Source: http://www.webgiuridico.it/sentenze2019/2754-2019.htm
Timestamp: 2019-05-24 09:16:04+00:00

Document:
Corte Suprema di Cassazione sentenza 2754/2019
Sentenza 2754/2019
1. Con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Giovanni Della Penna , dirigente presso il comune di Latina, ricorreva avverso í provvedimenti con cui il Comune aveva approvato l'elenco degli ammessi alla selezione indetta il 3 dicembre 2014 per la copertura della dirigenza del servizio per la programmazione ed il bilancio ai sensi dell'art 110 , comma 1 , del dlgs n 267/2010, nonché il successivo decreto del 30 dicembre del sindaco con cui l'incarico era stato attribuito al dott. Giuseppe Manzi , dirigente esterno, ed il decreto del 31 dicembre con cui era stata attribuita la dirigenza del servizio tributi al Della Penna solo fino al 30 marzo 2015.
2. Il Consiglio di Stato, in sede consultiva, con parere n.1770/2016 del 22/3/2017 , si è pronunciato per l'accoglimento del ricorso e con decreto del Presidente della Repubblica del 14/7/2017 il ricorso straordinario è stato accolto . Nel decreto è esposto che il Comune di Latina con atto dell'11/11/2014 aveva avviato la procedura d'interpello interno finalizzata all'acquisizione delle manifestazione di interesse dei dirigenti di ruolo dell'ente per l'eventuale conferimento degli incarichi di dirigente del servizio tributi e del servizio bilancio ; che l'arch. Giovanni Della Penna aveva presentato la domanda di partecipazione ;che , tuttavia, il Comune aveva interrotto la suddetta procedura ,senza motivazione, per avviare la selezione per la copertura di incarico dirigenziale per il solo servizio programmazione e bilancio e con la procedura di cui all'art 110 dlgs n 267/2000 e che tale scelta ,non motivata, non era rispondente ai criteri di buon andamento , economicità e trasparenza che devono guidare l'azione amministrativa , così come non era comprensibile il conferimento all'arch. Della Penna di un incarico di soli 3 mesi . Nel decreto è , altresì, rilevata l'infondatezza dell'eccezione dì difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sollevata dal Ministero dell'Interno in quanto non si era in presenza di controversie in materia di rapporto di lavoro ,bensì di questioni attinenti a procedimenti di selezione del personale .
3. Il Comune di Latina propone ricorso per Cassazione deducendo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Si è costituita la Presidenza della Repubblica con controricorso . Giovanni Della Penna , Giuseppe Manzi ed il Ministero dell'Interno sono rimasti intimati.
4. Preliminarmente il ricorso va dichiarato inammissibile nei confronti della Presidenza della Repubblica stante il suo difetto di legittimazione passiva dovendosi escludere che possa riconoscersi alla stessa la veste di parte ,considerata la natura sostanzialmente giurisdizionale assunta dal ricorso straordinario e dunque la sua posizione di terzietà assimilabile a quella del giudice.
5. Il Comune di Latina denuncia violazione dell'art 63 dlgs n 165/2001, degli artt. 7 , comma 8, 48 e 110 del dlgs n. 104/2010 in relazione all'art 362 , comma 1, cpc. ed eccepisce difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Rileva che presupposto del ricorso straordinario era la giurisdizione del giudice amministrativo e che nella specie si trattava di controversia relativa a procedura selettiva ex art 110 , 1 comma, dlgs n 267/2000, finalizzata al conferimento di un incarico dirigenziale a tempo determinato, a carattere non concorsuale e come tale devoluta in generale al giudice ordinario.
6. Il ricorso è inammissibile .
7. Presupposto indefettibile del procedimento promosso con ricorso straordinario è la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo . Il ricorrente che attiva il procedimento allega - espressamente o implicitamente - l'indefettibile presupposto della sussistenza della giurisdizione amministrativa; ciò può essere contestato dalla parte intimata o contro interessata. Ed a tal fine è approntato il rimedio del regolamento preventivo di giurisdizione promuovibile sia dalla parte che eccepisca il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sia dal ricorrente che, stante il dubbio insinuato dalla controparte con la sua eccezione, può egli stesso prendere l'iniziativa di promuovere il regolamento preventivo di giurisdizione per risolvere la questione di giurisdizione che in quel procedimento può dirsi essere controversa.
8. Nella fattispecie in esame il ricorrente ha allegato la giurisdizione del giudice amministrativo, quale presupposto per poter proporre il ricorso straordinario al Capo dello Stato,ed il Comune di Latina, quale parte controinteressata, ha accettato questa sede processuale non esercitando l'opposizione ex art. 48 cod. proc. amm., ne' contestando l'allegato presupposto della giurisdizione del giudice amministrativo. Si può affermare, pertanto, che né il ricorrente , né il Comune di Latina hanno contestato la giurisdizione amministrativa . Il Consiglio di Stato, in sede di parere , e quindi il successivo decreto presidenziale , ha validato, espressamente l'allegato presupposto della giurisdizione del giudice amministrativo ritenuto dalle parti , le quali, in parte qua, non possono dirsi soccombenti ex art 329 cpc, comma 1.
9. Circa le conseguenze di un'ipotesi siffatta con riferimento all'ammissibilità del ricorso a queste Sezioni unite per questioni di giurisdizione ,vanno richiamate le ampie argomentazioni svolte da questa Corte ( cfr Cass. SU n. 10414/2014) nell'individuare la regola applicabile. In detta pronuncia , sottolineata la specialità del procedimento del ricorso straordinario, si è giunti alla conclusione ed alla formulazione del seguente principio di diritto :" la parte ricorrente che abbia allegato, come indefettibile presupposto della sua domanda, la giurisdizione del giudice amministrativo, senza che l'intimato abbia esercitato l'opposizione ex art. 48 cod. proc. amm., né abbia contestato la sussistenza di tale presupposto, eventualmente proponendo regolamento preventivo di giurisdizione, non può proporre ricorso per cassazione ex art. 111, comma 8, Cost. e art. 362 cod. proc. civ. avverso il decreto del Presidente della Repubblica che abbia deciso il ricorso su conforme parere del Consiglio di Stato reso sull'implicito - o esplicito - presupposto della sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo allegato dalla parte stessa, sul punto non soccombente."
10. L'applicazione di tale regola porta ad escludere che il Comune di Latina, non soccombente sulla questione di giurisdizione, possa dolersene solo dopo la decisione nel merito ad essa sfavorevole .
11. Per le considerazioni che precedono il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente a rimborsare alla Presidenza della Repubblica le spese processuali . Avuto riguardo all'esito del giudizio ed alla data di proposizione del ricorso ,sussistono i presupposti di cui all'art 13 , comma 1 quater, dpr n. 115/2002.
Dichiara inammissibile il ricorso , condanna il ricorrente a pagare le spese processuali nei confronti della Presidenza della Repubblica liquidate in Euro 2.500,00, oltre spese prenotate a debito .
Ai sensi dell'art 13 , comma 1 quater del dpr n 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento , da parte del ricorrente dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1 bis , dello stesso art 13.
Roma 6/11/2018

References: sentenza 

Sentenza 
 art. 48
 Cass. 
 art. 48
 art. 111
 art. 362