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Timestamp: 2019-10-13 21:53:38+00:00

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Ordinanza comunale divieto accesso SUV in zona ZTL legittima | Sentenze
Ordinanza comunale divieto accesso SUV in zona ZTL legittima
Scritto il Novembre 14, 2015 da sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 5191 13 novembre 2015
L’ordinanza con la quale vengono introdotte disposizioni limitative dell’accesso dei veicoli denominati S.U.V. (sport utility vehicle) nella Zona cittadina a traffico limitato (Z.T.L.), vietando il rinnovo alla scadenza ed il rilascio dei permessi per l’accesso alla Zona per le “autovetture” aventi diametro delle ruote superiore a 730 cm., e dunque in pratica per i detti S.U.V., pur con delle eccezioni (in particolare, per i residenti, nonché per le auto ricoverate in rimesse e aree private), richiama gli artt. 6 e 7 del Codice della Strada. Questi ultimi, nel delineare la possibilità di un intervento in materia del Sindaco, hanno riguardo al medesimo nella sua qualità di organo comunale, piuttosto che nella sua veste complementare di organo di Governo. L’art. 6 del Codice è imperniato, infatti, sulle prerogative dell’ “ente proprietario della strada”, e quindi si riferisce agli organi dello stesso ente; l’art. 7, dal canto suo, valorizza il tema del riparto di competenze tra sindaco e giunta, tipici organi di governo locale. A ciò va aggiunto che l’art. 7 è addirittura testuale nell’intestare le attribuzioni connesse alla “Regolamentazione della circolazione nei centri abitati” in capo ai Comuni (cfr. in particolare l’incipit dei suoi commi 1 e 9). La giurisprudenza di questo Consiglio, infine, ha già avuto modo di precisare che i provvedimenti limitativi della circolazione veicolare all’interno dei centri abitati che possono essere adottati ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. n. 285/1992 ineriscono alla competenza comunale. Le misure previste dall’art. 7 del Codice della Strada devono intendersi oggi, di norma, rimesse alla competenza della dirigenza comunale. Tuttavia una deroga a tale principio vale, sulla scorta dei contenuti dello stesso art. 7, per le misure di maggiore impatto sull’intera collettività locale, per le quali lo stesso articolo del Codice prevede l’intervento di un organo politico. Difatti il citato art. 7, al suo comma 9, nel riservare alla Giunta il compito di “delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio”, stabilisce anche che “in caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta.” Il provvedimento sopra citato si presenta come espressione proprio di quest’ultima, specifica competenza, derogatoria del principio della generalità delle attribuzioni dirigenziali. L’atto, infatti, attesa la sua valenza, contribuisce a definire la disciplina di base connotante la Z.T.L. nella sua interezza, e pertanto si configura quale un suo atto integrativo ai sensi del comma 9 dell’art. 7. Si tratta, inoltre, di un atto che non è esecutivo della programmazione già esistente, ma appunto la integra, e come tale dovrà ricevere attuazione attraverso la comune attività di gestione. La sua connotazione quale atto assunto in chiave d’urgenza, infine, si può desumere tanto dagli argomenti addotti dalla sua motivazione, quanto dalla previsione della sua entrata in vigore sostanzialmente immediata.
L’art. 6, comma 4, lett. b) cit. consente limitazioni sia “di carattere temporaneo” che “permanente”, e, inoltre esso, nel far riferimento a “ciascuna strada o parte di essa”, non osta a che l’amministrazione possa avere riguardo, agli stessi fini, anche a un ambito spaziale più ampio, purché oggettivamente delimitato, quale appunto quello di una Z.T.L..
1. Con l’ordinanza del Sindaco di Firenze n. 2004/M/09189 del 27.12.2004 venivano introdotte disposizioni limitative dell’accesso dei veicoli denominati S.U.V. (sport utility vehicle) nella
Zona cittadina a traffico limitato
(Z.T.L.), con decorrenza dal 1°.1.2005. Veniva infatti disposto di non rinnovare alla scadenza, o di non rilasciare, i permessi per l’accesso alla Zona per le “autovetture” aventi diametro delle ruote superiore a 730 cm., e dunque in pratica per i detti S.U.V., pur con delle eccezioni (in particolare, per i residenti, nonché per le auto ricoverate in rimesse e aree private).
2. Avverso tale ordinanza insorgevano in giudizio con ricorso al T.A.R. per la Toscana notificato il 2.2.2005 le società A. S.P.A., B. S.P.A., D. S.R.L., D. Italia S.P.A., F. S.P.A., G. S.R.L., H. S.P.A., J. S.P.A., K. S.P.A., L. S.P.A., M. S.P.A., M. S.R.L., M. S.P.A., M. S.R.L., N. S.P.A., P. S.P.A., R. S.P.A., S. S.P.A., S. S.P.A., T. S.P.A. e V. S.P.A..
“ 1) incompetenza del Sindaco nell’emanazione di un atto gestionale, violazione degli artt. 4 del d. lgs. n. 165/2001 e dell’art. 107 del t.u. n. 267/2000: il principio della separazione tra politica e amministrazione, attuato dal d. lgs. n. 165/2001, aveva già trovato specifico riferimento nell’art. 107 del t.u. degli enti locali secondo cui le disposizioni che conferiscono agli organi di governo locale atti di gestione si intendono che la relativa competenza spetta ai dirigenti; le norme del cod. della strada (artt. 6 e 7) che attribuiscono al Sindaco determinate competenze devono essere lette in conformità col principio della separazione di cui si è detto; nel caso de quo, a fronte di una generalizzata disciplina di accesso alla zona a traffico limitato, l’ordinanza sindacale impugnata, che istituisce un’eccezione all’eccezione, ha natura di atto gestionale che ricade nelle competenze della dirigenza; 2) violazione per falsa ed erronea applicazione degli artt. 6 e 7 cod. strada, violazione del principio sulla tipicità degli atti amministrativi, eccesso di potere per perplessità, indeterminatezza della misura, difetto dei presupposti: l’art. 7 cit. subordina l’emanazione di misure restrittive alla circolazione alla sussistenza di motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale e non legittima l’emanazione di un provvedimento diretto a determinate “categorie” di veicoli; l’art. 6 cit. consente l’adozione di provvedimenti temporanei in relazione a determinate strade e non a tutte e non legittima l’impugnata ordinanza che è a carattere permanente; le dimensioni delle ruote non sono in relazione alle esigenze rappresentate dal Sindaco (danneggiamento delle strade); 3) grave e palese sviamento di potere, violazione degli artt. 41 Cost. e 28 Trattato CE (ex art. 30): per reprimere la sosta sul marciapiede si usa un potere attribuito per la regolamentazione della Z.T.L.; si vuole in realtà scoraggiare l’uso dei S.U.V. incidendo sugli acquisti e interferendo sulla concorrenza del mercato; 4) eccesso di potere per carenza e contraddittorietà della motivazione, violazione dell’art. 3 della legge n. 241/90: il Sindaco motiva il provvedimento con le dimensioni ridotte delle strade del centro storico e con l’assunto che i veicoli con ruote grandi sono facilitati in manovre vietate come quella di salire sul marciapiede, ma non si comprende come le dimensioni ridotte delle strade impongano l’uso di pneumatici piccoli piuttosto che vetture più strette o meno lunghe né che l’ipotetica facilità di violare le norme del codice della strada relative al modo di parcheggiare, che il comune non sa fare rispettare, possa giustificare un provvedimento che vieta la circolazione; 5) eccesso di potere per manifesta illogicità e contraddittorietà, per indeterminatezza e per inefficacia dell’atto, con conseguente violazione dell’art. 1 della legge n. 241/90, in relazione all’asserita tutela della pavimentazione; il diametro delle ruote non è elemento di omologazione e non identifica una categoria; 6) eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, ingiustificata disparità di trattamento, sviamento di potere: la motivazione è apodittica sulla inidoneità delle strade e le modalità di parcheggio.”
8°. Il giudice di prime cure nel respingere la doglianza ha lasciato aperto il problema preliminare della riconducibilità del provvedimento impugnato all’ambito delle competenze statali o invece comunali, esprimendo peraltro la propria propensione, in proposito, per la prima delle due opzioni (cfr. le pagg. 11 e 12 della sentenza in epigrafe).
Questa tesi viene svolta con particolare riguardo alle previsioni del comma 1, lett. b), dell’art. 7, nonché del comma 4 dell’art. 6, tornando a farsi notare, rispettivamente :
– le strade e i marciapiedi del centro cittadino, per la loro antichità, hanno “dimensioni particolarmente ridotte”, e come tali sono “assolutamente inidonei a sopportare il transito e la sosta” dei veicoli di cui si tratta;
Da questa pur sintetica motivazione si desume, quindi, che il provvedimento in esame costituisce una misura riconducibile, in pari tempo, alle previsioni dell’art. 7, comma 1, lett. b), ma altresì dell’art. 6, comma 4, lett. b), del Codice della Strada. Le sue ragioni giustificative sono riconducibili, difatti, tanto a esigenze di tutela del peculiare patrimonio artistico-culturale cittadino, giusta quanto già rilevato dal tribunale, data “l’origine storicamente antica” propria anche delle sue strade e marciapiedi, che sono suscettibili di danneggiamento (esigenze prese in considerazione dall’art. 7 cit.), quanto alle esigenze della circolazione urbana, le quali sono chiamate in causa dall’impiego su strade dalle “caratteristiche strutturali” loro proprie, ossia di “dimensioni particolarmente ridotte”, dei veicoli in discorso, connotati da una ragguardevole “massa” -intesa come già precisato- oltre che dalle grosse dimensioni delle loro ruote (esigenze, qui riproposte dalla difesa municipale, cui ha riguardo l’art. 6 cit.).
Di conseguenza il Comune di Firenze, pur assumendo tra le ragioni della propria ordinanza le “dimensioni particolarmente ridotte” delle strade del proprio centro cittadino, non per questo era ineluttabilmente tenuto a parametrare il proprio intervento sul dato della “larghezza” dei veicoli.
10°a Con il terzo motivo dell’originario ricorso introduttivo era stato denunziato il vizio di sviamento, lamentando che l’Amministrazione per reprimere una violazione del Codice della Strada, la sosta sul marciapiede, avesse fatto uso, in luogo dello specifico potere sanzionatorio all’uopo previsto, di un potere attribuitole per altri fini, vale a dire la regolamentazione della Z.T.L..
CODICE DELLA STRADA E POTERE DI ORDINANZA DEL SINDACO, sentenza n. 5191 13 novembre 2015 Z.T.L. S.U.V., zona traffico limitato
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References: sentenza 
 art. 7
 art. 7
 art. 30
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