Source: https://www.studiolegalebagnardi.com/notaio-errore-nelliscrizione-ipotecaria/
Timestamp: 2019-01-24 03:56:14+00:00

Document:
NOTAIO - ERRORE NELL'ISCRIZIONE IPOTECARIA - RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE - MANCATA PROVA SUL NESSO EZIOLOGICO TRA ERRORE E DANNO - RIGETTO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTO | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
NOTAIO – ERRORE NELL’ISCRIZIONE IPOTECARIA – RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE – MANCATA PROVA SUL NESSO EZIOLOGICO TRA ERRORE E DANNO – RIGETTO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTO
Home Archivio sentenze NOTAIO – ERRORE NELL’ISCRIZIONE IPOTECARIA – RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE – MANCATA PROVA SUL NESSO EZIOLOGICO TRA ERRORE E DANNO – RIGETTO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTO
Omissis”…Le domande proposte dall’attore all’esito del presente giudizio in parte sono da ritenere inammissibili perché tardive ed in parte si sono dimostrate infondate, vanno quindi rigettate.
Premesso che secondo giurisprudenza ormai consolidata e costante della Suprema Corte (da ultimo vedi sent. n. 11901 del 7/8/2002 sez. 2 civ.) in materia di azione di responsabilità nei confronti di un professionista “..l’agente è tenuto a provare sia di aver sofferto un danno sia che questo sia stato causato dalla insufficiente o inadeguata o negligente attività del professionista e cioè dalla sua difettosa prestazione professionale. Non può viceversa presumersi dalla negligenza del professionista che la sua condotta abbia in ogni caso arrecato un danno come pure in caso di omesso svolgimento di una attività professionale, va provato non solo il danno subito ma il nesso eziologico tra esso e la condotta del professionista, in quanto non è ravvisabile alcuna diversità tra l’ipotesi di inesatto adempimento e l’ipotesi di adempimento mancato…”.
Si osserva che a fronte del principio sopra espresso, peraltro cristallizzato in numerose pronunce, era onere probatorio ben preciso che grava sull’attore quello di provare l’esistenza del nesso eziologico tra l’errore di iscrizione ipotecaria – fatto questo pacifico- e il danno cosi come chiesto e quantificato.
Nel caso di specie tale prova è del tutto mancata, poiché come giustamente osservato dalla difesa del notaio xxx, la decisione del Sig. xxx di rilevare in proprio l’immobile oggetto del pignoramento e di addivenire ad una transazione con gli altri creditori del xxx ha interrotto il nesso causale con la condotta del notaio xxx al quale quindi non possono essere opposti come danni immediati e diretti gli accordi determinati dalla condotta dell’attore e non dall’errore del professionista.
Non solo, si osserva che non è stato dimostrato in corso di causa che i creditori siano intervenuti nella procedura esecutiva promossa dall’attore, fatto questo che avrebbe comportato non tanto l’improcedibilità dell’esecuzione quanto una diversa posizione creditoria dello stesso nell’ordine di riparto dell’eventuale ricavato della vendita dell’immobile all’asta, inoltre non è stato parimenti dimostrato da un lato il valore dell’immobile esecutato e dall’altro il titolo di acquisto del xxx, al fine di verificare se effettivamente vi era l’incapienza .
Non è poi giuridicamente sostenibile l’affermazione per cui l’assegnazione venne richiesta al fine di evitare l’asta, posto che la stessa (con esito negativo) ne è il suo presupposto.
In realtà come emerge dal testo stesso delle transazioni, le quali non fanno alcun riferimento ad eventuali problematiche sorte in sede di procedura esecutiva, l’attore ha acquistato l’immobile liberandolo dai pesi mediante il pagamento agli altri creditori del xxx ed è ovvio che tale scelta si inserisce come elemento autonomo atto ad interrompere la sequenza causale con l’errore commesso dal convenuto.
La domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali cosi come prospettata e quantificata non può dunque essere accolta, non essendo gli stessi conseguenza immediata e diretta della negligenza del professionista.
Parimenti non può essere accolta la domanda di restituzione del compenso corrisposto al convenuto, poiché la stessa è stata proposta solo con la memoria ex art. 183 quinto comma c.p.c che consente soltanto la precisazione ed integrazione delle domande già introdotte dalle parti.
Si tratta invece di domanda nuova poiché basata su diverso titolo (la risoluzione del contratto) rispetto alla richiesta di risarcimento che presuppone l’inadempimento e/o il non corretto adempimento…”omissis.
Tribunale di Milano, Sezione II, sentenza n. 9280 del 9/9/2006, Giudice Dr.ssa Brema, inedita.
SEMPRE SULL’ARGOMENTO
Il danneggiato che richieda al Notaio, per violazione dei propri obblighi professionali, il ristoro del danno subito, è tenuto a dimostrare non solo la sussistenza del fatto potenzialmente dannoso, ma anche, in concreto, l’esistenza di un danno e di una effettiva deminutio patrimoni.
Vedasi al riguardo:
Cass. Civ. Sez. II 19/01/2000 n. 566
Cass. Civ. Sez. II10/07/1996 n. 6262
Cass Civ. Sez. III 03/01/1994 n. 6
Corte App. Milano 12/05/1987 in Giur. It. 1989, I, 2, 816 con nota
Trib. Roma Sez. I 23/08/1999 in Giur. Romana 1/2000
ART. 2087 C.C. TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO. ONERI PROBATORI A CARICO DEL LAVORATORE E DEL DATORE DI LAVORODANNO SUBITO DALL’ALUNNO. RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE EX ART. 2048 C.C. SECONDO COMMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELL’INSEGNANTE EX ART. 61 LEGGE 11/7/1980 N. 312

References: art. 183
 sentenza 

Cass. 

Cass. 

ART. 2087
 ART. 2048
 ART. 61