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Timestamp: 2019-11-17 10:24:40+00:00

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Art. 2288 codice civile - Esclusione di diritto - Brocardi.it
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Articolo 2288 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2288 Codice civile
È escluso di diritto il socio che sia dichiarato fallito (1). (2)
(1) Vedi art. 5 R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (cd. legge fallimentare); inoltre ai sensi dell'art. 149 il fallimento del socio illimitatamente responsabile non produce il fallimento della società.
(2) A decorrere dal 15 agosto 2020, come disposto dal D. Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, il primo comma sarà sostituito dal seguente:
«E' escluso di diritto il socio nei confronti del quale sia stata aperta o estesa la procedura di liquidazione giudiziale secondo il codice della crisi e dell'insolvenza.».
Vengono tutelati gli altri soci e la società da tutti quei fatti che incidono negativamente sul patrimonio del socio, tali da far apparire ormai inopportuno che questi rimanga nella compagine sociale.
Spiegazione dell'art. 2288 Codice civile
Oltre alle ipotesi di esclusione facoltativa di cui all'art. 2286, la legge disciplina due ipotesi in cui il socio sia escluso di diritto, senza cioè che il resto della compagine sociale possa decidere in merito alla sua uscita dalla società.
La prima ipotesi è quella in cui il socio sia dichiarato fallito ex art. 149 L. Fall., in quanto la legge intende preservare la società dagli effetti negativi della personale insolvenza del socio fallito.
La seconda ipotesi si verifica allorquando il creditore particolare del socio abbia ottenuto la liquidazione della sua quota.
Massime relative all'art. 2288 Codice civile
Cass. civ. n. 6734/2011
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6734 del 24 marzo 2011)
Cass. civ. n. 8091/2003
In tema di Irpef e con riguardo ai redditi prodotti in forma associata, il fallimento (conseguente ad un'attività esercitata in proprio dal medesimo) del socio accomandante di una società in accomandita semplice produce l'effetto dell'esclusione di diritto del socio stesso dalla società, con conseguente venir meno dell'imputazione automatica del reddito sociale ex art. 5 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 (applicabile ratione temporis, ora art. 5 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917). Tale conclusione deriva dalla mancanza, per le società in accomandita semplice, di ima norma specifica di deroga alla disciplina dettata dall'art. 228 c.c. — il quale prevede il prodursi di detto effetto per i soci, dichiarati falliti, delle società semplici ed è applicabile alle società in accomandita semplice in base ai richiami contenuti negli artt. 2293 e 2315 dello stesso codice — dalla assimilazione dello status di socio accomandante a quello di socio di società semplice, dell'applicabilità al socio di società in accomandita semplice dell'istituto della esclusione di cui all'art. 2287 c.c., nonché, infine, dalla «equiparazione» delle società di persone effettuata, ai fieni fiscali, dalla suddetta normativa in tema di redditi prodotti in forma associata.
(Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 8091 del 22 maggio 2003)

References: Articolo 2288

Articolo 2288
 art. 5
 art. 149

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 5
 art. 5
 sentenza