Source: http://www.dirittolavoro.org/2011/11/cassazione-civile-sez-lavoro-29-luglio.html
Timestamp: 2019-08-23 08:41:37+00:00

Document:
Diritto del lavoro: Cassazione Civile, Sez. Lavoro, 29 luglio 2010, n. 17752
Cassazione Civile, Sez. Lavoro, 29 luglio 2010, n. 17752
Cassazione Civile, Sez. Lav., Sentenza 17752/2010
Infortunio in itinere: nessun risarcimento se viene utilizzato mezzo privato
Cass. sent. n. 17752/2010
Con sentenza n. 1332 del 2005 il Giudice dei lavoro del Tribunale di Genova respingeva la domanda proposta da F.P. nei confronti dell'INAIL diretta ad ottenere la rendita per l'infortunio in itinere occorsogli il 14-11-2001, alle ore 8.15, allorché alla guida del proprio ciclomotore si stava recando dalla propria abitazione sita in Genova Via *** al luogo di lavoro (agenzia della S.P.I. s.p.a.) sito in via Cantore.
Come è stato precisato da questa Corte (v. Cass. 6-7-2007 n. 15266), in materia di infortuni sul lavoro, l'art. 12 del D.lgs. n. 38 del 2000 che ha espressamente ricompreso nell'assicurazione obbligatoria la fattispecie dell'infortunio "in itinere", inserendola nell'ambito della nozione di occasione di lavoro di cui all'art. 2 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, esprime dei criteri lavoro o, comunque, non necessitate") che delimitano l'operatività della garanzia assicurativa".
È stato, infine anche precisato che "in materia di indennizzabilità dell’infortunio "in itinere" occorso al lavoratore che utilizzi il mezzo di trasporto privato, non possono farsi rientrare nei rischio coperto dalle garanzie previste dalia normativa sugli infortuni sul lavoro situazioni che senza rivestire carattere di necessità - perché volte a conciliare in un'ottica di bilanciamento di interessi le esigenze del lavoro con. quelle familiari proprie del lavoratore - rispondano, invece, ad aspettative che, seppure legittime per accreditare condotte di vita quotidiana improntate a maggiore comodità o a minori disagio solidaristico a carico della collettività" (v. Cass. 27.7.2006 n. 17167).
Per il resto (con riferimento in particolare il quarto motivo) la censura involge l'apprezzamento di fatto in ordine al carattere "necessitato" dell'uso del mezzo proprio, risolvendosi in sostanza in una richiesta di revisione del "ragionamento decisorio" e di riesame del merito, inammissibile in questa sede (v., fra le altre, Cass. 7.6.2005 n. 11789, Cass. 6.3.2006 n. 4766).

References: Sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.