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Timestamp: 2017-01-21 02:12:14+00:00

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Sentenza storica della Corte Costituzionale: i "diritti" prima del pareggio di bilancio - MODERN MONEY THEORY
Home /Categorie/Sentenza storica della Corte Costituzionale: i “diritti” prima del pareggio di bilancio	redazione
Ultimi Articoli,Attualità,Italia,Politica | 18 dicembre 2016	TESTO DELLA SENTENZA “la Corte si è pronunciata in merito ad una controversia tra Regione Abruzzo e Provincia di Pescatra, relativamente al servizio di trasporto scolastico dei disabili, riconoscendo come esso sia un diritto inviolabile e da garantire senza condizionamenti finanziari”
Da sempre l’associazione MMT Italia ha ribadito come la Costituzione Italiana fosse fondata su un tipo di economia “funzionale”: ovvero l’economia e precisamente le finanze pubbliche sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi che la società stessa definisce prioritari. http://docslide.it/economy-finance/finanza-funzionale-piena-occupazione-plg-e-costituzione.html
L’adozione dei Trattati Europei ha invece recepito un tipo di finanza “disfunzionale”: gli equilibri di bilancio sono stati posti ad un livello superiore rispetto alla Costituzione. A partire dal Trattato di Maastricht fino all’assurda modifica dell’articolo 81, effettuato dal Parlamento durante il Governo Monti, con il quale si è introdotto il principio del pareggio di bilancio, elemento distintivo di una finanza pubblica disfunzionale.
Per questo salutiamo la sentenza della Corte Costituzionale 275 del 2016 pubblicata il 16 dicembre come un evento storico importantissimo. La Consulta ha scritto quanto da noi riportato nel testo in corsivo e nell’immagine. Dopo la vittoria del NO al referendum del 4 dicembre, un importantissimo tassello verso il ripristino pieno della Carta Costituzionale
Bce: 960 miliardi di euro alle banche, 50 alle multinazionali, zero ai cittadini	Il rischio sistemico del sistema bancario europeo: come risolverlo? TAGS: pareggio di bilancio MMT finanza funzionale costituzione corte costituzionale	Comments	Angela ha detto:	19 dicembre 2016 alle 00:58	Il pareggio di bilancio e’ un crimine: significa che la ricchezza immessa dallo Stato nel circuito economico viene ripresa tutta indietro, lasciando zero ricchezza nella collettivita’!
Rispondi	lillo ha detto:	19 dicembre 2016 alle 18:34	Perche si continua aderidere il popolo???Dal giorno in cui sono stati firmati i vari trattati europei la nostra costituzione non ha piu valore,lo notiamo con le varie e continue violazioni degli svariati articole della stessa”costituzione!…..
Rispondi	arnaldo ha detto:	21 dicembre 2016 alle 20:54	giusto ! e lo stato si deve anche imporre regole per gestire se stesso in maniera meno onerosa; come adesso che per gestirsi , nonostante le correzioni di questi anni spende ancora troppoooooo ; troppi parlamentari ,troppi consiglieri regionale e soprattutto stipendi troppo alti inoltre evasione fiscale galoppante ; e per la gestione del paese e del popolo ci rimane meno o poco!
Rispondi	Elio D'angelo ha detto:	21 dicembre 2016 alle 00:30	Ancora non riesco a comprendere come si faccia ad accettare l’europa unita, ma mi chiedo una cosa molto semplice, è unita da cosa? Qualcuno potrebbe spiegarmelo? La cultura non è la stessa, le religioni non sono le stesse, le istituzioni non sono le stesse, le leggi, civili e penali, non sono le stesse, i diritti costituzionali non sono gli stessi, il costo del lavoro non è lo stesso. Mi fermo ma ci sarebbe ancora tanto altro, in effetti l’unica cosa che ci ha (artificiosamente) unito dovrebbe essere l’Euro. Ma allora chi cacchio può credere all’europa unita?
Eppure tanti personaggi ci contano, si ci contano ma non ci credono, ci contano perché ci guadagnano, non lavorando ma prendendosi i nostri soldi e la nostra vita. Meno male che qualcuno ogni tanto difende i cittadini ed i loro diritti.
Rispondi	Virginio ha detto:	21 dicembre 2016 alle 14:04	Ritengo una sentenza importantissima per andare a garantire tutti quei servizzi publici che tuttora la colettività paga di tasca propria come i tichet su visite , diagnostica e su medicini e fasce della popolazione non si curaperche non hanno i soldi per curarsi
Rispondi	Stefano ha detto:	21 dicembre 2016 alle 14:38	Non sono d’accordo sulla criminalizzazione del pareggio di bilancio. Col debito pubblico che ci grava minacciosamente sulle spalle (e i cui interessi, oltre a costarci quasi cento miliardi l’anno, sono una vera spada di Damocle in quando suscettibili di aumenti improvvisi e incontrollabili) dovremmo addirittura puntare ad un avanzo di bilancio, destinandolo alla sua riduzione. Il punto non è il finanziamento in deficit di servizi sulla cui erogazione non dovrebbe esserci alcuna discussione e quindi nemmeno vincoli di bilancio, ma una diversa ripartizione delle risorse. Ad esempio, inserendo nel bilancio una voce relativa alle spese inderogabili, come appunto l’assistenza ai disabili, la salute pubblica, l’istruzione ecc. finanziandole con risorse da ricavare attraverso azioni ineludibili ma mai seriamente attuate, come dei tagli sostanziosi (e reali) ai costi della politica, la lotta vera e spietata all’evasione fiscale e agli sprechi più macroscopici e facilmente evitabili. Il tutto senza compromettere il patto di stabilità.
Rispondi	redazione ha detto:	23 dicembre 2016 alle 13:09	“dovremmo addirittura puntare ad un avanzo di bilancio”
Siamo in avanzo primario ininterrotto dal 1992. Abbiamo il record mondiale di avanzo primario nell’Occidente.
Il costo degli interessi è connesso con un sistema monetario che ci impone di prendere il denaro a prestito dai privati.
Rispondi	Rosario Cucinotta ha detto:	21 dicembre 2016 alle 19:49	Qualcuno spieghi ai Giudici della Corte che “nemo plus juris transferre potest quam ipse habet” e cioè che nessuno può dare più di ciò che ha. Quindi non possono trasferirsi somme se non spostandole da altri impieghi in cui le stesse sono attualmente allocate.
Giusto far valere i diritti dei disabili, ma occorre al contempo individuare i capitoli di bilancio da cui vanno tolte le somme destinate a finanziarli, non potendo una sentenza creare risorse che non ci sono.
Perché, ad esempio per finanziare i trasporti dei disabili non tagliamo gli appannaggi dei Giudici Costituzionali che ammontano ad oltre cinquecentomila euro l’anno (cadauno) ?
Rispondi	Marco Cavedon ha detto:	2 gennaio 2017 alle 10:48	In verità uno stato sovrano può e deve dare di più di ciò che ha, in quanto il settore privato utilizza il denaro e non lo può creare.
Con i tagli dei costi della politica e dei “superstipendi” si raccolgono i chicchi di caffè, non le ingentissime somme che sarebbero necessarie per rilanciare l’economia, l’occupazione e i servizi e che sono possibili sono con la spesa a deficit di uno stato sovrano della sua moneta.
Concordo con il fatto che probabilmente anche i giudici che hanno emesso questa sentenza probabilmente questo non lo capiscono e continuano a difendere il sistema euro ed UE.
Rispondi	gito ha detto:	22 dicembre 2016 alle 02:53	Troppe leggi incostituzionali vengono promulgate; ma il popolo non può chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità. Una volta si riteneva fosse colpevole, chi avendo l’obbligo giuridico di vigilare sulle attività che implicano ricadute sull’interesse pubblico. Si usavano definire – un pò pomposamente – “Culpe in vigilando”. Bene: come possiamo sperare che un Tizio qualunque, che si propone per una carica elettiva, Parlamento o altro che sia, persegua il nostro interesse e non quello della rete di interessi che ne ha favorito l’elezione? No, così non funziona: diamoci tutti una drizzata, e cerchiamo di capire cosa fanno e come si comportano coloro che ci rappresentano. Auguri a tutti. GITO
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