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Timestamp: 2018-10-23 15:02:15+00:00

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Senza categoria Archivi - Pagina 3 di 5 - Studio Legale Agati
Il 12 e 13 giugno 2011saremo chiamati ad esprimere il nostro parere in occasione del referendum abrogativo su quattro quesiti che vertono intorno a tre questioni di forte rilevanza per il futuro del nostro Paese: la privatizzazione e le modalità di affidamento dell’acqua; la presenza del nucleare in Italia; il legittimo impedimento. Alla luce dell'acceso dibattito sul nucleare che imperversa in queste settimane, voglio soffermarmi ad analizzare più attentamente il quesito che verte intorno alla questione del nucleare, riservandomi poi di analizzare in un altro momento i due quesiti inerenti alla privatizzazione...
FAMIGLIA E MINORI Niente addebito a chi abbandona casa per i continui litigi con la suocera
Corte di cassazione - Sezione I civile - Ordinanza 24 febbraio 2011 n. 4540 Niente addebito della separazione al coniuge che abbandona la casa coniugale a causa dei continui dissidi con la suocera convivente. La "sanzione" è esclusa anche quando non ci sono violenze o tradimenti che giustificano l'allontanamento. Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza 4540/2011 secondo la quale il semplice allontanamento volontario non è sufficiente per l'addebito dal momento che il giudice deve verificare se la violazione ha assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, ovvero se essa...
VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA FAMILIARE Il coniuge separato non può autoridurre l’assegno di mantenimento
Corte di cassazione - Sezione VI - Sentenza 14 dicembre 2010-15 febbraio 2011 n. 5752 Il coniuge separato non può decidere autonomamente di ridurre l'assegno che versa all'ex. La Corte di cassazione, con la sentenza 5752 Sentenza Cassazione Violazione obblighi di assistenza familiare specifica che, soltanto la comprovata incapacità di far fronte all'impegno, consente di diminuire l'importo di quanto dovuto. Incorre dunque nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare chi, in assenza di una prova di indigenza o di impossibilità a rispettare la cifra pattuita, trasgredisce quanto stabilito dal giudice in sede di...
condominio infiltrazioni e danno non patrimoniale
Va riconosciuta la risarcibilità del danno non patrimoniale per la violazione del diritto di proprietà, rien trante nella categoria dei diritti fondamentali inerenti alla persona.
Posto che la risarcibilità del danno non patrimoniale è ammessa, oltre che nelle ipotesi espressamente previste dalla legge, nei casi in cui il fatto illecito altrui vulneri diritti inviolabili della persona costituzionalmente protetti, la tutela non è ristretta ai casi di diritti inviolabili della persona espressamente riconosciuti dalla Costituzione nel presente momento storico, ma, in virtù dell’apertura dell’art. 2 Cost., ad un processo evolutivo, deve ritenersi consentito all’interprete rinvenire nel complessivo sistema costituzionale indici che siano idonei a valutare se nuovi interessi emersi nella realtà sociale siano, non genericamente rilevanti per l’ordinamento, ma di rango costituzionale attenendo a posizioni inviolabili della persona umana: deve nella specie ritenersi configurabile il risarcimento del danno non patrimoniale da lesione del diritto di proprietà, posto che la lesione di tale diritto non può non considerarsi ingiusta.
Locazione di cose
Cass. civ., Sez. II, 25 gennaio 2011, n. 1735 Nei contratti di locazione relativi ad immobili destinati a uso non abitativo grava sul conduttore l'onere di verificare che le caratteristiche del bene siano adeguate a quanto tecnicamente necessario per svolgere le attività che egli intende esercitarvi, nonché al rilascio delle autorizzazioni amministrative indispensabile alla legittima utilizzazione del bene locato. Ove il conduttore non riesca ad ottenere le suddette autorizzazioni non è configurabile alcuna responsabilità per inadempimento in capo al proprietario, anche qualora il diniego di ...
SEPARAZIONE e DIVORZIO Essere disoccupato e indigente non esonera dal mantenere i figli
sentenza 27 luglio 2010 n° 2648 Fonte : Guida al Diritto Tribunale di Bari - Sezione I civile - Sentenza 27 luglio 2010 n. 2648 Lo stato di disoccupazione non esime dalla corresponsione di un contributo per il mantenimento dei figli; né tale contributo può essere inferiore a 170 euro mensili per ciascun minore «atteso che tale importo rappresenta, secondo una valutazione basata sulla comune esperienza, la soglia minima di sopravvivenza». A questa conclusione sono arrivati i giudici del tribunale di Bari nella sentenza n. 2648/2010, con...
Cass. civ., Sez. I, 10 gennaio 2011, n. 367 Nella determinazione dell'assegno di mantenimento dei figli, a norma dell'art. 6, comma terzo, della legge n. 898 del 1970 e successive modifiche, non è indifferente il variare delle condizioni reddituali e patrimoniali dei coniugi. Ad esse, invero, il contributo suddetto deve necessariamente essere ragguagliato al fine di assicurare ai figli lo stesso tenore di vita che avrebbero goduto qualora la disgregazione del nucleo familiare non si fosse verificata. L'affidamento congiunto dei figli ad entrambi i genitori, come previsto,...
MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA La guerra tra i coniugi non giustifica le angherie sui figli
Corte di cassazione - Sezione VI - Sentenza 10 dicembre 2010-10 gennaio 2011 n. 250 Corte di Cassazione - Sezione VI - Sentenza 1 dicembre 2010-12 gennaio 2011 n.552 La cassazione scende in difesa dei figli vittime del rapporto conflittuale tra i genitori. E lo fa con due sentenze in cui condanna in un caso il padre in un altro la madre, colpevoli di coinvolgere i minori in una "guerra dei Roses" combattuta all'interno del matrimonio. Con la sentenza n. 250 del 10 gennaio gli ermellini condannano per maltrattamenti una donna calabrese di 50 anni...
RESPONSABILITA’ CIVILE Il danneggiato può agire per l’intero contro chi ha solo parte della colpa
Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 10 gennaio 2011 n. 291 Il soggetto danneggiato può chiedere di essere integralmente risarcito da uno solo dei corresponsabili anche se emergono diverse graduazioni nella colpa. Lo ha ribadito la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 291/2011 secondo la quale la graduazione delle colpe tra i soggetti responsabili di un medesimo fatto illecito, avendo soltanto la funzione di ripartire internamente tra i coobbligati l'obbligazione risarcitoria, non elimina affatto la solidarietà tra loro esistente, con la conseguenza che la circostanza che il danneggiato si...
Sabrina Misseri: le motivazioni integrali del Riesame
Giudice Collegiale
Il Tribunale, nelle persone dei seguenti magistrati:
Dr. Alessandro de TOMASI Presidente
Dr. Massimo DE MICHELE Giudice relatore
Dr. Benedetto RUBERTO Giudice
riunito in camera di consiglio per decidere sull’istanza di riesame personale, avverso l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.p. in sede il 21.10.2010, proposta nell’interesse di MISSERI SABRINA, nata a Manduria (TA) il 10.2.1988, attualmente detenuta presso la Casa Circondariale di Taranto;
sentita la relazione svolta dal dr. De Michele;
sentite le argomentazioni esposte dai PP.MM. e dai difensori della ricorrente;
esaminati gli atti, pervenuti in data 3.11.2010, nonché le memorie, la documentazione e gli atti sopravvenuti all’applicazione della misura cautelare prodotti dalle parti nel corso delle udienze camerali del 9 e 11.11.2010;
sciogliendo la riserva formulata in data 11.11.2010;
Con ordinanza del 21.10.2010, il G.i.p. in sede applicava la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti della Misseri, indagata dei delitti di cui agli artt.:
a) 605 c.p., per avere privato Sarah Scazzi della libertà personale, trascinandola con la forza all’interno della cantina-garage della sua abitazione e, poi, trattenendola ivi contro la sua volontà, cinturandola con le braccia, mentre il padre le cingeva una corda intorno al collo;
b) 110, 575, 576/1, n. 1), c.p., perché, in concorso con il padre Misseri Michele Antonio, al fine di assicurare allo stesso l’impunità dal delitto di violenza sessuale da questi commesso ai danni di Scazzi Sarah, nonché per motivi abietti e futili consistiti nell’evitare che l’episodio di violenza di cui innanzi pervenisse a conoscenza di terzi, cagionava la morte della cugina atteso che, mentre compiva il sequestro sub a), il genitore, dopo aver messo a quest’ultima la corda intorno al collo, la stringeva sino a soffocarla (fatti commessi in Avetrana il 26.8.2010).
Nei motivi di riesame la difesa chiedeva l’annullamento della predetta ordinanza, ovvero la sostituzione della misura cautelare in atto con altra meno afflittiva, in particolare sollevando svariate questioni preliminari (analiticamente descritte ed affrontate più avanti), nonché deducendo l’«errata qualificazione del fatto attribuito all’indagata», l’«insussistenza di indizi gravi, precisi e concordanti nei confronti di Misseri Sabrina» e delle esigenze cautelari.
Nel corso dell’udienza camerale dell’11.11.2010 i PP.MM. domandavano la conferma dell’ordinanza impugnata per le motivazioni contenute nella memoria depositata, proponendo anch’essi alcune questioni preliminari in relazione agli atti prodotti dalla difesa.
L’istanza di riesame deve essere rigettata, in quanto priva di fondamento.

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Cass. 

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