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Timestamp: 2019-11-12 23:01:45+00:00

Document:
Approvato con delibera consiliare nr. 8 del 17.02.2003 esecutiva il 10.03.2003. Pubblicato all'Albo Pretorio dal 26.02.2003 al 13.03.2003. Ripubblicato all'Albo Pretorio dal 19.03.2003 al 03.04.2003.
TITOLO II - ISTANZE PARTECIPATIVE, PETIZIONI E PROPOSTE DI DELIBERAZIONE
CAPO I - ISTANZE PARTECIPATIVE
ARTICOLO 4 - MODALITÀ DI PRESENTAZIONE
ARTICOLO 5 - ESITO E COMUNICAZIONI
CAPO II - PETIZIONI
ARTICOLO 6 - FINALITÀ
ARTICOLO 7 - NUMERO MINIMO DI FIRME E PROMOTORI
ARTICOLO 8 - RACCOLTA DELLE FIRME
ARTICOLO 9 - DEPOSITO DELLA PETIZIONE ED ESAME AI FINI DELL'AMMISSIBILITÀ
ARTICOLO 10 - TRATTAZIONE DELLA PETIZIONE
ARTICOLO 11 - DECISIONE
ARTICOLO 12 - COMUNICAZIONE
CAPO III - PROPOSTE DELIBERATIVE DI INIZIATIVA POPOLARE
ARTICOLO 13 - PROPOSTE DELIBERATIVE DI INIZIATIVA POPOLARE
ARTICOLO 14 - NUMERO MINIMO DI FIRME E PROMOTORI
ARTICOLO 15 - COLLABORAZIONE DEGLI UFFICI
ARTICOLO 16 - RACCOLTA DELLE FIRME, DEPOSITO, AMMISSIBILITÀ, ISTRUTTORIA, DECISIONE E COMUNICAZIONE
TITOLO III - CONSULTAZIONE POPOLARE
ARTICOLO 17 - INIZIATIVA DELLE CONSULTAZIONI POPOLARI
ARTICOLO 18 - AMBITO DELLA CONSULTAZIONE
ARTICOLO 19 - RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI
CAPO II - FORME E MODALITA' DI CONSULTAZIONE
ARTICOLO 20 - TIPI DI CONSULTAZIONE
ARTICOLO 21 - ASSEMBLEE
ARTICOLO 22 - INCONTRI FRAZIONALI E DI QUARTIERE
ARTICOLO 23 - QUESTIONARI
ARTICOLO 24 - UDIENZE PUBBLICHE
TITOLO IV - ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE
ARTICOLO 25 - CONSULTE
ARTICOLO 26 - COMITATI SPONTANEI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE FRAZIONALI E DI QUARTIERE
Il presente regolamento, in attuazione degli artt. 33 e seguenti del titolo III dello Statuto comunale, disciplina la partecipazione popolare all'attività istituzionale del comune.
Rimane esclusa dal presente regolamento la disciplina della partecipazione al procedimento amministrativo, di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 241.
Salvo specifiche limitazioni, previste dal presente regolamento, il diritto di partecipazione è riconosciuto:
a coloro che hanno nel comune la residenza anagrafica;
agli utenti dei servizi forniti dal comune;
alle forme associative operanti nel comune;
a coloro che hanno nel comune il proprio domicilio per ragioni di lavoro o di studio.
Le istanze partecipative sono volte a sottoporre all'Amministrazione comunale proposte e suggerimenti, nonché fornire segnalazioni per la migliore tutela di interessi collettivi e diffusi su specifiche materie, pur non essendo dirette ad ottenere un provvedimento amministrativo determinato.
Le istanze vanno indirizzate al Sindaco.
Sono sottoscritte, senza formalità di autenticazione, dall'interessato o dagli interessati e presentate all'Ufficio Protocollo, ovvero trasmesse per posta o via fax.
Se richiesta all'atto della presentazione diretta, l'Ufficio Protocollo rilascia una ricevuta.
Il Sindaco provvede direttamente sulle istanze partecipative, garantendo risposta scritta o mediante convocazione degli interessati, entro 60 giorni dalla data di protocollo.
In relazione all'oggetto trattato, il Sindaco può altresì disporre specifiche modalità di trattazione e pubblicità dei temi proposti nelle istanze partecipative.
Qualora dalle istanze derivi l'avvio di uno specifico procedimento amministrativo, trovano applicazione le disposizioni contenute nel regolamento comunale in materia.
Le petizioni, da indirizzarsi al Sindaco, sono volte a sollecitare l'intervento dell'Amministrazione comunale per la migliore tutela di interessi collettivi o diffusi in materie determinate o per questioni specifiche e particolari. La loro presentazione è soggetta alle formalità previste negli articoli seguenti.
Le petizioni devono essere sottoscritte da cittadini che siano iscritti nelle liste elettorali del Comune.
E' richiesto un numero minimo di cento sottoscrizioni.
La dichiarazione di presentazione della petizione deve espressamente indicare i nominativi ed il recapito dei promotori, che devono anch'essi essere elettori del Comune. Essi costituiscono la delegazione con la quale saranno tenuti tutti i rapporti conseguenti alla presentazione della petizione; in mancanza, si considerano promotori i primi tre sottoscrittori.
Chi intende promuovere una petizione ha l'onere di raccogliere le firme necessarie per l'ammissibilità della stessa.
Per ogni sottoscrittore deve essere chiaramente riportato il cognome ed il nome, il luogo e la data di nascita e la residenza. L'iscrizione nelle liste elettorali del Comune è accertata d'ufficio.
Le firme sono apposte su fogli, in ciascuno dei quali deve essere riprodotto il testo della petizione.
La petizione può essere consegnata, a cura dei promotori, all'Ufficio Protocollo, il quale ne rilascia ricevuta, se richiesta, ovvero trasmessa a mezzo del servizio postale. Alla petizione deve essere allegata la fotocopia di un documento di identità di almeno tre promotori.
Entro 20 giorni dalla ricezione, gli uffici comunali effettuano l'esame di ammissibilità delle petizioni, accertando il numero delle sottoscrizioni, nonché l'iscrizione dei presentatori e dei sottoscrittori nelle liste elettorali comunali e la riferibilità della petizione alle funzioni del Comune.
Una volta espletate le formalità di cui all'art. 9, comma 2, il Sindaco trasmette le petizioni alla Giunta od al Consiglio, secondo la rispettiva competenza.
Il Consiglio, attraverso la competente Commissione consiliare, e la Giunta possono invitare i promotori a fornire chiarimenti od elementi integrativi. In tal caso, il termine di cui all'art. 11 viene sospeso e riprende a decorrere dalla data della trasmissione dei chiarimenti od elementi integrativi o dell'audizione dei promotori.
Ai fini istruttori, ove necessario, la competente Commissione consiliare e la Giunta richiedono pareri, valutazioni e proposte degli uffici e servizi comunali competenti per materia.
L'amministrazione comunale provvede a comunicare ai promotori la data della seduta in cui l'argomento sarà trattato.
Entro sessanta giorni dal deposito della petizione, la Giunta o il Consiglio assumono motivata decisione.
Il termine decorre dalla data del timbro di protocollo apposto sulla petizione.
Decorso il suddetto termine, l'argomento è obbligatoriamente iscritto all'ordine del giorno delle adunanze della Giunta o del Consiglio, a partire da quella immediatamente successiva.
La decisione viene comunicata ai promotori rispettivamente a cura del Sindaco o del Presidente del Consiglio comunale.
Le proposte sono dirette a promuovere interventi dell'Amministrazione comunale in materia di interessi diffusi o collettivi di competenza comunale.
Esse devono essere redatte in forma di proposta di deliberazione.
La presentazione delle proposte è soggetta alle formalità stabilite negli articoli che seguono.
Il diritto di presentare proposte è escluso negli stessi casi in cui, ai sensi dell'articolo 39 dello Statuto, non è ammesso il referendum consultivo.
Se la proposta ha per oggetto l'adozione di un provvedimento di natura regolamentare, deve essere redatta in articoli.
Quando dal provvedimento proposto derivano nuove o maggiori spese a carico del bilancio comunale, devono essere indicati l'importo ed i mezzi per farvi fronte.
Le proposte devono essere sottoscritte da almeno cento elettori del Comune.
Per la dichiarazione di presentazione della proposta e l'individuazione dei promotori si applicano le modalità di cui al comma 3 dell'articolo 7.
A richiesta dei promotori, gli uffici e servizi comunali competenti collaborano alla migliore formulazione tecnica della proposta e allo stesso fine assicurano l'accesso ai dati e documenti in loro possesso, nei limiti previsti dalle norme sul diretto di accesso agli atti e documenti amministrativi del Comune.
La Ragioneria comunale fornisce gli elementi utili per ciò che attiene al profilo finanziarlo ed ai collegamenti con il bilancio comunale.
Per la raccolta, il deposito, l'ammissibilità, l'istruttoria e la decisione della proposta e relativa comunicazione ai promotori, si applicano le modalità previste per le petizioni dagli articoli 8 e successivi del Capo II.
Al fine di conoscere gli orientamenti della popolazione o di determinate categorie di persone, il Comune può promuovere forme di consultazione popolare.
La consultazione deve riguardare temi specifici, di esclusiva competenza comunale.
La consultazione è indetta dal Sindaco o dal Presidente del Consiglio Comunale, previa deliberazione della Giunta o del Consiglio, nell'ambito delle proprie competenze.
Le assemblee, di cui all'art. 21 del presente regolamento, sono inoltre indette su richiesta dei cittadini, con le modalità previste per le petizioni.
La consultazione non può avere luogo nel periodo in cui sono in corso gli adempimenti previsti dalla legge per le consultazioni elettorali o quando in ambito comunale sia stato indetto un referendum consultivo.
In relazione all'argomento in oggetto, l'organo proponente determina, di volta in volta, l'ambito di consultazione, potendo prevedere la partecipazione generale, ovvero limitata agli abitanti di singole frazioni o quartieri, a determinate categorie di persone o forme associative.
I risultati delle consultazioni devono essere esaminati entro 60 giorni dalla loro formale acquisizione e menzionati in sede di adozione degli atti relativi alle materie oggetto di consultazione.
CAPO II - FORME E MODALITÀ DI CONSULTAZIONE
La consultazione può avvenire attraverso assemblee, incontri frazionali e di quartiere, questionari, udienze pubbliche, ovvero in altre forme di volta in volta individuate.
La scelta della forma di consultazione tiene conto della materia cui si riferisce la consultazione, dei gruppi o categorie di persone alle quali sarà rivolta, della generalità o specificità degli interessi coinvolti.
Le assemblee devono tenersi in luogo aperto al pubblico.
Ancorché rivolta a determinati settori della popolazione, l'assemblea è pubblica e deve essere consentito l'accesso a chiunque sia interessato.
Le modalità di svolgimento dell'assemblea sono stabilite di volta in volta dalla Giunta o dal Consiglio, secondo la rispettiva competenza.
L'andamento e le conclusioni dell'assemblea sono raccolti in apposito verbale.
Con le modalità di cui all'art. 21, il Sindaco incontra annualmente le popolazioni delle singole frazioni e dei quartieri comunali, per riferire sullo stato di attuazione del programma amministrativo e per consultare direttamente i cittadini residenti.
La giunta comunale, entro il 30 settembre di ciascun anno, definisce il calendario degli incontri, che debbono tenersi tra il 1 ottobre ed il 30 novembre.
I questionari sono predisposti tramite gli uffici comunali competenti ovvero ditte specializzate.
I quesiti possono comportare risposte libere o prevedere la scelta di una o più risposte o soluzioni prestampate.
Gli organi comunali proponenti stabiliscono le modalità della distribuzione e del ritiro dei questionari.
Il Sindaco ed il Presidente del Consiglio, secondo le rispettive competenze, comunicano i risultati dei questionari nella prima seduta consiliare successiva alla consultazione.
Nei procedimenti amministrativi generali relativi a programmi settoriali, a piani territoriali e urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, programmi di opere pubbliche, qualora sia opportuno un esame preventivo e contestuale dei vari interessi pubblici e privati coinvolti, può promuoversi un'udienza pubblica rivolta ai soggetti interessati.
L'audizione si svolge mediante discussione in apposita riunione, alla quale prendono parte le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni sociali e di categoria, le associazioni e i gruppi portatori di interessi collettivi o diffusi, che siano stati invitati.
La convocazione dell'audizione è annunciata mediante avviso da rendere noto mediante idonee forme di pubblicità.
L'atto che dispone l'audizione pubblica indica i soggetti ammessi a partecipare. Sono respinte, con motivata comunicazione, le richieste di partecipazione presentate da soggetti che difettino di interesse specifico all'audizione.
I soggetti comunque interessati possono presentare osservazioni scritte e documenti in vista dello svolgimento dell'audizione.
Lo svolgimento dell'audizione e le sue conclusioni sono fatti risultare da apposito verbale redatto a cura del responsabile del procedimento.
Al fine di acquisire pareri in specifici settori e materie, il Consiglio Comunale, con propria deliberazione a maggioranza dei componenti assegnati, può istituire consulte, individuate per materia e per aggregazioni di interessi, con particolare riferimento alle organizzazioni produttive di categoria, sindacali e del volontariato.
La composizione, le modalità di funzionamento, le competenze, la durata ed il rapporto con il Comune sono determinate, di volta in volta, dal Consiglio Comunale.
Gli abitanti delle frazioni e dei quartieri possono costituire comitati spontanei di partecipazione, autogestiti, al fine di sottoporre all'amministrazione comunale istanze partecipative e collaborare nell'organizzazione delle assemblee e degli incontri frazionali.
Ad integrazione di quanto disposto all'art. 17, comma 4 del presente regolamento, i comitati spontanei di partecipazione popolare frazionali e di quartiere possono presentare richiesta di convocazione di assemblee. Ad essi si applicano, inoltre, le disposizioni previste all'art. 10 del regolamento comunale sul funzionamento del consiglio.

References: ARTICOLO 4

ARTICOLO 5

ARTICOLO 6

ARTICOLO 7

ARTICOLO 8

ARTICOLO 9

ARTICOLO 10

ARTICOLO 11

ARTICOLO 12

ARTICOLO 13

ARTICOLO 14

ARTICOLO 15

ARTICOLO 16

ARTICOLO 17

ARTICOLO 18

ARTICOLO 19

ARTICOLO 20

ARTICOLO 21

ARTICOLO 22

ARTICOLO 23

ARTICOLO 24

ARTICOLO 25

ARTICOLO 26