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Timestamp: 2020-04-05 04:15:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3688 del 13/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3688 del 13/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 13/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.13/02/2017), n. 3688
sul ricorso 1660-2013 proposto da:
B.M., (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
GIACOMO BONI 1, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA BELLOCCO,
rappresentata e difesa dall’avvocato STEFANIA COMINI giusta procura
avverso la sentenza n. 165/22/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del VENETO del 25/11/2011, depositata il 21/12/2011;
B.M. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto n. 165/22/2011, depositata in data 21/12/2011, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione del silenzio rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria ad istanza della contribuente (esercente la professione di medico di medicina generale convenzionato con il SSN) di rimborso dell’IRAP versata dal 1999 al 2003 – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente (per decadenza, D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 38, quanto al rimborso richiesto per i versamenti effettuati per l’anno 1999 ed il primo acconto dell’anno 2000, e per sussistenza dell’autonoma organizzazione, per i restanti anni).
A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti. Si dà atto che i Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.
1. La ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3 e del D.P.R. n. 270 del 2000, artt. 22 e 23 avendo i giudici della C.T.R. ritenuto sussistente i requisito dell’autonoma organizzazione (quanto alle annualità per le quali non era intervenuta decadenza), malgrado l’assenza di spese per prestazioni di lavoro dipendente e l’utilizzo di beni strumentali (computer, telefono, auto, strumenti medici di diagnosi) di “bassissimo valore”, nonchè la presenza di spese per compensi a terzi “corrisposti esclusivamente a sostituti per i periodi di ferie e di malattia”. Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta poi l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo controverso, ex art. 360 c.p.c., n. 5, rappresentato dalla ritenuta sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.
2. Le censure, da trattare unitariamente in quanto connesse, sono fondate.
Questa Corte ha chiarito che l’IRAP coinvolge una capacità produttiva “impersonale ed aggiuntiva” rispetto a quella propria del professionista ed, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio delle attività di lavoro autonomo di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 49, comma 1, è escluso dall’applicazione dell’IRAP solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata; il requisito della autonoma organizzazione – il cui accertamento spetta ai giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità solo se congruamente motivato – ricorre quando il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (Cass. S.U. n. 12109 del 2009; cfr., Cass. nn. 23370 del 2010 e 16628 del 2011; Cass. 16406/2015).
Questa Corte a Sezioni Unite (Cass. n. 9451/2016) ha poi, di recente, affermato il seguente principio di diritto: “Con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”.
Con riguardo specifico, poi, all’impiego non occasionale di lavoro altrui, costituente una delle possibili condizioni che configurano l’esistenza di un’autonoma organizzazione, questa Corte ha già affermato che è soggetto ad Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività, eroga elevati compensi a terzi, restando indifferente il mezzo giuridico utilizzato e, cioè, il ricorso a lavoratori dipendenti, a una società di servizi o un’associazione professionale (Cass. 23761/2010; Cass. 22674/2014).
La sentenza della C.T.R. non risulta conforme a detti principi di diritto, avendo la Commissione affermato, del tutto genericamente, che l’attività professionale era assoggettabile ad IRAP, essendo evincibile dall’esame dei “quadri delle dichiarazioni” (dopo avere affermato che la contribuente non aveva prodotto “alcuna documentazione”) l’autonoma organizzazione, in presenza di spese per compensi a terzi, non meglio specificate, e di beni strumentali non definibili come di portata “minimi”.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata, con rinvio alla CTR del Veneto in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata, con rinvio, anche in ordine alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità, alla C.T.R. del Veneto.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 380
 art. 360
 art. 360
 art. 2
 art. 3
 art. 49
 Cass. 
 Cass. 
 art. 2
 Cass. 
 sentenza 
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