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Corso Informativo sul Diritto Internazionale Umanitario Cap. com. CRI Renato Pizzi Consigliere Qualificato Istruttore Consigliere Giuridico FF.AA. Membro. - ppt scaricare
Corso Informativo sul Diritto Internazionale Umanitario Cap. com. CRI Renato Pizzi Consigliere Qualificato Istruttore Consigliere Giuridico FF.AA. Membro.
PubblicatoGilda Pugliese
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Corso Informativo sul Diritto Internazionale Umanitario Cap. com. CRI Renato Pizzi Consigliere Qualificato Istruttore Consigliere Giuridico FF.AA. Membro Istituto Internazionale di Diritto Umanitario 3
Il Movimento di CROCE ROSSA COMITATO INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA - C.I.C.R. - SOCIETA NAZIONALI DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA. FEDERAZIONE DELLE SOCIETA NAZIONALI AGENZIA CENTRALE DI RICERCHE 4
CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA 5
UMANITÀ "Nata dalla preoccupazione di recare soccorso senza alcuna discriminazione ai feriti nei campi di battaglia, la Croce Rossa, sotto il suo aspetto internazionale e nazionale, si sforza di prevenire e di alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli uomini. Essa tende a proteggere la vita e la salute e a far rispettare la persona umana, favorisce la comprensione reciproca, l'amicizia ed una pace duratura fra tutti i popoli". 6
NEUTRALITÀ "Al fine di conservare la fiducia di tutti, si astiene dal prendere parte alle ostilità e, in ogni tempo, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e filosofico".IMPARZIALITÀ "La Croce Rossa non fa alcuna distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale e appartenenza politica. Si adopera solamente per soccorrere gli individui secondo le loro sofferenze dando la precedenza agli interventi più urgenti". 7
INDIPENDENZA "La Croce Rossa è indipendente. Le Società nazionali, ausiliarie dei poteri pubblici nelle loro attività umanitarie e sottomesse alle leggi che reggono i loro rispettivi paesi, devono però conservare un'autonomia che permetta di agire sempre secondo i principi della Croce Rossa".VOLONTARIATO "La Croce Rossa è un'istituzione di soccorso volontaria e disinteressata". 8
UNITÀ "In uno stesso Paese può esistere una ed una sola Società di Croce Rossa. Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria a tutto il territorio".UNIVERSALITÀ "La Croce Rossa è un'istituzione universale in seno alla quale tutte le Società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente". 9
IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO I PRECURSORI 10
Ferdinando Palasciano Medico e Chirurgo di fama internazionale Ufficiale medico nellEsercito del Regno delle Due Sicilie, fu condannato a morte per aver soccorso gli insorti feriti considerati nemici dai Borboni durante linsurrezione messinese; soltanto la grazia del Re gli fece salva la vita. Dopo lunità, fu nominato Senatore del Regno dItalia. 11
Florence Nightingale F. Nightingale si impegnò per il soccorso dei feriti della guerra di Crimea Fondatrice della professionalità infermieristica 12
Henry Dunant ( 1828 – 1910 ) Il fondatore del Movimento internazionale della Croce Rossa 13
H. Dunant Attività in Algeria A 25 anni entra come impiegato presso un banco di un agente di cambio di Ginevra E inviato in Algeria in missione temporanea nelle colonie di Setif Scrive contro la schiavitù: lInformazione sulla reggenza di Tunisi e in onore di Napoleone III: Il Sacro Romano Impero Restaurato 14
H. Dunant Il campo di Solferino il sole del 25 giugno 1859 rischiarò uno degli spettacoli più terribili… Il campo di battaglia era disseminato di cadaveri, di uomini, di cavalli … Testimone della terribile battaglia di San Martino e Solferino, organizza i civili nel soccorso neutrale a tutti i soldati feriti. 15
LA BATTAGLIA DI SOLFERINO E SAN MARTINO LA BATTAGLIA DI SOLFERINO E SAN MARTINO 24 giugno 1859 FrancesiPiemontesiAustriaci morti feriti prigionieri * Dati dellUfficio Storico dello Stato Maggiore Italiano 16
Nasce l Idea di Croce Rossa Nel 1862 H. Dunant scrive e pubblica il suo libro di maggior successo: Souvenir de Solférino lo scopo è di sensibilizzare la gente alla tragedia della guerra 17
LIDEA Lidea base è unassistenza internazionale sotto un simbolo unico, ben riconoscibile da tutti, per soccorrere il soldato ferito che non è più un nemico Lidea di neutralità e di sacralità del ferito è estesa anche ai soccorritori e agli abitanti inermi. 18
H. Dunant Il fallimento Concentrato nella sua missione, Dunant trascura gli affari. Il credito ginevrino conduce unazione legale contro H. Dunant. Il tribunale civile di Ginevra dichiara fallita la società di Dunant e nel 1867 la sentenza del tribunale viene pubblicata sul Giornale di Ginevra. 19
Dimissioni dal Comitato Henry Dunant presenta al Comitato di Ginevra le sue dimissioni da segretario e da socio del movimento che aveva ideato e creato. Sono accettate! 20
H. Dunant Vita da clochard H.D. vive di stenti come un clochard, dormendo nelle stazioni di Parigi, aperte anche la notte. Viene perseguitato e scambiato per il fondatore dellInternazionale (lo stesso nome che prima designava la Croce Rossa e poi sarà la denominazione del partito di Carlo Marx). 21
H. Dunant La vecchiaia H. Dunant, ammalato, nel 1887 giunge in un paesino dellAppenzell chiamato Heiden. Quando arrivò ad Heiden era così povero che non aveva altri abiti che quelli indossati. Qui rimarrà fino alla morte. La camera di Dunant alla Pensione Paradiso 22
H. Dunant Il Giornalista Baumberger Il giornalista Baumberger lo scopre. Lo scoop appare su Uber Land und Meer di Stoccarda nellottobre 1895 23
H. Dunant Il premio Nobel Il 10 dicembre 1901 fu conferito a H. Dunant il primo Premio Nobel per la Pace 24
H. Dunant LAgonia Ospedale! Di tanto in tanto, la mattina, un carro funebre con cavallo viene a prendere una bara… H. Dunant muore ad Heiden nel Dunant devolve il premio in denaro alla Croce Rossa e ad altri enti e torna nel villaggio di Heiden 25
Il ruolo del CICR nei conflitti armati. 26
Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) Associazione privata regolata dal codice civile svizzero imparzialeindipendenteneutrale 27
CICR: missione esclusivamente umanitaria Proteggere Assistere Dirigere e coordinare Prevenire la sofferenza la vita e la dignità delle vittime della guerra e delle violenze interne le vittime della guerra o delle violenze interne le attività internazionali di soccorso del Movimento nei conflitti promozione e diffusione del diritto internazionale umanitario 28
Attività in caso di conflitto armato Visita ai Prigionieri di Guerra e alle persone private della libertà. Intermediario neutro. Ristabilire i legami familiari. 29
Mappa attività CICR 2004 ( ) 30
Delegazione CICR Capo delegazione Personale sanitario Personale amministrativo / logistico Ricercatori Agenzia Centrale di Ricerche 31
CICR e persone private della libertà Il Delegato del CICR: visita tutti i detenuti e tutti i luoghi di una stessa struttura si intrattiene senza testimoni con i detenuti registra tutti i detenuti presenti ripete le visite tutte le volte che lo ritiene necessario 32
PG nei conflitti internazionali: attività CICR 2003 PG visitati6.795 PG nuovi registrati nel PG rilasciati5.902 PG rimpatriati dal / tramite il CICR1.673 Visite effettuate57 Luoghi di detenzione25 33
CICRCICR - visitare i campi di prigionia e di internamento - intrattenersi senza testimoni con i prigionieri -proteggere e aiutare le categorie protette -dalle Convenzioni di Ginevra: - feriti - prigionieri di guerra - internati civili - popolazione nei territori occupati - rifugiati - profughi - sfollati - redazione di rapporti sullattività DISCREZIONE 34
La regola della discrezione Il CICR, quando rileva una infrazione alle norme del D.I.U., non la rende pubblica, ma la contesta direttamente ai responsabili, ad ogni livello di scala gerarchica. Solo quando ogni sforzo diplomatico risulta inutile, il CICR si riserva il diritto di denunciare eventuali illeciti alla opinione pubblica. 35
Persone private della libertà: attività CICR 2003 Detenuti visitati Detenuti visitati e seguiti individualmente Detenuti nuovi registrati nel Detenuti rilasciati Visite effettuate5.223 Luoghi di detenzione1.933 Detenuti che hanno incontrato i famigliari tramite il CICR 36
INTERVENTO IN CASO DI GUERRA area dei combattimenti CICRCICR DELEGAZIONE - MEDICI - INFERMIERI - CONDUCENTI - RICERCATORI ACR assistenza ai profughi fuori zona di combattimento FICRMR ACNUR 37
Diritto di iniziativa statutario convenzionale Statuto della Croce Rossa Internazionale articolo VI, § 5 e 6 situazioni gestibili - conflitti armati internazionali - conflitti armati non int.nali - tensioni interne - disordini interni Convenzioni di Ginevra del 1949 Protocolli aggiuntivi del 1977 situazioni gestibili: - conflitti armati internazionali - conflitti armati non int.nali CICR 38
AGENZIA CENTRALE RICERCHE AGENZIA CENTRALE RICERCHE -raccogliere informazioni relative a: - prigionieri - internati - profughi - informare le famiglie sulla sorte dei propri congiunti - cercare materialmente i dispersi - riunire le famiglie sul posto a Ginevra 50 milioni di schede raccolte in un archivio informatico unico CICR 39
II Guerra mondiale: messaggio ACR 40
Messaggi di Croce Rossa: attività ACR 2003 Messaggi raccolti da detenuti da ragazzi non accompagnati o separati7.389 da civili Messaggi distribuiti da detenuti da ragazzi non accompagnati o separati4.064 da civili Messaggi non distribuiti (rimandati al mittente) 41
l Emblema di Croce Rossa 1864: 1° Convenzione di Ginevra - Art.7 Una bandiera distintiva ed uniforme sarà adottata per gli ospedali, i posti di soccorso e le evacuazioni. …Anche un bracciale sarà ammesso per il personale neutralizzato… La bandiera ed il bracciale recheranno una croce rossa in campo bianco. 42
LA GUERRA RUSSO - TURCA DEL 1876: LA GUERRA RUSSO - TURCA DEL 1876: il governo Turco comunica che proseguirà a riconoscere le protezioni attribuite allemblema di Croce Rossa, ma adotterà, per le proprie strutture di sanità militari, lemblema della mezzaluna rossa. La Persia chiede di utilizzare un simbolo che rappresenta un leone e un sole rossi. Il Siam vuole introdurre la fiamma rossa. Solamente i primi due emblemi vengono riconosciuti, con la Convenzione di Ginevra del 1929, esclusivamente per gli Stati che già li adottavano (Persia, Turchia, Egitto). Lorigine dellemblema viene ricondotto allomaggio per la Svizzera. 43
Art I Convenzione di Ginevra 1949 …il segno araldico della croce rossa è mantenuto come emblema e segno distintivo del servizio sanitario degli eserciti… …sono ammessi la mezzaluna rossa e il leone e sole rossi… (nel 1980 la repubblica islamica dellIran annuncia ladozione dellemblema della mezzaluna rossa, rinunciando al leone e sole rossi) 44
USO DISTINTIVO DELLEMBLEMA Art I Conv. Ginevra E destinato ad indicare in tempo di pace lappartenenza di una persona o un bene al movimento internazionale di Croce Rossa… Luso ne è autorizzato per attività conformi ai Principi Fondamentali… …deve essere di dimensioni ridotte... 45
USO PROTETTIVO DELLEMBLEMA Art I Conv. Ginevra il simbolo protettivo in tempo di conflitto è la manifestazione visibile della protezione conferita a malati, feriti, naufraghi, personale sanitario e religioso, unità e mezzi di trasporto sanitari, poiché non prendono, o non prendono più parte, alle ostilità… …deve essere di grandi dimensioni per essere visibile anche a distanza. 46
DIRITTO ALLUSO DELLEMBLEMA A TITOLO PROTETTIVO Stabilimenti fissi e formazioni sanitarie mobili delle FF.AA. e delle Società di soccorso (G.I Artt ) Personale sanitario e religioso permanente delle FF.AA. e delle Società di soccorso (G.I Artt. 24, 26, 40) personale sanitario delle FF.AA. impiegato temporaneamente (G.I Artt. 25, 41) materiale sanitario delle FF.AA. e delle Società di soccorso (G.I Artt. 35, 36, 39) 47
DIRITTO ALLUSO DELLEMBLEMA A TITOLO PROTETTIVO C.I.C.R. organismi internazionali della C.R. e M.R. e loro personale (I P.A.Art. 81) società di soccorso riconosciute, anche di un Paese neutrale, non appartenenti alla C.R. (G.I Artt. 26, 27) 48
Abuso dellEmblema Art I Conv. Ginevra vieta luso dellemblema da parte di privati, società o ditte commerciali che non vi abbiano diritto in virtù della Convenzione Art I P.A vieta luso indebito del segno distintivo… L. 740 del … vieta labuso dellemblema e della denominazione di Croce Rossa in Italia 49
Il nuovo Emblema Dopo anni di discussioni, una Conferenza Internazionale ha adottato nel 2005 il III protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1946 Il III Protocollo introduce un nuovo EMBLEMA AGGIUNTIVO, a quelli attualmente in uso della croce e della mezzaluna rossa (che restano in vigore) 50
Il nuovo Emblema Perché un emblema aggiuntivo? Per permettere lingresso nella Federazione di Società Nazionali che non hanno ratificato gli emblemi precedenti. Per offrire un ulteriore elemento di PROTEZIONE quando gli emblemi in uso non offrono sufficienti garanzie. 51
Il nuovo Emblema Il nuovo Emblema quindi si AFFIANCA e non sostituisce la croce e la mezzaluna. E stato scelto in quanto emblema neutrale e senza alcun possibile riferimento politico, religioso, razziale. 52
Il Terzo Protocollo del 2005 Possono utilizzare il nuovo emblema distintivo aggiuntivo le SOCIETA NAZIONALI DELLE PARTI CONTRAENTI (in base alle normative nazionali e internazionali vigenti); Le strutture sanitarie e religiose delle forze armate delle Parti Contraenti Le Società Nazionali di CR e MR, il CICR e la Federazione in circostanze eccezionali e in via temporanea per garantire la funzione protettiva. 53
PER IL MOMENTO CI FERMIAMO QUI… 54
Corso Informativo sul Diritto Internazionale Umanitario Cap. com. CRI Renato Pizzi Consigliere Qualificato Istruttore Consigliere Giuridico FF.AA. Membro Istituto Internazionale di Diritto Umanitario 2° parte 55
COS E IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO - D.I.U. - IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO COSTITUISCE UNA PARTE IMPORTANTE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO E INCLUDE LE REGOLE CHE IN TEMPO DI CONFLITTO ARMATO PROTEGGONO LE PERSONE CHE NON PRENDONO, O NON PRENDONO PIU, PARTE ALLE OSTILITA E PONGONO LIMITI ALLIMPIEGO DI MEZZI E METODI DI GUERRA. 56
COS E IL D.I.U. PIU PRECISAMENTE, IL CICR INTENDE PER D.I.U. APPLICABILE NEI CONFLITTI ARMATI : LINSIEME DEI TRATTATI INTERNAZIONALI O DELLE REGOLE CONSUETUDINARIE CHE SONO SPECIFICAMENTE TESI A RISOLVERE LE QUESTIONI DI CARATTERE UMANITARIO DIRETTAMENTE CAUSATE DAI CONFLITTI ARMATI, DI NATURA SIA INTERNAZIONALE SIA INTERNA. 57
COS E IL D.I.U. PER MOTIVI UMANITARI QUESTE REGOLE LIMITANO IL DIRITTO DELLE PARTI IN CONFLITTO NELLA SCELTA DEI MEZZI E DEI METODI DI COMBATTIMENTO (PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA / PRINCIPIO DI NECESSITA MILITARE) E PROTEGGONO LE PERSONE E I BENI COINVOLTI, O CHE RISCHIANO DI RIMANERE COINVOLTI, NEL CONFLITTO. 58
COS E IL D.I.U.: LE ORIGINI NELLANTICHITA NON ESISTEVA UN D.I.U. IN SENSO PROPRIO, MALGRADO SI CONSERVI TRACCIA DI TRATTATI ED EDITTI TESI A REGOLARE CERTI EVENTI RELATIVI ALLA CONDOTTA DELLE OSTILITA, GIA NEL CODICE DI HAMMURABI (RE DI BABILONIA). PIU RECENTEMENTE, CODICI DI GUERRA VENNERO EMANATI DA SINGOLI STATI, MA SENZA VALORE UNIVERSALE. 59
COS E IL D.I.U.: LE ORIGINI LA PRIMA IDEA DI UN INSIEME DI NORME INTERNAZIONALI FU SVILUPPATA DA HENRY DUNANT, CO-FONDATORE DELLA CROCE ROSSA. CON LA FONDAZIONE DEL CICR E LA COLLABORAZIONE DEL GOVERNO SVIZZERO SI GIUNSE ALLA CONFERENZA DIPLOMATICA DEL 1863/64, DOVE 16 STATI ADOTTARONO LA CONVENZIONE DI GINEVRA PER IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DEI FERITI DELLE FORZE ARMATE IN CAMPAGNA. 60
Conferenza Diplomatica (26 ottobre 1863) Parteciparono 16 paesi: 1. Austria, 2. Bade, 3. Baviera, 4. Spagna, 5. Francia, 6. G. Bretagna, 7. Hanovre, 8. Hesse, 9. Italia, 10. Paesi Bassi, 11. Prussia, 12. Russia, 13. Saxe, 14. Suède, 15. Wurtemberg, 16. Conf. Svizzera. 61
COS E IL D.I.U.: LE ORIGINI NEGLI ANNI SUCCESSIVI IL D.I.U. CONTINUO A SVILUPPARSI CON LA ADOZIONE DI NUMEROSI TRATTATI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI, DAL TRATTATO DI SAN PIETROBURGO DEL 1868, FINO ALLE CONVENZIONI DI GINEVRA DEL 1949 E AI PROTOCOLLI AGGIUNTIVI DEL 1977. 62
COSE IL D.I.U. Le diverse tipologie di conflitto armato CONFLITTO ARMATO INTERNAZIONALEIN UN CONFLITTO ARMATO INTERNAZIONALE HA LUOGO UN COMBATTIMENTO TRA FORZE ARMATE DI DUE O PIU STATI (QUESTA DEFINIZIONE INCLUDE LE GUERRE DI LIBERAZIONE NAZIONALE). CONFLITTO ARMATO NON INTERNAZIONALECONFLITTO ARMATO NON INTERNAZIONALE E DEFINITO UN COMBATTIMENTO CHE AVVIENE SUL TERRITORIO DI UNO STATO TRA LE FORZE ARMATE REGOLARI E GRUPPI ARMATI IDENTIFICABILI O FRA GRUPPI ARMATI CHE SI COMBATTONO TRA LORO. CONFLITTO ASIMMETRICOOGGI PARLIAMO ANCHE DI CONFLITTO ASIMMETRICO, QUANDO LE PARTI SONO COSTITUITE DA ENTITA DI DIVERSO LIVELLO, PER CONSISTENZA, ORGANIZZAZIONE, MODALITA OPERATIVE ETC. 63
COSE IL D.I.U. LE PRINCIPALI CONVENZIONI CONVENZIONE DI GINEVRA 1864 TRATTATO DI S. PIETROBURGO 1868 (clausola Martens) CONVENZIONI DELL AJA 1907 CONVENZIONI DI GINEVRA 1949 CONVENZIONE PER I BENI CULTURALI 1954 PROTOCOLLI AGGIUNTIVI 1977 64
I guerra mondiale: Personale sanitario con cane da soccorso. 65
La protezione della popolazione civile Chiunque non rientri nella definizione di combattente, viene considerato POPOLAZIONE CIVILE 66
Le norme internazionali proteggono la popolazione civile in caso di guerra In caso di conflitto armato internazionale In caso di guerra civile Popolazione Civile IV C.G. 49 I P.A. 77 II P.A. 77 67
Protezione generale Diritto di protezione inalienabile; Facoltà per le Parti in conflitto di creare zone sanitarie e di sicurezza; Facoltà per le Parti in conflitto di creare zone neutralizzate nelle regioni dove si svolgono i combattimenti; Feriti, malati, invalidi e donne incinte hanno diritto a protezioni particolari; Impegno delle Parti in conflitto per sgomberare feriti, malati, vecchi, fanciulli e partorienti dalle zone di guerra; Dovere di assistenza per minori di quindici anni orfani di guerra o separati dalle famiglie. 68
Protezione dagli effetti della guerra In generale: –Il diritto di scegliere mezzi e metodi di combattimento non è illimitato; –In ogni caso vanno evitati mali superflui e sofferenze inutili; –In ogni momento vanno distinti i combattenti dalle persone civili; gli obiettivi militari da quelli civili –Va presa ogni precauzione per evitare o minimizzare perdite alla popolazione civile. 69
Il principio di proporzionalità Il responsabile in comando di una azione militare deve considerare il rapporto tra il vantaggio che intende conseguire e il livello di forza bellica che può utilizzare. Lazione è proporzionata quando non provoca danni incidentali a persone o cose, eccessivi rispetto al valore del risultato conseguito. 70
Protezione nei territori occupati Rispetto della persona, onore, diritti familiari, convinzioni religioni, abitudini e costumi; Nessuna discriminazione basata su sesso, razza, religione, opinione politica (possono essere prese misure di controllo per fini militari, come soggiorno obbligato o internamento); Divieto di utilizzo come scudi umani; Rispetto contro brutalità, violenza, uccisione, mutilazioni, esperimenti medici non necessari, torture; Libertà di comunicare con una Potenza protettrice o con il Comitato Internazionale della Croce Rossa. 71
LO STATUS DEL COMBATTENTE NEI CONFLITTI ARMATI 72
Distinzione tra COMBATTENTE E PERSONA CIVILE E COMBATTENTE chi - prendendo parte attiva al conflitto armato- rientra nella definizione data dalle Convenzioni. Si distingue il combattente LEGITTIMO dal combattente ILLEGITTIMO. È PERSONA CIVILE chi non rientra nella definizione di combattente. 73
Secondo il Diritto Internazionale Umanitario: Lesercizio della forza militare è diretta a mettere fuori combattimento le forze armate nemiche, non a distruggere lo Stato avversario o la sua popolazione (equilibrio tra necessità militare e proporzionalità). In un conflitto si devono quindi poter dividere e riconoscere COMBATTENTI e POPOLAZIONE CIVILE (principio di distinzione). 74
COMBATTENTI LEGITTIMI 1.Membri delle Forze Armate regolari 2.membri di milizie e corpi volontari che tuttavia: –siano sottoposti a un comando responsabile –portino un segno distintivo riconoscibile a distanza –portino apertamente le armi –rispettino gli usi e le leggi di guerra 3.la popolazione di un territorio che spontaneamente e senza organizzarsi, reagisce a unaggressione (c.d. levata in massa) 4.i membri di un movimento di resistenza organizzato, purché rispettino le regole del punto due. 75
COMBATTENTI ILLEGITTIMI Sono coloro che partecipano ai combattimenti senza rispondere ai requisiti dei combattenti legittimi, come: spie: persone che clandestinamente raccolgono informazioni in territorio occupato dal nemico (senza uniforme, se militari). Necessario lo stato di flagranza. Mercenari: persone che non appartengono allo Stato belligerante le quali prendono parte alle ostilità per ottenere un vantaggio economico e a cui siano state promesse retribuzioni molto superiori ai combattenti di pari grado e funzioni dello Stato belligerante. 76
SOLO I COMBATTENTI LEGITTIMI DI UN CONFLITTO INTERNAZIONALE HANNO DIRITTO ALLO STATUS DI PRIGIONIERO DI GUERRA 77
TRATTAMENTO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA (PG) IL TRATTAMENTO DEI PG E REGOLATO DALLA III CONVENZIONE DI GINEVRA DEL 1949 QUALORA LO STATUS DI UN PRIGIONIERO SIA DUBBIO, ESSO SARA CONSIDERATO PG FINO A GIUDIZIO DI UN TRIBUNALE COMPETENTE 78
DIRITTI DEL Prigioniero di Guerra Obbligo di dichiarare esclusivamente nome, cognome, grado, data di nascita e numero di matricola divieto per la potenza detentrice di esercitare violenze fisiche o morali per ottenere informazioni diritto ad essere trasferiti in condizioni di sicurezza verso zone lontane dal fronte e non essere esposti inutilmente al pericolo diritto di godere delle stesse condizioni riservate alle truppe della potenza detentrice in materia di vitto e alloggio diritto a non essere impiegati in lavori pericolosi, degradanti o con finalità belliche diritto a processo equo in caso di procedimento giudiziario (tentare la fuga comporta solo una sanzione disciplinare) diritto all immediato rimpatrio al termine delle ostilità. 80
Il II Protocollo aggiuntivo del 1977 non attribuisce la qualifica di COMBATTENTE alle persone che prendono parte ad un conflitto armato non internazionale, anche se sono membri delle Forze armate regolari. Queste quindi, se catturate, non godono dello status di PG. Esse hanno diritto alle garanzie minime di umanità, anche in assenza di norme precise di riferimento, (Clausola Martens) ma questa carenza può determinare gravi problemi al rispetto del D.I.U. 81
I COMBATTENTI NEI CONFLITTI ARMATI NON INTERNAZIONALI (c.d. guerre civili) Le Convenzioni di Ginevra NON estendono le garanzie ai CONFLITTI NON INTERNAZIONALI Le Convenzioni di Ginevra contengono però un articolo, il terzo, per il quale le persone che prendono parte a questi conflitti hanno diritto a garanzie minime di umanità e rispetto nel 1977 sono entrati in vigore DUE Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni il SECONDO PROTOCOLLO si occupa dei conflitti armati non internazionali. 82
IL CICR HA INIZIATO DA ANNI UNA CAMPAGNA DIPLOMATICA MIRATA A ESTENDERE LE PROTEZIONI PREVISTE DALLE CONVENZIONI DI GINEVRA, ANCHE AI CONFLITTI ARMATI NON INTERNAZIONALI. (CONFLITTI INTERNI, GUERRE CIVILI). 83
La protezione dei beni culturali durante un conflitto armato Diritto Internazionale Umanitario 84
DANNO AL PATRIMONIO CULTURALE DELLUMANITA I DANNI ARRECATI AI BENI CULTURALI, A QUALSIASI POPOLO ESSI APPARTENGANO, SONO UN 85
Tutti i BENI CULTURALI riconoscibili, anche se privi del segno distintivo PROTEZIONE GENERALE Convenzione di LAja 1954 86
DIVIETO DI UTILIZZARE I BENI CULTURALI PER SCOPI MILITARI DIVIETO DI COMPIERE ATTI DI OSTILITA NEI CONFRONTI DEI BENI CULTURALI OBBLIGO DI PROIBIRE, PREVENIRE, FAR CESSARE SACCHEGGIO, FURTO ED ATTI VANDALICI DIVIETO DI EFFETTUARE REQUISIZIONI E RAPPRESAGLIE SU BENI CULTURALI Tutela nei conflitti armati 87
NUMERO LIMITATO DI RIFUGI DI BENI CULTURALI MOBILI CENTRI MONUMENTALI ALTRI BENI CULTURALI IMMOBILI DI GRANDE IMPORTANZA PROTEZIONE SPECIALE 89
STATUS E PROTEZIONE DEI RIFUGIATI Diritto Internazionale Umanitario 90
CHI E UN RIFUGIATO? razza religione opinione politica nazionalità appartenenza ad un determinato gruppo sociale è costretto a lasciare il proprio paese dorigine e non può o non vuole avvalersi della protezione di quel paese, o ritornarvi, per timore di essere perseguitato. Secondo la C.G. del 1951 (ART.1) relativa allo STATUS DEI RIFUGIATI un rifugiato è colui che, per un fondato timore di persecuzione a motivo della sua: 91
RICHIEDENTE ASILO Per richiedere il riconoscimento dello status di rifugiato è necessario presentare una domanda motivata con lindicazione delle persecuzioni subite e delle possibili ritorsioni in caso di rientro nel proprio Paese. Non tutti i richiedenti asilo saranno alla fine riconosciuti come rifugiati. E colui che, lasciato il proprio paese e avendo presentato la domanda dasilo, è in attesa di una risposta da parte delle autorità dello Stato ospitante in merito alla concessione dello status di rifugiato. 93
PROFUGO E un termine giuridico improprio ormai utilizzato in modo consuetudinario per definire colui che è costretto a lasciare il proprio Paese a causa di guerre, persecuzioni generalizzate o catastrofi. 1) titolare di permesso di soggiorno per protezione temporanea 2) titolare di permesso di soggiorno per protezione umanitaria Più correttamente si dovrebbe parlare di: 94
SFOLLATO E colui che lascia la propria abitazione/città, ma rimane allinterno del proprio Paese senza varcarne i confini MIGRANTE ECONOMICO E colui che volontariamente lascia il proprio paese per cercare migliori condizioni economiche. CLANDESTINO E migrante irregolare, che entra irregolarmente in un altro paese, senza validi documenti di viaggio. 96
EXTRACOMUNITARIO E una persona non cittadina dei paesi che compongono lUnione Europea APOLIDE E una persona che nessuno Stato considera suo cittadino. ad esempio: Svizzero. 97
PRINCIPIO DEL NON-REFOULEMENT Nessuno Stato contraente potrà espellere o respingere in alcun modo un rifugiato verso le frontiere dei luoghi ove la sua vita o la sua libertà sarebbe minacciata a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche (ART. 33 C.G.51) Il refoulement è anche proibito dalla IV Convenzione di Ginevra del 1949 (art.45). Il divieto di refoulement è parte del diritto internazionale consuetudinario, in quanto tale, deve essere rispettato anche dagli Stati che non aderiscono alla Conv. sui rifugiati. 98
LA PROTEZIONE DEI RIFUGIATI IN CASO DI CONFLITTI ARMATI IV C.G.49 artt.3/44/45 I P.A.77 artt.1/73 Normativa applicabile Il D.I.U. stabilisce che le vittime dei conflitti armati (che si tratti o no di sfollati) debbano essere rispettate e protette dagli effetti della guerra e assistite in modo imparziale. Poiché molti rifugiati si trovano coinvolti in conflitti armati internazionali o conflitti armati interni, il loro diritto è spesso strettamente collegato al diritto internazionale umanitario. 99
DATI STATISTICI Il 45% dei rifugiati è costituito da bambini e adolescenti. Richieste dasilo presentate in Europa: Origine delle 10 principali popolazioni di rifugiati: Afghanistan Burundi Sudan Angola Somalia Territori Palestinesi occupati Repubblica Democratica del Congo Iraq Bosnia-Erzegovina Vietnam 100
In Europa vi sono oltre 2 milioni di rifugiati. In Italia i rifugiati sono circa 20 mila (esclusi protezione umanitaria). La maggior parte provengono da: - Albania, - Repubblica Federale di Jugoslavia, - Iraq, - Turchia. RICHIESTE asilo in Italia circa, DINIEGHI anno circa Dati dellUNHCR al 2003 101
LALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI LUNHCR ha avuto dalle Nazioni Unite il mandato di proteggere i rifugiati e di assisterli nella ricerca di soluzioni alla loro situazione. Assicura la protezione internazionale, lassistenza materiale, ricerca soluzioni durevoli ai problemi dei rifugiati aiutandoli a ritornare nei paesi dorigine, o a reinsediarsi in paesi di secondo asilo. In molti paesi l UNHCR svolge un ruolo consultivo nelle procedure di determinazione dello Status. 102
Larepressionedei crimini di guerra 103
Trattato di Versailles (28 giugno 1919) Articoli 227, 228, 229, 230 Le Potenze dellIntesa chiedono agli Imperi Centrali la consegna di 900 persone per sottoporle a giudizio penale. Gli imputati saranno giudicati da una Corte Internazionale, per la violazione delle Convenzioni dellAja del 1899 e 1907 Riduzione degli imputati Da 900 a 45 Il primo è il Kaiser Guglielmo II La Corte Internazionale non viene costituita Il processo viene affidato alla Corte Suprema del Reich con sede a Lipsia 105
IV Convenzione dellAja 18 ottobre 1907 Leggi ed usi della guerra terrestre La Parte belligerante che violasse le disposizioni del detto Regolamento sarà tenuta, se del caso, a pagare una indennità. Essa sarà responsabile di tutti gli atti commessi dalle persone appartenenti alle proprie forze armate. Solo gli Stati possono essere chiamati a rispondere delle violazioni del diritto di guerra commesse dei propri militari 106
LIPSIA 23 maggio – 16 luglio 1921 Imputati: Guglielmo II 44 alti ufficiali di esercito e marina Capi daccusa: maltrattamento dei prigionieri di guerra affondamento di navi ospedale inglesi Pene comminate: pene detentive minori – Il Kaiser sfugge al carcere riparando in Olanda Affermazione della responsabilità penale personale 107
Accordo di Mosca 30 ottobre 1943 Accordo di Londra 8 agosto 1945 Statuto del Tribunale Militare Internazionale per la punizione dei grandi criminali di guerra delle Potenze dellAsse Il percorso di formazione del processo di Norimberga 108
Statuto del Tribunale Militare Internazionale per la punizione dei grandi criminali di guerra delle Potenze dellAsse composizione Geoffrey Lawrence GB Francis Biddle U.S.A. Donnedieu De Vabres F B.Iola Nikicenko U.R.S.S. giurisdizione Grandi criminali di guerra dei paesi dellAsse che abbiano commesso crimini internazionali agendo individualmente o come membri di organizzazioni a)Crimini contro la pace b)Crimini di guerra c)Crimini contro lumanità Articolo 2 Articolo 6 109
Statuto del Tribunale Militare Internazionale per la punizione dei grandi criminali di guerra delle Potenze dellAsse Crimini contro la pace …progettazione, preparazione, scatenamento e continuazione di una guerra in violazione dei trattati, accordi o garanzie int.nali …partecipazione ad un piano concertato o ad un complotto Per commettere uno qualsiasi di tali atti Guerra di aggressione 14 dicembre 1974 Risoluzione 3314/XXIX In realtà la definizione di guerra di aggressione è sancita solo trentanni dopo! 110
Statuto del Tribunale Militare Internazionale per la punizione dei grandi criminali di guerra delle Potenze dellAsse Crimini di guerra …violazione delle leggi e degli usi di guerra Articolo 8 Principio della responsabilità personale Il fatto che un imputato abbia agito per eseguire un ordine del suo governo o di un superiore gerarchico non lo esenterà da responsabilità 111
Statuto del Tribunale Militare Internazionale per la punizione dei grandi criminali di guerra delle Potenze dellAsse Crimini contro lumanità Omicidio volontario Sterminio Riduzione in schiavitù Deportazione Persecuzione per motivi politici, razziali, religiosi Ogni altro atto disumano commesso ai danni di una qualsiasi popolazione civile prima e durante la guerra 112
Goringc c c cimpiccagione 2.Ribbentropc c c cimpiccagione 3.Keitelc c c cimpiccagione 4.Rosembergc c c cimpiccagione 5.Kaltenbrunneri n c cimpiccagione 6.Franki n c cimpiccagione 7.Fricki c c cimpiccagione 8.Streicheri n n cimpiccagione 9.Sauckeli i c cimpiccagione 10.Jodl c c c cimpiccagione 11.Seyss – Inquarti c c cimpiccagione 12.Hessc c i iergastolo 13.Funki c c cergastolo 14.Raederc c c nergastolo 15.Von Schirachi n n c20 anni 16.Speeri i c c20 anni 17.Von Neurathc c c c 15 anni 18.Donitzi c c n10 anni 19.Schachti i n nassolto 20.Von Papeni i n nassolto 21.Fritzschei c i iassolto 1 Complotto e cospirazione 2 crimini contro la pace 3 crimini di guerra 4 crimini contro lumanità 113
Processi di Norimberga novembre 1946 – dicembre processi 199 imputati 36 Condanne a morte 23 Ergastoli 102 Pene detentive 38 assoluzioni 114
Principi di Norimberga Commissione delle Nazioni Unite Per il diritto internazionale 1.Principio della responsabilità personale 2.Primato del diritto internazionale sul diritto nazionale 3.Superamento dellimmunità sulla base degli atti di sovranità 4.Superamento dellimmunità sulla base degli ordini superiori 5.Diritto ad un processo equo 6.Definizione di crimine internazionale 7.Qualificazione della complicità come crimine Risoluzione 95 (I) dell11 dicembre 1946 Riconoscimento della Sentenza emessa dal Tribunale Militare Int.le come giuridicamente vincolante in ambito internazionale 115
Tribunale Internazionale Presidente Ufficio Del Procuratore Consiglio di Sicurezza Camera di prima istanza Camera di prima istanza Camera degli Appelli P.G. nazionali AJA Inizio attività 17 novembre 1993 Prima udienza 7 maggio 1996 116
Competenza GenocidioGenocidio Crimini di guerraCrimini di guerra Crimini contro lumanitàCrimini contro lumanità 117
Conferenza diplomatica dei plenipotenziari Roma, 15 giugno - 17 luglio 1998 119
Capitolo I istituzione della Corte Articolo 1 …istituzione permanente… che esercita la sua competenza nei confronti delle persone per i crimini più gravi di rilievo internazionale Competenza Complementare rispetto alle giurisdizioni penali nazionali giurisdizione Regolata dal presente Statuto 128 articoli Esercizio delle funzioni Territorio di ciascuno Stato Parte territorio di qualsiasi Stato previo accordo speciale Sede: LAja 120
Crimini contro lumanità a) uccisione b) sterminio c) riduzione in schiavitù d) deportazione o trasferimento coatto e) prigionia o altra forma di restrizione grave della libertà in violazione delle norme d.i.u. f) tortura g) violenza carnale, schiavitù sessuale, prostituzione forzata gravidanza forzata, sterilizzazione forzata… h)persecuzione di ogni gruppo o collettività i) scomparsa forzata j) crimini di apartheid k) altri atti inumani di natura analoga volti a causare intenzionalmente gravi sofferenze o gravi pregiudizi allintegrità fisica o alla salute fisica o mentale Presupposto perpetrati nellambito di un attacco generalizzato o sistematico, diretto verso una popolazione civile e si è a conoscenza dellattacco 121
Capitolo III Principi generali del diritto penale Nullum crimen sine lege Nulla poena sine lege Non retroattività ratione personae Responsabilità penale individuale Esclusione della giurisdizione per minori di 18 anni Responsabilità dei capi militari e di altri superiori gerarchici 122
Responsabilità dei capi militari e di altri superiori gerarchici Articolo 28 Comandante facente funzioni Responsabilità per omesso controllo a) sapeva o avrebbe dovuto sapere che venivano commessi reati b) non ha preso tutte le misure necessarie o ragionevoli in suo potere per impedire o reprimere lesecuzione o per sottoporre il caso alle Autorità Articolo 33 ordine gerarchico o di legge esimente:a) obbligo legale di obbedire b) non sapere che lordine è illegale c) ordine non manifestamente illegale 123
Capitolo VII Le Pene Articolo 77 a) reclusione a termine fino ad un massimo di 30 anni b) ergastolo estrema gravità del reato situazione personale del condannato c) in aggiunta alla pena principale: - pena pecuniaria - confisca di utili, beni, averi ricavati direttamente o indirettamente dal reato 124
Capitolo VIII Appelli procuratore imputato - vizio di procedura - errore di fatto - errore di diritto - vizio di procedura - errore di fatto - errore di diritto - ogni altro motivo di natura tale da compromettere lequità o la regolarità della procedura o della decisione 125
Articolo 120 Riserve Nessuna riserva può essere apportata al presente Statuto (la riserva è lo strumento con cui uno Stato può ratificare un Trattato senza impegnarsi ad applicarne le parti che non condivide. In questo caso lo Statuto del TPI deve essere accettato nella sua interezza) 126
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References: sentenza 
 § 5
 Art.7
 Articolo 2
 Articolo 6
 Articolo 8
 Sentenza 
 Articolo 1
 Articolo 28
 Articolo 33
 Articolo 77

Articolo 120