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Timestamp: 2020-05-30 00:07:06+00:00

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Il rito abbreviato. Libro VI, Titolo I c.p.p. | Sentieri e Pensieri
Il rito abbreviato. Libro VI, Titolo I c.p.p.
La condanna definitiva di Annamaria Franzoni induce in me una sola riflessione, riguardante il rito processuale adottato su richiesta dell’imputata: “abbreviato”, in accordo con il dettato del titolo I del Libro VI del codice di procedura penale. Mai nome fu più inappropriato, stante che, come tutti hanno rilevato, il processo è stato tuttaltro che breve, nonostante la rilevanza pubblica e mediatica del fatto abbia indotto nella magistratura una solerzia sconosciuta per i procedimenti che non suscitano l’interesse della stampa e dell’opinione pubblica.
Non posso che cogliere l’occasione per ribadire quanto già espresso in altro post: il rito abbreviato va abolito. Il suo unico effetto è di regalare agli imputati un generoso sconto di pena che li induce a non patteggiare. Sarebbe più corretto dire ai colpevoli, giacchè, per come è strutturato, è ben difficile che una persona innocente ricorra ad esso. Infatti, giudizio abbreviato significa che le parti (accusa e difesa) rinunciano al dibattimento in aula, accettando come prova gli elementi emersi dalle indagini preliminari. Poiché al momento della richiesta di giudizio abbreviato il PM ha già formulato la richiesta di rinvio a giudizio, è chiaro che gli atti di indagini sono sufficienti a fornire prova della colpevolezza, quindi l’imputato che sa di essere innocente ben difficilmente accetterà che il processo si basi esclusivamente su di essi, andando a dibattimento per provare la propria estraneità.
E infatti la cronaca ci offre un ventaglio di personaggi responsabili di gravissimi reati che hanno fatto ricorso al rito “abbreviato” al fine (conseguito) di evitare pesanti condanne.
TITOLO I GIUDIZIO ABBREVIATO
Art.438 Presupposti del giudizio abbreviato 1. L’imputato può chiedere che il processo sia definito all’udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e all’articolo 441, comma 5.
Art.439 Richiesta di giudizio abbreviato ABROGATO
1. La richiesta è depositata in cancelleria unitamente all’atto di consenso del pubblico ministero almeno cinque giorni prima della data fissata per l’udienza (418).
2. La richiesta e il consenso possono essere presentati anche nel corso dell’udienza preliminare fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli artt. 421 e 422.
Art.440 Provvedimenti del giudice ABROGATO
1. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza, con la quale dispone il giudizio abbreviato se ritiene che il processo possa essere definito allo stato degli atti.
2. L’ordinanza di accoglimento o di rigetto è depositata in cancelleria almeno tre giorni prima della data dell’udienza. Nel caso previsto dall’art. 439 comma 2, il giudice decide immediatamente in udienza, dando lettura dell’ordinanza.
3. In caso di rigetto, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dall’art. 439 comma 2.
Art.441 Svolgimento del giudizio abbreviato 1. Nel giudizio abbreviato si osservano in quanto applicabili, le disposizioni previste per l’udienza preliminare, fatta eccezione di quelle degli artt. 422 e 423.
3. II giudizio abbreviato si svolge in camera di consiglio; il giudice dispone che il giudizio si svolga in pubblica udienza quando ne fanno richiesta tutti gli imputati.
Art.441-bis Provvedimenti del giudice a seguito di nuove contestazioni sul giudizio abbreviato 1. Se, nei casi disciplinati dagli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, il pubblico ministero procede alle contestazioni previste dall’articolo 423, comma 1, l’imputato può chiedere che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie.
4. Se l’imputato chiede che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie, il giudice revoca l’ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato e fissa l’udienza preliminare o la sua eventuale prosecuzione. Gli atti compiuti ai sensi degli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, hanno la stessa efficacia degli atti compiuti ai sensi dell’articolo 422. La richiesta di giudizio abbreviato non può essere riproposta. Si applicano le disposizioni dell’articolo 303, comma 2 “.
5. Se il procedimento prosegue nelle forme del giudizio abbreviato, l’imputato può’ chiedere l’ammissione di nuove prove, in relazione alle contestazioni ai sensi dell’articolo 423, anche oltre i limiti previsti dall’articolo 438, comma 5, ed il pubblico ministero può chiedere l’ammissione di prova contraria.
Art.442 Decisione 1. Terminata la discussione (421), il giudice provvede a norma degli artt. 529 e ss.
2. In caso di condanna, la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita di un terzo. Alla pena dell’ergastolo è sostituita quella della reclusione di anni trenta (Nota: Periodo dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale). Alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituita quella dell’ergastolo .
3. La sentenza è notificata all’imputato che non sia comparso (134 att.).
4. Si applica la disposizione dell’art. 426 comma 2.
Art.443 Limiti all’appello 1. L’imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello contro le sentenze di proscioglimento, quando l’appello tende ad ottenere una diversa formula.
2. ABROGATO L’imputato non può proporre appello contro le sentenze di condanna (a una pena che comunque non deve essere eseguita ovvero) alla sola pena pecuniaria.
3. Il pubblico ministero non può proporre appello contro le sentenze di condanna (533), salvo che si tratti di sentenza che modifica il titolo del reato.
4. Il giudizio di appello si svolge con le forme previste dall’art. 599.
Consentitemi un’osservazione riguardo al processo Cogne ed al comma 4 dell’art. 443 c.p.p. Il giudizio di appello si sarebbe dovuto svolgere sotto forma di concordato ex art. 599 c.p.p. Ma nel caso di Annamaria Franzoni non mi pare proprio che sia andata così.
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15 Responses to Il rito abbreviato. Libro VI, Titolo I c.p.p.
maggio 23, 2008 alle 12:15 am
La Sig.ra Annamaria potrà godere dell’indulto e di sostanziose riduzioni di pena.
In considerazione del fatto che ha avuto il buon gusto di procreare nuovamente (al fine di dare prova tangibile della sua vocazione di madre), in considerazione del suo atteggiamento riservato e poco incline ad apparire pubblicamente, se non nell’icona della mater dolorosa, visto che la legge lo consente…tra 3-4 anni sarà una persona libera, pienamente in armonia con se stessa.
Mi sembra istigazione a delinquere, peggio ancora del rito abbreviato.
E dico questo perchè ci sono molte altre madri infelici che hanno compiuto gesti tremendi contro i loro figli, ma sono ben guardate e aiutate in speciali centri di detenzione e cura: non sono apparse in TV, nè gli è neppure passato per la testa di chiedere la consulenza di tanti avvocati e periti.
Di loro se ne è parlato per due giorni: il tempo di smaltire l’orrore mediatico.
Il tempo per capire che, se una madre fa violenza al figlio, è se stessa che vuole colpire.
maggio 23, 2008 alle 10:33 am
La cosa che trovo inaccettabile è che ora dopo la conferma della pena da parte della Suprema Corte ci siano ancora persone che sguazzano in questa “squallida” storia. L’avvocato Taormina dice che dirà il nome del vero asassino… Un medico sta scrivendo un libro sull’innocenza della Franzoni, io li chiamo “avvoltoi”. Per favore BASTA!
maggio 23, 2008 alle 9:47 pm
A me, invece, fa tristezza il pensiero che del bambino non importa nulla a nessuno e, tutto sommato, neppure della colpevolezza della madre.
Se la Franzoni si fosse messa a piangere ora non saremmo qui a parlarne; l’enigma mediatico è tutto condensato nel suo mancato senso di colpa.
maggio 23, 2008 alle 9:50 pm
..ricorda tanto la caccia alle streghe.
maggio 24, 2008 alle 8:09 am
Bentornata Nancy, era un po’ che non ti vedevo.
caffè, blog e biscotti ha detto:
maggio 24, 2008 alle 8:53 am
maggio 24, 2008 alle 9:23 am
Del giudizio abbreviato, di Nancy o dei biscotti?
cookie monster ha detto:
maggio 24, 2008 alle 12:53 pm
Dei biscotti. Nancy la sopporto già abbastanza 🙂
maggio 24, 2008 alle 1:31 pm
Tornando ad Annamaria Franzoni ed alla sua condanna, sui giornali si leggono umori e proposte disparate. Addirittura Russo Spena parla già di concedere la grazia.
Mi astengo dal pronunciarmi sulla vincenda in sè, su quale sia la pena adeguata per questa persona e per questo fatto. Mille discussioni si possono fare, sul piano morale, sul fatto che l’espiazione della reclusione si affianca, secondo profili psicologici imperscrutabili, al patimento di una madre che ha mutilato se stessa uccidendo un figlio.
Ma c’è un punto che non va dimenticato mai, neppure in un caso come questo. Ci piaccia o no, il diritto è la più antica delle dottrine elaborate dall’uomo e, nel corso dei millenni (da Hammurabi a Calamandrei) ha mantenuto fermi alcuni principi. Uno dei quali è l’astrattezza: la legge è tale se è astratta, cioè se, fatti salvi i limiti discrezionali di chi la applica, essa punisce uguali comportamenti allo stesso modo. E pur analizzando il fatto specifico alla luce di tutte le sue sfumature, ci si deve fermare davanti a questo principio che, datando migliaia di anni, ha ragione di prevalere sulla nostra opinione contingente. E se la lettera della legge ci dice una cosa, ad essa ci dobbiamo tutti attenere.
maggio 25, 2008 alle 10:02 am
Sinceramente non ne posso più di sentir parlare della Franzoni. E ne sentiremo parlare ancora per molto. Ieri ho seguito una trasmissione televisiva dove veniva annunciato che la Franzoni ha intenzione di scrivere un libro per raccontare la sua verità. Pazzesco! Ci specula pure sulla morte di suo figlio. Però siamo colpevoli anche noi di questo circo mediatico perchè nel male o nel bene continuiamo a parlarne, sarebbe ora di calare il sipario su questa “squallida” vicenda.
maggio 26, 2008 alle 8:41 am
Chiesta venerdi al Presidente della repubblica Napolitano la grazia per Annamaria Franzoni.
Dopo l’appello di rifondazione Comunista, il leader del Movimento dei Diritti Civili, Franco Corbelli ha presentato a Napolitano l’istanza per la grazia ad Annamaria Franzoni.
maggio 26, 2008 alle 8:51 am
Penso che Franco Corbelli dovrebbe trovare un’altro modo per farsi pubblicità.
Chiedendo la “grazia” per la Franzoni anche il Movimento per i Diritti Civili perde credibilità.
luglio 9, 2010 alle 9:17 pm
ma quanto tempo e previsto dalla richiesta del rito abbreviato per un minore approvata all udienza????
luglio 10, 2010 alle 2:32 pm
L’udienza preliminare (nella quale si chiedono i riti alternativi, quale quello abbreviato) non ha scansioni e tempi prefissati, quindi non esiste una risposta.
agosto 7, 2011 alle 6:19 pm
vorrei rispondere alle baggianate riportate nel primo commento ove si sostiene che il rito abbreviato andrebbe abolito in quanto serve solo a evitare pesanti condanne a persone evidentemente colpevoli. ebbene come si posso sostenere cose tanto idiote! in primom luogo vorrei informare il commentatore che lo sconto previsto dal rito abbreviato è lo stesso previsto dal patteggiamento ed anzi, in quest’ultimo è prevista anche la non menzione, la sospensione condizionale e l’estinzione del reato nel caso che il condannato non commetta per 5 anni un reato della stessa indole, quindi non si comprende per quale motivo un colpevole certo dovrebbe scegliere il rito abbreviato e non il patteggiamento. I cosiddetti colpevoli certi, altresì, eventualmente farebbero meglio ad accedere al patteggiamento nel quale è più certa la comminazione di una pena più esigua in quanto il giudice successivamente alla richiesta delle parti, si limita a verificarne la congruità sulla base di calcoli matematici partendo dal minimo della pena togliendo 1/3 e poi un altro terzo nel caso in cui l’imputato sia incensurato garantendo in tal modo una pena molto più lieve rispetto al rito abbreviato ove il GUP, dopo aver valutato gli atti può comminare anche il massimo della pena previsto dalla norma con lo sconto di di 1/3 per la scelta del rito che può sempre essere quindi molto alta. occorre ricordare che in realtà il rito abbreviato ha portato spesso ad assoluzioni. tale scelta è determinata altresì, per l’imputato, dalla carenza di prove in possesso del P.M.. anche perchè una richiesta di rinvio a giudizio non stà a significare che le prove siano così inconfutabili altrimenti anche un rito ordinario sarebbe inutile all’imputato cosa che invece è stata puntualmente smentita dalle numerose sentenze di assoluzione seguite a richieste di rinvio a giudizio spessoinfondante e non supportate da elementi incontestabili. prima di scrivere occorre riflettere attentamente su ciò che si dice.

References: Art.438

Art.439

Art.440

Art.441

Art.441

Art.442
 sentenza 

Art.443
 sentenza 
 art. 599