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Timestamp: 2020-08-15 02:57:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10141 del 21/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10141 del 21/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 21/04/2017, (ud. 10/02/2017, dep.21/04/2017), n. 10141
sul ricorso 13752-2015 proposto da:
C.D.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
G.P.DA PALESTRINA 19, presso lo studio dell’avvocato OLGA
GUGLIELMUCCI, rappresentato e difeso dagli avvocati MAURO ANTONIO
C. e DONATO TRAFICANTE;
avverso la sentenza n. 84/2015 del TRIBUNALE di POTENZA, depositata
il 11/03/2015;
1. Il Tribunale di Potenza, con sentenza depositata in data 11 marzo 2015, ha rigettato l’appello proposto da C.D.M. avverso la sentenza del Giudice di pace di Venosa n. 21/2010, e nei confronti di ANAS spa.
2. Il Giudice di pace aveva rigettato l’opposizione proposta da Domenico C. avverso il verbale di contestazione n. 5/033 del 4 luglio 2008 con il quale era irrogata la sanzione pecuniaria di Euro 148,00 e la diffida al ripristino dei luoghi, per violazione de3l D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 22, comma 1, consistita nel mantenere in esercizio un preesistente passo carraio senza autorizzazione dell’ente proprietario della strada.
3. Il Tribunale ha ritenuto, per quanto ancora di interesse, che non era rilevante l’intervenuto annullamento del provvedimento con il quale l’ANAS aveva respinto l’istanza di regolarizzazione del passo carraio, presentata dal C.. Il giudice amministrativo, infatti, aveva riscontrato un vizio di motivazione, implicitamente ribadendo la necessità dell’autorizzazione all’esercizio del passo carraio.
4. Per la cassazione della sentenza Domenico Maria C. ha proposto ricorso sulla base di un motivo. Non ha svolto difese ANAS spa.
5. Il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel senso della manifesta fondatezza del ricorso e il Collegio condivide la proposta.
6. Con l’unico motivo il ricorrente denuncia violazione del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 22, comma 11, nella parte in cui il Tribunale ha applicato la sanzione accessoria della riduzione in pristino dello stato dei luoghi, pur essendo ancora possibile la regolarizzazione del passo carraio.
7.1. il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 22, comma 11, espressamente contempla tra i fatti assoggettabili alla sanzione amministrativa il mantenimento di accessi preesistenti, senza che sia stata richiesta l’autorizzazione all’ente proprietario. Elementi costitutivi dell’illecito sono il fatto che colui il quale ha la disponibilità dell’accesso lo abbia mantenuto in esercizio dopo l’entrata in vigore della nuova normativa e la mancata attivazione per ottenere la necessaria autorizzazione. A tale ultimo riguardo, la parte finale del citato art. 22, comma 11 prevede l’inapplicabilità della sanzione accessoria della riduzione in pristino “se le opere effettuate possono essere regolarizzate mediante autorizzazione successiva”, autorizzazione che, evidentemente, deve essere richiesta dall’interessato ed il cui rilascio non esime dall’obbligo del pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria (cfr. Cass. 12/06/2009, n. 13741; Cass. 27/10/2006, n. 23079).
7.2. Nel caso in esame, come risulta anche dalla sentenza impugnata, al momento della decisione del Tribunale esisteva ancora possibilità della regolarizzazione dell’accesso, posto che l’opponente C. aveva proposto istanza e il provvedimento di diniego da parte dell’ente proprietario della strada era stato annullato dal giudice amministrativo. Mancava, pertanto, il presupposto di applicazione della sanzione accessoria rappresentato dal diniego definitivo dell’autorizzazione.
8. All’accoglimento del ricorso segue la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio al giudice designato in dispositivo, per un nuovo esame della questione relativa all’applicabilità della sanzione accessoria. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del presente giudizio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente procedimento, al Tribunale di Potenza, in persona di diverso magistrato.
Così deciso, in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione sesta civile – 2, il 10 febbraio 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 22
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 Cass. 
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