Source: https://www.soluzionialdebito.it/2020/01/02/documenti-rimane-la-decadenza-anche-se-ludienza-e-spostata-per-un-mero-rinvio/
Timestamp: 2020-02-27 04:26:03+00:00

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Documenti: rimane la decadenza anche se l’udienza è spostata per un mero rinvio
In CTR si possono produrre documenti mai prodotti in CTP
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La Cassazione, con l’ordinanza n. 28073 del 31 ottobre 2019 (nell’argomentare sulla possibilità delle parti di produrre in secondo grado documenti non versati nel primo), afferma il principio che la decadenza dei 20 giorni per la produzione documentale sussiste anche se l’udienza di merito è rinviata per mero rinvio. Inoltre tale decadenza è rilevabile d’ufficio dal Giudice anche se non eccepita da controparte.
Un contribuente impugnava un preavviso di fermo e, tra i vari motivi, contestava la mancata notifica delle precedenti cartelle. La CTP accoglieva il ricorso perché il Riscossore non provava la corretta notifica di tali cartelle. La pronuncia del Giudice provinciale veniva appellata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La CTR rigettava l’appello del Fisco, perché, principalmente, non potevano essere accolti i documenti prodotti dal Riscossore solo in fase d’appello, ma in possesso della parte pubblica fin dal primo grado.
Avverso tale sentenza della CTR ricorreva in Cassazione l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Come sopra anticipato, la Suprema Corte ha precisato che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può produrre in secondo grado i documenti che non ha prodotto nel corso del primo. Nel processo tributario non si applica la decadenza per i documenti proprio del processo civile (art. 345 c.p.c.).
Il processo tributario è un processo “speciale” rispetto a quello civile e, quindi, si applica l’art. 58, comma 2, D.Lgs. n. 546/1992, che ammette la produzione, per la prima volta, di documenti nel corso del secondo grado.
Tuttavia, tale sentenza è rilevante perché conferma il filone giurisprudenziale che precisa, in riferimento alla produzione documentale,:
i 20 giorni liberi prima dell’udienza di merito ex art. 32, comma 1, D.Lgs. n. 546/1992 è perentorio anche se non indicato nella norma;
tale decadenza è rilevabile d’ufficio anche dal Giudice;
tale decadenza non è “superabile” neppure se il Giudice rinvia l’udienza ad altra data, pure per un mero rinvio interlocutorio.
Precisamente: “(…) entro il termine previsto dall’art. 32, comma1, dello stesso decreto, ossia fino a cui all’art. 24, comma 1, dovendo, peraltro, tale termine ritenersi, anche in assenza di espressa previsione legislativa, di natura perentoria, e quindi previsto a pena di decadenza, rilevabile d’ufficio dal giudice anche nel caso di rinvio meramente interlocutorio dell’udienza o di mancata opposizione della controparte alla produzione tardiva” (Cass. n. 28073/2019; si veda anche Cass. n. 29087/2018; Cass. 1058/2018; Cass. n. 12396/2009; CTR Brescia n. 90/2018; CTP Milano n. 1230/2018; CTP Agrigento n. 40/2018).
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.