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Norme Speciali di Attuazione - PDF
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1 Comune di Pieve Emanuele Piano Attuativo dell Ambito di Trasformazione Campus della Pieve Norme Speciali di Attuazione 12 luglio 2013 Proprietà: PIEVE S.R.L. Via Manzoni 56 Rozzano (MI) Progettisti: Arch. Marco Engel Arch. Renato Restelli
2 Indice Titolo 1 Disposizioni generali Art. 1 Art. 2 Art. 3 Disposizioni generali Contenuti del piano attuativo Prescrizioni e indirizzi Titolo 2 Prescrizioni e indirizzi per l edificazione Art. 4 Art. 5 Art. 6 Art. 7 Aree edificabili Fabbricati: tipologie edilizie e altezza massima Aree inedificate e parcheggi privati Fasi di intervento Titolo 3 Prescrizioni e indirizzi per le aree pubbliche e di uso pubblico Art. 8 Art. 9 Art.10 Aree destinate a sede viaria ed a parcheggio di uso pubblico Aree a verde attrezzato e di rinaturalizzazione Recinzioni e accessi carrai
3 Titolo 1 Disposizioni generali Art. 1 Disposizioni generali Le presenti norme si applicano alle aree comprese all interno del perimetro del comparto di piano attuativo, tanto a quelle pubbliche o asservite all uso pubblico, destinate alle urbanizzazioni, quanto a quelle destinate all insediamento delle strutture ospedaliere e universitarie. Per quanto non espressamente previsto dalle presenti norme si applicano le disposizioni contenute nel PGT, nei regolamenti comunali e nella disciplina nazionale e regionale. Art. 2 Contenuti del piano attuativo. Il piano attuativo si compone dei seguenti documenti ed elaborati: 2.1 Documenti testuali: * Istanza 1 Titolo leggitimante l istanza 2 Relazione tecnica illustrativa 3 Norme speciali di attuazione 4 Bozza di Convenzione 5 Relazione Geologica 6 Relazione Idraulica 7 Valutazione di Impatto Acustico 8 Relazioni Impiantistiche 9 Relazione Viabilistica 10 Urbanizzaizoni Computo e Tabella si Sintesi 11 Fogli e Mappali interessati dalla proposta di Piano 2.2 Elaborati grafici: Tav. 01 Inquadramento dell area nella pianificazione sovracomunale Tav. 02 Pianificazione comunale e vincoli Tav. 03 Rilievo planialtimetrico e fotografico Tav. 04 Estratto catastale Tav. 05 Azzonamento e distribuzione Tav. 06 Fasi di intervento Tav. 07 Sistemazione paesaggistica, profili e sezioni Art. 3 Prescrizioni e indirizzi 3.1 Prescrizioni Costituiscono prescrizioni le disposizioni contenute nel Piano Attuativo conseguenti l applicazione della disciplina dettata dal PGT o dalle limitazioni imposte da vincoli contenuti negli strumenti sovraordinati o nelle disposizioni di legge. Hanno inoltre valore di prescrizioni: 1
4 3.2 Indirizzi l individuazione delle unità di intervento e le dimensioni di massima delle stesse; l individuazione ed il dimensionamento delle strade pubbliche e delle aree verdi che saranno cedute al Comune in esecuzione delle disposizioni contenute nella Convenzione. Il tutto secondo quanto indicato nella Tav. 05, riquadro 1 (Contenuti prescrittivi, azzonamento e vincoli). Hanno inoltre valore di prescrizione le disposizioni per le edificazioni dettate al successivo Titolo 2 delle presenti norme, secondo quanto ivi specificato. Sono indirizzi tutte le altre disposizioni contenute nel Piano Attuativo ed in particolare quelle rivolte ad orientare l edificazione all interno delle superfici fondiarie. 3.3 Reticolo idrico minore Sino all entrata in vigore dello studio sul Reticolo Idrico Minore si applicano ai corsi d acqua pubblici le disposizioni del RD 523/1904 Titolo 2 Prescrizioni e indirizzi per l edificazione Art. 4 Aree edificabili 4.1 Unità fondiarie e poligono di massima edificabilità Il piano attuativo individua due distinte unità fondiarie (UF1, UF2). Su ciascuna unità fondiaria è ammessa la realizzazione dei fabbricati all interno del poligono di massima edificabilità determinato dai limiti imposti dai rispetti delle strade e dei corsi d acqua, rappresentati nella Tav. 05. Per le unità fondiarie: ha valore prescrittivo l estensione complessiva di entrambe e la distanza minima fra i confini delle due unità posta a salvaguardia del corso delle rogge, indicata nella Tav. 05 (riquadro 1); ha valore orientativo il confine delle unità fondiarie nella parte corrispondente al tracciato indicativo della viabilità di distribuzione interna. 4,2 Destinazioni d uso In ottemperanza alle previsioni del Documento di Piano sono consentite nell area le attività socio sanitarie e formative culturali, considerate quali attività di interesse generale, e le funzioni a queste complementari, entrambe riportate nell elenco che segue: 2
5 servizi sanitari quali: ospedale hospice, riabilitazione, lungodegenza; servizi di accoglienza per pazienti e visitatori ricerca, didattica e servizi per studenti quali: ricerca e didattica servizi per studenti e ricercatori accoglienza 4.3 Capacità edificatoria Il Documento di Piano assegna all Ambito di Trasformazione denominato Campus della Pieve una capacità edificatoria complessiva pari a: SLP = mq In sede di richiesta dei titoli abilitativi la verifica della SLP di progetto sarà effettuata applicando le disposizioni contenute all art. 7 delle NTA del Piano delle Regole. La capacità edificatoria è indicativamente distribuita fra le due unità fondiarie nel modo seguente: UF1 SLP mq UF2 SPL mq Art. 5 Fabbricati: tipologie edilizie e altezza massima Nelle tavole del Piano Attuativo, Tavv 5, 6 e 7, è esposto lo schema di distribuzione planivolumetrica corrispondente alla capacità edificatoria complessivamente assegnata al comparto. Lo schema di distribuzione planivolumetrica essendo riferito ad un unica tipologia di attività di interresse pubblico per servizi sanitari, di ricerca, didattica e funzioni accessorie ha valore indicativo sia per quanto attiene la scelta delle tipologie edilizie (fabbricati in linea) sia per quanto attiene la loro disposizione (distribuzione a corte) e dislocazione all interno delle unità fondiarie. Ha valore prescrittivo l altezza massima dei fabbricati che non potrà superare la misura di: H = m 30 Diversamente da quanto disposto all art. 7 delle NTA del Piano delle Regole, l altezza si misura dalla quota media del terreno all interno delle unità fondiarie al punto più elevato della sagoma esterna dell edificio, esclusi eventuali comignoli o torrette degli impianti tecnologici. Art. 6 Aree inedificate e parcheggi privati 6.1 Superfici inedificate Nelle parti inedificate delle unità fondiarie troveranno posto: la viabilità di distribuzione interna, secondo lo schema orientativo riportato nella Tav. 5; aree a parcheggio pertinenziale e di uso pubblico; 3
6 sistemazioni a verde attrezzato e di rinaturalizzazione. Negli spazi liberi potranno inoltre essere realizzati fabbricati accessori e alloggiamenti per gli impianti tecnologici opportunamente inseriti nelle sistemazioni paesaggistiche. Le sistemazioni a verde di rinaturalizzazione, indicate dal PGT lungo il margine meridionale del comparto e previste lungo i corsi d acqua principali, saranno realizzate con riferimento agli esempi contenuti nel Repertorio B allegato al PTCP vigente. 6.2 Parcheggi di pertinenza I parcheggi di pertinenza dovranno essere realizzati nel rispetto delle dotazioni minime stabilite dalla strumentazione urbanistica e dalle leggi e regolamenti in materia. Saranno preferibilmente ricavati in sottosuolo in corrispondenza o in adiacenza al sedime dei fabbricati. Quando fossero ricavati in adiacenza ai parcheggi di uso pubblico dovranno essere adottati appositi accorgimenti per la segnalazione del diverso uso, garantendo comunque la continuità delle pavimentazioni e della circolazione dei veicoli. Art. 7 Fasi di intervento Nella Tav. 6 sono rappresentate le tre fasi previste per l esecuzione degli interventi che saranno eseguiti nel periodo di validità del Piano Attuativo, secondo le pattuizioni contenute nella Convenzione annessa al piano stesso. La capacità edificatoria assegnata al comparto è indicativamente ripartita nelle tre fasi di intervento nel seguente modo: Fase 1 SLP mq Fase 2 SLP mq Fase 3 SLP mq La ripartizione della capacità edificatoria così come l individuazione dei fabbricati da realizzare nelle diverse fasi di intervento, rappresentata nella Tav. 6, hanno valore orientativo e potranno essere variate in sede esecutiva senza che tale variazione richieda la preventiva approvazione di una variante al Piano Attuativo. Titolo 3 Prescrizioni e indirizzi per le aree pubbliche e di uso pubblico Art. 8 Aree destinate a sede viaria ed a parcheggio di uso pubblico Il Piano Attuativo individua le aree destinate alla viabilità pubblica (Tav. 5, riquadro 1). La giacitura e la sezione della strada pubblica, avente una sezione della larghezza complessiva di m 10, indicate nelle tavole di piano sono da considerare vincolanti. Il tracciato ed il profilo della strada saranno precisati in sede esecutiva in accordo con gli Uffici Comunali. 4
7 Il Piano individua altresì le aree per parcheggio ed i tracciati delle strade di distribuzione per i quali dovrà essere garantito l uso pubblico attraverso atti di asservimento. La distribuzione delle aree a parcheggio di uso pubblico rappresentata nelle tavole di piano ha valore indicativo, fermo restando l obbligo di dotare le strutture delle superfici per parcheggio di uso pubblico nella misura di: 1 posto auto/100 mq SLP assumendo la superficie di mq 25 a posto auto, comprensiva dei marciapiedi e degli spazi di manovra e di arredo. Art. 9 Aree a verde attrezzato e di rinaturalizzazione Le aree verdi pubbliche e di suo pubblico saranno sistemate come illustrato nella Tav. 7. Dette sistemazioni hanno valore indicativo fino alla redazione dei relativi progetti esecutivi che dovranno ottenere l approvazione del Comune. Per gli interventi di rimboschimento, da realizzare con tecnica forestale, saranno adottate specie arboree ed arbustive caratteristiche della pianura irrigua, in accordo con le indicazioni del Parco Agricolo Sud Milano. Per gli interventi di rinaturalizzazione delle sponde dei corsi d acqua saranno adottate soluzioni coerenti con le indicazioni contenute nell Allegato B al vigente PTCP della Provincia di Milano. Art.10 Accessi carrai La disposizione delle recinzioni sarà definita separatamente per ciascun lotto di intervento in base alle necessità dell uso. Le aree assoggettate all uso pubblico saranno anch esse protette da recinzione, come stabilito dalla convenzione. Il tracciato della medesima sarà individuato in corrispondenza dei diversi lotti di intervento. Gli accessi carrai alle aree di pertinenza dei singoli complessi edilizi devono: * assicurare una buona visibilità da e verso lo spazio pubblico o di uso pubblico; * evitare ogni intralcio alla circolazione; * gli eventuali cancelli dovranno aprirsi verso l interno delle unità fondiarie o comunque non ingombrare lo spazio pubblico o di uso pubblico. 5
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO 2009 Legge Regionale 11 marzo 2005, n 12. Piano dei Servizi
Comune di Cerro al Lambro Provincia di Milano PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO 2009 Legge Regionale 11 marzo 2005, n 12 Piano dei Servizi SP04 Norme tecniche elaborato aggiornato in sede di approvazione

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art.10
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