Source: https://www.slideshare.net/ziobio/vademecum-sulla-dislessia
Timestamp: 2017-10-23 05:17:39+00:00

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MICHELA MORIN , CENTRO SALUTE MENTALE presso ULSS 17 at ULSS 17
Annamaria Bisconti at pensionata
Eleonora Saviano , tappa buchi at Ministero della Pubblica Istruzione
1. Si ringraziano per la preziosa collaborazione:la dott.ssa Deny Menghini per averci seguito durante tutto liter delprogetto,il dott. Giacomo Stella e il dott. Stefano Vicari per la presentazione diquesto lavoro.Si ringraziano inoltre:la prof.ssa Francesca Aurigemma, il prof. Daniele Bitetti, il prof.Placido Curcuruto, il prof. Michele Santagata, il dott. PiergiorgioZuccaro e Gaia Zuccaro.Progetto grafico di copertina: Gaia ZuccaroIl testo, aggiornato alla recente normativa, è adattato, secondo leregole dell’accessibilità ai testi per disabili, dalla Biblioteca digitaledell’Associazione Italiana Dislessia (nov.2007)I contenuti di questo opuscolo sono tratti dai testi presenti inbibliografia, sono esclusivamente a scopo divulgativo e senza finidi lucro.
2. DISLESSIAVADEMECUMDISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO(versione aggiornata)di Martina Troiano e Patrizia ZuccaroInsegnanti di Scuola Secondaria di Primo Grado ed esperte di Disturbi SpecificidellApprendimentomartinatroiano@libero.itp.zuccaro@hotmail.itFinito a dicembre 2007A cura della Biblioteca digitale dell’Associazione Italiana Dislessia,c/o Istituti Aldini Valeriani, Via Bassanelli, 9, 40129 Bologna.
3. IndiceIndice...........................................................................................................................................4Prefazione ...................................................................................................................................5Introduzione.................................................................................................................................6I . I disturbi specifici di apprendimento secondo gli esperti. .............................................................8II. Rispondono gli esperti.............................................................................................................9 Quali sono i sintomi più comuni nei D.S.A. ? ..........................................................................9 In assenza di una diagnosi dei servizi socio-sanitari, cosa possiamo fare noi insegnanti se supponiamo che un alunno potrebbe avere D.S.A. ?.............................................................11 Come si valuta la capacità di lettura?....................................................................................11 Come ci dobbiamo comportare con i genitori degli alunni con D.S.A.? ...............................11 La dislessia influenza anche il funzionamento del linguaggio orale? .....................................12 Cosa fare quando un bambino non sa leggere e il suo QI non è brillante? ..........................12 Quali sono i problemi sociali ed emotivi collegati ad alunni con DSA? .................................12 Cosa possiamo fare noi insegnanti in classe se sono presenti bambini con D.S.A. ? ...........13 Spiegare alla classe cosa sono i D.S.A. ............................................................................14 Come ci dobbiamo comportare noi insegnanti con il resto della classe quando questa lamenta un trattamento di favore nei confronti dei compagni con D.S.A. ?...............................15 Come possiamo fare noi insegnanti per non rallentare lo svolgimento del regolare programma ministeriale e quindi non penalizzare il resto della classe? .............................15 Come possiamo organizzare le verifiche scritte e orali per i bambini con D.S.A. ? ...........16 Come valutare i bambini che hanno una diagnosi di D.S.A. ma non una certificazione ai sensi della legge 104/92? .................................................................................................17 È necessario linsegnante di sostegno per un bambino con D.S.A.?...............................17 Un bambino con D.S.A. può essere redarguito e/o bocciato?.............................................18 Cosa pensano alcuni insegnanti della dislessia? ..............................................................18 Come può essere aiutato un bambino con D.S.A.? ..............................................................18 Quale sarà il futuro di un bambino dislessico? ......................................................................19III . Notizie dallestero ................................................................................................................20 La diagnosi ............................................................................................................................20 Lo sapevate che... .................................................................................................................21IV . Lesperienza di una scuola secondaria di 1° grado nel territorio di Fiumicino (Rm)...........22V . In Sintesi... ...........................................................................................................................26 6.1 - Cosa fare con un ragazzo con D.S.A. ...........................................................................26 Cosa non fare con un ragazzo con D.S.A. ............................................................................26VI . Appendice Legislativa .........................................................................................................28VII . Bibliografia e Indirizzi Utili..................................................................................................41
4. PrefazioneLa dislessia riguarda in Italia circa il 4% della popolazione scolastica. Moltospesso però non è riconosciuta o la diagnosi avviene solo tardivamente. Ibambini dislessici, perciò, vengono a lungo considerati dai loro genitori e avolte anche dagli insegnanti come svogliati, pigri, se non, addirittura, pocointelligenti.Negli ultimi anni, però, lattenzione al problema è cresciuta notevolmentee forme di collaborazione fra scuola, professionisti e genitori si vannosempre più affermando.In questo contesto si inserisce il contributo offerto da questapubblicazione, frutto dellimpegno di un ristretto gruppo di insegnantiinnamorati del loro lavoro che hanno "costretto" noi professionisti adun confronto sugli aspetti più teorici e, soprattutto, sulle cose concreteda fare.Il risultato che qui presentiamo costituirà certamente un valido aiuto pertutti gli insegnanti che vorranno accostare il bambino con dislessia concuriosità e senza pregiudizi, convinti dellimportanza del loro lavoroanche quando lapprendimento sembra un problema insuperabile.Garantire il successo scolastico anche a questi bambini rappresentauna sfida alle nostre capacità professionali ed un traguardo reso ormaipossibile dalle conoscenze a nostra disposizione ed il lavoro congiuntodi insegnanti, medici e terapisti, ciascuno forte delle propriecompetenze specifiche, ne costituisce lo strumento indispensabile. Dott. Stefano VicariResponsabile della struttura complessa di Neuropsichiatria infantile OspedalePediatrico Bambino Gesù - Roma
5. IntroduzioneNonostante lincremento di interesse e di attenzione che si è sviluppatoin questi ultimi anni intorno al tema dislessia, sono convinto che non sene parla mai abbastanza. E questo per almeno due motivi. Il primo è chela dislessia è il disturbo che ha la maggiore prevalenza epidemiologica inetà evolutiva. Ciò vuol dire che è il problema più diffuso e più frequenteche il bambino può incontrare in età scolare e dunque non ci sonoinsegnanti, genitori o pediatri che possano ancora ignorarlo. Il secondomotivo è che la dislessia, e con essa anche gli altri D.S.A. chefrequentemente vi sono associati, è un problema subdolo perché nonha unidentità propria. È una diversità senza diversità. Il comportamentodel bambino con dislessia assomiglia infatti a quello del bambinosvogliato, pigro, capriccioso, riluttante allimpegno e questa suasomiglianza fa sì che si scelgano sempre le spiegazioni più semplici epiù a portata di mano. Anche perché, fuori dalla scuola questo bambino sicomporta esattamente come gli altri: vivace, socievole, allegro. Il fattoche la dislessia non abbia una propria identità sociale fuori dalla scuola,invece che essere considerata la conferma della "specificità" delproblema, viene utilizzata come rafforzativo della spiegazionesemplicistica dellevi-tamento dellimpegno (il bambino quando è ora dileggere e di scrivere mostra la sua pigrizia, si rifiuta, ecc.). Al contrariodi quello che accade in tutti gli altri casi in cui un bambino soffre di unadisabilità, nessuno è in grado di sospettare la presenza della dislessiavedendolo giocare con un gruppo di coetanei fuori dalla scuola. Non cisono marcatori biologici, né comportamentali o sociali che identifichinola dislessia fuori dalla scuola. Solo in classe, di fronte al compitoscritto, il bambino mostra tutte le sue difficoltà e questa tipicità, inveceche essere considerata un campanello di allarme, un indicatore cheaccende unipotesi, viene valutata come una conferma del disimpegnoe viene rinfacciata ripetutamente ".. quando è ora di giocare seisempre pronto, mentre adesso che devi leggere...".Dunque cè ancora molto bisogno di porsi delle domande e di cercare dellerisposte meno approssimative, meno facili e meno scontate. Cè bisogno di
6. formazione, di cambiare atteggiamento culturale sul problema delle difficoltàdi apprendimento della letto-scrittura, per scrostare lo scetticismo degliinsegnanti. Per esempio, bisogna distinguere con chiarezza la dislessia e glialtri D.S.A. dalle difficoltà di apprendimento scolastico. I primi sono disturbiche ostacolano lacquisizione di abilità strumentali che la stragrandemaggioranza degli alunni conquista senza sforzo, mentre le difficoltàscolastiche riguardano le difficoltà e le fatiche di imparare, difficoltà e faticheche tutti abbiamo sperimentato e che fanno parte dei processi diapprendimento. Mentre nessuno di noi ricorda le fatiche per imparare aleggere ad alta voce e a scrivere (tranne i dislessici), tutti abbiamo memoria disforzi e ostacoli incontrati per imparare la differenza tra area, perimetro ovolume, ecc. Per capire cosa sono i D.S.A. bisogna prima di tutto distinguerlida queste fatiche, evitare di fare di tutta lerba un fascio. Questo opuscolo haquindi il pregio di aiutare insegnanti e genitori a farsi delle domande, per lequali fornisce comunque risposte. Gli autori lo fanno in modo accessibile,senza discorsi cervellotici, cercando di mettersi dalla parte di chi fa le domande,ma al tempo stesso senza tradire il rigore e la fedeltà ai dati della ricercascientifica.Laltro aspetto importante di questo lavoro è la sua praticità e la concretezza.Oltre alle risposte alle domande vengono indicate anche i modi e i luoghi incui si possono cercare le soluzioni, viene presentato un percorso concreto eunesperienza in cui, partendo dalla non-conoscenza del problema, si sonotrovati gli interlocutori e sono stati avviati processi di formazione e cambiate lepratiche didattiche ed educative. Naturalmente, prerequisito di ognicambiamento sono le intenzioni, la volontà e la disponibilità a cambiare, maqueste sono certamente presenti in chi leggerà queste pagine. Prof. Giacomo StellaPresidente del Comitato Nazionale Tecnici dellAssociazione ItalianaDislessia (AID) Professore ordinario di Psicologia Clinica presso laFacoltà di Scienze della Formazione dellUniversità di Modena eReggio Emilia
7. I . I disturbi specifici di apprendimento secondo gliesperti.Si parla di Disturbo Specifico di Apprendimento (D.S.A.) quando un bambinomostra delle difficoltà isolate e circoscritte nella lettura, nella scrittura e nelcalcolo, in una situazione in cui il livello scolastico globale e lo sviluppointellettivo sono nella norma e non sono presenti deficit sensoriali.In primo luogo è necessario fare unimportante distinzione tra disturbispecifici dellapprendimento e disturbi generici.I disturbi specifici di apprendimento:si manifestano in bambini con adeguate capacità cognitive, uditive, visive ecompaiono con linizio dellinsegnamento scolastico. Per stabilire la presenzadi D.S.A. si utilizza generalmente il criterio della "discrepanza": esso consiste inuno scarto significativo tra le abilità intellettive (Quoziente Intellettivo nellanorma) e le abilità nella scrittura, lettura e calcolo;I disturbi generici o aspecifici di apprendimento:si manifestano nei bambini con disabilità sensoriali (ad esempio, di udito ovista) o neurologica e/o con ritardo mentale.I problemi possono essere riscontrati in tutte le aree di apprendimento(lettura, calcolo ed espressione scritta) e interferiscono in modo significativocon lapprendimento scolastico.E’ possibile distinguere i D.S.A. inDislessia:difficoltà specifica nella lettura. In genere il bambino ha difficoltà ariconoscere e comprendere i segni associati alla parola.Disgrafia:difficoltà a livello grafo-esecutivo.Il disturbo della scrittura riguarda la riproduzione dei segni alfabetici enumerici con tracciato incerto, irregolare. È una difficoltà che investe la
8. scrittura ma non il contenuto.Disortografia:difficoltà ortografiche. La difficoltà riguarda lortografia. In genere siriscontrano difficoltà a scrivere le parole usando tutti i segni alfabetici e acollocarli al posto giusto e/o a rispettare le regole ortografiche (accenti,apostrofi, forme verbali etc.).Discalculia: difficoltà nelle abilità di calcolo o della scrittura e lettura delnumero.La Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia possono manifestarsitutte insieme nel bambino (ed è il caso più frequente) oppure comparireisolatamente.II. Rispondono gli espertiQuali sono i sintomi più comuni nei D.S.A. ?I bambini con D.S.A. possono avere difficoltà nel memorizzare i giorni dellasettimana, i mesi in ordine; spesso non ricordano la loro data di nascita, ilNatale, le stagioni; a volte confondono la destra con la sinistra e non hanno unbuon senso del tempo; possono avere difficoltà nellorganizzazione del tempo;possono manifestare difficoltà nel sapere che ore sono e nel leggere lorologio.Possono mostrare alcune difficoltà motorie fini, come allacciarsi le scarpe o ibottoni; possono evidenziare problemi attentivi e di concentrazione o esseremolto vivaci. Generalmente hanno problemi di memoria a breve termine. Lalettura può apparire molto lenta o molto scorretta. La comprensione del testoletto è spesso ridotta. A volte, soprattutto nel caso dei bambini più grandi, èdifficile accorgersi dei problemi di velocità e correttezza nella lettura. Perquesto è importante, ogni volta che si ha un sospetto, inviare il bambino avalutazione da un esperto per effettuare una diagnosi.Area linguistico-letteraria:I bambini con D.S.A. non leggono in modo fluente, sono lenti a scrivere, inmodo particolare quando devono copiare dalla lavagna, commettono errori,saltano parole e righe, non utilizzano armoniosamente lo spazio del foglio;
9. molti scrivono con caratteri troppo grandi e/o troppo piccoli e preferisconoscrivere in stampato maiuscolo. I bambini dislessici o disortografici possono• Sostituire lettere con grafia simile: p/b/d/g/q-a/o-e/a o con suoni simili: t/d-r/l-d/b-v/f• Omettere le doppie e la punteggiatura• Imparare lordine alfabetico con difficoltà• Non riuscire ad usare il vocabolario• Mostrare un lessico povero• Avere difficoltà a memorizzare termini difficili e specifici delle discipline;mostrare difficoltà nel ricordare gli elementi geografici, le epoche storiche, ledate degli eventi, lo spazio geografico ed i nomi delle carte;• Avere difficoltà nellespressione verbale del pensiero; nel riconoscere lecaratteristiche morfologiche della lingua italianaTutti i bambini con D.S.A. hanno difficoltà nellapprendere le linguestraniere, in particolare, la loro scrittura. Particolari problemi vengonoevidenziati nellapprendimento della lingua inglese a causa delledifferenze tra la scrittura e la pronuncia delle lettere.Area logico-matematicaMolti bambini con D.S.A. non riescono ad imparare le tabelline, a fare icalcoli in automatico, ad eseguire numerazioni regressive e le proceduredelle operazioni aritmetiche.Nel disturbo del calcolo possono essere compromesse diversecapacità, incluse quelle "linguistiche" (per esempio comprendere onominare i termini, le operazioni o i concetti matematici, e decodificarei problemi scritti in simboli matematici), "percettive" (per esempioriconoscere o leggere simboli numerici o segni aritmetici eraggruppare oggetti in gruppi), "attentive" (per esempio copiarecorrettamente i numeri o figure, ricordarsi di aggiungere il riporto erispettare i segni operazionali) e "matematiche" (per esempio seguiresequenze di passaggi matematici, contare oggetti e imparare le
10. tabelline).Nei bambini discalculici si osservano difficoltà nel leggere e scrivere ericordare numeri complessi (come quelli che contengono lo zero) o lunghi(come quelli composti da molte cifre). Il 60% dei bambini dislessici è anchediscalculico.In assenza di una diagnosi dei servizi socio-sanitari, cosapossiamo fare noi insegnanti se supponiamo che un alunnopotrebbe avere D.S.A. ?E opportuno confrontarsi con i colleghi. Si possono, inoltre, organizzare delleprove collettive di facile somministrazione con laiuto di un insegnante espertoin D.S.A. e far esaminare il materiale raccolto da uno specialista. Se i dubbisono confermati è necessario invitare la famiglia a richiedere un appuntamentoin un Centro Specializzato per la Valutazione dei D.S.A.Come si valuta la capacità di lettura?La capacità di lettura viene misurata attraverso test standardizzatisomministrati individualmente sulla correttezza, velocità e comprensionedella lettura. Se il bambino si pone al di sotto di quanto previsto in base alletàcronologica e possiede unistruzione adeguata, si può parlare di dislessiaevolutiva. La diagnosi di D.S.A. è posta da un medico o da uno psicologo. Perpoter diagnosticare un D.S.A. bisogna attendere generalmente il termine dellaseconda classe elementare. Nel caso in cui si ha un sospetto di difficoltà, èopportuno, comunque, valutare il bambino precocemente, per individuare gliindici di rischio ed iniziare anche in età prescolare una terapia mirata.Come ci dobbiamo comportare con i genitori deglialunni con D.S.A.?Bisogna sostenere la famiglia nellaffrontare il problema; invitarla arivolgersi ad un centro specializzato per avere una diagnosi e per poterpoi programmare un percorso adeguato. È importante, inoltre, aiutareil bambino ad accettare le proprie difficoltà ed a migliorare la propriaautostima.
11. La dislessia influenza anche il funzionamento del linguaggioorale?I bambini possono avere problemi nel trovare la parola giusta, possonobalbettare o prendere troppo tempo prima di rispondere alle domande.Questo li pone in una situazione di svantaggio nella fase dello sviluppoadolescenziale, in cui il linguaggio diventa un aspetto cruciale nellerelazioni tra coetanei.Cosa fare quando un bambino non sa leggere e il suo QI nonè brillante?Un Quoziente Intellettivo (QI) tra 70 e 85 determina ciò che vienedefinito un "Borderline Intellettivo" o "Funzionamento Intellettivo Limite".Generalmente i bambini con un "funzionamento intellettivo limite" nonricevono interventi riabilitativi mirati, perché, pur mostrando alcuni gradi didifficoltà di lettura come i bambini dislessici non hanno un QI nellanorma e perciò non sono riconosciuti come D.S.A.. E necessario,comunque, considerare tali difficoltà nella redazione dellaprogrammazione individualizzata e fornire allalunno gli strumenticompensativi che possono facilitare lapprendimento delle variediscipline.Quali sono i problemi sociali ed emotivi collegati ad alunnicon DSA?• Frustrazione: è determinata dallincapacità di tali alunni (che sottolineiamoancora, hanno unintelligenza nella norma) a soddisfare le aspettative. I lorogenitori e gli insegnanti vedono un bambino intelligente ed entusiasta che nonriesce a imparare a leggere e a scrivere. Sempre più spesso i dislessici e iloro genitori si sentono ripetere: "eppure è così intelligente, se solo siimpegnasse di più". Ironicamente nessuno sa quanto duramente i bambinidislessici ci provino.• Ansia: spesso la costante frustrazione e confusione a scuola rende questibambini ansiosi. Lansia è esacerbata dalla disomogeneità che caratterizza ilquadro della dislessia. Lansia fa sì che i bambini evitino tutto ciò che li
12. spaventa e spesso insegnanti e genitori interpretano questo comportamentocome pigrizia.• Rabbia: la frustrazione può provocare rabbia. Il bersaglio della rabbia puòessere costituito dalla scuola, dagli insegnanti, ma anche dai genitori e dallamadre in particolare.Mentre per un genitore può essere difficile gestire queste situazioni, spesso,il tutoraggio da parte di coetanei o di ragazzi poco più grandi può rivelarsiuno strumento efficace di intervento e di aiuto.• Immagine di sé: durante i primi anni di scuola ogni bambino deve risolvere iconflitti tra unimmagine di sé positiva e i sentimenti di inferiorità, provocati dalledifficoltà nellapprendimento. I bambini dislessici, infatti, andando incontro adinsuccessi e frustrazioni, si fanno lidea di essere inferiori agli altri bambini eche i loro sforzi facciano poca differenza; spesso si sentono inadeguati edincompetenti.• Depressione: i bambini dislessici sono ad alto rischio di provare intensisentimenti di dolore e sofferenza. Forse a causa della loro bassaautostima, i dislessici temono di sfogare la loro rabbia verso lesterno equindi la rivolgono verso se stessi. Il bambino depresso può diventare piùattivo e comportarsi male per mascherare i sentimenti di dolore.Cosa possiamo fare noi insegnanti in classe se sono presentibambini con D.S.A. ?Al centro delle ultime normative scolastiche c’è il concettodellindividualizzazione del percorso formativo, che deve portare versoluguaglianza degli esiti, non solo delle opportunità. A sostegno di ciò, ilM.P.I. ha divulgato una circolare Prot. n° 4099/A/4 del 05.10.2004 in cuisi invitano gli insegnanti alluso di strumenti compensativi e dispensativi(vedi allegato) che colmino la discrepanza esistente tra un ragazzonormodotato e un ragazzo con D.S.A..
13. Spiegare alla classe cosa sono i D.S.A.Usare delle strategie mirate.• Se è necessario scrivere alla lavagna (possibilmente in stampatellomaiuscolo), assicurarsi che le cose scritte alla lavagna rimangano fino aquando tutti gli alunni hanno copiato.• Non rimproverare gli alunni disgrafici mettendo in rilievo labrutta grafia.• Far usare ai bambini con D.S.A. gli strumenti compensativi per sopperirealle loro difficoltà. Incoraggiarli ad usare il computer (con il correttoreautomatico) sia nello svolgimento dei compiti a casa e se possibile anche ascuola.• Permettere ai bambini di registrare le lezioni.• Non essere avaro di gratificazioni e usare il rinforzo come strumento usuale.• Visualizzare le spiegazioni con mappe concettuali e schemi disegnati allalavagna.• La quantità di esercizi e il materiale di studio a casa e a scuola non potràessere lo stesso del resto della classe, ma deve essere ridotto.• Ricordare che i bambini dislessici hanno bisogno di più tempo e non devonoessere penalizzati per questo.• Far lavorare con il testo aperto, anche nelle verifiche, se necessario; nondimenticate che i bambini con D.S.A. hanno generalmente abilità di memoria abreve e a lungo termine ridotte.• Favorire occasioni di conversazione nelle quali sia possibile parlare delleproprie diversità (es. “Il mago delle formiche giganti” ed LibriLiberi)• Un dislessico può imparare a parlare una lingua straniera con la stessa facilitàdi un non dislessico, mentre la scrittura della lingua straniera presentadifficoltà maggiori. Se un dislessico deve imparare una seconda lingua,meglio una con base latina. Ai sensi della circolare del 5 ottobre 2004, Prot.40099/A/4, ove necessario, è possibile la dispensa dallo studio della lingua
14. straniera in forma scritta.Come ci dobbiamo comportare noi insegnanti con il resto dellaclasse quando questa lamenta un trattamento di favore nei confrontidei compagni con D.S.A. ?Spiegare alla classe cosa sono i D.S.A. parlandone in modo scientifico e facendoesempi (che non riguardino i presenti). Far capire che questi alunni hannobisogno di strumenti compensativi per seguire meglio la programmazione dellaclasse (come un miope ha bisogno degli occhiali). Cercare di evitare inutilipolemiche e discriminazioni spesso frequenti nel gruppo classe.Come possiamo fare noi insegnanti per non rallentare losvolgimento del regolare programma ministeriale e quindi nonpenalizzare il resto della classe?I bambini con D.S.A. non rallentano il programma; non chiedonogeneralmente allinsegnante ulteriori spiegazioni bloccando lintera classe.A volte può essere utile dare un compito su di un argomento per lorointeressante, anche se al di fuori della materia, poiché comunque cisaranno lezioni di recupero nelle varie materie.Il recupero potrebbe essere organizzato in vari modi:• Il tutoraggio: utilizzare i compagni di classe più preparati e pazienti; netrarrebbero vantaggio entrambi, poiché anche il bambino bravoacquisirebbe una maggiore sicurezza e consapevolezza nella materia.• Utilizzare i professori con ore a disposizione per lezioni frontaliattraverso cui insegnare un metodo di studio (lettura e organizzazionedi mappe concettuali e schemi, sottolineature del testo, uso delregistratore) o per affiancare i bambini in classe.• Organizzare laboratori per il recupero nelle varie discipline, da attuarsicon un numero di alunni non numeroso, al massimo quattro o cinque,poiché a volte i bambini con D.S.A. presentano disturbi dellattenzione.
15. Come possiamo organizzare le verifiche scritte e orali per ibambini con D.S.A. ?Prove scritte:Matematica: dare più tempo nelle verifiche scritte o diminuire il numero diesercizi; far usare la calcolatrice; fornire formulari con assortimenti di figuregeometriche, formule e procedure o algoritmi.Inglese: per le verifiche scritte somministrare esercizi di completamento o arisposte multiple.Italiano: per il compito di italiano far utilizzare, ove è possibile, il computer conil correttore automatico, nelle prove di grammatica fare consultare schedespecifiche.Per tutte le altre materie, qualora si facciano delle verifiche scritte, dare piùtempo oppure un minor numero di domande e permettere luso del computer.Prove orali:Programmare le interrogazioni specificando gli argomenti che saranno chiestie ridurre il numero delle pagine.Avvisare 10 minuti prima di interrogare, per dare il tempo di prepararsipsicologicamente e di ripassare. Durante linterrogazione fare utilizzare sussidicartacei quali:• Tabelle (date, eventi, nomi, categorie grammaticali, ecc.)• Linea del tempo, cartine geografiche fisiche, politiche, grafici e strumenti dicalcolo come calcolatrice, linea dei numeri relativi, formulari di figuregeometriche e algoritmi.
16. •Come valutare i bambini che hanno una diagnosi di D.S.A. ma nonuna certificazione ai sensi della legge 104/92?I bambini con D.S.A. possono avere una valutazione differenziata ai sensi dellacircolare del 5 ottobre 2004, prot. 4099/A/4. In particolare una valutazionedelle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e nondella forma (gli errori ortografici possono essere evidenziati ma non valutati);una valutazione in rapporto alle capacità e alle difficoltà del bambino. Lavalutazione dovrebbe aiutare gli alunni a diventare consapevoli delle propriecapacità e dei propri miglioramenti.È necessario linsegnante di sostegno per un bambino conD.S.A.?La legislazione attuale permette ai bambini dislessici di essere aiutati daun insegnante di sostegno solo nel caso vengano segnalati e certificati aisensi della legge 104/92. Negli altri casi lalunno può essere diagnosticatoma non certificato ai sensi della legge e non ha diritto ad un insegnantedi sostegno.La presenza di un insegnante di sostegno di classe può esserepreziosa, nel ruolo di:• Lettore• Aiutante nel prendere appunti durante le lezioni• Aiutante nellinsegnare strategie per lo studio• Maestro nellinsegnamento delluso del computer e dei programmidi scrittura• Aiutante nello studio della lingua straniera orale• Sostegno psicologicoLe modalità di lavoro con linsegnante di sostegno dovranno esserevalutate e precisate con gli altri insegnanti della classe.
17. Un bambino con D.S.A. può essere redarguito e/o bocciato?Sì, può essere redarguito, dipende dalla "sensibilità dellinsegnante" chedovrà capire fino a che punto il bambino si approfitta di questa situazionedi agevolazione o si trova davvero in difficoltà.Sì, può essere bocciato, qualora esista una programmazioneindividualizzata per tutte le materie e non siano stati raggiunti gli obiettiviprefissati e nel corso dellanno siano state utilizzate tutte le strategie dicui sopra.Cosa pensano alcuni insegnanti della dislessia?Dagli atti del convegno Nazionale — 30 Maggio 98 — Bologna -intervento della dott.ssa L. Garnero, del comitato della scuola A.I.D.(Associazione Italiana Dislessia)La dottoressa Garnero ha effettuato un sondaggio su un campione di 600insegnanti di scuola elementare e media del nord Italia, riscontrando che: "Èmolto più facile accettare da parte degli insegnanti, come diverso, unportatore di handicap grave, un disadattato sociale o psichico, piuttosto che undislessico". Questo perché solitamente la scuola pretende da un bambinodislessico che sia normale (avendo un QI nella media); cioè che legga, scriva,conti, impari le tabelline, come ogni bambino. Se non riesce si pensa che siapigro, o svogliato, negligente, disattento o semplicemente "stupido". Permodificare questa forma mentis è necessaria una formazione specifica delcorpo docente. Dal 1998 è cambiato qualcosa?Come può essere aiutato un bambino con D.S.A.?In presenza di un D.S.A., soprattutto se il bambino è nel primo ciclo di scuolaelementare, si consiglia una terapia di linguaggio o una terapianeuropsicologica. È molto importante la precocità dellintervento: quanto piùesso è precoce, tanto più si può intervenire sulla difficoltà del bambino,cercando, sia di ridurla, sia di stimolare strategie cognitive per "aggirarelostacolo", prevenendone anche le pesanti conseguenze sul pianopsicologico.La terapia è utile, però, anche con i bambini più grandi: cambiano,
18. naturalmente, gli obiettivi ed i metodi. Con essi, infatti, essendosi le funzionineuropsicologiche stabilizzate ed essendo quindi meno modificabili, è piùutile potenziare le strategie di compenso, le strategie metacognitive erinforzare, per quanto possibile, gli automatismi. È altrettanto importante,però, che anche lambiente familiare e/o scolastico vada incontro alle difficoltàdel bambino, aiutandolo nella ricerca delle strategie di compenso e nellacostruzione di unimmagine di sé non fallimentare. È poi indispensabile unadattamento della didattica alle difficoltà di apprendimento del bambino, conladozione di strategie compensative o dispensative del compito.E’ essenziale, inoltre, un collegamento tra psicologo e medico, che fannola diagnosi, e il terapista e gli insegnanti, in modo tale da costituire unarete intorno al bambino e adottare un approccio omogeneo.Quale sarà il futuro di un bambino dislessico?Secondo il neurologo inglese Critchley, il futuro di unbambino con D.S.A. è tanto migliore • Quanto migliori sono le sue capacità cognitive • Quanto più precoce è lintervento • Quanto più il bambino e il suo disturbo vengono compresi dallambiente (evitando aspettative eccessive o colpevolizzazioni o rassegnazione)
19. III . Notizie dallesteroI programmi e le modalità dei servizi per i bambini dislessici negli StatiUniti. Negli Stati Uniti, lo screening prescolare avviene per legge e deveessere somministrato a tutti i bambini nellultimo anno della scuola dellinfanziaper assicurare che i bambini a rischio siano individuati precocemente e chepossa essere iniziato il più presto possibile un programma di recupero nellearee carenti.La diagnosiLa diagnosi psico-educativa include lanamnesi, il controllo della vista edelludito, la valutazione delle capacità cognitive, dello sviluppo del linguaggio eil livello scolastico di lettura e scrittura.Dopo la valutazione eseguita dagli specialisti dellequipe, si decidono variemodalità di rieducazione.• Inclusione del ragazzo con D.S.A. in una classe in cui si svolga un programmaadatto alle sue capacità.• Insegnamento specializzato per la rieducazione della dislessia individuale oin picco li gruppi (di 2 o 3 bambini) per più volte la settimana (spessosessioni di 45 minuti al giorno).• Inclusione in una classe specializzata per dislessici con al massimo 8bambini con un insegnante e un assistente per le varie materie: letteratura,storia e altre, secondo le esigenze del bambino. Per il resto della giornata, ilbambino partecipa alle lezioni nella sua classe.Lo studente può partecipare alle lezioni in una classe specializzata per un annoo due e poi tornare nella sua classe quando la valutazione delle sue capacità diletto-scrittura indica che è nella norma per letà o per il livello intellettivo. Neglianni successivi, lo studente con diagnosi di dislessia ha diritto ad avere piùtempo per gli esami, se la valutazione indica che può leggere nella norma peraccuratezza, ma che la lettura è ancora lenta. Questo diritto continua per tuttigli anni delluniversità.
20. Lo sapevate che...Si parla per la prima volta di "cattivi lettori" negli anni 40 negli StatiUniti. Nel 1949 saranno i primi a fondare unAssociazione NazionaleDislessia. In Europa la Danimarca è il primo paese che ha avuto il primointervento legislativo nel 1943 ed è danese Edith Norie, la primafondatrice di un metodo per la rieducazione dei dislessici, basato sullaformazione di classi speciali interne allordinamento scolastico. InGran Bretagna la prima associazione risale al 1973. In Italia lA.I.D. ènata nel 1997. Attualmente in Italia, anche se riconosciuti, i ragazzidislessici ancora non sono tutelati da leggi specifiche*, a differenza diquanto accade in numerosi paesi europei. Stando ad una ricercacondotta dalla European Dyslexia Association nel 1993 a livelloeuropeo, una legislazione specifica sui D.S.A. è presente in Belgio, inDanimarca, in Gran Bretagna, in Grecia, nei Paesi Bassi e in Spagna. InFrancia troviamo una "nota di servizio" del 1990 che riporta"raccomandazioni e misure in favore degli alunni che hanno difficoltàspecifiche nel linguaggio orale e scritto" ma che non ha valore di legge.In Germania nella maggior parte dei Lander si applica una "nota" dellaConferenza dei Ministri dellEducazione che riguarda le difficoltà dilettura e scrittura, ma solo alcuni Lander hanno una legislazionespecifica.*È dell8 maggio 2006 la presentazione della prima proposta di leggein Italia sulle difficoltà di apprendimento (presentata dall On.Fabris)
21. IV . Lesperienza di una scuola secondaria di 1° gradonel territorio di Fiumicino (Rm)In ogni scuola si incontrano ragazzi che dimostrano intelligenza e capacità invari campi ma che hanno difficoltà specifiche nelle abilità scolastiche di basecome la lettura, la scrittura e il calcolo. Il più delle volte queste difficoltàvengono interpretate dai docenti e dai genitori come negligenza, pocointeresse e disimpegno da parte del ragazzo. Ciò porta al fallimento scolasticoe ad atteggiamenti negativi, oppositivi o passivi. Tutto ciò è dovuto alla nonconoscenza dellesistenza dei Disturbi Specifici di Apprendimento.La non conoscenza porta spesso alla negazione del problema e adatteggiamenti di resistenza nel modificare i metodi di insegnamento.Partendo da tali considerazioni alcuni insegnanti sensibili al problema si sonoattivati affinché si approfondissero questi temi. La scuola ha richiesto e ottenutoformazione, rivolgendosi ad una psicologa esperta sui Disturbi Specifici diApprendimento (la dott.ssa Deny Menghini), la quale ci ha messo in contattocon un Centro della zona specializzato per la diagnosi dei D.S.A. (lOspedalePediatrico Bambino Gesù di S. Marinella, Unità Operativa di Neurologia eRiabilitazione, diretto dal Prof. Stefano Vicari). Abbiamo organizzato, quindi,un primo incontro informativo sui D.S.A. con gran parte dei docenti. Vistolinteresse suscitato dallargomento si è deciso di organizzare un corso diformazione autofinanziato dagli stessi docenti, che sentivano ormai pressantelesigenza di saperne di più; il corso ha avuto la durata di cinque giorni, si ètenuto nel settembre 2004 ed è stato condotto dalla stessa psicologa (dott.ssaDeny Menghini). La sensibilità degli insegnanti in seguito è aumentata,avendo preso coscienza del fenomeno. Il consiglio di Istituto ha fatto propriala proposta degli insegnanti di effettuare uno screening per lanno scolasticosuccessivo, rivolto a tutte le classi prime medie di tutti i plessi al fine diindividuare ragazzi a rischio D.S.A.Sono stati poi convocati tutti i genitori delle classi prime per presentareil progetto con le sue finalità e per ottenere il consenso allasomministrazione delle varie prove. Hanno partecipato alla riunione
22. anche la psicologa e i genitori di alcuni alunni riconosciuti dislessici chehanno parlato della loro esperienza.La partecipazione dei genitori a questa riunione è stata purtroppolimitata, pertanto non tutti hanno avuto la possibilità di essereadeguatamente informati del progetto e alcuni non hanno dato ilconsenso alla somministrazione dei test ai propri figli.Il progetto è andato avanti e i genitori non informati sono stati ricevutisingolarmente, in modo tale che la maggioranza ha poi comunqueaderito al progetto.Le prove somministrate ("Nuove Prove di Lettura MT per la ScuolaMedia Inferiore" ed. O.S., Firenze -Cornoldi e Colpo- 1995)indagavano le capacità di comprensione, velocità e correttezza dilettura. Abbiamo organizzato un gruppo di insegnanti che dopo esserestati istruiti dalla psicologa, hanno somministrato le prove a 196 su 238alunni delle classi prime medie (tra questi vi erano 13 stranieri cheavevano ancora difficoltà nella lingua italiana e 6 ragazzi conhandicap).I risultati alle prove (dati dellanno scolastico 2005/2006) hanno evidenziato37 alunni a rischio dislessia (che rappresenta il 20,9% della popolazionescolastica), di cui sono state convocate le famiglie. Nelle classi terze èstato rilevato che il fenomeno D.S.A. è presente per il 4,3% dellapopolazione scolastica, nelle seconde per il 7,5%.Il referente del plesso ha spiegato ai genitori limportanza di effettuare unavalutazione specifica per verificare se il nostro sospetto fosse confermatoo meno da una diagnosi di D.S.A., indirizzandoli quindi presso un Centrodella zona specializzato per la diagnosi dei D.S.A. (lOspedale PediatricoBambino Gesù di S. Marinella, Unità Operativa di Neurologia eRiabilitazione, diretto dal Prof. Stefano Vicari). Inizialmente tutti i genitori sisono detti disponibili a continuare lindagine, anche se alcuni di essi hannopreferito affrontare il problema in modo autonomo. I genitori che si sonorivolti al Centro da noi indicato hanno dovuto attendere molto a lungo peravere un appuntamento a causa della forte affluenza, per cui la scuola nonha ricevuto tempestivamente le diagnosi di D.S.A.. Nel nostro progetto è
23. stato previsto, inoltre, il coinvolgimento delle scuole elementari delterritorio. Un docente della nostra scuola ha partecipato al collegio docentidella scuola elementare dove ha esposto il nostro progetto sulla dislessiaed ha sottolineato limportanza di una diagnosi precoce.A seguito di questo intervento anche la scuola elementare ha organizzato uncorso di formazione per i propri docenti. Si lamenta ancora una discontinuitàcon le scuole superiori del territorio, per cui alunni con D.S.A. che sono staticonsiderati e aiutati nella giusta maniera ad affrontare il loro problema nellascuola media, si trovano alle superiori a dover di nuovo rivivere tutte lefrustrazioni e i disagi che provoca il disturbo non riconosciuto. Per favorireopere di sensibilizzazione prevediamo pertanto dei contatti con le scuolesuperiori del territorio. Nellambito delle iniziative volte ad innalzare lasensibilità di tutti gli operatori scolastici nei confronti della dislessia, il MIURha contattato la nostra scuola per avere il nominativo di docenti da formare perdiventare "referenti per la dislessia"; quindi, sono stati scelti due docenti chehanno già partecipato alla prima giornata per la formazione.I referenti avranno il compito di:• Prestare assistenza ed essere guida nel processo formativo di ragazzicon D.S.A.• Programmare indagini di screening• Valutare leffettiva necessità di invio ai Centri di diagnosi dei casi che glivengono sottoposti• Favorire la comunicazione tra scuola, famiglia e servizi sanitari• Promuovere azioni di formazione e aggiornamento sui D.S.A.• Mantenere i rapporti di comunicazione con lA.I.D., gli uffici scolasticiregionali, il MIUR, i servizi sanitariIl successivo obiettivo che noi docenti di scuola media ci siamo posti èquello di specializzarci sempre più sulla metodologia didattica specifica.Nonostante in questi due anni abbiamo percorso molta strada, ancoramolta altra ne intendiamo percorrere.
24. Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:• Laccoglienza e il riconoscimento delle diverse esigenze degli alunni conD.S.A. da parte di tutti i docenti (ad esempio introdurre in ogni classeluso di strumenti compensativi e dispensativi)• Unattenzione sempre più specifica da parte di tutti gli insegnanti neiconfronti dei ragazzi con disagio scolastico, per cogliere tempestivamente isegnali di rischio, indicatori di potenziali D.S.A.• Ladattamento della didattica e delle modalità di valutazione formativa pergli alunni con D.S.A.• La concessione da parte delle istituzioni degli strumenti necessari pertale didattica, come ad esempio i computer in ogni classe• La partecipazione di tutte le scuole del territorio di ogni ordine e grado adun unico progetto comune che abbia come fine il successo scolasticodellalunno con D.S.A..
25. V . In Sintesi...6.1 - Cosa fare con un ragazzo con D.S.A.• Incoraggiare il ragazzo e lodarlo• Condurre ogni sforzo per costruire la fiducia in sé• Trovare qualcosa in cui riesce bene• Assegnare meno compiti: ad es. fargli usare testi ridotti non per contenuto maper quantità di pagine• Valutare il contenuto del lavoro scritto, non lortografia• Valutare le risposte orali• Fornire più tempo per copiare alla lavagna• Lasciare lavorare il ragazzo con il testo aperto• Fargli capire che comprendete le sue difficoltà senza compatirlo• Se non ha una diagnosi, e si ha un sospetto, mettersi in osservazioneassieme ai colleghi. se le difficoltà continueranno a presentarsi, chiedere unincontro con i genitori ed eventualmente con la ASL• Fargli usare, dove necessario, gli strumenti compensativi (tabelle, mappeconcettuali, calcolatrice, registratore, personal computer con correttoreortografico)• Ridurre lo studio delle lingue straniere in forma scrittaCosa non fare con un ragazzo con D.S.A.• Evitare di farlo leggere ad alta voce (se vuoleleggere non impedirglielo)• Non correggere "tutti" gli errori nei testi scritti• Non dare liste di parole da imparare a memoria
26. • Evitare di fargli ricopiare il lavoro svolto• Non paragonarlo agli altri• Evitare di definirlo lento, pigro, svogliato o stupido
27. VI . Appendice Legislativa • Legge quadro 104 del 1992 • Legge 517/77 sulla programmazione educativa Decreto n°87 del 1994 • D.P.R. 24/02/94 - Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap Legge 59/97 – • Legge Bassanini sullautonomia scolastica D.P.R. 275/99 art. 4 - Autonomia didattica C.M 235 del 20.10.2000 • O.M. n° 90/2001 - Norme per lo svolgimento degli scrutini ed esami nelle scuole statali e non statali distruzione elementare, media e secondaria superiore. • Prot. n. MOT3/3627/M350 DEL 16.09.2004Procedure desame per il conseguimento del certificato di idoneità allaguida dei ciclomotori di candidati affetti da dislessia Legge 4/9/01 — LeggeStanca — "Disposizioni per favorire laccesso dei soggetti disabili aglistrumenti informatici". Circolare MIUR Prot. n° 4099/a/4/ del 05.10.2004 Iniziative relative alla DislessiaAi Direttori degli Uffici Scolastici RegionaliOggetto: Iniziative relative alla DislessiaPervengono a questa Direzione esposti con i quali alcuni genitorilamentano che non sempre le difficoltà di apprendimento di soggettidislessici sono tenute nella dovuta considerazione,con la conseguenzache i soggetti in questione hanno lo stesso percorso formativo nonché lamedesima valutazione degli altri alunni.Come è noto alle SS.LL. la dislessia è un disturbo specificodellapprendimento che riguarda il leggere e lo scrivere e che può
28. verificarsi in persone per altri aspetti normali. Tali soggetti nonpresentano, quindi, handicaps di carattere neurologico o sensorialeo comunque derivanti da condizioni di svantaggio sociale. Gli studiscientifici sullargomento hanno evidenziato che queste difficoltà,che colpiscono circa il 4% della popolazione, nascono da particolaritàdi funzionamento delle aree cerebrali deputate al processo diriconoscimento dei fonemi, ed alla traduzione di questi in grafeminella forma scritta e, infine, alla lettura della parola scritta.Le persone affette da dislessia presentano, quindi, una difficoltàspecifica nella lettura, nella scrittura e, talvolta, nel processo dicalcolo, la cui entità può essere valutata con tests appositi, secondo ilprotocollo diagnostico messo a punto dallAssociazione ItalianaDislessia (AID), nonché dalla Società Italiana di NeuropsichiatriaInfantile (SINPIA).Dato che tali difficoltà si manifestano in persone dotate di quozienteintellettivo nella norma, spesso vengono attribuite ad altri fattori:negligenza, scarso impegno o interesse. Questo può comportarericadute a livello personale, quali abbassamento dellautostima,depressione o comportamenti oppositivi, che possono determinare unabbandono scolastico o una scelta di basso profilo rispetto allepotenzialità.Per ovviare a queste conseguenze, esistono strumenticompensativi e dispensativi che si ritiene opportuno possanoessere utilizzati dalle scuole in questi casi. Tra gli strumenticompensativi essenziali vengono indicati:Tabella dei mesi, tabella dellalfabeto, e dei vari caratteri.Tavola pitagorica.Tabella delle misure, tabella delle formule geometriche.Calcolatrice.Registratore.Computer con programmi di video-scrittura con correttore ortografico e
29. sintesi vocale.Per gli strumenti dispensativi, valutando lentità e il profilo della difficoltà, inogni singolo caso, si ritiene essenziale tener conto dei seguenti punti:Dispensa dalla lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, uso delvocabolario, studio mnemonico delle tabelline.Dispensa, ove necessario, dallo studio della lingua straniera informa scritta.Programmazione di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio acasa.Organizzazione di interrogazioni programmate.Valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto delcontenuto e non della forma.Ulteriori strumenti possono essere utilizzati durante il percorso scolastico,in base alle fasi di sviluppo dello studente ed ai risultati acquisiti. Sullabase di quanto precede si ritiene auspicabile che le SS.LL. pongano inessere iniziative di formazione al fine di offrire risposte positive al dirittoallo studio e allapprendimento dei dislessici, nel rispetto dellautonomiascolastica. Si ringraziano le SS.LL. per la consueta collaborazione.Il Direttore GeneraleM. Moioli • Prot.n°26/A del 05.012005 - iniziative relative alla dislessia • Prot. n° 1787 del 01.03.2005 - Esami di Stato 2004-2005 - Alunni affetti da dislessia • Nota 27 Luglio 2005 Prot. n° 4798/A4a - Attività di programmazione dellintegrazione scolastica degli alunni disabili da parte delle istituzioni scolastiche - Anno scolastico 2005-2006 • C.M. n. 28 del 5 marzo 2007, prot. N. 2613 – Indicazioni e criteri per lo svolgimento degli esami nelle scuole statali e paritarie per l’anno scolastico 2006/2007 pag.5
30. art. 4. • C.M. prot. 4600 – 10 maggio 2007 – sulla circolare 28-3- 07 • C.M. prot. 4674 – 10 maggio 2007 – disturbi di apprendimento, indicazioni operativeProposta di legge sulle difficoltà di apprendimento - 8 Maggio2006 -presentata alla Camera dei Deputati dallOn.Fabris 25Maggio 2006 — presentata al senato della Repubblica daiSenatori Cusumano e Barbato.Norme in materia di difficoltà specifiche di apprendimentoPresentata l8 maggio 2006 e approvata in sede deliberante incommi-ione Istruzione del Senato il 20 Giugno 2007ONOREVOLI COLLEGHI! — La riuscita scolastica di tutti glialunni, nellambito della piena formazione della persona umana edelle sue potenzialità, è compito di una società democratica. Ladispersione e labbandono della scuola comportano costi personali esociali molto gravi. La Repubblica italiana vuole garantire a ognuno ilpieno diritto allo studio come diritto alleducazione e alla riuscitascolastica, con lintento di dare attuazione al dettato dellarticolo 3della Costituzione. La presente proposta di legge mira a riconoscerela dislessia, la disgrafia e la discalculia quali «difficoltà specifiche diapprendimento » (DSA) e prevede che il Ministro dellistruzione,delluniversità e della ricerca individui con decreto una serie dimisure educative e didattiche, atte a garantire i necessari supportiagli alunni con tali difficoltà, in modo da ottenere una formazioneadeguata degli stessi e prevenire linsuccesso scolastico. Ladislessia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta comedifficoltà nellimparare a leggere, nonostante unistruzione regolare eunadeguata intelligenza, in assenza di patologie e di deficitsensoriali. Il fenomeno della dislessia evolutiva riguarda in Italiacirca il 4 per cento dei bambini e delle bambine. La dislessiaconsiste in una difficoltà di lettura (lentezza, errori) per cui unalunno/a si trova a livelli più bassi di due anni scolastici rispetto ai
31. suoi coetanei. La disgrafia e la disortografia comportanomanifestazioni come: scambio e inversione di lettere, lentezza,errata direzionalità della scrittura, inesatta legatura dei segni e delleparole, errato uso dello spazio sul foglio eccetera. Vengono sbagliatee tralasciate sillabe o parole, la scrittura può essere moltodisordinata, irregolare e illeggibile, anche sotto dettatura, in caso dicopiatura e nelle traduzioni.La dislessia, la disgrafia, la discalculia (scambio e inversione di cifre,debolezza negli automatismi del calcolo) possono sussistereseparatamente o insieme ed essere associate a disprassia, disritmiaeccetera. Essendo il possesso automatico del codice linguistico veicolareper tutti gli apprendimenti legati al codice verbale scritto, è a rischio lo studioin tutte le discipline che si basano sui libri. La maggior parte dei ragazzidislessici impara a poco a poco a leggere, a scrivere, a fare operazionimatematiche, ma a costo di un enorme sforzo; dato lautocontrolloesasperato che devono esercitare, le loro forme e i loro tempi diconcentrazione sono necessariamente limitati, quindi si lasciano distrarrefacilmente e non sono costanti, possono soffrire di disturbi somatici perprestazioni che in altri sono automatismi.Il loro disagio psicologico e le conseguenti strategie di mascheramento sonointerpretate come scarso impegno, pigrizia, svogliatezza. Crescendo, glialunni con dislessia trovano strategie di compensazione più o menoadeguate e commettono pochi errori, ma non raggiungono un profittoscolastico commisurato alle loro potenzialità, sia per la lentezza elaffaticamento che caratterizzano le loro prestazioni nei codici, sia per lascarsa fiducia in sé e le basse aspettative dovute agli insuccessi e allefrustrazioni accumulati nella loro carriera scolastica. Di notevole gravità sonogli effetti collaterali della dislessia non riconosciuta, poiché essa devasta lastima di sé dei ragazzi e delle ragazze; senza strategie educative edidattiche idonee, si sviluppano ansie da fallimento e blocchi diapprendimento anche irreversibili. La motivazione infatti è legata allaprevisione di successo: quando lavorare non porta a risultati positivi, ma acostanti delusioni, prevale il senso di vergogna, linattività, simanifestano atteggiamenti rinunciatari e aggressività contro gli altri o
32. contro se stessi. La legge 5 febbraio 1992, n. 104, ben tutela lesituazioni di handicap in genere ma non le DSA, che non possono tuttaviaessere assimilate allhandicap. È necessario che si apprenda a riconoscerela dislessia.I bambini hanno diritto ad una diagnosi specialistica, che accertiquantità e qualità del disturbo, i punti forti accanto a quelli deboli. Ilprimo sospetto di dislessia sorge negli educatori: insegnanti egenitori, che seguono lalunno nel quotidiano; la diagnosi va fatta dauno specialista qualificato e deve essere il più possibile precoce.Le misure di supporto si collocano, sul piano umano-relazionale e alivello educativo e didattico, in stretto rapporto con le differenzespecifiche di ogni alunno dislessico.Occorre coltivare negli alunni una struttura positiva diapprendimento, aiutandoli a porsi in situazioni di benessere,cercando di prevenire il fallimento scolastico ed esistenziale. Sonoindispensabili serenità, fiducia, solidarietà per non aggiungerefrustrazioni alle difficoltà oggettive.Il sostegno alla stima di sé, base per ogni impegno, si raggiungestrutturando linsegnamento in modo tale che tutti possanoraggiungere risultati validi; non si tratta di abbassare il livello didifficoltà , ma di concentrare il lavoro sullessenziale, di concederemodalità idonee di gestione dei codici scritti, di considerare i diversistili di apprendimento (ad esempio, limpostazione multisensorialecon uso sistematico dei solidi in geometria), di gratificare per glisforzi compiuti e non solo per i risultati.Alcuni interventi di supporto sono individuali, altri possono essereorganizzati in piccoli gruppi, con i/le compagni/e, o sono da rivolgerea tutta la classe: rapporto umano costruttivo, training per riconoscereil proprio stile di apprendimento, orientamento, perseguimento diobiettivi ai livelli più elevati delle tassonomie, esercizi dirilassamento e di concentrazione, iniziative di personalizzazionedellinsegnamento. Da escludere con ogni cura sono minacce erichiami ossessivi allimpegno, sia perchè rendono insopportabile e
33. ingestibile lansia che accompagna sempre il lavoro dei dislessici,non solo al momento delle prove di verifica, sia soprattutto perchénon esistono forme di « impegno » che possano modificare realtàcostituzionali come la dislessia. La dislessia è una realtàpermanente, non scompare con letà, ma le conseguenze checomporta nellapprendimento possono non essere negative se siattuano misure educative e didattiche idonee.Alcuni accorgimenti di carattere dispensativo e compensativo permettonodi non aggravare la situazione dei ragazzi dislessici. Le misuredispensative consistono nel non costringerli alle prestazioni che li mettonoin imbarazzo, come scrivere alla lavagna davanti a tutta la classe, leggeread alta voce in pubblico, eccetera.Impossibile per molti di loro è rispettare i tempi sotto dettatura, anchequando si tratta dei compiti assegnati per casa. Sono misure compensativeluso di sussidi come computer, calcolatrice, registratore, videoscrittura,correttore ortografico, tavola delle tabelline ed elenco delle formule,lettore ottico, sintetizzatore vocale eccetera.Il materiale scritto deve essere chiaro e sintetico, non scritto a mano, ne supagine di libro troppo piene o in fotocopie malriuscite. Compensa in parteil disagio del dislessico il diritto a tempi di esecuzione più lunghi; il fattoretempo è meglio gestibile ed è meno emarginante in una situazionedidattica di tipo non frontale, nellattività individualizzata e di piccologruppo. Di solito non serve un insegnante di sostegno.Le misure adottate devono essere costantemente sottoposte amonitoraggio per valutare se e come gli obiettivi sono raggiunti, caso percaso, data la singolarità dei comportamenti e limpossibilità di avereregole valide per tutti. Affinché la valutazione sia attendibile, sono daattuare anche forme di verifica e di valutazione che non mettano lalunnodislessico in condizione di svantaggio rispetto agli altri in rapporto con isuoi tempi di decifrazione e di produzione di testi; saranno adottatemisure che permettano di non confondere i risultati espressi dagli alunnidislessici con le forme imperfette di ricezione del compito o con gli ostacoliallesposizione delle conoscenze, riconducibili alla dislessia. Il raggiungimento di
34. risultati positivi potrà essere dimostrato da questi alunni anche informa iconica.Norme in materia di difficoltà specifiche di apprendimento. C. 563Fabris, C. 2474 Formisano e C. 2843, approvata dalla 7a Commissionedel Senato. NUOVO TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE C. 2843 ELABORATO DAL COMITATO RISTRETTO, ADOTTATO COME TESTO BASE DALLA COMMISSIONENuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento. Art. 1. (Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia e discalculia).1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia o disortografia e ladiscalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA), che simanifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza dipatologie neurologiche e di deficit sensoriali.2. La legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, non trovaapplicazione nei confronti degli alunni affetti da DSA, eccetto che nei casidi particolare gravità.3. Ai fini della presente legge, la dislessia è un disturbo che si manifestacon la difficoltà nellapprendimento della lettura e, in particolare, nelladecifrazione dei segni linguistici ovvero nella correttezza e nella rapidità dilettura.4. Ai fini della presente legge, la disgrafia o disortografia è un disturbo chesi manifesta con prestazioni grafiche scadenti e particolarmente scorrette.5. Ai fini della presente legge, la discalculia è un disturbo che si manifestacon la difficoltà negli automatismi del calcolo e dellelaborazione deinumeri.6. La dislessia, la disgrafia o disortografia e la discalculia possonomanifestarsi separatamente o in associazione tra loro.7. I DSA impediscono lutilizzo delle capacità di lettura, di scrittura e dicalcolo in maniera automatica e strumentale e possono costituire unalimitazione importante per alcune attività della vita quotidiana dellepersone che ne sono affette.
35. Art. 2. (Finalità).1. La presente legge persegue le seguenti finalità:a) garantire il diritto allistruzione e i necessari supporti agli alunni conDSA;b) favorire il successo scolastico e prevenire blocchi nellapprendimentodegli alunni con DSA, agevolandone la piena integrazione sociale eculturale;c) ridurre i disagi formativi ed emozionali per i soggetti con DSA;d) assicurare una formazione adeguata e lo sviluppo delle potenzialitàdegli alunni con DSA;e) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità deglialunni con DSA;f) sensibilizzare e preparare gli insegnanti e i genitori nei confronti delleproblematiche legate ai DSA;g) assicurare adeguate possibilità per lidentificazione precoce dei DSA eper la riabilitazione dei soggetti con DSA;h) garantire una corretta e tempestiva diagnosi dei DSA;i) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola eservizi sanitari durante tutto larco dellistruzione scolastica. Art. 3. (Diagnosi e riabilitazione).1. È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuoledellinfanzia, attuare, previa apposita comunicazione alle famiglieinteressate, interventi tempestivi, idonei a individuare i casi sospetti diDSA negli alunni.2. Qualora lalunno, nonostante adeguate attività di recupero didatticomirato, presenti persistenti difficoltà, la scuola trasmette unappositacomunicazione alla famiglia.3. La diagnosi di DSA in un bambino è effettuata nei servizi delle aziendesanitarie locali o delle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionaleda neuropsichiatri infantili e psicologi, ovvero da specialisti dellamedesima disciplina, convenzionati e no. Nel caso di minori, la diagnosideve essere comunicata al genitore o al soggetto che esercita la potestà.
36. 4. Il Ministero della pubblica istruzione può promuovere, medianteiniziative da realizzare in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale,attività di identificazione precoce da realizzare dopo i primi mesi difrequenza dei corsi scolastici, per individuare gli alunni a rischio di DSA.Lesito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi effettiva diDSA. Art. 4. (Formazione nella scuola e nelle strutture sanitarie).1. Al personale docente e dirigente delle scuole di ogni ordine e grado,comprese le scuole dellinfanzia, è assicurata unadeguata formazioneriguardo alle problematiche relative ai DSA, nellambito dei programmiannuali di formazione realizzati a valere sulle disponibilità già previste perla formazione del personale del comparto scuola e dei dirigenti scolastici,anche con ricorso a strumenti di apprendimento elettronico per laformazione a distanza.2. La formazione degli insegnanti deve garantire una conoscenzaapprofondita delle problematiche relative ai DSA, una sensibilizzazioneper la loro individuazione precoce e la capacità di applicare strategiedidattiche adeguate.3. Devono essere altresì assicurati ladeguata formazione elaggiornamento degli operatori sanitari preposti alla diagnosi e allariabilitazione delle persone con DSA, nellambito dei percorsi formativi e diaggiornamento già previsti e senza nuovi o maggiori oneri a carico dellafinanza pubblica. Art. 5. (Misure educative e didattiche di supporto).1. Gli alunni con segnalazione diagnostica di DSA hanno diritto a fruire diappositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didatticanel corso dei cicli di istruzione.2. Le istituzioni scolastiche garantiscono agli alunni con DSA, nellambitodella loro autonomia didattica e organizzativa, ai sensi delle disposizionivigenti, tutte le misure utili a:a) favorire luso di una didattica individualizzata e personalizzata, conforme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di
37. caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando metodie strategie educative adeguate;b) coltivare negli alunni una struttura positiva di apprendimento, aiutandolia vivere lapprendimento in condizioni di benessere;c) favorire il successo scolastico;d) prevedere tecniche compensative, che possono comprendere ancheluso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimentoalternativi, già utilizzabili con limpiego delle risorse specifiche disponibili alegislazione vigente nello stato di previsione del Ministero della pubblicaistruzione, nonché misure volte a dispensare lalunno da alcuneprestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere,oppure a concedergli la possibilità di fruire di tempi di esecuzione piùlunghi di quelli ordinari;e) prevedere, nei casi di alunni bilingui con DSA, strumenti compensativiche favoriscano la comunicazione verbale e che, in particolare perlinsegnamento della lingua straniera, assicurino ritmi graduali e adeguatidi apprendimento, prevedendo anche lesonero dallinsegnamento dellaseconda lingua straniera, qualora previsto dal programma di studi.3. Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamentea monitoraggio per valutarne lefficacia e il raggiungimento degli obiettivi.4. Al fine di evitare che gli alunni con DSA siano posti in condizioni disvantaggio rispetto agli altri alunni, a causa della loro lentezza o incapacitàdi decodifica e di produzione di testi, le misure di cui al comma 2 devonocomunque garantire adeguate forme di verifica e di valutazione, anchetramite la possibilità di utilizzare strumenti in funzione di ausilio, ovverolassegnazione di tempi più lunghi di esecuzione, in particolare per quantoconcerne gli esami di Stato.5. Le misure di cui al presente articolo devono essere attuate senza nuovio maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 6. (Misure per lattività lavorativa e sociale).1. Alle persone con DSA sono assicurate uguali opportunità di sviluppodelle proprie capacità in ambito sociale e professionale.2. I familiari fino al primo grado di alunni con DSA impegnati
38. nellassistenza alle attività scolastiche a casa possono usufruire di orari dilavoro flessibili.3. La determinazione delle modalità di esercizio del diritto di cui al comma2 è demandata ai contratti collettivi nazionali di lavoro dei compartiinteressati. Esse non devono comportare nuovi o maggiori oneri a caricodella finanza pubblica.4. Nelle prove scritte previste per il rilascio del permesso di guida deiveicoli di qualsiasi tipo, nonché nelle prove scritte dei concorsi pubblici edelle selezioni effettuate da privati, deve essere assicurata la possibilità disostituire tali prove con un colloquio orale o di utilizzare strumenticompensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo e diusufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per lo svolgimento dellemedesime prove, adeguati alla necessità delle persone con DSA. Art. 7. (Disposizioni di attuazione).1. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con ilMinistro della salute, si provvede, entro tre mesi dalla data di entrata invigore della presente legge, ad emanare linee guida per la predisposizionedi appositi protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, perle attività di identificazione precoce di cui allarticolo 3, comma 4.2. Il Ministro della pubblica istruzione, entro tre mesi dalla data di entratain vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le modalità diformazione dei docenti di cui allarticolo 4, commi 1 e 2.3. Il Ministro della pubblica istruzione, con il medesimo decreto di cui alcomma 2 del presente articolo, individua altresì forme di verifica e divalutazione finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio degli alunni conDSA, ai sensi dellarticolo 5, comma 4. Art. 8.(Competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano).1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delleprovince autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statutie alle relative norme di attuazione nonché alle disposizioni del titolo Vdella parte seconda della Costituzione.
39. 2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, leregioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzanoprovvedono a dare attuazione alle disposizioni della legge stessa. Art. 9. (Clausola di salvaguardia).1. Dallattuazione della presente legge non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanziaria.
40. VII . Bibliografia e Indirizzi UtiliRiviste e articoli• Difficoltà di apprendimento. Sostegno e insegnamentoindividualizzato. Trento: Centro Studi Erickson• Difficoltà in matematica. Trento: Centro Studi Erickson• Dislessia. Giornale italiano di ricerca clinica e applicativa. Trento:Centro Studi Erickson• Handicap Grave. Ritardo mentale e pluriminorazioni sensoriale.Trento: Centro Studi Erickson• Logopedia e comunicazione. Trento: Centro Studi Erickson• Psicologia clinica dello sviluppo. Bologna: Il Mulino• Sistemi intelligenti. Bologna: Il Mulino• Orientamenti Pedagogici. Rivista internazionale di scienzedelleducazione. Trento: Centro Studi Erickson• Vicari S, Marotta L, Meneghini D, Molinari M, PetrosiniL. Implicit learning deficit in children with developmentaldyslexia. Neuropsychologia 2003; 41: p.108-114.• Vicari S, Finzi A, Menghini D, Marotta L, Baldi S, Petrosini L.Do children with developmental dyslexia have an implicitlearning deficit? Journal ofNeurology, Neurosurgery andPsychiatry 2005; 76: p.1392-1397.• Menghini D, Hagberg G, Caltagirone C, Petrosini L, Vicari S.Implicit Learning Deficits in dyslexic adults: an fMRI study.NeuroImage 2006; 33(4): p. 1218-1226.Libri• Meloni M., Sponza N., Klilekaval P., Valente M.C., Bellante R. In:
41. Associazione Italiana Dislessia (a cura di). LaDislessia raccontataagli insegnanti. Firenze: Libri Liberi; 2002• Meloni M, Galvan N., Sponza N., Sola D. In: Associazione ItalianaDislessia (a cura di). Dislessia: Strumenti Compensativi. Firenze: LibriLiberi;2004.• Biancardi A. Quando un bambino non sa leggere. Milano: Rizzoli;1999• Cornoldi C. Le difficoltà di apprendimento a scuola. Bologna: IlMulino; 1996• Friso G., Molin A., Poli S. Difficoltà di lettura nella scuola media.Trento: Centro Studi Erickson ;1998• Serra L. Psicopedagogia della diversità. Roma: Anicia; 2004• Stella G. (a cura di) La dislessia: aspetti cognitivi e psicologici:diagnosi precoce e riabilitazione, Franco Angeli; 2003• Stella G. Dislessia. Bologna: Il Mulino; 2004• Stella G. In classe con un allievo con disordini dellapprendimento.Milano: Fabbri Editori; 2001 (farne richiesta direttamente allAID)• Stella G. Storie di dislessia. Bambini di oggi e di ieri raccontano la lorobattaglia quotidiana. Firenze: Libri Liberi; 2002 (farne richiestadirettamente allAID).Testi per ragazzi• AAVV “Il mago delle formiche giganti” Firenze, Libri Liberi, n.e.• Corbella Paciotti R. Minimi, serie per apprendisti lettori. Milano:De Agostini Ragazzi; 1996• Crosera S., Bressan M.A. Giochiamo con i racconti. Treviso: AIPA,1992• Crosera S., Lucchetta S. Giochiamo con le parole. Brescia: La scuola, 1987
42. • Crosera S., Lucchetta S., Lovadina F., Parole crociate. Dagli 8 anni inpoi Treviso: AIPA; 1991• Crosera S., Lucchetta S., Lovadina F., Parole crociate. Per 5-8 anni.Treviso: AIPA; 1991• Crosera S., Lucchetta S., Pastorello T.. Giochiamo con le frasi.Treviso: AIPA; 1991Video• Come può essere così.difficile?, di Rick D.Lavoie, (farne richiestadirettamente allAID)Software• Ferraboschi L , Meini N , Produzione del testo scritto 1 - dalriconoscimento di parole alla costruzione di frasi. Trento: CentroStudi Erickson• Lengwenus B , Hilbert J. Scacco matto - Sviluppare la logica e lacapacità di problem solving. Trento: Centro Studi Erickson• Colombo Bozzolo C , Costa A, Alberti C. Nel mondo dellamatematica - Vol.1. — Situazioni problematiche per alunni dai 6 agli 8anni. Trento: Centro Studi Erickson• Scataglini C. Esercitarsi in...geografia.Trento: Centro Studi Erickson• Carlo II e Carlo Mobile. Bologna: cooperativa Anastasis• Fine Reader 8 Pro. ABBYY, http://www.abbyy.com/• L&HPower Translator Pro 7.0.Sitografiawww.dislessia.it o www.aiditalia.orgwww.dislessia.org (sito dell’’AID di Roma)www.dislessia.org/forum/http://iad-bo.iav.it
43. www.doe.mass.edu/lawregs/603 cmr.htmlwww.erickson.itwww.libroparlato.orgwww.anastasis.itwww.carlomobile.itIndirizzi utiliAssociazione Italiana Dislessia A.I.D. a.p.s.Piazza dei Martiri, 1/2 - 40121 Bologna, Tel. 051.242919Biblioteca digitale dell’Associazione Italiana Dislessia “Giacomo Venuti”c/o Istituti Aldini Valeriani e SiraniVia Bassanelli, 9 – 40129 Bolognae-mail: biblioteca.aid@iav.itfax: 051.353500AID sede di Roma:Via Accademia dei Lincei 93 - Sportello DidatticoLibreria Anicia- Via S. Francesco a Ripa,104 – RomaCentro Studi Erickson (Libri, riviste, software) - Tel: 0461/950690Centro Internazionale del libro parlato (Opera trasferimenti dei testi su:audio cassette, braille, floppy disk, cd-mp3) Tel: 0439/880425
44. Cooperativa Anastasis (Software didattici e riabilitativi): Tel: 051/2962121Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù", Divisione di Neuropsichiatria InfantileResponsabile Prof. Stefano Vicari - P.zza SantOnofrio 4 - Roma –Tel: 06 68592735 / 06 68593996

References: art. 4
 art. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9