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Timestamp: 2017-09-26 07:47:41+00:00

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Atti Parlamentari 2307 Camera dei Deputati LX. EDI 6 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE. COLONNA DI CESARÒ : Strada provinciale Castroreale-Mandanici - PDF
Atti Parlamentari 2307 Camera dei Deputati LX. EDI 6 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE. COLONNA DI CESARÒ : Strada provinciale Castroreale-Mandanici
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Annabella Innocenti
1 Atti Parlamentari 2307 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIY - l a SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 6 MAGGIO 1914 LX. EDI 6 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARCORA. INDICE. Giuramento del deputato Baccelli Guido. Pag Congedi 2308 Commemorazione degli ex deputati Earanda e Gustavo Cipriani 2309 SCIACCA-GIARDINA 2309 MARCHESANO ^ TOSCANO 2309 SICHEL 2309 MICHELI COTTAPAVI, sottosegretario di Stato PRESIDENTE 2310 Comunicazioni del Presidente: Nomina del senatore Bonasi a Vicepresidente del Senato del Regno 2310 Nomina del sottosegretario di Stato per. la guerra Tassoni a commissario regio per rispondere alle interrogazioni rivolte al ministro della guerra Verificazione di poteri : Px*esentazione delle relazioni sulle elezioni contestate del quarto collegio di Torino e di Termini Imerese» Decreti reali di scioglimento dei Consigli provinciali e comunali (comunicazione) Risposte scritte ad interrogazioni: BOUVIER: Stazione di BussolenO 2311 BRANDOLINI: Cantonieri delle strade nazionali BUONANNO: Stazione dei Reali carabinieri nel comune di Vico di Pantano (Caserta) Esami per primo ragioniere nelle amministrazioni dell'interno Bussi: Disordine amministrativo del comune di Poggio Renatico 2313 CAPPA: Fermata ferroviaria a Turago Bordone (Pavia) 2314 Studenti della Università di Pisa CASALEGTNO: Trasloco di un applicato ferroviario CASALINI : Organici delle Accademie delle belle arti \ 2314 CERMENATI: Valichi ferroviari dello Spluga e della Greina Sistemazione del fabbricato demaniale «La Dogana» in Lecco CICCARONE: Esami per primo ragioniere di prefettura 2315 CICCOTTI: Biblioteche 2316 CIRI ANI : Provvedimenti per una frana sulla strada della Valcellina in provincia di Udine COLONNA DI CESARÒ : Strada provinciale Castroreale-Mandanici Pag Conduttura di acqua potabile a Santa Domenica Vittoria 2317 Pennelli di difesa della spiaggia di Galati Marina 2317 Operai addetti ai monumenti e belle arii EEDERZONI -J Proroga] dell'esenzione tributaria alle Case popolali di Roma 2318 GASP AROTTO: Traslochi di agenti delle imposte dirette GIRETTI: Insegnanti delle scuole comunali facoltative 2319 GRIPPO : Ricostruzione degli edifizi giudiziari in Potenza 2319 GUICCIARDINI: Eatti di Eucecchio 2320 MANFREDI: Amministrazione delle scuole comunali 2321 MEDA : Amministrazione delle scuole comunali MICHELI: Insegnanti del comune di San Chirico Raparo (Potenza) 2322 LEMBO: Regolamento'generale di polizia veterinaria 2322 LOERO : Ferrovia Belluno-Cadore 2323 QUEIROLO : Condizioni di Marina di Pisa RAMPOLDI : Biglietti ferroviari di andata e ritorno Linea Milano-Pavia (tariffe vicinali) Abbonamenti radiali ferroviari 2324 SANDULLI : Stazione ferroviaria marittima di Torre Annunziata 2324 YINAJ : Edifici scolastici del comune di Roccadebaldi ' 2325 Linea Eossano-Mondovì-Ceva 2325 Interrogazioni : Biblioteche : ROSADI, sottosegretario di Stato BASLINI, sottosegretario di Stato..... EEDERZONI Ostruzionismo telegrafico : MARCELLO, sottosegretario di Stato.... FEDERZONI... Costruzione dei tronchi ferroviari Sicnliana- Montallegro-Catlolica Eraclea : Vrsoccm, sottosegretario di Stato..... VACCARO
2 Atti Parlamentan 2308 Camera dei Deputati Navigazione sul Garda: VISOCCHI, sottosegretario di Stato.. Pag MONTRESOR 2328 Ferrovieri della stazione di Mongrassano (linea Cosenza-Sibari) : VISOCCHI, sottosegretario di Stato SERRA 2329 Facilitazioni ferroviarie ai funzionari comunali: YISOCCHI, sottosegretario di Stato CELESIA, sottosegretario di Stato 2330 BUCCELLI 2331 Danneggiati italiani nelle inondazioni di Bahia nel Brasile: BORSARELLI, sottosegretario di Stato CAVAGNARI 2331 Disastro ferroviario di Donnafugata : VISOCCHI, sottosegretario di Stato CARTIA 2332 SCIORATI : Incaglio della San Giorgio (Ritiro) Disegni di legge ed emendamenti (Presenta- DANEO : Emendamento al disegno di legge per l'istruzione media classica tecnica nautica e normale 2333 Di SAN GIULIANO : Convenzione di commercio e navigazione con la Spagna Convenzione firmata a Bruxelles concernente l'impianto di una statistica commerciale internazionale 2333 Convenzione di Londra per la sicurezza della vita umana in mare 2333 CIUFFELLI : Disposizioni per il personale delle ferrovie dello Stato 2333 RICCIO : Sistemazione delle comunicazioni telefoniche nei Castelli romani 2333 Soppressione degli espressi urgenti Aumento di retribuzione ai ricevitori postali e telegrafici 2333 MILLO : Maggiori assegnazioni al bilancio della marina per le spese nell'estremo Oriente Limiti di età per l'alienazione delle navi da guerra 2334 Provvedimenti per la categoria transitoria dei furieri del Corpo reali equipaggi Provvedimenti a favore dei farmacisti della regia marina 2334 GRANDI: Concessione al Consorzio autonomo del porto di Genova di sfruttare la cava della Chiappella 2334 Convalidazione del Regio decreto relativo al censimento e alla rivista dei veicoli automobili e al censimento del personale automobilistico addetto 2334 CAVASOLA: Provvedimenti straordinari a favore della Sardegna 2334 COCCO-ORTU 2324 Si dichiara urgente il disegno di legge Sorteggio <^egli Uffici Disegni di 'legge (Approvazione) : Rendiconto consuntivo della Colonia Eritrea Modificazioni al testo unico di legge sui dazi interni di consumo 2338 Costruzione di un edificio ad uso della dogana di Milano Proroga del termine per l'attuazione del piano speciale di risanamento della città di Bologna Pag Mozioni (Lettura) : Assicurazione dei lavoratori dei campi contro gli infortuni (BACCELLI ALFREDO) Inchiesta parlamentare sulle ferrovie dello Stato (CHIESA EUGENIO) Osservazioni e proposte : Lavori parlamentari 2351 CHIESA EUGENIO CIUFFELLI, ministro EIAMBERTI 2352 RUBINI, ministro 2352 PESCETTI RAVA, ministro 2353 PRESIDENTE La seduta comincia alle BIGEAMI, segretario, legge il processoverbale della seduta del 5 aprile. (È approvato). Giuramento. PRESIDENTE. Essendo presente l'onorévole Guido Baccelli, l'invito a-giurare, (Legge la formula). (Congratu- BACCELLI GUIDO. Giuro! lazioni). Petizione. PRESIDENTE. Si dia lettura del sunto di una petizione. BIGNAMI, segretario, legge: Pompeo Porcelli Della Palude chiede di essere ammesso ai benefìci accordati dal nuovo Codice di procedura penale, avendo dovuto stare parecchi anni in carcere per una sentenza cancellata di poi da un giudizio di revisione. Congedi. PRESIDENTE. Hanno chiesto congedi, per motivi di famiglia, gli onorevoli: De Amicis, di giorni 5; Di Frasso, di 40; Loero, di 6; Tortorici, di 10; per motivi di salute, gli onorevoli: Codacci-Pisanelli, di giorni 10; Enrico Morelli, di 20; Marami, di 15; Turati, di 15; per ufficio pubblico, gli onorevoli: Alessio, di giorni 12 e Sanjust di 3. (Sono conceduti).
3 Atti Parlamentari 2309 Camera dei Deputati Commemorazioni. PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sciacca-Giardina, Ne ha facoltà. SCIACCA-GIARDILA. Onorevoli colleghi, alcuni giorni addietro si è spenta la nobile esistenza di Francesco Faranda che appartenne a questa Camera nelle legislature XIV, XVII e XXI. Egli coprì molte cariche pubbliche, però sarebbe esagerato dire che egli abbia lasciato larga traccia del suo passaggio nell'aula legislativa. Egli infatti non ebbe grande passione per la politica. Però debbo rammentare che si deve all'opera sua una associazione sorta nella città di Messina per evitare che le elezioni si facessero a base di intrighi. Ma se Francesco Faranda non ha lasciato grandi traccie del suo passaggio nell'aula legislativa, perchè la politica non fu il suo principale obbiettivo, ne ha lasciate assai profonde come professore e come avvocato. Molti poterono apprezzare la sua vasta dottrina, la sua sobria e potente eloquenza. Cortese con tutti, aristocratico nel vero senso della parola, seppe sempre tener alta la sua dignità. Francesco Faranda dette opera allo svolgimento di una scuola di diritto penale, la quale, se pure oggi è sorpassata, non per questo merita meno l'attenzione e la stima di coloro che si occupano di questo ramo dell'attività giuridica. Insegnò per molti anni nell'università di Messina e dette sempre prova di grande amore per la scienza. Propongo che la Camera invii le proprie condoglianze ai parenti dell'estinto ed al suo paese natale. (Approvazioni). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marchesano. MARCHES ANO. Il mio saluto alla memoria di Francesco Faranda è omaggio di discepolo devoto al maestro. Maestro insigne di discipline giuridiche, poiché egli col Carrara e col Pessina formò il trinomio glorioso a cui s'ispirò una scuola eminente di diritto penale in Italia; maestro di eloquenza, poiché egli fu potente signore della parola: egli squassava la criniera come uii leone ed aveva artigli nelle lame della sua ironia; maestro nell'esercizio professionale, poiché nessuno tenne così alto il nome di avvocato come Francesco Faranda. Sì, egli non ebbe passione per la politica, per questa umile politica degli ultimi anni, ed uomini come lui simile passione non possono nutrire per simile cosa ; però la sua opera qua dentro lasciò tracce, perchè in quello che vi è di buono nel Codice penale vigente fu tra i cooperatoci primarii Francesco Faranda. Egli stette alla Camera per tre legislature, non ebbe dopo gli onori del laticla-; vio; cosa assai confortante in vero, perchè deve significare che l'italia è così ricca di uomini meritevoli da lasciare Francesco Faranda in seconda linea. Però dalla mancanza di questi onori egli non fu diminuito;, egli contribuì a render maggiore il nome del suo paese, egli insegnò a discepoli che istruì ed educò. E questo suo merito fu il suo premio stesso, poiché egli fu un buon italiano, un grande italiano. (Approvazioni). PRESIDENTE L'onorevole Toscano ha facoltà di parlare. TOSCANO. Mi associo alle parole meste e commoventi dei colleghi Sciacca e Marchesano a nome della città di Messina che ho l'onore di rappresentare ed in cui Francesco Faranda fece rifulgere le doti del suo ingegno e la maestà della sua coltura giuridica, che lo resero ammirato dovunque. Messina piànge il grande figliuolo perduto, anche perchè un vuoto incolmabile si è prodotto nella sua Università, dove egli dettava il diritto penale con quella sapienza che gli è riconosciuta dai maggiori giuristi d'italia e nel Foro dove magistralmente insegnò ad avere il maggiore rispetto della giustizia, e fu implacabile nemico di qualsiasi inframmettenza delle mediocrità trionfanti, in quelle sacre aule. Prego la Camera di mandare alla famiglia dell'estinto le proprie condoglianze, e di serbar memoria d'elle rarissime virtù di lui. (Approvazioni). PRESIDENTE. L'onorevole Sichel ha facoltà di parlare. SICHEL. Adempio al dovere di ricordare l'onorevole Gustavo Cipriani di Reggio Emilia che appartenne alla Camera nella scorsa legislatura. Egli fu uomo equanime e retto; anche nelle battaglie più accese fra le parti politiche sapeva contenersi ed agire con tanto spirito di equità da avere spesso l'applauso e l'adesione delle classi lavoratrici della nostra provincia. Egli portò il suo spirito di equità in molti uffici pubblici, appoggiando spesso
4 Atti Parlamentari 2310 Camera dei Deputati anche le richieste e le deliberazioni delle -nostre cooperative. Permettete che io, di parte opposta a quella in cui egli militò, porti a mio nome ed anche a nome del nostro partito locale e delle nostre organizzazioni, un reverente saluto alla memoria di questo galantuomo, di questo specchiatissimo amministratore e cittadino. {Approvazioni). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Micheli. MICHELI. Mi associo alle parole con le quali il collega Sichel ha voluto commemorare la scomparsa di Gustavo Cipriani, il quale, nella scorsa legislatura, rappresentò il collegio di Oastelnuovo Monti. Pervenuto in avanzata età al nostro consesso, non potè certo esplicarvi tutto quanto lo zelo che era sua abitudine adoperare nel disimpegno delle cariche pubbliche. Attività e zelo che per molti e molti anni mise in opera in parecchie fra le più importanti amministrazioni della provincia di Seggio Emilia, che fu la sua seconda patria, e specialmente nel Consiglio provinciale del quale fu per molto tempo vice-presidente. Le sue virtù non comuni è giù sto sieno ricordate in quest'aula, alla quale pervenne solo per sentimento di dovere e di sacrificio, non solo da chi militò ai suo fianco, ma anche da coloro che per le vicende delle parti politiche si trovarono spesse volte contro di lui. Io sono certo di interpretare l'unanime sentimento dei suoi antichi elettori della montagna reggiana, che sempre ricorderanno con affetto il loro bene amato rappresentante, mandando alla memoria del collega e dell'amico un reverente saluto. Propongo che la Camera invii condoglianze alla famiglia dell'estinto. (Approvazioni). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole sottosegretario distato per l'agricoltura, industria e commercio. COTTAFAVI, sottosegretario di Stato per l'agricoltura, industria e commercio. Mi associo alle nobili parole pronunziate dai colleghi Sichel e Micheli per la perdita del compianto collega onorevole Cipriani. Egli fu un carattere e lasciò profonde traccie nella vita amministrativa e politica della nostra provincia. Quando le forze lo abbandonarono, nobilmente volle rassegnare il mandato, preferendo di ritrarsi a vita privata anziché rappresentare senza l'usata assiduità il suo collegio ed il paese. 1 Alla sua memoria un saluto, alla sua famiglia le condoglianze della Camera. A nome del Governo mi associo anche al cordoglio espresso dagli onorevoli Sciacca, Giardina e' Marchesano per la morte dell'onorevole Francesco Faranda. (Approvazioni). PRESIDENTE. In nome della Camera mi associo ai sentimenti espressi per la morte degli onorevoli Faranda e Cipriani. In particolar modo mi permetta la Camera che ricordi con sentimento di vivo affetto l'onorevole Francesco Faranda, che fu onore di questa Camera e vanto del Foro, e col quale in più occasioni ebbi a collaborare per la preparazione dei nostri ordinamenti penali, avendo modo così di apprezzarne l'alta sapienza giuridica e l'acutissimo intelletto. ( Vive approvazioni). Metto a partito la proposta degli onorevoli Marchesano, Sciacca-Giardina e Toscano, che siano inviate le condoglianze della Camera alla famiglia dell'onorevole Faranda e alla città di Messina, e quella dell'onorevole Micheli perchè siano inviate le condoglianze della Camera alla famiglia dell'onorevole Gustavo Cipriani. (Sono approvate). Annunzio della nomina di un vicepresidente del Senato. PRESIDENTE. Comunico alla Camera che S. M. il Re, con decreto del 3 corrente, ha nominato vicepresidente del Senato del Regno per la prima sessione della XXIV Legislatura il senatore conte, professore, avvocato, gran cordone Adeodato Bonasi, presidente onorario del Consiglio di Stato. Verificazione di poteri. PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni ha presentato le relazioni sulle elezioni contestate dei collegi di Torino IV e di Termini Imerese. Saranno stampate, distribuite e inscritte nell'ordine del giorno della seduta di sabato 9 corrente. Comunicazioni del Presidente. PRESIDENTE. Il presidente del Consiglio dei ministri ha comunicato copia del Regio decreto col quale il tenente generale Tassoni, sottosegretario di Stato per la guerra, è nominato Commissario Regio per
5 Atti Parlamentari 2311 Camera dei Deputati rispondere alla Camera dei deputati alle interrogazioni rivolte al ministro della guerra. La Corte dei conti ha partecipato che nella seconda quindicina dell'ultimo mese di marzo enei mese di aprile decorso, non venne eseguita alcuna registrazione con riserva. Il ministro dei lavori pubblici ha trasmesso l'elenco dei prelevamenti eseguiti dal fondo di riserva speciale delle bonifiche durante il 3 trimestre dell'esercizio finanziario Sarà depositato in archivio a disposizione degli onorevoli deputati. Il ministro dell'interno ha trasmesso gli elenchi dei Consigli comunali e provinciali disciolti e di proroga dei termini per la ricostituzione dei Consigli stessi riferibilmente al mese di febbraio Saranno stampati e distribuiti. I deputati Micheli e Gallini hanno presentato due proposte di legge. Saranno inviati agli Uffici per l'ammissione alla lettura. Interrogazioni. PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni. L'onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Bouvier «per sapere se non creda assolutamente indispensabile addivenire alla costruzione di un sottopassaggioallaferrovia alla stazione di Bussoleno, per porre rimedio al gravissimo inconveniente di veder intercettata ogni comunicazione per lungo tratto fra le due parti del paese, corrispondendo così ai giusti reclami di numerosi cittadini e dell'amministrazione comunale». RISPOSTA SCRITTA. «Non possono disconoscersi gli inconvenienti ai quali, con l'intensificarsi dei traffici ferroviari, danno luogo in generale i passaggi a livello e così in particolare quelli lamentati dall'onorevole Bouvier per il comune di Bussoleno, costretto appunto a valersi, presso la stazione omonima, di un passaggio a livello come unico mezzo di comunicazione tra le due parti del paese. La Direzione generale delle ferrovie dello Stato, convinta di ciò, non ha mancato di studiare i possibili provvedimenti. Esclusa la possibilità, per ragioni tecniche, di costruire un cavalcavia o sottovia, si è stabilito d'accordo con l'amministrazione comunale di Bussoleno, di studiare la costruzione di un sottopassaggio a livello. Al riguardo si assicura l'onorevole Bouvier che il progetto è già pronto e che per disporne l'esecuzione si. attende soltanto che il comune accetti l'onere finanziario relativo. «II sottosegretario di Stato «YISOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta all'interrogazione presentata dal deputato Brandolini, «per sapere se nella compilazione del prossimo bilancio 1' onorevole ministro intenda stanziare i fondi necessari al miglioramento economico dei cantonieri delle strade nazionali, prevenendo così, con uno spontaneo atto di giustizia, una eventuale e giustificata agitazione di quella derelitta classe di lavoratori». RISPOSTA SCRITTA. «A dimostrare che, il Ministero rivolge continuo e fattivo interessamento alle condizioni economiche dei cantonieri delle strade nazionali, giova ricordare che anche pochi anni or sono si provvide a migliorarle notevolmente. Infatti, con Regio decreto 20 novembre 1908, n. 716, vennero concessi ai capi cantonieri e cantonieri delle strade nazionali, a decorrerà dall 0 gennaio 1909, i seguenti benefìci: «l'aumento del salario pei capi cantonieri da annue lire 840 a 960 e pei cantonieri da lire 660 a 800 ; «un' indennità mensile di lire 10 da giugno a tutto settembre di ogni anno ai capi cantonieri e cantonieri residenti in località riconosciute malariche ; un'indennità mensile di lire 15 ai capi cantonieri per percorrere le distanze nei cantoni da loro sorvegliati, con l'obbligo di mantenere a proprie spese un mezzo dì trasporto (cavallo, velocipede, ecc.). «Poiché, tuttavia, i cantonieri con un memoriale presentato nel 1910 invocarono ulteriori miglioramenti, il Ministero incaricò la Commissioneistituita per il riordinamento dei sistemi di manutenzione delle strade nazionali di esaminare le nuove richieste per eventuali modifiche al regolamento organico 31 marzo 1874, n Gli studi di quella Commissione condussero alla compilazione di uno schema di nuovo regolamento, inteso ad avvantaggiare, insieme col servizio, anche il trattamento degli agenti sia col ridurre l'estensione dei tratti stradali affidati alla cura dei singoli capi cantonieri, sia col porre a carico dell'amministrazione la provvista degli attrezzi per i cantonieri di nuova.
6 Atti Parlamentari 2312 Camera dei Deputati nomina, sia con la concessione di premi di incoraggiamento ai migliori agenti. «Questa riforma del regolamento arrecherebbe peraltro un non lieve aggravio al bilancio, già soggetto ad una maggiore spesa annua di lire 300,000 in conseguenza dei miglioramenti concessi, come sopra si è detto, col Regio decreto 20 novembre 1908, n. 716, e non è stato possibile ottenere finora dal Ministero del tesoro i fondi all'uopo necessari. Tuttavia si assicura l'onorevole interrogante che questo Ministero intende ora riprendere gli studi e le intese con il Ministero del tesoro per attuare possibilmente la riforma di cui trattasi. «II sottosegretario di Stato «VLSOCCHI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'interno annuncia di aver dato due successive risposte scritte alla interrogazione presentata dal deputato Buonanno «per sapere se sia vera la notizia della chiusura della stazione dei Reali carabinieri nel comune di Yico di Pantano (Caserta) mentre le condizioni della pubblica sicurezza in quelle contrade consiglierebbero un aumento della forza pubblica ivi destinata». RISPOSTA SCRITTA. «Dagli atti del Ministero non risulta che la stazione dei carabinieri di Vico di Pantano sia stata chiusa. Sono state, tuttavia, chieste sollecite informazioni al prefetto di Caserta e si fa riserva di tornare quanto prima in argomento. «Il sottosegretario di Stato «CELE SIA». RISPOSTA SCRITTA. «Facendosi seguito alla precedente comunicazione del 13 corrente mese si assicura l'onorevole interrogante che nessuna disposizione è stata mai data per la chiusura della stazione dei Beali carabinieri di Yico di Pantano e che non e in corso alcun provvedimento di tal latta. «Essa, però, addì 6 volgente mese, e per un sol giorno, rimase senza comandante e senza militari, perchè quelli addettivi furono tutti adibiti in servizio di pubblica sicurezza fuori di quel comune. «Il sottosegretario di Stato «CELE SIA». "" PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per l'interno annuncia.di aver dato risposta scritta alla interro gazione presentata dal deputato Buonanno «per sapere se non creda opportuno di rinviare di qualche mese la data degli esami per primo ragioniere, allo scopo di permettere anche ai ragionieri del concorso del 1904 di potervi prendere parte». RISPOSTA SCRITTA. «Con decreto ministeriale 12 gennaio 1914 vennero indetti gli esami d'idoneità per la promozione al grado di primo ragioniere nelle -Amministrazioni centrale e provinciale dell'interno. «Giusta l'articolo 5 del testo unico delle leggi sullo stato degli impiegati civili, approvato con Regio decreto 22 novembre 1908, n. 693, possono essere ammessi alla gara i ragionieri, i quali alla data del decreto che la indice (ossia al 12 gennaio 1914) abbiano compiuto almeno dieci anni di servizio effettivo. «ISiel caso concreto, in base a questa norma, possono partecipare agli esami i ragionieri entrati in carriera fino a tutto il concorso del 1902, che in complesso sono 256, dei quali oltre 200 hanno già manifestato l'intendimento di sottoporsi alle prove. «Questa rilevante affluenza deriva dal fatto che gli esami di idoneità per la promozione al grado di primo ragioniere, per un complesso di circostanze estranee e superiori al buon volere dell'amminislrazione, non sono stati più indetti dal Ora è opportuno di non rendere maggiormente pletorico il concorso agli esami da sperimentarsi. «A prescindere da ciò, è d'uopo tener presente che per assecondare il desiderio manifestato, non basterebbe già il semplice provvedimento di rinvio dei giorni degli esami che dovrebbero tenersi entro il mese di aprile; bensì occorrerebbe revocare addirittura il precitato decreto ministeriale 12 gennaio u. s. appunto perchè è alla data del decreto che indice l'esame e non alla data di quello che fìssa i giorni delle prove, che bisogna aver riguardo per istabilire quali funzionari, in ragione degli anni di servizio, abbiano diritto a prendere parte alla prova. «Ora non è chi non vegga come siff atta revoca costituirebbe di per sè un provvedimento grave ed eccezionale. «A tutto ciò è da aggiungere che i ragionieri provenienti dal concorso del 1904 non furono chiamati ad assumere servizio con decreto di eguale data per tutti. Alcuni furono chiamati con decreto ministeriale 16 giugno di quell'anno; altri con de-
7 Atti Parlamentari 2313 Camera dei Deputati «reto del 1 agosto successivo. Ove si volesse, pertanto, ammettere agli esami di idoneità per la promozione al grado di primo ragioniere anche i provenienti dal dal concorso del 1904, occorrerebbe indire gli esami stessi con nuovo decreto che dovrebbe avere la data posteriore al 1 agosto p. v. Le prove scritte non potrebbero farsi prima dell'autunno, e l'esito definitivo non potrebbe aversi prima dell'estate del 1915, dato il grande numero dei concorrenti, e dato che l'esame esige tre prove scritte. «Ove si consideri che il concorso per e- sami di merito distinto per la stessa promozione a primo ragioniere è già stato esaurito, è evidente che siffatto lungo indugio, mentre infonderebbe pregiudizievole sfiducia nei funzionari che si sono invecchiati nell'attesa dell'unico mezzo dalla legge concesso per l'avanzamento, recherebbe grave danno al normale andamento della carriera, fondata, come è noto, sulla alternativa stretta e sistematica dei turni di promovibilità per titolo di idoneità e per titolo di merito. «II sottosegretario di Stato «CELE SIA». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per l'interno annunzia di aver datò risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Bussi, «per conoscere se di fronte al persistente e continuato disordine amministrativo del comune di Poggio Eenatico, dove sindaco, Giunta e consiglieri di maggioranza disertano gli uffici, dove un commissario di prefettura ha potuto accertare il continuato falso di notizie telegrafate d' ufficio alla prefettura con firma falsa del sindaco, dove 10 stesso commissario prefettizio ha dovuto provvisoriamente incaricare della firma per 11 normale disbrigo d'ufficio un consigliere della minoranza ed intervenire d'ufficio affinchè la posta del comune non fosse più consegnata alla cameriera dell' ex-segretario pensionato, dove ogni pratica amministrativa è ritardata, dove ogni funzione civile è paralizzata, non intenda provocarne lo scioglimento; e per sapere come giudichi il contegno dell'autorità politica, preposta al governo della provincia, che tollera tanto strazio al normale svolgersi della vita civile ed amministrativa di un comune, la cui amministrazione fu moralmente liquidata dal recente responso elettorale politico, quando s'impone per i fatti ormai di dominio pubblico lo scioglimento dell'amministrazione ed un'inchiesta sulle responsabilità amministrative e penali». RISPOSTA SCRITTA. «In merito alla interrogazione presentata dall' onorevole Bussi si osserva che l'amministrazione comunale di Poggio Eenatico ha in passato compiuto sempre il dovere suo con sufficiente puntualità e regolarità, non dando luogo a richiami da parte dell'autorità tutoria. Tanto è ciò vero che quel Consiglio comunale nello scorso mese di dicembre deliberò il bilancio per il corrente anno, approvato poscia senza osservazioni di sorta, e che i conti consuntivi del comune sono stati esaminati e discussi fino a tutto l'anno «ISTel lavoro della compilazione delle liste ebbero però a verificarsi ritardi, dovuti in gran parte alla malattia del sègre-, tario comunale, ed alle difficoltà incontrate per sostituirlo con un interino. «Anche questa operazione, però, venne compiuta con ogni regolarità da un commissario mandato sul posto dal prefetto di Ferrara e la Commissione elettorale provinciale ha già approvato quelle liste elettorali, senza alcun rilievo. «In quanto poi agli altri inconvenienti, di cui è cenno nella interrogazione, si osserva che essi da anni si verificavano, senza danno per il comune e senza qualsiasi altra conseguenza, perchè tanto il sindaco, quanto gli assessori e i consiglieri della maggioranza non risiedevano nel capoluogo del comune. «Da ciò la necessità che la corrispondenza ufficiale fosse ritirata dal segretario comunale e che alcuni atti urgenti di amministrazione fossero, alle volte, firmati da uno dei due consiglieri della minoranza dimoranti nel centrale. «Ora poi quel Consiglio comunale ha rassegnate le sue dimissioni e perciò trovasi colà un commissario prefettizio. «Da quanto risulta, non vi sono importanti questioni amministrative da risolvere; onde, tenuto altresì conto della imminenza delle elezioni generali amministrative, non si crede necessario provvedere allo scioglimento di quel Consiglio comunale, potendo proseguire utilmente la gestione del commissario prefettizio fino alle elezioni suddette. «Il sottosegretario di Stato «CELESIA».
8 Atti Parlamentari 2314 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIV - L A SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 6 MAGGIO 1914 PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Cappa «per sapere a quale punto si trovino i lunghi studi circa la concessione di una fermata ferroviaria a Turago Bordone (Pavia) e se non si intenda di finalmente giovare a quelle laboriose popolazioni, che, a pochi chilometri da Milano e da Pavia, sembrano dover rimanere escluse da ogni benefìcio della civiltà». EISPOSTA SCRITTA. «Un diligente esame della domanda per l'istituzione di una nuova fermata nella località di Turago Bordone sulla linea Milano-Novi, raccomandata dall'onorevole Cappa, ha dimostrato che i piccoli centri abitati che potrebbero far capo a detta località non dànno affidamento di un traffico tale da giustificare le spese d'impianto e d'esercizio che si richiederebbero, mentre d'altra parte l'esercizio della fermata porterebbe incaglio alla circolazione dei treni che è già molto intensa sulla quella linea e che va continuamente aumentando. Per tali ragioni, almeno nelle condizioni attuali, la Direzione generale delle ferrovie dello Stato non ritiene di poter accogliere la domanda suddetta. «Il sottosegretario di Stato «Vie OCCHI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dai deputati Cappa e Dello Sbarba «sulla minaccia di rappresaglia contro studenti della Università di Pisa, i quali godono di un posto di studio guadagnato per concorso, che potrebbe esser loro tolto, sotto accusa di manifestazioni del loro pensiero politico, da cui la disciplina scolastica non fu lesa». RISPOSTA SCRITTA. «Al Ministero dell'istruzione pubblica non è pervenuta nessuna proposta circa i provvedimenti a cui si allude nella interrogazione su riportata. «Il sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Casalegno «per conoscere se creda conveniente 9 giusto il trasloco dalla stazione ferroviaria di Settimo Torinese dell'applicato Ghigo, funzionario di lodevole onestà ed attività, e ciò al solo scopo di favorire il desiderio del superiore del Ghigo a ciò spinto da antipatia personale, e se creda del pari conveniente negare la domandata inchiesta che con la parola autorevolissima di molti eletti cittadini di Settimo si sarebbe ciò dimostrato ed anche con più precisi e deplorevoli fatti, mentre poi sapendo l'impossibilità del Ghigo di partire a causa dell'avanzatissimo stato di gravidanza della moglie gli si fissò ancora inadeguato termine per il trasloco». RISPOSTA SCRITTA. «Il trasferimento dell' applicato Giacomo Ghigo dalla stazione di Settimo Torinese risulta motivato da ragioni di servizio che dimostrano, senza che occorrano nuove indagini, l'opportunità dell'allontanamento di tale impiegato dalla sua residenza. Si assicura però l'onorevole Casalegno che la Direzione generale delle ferrovie dello Stato, in considerazione dello stato di gravidanza della moglie del signor Ghigo, gli ha accordato una proroga di due mesi per l'effettuazione del trasloco. «Il sottosegretario di Stato «VISOCCHI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Casalini Giulio «per sapere se e in qual modo intenda valersi dell'articolo 36 della legge 6 luglio 1912, n. 734, per riparare agli inconvenienti manifestatisi nell'applicazione degli organici delle Accademie delle belle arti». RISPOSTA SCRITTA. «Non è escluso che si possa fare qualche ritocco agli organici approvati con la legge 6 luglio 1912, n. 734, sugli Istituti di belle arti e i Conservatori musicali del Regno. «Ma non è possibile determinare fin da questo momento i limiti di tali modificazioni, poiché la questione non ha soltanto carattere tecnico, ma anche finanziario ; e la sua risoluzione deve essere subordinata a considerazioni di bilancio. Le necessità che due anni di applicazione della legge 6 luglio 1912 possono aver reso evidenti sono infatti tali che le somme stanziate dalla legge non possono ritenersi sufficienti: e per nuovi stanziamenti che portino seco la necessità di maggiori oneri finanziari e di provvedimenti legislativi il Governo non
9 Atti Parlamentari 2315 Camera dei Deputati potrebbe, oggi, prendere un impegno in alcun senso. «Il sottosegretario di Stato «BOSADI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Cermenati «per conoscere le conclusioni alle quali è addivenuta la speciale Commissione che su richiesta della Camera, in seguito a discussione svoltasi fino dal giugno 1910, fu nominata per fare uno studio comparativo dei due progettati valichi ferroviari dello Spluga e della Greina». RISPOSTA SCRITTA. «La Commissione ha presentato soltanto una relazione preliminare alla quale farà seguito quella definitiva e che costituirà uno degli elementi di studio da tenersi presente per la soluzione del grave problema dei valichi ferroviari alpini allorché saranno presentate concrete proposte all'approvazione del Parlamento. «Il sottosegretario di Stato «VISOCCHI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per le finanze annuncia "di aver dato risposta scritta all'interrogazione presentata dal deputato Cermenati «in ordine agli intendimenti del Governo per la la sistemazione del fabbricato demaniale detto La Dogana in Lecco». RISPOSTA SCRITTA. «L'Amministrazione demaniale è convinta della necessità di procedere senza indugio alla consolidazione del fabbricato, dando esecuzione al progetto di parziale demolizione dell'edificio, di alzamento di un piano e di allargamento dell'edificio stesso verso la piazza XX Settembre nei limiti di cui alla lettera di S. E. il ministro Eacta in data 24 maggio J913, nel senso cioè che al Demanio devono far carico i lavori indispensabili per il consolidamento, per la modificazione del prospetto e per la creazione di nuovi ambienti da essere destinati all'agenzia delle imposte. «Tutte le altre spese devono essere sostenute dalla Amministrazione comunale, giusta gli accordi presi col Governo. «È stata sollecitata l'intendenza di finanza di Como perchè quell'ufficio tecnico, in unione al tecnico del comune, abbia a stabilire i prezzi della mano d'opera e dei materiali da costruzione, essendo questi elementi necessari per preventivare la spesa dei lavori. «Non appena che queste pratiche siano espletate, la Direzione generale del Demanio non porrà indugio a concretare i definitivi provvedimenti. «Il sottosegretario di Stato «DA COMO». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'interno annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Ciccarone «sull'opportunità di prorogare gli esami per primo ragioniere di prefettura allo scopo di ammettere ai medesimi i ragionieri del concorso del 1904, i quali verrebbero esclusi da quelli già indetti per soli pochi mesi». RISPOSTA SCRITTA. «Con decreto ministeriale 12 gennaio 1914 vennero indetti gli esami di idoneità per la promozione al grado di primo ragioniere nelle amministrazioni centrale e provinciale dell'interno. «Giusta l'articolo 5 del testo unico delle leggi sullo stato degli impiegati civili, approvato con Regio decreto 22 novembre 1908, n. 693, possono essere ammessi alla gara i ragionieri, i quali alla data del decreto che la indice (ossia al 12 gennaio 1914) abbiano compiuto almeno dieci anni di servizio effettivo. «Nel caso concreto, in base a questa norma, possono partecipare agli esami i ragionieri entrati in carriera fino a tutto 11 concorso del 1902, che in complesso sono 256, dei quali 200 hanno già manifestato l'intendimento di sottoporsi alle prove. «Questa rilevante affluenza deriva dal fatto che gli esami di idoneità per la promozione al grado di primo ragioniere, per un complesso di circostanze estranee e superiori al buon volere dell' Amministrazione, non sono stati più indetti dal Ora è opportuno di non rendere maggiormente pletorico il concorso agli esami da sperimentarsi. «A prescindere da ciò, è d'uopo tener presente che per assecondare il desiderio manifestato, non basterebbe già il semplice provvedimento di rinvio degli esami che dovrebbero tenersi entro il mese di aprile; bensì occorrerebbe revocare addirittura il precitato decreto ministeriale 12 gennaio ultimo scorso appunto perchè è alla data del decreto che indice l'esame e non alla data di quello che fìssa i giorni delle prove, che bisogna avere riguardo
10 Atti Parlamentari 2316 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIV - l a SESSIONE - DISCUSSIONI - TOIUNATA DEL 6 MAGGIO 1914 per istabilire quali funzionari, in ragione degli anni di servizio, abbiano diritto a prendere parte alla prova. Ora non è ehi non vegga come siffatta revoca costituirebbe di per se un provvedimento grave ed eccezionale. «A tutto ciò è da aggiungere che i ragionieri provenienti dal concorso del 1904 non furono chiamati ad assumere servizio con decreto di uguale data per tutti. Alcuni furono chiamati con decreto ministeriale 16 giugno di quell'anno ; altri con decreto del 1 agosto successivo. Ove si volesse pertanto ammettere agli esami di idoneità per la. promozione al grado di primo ragioniere anche i provenienti dal concorso del 1904, occorrerebbe indire gli esami stessi con nuovo decreto che dovrebbe avere la data posteriore al 1 agosto prossimo venturo. Le prove scritte non potrebbero farsi prima dell'autunno, e l'esito definitivo non potrebbe aversi prima dell'estate 1915, dato il grande numero dei concorrenti, e dato che l'esame esige tre prove scritte. «Ove si consideri che il concorso per esami di merito distinto per la stessa promozione a primo ragioniere è già stato esaurito, è evidente che siffatto lungo indugio, mentre infonderebbe pregiudizievole sfiducia nei funzionari che si sono invecchiati nell'attesa dell'unico mezzo dalla legge concesso per l'avanzamento, recherebbe grave danno al normale andamento della carriera, fondata, come è noto, sull'alternativa stretta e sistematica dei turni di promovibilità per titolo di idoneità e per titolo di merito. «II sottosegretario di Stato «CELE SIA». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annunzia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Ciccotti «per sapere se e quando sarà presentato il disegno di ruolo organico per le Biblioteche, nell'intento di assicurare il miglior andamento delle Biblioteche e migliorare con lieve onere la condizione dei funzionari». RISPOSTA SCRITTA. «Dal precedente ministro dell'istruzione si erano compiuti gli studi relativi alla riforma organica delle Biblioteche e si era preparato un disegno di legge che, tenendo il debito conto delle legittime speranze dei funzionari, era essenzialmente inteso ad assicurare il regolare e profìcuo funzionamento di questi importanti Istituti di cultura. Il disegno era stato sottoposto all'esame del Tesoro, del quale si attendeva il consenso per presentare il nuovo ruolo all' approvazione del Parlamento. «Ora, riconoscendosi la necessità di un cosiffatto provvedimento che migliori la carriera del personale delle Biblioteche e metta queste in condizione di poter meglio corrispondere ai bisogni degli studi, sarà dal nuovo Ministero ripresa in esame la importante questione; ed è da credere che (consentendolo la situazione < ella finanza) il disegno già elaborato e solo in parte ritoccato possa essere presto presentato al Parlamento. «Il sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal* deputato Ciriani, «per sapere se, presa conoscenza dell'attuale, dannosa interruzione della viabilità, causata dalla recente frana tra Barcis e Andreis, sulla strada della Valcellina in provincia di Udine, attesa la precipua finalità militare della costruzione della strada medesima, non ravvisino necessario di provvedere, senza concorso alcuno nella spesa da parte di quei comuni già troppo gravati e trascurati, anzitutto e con la massima urgenza al riattamento provvisorio, e quindi alla costruzione di nuovo tronco lungo la opposta sponda del Cellina, per assicurare la stabilità e la permanenza di un'opera così indispensabile al traffico ed alle già riconosciute esigenze della difesa nazionale». RISPOSTA SCRITTA. «Appena informato dall'ufficio del Genio civile di Udine del movimento franoso verificatosi fra Barcis ed Andreis sulla strada di recente sistemata nella Valcellina per togliere dall'isolamento il comune di Barcis, questo Ministero ebbe cura di invitare subito l'ispettore superiore compartimentale del Genio civile di Venezia ad esaminare e proporre i provvedimenti più. opportuni sia per ristabilire in via provvisoria il transito, sia per il consolidamento della frana o per lo spostamento del tracciato stradale. «Quell'ispettore non ha ancora fatto le sue proposte: appena le presenterà, il Ministero si darà premura di adottare i provì '..
11 Atti Parlamentari 2317 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIV - I a SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 6 MAGGIO 1914 redimenti necessari; ma intanto deve dichiarare che nella spesa, che sarà per occorrere sia per il passaggio provvisorio, sia per il consolidamento o spostamento della strada, non si potrà fare a meno di chiamare a concorrere i comuni interessati nella lieve misura di un sesto, poiché tal concorso è tassativamente prescritto dall'articolo. 54 della legge 15 luglio 1905, n «Il sottosegretario di Stato «Vis OCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Colonna di Oesarò, «per sapere qual fatto nuovo abbia nuovamente richiamato il progetto di massima dei tronchi costruendi della strada provinciale n. 164 (Castroreale- Mandanici)al Ministero della guerra, quando fin dal 1913 questo Ministero aveva indicato le opere di difesa di cui chiedeva la costruzione, e il Ministero dei lavori pubblici aveva inviato al Genio civile di Messina la somma per la redazione dei progetti definitivi». RISPOSTA SCRITTA. «Il progetto di massima dei costruendi tronchi della strada provinciale n. 164 (Castroreale-Mandanici), che trovasi ora in esame al Ministero della guerra, in seguito a richiesta del Comando di Messina, per le proposte di sua competenza nei riguardi della difesa militare dell'isola, non vi era stato precedentemente inviato, che sembra ritenere l'onorevole Colonna di Cesarò, e quell'amministrazione non avrebbe quindi potuto indicare altra volta, senza il sussidio del progetto, le opere occorrenti nell'interesse militare. Intanto è esatto che il Ministero ha già anticipato, a risparmio di tempo, all'ufficio del Genio civile di Messina i fondi necessari per la redazione dei progetti esecutivi dei due tratti estremi (Castroreale-Erbe Bianche e Mandanici-Sella Ianni) dei detti tronchi di più urgente esecuzione, mentre, si rassicuri l'onorevole interrogante, ha pure recentemente sollecitato le decisioni dell'amministrazione militare in ordine al progetto. «Il sottosegretario di Stato «VI SOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Colonna di Cesarò, «per sapere quando darà disposizione al Genio civile di Messina, giusta formale impegno assunto alla Camera, per redigere il progetto di conduttura di acqua potabile a Santa Domenica Vittoria». RISPOSTA SCRITTA. «Il comune di Santa Domenica Vittoria non ha sinora avanzato alcuna domanda a questo Ministero per ottenere l'allestimento del progetto per la conduttura d'acqua potabile ad uso del comune stesso. «Si assicura, peraltro, l'onorevole Colonna di Cesarò che appena tale domanda sarà presentata, si disporrà la redazione del progetto, così importante per la popolazione di quel comune. «Il sottosegretario di Stato «Vi SOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Colonna di Cesarò «per sapere quale ragione trattenga il Ministero dei lavori pubblici dal provvedere in ordine al progetto per i pennelli di difesa della spiaggia di Galati Marina, inviatogli dal Genio civile di Messina fin dal febbraio 1912». RISPOSTA SCRITTA. «L'ufficio del Genio civile di Messina non ha ancora presentato il progetto per la sistemazione dei pennelli in difesa della spiaggia di Galati Marina, la cui redazione, benché fosse già da qualche tempo nei propositi del Ministero, è stata soltanto recentissimamente autorizzata per difficoltà diverse. «Si assicura in ogni modo l'onorevole Colonna di Cesarò che si sono fatte premure al Genio civile perchè il progetto sia sollecitamente allestito, e non si mancherà di promuovere, a suo tempo, gli ulteriori provvedimenti del caso. «Il sottosegretario di Stato «Vis oc CHI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta all'interrogazione presentata dal deputato Colonna di Cesarò, «per sapere se non creda di sistemare stabilmente la posizione di quegli operai add.etti ai monumenti'e belle arti che da moltissimi anni prestano già servizio, e che, se licenziati, si troverebbero nell'impossibilità di entrare in altre carriere». RISPOSTA SCRITTA. «Nella maggior parte degli istituti di antichità e di arte la
12 Atti Parlamentari 2318 Camera dei Deputati condizione degli operai non può essere resa stabile perchè la necessità e l'importanza dei lavori variano secondo le esigenze di ciascuno degli istituti ed anche secondo la disponibilità di fondi. «Nel 1904 fu approvato, con la legge del bilancio, un elenco nominativo degli addetti ai monumenti di Roma, provvedendo per la permanenza di essi in servizio ; ma il provvedimento fu adottato in via del tutto eccezionale, stante le speciali circostanze che lo consigliavano; e col proposito di non estenderlo nè di rinnovarlo, tanto vero che venne espresso il divieto di provvedere al rimpiazzo dei posti man mano che si rendono vacanti. «II sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per le finanze annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Federzoni «per sapere se ritiene di poter portare all'approvazione del Parlamento in tempo utile il progetto di legge, già presentato dal suo predecessore, per la proroga dell'esenzione tributaria alle Case popolari di Roma; e se, nel caso che l'approvazione non possa aversi prima della scadenza del termine di esenzione, egli non intenda conferire effetto retroattivo alle disposizioni di favore contenute nel progetto medesimo». RISPOSTA SCRITTA. «Sono lieto di potere assicurare l'onorevole interrogante, che Sua Eccellenza il ministro, d'accordo col collega del tesoro, intende mantenere il progetto di legge, presentato alla Camera dei deputati dal suo predecessore, per la proroga dell'esenzione decennale di cui agli articoli 6 e 7 della legge 3 luglio 1904, n. 320, per le case di abitazione in Roma. «Nel disegno di legge suaccennato sarà, però, inserita una disposizione aggiuntiva, in modo che della esenzione decennale possano godere anche i fabbricati la cui costruzione fu iniziata nel periodo dal 18 aprile prossimo passato, giorno in cui si verificò la scadenza del termine di esenzione stabilito dalla legge 9 aprile 1911, n. 307, alla pubblicazione della nuova legge. «Il sottosegretario di Stato «DA COMO». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sot= tosegretario di Stato per le finanze annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Gasparotto «sui motivi dei recenti traslochi per punizione di alcuni apprezzati funzionari delle Agenzie delle imposte dirette e più specialmente del dottor Antonino Sajeva da Guastalla a Lonigo e del ragioniere Mario Mocci da Oristano a Rovigo». RISPOSTA SCRITTA. «L'Amministrazione delle imposte dirette, nel disporre i traslochi degli impiegati dei dipendenti uffici esecutivi da una ad altra sede, cerca di/ conciliare, fin dove sia possibile, gli interessi privati di ciascun funzionario colle esigenze del servizio, e ne è prova il fatto che la grande maggioranza dei trasferimenti ordinati non dà luogo a lagnanze di sorta. «Che se, in casi eccezionali, avviene che qualche impiegato sia trasferito contro i propri desideri, ciò si verifica per ragioni d'imprescindibile necessità, e su conforme proposta delle autorità locali, come è appunto avvenuto pei signori Saieva e Mocci. «Invero il volontario Saieva dottor Antonino, benché entrato in servizio soltanto da alcuni mesi, prestava un'opera svogliata ed insufficiente ai bisogni dell'agenzia di Guastalla, alla quale era stato addetto, dando, inoltre, prova di contegno poco disciplinato verso il capo ufficio. «Pertanto, essendoglisi dovuto assegnare un'altra destinazione, giusta formale proposta dell' Intendenza di finanza, egli venne trasferito a Lonigo, residenza che non è poi di molto inferiore a quella di Guastalla, tanto più se si considera che il detto volontario non poteva avere alcun personale interesse a rimanere in quest'ultima sede. «Quanto al signor Mocci Mario, questi, nominato volontario il 4 marzo 1910 e distaccato, per suo espresso desiderio, all'agenzia di Bosa, cominciò ben presto a mostrarsi insofferente dell' autorità del capo ufficio, così da rendere, dopo pochi mesi, insostenibile la sua presenza colà, e da provocare il proprio trasloco all'agenzia di Sanluri. Nè in questo tenne migliore contegno, tanto che una prima volta dovè essere escluso dalla promozione ad agente, per aver dato prova negativa di operosità, diligenza ed attitudine all'impiego. «Nella residenza d'isili, ove fu più tardi, destinato in qualità di agente, ad un semplice richiamo rivoltogli dalla Intendenza in via amministrativa, il Mocci insorse, facendo pubblicare articoli di protesta sui giornali del luogo, e sporgendo querele all'autorità giudiziaria contro le persone che egli riteneva avessero riferito circostanze inesatte sul di lui conto. Fu quindi neces-
13 Atti Parlamentari 2319 Camera dei Deputati sario aprire un'inchiesta, la quale, riuscita in massima parte sfavorevole al Mocci, rese indispensabile il suo trasferimento altrove. «A Grosseto, dove il detto funzionario venne allora assegnato, il di lui contegno non tardò a determinare un aspro dissidio col suo agente superiore, tanto che una nuova inchiesta si rese necessaria, la quale venne affidata ad un Ispettore superiore. E contro il funzionario inquirente, che compiva con serenità il proprio dovere, il Mocci, usando scorrettissimo contegno, giunse perfino a minacciarlo di querela, e rifiutarsi di restituirgli il comunicatogli foglio di contestazioni. Dopo ciò l'amministrazione, che ha sempre dato prova di longanimità in confronto di detto agente, si limitò a disporre che gli venisse inflitta la censura, trasferendolo da Grosseto a Tiesi. «Ben presto, anche a Tiesi il Mocci si rese insostenibile e un clamoroso incidente avvenuto, con vie di fatto, tra lui ed un geometra catastale, ne determinò, a pochi mesi di distanza, il trasloco ad Oristano. «Ma, secondo il solito, pochi mesi di permanenza in quest'ultima sede, bastarono al Mocci per portare lo scompiglio anche nel nuovo ufficio. L'opera pressoché negativa da lui prestata, il suo atteggiamento sconveniente verso il proprio superiore, la pertinacia nell'esaurire tutta la propria attività in occupazioni estranee all'ufficio, determinarono l'intendenza ad avanzare formale proposta di trasloco del Mocci, proposta che dev'essere accolta per imprescindibili motivi di servizio e di convenienza amministrativa, e perciò gli venne assegnata ultimamente la residenza di Rovigo. «Emerge da quanto sopra che il Mocci è tutt'altro che un apprezzato funzionario, perchè, mentre presta in servizio un'opera, come si è detto, quasi negativa, non osserva di fatto quella disciplina che è necessaria per un pubblico funzionario» «E perciò il Ministero ha testé diffidato il detto agente, che, qualora non dia prova di serio ravvedimento, si dovrà adottare in di lui confronto un provvedimento terminativo, minaccia che dovrà certo essere posta in esecuzione, ove egli non si decida a far tesoro delle esortazioni rivoltegli. «II sottosegretario di Stato «DA COMO». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta all'interrogazione presentata dal deputato Giretti «per conoscere se, allo scopo d'evitare frequenti e numerosi reclami da parte degli interessati, se non creda opportuno dare norme precise e sicure in conformità alle leggi vigenti, acciocché si cessi dal trattenere i contributi per le pensioni agli insegnanti delle scuole comunali facoltative, i quali, mancando dei titoli necessari, non possono essere inscritti al Monte pensioni». BISPOSTA SCRITTA. «Il Monte pensioni dei maestri elementari è un ente autonomo amministrato dalla Direzione gerale degli Istituti di previdenza. A questa pertanto spetta di emanare disposizioni affinchè si cessi dal trattenere i contributi per pensioni a carico di maestri i quali non possono essere inscritti al Monte pensioni. «Al Ministero dell'istruzione pubblica, in materia di pensioni ai maestri, è riservato solo di pronunziarsi circa l'esatta applicazione delle disposizioni relative quando gli venga prodotto un regolare ricorso da parte degli interessati. «Alla interrogazione pertanto così come è concepita potrebbe dare adeguata risposta solo il ministro del tesoro, per conto della Direzione generale degli Istituti di previdenza. «II sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per la grazia e giustizia annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Grippo «per conoscere se e quali provvedimenti abbia adottati o intenda adottare per la ricostruzione degli edifizi giudiziari distrutti in Potenza dallo incendio, e la cui mancanza arreca grave danno al regolare funzionamento dell'amministrazione della giustizia». RISPOSTA SCRITTA. «In seguito all'incendio casuale che nel febbraio del 1912, distrusse l'edificio (in parte demaniale ed in parte della provincia) occupato dagli uffici giudiziari di Potenza, il Ministero provvide anzitutto ad un adattamento provvisorio degli uffici stessi* allogandoli in locali di proprietà comunale e privata per i quali si paga in complesso l'annua pigione di lire 5,766; ed inviò sul posto un ispettore superiore per studiare la definitiva sistemazione: tanto più che non mancarono i reclami della magistratura e del
14 Atti Parlamentari 2320 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIV - l a SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 8 MAGGIO 1914 Foro per l'insufficienza e lo stato indecoroso dei vecchi locali. «L'ispettore riferì clie unica soluzione possibile, data la mancanza di altro edilìzio idoneo, è la ricostruzione del vecchio palazzo, ricostruzione la cui spesa, secondo la perizia del Genio civile, supera le lire 200,000. «Si è perciò ritenuto conveniente entrare in trattative con la provincia la quale ha dichiarato di essere disposta a riedificare, ampliandoli, i locali distrutti, e di darli quindi in locazione allo Stato, per l'annua corrisposta di lire 30,337.96, giusta determinazione fatta dall'ufficio del Genio civile con relazione del 20 marzo «Tale proposta al Ministero è sembrata accettabile, ma poiché il nuovo canone importerebbe un aumento di circa lire 24,000 sul capitolo stanziato in bilancio per le pigioni dei locali giudiziari, si è più volte scritto in proposito al Ministero del tesoro, facendo anche rilevare, con l'ultima.lettera del 26 gennaio u. s., che sarebbe sufficiente una semplice dichiarazione di aver preso atto della richiesta poiché l'aumento dovrà verificarsi fra 4 o 5 anni, quando cioè la costruzione sarà ultimata ed il nuovo stabile consegnato all'amministrazione. «Non avendo però il Ministero del tesoro dato finora alcuna risposta lo si è nuovamente e vivamente sollecitato; e qualora pervenga, come spero, la sua adesione ed il Consiglio provinciale di Potenza receda dalla deliberazione del 18 dicembre 1913, di disinteressarsi della cosa per il ritardo, ordinerò che sia subito stipulato con la provincia un accordo preliminare dal quale risulti da una parte, l'obbligo della provincia stessa di ricostruire il vecchio edificio distrutto, e di darlo in locazione allo Stato per la pigione di lire 30, ; e dall'altra l'obbligo di questo Ministero di addivenire a regolare contratto d'affitto, quando i locali saranno consegnati. «'Non ignoro poi l'agitazione del Foro di Potenza, ma nutro viva fiducia che abbia a cessare, assicurandolo del mio vivo interessamento per la definitiva e sollecita definizione della vertenza. «Il sottosegretario di Stato «CHIMIENTI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'interno annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Guicciardini «sui fatti avvenuti in Fucecchio la sera del 28 marzo ultimo scorso e di conoscerei provvedimenti presi per ristabilire la fiducia nella forza pubblica». RISPOSTA SCRITTA. «Gli incidenti avvenuti a Fucecchio la sera del 28 marzo ultimo scorso tra carabinieri ed alcuni cittadini, giusta quanto informa il prefetto di Firenze, sonosi svolti nel modo seguente: «In quella sera una squadriglia di cinque carabinieri in borghese, appartenenti alla stazione di Pistoja, si trovava a Fucecchio allo scopo di effettuare ricerche in quel territorio pel rintraccio di latitanti. «Verso le ore ventuno, i cinque militari dell'arma, che avevano cenato al ristorante «La Corona», uscirono in istrada avviandosi alla spicciolata verso la caserma. Due di essi, fatti pochi passi, e trovandosi nella via Donateschi che fiancheggia la piazza Garibaldi, videro, secondo la loro versione, che però non è rimasta confermata da prove testimoniali, un individuo, identificato poi per Boldrini Giuseppe, vetturale del luogo, che mostrava una rivoltella ad un suo compagno. «Lo avvicinarono, allora, qualificandosi per agenti della forza pubblica e lo invitarono a declinare le proprie generalità, ma questi si rifiutò, opponendo di non essere obbligato a dar conto di sè a persone che nessun distintivo avevano di agenti della pubblica forza. A seguito di questo rifiuto? 10 sconosciuto venne invitato dai due carabinieri, a cui si erano frattanto uniti anche altri tre sopraggiunti, a recarsi con essi in caserma. «Ne nacque un diverbio che richiamò sul posto alcune persone che si trovavano riunite in un vicino Bar e durante tale diverbio (secondo la versione dei carabinieri) la rivoltella sarebbe passata dalle mani del Boldrini a quelle del predetto suo compagno, che si sarebbe dato alla fuga, mentre 11 primo veniva preso a forza per essere accompagnato in caserma. «Lungo il cammino intanto gli accorsi aumentavano e, ritenendo che l'operazione fosse stata arbitraria, insospettiti dalla insolita particolarità di agenti senza uniforme, cominciarono a protestare vivacemente, tenuti però a distanza del Boldrini e dei due carabinieri in borghese che lo accompagnavano dagli altri tre della squadriglia che erano, come si è detto, sopraggiunti al principiare delle contestazioni. Affermano alcuni che in tale fragente uno di questi ultimi tre carabinieri in borghese avrebbe
15 Atti Parlamentari 2321 Camera dei Deputati estratto la rivoltella allo scopo di intimidire il gruppo sempre crescente di coloro ohe protestavano. «Tra la folla trovavasi pure tal Barontini Luigi, il quale, sorpassati gli agenti della forza pubblica, gridò una frase clie, secondo la versione del Barontini stesso, sarebbe stata di semplice incoraggiamento al Boldrini, mentre, secondo la versione dei carabinieri, avrebbe avuto significato di minaccia verso di essi. «Fu allora fermato anche il Barontini, che venne condotto con il Boldrini alla caserma. Quivi giunti, i carabinieri, sempre seguiti da gran numero di persone, sostarono in attesa che venisse aperto l'accesso alla caserma stessa. ISTel contempo per vie diverse interessati dai conoscenti del Boldrini e del Barontini, sopraggiungevano insieme ad altri l'avvocato Gaetano Pacchi e l'avvocato Alberto Doddoli, con le intenzioni di perorare la causa dei due fermati. Il Doddoli, che si trovava alla testa del gruppo, fu il primo a chiedere conto ad alta, voce dell'accaduto ai carabinieri. Questi, che, per non essere del luogo, non conoscevano il Doddoli e non sapevano trattarsi di persona seria e stimabile, lo invitarono ad allontanarsi, e, siccome egli insisteva, uno di loro lo prese per la giacca e lo spinse entro la porta con violenza, tanto che egli, inciampando negli scalini, ebbe a cadere disteso per terra. Gli altri carabinieri della squadriglia fermavano contemporaneamente Checchi Guido, segretario della locale Sezione giovanile socialista, e Lotti Giuseppe, i quali emettevano grida più alte di protesta, internandoli insieme agli altri tre nella caserma. «Chiamati dalla voce pubblica e dalla notizia dell'accaduto, subito propalatasi, sòpraggiunsero ancora il cavalier Doddoli, padre del suddetto avvocato, il cavaliere ufficiale Montanelli deputato provinciale, ed altre persone autorevoli, le quali si interessarono presso il comandante la Stazione, maresciallo Zumpano, per la liberazione dei trattenuti, mentre una folla di circa cinquecento persone, riunitasi davanti la caserma, continuava nelle grida di protesta. «Ci fu chi con l'automobile corse a chiamare il delegato di Santa Croce sull'arno, il quale, arrivato, trovò che il maresciallo erasi già convinto della opportunità di rilasciare i cinque trattenuti. Ed infatti, dopo che anche il predetto funzionario ebbe confermato il maresciallo nei suoi propositi, in considerazione del fermento popolare e data la nessuna prova che sul momento si aveva delle pretese responsabilità penali dei trattenuti, questi furono senz'altro restituiti in libertà. Non ebbero così a verificarsi altri incidenti. «Dal comandante la Divisione dei Beali carabinieri fu, poi, eseguita personalmente una inchiesta, la quale nel complesso ha confermato quanto sopra si espone, dando luogo anche a provvedimenti disciplinari. «Il sottosegretario di Stato «CELE SIA». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Manfredi «per sapere se, in vista della prossima scadenza del triennio, in cui è fatta facoltà ai comuni capoluoghi di circondario, (di chiedere che venga assunta dal Consiglio scolastico l'amministrazione delle scuole prevista dall'articolo 15 della legge 4 giugno 1911, n. 487, non creda opportuno di presentare un disegno di legge per prolungare il termine suddetto : e ciò perchè molti comuni desiderano, a ragione, che il grave problema sia affidato allo studio delle nuove rappresentanze che saranno la emanazione dei prossimi comizi elettorali». RISPOSTA SCRITTA. «Si tratta di una questione grave sotto i riguardi amministrativi nonché sotto i riguardi finanziari. Si riserva una risposta definitiva a quando saranno compiute da parte delle Amministrazioni interessate (del tesoro e dell'istruzione) gli studi necessari. «Il sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Meda «per sapere se di fronte alla imminente rinnovazione totale dei Consigli comunali a suffragio allargato, ed al fatto che il Consiglio di Stato a Sezioni unite ha dato un parere diverso da quello accreditato colle precedenti istruzioni ministeriali circa la interpretazione dell'articolo 16 della legge 4 giugno 1911, n. 487, non creda di prorogare il termine entro il quale le Amministrazioni dei comuni possano valersi della facoltà di chiedere l'autorizzazione a conservare l'amministrazione scolastica».
16 Atti Parlamentari 2322 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIV - l a SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 6 MAGGIO 1814 RISPOSTA SCRITTA. «Il Governo finora non ha ritenuto di aver ragioni per innovare alle disposizioni della legge 4 giugno 1911». «II sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Micheli «per sapere se vi sia modo di obbligare il comune di San Chirico Raparo (Potenza) a pagare i suoi insegnanti che da ben otto mesi sono senza stipendio». RISPOSTA SCRITTA. «Il Ministero dell'istruzione ha conosciuto soltanto da pochi giorni che tre maestre elementari di San Chirico Raparo non sono pagate da otto mesi, avendo - esse fatto analogo reclamo con istanza del 24 marzo ultimo scorso. «Su tale deplorevole abuso si è richiamato, con telegramma del 1 corrente, la attenzione del prefetto di Potenza, sollecitandolo ad invitare il sindaco e l'esattore allo immediato adempimento dei loro obblighi verso le predette insegnanti, tanto più che, con mandato ammesso a pagamento il 14 marzo ultimo scorso sono state corrisposte al comune lire 1, per contributi scolastici relativi all'anno «In pari tempo s'interessò il prefetto ad avvalersi di tutti i mezzi consentiti dalle vigenti norme, qualora il suo invito peren torio risultasse inefficace. «Tali mezzi consistono nell'applicazione di ammenda a carico dell'esattore, nell'invio di un commissario presso il comune, nella facoltà di decretare, in base all'articolo 68 della legge 15 luglio 1906, n. 383, la anticipazione da parte dell'amministrazione provinciale degli stipendi non pagati dal comune. «Ed ora si sono rivolte nuove premure al prefetto perchè il lamentato inconveniente venga subito a cessare. «Il sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario distato per l'interno annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione dal deputato Lembo «per sapere quando intenda pubblicare il regolamento generale di polizia veterinaria e quando intenda modificare l'articolo 26 del testo unico delle leggi sanitarie per concedere ai sanitari il diritto di ricorso al Consiglio superiore di sanità, nonché di modificare l'articolo 199 dello stesso testo unico per dare ai Consigli sanitari provinciali la facoltà di determinare con i propri regolamenti il minimo iniziale di stipendio per i veterinari comunali». RISPOSTA SCRITTA. «È incorso il decreto che approva il testo del regolamento generale di polizia veterinaria, che sarà, perciò, pubblicato al più presto. «Circa l'opportunità di modificare l'articolo 26 del testo unico delle leggi sanitarie, nel senso di dare ai medici, oltre ché ai comuni, la facoltà di ricorrere al Consiglio superiore di sanità contro le decisioni della Giunta provinciale amministrativa in materia di aumento degli stipendi, vi è stato lungo dibattito anche in seno al predetto Consiglio, che ha dato incarico ad uno dei suoi componenti, e precisamente al Presidente della Corte dei conti, di studiare la questione e riferirne. «Il Ministero prenderà norma dalle comunicazioni, che gli verranno fatte in proposito dal Consiglio superiore. «Riguardo all'ultima parte della interrogazione, concernente gli stipendi dei veterinari comunali, non sembra che la determinazione degli stipendi minimi trovi idonea sede nei regolamenti provinciali di polizia zooiatrica di cui all'articolo 199 del citato Testo unico; e, d'altra parte, la questione dovrebbe essere trattata sotto un aspetto generale, estendendola, cioè, nei riguardi di tutti i sanitari condotti, e non essere ristretta ai soli veterinari. «Relativamente, poi, al merito della questione stessa, è d'uopo osservare che altra volta, e su più vasta base, fu ventilata la possibilità della fissazione di uno stipendio minimo. Se ne trattò alla Camera dei deputati, discutendosi le disposizioni comprese poi nell'articolo 8 della legge 25 febbraio 1904, n. 57 (articolo 26 del testo unico). «Fu proposto allora che la legge stabilisse un minimo di stipendio per i medici condotti; analogamente a quanto era stato fatto per i maestri elementari e per i segretari comunali; ma la proposta cadde perchè, come ebbe a dichiarare il Governo (tornata del 12 maggio 1903), l'attuazione presentava difficoltà pratiche insuperabili. «Sembrò, in quel tempo, come sembra anche ora, sistema migliore quello vigente nella attuale legislazione, per cui è lasciata
17 Atti Parlamentari 2323 Camera dei Deputati libertà assoluta ai comuni di determinare lo stipendio delle rispettive condotte, salvo la facoltà alle Giunte provinciali amministrative di elevarlo d'ufficio a congrua misura, a garanzia del medico e nell'intento di assicurare la regolarità del servizio. «Così, in modo più pratico e più efficace, si raggiunge lo stesso scopo ed il Ministero ha spiegato in proposito il massimo interessamento, eccitando i prefetti a far sì che le Giunte provinciali amministrative non trascurino, al bisogno, di avvalersi delle facoltà discrezionali loro concesse dal suindicato articolo 26. «E i risultati ottenuti sono stat i molto sodisfacenti, anzi insperati, e sulla via intrapresa si proseguirà con assidua ed intensa cura. «Il sottosegretario di Stato «CELE SIA». PRECIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Loero «per sapere se non ritenga giunta l'ora di prendere una immediata decisione per l'apertura del terzo tronco della ferrovia Belluno-Cadore, ultimato fino dal novembre 1913, e rimasta sospesa per un conflitto sorto fra il personale superiore del Ministero dei lavori pubblici e la Direzione generale delle ferrovie di Stato, producendó così uno stato anormale nell'attività commerciale ed industriale della regione del Cadore, la cui popolazione giustamente si agita e protesta per le dannose conseguenze che da questa prolungata indecisione ne derivano». RISPOSTA SCRITTA. «Il ritardo lamen tato dall'onorevole Loero nell'esecuzione del collaudo del terzo ed ultimo tronco (Perarolo-Cadore) della ferrovia Belluno- Oadore èdipeso, soprattutto, dall'inclemenza della stagione e specialmente dall'abbondanza delle nevi che non poteva permettere alla Commissione, nominata sin dal febbraio, di procedere alle operazioni di collaudo. Intanto, essendo sorte divergenze di ordine tecnico su la stabilità di un tratto del tronco, è occorso incaricare uno specialista, funzionario superiore delle Miniere, di studiare la questione dal punto di vista geologico. «Si assicura l'onorevole interrogante che appena tale studio sarà compiuto, ciò che avverrà tra breve, verrà disposto sollecitamente il collaudo provvisorio e l'apertura 192 all'esercizio all'ultimo tronco della linea del Cadore. «Il sottosegretario di Stato «VISOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Queirolo «per sapere se dinanzi allo incalzante pericolo al quale è esposto l'abitato di Marina di Pisa per il continuo e minaccioso avanzarsi del mare, non creda necessario di dare urgenti disposizioni affinchè i lavori di protezione di quella spiaggia possano procedere con maggiore sollecitudine così che essi siano terminati al più presto ed in tempo per prevenire nuovi irreparabili danni». RISPOSTA SCRITTA. «Nonostante le difficoltà del trasporto delle pietre e gli ostacoli derivanti dalle frequenti mareggiate, i lavori di protezione della spiaggia di Marina di Pisa procedono, a quanto riferisce l'ufficio del Genio civile di Livorno, che ne ha la direzione, con sodisfacente sollecitudine ed in maniera da garantire la sicurezza di quell'abitato. Si assicura, peraltro, l'onorevole Queirolo che si sta studiando il modo di accelerare l'esecuzione dei lavori e che a tale scopo saranno tra breve presentate concrete proposte dal Genio civile. «Il sottosegretario di Stato «VISOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Rampoldi «per sapere se intende accogliere il voto, espresso dall' Unione delle Camere di commercio, inteso ad ottenere, che le stazioni ferroviarie dei capiluoghi di provincia sieno autorizzate a rilasciare biglietti eli andata e ritorno per percorrenze di 400 chilometri e con proporzionale durata». RISPOSTA SCRITTA. «Il voto espresso dall' Unione delle Camere di commercio perchè le stazioni dei capiluoghi di provincia siano autorizzate a rilasciare biglietti di andata e ritorno per percorrenze fino a 400 chilometri e con proporzionale durata di validità non ha potuto e non può essere totalmente accolto perchè le sensibili riduzioni di prezzo consentite dalle nuove ta»
18 Atti Parlamentari 2324 Camera dei Deputati LEGISLATURA XXIV - I a SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 6 MAGGIO 1914 riffe per viaggiatori, che si sono attuate sotto il regime dello Stato, esigono come necessario compenso che non sia data ai biglietti di andata e ritorno una troppo grande estensione. Alla stregua di siffatto criterio di equilibrio finanziario conviene mantenere come norma che l'uso di tali biglietti, anche in partenza o in destinazione di capiluoghi di provincia sia limitato alle percorrenze comprese nel raggio di 150 chilometri. «II sottosegretario di Stato «YLSOCCHI. )) PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione del deputato Eampoldi «per sapere se non stimi conveniente di instituiré anche tra Milano e Pavia le tariffe vicinali, quali sono già in esperimento sulla linea Milano-Bergamo». RISPOSTA SCRITTA. «Alla richiesta dell'onorevole interrogante, osta la legge 13 a- prile 1911, n. 310, la quale all'articolo 14, comma a), ha fatto tassativo divieto di nuove applicazioni di tariffe economiche, vicinali o comunque ridotte per determinate linee. «Non è perciò consentita l'estensione ad altre linee delle tariffe di favore, concesse anteriormente alla legge suindicata e tuttora vigente, quale è quella accennata nell'interrogazione, per i viaggi con i treni accelerati, omnibus e misti sulla Milano- Treviglio-Bergamo, che fu applicata nel dicembre 1906 ed ammessa nel luglio 1910 anche per la Bergamo-Lecco,la Usmate-Bergamo e la Lecco-Milano. «Il sottosegretario di Stato «YisOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Rampoldi, «per sapere se non creda conveniente ristabilire gli abbonamenti radiali sulle Ferrovie dello Stato, i quali si sono dimostrati utilissimi al piccolo commercio». RISPOSTA SCRITTA. «Il ristabilimento dei biglietti di abbonamenti radiali sulle Ferrovie dello Stato, soppressi con la legge 13 aprile 1911, n. 3 0, non sembra opportuno giacché la soppressione di essi venne determinata dai gravi e frequenti inconvenienti ed abusi ai quali, in pratica, avevano dato luogo. «Si osserva, d'altronde, che quel tipo di abbonamento è stato, con vantaggio, sostituito, in seguito anche a voti espressi alla Camera, dagli abbonamenti speciali a zone, con circoscrizioni ridotte, istituiti sin dal I febbraio 1913, i quali, come dimostra il largo o favore incontrato nel pubblico, rispondono convenientemente allo scopo dei biglietti radiali, quello cioè di servire a chi deve compiere frequenti viaggi in zone limitate. «li sottosegretario di Stato «YisOCCHI». PRESIDENTE. Lo stesso onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazióne presentata dal deputato Sandulli «perchè dica in qual modo intenda provvedere agli inconvenienti che avvengono alla stazione ferroviaria marittima di Torre Annunziata. Quel piazzale, infatti, per alcune diecine di metri quadrati è ricoperto di melma, ove i carretti affondano per metà delle ruote. Per la mancanza di tettoia le operazioni di carico e scarico, specialmente nei giorni piovosi, si rendono più fastidiose e lunghe, mentre si limita a sole tre ore il tempo concesso per la formazione di carri a piccola velocità accelerata. A tutto ciò si aggiunga che, per le esigenze del capo gestore, si produce un enorme incaglio di merci; per modo che i facchini incaricati del trasporto delle merci stesse alla stazione della grande velocità, per difetto di carri ferroviari, sono costretti spesso a riportare indietro i carichi pesanti o perdere lunghe ore di vana attesa. Tutto ciò produce danni non lievi alla celerità del traffico e perdita di tempo e danaro agli industriali ed agli operai». RISPOSTA SCRITTA. «Per ovviare, in via provvisoria e d'urgenza, nel miglior modo agli inconvenienti lamentati dall'onorevole Sandulli per la stazione di Torre Annunziata, la Direzione generale delle Ferrovie dello Stato ha già disposto che il piazzale della stazione venga restaurato ove si trovi in cattivo stato di manutenzione, e che sia lasciato dello spazio disponibile, al riparo dalla pioggia, sotto il capannone adibito alla formazione dei carri misti, per il carico delle merci a piccola velocità accelerata. Ha inoltre raccomandato al personale delle gestioni di usare verso il pubblico tutta la possibile gentilezza e correntezza, compatibilmente con
19 Atti Parlamentari 2325 Camera dei Deputati l'osservanza delle disposizioni regolamentari. «Mentre si confida che l'onorevole Sandulli sarà sodisfatto di questi provvedimenti immediati, lo si assicura che provvedimenti più radicali e definitivi non tarderanno giacche trovasi in avanzato corso di studio (e se ne solleciterà l'attuazione) un completo progetto di generale sistemazione della stazione. «Il sottosegretario di Stato «VI SOCCHI». PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per l'istruzione pubblica annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Vinaj «per sapere se e in che modo intenda dare esecuzione al terzo alinea dell'articolo 14 del Regio decreto 11 gennaio 1912, n. 12, che approva il regolamento della legge 4 gennaio 1911, n. 487, di fronte al fatto che si verifica in provincia di Cuneo, ove a quella Amministrazione scolastica provinciale la pratica dei locali scolastici del comune di Roccadebaldi costituendi d'ufficio subisce da mesi e mesi grave ritardo nell'ulteriore suo corso amministrativo con ingente danno delle condizioni della scuola primaria in quell'importante regione». RISPOSTA SCRITTA. «AlMinistero della pubblica istruzione è giunta notizia dei ritardi subiti dalla pratica relativa agli edifìci scolastici dal comune di Roccadebaldi soltanto a mezzo della interrogazione. Si è quindi scritto al prefetto di Cuneo, chiedendo precise notizie in proposito. «Non appéna tale notizie saranno pervenute, si daranno, ove ne sia il caso, opportune istruzioni, affinchè la pratica segua sollecitamente il suo corso, a norma delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. «II sottosegretario di Stato «ROSADI». PRESIDENTE. L' onorevole sottosegretario di Stato per i lavori pubblici annuncia di aver dato risposta scritta alla interrogazione presentata dal deputato Vinaj, «per sapere se approvi il criterio seguito dalla Direzione generale delle Ferrovie di Stato, la quale, unicamente per sodisfare esigenze di esiguo interesse locale, ha, coll'aumento delle pendenze massime, sacrificato il tracciato della nuova linea Fossano- Mondovì-Ceva, per la cui costruzione il Parlamento autorizzò la notevole spesa di alcune diecine di milioni, unicamente allo scopo di avere tra Torino e Oeva una linea più pianeggiante dell'attuale, che pure ha le caratteristiche di linea di pianura ; e se intenda dare disposizioni perchè d'ora innanzi la Direzione stessa sia lasciata libera di studiare i vari tracciati seguendo solo gli interessi del paese, e non già quelli particolari di piccolissimi centri». RISPOSTA SCRITTA. «Il tracciato della linea Fossano-Mondovì-Ceva è stato ponderatamente studiato dall'amministrazione ferroviaria con criteri che ebbero la piena approvazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici così nell'esame del progetto di massima come nei progetti esecutivi dei singoli tronchi e non meritano veramente l'appunto di avere sacrificato gì' interessi generali e lo scopo principale della linea alla preoccupazione di meschini interessi locali. «La generica formulazione di tali appunti non consente di determinare con sicurezza a quali particolari del tracciato essi si riferiscano. Se, ad ogni modo, 1' interrogazione volesse particolarmente alludere alla scelta della sede della stazione di Vicoforte San Michele, circa la quale viva controversia nacque tra i vari comuni interessati, si può anzitutto rispondere, a prova dell' imparziale obiettività dei criteri di progetto che il progetto di massima alle-, stito dall'amministrazione delle ferrovie illustrò con la massima accuratezza tutte e due le soluzioni delle quali si contendeva fra le popolazioni interessate, esponendo in modo esauriente le diverse ragioni in prò dell'una e dell'altra. Conviene aggiungere che la soluzione designata come preferibile dall'amministrazione ferroviaria, a conclusione della sua diligente disamina, fu approvata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici dopo un attentissimo esame della complessa questione. «Occorre infine notare, circa la sostanziale fondatezza degli appunti mossi, che il tracciato prescelto non altera affatto le caratteristiche della linea perchè la pendenza massima prestabilita non fu superata ed anzi la soluzione adottata ha permesso, con vantaggio per l'esercizio della linea, una più giusta proporzione di distanza fra le stazioni, assicurando, per di più, un'economia di oltre lire 900,000 sul costo dei lavori. «Il sottosegretario di Stato ì «VISOCCHI».
20 Atti Parlamentari 2326 Camera dei Deputati PRESIDENTE. La prima interrogazione inscritta nell'ordine del giorno d'oggi è dell'onorevole Marangoni, al ministro dei lavori pubblici «sulle ragioni che hanno determinato la sospensione del servizio di navigazione fluviale sul Volano fra Ferrara e Valpagliara». Non essendo presente l'onorevole Marangoni, questa interrogazione s'intende ritirata. E così, non essendo presente l'onorevole Cotugno, s' intende ritirata la sua interrogazione al ministro dei lavori pubblici, «per sapere se è sperabile che l'acquedotto pugliese sia compiuto nei termini del contratto». Segue 1' interrogazione dell' onorevole Sciorati, ai ministri della marina e dei lavori pubblici «per conoscere in qual modo abbia funzionato, se e come abbia conchiuso la Commissione d'inchiesta sulle responsabilità circa l'erronea posizione della boa di segnalamento della Secca della Gaiola, in rapporto all'incaglio della San Giorgio, Commissione nominata con Regio decreto 30 giugno 1912». SCIORATI. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCIORATI. Poiché è stata distribuita la relazione della Giunta del bilancio sullo stato di previsione del Ministero della marina, e poiché in essa il relatore dichiara di ritenere opportuno che la relazione d'inchiesta sia pubblicata ; così viene meno l'opportunità della mia interrogazione, che ritiro, salvo a trattare l'argomento in sede di bilancio. PRESIDENTE. Segue 1' interrogazione dell' onorevole Lombardi, ai ministri dei lavori pubblici e delle finanze, «per sapere quando saranno costruiti i locali per l'ufficio del registro e l'agenzia delle imposte a Soriano e Mileto». Non essendo presente l'onorevole Lombardi, questa interrogazione s'intende ritirata. Segue un'interrogazione dell' onorevole Federzoni ai ministri dell'istruzione pubblica e del tesoro «per sapere se e quando intendano presentare la promessa riforma dei servizi e dell'organico delle biblioteche, affinchè queste siano messe in condizione di poter veramente giovare all'incremento della cultura nazionale». L'onorevole sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione ha facoltà di rispondere. ROSADI, sottosegretario di Stato peri'istruzione pubblica. La stessa interrogazione che oggi rivolge a me l'onorevole Federzoni, io rivolsi, fra le ultime mie cure pariamentari, al mio onorevole predecessore; e io debbo dare all'onorevole Federzoni la stessa risposta che il mio predecessore diede a me (Si ride). Voi ridete, ma qualche volta è regola fatale di Governo questa: fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi. Pertanto la risposta è che il Ministero della pubblica istruzione è pienamente convinto della necessità, anzi dell'urgenza, di provvedere a tutta una riforma organica delle biblioteche governative. In conformità di questa sua convinzione ha compiuto un nuovo organico e lo ha sottoposto all'esame del tesoro. Il collega del tesoro dirà quando e in qual modo potrà aderire y al disegno del Ministero della pubblica istruzione, ma questo sente il vivo dovere di insistere sulla necessità e sull'urgenza che ho affermata non solo per potere disciplinare la carriera del personale delle biblioteche, ma anche per provvedere al miglioramento e sviluppo di quel servizio, in cima al quale sta l'interesse dei buoni studi e della coltura nazionale, vivificatrice perenne di civiltà tra noi. PRESIDENTE. L'onorevole sottosegretario di Stato per il tesoro ha facoltà di rispondere. BASLINI, sottosegretario di Stato per il tesoro. Un disegno di legge relativo agli organici delle biblioteche venne, infatti, predisposto dall'onorevole Credaro ed inviato al ministro del tesoro del tempo per averne l'assenso. Esso importa un onere complessivo al bilancio di 364,000 lire; ragione per cui il ministro non aveva creduto di potervi dare l'assenso domandato da pa recchio tempo. Ora l'onorevole Rubini si riserva, quando il Parlamento abbia votato inuovi fondi che il Ministero ha chiesti, di prendere in esame quel disegno di legge, in quanto egli riconosce l'opportunità dei provvedimenti che già furono studiati, e sull'attuazione dei quali insiste l'onorevole Federzoni. PRESIDENTE. L'onorevole Federzoni ha facoltà di dichiarare se sia sodisfatto. FEDERZONI. La risposta dell'onorevole Rosadi mi porterebbe quasi quasi ad augurarmi che per il bene delle nostre bibliotoche egli ritornasse al banco di deputato a propugnare autorevolmente quei provvedimenti dei quali, come rappresen-
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