Source: https://www.laleggepertutti.it/185712_il-postino-puo-dare-la-posta-al-portiere
Timestamp: 2018-02-19 02:21:24+00:00

Document:
Il postino può dare la posta al portiere?
Lo sai che? Il postino può dare la posta al portiere?
Valida la notifica delle cartelle esattoriali e degli atti giudiziari al portiere anche se non ha la delega.
Sei stata tre giorni fuori casa per le vacanze e, al rientro, il portiere ti ha detto che, in tua assenza, è passato il postino per recapitarti una raccomandata. Nel momento in cui te la consegna ti accorgi che non si tratta di una raccomandata qualsiasi, ma di un atto giudiziario. L’importanza del documento avrebbe quantomeno richiesto – a tuo avviso – una telefonata immediata da parte del portiere onde avvisarti dell’arrivo di tale documento. Non avendolo saputo per tempo potresti aver perso del tempo utile per poterti difendere, contattare un avvocato ed eventualmente fare un’opposizione. Così ti chiedi se il postino può dare la posta al portiere e se è legittimo che questi, pur senza una tua espressa delega, prenda la corrispondenza per conto tuo e poi te la consegni nel momento in cui vuole lui. Cosa prevede a riguardo la legge? La questione, particolarmente delicata in tutti i palazzi condominiali dotati appunto di una portineria, è stata affrontata venerdì scorso dalla Cassazione [1]. L’ordinanza è molto utile per comprendere come comportarsi da oggi in situazioni simili a quella che abbiamo appena esemplificato.
Se hai letto la nostra guida Il portiere può ritirare la posta saprai già che, in base alle norme del codice di procedura civile, quando l’effettivo destinatario di una raccomandata, un atto giudiziario, una multa o una cartella esattoriale non è a casa, il postino può affidare la busta a una serie di soggetti indicati in modo specifico: i familiari conviventi (purché maggiori di 14 anni o non incapaci), le persone addette alla casa (la colf, la domestica, ecc.) o all’ufficio (la segretaria, il dipendente addetto alla posta, ecc.) e, solo in ultima ipotesi, il portiere. È ovviamente facoltà di tali soggetti ritirare la posta per conto dell’effettivo destinatario così come rifiutarla.
Se si tratta di una raccomandata o di atti giudiziari, il postino che affida la busta a una persona diversa dal destinatario invia immediatamente a quest’ultimo una seconda raccomandata con cui lo avvisa dell’avvenuta consegna dell’atto a un soggetto diverso (è la cosiddetta «Can», ossia «Comunicazione di avvenuta notifica»). Invece per le cartelle di pagamento, la Can non è prevista: con la conseguenza che il destinatario non viene avvisato del fatto che il portiere ha, in consegna, un proprio atto e se quest’ultimo si dimentica di restituirglielo ne potrebbe venire irrimediabilmente pregiudicato.
Proprio perché il portiere dello stabile deve essere «l’ultima spiaggia», l’estremo tentativo prima di depositare l’atto in Comune per la giacenza, secondo la giurisprudenza, l’ufficiale giudiziario è tenuto a dare atto, nella relata di notifica, dell’inutile tentativo di consegnare la cartella – nell’ordine – al destinatario, al familiare convivente, alle persone addette alla casa o all’ufficio. Solo allora potrà procedere a consegnare l’atto al portiere dello stabile. L’attestazione sulla relata di notifica, che l’ufficiale giudiziario deve dare circa il rispetto di tale ordine cronologico, può avvenire in modo sintetico e senza bisogno di formule standard. Secondo la Cassazione, per esempio, può essere sufficiente che l’ufficiale giudiziario abbia omesso di barrare le caselle prestampate relative all’indicazione «consegna a mani proprie» e «ad altra persona presente nell’abitazione» [2].
Con la sentenza dell’altro ieri, la Suprema Corte ha rafforzato tali principi stabilendo che è valida la notifica degli atti al portiere anche in assenza di una delega da parte del condominio. Basta che il ricevente si qualifichi come incaricato.
Per cui, nell’ipotesi in cui il portiere di un condominio riceve la notifica della copia di un atto, qualificandosi come «incaricato al ritiro», senza alcun riferimento alle funzioni connesse all’incarico di portierato, la qualità dichiarata si presume effettiva, salvo che il destinatario della busta dimostri (in modo rigoroso) il contrario.
In poche parole per la Cassazione è valida la notifica effettuata a mani del portiere del condominio, il quale può essere considerato «addetto alla ricezione» anche senza la prova di un’apposita delega.
[1] Cass. ord. n. 28902/17 dell’1.12.2017.
[2] Cass. sent. n. 7811 del 28.03.2013.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 25 maggio – 1 dicembre 2017, n. 28902
Ra. Va. ha agito in giudizio nei confronti del Condominio di via (omissis…), chiedendo il risarcimento dei danni patiti a causa di infiltrazioni di umidità. Nella contumacia del Condominio convenuto, il giudice di pace di Napoli accoglieva la domanda. Su appello del Condominio, che asseriva di aver conosciuto della pendenza del giudizio solamente al momento della notifica della sentenza di primo grado, il Tribunale di Napoli, in funzione di giudice d’appello, ha ritenuto nulla la notifica effettuata al portiere del Condominio, identificato con le generalità e quale “addetto alla ricezione”. Ha altresì rilevato che il portiere non risultava incaricato della ricezione della corrispondenza, difettando nella specie la prova di un’apposita delega (come prevista dal relativo CCNL). Ha quindi disposto la restituzione degli atti al giudice di primo grado, ai sensi dell’art. 354 cod. proc. civ.
Contro tale decisione la Va. ha proposto ricorso per tre motivi. Il Condominio non ha svolto attività difensiva.
Il consigliere relatore, ritenuta la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 380-bis cod. proc. civ., ha relazionato proponendo la trattazione del ricorso in camera di consiglio non partecipata.
Con il primo motivo, la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 148 e 160 cod. proc. civ., in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.
Con il secondo motivo si deduce nuovamente la violazione degli art. 148 e 160 cod. proc. civ., ma questa volta in relazione all’art. 19, lett. m), del CCNL per i dipendenti da proprietari di fabbricati del 21 aprile 2008.
Anzitutto, deducendosi la violazione di norme che comportano nullità processuali, entrambi i motivi vanno riqualificati e ascritti al paradigma di cui all’art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ..
Ciò posto, va rilevato che la decisione impugnata si pone in contrasto con il consolidato orientamento di questa Corte, secondo cui, nell’ipotesi in cui il portiere di un condominio riceva la notifica della copia di un atto qualificandosi come “incaricato al ritiro”, senza alcun riferimento alle funzioni connesse all’incarico afferente al portierato, ricorre la presunzione legale della qualità dichiarata, la quale, per essere vinta, abbisogna di rigorosa prova contraria da parte del destinatario, in difetto della quale deve applicarsi il secondo comma (e non il quarto) dell’art. 139 cod. proc. civ. (Sez. 3, Sentenza n. 18492 del 26/10/2012, Rv. 624322; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 5220 del 05/03/2014, Rv. 630202).
I primi due motivi di ricorso sono, dunque, fondati e, in relazione agli stessi, la decisione impugnata deve essere cassata con rinvio al Tribunale di Napoli, in funzione di giudice d’appello, che procederà all’esame nel merito dell’impugnativa proposta dal Condominio.

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 148
 Sentenza