Source: http://www.servizisegreti.com/2012/12/servizi-segreti-la-costituzione-della-repubblica-italiana-art-1/4271
Timestamp: 2017-09-22 11:51:38+00:00

Document:
Servizi Segreti: La Costituzione della Repubblica Italiana: Art. 1. | SERVIZI SEGRETI
Assemblea Costituzionale del 02 giugno 1946
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 2.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 3.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 4.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 5.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 6.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 7.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 8
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno il diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 9
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 10.
L’ordinamentoe giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio del,le libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 11.
L’ Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle l a treimitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 12.
Parte prima – DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI – Titolo primo – RAPPORTI CIVILI – Art. 13
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’aut preventivaorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e rerstano privi di ogni effetto.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione.
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione sono inviolabili.
Nascita del Tricolore: 14 novembre 1794
1947: il Tricolore è introdotto nella Costituzione repubblicana
Verde (1794: Zamboni – De Rolandis / Colore della speranza di un’Italia libera e unita) (TCX 17-6153)
Bianco (1794: Zamboni – De Rolandis / Colore di Bologna) (TCX 11-0601)
Rosso (1794: Zamboni – De Rolandis / Colore di Bologna) (TCX 18-1662)
http://www.radiomarconi.com/marconi/storiabandiera/significato.html
Perchè Tricolore
La bandiera italiana è una variante della bandiera della rivoluzione francese, nella quale fu sostituito l’azzurro con il verde che, secondo il simbolismo massonico, significava la natura ed i diritti naturali (uguaglianza e libertà). In realtà i primi a ideare la bandiera italiana sono stati due patrioti e studenti dell’Università di Bologna, Luigi Zamboni, natio del capoluogo emiliano, e Giambattista De Rolandis, originario di Castell’Alfero (Asti), che nell’autunno del 1794 unirono il bianco e il rosso delle rispettive città al verde, colore della speranza. Si erano prefissi di organizzare una rivoluzione per ridare al Comune di Bologna l’antica indipendenza perduta con la sudditanza agli Stati della Chiesa. La sommossa, nella notte del 13 dicembre, fallì e i due studenti furono scoperti e catturati dalla polizia pontificia, insieme ad altri cittadini. Avviato il processo, il 19 agosto 1795, Luigi Zamboni fu trovato morto nella cella denominata “Inferno” dove era rinchiuso insieme con due criminali, che lo avrebbero strangolato per ordine espresso della polizia. L’altro studente Giovanni Battista De Rolandis fu condannato a morte ed impiccato il 23 aprile 1796. Napoleone la adottò il 15 maggio 1796 per le Legioni lombarde e italiane. Il 28 ottobre dello stesso anno, il senato riunito a Bologna decreta che sia creata una Bandiera coi colori Nazionali Verde Bianco e Rosso a bande verticali, la quale divenne per i patrioti, simbolo di speranza per un migliore avvenire: con questo valore fu adottato dalla Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797, qualche mese dopo da Bergamo e Brescia e poi dalla Repubblica Cisalpina. In quell’epoca le sue bande erano disposte talvolta verticalmente all’asta con quella verde in primo luogo, talvolta orizzontalmente con la verde in alto; a cominciare dal 1° maggio 1798 soltanto verticalmente, con asta tricolorata a spirale, terminante con punta bianca. Nella metà del 1802 la forma diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l’uno nell’altro; questo cambiamento fu voluto dal Melzi (vice presidente della Repubblica Italiana) per cancellare ogni vincolo rivoluzionario legato alla bandiera. Abolito alla caduta del Regno Italico, il tricolore fu ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del 1821 e del 1831. Mazzini la scelse come bandiera per la sua Giovine Italia, e fu subito adottata anche dalle truppe garibaldine. Durante i moti del ’48/’49, sventola in tutti gli Stati italiani nei quali sorsero governi costituzionali: Regno di Napoli, Sicilia, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena, Milano, Venezia e Piemonte. In quest’ultimo caso alla bandiera fu aggiunto nel centro lo stemma sabaudo (uno scudo con croce bianca su sfondo rosso, orlato d’azzurro). La variante sabauda divenne bandiera del Regno d’Italia fino al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne Repubblica e lo scudo dei Savoia fu tolto.
Tags: Informativadintelligence di marco Federico, La Costituzione italiana, servizisegreti.com, Unità d'Italia
Questo contenuto è stato inserito il dicembre 15, 2012 ore 8:28 am nelle categorie Flash News, Scenari Italia, Sicurezza. puoi seguire i commenti tramite RSS 2.0 feed.
7 commenti per Servizi Segreti: La Costituzione della Repubblica Italiana: Art. 1.
Gabriella Gagliardini on dicembre 15, 2012 at 12:35 pm
Bene Marco, è utile ricordare anche gli articoli della Costituzione a tanti che non li hanno chiari in mente o fanno finta di dimenticarli….
Fortitudo on dicembre 15, 2012 at 2:59 pm
E’ vero Gabriella,fa bene Marco a ricordare le fondamenta della Costituzione, non solo ai giovani che si apprestano e sperano di diventare parte integrante di questa nostra società civile e democratica, ma anche a coloro che hanno qualche anno in più ed occupano posti di rilievo nelle istituzioni di cui loro stessi sono testimoni viventi della Repubblica italiana.
Luigi Gallina on dicembre 16, 2012 at 11:35 am
Rileggere gli articoli della nostra Costituzione deve riportarci al riconoscimento dei valori che i nostri Padri Fondatori hanno espresso per rendere la nostra Nazione uno Stato democratico e di diritto. Purtroppo ,molte volte, chi ne dovrebbe essere il “custode” ne dimentica l’importanza che questa ha, e deve avere, nelle nuove generazioni.
frank on dicembre 17, 2012 at 2:22 pm
La nostra costituzione è davvero una buona grundnorme, i costituenti riuscirono a renderla capace di adeguarsi ai mutamenti della società, pur conservandone il carattere rigido, cioè immodificabile dal legislatore ordinario. Tuttavia, però, non può non rilevarsi che molti dei suoi perentori precetti risultano de facto inattuati: proprio il diritto al lavoro, ad esempio, risulta formalmente proclamato ma materialmente inevaso. E’ pur vero che esso deve essere inteso quale dichiarazione di principio non azionabile in giudizio,ma comunque non può nemmeno restare lettera morta del testo costituzionale. Cosa voglio dire? Che l’effettivo perseguimento dei precetti costituzionali dipende proprio da iniziative cocnrete che, a dispetto del mero rispetto di enunciazioni formali, ne attualizzino il contenuto: id est, tutto dipende dai reali obiettivi della politica nazionale.
Roberto Castaldini on dicembre 19, 2012 at 4:14 am
Cosa domanda ancora la Storia a noi cittadini italiani per legittimare e rendere permanenti le nostre conquiste costituzionali?
Le difficoltà e i sacrifici che questa crisi ha creato devono far maturare in noi un nuovo spirito superiore ad ogni altro egoismo del passato e il tutto si può tradurre in due parole : “COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE”.
Roberto Castaldini
Roberto Castaldini on dicembre 19, 2012 at 7:00 pm
La creazione di uno “Stato Democratico” ha come fondamento la sua Costituzione e non può nascere come atto taumaturgico: è anch’esso un farsi, è un processo di sviluppo. Presuppone un lavoro preparatorio dove tutti concorrano in maniera sistematica dalla semplice adesione e propaganda al “coinvolgimento e partecipazione” reale e consapevole alle forme istituzionali e politiche che assolvano al dovere di democrazia e sviluppo del nostro paese. Altrimenti tutto il nostro entusiasmo, tutta la fede per un avvenire migliore non riuscirà ad impedire che la realtà e il nostro futuro si componga miseramente in un nuovo Parlamento d’imbroglioni, di fatui e di irresponsabili, e che i nuovi e più spaventosi sacrifici fatti nell’ultimo periodo siano resi inutili e buttati alle ortiche.
Partecipate gente…..Partecipate gente……
Roberto Castaldini on dicembre 19, 2012 at 8:15 pm
Durante la crisi e per le necessità della crisi, lo “Stato Italiano” ha rinunciato e sospeso le sue funzioni riconosciute nel secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione (La sovranità appartiene al “popolo”, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione). Si è relizzata una forma di governo oligarchico di cosidetti “Tecnici”, una forma di concentrazione di poteri decisivi in mano a non eletti che, se da una parte, per la loro serietà di persone, ci ha sollevato e ridato una faccia più presentabile verso il Mondo rispetto al “Paese dei Campanelli” in cui eravamo naufragati, ha portato gli italiani, in realtà, dopo la cura di “lacrime e sangue”, verso un baratro ancora più profondo. Questo è stato causato e dovuto all’incapacità dei partiti nel saperci governare che a sua volta deriva dal fatto che gli italiani per lungo tempo si sono disinteressati di partecipare alla “Res Publica”. Lo Stato Italiano ha violato così anche l’articolo 2 (come potete leggere sopra) e ciò mi convince sempre di più che questo è ancora più sconvolgente perchè noi glielo abbiamo lasciato fare, abdicando al nostro ruolo di “popolo sovrano”.
Siamo stati incapaci di pensare a noi stessi come membro di una collettività (la Nazione) e di svolgere un’azione sistematica e permanente di controllo, incapaci di rivoltarci allo scempio che calava sull’Italia lasciando in mano a pochi e incapaci il futuro dei nostri destini.
Ribadisco che la convivenza sociale e le scelte programmatiche hanno bisogno di tutto il nostro “Coinvolgimento e Partecipazione” per non svegliarci una mattina nel vuoto del nostro declino definitivo.
Il mio appello rimane sempre e comunque di esprimere sempre la propria opinione ma poi farla seguire da fatti concreti.

References: Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 1