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Timestamp: 2020-07-04 18:12:17+00:00

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guide alpine – Alessandro Gogna
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Pubblicato il 24 Giugno 2016 20 Ottobre 2016 di Administrator — Lascia un commento
L’accompagnamento professionale in montagna è un ambito assai controverso, un territorio che da ormai molto tempo le Guide Alpine (articolate in collegi regionali o provinciali nel cosiddetto CONAGAI – Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane – www.guidealpine.it/) si sono trovate a condividere con altre figure. Alcune di queste hanno un’investitura legale, altre sono del tutto abusive. Aggiungiamo che, quando si dice montagna, s’intende una vastissima gamma di tipi di terreno, dal facile all’estremo, dall’innevato al ghiacciato, dall’escursione naturalistica alla discesa di canyon spettacolari, dallo scialpinismo al fuoripista e alle ciaspole.
Per questo motivo in molte regioni operano anche gli Accompagnatori di Media Montagna (AMM), professionisti iscritti negli elenchi speciali dei Collegi Regionali e Provinciali delle Guide Alpine che conseguono il titolo di AMM (attività professionale esercitata ai sensi degli articoli 21 e 22 della legge 6/1989), attraverso corsi di formazione ed esami organizzati dai Collegi delle Guide Alpine. Questa figura professionale è abilitata a condurre singoli o gruppi su terreni escursionistici senza limiti altitudinali (lo ha sancito la sentenza della Corte Costituzionale numero 459 del 14 dicembre 2005), con l’esclusione però dei terreni dove è necessario l’impiego, per la progressione ma anche solo per la sicurezza, di attrezzature alpinistiche (corde, imbragature, ramponi, piccozze o strumenti di autoassicurazione (rinvii, connettori, ecc.), e comunque tutti i terreni in cui sia necessario impiegare tecniche alpinistiche (Legge n. 6 del 2 gennaio 1989).
In tutte le regioni e province autonome, a eccezione dell’Alto Adige, per questo genere di accompagnamento “escursionistico” si è affiancata (o era pre-esistente) la figura della Guida Ambientale Escursionistica (GAE), aderente all’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE– www.aigae.eu/), nata nel 1992 e con 3.000 soci attivi. E’ ovvio che i collegi regionali in cui quest’associazione si articola sono ben più significativi numericamente in quelle regioni o province autonome in cui, per le ragioni più diverse, non sono stati istituiti gli AMM.
In questa situazione, dato che il mercato dell’accompagnamento è comunque limitato, le due associazioni sono da tempo in rotta di collisione.
Lo scorso 22 settembre 2015, il CONAGAI e l’AIGAE hanno firmato un documento di intenti per il quale, in una sorta di “non-belligeranza”, si sarebbe dovuto dare il via a un tavolo di lavori congiunto per un più pacifico futuro dell’accompagnamento escursionistico.
Successivamente all’accordo, che prevedeva sostanzialmente che le due associazioni lavorassero congiuntamente al superamento delle anacronistiche sovrapposizioni delle diverse figure professionali di accompagnamento in escursionismo, è stata improvvisamente proposta dalla Regione Sicilia una nuova legge che istituisce la figura delle Guide di Media Montagna.
Il tavolo di lavoro: Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane e AIGAE
L’AIGAE ha diramato a questo proposito un comunicato stampa del 12 aprile 2016, in cui sostiene che la Regione Sicilia ha “rispolverato e distorto la facoltatività di istituire a livello regionale la figura degli Accompagnatori di Media Montagna (AMM) prevista dall’obsoleta legge 6 del lontano 1989”. Secondo l’AIGAE si tratta di una vera e propria “invenzione legislativa”, anacronistica, caotica, in contrasto con le leggi nazionali, che “non aiuta né il turismo né l’occupazione”.
A questo comunicato non poteva mancare la risentita risposta del CONAGAI, che il 19 maggio 2016 dirama un comunicato stampa che suona come evidente ripresa delle ostilità: “La legge parla chiaro e i tribunali lo confermano: gli unici professionisti abilitati all’accompagnamento escursionistico in montagna sono formati dalle Guide Alpine”.
Riportiamo integralmente il comunicato CONAGAI n. 4/16 del 19 maggio 2016.
Lo scorso aprile l’Associazione italiana Guide ambientali escursionistiche ha diramato un comunicato stampa a cui le Guide Alpine Italiane non possono rimanere indifferenti, essendo peraltro questo l’ultimo atto di una annosa querelle, che lo scorso settembre pareva essere arrivata al termine. Preso atto che così non è stato e atteso il parere del tribunale di Torino che ha dato torto alle Guide ambientali escursionistiche, il Collegio Nazionale delle Guide Alpine ribadisce una volta per tutte che la legge italiana 6/89 stabilisce inequivocabilmente che l’accompagnamento su terreno montano è esclusiva prerogativa delle Guide Alpine e delle figure formate all’interno del Collegio, con formazione quindi e competenze garantite dagli standard internazionali. Un’esclusiva che ha come unico scopo la sicurezza pubblica nell’ambito di un’attività in cui esistono rischi oggettivi.
A sinistra, il presidente dell’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE) Stefano Spinetti; a destra, il presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane (CONAGAI) Cesare Cesa Bianchi
Infine il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane ci tiene a rassicurare le Guide ambientali escursionistiche che operano in montagna che saranno in tutti i modi favoriti i processi di confluenza all’interno di CONAGAI al fine non solo di preservare la continuazione del loro lavoro, ma anzi di poterlo esercitare nel rispetto delle leggi attuali. L’invito ad AIGAE è quello di smettere di perseguire una strada di scontro e di agevolare invece i propri soci che operano in montagna alla confluenza nel CONAGAI e quindi nella legalità.
L’AIGAE risponde pressoché immediatamente con il Comunicato stampa n.7/16 del 19 maggio 2016 dal titolo “La legge parla chiaro, le guide alpine no!”. Senza mezzi termini è affermato che “il comunicato delle Guide Alpine sulla presunta esclusività nell’accompagnamento escursionistico è colmo di errori grossolani e falsità”. Per l’AIGAE si è così a “una clamorosa occasione di dialogo sprecata da una livorosa difesa corporativistica di superati recinti immaginari, che fa compiere alla categoria un balzo all’indietro di decenni, danneggiando prima di tutto il turismo in natura”.
Riportiamo anche questo lungo comunicato integralmente.
Nota: si intendano nel testo a seguire le sigle GAE per Guide Ambientali Escursionistiche; AMM per Accompagnatori di Media Montagna; MISE, per Ministero per lo Sviluppo Economico.
Da notare che il Collegio Guide Alpine Abruzzo, nel richiedere informazioni al MISE, ha inviato il solo articolo 16 della legge Regione Abruzzo 86/98, addirittura mettendolo in evidenza con carattere in grassetto (si tratta di un orrendo pasticcio giuridico che vorrebbe ridurre la Guida Ambientale Escursionistica a una specializzazione dell’Accompagnatore di Media Montagna, straripando ben oltre i confini impostigli dalla legge nazionale e conferendo all’AMM fantasiose competenze che non gli sono proprie e che non trovano riscontro nella citata legge di riferimento nazionale n. 6/89).
La nota del Ministero all’AIGAE che ne è seguita, fuorviata dalla subdola richiesta, non è stata come vogliono far credere “In Abruzzo le GAE non possono operare perché ci sono gli AMM”, bensì “Dato che esiste una legge regionale che parla di GAE, dovete tenerne conto”. CAPITA LA DIFFERENZA?
Ovvio poi che la Regione Abruzzo dal 1998 a oggi si è ben guardata dal rilasciare negli anni a chicchessia il titolo di GAE come specializzazione degli AMM, ben sapendo che… non lo può fare, senza addentrarsi in un ginepraio giuridico!
Ad avviso dell’AIGAE tali comportamenti comportavano una violazione di quanto stabilito dalla lettera di intenti che impegnava le parti a “ricercare una soluzione bonaria a tutti i conflitti e le problematiche a oggi emerse così come a quelle che dovessero emergere in futuro”.
Questa mancanza di rispetto dei patti viene prontamente segnalata dal Presidente AIGAE al Presidente CONAGAI, con e-mail del 23/12/2015, cui non è mai giunta risposta.
Alle nostre richieste di chiarimenti è stato risposto che il Collegio Nazionale non ha controllo né poteri nei confronti dei Collegi regionali, facendoci dubitare sull’effettivo potere di rappresentanza e attendibilità dei nostri interlocutori.
FALSO. La legge 6/89 non cita mai la parola “esclusiva” né tantomeno gli “standard internazionali”. Al contrario, il CONAGAI volutamente ignora che la sentenza n. 372 inappellabile di CORTE COSTITUZIONALE del 6 luglio 1989, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 7, commi 2-3-6 e 7 e dell’art. 22, commi 5 e 7 della L. 6/89 che ponevano le modalità di effettuazione dei corsi ed esami per Guida Alpina e AMM. Ebbene, mentre per le Guide Alpine il vuoto legislativo è stato colmato dall’art. 23 della legge 81 dell’8 marzo 1991, per gli AMM ciò non è mai avvenuto. Allo stato, quindi, non esistono le norme statali di riferimento, da riprodurre nelle leggi regionali, per dettare le regole dei corsi di formazione e degli esami per l’abilitazione all’esercizio della professione di AMM.
3) “Successivamente una nota inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico ad AIGAE ha invitato l’Associazione a precisare l’ambito di svolgimento dell’attività dei suoi iscritti, in modo da evitare sovrapposizioni con la disciplina della professione contenuta nella legge 6 del 1989. La nota metteva in evidenza le criticità legislative relative alla loro professione e tornava a sottolineare la necessità di risolvere il conflitto scaturito dalla coesistenza di diverse leggi che disciplinano il settore”.
ORRORE. A parte che sarebbe interessante capire perché “è dovuta”. Ma se si vuole che sia legittima deve ad esempio istituire la figura corretta e non chiamarsi come è stato fatto “Guida di Media Montagna”, figura fantasiosa non contemplata dalla L.6/89 e di cui sono oltretutto ancora vaghi ambiti e regolamenti.
ERRORE. I limiti altitudinali sono verso il basso, poiché è il nome stesso a rendere ridicolo l’Accompagnatore di Media Montagna in pianura, sulle dune o in collina, essendo impossibile stabilire i confini della montagna a causa della soppressione del criterio altimetrico (vedi sentenza Corte Costituzionale sopra citata) e ancora meno cosa sia la media montagna. Ma soprattutto l’esercizio della professione di AMM, per essere consentito in tutto il territorio italiano e cioè al di fuori dei collegi regionali di cui fanno parte, necessita il rispetto di quanto previsto dalla stessa legge 6/89 art.22 e non è così facile come si vuol far credere. Di fatto gli AMM sono vincolati a operare nelle regioni in cui sono iscritti ai relativi Collegi, difficilmente più di uno. Mentre le GAE, essendo liberi professionisti ai sensi della L.4/2013 non hanno limiti regionali né tantomeno nazionali, ricadendo fra l’altro a pieno titolo nelle normative europee sulla libera circolazione delle professioni.
FALSO. La lettera d’intenti era stata sottoscritta per cercare di trovare insieme una strada comune per armonizzare le professioni di accompagnamento (basta leggere la lettera allegata per capire che è così). L’unica proposta in tal senso è stata presentata da AIGAE a CONAGAI il 18/12/2015 e alla stessa non è seguita mai – neanche a dirlo – nessuna risposta né controproposta.
ORRORE ED ERRORE. Che il CONAGAI faccia sonni tranquilli. Noi non vogliamo né entrare nel loro Collegio né diventare Accompagnatori di Media Montagna, poiché siamo altro (sempre per citare letteralmente la Corte Costituzionale che sancisce in modo inappellabile la piena legalità delle GAE). Le leggi le rispettiamo sempre e comunque. A questo proposito, visto che lo abbiamo già fatto con il Collegio Regionale Guide Alpine Abruzzo ovviamente senza ricevere risposta, invitiamo a controllare meglio l’operato degli iscritti: AMM che accompagnano su neve, che operano al di fuori dei territori dei Collegi di appartenenza, che propongono pacchetti turistici senza licenza, ecc…
Vuole il CONAGAI spiegare perché i Collegi Regionali, pur essendo obbligati dalla legge 6/89, art. 14, comma 2., lettera c) a mantenere i rapporti con gli organismi e le associazioni rappresentative di altre categorie professionali, e pur professandosi così rispettosi delle leggi, si rifiutano di farlo con l’AIGAE che inequivocabilmente è un’associazione rappresentativa di altra categoria professionale?
Direi che per il momento basta così, in attesa di ulteriori sviluppi. Chi volesse approfondire il punto di vista di tre collegi regionali/provinciali delle Guide Alpine può consultare l’ottimo articolo (anche se leggermente datato) pubblicato da Altitudini.it il 14 giugno 2013
http://altitudini.it/guide-alpine-chi-sono-gli-abusivi/
Tag: abusivismo, Accompagnatori Media Montagna, AIGAE, CONAGAI, cultura di montagna, escursionismo, guide alpine, Guide ambientali escursionistiche, legislazione
Pubblicato il 22 Giugno 2016 20 Ottobre 2016 di Administrator — Lascia un commento
Tag: accompagnamento, Capo Caccia, cultura, denuncia, guide alpine, saggio, Sardegna, turismo, via ferrata
Pubblicato il 20 Giugno 2016 20 Ottobre 2016 di Administrator — Lascia un commento
Riordino nelle professioni di guida alpina e accompagnatore
Il 19 aprile 2016 il presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane Cesare Cesa Bianchi e il presidente della Commissione Tecnica Andrea Sarchi hanno incontrato a Roma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti e l’Onorevole Flavia Piccoli Nardelli, presidente VII Commissione (Cultura, scienze e istruzione) della Camera, vale a dire la commissione che ha in esame l’emendamento alla legge 6/89 che organizza la professione dell’accompagnamento in montagna.
Riguardo all’emendamento della legge 6/89, De Vincenti e Piccoli Nardelli hanno espresso la volontà di seguire una strada di concertazione tra Camera e Senato, lasciando intendere una reale possibilità di arrivare ad approvarlo entro la fine dell’anno 2016.
Roma, 19 aprile 2016: da sinistra, Claudio De Vincenti, Flavia Piccoli Nardelli, Cesare Cesa Bianchi e Andrea Sarchi
Come punto di riferimento per la riforma della legge che governa la professione delle Guide Alpine sarà preso proprio il testo dell’emendamento fornito dal Collegio tramite l’onorevole Enrico Borghi. Confronteranno la proposta con quelle dei Deputati Gianni Melilla e Andrea Vallascas, le quali a loro volta partivano in realtà anch’esse dall’emendamento suggerito dalle guide, solo in una versione meno aggiornata. Di fatto l’emendamento sarà pertanto confrontato con altre versioni di “se stesso”, con ottime possibilità di arrivare all’approvazione senza sostanziali cambiamenti.
In estrema sintesi, ecco cosa propone l’emendamento:
– che l’Accompagnatore di Media Montagna diventi una figura nazionale e non più regionale e sia abilitata all’accompagnamento su neve;
– che la Guida Vulcanologica sia abilitata all’accompagnamento su neve, allo scialpinismo e all’alpinismo sull’Etna;
– che sia istituita la nuova figura di Guida canyoning;
– che sia istituita la nuova figura del Maestro di arrampicata;
– che sia dato diritto di voto e rappresentanza a tutti;
– che siano istituiti i Collegi regionali anche in assenza delle Guide Alpine.
Sebbene il Dipartimento di riferimento per le Guide Alpine sia quello dello Sport, l’attività delle Guide Vulcanologiche e degli Accompagnatori di Media Montagna è sotto la vigilanza del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo. De Vincenti e Piccoli Nardelli si sono impegnati a istituire un contatto tecnico diretto tra il Collegio Nazionale e il Ministero, il che da un lato semplifica le comunicazioni, e dall’altro permette al Collegio di essere più presente a quel tavolo e di far sentire la propria voce.
Aggiunta al post (24 giugno 2016)
Modifiche alla legge 2 gennaio 1989, n. 6 – Proposta di legge (presentata alla Camera dei Deputati il 20 maggio 2016).
Tag: cultura, guide alpine, legge 6/1989, saggio
Pubblicato il 30 Novembre 2015 20 Ottobre 2016 di Administrator — Lascia un commento
Tag: denuncia, elisoccorso, guide alpine, inchiesta, professionismo, saggio, Soccorso Alpino, volontariato
Pubblicato il 2 Settembre 2015 20 Ottobre 2016 di Administrator — Lascia un commento
Dodici anni dopo nel 1995 ero in una situazione tra coloro che stanno sospesi, perché ero Aspirante Guida ma non ero iscritto all’albo. C’era una ristrutturazione burocratica a livello regionale. Quindi hanno fatto una specie di sanatoria e in Lombardia, con un corso di tre giorni… sono passato, fine (mentre ora fai una cinquantina di giorni per diventare Aspirante e altrettanti per diventare Guida). Allora c’erano 30/35 persone nelle mie stesse condizioni, abbiamo avuto la stessa fortuna! Dunque sono Guida Alpina dal 1995. Ogni 3 anni faccio un regolare aggiornamento, e il prossimo sarà nel 2016.
Ho voluto fare il corso perché credevo che le guide avessero più responsabilità, nel mondo dell’alpinismo, nel senso che intanto erano sicuramente più preparate degli accademici, non che gli accademici non siano preparati, però le guide sono in montagna tutti i giorni, portano la gente in giro, hanno delle responsabilità e sono in continuo contatto con il mondo alpino. Poi forse avevo una visione un po’ romantica, come Popi [http://www.banff.it/giuseppe-miotti-rinuncia-al-titolo-di-guida-alpina/], per cui volevo aiutare le guide alpine, che dovevano tirarsi fuori da un certo tipo di limbo!
Tra gli eletti leggo che c’è anche Ermanno Salvaterra, ne sono felice perché sono sicuro che anche lui è sicuramente d’accordo con le nostre lotte ambientali (per certo è contro l’eliski!) e mi dispiace invece che non sia stato eletto Stefano Michelazzi (Un futuro diverso per le guide alpine [http://www.alessandrogogna.com/2015/06/17/un-futuro-diverso-per-le-guide-alpine/], Un buon programma elettorale [http://www.alessandrogogna.com/2015/04/14/un-buon-programma-elettorale/]). Qual è il tuo intento all’interno del collegio?
Quale può essere la via di uscita? La via è quella dei francesi: vietare tutto [http://www.alessandrogogna.com/2015/03/31/le-ragioni-del-no-eliski-non-sono-quelle-della-sicurezza/]: anzi, l’eliski deve essere una attività “non contemplata”, per cui chi la fa è fuori legge. Punto.
Rispetto al gruppo facebook “No Eliski Sulle Dolomiti” [https://www.facebook.com/noeliskisulledolomiti] che creai con amici e alla tua lotta continua sul Gogna Blog [http://www.banff.it/?s=eliski], e in generale rispetto alla necessità di un maggiore rispetto ambientale, ho la percezione che noi siamo una minoranza nella popolazione che frequenta la montagna.
Il CAI?! Ma tu le conosci le vicende del CAI Veneto, {proprio in relazione all’eliski} [http://www.banff.it/il-cai-veneto-dovrebbe-sconfessare-il-comune-di-calalzo/]? Non c’è speranza con certi dirigenti. La conosci la vicenda Doglioni [http://www.alessandrogogna.com/2015/05/12/lamara-vicenda-doglioni-parte-1/], [http://www.alessandrogogna.com/2015/05/13/lamara-vicenda-doglioni-parte-2/]?
Sì, certo uno può lottare su questo, è una delle armi che abbiamo a disposizione! Il Bidecalogo [http://www.banff.it/?s=bidecalogo], malgrado i suoi piccoli difetti, nel complesso va bene! Si potrebbe migliorarlo (in alcuni punti tanto), ma può essere un buon punto di partenza.
Io li sto punzecchiando dal punto di vista delle scuole, del soccorso, ho riferito dello scandalo di Giuseppe Broggi [http://www.alessandrogogna.com/2015/06/22/la-vicenda-broggi/] a Bolzano! Poi c’è Claudio Sartori, ingegnere, l’uomo che s’interessa dei 25 rifugi “ereditati” dalla guerra ’15-’18. E’ dell’8 luglio scorso l’accordo con la Provincia, proprietaria dei 25 rifugi, in base al quale CAI Alto Adige e AVS (Alpenverein Südtirol, il gruppo delle sezioni sudtirolesi di lingua tedesca) avranno la gestione. Ci sarà collaborazione o lotta? Speriamo che i 3,2 milioni di euro previsti per manutenzione e risanamento vengano spesi bene! Ora Sartori è anche presidente del CAI Alto Adige al posto di Broggi: e in un passato recentissimo lo stesso Sartori è stato anche il curatore tecnico, direttore dei lavori del famoso smantellamento del rifugio-albergo del passo Sella, di proprietà del CAI Bolzano, per la costruzione di un resort [http://www.banff.it/passo-sella-un-monumento-allanalfabetismo-paesaggistico/]. L’alberghetto per anni era stato lasciato andare… c’era già il disegno di smantellarlo per fare il resort?
Pensa alla vicenda di Luca Gardelli [http://www.alessandrogogna.com/?s=gardelli]: il CNSAS è ora in gruppo di operai non pagato che va a pulire i muri?! Questa è veramente grossa! Questo volontario del soccorso alpino è stato “cacciato”, ma allora?
Anche Riccardo Innocenti è stato espulso ([http://www.alessandrogogna.com/2015/03/27/i-documentati-dubbi-di-riccardo-innocenti/], [http://www.alessandrogogna.com/2015/03/21/cai-e-sasl-rispondono-a-riccardo-innocenti/], [http://www.alessandrogogna.com/2015/03/26/la-banale-irrequietezza-di-un-inattuale-purismo/]). Vuoi che te la dice tutta? Se io fossi in loro, lì per lì potrebbe darmi fastidio di essere cacciato… ma alla fine dovrei esserne contento!
Il Gogna blog [http://www.alessandrogogna.com/category/posts/]: com’è che hai maturato l’idea di realizzare un blog rispetto a quello che facevi prima, come editore, come autore di libri? Il blog è preambolo di un ulteriore progetto futuro? E qual è la tua idea di comunicazione attraverso internet e i social network?
Ora sono più aperto. Ed in questo processo, che è durato decenni, ovviamente il libro ha continuato ad essere importante, per esempio quando ho scritto la collana de “I grandi spazi delle Alpi” [http://www.alessandrogogna.com/2015/05/19/i-grandi-spazi-delle-alpi/], ma anche dopo, quando mi sono occupato di Severino Casara [http://www.priulieverlucca.it/catalogo/scheda/La-verit-obliqua-di-Severino-Casara/97], o quando ho messo mano alla “Pietra dei Sogni”.
Poi ho avuto l’occasione di pensare a un blog per banff.it, il Gogna Blog [http://www.alessandrogogna.com/category/posts/]! Io non sopportavo i blog, i forum, i “Fuorivia”, ecc., poi mi si è presentata l’occasione nel 2013 di fare davvero un blog io stesso: e allora ho cambiato idea; in seguito ho capito che per diffondere maggiormente i contenuti del blog occorreva usare anche Facebook (dall’agosto del 2014), riconoscendo che quel mezzo ha i suoi i limiti di qualità, ma dal punto di vista della diffusione è imbattibile.
Tag: Alessandro Gogna, CAI, editoriale, guide alpine, intervista, Mountain Wilderness, Osservatorio della Libertà in Montagna, saggio
Pubblicato il 19 Agosto 2015 20 Ottobre 2016 di Administrator — Lascia un commento
Le opinioni del presidente Cesa Bianchi
Cesare Cesa Bianchi è stato appena rieletto (all’unanimità) per il triennio 2015-2018 presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane (CONAGAI). In effetti il consiglio, riunitosi a Milano il 29 giugno 2015, ha ritenuto valido il suo operato nel triennio precedente e gli ha rinnovato la fiducia.
Mount Live ha pubblicato il 9 luglio 2015, e a firma di Fabio Zampetti, un’intervista a Cesa Bianchi leggendo la quale non si può non intervenire per puntualizzare alcune opinioni del presidente. L’intervista è tutta imperniata sulle priorità e sui temi di stretta attualità inerenti la montagna, e ad essa rimandiamo per potersi fare un’opinione “con il testo davanti”.
Giudichiamo assai positivo l’impegno per un riordino delle figure professionali della montagna e per l’ottenimento della “card europea delle guide”. Altrettanto valida è la volontà di contrastare la licenza agli albergatori per l’accompagnamento dei turisti in montagna (vedi la recente legge del Trentino). Questi sono tre temi “forti” citati nell’intervista, anche se il compito e il programma di Cesa Bianchi sono certamente più ampi e impegnativi.
Ma, nella stessa intervista, ci sono altre due domande. E qui le sue risposte suscitano forti perplessità.
La prima riguarda l’eliski, la seconda il progetto per la realizzazione di un maxi-comprensorio sciistico tra Monte Rosa e Cervino tramite la temuta giunzione del Vallone delle Cime Bianche.
Sul primo punto il presidente risponde di “essere favorevole all’eliski nell’ambito di una regolamentazione rispettosa dell’ambiente e delle persone che vivono in quegli ambienti“. Paventando che la cessazione dell’eliski potrebbe danneggiare luoghi come per esempio la Valgrisenche (in cui a suo dire la pratica ha determinato negli anni un discreto indotto), Cesa Bianchi fa distinguo tra proibizione e regolamentazione. Lui stesso fa riferimento alle regolamentazioni dei paesi transalpini: e allora perché questi propongono solamente e sempre di più l’eliski sui monti italiani? La realtà è che, nell’assenza di regolamentazione totale, non solo noi permettiamo l’eliski, ma pure lo svendiamo!
Quanto al collegamento delle Cime Bianche, Cesa Bianchi risponde che “il collegamento ci può stare, è un progetto grandioso, verso cui non ho particolari preclusioni, purché sia costruito nel maggiore rispetto possibile“. Continua suggerendo che, magari, sarebbe assai più importante rivolgere le nostre ansie ambientaliste alla costruzione di tunnel, tipo quelli del Lötschberg o del San Gottardo. Stupisce che il presidente caldeggi un progetto che porterà alla rovina definitiva un ambiente unico e già abbondantemente provato.
In più, nel rispetto più totale delle opinioni del presidente, va detto che:
– anche se lui si è sempre espresso (nell’intervista) in prima persona singolare, non ha mai detto che quelle sono le sue opinioni. Tacere questo significa lasciar pensare che le sue siano le tesi delle guide alpine italiane. E certamente non è così. Non esiste alcun mandato collegiale su questi argomenti. Il presidente non può parlare su questi scottanti argomenti come se parlasse a nome di tutti.
– in entrambe le risposte fa cenno al “massimo rispetto possibile”. Possibile che il presidente non sappia che la frase non significa nulla? Che la usano anche i politici e gli amministratori della peggior specie? Possibile che una persona della sua intelligenza e preparazione (e anche della sua sensibilità) non sia in grado, in tema di ambiente, di formulare qualcosa di più preciso e meno scontato? E che non lo ponga automaticamente in posizione sospetta di acquiescenza ai poteri e al business?
Tag: Cesare Cesa Bianchi, collegamento sciistico, editoriale, eliski, guide alpine, intervista

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