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Timestamp: 2020-05-31 04:17:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12244 del 14/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12244 del 14/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 14/06/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 14/06/2016), n.12244
sul ricorso 9755-2015 proposto da:
A.A., ricorrente che non ha depositato il ricorso entro i
F.F. (C.F. (OMISSIS)), considerato per legge
– in difetto di elezione di domicilio in Roma – domiciliato in ROMA,
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato PAOLA DIMASI,
avverso la sentenza n. 1267/2014 della CORTE D’APPELLO di TORINO
emessa il 17/06/2014;
1. – E’ stata depositata in cancelleria relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., datata 12.2.16 e regolarmente notificata ai difensori delle parti, relativa al ricorso avverso la sentenza della corte di appello di Torino n. 1267 del 17.6.14, del seguente letterale tenore:
“1. – Dal controricorso di F.F. risulta che A. A. avrebbe notificato a F.F. ricorso, articolato su due motivi (di “… errata applicazione degli artt. 36 e 112 c.p.c.”; e di “… errata applicazione degli artt. 1988, 1321 e 1343 c.c. e R.D. n. 1736 del 1933, artt. 1 e 2″), per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata, di reiezione del gravame da quest’ultimo dispiegato nel corso di un’opposizione a precetto – del cui esatto tenore non è dato dal solo controricorso ricavare elementi affidabili – che vedeva coinvolte le odierne parti.
2. – Tuttavia, il medesimo ricorrente non risulta avere depositato il ricorso nei termini previsti dall’art. 369 c.p.c., comma 1:
constando, dalla certificazione di cancelleria 22.4.15 allegata al fascicolo di ufficio, che, a fronte della notifica del ricorso stessa avvenuta in data 4.2.15 e secondo quanto esibito al cancelliere, quello non risulta depositato almeno nel periodo dal 4.2.15 al 22.4.15.
3. – Tanto impone di proporre al Collegio senz’altro la declaratoria di improcedibilità del ricorso (in piana applicazione della norma richiamata; tra le più remote: Cass. 20 aprile 1973, n. 1146; Cass. 5 aprile 1966, n. 887), con condanna della ricorrente alle spese sopportate dalla controparte per difendersi in questa sede (tra le tante: Cass. 27 aprile 1990, n. 3514; Cass. 29 aprile 1963, n. 1093)”.
4. – Pertanto, ai sensi degli artt. 380-bis e 385 c.p.c., il ricorso va dichiarato improcedibile e le spese del presente giudizio di legittimità vanno poste a carico del ricorrente soccombente.
5. – Deve, infine, trovare applicazione il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione: ai sensi di tale disposizione, il giudice dell’impugnazione è vincolato, pronunziando il provvedimento che la definisce, a dare atto – senza ulteriori valutazioni discrezionali –
della sussistenza dei presupposti (rigetto integrale o inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione) per il versamento, da parte dell’impugnante integralmente soccombente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione da lui proposta, a norma del cit. D.P.R., art. 13, comma 1 bis.
– condanna A.A. al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore di F.F., liquidate in Euro 6.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre maggiorazione per spese generali ed accessori nella misura di legge;
– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, come modif. dalla L. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. D.P.R., art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 Cass. 
 Cass. 
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 art. 13
 art. 1
 art. 13
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