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Timestamp: 2017-11-18 06:09:46+00:00

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Sentenza Consiglio di Stato e graduatorie diplomati ante 2002: riapertura immediata delle graduatorie. La Provincia di Trento trasgredisce o si adegua? - Gruppo Consiliare Civica Trentina
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Di sentenza in sentenza e di ricorso in ricorso si sta destabilizzando la situazione scolastica non tanto per chi propone ricorsi, ma per l’incapacità sia a livello romano sia a livello locale di immaginare una strutturazione scolastica che preveda valorizzazione dei percorsi dei docenti precari. Docenti e precari che, in provincia di Trento, hanno reso eccellente il nostro sistema scolastico.
E’ noto che i precari, qui, sono stati artatamente divisi in fasce e messi nella condizione di essere gli uni contro gli altri proprio per gestire un progetto di riforma che nella realtà va a cancellare la presenza di tutte quelle fasce di docenti precari che, appunto, hanno generato quella scuola di eccellenza che tutti invidiano al Trentino. Detto questo, è chiaro, pur nella legittimità di ogni riforma, l’assenza totale di una capacità di gestire quello che è il percorso di transizione che doveva portare alla stabilizzazione di quanti, attraverso corsi qualificanti quali PAS e TFA, dovevano e potevano concorrere ai percorsi di stabilizzazione.
Alla pari, come una sentenza emessa ieri dal Consiglio di Stato – che a livello nazionale riapre le graduatorie delle scuole per chi ha conseguito maturità prima del 2002 – anche in Provincia di Trento su questo tema, oltre ad esservi stata, vi è ora ancor di più l’incapacità di gestione e possibilità di coniugare riforme e percorsi di transizione che sembrerebbero di buon senso e doverosi, oltre che obbligatori.
Ragion per cui, a prescindere dai ricorsi presentati anche in Trentino da parte di numerosissimi precari, facenti parte di fasce e situazioni diverse, una sentenza che genera indicazione giurisprudenziale, va seguita. Per questo, nel momento in cui il Consiglio di Stato riapre a livello nazionale le graduatorie sopra richiamate, appare opportuno – onde evitare oneri maggiori dal punto di vista della gestione sia scolastica e sia della economia provinciale a fronte di eventuali danni da dover risarcire – rimettere mano alla situazione.
Tanto più che il da farsi appare, in sé, abbastanza semplice: l’indicazione dovrebbe infatti essere, dopo il succitato pronunciamento del Consiglio di Stato, quella rimettere in discussione tutto subito, in modo che le componenti del pluridecennale precariato della docenza trentina possa rimettersi in gioco e avere quelle soddisfazioni che dovrebbero essere riconosciute.
Con l’occasione, la Giunta provinciale dovrebbe quindi occuparsi di tutta una serie di situazioni lasciate clamorosamente in sospeso, a partire da quella – assurda e incredibile – che, nonostante sia per legge tenuta a farlo, vede l’Amministrazione non fornire ancora risposta a tutti i diplomati magistrali che avevano fatto ricorso al Tar tramite DELSA e che nel luglio scorso hanno fatto hanno fatto domanda di inserimento all’Amministrazione stessa in formato cartaceo pagando i 25 euro di tassa.
Non solo: la Giunta dovrebbe chiarire se non reputa urgente, sempre con riferimento alla citata sentenza del Consiglio di Stato, un provvedimento d’urgenza che permetta a tutti i diplomati magistrali trentini, verosimilmente danneggiati dal mancato inserimento in IV fascia, l’inserimento urgente e a pieno titolo almeno nella prima fascia aggiuntiva delle graduatorie di istituto e, in caso affermativo, entro quali termini e secondo quali modalità intenda agire in tal senso.
Complessivamente ci si deve quindi attivare affinché il Trentino divenga laboratorio di Autonomia vera anche esplicando in modo corretto, attraverso il recepimento di sentenze importanti, europee e nazionali, un sistema di accesso alle docenze, che sia compatibile, oltre che col buon senso, anche con le disposizioni giurisprudenziali emerse dalle più recenti sentenze.
Se non crede che, tanto più dopo un recente pronunciamento del Consiglio di Stato – che a livello nazionale riapre le graduatorie delle scuole per chi ha conseguito maturità prima del 2002 – onde anche evitare oneri maggiori dal punto di vista della gestione sia scolastica e sia della economia provinciale a fronte di eventuali danni da dover risarcire, in Provincia di Trento si dovrebbe rimetter mano alla situazione in modo che le componenti del pluridecennale precariato della docenza trentina possano rimettersi in gioco e avere quelle soddisfazioni che dovrebbero essere loro riconosciute;
In caso affermativo, se non crede che l’Amministrazione provinciale dovrebbe farsi carico di tutto ciò, aggiornando l’attuale sistema organizzativo e facendo sì che i docenti, a partire da quanti scontano una situazione di precariato da più anni – e che hanno affrontato corsi qualificanti quali PAS e TFA – possano finalmente e vedersi riconosciuta la possibilità ci concorrere alla stabilizzazione di ruolo;
Se non reputa urgente, sempre con riferimento alla citata sentenza del Consiglio di Stato, un provvedimento d’urgenza che permetta a tutti i diplomati magistrali trentini, verosimilmente danneggiati dal mancato inserimento in IV fascia, l’inserimento urgente e a pieno titolo almeno nella prima fascia aggiuntiva delle graduatorie di istituto;
In caso affermativo, entro quali termini e secondo quali modalità intenda attivarsi in proposito.
Se si sono valutati i costi sia dal punto di vista organizzativo, sia monetario dei risarcimenti, in caso i ricorsi che sembrerebbero fondati e sostenuti da autorevoli sentenze, che la Provincia dovrebbe accollarsi in caso di accoglimento delle istanze dei docenti trentini;
Se non trova incredibile che l’Amministrazione, che è tenuta per legge a farlo, non abbia ancora fornito alcuna risposta a tutti i diplomati magistrali che avevano fatto ricorso al Tar tramite DELSA e che nel luglio scorso hanno fatto hanno fatto domanda di inserimento all’amministrazione in formato cartaceo pagando i 25 euro di tassa, e nel caso, quale comportamento di colpevole omissione o negligenza potrebbe essere ascrivibile al dipartimento stesso;
In caso affermativo, quali disposizioni intende tempestivamente rendere operative affinché i succitati diplomati abbiano risposta.
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