Source: http://www.ilcodicecivile.com/discuss.htm
Timestamp: 2015-04-27 04:00:26+00:00

Document:
Delle obbligazioni e contratti in generale
risoluzione contratto,
ipoteca, diritto di famiglia, separazione, divorzio, risarcimento del danno,
Il ricorso per cassazione: pareri, consulenza, redazione di ricorsi e controricorsi per cassazione
Inviate il V/s quesito con la richiesta di preventivo.
Capo 1 Disposizioni preliminari (1173-1175)
Capo 2 Dell'adempimento delle obbligazioni (1176-1217)
Capo 3 Dell'inadempimento delle obbligazioni (1218-1229)
Capo 4 Dei modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall'inadempimento (1230-1259)
Capo 5 Della cessione dei crediti (1260-1267)
Cap 6 Della delegazione, dell'espromissione e dell'accollo (1268-1276)
Capo 7 Di alcune specie di obbligazioni (1277-1320)
Capo 1 Disposizioni preliminari (1321 -1324)
Capo 2 dei Dei requisiti del contratto (1325 -1352)
Capo 3 Della condizione del contratto (1353 - 1361)
Capo 4 Dell'interpretazione del contratto (1362 - 1371)
Capo 5 Degli effetti del contratto (1372 - 1386) Capo 6 Della rappresentanza (1387 - 1400)
Capo 7 Del contratto per persona da nominare (1401 - 1405)
Capo 8 Della cessione del contratto (1406 - 1410)
Capo 9 Del contratto a favore di terzi (1411 - 1413)
Capo 10 Della simulazione (1414 - 1417)
Capo 11 Della nullit� del contratto (1418 - 1424)
Capo 12 Dell'annullabilit� del contratto (1425 - 1446)
Capo 13 Della rescissione del contratto (1447 - 1452)
Capo 14 Della risoluzione del contratto (1453 - 1469
Capo 14 bis Dei contratti del consumatore (1469 bis)
Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto, o fatto idoneo a produrle in conformit� dell'ordinamento giuridico.
Art. 1175.Comportamento secondo correttezza.
Art. 1176.Diligenza nell'adempimento.
Art. 1177.Obbligazione di custodire.
Art. 1178.Obbligazione generica.
Quando l'obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel genere, il debitore deve prestare cose di qualit� non inferiore alla media.
Art. 1179.Obbligo di garanzia.
Chi � tenuto a dare una garanzia, senza che ne siano determinati il modo e la forma, pu� prestare a sua scelta un'idonea garanzia reale o personale, ovvero altra sufficiente cautela.
Art. 1180.Adempimento del terzo.
L'obbligazione pu� essere adempiuta da un terzo, anche contro la volont� del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione.
Tuttavia il creditore pu� rifiutare l'adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione.
Art. 1181.Adempimento parziale.
Il creditore pu� rifiutare un adempimento parziale anche se la prestazione � divisibile, salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente.
Art. 1182.Luogo dell'adempimento.
Se il luogo nel quale la prestazione deve essere eseguita non � determinato dalla convenzione o dagli usi e non pu� desumersi dalla natura della prestazione o da altre circostanze, si osservano le norme che seguono.
L'obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando l'obbligazione � sorta.
L'obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se tale domicilio � diverso da quello che il creditore aveva quando � sorta l'obbligazione e ci� rende pi� gravoso l'adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio.
Art. 1183.Tempo dell'adempimento.
Se non � determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore pu� esigerla immediatamente. Qualora tuttavia, in virt� degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, � stabilito dal giudice.
Se il termine per l'adempimento � rimesso alla volont� del debitore, spetta ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze; se � rimesso alla volont� del creditore, il termine pu� essere fissato su istanza del debitore che intenda liberarsi.
Art. 1184.Termine.
Se per l'adempimento � fissato un termine, questo si presume a favore del debitore, qualora non risulti stabilito a favore del creditore o di entrambi.
Art. 1185.Pendenza del termine.
Il creditore non pu� esigere la prestazione prima della scadenza, salvo che il termine sia stabilito esclusivamente a suo favore.
Tuttavia il debitore non pu� ripetere ci� che ha pagato anticipatamente, anche se ignorava l'esistenza del termine. In questo caso per� egli pu� ripetere, nei limiti della perdita subita, ci� di cui il creditore si � arricchito per effetto del pagamento anticipato.
Art. 1186.Decadenza dal termine.
Quantunque il termine sia stabilito a favore del debitore, il creditore pu� esigere immediatamente la prestazione se il debitore � divenuto insolvente o ha diminuito, per fatto proprio, le garanzie che aveva date o non ha dato le garanzie che aveva promesse.
Art. 1187.Computo del termine.
Il termine fissato per l'adempimento delle obbligazioni � computato secondo le disposizioni dell'articolo 2963.
� salva in ogni caso una diversa pattuizione.
Art. 1188.Destinatario del pagamento.
Art. 1189.Pagamento al creditore apparente.
Il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche, � liberato se prova di essere stato in buona fede.
Chi ha ricevuto il pagamento � tenuto alla restituzione verso il vero creditore, secondo le regole stabilite per la ripetizione dell'indebito. Art. 1190.Pagamento al creditore incapace.
Il pagamento fatto al creditore incapace di riceverlo non libera il debitore, se questi non prova che ci� che fu pagato � stato rivolto a vantaggio dell'incapace.
Art. 1191.Pagamento eseguito da un incapace.
Il debitore che ha eseguito la prestazione dovuta non pu� impugnare il pagamento a causa della propria incapacit�.
Art. 1192.Pagamento eseguito con cose altrui.
Il debitore non pu� impugnare il pagamento eseguito con cose di cui non poteva disporre, salvo che offra di eseguire la prestazione dovuta con cose di cui pu� disporre.
Il creditore che ha ricevuto il pagamento in buona fede pu� impugnarlo, salvo il diritto al risarcimento del danno.
Art. 1193.Imputazione del pagamento.
Chi ha pi� debiti della medesima specie verso la stessa persona pu� dichiarare, quando paga, quale debito intende soddisfare.
In mancanza di tale dichiarazione, il pagamento deve essere imputato al debito scaduto; tra pi� debiti scaduti, a quello meno garantito; tra pi� debiti ugualmente garantiti, al pi� oneroso per il debitore; tra pi� debiti ugualmente onerosi, al pi� antico. Se tali criteri non soccorrono, l'imputazione � fatta proporzionalmente ai vari debiti.
Art. 1194.Imputazione del pagamento agli interessi.
Il debitore non pu� imputare il pagamento al capitale, piuttosto che agli interessi e alle spese, senza il consenso del creditore.
Chi, avendo pi� debiti, accetta una quietanza nella quale il creditore ha dichiarato di imputare il pagamento a uno di essi, non pu� pretendere un'imputazione diversa, se non vi � stato dolo o sorpresa da parte del creditore.
Art. 1196.Spese del pagamento.
Il debitore non pu� liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore uguale o maggiore, salvo che il creditore consenta. In questo caso l'obbligazione si estingue quando la diversa prestazione � eseguita.
Se la prestazione consiste nel trasferimento della propriet� o di un altro diritto, il debitore � tenuto alla garanzia per l'evizione e per i vizi della cosa secondo le norme della vendita salvo che il creditore preferisca esigere la prestazione originaria e il risarcimento del danno.
Quando in luogo dell'adempimento � ceduto un credito, l'obbligazione si estingue con la riscossione del credito, se non risulta una diversa volont� delle parti.
� salvo quanto � disposto dal secondo comma dell'articolo 1267.
Art. 1199.Diritto dei debitore alla quietanza.
Il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non � restituito al debitore.
Art. 1200.Liberazione dalle garanzie.
Il creditore che ha ricevuto il pagamento deve consentire la liberazione dei beni dalle garanzie reali date per il credito e da ogni altro vincolo che comunque ne limiti la disponibilit�.
Art. 1201.Surrogazione per volont� del creditore.
Il creditore, ricevendo il pagamento da un terzo, pu�, surrogarlo nei propri diritti. La surrogazione deve essere fatta in modo espresso e contemporaneamente al pagamento.
Art. 1202.Surrogazione per volont� del debitore.
Il debitore, che prende a mutuo una somma di danaro o altra cosa fungibile al fine di pagare il debito, pu� surrogare il mutuante nei diritti del creditore, anche senza il consenso di questo.
3) che nella quietanza si menzioni la dichiarazione del debitore circa la provenienza della somma impiegata nel pagamento. Sulla richiesta del debitore, il creditore non pu� rifiutarsi di inserire nella quietanza tale dichiarazione.
Art. 1203.Surrogazione legale.
1) a vantaggio di chi, essendo creditore, ancorch� chirografario, paga un altro creditore che ha diritto di essergli preferito in ragione dei suoi privilegi del suo pegno o delle sue ipoteche;
2) a vantaggio dell'acquirente di un immobile che, fino alla concorrenza del prezzo di acquisto, paga uno o pi� creditori a favore dei quali l'immobile � ipotecato;
Art. 1204.Terzi garanti.
Se il credito � garantito da pegno, si osserva la disposizione del secondo comma dell'articolo 1263.
Art. 1205.Surrogazione parziale.
Se il pagamento � parziale, il terzo surrogato e il creditore concorrono nei confronti del debitore in proporzione di quanto � loro dovuto, salvo patto contrario.
Il creditore � in mora quando, senza il motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli nei modi indicati dagli articoli seguenti o non compie quanto � necessario affinch� il debitore possa adempiere l'obbligazione.
Quando il creditore � in mora, � a suo carico l'impossibilit� della prestazione sopravvenuta per causa non imputabile al debitore. Non sono pi� dovuti gli interessi n� i frutti della cosa che non siano stati percepiti dal debitore.
Il creditore � pure tenuto a risarcire i danni derivati dalla sua mora e a sostenere le spese per la custodia e la conservazione della cosa dovuta.
Gli effetti della mora si verificano dal giorno dell'offerta, se questa � successivamente dichiarata valida con sentenza passata in giudicato o se � accettata dal creditore.
Requisiti per la validit� dell'offerta.
Affinch� l'offerta sia valida � necessario:
1) che sia fatta al creditore capace di ricevere o a chi ha la facolt� di ricevere per lui;
2) che sia fatta da persona che pu� validamente adempiere;
3) che comprenda la totalit� della somma o delle cose dovute, dei frutti o degli interessi e delle spese liquide, e una somma per le spese non liquide, con riserva di un supplemento, se � necessario;
7) che l'offerta sia fatta da un ufficiale pubblico a ci� autorizzato.
Il debitore pu� subordinare l'offerta al consenso del creditore necessario per liberare i beni dalle garanzie reali o da altri vincoli che comunque ne limitino la disponibilit�.
Facolt� di deposito e suoi effetti liberatori.
Se il creditore rifiuta di accettare l'offerta reale o non si presenta per ricevere le cose offertegli mediante intimazione, il debitore pu� eseguire il deposito.
Eseguito il deposito, quando questo � accettato dal creditore o � dichiarato valido con sentenza passata in giudicato, il debitore non pu� pi� ritirarlo ed � liberato dalla sua obbligazione.
Se le cose non possono essere conservate o sono deteriorabili, oppure se le spese della loro custodia sono eccessive, il debitore, dopo l'offerta reale o l'intimazione di ritirarle, pu� farsi autorizzare dal tribunale a venderle nei modi stabiliti per le cose pignorate e a depositarne il prezzo.
Per la validit� del deposito � necessario:
1) che sia stato preceduto da un'intimazione notificata al creditore e contenente l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo in cui la cosa offerta sar� depositata;
Il deposito che ha per oggetto somme di danaro pu� eseguirsi anche presso un istituto di credito.
Se, dopo l'accettazione del deposito o il passaggio in giudicato della sentenza che lo dichiara valido, il creditore consente che il debitore ritiri il deposito, egli non pu� pi� rivolgersi contro i condebitori e i fideiussori, n� valersi dei privilegi, del pegno e delle ipoteche che garantivano il credito.
Se il debitore ha offerto la cosa dovuta nelle forme d'uso anzich� in quelle prescritte dagli articoli 1208 e 1209, gli effetti della mora si verificano dal giorno in cui egli esegue il deposito a norma dell'articolo 1212, se questo � accettato dal creditore o � dichiarato valido con sentenza passata in giudicato.
Il debitore dopo l'intimazione al creditore, pu� ottenere dal giudice la nomina di un sequestratario. In questo caso egli � liberato dal momento in cui ha consegnato al sequestratario la cosa dovuta.
Se la prestazione consiste in un fare, il creditore � costituito in mora mediante l'intimazione di ricevere la prestazione o di compiere gli atti che sono da parte sua necessari per renderla possibile.
L'intimazione pu� essere fatta nelle forme d'uso.
Responsabilit� del debitore.
Il debitore � costituito in mora mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto.
Non � necessaria la costituzione in mora:
3) quando � scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore. Se il termine scade dopo la morte del debitore, gli eredi non sono costituiti in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto, e decorsi otto giorni dall'intimazione o dalla richiesta.
Il debitore non pu� essere considerato in mora, se tempestivamente ha fatto offerta della prestazione dovuta, anche senza osservare le forme indicate nella sezione III del precedente capo, a meno che il creditore l'abbia rifiutata per un motivo legittimo.
Il debitore che � in mora non � liberato per la sopravvenuta impossibilit� della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, se non prova che l'oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore.
Le disposizioni sulla mora non si applicano alle obbligazioni di non fare; ogni fatto compiuto in violazione di queste costituisce di per s� inadempimento.
Al creditore che dimostra di aver subito un danno maggiore spetta l'ulteriore risarcimento. Questo non � dovuto se � stata convenuta la misura degli interessi moratori. Art. 1225.
Prevedibilit� del danno.
Se l'inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del debitore, il risarcimento � limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui � sorta l'obbligazione.
Se il danno non pu� essere provato nel suo preciso ammontare, � liquidato dal giudice con valutazione equitativa.
Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento � diminuito secondo la gravit� della colpa e l'entit� delle conseguenze che ne sono derivate.
Il risarcimento non � dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza.
Responsabilit� per fatto degli ausiliari.
Salva diversa volont� delle parti, il debitore che nell'adempimento dell'obbligazione si vale dell'opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro.
Clausole di esonero da responsabilit�.
� nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilit� del debitore per dolo o per colpa grave.
� nullo altres� qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilit� per i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.
La volont� di estinguere l'obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco.
Modalit� che non importano novazione.
La novazione � senza effetto, se non esisteva l'obbligazione originaria.
Qualora l'obbligazione originaria derivi da un titolo annullabile, la novazione � valida se il debitore ha assunto validamente il nuovo debito conoscendo il vizio del titolo originario.
Quando un nuovo debitore � sostituito a quello originario che viene liberato, si osservano le norme contenute nel capo VI di questo titolo.
La dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l'obbligazione quando � comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in un congruo termine di non volerne profittare.
Se il titolo del credito � in forma pubblica, la consegna volontaria della copia spedita in forma esecutiva fa presumere la liberazione, salva la prova contraria.
Quando due persone sono obbligate l'una verso l'altra, i due debiti si estinguono per le quantit� corrispondenti, secondo le norme degli articoli che seguono.
La compensazione estingue i due debiti dal giorno della loro coesistenza. Il giudice non pu� rilevarla d'ufficio.
La prescrizione non impedisce la compensazione, se non era compiuta quando si � verificata la coesistenza dei due debiti.
La compensazione si verifica solo tra due debiti che hanno per oggetto una somma di danaro o una quantit� di cose fungibili dello stesso genere e che sono ugualmente liquidi ed esigibili.
Se il debito opposto in compensazione non � liquido ma � di facile e pronta liquidazione, il giudice pu� dichiarare la compensazione per la parte del debito che riconosce esistente, e pu� anche sospendere la condanna per il credito liquido fino all'accertamento del credito opposto in compensazione.
La dilazione concessa gratuitamente dal creditore non � di ostacolo alla compensazione.
Il fideiussore pu� opporre in compensazione il debito che il creditore ha verso il debitore principale.
Art. 1248. Inopponibilit� della compensazione.
Il debitore, se ha accettato puramente e semplicemente la cessione che il creditore ha fatta delle sue ragioni a un terzo, non pu� opporre al cessionario la compensazione che avrebbe potuto opporre al cedente.
Art. 1249. Compensazione di pi� debiti.
Quando una persona ha verso un'altra pi� debiti compensabili, si osservano per la compensazione le disposizioni del secondo comma dell'articolo 1193.
Chi ha pagato un debito mentre poteva invocare la compensazione non pu� pi� valersi, in pregiudizio dei terzi, dei privilegi e delle garanzie a favore del suo credito, salvo che abbia ignorato l'esistenza di questo per giusti motivi.
Per volont� delle parti pu� aver luogo compensazione anche se non ricorrono le condizioni previste dagli articoli precedenti.
Quando le qualit� di creditore e di debitore si riuniscono nella stessa persona, l'obbligazione si estingue, e i terzi che hanno prestato garanzia per il debitore sono liberati.
Art. 1255. Riunione delle qualit� di fideiussore e di debitore.
Se nella medesima persona si riuniscono le qualit� di fideiussore e di debitore principale, la fideiussione resta in vita, purch� il creditore vi abbia interesse.
Dell'impossibilit� sopravvenuta per causa non imputabile al debitore
Art. 1256. Impossibilit� definitiva e impossibilit� temporanea.
Se l'impossibilit� � solo temporanea, il debitore, finch� essa perdura, non � responsabile del ritardo nell'adempimento. Tuttavia l'obbligazione si estingue se l'impossibilit� perdura fino a quando, in relazione al titolo dell'obbligazione o alla natura dell'oggetto il debitore non pu� pi� essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione ovvero il creditore non ha pi� interesse a conseguirla.
La prestazione che ha per oggetto una cosa determinata si considera divenuta impossibile anche quando la cosa � smarrita senza che possa esserne provato il perimento.
Art. 1258. Impossibilit� parziale.
Se la prestazione � divenuta impossibile solo in parte, il debitore si libera dall'obbligazione eseguendo la prestazione per la parte che � rimasta possibile.
La stessa disposizione si applica quando, essendo dovuta una cosa determinata, questa ha sub�to un deterioramento, o quando residua alcunch� dal perimento totale della cosa.
Se la prestazione che ha per oggetto una cosa determinata � divenuta impossibile, in tutto o in parte, il creditore subentra nei diritti spettanti al debitore in dipendenza del fatto che ha causato l'impossibilit�, e pu� esigere dal debitore la prestazione di quanto questi abbia conseguito a titolo di risarcimento.
Art. 1260. Cedibilit� dei crediti.
Il creditore pu� trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purch� il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.
Le parti possono escludere la cedibilit� del credito; ma il patto non � opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione.
I magistrati dell'ordine giudiziario, i funzionari delle cancellerie e segreterie giudiziarie, gli ufficiali giudiziari, gli avvocati, i procuratori, i patrocinatori e i notai non possono, neppure per interposta persona, rendersi cessionari di diritti sui quali � sorta contestazione davanti l'autorit� giudiziaria di cui fanno parte o nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullit� e dei danni.
La disposizione del comma precedente non si applica alle cessioni di azioni ereditarie tra coeredi, n� a quelle fatte in pagamento di debiti o per difesa di beni posseduti dal cessionario.
Se � stata ceduta solo una parte del credito, il cedente � tenuto a dare al cessionario una copia autentica dei documenti.
Per effetto della cessione, il credito � trasferito al cessionario con i privilegi, con le garanzie personali e reali e con gli altri accessori.
Il cedente non pu� trasferire al cessionario, senza il consenso del costituente, il possesso della cosa ricevuta in pegno; in caso di dissenso, il cedente rimane custode del pegno.
La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli � stata notificata.
Tuttavia, anche prima della notificazione, il debitore che paga al cedente non � liberato, se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell'avvenuta cessione.
Se il medesimo credito ha formato oggetto di pi� cessioni a persone diverse, prevale la cessione notificata per prima al debitore, o quella che � stata prima accettata dal debitore con atto di data certa, ancorch� essa sia di data posteriore.
Quando la cessione � a titolo oneroso, il cedente � tenuto a garantire l'esistenza del credito al tempo della cessione. La garanzia pu� essere esclusa per patto, ma il cedente resta sempre obbligato per il fatto proprio.
Se la cessione � a titolo gratuito, la garanzia � dovuta solo nei casi e nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l'evizione.
Il cedente non risponde della solvenza del debitore, salvo che ne abbia assunto la garanzia. In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha ricevuto; deve inoltre corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della cessione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore e risarcire il danno. Ogni patto diretto ad aggravare la responsabilit� del cedente � senza effetto.
Quando il cedente ha garantito la solvenza del debitore, la garanzia cessa, se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore � dipesa da negligenza del cessionario nell'iniziare o nel proseguire le istanze contro il debitore stesso.
Se il debitore assegna al creditore un nuovo debitore, il quale si obbliga verso il creditore, il debitore originario non � liberato dalla sua obbligazione, salvo che il creditore dichiari espressamente di liberarlo.
Tuttavia il creditore che ha accettato l'obbligazione del terzo non pu� rivolgersi al delegante, se prima non ha richiesto al delegato l'adempimento.
Se il debitore per eseguire il pagamento ha delegato un terzo, questi pu� obbligarsi verso il creditore, salvo che il debitore l'abbia vietato.
Il terzo delegato per eseguire il pagamento non � tenuto ad accettare l'incarico, ancorch� sia debitore del delegante. Sono salvi gli usi diversi.
Il delegante pu� revocare la delegazione, fino a quando il delegato non abbia assunto l'obbligazione in confronto del delegatario o non abbia eseguito il pagamento a favore di questo.
Il delegato pu� assumere l'obbligazione o eseguire il pagamento a favore del delegatario anche dopo la morte o la sopravvenuta incapacit� del delegante.
Il delegato pu� opporre al delegatario le eccezioni relative ai suoi rapporti con questo.
Se le parti non hanno diversamente pattuito, il delegato non pu� opporre al delegatario, bench� questi ne fosse stato a conoscenza, le eccezioni che avrebbe potuto opporre al delegante, salvo che sia nullo il rapporto tra delegante e delegatario.
Il delegato non pu� neppure opporre le eccezioni relative al rapporto tra il delegante e il delegatario, se ad esso le parti non hanno fatto espresso riferimento.
Il terzo che, senza delegazione del debitore, ne assume verso il creditore il debito, � obbligato in solido col debitore originario, se il creditore non dichiara espressamente di liberare quest'ultimo.
Se non si � convenuto diversamente, il terzo non pu� opporre al creditore le eccezioni relative ai suoi rapporti col debitore originario.
Pu� opporgli invece le eccezioni che al creditore avrebbe potuto opporre il debitore originario, se non sono personali a quest'ultimo e non derivano da fatti successivi all'espromissione. Non pu� opporgli la compensazione che avrebbe potuto opporre il debitore originario, quantunque si sia verificata prima dell'espromissione.
Se il debitore e un terzo convengono che questi assuma il debito dell'altro, il creditore pu� aderire alla convenzione, rendendo irrevocabile la stipulazione a suo favore.
L'adesione del creditore importa liberazione del debitore originario solo se ci� costituisce condizione espressa della stipulazione o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo.
Se non vi � liberazione del debitore, questi rimane obbligato in solido col terzo.
In ogni caso il terzo � obbligato verso il creditore che ha aderito alla stipulazione nei limiti in cui ha assunto il debito, e pu� opporre al creditore le eccezioni fondate sul contratto in base al quale l'assunzione � avvenuta.
Tuttavia, se il delegato era insolvente al tempo in cui assunse il debito in confronto del creditore, il debitore originario non � liberato.
Art. 1276. Invalidit� della nuova obbligazione.
Se l'obbligazione assunta dal nuovo debitore verso il creditore � dichiarata nulla o annullata, e il creditore aveva liberato il debitore originario, l'obbligazione di questo rivive, ma il creditore non pu� valersi delle garanzie prestate da terzi.
Se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha pi� corso legale al tempo del pagamento, questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima.
Se la somma dovuta � determinata in una moneta non avente corso legale nello Stato, il debitore ha facolt� di pagare in moneta legale, al corso del cambio nel giorno della scadenza e nel luogo stabilito per il pagamento.
La disposizione dell'articolo precedente non si applica, se la moneta non avente corso legale nello Stato � indicata con la clausola �effettivo� o altra equivalente, salvo che alla scadenza dell'obbligazione non sia possibile procurarsi tale moneta.
Il pagamento deve farsi con una specie di moneta avente valore intrinseco, se cos� � stabilito dal titolo costitutivo del debito, semprech� la moneta avesse corso legale al tempo in cui l'obbligazione fu assunta.
Se per� la moneta non � reperibile, o non ha pi� corso, o ne � alterato il valore intrinseco, il pagamento si effettua con moneta corrente che rappresenti il valore intrinseco che la specie monetaria dovuta aveva al tempo in cui l'obbligazione fu assunta.
Il saggio degli interessi legali � determinato in misura pari al 2,5 per cento in ragione d'anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell'anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, pu� modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l'anno successivo.
Il debitore di un'obbligazione alternativa si libera eseguendo una delle due prestazioni dedotte in obbligazione, ma non pu� costringere il creditore a ricevere parte dell'una e parte dell'altra.
Facolt� di scelta.
La scelta spetta al debitore se non � stata attribuita al creditore o ad un terzo.
La scelta diviene irrevocabile con l'esecuzione di una delle due prestazioni, ovvero con la dichiarazione di scelta, comunicata all'altra parte, o ad entrambe se la scelta � fatta da un terzo.
Se la scelta deve essere fatta da pi� persone, il giudice pu� fissare loro un termine. Se la scelta non � fatta nel termine stabilito, essa � fatta dal giudice.
Art. 1287. Decadenza dalla facolt� di scelta.
Se la facolt� di scelta spetta al creditore e questi non l'esercita nel termine stabilito o in quello fissatogli dal debitore, la scelta passa a quest'ultimo.
Se la scelta � rimessa a un terzo e questi non la fa nel termine assegnatogli, essa � fatta dal giudice.
Art. 1288. Impossibilit� di una delle prestazioni.
L'obbligazione alternativa si considera semplice, se una delle due prestazioni non poteva formare oggetto di obbligazione o se � divenuta impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti.
Art. 1289. Impossibilit� colposa di una delle prestazioni.
Quando la scelta spetta al debitore, l'obbligazione alternativa diviene semplice, se una delle due prestazioni diventa impossibile anche per causa a lui imputabile. Se una delle due prestazioni diviene impossibile per colpa del creditore, il debitore, � liberato dall'obbligazione, qualora non preferisca eseguire l'altra prestazione e chiedere il risarcimento dei danni.
Quando la scelta spetta al creditore, il debitore � liberato dall'obbligazione, se una delle due prestazioni diviene impossibile per colpa del creditore, salvo che questi preferisca esigere l'altra prestazione e risarcire il danno. Se dell'impossibilit� deve rispondere il debitore, il creditore pu� scegliere l'altra prestazione o esigere il risarcimento del danno.
Art. 1290. Impossibilit� sopravvenuta di entrambe le prestazioni.
Qualora entrambe le prestazioni siano divenute impossibili e il debitore debba rispondere riguardo a una di esse, egli deve pagare l'equivalente di quella che � divenuta impossibile per l'ultima, se la scelta spettava a lui. Se la scelta spettava al creditore, questi pu� domandare l'equivalente dell'una o dell'altra.
Le regole stabilite in questa sezione si osservano anche quando le prestazioni dedotte in obbligazione sono pi� di due.
Art. 1292. Nozione della solidariet�.
L'obbligazione � in solido quando pi� debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno pu� essere costretto all'adempimento per la totalit� e l'adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra pi� creditori ciascuno ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione e l'adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori.
Art. 1293. Modalit� varie dei singoli rapporti.
La solidariet� non � esclusa dal fatto che i singoli debitori siano tenuti ciascuno con modalit� diverse, o il debitore comune sia tenuto con modalit� diverse di fronte ai singoli creditori.
Solidariet� tra condebitori.
Divisibilit� tra gli eredi.
Il debitore ha la scelta di pagare all'uno o all'altro dei creditori in solido, quando non � stato prevenuto da uno di essi con domanda giudiziale.
Uno dei debitori in solido non pu� opporre al creditore le eccezioni personali agli altri debitori.
A uno dei creditori in solido il debitore non pu� opporre le eccezioni personali agli altri creditori.
Il debitore in solido che ha pagato l'intero debito pu� ripetere dai condebitori soltanto la parte di ciascuno di essi.
Se uno di questi � insolvente, la perdita si ripartisce per contributo tra gli altri condebitori, compreso quello che ha fatto il pagamento.
La novazione tra il creditore e uno dei debitori in solido libera gli altri debitori. Qualora per� si sia voluto limitare la novazione a uno solo dei debitori, gli altri non sono liberati che per la parte di quest'ultimo.
La remissione a favore di uno dei debitori in solido libera anche gli altri debitori, salvo che il creditore abbia riservato il suo diritto verso gli altri, nel qual caso il creditore non pu� esigere il credito da questi, se non detratta la parte del debitore a favore del quale ha consentito la remissione.
Se la remissione � fatta da uno dei creditori in solido, essa libera il debitore verso gli altri creditori solo per la parte spettante al primo.
Ciascuno dei debitori in solido pu� opporre in compensazione il credito di un condebitore solo fino alla concorrenza della parte di quest'ultimo.
A uno dei creditori in solido il debitore pu� opporre in compensazione ci� che gli � dovuto da un altro dei creditori, ma solo per la parte di questo.
Se nella medesima persona si riuniscono le qualit� di creditore e di debitore in solido, l'obbligazione degli altri debitori si estingue per la parte di quel condebitore.
Se nella medesima persona si riuniscono le qualit� di debitore e di creditore in solido, l'obbligazione si estingue per la parte di questo.
Parimenti, se � intervenuta tra uno dei creditori in solido e il debitore, la transazione non ha effetto nei confronti degli altri creditori, se questi non dichiarano di volerne profittare.
il giuramento prestato dal creditore o dal debitore, ovvero ricusato dal condebitore o dal concreditore in solido, nuoce solo a chi lo ha deferito o a colui al quale � stato deferito.
Gli altri debitori possono opporla al creditore, salvo che sia fondata sopra ragioni personali al condebitore; gli altri creditori possono farla valere contro il debitore, salve le eccezioni personali che questi pu� opporre a ciascuno di essi.
Se l'adempimento dell'obbligazione � divenuto impossibile per causa imputabile a uno o pi� condebitori, gli altri condebitori non sono liberati dall'obbligo solidale di corrispondere il valore della prestazione dovuta. Il creditore pu� chiedere il risarcimento del danno ulteriore al condebitore o a ciascuno dei condebitori inadempienti.
Il riconoscimento del debito fatto da uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri; se � fatto dal debitore nei confronti di uno dei creditori in solido, giova agli altri.
Rinunzia alla solidariet�.
Il creditore che rinunzia alla solidariet� a favore di uno dei debitori conserva l'azione in solido contro gli altri.
Rinunzia alla solidariet�:
2) il creditore che ha agito giudizialmente contro uno dei debitori per la parte di lui, se questi ha aderito alla domanda, o se � stata pronunciata una sentenza di condanna.
Il creditore che riceve, separatamente e senza riserva, la parte dei frutti o degli interessi che � a carico di uno dei debitori perde contro di lui l'azione in solido per i frutti o per gli interessi scaduti, ma la conserva per quelli futuri.
Insolvenza di un condebitore in caso di rinunzia alla solidariet�.
Nel caso di rinunzia del creditore alla solidariet� verso alcuno dei debitori, se uno degli altri � insolvente, la sua parte di debito � ripartita per contributo tra tutti i condebitori, compreso quello che era stato liberato dalla solidariet�.
Sezione IVDelle obbligazioni divisibili e indivisibili
Se pi� sono i debitori o i creditori di una prestazione divisibile e l'obbligazione non � solidale, ciascuno dei creditori non pu� domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte, e ciascuno dei debitori non � tenuto a pagare il debito che per la sua parte.
Limiti alla divisibilit� tra gli eredi del debitore.
Il beneficio della divisione non pu� essere opposto da quello tra gli eredi del debitore, che � stato incaricato di eseguire la prestazione o che � in possesso della cosa dovuta, se questa � certa e determinata.
L'obbligazione � indivisibile, quando la prestazione ha per oggetto una cosa o un fatto che non � suscettibile di divisione per sua natura o per il modo in cui � stato considerato dalle parti contraenti.
Le obbligazioni indivisibili sono regolate dalle norme relative alle obbligazioni solidali, in quanto applicabili, salvo quanto � disposto dagli articoli seguenti.
Indivisibilit� nei confronti con gli eredi.
L'indivisibilit� opera anche nei confronti degli eredi del debitore o di quelli del creditore.
Ciascuno dei creditori pu� esigere l'esecuzione dell'intera prestazione indivisibile. Tuttavia l'erede del creditore, che agisce per il soddisfacimento dell'intero credito, deve dare cauzione a garanzia dei coeredi.
Se uno dei creditori ha fatto remissione del debito o ha consentito a ricevere un'altra prestazione in luogo di quella dovuta, il debitore non � liberato verso gli altri creditori. Questi tuttavia non possono domandare la prestazione indivisibile se non addebitandosi ovvero rimborsando il valore della parte di colui che ha fatto la remissione o che ha ricevuto la prestazione diversa.
Il contratto � l'accordo di due o pi� parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purch� siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.
Tutti i contratti ancorch� non appartengano ai tipi che hanno una disciplina particolare , sono sottoposti alle norme generali contenute in questo titolo.
Norme applicabili agli atti unilaterali. Salvo diverse disposizioni di legge, le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale.
4) la forma, quando risulta che � prescritta dalla legge sotto pena di nullit�.
Il contratto � concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte.
Il proponente pu� ritenere efficace l'accettazione tardiva, purch� ne dia immediatamente avviso all'altra parte.
Qualora il proponente richieda per l'accettazione una forma determinata, l'accettazione non ha effetto se � data in forma diversa.
Esecuzione prima della risposta dell'accettante. Qualora, su richiesta del proponente o per la natura dell'affare o secondo gli usi, la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto � concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l'esecuzione.
L'accettante deve dare prontamente avviso all'altra parte della iniziata esecuzione e, in mancanza, � tenuto al risarcimento del danno.
Art. 1328. Revoca della proposta e dell'accettazione. La proposta pu� essere revocata finch� il contratto non sia concluso. Tuttavia, se l'accettante ne ha intrapreso in buona fede l'esecuzione prima di avere notizia della revoca, il proponente � tenuto a indennizzarlo delle spese e delle perdite sub�te per l'iniziata esecuzione del contratto.
L'accettazione pu� essere revocata, purch� la revoca giunga a conoscenza del proponente prima dell'accettazione.
Se il proponente si � obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo , la revoca � senza effetto.
Nell'ipotesi prevista dal comma precedente, la morte o la sopravvenuta incapacit� del proponente non toglie efficacia alla proposta, salvo che la natura dell'affare o altre circostanze escludano tale efficacia.
Morte o incapacit� dell'imprenditore.
La proposta o l'accettazione, quando � fatta dall'imprenditore nell'esercizio della sua impresa , non perde efficacia se l'imprenditore muore o diviene incapace prima della conclusione del contratto , salvo che si tratti di piccoli imprenditori o che diversamente risulti dalla natura dell'affare o da altre circostanze.
Quando le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l'altra abbia facolt� di accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile per gli effetti previsti dall'articolo 1329.
Se per l'accettazione non � stato fissato un termine, questo pu� essere stabilito dal giudice.
Adesione di altre parti al contratto. Se ad un contratto possono aderire altre parti e non sono determinate le modalit� dell'adesione, questa deve essere diretta all'organo che sia stato costituito per l'attuazione del contratto o, in mancanza di esso a tutti i contraenti originari.
Contratto con obbligazioni del solo proponente. La proposta diretta a concludere un contratto da cui derivino obbligazioni solo per il proponente � irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte alla quale � destinata.
Il destinatario pu� rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi. In mancanza di tale rifiuto il contratto � concluso.
La proposta, l'accettazione , la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all'indirizzo del destinatario , se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilit� di averne notizia.
Offerta al pubblico. L'offerta al pubblico, quando contiene gli estremi essenziali del contratto alla cui conclusione � diretta, vale come proposta , salvo che risulti diversamente dalle circostanze o dagli usi.
La revoca dell'offerta, se � fatta nella stessa forma dell'offerta o in forma equipollente , � efficace anche in confronto di chi non ne ha avuto notizia.
Art. 1337. Trattative e responsabilit� precontrattuale. Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede.
Conoscenza delle cause d'invalidit�.
La parte che, conoscendo o dovendo conoscere l'esistenza di una causa di invalidit� del contratto , non ne ha dato notizia all'altra parte � tenuta a risarcire il danno da questa risentito per avere confidato, senza sua colpa, nella validit� del contratto.
Clausole d'uso. Le clausole d'uso s'intendono inserite nel contratto, se non risulta che non sono state volute dalle parti.
In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilit� , facolt� di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze , limitazioni alla facolt� di opporre eccezioni, restrizioni alla libert� contrattuale nei rapporti coi terzi , tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell'autorit� giudiziaria.
Contratto concluso mediante moduli o formulari. Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari , predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate.
Art. 1343.Causa illecita.
La causa � illecita quando � contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume.
Si reputa altres� illecita la causa quando il contratto costituisce il mezzo per eludere l'applicazione di una norma imperativa.
Motivo illecito. Il contratto � illecito quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe.
Art. 1347. Possibilit� sopravvenuta dell'oggetto.
Il contratto sottoposto a condizione sospensiva o a termine � valido, se la prestazione inizialmente impossibile diviene possibile prima dell'avveramento della condizione o della scadenza del termine.
Cose future. La prestazione di cose future pu� essere dedotta in contratto , salvi i particolari divieti della legge.
Se la determinazione della prestazione dedotta in contratto � deferita a un terzo e non risulta che le parti vollero rimettersi al suo mero arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento. Se manca la determinazione del terzo o se questa � manifestamente iniqua o erronea, la determinazione � fatta dal giudice.
La determinazione rimessa al mero arbitrio del terzo non si pu� impugnare se non provando la sua mala fede. Se manca la determinazione del terzo e le parti non si accordano per sostituirlo, il contratto � nullo.
Devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullit�:
1) i contratti che trasferiscono la propriet� di beni immobili;
4) i contratti che costituiscono o modificano le servit� prediali, il diritto di uso su beni immobili e il diritto di abitazione;
9) i contratti di societ� o di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari per un tempo eccedente i nove anni o per un tempo indeterminato;
Il contratto preliminare � nullo, se non � fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo.
Se le parti hanno convenuto per iscritto di adottare una determinata forma per la futura conclusione di un contratto, si presume che la forma sia stata voluta per la validit� di questo.
� nullo il contratto al quale � apposta una condizione, sospensiva o risolutiva, contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume.
La condizione impossibile rende nullo il contratto se � sospensiva; se � risolutiva, si ha come non apposta.
Se la condizione illecita o impossibile � apposta a un patto singolo del contratto, si osservano, riguardo l'efficacia del patto, le disposizioni dei commi precedenti, fermo quanto � disposto dall'articolo 1419.
� nulla l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo subordinata a una condizione sospensiva che la faccia dipendere dalla mera volont� dell'alienante o, rispettivamente da quella del debitore.
In pendenza della condizione sospensiva l'acquirente di un diritto pu� compiere atti conservativi.
L'acquirente di un diritto sotto condizione risolutiva pu�, in pendenza di questa, esercitarlo, ma l'altro contraente pu� compiere atti conservativi.
Chi ha un diritto subordinato a condizione sospensiva o risolutiva pu� disporne in pendenza di questa; ma gli effetti di ogni atto di disposizione sono subordinati alla stessa condizione.
Colui che si � obbligato o che ha alienato un diritto sotto condizione sospensiva, ovvero lo ha acquistato sotto condizione risolutiva, deve, in pendenza della condizione, comportarsi secondo buona fede per conservare integre le ragioni dell'altra parte.
Retroattivit� della condizione.
Gli effetti dell'avveramento della condizione retroagiscono al tempo in cui � stato concluso il contratto , salvo che, per volont� delle parti o per la natura del rapporto, gli effetti del contratto o della risoluzione debbano essere riportati a un momento diverso.
Se per� la condizione risolutiva � apposta a un contratto ad esecuzione continuata o periodica , l'avveramento di essa, in mancanza di patto contrario, non ha effetto riguardo alle prestazioni gi� eseguite.
L'avveramento della condizione non pregiudica la validit� degli atti di amministrazione compiuti dalla parte a cui, in pendenza della condizione stessa spettava l'esercizio del diritto.
Salvo diverse disposizioni di legge o diversa pattuizione, i frutti percepiti sono dovuti dal giorno in cui la condizione si � avverata.
Art. 1363.Interpretazione complessiva delle clausole. Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo il senso che risulta dal complesso dell'atto.
Espressioni generali. Per quanto generali siano le espressioni usate nel contratto, questo non comprende che gli oggetti sui quali le parti si sono proposte di contrattare.
Quando in un contratto si � espresso un caso al fine di spiegare un patto, non si presumono esclusi i casi non espressi, ai quali, secondo ragione, pu� estendersi lo stesso patto.
Art. 1367.Conservazione del contratto.
Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anzich� in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno.
Le clausole ambigue s'interpretano secondo ci� che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto � stato concluso.
Nei contratti in cui una delle parti � un imprenditore, le clausole ambigue s'interpretano secondo ci� che si pratica generalmente nel luogo in cui � la sede dell'impresa. Art. 1369.
Espressioni con pi� sensi.
Le espressioni che possono avere pi� sensi devono, nel dubbio, essere intese nel senso pi� conveniente alla natura e all'oggetto del contratto.
Regole finali. Qualora, nonostante l'applicazione delle norme contenute in questo capo, il contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato , se � a titolo gratuito, e nel senso che realizzi l'equo contemperamento degli interessi delle parti, se � a titolo oneroso.
Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non pu� essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge.
Recesso unilaterale. Se a una delle parti � attribuita la facolt� di recedere dal contratto, tale facolt� pu� essere esercitata finch� il contratto non abbia avuto un principio di esecuzione.
Nei contratti a esecuzione continuata o periodica, tale facolt� pu� essere esercitata anche successivamente , ma il recesso non ha effetto per le prestazioni gi� eseguite o in corso di esecuzione.
Qualora sia stata stipulata la prestazione di un corrispettivo per il recesso, questo ha effetto quando la prestazione � eseguita.
Il contratto obbliga le parti non solo a quanto � nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l'equit�.
Esecuzione di buona fede. Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede.
Contratto con effetti reali. Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della propriet� di una cosa determinata , la costituzione o il trasferimento di un diritto reale ovvero il trasferimento di un altro diritto, la propriet� o il diritto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato.
Quando oggetto del trasferimento � una determinata massa di cose , anche se omogenee, si applica la disposizione dell'articolo precedente, ancorch�, per determinati effetti, le cose debbano essere numerate, pesate o misurate.
Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento di cose determinate solo nel genere la propriet� si trasmette con l'individuazione fatta d'accordo tra le parti o nei modi da esse stabiliti . Trattandosi di cose che devono essere trasportate da un luogo a un altro, l'individuazione avviene anche mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere.
Il divieto di alienare stabilito per contratto ha effetto solo tra le parti , e non � valido se non � contenuto entro convenienti limiti di tempo e se non risponde a un apprezzabile interesse di una delle parti.
Conflitto tra pi� diritti personali di godimento.
Se nessuno dei contraenti ha conseguito il godimento, � preferito quello che ha il titolo di data certa anteriore.
Colui che ha promesso l'obbligazione o il fatto di un terzo � tenuto a indennizzare l'altro contraente, se il terzo rifiuta di obbligarsi o non compie il fatto promesso.
La clausola, con cui si conviene che, in caso d'inadempimento o di ritardo nell'adempimento , uno dei contraenti � tenuto a una determinata prestazione, ha l'effetto di limitare il risarcimento alla prestazione promessa, se non � stata convenuta la risarcibilit� del danno ulteriore.
La penale � dovuta indipendentemente dalla prova del danno.
Il creditore non pu� domandare insieme la prestazione principale e la penale , se questa non � stata stipulata per il semplice ritardo.
La penale pu� essere diminuita equamente dal giudice, se l'obbligazione principale � stata eseguita in parte ovvero se l'ammontare della penale � manifestamente eccessivo, avuto sempre riguardo all'interesse che il creditore aveva all'adempimento.
Se al momento della conclusione del contratto una parte d� all'altra, a titolo di caparra, una somma di danaro, o una quantit� di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta.
Se la parte che ha dato la caparra � inadempiente, l'altra pu� recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente � invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra pu� recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.
Se per� la parte che non � inadempiente preferisce domandare l'esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno � regolato dalle norme generali.
Se nel contratto � stipulato il diritto di recesso per una o per entrambe le parti, la caparra ha la sola funzione di corrispettivo del recesso.
Il potere di rappresentanza � conferito dalla legge ovvero dall'interessato.
Contratto concluso dal rappresentante. Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei limiti delle facolt� conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.
Capacit� del rappresentante e del rappresentato.
Quando la rappresentanza � conferita dall'interessato , per la validit� del contratto concluso dal rappresentante basta che questi abbia la capacit� di intendere e di volere avuto riguardo alla natura e al contenuto del contratto stesso, sempre che sia legalmente capace il rappresentato.
In ogni caso, per la validit� del contratto concluso dal rappresentante � necessario che il contratto non sia vietato al rappresentato.
Vizi della volont�. Il contratto � annullabile se � viziata la volont� del rappresentante. Quando per� il vizio riguarda elementi predeterminati dal rappresentato, il contratto � annullabile solo se era viziata la volont� di questo.
Nei casi in cui � rilevante lo stato di buona o di mala fede, di scienza o d'ignoranza di determinate circostanze , si ha riguardo alla persona del rappresentante, salvo che si tratti di elementi predeterminati dal rappresentato.
In nessun caso il rappresentato che � in mala fede pu� giovarsi dello stato d'ignoranza o di buona fede del rappresentante.
La procura non ha effetto se non � conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.
Il terzo che contratta col rappresentante pu� sempre esigere che questi giustifichi i suoi poteri e, se la rappresentanza risulta da un atto scritto, che gliene dia una copia da lui firmata.
Conflitto d'interessi. Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d'interessi col rappresentato pu� essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.
Contratto con se stesso. � annullabile il contratto che il rappresentante conclude con se stesso, in proprio o come rappresentante di un'altra parte, a meno che il rappresentato lo abbia autorizzato specificatamente ovvero il contenuto del contratto sia determinato in modo da escludere la possibilit� di conflitto d'interessi.
L'impugnazione pu� essere proposta soltanto dal rappresentato.
Il rappresentante � tenuto a restituire il documento dal quale risultano i suoi poteri, quando questi sono cessati.
Rappresentanza senza potere. Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facolt� conferitegli, � responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validit� del contratto.
Nell'ipotesi prevista dall'articolo precedente, il contratto pu� essere ratificato dall'interessato , con l'osservanza delle forme prescritte per la conclusione di esso.
Il terzo contraente pu� invitare l'interessato a pronunciarsi sulla ratifica assegnandogli un termine, scaduto il quale, nel silenzio, la ratifica s'intende negata.
La facolt� di ratifica si trasmette agli eredi.
Nel momento della conclusione del contratto una parte pu� riservarsi la facolt� di nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti dal contratto stesso.
Termine e modalit� della dichiarazione di nomina.
La dichiarazione non ha effetto se non � accompagnata dall'accettazione della persona nominata o se non esiste una procura anteriore al contratto.
Forme e pubblicit�.
Se per il contratto � richiesta a determinati effetti una forma di pubblicit� , deve agli stessi effetti essere resa pubblica anche la dichiarazione di nomina, con l'indicazione dell'atto di procura o dell'accettazione della persona nominata.
Art. 1404.Effetti della dichiarazione di nomina.
Quando la dichiarazione di nomina � stata validamente fatta, la persona nominata acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dal contratto con effetto dal momento in cui questo fu stipulato.
Effetti della mancata dichiarazione di nomina. Se la dichiarazione di nomina non � fatta validamente nel termine stabilito dalla legge o dalle parti, il contratto produce i suoi effetti fra i contraenti originari.
Della cessione del contratto 1406. Nozione.
Ciascuna parte pu� sostituire a s� un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, purch� l'altra parte vi consenta.
Se una parte ha consentito preventivamente che l'altra sostituisca a s� un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, la sostituzione � efficace nei suoi confronti dal momento in cui le � stata notificata o in cui essa l'ha accettata.
Se tutti gli elementi del contratto risultano da un documento nel quale � inserita la clausola �all'ordine� o altra equivalente, la girata del documento produce la sostituzione del giratario nella posizione del girante.
Rapporti fra contraente ceduto e cedente. Il cedente � liberato dalle sue obbligazioni verso il contraente ceduto dal momento in cui la sostituzione diviene efficace nei confronti di questo.
Tuttavia il contraente ceduto, se ha dichiarato di non liberare il cedente, pu� agire contro di lui qualora il cessionario non adempia le obbligazioni assunte.
Nel caso previsto dal comma precedente, il contraente ceduto deve dare notizia al cedente dell'inadempimento del cessionario, entro quindici giorni da quello in cui l'inadempimento si � verificato; in mancanza � tenuto al risarcimento del danno.
Il contraente ceduto pu� opporre al cessionario tutte le eccezioni derivanti dal contratto, ma non quelle fondate su altri rapporti col cedente, salvo che ne abbia fatto espressa riserva al momento in cui ha consentito alla sostituzione.
Il cedente � tenuto a garantire la validit� del contratto.
Salvo patto contrario, il terzo acquista il diritto contro il promittente per effetto della stipulazione. Questa per� pu� essere revocata o modificata dallo stipulante, finch� il terzo non abbia dichiarato, anche in confronto del promittente, di volerne profittare.
In caso di revoca della stipulazione o di rifiuto del terzo di profittarne, la prestazione rimane a beneficio dello stipulante salvo che diversamente risulti dalla volont� delle parti o dalla natura del contratto.
Se la prestazione deve essere fatta al terzo dopo la morte dello stipulante, questi pu� revocare il beneficio anche con una disposizione testamentaria e quantunque il terzo abbia dichiarato di volerne profittare, salvo che, in quest'ultimo caso, lo stipulante abbia rinunciato per iscritto al potere di revoca.
La prestazione deve essere eseguita a favore degli eredi del terzo se questi premuore allo stipulante, purch� il beneficio non sia stato revocato o lo stipulante non abbia disposto diversamente.
Eccezioni opponibili dal promittente al terzo. Il promittente pu� opporre al terzo le eccezioni fondate sul contratto dal quale il terzo deriva il suo diritto, ma non quelle fondate su altri rapporti tra promittente e stipulante.
Se le parti hanno voluto concludere un contratto diverso da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purch� ne sussistano i requisiti di sostanza e di forma.
Effetti della simulazione rispetto ai terzi. La simulazione non pu� essere opposta n� dalle parti contraenti , n� dagli aventi causa o dai creditori del simulato alienante, ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di simulazione.
Rapporti con i creditori. La simulazione non pu� essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato.
I creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti, e, nel conflitto con i creditori chirografari del simulato acquirente, sono preferiti a questi, se il loro credito � anteriore all'atto simulato.
La prova per testimoni della simulazione � ammissibile senza limiti, se la domanda � proposta da creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valere l'illiceit� del contratto dissimulato , anche se � proposta dalle parti.
Della nullit� del contratto
Cause di nullit� del contratto.
Il contratto � nullo quando � contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente.
Producono nullit� del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325, l'illiceit� della causa, l'illiceit� dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345 e la mancanza nell'oggetto dei requisiti stabiliti dall'articolo 1346.
Il contratto � altres� nullo negli altri casi stabiliti dalla legge.
Nullit� parziale.
La nullit� parziale di un contratto o la nullit� di singole clausole importa la nullit� dell'intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che � colpita dalla nullit�.
La nullit� di singole clausole non importa la nullit� del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative.
Nullit� nel contratto plurilaterale.
Nei contratti con pi� di due parti, in cui le prestazioni di ciascuna sono dirette al conseguimento di uno scopo comune, la nullit� che colpisce il vincolo di una sola delle parti non importa nullit� del contratto, salvo che la partecipazione di essa debba, secondo le circostanze, considerarsi essenziale.
Legittimazione all'azione di nullit�. Salvo diverse disposizioni di legge, la nullit� pu� essere fatta valere da chiunque vi ha interesse e pu� essere rilevata d'ufficio dal giudice.
Imprescrittibilit� dell'azione di nullit�. L'azione per far dichiarare la nullit� non � soggetta a prescrizione, salvi gli effetti dell'usucapione e della prescrizione delle azioni di ripetizione.
Inammissibilit� della convalida.
Il contratto nullo non pu� essere convalidato, se la legge non dispone diversamente.
Il contratto nullo pu� produrre gli effetti di un contratto diverso, del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma, qualora, avuto riguardo allo scopo perseguito dalle parti, debba ritenersi che esse lo avrebbero voluto se avessero conosciuto la nullit�.
Dell'annullabilit� del contratto
Dell'incapacit�
Incapacit� delle parti.
Il contratto � annullabile se una delle parti era legalmente incapace di contrattare.
Il contratto non � annullabile, se il minore ha con raggiri occultato la sua minore et�; ma la semplice dichiarazione da lui fatta di essere maggiorenne non � di ostacolo all'impugnazione del contratto.
Il contraente, il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza, o carpito con dolo, pu� chiedere l'annullamento del contratto, secondo le disposizioni seguenti.
L'errore � causa di annullamento del contratto quando � essenziale ed � riconoscibile dall'altro contraente.
L'errore � essenziale:
2) quando cade sull'identit� dell'oggetto della prestazione ovvero sopra una qualit� dello stesso che, secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi determinante del consenso;
3) quando cade sull'identit� o sulle qualit� della persona dell'altro contraente, sempre che l'una o le altre siano state determinanti del consenso;
4) quando, trattandosi di errore di diritto, � stato la ragione unica o principale del contratto.
L'errore di calcolo non d� luogo ad annullamento del contratto, ma solo a rettifica, tranne che, concretandosi in errore sulla quantit�, sia stato determinante del consenso.
Art. 1431.Errore riconoscibile.
L'errore si considera riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto ovvero alla qualit� dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo.
La parte in errore non pu� domandare l'annullamento del contratto se, prima che ad essa possa derivarne pregiudizio, l'altra offre di eseguirlo in modo conforme al contenuto e alle modalit� del contratto che quella intendeva concludere.
Errore nella dichiarazione o nella sua trasmissione. Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche al caso in cui l'errore cade sulla dichiarazione, o in cui la dichiarazione � stata inesattamente trasmessa dalla persona o dall'ufficio che ne era stato incaricato.
Violenza. La violenza � causa di annullamento del contratto anche se esercitata da un terzo.
La violenza deve essere di tal natura da fare impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre s� o i suoi beni a un male ingiusto e notevole. Si ha riguardo, in questa materia, all'et�, al sesso e alla condizione delle persone.
La violenza � causa di annullamento del contratto anche quando il male minacciato riguarda la persona o i beni del coniuge del contraente o di un discendente o ascendente di lui.
Se il male minacciato riguarda altre persone, l'annullamento del contratto � rimesso alla prudente valutazione delle circostanze da parte del giudice.
Art. 1437.Timore riverenziale.
Il solo timore riverenziale non � causa di annullamento del contratto.
La minaccia di far valere un diritto pu� essere causa di annullamento del contratto solo quando � diretta a conseguire vantaggi ingiusti.
Il dolo � causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l'altra parte non avrebbe contrattato.
Quando i raggiri sono stati usati da un terzo, il contratto � annullabile se essi erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio.
Dolo incidente. Se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto � valido, bench� senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala fede risponde dei danni.
L'annullamento del contratto pu� essere domandato solo dalla parte nel cui interesse � stabilito dalla legge.
L'incapacit� del condannato in istato di interdizione legale pu� essere fatta valere da chiunque vi ha interesse.
Art. 1442. Prescrizione. L'azione di annullamento si prescrive in cinque anni.
Quando l'annullabilit� dipende da vizio del consenso o da incapacit� legale , il termine decorre dal giorno in cui � cessata la violenza, � stato scoperto l'errore o il dolo, � cessato lo stato d'interdizione o d'inabilitazione , ovvero il minore ha raggiunto la maggiore et�.
L'annullabilit� pu� essere opposta dalla parte convenuta per l'esecuzione del contratto, anche se � prescritta l'azione per farla valere.
Se il contratto � annullato per incapacit� di uno dei contraenti, questi non � tenuto a restituire all'altro la prestazione ricevuta se non nei limiti in cui � stata rivolta a suo vantaggio.
Convalida. Il contratto annullabile pu� essere convalidato dal contraente al quale spetta l'azione di annullamento , mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di annullabilit�, e la dichiarazione che s'intende convalidarlo.
Il contratto � pure convalidato, se il contraente al quale spettava l'azione di annullamento vi ha dato volontariamente esecuzione conoscendo il motivo di annullabilit�.
La convalida non ha effetto, se chi l'esegue non � in condizione di concludere validamente il contratto.
L'annullamento che non dipende da incapacit� legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento.
Annullabilit� nel contratto plurilaterale. Nei contratti indicati dall'articolo 1420 l'annullabilit� che riguarda il vincolo di una sola delle parti non importa annullamento del contratto, salvo che la partecipazione di questa debba, secondo le circostanze, considerarsi essenziale.
Art. 1447. Contratto concluso in istato di pericolo.
Il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique, per la necessit�, nota alla controparte, di salvare s� o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona , pu� essere rescisso sulla domanda della parte che si � obbligata.
Il giudice nel pronunciare la rescissione, pu�, secondo le circostanze, assegnare un equo compenso all'altra parte per l'opera prestata.
Azione generale di rescissione per lesione. Se vi � sproporzione tra la prestazione di una parte e quella dell'altra, e la sproporzione � dipesa dallo stato di bisogno di una parte, del quale l'altra ha approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata pu� domandare la rescissione del contratto.
L'azione non � ammissibile se la lesione non eccede la met� del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al tempo del contratto.
La lesione deve perdurare fino al tempo in cui la domanda � proposta.
La rescindibilit� del contratto non pu� essere opposta in via di eccezione quando l'azione � prescritta.
Art. 1450.Offerta di modificazione del contratto.
Il contraente contro il quale � domandata la rescissione pu� evitarla offrendo una modificazione del contratto sufficiente per ricondurlo ad equit�.
Il contratto rescindibile non pu� essere convalidato.
Art. 1452.Effetti della rescissione rispetto ai terzi. La rescissione del contratto non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di rescissione.
Risolubilit� del contratto per inadempimento.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l'altro pu� a sua scelta chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno.
La risoluzione pu� essere domandata anche quando il giudizio � stato promosso per ottenere l'adempimento; ma non pu� pi� chiedersi l'adempimento quando � stata domandata la risoluzione.
Dalla data della domanda di risoluzione l'inadempiente non pu� pi� adempiere la propria obbligazione.
Alla parte inadempiente l'altra pu� intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine , con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s'intender� senz'altro risoluto.
Il termine non pu� essere inferiore a quindici giorni, salvo diversa pattuizione delle parti o salvo che, per la natura del contratto o secondo gli usi, risulti congruo un termine minore.
Decorso il termine senza che il contratto sia stato adempiuto, questo � risoluto di diritto.
Il contratto non si pu� risolvere se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altra.
I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalit� stabilite.
Termine essenziale per una delle parti. Se il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale nell'interesse dell'altra, questa, salvo patto o uso contrario, se vuole esigerne l'esecuzione nonostante la scadenza del termine, deve darne notizia all'altra parte entro tre giorni.
In mancanza, il contratto s'intende risoluto di diritto anche se non � stata espressamente pattuita la risoluzione.
Effetti della risoluzione. La risoluzione del contratto per inadempimento ha effetto retroattivo tra le parti, salvo il caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica, riguardo ai quali l'effetto della risoluzione non si estende alle prestazioni gi� eseguite.
La risoluzione, anche se � stata espressamente pattuita , non pregiudica i diritti acquistati dai terzi , salvi gli effetti della trascrizione della domanda di risoluzione.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti pu� rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria , salvo che termini diversi per l'adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura del contratto.
Tuttavia non pu� rifiutarsi l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze , il rifiuto � contrario alla buona fede.
Ciascun contraente pu� sospendere l'esecuzione della prestazione da lui dovuta, se le condizioni patrimoniali dell'altro sono divenute tali da porre in evidente pericolo il conseguimento della controprestazione, salvo che sia prestata idonea garanzia.
Clausola limitativa della proponibilit� di eccezioni.
La clausola con cui si stabilisce che una delle parti non pu� opporre eccezioni al fine di evitare o ritardare la prestazione dovuta, non ha effetto per le eccezioni di nullit� , di annullabilit� e di rescissione del contratto.
Nei casi in cui la clausola � efficace, il giudice, se riconosce che concorrono gravi motivi, pu� tuttavia sospendere la condanna, imponendo, se del caso, una cauzione.
Dell'impossibilit� sopravvenuta
Impossibilit� totale.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilit� della prestazione dovuta non pu� chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia gi� ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito.
Impossibilit� parziale.
Quando la prestazione di una parte � divenuta solo parzialmente impossibile, l'altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e pu� anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all'adempimento parziale.
Nei contratti che trasferiscono la propriet� di una cosa determinata ovvero costituiscono o trasferiscono diritti reali , il perimento della cosa per una causa non imputabile all'alienante non libera l'acquirente dall'obbligo di eseguire la controprestazione, ancorch� la cosa non gli sia stata consegnata.
Qualora oggetto del trasferimento sia una cosa determinata solo nel genere , l'acquirente non � liberato dall'obbligo di eseguire la controprestazione, se l'alienante ha fatto la consegna o se la cosa � stata individuata.
L'acquirente � in ogni caso liberato dalla sua obbligazione, se il trasferimento era sottoposto a condizione sospensiva e l'impossibilit� � sopravvenuta prima che si verifichi la condizione.
Impossibilit� nel contratto plurilaterale.
Nei contratti indicati dall'articolo 1420 l'impossibilit� della prestazione di una delle parti non importa scioglimento del contratto rispetto alle altre, salvo che la prestazione mancata debba, secondo le circostanze, considerarsi essenziale.
Dell'eccessiva onerosit�
Nei contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti � divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione pu� domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dall'articolo 1458.
La risoluzione non pu� essere domandata se la sopravvenuta onerosit� rientra nell'alea normale del contratto.
La parte contro la quale � domandata la risoluzione pu� evitarla offrendo di modificare equamente le condizioni del contratto.
Contratto con obbligazioni di una sola parte. Nell'ipotesi prevista dall'articolo precedente se si tratta di un contratto nel quale una sola delle parti ha assunto obbligazioni, questa pu� chiedere una riduzione della sua prestazione ovvero una modificazione nelle modalit� di esecuzione, sufficienti per ricondurla ad equit�.
Contratto aleatorio. Le norme degli articoli precedenti non si applicano ai contratti aleatori per loro natura o per volont� delle parti.
Dei contratti del consumatore Art. 1469-bis. Contratti del consumatore.
Le disposizioni del presente titolo si applicano ai contratti del consumatore, ove non derogate dal codice del consumo o da altre disposizioni pi� favorevoli per il consumatore.
Art. 1469-ter.
Accertamento della vessatoriet� delle clausole.
Art. 1469-quater.
Forma e interpretazione. Art. 1469-quinquies. Inefficacia. Art. 1469-sexies.

References: Art. 1175

Art. 1176

Art. 1177

Art. 1178

Art. 1179

Art. 1180

Art. 1181

Art. 1182

Art. 1183

Art. 1184

Art. 1185

Art. 1186

Art. 1187

Art. 1188

Art. 1189
 Art. 1190

Art. 1191

Art. 1192

Art. 1193

Art. 1194

Art. 1196

Art. 1199

Art. 1200

Art. 1201

Art. 1202

Art. 1203

Art. 1204

Art. 1205
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 1225

Art. 1248

Art. 1249

Art. 1255

Art. 1256

Art. 1258

Art. 1260

Art. 1276

Art. 1287

Art. 1288

Art. 1289

Art. 1290

Art. 1292

Art. 1293
 sentenza 

Art. 1328

Art. 1337

Art. 1343

Art. 1347

Art. 1363

Art. 1367
 Art. 1369

Art. 1404

Art. 1431

Art. 1437

Art. 1442

Art. 1447

Art. 1450

Art. 1452
 Art. 1469

Art. 1469

Art. 1469
 Art. 1469
 Art. 1469