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Timestamp: 2017-02-24 22:21:53+00:00

Document:
MAGAZINE VALENTE PALI 2/2009 by Valente SpA - issuu
[Idee per Vincere]
Idee&Vision: Superare la crisi, gestendo con il cuore I Prodotti&Ricerca: Il nuovo palo Eko I Consigli&Soluzioni: Sicurezza e salute sul lavoro I Aziende&Persone: I protagonisti della frutticultura ferrarese I News&Reportage: Vendere vino in tempo di crisi
Rubriche Co.
I3	IDEE&VISION
SUPERARE LA CRISI, GESTENDO CON IL CUORE
4I7	PRODOTTI&RICERCA
IL NUOVO PALO EKO
8I11	CONSIGLI&SOLUZIONI
12I15	AZIENDE&PERSONE
I PROTAGONISTI DELLA FRUTTICOLTURA
16I19	NEWS&REPORTAGE
VENDERE VINO IN TEMPO DI CRISI
Strumento informativo aziendale a cura della
Divisione Comunicazione e Marketing di
Elena Artuso, Sabina Serafini
Michele Simionato, Alice Lucchin
Alessia Faggin
Per spunti, suggerimenti, domande,
opinioni, scrivere a:
news@valentepali.com
Siamo l’azienda italiana leader nelle soluzioni tecnologiche per gli impianti di vigneto e frutteto. Sostenere e proteggere il
lavoro degli agricoltori, nel rispetto dell’ambiente in cui operano, rappresenta il fine della nostra continua ricerca nei materiali e nelle applicazioni tecniche. Vogliamo essere alleati affidabili dell’imprenditore agricolo, accompagnandolo giorno
dopo giorno nella sfida competitiva posta dal mercato globale e contribuendo alla sua prosperità.
[Superare la crisi, gestendo con il
L’EVENTO CHE SI È TENUTO A MONTEFALCO NEL MESE DI
MAGGIO HA RAPPRESENTATO L’INIZIO DI UN PERCORSO
CHE LA NOSTRA AZIENDA HA INTRAPRESO PER ESSERE
ANCOR PIÙ VICINA ALLE IMPRESE VITIVINICOLE ITALIANE E
PER PORRE LE BASI PER UN FUTURO INSIEME VINCENTE.
ari amici, in questa edizione del nostro V MAGAZINE
ho il grande piacere di presentarvi i risultati
dell’iniziativa che si è svolta il 21 maggio 2009 a
Montefalco (PG): Vendere vino in tempo di crisi. Un’iniziativa
che noi di Valente abbiamo fortemente voluto con lo scopo
di aiutare la filiera produttiva a superare questo momento
di difficoltà. Siamo infatti convinti che se tutti a
vari livelli, ognuno nel ruolo di responsabilità
che ricopre nel mondo del vino, si sentisse in
prima persona responsabile dell’economia del
settore, questo ci consentirebbe di uscire
nel modo migliore da questa fase di
Infatti, il futuro di tutti coloro che
operano all’interno della filiera
vitivinicola passa sempre di
più attraverso la capacità di
relazionarsi in maniera costruttiva
non “limitandosi” a svolgere
il proprio ruolo. Ecco che tutti
dobbiamo sentirci responsabili del
futuro del vino italiano, preparandoci
ad affrontare un mercato sempre più
globale e competitivo.
cuore!]
Noi azienda Valente abbiamo raccolto questa sfida
investendo in questa iniziativa e coinvolgendo i relatori che
sono la massima espressione del settore, i veri protagonisti
di questo straordinario mondo del vino. Dunque, nel corso
del dibattito, moderato da Fabio Piccoli, giornalista esperto
di economia del vino, sono intervenuti: Roberto Cipresso,
enologo di fama internazionale e scrittore; Alfredo Albertini,
direttore commerciale della Cantina Valpolicella Negrar;
Alberto Ugolini, brand ambassador di Santa Margherita;
Valentino Valentini, sindaco di Montefalco e presidente
dell’associazione Città del Vino e Paolo Ruggeri, esperto in
management e gestione d’impresa.
A Montefalco non vi abbiamo parlato di pali in cemento o di	coperture di frutteti, vi abbiamo parlato del del cuore, del fatto che teniamo a voi, del
fatto che teniamo alla filiera. Ecco che forse
se tutti noi ci unissimo ed iniziassimo
a ragionare ed operare con il cuore
molte delle difficoltà del comparto
agroalimentare italiano si potrebbero
Collegandovi al nostro sito
www.valentepali.com potete
scaricare una selezione video e
audio dell’evento.
[Idee per Vincere] |3
DALLA RICERCA VALENTE NASCE EKO IL PALO IDEALE
PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI IN ZONE PROTETTE O PARTICOLARMENTE SUGGESTIVE, DOVE L’IMPATTO
AMBIENTALE RIVESTE UN’IMPORTANZA PRIMARIA. CONSIGLIATO QUALE PALO INTERMEDIO PER LA REALIZZAZIONE DI VIGNETI CON STRUTTURA A FILI, IL PALO EKO
VALENTE È IDEALE PER LE LAVORAZIONI MECCANICHE,
GRAZIE ALLA GRANDE FLESSIBILITÀ ED ELASTICITÀ DELL’ACCIAIO.
orresti realizzare un moderno vigneto meccanizzato con pali in acciaio, ma temi che i prodotti in
commercio non siano sufficientemente flessibili
ed elastici da sopportare le vibrazioni delle macchine o che
con il passare del tempo si corrodano e si spezzino? Il nuovo
palo EKO Valente rappresenta la prima soluzione a tutti i
Il palo EKO è realizzato mediante profilatura, stampaggio e
successiva verniciatura a polvere, partendo da nastri in acciaio strutturale DX51D ad elevato snervamento, come quelli
utilizzati in campo automobilistico. L’acciaio è riciclabile al
100% e quindi non presenta problemi di smaltimento.
L’innovativa geometria del profilo con nervature di rinforzo consente performance in
fatto di resistenza meccanica decisamente
superiori. La forma arrotondata, con le file
di ganci poste all’interno del profilo, non offre alcuna parte spigolosa agli organi meccanici delle macchine operatrici. Il profilo
aperto da un lato consente una maggiore stabilità nel terreno. L’indicazione con
tacche a 70 cm, 80 cm e 90 cm favorisce
l’installazione del palo alla profondità desiderata.
[Il nuovo palo Eko]
IL PRIMO PALO IN ACCIAIO
[Idee per Vincere] |5
A garanzia di una maggiore durabilità nel tempo e resistenza
agli agenti atmosferici e ai batteri, la superfice del palo EKO
Valente viene protetta attraverso un rivestimento a caldo in
continuo di zinco ed un’ulteriore copertura di circa 60 micron
di spessore in poliestere ecologico di colore marrone, applicato con la tecnica della verniciatura a polvere.Tale tecnica
consiste nel fare aderire il poliestere colorato in polvere alla
superficie dell’acciaio, attraverso la cottura ad una temperatura che può raggiungere i 210 gradi.
Il palo EKO Valente ha dato eccellenti performance in termini
di resistenza alla corrosione nelle prove chimiche di durabilità
quali: nebbia salina, nebbia salina acetica, ciclo di umidità,
anidride solforosa e resistenza chimica.
IL PALO EKO VALENTE GARANTISCE:
• Grande resistenza alla corrosione rispetto alla tradizionale
• Verniciatura anticorrosione ed ecologica
• Basso impatto ambientale da un punto di vista estetico
NUOVO SISTEMA ANTISGANCIO
Per consentire un veloce montaggio dell’impianto, il palo EKO Valente presenta ganci
di sostegno per i fili con sistema antisgancio: ganci rinforzati, doppi ed inclinati, con
alette bombate e nervate, in modo da non permettere ai battitori delle macchine vendemmiatrici di deformarli. Il taglio inclinato dei ganci consente di inserire e togliere il
filo in maniera rapida e senza doverlo piegare molto. In particolare, nei vigneti in zone
collinari, il palo in metallo deve essere installato con il profilo aperto rivolto verso monte; questo perché il taglio del gancio presenta un’inclinazione opposta alla pendenza del
terreno tale da evitare la fuoriuscita accidentale del filo.
LUNGHEZZA TOTALE PARTE NON FORATA
LUNGHEZZA TOTALE PARTE FORATA
LUNGHEZZA CM	N° GANCI 2000	2100	2200	2300	2400	2500	2600	2700	2800	2900	10	12	12	12	14	14	14	16	16	16	LUNGHEZZA TOTALE	PARTE FORATA CM	LUNGHEZZA TOTALE
PARTE FORATA CM
965	1165	1165	1165	1365	1365	1365	1565	1565	1565	1035
[Idee per Vincere] |7
Consigli Soluzioni
VENERDÌ 31 LUGLIO 2009, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA
APPROVATO IL DECRETO CHE INTEGRA E CORREGGE IL
DECRETO LEGISLATIVO N. 81 DEL 9 APRILE 2008 (TESTO
UNICO IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA DEI LUOGHI
DI LAVORO). IL PROVVEDIMENTO ENTRERÀ IN VIGORE
DOPO LA FIRMA DEL CAPO DELLO STATO E SUCCESSIVA
Articolo redatto dall’ing. Sabina Serafini
ell’attesa di conoscere le modifiche introdotte dal decreto correttivo e allo scopo di aiutare il lettore nella
comprensione del Testo Unico in materia di salute e
sicurezza sul lavoro, si riportano di seguito alcuni degli articoli di legge che hanno apportato i cambiamenti più significativi rispetto alle precedenti disposizioni (Decreto Legislativo
626/94), con particolare riferimento al settore agricolo. Si rimanda ad interventi futuri l’approfondimento di alcune tematiche di seguito solo accennate, alla luce appunto delle recenti
Art. 3 del Decreto Legislativo 81/2008
La principale modifica apportata dal testo unico al Decreto
Legislativo 626/94 è l’ampliamento del campo di applicazione
delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul luogo di
lavoro a “… tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi…”. Nella definizione del Testo Unico lavoratore è colui
che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, con o
senza retribuzione, si inserisce in un’organizzazione di lavoro, senza alcuna differenziazione di tipo formale.
[Sicurezza e salute sul lavoro nel settore agricolo]
Oltre ai lavoratori subordinati ed i soci
delle società, nel campo di applicazione del Decreto sono quindi compresi i
lavoratori autonomi, i componenti delle
imprese familiari, i piccoli imprenditori
(i coltivatori diretti nel settore agricolo).
Il Decreto Legislativo 81/2008 prevede
alcuni adempimenti ed agevolazioni,
tra cui la possibilità di autocertificare o
utilizzare procedure standardizzate (ancora da definire) per la redazione della
valutazione dei rischi, in relazione al
numero di addetti presenti in azienda.
A tal proposito è utile capire come effettuare il computo dei lavoratori.
Tenuto conto della specificità del settore agricolo, sono da escludere dal computo:
- il datore di lavoro della ditta individuale
in quanto non considerato lavoratore;
- i collaboratori familiari, ovvero i familiari che, in modo continuativo, prestino
la propria attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare;
- le prestazioni svolte da parenti e affini
sino al terzo grado in modo meramente
occasionale o ricorrente di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo aiuto, obbligazione morale senza corresponsione
di compensi, salvo le spese di mante-
nimento e di esecuzione dei lavori (in
quanto esulano dal mercato del lavoro
ai sensi dell’art. 74 del D.Lgs 10 settembre 2003, n. 276);
- i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti;
- i lavoratori autonomi che, pattuito un
corrispettivo, si impegnino a compiere
un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di
subordinazione nei confronti del committente (es.: contoterzisti).
Per particolari tipologie di lavoro si procede come di seguito precisato:
- I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro e i lavoratori
assunti a tempo parziale si computano
sulla base del numero di ore di lavoro
effettivamente prestato nell’arco di un
- nell’ambito delle attività stagionali definite dal Dpr. 7 ottobre 1963, n. 1525(20)
nonché quelle eventualmente individuate dai contratti collettivi, il personale in forza si computa a prescindere
dalla durata del contratto e dall’orario
di lavoro effettuato; nel settore agricolo, i lavoratori stagionali impiegati per
l’intensificazione dell’attività in determinati periodi dell’anno, corrispondono
a frazioni di unità lavorative anno (ULA)
come individuate sulla base della normativa comunitaria.
Art. 21 - Impresa familiare e lavoratori
Ai sensi del D. Lgs. 81/2008 ai componenti l’impresa familiare (intendendosi
come tale il familiare, coniuge, parenti
entro il 3° grado ed affini entro il 2°, che
presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare senza che sia configurabile
uno specifico e tipico rapporto di lavoro,
ai sensi dell’ art. 230 bis c.c.), ai lavoratori autonomi di cui all’art. 2222 del codice civile, ai piccoli imprenditori di cui
all’art. 2083 del codice civile (coltivatori
diretti del fondo, imprenditori agricoli professionali), ai soci delle società
semplici operanti nel settore agricolo,
competono esclusivamente i seguenti
obblighi: utilizzare attrezzature conformi alle disposizioni del titolo III (uso
delle attrezzature di lavoro); munirsi di
dispositivi di protezione individuale adeguati; munirsi di tessera di riconoscimento, se svolgono lavori in appalto o
sub-appalto. Inoltre, con oneri a proprio
carico hanno la facoltà di beneficiare
della sorveglianza sanitaria e di partecipare a corsi di formazione specifici in
[Idee per Vincere] |9
Art. 29 - Valutazione dei rischi
Il principale obbligo non delegabile a
carico del datore di lavoro che debba
applicare il decreto legislativo 81/2008
è l’effettuazione della valutazione
dei rischi; tale adempimento viene
previsto con metodologie diverse a
seconda del numero di lavoratori
occupati nell’azienda e della presenza
di alcune tipologie particolari di rischio.
Si rimanda ad altra sede la trattazione
dettagliata dei vari casi contemplati.
Art. 28 - Oggetto della valutazione dei
La valutazione dei rischi deve riguardare TUTTI I RISCHI per la salute e la
sicurezza dei lavoratori, compresi quelli
collegati a: età dei lavoratori; differenze
di genere; provenienza da altri Paesi;
stress lavoro correlato. E riguardanti
gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari e lavoratrici in stato di gravidanza.
Art. 26 - Contratti d’ appalto lavoratori
autonomi, contoterzisti
Tutte le volte che all’interno dell’azienda si debba ricorrere ad altre imprese
o lavoratori autonomi per l’esecuzione
di alcune attività (es. contoterzisti), il
datore di lavoro deve preventivamente
verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi cui intende affidare il
lavoro. Tale verifica viene eseguita con
l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria
e artigianato e l’acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice
o dei lavoratori autonomi del possesso
dei requisiti di idoneità tecnico professionale. Inoltre, il datore di lavoro deve
fornire dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente
in cui devono operare, sulle misure di
prevenzione e di emergenze adottate
in relazione alla propria attività, concordando le azioni necessarie ad evitare ogni rischio in caso di compresenza
dei propri lavoratori dipendenti quando
l’altra ditta esegue i lavori. Il datore di
lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento elaborando
un unico documento di valutazione dei
rischi che indichi le misure adottate per
eliminare le interferenze o ridurle al
minimo. Tale documento è allegato al
contratto di appalto o d’opera. L’imprenditore committente risponde in solido
con l’appaltatore, nonché con ciascuno
degli eventuali ulteriori subappaltatori,
per tutti i danni per i quali il lavoratore,
dipendente dall’appaltatore o dal su-
bappaltatore, non risulti indennizzato
ad opera dell’INAIL.
Art. 47 - Rappresentante dei lavoratori
A tal proposito occorre riferirsi al “Verbale di accordo” relativo al “Rappresentante per la sicurezza e Comitati paritetici”, siglato tra le parti sociali agricole
il giorno 18 dicembre 1996, e che costituisce parte integrante (allegato 5) del
vigente Contratto Collettivo Nazionale
di Lavoro per gli Operai Agricoli e Florovivaisti (2006-2009). Al punto 1 del “Verbale” le parti convengono:
- che in tutte le aziende con più di 150
giornate di occupazione complessiva annua e nelle quali ci sia almeno
un rapporto di lavoro individuale superiore a 51 giornate, il Responsabile
dei lavoratori per la sicurezza è eletto
o designato dai lavoratori dipendenti
nell’ambito delle Rappresentanze Sindacali Aziendali o delle Rappresentanze
Sindacali Unitarie, ove esistenti, ovvero
tra i lavoratori medesimi;
- in sede provinciale, le organizzazioni
firmatarie dell’accordo potranno definire le forme di individuazione del rappresentante per le aziende con caratteristiche occupazionali inferiori e/o diverse
da quelle di cui al punto precedente.
livello nazionale, nella scomposizione del fenomeno secondo i tre grandi rami d’attività previsti dalla classificazione ISTAT, si continua a registrare una sensibile, costante diminuzione degli incidenti sul lavoro nell’Agricoltura
(-33,8% dal 2001 al 2008) e nell’Industria (-26,8%), mentre perdura un certo aumento delle denunce d’infortunio
nei Servizi (+3%), la cui incidenza percentuale sul totale degli infortuni è cresciuta costantemente dal 2001 (43%
degli infortuni in generale) al 2008 (52%), complice anche il sostenuto aumento occupazionale registrato dall’ISTAT per questo
settore nel periodo considerato (+11,4%, a fronte del -12,1% dell’Agricoltura e +4,9% dell’Industria).
INFORTUNI avvenuti nel periodo 2001-2008 per ramo di attività. VALORI ASSOLUTI
1.023.379 992.655
* comprende anche i Dipendenti della gestione “per Conto Stato”
(Fonte: rapporto Annuale Analisi dell’andamento infortunistico 2008)
[Idee per Vincere] |11
NELLA PRODUZIONE FRUTTICOLA, FERRARA DETIENE DA DECENNI UNA POSIZIONE DI PREMINENZA A LIVELLO NAZIONALE
ED EUROPEO. LA PERICOLTURA FERRARESE, IN PARTICOLARE,
È ASSAI RINOMATA PER LE SUE ELEVATISSIME QUALITÀ ORGANOLETTICHE. IN PARTE CONSUMATA FRESCA E IN PARTE TRASFORMATA, LA FRUTTA FERRARESE È UN VERO TRIONFO DI
COLORI E DI SAPORI. PESCHE, PERE, MELE, UVA, FRAGOLE, CILIEGIE, ALBICOCCHE, COCOMERI E MELONI COMPONGONO UNA
PROFUMATA E VIVACE TAVOLOZZA AL CENTRO DI OGNI TAVOLA
cco che in questo territorio così vocato per la produzione
di succosi frutti sono molti i vivaisti che producono e commercializzano le piante per le coltivazioni delle aziende
agricole locali. In questo panorama variegato, abbiamo selezionato
tre aziende vivaistiche che hanno saputo distinguersi grazie ad una
filosofia di piena soddisfazione del cliente, una filosofia che ha permesso loro di avere un grande riscontro da parte del mercato e che,
oggi, gli consente di guardare con grande fiducia al futuro.
VIVAI ZANZI - Fossanova S. Marco (Ferrara)
Intervista a Giovanni Zanzi – Direttore tecnico Vivai Zanzi
Oggi, il nome ZANZI è sinonimo del rinnovamento varietale e tecnologico. Come siete riusciti a conquistare un posizionamento nel
mercato così prestigioso?
Fin dalla nostra nascita, nel 1886, abbiamo puntato molto sulla
completezza della gamma, in modo da poter garantire ai nostri
clienti la fornitura di ogni specie di piante da frutto, e su ordinazione
anche tipologie di piante per culture di nicchia, come per esempio
[I protagonisti della frutticoltura ferrarese]
frutti di bosco o cultivar per produzioni da industria. In particolare, offriamo anche piante
di tutte le specie pre-formate per anticipare
la raccolta in modo da rientrare il più rapidamente possibile con gli investimenti iniziali.
Ecco che oltre a poter vantare l’introduzione
delle migliori varietà di fruttiferi, di portinnesti clonali e di varietà di fragola, in questi anni
abbiamo anche dato un importante contributo alla diffusione di innovazioni tecnologiche
che hanno contribuito in modo significativo
alla specializzazione della moderna frutticoltura. E tutto questo è stato ottenuto dedicando grande impegno, giorno dopo giorno.
Come riuscite a garantire ai clienti la fornitura di ogni specie di piante da frutto?
Per garantire questa grande gamma di varietà è necessario avere in azienda un
importante patrimonio di colture sempre a disposizione del cliente. Inoltre, consapevoli dell’importanza di garantire alla nostra clientela
il miglior stato sanitario possibile e l’assoluta
certezza genetica, abbiamo costituito un “campo di Piante Madri per Marze (PMM)”, unico
in Italia sia per dimensioni che per numero di
varietà, che stiamo pensando di proteggere
dagli agenti atmosferici. Ovviamente abbiamo scelto l’azienda Valente come fornitore e
consulente, in quanto è l’unica l’unica azienda
sul mercato in grado di fornirci reali garanzie.
Insomma, oltre alla grande varietà puntate molto anche sulla qualità
delle piante. Ma la qualità è realmente così importante in questo settore?
Gli elevati costi di impianto oggigiorno non consentono errori di base; inutile preparare bene il terreno, concimare, predisporre l’impianto di irrigazione, la palificazione, ecc., se le piante non rispondono ai migliori requisiti
di qualità, quali sanità di materiali, certezza genetica, compatibilità fra i
bionti, predisposizione con gemme a fiore già differenziate per una rapida
messa a frutto, innesti prelevati da piante madri accuratamente controllate ed allevate in modo da mantenere inalterate le migliori caratteristiche
del clone originario. Certamente tutto questo fa sì che il costo delle “piante
di qualità” sia superiore; ma quanto costa un frutteto che sviluppa e produce in modo disforme, con frutta che non risponde ai requisiti richiesti dal
mercato, che sopravvive solo grazie a tutte le cure e le spese che siamo costretti a sostenere per poi rassegnarsi e infine estirpare tutto? Risparmiare
uno su un investimento di dieci per rischiare il fallimento economico non
ha senso. Ecco che noi abbiamo scelto di certificare le piante a garanzia
di elevato standard sanitario e qualitativo. Certo non significa la risoluzione di tutti i problemi ma, nei fruttiferi, l’assenza di affezioni che possono compromettere le caratteristiche quali-quantitative della produzione
sono sicuramente indispensabili per garantire la riuscita dell’impianto.
E nel vostro futuro cosa c’è?
Da diversi anni stiamo puntando sull’internazionalizzazione, con forti prospettive di crescita. Siamo convinti che nel futuro mercato europeo ed extraeuropeo, solo fornendo al cliente, sempre più informato ed esigente, il materiale vivaistico più moderno e garantito si potranno creare sinergie positive
destinate a premiare gli attori della filiera coinvolti in questo processo di miglioramento. In questo senso va anche la collaborazione con Valente, nostro
importante partner all’estero, oltre che nel territorio nazionale, nel fornire
al cliente impianti con solide garanzie di massima efficienza e sicurezza.
[Idee per Vincere] |13
VIVAI MARCHELLI ERWIN
Formignana (FE) - Intervista a Erwin Marchelli
Titolare dei Vivai Marchelli
Come nascono i Vivai Marchelli?
Negli anni ‘90 sono stato il pioniere tra
i frutticoltori ferraresi nella realizzazione dei nuovi impianti superfitti di pera
Abate. Infatti, quando arrivai a Ferrara
dall’Altoadige e vidi la tecnica agronomica che veniva applicata, mi resi
conto che si potevano migliorare sia le
rese sia la qualità del prodotto. Andai
in Olanda per acquisire la tecnica degli
impianti superintensivi, e la riproposi
nella mia azienda Guglielmina a Formignana (Fe) su 22 ettari di Abate. Piantai
13.300 piante ad ettaro contro le 3.500
del fusetto tradizionale.
Una grande innovazione per il territorio, ma cosa la spinse da produttore di
pere Abate a diventare vivaista?
Per utilizzare questa tecnica agronomica è fondamentale avere piante di ottima qualità. Ecco che spinto dall’esigenza di procurarmi materiale vivaistico di
qualità ed in quantità adeguate per gli
impianti aziendali ad altissima densità, iniziai ad intraprendere l’attività di
vivaista. Nel frattempo, l’esperienza
innovativa applicata nella mia azienda
aveva destato notevole interesse negli imprenditori agricoli della zona che
iniziarono a seguire il mio esempio e a
richiedere la fornitura delle piante. Da
allora, nel corso degli anni, il vivaio ha
aumentato costantemente le dimensioni produttive sia in quantità che
qualità, con un costante impegno per
conseguire piante con i migliori requisiti funzionali e sanitari con particolare
cura nell’utilizzo di marze e portinnesti
virus esenti. Ecco che oggi, nonostante la difficile situazione generale, le richieste di piante rimangono ingenti ed
è con grande impegno che con l’aiuto
dei miei figli continuiamo a produrre a
Dunque, possiamo parlare di un momento particolarmente favorevole per
la pericoltura ferrarese?
Le pere sono l’eccellenza della frutticoltura ferrarese e l’Emilia Romagna
rappresenta la culla europea della
loro produzione. I pregiati requisiti della pera emiliano-romagnola le hanno
meritato nel 1998 il riconoscimento
della Igp e con una accorta politica di
promozione della tipicità del prodotto e
del suo stretto legame con il territorio
d’origine, nel nostro specifico settore
possiamo affrontare il futuro con una
certa tranquillità. A mio avviso, infatti,
la pera non patirà grossi contraccolpi,
dal momento che nello scenario della globalizzazione non si vedono concorrenti in grado di minare il primato
della nostra produzione. Ecco che la
pericoltura, se condotta con impegno e
dedizione, dimostra di avere ottime potenzialità di reddito, ma considerati gli
ingenti investimenti finanziari di partenza, bisogna tener presente che solo
con le giuste tecniche agronomiche le
produzioni decollano qualitativamente
e quantitativamente, dunque nulla deve
Voglio dire che la decisione di realizzare questo tipo di produzioni deve essere
ben ponderata ed è fondamentale progettare impianti che osservino come
primo requisito la massima sicurezza.
Questo è il motivo per cui io ho scelto e
ogni giorno consiglio gli impianti Valente: funzionali, duraturi e coperti da ogni
rischio di avversità climatiche.
Dunque un mercato di nicchia, con clienti molto esigenti. In tal senso
La mission di VIVA I VIVAI è fornire il giusto materiale per la realizzazione di questi moderni impianti a media/alta densità. Infatti, ottimizzando il
rapporto tra foglia e frutti si realizza il miglior rapporto qualità/quantità,
in analogia con il vigneto dove, per ottenere il vino migliore, i ceppi devono
presentare il giusto numero di grappoli. L’obbiettivo è la strutturazione di
un impianto moderno con la massima funzionalità produttiva annuale, fondamentale per competere su un mercato sempre più globale ed esigente.
VIVA I VIVAI - Comacchio (FE)
Intervista a Urban Mittermair e Schiavi Massimo – Titolari Viva i Vivai
Viva I Vivai ha da sempre legato il suo nome
alla rinomata pericoltura ferrarese, una scelta volta a soddisfare una domanda specifica?
Certo, il nostro vivaio si occupa principalmente
della produzione e commercializzazione delle
piante di pero, in particolare di piante adatte
ai nuovi impianti di media e alta densità. Questo tipo di impianto, di know how olandese, si
è ben adattato alle nostre zone di pianura e
sta ottenendo ottimi livelli produttivi. Ecco che,
favorita da condizioni pedoclimatiche ottimali, la provincia di Ferrara, grazie ai consistenti
investimenti in questi nuovi e moderni impianti attuati dai suoi frutticoltori, ha recuperato la leadership della pericoltura nazionale.
Un contesto in cui è sempre più strategico proteggere le piante dagli
agenti atmosferici. Cosa consigliate voi ai vostri clienti?
Ovviamente si rende sempre più necessario attrezzare i propri frutteti oltre che con l’ irrigazione localizzata anche con le coperture antigrandine, ma altrettanto necessario è utilizzare materiali di qualità perché la
struttura dovrà proteggere per tutta la vita l’impianto senza dare problemi di manutenzione nonché resistere alle bizze di un clima sempre più
imprevedibile. E’ questo il motivo per cui noi consigliamo gli impianti Valente, che già testati sui nostri primi frutteti hanno dimostrato l’impegno
passato e attuale della azienda di produrre solo ed esclusivamente materiali progettati per durare nel tempo con un costante miglioramento e
senza cedere a compromessi. Questo, nella convinzione che la difesa attiva mediante rete antigrandine sia per sempre mentre la difesa passiva
che adotta coperture assicurative mutualistiche ha futuro molto incerto.
E qual è la risposta dei vostri clienti?
Oggi Viva I Vivai può contare su una clientela particolarmente selezionata e
fidelizzata, con cui ha instaurato negli anni un rapporto di fiducia e soddisfazione reciproche grazie alla nostra capacità di offrire piante di assoluta
qualità. Ecco che il nostro principale motivo di soddisfazione e di orgoglio è
la tangibile soddisfazione dei clienti che continuano a credere ed a investire
in questi nuovi sistemi che hanno già consolidato la loro efficacia in tutte le
zone vocate alla pericoltura.
[Idee per Vincere] |15
[Vendere vino in tempo di crisi]
&Reportage
VENDERE VINO IN TEMPO DI CRISI È L’INIZIATIVA, PROMOSSA
DALL’AZIENDA VALENTE, CHE SI È TENUTA A MONTEFALCO (PG)
IL 21 MAGGIO 2009, PRESSO IL COMPLESSO SANT’AGOSTINO. UN
MOMENTO DI CONFRONTO TRA I MAGGIORI ESPERTI DELLA FILIERA
DEL VINO VOLTO AD OFFRIRE SPUNTI E CONSIGLI PER CRESCERE
E VINCERE LE SFIDE DEL MERCATO GLOBALE E MIGLIORARE LA
PROPRIA COMPETITIVITÀ NEL FUTURO.
Di seguito sono riportati i passi salienti degli interventi. Inoltre, collegandovi al nostro sito www.valentepali.com potete scaricare una selezione audio
e video dell’evento.
Fabio Piccoli,
giornalista esperto di economia del vino
Da una recente analisi dell’Informatore Agrario, che ha coinvolto le prime
cento grandi imprese del vino italiano, si evincono i motivi per cui le aziende italiane faticano ad intercettare le potenzialità presenti nel mercato e a
crescere secondo le opportunità esistenti: Il 92% delle aziende intervistate
dichiara che non svolge attività di analisi di mercato. Questo è un dato che
stupisce, in particolare in un settore come quello del wine business dove
l’Itala è tra i principali protagonisti dell’export mondiale. D’altra parte, analizzando i dati di mercato ci si rende conto che, anche in questo momento
di difficoltà economica, esistono nel panorama italiano molte aziende vitivinicole che crescono a due cifre. Questa scoperta ci costringe a superare
il luogo comune che in fase di crisi bisogna rimanere immobili perché per
tutti il trend è decrescente. Chi oggi non è pronto ad affrontare le nuove sfide anche quando la fase di recessione economica finirà, difficilmente sarà
in grado di ripartire. Approfondendo l’analisi, tra gli elementi di competitività delle imprese che crescono a doppia cifra possiamo individuare un
denominatore comune: hanno responsabili commerciali che stanno fuori
nel mondo oltre 150 giorni all’anno. Ecco che questo elemento ci fa comprendere che chi non presidia il mercato, non fa business.
[Idee per Vincere] |17
enologo di fama internazionale e scrittore
Nella storia abbiamo avuto due grandissimi e drammatici olocausti
che hanno sterminato la nostra viticoltura. La grandissima gelata
nel 1705 che ha portato tutta l’Europa a meno 40 gradi per circa 6
giorni e la fillossera nel 1865: due momenti in cui gli agricoltori hanno
salvato le varietà più produttive, ma molto spesso con dei limiti. Ecco
che continuare, senza tenere conto di questi due episodi, a piantare
all’insegna che autoctono è bello e all’insegna che l’Italia deve portare
avanti tutto ciò che è nella sua storia, significa continuare a portare
avanti delle varietà brocche. Ecco che, in particolare nei momenti
di crisi, bisogna avere il coraggio di coltivare e sostenere ciò che è
consolidato ed è autorevole, quindi da un punto di vista scientifico e
storico regge. Questa è la grande scommessa per riuscire ad entrare
in una formula in cui non ci può essere crisi perché non ci deve essere
più cambiamento. Infatti, non tutte le varietà vanno bene in tutti i posti,
non tutti i posti hanno un terroir esprimibile.
ESSERE COMPETITIVI É POSSIBILE ANCHE IN FASE DI
RECESSIONE ECONOMICA, MA É ESSENZIALE AGIRE SU
LEVE NUOVE. PER LA PRIMA VOLTA INSIEME, GLI ESPERTI
DELLA FILIERA VINO OFFRONO INDICAZIONI PRATICHE
PER AIUTARTI A SVILUPPARE IL TUO BUSINESS.
Alfredo Albertini,
direttore commerciale della Cantina Valpolicella Negrar
La nostra ricetta per affrontare la crisi è stata la flessibilità. Noi
Cantina di Negrar in questo senso siamo stati facilitati, in quanto il
sistema cooperativistico ha al proprio interno dimostrato di avere
obbligatoriamente degli snodi di flessibilità. Ma anche nel sistema
privato è fondamentale in questi momenti attivare gradi di flessibilità
nella gestione del patrimonio e nella propensione al rischio. Non
possiamo più crescere per stare meglio, ma dobbiamo attrezzare le
nostre strutture, piccole o grandi che siano perché possano sostenere
il nostro progetto di business con le risorse a disposizione, senza
ammalare la nostra condizione di elefantiasi.
Alberto Ugolini,
brand ambassador di Santa Margherita
Per superare la crisi è necessario abbracciare un approccio
integrato che tenga conto di un numero sempre maggiore di
elementi. E’ importante l’analisi sensoriale e ciò che sta dentro alla bottiglia di vino, ma diventa sempre più importante
anche quello che sta attorno alla bottiglia di vino. Fondamentale è il racconto, la poesia, la capacità di spiegare che cos’è il
nostro prodotto, cos’è la nostra azienda, cos’è il nostro brand.
Un altro punto fondamentale per superare la crisi sono le attività di intelligence. Infatti, generalmente le aziende sanno
a chi vendono il vino, ma non conoscono chi lo compra. La
aziende sanno che vendono il vino all’agente e magari sanno
a quali ristoratori o grossisti il loro agente vende il vino. Ma
difficilmente sanno chi è il consumatore finale. Se, dunque,
l’azienda non svolge attività di intelligence sul mercato perde
il contatto con il consumatore finale.
presidente dell’associazione Città del Vino
In una fase come questa bisogna mettere in atto una semplice regola di mercato. Quando diminuisce la domanda, è
necessario diminuire anche l’offerta senza però estirpare
i vigneti. L’estirpazione è irreversibile, mentre far produrre
meno i nostri vigneti significa mettersi nelle condizioni che
quando la domanda aumenterà si potrà tornare sul mercato
con le quantità che il mercato è in grado di assorbire. Quindi
io invito i produttori di questo territorio a lavorare affinché la
fase di crisi sia un momento per rafforzare le proprie regole
di produzione. Inoltre, sono convinto che investire in un siste	ma territoriale e quindi in un brand territoriale sia fondamentale. Ne è un esempio il comune di Montefalco grazie al brand
territoriale del Sagrantino.
esperto in management e gestione d’impresa
E’ fondamentale comprendere cosa fa quel 30% delle imprese italiane che oggi, nonostante la crisi finanziaria, cresce con
incrementi a due cifre del fatturato. Queste imprese hanno
capito che per creare valore bisogna uscire dalla nostra zona
di confort e iniziare a fare le cose realmente importanti, passando da un’ottica unicamente di produzione al marketing.
Infatti, nella zona di confort distruggiamo il valore che abbiamo creato nel passato, invece di affrontare le sfide realmente
importanti per il nostro business. Chi non si preoccupa del
marketing del prodotto si troverà inevitabilmente a competere sul prezzo con una marginalità sempre minore. Bisogna
avere il coraggio di dedicare più tempo alle attività importanti
perché sono quelle che ci porteranno fuori da tutte le crisi di
[Idee per Viaggiare] |19
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MAGAZINE VALENTE PALI 2/2009
Superare la crisi, gestendo con il cuore; Il nuovo palo Eko; La e salute sul lavoro nel settore agricolo; I protagonisti della frutticoltura ferrarese; Vendere vino in tempo di crisi

References: Art. 3

Art. 21
 art. 230

Art. 29

Art. 28

Art. 26

Art. 47