Source: https://e-justice.europa.eu/content_rights_of_defendants_in_criminal_proceedings_-169-fr-printAllMS-it.do?member=1&useContId=23516
Timestamp: 2019-11-21 12:14:32+00:00

Document:
Diritti degli imputati nei procedimenti penali - Francia
Le presenti note informative spiegano cosa succede quando un individuo è sospettato o accusato di un reato oggetto di un procedimento giudiziario dinanzi a un tribunale. Per informazioni riguardanti i reati minori come le violazioni al Codice della strada, che solitamente sono soggette a sanzioni fisse come l’ammenda, cfr. la Nota informativa 5.
2 – I miei diritti durante le indagini e l’istruttoria e prima che la causa sia portata in tribunale
Qual è lo scopo delle indagini e dell’istruttoria?
L’inchiesta giudiziaria comprende tutte le indagini di polizia giudiziaria relative a un reato e condotte sotto la supervisione di un magistrato.
L’inchiesta giudiziaria può essere condotto indipendentemente dall’'istruttoria e comprende la constatazione del reato, la raccolta delle prove e la ricerca degli autori del reato.
Vi è una distinzione tra l’enquête de flagrance (inchiesta in flagranza di reato) e l’enquête préliminaire (indagini preliminari). La prima viene avviata quando un reato è in corso o è appena stato commesso e conferisce alla polizia poteri molto coercitivi. La seconda viene condotta in altri casi. Il suo regime inizialmente meno coercitivo si è sensibilmente avvicinato a quello dell’enquête de flagrance nella legislazione più recente.
Nei casi più complicati, l'inchiesta può svolgersi anche nell’ambito dell’istruttoria dando esecuzione a precise istruzioni del giudice istruttore. L’istruttoria ha lo scopo più specifico di determinare se sussistono prove sufficienti per procedere all’incriminazione del presunto autore di un reato e, se del caso, di preparare la causa per il giudizio.
L’inchiesta è obbligatoria solo in materia penale.
Quali sono le fasi delle indagini e dell'istruttoria?
L’enquête de flagrance può essere aperta quando un reato è incorso o è appena stato commesso o quando una persona è sospettata di essere coinvolta in un reato. L’inchiesta dura otto giorni e può essere prorogata dal pubblico ministero, a determinate condizioni, per un periodo massimo di otto giorni.
Durante l’enquête de flagrance l’ufficiale di polizia giudiziaria può, in particolare, recarsi sulla scena del reato, raccogliere prove, sequestrare qualsiasi oggetto o prova utili a stabilire la verità, perquisire l’abitazione di persone che sembrano essere coinvolte nel reato o che possiedono documenti o informazioni relativi agli eventi, interrogare qualsiasi persona che potrebbe fornire informazioni sui fatti o porre in custodia cautelare qualsiasi persona sospettata di essere coinvolta nel reato.
Nell’enquête préliminaire, l’ufficiale di polizia giudiziaria informa il pubblico ministero non appena viene individuato il presunto autore del reato.
Durante l’istruttoria, il giudice esamina le prove a carico e a discarico e adotta tutte le misure che ritiene necessarie per stabilire la verità. Può agire d’ufficio o su richiesta del pubblico ministero o delle parti (per esempio per il sopralluogo giudiziario, le deposizioni, le perquisizioni, ecc.). Il giudice deve motivare il rifiuto delle richieste ed è possibile presentare ricorso contro la sua decisione.
In caso di rogatoria, il giudice istruttore può delegare tali compiti agli ufficiali di polizia giudiziaria.
Quando ritiene che l’istruttoria sia conclusa, il giudice istruttore informa al contempo le parti e i loro avvocati. Il pubblico ministero e le parti dispongono poi di un mese, in caso di incriminazione, o di tre mesi, in caso contrario, per trasmettere osservazioni o richieste motivate al giudice istruttore.
Dopo tale periodo, il pubblico ministero ha 10 giorni (se la persona incriminata è posta in custodia cautelare) o un mese (negli altri casi) per trasmettere al giudice istruttore le sue argomentazioni o osservazioni aggiuntive per quanto riguarda le informazioni ricevute.
Il giudice istruttore dispone quindi:
il non luogo a procedere se ritiene che il fatto non costituisca un reato, un délit (reato minore nel diritto francese) o un’infrazione, o se il responsabile è sconosciuto o non sussistono prove sufficienti per procedere all’incriminazione;
il rinvio a giudizio (nel caso di délits e altri reati minori) o l’incriminazione (in materia penale) quando sussistono prove sufficienti per incriminare l’accusato.
I miei diritti durante le indagini e l’istruttoria
I miei diritti in custodia cautelare (1)
I miei diritti durante l’interrogatorio di prima comparizione (2)
Incriminazione e stato di témoin assisté (testimone assistito da un legale) (3)
Chiusura dell’istruttoria (4)
Il mandato d’arresto europeo (5)
Preparazione della causa da parte della difesa (6)
Se siete sospettati di essere coinvolti in un reato, l’ufficiale di polizia giudiziaria può porvi in custodia cautelare, informando immediatamente, a seconda del caso, il pubblico ministero o il giudice istruttore.
Per un reato di diritto comune, non potete essere fermati per più di 24 ore, periodo che può essere prolungato una sola volta per ulteriori 24 ore dal pubblico ministero nel quadro dell'indagine giudiziaria o dal giudice istruttore nel quadro dell’istruttoria.
Vi sono tuttavia eccezioni a tali regimi di custodia cautelare. In caso di delinquenza o criminalità organizzata, traffico di droga o terrorismo, i periodi di custodia cautelare sono più lunghi. Inoltre, in generale, nel caso di minori le condizioni per porre una persona in custodia cautelare e la possibilità di prorogare tale misura sono controllate in modo più severo.
Il mancato rispetto della durata della custodia cautelare può portare all’annullamento della misura e di tutti gli atti successivi, di cui costituisce il presupposto necessario.
Cosa mi verrà comunicato per quanto riguarda i termini della custodia cautelare?
I diritti della persona posta in custodia cautelare sono diritti fondamentali. Dovete essere immediatamente informati della natura del reato oggetto delle indagini, della durata della custodia cautelare e dei vostri diritti. Tali informazioni devono esservi comunicate in una lingua a voi nota. Avete pertanto il diritto di richiedere gratuitamente l'assistenza di un interprete.
La notifica e l’esercizio di tali diritti vengono verbalizzati.
Diritto di informare una persona a voi vicina
Avete il diritto di informare una persona a voi vicina (una persona con cui vivete abitualmente, un consanguineo, un fratello o una sorella o il vostro datore di lavoro), che verrà contattata telefonicamente dall’ufficiale di polizia giudiziaria entro tre ore dal momento in cui siete posti in custodia cautelare.
Diritto di consultare un medico
Avete il diritto di richiedere una visita medica ogni 24 ore di custodia cautelare. Il medico viene scelto dall’ufficiale di polizia giudiziaria o dal pubblico ministero.
Diritto di richiedere la consulenza di un avvocato
Potete chiedere di consultare un avvocato per un massimo di 30 minuti. La conversazione è riservata. L’avvocato può redigere osservazioni da inserire nel fascicolo giudiziario.
Potete scegliere un avvocato se ne conoscete uno o potete chiedere che sia nominato per voi d’ufficio dal presidente dell’Ordine degli avvocati (avvocato “nominato d’ufficio”).
Qualora siate posti in custodia cautelare per un reato di diritto comune, potete consultare il vostro avvocato dall’inizio del periodo di custodia cautelare e, nel caso in cui il periodo sia prorogato, dall’inizio della proroga.
Tuttavia, non potete consultare un avvocato fino alle successive 48 e 72 ore se siete posti in custodia cautelare per un reato di delinquenza o di criminalità organizzata, traffico di droga o attività terroristiche.
L’ufficiale di polizia giudiziaria ha adempiuto i suoi doveri una volta che ha fatto tutto il possibile per contattare l’avvocato.
Diritto di non rispondere
L’ufficiale di polizia giudiziaria non vi informerà di tale diritto, ma siete tuttavia liberi di non rispondere e di non autoaccusarvi.
Diritto di chiedere che il consolato dello Stato di cui siete cittadini sia informato del vostro arresto
Cosa succede se non concordo con il modo in cui vengono trascritte le mie dichiarazioni?
Potete rifiutarvi di firmare il verbale su cui sono trascritte.
Che cosa succede alla fine del periodo di custodia cautelare?
Il pubblico ministero o il giudice istruttore, a seconda dei casi, possono revocare la custodia cautelare in qualsiasi momento. Potete essere rilasciati o, se siete stati posti in custodia cautelare nel corso di un’inchiesta, essere portati davanti al giudice istruttore al fine di avviare l’istruttoria o davanti al tribunal correctionnel (il tribunale competente in materia di délits).
Se viene avviata l’istruttoria, si svolge un’udienza di prima comparizione a seguito della quale potete essere incriminati o può esservi concesso lo stato di témoin assisté (testimone assistito da un legale, ovvero non un semplice testimone, ma in qualche misura un sospettato, che quindi gode di diritti non concessi ai testimoni ordinari). In caso di incriminazione, può esservi concessa la libertà condizionata o potete essere posti in custodia cautelare.
Se venite giudicati da un tribunal correctionnel, tale tribunale può giudicare la causa immediatamente, se ha gli elementi per farlo, o su vostra richiesta concedervi un periodo per preparare la difesa. In tal caso, verrà deciso se concedervi la libertà condizionata o se porvi in custodia cautelare.
Mi chiederanno di prelevare campioni del DNA, impronte digitali o altri fluidi corporei? Quali sono i miei diritti in merito?
Se siete un testimone o un sospettato in un procedimento penale, potete essere soggetti, previa autorizzazione del pubblico ministero, al prelievo di materiale esterno (per esempio campioni di saliva al fine di analizzare l’impronta genetica) e a procedure di identificazione (per esempio il rilevamento delle impronte digitali, palmari o fotografie).
Avete il diritto di rifiutarvi ma, quando le suddette operazioni sono effettuate a norma di legge, il rifiuto di sottoporsi a tali prelievi può, in determinate circostanze, costituire un reato punibile con un anno di reclusione e un’ammenda pari a 15 000 euro.
Di norma, un ufficiale di polizia giudiziaria effettua un controllo di sicurezza (palpando sui vestiti) al fine di accertare che non abbiate con voi oggetti che possono rappresentare un pericolo per voi stessi o per gli altri.
Per ragioni di sicurezza o per esigenze investigative, l’ufficiale di polizia giudiziaria può disporre una perquisizione corporale in cui dovete spogliarvi parzialmente o integralmente. Solo un medico può effettuare una perquisizione corporale interna.
Tali operazioni possono essere effettuate solo da un ufficiale di polizia giudiziaria del vostro stesso sesso.
Tutti gli effetti personali vengono registrati e vi sono restituiti alla conclusione della custodia cautelare in caso di rilascio.
La perquisizione può avvenire solo tra le 6:00 e le 21:00. Tuttavia, una perquisizione che comincia prima delle 21:00 può continuare per tutta la notte.
Sono consentite deroghe in caso di criminalità organizzata, terrorismo, sfruttamento della prostituzione e traffico di droga, sotto la supervisione di un giudice.
La perquisizione può svolgersi in qualsiasi domicilio in cui si potrebbero trovare oggetti la cui scoperta potrebbe essere utile per accertare la verità.
Il domicilio può essere il vostro o quello di un’altra persona che potrebbe detenere oggetti connessi al reato.
Il domicilio è il luogo in cui un individuo risiede ma anche il luogo che tale individuo ha il diritto di considerare casa, pur non abitandovi.
Di conseguenza, diversi luoghi di residenza (per esempio le camere di albergo) e altri edifici sono considerati domicili.
Spetta al giudice valutare la nozione di domicilio. Ciò significa che, se di norma un autoveicolo non è considerato un domicilio, potrebbe esserlo se funge da abitazione.
Il mancato rispetto delle suddette formalità comporta una violazione dei diritti della difesa e può essere oggetto di una procedura di annullamento delle perquisizioni e dei sequestri effettuati.
L’istruttoria: i miei diritti durante l’interrogatorio di prima comparizione (2)
In occasione dell’udienza di prima comparizione, sarete interrogati in merito alle accuse a vostro carico.
Dopo la verifica della vostra identità, il giudice istruttore vi ricorderà i fatti di cui è a conoscenza e la loro qualificazione giuridica.
Il giudice istruttore vi comunicherà i vostri diritti:
avete diritto a un interprete giurato;
avete diritto all’assistenza di un avvocato (scelto da voi o nominato d’ufficio).
Potete presentarvi all’udienza con il vostro avvocato e sarete quindi interrogati immediatamente. In caso contrario, il giudice istruttore è obbligato a informarvi nuovamente del vostro diritto all’assistenza legale, se necessario tramite un avvocato nominato d’ufficio.
Se scegliete di essere assistiti da un avvocato, questo può consultare il fascicolo giudiziario e comunicarvi i contenuti a determinate condizioni.
Avete il diritto di non rispondere.
Se i fatti per i quali siete processati costituiscono un reato, sarete sottoposti a un controinterrogatorio con ripresa audiovisiva.
Potete dichiararvi colpevole di tutte o parte delle accuse. Si tratta di una strategia che deve essere discussa con il vostro avvocato.
Le accuse/l’incriminazione possono essere modificate prima del processo?
Durante l’istruttoria per raccogliere gli elementi a carico e a discarico, è possibile modificare la qualificazione giuridica dei fatti a conoscenza del giudice istruttore (riqualificando un "crime", cioè un reato grave, come un "délit", reato meno grave, e viceversa).
Se durante l’istruttoria vengono scoperti nuovi reati, il giudice può indagare sui nuovi fatti su richiesta del pubblico ministero.
Posso essere accusato di un reato per cui è già stato avviato un procedimento giudiziario nei miei confronti in un altro Stato membro?
Se è già stato avviato un procedimento nei vostri confronti in un altro Stato membro, ma non siete stati giudicati, potete essere interrogati sul territorio francese al riguardo.
Se invece siete stati processati e giudicati in un altro Stato membro, in virtù del principio del ne bis in idem (ovvero, l’impossibilità di essere processati due volte per il medesimo reato) non potete essere incriminati o processati in Francia.
Verrò informato sui testimoni che depongono contro di me e sulle prove esistenti a mio carico?
In conformità dei principi del contraddittorio, vi verranno comunicati tutti gli elementi di prova (deposizioni, prove materiali) in modo da darvi la possibilità di preparare la vostra difesa e presentare osservazioni.
Tali elementi sono registrati nel fascicolo giudiziario, del quale potete ottenere copie tramite il vostro avvocato, con l’autorizzazione del giudice.
Voi e il vostro avvocato dovete astenervi dal trasmettere tali documenti a terzi con il rischio di violare la segretezza dell’istruttoria.
Verranno richieste informazioni relative al mio certificato penale?
Nel fascicolo dell’istruttoria deve essere presente un estratto del vostro certificato penale che specifichi se vi sono o meno precedenti condanne.
Sono cittadino di un altro paese. Devo essere presente durante l’istruttoria?
In conformità degli eventuali obblighi relativi a misure cautelari, non potete lasciare il territorio francese durante l'istruttoria.
A seguito dell'udienza di prima comparizione, il giudice istruttore vi notifica l’incriminazione o vi concede lo stato di témoin assisté (testimone assistito da un legale).
L’incriminazione significa che vi sono prove gravi o concordanti a vostro carico, che lasciano presumere il vostro coinvolgimento nel reato in questione. Siete a tutti gli effetti parte del procedimento penale, a differenza dei testimoni assistiti da un legale.
Lo stato di testimone assistito da un legale, invece, suppone l’esistenza di prove non sufficientemente certe da giustificare la vostra incriminazione. In tal caso, pur non essendo parti del procedimento penale, i testimoni assistiti da un legale hanno accesso al fascicolo giudiziario, godono dei diritti di difesa e possono chiedere al giudice istruttore di compiere determinati atti.
Le due situazioni hanno conseguenze diverse. Solo una persona incriminata può, con decisione motivata del giudice, essere posta in custodia cautelare o sottoposta a libertà condizionata (contrôle judiciaire), con il divieto di lasciare il territorio francese, e solo una persona incriminata può essere portata davanti al giudice.
Potete quindi presentare domanda di libertà condizionata.
Se godete dello stato di testimone assistito da un legale, potete chiedere di essere incriminati in qualsiasi momento durante il procedimento giudiziario.
Quali sono i termini del contrôle judiciaire?
Se il reato commesso prevede una pena detentiva o una pena più severa potete solo chiedere la libertà condizionata.
Le condizioni poste per il rilascio sono giustificate dall’istruttoria (per esempio per impedire la vostra fuga all'estero) o costituiscono misure di sicurezza (per esempio il divieto di incontrare la vittima). Gran parte delle misure adottate in relazione al contrôle judiciaire sono volte a impedire che il presunto responsabile si sottragga alla giustizia.
Tale misura può concludersi in qualsiasi momento su decisione del giudice istruttore, con ordinanza del pubblico ministero o su vostra richiesta.
Se presentate una richiesta in tal senso, il giudice istruttore deve decidere in merito entro cinque giorni.
Se cercate di sottrarvi alle misure cautelari, correte il rischio di essere posti in custodia cautelare.
Infine, potete contestare l’ordinanza di contrôle judiciaire presentando ricorso presso la Chambre de l’instruction (tribunale istruttorio, un organo giurisdizionale di secondo grado).
Quali sono i termini della custodia cautelare?
Per essere posti in custodia cautelare, dovete essere processati per un reato che prevede pene di una certa gravità, ovvero una pena detentiva di almeno tre anni.
La custodia cautelare può essere disposta se costituisce l’unico mezzo per preservare le prove o gli indizi materiali necessari per accertare la verità, impedire pressioni sui testimoni o sulle vittime e le loro famiglie, impedire qualsiasi concertazione fraudolenta tra le persone incriminate e gli altri responsabili o complici, proteggere la persona incriminata, garantire che la persona rimanga a disposizione della giustizia, mettere fine al reato o impedirne la reiterazione e, in materia penale, mettere fine a una violazione dell’ordine pubblico eccezionale e persistente dovuta alla gravità del reato.
Potete contestare l’ordinanza di custodia cautelare entro 10 giorni dalla notifica, tramite dichiarazione al responsabile dell’istituto penitenziario in cui siete detenuti o presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione.
L’istruttoria può essere conclusa con diversi tipi di ordinanze.
Il giudice può disporre il non luogo a procedere poiché non sussistono prove sufficienti a vostro carico. Il non luogo a procedere può essere totale o parziale.
In caso di non luogo a procedere parziale, il giudice istruttore dispone l’incriminazione o il rinvio a giudizio per parte delle accuse.
Se viene disposto il non luogo a procedere totale e vi trovate in custodia cautelare, sarete rilasciati e vi verranno restituiti gli oggetti sequestrati.
Avete la possibilità di avviare un’azione per risarcimento danni.
Occorre tuttavia ricordare che la parte civile può presentare ricorso contro tale ordinanza entro 10 giorni dalla notifica presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione.
Se il giudice ritiene che sussistano prove sufficienti a vostro carico, può decidere di rinviarvi a giudizio.
L’ordinanza pone fine all’eventuale libertà condizionata o alla custodia cautelare.
Il giudice può tuttavia decidere, tramite un’ulteriore ordinanza motivata, di mantenere tali misure cautelari per un periodo massimo di due mesi. Se al termine di tale periodo non siete stati invitati a comparire davanti al tribunale competente, verrete rilasciati.
Il giudice può, emanando un’ordinanza che spiega perché non è possibile giudicare la causa entro due mesi, disporre due proroghe di due mesi ciascuno, ma solo “a titolo eccezionale”. Se al termine del periodo di sei mesi non è ancora stata emessa una sentenza, sarete rilasciati.
Non vi è possibilità di ricorso contro tale ordinanza, salvo nell’ipotesi in cui riteniate che i fatti rinviati al tribunal correctionnel costituiscano un reato (piuttosto che un délit) che avrebbero dovuto essere oggetto di incriminazione davanti alla corte d’assise. Tale ricorso è aperto altresì alla parte civile.
Tale ordinanza è pronunciata dal giudice istruttore in materia penale.
Se siete in libertà condizionata quando il giudice emette l’ordinanza, la misura cautelare verrà mantenuta.
In qualità di persona incriminata, avete il diritto di presentare ricorso contro tale ordinanza.
Il mandato d’arresto europeo è una procedura che sostituisce la procedura di estradizione tra gli Stati membri.
È una decisione giudiziaria emessa da uno Stato membro dell’Unione europea al fine di ottenere l’arresto e la consegna da parte di un altro Stato membro di una persona ricercata in relazione a un procedimento penale, a una pena da scontare o a misure di custodia cautelare.
Qualunque Stato membro può adottare misure coercitive necessarie e proporzionate nei confronti di una persona ricercata.
All’arresto della persona ricercata, questa ha il diritto di essere informata sul contenuto del mandato e di ottenere la consulenza di un avvocato e di un interprete.
In ogni caso, l’autorità di esecuzione ha il diritto di decidere di tenere la persona in custodia cautelare o di concederle la libertà condizionata.
In attesa di una decisione, l’autorità di esecuzione procede all’interrogatorio della persona interessata. L’autorità giudiziaria di esecuzione deve prendere una decisione definitiva in merito all’esecuzione del mandato d’arresto europeo entro sessanta giorni dall’arresto. In seguito, informa immediatamente della sua decisione l’autorità che ha emesso il mandato. Se tuttavia le informazioni fornite non sono sufficienti, l’autorità di esecuzione può richiedere all'autorità che ha emesso il mandato informazioni aggiuntive.
Qualsiasi periodo di reclusione relativo al mandato d’arresto europeo deve essere dedotto dalla durata totale di privazione della libertà eventualmente imposta.
Il rapporto con il vostro avvocato si basa sulla fiducia reciproca; l’ avvocato è il vostro confidente. A tale proposito, il vostro avvocato è tenuto al segreto professionale.
Dovete pertanto essere certi di porre domande su tutte le questioni che vi preoccupano e di richiedere tutte le spiegazioni necessarie per evitare fraintendimenti.
Durante il vostro primo incontro, consegnate al vostro avvocato tutti i documenti e le informazioni relative alla vostra causa in modo da consentirgli di preparare la vostra difesa nel migliore dei modi.
Discutete con lui tutte le questioni che vi interessano, in particolare quelle riguardanti lo svolgimento del procedimento, la strategia da adottare per quanto riguarda la scelta della procedura o il tipo di domande che vi potrebbero essere poste dai magistrati che si occupano della vostra causa.
Non esitate a porre tutte le domande sull’esito del procedimento, sulle sanzioni che potrebbero esservi comminate e sulle pene possibili.
Se ammettete la vostra colpevolezza, purché siate maggiorenni e il reato sia punibile con un’ammenda o una pena detentiva fino a un massimo di cinque anni, potete beneficiare della procedura definita “comparution immédiate sur reconnaissance préalable de culpabilité" (comparizione immediata con ammissione di colpevolezza preliminare). Dovete obbligatoriamente essere assistiti da un avvocato. Tale procedura accelerata vi permette di beneficiare di sanzioni meno severe.
La competenza giurisdizionale dipende dalla natura del reato e dalla competenza territoriale. Per reati minori, sono competenti il tribunale di polizia o il tribunale circoscrizionale del luogo in cui è stato commesso il reato o del vostro luogo di residenza o di arresto.
In caso di délits (reati minori), è competente il tribunal correctionnel (tribunale penale competente per tale tipo di reati) del luogo in cui è stato commesso il reato o del vostro luogo di residenza o di arresto.
Infine, in caso di reati più gravi, è competente la cour d’assises (il tribunale penale competente per i reati più gravi) del luogo in cui è stato commesso il reato o del vostro luogo di residenza.
Il processo penale si tiene oralmente e pubblicamente. A titolo eccezionale, il processo può essere tenuto a porte chiuse, nei casi di delinquenza giovanile o su richiesta della vittima in caso di violenza sessuale, tortura e atti di barbarie accompagnati da violenza sessuale.
In caso di délits e altri reati minori, le decisioni vengono prese da uno o più giudici togati, mentre la cour d’assises, composta da nove giurati e tre giudici togati, decide a maggioranza qualificata di otto persone.
Le accuse/i capi d’imputazione possono essere modificati durante il processo?
Solo le accuse riportate nella domanda giudiziale vengono esaminate dal tribunale, che non può tenere conto di altre accuse.
Il tribunale ha tuttavia il diritto di riqualificare i fatti durante l’udienza, a condizione che abbiate potuto presentare le vostre osservazioni sui nuovi capi d’accusa. Se la riqualificazione comporta l’estensione della competenza del tribunale in modo da includere le nuove accuse, dovete accettare di comparire volontariamente per rispondere alle accuse.
La procedura di ammissione di colpevolezza non esiste in Francia. È possibile, solo per alcuni reati, chiedere di beneficiare della procedura accelerata (comparizione immediata con ammissione di colpevolezza preliminare) prima del processo. Eventuali confessioni sono sottoposte a verifica e valutate dai giudici durante il procedimento, come qualsiasi altro elemento di prova.
È obbligatoria la vostra presenza a tutte le udienze del processo. Senza un giustificato motivo per assentarvi, sarete giudicati in contumacia, a meno che il tribunale accetti di rinviare l’udienza fino al vostro ritorno in aula. Il tribunale non è però tenuto ad accogliere tale richiesta. Se il vostro avvocato è presente, tuttavia, potrà rappresentarvi ed essere ascoltato. Nelle cause riguardanti reati più gravi ai sensi del diritto francese, può essere emesso un mandato d'arresto nei vostri confronti.
L’uso della videoconferenza in Francia è permesso esclusivamente per ascoltare i testimoni, le parti civili e i periti.
Se non conoscete la lingua usata in tribunale, vi verrà fornito un interprete.
L’assistenza di un avvocato è obbligatoria nelle cause penali. È facoltativa solo in caso di délits e altri reati minori. Potete cambiare il vostro avvocato durante il processo.
Vi verrà data la possibilità di parlare in aula. Tuttavia, avete il diritto di non rispondere per tutto il procedimento giudiziario. Tale atteggiamento può influenzare la posizione dei giudici nei vostri confronti.
Non potete essere condannati solo perché avete dichiarato il falso durante l’udienza. Tuttavia, dichiarare il falso influenza la decisione del tribunale e potrebbe compromettere la strategia del vostro avvocato.
Quali sono i miei diritti riguardo alle prove a mio carico?
Tutti gli elementi di prova devono essere oggetto di contraddittorio per darvi la possibilità di discuterli. Nel diritto penale francese è ammessa qualsiasi forma di prova, che può essere prodotta in qualsiasi circostanza. Potete pertanto presentare tutti gli elementi di prova che ritenete utili, compresi quelli raccolti da un investigatore privato, purché siano ammessi a norma di legge.
Potete chiedere di sentire alcuni testimoni. Potete porre domande ai testimoni durante l’udienza, direttamente o tramite il vostro avvocato, e contestare in ogni modo le loro deposizioni.
I giudici esamineranno il contenuto del vostro certificato penale. Un estratto di tale certificato è contenuto nel fascicolo per tutto il procedimento giudiziario. L’autorità giudiziaria competente nella vostra causa può eventualmente richiedere a un altro Stato membro un estratto del vostro certificato penale.
Se il vostro avvocato è pienamente informato in merito alla vostra posizione, sicuramente vi anticiperà il probabile esito del processo. In particolare, sono possibili il proscioglimento, l’assoluzione o la condanna.
In caso di condanna, sono possibili le sanzioni illustrate qui di seguito.
in caso di reato grave, l’ergastolo o una pena detentiva specifica; per quest’ultima il codice penale prevede un periodo massimo compreso tra 10 e 30 anni;
in caso di reati minori (délits), la pena detentiva massima è di 10 anni.
Le sanzioni riguardanti la privazione della libertà possono, se commutabili, essere sostituite con la libertà condizionale, la semilibertà o il condono.
Altre sanzioni:
in tutti i casi può essere imposta un’ammenda, dell’importo stabilito per ciascuna violazione;
in caso di délits e altri reati minori, può essere disposto il “risarcimento”, ovvero potete essere condannati a riparare il danno subito dalla vittima;
possono essere imposte sanzioni aggiuntive, come lo svolgimento di lavori di pubblica utilità (con il vostro consenso), la privazione di alcuni diritti (patente, ecc.), la confisca di beni, la chiusura di uno stabilimento, la sospensione di diritti civici (diritto al voto, ecc.) o l’interdizione a emettere assegni. Inoltre può essere disposta l’espulsione dal territorio francese (se siete straniero) o da determinate zone del territorio francese.
Le persone offese dal reato possono essere presenti o essere rappresentate durante il processo. In caso contrario, si ritiene che abbiano rinunciato all’azione legale. La persona offesa dal reato può avviare il procedimento giudiziario. La sua presenza o del suo avvocato al processo permette di garantire la tutela dei suoi interessi e di chiedere il risarcimento per i danni subiti.
In caso di reati minori, potete presentare ricorso contro alcune sentenze del tribunale di polizia e dei tribunali circoscrizionali, entro 10 giorni dalla loro emissione, presso la Chambre des appels correctionnels (Corte d’appello, sezione penale).
In caso di délits, potete presentare ricorso contro le sentenze del tribunal correctionnel entro 10 giorni dalla loro emissione, presso la Chambre des appels correctionnels (Corte d’appello, sezione penale).
In caso di reati gravi, potete presentare ricorso contro la condanna della Cour d’Assises presso un’altra Cour d’Assises entro 10 giorni dall’emissione della sentenza.
Potete presentare ricorso contro la decisione relativa al procedimento penale (condanna) o contro la decisione relativa all’azione civile (danni e interessi riconosciuti alla vittima).
Potete inoltre impugnare le sentenze sui ricorsi di grado superiore e le sentenze di ultimo grado presso la sezione penale della Corte di cassazione contro entro cinque giorni dalla data di emissione della decisione contestata.
La Corte di cassazione, in quanto organo giurisdizionale supremo, si pronuncerà entro i termini previsti sull’ammissibilità del ricorso; se il ricorso viene giudicato ammissibile, la Corte di cassazione può pronunciarsi solo sull’applicazione del diritto e non prende pertanto alcuna decisione nel merito della causa.
L’atto di ricorso deve essere depositato presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la sentenza impugnata o consegnato al responsabile dell’istituto penitenziario qualora siate detenuti.
In ogni caso dovete tassativamente firmare tale atto.
Fino alla scadenza dei termini per il ricorso in appello e durante il procedimento dinanzi alla Corte d’appello, o fino alla scadenza dei termini per il ricorso per cassazione e durante il procedimento presso la Corte di cassazione, l’esecuzione della sentenza impugnata viene di norma sospesa.
Tuttavia, se siete stati condannati a una pena privativa della libertà e quindi siete stati posti in detenzione, il ricorso contro la decisione impugnata non pone fine alla reclusione nell’attesa di una nuova sentenza.
Una volta che l’atto di ricorso viene registrato dal tribunale competente, l’udienza deve tenersi entro tempi “ragionevoli”.
Che cosa succede all’udienza dinanzi al giudice d’appello o in cassazione?
Dato che il procedimento penale si tiene oralmente, avete la possibilità di raccogliere e presentare nuovi elementi di prova durante il ricorso, che saranno oggetto di contraddittorio.
Nella sua decisione, la Chambre des appels correctionnels o la Cour d’Assises possono confermare o annullare la sentenza impugnata.
Solo in determinati casi, in particolare quando il pubblico ministero ha presentato un ricorso principale o ha impugnato la sentenza per motivi di diritto, in appello la pena può essere aggravata rispetto alla sentenza iniziale e possono aumentare i danni e gli interessi richiesti dalla parte civile (persona offesa dal reato).
La Corte di cassazione, che si pronuncia sull’applicazione del diritto, può annullare la sentenza impugnata con o senza rinvio delle parti dinanzi alla Corte d’appello.
La decisione giudiziaria diventa definitiva solo alla scadenza dei termini previsti per l’esercizio del ricorso.
Se al termine del ricorso presentato contro la condanna iniziale venite prosciolti o assolti tramite sentenza definitiva della Corte d’appello, in determinate condizioni potete presentare domanda di risarcimento per le perdite materiali e le sofferenze subite a causa della reclusione “arbitraria”.
Sarete informati in merito al vostro diritto di ottenere il risarcimento tramite notifica della sentenza di proscioglimento o di assoluzione.
Disporrete poi di sei mesi dalla notifica del proscioglimento o dell’assoluzione per presentare la domanda al primo presidente della Corte d’appello del luogo in cui è stata emessa la sentenza.
Quest’ultimo si pronuncerà sulla domanda di risarcimento con una decisione motivata, emessa a seguito di un’udienza pubblica durante la quale potete chiedere di essere sentiti personalmente o tramite il vostro avvocato.
La decisione del primo presidente della Corte d’appello può essere oggetto di ricorso presso la Commission Nationale de réparation des détentions (CNR – un organo nazionale che si occupa delle domande di risarcimento per reclusione ingiusta) entro 10 giorni dalla sua notifica.
La CNR decide in piena sovranità e le sue decisioni non sono appellabili.
Il risarcimento riconosciuto è a carico dallo Stato.
Quali informazioni sono contenute nel certificato penale?
Se al termine del ricorso presentato alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione vi viene definitivamente comminata una pena, la condanna verrà registrata sul vostro certificato penale a cura dall’amministrazione giudiziaria del vostro paese di origine.
Sono cittadino di uno Stato membro. Posso esservi rimandato dopo il processo?
In conformità della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate del 21 marzo 1983, il trasferimento al paese di origine può essere richiesto da quest’ultimo o dalla Francia, lo Stato che emette la sentenza.
Tuttavia, l’attuazione del trasferimento richiede il vostro consenso informato, libero e preventivo, ovvero dovete essere pienamente e precisamente informati delle conseguenze del trasferimento.
Inoltre, potete chiedere su vostra iniziativa il trasferimento volontario al vostro paese d’origine. La richiesta è accolta se sono soddisfatte determinate condizioni.
In caso di condanna, posso essere nuovamente giudicato per gli stessi fatti?
In conformità del principio del ne bis in idem, su cui si fonda il diritto penale francese, se siete stati giudicati e condannati con sentenza definitiva in un altro Stato membro, non potete essere incriminati o condannati per gli stessi fatti in un altro Stato membro.
In Francia numerosi reati minori, principalmente le violazioni al Codice della strada, sono gestiti direttamente dalla pubblica amministrazione, anziché dalle autorità giudiziarie. Le relative procedure garantiscono la tutela dei vostri diritti fondamentali, in particolare il diritto di difesa. Inoltre, una sanzione amministrativa non può mai consistere in una privazione della libertà.
La sanzione vi viene comminata d’ufficio direttamente dall’autorità amministrativa competente che ha constatato la violazione di un obbligo giuridico. Qualsiasi decisione che impone una sanzione deve essere motivata e avete il diritto di impugnarla. La sanzione è immediatamente esecutiva, anche se decidete di presentare ricorso.
Le violazioni al Codice della strada sono gestite direttamente dall’ufficiale che constata i particolari di un'infrazione, per esempio un poliziotto o un gendarme. Se è stata commessa un’infrazione, vi verrà immediatamente comunicata qual è la sanzione applicabile. Innanzitutto vi verranno spiegate le ragioni della sanzione e potrete presentare le vostre osservazioni. Vi verrà poi consegnato un verbale che riporta l'infrazione e la sanzione comminata. Siete tenuti a pagare la sanzione dal momento in cui vi viene comminata.
Le sanzioni consistono in un’ammenda di importo fisso e talvolta nel blocco del vostro autoveicolo.
In quanto cittadino di un altro Stato membro, le infrazioni al Codice della strada da voi commesse sono sanzionate in Francia. Se non pagate la sanzione prima di rientrare nel vostro paese, potrebbe essere intentata contro di voi una causa legale.
In caso di contestazione può essere esperito ricorso entro due mesi. Avete la garanzia che la sanzione comminata non può essere aumentata durante il procedimento di ricorso.
Le contestazioni sono gestite direttamente dalla pubblica amministrazione, senza alcun processo. Il ricorso viene presentato presso l’autorità che ha inizialmente comminato la sanzione (recours gracieux) e, qualora venga respinto, è possibile rivolgersi all’autorità superiore (ricorso gerarchico).
La procedura da seguire è illustrata direttamente sul verbale consegnatovi.
Solo dopo aver esaurito tutte le vie di ricorso è possibile rivolgersi al tribunale amministrativo.
Le altre infrazioni amministrative sono più gravi e riguardano la regolamentazione dei mercati finanziari, le norme in materia di concorrenza, il diritto tributario o le leggi sull’immigrazione.
In Francia le infrazioni amministrative, in particolare quelle riguardanti violazioni al Codice della strada, non vengono iscritte nel casellario giudiziale.

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