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Timestamp: 2017-11-22 07:35:45+00:00

Document:
Ricordando che, ai sensi dell’Atto costitutivo dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS – WHO) del 7 aprile 1948, la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o di infermità” ,
Richiamando il rispetto dei principi universali dei Diritti dell’Uomo affermati nella Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948, i due patti internazionali delle Nazioni Unite relativi ai diritti economici, sociali e culturali di cui, in particolare, l’articolo 12, comma 1, che riconosce il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale che sia in grado di conseguire,
Ricordando che l’Appello dell’Aja sull’ambiente dell’11 marzo 1989, firmata da 43 paesi, ha confermato che preservare l’ecosistema del pianeta non soltanto è un dovere fondamentale, ma anche un diritto dell’uomo a fruire dignitosamente di un ambiente mondiale durevole, e che di conseguenza è obbligo della comunità delle nazioni verso le generazioni presenti e future di intraprendere tutte le possibili azioni al fine di preservare la qualità dell’atmosfera;
Ricordando che la Convenzione relativa ai diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, nell’articolo 6, impone agli Stati Parti di riconoscere che “ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita” e di assicurare “con ogni possibile misura la sopravvivenza e lo sviluppo del bambino”; inoltre, nell’articolo 24, di riconoscere “il diritto del bambino di godere del miglior stato di salute possibile”; infine di adottare “le misure appropriate per (…) lottare contro la malattia (…) tenendo conto dei pericoli e dei rischi d’inquinamento dell’ambiente naturale”;
Ricordando che la Dichiarazione di Rio de Janeiro sull’ambiente e lo sviluppo del 13 giugno 1992 ha precisato, nel il suo primo principio, che gli esseri umani sono al centro delle preoccupazioni concernenti lo sviluppo sostenibile e che essi hanno il diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura e, nel principio n. 15, che “gli Stati applicheranno largamente, secondo le loro capacita’, il metodo precauzionale. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di certezza scientifica assoluta non deve servire da pretesto per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale”;
Ricordando che gli Stati Parti della Convenzione OSPAR del 22 settembre 1992 per la protezione dell’Atlantico del Nord-Est, ai sensi dell’articolo 2 dell’Allegato 5, devono prendere “le misure necessarie alla protezione della area marittima contro gli effetti nocivi delle attività umane, al fine di tutelare la salute e l’uomo…” nell’obiettivo di porre fine a rifiuti, emissioni e perdite di sostanze pericolose nell’ambiente marino sin d’ora e fino all’anno 2020;
Ricordando che il Trattato istitutivo della Comunità europea precisa nell’articolo 174 relativo all’ambiente che la politica della Comunità in materia ambientale contribuisce al perseguimento dei seguenti obiettivi: – salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente; – protezione della salute umana; – utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali; – promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale. Nel paragrafo 2, il suddetto articolo precisa che la politica della Comunità in materia ambientale è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio “chi inquina paga”;
Ricordando che la Dichiarazione di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile del 4 settembre 2002 ha condannato la perdita di biodiversità, la desertificazione, gli effetti nocivi del cambiamento climatico, l’accresciuta frequenza e devastazione dei disastri naturali, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente marino;
§2. Considerato la diffusione delle malattie croniche elencate dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), in particolare del cancro; che l’impatto globale del cancro aumenta ovunque nel mondo; che per quel che concerne i paesi fortemente industrializzati, l’esistenza del cancro è globalmente in crescita dal 1950; che il cancro colpisce tutte le età, tanto le persone anziane che quelle giovani; che l’inquinamento chimico, la cui esatta portata è ancora sconosciuta, potrebbe contribuirvi per una parte importante;
§4. Considerato che la sterilità, in particolare quella maschile, che sia conseguenza di malformazioni congenite oppure legata ad una diminuzione della qualità e/o della concentrazione di spermatozoi nello sperma umano, è in aumento, specialmente nelle regioni fortemente industrializzate; che oggi in alcuni paesi dell’Europa, il 15% delle coppie sono sterili; che l’inquinamento chimico può essere una delle cause di sterilità;
§5. Considerato che l’uomo è esposto oggi ad un inquinamento chimico diffuso causato da disparate sostanze o prodotti chimici; che tale inquinamento ha degli effetti sulla salute umana; che questi effetti sono molto spesso la conseguenza di una insufficiente regolazione dell’immissione dei prodotti chimici sul mercato e di una gestione insufficientemente controllata delle attività economiche di produzione, consumo ed eliminazione di questi prodotti;
§7. Considerando che la maggior parte di queste sostanze o prodotti è attualmente messa sul mercato senza aver formato oggetto in via preventiva ed in maniera sufficiente di test tossicologici e di valutazione dei rischi per l’uomo;
&8. Considerando che queste numerose sostanze o prodotti chimici contaminano in modo diffuso l’ambiente; che possono interagire le une con le altre e produrre effetti tossici aggiuntivi e/o sinergici negli organismi viventi; che è di conseguenza diventato estremamente difficile stabilire al piano epidemiologico la prova assoluta di un legame diretto tra l’esposizione all’una e/o l’altra di queste sostanze o prodotti e lo sviluppo delle malattie;
§9. Considerando che sul piano tossicologico, un certo numero di queste sostanze o prodotti chimici sono perturbatori ormonali, che possono essere cancerogeni, mutageni o reprotossici (CMR) nell’uomo, il che significa che sono suscettibili di indurre cancri, malformazioni congenite e/o sterilità; che alcune di queste sostanze o prodotti possono causare inoltre allergie, che inducono malattie respiratorie, come l’asma; che alcuni tra essi sono neurotossici, provocando malattie degeneranti del sistema nervoso nell’adulto ed un abassamento di quoziente intellettuale nel bambino; che alcuni sono immunotossici, comportando deficit immunitari, in particolare nel bambino, e che questi deficit immunitari sono generatori di infezioni, in particolare virali; che i pesticidi sono disseminati volontariamente in grande quantità nell’ambiente laddove in gran parte sono sostanze chimiche inquinanti tossiche per gli animali e/o per l’uomo e per l’ambiente;
§10. Considerando che i bambini sono i soggetti più vulnerabili ed i più esposti alla contaminazione da queste sostanze inquinanti; che un grande numero di queste sostanze o prodotti tossici attraversa la barriera placentare e contamina l’embrione; che si concentrano nel tessuto grasso e sé trovano nel latte delle madri che allattano; che di conseguenza il corpo del bambino presenta il rischio di essere contaminato fin dalla nascita; che, inoltre, il bambino può ingerire queste sostanze o prodotti e/o inalare l’aria da questi inquinata, in particolare nel proprio habitat;
§11. Considerando che queste sostanze o prodotti inquinanti possono indurre nel bambino malattie di cui quelle citate al §9; che in particolare, un bambino su sette in Europa è asmatico, che l’asma è acuita dall’inquinamento delle città e delle abitazioni; che l’incidenza del cancro nei fanciulli è in crescita a partire da questi ultimi 20 anni in alcuni paesi industrializzati; che da queste considerazioni risulta che il bambino è oggi in pericolo;
§12. Considerando che l’Uomo è un mammifero inseparabile dalla flora e dalla fauna circostante; che questo è all’origine della scomparsa di molte migliaia di specie ogni anno; che qualsiasi distruzione o inquinamento irreversibile della flora e della fauna mette nel pericolo la sua stessa esistenza;
§13. Considerando che la dichiarazione di Wingspread del 28 luglio 1991 firmata da 22 scienziati nordamericani stabilisce un legame tra la scomparsa di specie animali, selvaggi o domestici, e la contaminazione dell’ambiente operata da alcuni di questi prodotti chimici; che l’Uomo è esposto agli stessi prodotti delle specie animali, siano esse selvagge o domestiche; che questi prodotti hanno causato a queste specie animali alcune malattie (malformazioni congenite, sterilità) che hanno comportato la loro scomparsa e che queste malattie sono comparabili a quelle osservate oggi nell’Uomo;
§14. Considerando che l’inquinamento chimico di qualunque genere è diventato una delle cause delle attuali malattie umane, quali il cancro, la sterilità, le malattie congenite, ecc.; che la medicina contemporanea non riesce a porvi un freno; che, nonostante il progresso delle ricerche mediche, la medicina rischia non di poterle sradicare;
§15. Considerando, inoltre, che l’inquinamento dovuto alla emissione di gas ad effetto serra genera senza contestazioni un aumento del riscaldamento planetario ed una destabilizzazione climatica; che secondo le previsioni scientifiche meno pessimiste, nel 2100 la temperatura media della Terra rischia di aumentare di tre gradi centigradi; che questo aumento di temperatura sarà suscettibile di favorire la proliferazione dei virus, batteri, parassiti e vettori di questi agenti batterici; che, di conseguenza, l’estensione del loro habitat ecologico dall’emisfero del Sud all’emisfero del Nord sarà suscettibile di comportare anche l’estensione delle malattie che essi portano, e quindi la riapparizione nei paesi dell’emisfero del Nord di malattie contagiose e/o parassitarie parzialmente soppresse nel secolo scorso, o la comparsa di nuove malattie;
Noi, scienziati, medici, giuristi, umanisti, cittadini, convinti dell’urgenza e della gravità della situazione, dichiariamo che,
Articolo 1: Lo sviluppo di molte malattie attuali è consecutivo al deterioramento dell’ambiente
Articolo 2: L’inquinamento chimico costituisce una minaccia grave per il bambino e per la sopravvivenza dell’Uomo
Chiamiamo i responsabili delle politiche nazionali, delle istanze europee, delle istituzioni internazionali, in particolare l’organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ad adottare tutte le misure necessarie di conseguenza, ed in particolare:
Misura 1 : vietare l’utilizzo dei prodotti il cui carattere cancerogeno, mutageno o reprotossico (CMR) è certo o probabile per l’Uomo, nel senso in cui è definito nelle istanze o dagli organismi scientifici internazionali competenti, ed applicare a tali prodotti il principio di sostituzione; eccezionalmente, quando l’attuazione di questo principio sia impossibile e l’uso di uno tra i prodotti considerati venga considerato indispensabile, limitarne l’utilizzo allo stretto necessario mediante misure di applicabilità mirata estremamente rigorose.
Misura 2 : applicare il principio di precauzione ad ogni singolo prodotto chimico per il quale, a causa del carattere tossico diverso da quello definito nella misura 1 (v. §9 e 13), o a causa del carattere persistente, bioaccumulabile e tossico (PBT), o del carattere molto persistente e molto bioaccumulabile (vPvB), come definiti in ambito internazionale, esiste presumibilmente un pericolo grave e/o irreversibile per la salute animale e/o umana, ed in modo generale per l’ambiente, senza attendere la prova esplicita di un legame epidemiologico, per prevenire ed evitare danni alla salute o danni ecologici gravi e/o irreversibili.
Misura 3 : promuovere l’adozione di regole tossicologiche o di valori soglia internazionali per la protezione delle persone, basate su una valutazione dei rischi incorsi dagli individui più vulnerabili, vale a dire i bambini, oppure l’embrione.
Misura 4 : in applicazione del principio di precauzione, adottare piani a scadenza programmata e porsi obiettivi di risultato precisati in termini di quantità, al fine di ottenere, attraverso una precisa regolamentazione, l’eliminazione o la riduzione dell’emissione di sostanze inquinanti tossiche e dell’utilizzo di prodotti chimici messi sul mercato, quali i pesticidi, sul modello di riduzione di utilizzo della Svezia, della Danimarca, o della Norvegia.
Misura 5 : a causa delle serie minacce che gravano sull’umanità, incitare gli Stati ad obbligare ogni persona pubblica o privata ad assumersi la responsabilità degli effetti delle proprie azioni o delle proprie omissioni, e quando questa responsabilità non sia di competenza di uno Stato, farla propria investire di una giurisdizione internazionale .
Misura 6 : data l’emergenza del surriscaldamento del pianeta e della cambiamento climatico, questa responsabilità comporta l’obbligo per gli Stati di attuare misure forti per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra senza attendere l’applicazione effettiva del protocollo di Kyoto.
Misura 7 : per quanto riguarda l’Europa, rafforzare il programma REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals) di regolazione dell’immissione sul mercato dei prodotti chimici, in particolare, in modo tale da garantire la sostituzione di quelli più pericolosi per l’uomo con delle alternative meno pericolose, mentre sul piano mondiale, adottare una normativa internazionale volta a regolare l’immissione dei prodotti chimici sul mercato sul modello del programma REACH, ma in una versione rafforzata.

References: §2

§4

§5

§7

§9

§10

§11
 §9

§12

§13

§14

§15

Articolo 1

Articolo 2
 §9