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Timestamp: 2020-08-04 02:50:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24361 del 29/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24361 del 29/11/2016
Cassazione civile sez. VI, 29/11/2016, (ud. 05/10/2016, dep. 29/11/2016), n.24361
sul ricorso 14843/2015 proposto da:
CONSORZIO BONIFICA N. 5 TOSCANA COSTA, in persona del Presidente e
ROMA, VIA EUSTACHIO MANFREDI 15, presso lo studio dell’avvocato
all’avvocato GIUSEPPE CONOSCENTI giusta procura in calce al ricorso;
R.F., B.L., BR.CH., BI.AR.,
AGRICOLA FORESTALE TOSCANA SRL, C.A., elettivamente
domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CASSAZIONE,
avverso la sentenza n. 2318/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE del 3/11/2014, depositata l’1/12/2014;
udito l’Avvocato Giuseppe Conoscenti difensore del ricorrente che
La CTR della Toscana, con sentenza n. 2318, depositata il 1 dicembre 2014, non notificata, rigettò l’appello proposto dall’allora Unione Montana Alta Val di Cecina avverso la decisione della CTP di Pisa, che aveva accolto il ricorso proposto cumulativamente dai signori R.F., B.L., V.U., Br.Ch., Bi.Ar., Agricola Forestale Toscana S.r.l. ed C.A., avverso cartelle di pagamento per contributi di bonifica relativi all’anno 2009.
Il giudice di secondo grado disattese il gravame, ritenendo che, avendo i contribuenti fatto oggetto di specifica contestazione il piano di classifica, relativamente alla legittimità ed al suo intrinseco contenuto, spettava all’ente provare che gli immobili inseriti nel perimetro di contribuenza fossero stati interessati negli anni in oggetto da lavori di bonifica, che avessero apportato ai fondi benefici diretti e specifici. Avverso detta sentenza il Consorzio di Bonifica n. 5 Toscana Costa, succeduto, ai sensi della L.R. Toscana 27 dicembre 2012, n. 79, all’Unione Montana Alta Val di Cecina dal 27 febbraio 2014, ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.
Gli intimati, salvo il sig. V.U., che non ha svolto difese, resistono con controricorso e ricorso incidentale condizionato affidato a due motivi.
Con il primo motivo il Consorzio denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., con riferimento all’art. 860 c.c., R.D. n. 215 del 1933, artt. 10, 11, 58 e 59, alla L.R. Toscana n. 34 del 1994, artt. 3, 4, 15, 16, 18 e 33, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Invero, ciascuna delle questioni in relazione alle quali i contribuenti lamentano l’omessa pronuncia risulta essere stata oggetto degli originari motivi addotti a sostegno dell’impugnazione dinanzi alla CTP di Pisa avverso l’avviso di pagamento, e, seppur entrambe riproposte, come previsto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56, nelle controdeduzioni depositate dai contribuenti dinanzi alla CTR all’avverso ricorso in appello, ciò è avvenuto con atto non depositato nei termini (essendo avvenuto il deposito delle controdeduzioni il 10 luglio 2013, oltre il termine di 60 giorni dalla notifica del ricorso in appello avvenuta il 29 gennaio 2013), essendo state poi le eccezioni ribadite nell’ulteriore memoria depositata in grado d’appello dinanzi alla CTR.
Questa Corte (cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 22 giugno 2016, n. 12937; Cass. sez. 5, 18 dicembre 2014, n. 26830), ha affermato il principio secondo il quale “nel processo tributario, improntato a criteri di speditezza e concentrazione, la volontà dell’appellato di riproporre le questioni assorbite, pur non occorrendo a tal fine alcuna impugnazione incidentale, deve essere espressa, a pena di decadenza, nell’atto di controdeduzioni da depositare nel termine previsto per la costituzione in giudizio, e non può essere manifestata in atti successivi, che esplicano una funzione meramente illustrativa”.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 56
 Cass. sez. 
 Cass. sez.