Source: http://www.dirittounioneeuropea.eu/index.php?option=com_content&view=category&Itemid=140&id=76&lang=it
Timestamp: 2019-02-17 20:58:41+00:00

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La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di gennaio 2019
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato il 24 gennaio 2019 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 348, che includono, accanto a 147 archiviazioni di procedure d’infrazione già aperte, 56 pareri motivati ex art. 258 TFUE, 9 ricorsi alla Corte di giustizia e 119 aperture di nuove procedure.
Per quanto riguarda specificamente l’Italia, le decisioni prese (in numero di 15) riguardano 6 costituzioni in mora ex art. 258 TFUE, 1 messa in mora complementare, 4 archiviazioni di procedure d’infrazione pendenti, 3 pareri motivati e 1 decisione di ricorso alla Corte di giustizia ex art. 258 TFUE (relativo alla aliquota ridotta prevista per i cittadini italiani domiciliati all'estero che acquistano la loro prima abitazione sul territorio italiano). Di conseguenza il saldo del nostro Paese sale a un totale di 72 procedure aperte.
Ricorso contro l'Italia
La Commissione fa il punto sui rischi derivanti dai programmi di soggiorno e di cittadinanza in Stati membri per investitori di Paesi terzi
Il 23 gennaio la Commissione ha presentato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni una sua Comunicazione che analizza i programmi messi in atto da alcuni Stati membri, che consentono l’acquisto della cittadinanza degli stessi ad investitori cittadini di Paesi terzi a condizioni meno stringenti di quelle richieste nel quadro dei normali programmi di naturalizzazione; ovvero concedono loro, con estrema liberalità, permessi di soggiorno in uno Stato membro che gli permettono di circolare liberamente nello spazio Schengen. La Comunicazione indica, in particolare, i rischi che ne possono derivare per l'Unione, in particolare, per quanto riguarda la sicurezza, il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale e la corruzione. Secondo la Comunicazione, questi rischi sono aggravati da una mancanza di trasparenza nella gestione di questi programmi e dalla mancanza di cooperazione tra gli Stati membri.
Risoluzione del Parlamento europeo sull’indagine del Mediatore europeo sulla trasparenza dei negoziati negli organi preparatori del Consiglio
Il Parlamento europeo ha approvato nella plenaria del 17 gennaio 2019 una risoluzione sull’Indagine Strategica trasmessagli dal Mediatore europeo Emily O’Reilly il 16 maggio 2018, con riguardo alla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio dell’Unione. La risoluzione chiede in particolare che il Consiglio, in qualità di colegislatore europeo, allinei al riguardo i propri metodi di lavoro alle norme di una democrazia parlamentare e partecipativa, come richiesto dai Trattati, trasformandosi in una vera e propria camera legislativa.
La Commissione apre una riflessione su una transizione graduale verso un processo decisionale più efficiente e democratico nella politica fiscale dell'UE
Con una Comunicazione del 15 gennaio 2019, indirizzata al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio, la Commissione propone di avviare un dibattito sulla riforma del processo decisionale in alcuni settori della politica fiscale dell'UE, che attualmente richiede l'unanimità fra gli Stati membri. In particolare, la Comunicazione delinea un calendario per una transizione progressiva e mirata, attraverso la clausola passerella contenuta nell’art. 48, par. 7, TUE,verso il voto a maggioranza qualificata nell'ambito della procedura legislativa ordinaria in alcuni settori della politica fiscale condivisa dell'UE, come già avviene per la maggior parte degli altri settori dellepolitiche dell'UE. Nel contempo la Comunicazione precisa che, proprio per lo strumento giuridico usato, tale transizione alla maggioranza qualificata avverrebbe senza alcuna modifica delle competenze dell'Unione in materia fiscale né della facoltà di cui dispongono gli Stati membri di fissare le aliquote d'imposta delle persone fisiche o delle società ritenute più idonee.
Studio del Parlamento europeo sul rapporto con il Consiglio europeo
Il Servizio ricerche parlamentari del Parlamento europeo ha pubblicato a novembre 2018 uno studio sulle dinamiche istituzionali e politiche dei rapporti tra Consiglio europeo e Parlamento europeo.
Pacchetto infrazioni a novembre 2018 per i mancati recepimenti di direttive
Il 22 novembre 2018 la Commissione ha adottato un secondo pacchetto infrazioni nel mese di novembre, ma questa volta riservato, come in altri casi, alla sola apertura di nuove procedure d’infrazione per mancato recepimento di direttive. Le decisioni prese sono state complessivamente 109 delle quali 2 riguardanti l’Italia. Di conseguenza il numero delle procedure pendenti sale, nel nostro caso, a 70, delle quali 60 per violazioni del diritto dell’Unione e 10 per mancati recepimenti.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di settembre 2018
Il 21 settembre 2018 la Commissione europea ha adottato il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia di procedure d’infrazione, dedicandolo però, come già fatto il 22 marzo scorso, unicamente all’apertura di procedure per mancato recepimento di direttive. Le decisioni prese sono state complessivamente 62, delle quali una sola riguardante l’Italia.
Il saldo complessivo per il nostro Paese sale quindi a 65 procedure aperte, di cui 56 per violazione del diritto dell’Unione e 12 per mancato recepimento.
Comunicazione della Commissione sui preparativi in vista della Brexit
Con una sua Comunicazione del 27 agosto 2018 (COM(2018) 556 final/2 corrigendum) al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti, la Commissione ha fatto il punto su come prepararsi al recesso del Regno Unito dall’Unione europea il 30 marzo 2019. La Comunicazione si inserisce nell’invito formulato dal Consiglio europeo a 27 ad incoraggiare tutti gli attori istituzionali e i portatori di interessi che potrebbero subire conseguenze dalla Brexit a intensificare fin da ora i lavori per prepararsi a tutti i livelli e a tutti gli esiti possibili. La Comunicazione descrive pertanto l’attività di preparazione in corso, espone i preparativi compiuti finora e indica le diverse sfide future.
Relazione della Commissione sulla nazionalità dei funzionari statutari delle istituzioni
Il 24 agosto 2018 la Commissione ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio, ai sensi dell’art. 27 dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea e dell’art. 12 del regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea, una relazione (COM(2018) 377 final/2) sul livello di rappresentanza dei cittadini di ciascuno Stato membro tra il personale delle istituzioni a cui si applica lo Statuto.
Parere motivato della Commissione contro la Polonia a tutela dello Stato di diritto
Facendo seguito all’invio il 2 luglio 2018 di una lettera di messa in mora, la Commissione europea ha adottato il 14 agosto un parere motivato nei confronti della Polonia, contestandole la violazione dell’art. 19, par. 1, TUE e dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali da parte della nuova legge sulla Corte suprema polacca, nella parte in cui la stessa interviene, abbassandola, sull’età pensionabile obbligatoria dei membri della Corte, ledendone così l’indipendenza.
Una Comunicazione della Commissione europea sull’impatto della sentenza Achmea
A seguito della recente sentenza nel caso Achmea (6 marzo 2018, C-284/16), con cui la Corte di giustizia ha affermato l’incompatibilità con il Trattato di clausole arbitrali di accordi bilaterali in materia di investimenti (BIT) conclusi tra Stati membri, nella misura in cui i relativi collegi arbitrali siano chiamati ad interpretare o ad applicare il diritto dell’Unione, la Commissione europea ha pubblicato il 19 luglio 2018 una sua Comunicazione (COM(2018) 547) volta a chiarire l’impatto della sentenza sulla tutela degli investimenti tra Stati membri, in particolare per quanto riguarda la sorte dei numerosi BIT ancora in vigore tra di essi.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di luglio 2018
Il 19 luglio 2018 la Commissione ha adottato il quarto pacchetto infrazioni dell’anno, prendendo complessivamente 316 decisioni. Tra queste 78 sono di archiviazione di procedure d’infrazione a fronte dell’apertura di 207 nuove procedure (106 per mancato recepimento di direttive) con l’adozione di altrettante lettere di messa in mora ex art. 258 TFUE. Completano il pacchetto 13 pareri motivati e 6 ricorsi in Corte basati su questo stesso articolo.
Per quanto riguarda specificamente l’Italia, le decisioni prese sono state 9, e hanno riguardato l’archiviazione di 2 procedure e l’apertura di 7 nuove, così che il numero complessivo delle procedure di infrazione a carico del nostro Paese è salito a 64. Di queste 56 riguardano violazioni del diritto dell'Unione e 8 mancati recepimenti di direttive.
Proposta della Commissione di regolamento sulla tutela del bilancio dell’Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri. Il parere della Corte dei conti europea
Il Presidente della Corte chiede al Consiglio di accantonare per il momento la discussione sul trasferimento al Tribunale della competenza a conoscere di taluni ricorsi per inadempimento
Il 13 luglio 2018 il Presidente della Corte di giustizia, Koen Lenaerts, ha inviato una lettera ufficiale alla Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione in merito al negoziato in corso, in seno al Consiglio, sulla domanda della Corte di modificare talune norme del suo Statuto. Con tale lettera il Presidente Lenaerts “invita il legislatore dell’Unione a rinviare a una fase successiva l’esame della parte della domanda relativa al trasferimento al Tribunale della competenza a statuire, in primo grado, su determinate categorie di ricorsi per inadempimento – parte che potrebbe costituire ancora oggetto di modifiche proposte dalla Corte – e a dare priorità al trattamento delle altre tre parti di detta domanda”.
Relazione della task force della Commissione per la sussidiarietà e la proporzionalità
La task force della Commissione per la sussidiarietà e la proporzionalità, creata nel novembre 2017 e presieduta dal primo vicepresidente Frans Timmermans, ha consegnato il 10 luglio 2018 la sua relazione finale al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. La relazione risponde ai tre quesiti posti dal Presidente al momento di crearla: come migliorare l'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità all'interno delle istituzioni dell'UE; come migliorare la partecipazione delle autorità regionali e locali e dei parlamenti nazionali alla definizione e attuazione delle politiche dell'UE; e se esistano settori nei quali le competenze potrebbero essere progressivamente riattribuite agli Stati membri.
La Corte di giustizia applica il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati personali alle cause pregiudiziali
In seguito all’entrata in vigore il 25 maggio 2018 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), la Corte di giustizia ha annunciato il 29 giugno 2018 il rafforzamento della protezione dei dati delle persone fisiche nell’ambito delle pubblicazioni relative alle cause pregiudiziali. Essa ha quindi deciso, per ogni causa pregiudiziale presentata a partire dal 1° luglio 2018, di sostituire con iniziali, in tutti i documenti pubblicati, i nomi delle persone fisiche coinvolte nella causa.
Conclusioni del Consiglio europeo sulla Brexit
Nella giornata del 29 giugno 2018, il Consiglio europeo del 28-29 giugno si è riunito nel formato art. 50 TUE per approvare delle sue Conclusioni sullo stato del negoziato per la la Brexit.
Accordo in Consiglio europeo del 28 giugno sul primo argomento all’ordine del giorno
Nella notte tra il 28 e il 29 giugno 2018 il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo sul testo delle sue Conclusioni relative al tema dei migranti e Dublino.
Joint Statement sullo stato del negoziato sulla Brexit
Il 19 giugno 2018 la Commissione europea e il Regno Unito hanno reso pubblica una dichiarazione congiunta volta a dare conto dei progressi compiuti in vista del Consiglio europeo del 28-29 giugno nella definizione del progetto di Accordo di recesso ex art. 50 TUE dopo il round negoziale del 16-19 marzo 2018.
Discorso di Barnier su Brexit e diritti fondamentali
Il negoziatore dell’Unione europea sull’accordo di recesso del Regno Unito ha tenuto il 19 giugno 2018 un discorso presso l’Agenzia europea per i diritti fondamentali a Vienna, riguardante il tema dello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia e dei diritti fondamentali nel quadro della Brexit.
Sulla situazione del negoziato Brexit
Con una dichiarazione alla stampa dell’8 giugno 2018 il negoziatore europeo per la Brexit, Michel Barnier, ha fatto il punto sull’andamento del negoziato relativo all’accordo di recesso ex art. 50 TUE al termine del Round negoziale del 5-8 giugno.
Pubblicata la Relazione annuale sull’applicazione nel 2017 della Carta dei diritti fondamentali
La Commissione ha pubblicato il 6 giugno 2018 la Relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nel 2017.
Quadro di valutazione della giustizia 2018
Il 28 maggio 2018 la Commissione europea ha pubblicato il quadro di valutazione UE della giustizia 2018, che mette a confronto l'indipendenza, la qualità e l'efficienza dei sistemi giudiziari degli Stati membri dell'Unione.
Discorso di Barnier sulla Brexit al Congresso FIDE in Portogallo
Il negoziatore dell’Unione europea per l’accordo di recesso del Regno Unito di cui all’art. 50 TUE, Michel Barnier, è intervenuto il 26 maggio 2018 alla sessione conclusiva del XXVIII Congresso della Fédération internationale pour le droit européen (FIDE), svoltosi ad Estoril in Portogallo dal 23 al 26 maggio. Barnier ha tenuto un discorso sullo stato del negoziato Brexit, concentrandosi in particolare sulla governance dell’accordo di recesso.
Corte di giustizia dell’Unione europea. Comunicato stampa sulle statistiche giudiziarie della Corte relative al 2017
Il 23 marzo 2018 la Corte di giustizia ha reso note le statistiche giudiziarie relative al 2017. Da tali statistiche emerge che l’anno è stato quello del record assoluto delle cause introdotte dinanzi alla Corte (739), grazie in particolare all’analogo record dei rinvii pregiudiziali iscritti a ruolo (533). A fronte di ciò le cause definite sono state 699, con un saldo di cause pendenti, a fine anno, di 912 cause.
Per quanto riguarda il Tribunale, il primo anno in cui esso ha operato nella sua nuova composizione ha visto un sostanziale equilibrio tra cause promosse (917) e cause definite (895), grazie al significativo aumento di queste ultime rispetto all’anno precedente. Al raggiungimento di questo equilibrio ha inoltre corrisposto una riduzione della durata dei procedimenti, che è scesa a una media di 16,3 mesi.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di marzo 2018
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato l’8 e il 22 marzo 2018 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Nelle due giornate, la seconda delle quali dedicata unicamente all’apertura di procedure per mancato recepimento di direttive, le decisioni prese sono state complessivamente 268.
Le 211 decisioni adottate l’8 marzo includono, accanto a 86 archiviazioni, 21 pareri motivati ex art. 258 TFUE e 4 ricorsi alla Corte di giustizia introdotti ai sensi dello stesso articolo. Le nuove procedure d’infrazione sono invece solo 22, a fronte delle ben 162 archiviazioni. Di queste ultime 8 riguardano l’Italia, cui però se ne aggiunge una nuova tra le citate 22 lettere di messa in mora, e altre due delle 57 per mancato recepimento adottate il 22 marzo.
Il saldo complessivo per l’Italia si assesta quindi a 61 procedure aperte, di cui 59 per violazione del diritto dell’Unione e 11 per mancato recepimento.
Pacchetto infrazioni Italia
Pacchetto mancati recepimenti
Contributo della Commissione al dibattito istituzionale a 27 del 23 febbraio 2018
La Commissione ha trasmesso il 23 febbraio 2018 al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio una sua Comunicazione su “Un'Europa dei risultati: opzioni istituzionali per rendere più efficace l'azione dell'Unione europea”, contenente il suo contributo alla discussione che si terrà in questa stessa data sui temi istituzionali nel corso della riunione informale di Bruxelles dei 27 capi di Stato o di governo.
Relazione della Corte di giustizia al Parlamento europeo e al Consiglio sull’eventuale trasferimento di competenze pregiudiziali al Tribunale dell’Unione
Il Regolamento (UE, Euratom) 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, che ha modificato il Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea raddoppiando (entro il 2019) il numero dei giudici del Tribunale dell’Unione, ha richiesto esplicitamente alla Corte, nel suo art. 3,di trasmettere a Parlamento e Consiglio entro il 26 dicembre 2017 una relazione su “eventuali modifiche della ripartizione delle competenze in materia di pronunce pregiudiziali a norma dell'articolo 267 TFUE” (par. 2); nonché, entro il 26 dicembre 2020, un’ulteriore relazione, da elaborare “con l'ausilio di un consulente esterno”, sul funzionamento e l’efficienza del Tribunale nella nuova composizione, nonché sull'eventuale opportunità di istituzione di ulteriori sezioni specializzate e/o altre modifiche strutturali del sistema giurisdizionale dell’Unione (par. 1). Il 21 dicembre 2017 la Corte ha puntualmente trasmesso la prima di queste due relazioni, con la quale però esprime la sua contrarietà per il momento a qualsiasi trasferimento di competenze pregiudiziali al Tribunale.
Nuova pronuncia del Parlamento europeo sulla Brexit
Nella sua sessione del 13 dicembre 2017 la Plenaria del Parlamento europeo ha adottato una nuova Risoluzione sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito per la Brexit.
Risoluzione del Parlamento europeo sulla cittadinanza europea nel 2017
Il 12 dicembre 2017 la Plenaria del Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulla Relazione presentata dalla Commissione sulla cittadinanza dell'Unione nel 2017.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di dicembre
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato il 7 dicembre 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 202, che includono, accanto a 130 archiviazioni, 18 pareri motivati ex art. 258 TFUE, 26 aperture di nuove procedure d’infrazione e 27 ricorsi alla Corte di giustizia, dei quali ben 19 sono per mancato recepimento di direttive (art. 260, par. 3).
Per quanto riguarda specificamente l’Italia, le decisioni riguardano una costituzione in mora ex art. 258 TFUE, quattro archiviazioni di procedure d’infrazione, l’archiviazione di un caso di pre-infrazione, una decisione di ricorso alla Corte di giustizia e un parere motivato ex art. 258 TFUE. Di conseguenza il saldo del nostro Paese scende a un totale di 62 procedure aperte, di cui 52 per violazione del diritto dell’Unione e 10 per mancato recepimento di direttive.
La Commissione detta una tabella di marcia per il completamento dell’Unione economica e monetaria entro il 2025
Con una comunicazione del 6 dicembre 2017 la Commissione ha fornito una sintesi del pacchetto di iniziative presentate per il completamento dell’Unione economica e monetaria entro il 2025 e ha delineato il cronoprogramma per i prossimi 18 mesi. Lo scopo è quello di rafforzare l’unità, l’efficienza e la democraticità dell’unione economica e monetaria, al fine di aumentare l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la stabilità macroeconomica. Oltre alla roadmap, il pacchetto include: una proposta per l’istituzione di un Fondo monetario europeo inserito nel quadro giuridico dell’Unione; una proposta intesa a integrare il contenuto del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’ordinamento dell’Unione, tenendo conto dell’opportuna flessibilità insita nel patto di stabilità e crescita e individuata dalla Commissione sin dal gennaio 2015; una comunicazione sui nuovi strumenti di bilancio per una zona euro stabile nel quadro dell’Unione e una comunicazione sul ministro dell’Economia e delle finanze europeo.
Proposta di regolamento fondi
Proposta di regolamento FME
Allegato Proposta di regolamento FME
Proposta di regolamento dotazio finanziaria programa sostegno
Proposta di direttiva responsabilità di bilancio
Comunicazione nuovi strumenti di bilancio
Integrazione Fiscal Compact
Comunicazione Ministro europeo economia e finanze
La Commissione presenta un pacchetto di misure per l’approfondimento dell’UEM
Basandosi sulla visione esposta nella relazione dei cinque presidenti di giugno 2015 e sui documenti di riflessione sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM) e sul futuro delle finanze dell'Unione europea della primavera 2017, la Commissione europea ha presentato il 6 dicembre 2017 una tabella di marcia che comprende una serie di misure da adottare entro il 2020. Un certo numero di queste consiste in alcune proposte legislative e non, presentate in questa stessa occasione, che riguardano, tra l’altro, l’integrazione del Fiscal compact nell’ordinamento giuridico dell’Unione, la creazione di un bilancio dell’Eurozona, la trasformazione del Meccanismo europeo di stabilizzazione in un Fondo monetario europeo, l’istituzione di un ministro del tesoro dell’Unione. L'obiettivo generale è quello di migliorare l'unità, l'efficienza e la responsabilità democratica dell'UEM entro il 2025.
Completare l'UEM
Bilancio zona Euro
Ministro europeo del tesoro
Rafforzamento responsabilità di bilancio
Uso dei Fondi europei
Fondo monetario europeo 1
Fondo monetario europeo 2
Il Consiglio europeo approva l’Agenda dei leader
Sulla base di una richiesta avanzata dai capi di Stato o di governo in occasione della riunione informale di Tallinn (Estonia) del 28 settembre, il presidente del Consiglio europeo Tusk ha predisposto una c.d. Agenda dei leader, contenente un programma di lavoro del Consiglio europeo di qui alle elezioni europee del 2019, articolato per temi da affrontare in ciascuna delle successive riunioni. L'agenda è stata elaborata in seguito a consultazioni con i membri dello stesso Consiglio europeo ed è stata approvata da quest’ultimo il 20 ottobre 2017.
Conclusioni del Consiglio europeo del 19 ottobre 2017
Il 19 ottobre 2017 il Consiglio europeo ha adottato conclusioni sui seguenti argomenti: migrazione, Europa digitale, sicurezza e difesa, relazioni esterne.
Per quanto riguarda le migrazioni, il Consiglio europeo ha esortato a portare avanti gli sforzi dell'UE e il sostegno agli Stati membri al fine di contenere i flussi e ad aumentare i rimpatri, nonché a costruire una solida cooperazione con i paesi di origine, di transito e di partenza; ha inoltre ribadito l'importanza di collaborare con le autorità libiche e con tutti i vicini della Libia per rafforzare la capacità di gestione delle frontiere e sottolinea la necessità urgente di sostenere lo sviluppo delle comunità locali in Libia lungo le rotte migratorie, nonché la necessità di monitorare attentamente la situazione lungo le rotte del Mediterraneo occidentale e orientale alla luce del recente aumento dei flussi migratori. Per quanto riguarda la digitalizzazione, il Consiglio europeo ha evidenziato la necessità di: pubbliche amministrazioni e settori pubblici che siano pienamente adeguati all'era digitale e che diano l'esempio; di un quadro normativo orientato al futuro; di un'infrastruttura e una rete di comunicazioni di prima qualità; di un approccio comune in materia di cibersicurezza; di combattere contro il terrorismo e la criminalità online; di mercati del lavoro e sistemi di istruzione e di formazione adeguati all'era digitale; nonché di uno sforzo risoluto in termini di investimenti e di ricerca e sviluppo e di un regime fiscale efficace ed equo, adeguato all'era digitale. Sul fronte della sicurezza e difesa, il Consiglio europeo ha incoraggiato gli Stati membri a sviluppare meccanismi di finanziamento flessibili e solidi nell'ambito del Fondo europeo per la difesa, per migliorare l'accesso alle capacità più all'avanguardia e realizzare capacità, garantire una base competitiva, innovativa ed equilibrata per il settore industriale della difesa europea in tutta l'UE. Infine, per quanto riguarda le relazioni esterne, il Consiglio europeo ha invitato la RPDC a rispettare gli obblighi che le derivano dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché ad abbandonare i propri programmi connessi al nucleare e ai missili balistici, riconoscendo che il recente comportamento della RPDC è inaccettabile e costituisce una minaccia significativa per la penisola coreana e non solo. Il Consiglio europeo ha sottolineato che una pace duratura e la denuclearizzazione della penisola coreana devono essere raggiunte con mezzi pacifici e attraverso un dialogo credibile e significativo.
Lettera del Presidente Tusk ai leaders europei in vista del vertice autunnale del Consiglio europeo
Il 17 ottobre 2017 il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha inviato ai membri di tale istituzione una lettera di invito in vista della riunione autunnale a Bruxelles.
Il presidente ha insistito affinché si proceda passo dopo passo, preservando l’unità dell’Unione cercando di risolvere il dilemma tra l’esigenza di unità e la necessità di dinamismo. Per raggiungere tale obiettivo, il presidente ha suggerito l’adozione di un approccio più politico nelle discussioni, che saranno strutturate sulla base di Decision Notes che la presidenza stessa provvederà a elaborare prima di ciascuna discussione. Nelle Decisions Notes sarà dato atto delle differenze di visioni politiche degli Stati membri sui singoli argomenti, così che sulle stesse possa essere aperta una seria discussione politica. Inoltre, il presidente ha auspicato una maggiore frequenza di incontri, in modo da favorire un rigoroso follow-up.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di ottobre
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato il 4 ottobre 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 196, che includono, accanto a 133 archiviazioni, 29 pareri motivati ex art. 258 TFUE, 27 aperture di nuove procedure d’infrazione e 4 ricorsi alla Corte di giustizia per mancato recepimento di direttive (art. 260, par. 3), riguardanti rispettivamente la Slovenia, la Repubblica ceca, la Spagna e il Lussemburgo.
Per quanto riguarda specificamente l’Italia, le decisioni sono state unicamente 2 e ambedue consistenti in archiviazioni di procedure per mancato recepimento. Di conseguenza il saldo del nostro Paese scende a un totale di 64 procedure d’infrazione aperte.
Il Parlamento europeo si pronuncia sul negoziato Brexit
Il 3 ottobre 2017 la Plenaria del Parlamento europeo ha adottato una Risoluzione sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di settembre
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato il 26 settembre 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, relativo però questa volta, con l’eccezione del parere motivato indirizzato alla Polonia per la nuova legge in materia di organizzazione del sistema giudiziario, alla sola apertura di nuove procedure per mancato recepimento di direttive. Complessivamente le decisioni prese al riguardo sono state 70, e una sola di esse riguarda l’Italia (circostanza che porta l’Italia a un saldo di 66 procedure aperte).
Il Presidente Junker ha tenuto oggi il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione
Oggi, 13 settembre, Jean-Claude Junker ha tenuto a Strasburgo, davanti alla plenaria del Parlamento europeo, il “Discorso sullo stato dell’Unione” , appuntamento annuale nel quale il Presidente della Commissione fa il punto sui progressi realizzati dall’Unione nell’anno trascorso, così come sulle criticità che essa ha vissuto o sta vivendo, e presenta le sue priorità per l’anno a venire. Nel suo discorso per il 2017, intitolato “Wind in our Sails”, e che pubblichiamo qui di seguito con la documentazione ad esso connessa diffusa dalla Commissione, Junker ha insistito in particolare sulla finestra di opportunità che la nuova e più favorevole situazione economica apre a un rilancio dell’Unione e ha prospettato alcune riforme da mettere in atto, non necessariamente attraverso modifiche dei Trattati. Il Presidente della Commissione ha poi definito la prossima uscita del Regno Unito dall’Unione un “momento triste e tragico”.
La Commissione aggrava la procedura d’infrazione contro la Polonia per le recenti modifiche del sistema giudiziario nazionale
Il 12 settembre 2017 la Commissione ha inviato alla Polonia un parere motivato con cui aggrava la procedura d’infrazione, lanciata il 29 luglio scorso, sulla sua nuova legge sull’organizzazione delle giurisdizioni di diritto comune. Il termine dato alla Polonia per porre rimedio è di un solo mese.
Stato della procedura per la ricollocazione dell’EMA e dell’EBA a seguito della Brexit
Il 1° agosto 2017 il Consiglio europeo ha fatto il punto, con un apposito comunicato stampa, sullo stato d’avanzamento della procedura che porterà alla decisione sulla ricollocazione in altri Stati membri dell’EMA e dell’EBA a seguito della Brexit.
Parere motivato contro tre Stati membri per la mancata ricollocazione di migranti da Italia e Grecia
Il 26 luglio 2017, al di fuori quindi dell’ordinaria pacchetto infrazioni di luglio, la Commissione ha adottato un parere motivato contro la Repubblica ceca, l’Ungheria e la Polonia per violazione degli obblighi in materia di ricollocazione di un certo numero di migranti bisognosi di protezione internazionale dall'Italia e dalla Grecia, loro imposti dal meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza istituito dal Consiglio nel settembre 2015.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di luglio
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato il 13 luglio 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 210, che includono, accanto a 122 archiviazioni, 50 pareri motivati ex art. 258 TFUE, 11 ricorsi alla Corte di giustizia e 17 aperture di nuove procedure d’infrazione.
Le decisioni più rilevanti del pacchetto sono state specificatamente segnalate dalla Commissione in due appositi comunicati. Tra queste vanno in particolare segnalati i ben 6 ricorsi alla Corte ex art. 260, par. 3, TFUE per mancato recepimento di direttive, contro Belgio (2), Croazia (2), Slovacchia (1) e Slovenia (1). Ai sensi del nuovo indirizzo annunciato da una Comunicazione di dicembre 2016 della Commissione (vedila in questa Rubrica, con il commento di R. Adam), infatti, essi, se accolti, dovrebbero portare per la prima volta alla comminazione di sanzioni pecuniarie da parte della Corte per questo tipo di infrazione.
Per quanto riguarda l’Italia, invece, le decisioni sono state 8, di cui 3 archiviazioni, 2 aperture di nuove procedure e 3 pareri motivati art. 258 TFUE. E tra questi ultimi è da segnalare quello relativo alla vicenda dell’epidemia di Xylella fastidiosa che ha colpito le piante di ulivi nella Regione Puglia (v. sempre in questa Rubrica).
A fronte di ciò il saldo complessivo a carico del nostro Paese scende a 65 procedure pendenti, di cui 54 per violazione del diritto dell’Unione e 11 per mancato recepimento di direttive.
Rispetto del diritto UE: la Commissione boccia gli Stati membri
Il 6 luglio 2017 è stata pubblicata la relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’UE, che illustra come la Commissione ha monitorato e applicato il diritto dell’UE nel 2016. La valutazione non è risultata positiva: infatti, si è assistito ad un aumento considerevole delle procedure di infrazione aperte rispetto all’anno precedente. Il mercato interno, l'industria, l'imprenditorialità e le PMI nonché l'ambiente rimangono i settori in cui è stata avviata la maggior parte delle procedure di infrazione nel 2016. Cipro e Belgio registrano il numero più elevato di procedure aperte, mentre il minor numero di procedure aperte si registra in Slovacchia, Danimarca e Italia. Quanto a quest’ultima, nel 2016 il numero delle nuove denunce è aumentato del 20% circa rispetto al livello del 2015 e del 50% circa rispetto ai livelli del 2012-2014. Si è invece ridotto il numero di nuovi casi EU Pilot e dei casi d’infrazione ancora in corso a fine esercizio. I nuovi casi d’infrazione per ritardo di recepimento sono nuovamente diminuiti fino a raggiungere il livello minimo degli ultimi cinque anni.
National Factsheet_Italy
Risoluzione del Parlamento europeo recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme minime comuni di procedura civile nell'Unione europea
Il 4 luglio 2017 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme minime comuni di procedura civile nell'Unione europea. Il Parlamento, sottolineando che sistemi di procedura civile efficaci svolgono un ruolo essenziale nel garantire lo stato di diritto e i valori fondamentali dell'Unione, ritiene che la mancanza di chiarezza sui termini di prescrizione per i cittadini, i consumatori e le società nell'ambito di cause con implicazioni transfrontaliere possa ostacolare l'accesso alla giustizia, invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a valutare se sia fattibile e auspicabile armonizzare i termini di prescrizione nei procedimenti civili;nonché prevedere un insieme di norme procedurali applicabili ai procedimenti civili. Pertanto, mediante tale risoluzione sichiede alla Commissione di presentare entro il 30 giugno 2018, sulla base dell'art. 81, par. 2 TFUE, una proposta di atto legislativo sulle norme minime comuni di procedura civile.
Iniziativa del Parlamento europeo in vista di una direttiva che detti norme europee in materia di procedura civile
Il 4 luglio 2017 la Plenaria del Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con cui chiede alla Commissione, ai sensi dell’art. 225 TFUE, di presentare una proposta di direttiva legislativa relativa a norme minime comuni di procedura civile nell'Unione europea.
Emergenza migratoria: a Parigi il vertice trilaterale Italia, Francia e Germania
Il 2 luglio i Ministri dell’Interno di Francia, Germania e Italia e il Commissario per la Migrazione Avramopoulos si sono incontrati a Parigi per cercare un approccio coordinato ai flussi migratori nel Mediterraneo e fornire sostegno all’Italia. Al fine di fornire sostegno all’Italia, è stato raggiunto un accordo circa l’elaborazione di un codice di condotta per le ONG, il rafforzamento del sostegno alle guardia costiera libica, il potenziamento del sostegno all’Organizzazione internazionale per le migrazioni e all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per far sì che le infrastrutture libiche raggiungano gli standards internazionali in materia di diritti umani, l’esame di opzioni concrete per il rafforzamento dei controlli alle frontiere a sud della Libia, il potenziamento della strategia dell’Unione sui rimpatri e l’accelerazione del sistema europeo di rilocalizzazione delle persone bisognose di protezione.
L’Unione europea e il Regno Unito concordano i termini di riferimento per la negoziazione della Brexit
In un documento reso pubblico il 19 giugno 2017, l’Unione europea e il Regno Unito hanno concordato i termini di riferimento per la negoziazione della Brexit. È stato a tal riguardo convenuto che i round negoziali consisteranno in sessioni plenarie e in meeting dei gruppi di negoziazione, che si terranno almeno una volta ogni quattro settimane, secondo un calendario già indicato nel testo del documento. Tra gli aspetti più rilevanti vi è quello sulla trasparenza: le parti hanno concordato, infatti, che la regola generale sarà quella della trasparenza e che incomberà sulla parte interessata indicare l’eventuale presenza di restrizioni alla circolazione di documenti.
Conclusioni del Consiglio europeo su sicurezza e difesa comune
Il Consiglio europeo ha approvato oggi, 22 giugno 2017, le sue Conclusioni in materia di sicurezza interna e lotta al terrorismo e su sicurezza esterna e difesa.
In relazione al primo punto le Conclusioni fanno stato dell’accordo unanime dei capi di Stato o di governo circa la necessità di rafforzare la sicurezza interna dell’Unione anche attraverso azioni che consentano di individuare e bloccare la propaganda terroristica online e le comunicazioni via internet tra membri di gruppi terroristici.
Quanto invece al secondo punto affrontato nelle Conclusioni, il Consiglio europeo ha deciso in particolare di dare avvio alla Cooperazione strutturata permanente in materia di difesa prevista dagli articoli 42, par. 6, e 46 TFUE.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di giugno e apre la procedura d’infrazione contro tre Stati per la mancata ricollocazione dei migranti
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure d’infrazione, la Commissione europea ha adottato il 14 giugno 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 139, che includono, accanto a 101 archiviazioni, 23 pareri motivati ex art. 258 TFUE, 1 ricorso alla Corte di giustizia ai sensi dell’art. 260, par. 3, TFUE) e 11 aperture di nuove procedure d’infrazione.
Le decisioni più rilevanti del pacchetto sono state specificatamente segnalate dalla Commissione in un apposito Comunicato. E tra queste vanno in particolare menzionate le lettere di messa in mora inviate a Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria per il mancato rispetto degli obblighi loro imposti dalle decisioni adottate dal Consiglio nel 2015 in materia di ricollocazione di migranti dall’Italia e dalla Grecia (cfr. in particolare decisione 2015/1601/UE del Consiglio, del 22 settembre 2015).
Per quanto riguarda invece l’Italia, le decisioni sono state 3, ed esattamente due pareri motivati ex art. 258 TFUE e un’archiviazione.
A fronte di ciò il saldo a carico del nostro Paese scende a 66 procedure pendenti, di cui 53 per violazione del diritto dell’Unione e 13 per mancato recepimento di direttive.
Comunicato ricollocazione migranti
Documento di riflessione della Commissione sul futuro dell’Unione economica e monetaria europea
Il 31 maggio 2017 la Commissione europea ha presentato un documento di riflessione sui possibili modi per approfondire l’Unione economica e monetaria. L’intento è di stimolare il dibattito tra gli Stati membri e nell’opinione pubblica in materia; e a questo fine il documento illustra le misure concrete che potrebbero essere adottate prima delle elezioni europee del 2019 e definisce una serie di opzioni per gli anni successivi, quando l'architettura dell'Unione economica e monetaria dovrebbe essere stata completata.
Sulla premessa che l'Unione economica e monetaria dovrebbe restare aperta all'adesione di tutti gli Stati membri dell'UE e il processo decisionale deve essere più trasparente e conforme al principio di responsabilità democratica, le misure suggerite dovrebbero intervenire su tre settori chiave:
- Il completamento dell'Unione bancaria e i progressi per la riduzione e la condivisione dei rischi nel settore bancario, con misure per rendere le banche europee ancora più resilienti
- Il rafforzamento di elementi già esistenti dell’Unione economica e di bilancio quali il semestre europeoper il coordinamento delle politiche economiche e il collegamento tra il sostegno finanziario del bilancio dell'Unione e le riforme strutturali.
- Una maggior condivisione delle responsabilità e delle decisioni sulle questioni relative alla zona euro, all'interno di un quadro giuridico comune basato su una maggiore integrazione politica, che potrebbe prevedere, tra l’altro, un ripensamento dell'equilibrio tra la Commissione e l'Eurogruppo, la nomina di un presidente permanente a tempo pieno dell'Eurogruppo e l'unione della rappresentanza esterna della zona euro. A questo fine, inoltre, potrebbe essere presa in considerazione, ad avviso della Commissione, anche l'idea della creazione di un ministro del tesoro della zona euro – con un eventuale bilancio della zona– e di un Fondo monetario europeo.
Avviata una consultazione pubblica sulla possibile revisione dell’iniziativa legislativa dei cittadini
Il 24 maggio 2017 la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sull’istituto dell’iniziativa legislativa dei cittadini prevista dall’art. 11, par. 4, TUE, ai fini di un’eventuale revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che ne ha disciplinato ai sensi dell’art. 24 TFUE le procedure e le condizioni di utilizzo.
La consultazione si chiuderà il prossimo 16 agosto.
Applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE: la Commissione pubblica la relazione relativa all’anno 2016>
In data 18 maggio 2017 la Commissione ha pubblicato la relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, relativa all’anno 2016. Per quanto riguarda gli sviluppi legislativi specifici, la relazione evidenzia come nel 2016 siano stati compiuti progressi in materia di tutela dei minori coinvolti in controversie transfrontaliere sulla responsabilità genitoriale (regolamento Bruxelles II bis) e per aiutare le coppie internazionali a chiarire le norme applicabili ai regimi patrimoniali. Inoltre, è stata lanciata una piattaforma online per la risoluzione delle controversie per contribuire al rafforzamento della protezione dei consumatori e è stato concordato con i social media un codice di condotta per contrastare l’incitamento all’odio online. In materia di privacy, la relazione evidenzia come l’adozione definitiva della riforma sulla protezione dei dati ha creato un insieme unico di norme in materia, rafforzato dalla conclusione dello scudo UE-USA per la privacy e un accordo quadro per una migliore protezione dei dati dei cittadini europeo quando vengono trasferiti negli Stati Uniti.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di maggio
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato il 17 maggio 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 123, che includono, accanto a 65 archiviazioni, 30 pareri motivati, 2 ricorsi alla Corte di giustizia e 22 aperture di nuove procedure d’infrazione.
Per quanto riguarda invece l’Italia, le decisioni sono state 7, tra le quali vanno in particolare segnalati i due ricorsi alla Corte di giustizia ex art. 258 TFUE, riguardanti la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l'ambiente e la violazione degli obblighi in materia di omologazione dei veicoli in relazione al controllo delle emissioni di auto del gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA); nonché la lettera di messa in mora, ai sensi dello stesso articolo, sulla proroga senza gara per 18 anni della concessione autostradale di cui è titolare la Società Autostrada Tirrenica (SAT).
In termini numerici, invece, per quanto ci riguarda la Commissione ha aperto due nuove procedure d’infrazione e ne ha archiviata una. Il saldo a carico dell’Italia sale pertanto a 67 procedure d'infrazione pendenti, di cui 53 per violazione del diritto dell’Unione e 14 per mancato recepimento di direttive.
Comunicato discariche
Comunicato emissioni auto
Pubblicata la relazione annuale, relativa all’anno 2016, del Mediatore europeo
In data 16 maggio 2017 è stata pubblicata la relazione annuale, relativa all’anno 2016, del Mediatore europeo, la quale evidenzia le proposte e le attività poste in essere relativamente ad alcune questioni chiave quali la trasparenza nell’attività decisionale dell’Unione, la trasparenza nell’attività di lobby, la trasparenza nelle attività economiche e finanziarie, l’accesso ai documenti dell’Unione europea, le questioni etiche, le agenzie europee, i contratti europei e le assegnazioni, le sfide future. La relazione evidenzia i risultati raggiunti e, in particolare, rileva che il tasso di conformità alle proposte avanzate dal Mediatore nel 2015 è pari all’83 per cento.
Brexit: la Commissione emette una raccomandazione sull’avvio dei negoziati
In data 3 maggio 2017 il Collegio dei Commissari ha trasmesso al Consiglio una raccomandazione sull'avvio dei negoziati con il Regno Unito a norma dell'art. 50 TUE, comprendente un progetto di direttive di negoziato, che fa seguito agli orientamenti politici adottati il 29 aprile scorso dal Consiglio europeo. Le direttive di negoziato riguardano 4 principali ambiti: innanzitutto, salvaguardare lo status e i diritti dei cittadini, siano essi cittadini dell'UE a 27 nel Regno Unito o cittadini britannici nell'UE a 27, e dei relativi familiari. In secondo luogo, il passaggio alla seconda fase dei negoziati dovrà essere subordinato al raggiungimento di un accordo sui principi della liquidazione finanziaria. La terza priorità è che i negoziati non compromettano in alcun modo l'accordo del Venerdì Santo e che si dovranno trovare soluzioni per evitare l'innalzamento di una frontiera fisica nell'isola d'Irlanda. È infine necessario regolamentare gli aspetti inerenti alla risoluzione delle controversie e all'amministrazione dell'accordo di recesso.
Comunicazione della Commissione sul rafforzamento della rete SOLVIT per il mercato interno
Con questa Comunicazione, COM (2017) 255, del 2 maggio 2017, la Commissione europea dà seguito alla sua intenzione, da tempo manifestata, di procedere a un rafforzamento della rete SOLVIT, definendo le misure a suo avviso necessarie per realizzarlo e il calendario per attuarle.
Si ricorda che SOLVIT è un servizio gratuito, basato su una rete online formata da Centri nazionali presenti in tutti gli Stati membri (oltre che in Islanda, Liechtenstein e Norvegia), che è stato istituito all’inizio degli anni 2000 per aiutare i cittadini e le imprese dell’Unione a trovare soluzioni rapide agli eventuali problemi transfrontalieri (non di carattere nazionale) che essi incontrano nel mercato interno. In pratica, i Centri SOLVIT, che fanno parte dell’amministrazione nazionale, una volta investiti dagli interessati di un problema di non corretta applicazione delle norme europee da parte di un’amministrazione nazionale di un altro Stato membro, avviano un dialogo con il loro corrispondente in tale Stato per individuare la soluzione a quel problema entro dieci giorni dal ricevimento ufficiale del reclamo.
Discriminazioni: pubblicato lo studio del Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali del Parlamento europeo
Nel mese di aprile è stato pubblicato uno studio, commissionato dal Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali del Parlamento europeo su richiesta della Commissione per le petizioni, per far luce su alcune questioni sollevate da una serie di petizioni ricevute in materia di discriminazione. Sulla base dell’analisi delle petizioni presentate, lo studio elabora alcune proposte rivolte al Parlamento europeo tra le quali, in particolare, quella di sviluppare delle guidelines per coloro che intendono formulare una petizione e l’avvio di indagini volte a comprendere i motivi che hanno generato le petizioni, unitamente a incontri, seminari e risoluzioni per stimolare i governi degli Stati membri a trovare delle soluzioni a tali problemi.
La lettera di invito di Tusk per il Consiglio europeo a 27 sulla Brexit
Il giorno prima del vertice straordinario a 27 sulla Brexit del 29 aprile 2017, il presidente del Consiglio europeo, Tusk, ha inviato ai membri del Consiglio la tradizionale lettera di invito con le indicazioni su quelli che saranno i temi da discutere. La riunione è dedicata all’adozione da parte del Consiglio europeo degli Orientamenti per il negoziato dell’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione di cui all’art. 50 TUE (vedi già in questa Rubrica). I punti principali della discussione che si avrà sabato 29 vengono indicati da Tusk nelle garanzie per i cittadini europei residenti nel Regno Unito, negli obblighi finanziari già assunti da questo verso l’Unione e nella frontiera tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda.
Risposta di Bruxelles alla consultazione pubblica Let’s stop Brussels del governo ungherese
Il 27 aprile 2017 la Commissione europea ha pubblicato la sua risposta alle sei questioni oggetto della consultazione pubblica Let’s stop Bruxelles avviata dal governo ungherese il 31 marzo scorso. La Commissione ritiene che le questioni poste si basino su dichiarazioni e pretese interferenze dell’Unione negli affari interni dell’Ungheria del tutto errate, se non volutamente falsate.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di aprile e apre una procedura d’infrazione contro la legge ungherese sull’insegnamento universitario
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato il 27 aprile 2017 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 258, che includono, accanto a 155 archiviazioni, 45 pareri motivati, 11 ricorsi alla Corte di giustizia (di cui 5 ai sensi dell’art. 260, par. 3, TFUE) e 26 aperture di nuove procedure d’infrazione.
Per quanto riguarda invece l’Italia, le decisioni sono state 10. Di queste, 2 sono consistite in pareri motivati ex art. 258 TFUE (di cui uno, con Comunicato stampa, riguardante il superamento dei valori limite di PM10), 1 in una lettera di messa in mora complementare ai sensi dello stesso articolo e 1 in un ricorso alla Corte di giustizia, sempre ex art. 258 TFUE, relativo al prezzo dei carburanti in Friuli Venezia-Giulia (cfr. ugualmente il Comunicato stampa allegato). A fronte di ciò la Commissione ha archiviato 6 procedure d’infrazione.
Il saldo a carico dell’Italia scende pertanto a 66 procedure d'infrazione pendenti, di cui 51 per violazione del diritto dell’Unione e 15 per mancato recepimento di direttive.
Va infine segnalato che il giorno precedente a quello del pacchetto infrazioni, la Commissione ha aperto, con l’adozione della relativa lettera di messa in mora, una procedura d’infrazione nei confronti dell’Ungheria per gli emendamenti, approvati dal Parlamento di quel Paese il 4 aprile scorso, all’Hungarian Higher Education Act (CCIV), emendamenti che vanno a incidere sull’attività di enti universitari non ungheresi. Sulla base di un’approfondita valutazione giuridica di tali emendamenti, infatti, la Commissione europea è arrivata alla conclusione che gli stessi non sono compatibili con le libertà fondamentali del mercato interno (nella specie la libera prestazione dei servizi e la libertà di stabilimento), e con il diritto alla libertà accademica, il diritto all'istruzione e la libertà d’impresa, quali previsti dagli articoli 13, 14 e 16 dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché con gli obblighi gravanti sull'Unione ai sensi del diritto commerciale internazionale. Alle autorità ungheresi è stato concesso un mese per rispondere alla lettera di messa mora.
Comunicato stampa PM10
Comunicato stampa benzina Friuli
Messa in mora Ungheria
Il 26 aprile 2017 la Commissione ha presentato con una sua Comunicazione (COM(2017) 250) il Pilastro europeo dei diritti sociali, iniziativa che crea un quadro volto a indirizzare l’azione dell’Unione e degli Stati membri nel settore della politica sociale. Il Pilastro si incentra in primo luogo su una Raccomandazione della Commissione (C(2017) 2600), adottata nello stesso giorno ai sensi dell’art. 292 TFUE e immediatamente entrata in vigore, e su una proposta di Proclamazione istituzionale congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione (COM(2017) 251), sulla quale quest’ultima avvierà, ai fini della sua approvazione formale, il necessario negoziato con le altre due istituzioni.
A sua volta, la Comunicazione è accompagnata da una serie di proposte legislative e non legislative dirette a completare, una volta adottate, l’acquis comunitario in materia e riguardanti l’informazione dei lavoratori, il work-life balance, l’accesso alla protezione sociale e l’orario di lavoro. Viene inoltre istituito uno scoreboard sociale per monitorare i progressi in materia, il quale consentirà di seguire le linee di sviluppo e i passi compiuti negli Stati membri così da modellare gli orientamenti politici da formulare nel contesto del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche.
Proposta di Proclamazione istituzionale
Brexit. Anticipate in via ufficiosa le possibili raccomandazioni della Commissione per il negoziato dell’accordo di recesso
Il 20 aprile 2017 è stato reso ufficiosamente pubblico un non paper della Commissione che dà conto di quelli che essa ritiene debbano essere gli elementi principali delle raccomandazioni di negoziato che, una volta approvati il prossimo 29 aprile gli orientamenti del Consiglio europeo richiesti al riguardo dall’art. 50, par. 2, TUE, essa dovrà presentare al Consiglio in vista della decisione che autorizzerà l’avvio del negoziato relativo all’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione europea.
La Commissione discute della compatibilità con i principi e le norme dell’ordinamento giuridico dell’Unione di talune misure legislative adottate dall’Ungheria
Il Vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, ha illustrato in un suo discorso alla stampa le linee della discussione che si è tenuta all’interno del collegio dei commissari, nel corso della riunione del 12 aprile 2017, sulla compatibilità con i principi e le norme dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea di talune misure legislative recentemente prese dalle autorità ungheresi. Nel suo discorso Timmermans ha fatto stato dell’intenzione della Commissione di assumere fin dall’adozione del prossimo pacchetto infrazioni, previsto per il 27 aprile, tutte le iniziative necessarie ad assicurare il rispetto da parte dell’Ungheria del diritto dell’Unione, nonché dei valori europei consacrati nell’art. 2 TUE.
Reso pubblico il 2017 EU Justice Scoreboard della Commissione europea
La Commissione europea ha pubblicato il 10 aprile 2017 il 2017 EU Justice Scoreboard, il Quadro di valutazione della giustizia nell’Unione europea per il 2017, che mette a confronto l'efficienza, la qualità e l'indipendenza dei sistemi giudiziari degli Stati membri dell'Unione, con l'obiettivo di aiutare le autorità nazionali a migliorare l'efficacia dei sistemi giudiziari.
- efficienza: indicatori sulla durata dei procedimenti, sul tasso di ricambio e sul numero di cause pendenti.
- qualità: indicatori sul gratuito patrocinio, sulle spese di giudizio, sulla formazione, sul monitoraggio delle attività dei tribunali, sul bilancio e sulle risorse umane.
- indipendenza: indicatori sulla percezione delle imprese e dei cittadini per quanto riguarda l'indipendenza della magistratura e sulle garanzie per i giudici.
Rispetto alle precedenti edizioni, il Quadro di valutazione per il 2017 esamina aspetti nuovi del funzionamento dei sistemi giudiziari: per esempio la facilità di accesso dei consumatori alla giustizia e i canali da essi utilizzati per presentare reclami nei confronti di imprese. Per la prima volta, inoltre, viene riportata la lunghezza dei procedimenti penali relativi ai reati connessi al riciclaggio di denaro.
Il Quadro di valutazione si avvale di diverse fonti di informazione. La maggior parte dei dati è fornita dalla commissione per la valutazione dell'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa (CEPEJ). Altri dati sono forniti dalle reti europee, come ad esempio la rete europea dei Consigli di giustizia e la rete dei presidenti delle Corti supreme dell'Unione europea, il Consiglio degli ordini forensi dell'Unione (CCBE) e vari comitati operanti in settori specifici della normativa europea.
Brexit: il discorso di Michel Barnier al Parlamento europeo
Il 5 aprile 2017, nella sessione plenaria del Parlamento europeo, Michel Barnier ha tenuto un discorso sulla Brexit, nel quale ha ricordato le tre condizioni da soddisfare per pervenire a un accordo con il Regno Unito: l’unità, l’eliminazione delle incertezze e il ristabilimento della sicurezza giuridica e, infine, l’ordine, affinché le negoziazioni si svolgano alla ricerca di un accordo sui principi, intorno ai quali successivamente definire i contorni delle future relazioni tra le parti. Egli ha inoltre ricordato che la risoluzione del Parlamento europeo sulla Brexit, adottata nello stesso giorno (v. questa Rubrica), costituisce l’inizio di un percorso che sarà condotto con un costante dibattito democratico in sede a tale istituzione, e che terminerà con il voto del Parlamento stesso sul progetto di accordo che sarà negoziato nei prossimi due anni.
Discorso di Michel Barnier
Pronto il progetto di Orientamenti del Consiglio europeo per il negoziato con il Regno Unito sulla Brexit
Il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha predisposto il progetto di Orientamenti che il Consiglio europeo a 27 dovrà formulare, ai sensi dell’art. 50 TUE, ai fini del negoziato tra l’Unione e il Regno Unito per la conclusione di un accordo che definisca le modalità del recesso di quest’ultimo dall’Unione.
Il progetto sarà ora oggetto di discussione all’interno delle istanze preparatorie del Consiglio in vista della sua adozione formale, prevista per il prossimo 29 aprile.
La Commissione torna sui suoi passi e registra l’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack”
A seguito della sentenza resa dal Tribunale avverso il diniego di registrazione dell’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack” (v. questa Rubrica), il 29 marzo 2017 la Commissione ha proceduto alla registrazione dell’iniziativa, nonostante due degli undici atti ivi proposti esulassero manifestamente dall’ambito delle sue attribuzioni. La Commissione ha infatti ritenuto di poter procedere per i restanti nove atti proposti.
Brexit. Il Regno Unito ha notificato la lettera di recesso dall’Unione
Come da tempo annunciato, oggi, 29 marzo 2017, il Regno Unito ha tramesso al Presidente del Consiglio europeo la lettera del Primo Ministro, Theresa May, con cui si notifica ai sensi dell’art. 50 TUE, l’intenzione di recedere dall’Unione europea.
Il Presidente Tusk ha immediatamente reso pubblica una dichiarazione, a nome del Consiglio europeo, con cui si dà atto della ricezione della notifica e si fa stato della convocazione dello stesso Consiglio europeo per il 29 aprile prossimo, in vista dell’adozione degli orientamenti che l’art. 50 prevede debbano essere assunti in vista del negoziato che si avvierà con il Regno Unito sull’accordo di recesso.
Statement by the European Council
I capi di Stato o di governo dei 27 Stati membri insieme ai presidenti del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della Commissione europea hanno firmato oggi 27 marzo 2017 a Roma, in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, la Dichiarazione di Roma.
Recesso di uno Stato membro dall’UE: la Commissione registra due iniziative dei cittadini europei e respinge l’iniziativa “Stop Brexit”
Il 22 marzo 2017 la Commissione europea ha registrato due iniziative dei cittadini europei riguardanti i diritti dei cittadini dell'Unione nel contesto del recesso di uno Stato membro dall'UE, ritenendole giuridicamente ammissibili: la prima invita la Commissione a separare la cittadinanza europea dalla cittadinanza dello Stato membro ("Cittadinanza UE per gli europei: uniti nella diversità nonostante lo jus soli e lo jus sanguinis"); la seconda invita la Commissione a sostenere il diritto dei cittadini dell'Unione di spostarsi e risiedere liberamente all'interno dell'Unione europea ("Mantenimento della cittadinanza europea"). Al contrario, la Commissione ha respinto una terza proposta volta a impedire l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, intitolata "Stop Brexit".
Testo dell'iniziativa "Cittadinanza UE per gli Europei"
Decisione di registrazione iniziativa "Cittadinanza EU per gli Europei"
Rifiuto di registrazione
Antitrust: la Commissione propone una nuova direttiva che rafforzi il ruolo della autorità nazionali
Il 22 marzo 2017 la Commissione europea ha pubblicato una proposta di direttiva per rafforzare il ruolo delle autorità nazionali antitrust e assicurare il corretto funzionamento del mercato interno. La proposta di direttiva intende conferire maggiori poteri alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri, facendo sì che esse dispongano di strumenti di applicazione adeguati, al fine di contribuire alla realizzazione di un autentico mercato unico, promuovendo l'obiettivo globale di creare mercati competitivi e di favorire l'occupazione.
La Commissione crea un nuovo strumento di informazione anonima su violazioni delle norme europee sulla concorrenza
Il 16 marzo 2017 Commissione europea ha reso pubblico la creazione di un nuovo strumento telematico, mediante il quale un privato cittadino può segnalarle, mantenendo l'anonimato, l'esistenza di cartelli segreti e di altre violazioni delle norme europee in materia di concorrenza tra imprese.
Il Parlamento europeo chiede formalmente alla Commissione di rivedere la sua decisione di sospendere la procedura d’infrazione sul nuovo sistema di tariffazione autostradale in Germania
Con una risoluzione approvata il 15 marzo 2017 con 510 voti favorevoli, 126 contrari e 55 astensioni, il Parlamento europeo ha contestato la decisione della Commissione del 1° dicembre scorso di sospendere la procedura d’infrazione aperta contro la Germania il 18 giugno 2015 (e arrivata il 29 settembre scorso alla decisione di ricorso alla Corte di giustizia) per il carattere discriminatorio in ragione della nazionalità del nuovo sistema di pedaggio autostradale (“Pkw-Maut”) introdotto nel 2015 in quel paese.
Il Parlamento ritiene infatti che, anche con le modifiche concordate con la Commissione il 1° dicembre, tale sistema contenga ancora profili che rappresentano una violazione del diritto dell'Unione e di principi fondamentali dei Trattati. Esso sottolinea, in particolare, che un sistema di pedaggio autostradale che consente una detrazione dello stesso dalla tassa di immatricolazione automobilistica nazionale, finendo così per far pagare il pedaggio autostradale soprattutto a utenti stranieri, costituisce una violazione del principio di non discriminazione sancito dall'art. 18 TFUE.
La risoluzione chiede pertanto alla Commissione di chiarire nei dettagli il motivo per cui l'accordo raggiunto il 1° dicembre con la Germania sia da essa considerato sufficiente per sospendere la procedura d’infrazione, benché lo stesso finisca apparentemente per escludere ancora ogni onere supplementare per gli utenti tedeschi, mantenendo perciò in vita una discriminazione indiretta basata sulla nazionalità.
Risoluzione 15 marzo 2017
Verso il Vertice di Roma sui sessant’anni dei Trattati di Roma
Il 15 marzo 2017 il Presidente del Consiglio europeo TUSK, il Premier maltese Muscat, a titolo di presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, e il Presidente del Consiglio italiano, in quanto ospite, hanno trasmesso ai loro colleghi membri del Consiglio europeo la lettera di invito al Vertice di Roma del 25 marzo sul sessantennale dei Trattati di Roma. La lettera fa stato, in particolare, dell’intenzione “to adopt a political declaration reaffirming the validity of the European integration project, and setting out a joint vision for the years to come”.
A tale proposito, in questi stessi giorni è già circolato un progetto di tale dichiarazione, che fa seguito a un precedente documento preparatorio del 3 marzo scorso.
Presa di posizione dell’Unione sui pareri della Commissione di Venezia sulla Turchia e sulle tensioni tra questo paese e taluni Stati membri
A seguito dei pareri espressi il 13 marzo 2017 dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa sulla situazione dello Stato di diritto in Turchia alla luce di alcune recenti misure adottate in quel paese e delle riforme costituzionali in progetto, l’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e il Commissario Johannes Hahn, hanno preso posizione, con un comunicato della stessa data, sulle ripercussioni che ne potrebbero derivare per lo status di paese candidato della Turchia, facendo cenno anche alle tensioni prodottesi negli ultimi giorni tra la stessa Turchia e taluni Stati membri dell’Unione.
Parere n. 875
Parere n. 852
Parere n. 872
Il Consiglio europeo rinnova il mandato di Tusk come suo presidente. E a 27 discute del Vertice di Roma sul 60º anniversario dei Trattati
Il 9 e 10 marzo si è svolta a Bruxelles la consueta riunione di primavera del Consiglio europeo. L’ordine del giorno includeva essenzialmente due punti: l’elezione per i prossimi due anni e mezzo, ai sensi dell’art. 15, par. 5, TUE, del presidente dello stesso Consiglio europeo; e una discussione su varie questioni con la conseguente adozione di un pacchetto di Conclusioni riguardanti l'economia, la sicurezza, la migrazione e la situazione nei Balcani occidentali.
Quanto al primo punto il Consiglio europeo, a maggioranza qualificata e con il voto contrario del capo del governo polacco, ha rieletto presidente Donald Tusk per un secondo mandato, dal 1º giugno 2017 al 30 novembre 2019. Egli è stato inoltre rinominato presidente del Vertice euro per lo stesso periodo.
La contrarietà della Polonia sul primo punto si è ripercossa anche sul secondo punto, rendendo impossibile l’approvazione per consensus delle Conclusioni del Consiglio europeo, che sono state fatte così proprie dal Presidente Tusk, come Conclusioni del Presidente del Consiglio europeo. Tali Conclusioni includono anche, tra l’altro, la presa d’atto dell’impossibilità di raggiungere un accordo sulla creazione di una Procura europea (EPPO) ai sensi dell’art. 86 TFUE, aprendo così la strada in prospettiva (quando cioè vi sarà una delibera formale del Consiglio europeo su questo punto) per l’eventuale avvio di una cooperazione rafforzata in materia, come previsto dal par. 1 di tale articolo.
Nella giornata di venerdì 10 marzo, infine, i capi di Stato o di governo hanno tenuto, con l’eccezione del Premier britannico, una riunione informale dedicata alla preparazione del Vertice di Roma del 25 marzo sul 60º anniversario dei Trattati di Roma. La discussione si è svolta sulla base di un Working Document predisposto dal Presidente del Consiglio europeo, dal Presidente del Consiglio italiano, in quanto ospite del futuro Vertice, dal Primo Ministro maltese, come Presidenza del Consiglio dell’Unione, e dal Presidente della Commissione. All’esito della riunione, il Presidente del Consiglio europeo Tusk ha reso pubbliche le sue valutazioni.
Comunicato stampa Conclusioni
Indagine del Mediatore europeo sulla trasparenza dell’attività legislativa del Consiglio dell’Unione
Il 10 marzo 2017 il Mediatore europeo, Emily O'Reilly, ha aperto un'indagine per stabilire se il Consiglio dell'Unione europea assicura una sufficiente trasparenza sui negoziati in corso al suo interno sulle proposte di atti legislativi dell’Unione.
Nella sua lettera al Segretario generale del Consiglio, il Mediatore pone 14 domande sul modo in cui i documenti legislativi prodotti nelle sue istanze preparatorie (COREPER e gruppi di lavoro tecnici) sono gestiti alla luce degli standard di trasparenza dell’Unione. E viene richiesto, in particolare, quando e come le posizioni dei singoli Stati membri su tali proposte sono registrate e in che modo il Consiglio si è conformata alla sentenza pregiudiziale della Corte di giustizia del 17 ottobre 2013 nel caso Access Info Europe (C-280/11 P), riguardante la politica del Consiglio in materia di accesso ai suoi documenti.
Il termine per la risposta è stato indicato nel prossimo giugno.
Un passo avanti della politica europea di difesa. Il Consiglio approva la creazione di un centro unico di pianificazione e gestione delle missioni militari “non esecutive” dell’Unione
Il Consiglio Affari Esteri di oggi, 6 marzo 2017, ha adottato delle sue Conclusioni sui progressi compiuti nell'attuazione della Strategia globale dell'Unione europea nel settore della sicurezza e della difesa, presentata nel giugno dell’anno scorso dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.
In questo quadro il Consiglio ha anche approvato una Concept Note sulle capacità di pianificazione e di condotta operativa per le missioni e operazioni PSDC, che contiene misure volte a migliorare la capacità dell'Unione di reagire in maniera più veloce, più efficace e più trasparente.
Queste misure includono la creazione di una specifica struttura denominata “Capacità di pianificazione e di condotta militare” (in inglese Military Planning and Conduct Capability, da cui l'acronimo MPCC) per la gestione di tutte le missioni militari europee che hanno compiti di addestramento e di sostegno alle forze armate di un paese terzo, e che per questo vengono definite in gergo "non esecutive".
Il MPCC sarà situato all'interno del già esistente Stato maggiore dell'Unione, il cui direttore generale sarà anche direttore del MPCC e in tale veste assumerà il comando delle missioni di cui sopra. Il MPCC lavorerà sotto la responsabilità dell’Alto Rappresentante e il controllo politico e la guida strategica del Comitato politico e di sicurezza (COPS).
La Commissione ha reso pubblico il suo Libro bianco sul futuro dell’Unione in vista del vertice di Roma sul sessantennale del processo d’integrazione europea
Come annunciato dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre 2016 e in vista del vertice di Roma del 25 marzo prossimo, in occasione del quale l'Unione discuterà tanto dei risultati ottenuti nei sessant’anni di integrazione europea quanto del futuro nell'Unione a 27, la Commissione ha presentato il 1° marzo 2017 il Libro bianco sul futuro dell'Europa per orientare il dibattito tra i 27 capi di Stato o di governo in occasione dell’appuntamento romano.
Il Libro bianco, che delinea le principali sfide e opportunità per l'Europa nei prossimi dieci anni, presenta cinque scenari (non necessariamente alternativi) per la possibile evoluzione dell'Unione, a seconda delle scelte che la stessa sarà in grado di effettuare da qui al 2025: lo status quo, l’approfondimento del mercato interno, un’integrazione differenziata per gruppi di Stati, la rinazionalizzazione di alcune politiche dell’Unione, un’Unione più federale.
Il Libro bianco sarà inoltre utilizzato dalla Commissione come punto di partenza di un più ampio dibattito pubblico al quale essa contribuirà nei prossimi mesi con una serie di documenti di riflessione sullo sviluppo della dimensione sociale dell'Europa; sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria sulla base della relazione dei cinque presidenti del giugno 2015; sulla gestione della globalizzazione; sul futuro della difesa europea; e, infine, sul futuro delle finanze dell'UE.
Corte di giustizia dell’Unione europea. Comunicato stampa sulle statistiche giudiziarie della Corte relative al 2016
Il 17 febbraio 2017 la Corte di giustizia ha reso note le statistiche giudiziarie relative al 2016, anno in cui, peraltro, ha cessato di esistere il Tribunale della funzione pubblica. Per quanto riguarda al Corte, da tali statistiche emerge che nel 2016 essa ha definito un numero di cause maggiore rispetto a quelle ricevute, con una conseguente diminuzione, al 31 dicembre, del numero di cause pendenti. Sul piano delle competenze, invece, delle nuove cause introdotte nell’anno appena trascorso ben due terzi sono rinvii pregiudiziali, a dimostrazione della perdurante importanza della cooperazione giudiziaria ai fini dell’interpretazione e dell’applicazione uniformi del diritto dell’Unione europea.
Proprio per quanto riguarda i procedimenti pregiudiziali, nel 2016 la loro durata media (15 mesi) è scesa al livello più basso da oltre trent’anni. E ancora più bassa è divenuta la durata media delle impugnazioni (12,9 mesi).
Quanto infine al Tribunale, le statistiche evidenziano l’aumento del numero di cause promosse e del numero di cause pendenti, da un lato, e anche qui la sensibile riduzione della durata del giudizio, dall’altro.
Tre risoluzioni del Parlamento europeo propongono una serie di cambiamenti del sistema istituzionale e del funzionamento dell’Unione europea
Nel corso della seduta plenaria di Strasburgo del 16 febbraio 2017 il Parlamento europeo ha approvato tre diverse risoluzioni su quelli che esso auspica possano essere i cambiamenti e gli sviluppi da imprimere, nel prossimo futuro, all’Unione.
A giudicare dalle rispettive intitolazioni, le tre risoluzioni sembrerebbero essersi apparentemente divise i compiti, visto che la prima, della quale sono stati relatori l’italiana Mercedes Bresso e il tedesco Elmar Brok, parrebbe mirare a interventi attuabili a Trattati costanti, dedicata com’è al “miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del Trattato di Lisbona”; mentre le altre due, una dovuta all’ex premier belga Guy Verhofstadt (“Possibile evoluzione e adeguamento dell'attuale struttura istituzionale dell'Unione europea”) e l’altra al tedesco Reimer Boge ed alla francese Pervenche Berès (“Capacità di bilancio della zona euro”), prospettano principalmente, all’evidenza, sviluppi dell’Unione realizzabili unicamente attraverso modifiche formali dei Trattati esistenti.
In realtà, i tre testi in molte parti si sovrappongono - non sempre con reciproca coerenza – e al tempo stesso avanzano tutti proposte tanto del primo che del secondo tipo.
Risoluzione Bresso Brok
Risoluzione Verhofstadt
Risoluzione Boge Berès
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di febbraio
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato oggi, 15 febbraio 2017, il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 215, che includono, accanto a 103 archiviazioni, 62 pareri motivati, 7 ricorsi alla Corte di giustizia e 39 aperture di nuove procedure d’infrazione.
Per quanto riguarda l’Italia, le decisioni sono state 8. Di queste, 5 sono consistite in pareri motivati ex art. 258 TFUE e 3 in archiviazioni di altrettante procedure d’infrazione (tra le quali, in particolare, quella riguardante la c.d. golden share, la normativa italiana, cioè, che attribuiva poteri speciali al Governo in sede di privatizzazione di determinate imprese pubbliche).
Il saldo a carico dell’Italia diminuisce pertanto di 3 unità: 72 procedure d'infrazione, di cui 52 per violazione del diritto dell’Unione e 20 per mancato recepimento di direttive.
Pacchetto per l'Italia
Il 6 febbraio 2017 la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica aperta alla società civile per consolidare il Corpo europeo di solidarietà, da essa istituito il 7 dicembre 2016.
Due lettere di Tusk ai capi di Stato o di governo in vista del Vertice di Malta
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha inviato il 31 gennaio 2017 ai capi di Stato o di governo degli Stati membri una lettera di intenti in vista della riunione informale del Consiglio europeo che si terrà il 3 febbraio a Malta. Nella stessa occasione Tusk ha anche inviato, questa volta però a tutti i capi di Stato o di governo meno quello britannico, un’ulteriore lettera in cui illustra le sue riflessioni sul futuro dell’Unione europea, tema che sarà oggetto della seconda parte, ristretta a 27, della riunione, in vista della celebrazione, prevista per il 25 marzo a Roma, del 60° anniversario dei Trattati di Roma.
Lettera a 28
Lettera a 27
Pubblicata la Relazione per il 2017 della Commissione sulla cittadinanza dell’Unione
Il 24 gennaio 2017 la Commissione ha presentato la sua Relazione per il 2017 sulla cittadinanza dell'Unione, intitolata “Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico”.
Oltre a fornire una valutazione dei progressi registrati in materia, la Relazione, che è la terza prodotta dalla Commissione, definisce le priorità di questa per promuovere una migliore conoscenza dei diritti derivanti dal possesso della cittadinanza europea e per agevolarne l'esercizio nella pratica. A questo fine, la Relazione è incentrata essenzialmente su quattro temi: 1) promuovere i diritti di cittadinanza e i valori dell'Unione; 2) aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica di questa; 3) semplificare la vita quotidiana dei cittadini europei; 4) rafforzare la sicurezza e promuovere l'uguaglianza. E vi vengono parimenti indicate le azioni che la Commissione intende avviare per conseguire questi obiettivi.
Contestualmente la Commissione ha poi pubblicato anche l’ottava Relazione richiesta dall'art. 25 TFUE, il quale prevede che, ogni tre anni, la Commissione presenti al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione in merito all'applicazione delle disposizioni sulla non discriminazione e sulla cittadinanza dell'Unione contenute in quel Trattato. Nello specifico, la nuova edizione di tale relazione verte sul periodo compreso fra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno 2016.
Relazione sulla cittadinanza
Relazione art. 25
La Commissione adotta una serie di lettere di messa in mora per mancato recepimento di direttive
Il 24 gennaio 2017 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di decisioni di apertura di nuove procedure d’infrazione per mancato recepimento di direttive dell’Unione. Si tratta di ben 214 lettere di messa in mora, delle quali 5 destinate all’Italia.
Il saldo complessivo delle procedure d’infrazione a carico del nostro Paese passa così da 70 a 75, di cui 55 per violazione del diritto dell’Unione e 20 per mancato recepimento.
Decisioni Italia
Il Mediatore europeo apre un’indagine sul Presidente della BCE in relazione alla sua partecipazione al G30
Il 17 gennaio 2017 il Mediatore europeo, Emily O' Reilly, ha inviato al presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, una lettera con la quale gli annuncia la sua decisione di aprire un’indagine sulla denuncia pervenutagli da una ONG olandese in merito al presunto conflitto di interessi che sarebbe generato dall’essere il Presidente della BCE un membro del c.d. Gruppo dei trenta (G30), organismo internazionale composto da finanzieri pubblici e privati e accademici, creato alla fine degli anni 1970 con l’obiettivo di discutere annualmente le questioni economiche e finanziarie globali e di cui fanno parte molti banchieri centrali, ivi compreso, appunto, quello della BCE. L’ONG denunciante, il Corporate Europe Observatory, che punta il dito anche contro il coinvolgimento occasionale di funzionari apicali della BCE nei lavori del G30, aveva presentato una denuncia analoga già nel 2012. In quell’occasione, il precedente Mediatore europeo aveva archiviato il caso con una sua decisione del 1° febbraio 2013. La stessa ONG torna ora alla carica, sostenendo che “the context in which the ECB now operates is quite different to that which prevailed at the time of the 2012 Ombudsman inquiry”.
Lettera Mediatore
L’italiano Antonio Tajani eletto presidente del Parlamento europeo
Al quarto scrutinio del primo giorno di votazioni, il 17 gennaio 2017, la Plenaria di Strasburgo ha eletto Antonio Tajani, candidato del PPE, a Presidente del Parlamento europeo per la parte restante della legislatura. Tajani succede al tedesco Martin Schultz del PSE.
Il rapporto del “Gruppo Monti” sulle risorse proprie presentato alla Commissione
Mario Monti, presidente del gruppo di alto livello istituito nel mese di febbraio 2014 per riflettere su una riforma del sistema delle risorse proprie dell’Unione europea, ha presentato il 17 gennaio 2017 al collegio dei commissari il rapporto finale elaborato. La Commissione ha preso atto delle conclusioni contenute nel rapporto in vista del lavoro preparatorio per il prossimo quadro finanziario pluriennale.
Il “Gruppo Monti” era composto da dieci personalità che, pur se designate dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione europea, vi hanno contribuito a titolo personale.
Lettera della Commissione all’Italia sul rispetto dei vincoli di bilancio
Facendo seguito al parere del 16 novembre 2016 sul progetto di documento programmatico per il 2017 dell’Italia, formulato ai sensi dell’art. 7 del regolamento (UE) n. 473/2013 del parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro, la Commissione ha trasmesso il 17 gennaio al ministro dell’economia e finanze italiano una lettera a firma del vicepresidente Dombrovskis e del commissario competente Moscovici, con la quale vengono richieste all’Italia misure di bilancio addizionali volte ad evitare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo in applicazione dell’art. 126 TFUE.
Raccomandazione complementare della Commissione sulla situazione dello Stato di diritto in Polonia
Il 21 dicembre 2016, la Commissione ha adottato una nuova raccomandazione sullo Stato di diritto in Polonia, complementare alla prima raccomandazione indirizzata a tale Stato, il precedente 27 luglio (v. questa Rubrica), in applicazione del Nuovo quadro dell’Unione europea per rafforzare lo Stato di diritto che la Commissione ha istituito con una sua Comunicazione dell’11 marzo 2014.
Con questa seconda raccomandazione la Commissione sostanzialmente reitera le sue preoccupazioni sulla crisi costituzionale in corso nel Paese. In particolare, preso atto della mancata cooperazione del Governo e del Parlamento polacchi, che non solo hanno completamente disatteso la raccomandazione di luglio, ma hanno anzi creato nuovi ostacoli al funzionamento della Corte costituzionale minandone ulteriormente l’indipendenza, l’esecutivo di Bruxelles invita il Governo polacco a risolvere con urgenza, entro due mesi, i problemi segnalati nella raccomandazione. La Commissione segnala inoltre che l’adozione di questa non impedisce l’attivazione immediata del meccanismo dell’art. 7 TUE nel caso di un deterioramento improvviso della situazione.
Iniziativa dei cittadini in materia di libera circolazione nell’Unione
Il 21 dicembre 2016 la Commissione europea ha registrato un'iniziativa dei cittadini europei (ICE) che la invita a presentare una proposta legislativa volta a garantire il diritto di libera circolazione dei cittadini europei nell’Unione attraverso uno “strumento universale”. La raccolta delle firme scadrà l’11 gennaio 2018.
A proposito di Brexit: i 27 capi di Stato o di governo e i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione adottano una dichiarazione congiunta
Il 15 dicembre 2016, a margine della consueta riunione di fine anno del Consiglio europeo, i capi di Stato o di governo e i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione hanno adottato, senza la partecipazione del Regno Unito, una dichiarazione congiunta sul processo negoziale che si avvierà, ai sensi dell’art. 50 TUE, una volta che il governo britannico avrà effettuato la notifica della sua intenzione di recedere dall’Unione europea. I dettagli formali di tale processo sono precisati in allegato alla dichiarazione.
Approvate le priorità legislative dell’Unione per il 2017
Il 13 dicembre 2016 il Consiglio ha approvato le priorità legislative dell'Unione europea per il 2017 quali concordate in precedenza con il Parlamento europeo e la Commissione. Si tratta della prima volta nella storia dell'Unione che le tre istituzioni definiscono in comune le principali priorità legislative per l’anno successivo, sulla base di un nuovo meccanismo di programmazione dell’attività dell’Unione creato con l'Accordo interistituzionale "Legiferare meglio" dell'aprile 2016 (vedilo in questa Rubrica).
Priorità legislative
La Commissione annuncia un cambio di strategia in materia di procedure d’infrazione
Con una Comunicazione del 13 dicembre 2016 la Commissione ha reso pubblica quella che sarà la sua nuova politica in materia di vigilanza sul rispetto del diritto dell’Unione e di gestione delle procedure d’infrazione. In particolare, essa sembra intenzionata a utilizzare un approccio più selettivo nell’apertura di nuove procedure, concentrandosi su alcune aree prioritarie, e a porre sostanzialmente termine, dopo dieci anni, all’esperienza del sistema di trattazione dei reclami conosciuto come EU Pilot. La Comunicazione è accompagnata da un allegato descrittivo dei passaggi procedurali che daranno corpo a questa nuova strategia.
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato l’8 dicembre 2016 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 174, che includono, accanto a 67 archiviazioni, 77 pareri motivati, 3 ricorsi alla Corte di giustizia e solo 21 aperture di nuove procedure d’infrazione. Tra i ricorsi alla Corte, va in particolare segnalato un ricorso ai sensi dell’art. 260, par. 2, TFUE contro l’Italia per la cattiva qualità della raccolta e del trattamento delle acque reflue urbane.
Per quanto riguarda l’Italia, le decisioni sono state 7. Di queste, a parte il già citato ricorso art. 260 alla Corte, una ha portato all'adozione di una costituzione in mora per le attività di pescherecci battenti bandiera italiana nelle acque della Guinea-Bissau e del Gambia, mentre le altre cinque sono consistite in altrettante archiviazioni di procedure d’infrazione.
Il saldo a carico dell’Italia diminuisce pertanto di quattro unità: 70 procedure d'infrazione, di cui 55 per violazione del diritto dell’Unione e 15 per mancato recepimento di direttive.
Accordo tra Commissione e Governo tedesco su una soluzione per chiudere la procedura d’infrazione sulla tariffazione autostradale in Germania
Con un Comunicato stampa del 1° dicembre 2016, la Commissione europea ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il Governo tedesco per dare una soluzione positiva a una procedura d’infrazione aperta contro la Germania il 18 giugno 2015 (e portata a parere motivato il 28 aprile di quest’anno) per il carattere discriminatorio in ragione della nazionalità, del nuovo sistema di tariffazione autostradale introdotto l’anno scorso in quel paese. L'8 giugno 2015, infatti, la Germania aveva adottato una legge che, al pari di quanto avviene in altri Stati, istituisce un sistema di tariffazione per le autostrade tedesche basato su un adesivo (la c.d. vignetta) che i conducenti di veicoli turistici che utilizzano la rete autostradale devono acquistare ed esibire sul parabrezza. La legge tedesca prevede però, nel contempo, una riduzione della tassazione applicabile ai veicoli immatricolati in Germania che di fatto permette loro di essere esentati dalla vignetta.
Comunicato 1° dicembre 2016
Comunicato 28 aprile 2016
Comunicato 18 giugno 2015
Ricostruzione post terremoto in Italia: la Commissione e il Parlamento europeo si pronunciano sugli aiuti alla ricostruzione
Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha annunciato la prossima erogazione all’Italia di una prima tranche di aiuti dell'ammontare di 30 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, istituito con il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio dell'11 novembre 2002, per affrontare l’emergenza causata dai recenti terremoti in Umbria, Marche e Lazio. Si tratta dell'importo più alto che possa essere versato a titolo di anticipo. Nel frattempo la Commissione sta valutando la richiesta complessiva dell'Italia, e una volta che le autorità italiane avranno concluso la valutazione dei danni causati dal terremoto di ottobre sottoporrà l’importo definitivo dell'aiuto all'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio.
Nella stessa data, la Commissione ha anche presentato una proposta (COM(2016) 778 final) di modifica del regolamento relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 (regolamento 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013), volta a introdurre, in caso di catastrofi naturali, la possibilità di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). La proposta, che integrerebbe il sostegno del Fondo di solidarietà dell'UE e permetterebbe di risparmiare risorse nazionali, grazie a un tasso di cofinanziamento dell'UE fino al 100 % per le operazioni di ricostruzione, passa ora, per la necessaria approvazione, al Parlamento europeo e al Consiglio.
Dal canto suo, con una risoluzioni approvata il giorno successivo, il Parlamento europeo, da un lato, ha sollecitato la Commissione a non considerare gli investimenti per la ricostruzione post terremoto in Italia nel calcolo del deficit nazionale previsto dal Patto di stabilità “alla luce del carattere gravissimo ed eccezionale della situazione”; dall’altro lato, le ha chiesto di riformare il Fondo di solidarietà dell’Unione al fine di migliorarne l’utilizzo riducendo i tempi di mobilitazione e aumentando la soglia dei pagamenti anticipati. La risoluzione è stata adottata con 589 voti a favore, 13 contrari e 42 astensioni.
Risposta del Presidente del Consiglio europeo alle preoccupazioni di taluni parlamentari britannici per la condizione dei cittadini britannici ed europei dopo la Brexit
Con una lettera del 29 novembre 2016, il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha replicato alle preoccupazioni espresse da alcuni parlamentari britannici circa le intenzioni dei futuri negoziatori europei nel quadro della Brexit in relazione alla futura situazione dei cittadini europei nel Regno Unito e dei cittadini Britannici in altri Paesi membri.
Nuove Raccomandazioni della Corte di giustizia sul meccanismo del rinvio pregiudiziale
La Corte di giustizia ha pubblicato il 25 novembre 2016 sue nuove Raccomandazioni ai giudici nazionali in materia di rinvio pregiudiziale. Esse aggiornano, alla luce della prassi di applicazione e della giurisprudenza più recenti, quelle adottate nel 2012 subito dopo l’approvazione del nuovo Regolamento di procedura. Le Raccomandazioni, che non hanno valore obbligatorio, hanno come finalità principale quella di illustrare le caratteristiche essenziali del procedimento pregiudiziale, fornendo nel contempo ai giudici degli Stati membri tutte le indicazioni necessarie affinché i loro rinvii alla Corte consentano a questa di pronunciarsi nel modo più utile sui quesiti sollevati.
Verso l’ottenimento da parte dell’Unione di uno statuto particolare in seno all’OIV
Con una Comunicazione del 25 novembre 2016, la Commissione ha informato il Consiglio di un progetto di scambio di lettere tra l’Unione e l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), volto ad attribuire all’Unione, all’interno dell’OIV, lo statuto particolare previsto dall’art. 4 del regolamento interno di questa. Lo scambio di lettere fra l'OIV e l'Unione, accompagnato dal dispositivo particolare che definisce le condizioni specifiche di collaborazione, sarà firmato dalla Commissione, e in particolare dal Commissario responsabile per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, in veste di rappresentante dell'Unione nell'ambito di questa procedura.
La Commissione integra il pacchetto d’infrazioni di novembre con le procedure per mancato recepimento di direttive
Il 24 novembre 2016 la Commissione ha integrato il pacchetto infrazioni di novembre con una serie di decisioni riguardanti esclusivamente l’apertura di procedure d’infrazione per mancato recepimento di direttive. In questa occasione essa ha quindi adottato 146 lettere di messa mora ex art. 258, tre delle quali indirizzate all’Italia. Il totale delle procedure attualmente aperte a carico del nostro paese sono così salite a 74, di cui 57 per violazione del diritto dell’Unione e 17 per mancato recepimento di direttive.
Mancati recepimenti italiani
Il Parlamento europeo chiede la sospensione dei negoziati con la Turchia
Il 24 novembre 2016 il Parlamento europeo, condannando fermamente la mancanza di proporzionalità delle misure repressive adottate dalla Turchia a seguito del colpo di Stato militare fallito, ha adottato una risoluzione con la quale ha chiesto alla Commissione e agli Stati membri di sospendere i negoziati per l'adesione della Turchia alla Ue.
Una risoluzione del Parlamento europeo auspica maggiori sforzi dell’Unione nel settore della sicurezza e della difesa
Con una risoluzione del 22 novembre 2016, il Parlamento europeo ha chiesto che l'Unione europea affronti in maniera più decisa il deterioramento della sicurezza all’interno e all’esterno dei suoi confini. Secondo la risoluzione, infatti, il terrorismo e le minacce ibride, l'insicurezza informatica ed energetica, costringono i Paesi dell’Unione a intensificare i loro sforzi nel campo della sicurezza e della difesa, aprendo così la strada a un’Unione europea della difesa. Per realizzare tale obiettivo, il Parlamento europeo propone quindi di destinare il 2% del PIL alla difesa, e di creare forze multinazionali e un quartiere generale operativo europeo per pianificare il comando e il controllo delle operazioni comuni e per consentire all’Unione di agire là dove la NATO non sia disposta a farlo.
Il Consiglio Affari Esteri approva il Piano di attuazione per la sicurezza e la difesa presentato dall’Alto Rappresentante Mogherini
Il 14 novembre 2016, nel fare proprio il Piano di attuazione per la sicurezza e la difesa presentatogli dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, il Consiglio Affari Esteri ha adottato delle sue Conclusioni sull'attuazione della Strategia globale dell'Unione nel settore della sicurezza e della difesa.
Il Piano definisce tre priorità principali:
• rispondere a conflitti esterni e alle crisi,
• potenziare le capacità dei partner,
• proteggere l'Unione e i suoi cittadini.
Il Piano di attuazione è parte integrante della Strategia globale dell'Unione europea in materia di politica estera e di sicurezza, presentata nel giugno scorso dalla stessa Mogherini. Sia le Conclusioni del Consiglio che il Piano saranno presentati ai leader dell'Unione in occasione del Consiglio europeo di dicembre.
Anche il Parlamento europeo propone un meccanismo europeo per il controllo sul rispetto della Rule of law
Con una risoluzione approvata a Strasburgo il 25 ottobre 2016 con 405 voti favorevoli, 171 contrari e 39 astensioni, il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta entro settembre 2017 per un Patto dell'Unione sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, sotto forma di un accordo interistituzionale, che dovrebbe allineare e completare i meccanismi esistenti già posti in essere dalla Commissione, con il nuovo Quadro per rafforzare lo Stato di diritto dell’11 marzo 2014 (COM(2014) 158 final), e dal Consiglio con le Conclusioni sue e degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 16 dicembre 2014, sul rispetto dello Stato di diritto, e una cui prima bozza è allegata alla stessa risoluzione. Il nuovo meccanismo servirebbe a monitorare e a riferire annualmente sulle violazioni dei principi democratici, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali (DSD) negli Stati membri, e dovrebbe garantire che i criteri di valutazione da usare al riguardo siano basati su “riscontri oggettivi” e non soggetti a influenze esterne di tipo politico.
In pratica, secondo la proposta del Parlamento europeo, ogni anno la Commissione, in consultazione con un gruppo indipendente di esperti, elaborerebbe un rapporto sullo stato dei DSD negli Stati membri, che includerebbe raccomandazioni specifiche per Paese, sulla base di indicatori quali la separazione dei poteri, la libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione e l'accesso alla giustizia. In linea con un approccio progressivo, il rapporto dovrebbe costituire la base per ogni ulteriore azione da intraprendere, che spazierebbe dal dialogo con lo Stato membro al ricorso all'art. 7 TUE.
Il programma di lavoro della Commissione per il 2017
Il 25 ottobre 2016 la Commissione europea ha presentato il proprio programma di lavoro per il 2017, intitolato “Per un'Europa che protegge, dà i mezzi per agire e difende”.
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato il 29 settembre 2016 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 206, che includono, accanto a 122 archiviazioni, 54 pareri motivati e 5 ricorsi alla Corte di giustizia. Tra questi ultimi, va in particolare segnalato un ricorso ai sensi dell’art. 260, par. 2, TFUE contro la Germania per il carattere discriminatorio della nuova disciplina tedesca del sistema di pedaggio autostradale annuale vigente in quel paese.
Per quanto riguarda l’Italia, le decisioni sono state 10. Di queste, a parte la chiusura di un caso EU Pilot, 7 hanno disposto l’archiviazione di altrettante procedure d’infrazione (6 per mancato recepimento di direttive e 1 per violazione del diritto dell’Unione), mentre le altre sono consistite nell'adozione di una costituzione in mora complementare per mancato recepimento delle Decisioni 2008/615 e 2008/616/GAI del Consiglio (Decisioni PRUM) riguardanti il potenziamento della cooperazione transfrontaliera soprattutto con riferimento alla lotta al terrorismo ed alla criminalità transfrontaliera (procedura n. 2016/209) e nella decisione di deferire il nostro Paese alla Corte per mancata riscossione di dazi doganali a danno del bilancio dell'UE (procedura n. 2013/2251).
Il saldo delle procedure a carico dell’Italia scende così a 72 procedure d'infrazione, di cui 57 per violazione del diritto dell’Unione e 15 per mancato recepimento di direttive.
Annesso Pacchetto infrazioni
Tribunale dell’Unione. Nomina del nuovo Presidente
Dopo il rinnovo parziale del Tribunale dell’Unione, avvenuto il 19 settembre 2016 (vedi già in questa Rubrica), lo stesso ha proceduto come di consueto, nella sua nuova composizione, all’elezione del suo Presidente. E’ risultato eletto il giudice lussemburghese Marc Jaeger, che viene così rinnovato per la terza volta in tale carica. Nell’incarico di Vicepresidente, il Tribunale ha invece eletto il giudice olandese Marc van der Woude.
Un gruppo di nuovi membri assume le proprie funzioni presso la Corte di giustizia e il Tribunale dell’Unione europea
Il 19 settembre 2016, un nuovo avvocato generale della Corte di giustizia e 12 nuovi giudici del Tribunale dell’Unione hanno prestato giuramento nel corso di un’udienza solenne della Corte di giustizia, assumendo quindi formalmente le proprie funzioni nelle rispettive istanze giurisdizionali.
Per quanto riguarda il primo si tratta dell’avvocato generale Evgeni Tanchev, nominato con decisione del 7 settembre 2016 dei rappresentanti degli Stati membri (dec. n. 2016/1656) per il periodo compreso tra il 19 settembre 2016 e il 6 ottobre 2021.
Quanto invece ai giudici del Tribunale, 6 di loro sono stati nominati, con decisioni del 23 marzo 2016 (dec. n. 2016/485) e del 7 settembre 2016 (dec. n. 2016/1655), nel quadro del rinnovo parziale del Tribunale, e quindi per un intero mandato (19 settembre 2016 - 31 agosto 2022), mentre i restanti sei, nominati ugualmente il 7 settembre (dec. n. 2016/1654 edec. n. 2016/1657) ma in applicazione della recente riforma del Tribunale (per la quale vedi già in questa Sezione), vanno a ricoprire un mandato con diversa scadenza: per tre di essi, tra i quali l’italiano Ezio Perillo, esso avrà termine il 31 agosto 2019 e per gli altri 3, invece, durerà fino al 31 agosto 2022.
Sempre con riguardo al Tribunale, va anche ricordato che con decisioni del 16 settembre 2015 (dec. n. 2015/1569), del 23 marzo 2016 (dec. n. 2016/485) e del 24 maggio 2016 (dec. n. 2016/847), i mandati di 9 suoi membri sono stati rinnovati ugualmente sino al 31 agosto 2022.
decisione 2016/1654
decisione 2016/1655
decisione 2016/1656
decisione 2016/1657
I 27 capi di Stato o di governo avviano la riflessione sull’Unione e la Brexit con una riunione informale a Bratislava
Il 16 settembre i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno tenuto una riunione informale a Bratislava, cui non ha partecipato il Regno Unito, per avviare una riflessione politica sul futuro dell’Unione a seguito dell’esito favorevole a un recesso da essa del referendum britannico dello scorso 23 giugno. I capi di Stato o di governo dei 27 hanno convenuto su una dichiarazione comune che individua, con la relativa tabella di marcia, una serie di obiettivi che dovrebbero orientare l’azione dell’Unione nei mesi a venire. Questi includono la messa in atto di controlli efficaci alle frontiere esterne, un impegno rafforzato per la sicurezza interna e la lotta al terrorismo, una maggiore cooperazione in materia di sicurezza esterna e di difesa, e uno sviluppo del mercato interno con la creazione di maggiori opportunità per i giovani europei. I 27 si rincontreranno a Malta nel gennaio prossimo con l’obiettivo di concludere il processo di riflessione a Roma nel successivo marzo, in occasione delle celebrazioni per i 60 anni del processo d’integrazione europea.
Anche il Parlamento europeo esprime preoccupazioni per il rispetto dello Stato di diritto in Polonia
Il 14 settembre il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sul rispetto dei diritti fondamentali in Polonia che dà conto, tra l’altro, del suo pieno sostegno alla raccomandazione inviata il 27 giugno 2016 dalla Commissione a quello Stato membro in relazione ai rischi di mancato rispetto dei principi dello Stato di diritto che presenterebbero talune iniziative recenti del governo polacco (vedila in questa Rubrica).
Lo stato dell’Unione nel 2016. Il Presidente della Commissione ha tenuto il suo discorso annuale al Parlamento europeo
Il 14 settembre, Jean-Claude Junker ha tenuto a Strasburgo, davanti alla plenaria del Parlamento europeo, l’ormai tradizionale “Discorso sullo stato dell'Unione”, appuntamento annuale nel quale il Presidente della Commissione fa il punto sui progressi realizzati dall’Unione nell’anno trascorso e presenta le sue priorità per l’anno a venire. Nel suo discorso per il 2016, intitolato “Vers une Europe meilleure – Une Europe qui protège, donne les moyens d’agir et défend”, Junker ha illustrato in particolare come la Commissione intende affrontare le sfide che l’Unione europea si trova oggi davanti e che rischiano di minacciarne la stessa sopravvivenza.
Lettera del presidente del Consiglio europeo Tusk ai capi di Stato o di governo che parteciperanno al summit a 27 di Bratislava
A seguito dell’esito favorevole al recesso del Regno Unito dall’Unione europea del referendum britannico del 23 giugno scorso, i capi di Stato o di governo degli altri 27 Stati membri dell'Unione hanno deciso di tenere una riunione informale il 16 settembre a Bratislava per una riflessione sull’attuale situazione politica dell’Unione. In vista di questa riunione, il 13 settembre il presidente del Consiglio europeo Tusk ha inviato una lettera d’invito ai partecipanti, nella quale ha esposto le sue idee quanto alle finalità del summit e alle priorità che l’Unione dovrebbe darsi per fronteggiare tanto il futuro recesso del Regno Unito, che le cause più profonde che hanno condotto ad esso.
Stato di diritto in Polonia: la Commissione adotta una raccomandazione >
In data 27 luglio 2016 la Commissione ha adottato una raccomandazione sullo Stato di diritto in Polonia. La Commissione ha riscontrato che, con il passare dei mesi dall’apertura del dialogo con la Polonia (v. parere del 1 giugno 2016 disponibile in questa Rubrica), e nonostante il 22 luglio sia stata adottata una legge sul Tribunale costituzionale, la situazione nel paese è ancora complessa. La Commissione ha dunque indicato una serie di misure a garanzia dello svolgimento di un effettivo controllo di legittimità costituzionale sugli atti legislativi da parte di tale Tribunale. Nel caso in cui la Polonia non adotti tali misure entro tre mesi dall’adozione della raccomandazione, si darà avvio alla procedura prevista dall’art. 7 TUE.
Aiuti concessi dalla Sardegna alle compagnie aeree operanti negli aeroporti di Cagliari e Olbia: la Commissione ne dichiara l’incompatibilità
Con una decisione del 29 luglio 2016 la Commissione europea ha dichiarato l’incompatibilità dei finanziamenti concessi dalla Regione Sardegna agli aeroporti di Cagliari e Olbia, da questi utilizzati per fornire compensazioni finanziarie a compagnie aeree selezionate al fine di incrementare il traffico aereo verso gli aeroporti sardi.
Al termine dell’indagine, avviata nel 2013, la Commissione ha infatti ritenuto che le suddette misure non rispondano ai criteri stabiliti dagli orientamenti del 2005 sugli aiuti di Stato per lo sviluppo degli aeroporti regionali. In particolare, le misure non erano destinate a rendere le rotte redditizie senza finanziamenti pubblici in futuro e non si limitavano ai costi supplementari derivanti dall'apertura di nuove rotte. Inoltre, la Commissione ha rilevato che la Sardegna ha omesso di indire procedure di gara per selezionare le compagnie aeree chiamate a effettuare le attività finanziate.Alla luce di tali considerazioni, la Commissione ha ritenuto che i finanziamenti costituiscono aiuti di stato in base al principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, in quanto nessun investitore privato avrebbe accettato di finanziare un tale incremento di traffico aereo. Pertanto, tali aiuti dovranno essere rimborsati.
Comunicazione apertura indagine
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato il 22 luglio 2016 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 141, che includono, accanto a 86 archiviazioni, 20 pareri motivati e 8 ricorsi alla Corte di giustizia. Tra questi ultimi, vanno in particolare segnalati un ricorso ai sensi dell’art. 260, par. 2, TFUE contro la Grecia per mancato recupero di aiuti di Stato e 4 ricorsi per mancato recepimento di direttive ex art. 260, par. 3, TFUE, rispettivamente contro Lussemburgo (2), Romania e ancora Grecia.
Per quanto riguarda l’Italia, le decisioni sono state 6. Di queste, 4 hanno disposto l’archiviazione di altrettante procedure (2 per mancato recepimento di direttive e 2 per violazione del diritto dell’Unione), mentre le altre sono consistite nell'adozione di un parere motivato complementare per mancato recepimento della direttiva 2011/51/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2011, che modifica la direttiva 2003/109/CE del Consiglio per estenderne l’ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale (procedura n. 2013/0276) e in una messa in mora complementare ex art. 258 TFUE sul caso della Xylella (procedura n. 2015/2174) già esaminato in questa Rubrica. Il saldo delle procedure a carico dell’Italia scende così a 78 procedure d'infrazione, di cui 58 per violazione del diritto dell’Unione e 20 per mancato recepimento di direttive.
Brexit. Dichiarazione dei 27 capi di Stato o di governo
Al termine di una riunione informale svoltasi senza la partecipazione del Regno Unito a margine del Consiglio europeo del 29 giugno 2016, i capi di Stato o di governo degli altri 27 Stati membri hanno approvato una Dichiarazione sugli sviluppi del referendum britannico relativo al recesso del Regno Unito dall’Unione europea. La Dichiarazione dà conto in particolare della posizione dei 27 su tre punti:
- nel processo negoziale che seguirà alla notifica di recesso prevista dall’art. 50 TUE la Commissione e il Parlamento europeo svolgeranno appieno il ruolo loro assegnato dai Trattati;
- qualsiasi accordo con il Regno Unito dovrà essere equilibrato in termini di diritti e obblighi e dovrà basarsi, per consentire l’eventuale accesso al mercato interno, su una accettazione di tutte e quattro le libertà di questo;
- i 27 Stati membri avvieranno una riflessione politica sul futuro dell’Unione, sulla quale torneranno nel quadro di una riunione da tenersi a Bratislava nel prossimo settembre.
Dichiarazione a 27
Brexit. Il Parlamento europeo si pronuncia in favore di una rapida notifica da parte del Regno Unito dei risultati del referendum e dell’avvio dei negoziati in vista del suo recesso dall'Unione
Nella sessione plenaria del 28 giugno 2016 il Parlamento europeo ha approvato con 395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti una risoluzione sui passi da intraprendere dopo il referendum sulla Brexit del 23 giugno. In particolare, per prevenire incertezze negative e proteggere l'integrità dell'Unione, la risoluzione esorta il primo ministro britannico a notificare l'esito del referendum già al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi, al fine di dare avvio alla procedura prevista dall'art. 50 TUE per il recesso dall’Unione.
La risoluzione sottolinea inoltre che deve essere garantito il pieno coinvolgimento del Parlamento in tutte le fasi dei negoziati in vista dell’accordo finale di recesso, anche perché è ad esso che spetterà approvare l'accordo prima della sua conclusione da parte del Consiglio.
Il testo approvato dal Parlamento invita infine il Consiglio a modificare l'ordine delle sue presidenze al fine di evitare che il processo di recesso pregiudichi la gestione delle attività correnti dell'Unione, visto che il Regno Unito dovrebbe assumere la presidenza del Consiglio UE nella seconda metà del 2017.
Risoluzione Brexit
Brexit. Dichiarazione congiunta dei Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio europeo, della Commissione europea e del presidente di turno del Consiglio dell'Unione sugli esiti del referendum britannico
Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, il presidente di turno del Consiglio dell'UE, l’olandese Mark Rutte, e il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker hanno rilasciato in data odierna, 24 giugno 2016, una dichiarazione congiunta a commento dell’esito negativo avuto dal referendum britannico di ieri rispetto alla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. In particolare, i quattro presidenti hanno insistito sulla necessità di dare attuazione in tempi rapidi alla volontà del popolo britannico di uscire dall’Unione, per evitare dannose situazioni di incertezza. Essi hanno inoltre precisato come, a seguito del referendum, le intese raggiunte al Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio 2016 rispetto alla posizione del Regno Unito nell’Unione (vedile in questa Rubrica) siano destinate a venir meno.
La Commissione adotta il pacchetto infrazioni di giugno
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato il 16 giugno 2016 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 69 e hanno riguardato tutti gli Stati membri. Le più rilevanti sono state specificatamente segnalate dalla Commissione in un apposito Comunicato stampa.
Per quanto riguarda l’Italia, le decisioni sono state 6. Di queste 4 hanno disposto l’archiviazione di altrettante procedure e 1 di un caso EU-Pilot, mentre la sesta è consistita nell'adozione di una messa in mora complementare ex art. 258 TFUE nel quadro della procedura d'infrazione 2014/2147 sulla cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria, in relazione al superamento dei valori limite di PM10 in Italia. Il saldo delle procedure a carico dell’Italia passa così a 82 procedure d'infrazione, di cui 60 per violazione del diritto dell’Unione e 22 per mancato recepimento di direttive.
Il Parlamento europeo invita la Commissione a presentare una proposta in materia di amministrazione europea
Con una sua Risoluzione del 9 giugno 2016, approvata sulla base dell’art. 225 TFUE, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare una proposta di regolamento del Parlamento e del Consiglio per un'amministrazione europea aperta, efficace e indipendente. Il progetto di proposta, che dovrebbe essere basata sull’art. 298 TFUE, è allegata alla Risoluzione.
Il Parlamento europeo istituisce una commissione d'inchiesta su "Panama Papers"
L’8 giugno 2016 il Parlamento europeo ha deciso di istituire, ai sensi dell’art. 226 TFUE e dell’art. 198 del suo Regolamento interno, una commissione d'inchiesta sui c.d. "Panama Papers", le rivelazioni sulle società offshore e i loro beneficiari. Compito della commissione sarà di indagare sulle presunte violazioni e sui casi di mancato rispetto, da parte della Commissione o degli Stati membri, delle norme dell’Unione in materia di riciclaggio, elusione ed evasione fiscale. La commissione sarà composta da 65 membri e avrà dodici mesi per presentare la relazione finale.
Si ricorda che le modalità per l’esercizio del diritto d’inchiesta del Parlamento sono disciplinate anche da una decisione del 19 aprile 1995, n. 95/167/CE, del Parlamento, del Consiglio e della Commissione.
Tre nuovi giudici assumono le loro funzioni presso il Tribunale dell’Unione
Con decisione (UE, Euratom) 2016/846, del 24 maggio 2016, i rappresentanti dei governi degli Stati membri hanno nominato tre nuovi giudici del Tribunale dell’Unione europea. Tali giudici hanno assunto le loro funzioni l’8 giugno 2016 nell’ambito della riforma dell’architettura giurisdizionale della Corte di giustizia dell’Unione, decisa con regolamento (UE, Euratom) n. 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea (v. già questa Rubrica), la quale prevede appunto un aumento del numero dei giudici del Tribunale.
Fenomeni migratori e azione esterna dell’Unione. Un nuovo "Quadro di partenariato” con i paesi terzi
Nel corso della sua riunione del 7 giugno 2016 il collegio dei Commissari ha adottato un nuovo "Quadro di partenariato con i paesi terzi" al fine di assicurare una più efficace gestione dei fenomeni migratori. Attraverso esso l’Unione punta a porre in essere accordi di partenariato con i principali paesi terzi di origine e di transito - Giordania e Libano nella prima fase, successivamente Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e infine Tunisia e Libia - utilizzando tutte le politiche e gli strumenti a sua disposizione per ottenere risultati concreti. Le priorità sono il salvataggio di vite umane in mare, l’incremento dei rimpatri, il sostegno a migranti e rifugiati nei pressi dei luoghi di origine e, a lungo termine, un più forte aiuto allo sviluppo dei paesi terzi al fine di affrontare le cause alla base della migrazione irregolare. Questi partenariati strategici dovrebbero premiare i paesi disposti a collaborare con l'UE e penalizzare quelli che rifiutano tale collaborazione. Il contributo degli Stati membri – in chiave diplomatica, tecnica e finanziaria – è ritenuto dalla Commissione elemento fondamentale per il conseguimento di questi obiettivi.
La Commissione presenta un Piano d'azione in materia di integrazione dei cittadini di paesi terzi
Il 7 giugno 2016 la Commissione europea ha pubblicato una sua Comunicazione (COM(2016) 377) che delinea un Piano d'azione diretto a instaurare un quadro politico comune con misure di accompagnamento per aiutare gli Stati membri a promuovere lo sviluppo e il rafforzamento delle loro politiche di integrazione dei cittadini di paesi terzi. In particolare il Piano d'azione individua azioni concrete da porre in essere a livello dell’Unione per il sostegno politico, operativo e finanziario da assicurare a questo scopo alle politiche nazionali.
Working paper della Commissione su aiuti di Stato e tax ruling
La Direzione generale Concorrenza della Commissione ha reso pubblico il 3 giugno 2016 un documento interno di lavoro sul tema degli aiuti di Stato e i c.d. tax ruling, gli accordi fiscali preventivi concessi dai governi a singole imprese multinazionali.
Da Uber a Airbnb. L’Agenda della Commissione per la c.d. economia collaborativa in una Comunicazione del 2 giugno
Con una Comunicazione del 2 giugno 2016 (“Un’Agenda europea per l’economia collaborativa”, COM(2016) 356 final), la Commissione europea ha affrontato il tema della c.d. economia collaborativa, nozione che identifica tutti quei modelli di business, basati principalmente su operazioni tra pari che vanno dalla condivisione di case e viaggi in auto ai servizi domestici, in cui tali operazioni e attività sono facilitate da piattaforme collaborative che creano un mercato aperto per l'utilizzo temporaneo di beni o servizi, spesso forniti da privati. Si tratta di transazioni che in linea generale non comportano un cambio di proprietà e prevedono tre categorie di attori: prestatori privati o professionali di servizi che condividono beni, risorse, tempo e/o competenze; gli utenti di questi; e gli intermediari che collegano, attraverso una piattaforma online, i fornitori con gli utenti facilitando le transazioni tra loro ("piattaforme collaborative”).
Finalità della Comunicazione è essenzialmente quello di fornire taluni orientamenti giuridici su come il diritto dell’Unione europea dovrebbe essere applicato a questo settore del mercato interno in rapida evoluzione, chiarendo alcune questioni essenziali, quali i requisiti di accesso al mercato che possono essere imposti, l’imputabilità alle piattaforme collaborative delle eventuali responsabilità per i servizi prestati, le tutele del consumatore, l’individuazione della normativa fiscale applicabile. La Comunicazione invita inoltre gli Stati membri a riesaminare le rispettive legislazioni alla luce di tali orientamenti, al fine di incoraggiare e sviluppare in modo responsabile i nuovi modelli imprenditoriali su cui l’economia collaborativa si basa.
La Commissione adotta un parere sul rispetto dello Stato di diritto in Polonia
Il 1° giugno 2016 la Commissione ha adottato un parere riguardante il rispetto del principio dello Stato di diritto in Polonia. Si tratta del primo caso di applicazione del nuovo Quadro per rafforzare lo Stato di diritto, definito dalla Commissione con una Comunicazione dell’11 marzo 2014 (COM(2014) 158 final) al fine di contrastare eventuali minacce allo Stato di diritto negli Stati membri prima che si verifichino le condizioni per attivare i meccanismi previsti dall'art. 7 TUE.
Com’è noto, infatti, tale articolo ne disciplina uno preventivo attivabile solo in caso di "evidente rischio di violazione grave" del principio in questione (par. 1) e uno sanzionatorio utilizzabile solo a fronte di una “violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro” ormai in essere (par. 2). Ma proprio perché, subordinati come sono a soglie di attivazione relativamente alte, entrambi si caratterizzano come meccanismi di ultima istanza, la Commissione ha deciso di porre in essere, con la Comunicazione del marzo 2014, un meccanismo ulteriore e preliminare all’eventuale esercizio del suo potere di presentare una proposta motivata a norma dei citati paragrafi dell’art. 7. Grazie ad esso la Commissione può attivarsi non appena vi siano chiare indicazioni di una minaccia sistemica allo Stato di diritto in uno Stato membro, perché vi appaiono minacciati l'ordinamento politico, istituzionale e/o giuridico, la sua struttura costituzionale, la separazione dei poteri, l'indipendenza o l'imparzialità della magistratura, ovvero il suo sistema di controllo giurisdizionale compresa, ove prevista, la giustizia costituzionale – ad esempio in seguito all'adozione di nuove misure oppure di prassi diffuse delle autorità pubbliche e alla mancanza di mezzi di ricorso a livello nazionale. In pratica, laddove una valutazione preliminare, compiuta avvalendosi anche dei contributi di altri organismi internazionali (vedi in questa Rubrica), porti la Commissione a ritenere che si prospetti effettivamente una situazione di minaccia sistemica allo Stato di diritto, essa darà avvio a un dialogo strutturato con lo Stato membro interessato trasmettendogli appunto un "parere sullo Stato di diritto", cui potrà successivamente seguire, a meno che la questione non si risolva in modo soddisfacente, una "raccomandazione” formale. Il mancato rispetto di questa raccomandazione entro il termine fissato potrà infine portare la Commissione ad attivare uno dei meccanismi previsti dall'articolo 7 del TUE.
Speech Timmermans
Nel corso della periodica tornata dedicata alle procedure di infrazione, la Commissione europea ha adottato il 26 maggio 2016 il consueto pacchetto mensile di decisioni in materia, riguardanti l’apertura di nuove procedure ovvero l’aggravamento o l’archiviazione di procedure già aperte. Complessivamente le decisioni prese sono state 305 e hanno riguardato tutti gli Stati membri. Le più rilevanti sono state specificatamente segnalate dalla Commissione in un apposito Comunicato stampa.
Per quanto riguarda l’Italia, le decisioni sono state 14, tutte relative a mancati recepimenti di direttive. Di queste 4 hanno disposto l’archiviazione di precedenti procedure, mentre le altre 10 hanno portato all’apertura di altrettante nuove procedure. Il saldo delle procedure a carico dell’Italia sale così dalle precedenti 80 alle attuali 86 procedure, di cui 62 per violazione del diritto dell’Unione e 24 proprio per mancato recepimento di direttive.
L’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali pubblica il rapporto relativo all’anno 2016
Pochi giorni dopo la pubblicazione, ad opera della Commissione, del rapporto sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali nel 2015 (in questa Rubrica), l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha pubblicato il suo rapporto relativo all’anno 2016. L’analisi si è concentrata su otto profili: applicazione della Carta dei diritti fondamentali ad opera degli Stati; eguaglianza e non discriminazione; razzismo e xenofobia; integrazione del popolo di etnia Rom; informazione della società civile, privacy e protezione dei dati personali; diritti dei minori; accesso alla giustizia e attuazione della convenzione sui diritti delle persone con disabilità.
Inoltre, l’Agenzia ha pubblicato uno speciale dossier relativo all’asilo e all’immigrazione in Europa nel 2015, inizialmente incluso nel rapporto 2016.
FRA Rapporto 2016
Focus asilo e immigrazione
Pubblicazione del rapporto annuale del Mediatore europeo relativo all’anno 2015
Recentemente è stato pubblicato il rapporto annuale del Mediatore europeo per l’anno 2015. Il documento evidenzia, in particolare, i notevoli risultati ottenuti sotto il profilo della trasparenza: sia per quanto riguarda la pubblicazione da parte della Commissione dei documenti relativi al Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), che per la pubblicazione ad opera della BCE dei verbali delle riunioni del Comitato esecutivo. Il rapporto rende anche nota la positiva considerazione da parte di Frontex delle raccomandazioni del Mediatore di assicurare la salvaguardia dei diritti fondamentali dei migranti che subiscono rimpatri forzati dall’Unione.
La Commissione pubblica il rapporto sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali nel 2015
Il 19 maggio 2016 è stato pubblicato il rapporto della Commissione sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali relativo all’anno 2015.
La verifica del rispetto dei diritti fondamentali ha riguardato tanto l’operato delle istituzioni dell’Unione europea, attraverso l’analisi dello stato di integrazione della Carta nelle iniziative legislative e politiche e negli accordi internazionali conclusi dall’Unione e del controllo esercitato sulle altre istituzioni dalla Corte di giustizia, quanto l'operato degli Stati membri, attraverso l’analisi delle procedure di infrazione aperte a carico degli stessi, degli orientamenti forniti loro dalla Corte nell’esercizio della sua funzione pregiudiziale e della giurisprudenza nazionale che ha fatto riferimento alla Carta.
Rapporto diritti fondamentali
Il Parlamento europeo boccia la concessione alla Cina dello status di economia di mercato
Con una risoluzione non legislativa del 12 maggio 2016 adottata con 546 voti favorevoli, 28 voti contrari e 77 astensioni, il Parlamento europeo ha dichiarato che, fintanto che la Cina non avrà soddisfatto i cinque criteri stabiliti dall'Unione europea per definire le economie di mercato, le sue esportazioni verso l'Unione devono essere trattate con una metodologia “non standard”, al fine di assicurare la parità di condizioni per l'industria europea e difendere l'occupazione. La risoluzione invita dunque la Commissione europea a presentare una proposta in linea con tale principio, che assicuri la conformità con gli obblighi internazionali dell’Unione derivanti dalla sua partecipazione all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), in particolare in base al protocollo OMC di adesione della Cina, che prevede cambiamenti nel modo in cui la Cina dovrà essere considerata dopo l'11 dicembre 2016 (per comodità si allega, di seguito, anche un dossier dello stesso Parlamento europeo sulle pertinenti regole OMC).
La risoluzione si oppone peraltro a qualsiasi concessione unilaterale alla Cina dello status di economia di mercato ed esorta al coordinamento con gli altri principali partner commerciali per giungere a un'interpretazione congiunta del diritto dell'OMC.
Nello stesso contesto il Parlamento ha fatto anche presente la “necessità imminente” di una riforma generale degli strumenti di difesa commerciale dell'UE e ha invitato il Consiglio a sboccare una serie di proposte per modernizzarli, come già richiesto dallo stesso Parlamento nel 2014.
Nasce CVRIA, la nuova “app” della Corte di giustizia
In data 11 maggio 2016 la Corte di giustizia ha lanciato la prima applicazione per smartphones e tablet che consentirà di effettuare ricerche in 23 lingue diverse dell’Unione. Quattro le rubriche disponibili: “Giurisprudenza”, “Comunicati stampa”, “Calendario giudiziario” e “Ricerca”.
App Cvria
Valutazione d'impatto del Parlamento europeo sull’eventuale ripristino dei controlli alle frontiere interne dell’Unione
Il Servizio ricerche del Parlamento europeo (Members' Research Service) e l’Unità sul valore aggiunto europeo (European Added Value Unit) dello stesso Parlamento hanno pubblicato, nello scorso mese di marzo, un dossier che traccia una valutazione d’impatto dell’eventuale ripristino nell’Unione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri.
Corte di giustizia dell’Unione europea. Comunicato stampa sulle statistiche giudiziarie della Corte relative al 2015, emesso in occasione della pubblicazione della Relazione annuale 2015
Il 18 marzo 2016 la Corte di giustizia ha reso note le statistiche giudiziarie relative al 2015, anno in cui il ricorso ai giudici dell’Unione ha raggiunto, con un totale di 1711 cause promosse presso le tre istanze giurisdizionali di Lussemburgo, livelli assolutamente eccezionali. A questa crescita del numero di nuovi procedimenti ha corrisposto però anche una produttività dell’istituzione senza precedenti, visto che le cause definite sono state, nell’anno appena trascorso, ben 1755.
Per il documento in formato integrale:
http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2016-04/rapport_annuel_2015_activite_judiciaire_fr.pdf
Contrasto alle minacce ibride e risposta dell’Unione europea: la recente comunicazione congiunta della Commissione e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Con una comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio del 6 aprile 2016, la Commissione e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno affrontato il problema della sicurezza dell’Unione e, in particolare, delle cd. minacce ibride. Per contrastare tali atti, la comunicazione ha individuato una serie di azioni, articolate intorno a tre principali elementi (maggiore conoscenza della situazione, rafforzamento della resilienza, prevenzione e risposta alle crisi e ripresa) secondo un approccio olistico che permetterà all'Unione, in coordinamento con gli Stati membri, di lottare in modo specifico contro tale tipologia di minacce.
Comunicazione minacce ibride
La sedicente Dichiarazione UE-Turchia sulla crisi dei migranti
Con la Dichiarazione congiunta adottata a margine del Consiglio europeo del 18 marzo 2016, i Capi di Stato o di governo dell’Unione europea e la Turchia hanno concordato una serie di misure dirette a fermare la migrazione irregolare in transito dalla Turchia verso l’Unione. La Dichiarazione fa seguito al Piano d’azione comune UE-Turchia del 15 ottobre, avviato il 29 novembre 2015, e alla Dichiarazione UE-Turchia del 7 marzo.
In seguito all'accordo raggiunto tra l'Unione europea e la Turchia dal 20 marzo 2016 tutti i nuovi migranti irregolari provenienti dalla Turchia verso le isole greche dovranno tornare in Turchia secondo il principio del non respingimento e nel rispetto del diritto internazionale e del diritto dell’Unione; per ogni siriano rimpatriato in Turchia dalle isole greche un altro siriano sarà reinsediato dalla Turchia all’Unione tenendo conto dei criteri di vulnerabilità stabiliti dall’UNHCR. Per l’attuazione dell’accordo gli Stati membri dell’Unione hanno deciso di assistere la Grecia con mezzi operativi e finanziari. Significative contropartite sono garantite alla Turchia, tra cui in particolare, l’impegno ad accelerare la liberalizzazione dei visti di ingresso per i cittadini turchi, l’accelerazione del conferimento del previsto finanziamento di tre miliardi di euro e l’impegno ad un secondo finanziamento di ulteriori tre miliardi di euro entro il 2018, il rilancio del processo di adesione all’Unione europea.
Ancora in tema di Brexit. Il Presidente del Consiglio europeo presenta le sue proposte in risposta alle richieste del Regno Unito
Il 2 febbraio 2016 il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha presentato un pacchetto di proposte per la definizione di una nuova posizione del Regno Unito nell’Unione europea. Le soluzioni prospettate puntano a dare soddisfazione alle richieste avanzate al riguardo dal Primo Ministro britannico David Cameron nella sua lettera del 10 novembre 2015 (vedila in questa rubrica), per evitare che nel prossimo referendum che si svolgerà nel Regno Unito sulla permanenza o meno del paese nell’Unione prevalgano i voti favorevoli a un suo recesso dai Trattati (la c.d. Brexit).
Il “Pacchetto Tusk” sarà discusso dai 28 Stati membri, per una sua eventuale adozione, in occasione del Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio.
Letter_by_President_Tusk
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Per una riforma “a Trattati invariati” dell’Unione europea. Il rapporto Bresso – Brok
Il 14 gennaio 2016 è iniziata in Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo la discussione, in vista dell’adozione di una risoluzione del Parlamento, del progetto di Relazione preparato da Mercedes Bresso ed Elmar Brok su “Migliorare il funzionamento dell’Unione europea sfruttando le potenzialità del Trattato di Lisbona”. Il progetto vuole essere un contributo al dibattito sulla riforma dell’Unione “a Trattati invariati”. Le proposte presentate si muovono, infatti, nel quadro normativo attuale, e fanno leva sul potenziale non ancora sfruttato del Trattato di Lisbona.
Bresso - Brok
Strategia per il mercato unico digitale. Comunicazione della Commissione sul diritto d’autore
Sviluppando le azioni annunciate nella Strategia per il mercato unico digitale del 6 maggio 2015 (COM(2015) 192 final), la Commissione ha adottato il 9 dicembre 2015 una Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni (Verso un quadro normativo moderno e più europeo sul diritto d'autore, COM(2015) 626 final) per spiegare in che modo essa intende conseguire l’obiettivo di un “quadro normativo più moderno e più europeo sul diritto d’autore”. In questo quadro la Commissione prospetta un piano che contempla azioni mirate con proposte per il brevissimo termine (compresa una proposta sulla “portabilità” dei servizi di contenuti online presentata insieme alla Comunicazione), una serie di proposte pianificate per il 2016 e una visione a lungo termine.
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Unione europea e gioventù. Due risoluzioni del Consiglio
Il 23 novembre 2015 il Consiglio e i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, hanno adottato due risoluzioni programmatiche in materia di gioventù. La prima, più generale, definisce un piano di lavoro dell’Unione europea per la gioventù per il 2016-2018. La seconda, più specificamente dedicata alla partecipazione politica dei giovani alla vita democratica dell'Europa, di cui all’art. 165 TFUE, mira invece a incoraggiare e sostenere il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani e delle organizzazioni giovanili nell'elaborazione, attuazione e valutazione delle politiche mediante un dialogo strutturato costante con i giovani e le organizzazioni giovanili per il periodo tra il 1° gennaio 2016 e il 30 giugno 2017.
Giovani_e_vita_democratica
Piano_di_lavoro_per_i_giovani
Iniziativa dei cittadini europei. Risoluzione del Parlamento europeo in vista di una sua modifica
Sulla base di una relazione di György Schöpflin (2014/2257(INI)) approvata dalla Commissione per gli affari costituzionali, il Parlamento europeo ha adottato il 28 ottobre 2015 una Risoluzione sull'iniziativa dei cittadini europei (ICE). La Risoluzione sollecita la Commissione ad avviare un riesame dell'ICE alla luce dei primi tre anni di esistenza di questo nuovo istituto. Come risulta infatti dalla Relazione presentata al riguardo dalla Commissione il 30 marzo 2015 (vedila in questa Rubrica), il livello di applicazione dell’ICE appare per il momento sostanzialmente insoddisfacente: nei tre anni sono state presentate 51 iniziative; di queste solo tre sono state dichiarate ricevibili; e nessuna è stata seguita da un atto legislativo. Con la sua Risoluzione il Parlamento propone quindi tutta una serie di modifiche alla disciplina legislativa dell’ICE, quale a suo tempo fissata dal regolamento (UE) n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, volte a semplificarne le procedure di presentazione e di loro successivo esame da parte della Commissione.
Risoluzione su ICE
Migliorare il mercato unico. Comunicazione della Commissione
Con una Comunicazione del 28 ottobre 2015 (“Migliorare il mercato unico: maggiori opportunità per i cittadini e per le imprese”, COM(2015) 550), la Commissione europea ha preannunciato una serie di azioni dirette a creare un reale mercato unico europeo dei beni e dei servizi.
Sulla premessa che gli ostacoli perduranti alla libera circolazione dei beni e dei servizi, il rispetto inadeguato delle norme esistenti, gli scarsi appalti pubblici transnazionali e l'insufficiente sostegno politico alle riforme strutturali limitano le opportunità che le imprese e i cittadini potrebbero cogliere, la Comunicazione delinea una Strategia di rilancio e ammodernamento del mercato unico incentrata su misure pratiche destinate a contribuire alla crescita e all'espansione delle piccole e medie imprese (PMI) e delle startup, a promuovere l'innovazione, a sbloccare gli investimenti e a conferire poteri ai consumatori.
COM-2015-550
Corte di giustizia. Koen Lenaerts e Antonio Tizzano eletti rispettivamente Presidente e Vicepresidente
Dopo il rinnovo parziale della Corte, avvenuto il 5 ottobre 2015 (vedi al riguardo la decisione del 1° aprile pubblicata in questa Rubrica nella Sezione “Normativa dell’Unione europea”), la Corte ha proceduto come di consueto, nella sua nuova composizione, all’elezione del suo Presidente. E’ risultato eletto il giudice belga Koen Lenaerts, che prende il posto occupato per 12 anni da Vassilios Skouris, dopo che questo ha lasciato definitivamente la Corte in occasione di questo nuovo rinnovo. Nell’incarico di Vicepresidente, precedentemente ricoperto da Lenaerts, la Corte ha invece eletto il giudice italiano Antonio Tizzano.
cp150121it
cp150122it
Aggiornamento dei dati per il calcolo delle sanzioni pecuniarie che la Corte di giustizia può comminare ai sensi dell’art. 260 TFUE. Comunicazione della Commissione del 5 agosto 2015
Con una comunicazione del 5 agosto 2015 (C(2015) 5511 final) la Commissione ha aggiornato per il sesto anno consecutivo, come previsto da una precedente comunicazione del 2010 (SEC(2010) 923/3), i dati economici sulla base dei quali essa calcola la somma forfettaria e la penalità di mora che può proporre alla Corte di giustizia di comminare, ai sensi dell’art. 260 TFUE, a uno Stato membro che sia condannato per non aver recepito nei termini una direttiva legislativa o per non aver dato attuazione ad una precedente sentenza di condanna per inadempimento al diritto dell’Unione europea. L’aggiornamento annuale è fatto per tenere conto, ai fini di quel calcolo, dei cambiamenti del tasso d’inflazione e del prodotto interno lordo in Europa e in ciascuno Stato membro. I relativi dati influiscono, infatti, sul calcolo dell’importo forfettario giornaliero della penalità di mora e della somma forfettaria, sull’entità della somma forfettaria minima applicabile a ciascuno Stato, e sul fattore “N” di ciascuno Stato (importo che è commisurato al PIL dello Stato interessato, oltre che al peso decisionale dello stesso in seno al Consiglio).
COM C(2015)5511 final
Iniziativa dei cittadini. Prima relazione della Commissione europea al Parlamento europeo e al Consiglio sull’applicazione del regolamento 211/2011
In linea con la scadenza del 1° aprile 2015 fissata dall’art. 22 dello stesso regolamento, il 30 marzo scorso la Commissione europea ha presentato la sua prima relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’applicazione del regolamento (UE) n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, riguardante l’iniziativa dei cittadini (GUUE L 65 dell’11 marzo 2011, p. 1). Le norme e le procedure relative all’iniziativa dei cittadini sono stabilite da un regolamento che è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel febbraio 2011 ed è entrato in vigore il 1º aprile 2012. Tutti gli Stati membri hanno attuato tale regolamento. A norma dell’art. 22 di questo, entro il 1º aprile 2015 e successivamente ogni tre anni, la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’applicazione dello stesso regolamento.
Riunione del Consiglio europeo, 19-20 marzo 2015: Conclusioni e nomina del nuovo Segretario generale del Consiglio dell’Unione
Nella sua riunione di Bruxelles del 19-20 marzo 2015 il Consiglio europeo ha discusso i temi dell’Unione europea dell’energia, della crescita e del lavoro nel quadro del Semestre europeo e di relazioni esterne, con particolare riguardo alla Politica europea di vicinato, al Partenariato orientale, al conflitto Russia/Ucraina e alla crisi libica. Il Consiglio europeo ha inoltre concordato sulla proposta del suo Presidente, Donald Tusk, di nominare Jeppe Tranholm-Mikkelsen, già Rappresentante permanente della Danimarca presso l’Unione, nuovo Segretario generale del Consiglio. Tranholm-Mikkelsen succede a Uwe Corsepius, che, dopo la scadenza del suo mandato in giugno, rientrerà a Berlino come Consigliere per gli affari europei della Cancelliera Merkel. Si vedano qui di seguito le Conclusioni approvate dal Consiglio europeo (1) e il Rapporto del Presidente Tusk al Parlamento europeo sulla riunione del Consiglio (2).
http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2015/03/25-report-tusk-european-parliament/
Nuove Ipex Guidelines
La Riunione dei Segretari generali dei Parlamenti dell’Unione europea ha approvato, nella sua seduta di Roma del 13 marzo 2015, le nuove Guidelines relative all’assetto organizzativo della struttura dell’IPEX (InterParliamentary EU information eXchange), la piattaforma per lo scambio reciproco tra i Parlamenti degli Stati membri e il Parlamento europeo di informazioni sul processo di integrazione europea, creata nel 2000 dalla Conferenza degli Speakers dei Parlamenti dell’Unione.
Tra le principali novità vanno segnalate la creazione di un nuovopresidentedi turno del Consiglio diIPEX, nominato per un anno dal Parlamento nazionale che ha presieduto la riunione annuale della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione europea; e la possibilità del Consiglio IPEX di istituire gruppi di lavorotemporaneiperla realizzazione dicompiti specifici. Si ricorda che, ai sensi delle Guidelines, la COSAC, l’ECPRD (European Centre for Parliamentary Research & Documentation), la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione partecipano in maniera attiva alle riunioni del Consiglio IPEX.
Corte di giustizia dell’Unione europea. Comunicato stampa sulle statistiche giudiziarie della Corte relative al 2014, emesso in occasione della pubblicazione della Relazione annuale 2014
Il 3 marzo 2015 la Corte di giustizia ha reso note le statistiche giudiziarie relative al 2014 che, nel complesso, indicano l’anno appena trascorso, come rilevato dalla stessa Corte, come il più produttivo della sua storia sia in termini di cause definite sia in termini di durata dei procedimenti.
http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2015-03/qdag15001frn.pdf
Tribunale e Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea. Proposte di riforma della Corte di giustizia
Con un comunicato stampa del 28 aprile 2015 (allegato 1) la Corte di giustizia ha reso noto il contenuto di una sua proposta, presentata al Consiglio verso la fine di ottobre 2014, diretta a risolvere la questione dell’aumento del numero dei giudici del Tribunale per far fronte al carico di lavoro del Tribunale e al conseguente allungamento della durata dei suoi procedimenti. Un aumento di 12 unità era già stato oggetto di una precedente proposta, che era stata formalmente presentata nel 2011 al Parlamento europeo e al Consiglio ai sensi dell’art. 281, co. 2, TFUE, ma che si era bloccata per l’impossibilità di trovare un accordo in seno al Consiglio sul metodo di ripartizione tra gli Stati membri dei nuovi giudici. Di fronte al fatto che per ragioni analoghe si è peraltro bloccata anche la nomina di due membri del Tribunale della Funzione pubblica, scaduti dall’ottobre del 2014, la Corte ha perciò deciso, su sollecitazione dell’allora presidenza italiana del Consiglio (si veda in allegato 2), di prospettare, per il momento in via informale, una soluzione più ampia, consistente in un raddoppio in tre tappe (2015, 2016 e 2019) dei giudici del Tribunale da realizzare anche attraverso un’integrazione al suo interno del Tribunale della Funzione pubblica, che verrebbe soppresso, e quindi dei sette posti di giudice di cui esso è composto. Su questa soluzione il Consiglio ha raggiunto un accordo politico in chiusura di presidenza italiana. E la questione è attualmente all’esame, ancora informale, del Parlamento europeo.
Accesso al diritto dei cittadini dell’Unione. Relazione della Commissione europea del 24 marzo 2015
La Commissione europea ha prodotto una Relazione sull’Accesso al diritto (2015/C 97/03), che è stato oggetto di diffusione e pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea a cura del Consiglio. La Relazione fornisce un’ampia descrizione degli strumenti e delle piattaforme telematiche che sono state sviluppate a livello europeo e nazionale per facilitare e ampliare l’accesso al diritto dei cittadini. Su questa Relazione è stato avviato un dibattito di carattere tecnico in seno al Gruppo di lavoro del Consiglio “Legislazione online”, composto di rappresentanti dei 28 Stati membri, dell’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione, della Commissione e del Segretariato generale del Consiglio. Ai lavori del Gruppo contribuiscono anche rappresentanti della Corte di giustizia dell’Unione europea. Il mandato del Gruppo è di rispondere alla necessità di migliorare la diffusione di dati giuridici e il coordinamento dei mezzi tecnici utilizzati, al fine di garantire che l’accesso al diritto europeo e a quello degli Stati membri necessario per l’attuazione degli strumentieuropei sia il più semplice possibile.
Audizione di nuovi membri della Commissione europea. Relazione della Commissione affari costituzionali del Parlamento del 19 giugno sugli insegnamenti da trarre dalle audizioni del 2014
La Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo ha approvato il 19 giugno 2015 una relazione su “Le procedure e le prassi relative alle audizioni dei commissari, insegnamenti da trarre dalla procedura 2014” (2015/2040(INI), rel. Corbett), procedura che ha portato alla nomina della Commissione Junker. La relazione sarà discussa dal Parlamento in seduta plenaria il 7 settembre p.v., per essere poi messa al voto il giorno seguente.
Relazione Corbett
Sullo stato dell’Unione. Discorso del Presidente della Commissione Juncker al Parlamento europeo
Il 9 settembre scorso, Jean-Claude Junker ha tenuto a Strasburgo, davanti alla plenaria del Parlamento europeo, il suo primo “Discorso sullo stato dell'Unione”, l’appuntamento annuale nel quale ha illustrato le azioni che la Commissione intende porre in essere entro la fine del 2016. Rivendicando la natura decisamente politica della Commissione europea da lui presieduta, Juncker si è soffermato in particolare sul tema dei rifugiati (presentando le grandi linee dell'articolato pacchetto di misure approvato), sulla crisi greca e il completamento dell’Unione Economica e Monetaria (richiamando il rapporto dei 5 Presidenti), sul futuro referendum britannico sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione e, infine, sulla delicata questione dell’Ucraina. Fil rouge di tutto il discorso è stato, in sintesi, il richiamo alla necessità di “più Europa” per affrontare le grandi sfide che attendono l’Unione nel prossimo futuro.
Speech FR
Verso il Vertice umanitario mondiale di Istanbul. Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo e al Consiglio del 2 settembre 2015
Lo scorso 2 settembre, la Commissione europea ha adottato la Comunicazione “Verso il vertice umanitario mondiale: un partenariato globale per un’azione umanitaria efficace e basata sui principi”. Con tale atto, elaborato in vista del primo Vertice umanitario mondiale, indetto dall’ONU per il 23-23 maggio 2016 a Istanbul, quale risposta all’aumento senza precedenti del numero di persone colpite da conflitti o disastri naturali e sfollate in massa, la Commissione definisce la visione dell’Unione su come ridisegnare l’azione umanitaria ed elabora le sue raccomandazioni.
Rapporto dei 5 Presidenti sul completamento dell’Unione economica e monetaria
Su mandato dei capi di Stato o di governo della zona euro riuniti nell’Eurosummit del 24 ottobre 2014, il Presidente della Commissione europea – in stretta collaborazione con il Presidente dell’Eurosummit, il Presidente dell’Eurogruppo, il Presidente della Banca centrale europea e il Presidente del Parlamento europeo – ha predisposto un Rapporto sul completamento dell’Unione economica e monetaria. Il Rapporto, reso pubblico il 22 giugno 2015, si concentra sulle modalità di approfondimento dell’UEM nell’ambito della zona euro, pur riconoscendo che tale processo dovrà preservare l’integrità del mercato unico in tutti i suoi aspetti. Il documento indica i progressi che occorre realizzare su quattro fronti (l’Unione economica, l’Unione finanziaria, l’Unione di bilancio e l’Unione politica) e illustra la relativa roadmap suddivisa in tre fasi, da concludersi entro il 2025.
Eurosummit ottobre 2014
Iniziativa legislativa dei cittadini. Iniziativa “Stop Vivisection”. Risposta della Commissione
Il 22 giugno 2012 è stata registrata, ai sensi dell’art. 4 del regolamento (UE) n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011, riguardante l’iniziativa dei cittadini, una richiesta di iniziativa legislativa dei cittadini dell’Unione volta a bloccare la sperimentazione sugli animali a fini medico-scientifici, di cui alla direttiva 2010/63/UE. Al termine, il 1° novembre 2013, della raccolta delle dichiarazioni di sostegno prescritta dall’art. 5 del regolamento, l’iniziativa ne aveva raccolte 1.173.130. Dopo la loro verifica (art. 8), l’iniziativa è stata quindi presentata ufficialmente alla Commissione il 3 marzo 2015 ai sensi dell’art. 9 del regolamento. Il 3 giugno la Commissione ha emanato la sua comunicazione di risposta all’iniziativa, nella quale essa conclude che per il momento essa non ritiene di “presentare una proposta di abrogazione della direttiva 2010/63/UE, né proporre l'adozione di un nuovo quadro legislativo”.
Stop Vivisection ITA
Lotta contro il terrorismo. Dichiarazione dei membri del Consiglio europeo
Nel corso di una riunione informale del 12 febbraio 2015 a Bruxelles, i capi di Stato o di governo dell’Unione europea hanno adottato una Dichiarazione dei membri del Consiglio europeo sulla lotta contro il terrorismo, incentrata su tre obiettivi: garantire la sicurezza dei cittadini, prevenire la radicalizzazione e tutelare i valori, cooperare con i partner internazionali.

References: art. 258
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 sentenza 
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 art. 258
 art. 50
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 art. 258
 art. 3
 art. 258
 art. 258
 art. 258
 art. 258
 art. 258
 art. 260
 art. 258
 art. 258
 art. 258
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 art. 258
 art. 25
 art. 260
 art. 258
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