Source: http://docplayer.it/100236-La-conferenza-permanente-per-i-rapporti-tra-lo-stato-le-regioni-e-le-province-autonome-di-trento-e-bolzano.html
Timestamp: 2016-10-23 09:58:54+00:00

Document:
⭐La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano
Lia Orlandi
1 La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano VISTO gli articoli 2, comma 2, lett. b) e 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che affidano a questa Conferenza il compito di promuovere e sancire accordi tra Governo e Regioni, in attuazione del principio di leale collaborazione, al fine di coordinare l esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune; VISTO lo schema di decreto in oggetto, trasmesso con nota del 30 dicembre 2002 dal Ministero della salute, che definisce, nell ambito della disciplina degli animali da compagnia, alcuni principi fondamentali per una maggiore e sempre più corretta interrelazione tra l uomo e i predetti animali, per assicurare in ogni circostanza il loro benessere, evitarne riprovevoli utilizzi sia diretti che indiretti e favorire lo sviluppo di una cultura di rispetto per la loro dignità anche nell ambito delle realtà terapeutiche innovative; CONSIDERATO che, in sede tecnica, il 14 gennaio 2003, i rappresentanti delle Regioni hanno chiesto che i contenuti del decreto fossero recepiti in un accordo tra Governo e Regioni, alla luce delle modifiche apportate al Titolo V della Costituzione e che tale richiesta è stata accolta dai rappresentanti del Ministero della salute; CONSIDERATO che, nel corso della seduta di questa Conferenza del 16 gennaio 2003 i Presidenti hanno chiesto il rinvio dell esame del provvedimento e che a seguito del successivo incontro tecnico, sono state concordate tra le Regioni e il Ministero della salute alcune modifiche; RILEVATO che, con nota del 31 gennaio 2003, il Ministero della salute ha trasmesso nuovamente il testo dell accordo nella stesura definitiva; ACQUISITO l'assenso del Governo e dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome, espresso ai sensi dell'articolo 4, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 28l; Sancisce il seguente accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano nei termini sottoindicati Articolo 1) Finalità e definizioni 1. Con il presente accordo le Regioni e il Governo si impegnano, ciascuno per le proprie competenze, a promuovere iniziative rivolte a favorire una corretta convivenza tra le persone e gli animali da compagnia, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e del benessere degli animali. 2. Ai fini del presente accordo, si intende per: a) "animale da compagnia : ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità. b) Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia; c) allevamento di cani e gatti per attività commerciali : la detenzione di cani e di gatti, anche a fini commerciali, in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli per anno; d) commercio di animali da compagnia : qualsiasi attività economica quale, ad esempio, i negozi di vendita di animali, le pensioni per animali, le attività di toelettatura e di addestramento.2 Articolo 2) Responsabilità e doveri del detentore 1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano a prevedere disposizioni specifiche che individuino responsabilità e doveri del detentore dell animale da compagnia stabilendo che chiunque conviva con un animale da compagnia o abbia accettato di occuparsene è responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua sistemazione e fornirgli adeguate cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l età, il sesso, la specie e la razza ed in particolare : a) rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata; b) assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico; c) consentirgli un adeguata possibilità di esercizio fisico; d) prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga; e) garantire la tutela di terzi da aggressioni; f) assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali. Articolo 3) Controllo della riproduzione 1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono affinché chiunque adibisca alla riproduzione un animale da compagnia tenga conto delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali del proprio animale, in modo da non mettere a repentaglio la salute ed il benessere della progenitura o dell animale femmina gravida o allattante. Le Regioni stabiliscono, inoltre, che il proprietario o detentore di cani provveda alla iscrizione all anagrafe canina di norma entro 30 giorni dalla nascita, o dall inizio della detenzione. Articolo 4) Sistema di identificazione dei cani 1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e il Ministero della salute si impegnano, ciascuno per quanto di competenza, ad introdurre misure dirette a ridurre il fenomeno del randagismo mediante: a) l introduzione del microchips, come unico sistema ufficiale di identificazione dei cani, a decorrere dal 1 gennaio 2005; b) la creazione di una banca dati informatizzata, su base regionale o provinciale, che garantisca la connessione con quella di cui alla lettera c) del presente articolo; c) l attivazione di una banca dati nazionale istituita presso il Ministero della salute, intesa come indice dei microchips, inviati dalle singole anagrafi territoriali. 2. Ai fini della corretta ed uniforme applicazione del presente punto, il Ministero della salute e le Regioni si impegnano a concordare, entro 120 giorni dalla stipula del presente accordo, le modalità tecniche e operative di interconnessione e di esecuzione del sistema informatico. Articolo 5) Commercio, allevamento, addestramento e custodia a fini commerciali 1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono a sottoporre all autorizzazione di cui all articolo 24 del D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320 anche le attività di commercio, di cui all articolo 1, comma 2, lett. c). A tal fine, le Regioni richiedono, almeno, i seguenti requisiti: a) la conformità ai requisiti di cui all allegato A) del presente accordo;3 b) le generalità della persona responsabile dell attività ; c) i requisiti dei locali e delle attrezzature utilizzati per l'attività; d) la specie di animale da compagnia che si intende commerciare, addestrare, allevare o custodire; e) il possesso per la persona responsabile, delle cognizioni necessarie all esercizio di tale attività, di una qualificata formazione professionale o di una comprovata esperienza nel settore degli animali da compagnia; f) i locali e le attrezzature utilizzate per l attività abbiano requisiti che siano stati giudicati validi e sufficienti dalle autorità sanitarie della Azienda Sanitaria Locale che ha effettuato il sopralluogo; g) l aggiornamento da parte dell azienda dei registri di carico e scarico dei singoli animali da compagnia, compresa l annotazione della loro provenienza e destinazione. 2. I requisiti dell allegato A) non si applicano alle attività di toelettatura, ai canili sanitari e ai rifugi, per i quali si rinvia alle specifiche disposizioni vigenti in materia. 3. Il Ministro della salute, d intesa con la Conferenza Stato-Regioni, provvede ad indicare le modalità di detenzione delle altre specie di animali da compagnia. Articolo 6) Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e prelievo economico a favore del benessere animale 1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano vietano la partecipazione a manifestazioni espositive di cani e gatti di età inferiore a 4 mesi e consentono agli animali di età superiore la partecipazione a dette manifestazioni a condizione che abbiano idonea copertura vaccinale per le malattie individuate dalle autorità sanitarie territoriali. 2. In occasione di attività di commercio, di pubblicità, di spettacolo, di sport, di esposizione o di analoghe manifestazioni a scopo di lucro, che implichino l utilizzazione di animali da compagnia, le Regioni possono prescrivere che l organizzatore delle manifestazioni versi una quota, fino al 5% dell incasso. L entità ed il criterio di prelievo sono stabiliti dalla Regione territorialmente competente alla quale deve essere effettuato il versamento. La Regione è vincolata all utilizzo di tali fondi per iniziative svolte a favore del benessere degli animali. Articolo 7) Programmi di informazione e di educazione 1. Il Ministero della salute promuove programmi di informazione e di educazione per favorire la diffusione e l applicazione dei principi contenuti nel presente decreto e per affermare il rispetto degli animali e la tutela del loro benessere sia fisico che etologico, ivi compresa la preparazione di cani per i disabili e l'utilizzazione degli animali da compagnia ai fini della pet therapy. Detti programmi, rivolti, in particolare, a coloro che sono interessati alla custodia, all allevamento, all' addestramento, al commercio e al trasporto di animali da compagnia, richiamano l attenzione sui seguenti aspetti: a) l addestramento di animali da compagnia per i disabili o per la pet therapy o a fini commerciali o da competizione deve essere effettuato soltanto da parte di persone con cognizioni e competenze specifiche; b) le eventuali conseguenze negative per la salute ed il benessere degli animali selvatici, del loro acquisto o inserimento come animali da compagnia; c) i rischi di aumento del numero degli animali non voluti ed abbandonati, derivanti dall acquisto irresponsabile di animali da compagnia; d) la necessità di scoraggiare: 1) il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni senza l espresso consenso del loro genitore o di altre persone che esercitano la responsabilità parentale;4 2) il dono di animali da compagnia come premio, ricompensa o omaggio; 3) la riproduzione non pianificata di animali da compagnia. e) la promozione della rilevanza dell iscrizione dei cani all anagrafe territoriali. 2. E rimessa alla valutazione discrezionale delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, avvalendosi dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, la promozione di programmi di informazione e di educazione analoghi a quelli di cui al comma Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, avvalendosi dei Servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, promuovono ed attuano corsi di formazione o di aggiornamento sul benessere animale rivolti ai medici veterinari, al personale di vigilanza e alle associazioni di volontariato. Articolo 8) Manifestazioni popolari 1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano ad autorizzare lo svolgimento di gare di equidi o altri ungulati nel corso di manifestazioni popolari solo nel caso in cui: a) la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato; b) il percorso della gara, nel caso di cui alla lettera a), sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre il danno agli animali, in caso di caduta, nonchè per garantire la sicurezza e l incolumità delle persone che assistono alle manifestazioni. Articolo 9) Tecniche di pet therapy, accoglienza degli animali e cimiteri 1. Ai fini di agevolare una più ampia diffusione dei nuovi orientamenti clinico-terapeutici con i cani per disabili e con le tecniche della "pet therapy", le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano valutano l adozione di iniziative intese a: a) agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e bambini in particolare, siano esse residenti presso strutture residenziali, quali case di riposo e strutture protette o ricoverate presso istituti di cura, con animale da compagnia di loro proprietà o con animali comunque utilizzabili per la "pet therapy"; b) rendere tutti i luoghi pubblici, ivi compresi i mezzi di trasporto, accessibili anche per i cani di accompagnamento dei disabili. 2. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono promuovere, a livello alberghiero e dei maggiori centri turistici, ivi comprese le spiagge e gli stabilimenti balneari, l'accoglienza temporanea dei cani e dei gatti, e degli altri animali da compagnia. 3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono disciplinare la realizzazione di cimiteri per animali da compagnia, destinati a mantenerne viva la memoria. Il Segretario Dott. Riccardo Carpino Il Presidente Sen. Prof. Enrico La Loggia5 ALLEGATO A DIMENSIONI DEI BOX PER CANI E DEGLI ANNESSI RECINTI ALL APERTO Peso del cane In Kg Superficie minima del pavimento del box coperto/cane In mq. Superficie minima adiacente al box per il movimento del cane: Fino a 3 cani Oltre 3 cani m 2 m 2 per ciascun cane per ciascun cane MENO DI 10 1,0 1,5 1,0 DA ,5 2,0 1,5 PIÙ DI 30 2,0 2,5 2,0 Documenti analoghi
REGOLAMENTO COMUNALE CONTRO I MALTRATTAMENTI, SULLA DETENZIONE E LA TENUTA DEGLI ANIMALI
78 REGOLAMENTO COMUNALE CONTRO I MALTRATTAMENTI, SULLA DETENZIONE E LA TENUTA DEGLI ANIMALI ADOTTATO DAL CONSIGLIO COMUNALE CON DELIBERAZIONE N. 208/I0087623 P.G. NELLA SEDUTA DEL 28/11/2005 Capitolo I Dettagli IL MINISTERO DELLA SALUTE PER IL CAVALLO Normative, regole e progetti di tutela.
IL MINISTERO DELLA SALUTE PER IL CAVALLO Normative, regole e progetti di tutela. NORME E REGOLE PER LA TUTELA DEL CAVALLO ADOTTATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE Il Ministero della Salute ha promosso la tutela Dettagli Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia
Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Art. 1 (Delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone Dettagli Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore
Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei Dettagli DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81
DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 Testo coordinato con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute Dettagli PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si Dettagli CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001
CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province Dettagli I - PRINCIPI GENERALI
D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334 Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (G.U. 28.09.1999, n. 228, s. o) Dettagli Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ORDINANZA 3 marzo 2009 Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani. (G.U. Serie Dettagli Legge 15 marzo 2010, n. 38. Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (G.U. 19 marzo 2010, n.
Legge 15 marzo 2010, n. 38 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore (G.U. 19 marzo 2010, n. 65) Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge tutela il diritto del Dettagli Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Provincia Autonoma di Trento Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro Testo adottato dalla Giunta Provinciale con deliberazione n. xxxx del xx/xx/xxxx ART. 1. ELENCO ANAGRAFICO DEI LAVORATORI Dettagli Sede Centrale - Via Alessandro Torlonia, 15 00161 Roma - Tel.06 4425971 r.a. Fax 06 44259732 E-mail: sede.centrale@lilt.it Servizio SOS LILT - Via
LILT e Diritto alla Salute Raccolta degli articoli di giurisprudenza della rubrica UBI SOCIETAS, IBI IUS A cura del Servizio SOS LILT Sede Centrale - Via Alessandro Torlonia, 15 00161 Roma - Tel.06 4425971 Dettagli IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI N. 850 di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Dettagli Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione
CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO ai sensi dell articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 TESTO COORDINATO 1 DECRETI LEGISLATIVI 22 GENNAIO 2004, N. 42; 24 MARZO 2006, NN.156 E 157; 26 MARZO Dettagli DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192: "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell edilizia"
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192: "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell edilizia" coordinato con il D.Lgs. 311/2006, con il D.M. 26/6/09, con la L. 99/2009 Dettagli ** * ** Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari previsto dal citato articolo 24;
D.Lgs. 6-9-1989 n. 322 1 Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'art. 24 della L. 23 agosto 1988, n. 400. Pubblicato nella Gazz. Dettagli LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"
LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della Dettagli ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione del SERVIZIO INTEGRATO TERRITORIALE su AFFIDO ed ADOZIONE
CASARANO COLLEPASSO MATINO PARABITA RUFFANO SUPERSANO TAURISANO AMBITO TERRITORIALE SOCIALE DI CASARANO PROVINCIA di LECCE Assessorato alle Politiche Sociali ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione Dettagli A cura dello Studio Ingegneria Fiorini di Ferrara
Provincia di Ferrara Guida alla gestione della sicurezza sul lavoro nelle associazioni sportive dilettantistiche, associazioni culturali, associazioni ricreative e di promozione sociale A cura dello Studio Dettagli Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive integrazioni e modificazioni;
ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENARALE AI SENSI DELL ART. 8 DEL D.LGS. N. 502 DEL 1992 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI QUADRIENNIO NORMATIVO Dettagli BREVE GUIDA TECNICO GIURIDICO ALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
BREVE GUIDA TECNICO GIURIDICO ALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO La guida è curata da: Alfredo Amodeo Mariella Gioiello, Manuela Lia - 2 - INDICE PREMESSA pag. 4 PARTE PRIMA: INQUADRAMENTO GIURIDICO DELLE Dettagli Proposta di legge regionale concernente
Proposta di legge regionale concernente Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell artigianato nel Lazio. Modifiche alla l.r. 6 agosto 1999, n.14 (Organizzazione delle Dettagli LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente
LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente In collaborazione con Formez Pubblicazione a cura di Lidia Germani, Dirigente coordinatore del Servizio I Libera circolazione delle Persone e dei servizi e professioni Dettagli I servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna
Il sistema prima infanzia della Regione Emilia-Romagna Il servizi educativi Nidi d infanzia, micronidi, sezioni primavera Servizi domiciliari: piccoli gruppi educativi Servizi integrativi: spazi bambini, Dettagli LA CONFERENZA UNIFICATA
Intesa tra il Governo e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sulla ripartizione del Fondo nazionale per le politiche giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge Dettagli Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici
Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta Dettagli D.G.R. n. 32-2642 del 2/4/2001
ALLEGATO A D.G.R. n. 32-2642 del 2/4/2001 TESTO COORDINATO CON NORME SUCCESSIVE D.G.R. N. 47-2981 del 14/5/2001 pubblicata su B.U. n. 21 del 23.5.2001 D.G.R. N. 50-3471 del 9/7/2001 pubblicata su B.U. Dettagli STATUTO DEL COMUNE DI RAGUSA
- STATUTO DEL COMUNE DI RAGUSA TESTO DEFINITIVO CON LE MODIFICHE APPROVATE DAL CONSIGLIO COMUNALE CON DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 63 DELL 08 OTTOBRE 2007, N. 36 DEL 7 APRILE 2010 E N. 85 DEL 5 OTTOBRE Dettagli REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 articolo 24
 articolo 1
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 ART. 1
 articolo 10
 articolo 24
 Art. 1
 ART. 8
 art. 19
 art. 5