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COMUNE DI MACERATA REGOLAMENTO SULLA PUBBLICITA E LE PUBBLICHE AFFISSIONI - PDF
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1 COMUNE DI MACERATA REGOLAMENTO SULLA PUBBLICITA E LE PUBBLICHE AFFISSIONI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 114 del 19 dicembre Esecutiva il 07 gennaio 2008 Il presente regolamento si sostituisce a quello approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 58 del che quindi risulta abrogato.2 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Ambito di applicazione e contenuto del Regolamento 1. Le norme del presente Regolamento disciplinano l'applicazione nel Comune di Macerata dell'imposta di pubblicità e l'effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni, nell'ambito dei principi e delle norme contenute nel Capi I e II del Decreto legislativo 15 novembre 1993 n. 507, in prosieguo denominato "Decreto Disciplinano inoltre le modalità per le installazioni dei mezzi pubblicitari e relativi impianti, come successivamente definiti, che siano installati lungo le vie o in vista di esse, su aree pubbliche, di uso pubblico o private ai sensi del Codice della Strada (decr. Leg.vo 30/04/92 n. 285), del regolamento di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 16/12/1992 n. 495) e successive modificazioni e integrazioni. 3. Il presente Regolamento si pone lo scopo di unificare e semplificare i procedimenti relativi nell ambito della tutela dei valori storico-architettonici, dell ambiente urbano e paesaggistico del territorio comunale. 4. Per la pubblicità relativa alle professioni sanitarie si rimanda la normativa specifica che ne disciplina l esercizio. (L. n. 5/2/92 n.175 e succ. modifiche ed integrazioni). Art. 2 Nozione di centro abitato 1. Ai fini del presente regolamento si assume come definizione di centro abitato quella fornita dal C.d.S. 2. I centri abitati esistenti sul territorio comunale sono individuati e delimitati con apposita deliberazione del Consiglio comunale, come disposto dall art. 4 del C.d.S. e come evidenziato da apposita segnaletica. Art. 3 Imposta e diritti comunali 1. La pubblicità, entro l'ambito del territorio comunale, si effettua a diretta cura degli interessati, previa la prescritta autorizzazione dell'ente competente, ove prevista, e comporta, per il solo fatto della sua diffusione o esposizione, il pagamento della relativa imposta comunale di cui al D. Lgs. 507/ L'installazione di impianti e mezzi pubblicitari comporta altresì la corresponsione di una tassa per la concessione del suolo pubblico, quando necessaria, nonché il pagamento di un corrispettivo per il rilascio dell autorizzazione e dei diritti di esame e spese di sopralluogo oltre ad eventuali garanzie. 3. In mancanza della prescritta autorizzazione comunale e nel caso in cui l interessato proceda o abbia comunque proceduto all esposizione, lo stesso è in ogni caso tenuto a corrispondere il3 relativo tributo e la pubblicità è da considerarsi abusiva a tutti gli effetti, rendendosi applicabili le sanzioni ed i provvedimenti previsti dal Codice della Strada, dal Titolo V del presente Regolamento e dal D. Lgs. n. 507/ Costituiscono un servizio di esclusiva competenza comunale le pubbliche affissioni nelle quantità e posizioni previste sia dal Titolo V del presente Regolamento che dal "Piano Generale dei mezzi e degli impianti pubblicitari". Tale servizio comporta il pagamento di un diritto per le prestazioni effettuate dal Comune a favore del committente; il procedimento e le modalità sono disciplinati dal Titolo IV. TITOLO II IMPIANTI E MEZZI PUBBLICITARI DEFINIZIONI Art. 4 Definizioni 1. Le definizioni dei mezzi pubblicitari contenute nell'art. 47 del Regolamento di esecuzione del nuovo codice della strada, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992 n. 495, sono fatte proprie in questo regolamento come riprodotte nei commi successivi. 2. E' da considerare generalmente "impianto pubblicitario o di propaganda" qualunque manufatto finalizzato alla pubblicità o alla propaganda sia di prodotti che di attività, comprendente nel suo insieme sia il messaggio pubblicitario propriamente detto che la struttura, qualunque essa sia, destinata a sostenerlo. 3. E' da considerare "insegna" la scritta in caratteri alfanumerici, completata eventualmente da un simbolo o da un marchio realizzata e supportata con materiali di qualsiasi natura, la targa, il pannello e simili a carattere permanente, installata esclusivamente nella sede o nelle pertinenze di un esercizio commerciale di una industria, arte, professione o attività a cui si riferisce, così come definite dall art. 16, co. 2, che contengano il nome dell'esercente o la ragione sociale della ditta, la qualità dell'esercizio o la sua attività permanente, l'indicazione delle merci vendute o fabbricate o dei servizi che vengono prestati, indicazione che può essere generica o specifica della merce venduta o fabbricata o del servizio prestato in via principale; le caratteristiche di tali mezzi pubblicitari devono essere tali da adempiere alla loro funzione, esclusiva o principale, che è l'identificazione immediata dell'attività. Può essere luminosa sia per luce propria che per luce indiretta. 4. E' da considerare "preinsegna" la scritta in caratteri alfanumerici, completata da freccia di orientamento, ed eventualmente da simboli e da marchi, realizzata su manufatto bidimensionale, utilizzabile su una sola o entrambe le facce, supportato da idonea struttura di sostegno, finalizzata alla pubblicizzazione direzionale della sede dove si esercita una determinata attività ed installata in modo da facilitare il reperimento della sede stessa e comunque in un raggio di 5 Km.; non può essere luminosa né per luce propria né per luce indiretta. 5. Si definisce "cartello" quel manufatto monofacciale o bifacciale, diverso dalla preinsegna, supportato da una idonea struttura di sostegno, che è finalizzato alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici sia direttamente, sia tramite sovrapposizione di altri elementi; esso 34 è utilizzabile in entrambe le facciate anche per immagini diverse. Può essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta. 6. Si considera "manifesto" l'elemento realizzato in materiale di qualsiasi natura, privo di rigidezza, finalizzato alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici, posto in opera su strutture murarie o su altri supporti comunque diversi dai cartelli e dagli altri mezzi pubblicitari. Non può essere luminoso né per luce propria, né per luce indiretta. 7. Si definisce "striscione" il mezzo pubblicitario realizzato in tela o pvc, monofacciale o bifacciale che, se posto a cavallo della sede stradale, può essere installato esclusivamente su impianti di proprietà del Comune. Non può essere in nessun caso luminoso, né per luce propria, né per luce indiretta. 8. Si definisce "locandina" l'elemento bidimensionale realizzato in materiale di qualsiasi natura privo di rigidezza; se posizionato sul terreno può essere realizzata anche in materiale rigido. 9. Si definisce "stendardo o gonfalone" il mezzo pubblicitario in tela o in PVC di dimensioni standard cm. 100x140 o 120x180 o 130x190, con due stecche di sostegno applicate al lato superiore e inferiore. 10. Si definisce bandiera l elemento bidimensionale in tela, privo di rigidezza, ancorato ad un palo di sostegno lungo uno solo dei suoi lati, finalizzata alla diffusione di messaggi pubblicitari su una o entrambe la facce. 11. E' da considerare "segno orizzontale reclamistico" la riproduzione sulla superficie stradale, con pellicole adesive, di scritte in caratteri alfanumerici, di simboli e di marchi, finalizzata alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici. 12. Si definisce "poster" la struttura monofacciale avente, di norma, dimensioni di mt. 3 x 6, che può anche essere costituita da un insieme di manifesti affissi su apposite strutture di sostegno. 13. Si definisce "vetrina" o "bacheca" l elemento costituito da un supporto rigido, eventualmente chiuso da uno sportello in vetro, destinato all esposizione di quotidiani, periodici o altri mezzi di stampa, alla diffusione di informazioni o propaganda dell attività di Enti pubblici o d interesse pubblico, partiti politici, associazione di varia natura, per la propaganda di pubblici spettacoli o di attività turistico-produttive o di attività commerciali. 14. Si definisce "gigantografia" l elemento bidimensionale, monofacciale, privo di rigidezza e non illuminato, che occupa tutta la superficie di ponteggi o recinzioni di cantiere ed è a questi opportunamente ancorato. 15. Si intende per sponsor quel soggetto giuridico, ente o azienda, che destina risorse economiche per finanziare iniziative, opere e manufatti pubblici ovvero aventi rilevanza pubblica, con lo scopo indiretto di farsi pubblicità. 16. Si definisce vetrofania la scritta con caratteri alfanumerici, completata eventualmente da simboli o marchi, fissata su superfici in vetro, anche con pellicole adesive. E fatto divieto di realizzarle con lettere adesive precarie o disordinate. 45 17. Si intende per impianto pubblicitario di servizio qualunque manufatto (fermate autobus, pensiline, transenne parapedonali, cestini, panchine, orologi o simili) avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell'ambito dell'arredo urbano e stradale e recante uno spazio pubblicitario che può essere luminoso sia per luce diretta che per luce indiretta. 18. Nel concetto di altri mezzi pubblicitari, così come definiti nel presente regolamento e in quello di attuazione del C.d.S. rientrano tutti gli impianti e le strutture finalizzate alla pubblicità e/o propaganda che non sono stati precedentemente specificati. 19. Ai fini dell'applicazione delle presenti norme, un impianto di pubblicità si definisce collocato «sulla strada», quando la installazione dello stesso è effettuata entro i limiti della sede stradale, delle fasce di pertinenza e di rispetto della stessa. 20. Si definisce in «vista della strada» quando, pur essendo collocato fuori dalle zone precedentemente indicate, l'impianto pubblicitario risulta visibile dalla strada, in base alla distanza di leggibilità per gli alfabeti normali di cui alla Tabella II 16, del regolamento di esecuzione del Codice della Strada; tale determinazione è effettuata in riferimento al carattere alfanumerico, simbolo o immagine, di maggiori dimensioni contenuto nel messaggio pubblicitario. 21. Il criterio di visibilità di cui al comma precedente, si applica invece in riferimento alla dimensione dell'impianto stesso, nei seguenti casi: a) nel caso di impianti la cui particolare forma costituisca di per se messaggio pubblicitario; b) nel caso degli impianti luminosi; c) nel caso di cartelli o altri impianti in cui l'estensione dell'immagine risulti prevalente e caratterizzante l'intero messaggio pubblicitario. 22. E' da qualificare "sorgente luminosa" qualsiasi corpo illuminante o insieme di corpi illuminanti che, diffondendo luce in modo puntiforme o lineare o planare, illumina aree, fabbricati, monumenti, manufatti di qualsiasi natura, emergenze naturali. Art. 5 Pubblicità permanente 1. La pubblicità permanente è quella esposta per periodi di tempo superiori a 3 mesi solari e consecutivi e deve essere effettuata utilizzando strutture saldamente ancorate a terra o a muro tali da avere evidenti caratteristiche di stabilità. Art. 6 Pubblicità temporanea 1. E' definita pubblicità temporanea la pubblicità effettuata per un periodo di tempo non superiore a 3 mesi, con esclusione della propaganda relativa a manifestazioni a carattere socio-culturale. 2. L esposizione dei mezzi pubblicitari temporanei è consentita per la promozione di manifestazioni e spettacoli oltre che per il lancio di iniziative commerciali ed è limitata al periodo di svolgimento degli eventi ed iniziative, oltre che alla settimana precedente e alle ventiquattro ore successive. 56 3. La pubblicità temporanea è effettuata utilizzando i mezzi pubblicitari di cui al capo VIII del Titolo III. TITOLO III IMPIANTI E MEZZI PUBBLICITARI NORME E DISCIPLINA CAPO I ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE Art. 7 Piano generale degli impianti 1. In esecuzione del disposto del terzo comma dell'art. 3 del D.L.vo 507/93, è istituito il «Piano Generale degli Impianti Pubblicitari», definito in breve «Piano» nel presente regolamento. 2. Le finalità del Piano sono: a) Realizzare e razionalizzare un adeguata rete di impianti per le pubbliche affissioni e le affissioni dirette; b) Prevedere gli indirizzi esecutivi e generali per la installazione degli impianti pubblicitari nel territorio comunale; c) Prevedere gli indirizzi esecutivi e generali per la installazione della segnaletica stradale pubblicitaria (segnali di avviamento alle attività pubblicizzate); d) Armonizzare la installazione di impianti pubblicitari e le altre forme di pubblicità, alle caratteristiche architettoniche, urbane e sociali della città; e) Ridurre al minimo le procedure amministrative per il rilascio delle autorizzazioni. 3. A tale scopo, nel Piano sono rispettati i «criteri» indicati nel presente regolamento, nonché le disposizioni contenute nel regolamento edilizio o altri strumenti normativi in materia urbanistico-edilizia. 4. Il Piano provvede inoltre alle determinazioni di cui all'art. 51 comma 6 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada relativamente ai parametri per la individuazione degli spazi ove è consentita la installazione degli impianti pubblicitari e ove possibile l'individuazione degli spazi stessi, nonché, le percentuali massime utilizzabili per gli stessi rispetto alle superfici dei prospetti dei fabbricati o al fronte stradale. Art. 8 Pianificazione delle pubbliche affissioni 1. In attesa della definizione del Piano Generale degli Impianti potrà essere adottato un programma di installazione degli impianti delle pubbliche affissioni che definirà localizzazione, caratteristiche e dimensioni degli stessi. Art. 9 Pubblicità effettuata in spazi od aree comunali 67 1. In attesa dell adozione del Piano generale degli Impianti con atto della G.M. vengono individuate le zone all interno delle quali è possibile effettuare pubblicità in spazi od aree di proprietà o in godimento al Comune. 2. Con medesimo provvedimento viene stabilito il canone di affitto o di concessione dovuto, in relazione alla centralità ed importanza dello spazio od area utilizzata nelle zone individuate, da corrispondere unitamente all imposta prevista per legge. 3. E' in ogni caso dovuta la tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche secondo le norme di legge e regolamentari che la disciplinano, quando trattasi di spazi od aree del demanio o del patrimonio indisponibile comunale. CAPO II DISCIPLINA GENERALE Art. 10 Norme comuni 1. Lungo le strade o in vista di esse, è vietato collocare mezzi pubblicitari e sorgenti luminose visibili dai veicoli transitanti sulle strade che, per dimensione, forma, colore, disegno o ubicazione possano generare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possano renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso detti impianti non devono costituire ostacolo o impedimento per la circolazione delle persone invalide. 2. Tutti gli impianti e mezzi pubblicitari devono essere realizzati con materiali non deperibili e resistenti agli agenti atmosferici. Le eventuali strutture di sostegno e di fondazione devono essere calcolate per resistere alla spinta del vento nonché ad eventuali cedimenti del suolo ed essere saldamente ancorate ad una profondità congrua e con tecniche specifiche di fondazione. 3. I mezzi pubblicitari devono avere sagoma regolare che in nessun caso può essere quella di triangolo o disco tale da generare confusione con la segnaletica stradale. 4. Particolare cautela deve essere adottata nell uso del colore rosso che non può essere utilizzato come colore di sfondo o prevalente, con esclusione della riproduzione di marchi depositati; in questo caso il mezzo pubblicitario dovrà avere una superficie massima di mq. 1,00. L abbinamento dei colori non deve generare confusione con quelli utilizzati nella segnaletica stradale. Art. 11 Limitazioni e divieti 1. E vietata l installazione di mezzi pubblicitari: a) sulle corsie esterne delle carreggiate, sulle cunette e pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carreggiate contigue; b) in corrispondenza delle intersezioni; c) in corrispondenza delle curve come definite dall art. 3 comma del C.d.S. ed in tutta l area compresa tra la curva stessa e la corda tracciata tra i due punti di tangenza; 78 d) in corrispondenza dei raccordi verticali concavi e convessi segnalati; e) sui ponti e sottoponti non ferroviari; f) sui cavalcavia stradali e loro rampe; g) sulle scarpate stradali ascendenti aventi pendenza superiore ai 45 ; h) sui parapetti stradali, sulle barriere di sicurezza e sugli altri dispositivi laterali di protezione e di segnalamento; i) sui cigli stradali e sui bordi dei marciapiedi; j) sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate; k) sui luoghi sottoposti a vincolo di tutela di bellezze naturali, paesaggistiche ed ambientali, salvo deroga di cui al successivo comma 4.; l) sui muri di cinta dei cimiteri; m) lungo i viali di circonvallazione delle mura urbiche con esclusione delle insegne di esercizio poste in aderenza per tutta la loro superficie a fabbricati e di quella inserita negli impianti di servizio. 2. Nei parchi e nei giardini è consentita la pubblicità mediante tende, gazebo, insegne di esercizio effettuata da pubblici esercizi o attività di ristorazione esistenti negli stessi. 3. Lungo i viali di circonvallazione delle mura urbiche potranno comunque essere installati mezzi pubblicitari di interesse pubblico e inerenti a manifestazioni ed eventi di carattere culturale. 4. Lungo le strade site nell ambito ed in prossimità di beni paesaggistici potranno essere autorizzate installazioni di cartelli e altri mezzi pubblicitari previo parere favorevole dell amministrazione competente sulla compatibilità della collocazione e della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree sottoposte a tutela ai sensi dell art. 153 del D. Lgs. n. 42/ L installazione di mezzi pubblicitari su immobili vincolati è subordinato al relativo nulla-osta dell autorità competente. In caso di richieste di installazione su fabbricati individuati dal Comune come di particolare pregio architettonico, in relazione alla tipologia dello strumento pubblicitario, il servizio competente al rilascio dell autorizzazione potrà richiedere il parere della commissione edilizia integrata. 6. E vietato l uso di proiettori laser. 7. Non è consentita l apposizione di manifesti al di fuori dei supporti appositamente predisposti. 8. E vietata la collocazione e l ancoraggio di qualsiasi impianto pubblicitario su piante o essenze arboree, sulla segnaletica stradale e sugli impianti d illuminazione con esclusione, per questi ultimi, degli impianti oggetto di autorizzazione per l affissione di gonfaloni, rilasciata dal competente servizio. 9. E vietato utilizzare sugli impianti pubblicitari lo stemma del Comune di Macerata, la bandiera italiana, quella dell Unione Europea e quella di Stati Esteri; fanno eccezione le pubblicità relative a manifestazioni ed iniziative patrocinate da Enti pubblici. E' altresì vietato l'utilizzo delle suddette bandiere fuori dalle forme istituzionali. 10. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a 5 minuti, in posizione non parallela al senso di marcia dei veicoli. 89 11. Entro i centri abitati del territorio comunale, è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, posti in posizione non parallela al senso di marcia dei veicoli aventi un periodo di variabilità inferiore a 30 secondi. Art. 12 Luminosità e illuminazione dei mezzi pubblicitari 1. I mezzi pubblicitari, ove consentito, possono essere luminosi: - per luce diretta, ovvero mediante illuminazione interna; - per luce propria derivante dalle singole lettere del tipo scatolare o tubi al neon; - per luce indiretta, ovvero mediante sorgente luminosa esterna. 2. Nei casi di illuminazione indiretta la sorgente luminosa esterna dovrà interessare il solo mezzo pubblicitario, non creare disturbo alla visibilità viaria e non interferire col sistema della pubblica illuminazione. 3. Le sorgenti luminose ed i mezzi pubblicitari luminosi per luce diretta o indiretta posti lungo o in vista delle strade, sia fuori che dentro i centri abitati, non possono avere luce intermittente, né d intensità luminosa superiore a 150 candele per m o che, comunque, provochi abbagliamento. 4. La croce rossa luminosa è consentita esclusivamente per indicare farmacie, ambulatori e posti di pronto soccorso. 5. La croce verde luminosa è consentita esclusivamente per indicare farmacie. 6. Le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari non possono avere luce intermittente. 7. Per gli impianti collocati all interno del centro storico e nelle aree interessate da piani di riqualificazione il tipo di illuminazione consentita è quella prevista da agli art. 18 e 19 del presente regolamento, o delle previsioni dei piani di riqualificazione adottati successivamente. 8. Ai sensi del presente regolamento, nei casi in cui si prevede che il mezzo pubblicitario non possa essere luminoso, deve intendersi vietata ogni forma d illuminazione, sia diretta che indiretta. Art. 13 Distanze 1. Il posizionamento degli Impianti Pubblicitari lungo le strade o in vista di esse, fuori dei centri abitati, deve essere effettuato nel rispetto delle seguenti distanze minime di cui all'art. 51, commi 2, 3, 5, 6 e 7, del regolamento di esecuzione del Codice della Strada: a) 3 m. dal limite della carreggiata; b) 100 m. dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari; c) 250 m. prima dei segnali stradali di pericolo e di prescrizione; d) 150 m. dopo i segnali stradali di pericolo e di prescrizione; e) 150 m. prima dei segnali d indicazione; f) 100 m. dopo i segnali d indicazione; 910 g) 100 m. dal punto di tangenza delle curve, come precedentemente definite; h) 250 m. prima delle intersezioni; i) 100 m. dopo le intersezioni; j) 200 m. dagli imbocchi delle gallerie. 2. Il posizionamento degli Impianti Pubblicitari lungo le strade o in vista di esse, all interno dei centri abitati e nei tratti di strada extraurbana in cui è imposto un limite di velocità non superiore a 50 Km/h. deve essere effettuato nel rispetto delle seguenti distanze minime previste dall art. 51, commi 3, 4, 5, 6 e 14 del regolamento di esecuzione del codice Strada e dal Piano degli Impianti di cui all'art. 7 del presente regolamento: a) 50 m. lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere prima dei segnali stradali di pericolo e di prescrizione, degli impianti semaforici e delle intersezioni; b) 30 m. lungo le strade locali prima dei segnali stradali di pericolo e di prescrizione, degli impianti semaforici e delle intersezioni; c) 25 m. dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, dai segnali di indicazione e dopo i segnali stradali di pericolo e di prescrizione, gli impianti semaforici e le intersezioni; d) 100 m. dagli imbocchi delle gallerie; 3. La distanza dalla carreggiata dei mezzi pubblicitari viene misurata dalla proiezione a terra dell estremità dell impianto più vicina alla carreggiata stessa. 4. All interno del centro abitato la distanza dal limite della carreggiata varia a seconda delle dimensioni del mezzo pubblicitario, come previsto dal successivo art Se le strutture aggettano sul marciapiedi o su area soggetta a passaggio pedonale queste devono rispettare un altezza minima dal piano di calpestio di 2,20 m. 6. Le distanze si applicano nel senso delle singole direttrici di marcia. 7. Nel caso in cui lateralmente alla sede stradale ed in corrispondenza del luogo in cui viene chiesto il posizionamento dei mezzi pubblicitari già esistano ad una distanza dalla carreggiata inferiore a quella prevista, costruzioni fisse, muri, filari di alberi di altezza non inferiore a 3 m., è ammesso il posizionamento stesso in allineamento con detti elementi. Tali installazioni non debbono in ogni caso ostacolare la visibilità dei segnali stradali entro lo spazio di avvistamento. 8. Le distanze indicate al comma 2 del presente articolo non si applicano per i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari aventi una superficie non superiore a m. 3,00 installati ad una distanza dal limite della carreggiata non inferiore a mt. 10,00. Art. 14 Dimensioni 1. Per gli impianti pubblicitari installati fuori dei centri abitati, si osservano le dimensioni di cui all'art. 48, comma 1, del Regolamento di esecuzione al Codice della Strada. 2. Per gli impianti pubblicitari diversi dalle preinsegne installati dentro i centri abitati, ai sensi dell'art. 48, comma 2, del Regolamento di esecuzione al Codice della Strada, si osservano le dimensioni stabilite dal presente articolo: 1011 a) se collocati lungo le strade, parallelamente al senso di marcia dei veicoli, si osservano le seguenti dimensioni massime, a seconda della distanza dal limite della carreggiata: 1) m 3 (tre) se installati da mt. 0,50 a mt. 3,00 dal margine della carreggiata; 2) m 6 ( sei) se installati oltre i mt. 3,00 dal margine della carreggiata. b) se collocati lungo le strade, non parallelamente al senso di marcia dei veicoli: 1) m 1 (uno) se installati da mt. 0,50 a mt. 3,00 dal limite della carreggiata; 2) m 3 (tre) se installati oltre i mt. 3,00 dal limite della carreggiata. 3. Sono fatte salve eventuali prescrizioni, limitazioni o deroghe determinate dal Piano di cui all art. 7 del presente regolamento. Art. 15 Deroghe 1. Ai sensi dell art. 23, comma 6 del codice della Strada, all interno dei centri abitati, limitatamente alle strade di tipo E e F per ragioni d interesse generale o di ordine tecnico, possono essere concesse deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento degli impianti pubblicitari, sempre che siano garantite le esigenze di sicurezza della circolazione. Le deroghe sono concesse tenendo conto dello stato dei luoghi, delle caratteristiche della viabilità e relativa segnaletica e sono valutate dal Comando Polizia Municipale, sentiti quando necessario per gli aspetti di specifico interesse, il Servizio Lavori Pubblici ed il Servizio Gestione del Territorio. 2. Le deroghe alle distanze non potranno comunque essere superiori alla metà delle distanze dall art. 13 co In attesa dell adozione del Piano Generale degli Impianti le strutture pubblicitarie aventi dimensioni superiori a quelle indicate dal presente regolamento potranno essere autorizzate, tenendo presente le caratteristiche dei luoghi, previa eventuale direttiva della G.M. CAPO III INSEGNE DI ESERCIZIO Art. 16 Norme comuni 1. Fermo restando quanto disposto dalle precedenti norme, le insegne di esercizio sono sottoposte alla disciplina degli articoli che seguono. 2. Ai fini del presente Regolamento per pertinenze accessorie di cui all art. 4, comma 3, debbono intendersi quegli spazi o aree adiacenti alla sede dell attività e poste a servizio, anche non esclusivo, di essa per destinazione urbanistica o in base al titolo abilitativo riferito all immobile in cui essa è collocata. 3. Nel caso in cui gli spazi o le aree di cui al precedente comma siano pertinenti a più attività, sarà possibile servirsi di un impianto pubblicitario unitario. In caso di nuovi insediamenti 1112 commerciali è facoltà dell ufficio competente al rilascio dell autorizzazione richiedere una progettazione unitaria degli impianti. 4. Le insegne di esercizio e gli impianti di servizio possono essere eventualmente completati da orologio segna giorno-ora-temperatura. Tali impianti non potranno essere ubicati in centro storico e sulle coperture degli edifici. 5. Le insegne di esercizio non aderenti al fabbricato potranno essere installate nel numero di 1 per ogni attività ad eccezione di quelle collocate nelle zone di attività produttive così come definite dalle N.T.A del P.R.G. 6. Negli edifici dove siano presenti elementi architettonici ben definiti, le dimensioni ed il posizionamento delle insegne dovranno essere agli stessi adeguati. 7. La collocazione di insegne di esercizio è vietata sui parapetti di balconi, nelle luci delle finestre e sulle coperture, mentre l installazione sulle facciate, comunque limitata al solo piano terra, è disciplinata dai successivi articoli. Sono fatte salve quelle esistenti, regolarmente autorizzate, che potranno essere mantenute fino al permanere delle attività segnalate o pubblicizzate. 8. Le insegne di esercizio devono essere fissate sugli edifici cui si riferiscono; se le attività interessate sono collocate ai piani superiori, primo compreso, devono essere installate sul portone d ingresso o accanto ad esso sotto forma di targa. E consentito in tali ultimi casi, apporre vetrofanie sulle finestre. 9. Le insegne di esercizio potranno essere collocate anche nella parte superiore dell apertura del vano porta, del vano vetrina, o sopra di essa con una larghezza massima a quella dell apertura stessa, purchè vengano progettate in modo coerente alla facciata e collocate nel rispetto di eventuali elementi architettonici dell edificio. 10. Nelle zone di attività produttive possono essere installate insegne in deroga a quanto previsto dai commi 7, 8 e E fatto divieto di apporre le insegne di esercizio su portici e colonnati, fatta eccezione per quelle apposte direttamente sulle vetrine dei locali che vi si affacciano o sulle pareti di fondo. 12. Nel caso di vetrine contigue è ammessa la commistione tra diverse tipologie di insegne, purché presentino caratteristiche di continuità ed omogeneità (es. dimensioni, forma, tipo di illuminazione, materiale utilizzato ecc.) 13. Qualora per la situazione della facciata e delle aperture non sia consentita alcuna delle installazioni come in precedenza individuate, le insegne potranno essere posizionate internamente alla vetrina stessa in modo che risultino comunque visibili dall esterno. Le stesse non potranno comunque essere a filo neon o a luce intermittente. Art. 17 Dimensioni e distanze 1. Le insegne di esercizio poste in aderenza all edificio potranno avere di norma un altezza massima di m. 0,60 ed una larghezza massima pari all apertura del vano porta e del vano 12 Vedere altro
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 art. 16
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 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 art. 3
 art. 153
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