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Timestamp: 2019-07-21 00:08:09+00:00

Document:
ANNO LVIII – 2007 – N4 – Ediesse
A. de Oto - Precetti religiosi e mondo del lavoro. Le attività di culto tra norme generali e contrattazione collettiva - Ediess >
Una riflessione sul codice delle pari opportunità tra uomo e donna >
Il lavoro a tempo parziale nella prospettiva comunitaria >
Scritto da: Stefano Caliandro.
Contrattazione collettiva, libera circolazione e concorrenza in Europa >
La definizione dell’unità contrattuale negli Stati Uniti: la scelta della decentralizzazione e le sue conseguenze >
Scritto da: Claudio Pellegrini
Rappresentatività sindacale e consenso nella regolazione dello sciopero nei servizi essenziali >
Sulla decadenza dal diritto all'integrazione salariale in caso di mancata comunicazione dello svolgimento di attività lavorativ >
La Corte, con la sentenza in commento, attribuisce in via interpretativa un’efficacia ex tunc alla decadenza di cui all’art. 8, comma 5, del decreto legge del 21 marzo 1988, n. 86 – convertito nella legge del 20 maggio 1988, n. 160 –, che può porsi in contrasto con un’interpretazione costituzionale dello spirito e della ratio legis della citata disposizione e dell’intera normativa disciplinante la materia dell’integrazione salariale.
Obblighi del legislatore per la tutela di posizioni di previdenza complementare dopo l'inadempimento del datore insolvente >
1. — Fattispecie— L’odierna decisione, a quel che consta, è la prima con la quale la Corte di Giustizia Ce è stata chiamata a individuare quale sia l’ambito di tutela, che ciascuno Stato aderente è chiamato ad apprestare, della posizione di previdenza complementare allorquando il datore di lavoro, venendo meno al proprio obbligo, abbia omesso di versare la prescritta contribuzione al fondo di previdenza integrativo. La concreta fattispecie, sulla quale si è radicato l’intervento del giudice comunitario, riguardava la posizione di un cospicuo numero di ex lavoratori di un’azienda inglese...
Le patologie silenti nel sistema d'indennizzo per soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati >
1. — Premessa — La sentenza in commento si inserisce nell’alveo di quelle pronunce giurisprudenziali che in materia di tutela della salute rappresentano un nuovo tassello nel percorso che dottrina, giurisprudenza e legislazione stanno conducendo nella graduale estensione delle misure di protezione. I sistemi compiuti di sicurezza sociale, come è noto, nel nostro ordinamento trovano il loro fondamento nell’art. 3, comma 2, della Costituzione e non tutti, nel rapporto da genus a species, sono declinati o declinabili nella dicotomia assistenza-previdenza...
Alcune questioni sul lavoro somministrato a termine >
La sentenza del Tribunale di Milano del 24 gennaio 2007, n. 226, costituisce una delle prime decisioni di merito note in tema di lavoro somministrato a tempo determinato e offre spunti significativi per una corretta interpretazione delle disposizioni, in materia, contenute nel d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276. 1. — Il giudice di Milano, nell’affrontare la questione della dissociazione tra la titolarità del contratto e l’effettivo utilizzatore della prestazione di lavoro eseguita dal lavoratore, afferma che lo schema giuridico ordinario del rapporto di lavoro subordinato...
Illegittimità del termine e conseguenze sanzionatorie: un doppio canale di tutela? >
1. — Premessa — In tema di contratto a tempo determinato la giurisprudenza di merito, così come si sta delineando nelle pronunce più recenti, ha individuato alcuni elementi in grado di fornire una precisa opzione ermeneutica non solo in relazione al discusso carattere temporaneo delle ragioni giustificatrici dell’apposizione di un termine finale al contratto di lavoro, ma, più in generale, in relazione alla funzione antifraudolenta ispiratrice della Direttiva comunitaria n. 1999/70 Ce, già presente nella precedente disciplina in materia di contratto a tempo determinato.
Scritto da: Antonello Olivieri
Le mansioni superiori nel rapporto di lavoro privato e nel pubblico impiego >
1. — Premessa — L’interessante sentenza in commento permette di analizzare le differenze di trattamento normativo nel lavoro privato e nell’impiego pubblico in tema di adibizioni a mansioni superiori. Ai sensi dell’art. 52, d.lgs. n. 165/2001, l’espletamento da parte del pubblico impiegato di mansioni non corrispondenti a quelle di appartenenza non incide sull’inquadramento del lavoratore o sull’assegnazione di incarichi di direzione.
Scritto da: Cora Biondini
Note sulla incapacità a testimoniare >
La sentenza in epigrafe della Suprema Corte di Cassazione affronta e risolve la tematica dell’incapacità a testimoniare ex art. 246 cod. proc. civ., relativamente alla mancata riunione di cause connesse di lavoro. Preliminarmente è opportuno soffermarsi brevemente sulla facoltà, riconosciuta al giudice, di riunione di cause di lavoro connesse per identità di questioni. Si parla di facoltà perché i provvedimenti di riunione e di separazione di cause costituiscono esercizio del potere discrezionale del giudice, hanno natura ordinatoria e si fondano su va- lutazioni di mera opportunità, ...
Dirigenti: unità della categoria e garanzie ex art. 7 Stat. lav. >
La sentenza in commento scaturisce dall’esigenza di riportare a unità il palese contrasto sorto all’interno della Suprema Corte ed esplicitato dalla contrapposizione logica fra le sentenze, per citare le più rappresentative, n. 6041/1995 e n. 5213/2003. Tale contrasto giurisprudenziale ha, in realtà, origini remote. Già con la sentenza n. 204 del 1982 il giudice delle leggi aveva dichiarato illegittimi per contrasto con l’art. 3 Cost. i commi 1, 2 e 3 dell’art. 7 Stat. lav. nella parte in cui non si applicavano al licenziamento disciplinare. ...
Le Sezioni Unite e l’applicabilità ai dirigenti delle garanzie procedimentali ex art. 7 Stat. lav. >
1. — Le Sezioni Unite sono intervenute, con la sentenza n. 7880/2007 (Pres. Carbone, Est. Vidiri), a comporre il contrasto nell’ambito della Sezione lavoro della Corte di Cassazione in materia di applicabilità ai dirigenti di azienda delle garanzie procedimentali ex art. 7 della legge n. 300/1970: sentenza che rappresenta una evoluzione significativamente positiva rispetto alla decisione delle stesse Sezioni Unite n. 6041/1995 (Pres. Zucconi Galli Fonseca, Est. Genghini). ...
Esercizio dello ius variandi e rispetto delle garanzie in ambito disciplinare >
1. — La sentenza in epigrafe è di stimolo alla formulazione di alcune riflessioni circa gli effetti suscettibili di prodursi sul piano concreto in forza della statuizione costituzionale di cui all’art. 41 da cui si fa pacificamente discendere il complesso di prerogative caratterizzanti la posizione del soggetto che organizza i fattori della produzione e che, nell’ambito più strettamente laburistico, si è soliti denominare poteri datoriali. ...
Subordinazione e doppia alienità: la Cassazione batte un colpo >
La sentenza in commento merita di non essere lasciata passare sotto silenzio. Essa sembra prefigurare un mutamento di orientamento del Supremo Collegio in tema di qualificazione del rapporto di lavoro, richiamando espressamente la decisione della Corte Costituzionale n. 30 del 5 febbraio 1996 (In D&L, 1996, pp. 616 ss.) ove la nozione di «subordinazione in senso stretto» viene fatta coincidere con la condizione di doppia alienità del lavoratore rispetto all’organizzazione e al risultato produttivo. ...
La condizione di efficacia nell’opzione per l’indennità sostitutiva della reintegrazione >
1. — Il caso— Prima di procedere nella disamina e successiva analisi della sentenza in commento, giova al ragionamento una sommaria ricostruzione della vicenda giudiziaria. Il fatto è questo: un lavoratore del settore ferroviario licenziato nell’ambito di una procedura di mobilità, dopo essere stato reintegrato per ordine giudiziale nel posto di lavoro, aveva optato per le quindici mensilità, così rinunciando alla continuazione del rapporto; ...
Ancora sul demansionamento e sull’«autotutela» del lavoratore >
Contratto di lavoro e contratto di associazione in partecipazione: alla ricerca del criterio differenziale >
Ancora una volta, una sentenza della Cassazione si cimenta nell’ardua impresa dell’individuazione dei tratti differenziali tra lavoro subordinato e associazione in partecipazione con apporto di prestazioni lavorative. «Anche di essa va qui colto il suo puntuale inserirsi in una assai vasta corrente di opinioni, non poco fuorviata – si ritiene – da taluni errori di prospettiva […] erroneamente si trascura il compimento di un’attenta opera di ricostruzione delle due ipotesi negoziali secondo gli schemi predisposti in astratto dal legislatore, ...
Scritto da: Angelica Riccardi
Il potere disciplinare e la capacità del giudice di commutare la sanzione >
1. — Introduzione — Con la sentenza che si annota la Corte di Cassazione ha inteso ribadire la piena ed esclusiva titolarità in capo al datore di lavoro dell’esercizio del potere disciplinare, ricordando quali siano i limiti posti in materia all’operato del giudice. Nel caso considerato, un dipendente di una compagnia assicuratrice proponeva ricorso al giudice ordinario chiedendo l’annullamento di una sanzione disciplinare e il risarcimento dei danni subiti. ...
Il nuovo giudizio di Cassazione: supplenza zero >
SOMMARIO: 1. Origini e obiettivi della riforma. — 2. L’accesso alla pubblica udienza. — 3. La individuazione della regola iuris. — 4. La valutazione di ricorribilità e la formulazione delle censure. — 5. Il quesito di diritto. — 6. — La chiara indicazione del fatto controverso.
Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2007 - Rapporto di lavoro >
SOMMARIO: 1. Illegittimità costituzionale della preclusione automatica e assoluta dall’assunzione a un nuovo impiego pubblico a causa della decadenza da un precedente impiego pubblico conseguito mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile.
SOMMARIO: 1. Status di disoccupato e legislazione regionale.
Il principio di giustificazione necessaria del licenziamento come principio di ordine pubblico >
Con la sentenza in epigrafe, la Corte di Cassazione ha ribadito l’orientamento precedentemente espresso in merito alla riconducibilità all’ordine pubblico del principio di giustificazione necessaria del licenziamento (Il principio di diritto è stato solennemente affermato dalla Suprema Corte nella sentenza n. 15882 del 11 novembre 2002, rispetto alla quale sono stati elaborati numerosi contributi; si consultino in particolare: C. Ogriseg, Recesso libero e limite dell’ordine pubblico, in Mass. giur. lav., 2003, pp. 357 ss.; ...
Scritto da: Santina Bruno

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 246
 art. 7
 sentenza 
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 art. 7
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