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Timestamp: 2016-10-25 04:56:28+00:00

Document:
Circolare INPS n. 177 del 04.10.2001
Legge 14 dicembre 2000, n.385. Nuove norme in
materia di integrazione al trattamento minimo. Applicazione nei confronti dei
titolari di pensione a carico del Fondo Volo, del Fondo Dazieri e dei soppressi
Fondi Autoferrotranvieri, Elettrici e Telefonici nonché dei lavoratori
marittimi titolari di pensione a carico dellassicurazione generale
obbligatoria ai sensi della legge 26 luglio 1984, n. 413
SOMMARIO: In deroga alla disciplina vigente in
materia di integrazione al trattamento minimo, la legge n. 385 del 2000 prevede
che nei confronti dei soggetti che si trovano in determinate condizioni di età
e di contribuzione e di assicurazione, e che posseggano redditi cumulati con
quelli del coniuge compresi nelle fasce di reddito stabilite dalla legge stessa,
lintegrazione al minimo, fermo restando il .limite di reddito personale, è
attribuita in misura percentuale variabile in relazione alla fascia in cui si
colloca il reddito cumulato posseduto
Con circolare n. 49
del 2 marzo 2001 sono stati forniti i criteri applicativi della legge 14
dicembre 2000, n. 385, "Nuove
norme in materia di integrazione al trattamento minimo" per i titolari di
pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori
dipendenti e delle gestioni dei lavoratori autonomi.
Con la presente circolare si forniscono ulteriori
istruzioni per l'applicazione della citata legge n. 385
nei confronti dei titolari di pensione a carico del Fondo Volo, del Fondo
Dazieri e dei soppressi Fondi Autoferrotranvieri, Elettrici e Telefonici nonché
dei lavoratori marittimi titolari di pensione a carico dellassicurazione
generale obbligatoria ai sensi della legge 26 luglio 1984, n. 413.
2 - Disciplina vigente in materia
di integrazione al minimo e deroga prevista dalla legge n. 385.
Per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 1994, larticolo
6 della legge 11 novembre 1983, n. 638, come modificato dallarticolo 4 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, dallarticolo 11, comma 38,
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e dallarticolo 2, comma 14, della legge
8 agosto 1995, n. 335, ha stabilito che ai fini del diritto allintegrazione
al trattamento minimo assume rilievo, oltre al reddito proprio, anche il reddito
del coniuge non legalmente ed effettivamente separato.
I criteri applicativi delle predette disposizioni sono
stati forniti con circolare n. 118 del 20 aprile 1994 e con circolare n. 234 del
25 agosto 1995.
Al riguardo è stato precisato che:
- per le pensioni con decorrenza compresa
nellanno 1994 il limite di reddito cumulato che esclude dal diritto allintegrazione
è pari a 5 volte lammontare annuo del trattamento minimo del fondo pensioni
lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte limporto mensile
in vigore al 1° gennaio di ciascun anno;
- per le pensioni con decorrenza dal 1°
gennaio 1995 in poi il limite di reddito cumulato che esclude dal diritto allintegrazione
è pari a 4 volte lammontare annuo del trattamento minimo del fondo pensioni
lavoratori dipendenti, calcolato come sopra.
Ulteriori istruzioni in materia sono state fornite con
circolare n. 116 del 19 giugno
2000, a seguito della sentenza della Corte di Cassazione n. 132 del 2000. In
particolare è stato stabilito che per gli assicurati che hanno ottenuto la
pensione con decorrenza 1° gennaio 1994 a seguito di domanda presentata entro
il 31 dicembre 1993, ai fini del diritto allintegrazione al minimo ai sensi
dellarticolo 6 della legge n. 638, e successive modificazioni e integrazioni,
devono essere valutati i soli redditi personali.
In deroga alla predetta disciplina, larticolo 1,
comma 1, della legge n. 385 del 2000,
prevede, nei confronti dei soggetti che si trovino in determinate condizioni di
età, di assicurazione e di contribuzione, e di reddito, lattribuzione dellintegrazione
al minimo nella misura percentuale fissata dalla disposizione stessa in
relazione alla fascia in cui si colloca il reddito cumulato posseduto.
3 - Soggetti destinatari della
deroga e condizioni richieste
Ai sensi del comma 1 dell'articolo 1, della legge n. 385
del 2000 la deroga prevista dalla legge in esame è operante, a far tempo dal
1° gennaio 2000, nei confronti di coloro che siano nelle condizioni di cui
all'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 503 del 1992 ed ai quali,
alla data del 31 dicembre 1992, mancavano non più di due anni al raggiungimento
dell'età pensionabile prevista dalla normativa vigente alla predetta data.
Il successivo comma 2 prevede che le disposizioni di
cui al comma 1 siano applicabili, alle stesse condizioni ma con diversa
decorrenza, anche nei confronti di coloro ai quali, alla data del 31 dicembre
1992, mancavano non più di tre anni al raggiungimento dell'età pensionabile
prevista dalla normativa vigente alla predetta data.
Si precisa che le disposizioni di cui allarticolo 2,
comma 3, del decreto n. 503 del 1992, appena menzionato, trovano applicazione
anche per le forme di previdenza sostitutive ed esclusive del regime generale
obbligatorio in virtù di quanto disposto dallarticolo 6 del medesimo decreto
n. 503.
3.1 - Soggetti destinatari in
relazione all'età
3.1.1 - Fondo Autoferrotranvieri
Secondo la normativa vigente al 31 dicembre 1992 l'età
pensionabile per il diritto alla pensione di vecchiaia era fissata:
- in 60 anni per gli uomini e 55 anni per
le donne, per la pensione di vecchiaia di cui all'articolo 10 della legge 28
luglio 1961, n. 830;
I soggetti destinatari della deroga in esame, in
presenza delle altre condizioni richieste, sono pertanto:
- gli uomini nati entro il 31 dicembre 1935
e le donne nate entro il 31 dicembre 1940 che liquidino o abbiano liquidato la
pensione a carico del Fondo autoferrotranvieri.
3.1.2 - Fondo Elettrici
1) in 65 anni per gli uomini e 60 anni per
le donne, per la pensione di vecchiaia di cui all'articolo 5, 1° comma, lett.
b) della legge 25.11.1971, n. 1079;
2) in 60 anni per gli uomini e 55 anni per
le donne per la pensione anticipata di vecchiaia di cui allarticolo 5, comma
1, della legge n. 1079 del 1971;
3) in 55 anni, per la pensione di vecchiaia
per i lavoratori in miniera addetti, anche se con discontinuità, a lavori di
sotterraneo in miniera per almeno 15 anni (art. 6 della legge n. 1079/1971).
Per i trattamenti pensionistici di cui ai punti 1 e 3
il requisito contributivo era stabilito in 14 anni e 6 mesi pari a 15 anni,
mentre per quello di cui al punto 2 era stabilito in 19 anni e 6 mesi, pari a 20
- gli uomini nati entro il 31 dicembre 1930
e le donne nate entro il 31 dicembre 1935 che liquidino o abbiano liquidato la
pensione indicata al precedente punto 1;
pensione di cui al punto 2;
- gli iscritti nati entro il 31 dicembre
1940 che liquidino o abbiano liquidato la pensione indicata al precedente punto
3.1.3 - Fondo Telefonici
1) in 60 anni per gli uomini e 55 anni per
le donne, per la pensione di vecchiaia di cui all'articolo 16 della legge
4.12.1956, n. 1450;
2) in 55 anni per gli uomini e in 50 anni
per le donne, per la pensione anticipata di vecchiaia di cui all'articolo 9
della legge 22.10.1973, n. 672.
Per entrambi i trattamenti pensionistici il
requisito contributivo era stabilito in 14 anni 6 mesi e 1 giorno, pari a 15
- gli uomini nati entro il 31 dicembre 1940
e le donne nate entro il 31 dicembre 1945 che liquidino o abbiano liquidato la
pensione indicata al precedente punto 2.
3.1.4 - Fondo dazieri
Secondo la normativa vigente al 31 dicembre 1992 letà
1) in 55 anni sia per gli uomini che per le
donne, per la pensione di vecchiaia di cui allarticolo 11 del Regolamento di
cui al R.D. 20.10.1939, n. 1863;
2) in 65 anni sia per gli uomini che per le
donne, per la pensione di vecchiaia di cui al predetto articolo 11.
Per i predetti trattamenti pensionistici il
requisito contributivo era stabilito, rispettivamente, in 29 anni e 7 mesi, pari
a 30 anni, e in 9 anni e 7 mesi pari a 10 anni.
- gli uomini e le donne nati entro il 31
dicembre 1940 che liquidino o abbiano liquidato la pensione indicata al
dicembre 1930 che liquidino o abbiano liquidato la pensione indicata al
precedente punto 2.
3.1.5 - Fondo Volo
pensionabile per il diritto alla pensione di vecchiaia era fissata, sia per gli
uomini che per le donne:
1) in 55 anni, per la pensione di cui al
comma 1, lett. b) dell'articolo 6 della legge 31 ottobre 1988, n. 480,
unitamente a 15 anni di contribuzione;
2) in 50 anni, per la pensione di cui al
comma 1. lett. c) dello stesso articolo 6, unitamente a 20 anni di
3) in 50 anni, per la pensione di cui al
comma 1. lett. d) dello stesso articolo 6, unitamente a 15 anni di contribuzione
(la misura della pensione è percentualmente ridotta);
4) in 45 anni per la pensione di cui al
comma 1, lett. e) dello stesso articolo 6, unitamente a 20 anni di contribuzione
Avuto riguardo alla diversa articolazione dei requisiti
di età e di contribuzione previsti per il diritto a pensione di vecchiaia dalle
norme appena richiamate, i soggetti destinatari della deroga in esame, in
presenza delle altre condizioni richieste, sono gli iscritti:
- nati entro il 31 dicembre 1940 che
possono far valere almeno 15 anni di contribuzione al Fondo al 31 dicembre 1992,
che liquidino o abbiano liquidato la pensione di cui al precedente punto 1;
- nati entro il 31 dicembre 1945 che
possono far valere almeno 15 anni di contribuzione al Fondo al 31 dicembre 1992
che liquidino o abbiano liquidato la pensione di cui ai precedenti punti 2 e 3;
- nati entro il 31 dicembre 1950 che
possono far valere almeno 20 anni di contribuzione al Fondo al 31 dicembre 1992
che liquidino o abbiano liquidato la pensione di cui al precedente punto 4;
3.1.6 - Lavoratori marittimi
le donne, per la pensione di vecchiaia di cui all'articolo 29 della legge
26.7.1984, n. 413;
2) in 55 anni per la pensione anticipata di
vecchiaia di cui all'articolo 31 della stessa legge n. 413/1984.
Per il trattamento pensionistico di cui al
punto 1 il requisito contributivo era stabilito in 15 anni, mentre per quello di
cui al punto 2 era stabilito in 20 anni, di cui almeno 10 anni di effettiva
navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo.
- gli iscritti nati entro il 31 dicembre 1940 che
liquidino o abbiano liquidato la pensione indicata al precedente punto 2.
3.2 - Condizioni assicurative e
contributive richieste
Il comma 3 dellarticolo 2 del decreto legislativo n.
503 del 1992 ha escluso determinate categorie di lavoratori dallelevazione
dei requisiti assicurativi e contributivi prevista dai commi 1 e 2 dello stesso
articolo ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia.
I lavoratori in possesso delle condizioni assicurative
e contributive richieste dalla legge n. 385
del 2000 per lapplicazione della particolare disciplina prevista per lintegrazione
al minimo, sono, oltre a coloro che al 31 dicembre 1992 abbiano maturato i
requisiti di assicurazione e contribuzione previsti dalla normativa vigente a
tale data, riportati al punto 3.1:
1) lavoratori ammessi alla prosecuzione
volontaria in data anteriore al 31 dicembre 1992.
Al riguardo si ricorda che è sufficiente
che la domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria sia stata
presentata in tempo utile perché, sussistendone i requisiti, la decorrenza
della relativa autorizzazione si collochi entro la data del 31 dicembre 1992.
Non è invece richiesto che lassicurato ammesso alla prosecuzione volontaria
abbia anche effettuato versamenti anteriormente alla predetta data del 31
2) lavoratori che possono far valere unanzianità
assicurativa di almeno venticinque anni e risultano occupati per almeno 10 anni,
anche non consecutivi, per periodi di durata inferiore a 52 settimane nellanno
Il requisito dei 25 anni di anzianità
assicurativa e quello dei 10 anni con periodi di occupazione di durata inferiore
a 52 settimane nellanno solare possono essere maturati anche successivamente
al 31 dicembre 1992. Per quanto riguarda il requisito dei 10 anni con periodi di
occupazione di durata inferiore a 52 settimane nellanno solare, a nulla
rileva la circostanza che nellanno solare nel quale il lavoratore sia stato
occupato per periodi inferiori a 52 settimane sussista anche contribuzione
diversa da quella obbligatoria (figurativa, volontaria, ecc.) per un numero di
settimane tale che, sommato a quello delle settimane di contribuzione
obbligatoria, faccia raggiungere le 52 settimane. La deroga prevista dallarticolo
2, comma 3, del decreto legislativo n. 503, e quindi la deroga prevista dalla
legge n. 385 del 2000, non opera nei
confronti dei lavoratori occupati per lintero anno ai quali venga attribuito,
per lanno solare, un numero di contributi settimanali inferiori a 52, per
effetto delle disposizioni vigenti in materia di accreditamento dei contributi
ai fini del diritto alle prestazioni pensionistiche.
3) lavoratori che abbiano maturato al 31
dicembre 1992 unanzianità assicurativa e contributiva tale che, anche se
incrementata dai periodi intercorrenti tra la predetta data e quella riferita
alletà per il pensionamento di vecchiaia, non consentirebbe loro di
conseguire i requisiti assicurativi e contributivi previsti dai commi 1 e 2 dellarticolo
2 del decreto n. 503.
Si tratta dei lavoratori dipendenti che al
31 dicembre 1992 possono far valere un periodo di assicurazione e contribuzione,
inferiore a 15 anni, tale che, anche se incrementato dal numero di settimane di
calendario comprese tra il 1° gennaio 1993 e la data di compimento delletà
pensionabile, non consentirebbe di conseguire i requisiti assicurativi e
contributivi richiesti nellanno di compimento delletà pensionabile.
Si ricorda che, a seguito dellesclusione
di tale categoria di lavoratori dallelevazione dei requisiti assicurativi e
contributivi, in pratica lelevazione suddetta non è mai operante nei
confronti dei lavoratori dipendenti che al 31 dicembre 1992 abbiano già
compiuto letà pensionabile richiesta a tale data.
4 - Pensioni rientranti nel campo
di applicazione della norma
La norma, pur richiedendo, ai fini dellapplicabilità
della deroga allarticolo 6 della legge n. 638 del 1983, e successive
modificazioni e integrazioni, in essa contenuta, che il titolare della pensione
si trovi in determinate condizioni di età, di assicurazione e di contribuzione
riferite alla pensione di vecchiaia, non fa esplicito riferimento a tale
Si ritiene, pertanto, che la deroga in questione sia
applicabile, ferme restando le condizioni di cui al punto 3, anche agli altri
trattamenti pensionistici diretti integrabili al minimo a norma dellarticolo
6 della legge n. 638 del 1983, e successive modificazioni e integrazioni. Sono
quindi esclusi gli assegni di invalidità integrabili al minimo a norma dellarticolo
1 della legge 12 giugno 1984, n. 222.
5 - Misura dell'integrazione e
fasce di reddito cumulate previste
Larticolo 1, comma 1, prevede che, nei confronti dei
soggetti che si trovino nelle condizioni di età, di assicurazione e di
contribuzione richieste, lintegrazione al trattamento minimo, fermo restando
il limite di reddito proprio, è attribuita, a decorrere dal 1° gennaio 2000,
nella misura del 70 per cento in presenza di reddito cumulato con quello del
coniuge di importo superiore a 4 volte e non eccedente 5 volte lammontare
annuo del trattamento minimo del fondo pensioni lavoratori dipendenti calcolato
in misura pari a tredici volte limporto mensile in vigore al 1° gennaio di
ciascun anno e nella misura del 40 per cento in presenza di reddito cumulato non
eccedente 6 volte lammontare del trattamento minimo medesimo.
Il comma 3 stabilisce che lintegrazione è
attribuita nella aliquota prevista per la fascia in cui il reddito si colloca in
misura tale da non comportare il superamento del limite massimo di reddito
previsto per tale fascia e la parte di integrazione eventualmente eccedente è
ridotta in ragione del rapporto tra laliquota prevista per la fascia
successiva e quella prevista per la fascia in cui il reddito si colloca.
In proposito si richiamano le indicazioni fornite con
circolare n. 49 del 2001.
6 - Pensioni con decorrenza
Per le pensioni con decorrenza compresa nellanno
1994, a norma dellarticolo 6 della legge n. 638 del 1983, e successive
modificazioni e integrazioni, il limite di reddito cumulato che esclude dal
diritto allintegrazione è pari a 5 volte lammontare annuo del trattamento
minimo del fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13
volte limporto mensile in vigore al 1° gennaio di ciascun anno.
Ai sensi del comma 4 dellarticolo 1 della legge in
esame, per le pensioni con decorrenza nellanno 1994 è fatta salva, se più
favorevole, la disciplina del minimo prevista dallarticolo 6 della legge n.
638 del 1983.
Riguardo a quanto precede si richiamano le indicazioni
fornite con la predetta circolare n. 49.
7. - Decorrenza dei benefici
Ai sensi del comma 1 dell'articolo 1, la deroga
prevista dalla legge in esame è operante, in presenza delle condizioni di
reddito, assicurazione e di contribuzione richieste, a far tempo dal 1° gennaio
2000 nei confronti di coloro ai quali, alla data del 31 dicembre 1992, mancavano
non più di due anni al raggiungimento dell'età pensionabile prevista dalla
normativa vigente alla predetta data.
Il successivo comma 2 prevede che, sempre fermo
restando il limite di reddito proprio, le disposizioni di cui al comma 1 siano
applicabili, alle stesse condizioni ma con decorrenza dal 1° gennaio 2001 o
2002, a seconda che la data di nascita cada nel primo oppure nel secondo
semestre dello stesso anno di nascita anche "nei confronti di coloro ai
quali, alla data del 31 dicembre 1992, mancavano non più di tre anni al
raggiungimento dell'età pensionabile prevista dalla normativa vigente alla
predetta data".
Si indicano di seguito le varie decorrenze da cui deve
essere attribuita, in presenza delle previste condizioni, l'integrazione in
relazione alla data di nascita ed alla gestione pensionistica.
7.1 - Fondo Autoferrotranvieri
7.1.1 - Dal 1° gennaio 2000
- uomini nati entro il 31 dicembre 1934
- donne nate entro il 31 dicembre 1939
7.1.2 - Dal 1° gennaio 2001
- uomini nati dal 1° gennaio 1935 al 30 giugno 1935
- donne nate dal 1° gennaio 1940 al 30 giugno 1940
7.1.3 - Dal 1° gennaio 2002
- uomini nati dal 1° luglio 1935 al 31 dicembre 1935
- donne nate dal 1° luglio 1940 al 31 dicembre 1940
7.2 - Fondo Elettrici
7.2.1 - Dal 1° gennaio 2000
- uomini nati entro il 31 dicembre 1929
- donne nate entro il 31 dicembre 1934
b) Pensione anticipata di vecchiaia
c) Pensione per i lavoratori in miniera
- nati entro il 31 dicembre 1939
7.2.2 - Dal 1° gennaio 2001
- uomini nati dal 1° gennaio 1930 al 30
- donne nate dal 1° gennaio 1935 al 30
- uomini nati dal 1° gennaio 1935 al 30
- donne nate dal 1° gennaio 1940 al 30
- nati dal 1° gennaio 1940 al 30 giugno
7.2.3 - Dal 1° gennaio 2002
- uomini nati dal 1° luglio 1930 al 31
- donne nate dal 1° luglio 1935 al 31
- uomini nati dal 1° luglio 1935 al 31
- donne nate dal 1° luglio 1940 al 31
- nati dal 1° luglio 1940 al 31 dicembre
7.3 - Fondo Telefonici
7.3.1 - Dal 1° gennaio 2000
- uomini nati entro il 31 dicembre 1939
- donne nate entro il 31 dicembre 1944
7.3.2 - Dal 1° gennaio 2001
- uomini nati dal 1° gennaio 1940 al 30
- donne nate dal 1° gennaio 1945 al 30
7.3.3 - Dal 1° gennaio 2002
- uomini nati dal 1° luglio 1940 al 31
- donne nate dal 1° luglio 1945 al 31
7.4 - Fondo dazieri
7.4.1 - Dal 1° gennaio 2000
a) Pensione di vecchiaia con 55 anni di età
- uomini e donne nati entro il 31 dicembre
b) Pensione di vecchiaia con 65 anni di età
7.4.2 - Dal 1° gennaio 2001
- uomini e donne nati dal 1° gennaio 1940
al 30 giugno 1940
- uomini e donne nati dal 1° gennaio 1930
al 30 giugno 1930
7.4.3 - Dal 1° gennaio 2002
- uomini e donne nati dal 1° luglio 1940
al 31 dicembre 1940
- uomini e donne nati dal 1° luglio 1930
al 31 dicembre 1930
7.5 - Fondo volo
7.5.1 - Dal 1° gennaio 2000
- uomini e donne nati entro il 31 dicembre 1939 che
o che a tale data si trovino nelle condizioni di cui al punto 3.2;
- uomini e donne nati entro il 31 dicembre 1944 che
- uomini e donne nati entro il 31 dicembre 1949 che
o che a tale data si trovino nelle condizioni di cui al punto 3.2.
7.5.2 - Dal 1° gennaio 2001
- uomini e donne nati dal 1° gennaio 1940 al 30 giugno
1940 che possono far valere almeno 15 anni di contribuzione al Fondo al 31
dicembre 1992 o che a tale data si trovino nelle condizioni di cui al punto 3.2;
- uomini e donne nati dal 1° gennaio 1945 al 30 giugno
1945 che possono far valere almeno 15 anni di contribuzione al Fondo al 31
- uomini e donne nati dal 1° gennaio 1950 al 30 giugno
1950 che possono far valere almeno 20 anni di contribuzione al Fondo al 31
dicembre 1992 o che a tale data si trovino nelle condizioni di cui al punto 3.2.
7.5.3 - Dal 1° gennaio 2002
- uomini e donne nati dal 1° luglio 1940 al 31
dicembre 1940 che possono far valere almeno 15 anni di contribuzione al Fondo al
31 dicembre 1992 o che a tale data si trovino nelle condizioni di cui al punto
- uomini e donne nati dal 1° luglio 1945 al 31
dicembre 1945 che possono far valere almeno 15 anni di contribuzione al Fondo al
- uomini e donne nati dal 1° luglio 1950 al 31
dicembre 1950 che possono far valere almeno 20 anni di contribuzione al Fondo al
7.6 - Lavoratori marittimi
7.6.1 - Dal 1° gennaio 2000
7.6.2 - Dal 1° gennaio 2001
7.6.3 - Dal 1° gennaio 2002
8 - Effetti delle variazioni
del reddito posseduto.
Ai sensi del comma 5 dellarticolo 1 della legge in
esame, limporto erogato a titolo di integrazione al trattamento minimo ai
sensi dei commi 1 e 2 è rideterminato ovvero sospeso in relazione alle
variazioni dellammontare del reddito cumulato che dovessero intervenire
successivamente alla data di decorrenza della pensione.
Per tali pensioni non è pertanto prevista la
cristallizzazione dellintegrazione già corrisposta (prevista invece dal
comma 7 dellarticolo 6 della legge n. 638) qualora la variazione del reddito
cumulato posseduto comporti la perdita del diritto allintegrazione ovvero la
diminuzione dellimporto di integrazione spettante.
In caso di variazione del reddito cumulato lintegrazione
deve pertanto essere rideterminata nella misura derivante dallammontare del
reddito stesso ovvero sospesa in caso di reddito superiore a 6 volte lammontare
annuo del trattamento minimo del F.P.L.D.
Al riguardo occorre peraltro tenere presente che limporto
di integrazione spettante a seguito della variazione del reddito non può essere
comunque inferiore a quello eventualmente dovuto, anche se cristallizzato, a
norma del predetto articolo 6.
9 - Attribuzione dellintegrazione
All'atto del rilascio delle procedure di gestione
aggiornate in relazione alle disposizioni della legge n. 385,
le pensioni in pagamento potenzialmente interessate all'applicazione della nuova
normativa - e cioè le pensioni aventi decorrenza successiva al 31 dicembre
1993, ai cui titolari alla data del 31 dicembre 1992 mancavano non più di tre
anni al raggiungimento dell'età pensionabile prevista dalla normativa vigente a
tale data, non integrate totalmente al minimo per effetto della valutazione del
reddito cumulato con quello del coniuge - saranno listate per le Sedi affinché,
sussistendone le condizioni, provvedano alla ricostituzione d'ufficio.
Nel frattempo le liquidazioni continueranno ad essere
effettuate con le consuete modalità.
- Napoli, 6 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: sentenza 
 articolo 11
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 6