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Timestamp: 2016-12-04 22:17:35+00:00

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Case popolari : lo Iacp condannato a risarcire il danno all'assegnatario di un alloggio occupato abusivamente - avv. Piergiorgio Provenzano | Articoli e Commenti
Succ. Anche la dichiarazione integrativa a favore del contribuente potrà essere presentata entro i termini dell'accertamento
04Dicembre2016
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Leggi...	Case popolari : lo Iacp condannato a risarcire il danno all'assegnatario di un alloggio occupato abusivamente - avv. Piergiorgio Provenzano	06 Novembre 2012	Ciro Tadicini	Visite: 11054	компоненты для Joomla 2.5
CASE POPOLARI: LO IACP CONDANNATO A RISARCIRE IL DANNO ALL’ASSEGNATARIO DI UN ALLOGGIO OCCUPATO ABUSIVAMENTE
Lo IACP opponeva l’impossibilità della prestazione, stante l’occupazione abusiva dell’immobile, riconducibile a fatto del terzo e deduceva l’inesistenza del danno. Il Tribunale di Lecce, rilevato che obbligazione fondamentale del locatore è la consegna dell’immobile, e che l’IACP aveva il potere di eseguire azione coattiva di rilascio nei confronti degli abusivi, lo condannava alla consegna dell’alloggio; sul presupposto che l’azione di rilascio si sarebbe potuta contenere nel termine di sei mesi, lo condannava anche al risarcimento dei danni, pari alla differenza tra i due canoni, con decorrenza dal termine del predetto periodo di sei mesi. Avv.Piergiorgio Provenzano
in composizione monocratica nella persona del giudice dott.ssa Ida Cubicciotti, ha pronunciato la seguente
nel procedimento civile iscritto al n. 318/09 R.G., avente ad oggetto: " Adempimento contrattuale, risarcimento danni" e vertente
R.R., rappresentata e difesa dall'avv. Piergiorgio Provenzano presso il cui studio alla piazza L Ariosto n 30 elettivamente domicilia;
S.P. e R.S., rappresentati e difesi dall' avv. Salvatore Arnesano presso il cui studio in Lecce alla via F. Scarpa n 16 elettivamente domiciliano;
IACP Lecce, in persona del legale rapp,nte p.t., rappresentato e difeso dagli avv.ti Salvatori, Paladini e Mario Capilungo unitamente al quale ultimo presso lo studio del prime in Lecce alla via Trinchese n 61/d elettivamente domicilia;
Comune di Lecce, in persona del Sindaco p.t., rappresentate e difeso dagli avv.ti Anna de Giorgi e Eugenia Novembre unitamente alle quali presso la sede municipale elettivamente domicilia:
Come da verbale di udienza del 24/4/2012.
Motivazione in fatto e in diritto della decisione:
Con atto di citazione ritualmente notificato a S.P., R.S. e IACP Lecce, R.R. Rosa esponeva che:
- le era stato assegnato alloggio popolare nel Comune di Lecce, individuato con decreto dell' 11/3/05 come quello sito in piazzale Cuneo n x scala B interno I piano quinto;
- il contratto di locazione veniva sottoscritto il 21/3/05;
- l'alloggio non era mai stato consegnato ad essa assegnataria in quanto nelle more illegittimamente occupato da terzi;
- con ricorso ex art. 700 c.p.c. l'istante richiedeva l'emissione dei provvedimenti idonei alla sua tutela;
- con ordinanza del 4/11/08 , in accoglimento del ricorso ex art. 700 c.p.c. veniva ordinato a IACP il compimento delle attività necessarie a consentire il godimento del bene in capo all'assegnataria;
- il pregiudizio patito dall'avversa condotta era comprovato dalla intervenuta rinnovazione del contratto di locazione del bene occupato dall'istante e, dunque dalla differenza tra i canoni di locazione (€ 16,98 quello IACP ed € 441,00 quello attualmente occupato);
- l'istante aveva altresì patito pregiudizio esistenziale.
Tanto premesso concludeva per l'accertamento del diritto a godere dell'immobile in contestazione in virtù del contratto di locazione del 21/3/05, con condanna del locatore all' adempimento dell'obbligo di consegna sullo stesso gravante e dei convenuti in solido tra loro al risarcimento del danno per maggiori esborsi ed esistenziale oltre che alla vita di relazione. Con vittoria di spese.
Instauratosi il contraddittorio si costituivano in giudizio S.P. e R.S., a propria volta esponendo che:
- in data 1/9/04 avevano occupato abusivamente il bene assegnato alla R.,proponendo altresì istanza di sanatoria;
- dopo la proposizione dell'istanza di sanatoria il Comune di Lecce aveva assegnato il bene alla R.;
- essi occupanti abusivi avevano citato in giudizio il IACP contestando la validità del titolo esecutivo e deducendo la nullità del procedimento di sgombero in loro danno effettuato;
- erano carenti di legittimazione passiva quanto alla domanda proposta dalla R.;
- in caso di esito positivo del procedimento penale in loro danno intentato nonché della domanda di sanatoria essi avrebbero avuto titolo ad occupare l'immobile.
Tanto premesso concludevano per la propria estromissione dal giudizio.
Si costituiva altresì in giudizio IACP Lecce a propria volta esponendo che:
- con nota del 13/7/04 aveva comunicato al Comune di Lecce la disponibilità per l'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale sito in Lecce al piazzale Cuneo l0 piano;
- con decreto dell' 11 /3/05 il Comune provvedeva all'assegnazione del predetto alloggio a R.R.;
- in data 21/3/05 IACP e la R. stipulavano contratto di locazione;
- l'immobile veniva occupato pochi giorni dopo la stipulazione del contratto di locazione da terze persone, attivando IACP la procedura per il rilascio e lo sgombero dell' immobile da parte degli occupanti abusivi;
- con ordinanza resa all' esito della proposizione di ricorso ex art. 700 c.p.c. da R.R. veniva ordinato ad IACP di immettere l'assegnataria nel possesso del bene;
- lo sgombero dell'immobile fissato per il 23/4/09 non avveniva su richiesta del Comune di Lecce;
- la riassunzione del giudizio di merito nei confronti delle parti del procedimento cautelare ad eccezione del Comune di Lecce inficiava di nullità l'instaurazione del giudizio di merito;
- l'ordine del giudice non era stato eseguito per fatto del terzo, tanto estinguendo o sospendendo l'obbligazione di IACP nei confronti di R.R.;
- alcun pregiudizio era imputabile ad IACP avendo esso attivato la procedura per il rilascio ed avendo comunicato al Comune di Lecce la disponibilità di altri alloggi da offrire alla R. in sostituzione di quello occupato;
- in ogni caso il danno non poteva essere superiore all'importo fissato come canone di locazione del bene in contestazione.
Tanto premesso concludeva per l'inammissibilità o improcedibilità dell'azione, in subordine per l'integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune di Lecce, nel merito per l'accertamento dell' estinzione o sospensione dell' obbligazione di consegna del bene all' assegnataria per impossibilità sopravvenuta, in subordine per l'accertamento della responsabilità concorrente e solidale degli occupanti abusivi e del Comune di Lecce con rigetto della domanda nei propri confronti azionata, con vittoria di spese.
Con ordinanza riservata resa all'esito della prima udienza di comparizione il G.U dell'epoca disponeva il mutamento del rito da ordinario a speciale ed autorizzava la chiamata in causa del Comune di Lecce, fissando per la discussione l'udienza dell'8/03/2010.
All'udienza dell'8/3/2010 si costituiva in giudizio il Comune di Lecce, a propria volta esponendo che:
- l'assegnazione di alloggi di edilizia pubblica poteva avvenire solamente nel rispetto degli standards abitativi di cui alla L.R n 54/84, onde nel rispetto di essi in data 8/7/04 era stato assegnato l'immobile in contestazione alla R.
- dopo avere appreso la circostanza relativa all'occupazione abusiva del bene da parte di terzi il Comune aveva attivato IACP che a propria volta aveva richiesto al Comune l'assegnazione alla R. di altro alloggio;
- tanto non era stato possibile dovendosi seguire l'ordine cronologico delle richieste onde evitare di permettere altre persone che precedevano nella graduatoria la Russo;
- in ogni caso la pretesa risarcitoria della R. era priva di riscontro probatorio.
Tanto premesso concludeva per l'accertamento della propria estraneità rispetto all'avversa pretesa, in subordine per l'accertamento della responsabilità concorrente di IACP e degli occupanti abusivi per i danni patiti dalla R. Con vittoria di spese.
Nel corso del procedimento veniva avanzata istanza ex art. 669 duodecies c.p.c. che, con ordinanza del 26/112012, veniva disattesa dandosi atto che non sussisteva controversia in ordine alle modalità di attuazione dell'ordine reso dal giudice con provvedimento ex art. 700 c.p.c. e che ciò che con la predetta istanza si invocava rappresentava l'oggetto principale del procedimento di merito instaurato in costanza di decreto di sgombero reso da IACP.
All'udienza del 24/412012 la causa veniva discussa e decisa con lettura in udienza della sentenza.
In via del tutto preliminare si deve evidenziare l'infondatezza del rilievo sollevato da IACP in ordine alla inammissibilità della presente azione per omessa citazione nella fase di merito del Comune di Lecce, evocato nel procedimento ex art. 700 c.p.c di cui il presente costituisce appunto merito, ciò sta in ragione dell' insussistenza di litisconsorzio necessario, sIa per l'intervenuta chiamata in causa del predetto Comune ritualmente evocato nel presente giudizio e regolarmente costituito.
Sempre in via preliminare occorre evidenziare che il procuratore costituito dei resistenti R. e S. all'udienza del 3/412012 ha prodotto la sentenza resa il 14/1/2011 dal giudice penale del Tribunale di Lecce con la quale i predetti imputati sono stati ritenuti responsabili sia del reato di occupazione abusiva sia di quello di mendaci dichiarazioni, essendo rimasto accertato che la loro occupazione del bene in contestazione non era antecedente al termine fissato per la proposizione di istanza di sanatoria.
Sulla scorta della intervenuta costituzione di parte civile della R. nel predetto procedimento penale le parti hanno richiesto, nel presente procedimento, dichiararsi la cessazione della materia del contendere avendo il giudice penale liquidato in favore della parte civile una provvisionale ed avendo rimesso alla competente sede civile la liquidazione del danno in favore della legittima assegnataria dell'alloggio.
La concorde richiesta delle parti in ordine alla ridetta statuizione, nella sussistenza dei presupposti di cui all'art. 75 c.p.p. che rende improseguibile la presente azione civile da parte della R. nei confronti dei resistenti S. e R. a seguito della sua costituzione di parte civile nel processo penale, consente la sua emissione, compensandosi integralmeate tra le predette le spese processuali relative al rapporto tra loro intercorso in ragione della controvertibilità della fattispecie in esame.
Le parti, in ossequio alla richiesta loro sottoposta con ordinanza del 26/112012, hanno altresì fornito contezza della circostanza secondo cui il reclamo proposto dagli occupanti abusivi avversonl'ordinanza resa ex art. 700 c.p.c. nel procedimento ante causam n 7372/07 R.G. è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale adito, per ritenuta carenza di interesse dei reclamanti, onde la predetta ordinanza deve considerarsi non revocata né modificata in sede di reclamo.
Nel merito occorre evidenziare che il bene immobile in contestazione risulta assegnato a R. R. con decreto reso l' 11/3/05 dal Comune di Lecce e che per esso risulta intercorso in data 21/3/2005 contratto di locazione tra la R. ed IACP.
Gli esiti del procedimento penale intentato in danno dei resistenti S. e R. hanno consentito di accertare - con statuizione ormai irrevocabile rer intervenuto passaggiG in giudicate della decisione ivi resa - che l'occupazione abusiva del bene da parte degli imputati è intervenuta in epoca successiva a quella che avrebbe loro consentito il rilascio di sanatoria, onde il gestore del bene ( cui ex L.R. 54/84 è rimesso il relativo onere) avrebbe dovuto attivarsi in loro danno al fine di ottenere lo sgombero coattivo del bene e la restituzione di esso in favore della assegnataria R.R.
Tanto è stato in effetti effettuato da IACP che con raccomandate del 2/8/06 e del 22/9/06 aveva comunicato agli occupanti diffida al rilascio del bene successivamente notificando loro in data 12/1/08 decreto di rilascio non impugnato e di seguito prowedimento con il quale si fissava lo sgombero del bene per il 23/4/09.
Con missiva del 23/4/09 il Comune di Lecce invitava lACP il voler "procrastinare le operazioni di sgombero a data successiva per dare il tempo di trovare eventuale adeguata soluzione abitativa", da tanto derivando sino a tutt'oggi la mancata esecuzione dell'ordine di sgombero.
Risulta altresì incontestato che IACP abbia informalmente posto a disposizione della R. degli alloggi alternativi e, ciò nondimeno, non consta in atti - malgrado l'invito sul punto rivolto alle parti con ordinanza del 26/1/2012 - che alcun altro bene sia stato formalmente assegnato dal Comune alla R. né che sia stata ad essa sottoposta, all'esito dell'indefettibile procedimento amministrativo, la sottoscrizione di altro contratto di locazione.
La incontestata assegnazione dell'immobile in oggetto alla R. , in uno alla conclamata sua occupazione abusiva ad opera di terzi, nonché dell 'insussistenza di altra formale assegnazione di bene equipollente, impone di ritenere il diritto dell'istante ad ottenere la messa a disposizione del bene in oggetto da parte dell'IACP ente gestore dell'immobile di proprietà comunale.
D'altra parte l'intervenuta conoscenza da parte di IACP del predetto stato di occupazione del bene da parte di terzi e la mancata attivazione degli strumenti a tutela del legittimo assegnatario ex lege regionale n 54/84 se non attraverso la diffida del 22/9/06 seguita a distanza di oltre un anno dal decreto di rilascio ( 12/1/08) e da un ulteriore altro anno dal preavviso di sgombero ( 21/4/2009) , impone di ritenere il diritto della parte istante ad ottenere da parte di IACP il risarcimento del danno emergente consistente nel maggior prezzo pagato per il godimento di altro immobile rispetto a quello che sarebbe stato il canone previsto per il bene di edilizia residenziale pubblica, quantificandosi il primo in € 441,00 ( per come desumibile dalle ricevute di versamento in atti relative al periodo aprile 2005 dicembre 2008) ed il secondo in € 16,98.
Per vero rileva il giudicante che l'attivazione fruttuosa e tempestiva della procedura di sgombero da parte di IACP avrebbe richiesto quanto meno un arco temporale di sei mesi dal momento dell'assegnazione del bene all'istante ( così pervenendosi al mese di ottobre 2005) onde la responsabilità risarcitoria di IACP deve considerarsi limitata al tempo successivo a tale lasso temporale e circoscritta al periodo ricompreso tra il mese di ottobre 2005 ed il mese di dicembre 2008, non constando in atti la prova - incombente sulla parte ricorrente - del pagamento di emolumenti a titolo di canone per il periodo successivo al mese di dicembre 2008, ravvisandosi per contro la responsabilità aquiliana dei convenuti S. e R. per l'arco di tempo ricompreso tra il 21/3/05 ed il 31/1012005.
L'intervenuta liquidazione del danno in favore della R. ed a carico dei predetti convenuti R. e S. in sede penale, in uno alla sopravvenuta rinuncia della domanda nei loro confronti azionata nella presente sede impone di non rendere in loro danno alcuna statuizione di condanna nella presente sede, affermandosi la loro responsabilità esclusivamente al fine di circoscrivere nel tempo quella concorrente del convenuto IACP.
Alla stregua di quanto fin qui esposto il convenuto IACP deve dunque essere condannato al pagamento, in favore di R.R. ed a titolo di risarcimento del danno patrimoniale emergente, dell'importo di € 16.112,76 ( pari alla differenza degli importi versati a titolo di canone dal mese di novembre 2005 al mese di dicembre 2008) da rivalutare arnualmente dal 28/12/07 ( epoca della richiesta stragiudiziale di adempimento) alla pubblicazione della presente decisione e con gli interessi legali maturati sulla somma di anno in anno rivalutata dal dovuto al soddisfo, trattandosi di obbligazione risarcitoria derivante da inadempimento contrattuale.
Non risulta per contro minimamente comprovato, neppure indiziariamente, il dedotto pregiudizio esistenziale o alla vita di relazione della parte ricorrente, Sulla quale il relativo onere probatorio incombeva, onde la domanda in tal senso da essa proposta deve essere rigettata.
Da ultimo deve altresì ritenersi l'infondatezza della domanda azionata nei confronti del Comune di Lecce da parte di IACP ( attesa la legittima mancata evocazione nel presente giudizio delle predetta P.A. da parte della ricorrente) atteso che la sospensione dell'ordinanza di sgombero, per come resa dal Comune di Lecce, è intervenuta in periodo per il quale non è stato comprovato alcun pregiudizio da parte della R. ed atteso altresì che la mancata assegnazione alla ridetta R. di alloggio sostitutivo da parte del Comune deve ritenersi dovuta al rispetto delle norme del procedimento amministrativo di assegnazione che deve necessariamente preferenziare chi si trovi in posizione migliore nella graduatoria degli aventi diritto.
La regolamentazione delle spese processuali del presente procedimento e di quello cautelare ante causam , tenuto conto del parziale e limitato accoglimento della domanda attorea, delle vicende processuali e della peculiarità del caso di specie deve essere operata compensandosi esse integralmente tra le parti con riguardo a tutti i rapporti processuali.
Il Tribunale di Lecce, seconda sezione civile, in composizione monocratica nella persona del giudice dott.ssa Ida Cubicciotti, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da R.R. con atto di citazione notificato il 19/1/2009 a R.S., S.P. e IACP Lecce, con la chiamata in causa del Comune di Lecce, ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa ed assorbita, così provvede:
1) accoglie per quanto di ragione la domanda proposta da R.R. nei confronti c:i IACP e, per l'effetto,
a) ordina a IACP Lecce l'adempimento del contratto di locazione del 21/3/05 mediante immissione della conduttrice nel possesso immediato del bene;
b) condanna Iacp al pagamento in favore di R.R. ed a titolo di risarcimento del danno, dell'importo di E 16.112,76 da rivalutare annualmente dal 28/2/07 ( epoca della richiesta stragiudiziale di adempimento) alla pubblicazione della presente decisione e con gli interessi legali maturati sulla somma di anno in anno rivalutata dal dovuto al soddisfo;
2) dichiara cessata la materia del contendere con riguardo alla domanda proposta nei confronti di S.P. e R.S.;
3) rigetta la domanda proposta da Iacp Lecce nei confronti del Comune di Lecce;
4) compensa integralmente tra le parti le spese del presente procedimento e di quello cautelare ante causam.
Lecce, cosÌ deciso all'udienza del 24/4/2012
Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Novembre 2012 17:14	портал недвижимости
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References: art. 700
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 art. 700
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 sentenza 
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