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Timestamp: 2017-10-21 01:08:39+00:00

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Isola di Fuori: ottobre 2009
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Dopo il discusso servizio sul giudice andato in onda a Mattino 5
Brachino: «Mi scuso con Mesiano e lo aspetto in studio»
Il giornalista di Canale 5: «Basta insulti». Il ministro Alfano: «Ma quella di Berlusconi non è diritto di serie B»
MILANO - «Chi mangia fa molliche. Il servizio sul giudice RaimondoMesiano, andato in onda giovedì scorso, non è stato un capolavoro. Di questo me ne assumo tutte le responsabilità. Mi scuso quindi con Mesiano e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Io non ho alcuna paura di scusarmi». Così il direttore di Videonews, Claudio Brachino, torna sulla vicenda al centro delle polemiche, cioè il servizio sul giudice Mesiano trasmesso da Mattino 5 firmando un pezzo su Il Giornale. Brachino reagisce agli «insulti» che gli sono piovuti addosso, e definisce «inaccettabile» la reazione di Repubblica. In più invita il giudice a venire in trasmissione affinchè possano essere a lui rivolte tre domande.
LE DOMANDE - Brachino è intervenuto a Mattino 5 durante la rubrica «Controcanto». Ha preferito leggere un testo, rinunciando alla sua consuetudine di parlare a braccio. «Faccio alcune doverose precisazioni - ha esordito -, siccome nel weekend abbiamo ricevuto una valanga di critiche si si accettano a differenza degli insulti. Chi mangia fa molliche, dicevano i vecchi giornalisti. Questo significa che tra i tanti servizi trasmessi da una testata, ci si concentra su quelli un po' più sfortunati. E il servizio andato in onda giovedì scorso non appartiene certo alla categoria dei capolavori. E me ne assumo come direttore tutte le responsabilità». Sul merito di un singolo servizio - ha aggiunto Brachino - si può discutere all'infinito. Questo fa parte della libertà di critica come fa parte della libertà di stampa criticare un magistrato. Alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano. Io mi scuso con lui. A me le scuse non fanno paura. Per me, la sensibilità di una persona viene prima del ruolo sociale e delle discussioni sul diritto di cronaca e del diritto alla privacy. Mi impegno quindi a non trasmettere più quelle immagini». Il direttore ha invitato però anche le voci critiche a fare lo stesso: il riferimento è alle reti Sky e a Raitre, che esprimono il loro dissenso ritrasmettendole continuamente, «trasformando così il rimedio in qualcosa di più grave della malattia».
LE STRAVAGANZE - Brachino in diretta a Mattino 5 ha precisato che non c'è stato alcun pedinamento, spiegando come quel servizio ponesse una domanda: «la cosiddetta promozione a orologeria del giudice Mesiano, a pochi giorni dalla sentenza sul lodo Mondadori, era davvero per indiscussi meriti professionali?». In più, il direttore di Videonews ha sottolineato la rilevanza del magistrato come personaggio pubblico e per questo ha trasmesso le immagini che lo riprendono in alcuni momenti della sua vita quotidiana. Non c'è però - ha precisato Brachino - alcuna valutazione politica nè giuridica, così come non sono stati usati «epiteti infamanti». Resta quella che il direttore ha definito una semplice battuta, quando vengono definiti stravaganti gli ormai famosi calzini azzurri. È qui Brachino ha rinviato al dizionario di lingua italiana Zanichelli, dove stravagante sta anche per originale. Poi l'attacco a Repubblica: «è inaccettabile la reazione di questo giornale. Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini della villa del premier con ospiti internazionale colti in frangenti in cui non si poteva neanche discutere del colore dei calzini. E non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini del bagno della residenza romana del presidente del Consiglio rubate con un telefonino?». Brachino, al termine del suo editoriale, ha invitato il giudice Mesiano in studio per potergli presentare le proprie scuse e contestualmente rivolgergli tre domande: «la promozione è meritata o è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e indipendenza? È vero che nel processo civile non serve un collegio di tre magistrati, ma non «stravagante» decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti?».
IL MINISTRO ALFANO - «Per me le scuse di Brachino chiudono un caso, ma ne aprono platealmente un altro: il diritto alla privacy vale solo se c'è di mezzo un magistrato? Solo in quel caso il diritto alla privacy prevale sul diritto di cronaca, e quando di mezzo c'è il diritto dei comuni cittadini e del capo del Governo?». Lo ha detto all'Adnkronos il ministro della Giustizia Angelino Alfano, parlando delle polemiche su Mesiano. «Sono semprte stato un sostenitore del diritto alla privacy -ha proseguito Alfano, a Palermo per inaugurare un progetto al carcere Pagliarelli- un diritto che è di ciascun cittadino e non solo dei magistrati. Oggi anche il Pd si è accorto dell'esistenza di questo diritto, però se ne è accorto solo per difendere l'ormai famoso esponente di una potente corporazione come quella dei magistrati. E se ne è accorto anche il segretario del Pd che domenica ha usato i calzini turchesi nella sua campagna elettorale per l'elezione alla segreteria nazionale del partito». «Una privacy elettoralistica? -si chiede ancora Alfano- spero di no. La privacy non è un diritto a corrente alternata, a seconda di chi sia la vittima della sua violazione. Nel nostro Paese centinaia di migliaia di cittadini sono stati intercettati senza essere direttamente coinvolti nelle indagini. I loro nomi, spesso i loro affetti, sono stati pubblicati sui giornali e senza ragione. Del loro interesse e della salvaguardia della privacy si sono occupati il Governo e la maggioranza, ma con l'ostilitá dell'opposizione».
TOPOLANEK - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ricorda poi, parlando con l'ADNKRONOS, la vicenda del primo ministro della repubblica ceca, Mirek Topolanek, fotografato nella tenuta estiva di Silvio Berlusconi in Sardegna: «nel nostro paese -ha detto- un capo di governo straniero è stato fotografato all'interno della residenza privata del presidente del Consiglio dei Ministri e nessuno si è indignato. Piuttosto, qualcuno si è indignato della legittima indignazione del presidente Berlusconi che difende la propria privacy». «Si è frugato, usando ogni metodo -ha proseguito- nel privato del presidente del Consiglio in omaggio al diritto di cronaca: anche in questo caso la privacy è stata considerata un diritto di serie b. Noi abbiamo sempre considerato uguali e di pari rango tre diritti costituzionali: quello alle indagini, quello alla privacy e quello di cronaca. Spero che lo sfoggio dei calzini turchesi coincida con la promozione in serie a del diritto alla riservatezza e alla privacy anche quando il problema riguarda il comune cittadino o il leader del governo». E ha concluso: «Spero che non sia l'ennesima prova che la sinistra sta sempre e comunque dalla parte dei magistrati e non dei cittadini».
http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_19/bachino-risposta-mesiano_9c014296-bc88-11de-9662-00144f02aabc.shtml
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Etichette: Berlusconi, BRACHINO, canale CINQUE, de benedetti, fininvest, giudice mesiano, informazione, intimidazione, mondadori
C.G.A. 5 agosto 1993, n. 291
Art. 20 L.R. 4/2003, liberalizzando tutta una serie di opere interne, dispone che “in deroga ad ogni altra disposizione di legge, non sono soggette a concessioni e/ o autorizzazioni, né sono considerate aumento di superficie utile o di volume, né modifica della sagoma della costruzione, la chiusura di terrazze di collegamento oppure di terrazze non superiori a metri quadrati 50 e/o la copertura di spazi interni con strutture precarie”.
Il quarto comma dello stesso art. 20 precisa che “Ai fini dell'applicazione dei commi 1, 2 e 3 sono da considerare strutture precarie tutte quelle realizzate in modo tale da essere suscettibili di facile rimozione”
http://www.lexambiente.it/article-print-5432.html
Il Tribunale Amministrativo Regionale Sede di Palermo
Seconda Sezione ha pronunciato la seguente sentenza
N 945/07 Reg Sent N 18 Reg Gen
ai sensi dell’art. 9 della l. n. 205/2000
sul ricorso R.G. N. 18/07 proposto da ROMANO Nunzio, rappresentato e difeso, giusta procura a margine del ricorso, dagli avv.ti Salvatore Federico e Cristiano Bevilacqua, presso il cui studio in Palermo, via Campolo n. 92, è elettivamente domiciliato,
il Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio,
-dell’ordinanza n. 54 del 16 ottobre 2006, con la quale è stata disposta la demolizione di opere edilizie abusive.
VISTO il ricorso introduttivo del giudizio;
VISTA la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato;
Relatore Presidente Nicolò Monteleone;
Udito all’udienza camerale del 13 marzo 2007 il difensore del ricorrente, come da verbale;
VISTI l’art. 21, decimo comma, e l’art. 26, quarto e quinto comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come rispettivamente modificati dall’art. 3 e dall’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, che consentono al giudice amministrativo, adito in sede cautelare, di definire il giudizio con "sentenza succintamente motivata”, ove la causa sia di agevole definizione nel rito o nel merito;
CONSIDERATO che il ricorso si appalesa fondato sotto il profilo di censura dedotto con il primo motivo d’impugnazione, in quanto per le opere in questione in data 28 dicembre 2005 era stata presentata apposita istanza di autorizzazione in sanatoria ex art. 20 della legge reg.le 16 aprile 2003, n. 4 e, per costante giurisprudenza, deve ritenersi illegittima l'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive qualora il Comune non si sia previamente ed esplicitamente pronunciato sulla domanda di sanatoria presentata antecedentemente dall'interessato, quantomeno per evitare di vanificare a priori l'interesse al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria e, pertanto, l'inconveniente consistente nel demolire un'opera, per poi consentirne la ricostruzione in base a concessione edilizia, nel caso in cui sussistano i presupposti per il suo rilascio (Cons. Stato, sez. V, 14 giugno 1994, n. 654; C.G.A. 5 agosto 1993, n. 291; T.A.R. Campania, sez. IV, 20 ottobre 2003, n. 12925, 16 maggio 2005, n. 6205; T.A.R. Sicilia, sez. III, 17 giugno 2005, n. 993, 25 novembre 2005, n. 6317, 16 maggio 2006, n. 1119);
- che, ciò stante ed assorbito quant'altro, il ricorso deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato;
- che, in relazione alla natura della controversia, si ravvisano giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio;
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione terza, accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Amministrazione.
Così deciso in Palermo, nella Camera di consiglio del 13 marzo 2007, con l'intervento dei Signori Magistrati:
- Nicolò Monteleone
- Presidente - estensore
- Cosimo Di Paola
- Giovanni Tulumello
- Primo Referendario
Depositato in Segreteria il 22.3.2007
Maria Rosa Leanza
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2007/200700018/Provvedimenti/PA_200700945_SE.DOC
TAR Calabria, Reggio Calabria – Sentenza 20 maggio 2009, n. 344
Ai sensi dell’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195, l'autorità pubblica deve rendere disponibile, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse, nella specie, peraltro, manifestato e sussistente nel fatto di aver stipulato contratto di somministrazione di acqua potabile con il Comune. L’art. 2 (“Definizioni”) del medesimo D.l.vo n. 195 cit. chiarisce che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente: 1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio … 3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonché le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2)”. Orbene, i controlli che il Comune deve effettuare ai sensi del D.l.vo 2 febbraio 2001 n. 31, e più esattamente degli artt. 6 e segg. (l’art. 5, citato in ricorso, si occupa, invece, dei cc.dd. valori di parametro), possono annoverarsi tra le misure amministrative che incidono sullo stato dell’acqua e sono, quindi, accessibili. 24-7-2009
Tribunale di Palermo, Sezione III Penale – Ordinanza 22 giugno 2009
Legittimazione processuale in presenza di danno ambientale - “Le Associazioni di protezione dell’ambiente, ivi comprese quelle a carattere locale non riconosciute ex art. 13 legge 8 luglio 1986, n. 349, possono intervenire nel processo e costituirsi parti civili, in quanto abbiano dato prova di continuità della loro azione, aderenza al territorio, rilevanza del loro contributo, ma soprattutto perché formazioni sociali nelle quali si svolge dinamicamente la personalità di ogni uomo, titolare del diritto umano all’ambiente”. (v. Cass. Sez. 3, n. 9837 dell’1 ottobre 1996, Locatelli).24-09-2009
TAR Calabria, Reggio Calabria – Sentenza 20 maggio 2009, n. 343
L’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195 precisa che l'autorità pubblica deve rendere disponibile l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse. Nella specie, peraltro, il richiedente - come prima riferito - ha palesato l’interesse sotteso all’acquisizione dell’informazione.01-09-2009
TAR Sicilia, Palermo, Sezione III – Sentenza 14 luglio 2009, n. 1292
Pronuncia relativa ad una controversia riguardante un provvedimento di demolizione di opere edili basato sul presupposte che le stesse fossero state realizzate su area appartenente al demanio marittimo. 10.10.2009
Consiglio di Stato, Sezione IV – Sentenza 24 marzo 2009, n. 1765
Il principio secondo cui l' art. 2 primo comma L. 19 novembre 1968 n. 1187, che ha fissato entro il limite temporale del quinquennio l'efficacia delle prescrizioni dei piani regolatori generali « nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettando i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità », si riferisce ai vincoli che producano una pressoché totale ablazione del diritto di proprietà, essendo tanto intensi da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono, ivi compresa l'ipotesi di imposizione temporanea di inedificabilità fino all'entrata in vigore dei piani particolareggiati, per la cui redazione non sia fissato alcun termine finale certo.31-08-2009
TAR Puglia, Lecce, Sezione I – Sentenza 23 maggio 2009, n. 1289
Il Collegio rileva che l’obbligo giuridicamente rilevante per l’amministrazione comunale di provvedere alla integrazione del piano regolatore generale nelle parti decadute ai sensi dell’art 2 della legge 19.11.1968, n.1187 è adeguatamente soddisfatto nella fattispecie concreta, ove si è in presenza della determinazione ad avviare il complesso procedimento di pianificazione idoneo a culminare nel varo di uno strumento urbanistico generale inedito, quale può essere considerato il P.U.G. per un territorio precedentemente dotato di Piano di Fabbricazione. L’assunto è tanto più vero quando il procedimento urbanistico in questione ha già superato la fase preliminare della stesura del cd Documento preliminare e programmatico che , com’è noto, contiene le linee generali di indirizzo da impiegare nella adozione del nuovo strumento di governo del territorio.25-08-2009
http://88.57.244.243/elencoatti.php?codice_area=2&codice_categoria=1
LICENZA EDILIZIA LA FATA MARIA ANTONIA TOIA
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/licenza-edilizia-in-sanatoria-gambino.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/acquario-marino-isola-delle-femmine.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/licenza-edilizia-in-sanatoria-vassallo.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/licenza-edilizia-in-sanatoria-rizzo.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/09/comunicato-stampa.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/commissione-edilizia.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/amaro-per-i-dipendenti-it.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/200/onde-elettromagnetiche_8354.html
Ordinanze Ufficio Tecnico Comunale:
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Etichette: ABUSIVISMO, Articolo20 legge 4/2003, Cristiano Bevilacqua, demolizione, Isola delle Femmine, sentenza 18/07, sentenza verande, TAR Palermo
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].
Articolo 18 della Costituzione
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale [cfr. artt. 19, 20, 39, 49].
Papa: c'e' bisogno di governanti credenti e credibili
Oggi c'e' bisogno di responsabili politici ''credenti'' e ''credibili'', dediti ''non al proprio interesse egoistico, bensi' al bene comune''.
Dopo il caso del dipendente Arch Albert Giovanni che aveva esposto in ogni sede giuridica amministrativa la sua:
"LA VIA CRUCIS DELL'ARCHITETTO GIOVANNI ALBERT DIPENDENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE",
(http://mafiazero.blogspot.com/2007/08/maiorana-e-il-figlio-scomparsi.html?showComment=1191772380000#c4104384207501943605)
si sta profilando un altro caso di persecuzione contro un dipendente che ha sempre dimostrato spirito di collaborazione e responsabilità di servizio. La nostra speranza che vengano immediatamente ristabilite ed attuate (così come leggi dispongono) le giuste separazioni tra il potere politico ed il potere amministrativo. La carica amministrativa non può essere presa a pretesto per "vendette" o ritorsioni contro Dipendenti Cittadini Associazioni Consiglieri e Movimenti che esprimono liberamente le proprie opinioni e posizioni politiche.
La carica Amministrativa di un Sindaco non lo autorizza, durante le sedute consiliari a rivolgersi ad un Consigliere con frasi: ".......Tu stai zitto, Tu non parlare, Tu sei un semplice portavoce di......., nella vostra lista elettorale avevate un candidato (di cui ne ha menzionato il Nome e Cognome) appoggiato lui si da un mafioso............ " (seduta del Consiglio Comunale 28.9.09)
Avv Massimo Barrile
Via P.pe di Villafranca 10
tel 091332718 fax 09160922533
Allo spettabile U.P.L. di Palermo
Al Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco
Oggetto: Richiesta di collegio di conciliazione, ai sensi dell'art 65 del D.lgs n 165/2001
Il Signor Rappa Rocco Salvatore, nato a Isola delle Femmine il 31.03.1958, elettivamente domiciliato ai fini della presente procedura in Palermo, via P.pre di Villafranca n 10 presso lo studio Legale Avvocati Associati Massimo Barrile Roberto Croce e Giuseppe Mandalà con il presente atto, chiede che venga effettuato il tentativo di conciliazione dinanzi al Collegio di cui all'art 66 D.lgs 165/2001. All'uopo nomina quale proprio rappresentante l'Avv. Massimo Barrile con studio in Palermo, via P.pe di Villafranca n 10.
Espone sommariamente i fatti:
l'odierno istante è dipendente del Comune di Isola dele Femmine, inquadrato in categoria "D", posizione economica D1 del CCNL del comparto Regioni Automie Locali, con il profilo di Specialista Attività Amministrativa giusta determinazione del Capo Settore I Amministrativo n 458 del 31.12.2008;
fino al giorno 30.06.2009, l'istante ha svolto le funzioni di Responsabile del Servizio 4° Tributi percependo la relativa indennità di responsabilità;
inopinatamente, con disposizione di servizio prot n 986 del 03.08.2009, il Sindaco di Isola delle Femmine ha deciso che "nelle more di riorganizzazione dei Servizi e degli Uffici....,con decorrenza 01.08.2009, la SV presti la propria opera presso il 4° Settore di Polizia Municipale dove si occuperà della Gestione Amministrativa";
ad oggi lìistante non svolge alcuna attività presso il servizio 4° di P.M. non avendo ricevuto alcun carico di lavoro adeguato e in ogni caso corrispondente alla categoria e profilo professionale rivestiti;
sul punto, giova sin d'ora precisare che nella vigente dotazione organica del 4° settore "Vigilanza" non è previsto il profilo professionale di "istruttore direttivo amministrativo (di categoria "C"), talchè risulta del tutto evidente che l'istante sarà chiamato ad espletare mansioni sostanzialmente inferiori a quelle della categoria di appartenenza, con conseguente grave pregiudizio della professionalità e dell'immagine; ritenuto
l'illegittimità della impugnata disposizione di servizio prot n. 986 del 03.08.2009 con la quale il Sindaco di Isola delle Femmine ha deciso di trasferire l'istante al 4° Settore di Polizia Municipale sotto il profilo della assoluta incompetenza dell'organo politico ad adottare atti di gestione del rapporto di lavoro in violazione degli art. 4 e 5 del Dlgs n. 165/2001;
l'illegittimità della predetta disposizione di servizio sotto il profilo della carenza di motivate ragioni organizzative ed in palese violazione dei comuni precetti di buonafede e correttezza contrattuale;
che della motivazione dell'atto traspare l'intento punitivo e discriminatorio nei confronti dell'istante;
che l'atto di gestione impugnato si pone in violazione dell'art 52 Dlgs n 165/2001 secondo cui "il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o ale mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi;
ed infatti, nella nuova posizione l'istatnte è in atto adibito a mansioni indubbiamente inferiori a quelle proprie della categoria "D" dal medesimo rivestita;
che, pertanto, l'illegittimo trasferimento dell'istante determina una permanente lesione dell'immagine e della professionalità che ci si riserva di quantificare in corso di giudizio; tutto quanto sopra esposto e ritenuto, il sig. Rappa chiede che il Sig. Presidente dell'U.P.L. voglia fissare la comparizione delle parti per il tentativo di conciliazione perchè in quella sede sia annullata e/o revocata la disposizione di servizio prot. 986 del 3.8.2009 adottata dal Sindaco di Isola delle Femmine nonchè ogni atto presupposto connesso e consequenziale; sia in ogni caso riconosciuto che la nuova posizione alla quale è destinato reca grave pregiudizio alla immagine e professionalità e, pertanto, avanza domanda di risarcimento di ogni danno subito e futuro sia patrimoniale che non patrimoniale in ogni sua dimensione; i tutto maggiorato di interessi e rivalutazione fino al soddisfo; Palermo, 11 settembre 2009 Signor Rappa Rocco Avv. Massimo Barrile
IL 3 LUGLIO 2009, IN PIENA FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE, L'ARCH. D'ARPA SANDRO EMETTEVA A CARICO DELLA MOGLIE DEL DIPENDENTE COMUNALE SIG. RA PELLERITO ADA LILIANA ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DELLA VERANDA REALIZZATA NEL LASTRICO SOLARE
(di cui riportiamo copia)
Ordinanza 29/R.O. 3.7.09
COPIA RICHIESTA ATTO DI CONCILIAZIONE PRESSO U.P.L. DI PALERMO
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Etichette: AIELLO, Altadonna, bruno, CAROLLO TORRETTA, MAFIA, MANNINO, POMIERO, Portobello, VOTO DI SCAMBIO, zu Turidduzzu Billeci
Wall Street tira sempre dritto, rally con motori avanti tutta

References: sentenza 
 sentenza 

Art. 20
 art. 20
 sentenza

 art. 20
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 13
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 2
 Sentenza 
 Articolo20
 sentenza 
 sentenza 
 art. 111
 art. 25

Articolo 18
 art. 4