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Timestamp: 2018-12-19 00:25:06+00:00

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Articoli con tag Licenziamento
La modifica all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori determinata dalla legge Fornero, legge 92 del 2012, “non incide sul solo apparato sanzionatorio, ma impone un approccio diverso alla qualificazione giuridica dei fatti, incompatibile con una sua immediata applicazione ai processi in corso. Ed infatti con la richiamata legge è stata introdotta una nuova, complessa e articolata disciplina dei licenziamenti” in virtù della quale le sanzioni irrogabili nel caso di licenziamento illegittimo (che vanno dal reintegro all’indennizzo di un minino di 12 mensilità) non sono compatibili con il giudizio di legittimità deputato alla Cassazione, ma anche il rinvio al giudice di merito risulterebbe in contrasto con il principio della ragionevole durata del processo e con l’articolo 111 della Costituzione e con la Convenzione Europea sui diritti dell’uomo.
Linea dura della Cassazione per chi non comunica l’assenza al datore di lavoro. A prescindere da visite fiscali favorevoli o certificati medici esibiti in seguito, il dipendente è tenuto a comunicare in maniera tempestiva e corretta la sua assenza dal posto di lavoro: lo dice la Corte di Cassazione, una prescrizione ben più vincolante di una sottolineatura da codice deontologico. La Sezione Lavoro della Suprema Corte ha infatti confermato il licenziamento di un operaio ritenuto colpevole di assenza ingiustificata per un’itera settimana. I giudici di merito gli avevano già dato torto: i licenziamento si fondava su una giusta causa.
La pausa caffé può costare davvero tanto. Lo sa bene un bancario siciliano cui è stata applicata la massima sanzione disciplinare dall’Istituto di Credito presso cui era alle dipendenze per aver sorseggiato un espresso di troppo, nero e, soprattutto, amarissimo!
Il licenziamento è stato definitivamente convalidato qualche giorno fa dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Sentenza 7819/2013), confermando così la decisione della Corte di Appello di Caltanissetta, la quale ha precisato che il licenziamento è legittimo quando la cosiddetta “pausa caffè”, presupponendo l’allontanamento dal posto di lavoro per raggiungere il bar, comporta un rilevante rallentamento dei ritmi lavorativi, con pregiudizio del datore di Lavoro.
Il licenziamento del dipendente part-time non sorretto da giustificato motivo oggettivo ma adottato solo in ragione del rifiuto del lavoratore di modificare l’orario di lavoro è illegittimo. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza 14833/12.
Un lavoratore part-time alle dipendenze di una società veniva licenziato e impugnava il licenziamento. Il Tribunale di Verbania, prima, e la Corte d’appello di Torino, poi, accoglievano la domanda, annullando il licenziamento per mancanza di giusta causa o di giustificato motivo oggettivo e ordinando la reintegrazione del lavoratore nel proprio posto oltre al pagamento da parte della società delle retribuzioni non corrisposte dal giorno del licenziamento. La (altro…)
Lavoro e previdenza Licenziamento
Non va incontro al licenziamento il dipendente che offende il capo, se tale condotta, seppur “spiacevole e inopportuna”, non integra “una tale gravita’ da poter compromettere il rapporto fiduciario tra le parti”. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’appello dell’Aquila, la quale aveva dichiarato illegittimo il licenziamento di un uomo, accusato di aver rivolto una frase ingiuriosa nei confronti del suo superiore.
Secondo i giudici del merito, si era trattato di una “mera intemperanza verbale”, non seguita da altri comportamenti “scorretti” e “inidonea a dimostrare una volonta’ di insubordinazione o di aperta insofferenza nei confronti del potere (altro…)
I lavoratori che si sposano sono liberi di scegliere la data del loro viaggio di nozze che non necessariamente deve coincidere con quella della celebrazione del matrimonio. Lo sottolinea la Cassazione – nella sentenza 9150 depositata oggi – avvertendo i datori di lavoro che non possono licenziare i dipendenti che scelgono di fare la luna di miele qualche tempo dopo il fatidico ‘si’.
Con questa decisione la Suprema Corte ha respinto il ricorso di una società aeronautica, la Aerosoft Spa, contro la sentenza con la quale la Corte d’appello di Napoli, nel 2008, aveva confermato il diritto alla reintegrazione nel posto di (altro…)
in Giurisprudenza, Lavoro
In tema di sanzioni disciplinari nell’ambito dei rapporto di lavoro, il principio di tassatività degli illeciti non può essere inteso nel senso rigoroso, imposto per gli illeciti penali dall’art. 25, comma secondo, Cost., dovendosi, invece, distinguere tra gli illeciti relativi alla violazione di prescrizioni strettamente attinenti all’organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività e quindi conoscibili solo se espressamente previste ed inserite, perciò, nel c.d. “codice disciplinare” da affiggere ai sensi dell’art. 7, della legge n. 300 del 1970, e quelli costituiti da comportamenti (altro…)
1. La sentenza attualmente impugnata – riformando parzialmente la sentenza del Tribunale di Messina n 262/2005 – dichiara illegittimo il licenziamento intimato dalla società [OMISSIS] S.N.C. a [OMISSIS] , ordina la reintegra del lavoratore nel posto di lavoro, condanna la suddetta società al risarcimento del danno subito dal [OMISSIS] per il licenziamento in misura pari a una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del (altro…)

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