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Timestamp: 2018-05-22 11:01:50+00:00

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente - PDF
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1 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 6125 del 2015, proposto da: **, rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppe Costanzo, Luigia Martino, con domicilio eletto presso l avv. Luigi Maria D'Angiolella in Napoli, viale Gramsci n.16; contro Ministero dell'interno (Questura di Caserta) in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall'avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso i cui uffici alla via A. Diaz n 11 è ope legis domiciliato; per l'annullamento
2 del provvedimento prot. n. Cat.A.12/Imm/15 n.221/2015 del con il quale è stata respinta l istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato attesa occupazione; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 gennaio 2016 la dott.ssa Anna Corrado e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Considerato che: - a mezzo del gravame in epigrafe il ricorrente ha impugnato il provvedimento Cat. A.12/Imm/15/Prot. n. 221 del 23 aprile 2015 con cui il Questore della Provincia di Caserta ha respinto l istanza (del ) di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato attesa occupazione; - l avversato provvedimento di diniego trae alimento dal fatto che: 1) il ricorrente è stato condannato dal Tribunale di S. Maria C.V. con sentenza del per violazione dell art. 337 c.p., reato ritenuto ostativo al rilascio del titolo autorizzatorio;
3 2) a carico del ricorrente risulta notizia di reato datata per violazione degli artt. 482 e 648 c.p., nonché dell art. 116 del codice della strada e che in detta circostanza lo stesso ha declinato false generalità cercando di eludere i controlli di polizia; - a sostegno della spiegata azione impugnatoria il ricorrente deduce in particolare l insussistenza della preclusione opposta dall Autorità intimata, non venendo qui in rilievo delitti ostativi e difettando una prognosi concreta di pericolosità sociale; - si è costituita in giudizio l Amministrazione intimata affermando l infondatezza del proposto ricorso. Rilevato che: - contrariamente a quanto ritenuto nel provvedimento gravato, l intervenuta condanna per la fattispecie di reato sopra indicata non può di per se stessa essere considerata con la pretesa automaticità - ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno, non rientrando l ipotesi criminosa accertata - nell elencazione, da intendersi tassativa, delle tipologie di reato espressamente indicate dal legislatore, ai sensi del combinato disposto degli articoli 4 comma 3, e 5 comma 5 del d. lgs. 286/1998, come causa preclusiva del rinnovo del premesso di soggiorno. Ed, invero, solo a fronte di una condanna per uno dei reati previsti dai suddetti articoli, l'amministrazione può legittimamente limitarsi all'accertamento di tale presupposto per negare il rinnovo del permesso di soggiorno, perché, in siffatte evenienze,
4 la valutazione della pericolosità sociale risulta effettuata direttamente ed insindacabilmente dal legislatore; - del pari, alla stregua della normativa sopra richiamata, quanto alle ulteriori violazioni sopra suindicate, la mera denuncia di reato non può costituire, di per sè, fatto preclusivo del rinnovo del permesso di soggiorno. Ritenuto, sotto diverso profilo, che: - gli altri precedenti di polizia, viepiù in considerazione della mancata indicazione dei successivi sviluppi giudiziari, non valgono, di per se stessi, a fondare un giudizio di concreta ed attuale pericolosità sociale, che deve consistere in una prudente prognosi da svolgersi sulla base di elementi oggettivi, adeguatamente ponderati e di cui occorre dare puntualmente atto nella motivazione; Ritenuto, dunque, che: - in ragione delle divisate carenze strutturali del provvedimento impugnato, non resta al Collegio che ritenere fondata la denuncia attorea con assorbimento delle ulteriori censure e, in conseguenza, disporre l annullamento del provvedimento impugnato, fatte salve le ulteriori determinazioni dell Amministrazione nel rispetto di quanto fin qui argomentato e concluso; - le spese vengono regolate in applicazione del principio della soccombenza. P.Q.M.
5 Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l effetto, annulla il provvedimento impugnato, salvi gli ulteriori provvedimenti dell Amministrazione. Condanna l amministrazione a pagare le spese di lite in favore del ricorrente che liquida in euro 1000,00 (mille/00), oltre accessori di legge se dovuti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 13 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati: Umberto Maiello, Presidente FF Renata Emma Ianigro, Consigliere Anna Corrado, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 15/01/2016 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

References: SENTENZA 
 art. 60
 sentenza 
 art. 337
 art. 116
 sentenza