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Timestamp: 2017-01-20 21:20:42+00:00

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⭐La valutazione delle prestazioni
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Agostina Donati
1 PROVINCIA DI LECCE La valutazione delle prestazioni SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE ORGANIZZATIVA E INDIVIDUALE 12 SOMMARIO 1. PREMESSA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELL ENTE RACCORDO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE CON IL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE E GLI ALTRI SISTEMI INTERNI ARTICOLAZIONE DEL SISTEMA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA FASE DI PROGRAMMAZIONE FASE DI VALUTAZIONE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE FASE DI PROGRAMMAZIONE FASE DI VALUTAZIONE DIRIGENTI Strumenti utilizzati TITOLARI DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA E DELLE ALTE PROFESSIONALITÀ Strumenti utilizzati PERSONALE NON DIRIGENTE Strumenti utilizzati PROCESSO DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE: TEMPI E RESPONSABILITA PROCEDURE DI CONCILIAZIONE PERFORMANCE E TRASPARENZA MODALITA DI COINVOGIMENTO E CONDIVISIONE DELSISTEMA...27 ALLEGATI...28 ALLEGATO 1 SISTEMA DI VALUTAZIONE DIRIGENTI...29 ALLEGATO 2 QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE PERSONALE DIRIGENTE...30 ALLEGATO 3 SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE PERSONALE DIRIGENTE...33 ALLEGATO 4 SCHEDA DI GIUDIZIO DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE PERSONALE DEL DIRIGENTE...37 ALLEGATO 5 SCHEDA DI VALUTAZIONE DEI TITOLARI DI P.O. E A.P...40 ALLEGATO 6 SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI TITOLARI DI P.O. E A.P...43 ALLEGATO 7 SCHEDA VALUTAZIONE PERSONALE CAT. A/B...44 ALLEGATO 8 SCHEDA DI VALUTAZIONE PERSONALE CAT. C...45 ALLEGATO 9 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE CAT. D...46 ALLEGATO 10 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DEL PERSONALE NON DIRIGENTE3 1. PREMESSA Il presente documento ha per oggetto la definizione del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) della Provincia di Lecce. Una volta adottato il SMVP, nello svolgimento delle attività di misurazione e valutazione della performance, ciascuno in relazione al ruolo che ricopre dovrà attenersi ai principi, ai metodi e agli strumenti in esso definiti. 2. STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELL ENTE La Provincia di Lecce ha adottato un sistema organizzativo in cui è possibile distinguere: una macrostruttura intesa come il sistema delle unità organizzative di massima responsabilità alle quali è preposto un dirigente. Essa è definita periodicamente dalla Giunta, su proposta del Direttore Generale, nel rispetto dei criteri generali approvati dal Consiglio Provinciale. La macrostruttura disegna la mappa delle responsabilità gestionali a cui sono collegati i Centri di Responsabilità (CdR) e da cui prende spunto il sistema dei Centri di Costo/Imputazione (CC/CI) ed il processo di definizione e assegnazione degli obiettivi. In questo modo la macrostruttura diventa strumento organizzativo di pianificazione strategica che permette il raggiungimento degli obiettivi che la Provincia si pone. una microstruttura intesa come il livello organizzativo funzionale al perseguimento degli obiettivi stabiliti nel P.E.G./P.D.O. ed assegnati annualmente ai dirigenti ai quali è affidato il compito di organizzare le unità operative di propria responsabilità con le Risorse Umane assegnate. Nello specifico la macrostruttura, si articola in: Settori: macroaree comprendenti più attività funzionali che presiedono al coordinamento dei Servizi nei quali si articolano; Servizi: strutture costituite nell ambito dei Settori o in posizione di staff sulla base dell'omogeneità dei servizi erogati o delle competenze richieste, con funzioni di attuazione dei programmi. Ad ogni Servizio è preposto un dirigente, responsabile del conseguimento degli obiettivi del Servizio e della gestione delle relative risorse. Al vertice della struttura organizzativa sono posizionati il Segretario Provinciale e il Direttore Generale, in particolare: Il Segretario Provinciale ha la direzione dell'ufficio per i procedimenti disciplinari e adotta i provvedimenti di sospensione cautelare e di dispensa dal servizio nei casi previsti dalla 34 legge e dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Esercita funzioni di consulenza amministrativa, svolgendo attività di studio e ricerche nei confronti dell Ente. Il Direttore Generale cura la pianificazione e l'introduzione di misure operative idonee a migliorare l'efficienza, l'efficacia e l'economicità dei servizi e dell'attività amministrativa. Assicura, altresì, l'unitarietà e la coerenza dell'azione dei dirigenti nell'attuazione degli obiettivi programmatici nel rispetto degli indirizzi dettati dagli organi di governo. Nell ambito della gestione organizzativa dell ente nel suo complesso, il Direttore generale svolge i seguenti compiti ed attribuzioni: - sovrintende alle attività di pianificazione dello sviluppo, di programmazione e di controllo dell Ente; - coordina l'attività di predisposizione delle proposte di Bilancio e di Relazione Previsionale e Programmatica, nonché della proposta del Programma delle OO.PP.; - traduce le ipotesi di Programmi Operativi Gestionali nella proposta di Piano Esecutivo di Gestione (P.E.G.) e ne verifica la coerenza con quanto previsto nel bilancio di previsione annuale e la compatibilità con le risorse previste; - predispone il Piano Dettagliato degli Obiettivi (P.D.O.); - ha il potere di decisione dei conflitti di competenza tra dirigenti; - partecipa agli Organi Collegiali, se invitato; - presiede il nucleo di valutazione. Annualmente, prima dell'approvazione del bilancio, il Direttore generale valuta l'adeguatezza della struttura organizzativa ai programmi dell'amministrazione e propone alla Giunta l adozione dei provvedimenti correlati, anche con riferimento alla gestione diretta ed indiretta dei servizi. 3. RACCORDO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE CON IL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE E GLI ALTRI SISTEMI INTERNI La misurazione delle performance si inserisce all interno del ciclo di gestione delle performance, collegato con una molteplicità di sistemi interni e integrato con gli strumenti utilizzati da ognuno di essi. In particolare è collegato con: 1. il Sistema di bilancio: Bilancio Annuale, Bilancio Pluriennale, Relazione Previsionale e Programmatica e Allegati; 2. il Sistema del rendiconto della gestione: Conto del Bilancio, Conto Economico, Conto del Patrimonio e Relazione Illustrativa della Giunta; 45 3. il Sistema politico regolamentare: Linee Programmatiche di mandato, Statuto, Ordinamento degli Uffici e dei Servizi, Macrostruttura dell Ente, Regolamento di Contabilità, Regolamento dei Controlli Interni 4. il Sistema dei Controlli Interni: Controllo di Gestione, Controllo Strategico, Controllo degli Equilibri Finanziari, Controllo sulle attività delle Società partecipate non quotate e degli altri organismi gestionali esterni alla Provincia, Controllo della qualità dei servizi erogati, Controllo di regolarità Amministrativa e Contabile. 5. il Sistema dell Amministrazione trasparente: Programma triennale della trasparenza, Giornata della trasparenza e Sezione Amministrazione trasparente all interno del sito istituzionale. 4. ARTICOLAZIONE DEL SISTEMA A partire dai collegamenti sopra descritti il sistema di misurazione e valutazione, sia per la performance organizzativa che per quella individuale, si articola in due fasi distinte, le seguenti: 1. la Fase della Programmazione, che si serve dei seguenti strumenti: Linee Programmatiche di mandato; Relazione Previsionale e Programmatica (R. P. P.); Bilancio di Previsione; Piano Esecutivo di Gestione (P. E. G.) e Piano Dettagliato degli Obiettivi (P. D. O.) distinto in Piano delle Performance (parte prima) e Piano delle Attività Ordinarie (parte seconda). In particolare, la R. P. P. rappresenta lo strumento centrale della pianificazione strategica, al cui interno vengono definiti i Programmi e le Aree Strategiche in coerenza con le linee programmatiche di mandato. I Programmi si articolano poi in Progetti individuati in coerenza con le deleghe assessorili, al cui interno sono definiti gli obiettivi strategici. Questi ultimi vengono poi tradotti in obiettivi operativi, segnando così il passaggio dalla Pianificazione strategica alla Programmazione gestionale. 2. La Fase della Valutazione che prende il via con il monitoraggio del P. D. O. al 31/12 e prosegue con la valutazione delle Performance organizzativa e individuale (valutazione dei dirigenti, dei titolari di P. O. e A. P. e del personale non dirigente). Contestualmente viene predisposta la Relazione finale sulle performance, collegata con il Rendiconto di Gestione. Nel disegno di seguito viene raffigurato il ciclo di gestione della performance ed i suoi collegamenti coi vari sistemi interni 56 Fig. 1: Ciclo di Gestione delle Performance 67 Si precisa che l impostazione metodologica per la misurazione e valutazione della performance sia organizzativa che individuale della Provincia di Lecce è stata definita tenendo conto degli ambiti stabiliti dall art. 8 del D.lgs. 150/2009 e della struttura funzionale ed organizzativa dell Ente, in modo da garantire una vera e propria personalizzazione del SMVP in grado di guidare efficacemente il processo di misurazione e valutazione per il quale è stato strutturato. 5. MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA Di seguito verranno descritte separatamente prima la fase di programmazione e successivamente la fase di misurazione e valutazione della performance organizzativa. 5.1 FASE DI PROGRAMMAZIONE La programmazione delle performance e di conseguenza anche la relativa misurazione e valutazione è sviluppata secondo lo schema indicato nella figura 2, che rappresenta la mappa logica dei legami che intercorrono tra mandato istituzionale, missione, aree strategiche e obiettivi operativi. Essa comprende: le Linee Programmatiche di mandato, che contengono la programmazione di lungo periodo, quinquennale, in termini di indirizzi generali di governo; l Area strategica, definita nell ambito del Programma della R.P.P., che descrive le scelte strategiche dell Ente sulla base delle linee programmatiche di mandato (programmazione triennale di medio periodo). I Programmi si articolano in Progetti; l Obiettivo strategico definito nell ambito del Progetto della R. P. P. che rappresenta l ambito d intervento in cui si declinano i Programmi. Programmi, Aree Strategiche, Progetti e Obiettivi Strategici sono individuati nell ambito della R. P. P. A questo livello di pianificazione strategica, viene programmata la performance dell Ente inteso come organizzazione nel suo complesso (performance organizzativa dell Ente) e la performance delle singole Aree Strategiche. La performance organizzativa dell Ente e delle singole Aree Strategiche viene misurata attraverso uno o più outcome, che rappresentano i reali impatti desiderati dalla Provincia di Lecce misurati attraverso appositi indicatori di impatto. La figura 2 riassume graficamente quanto detto: 78 Fig. 2: Dalla Pianificazione Strategica alla Programmazione Gestionale 89 5.2 FASE DI VALUTAZIONE L attività di valutazione della performance organizzativa è svolta nell ambito del Controllo Strategico. Questo è finalizzato a verificare: l efficacia delle politiche e delle scelte contenute negli atti e nei documenti di indirizzo politico amministrativo (Linee programmatiche di governo, R. P. P.); lo stato di attuazione dei Programmi attraverso la rilevazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi predefiniti, degli aspetti economico finanziari connessi ai risultati ottenuti, dei tempi di realizzazione rispetto alle previsioni, delle procedure operative attuate. Al controllo strategico provvede l Ufficio Sistemi Interni di Controllo all interno del Servizio Personale, Organizzazione, Controlli Interni e AA. GG. II., coordinato dal Direttore Generale. L Ufficio, avvalendosi anche degli strumenti e dei report utilizzati nell ambito del controllo di gestione elabora: il rapporto sul monitoraggio finale al 31/12 di ciascun anno, in sede di misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale; la Relazione sulla performance dell Ente collegata con il Rendiconto di Gestione; il rapporto sul monitoraggio infrannuale degli obiettivi strategici. I rapporti semestrali vengono sottoposti alla Giunta e al Consiglio per la successiva predisposizione di deliberazioni consiliari di ricognizione dei programmi. La misurazione e la valutazione della Performance Organizzativa avviene a livello di Area strategica. Come mostra la figura di seguito (Fig. 3), per ciascuna Area Strategica sono individuati: uno o più outcome, ovvero i reali impatti desiderati dall Amministrazione provinciale; essi rendono immediatamente intelligibili agli stakeholder gli impatti desiderati per la soddisfazione dei loro bisogni e aspettative; gli indicatori di impatto sono individuati tra gli indicatori maggiormente significativi degli obiettivi operativi di rilevanza strategica e obiettivi operativi comunque significativi. Gli indicatori di impatto misurano la Performance Organizzativa a livello di Area Strategica. La Performance Organizzativa dell Ente si ottiene come media della performance organizzativa delle singole Aree Strategiche. Fig. 3 Articolazione delle Aree strategiche secondo il criterio dell outcome 910 6. MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE Di seguito vengono descritte in maniera dettagliata le due fasi di programmazione e misurazione e valutazione della performance individuale. 6.1 FASE DI PROGRAMMAZIONE Come visibile nella figura 2, ogni obiettivo strategico facente capo a un progetto della R.P.P. è articolato in più obiettivi gestionali. L articolazione degli obiettivi strategici in obiettivi gestionali segna il passaggio dalla performance organizzativa alla performance individuale e quindi dalla pianificazione strategica alla programmazione gestionale e operativa. Gli obiettivi gestionali sono obiettivi operativi, tra cui alcuni di rilevanza strategica e altri di miglioramento, distinti a seconda della rilevanza che essi assumono rispetto agli impatti desiderati. La definizione degli obiettivi avviene attraverso un processo di negoziazione che coinvolge, per la pianificazione strategica, il Direttore Generale e l Organo Politico, mentre per la programmazione gestionale e operativa, il Direttore Generale e i Dirigenti dei Settori/Servizi. La Giunta Provinciale, contestualmente all approvazione del P.E.G./P.D.O., approva un documento allegato in cui sono individuati gli obiettivi di rilevanza strategica nell ambito degli obiettivi operativi. Per ogni obiettivo operativo vengono definite le azioni deputate al suo raggiungimento. Per ogni azione viene specificato l arco temporale entro il quale deve essere realizzata ed il peso percentuale che le è attribuito. Ma non solo. Vengono definite anche le risorse umane e finanziarie necessarie alla sua realizzazione. Inoltre ad ognuna viene associato un peso, che corrisponde al grado di complessità, ai tempi e alle risorse necessarie alla sua realizzazione. Il peso viene espresso in percentuale e il totale dei pesi delle azioni è uguale al 100%. Vengono poi individuati uno o più indicatori misurabili attraverso la definizione di specifici target (valore programmato o atteso). I target fanno riferimento a valori quantitativi, espressi utilizzando percentuali o unità di misura specifiche. Ad ogni indicatore viene associato un peso in percentuale che specifica il grado di difficoltà relativo al raggiungimento del target. Anche in questo caso il totale dei pesi sarà pari al 100%. Il grado di raggiungimento di un obiettivo operativo è dato dalla media di svolgimento delle azioni previste e dei relativi indicatori, espresso in percentuale. Questo dato viene preso in considerazione ai fini della valutazione della performance individuale del personale dirigente, titolare di P.O. e non dirigente. Gli obiettivi sono definiti nell ambito di un Centro di Costo, che a sua volta può contenere uno o più obiettivi operativi. A questo livello vengono definite anche le attività ordinarie di tipo ripetitivo.11 Il Piano dettagliato degli obiettivi (P.D.O.) contiene, nella prima parte gli obiettivi operativi di rilevanza strategica e quelli operativi di miglioramento, mentre nella seconda parte vengono indicate le sole attività ordinarie. Pertanto, il P.D.O. è costituito da: - Parte prima: Piano delle Performance; - Parte seconda: Piano delle attività ordinarie. Di seguito la rappresentazione grafica dell articolazione della procedura che consente la misurazione del raggiungimento degli obiettivi operativi. Fig. 4 Cascating Obiettivi operativi, azioni, indicatori, target Anche le A.O. sono rappresentate nelle procedure allo stesso modo, con la differenza che gli indicatori sono sostanzialmente indicatori di quantità. 6.2 FASE DI VALUTAZIONE La valutazione della performance individuale avviene nell ambito del Controllo di Gestione, finalizzato a verificare l efficacia, l efficienza e l economicità dell azione amministrativa. Al controllo di gestione provvede l Ufficio Sistemi Interni di Controllo all interno del Servizio Personale, Organizzazione, Controlli Interni, Affari Generali e Istituzionali, coordinato dal Direttore Generale. Nel processo di valutazione interviene anche il Nucleo di Valutazione (NdV)/Organismo indipendente di valutazione (OIV), il quale si avvale delle risultanze del controllo di gestione al fine della valutazione della performance individuale di dirigenti, personale titolare di P.O. e A. P. e personale non dirigente. Il NdV/OIV assicura la correttezza dei processi di valutazione, nonché dell utilizzo dei premi, nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità. Il NdV definisce annualmente: 1112 1) i pesi del Giudizio, dei Fattori e delle Variabili per i dirigenti, le P.O. e il personale non dirigente; 2) i pesi attribuiti a ciascun obiettivo di rilevanza strategica, a ciascun obiettivo operativo e a ciascuna attività ordinaria; 3) l intervallo di scostamento tra la media dei punteggi del questionario dei collaboratori e il punteggio del questionario di autovalutazione; 4) stabilisce annualmente la proporzione tra obiettivi e attività ordinarie, ai fini della valutazione della performance individuale. Le fasi in cui si articola il controllo di gestione sono le seguenti: 1. predisposizione del P.E.G., del P.D.O. e del Piano della Performance (P.P.); 2. rilevazione dei risultati raggiunti in riferimento ai Settori/Servizi (Centri di Responsabilità) e agli obiettivi operativi, con particolare attenzione agli obiettivi di rilevanza strategica individuati nel Piano della Performance; 3. valutazione dei risultati rilevati al fine di verificare lo stato di attuazione degli obiettivi e delle attività svolte anche in termini di costi sostenuti; 4. elaborazione di indici e parametri finanziari, economici e di attività finalizzati alla predisposizione di report riferiti all attività complessiva dell Ente, delle Aree Strategiche (performance organizzativa), alla gestione dei singoli Settori/Servizi e ai singoli centri di costo/obiettivi operativi. I report sono utilizzati dalla struttura operativa alla quale è assegnata la funzione del controllo di gestione per la predisposizione della Relazione sulla Performance (prodotto finale del Controllo di Gestione). La Relazione sulla Performance viene trasmessa alla Giunta Provinciale per l approvazione e al NdV/OIV che provvede alla sua validazione. Infine, essa viene inviata alla Corte dei Conti e ai Responsabili dei Servizi affinchè questi ultimi abbiano elementi sufficienti per valutare l andamento delle attività del proprio Servizio. Di seguito, a titolo esemplificativo, una scheda di monitoraggio del P.D.O. (Fig.5) 1213 Fig. 5 Scheda del monitoraggio dell obiettivo al 31/12 contenuto nel P.D.O. Inoltre, la misurazione e valutazione della performance individuale è basata sull utilizzo di una metodologia tarata sulle caratteristiche della posizione di riferimento. Questa scelta deriva dal fatto che ogni posizione (dirigenti, titolari di P.O. e A.P. e personale non dirigente) ha delle peculiarità non solo in termini di compiti e mansioni, ma anche in termini di KSAO (Knowledge, Skills, Attitudes, Others), ovvero quei requisiti in termini di conoscenze e competenze necessarie per ricoprire al meglio una determinata posizione. Di conseguenza, anche i criteri, gli indicatori e le persone coinvolte nella valutazione dovranno essere differenti. Di seguito verrà presentato il sistema di misurazione e valutazione della performance individuale considerando distintamente i dirigenti, i titolari di P.O. e A.P. e il personale non dirigente DIRIGENTI Nella valutazione della performance individuale del personale dirigente vengono prese in considerazione quattro principali aree di osservazione, scomposte in una serie di fattori misurati per mezzo di scale di giudizio: A. Comportamenti organizzativi: l insieme delle capacità tecniche, organizzative e relazionali del Dirigente nella direzione della struttura; B. Risultati gestionali: il grado di conseguimento degli obiettivi concordati tra Ente e Dirigente; 1314 C. Competenze maturate : le conoscenze, le esperienze e le capacità professionali possedute dal Dirigente. D. Rispetto della conformità legale, formale e sostanziale delle procedure: il modus operandi con cui gli obiettivi gestionali vengono raggiunti. Il comportamento organizzativo e la performance dirigenziale vengono valutati utilizzando una pluralità di strumenti al fine di ottenere una valutazione a 360 gradi della performance. La valutazione si realizza nell espressione di due distinti giudizi: il giudizio di fatto e il giudizio di valore (Allegato 1). 1. Il giudizio di fatto è relativo al raggiungimento degli obiettivi assegnati dalla Giunta in applicazione del programma di mandato e allo svolgimento delle attività ordinarie. In quest ottica, il giudizio di fatto si basa su due fattori distinti: Fattore 1.a: raggiungimento degli obiettivi e attività ordinarie assegnati; A sua volta il Fattore 1.a risulta dalla sommatoria di due variabili: - 1.a.1 Media ponderata di raggiungimento degli obiettivi e delle attività ordinarie. Il calcolo di questa variabile viene fatto facendo riferimento agli obiettivi operativi del Piano delle Performance e alle attività ordinarie del Piano delle Attività Ordinarie, secondo una proporzione tra obiettivi e attività stabilita annualmente dal NdV/OIV. La scelta di tener conto anche dell espletamento delle attività ordinarie si basa su due motivazioni fondamentali. La prima è che esse costituiscono attività essenziali per garantire un funzionamento del Servizio pienamente rispondente ai principi del buon andamento dell amministrazione. Inoltre, la loro misurazione e valutazione consente la creazione di una banca dati delle attività ordinarie e il relativo aggiornamento, la quale rappresenta un riferimento imprescindibile per fissare obiettivi di miglioramento futuri. - 1.a.2 Coefficiente di realizzazione degli obiettivi operativi di rilevanza strategica. Gli obiettivi operativi di rilevanza strategica (individuati in un documento approvato dalla G.P. contestualmente all approvazione del PEG/PDO nell ambito degli obiettivi operativi) costituiscono anche oggetto di valutazione a se. Nella valutazione delle suddette variabili (1.a.1 e 1.a.2) si considerano i seguenti parametri: Livello di complessità operativa (grado di innovazione e tipologia di azione); Elevato impiego di risorse finanziarie; Elevato impiego di risorse umane ad alta professionalità; Indice di ampiezza dell obiettivo. 1415 Il raggiungimento degli obiettivi e delle attività viene valutato attraverso il monitoraggio del P.D.O., con il Piano delle Performance e il Piano delle Attività Ordinarie. Fattore 1.b: modalità di utilizzo delle risorse finanziarie. In questo caso come variabile viene considerata: - 1.b.1 Gestione dei residui (formazione, smaltimento, incidenza). Risulta fondamentale valutare anche le capacità del Dirigente nella gestione delle risorse finanziarie assegnate, con riferimento alla gestione dei residui (formazione, smaltimento, incidenza). Per riassumere: Giudizio di fatto Fattore 1.a Raggiungimento degli obiettivi e svolgimento attività ordinarie Fattore 1.b Modalità di utilizzo delle risorse finanziarie Variabile 1. a.1 Media ponderata di raggiungimento degli obiettivi e attività ordinarie Variabile 1.a.2 Coefficiente di realizzazione degli obiettivi di rilevanza strategica Variabile 1.b.1 Gestione dei residui (formazione, smaltimento, incidenza) Per quanto riguarda le risorse finanziarie utilizzate si rendiconta sulla base delle risultanze contabili al 31/12. E, inoltre, possibile, per mezzo di un software di gestione economico finanziaria attualmente in uso, rappresentare in qualsiasi momento l operatività finanziaria correlata ai vari obiettivi grazie all identificazione del Centro di Costo. 2. Il giudizio di valore consta di un unico fattore (Fattore 2) relativo al comportamento organizzativo e alla prestazione dirigenziale. Esso è espresso da diverse personalità regolarmente a contatto con il Dirigente, nell ottica della valutazione a 360 gradi ed è articolato in 4 variabili: 2.a Relazione del Segretario Provinciale; 2.b Relazione del Direttore Generale; 2.c Questionario somministrato ai più stretti collaboratori (funzionari di categoria D); 2.d Questionario di autovalutazione. La diversità delle persone coinvolte nel processo non può che riflettersi in una diversità degli strumenti utilizzati per la raccolta dei dati. Il Segretario Provinciale redige una relazione in cui esprime un giudizio in merito all adeguatezza e alla correttezza normativa degli atti amministrativi prodotti dal dirigente. Dal totale degli atti viene estrapolato un campione sottoposto a verifica. 1516 Il Direttore Generale, invece, come responsabile gerarchico dei dirigenti delle unità organizzative, è chiamato a esprimere un giudizio in forma scritta relativo alla valutazione del rispetto dei principi di buona amministrazione nell attività gestionale. Nello specifico, si tiene conto di criteri quali: la reperibilità, l osservanza delle direttive, la capacità di reperire fondi e realizzare economie di spesa e la semplificazione delle procedure. I collaboratori, funzionari di Categoria D (se assenti o in numero pari o inferiore a 3, dipendenti di Cat. C), sono coinvolti nel processo attraverso la somministrazione di un questionario, finalizzato a valutare la frequenza temporale di determinati comportamenti caratterizzanti la performance dirigenziale, quali ad esempio, la capacità di risolvere problemi o di collaborare. Il Dirigente compila un questionario finalizzato all autovalutazione della propria performance. In sintesi: Giudizio di valore Fattore 2 Valutazione della prestazione dirigenziale Variabile 2.a Relazione del Segretario Provinciale Variabile 2.b Relazione del Direttore Generale Variabile 2.c Questionario collaboratori Variabile 2.d Questionario di autovalutazione L allegato 1 rappresenta in sintesi il sistema di misurazione e valutazione del personale dirigente Strumenti utilizzati Il questionario di valutazione del personale dirigente Il questionario (Allegato 2), somministrato ai collaboratori, è articolato in 39 domande chiuse, raggruppate in 3 macro aree relative ai diversi ambiti di performance che vengono valutati: 1. Pianificazione e controllo. Le aree valutate sono: Capacità di analisi e problem solving ( ); Programmazione e gestione delle risorse assegnate ( ); Capacità di monitoraggio e valutazione (2 4); Cambiamento e innovazione (10). 2. Gestione, valorizzazione e sviluppo delle Risorse Umane. Comprende: Condivisione coinvolgimento circolazione delle informazioni ( ); Empowerment sviluppo valorizzazione ( ); Equità carico di lavoro ( ); Supporto benessere clima organizzativo ( ); 1617 Stile comunicativo relazionale (16). 3. Ksao (Conoscenze, competenze, abilità, altro). Comprende: Conoscenze tecniche specialistiche (28); Grado di aggiornamento e innovazione (30 31); Impegno nel lavoro Attenzione al cliente/utente e alla performance dei dipendenti ( ); Capacità relazionali tolleranza allo stress ( ); Trasparenza attenzione alla legalità (36 38). La scala di risposta è una scala Likert a 7 punti, relativa alla frequenza della messa in atto dei comportamenti considerati negli item del questionario, con presenza dell elemento neutro non so/non ho elementi sufficienti per rispondere. Di seguito un esempio di scala di risposta: Mai Raramente Qualche volta Spesso Molto spesso Sempre Non so/non ho elementi sufficienti per rispondere L autovalutazione Il Report di autovalutazione (Allegato 3). Al Dirigente è richiesto di compilare un questionario articolato in 2 parti distinte: Parte 1: vengono proposte le stesse domande del questionario compilato dai dipendenti, ma espresse in forma personale. Questo consente il confronto tra valutazione e autovalutazione, calcolando i cosiddetti margini di scostamento tra le due. La scala di risposta è una Likert a 7 punti, relativa alla frequenza dei comportamenti messi in atto ( mai sempre con la presenza dell elemento neutro non so ); Parte 2: uno spazio lasciato ai valutati in cui viene data loro l opportunità di riportare ogni altra informazione ritenuta utile ai fini di valutazione e non trattata precedentemente, approfondendo con eventuali esempi le aree valutate. Ma anche problemi/ostacoli incontrati nello svolgimento del lavoro (raggiungimento obiettivi e svolgimento dell attività ordinaria) e soluzioni adottate. Quest ultima sezione, in particolare, offre un ulteriore opportunità fornita al valutato per evidenziare i successi e le difficoltà incontrate nello svolgimento del lavoro. La scheda riporta la data, la firma del valutatore e del valutato. 1718 Per quanto riguarda il margine di scostamento, il calcolo si basa sul confronto tra punteggio medio ottenuto dal questionario di valutazione della performance dei propri collaboratori e il punteggio ottenuto nell autovalutazione. Lo scostamento viene espresso in percentuale, come tasso di scostamento ed è dato da: 100 * ( M (questionari collaboratori) punteggio autovalutazione / autovalutazione) Ad esempio, se nel questionario compilato dai dipendenti il Dirigente ha totalizzato il massimo punteggio (234), ma nel Report di autovalutazione ha totalizzato punti = 230, si avrà: 100 ( ) / 230 = 100 * 0,002 = 2% valore di scostamento che al fine della valutazione si deve considerare basso e quindi positivo perchè indica un allineamento tra condotta del Dirigente e percezione di tale condotta da parte dei propri dipendenti. Il Ndv, in sede di approvazione del P.D.O. fissa l intervallo di scostamento definito normale, fisiologico, tra le valutazioni dei collaboratori e l autovalutazione. Inoltre, stabilirà l eventuale penalizzazione da attribuire nel caso il margine di scostamento si collochi al di fuori di tale intervallo. Report di valutazione: la scheda di sintesi dei risultati e la scheda di giudizio Il Nucleo di Valutazione (NdV)/Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) propone al Presidente la valutazione annuale dei dirigenti e l attribuzione dei premi nel rispetto dei principi di merito di miglioramento della performance definiti nel Titolo III del D. lgs. 150/2009. Al valutato viene restituita una scheda di sintesi dei risultati (Allegato 1), in cui vengono specificati: Aree di giudizio (giudizio di fatto e di valore) e i relativi pesi determinati al momento di approvazione del P.D.O.; A ogni giudizio, i relativi Fattori e il loro peso; A ogni fattore, le relative Variabili e i loro pesi. La performance dirigenziale viene valutata esprimendo un voto per ognuna delle variabili. Ogni voto viene pesato e contribuisce con gli altri alla definizione del voto giudizio, i quali sommati a loro volta esprimono il voto finale. All interno della scheda, inoltre, vengono anche specificati i metodi di calcolo delle variabili quantitative relative al raggiungimento degli obiettivi. La scheda di giudizio (Allegato 4) si compone di 3 parti: 2 valutative e 1 in cui vengono riportati i criteri di riferimento per la compilazione. 1819 In particolare, la prima è finalizzata a fornire un feedback basato su un giudizio qualitativo sulla prestazione del valutato ed è basata sul metodo dell Analisi SWOT. La matrice Swot è ripartita nelle seguenti aree: Punti di forza: le risorse personali emerse in sede di valutazione, in particolare per quanto riguarda il giudizio di valore. Aree di miglioramento: fanno riferimento a quelle che la Swot Analysis definisce come debolezze, ovvero tutti quegli aspetti su cui la persona è risultata carente rispetto alle aspettative e/o agli standard predeterminati. Opportunità: fanno riferimento a tutti gli aspetti che possono aiutare il valutato a raggiungere gli obiettivi assegnati e a migliorare la propria performance. Nella definizione di opportunità si fa riferimento a elementi presenti all interno dell Ente, del Settore/Servizio/Ufficio di appartenenza, al gruppo di lavoro e/o ad altri Enti. Ostacoli: fanno riferimento alle minacce che possono inficiare la qualità della performance, impedendo il pieno raggiungimento dei risultati programmati. La seconda parte contiene i criteri utilizzati in modo da assicurare la trasparenza e l equità nella valutazione. Infine, la terza parte, rappresenta un giudizio più articolato, formulato tenendo conto delle valutazioni ricevute, della storia del valutato nell Ente (trend della performance), del gruppo di lavoro, degli obiettivi assegnati e conseguiti, del contesto socio economico di riferimento. Inoltre, in questo caso vengono esplicitate specifiche linee guida operative di supporto per migliorare la propria attività. A questo scopo, si presentano due finestre distinte tra: Raggiungimento degli obiettivi ed espletamento delle attività ordinarie: con due sotto sezioni distinte tra obiettivi e attività ordinarie; Comportamento organizzativo e prestazione. Richiamando in questo modo la struttura della scheda di voto. La scheda riporta la data e la firma del valutatore e del valutato (per presa visione e accettazione del giudizio). I Responsabili della compilazione e sottoscrizione di tale scheda sono di concerto: il Direttore Generale, in quanto Presidente del NdV, il Segretario Generale, in quanto figura incaricata della valutazione della correttezza amministrativa degli atti del Dirigente e comunque figura garante del rispetto delle norme nell esercizio dell attività (aspetto di fondamentale importanza per assicurare una buona azione pubblica). Infine, il Presidente della Provincia, per permettere la formulazione di strategie operative più efficaci per realizzare nei tempi previsti le linee di mandato programmate. 1920 6.2.2 TITOLARI DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA E DELLE ALTE PROFESSIONALITÀ La misurazione e valutazione della performance individuale del personale responsabile di Posizione Organizzativa (P. O.) e Alta Professionalità (A.P.) si concentra su due aree distinte: Raggiungimento degli obiettivi e svolgimento delle attività ordinarie; Comportamento organizzativo e prestazione. Ad esse corrispondono due giudizi distinti, così come è previsto nella valutazione della performance individuale dei dirigenti. In particolare: 1. Giudizio di fatto; 2. Giudizio di valore. Il primo, composto a sua volta da fattori e variabili specifiche risulta essere dato da: 1.Giudizio di fatto Fattore 1.a Raggiungimento degli obiettivi e attività ordinarie Variabile 1. a.1 Media ponderata di raggiungimento degli obiettivi Variabile 1.a.2 Media ponderata di espletamento delle attività ordinarie La metodologia utilizzata nella determinazione del giudizio di fatto è sovrapponibile a quella utilizzata per il personale dirigente. Il giudizio di valore si articola in: 2.Giudizio di valore Fattore 2.a Comportamento organizzativo e prestazione Variabile 2. a.1 Valutazione del Dirigente Giudizio di fatto Nel calcolo si tiene conto: del grado di raggiungimento degli obiettivi operativi del Piano delle Performance e delle attività ordinarie del Piano delle Attività Ordinarie assegnati di P.O. e/o A.P. dal proprio Dirigente risultante dal monitoraggio al 31/12, secondo la proporzione tra obiettivi ed attività stabilita annualmente dal N.d.V./O.I.V. nell ambito della valutazione dei Dirigenti; del peso dell obiettivo così come quantificato nell ambito della valutazione dei Dirigenti, attraverso i parametri ivi previsti; del fattore aggiuntivo di fascia che integra il voto finale come segue: +0,7 per le posizioni di fascia A; +0,5 per le posizioni di fascia B; +0,3 per le Alte Professionalità. 20 Vedere altro
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 Art. 1
 Art. 2
 art.3
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 art. 7
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 articolo 30
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
 Art.1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 1
 Art. 1
 Art.1
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