Source: http://www.decesare.info/messaggio_del_presidente_della_r.htm
Timestamp: 2018-01-19 18:58:59+00:00

Document:
MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLE CAMERE PER UNA NUOVA DELIBERAZIONE
Le trasmetto il messaggio col quale chiedo alle Camere una nuova deliberazione ai sensi dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione sulla legge: “Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana Spa, nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione”, approvata dalla Camera dei Deputati il 3 aprile 2003, modificata dal Senato il 22 luglio 2003, nuovamente modificata dalla Camera dei Deputati il 2 ottobre 2003 ed approvata in via definitiva dal Senato il 2 dicembre 2003.
Voglia gradire, onorevole Presidente, i sensi della mia più alta considerazione”.
Signori Parlamentari, in data 5 dicembre 2003, mi è stata inviata per la promulgazione la legge: “Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai Radiotelevisione italiana Spa, nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione”, approvata dalla Camera dei Deputati il 3 aprile 2003, modificata dal Senato il 22 luglio 2003, nuovamente modificata dalla Camera dei Deputati il 2 ottobre 2003 e approvata in via definitiva dal Senato il 2 dicembre 2003.
Il relativo disegno di legge era stato presentato dal Governo alla Camera dei Deputati il 25 settembre 2002. Successivamente, il 20 novembre 2002, era sopraggiunta la sentenza della Corte Costituzionale n. 466, che dichiarava "la illegittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso articolo 3, devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo". La data del 31 dicembre 2003 era gia stata indicata, come termine per la cessazione del regime transitorio di cui all'articolo 3, settimo comma, della legge n. 249 del 1997, dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Deliberazione n. 346 del 7 agosto 2001).
Detto articolo 3 rinvia ai limiti fissati dal sesto comma dell'articolo 2 della stessa legge n. 249, là dove si stabilisce che ad uno stesso soggetto e a soggetti controllati o collegati "non possono essere rilasciate concessioni né autorizzazioni che consentano di irradiare più del venti per cento rispettivamente delle reti televisive o radiofoniche analogiche e dei programmi televisivi o radiofonici numerici, in ambito nazionale, trasmessi su frequenze terrestri, sulla base del piano delle frequenze".
La sentenza della Corte n. 466 del 20 novembre 2002 muove dalla considerazione della situazione di fatto allora esistente che, a suo giudizio, "non garantisce ... l'attuazione del principio del pluralismo informativo esterno, che rappresenta uno degli imperativi ineludibili emergenti dalla giurisprudenza costituzionale in materia".
Ciò premesso, ritengo di dover formulare alcune osservazioni in merito alla compatibilità di talune disposizioni della legge in esame con la sentenza n. 466/2002 della Corte Costituzionale. La prima osservazione riguarda il temine massimo assegnato all'Autorità per effettuare detto esame: "entro i dodici mesi successivi al 31 dicembre 2003" (articolo 25, terzo comma). Questo lasso di tempo - molto ampio rispetto alle presumibili occorrenze della verifica - si traduce, di fatto, in una proroga del termine finale indicato dalla Corte Costituzionale.
Ne consegue che il 1° gennaio 2004 può essere considerato come il dies a quo non di un nuovo regime transitorio, ma dell'attuazione delle predette modalità di cessazione del regime medesimo, che devono essere determinate dal Parlamento entro il 31 dicembre 2003. Si rende, inoltre, necessario indicare il dies ad quem e, cioè, il termine di tale fase di attuazione.
Quanto al problema della raccolta pubblicitaria, si richiama la sentenza della Corte Costituzionale n. 231 del 1985 che, riprendendo principio affermati in precedenti decisioni, richiede che sia evitato il pericolo "che la radiotelevisione, inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una libertà che la Costituzione fa oggetto di energica tutela".
Si rende, infine, indispensabile espungere dal testo della legge il comma 14 dell'articolo 23, che rende applicabili alla realizzazione di reti digitali terrestri le disposizioni del decreto legislativo 4 settembre 2002, numero 198, del quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale con la sentenza n. 303 del 25 settembre/1° ottobre 2003. Per la stessa ragione, va soppresso il riferimento al predetto decreto legislativo dichiarato incostituzionale, contenuto nell'articolo 5, primo comma, lettera l) e nell'articolo 24 terzo comma.
Per i motivi innanzi illustrati chiedo, alle Camere - a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione - una nuova deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa il 5 dicembre 2003.
Controfirmato: Maurizio Gasparri.
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