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Timestamp: 2016-12-05 16:45:07+00:00

Document:
Circolare Agenzia Entrate n. 62 del 31.12.2003
Modificazioni delle disposizioni tributarie
riguardanti i contratti assicurativi stipulati con imprese non residenti.
Articolo 41-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326
2. IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI REDDITI DI CAPITALE CORRISPOSTI IN DIPENDENZA DI
3. IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLE RISERVE MATEMATICHE
L'articolo 41-bis introdotto dalla legge
24 novembre 2003, n. 326, in sede di conversione del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, recante
dei conti pubblici (di seguito: "decreto") ai commi da 1 a 3, rende
applicabili alle imprese di assicurazione estere operanti nel territorio dello
Stato in regime di libertà di prestazione di servizi alcune disposizioni
fiscali in materia di imposte sostitutive su taluni redditi di capitale di
natura assicurativa e sulle riserve matematiche dei rami vita.
In particolare, tali disposizioni sono finalizzate a
razionalizzare il regime tributario dei contratti assicurativi di natura
finanziaria, attribuendo alle polizze estere un regime analogo a quello
attualmente previsto per le polizze stipulate con imprese di assicurazione
2. IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI REDDITI DI CAPITALE
CORRISPOSTI IN DIPENDENZA DI CONTRATTI ASSICURATIVI
Come già chiarito nella circolare n. 29/E del 20 marzo 2001, capitolo
III, i rendimenti finanziari che derivano da contratti di assicurazione sulla
vita, diversi da quelli aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità
permanente e di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita
quotidiana, nonché di capitalizzazione, sono qualificati come redditi di
capitale ai sensi dell'articolo 41,
comma 1, lettera g-quater), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
Ai fini della determinazione dei relativi proventi da
assoggettare a tassazione, l'articolo 42,
comma 4, del TUIR, prevede che i capitali corrisposti in dipendenza dei predetti
contratti costituiscono reddito per la parte corrispondente alla differenza tra
l'ammontare percepito e quello dei premi pagati.
L'articolo 26-ter
del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 prevede in tal caso l'applicazione da parte
dell'impresa di assicurazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui
redditi nella misura prevista dall'articolo 7 del decreto legislativo 21
novembre 1997, n. 461 (pari al 12,50 per cento).
Naturalmente, tale disposizione non si applica ai
proventi della medesima specie conseguiti da soggetti che esercitano attività
d'impresa, proventi che, per effetto dell'articolo 45, comma 1, del TUIR, non
costituiscono redditi di capitale, bensì redditi d'impresa. Pertanto, ai
redditi in esame conseguiti da soggetti che esercitano attività d'impresa non
è applicabile la predetta imposta sostitutiva di cui all'articolo 26-ter, comma 1, del D.P.R. n.
Inoltre, il comma 2 dell'articolo 26-ter del D.P.R. n. 600 del 1973
prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva, sempre nella medesima misura
del 12,50 per cento, sui redditi di cui all'articolo 41, comma 1, lettera g-quinquies), del
TUIR, ossia sui rendimenti delle prestazioni pensionistiche erogate in forma
periodica di cui all'articolo 47,
comma 1, lettera h-bis), del TUIR e delle rendite vitalizie aventi funzione
previdenziale. Tale imposta deve essere applicata dai sostituti d'imposta
indicati nel primo comma dell'articolo 23
Con particolare riferimento alle rendite vitalizie
aventi funzione previdenziale, la lettera h) del citato articolo 47 ha previsto che esse sono quelle
derivanti da contratti di assicurazione sulla vita stipulati con imprese di
assicurazione autorizzate dall'ISVAP ad operare nel territorio dello Stato, o
quivi operanti in regime di stabilimento o di prestazioni di servizi, che non
consentono il riscatto della rendita successivamente all'inizio
dell'erogazione.
Il comma 4-ter dell'articolo 42 del TUIR, dispone che i predetti
rendimenti sono costituiti dalla differenza tra l'importo di ciascuna rata di
rendita o di prestazione pensionistica e quello della corrispondente rata
calcolata senza tener conto dei rendimenti finanziari, ossia della rata che
tiene conto soltanto della vita media residua. Si ricorda, altresì, che le disposizioni previste per
la tassazione dei redditi di cui all'articolo 41, comma 1, lettera g-quater), del
TUIR si rendono applicabili anche con riferimento alle rendite vitalizie aventi
funzione previdenziale in corso di costituzione. In tal caso, infatti, le
imprese di assicurazione applicano l'imposta sostitutiva delle imposte sui
redditi nella misura prevista dall'articolo 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997 sul
risultato netto maturato in ciascun periodo d'imposta. Se le predette rendite
derivano da contratti stipulati con imprese di assicurazione operanti nel
territorio dello Stato in regime di libertà di prestazione di servizi,
l'imposta sostitutiva è applicata dal contribuente nel periodo d'imposta in cui
matura il diritto alla prestazione ed è versata con le modalità e nei termini
previsti per il versamento a saldo delle imposte risultanti dalle dichiarazioni
In linea generale, qualora i redditi di capitale di cui
all'articolo 41, comma 1, lettere
g-quater) e g-quinquies), del TUIR siano erogati da soggetti non residenti, ai
sensi del previgente comma 3 dell'articolo 26-ter del D.P.R. n. 600 del 1973, si
rendono applicabili le disposizioni dell'articolo 16-bis del TUIR, ossia l'indicazione
dei rendimenti assicurativi nella dichiarazione dei redditi ai fini
dell'autoliquidazione della relativa imposta sostitutiva.
Ciò premesso, il comma 1 dell'articolo 41-bis del decreto ha sostituito
il comma 3 dell'articolo 26-ter del D.P.R. n. 600 del 1973 prevedendo che sui
predetti redditi di capitale di cui all'articolo 41, comma 1, lettere g-quater) e
g-quinquies), del TUIR, dovuti da soggetti non residenti e percepiti da soggetti
residenti nel territorio dello Stato, è dovuta un'imposta sostitutiva
dell'imposta sui redditi con l'aliquota del 12,50 per cento.
Pertanto, con la finalità di rendere omogeneo il
trattamento fiscale di tali rendimenti, la disposizione consente di estendere il
regime di sostituzione tributaria ai redditi di capitale di natura assicurativa
dovuti da imprese estere, percepiti da soggetti residenti in Italia non
esercenti attività d'impresa, equiparando, in tal modo, il trattamento
tributario dei proventi corrisposti da imprese di assicurazione non residenti a
quelli della medesima natura corrisposti da imprese italiane.
In particolare, si ritiene che l'impresa di
assicurazione estera, per evitare ai propri contraenti residenti in Italia di
effettuare, nell'ambito della dichiarazione dei redditi, l'autoliquidazione
dell'imposta sostitutiva e, nel rispetto delle condizioni previste dall'articolo
4, comma 4, del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla legge 4
agosto 1990, n. 227, l'indicazione della consistenza dell'investimento
all'estero e dei trasferimenti da, verso e sull'estero che hanno interessato nel
corso dell'anno gli investimenti stessi, possa facoltativamente applicare le
imposte sostitutive sui redditi di capitale di natura assicurativa di cui
trattasi, anche per il tramite di un rappresentante fiscale scelto tra i
sostituti d'imposta indicati nell'articolo 23 del D.P.R. n. 600 del 1973.
Sulla base di tale presupposto, è previsto che, ai
fini della determinazione e del versamento dell'imposta, l'impresa di
assicurazione estera possa:
1. determinare, applicare e versare
direttamente l'imposta sostitutiva;
2. fare effettuare tali adempimenti ad un
rappresentante fiscale residente in Italia che risponde in solido con l'impresa
Nel primo caso, l'impresa estera provvede direttamente
all'applicazione dell'imposta, al versamento della stessa mediante delega
irrevocabile ad una banca convenzionata redatta sulla base di un modello
conforme a quello approvato con decreto ministeriale, modello F24 (si veda art.
6 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 e articoli 17 e 19 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241) e alla trasmissione del modello 770 per l'indicazione per
massa dei redditi erogati e delle somme complessivamente versate.
In alternativa, l'impresa di assicurazione estera
nomina un rappresentante fiscale per l'effettuazione di tali adempimenti,
fornendogli gli elementi per la determinazione dell'imposta sostitutiva e la
provvista per l'effettuazione del relativo versamento.
Ove sia necessaria l'acquisizione di elementi non
conosciuti dall'impresa assicurativa estera, è previsto che il percipiente
debba comunicare i dati e le informazioni utili per la determinazione dei
redditi, consegnando la relativa documentazione o, in mancanza, una
dichiarazione sostitutiva nella quale attesti i dati e le informazioni.
Si ricorda, in proposito, che qualora i redditi di
capitale siano stati assoggettati a ritenuta o ad imposta sostitutiva, non si
applicano gli obblighi di rilevazione previsti dall'articolo 1 del decreto-legge
n. 167 del 1990 per le operazioni di trasferimento dall'estero delle relative
somme (v. art. 10, comma 4, del D.Lgs. n. 461 del 1997). Inoltre, non sussistono gli obblighi di indicazione
nella dichiarazione dei redditi del contribuente previsti dall'articolo 4, commi
1 e 2, del citato decreto-legge n. 167 (indicazione della consistenza
dell'investimento all'estero e dei relativi trasferimenti da, verso e
sull'estero) qualora il contratto assicurativo sia concluso per il tramite di
intermediari finanziari residenti di cui all'articolo 1 dello stesso
decreto-legge e qualora sia ad essi conferito l'incarico di incassare i redditi
derivanti da tale contratto (v. art. 4, comma 4, del D.L. n. 167 del 1990 e
risoluzione n. 394/E del
24/12/2002).
L'articolo 41-bis conferma, in via
residuale, l'applicazione dell'articolo 16-bis del TUIR nel caso in cui i
redditi siano percepiti dal contribuente senza l'intervento di un sostituto
d'imposta. In tale ipotesi, ovviamente, il contribuente, oltre che compilare la
dichiarazione dei redditi ai fini della autoliquidazione dell'imposta, è tenuto
anche agli obblighi dichiarativi derivanti dalle disposizioni contenute
nell'articolo 4 del citato decreto-legge n. 167 del 1990 (modulo RW).
L'opzione dell'impresa estera di assumere gli obblighi
del sostituto d'imposta a decorrere da una specifica data, direttamente o
tramite il rappresentante fiscale, per tutte le polizze in essere e per quelle
stipulate successivamente, deve essere comunicata all'Amministrazione
finanziaria nella prima dichiarazione dei sostituti d'imposta che sia obbligata
a presentare in relazione alle imposte sostitutive trattenute e versate.
L'esercizio della facoltà di applicazione dell'imposta
sostitutiva direttamente da parte dell'impresa assicurativa estera o mediante il
rappresentante fiscale dovrà essere comunica anche al contraente.
In caso di revoca, l'opzione precedentemente esercitata
resta valida per tutti i contratti assicurativi, stipulati da contraenti
residenti in Italia, che risultino in essere alla data della revoca.
Per quanto attiene all'attività di controllo, gli
uffici dell'Amministrazione finanziaria possono attivare le procedure di scambio
di informazioni disciplinate dalle vigenti convenzioni contro le doppie
imposizioni e dalle direttive comunitarie.
Tali disposizioni si applicano per i redditi percepiti
dal 1 gennaio 2004.
3. IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLE RISERVE
Il comma 3 dell'articolo 41-bis
del decreto ha inserito il comma 2-quinquies all'articolo 1 del decreto-legge 24
settembre 2002, n. 209, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265, estendendo talune disposizioni ivi
previste anche alle imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime
di libertà di prestazione di servizi.
In particolare, l'articolo 1, comma 2, del
decreto-legge n. 209 del 2002 prevede per
le società e gli enti che esercitano attività assicurativa l'obbligo del
versamento di un'imposta pari allo 0,20 per cento da applicare sulle riserve
matematiche dei rami vita iscritte nel bilancio dell'esercizio, escluse quelle
relative ai contratti aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità
permanente da qualsiasi causa derivante ovvero di non autosufficienza nel
compimento degli atti della vita quotidiana, nonché quelle relative ai fondi
pensione e ai contratti di assicurazione di cui all'articolo 9-ter del decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124.
Il versamento dell'imposta è effettuato, per ciascun
periodo d'imposta, entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui
L'imposta versata determina la spettanza di un credito
d'imposta da utilizzare, a far data dal 1 gennaio 2005, in sede di versamento
delle ritenute previste dall'articolo 6 della legge 26 settembre 1985, n. 482 e
dell'imposta sostitutiva prevista dall'articolo 26-ter del D.P.R. n. 600 del
Le somme versate costituiscono, quindi, un anticipo
delle predette ritenute e imposte sostitutive da applicare sui rendimenti
compresi in tali riserve al momento dell'erogazione delle relative prestazioni.
Con la circolare n. 85/E del 26 novembre 2002 sono stati
forniti chiarimenti al riguardo e con provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle Entrate del 28 novembre 2002
sono state previste le modalità di versamento dell'imposta dello 0,20 per cento
e l'indicazione delle somme versate nel modello di dichiarazione dei redditi
delle società di assicurazione.
Il comma 2-quinquies dell'articolo 1 del decreto-legge
n. 209 del 2002, introdotto dalla norma
in esame, prevede che, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1 gennaio
2004, le disposizioni sopra riportate si rendono applicabili anche alle imprese
di assicurazione estere operanti nel territorio dello Stato.
In tale ipotesi, l'imposta dello 0,20 per cento è
commisurata esclusivamente all'ammontare delle riserve matematiche dei rami vita
relative ai contratti di assicurazione stipulati da soggetti residenti in
A tal fine, la norma specifica che le imprese estere
possono adempiere direttamente oppure nominare un rappresentante fiscale
residente nel territorio dello Stato che risponde in solido con l'impresa estera
per gli obblighi di determinazione e versamento dell'imposta e provvede alla
dichiarazione annuale delle somme dovute.
In ogni caso occorrere tener presente che l'obbligo del
versamento della predetta imposta sostitutiva sulle riserve matematiche è
strettamente collegato alla possibilità di scomputo della somma versata a tale
titolo in sede di versamento dell'imposte dovute sui rendimenti assicurativi
delle polizze stipulati con contraenti residenti in Italia.
Da ciò ne deriva che l'imposta dello 0,20 per cento è
dovuta esclusivamente da quelle imprese di assicurazione estere che operano in
Italia in regime di libertà di prestazione di servizi che optano per
l'applicazione dell'imposta sostitutiva del 12,50 per cento di cui al citato
articolo 26-ter, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 600
del 1973, anche attraverso la nomina di un rappresentante fiscale che provvede
alla determinazione e al versamento della stessa, nonché ai relativi obblighi
Pertanto, l'imposta dello 0,20 per cento non è dovuta
dalle imprese di assicurazione estere che, pur operando nel territorio dello
Stato, non intendono provvedere agli adempimenti di sostituzione tributaria,
lasciando al contribuente l'onere di indicare i predetti redditi di capitale di
natura assicurativa nella dichiarazione annuale dei redditi. A tal fine, rileva
la sussistenza o meno dell'obbligo di applicazione dell'imposta sostitutiva al
31 dicembre di ciascun anno. In caso di revoca dell'opzione, deve ritenersi che
l'imposta dello 0,20 per cento debba essere commisurata alle sole riserve
relative alle polizze per le quali l'impresa estera deve continuare ad
effettuare gli adempimenti in qualità di sostituto d'imposta.

References: Articolo 41
 articolo 47
 art.
6
 art. 10
 art. 4

articolo 26