Source: http://www.comune.treviso.it/imu/
Timestamp: 2020-04-06 15:00:49+00:00

Document:
Regolamento per l’applicazione dell’imposta municipale propria – VIGENTE FINO AL 31/12/2013
Art. 1 – Oggetto del regolamento, finalità ed ambito di applicazione. 1
Art. 2 – Presupposto impositivo. 1
Art. 3 – Definizioni di abitazione principale, fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli2
Art. 4 – Soggetti passivi3
Art. 5 – Soggetto attivo. 3
Art. 6 – Base imponibile. 3
Art. 7 – Riduzioni per i terreni agricoli5
Art. 8 – Determinazione dell’aliquota e dell’imposta. 5
Art. 9 – Detrazione per l’abitazione principale. 6
Art. 10 – Assimilazioni6
Art. 11 – Esenzioni7
Art. 12 – Quota riservata allo Stato. 7
Art. 13 – Versamenti8
Art. 14 – Dichiarazione. 8
Art. 15 – Accertamento. 9
Art. 16 – Riscossione coattiva. 9
Art. 17 – Sanzioni ed interessi9
Art. 18 – Rimborsi e compensazioni10
Art. 19 – Contenzioso. 11
Art. 20 – Disposizioni finali ed efficacia. 11
Art. 1 – Oggetto del regolamento, finalità ed ambito di applicazione
1. Il presente regolamento, adottato nell’ambito della potestà regolamentare prevista dall’articolo 52 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e da ogni altra disposizione normativa disciplina l’applicazione nel Comune di Treviso dell’imposta municipale propria “sperimentale”, d’ora in avanti denominata IMU, istituita dall’articolo 13 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, e disciplinata dal citato articolo 13, oltreché dagli articoli 8 e 9 del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
2. Il Regolamento viene adottato allo scopo di ridurre, ove possibile, gli adempimenti in capo ai cittadini, semplificare e razionalizzare i procedimenti di accertamento e riscossione ed indicare i procedimenti per una corretta, efficace, efficiente ed economica gestione del tributo.
Art. 2 – Presupposto impositivo
Art. 3 – Definizioni di abitazione principale, fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli
In presenza di un numero di pertinenze maggiore di quelle previste dalla legge, il soggetto passivo deve dichiarare quale intende considerare come pertinenza dell’abitazione principale;
d) per “area fabbricabile” si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità. Non sono considerati fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali. L’agevolazione è applicabile anche alle ipotesi in cui le persone fisiche, coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, abbiano costituito una società di persone alla quale hanno concesso in affitto o in comodato il terreno di cui mantengono il possesso ma che, in qualità di soci, continuano a coltivare direttamente. Nell’ipotesi in cui il terreno sia posseduto da più soggetti, ma condotto da uno solo, che abbia comunque i requisiti sopra individuati, l’agevolazione di cui alla presente lettera si applica a tutti i comproprietari. il volume d’affari, determinato per l’anno precedente a quello d’imposizione, relativo all’attività svolta in agricoltura dal soggetto passivo e dei componenti il suo nucleo familiare, deve essere superiore al 50% del reddito complessivo del nucleo familiare imponibile IRPEF determinato senza far confluire in esso i trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura, e relativo all’anno precedente a quello di imposizione. Il volume d’affari dei soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale ai fini IVA – ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 – si presume pari al limite massimo prescritto per l’esonero stesso;
Art. 4 – Soggetti passivi
e) l’ex coniuge assegnatario della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, in quanto titolare di un diritto di abitazione.
Art. 5 – Soggetto attivo
1. Soggetto attivo dell’imposta è il Comune di Treviso relativamente agli immobili la cui superficie insiste sul suo territorio.
Art. 6 – Base imponibile
6. Per le aree fabbricabili il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato della vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Per orientare l’attività di controllo dell’ufficio, spetta alla giunta comunale determinare periodicamente, per zone omogenee e secondo le destinazioni urbanistiche i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili site nel territorio del comune.
Qualora il contribuente abbia dichiarato il valore delle aree fabbricabili in misura superiore a quella che risulterebbe dall’applicazione dei valori predeterminati con delibera, non gli compete alcun rimborso per l’eccedenza d’imposta versata.
Le norme dei commi precedenti si applicano per tutta la durata dell’intervento edificatorio sull’area fabbricabile, alle aree di risulta dalla demolizione di fabbricati e agli interventi di recupero di cui all’articolo 5, comma 6, del Decreto legislativo n. 504/1992.
Detti valori hanno effetto per l’anno d’imposta cui il bilancio si riferisce e, qualora non si deliberi diversamente, valgono anche per gli anni successivi. In sede di prima applicazione sono confermati i valori già determinati ai fini ICI.
b) per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o l’inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha la facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente allegandola alla dichiarazione IMU.
Art. 7 – Riduzioni per i terreni agricoli
1. I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 99 del 2004, iscritti nella previdenza agricola, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000,00 e con le seguenti riduzioni:
a) del 70 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.000,00 e fino a euro 15.500,00;
b) del 50 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.500,00 e fino a euro 25.500,00;
c) del 25 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500,00 e fino a euro 32.000,00.
Art. 8 – Determinazione dell’aliquota e dell’imposta
1. Ai sensi del comma 12 bis dell’articolo 13 del Decreto Legge n. 201 del 2011, per l’anno 2012, le aliquote stabilite dalla legge possono essere variate, nei limiti previsti, con deliberazione del Consiglio Comunale da adottare entro il 30 settembre 2012, che ha effetto dal 1° gennaio 2012.
2. Ai sensi del comma 13 bis dell’articolo 13 del Decreto Legge n. 201 del 2011, a partire dal 2013, la delibera di approvazione delle aliquote acquista efficacia a decorrere dalla data di pubblicazione nel sito informatico di cui all’articolo 1, comma 3, del Decreto Legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e i suoi effetti retroagiscono al 1° gennaio dell’anno di pubblicazione a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell’anno al quale la delibera si riferisce. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e le detrazioni deliberate precedentemente si intendono prorogate di anno in anno.
Art. 9 – Detrazione per l’abitazione principale
1. Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, sono detratti euro 200,00, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. Tale detrazione è fruita fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta dovuta.
2. Se l’unità immobiliare é adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
3. Per gli anni 2012 e 2013, la detrazione prevista dal comma 1 è maggiorata di euro 50,00 per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di euro 400,00 e, dunque, l’importo complessivo della detrazione e della maggiorazione non può essere superiore ad euro 600,00.
4. La maggiorazione deve essere rapportata ai mesi dell’anno nei quali si sono verificate le condizioni richieste dal comma 3 del presente articolo.
5. La detrazione, senza la maggiorazione prevista per i figli, è applicata anche agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, nonché alle unità immobiliari di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari. Per tali fattispecie non si applicano la riserva della quota di imposta a favore dello Stato prevista dal comma 11 dell’articolo 13 del Decreto Legge n. 201 del 2011, né il comma 17 del medesimo articolo 13.
Art. 10 – Assimilazioni
1. Sono equiparate all’abitazione principale per l’applicazione sia dell’aliquota che delle detrazioni:
a. le unità immobiliari e le relative pertinenze possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che non risultino locate;
b. l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà od usufrutto in Italia a condizione che la stessa non risulti locata.
2. Sono equiparate all’abitazione principale per la sola applicazione delle detrazioni:
a. le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
b. gli alloggi regolarmente assegnati dall’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale (ex I.A.C.P.).
Art. 11 – Esenzioni
a) gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dal Comune, dalle Comunità montane, dai
consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
g) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della Legge 20 maggio 1985, n. 222.
L’esenzione si applica agli immobili e a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano anche posseduti dall’ente non commerciale utilizzatore.
h) gli immobili ed i fabbricati di proprietà delle ONLUS.
L’esenzione si applica solo con riferimento alla quota spettante al Comune.
Art. 12 – Quota riservata allo Stato
2. La quota riservata allo Stato non si applica altresì agli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari e agli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP e altri istituti comunque denominati; alle unità immobiliari assimilate all’abitazione principale ai sensi dell’articolo 10 del presente regolamento; agli immobili posseduti dal Comune nel proprio territorio; alla casa coniugale assegnata all’ex coniuge.
Art. 13 – Versamenti
2. Il versamento dell’imposta dovuta per l’anno in corso è effettuato in due rate di pari importo, la prima con scadenza alla data del 16 giugno e la seconda con scadenza il 16 dicembre, oppure in un’unica soluzione annuale da corrispondere entro il 16 giugno.
3. Per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, per l’anno 2012, l’imposta potrà essere versata in tre rate di cui la prima e la seconda in misura pari ad un terzo dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base e la detrazione prevista dalla norma, da corrispondere entro il 18 giugno, ed il 17 settembre, la terza rata verrà versata il 17 dicembre 2012 a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno, con conguaglio sulle precedenti rate.
4. Il versamento deve essere eseguito mediante utilizzo del Modello F24 secondo le disposizioni dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con le modalità stabilite dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di approvazione del modello e dei codici tributo. A decorrere dal 1° dicembre 2012 sarà possibile versare con apposito bollettino postale.
5. Il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è pari o inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.
6. Si considerano regolarmente eseguiti i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri.
7. Non devono essere eseguiti versamenti per importi inferiori ad euro 12,00.
Art. 14 – Dichiarazione
Art. 15 – Accertamento
5. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.
6. Accertamento con adesione: il Comune, per la propria azione impositrice, si avvale dell’istituto dell’accertamento con adesione del contribuente, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 15 del Regolamento comunale per le entrate tributarie.
Art. 16 – Riscossione coattiva
2. Non si procede all’accertamento e alla riscossione qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, quanto previsto dalla Legge, con riferimento ad ogni periodo d’imposta.
Art. 17 – Sanzioni ed interessi
1. Per l’omessa presentazione della dichiarazione si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto, con un minimo di euro 51,00.
3. Se l’omissione o l’errore attengono ad elementi non incidenti sull’ammontare dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa da euro 51,00 ad euro 258,00. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele.
8. Sulle somme dovute per imposta non versate alle prescritte scadenze, si applicano gli interessi moratori, nella misura pari al tasso d’interesse legale, calcolati con maturazione giorno per giorno, con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.
9. Per quanto qui non previsto si applica la disciplina prevista per le sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie di cui al Decreto Legislativo n. 472 del 1997.
Art. 18 – Rimborsi e compensazioni
1. Il rimborso delle somme versate al Comune e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Il rimborso viene effettuato entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
2. Non sono eseguiti rimborsi per importi pari o inferiori alla soglia fissata dall’articolo 13, comma 7, del presente regolamento.
3. Sull’istanza di rimborso il Comune procede entro 180 (centottanta) giorni dalla data di presentazione al protocollo generale
4. Sulle somme da rimborsare è corrisposto l’interesse legale calcolato con maturazione giorno per giorno e decorrenza dalla data dell’eseguito versamento.
5. Le somme da rimborsare possono, su richiesta del contribuente formulata nell’istanza di rimborso, essere compensate con gli importi dovuti dal contribuente al Comune stesso a titolo di imposta municipale propria o con altro debito tributario di pertinenza comunale. Il funzionario responsabile, sulla base della richiesta pervenuta, in esito alle verifiche compiute, autorizza la compensazione.
Art. 20 – Disposizioni finali ed efficacia
2. Il presente regolamento si applica dal 1 gennaio 2012.
Settore / Servizio responsabile: Settore Ragioneria e finanze / Servizio Tributario e tariffario
Approvazione / Ultima modifica: Deliberazione di Consiglio comunale n. 40 del 26.9.2012
Data ultima modifica: 23/08/2017

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 1
 articolo 13

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 articolo 13

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 20