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Timestamp: 2020-07-11 15:06:01+00:00

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Cassazione civile 27 settembre 2002, n. 14005, sez. I - Pres. Grieco – Rel. Adamo - P.M. Pivetti (conf.) – Prefettura di Pesaro Urbino c. Fini/r/n/r/nSvolgimento del processo/r/n/r/nIn data 19 ottobre 1996 il - testo integrale Sentenza
Cassazione civile 27 settembre 2002, n. 14005, sez. I - Pres. Grieco – Rel. Adamo - P.M. Pivetti (conf.) – Prefettura di Pesaro Urbino c. Fini/r/n/r/nSvolgimento del processo/r/n/r/nIn data 19 ottobre 1996 il
Cassazione civile 27 settembre 2002, n. 14005, sez. I - Pres. Grieco – Rel. Adamo - P.M. Pivetti (conf.) – Prefettura di Pesaro Urbino c. Fini/r/n/r/nSvolgimento del processo/r/n/r/nIn data 19 ottobre 1996 il comando della polizia municipale di Fano accertava a carico di Albina Fini l’infrazione di cui all’art. 7 Cds, notificando di conseguenza all’interessata il relativo verbale, a mezzo del servizio postale./r/n/r/nLa notifica veniva curata da un agente della polizia municipale che ometteva di compilare sull’originale e sulla copia dell’atto da notificare la relazione di notifica./r/n/r/nIl verbale di contravvenzione veniva comunque recapitato presso la residenza della Fini, come attestato dalla cartolina di ritorno sottoscritta, in data 31 dicembre 1996, dal marito convivente della contravventrice./r/n/r/nIl 30 luglio 1997 Albina Fini proponeva ricorso, avverso il verbale di contravvenzione, al prefetto di Pesaro e questi, con ordinanza in data 21 agosto 1997, dichiarava irricevibile l’atto, in quanto tardivo./r/n/r/nContro l’ordinanza rigetto la Fini presentava ricorso al pretore di Pesaro – sezione distaccata di Fano che, con sentenza in data 20 maggio 1999, rilevata la nullità della notifica del verbale di contravvenzione accoglieva il ricorso, annullando il verbale stesso in quanto tardivamente notificato./r/n/r/nPer la cassazione della sentenza del pretore propone ricorso, fondato su unico motivo, il prefetto di Pesaro./r/n/r/nNon svolge attività difensiva Albina Fini./r/n/r/nMotivi della decisione/r/n/r/nCon l’unico motivo di cassazione l’avvocatura generale dello Stato, per conto del prefetto di Pesaro, lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 14 legge 689/81 e dell’art. 160 c.p.c., in relazione all’art.360 comma 3 c.p.c../r/n/r/nRileva il ricorrente che l’omessa redazione della relazione di notifica non comporta nullità della notifica ma mera irregolarità della stessa./r/n/r/nIrregolarità che non può essere pronunziata se l’atto abbia raggiunto il suo scopo e che non può essere eccepiva da chi abbia rinunziato./r/n/r/nIpotesi questa entrambe ricorrenti nella specie./r/n/r/nIl ricorso è fondato e va pertanto accolto./r/n/r/nInvero la Corte di cassazione ha più volte precisato che qualora la notificazione del verbale di contravvenzione sia stata effettuata da un funzionario dell’amministrazione, l’omessa stesura sull’atto della relazione di notifica integra una mera irregolarità, priva di effetti invalidanti (Cassazione civile, 7821/21; 890/94)./r/n/r/nAlla riportata giurisprudenza si ritiene di dover dare continuità posto che nel corso del giudizio non sono emersi elementi di giudizio che giustifichino l’adozione di una diversa decisione, tenuto altresì conto che la notifica del verbale di contravvenzione ha raggiunto compiutamente il suo scopo essendo stato portato a conoscenza di Albina Fini, sicché non può trovare applicazione, nella specie, il principio, contenuto nella isolata sentenza della Corte di cassazione 9544/92, citata dal pretore, nell’impugnata sentenza, principio che si fonda sostanzialmente sull’impossibilità da parte della pubblica amministrazione di fornire la prova di avere effettivamente spedito il plico o che il plico spedito contenesse effettivamente l’atto da notificare, posto che tale circostanza non è in discussione, nel caso in esame./r/n/r/nPertanto, considerato che è certo che l’atto sia stato spedito da un agente della Polizia municipale e che sia stato recapitato presso la residenza della notificando, deve ritenersi che l’omessa redazione della relata sull’originale e sulla copia dell’atto costituisca solo un’irregolarità che non incida sulla validità dell’atto./r/n/r/nIl ricorso va quindi accolto, l’impugnata sentenza va cassata con rinvio al tribunale di Pesaro e Urbino anche per le spese del giudizio di legittimità./r/n/r/nPQM/r/n/r/nAccoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e rinvia al tribunale di Pesaro ed Urbino anche per le spese del ricorso a contravvenzioni
- Pres. Grieco – Rel. Adamo - P.M. Pivetti (conf.) – Prefettura di Pesaro Urbino c. Fini
In data 19 ottobre 1996 il comando della polizia municipale di Fano accertava a carico di Albina Fini l’infrazione di cui all’art. 7 Cds, notificando di conseguenza all’interessata il relativo verbale, a mezzo del servizio postale.
La notifica veniva curata da un agente della polizia municipale che ometteva di compilare sull’originale e sulla copia dell’atto da notificare la relazione di notifica.
Il verbale di contravvenzione veniva comunque recapitato presso la residenza della Fini, come attestato dalla cartolina di ritorno sottoscritta, in data 31 dicembre 1996, dal marito convivente della contravventrice.
Il 30 luglio 1997 Albina Fini proponeva ricorso, avverso il verbale di contravvenzione, al prefetto di Pesaro e questi, con ordinanza in data 21 agosto 1997, dichiarava irricevibile l’atto, in quanto tardivo.
Contro l’ordinanza rigetto la Fini presentava ricorso al pretore di Pesaro – sezione distaccata di Fano che, con sentenza in data 20 maggio 1999, rilevata la nullità della notifica del verbale di contravvenzione accoglieva il ricorso, annullando il verbale stesso in quanto tardivamente notificato.
Per la cassazione della sentenza del pretore propone ricorso, fondato su unico motivo, il prefetto di Pesaro.
Non svolge attività difensiva Albina Fini.
Con l’unico motivo di cassazione l’avvocatura generale dello Stato, per conto del prefetto di Pesaro, lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 14 legge 689/81 e dell’art. 160 c.p.c., in relazione all’art.360 comma 3 c.p.c..
Rileva il ricorrente che l’omessa redazione della relazione di notifica non comporta nullità della notifica ma mera irregolarità della stessa.
Irregolarità che non può essere pronunziata se l’atto abbia raggiunto il suo scopo e che non può essere eccepiva da chi abbia rinunziato.
Ipotesi questa entrambe ricorrenti nella specie.
Il ricorso è fondato e va pertanto accolto.
Invero la Corte di cassazione ha più volte precisato che qualora la notificazione del verbale di contravvenzione sia stata effettuata da un funzionario dell’amministrazione, l’omessa stesura sull’atto della relazione di notifica integra una mera irregolarità, priva di effetti invalidanti (Cassazione civile, 7821/21; 890/94).
Alla riportata giurisprudenza si ritiene di dover dare continuità posto che nel corso del giudizio non sono emersi elementi di giudizio che giustifichino l’adozione di una diversa decisione, tenuto altresì conto che la notifica del verbale di contravvenzione ha raggiunto compiutamente il suo scopo essendo stato portato a conoscenza di Albina Fini, sicché non può trovare applicazione, nella specie, il principio, contenuto nella isolata sentenza della Corte di cassazione 9544/92, citata dal pretore, nell’impugnata sentenza, principio che si fonda sostanzialmente sull’impossibilità da parte della pubblica amministrazione di fornire la prova di avere effettivamente spedito il plico o che il plico spedito contenesse effettivamente l’atto da notificare, posto che tale circostanza non è in discussione, nel caso in esame.
Pertanto, considerato che è certo che l’atto sia stato spedito da un agente della Polizia municipale e che sia stato recapitato presso la residenza della notificando, deve ritenersi che l’omessa redazione della relata sull’originale e sulla copia dell’atto costituisca solo un’irregolarità che non incida sulla validità dell’atto.
Il ricorso va quindi accolto, l’impugnata sentenza va cassata con rinvio al tribunale di Pesaro e Urbino anche per le spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e rinvia al tribunale di Pesaro ed Urbino anche per le spese del giudizio di legittimità.

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