Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-473-del-03122008.html
Timestamp: 2016-10-23 18:02:30+00:00

Document:
Disapplicazione del regime delle plusvalenze esenti per le partecipazioni
acquisite per il recupero di crediti bancari - Articolo 113 del TUIR
Con istanza presentata alla scrivente nel 2008, la Banca ALFA S.p.A.
ha proposto interpello, ai sensi dell'articolo 113 del TUIR, al fine di
ottenere l'autorizzazione ad applicare - in relazione alla vendita di
partecipazioni acquisite per effetto della escussione parziale del pegno
posto a garanzia dei propri crediti ed in deroga al regime di cui all'art 87
del TUIR - il disposto degli articoli 101, comma 5, e 106 del TUIR
equiparando (ai fini fiscali) le partecipazioni acquisite per effetto
dell'escussione del pegno ai crediti estinti.
La Banca ALFA S.p.A. (di seguito ALFA) è un ente creditizio iscritto
all'Albo delle Banche.
Nel corso dell'esercizio 2006, ALFA ha concesso a quattro
del Gruppo BETA i seguenti affidamenti:
Società Beneficiaria Importo in  1)
2) Gruppo BETA S.p.A. ...
3) DELTA S.r.l. ...
4) EPSILON S.p.A ...
Nel 2007 la società ZETA S.p.A. - appartenente al medesimo Gruppo
BETA - costituiva in pegno diretto a favore della ALFA alcune azioni della ETA S.p.A., anch'essa facente parte del gruppo BETA.
Nel 2007 il Consiglio di Amministrazione della ALFA ha provveduto a
revocare tutte le linee di credito a suo tempo concesse al Gruppo BETA.
Sempre nel 2007 ALFA provvedeva all'escussione delle azioni ETA al
prezzo di ? ... per azione, come contrattualmente previsto.
A seguito di tale escussione la società istante ha superato la
soglia del 15 % del capitale sociale della società partecipata.
Nel rispetto delle Istruzioni di Vigilanza per le Banche di cui al
Titolo IV, Capitolo 9, Sez. V, l'ente creditizio è legittimato a superare
la soglia del 15% del capitale della partecipata nella particolare ipotesi
di "partecipazioni acquisite per recupero crediti" ma a condizione che
"provveda a smobilizzare tali partecipazioni alla prima favorevole
occasione".
Pertanto, la società istante ha dichiarato che intende vendere le
predette partecipazioni societarie.
Tutto ciò premesso, ALFA, ai sensi dell'art. 113 del Tuir, chiede
che il regime di cui all'art. 87 non si applichi alle partecipazioni ETA
acquisite nell'ambito di un intervento finalizzato al recupero dei crediti
vantati nei confronti del Gruppo BETA, applicando a tali partecipazioni il
trattamento fiscale dei crediti estinti.
L'istante ritiene che sussistano le condizioni previste dall'articolo 113, comma 2, del TUIR affinché
alla partecipazione acquisita in ETA per il recupero dei crediti bancari non si applichi il regime della c.d.
participation exemption di cui all'art. 87 del Tuir (cfr. art. 113, comma 1,
del Tuir), con conseguente equiparazione della partecipazione ai crediti
estinti ai fini dell'applicazione degli articoli 101, comma 5, e 106 del
TUIR (cfr. art. 113, comma 3, del
Ciò in quanto l'acquisizione della partecipazione ETA rappresenta un
intervento finalizzato al recupero dei propri crediti mediante l'escussione
parziale delle garanzie pignoratizie fornite dalla società del gruppo BETA
(ZETA S.p.A.) a seguito degli affidamenti che la ALFA aveva concesso alle società del medesimo Gruppo BETA.
La Banca istante, inoltre, evidenzia che nel denegato caso in cui
tale istanza non venisse accolta si verrebbe a creare un'irragionevole disparità di trattamento fiscale (che il Legislatore ha voluto evitare
inserendo, in sede di riforma del Tuir, l'articolo 113) rispetto alla possibilità di instaurare - in alternativa - la procedura concorsuale a
carico del cliente, dal momento che l'eventuale fallimento avrebbe
consentito alla banca di dedurre la perdita su crediti in base all'art. 101 del Tuir.
Intende pertanto applicare il regime fiscale proprio del credito da
cui la partecipazione deriva, con particolare riguardo all'articolo 101,
comma 5, del TUIR (relativo al trattamento fiscale delle perdite su crediti)
e all'articolo 106 del TUIR (svalutazione dei crediti e accantonamenti per
rischi su crediti), ricorrendone i presupposti di legge.
Come richiesto dall'articolo 113 del Tuir, ALFA rinuncia, in caso di
accoglimento dell'istanza, ad avvalersi nei confronti della società ETA
delle opzioni relative al consolidato nazionale ed al consolidato mondiale e
della facoltà prevista dall'art. 115
del Tuir (che disciplina il regime
della trasparenza fiscale) fino all'esercizio in cui sarà mantenuto il
possesso delle partecipazioni ETA.
L'articolo 113, comma 1, del TUIR prevede che "gli enti creditizi
possono chiedere all'Agenzia delle entrate, secondo la procedura di cui
all'art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, che il regime di cui
all'art. 87 non si applichi alle partecipazioni acquisite nell'ambito degli
interventi finalizzati al recupero di crediti o derivanti dalla conversione
in azioni di nuova emissione dei crediti verso imprese in temporanea difficoltà finanziaria, di cui all'art. 4, comma 3, del decreto del
Ministro del Tesoro 22 giugno 1993, n. 242632."
Il citato articolo 4 - rubricato "Partecipazioni in imprese non
creditizie e non finanziarie"- prevede che agli enti creditizi "è
consentita l'acquisizione di partecipazioni nel capitale di imprese diverse
da quelle di cui ai paragrafi 2 e 3" (enti creditizi e imprese di
assicurazione). "L'assunzione di partecipazioni si realizza nel rispetto dei
criteri e dei limiti prudenziali di seguito indicati, la cui attuazione è demandata alla Banca d'Italia. Le imprese in cui acquisire partecipazioni
dovranno essere selezionate dagli enti e gruppi creditizi sulla base sia dei
vantaggi reddituali ad essi rivenienti dalle relative operazioni sia della
necessità di evitare che le nuove opportunità si traducano, per il
partecipante, in un grado eccessivo di immobilizzo dell'attivo."
Il comma 3 dell'articolo 4 su citato dispone, inoltre, che "a questi
fini la disciplina prevederà che, nei confronti di imprese in difficoltà
non transitorie, sia inibita la conversione di crediti in partecipazioni e
la sottoscrizione di azioni. Interventi partecipativi in imprese in difficoltà transitorie possono essere effettuati
purché nell'ambito di
piani che ne prevedano il riequilibrio economico e finanziario. Tali
operazioni saranno assistite da particolari cautele prevedendo procedure che
possano dar luogo anche a verifiche specifiche. Forme di cautela saranno
previste anche per le acquisizioni di azioni derivanti da recupero crediti."
In attuazione del suddetto decreto, la Banca d'Italia, nell'ambito
delle Istruzioni di Vigilanza per le Banche, al titolo IV, Capitolo 9,
Sezione V ha specificamente disciplinato le ipotesi derogatorie ai limiti di
detenzione previsti, in via generale, per l'assunzione di partecipazioni in
imprese non finanziarie.
Il comma 2 dell'articolo 113 del TUIR dispone che "l'istanza
all'Agenzia delle entrate deve contenere:
a) nel caso di acquisizioni di partecipazioni per recupero di crediti,
l'indicazione dei motivi di convenienza di tale procedura rispetto ad
altre forme alternative di recupero dei crediti, delle modalità e
dei tempi previsti per il recupero e, ove si tratti di partecipazioni dirette nella
società debitrice, la precisazione che l'operatività di quest'ultima sarà limitata agli atti connessi con il realizzo e
la valorizzazione del patrimonio;
b) nel caso di conversione di crediti, l'indicazione degli elementi che
inducono a ritenere temporanea la situazione di difficoltà finanziaria del debitore, ragionevoli le prospettive di riequilibrio
economico e finanziario nel medio periodo ed economicamente
conveniente la conversione rispetto a forme alternative di recupero
dei crediti; inoltre devono essere indicate le caratteristiche del
piano di risanamento, che deve essere predisposto da più enti
creditizi o finanziari rappresentanti una quota elevata dell'esposizione debitoria dell'impresa in
c) la rinuncia, in caso di accoglimento dell'istanza, ad avvalersi, nei
confronti della società in cui si acquisisce la partecipazione,
delle opzioni di cui alle sezioni II e III del presente capo e della facoltà prevista dall'art. 115 fino all'esercizio in cui mantenga il
possesso delle partecipazioni di cui sopra."
Infine, il comma 3 del citato art. 113 stabilisce che "l'accoglimento
dell'istanza ... comporta, ai fini dell'applicazione degli artt. 101, comma 5, e
106, da parte degli originari creditori, l'equiparazione ai crediti
estinti o convertiti delle partecipazioni acquisite e delle quote di
partecipazioni successivamente sottoscritte per effetto dell'esercizio del
relativo diritto d'opzione, a condizione che il valore dei crediti
convertiti sia trasferito alle azioni ricevute.".
Finalità della disposizione fiscale
L'articolo 113 del TUIR prevede una particolare disciplina fiscale
per le operazioni di recupero crediti da parte di enti creditizi, la cui
applicazione è subordinata, tra l'altro, alle medesime condizioni e agli
stessi vincoli previsti per la stessa effettuazione di tali operazioni, apprezzabili in sede di vigilanza regolamentare delle
autorità creditizie.
Ratio della norma è quella di evitare che l'acquisizione delle
partecipazioni al fine di favorire il recupero dei propri crediti possa
essere disincentivato per effetto di un trattamento fiscale di sfavore.
In assenza della predetta norma, infatti, gli enti in questione
potrebbero non avere convenienza ad effettuare le operazioni in esame in quanto, all'atto della cessione delle partecipazioni acquisite per il
recupero dei crediti, non potrebbero dedurre, in sede di dichiarazione dei
redditi, le minusvalenze probabilmente realizzate.
L'accoglimento dell'istanza formulata ai sensi dell'articolo 113 del
TUIR consente, invece, agli enti creditizi di disapplicare il regime di cui
all'articolo 87 del TUIR (participation exemption) ed, in particolare, la
norma che prevede la indeducibilità tout court della minusvalenza
eventualmente realizzata in caso di cessione o dismissione delle
partecipazioni acquisite per il recupero dei crediti.
In base all'art. 113, comma 3, sopra richiamato, le partecipazioni
acquisite dall'istituto bancario sono equiparate ai crediti estinti e sono,
quindi, assoggettate al medesimo regime fiscale dei crediti da cui derivano
a condizione che il valore dei crediti estinti sia trasferito alle azioni
In altri termini, l'eventuale svalutazione o cessione delle
partecipazioni acquisite sarà fiscalmente rilevante nei limiti del valore
fiscalmente riconosciuto che il credito aveva al momento della sua
estinzione mediante escussione delle partecipazioni medesime.
Presupposti per l'applicazione dell'art. 113 del TUIR
Preliminarmente, si ritiene di poter collocare la fattispecie
descritta in istanza nell'ipotesi disciplinata dalla lettera a) del comma 2 dell'articolo 113 del TUIR, dal momento che l'ente creditizio ALFA ha
provveduto ad acquisire le partecipazioni ETA nell'ambito di interventi
finalizzati al recupero dei crediti vantati nei confronti di altre società
del Gruppo BETA diverse da ETA Spa.
Le partecipazioni ETA acquisite per il recupero del credito vantato,
quindi, non sono rappresentative della società direttamente debitrice nei
confronti della Banca ALFA.
Conseguentemente, nell'istanza di interpello il contribuente
è tenuto ad indicare ai sensi dell'articolo 113, comma 2, lettera a) del Tuir:
1) i motivi di convenienza di tale procedura rispetto ad
altre forme alternative di recupero dei crediti;
2) le modalità ed i tempi previsti per il recupero del
Con riferimento al punto 1), la Banca istante ha specificato "le
motivazioni che hanno indotto la Banca a seguire la via della escussione".
Con riferimento al punto 2), inoltre, la Banca istante ha
rappresentato le modalità ed i tempi con cui intende recuperare i crediti.
La Banca ALFA - come detto - è tenuta all'osservanza delle
Istruzioni di Vigilanza per le Banche, che - al titolo IV, Capitolo 9,
Sezione V - disciplinano le ipotesi derogatorie ai limiti di detenzione
previsti, in via generale, per l'assunzione di partecipazioni in imprese non
In particolare, il paragrafo 2 di tale documento, dedicato alle
partecipazioni acquisite per recupero crediti, consente alle banche di
acquisire partecipazioni dirette nella società debitrice ovvero
interessenze detenute dal debitore al fine di recuperare il proprio credito.
In particolare, nell'ipotesi di acquisizione di interessenze detenute
dal debitore - specificano le citate istruzioni - occorre che:
- la delibera del consiglio di amministrazione della banca
creditrice deve essere portata a conoscenza della Banca d'Italia
unitamente ai principali elementi caratterizzanti l'iniziativa;
- le partecipazioni acquisite per il recupero del credito devono
essere smobilizzate alla prima favorevole occasione.
Pertanto, la Banca istante ha esibito copia della lettera del 2007
con cui comunica alla Banca d'Italia le caratteristiche dell'operazione di escussione del pegno.
La Banca istante, inoltre, ha esibito copia della lettera del 2008
con cui la Banca d'Italia "dà riscontro alla richiesta formulata da codesta
ALFA in merito alla possibilità di detenere, in deroga alle vigenti
disposizioni in materia di partecipazioni delle banche, l'interessenza nel
capitale di ETA S.p.A., acquisita in via temporanea - come detto - a seguito
dell'escussione delle garanzie pignoratizie prestate dal Gruppo BETA, a soli
fini di tutela delle proprie ragioni di credito."
Da quanto sopra emerge che ALFA ha provveduto ad escutere
parzialmente le garanzie pignoratizie su n. ... di azioni ETA S.p.A.,
acquisendo la partecipazione del ... % al capitale ordinario della medesima
società, nel rispetto dei limiti previsti dalle vigenti Istruzioni di Vigilanza Titolo IV, capitolo 9, Sezione V, emanate dalla stessa Banca
Deve ritenersi che la stessa circostanza per cui la Banca d'Italia,
in esito all'esame della menzionata comunicazione, non abbia sollevato
obiezioni o altrimenti mosso alcun rilievo in ordine alla prospettata
operazione di recupero del credito, concorre favorevolmente all'accoglimento
dell'istanza di interpello in esame. Ciò in quanto le condizioni ed i
vincoli normativi di cui all'art. 113
del Tuir sono sostanzialmente
equivalenti a quelli previsti dal citato decreto del Ministero del Tesoro n.
242632 del 1993 nonché a quelli previsti dalle relative istruzioni di
La scrivente ritiene che l'istanza di interpello proposta
dall'istituto di credito ALFA, volta ad ottenere che alle partecipazioni ETA S.p.A. - acquisite per il recupero di crediti - si applichino le
disposizioni di cui agli art. 101, comma 5 e 106, possa essere accolta
beninteso a condizione che i competenti Organi di Vigilanza non abbiano
sollevato ovvero non abbiano a sollevare in avvenire obiezioni in ordine alla
regolarità dell'operazione prospettata.
Gli effetti dell'accoglimento dell'istanza sono circoscritti al
trattamento fiscale delle plusvalenze o minusvalenze di cui al disposto del
comma 3 dell'art. 113 del Tuir. Ne consegue, in particolare, che ai fini
della determinazione dell'eventuale plusvalenza o minusvalenza derivante dalla cessione delle partecipazioni acquisite occorre tenere conto sia del
valore fiscale che i crediti avevano al momento della estinzione, sia delle
eventuali svalutazioni fiscalmente dedotte.
La presente pronuncia viene resa sulla base degli atti, fatti e
circostanze così come esposti nell'istanza presentata dal contribuente, nel
presupposto della loro veridicità, completezza ed effettività.

References: Articolo 113
 art. 113
 art. 113
 articolo 4
 art. 113
 art. 101