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Modificato dal D.lgs. 3 agosto 2009 n. 106
PubblicatoLisa Piccinini Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Modificato dal D.lgs. 3 agosto 2009 n. 106"— Transcript della presentazione:
1 Modificato dal D.lgs. 3 agosto 2009 n. 106
Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Titolo V – Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro Titolo VI – Movimentazione manuale dei carichi Titolo VII – Attrezzature munite di videoterminale Titolo VIII – Agenti fisici Titolo IX – Sostanze pericolose Titolo X – Esposizione ad agenti biologici Titolo XI – Protezione da atmosfere esplosive
3 Titolo II – Luoghi di lavoro Capo I – Disposizioni generali
1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, si intendono per luoghi di lavoro, unicamente ai fini della applicazione del presente titolo, i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro. 1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, unicamente ai fini dell'applicazione del presente titolo, si intendono per luoghi di lavoro: a) i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda o dell'unita' produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unita' produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro; b) i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un'azienda agricola o forestale. 2. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano: a) ai mezzi di trasporto; b) ai cantieri temporanei o mobili; c) alle industrie estrattive; d) ai pescherecci; d-bis): ai campi, ai boschi e agli altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale. Art Definizioni
4 Titolo II – Luoghi di lavoro
Capo I – Disposizioni generali Art. 63 – Requisiti di salute e di sicurezza 1,2, 4, 5 invariati 3. L’obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati da lavoratori disabili. 3. L'obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati ed occupati direttamente da lavoratori disabili. 6. I requisiti di sicurezza e di salute relativi a campi, boschi e altri terreni facenti parte di una azienda agricola o forestale, sono specificati nel punto 7 dell'allegato IV.
5 Titolo II – Luoghi di lavoro
Capo I – Disposizioni generali Art. 64 – Obblighi del datore di lavoro (invariato) Art. 65 – Locali sotterranei e semisotterranei (invariato) Art. 66 – Lavori in ambienti sospetti di inquinamento (invariato) Art. 67 – Notifiche all’organo di vigilanza competente per territorio 1, 3, 4 invariati 2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti considerati nella valutazione e relativi: a) alla descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse; b) alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti. Entro trenta giorni dalla data di notifica, l’organo di vigilanza L'organo di vigilanza territorialmente competente può chiedere ulteriori dati e prescrivere modificazioni in relazione ai dati notificati.
6 Titolo II – Luoghi di lavoro
Capo II – Sanzioni Art. 68 – Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti del suddetto articolo
7 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro Art. 69 – Definizioni 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente titolo si intende per: a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto inteso come complesso di macchine attrezzature e componenti necessari all’attuazione del processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro; b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio; c) zona pericolosa: qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso; d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa; e) operatore: il lavoratore incaricato dell'uso di una attrezzatura di lavoro.
8 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro Art. 70 – Requisiti di sicurezza 1, 2, 3 invariati 4. Qualora gli organi di vigilanza, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive in materia di salute e sicurezza sul lavoro, constatino che un’attrezzatura di lavoro, messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio conformemente alla legislazione nazionale di recepimento delle direttive comunitarie ad essa applicabili ed utilizzata conformemente alle indicazioni del fabbricante, presenti una situazione di rischio riconducibile al mancato rispetto di uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, ne informano immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate: a) dall'organo di vigilanza che ha accertato in sede di utilizzo la situazione di rischio, nei confronti del datore di lavoro utilizzatore dell'esemplare di attrezzatura, mediante apposita prescrizione a rimuovere tale situazione nel caso in cui sia stata accertata una contravvenzione, oppure mediante idonea disposizione in ordine alle modalità di uso in sicurezza dell’attrezzatura di lavoro ove non sia stata accertata una contravvenzione; b) dall'organo di vigilanza territorialmente competente rispettivamente, nei confronti del fabbricante ovvero dei soggetti della catena della distribuzione, qualora, alla conclusione dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorità nazionale per la sorveglianza del mercato, risulti la non conformità dell’attrezzatura ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1 dell’articolo 70.
9 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro Art. 70 – Requisiti di sicurezza 4. Qualora gli organi di vigilanza, nell'espletamento delle loro funzioni ispettive, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, accertino che un'attrezzatura di lavoro messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio ai sensi della direttiva di prodotto, in tutto o in parte, risulta non rispondente a uno o piu' requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 2, ne informano immediatamente l'autorita' nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate: a) dall'organo di vigilanza che ha rilevato la non rispondenza in sede di utilizzo, nei confronti del datore di lavoro utilizzatore dell'esemplare di attrezzatura oggetto dell'accertamento, mediante apposita prescrizione a rimuovere la situazione di rischio determinata dalla mancata rispondenza ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza; b) dall'organo di vigilanza territorialmente competente, nei confronti del fabbricante e dei soggetti della catena della distribuzione, alla conclusione dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorità nazionale per la sorveglianza del mercato.
10 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro Art. 71 – Obblighi del datore di lavoro (sintesi) Viene previsto un regime di verifiche periodiche relativo a determinate attrezzature elencate nell’allegato VII, la cui competenza è attribuita in modo esclusivo ad ISPESL ed ASL, fatta salva la possibilità per tali enti di avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. Tra gli obblighi del Datore di lavoro viene confermata l’installazione in conformità alle istruzioni d’uso, la manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza, l’assoggettamento alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza e la tenuta e l'aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso e' previsto. Viene confermato anche che le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte ad interventi di controllo periodico e interventi di controllo straordinari (ogni volta che intervengano eventi quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività) da persona competente. I risultati di tali controlli devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza
11 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro Art. 72 – obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso 1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi o utensili costruiti o messi in servizio al di fuori della disciplina di cui all'articolo 70, comma 1, attesta, sotto la propria responsabilità, che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui all’allegato V . 1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria attrezzature di lavoro di cui all'articolo 70, comma 2, deve attestare, sotto la propria responsabilità, che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato V. Nota:
12 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro Art. 73 – Informazione, formazione e addestramento 1.	Nell'ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell'uso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati una formazione adeguata in rapporto alla sicurezza relativamente: a) alle condizioni di impiego delle attrezzature; b) alle situazioni anormali prevedibili. 2.	( invariato) 3. (invariato) 4. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell'uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all'articolo 71, comma 7, ricevano una formazione, informazione e addestramento adeguati e specifici, tale da consentirne l'utilizzo una formazione adeguata e specifica, tale da consentire l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone. 5. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali e' richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione.
13 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo II – Uso dei DPI Art Definizioni (invariato); Art Obbligo di uso (invariato); Art Requisiti dei DPI (invariato); Art. 77 – Obblighi del datore di lavoro (invariato); Art. 78 – Obblighi dei lavoratori (invariato); Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimento dei suddetti articoli
14 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo II – Uso delle attrezzature di lavoro art. 79 – Criteri per l’individuazione e l’uso: (invariato) Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6, tenendo conto della natura, dell'attività e dei fattori specifici di rischio sono indicati: a) i criteri per l'individuazione e l'uso dei DPI; b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorità delle misure di protezione collettiva, si rende necessario l'impiego dei DPI. 2-bis. Fino alla adozione del decreto di cui al comma 2 restano ferme le disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 2 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n del 1° giugno 2001.
15 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 80 – Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da : 1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti, installati, utilizzati e manutenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica ed in particolare quelli derivanti da: a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.
16 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 80 – Obblighi del datore di lavoro 3-bis. Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.
17 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 81 – Requisiti di sicurezza 1. Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola d'arte. 2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola d'arte se sono realizzati secondo le pertinenti norme tecniche norme di buona tecnica contenute nell'allegato IX. 3. Le procedure di uso e manutenzione devono essere predisposte tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle norme di buona tecnica contenute nell'allegato IX .
18 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 82 – Lavori sotto tensione 1. E' vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, o secondo la migliore scienza ed esperienza, nonché quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche di buona tecnica; b) per sistemi di categoria 0 e I purché l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica; b) per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua: 1) l'esecuzione di lavori su parti in tensione deve essere affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica; 2) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica;
19 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 82 – Lavori sotto tensione c) per sistemi di II e III categoria purché: 1) i lavori su parti in tensione siano effettuati da aziende autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività. c) per tensioni nominali superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua purché: 1) i lavori su parti in tensione sono effettuati da aziende autorizzate con specifico provvedimento dei competenti uffici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione e' affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività; 3) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica.
20 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 82 – Lavori sotto tensione 2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, lettera c), numero 1). 3. Hanno diritto al riconoscimento di cui al comma 2 le aziende già autorizzate ai sensi della legislazione vigente.
21 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 83 – Lavori in prossimità di parti attive 1. Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell'allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni contenute nelle pertinenti norme tecniche nella pertinente normativa di buona tecnica. 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini con sistemi di protezione realizzati secondo le norme tecniche di buona tecnica. Art. 84 – Protezione dai fulmini PER GLI IMPIANTI DI TERRA si vedano norme CEI, in particolare, CEI 64/8 e D.P.R. 462/01
22 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 85 – Protezione di edifici, impianti, strutture e attrezzature (sintesi) 1. Si evidenzia una parziale sovrapposizione con i contenuti dell’allegato IX per la valutazione delle atmosfere esplosive. Fermo restando le disposizioni del D.P.R. 462/01 si rimanda a un D.M. futuro la definizione di modalità e criteri per le verifiche degli impianti elettrici. Art. 86 – Verifiche (sintesi)
23 Titolo III – Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI
Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche Art. 87 – Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore e del concedente in uso. Si rimanda al testo legislativo per il regime sanzionatorio (penale ed amministrativo)
24 Figure coinvolte Committente/Responsabile dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Figure coinvolte Committente/Responsabile dei lavori Coordinatore in fase di progettazione Coordinatore in fase di esecuzione Impresa affidataria Imprese subappaltatrici Lavoratori autonomi 24
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art. 88 – Campo di applicazione 1 invariato 2, lett. a, b, c, d, e, f, g invariate g-bis) ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all’allegato X; g-ter), alle attività di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all’allegato X.
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art. 89 – Definizioni (sintesi) Rimane invariata la definizione di Committente che è il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata. Negli appalti pubblici è colui che detiene i poteri decisionali e di spesa relativamente alla gestione dell’appalto. Responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento. Responsabile dei lavori: soggetto incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell'esecuzione dell'opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell'opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell'opera. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori e' il responsabile unico del procedimento; Rimane invariata la definizione di “Coordinatore per la progettazione” (soggetto incaricato dal Committente o dal Responsabile dei lavori dei compiti previsti dall’art. 91) 26
27 Art. 90 - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del committente o del responsabile dei lavori 1) Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare: a) al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente; b) all'atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazione dell'opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell'esecuzione del progetto e nell'organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all'articolo 15. Al fine di permettere la pianificazione dell'esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro. 1 bis) Per i lavori pubblici l’attuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista. 27
28 Art. 90 - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del committente o del responsabile dei lavori 2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell'opera, prende in considerazione valuta i documenti di cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b). 3. Nei cantieri in cui e' prevista la presenza di più imprese esecutrici , anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l'impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione. 4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea nel caso di cui al comma 3, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 98. 5, 6, (commi invariati) 7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese affidatarie alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per l'esecuzione dei lavori. Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere.
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del committente o del responsabile dei lavori 8. (comma invariato) 9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa o ad un lavoratore autonomo: a) verifica l'idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, dell'impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all'allegato XVII. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI Nei casi di cui al comma 11, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall'allegato XVII; 29
30 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del committente o del responsabile dei lavori b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI Nei casi di cui al comma 11, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarità contributiva fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e dell'autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;
31 Art. 90 - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b). c) trasmette all'amministrazione competente, prima dell'inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attivita', il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione di cui alle lettere a) e b). L'obbligo di cui al periodo che precede sussiste anche in caso di lavori eseguiti in economia mediante affidamento delle singole lavorazioni a lavoratori autonomi, ovvero di lavori realizzati direttamente con proprio personale dipendente senza ricorso all'appalto. In assenza del documento unico di regolarita' contributiva, anche in caso di variazione dell'impresa esecutrice dei lavori, l'efficacia del titolo abilitativo e' sospesa. Art Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
32 Art. 90 - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 o del fascicolo di cui all'articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all'articolo 99, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, e' sospesa l'efficacia del titolo abilitativo. L'organo di vigilanza comunica l'inadempienza all'amministrazione concedente. 1. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori. (N.B.: l'art. 90, comma 11 e' stato così sostituito dall'Art. 39 della Legge 7/7/2009 (Comunitaria 2008) entrata in vigore il 29/7/2009). 1. In caso di lavori privati, la disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori non soggetti a permesso di costruire. Si applica in ogni caso quanto disposto dall'articolo 92, comma 2. Art Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
33 Art. 91 - Obblighi del coordinatore per la progettazione
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del coordinatore per la progettazione Durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione: a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell'allegato XV; b) predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, i cui contenuti sono definiti all'allegato XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell'allegato II al documento UE 26 maggio Il fascicolo non e' predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n b-bis) coordina l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1. 2. Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), e' preso in considerazione all'atto di eventuali lavori successivi sull'opera.
34 Art. 92 - Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori Durante la realizzazione dell'opera, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori: a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 ove previsto e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; b) verifica l'idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all'articolo 100, assicurandone la coerenza con quest'ultimo ove previsto, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 , ove previsto, e il fascicolo di cui all'articolo 91, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; c) organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
35 Art. 92 - Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori d) verifica l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; e) segnala al committente o segnala al committente e al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, e 97, comma 1, e 96 e alle prescrizioni del piano di cui all'articolo 100 ove previsto, e propone la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l'esecuzione da' comunicazione dell'inadempienza alla azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti; f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. 2. Nei casi di cui all'articolo 90, comma 5, il coordinatore per l'esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b) fermo restando quanto previsto al secondo periodo della medesima lettera b).
36 Art. 93 - Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori Il committente e' esonerato dalle responsabilità connesse all'adempimento degli obblighi limitatamente all'incarico conferito al responsabile dei lavori. In ogni caso il conferimento dell'incarico al responsabile dei lavori non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica degli adempimenti degli obblighi di cui agli articoli 90, 92, comma 1, lettera e), e 99. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori , non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e) lettere a), b), c) e d). Art. 94 – Obblighi dei lavoratori autonomi (invariato)
37 Art. 95 - Misure generali di tutela
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Misure generali di tutela I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l'esecuzione dell'opera osservano le misure generali di tutela di cui all'articolo 15 e curano, ciascuno per la parte di competenza, in particolare: a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; b) la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali; d) la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; e) la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; f) l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; g) la cooperazione e il coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere.
38 Art. 96 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti 1. (invariato) 1-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera g), non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi trovano comunque applicazione le disposizioni di cui all’articolo L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all’articolo 29, comma L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all'articolo 18, comma 1, lettera z), e all'articolo 26, commi 1, lettera b), e 3.
39 Art. 97 - Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria 1. Il datore di lavoro dell'impresa affidataria verifica le condizioni di vigila sulla sicurezza dei lavori affidati e l'applicazione e sull'applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento. 2. (invariato) 3. (invariato) 3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attività di cui al punto 4 dell’allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l’impresa affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza. 3-ter) Per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo, il datore di lavoro dell’impresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione.
40 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art. 98 – Requisiti professionali del coordinatore per l’esecuz. dei lavori Art. 99 – Notifica preliminare Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
41 Art. 100 - Piano di sicurezza e di coordinamento
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art Piano di sicurezza e di coordinamento 1. (invariato) 2. (invariato) 3. (invariato) 4. (invariato) 5. (invariato) 6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai lavori la cui esecuzione immediata e' necessaria per prevenire incidenti imminenti o per organizzare urgenti misure di salvataggio o per garantire la continuità in condizioni di emergenza nell'erogazione di servizi essenziali per la popolazione quali corrente elettrica, acqua, gas, reti di comunicazione. 6-bis. Il committente o il responsabile dei lavori, se nominato, assicura l’attuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria previsti dall’articolo 97, comma 3-bis e 3-ter. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, si applica l’articolo 118, comma 4, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo.
42 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art. 101 – Obblighi di trasmissione (invariato) Art. 102 – Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza (invariato) Art Modalità di previsione dei livelli di emissione sonora L'emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti puo' essere stimata in fase preventiva facendo riferimento a livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validita' e' riconosciuta dalla Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6, riportando la fonte documentale cui si e' fatto riferimento.
43 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art. 104 – Modalità attuative di particolari obblighi (invariato) Capo II – Norme per la prevenz. degli infort. sul lavoro nelle costruz. e nei lavori in quota Art. 105 – Attività soggette (invariato) Art. 106 – Attività escluse 1. Le disposizioni del presente capo ad esclusione delle sole disposizioni relative ai lavori in quota non si applicano: a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali; b) alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine comunque soggette ai poteri dello Stato; c) ai lavori svolti in mare.
44 Art. 108 – Viabilità nei cantieri
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 107 – Definizioni 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intende per lavoro in quota: attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile. Art. 108 – Viabilità nei cantieri 1. Fermo restando quanto previsto al punto 1 dell’allegato XVIII, durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilità delle persone e dei veicoli. 1. Durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilita' delle persone e dei veicoli conformemente al punto 1 dell'allegato XVIII.
45 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 109 – Recinzione del cantiere (invariato) Art. 110 – Luoghi di transito Art. 111 – Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota I commi dall’1 al 7 sono invariati 8. Il datore di lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota lavori in quota.
46 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 112 – Idoneità delle opere provvisionali (invariato) Art. 113 – Scale (invariato) Art. 114 – Protezione dei posti di lavoro (invariato)
47 Art. 115 – Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 115 – Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto 1. Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto all’articolo 111, comma 1, lett. a), è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione idonei per l’uso specifico composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente conformi alle norme tecniche, quali i seguenti: a) assorbitori di energia; b) connettori; c) dispositivo di ancoraggio; d) cordini; e) dispositivi retrattili; f) guide o linee vita flessibili; g) guide o linee vita rigide; h) imbracature. 2. Il sistema di protezione, certificato per l’uso specifico, deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore di energia a 4 metri. 3. Il sistema di protezione Il cordino deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.
48 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 116 – obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi (invariato) Art. 117 – Lavori in prossimità di parti attive 1. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni: a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori; b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive; c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza. 2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche.
49 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Sezione III - Scavi e fondazioni (artt ) Sezione IV – Ponteggi in legname e altre opere provvisionali (artt ) Sezione V – Ponteggi fissi (artt ) Sezione VI – Ponteggi movibili (artt ) Sezione VII – Costruzioni edilizie (artt ) Sezione VIII – Demolizioni (artt ) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti delle suddette sezioni
50 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 157 – Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori 1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione dell’articolo 90, commi 3, 4 e 5; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione degli articoli 90, comma 9, lettera a), 93, comma 2, e 100, comma 6-bis; c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a euro per la violazione degli articoli 90, commi 7 e 9, lettera c), 101, comma 1, primo periodo. Art. 157 Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori 1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 90, commi 1, secondo periodo, 3, 4 e 5; b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione dell'articolo 90, comma 9, lettera a); c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da a euro per la violazione dell'articolo 101, comma 1, primo periodo; d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da a euro per la violazione dell'articolo 90, comma 9, lettera c).
51 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 158 – Sanzioni per i coordinatori 1. Il coordinatore per la progettazione è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione dell’articolo 91, comma 1; 2. Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori è punito: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione dell’articolo 92, commi 1, lettere a), b), c), e) ed f), e 2; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettera d). Art. 158 Sanzioni per i coordinatori 1. Il coordinatore per la progettazione e' punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione dell'articolo 91, comma Il coordinatore per l'esecuzione dei lavori e' punito: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione dell'articolo 92, comma 1, lettere a), b), c), e) ed f), e con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione dell'articolo 92, comma 2; b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione dell'articolo 92, comma 1, lettera d).
52 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Art. 159 – Sanzioni per datori di lavoro e dirigenti 1. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione dell’articolo 96, comma 1, lettera g); si applica la pena dell’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da a euro se la violazione è commessa in cantieri temporanei o mobili in cui l’impresa svolga lavorazioni in presenza di rischi particolari, individuati in base all’allegato XI; si applica la pena dell’ammenda da a euro se il piano operativo di sicurezza è redatto in assenza di uno o più degli elementi di cui all’allegato XV. 2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione degli articoli 97, comma 1, 100, comma 3, 111, commi 1, lettera a), e 6, 114, comma 1, 117, 118, 121, 122, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2 e 148; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione degli articoli 108, 112, 119, 123, 125, commi 1, 2 e 3, 127, 129, comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 140, comma 3, 147, comma 1, 151, comma 1, 152, commi 1 e 2 e 154; c) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 500 a euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere. a), b), c), d), e) ed f), e 97, commi 3 e 3-ter, nonché per la violazione delle disposizioni del capo II del presente titolo non altrimenti sanzionate; d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a euro per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato XIII, nella parte relativa alle “Prescrizioni per i servizi igienicoassistenziali a disposizione dei lavoratori nei cantieri”, punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte relativa alle “Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri” per i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 2, lettera c). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
53 Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili
Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 159 – Sanzioni per datori di lavoro e dirigenti e preposti 1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere a), b), c) e g), 97, comma 1, 100, comma 3, 117, 118, 121, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2, 148; b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 112, 119, 122, 123, 125, commi 1, 2 e 3, 127, 129, comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 151, comma 1, 152, comma 1, 154; c) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 500 a euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettera d), e 97, comma 3, nonche' per la violazione delle disposizioni del capo II del presente titolo non altrimenti sanzionate; d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da a euro per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e Il preposto e' punito nei limiti dell'attivita' alla quale e' tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all'articolo 19: a) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 500 a euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettera a), 100, comma 3, 121, 136, commi 5 e 6, 137, comma 1, 145, commi 1 e 2; b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 300 a 900 euro per la violazione degli articoli 118, commi 3 e 5, 123, 140, commi 3 e 6, 152, comma 2. Nota:
54 Art. 160 – Sanzioni per i lavoratori autonomi
Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili Capo II – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Art. 160 – Sanzioni per i lavoratori autonomi 1. I lavoratori autonomi sono puniti: a) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 400 a euro per la violazione dell’articolo 100, comma 3; b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 300 a 800 euro per la violazione dell’articolo 94; c) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e 4, e 152, comma 2 )). 1. I lavoratori autonomi sono puniti: a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione dell'articolo 100, comma 3; b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 500 a euro per la violazione dell'articolo I lavoratori sono puniti con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 150 a 600 euro per la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e 4, 152, comma 2. Nota:
55 Titolo V – Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro
Capo I – Disposizioni generali (artt ) Capo II – Sanzioni (artt ) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimento del suddetto titolo
56 Titolo VI – Movimentazione manuale dei carichi
Capo I – Disposizioni generali Art. 167 – Campo di applicazione (invariato) Art. 168 – Obblighi del datore di lavoro (invariato) Art. 169 – Informazione, formazione, addestramento (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimento dei suddetti articoli
57 Titolo VI – Movimentazione manuale dei carichi
Capo II – Sanzioni Art. 170 – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da fino a euro per la violazione dell’articolo 168, commi 1 e 2. b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a euro per la violazione dell’articolo 169, comma 1. 1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da euro fino ad euro per la violazione dell'articolo 168, commi 1 e 2, 169, comma 1, lettera b); b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da euro a euro per la violazione dell'articolo 169, comma 1, lettera a). Nota:
58 Titolo VI – Movimentazione manuale dei carichi
Capo II – Sanzioni Art. 171– Sanzioni a carico del preposto 1. Il preposto e' punito nei limiti dell'attivita' alla quale e' tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all'articolo 19: a) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da euro 400 ad euro per la violazione dell'articolo 168, commi 1 e 2; b) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da euro 150 ad euro 600 per la violazione dell'articolo 169, comma 1, lettera a). Nota:
59 Titolo VII – Attrezzature munite di videoterminale
Le variazioni più significative riguardano: l’inclusione nel campo di applicazione del titolo VII anche dei computer portatili, prima esclusi in quanto non facenti parte di una postazione fissa munita di videoterminale; l’obbligo di organizzare e predisporre in conformità ai requisiti minimi dell’allegato XXXIV tutti i posti di lavoro ricadenti nell’ambito di applicazione del titolo VII e non solo quelli dei lavoratori che ricadono nella definizione di addetti al videoterminale, come invece previsto all’articolo 58 del D.lgs. 626/94. Per quanto riguarda le pause (articolo 175), prima previste nella misura di 15 minuti ogni 120 minuti di attività, solo nel caso di attività al videoterminale della durata di almeno 4 ore consecutive, vengono ora previste sempre nella misura di 15 minuti ogni 120 minuti di attività al videoterminale senza la condizione della continuità dell’attività di almeno 4 ore. La variazione non è di poco conto per call-center, centri di elaborazione dati, ecc.
60 Titolo VII – Attrezzature munite di videoterminali
Capo I – Disposizioni generali Art. 172 – Campo di applicazione (invariato) Art. 173 – Definizioni (invariato) Capo II – Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti Art. 174 – Obblighi del datore di lavoro (invariato) Art. 175 – Svolgimento quotidiano del lavoro (invariato) Art. 176 – Sorveglianza sanitaria (invariato) Art. 177 – Informazione e formazione (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
61 Titolo VII – Attrezzature munite di videoterminale
Capo III – Sanzioni Art. 178– Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da fino a euro per la violazione degli articoli 174, comma 2 e 3, 175, commi 1 e 3, e 176, commi 1, 3, 5; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a euro per la violazione degli articoli 176, comma 6, e La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui all’allegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati. 1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da euro fino ad euro per la violazione dell'articolo 174, comma 2 e 3, 175, 176, commi 1, 3, 5, 177, comma 1, lettera b); b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da euro a euro per la violazione dell'articolo 177, comma 1, lettera a). Nota:
62 Titolo VII – Attrezzature munite di videoterminale
Capo III – Sanzioni Art. 179– Sanzioni a carico del preposto 1. Il preposto e' punito nei limiti dell'attivita' alla quale e' tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all'articolo 19: a) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da euro 400 ad euro per la violazione dell'articolo 174, comma 2 e 3, 175; b) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da euro 150 ad euro 600 per la violazione dell'articolo 174, comma 1, lettera a). Nota:
63 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo I – Disposizioni generali Art. 180 – Definizioni e campo di applicazione (invariato) Art. 181 – Valutazione dei rischi (invariato) Art. 182 – Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi (invariato) Art. 183 – Lavoratori particolarmente sensibili (invariato) Art. 184 – Informazione e formazione dei lavoratori (invariato) Art. 185 – Sorveglianza sanitaria (invariato) Art. 186 – Cartella sanitaria e di rischio (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
64 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo II – Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro Art. 187 – Campo di applicazione (invariato) Art. 188 – Definizioni (invariato) Art. 189 – Valori limite di esposizione e valori di azione (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli Art. 190 – Valutazione del rischio (invariato) I commi dall’1 al 5 sono invariati 5-bis. L’emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può essere stimata in fase preventiva facendo riferimento a livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6, riportando la fonte documentale cui si è fatto riferimento.
65 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo II – Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro Art. 191 – Valutaz. di attività a livello di esposiz. molto variabile (invariato) Art. 192 – Misure di prevenzione e protezione (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli Art. 193 – Uso dei dispositivi di protezione individuale I commi dall’1 al 5 sono invariati 2. Il datore di lavoro tiene conto dell'attenuazione prodotta dai dispositivi di protezione individuale dell'udito indossati dal lavoratore solo ai fini di valutare l'efficienza dei DPI uditivi e il rispetto del valore limite di esposizione. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati ai fini delle presenti norme se, correttamente usati, e comunque rispettano le prestazioni richieste dalle normative tecniche mantengono un livello di rischio uguale od inferiore ai livelli inferiori di azione.
66 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo II – Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro Art. 194 – Misure per la limitazione dell'esposizione (invariato) Art. 195 – Informazione e formazione dei lavoratori (invariato) Art. 196 – Sorveglianza sanitaria (invariato) Art. 197 – Deroghe (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli Art. 198 – Linee Guida per i settori della musica delle attività ricreative e dei call center 1. Su proposta della Commissione permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro di cui all'articolo 6, sentite le la parti sociali, entro due anni entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente capo, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definisce le linee guida per l'applicazione del presente capo nei settori della musica, delle attività ricreative e dei call center.
67 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo III – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a vibrazioni Art. 199 – Campo di applicazione (invariato) Art. 200 – Definizioni (invariato) Art. 201 – Valori limite di esposizione e valori d'azione (invariato) Art. 202 – Valutazione dei rischi (invariato) Art. 203 – Misure di protezione e prevenzione (invariato) Art. 204 – Sorveglianza sanitaria (invariato) Art. 205 – Deroghe (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
68 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a campi elettromagnetici Art. 206 – Campo di applicazione (invariato) Art. 207 – Definizioni 1. lett. a) e b) invariate c) valori di azione: l'entità dei parametri direttamente misurabili, espressi in termini di intensità di campo elettrico (E), intensità di campo magnetico (H), induzione magnetica (B), corrente indotta attraverso gli arti (IL) e densità di potenza (S), che determina l'obbligo di adottare una o piu' delle misure specificate nel presente capo. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione. Art. 208 – Valori limite di esposizione e valori d'azione (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
69 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a campi elettromagnetici Art. 209 – Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi 1. Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati in conformità alle norme europee standardizzate del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC). Finché le citate norme non avranno contemplato tutte le pertinenti situazioni per quanto riguarda la valutazione, misurazione e calcolo dell'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, il datore di lavoro adotta le specifiche buone prassi linee guida individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, o, in alternativa, quelle del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), tenendo conto, se necessario, dei livelli di emissione indicati dai fabbricanti delle attrezzature. Commi 2, 3, 4, 5 invariati
70 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a campi elettromagnetici Art. 210 – Misure di prevenzione e protezione (invariato) Art. 211 – Sorveglianza sanitaria (invariato) 1. (invariato) 2. Fermo restando il rispetto di quanto stabilito dall'articolo 182, sono tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali e' stata rilevata un'esposizione superiore ai valori di azione di cui all'articolo 208, comma 2 a meno che la valutazione effettuata a norma dell'articolo 209, comma 2, dimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza. Art. 212 – Linee guida (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
71 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a radiazioni Art. 213 – Campo di applicazione (invariato) Art. 214 – Definizioni 1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per: a) radiazioni ottiche: tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d'onda compresa tra 100 ¯Fm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse: 1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA ( nm), UVB ( nm) e UVC ( nm); 2) radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 nm; 3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA ( nm), IRB ( nm) e IRC (3000 nm-1 mm) )). 1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 ¯Fm. La banda degli ultravioletti e' suddivisa in UVA ( ¯Fm), UVB ( ¯Fm) e UVC ( ¯Fm); 2) radiazioni visibili: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 ¯Fm; 3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 780 ¯Fm e 1 mm. La regione degli infrarossi e' suddivisa in IRA ( ¯Fm), IRB ( ¯Fm) e IRC (3000 ¯Fm-1 mm);
72 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a radiazioni Art. 215 – Valori limite di esposizione (invariato) Art. 216 – Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi 1. Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori. La metodologia seguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo rispetta le norme della Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda le radiazioni laser, le raccomandazioni della Commissione internazionale per l'illuminazione (CIE) e del Comitato europeo di normazione (CEN) per quanto riguarda le radiazioni incoerenti. Nelle situazioni di esposizione che esulano dalle suddette norme e raccomandazioni, fino a quando non saranno disponibili norme e raccomandazioni adeguate dell'Unione europea, il datore di lavoro adotta le buone prassi le specifiche linee guida individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro o, in subordine, linee guida nazionali o internazionali scientificamente fondate. In tutti i casi di esposizione, la valutazione tiene conto dei dati indicati dai fabbricanti delle attrezzature, se contemplate da pertinenti direttive comunitarie di prodotto. Commi 2, 3, invariati
73 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a radiazioni Art. 217 – Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi Commi 1, 3, invariati 2. In base alla valutazione dei rischi di cui all'articolo 216, i luoghi di lavoro in cui i lavoratori potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni ottiche che superino i valori limite di esposizione di azione devono essere indicati con un'apposita segnaletica. Dette aree sono inoltre identificate e l'accesso alle stesse e' limitato, laddove cio' sia tecnicamente possibile. Nota: Art. 218 – Sorveglianza sanitaria (invariato)
74 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a radiazioni Art. 219 – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro è punito: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione dagli articoli 181, comma 2, 190, commi 1 e 5, 202, commi 1 e 5, 209, commi 1 e 5, e 216; b) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione degli articoli 190, commi 2 e 3, 202, commi 3 e 4, e 209, commi 2 e Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro per la violazione degli articoli 182, comma 2, 185, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 196, 197, comma 3, secondo periodo, 203, 205, comma 4, secondo periodo, 210, comma 1, e 217, comma 1; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da euro 750 a euro per la violazione degli articoli 184, 192, comma 3, primo periodo, 210, commi 2 e 3, e 217, commi 2 e 3. Nota:
75 Titolo VIII – Agenti fisici
Capo IV – Protezione dei lavoratori dai i rischi di esposizione a radiazioni Art. 219 – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro e' punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 181, comma 2, 190, commi 1 e 5, 209, commi 1 e 5, 216, comma Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 182, comma 2, 184, 185, 190, commi 2 e 3, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 197, comma 3, 202, 203, 205, comma 4, 209, commi 2 e 4, 210, comma 1, e 217, comma 1; b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da euro a euro per la violazione degli articoli 210, commi 2 e 3, e 217, commi 2 e 3. Art. 220 – Sanzioni a carico del medico competente 1. Il medico competente è punito con l’arresto fino tre mesi o con l’ammenda da 400 a euro per la violazione degli articoli 185 e 186. 1. Il medico competente e' punito con l'arresto fino tre mesi o con l'ammenda da euro a euro per la violazione degli articoli 185 e 186.
76 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo I – Protezione da agenti chimici Art. 221 – Campo di applicazione (invariato) Art. 222 – Definizioni (invariato) Art. 223 – Valutazione dei rischi 1. Nella valutazione di cui all'art.28, il datore di lavoro determina, preliminarmente l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione in particolare: a) le loro proprietà pericolose; b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell'immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modifiche; c) il livello, il modo e la durata della esposizione )); c) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione;
77 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo I – Protezione da agenti chimici Art. 223 – Valutazione dei rischi d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti tenuto conto della quantità delle sostanze e dei preparati che li contengono o li possono generare; d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la quantità degli stessi; Art. 224 – Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi (invariato) Art. 225 – Misure specifiche di protezione e di prevenzione (invariato) Art. 226 – Disposizioni in caso di incendio o di emergenza (invariato) Art. 227 – Informazione e formazione per i lavoratori (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
78 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo I – Protezione da agenti chimici Art. 228 – Divieti (invariato) Art. 229 – Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi (invariato) Art. 230 – Misure specifiche di protezione e di prevenzione (invariato) Art. 231 – Disposizioni in caso di incendio o di emergenza (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
79 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo I – Protezione da agenti chimici Art. 232 – Adegiamenti normativi 1, 2, 3 invariati 4. Nelle more dell'adozione dei decreti di cui al comma 2, con uno o piu' decreti dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, possono essere stabiliti, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i parametri per l'individuazione del rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori di cui all'articolo 224, comma 2, sulla base di proposte delle associazioni di categoria dei datori di lavoro interessate comparativamente rappresentative, sentite le associazioni dei prestatori di lavoro interessate comparativamente rappresentative. Scaduto inutilmente il termine di cui al presente articolo, la valutazione del rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori moderato e' comunque effettuata dal datore di lavoro.
80 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo II – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Art. 233 – Campo di applicazione (invariato) Art. 234 – Definizione (invariato) Sez. II Obblighi del datore di lavoro Art. 235 – Sostituzione e riduzione (invariato) Art. 236 – Valutazione del rischio (invariato) Art. 237 – Misurazioni tecniche, organizzative, procedurali (invariato) Art. 238 – Misure tecniche (invariato) Art. 239 – Informazione e formazione (invariato) Art. 240 – Esposizione non prevedibile (invariato) Art. 241 – Operazione lavorative particolari (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
81 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo II – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Art. 242 – Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche 1, 2, 3, 4 invariati 5. A seguito dell'informazione di cui al comma 4 il datore di lavoro effettua: a) una nuova valutazione del rischio in conformità all'articolo 236; b) ove sia tecnicamente possibile, una misurazione della concentrazione dell'agente in aria e comunque dell’esposizione all’agente, considerando tutte le circostanze e le vie di esposizione possibilmente rilevanti per verificare l'efficacia delle misure adottate. 6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all'opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa.
82 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo I – Protezione da agenti chimici Art. 243 – Registro di esposizione e cartelle sanitarie 1, 2, 3, invariati 4. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro invia all’ISPESL, per il tramite del medico competente, la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro e, secondo le previsioni dell’articolo 25 del presente decreto, ne consegna copia al lavoratore stesso. 4. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro invia all'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro - ISPESL la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro e ne consegna copia al lavoratore stesso. 5, 6, 7, 8, 9, 10 invariati Art. 244 – Registrazione dei tumori (invariato) Art. 245 – Adeguamenti normativi (invariato)
83 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 246 – Campo di applicazione 1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, le norme del presente decreto si applicano a tutte le rimanenti attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate alle rimanenti attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonche' bonifica delle aree interessate. Art. 247 – Definizioni (invariato)
84 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 248 – Individuazione della presenza di amianto (invariato) Art. 249 – Valutazione del rischio 1, 3, 4 invariati 2. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione all'amianto non e' superato nell'aria dell'ambiente di lavoro, non si applicano gli articoli 250, 251, comma 1, 259 e 260, comma 1, nelle seguenti attività: a) brevi attività non continuative di manutenzione durante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili; b) rimozione senza deterioramento di materiali non degradati in cui le fibre di amianto sono fermamente legate ad una matrice; c) incapsulamento e confinamento di materiali contenenti amianto che si trovano in buono stato; d) sorveglianza e controllo dell'aria e prelievo dei campioni ai fini dell'individuazione della presenza di amianto in un determinato materiale.
85 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 250 – Notifica (invariato) Art. 251 – Misure di prevenzione e protezione 1. In tutte le attivita' di cui all'articolo 246, la concentrazione nell’aria della l'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite fissato nell'articolo 254, in particolare mediante le seguenti misure: a) il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto deve essere limitato al numero più basso possibile; b) i lavoratori esposti devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell’aria. La protezione deve essere tale da garantire all’utilizzatore in ogni caso che la stima della concentrazione di amianto nell’aria filtrata, ottenuta dividendo la concentrazione misurata nell’aria ambiente per il fattore di protezione operativo, sia non superiore ad un decimo del valore limite indicato all’articolo 254; c, d, e, f, g h invariate
86 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 251 – Misure di prevenzione e protezione b) i lavoratori esposti devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell'aria e tale da garantire all'utilizzatore in ogni caso che l'aria filtrata presente all'interno del DPI sia non superiore ad un decimo del valore limite indicato all'articolo 254; Art. 252 – Misure igieniche (invariato)
87 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 253 – Controllo dell'esposizione 1, 3, 5, 6, 7 invariati 2. Il campionamento deve essere rappresentativo della concentrazione nell’aria della dell'esposizione personale del lavoratore alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto. 4. Il prelievo dei campioni deve essere effettuato da personale in possesso di idonee qualifiche nell'ambito del servizio di cui all'articolo 31. I campioni prelevati sono successivamente analizzati da laboratori qualificati ai sensi del DM 14 maggio 1996…
88 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 254 – Valore limite 1, 2, 3, 5 invariati 2. Il campionamento deve essere rappresentativo della concentrazione nell’aria della dell'esposizione personale del lavoratore alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto. 4. In ogni caso, se l'esposizione non può essere ridotta con altri mezzi e per rispettare il valore limite e' necessario l'uso di un dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo tale da garantire tutte le condizioni previste dall'articolo 251, comma 1, lettera b); l'utilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodi di riposo adeguati all'impegno fisico richiesto dal lavoro; l'accesso alle aree di riposo deve essere preceduto da idonea decontaminazione di cui all'articolo 256, comma 4, lettera d).
89 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 255 – Misure igieniche (invariato) Art. 256 – Lavori di demolizione o rimozione dell'amianto 2, 3, 4, 7 invariati 1. I lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto possono essere effettuati solo da imprese rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 all'articolo 30, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. 5. Copia del piano di lavoro e' inviata all'organo di vigilanza, almeno 30 gg prima dell'inizio dei lavori. (( Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori. L’obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell’inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza. In tale ultima ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro indicazione dell’orario di inizio delle attività )).
90 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 256 – Lavori di demolizione o rimozione dell'amianto 6. L'invio della documentazione di cui al comma 5 sostituisce gli adempimenti di cui all'articolo 250 di cui all'articolo 50. Art. 257 – Informazione dei lavoratori (invariato) Art. 258 – Formazione dei lavoratori (invariato) Art. 259 – Sorveglianza sanitaria 1, 2, 3, …. 4. Il medico competente, sulla base dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e dello stato di salute del lavoratore, valuta l'opportunità di effettuare altri esami quali la citologia dell'espettorato, l'esame radiografico del torace o la tomodensitometria. Ai fini della valutazione di cui al primo periodo il medico competente privilegia gli esami non invasivi e quelli per i quali è documentata l’efficacia diagnostica.
91 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo III – Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Art. 260 – Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio (invariato) Art. 261 – Mesoteliomi (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
92 Titolo IX – Sostanze pericolose
Capo IV – Sanzioni Art. 262 – Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente Art. 263 – Sanzioni per il preposto Art. 264 – Sanzioni per il medico competente Art. 264 bis – Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti Art. 265 – Sanzioni per i lavoratori Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
93 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo I – Disposizioni generali Art. 266 – Campo di applicazione (invariato) Art. 267 – Definizioni (invariato) Art. 268 – Classificazione degli agenti biologici (invariato) Art. 269 – Comunicazione (invariato) Art. 270 – Autorizzazione (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
94 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 271 – Valutazione del rischio (invariato) Art. 272 – Misure tecniche, organizzative, procedurali 1. invariato 2. In particolare, il datore di lavoro: a) evita l'utilizzazione di agenti biologici nocivi, se il tipo di attività lavorativa lo consente; b) limita al minimo i lavoratori esposti, o potenzialmente esposti, al rischio di agenti biologici; c) progetta adeguatamente i processi lavorativi anche attraverso l’uso di dispositivi di sicurezza atti a proteggere dall’esposizione accidentale ad agenti biologici; d), e), f), g), h), i), l), invariati m) concorda procedure per la manipolazione ed il trasporto in condizioni di sicurezza di agenti biologici all'interno e all'esterno del luogo di lavoro.
95 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 273 – Misure igieniche 1. In tutte le attività nelle quali la valutazione di cui all'articolo 271 evidenzia rischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro assicura che: a) i lavoratori dispongano dei servizi sanitari adeguati provvisti di docce con acqua calda e fredda, nonché, se del caso, di lavaggi oculari e antisettici per la pelle; b) i lavoratori abbiano in dotazione indumenti protettivi od altri indumenti idonei, da riporre in posti separati dagli abiti civili; c) i dispositivi di protezione individuale ove non siano mono uso, siano controllati, disinfettati e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altresì a far riparare o sostituire quelli difettosi prima dell'utilizzazione successiva; d) gli indumenti di lavoro e protettivi che possono essere contaminati da agenti biologici vengano tolti quando il lavoratore lascia la zona di lavoro, conservati separatamente dagli altri indumenti, disinfettati, puliti e, se necessario, distrutti. 2. Nelle aree di lavoro in cui c'e' rischio di esposizione e' vietato assumere cibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca e applicare cosmetici.
96 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 274 – Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie 1, 2 invariati 3. Nelle strutture di isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 2, 3 o 4, le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione sono scelte tra quelle indicate nell' allegato XLVII in funzione delle modalità di trasmissione dell’agente biologico. 3. Nei servizi di isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 3 o del gruppo 4, le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione sono indicate nell'allegato XLVII. Art. 275 – Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari (invariato)
97 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 276 – Misure specifiche per i processi industriali (invariato) Art. 277 – Misure di emergenza (invariato) Art. 278 – Informazione e formazione (invariato) Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
98 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo III – Sorveglianza sanitaria Art. 279 – Prevenzione e controllo 1. Qualora l’esito della valutazione del rischio ne rilevi la necessità i lavoratori esposti ad agenti biologici sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo I lavoratori addetti alle attività per le quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. 1, 2, 3, 4, 5 invariati
99 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo III – Sorveglianza sanitaria Art. 280 – registri degli esposti e degli eventi accidentali 1, 4, 5, 6, 7 invariati 2. Il datore di lavoro istituisce ed aggiorna il registro di cui al comma 1 e ne cura la tenuta tramite il responsabile del servizio di prevenzione e protezione .Il medico competente e il rappresentante per la sicurezza hanno accesso a detto registro. 3. Il datore di lavoro: a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all’ISPESL e all’organo di vigilanza competente per territorio,comunicando ad essi ogni tre anni e comunque ogni qualvolta questi ne facciano richiesta,le variazioni intervenute; b) comunica all’ISPESL e all’organo di vigilanza competente per territorio la cessazione del rapporto di lavoro,dei lavoratori di cui al comma 1, fornendo al contempo l’aggiornamento dei dati che li riguardano e consegna al medesimo Istituto per tramite del medico competente le relative cartelle sanitarie e di rischio; c) in caso di cessazione di attività dell'azienda, consegna all'Istituto superiore di sanità e all'organo di vigilanza competente per territorio copia del registro di cui al comma 1 ed all'ISPESL copia del medesimo registro nonché per il tramite del medico competente le cartelle sanitarie e di rischio; d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attività che comportano rischio di esposizione allo stesso agente richiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonché copia della cartella sanitaria e di rischio.
100 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo III – Sorveglianza sanitaria Art. 280 – registri degli esposti e degli eventi accidentali 2. Il datore di lavoro istituisce ed aggiorna il registro di cui al comma 1 e ne cura la tenuta tramite il medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il rappresentante per la sicurezza hanno accesso a detto registro. 3. Il datore di lavoro: a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all'Istituto superiore di sanità, all'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro e all'organo di vigilanza competente per territorio, comunicando ad essi ogni tre anni e comunque ogni qualvolta questi ne fanno richiesta, le variazioni intervenute; b) comunica all'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro e all'organo di vigilanza competente per territorio la cessazione del rapporto di lavoro, dei lavoratori di cui al comma 1, fornendo al contempo l'aggiornamento dei dati che li riguardano e consegna al medesimo Istituto le relative cartelle sanitarie e di rischio; c) in caso di cessazione di attività dell'azienda, consegna all'Istituto superiore di sanità e all'organo di vigilanza competente per territorio copia del registro di cui al comma 1 ed all'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro copia del medesimo registro nonché le cartelle sanitarie e di rischio; d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attività che comportano rischio di esposizione allo stesso agente richiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonché copia della cartella sanitaria e di rischio; e)…… Art. 281 – Registro dei casi di malattia e decesso (invariato)
101 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici
Capo IV – Sanzioni Art. 282 – Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti Art. 283 – Sanzioni a carico dei preposti Art. 284 – Sanzioni a carico del medico competente Art. 285 – Sanzioni a carico dei lavoratori Art. 286 – Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
102 Titolo XI – Protezione da atmosfere esplosive
Capo I – Disposizioni generali Art. 287 – Campo di applicazione (invariato) Art. 288 – Definizioni 1. Ai fini del presente titolo, si intende per: «atmosfera esplosiva» una miscela con l'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta. 1-bis Per condizioni atmosferiche si intendono condizioni nelle quali la concentrazione di ossigeno nell’atmosfera è approssimativamente del 21 per cento e che includono variazioni di pressione e temperatura al di sopra e al di sotto dei livelli di riferimento, denominate condizioni atmosferiche normali (pressione pari a Pa, temperatura pari a 293 K), purché tali variazioni abbiano un effetto trascurabile sulle proprietà esplosive della sostanza infiammabile o combustibile.
103 Titolo XI – Protezione da atmosfere esplosive
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 289– Prevenzione e protezione contro le esplosioni (invariato) Art. 290– Valutazione dei rischi di esplosione (invariato) Art. 291– Obblighi generali (invariato) Art. 292– Coordinamento (invariato) Art. 293– Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive 1, 2 invariati 3. Se necessario, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori sono segnalate nei punti di accesso a norma dell'allegato LI e provviste di allarmi ottico/acustici che segnalino l’avvio e la fermata dell’impianto, sia durante il normale ciclo sia nell’eventualità di un’emergenza in atto.
104 Titolo XI – Protezione da atmosfere esplosive
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 294– Documento sulla protezione contro le esplosioni (invariato) Art. 294 bis – Informazione e formazione dei lavoratori 1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori esposti al rischio di esplosione e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi, con particolare riguardo: a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo; b) alla classificazione delle zone; c) alle modalità operative necessarie a minimizzare la presenza e l’efficacia delle sorgenti di accensione; d) ai rischi connessi alla presenza di sistemi di protezione dell’impianto; e) ai rischi connessi alla manipolazione ed al travaso di liquidi infiammabili e/o polveri combustibili; f) al significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici; g) agli eventuali rischi connessi alla presenza di sistemi di prevenzione delle atmosfere esplosive, con particolare riferimento all’asfissia; h) all’uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni all’uso.
105 Titolo XI – Protezione da atmosfere esplosive
Capo II – Obblighi del datore di lavoro Art. 295– Termini per l’adeguamento (invariato) Art. 296 – Verifiche (invariato) Capo III – Sanzioni Art. 297 – Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti Si rimanda al testo aggiornato del D.lgs. 81/08 per l’approfondimenti dei suddetti articoli
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References: Art. 63
 Art. 64
 Art. 65
 Art. 66
 Art. 67
 Art. 68
 articolo
7
 Art. 69
 Art. 70
 Art. 70
 Art. 71
 Art. 72
 Art. 73
 Art. 77
 Art. 78
 art. 79
 Art. 80
 Art. 80
 Art. 81
 Art. 82
 Art. 82
 Art. 82
 Art. 83
 Art. 84
 Art. 85
 Art. 86
 Art. 87
 Art. 88
 Art. 89
 Art. 90
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 Art. 91
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 Art. 115
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 Art. 116
 Art. 117
 Art. 157
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 Art. 158
 Art. 158

Art. 159
 Art. 159
 Art. 160
 Art. 160
 Art. 167
 Art. 168
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 Art. 170
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 Art. 191
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 Art. 198
 Art. 199
 Art. 200
 Art. 201
 Art. 202
 Art. 203
 Art. 204
 Art. 205
 Art. 206
 Art. 207
 Art. 208
 Art. 209
 Art. 210
 Art. 211
 Art. 212
 Art. 213
 Art. 214
 Art. 215
 Art. 216
 Art. 217
 Art. 218
 Art. 219
 Art. 219
 Art. 220
 Art. 221
 Art. 222
 Art. 223
 Art. 223
 Art. 224
 Art. 225
 Art. 226
 Art. 227
 Art. 228
 Art. 229
 Art. 230
 Art. 231
 Art. 232
 Art. 233
 Art. 234
 Art. 235
 Art. 236
 Art. 237
 Art. 238
 Art. 239
 Art. 240
 Art. 241
 Art. 242
 Art. 243
 Art. 244
 Art. 245
 Art. 246
 Art. 247
 Art. 248
 Art. 249
 Art. 250
 Art. 251
 Art. 251
 Art. 252
 Art. 253
 Art. 254
 Art. 255
 Art. 256
 Art. 256
 Art. 257
 Art. 258
 Art. 259
 Art. 260
 Art. 261
 Art. 262
 Art. 263
 Art. 264
 Art. 264
 Art. 265
 Art. 266
 Art. 267
 Art. 268
 Art. 269
 Art. 270
 Art. 271
 Art. 272
 Art. 273
 Art. 274
 Art. 275
 Art. 276
 Art. 277
 Art. 278
 Art. 279
 Art. 280
 Art. 280
 Art. 281
 Art. 282
 Art. 283
 Art. 284
 Art. 285
 Art. 286
 Art. 287
 Art. 288
 Art. 289
 Art. 290
 Art. 291
 Art. 292
 Art. 293
 Art. 294
 Art. 294
 Art. 295
 Art. 296
 Art. 297