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Timestamp: 2019-12-15 16:46:41+00:00

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Legge di bilancio, art. 4: cosa cambia per gli amministratori di condominio. Ecco la proposta di modifica presentata
La levata di scudi "a oltranza" contro l'ormai famoso articolo 4 della Legge di bilancio 2020 comincia finalmente a...
Articolo 4 della Legge di Bilancio: ecco cosa cambia per gli amministratori di condominio. Analisi della proposta di modifica
La levata di scudi "a oltranza" contro l'ormai famoso articolo 4 della Legge di bilancio 2020 comincia finalmente a smuovere qualcosa
E' da poco iniziata in Parlamento la discussione per la conversione in legge del D.L. 124/2019, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 26 ottobre, e già l'odiosa disposizione che impone al committente il versamento delle ritenute fiscali trattenute dall'impresa appaltatrice per i lavoratori impiegati sul suo cantiere sta cambiando pelle.
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Secondo una bozza di revisione, che la redazione di Condominioweb ha avuto modo di visionare, la norma affiderebbe ai committenti il più semplice obbligo di richiedere agli appaltatori copia delle deleghe di pagamento delle ritenute fiscali per i lavoratori impiegati nell'esecuzione delle opere, provvedendo poi a girarle al Fisco, solo nel caso in cui il valore degli appalti sia superiore a 200mila euro annui, nonché ove sussistano i requisiti del "prevalente utilizzo di manodopera" e dell'uso di beni strumentali di proprietà del committente o a quest'ultimo riconducibili.
L'altra possibilità, anch'essa in valutazione parlamentare, è quella di mantenere in capo agli appaltanti, amministratori condominiali compresi, l'obbligo di versare allo Stato gli importi derivanti dalle ritenute fiscali dei dipendenti dell'appaltatore, ma solo in presenza di opere e contratti con valore annuo superiore a 200mila euro.
Sul tavolo delle trattative, ancora, gli addetti ai lavori sono inoltre impegnati a valutare un nuovo possibile cambiamento dell'attuale norma, nella parte in cui vi è un più stretto riferimento all'affidabilità delle imprese.
Esse, attualmente, sono slegate dal vincolo normativo imposto dal D.L. 124/2019 soltanto se attive da almeno cinque anni o se abbiano effettuato versamenti all'Erario per almeno due milioni di euro, senza mai aver avuto iscrizioni a ruolo o accertamenti in merito a tributi e contribuzioni previdenziali per importi superiori a 50mila euro.
Con la nuova formulazione allo studio, il numero minimo di anni di "anzianità imprenditoriale" scenderebbe a tre, e l'ammontare dei versamenti annuali sul conto fiscale erariale dovrebbe attestarsi ad almeno il 10% dei ricavi risultanti dalle corrispondenti dichiarazioni.
Nella bozza di revisione del D.L.124/2019, ancora, si prevede che le imprese appaltatrici, nei cinque giorni successivi alla scadenza del versamento, debbano comunicare al committente - a mezzo posta certificata - sia le deleghe di pagamento che l'elenco dei lavoratori impiegati, l'ammontare delle loro retribuzioni nonché le rispettive, singole ore di attività.
Con una espressa previsione: in caso di mancato inoltro della documentazione attestante gli avvenuti pagamenti delle ritenute fiscali dei loro dipendenti, che le imprese dovranno inviare ai committenti, questi ultimi saranno obbligati a sospendere - in costanza di inadempimento - il versamento di ogni corrispettivo maturato dalle imprese stesse entro il limite del 20% del valore dell'opera, nonché a comunicare il tutto all'Agenzia delle entrate entro il termine di novanta giorni, pena l'irrogazione di pesanti sanzioni.
Dunque la platea delle unità appaltatrici assoggettate alle attuali prescrizioni della legge di bilancio 2020 si potrebbe restringere di parecchio, e così anche il numero di amministratori che erano stati travolti dall'improvvisa e sconsiderata norma varata.
Nelle more dell'iter parlamentare di conversione del D.L. 124/2019, che dovrà essere concluso entro il prossimo 26 dicembre, l'auspicio è ora quello che "passino" le modifiche proposte, snellendo così - rispetto alle pesanti incombenze in vigore dal 1 gennaio 2020 - il gravoso e non facile lavoro aggiuntivo posto forzatamente in capo anche gli amministratori di condominio.
Costoro, già alle prese con una pesante rivoluzione normativa di settore, e nella perdurante assenza di sia pur minime garanzie economiche, dovrebbero in verità essere totalmente "graziati" dalle ultime disposizioni di "sorveglianza a titolo gratuito" imposte dal Governo, il quale - proprio a mezzo del decreto legislativo in discussione - ha chiaramente e scientemente voluto scaricare sulla categoria oneri burocratici e adempimenti tipici di organismi di controllo, senza garantire in cambio assolutamente nulla ai già vessati professionisti del settore, indiscriminatamente colpiti da una contorta, farraginosa e inutile burocrazia "delegata".
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Articolo 4 della Legge di Bilancio: ecco cosa cambia per gli amministratori di condominio. Analisi...
Oriana Friso giovedì 28 novembre 2019 alle ore 14:17
Si ma gennaio è alle porte si decideranno prima sul da farsi?
Vittorio Ferramosca giovedì 28 novembre 2019 alle ore 16:32
Quello che non si comprende è che, a fronte di continue incombenze aggiuntive ed onerose, la figura dell'amministratore e il giusto compenso, non siano oggetto di una tutela normativa più stringente, che impedisca situazioni di richieste di compenso irrisorie all'unico fine di accaparrarsi gestioni condominiali ma, quasi sempre, con qualità di servizio reso scadente.
Biagio venerdì 29 novembre 2019 alle ore 09:55
Tante,tantissime, aggiustamenti da fare, ma soprattutto a tutela di noi condomini si potrebbero attuare.Dall'estratto conto direttamente in banca senza by passare dal mandatario all'avere notizie dall'assicurazione fabbricati sempre direttamente all'agenzia, così anche presso gli uffici dell'Ade sempre con le medesime modalità. Purtroppo la strada è lunga. Chissà se qualche persona preposta prende l'iniziativa!
La diversa convenzione all'articolo 1123 non vale con il nuovo amministratore ...

References: art. 4
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