Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-4527-del-24-02-2011
Timestamp: 2020-05-31 17:01:07+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 4527 del 24/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4527 del 24/02/2011
Cassazione civile sez. lav., 24/02/2011, (ud. 25/01/2011, dep. 24/02/2011), n.4527
D.D.C., rappresentato e difeso dagli avvocati DI PARDO
SALVATORE e IACOVINO VINCENZO, domiciliato in Roma presso la
avverso la sentenza n. 111/2 008 della CORTE D’APPELLO di CAMPOBASSO,
depositata il 16/04/2008, R.G.N. 146/07;
D.D.C., dipendente dell’Agenzia del Territorio, chiese e ottenne dal Tribunale di Campobasso, nei confronti dell’Amministrazione datrice di lavoro, decreto ingiuntivo relativo alle somme trattenutegli in busta paga a titolo di contributi previdenziali in pendenza della sospensione del loro versamento per effetto della normativa emergenziale successiva al sisma che aveva colpito il Molise nell’anno 2002 (O.P.C.M. n. 3253 del 2002 e successive ordinanze di integrazione e proroga).
Il Tribunale di Campobasso rigettò l’opposizione svolta dalla parte ingiunta (la quale aveva sostenuto l’applicabilità della normativa di riferimento ai soli datori di lavoro privati) e la Corte d’Appello di Campobasso, con sentenza in data 28.3 – 16.4.2008, rigettò l’impugnazione proposta dall’Amministrazione, osservando, in particolare, che:
Avverso tale sentenza della Corte territoriale, l’Agenzia del Territorio ha proposto ricorso per cassazione fondato su due motivi cui resiste con controricorso D.D.C..
1. Con il primo motivo parte ricorrente denuncia violazione del O.P.C.M. n. 3253 del 2002, art. 7, assumendo la sua riferibilità soltanto ai datori di lavoro del settore privato, sia per il riferimento della sospensione ai “versamenti, fase conclusiva del ciclo di spesa successiva alla trattenuta in busta paga della quota a carico dei lavoratori; sia per i richiami testuali ai “soggetti residenti” o “aventi sede legale”, riferibili al concetto aziendalistico di sede operativa; sia in considerazione della ratio del provvedimento, finalizzato alla liberazione di risorse da sfruttare per la produzione di beni e servizi e non all’incremento della retribuzione dei dipendenti pubblici.
Con il secondo motivo parte ricorrente denuncia violazione del D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006, assumendone la riferibilità anche alla ridetta O.P.C.M. n. 3253 del 2002, siccome emessa ai sensi dell’art. 5 legge 225/92, in linea con quanto ritenuto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 325/2008.
L’O.P.C.M. n. 3253 del 2002, all’art. 7, comma 1, stabilisce che “Nei confronti dei soggetti residenti, aventi sede legale od operativa alla data degli eventi sismici iniziati il 31 ottobre 2002 nel territorio di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 ottobre 2002 e dell’8 novembre 2002, sono sospesi, fino al 31 marzo 2003, i versamenti dei contributi di previdenza e di assistenza sociale e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, ivi compresa la quota a carico dei lavoratori dipendenti, nonchè di quelli con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Per lo stesso periodo sono sospesi i termini per l’effettuazione degli adempimenti connessi al versamento dei contributi di cui sopra”; i suddetti termini sono stati poi prorogati dalle O.O.P.C.M. nn. 3279/2003, 3300/2003 e 3308/2003.
Deve al contempo escludersi una sua efficacia soltanto innovativa rispetto al contenuto precettivo dell’art. 7, poichè l’interpretazione autenticamente affermata rientra fra quelle possibili della norma in esame, alla luce in particolare del riferimento testuale ai “versamenti” – ossia agli adempimenti dell’obbligo previdenziale riservati alla parte datoriale e successivi alla trattenuta delle quote a carico dei lavoratori – e alla ratio della disposizione, individuabile nell’intento di favorire la liberazione di risorse economiche da destinare al sostegno delle attività imprenditoriali.
Atteso pertanto che l’O.P.C.M. n. 3253 del 2002, art. 7, comma 1, va interpretato alla stregua del disposto del D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006 e, pertanto, come riferibile soltanto ai datori di lavoro privati, deve riconoscersi la fondatezza del ricorso.
E’ inconferente il richiamo operato dalla difesa del resistente alla disposizione di cui al D.L. n. 185 del 2008, art. 6, comma 4 bis, convertito in L. n. 2 del 2009, dato che la suddetta disposizione si riferisce testualmente solo a “soggetti residenti o aventi domicilio nei territori maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002 e individuati con decreti del Ministero dell’economia e delle finanze del 14 e 15 novembre 2002 e del 9 gennaio 2003”, ovvero solo a determinati soggetti individuati con provvedimenti che riguardano, peraltro, unicamente la sospensione dei termini per l’adempimento di obblighi di natura tributaria.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 art. 6
 sentenza 
 art. 7
 art. 6
 art. 6