Source: https://www.arcafidi.it/statuto
Timestamp: 2019-11-12 04:23:29+00:00

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CONFIDI ARCA FINANZA E PROGETTI - SOC. COOP. P.A. - VARESE - PESCARA - Statuto
ALLEGATO “A” ALL’ATTO REP.40072/14082
E' costituita con sede nel Comune di Varese la Società cooperativa denominata: "CONFIDI ARCA FINANZA E PROGETTI SOCIETA' COOPERATIVA PER AZIONI", con ordinamento della società per azioni.
La cooperativa è apolitica e apartitica.
La Cooperativa potrà istituire, con delibera dell'Organo amministrativo, sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze anche altrove. La sede sociale può essere trasferita nell'ambito nello stesso comune con decisione dell'Organo amministrativo cui seguirà la dovuta pubblicazione all'Ufficio del Registro delle Imprese.
Il trasferimento della sede in altro Comune è di competenza dell'Assemblea dei soci.
La Cooperativa ha durata fino al 31 (trentuno) dicembre 2030 (duemilatrenta) e potrà essere prorogata con deliberazione dell'Assemblea straordinaria, salvo il diritto di recesso per i soci dissenzienti.
La Cooperativa è retta e disciplinata secondo il principio della mutualità senza fini di speculazione privata ed ha per scopo quello di assistere ed agevolare i soci offrendo opportune garanzie nel loro interesse.
Art.4 - (Oggetto sociale)
La Cooperativa si propone di promuovere il miglioramento e l'ammodernamento delle attività economiche/produttive di artigiani, agricoltori, commercianti, liberi professionisti e degli imprenditori in genere, soci della medesima, fornendo loro garanzie per agevolare l'acquisizione di crediti bancari destinati all'attività ed all'esercizio delle imprese a condizioni di favore rispetto a quelle ordinarie di mercato.
A tal fine, potrà rilasciare garanzie reali e/o fideiussioni a copertura totale o parziale di debiti e/o obbligazioni degli associati, anche per agevolare l'accesso ai crediti al consumo, verso istituti di credito convenzionati.
In particolare, la Cooperativa, secondo regolamenti da approvarsi, provvederà a:
a) stipulare convenzioni con istituti di credito;
b) costituire una o più riserve rischi da impiegare quali garanzie reali e/o fideiussioni per i finanziamenti concessi ai soci;
c) determinare le forme di utilizzo del capitale sociale.
La Cooperativa potrà svolgere attività complementare di informazione, di consulenza e di assistenza alle imprese associate per il reperimento e il migliore utilizzo delle fonti finanziarie, nonché la prestazione di servizi per il miglioramento della gestione finanziaria dei soci.
La Cooperativa potrà svolgere qualunque altra attività connessa ed affine agli scopi sopraelencati, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali e, comunque, sia direttamente che indirettamente, attinenti ai medesimi.
La Cooperativa può svolgere la propria attività anche con altre cooperative interessate allo stesso scambio mutualistico nonché con imprese terze.
La Cooperativa può stipulare convenzioni, con una o più aziende di credito e con altri enti per la concessione ai propri soci di crediti od altra forma di finanziamento (esempio leasing) per i quali essa rilascia prestazioni di garanzia.
Al fine di fissare l'esposizione teorica massima complessiva di tali prestazioni di garanzia il Consiglio di Amministrazione provvederà annualmente a determinare il coefficiente in rapporto al patrimonio sociale (coefficiente che viene stabilito inizialmente nel limite massimo di trenta volte il patrimonio depositato).
Le prestazioni di garanzie fidejussorie a favore dei soci della Cooperativa non potranno essere di misura inferiore al 50% (cinquanta per cento) dell'ammontare delle operazioni di credito relative.
In caso di necessità, il patrimonio sociale costituito dai depositi di cui alle lettere a), b) e c) del successivo articolo 20, potrà integrare la garanzia per la concessione dei finanziamenti di cui al presente articolo.
Art. 5 - (Raccolta prestiti da soci)
La Cooperativa ha inoltre lo scopo di stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci, istituendo una sezione di attività disciplinata da apposito regolamento che fa parte integrante del presente statuto, per la raccolta di prestiti, ai sensi della Legge n. 127 del 17 febbraio 1971, limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell'oggetto sociale. E' pertanto vietata la raccolta del risparmio fra i non soci sotto ogni forma.
A valere sulla raccolta dei depositi effettuati dai soci, la Cooperativa potrà prestare la sua garanzia in attuazione dello scopo sociale per agevolare la concessione di finanziamenti bancari ai propri soci che potranno avere di massima come durata mesi 60 (sessanta), destinati oltre che per il miglioramento e l'ammodernamento delle produzioni artigiane, e comunque delle attrezzature e degli impianti dei soci anche per le necessità creditizie connesse all'attività degli stessi.
La durata massima dei finanziamenti destinati ad investimenti ed assistiti da garanzia ipotecaria viene invece stabilita in mesi 120 (centoventi). Questo periodo, previo accordo con l'Istituto di Credito, può essere di durata superiore ai 120 mesi e determinato di volta in volta con apposita deliberazione.
I finanziamenti con diritto a restituzione della somma versata potranno essere effettuati a favore della società esclusivamente dai soci che risultano iscritti da almeno tre mesi e che detengano una partecipazione al capitale sociale pari almeno al due per cento dell'ammontare del capitale nominale quale risulta dall'ultimo bilancio approvato.
I finanziamenti con diritto alla restituzione della somma versata potranno essere effettuati dai soci a favore della società nei limiti e nei modi stabiliti dalle leggi e dai regolamenti vigenti.
Inoltre la Cooperativa, per meglio assistere i propri soci, può prevedere l'istituzione di una particolare assistenza per l'adempimento degli obblighi fiscali dei Soci e/o previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti dei Soci; tale assistenza può essere effettuata sia con, che senza, l'apporto di consulenze esterne alla Cooperativa medesima, nel rispetto di ogni normativa professionale per l'iscrizione in albi.
Presso la sede della Cooperativa possono inoltre essere locate sedi di altre Imprese, Società, Cooperative a cui potranno essere forniti tutti i servizi relativi alla loro gestione.
Tutto quanto sopra detto sarà fornito dietro adeguato compenso stabilito dall'Organo amministrativo in relazione ai prezzi di mercato per i servizi forniti.
II numero dei soci è illimitato e non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge. Possono assumere la qualifica di soci coloro che sono in grado di contribuire al raggiungimento degli scopi sociali e che sono in possesso dei seguenti requisiti, ovvero che rientrino nella elencazione che segue;
Possono far parte della Cooperativa le Imprese Artigiane iscritte nell'Albo previsto dalla Legge 443 dell'8 agosto 1985, le Imprese Commerciali iscritte al R.E.C. (Registro Esercenti Commercio), tutti coloro che svolgono una attività organizzata di impresa, gli esercenti attività professionale e/o autonoma purché residenti nel territorio nazionale, purché non abbiano in corso procedure per concordato preventivo e per fallimento, né siano fallite e purché i legali rappresentanti non abbiano riportato condanne a una pena che comporti l'interdizione anche temporanea dai pubblici uffici.
Le imprese sopra elencate possono essere ammesse in qualità di socie, e rientrare nella definizione di piccole imprese, così come stabilito dalla legge 5 ottobre 1991 nr. 317 e più precisamente, possono essere ammesse in qualità di socie:
- le imprese del settore industriale che non hanno più di 200 (duecento) dipendenti ed Euro 10.329.137,00 (Euro diecimilionitrecentoventinovemilacentotrentasette e zero centesimi) di capitale investito al netto degli ammortamenti e rivalutazioni monetarie;
- le imprese del settore commerciale e dei servizi che non hanno più di 75 (settantacinque) dipendenti e Euro 38.734.267,00 Euro trentottomilionisettecentotrentaquattro= miladuecentosessantasette e zero centesimi) di capitale investito al netto di ammortamenti e rivalutazioni monetarie.
Possono inoltre far parte della Cooperativa i liberi professionisti iscritti nei relativi albi professionali nel territorio nazionale, gli iscritti nei previsti ruoli camerali, i professionisti in genere, le Imprese Agricole (Agricoltori e Coltivatori Diretti) e comunque titolari di Partita IVA, nonchè i dipendenti di Enti Pubblici e privati,
a) l'indicazione del nome, cognome, codice fiscale, residenza, data e luogo di nascita;
c) l'ammontare del capitale che propone di sottoscrivere, il quale non dovrà comunque essere inferiore né superiore, ai limiti di legge;
Se trattasi di società, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b), c) e d) relativi alle persone fisiche, la domanda di ammissione dovrà contenere le seguenti informazioni:
L'Organo amministrativo, accertata l'esistenza dei requisiti di cui al precedente art. 6, delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e con l'attività economica svolta.
La deliberazione di ammissione deve essere annotata, a cura dell'Organo amministrativo, sul libro dei soci.
a) al versamento, con le modalità e nei termini fissati dall'Organo amministrativo, fermo restando che i corrispettivi vanno versati in denaro e comunque entro la chiusura dell'esercizio in cui si diviene soci (salvo quanto dovuto per eventuale sovrapprezzo che dovrà essere versato entro l'esercizio successivo a quello in cui detto sovrapprezzo fosse determinato dall'Assemblea in sede di approvazione di bilancio):
- della eventuale quota di ammissione, a titolo di rimborso delle spese di istruttoria della domanda di ammissione;
1. per recesso, esclusione, decadenza, fallimento o per causa di morte, se il socio è persona fisica;
2. per recesso, esclusione, decadenza, fallimento, scioglimento o liquidazione se il socio è diverso da persona fisica.
Premesso che il recesso non può essere parziale, oltre che nei casi previsti dalla legge, può recedere il socio;
Inoltre il diritto di recesso può essere esercitato nei seguenti casi:
- divieto di cessione della quota di partecipazione previsto nell'atto costitutivo e di cui all'art. 2530, comma 6, c.c.;
- cambiamento dell'oggetto sociale o del tipo di società;
- trasferimento della sede legale all'estero;
- eliminazione di una o più cause di recesso previste dall'atto costitutivo;
- proroga del termine di durata della cooperativa e se la durata della cooperativa diventa a tempo indeterminato;
- negli aumenti di capitale in denaro con offerta di partecipazioni a terzi;
- introduzione o rimozione di vincoli alla circolazione delle partecipazioni;
- modifica del criterio di determinazione del valore della quota di partecipazione, in caso di recesso;
- modificazioni dell'atto costitutivo concernenti i diritti di voto o di partecipazione.
Il recesso non può essere esercitato e, qualora sia stato esercitato, è privo di efficacia se:
- la cooperativa revoca la delibera che lo legittima;
- è deliberato lo scioglimento della cooperativa.
Il diritto di recesso è esercitato dai soci che non hanno concorso alle decisioni che lo determinano a condizione che (art. 2530, comma 6, c.c.):
- siano trascorsi almeno due anni dall'ingresso nella cooperativa;
- venga dato un preavviso di 90 (novanta) giorni.
Il socio che intende recedere dalla cooperativa deve inoltrare domanda all'Organo amministrativo con lettera raccomandata.
L'Organo amministrativo, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda, la esamina e, qualora non sussistano i presupposti del recesso, emette un provvedimento di diniego che comunica immediatamente al socio.
Avverso la comunicazione di diniego, il socio, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione al Tribunale.
- per il rapporto sociale, dalla data di comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda;
- per i rapporti mutualistici tra socio e società, in assenza di disposizione di legge, con la chiusura dell'esercizio in corso, se comunicato tre mesi prima, e, in caso contrario, con la chiusura dell'esercizio successivo.
Art.11 - (Decadenza)
La decadenza è deliberata dall'Organo amministrativo nei confronti dell'impresa dalla quale sia stata disposta la cancellazione dall'Albo previsto dalla Legge n. 443 dell'8 agosto 1985, dal R.E.C., dal Servizio Unificato dei Contributi in Agricoltura, dal Registro Ditte della C.C.I.A.A., o che venga a trovarsi in una delle altre condizioni di inidoneità previste dall'articolo 12, o alla quale siano venuti meno i requisiti, ed inoltre, che trasferisca la sede della propria attività fuori dalle circoscrizioni Territoriali indicate nell'art.6, o che venga a trovarsi in una delle altre condizioni di inidoneità previste dall'articolo 12.
c) che non osservi il presente statuto, i regolamenti sociali, le deliberazioni adottate dagli organi sociali, salva la facoltà dell'Organo amministrativo di accordare al socio un termine non superiore a 60 (sessanta) giorni per adeguarsi;
d) che, previa intimazione da parte dell'Organo amministrativo con termine di almeno 20 (venti) giorni, non adempia al versamento del valore delle azioni sottoscritte o ai pagamenti di somme dovute alla Società a qualsiasi titolo;
e) che svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza con la Cooperativa, senza l'esplicita autorizzazione dell'Organo amministrativo;
f) per la sua interdizione, inabilitazione o condanna ad una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici; per fallimento del socio; nonché nei seguenti casi: l'esercizio di un'attività in concorrenza con quella della cooperativa;
L'esclusione è deliberata dall'Organo amministrativo.
La delibera di esclusione è comunicata al socio entro 15 (quindici) giorni successivi alla deliberazione con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione al Tribunale ove ha sede legale la Cooperativa, nel termine di 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione. Lo scioglimento del rapporto sociale determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.
L'esclusione diventa operante dall'annotazione nel libro dei soci, da farsi a cura dell'Organo amministrativo, e determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.
Art. 13 (Delibere di recesso ed esclusione)
Le deliberazioni assunte in materia di recesso ed esclusione sono comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno entro i 15 (quindici) giorni successivi alla deliberazione. Le controversie che insorgessero tra i soci e la Cooperativa in merito ai provvedimenti adottati dall'Organo amministrativo su tali materie sono demandate alla decisione del Tribunale ove ha sede legale la Cooperativa.
L'impugnazione dei menzionati provvedimenti è promossa, a pena di decadenza, con atto pervenuto alla Cooperativa a mezzo raccomandata entro 60 (sessanta) giorni dalla data di comunicazione dei provvedimenti stessi.
Art. 14 (Liquidazione delle azioni)
In caso di perdita della qualità di socio la liquidazione delle azioni avverrà a favore degli eventi diritto sulla base del loro valore nominale ridotto in proporzione alle perdite imputabili al capitale ed al netto di eventuali posizioni debitorie del socio stesso esistenti, a qualsiasi titolo, nei confronti nella Cooperativa; comunque la liquidazione della quota non potrà mai superare l'importo versato.
Il sovrapprezzo eventualmente versato non è rimborsabile.
Il pagamento delle azioni liquidate deve avvenire entro 180 (centottanta) giorni dall'approvazione del bilancio dell'esercizio in cui si è verificata la perdita di qualità di socio.
L'organo amministrativo deve rimandare, ma non oltre il termine di due anni, i pagamenti di cui al comma precedente ove, alla fine dell'esercizio, accerti che i pagamenti stessi provocherebbero una diminuzione superiore al 20% (venti per cento), rispetto all'esercizio precedente, della consistenza complessiva del patrimonio sociale.
La Cooperativa potrà tuttavia acquistare le azioni al valore determinato ai sensi del primo comma del presente articolo, liquidando gli aventi diritto.
Per quanto attiene la responsabilità del socio uscente e dei suoi eredi si applica l'art.2536 c.c..
Il socio che ha ottenuto garanzie dalla Cooperativa non ha, quali che siano le circostanze di cui al recesso, alla decadenza ed alla esclusione, diritto alla liquidazione delle proprie quote, prima di avere adempiuto a tutti gli impegni.
Art. 15 (Morte del socio)
In caso di morte del socio i suoi eredi o legatari hanno diritto di ottenere il rimborso delle azioni interamente liberate, nella misura e con le modalità di cui al precedente art. 14.
Nell'ipotesi di più eredi o legatari essi, entro 6 (sei) mesi dalla data del decesso dovranno indicare quello tra essi che li rappresenterà di fronte alla Società.
Gli eredi provvisti dei requisiti per l'ammissione alla Società subentrano nella partecipazione del socio deceduto previa deliberazione dell'Organo amministrativo che ne accerta i requisiti con le modalità e le procedure di cui al precedente art. 7.
In mancanza si provvede alla liquidazione ai sensi dell'art. 14.
In caso di pluralità di eredi, questi debbono nominare un rappresentante comune, salvo che il rapporto mutualistico possa svolgersi nei confronti di ciascuno dei successori per causa di morte e la Società consenta la divisione. La Società esprime il proprio apprezzamento con le modalità previste dall'art. 7.
In caso di apprezzamento negativo e in mancanza del subentro di uno solo tra essi, si procede alla liquidazione ai sensi dell'art. 14.
Art. 16 (Termini di decadenza, limitazioni al rimborso, responsabilità dei soci cessati)
La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle azioni in favore dei soci receduti od esclusi o degli eredi del socio deceduto, ove questo non sia stato richiesto entro 1 (un) anno dalla data di approvazione del bilancio dell'esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
I soci esclusi per i motivi indicati nell'art. 12, lettere b), c), d) ed e), dovranno provvedere al risarcimento dei danni ed al pagamento dell'eventuale penale, ove determinata dal regolamento.
La Cooperativa può compensare con il debito derivante dal rimborso delle azioni e del rimborso dei prestiti, il credito derivante da penali, ove previste da apposito regolamento, da risarcimento danni e da prestazioni mutualistiche fornite anche fuori dai limiti di cui all'art. 1243 del codice civile.
Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta l'insolvenza della Società, il socio uscente è obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto.
In caso di fallimento del socio la compensazione si verificherà di diritto alla data di dichiarazione del fallimento stesso (art.56 Legge fallimentare R.D. 16 marzo 1942).
Art. 17 (Rapporti mutualistici)
Il socio può ottenere dalla Cooperativa prestazioni di garanzia soltanto dopo la sua iscrizione nel Libro dei Soci.
Tuttavia l'Organo amministrativo può, con deliberazione presa all'unanimità, decidere che la Cooperativa conceda prestazioni di garanzia nell'immediato sempre purchè trattasi di socio iscritto e che l'operazione sia giustificata dalle particolari esigenze creditizie dell'impresa.
Le prestazioni di garanzia possono essere di massima, proporzionali alle quote ed ai depositi versati da ciascun socio.
Tuttavia, nel deliberare la concessione, si dovrà tener conto:
- della situazione patrimoniale, anche extra aziendale, del titolare dell'impresa richiedente e delle prospettive in termini di reddito dell'impresa stessa;
- della durata e natura dei crediti richiesti e delle garanzie che il socio offre;
- dell'esposizione complessiva della Cooperativa per garanzie già prestate e delle richieste in corso d'istruzione.
L'Organo amministrativo può deliberare che ciascun socio, all'atto in cui chiede alla Cooperativa una prestazione di assistenza o di garanzia, versi un diritto fisso di segreteria a copertura delle spese necessarie.
Inoltre, il socio che abbia ottenuto il prestito richiesto è tenuto al pagamento di un contributo che sarà deliberato dall'Organo amministrativo, in misura non superiore all'1,50% (uno virgola cinquanta per cento) in ragione d'anno, dell'importo del prestito, da accreditare in unica soluzione.
Art. 18 (Patrimonio - Elementi costitutivi)
a) dal capitale sociale, che in ogni caso non può essere inferiore a 100.000 (centomila) Euro ai sensi del comma 12, art.13 del D.L. 30.09.2003 n.269, è variabile ed è formato:
1) dai conferimenti effettuati dai soci cooperatori, rappresentati da azioni del valore nominale di Euro 25,00 (venticinque virgola zero zero) cadauna.
Il valore complessivo delle azioni detenute da ciascun socio non può essere inferiore né superiore ai limiti di legge, fermi i disposti di legge di legislazione speciale in ambito di "Confidi"; nessun socio può detenere azioni per l'importo superiore al 20% (venti per cento) del capitale sociale nè inferiore ad Euro 25,00 (venticinque virgola zero zero), salvi limiti minimali imposti dalla Legge o da legislazioni speciali. Ai sensi dell'art.2346 comma 1 c.c. le azioni sono rappresentate da certificati azionari e pertanto la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali consegue all'iscrizione nel libro soci. Le azioni sono nominative, indivisibili e non possono essere sottoposte a pegno o vincoli nè essere cedute a terzi con effetto verso la Cooperativa senza l'autorizzazione del Consiglio di Amministrazione: esse si considerano vincolate solamente a favore della Cooperativa a garanzia dell'adempimento delle obbligazione che i soci contraggono con la medesima. Il Consiglio di Amministrazione è autorizzato ad acquistare e rimborsare azioni proprie purchè nei limiti di cui agli artt. 2529 e 2545 quinquies del c.c. e con fondi a tal fine destinati all'Assemblea dei soci.
Le azioni acquistate possono essere ricollocate od annullate: il tutto non potrà in ogni caso attuarsi al fine di distribuire con il meccanismo dell'acquisto delle azioni proprie, avanzi di gestione di ogni genere, ai soci;
b) dalla riserva legale indivisibile formata con gli utili di cui all'art. 20 e con il valore delle azioni eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi dei soci deceduti;
c) dall'eventuale sovrapprezzo delle azioni formato con le somme versate dai soci;
e) da ogni altra riserva costituita dall'Assemblea e/o prevista per legge o per statuto ovvero da ogni fondo o accantonamento costituito a copertura di particolari rischi o di previsioni di oneri futuri od investimenti;
f) da liberalità da contributi di Enti Pubblici e Privati a da introiti comunque pervenuti alla Cooperativa.
Le riserve indivisibili per disposizione di legge o per statuto, ovvero per deliberazione dell'Assemblea non possono essere ripartite tra i soci né durante la vita sociale né all'atto dello scioglimento della Società.
Art. 19 (Vincoli sulle azioni e loro alienazione)
Il socio che intende trasferire, anche in parte, le proprie azioni deve darne comunicazione all'Organo amministrativo con lettera raccomandata, fornendo, le indicazioni relative al potenziale acquirente sopra previste, controfirmate per conferma e accettazione dal potenziale acquirente e salva la sua responsabilità patrimoniale per eventuali dichiarazioni mendaci.
Il provvedimento che concede o nega l'autorizzazione deve essere comunicato al socio entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della richiesta.
Il provvedimento che nega al socio l'autorizzazione deve essere motivato. Contro il diniego il socio entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione c/o il Tribunale competente presso la sede della società .
L'esercizio sociale va dal 1°(primo) gennaio al 31 (trentuno) dicembre di ogni anno.
Il progetto di bilancio deve essere presentato all'Assemblea dei soci per l'approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni qualora venga redatto il bilancio consolidato, oppure lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura ed all'oggetto della Società, segnalate dall'Organo amministrativo nella relazione sulla gestione o, in assenza di questa, nella nota integrativa al bilancio.
b) per la percentuale prevista dalla legge, ai fondi di garanzia interconsortile col il quale il confidi aderisce o in mancanza ai fondi di garanzia di cui ai commi 10, 21, 25 e 28 del d.l. n. 269 del 30/10/2003;
c) un'ulteriore ed eventuale quota di utili può essere destinata alle altre riserve facoltative ed indivisibili eventualmente istituite.
E' in ogni caso vietata la distribuzione di utili ai soci.
Le riserve non possono essere ripartite tra i soci sia durante la vita della società che all'atto dello scioglimento.
Le riserve non sono ripartibili fra i soci.
Le perdite di esercizio invece vanno imputate ai fondi rischi di cui alle lettera e) del precedente articolo 18), fondi che devono essere, ogni volta che si renda necessario, reintegrati con somme prelevate dalle liberalità di cui alla lettera f) del medesimo articolo 18).
In caso di esaurimento dei fondi e delle liberalità secondo le modalità previste nel comma precedente, le perdite dovranno essere imputate dapprima alle riserve straordinarie di cui alle lettere d) ed e) dell'articolo 18 e successivamente alla Riserva Legale, ed infine al capitale sociale.
L'Organo amministrativo, nella relazione sulla gestione, deve illustrare, ai sensi dell'art. 2528, comma 5, c.c. le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione dei nuovi soci e, ai sensi dell'art. 2545 c.c., deve relazionare sui criteri seguiti nella gestione sociale per perseguire lo scopo mutualistico.
L'Organo amministrativo che redige il progetto di bilancio di esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consentano le risultanze dell'attività mutualistica, e sempre che lo consenta la legislazione speciale in tema di "Confidi".
Art. 22 (Requisiti di mutualità)
È preciso impegno della cooperativa di rientrare nella categoria delle cooperative a mutualità prevalente e, pertanto, così come prevede sia l'art. 2514 c.c. che la normativa di cui all'art.13 del D.L. 30.09.2003 n.269 e salva ogni altra normativa in tema di "Confidi"vigono:
a) il divieto di distribuire i dividendi ai soci;
b) il divieto di distribuire le riserve fra i soci;
c) l'obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e quanto per legge anche speciale deducibile, ai fondi di garanzia interconsortile con il quale la cooperativa aderisce o in mancanza ai fondi di garanzia di cui ai commi 20, 21, 25 e 28 dell'art.13 del D.L. n. 269/2003.
Art. 23 (Spese di gestione)
Alle spese di gestione della Cooperativa si provvede con le somme rivenienti dal versamento della tassa di ammissione e dei diritti e delle provvigioni di cui ai successivi articoli relativi alla procedura di ammissione dei soci e ai rapporti mutualistici, nonché dai redditi patrimoniali della Cooperativa stessa e dai contributi appositamente erogati per le spese di gestione della Cooperativa da Enti, Associazioni o privati, ai sensi dell'articolo 18 lettera f).
La società potrà, altresì, stipulare mutui e finanziamenti con Banche ed Istituti di Credito.
Art. 24 (Obbligazioni sociali)
La Cooperativa risponde soltanto con il suo patrimonio per le obbligazioni sociali.
Art.26 (Assemblee)
La loro convocazione deve effettuarsi dall'Organo Amministrativo, e può celebrarsi anche fuori dalla sede legale della Cooperativa, mediante avviso pubblicato almeno 15 (quindici) giorni prima di detta data su un giornale locale diffuso nelle provincie della sede legale e delle unità locali a discrezione del Consiglio di Amministrazione, almeno per due uscite. Oppure con lettera raccomandata o con qualsiasi mezzo e/o sistema di comunicazione che consenta un riscontro della spedizione e del ricevimento, compresi il fax, la posta elettronica e la consegna manuale.
Nel caso di convocazione a mezzo telefax, posta elettronica o altri mezzi similari, l'avviso deve essere spedito al numero di telefax, all'indirizzo di posta elettronica o allo specifico recapito che siano stati espressamente comunicati dal socio e che risultino espressamente dal libro dei soci) spedita al domicilio dei soci almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per l'adunanza.
In caso di spedizione dell'avviso questo va inviato anche agli Amministratori e Sindaci entro lo stesso termine.
Nell'avviso di convocazione, debbono essere indicati il giorno, l'ora e il luogo dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare. Nello stesso avviso di convocazione, può essere fissato anche il giorno, l'ora e il luogo, per una eventuale seconda convocazione, da tenersi entro trenta giorni dalla data fissata per la prima convocazione, e mai nello stesso giorno della prima. L'avviso può prevedere ulteriori convocazioni, qualora anche la seconda non dovesse raggiungere il quorum necessario.
In mancanza dell'adempimento delle suddette formalità, l'Assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e la maggioranza degli Amministratori e dei Sindaci effettivi. Tuttavia ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
Art. 27 (Funzioni dell'Assemblea)
2) procede alla nomina dell'Organo amministrativo;
3) procede alla nomina dei Sindaci e del Presidente del Collegio sindacale e, ove richiesto, del soggetto deputato al controllo contabile;
5) approva i regolamenti interni, ove già non esistenti;
Essa ha luogo almeno una volta all'anno nei tempi indicati dal presente statuto.
L'Assemblea inoltre può essere convocata tutte le volte che l'Organo amministrativo lo creda necessario, ovvero per la trattazione di argomenti che tanti soci che rappresentano almeno un decimo dei voti spettanti a tutti i soci sottopongano alla sua approvazione, facendone domanda scritta agli Amministratori.
La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti sui quali l'Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta dell'Organo amministrativo o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.
In prima convocazione l'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati almeno il 20% (venti per cento) dei voti dei soci aventi diritto al voto.
In seconda convocazione l'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto. L'Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti presenti, su tutti gli oggetti posti all'ordine del giorno.
Per deliberare lo scioglimento anticipato della società è necessario il voto favorevole di almeno i 2/3 (due terzi) della totalità dei soci con diritto al voto.
Per le deliberazioni concernenti il cambiamento dell'oggetto sociale della società, anche in seconda convocazione, è necessario il voto favorevole di più della metà dei soci aventi diritto al voto, sono salvi comunque quorum maggiori se stabiliti dalla Legge.
L'assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/videocollegati; il collegamento solo in via audio è consentito unicamente quando a libro soci non risultino iscritti più di venti soci, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. In tal caso, è necessario che:
d) ove non si tratti di assemblea totalitaria, vengano indicati nell'avviso di convocazione i luoghi audio/videocollegati a cura della società, nei quali gli intervenuti possano affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove siano presenti il presidente e il soggetto verbalizzante.
E' consentita l'espressione del voto mediante corrispondenza: mediante formulario che deve essere restituito alla cooperativa almeno 5 (cinque) giorni prima della data dell'assemblea. Chi esprime il voto per corrispondenza si considera intervenuto all'assemblea.
Nelle Assemblee hanno diritto al voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 30 (trenta) giorni e che non siano in mora nei versamenti delle azioni sottoscritte.
I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all'Assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto e che non sia Amministratore, Sindaco o dipendente come disposto nell'art. 2372 del codice civile.
Ciascun socio non può rappresentare più di 5 (cinque) soci.
La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco, e la delega rilasciata per la singola assemblea ha effetto anche per le successive convocazioni.
la regolarità della delega è accertata dal Presidente dell'Assemblea.
La procura generale abilita alla rappresentanza del socio in assemblea e conserva validità per più assemblee
Art.31 (Presidenza dell'Assemblea -svolgimento dell'Assemblea)
L'Assemblea è presieduta dal presidente dell'Organo amministrativo ed in sua assenza dal vice presidente, ed in assenza anche di questi, dalla persona designata dall'Assemblea stessa, col voto della maggioranza dei presenti.
Il Presidente verifica la regolarità della costituzione dell'assemblea, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola lo svolgimento dell'assemblea, accerta e proclama i risultati delle votazioni.
Le deliberazioni dell'assemblea devono risultare da verbale, indicante:
- la data dell'assemblea;
- l'identità dei partecipanti, anche in allegato;
- le modalità e il risultato delle votazioni;
- l'identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti, anche in allegato;
- per riassunto, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all'ordine del giorno.
Quindi, il verbale deve essere sottoscritto dal Presidente e dal segretario. Se le deliberazioni riguardano la modifica dello statuto, il verbale deve essere redatto da un notaio.
Il verbale, anche se redatto per atto pubblico, deve essere trascritto, senza indugio, nel libro delle decisioni dei soci, ossia dell'assemblea.
La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di Consiglieri variabile da 5 (cinque) a 11 (undici) membri, eletti dall'Assemblea ordinaria dei soci, che ne determina di volta in volta il numero.
Può, oltre i componenti sopra detti, far parte del Consiglio un rappresentante di ciascun Ente pubblico che partecipi alla costituzione del patrimonio sociale nella misura di almeno un quarto del capitale versato dai soci, oppure che provveda alla erogazione di contributi in conto interessi.
Gli Amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi, salvo che la legge non consenta periodi ulteriori, e scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della carica.
La Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura di Varese, se disponibile ad erogazioni contributive a favore della Cooperativa, avrà diritto a far parte del Consiglio di Amministrazione della società con un suo rappresentante senza diritto di voto.
In ogni caso la nomina della maggioranza degli amministratori e dei sindaci è riservata all'assemblea dei soci, ai sensi dell'articolo l'art. 2542, comma 2 del Codice Civile.
Non può essere nominato amministratore e, se nominato, decade dall'ufficio l'interdetto, l'inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, di pubblici uffici o l'incapacità di esercitare uffici direttivi, la persona che esercita attività in concorrenza o in conflitto di interessi con quella della società.
Gli amministratori non possono assumere la qualifica di soci illimitatamente responsabili in altre società o essere amministratori o consiglieri di gestione o componenti del Comitato di controllo sulla gestione in altre società, salvo autorizzazione dei soci.
Almeno un terzo degli amministratori deve possedere i requisiti di indipendenza previsti dall'art. 2399, comma 1, c.c.
Art. 33 (Competenze e poteri dell'Organo amministrativo)
Gli Amministratori sono investiti dei più ampi poteri per la gestione della Società, esclusi solo quelli riservati all'Assemblea dalla legge.
L'Organo amministrativo può delegare parte delle proprie attribuzioni, ad eccezione delle materie previste dall'art. 2381 del codice civile, dei poteri in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci e delle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci, ad uno o più dei suoi componenti, oppure ad un Comitato esecutivo formato da alcuni dei suoi componenti, determinandone il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.
Ogni 180 (centottanta) giorni gli organi delegati devono riferire all'Organo amministrativo e al Collegio sindacale sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, in termini di dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla Cooperativa e dalle sue controllate.
L'organo amministrativo nominerà almeno un Comitato del credito, composto da tre membri, determinandone il compenso, che avrà competenza in merito all'accoglimento delle domande di finanziamento presentati dai soci.
E' nei compiti del Presidente convocare l'Organo amministrativo, fissare l'ordine del giorno, coordinare i lavori e provvedere affinché i consiglieri siano informati sulle materie iscritte all'ordine del giorno.
A solo titolo esemplificativo, al Consiglio di amministrazione spetta, pertanto, fra l'altro, di:
a) curare l'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea dei soci;
b) accettare donazioni, lasciti, elargizioni di associazioni e privati, contributi dello Stato o di altri Enti Pubblici per la costituzione del fondo di riserva o per fronteggiare spese di amministrazione, sempre che non sia necessaria una modifica dello Statuto;
c) stipulare e dare esecuzione alle convenzioni con le aziende di credito e con altri enti;
d) ratificare gli atti del Comitato del Credito in merito all'accoglimento delle domande di finanziamento presentate dai soci;
e) redigere il bilancio ai sensi dell'articolo 2423 e seguenti del Codice Civile, corredandolo con una relazione in cui vengono specificati i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari, in conformità con il carattere cooperativo della società;
f) compilare eventuali regolamenti interni;
g) deliberare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all'attività; fra gli altri: acquistare, vendere, permutare beni e diritti mobiliari e immobiliari, con le più ampie facoltà al riguardo ivi compresa quella di rinunciare alle ipoteche legali, cedere, accettare, emettere, girare, avallare, scontare, quietanzare crediti ed effetti cambiari e cartolari in genere;
h) conferire procure, sia generali che speciali, anche ai non soci;
i) trasferire la sede sociale purché nell'ambito dello stesso comune;
l) assumere e licenziare il personale della società, fissandone le mansioni e le retribuzioni;
m) deliberare circa l'ammissione, il recesso e l'esclusione dei soci;
n) impegnare la Cooperativa in arbitrati anche amichevoli e rappresentarla in giudizio avanti agli organi giurisdizionali;
o) curare la tenuta dei libri sociali, nonché di quelli fiscali obbligatori e sussidiari;
p) autorizzare il Presidente alle spese necessarie per il normale funzionamento della Cooperativa;
q) autorizzare il Presidente a svolgere tutte le azioni occorrenti per la tutela dei diritti della Cooperativa;
r) istituire e sopprimere sedi secondarie;
s) adeguare lo Statuto a norme di Legge;
t) predisporre eventuali regolamenti interni che saranno approvati dall'Assemblea con le maggioranze per le assemblee straordinarie;
u) dare l'adesione della Cooperativa ad organismi consortili, societari od associazionistici;
v) prendere tutte le più opportune iniziative per il miglior funzionamento della Cooperativa e per il raggiungimento degli scopi sociali;
z) autorizzare il Presidente o in sua assenza il Vice-Presidente o, in assenza di entrambi, un Consigliere autorizzato dal Consiglio di Amministrazione, a deliberare l'accoglimento delle domande di iscrizione e finanziamento presentate dai Soci per un importo singolo non superiore al tetto massimo stabilito dal Consiglio di Amministrazione; il Consiglio di Amministrazione procederà alla ratifica di quanto deliberato dal Presidente, Vice-Presidente o Consigliere delegato nella prima seduta successiva.
Il Consiglio ratificherà l'operato dei Delegati o degli eventuali Comitati Esecutivi nella prima riunione successiva agli atti compiuti oppure al compimento dell'incarico.
La convocazione è fatta dal Presidente a mezzo lettera, fax o e-mail da spedirsi non meno di 5 (cinque) giorni prima dell'adunanza e, nei casi urgenti, a mezzo telegramma, in modo che gli Amministratori ed i Sindaci effettivi ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Le adunanze dell'Organo amministrativo sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli Amministratori in carica e le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede (purchè non siano due soli i votanti).
Le riunioni dell'Organo amministrativo si potranno svolgere anche per teleconferenza o audiovideoconferenza, a condizione che ciascuno dei partecipanti possa essere identificato da tutti gli altri e che ciascuno sia in grado di intervenire in tempo reale durante la trattazione degli argomenti esaminati, nonché di ricevere, trasmettere e visionare documenti. Sussistendo queste condizioni, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente e dove deve pure trovarsi il Segretario, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro.
Il Consiglio di amministrazione si riunisce, in via ordinaria almeno una volta al bimestre presso la sede, ed in via straordinaria tutte le volte che il Presidente ne ravveda la necessità
L'Avviso di convocazione deve essere recapitato, nella stessa forma e negli stessi termini, ai Sindaci Effettivi.
L'amministratore che, senza giustificato motivo, manca a più di due sedute consecutivi senza valida giustificazione, è considerato decaduto.
La cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il nuovo Consiglio di amministrazione è stato riconosciuto.
In caso di mancanza sopravvenuta di uno o più Amministratori, gli altri provvedono a sostituirli nei modi previsti dall'art. 2386 del codice civile, purché la maggioranza resti costituita da Amministratori nominati dall'assemblea.
Se viene meno la maggioranza degli Amministratori, nominati dall'Assemblea, quelli rimasti in carica devono convocare l'Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti. In caso di mancanza sopravvenuta di tutti gli Amministratori, l'Assemblea deve essere convocata d'urgenza dal Collegio sindacale il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio sindacale, il Consiglio di Amministrazione è tenuto a convocare l'Assemblea e rimane in carica fino alla sua sostituzione.
Spetta all'Organo amministrativo, sentito il parere del Collegio sindacale, se nominato, determinare il compenso dovuto agli Amministratori investiti di particolari cariche.
La rappresentanza della Cooperativa spetta, nei limiti delle deleghe conferite, anche agli Amministratori delegati, se nominati. L'Organo amministrativo può nominare Direttori generali, Institori e Procuratori speciali.
Il Presidente è autorizzato a riscuotere somme rilasciandone quietanza.
Il Presidente dà l'esecuzione alle deliberazioni del Consiglio, vigila sulla conservazione e tenuta dei libri prescritti, impartisce direttive ad un Consigliere di Amministrazione all'uopo designato dal Consiglio o dal segretario eventualmente nominato dal Consiglio e vigila per accertarsi che il Consigliere designato o il segretario operino a conformità degli interessi della Cooperativa.
Il Presidente, in caso di dimissioni, assenza o impedimento, è sostituito dal Vice Presidente che, a suo volta, può essere sostituito, per gli stessi motivi, dal Consigliere più anziano.
La firma del vice Presidente fa piena prova, di fronte ai soci, ai terzi ed a tutti i pubblici uffici, dell'assenza o impedimento del Presidente.
Il Collegio sindacale si compone di tre membri effettivi, eletti dall'Assemblea.
Devono essere nominati dall'Assemblea anche due Sindaci supplenti. Il Presidente del Collegio sindacale è nominato dall'Assemblea.
La retribuzione annuale dei Sindaci è determinata dall'Assemblea all'atto della nomina, per l'intero periodo di durata del loro ufficio e viene corrisposta secondo le decisioni del Consiglio di Amministrazione annualmente.
I sindaci devono assistere alle adunanze delle Assemblee dei soci, alle adunanze del Consiglio di amministrazione e alle adunanze del Comitato esecutivo, se nominato.
Il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione, a scelta dell'Assemblea dei soci.
Il Sindaco che, senza giustificato motivo, non partecipi durante un esercizio a due riunioni del Collegio, decade dalla carica.
Gli accertamenti, i rilievi e le deliberazioni dei Sindaci devono essere registrati in un apposito libro.
Non sono eleggibili alla carica di Sindaci o, se eletti, decadono dall'ufficio, i parenti o gli affini degli Amministratori sino al quarto grado e coloro che hanno con la società un rapporto continuativo di prestazioni di opera retribuita.
Art. 40 (Controllo dei soci)
I soci hanno il diritto di ispezionare il libro dei soci e il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, ai sensi dell'art. 2545-bis c.c: più precisamente i soci, in numero almeno pari ad un decimo del numero complessivo, ovvero almeno pari ad un ventesimo quando la cooperativa ha più di tremila soci, hanno il diritto di esaminare, attraverso un rappresentante, eventualmente assistito da un professionista di loro fiducia, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e il libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, se esiste.
Art.41 (Scioglimento e liquidazione)
La cooperativa si scioglie al verificarsi di una delle seguenti cause :
b) per il conseguimento dell'oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l'Assemblea dei soci, all'uopo convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie;
c) per l'impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell'Assemblea dei soci;
d) in assenza di utili e riserve disponibili per liquidare la quota del socio recedente;
e) per perdita del capitale sociale;
f) per deliberazione dell'Assemblea dei soci;
g) quando il numero dei soci diviene inferiore a 9, ovvero a 3 se persone fisiche, e l'ultimo socio non è reintegrato entro un anno, in base all'art. 2522 c.c.
L'assemblea straordinaria che delibera lo scioglimento e la messa in liquidazione della società deve provvedere alla nomina del liquidatore o dei liquidatori determinandone i poteri. Il patrimonio della società che risulta disponibile al termine della liquidazione, dopo il pagamento di tutte le passività e previa deduzione del capitale versato, deve essere devoluto al Fondo di Garanzia Interconsortile al quale la Cooperativa aderisce o, in mancanza, al Ministero dell'Economia e delle Finanze ai sensi dell'art.13 comma 23 del D.L. 30.09.2003 n.269 e sua conversione.
Art. 42 (Norme applicabili e di rinvio)
Ove non diversamente stabilito dal presente statuto si applicano le norme di cui all'art. 13 del D.L. 30.09.2003 n.269 e sua conversione nonchè le norme di Legge di cui al Titolo VI Cap I sezione I del c.c..
In caso di conflitto di norme all'interno della superiore normativa prevalgono quelle di cui al citato Decreto Legge 269/2003 e quelle di normativa "speciale" in tema di "confidi".
Resta ferma la possibilità di predisporre ed adottare regolamenti ai sensi di Legge. Si da atto che in conformità dell'art.5 dello statuto la Cooperativa è dotata di regolamento per la raccolta di prestiti fruttiferi dai soci, il cui testo segue quello del presente statuto.
Maria Rita Zanzi

References: Art.4
 articolo 20

Art. 5
 art. 6

Art.11

Art. 13

Art. 14

Art. 15
 art. 14
 art. 7

Art. 16

Art. 17

Art. 18
 art.13

Art. 19
 articolo 18
 articolo 18

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art.26

Art. 27

Art.31

Art. 33

Art. 40

Art.41

Art. 42