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Timestamp: 2019-03-22 16:52:50+00:00

Document:
﻿XI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 18 novembre 2014
TESTO AGGIORNATO AL 20 NOVEMBRE 2014
Martedì 18 novembre 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Teresa Bellanova.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta notturna del 17 novembre 2014.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, illustrando i pareri sugli emendamenti riferiti ai commi 5 e 6 dell'articolo 1, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, fatta eccezione per l'emendamento Di Salvo 1.36, nonché per gli identici emendamenti Di Salvo 1.39, Airaudo 1.148 e Gregori 1.222, sui quali formula un parere favorevole. Preso atto che gli emendamenti Di Salvo 1.35 e Gregori 1.220 sono stati ritirati, propone, quindi, l'accantonamento dell'emendamento Gnecchi 1.539.
La Commissione concorda di accantonare l'emendamento Gnecchi 1.539.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento 1.145, a sua prima firma, raccomandandone l'approvazione, considerato Pag. 118che si propone di tutelare la sicurezza dei lavoratori, evitando interventi di semplificazione che possano ridurre i livelli di tutela esistenti.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.145.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra l'emendamento 1.352, a sua prima firma, sottolineando come esso faccia riferimento a taluni obblighi informativi a favore del lavoratore, nel rispetto della normativa dell'Unione europea.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 1.352 e 1.353.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra l'emendamento 1.345, a sua prima firma, sottolineando come esso miri a salvaguardare la sicurezza sui luoghi di lavoro, evitando che la genericità della delega conferita al Governo determini un pericoloso abbassamento del livello delle tutele.
Giorgio AIRAUDO (SEL) dichiara di condividere l'emendamento Chimienti 1.345, tenuto conto che esso si propone di assicurare adeguati livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro, sottolineando come tale tematica sia stata spesso sottovalutata dai precedenti Governi.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Chimienti 1.345.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra il suo emendamento 1.378, facendo notare che esso mira a sostituire, al comma 6, lettera a), la parola «dimezzare» con le parole «ridurre drasticamente», al fine di dar luogo un intervento più flessibile da parte del Governo.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, rivalutando il proprio parere sull'emendamento Rostellato 1.378, esprime un orientamento favorevole.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA esprime parere a conforme a quello del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva l'emendamento Rostellato 1.378 (vedi allegato 1).
Claudio COMINARDI (M5S) illustra l'emendamento 1.246, a sua prima firma, raccomandandone l'approvazione, considerato che esso propone di osservare maggiori garanzie nei confronti dei lavoratori.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Cominardi 1.246.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL), intervenendo sugli identici emendamenti Tripiedi 1.314, Airaudo 1.146 e Gregori 1.221, sottolinea che essi mirano a sopprimere la lettera b) del comma 6, la quale, conferendo una delega «in bianco» al Governo in vista dell'introduzione di norme di interpretazione autentica, presenta profili evidenti di incostituzionalità.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge gli identici emendamenti Tripiedi 1.314, Airaudo 1.146 e Gregori 1.221.
Antonio PLACIDO (SEL), illustra il suo emendamento 1.123.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.123 e 1.89.
Giorgio AIRAUDO (SEL) illustra l'emendamento 1.120, a sua prima firma, sottolineando come esso miri a porre a carico delle imprese e dei centri per l'impiego taluni obblighi informativi. Chiede al relatore e al Governo di rivedere il proprio parere su tale proposta emendativa.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) fa notare che l'introduzione degli obblighi informativi richiamati dall'emendamento Airaudo 1.120 consentirebbe di evitare una parte rilevante del contenzioso in materia lavoristica.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, conferma il proprio parere contrario sull'emendamento Airaudo 1.120, sottolineando come analoghe forme di informazione siano già previste.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA conferma il proprio parere contrario sull'emendamento Airaudo 1.120.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.120.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento Airaudo 1.124, di cui è cofirmatario, auspicandone l'approvazione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Airaudo 1.124 e Chimienti 1.315.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra il suo emendamento 1.379, facendo notare che esso sollecita l'eliminazione del registro infortuni, a fronte della sua inefficacia e delle modalità diversificate con cui è attuato, auspicando la sollecita introduzione del SINP, il nuovo sistema informativo nazionale per la prevenzione. Chiede, pertanto, al relatore e al Governo di rivalutare il proprio parere.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, nel comprendere le ragioni sottese all'emendamento Rostellato 1.379, che a suo avviso pone una questione meritevole di attenzione, invita il presentatore a ritirarlo in vista della presentazione di un ordine del giorno in Assemblea.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA concorda con quanto proposto dal Presidente.
Gessica ROSTELLATO (M5S) dichiara di ritirare il proprio emendamento 1.379, in vista della presentazione di un ordine del giorno in Assemblea.
Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo in qualità di cofirmatario dell'emendamento Nicchi 1.88, precisa che esso mira a introdurre criteri più stringenti in tema di dimissioni in bianco, riprendendo il contenuto della proposta di legge in materia, approvata dalla Camera e non esaminata dal Senato, in quanto abbinata al disegno di legge delega presentato dal Governo.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, rileva che la presenza del tema del contrasto alle dimissioni in bianco all'interno della delega appare di per sé un fatto positivo, osservando che la formulazione del testo appare chiara, mentre ulteriori specificazioni potranno aversi in sede di decreti legislativi attuativi.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) precisa che l'emendamento Nicchi 1.88 non intende prevedere già in sede di delega le norme di dettaglio che devono essere inserite nei decreti legislativi, ma solo inserire criteri più stringenti.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) ritiene soddisfacente l'attuale formulazione del testo.
Carlo DELL'ARINGA (PD) osserva che la lettera g) del comma 6 già contiene tutti gli elementi necessari per stabilire la volontà e la data certa delle dimissioni.
Antonio PLACIDO (SEL) stigmatizza il fatto che una proposta di legge sulla materia, esaminata nell'ambito della quota di tempi riservata all'opposizione, recante un contenuto più stringente e approvata da questo ramo del Parlamento, è stata inopinatamente messa da parte dal Senato, Pag. 120in favore della previsione di meri criteri di delega.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, osservando che occorre evitare duplicazioni nella delega, ritiene che l'attuale formulazione del testo già garantisca il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Antonio PLACIDO (SEL) dichiara di non essere convinto delle argomentazioni del presidente.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Nicchi 1.88.
Cesare DAMIANO (PD), presidente e relatore, analogamente a quanto proposto per l'emendamento Rostellato 1.379, invita al ritiro dell'emendamento Rostellato 1.80, ritenendo che il suo contenuto possa essere trasfuso in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Gessica ROSTELLATO (M5S) ritira il suo emendamento 1.380, ribadendo la necessità di un'attivazione immediata del SINP.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.132.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.132.
Davide TRIPIEDI (M5S), intervenendo sull'emendamento Airaudo 1.90, dichiara di apprezzarne il contenuto in quanto tendente ad assicurare una maggiore tutela della legalità. Si interroga pertanto sulle ragioni del parere contrario del relatore e del Governo.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, ritiene che il tema sollevato dall'emendamento sia interessante ma non attinente strettamente al tema della delega. Invita nuovamente i presentatori a ritirare l'emendamento per trasformarlo eventualmente in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Giorgio AIRAUDO (SEL) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.90.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.351 che richiama la necessità di applicare i principi dell'Unione europea in materia di sanzioni.
Davide TRIPIEDI (M5S) sottolinea l'importanza del rispetto della normativa dell'Unione europea.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, osserva che la direttiva europea richiamata è già stata recepita dal nostro emendamento e che non appare, pertanto, opportuno ribadirne i principi nella delega in esame.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Chimienti 1.351.
Renata POLVERINI (FI-PdL) illustra il suo emendamento 1.239, sottolineando che il tema delicato della tutela della salute dei lavoratori dovrebbe essere tenuto fuori dalle misure di semplificazione previste dal comma 6.
Claudio COMINARDI (M5S) esprime un giudizio positivo sull'emendamento Polverini 1.239, paventando il rischio di una sorta di «condono» in materia di sicurezza sul lavoro.
Giorgio AIRAUDO (SEL) manifesta il sostegno del suo gruppo rispetto all'emendamento in esame.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, ribadendo la sua sensibilità sul tema sollevato dall'onorevole Polverini, rileva che la semplificazione delle procedure non comporta la cancellazione delle tutele. In ogni caso, ritiene che la Commissione possa vigilare affinché non vengano meno Pag. 121le suddette tutele rispetto alla salute dei lavoratori.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Polverini 1.239.
Antonio PLACIDO (SEL) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.135, segnala l'opportunità di circoscrivere la formulazione della lettera f) del comma 6.
Claudio COMINARDI (M5S) si associa alle considerazioni del collega Placido, intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.272, identico all'emendamento Placido 1.135. Ritiene necessario un maggiore bilanciamento tra gli oneri a carico dei lavoratori e quelli a carico delle imprese.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, chiarisce che tra gli istituti di tipo premiale cui si riferisce la delega, potrebbe rientrare, ad esempio, la riduzione dei contributi INAIL per le imprese nelle quali non si verificano incidenti sul lavoro, e che pertanto si tratta di strumenti senza dubbio utili.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge gli identici emendamenti Cominardi 1.272 e Placido 1.135.
Claudio COMINARDI (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.412.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Cominardi 1.412 e approva l'emendamento Di Salvo 1.36 (vedi allegato 1).
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento Nicchi 1.91 di cui è cofirmatario.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, invita i presentatori a ritirare l'emendamento ed eventualmente trasformarlo in un ordine del giorno.
Antonio PLACIDO (SEL) insiste per la votazione, evidenziando nuovamente che la Commissione e l'Assemblea della Camera hanno approvato una proposta di legge in tema di contrasto alle dimissioni in bianco bloccata al Senato a causa delle posizioni assunte da una parte dell'attuale maggioranza.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Nicchi 1.91.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, invita nuovamente i presentatori dell'emendamento Di Salvo 1.37 a ritirarlo per eventualmente trasformarlo in un ordine del giorno.
Titti DI SALVO (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.37. Passa poi a illustrare l'emendamento a sua prima firma 1.38, osservando che, mentre alcune delle precedenti proposte emendative al comma 6 correvano il rischio di entrare nei contenuti dei decreti legislativi delegati, la modifica proposta mira solamente a rendere più efficace il contrasto alle dimissioni in bianco tramite l'utilizzo degli strumenti informatici. Chiede pertanto un accantonamento dell'emendamento.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) ricorda alla Commissione come sul tema delle dimissioni in bianco si sia svolto presso questo ramo del Parlamento un acceso dibattito che ha portato all'approvazione di un testo, che il suo gruppo non ha condiviso. Con particolare riferimento all'emendamento Di Salvo 1.38, ritiene opportuno inserire nell'ambito del provvedimento di delega una ulteriore specificazione in materia. Condivide quanto affermato dal Presidente Damiano circa il fatto che le disposizioni contenute nel provvedimento rappresentano il tentativo di superare l'attuale empasse tra i gruppi parlamentari. Ribadisce, pertanto, di non condividere il contenuto dell'emendamento in questione e di giudicare preferibile lasciare inalterato il testo della delega così come approvato al Senato.
Annagrazia CALABRIA (FI-PdL) interviene per annunciare il voto favorevole sull'emendamento Di Salvo 1.38 di analogo contenuto a un emendamento a prima firma Brunetta, di cui è cofirmataria.
Marialuisa GNECCHI (PD) chiede alla Presidenza di valutare la possibilità di un accantonamento dell'emendamento Di Salvo 1.38. Nel ringraziare l'onorevole Pizzolante per le considerazioni svolte, ribadisce come il tema delle dimissioni in bianco sia stato un argomento fortemente dibattuto e che il suo gruppo avesse auspicato che il testo approvato alla Camera potesse essere rapidamente approvato anche dall'altro ramo del Parlamento. Nel condividere le considerazioni svolte sia dal collega Dell'Aringa che dal Presidente Damiano sottolinea come quanto previsto ora dalla delega rappresenti un punto di mediazione politica sull'argomento. Nel ribadire quindi che, a suo giudizio, sarebbe stato preferibile riuscire ad approvare il testo sulle dimissioni in bianco come approvato alla Camera auspica che nella fase attuativa della delega ci possa essere una presa di posizione forte da parte del Governo contro le dimissioni in bianco.
Irene TINAGLI (SCpI), senza entrare nel merito del provvedimento sulle dimissioni in bianco che è stato ampiamente dibattuto anche in questa sede, fa notare come il contenuto dell'emendamento Di Salvo 1.38 non sia pienamente condivisibile. Sottolinea, in particolare, che proprio il periodo che si vuole sopprimere, relativo alla necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto di lavoro, debba al contrario essere mantenuto.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA nel ribadire l'importanza che ciascun gruppo parlamentare assuma le proprie determinazioni in totale autonomia, desidera preliminarmente ricordare alla Commissione di essere stata una delle prime firmatarie delle proposte di legge in materia di dimissioni in bianco. Si tratta evidentemente di un tema di grande interesse e rilevanza che in periodi di crisi economiche assume un'importanza ancora più evidente. Esprime particolare apprezzamento per l'emendamento a prima firma Brunetta, oltre che naturalmente per le altre proposte emendative che affrontano tale delicata questione, considerato che fu il Governo Berlusconi ad abrogare la legge n. 188 del 2007. Nel limitarsi a prendere atto che al Senato si è scelto di non procedere con l'esame delle proposte di legge in discussione, desidera evidenziare come la preoccupazione del Governo nella scrittura delle disposizioni contenute nella delega sia stata quella di garantire due elementi fondamentali: l'autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore e della lavoratrice e la certezza della data di cessazione del rapporto di lavoro. In questa sede, intende pertanto confermare l'impegno politico che nella fase di attuazione della delega si potrà discutere di questi ed altri elementi, ma invita tutti i gruppi parlamentari a non dare messaggi fuorvianti all'esterno su tale argomento, come se ci fosse un tentativo di voler derubricare il tema delle dimissioni in bianco. In conclusione chiede all'onorevole Di Salvo di ritirare l'emendamento a sua prima firma 1.38 e di voler presentare un ordine del giorno che riproduca il suo contenuto, auspicabilmente con la condivisione di tutti i gruppi parlamentari.
Titti DI SALVO (PD) ricorda alla Presidenza e al Governo di aver formulato una richiesta di accantonamento per consentire una maggior riflessione sull'argomento.
Giorgio AIRAUDO (SEL) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento in questione che, a suo giudizio, arricchisce la delega in materia di dimissioni in bianco. Con particolare riferimento alla possibilità che la proposta di legge approvata dalla Camera in materia di dimissioni in bianco dichiara di non comprendere le difficoltà politiche presso l'altro ramo del Parlamento cui faceva riferimento il sottosegretario Bellanova, vista l'ampia convergenza politica che si registra in questa sede.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), nell'esprimere apprezzamento per il sostegno Pag. 123preannunciato da alcuni colleghi sull'emendamento a prima firma dell'onorevole Brunetta, che affronta il tema della procedura di convalida delle dimissioni in bianco, dichiara di volersi affidare alle considerazioni svolte dal sottosegretario Bellanova e ritiene che sia preferibile, volendo raggiungere un risultato politicamente realistico con l'approvazione della delega nel testo proposto dal Governo. Al riguardo ritiene, infatti, che probabilmente il testo approvato alla Camera difficilmente potrà essere approvato anche dall'altro ramo del Parlamento.
Renata POLVERINI (FI-PdL) intende svolgere alcune precisazioni. In particolare sulla posizione del gruppo di Forza Italia in occasione della discussione della proposta di legge in materia di dimissioni in bianco, che è stata sostenuta dal gruppo di Forza Italia ed in particolare dalle colleghe Prestigiacomo e Centemero. Respinge quindi giudizi di doppiezza sul comportamento di Forza Italia e sul comportamento del Presidente della Commissione lavoro del Senato. Con riferimento ai contenuti della delega al Governo in tema di dimissioni in bianco, ritiene che purtroppo si tratti di un passo indietro analogo a quelli che si stanno registrando in tutti i provvedimenti sul lavoro presentati dal Governo in questa legislatura. Preannuncia, quindi, il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Di Salvo 1.38.
Titti DI SALVO (PD) dichiara di ritirare l'emendamento a sua prima firma 1.38, confidando nell'apprezzamento del Governo in sede di attuazione della delega.
La Commissione respinge l'emendamento Brunetta 1.526.
Antonio PLACIDO (SEL), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.147, ne illustra le finalità sottolineando in particolare come esso si proponga di ripristinare quanto previsto dalla legge n. 188 del 17 ottobre 2007.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.147, Rizzetto 1.413, Tripiedi 1.415, Rostellato 1.414, e approva gli identici emendamenti Di Salvo 1.39, Airaudo 1.148 e Gregori 1.222 (vedi allegato 1).
Cesare DAMIANO, presidente e relatore dichiara che l'emendamento Placido 1.137 deve intendersi assorbito a seguito dell'approvazione degli identici emendamenti Di Salvo 1.39, Airaudo 1.148 e Gregori 1.222.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione con distinte votazioni respinge gli emendamenti Placido 1.121, Airaudo 1.122 e 1.138.
Irene TINAGLI (SCpI), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.537, ne illustra le finalità sottolineando in particolare l'opportunità di innalzare i termini di prescrizione per i reati di omissione contributiva. Chiede alla Presidenza un chiarimento circa il parere contrario espresso su tale emendamento.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, ritiene che il tema delle prescrizioni non debba essere affrontato nel provvedimento in esame e che probabilmente debba essere più opportunamente disciplinato in modo più organico in un provvedimento in materia di giustizia.
Claudio COMINARDI (M5S) desidera stigmatizzare quanto testé affermato dal Presidente circa le motivazioni del parere contrario espresso sull'emendamento della collega Tinagli, che deriverebbero da questioni attinenti alla materia affrontata dall'emendamento. Ritiene che se vi fosse un problema attinente all'estraneità della materia rispetto al contenuto del provvedimento, l'emendamento avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile.
Irene TINAGLI (SCpI) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.537 concordando sulle considerazioni svolte dal Presidente sul fatto che tutto il tema delle prescrizioni sia in effetti da affrontare in un provvedimento organico anche se fa Pag. 124notare che oggetto della proposta emendativa fosse solo il tema delle prescrizioni in materia di omissioni contributive.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra il proprio emendamento 1.139, raccomandandone l'approvazione.
Davide TRIPIEDI (M5S) dichiara di condividere l'emendamento Placido 1.139, chiedendo al relatore e al Governo di rivedere il proprio parere su di esso.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, nel far notare che al riguardo è stato già presentato, al comma 13, l'emendamento Gnecchi 1.546, che prevede il monitoraggio degli effetti del presente provvedimento, ritiene che l'emendamento Placido 1.139 abbia una portata più ristretta. Conferma, pertanto, il proprio parere contrario.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.
Claudio COMINARDI (M5S) auspica l'approvazione dell'emendamento Placido 1.139.
Nessun altro chiedendo di intervenire la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.139 e Rostellato 1.495.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 1.381, a sua prima firma, sottolineando le finalità di semplificazione della procedura relativa ai versamenti agli enti bilaterali. Ritiene che tale emendamento consentirebbe, peraltro, di evitare eventuali interruzioni delle prestazioni da parte dell'INPS.
Giorgio AIRAUDO (SEL) condivide le finalità dell'emendamento Rostellato 1.381, auspicandone l'approvazione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Rostellato 1.381.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 1.382, a sua prima firma, facendo presente che esso si propone di semplificare gli adempimenti a carico dei centri per l'impiego, grazie all'ausilio dell'introduzione di specifiche procedure informatiche.
Claudio COMINARDI (M5S), condivide le finalità dell'emendamento Rostellato 1.382, invitando il deputato Dell'Aringa, considerata l'autorevolezza delle sue opinioni sui centri per l'impiego, ad esprimere la sua posizione al riguardo.
Carlo DELL'ARINGA (PD) ritiene che l'emendamento in oggetto sia superfluo, considerato che già esistono procedure informatiche in tale ambito.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Rostellato 1.382.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che il Governo ha presentato due emendamenti che possono ritenersi ammissibili (vedi allegato 2). Comunica che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti è fissato alle ore 15 della giornata odierna.
Ricorda che alle ore 13.30 sarà convocata una riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, al fine di definire le modalità di prosecuzione dell’iter di esame del provvedimento, che riprenderà al termine di tale riunione.
Martedì 18 novembre 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che sono pervenuti i pareri espressi sul provvedimento dalle Commissioni XII e XIV, posti in distribuzione, che si aggiungono a quelli già trasmessi dal Comitato per la legislazione e della V Commissione.
Passando all'esame degli emendamenti riferiti al comma 7 dell'articolo 1, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione degli emendamenti Gnecchi 1.538, Polverini 1.240 e Gnecchi 1.545 e 1.544, sui quali esprime parere favorevole, purché riformulati. In particolare, l'emendamento Gnecchi 1.538 dovrebbe essere riformulato nei seguenti termini: al comma 7, lettera c), aggiungere, in fine, le parole:, escludendo per i licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, nonché prevedendo termini certi per l'impugnazione del licenziamento. L'emendamento Polverini 1.240 dovrebbe essere così riformulato: al comma 7, dopo la lettera c), aggiungere la seguente: c-bis) rafforzamento degli strumenti per favorire l'alternanza tra scuola e lavoro. L'emendamento Gnecchi 1.545 dovrebbe essere così riformulato: al comma 7, lettera e), dopo le parole: controlli a distanza aggiungere le seguenti: sugli impianti e sugli strumenti di lavoro. L'emendamento Gnecchi 1.544 dovrebbe essere così riformulato: al comma 7, lettera f), dopo le parole: subordinato, nonché aggiungere le seguenti: , fino al loro superamento. Propone, quindi, di accantonare gli emendamenti Dell'Aringa 1.550 e Gnecchi 1.543.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA esprime parere conforme a quello del relatore.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) manifesta contrarietà alla proposta del relatore di accantonare gli emendamenti Dell'Aringa 1.550 e Gnecchi 1.543, in materia di lavoro occasionale.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, fa presente all'onorevole Pizzolante che tale questione potrà valutarsi nel momento in cui la Commissione affronterà tali proposte emendative.
Davide TRIPIEDI (M5S) si dichiara stupito del fatto che non sia stata presa una decisione analoga anche per altri emendamenti che interessano la medesima materia. Lamenta, quindi, che il relatore e il Governo abbiano espresso un parere contrario su tutti gli emendamenti del MoVimento 5 Stelle, dimostrando in tal modo di non tenere in alcuna considerazione un'opposizione che rappresenta il 25 per cento del Paese. Ciò testimonia la mancanza di democrazia e la volontà di schiacciare la minoranza, trasformando l'esame del provvedimento in una vera presa in giro.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, precisa che i pareri testé espressi dal Pag. 126relatore e dal Governo non costituiscono alcuna presa in giro, ma sono frutto di valutazioni politiche. Conviene, tuttavia, sull'opportunità di accantonare tutti gli emendamenti riferiti alla lettera g) del comma 7.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento 1.93, a sua prima firma, evidenziandone la finalità di ridurre le tipologie contrattuali di lavoro. Osserva, infatti, che la situazione attuale presenta una molteplicità di strumenti che hanno portato ad accrescere la precarietà nel mondo del lavoro; ritiene opportuno che la delega tenti di limitare il più possibile le tipologie contrattuali.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL), intervenendo sull'emendamento Placido 1.93, di cui è cofirmatario, fa presente che – allo stato attuale – il criterio direttivo di cui alla lettera a) del comma 7 presenta tutti i caratteri della genericità e dell'eventualità, conferendo così al Governo una delega «in bianco».
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.93, Giorgia Meloni 1.211 e Mucci 1.500.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra l'emendamento 1.350, a sua prima firma, sottolineando l'utilità di favorire la semplificazione delle tipologie contrattuali attraverso la redazione di un testo organico. Ne raccomanda, quindi, l'approvazione.
Davide TRIPIEDI (M5S) interviene a sostegno dell'emendamento Chimienti 1.350, rilevando la necessità di rendere più chiaro il testo organico che dovrà riunire la materia della disciplina delle tipologie contrattuali. Evidenzia, tuttavia, che dalle affermazioni del Presidente del Consiglio Renzi si deduce che i decreti delegati sono stati già predisposti ed esprime il proprio rincrescimento per il fatto che la maggioranza ed il Governo non vogliano collaborare con il gruppo del MoVimento 5 Stelle nel tentativo di migliorare il provvedimento.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Chimienti 1.350.
Tiziana CIPRINI (M5S) illustra l'emendamento 1.482, a sua prima firma, sottolineando che tale proposta emendativa intende ripristinare le modifiche apportate al testo dalla Commissione Lavoro del Senato.
Claudio COMINARDI (M5S) osserva che spesso si sente ripetere l'espressione «ce lo chiede l'Europa» e che l'emendamento Ciprini 1.482 è proprio inteso a rispondere alle sollecitazioni che sono state rivolte al nostro Paese dalle Istituzioni europee, mentre i decreti recentemente approvati dal ministro Poletti hanno disatteso le direttive europee, con particolare riferimento al lavoro a tempo determinato. Fa, quindi, presente che la proposta emendativa non stravolge la delega e per questo si meraviglia del parere contrario del relatore e del Governo. Richiama, peraltro, le criticità rilevate dal Comitato per la legislazione e conclude auspicando un voto favorevole della Commissione nonostante il rappresentante del Governo e il relatore parlino tra di loro e dimostrino di non interessarsi alle argomentazioni esposte.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, fa presente all'onorevole Cominardi che la consultazione tra relatore e Governo deve essere sempre consentita. Assicura in ogni caso di aver seguito l'intervento con la massima attenzione.
Irene TINAGLI (SCpI) ritiene apprezzabile le finalità dell'emendamento Ciprini 1.482, pur rilevandone l'impropria formulazione, connessa al riferimento agli orientamenti annuali dell'Unione europea.
Tiziana CIPRINI (M5S) si dichiara disponibile a una riformulazione del proprio emendamento.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, propone, quindi, di accantonare l'emendamento Ciprini 1.482, al fine di una ulteriore valutazione.
Tiziana CIPRINI (M5S) illustra l'emendamento 1.473, a sua prima firma, segnalando come l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori rappresenti un simbolo della tutela dei lavoratori. Rileva, quindi, che i contratti a tempo indeterminato sono ormai quasi del tutto scomparsi e che il Governo con questo provvedimento si pone sulla scia delle richieste della Banca Centrale Europea e del suo Governatore, Mario Draghi, nonché di quelle del Presidente di Confindustria Squinzi.
Claudio COMINARDI (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Ciprini 1.473, basando la sua indicazione non su motivazioni ideologiche, bensì fondandosi sui recenti dati OCSE, in base ai quali risulta evidente che non corrisponde a verità lo stereotipo che in Italia vi sia una rigidità del mercato del lavoro. Ricorda quindi che in base a tali indicazioni il nostro Paese ha un indice di protezione dei contratti a tempo determinato inferiore a quelli di diversi Paesi, quali la Francia, la Germania e i Paesi Bassi. Aggiunge che, in base ai medesimi dati OCSE, che sono aggiornati al 2013, non corrisponde ugualmente a realtà l'altro luogo comune secondo il quale in Italia vi sarebbe una dicotomia tra lavoratori super-garantiti, titolari di contratti di lavoro a tempo indeterminato, e lavoratori sostanzialmente senza tutele sull'altro versante. Sottolinea quindi che in base al citato rapporto OCSE l'Italia è perfettamente in linea rispetto alla media europea. Rileva altresì che tali dati non tengono conto del successivo decreto-legge n. 34 del 2014, recante disposizioni in materia di lavoro a termine, apprendistato, servizi per il lavoro, verifica della regolarità contributiva e contratti di solidarietà, il quale, come noto, ha ampliato la durata dei contratti a tempo determinato, prevedendo inoltre la loro «acausalità». Precisa quindi che ove si tenessero in considerazione anche gli effetti di quest'ultimo decreto-legge, l'indice di protezione dei lavoratori a tempo determinato risulterebbe ancora minore. Contesta inoltre l'assunto che una maggiore flessibilità nel rapporto di lavoro crei più occupazione. Ricorda quindi che il premio Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz, recentemente ospite della Camera dei deputati su iniziativa del gruppo Sinistra Ecologia Libertà, ha criticato le politiche del lavoro che portano minori tutele per i lavoratori. Dopo aver ricordato che lo scopo di questa riforma non è quello di sostenere l'occupazione e i centri per l'impiego, i quali hanno un limitato numero di addetti, ribadisce l'importanza di introdurre nel nostro ordinamento il «reddito di cittadinanza», il quale crea l'opportunità, per chi cerca un'occupazione, di non dover accettare qualsiasi lavoro e permette anche di risparmiare sui costi sociali che derivano dalle malattie riconducibili ad una mancanza di lavoro, e quindi di reddito. Rileva, inoltre, che la precarietà lavorativa incide molto sulla produttività, in quanto non si ha una fidelizzazione del lavoratore nei confronti dell'impresa, il quale non è neanche incentivato ad una formazione professionale. Ricorda, infine, come recenti studi abbiano prospettato la perdita, entro i prossimi venti anni, di moltissime tipologie di lavoro che non tengono il passo con l'impetuoso progresso tecnologico, il che porterà una diminuzione dell'occupazione, ma anche ad un aumento dei profitti, i quali convergeranno sempre maggiormente nelle mani di pochi soggetti.
Giorgio AIRAUDO (SEL) interviene a sostegno dell'emendamento Ciprini 1.473, come di tutti gli emendamenti – presentati anche da parte del gruppo di SEL – i quali estendono le tutele dei lavoratori. Rileva quindi che incidere, in particolare, sulle disposizioni dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in un momento di crisi economica, è inutile, in quanto peggiora la situazione di chi lavora, senza incidere sulla crescita. Ritiene quindi che la posizione Pag. 128assunta dal suo gruppo sia da mantenere per dare voce a coloro che scioperano per la tutela del proprio posto di lavoro, rinunciando al corrispondente salario giornaliero.
Davide TRIPIEDI (M5S) sostiene anch'egli l'emendamento Ciprini 1.473, il quale intende evitare lo sfruttamento dei lavoratori, ai quali vengono tolti dei diritti senza che con ciò si crei nuova occupazione. Ricorda quindi che la modifica alla disciplina dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che si intende introdurre con il presente disegno di legge delega, è peggiorativa rispetto a quella già effettuata dal Ministro Fornero. Ritiene inoltre che così facendo si determini una diminuzione dell'occupazione in Italia a favore delle grandi imprese multinazionali, le quali si possono appropriare del nostro know how, per poi liberamente licenziare i propri collaboratori.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Ciprini 1.473.
Walter RIZZETTO (M5S) illustra il proprio emendamento 1.435, ricordando che con le disposizioni concernenti il rapporto di lavoro contenute nel presente disegno di legge, scomparirà il contratto a tempo indeterminato attualmente vigente, per dar vita ad un nuovo contratto a tutele crescenti. Ritiene che ciò, oltre a pregiudicare i diritti dei lavoratori, nel momento in cui entreranno in vigore i decreti attuativi, impedirà a ciascuna impresa di assumere personale a tempo indeterminato, nuocendo alle stesse imprese. Rileva inoltre come questa operazione sia legata a corrispondenti disposizioni contenute nel disegno di legge di stabilità per il 2015, le quali non sono state ancora valutate e il cui esito emendativo è ancora incerto. Ritiene poi che le disposizioni che si intendono introdurre non siano in linea con la direttiva 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato, ricordando che questo ulteriore intervento peggiora la normativa vigente. Ricorda inoltre che, in base alle nuove norme, in caso di licenziamenti illegittimi, determinati da motivi economici concernenti l'attività di impresa, non è previsto il reintegro nel posto di lavoro, bensì il solo indennizzo economico. Rileva, quindi, che una motivazione economica per un licenziamento non è difficile da addurre per l'imprenditore che abbia una buona conoscenza di contabilità aziendale. Precisa infine che, ove si volesse introdurre il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, per poter essere in armonia con la normativa europea – che reputa ordinario l'utilizzo del contratto di lavoro a tempo indeterminato – sarebbe necessario reintrodurre la «causalità» per la proroga dei contratti di lavoro a termine, soppressa dal decreto-legge n. 34 del 2014.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Rizzetto 1.435.
Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.94, ne illustra le finalità sottolineando come l'intento principale sia quello di ridurre le tipologie contrattuali attualmente previste dall'ordinamento, dal momento che anche il Governo ne propone il riordino. Al riguardo ritiene, infatti, che quattro-cinque tipologie contrattuali possano essere giudicate sufficienti per includere e normare tutte le tipologie contrattuali di lavoro.
Tiziana CIPRINI (M5S) chiede al rappresentante del Governo maggiori chiarimenti sul processo di riordino delle tipologie contrattuali e in particolare sul processo di «disboscamento» che l'Esecutivo è intenzionato a mettere in campo.
Claudio COMINARDI (M5S) osserva come riguardo al cosiddetto contratto a tutele crescenti si sia parlato di dualità e di scontro generazionale. A tale specifico riguardo ritiene che tale scontro generazionale possa effettivamente acuirsi proprio a danno di chi dovrà stipulare un contratto a tempo determinato. Nel riprendere Pag. 129le considerazioni già svolte dal collega Rizzetto, ritiene che ogni tipologia contrattuale anche a tempo determinato, per non incorrere nella violazione della normativa europea in materia, debba prevedere delle specifiche motivazioni.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL), intervenendo allo scopo di cercare di semplificare il dibattito in corso, si rivolge in particolare modo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, sottolineando come continuare a rivolgere al Governo richieste di chiarimento sugli interventi di semplificazione e razionalizzazione delle tipologie contrattuali esistenti rappresenti un esercizio inutile, in quanto siamo di fronte a decisioni politiche che sono il frutto di una nuova cultura e testimoniano la conclusione di un vero e proprio ciclo storico. Si tratta di un intervento normativo che rappresenta, di fatto, un cambiamento epocale che chiude una parabola storica e che può a ragione essere considerato il migliore esercizio da parte dell'attuale Esecutivo di una filosofia di impostazione liberista.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.94.
Annagrazia CALABRIA (FI-PdL), intervenendo sull'emendamento 1.527, di cui è cofirmataria, ricorda come tale proposta emendativa metta in salvo alcune tipologie contrattuali previste dalla cosiddetta «legge Biagi», riproducendo il contenuto di un analogo emendamento già presentato presso l'altro ramo del Parlamento dal senatore Ichino. Ne raccomanda quindi l'approvazione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Brunetta 1.527 e Pinna 1.317.
Carlo DELL'ARINGA (PD) ritira il proprio emendamento 1.20.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) ritira il proprio emendamento 1.553.
Titti DI SALVO (PD) ritira il proprio emendamento 1.40.
Antonio PLACIDO (SEL), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.149, insiste affinché, in coerenza con quanto già preannunciato anche dal Governo, si fissi un perimetro più specifico che delimiti l'ampia delega concessa al Governo in materia di riordino delle tipologie contrattuali. Al riguardo ritiene ovviamente che occorra una linea condivisa su tale delicata questione da parte del Governo e auspicabilmente anche da parte dei gruppi parlamentari.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL), intervenendo sull'emendamento 1.149 in qualità di cofirmatario, ricorda come in realtà tutte le tipologie contrattuali possano in effetti ricondursi a due categorie: contratti a tempo determinato e contratti a tempo indeterminato; tutte le altre tipologie contrattuali rappresentano una sottospecie che può essere fatta rientrare in ciascuna delle due categorie indicate. In particolare non si comprendono le ragioni per le quali, nel tempo, si sia andata riducendo l'applicabilità dei contratti a tempo determinato. Ricorda in particolare che con il decreto-legge n. 34 del 2014 si è ridotto il ricorso al contratto di tipo causale ampiamente sostenuto in questi anni.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, informa la Commissione che da notizie di stampa sembrerebbe che alcuni deputati del Movimento 5 Stelle stiano trasmettendo in diretta streaming sulla rete internet la seduta della Commissione. Ricordando il divieto di utilizzo di mezzi di registrazione delle sedute della Camera, invita i colleghi ad interrompere immediatamente tale attività. Sospende, quindi, la seduta.
Cesare DAMIANO, presidente, nell'invitare i commissari a evitare il ripetersi di Pag. 130simili episodi, ribadisce che le vigenti disposizioni regolamentari non consentono la pubblicità dei lavori attraverso la trasmissione diretta via internet. Diffida, pertanto, dal proseguire nelle registrazioni, invitando i deputati a mantenere un comportamento rispettoso delle istituzioni e delle regole parlamentari.
Giuseppe BRESCIA (M5S) stigmatizza gli epiteti che sono stati rivolti ai deputati del suo gruppo.
Cesare DAMIANO, presidente, nel ribadire che la diretta in streaming non era stata autorizzata, fa presente di non essere al corrente dell'episodio segnalato dal deputato Brescia, che probabilmente è avvenuto dopo la sospensione della seduta. Stigmatizza in ogni caso l'utilizzo di espressioni irriguardose all'interno di un'aula parlamentare.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.149.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l'emendamento Formisano 1.7 si intende respinto al fine di consentirne la sua ripresentazione in Assemblea.
Davide TRIPIEDI (M5S) illustra l'emendamento Dell'Orco 1.503, ricordando che sulla materia esiste una proposta di legge presentata dal suo gruppo già approvata dalla Camera in prima lettura. Invita pertanto i colleghi a una riflessione sul tema.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Dell'Orco 1.503 e 1.504, nonché Rizzetto 1.454.
Walter RIZZETTO (M5S) illustra il suo emendamento 1.455, sottolineando che la finalità dell'intervento è di rimuovere le discriminazioni salariali tra uomo e donna.
Irene TINAGLI (SCpI), nel rilevare che la formulazione dell'emendamento in esame non incide sulle reali cause di divario salariale tra uomo e donna, ricorda che sulla materia in oggetto è stata recentemente approvata una mozione dal Parlamento.
Marialuisa GNECCHI (PD), nel richiamare il dettato dell'articolo 9 della legge n. 125 del 1991, propone di accantonare l'emendamento Rizzetto 1.455 al fine di trovare una formulazione che possa essere maggiormente condivisa.
Titti DI SALVO (PD), nel sostenere la proposta dell'onorevole Gnecchi, sottolinea la difficoltà di intervenire sulla materia, trattandosi di una problematica molto complicata. Ricorda, ad esempio, che i premi di risultato non vengono assegnati alle donne in maternità essendo legati alla presenza sul posto di lavoro.
Renata POLVERINI (FI-PdL) invita a concentrare il lavoro della Commissione sulle tematiche più importanti del provvedimento in esame.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA illustra le motivazioni per le quali il Governo ha espresso parere contrario sull'emendamento Rizzetto 1.455, facendo presente che non vi sono strumenti all'interno della legge delega per intervenire in maniera specifica sulla materia, osservato peraltro che la parità salariale è già prevista dalla legislazione vigente. Fa presente altresì che di recente è stato insediato il Comitato pari opportunità presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al quale ha chiesto, oltre che di intervenire per una semplificazione burocratica, anche di farsi carico di un'elaborazione più complessiva della parità di genere, rimuovendo gli ostacoli ancora esistenti. Invita pertanto il presentatore a ritirare il suo emendamento in vista della presentazione di un ordine del giorno in Assemblea.
Walter RIZZETTO (M5S), nel sottolineare che i suoi emendamenti intendono contribuire ad un effettivo miglioramento del testo, accetta l'invito del Governo a Pag. 131ritirare l'emendamento 1.455, a sua prima firma, in vista della presentazione di un ordine del giorno.
Cesare DAMIANO, presidente, prende atto che l'emendamento Rizzetto 1.455 è stato ritirato dal presentatore.
Monica GREGORI (PD) ritira l'emendamento 1.223, a sua prima firma, riservandosi di intervenire successivamente nell'esame in Assemblea, anche alla luce degli approfondimenti sulla riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.538.
Silvia CHIMIENTI (M5S) sottolinea il rilievo dell'emendamento 1.349, a sua prima firma, che introduce una modifica testuale, conformandosi in tal modo alla normativa europea, con particolare riferimento alla direttiva 1999/70/CE. Ribadisce il proprio convincimento che il contratto a tempo indeterminato dovrebbe essere la forma di contratto «comune», così come esplicitamente previsto citata dalla normativa europea.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) condivide le considerazioni della collega Chimienti, rilevando che la migliore maniera per rendere appetibile il contratto a tempo indeterminato è quella di prevedere che esso costituisca la forma comune di contratto. Manifesta, quindi, tutta la propria contrarietà nei confronti delle misure che prevedono sgravi fiscali per favorire le assunzioni, evidenziando come tali interventi rappresentino una sorta di regalo agli imprenditori fatto con i soldi dei contribuenti. Si domanda in quale provvedimento verranno stanziate le risorse per gli interventi recati dai decreti attuativi della delega e se si potrà ancora sostenere che dalla delega legislativa non deriveranno oneri.
Cesare DAMIANO, presidente, alla luce delle precisazioni della collega Chimienti, esprime parere favorevole sull'emendamento 1.349.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Chimienti 1.349 e respinge gli emendamenti Ciprini 1.490 e Rizzetto 1.443.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento 1.53, a sua prima firma, finalizzato a uniformare la disciplina dei contratti di lavoro alle direttive europee e a cancellare gli effetti del decreto-legge n. 34 del 2014. Ne raccomanda, quindi, l'approvazione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.53.
Giorgio AIRAUDO (SEL) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.54, a sua prima firma, che ripristina le disposizioni dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in materia di reintegro nel posto di lavoro. Ritiene, infatti, che l'abrogazione dell'articolo 18 non potrà in alcun modo favorire la capacità delle imprese di assumere nuovi lavoratori.
Claudio COMINARDI (M5S) preannuncia il voto favorevole del gruppo del MoVimento 5 Stelle sull'emendamento Airaudo 1.54, segnalando che le disposizioni del disegno di legge in esame sono indirizzate in senso opposto alle esigenze del mondo del lavoro.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.54.
Giorgio AIRAUDO (SEL) illustra l'emendamento 1.52, a sua prima firma, sottolineando gli effetti benefici che deriverebbero dall'estensione delle tutele garantite dall'articolo 18 ai lavoratori delle imprese di qualunque dimensione e settore produttivo.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.52.
Claudio COMINARDI (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Ciprini 1.465, di cui è cofirmatario, sottolineando come i diritti non si possano monetizzare, né tanto meno eliminare.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ciprini 1.465, 1.468 e 1.491.
Claudio COMINARDI (M5S) rileva come il suo emendamento 1.247 intenda sopprimere l'introduzione del contratto a tutele crescenti. Evidenzia, quindi, che in molte esperienze estere le forme di flessibilità coinvolgono in maniera condivisa le parti interessate e che il relativo incremento di produttività è legato al fatto che si lavori per obiettivi arrivando persino all'abolizione dell'orario di lavoro. Non ritiene, invece, che possano derivare effetti positivi dall'introduzione dei contratti a tutele crescenti.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cominardi 1.247 e Airaudo 1.96.
Davide TRIPIEDI (M5S) illustra l'emendamento 1.355, a sua prima firma, che prevede la reintegrazione del lavoratore sul posto di lavoro anche nelle ipotesi di licenziamento economico. Invita, quindi, i colleghi del Partito democratico ad approvare l'emendamento, ricordando che in passato hanno sempre sostenuto tale battaglia.
Claudio COMINARDI (M5S), intervenendo a sostegno delle tesi del collega Tripiedi, rileva che lo Statuto dei lavoratori risale a un'epoca in cui le condizioni economiche erano molto diverse dalle attuali, essendo ancora vicini gli effetti del boom economico, e ciononostante vennero introdotte importanti forme di tutela del posto di lavoro.
Osserva, invece, che in un contesto di grave crisi come quello attuale si tenta di smantellare diritti che per oltre quaranta anni sono stati garantiti.
Ivan DELLA VALLE (M5S) richiama i contenuti di una recente audizione di imprenditori svolta presso la X Commissione, nella quale è emerso che il mondo dei piccoli imprenditori non è assolutamente interessato alla soppressione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e che, invece, sono ben altre le misure richieste affinché si possano creare posti di lavoro. Ad esempio, sarebbe utile che venisse abbassato il costo del lavoro nelle micro imprese che si occupano delle lavorazioni intermedie. Ritiene assurdo che si possano eliminare dei diritti oramai acquisiti e sottolinea che sarebbe più opportuno estendere le tutele anche a chi ancora non le ha.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Tripiedi 1.355.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) interviene in qualità di cofirmatario sull'emendamento Placido 1.56, rilevando che la locuzione «contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti», di cui alla lettera c) del comma 7 dell'articolo 1, fa riferimento ad un istituto sconosciuto nell'ordinamento italiano e determina un'elevatissima incertezza interpretativa. Sottolinea come l'emendamento intenda invece individuare chiaramente i criteri per l'incremento delle tutele dei lavoratori. Rileva inoltre come, in assenza di ulteriori specificazioni normative, la lettera c) – su cui incide la presente proposta emendativa – assume la connotazione di vera e propria «norma in bianco», che attribuisce alla discrezionalità del Governo la potestà di definire in concreto quali siano le tutele crescenti connesse al contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Tiziana CIPRINI (M5S) interviene a sua volta sull'emendamento Placido 1.56, segnalando come non sia possibile determinare a priori il contenuto dei provvedimenti attuativi del criterio direttivo di cui alla lettera c) del comma 7 dell'articolo 1.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.56.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l'emendamento Capezzone 1.9 deve intendersi respinto, al fine di una sua ripresentazione in Assemblea.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.95.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) interviene sull'emendamento 1.191, a sua prima firma, che sostituisce, al comma 7 della lettera c) dell'articolo 1, le parole «a tutele crescenti» con le parole: «con clausole di flessicurezza». Chiarisce quindi che il termine «flessicurezza» intende mettere insieme sia la sicurezza, sia la flessibilità nel rapporto di lavoro. Ritiene che ciò sia a vantaggio dei cittadini, che possono beneficiare di un livello elevato di sicurezza occupazionale, ma anche dei datori di lavoro, che possono sviluppare processi lavorativi flessibili in particolari settori industriali, come, ad esempio, in quello delle gomme per autoveicoli: questo settore, considerata la stagionalità della produzione, richiede, infatti, un'elevata flessibilità nell'impiego della manodopera. Ricorda quindi che nei Paesi ove tale modello lavorativo è stato utilizzato, come i Paesi Bassi e la Danimarca, i risultati in termini di produttività e di efficienza sono stati molto soddisfacenti.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.191.
Cesare DAMIANO, presidente, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 17.15, riprende alle 17.40.
Antonio PLACIDO (SEL) intervenendo sugli emendamenti Placido 1.97 e Airaudo 1.98, ne illustra le finalità.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.97 e Airaudo 1.98.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che l'emendamento Capezzone 1.8 deve intendersi respinto ai fini di consentirne la ripresentazione in Assemblea.
Avverte inoltre che la Commissione passa ora all'esame dell'emendamento Gnecchi 1.538, del quale ha proposto una riformulazione. A tale riguardo fa presente che nell'ipotesi in cui tale emendamento venisse approvato dalla Commissione, dovrebbero considerarsi preclusi gli emendamenti Placido 1.99, Brunetta 1.529 e 1.528, nonché Chimienti 1.343, 1.344, 1.342, 1341, 1.458, 1.340 e 1.457.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) intervenendo sull'emendamento Gnecchi 1.538 ritiene che la riscrittura proposta attribuisca un ulteriore margine di discrezionalità al Governo, che di fatto si trova a poter scegliere le ipotesi nelle quali escludere la possibilità del reintegro del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo in alternativa un indennizzo economico crescente con l'anzianità di servizio. Ribadisce quanto già affermato in un precedente intervento e cioè che si tratta di un evidente passo indietro nelle politiche del lavoro, sottolineando come dopo quarantaquattro anni rischi di venire meno la centralità della tutela dei diritti dei lavoratori.
Monica GREGORI (PD) come già anticipato, intende meglio argomentare la mancata sottoscrizione dell'emendamento Gnecchi 1.538. Desidera sottolineare che non si tratta di una posizione di carattere ideologico, ma di una decisione che deriva dalla constatazione che con tale emendamento si sceglie di non offrire più al lavoratore il diritto al reintegro nel posto di lavoro, ma si prevede il solo indennizzo economico. Tale scelta a suo giudizio può rappresentare la privazione della dignità del lavoratore. Ciò premesso, preannuncia il proprio voto di astensione sull'emendamento in esame.
Claudio COMINARDI (M5S) esprime apprezzamento per l'intervento svolto dalla collega Gregori, nel quale ha potuto cogliere il disappunto e il disagio per le Pag. 134scelte compiute dal Governo e dallo stesso Partito democratico. Esprime forti perplessità per il contenuto di tale proposta emendativa e ritiene che la Commissione non stia valutando appieno la portata delle norme che sta per approvare. Al contrario, con l'emendamento proposto ci si appresta a cancellare una parte della storia del Paese. A tale riguardo ricorda l'intervento precedentemente svolto dal collega Della Valle che ha riportato le affermazioni svolte da un imprenditore in audizione presso la Commissione Attività produttive, il quale avrebbe affermato che l'ultimo dei problemi per le imprese è rappresentato dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Togliere al giudice la possibilità di prevedere il reintegro nel posto di lavoro significa compiere un passo indietro fino al lontano 1927, e alla Carta del lavoro del regime fascista che prevedeva un'analoga indennità crescente con l'anzianità di servizio. Ricorda infine di aver apprezzato le considerazioni svolte dal professor Alleva, esperto di diritto del lavoro, che ha sottolineato come il provvedimento in esame aprirà le porte a innumerevoli ricorsi di fronte alla Corte costituzionale. Si tratta di un provvedimento presentato da un Governo che prende ordine direttamente dalla Germania, da un Presidente del Consiglio non eletto da nessuno. Esprime un giudizio nettamente contrario sul provvedimento, giudicandolo una vera e propria «porcata».
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, invita il deputato Cominardi a utilizzare un linguaggio consono al suo ruolo e alla sede parlamentare, pur riconoscendo la libertà di tutti di esprimere il proprio giudizio politico con toni anche accesi.
Davide TRIPIEDI (M5S) giudica vergognoso il provvedimento in esame, sottolineando che con esso si distrugge il diritto e l'evoluzione sociale dei lavoratori, colpendo le parti più deboli. Dichiara pertanto che il suo gruppo voterà contro la nuova formulazione dell'emendamento Gnecchi 1.538, che riduce i diritti dei lavoratori e lede la loro libertà.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nel sottolineare che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, di cui si discute, è già stato snaturato dalla legge n. 92 del 2012 e che la volontà politica del Governo è quella di affossare definitivamente tale disposizione, fa presente che il suo gruppo intende ripristinare l'articolo 18 nel testo del 1970, senza alcun compromesso al ribasso. Esprime sconcerto per la riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.538 che lascia amplissimi margini di discrezionalità al Governo.
Tiziana CIPRINI (M5S) esprime contrarietà sul contenuto dell'emendamento in esame, che lede i diritti dei lavoratori e definitivamente «rottama» l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che il suo gruppo ha sempre sostenuto.
Giorgio AIRAUDO (SEL), nel sostenere che non vi è connessione tra la diminuzione delle tutele dei lavoratori, già ridotte dalle riforme del Governo Monti, e la creazione dei posti di lavoro, ritiene che in un momento di crisi così drammatica non sia assolutamente necessario intraprendere una discussione sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Al riguardo, nel ritenere che in realtà le scelte operate derivino dalla necessità di mantenere un equilibrio politico innaturale all'interno del Governo, manifesta la volontà della propria parte politica di appoggiare coloro che scioperano e chiedono di cambiare il contenuto del provvedimento in esame. Avverte pertanto che il suo gruppo abbandonerà i lavori della Commissione e invita le altre forze di opposizione a fare altrettanto, auspicando una dettagliata e proficua discussione nel merito del provvedimento nel prosieguo dell'esame in Assemblea. Preannuncia infine che il suo gruppo presenterà una relazione di minoranza per l'Assemblea.
Cesare DAMIANO, presidente, invita il gruppo Sinistra Ecologia e Libertà a non abbandonare i lavori della Commissione, assicurando il proficuo contributo del gruppo al dibattito in corso. Su richiesta Pag. 135del deputato Polverini, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 18.30, riprende alle 18.45.
Massimo Enrico CORSARO (FdI-AN), pur con argomentazioni opposte a quelle dei colleghi degli altri gruppi di opposizione intervenuti, preannuncia, con rammarico, un voto contrario da parte del gruppo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale.
Afferma, infatti, che nei giorni precedenti ha tentato di convincere i colleghi del proprio gruppo a votare favorevolmente sul testo del disegno di legge all'esame della Commissione e sottolinea che il suo gruppo ha presentato solo quattro emendamenti, nell'ottica non di fare ostruzionismo, ma di contribuire ai lavori con un apporto qualificato.
Rileva, invece, il Presidente del Consiglio ha compiuto un'ennesima marcia indietro e, per smorzare i contrasti all'interno del Partito democratico, ha voluto che si depotenziassero fortemente gli elementi di positiva novità contenuti nel provvedimento attraverso interventi correttivi che si sono tradotti, in particolare, nella riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.538.
Condivide le considerazioni del collega Sannicandro a proposito del periodo storico che ha visto nel nostro Paese accompagnarsi allo sviluppo economico l'estensione delle norme di garanzia a tutela dei lavori. Ritiene che in tali considerazioni ci sia del vero e che oggi la situazione sia del tutto differente, giacché soltanto in alcune produzioni di nicchia e innovative il Paese riesce a mantenere la competitività, mentre in tutte le restanti è oramai fuori dal mercato.
Per tale ragione ritiene che non si dovrebbero fare battaglie a difesa di specifiche categorie sociali, ma che si dovrebbe lavorare nella direzione che sembrava essere stata presa con il disegno di legge presentato dal Governo. Precisa, tuttavia, di ritenere lo strumento della delega legislativa inadatto ad una riforma di questa importanza e delicatezza, soprattutto tenuto conto dell'estrema genericità dei principi e criteri direttivi.
Deve invece prendere atto che quanto c'era di buono nel testo iniziale è stato inficiato dalle decisioni di un Presidente del Consiglio bravo solo a convocare conferenze stampa per avere modo di proclamare frasi altisonanti.
Ribadisce, dunque, il voto contrario del proprio gruppo e auspica che sul provvedimento non sia posta la questione di fiducia in Assemblea.
Carlo DELL'ARINGA (PD), nel ricordare che sul provvedimento è stata svolta un'accurata e approfondita istruttoria, che ha portato a sentire tutte le voci, rileva che ora è giunto il momento conclusivo, nel quale vengono a concentrarsi le decisioni. Osserva che l'evoluzione della normativa sui contratti di lavoro si è sviluppata in un arco temporale lungo, che ha conosciuto numerosi momenti delicati e dibattiti spesso accesi, e rileva che indubbiamente modificare tale normativa è una decisione difficile da prendere. Sottolinea, del resto, che vi è stato un ampio dibattito, in Parlamento e nell'opinione pubblica, e che il Paese ha dato prova di avere un alto grado di democraticità. Nel rilevare, pertanto, che le decisioni di oggi possono essere contestate nel merito, ribadisce che esse sono il frutto di un ampio confronto democratico, nel quale si sono registrate differenti opinioni, anche all'interno della Commissione, a testimonianza della partecipazione democratica delle varie componenti sociali al dibattito politico. Mette quindi in evidenza la sensibilità che vi è stata nei confronti di un processo che non può che essere graduale, esprimendo condivisione per le parole del presidente, che, proprio per queste ragioni, ha invitato i deputati del gruppo SEL a non abbandonare i lavori della Commissione.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che, in caso di abbandono dei lavori della Commissione, tutte le proposte emendative non ancora poste in votazione presentate dai deputati dei gruppi che abbandoneranno Pag. 136i lavori s'intenderanno respinte, al fine di consentirne la ripresentazione in Assemblea.
Giorgio AIRAUDO (SEL) esprime apprezzamento per la decisione preannunciata dalla presidenza.
Titti DI SALVO (PD) annuncia il suo voto a favore dell'emendamento Gnecchi 1.538, nella riformulazione proposta. Con riferimento a quanto detto dai colleghi di opposizione in merito alla posizione espressa dalla collega Gregori sull'emendamento in discussione, si dice certa che il Partito Democratico, all'interno del quale vi è ampia possibilità di esprimere diverse opinioni politiche, non provvederà a espellere un proprio parlamentare per le opinioni espresse, né, tantomeno, inizierà una campagna mediatica a suo discredito. Anche se ritiene che la parte concernente la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori avrebbe potuto non essere inserita nel presente disegno di legge, che comunque contiene un'ampia delega relativa ai rapporti di lavoro, reputa grave aver evocato nel dibattito una sorta di colpo di Stato da parte di un Governo che si ritiene illegittimo, guidato da un Presidente del Consiglio dei ministri considerato anch'egli illegittimo. Parimenti, ritiene pericolosi i riferimenti alla chiusura di un'epoca di tutela dei diritti dei lavoratori, e, addirittura, ad uno stravolgimento dei principi costituzionali. Auspica quindi che, pur nell'asprezza del dibattito, ciascuno ponderi e valuti le proprie affermazioni, anche alla luce delle possibili conseguenze che esse possono avere al di fuori delle sedi istituzionali. Ritiene, in ogni caso, che il compito fondamentale della politica sia quello di assumere l'onere delle decisioni su questioni complesse e che i partiti politici debbano farsene carico, non limitandosi a riportare nelle sedi parlamentari le pur legittime rivendicazioni delle forze sindacali. A tale ultimo riguardo, esprime l'avviso che i partiti di sinistra non abbiano ancora risolto il problema del loro rapporto con i sindacati, non avendo ancora pienamente chiarito quale sia il loro posizionamento rispetto ad essi, sottolineando come il sostegno a un governo imponga di compiere delle scelte tenendo conto delle posizioni espresse dalla maggioranza parlamentare.
Entrando infine nel merito delle disposizioni della delega reputa che la direzione verso la quale essa si muove sia positiva, anche se non risolutiva di tutti i problemi connessi al mondo del lavoro.
Marco MICCOLI (PD) annuncia il suo voto favorevole sull'emendamento Gnecchi 1.538, nella riformulazione proposta, sul quale vi è stata un'enorme attenzione da parte dei mass media, segnalando la genuinità delle argomentazioni espresse sia dai colleghi di opposizione che da quelli di maggioranza. Rileva quindi l'intenso dibattito che si è svolto, in particolare all'interno del Partito Democratico, dove i parlamentari hanno svolto, in piena autonomia, la loro battaglia politica per un miglioramento del testo e l'affermazione delle proprie posizioni politiche. Reputa, inoltre, legittimo lo sciopero indetto dal sindacato, il quale, altrettanto legittimamente, ha deciso quando programmarlo. Ritiene comunque importante che lo stesso sindacato esprima le proprie posizioni, delle quali il Governo potrà tenere conto anche per esercitare nella maniera più opportuna la delega, attraverso l'emanazione dei decreti legislativi attuativi della stessa. Richiama quindi la sua precedente esperienza sindacale, sottolineando, inoltre, che anche a lui appare sbagliato parlare di colpo di Stato, non dando atto dell'alto livello del dibattito che si è svolto in Commissione e che ha portato, anche tramite l'emendamento in discussione, ad un avanzamento significativo rispetto al dibattito iniziale.
Lorenzo DELLAI (PI) esprime, a nome del suo gruppo, il voto favorevole sull'emendamento Gnecchi 1.538, così come riformulato, ritenendolo un compromesso positivo, il quale è scaturito dopo un lungo dibattito, soprattutto all'interno del Partito Democratico. Dopo aver ricordato che il compromesso politico è un modo pacifico Pag. 137di dirimere i conflitti su determinate questioni, ritiene che l'aspetto inciso dall'emendamento ora in discussione non sia la parte più significativa delle disposizioni di delega contenute nel provvedimento in esame. Ricorda quindi che sarà importante, attraverso il controllo da parte delle Commissioni parlamentari competenti, verificare come sarà esercitata la delega che viene conferita, ribadendo l'importanza di dare attuazione all'intero testo in esame, il quale introduce nuovi strumenti per un'innovazione delle politiche del lavoro.
Michele DELL'ORCO (M5S) giudica in modo negativo il provvedimento in esame e l'emendamento in discussione, sottolineando come la riforma del lavoro dovesse servire a mettere fine al precariato. Dopo aver ricordato che il disegno di legge all'ordine del giorno non riduce la precarietà, sottolinea che il MoVimento 5 Stelle ha cercato di far capire ai componenti della Commissione il significato di quello che stanno facendo, trasmettendo all'esterno una ripresa dei lavori della Commissione stessa e sottoponendo così i suoi componenti a quella stessa «videosorveglianza» che essi introducono per i lavoratori, ma non vogliono per se stessi. Invita i componenti della Commissione a sforzarsi di immaginare come ci si sente ad essere lavoratori comuni.
Cesare DAMIANO, presidente, richiama il collega Dell'Orco al rispetto delle posizioni di tutti, sottolineando come molti componenti la Commissione vengano dal mondo del lavoro salariato e del sindacato. Stigmatizza nuovamente l'utilizzo di strumenti per la ripresa e la trasmissione della seduta della Commissione, invitando ad un maggior rispetto delle regole parlamentari.
Michele DELL'ORCO (M5S) avverte che la battaglia del suo gruppo non si arresterà e assumerà toni ancora più accesi.
Cesare DAMIANO, presidente, ribadisce il suo richiamo al rispetto dei colleghi, che hanno sempre espresso in maniera civile le proprie posizioni, seppur differenziate.
Renata POLVERINI (FI-PdL) chiarisce che, per coerenza con i suoi trascorsi di dirigente sindacale, che ha più volte chiamato il sindacato allo sciopero contro riforme tese a ridurre i diritti dei lavoratori, non ha sottoscritto le proposte emendative presentate dai colleghi del suo gruppo, al cui interno si è svolto comunque un intenso dibattito.
Rileva, in ogni caso, i limiti del testo in esame, che non condivide, esprimendo altresì un giudizio critico sull'emendamento Gnecchi 1.538, così come riformulato.
Dopo aver apprezzato il comportamento tenuto dal presidente Damiano, il quale ha sempre cercato di far partecipare tutti i componenti della Commissione al proficuo esame dei provvedimenti in discussione, auspica che si presentino in Assemblea pochi emendamenti qualificati sul testo, in modo da non dare al Governo il pretesto per porre la questione di fiducia.
Dichiara, quindi, il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Gnecchi 1.538, così come riformulato, preannunciando che il gruppo abbandonerà l'aula della Commissione dopo la votazione del predetto emendamento, non volendo contribuire alla formazione di un provvedimento che non va nel senso di un miglioramento delle condizioni del mondo del lavoro.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, invita la collega Polverini e i deputati del suo gruppo a non abbandonare i lavori ed esprime vivo apprezzamento per l'intervento testé svolto, nel quale l'onorevole Polverini è riuscita a distinguere egregiamente i legami personali dalla battaglia politica, che a volte può essere anche molto aspra, ma che non può prescindere dal rispetto per le opinioni di ciascuno.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) riconosce come vi sia stato assoluto rispetto fra tutti i gruppi parlamentari nell'esame del provvedimento e sottolinea come in questa Commissione si respiri senz'altro un clima positivo. Cionondimeno, deve rilevare l'assenza Pag. 138di un positivo contributo, da parte del Governo, finalizzato al miglioramento del testo in un contesto di forte pressione sociale e mediatica. La situazione economica del Paese è estremamente critica e quindi sarebbe stato opportuno compiere scelte improntate a logiche diverse da quelle che caratterizzano il provvedimento.
Rispetto alla riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.538, ritiene che essa impedisca qualunque possibilità di mediazione. Al riguardo, preannuncia che anche il gruppo della Lega abbandonerà, dopo il voto, i lavori della Commissione.
Ritiene, altresì, di stigmatizzare in questa sede il comportamento del Governo, che di certo non ha consentito un esame costruttivo del provvedimento. Da giovane parlamentare, ritiene che nella politica debba esserci un cambio di passo nel metodo e che tale cambiamento debba venire proprio da chi aveva promesso un cambiamento radicale. Osserva che, vista l'accelerazione imposta ai lavori da parte del Governo, sarebbe stato opportuno adottare in materia un decreto-legge, ribadendo come sia stato un errore decidere di anticipare l'approvazione del disegno di legge in esame rispetto alla legge di stabilità. Tale decisione ha di fatto impedito la precisa individuazione delle risorse finanziarie da destinare agli ammortizzatori sociali. Ricorda al sottosegretario Bellanova di aver chiesto chiarimenti su come verranno ripartiti i due miliardi di euro stanziati dall'articolo 11 del disegno di legge di stabilità. Infine, preannuncia fin d'ora che il suo gruppo presenterà una relazione di minoranza sul provvedimento in esame.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, esorta anche il collega del gruppo della Lega a non abbandonare i lavori della Commissione.
Giuseppe ZAPPULLA (PD), dopo aver ascoltato l'ampio dibattito fin qui svolto, ritiene doveroso fornire un proprio contributo per un miglior inquadramento delle tematiche affrontate dall'emendamento Gnecchi 1.538 e del dibattito svoltosi anche all'interno del Partito Democratico. Sottolinea come non vi sia di certo la necessità da parte sua di giustificare la scelta di votare a favore dell'emendamento in discussione, ma ritiene giusto chiarire che le decisioni politiche, a suo avviso, devono essere prese sulla base di precise convinzioni, senza tenere conto del loro impatto mediatico.
Dichiara quindi di votare convintamente a favore dell'emendamento in esame, come riformulato, sottolineando come esso raggiunga un importante punto di equilibrio sulla materia dei licenziamenti, conseguito grazie ad un lungo e paziente lavoro di mediazione tra diverse posizioni e sensibilità politiche, anche all'interno del Partito Democratico.
Ribadisce, d'altra parte, che il contenuto di un accordo va valutato alla luce delle circostanze in cui esso è maturato. A tale riguardo, rileva che probabilmente non era indispensabile affrontare la tematica dell'articolo 18 nell'ambito della delega, anche al fine di non focalizzare l'attenzione su tale argomento. Sottolinea, comunque, che a suo avviso sono stati introdotti importanti miglioramenti rispetto al testo approvato dal Senato, anche grazie all'intenso lavoro della Commissione, che ha cercato di raccogliere le istanze di tutti i corpi sociali.
Con questo approccio ribadisce quindi il suo voto convinto a favore dell'emendamento in esame.
Irene TINAGLI (SCpI) interviene per sottolineare la posizione del proprio gruppo su un tema che ritiene assai rilevante. Con l'emendamento in esame, nella formulazione proposta dal relatore, ritiene si possa superare la spaccatura esistente nel mercato del lavoro. Sottolinea come quasi l'ottanta per cento dei contratti stipulati non sono a tempo indeterminato, osservando come per favorire una ripresa di tale ultima tipologia contrattuale si renda necessario maggiore flessibilità e maggiore adattamento anche alle regole in essere nei contesti internazionali. Se si guarda all'andamento del PIL in tutti i Pag. 139maggiori Paesi, si può auspicare che l'approvazione del disegno di legge in esame possa consentire di agganciare una fase espansiva dell'economia per le imprese italiane. Sottolinea come si tratti certamente di un tema molto delicato e come ciò abbia determinato un confronto molto acceso nella maggioranza, ma ritiene che la riformulazione proposta sia del tutto coerente con l'impianto della delega.
Auspica che anche i gruppi di opposizione si rendano conto che si tratta di temi di estrema rilevanza che vanno affrontati con serietà e rispetto e invita quindi tutti i gruppi parlamentari ad un maggiore senso di responsabilità. Annuncia infine il voto favorevole a nome del suo gruppo sull'emendamento Gnecchi 1.538, come riformulato.
Antonio PLACIDO (SEL) ritiene necessario, anzitutto, esprimere la ferma condanna di qualsiasi forma violenta di contestazione sociale, contrapponendo a essa la storia politica del suo schieramento, che si è sempre fondata, al contrario, su forme civili di rivendicazione sociale organizzate dai sindacati. Contesta, pertanto, qualsiasi argomentazione che miri a confondere questi due piani, che appaiono, al contrario, ben distinti.
Passando al merito del provvedimento in discussione, fa notare che è stato lo stesso Presidente del Consiglio ad aver segnato il dibattito con toni accesi, parlando, ad esempio, di libertà di licenziamento per le imprese e di inevitabili conseguenze sociali di cui quali lo Stato dovrebbe farsi carico: rispetto a una simile impostazione, ritiene che qualsiasi riformulazione di emendamenti, basata su diverse elaborazioni lessicali, perda di importanza e non serva a cambiare realmente la situazione.
Osserva, con rammarico, che l'azione di Governo appare chiaramente subordinata ai processi economici e sociali in atto in sede europea, nell'ambito dei quali le culture dominanti non sono certo, a suo avviso, quelle proprie della tradizione politica italiana.
Marialuisa GNECCHI (PD), nell'accettare la riformulazione proposta dal relatore e dal Governo dell'emendamento 1.538, a sua prima firma, desidera svolgere talune considerazioni politiche generali. Rivolgendosi ai deputati del gruppo di SEL, fa presente che lei stressa avrebbe preferito un Governo di centrosinistra guidato dall'onorevole Bersani, ricordando che il voto dei cittadini andava proprio in quella direzione. Fa presente che anche il Partito Democratico ha una sua storia, che è comune a quella di SEL per quanto riguarda le battaglie sul lavoro e sui diritti di cittadinanza. A testimonianza di tale comune sensibilità, osserva che da tempo la Commissione, unanimemente, si batte sui temi più delicati del lavoro e della previdenza, ricordando, ad esempio, che le misure di salvaguardia per gli «esodati» sono state tutte assunte grazie ad iniziative intraprese dalla Commissione Lavoro della Camera. Ritiene importante, tuttavia, dosare le parole per evitare qualsiasi forma di provocazione che possa originare tensioni sociali pericolose. Fa presente che il dibattito sul provvedimento in esame, anche caratterizzato da polemiche costruite ad arte, è stato lungo e sofferto, sottolineando come, tuttavia, alla fine, si è riusciti a ricondurre il filo della discussione entro i confini del merito, giungendo a sciogliere nodi importanti e a migliorare il testo approvato dal Senato.
Rivolgendosi poi al deputato Sannicandro, dichiara di essere ben consapevole delle conquiste sociali degli anni passati – dalla fine degli anni ’60 agli anni ’80 – da lei stessa vissute e condivise, ricordando, in particolare, il riconoscimento del sistema retributivo per le pensioni, lo Statuto dei lavoratori, l'introduzione del divorzio, la disciplina in materia di tutela della maternità e delle paternità nonché sui servizi all'infanzia, la riforma del diritto di famiglia, la riforma del Servizio sanitario nazionale, la legge sull'interruzione di gravidanza.
Tornando al merito del provvedimento, si dichiara convinta che l'adozione dei decreti attuativi rappresenti il vero banco di prova da superare, richiedendo la messa Pag. 140in campo di risorse adeguate, delle quali, del resto, si sta già discutendo nell'ambito dell'esame del disegno di legge di stabilità, ad esempio con riferimento agli interventi di sostegno al reddito in termini universali, per i quali il suo gruppo si sta battendo con forza.
Si dichiara dispiaciuta per il mancato accoglimento di talune importanti proposte di modifica presentate in materia di lotta alla povertà, considerato che il lavoro, a suo avviso, deve essere il campo dell'inclusione sociale, nel quale predisporre gli strumenti più adeguati per la realizzazione di ciascuna persona.
Ritiene, in conclusione, che il suo gruppo stia compiendo un consapevole atto di fiducia nei confronti del Governo, auspicando che gli impegni assunti siano mantenuti e che l'adozione dei decreti legislativi attuativi sia preceduta da un confronto serio e meditato, al fine di giungere a misure rispondenti ai criteri di delega fissati nel presente disegno di legge.
Davide TRIPIEDI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, si dichiara dispiaciuto per l'asprezza con cui, in taluni casi, si è svolto il dibattito odierno, sottolineando come il suo gruppo, pur nella diversità delle proprie convinzioni politiche, nutra rispetto per le posizioni di qualunque gruppo. Rispetto a talune considerazioni svolte dal deputato Di Salvo, ritiene che l'indifferenza sia l'unica forma di risposta possibile, mentre rivolgendosi al deputato Gnecchi dichiara di condividere il percorso di conquiste sociali che ha caratterizzato gli ultimi decenni del secolo scorso, al quale sente di appartenere politicamente, considerata la sua storia di vita personale.
Cesare DAMIANO, presidente, invita il deputato Tripiedi a limitare il proprio intervento all'ordine dei lavori, evitando considerazioni sul merito, che ha già avuto modo di formulare nel suo precedente intervento.
Davide TRIPIEDI (M5S), nel ritenere che oggi si registri una grande sconfitta della Commissione, dichiara l'intenzione del proprio gruppo di presentare una relazione di minoranza sul provvedimento e preannuncia che il gruppo M5S abbandonerà i lavori, per sottolineare la propria profonda lontananza rispetto all'impostazione complessiva del provvedimento in esame.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA ritiene, anzitutto, che l’iter di esame del presente provvedimento non sia stato caratterizzato da un dibattito tra sordi, dal momento che, pur nella diversità delle posizioni, è stato possibile un confronto costruttivo sia alla Camera che al Senato, che ha condotto anche all'accoglimento di talune istanze provenienti dai diversi gruppi. Invita, pertanto, i gruppi medesimi ad abbandonare i toni accesi, per lanciare al Paese un segnale di costruttiva collaborazione, vista la delicatezza dei temi in discussione, che incidono profondamente sulla vita delle persone.
Soffermandosi su talune delle considerazioni svolte nel corso del dibattito, ritiene un errore rappresentare il Governo Renzi come non legittimato – a livello popolare – a portare avanti la propria azione, ricordando come in una democrazia parlamentare l'Esecutivo fondi la propria legittimità sulla fiducia accordatagli dal Parlamento, votato dai cittadini.
Entrando nel merito dell'emendamento in discussione, osserva che esso è stato riformulato con spirito di buon senso, con la finalità di porre rimedio a talune incertezze interpretative generate dalla legge n. 92 del 2012, rispetto alle quali ritiene che il suo Governo si sia assunto la responsabilità di assumere una decisione chiara.
Rivolgendosi a chi, nel corso del dibattito, elevandosi a una sorta di autorità morale, ha evocato, a suo avviso ingiustamente, addirittura la fine del diritto del lavoro e la violazione delle fondamentali prerogative dei lavoratori, invita a una profonda riflessione sul significato della storia passata del Paese, che, a suo avviso, insegna che le più grandi conquiste sociali sono state conseguite con la mediazione ed Pag. 141il compromesso, non certo con le esasperazioni ed i contrasti. Pur dichiarandosi radicata nei propri convincimenti, dichiara di condividere la cultura della mediazione e del compromesso, richiamando l'esigenza di intervenire con scelte chiare che affrontino i nodi strutturali del mercato del lavoro, che appare, allo stato, fortemente diviso e segnato da profonde conflittualità. Rispetto a tali problematiche, che richiamano, ad esempio, il tema della mancanza del lavoro nel Mezzogiorno o della diffusione del lavoro nero, ritiene che il Governo si sia assunto l'onere di fornire una risposta, a differenza degli Esecutivi precedenti che hanno preferito, al contrario, non intervenire.
Rivolge, infine, un sentito ringraziamento a coloro i quali, pur avendo convincimenti diversi, con sofferenza hanno comunque deciso di giungere a un voto favorevole sul provvedimento, nella consapevolezza della necessità di scegliere una strada da percorrere in un difficile momento per il Paese.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, esprime nuovamente profondo rammarico per la scelta preannunciata dai gruppi di opposizione di lasciare i lavori della Commissione dopo il voto sull'emendamento Gnecchi 1.538. Approfitta, quindi, del momento per ringraziare i gruppi di opposizione per il lavoro svolto insieme e per il loro contributo.
Si dichiara consapevole che si sta per procedere a un voto importante a conclusione di una lunga e tormentata discussione, consapevole dell'importanza della scelta che viene fatta. Sottolinea che nella propria esperienza ha sempre ritenuto necessario compiere delle scelte, secondo il proprio orientamento riformista, pur dichiarandosi consapevole del fatto che qualunque scelta può essere segnata da limiti e contraddizioni. Ritiene che i lavori della Commissione abbiano permesso di cambiare profondamente il testo in esame, non limitandosi a semplici correzioni, richiamando, in primo luogo, l'importanza di avere introdotto tutele reali per i licenziamenti disciplinari. Rileva, inoltre, che il testo che verrà licenziato dalla Commissione vedrà importanti miglioramenti sui temi del controllo a distanza, dell'erogazione della cassa integrazione in caso di cessazione dell'azienda e del disboscamento delle forme contrattuali. Richiama, inoltre, l'attenzione della Commissione sul probabile stanziamento nell'ambito della legge di stabilità di risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali. Sottolinea, quindi, nuovamente l'importanza del lavoro certosino svolto sinora dalla Commissione, che ha permesso di approvare numerosi emendamenti.
Intende richiamare in questa sede la sofferenza reale del Paese, caratterizzato da una lunga fase di decrescita economica che porta con sé un senso di angoscia. Auspica, quindi, che anche con questo provvedimento si possa contribuire alla tenuta sociale del Paese che appare adesso quanto mai necessaria. In relazione a tale tenuta e in piena sintonia con quanto dichiarato dal sottosegretario Bellanova, manifesta profondo dissenso nei confronti degli interventi che hanno messo in dubbio la legittimità dell'attuale Governo. In conclusione del suo intervento, ribadisce di accingersi a compiere un passo importante con la consapevolezza della gravità della situazione e l'auspicio che con tale provvedimento si possano ottenere dei risultati, riconoscendo, peraltro, che una reale crescita dell'occupazione potrà realizzarsi solo con la ripresa dell'economia e degli investimenti nel Paese. Ringraziando nuovamente tutti i membri della Commissione per il loro contributo, manifesta il proprio convinto sostegno alla riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.538.
La Commissione approva l'emendamento Gnecchi 1.538 come riformulato (vedi allegato 1).
(I deputati dei gruppi del MoVimento 5 Stelle, di Forza Italia–Il Popolo delle Libertà – Berlusconi Presidente, di Sinistra Ecologia Libertà e della Lega Nord e Autonomie abbandonano l'aula della Commissione).
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti Placido 1.99, Brunetta 1.529 e 1.528, Chimienti 1.343, 1.344, 1.342, 1.341, 1.458, 1.340 e 1.457 sono da intendersi preclusi a seguito all'approvazione dell'emendamento Gnecchi 1.538.
Avverte inoltre che gli emendamenti Ciprini 1.482, Rizzetto 1.436 e Capezzone 1.10 devono intendersi respinti ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Valentina PARIS (PD) sottoscrive l'emendamento Polverini 1.240 ed accetta la riformulazione proposta.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva l'emendamento Polverini 1.240 come riformulato (vedi allegato 1).
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti Airaudo 1.57, Giorgia Meloni 1.212, Baldassarre 1.319, Airaudo 1.100 (limitatamente alla parte ammissibile), gli identici Airaudo 1.59 e Cominardi 1.248, Placido 1.101, Airaudo 1.102 devono intendersi respinti ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Titti DI SALVO (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.41.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che l'emendamento Airaudo 1.150 deve intendersi respinto ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Monica GREGORI (PD) ritira gli emendamenti a sua prima firma 1.224, 1.214, 1.225, 1.227 e 1.229 chiede dei chiarimenti al rappresentante del Governo in ordine all'emendamento a sua prima firma 1.226.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA, con riferimento all'emendamento Gregori 1.226, sottolinea la non opportunità di inserire all'interno di un provvedimento normativo aspetti che solitamente rientrano nel confronto fra le parti sociali. Ricorda in ogni caso che i bilanci aziendali sono pubblici. Ritiene, tuttavia, che la materia possa essere oggetto di un maggiore approfondimento.
Monica GREGORI (PD), dichiarando di comprendere le considerazioni svolte dal sottosegretario Bellanova, dichiara che il suo emendamento parte dalla considerazione che molto spesso in trattative che riguardano le piccole e medie aziende i bilanci vengono presentati solo in sede di procedura fallimentare presso il tribunale. In ogni caso ritira il suo emendamento 1.226.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti Placido 1.119 e Cominardi 1.249 devono intendersi respinti ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Carlo DELL'ARINGA (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.552.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti Placido 1.151, gli identici Placido 1.60, Cominardi 1.250 e Chimienti 1.354, Airaudo 1.62, Placido 1.61, Airaudo 1.118 e 1.103 devono intendersi respinti ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Marialuisa GNECCHI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.545 precedentemente illustrata dal relatore.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione, approva l'emendamento Gnecchi 1.545 come riformulato (vedi allegato 1).
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che l'emendamento Placido 1.117 deve intendersi assorbito a seguito dell'approvazione dell'emendamento Gnecchi 1.545 (Nuova formulazione). Fa presente, altresì, che l'emendamento Airaudo 1.152 deve intendersi respinto ai fini di consentirne Pag. 143l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Titti DI SALVO (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.42.
Carlo DELL'ARINGA (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.22.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti Cominardi 1.251 e Brunetta 1.530 devono intendersi respinti ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Marialuisa GNECCHI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.544.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione, approva l'emendamento Gnecchi 1.544, come riformulato (vedi allegato 1).
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti Prataviera 1.193, Airaudo 1.105, Placido 1.164, Ciprini 1.483, Cominardi 1.254, Placido 1.106 e 1.104, Brunetta 1.531, Airaudo 1.165, Cominardi 1.255, Luigi Di Maio 1.519, Oliverio 1.32, gli identici Oliverio 1.31 e Cominardi 1.256, Prataviera 1.203, Riccardo Gallo 1.24, Rostellato 1.496, Cominardi 1.270, Rizzetto 1.331, Cominardi 1.267, 1.268, 1.269 e 1.265, Rostellato 1.386 e 1.388, Chimienti 1.242, 1.493, 1.492, 1.243, Tripiedi 1.357 e 1.358, Chimienti 1.347, Rostellato 1.384, Chimienti 1.346, Rostellato 1.387, Cominardi 1.261, 1.263, 1.264, 1.262 e 1.266, Rostellato 1.389, 1.395, 1.394, 1.397 e 1.396, Prataviera 1.208, Placido 1.07, Chimienti 1.417, 1.418 e 1.416 devono intendersi respinti ai fini di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
Avverte, altresì, che la Commissione passerà ora ad esaminare gli emendamenti Dell'Aringa 1.550 e Gnecchi 1.543, precedentemente accantonati.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Dell'Aringa 1.550 ed invita al ritiro dell'emendamento Gnecchi 1.543.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione, approva l'emendamento Dell'Aringa 1.550 (vedi allegato 1).
Marialuisa GNECCHI (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.543.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, avendo la Commissione terminato l'esame degli emendamenti relativi al comma 7, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento alla seduta convocata per la giornata di domani.

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