Source: http://www.diritto-penale.it/le-indagini-del-pubblico-ministero.htm
Timestamp: 2018-12-12 01:23:19+00:00

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Dal 12/06/09 7123630
1. Il pubblico ministero [50] compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell'articolo 326 [330] e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze [187] a favore della persona sottoposta alle indagini [292 2-ter] (1).
(1) Per l'attività di indagine concernente i reati ministeriali e quelli indicati nell'art. 90 Cost., v. l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1 e l. 5 giugno 1989, n. 219. V. anche sub art. 343.
1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti [360], rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti [233; 73 att.], che non possono rifiutare la loro opera [366 c.p.; 348].
ARTICOLO 359 BIS
Prelievo coattivo di campioni biologici su persone viventi (1).
(1)Articolo introdotto dall'art. 25 della legge 30 giugno 2009, n. 85.
1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione [3921f; 116, 117 att.], il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato [90, 91] e i difensori [96, 97, 101] del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici [233; 73 att.].
2. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364, comma 2 [373 1e].
3. I difensori [96, 97, 101] nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di assistere al conferimento dell'incarico, di partecipare agli accertamenti e di formulare osservazioni e riserve [230].
4. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle indagini [99] formuli riserva di promuovere incidente probatorio [392, 393], il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti.
5. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell'ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati [191] nel dibattimento (1).
(1) Comma così modificato dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.
1. Quando è necessario per la immediata prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero procede alla individuazione di persone, di cose o di quanto altro può essere oggetto di percezione sensoriale [213-217, 273 3] (1).
3. Se ha fondata ragione di ritenere che la persona chiamata alla individuazione possa subire intimidazione o altra influenza dalla presenza di quella sottoposta a individuazione, il pubblico ministero adotta le cautele previste dall'articolo 214, comma 2.
(1) Vedi Corte cost. 12 giugno 1991, n. 265, sub art. 364.
1. Il pubblico ministero assume informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini [373 1d, 2]. Alle persone già sentite dal difensore o dal suo sostituto non possono essere chieste informazioni sulle domande formulate e sulle risposte date. Si applicano le disposizioni degli articoli 197, 197-bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203 (1).
(1) Comma dapprima modificato dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356, successivamente dall'art. 9 l. 7 dicembre 2000, n. 397, e, da ultimo, dall'art. 132l. 1° marzo 2001, n. 63.
1. Le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12 sono interrogate dal pubblico ministero sui fatti per cui si procede nelle forme previste dall'articolo 210, commi 2, 3, 4 e 6 [373 3] (1).
2. La disposizione del comma 1 si applica anche alle persone imputate di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall'articolo 371, comma 2, lettera b).
(1) Comma così modificato dall'art. 82l. 1° marzo 2001, n. 63.
1. Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni [268], i verbali degli atti compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria ai quali il difensore ha diritto di assistere [350, 352, 353 2, 354, 360, 364, 365], sono depositati nella segreteria del pubblico ministero entro il terzo giorno successivo al compimento dell'atto, con facoltà per il difensore di esaminarli ed estrarne copia [116] nei cinque giorni successivi [118 att.]. Quando non è stato dato avviso del compimento dell'atto [356, 365], al difensore è immediatamente notificato l'avviso di deposito e il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Il difensore ha facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di documenti, di estrarne copia (1).
(1) Comma così modificato dall'art. 101l. 7 dicembre 2000, n. 397.
(2) Comma così sostituito dall'art. 10 2 l. n. 397, cit.
1. Nel corso delle indagini preliminari, i difensori [96, 97, 101] hanno facoltà di presentare memorie e richieste scritte al pubblico ministero [121].
Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro (1) .
1. Quando, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero ritiene che non si debba disporre [253 s.] il sequestro richiesto dall'interessato, trasmette la richiesta con il suo parere, al giudice per le indagini preliminari [328].
(1) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 192d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.
1. Il pubblico ministero compie personalmente ogni attività di indagine [358]. Può avvalersi della polizia giudiziaria per il compimento di attività di indagine e di atti specificamente delegati, ivi compresi gli interrogatori ed i confronti cui partecipi la persona sottoposta alle indagini [364] che si trovi in stato di libertà, con l'assistenza necessaria del difensore (1).
3. Per singoli atti da assumere nella circoscrizione di altro tribunale, il pubblico ministero, qualora non ritenga di procedere personalmente, può delegare, secondo la rispettiva competenza per materia, il pubblico ministero presso il tribunale del luogo (2).
4. Quando ricorrono ragioni di urgenza o altri gravi motivi, il pubblico ministero delegato a norma del comma 3 ha facoltà di procedere di propria iniziativa anche agli atti che a seguito dello svolgimento di quelli specificamente delegati appaiono necessari ai fini delle indagini [326, 358].
(1) Comma così sostituito dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.
(2) Comma così modificato dall'art. 183 d.lgs.. 19 febbraio 1998, n. 51.
(1) Rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero.
1. Gli uffici diversi del pubblico ministero che procedono a indagini collegate, si coordinano tra loro [118-bis att.] per la speditezza, economia ed efficacia delle indagini medesime [371-bis]. A tali fini provvedono allo scambio di atti e di informazioni [117] nonché alla comunicazione delle direttive rispettivamente impartite alla polizia giudiziaria. Possono altresì procedere, congiuntamente, al compimento di specifici atti.
a) se i procedimenti sono connessi a norma dell'articolo 12 (2);
b) se si tratta di reati dei quali gli uni sono stati commessi in occasione degli altri, o per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, il prezzo, il prodotto o l'impunità, o che sono stati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre, ovvero se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza (3);
(1) V. art. 5 l. 14 marzo 2005, n. 41, in tema di poteri del membro nazionale dell'Eurojust.
(2) Lettera così modificata dall'art. 14l. 1° marzo 2001, n. 63.
(3) Lettera così sostituita dall'art. 1 5 l. n. 63, cit. Il testo recitava: «b) se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza».
(1) Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia.
1. Il procuratore nazionale antimafia [76-bis ord. giud.] esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia. A tal fine dispone della direzione investigativa antimafia [70-bis ord. giud.] e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l'impiego a fini investigativi (2).
2. Il procuratore nazionale antimafia esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine [371; 118-bis att.], di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni.
a) d'intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della direzione nazionale antimafia [76-bis4-5 ord. giud.];
b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia [110-bis ord. giud.], la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali;
c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati provvede all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata [117];
h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la corte di cassazione, l'avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento [372] e questo non è stato possibile a causa della:
3) (3).
(1) Articolo inserito dall'art. 7 d.l. 20 novembre 1991, n. 367, conv., con modif., nella l. 20 gennaio 1992, n. 8. Si tenga presente che la nuova disciplina, in base alla disposizione transitoria contenuta nell'art. 151d.l. n. 367 del 1991, si applica «solo ai procedimenti iniziati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto», e cioè a partire dal 22 novembre 1991. Inoltre, in base all'art. 16 d.l. n. 367 del 1991, tale nuova disciplina ha «effetto a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto previsto dall'art. 15, comma 2», e cioè del decreto con il quale il ministro di grazia e giustizia, ora ministro della giustizia, fissa la data «di entrata in funzione della direzione nazionale antimafia» (d.m. 5 gennaio 1993).
(2) L'art. 2 del d.l. 23 maggio 2008 , n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125 ha modificato il presente comma inserendo le seguenti parole: «e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia».
(3) Le lett. d) ed e) del comma 3 e il n. 3 della lett. h) del medesimo comma sono state soppresse in sede di conversione del d.l. n. 367, cit.
1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato, e assunte, quando occorre, le necessarie informazioni, l'avocazione delle indagini preliminari quando [512, 412; 2584 trans.]:
a) in conseguenza dell'astensione [52] o della incompatibilità del magistrato designato non è possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione [532];
b) il capo dell'ufficio del pubblico ministero ha omesso di provvedere alla tempestiva sostituzione del magistrato designato per le indagini nei casi previsti dall'articolo 36, comma 1, lettere a), b), d), e) [533].
1-bis. Il procuratore generale presso la corte di appello, assunte le necessarie informazioni, dispone altresì con decreto motivato l'avocazione delle indagini preliminari relative ai delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 285, 286, 289-bis, 305, 306, 416 nei casi in cui è obbligatorio l'arresto in flagranza [380] e 422 del codice penale quando, trattandosi di indagini collegate [371 2], non risulta effettivo il coordinamento delle indagini previste dall'articolo 371, comma 1, e non hanno dato esito le riunioni per il coordinamento disposte o promosse dal procuratore generale anche d'intesa con altri procuratori generali interessati [371-bis; 118-bis att.] (1).
(1) Il comma 1-bis, già inserito dall'art. 3 d.l. 9 settembre 1991, n. 292, conv., con modif., nella l. 8 novembre 1991, n. 356, è stato poi così sostituito dall'art. 8 d.l. 20 novembre 1991, n. 367, conv., con modif., nella l. 20 gennaio 1992, n. 8. Si tenga presente che la disciplina, in base alla disposizione transitoria contenuta nell'art. 151 d.l. n. 367, cit., si applica «solo ai procedimenti iniziati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto», e cioè a partire dal 22 novembre 1991. Si veda inoltre l'art. 16 d.l. n. 367, cit., sub art. 371-bis alla nota 1.
1. Salvo quanto disposto in relazione a specifici atti [1613, 268], è redatto verbale:
a) delle denunce [333], querele [337] e istanze [341] di procedimento presentate oralmente;
b) degli interrogatori [364, 374, 388] e dei confronti [364] con la persona sottoposta alle indagini [503];
c) delle ispezioni [244 s., 364], delle perquisizioni [247 s., 365] e dei sequestri [253 s., 365];
d) delle sommarie informazioni assunte a norma dell'articolo 362 (1).
d-bis) dell'interrogatorio assunto a norma dell'articolo 363 (1).
2. Il verbale è redatto secondo le modalità previste nel titolo III del libro II [134 s.].
3. Alla documentazione delle attività di indagine preliminare, diverse da quelle previste dal comma 1, si procede soltanto mediante la redazione del verbale in forma riassuntiva [140] ovvero, quando si tratta di atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante le annotazioni ritenute necessarie [119 att.].
5. L'atto contenente la notizia di reato [330 s.] e la documentazione relativa alle indagini sono conservati in apposito fascicolo presso l'ufficio del pubblico ministero assieme agli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria a norma dell'articolo 357 [4162, 4471, 4542, 4591].
(1) Le lett. d) e d-bis) sono state sostituite all'originaria lett. d) dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.
1. Chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini [348 s., 358 s.], ha facoltà di presentarsi al pubblico ministero [51] e di rilasciare dichiarazioni.
2. Quando il fatto per cui si procede è contestato a chi si presenta spontaneamente e questi è ammesso a esporre le sue discolpe, l'atto così compiuto equivale per ogni effetto [4495, 4531] all'interrogatorio. In tale ipotesi, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 64, 65 e 364.
3. La presentazione spontanea non pregiudica l'applicazione di misure cautelari [280-286, 287-290, 312, 313, 316-323].
Invito a presentarsi.
1. Il pubblico ministero invita la persona sottoposta alle indagini a presentarsi quando deve procedere ad atti che ne richiedono la presenza [360, 361, 364, 365].
b) il giorno, l'ora e il luogo della presentazione nonché l'autorità davanti alla quale la persona deve presentarsi;
d) l'avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre [376] a norma dell'articolo 132 l'accompagnamento coattivo [46 att.] in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento.
3. Quando la persona è chiamata a rendere l'interrogatorio l'invito contiene altresì la sommaria enunciazione del fatto quale risulta dalle indagini fino a quel momento compiute [369, 369-bis]. L'invito può inoltre contenere, ai fini di quanto previsto dall'articolo 453, comma 1, l'indicazione degli elementi e delle fonti di prova e l'avvertimento che potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato (1).
4. L'invito a presentarsi è notificato almeno tre giorni prima di quello fissato per la comparizione [1725], salvo che, per ragioni di urgenza, il pubblico ministero ritenga di abbreviare il termine, purché sia lasciato il tempo necessario per comparire [174].
(1) Comma così modificato dall'art. 26 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12.
1. Quando si tratta di procedere ad atti di interrogatorio o confronto [364], l'accompagnamento coattivo [132, 375; 46 att.] è disposto dal pubblico ministero su autorizzazione del giudice [328].
1. Il pubblico ministero può emettere decreto di citazione quando deve procedere ad atti che richiedono la presenza della persona offesa [91] e delle persone in grado di riferire su circostanze utili ai fini delle indagini.
c) l'avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma dell'articolo 133 l'accompagnamento coattivo [46 att.] in caso di mancata comparizione senza che sia stato addotto legittimo impedimento.
3. Il pubblico ministero provvede allo stesso modo per la citazione del consulente tecnico [225, 233, 359, 360], dell'interprete [143] e del custode [259] delle cose sequestrate.
1. Il pubblico ministero ha, nell'esercizio delle sue funzioni [50 s.], i poteri indicati nell'articolo 131.

References: art. 343

ARTICOLO 359
 art. 364
 art. 192
 art. 5
 art. 371