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Timestamp: 2020-07-10 17:24:51+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3447 del 09/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3447 del 09/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.09/02/2017), n. 3447
avverso la sentenza n. 1554/22/2014 del 23/06/2014 della Commissione
Tributaria Regionale della PUGLIA Sezione Distaccata di LECCE,
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti della Gruppo Zero srl, già On Line Design Service srl, (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Puglia Sez. Staccata di Lecce n. 1554/22/2014, depositata in data 7/07/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso per maggiori IRES, IRAP ed IVA, dovute in relazione all’anno di imposta 2005, a seguito di rettifica del reddito d’impresa, previa acquisizione, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 32, comma 1, n. 2, delle movimentazioni bancarie sui conti correnti intestati alla società ed al socio amministratore, – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente.
In particolare, i giudici d’appello hanno sostenuto, nel respingere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, che, a fronte di un accertamento basato unicamente “sull’analisi delle movimentazioni finanziarie” e su “considerazioni logiche personali e ricostruzioni matematiche”, in ordine all’esistenza di “redditi evasi”, prive di valenza probatoria, la contribuente era stata in grado di ricostruire “ogni singola operazione finanziaria”, sia in sede contenziosa che amministrativa, spiegando “i beneficiari di ogni singola operazione bancaria; i proventi rinvenenti da vendite immobiliari impiegati dalla società; i proventi da vincita versati nei propri conti bancari ed utilizzati con le movimentazioni contestate; gli atti notori di privati che hanno confermato la corretta utilizzazione dei movimenti bancari contestati, a beneficio della società”.
La giurisprudenza di questo giudice di legittimità ha affermato, che si ha motivazione omessa o apparente quando il giudice di merito omette di indicare, nel contenuto della sentenza, gli elementi da cui ha desunto il proprio convincimento ovvero, pur individuando questi elementi, non procede ad una loro disamina logico-giuridica, tale da lasciar trasparire il percorso argomentativo seguito (v. Cass. n. 16736/2007).
Ancora è stato affermato (Cass. 7666/2008) che “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, la presunzione legale relativa posta dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32, comma 1, vincola l’Ufficio tributario ad assumere per certo che i movimenti bancari effettuati sui conti correnti intestati al contribuente siano a lui imputabili, senza che risulti necessario procedere all’analisi delle singole operazioni, la quale è posta a carico del contribuente, in virtù dell’inversione dell’onere della prova” (cfr. Cass. 2752/2009; Cass. 21420/2012; Cass. 25984/2013).
Le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza. Non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato da parte della ricorrente, poichè il disposto del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, non si applica all’Agenzia delle Entrate (Cass. SSUU 9938/2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 Cass. 
 art. 32
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 13