Source: http://www.legislazionetecnica.it/4912352/fonte/deliberaz-gr-veneto-17-07-2018-n-1023
Timestamp: 2019-01-20 22:10:59+00:00

Document:
Deliberaz. G.R. Veneto 17/07/2018, n. 1023 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR39632
Deliberaz. G.R. Veneto 17/07/2018, n. 1023
Modifica del Piano di Tutela delle Acque della Regione Veneto in materia di aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano, adeguamento terminologia, aggiornamento di riferimenti temporali ed adeguamento di alcune disposizioni relative agli scarichi. Art. 4 comma 3 delle Norme Tecniche del Piano di Tutela delle Acque approvato con DCR n. 107 del 5/11/2009 e successive modifiche e integrazioni. DGR/CR n. 22 del 13/3/2018.
B.U. R. Veneto Ord. 14/08/2018, n. 81
4912352 4927494
L'Assessore Gianpaolo E. Bottacin riferisce quanto segue
Il Piano di Tutela delle Acque (di seguito PTA), approvato il 5 novembre 2009 con provvedimento n. 107 del Consiglio regionale, è uno degli strumenti di settore più importanti e qualificanti della nostra Regione, ampiamente dibattuto fin dalla sua adozione a fine 2004 e in vigore ormai dall'8 dicembre 2009.
L'attuazione del PTA risponde alla necessità di disporre di una normativa di riferimento certa e consolidata e in grado di assicurare nei tempi e nei modi previsti la qualità e la corretta gestione dell'acqua.
Nel tempo il PTA, che è stato pensato come strumento flessibile ed implementabile con provvedimenti di variazione parziale, è stato oggetto di modifiche e aggiornamenti o di semplici chiarimenti, dovuti prevalentemente alla necessità di adeguamento a nuove normative, alla necessità di chiarire alcuni aspetti applicativi, alla necessità di prorogare alcuni termini per l'attuazione di interventi e applicazione di limiti specifici.
Qui di seguito sono schematicamente riassunti gli atti amministrativi con i quali si è provveduto ad aggiornare il PTA, a chiarirne i contenuti o a perfezionarne l'attuazione.
Numero e anno
80/2011
Linee guida applicative del Piano di tutela delle acque
4912352 4927495
Allegato A - Modifiche al piano di tutela delle acque
1. In tutto il testo delle Norme Tecniche ogni riferimento alle “AATO” va sostituito con il termine “Consiglio di Bacino”, ai sensi della Legge Regionale n. 17 del 27 aprile 2012 “Disposizioni in materia di risorse idriche” e successive modifiche e integrazioni.
2. Le parti in corsivo sono indicazioni o spiegazioni delle modifiche, non fanno parte del nuovo testo.
PTA VIGENTE
MODIFICHE PROPOSTE
Art. 6 - Definizioni
l) Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (AATO): la forma di cooperazione fra comuni e province ai sensi dell’articolo 148 del D.lgs. n. 152/2006 e del capo II della legge regionale 27 marzo 1998, n. 5, “Disposizioni in materia di risorse idriche. Istituzione del servizio idrico integrato ed individuazione degli ambiti territoriali ottimali, in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36” e successive modificazioni;
l) Consiglio di Bacino (CdB): forma di cooperazione tra i comuni per la programmazione e organizzazione del servizio idrico integrato, ai sensi dell’articolo 3 della Legge Regionale n. 17 del 27 aprile 2012 “Disposizioni in materia di risorse idriche” e successive modifiche e integrazioni.
m) corpi idrici superficiali: i corsi d’acqua naturali - anche con deflussi non perenni - o artificiali, i laghi naturali o artificiali, gli specchi d’acqua artificiali, le acque di transizione formanti laghi salmastri, lagune,
valli e zone di foce in mare e le acque costiere marine;
m) Corpo idrico superficiale: un elemento distinto di acque superficiali, quale un lago, un bacino artificiale, un torrente, fiume o canale, parte di un torrente, fiume, canale, o di lago, acque di transizione o un
tratto di acque costiere;
m’) corpo idrico sotterraneo: un volume distinto di
acque sotterranee contenute da una o più falde acquifere; ^
m’’) corpo idrico fortemente modificato: un corpo idrico superficiale la cui natura, a seguito di alterazioni fisiche dovute ad un’attività umana, è sostanzialmente modificata;
m’’’) corpo idrico artificiale: un corpo idrico superficiale creato da un'attività umana;
r) gestore del servizio idrico integrato: il soggetto che, in base alle convenzioni di cui all’articolo 151 del D.lgs. n. 152/2006 e del capo III della legge regionale
27 marzo 1998, n. 5, “Disposizioni in materia di risorse idriche. Istituzione del servizio idrico integrato ed individuazione degli ambiti territoriali ottimali, in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36”, gestisce i servizi idrici integrati e, soltanto fino alla piena operatività del servizio idrico integrato, il gestore salvaguardato ai sensi dell’articolo 8 della legge
regionale n. 5/1998;
r) gestore del servizio idrico integrato: il soggetto che, in base alle convenzioni di cui all’articolo 151 del D.lgs. n. 152/2006 e alla Legge Regionale n. 17 del 27 aprile 2012 “Disposizioni in materia di risorse idriche” e successive modifiche e integrazioni, gestisce il servizio idrico integrato.
t) impianti a forte fluttuazione stagionale: impianti di depurazione individuati in elenchi delle AATO che, in ragione di flussi turistici, ricevono oltre il 50% di carico da trattare rispetto al carico medio rilevato nel periodo non turistico, per almeno 10 giorni
consecutivi;
t) impianti a forte fluttuazione stagionale: impianti di depurazione individuati in elenchi dei Consigli di Bacino che, in ragione di flussi turistici, ricevono oltre il 50% di carico da trattare rispetto al carico medio rilevato nel periodo non turistico, per almeno 10 giorni consecutivi;
Art. 15 -Aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo
1. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della deliberazione di approvazione del Piano, emana specifiche direttive tecniche per la delimitazione delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, sulla base dell’Accordo della Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome 12 dicembre 2002: “Linee guida per la tutela delle acque destinate al consumo umano e criteri generali per l’individuazione delle aree di salvaguardia delle risorse idriche di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152”.
2. Entro un anno, per gli attingimenti da pozzo e per gli attingimenti da acque superficiali, ed entro due anni per gli attingimenti da sorgente, dall’approvazione delle direttive tecniche di cui al comma 1, le AATO provvedono all’individuazione delle zone di rispetto delle opere di presa degli acquedotti pubblici di propria competenza, eventualmente distinte in zone di rispetto ristretta e allargata, e trasmettono la proposta alla Giunta regionale per l’approvazione.
3. Successivamente all’approvazione della Giunta regionale di cui al comma 2, la delimitazione è trasmessa dalle AATO alle province, ai comuni interessati, ai consorzi di bonifica e all’ARPAV competenti per territorio. Le province e i comuni, nell’ambito delle proprie competenze, provvedono a:
a) recepire nei propri strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, i vincoli derivanti dalla delimitazione delle aree di salvaguardia;
b) emanare i provvedimenti necessari per il rispetto dei vincoli nelle aree di salvaguardia;
c) notificare ai proprietari dei terreni interessati i provvedimenti di delimitazione e i relativi vincoli;
d) vigilare sul rispetto dei vincoli.
1. La Giunta regionale emana direttive tecniche per la delimitazione delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, sulla base dell’Accordo della Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome 12 dicembre 2002: “Linee guida per la tutela delle acque destinate al consumo umano e criteri generali per l’individuazione delle aree di salvaguardia delle risorse idriche di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152”.
2. I Consigli di bacino, entro 24 mesi dall’approvazione delle direttive tecniche di cui al comma 1 e sulla base di tali direttive, provvedono all’individuazione delle zone di rispetto delle opere di presa degli acquedotti pubblici di propria competenza, eventualmente distinte in zone di rispetto ristretta e allargata, e trasmettono la proposta alla Giunta regionale per l’approvazione.
3. Successivamente all’approvazione della Giunta regionale di cui al comma 2, la delimitazione è trasmessa dai Consigli di Bacino alle province, ai comuni interessati, ai consorzi di bonifica e all’ARPAV competenti per territorio. Le Province e i Comuni, nell’ambito delle proprie competenze, provvedono a:
La deliberazione dispone una serie di modifiche al Piano di tutela delle acque, approvato con la Delib. C.R. 05/11/2009, n. 107, in materia di aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano, adeguamento della terminologia, aggiornamento dei riferimenti temporali e adeguamento di alcune disposizioni relative agli scarichi.
Abroga/Sostituisce in parte
Delib.C.R. Veneto 05/11/2009, n. 107
Piano di tutela delle acque.
Articolo 23, comma 10.
Allegato A3 (Norme tecniche di attuazione) Ogni riferimento alle "AATO" va sostituito con il termine "Consiglio di Bacino"; articolo 6, comma 1, lettera l), lettera m), lettera m'), lettera m''), lettera m'''), lettera r), lettera t); articolo 15, comma 1, comma 2, comma 3; articolo 16, comma 2, comma 3; articolo 19; articolo 20, comma 1, comma 2, comma 3, comma 4, comma 6, comma 7, comma 9; articolo 23, comma 6; articolo 24, comma 5; articolo 30, comma 1, lettera e); articolo 32, comma 7; articolo 34, comma 1, lettera f), comma 5; articolo 36, comma 2, comma 2 bis, comma 2 ter; articolo 38, comma 5; articolo 39, comma 1, comma 3, comma 6, comma 16; Allegato A, riga 50; nota 19; nota 21; Allegato B, nota 4.
Concessioni demaniali marittime, canoni aggiornati, proroghe e scadenze
QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO SUI CANONI CONCESSORI (Canone minimo e finalità diverse da turistico ricreative, pesca, cantieristica e diporto; Pesca, acquacoltura, cantieristica navale e attività su mezzi di trasporto aeronavali; Imprese di costruzione e di riparazione navale iscritte agli albi speciali; Nautica da diporto; Finalità turistico-ricreative e nautica da diporto; Tabella riepilogativa dei riferimenti normativi) - TABELLE CON LA MISURA AGGIORNATA DEI CANONI (Ultimo aggiornamento annuale valido per il 2019; Tabelle aggiornate 2019 e dati storici; Sospensione dei canoni per le imprese balneari danneggiate dal maltempo a ottobre 2018) - PROROGHE E SCADENZE DELLE CONCESSIONI (Proroga di 15 anni contenuta nella Legge di bilancio 2019; Normativa e giurisprudenza UE, affidamento dei titolari delle autorizzazioni; Sospensione procedimenti pendenti al 15/11/2015 relativi alle aree pertinenziali) - REVISIONE DELLA DISCIPLINA E DELLE ZONE DEMANIALI (Tentativi di revisione antecedenti al 2019; Nuovi criteri di revisione introdotti dalla Legge di bilancio 2019).
Politica comunitaria in materia di acque
Modificato e integrato il D.Leg.vo 152/2006 per recepire la Direttiva n. 2013/39/UE recante norme relative alle sostanze prioritarie, nuovi standard di qualità ambientale e aggiornamento dell’elenco delle sostanze prioritarie.
Gestione delle risorse idriche
Acque per consumo umano
Il “Collegato ambientale” 2016 comma per comma
Analisi sintetica e puntuale di tutte le disposizioni di interesse del settore tecnico contenute nella L. 28/12/2015, n. 221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali, cosiddetta “Legge sulla green economy” o “Collegato ambientale”), con rinvio ad approfondimenti sulle novità di maggiore rilievo.
Collegato ambientale 2016: tutte le novità per edilizia, appalti, ambiente
Rassegna delle tantissime novità contenute nella L. 28/12/2015,n. 221. Valutazione impatto sanitario; Sistemi efficienti di utenza; Attraversamento infrastrutture elettriche su beni demaniali; Green public procurement; Terre e rocce da scavo; Rifiuti ammessi in discarica; Interventi edilizi in aree a rischio idrogeologico; Permessi edilizi manufatti leggeri e prefabbricati.
Lombardia: presentazione o aggiornamento della Comunicazione nitrati per l'anno 2019
Lombardia: domanda di adesione alla deroga nitrati per l'anno 2019
Iscrizione all'Elenco dei tecnici competenti in acustica
Settore idrico, 250 milioni per le opere cantierabili da Italia Oggi
Acqua, le regioni in campo da Italia Oggi
Acque reflue, la Corte Ue condanna l'Italia da Italia Oggi
Acque reflue, 900 centri fuori regola da Italia Oggi
Rete idrica, sul mutuo grava l'Iva da Italia Oggi
L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE
Requisiti generali, iter procedurale e profili di criticità inerenti l'accreditamento presso il SSN di strutture sanitarie pubbliche e private
Questo volume approfondisce il tema della vulnerabilità sismica di edifici e strutture con caratteristiche di pregio storico ed artistico. Preziosa guida ad una corretta ed accurata valutazione del grado di rischio sismico degli edifici storici.

References: Art. 4
 provvedimento n. 

Art. 6

Art. 15

Articolo 23
 articolo 6
 articolo 15
 articolo 16
 articolo 19
 articolo 20
 articolo 23
 articolo 24
 articolo 30
 articolo 32
 articolo 34
 articolo 36
 articolo 38
 articolo 39