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Timestamp: 2020-08-12 03:12:21+00:00

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decreto sviluppo : Comitato Balneari Liguria
DECRETO LEGGE SVILUPPO, VERSO LA FIDUCIA ALLA CAMERA
Postato il: 11 dicembre, 2012 | Lascia un commento
Il Ministro Piero Giarda ha preannunciato oggi alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio che domani il governo è intenzionato a porre la questione di fiducia alla Camera sul decreto legge sviluppo. Pubblichiamo l’agenzia stampa della Reuters.
Cliccare sull’immagine per ingrandire e leggere l’articolo.
Postato in: normativa, notizie, politica, senza categoria, sostegno istituzionale
Tags: decreto sviluppo > piero giarda > proroga
DL SVILUPPO, BOZZA
Postato il: 26 ottobre, 2011 | Lascia un commento
La bozza del decreto sviluppo, troppo “pesante” e aleatoria per inserirla negli archivi del blog, è reperibile a questo indirizzo:
http://www.ansa.it/documents/1319473664783_dl_sviluppo.pdf
A una prima lettura non sembra contenere disposizioni che riguardino direttamente il nostro settore.
Nuovo tavolo Fitto? Delega a ITB Italia, Di Carlo, Bellandi
Postato il: 23 giugno, 2011 | Lascia un commento
Il Decreto sviluppo non è ancora stato approvato dai due rami del parlamento e già si parla di un nuovo tavolo Fitto. Notizie ufficiose di Movimento Balneare, che ci ha chiesto una delega per ITB Italia (presidente Giuseppe Ricci), Laila Di Carlo, Piero Bellandi, delega che abbiamo accordato volentieri, ma solo su specifici oggetti. Questo è il testo:
“Comitato Balneari Liguria, con sede in Varazze, P.zza San Domenico 1, in persona dei suoi fondatori e coordinatori Michela Tarigo, Giovanni Botta e Bruno Bruzzone, in relazione alla costituzione di un eventuale nuovo Tavolo di discussione tra Stato, Regioni e Associazioni di categoria, al quale sia demandato di decidere il futuro delle imprese balneari italiane in attività
Giuseppe Ricci, presidente ITB Italia, l’avv. Laila Di Carlo, il dott. Piero Bellandi di Comitato Nazionale Salvataggio Imprese e Turismo Italiano – No alle aste – Si alla Deroga a rappresentarci nell’ambito del Tavolo suddetto per ottenere, per gli stabilimenti balneari attualmente in attività in Italia, deroga dalla Direttiva Servizi e rilascio di concessioni a tempo indeterminato, come espressamente previsto dall’art. 11 della Direttiva Servizi e dal paragrafo 6.1.4 del Manuale di attuazione della Direttiva stessa (Durata delle autorizzazioni), sulla base dei seguenti elementi:
a.- tipicità degli stabilimenti balneari marittimi italiani;
b.- esistenza di normativa nazionale (Legge 16 marzo 2001, n. 88, art. 10), che prevede concessioni di sei anni, con rinnovo automaticamente per altri sei anni alla scadenza e così successivamente ad ogni scadenza;
c.- motivi imperativi di interesse generale (servizi di pubblica utilità svolti dalle aziende balneari per conto dello Stato, quali: salvataggio; primo soccorso; pubblica incolumità in terra e in mare; manutenzione e pulizia estiva ed invernale degli arenili; salvaguardia del profilo costiero e paesaggistico; tutela dell’ambiente marino e costiero; come esaurientemente chiarito dall’ordine del giorno G1 del Senato, approvato all’unanimità lo scorso 5 maggio, in sostituzione delle mozioni 1-00223 (testo 3), 1-00409, 1-00412 e 1-00413 sugli stabilimenti balneari) ex Art. 9 della Direttiva Servizi e paragrafo 6.1.1 del Manuale per l’attuazione della Direttiva stessa (Individuazione e valutazione dei regimi di autorizzazione), motivi che, anche in funzione dei vincoli di bilancio, non potrebbero essere raggiunti attraverso misure meno restrittive.
Varazze, 22 giugno 2011
Bruno Bruzzone”
Tags: bellandi > bolkestein > comitato balneari liguria > decreto sviluppo > di carlo > direttiva servizi > fitto > movimento balneare > ricci
Comunicato SIB Savona 22 giugno 2011
Postato il: 22 giugno, 2011 | Lascia un commento
A TUTTI I COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
AI SIGNORI ASSOCIATI SIB SAVONA
come potrete constatare dall’allegato comunicato Adnkronos, la Camera dei Deputati ha approvato il decreto sviluppo attraverso lo stralcio dei primi tre commi dell’art. 3 e, quindi, siamo riusciti ad evitare l’entrata
in vigore di un provvedimento legislativo che avrebbe causato gravi danni alla categoria attraverso la divisione in due o tre parti dell’impresa (arenile, spiagge e scogliere) e l’assoggettamento delle medesime a tre regimi diversi tra loro ma sempre e comunque incardinati intorno al principio comunitario che prevede l’obbligatorietà delle aste.
Superato questo pericolo, oggi il nostro Sindacato tornerà ad impegnarsi fortemente per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
– da Bruxelles, la “deroga” per le nostre imprese dal Trattato CE e, quindi, NO ALLE ASTE ;
– dal Governo italiano, una legge organica parlamentare di riforma della normativa sulle concessioni non occasionale episodica e superficiale come accade da qualche tempo a questa parte, bensì concertata e condivisa con le Regioni costiere e le Associazioni di categoria .
Confidiamo nel Vostro impegno teso al passaggio di questo nostro messaggio alla base anche perché solo se torneremo a lavorare tutti insieme ed intorno agli stessi traguardi potremo nutrire la fondata speranza di arrivare al raggiungimento dei traguardi appena sopra accennati con l’aiuto del Governo italiano e del Parlamento europeo.
Restiamo a disposizione di tutti coloro che avranno bisogno di ulteriori delucidazioni sulle questioni sin qui appena accennate e porgiamo cordiali saluti.
SVILUPPO: DL SENZA SPIAGGE, LE NOVITA’ DA GANASCE ‘LIGHT’ A
MUTUI/ADNKRONOS
Roma, 21 giu. (Adnkronos) – Salta il diritto di superficie di 20 anni sulle spiagge, piu’ tempo per l’accertamento esecutivo, ganasce fiscali ‘light’ e rinegoziazione dei mutui con tetti ritoccati all’insu’. Sono le novita’ introdotte nel passaggio a Montecitorio del decreto legge sviluppo, che andra’ quindi al Senato (e non ci dovrebbero essere modifiche) per l’approvazione entro il 12 luglio. Il passaggio nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera ha modificato il provvedimento, attraverso un pacchetto di oltre 130 emendamenti bipartisan. Misure che nel maxiemendamento su cui il governo ha incassato la fiducia sono state accolte quasi integralmente.
Tra le novita’ di Montecitorio arriva anche la riscossione diretta da parte dei comuni dei ruoli, attivita’ finora svolta da Equitalia. Vengono introdotti dei paletti sullo ius variandi dalle banche nei confronti delle imprese. E slitta al 2012 l’avvio del Sistri, mentre le misure sulla nautica da diporto vanno in soffitta.
Non entrano invece alcune norme, approvate dalle commissioni, come la possibilita’ di ‘anticipare’ parte dei Fondi per le aree sottoutilizzate al credito d’imposta per l’occupazione al Sud (in attesa del via libera dell’Ue all’utilizzo dei fondi strutturali). Viene introdotta inoltre una ‘clausola di salvaguardia’ per poter far ripartire la Tremonti-ter, che viene vincolata al reperimento delle risorse (fissato da un decreto del Mef). (segue)
(Sim/Col/Adnkronos)
21-GIU-11 14:31
Tags: adnkronos > camera deputati > decreto sviluppo > sib savona
Decreto sviluppo: riflessioni
Postato il: 16 giugno, 2011 | Lascia un commento
Lo stralcio dei commi 1, 2 e 3 del Decreto sviluppo, che azzerano quasi completamente le disposizioni inerenti il nostro settore nell’ambito dell’articolo 3 del decreto stesso, costituisce il primo passo per dare definitiva soluzione a una normativa quanto mai inadeguata e intricata, ma non risolve la situazione e, soprattutto, non chiarisce le strategie della maggioranza di governo e della stessa opposizione. Restano in piedi:
1.- la scadenza del 31 dicembre 2015;
2.- la normativa Ue, la quale, in assenza di una precisa e decisa presa di posizione italiana, prescrive che, quando il numero della autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitata per scarsità delle risorse naturali, il rinnovo delle concessioni debba essere effettuato attraverso gare ad evidenza pubblica nelle quali nessun particolare vantaggio può essere accordato al concessionario uscente o a persone che con esso abbiano particolari legami (cfr. articolo 12 della Direttiva Bolkestein, secondo comma).
Inoltre – fino a conversione in legge del Decreto sviluppo, che non sappiamo ancora con esattezza come evolverà – non dobbiamo dimenticare le disposizioni che prevedono concessioni della durata di sei anni, rinnovabili automaticamente per sei anni alla scadenza, normativa mai esplicitamente abrogata (si veda l’articolo 10 legge 88/2001, il quale prescrive: Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, è sostituito dal seguente: «2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del Codice della navigazione»).
In ambito sindacale c’è chi pensa con apparente interesse di ritornare al Tavolo Fitto, ipotesi che – lo sappiamo bene – significa solo arroganza; apertura alle gare; trattative su parametri illusori, pseudo “buona uscita” e simili fandonie, risultati che dal 2016 ci costringerebbero ad inaugurare la stagione infinita dei ricorsi e controricorsi, distruggendo un sistema strategico. Al Tavolo Fitto non si parlerebbe di deroghe Ue. Un passo indietro di mesi. Alcuni colleghi, invece, sicuramente in buona fede, si dolgono che non siano stati immediatamente accolti i possibili emendamenti al decreto, emendamenti che peraltro – purtroppo, secondo noi – non sono affatto spariti. Chi li ha elaborati pensa di utilizzarli attraverso un nuovo strumento – che potrebbe essere la cosiddetta Legge comunitaria – circostanza che vanificherebbe lo stralcio dei tre commi dell’articolo 3. Si pensa forse che acquisire un risultato parziale e insoddisfacente sia meglio di niente? Queste, amici, sono le premesse per un piano B e, con tutto il rispetto, noi pensiamo che sia un ragionamento sbagliato, perché difficilmente la situazione potrebbe essere modificata a nostro favore dopo che è stata definita. C’è troppo poco tempo prima del fatidico 31 dicembre 2015 e, per di più, mancano le condizioni per poter operare: il problema delle spiagge è percepito come un problema di nicchia; l’opinione pubblica e una parte significativa delle forze politiche non ci sono favorevoli; la categoria non è adeguatamente informata, non è compatta ed è stato ampiamente dimostrato nei fatti che la strategia delle trattative separate, condotte da parte di gruppi regionali, non solo non paga, ma rischia di frazionare ulteriormente il fronte dei concessionari; in ultima analisi il solo vero potenziale che possediamo. Conviene attivarsi adesso, cavalcando la totale incertezza normativa come fattore di coesione.
Il Governo, che dispone ancora di una maggioranza e che vuole continuare a governare (si fa per dire), è troppo debole, troppo coinvolto in questioni di sopravvivenza, troppo arroccato sulle sue posizioni – che certo non sono le nostre – per poter sperare che si faccia promotore di una efficace richiesta di deroga alla Bolkestein. E’ invece determinato a dare attuazione alle idee di Tremonti, mimetizzate ora da emendamenti che sostanzialmente ricalcano queste idee, il che – a noi che questi emendamenti e queste idee non abbiamo apprezzato per nulla – sembra estremamente pericoloso. E’ prevedibile che il Governo intenda procedere a colpi di fiducia, fatto che, a meno di una decisa presa di posizione della Lega nord, chiuderebbe malamente la questione e con essa ogni possibile via d’uscita a breve termine.
Si tratta di una situazione maledettamente bloccata, nella quale l’unica possibile soluzione consiste nel chiedere ai sindacati coesione, fermezza e una mobilitazione generale della categoria. Non siamo più nella situazione politica ante amministrative ed ante referendum e il fatto che la stagione estiva sia ormai iniziata non significa nulla, perché si tratta di un problema vitale per la categoria, un problema che va affrontato prima che si ponga mano alla legge comunitaria. Non lasciamoci condizionare dai discorsi altrui. I nostri obiettivi, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono:
1.- stralcio delle concessioni dal Decreto sviluppo (risultato provvisoriamente acquisito);
2.- deroga dalla direttiva Bolkestein;
3.- legge quadro, nell’ambito della quale i punti fermi siano: continuità delle concessioni e tutela assoluta dell’ambiente.
Obiettivi, questi, difficili ma irrinunciabili.
Dobbiamo indurre uno sponsor politico a darci una mano.
Tags: bolkestein > decreto sviluppo > emendamenti > emendamenti al decreto sviluppo > emendamenti articolo 3 decreto sviluppo > fitto > legge comunitaria > legge quadro > on.le tremonti > tavolo fitto > ue
Decreto sviluppo, articolo 3, commi 1, 2, 3: soppressi in commissione
Postato il: 15 giugno, 2011 | Lascia un commento
Le commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato un pacchetto di circa 130 emendamenti al Decreto sviluppo, tra cui la soppressione dei commi 1, 2 e 3 dell’articolo 3, relativi alle spiagge. Sembra che queste concessioni saranno oggetto di un diverso provvedimento, forse la Legge comunitaria 2010. Oggetto misterioso questa Legge comunitaria: destinata ad assicurare l’osservanza degli obblighi derivanti dalla partecipazione dell’Italia all’UE (16 direttive da recepire con decreto legislativo), riferita al 2010, è ancora ferma alla Camera al 14 giugno 2011. Speriamo bene. Due articoli di riferimento, cliccate sulle icone per ingrandire:
Tags: commissione bilancio > commissione finanze > decreto sviluppo > legge comunitaria
Decreto sviluppo – Tutti gli emendamenti all’articolo 3
Postato il: 9 giugno, 2011 | Lascia un commento
Aggiorniamo la documentazione del blog, pubblicando tutti gli emendamenti presentati all’articolo 3 del Decreto sviluppo. Documentazione prodotta da Gianni Bazzurro, balneare e dottore commercialista in Genova. Cliccate sulla prima pagina di NOMELAV per richiamare 27 pagine di testo che seguono:
Tags: bazzurro > decreto sviluppo > emendamenti articolo 3 decreto sviluppo > nomelav
Emendamenti all’articolo 3 del decreto sviluppo – Aggiornamenti
Postato il: 8 giugno, 2011 | Lascia un commento
Marea di emendamenti al decreto sviluppo: più di 1.500, oltre duecento dei quali inammissibili. Il nostro problema rimane una delle questioni cruciali, in bilico tra lo stralcio dell’articolo 3 e nuove formulazioni. Poche e poco esaurienti le notizie stampa. Riportiamo un articolo del CORRIERE DELLA SERA di ieri e uno de LA STAMPA di oggi, 8 giugno. Riportiamo anche il testo dell’emendamento presentato dall’on.le Pini (LNP), divulgato in rete ma, a nostro avviso, poco interessante. La grafica dell’emendamento è nostra e ci è servita per capire qualcosa in un testo ancora embrionale. Aggiornamenti al ritorno dal convegno di Forte dei Marmi.
Tags: decreto sviluppo > emendamento pini > on.le pini
Emendamenti all’articolo 3 del Decreto sviluppo: dallo stralcio ai 50 anni di diritto di superficie
Postato il: 7 giugno, 2011 | 2 Commenti
Ieri, 6 giugno, alle ore 16, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al Decreto sviluppo, alcuni dei quali riguardano la nostra posizione. Ecco cosa ha scritto Il Sole – 24 ORE on line, cliccare sul collegamento interattivo per richiamare l’articolo. Il convegno di venerdì 10 giugno a Forte dei Marmi potrà aiutarci a capire. Noi di COMITATO BALNEARI LIGURIA ci saremo. Chiediamo formalmente al SIB, ai comuni costieri, alla Regione Liguria, alle C.C.I.A.A., alle fondazioni di origine bancaria operanti in Liguria, all’Università degli studi di Genova, di organizzare in Liguria un convegno di portata analoga, dopo la conversione in legge del decreto.
Tags: comitato balneari liguria > decreto sviluppo > diritto di superficie > forte dei marmi - convegno 10 giugno 2011 > sib > stralcio
Prima vera scadenza vitale. Chiarimento indispensabile
Postato il: 1 giugno, 2011 | 2 Commenti
Ultimi giorni per la strategia dei tre punti: 1.- stralcio dell’articolo 3 del Decreto Sviluppo; 2.- deroga dalla Direttiva Bolkestein; 3.- legge quadro. Tra meno di una settimana scade il termine per stralciare il nostro settore dal decreto. Se non otterremo questo primo risultato essenziale, dopo il 31 dicembre 2015, tutti, nessuno escluso, andremo diritti a gara ad evidenza pubblica. Non fatevi illusioni, purtroppo è così.
Le notizie che arrivano da Roma ci dicono che Tremonti considera il decreto non modificabile. Il SIB, il maggiore sindacato di categoria, quello che ha gridato con noi “NO ALLE ASTE!!”, tace. Cosa significa? Può essere una sola cosa: esiste con il Governo un accordo riservato, che il sindacato giudica soddisfacente. Se così non fosse, il SIB dovrebbe portare di gran carriera a Roma trentamila balneari infuriati. Ma l’oggetto dell’accordo sarà quello che vogliamo noi? Prima che sia troppo tardi accertiamocene, sommergiamo il Presidente Borgo di mail come questa:
“Presidente Borgo, lei sa che il nostro obiettivo unico e irrinunciabile, anche in relazione al decreto 70/2011, è NO ALLE ASTE – NO ALLE GARE AD EVIDENZA PUBBLICA – SI ALLA DEROGA. Se Tremonti non è d’accordo andiamo di corsa a Roma!! Se manca questo accordo e lei omette di informarci e non ci porta a manifestare a Roma, assume responsabilità che eccedono le sue funzioni e delle quali, nostro malgrado, dovremo chiedere conto ad ogni livello, a lei e al sindacato, anche dal punto di vista patrimoniale.”
L’indirizzo istituzionale del presidente Borgo è:
presidente@sindacatobalneari.it
Usatelo entro oggi, 1° giugno 2011!! Fate un copia e incolla (Ctrl+c poi Ctrl+v) e spedite!!
Tags: borgo > decreto sviluppo > diffida > no alle aste > on.le tremonti > responsabilità sindacale > sib

References: art. 10
 Art. 9
 articolo 12
 articolo 3
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