Source: https://www.controcampodaportorotondo.it/2017/02/15/dallesperienza-porto-rotondo-ad-un-progetto-legge-regionale/
Timestamp: 2019-03-18 13:56:42+00:00

Document:
Dall’esperienza di Porto Rotondo a un progetto di Legge Regionale | Controcampo da Porto Rotondo
di Leonardo Salvemini – Si tratta di una insenatura naturale quasi circolare, compresa nella parte nord orientale della Sardegna, già battezzata dai locali “Poltu Ridundu”. Uno spazio geograﬁco che ben si prestava ad essere a4rezzato per diventare un porto turistico attorno al quale sviluppare un villaggio marino.
Avviata nel 1964 dai Conti veneziani Luigi e Nicolò Donà dalle Rose, nel quadro di un’iniziativa voluta da un gruppo di imprenditori tra i quali Vittorio Cini ed il banchiere inglese George Frank, sono stati realizzati multiproprietà, residence e ville che, durante l’estate, accolgono 20 000 ospiti con una punta di 32 000 in agosto.
L’ARTE gli scultori Andrea Cascella e Giancarlo Sangregorio.
Il primo creò il punto di incontro dei villeggianti: Piazzetta San Marco.
Il secondo realizzò invece la piazzetta della darsena dei pescatori “Vecchia Darsena”.
Ventotto maestri scalpellini galluresi lavorarono il granito che servì ad Andrea Cascella per dare forma alla piazza, alla scalinata, alla facciata della Chiesa di San Lorenzo, alla sua croce megalitica e all’altare.
La Chiesa di San Lorenzo rimase vuota per poco tempo, come l’aveva fatta Andrea Cascella, ﬁnché venne chiamato il giovane scultore Mario Ceroli, che ne impreziosì gli interni con le sue magiche sculture lignee; per chiudere il cerchio, allo stesso Ceroli fu commissionato il Teatro.
Emmanuel Chapalain.
La via del Molo, la ormai famosa ”catena alimentare “ La via Riccardo Belli raﬀorza anche il rapporto identitario con la Sardegna. (Non a caso tra i materiali utilizzati ci sono il granito rosa e il marmo di Orosei ) .
Le suggestive spiagge fanno da corona al Comprensorio e al suo porto turistico che oﬀre un approdo sicuro a oltre 650 imbarcazioni di tutte le grandezze.
Il territorio è articolato su tre “punte”: Punta Nuraghe, Punta Volpe, Punta Lada
TURISMO “Carta del Turismo Sostenibile” Conferenza di Lanzarote del 1995” Essa raccoglie 18 principi che delineano il modo in cui il turismo possa essere pianiﬁcato e implementato in modo da salvaguardare il patrimonio ambientale e culturale a favore delle generazioni future;
“lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò signiﬁca che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali.”
Il turismo, come potente strumento di sviluppo, può e dovrebbe partecipare attivamente alla strategia di sviluppo sostenibile.
La caratteristica di una corretta gestione del turismo è che sia garantita la sostenibilità delle risorse dalle quali esso dipende
Turismo e pressione ambientale
In Sardegna lo sviluppo prevalente del turismo balneare ha rappresentato uno dei principali fattori di cambiamento dell’assetto complessivo delle aree costiere, sulle quali, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, sono conﬂuiti, spesso in maniera contrastante, gli interessi di residenti, turisti ed operatori di settore
Art. 1. Principi ( DLGS 42 del 2004)
1. La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per ﬁni di pubblica fruizione.
Art. 6. Valorizzazione del patrimonio culturale
La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al ﬁne di promuovere lo sviluppo della cultura.
Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio, la valorizzazione comprende altresì la riqualiﬁcazione degli immobili e delle aree sottoposte a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati.
La Riforma del Titolo V riconosce la materia turismo alle Regioni a titolo di competenza c.d. residuale (art. 117, comma 4, Cost.). Corte costituzionale, a partire dalla sentenza n. 197/2003 (principio di cedevolezza della normativa statale in caso di emanazione della disciplina regionale), sino alle più recenti sentenze nn. 90/2006 (la competenza legislatura residuale pure in materia di “turismo” art. 117, quarto comma, della Costituzione ; dall’altro, ha attribuito la generalità delle funzioni amministrative ai Comuni, salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, le stesse siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, diﬀerenziazione ed adeguatezza (art. 118, primo comma, della Costituzione) e 214/2006 .
Art. 3 dello statuto Sardegna: in armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico sociali della Repubblica, la Regione ha potestà legislatura nelle seguenti materie
3; e) lavori pubblici di esclusivo interesse della Regione; f) edilizia ed urbanistica; g) trasporti su linee automobilistiche e tranviarie; h) acque minerali e termali; i) caccia e pesca; l) esercizio dei diritti demaniali della Regione sulle acque pubbliche; m) esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali della Regione relativi alle miniere, cave e saline; n) usi civici; o) artigianato; p) turismo, industria alberghiera; q) biblioteche e musei di enti locali.
Legge Regionale 4 febbraio 2016, n. 2 Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna.
Art. 46 Attribuzione di funzioni alle unioni di comuni
Il presente capo disciplina l’attribuzione alle unioni di comuni di funzioni già conferite alle province nei seguenti settori: industria, energia, ﬁere e commercio, turismo, agricoltura, risorse idriche, istruzione, spettacolo e attività culturali, sport, cultura e lingua sarda, beni culturali.
I comuni e le unioni di comuni, al ﬁne di valorizzare l’esercizio associato di funzioni, possono avvalersi della collaborazione delle autonomie funzionali attraverso la stipula di appositi accordi.
Art. 61 Attribuzioni di funzioni di programmazione alla Regione 1. Il presente capo disciplina l’attribuzione alla Regione delle funzioni di programmazione già conferite alle province nei seguenti settori: artigianato, industria, miniere e risorse geotermiche, ﬁere e commercio, turismo, trasporti, formazione professionale e sport.
Dopo il comma 3 dell’articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2006 è aggiunto il seguente: “3. bis Ai sensi dell’articolo 1, comma 1, la Regione, nel rispetto dei principi di responsabilità e unicità dell’amministrazione, può delegare ai comuni in forma singola o associata, l’esercizio di proprie funzioni o speciﬁche attività al ﬁne di garantire la piena attuazione del principio di sussidiarietà verticale.
La Regione, al ﬁne di garantire l’esercizio eﬃcace delle funzioni ad essa attribuite, può stipulare appositi accordi con le autonomie funzionali anche al ﬁne di una piena valorizzazione delle stesse.
Art. 66 Modiﬁche all’articolo 30 della legge regionale n. 9 del 2006 (Turismo)
Nell’articolo 30 della legge regionale n. 9 del 2006 sono apportate le seguenti modiﬁche:
a) le lettere d) ed e) del comma 1 sono sostituite dalle seguenti: “d) promozione regionale, nazionale ed internazionale dei singoli settori ed interventi che compongono l’oﬀerta turistica al ﬁne di consolidare l’immagine unitaria e complessiva del turismo sardo, anche attraverso gli uﬃci di informazione turistica di livello regionale;
Elementi strategici per il Piano Turistico Regionale
In una prospettva di potenziamento e qualiﬁcazione del comparto turistico regionale, lo strumento di Piano si deve riferire ad una arco temporale deﬁnito, sia per il razionale coordinamento degli interventi individuati dalla normativa vigente che per costituire un reale contributo alla programmazione regionale in una ottica di governo complessivo dello sviluppo.
I Regolamenti comunitari comunitari 2014‐2020 rimarcano infatti la necessità di coinvolgere gli stakeholders, ovvero i portatori di interesse in tutto il ciclo della policy: dalla preparazione del Programma, alle diverse fasi della sua attuazione, dal monitoraggio dei progetti e delle procedure, alla valutazione dei risultati.
PORTO ROTONDO : azionisti di una realtà sociale, economica e culturale unica che appare oggi rivolta su se stessa mentre deve essere proiettata verso l’esterno con il coinvolgimento delle realtà imprenditoriali e sociali.
Il turismo rappresenta una risorsa che oﬀre considerevoli possibilità di sviluppo economico in termini di creazione di occupazione, di diversiﬁcazione della struttura produttiva, di salvaguardia delle speciﬁcità culturali, di tutela e valorizzazione dell’ambiente; nonostante venga da tempo considerato una “industria” strategica rispetto agli obiettivi di sviluppo della Regione, ﬁno ad oggi le potenzialità oﬀerte dal settore non sono state ancora sfruttate in maniera opportuna.
IL futuro di Porto Rotondo è ……. Porto Rotondo
Tags: mario v. Corriasporto rotondoprogetto legge regione sardegnasalveminitursmo porto rotondo

References: Art. 1

Art. 6
 sentenza 
 art. 117

Art. 3

Art. 46

Art. 61

Art. 66