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Timestamp: 2017-12-18 20:21:07+00:00

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2017 | divorzio.ch
Caso 416, 16 dicembre 2017 << caso precedente
Nel caso concerto l’autorità cantonale ha violato il diritto interpretando la convenzione secondo il principio dell’affidamento, ma il ricorrente non ha sollevato tale censura e pertanto il Tribunale federale ha respinto il suo ricorso.
Data modifica: 16 dicembre 2017
Caso 415, 1 dicembre 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Data creazione: 1 dicembre 2017
Data modifica: 1 dicembre 2017
Caso 414, 16 novembre 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Data creazione: 16 novembre 2017
Data modifica: 16 novembre 2017
Caso 413, 1 novembre 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Data creazione: 1 novembre 2017
Data modifica: 1 novembre 2017
Caso 412, 16 ottobre 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Legittimazione passiva per una causa di riduzione di alimenti anticipati dall’ente pubblico
Caso 411, 1 ottobre 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Quando l’ente pubblico anticipa i contributi di mantenimento secondo il diritto pubblico cantonale, chi deve convenire in causa il debitore qualora volesse far ridurre o sopprimere il suo obbligo alimentare?
In una sentenza del 6 marzo 2017 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Il debitore che vuole far ridurre o sopprimere il suo obbligo di mantenimento deve convenire in giudizio contemporaneamente il figlio (rispettivamente il suo rappresentante) e l'ente pubblico che ha anticipato i contributi alimentari.
Nel 2006 è nata una figlia dalla relazione di genitori non sposati. L’obbligo alimentare del padre nei confronti della madre, pari a CHF 850.00 mensili, per il mantenimento della figlia, è stato deciso dal Tribunale il 3 giugno 2008. Ritenuto che il padre non faceva fronte ai propri obblighi alimentari, i Servizi Sociali del Cantone hanno anticipato l’importo nella misura di CHF 737.00 mensili. Il padre ha promosso un’azione giudiziaria per sopprimere il contributo di mantenimento, procedura diretta unicamente nei confronti della figlia. A livello cantonale il contributo di mantenimento è stato solo ridotto e pertanto il padre ha adito il Tribunale federale. Il suo ricorso è stato respinto.
Giusta l’art. 289 cpv. 2 CC la pretesa relativa ai contributi di mantenimento si trasmette con tutti i diritti all'ente pubblico se lo stesso provvede ad anticipare il mantenimento. Si tratta di una surrogazione legale ai sensi dell’art. 166 CO (DTF 123 III 161, consid. 4b e riferimenti). La norma considera in particolare le prestazioni della pubblica assistenza e l’aiuto sociale, compreso gli anticipi; si riferisce sia alle prestazioni esigibili, sia a quelle già versate in passato (DTF 123 III 161 consid. 4). La cessione legale si estende anche ai crediti futuri, di cui è stato deciso che dovranno essere anticipati (DTF 137 III 193, consid. 3.6 e segg, in particolare consid. 3.8; sentenza TF 5A_634/2013, consid. 4.1, del 12 marzo 2014) ed il solo fatto che l’azione tendente alla soppressione o alla riduzione dell’obbligo contributivo concerne unicamente degli importi scaduti dopo l’introduzione della procedura di modifica/soppressione non fa decadere la legittimazione passiva della collettività pubblica. Se quest’ultima anticipa solo parte degli obblighi alimentari, sarà surrogata alle pretese unicamente per questa parte anticipata, per il resto il figlio conserva la qualità di creditore dei contributi alimentari dovuti dal padre alla madre. L’azione giudiziaria del genitore debitore del contributo alimentare deve essere diretta contro il figlio (o il suo rappresentante) e contro l’ente pubblico nella misura in cui quest’ultima è surrogata, in parte o per il tutto, nelle pretese del figlio per il contributo di mantenimento (sentenza TF 5A_634/2013 consid. 4.1 e 4.2); va precisato che se l’azione è stata diretta unicamente contro il figlio, solo la parte alimentare non anticipata dall’Ente pubblico può essere soggetta a riduzione o soppressione (v. in merito sentenza TF 5A_643/2016, consid. 3.4 del 21 giugno 2017, successiva alla sentenza qui commentata).
Data creazione: 1 ottobre 2017
Data modifica: 1 ottobre 2017
Cambiamento di competenza in corso di procedura nel caso di trasferimento di residenza del figlio all’estero
Caso 409, 1 settembre 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Cosa accade se il figlio cambia residenza in corso di procedura e si trasferisce con il genitore affidatario all’estero quando è presentato ricorso contro una decisione che non ha effetto sospensivo?
In una sentenza del 23 marzo 2017 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Le parti sono genitori di un figlio nato nel 2008 e non sono sposate. Dalla separazione dei genitori, avvenuta nel 2009, il figlio vive con la madre. Nel 2014 è stata concessa alle parti l’autorità parentale congiunta. La richiesta del padre dell’ottobre 2015 tendente ad ottenere la custodia alternata è stata respinta. Il 9 dicembre 2015 la madre ha chiesto di potersi trasferire con la figlia in Germania a partire dal 1° febbraio 2016, con una nuova regolamentazione delle relazioni personali padre-figlia. Il 27 gennaio 2016 l’Autorità Regionale di Protezione competente ha autorizzato il cambiamento di residenza della figlia, togliendo alla propria decisione il beneficio dell’effetto sospensivo. A seguito di ciò la madre si è trasferita a Bonn all’inizio del mese di febbraio 2016. Il padre ha ricorso contro tale decisione. Con sentenza del 23 giugno 2016 il Tribunale d’appello non è entrato nel merito del ricorso, ritenendosi incompetente, anche se con una motivazione sussidiaria ha precisato che nel merito l’avrebbe respinto. Il padre ha ricorso al Tribunale federale. Il ricorso è stato respinto.
Il tema di rilievo della sentenza oggetto del presente caso è il fatto di sapere se con il trasferimento all’estero della figlia unitamente alla madre quale genitrice affidataria il foro giuridico in Svizzera sia venuto meno. Per rispondere a tale domanda il Tribunale federale si è riferito alla Convenzione dell’Aia del 1996 concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori. Secondo l’art. 5 cpv. 2 di tale legge in caso di trasferimento della residenza abituale del minore in un altro Stato contraente, sono competenti le autorità dello Stato di nuova abituale residenza, pertanto nel nostro caso con la partenza del figlio per la Germania la Svizzera ha perso la sua competenza internazionale. Tale norma prevede dunque esplicitamente un cambiamento di competenza a favore del Tribunale del luogo di residenza abituale del minore. La Convenzione del 1996 sopra citata rinuncia al principio della perpetuato fori. Il Tribunale federale ha in particolare respinto la censura paterna secondo cui vi sarebbe una violazione dei diritti fondamentali di procedura ed in particolare del diritto all’accesso al Giudice (art. 29a Cst. e art. 30 Cst.), così come pure la violazione del principio del diritto ad un processo equo ed al diritto di un ricorso effettivo (art. 13 CEDU); ma nonostante tutte queste censure il padre non ha chiesto l’effetto sospensivo della decisione cantonale: egli avrebbe potuto postulare la restituzione dell’effetto sospensivo in via urgente, così che se fosse stata accolta la sua richiesta avrebbe impedito l’immediata partenza della figlia alla volta della Germania e ciò gli avrebbe permesso di ricorrere contro la decisione dell’Autorità regionale di Protezione dinanzi ad un Giudice svizzero. Da notare che il Tribunale federale ha precisato che la domanda di effetto sospensivo va chiesta in via urgente, senza dover attendere il termine ordinario di ricorso, motivando brevemente la richiesta di effetto sospensivo e formulando in seguito le motivazioni di merito nel termine ordinario di ricorso.
La sentenza sopra citata non convince. L’effetto sospensivo può non esserci siccome negato dall’autorità decisionale o per legge; in quest’ultimo caso è così a livello di ricorso al Tribunale federale in materia civile, laddove l’effetto sospensivo non è dato, anche se lo si può domandare. Il solo fatto di non beneficiare dell’effetto sospensivo permette di mettere fine al litigio, senza che un secondo o terzo grado di giudizio possa esprimersi. I criteri alla base della concessione dell’effetto sospensivo sono in particolare quello di cercare di mantenere lo stato precedente delle cose fino a decisione definitiva. Ma allora, se il padre chiede la custodia del minore che è affidato alla madre e l’Autorità gli risponde negativamente, magari in modo classamenti arbitrario, al ricorso non verrebbe verosimilmente concesso l’effetto sospensivo, ciò che porterebbe a legittimare la decisione impugnata, dato che l’Autorità di ricorso non entrerebbe più nel merito per mancanza di competenza. E contro tale decisione non è certo possibile ricorrere all’estero, dove il minore ha acquisito la nuova residenza e ancora all’estero l’Autorità non entrerebbe nel merito di una richiesta di modifica basta sulla fattispecie precedente, mancando il presupposto della sussistenza di fatti nuovi.
Data creazione: 1 settembre 2017
Data modifica: 25 ottobre 2017
Caso 408, 16 agosto 2017 << caso precedente | caso successivo >>
Data creazione: 16 agosto 2017
Data modifica: 16 agosto 2017
Data modifica: 27 ottobre 2017

References: sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 30
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