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Lexbrowser - a) Legge provinciale19 maggio 2003, n. 71)2)
Normativa provinciale Miniere C Legge provinciale19 maggio 2003, n. 7
a) Legge provinciale19 maggio 2003, n. 71)2)
Disciplina delle cave e delle torbiere
Pubblicata nel Suppl. n. 1 al B.U. 3 giugno 2003, n. 22.
Regolamento di esecuzione: vedi D.P.P. 6 giugno 2005, n. 24.
(1) Le norme contenute nella presente legge si applicano a tutte le cave e torbiere, ai relativi impianti fissi e mobili, nonché alle infrastrutture e discariche di materiali di cava per le quali non sia necessaria una concessione ai sensi della legge provinciale 10 novembre 1978, n. 67.
(2) Sono escluse le escavazioni di materiale grezzo negli alvei del demanio idrico provinciale, così come definito all’articolo 14 della legge provinciale 12 luglio 1975, n. 35, e successive modifiche.3)
Gli articoli da 1 a 13 sono stati così sostituiti dall'art. 9, comma 1, della L.P. 13 novembre 2009, n. 10.
Art. 2 (Coltivazione delle cave e delle torbiere)
(1) La coltivazione delle cave e delle torbiere per l’utilizzazione delle sostanze minerali, la costruzione e l’esercizio dei relativi impianti fissi e mobili e delle infrastrutture, nonché l’utilizzo delle discariche di materiali di cava sono subordinati ad autorizzazione e si svolgono nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dell’ambiente. Il rilascio di detta autorizzazione deve avvenire tenendo conto delle attuali necessità di estrazione nonché di altre autorizzazioni eventualmente già rilasciate per la stessa zona.3)
Art. 3 (Presentazione ed istruttoria delle domande di coltivazione)
(1) La domanda di autorizzazione alla coltivazione di una cava o di una torbiera va presentata all’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere dal proprietario del suolo, dall’usufruttuario, dall’enfiteuta, dai loro aventi causa oppure da un terzo autorizzato dal proprietario del suolo; la domanda va corredata dalla documentazione prevista nel decreto dell’assessore competente. Il progetto da presentare deve tenere conto delle eventuali infrastrutture presenti e prevedere distanze di sicurezza del limite esterno dello scavo dalle medesime; nel corso dell’istruttoria della domanda i soggetti gestori delle infrastrutture vengono informati dell’opera prevista. Per i progetti soggetti a verifica di assoggettabilità a VIA alla domanda di autorizzazione va altresì allegato lo studio preliminare ambientale previsto dalla normativa in materia di valutazione ambientale per il relativo inoltro all’Autorità competente per la verifica di assoggettabilità a VIA. 4)
(2) All’atto della presentazione della domanda di cui al comma 1 va allegata l’autorizzazione da parte del proprietario del suolo. L’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere trasmette la domanda al comune territorialmente interessato, la cui commissione edilizia esprime un parere entro 30 giorni. Anche i comuni confinanti interessati dalla coltivazione sono informati della richiesta e possono esprimere un parere entro lo stesso termine. Acquisiti i pareri dei comuni oppure decorso il termine previsto per l’acquisizione degli stessi, l’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere acquisisce, nel rispetto di quanto prescritto dalla legge provinciale 5 aprile 2007, n. 2, e successive modifiche, il parere della Conferenza di servizi in materia ambientale ovvero la pronuncia sulla valutazione di impatto ambientale. La Conferenza di servizi decide altresì sull’assoggettabilità a VIA dei progetti soggetti a verifica di assoggettabilità. 3) 5)
L'art. 3, comma 1, è stato prima sostituito dall'art. 2, comma 1, della L.P. 19 luglio 2013, n. 11, e successivamente così integrato dall'art. 46, comma 3, della L.P. 13 ottobre 2017, n. 17.
L'art. 3, comma 2, è stato prima sostituito dall'art. 33, comma 1, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15, e successivamente così integrato dall'art. 46, comma 4, della L.P. 13 ottobre 2017, n. 17.
Art. 4 (Autorizzazione alla coltivazione)
(1) Il parere positivo rilasciato dalla Conferenza di servizi in materia ambientale oppure il provvedimento positivo rilasciato nell’ambito della procedura di impatto ambientale costituisce la base per il rilascio dell’autorizzazione da parte dell’assessore competente per materia.
(2) Il rilascio dell’autorizzazione avviene nel rispetto del seguente ordine: proprietario del suolo, usufruttuario, enfiteuta oppure i loro aventi causa. Il rispettivo titolo e il possesso del consenso espresso dal proprietario del suolo devono essere provati.
(3) Con il provvedimento di autorizzazione è approvato il disciplinare sull’esercizio della cava o torbiera.
(4) Il disciplinare contiene le prescrizioni indicate nell’autorizzazione e nel parere e fissa la durata dell’autorizzazione, tenuto conto dell’entità del giacimento e della sua razionale utilizzazione, nonché le misure atte a contenere eventuali danni causati ai terreni confinanti dalle attività connesse all’esercizio della cava o torbiera.
(5) Copia dell’autorizzazione è comunicata al sindaco del comune competente, il quale rilascia la concessione edilizia relativamente agli impianti, agli immobili e alle infrastrutture compresi nel progetto, che, ai sensi della normativa vigente, soggiacciono all’obbligo della concessione edilizia.
(6) L’autorizzazione ha una durata massima di dieci anni. In caso di coltivazione in sotterraneo, l’autorizzazione può avere una durata di 20 anni.
(7) Su richiesta motivata, l’assessore competente può prorogare l’autorizzazione fino ad un massimo di otto anni. Quando ricorrano particolari motivi di pubblico interesse di tutela di beni costituzionalmente protetti, l’autorizzazione può essere prorogata fino ad un massimo di 16 anni. 6)
[(8) Sulle aree estrattive dotate di impianti di lavorazione autorizzati ai sensi del presente articolo è consentita la lavorazione di materiali inerti provenienti anche da altre cave, sbancamenti, scavi, gallerie, fiumi, torrenti, rii o zone colpite da eventi naturali eccezionali ubicati ad una distanza non superiore a 15 chilometri dall’impianto.]7)
(9) La realizzazione e l’esercizio di impianti per la lavorazione di materiali diversi da quelli indicati nel comma 8, nonché impianti per la produzione di calcestruzzi o di conglomerati bituminosi e impianti di riciclaggio dei materiali da costruzione e demolizione sono consentiti solo su aree destinate nei piani urbanistici comunali alla lavorazione di ghiaia o in zone produttive, qualora tali opere, ovvero impianti, siano previsti nel piano di attuazione. Ad eccezione di impianti temporanei interni ai cantieri.8)
(10) In caso di esito sfavorevole dell’istruttoria, il direttore della ripartizione provinciale competente comunica al richiedente i motivi del diniego e ne dà notizia al sindaco del comune territorialmente competente.
(11) Contro il provvedimento del direttore della ripartizione provinciale competente è ammesso ricorso gerarchico alla Giunta provinciale ai sensi della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche. La Giunta provinciale decide entro 90 giorni, sentito l’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere. 3)
Corte costituzionale - sentenza 17 giugno 2013, n. 145 - Provincia di Trento – autorizzazione all’attività di cava – possibilità di due proroghe – asserita elusione della normativa di VIA - insussistenza
L'art. 4, comma 7, è stato così integrato dall'art. 50, comma 1, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
La Corte costitutzionale , con sentenza del 29 novembre 2010, n. 345, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità cosituzionale dell'articolo 4, comma 8, della L.P. 19 maggio 2003, n. 7, così come modificato dall'articolo 9 della L.P. 13 novembre 2009, n. 10.
L'art. 4, comma 9, è stato così modificato dall'art. 20, comma 1, della L.P. 17 gennaio 2011, n. 1.
Art. 5 (Trasferimento dell’autorizzazione)
(1) L’autorizzazione alla coltivazione di cui all’articolo 4 è personale. In caso di trasferimento del diritto di coltivazione, l’avente causa deve chiedere il subingresso nella titolarità dell’autorizzazione. Dal momento del trasferimento egli subentra in tutti gli obblighi stabiliti nel provvedimento originario.
(2) Fermi restando la titolarità dell’autorizzazione e gli obblighi previsti a carico del titolare, la coltivazione della cava e della torbiera può essere ceduta a terzi.
(3) Dopo la verifica della capacità tecnica ed economica degli interessati da parte dell’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere, l’assessore provinciale competente autorizza la cessione dell’effettivo utilizzo.
(4) Il trasferimento dell’autorizzazione e ogni altra disposizione dell’assessore riguardanti la proroga, la sospensione, la decadenza o la revoca sono comunicati al comune territorialmente competente.3)
Art. 6 (Garanzie per la regolare esecuzione dei lavori)
(1) Nel provvedimento di autorizzazione l’assessore provinciale competente stabilisce l’ammontare del deposito cauzionale o della fideiussione bancaria che il richiedente è tenuto a prestare all’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere, prima dell’inizio dei lavori, a garanzia della regolare esecuzione dei lavori di coltivazione, di sistemazione e di ripristino paesaggistico ambientale, per la possibilità dell’utilizzazione a fini agricoli e forestali nonché per risarcire i danni a terzi derivanti dall’esercizio della cava o della torbiera. Tale importo, che deve essere adeguato annualmente in base all’indice ISTAT, viene fissato su proposta della Conferenza di servizi in materia ambientale o del Comitato VIA in relazione al quantitativo autorizzato e alle difficoltà del ripristino ambientale e paesaggistico.
(2) In caso di escussione della cauzione prima dello svincolo finale, il titolare è tenuto a ripristinare il valore iniziale della cauzione.
(3) Lo svincolo della fideiussione o la restituzione del deposito cauzionale è da effettuarsi dopo che l’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere, sentiti gli organi di cui all’articolo 4, comma 1, abbia accertato la conformità dei lavori eseguiti alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione e nel relativo disciplinare.
(4) Qualora il titolare dell’autorizzazione non abbia provveduto a realizzare i relativi lavori entro i termini prescritti, il direttore della ripartizione provinciale competente può disporne l’esecuzione d’ufficio. Dopo aver acquisito almeno tre offerte, il direttore della ripartizione provinciale competente determina l’importo necessario per l’esecuzione dei lavori e dispone che tale importo venga prelevato dal deposito cauzionale e fatto confluire nel bilancio provinciale o che per tale importo venga escussa la fideiussione bancaria. Qualora l’importo del deposito cauzionale o quello garantito dalla fideiussione bancaria non dovesse coprire le spese necessarie per l’esecuzione dei lavori previsti, tutte le altre spese vanno a carico del titolare dell’autorizzazione.3)
Art. 7 (Decadenza e revoca dell’autorizzazione)
(1) L’assessore provinciale competente pronuncia la decadenza dell’autorizzazione, qualora l’esercente diffidato non ottemperi alle prescrizioni o si renda inadempiente agli obblighi derivanti dall’autorizzazione oppure dalle norme contenute in leggi, regolamenti o prescrizioni. Il relativo provvedimento è comunicato al titolare dell’autorizzazione, all’esercente e al comune competente per territorio.
(2) Il titolare dell’autorizzazione nonché l’esercente sono tenuti in solido a risarcire ogni danno a terzi derivante dall’esercizio della cava o della torbiera; in caso contrario, l’autorizzazione può essere sospesa fino al risarcimento dei danni.
(3) Qualora l’esercente non sia proprietario, usufruttuario o enfiteuta del suolo o loro avente causa a qualunque titolo, verificatisi i presupposti per pronunciare la sospensione di cui ai commi precedenti, uno di essi può chiedere il subingresso nell’autorizzazione, assumendosi tutti gli obblighi di legge e quelli derivanti dal provvedimento di autorizzazione.
(4) La Giunta provinciale può revocare in ogni momento l’autorizzazione per sopravvenute e motivate esigenze di pubblica utilità.3)
Art. 8 (Obblighi degli esercenti)
(1) Gli esercenti, i preposti e gli operai devono prestare particolare attenzione nell’esecuzione dei lavori, secondo i dettami dell’arte e la scrupolosa osservanza delle norme di polizia mineraria e di quelle relative alla salute e sicurezza dei lavoratori.
(2) Gli esercenti devono mettere a disposizione dell’amministrazione provinciale tutti i mezzi necessari per ispezionare i lavori.
(3) Il personale tecnico addetto all’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere riveste la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128.3)
Art. 9 (Obblighi del titolare dell’autorizzazione)
(1) I titolari dell’autorizzazione alla coltivazione comunicano periodicamente all’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere i dati statistici relativi ai materiali estratti, secondo le istruzioni da esso impartite, e forniscono le notizie e i chiarimenti che venissero richiesti sui dati medesimi.3)
Art. 10 (Oneri di coltivazione)
(1) Il titolare dell’autorizzazione alla coltivazione di una cava o torbiera versa al comune nel cui territorio si svolge l’attività estrattiva un onere di coltivazione a titolo di indennizzo per i disagi derivanti da tale attività e per l’uso delle risorse naturali. L’ammontare dell’onere e le modalità di pagamento sono determinati con decreto dell’assessore provinciale competente in accordo con il Consiglio dei Comuni. L'onere di coltivazione riscosso dai comuni deve essere utilizzato nel bilancio comunale prevalentemente per misure di compensazione ambientale. Questo onere sostituisce tutte le misure di compensazione ambientale previste da altre disposizioni normative. 3) 9)
L'art. 10 è stato così sostituito dall'art. 36, comma 1, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
(1) Ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali qualora il fatto costituisca reato a norma delle vigenti leggi, sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative:
da 3.200 euro a 25.000 euro per chi intraprende lavori di coltivazione senza la prescritta autorizzazione;
da 1.000 euro a 6.000 euro per chi non ottempera alle singole prescrizioni del disciplinare relativo all’autorizzazione oppure esegue attività non previste nel progetto autorizzato.3)
Art. 12 (Vigilanza)
(1) Il controllo sull’osservanza delle norme della presente legge è affidato a funzionari dell’amministrazione provinciale appositamente incaricati, agli organi di polizia mineraria, polizia forestale e polizia locale.
(2) Possono procedere all’accertamento delle infrazioni alla presente legge gli organi di sicurezza pubblica, su richiesta del Presidente della Provincia, nonché gli organi di polizia mineraria, polizia forestale e polizia locale, nonché i funzionari dell’amministrazione provinciale a tal fine autorizzati dal Presidente della Provincia.
(3) Il personale incaricato di vigilare sull’osservanza della presente legge può accedere in qualsiasi momento alle aree interessate e procedere alle rilevazioni occorrenti e a tutti gli altri controlli necessari.3)
Art. 13 (Coordinamento con strumenti di pianificazione)
(1) Il piano provinciale delle cave e delle torbiere è uno strumento di pianificazione e programmazione. Le domande di autorizzazione alla coltivazione delle aree previste nel piano provinciale sono trattate con priorità. Le aree estrattive individuate dal piano provinciale sono evidenziate nei piani urbanistici comunali, sovrapponendo alle destinazioni urbanistiche vigenti la destinazione “area estrattiva”. 3) 10)
L'art. 13 è stato così sostituito dall'art. 2, comma 3, della L.P. 19 luglio 2013, n. 11.
Gli articoli 14, 15, 16 e 17 sono stati abrogati dall'art. 9, comma 2, della L.P. 13 novembre 2009, n. 10.
Art. 16 11)
Art. 17 11)
(1) La legge provinciale 12 agosto 1976, n. 32, è abrogata.
Art. 1912)
Sostituisce l'art. 12, comma 5, della L.P. 11 agosto 1997, n. 13.
a) Legge provinciale19 maggio 2003, n. 7

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4
 sentenza 
 sentenza 

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 16

Art. 17

Art. 1912