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Timestamp: 2020-06-02 23:23:23+00:00

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Il Commercialista in Rete: Rimborsi
Per un problema relativo all’invio del modello 730/4, non ho ricevuto il rimborso dal mio datore di lavoro. Come posso fare per ottenere qua...
Etichette: 730, Rimborsi
Rimborsi: decadenza confermata anche se poi l’Ue boccia l’imposta.
Il termine di decadenza per il rimborso delle imposte sui redditi, previsto dall’art. 38 del DPR n. 602 del 1973, e decorrente dalla “data del versamento” o da quella in cui “la ritenuta è stata operata”, si applica anche nel caso in cui l’imposta sia stata pagata sulla base di una norma successivamente dichiarata in contrasto con il diritto dell’Unione europea da una sentenza della Corte di giustizia, atteso che l’efficacia retroattiva di detta pronuncia – come quella che assiste la declaratoria di illegittimità costituzionale – incontra il limite dei rapporti esauriti, ipotizzabile allorché sia maturata una causa di prescrizione o decadenza, trattandosi di istituti posti a presidio del principio della certezza del diritto e delle situazioni giuridiche (Cfr. Cass., SS.UU., n. 13676/2014
Sentenza n. 25533 del 2 dicembre 2014 (udienza 5 novembre 2014)
Cassazione civile, sezione VI – 5 – Pres. Cicala Mario – Est. Iacobellis Marcello
Art. 38 del DPR n. 602 del 1973 – Termine di decadenza per il rimborso – Decorrenza dalla “data del versamento” o da quella in cui “la ritenuta è stata operata” – Si applica anche nel caso in cui l’imposta sia stata pagata sulla base di una norma successivamente dichiarata in contrasto con il diritto dell’Unione europea
Il termine di decadenza per il rimborso delle imposte sui redditi, previsto dall’art. 38 del DPR n. 602 del 1973, e decorrente dalla “data d...
L’obbligo di effettuare le ritenute sussiste ogniqualvolta le somme erogate rappresentino un reddito (articoli 23 e seguenti del Dpr 600/1973). I rimborsi, intesi come restituzione delle spese sostenute per conto di terzi, a favore di soggetti con cui i committenti non intrattengono rapporti di lavoro, non rappresentano un reddito, e, pertanto, non rientrano tra le erogazioni soggette a ritenuta. Le associazioni di volontariato, infatti, si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri membri per il perseguimento dei fini istituzionali (articolo 3, legge 266/1991). L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate dall’organizzazione di appartenenza soltanto le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalla stessa organizzazione. Inoltre, la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo o comunque di contenuto patrimoniale con l'organizzazione di cui si fa parte (articolo 2, legge 266/1991).
Le somme di denaro che un’associazione di volontariato eroga ai propri aderenti sono soggette a ritenuta d’acconto? L’obbligo di effettuar...
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alle venerdì, novembre 07, 2014
Iva, ultimo trimestre di rimborsi.
Il credito trimestrale, se supera i 5mila euro, può essere compensato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza per la presentazione della domanda e, quindi, per quanto riguarda il periodo che ci interessa, non prima del prossimo 16 novembre; l’operazione deve avvenire necessariamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).
I contribuenti che nel trimestre luglio/settembre hanno realizzato un’eccedenza Iva detraibile superiore a 2.582,28 euro e hanno i requisiti...
alle martedì, ottobre 28, 2014
Quando il Fisco nega un rimborso: in aula “recita” solo il ricorrente.
La Corte richiama il precedente indirizzo in base al quale ove la controversia tributaria abbia ad oggetto l’impugnazione del rigetto dell’istanza di rimborso di un tributo avanzata dal contribuente, quest’ultimo riveste la qualità di attore in senso non solo formale - come nei giudizi di impugnazione di un atto impositivo - ma anche sostanziale, con la duplice conseguenza che grava su di lui l’onere di allegare e provare i fatti ai quali la legge ricollega il trattamento impositivo rivendicato nella domanda e che le argomentazioni con le quali l’Ufficio nega la sussistenza di detti fatti, o la qualificazione ad essi attribuita dal contribuente, costituiscono mere difese, come tali non soggette ad alcuna preclusione processuale, salvo la formazione del giudicato interno o - dove in concreto ne ricorrono i presupposti - l’applicazione del principio di non contestazione (Cass. 29613/2011).
Sentenza n. 19069 del 10 settembre 2014 (udienza del 27 giugno 2014)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Di Iasi Camilla - Est. Ferro Massimo
Impugnazione del rigetto dell’istanza di rimborso – Il contribuente riveste la qualità di attore in senso formale e sostanziale – Grava sul contribuente l’onere di allegare e provare i fatti ai quali la legge ricollega il trattamento impositivo
La Corte richiama il precedente indirizzo in base al quale ove la controversia tributaria abbia ad oggetto l’impugnazione del rigetto dell’i...
Con un comunicato stampa pubblicato ieri 31 luglio, l'Agenzia delle Entrate ha informato che, per velocizzare l’erogazione dei rimborsi,...
alle martedì, agosto 05, 2014
In arrivo una nuova tranche di rimborsi, 105mila dei quali diretti alle persone fisiche tra le quali i contribuenti senza sostituto d’imposta, in attesa di un rimborso emerso dal 730, e circa 50mila società a rimborso Ires per deducibilità dell’Irap. Tutti questi devono comunicare al Fisco le coordinate bancarie o postali del conto su cui accreditare le somme.
Per tale motivo, nei prossimi giorni, riceveranno – via posta i primi, all'indirizzo Pec presente nel registro delle imprese le seconde – una lettera con la quale l’Agenzia spiega come farlo.
Due le strade per ottenere, direttamente in banca, un rimborso veloce e sicuro:
dal proprio computer, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, previa autenticazione
recandosi personalmente in un ufficio territoriale con l’apposito modello. In questo caso è possibile delegare anche un’altra persona che però deve presentarsi allo sportello provvisto di delega e con le copie del suo documento d’identità e di quello del beneficiario.
Per evitare fenomeni di phishing e rendere sicure le transazioni non sono ammessi percorsi alternativi. La lettera dà indicazioni precise e specifica che non saranno presi in considerazione Iban pervenuti per posta, raccomandata o Pec.
L’Amministrazione non invierà mail o messaggi a cui sono allegati file da compilare e trasmettere o software e applicazioni da scaricare sul proprio computer o sul proprio dispositivo mobile.
In particolare, per quanto riguarda le persone fisiche, si tratta dei contribuenti che hanno presentato il 730 ma non hanno un sostituto d’imposta che provveda al conguaglio, oppure di quelli con rimborsi superiori a 4mila euro (a cui hanno contribuito i carichi di famiglia) o altre eccedenze accreditabili direttamente dall’Amministrazione finanziaria.
Le società destinatarie della lettera, sono invece quelle che hanno chiesto il rimborso dell’Ires con la dichiarazione annuale dei redditi o con la domanda telematica legata alla deducibilità forfetaria dell’Irap (articolo 6 del Dl 185/2008).
La somma può essere accreditata su qualsiasi conto bancario o postale del circuito dei bonifici Sepa (Single euro payments area).
I contribuenti con dubbi sull’utilizzo delle carte di conto o dei libretti postali o di altri prodotti diversi dal conto corrente è bene che si rivolgano preventivamente alla propria banca o al proprio ufficio postale.
Per ogni incertezza, è possibile contattare i Centri di assistenza multicanale (Cam) al numero 848 800 444, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, il sabato, dalle 9 alle 13, al costo di una telefonata urbana. I contribuenti che utilizzano il cellulare devono, invece, negli stessi orari, comporre lo 06 96668907, mentre il numero disponibile per chi chiama dall’estero è lo 00390696668933 (con i costi previsti dal proprio operatore/provider).
In arrivo una nuova tranche di rimborsi, 105mila dei quali diretti alle persone fisiche tra le quali i contribuenti senza sostituto d’impost...
Corte Ue: paga dazio lo speditore nel regime di transito comunitario.
La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 50 e 203 del codice doganale comunitario istituito con il regolamento del Consiglio n. 2913/92 del 12 ottobre 1992. La controversia, oggetto del contendere, è sorta in merito alla domanda di rimborso di dazi doganali dovuti nel caso di sottrazione delle merci al controllo doganale a seguito della procedura di transito.
Nel gennaio 2010 veniva introdotta nel territorio doganale dell’Unione una spedizione composta di dodici portabiciclette che veniva posta in un deposito di custodia temporanea. Il proprietario del deposito presentava in dogana le merci dichiarandole sommariamente. Successivamente veniva presentata dalla società ricorrente una dichiarazione di vincolo dei portabiciclette al regime doganale del transito comunitario esterno. Lo stesso giorno veniva effettuato lo svincolo dei portabiciclette. Conseguentemente, lo speditore autorizzato a prendere in consegna la spedizione notava che i portabiciclette non erano contenuti in tali spedizioni. La società spedente, nel frattempo, chiedeva informazioni sul luogo di giacenza dei portabiciclette. La società ricorrente, allora, rispondeva dicendo che non era stato possibile caricare i portabiciclette e che il proprietario del deposito transitorio non aveva potuto immagazzinare gli stessi in modo tale da poterli consegnare al vettore. Nel mese di febbraio 2010 i portabiciclette venivano spediti attraverso una nuova procedura di transito. La merce, quindi, veniva immessa in libera pratica con il relativo versamento del dazio all’importazione. Veniva presentato, inoltre, un reclamo per la sottrazione delle merci al controllo doganale, in quanto nella prima procedura di transito le merci non venivano presentate all’ufficio di destinazione. La società ricorrente, però, ritiene che i dazi all’importazione richiesti non erano legalmente dovuti e ne veniva richiesto il rimborso ai sensi dell’articolo 236 del codice doganale. La procedura di transito, secondo la tesi sostenuta, sarebbe iniziata solo nel momento del ritiro effettivo delle merci presso il depositario, indipendentemente dalla dichiarazione effettuata. Ecco che allora, il responsabile sostanziale, per la suddetta sottrazione, sarebbe esclusivamente il proprietario del deposito in custodia temporanea. Con il rigetto della domanda di rimborso, pertanto, la società ricorrente decideva di portare la questione dinanzi al giudice nazionale il quale a sua volta affermava come i dazi legalmente dovuti non possono essere rimborsati.
Con la sua prima questione, il giudice nazionale, in ottemperanza alle disposizioni di cui agli articoli 50 e 203 del codice doganale comunitario chiede se una merce posta in custodia temporanea debba essere considerata come una merce sottratta al controllo doganale se viene dichiarata in regime di transito comunitario esterno se la stessa non lascia fisicamente il deposito per essere presentata all’ufficio doganale di destinazione, mentre i documenti di transito vengono invece presentati. Con la seconda questione invece viene chiesto di stabilire se nel caso di specie sia lo speditore autorizzato che ha vincolato la merce sia il soggetto debitore e pertanto tenuto al versamento del dazio doganale.
I togati europei per prima cosa sottolineano l’importanza del momento in cui termina la custodia temporanea di una merce ed inizia il vincolo al regime doganale del transito comunitario esterno. Determinato tale momento, in ossequio alle disposizioni del codice doganale, è possibile stabilire l’ammissibilità o meno della richiesta di rimborso e chi sia il debitore del dazio doganale. Al riguardo, l’articolo 50, sancisce che le merci in custodia temporanea sono vincolate a tale regime e si svincolano solo al momento del ricevimento della destinazione doganale. Nel caso di specie, il vincolo al regime transitorio parte dal gennaio 2010, alla data della prima spedizione ma in quanto le stesse merci non hanno lasciato il deposito a tale data per essere presentate all’ufficio doganale di destinazione, mentre i documenti di transito si, è palese come tali merci sono state sottratte al controllo doganale. Alla luce di tale conclusione, sottolineano i togati europei, occorre stabilire chi sia il debitore di imposta secondo l’articolo 203 del codice doganale. Il soggetto titolare del deposito, lo speditore autorizzato, nel quale giacciono le merci non ancora vincolate al regime del transito comunitario è responsabile di tale regime e pertanto è a tutti gli effetti debitore del dazio doganale dovuto come stabilito nello stesso articolo 203 del codice doganale, paragrafo 3.
Per i giudici della sesta sezione della Corte di giustizia europea, una merce posta in custodia temporanea è da considerarsi sottratta al controllo doganale se dichiarata come merce assoggettata al regime di transito comunitario esterno quando la stessa non viene presentata all’ufficio doganale di destinazione mentre lo sono i documenti di transito. Ecco che allora, nella fattispecie di cui al procedimento principale, in caso di sottrazione della merce dal controllo doganale, lo speditore autorizzato, che vincola la merce stessa al regime doganale del transito comunitario esterno è il debitore del dazio doganale come stabilito dall’articolo 203, paragrafo 3, quarto trattino, del regolamento n. 2913/92.
La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 50 e 203 del codice doganale comunitario istituito con il re...
Etichette: Dazi, Rimborsi
Rimborsi Imu: tra Stato e Comune è il secondo a fare da asse centrale.
L’imposta municipale propria, meglio conosciuta come Imu, introdotta nell’ambio delle disposizioni in materia di federalismo fiscale municip...
Etichette: IMU, Rimborsi
alle lunedì, maggio 12, 2014
Rimborsi da deducibilità Irap al Centro operativo di Venezia.
Una nuova competenza è attribuita dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 aprile al Centro operativo di Venezia.
Si tratta del controllo dei rimborsi richiesti, in via telematica, dalla società partecipanti al consolidato che si sono avvalse dalla possibilità di dedurre l’Irap dalle imposte sui redditi.
L’attività viene attribuita al Centro operativo di Venezia in base a quanto stabilito dall’articolo 28, comma 2, del Dl 78/2010: “le attività di controllo e di accertamento realizzabili con modalità automatizzate sono incrementate e rese più efficaci attribuendone la effettuazione ad apposite articolazioni dell’Agenzia delle Entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, individuate con il Regolamento di amministrazione”. Il Regolamento dell’Agenzia delle Entrate individua appunto i Centri operativi.
Il Centro provvede a effettuare la verifica della correttezza dell’esito della liquidazione automatizzata ed emette gli atti che riconoscono o negano la spettanza dei rimborsi. Le posizioni da verificare vengono segnalate sulla base di apposite liste elaborate in via centralizzata.
Nelle eventuali controversie riguardanti gli atti emessi dal Co di Venezia interverrà la Commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul tributo controverso, che sarà parte del processo dinanzi alle Commissioni tributarie.
Il provvedimento odierno conferma la possibilità per gli uffici territorialmente competenti, laddove questi dispongano dei necessari elementi conoscitivi, di emettere direttamente gli atti di conferma o diniego dei rimborsi, previo coordinamento con il Centro operativo.
Una nuova competenza è attribuita dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 aprile al Centro operativo di Venezia. ...
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Rimborsi spese sportivi automuniti: esentasse, se in gara fuori comune.
Come calcolare le indennità
Per rientrare tra le spese documentate, le indennità chilometriche non devono essere forfetarie, ma necessariamente quantificate in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa (dalla residenza dell’atleta al luogo della trasferta), tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’Aci. Non assume, invece, rilevanza a tale fine la sede dell’organismo erogatore.
I rimborsi delle spese di viaggio (le indennità chilometriche) sostenute dagli atleti dilettanti per raggiungere, con un proprio mezzo di tr...
alle lunedì, aprile 14, 2014
Rimborsi, richiesta dell'Iban tramite Pec.
Per accelerare l’erogazione dei rimborsi, l’Agenzia delle Entrate sta richiedendo alle società beneficiarie di comunicare il proprio Iban per poter accreditare le somme direttamente sul conto corrente bancario dell’azienda. I destinatari riceveranno la richiesta delle coordinate via Posta elettronica certificata (Pec). Il codice Iban va comunicato utilizzando i servizi online dell'Agenzia delle Entrate o di persona presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia, presentando il modello per la richiesta di accredito disponibile presso gli sportelli o sul sito delle Entrate.
Per accelerare l’erogazione dei rimborsi, l’Agenzia delle Entrate sta richiedendo alle società beneficiarie di comunicare il proprio Iban pe...
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alle lunedì, marzo 24, 2014
Estensione della procedura automatizzata a tutti i rimborsi di tasse, imposte dirette e indirette (ad esempio, il registro) di competenza dell’Agenzia delle Entrate che, fino a oggi, in assenza di disposizioni normative che prevedano apposite modalità di erogazione, sono concessi dagli uffici fiscali utilizzando i fondi di bilancio.
A sancire l’ampliamento è il provvedimento direttoriale del 7 febbraio.
A introdurre la possibilità che le maggiori imposte versate emerse dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi fossero rimborsate tramite procedura automatizzata, era stato il decreto del ministero delle Finanze del 29 dicembre 2000, attuativo della disposizione normativa contenuta nell’articolo 75 della legge 342/2000.
Successivamente, la circolare Mef 33/2007 aveva ammesso l’utilizzo della procedura automatizzata anche per pagare i rimborsi relativi al contributo unificato di iscrizione a ruolo.
Sulla base di tali norme, l’Agenzia predispone, con procedura automatizzata, le liste dei beneficiari per ciascun tipo e periodo d’imposta, indicando gli elementi identificativi del contribuente e della relativa “pratica”, e l’importo da rimborsare.
In banca, alla posta, in contanti
La prassi standard prevede che gli importi da restituire sono accreditati direttamente sul conto corrente bancario o postale dal beneficiario.
Per quanto riguarda le persone fisiche, però, il pagamento può diventare anche cash, eventualità che si presenta quando l’interessato non comunica le coordinate del c/c all’ufficio.
In questo caso, il contribuente, se l’importo, comprensivo di interessi, è inferiore a mille euro, viene invitato a riscuotere la somma alle Poste; altrimenti, quando quella soglia viene superata, il rimborso arriva con vaglia cambiario non trasferibile della Banca d’Italia.
Il destinatario, che più semplicemente vuole dirottare in banca o alla posta il rimborso, non deve fare altro che indicare le coordinate del suo conto all’Amministrazione, attraverso il modello telematico scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il modulo può essere presentato a un qualsiasi ufficio territoriale o tramite i servizi telematici disponibili.
I dati sono validi fino a nuova comunicazione e, in ogni caso, saranno aggiornati soltanto per i rimborsi ancora non confluiti nell’ultima lista elaborata.
Estensione della procedura automatizzata a tutti i rimborsi di tasse, imposte dirette e indirette (ad esempio, il registro) di competenza de...
alle mercoledì, febbraio 12, 2014
L'Agenzia delle Entrate, con comunicato stampa del 14 novembre 2013, ha affermato che sono in arrivo 75 milioni di euro di rimborsi Irpe...
Rimborso IVA, la decadenza dei termini resta la stessa anche in caso di interpello.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20526 depositata venerdì 6 settembre, ha affermato che i termini di decadenza del rimborso dell'IVA versata ma non dovuta su alcune cessioni di beni in virtù di una risposta ad un interpello non decorrono dalla risposta dell'Amministrazione finanziaria, ma da quando è maturato il diritto alla restituzione. Non rileva che il versamento sia stato eseguito perché in precedenza le operazioni erano ritenute imponibili da parte dell'Amministrazione stessa. In sostanza, l'interpello non sposta la decadenza dei termini per richiedere il rimborso.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20526 depositata venerdì 6 settembre, ha affermato che i termini di decadenza del rimborso dell'...
alle martedì, novembre 12, 2013
Ho dimenticato di indicare degli oneri deducibili nell’anno di imposta 2010. Come posso ottenere il rimborso delle maggiori imposte versate?
Qualora un contribuente si accorga di avere commesso un errore a suo danno oltre il termine di presentazione della dichiarazione successiva (articolo 2, comma 8-bis, Dpr 322/1998), non ha più facoltà di presentare una dichiarazione integrativa a favore. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in tale ipotesi, è invece necessario presentare un’istanza di rimborso (articolo 38 del Dpr 602/1973), in cui andranno provate le circostanze che legittimano la richiesta di restituzione delle maggiori imposte versate (risoluzione 24/2007). Il termine di decadenza fissato per la presentazione della domanda è di 48 mesi, che decorrono dal pagamento eseguito in assenza del presupposto ovvero dal pagamento del saldo (risoluzione 459/2008).
Ho dimenticato di indicare degli oneri deducibili nell’anno di imposta 2010. Come posso ottenere il rimborso delle maggiori imposte versate?...
alle giovedì, novembre 07, 2013
Rimborso Iva per non residenti. Perentorio il termine per l’istanza.
Con la sentenza n. 16692 del 3 luglio, la Cassazione è tornata a pronunciarsi in merito alla natura perentoria ovvero ordinatoria del termine semestrale entro il quale i soggetti non residenti sono tenuti a presentare l’istanza di rimborso del tributo assolto sull’acquisto di beni e/o servizi in un altro Stato membro (nella specie, Italia), di cui all’articolo 7, par. 1, co. 1, della direttiva Cee n. 79 del 6 dicembre 1979, recepito nel nostro ordinamento con l'articolo 38-ter del Dpr 633/1973 (entrambi nel tenore vigente “ratione temporis”).
Come noto, l'articolo 7, par.1, co.1, della direttiva n. 79/1072/Cee del 6 dicembre 1979 (vigente all’epoca dei fatti dedotti in controversia), fissava detto termine nel sesto mese successivo allo scadere dell’anno civile nel corso del quale l’imposta era divenuta esigibile e, cioè, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui era sorto il diritto al rimborso (termine successivamente prorogato al 30 settembre dello stesso anno, a seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2008/9/Ce del 12 febbraio 2008, recepita nel nostro ordinamento dal Dlgs 11 febbraio 2010, n. 18).
Il termine in questione era stato introdotto nella normativa nazionale con l’articolo 1 del Dm 20 maggio 1982, attuativo della disciplina recata dall’articolo 38-ter del Dpr 633/1972 (ora confluita negli articoli 38-bis2 e 38-bis3 del citato Dpr n. 633), senza peraltro specificarne la natura perentoria, o meno.
Come ricordato dalla Suprema corte nella sentenza in nota, l'incertezza generata dalla mancata indicazione della natura di detto termine aveva determinato l'insorgere di un contrasto giurisprudenziale, sanato solo da una recente pronuncia della Corte di giustizia europea.
La Corte di giustizia, con la sentenza 21 giugno 2012, n. C-294/11, ha infatti riconosciuto al termine in questione carattere decadenziale e, quindi, posto a pena di decadenza dall'esercizio del relativo diritto (in senso conforme: Cassazione 5 aprile 2013, n. 8366; 15 marzo 2005, n. 5559; 13 aprile 2005, n. 7703; 3 maggio 2005, n. 9142; mentre, in senso contrario: Cassazione 12 gennaio 2010, n. 286; 1° dicembre 2004, n. 22563).
Con la sentenza in epigrafe, la Corte di cassazione ha inteso conformarsi all'interpretazione da ultimo fornita dai Giudici europei, ricordando che, viceversa, considerare il medesimo termine come avente carattere meramente ordinatorio, si porrebbe in contrasto con lo scopo (perseguito dalle medesime direttive) di armonizzazione delle diverse discipline interne vigenti in materia nell’ambito dei vari Stati membri.
Le conclusioni cui perviene la sentenza in esame si pongono in linea anche con quanto in passato affermato dall’Amministrazione finanziaria nazionale con la risoluzione n. 320966 del 24 luglio 1985, nonché la risoluzione n. 47/E dell’11 aprile 2000.
Con la sentenza n. 16692 del 3 luglio, la Cassazione è tornata a pronunciarsi in merito alla natura perentoria ovvero ordinatoria del termin...
alle mercoledì, settembre 18, 2013
Rimborso IVA infrannuale secondo trimestre, istanza entro il 31 luglio.
Il prossimo 31 luglio 2013 scade il termine per presentare il modello IVA TR per la richiesta di rimborso o compensazione del credito IVA infrannuale relativo al 2° trimestre 2013. Interessati all'adempimento sono i contribuenti Iva che presentano un credito Iva trimestrale superiore a € 2.582,28 e che rispettano determinati requisiti. Il modello deve essere presentato esclusivamente in via telematica direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati. Il modello da utilizzare è quello approvato con Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20.03.2013.
Il prossimo 31 luglio 2013 scade il termine per presentare il modello IVA TR per la richiesta di rimborso o compensazione del credito IVA in...

References: sentenza 

Sentenza 

Art. 38

Sentenza 
 articolo 203
 sentenza 
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