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Timestamp: 2019-04-18 14:58:15+00:00

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Responsabilità del coordinatore in fase di esecuzione dei lavori di una srl per non aver provveduto a verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte dell'impresa esecutrice, delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento redatto in fase di progettazione.
Condannato, ricorre in Cassazione - Inammissibile.
D.G.N. nato a (Omissis);
avverso la sentenza del 22.1.2010 del Tribunale di Potenza;
Udito il P.M., in persona del S. Procuratore Generale Dott. DE SANTIS Fausto che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso.
1. D.G.N. è stato imputato del reato p. e p. dal Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 5, comma 1 e articolo 21, comma 2 perchè, in qualità di coordinatore in fase di esecuzione dei lavori della Ditta denominata " C.C. srl" con sede legale in (Omissis), non adottava tutte le misure prescritte per garantire la sicurezza dei lavoratori; in particolare, non ha provveduto a verificare con opportune, azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte dell'impresa esecutrice, delle disposizioni spettanti, contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento redatto in fase di progettazione, come descritto nel verbale di accertamento e sopralluogo eseguito dal Servizio Ispezione del Lavoro di Potenza in data (Omissis) (accertato in (Omissis)).
Il D.G. è stato tratto a giudizio innanzi al Tribunale di Potenza che con sentenza del 22.01.2010 lo dichiarava colpevole e, concesse le attenuanti generiche, lo condanna alla pena di euro 1.040,00 (millequaranta/00) di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali con il beneficio della pena sospesa nei termini ed alle condizioni di legge.
2 Avverso questa pronuncia l'imputato propone ricorso per cassazione con un unico motivo.
1. Con l'unico motivo di ricorso il ricorrente sostiene che l'adeguamento alle prescrizioni impartite dall'organo di vigilanza unitamente al pagamento, seppur in ritardo della somma determinata al fine dell'oblazione, comporta comunque l'estinzione del reato.
2. Il ricorso è inammissibile perchè manifestamente infondato.
Questa Corte (Cass., Sez. 3, 5/05/2010 - 12/07/2010, n. 26758) ha già affermato - e qui ribadisce - che l'omessa indicazione, ad opera dell'organo di vigilanza, delle prescrizioni di regolarizzazione in riferimento alla riscontrata violazione in materia di prevenzione infortuni e igiene del lavoro non impedisce la procedibilità dell'azione penale.
Deve aggiungersi che, ai sensi del Decreto Legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, articolo 24, la contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla prescrizione impartita dall'organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede al pagamento previsto dal precedente articolo 21, sicchè l'eventuale pagamento tardivo non consente di ritenere integrata la fattispecie estintiva.
Nella specie peraltro il ricorrente neppure sostiene di aver adempiuto alle prescrizioni impartite (articolo 24, comma 1, cit.), sicchè in realtà non si pone neppure il problema della rilevanza del solo mero ritardo nel pagamento della somma fissata a titolo di oblazione.
In ogni caso il tardivo pagamento comunque avrebbe consentito ex articolo 24, comma 3, di giovarsi dell'oblazione ex articolo 162 bis nella stessa misura ridotta di un quarto che nella specie l'imputato non risulta aver chiesto.

References: sentenza 
 articolo 5
 articolo 21
 sentenza 
 articolo 24
 articolo 21
 articolo 24
 articolo 162