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Timestamp: 2020-07-02 23:13:09+00:00

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Art. 162 legge fallimentare - Inammissibilità della proposta - Brocardi.it
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Articolo 162 Legge fallimentare
Dispositivo dell'art. 162 Legge fallimentare
(1) Il Tribunale può concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti.
Il Tribunale, se all'esito del procedimento verifica che non ricorrono i presupposti di cui agli articoli 160, commi primo e secondo, e 161, sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile (2) la proposta di concordato. In tali casi il Tribunale, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5 dichiara il fallimento del debitore (3).
(2) Per giungersi ad una dichiarazione di inammissibilità, il tribunale deve avere eseguito un controllo di legittimità sostanziale della domanda, risultato negativo in quanto si sia accertato il difetto di requisiti formali previsti dall'art. 160 o di presupposti sanciti dall'161.
La valutazione di mera convenienza della proposta di concordato spetta ai creditori e non al tribunale.
(3) Si noti che non è più possibile una dichiarazione di fallimento d'ufficio.
Il comma 3 sostituisce l’articolo 162 del r.d.
L’articolo 162 necessitava di una riscrittura al fine di adeguarne il contenuto alle modificazioni che le norme in esso richiamate avevano subito già in occasione dell’intervento operato con la legge 14 maggio 2005, n. 80, di conversione del decreto legge 16 marzo 2005, n. 35.
La nuova norma disciplina l’ipotesi di inammissibilità della proposta concordataria disponendo che il tribunale può concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti e che se, all’esito del procedimento verifica che non ricorrono le condizioni di cui al primo ed al secondo comma dell’articolo 160, sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo, il medesimo tribunale, dichiara inammissibile la proposta di concordato.
La norma dispone altresì che in questa ipotesi il tribunale, su istanza di parte o del pubblico ministero, pervenga alla dichiarazione di fallimento all’esito del medesimo procedimento, purché al debitore sia stata previamente contestata l’insolvenza e, dunque, la possibilità che ne fosse dichiarato il fallimento e, ovviamente, purché venga accertata la sussistenza dei presupposti, oggettivo e soggettivo, per la dichiarazione di fallimento.
In tal modo, si rende proponibile avverso la sentenza il reclamo previsto dall’art. 18 anche per far valere motivi attinenti all’ammissibilità della proposta di concordato.
Massime relative all'art. 162 Legge fallimentare
Cass. civ. n. 13083/2013
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 13083 del 27 maggio 2013)
Cass. civ. n. 11113/2010
Il debitore che abbia presentato istanza di ammissione al concordato preventivo in pendenza della procedura fallimentare a suo carico, non deve essere sentito in camera di consiglio per l'esercizio del suo diritto di difesa qualora ne sia stata già disposta l'audizione prima della dichiarazione di fallimento, ed abbia avuto la possibilità di svolgere tutte le difese nel corso della procedura. (Nella specie la Corte ha ritenuto pienamente garantito il diritto di difesa alla società dichiarata fallita che, dopo essere stata convocata e sentita in camera di consiglio in ordine all'istanza di concordato, era stata autorizzata al deposito di memoria difensiva per illustrare le ragioni della validità della sua proposta).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11113 del 7 maggio 2010)
Cass. civ. n. 8186/2010
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8186 del 2 aprile 2010)
Cass. civ. n. 2167/2010
La finalità di prevenzione del fallimento, che accomuna l'amministrazione controllata ed il concordato preventivo, pur consentendo di proporre in successione le relative istanze, non ne esclude la disomogeneità, quanto ad obiettivi e funzione, lasciando quindi impregiudicata l'autonomia sostanziale ed il regime formale delle due procedure. Ne consegue che, qualora l'istanza di ammissione al concordato preventivo sia proposta in sede di convocazione del debitore in camera di consiglio a seguito della dichiarazione di inammissibilità dell'amministrazione controllata - e quindi al di fuori dell'ipotesi prevista dall'art. 192, ultimo comma, legge fall., in cui le due procedure si innestano nello stesso procedimento, quali distinte fasi del suo svolgimento - il tribunale, in assenza di produzione documentale a corredo della stessa, non è tenuto ad acquisire d'ufficio elementi di convincimento attingendo a quella allegata alla domanda di ammissione all'amministrazione controllata, né, in presenza della mera enunciazione dell'intento di accedere al concordato, è tenuto a concedere un termine per la formalizzazione della relativa proposta.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2167 del 29 gennaio 2010)
Cass. civ. n. 12986/2009
In tema di concordato preventivo, la dichiarazione di inammissibilità della domanda di ammissione alla procedura avanzata dal debitore può essere inclusa nella sentenza di fallimento, che sia contestualmente emessa in relazione ad apposita istanza già sussistente, in quanto, ai sensi dell'art. 162 legge fall., l'esigenza di due distinti provvedimenti, per la dichiarazione di inammissibilità del concordato e per la dichiarazione di fallimento, ricorre solo per i casi in cui quest'ultimo non possa ancora essere dichiarato, in difetto dell'iniziativa di parte ora divenuta necessaria.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12986 del 5 giugno 2009)
Cass. civ. n. 9743/2008
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 9743 del 14 aprile 2008)
Cass. civ. n. 16215/2007
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 16215 del 23 luglio 2007)
Cass. civ. n. 14503/2007
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 14503 del 21 giugno 2007)
Cass. civ. n. 2594/2006
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2594 del 7 febbraio 2006)
Cass. civ. n. 4699/1992
L'art. 162 R.D. 16 marzo 1942 n. 267, nell'esigere che il pubblico ministero sia sentito al fine della pronuncia sulla ammissibilità della domanda di concordato preventivo, fissa un principio di obbligatorietà del suo intervento da ritenersi operante anche nelle successive fasi della procedura; ne consegue la nullità della sentenza resa nel medesimo giudizio in grado di appello, se il predetto organo non sia stato chiamato a partecipare in tale fase.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4699 del 16 aprile 1992)

References: Articolo 162

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