Source: http://www.studiolegaledamoli.it/tag/sentenza/
Timestamp: 2019-11-18 13:34:52+00:00

Document:
sentenza Archivi - Studio Legale Damoli
Tag Archivio per: sentenza
Sei in: Home / sentenza
La Corte di Cassazione, Sezione V Penale, con sentenza depositata il 12 novembre, ha affermato che il mancato avviso da parte della Polizia di farsi assistere da un avvocato prima di svolgere il prelievo ematico, produce una nullità di tipo generale a regime intermedio.
Il caso di specie portato all’attenzione della Consulta riguardava la responsabilità penale di un imputato per il reato di guida in stato di ebbrezza, con condanna a 6 mesi di arresto, 4.000 euro di multa e sospensione della patente per 2 anni.
La Corte di Appello, aveva riformato parzialmente la sentenza del Tribunale a seguito della domanda di giudizio abbreviato per la concessa sospensione condizionale della pena.
L’imputato, a seguito dell’incidente, veniva condotto in nosocomio e, a seguito dei controlli, risultava positivo all’alcoltest.
Gli Ermellini hanno statuito che la violazione dell’obbligo di dare avviso al conducente di farsi assistere da un difensore di fiducia, in caso di alcoltest, determina una nullità di ordine generale a regime intermedio che può essere dedotta fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado, ma che risulta sanata nel caso in cui l’imputato abbia fatto richiesta di rito abbreviato.
Per tali osservazioni, il ricorso è stato rigettato poiché inammissibile.
Novembre 16, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/11/alcoltest-ospedale-avviso-potersi-assistere-un-legale-obbligatorio.jpg 400 1200 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-11-16 12:56:562019-11-16 12:58:24La violazione dell’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore determina una nullità di ordine generale a regime intermedio
Risoluzione del contratto in caso di alterazione del contachilometri e dichiarazioni mendaci sullo stato di usura del veicolo
La Seconda sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 24855/2019, depositata il 04 ottobre 2019, ha statuito che nel caso in cui risulti, da contratto, una vettura non conforme a quella indicata, l’acquirente può proporre domanda di risoluzione. Per tale motivo non vi sono alternative per il venditore se le dichiarazione sullo stato della macchina sono mendaci.
Un uomo ha stipulato un contratto di compravendita di una autovettura usata Nissan.
In primo grado è stata rigettata la domanda di risoluzione contrattuale per la non conformità della vettura con quella indicata in contratto.
L’acquirente ha proposto ricorso per Cassazione contro la pronuncia della Corte d’Appello che ha dichiarato inammissibile il gravame proposto.
La Corte ha precisato che il ricorrente ha proposto la domanda di risoluzione del contratto ai sensi degli artt. 1490 e 1492 c.c., per non conformità del veicolo con quella descitta in contratto; in appello ha fatto riferimemento anche sulla malafede e sul dolo della venditrice con domanda di annullamento del contratto.
Tale domanda nuova non ha pregiudicato quella originaria di risoluzione sulla quale i giudici dell’Appello avrebbero dovuto pronunciarsi.
Per tale motivo gli Ermellini hanno accolto il ricorso e cassato con rinvio la sentenza.
Macchina alterata km
Ottobre 9, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/10/KM_revisione_Auto.jpg 1080 1620 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-10-09 17:58:522019-10-09 17:58:54Risoluzione del contratto in caso di alterazione del contachilometri e dichiarazioni mendaci sullo stato di usura del veicolo
Può costituire oggetto di servitù una finestra aperta sul fondo di terzi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23943/2019, depositata in data 25 settembre 2019, ha statuito che le luci che sono state aperte su un fondo di terzi, con lo scopo di arieggiare e dare luminosità, possono costituire oggetto di servitù «costituita per destinazione del padre di famiglia».
Nel complesso di un edificio, due coniugi, proprietari di un appartamento, hanno denunciato la costruzione di un gabbiotto nel cortile dello stabile, accostato al muro perimetrale adiacenza alla veranda dei suddetti attori.
I coniugi hanno domandato al convenuto la chiusura della finestra, nonostante che tale manufatto, secondo testimonianze, fosse stato costruito antecedentemente all’acquisto del loro appartamento.
In base a un già assodato principio della Cassazione, le luci che si aprono sul fondo altrui, fra un vano e l’altro dello stesso edificio, possono costituire oggetto di servitù «costituita per destinazione del padre di famiglia».
Pertanto, è preclusa la questione della finestra nel giudizio definito con la sentenza gravata, secondo costante orientamento giurisprudenziale, nel giudizio di rinvio opera l’efficacia preclusiva della sentenza di cassazione con rinvio.
Settembre 27, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/09/Unknown-8.jpg 162 311 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-09-27 11:38:092019-09-27 11:38:12Può costituire oggetto di servitù una finestra aperta sul fondo di terzi
Fauna selvatica: non si possono organizzare feste, presso parchi naturali e regionali, con musica ad alto volume senza autorizzazione
Con sentenza n. 38945/2019, depositata il 23 settembre 2019, la Corte di Cassazione, sezione III Penale, ha statuito che non si posso organizzare feste, presso parchi regionali, senza autorizzazione, poichè le emissioni sonore possono arrecare disturbo agli animali presenti nei parchi regionale e naturali.
Il Tribunale ha condannato i proprietari di un locale per avere organizzato in un’area esterna del locale pubblico (sito nel parco regionale) serate con musica ad alto volume e luci colorate, senza la regolare autorizzazione.
La Corte d’Appello, a seguito dell’impugnazione, ha confermato la sentenza e respinto i motivi dei due imputati.
Proposto ricorso per Cassazione, è stato lamentato, in uno dei motivi, il mancato danno arrecato alla fauna selvatica.
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, non ha accolto i motivi proposti dagli imputati poichè, gli stessi, avrebbero dovuto seguire le norme previste dai regolamenti dei parchi naturali e regionali.
Proprio nel regolamento del Parco, è previsto un divieto di “emissioni sonore che possono arrecare disturbo all’habitat naturale nelle sue varie componenti, agli utenti e fruitori del parco e in generale alla tranquillità dei luoghi”.
Gli Ermellini hanno respinto i ricorsi degli imputati e li ha condannati al pagamento delle spese processuali.
reati ambientali musica
Settembre 24, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/09/evergreen-fest-torino-2019-633x400.jpg 400 633 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-09-24 18:05:342019-09-24 18:05:37Fauna selvatica: non si possono organizzare feste, presso parchi naturali e regionali, con musica ad alto volume senza autorizzazione
E’ sempre responsabile il proprietario di un fondo per l’abbandono abusivo di rifiuti da parte di terzi?
Il T.A.R. Campania, con la sentenza n. 4448, depositata in data 03 settembre 2019, ha affermato che il proprietario di un fondo è responsabile per colpa, anche omissiva, della bonifica del suolo di sua proprietà qualora non abbia adottato le cautele dovute per preservarlo dall’abusivo abbandono di rifiuti altrui.
Il ricorrente impugnava il provvedimento del Sindaco che ordinava la rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati in un’area di sua proprietà oltre alla bonifica della stessa, chiedendo la sospensione cautelare dell’ordinanza.
Il Comune non si costituiva in giudizio e il Giudice accoglieva l’istanza di sospensione.
Il TAR, richiamando altri precedenti giurisprudenziali, ha statuito che è richiesta la diligenza media in capo al titolare del fondo nel vigilare l’area di sua proprietà per evitare l’abbandono di rifiuti da parte di estranei, fattispecie regolata dall’art. 192 del Dlgs n. 152/2006.
Per rimproverare una condotta colpevole/omissiva al proprietario del terreno è necessario che gli organi preposti alla vigilanza svolgano accertamenti in contradditorio con gli interessati.
Nel caso di specie è mancato lo svolgimento di specifici accertamenti in contradditorio sullo stato dei luoghi con gli interessati del provvedimento di smaltimento e rimozione dei rifiuti, l’Amministrazione avrebbe dovuto accertare la situazione di abbandono dei rifiuti sulla base di elementi precisi e circostanziati.
TAR Campania n. 4448_2019
Settembre 23, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/09/rifiuti.jpg 457 798 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-09-23 17:02:242019-09-23 17:02:28E’ sempre responsabile il proprietario di un fondo per l’abbandono abusivo di rifiuti da parte di terzi?
Dall’attività svolta dall’avvocato si parametra l’onorario
Con sentenza n. 22455/2019, depositata il 09 settembre 2019, la Corte di Cassazione, sezione II Civile, ha stabilito che in base all’importo oggetto della domanda deve essere parametrato il valore della controversia che sarà oggetto di accertamento da parte del giudice in ogni corcostanza.
Un avvocato ha proposto ricorso per il pagamento di Euro 14.667,00 oltre accessori a titolo di compenso per l’assistenza professionale in una controversia per lo scioglimento di comunione ereditaria previo disconoscimento di testamento olografo.
La resistente si è opposta chiedendo il mutamento del rito nella forma del sommario di cognizione.
L’intimata è stata condannata a pagare la minor somma, rispetto a quanto domandato dall’avvocato, pari ad Euro 8.532,54, compensando le spese per la metà.
Quanto sostenuto dal Tribunale è che il calcolo del compenso proposto dall’avvocato doveva essere parametrato non tanto sull’intero asse ereditario, bensì sulla quota di spettanza dell’erede.
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, ha affermato che, è necessario che il giudice deve verificare, caso per caso, l’attività di difesa svolta dal legale, valutare il caso specifico, in modo da stabilire se l’importo oggetto della domanda possa costituire un parametro di riferimento idoneo.
La Corte, infine, ha accolto il ricorso dell’avvocato e ha cassato e rinviato al Tribunale di Avellino in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.
Sentenza compensi avv
Settembre 11, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/09/1_a_b_a-compensi-professionali-avvocati.jpg 500 750 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-09-11 10:47:092019-09-11 10:47:12Dall'attività svolta dall'avvocato si parametra l'onorario
Il T.A.R. Marche, con la sentenza n. 484, depositata in data 12 luglio 2019, ha affermato che l’ordinanza di demolizione di un manufatto realizzato in assenza del permesso di costruire deve essere motivata, anche sinteticamente, purché siano indicate specificatamente le ragioni che hanno indotto l’amministrazione comunale a qualificare la realizzazione dell’intervento edilizio come nuova costruzione.
La ricorrente, in qualità di committente ed esecutrice dei lavori, impugnava l’ordinanza di demolizione di opere (nella fattispecie copertura di spazio esterno con materiale plastico e legno e copertura di terrazzo) realizzate in assenza di titolo edilizio con conseguente aumento di volumetria dell’edificio esistente. Il Comune si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso. Successivamente il T.A.R. sospendeva il provvedimento impugnato, accogliendo l’istanza cautelare proposta dalla ricorrente.
Il T.A.R. Marche, riprendendo un precedente giurisprudenziale del Consiglio di Stato del 2018, ha statuito che l’Amministrazione ha l’onere di motivare in modo esaustivo le ragioni che inducono a qualificare l’opera realizzata come nuova costruzione, a fronte di manufatti che in relazione alle dimensioni, alla natura pertinenziale e al materiale realizzato potrebbero essere ricondotti nell’alveo di interventi realizzati senza permesso di costruire. Lo svolgimento di un’attenta istruttoria risponde all’esigenza di individuare le parti che hanno una certa rilevanza edilizia in modo tale che l’ordine di demolizione non riguardi l’intera struttura, con conseguente possibile acquisizione da parte dell’amministrazione dell’area interessata qualora il privato non ottemperi.
Nel caso di specie le opere realizzate sono costituite da strutture facilmente amovibili e da altre più stabili e pertanto è necessaria un’adeguata motivazione sulle ragioni per cui le suddette opere comportino un aumento di volume e di superficie utile dell’edificio esistente, tali da necessitare il rilascio di un permesso di costruire.
Sentenza TAR Marche n. 484_2019
Agosto 9, 2019 /da Mattia Verza
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/08/copertura-terrazzo-in-legno_NG1.jpg 555 745 Mattia Verza http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Mattia Verza2019-08-09 07:56:512019-08-09 07:56:53Il Comune deve motivare l’ordine di demolizione di un manufatto realizzato in assenza di un titolo autorizzativo?

References: sentenza

 sentenza

 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 
 sentenza 

Sentenza