CBR (CNR-UNI 10009) impiegati senza disco spaziatore (altezza 17,78 cm, diametro 15,24 cm, volume 3242 cm 3 ); per il confezionamento dei provini gli stampi verranno muniti di collare di prolunga allo scopo di consentire il regolare costipamento dell'ultimo strato con la consueta eccedenza di circa i cm rispetto all'altezza dello stampo vero e proprio. Tale eccedenza dovrà essere eliminata, previa rimozione del collare suddetto e rasatura dello stampo, affinché l'altezza del provino risulti definitivamente di 17, 78 cm.la miscela di studio verrà preparata partendo da tutte le classi previste per gli aggregati, mescolandole tra loro, con il cemento, l'eventuale cenere e l'acqua nei quantitativi necessari ad ogni singolo provino. Comunque prima di immettere la miscela negli stampi si opererà una vagliatura sul crivello UNI 25 mm allontanando gli elementi trattenuti (di dimensione superiore a quella citata) con la sola pasta di cemento ad essi aderente. La miscela verrà costipata su 5 strati, con il pestello e l'altezza di caduta di cui alla norma AASHTO modificato, con 85 colpi per strato, in modo da ottenere una energia di costipamento pari a quella della prova citata (diametro pestello 51+0,5 mm, peso pestello 4,535+0,005 Kg, altezza di caduta 45,7 cm). I provini dovranno essere estratti dallo stampo dopo 24 h e portati successivamente a stagionatura per altri 6 giorni in ambiente umido (umidità relativa non inferiore al 90% e temperatura di circa 293 K); in caso di confezione in cantiere la stagionatura si farà in sabbia mantenuta umida. Operando ripetutamente nel modo suddetto, con l'impiego di percentuali in peso d'acqua diverse (sempre riferite alla miscela intera, compreso quanto eliminato per vagliatura sul crivello 25) potranno essere determinati i valori necessari al tracciamento dei diagrammi di studio. Lo stesso dicasi per le variazioni della percentuale di legante. I provini dovranno avere resistenza a compressione a 7 giorni non minore di 2,5 MPa e non superiore a 4,5 MPa, ed a trazione secondo la prova brasiliana (CNR ), non inferiore a 0,25 MPa. Per particolari casi è facoltà della Direzione Lavori accettare valori di resistenza a compressione fino a 7,5 MPa (questi valori per la compressione e la trazione devono essere ottenuti dalla media di 3 provini, se ciascuno dei singoli valori non si scosta dalla media stessa di ±15%, altrimenti dalla media dei due restanti dopo aver scartato il valore anomalo). Da questi dati di laboratorio dovranno essere scelti la curva, la densità e le resistenze da confrontare con quelle di progetto e da usare come riferimento nelle prove di controllo Requisiti di accettazione delle miscele Le caratteristiche granulometriche delle miscele, potranno avere una tolleranza di ± 5 punti % fino al passante al crivello n 5 e di ± 2 punti % per il passante al setaccio 2 ed inferiori, purché non vengano superati i limiti del fuso. Qualora le tolleranze di cui sopra vengano superate, la lavorazione dovrà essere sospesa e l Impresa dovrà adottare a sua cura e spese quei provvedimenti che, proposti dalla stessa, per SP23_disciplinare_descrittivo pag. 14
16 diventare operativi dovranno essere approvati dalla Direzione Lavori. La densità in sito, a compattazione ultimata, dovrà risultare non inferiore al 97% delle prove AASHTO modificato (CNR ), nel 98% delle misure effettuate. La densità in sito sarà determinata mediante normali procedimenti a volumometro, con l'accorgimento di eliminare dal calcolo, sia del peso che del volume, gli elementi di dimensione superiore a 25 mm, ciò potrà essere ottenuto con l applicazione della formula di trasformazione di cui punto della presente sezione, oppure con una misura diretta consistente nella separazione mediante vagliatura degli elementi di pezzatura maggiore di 25 mm e nella loro sistemazione nel cavo di prelievo prima di effettuare la misura con volumometro. La sistemazione di questi elementi nel cavo dovrà essere effettuata con cura, elemento per elemento per evitare la formazione di cavità durante la misurazione del volume del cavo stesso. Il valore del modulo di deformazione (CNR ), al primo ciclo di carico e nell'intervallo compreso tra 0,15-0,25 MPa, in un tempo compreso fra 3-12 h dalla compattazione, non dovrà mai essere inferiore a 150 MPa. Qualora venissero rilevati valori inferiori, la frequenza dei rilevamenti dovrà essere incrementata secondo le indicazioni della Direzione Lavori e l'impresa, a sua cura e spese, dovrà demolire e ricostruire gli strati interessati. La superficie finita della fondazione non dovrà scostarsi dalla sagoma di progetto di oltre 1 cm verificato a mezzo di un regolo di 4,00 m di lunghezza e disposto secondo due direzioni ortogonali. La frequenza del controllo sarà quella ordinata dalla Direzione Lavori Modalità esecutive Confezione delle miscele Le miscele dovranno essere confezionate in impianti fissi automatizzati, di idonee caratteristiche, mantenuti sempre perfettamente funzionanti in ogni loro parte. Gli impianti dovranno comunque garantire uniformità di produzione ed essere in grado di realizzare miscele del tutto rispondenti a quelle di progetto. La dosatura degli aggregati dovrà essere effettuata sulla base di almeno 4 classi con predosatori in numero corrispondente alle classi impiegate. La zona destinata all'ammannimento degli aggregati sarà preventivamente e convenientemente sistemata per annullare la presenza di sostanze argillose e ristagni di acqua che possano compromettere la pulizia degli aggregati. Inoltre i cumuli delle diverse classi dovranno essere nettamente separati tra di loro e l'operazione di rifornimento nei predosatori eseguita con la massima cura Posa in opera La miscela dovrà essere stesa sul piano finito dello strato precedente dopo che sia stata accertata dalla Direzione Lavori la rispondenza di quest'ultimo ai requisiti di quota, sagoma e compattezza prescritti. La stesa verrà eseguita impiegando finitrici vibranti. Le operazioni di addensamento dello strato dovranno essere realizzate nell'ordine con le seguenti attrezzature:- rullo a due ruote vibranti da l0 t per ruota o rullo con una sola ruota vibrante di peso non inferiore a 18 t; - rullo gommato con pressione di gonfiaggio superiore a 5 bar e carico di almeno 18 t. Potranno essere impiegati in alternativa, previo benestare della Direzione Lavori, rulli misti SP23_disciplinare_descrittivo pag. 15
17 vibranti-gommati rispondenti alle caratteristiche di cui sopra. In ogni caso l'idoneità dei rulli e le modalità di costipamento dovranno essere verificate preliminarmente dalla Direzione Lavori su una stesa sperimentale delle miscele messe a punto. La stesa della miscela non dovrà di norma essere eseguita con temperature ambiente inferiori a 273 K e superiori a 298 K e mai sotto la pioggia. Tuttavia, a insindacabile giudizio della Direzione Lavori, potrà essere consentita la stesa a temperature tra i 298 e i 303 K. In questo caso però sarà necessario proteggere da evaporazione la miscela durante il trasporto dall'impianto di confezionamento al luogo di impiego (ad esempio con teloni), sarà inoltre necessario provvedere ad un abbondante bagnatura del piano di posa del misto cementato. Infine le operazioni di costipamento e di stesa del velo di protezione con emulsione bituminosa dovranno essere eseguite immediatamente dopo la stesa della miscela. Le condizioni ideali di lavoro si hanno con temperature comprese tra 288 e 291 K ed umidità relativa del 50% circa; temperature superiori saranno ancora accettabili con umidità relativa anch essa crescente; comunque è opportuno, anche per temperature inferiori alla media, che l'umidità relativa dell'ambiente non scenda al di sotto del 15% in quanto ciò potrebbe provocare ugualmente una eccessiva evaporazione della miscela. Il tempo intercorrente tra la stesa di due strisce affiancate non dovrà superare di norma le 2 h per garantire la continuità della struttura. Particolari accorgimenti dovranno adottarsi nella formazione dei giunti longitudinali, che andranno protetti con fogli di polietilene o materiale similare. Il giunto di ripresa sarà ottenuto terminando la stesa dello strato a ridosso di una tavola e togliendo la tavola stessa al momento della ripresa della stesa; se non si fa uso della tavola, sarà necessario, prima della ripresa della stesa, provvedere a tagliare l'ultima parte dello strato precedente, in modo da ottenere una parete verticale. Non dovranno essere eseguiti altri giunti all'infuori di quelli di ripresa. Il transito di cantiere potrà essere ammesso sullo strato a partire dal terzo giorno dopo quello in cui è stata effettuata la stesa e limitatamente ai mezzi gommati. Strati eventualmente compromessi dalle condizioni meteorologiche o da altre cause dovranno essere rimossi e sostituiti a totale cura e spese dell'impresa. Appena completati il, costipamento e la rifinitura superficiale dello strato, dovrà essere eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione bituminosa acida al 55%, in ragione di 1,0-2,0 kg/m 2, in relazione al tempo ed alla intensità del traffico di cantiere cui potrà essere sottoposta la fondazione, con successivo spargimento di sabbia STRATO DI BASE Generalità Lo strato di base è costituito da un misto granulare di frantumato, ghiaia, sabbia ed eventuale additivo (secondo le definizioni riportate neli'art. 1 delle Norme C.N.R. sui materiali stradali - fascicolo n. 4/ ( Norme per l accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle graniglie, delle sabbie e degli additivi per costruzioni stradali ), normalmente dello spessore di 15 cm, impastato con bitume a caldo, previo preriscaldamento degli aggregati, steso in opera mediante vibrofinitrice e costipato con rulli gommati, vibranti gommati e metallici. Lo spessore della base è prescritto nei tipi di progetto, salvo diverse indicazioni della Direzione dei Lavori. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 16
18 Caratteristiche dei materiali da impiegare Inerti. I requisiti di accettazione degli inerti impiegati nei conglomerati bituminosi per lo strato di base dovranno essere conformi alle prescrizioni contenute nel fascicolo n. 4 delle norme C.N.R ( Norme per l accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle graniglie, delle sabbie e degli additivi per costruzioni stradali ) e nelle norme C.N.R C.N.R Per il prelevamento dei campioni destinati alle prove di controllo dei requisiti di accettazione così come per le modalità di esecuzione delle prove stesse, valgono le prescrizioni contenute nel fascicolo n. 4 delle norme C.N.R ( Norme per l accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle graniglie, delle sabbie e degli additivi per costruzioni stradali ), con l'avvertenza che la prova per la determinazione della perdita in peso sarà fatta col metodo Los Angeles secondo le norme del C.N.R B.U. n. 34 (del ), anziché col metodo DEVAL. L'aggregato grosso sarà costituito da frantumati (nella misura che di volta in volta sarà stabilita a giudizio della Direzione Lavori e che comunque non potrà essere inferiore al 30% della miscela degli inerti) e da ghiaie che dovranno rispondere al seguente requisito: - perdita di peso alla prova Los Angeles eseguita sulle singole pezzature inferiore al 25%. In ogni caso gli elementi dell'aggregato dovranno essere costituiti da elementi sani, duri, durevoli, a superficie ruvida, puliti ed esenti da polvere e da materiali estranei, inoltre non dovranno mai avere forma appiattita, allungata o lenticolare. L'aggregato fino sarà costituito in ogni caso da sabbie naturali e di frantumazione (la percentuale di queste ultime sarà prescritta di volta in volta dalla Direzione Lavori in relazione ai valori di scorrimento delle prove Marshall, ma comunque non dovrà essere inferiore al 30% della miscela delle sabbie) che dovranno rispondere al seguente requisito: - equivalente in sabbia (C.N.R ) superiore a 50. Gli eventuali additivi, provenienti dalla macinazione di rocce preferibilmente calcaree o costituiti da cemento, calce idrata, calce idraulica, polveri d'asfalto, dovranno soddisfare ai seguenti requisiti: - setaccio UNI 0,18 (ASTM n. 80): passante in peso: 100%; - setaccio UNI 0,075 (ASTM n. 200): passante in peso: 90%. La granulometria dovrà essere eseguita per via umida Legante. Dovranno essere impiegati bitumi semisolidi per uso stradale di normale produzione con le caratteristiche indicate nella tabella seguente, impiegati per il confezionamento di conglomerati bituminosi. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 17
19 La tabella che segue si riferisce al prodotto di base così com è prelevato nelle cisterne e/o negli stoccaggi. TABELLA BITUME CARATTERISTICHE: UNITÀ VALORE Penetrazione a 25 C/298 K, 100g, 5s 0,1 mm Punto di rammollimento C / K 47-52/ Indice di penetrazione -1 / +1 Punto di rottura (Fraass), min. C / K -9 / 264 Duttilità a 25 C/298 K, min. cm 100 Solubilità in solventi organici, min. % 99 Perdita per riscaldamento (volatilià) T = 163 C / 436 K, max. % +/- 1 Contenuto di paraffina, max. % 3 Viscosità dinamica a T = 60 C / 333 K, gradiente di velocità = 1 s 1 Pa.s Viscosità dinamica a T = 160 C / 433 K, gradiente di velocità = 1 s 1 Pa.s 0,2 0,6 Valori dopo RTFOT (Rolling Thin Film Overt Test) Viscosità dinamica a T = 60 C / 333 K, gradiente di Pa.s velocità = 1 s 1\ Penetrazione residua a 25 C/298 K, 100g, 5s % 75 Variazione del Punto di rammollimento C / K + 10 / 283 L indice di penetrazione, dovrà calcolato con la formula appresso riportata, compreso fra - 1,0 e + 1,0: indice di penetrazione = 20 u v / u + 50 v dove: u = temperatura di rammollimento alla prova "palla-anello" in C (a 25 C); v = log log. penetrazione bitume in dmm (a 25 C.) Miscela La miscela degli aggregati da adottarsi dovrà avere una composizione granulometrica contenuta nel seguente fuso: Serie crivelli e setacci U.N.I. Passante: % totale in peso Crivello Crivello Crivello Crivello Crivello Crivello Setaccio Setaccio 0, Setaccio 0, SP23_disciplinare_descrittivo pag. 18
20 Setaccio 0, Il tenore di bitume dovrà essere compreso tra il 4 % e il 5% riferito al peso totale degli aggregati (C.N.R ); Il conglomerato dovrà avere i seguenti requisiti: - il valore della stabilità Marshall (C.N.R ) eseguita a 60 C su provini costipati con 75 colpi di maglio per faccia, dovrà risultare non inferiore a 700 Kg; inoltre il valore della rigidezza Marshall, cioè il rapporto tra la stabilità misurata in Kg e lo scorrimento misurato in mm, dovrà essere superiore a 250; - gli stessi provini per i quali viene determinata la stabilità Marshall dovranno presentare una percentuale di vuoti residui compresi fra 4% e 7%.I provini per le misure di stabilità e rigidezza anzidette dovranno essere confezionati presso l'impianto di produzione e/o presso la stesa.la temperatura di compattazione dovrà essere uguale o superiore a quella di stesa; non dovrà però superare quest'ultima di oltre 10 C. - Le miscele di aggregati e leganti idrocarburuci dovranno rispondere inoltre anche alle norme C.N.R ; Formazione e confezione delle miscele. Il conglomerato sarà confezionato mediante impianti fissi autorizzati, di idonee caratteristiche, mantenuti sempre perfettamente funzionanti in ogni loro parte. La produzione di ciascun impianto non dovrà essere spinta oltre la sua potenzialità per garantire il perfetto essiccamento, I'uniforme riscaldamento della miscela ed una perfetta vagliatura che assicuri una idonea riclassificazione delle singole classi degli aggregati; resta pertanto escluso l'uso dell'impianto a scarico diretto. L'impianto dovrà comunque garantire uniformità di produzione ed essere in grado di realizzare miscele del tutto rispondenti a quelle di progetto. Il dosaggio dei componenti della miscela dovrà essere eseguito a peso mediante idonea apparecchiatura la cui efficienza dovrà essere costantemente controllata. Ogni impianto dovrà assicurare il riscaldamento del bitume alla temperatura richiesta ed a viscosità uniforme fino al momento della miscelazione nonché il perfetto dosaggio sia del bitume che dell'additivo. La zona destinata all ammannimento degli inerti sarà preventivamente e convenientemente sistemata per annullare la presenza di sostanze argillose e ristagni di acqua che possano compromettere la pulizia degli aggregati. Inoltre i cumuli delle diverse classi dovranno essere nettamente separati tra di loro e l'operazione di rifornimento nei predosatori eseguita con la massima cura. Si farà uso di almeno 4 classi di aggregati con predosatori in numero corrispondente alle classi impiegate. Il tempo di mescolazione effettivo sarà stabilito in funzione delle caratteristiche dell'impianto e dell'effettiva temperatura raggiunta dai componenti la miscela, in misura tale da permettere un completo ed uniforme rivestimento degli inerti con il legante; comunque esso non dovrà mai scendere al di sotto dei 20 secondi. SP23_disciplinare_descrittivo pag. 19

References: Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 1
 Art. 2