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Timestamp: 2019-01-20 01:11:02+00:00

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PROCEDIMENTO CIVILE - Decreto ingiuntivo - Opposizione Tardiva - Ammissibilità - Nullità della notificazione del provvedimento monitorio - Sufficienza - Esclusione - Causa determinante della non tempestiva conoscenza del provvedimento monitorio e della impossibilità di proporre una tempestiva opposizione - Necessità - Onere probatorio a carico dell'opponente
L’allegazione e la dimostrazione della nullità della notificazione del decreto ingiuntivo non sono sufficienti per legittimare l’opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., in quanto per l’applicazione di tale norma non è sufficiente che ci sia stato un mero ritardo nella conoscenza del decreto ingiuntivo ma è richiesto che l’ingiunto – su cui gravano i relativi oneri probatori – abbia acquisito cognizione del decreto solo quando non era più in grado di proporre un’opposizione tempestiva.
Tribunale di Como, Sezione II, Sentenza n. 1195 del 28.07.2017 – Dott.ssa N. SOMMAZZI
ASSICURAZIONE - Assicurazione della responsabilità civile - Facoltà e obblighi dell'assicuratore - Gestione della lite - Eccezione di mancanza di copertura assicurativa - Eccezione in senso proprio - Esclusione - Conseguenze
L’eccezione di inoperatività della polizza assicurativa non costituisce un’eccezione in senso proprio, ma una semplice difesa: trattandosi di mera argomentazione giuridica per sostenere l’estraneità dell’evento ai rischi contemplati nel contratto, può essere sollevata per la prima volta nella fase finale del giudizio o nel giudizio di appello.
Cass. civ., sez. III, 03.07.2014, n. 15228
Cass. civ., sez. III, 16.03.2012, n. 4234
Corte d’Appello di Firenze, 08.01.2015
Corte d’Appello di Bologna, 15.11.2013
OBBLIGAZIONI E CONTRATTI - Eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. - Obbligazione accessoria - Sospensione dell’esecuzione del contratto - Configurabilità
La previsione di cui all’art. 1460 c.c., secondo cui, nei contratti a prestazioni corrispettive, la pretesa che ha titolo nel contratto può essere paralizzata se è ravvisabile in capo al soggetto che la sta esercitando l’inadempimento delle obbligazioni che abbia a sua volta assunto, si può invocare anche in caso di inadempimento di obbligazioni accessorie a quella principale (obbligazioni collaterali di collaborazione, di protezione, di informazione, etc.), a condizione che siano essenziali per l’equilibrio sinallagmatico del rapporto negoziale e di gravità tale da menomare la fiducia nel corretto adempimento del contratto. (Nel caso di specie, a fronte dell’eccezione ex art. 1460 c.c. sollevata dall’utente di rete idrica convenuto in giudizio dal gestore per il pagamento di bollette di importi considerevoli per consumi anomali dovuti ad un guasto della stessa rete sul tratto a valle del contatore, il Tribunale ha escluso che l’obbligazione accessoria di collaborazione da parte del fornitore, intesa come obbligo di segnalazione generica di guasti concernenti gli impianti privati, costituisse obbligo essenziale per l’equilibrio del sinallagmatico del rapporto di fornitura e che la mancanza fosse di gravità tale da giustificare il mancato pagamento dell’acqua erogata).
Cass. civ, sez. II, 30.06.2016, n. 13446
Cass. civ., sez. II, 18.03.1999, n. 2474
Tribunale di Monza, 09.01.1997
Tribunale di Como, Sezione II, Sentenza n. 1172 del 25.07.2017 – Dott.ssa S. GRAVAGNOLA
COMPETENZA E GIURISDIZIONE CIVILE - Clausola compromissoria - Impossibilità di procedere alla nomina degli arbitri - Tutela dell’autonomia privata - Validità clausola - Intervento suppletivo ex artt. 809 ed 810 c.p.c. - Applicazione analogica
Qualora la clausola compromissoria inserita in un contratto di appalto preveda che la disciplina del collegio arbitrale (e quindi anche le modalità di designazione degli arbitri) debba avvenire in base al regolamento di un organismo specificamente indicato nel contratto, ma rivelatosi inesistente, l’impossibilità di procedere alla nomina degli arbitri secondo quanto concordato non comporta la nullità della clausola, bensì l’applicazione analogica del meccanismo suppletivo di designazione degli arbitri di cui al combinato disposto degli art. 809 e 810 c.p.c., che consente di salvaguardare la esplicita ed inequivoca volontà espressa dalle parti di rinunciare alla giurisdizione statuale.
Codice di Procedura Civile, art. 809
Codice di Procedura Civile, art. 810
Corte d’Appello di Lecce, 06.07.2015
Tribunale di Bari, 15.06.2006
Tribunale di Como, Sezione II, Sentenza n. 1267 del 29.08.2017 – Dott.ssa C. D’OSUALDO
GIURISDIZIONE CIVILE - Giurisdizione sullo straniero - Responsabilità extracontrattuale - Locus commissi delicti - Atti di concorrenza sleale - Sede dell’impresa del danneggiato - Irrilevanza - Ambito economico di produzione delle conseguenze dei comportamenti denunciati - Rilevanza
Nel caso in cui sia promossa azione extracontrattuale di risarcimento danni, l’art. 5.3 del Regolamento CE 44/01 (previsione rimasta invariata all’art. 7.2 del nuovo Regolamento n. 1215/12, in vigore dal 10.01.2015) consente che un soggetto domiciliato in uno Stato membro sia convenuto avanti all’Autorità Giurisdizionale di altro Stato membro in cui “l’evento dannoso è avvenuto, o può avvenire”: la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ripetutamente statuito che l’espressione utilizzata dal legislatore comunitario per determinare la competenza giurisdizionale si riferisce sia al luogo del fatto generatore del danno, sia al luogo in cui il danno si è verificato, e che il convenuto può, a scelta dell’attore, essere indifferentemente citato avanti al Giudice di uno dei due luoghi.
Qualora l’evento dannoso denunciato dall’attore sia riconducibile ad atti di concorrenza sleale, luogo di commissione dell’illecito non è quello in cui il danneggiato ha sede, ma quello in cui si sono manifestati sia gli atti vietati dall’art. 2598 c.c. sia gli effetti sul mercato dell’attività concorrenziale vietata: la competenza giurisdizionale va determinata sulla base delle specifiche caratteristiche dell’attività in questione e non può essere riferita a qualsiasi settore di esplicazione dell’attività del soggetto, dovendo individuarsi l’ambito economico di produzione delle conseguenze dei comportamenti che si assumono lesivi della concorrenza (Fattispecie in cui l’attrice aveva contestato atti di concorrenza sleale per appropriazione di pregi e la società straniera convenuta aveva eccepito che poiché l’iniziale evento dannoso – consistito nella realizzazione dei prodotti – si era verificato in uno Stato estero, a quest’ultimo competesse la giurisdizione sulla domanda di risarcimento: il Tribunale ha rigettato l’eccezione e riconosciuto la giurisdizione italiana in quanto era nel mercato italiano che la convenuta aveva alterato la concorrenza fra le imprese).
Regolamento CE n. 44/2001, art. 5.3
Corte di Giustizia Unione Europea, sez. I, 21.04.2016, n. 572/14
Corte di Giustizia Unione Europea, sez. V, 18.07.2013 nella causa C-147/12
Corte di Giustizia Unione Europea, sez. V, 25.10.2011 nella causa C-133/11
Cass. civ., sez. un., 19.01.2017, n. 1311
Cass. civ., sez. un., 10.09.2013, n. 20700
Cass. civ., sez. un., 10.06.2013, n. 14508
Tribunale di Milano, sez. spec. in materia di imprese, 14.09.2017
Corte d’Appello di Roma, sez. spec. in materia di imprese, 29.04.2017
Corte d’Appello de L’Aquila, 03.03.2011
Per la seconda parte della massima:
Cass. civ., sez. VI, 27.10.16, n. 21776
Cass. civ., sez. I, 13.07.2004, n. 12974
Tribunale di Bologna, sez. spec. in materia di imprese, 20.06.2016
Tribunale di Milano, 19.02.2008
Tribunale di Como, Sezione II, Ordinanza del 09.10.2017 – Dott.ssa S. GRAVAGNOLA
CONTRATTI BANCARI - Facoltà del correntista ex art. 119 T.U.B. esercitata per la prima volta in corso di causa - Ammissibilità
Il potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente tra gli stessi intervenuto può essere esercitato, ai sensi del comma 4 dell’art. 119 del vigente Testo Unico Bancario, anche in corso di causa e a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo, purché entro i confini della fase istruttoria del processo.
Testo Unico Bancario, art. 119
Cass. civ., sez. I, 11.05.2017, n. 11554
Cass. civ., sez. lav., 24.01.2014, n. 1484
Cass. civ., sez. lav., 25.10.2013, n. 24188
Tribunale di Como, 22.06.2015
Tribunale di Nocera Inferiore, 29.01.2013
Tribunale di Pescara, 04.10.2007
Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 1078 del 12.07.2017 – Dott.ssa C. PORRINI
RESPONSABILITA’ CIVILE E RISARCIMENTO DEL DANNO - Danno da lutto patologico - Configurabilità in via autonoma rispetto al danno da perdita del prossimo congiunto
Ove i congiunti superstiti sviluppino, in conseguenza del decesso del proprio famigliare, una vera e propria malattia psichica, agli stessi, oltre al risarcimento dei danni conseguenti alla lesione del rapporto parentale (c.d. “danno per la morte del congiunto”), deve essere riconosciuto il risarcimento del danno biologico di natura psichica conseguente all’evento luttuoso (c.d, “danno da lutto patologico”).
Cass. civ., sez. III, 25.01.2002, n. 881
Cass. civ., sez. III, 25.02.2000, n. 2134
Tribunale di Bologna, 04.01.2017
Tribunale di Ravenna, 23.04.2016
Tribunale di Reggio Emilia, 02.02.2014
Tribunale di Rovereto 10.02.2014
Tribunale di Como, Sezione II, Sentenza n. 965 del 15.06.2017 – Dott.ssa C. D’OSUALDO
GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - Concessione di beni pubblici - Polizza fideiussoria a garanzia dell'adempimento di obblighi ed oneri assunti dal privato - Escussione - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza
La controversia avente ad oggetto l’escussione, da parte del comune, di una polizza fideiussoria rilasciata a garanzia dell’adempimento di obblighi ed oneri assunti dal privato, in relazione ad un rapporto di concessione di beni pubblici, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, posto che, in detta ipotesi, la Pubblica Amministrazione agisce nell’ambito di un rapporto privatistico, senza esercitare, neppure mediatamente, pubblici poteri.
Costituzione della Repubblica, art. 103
Cass. civ., sez. un., 28.04.2017, n. 10560
Cass. civ., sez. un., 08.09.2015, n. 17741
Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 827 del 25.05.2017 – Dott.ssa L. SERRA
RESPONSABILITA’ CIVILE - Responsabilità civile solidale - Gradazione della diversa efficienza causale delle condotte - Necessità della domanda di regresso
In tema di responsabilità solidale per fatto illecito imputabile a più persone, il vincolo di solidarietà che lega i coautori del fatto dannoso importa che il danneggiato possa pretendere la totalità della prestazione anche da uno solo dei coobbligati, mentre la diversa gravità delle rispettive colpe e la diseguale efficienza causale di esse possono avere rilevanza unicamente ai fini della ripartizione interna del peso del risarcimento fra i corresponsabili e cioè ai fini dell’azione di regresso. Pertanto, ove i corresponsabili non abbiano svolto reciprocamente tra loro azione di regresso ai sensi dell’art. 1298 c.c., il giudice non è tenuto a quantificare internamente la misura della responsabilità ascrivibile a ciascuno di essi.
Codice di Procedura Civile, art. 99
Cass. civ., sez. III, 06.04.2006, n. 8105
Cass. civ., sez. III, 24.06.2002, n. 9167
Tribunale di Como, Sezione II, Sentenza n. 824 del 25.05.2017 – Dott.ssa P. PARLATI
ESECUZIONE MOBILIARE PRESSO TERZI - Beni relativamente pignorabili - Stipendi e pensioni
La quota pignorabile delle retribuzioni e delle pensioni, ove si sia in presenza di dipendenti privati e non pubblici, deve essere determinata sull’intera retribuzione, al lordo delle cessioni volontarie, al fine di evitare che, attraverso tali cessioni, il debitore possa vanificare le avverse pretese creditorie.
Codice di Procedura Civile, art. 545

References: art. 650
 Sentenza 

Cass. 

Cass. 
 art. 1460
 art. 1460

Cass. 

Cass. 
 Sentenza 
 art. 809
 art. 809
 art. 810
 Sentenza 
 art. 5

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 art. 119
 art. 119

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 Sentenza 

Cass. 

Cass. 
 Sentenza 
 art. 103

Cass. 

Cass. 
 Sentenza 
 art. 99

Cass. 

Cass. 
 Sentenza 
 art. 545