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Timestamp: 2020-08-04 17:15:51+00:00

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Ricerca bibliografica sul diritto penale militare sostanziale e processuale -
Le fonti di legge delle norme penali militari sono quelle stesse della legge penale comune: leggi costituzionali, leggi ordinarie, decreti legislativi, decreti legge.
Le fonti di cognizione sono altresì il Codice penale militare di pace, il Codice penale militare di guerra, le leggi militari speciali (tra cui, principalmente, la legge di guerra approvata col R.D. 8 luglio 1938, n. 1415), nonché i bandi militari.
I CODICI PENALI MILITARI
I Codici penali militari oggi vigenti sono entrati in vigore il 1° ottobre 1941 ed hanno sostituito i precedenti codici dell’Esercito e della Marina, che risalivano al 1869 ed erano entrati in vigore il 15 febbraio 1870.
Tali Codici sono stati modificati in modo incisivo dalle leggi 23 marzo 1956, n. 167 e 26 novembre 1985, 689, nonché da varie sentenze di illegittimità costituzionale pronunciate nel tempo dalla Corte Costituzionale.
UNICITA’ DELLA LEGGE PENALE MILITARE
Il risultato di questa sostanziale evoluzione di sistema viene normalmente indicato con l’espressione «unicità della legge penale militare» : la legge penale militare è unica per tutte le Forze Armate, poiché la struttura del reato militare è unica per tutte le armi e poiché le lievi varianti di modalità e le forme particolari di reato non giustificano la formazione di codici diversi.
La nostra redazione ha effettuato la seguente ricerca bibliografica sull’argomento :
MANUALE DI DIRITTO PENALE MILITARE E DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO MILITARE
CODICI PENALI MILITARI E ORDINAMENTO MILITARE 2020
RACCOLTA GIURISPRUDENZIALE SELEZIONATA DALLA BANCA DATI “CASSAZIONE .NET”:
Cass. Pen. sentenza 41943, sezione Prima Penale del 14-09-2017
Ai fini della configurabilità della preclusione connessa al divieto di un secondo giudizio, è necessaria la corrispondenza tra il fatto storico – considerato in tutti i suoi elementi costitutivi (condotta, evento, nesso causale) e con riguardo alle circostanze di tempo, di luogo e di persona – sul quale si è formato il giudicato e quello per cui si procede. (Fattispecie in cui il Pubblico Ministero, a seguito delle modifiche normative introdotte dalla L. 6.11.2012, n. 190, aveva esercitato l’azione penale per il reato di cui all’art. 319 quater cod. pen., meno grave rispetto a quello militare di collusione e, dunque, tale da non determinare l’attrazione di competenza a favore dell’Autorità giudiziaria ordinaria; da detta fattispecie delittuosa l’imputato era stato assolto, residuando la sola responsabilità per il reatomilitare di collusione in cui l’abuso della qualità assume rilievo in senso esclusivamente soggettivo e si realizza sulla base degli scopi dell’azione),
Cass. Pen. sentenza 31684, sezione Prima Penale del 28-06-2017
Nel delitto di truffa militare di cui all’articolo 234 c.p.m.p., del tutto analogamente a quando disposto dalla truffa di cui all’art. 640 c.p., mentre il requisito del profitto ingiusto può comprendere in sé qualsiasi utilità, incremento o vantaggio patrimoniale, anche a carattere non strettamente economico, l’elemento del danno deve avere necessariamente contenuto patrimoniale ed economico, consistendo in una lesione concreta e non soltanto potenziale che abbia l’effetto di produrre, mediante la “cooperazione artificiosa della vittima” che, indotta in errore dall’inganno ordito dall’autore del reato, compie l’atto di disposizione, la perdita definitiva del bene da parte della stessa.
Cass. pen. sentenza 53436, sezione Sesta del 16-12-2016
Deve ritenersi configurabile il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità e non di corruzione quando è esclusa qualsiasi forma di parità nei rapporti intercorsi fra le parti del rapporto illecito anche se l’erogatore delle somme si determina al pagamento per mero calcolo utilitaristico e non per timore: ne consegue che deve essere confermata la condanna inflitta ex articolo 319 quater Cp al maresciallo della Guardia di finanza che convince l’imprenditore a versargli del denaro prospettandogli di aver rilevato una grave violazione fiscale che, se contestata, porterebbe a conseguenze anche penali laddove deve confermarsi lo squilibrio di posizioni fra il contribuente e il militare dal momento che i testimoni confermano lo stato di prostrazione del primo costretto a indebitarsi per soddisfare la richiesta del secondo.
Cass. pen. entenza 23316, sezione Prima del 29-05-2015
La consegna e’ costituita dalle prescrizioni generali o particolari, permanenti o temporanee, scritte o verbali impartite per l’adempimento di un particolare servizio” (Cass. sez. 1^, n. 30693 del 11/07/2007, Demanuele, rv. 237351), sicché per la configurabilità del reato di violata consegna, sanzionato dall’art. 120 c.p.m.p., e’ sufficiente la trasgressione alle prescrizioni della consegna, la cui tassativita’ ne esige la osservanza incondizionata, senza che sia necessario il verificarsi di un ulteriore evento come conseguenza di tale violazione, trattandosi di reato di pericolo presunto
Ricerca bibliografica sulla revocazione della confisca ex art. 28 D.lgs. 159/2011

References: Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 articolo 319

Cass. 
 art. 28