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Timestamp: 2018-09-19 19:38:36+00:00

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L’usura bancaria: Convegno a Catania e a Capo D’Orlando
By Redazione SDL | Appuntamenti, Dicono di noi, la prima pagina, Rassegna Stampa | No Comments
Il 30 giugno e il 01 luglio si terrà a Catania e a Capo d’Orlando un convegno articolato in due giornate al quale parteciperà il nostro Presidente Piero Calabrò che, insieme ad altri magistrati e professori, relazionerà sui temi più discussi e controversi del contenzioso bancario.
Dell’evento ne parla oggi LA PRIMA PAGINA, quotidiano nazionale.
L’evento è accreditato dall’ Odec e dai COA di Catania ed altri.
Tra gli interventi anche quello del Dott. Piero Calabrò, ex magistrato e presidente Fondazione SDL, che introdurrà il tema complesso del contenzioso bancario e tratterà l’argomento di attualità relativo all’impatto dell’usura nella società civile.
La necessità di ottenere sempre e comunque elevati profitti spesso porta gli Istituti di Credito e Società Finanziarie a contravvenire ripetutamente a leggi e specifiche esistenti in materia (applicazioni di interessi ultralegali). Tra le anomalie bancarie e finanziarie spiccano proprio l’usura, ma non sono le uniche. Anatocismo, anomalie bancarie e derivati, completano un fenomeno che porta centinaia di migliaia di correntisti (semplici cittadini e imprenditori) ad accettare tassi di interesse fuorilegge.
COME DIFENDERSI DALL’USURA BANCARIA
Con una pre-analisi gratuita SDL Centrostudi può valutare se e come fare valere i propri diritti contro la banca si può andare a individuare eventuali anomalie finanziarie, chiedendo il rispetto dei diritti del cliente e trovando un accordo, non uno scontro, tra la banca e il cliente.
La storia di Francesco: “Grazie alla Fondazione SDL la mia vita è cambiata”
By Redazione SDL Centrostudi | Dicono di noi | No Comments
Quella di Francesco è una storia emblematica perché, da un lato, è il simbolo di tutte quelle famiglie, piccole e medie imprese che, a causa della crisi economica e della stretta del credito da parte delle banche (credit crunch), negli ultimi anni sono cadute nelle grinfie dell’usura criminale rischiando, a causa dei debiti, di perdere tutto: la casa, la dignità, la famiglia. Dall’altro, è un segno di speranza perché è l’esempio concreto che uscire da questi problemi si può. Francesco è stato intervistato dal giornale “Madre” della Diocesi di Brescia, in un articolo che trovate allegato qui di seguito. Abbiamo ricevuto da lui questa lettera che volentieri pubblichiamo sul sito.
Buongiorno, sono Francesco, sposato, padre di tre figli, un piccolo imprenditore del settore immobiliare, vivo in provincia di Como. Se non fosse stato per l’aiuto della Fondazione SDL di Brescia un anno fa, nel gennaio del 2016, avrei perso per sempre la casa dove abitavo. Era già stata messa all’asta, poi, grazie alla consulenza degli esperti della Fondazione, ho presentato un’azione civile d’urgenza al giudice per bloccare la vendita e ora sono ancora qui nella mia casa, mentre è in corso un’indagine penale a carico dei miei usurai. Ero titolare di due piccole aziende, lavoravo nel settore immobiliare acquistando immobili e poi rivendendoli dopo averli ristrutturati. Verso la fine del 2009, in una situazione di difficoltà economica, le banche mi chiudono le porte in faccia. Per tenere in piedi l’attività e non riuscendo ad avere credito mi sono rivolto a personaggi che avevano subito i soldi disponibili. Come mi ha spiegato chi lavora alla Fondazione SDL, gli usurai agiscono in base alle persone che chiedono loro aiuto. Se c’è una persona che chiede piccole somme per pagare una rata di mutuo, per continuare a giocare d’azzardo, per altre piccole esigenze gli prestano i soldi, mentre davanti al piccolo imprenditore, che dispone di proprietà, puntano ovviamente sugli immobili. È il mio caso. Uno di costoro, Claudio (nome di fantasia), proponendosi come mediatore, mi segnala la necessità per una società sua cliente, di acquistare una villa per ospitare i propri clienti e mi propone la vendita della mia casa. A sua volta, un’altra persona, consulente e amico di Claudio, per realizzare la vendita a € 1.200.000 avrebbe dovuto ricevere, congiuntamente a Claudio, una ricompensa di € 50.000. Sull’immobile, frutto di una vita di lavoro, gravava un’ipoteca di una banca accesa a garanzia di un mutuo di € 302.521,00, mutuo con condizioni usurarie, anche se questo, è un altro capitolo. La mia vicenda è complessa, pure per i giudici è stato difficile districarsi.
Per la mia difesa sono state determinanti le argomentazioni puntuali e rigorose degli esperti della Fondazione. Comunque tutto parte dal fatto che ho deciso di mettere in vendita la mia casa, trasferendomi in un appartamento, per avere i soldi e poter salvare la mia attività imprenditoriale.
L’atto di compravendita con la società presentata da Claudio viene stipulato in banca davanti al notaio il 15 gennaio 2010 tra colpi di scena e con contorni piuttosto opachi. Lo stesso atto notarile presenta forti anomalie che sono state denunciate in Procura. Alla fine, viene concluso il rogito negli uffici della Banca che aveva concesso il mutuo di 1 milione 100 mila euro a favore della società per l’acquisto dell’immobile e la stessa Banca subentra nell’ipoteca esistente. Ma io ricevo soltanto parte della somma. Un mese dopo mi rendo conto della truffa e denuncio tutto in varie forme alla banca stessa.
Per questo vengo, il giorno dopo, avvicinato dall’amico di Claudio che mi punta la pistola e mi chiede di ritirare la denuncia alla banca e di versargli comunque i 50.000 euro. Per Claudio, sostanzialmente, l’affare consisteva nell’ottenere la liquidità del finanziamento, non ha mai pagato il mutuo contratto con la Banca e il mio immobile è finito all’asta. «Nel 2010 era stato valutato 1 milione 200 mila euro ed è stato messo all’asta per 225 mila euro». È un problema non soltanto mio, come mostrano i dati elaborati dal sociologo Maurizio Fiasco per la Consulta Nazionale Antiusura. Negli ultimi sette anni oltre 450.000 famiglie hanno subito un’esecuzione immobiliare.
Il processo ora va avanti ma il futuro lo vedo un po’ più roseo e mi sento molto più tranquillo perché sono aiutato. E anche il lavoro sta andando meglio. Voglio dare un consiglio a tante famiglie e piccoli imprenditori che, come me, finiscono nel giro dell’usura e non hanno la forza né il coraggio di denunciare. Io avevo paura che facessero male ai miei figli e non ho fatto nulla. Fino a quando non ho conosciuto la Fondazione, grazie a un vicino di casa che lavorava con SDL e la mia vita è cambiata.
L’articolo della rivista MADRE
Piero Calabrò “L’usura uccide doppiamente”. Intervista al convegno “Banche-usura e crisi d’impresa”
Sala gremita in occasione del convegno “Banche-usura e crisi d’impresa”. L’iniziativa si è svolta il 30 marzo nei locali dell’Associazione Antiracket Gaetano Giordano di corso Vittorio Emanuele a Gela. Presenti numerose autorità. C’erano Piero Calabrò, ex Magistrato e Presidente di Sdl Centrostudi; il Colonnello Luigi Macchia Comandante Provinciale della Guardia di Finanza; Lirio Conti, Gip presso il Tribunale di Gela e Giuseppe Scandurra, Presidente Nazionale della Fai.
Si è fatto il punto sul fenomeno usura e sui diversi problemi che interessano gli imprenditori locali, soprattutto in un periodo in cui, in città, l’occupazione è ferma. “L’usura uccide doppiamente – ha detto Piero Calabrò -. Abbiamo una legge antiusura attiva da un ventennio, ma attualmente poco conosciuta. Bisogna sempre rivolgersi alle forze dell’ordine e alla magistratura – ha aggiunto – perché solo attraverso questo percorso, si riuscirà a dare un nome ed un volto a chi rovina intere famiglie”…
Servizio di Giuseppe D’onchia, Direttore TG10 Gela
Vedi l’intervista completa su Canale10 Video
Tribunale di Roma – usura su mutuo
Fondamentale provvedimento del Tribunale di Roma del 13 luglio 2016 ottenuto dall’avv. Giuseppe de Simone con cui il Giudice ha onerato il CTU di verificare “L’applicazione di eventuali interessi usurari con riferimento al contratto di mutuo intercorso tra le parti, procedendo in caso affermativo al ricalcolo delle somme dovute”.
Con detto provvedimento il compito del nominato consulente è stato altresì esteso anche all’analisi del conto corrente oggetto di causa.
Tribunale di Milano – Dichiarazione di Usurarietà del Tasso di Mora per Superamento del Tasso Soglia
Si trasmette la sentenza resa dal Tribunale di Milano in data 17.03.2016, con la quale il Giudice ha dichiarato l’usurarietà del tasso di mora per superamento del tasso soglia, richiamando – a suffragio della propria decisione – la sentenza n. 350 del 2013, resa dalla Cassazione Civile, nonché la Legge n. 24/2001, confermate dalla Sentenza della Corte Costituzionale del 25.02.2002, n. 29.
Si tratta di un grande passo avanti, stante le distanze prese dal Giudice dalla comunicazione resa dalla Banca D’Italia in data 3.07.2013, ai sensi della quale: “in assenza di una previsione legislativa che determini una specifica soglia in presenza di interessi moratori, la Banca D’Italia adotta, nei suoi controlli sulle procedure degli intermediari, il criterio in base al quale i TEG medi pubblicati sono aumentati di 2,1 punti per poi determinare la soglia su tale importo”.
Tale sentenza dovrà essere appellata, al fine di conseguire l’applicazione dell’art. 1815, comma 2° c.c.. anche agli interessi corrispettivi e non solo a quelli di mora (per il caso che la soglia di usura sia stata superata dal tasso di mora).
Infatti, con la modifica dell’art. 1815 c.c. ad opera della Legge 108/96, si è voluto porre un più stringente presidio all’usura, sanzionando in maniera incisiva la pattuizione di interessi usurari, senza distinzione alcuna fra interessi corrispettivi ed interessi di mora.
Dal riferimento indifferenziato dell’art. 1815 c.c. agli interessi, senza alcuna distinzione della relativa natura, la Corte D’appello di Venezia fa discendere l’applicazione della sanzione prevista a tutti gli interessi, sia corrispettivi che moratori: “L’art. 1815, comma 2, c.c., esprime un principio giuridico valido per tutte le obbligazioni pecuniarie e a seguito della revisione legislativa operata dall’art. 4 della Legge 7/03/1996 n. 108 e dalla Legge n. 28/2/01, n. 24 – di conversione del D.L. 29/12/2000 n. 394 – esso prevede la conversione forzosa del mutuo usurario in mutuo gratuito, in ossequio all’esigenza di maggiore tutela del debitore e ad una visione unitaria della fattispecie, connotata dall’abbandono del presupposto soggettivo dello stato di bisogno del debitore e ad una visione unitaria della fattispecie , connotata dall’abbandono del presupposto soggettivo dello stato di bisogno del debitore, a favore del limite oggettivo della “soglia” di cui all’art. 2, IV comma, della stessa legge n. 108/96. Diversamente da quanto dedotto nella motivazione della sentenza impugnata, la sanzione così stabilita dell’abbattimento del tasso di interesse applicabile si applica a qualunque somma fosse dovuta a titolo di interesse legale o convenzionale, sia agli interessi corrispettivi che agli interessi moratori”.
Nel corpo della sentenza si legge che: “Come fondatamente allegato da parte attrice, invece, in relazione al contratto di mutuo in oggetto il tasso di mora convenuto, pari al 10,5% (cfr. doc. 1 att. punto 5) è superiore al tasso soglia in vigore, pari al 9,945%. Ne deriva che il tasso di interesse corrispettivo convenuto in contratto non ha natura usuraria, mentre gli interessi di mora convenuti superano il tasso soglia. A questo punto deve ricordarsi che, con norma di interpretazione autentica, l’art. 1, comma 1, decreto-legge n. 394/2000, conv. da legge n. 24/2001, ha stabilito che si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento. Ciò che rileva in questa sede è l’espresso riferimento del legislatore agli interessi pattuiti a qualunque titolo e quindi anche a titolo di interessi di mora, come già più volte riconosciuto anche dalla Corte di Cassazione (v. ad es. Cass. 5324/2003 e 350/2013).”
Il Giudice così conclude: “accerta e dichiara la nullità della clausola relativa alla determinazione del tasso di mora, contenuta al punto 5 del contratto di mutuo stipulato tra le parti in data 13/11/2000, a rogito del notaio per l’effetto dichiara che in relazione a tale contratto di mutuo non sono dovuti interessi di mora; condanna parte convenuta a rimborsare in favore di parte attrice le spese di giudizio che liquida in euro 4.180,00 per compensi oltre al 15% per spese generali, CPA ed IVA”.
Avv. Donatella Loda
Case History: Testimonianza scritta di un nostro cliente privato.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito al Prof. Maurizio Fiasco l’Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana
La notizia oggi su Consulta Antiusura ( link) Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale). La Consulta è una associazione volontaria di Fondazioni e Associazioni antiusura (Regionali, Provinciali o Comunali) che si costituisce secondo esplicita motivazione cristiana nell’ambito di una azione di promozione umana della Chiesa Cattolica Italiana e delle direttive della C.E.I.» (articolo 1 Statuto).
Ricordiamo che il Prof. Maurizio Fiasco è direttore scientifico di Fondazione SDL
[segue la notizia]
Le 28 Fondazioni Antiusura riunite nella Consulta Nazionale “Giovanni Paolo II” esprimono felicitazioni al Prof. Maurizio Fiasco per l’onoreficenza al Merito della Repubblica Italiana insignita dal Presidente Sergio Mattarella.
Un ringraziamento inoltre al Presidente della Repubblica per aver riconosciuto al Prof. Fiasco la competenza, la dedizione e la disponibilità profusa nella lotta all’usura e al gioco d’azzardo, due piaghe umane, sociali ed economiche che negano alle persone il pieno esercizio della dignità umana. Le persone che cadono nella morsa dell’usura e dell’azzardo sono abusate e sfruttate dai circuiti illegali del credito e del denaro che le inducono a vivere nella povertà e private anche dei diritti inviolabili dell’uomo.
“L’attenzione del Capo dello Stato italiano al Prof. Fiasco – dichiara il Segretario della Consulta Nazionale Mons. Alberto D’Urso- che da sempre ha accompagnato e sostenuto la Consulta Nazionale Antiusura, ci gratifica e ci riempie di grande responsabilità a continuare il nostro percorso ventennale di contrasto all’illegalità, all’ingiustizia e alla criminalità, rivolto a prevenire e ad arginare i mali sociali e umani dell’usura e dell’azzardo. Restituire speranza, dignità e serenità alle persone è la missione delle Fondazioni antiusura, in completa sintonia con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”.
Lo studio sui conti correnti bancari: 99 percento a rischio usura
MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 201
TREVISO. Presentato venerdì a Treviso, dalle 14,30 all’Auditorium Sant’Artemio, il primo rapporto nazionale sull’usura praticata dalle banche. Si tratta di un’analisi dei dati (il campione è rappresentato da chi si è rivolto all’associazione che ha condotto lo studio) su un fenomeno ancora troppo sconosciuto in Italia: le illegalità nei rapporti tra alcuni operatori bancari, parabancari, mediatori creditizi e finanziari e imprenditori, privati consumatori e famiglie. Lo studio è condotto da Sdl Centrostudi.
La prima parte della ricerca si focalizza sul campo dei contratti di conto corrente aziendale per l’utilizzo dei servizi bancari e fondamentalmente del credito di esercizio. Si tratta di 46.887 Conti Correnti in capo a 14.000 imprese, per un complesso di 125.000 unità di occupati. Le fenomenologie studiate riguardano l’usura oggettiva, l’usura soggettiva e l’anatocismo nei valori dei trimestri. Secondo lo studio emerge un fenomeno, “imponente e devastante” sottolineano gli autori.«Il 99% dei conti correnti presentano anomalie il 71% presenta usura (tassi di interesse superiori alla soglia di usura), ogni 100 euro pagati alla banca per “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito” un’alta percentuale non era dovuta sul campione l’84% delle aziende sono ancora attive e possono salvarsi dalla crisi «In estrema sintesi, sottolineano da Sdl, «la crisi finanziario-economica, mentre provoca acuta sofferenza nelle famiglie e nelle imprese, attiva inaccettabili comportamenti di “business sulle difficoltà”, con aggressioni al patrimonio industriale, artigianale, agricolo e dei servizi che connota il tradizionale corpo produttivo dell’Italia».
«Fidi usurai»: aziende spolpate. Studio SDL: «Il 50% degli oneri addebitati è illecito»
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