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1 Il sistema scolastico italiano Prof. Antonella Centomo Corso di formazione per mediatori culturali ULSS 5
2 La scuola nella Costituzione Art.9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Art.30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
3 Art.33. L arte e la scienza sono libere libero ne è l insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. e
4 Art.34. La scuola è aperta a tutti. L istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio,assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso
5 L ORDINAMENTO DELLA SCUOLA ITALIANA SCUOLA DELL INFANZIA (EX SCUOLA MATERNA, EX ASILO) DURATA 3 ANNI SCUOLA PRIMARIA (EX ELEMENTARI) DURATA 5 ANNI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO (EX SCUOLA MEDIA) DURATA 3 ANNI SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO (EX SCUOLA SUPERIORE) DURATA 3 o 5 ANNI. UNIVERSITA
6 L OBBLIGO SCOLASTICO è FINO AL COMPIMENTO DEI 16 ANNI DI ETA. PER SCUOLA DELL OBBLIGO SI INTENDE: SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO.
7 Nella scuola dell'infanzia è permessa l'iscrizione ai bambini con 28 mesi compiuti (prima erano 36), non ha carattere di obbligatorietà
8 Scuola primaria Nella scuola primaria è prevista l'iscrizione a partire dai 5 anni e mesi 4 compiuti. Fino dal primo anno viene previsto l'insegnamento di una lingua straniera e dell'uso del computer. Abolizione dell'esame di 5ª elementare. Reintroduzione della figura del maestro unico, che a partire dall'anno scolastico 2009/2010 sostituirà nelle prime classi i tre docenti per due classi precedentemente previsti per il modulo. Introduzione della valutazione numerica decimale nella scuola primaria (voto) accompagnata da un giudizio sul livello di maturazione raggiunto.(riforma Gelmini) Orario settimanale: 27 (30) o tempo pieno (40)
9 Scuola secondaria di primo grado La scuola media è stata resa obbligatoria, fino a 14 anni, nel 1962 (legge n 1859), prima l obbligo era fino ai 10 anni. Orario settimanale: 30 o 36 (tempo pieno) Reintroduzione della valutazione numerica decimale nella scuola secondaria di primo grado (voto) Alla scuola secondaria superiore si accede dopo il conseguimento della licenza di scuola media (esami)
10 Scuola secondaria di secondo grado Istituti professionali (5 anni) Istituti tecnici (5 anni) Licei (5anni) Istruzione e formazione professionale (C.F.P.) (3 o 4 anni)
11 LICEI Rimangono i tradizionali: classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane. le novità principali riguardano l'introduzione di due nuovi licei (scienze umane e musicale e coreutico) e l'ampliamento del liceo artistico. Si affiancano due nuovi licei senza il latino (scienze applicate ed economico sociale) Gli indirizzi e le sperimentazioni vengono quindi ridotte da più di 500.
12 ISTITUTI TECNICI Vengono ridotti da grandi settori: economico e tecnologico, Con 11 indirizzi cercano di rispondere di più alle richieste del mondo del lavoro: centralità del laboratorio e alternanza scuola-lavoro Al termine dei 5 anni: diploma di istruzione tecnica superiore.
13 ISTITUTI PROFESSIONALI Due settori fondamentali: Servizi e Industria-artigianato, con 6 indirizzi. Al termine dei 5 anni (due bienni e un quinto anno), con un esame di stato, si ottiene un diploma di istruzione professionale.
14 Percorsi regionali di istruzione e formazione Si consegue una qualifica triennale o di un diploma quadriennale riconosciuti a livello nazionale Sono 21 le figure professionali previste
15 ALCUNE LEGGI FONDAMENTALI D.P.R. 31.O5.1974, N 416 (decreto delegato) sugli organi collegiali Legge n 517, sull integrazione e sostegno D.P.R N 751, sull insegnamento della religione
16 1) Organi collegiali (DPR 416,1974) Si tratta di strutture partecipative,istituite per favorire la collaborazione tra famiglie e scuola: Consiglio di classe Consiglio di Istituto e Giunta esecutiva Il comitato dei genitori (alle superiori:assemblea di classe, di istituto e comitato studentesco)
17 2) Legge 517 del 1977 Vengono eliminate le classi differenziali Sono aboliti gli esami di riparazione Sono previste attività scolastiche di integrazione e di sostegno a favore degli alunni portatori di handicap, con l utilizzazione di docenti specializzati
18 3) DPR 751 del 1985, sull insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica L insegnamento della religione cattolica rimane obbligatorio Si riconosce il diritto a non avvalersi dell insegnamento della religione cattolica viene istituita l ora alternativa
19 L AUTONOMIA SCOLASTICA D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell art. 21, della legge 15 marzo 1997, n. 59
20 L autonomia si avvale del Piano dell offerta formativa. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell ambito della loro autonomia
21 Nell ambito dell autonomia didattica possono essere programmati, anche sulla base degli interessi manifestati dagli alunni, percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività, nonché insegnamenti in lingua straniera in attuazione di intese e accordi internazionali. Nell esercizio della autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano comunque la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale.
22 Reti di scuole. Le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete o aderire ad essi per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali. L accordo può avere a oggetto attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento; di amministrazione e contabilità
23 Coordinamento delle competenze. 1. Gli organi collegiali della scuola garantiscono l efficacia dell autonomia delle istituzioni scolastiche nel quadro delle norme che ne definiscono competenze e composizione. 2. Il dirigente scolastico 3. I docenti. 4. Il responsabile amministrativo (Dsga) 5. Il personale della scuola, i genitori e gli studenti partecipano al processo di attuazione e sviluppo dell autonomia assumendo le rispettive responsabilità
24 L integrazione degli alunni stranieri nella scuola Sintesi della normativa
25 Il diritto all istruzione scolastica dei minori stranieri I minori stranieri comunque presenti sul territorio italiano hanno il diritto e il dovere all istruzione; per essi valgono i principi di vigilanza sull adempimento dell obbligo scolastico. Le scuole pubbliche sono tenute ad accoglierli.
26 Si è data risposta anche al problema dell'inserimento degli alunni cosiddetti irregolari appartenenti cioè a famiglie non in regola con il permesso di soggiorno. ( L. 40 / 1998 capo II art. 36 comma 1) (D.L. 286 / 1988 art. 38 ) (DPR 394/99, capo VII, art. 45, commi 1,2,3)
27 I minori stranieri sono soggetti all obbligo scolastico; l iscrizione alle classi della scuola dell obbligo va accolta in qualsiasi momento dell anno, in coincidenza con il loro arrivo sul suolo nazionale (D.P.R. n.394/99, art. 45, C.M. del 23/03/2000 n.87 e C.M. del 05/01/2001, n.3 ). Essi vanno accolti anche se sprovvisti di permesso di soggiorno o privi di documentazione (art. 45 del DPR n.394/99).
28 L effettività del diritto allo studio è garantita dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti Locali anche mediante l attivazione di appositi corsi ed iniziative per l apprendimento della lingua italiana (Art.38, D.L. 25 luglio 1998 n.286) (DPR 394/99, capo VII, art. 45)
29 Accanto a questo diritto pienamente riconosciuto se ne trovano altri spesso non sempre del tutto accolti, quali l'inserimento dell'alunno in una classe adeguata alla scolarità precedente ed alla sua età cronologica (C.M. 205/ ) (DPR 394/99, capo VII, art. 45).
30 Spesso, in presenza di alunni che non conoscono la lingua italiana, si procede al loro inserimento in classi inferiori anche di due o tre anni nella speranza che tale procedura faciliti l'alfabetizzazione linguistica. Il più delle volte un procedimento di questo tipo provoca agli alunni ulteriori disagi, dovuti allo scarto di età rispetto ai compagni di classe: la distanza cronologica, unita alle distanze culturali, determina dolorose distanze psicologiche.
31 Ancora non molto praticata è pure la "valorizzazione della lingua e cultura di origine", auspicata dalla C.M. 205/ e ribadita con forza dalla L. 40 del 6 marzo 1998 e dal DPR 394/99, capo VII, art. 45.
32 Interessante è il ricorso a nuove figure professionali quali il "mediatore culturale" e il "mediatore interculturale" (C.M. 205/90 - L. 40/98) come figure-ponte per facilitazione del dialogo fra la cultura di origine e la cultura di accoglienza (DPR 394/99, capo VII, art. 45).
33 Centri Territoriali Permanenti per l E.d.A istruzione degli adulti stranieri Possono iscriversi i minori fra il 15 e il 18 anno di età o i maggiorenni sprovvisti di titolo di studio. a) organizzazione e svolgi mento dei regolari corsi per il conseguimento della licenza elementare e della licenza di scuola media; b) attività formative elaborate dal Centro in risposta a bisogni e caratteristiche del territorio: corsi di lingua (italiana per stranieri, o di L2 per italiani) e altre iniziative varie a carattere formativoculturale
34 Iscrizione ai corsi per adulti presso istituti secondari di II grado Ai corsi serali per lavoratori presso istituti secondari di II grado possono chiedere l iscrizione coloro che hanno compiuto il 15 anno d età e dimostrino che stanno svolgendo attività lavorativa Naturalmente, per iscriversi è necessario il possesso della licenza media, o idonea attestazione di avere compiuta nel Paese d origine una carriera scolastica pari alla scuola dell obbligo
35 Strategie didattiche per l integrazione
36 L elaborazione di un percorso formativo non può che essere personalizzata. La scuola autonoma ha nell elaborazione del POF lo strumento fondamentale per la ricerca di modalità flessibili e individualizzate nel definire percorsi integrativi per gli alunni stranieri. Personalizzato (DPR 394 del 99, Linee guida di accoglienza 2006)
37 Nella programmazione di azioni mirate all integrazione degli alunni stranieri è opportuno: Partire non solo da ciò che l alunno straniero "non sa", ma pure dalla sua esperienza, dal suo sfondo emotivorelazionale e dal suo patrimonio culturale (D.P.R. n.394) Cercare di stabilire fin dall inizio un rapporto con le famiglie degli alunni stranieri e di comunicare quanto più efficacemente possibile con esse, avvalendosi, se necessario, di mediatori culturali.
38 Prevedere non solo attività individuali di recupero, ma attività che coinvolgano l intera comunità scolastica e, possibilmente, anche quella esterna locale, per sollecitare l attenzione alla multi-cultura e per avviare una corretta educazione interculturale (progetti di accoglienza, momenti di incontro aperti alla comunità locale, laboratori multi-culturali, attenzione ai vari patrimoni etnici nel dotare la biblioteca e le raccolte multimediali della scuola, incontri con associazioni e rappresentanze di stranieri).
39 Essere consapevoli che l integrazione non può avvenire senza il conseguimento di solide competenze di base. Particolare attenzione iniziale va posta al sostegno linguistico (eventualmente, effettuato anche in orario aggiuntivo a quello normale), svolto a cura di personale docente o anche da idonei esperti esterni con contratto d opera, usufruendo delle risorse economiche e delle possibilità gestionali proprie dell autonomia scolastica
40 Attenzione e valorizzazione per la lingua e cultura del Paese di origine, con il ricorso anche a "mediatori culturali" reperiti fra il volontariato o la comunità d appartenenza del minore (assimilabili giuridicamente ad esperti esterni)
41 Attività di recupero e sostegno individualizzato (senza, però, arrivare a compromettere l integrazione in un gruppoclasse), utilizzando tutte le risorse possibili (ore di contemporaneità) nell ambito dell organico funzionale di scuola materna ed elementare, delle ore a disposizione per il completamento cattedra nelle scuole secondarie; prestazioni in orario aggiuntivo dei docenti.

References: Art.9
 Art.30
 Art.33
 Art.34
 art. 21
 art. 36
 art. 38
 art. 45
 art. 45
 art. 45
 art. 45
 art. 45
 art. 45