Source: http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-vii/capo-ii/art1137.html
Timestamp: 2015-03-02 03:25:57+00:00

Document:
Art. 1137 codice civile - Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea - Brocardi.it
Dispositivo dell'art. 1137 Codice Civile
(1) Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.
Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio (2) ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire (3) l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti (4).
L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria (5).
Il testo precedente disponeva:
"Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.
(2) Possono distinguersi due categorie di delibere invalide:
1. delibere inesistenti e nulle, aggredibili in ogni tempo da chiunque dimostri di avervi interesse (es. delibera assunta fuori dall'assemblea);
2. delibere impugnabili (o annullabili) che possono essere portate innanzi all'autorità giudiziaria ordinaria entro 30 giorni (es. delibera assunta con il voto di un condomino fornito di un numero di deleghe superiore a quello consentito dal regolamento).
Solo le seconde, all'evidenza, sono sottoposte alla disciplina dell'articolo in commento.
(3) Poiché è scomparso il riferimento al "ricorso", l’impugnazione dovrà essere proposta con atto di citazione.
(4) La Corte costituzionale. con senenza n. 49 del 1990, ha affermato l' illegittimità dell'art. 1 della l. 742, n. 1969 nella parte in cui non prevede che la sospensione dei termini nel periodo feriale si applichi altresì alla decadenza di trenta giorni di cui all'art. 1137 in materia di impugnazione delle delibere assembleari.
(5) La sospensione della delibera viene ordinata dal giudice ove sussista il pericolo di un danno irreparabile che fa seguito all'esecuzione del provvedimento.
La disposizione permette ai condomini che non hanno espresso voto favorevole alla delibera adottata dall'assemblea, oltre che a coloro che non hanno votato, di impugnare la stessa, se contraria alla legge od al regolamento condominiale.
La disposizione non considera, però, le delibere viziate da nullità, in quanto illecite ovvero mancanti di un elemento essenziale, in riferimento alle quali è sempre possibile l'impugnazione in ogni tempo e da parte di chiunque (es.: le delibere adottate dall'assemblea alla quale non siano stati invitati tutti i condomini).
Essa, inoltre, non riguarda le delibere affette da nullità relativa: ne sono esempio quelle che pregiudicano la proprietà esclusiva di certi condomini, sempre impugnabili in ogni tempo solo singolarmente da ognuno di essi.
Cass. n. 11214/2013
L'interesse all'impugnazione per vizi formali di una deliberazione dell'assemblea condominiale, ai sensi dell'art. 1137 cod. civ., pur non essendo condizionato al riscontro della concreta incidenza sulla singola situazione del condomino, postula comunque che la delibera in questione sia idonea a determinare un mutamento della posizione dei condomini nei confronti dell'ente di gestione, suscettibile di eventuale pregiudizio. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito, la quale aveva dichiarato la carenza di interesse del condomino all'impugnativa di due delibere, l'una concernente la nomina di un tecnico per la verifica di necessit� dei lavori di manutenzione sollecitati dallo stesso ricorrente, l'altra volta a precisare la portata della precedente espressione della volont� assembleare, proprio nel senso di eliminare il contenuto negativo ravvisato dal singolo partecipante nella prima deliberazione).
Cass. n. 10081/2013
In tema di condominio, in presenza di una deliberazione di ripartizione dei contributi approvata dall'assemblea, il singolo condomino non pu� sottrarsi al pagamento delle spese a lui spettanti deducendo la mera mancanza formale delle tabelle millesimali, dovendo comunque opporsi al medesimo riparto mediante contestazione dei criteri seguiti.
Cass. n. 8525/2013
In materia di condominio, vige il principio dell'esecutivit� della deliberazione dell'assemblea, pur in pendenza di impugnazione, rimanendo riservato al giudice il potere di sospendere l'esecuzione del provvedimento, a norma dell'art. 1137 c.c.; tuttavia, il credito del condominio nei confronti del singolo condomino, risultante da delibera assembleare impugnata, non � opponibile in compensazione ad estinzione delle reciproche obbligazioni, in quanto portato da un titolo la cui esecutivit� consente la sola temporanea esigibilit�, laddove la compensazione postula il definitivo accertamento dei debiti da estinguere e non opera per le situazioni provvisorie.
Cass. n. 2049/2013
In tema di condominio negli edifici, la deliberazione di approvazione delle spese, adottata dall'assemblea e divenuta inoppugnabile, fa sorgere l'obbligo dei condomini di pagare al condominio i contributi dovuti, rimanendo indipendenti l'obbligazione del singolo partecipante verso il condominio e le vicende delle partite debitorie del condominio verso i suoi creditori. Ne consegue che il condomino non pu� ritardare il pagamento delle rate di spesa, in attesa dell'evolversi delle relazioni contrattuali del condominio, cos� riversando sugli altri condomini gli oneri del proprio ritardo nell'adempimento, n� pu� dedurre che il pagamento sia stato effettuato direttamente al terzo, in quanto ci� altererebbe la gestione complessiva del condominio, ma deve, adempiere all'obbligazione verso quest'ultimo, salva l'insorgenza, in sede di bilancio consuntivo, di un credito da rimborso nei confronti della gestione condominiale, ove residuino avanzi di cassa per mancati esborsi o per la risoluzione dei contratti precedentemente stipulati.
Cass. n. 10199/2012
Il sindacato dell'autorit� giudiziaria sulle delibere delle assemblee condominiali non pu� estendersi alla valutazione del merito ed al controllo del potere discrezionale che l'assemblea esercita quale organo sovrano della volont� dei condomini, ma deve limitarsi al riscontro della legittimit�. Ne consegue che non � suscettibile di controllo da parte del giudice, attraverso l'impugnativa di cui all'art. 1137 c.c., l'operato dell'assemblea condominiale in relazione alla questione inerente alla mancata apertura di un conto corrente intestato al condominio, su cui depositare da parte dell'amministratore le somme ricevute, attenendo la stessa all'opportunit� o alla convenienza dell'adozione delle modalit� della gestione delle spese relative alle cose ed ai servizi comuni.
Cass. n. 869/2012
Il potere di impugnare le deliberazioni condominiali compete, per il disposto dell'art. 1137 c.c., ai

References: Cass. 
 sentenza 

Cass. 

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