Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/306
Timestamp: 2019-11-22 07:59:25+00:00

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I. Il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio quando questa è accettata dalle parti costituite che potrebbero aver interesse alla prosecuzione. L'accettazione non è efficace se contiene riserve o condizioni.
II. Le dichiarazioni di rinuncia e di accettazione sono fatte dalle parti o da loro procuratori speciali, verbalmente all'udienza o con atti sottoscritti e notificati alle altre parti.
III. Il giudice, se la rinuncia e l'accettazione sono regolari, dichiara l'estinzione del processo.
IV. Il rinunciante deve rimborsare le spese alle altre parti, salvo diverso accordo tra loro. La liquidazione delle spese è fatta dal giudice istruttore con ordinanza non impugnabile.
Disconoscimento di paternità - Rinuncia all’azione da parte del padre proponente - Ammissibilità - Indisponibilità del diritto - Possibilità di riproposizione dell’azione, anche da parte dello stesso padre - Sussistenza.
Il genitore può rinunziare all’azione di disconoscimento della paternità che abbia promosso ma, vertendosi in materia di diritti indisponibili, in relazione ai quali non è ipotizzabile rinuncia o transazione, l'azione può essere successivamente riproposta, dallo stesso genitore e pure dal figlio che abbia raggiunto la maggiore età. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Giugno 2017, n. 14879. Segue...
Venir meno del dovere di pronuncia sulla domanda originariamente proposta da parte del Giudice, come conseguenza del venir meno dell’interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. delle parti del giudizio.
Posto che le condizioni dell’azione devono sussistere al momento della decisione, qualora nel corso del giudizio l’unica pretesa dedotta sia quella dell’attore, e venga spontaneamente soddisfatta in corso di causa da uno dei due convenuti, citati in giudizio come coobbligati (a cui fa seguito la rinuncia ex art. 306 c.p.c. alla domanda ed agli atti da parte dell’attore, così soddisfatto), per il giudice viene meno il dovere di pronunziare sul merito dell’unica domanda proposta, essendo cessato per tutte le parti l'interesse ex art. 100 c.p.c. a tale pronunzia, e sorge l’interesse di chiudere il giudizio con una pronunzia di rito che accerti la cessazione della materia del contendere, a nulla rilevando il mero (irrilevante ex art. 100 c.p.c.) interesse dell’altro convenuto (litisconsorte facoltativo passivo, citato in giudizio dall’attore come coobbligato) ad ottenere una pronunzia di merito nel senso dell’infondatezza originaria della domanda attorea nei suoi confronti. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 23 Gennaio 2015. Segue...
Processo civile - Rinuncia alla domanda - Differenze dalla rinuncia agli atti del giudizio - Forme particolari e accettazione della controparte - Necessità - Esclusione - Effetti - Estinzione dell'azione.
La rinuncia alla domanda, a differenza della rinuncia agli atti del giudizio, non richiede l'adozione di forme particolari, non necessita di accettazione della controparte ed estingue l'azione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Novembre 2011. Segue...
Procedimento di appello - Rinunzia agli atti del giudizio - Ordinanza di estinzione del giudizio - Pronuncia collegiale - Natura decisoria e definitiva - Pronuncia con sentenza - Necessità..
A seguito della modifica - ad opera dell’art. 89 della legge 26 novembre 1990, n. 353 - dell’art. 357 c.p.c., che contemplava il reclamo al collegio contro le ordinanze dell’istruttore dichiarative dell’inammissibilità, dell’improcedibilità o dell’estinzione (anche per rinunzia agli atti) del giudizio di appello, deve ritenersi che l’adozione di siffatti provvedimenti spetti ora al collegio, nella nuova struttura collegiale del giudizio di appello, e che detti provvedimenti, avendo natura decisoria e definitiva, decidendo su una questione pregiudiziale attinente il processo, debbano essere adottati con sentenza ai sensi dell’art. 279 n. 2 c.p.c. (cfr. Cass. n. 5610 del 2001; n. 12537 del 2003; n.12636 del 2004; n. 11594 del 2005; n. 11434 del 2007). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Maggio 2011. Segue...
Processo civile – Rinuncia agli atti del giudizio – Accettazione – Costituzione in giudizio della parte – Necessità.
Processo civile – Rinuncia agli atti del giudizio – Interesse alla prosecuzione del giudizio – Costituzione in giudizio della parte – Necessità..
L’art. 306, 1° comma, codice procedura civile, ai fini dell’estinzione del processo, richiede l’accettazione della rinuncia agli atti del giudizio unicamente nel caso in cui, alla data della rinuncia stessa, le controparti si siano già costituite. Precisamente, ai fini della declaratoria di estinzione, l’accettazione della rinuncia agli atti è richiesta soltanto quando, nel rapporto processuale già instaurato, vi sia una parte costituita e questa abbia interesse alla prosecuzione del giudizio. (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)
L’interesse alla prosecuzione del giudizio previsto dall’art. 306, 1° comma, codice procedura civile, essendo correlato alla domanda in concreto proposta dalla parte convenuta, presuppone, evidentemente, la sua effettiva costituzione in giudizio e, dunque, si rende del tutto indifferente la circostanza che la rinuncia sia intervenuta prima della scadenza dei termini previsti per la rituale e tempestiva costituzione del convenuto, dal momento che la legge dà rilievo al fatto negativo della mancata costituzione (cfr. in tal senso: Cass. civile 10 dicembre 1996 n. 10978). (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 13 Ottobre 2009. Segue...
Fallimento – Procedimento per dichiarazione – Desistenza dei creditori istanti – Pronuncia sulle spese di lite – Necessità..

References: art. 100
 art. 306
 art. 100
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 sentenza 
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 Cass. 
 Cass.