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Timestamp: 2017-08-24 11:19:08+00:00

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1 PIANO DI AZIONE COESIONE PIANO DI INTERVENTO SERVIZI DI CURA PER GLI ANZIANI PRIMO RIPARTO DEL PROGRAMMA SERVIZI DI CURA LINEA GUIDA PER LA REDAZIONE DEL FORMULARIO PER LA DEFINIZIONE DELLA PROPOSTA DEL PIANO DI INTERVENTO REGIONE CALABRIA ISTRUZIONI PER L USO La Linea Guida corrisponde al Formulario arricchito di note e spiegazioni. E necessario leggere con attenzione la Linea Guida nella sua interezza prima di compilare il Formulario. Si segnala che il Formulario è stato predisposto con la duplice finalità di raccogliere gli elementi essenziali richiesti dall atto di riparto per poter predisporre il Piano di intervento secondo quanto stabilito da quell atto e di rendere agevole e spedita l istruttoria sul Piano. Va pertanto prestata attenzione, nella lettura della linea Guida, alle indicazioni sulle informazioni necessarie per ciascuna sezione e, in particolare, al fatto che nella sezione dedicata alla presentazione generale del Piano sono richieste informazioni derivanti dalle singole schede intervento presentate nella parte finale della Linea Guida e del Formulario e che quindi devono essere definite prima di compilare alcune tavole di presentazione generale. Formulario e Linea Guida sono specifici per ciascuna regione (presentano alcune differenze per tener conto dei diversi inquadramenti normativi e regolamentari e della diversa denominazione di soggetti, servizi etc.). Si raccomanda a ciascun soggetto proponente autorizzato alla presentazione del Piano di intervento di fare riferimento alla Linea Guida, al Formulario e alle schede intervento specifiche per la propria regione. 1
2 Considerazione introduttive Si ritiene opportuno, preliminarmente, soffermare l attenzione su profili di contabilità economica e finanziaria e su aspetti riguardanti le procedure di attuazione dei piani di intervento. Richiamata la necessità di una puntuale osservanza delle vigenti disposizioni in materia di contabilità economico-finanziaria e di rispetto del patto di stabilità, si raccomanda, ove possibile, l inserimento nel bilancio preventivo di ogni anno, tra i trasferimenti di parte corrente e tra le spese del settore sociale, di due capitoli in corrispondenza con stanziamenti di uguale importo; tale variazione, che si rende necessaria in relazione alla elevata probabilità di assegnazione di contributi statali a destinazione vincolata, appare peraltro idonea alla risoluzione del problema derivante dall eventuale presenza di gestioni provvisorie. Analogamente, qualora i progetti approvati siano finalizzati ad incrementare il patrimonio dell ente, sarà opportuno istituire due capitoli in corrispondenza, in entrata e in uscita, di parte capitale. Si osserva, inoltre, che l eventuale vincolo per dodicesimi potrebbe essere superato qualificando tali spese come unitarie, non suscettibili di pagamento frazionabile in dodicesimi. Per quanto concerne i profili riguardanti le spese di personale, si prega di porre particolare attenzione in ordine all applicazione delle limitazioni in materia assunzionale e dei vincoli di spesa previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Per quel che attiene agli aspetti più propriamente gestionali, i Distretti socio-assistenziali beneficiari del finanziamento PAC procederanno all attuazione dei Piani di intervento approvati dall Autorità di Gestione nel rispetto della normativa vigente prevista dal Codice dei Contratti (d.lgs. n. 163/2006) e della disciplina riguardante la tracciabilità dei flussi finanziari (d.lgs. n. 136/2010). Le procedure di affidamento avranno luogo, ovviamente, nel rispetto degli atti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici, ove previsti dalle norme vigenti. Ove fosse stato sottoscritto dagli enti locali interessati con la Prefettura-U.T.G. competente il Protocollo di legalità, sarà ovviamente cura della stazione appaltante assicurare il rispetto dello stesso da parte delle ditte e/o gestori dei servizi, così come resta inteso che trovano applicazione le disposizioni dei contratti collettivi di lavoro nonché degli adempimenti previsti dalla normativa in materia di regolarità contributiva. Si ritiene altresì opportuno evidenziare che il codice dei contratti ha previsto, come è noto, la possibilità di acquisire lavori, servizi e forniture facendo ricorso a centrali di committenza (art. 33), e che, inoltre, ai sensi dell art. 13 della legge 13 agosto 2010, n. 136, il D.P.C.M. 30 giugno 2011 (G.U. del 29 agosto 2011), ha stabilito che possono aderire alle stazioni uniche appaltanti (S.U.A.) le Amministrazioni dello Stato, le regioni, gli enti locali, gli altri enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico, le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, da essi costituiti, le imprese pubbliche e i soggetti che operano in virtù di diritti speciali o esclusivi. Giova infine rammentare, per completezza, che i Comuni con popolazione non superiore a abitanti, ai sensi dell art. 33, comma 3-bis, del d.lgs. n. 163/2006, sono obbligati ad affidare ad un unica centrale di committenza l acquisizione dei lavori, servizi e forniture nell ambito delle unioni di Comuni ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i Comuni medesimi. Ovviamente, nel caso in cui anche i Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti procedano alla costituzione della centrale di committenza o aderiscano alla S.U.A., gli Enti aderenti potranno delegare l attività di verifica del progetto, di cui all art. 112 del d.lgs. n. 163/2006, anche al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. 2
3 1. DATI IDENTIFICATIVI Questa sezione contiene i dati identificativi del Distretto socio-assistenziale e del Comune capofila, necessari anche ai fini delle comunicazioni in fase di istruttoria. Denominazione del Distretto socioassistenziale Comune Capofila Dati contabili e fiscali Sede Indirizzo di PEC del Comune Capofila Contatto Comune Capofila , Telefono ASP/Distretto sanitario di riferimento Selezionare dalla tabella allegata Inserire Comune Capofila Indicare i dati contabili e fiscali del Comune Capofila Inserire l indirizzo della sede del Comune Capofila, cioè la sede dell ufficio rilevante ai fini della presentazione del Piano di intervento Inserire l indirizzo di PEC (Posta Elettronica Certificata) del Comune Capofila Nome della persona di riferimento per l istruttoria all interno del Comune Capofila e telefono della persona di riferimento Indicare ASP/Distretto sanitario di riferimento 2. REQUISITI GENERALI 2.1 FORMA ASSOCIATIVA E APPROVAZIONE DEL PIANO DI INTERVENTO In questa sezione del Formulario sono da riportare gli estremi degli atti che attestano la rispondenza alle condizioni poste per l accesso alle risorse del primo riparto (cfr. punti 3.A e 3.B del Documento di Riparto). Come previsto dal Documento di Riparto, gli atti richiesti sono specifici a seconda delle regioni interessate, tenuto conto della normativa di riferimento esistente e del suo stato di attuazione. Per la regione Calabria riportare nel Formulario gli estremi degli atti sotto indicati, da allegare al Piano di intervento. Nel caso della Calabria, i requisiti variano a seconda che sia stata o meno definita la forma associativa tra tutti i Comuni del distretto socio-assistenziale, secondo quanto previsto dalla LR 23/2003 art.17. A seguire sono specificati i requisiti nelle due diverse ipotesi. IPOTESI 1: I Comuni che compongono il distretto socio-assistenziale hanno formalizzato la forma associativa ex d.lgs. 267/2000 (Convenzione, Consorzio, Unione di Comuni) Forma associativa Convenzione tra i Comuni del Distretto socio-assistenziale (ai Inserire gli estremi dell atto 3
4 sensi dell art. 30 d.lgs. 267/2000) OPPURE Convenzione tra i Comuni di approvazione dello Statuto del Consorzio (ai sensi dell art. 31 d.lgs. 267/2000) Approvazione del Piano di Intervento Delibera del Comune Capofila di approvazione del verbale dell Assemblea dei Sindaci dei Comuni del Distretto socioassistenziale Verbale dell Assemblea dei Sindaci dei Comuni del distretto Inserire gli estremi dell atto Inserire il n. del verbale e la data di approvazione IPOTESI 2: I Comuni che compongono il distretto socio-assistenziale NON hanno formalizzato la forma associativa ex d.lgs. 267/2000 (Convenzione, Consorzio, Unione di Comuni) Forma associativa Accordo di Programma tra i Comuni del Distretto socioassistenziale con specificazioni sull esercizio delle funzioni associate Inserire gli estremi dell atto Approvazione del Piano di Intervento Delibera del Comune Capofila di approvazione del verbale del Comitato dei Sindaci dei Comuni del Distretto socioassistenziale Verbale del Comitato dei Sindaci dei comuni del distretto Inserire gli estremi dell atto Inserire il n. del verbale e la data di approvazione L Accordo di programma tra tutti i Comuni del distretto identifica quanto previsto dal documento di riparto (cfr. primo punto elenco del paragrafo 3.B): Ruolo e responsabilità del soggetto capofila; Funzioni presidiate dall associazione intercomunale; Modalità organizzative della gestione associata; Struttura tecnica di riferimento. Nel caso di Accordi di Programma già vigenti che non includano alcuni degli elementi sopra riportati, questi dovranno essere integrati con l atto di approvazione del Piano di Interventi. Si precisa che, in considerazione dell obiettivo generale di sostenere forme strutturate nella gestione integrata dei servizi, nei successivi riparti del PAC si chiederà la rispondenza a quanto prescritto dall art. 17 della LR 23/2003, formalizzando la forma di gestione associata ai sensi del d.lgs. 267/ CONDIVISIONE DEL PIANO DI INTERVENTO CON IL PARTENARIATO LOCALE Nel predisporre il Piano di intervento e prima della sua approvazione, il Comune capofila e/o gli organismi di Distretto dovranno promuovere uno o più momenti di confronto con il partenariato locale 4
5 (terzo settore, cooperazione sociale, sindacati, associazioni di utenti o altre realtà dell associazionismo locale). (max 10 righe) Descrizione delle iniziative realizzate, dei soggetti partecipanti, e delle modalità adottate per raccogliere opinioni e proposte dal partenariato locale in merito ai contenuti e scelte del Piano di intervento REQUISITI SPECIFICI PER CURE DOMICILIARI INTEGRATE In questa sezione è richiesto di riportare gli estremi (e allegare la copia) degli atti relativi agli accordi tra Distretto e ASP/Distretto sanitario per la gestione associata della rete per le cure domiciliari integrate previsti, seppur con forme diverse, in tutte le regioni interessate da apposite Linee Guida adottate formalmente dalle rispettive Giunte Regionali. Oltre a documentare l eventuale esistenza di accordi già previsti dalla normativa regionale, in questa sezione si dovranno altresì fornire gli estremi dell atto aggiuntivo previsto per questo riparto (cfr. punto 3.C del Documento di Riparto), in cui si richiede di declinare gli impegni delle due parti per la presa in carico e l erogazione dei servizi. L atto aggiuntivo, che deve contenere tutti gli elementi previsti al punto 4.IV del Documento di Riparto, è richiesto anche alle ASP per l accesso alle risorse del Fondo Sviluppo Coesione del. CIPE 79/2012. Per la regione Calabria, riportare nel formulario gli estremi degli atti sotto indicati, da allegare al Piano di intervento. Integrazione socio-sanitaria per gestione CDI Protocolli di intesa/accordi tra ASP/Distretti sanitari e Distretti socio-assistenziali in vigore (se esistenti) Atto per l accesso alle risorse del PAC Vigente (SI/NO) Accordo di programma tra Distretto socio-assistenziale e Distretto sanitario per l accesso alle risorse del PAC Inserire gli estremi dell atto Segnalare se vigente Inserire gli estremi dell atto Per il primo requisito segnalare eventuali protocolli di intesa o accordi vigenti tra distretti sanitari e distretti socio-assistenziali, in attuazione delle Linee guida sul sistema di cure domiciliari e accesso ai servizi territoriali (D.P.G.R. n.12 del 31 gennaio 2011) o di altri indirizzi regionali (ad esempio DGR 749/2010 Piano per la non autosufficienza). Segnalare anche il caso in cui non vi siano atti vigenti. L atto richiesto specificamente per l accesso alle risorse del PAC, da sottoscrivere nella forma di Accordo di Programma, deve contenere tutti gli elementi previsti al punto 4.IV del documento di riparto: informazioni e dati su organizzazione e livello delle prestazioni CDI erogate dalla ASP a livello di distretto sanitario nelle ultime tre annualità (2010, 2011 e 2012); una chiara identificazione degli impegni delle due parti in termini di risorse finanziarie, umane e logistiche programmate e ore di assistenza previste per le Cure Domiciliari Integrate per il biennio ; 5
6 l impegno a istituire e attivare (ovvero a mettere a regime) il Punto Unitario di Accesso (PUA) e le Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) (o altre modalità di accesso al servizio previste dalla normativa regionale) a copertura del fabbisogno di accesso integrato sociosanitario, se non già attivati (in caso di attivazione già avvenuta è richiesta opportuna documentazione sulla composizione, le funzioni ricoperte, i principali dati statistici di attività, gli strumenti di valutazione multidimensionali adottati); l impegno ad introdurre modalità di valutazione multidimensionale del grado di non autosufficienza compatibili con l alimentazione del Sistema Informativo per la Non Autosufficienza (SINA) e del Nuovo Sistema Informativo Sanitario per il monitoraggio dell assistenza domiciliare (NSIS-SIAD); l impegno ad introdurre sistemi di accreditamento o a fissare requisiti organizzativi, di attrezzature e di attività (secondo normativa regionale), in caso di prestazioni erogate da soggetti privati sia per le prestazioni di natura sanitaria che per quelle di natura sociale, se non già adottati (in caso di adozione già avvenuta è richiesta opportuna segnalazione). Nel caso in cui alcuni di questi elementi fossero in tutto o in parte già compresi negli accordi/protocolli già sottoscritti e allegati, nell Accordo di programma per i punti in questione si farà un esplicito rimando agli accordi già esistenti. Nel caso in cui non sia al contrario vigente un accordo/protocollo, l atto specifico da sottoscrivere per l accesso alle risorse del PAC, oltre a contenere quanto richiesto dal documento di riparto, dovrà rispondere a quanto previsto dalle Linee guida sul sistema di cure domiciliari e accesso ai servizi territoriali (D.P.G.R. n.12 del 31 gennaio 2011). Si precisa che gli accordi devono riguardare la gestione dei servizi a livello di singolo distretto, anche se sottoscritti dal direttore dell ASP. Tuttavia nei casi in cui, a seguito del DPGR n. 54/2011, vi sia stato un accorpamento dei distretti socio-sanitari, potrà essere sottoscritto un Accordo che faccia riferimento al distretto socio-sanitario accorpato e ai distretti socio-assistenziali ricadenti nei nuovi confini. 6
7 3. INFORMAZIONI E DATI SUI SERVIZI PER GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI EROGATI NEL DISTRETTO SOCIO-ASSISTENZIALE E/O NEI COMUNI CHE LO COMPONGONO: Le informazioni richieste in questa sezione hanno la finalità di inquadrare la proposta. Si tratta di informazioni necessarie ad agevolare l analisi del Piano di intervento e ad evitare richieste informative ulteriori nel corso dell istruttoria. 3.1 CONTESTO TERRITORIALE E SOCIALE DEL DISTRETTO(max 1 cartella) Descrizione della struttura della popolazione, delle sue condizioni sociali ed economiche, delle caratteristiche orografiche e delle comunicazioni che possono incidere sulla fornitura dei servizi alla cittadinanza. Qualora rilevante, indicare la fonte dei dati (es. dati censimento ISTAT 2011). 3.2 SISTEMA DI OFFERTA DI SERVIZI PER GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI NEL 2012 (max 1 cartella) Descrizione del sistema generale dell offerta dei servizi con riferimento alle diverse tipologie di servizio (strutture residenziali, semi-residenziali, servizi domiciliari o altro) specificando, se possibile, il numero degli utenti serviti, la spesa pubblica (sia totale sia gestita direttamente dal Distretto), e la natura pubblica/privata dei gestori dei servizi. Indicare la fonte dei dati. In questa sezione potranno essere utilizzati dati del sistema di monitoraggio regionale eventualmente forniti dalla Regione o dati di fonte statistica nazionale (es. Indagine ISTAT sulla spesa sociale dei Comuni). IN PARTICOLARE PER LE CURE DOMICILIARI PER GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI 3.3 FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI ALL INTERNO DEL DISTRETTO Questa sezione contiene informazioni riferite sia ai servizi domiciliari socio-assistenziali integrati all assistenza socio-sanitaria fornita dall ASP, sia informazioni relative ai servizi domiciliari erogati a persone non assistite in CDI, rilevanti ai fini dell istruttoria di alcuni tipi di azione. Alcune delle informazioni relative al primo tipo di servizi sono riportate anche nell atto sottoscritto con l ASP per l accesso alle risorse del PAC (di cui al punto 3C del Documento di Riparto, cfr. punto 2.3 del Formulario) Modello organizzativo (max 15 righe) Descrizione delle modalità di programmazione e gestione dei servizi a livello di Distretto socioassistenziale/comuni, delle modalità di regolazione dei rapporti con il Distretto sanitario di riferimento per l CDI, dell eventuale compartecipazione degli utenti, delle modalità di erogazione dei servizi (gestione diretta, appalto di servizi a livello di Distretto/Comuni, buoni servizio o voucher), e delle modalità di monitoraggio e controllo. 7
8 3.3.2 Procedure di accesso per la presa in carico e l erogazione dei servizi agli utenti (max 10 righe) Descrizione dei canali informativi e di accesso, descrizione delle modalità di valutazione (Punto Unitario di Accesso/Unità di Valutazione Multidimensionale), di definizione dei livelli di gravità e graduazione degli interventi, e delle modalità di definizione dei Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) Requisiti obbligatori per la fornitura dei servizi da parte di soggetti privati (max 7 righe) Illustrazione degli eventuali requisiti richiesti a soggetti privati o del privato sociale per la fornitura dei servizi di cura agli anziani. 3.4 DIMENSIONE DELL OFFERTA DEI SERVIZI E LIVELLI DI SPESA Questa sezione del Formulario richiede di compilare alcune tavole che descrivono la dimensione, articolazione e spesa per i servizi di assistenza domiciliare nell ultimo triennio: 2010, 2011 e Tali dati sono rilevanti per un inquadramento dell evoluzione dell offerta di tali servizi nel Distretto, ma anche per valutare il contributo aggiuntivo del PAC (punto 4.3 del Formulario). I dati si riferiscono al Distretto socio-assitenziale nel suo complesso e, in assenza di una gestione finanziaria e organizzativa associata dei servizi, possono derivare dalla sommatoria dei dati dei singoli Comuni facenti parte del Distretto. Le tavole da compilare, una per ciascuna annualità, contengono dati relativi a ore erogate, utenti serviti e spesa pubblica, distinguendo tra prestazioni domiciliari socioassistenziali fornite dagli Ambiti ad integrazione dell assistenza domiciliare socio-sanitaria fornita dall ASP (CDI) e prestazioni domiciliari socio-assistenziali per anziani non in CDI (cd. SAD, ADA o altre denominazioni). Tavola 1 - Annualità 2010 Servizio n. ore erogate n. utenti Spesa pubblica ( ) Assistenza domiciliare socio-assistenziale integrata all assistenza socio-sanitaria Assistenza domiciliare socio-assistenziale Specificare fonte: Tavola 2 - Annualità 2011 Servizio n. ore erogate n. utenti Spesa pubblica ( ) Assistenza domiciliare socio-assistenziale integrata all assistenza socio-sanitaria Assistenza domiciliare socio-assistenziale Specificare fonte: 8
9 Tavola 3 - Annualità 2012 Servizio n. ore erogate n. utenti Spesa pubblica ( ) Assistenza domiciliare socio-assistenziale integrata all assistenza socio-sanitaria Assistenza domiciliare socio-assistenziale Specificare fonte: Per la compilazione delle tavole possono essere utilizzati dati di provenienza comunale o regionale (ad es. dati di rendicontazione dei Piani di zona, dati di monitoraggio regionale) purché la fonte sia chiaramente specificata. E possibile in alternativa utilizzare i dati dell Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli e associati dell ISTAT (sezione Anziani 4-D2), che si svolge ogni anno attraverso una scheda/questionario che l ISTAT trasmette via web a tutti i Comuni italiani. Nel caso di utilizzo dei dati ISTAT si riportino i dati relativi al numero di Utenti e alla Spesa pubblica da bilancio (corrispondente alla spesa in conto corrente di competenza impegnata per l erogazione dei servizi) per i periodi di riferimento. Per quanto riguarda il dato relativo al numero di ore erogate, non rilevato dall ISTAT, in assenza di altri riferimenti questo si potrà calcolare applicando all ammontare complessivo della spesa pubblica un costo standard di 20 Euro/ora, comprensivo della tariffa dell operatore e di una quota dei costi di gestione del servizio. Per le annualità 2010 e 2011, i dati sono stati rilevati e certificati da ISTAT, pertanto le Tavole 1 e 2 possono essere compilate utilizzando i dati pubblicati. Tali dati sono disponibili in formato aperto sul sito web dell Autorità di Gestione del PAC Servizi di Cura presso il Ministero dell Interno per un loro pronto uso da parte dei distretti e dei Comuni partecipanti al Programma. Per la Tavola 3, si potranno anticipare i dati che i Comuni dovranno fornire all ISTAT per l Indagine 2012, che sarà avviata nella seconda parte del A proposito dell Indagine 2012 (e di quelle successive), si raccomanda di rispondere con tempestività e completezza al questionario che l ISTAT diffonderà nei prossimi mesi. Si ricorda che il Documento di Riparto, al punto 6, considera l assolvimento dell obbligo di risposta all Indagine quale condizione generale per l accesso alle risorse del Programma. Tale condizione, non applicabile a questo riparto, sarà considerata per le decisioni relative ai riparti successivi. Per maggiori informazioni sull Indagine è possibile fare riferimento alla Guida alla compilazione del questionario, Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati. Note e commenti (max 5 righe) Nota facoltativa che descriva eventuali peculiarità nell offerta dei servizi per gli anziani (ad es. assenza del servizio in determinate aree, etc.). 9
10 4. INTERVENTO PROPOSTO Nelle sezioni che seguono si chiede di descrivere, prima in generale e poi più analiticamente, finalità e articolazione del Piano di intervento proposto. Si ricorda che ai sensi del Documento di Riparto il Piano può realizzarsi in entrambe le annualità considerate (2013 e 2014) ovvero solo in una di queste (2013 o 2014). Si noti che la modalità e la sequenza con cui è richiesto di compilare il Formulario privilegia la chiarezza espositiva di lettura ai fini di facilitare l istruttoria. Nella costruzione del Piano da parte del Distretto è invece evidente che si procederà presumibilmente con modalità e sequenze differenti che non richiedono di essere esposte o esplicitate nel Formulario. Questo nelle sezioni che seguono potrà essere adeguatamente compilato solo una volta che si siano definite le singole schede intervento che sono descritte nella parte finale della Linea Guida. Si noti che viene richiesto di riportare tra le informazioni di alcune sezioni e tavole anche alcuni dati previsionali relativi a interventi finanziati su altre fonti. Ciò è necessario per poter apprezzare il ruolo del Piano di intervento rispetto alla più complessiva programmazione del servizio con cui il Piano di intervento si integrerà. Poiché è possibile che in alcuni casi la programmazione pluriennale sia ancora in corso di definizione ovvero che possano sussistere margini di incertezza rispetto all entità e articolazione delle altre fonti disponibili, si prega di procedere comunque alla compilazione delle informazioni richieste, segnalando nell apposita sezione dedicata alle altre fonti eventuali motivi e margini di instabilità della previsione programmatica. 4.1 OBIETTIVI DEL PIANO DI INTERVENTO (max 1 cartella) Descrivere gli obiettivi che il Piano di intervento intende raggiungere. Con il riparto oggetto di questa Linea Guida si dà attuazione soltanto al primo obiettivo del Piano d azione coesione Servizi di cura, relativo all aumento della presa in carico di anziani in assistenza domiciliare. La descrizione degli obiettivi dell intervento è pertanto da intendersi in termini di incremento (e in parte mantenimento) delle prestazioni di assistenza domiciliare erogate (ad esempio incremento del numero di ore per utente, incremento degli utenti) e di miglioramento della qualità del servizio (ad esempio miglioramento nell accesso e nella presa in carico, continuità e qualità delle prestazioni, integrazione con la sanità etc.). Si ricorda che non rientra in questo riparto l attuazione degli altri obiettivi previsti dal Piano d azione coesione per i Servizi di cura agli anziani non autosufficienti, relativi all aumento e qualificazione dell offerta di servizi residenziali e semiresidenziali, al miglioramento delle competenze di manager, operatori professionali e assistenti familiari e alla sperimentazione di protocolli innovativi di presa in carico personalizzata degli anziani fragili. 10
11 4.2 RISULTATI ATTESI E RISORSE DA IMPIEGARE PER IL LORO RAGGIUNGIMENTO Calabria Linea Guida Anziani In questa sezione si richiede di quantificare, nella Tavola 4, i risultati attesi dal Piano di intervento e dagli interventi finanziati con altre fonti rispetto ai livelli di servizio garantiti nell anno I risultati da considerare sono limitati agli effetti diretti degli interventi di sostegno alle prestazioni di assistenza domiciliare in termini di numero utenti e di numero di ore di assistenza erogata. Non si richiede di quantificare gli effetti indiretti legati alla maggiore efficienza conseguente agli interventi in allestimenti, forniture e soluzioni innovative per la gestione dei servizi di assistenza domiciliare. I dati riportati nella Tavola 4 si riferiscono al totale per Distretto anche nel caso in cui la gestione dei servizi avvenga a livello di singolo Comune. Come nelle tavole precedenti i dati rilevati si riferiscono alle ore erogate, al numero di utenti e alla spesa pubblica per l erogazione delle prestazioni, distinte sempre tra prestazioni socio-assistenziali integrate all CDI e prestazioni socio-assistenziali non legate all CDI. I dati relativi al 2012 corrispondono a quelli della Tavola 3. I dati relativi al 2013 e al 2014, per la parte relativa al PAC, derivano dall aggregazione dei corrispondenti dati di dettaglio riportati nelle schede intervento e sintetizzati nella Tavola 6. Per evidenziare gli effetti addizionali o comunque specifici del Piano di intervento proposto con il presente Formulario, la Tavola seguente richiede di riportare anche la previsione del numero di ore erogate, del numero di utenti e dell ammontare di spesa pubblica relativa agli interventi finanziati con risorse ordinarie o nazionali di altra fonte, ovvero al netto delle [senza considerare le] risorse del Piano di Interventi relativo al Programma Servizi di cura del PAC - Primo Riparto. Per queste ultime, più avanti nella Sezione 4.5 si dovranno indicare le fonti considerate. Si precisa che nella Tavola 4, pur trattandosi di dati relativi ad annualità e fonti di finanziamento diverse, è ragionevole attendersi un rapporto pressoché costante tra numero di ore erogate e spesa pubblica (si può presumere che il costo orario non vari in modo sostanziale in un triennio). Tavola 4 Risultati attesi e risorse per annualità e confronto con consuntivo 2012 Servizio n. ore erogate Assistenza domiciliare socio-assistenziale integrata all assistenza socio-sanitaria n. utenti spesa pubblica ( ) 2012 Totale Interventi (consuntivo) I dati derivano dalla Tavola n Interventi da realizzare con risorse PAC I dati derivano dalla Tavola n. 6 Interventi da realizzare con altre risorse Totale Interventi (previsioni) Sommatoria delle due righe precedenti Interventi da realizzare con risorse PAC I dati derivano dalla Tavola n. 6 Interventi da realizzare con altre risorse Totale Interventi (previsioni) Assistenza domiciliare socio-assistenziale Sommatoria delle due righe precedenti 2012 Totale Interventi (consuntivo) I dati derivano dalla Tavola n Interventi da realizzare con risorse PAC I dati derivano dalla Tavola n. 6 11
12 Servizio 2014 Interventi da realizzare con altre risorse Totale Interventi (previsioni) n. ore erogate n. utenti spesa pubblica ( ) Sommatoria delle due righe precedenti Interventi da realizzare con risorse PAC I dati derivano dalla Tavola n. 6 Interventi da realizzare con altre risorse Totale interventi (previsioni) Sommatoria delle due righe precedenti 4.3 QUANTIFICAZIONE DELL EVENTUALE APPORTO DI RISORSE PAC PER IL MANTENIMENTO DEI LIVELLI DI SERVIZIO DEGLI ANNI PRECEDENTI E MOTIVAZIONI (max 15 righe) Quantificare (con riferimento alla Tavola 5) e giustificare l eventuale apporto di una quota di risorse del PAC per il mantenimento dei livelli di servizio garantiti negli anni precedenti. Questa sezione deve essere riempita completamente SOLO SE si intende utilizzare una quota di risorse del PAC per il mantenimento dei livelli di servizio garantiti negli anni precedenti, opzione consentita dal Documento di Riparto (cfr. introduzione sezione 5) se adeguatamente motivata e utilizzando fino a un massimo del 50% della dotazione finanziaria complessiva assegnata al Distretto in questo riparto. Per identificare i livelli precedenti del servizio si fa riferimento all anno La motivazione dell utilizzo di risorse PAC per il mantenimento del servizio è da ritrovarsi unicamente nell insufficienza di altre fonti finanziarie a garantire la copertura almeno dei livelli di servizio per l anno 2012 a livello di Distretto. Questa sezione, pertanto, non deve essere compilata integralmente se le ore che si prevede di erogare per le annualità 2013 e 2014 con altre fonti finanziarie (diverse dal PAC) sono almeno pari a quelle erogate nel Va quindi comunque verificata la situazione complessiva a livello di Distretto compilando le prime due colonne della Tavola 5. Queste colonne si compilano considerando i pertinenti valori inseriti nella Tavola 4 quali ore erogate per interventi finanziati con altre risorse. Se le differenze sono pari a zero o positive (cioè se il valore o il valore è zero o positivo), allora non si sta considerando di utilizzare risorse PAC per il mantenimento del servizio. Se le ore che si prevede di erogare nel 2013 e 2014 con fonti diverse dal PAC sono al di sotto delle ore erogate nel 2012 (cioè se il valore o il valore è negativo, - xx), le ore erogate con il contributo del PAC (che sono esplicitate nelle schede di intervento e sono presentate per somma nella Tavola 4) si considerano di mantenimento fino al raggiungimento del valore Le risorse finanziarie PAC corrispondenti a queste ore considerate di mantenimento sono quelle rilevanti al fine della verifica del limite del 50% della dotazione finanziaria complessiva PAC assegnata al Distretto per il mantenimento dei livelli di servizio. Si precisa che tale vincolo si calcola sul complesso di risorse utilizzate per l assistenza domiciliare socioassistenziale integrata all assistenza socio- sanitaria e all assistenza domiciliare socio-assistenziale a livello di Distretto e non di singolo Comune. 12
13 Tavola 5 Livelli di mantenimento dei servizi in termini di ore erogate e risorse, Servizio Δ n. ore erogate con altre fonti (non PAC) (differenza 2013 rispetto al 2012) Δ n. ore erogate con altre fonti (non PAC) (differenza 2014 rispetto al 2012) Risorse PAC per il mantenimento del livello di servizi (2013) (1) Risorse PAC per il mantenimento del livello di servizi (2014) (2) Assistenza domiciliare socioassistenziale integrata all assistenza socio- sanitaria Assistenza domiciliare socioassistenziale Totale Totale Risorse PAC assegnate al Distretto (3) % delle risorse disponibili usate per il mantenimento dei servizi (4) = (TOT1+TOT2)/(3) 4.4 SINTESI DELLE AZIONI PREVISTE DAL PIANO DI INTERVENTO A VALERE SULLE RISORSE DEL PAC In questa sezione si richiede di riepilogare sinteticamente il complesso delle azioni previste nel Piano di intervento, quantificandone i risultati attesi, in termini di numero di ore erogate previste e utenti previsti (se rilevanti), e le risorse richieste a valere sul PAC. La Tavola 6 svolge una funzione di raccordo tra la precedente sezione 4.2 del Piano di intervento e la successiva, in cui vengono individuati i singoli interventi con le relative schede. Nella Tavola 6 si aggiunge, alle due tipologie di azioni relative alle prestazioni di assistenza domiciliare (integrate o non integrate all CDI) già introdotte nelle sezioni precedenti, la terza tipologia di azione finanziabile con le risorse PAC del primo riparto, relativa a investimenti in allestimenti, forniture e soluzioni innovative per la gestione. Per compilare la Tavola 6 è necessario riportare i dati delle schede intervento così come classificate per tipologia di azione. Tavola 6 Sintesi delle azioni/operazioni previste a valere sulle risorse PAC n. Azione/operazione n. ore erogate previste utenti previsti Importo richiesto a valere sul PAC ( ) n. ore erogate previste utenti previsti Importo richiesto a valere sul PAC ( ) Erogazione di prestazioni di assistenza domiciliare socio-assistenziale integrate all assistenza socio- sanitaria (riportare i dati delle schede di tipo 1. Nella descrizione dell azione/operazione è sufficiente limitarsi alla denominazione del Distretto o Comune/i interessati)
14 n. Azione/operazione n. ore erogate previste utenti previsti Importo richiesto a valere sul PAC ( ) n. ore erogate previste utenti previsti Importo richiesto a valere sul PAC ( ) TOTALE Erogazione di servizi in assistenza domiciliare socio-assistenziale (per anziani non autosufficienti non in CDI) (riportare i dati delle schede di tipo 2. Nella descrizione dell azione/operazione è sufficiente limitarsi alla denominazione del Distretto Comune/i interessati) TOTALE Investimento in allestimenti, forniture e adozioni di soluzioni innovative per la gestione (riportare i dati delle schede di tipo 3) TOTALE 4.5 DESCRIZIONE DELLE AZIONI FINANZIATE NEL DISTRETTO SOCIO-ASSISTENZIALE CON ALTRE FONTI FINANZIARIE NEL MEDESIMO PERIODO (max 1 cartella) Descrivere sinteticamente le azioni finanziate con altre fonti finanziarie (diverse dalle risorse PAC). In particolare facendo riferimento alla spesa per interventi finanziati con altre risorse della Tavola 4 è necessario segnalare, per le due annualità 2013 e 2014 relativamente all assistenza domiciliare socioassistenziale integrata all assistenza-sanitaria e all assistenza domiciliare socio-assistenziale, SE sono state considerate: risorse derivanti da riparti regionali di fondi nazionali o regionali; risorse proprie dei Comuni; risorse derivanti da programmi aggiuntivi (FESR, FSC, FSC-Obiettivi di servizio), o ALTRO. Poiché è possibile che in alcuni casi la programmazione pluriennale sia ancora in corso di definizione ovvero che possano sussistere margini di incertezza rispetto all entità e articolazione delle altre fonti disponibili, segnalare motivi e margini di instabilità della previsione programmatica. 14
15 Segnalare anche eventuali azioni finanziate con altre fonti per investimenti in allestimenti, forniture e soluzione innovative per la gestione. 15
16 SCHEDE INTERVENTO In questa sezione si chiede di compilare le schede intervento che rappresentano in dettaglio la struttura del Piano di intervento proposto. Le schede intervento sono riferite a ciascuna delle tipologie di azione previste dal Documento di Riparto (sezione 5 punti a-c) in attuazione dell obiettivo di aumento della presa in carico di anziani in assistenza domiciliare. Sono escluse da questo primo riparto azioni riconducibili agli altri obiettivi del Piano d azione coesione per i Servizi di cura per gli anziani non autosufficienti, la cui attuazione è rimandata a riparti successivi (non sono quindi ammissibili azioni relative all aumento e qualificazione dell offerta di servizi residenziali e semiresidenziali, al miglioramento delle competenze di manager, operatori professionali e assistenti familiari e alla sperimentazione di protocolli innovativi di presa in carico personalizzata degli anziani fragili). Le schede intervento fanno pertanto riferimento a: 1. erogazione di prestazioni di assistenza domiciliare socio-assistenziale integrate all assistenza socio-sanitaria; 2. erogazione di servizi in assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani non autosufficienti che, non necessitando di prestazioni sanitarie a domicilio, non sono inseriti in programmi di CDI; 3. investimento in allestimenti, forniture e adozioni di soluzioni innovative per la gestione. Per le azioni relative all erogazione delle prestazioni (tipologie 1 e 2), a seconda del modello organizzativo all interno del Distretto, potranno essere compilate una (per l intero Distretto, se vi è una procedura unica di gestione e/o affidamento del servizio) o più schede (per ciascuno dei Comuni, se ognuno gestisce separatamente le procedure). Per le azioni che non sono relative all erogazione di prestazioni (tipologia 3) le schede saranno riferite a progetti omogenei (es. allestimento PUA, teleassistenza, sistema informativo etc.), che possono contenere anche più tipologie di spesa (es. acquisto di computer, personale etc.). Nelle schede intervento dovranno essere indicate le tipologie di spesa previste. Le spese ammissibili per le diverse tipologie di intervento sono precisate nelle sezioni descrittive di ciascuna scheda a seguire. Si ricorda che ai fini dei controlli, le spese realizzate devono corrispondere a quelle previste nel Piano di intervento (cfr. punto 7 del Documento di Riparto). L ammissibilità della spesa decorre dalla data di inoltro formale del Piano di intervento all Autorità di Gestione ma potrà essere rendicontata e considerata utile ai fini del relativo rimborso solo se direttamente correlata a una (o più) delle operazioni del Piano di intervento approvato a valle dell esito positivo dell istruttoria. Tale regola, che vuole favorire l accelerazione dell avvio realizzativo delle operazioni, implica da parte del Distretto l assunzione della responsabilità delle spese sostenute prima dell approvazione del Piano di intervento rispetto a un esito non positivo dell istruttoria. 16
17 Di seguito si riportano alcune regole generali, previste dalla normativa nazionale di riferimento (DPR 196/08 e DPR 98/2012). NON sono ammissibili: - le spese relative ad interessi passivi, ad ammende e a penali (art. 3, comma 5, del DPR 196/08); - le spese relative all'iva quando l'imposta è recuperabile (art. 7 del DPR 196/2008); - le spese riguardanti un bene rispetto al quale il beneficiario abbia già fruito, per le stesse spese, di una misura di sostegno finanziario nazionale o comunitario (art. 2, comma 4, del DPR n. 196/08). Sono ammissibili: - le spese di ammortamento di beni di proprietà utilizzati per la realizzazione di un progetto (riconosciute per il periodo del progetto e nella misura del costo dell ammortamento pro quota); - le spese per canoni di locazione (noleggio, leasing). L importo massimo richiesto a finanziamento non può superare il valore commerciale del bene e si dovrà provare la convenienza economica della forma contrattuale scelta rispetto ad altre forme di utilizzo del bene; - le spese del personale con contratti di collaborazione; - le spese per integrazioni retributive del trattamento accessorio al personale limitatamente a iniziative di miglioramento della prestazione per l utenza, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative e contrattuali. Si ricorda che ai fini dei controlli, le tipologie di spesa effettivamente sostenute devono corrispondere a quelle previste nelle schede del Piano di intervento (cfr. punto 7 del Documento di Riparto). In fase di attuazione, potrebbe emergere la necessità di apportare variazioni ai piani finanziari di singoli interventi inizialmente proposti ed approvati nel Piano di intervento, ad esempio per ribassi d asta o per modifiche o cancellazioni di singole operazioni. Eventuali compensazioni finanziarie interne al Piano di intervento dovranno costituire oggetto di apposita autorizzazione da parte dell Autorità di Gestione. 17
18 1. Erogazione di prestazioni di assistenza domiciliare socio-assistenziale integrate all assistenza socio-sanitaria Inquadramento dell azione In questa scheda rientrano azioni relative alle prestazioni di natura socio-assistenziale, a carico dei Comuni, integrata ai servizi socio-sanitari forniti dall ASP nell ambito delle Cure Domiciliari Integrate. Si tratta pertanto di prestazioni che presuppongono necessariamente un processo di valutazione e di presa in carico integrata tra Distretto socio-assistenziale territoriale e Distretto sanitario/asp. Istruzione per la compilazione Se le prestazioni socio-assistenziali sono gestite ed erogate unitariamente a livello di Distretto compilare una sola scheda. Nel caso di gestione del servizio a livello di singolo Comune o di un sottoinsieme di Comuni all interno del Distretto, compilare schede separate. Condizioni e spese ammissibili Per l attuazione di questa tipologia di azione, devono essere rispettate alcune condizioni relative a: 1. il rispetto di requisiti di qualità dei soggetti erogatori dei servizi, con riferimento alla normativa regionale in materia I requisiti di qualità dovranno essere rispettati per tutte le possibili modalità di gestione del servizio e di selezione dei soggetti erogatori: a. gestione in economia (anche con personale a contratto): in questo caso si deve dimostrare la qualifica adeguata dell operatore (OSS o altre risorse professionali qualificate per lo svolgimento di mansioni socio-assistenziali a beneficio di anziani non autosufficienti) e del coordinatore (assistente sociale) e il pagamento di tariffe conformi alle disposizioni ed ai contratti collettivi vigenti; b. affidamento a società in house o attraverso appalto di servizi: in questo caso nel capitolato (o convenzione) si devono porre condizioni relative al rispetto dei requisiti di qualità regionale e comunque alla professionalità degli operatori (OSS o altre risorse professionali qualificate per lo svolgimento di mansioni socio-assistenziali a beneficio di anziani non autosufficienti) e del coordinatore (assistente sociale) e al pagamento di tariffe conformi alle disposizioni ed ai contratti collettivi vigenti; c. affidamento all esterno con scelta dell erogatore direttamente dal singolo utente (buoni servizio): in questo caso, oltre alla professionalità degli operatori e alla congruità delle tariffe, è anche necessario dimostrare l esistenza a livello regionale o locale (di Distretto o di Comune) di forme di accreditamento dei soggetti erogatori delle prestazioni e di modalità di controllo delle prestazioni. 2. il limite al finanziamento del mantenimento del livello di servizio rispetto a quanto garantito negli anni precedenti. 18
19 Si fa qui riferimento alla possibilità di sostenere i costi di interventi volti al mantenimento dei livelli di servizio già garantiti negli anni precedenti investendo fino a un massimo del 50% della dotazione finanziaria complessiva del Distretto. Tale vincolo è verificato a livello di Distretto complessivo e senza distinzione tra prestazioni di Assistenza domiciliare socio-assistenziale integrata all assistenza socio- sanitaria e prestazioni di Assistenza domiciliare socio-assistenziale (cfr. Tavola 5 del Formulario). E di tutta evidenza tuttavia che, anche nel caso di programmazione delle risorse a livello comunale, sarà necessario considerare questo vincolo complessivo procedendo a verifiche con le responsabilità di Distretto. Per quanto riguarda le spese ammissibili, queste variano a seconda della modalità di erogazione del servizio (gestione in economia o affidamento a soggetti esterni). Nel caso di gestione in economia sono ammissibili spese relative a: - personale professionalizzato (OSS e altre qualifiche professionali adeguate allo svolgimento di mansioni di assistenza ad anziani non autosufficienti) impiegato nell attività di assistenza domiciliare socio-assistenziale; - personale impiegato in funzioni di coordinamento del servizio di assistenza domiciliare socioassistenziale (assistenti sociali); - spese per l acquisto di beni di consumo utilizzati per la fornitura del servizio (ad esempio divise, mascherine, guanti). NOTA BENE: Per il personale sono ammissibili solo spese per integrazioni retributive del trattamento accessorio limitatamente a iniziative di miglioramento della prestazione per l utenza, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative e contrattuali. Sono interamente ammissibili spese del personale con contratti di collaborazione. Nel caso di affidamento all esterno a società in house o attraverso un appalto di servizi sono ammissibili spese relative a: - personale professionalizzato (OSS e altre qualifiche professionali adeguate allo svolgimento di mansioni di assistenza ad anziani non autosufficienti) impiegato nell attività di assistenza domiciliare socio-assistenziale; - personale impiegato in funzioni di coordinamento del servizio di assistenza domiciliare socioassistenziale (assistente sociale); - spese generali, entro i limiti previsti dalla normativa sugli appalti. Nel caso di affidamento all esterno attraverso sistemi di accreditamento e buoni servizio: - acquisto di prestazioni di assistenza domiciliare da parte di soggetti accreditati assicurate da operatori professionali (OSS e altre qualifiche professionali adeguate allo svolgimento di mansioni di assistenza ad anziani non autosufficienti). 19
20 Scheda n.: inserire il numero della scheda relativamente a questa tipologia di azione A. Dati identificativi Calabria Linea Guida Anziani a. Titolo del progetto Assistenza domiciliare socio-assistenziale integrata con servizi sanitari del Distretto X oppure dei Comune/i Y,Z b. Localizzazione Specificare se riferita a intero Distretto o in alternativa elencare Comune/Comuni interessati c. Soggetto attuatore Indicare il soggetto (Comune capofila o altro ente) che gestisce il servizio (nel caso di gestione in economia) o che è responsabile delle procedure nel caso di affidamento a privati d. Responsabile Unico di Procedimento Inserire il nominativo del responsabile unico di procedimento (RUP) e. Contatti del RUP Indirizzo, numero di telefono, f. Importo richiesto a valere sul PAC ( ) Indicare il costo dell intervento a valere sulle risorse del PAC B. Dettagli dell intervento e risultati attesi a. Descrizione (modalità di gestione del servizio e rispetto delle condizioni) Descrivere il servizio precisando se gestito in economia (anche attraverso contratti di collaborazione) o attraverso affidamento a in house o con appalto di servizi o buoni servizio con accreditamento di privati Nel caso di buoni servizio allegare documentazione su modalità di accreditamento e controllo dei soggetti erogatori b. N. ore erogate Indicare il numero di ore finanziate con le risorse del PAC (distinguere tra 2013 e 2014) - PAC 2013 Indicare il numero di ore finanziate con le risorse del PAC nel PAC 2014 Indicare il numero di ore finanziate con le risorse del PAC nel 2014 c. N. utenti Indicare il numero di utenti che possono essere serviti grazie alle risorse del PAC (distinguere tra 2013 e 2014) - PAC 2013 Indicare il numero di utenti serviti grazie alle risorse del PAC nel PAC 2014 Indicare il numero di utenti serviti grazie alle risorse del PAC nel 2014 C. Piano delle spese a. Tipologia di spesa Quantità Costo 20

References: art. 13
 art. 33
 art. 112
 art.17
 art. 30
 art. 31
 art. 17