Source: https://it.scribd.com/document/156500038/Domande-Diritto-Pubblico
Timestamp: 2019-09-15 22:45:05+00:00

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1) Concetto di cittadinanza e modi di acquisto.
La Cittadinanza il rapporto giuridico che lega lo Stato con il popolo, suo elemento costitutivo, ed lo Stato stesso che determina le condizioni per l'acquisto della cittadinanza. La Cittadinanza pu essere ottenuta per nascita o per il verificarsi di eventi come matrimonio, riconoscimento da parte di un genitore italiano, adozione o per concessione dello Stato. La Cittadinanza acquistata per nascita considerata tale quando si acquista per discendenza da famiglia italiana o per nascita sul territorio dello Stato. La Cittadinanza concessa dal Presidente della Repubblica, data per specifici vincoli con lo stato italiano o per pregi particolari, obbliga entro 6 mesi dalla notifica della concessione il giuramento di fedelt alla Repubblica e alla Costituzione del neocittadino italiano. 2) Composizione e funzione del Parlamento in Seduta Comune. L'art. 55 stabilisce che il Parlamento pu riunirsi in SC dei membri delle sue Camere. Questa modalit un'eccezione: il Presidente e l'Ufficio della Presidenza sono quelli della Camera dei Deputati; il Regolamento che si applica quello della Camera dei Deputati e la sede delle riunioni del Parlamento in seduta comune la Camera dei Deputati. L'art. 31 fa riserva un seggio al Presidente del Senato, situato al banco della Presidenza, accanto a quello del Presidente della Camera. Le funzioni del Parlamento cos formato sono di natura elettorale nel caso dell'elezione del Presidente della Repubblica; di natura processuale penale, secondo l'art. 90, nel caso che sia da porre in stato d'accusa il Presidente della Repubblica dinanzi alla Corte Costituzionale; di accertamento, nel caso disposto dall'art. 91, secondo il quale il Capo dello Stato prima di assumere le sue funzioni deve prestare giuramento al Parlamento in Seduta Comune. 3) Regolamenti Governativi. I Regolamenti Governativi costituiscono una parte rilevante delle norme giuridiche e assumono la forma di atti amministrativi pur avendo contenuto normativo. Questo carattere normativo conferma che la norma non coincide con la legge, quindi non la norma a fare la legge, ma il potere che emana l'atto e il procedimento che seguito. Parlando di regolamenti ci si riferisce quasi sempre a quelli governativi, com confermato dalle "Disposizioni sulla legge in generale" del Codice Civile, agli art.1 e 3. I Reg.Gov. si distinguono in esecutivi, comunitari, attuativi e integrativi delle leggi, indipendenti e organizzativi, definiti dall'art. 97.Vengono deliberati del Consiglio dei Ministri, previo parere del Consiglio di Stato, sono emanati con D.P.R. (Decreti del Presidente della Repubblica), registrati presso la Corte dei Conti e pubblicati infine sulla Gazzetta Ufficiale. 4) Garanzie istituzionali del processo. Premettendo che ogni processo si svolge in contraddittorio tra le due parti davanti ad un giudice imparziale, le nuove disposizioni dell'art. 111, regolano alcuni momenti del processo, sia per garantire che la persona accusata sia posta a conoscenza dei fatti e in condizione di poter preparare la propria difesa, evitando che dichiarazioni di nuovi testimoni, vengano sottratte alle eventuali contestazioni dell'imputato o del suo difensore .Inoltre viene ribadito il concetto per cui nessuno pu essere punito per un fatto compiuto da leggi emanate succ.al fatto stesso. Altri principi in materia penale sono dettati dall'art. 27 relativi alla personalit della responsabilit penale, quello di non colpevolezza dell'imputato fino a condanna definitiva e quello relativo alla finalit e al regime delle pene. 5) Consuetudine. La Consuetudine la fonte-fatto di produzione del diritto pubblico pi considerevole. Nel corso della storia la Consuetudine, fonte non scritta, divenuta nell'epoca moderna e nel mondo contemporaneo fonte scritta, lasciando il passo essenzialmente alla legge. Elementi costitutivi della Consuetudine sono da un lato il fatto materiale della rinnovazione di dati comportamenti e dall'altro l'elemento soggettivo consistente nella certezza che tali comportamenti siano giuridicamente indispensabili per la loro legittimit. Funzione principale della Consuetudine la produzione normativa. In Europa la Consuetudine ha rilevanza articolare nell'ordinamento britannico, dove l'ossatura della Costituzione consuetudinaria e non scritta. 6) Seduta delle Camere e modalit di votazione. Le sedute delle Camere sono Ordinarie o Straordinarie. Le prime avvengono il 1mo giorno non festivo di febbraio e di ottobre,(art. 62), mentre le 2de ogni qualvolta facciano convocazione o il Presidente di ogni singola Camera o il Presidente della Repubblica od un 1/3 dei componenti di ogni Camera. La validit delle sedute dei collegi comporta la presenza della met dei componenti pi uno, il quorum strutturale. Per rendere valide le deliberazioni delle Camere devono quindi avvenire due condizioni: il quorum strutturale e l'adozione della delibera a maggioranza (art. 64). Le votazioni avvengono secondo due modalit: le votazioni a scrutinio palese e le votazioni a scrutinio segreto. A scrutinio palese avvengono per alzata di mano, mentre per lo scrutinio segreto con deposizione di palline bianche o nere nelle urne, alla Camera dei Deputati, art. 49,mentre al Senato con metodo elettronico, art. 117.
7) Ricorsi amministrativi. Nel caso che l'Amministrazione non badi a sanare un atto invalido, la legge predispone a favore del soggetto che ne risulta leso due modalit di ricorso per far valere la regolarit dell'azione amministrativa: un rimedio in via amministrativa e uno in via giurisdizionale. Nel primo caso l'atto pu essere impugnato con l'opposizione all'autorit che lo ha emanato dell'autorit gerarchicamente superiore, in via estrema il ricorso straord.al Presidente ella Repubblica. La seconda modalit prevede che l'atto venga impugnato d'innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale competente (TAR). Contro le decisioni del TAR ammesso il ricorso al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale che pronuncia in via definitiva. 8) Libert Personale. La storia del Diritto di Libert coincide con la storia dell'affermazione della posizione nella societ della persona, nel passaggio da oggetto a soggetto, nel suo divenire titolare di una posizione garantita e di diritti soggettivi e interessi tutelati. La Libert Personale assume quindi nello svilupparsi dello Stato moderno un ruolo primario, poich nessuna posizione giuridica pu essere concepita se non dipendente da essa. Secondo l'art. 13, la libert personale va considerata insieme agli aspetti psichici e morali e non solo alle limitazione materiali, tanto nel senso attivo, cio nel poter fare, quanto nel senso pass. cio dello escludere interferenze nella sfera personale: in questo ambito si considera anche il trattamento di dati personali sensibili, la violazione della privacy anglosassone, e tal problema disciplinato dalla legge 675. 9) Elementi costitutivi dello Stato. Tra gli elementi costitutivi dello Stato svolge il ruolo maggiore il POPOLO: basilare affinch esista lo Stato stesso. Il concetto di popolo giuridico, nel senso che fanno parte del popolo di uno Stato soltanto coloro che hanno un rapporto giuridico con lo Stato, (cittadinanza). E sempre lo Stato a dettare le condizioni della cittadinanza del proprio popolo. Altro elemento il TERRITORIO, essenziale per l'esistenza dello Stato come ente politico sovrano: nella Costituzione gi dall'art. 1 con il termine Italia, si indica un territorio senza il quale l'Italia irrealistico. Il territorio si compone di elementi fondamentali come la terraferma, il mare territoriale, il sottosuolo marino e lo spazio aereo sovrastante il territorio statale. Ultimo elemento la SOVRANITA, intesa come predominio nei confronti di enti esterni, che si attua nell'affermazione dell'originalit e dell'indipendenza: ogni ordinamento statale si auto legittima e lo Stato, in quanto sovrano, non pu essere subordinato ad altri ordinamenti. 10) Elezione e cessazione della carica di Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento in Seduta Comune e la convocazione del collegio spetta al Presidente della Camera dei Deputati che deve provvedervi almeno 30 giorni prima che scada il mandato del Capo dello Stato. L'elezione avviene tramite scrutinio segreto e risulta eletto chi consegue il voto dei 2/3 dei partecipanti dell'Assemblea. Nel caso non ottenga il risultato auspicato nessun candidato, si procede ad un'altra votazione e se necessariamente ad una terza dove la condizione per essere eletti rimane quella dei 2/3. Solamente dopo il quarto scrutinio viene eletto chi consegue la maggioranza assoluta. Pu essere eletto Presidente ogni cittadino con almeno 50 anni di et e goda dei diritti civili e politici. Una volta eletto il Presidente della Repubblica deve prestare giuramento di fedelt alla Repubblica e di osservanza della Costituzione davanti al Parlamento in seduta comune, art. 91. La carica dura sette anni e la interruzione della stessa pu avvenire per dimissioni, perdita dei requisiti per ricoprire la carica, condanna da parte della Corte Costituzionale, morte od impedimento permanente all'esercizio delle funzioni. 11) Tutela del Lavoro nella Costituzione. Nella Costituzione primaria la posizione del Lavoro e sia nell'art. 1 che nell'art. 4 si dichiara che la Repubblica Italiana fondata sul Lavoro e che il diritto al Lavoro fra i maggiori principi dell'ordinamento. Il diritto al Lavoro assume una doppia conformazione: come diritto di libert, poich ogni cittadino tenuto a scegliere quale attivit gli pi innata e come diritto civico, poich ogni cittadino ha il dovere di lavorare. Agli art. 35 e 36 si dichiara che compito della Repubblica di tutelare il Lavoro vengono quindi affermati i principi della retribuzione corretta, della durata massima lavorativa in una giornata, del riposo settimanale e delle ferie retribuite. Agli art. 37 e 38 'attenzione viene data al lavoro femminile e minorile e alla sua tutela e ad un sistema di sicurezza sociale per i lavoratori con capacit di sopravvivenza inadatte. Esistono inoltre lo Statuto dei Lavoratori, finalizzato alla tutela del Lavoro e della posizione del lavoratore, e come strumento con maggior efficacia per la tutela del Lavoratore vi il Sindacato. 12) I sindacati. L'associazione sindacale regolata dall'articolo 139 Cost. secondo il quale il sindacato a rilevanza sul terreno dei rapporti economici ed in particolare nella contrattazione collettiva del lavoro e nella difesa dei diritti dei lavoratori nel rapporto di lavoro. L'art.39 sancisce il principio della libert dell'organizzazione sindacale che significa sia libert di costituzione dei sindacati, sia libert per ogni lavoratore di aderire o meno al sindacato. L'unico obbligo imposto dall'art 39 della Costituzione la registrazione presso gli uffici centrali che a sua volta presuppone un ordinamento interno a base democratica. Gli effetti di tale registrazione sono l'acquisizione di personalit giuridica e la possibilit per i sindacati di stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli
appartenenti alla categoria si riferisce il contratto. Tuttavia l'art 39 Cost. rimasto inattuato a causa della mancata registrazione delle associazioni sindacali che non volevano essere sottoposte ad alcune forme di controllo statale della loro organizzazione interna e della mancata promulgazione di una legge di attuazione del dettato costituzionale che rendesse l'iscrizione obbligatoria. In tal modo si realizza impossibile la stipulazione di contratti di lavoro di diritto pubblico, cos, attualmente accanto ai contratti individuali sono possibili e contratti collettivi di diritto privato che hanno efficacia limitata alle sole parti contraenti. Di fatto la forte rappresentativit dei sindacati stipulanti e alcuni interventi giurisdizionali hanno fatto si che i sindacati siano riusciti a conseguire l'applicazione dei contratti collettivi anche al di l dei soggetti aderenti alle associazioni sindacali. Inoltre, per evitare disparit di trattamento economico e normativo per tutti gli appartenenti ad una stessa categoria sono stati fissati dei minimi salariali. Nel 1990 stato approvato lo statuto dei lavoratori, che ha potenziato la libert dei sindacati e dei lavoratori in quanto sancisce una serie di diritti che possono essere esercitati nell'ambiente di lavoro e la punizione del datore di lavoro che non rispetti l'attivit sindacale. Di stretta attualit il conflitto nato tra i sindacati in particolare la CISL e il governo in merito all'intento di quest'ultimo di abrogare l'art.18 dello statuto dei lavoratori. Tale art consente al lavoratore licenziato per ingiusta causa di essere reintegrato nel posto di lavoro con sentenza del TAR. L'obbligazione di tale articolo costituirebbe grande vantaggio per imprese che avrebbero pieni poteri di tagliare i costi dovuti al fattore produttivo lavoro a scapito delle tutele e dei diritti dei lavoratori. Tra i diritti fondamentali dei lavoratori c' quello di sciopero sancito dall'art 40 Cost. La corte costituzionale ha provveduto a stralciare dal codice le norme del periodo fascista e ha allargato la sfera dei titolari di questo diritto nonch le finalit che possono essere perseguite con tale strumento. Nel 1990 l'esercizio del diritto di sciopero nel settore dei servizi pubblici ha ricevuto discipline legislative: stata istituita una commissione di garanzia con il compito di assicurare la corretta applicazione della legge di definizione delle prestazioni minime che devono essere assicurate a tutela degli interessi costituzionalmente protetti dei cittadini-utenti nonch di conciliazione del conflitto sindacale. 12) I sindacati. Lo strumento pi efficace per la tutela dei lavoratori il sindacato. La posizione del sindacato ha rilevanza sul terreno dei rapporti economici, nella contrattazione collettiva di lavoro e nella difesa dei diritti dei lavoratori nel rapporto di lavoro, spesso ai sindacati si voluto riconoscere un ruolo politico e non ha dato pochi problemi. La disciplina dellart.39 Cost. stabilisce il principio fondamentale della libert della organizzazione sindacale. Significa la libert di costituzione di 1 o pi sindacati (pluralismo sindacale) e la libert di aderire, oppure no, al sindacato. Lunico obbligo che pu essere imposto ai sindacati la loro registrazione presso uffici centrali e locali, alla sola condizione che i sindacati che chiedono la registrazione abbiano un ordinamento interno a base democratica. dopo la registrazione possono stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. 13) Nozione di legge. La legge in ordine gerarchico subordinata alla Costituzione. Si presenta come la norma vincolante la condotta degli uomini, comandandone i comportamenti e determinando le sanzioni in caso di violazione. Nello Stato costituzionale la legge diviene manifestazione della volont popolare, resa pubblica dalle Assemblee parlamentari, rappresentative in quanto elette dal popolo.
14) Persona giuridica di diritto pubblico e nozione di Organo. Una persona si pu considerare persona giuridica di diritto pubblico solo se presenta determinata peculiarit: il godimento di una potest di comando assegnata dallo Stato; la istituzione ad iniziativa dello Stato o di un altro ente pubblico; uno scopo di interesse generale ed infine la sottoposizione al controllo dello Stato stesso. Possono essere a carattere associativo come lo Stato, le regioni, le province e i comuni o a carattere patrimoniale, come gli enti previdenziali o gli enti pubblici economici. L'Organo il mezzo mediante il quale le persone giuridiche di diritto pubblico manifestano la propria volont. Particolare importanza ha il concetto di organo nell'organizzazione dello Stato che per conseguire i suoi fini deve avvalersi di organi incaricati di volere e di agire per esso; l'azione di organi di tal genere considerata azione diretta dello Stato, in quanto non hanno esistenza propria distinta da esso, ma sono inseriti come parte integrante della sua struttura e organizzazione.
15) Procedimento di formazione del Governo. Il procedimento con cui si forma il Governo disciplinato dall'art. 92, secondo il quale vi una prima fase dove il Presidente della Repubblica ascolta le indicazioni dei presidenti dei gruppi parlamentari su come potr essere il nuovo Governo e su chi sar il Presidente del Consiglio; dopo ci conferisce il potere alla persona scelta di dar forma al nuovo Governo e su proposta di questi di nominare i nuovi ministri, con portafoglio e senza portafoglio, i primi preposti ad un apparato di settore e i secondi facoltativi. Dopo l'investitura, il Presidente del Consiglio e i nuovi ministri devono prestare fedelt alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi.
16) Enti locali diversi dalla regione. L'art. 114 dichiara che la Repubblica italiana si suddivide in Stato, Regioni, Province, Comuni e Citt metropolitane. Come enti locali si considerano quindi Comuni, Province e Citt metropolitane: i primi sono quelli di maggior rilievo sia per le funzioni a cui sono preposti, sia per essere l'ente locale di pi antica tradizione; le seconde hanno invece minor prominenza e in alcune regioni a Statuto Speciale sono state addirittura annullate; le terze sono invece di recente istituzione e non neppure ben definita l'esistenza: le aree metropolitane dovrebbero essere nove, ma la loro creazione ha subito molte resistenze a causa della loro non precisa definizione territoriale. 17) Diritto di Istruzione. Il Diritto di Istruzione disciplinato dagli art. 33 e 34, per i quali vengono garantite la libert dell'arte e della scienza, la libert di insegnamento e la libert di istruzione. Libert di insegnamento e diritto di istruzione sono legati tra loro, poich il fatto che ci sia qualcuno che insegni prospetta che ci possa essere anche qualcuno disposto ad imparare, ma da ci derivano le principali controversie tra scuola pubblica e scuola privata, intese nei costi che sono da sostenere e in quanto debbano essere quantificati e soprattutto quale parte riguardi lo Stato, legate anche alla nuova riforma della legge di febbraio 2000,secondo la quale l'obbligo scolastico e fissato in nove anni, dai sei ad i quindici ed in ulteriori tre anni di frequenza di attivit formative. 18) Costituzione e Caratteri della Costituzione. Col termine Costituzione intendiamo il complesso delle norme su cui si basa lo Stato. La Costituzione della Repubblica Italiana divisa in 3 parti: un nucleo di principi fondamentali, una parte dedicata ai diritti e doveri dei cittadini e l'altra all'ordinamento della Repubblica. Coniuga le esigenze dello Stato Liberal-Democratico con quello Sociale. Risente dell'influenza delle tre principali correnti culturali del 1948: Cattolicesimo, Marxismo e Socialismo Democratico. E' stata una costituzione di compromesso, ma il pi solido punto di riferimento della societ nazionale, anche se da una 20ina d'anni si cerca di modificarla sotto la spinta di ricerche di efficienza o tentazioni federalistiche o presidenzialistiche. 19) Provvedimento legislativo Regionale. I provvedimenti amministrativi sono, tra gli atti amministrativi in generale, quelli che rappresentano la manifestazione di volont di una pubblica amministrazione diretta a soddisfare un bisogno pubblico primario. Sono quindi atti dotati di imperativit, cio della capacit di incidere , in modo unilaterale, sulle posizioni giuridiche coinvolte. In questo si differenziano dai meri atti amministrativi, che sono per lo pi espressione di momenti interni alle fasi di un procedimento(atti di uffici interni) o in mere dichiarazioni di conoscenza (certificazioni e accertamenti). I Provvedimenti possono essere ampliativi (autorizzazioni, concessioni) o restrittivi (revoche, ordini, divieti, espropriazioni). Il procedimento di formazione di legge regionale pi semplice di quello che si svolge a livello parlamentare, in conseguenza della natura monocamerale dellorgano legislativo regionale. Pi complessa la fase di controllo, che precede la promulgazione della legge da parte di organi Governativi, finalizzata ad evitare che entrino in vigore leggi regionali illegittime. Liniziativa legislativa regionale spetta a consiglieri, giunta, enti locali o frazioni del corpo elettorale. Lesame delle proposte passa in Consiglio dove la valutazioni sono affidate a specifiche commissioni competenti. Ladozione del testo legislativo avviene con le maggioranze prescritte dai rispettivi statuti regionali ed entro 5 giorni dallapprovazione del Consiglio; il Presidente procede alla trasmissione della delibera legislativa al Commissario del Governo perch questi possa vistarlo(entro un termine perentorio di 30gg). Il Presidente provvede a promulgare la legge entro 10 giorni dallapposizione del visto o dalla scadenza dei 30 giorni. Dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione entra in vigore, di regola ,dopo 15 giorni. 20) Libert di Domicilio. Il Domicilio inviolabile, e come tale impossibile penetrarvi, fare perquisizioni, ispezioni, sequestri o qualsiasi altra restrizione o limitazione senza atto motivato dall'autorit giudiziaria. La libert di domicilio strettamente connessa alla libert personale, poich per domicilio si intende il luogo ove una persona abita, e una mancata garanzia di questo spazio privato porterebbe anche alla mancata tutela della libert personale. Con tutto ci vi sono casi in cui possibile prendere provvedimenti provvisori(flagranza di reato)e comunicarli all'autorit giudiziaria entro le 48 ore successive. 21) Forma di Governo. Si intende il diverso assetto che si instaura fra gli organi di potest suprema(Capo di Stato, Governo, Parlamento e Ordine giudiziario). Le forme di governo sono: Governo Costituzionale Puro: vi una rigida distinzione fra potere legislativo ed esecutivo. Questo uno dei primi governi realizzati nello Stato moderno(1850), in cui il potere esecutivo assegnato al Capo dello Stato. Governo Convenzionale o Assembleare: tutto il potere politico appartiene all'assemblea elettiva. Con questo governo si crea una confusione di poteri(ci si allontana dall'idea di tenere i poteri separati) che rendono irrealizzabile questa forma di governo. Governo Presidenziale: vi una rigida separazione dei poteri e l'esempio pi lampante di questa forma di governo quello Americano. Infatti il potere legislativo spetta al Congresso formato dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato. Il potere esecutivo invece del
Presidente federale e dei segretari di Stato, da lui scelti ed esecutori del suo indirizzo politico. In realt succede spesso che vi una collaborazione molto stretta fra Presidente e Congresso, cos che l'idea della separazione dei poteri non trova riscontro e la forma di Governo non da considerare perfettamente funzionante. 22) Governo Semi-Presidenziale. Il Presidente della Repubblica eletto a suffragio universale e dispone di tutte le prerogative previste dalla Costituzione. Problemi di questa forma di Governo che un conflitto fra due forze duali come il Presidente e il Parlamento potrebbe portare ad una situazione di stallo. Governo Parlamentare: basata anch'essa sulla separazione dei poteri, prevede una collaborazione fra le forze. Infatti potere esecutivo e legislativo sono attribuiti ad organi differenti, ma il primo deve godere della fiducia del secondo, mentre l'esecutivo pu sciogliere il Parlamento. 23) La composizione della Corte Costituzionale. I giudici della corte sono 15 nominati per 1/3 dal Presidente della Repubblica per 1/3 dal parlamento in seduta comune e un 1/3 dalle supreme magistrature. I giudici sono scelti tra i magistrati anche a riposo i professori ordinari di universit e gli avvocati dopo ventanni di servizio. I giudici restano in carica nove anni dal giorno del giuramento e non sono ri-eleggibili. La Corte Costituzionale giudica i comportamenti penalmente rilevanti del Presidente della Repubblica: 1- sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e similari 2 tra i poteri dello stato e tra stato e regioni e tra regioni. 24) Ladattamento del diritto interno al diritto internazionale. a) in via pattizia. La nostra vigente Costituzione dedica alcune disposizioni ai rapporti fra lItalia e lordinamento internazionale, talune di significato e valore eminentemente politico-programmatico, altre pi direttamente rilevanti sul piano giuridico. Al Presidente della Repubblica vengono conferiti i poteri di accreditare e ricevere i rappresentanti diplomatici di ratificare i trattati nonch di dichiarare lo stato di guerra. b) in via automatica. Lordinamento giuridico italiano si conforma le norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. Di fronte a tale tipo di norma il nostro ordinamento deve conformarsi ad essa automaticamente senza una ulteriore attivit da parte dello stato. Pu darsi che la norma venga disapplicata gi dal giudice di merito che confrontata la questione dichiari labrogazione di tale norma per contrasto con una di grado superiore. 25) Potest amministrativa regionale per l'art. 118. Si intende il diritto della regione di esplicare funzioni amministrative all'interno del proprio territorio inerenti all'ordinamento degli uffici regionali e amministrativi, polizia urbana e rurale, assistenza sanitaria e scolastica, turistica e altre materie indicate da leggi costituzionali. La modifica del 2001 stabilisce che le funzioni amministrative possono essere attribuite ai comuni. 26) Potere di Controllo del Parlamento. La funzione primaria del Parlamento il potere legislativo, ovvero tranne l'iniziativa legislativa che spetta al Governo e la promulgazione che spetta al Presidente della Repubblica, la discussione e la votazione di un disegno di legge vanno fatte dal Parlamento. Inoltre il Parlamento ha una funzione di controllo politico sull'attivit del potere esecutivo, attraverso l'interrogazione, l'interpellanza, la risoluzione, la mozione e l'inchiesta. Con le prime due il Parlamento porta a rispondere il Governo del proprio operato(interpellanza) o semplicemente se una certa informazione sia vera(interrogazione), mentre con la risoluzione vengono manifestati orientamenti su specifici argomenti. La mozione va intesa pi come atto di indirizzo che non come atto di controllo, poich sulla mozione si apre una discussione, pu essere modificata da emendamenti e l'esito della mozione deciso da una votazione. Infine vi l'inchiesta che pu essere fatta a scopo conoscitivo o ispettivo. 27) Liberta di riunione. Anzitutto lart. 17 Cost. disciplina e garantisce la liberta di riunione riconoscendola a tutti i cittadini con disposizione che non vale per gli stranieri. Per essere lecite le riunioni debbono essere pacifiche e i partecipanti ad esse non possono portare armi. La riunione e lorganizzato convenire di pi persone in un medesimo luogo normalmente, come si e detto, per un scopo prefissato. Deve concludersi che per le riunioni religiose anche in luogo pubblico non e richiesto il preavviso
28) Fonti di produzione del diritto e antinomie delle fonti. Le fonti di produzione del diritto sono molteplici e registrano una variabilit significativa nell'evoluzione degli ordinamenti e possono classificarsi secondo diversi criteri. sono fonti di produzione del diritto le "Fonti-Fatto" e le "Fonti-Atto". Le prime sono dei meccanismi di produzione di norme che non vengono prodotti da organi istituiti, mentre le fonti atto si caratterizzano per la specifica competenza di 1 certo organo dell'ordinamento a fare norme. La fonte fatto pi importante la consuetudine, ovvero avvalersi di episodi gi avvenuti nel corso della storia (in Inghilterra la consuetudine rappresenta l'ossatura della Costituzione) e la necessit (si usa anche nello Stato moderno, ad esempio nell'emanazione di atti con forza di legge, o quando autorit amministrative della competenza adottano ordinanze di necessit in caso di emergenza). 29) Incompatibilit ed ineleggibilit dei membri delle camere. Si parla di ineleggibilit quando il candidato si trova in una situazione per la quale non possa essere eletto. Si parla di incompatibilit quando il deputato vuole conservare la carica parlamentare validamente assunta, in contrasto per con un'altra carica gi a lui appartenente, come ad es. quella di senatore, e viceversa. In gen. possiamo dire che ineleggibilit serve a evitare conflitti d'interesse, mentre l'incompatibilit serve ad impedire che il deputato si distragga con altri incarichi dall'esercizio delle sue funzioni. 30) Potere amministrativo. Il potere amministrativo esercitato dalla Pubblica Amministrazione si basa sugli atti amministrativi. Ogni atto deve essere composto da elementi essenziali senza uno dei quali verrebbe invalidato che sono: soggetto (organo della Pubblica Amministrazione competente), oggetto (vicenda a cui l'atto si rivolge), contenuto (un parere, giudizio o certificazione), causa (funzione istituzionale che l'atto persegue) e la forma (il pi importante degli elementi anche ai fini della validit dell'atto). Il processo per la creazione di un atto amministrativo si divide in 3 fasi, di cui la prima preparatoria (si acquisiscono pareri e si compiono operazioni elementari), la seconda la fase costitutiva (sulla base dell'accertamento e della valutazione viene costruito l'atto) ed infine la fase integrativa dell'efficacia (vengono raccolti ulteriori ma essenziali elementi perch l'atto abbia effetto giuridico. 31) Consiglio di Stato. Art.100 Cost. E, insieme alla Corte dei Conti, uno degli organi ausiliari dello Stato. La sua funzione sia di consulenza giuridicoamministrativa che di tutela della giustizia nell'amministrazione. A livello consultivo il Consiglio di Stato pu essere incaricato dal Governo ad esprimere il suo parere su proposte di legge e addirittura a redigere progetti di legge e di regolamenti. A livello giurisdizionale valuta la legittimit degli atti amministrativi della Pubblica Amministrazione, con il potere di annullarli ove venga accertata illegittimit. Tali funzioni sono affidate ad organi composti da magistrati amministrativi. Con riferimento alla Corte dei Conti, la legge assicura l'indipendenza dei 2 Istituti di fronte al governo. La struttura del Consiglio di Stato prevede un numero complessivo di magistrati superiore di poco ai 120, si articola in 7 sezioni delle quali 4 con competenze consultive e 3 con competenze giurisdizionali. In sede consultiva, opera anche l'Adunanza generale, formata da tutti i Consiglieri di Stato. A livello giurisdizionale opera invece l'Adunanza plenaria, composta da 12 consiglieri appartenenti alle 3 sezioni giurisdizionali, oltre il Presidente. Come organo di giustizia amministrativa il Consiglio di Stato organo di appello rispetto alle sentenze adottate dai TAR. Pur essendo organi giurisdizionali distinti, Consiglio di Stato e TAR presentano molteplici affinit; dai meccanismi di nomina dei Consiglieri di Stato al fatto che il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa vede la presenza anche dei magistrati dei TAR ed esercita i suoi poteri in riferimento ai magistrati che compongono entrambi questi organi. Il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa formato dal Presidente del Consiglio di Stato, da 4 magistrati del Consiglio di Stato e da 6 magistrati del TAR e da 4 professori universitari di materie giuridiche con cittadinanza italiana nominati per met dalle Camera e per met dal Senato. 32)Libert religiosa. vedi 70 per Non Cattoliche Il principio di eguaglianza in materia religiosa disciplinato nei principi fondamentali della Costituzione. Vi si prevede che Stato e Chiesa cattolica siano, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani (art.7) e che tutte le confessioni religiose siano egualmente libere davanti alla legge (art.8). I rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica sono stati regolati attraverso un concordato, in virt del fatto che la stessa Chiesa cattolica stata intesa come un vero e proprio stato (citt del Vaticano). Quelli tra Stato e altre confessioni religiose sono regolati x legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, purch non contrastino l'ordinamento giuridico italiano. A differenza di quanto detto sopra, per quanto concerne l'esercizio del culto da parte dei fedeli sia la Chiesa cattolica che le altre religioni sono disciplinate in maniera uniforme. E' previsto dalla Cost. di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale ed associata, di farne propaganda e di esercitarne il culto in privato o in pubblico, con l'unico limite rappresentato da riti contrari al buon costume (art.19).
33) Approvazione di disegno di legge. La funzione legislativa esercitata da entrambe le camere, ovvero un disegno di legge viene esaminato in ciascuna camera da una Commissione e poi dall'Assemblea che l'approva articolo per articolo ed infine con votazione finale. Se una della due camere non approva il progetto, apporta le opportune modifiche e lo rinvia all'altra camera, e si continua cos sinch non si trova un accordo. Esistono tre procedimenti per l'approvazione dei disegni di legge: - Procedimento Ordinario: ina delle commissioni permanenti esamina il disegno di legge in sede Referente, e lo trasmette all'Aula per l'esame e la votazione. - L'altro procedimento pi rapido e consiste nell'assegnare il progetto di legge ad una Commissione competente in sede legislativa, la quale non solo esamina il disegno, ma l'approva anche. - Il terzo procedimento una via di mezzo, poich c' il lavoro della Commissione in sede Redigente, ma il compito di approvare la legge spetta all'Assemblea. 34) Interpretazione della norma giuridica: L'attivit interpretativa delle norme affidata alla figura dei giudici e da origine al cosiddetto Diritto Giudiziario. Spetta al giudice l'applicazione di una specifica norma giuridica ad una specifica vicenda umana (fattispecie concreta), avvalendosi di una serie di criteri interpretativi. Si parla di interpretazione letterale valutando il significato lessicale delle parole che compongono la norma; interpretazione logica interpretazione analogica quando si cerca la norma da applicare al caso concreto in disposizioni che disciplinano materie o fattispecie analoghe a quella che il giudice si trova ad affrontare; Interpretazione sistematica x la quale la ricerca della norma da applicare al caso concreto va desunta dai principi vigenti nel sistema giuridico complessivo. Il ricorso all'interpretazione analogica viene adottato ogni qualvolta il giudice si trova di fronte ad una lacuna dell'ordinamento, cio alla mancanza di una espressa disposizione da cui trarre la norma da applicare al caso concreto. In questo caso l'attivit del giudice, ovvero la sentenza qualificata come fonte del diritto, cio creatrice di nuove norme giuridiche. 35) Rapporto Stato - Chiesa (art. 7). Come regolamentato dall'art. 7 della Costituzione, lo Stato riconosce la Chiesa Cattolica come soggetto dotato di sovranit ed indipendenza. I rapporti tra Stato e Chiesa sono normalizzati dai Patti lateranensi stipulati l' 11 febbraio 1929 sotto il regime fascista: tali Patti si compongono di un Trattato, di una Convenzione Finanziaria e di un Concordato. Il 18 febbraio 1984 questi Patti furono corretti visto il nuovo ambito politico costituzionale con l'Accordo di Villa Madama tra Stato e Chiesa e vennero apportate diverse novit, tra cui l'obbligatoriet dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole. 35) Rapporto Stato-Chiesa. Il rapporto tra Stato e Chiesa si sempre configurato come contrasto tra potere civile e potere religioso, specialmente in alcune materie, res mixtae (cose miste), dove si aveva una sovrapposizione tra il diritto dello stato e le norme canoniche. L'odierna definizione dei rapporti tra Stato e Chiesa, contenuta nei principi espressi dall'art.7 Cost., conseguenza degli eventi che hanno segnato la storia italiana. Al momento dell'unit d'Italia i rapporti tra Stato e Chiesa erano fortemente incrinati in quanto i territori dello Stato Pontificio erano stati occupati per completare l'unificazione, e nel '70,i l Papa non accett la legge della Guarantigia dove si definivano le prerogative della santa sede. A ci fece seguito il non expedit, ovvero il divieto di presentarsi alle elezioni rivolto ai cattolici che cos rimasero isolati dal dibattito politico fino a che il Patto Gentiloni consent loro la partecipazione. In epoca fascista si concretizz un tentativo di conciliazione: i patti Lateranensi che sancivano la sovranit e la giurisdizione esclusiva della santa sede sul vaticano e definivano un concordato sui rapporti tra Stato e Chiesa una posizione di sovranit e di indipendenza nell'ambito del proprio ordine e si asser che lo Stato italiano e la Chiesa cattolica erano regolati dai patti lateranensi. Rimaneva da risolvere la questione delle norme concordate in contrasto con i dettami costituzionali. Secondo il procedimento prescritto, la modifica di tali norme, se si ha il consenso di entrambi le parti avviene con una legge di esecuzione di grado ordinario, altrimenti le modifiche unilaterali vengono approvate con legge costituzionale. Nel '84 fu avviato un procedimento di modifica consensuale dei patti Lateranensi. I risultati furono un accordo e un protocollo addizionale; con essi il rapporto tra Stato e Chiesa si venne configurando come una cornice di principi essenzialmente direttivi caratterizzati dall'aconfessionalit dell'ordinamento costituzionale e dalla libert e volontariet nei comportamenti individuali. 36) Decreti legislativi. Il Governo, su mandato del Parlamento, pu esercitare un'attivit normativa di grado primario: pu cio emanare atti con forza di legge. Tali atti sono i decreti legislativi. L'eventualit di delegazione legislativa disciplinata dall'art. 76 della Costituzione, ai sensi del quale l'utilizzazione dell'istituto pu verificarsi soltanto con precisi limiti di materia, di tempo e di contenuto. La delegazione legislativa consiste nel trasferimento dalle Camere al Governo dell'esercizio della potest legislativa, per rendere meno oneroso e complesso il lavoro del Parlamento.
37) Decreti amministrativi. Il governo su delega del parlamento pu esercitare un'attivit normativa di grado primario, in altre parole pu emanare degli atti che, anche se non hanno il nomen iuris di legge, hanno forza o valore di legge: i decreti legislativi. La possibilit di delegazione legislativa disciplinata dall'art.76Cost.in forza del quale l'utilizzazione dell'istituto pu aversi soltanto con precisi limiti di materia, di tempo e di contenuti. La delegazione legislativa consiste nel trasferimento dalle camere al governo dell'esercizio della potest legislativa x rendere - gravoso e + rapido il lavoro del parlamento e x la maggior idoneit degli organi del potere esecutivo a dare una soluzione adeguata a determinati problemi. Diventa vigente la legge di delegazione, il governo provvede ad esercitare la potest delegatagli mediante l'adozione dei decreti legislativi che vengono emanati dal Presidente della Repubblica successivamente pubblicati sulla gazzetta ufficiale. Bisogna precisare che il governo non ha nessun obbligo giuridico ad esercitare la potest delegatagli e che, qualora il governo utilizzi la delega, dovr uniformarsi ai limiti della legge di delegazione. In caso contrario il decreto legislativo, in quanto atto con forza di legge, potr essere impugnato dinanzi alla corte costituzionale x eccesso di delega. Libert di associazione. La Costituzione indica che l'Uomo ha Diritti inalienabili sia come singolo sia come membro delle formazioni sociali nelle quali svolge la sua personalit (art. 2); il riferimento va alla Libert di associazione o riunione. L'art. 18 della Costituzione disciplina e garantisce la libert di riunione, riconoscendola a tutti i cittadini con disposizione che non vale per gli stranieri. Le riunioni possono avvenire in luogo privato o in luogo pubblico. Sono inoltre proibite le associazioni segrete e quelle che rincorrono scopi politici per opera di organizzazioni di carattere militare. 38) Libert dassociazione. La libert di associazione risponde allesigenza fondamentale per uno Stato democratico di garantire la partecipazione dei cittadini ad attivit con le pi diverse finalit. Gli articoli della Costituzione dedicati a tale argomento sono lart.18 che riguarda in modo preminente il diritto di associazione,lart.39 inerente ai sindacati e lart.49 sui partiti politici. Lart.18 della Costituzione esprime il diritto di associarsi senza autorizzazione, per fini che non siano vietati dalla legge. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. La proibizione delle associazioni segrete conseguenza della considerazione logica che in un sistema costituzionale che garantisce la libert di associazione, le associazioni segrete sono necessariamente dirette a conseguire finalit perseguibili penalmente dallordinamento vigente. La ragione della proibizione delle associazioni che perseguono scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare che il costituente intendeva garantire uno scambio di idee pacifico e civile, senza intimidazioni. La legge del gennaio 82 nr.17 fornisce la definizione di associazione segreta e determina le conseguenze derivanti dalla svolta di unassociazione di tal tipo; sono associazioni segrete quelle che tengono nascoste finalit, attivit e identit dei consociati e svolgono attivit dirette ad interferire sullesercizio delle funzioni di organi costituzionali, di pubbliche amministrazioni e di enti pubblici economici. Una volta accertata la segretezza di tali associazioni, se la sentenza del giudice passa in giudicato, il Presidente del Consiglio ordina lo scioglimento di tale associazione e la confisca di beni. Resta da definire la cosiddetta libert negativa di associazione, ovvero la libert di non associarsi. La corte costituzionale ha valutato il contesto storico in cui nato lart.18,quando la politica legislativa del sistema totalitario verteva ad inquadrare i fenomeni associativi sotto il controllo statale, impedendo ai cittadini di scegliere liberamente di quale associazione far parte. La conclusione stata che la libert di non associarsi risulta violata ogni volta che si costringe un individuo o un gruppo ad associarsi con un fine che non rispetti la libert e i diritti garantiti costituzionalmente ossia palesemente arbitrario. 39) Vizi di legittimit degli atti amministrativi. I vizi di legittimit sono suddivisi, come riportato nel testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato e nella legge istitutiva del TAR, in quelli di incompetenza, eccesso di potere e violazione della legge. L'incompetenza indica quel vizio per il quale l'autorit che emana l'atto non ne ha la potest. L'eccesso di potere consiste nell'abuso sostanziale di cui dispone l'organo che emana l'atto. Il vizio di violazione di legge svolge una funzione di tipo residuale rispetto agli altri vizi di legittimit. L'atto amministrativo nullo anche quando in esso manca un elemento essenziale: sono cause di nullit la mancanza del soggetto, la mancanza dell'oggetto e la mancanza della forma. 39) Vizi degli atti amministrativi. Il vizio di legittimit dellatto amministrativo consiste nella sua difformit da una norma legislativa o regolamentare. Tali vizi possono portare una nullit o lannullabilit dellatto. Latto amministrativo nullo quando manca un elemento essenziale come il soggetto, loggetto e la forma. Latto amministrativo invalido e annullabile quando viziato da incompetenza, violazione di legge o eccesso di potere. Tale disposizione si pu leggere nellart.26 T.U. delle leggi sul consiglio di stato. Lincompetenza indica quel vizio x il quale lautorit che ha emanato latto non aveva legittima potest x ragioni di materia, territorio o grado. Si distingue in incompetenza assoluta o relativa. Il 1caso comporta la nullit dellatto e si verifica quando lorgano amministrativo esercita un potere appartenente ad unautorit non amm.va, il 2caso si ha quando il potere esercitato appartiene, in realt, ad un altro organo dellapparato amministrativo. La violazione della legge si manifesta quando, nella formulazione della legge, non stata rispettata una disposizione normativa cui lamministratore doveva attenersi. Sono esempi i vizi relativi alla composizione dellorgano o al suo funzionamento, i vizi del procedimento e vizi di forma. Leccesso di potere un vizio connesso alla causa dellatto amministrativo e si manifesta come deviazione dal fine allo scopo tipico che si doveva perseguire.
40) Diritti soggettivi ed interessi legittimi. Tali concetti sono alla base del sistema complessivo della giustizia amministrativa. Per diritto soggettivo si intende una situazione soggettiva di vantaggi ammessa dal legislatore come autonomamente degna di tutela nei riguardi sia dei privati che della pubblica amministrazione, considerati in rapporto diretto con lo Stato e per questo motivo tale diritto gli appartiene. Per interesse legittimo si intende quella situazione soggettiva di vantaggio, riconosciuta dal legislatore come intrinsecamente connessa ad una norma che garantisce in via predominante l'interesse generale e di conseguenza, l'interesse direttamente protetto non quello della persona, ma un interesse pubblico inevitabilmente predominante. 40) Diritti soggettivi ed interessi legittimi. Diritti soggettivi e interessi legittimo sono posizioni giuridiche tutelate. La Costituzione nene parla agli art.24-25. Il diritto soggettivo fu oggetto di studio da parte dei giuristi romani che, distinguendo il diritto oggettivo da quello soggettivo definivano il primo come norma agendi il secondo come focuetos agendi. Il diritto soggettivo sorge se il diritto oggettivo lo consente e garantisce situazioni soggettive attive che, di per se, non avrebbero rilevanza di fatto. Il diritto soggettivo si qualifica per il particolare rapporto che si instaura fra la norma e l'interesse che ne forma il contenuto, in quanto la norma assume a contenuto la protezione di un interesse per se stesso in modo immediato e diretto. Questo tipo di relazione ricorrente nei rapporti privatistici ma si trova di frequente anche nel diritto pubblico soprattutto in riferimento a quei diritti soggettivi definiti pubblici che si concretizzano nelle forme di libert. Pu succedere nel diritto pubblico che l'interesse protetto dal diritto soggettivo sia coincidente per alcuni aspetti con l'interesse generale e che sia collegato a questo in modo tale che non si possa distinguere tra protezione accordata all'uno o all'altro .In questa situazione si parla di interesse legittimo o di interessi occasionalmente protetti. Il secondo termine si usa per indicare la situazione oggettiva di vantaggio non si attua direttamente, ma attraverso la protezione di un altro interesse meramente strumentale del soggetto alla legittimit dell'atto amministrativo. Il che significa che il soggetto ha interesse a che gli atti della Pubblica Amministrazione siano legittimi, quindi che quest'ultima si conformi alle norme imposte dall'ordinamento e alle regole di buona amministrazione. Questa pretesa che in teoria interesse di tutti, assume una rilevanza particolare con la situazione di interesse generale, infatti solo in questo caso giustificata la protezione di un interesse particolare, altrimenti impossibile. L'esercizio classico quello del concorso nel quale interesse sia dell'amministrazione che del cittadino che il concorso realizzi una selezione dei pi capaci. A ci sono dirette le norme che disciplinano il concorso, la cui violazione vizia il procedimento e rende illegittima l'attivit amministrativa. Tuttavia avranno diritto a far valere tale eventuale illegittimit solo i cittadini che abbiano interesse qualificato e giuridicamente protetto, in riferimento all'interesse pubblico che oggetto della norma, ovvero nell'esercizio competer al concorrente escluso. 41) Referendum abrogativo (i criteri di ammissibilit). La Costituzione accredita la partecipazione popolare all'iniziativa legislativa per mezzo dell'istituto del referendum, previsto nell'art. 75. In particolare il referendum abrogativo consta in una consultazione popolare che permette di sapere se una legge o una sua parte debba essere abrogata o meno. Il referendum non pu essere rivolto a leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto. La richiesta referendaria deve essere avanzata da cinquecentomila elettori o da cinque consiglieri regionali e dopo la sua accettazione il Presidente della Repubblica a fissarne la data, una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Per l'approvazione previsto un doppio quorum, uno partecipativo ed uno relativo all'esito della consultazione. 41) Referendum abrogativo. Le richieste di Referendum Abrogativo sono sottoposte sia al controllo esercitato dall'Ufficio Centrale per il referendum sia al giudizio di ammissibilit da parte della Corte Costituzionale. Tale giudizio colto ad accettare l'esigenza di una violazione dei limiti fissati dalla Costituzione all'istituto referendario. Posto che il 2comma dell'art.75Cost.afferma che "non ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia, di indulto e di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali", la corte Costituzionale ha emesso una sentenza nella quale dichiara che l'indicazione dell'art.75 presuppone una serie di cause inespresse e ricavabili dall'ordinamento costituzionale del Referendum Abrogativo. In seguito ha stabilito alcuni criteri estensivi di quanto indicato all'art.75 e ha escluso l'ammissibilit delle richieste referendarie nei seguenti casi: a) quando pongono un quesito contenente domande eterogenee che non consentirebbero all'elettore di esprimere la propria volont; b) quando si riferiscono a norme costituzionali o altre leggi costituzionali; c) quando si riferiscono a leggi ordinarie dotate di una particolare forza di resistenza all'abrogazione; d) quando esse attengono a leggi ordinarie a contenuto costituzionalmente vincolato, cio quelle leggi la cui abrogazione si tradurrebbe nel mancato compimento delle disposizioni della Cost.; e) quando proposta l'abrogazione del concordato tra Stato-Chiesa Cattolica di parte del trattato lateranense; f) quando si riferiscono a 97 articoli del Codice penale; g) quando si riferiscono all'abrogazione dell'ordine giudiziario militare.
42) Sentenze di accoglimento e di rigetto della Corte Costituzionale. La sentenza della Corte pu esprimere o l'accoglimento dei dubbi comunicati nell'ordinanza di rinvio alle norme impugnate (sentenza di accoglimento, disciplinate dall'art. 136) o il loro rifiuto (sentenza di rigetto). Le sentenze si compongono di tre parti, "in fatto" riassunto della questione, "in diritto" la Corte prende posizione, "dispositivo" la Corte sintetizza la sua decisione. Le sentenze di accoglimento producono l'annullamento, dal giorno successivo a quello in cui sono state messe, delle norme di legge dichiarate incostituzionali, e queste ultime non potranno pi essere applicate. Le sentenze di rigetto vengono rinviate ad un momento successivo la dichiarazione di incostituzionalit della stessa. 42) Sentenze di accoglimento e di rigetto della Corte Costituzionale. La sentenza della Corte pu esprimere o l'accoglimento dei dubbi espressi nell'ordinanza di rinvio in relazione alle norme impegnate, o il loro rigetto. Nel 1caso la Corte adotta una sentenza detta di accoglimento nella 2di rigetto. Le sentenze si compongono di 3parti:nella prima vengono riassunti i termini della questione casi come proposti nell'ordinanza di rinvio ed esposte le posizioni espresse dalle parti che si siano eventualmente costituite, nella seconda la Corte Costituzionale prende posizione sia in ordine alla rilevanza della questione proposta sia in ordine alla sua fondatezza, nella terza la Corte sintetizza il contenuto della sua decisione. Le sentenze di accoglimento recano nel dispositivo la dichiarazione di infondatezza dei dubbi di costituzionalit espressi nell'ordinanza di rinvio. Le sentenze di accoglimento producono l'annullamento delle norme di legge dichiarate incostituzionali che ha effetto erga omnes (nei confronti di tutti).Inoltre l'annullamento riguarda i rapporti giuridici che vengono a formarsi nel periodo successivo alla pubblicazione della sentenza di accoglimento e anche quelli precedenti che non siano giuridicamente esauriti. Le sentenze di rigetto si riverberano essenzialmente sul processo a quo; infatti il giudice del processo dovr adottare la sua decisione applicando le norme di legge in relazione alle quali la Corte ha dichiarato infondati i dubbi di legittimit costituzionale avanzati nell'ordinanza di rinvio e le stesse norme continueranno ad essere applicate. 43) Crisi di Governo. La nostra forma parlamentare di Governo basata sulla fiducia, per la quale il Parlamento conferisce al Governo il via libera per il suo programma politico. Tale rapporto di fiducia viene meno in due casi, quando il Parlamento revoca tale fiducia tramite apposita mozione approvata da una delle due Camere o quando il Governo vincola la propria durata in carica all'approvazione parlamentare di un testo legislativo e se la votazione ha esito negativo il Governo non detiene pi la fiducia del Parlamento. In queste due eventualit si ha una crisi di governo. Tali crisi possono essere anche determinate dalle dimissioni spontanee di un Governo, dovute magari ad una crisi politica extraparlamentare, e negli ultimi anni stato il caso verificatosi pi frequentemente. 43) Crisi di governo. I rapporti di fiducia tra il Governo e le Camere pu essere messo in discussione mediante il voto di una camera su una mozione di sfiducia o sulla questione di fiducia posta dallo stesso governo. Se il rapporto di fiducia cade si ha una crisi parlamentare. Il costituente, con il 4comma dell'art.94Cost.che sancisce che "il voto contrario di una o entrambe le camere su una proposta del governo non importa l'obbligo delle dimissioni", mira a rafforzare la stabilit del governo, escludendo che il rapporto di fiducia possa venir messo in causa da questioni marginali. La mozione di sfiducia disciplinata nell'art.94Cost.che la subordina a precise condizioni di contenuto e di procedura: la revoca della fiducia dev'essere motivata e sottoscritta da almeno 1/10 dei componenti della camera dinnanzi alla quale viene presentata, non pu essere posta in discussione prima di 3gg.dalla sua presentazione e dev'essere votata x appello nominale. Se la mozione di sfiducia sar respinta, non si verificher alcuna conseguenza giuridica sullo stato dei rapporti tra Parlamento e governo, in caso contrario, se la mozione sar approvata, il governo dovr dimettersi e si aprir la crisi di governo. La questione di fiducia l'istituto mediante il quale il governo dichiara di far dipendere la propria permanenza in carica dall'approvazione parlamentare di un determinato oggetto all'esame delle camere. E' il Presidente del Consiglio che assume questa iniziativa con l'assenso del Consiglio dei Ministri. Allorch il governo pone la fiducia, si procede al voto x appello nominale direttamente sul testo. Se il testo non viene approvato si ha la crisi parlamentare. Le crisi extraparlamentari pi frequenti di quelle parlamentari, sono determinate da avvenimenti accaduti al di fuori del Parlamento che portano alla crisi politica della maggioranza e quindi alle dimissioni del governo. Le crisi extraparlamentari sono oggetto di polemica in quando viene meno il presupposto del parlamento di poter decidere la caduta del rapporto di fiducia. Nel caso in cui un ministro decida di dimettersi non si va incontro a crisi: si pensi al caso del ministro degli esteri la cui carica stata attribuita al Presidente del Consiglio Berlusconi. 44) Procedimento di revisione costituzionale. Tale procedimento si compone di due fasi: una fondamentale, svolta in sede parlamentare ed una eventuale, che vede il coinvolgimento dell'elettorato. La prima fase impone una doppia deliberazione da parte delle Camere secondo l'art. 138 a distanza non minore di tre mesi l'una dall'altra. Nella seconda deliberazione richiesta la maggioranza Assoluta anzich semplice. Nel caso in cui la maggioranza fosse dei 2/3 dei componenti di ciascuna Camera, il procedimento si arresta a questa prima fase, e la legge viene trasmessa al Presidente della Repubblica che provvede alla promulgazione. Solo nel caso in cui tale maggioranza non venga raggiunta si sottopone tale testo legislativo a referendum, a patto che ne facciano richiesta almeno 1/5 dei membri di una Camera o
500.000 elettori o 5 Consigli Regionali. Procedimento di revisione costituzionale: Il tema della revisione della Costituzione trattato dagli artt.138-139 Cost. Il primo stabilisce il procedimento di revisione costituzionale, il secondo ne definisce il limite. L'art.138Cost.stabilisce che gli organi competenti all'adozione di legge di revisione costituzionale sono le camere ovvero gli organi cui spetta la funzione legislativa ordinaria. Il procedimento di revisione costituzionale tuttavia aggravato per 2 aspetti in quanto la nostra Costituzione rigida e la sua modifica necessita provvedimenti speciali. Sono richieste 2 successive da parte di ogni camera con un intervallo di almeno 3 mesi e la legge di revisione deve essere approvata comunque nella seconda votazione, con una maggioranza qualificata che deve raggiungere la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera. Qualora la maggioranza, conseguita anche in una sola camera, superi la maggioranza assoluta ma sia superiore ai 2/3 dei componenti la legge potr essere sottoposta eventualmente a referendum popolare, altrimenti, se nella 2 votazione la legge approvata in entrambe le camere con la maggioranza di almeno i 2/3 dei componenti, perfetta e dev'essere promulgata. Per quanto riguarda l'iter del progetto di legge di revisione, la relativa iniziativa spetta agli organi ed enti cui compete l'iniziativa legislativa ordinaria. L'iter del progetto di legge costituzionale non presenta diversit, in prima lettura, rispetto all'iter delle leggi ordinarie a parte il fatto che, ai sensi dell'art.72, dovr seguire la procedura normale di esame di approvazione diretta da parte delle camere. Dopo l'esame da parte della commissione in sede referente e quindi da parte dell'Assemblea, il progetto viene votato secondo la procedura ordinaria e l'approvazione in prima lettura avviene a maggioranza semplice. Il testo, cos votato ,non ancora perfetto e la Costituzione richiede una seconda deliberazione da parte di entrambe le camere con un intervallo minimo di 3 mesi e con il conseguimento di maggioranze speciali. I risultati della seconda deliberazione possono essere di 3 tipi. In primo luogo pu verificarsi che il progetto di revisione non ottenga la maggioranza assoluta prescritta dall'art.138Cost.in questa ipotesi il progetto respinto. In secondo luogo pu accadere che il progetto di revisione costituzionale sia approvato in entrambe la Camere con la maggioranza di almeno i 2/3 dei componenti. In questo caso la legge perfetta ed promulgata dal Presidente della Repubblica e quindi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Pu infine accadere che il progetto ottenga in una o entrambe le camere un numero di voti compreso tra la maggioranza assoluta e i 2/3dei componenti. In questo caso la legge perfetta ma non entra provvisoriamente in vigore, viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e da questo momento decorre un periodo di 3 mesi entro il quale i membri di una camera o 500.000 elettori o 5 Consiglieri Regionali possono chiedere che la legge in questione venga sottoposta a referendum popolare. Qualora la legge sottoposta a referendum risulti approvata dalla maggioranza dei voti validi, ne viene data notizia, dall'Ufficio Centrale per il referendum che procede alla promulgazione. Qualora la legge sottoposta a referendum non sia approvata dalla maggioranza dei voti validamente espressi, tale legge non promulgata. Recentemente si verificato un esempio di quest'ultima possibilit: la riforma del TITOLO V della Costituzione. Infatti dal momento che il testo di revisione Costituzionale era stato approvato solo a maggioranza assoluta, stato indetto un referendum popolare il cui risultato positivo ha determinato l'entrata in vigore del testo.L'art.139 Cost. stabilisce il limite positivo per il quale la formula repubblicana non pu essere oggetto di revisione. Inoltre esiste un limite per il quale la Costituzione pu essere modificata solo nella sua 2^parte in quanto la violazione o la limitazione dei diritti inviolabili dell'uomo costituisce una violazione alla Costituzione stessa. 45) Ricorso straordinario al Capo dello Stato. Il ricorso straordinario del Presidente della Repubblica un rimedio amministrativo di carattere generale, avviato entro centoventi giorni, dai soggetti che si ritengono danneggiati ingiustamente da un'ordinanza amministrativa. Tale ricorso solo di legittimit e riguarda solo i provvedimenti definitivi. Il procedimento cos articolato: l'istruttoria svolta dal ministro competente, il Capo dello Stato adotta la decisione con decreto su proposta del ministro e dopo aver sentito i pareri del Consiglio di Stato, solo il Consiglio dei Ministri pu deliberare contro il parere del Consiglio dello Stato. Ricorso straordinario al capo dello Stato: Il ricorso straordinario al capo dello Stato un rimedio contro tutti gli amministrativi definitivi pu essere proposto solo x motivi di legittimit, per la tutela di interessi legittimi e di diritti soggettivi. Il termine del ricorso di 120gg.dalla piena conoscenza del provvedimento impugnato. Inoltre il ricorso straordinario alternativo al ricorso giurisdizionale sicch chi lo ha proposto non pu presentare contemporaneamente ricorso al TAR. Se i controinteressati preferiscono la via giurisdizionale, devono fare opposizione al ricorso straordinario nel termine di 60gg.dalla notifica. Il ricorso dev'essere presentato presso il ministero competente x materia o presso l'autorit amm.va che ha emanato l'atto impugnato, previa notifica ai controinteressati che possono presentare deduzione documenti e anche il ricorso incidentale entro 120gg.dalla scadenza del termine delle deduzioni dei controinteressati, il ministero competente deve trasmettere il ricorso al Consiglio di Stato x il previsto parere che obbligatorio ma non vincolante. Il ministero competente cui spetta formulare la proposta di decisione al Capo dello Stato, pu proporre decisione differente ma, in quest'ipotesi, deve prima consultare il Consiglio dei Ministri. La decisione infine assunta con decreto del Presidente della Repubblica che controfirmato dal ministro proponente. I decreti presidenziali di decisione dei casi straordinari possono essere impugnati x reazione nei casi previsti dal Codice Civile. 46) Iniziativa economica privata. La libert di iniziativa economica privata affermata nell'art. 41, tuttavia sono previste ad essa alcune limitazioni in merito ai modi del suo esercizio e alle sue finalit. La nostra Costituzione economica prevede un sistema economico misto, in cui iniziativa pubblica e privata si appoggino nel conseguimento di finalit a carattere sociale, senza recare danno alla sicurezza, alla libert e alla dignit umana. In merito ad un regolare andamento dell'iniziativa economica privata, lAntitrust garantisce e tutela le libert di concorrenza. La Legislazione dell'Antitrust appunto volta a tutelare il libero gioco della concorrenza.
46) Iniziativa economica privata. La disciplina della libert di iniziativa economica privata contenuta nella "Costituzione Economica", un insieme di disposizioni che regolano il ruolo dello Stato dei privati rispetto all'esercizio delle attivit economiche. L'istituto della libert di iniziativa economica privata, ossia della libert di organizzare i mezzi attraverso i quali produrre beni e servizi da vendere sul mercato, regolato dall'art.41Cost..Tale articolo contiene 3 disposizioni normative: con la prima si afferma il principio della libert di iniziativa economica privata, con la seconda si indicano i limiti con cui esso deve attenersi, con la terza si precisano i modi dell'intervento pubblico. Il costituente italiano, non immune dal dibattito tra i sostenitori della libert assoluta e quelli di un'economia rigidamente controllata, considera la libert d'iniziativa economica privata come condizione di autonomia individuale nel sistema economico. Tuttavia pose alcuni limiti in relazione alle modalit di esercizio di tale libert(2comma),e le sue finalit generali(3comma)in quanto lo stato deve impegnarsi a ridurre le diseguaglianze di ordine economico e sociale esistenti tra i cittadini.L'art.43Cost.prevede la pubblicazione di determinati settori economici. Ai fini di utilit generale, la legge pu riservare o trasferire, tramite espropriazione e relativo indennizzo, determinare imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali o a far fronte di energia o a situazioni di monopolio che abbiano carattere di interesse generale. La ragione di tale disposizione di evitare il controllo monopolistico di determinati settori a danno della comunit. La creazione di un mercato Europeo rende poco attuale questa disposizione infatti ci siamo avviati alla privatizzazione. Un esempio l'Enel, il cui pacchetto azionario stato immesso sul mercato, per cui il controllo di tale societ non pi statale ma privato. Infine tra gli interventi pi rilevanti, da ricordare la nuova disciplina anti-trust che tutela la libert di concorrenza. 47) Scioglimento anticipato delle Camere. Il potere di sciogliere in anticipo le Camere, come disposto dall'art. 88, dato in consegna al Presidente della Repubblica: tale potere risponde alla necessit di garantire il funzionamento delle istituzioni nel caso in cui le Camere dimostrino l'incapacit di svolgere il proprio ruolo nel modo ottimale. Il Presidente pu mettere in atto tale provvedimento solo dopo aver consultato i Presidenti delle Camere. L'art. 88 dice anche che il Presidente non pu sciogliere le Camere negli ultimi sei mesi del suo mandato (Semestre Bianco), escluso il caso in cui i suoi ultimi sei mesi coincidano con gli ultimi della Legislatura. 47) Scioglimento anticipato delle camere. La Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di scioglimento delle camere all'art.88. Tale potere stato introdotto per contrastare i possibili eccessi del potere parlamentare e risponde alla necessit di garantire il funzionamento delle istituzioni in una situazione di contrasti politici o di incapacit delle camere di dare un governo stabile al paese. Lo scioglimento pu essere "successivo" o "anticipato". Nel primo caso viene disposto a seguito del voto di fiducia nei confronti del governo, nel secondo avviene senza una formale votazione di fiducia. Il Presidente della Repubblica, come afferma espressamente l'art.88, pu esercitare il potere di scioglimento delle camere solo dopo aver sentito il parere dei presidenti delle Camere, che non esprimono un potere vincolante, ma possono autorevolmente presentare al Presidente della Repubblica le opinioni prevalenti nelle rispettive assemblee o all'interno dei gruppi parlamentari che vi operano. Il 2comma dell'art.88sancisce che il Capo dello Stato pu procedere a scioglimento negli ultimi 6 mesi dal suo mandato se coincidono in tutto o in parte con gli ultimi 6 mesi di legislatura. 48) Eccesso di potere. L'eccesso di potere consiste in uno sviamento di potere, cio nell'abuso sostanziale di cui dispone l'organo che adotta l'atto, in antinomia con la sua causa o in violazione dell'attivit a cui il provvedimento era rivolto. Tale vizio ingiunto con l'annullamento dell'atto. Si possono riferire alcuni fatto particolare, denominati sintomatici dell'eccesso di potere, tra le quali: l'insufficiente o l'incongrua motivazione, l'ingiustizia grave e manifesta, la disparit di trattamento, la contraddittoriet fra provvedimenti dell'amministrazione, il travisamento o l'erronea rappresentazione dei fatti, la illogicit dei criteri di valutazione. 48) Eccesso di potere. L'eccesso di potere fa parte dei vizi di legittimit dell'atto amministrativo. si riferisce all'uso discrezionale del potere da parte degli organi amministrativi che pu dar luogo ad un abuso sostanziale di tale potere in quanto l'atto risulta in contraddizione con la causa del provvedimento. ci significa che si manifesta uno sviamento del potere dal fine proposto o dal suo scopo tipico. Ad esempio nel caso del trasferimento di un dipendente in apparenza per motivi di servizio in realt in funzione sanzionatoria si ha l'utilizzazione del potere amministrativo per fini pubblici diversi da quelli previsti dal legislatore. nella ricerca del contrasto fra la volont del legislatore ed il contenuto del provvedimento sono state identificate una serie di situazioni sintomatiche dell'esistenza di uno sviamento di potere da sanzionare con l'annullamento dell'atto. tali fattispecie sono: contraddittoriet fra motivazione e dispositivo: violazione immotivata di prassi amministrative e di circolari amministrative: contraddittoriet fra provvedimenti: contraddittoriet fra provvedimento finale e atti del relativo provvedimento: ingiustizia grave e manifesta.
49) Giudizio in via incidentale. Il giudizio in via incidentale della Corte Costituzionale ha origine dall'iniziative di un giudice motivato dalla necessit di dare una risoluzione ad un caso concreto in cui quel magistrato debba decidere. Nell'eventualit in cui nello svolgimento di un processo il giudice dimostri dei dubbi sulla costituzionalit della legge che dovrebbe applicare, egli sospende il processo e tramite un'ordinanza di rinvio, accompagnata da spiegazioni, solleva la questione davanti alla Corte Costituzionale. Se altri giudici dovessero applicare tale disposizione legislativa per la risoluzione dei loro processi, dovrebbero sospenderli e attendere la deliberazione della Corte Costituzionale. giudizio in via incidentale della corte costituzionale il procedimento in via incidentale nasce dall'iniziativa di un giudice comune in relazione ad un caso concreto. tale procedura presuppone: 1 l'esistenza di un giudizio principale dinnanzi ad un'autorit giurisdizionale 2 la necessit di applicare nel corso di tale giudizio una disposizione che una parte o il pubblico ministero o lo stesso giudice ritenga sospetto di incostituzionalit 3 che la questione di costituzionalit sollevata si configuri come un incidente processuale 4 la preliminare deliberazione del giudice per accertare che la disposizione denunciata sia rilevante e che la questione non sia manifestamente infondata 5 l'emissione di un'ordinanza con la quale il giudice del procedimento principale dispone l'immediata trasmissione degli atti alla corte costituzionale. la procedura descritta ha suscitato molti contrasti interpretativi tra cui l'identificazione dell'autorit giurisdizionale che pu adottare l'ordinanza di remissione e la valutazione della rilevanza della questione proposta e della manifesta infondatezza. la corte costituzionale, nell'intervento per definire la nozione di giudice a quo, ha concluso che sono autorizzati tutti quei soggetti che appartengono all'autorit giurisdizionale dando uninterpretazione estensiva di questo concetto volto a consentire la pi ampia possibilit di sottoporre leggi urgenti al vaglio costituzionalit. la valutazione della rilevanza della questione proposta consiste nell'accertamento da parte del giudice del processo principale, che tale processo non possa essere definito indipendentemente dalla soluzione della questione di legittimit costituzionale. le controversie sono nate in merito alla pratica della corte costituzionale di valutare le motivazioni addotte dal giudice a quo, con dichiarazione di inammissibilit tutte le volte che la motivazione della rilevanza insufficiente. a tal proposito si osservato che la finalit di tale espressione quella di evitare che la legge venga aggirata e che siano portate a giudizio questioni miranti solo al rallentamento del processo. l'esame della non manifesta infondatezza comporta il rinvio degli atti al giudice nel caso in cui la corte costituzionale ritenga il dubbio di legittimit costituzionale infondato. la conclusione del processo in via incidentale pu avvenire o con sentenza di accoglimento o con sentenza di rigetto; la prima produce l'annullamento delle norme di legge dichiarate incostituzionali, la sentenza di rigetto fa s che tali norme continuino ad essere applicate. 50) Decreto legge. L'adozione del Governo di decreti legge disciplinato secondo l'art. 77 molto rigorosamente: tale intervento legislativo del Governo legittimato solo nel determinarsi di eventi straordinari che rendono necessaria ed immediata un'azione in campo legislativo. Il Governo nello stesso giorno in cui il decreto viene emanato, ha dovere di comunicarlo alle Camere domandandone la conversione in legge. Queste devono riunirsi appositamente entro cinque giorni e la conversione deve avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, se ci non avviene il decreto perde efficacia fino dal momento in cui stato adottato. 50) Decreto legge. L'istituto del decreto legge disciplinato dall'art.77 Cost. il quale afferma che il Governo non pu senza delegazione delle camere emanare decreti che abbiano forza di legge ordinaria. Tuttavia in condizioni straordinarie di necessit e di urgenza il Governo legittimato ad adottare atti con forza di legge, anche senza previa delega delle Camere. Il Governo nel giorno in cui il decreto emanato dispone la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e l'immediata efficacia, inoltre ha l'obbligo di trasmetterlo alle Camere chiedendone la trasformazione in legge. Le Camere si devono riunire entro cinque giorni per esaminare il disegno di legge di conversione. La conversione in legge deve avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto legge pena la perdita di efficacia. se il decreto non convertito per voto di una delle due camere o per decorrenza del termine la responsabilit attribuita al Governo. La possibilit di emendare al contenuto del decreto in sede di conversione ha dato luogo a problemi di carattere politicoistituzionale. Infatti da una parte il governo tendeva a inserire nel decreto legge contenuti eterogenei non giustificati da una necessit urgente, dall'altra le Camere aggiungevano disposizioni normative relative ad ulteriori materie dando luogo ai cosiddetti decreti omnibus la reazione a questo tipo di problema si trova nella legge 400/1998 per la quale il contenuto del decreto legge deve essere specifico omogeneo e aderente al titolo. In alcuni periodi si arrivati alla elusione del presupposto di legittimante la decretazione dell'urgenza ponendo a lentezza del procedimento legislativo che si svolge in Parlamento, come presupposto dello stato d necessit. il conseguente aumento del numero di disegni di legge di conversione ha stravolto l'ordinato sviluppo dei lavori parlamentari, agevolando pratiche ostruzionistiche. da questa situazione nata la prassi della reiterazione dei decreti legge decaduti per scadenza dei termini o gi respinti dal parlamento, alla quale si reagito con alcune modifiche ai regolamenti della camera e del senato. Tali modifiche hanno previsto l'intervento preliminare delle commissioni parlamentari, inoltre stato imposto l'obbligo d'indicare nel preambolo del decreto legge, le circostanze straordinarie di necessit e di urgenza che ne giustificassero l'adozione. In tal modo pi agile giudicare sulla sussistenza del presupposto dei casi straordinari e di necessit e di urgenza.
51) Forma di governo parlamentare. Essa si basa sul rapporto dialettico presente tra Parlamento e Governo, distinto dall'istituto della fiducia. Questo implica che il Governo, subito dopo essersi formato, si presenti di fronte al Parlamento per ottenere un consenso preliminare. Una volta ottenuta la fiducia iniziale, il Governo diventa espressione delle forze politiche maggioritarie presenti in Parlamento. Quest'ultimo ha anche il potere di privare la fiducia al governo tramite l'approvazione di un'apposita mozione di sfiducia. quindi il Parlamento l'organo intorno al quale ruota la lo Stato. Viene introdotta la figura di Capo dello Stato come intermediario durante la formazione dell'esecutivo e depositario di un potere neutro, con il compito di supremo garante della Costituzione. 51) Forma di governo parlamentare. Le forme di governo pi comuni sono quelle presidenziali, semipresidenziali e assembleare. si possono trovare esempi concreti di tali forme rispettivamente nei governi americano, francese, italiano. la separazione dei poteri accomuna tutte queste forme di governo dello stato moderno. la forma parlamentare di governo si differenzia per il grado di rappresentativit del Presidente della Repubblica che non eletto direttamente dai cittadini ma dal Parlamento in seduta comune. secondo quanto prescrive la costituzione il capo dello stato ha il potere di nomina del presidente del consiglio dei ministri al quale conferisce l'incarico di formare il governo. la scelta effettuata dal Presidente della Repubblica, secondo la prassi attuale cade sul capo della coalizione vincente. tale prassi conseguente dell'attuale sistema elettorale. tuttavia la scelta del Presidente della Repubblica deve avere il consenso del legislativo, infatti nella forma parlamentare di governo di particolare rilevanza il rapporto fiduciario tra potere esecutivo e legislativo. ci comporta che il governo subito dopo essersi formato si presenti di fronte al parlamento per un consenso preliminare di programma di attivit che intende osservare durante il suo mandato. il parlamento ha anche il potere di revocare la fiducia tramite l'approvazione di una mozione di sfiducia o, nel caso in cui, il governo ponga la fiducia di un provvedimento, negandogliela. 52) Promulgazione delle leggi. La terza fase del procedimento legislativo costituita dalla promulgazione della legge, con la quale si consente la produzione degli effetti normativi ad essa correlati. Il potere di pubblicazione di una legge affidato al Capo di Stato che esercita anche una forma di controllo cautelativo sulla costituzionalit della legge. La nuova legge deve essere promulgata entro trenta giorni dall'approvazione parlamentare, secondo l'art. 73. Il Capo dello Stato pu anche rinviare la legge al Parlamento, secondo l'art. 74, con un messaggio contenete le proprie ragioni per tale decisione, ma se il Parlamento ripresenta legge questa volta deve essere promulgata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Questo rinvio comunque l'unico strumento che ha il Capo dello Stato per interporsi nel procedimento legislativo. 52) Promulgazione delle leggi. La fase costitutiva del procedimento legislativo termina con l'approvazione dell'ultima camera al cui esame passato il progetto; tuttavia la legge entra in vigore solo dopo la promulgazione del resto deliberato e la vacatio legis. La promulgazione l'atto con il quale il Presidente della Repubblica attesta l'approvazione di un testo quale legge e ne ordina la pubblicazione e l'osservanza; in altre parole consiste nell'attestazione del compimento del procedimento legislativo e nell'opposizione al testo della legge della formula esecutiva. La promulgazione attribuita al Presidente della Repubblica che vi provvede nella sua qualit di capo dello Stato e di supremo garante della costituzionalit dell'ordinamento deve essere controfirmata, secondo quanto afferma la Costituzione, dal ministro proponente e dal Presidente del Consiglio in quanto atto esecutivo e non legislativo. La promulgazione atto dovuto e il Presidente della Repubblica deve provvedervi nel termine massimo di un mese dall'approvazione definitiva della legge. Il Presidente della Repubblica per motivi di costituzionalit e di merito ha il potere di rinviare la legge alle camere x chiedere una nuova deliberazione. Se le camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, dichiarano l'urgenza della promulgazione di una legge, tale legge promulgata nel termine da esse stabilito(art.73cost).Il Presidente della Repubblica pu esercitare in alcuni casi anche il diritto di veto. 53) Potest legislativa regionale concorrente. La pi rilevante tra le funzioni regionali quella legislativa, che pu appartenere a tre tipologie: esclusiva, libera o residuale e concorrente. Quest'ultima contempla la concorrenza di intervento della legislazione statale e di quella regionale. In particolare la legislatura regionale non deve essere in conflitto con la Costituzione, ma deve avere considerazione dei principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato. Oggi il nuovo art. 117 assegna allo Stato la funzione legislativa nelle specifiche materie elencate relative alla determinazione dei principi fondamentali ed alle regioni la stessa podest nelle restanti materie. 53) Potest legislativa con corrente regionale. La pi importante tra le funzioni quella legislativa che pu essere di 3 tipi: esecutiva, di attuazione e concorrente. Questultima contempla la concorrenza dell'intervento della legislazione statale e quella regionale. In particolare la legiferazione regionale non deve essere in contrasto con la Costituzione e le fonti di grado costituzionale (limite di costituzionalit), ma deve avvenire nel
rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato(art.117cost.).E' sorto il problema se i principi fondamentali dell'ordinamento dello stato debbano essere formulati in apposite leggi-cornice o possano essere identificati mediante il procedimento deduttivo. In un primo momento il problema era stato risolto con la subordinazione dell'adozione di leggi regionali concorrenti all'emanazione delle leggi-cornice. Nel 1970 con una nuova legge stato ammesso che le regioni legiferassero nelle materie stabilite dall'art.117 Cost. nei limiti dei principi fondamentali che risultano espressamente da leggi e sono dedotti da leggi gi esistenti. Questa disposizione mirava a consentire alle regioni di legiferare anche nell'assenza di leggi-cornice, tuttavia creava molti problemi in quanto molte volte difficile trarre dalle norme vigenti nell'ordinamento i principi cui attenersi. In nuovo art.117cost.prevede che la potest legislativa esercitata dallo stato e dalle regioni che avvenga nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. La Costituzione prevede anche un altro limite che consente alle regioni di legiferare solo in determinate materie.L'art.117 ante riforma del titolo VX della Costituzione elencava le materie di competenza della regione, mentre il nuovo art.117(post delibera legislativa di riforma del titolo V della Costituzione) elenca le materie di competenza statale e specifica quelle di legislazione concorrente tra cui il commercio con l'estero; ricerca scientifica e tecnologia; tutela e sicurezza del lavoro. Quest'ultimo punto stato argomento di scontro con l'attuale governo. 54) Insindacabilit delle opinioni e immunit dei parlamentari (art. 68). I parlamentari si avvalgono di una serie di prerogative ed immunit indirizzate a garantire loro la massima libert di espressione delle proprie opinioni. A tale proposito l'art. 68 istituisce il principio dell'insindacabilit dei voti dati e delle opinioni espresse dai parlamentari nell'esercizio delle loro funzioni, ci si traduceva nella non perseguibilit sul piano civile, penale e amministrativo. Inoltre i parlamentari godevano di una peculiare immunit che permetteva loro di non poter essere sottoposti a procedure penali o misure restrittive della loro libert personale. Oggi tale articolo stato rettificato, viene conservato il principio di insindacabilit, ma con opportuna autorizzazione si pu limitare molto l'immunit dei parlamentari. 54) Insindacabilit delle opinioni dei parlamentari e immunit dei parlamentari. Non appena proclamato eletto il deputato o senatore acquista alcune fondamentali prerogative o immunit. La giustificazione di tali prerogative o immunit si fonda sulla necessit si garantire l'indipendenza dei singoli parlamentari. La Costituzione all'art.68 enunciava due principi: con il primo, sanciva l'insindacabilit dei membri del parlamento per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni; con il secondo, escludeva che un parlamentare potesse essere sottoposto a procedimento penale o arrestato o altrimenti privato della libert personale o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare senza previa autorizzazione della camera di appartenenza e salvo il caso di flagranza di delitto per il quale fosse obbligatorio il mandato e l'ordine di cattura .Infine l'autorizzazione della camera era richiesta per trarre in arresto un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile. Si discusso se l'insindacabilit dei voti e delle opinioni espresse riguardanti solo le aule parlamentari o anche l'esercizio dell'attivit politica. Nel primo la soluzione ovvia, nel secondo era prassi negare l'autorizzazione a procedere nel caso in cui un organo giurisdizionale avesse iniziata l'azione legale. In tal caso si aveva sia insindacabilit che improcedibilit. Le molte richieste di riforma di questo istituto si sono concretizzate nella sostituzione dell'originario art.68 cos non stata eliminata l'insindacabilit per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle funzioni, ma stata eliminata l'autorizzazione della camera di appartenenza per la sottoposizione a procedura penale. L'autorizzazione stata conservata solo per la perquisizione personale o domiciliare, per gli arresti o per le privazioni della libert personale o per mantenere in detenzione un parlamentare, salvo il caso di esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna o dell'ipotesi in cui sia colto in flagranza di reato. Infine analoga autorizzazione richiesta x sottoporre i membri del parlamento ad intercettazione telefoniche o sequestro di corrispondenza e in questo caso necessario il previo avviso al parlamentare. 55) Libert di stampa/di associazione. L'art.22 della Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare il proprio pensiero, in particolare la sua parte centrale dedicata alla libert di stampa. Il costituente ha ritenuto questo strumento di manifestazione del pensiero di preminente rilievo e lo ha disciplinato in modo dettagliato. Le motivazioni di questa scelta risalgono al fatto che nei secoli passati, ma soprattutto negli ultimi decenni, regimi autoritari avevano soffocato questa libert con la censura e avevano creato una stampa di regime. La stampa non pu essere soggetta ad autorizzazioni e censure, in altre parole il potere non pu intervenire sull'esercizio della libert di stampa con la censura o limitarne l'esercizio mediante controlli sul contenuto degli stampati. Tuttavia la Costituzione detta anche disposizioni precise per reprimere gli abusi: la legge sulla stampa autorizza il sequestro degli stampati nel caso di violazione delle norme prevista dalla legge e nel caso della mancata indicazione dei responsabili. Infine l'art.21Cost. stabilisce il divieto delle pubblicazioni a stampa e di tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume demandando alla legge straordinaria di stabilire "provvedimenti adeguati a prevenire e reprimere le violazioni". L'art.21 prevede, anche in modo implicito, che la legge prescriva norme per l'indicazione dei responsabili degli stampati. Ogni stampato deve indicare il luogo e l'anno di pubblicazione e il nome dello stampatore e dell'editore. Inoltre per la stampa periodica prevista l'indicazione del proprietario e del direttore responsabile e la registrazione presso la cancellaria del tribunale. E' stato posto il problema se l'obbligo di registrazione sia compatibile con la disposizione costituzionale che sottrae la stampa ad ogni autorizzazione. La Corte Costituzionale ha escluso ogni potere discrezionale del giudice competente che deve limitarsi a verificare l'esistenza delle condizioni richieste. Sempre al fine di evitare gli abusi e garantire la libert di stampa, la legge sulla stampa ha stabilito l'obbligo di rettifica e ha disposto che il direttore responsabile tenuto a far inserire nel periodico,
integralmente e gratuitamente, le risposte e le rettifiche delle persone cui siano stati attribuiti atti o pensieri lesivi della dignit. La mancata pubblicazione di tali rettifiche punibile a norma di legge. Nell'anno passato sono stati posti alla Corte Costituzionale numerosi problemi in merito alla costituzionalit dell'ordinamento dei giornalisti; in chiusura dell'anno solare sono stati posti problemi in merito alle concessioni televisive, in particolare sulle garanzie di un pluralismo dell'informazione. Questo argomento era gi stato oggetto della recente normativa anti-trust che mira a disciplinare il fenomeno della concentrazione, della propriet editoriale, inoltre stata ribadita con un intervento recente che la Corte Costituzionale. cercher di risolvere questi problemi, che sono anche problemi di democraticit, con obiettivit e imparzialit nonostante le evidenti implicazioni politiche. Altri quesiti sono stati posti in merito al conflitto tra il diritto di cronaca e la tutela della privacy. Un esercizio recente la questione sollecitata circa il divieto di rendere nota l'identit della ragazza malata del morbo della "mucca pazza". Per quanto riguarda la segretezza delle fonti di informazione col diritto di cronaca il giornalista pu esimersi dall'obbligo di testimoniare se le notizie che possiede non sono indispensabili x il processo. 56) La Corte dei Conti. Essa non ha solo il compito contabile sullamministrazione dello Stato, ma innanzi tutto di legittimit, nei limiti stabiliti dalla legge, ed ad essa sono attribuite funzioni giurisdizionali in materia di contabilit pubblica. La Costituzione precisa che la corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimit sugli atti del governo e anche sulla gestione del bilancio dello Stato. Come ribadito dallart.103, 2 comma, la Corte dei Conti ha giurisdizione nelle materie di contabilit pubblica e nelle altre specificate dalla legge. 56) La Corte dei Conti. La Corte dei Conti deve disciplinare dalla costituzione le sue + funzioni: per l'art. 100, 2 essa esercita il controllo preventivo di legittimit sugli atti del governo e anche quello successivo sulla gestione del bilancio di stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabilite per legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere il risultato del riscontro avvenuto: per l'art 1032 invece la giurisdizione nelle materie di contabilit pubblica e nelle altre specificate dalla legge. Le sue principali funzioni sono funzioni di controllo preventivo di legittimit sugli atti del Governo e delle Regioni a statuto speciale e anche quello successivo sul bilancio dello Stato; partecipa ai controlli successivi sugli atti delle aziende pubbliche o ai diversi controlli sulla gestione finanziaria degli enti pubblici e degli enti sovvenzionati dallo Stato. Il controllo pu essere preventivo di legittimit, oppure successivo sulla gestione del bilancio, cio di natura contabile. Il controllo preventivo di legittimit si esercita prima che l'atto sottoposto a controllo diventi efficace. In quanto limitato alla legittimit il controllo, non pu investire il merito dell'atto dovendo limitarsi appunto a verificare l'assenza di vizi di legittimit che possono comportare l'annullit dell'atto. Esistono in forza della legge 20/1994 solo 9 categorie di atti da sottoporre necessariamente a questo controllo. A questi possono aggiungersi gli atti che il presidente del consiglio richieda di sottoporre o che la corte dei conti attivit della presidenza del consiglio. Inoltre si pongono brevi termini per l'eventuale pronuncia di illegittimit scaduti i quali il provvedimento esecutivo. I controlli successivi: per aziende pubbliche vigilanza e di risconto dei loro atti disciplinato secondo leggi specifiche che prevedono solo forme di controllo a posteriori. Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche non solo un controllo di legittimit ma di regolarit delle gestioni e di rispondenza dai risultati dell'azione amministrative agli obiettivi stabiliti dalla legge valutando comparativamente costi, ricavi e tempi dello svolgimento delle attivit amministrative. Il controllo sul rendiconto: il ministro del tesoro prima di trasmettere il rendiconto alle camere lo invia alla corte dei conti che, a sezioni unite, valuta la legittimit delle spese rispetto alle previsioni di bilancio ma anche come le varie amministrazioni si sono confermate due discipline di ordine amministrativo e finanziario ed esprime quali potrebbero essere le innovazioni opportune. La deliberazione della corte dei conti la relazione che l'accompagna trasmesse al governo e al parlamento costituiscono in realt, uno dei maggiori strumenti conoscitivi in ordine di problemi della pubblica amministrazione. Il controllo sugli enti: esiste un controllo da parte della corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria mediante l'adozione di un differenziato sistema di controllo a seconda che l'ente sia pubblico o privato. Elementi del provvedimento amministrativo/atti amministrativi in genere Gli elementi di un atto amministrativo possono essere essenziali o eventuali. Quelli essenziali sono: il soggetto, loggetto, il contenuto, la causa e la forma. Il soggetto un organo della pubblica Amministrazione, competente ad adottare latto; loggetto quello in cui su di esso opera la vicenda giuridica il cui atto rivolge i propri effetti; il contenuto quanto latto dispone, la causa, ovvero lo scopo tipico dellatto oppure consiste nella funzione istituzionale che con esso si vuol raggiungere; la forma un elemento essenziale del provvedimento amministrativo, per i provvedimenti la forma scritta e solo in alcuni casi indicati dalla legge sono ammesse forme diverse ,quali quella orale, quella meccanica o di altro tipo. 57) Elementi del provvedimento amministrativo. I provvedimenti amministrativi sono atti amministrativi che rappresentano la manifestazione della volont della pubblica amministrazione di soddisfare un interesse pubblico primario e sono caratterizzati da autoritariet, esecutivit, esecutoriet e inoppugnabilit. Gli elementi di cui si compone un provvedimento amministrativo sono essenziali o eventuali. La mancanza di un elemento essenziale provoca la nullit dell'atto, mentre la mancanza di un elemento eventuale provoca la sua invalidit. Gli elementi essenziali sono: il soggetto, l'oggetto, il contenuto, la causa, e a forma.
1 - Il soggetto l'organo della pubblica amministrazione competente ad adottare il provvedimento. viene individuato dalla legge che disciplina l'esercizio di quel determinato potere relativo il riparto delle competenze fra i vari organi dell'apparato amministrativo: si parla di competenza per materia, per grado, o per territorio. 2 - L'oggetto il termine passivo cui l'atto rivolge i propri effetti(ad esempio il terreno espropriato). 3 - il contenuto quanto il provvedimento dispone e corrisponde alla finalit concreta perseguita(es. decreto di espropriazione).Pu essere necessario ammettere un contenuto accessorio, ossia delle clausole aggiuntive atte a specificare il contenuto necessario. 4 - Con la causa giuridica ci si riferisce all'interesse pubblico che la legge ha voluto tutelare. Accanto alla causa si trovano i motivi dell'atto che devono illustrare le ragioni che hanno portato l'amministrazione all'adozione dell'atto: la mancanza o l'insufficienza della motivazione sono cause d'invalidit. 5 - La forma l'elemento essenziale del provvedimento amministrativo: essa riveste particolare rilievo ai fini della valutazione della validit dell'atto sia sotto il profilo procedimentale che della funzione seguita. Infine gli elementi eventuali del procedimento ovvero la condizione, il termine e il modo sono clausole necessarie facenti parti dell'atto. La condizione l'avvenimento al cui verificarsi subordinato l'inizio o la cessazione dell'efficacia dell'atto; il termine indica il momento a partire dal quale o fino al quale l'atto efficace; il modo l'onere al quale pu essere assoggettato il destinatario dell'atto.
58) Liniziativa legislativa. La funzione preminente delle Camere quella di fare le leggi, quindi la funzione primaria del parlamento quella legislativa. La legge formale ordinaria si pone come fattispecie conclusiva di un procedimento giuridico. La fase instaurativa quella che attiva il procedimento e si concreta nelliniziativa legislativa. La presentazione di disegni di legge da parte del governo d luogo a un subprocedimento articolato in 4 parti: 1- presentazione schema del disegno di legge da parte di uno o pi ministri; 2- deliberazione del disegno di legge da parte del consiglio dei ministri; 3- autorizzazione da parte del presidente della repubblica; 4- presentazione a una delle due camere del disegno di legge con il decreto presidenziale di autorizzazione. Per la presentazione di proposte di legge di iniziativa parlamentare, non ci sono problemi, infatti ogni parlamentare o senatore ne pu presentare, per quanto riguarda le proposte di legge provenienti dal popolo, devono essere sottoscritte da almeno 50 000 elettori per la camera dei deputati, devono essere redatte in articoli ed accompagnate da relazione.
58) Liniziativa legislativa. Il processo di formazione della legge ordinaria si articola nella fase instaurativa, in quella preparatoria, in quella costitutiva e nella fase integrativa dell'efficacia del provvedimento legislativo. La fase instaurativa quella che attiva il procedimento necessario a giungere alla legge perfetta. secondo la costituzione l'iniziativa spetta al governo, a ciascun membro delle camere, al popolo, al CNEL, a ogni consiglio regionale e in una sola ipotesi ai comuni(artt. 71,99, 121,133 Cost.)i testi presentati dal governo detti disegni di legge, tutti gli altri sono detti proposte di legge. La presentazione dei disegni di legge da parte del governo si articola in quattro momenti: 1 - presentazione del disegno di legge da parte di uno o pi ministri; 2 - deliberazione del disegno di legge da parte del consiglio dei ministri; 3 - autorizzazione da parte del P.R. alla presentazione del disegno; 4 - presentazione ad una delle camere del disegno di legge accompagnato dal decreto presidenziale di presentazione. Ogni deputato e senatore pu presentare proposte di legge tuttavia le proposte di legge fatte da un proprio gruppo parlamentare seguono procedure pi rapide. L'iniziativa popolare disciplinata dal'art.71 cos le proposte provenienti dal popolo devono essere sottoscritte da almeno 50.000 elettori per la camera dei deputati e debbono essere redatte in articoli e accompagnate da una relazione che ne illustri le finalit e le norme. L'iniziativa del CNEL in teoria non ha limiti di materia tuttavia sembra ovvio che i progetti di legge del CNEL debbono riferirsi a questioni economiche e di lavoro. L'art. 21 cos prevede che l'iniziativa regionale non sia limitata alle sole materie d'interesse regionale. Infine l'iniziativa spetta ai comuni nel caso di mutamento di circoscrizioni provinciali o d'istituzione di nuove provincie nell'ambito della regione. Tali provvedimenti sono adottati con legge della repubblica su iniziativa dei comuni, sentita la stessa, regione, come l'art.133.Infine la costituzione stabilisce che l'iniziativa potr essere attribuita ad altri organi o enti perch avvenga con legge costituzionale.
59) Immunit parlamentare. La posizione giuridica dei parlamentari disciplinata dalla costituzione in due articoli: il 67 e il 68.Non appena eletto, il deputato o senatore acquista una peculiare posizione giuridica, che si concreta in particolari immunit, disciplinate dalla Costituzione. La giustificazione di tali immunit si fonda sulla necessit di assicurare lindipendenza dei singoli parlamentari. Lart.68 escludeva che non poteva essere arrestato, n tantomeno sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo fragranza del delitto comportante lobbligo di un mandato di cattura, ma anche che un parlamentare possa essere sottoposto ad un procedimento penale senza
lautorizzazione della Camera di appartenenza. La riforma dellarticolo 68 port ad mantenere il testo originario dellarticolo escludendo per la necessit di autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari ed anche consentito larresto del parlamentare colpito da sentenza irrevocabile di condanna. 59) Immunit parlamentare. Non appena proclamato eletto il deputato o senatore acquista alcune fondamentali prerogative o immunit. La giustificazione di tali prerogative o immunit si fonda sulla necessit si garantire l'indipendenza dei singoli parlamentari. La Costituzione all'art.68 enunciava due principi: con il primo, sanciva l'insindacabilit dei membri del parlamento per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni; con il secondo, escludeva che un parlamentare potesse essere sottoposto a procedimento penale o arrestato o altrimenti privato della libert personale o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare senza previa autorizzazione della camera di appartenenza e salvo il caso di flagranza di delitto per il quale fosse obbligatorio il mandato e l'ordine di cattura. Infine l'autorizzazione della camera era richiesta per trarre in arresto un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile. Si discusso se l'insindacabilit dei voti e delle opinioni espresse riguardanti solo le aule parlamentari o anche l'esercizio dell'attivit politica. Nel primo caso non si pone il problema, la soluzione ovvia, nel secondo era prassi negare l'autorizzazione a procedere nel caso in cui un organo giurisdizionale avesse iniziata l'azione legale. In tal caso si aveva sia insindacabilit che improcedibilit. Le molte richieste di riforma di questo istituto si sono concretizzate nella soluzione dell'originario art.68 del quale stata conservata l'insindacabilit dei parlamentari per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle funzioni, ma stata eliminata l'autorizzazione della camera di appartenenza per la sottoposizione a procedura penale. L'autorizzazione stata conservata solo per la perquisizione personale o domiciliare, per gli arresti o per le privazioni della libert personale o per mantenere in detenzione un parlamentare, salvo il caso di esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna o dell'ipotesi in cui sia colto in flagranza di reato. Infine analoga autorizzazione richiesta per sottoporre i membri del parlamento ad intercettazione telefoniche o sequestro di corrispondenza e in questo caso necessario il previo avviso al parlamentare. 60) Abrogazione di legge. LAbrogazione lo strumento giuridico attraverso il quale possibile risolvere eventuali contrasti che possono sorgere,(a causa dellinesauribilit delle fonti prevista dallordinamento) tra fonti del diritto dotate della stessa forza giuridica ma adottate in tempi diversi. Consiste nella capacit del nuovo Atto-Fonte di sostituirsi, in tutto o in parte, alla disciplina precedente. LAbrogazione comporta la non applicabilit della norma rispetto nuovi fatti, mentre continua levento efficacia rispetto fatti verificatasi prima dellAbrogazione (a meno di leggi retroattive). Se ne distinguono tre tipi: 1- Abrogazione Espressa: la fonte successiva indica puntualmente le disposizioni precedenti abrogate; 2- Abrogazione Tacita: la fonte successiva contiene disposizioni incompatibili con quelle precedenti; 3- Abrogazione Implicita: consegue ad una complessa modifica della disciplina di un settore, rendendola radicalmente superata. 60) Abrogazione della legge: L'abrogazione delle leggi avviene in quanto nel tempo si pu rendere necessario un adeguamento delle mutate condizioni oggettive o pu semplicemente cambiare la determinazione del legislatore. L'art.15 delle "disposizioni sulla legge in generale "precisa che le leggi sono abrogate da leggi posteriori, dalla dichiarazione espressa dal legislatore, per incompatibilit tra le nuove disposizioni e le precedenti o perch la nuova legge regola l'intera materia gi regolata dalla legge anteriore. Ai sensi dell'art.75 Cost. l'abrogazione della legge pu conseguire al risultato favorevole di un referendum popolare con eccezione per le leggi tributarie e di bilancio, d'amnistia o d'indulto, di autorizzazione a notificare i trattati internazionali. L'abrogazione pu essere esplicita, cio espressamente dichiarata dalla disposizione posteriore che fa venir meno, ex nunc, la vigente e quindi l'efficacia della disposizione anteriore; oppure pu essere implicita, per incompatibilit tra le nuove disposizioni e le precedenti o perch la nuova legge regola l'intera materia regolata dalla legge anteriore. Quest'ultima eventualit non crea problemi interpretativi e consente certezza giuridica ai destinatari delle nuove disposizioni. Risulta difficile stabilire se si riscontra, tra le due disposizioni, anteriore e posteriore, un'incompatibilit tale da doversi affermare l'abrogazione della prima. La corte di cassazione ha dichiarato che, perch si abbia incompatibilit, con effetto abrogativo, tra le due disposizioni, deve sussistere tra di esse l'impossibilit di applicarle contemporaneamente. Il che rinvia all'interprete la valutazione del grado di contraddizione e dunque della ritenuta abrogazione, con qualche margine di incertezza, posto che la valutazione dell'interprete vale x il solo caso concreto esaminato e non potr impedire valutazioni diverse in presenza di altre situazioni. Infine deve osservarsi che una legge speciale, in quanto preordinata al conseguimento di finalit specifiche, non pu essere abrogata da una legge generale che stabilisca una nuova normativa nella stessa materia. Occorre sempre una legge esplicita che affermi l'incompatibilit della legge speciale con una normativa generale. 61) Organi delle Camere. Gli Organi necessari e costituzionalmente importanti delle due Camere sono i presidenti e i gli uffici di presidenza. I presidenti e gli uffici di presidenza sono composti oltre che dal presidente ,da 4 vicepresidenti,3 questori e 8 segretari. Il Presidente, non ha un ruolo formale, infatti ha le competenze sostanziali attribuitegli dal Regolamento. Il presidente del Senato esercita le
funzioni del capo dello Stato quando esso non pu svolgerle personalmente, mentre il presidente della camera ha il potere di convocare il parlamento per lelezione del nuovo Capo dello Stato. Le camere hanno altri organi, quali i gruppi parlamentari, le giunte, le commissioni permanenti e le commissioni speciali. Tanto i deputati quanto i senatori devono essere iscritti ad un gruppo, se non intendono ad aderire ad nessun gruppo e non sono in numero per formularne un altro, il parlamentare viene automaticamente iscritto al gruppo misto. Le giunte hanno particolare importanza quelle per le elezioni ,per il regolamento, per limmunit parlamentare. Le commissioni permanenti, hanno fondamentali compiti in materia legislativa, di controllo sullesecutivo e di indirizzo. Sono previste anche commissioni permanenti bicamerali, quali la commissione per le questioni regionali, la commissione per lindirizzo generale, vigilanza dei servizi radiotelevisivi, e anche il comitato bicamerale per la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. 61) Organi delle Camere. L'organizzazione interna delle camere regolata dalla Cost.all'art.63che stabilisce che ciascuna camera elegge tra i suoi componenti il presidente e l'ufficio di presidenza. I regolamenti parlamentari forniscono maggiori dettagli, indicano gli organi delle assemblee e ne stabiliscono le modalit di costituzione. Ogni camera ha: a) Un presidente eletto a scrutinio segreto con maggioranza qualificata in funzione del suo ruolo sux partes. Tra le sue molteplici funzioni si evidenziano quelle di garantire il corretto funzionamento delle assemblee e dei loro organi, quella di organizzare i lavori parlamentari, quella di definire il calendario e quella di nominare alcune autorit amm.ve indipendenti e i membri del CDA della RAI(quest'ultimo punto stato ultimamente oggetto del dibattito nel quadro di una tutela del pluralismo dell'informazione). b) Inoltre il presidente coadiuvato dall'ufficio di presidenza che si compone di 3 questori,4 vicepresidenti e 8 segretari; c) I gruppi parlamentari sono la proiezione dei movimenti politici in parlamento. E' prevista una soglia minima di rappresentanza (20deputati e 20senatori) per dare vita ad un gruppo, tuttavia l'ufficio di presidenza pu autorizzare la costituzione di un gruppo con esponenti purch abbia avuto una certa rilevanza alle elezioni. L'adesione ad un gruppo obbligatoria e coloro che non operano nessuna scelta politica entrano a far parte di un unico gruppo misto. Il gruppo tiene una linea di condotta comune in parlamento designa i propri rappresentanti nelle commissioni parlamentari e partecipa alla definizione dei programmi e dei calendari attraverso i capogruppo. Se le funzioni direttive del gruppo risultano in contrasto con le opinioni de parlamentare, questi pu aderire ad un altro gruppo. d) Le giunte sono organi collegiali di carattere permanente formati con principi di proporzionalit; sono organi tecnici le cui funzioni possono essere dedotte dalla loro denominazione. Alla camera sono presenti: la Giunta per il regolamento (esamina le interpretazioni e le eventuali modifiche inerenti al regolamento) la Giunta per le elezioni (accerta la regolarit delle operazioni elettorali), la Giunta per le autorizzazioni a procedere (passa in esame la possibilit di sottoporre i parlamentari a misure limitative delle libert personali). Al senato vi sono la Giunta per il regolamento delle elezioni e delle immunit e in fine la Giunta per gli affari delle comunit europee). Le commissioni possono essere temporanee se la loro durata legata allo svolgimento di compiti specifici (tali sono le comm.ni d'inchiesta) oppure permanenti. A quest'ultime sono affidate le competenze legislative di controllo d'indirizzo politico. Riguardo alla loro composizione le commissioni si suddividono in monocamerali e bicamerali. L'art.126 Cost. ammette la formazione di una comm.ne bicamerale x le questioni regionali ma in realt esistono anche la commissione x l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, e quella x la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica.
62) Potere/potest amministrativa (regionale). Il potere amministrativo esercitato dalla Pubblica Amministrazione si basa sugli atti amministrativi. Ogni atto deve essere composto da elementi essenziali senza uno dei quali verrebbe invalidato che sono: soggetto (organo della Pubblica Amministrazione competente), oggetto (vicenda a cui l'atto si rivolge), contenuto (un parere, giudizio o certificazione), causa (funzione istituzionale che l'atto persegue) e la forma (il pi importante degli elementi anche ai fini della validit dell'atto). Il processo per la creazione di un atto amministrativo si divide in 3 fasi, di cui la prima preparatoria (si acquisiscono pareri e si compiono operazioni elementari), la seconda la fase costitutiva (sulla base dell'accettazione e della valutazione viene costruito l'atto) ed infine la fase integrativa dell'efficacia (vengono raccolti ulteriori ma essenziali elementi perch l'atto abbia effetto giuridico). 62) Potere/potest amministrativa. La potest amministrativa regionale disciplinata dall'art.118 Cost. secondo il quale la regione titolare dei poteri amm.vi nelle stesse materie in cui ha competenza legislativa. Il principio guida quello del parallelismo delle funzioni. L'art.118 Cost. sancisce inoltre che le leggi della Repubblica possono attribuire competenze amministrative di interesse locale agli enti locali anche se le materie cui si riferiscono rientrerebbero nella sfera di competenza legislativa regionale. In tal modo si opera una restrizione delle competenze regionali; l'art.118 Cost. prevede anche che lo stato abbia il potere di delegare alla regione l'esercizio di altre funzioni amministrative allargando lo spazio delle sue competenze. Infine ai sensi degli art.118 Cost. le regioni devono esercitare le proprie
funzioni amministrative delegandole alle province, comuni o altri enti locali. Ci vale a dire che la regione dovrebbe avere prevalenti compiti legislativi di programmazione e di indirizzo delle attivit amm.ve e delegare agli enti locali infraregionali l'attivit amministrativa in senso proprio; tuttavia le regioni hanno utilizzato la funzione di delega agli enti locali con parsimonia e hanno dimostrato una tendenza all'accentramento delle funzioni regionali in contrasto con il disegno decentratore della costituzione. Recentemente con la delibera del titolo V si cercato di attribuire un maggior numero di funzioni amministrative ai comuni sulla base dei criteri di adeguatezza, differenziazione e sussidiariet. Quest'ultimo principio stabilisce che le funzioni amministrative siano attribuite all'ente pi prossimo ai cittadini. Inoltre al 3comma del nuovo art.118 viene introdotto il principio di sussidiariet orizzontale secondo il quale le istituzioni pubbliche devono favorire i cittadini nello svolgimento delle attivit di interesse generale. Infine, ai sensi del nuovo art.118 le regioni attribuiscono ai comuni le funzioni amministrative con le proprie leggi regionali, salvo nei casi in cui si deve salvaguardare l'unit di indirizzo politico. L'attivit amministrativa regionale ha assoggettato ad un controllo di legittimit ed eventualmente di merito da parte di un organo statale in conformit a quanto previsto dall'art.125Cost. Con l'attuale riforma del titolo V della Cost. gli effetti prodotti da tale disposizione costituzionale sono stati aboliti con l'abrogazione dell'art.125 Cost. 63) Consiglio Superiore Magistratura (CSM). Svolge il ruolo di controllo della magistratura e ne garantisce l'autonomia dal potere esecutivo. La stessa Costituzione riferisce di quest'organo indicandone le funzioni esercitate e la sua completa autonomia dagli altri organi dello stato. Il CSM presieduto dal presidente della repubblica e dal presidente della corte di cassazione e dal suo procuratore generale a cui vanno aggiunti 16 magistrati e 8 parlamentari comuni, tutti nominati tramite elezione. La loro carica dura 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili. Compito di quest'organo determinare le funzioni, i trasferimenti, i provvedimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari dei magistrati. Inoltre il CSM pu presentare modifiche a qualsiasi norma riguardante la giustizia al relativo ministro. Le deliberazioni del CSM rappresentano provvedimenti amministrativi soggetti a controllo contabile e giurisdizionale per cui le deliberazioni di tale organo devono essere rese esecutive e ci spetta o al presidente della repubblica o al ministro della giustizia. I provvedimenti sono impugnabili davanti ai giudici amministrativi e perseguibili dalla Corte di Cassazione per violazione di legge. E un organo rappresentativo della magistratura ordinaria, introdotto con la Costituzione per garantire lautonomia e lindipendenza dei giudici. 63) Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Il CSM l'organo di garanzia dell'indipendenza esterna dei giudici ordinari. Secondo quanto dice l'art.104 Cost.si compone di membri di diritto e membri elettivi: i primi sono il Presidente della Repubblica e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti del consiglio sono eletti per 2/3 da tutti i magistrati ordinari fra gli appartenenti alle varie categorie e per 1/3 dal Parlamento in seduta comune fra i professori ordinari in universit di materie giuridiche e avvocati con almeno 15 anni di servizio. La legge stabilisce l'elettorato attivo di tutti i magistrati con l'esclusione dei magistrati sospesi dalle funzioni e l'elettorato passivo di tutti i magistrati con l'esclusione di quelli sospesi dalle funzione e quelli ai quali stata inflitta una sanzione pi grave dell'ammonimento. A tale determinazione che rende il CSM organo pienamente rappresentativo si giunti solo dopo molte riforme. Quanto al metodo elettorale i componenti magistrati vengono eletti: a)in un collegio nazionale per l'elezione di 2 magistrati della Corte di Cassazione con l'effettivo esercizio delle funzioni di legittimit; b)in 4 collegi territoriali mediante estrazione a sorte tra tutti i distretti della Corte d'Appello. Il CSM ha competenza in tutte le materie attinenti allo stato giuridico dei magistrati e al governo dell'ordinamento giudiziario cosicch stato definito come organo di autogoverno della magistratura capace di realizzare l'indipendenza organizzativa. Ai sensi della Costituzione spettano al CSM: a)le assunzioni, i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati; b)la designazione dei professori ordinari e degli avvocati con almeno 15 anni di esercizio che vengono chiamati x meriti insigni all'ufficio di consigliere di Cassazione. c)il potere di fare proposte al ministro di grazia e giustizia sulle modificazioni delle circoscrizioni giudiziarie e su tutte le materie riguardanti l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. d)dare poteri al ministro di grazia e giustizia su disegni di legge concernenti l'ordinamento giuridico. Per quanto riguarda il funzionamento, accanto al consiglio operano alcune commissioni costituite all'inizio di ogni anno col compito di riferire al consiglio. Tra queste sono di grande rilevanza la commissione speciale di conferimento di incarichi direttivi e la sezione disciplinare competente a conoscere i procedimenti disciplinari a carico dei magistrati in quanto a garanzia dell'indipendenza interna della Magistratura. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei voti; in particolare le deliberazioni sullo stato giuridico dei magistrati, in quanto debbono essere tradotte in decreti dal Presidente della Repubblica, controfirmati dal ministro competente. Contro tali provvedimenti la legge ammette il ricorso al giudice amministrativo per motivi di legittimit, mentre contro i provvedimenti in materia disciplinare ammesso il ricorso alla Corte di cassazione. Infine i componenti CSM non sono punibili per le opinioni espresse nell'esercizio della loro funzione. Come ultimo punto bisogna accennare alle discussioni in riferimento alla posizione giuridica del CSM in quanto parte della dottrina lo considera organo costituzionale e in rapporto all'organizzazione complessiva dell'ordine giuridico.
64) Forme di Stato. E il modo in cui lo stato risulta formato nel suo complesso e nella sua totalit rispetto alla concezione dominante che ne ha reso possibile la formazione e che in esso vige. In fatto di ci si pu dire che dalla forma di stato derivi la forma di governo presente al suo interno. La prima forma di stato e di tipo patrimoniale dove il padrone della terra rivendicava come suo patrimonio la terra e le persone che ivi vi lavoravano. Con la crisi economica, il terzo stato diventava sempre pi povero e vedeva diminuire la possibilit di sopravvivenza e la nascente borghesia che rivendicava sempre pi potere non pi solo economico ma anche politico diedero vita attraverso lotte e conquiste ad una nuova forma di stato riconosciuta come lo Stato moderno. Esso era caratterizzato da quattro fondamentali elementi: Costituzionalit, Giuridicit, Rappresentativit e Democraticit. - Costituzionalit: una Costituzione che riconosca i diritti e la divisione dei poteri; - Rappresentativit: elemento essenziale nello Stato Costituzionale espressione del cittadino alla volont dello Stato. Infine come ultima forma di stato c lo stato sociale dove la funzione dello stato e quella di assicurare il benessere di tutti. 64) Forme di stato. La nozione di forma di Stato si basa su 3 elementi: il rapporto tra autorit e libert; le finalit che lo stato intende raggiungere e i principi che stanno alla base della sua azione. Secondo un'altra definizione la forma di Stato si riferisce alla reciproca posizione degli elementi costitutivi: popolo, territorio e potere sovrano. Si distinguono 6 forme di Stato: Stato patrimoniale, Stato assoluto, Stato liberale, Stato totalitario, Stato socialista e Stato sociale. Lo Stato patrimoniale si afferma durante l'Alto Medioevo, su fonda su un accordo privatistico in base al quale il feudatario, titolare del potere, s'impegna a tutelare dalle insidie esterne il proprio patrimonio che costituito dalle terre assoggettate e dagli uomini che le coltivano; inoltre manca un apparato burocratico diretto a conseguire finalit comuni. Il consolidarsi di tale situazione, accompagnato da una maggiore apertura alle attivit commerciali ha portato alla nascita dello Stato assoluto e con esso all'edificazione degli Stati Nazionali. Questa forma di Stato, che si evolve soprattutto nei secoli XVI e XVII, si caratterizza per una forte concentrazione del potere nelle mani del sovrano per il superamento della concezione privatistica che viene intesa in senso pi pubblicistico e per la ricerca di una giustificazione teorica dell'assolutismo. Questa concezione si modifica con l'emergere della borghesia che rivendica la libert di partecipazione al potere politico in misura corrispondente al proprio peso economico. Ci comporta una nuova concezione dello Stato, lo Stato di polizia, nel quale da una parte si ribadisce il potere del sovrano ma dall'altra si accentua il carattere pubblicistico del rapporto tra sovrano e Stato (nel senso che il sovrano sottoposto alla legge) e si modificano le finalit statali facendole consistere nel benessere dei sudditi (polizia = cura della comunit). Lo Stato liberale si sviluppa a seguito di importanti modificazioni in campo sociale, economico e culturale; con esso si afferma il principio dello Stato di diritto secondo il quale l'organizzazione e il funzionamento dello Stato devono essere disciplinati dalla legge, alla quale anche gli atti della pubblica amm.ne devono essere conformi. Con lo Stato moderno si afferma anche un altro principio fondamentale: la separazione dei 3 poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e dell'indipendenza delle strutture statali depositarie di tali poteri. Lo Stato liberale mantiene il compito di perseguire l'interesse generale ma senza un intervento diretto sulla vita sociale ed economica dei cittadini, inoltre s'impegna a garantire la sicurezza sul piano esterno e il rispetto dei diritti di libert. Il potere statuale legittimato dalla collettivit e disciplinato da norme di carattere generale, spesso contenute in una Costituzione. Sul piano sostanziale l'interpretazione dei diritti di libert, uguaglianza, voto e iniziativa economica appannaggio delle classi pi abbienti. Inoltre lo stato liberale presenta come punto di debolezza l'eccessiva dipendenza dall'andamento dell'economia del paese. Tutto questo determina la crisi dello Stato liberale. In alcuni paesi(Italia, Germania e Spagna)le forti spinte nazionalistiche, unite alla grave crisi economica susseguente alla 1^ guerra mondiale portava alla formazione degli stati totalitari, che si caratterizzano per il forte accentramento del potere attorno ad un "capo" espressione dell'unica forza di politica ammessa e artefice degli interessi della collettivit con un massiccio impegno in ogni settore della vita economica e sociale. Inoltre si arriva alla negazione dei diritti di libert, delle libert politiche e del principio di uguaglianza. Il contemporaneo Stato socialista apporta una critica radicale alle diseguaglianze sociali del liberalismo e cos sostituisce la propriet privata con la propriet socialista, le libert individuali con quelle collettive. Inoltre pone il partito comunista come unico centro di potere tramite l'instaurare la "dittatura del proletariato". Anche lo Stato sociale si pone come superamento dello Stato liberale, questo caratterizzato da un interventismo moderatore dei conflitti sociali e dalla volont di affermare un'uguaglianza sostanziale e di estendere la partecipazione politica a tutti i cittadini. Inoltre lo Stato sociale registra un accrescimento degli apparati amministrativi, un consistente intervento nella vita economica e sociale e il rafforzamento di alcuni principi tipici dello Stato liberale quali lo stato di diritto e la divisione dei poteri. Si pu effettuare un'ulteriore distinzione tra le forme di Stato in base al principio di autonomia territoriale; in tal modo si ha: lo Stato regionale, lo Stato unitario, federale e confederale. La distinzione tra Stato regionale e federale risiede nel fatto che mentre nel primo gli organi centrali dello Stato hanno una competenza generale, fatto eccezione per quelle materie affidate alla regione, nello Stato federale sono i membri della federazione ad avere una competenza generale lasciando determinate materie agli organi federali. Con l'istituzione delle autorit locali, dotate di un certo potere di intervento legislativo e sociale il principio di autonomia territoriale trova larga applicazione in molti paesi europei.
65) Regolamenti governativi. Sono quelli che provengono dal governo e nella classificazione delle fonti si pongono al di sotto delle leggi. si presentano come atti di forma amministrativa ma con carattere normativo innovativi nella legge nei limiti dettati dalla legge. non possono modificare fonti di grado superiore non possono contenere sanzioni penali ne derogare ad altri tale incarico. I regolamenti governativi si distinguono in tre grosse categorie: 1 - in generale si distinguono in esterni e interni; i primi sono rivolti ai terzi mentre i secondi sono interni all'amministrazione; 2 - in base all'Organo da cui provengono: governativi, ministeriali, di autorit extra ministeriali; 3 - secondo il contenuto: di esecuzione servono a dettagliare le leggi godono della riserva di legge, di attuazione hanno un'ampiezza maggiore dovendo svolgere principi fissati dalla legislazione, d'organizzazione disciplinano il funzionamento delle funzioni pubbliche, delegati sono quegli atti che superando il campo regolamentale devono essere delegati o autorizzati per potersi porre in atto. a questa categoria appartengono le autorizzazioni a fare leggi fatte dal parlamento al governo in materie non coperte da leggi.
65) Regolamento governativo. I regolamenti governativi sono atti di normazione secondaria; sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del consiglio di Stato. Si suddividono in regolamenti di esecuzione di leggi, di applicazione dei decreti legislativi, regolamenti comunitari, regolamenti di attuazione e integrazione di leggi e decreti legislativi, regolamenti indipendenti e delegati e di organizzazione. I regolamenti di attuazione sono atti a rendere possibile la concreta attuazione delle norme legislative, per definizione generali e astratte; si discute sull'ammissibilit di questo tipo di regolamento da una parte non indirizzato dal legislatore dall'altra rispondente alla + puntuale esigenza di applicazione delle norme di legge. I regolamenti indipendenti sono casi definiti perch emanati in una materia nella quale non c' una disciplina di grado primario e sempre che non sia materia riservata alla legge. I regolamenti delegati riguardano il processo di delegificazione, definita abrogazione differita, di certe materie. In quest'ultima ipotesi si richiede che la legge ordinaria autorizzi la disciplina dell'autorit regolamentare del governo determinando le norme generali regolatrici della materia. All'entrata in vigore delle disposizioni regolamentari, diventer effettiva l'abrogazione delle ulteriori normi legislative, disposte dalla legge che fissa le norme generali. I regolamenti di organizzazione sono usati x disciplinare l'organizzazione degli uffici dei ministri e delle amministrazioni statali.
66) La propriet. Il diritto di propriet il diritto soggettivo per eccellenza , come espressione pi perfetta e pi piena dei rapporti giuridici sulle cose. Lart. 42 ha riconosciuto il diritto di propriet, ma ne ha sottolineato la funzione sociale affidando alla legge il compito di renderla accessibile a tutti. La propriet pu essere pubblica o privata. E ammessa lespropriazione della propriet privata, per motivi di interesse generale, nei casi preveduti dalla legge salvo un indennizzo. Questa dell indennizzo ancora la norma pi di incerta interpretazione, soprattutto sulla cifra, per dare un indennizzo che sia equo, e su quando possa considerarsi tale. 66) La propriet. Il diritto di propriet considerato il diritto soggettivo per eccellenza in quanto espressione di diritti giuridici sulle cose mentre lo statuto albertino affermava l'inviolabilit del diritto di propriet la costituzione all'art 42 riconosce il diritto di propriet ma ne sottolinea la funzione sociale affidando alla legge il compito di renderla accessibile a tutti. Proprio questa concezione di carattere funzionale mirante a subordinare il diritto di propriet privata al perseguimento di fini sociali, rientra nella logica dello stato sociale, impegnato a rimuovere questi ostacoli che non permettono l'uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini (art.3 Cost). L'art.42 afferma che la compropriet privata e pubblica e che i beni economici appartengono o allo stato o a enti o a privati. Ci dimostra la volont di preordinare la propriet pubblica e quella privata. La Costituzione riconosce e garantisce la propriet privata e rinvia alla legge la determinazione dei modi di acquisto. Il 3 comma dell'art.142 cos stabilisce che la propriet privata pu essere appropriata per motivi di interesse generale nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo. La disposizione costituzionale stabilisce una riserva di legge assoluta nella determinazione di casi che possono dar luogo a espropriazione, richiede l'esistenza di interesse generale e fissa in principio di un indennizzo del proprietario che deve essere equo e congruo ovvero non tale da reintegrare completamente il patrimonio dell'espropriato al quale nell'interesse generale pu essere imposto un certo sacrificio. 67) Giudizio in via diretta della Corte Costituzionale. La corte costituzionale l'organo che si occupa di determinare la costituzionalit di leggi e similari. in questo caso l'impugnazione della legge operata ricorrendo direttamente alla corte costituzionale. tale impugnazione concessa a: 1 governo per le leggi regionali 2 giunte regionali per le leggi di altre regioni o dello stato 3 alle provincie di Trento e Bolzano che possono impugnare leggi sia di altre regioni che statali.
68) Statuti Regionali. Le regioni debbono darsi uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative allorganizzazione interna della Regione, nonch lesercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. La Costituzione pone anche dei punti fermi anche in tema di forme di governo regionale, per esempio il Consiglio regionale nomina e revoca presidente e giunta regionale. La giunta lorgano esecutivo della regione. Il Parlamento pu sempre approvare o rinviare al consiglio il testo dello statuto qualora non lo ritenga in armonia con la Costituzione. L'attivit statutaria assegnata alle regioni direttamente riconosciuta dalla Costituzione (artt. 116,123). per quanto riguarda lo statuto esistono delle differenze tra regioni ordinarie e regioni speciali. nelle prime gli statuti sono emanati direttamente dai consiglieri regionali dopo una doppia deliberazione e con maggioranza assoluta dei consiglieri e assumono valore di legge regionale. tali leggi possono essere poste a referendum se richiesto da 1/50 degli elettori o di 1/5 dei consiglieri della regione. 68) Statuti regionali. La Costituzione delinea l'organizzazione delle regioni nei suoi aspetti fondamentali, tuttavia attribuisce la competenza a regolare l'organizzazione interna ad opposti statuti. La Costituzione attribuisce alle regioni ordinarie l'autonomia stataria (art.123 Cost.)e riserva alle regioni ad autonomia particolare (art 126 Cost.) l'adozione di uno statuto con legge costituzionale dello stato senza intervento degli organi regionali. La ratio che sta dietro a tale disposizione e quindi dia differenziazione tra regione a statuto ordinario e speciale, e quest'ultime hanno dei caratteri peculiari di cui bisogna tener conto nella loro regolamentazione. Infatti Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Sicilia si caratterizzano per essere territori di confine isolati per la presenza di minoranze etniche, linguistiche e per le loro vicende storiche. Per quanto riguarda il contenuto degli statuti ai sensi dell'art. 123 cos, lo statuto ordinario in armonia con la Costituzione e con le leggi della repubblica stabilisce le norme relative all'organizzazione interna della regione, regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum sulle leggi e provvedimenti amministrativi delle regioni nei regolamenti regionali; determina inoltre la forma di Governo. Le regioni ad autonomia ordinaria hanno competenze nelle materie stabilite all'art 117 Cost. e queste sono comuni a tutte le regioni mentre le regioni speciali hanno maggiori competenze legislative ed amministrative. Il 2comma dell'art 123 disciplina il procedimento formativo degli statuti ordinari che caratterizzato da speciali procedure di approvazione e controllo: il testo normativo deve essere approvato a maggioranza assoluta dal consiglio regionale per due volte entro il termine di due mesi e non prevista alcuna approvazione da parte degli organi statali ma il governo pu promuovere la questione di legittimit costituzionale degli statuti regionali dinnanzi alla corte costituzionale. La Costituzione prevede inoltre che lo statuto possa essere sottoposto al referendum popolare nel caso in cui lo richiedono 1/50 degli elettori della regione o 1/5 dei componenti del consiglio regionale. Gli statuti speciali sono adottati con legge costituzionale perci sono atti dello stato e non della regione, ci comporta che le regioni a statuto speciale non abbiano potest statutaria e che quindi la loro autonomia organizzativa sia inferiore a quella delle regioni a statuto ordinario. Tuttavia dal punto di vista sostanziale la situazione diversa in quanto, mentre le regioni ordinarie devono esercitare le proprie competenza nei limiti della Costituzione, le regioni ad autonomina speciale hanno poteri pi ampi perch i loro statuti sono leggi costituzionali dello stato e posso derogare alle prescrizioni generali fissate dalla Costituzione. Il procedimento in via d'azione pu essere iniziato soltanto dallo stato nei confronti di leggi regionali e delle regioni nei confronti di leggi o atti con forza di legge dello stato o di altre regioni. L'impugnazione da parte dello stato di una legge regionale aveva natura preventiva nel senso che interveniva dopo l'approvazione della legge ma prima della sua promulgazione. Essa si inseriva nel procedimento descritto dall'art 127 Cost. e poteva essere esercitata quando la regione avesse riapprovato la legge rinviata dal governo per motivi di legittimit. Post approvazione della riforma del titolo V l governo ha solo la facolt di un controllo sulle leggi successivo alla loro promulgazione. La legge regionale pu essere impugnata dal governo, quando essa ritenga che ecceda la competenza regionale, e l'eccesso di competenza interpretato in questo caso come violazione nei limiti posti dalla costituzione alla competenza regionale e quindi le motivazioni riportate inerenti alle questioni di riparto della funzione legislativa tra stato e regione, in realt, possono comprendere qualsiasi profilo di illegittimit della legge regionale. La legge di una regione pu anche essere impugnata, sempre in via d'azione da altre regioni, in questo caso il vizio riguarda la violazione della competenza in senso stretto. Quanto all'impugnazione di leggi o di atti, con forza di legge, statali quest'ultime possono essere impugnate dalle regioni solo se per invasione di competenza, cio quando si contesta allo stato di aver esercitato la potest legislativa in un settore di competenza regionale. 69) Procedimento di revisione costituzionale (Art.139). Le leggi che riguardano la costituzione sono adottate dalle camere con due deliberazioni distanziate almeno tre mesi luna dallaltra e nella seconda votazione sono approvate a maggioranza assolta dei componenti. Tali leggi possono essere messe a referendum entro tre mesi dalla loro pubblicazione se ne fanno richiesta almeno 500000 elettori o 5 consigli regionali o 1/5 dei membri della di una camera. Ci decade se e stata approvata da almeno i 2/3 dei componenti del parlamento nella seconda votazione.
70) Rapporto tra Stato e Religioni non cattoliche. Il Rapporto. disciplinato nei principi fondamentali della Costituzione. LArt.8 prevede che tutte le confessioni religiose(per cui anche le NC) siano egualmente libere davanti alla legge . In particolare, le RNC hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, purch non contrastino l'ordinamento giuridico italiano e i loro rapporti con lo Stato per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Per quanto concerne l'esercizio del culto da parte dei fedeli le religioni NC sono disciplinate in maniera uniforme alla Chiesa Cattolica.. E' previsto dalla Costituzione di poter professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale ed associata, di farne propaganda e di esercitarne il culto in privato o in pubblico, con l'unico limite rappresentato da riti contrari al buon costume. 71) Struttura, organizzazione e composizione del Governo. La formazione del governo si compone di diverse fasi le quali sono state riviste nel corso degli anni al fine di rendere pi veloce tale procedimento infatti si passati da oltre un mese nelle prime legislature a i soli due giorni dell'ultima legislatura. alcune fasi essenziali sono rimaste inalterate e sono: 1 - una fase istruttoria nella quale il P.R. dove vengono a definirsi i possibili candidati a formare il nuovo Governo e il loro programma; 2 - una volta scelto il nuovo capo di Governo e da esso accettato gli viene affidato l'incarico di scegliere i ministri. I ministri si dividono in ministri con portafoglio che hanno compiti amministrativi e politici e ministri senza portafoglio che hanno funzioni solo politica. gli organi del Governo sono, il capo del Governo che il presidente del consiglio dei ministri, i ministri e poi di recente istituzione sono nate altre figure quali i vice ministri e il vice presidente. l'organo che accomuna tutti il consiglio dei ministri a cui partecipano tutte le cariche sopra citate e di loro appartenenza la competenza di deliberare. Altri organi di Governo sono i sottosegretari di Stato, nominati con decreto dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio. Essi hanno il compito di coadiuvare il ministro e di svolgere le funzioni a loro delegate, inoltre partecipano alle sedute delle camere e delle commissioni parlamentari. particolare importanza assume il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei che svolge la funzione di segretario del consiglio dei ministri. ricordiamo inoltre la possibilit di attribuire a dieci sottosegretari la funzione di vice ministro. altro organo rappresentato dai commissari straordinari del governo istituiti al fine di realizzare specifici obiettivi. dobbiamo aggiungere infine i comitati interministeriali anche questi organi collegiali del governo che possono essere formati in funzione di compiti settorialmente limitati e rientranti nella sfera di pi ministeri. 72) Amministrazione della Regione. Le regioni sono, di regola, titolari dei poteri amministrativi nelle stesse materie che sono di loro competenza legislativa e che sono disciplinate nella Costituzione (Art.117) o su eventuali statuti speciali. Fanno eccezione le materie di interesse esclusivamente locale, che possono essere attribuite dalle leggi della Repubblica alle Province, ai Comuni o ad altri Enti locali. Per quanto concerne l'Esercizio delle funzioni amministrative regionali, esso , invece, di norma, delegato a Province, Comuni ed Enti locali oppure esercitato valendosi dei loro rispondi uffici (c.d avvalimento). Lo Stato pu, con legge, delegare alle Regioni anche l'esercizio di altre funzioni amministrative. Viceversa si individuano alcune Riserve di funzioni amministrative nelle materie di competenza delle regioni a favore degli organi centrali dello Stato stesso, al fine di garantire la conformit dell'attivit amministrativa regionale ad alcuni fondamentali interessi nazionali. Gli strumenti mediante i quali organo dello Stato esercitano poteri amministrativi nelle materie di competenza legislativa regionale sono: 1) Veri e propri ritagli di competenze amministrative a favore di organi statali; 2) Potere di indirizzo e coordinamento sulle funzioni amministrative regionali; 3) Poteri sull'attuazione amministrativa di alcuni atti comunitari o internazionali. Ci ribadisce il riconoscimento alle regioni stesse del concetto do Autonomia, ovvero del potere di determinare autonomamente le loro regole sia di organizzazione che di azione.
73) Corte Costituzionale. I giudici della corte sono quindici nominati per un terzo dal P.R. per un terzo dal parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. i giudici sono scelti tra i magistrati anche a riposo, i professori ordinari di universit e gli avvocati dopo venti anni di servizio. i giudici restano in carica nove anni a partire dal giorno del giuramento. la corte costituzionale ha ovviamente un presidente eletto a maggioranza assoluta dei componenti. funzione della corte costituzionale quella di giudicare i comportamenti penalmente rilevanti del P.R. nei limiti stabiliti dalla costituzione, sulle controversie di legittimit costituzionale di leggi e atti aventi forza di legge di stato e regioni, sui conflitti di potere tra stato e regioni e tra regioni e stato.
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References: art.1
 art. 49
 art. 117
 art. 91
 art. 35
 art. 37
 sentenza 
 art. 33
 Art.100
 sentenza 
 sentenza 
 art.24
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 117
 art.117
 art.117
 sentenza 
 art.68
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.68
 sentenza 
in fine
 art.118
 art.118
 art.118