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Timestamp: 2018-12-11 15:50:25+00:00

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DIRITTI REALI | Diritto Civile Contemporaneo | Pagina 2
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Danno non patrimoniale da immissioni anche in assenza di danno biologico
Con sentenza 16 ottobre 2015 n. 20927, Rel Rubino, la Cassazione – confermando quanto statuito in una recente pronuncia e discostandosi da un orientamento precedente – precisa che in caso di immissioni che superino la soglia di tollerabilità, è dovuto il risarcimento del danno alla persona anche in assenza di un pregiudizio alla salute, a condizione che risulti leso il diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, anche in ragione del rilievo che al diritto al rispetto della propria vita privata e familiare viene attribuito dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
In argomento cfr. S. GATTI, Danno non patrimoniale da infiltrazioni: risarcibile in quanto conseguenza della lesione del diritto (inviolabile) di proprietà oppure della lesione di un diritto ulteriore?, in Dir. civ. cont., 7 luglio 2015
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, DIRITTI REALI, IMMISSIONI, RESPONSABILITA' CIVILE il 20 ottobre 2015 da diritto civile contemporaneo.
La Cassazione sulla tutela “interna” del compossessore
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI REALI, POSSESSO il 4 settembre 2015 da diritto civile contemporaneo.
Si ha “nuova costruzione” ove venga aumentata la superficie e la volumetria: in tal caso, non sussistendo una mera “ristrutturazione”, occorre rispettare le distanze legali
Secondo Cass. 20 agosto 2015 n. 17043, Rel. Manna “Le disposizioni dei regolamenti urbanistici locali, sia pure indirettamente attraverso la previsione di soglie massime d’incremento edilizio, non possono incidere sulle nozioni normative di “ristrutturazione” relativa ad edificio preesistente crollato o demolito e di “nuova costruzione”, agli effetti della soggezione alla vigente disciplina in tema di distanze legali e dei conseguenti rimedi esperibili nei rapporti tra privati.”
In sostanza, discostandosi da quanto affermato dalla Corte di Appello di Torino, la Cassazione ritiene che è la legge ordinaria e non il regolamento locale a definire ciò che è “ricostruzione” e ciò che invece è, in ragione dell’amento di volumetria, “nuova costruzione”: e in quest’ultimo caso, in ragione dell’aumento di volume o di superficie (che i regolamenti locali non possono, in deroga alla legge, includere nella nozione di “ristrutturazione”) deve ritenersi applicabile la disciplina sulle distanze legali.
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI REALI il 1 settembre 2015 da diritto civile contemporaneo.
Per Cass. 13 agosto 2015 n. 16793, Est. Stalla “in materia di azione revocatoria, la presenza di ipoteche sull’immobile trasferito con l’atto oggetto di revoca non esclude di per sé il requisito del pregiudizio del trasferimento stesso per il creditore chirografario procedente ex art.2901 cod. civ., né, di conseguenza, l’interesse di questi a proporre tale azione”. Continua a leggere→
Il diritto di prelazione e riscatto “legale” non può essere oggetto di interpretazione estensiva
Cass. 7 aprile 2015 n. 6904, Est. Cirillo statuisce che il diritto di prelazione e riscatto agrario, costituendo oggetto di previsioni legali tassative, non spetta, a norma dell’art. 7, l. n. 817/1971, al confinante che sia solo nudo proprietario del terreno.
Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, DIRITTI REALI, OBBLIGAZIONE il 8 aprile 2015 da diritto civile contemporaneo.
Rimessa alle Sezioni Unite la questione dell’operatività del c.d. criterio della prevenzione quando le distanze legali tra costruzioni siano stabilite dai regolamenti locali ex art. 873 c.c.
Con ordinanza 12 marzo 2015 n. 4965 la Seconda Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione –su cui vi è contrasto- se, nell’ipotesi in cui i regolamenti edilizi comunali stabiliscano una distanza minima assoluta tra costruzioni maggiore di quella prevista dal codice civile, vi sia o meno un riferimento implicito al confine, in modo tale da escludere l’operatività del criterio cosiddetto della «prevenzione».
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI REALI il 12 marzo 2015 da diritto civile contemporaneo.

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art.2901

Cass. 
 art. 873