Source: https://www.riparteilfuturo.it/emendamenti-lobbying
Timestamp: 2018-05-27 07:42:39+00:00

Document:
Lobbying: ecco cosa pensiamo degli emendamenti - Riparte il futuro
Lobbying: ecco cosa pensiamo degli emendamenti
A differenza della maggior parte delle altre iniziative legislative in materia di lobbying (più di 50 nella storia repubblicana), il ddl Orellana ha tagliato l'inaspettato traguardo della calendarizzazione e della discussione in commissione.
Più di 350 emendamenti hanno seriamente rischiato di bloccare la discussione sul testo. Per questo Riparte il futuro ha deciso di dare il proprio contributo analizzando tutti gli emendamenti presentati e fornendo una valutazione qualificata nel merito.
Ora che anche i cittadini hanno modo di conoscere e valutare con chiarezza le proposte presentate, ci auguriamo che la discussione proceda in tempi celeri e il testo approdi quanto prima in Aula per la votazione.
Per rendere il testo più fruibile, sono state escluse le valutazioni su tutti quegli emendamenti che avevano il fine di stravolgere le finalità del provvedimento o che non apportavano significative modifiche al testo. Gli emendamenti qui riportati invece crediamo possano essere di interesse ai lavori della commissione.
In particolare abbiamo evidenziato:
in VERDE quelle proposte di modifica del testo che apportano significative integrazioni e migliorie e che crediamo la commissione debba approvare;
in GIALLO quelle che potrebbero emendare positivamente il testo seppur inserendovi alcune criticità di cui tenere conto;
in ROSSO le proposte che a parere nostro apporterebbero modificazioni del tutto peggiorative al disegno di legge.
Oggetto, finalità e princìpi generali
1. La presente legge ha per oggetto la disciplina dell’attività di rappresentanza degli interessi presso i decisori pubblici conformandosi ai principi di pubblicità, trasparenza, partecipazione democratica, conosciblilità dei processi decisionali, anche al fine di garantire una più ampia base informativa su cui i decisori pubblici possano fondare le proprie scelte.
1.1 D'AMBROSIO LETTIERI
«Art. 1. – (Finalità e princìpi generali) – 1. La presente legge detta disposizioni generali per la disciplina delle attività di lobbying e delle relazioni istituzionali.
2. La Repubblica riconosce l'attività di lobbying e le relazioni istituzionali svolte nei confronti dei decisori pubblici, inclusi i membri del Parlamento, quale momento fondante del sistema democratico e politico-economico italiano.
3. Onde garantire una più ampia e diffusa partecipazione ai processi decisionali, l'attività di lobbying e le relazioni istituzionali possono essere svolte al fine di perseguire interessi leciti, anche di natura non economica, e di fornire, altresì, informazioni e dati.
4. Al fine di garantire la trasparenza e la correttezza del processo decisionale, l'attività di lobbying e le relazioni istituzionali sono informate ai princìpi di democrazia, pubblicità, partecipazione e pluralismo e sono rese note nelle relazioni e nei preamboli degli atti normativi nonché nelle premesse degli atti amministrativi».
Utilizzare il termine lobbying anche nell’introduzione del provvedimento sarebbe utile a sdoganarlo nei confronti dell’opinione pubblica, non come sinonimo di corruzione ma di relazione virtuosa e democratica con le istituzioni. (Da integrare conseguentemente all’articolo 2 la lettera a).
1.9 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
«Art. 1. - (Oggetto, finalità e princìpi generali). – 1. La presente legge detta disposizioni generali per la disciplina delle attività di rappresentanza di interessi particolari e delle relazioni istituzionali, di seguito denominate »lobbying«, svolte nei confronti dei decisori pubblici, inclusi i membri del Parlamento.
2. Onde garantire una più ampia e diffusa partecipazione ai processi decisionali, le attività di lobbying possono essere svolte al fine di perseguire interessi leciti, anche di natura non economica, e di fornire, altresì, informazioni e dati.
3. AI fine di garantire la trasparenza e la correttezza del processo decisionale, le attività di lobbying sono informate ai princìpi di democrazia, pubblicità, partecipazione e pluralismo e sono rese note nelle relazioni e nei preamboli degli atti normativi nonché nelle premesse degli atti amministrativi».
Dagli effetti simili all’emendamento 1.1. Utilizzare il termine lobbying sarebbe utile a sdoganarlo nei confronti dell’opinione pubblica, non come sinonimo di corruzione ma di relazione con le istituzioni.
1.11 ENDRIZZI, MORRA, CRIMI, PAGLINI, MORONESE, SANTANGELO, GAETTI
«1-bis. Chiunque, anche se non iscritto nel registro di cui all'articolo 4, purché non riceva alcun compenso, può avere conoscenza dei processi decisionali nonché presentare documenti o interloquire, ove necessario ad avviso dei decisori pubblici, con gli organi preposti all'assunzione della decisione finale».
Non garantiamo gli stessi diritti ai lobbisti iscritti al registro e a quelli non iscritti. Questo emendamento, ammettendo all’interlocuzione e all’influenza del decisore pubblico anche i non iscritti al registro, priverebbe tutto il provvedimento di qualsiasi tipo di effetto, facendo venir meno l’architettura del sistema di regolamentazione!
«attività di rappresentanza degli interessi» ogni attività diretta a orientare la formazione della decisione pubblica, svolta anche attraverso la presentazione di proposte, documenti, osservazioni, suggerimenti, richieste di incontri;
«rappresentante di interessi»: chiunque professionalmente svolge l’attività di cui alla lettera a);
«decisore pubblico»: i membri del Parlamento e del Governo, i commissari delle autorità indipendenti, i vertici, i consiglieri, i consulenti degli uffici di diretta collaborazione del Presidente del Consiglio dei ministri, dei Ministri, dei Viceministri e dei Sottosegretari di Stato, nonché i vertici degli enti pubblici statali, i titolari di incarichi di funzione dirigenziale generale e i titolari degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi della normativa vigente.
2.1 RUSSO - 2.2 VERDUCCI
«Art. 2. – (Definizioni) – 1. Ai fini della presente legge si definiscono:
«attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi»: ogni attività finalizzata alla rappresentanza di interessi nell'ambito di processi decisionali, svolta professionalmente dai rappresentanti di interessi, attraverso la presentazione e l'illustrazione di proposte, documenti, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale o scritta, anche trasmessa per via telematica, richieste di incontri nonché ogni altra attività diretta a perseguire interessi leciti di rilevanza non generale nei confronti dei decisori pubblici. Non rientrano in tale attività le semplici richieste di informazioni sull'iter di un provvedimento legislativo o amministrativo, la partecipazione ad audizioni o a riunioni convocate o sollecitate dai soggetti indicati alla lettera d);
«rappresentanti di interessi»: che rappresentano presso i decisori pubblici di cui alla lettera d), direttamente o indirettamente, su incarico dei portatori di interessi particolari, come definiti alla lettera c), interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica, al fine di incidere su processi decisionali pubblici in atto, ovvero di avviare nuovi processi decisionali pubblici, nonché i soggetti che svolgono, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, ovvero di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi, per conto dell'organizzazione di appartenenza, l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi;
«portatori di interessi particolari»: i datori di lavoro che intrattengono un rapporto di lavoro dipendente con i rappresentanti di interessi particolari avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, come definita alla lettera a), nonché i committenti che conferiscono ai rappresentanti di interessi particolari uno o più incarichi professionali aventi ad oggetto lo svolgimento dell'attività di cui alla lettera a);
«decisori pubblici»: i membri del Parlamento e del Governo; i presidenti, gli assessori e i consiglieri regionali, i presidenti e i consiglieri delle province e delle città metropolitane, i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali dei comuni superiori ai 15.000 abitanti; i presidenti e i commissari delle autorità indipendenti; i vertici, i consiglieri e i consulenti degli uffici di diretta collaborazione dei membri del Governo e delle giunte delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni; i vertici degli enti pubblici statali; i titolari di incarichi di funzione dirigenziale generale e i titolari degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi della normativa vigente».
Il lobbying non è solo relazione. L’emendamento tende a ridurre la portata degli effetti della regolamentazione con la sezione finale della lettera a), attraverso l’esclusione dalla definizione dell’oggetto di una parte principale del lavoro di “back office” del lobbista, ovvero il reperimento di informazioni, o, ancora, l’attività ordinaria di audizione dei rappresentanti di interessi svolta dalle istituzioni. Al contempo, è da evidenziare favorevolmente che la definizione di decisore pubblico viene estesa, includendo anche i vertici amministrativi della pubblica amministrazione e i decisori pubblici politici e amministrativi degli enti locali e territoriali.
2.7 RANUCCI
Al comma 1, lettera a), sostituire le parole da: «svolta anche», fino alla fine del comma con le seguenti: «svolta da persone, enti associazioni, gruppi, società o imprese, anche in via non esclusiva e temporanea, attraverso proposte, suggerimenti, studi, ricerche, richieste di incontri, analisi o qualsiasi altra iniziativa o comunicazione, siano esse scritte, orali o per via informatica, al fine di perseguire interessi leciti propri o di terzi».
L’emendamento specifica meglio la definizione di rappresentanza di interessi, ponendosi in line con l’attuale regolamentazione vigente a livello di Unione europea.
2.8 SUSTA
Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «svolta anche», con le seguenti: «svolta per conto dei soggetti titolari di interessi,» e aggiungere, in fine, le seguenti parole: «nonché qualsiasi comunicazione – diretta o indiretta, orale o scritta, trasmessa con qualunque mezzo, anche per via telematica – ed ogni altra iniziativa, ivi compresa l'organizzazione di convegni, manifestazioni, riunioni, attività promozionali e conferenze, dirette a perseguire obiettivi leciti, anche di natura non economica».
Conseguentemente, all'articolo 2, comma 1, dopo la lettera b), inserire la seguente:
«b-bis.) «titolari di interessi»: soggetti, anche stranieri, cui fanno capo gli interessi che si intende rappresentare. Nella definizione rientrano: datori di lavoro che intrattengono un rapporto di lavoro con i rappresentanti di interessi ovvero conferiscono loro uno o più incarichi professionali avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività cui alla lettera a); associazioni o organizzazioni nazionali rappresentative di enti pubblici o privati – anche territoriali – e loro articolazioni; consigli o ordini professionali nonché associazioni professionali non organizzate di cui all'articolo 2 della legge 14 gennaio 2013, n. 4; organizzazioni sindacali e imprenditoriali; aziende; società, movimenti civici e associativi che svolgono, in modo organizzato ed abituale, anche se non esclusivo, attività di rappresentanza di interessi e di monitoraggio di atti parlamentari;».
L’emendamento riprende la definizione vigente fino al 2015 di lobbying nell’Accordo interistituzionale per un Registro della Trasparenza della Commissione europea e del Parlamento europeo, introducendo anche la nozione di titolari di interessi che comprende estensivamente, elencandole, tutte le tipologie di portatori di interessi.
2.9 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 1, lettera a), sopprimere la parola: «anche».
Tutte le attività di preparazione e di coinvolgimento indiretto del decisore pubblico fanno parte dell’attività di influenza ed eliminando la parola “anche” si creerebbe un’elencazione esclusiva degli strumenti del lobbying a dir poco deficitaria.
2.10 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole: «richieste di».
Anche la negoziazione dell’incontro e tutte le fasi ad esso preliminari sono da ricondurre all’attività di rappresentanza di interessi, non solo l’incontro stesso: con l’approvazione di questo emendamento si limitano i momenti del lobbying che regolamenta il provvedimento.
2.11 VERDUCCI
Al comma 1, lettera a) dopo le parole: «richieste di incontri» inserire le seguenti: «e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale o scritta, nonché ogni altra attività diretta a perseguire, interessi leciti anche non economici nei confronti dei decisori pubblici».
L’emendamento precisa meglio la definizione di rappresentanza di interessi con un elenco esaustivo degli strumenti, anche sulle definizioni già date negli ultimi tentativi governativi di regolamentare il fenomeno (vedi gli elenchi dei lobbisti di Mipaaf e Mise).
2.12 MARINELLO, TORRISI
«b) "rappresentanti di interessi" indica i soggetti che rappresentano, presso i soggetti indicati alla lettera c), direttamente o indirettamente su incarico dei portatori di interessi particolari, interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica, al fine di incidere su processi decisionali pubblici in atto, ovvero di avviare nuovi processi decisionali pubblici. Nell'espressione sono compresi coloro che svolgono, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, ovvero di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi particolari, per conto dell'organizzazione di appartenenza, l'attività di rappresentanza di interessi particolari;».
Amplia correttamente la definizione di rappresentante di interessi, includendo tutti i soggetti che anche come attività non prelevante perseguono l’attività di lobbying.
2.13 MILO
Al comma 1 sostituire la lettera b) con la seguente:
«b) "rappresentanti di interessi particolari", i soggetti che rappresentano presso i decisori pubblici, come definiti alla lettera c), interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica, al fine di incidere su processi decisionali pubblici in atto, ovvero di avviare nuovi processi decisionali pubblici, nonché i soggetti che svolgono, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, ovvero di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi particolari, per conto dell'organizzazione di appartenenza, l'attività di rappresentanza di interessi particolari;».
2.14 SUSTA
«b-bis) "titolari di interessi": soggetti, anche stranieri, cui fanno capo gli interessi che si intende rappresentare. Nella definizione rientrano: datori di lavoro che intrattengono un rapporto di lavoro con i rappresentanti di interessi ovvero conferiscono loro uno o più incarichi professionali avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività cui alla lettera a); associazioni o organizzazioni nazionali rappresentative di enti pubblici o privati – anche territoriali – e loro articolazioni; consiglio ordini professionali nonché associazioni professionali non organizzate di cui all'articolo 2 della legge 14 gennaio 2013, n. 4; organizzazioni sindacali e imprenditoriali; aziende; società, movimenti civici e associativi che svolgono, in modo organizzato ed abituale, anche se non esclusivo, attività di rappresentanza di interessi e di monitoraggio di atti parlamentari;».
Per quale interesse si fa lobbying? L’emendamento introduce la nozione di titolari di interessi che comprende estensivamente, elencandole, tutte le tipologie di portatori di interessi. Sarebbe quindi opportuno includerne il riferimento nelle informazioni richieste all’interno della relazione periodica degli iscritti al Registro.
2.15 MILO; 2.27 VERDUCCI
«b-bis) "portatori di interessi particolari", i datori di lavoro che intrattengono un rapporto di lavoro dipendente con i rappresentanti di interessi particolari avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività di rappresentanza di interessi, di cui alla lettera a), nonché i committenti che conferiscono ai rappresentanti di interessi particolari uno o più incarichi professionali aventi ad oggetto lo svolgimento dell'attività di cui alla citata lettera a);».
Analogamente al precedente, introduce la nozione di portatore d’interesse, di cui sarebbe utile includerne il riferimento nelle informazioni richieste all’interno della relazione periodica degli iscritti al Registro. I dubbi permangono rispetto al lessico utilizzato che non è coerente con il resto del provvedimento.
2.18 VERDUCCI; 2.42 D’ANNA, BARANI; 2.100 CAMPANELLA
Al comma 1, lettera c), dopo le parole: «del Parlamento e del Governo» inserire le seguenti: «i presidenti, gli assessori, i consiglieri regionali, i presidenti e i consiglieri delle province e delle città metropolitane, i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali, gli uffici di diretta collaborazione dei membri delle giunte delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni».
Lobbying a 360°. L’emendamento estende la definizione di decisore pubblico includendo anche i vertici politici delle regioni e degli enti territoriali e amministrativi, così da creare un sistema omogeneo a livello di principi e linee generali a livello nazionale.
2.19 VERDUCCI
Al comma primo, lettera c), dopo le parole: «e del Governo» inserire le seguenti: «, i presidenti, gli assessori e i consiglieri regionali, i presidenti e i consiglieri delle province e delle città metropolitane, i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali,».
Come il precedente, l’emendamento estende la definizione di decisore pubblico includendo anche i vertici politici delle regioni e degli enti territoriali e amministrativi, così da creare un sistema omogeneo a livello di principi e linee generali a livello nazionale. Emendamento positivo anche se meno esaustivo nell’integrazione rispetto al 2.18 del medesimo presentatore.
2.21 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 1, lettera c), sostituire le parole: «i consulenti degli uffici», con le seguenti: «i consulenti, i componenti degli».
Estende la categoria di decisore pubblico ai consulenti del politico, anche nel caso non compongano l’ufficio dello stesso. Proprio i contatti con tali soggetti sono spesso utili al buon fine di un’attività di lobbying ben strutturata.
2.32 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «ogni attività» inserire le seguenti: «anche in via temporanea non esclusiva».
Estende la portata della norma a qualsiasi tipologia di attività di lobbying, includendo anche quelle azioni connesse ad attività temporanee e non esclusive che altrimenti ne sarebbero escluse.
2.35 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «richieste di incontri» aggiungere le seguenti: «emendamenti e ogni altra iniziativa o comunicazione, orale o scritta o per via telematica».
Amplia la definizione di lobbying, precisando le ulteriori attività che compongono la fattispecie, conformemente alla definizione vigente a livello unionale.
2.36 D'ANNA, BARANI
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «richieste di incontri», aggiungere le seguenti: «e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale o scritta, nonché ogni altra attività diretta a perseguire interessi leciti anche non economici nei confronti dei decisori pubblici;».
2.46 TORRISI, MANCUSO; 2.47 BERNINI; 2.48 PAGLIARI
«1-bis. Non costituiscono attività di rappresentanza degli interessi:
le dichiarazioni rese e il materiale depositato nel corso di audizioni dinanzi alle Commissioni e ai Comitati parlamentari, nonché di fronte ai rappresentanti del Governo;
le comunicazioni rivolte al pubblico, scritte e orali; effettuate anche a mezzo stampa, radio, televisione o altro mezzo di diffusione;
la partecipazione alle procedure di consultazione pubblica promosse dai decisori pubblici.».
Mentre la lettera b) e c) non costituiscono attività di lobbying, in alcuni casi anche le dichiarazioni rese nel corso di un’audizione parlamentare o in pubblico (in particolare nel caso di grossi influencer dell’opinione pubblica) possono rappresentare attività di lobbying. Attenzione: la fattispecie di esclusione riportata alla lettera a) fa sì che gran parte dell’attività di lobbying rimanga sommersa in quanto esclusa dall’applicazione delle norme di legge. Le audizioni parlamentari ad oggi non sono in tutti i casi pubbliche e non viene redatto ad esito un resoconto stenografico pubblico, così come escludere dalla fattispecie le dichiarazioni rese ai membri del Governo e i materiali depositati ridurrebbe sensibilmente la portata dell’intero impianto normativo, annullandone l’efficacia.
Comitato per il monitoraggio della rappresentanza di interessi
1. Presso il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il Comitato per il monitoraggio della rappresentanza di interessi, di seguito denominato «Comitato».
2. Il Comitato si compone di cinque membri selezionati a seguito di una procedura improntata a criteri di trasparenza e che tenga conto del principio delle pari opportunità di genere, di particolare e comprovata qualificazione professionale, di notoria indipendenza e in possesso di documentata esperienza in materia, per un mandato della durata di quattro anni, rinnovabile una sola volta.
3. Il Comitato elegge al suo interno il presidente.
4. Alla segreteria del Comitato è destinato personale amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri o comandato da altre amministrazioni.
3.3 VERDUCCI; 3.23 D’ANNA, BARANI
«Art. 3. - (Compiti dell'Autorità) – 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo19 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, all'Autorità sono attribuiti i seguenti compiti:
assicura la trasparenza dei processi decisionali pubblici e del rapporto tra interessi privati e amministrazione pubblica;
garantisce e tutela la partecipazione dei portatori di interessi particolari ai processi decisionali;
cura, controlla, pubblica e aggiorna periodicamente il Registro pubblico dei rappresentanti di interessi di cui all'articolo 6;
pubblica i dati e le relazioni annuali ricevute dai portatori di interessi particolari;
trasmette ai decisori pubblici l'elenco dei soggetti iscritti nel Registro di cui alla lettera a) in relazione alle categorie di interessi di rispettiva competenza;
redige e trasmette alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, un rapporto sulla verifica dell'attività degli iscritti nel Registro di cui alla lettera c) svolta nell'anno precedente;
gestisce il contraddittorio e l'erogazione delle sanzioni pecuniarie nei casi previsti dall'articolo 13.
2. Ai fini di cui al comma 1, l'Autorità, nell'ambito del proprio sito internet istituzionale, istituisce una sezione dedicata all'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, di seguito denominata "sezione dedicata", facilmente accessibile e identificabile, in cui sono pubblicati tutti i documenti connessi con l'esercizio di tale attività.
3. All'attuazione del presente articolo provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, nonché ai sensi dell'articolo 19, comma 8, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114».
Conseguentemente, all'articolo 4, comma 1 sostituire le parole: «il Comitato per il monitoraggio», con le seguenti: «l'Autorità», ed al comma 3 sostituire le parole: «il Comitato», con le seguenti: «l'Autorità».
All'articolo 7 comma 1, sostituire le parole: «il Comitato», con le seguenti: «l'Autorità»;
all'articolo 9, comma 1 sostituire le parole: «al Comitato», con le seguenti: «all'Autorità»; ai commi 3 e 5 sostituire le parole: «Il Comitato», con le seguenti: «L'Autorità», al comma 4 sostituire le parole: «del Comitato», con le seguenti: «dell'Autorità»;
all'articolo 10, commi 2 e 3 sostituire le parole: «al Comitato», con le seguenti: «all'Autorità» ed al comma 3 sostituire le parole: «Il Comitato», con le seguenti: «L'Autorità»;
all'articolo 15, comma 1 e all'articolo 16, comma 2 sostituire le parole: «Il Comitato», con le seguenti: «L'Autorità».
Una regolamentazione contro la corruzione o per la trasparenza? L’emendamento individua l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) come soggetto deputato all’attuazione delle disposizioni di legge. Tale indicazione confermerebbe la natura corruttiva, prima ancora che partecipativa e finalizzata alla trasparenza del processo decisionale, del dispositivo normativo.
3.13 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
«2. Il Comitato si compone di tre membri, due nominati dall'Autorità Nazionale Anticorruzione ed uno nominato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, per un mandato della durata di quattro anni, non rinnovabile, selezionati a seguito di una procedura improntata a criteri di trasparenza e pubblicità e nel rispetto dei seguenti requisiti:
possesso del curriculum di studio o accademico pertinenti al ruolo;
notoria indipendenza;
di particolare e comprovata qualificazione professionale;
non deve aver riportato condanne penali, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del Codice Penale;
non rivestire incarichi pubblici elettivi od esecutivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali, associazioni o fondazioni a essi riferibili, ordini professionali ed associazioni di categoria o aver rivestito tali incarichi e cariche nei sei anni precedenti la nomina».
Un Comitato “autorevole e indipendente” per vigilare sul lobbying. Specifica la composizione del Comitato che ha il compito di attuare le disposizioni di legge, prevedendone una composizione mista con membri nominati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato.
3.100 CAMPANELLA
«Art. 3. - (Istituzione e compiti della Commissione parlamentare di controllo sull'attività dei portatori e dei rappresentanti di interessi particolari) - 1. È istituita la Commissione parlamentare di controllo sull'attività dei portatori di interessi particolari e dei rappresentanti di interessi particolari, di seguito denominata «Commissione», con lo scopo di verificare i requisiti dei portatori di interessi particolari e dei rappresentanti di interessi particolari ai fini dell'iscrizione nel Registro e di vigilare sul rispetto del codice, sugli obblighi e sui diritti dei portatori di interessi particolari e dei rappresentanti di interessi particolari.
2. La Commissione opera con indipendenza di giudizio e di valutazione nonché in piena autonomia decisionale.
3. La Commissione è un organo collegiale i cui componenti, dieci Senatori e dieci Deputati, sono nominati in rappresentanza e proporzionalmente ai vari gruppi parlamentari dal Presidente del Senato e dal Presidente della Camera entro i sessanta giorni successivi alla prima seduta dopo le elezioni.
4. La Commissione è rinnovata totalmente all'inizio di ciascuna legislatura.
5. La Commissione elegge, nella prima seduta, il Presidente, due vice Presidenti e due segretari scelti fra i suoi componenti.
6. Per l'espletamento delle sue funzioni, la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi idonei disposti dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati.
7. L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei lavori. Ciascun componente può proporre la modifica delle norme regolamentari.
8. La Commissione ha il compito di:
verificare i dati richiesti per l'iscrizione nel Registro;
all'esito dell'attività di cui alla lettera a), autorizzare l'iscrizione degli aventi diritto nel Registro;
trasmettere annualmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri gli aggiornamenti del Registro;
monitorare il corretto andamento delle attività di lobbying e delle relazioni istituzionali;
promuovere la cultura della correttezza e della trasparenza dell'attività di lobbying e delle relazioni istituzionali;
formulare, anche di propria iniziativa, e sulla base di elementi emersi dalla propria attività di monitoraggio di cui alla lettera d), proposte di iscrizione o di cancellazione di portatori di interessi particolari o rappresentanti di interessi particolari dal Registro;
valutare le violazioni del codice o degli obblighi in capo ai portatori di interessi particolari o rappresentanti di interessi particolari;
promuovere gli opportuni contatti fra i portatori di interessi particolari e i rappresentanti di interessi particolari e i decisori;
promuovere presso le singole istituzioni o amministrazioni l'audizione di portatori di interessi particolari o rappresentanti di interessi particolari.
9. La Commissione, qualora ne riscontri la necessità, può disporre verifiche presso le sedi in cui risulti consumata una violazione di quanto previsto dalla presente legge e dagli atti da questa richiamati.
10. La Commissione ha l'obbligo di presentare rapporto all'autorità giudiziaria competente ogni qualvolta venga a conoscenza di fatti che possono costituire reato.
11. La Commissione presenta al Parlamento, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull'attività svolta e sulla situazione dell'attività di lobbying e delle relazioni istituzionali, relativa all'anno precedente, con le proposte utili a migliorare il sistema della collaborazione con i portatori di interessi particolari e i rappresentanti di interessi particolari.
12. La relazione di cui al comma 4 è inviata al Presidente del Consiglio dei ministri.
13. La Commissione promuove la pubblicazione di un bollettino nel quale sono riportati tutti gli atti, i documenti e le attività della Commissione medesima».
agli articoli 4, 5, 7, 9, 10, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Comitato per il monitoraggio della rappresentanza di interessi» con le seguenti: «Commissione parlamentare di controllo sull'attività dei portatori e dei rappresentanti di interessi particolari» e la parola: «Comitato» con le seguenti: «Commissione parlamentare di controllo»;
all'articolo 15, sopprimere il comma 1;
all'articolo 16 sopprimere il comma 2.
I controllati non devono essere mai i controllori. E i decisori pubblici, come i parlamentari, rappresentano insieme ai lobbisti le due facce della stessa medaglia del fenomeno lobbying. Non può quindi ricadere in capo ai destinatari dell’azione di influenza il compito di vigilare, monitorare e sanzionare le condotte illecite, procedere alla tenuta del registro, decidere quale lobbista si iscrive e chi no.
1. Presso il Comitato per il monitoraggio della rappresentanza di interessi è istituito il Registro pubblico dei rappresentanti di interessi di seguito definito «Registro».
2. I soggetti che intendono svolgere l’attività di rappresentanza di interessi sono tenuti a iscriversi al Registro. Allo stesso obbligo soggiacciono le società che hanno uno o più dipendenti preposti a tenere i rapporti con i decisori pubblici.
3. Il Comitato garantisce la pubblicità dei contenuti del Registro nell’ambito di una sezione dedicata e accessibile del proprio sito internet istituzionale, anche attraverso la pubblicazione e l’aggiornamento periodico dei dati comunicati dai rappresentanti di interessi.
4. Nel Registro sono indicati:
i dati anagrafici e il domicilio professionale del rappresentante di interessi;
i dati identificativi del titolare degli interessi per conto del quale è eventualmente svolta l’attività di rappresentanza di interessi;
l’interesse specifico rappresentato;
le risorse economiche e umane di cui dispone il rappresentante medesimo per lo svolgimento dell’attività di rappresentanza di interessi;
la garanzia, sotto la propria responsabilità, dell’esattezza e correttezza delle informazioni comunicate.
4.7 SUSTA
Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole da: «le società» fino alla fine del periodo con le seguenti: «le associazioni o le organizzazioni nazionali rappresentative di enti pubblici o privati – anche territoriali – e loro articolazioni, i consigli o gli ordini professionali, le associazioni professionali non organizzate di cui all'articolo 2 della legge 14 gennaio 2013, n. 4, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le aziende nonché le società, i movimenti civici e associativi che svolgono, in modo organizzato ed abituale, anche se non esclusivo, attività di rappresentanza di interessi e di monitoraggio di atti parlamentari, che hanno uno o più dipendenti con delega specifica allo svolgimento della predetta attività ovvero conferiscono ai soggetti di cui all'articolo 2, lettera b) uno o più incarichi professionali aventi ad oggetto lo svolgimento della medesima attività.».
Se fai lobbying sei un lobbista. L’emendamento specifica la definizione di lobbista includendo sia i lobbisti professionisti, sia i lobbisti in house sia i lobbisti delle organizzazioni tra coloro che sono chiamati a iscriversi nel registro.
4.8 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 3, dopo le parole: «garantisce la pubblicità» inserire le seguenti: «in formato aperto e riutilizzabile».
L’emendamento precisa gli attributi tecnici del formato del registro.
4.9 SUSTA
Al comma 3, dopo le parole: «l'aggiornamento periodico», inserire le seguenti: «, con cadenza almeno annuale,».
L’emendamento definisce meglio la periodicità dell’aggiornamento annuale del registro.
4.19 SUSTA
Dopo il comma 4, aggiungere, in fine, i seguenti:
«4-bis. Il Comitato può richiedere ai rappresentanti di interessi, ove necessario, la trasmissione di dati e informazioni integrativi rispetto a quelli già comunicati.
4-ter. I rappresentanti di interessi sono tenuti ad ottemperare alla richiesta di cui al comma 4-bis, entro dieci giorni dalla stessa.»
L’emendamento amplia le facoltà del Comitato anche in ordine alla richiesta di integrazioni alle informazioni minime inserite dai lobbisti all’atto della registrazione.
4.24 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 1, dopo le parole: «di interessi», inserire la seguente: «particolari».
L’emendamento precisa la portata della norma consequenzialmente all’apparato definitorio.
Codice di condotta e Regolamento interno
1. I soggetti che intendono svolgere l’attività di rappresentanza di interessi e le società preposte a tenere i rapporti con i decisori pubblici, unitamente alla domanda di iscrizione al Registro, devono depositare presso il Comitato il proprio regolamento. Ai fini dell’iscrizione al Registro il Comitato valuta l’idoneità del regolamento e del codice di condotta.
2. Il codice di condotta è pubblicato sul sito internet del Comitato nell’ambito della sezione dedicata al Registro.
5.6 PUPPATO
«Art. 5. – (Codice di comportamento). – 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comitato adotta un Codice di comportamento dei rappresentanti di interessi, di seguito denominato ''Codice'', che prevede per i soggetti iscritti al Registro:
il divieto di rivendicare relazioni ufficiali con l'Amministrazione nei loro rapporti con terzi;
l'obbligo di identificarsi preventivamente sempre con il proprio nome ovvero con il nome che risulta nel Registro, dichiarando gli interessi che si rappresentano e gli obiettivi promossi;
l'obbligo di garantire che le dichiarazioni rese al momento della iscrizione e dei successivi aggiornamenti, siano veritiere e complete;
l'obbligo di indicare i propri riferimenti e quelli dell'eventuale committente in tutti i documenti comunque consegnati o trasmessi al decisore pubblico;
il divieto di offrire al decisore qualsiasi tipo di compenso o altra utilità, ovvero regali, anche d'uso, di valore superiore ai 150 euro l'anno;
il richiamo alle sanzioni di cui all'articolo 13 della presente legge in caso di inosservanza dei doveri dei rappresentanti di interessi particolari.
2. Il Codice è pubblicato sul sito internet istituzionale del Comitato».
L’emendamento precisa i principi cui deve ispirarsi il Codice di condotta che il Comitato dovrà approvare entro 90 giorni. Sul punto si consiglierebbe di rendere partecipato il processo di definizione delle norme di condotta, così da renderle condivise e condivisibili dai soggetti che si troveranno a doverle rispettare.
5.7 SUSTA
«1. I soggetti che svolgono l'attività di rappresentanza degli interessi sono tenuti a rispettare le norme e i princìpi del codice di condotta adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1-bis. Il codice di condotta dovrà prevedere, in particolare, l'obbligo perii rappresentante di interessi di:
rispettare i princìpi di integrità, correttezza, lealtà, riservatezza e professionalità;
dichiarare la propria identità e qualificazione professionale nonché gli interessi che rappresenta, facendo esplicito riferimento al titolare o ai titolari degli interessi per cui svolge l'attività di rappresentanza e agli obiettivi che persegue;
garantire la correttezza e la completezza di tutte le informazioni fornite, sia all'atto della registrazione che successivamente nell'esercizio delle attività svolte nell'ambito di applicazione della presente legge;
impegnarsi ad ottemperare tempestivamente, e comunque nei tempi indicati, alle eventuali richieste di integrazioni, rettifiche e aggiornamenti dei dati comunicati e di ogni informazione fornita;
astenersi dall'ottenere o dal cercare di ottenere informazioni o decisioni mediante pressioni indebite o comportamenti illeciti e dal cedere a terzi copie di documenti ricevuti nell'esercizio della sua attività;
astenersi, nei rapporti con i decisori pubblici nonché con i membri degli uffici di loro diretta collaborazione, e i funzionari delle rispettive amministrazioni di appartenenza dal rendere loro o ai loro familiari, vantaggi, regali o altre utilità, di qualunque natura, che eccedano il valore di 150 euro l'anno».
Conseguentemente, nella rubrica del medesimo articolo, sopprimere le seguenti parole: «e Regolamento interno».
L’emendamento precisa la portata del Codice di condotta, anche se non sembra coerente che ad adottarlo entro 30 giorni sia la Presidenza del Consiglio (in quanto decisore pubblico destinatario dell’attività di lobbying). Sul punto si consiglierebbe di rendere partecipato il processo di definizione delle norme di condotta, così da renderle condivise e condivisibili dai soggetti che si troveranno a doverle rispettare.
1. Ai fini dell’iscrizione al Registro il rappresentante di interessi:
non deve aver riportato condanne passate in giudicato per reati contro la personalità dello Stato, la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, l’economia pubblica, il patrimonio, la pubblica fede e la persona, e non essere mai stato interdetto, anche temporaneamente, dai pubblici uffici;
non deve esser stato dichiarato fallito, salvo che sia stato riabilitato;
deve dimostrare di svolgere tale attività in modo professionale.
2. L’iscrizione al Registro è subordinata all’impegno scritto del rappresentante di interessi a rispettare il codice di condotta di cui all’articolo 5.
3. All’atto di iscrizione sono assegnati i codici identificativi personali mediante i quali è possibile accedere alle sezioni riservate dei siti internet della pubblica amministrazione.
6.3 SUSTA
«01. Possono essere iscritti nel Registro ed esercitare l'attività di rappresentanza degli interessi i soggetti di seguito indicati:
i liberi professionisti e i lavoratori autonomi anche non iscritti ad albi o ordini professionali;
i dipendenti di associazioni e società nella cui ragione sociale è espressamente indicata l'attività di rappresentanza degli interessi e di monitoraggio di atti parlamentari;
i dipendenti di imprese, società, anche a partecipazione pubblica, enti, pubblici e privati, con delega specifica allo svolgimento dell'attività di rappresentanza degli interessi;
gli esponenti di associazioni, di consigli o ordini professionali, di associazioni professionali non organizzate di cui all'articolo 2 della legge 14 gennaio 2013, n. 4, di movimenti civici e associativi, di organizzazioni non governative nonché di organizzazioni e associazioni sindacali e imprenditoriali».
L’emendamento precisa con un elenco esaustivo la tipologia di lobbisti su cui ricade l’obbligo di iscrizione al registro. Da porre all’attenzione come la possibilità di iscrizione debba essere resa obbligo.
6.8 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «condanne passate in giudicato», con le seguenti: «condanne, né essere rinviato a giudizio».
L’emendamento impedisce anche in caso di sentenza non definitiva l’iscrizione al registro, privando i soggetti delle garanzie costituzionali.
6.13 MALAN
L’approvazione dell’emendamento permetterebbe anche ad imprese in procedura fallimentare di iscriversi nel registro e far valere i propri interessi.
6.15 VERDUCCI; 6.16 MARINELLO, TORRISI; 6.17 MALAN
L’emendamento amplia la portata di possibilità di iscrizione al Registro. Attenzione a un possibile svuotamento di significato con l’inclusione anche di semplici privati cittadini e non di lobbisti. Si rischia di far confusione.
6.23 PUPPATO
«1-bis. I rappresentanti di interessi si iscrivono al Registro esclusivamente per via telematica, tramite un portale pubblico, dedicato e facilmente accessibile, del sito internet del Comitato».
Si fa riferimento con disposizione di legge rispetto alla pubblicità e al rendere telematica la procedura di iscrizione al registro, secondo quanto previsto dal codice dell’Amministrazione digitale.
6.28 PUPPATO
«3-bis. Il Registro è pubblico e facilmente consultabile, improntato alla massima trasparenza e tale da consentire l'identificazione di tutte le informazioni relative agli incontri svolti, ivi inclusi i partecipanti, il luogo e la data. Nella sezione dedicata del sito internet istituzionale sono altresì pubblicati i documenti, o qualunque atto comunque denominato, consegnati e trasmessi per via telematica dai rappresentanti di interesse nell'esercizio della propria attività».
L’emendamento vuole rendere trasparenti e pubbliche tutte le informazioni e i documenti trasmessi dai lobbisti ai decisori pubblici, ivi compresi incontri e documentazione a corredo.
6.29 RUSSO
«3-bis. L'ANAC verifica il possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 e può richiedere, ove necessario, la trasmissione di dati e di informazioni integrativi».
L’emendamento non è coerente con l’attuale impianto normativo che identifica il Comitato come struttura deputata all’attuazione delle disposizioni.
Istituzione della banca dei provvedimenti normativi
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituita presso il Comitato un’apposita banca dati accessibile via internet dai soli rappresentanti di interessi che abbiano chiesto l’iscrizione al Registro.
2. Nell’ambito della banca dati sono indicati gli schemi di provvedimenti normativi in corso di predisposizione da parte dei decisori pubblici, corredati dai seguenti elementi di informazione:
il referente nell’ambito dell’organizzazione di riferimento, con l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica;
le finalità del provvedimento e i contenuti di massima dello stesso;
i tempi presumibili per l’avvio dell’iter approvativo;
gli sviluppi nel tempo del provvedimento e i decisori pubblici hanno l’obbligo di fornire tempestivamente al Comitato le informazioni di cui alle lettere precedenti, nonché ogni altro elemento utile per consentire l’aggiornamento dei dati.
Nessun emendamento rilevante
Prerogative e diritti degli iscritti al Registro
1. I rappresentanti di interessi iscritti al Registro hanno diritto a:
presentare ai decisori pubblici proposte legislative, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte, o qualsiasi altra documentazione relativa all’interesse rappresentato, debitamente sottoscritti dal rappresentante degli interessi, in modo che ne sia chiaramente imputabile la provenienza;
partecipare alle attività di analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) e di verifica dell’impatto della regolamentazione (VIR), riguardanti gli atti normativi del Governo, compresi gli atti adottati dai singoli Ministri, i provvedimenti interministeriali, i disegni di legge di iniziativa governativa, ai sensi dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, e della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 26 febbraio 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 82 dell’8 aprile 2009
2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, le amministrazioni dello Stato anche a ordinamento autonomo e le autorità indipendenti definiscono le forme e le modalità di esercizio dei diritti di cui al comma 1.
8.1 VERDUCCI; 8.2 RUSSO
«Art. 8. – (Facoltà degli iscritti nel Registro) – 1. Il rappresentante di interessi iscritto nel Registro ha facoltà di:
presentare ai decisori pubblici richieste di incontro, proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte, documenti e. qualsiasi altra comunicazione relativa all'interesse rappresentato;
accedere alle sedi istituzionali dei decisori pubblici, assistere alle procedure decisionali e acquisire documenti relativi a processi decisionali su atti normativi e regolamentari, purché munito di documento identificativo visibile della propria identità, nonché del portatore dell'interesse particolare o della società di rappresentanza di interessi per cui lavora;
partecipare alle attività di analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) e di verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR), riguardanti gli atti normativi del Governo, compresi gli atti adottati dai singoli Ministri, i provvedimenti interministeriali e i disegni di legge d'iniziativa governativa;
partecipare alle consultazioni pubbliche disposte dalle autorità indipendenti e accedere ai documenti la cui conoscenza è indispensabile per la partecipazione alla consultazione.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le istituzioni e le amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, nonché le autorità indipendenti definiscono, in conformità ai rispettivi ordinamenti, le forme e le modalità di esercizio delle facoltà di cui al comma 1 da parte dei rappresentanti di interessi iscritti nel Registro di cui all'articolo 6, secondo princìpi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento.
3. Le Camere e i consigli regionali disciplinano, l'attuazione delle disposizioni del presente articolo, nell'ambito della loro autonomia, secondo le norme dei rispettivi regolamenti».
È corretto specificare e chiarire quali sono i diritti, oltre che i doveri, di coloro che si iscrivono al Registro dei portatori di interesse. L’emendamento precisa in maniera puntuale le facoltà degli iscritti al registro, aumentando i possibili benefit rispetto alla stesura originaria del disegno di legge.
8.7 VERDUCCI; 8.21 D’ANNA, BARANI
Al comma 1, dopo la lettera b) aggiungere le seguenti:
«b-bis) accedere alle sedi istituzionali dei decisori pubblici, assistere alle procedure decisionali e acquisire documenti relativi a processi decisionali su atti normativi e regolamentari, purché munito di documento identificativo visibile della propria identità e del portatore di interessi per cui lavora;
b-ter) partecipare alle consultazioni pubbliche disposte dalle autorità indipendenti e accedere ai documenti la cui conoscenza è indispensabile per la partecipazione alla consultazione».
Comporta effetti simili al precedente emendamento. All’eventuale mancanza dell’indicazione del loro coinvolgimento nelle procedure di consultazione previste da AIR e VIR non corrisponde una riduzione effettiva delle loro facoltà, in quanto il loro coinvolgimento nei due istituti di analisi e verifica dell’impatto della regolamentazione già prevedono per legge il coinvolgimento dei portatori di interesse.
8.9 RUSSO
«b-bis) accedere alle sedi istituzionali dei decisori pubblici e acquisire documenti relativi a processi decisionali su atti normativi e regolamentari, purché munito di documento visibile identificativo della propria identità e del portatore di interessi per cui lavora;».
Più benefit per più partecipazione. L’emendamento precisa in maniera puntuale le facoltà degli iscritti al registro, aumentando i possibili benefit rispetto alla stesura originaria del disegno di legge, coerentemente alle indicazioni che emergono dal dibattito a livello di Unione europea.
8.12 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA; 8.22 D’AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 2, sostituire la parola: «centottanta» con la seguente: «novanta».
L’emendamento riduce i tempi per l’approvazione del provvedimento recante le modalità di esercizio dei diritti dei lobbisti. Vista la mancanza di una sanzione, la modifica comunque, seppur positiva, rimane puramente indicativa.
8.14 VERDUCCI; 8.24 D’ANNA, BARANI
Al comma 2, dopo le parole: «di cui al comma 1» aggiungere, in fine, le seguenti: «in conformità ai rispettivi ordinamenti, secondo princìpi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento».
L’emendamento tecnico individua i principi di base di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento per la formulazione del provvedimento attuativo.
8.16 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 1, lettera a), dopo la parola: «richieste», inserire le seguenti: «comunicazioni orali».
L’emendamento amplia le attività ricadenti nella fattispecie.
8.18 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 1, lettera a) dopo la parola: «documentazione» inserire le seguenti: «scritta o per via telematica».
8.19 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
Al comma 1, lettera b) dopo la parola: «governativa» inserire la seguente: «e parlamentare».
L’emendamento amplia le attività ricadenti nella fattispecie, in coerenza con l’apparato definitorio.
8.20 D'AMBROSIO LETTIERI, MILO, BRUNI
«b-bis) accedere alle sedi istituzionali, previo accreditamento, anche al fine di assistere e partecipare alle procedure informative e istruttorie del procedimento decisorio nelle forme stabilite dalla disciplina dell'organo competente».
L’emendamento amplia le attività ricadenti nella fattispecie, anche se in maniera più limitata rispetto alle precedenti proposte.
Relazioni e attività di verifica
1. A decorrere dall’anno successivo a quello dell’iscrizione nel Registro, entro il termine del 28 febbraio di ogni anno il rappresentante degli interessi trasmette, per via telematica al Comitato sotto la propria responsabilità, una relazione concernente l’attività svolta nell’anno precedente.
l’elenco dettagliato delle attività di rappresentanza di interessi poste in essere;
l’elenco dei decisori pubblici nei confronti dei quali sono state svolte le predette attività;
l’elenco delle risorse economiche ed umane effettivamente impiegate per lo svolgimento delle predette attività;
i risultati ottenuti e quelli attesi.
3. Il Comitato può richiedere ai rappresentanti di interessi o ai decisori pubblici, ove necessario, la trasmissione di dati e informazioni integrativi rispetto a quelli contenuti nella relazione.
4. Le suddette relazioni sono tempestivamente pubblicate sul sito internet istituzionale del Comitato in modo che siano di libero accesso.
5. Il Comitato trasmette al Parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, un rapporto sulla verifica dell’attività dei rappresentanti di interessi svolta nell’anno precedente. Il rapporto è contestualmente pubblicato sul sito internet del Comitato nell’ambito della sezione dedicata al Registro.
9.3 RANUCCI
Al comma 1, sostituire le parole: «28 febbraio di ogni anno» con le seguenti: «30 giugno e del 31 dicembre».
Conseguentemente, al comma 5, sostituire le parole: «entro il 30 giugno di ogni anno» con le seguenti: «con cadenza semestrale e comunque non oltre il 31 luglio ed il 31 gennaio di ogni anno».
Come già previsto nel sistema statunitense, britannico o canadese, i lobbisti devono presentare una relazione annuale. Istituendo una relazione semestrale e non più annuale, l’emendamento rappresenta una deviazione dagli standard internazionali e amplia gli oneri dei lobbisti.
9.7 VERDUCCI; 9.8 RUSSO
Al comma 2, lettera b), dopo le parole: «le predette attività» inserire le seguenti: «specificando gli incontri o i contatti avvenuti con essi».
L’emendamento precisa la terminologia della disposizione normativa.
9.13 PUPPATO
Al comma 2, aggiungere, in fine, la seguente:
«d-bis) le somme o altre utilità eventualmente elargite a titolo di erogazione liberale in favore di partiti, movimenti o gruppi politici organizzati, nei limiti della normativa vigente, nonché una dichiarazione che dette elargizioni non sono legate al conseguimento dell'interesse rappresentato».
L’emendamento coniuga coerentemente, come avviene in USA o UK, l’attività di finanziamento ai partiti con il lobbying, tentando di rendere trasparente anche questa dinamica, spesso utilizzata in maniera oscura e strumentale dai portatori di interessi.
9.14 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 4, dopo la parola: «pubblicate», inserire le seguenti: «in formato aperto e riutilizzabile».
L’emendamento precisa la terminologia della disposizione normativa, rendendo le relazioni in formato aperto e riutilizzabile per l’analisi da parte di cittadini, ricercatori e professionisti.
Obblighi dei decisori pubblici
1. L’attività di rappresentanza di interessi svolta nei confronti dei decisori pubblici è resa nota, ove pertinente all’oggetto dei processi decisionali, facendone menzione nella relazione illustrativa oppure nel preambolo degli atti normativi e degli atti amministrativi generali.
2. Il decisore pubblico che ritenga violato, dal rappresentante di interessi, il codice di condotta o le disposizioni della presente legge, ne dà immediata comunicazione al Comitato per il monitoraggio della rappresentanza di interessi.
3. Il decisore pubblico è tenuto a trasmettere al Comitato ogni informazione relativa alla propria situazione patrimoniale, nonché l’appartenenza ad associazioni o movimenti. Il Comitato rende pubblici i dati, entro 30 giorni dalla ricezione, nell’apposita sezione del sito internet.
10.5 MILO
«1. L'attività di rappresentanza di interessi svolta nei confronti dei decisori pubblici è resa nota, ove pertinente all'oggetto dei processi decisionali, facendone menzione nella relazione illustrativa e nel preambolo degli atti normativi, nonché nelle premesse agli atti amministrativi generali. I decisori pubblici garantiscono l'accesso a chiunque ne abbia interesse ai dati e alle informazioni contenuti nella relazione di cui all'articolo 9».
L’emendamento apre all’accesso civico anche a quei documenti depositati o inviati dai lobbisti ai decisori pubblici, assicurandone la trasparenza.
10.6 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
«1. Le attività di rappresentanza di interessi che si .svolgono presso sedi dei decisori pubblici devono essere tracciate su appositi registri informatici, liberamente consultabili dal pubblico, in formato e digitale aperto e riutilizzabile, indicando in particolare: il rappresentante di interessi, il committente dell'attività, il provvedimento in relazione al quale è stata resa, i decisori a cui l'attività è rivolta, la natura delle comunicazioni ivi comprese le petizioni, la consegna dei documenti, le proposte ed ogni elemento utile alla valutazione di impatto normativo».
L’emendamento elimina il cosiddetto “legislative footprint” in favore di un registro degli incontri tra lobbisti e decisore pubblico di portata troppo limitata, in quanto ristretta agli incontri avvenuti solo all’interno delle sedi dei decisori pubblici.
10.12 PUPPATO
«3-bis. In ogni caso, i decisori pubblici, preliminarmente all'accettazione di un contatto con il rappresentante di interessi, sono tenuti a verificarne la regolare iscrizione al Registro. In caso di mancata iscrizione, segnalano al, Comitato la richiesta del soggetto e si astengono dalla realizzazione dell'incontro.
3-ter. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati provvedono ad adottare, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, le disposizioni necessarie ad assicurare l'accesso alle rispettive sedi istituzionali da parte dei soggetti iscritti al Registro e a favorire la loro partecipazione alle attività parlamentari conoscitive, secondo i principi di trasparenza, pubblicità e conoscibilità dei processi decisionali.
3-quater. Nel caso in cui il decisore pubblico proceda ad ascoltare soggetti non iscritti al Registro, deve informare il Comitato indicandone dettagliatamente le motivazioni. Il Comitato ne dà comunque notizia sul proprio sito internet.
3-quinquies. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della, presente legge, sono definite le modalità di consultazione, da parte delle Amministrazioni, dei soggetti iscritti al Registro. A tal fine all'articolo 14, comma 5-ter, della legge 28 novembre 2005, n. 246, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "nonché del coinvolgimento dei rappresentanti di interesse e delle posizioni da loro rappresentate"».
L’emendamento è finalizzato ad evitare che il decisore pubblico possa incontrare lobbisti non iscritti al registro. Da evidenziare che il comma 3-quater, se da un lato garantirebbe la trasparenza degli incontri tra decisore pubblico e lobbista, dall’altra potrebbe rappresentare una scappatoia rischiosa per evitare l’iscrizione al registro.
10.17 ENDRIZZI, MORRA, CRIMI, PAGLINI, MORONESE, SANTANGELO, GAETTI
Al comma 1, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: «Il decisore pubblico tiene sul sito istituzionale una agenda pubblica in cui rende conoscibili i dati relativi agli incontri svolti, i temi in discussione e l'eventuale documentazione messa a sua disposizione dal rappresentante di interessi. Nell'agenda sono inserite anche le richieste di incontro da parte di rappresentanti di interessi e di ogni altro soggetto, nonché gli incontri-tenuti con soggetti che non svolgono professionalmente l'attività di rappresentanza di interessi e i dati relativi agli incontri svolti».
L’emendamento istituisce l’agenda degli incontri del decisore pubblico, al fine di garantire la massima trasparenza del processo decisionale.
Il “modello Nencini” (dal viceministro delle infrastrutture e dei trasporti che su base volontaria ha deciso di pubblicare una propria agenda degli incontri con i portatori di interesse) viene così reso obbligatorio per legge per tutti i decisori pubblici.
10.21 ORELLANA
«3. Il decisore pubblico è tenuto a trasmettere al Comitato ogni informazione relativa alla propria situazione patrimoniale, l'appartenenza ad associazioni o movimenti e, con cadenza bimestrale, l'elenco dei rappresentanti di interessi incontrati nell'ambito della propria attività istituzionale. Il Comitato rende pubblici tali dati, nonché l'elenco dei decisori pubblici inadempienti, entro sessanta giorni dalla ricezione, nell'apposita sezione del sito internet».
L’emendamento istituisce un’agenda degli interessi e degli incontri con i lobbisti al fine di garantire la massima trasparenza del processo decisionale. Questo emendamento è preferibile al precedente 10.17.
10.22 ENDRIZZI, MORRA, CRIMI, PAGLINI, MORONESE, SANTANGELO, GAETTI
«3. Il decisore pubblico trasmette al Comitato ogni informazione relativa alla propria situazione patrimoniale, l'appartenenza ad associazioni o movimenti e, con cadenza mensile, l'elenco dei rappresentanti di. interessi incontrati nell'ambito della propria attività istituzionale. Il Comitato rende pubblici tali dati, nonché l'elenco dei decisori pubblici inadempienti, entro 30 giorni dalla ricezione, nell'apposita sezione del sito internet istituzionale. Il decisore pubblico inadempiente è punito con una sanzione pecuniaria da euro 20.000 a euro 200.000».
L’emendamento istituisce un registro degli interessi dei decisori pubblici. Sono presenti tuttavia eventuali profili di illegittimità rispetto alle sanzioni previste per i decisori pubblici, vista la loro diversa natura e le differenti implicazioni dal punto di vista giuridico.
1. Non possono iscriversi al Registro e, pertanto, svolgere l’attività di rappresentanza di interessi durante il loro mandato e per i due anni successivi alla cessazione dell’incarico, del mandato, ovvero dell’ufficio ricoperto:
i decisori pubblici;
i soggetti titolari di incarichi individuali presso le pubbliche amministrazioni, in qualità di personale esterno alle stesse, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303;
i soggetti titolari di incarichi individuali in qualità di esperti di comprovata esperienza, conferiti da parte delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
2. I giornalisti, pubblicisti, professionisti, iscritti all’Ordine dei giornalisti, non possono svolgere in ogni caso l’attività di rappresentanza degli interessi.
3. I rappresentanti di interessi non possono in ogni caso svolgere funzioni di amministrazione e direzione all’interno di società a partecipazione pubblica totale o di controllo.
11.10 VERDUCCI; 11.29 D'ANNA, BARANI
Al comma 1 lettera b), dopo le parole: «30 luglio 1999, n. 303» aggiungere le seguenti: «e dell'articolo 110 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».
L’emendamento estende la portata della fattispecie anche agli enti territoriali.
11.11 VERDUCCI
Al comma 1, lettera c), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 e dell'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».
11.17 RUSSO; 11.18 VERDUCCI
Sostituire il comma 2 con il seguente: «2. Non possono altresì essere iscritti nel Registro, durante il loro incarico, i dirigenti di partiti, movimenti o associazioni politici o sindacali, nonché i giornalisti pubblicisti o professionisti, salvo che questi ultimi siano stati espressamente a ciò autorizzati dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e che rinuncino a esercitare, anche a titolo gratuito, l'attività giornalistica nel periodo in cui risultino iscritti nel Registro».
L’emendamento amplia l’impossibilità di iscrizione al Registro anche ai dirigenti di partito e di associazioni politiche e di sindacato. Sia i rappresentanti delle associazioni politiche (talvolta in forma di fondazioni o think tank) sia dei sindacati sono infatti da considerare a tutti gli effetti lobbisti.
Con questo emendamento un’organizzazione come Riparte il futuro, ad esempio, non potrebbe iscriversi al registro per rappresentare nelle sedi opportune le istanze dei cittadini nella lotta alla corruzione.
11.24 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 3, sopprimere le parole: «totale o di controllo».
L’emendamento impedisce ai lobbisti di ricoprire qualsiasi tipo di incarico presso le società a partecipazione pubblica.
1. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle attività di rappresentanza degli interessi svolta da enti pubblici, anche territoriali, o da altri soggetti rappresentativi di enti pubblici, nonché dai partiti politici, e a quella svolta, nell’ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli di intesa e altri strumenti di concertazione, da esponenti di organizzazioni sindacali e imprenditoriali.
12.7 VERDUCCI
«1. Le disposizioni della presente legge non si applicano:
ai giornalisti e ai funzionari pubblici le cui relazioni o i cui contatti sono attinenti all'esercizio della propria professione;
ai rappresentanti dei Governi ovvero di partiti, movimenti o gruppi politici di Paesi stranieri;
all'attività svolta dai partiti, movimenti o gruppi politici per determinare la politica statale, regionale o locale ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione;
all'attività di rappresentanza svolta da esponenti di organizzazioni sindacali e imprenditoriali nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa e altri strumenti di concertazione.
Non tutti sono sempre lobbisti. L’emendamento precisa meglio la portata del testo originario, escludendo dall’ambito di applicazione della regolamentazione: i giornalisti e i funzionari degli enti pubblici, i rappresentanti di governi e istituzioni estere, i partiti politici, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali quando agiscono mediante protocolli d’intesa o concertazione.
12.21 VERDUCCI
Al comma 1 aggiungere in fine le seguenti parole: «nell'ambito degli incontri ufficiali».
L’emendamento precisa l’esclusione dell’attività posta in essere da esponenti di organizzazioni sindacali e imprenditoriali ma solo nell’ambito di incontri ufficiali.
12.23 D'ANNA, BARANI
a coloro che intrattengono relazioni la cui pubblicità configurerebbe una violazione delle norme sul segreto d'ufficio, professionale, confessionale o di Stato;
Emendamento dalla portata simile al 12.7. Da segnalare l’aggiunta della lettera b) il cui contenuto abbastanza discrezionale potrebbe essere utilizzato per aggirare l’iscrizione al registro (ad esempio per quanto riguarda le multinazionali a partecipazione pubblica).
12.0.1 SUSTA
«Art. 12-bis. - (Segnalazioni e reclami) - 1. Chiunque, compilando un apposito modulo di comunicazione disponibile sul sito internet istituzionale, nella sezione dedicata al Registro, può inviare:
segnalazioni in merito alle informazioni contenute nel Registro;
reclami formali concernenti asserite violazioni delle disposizioni della presente legge ovvero inosservanze delle norme e dei principi del codice di condotta da parte di determinati rappresentanti di interessi registrati. Nel reclamo devono essere espressamente indicati, a pena di inammissibilità: – i soggetti registrati cui si riferisce il reclamo; – il nome e i recapiti del reclamante; – le disposizioni della presente legge nonché le norme e i principi del codice di condotta che si presumono violate; un'esposizione circostanziata dei fatti, correlata da idonea documentazione probatoria a sostegno dell'accusa, ove disponibile.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità di esame delle segnalazioni e dei reclami inoltrati con specifica individuazione, altresì, delle sanzioni da applicare ai sensi dell'articolo 13 nel caso di loro accoglimento».
Conseguentemente all'articolo 10, comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «compilando l'apposito modulo di cui all'articolo 12-bis, comma 1».
L’emendamento regolamenta e rende trasparente e inclusivo il processo di verifica e monitoraggio del rispetto delle disposizioni normative.
1. La violazione degli obblighi previsti dal codice di condotta di cui all’articolo 5, il mancato deposito della relazione di cui all’articolo 9, comma 1, sono puniti con la censura oppure la sospensione o, nei casi di particolare gravità, con la cancellazione dal Registro.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, il rappresentante di interessi, che svolga nel confronti dei decisori pubblici l’attività di cui all’articolo 1, in assenza di iscrizione nel Registro, è punito con una sanzione pecuniaria da euro 20.000 a euro 200.000.
3. Il provvedimento di sospensione o di cancellazione dal Registro è pubblicato, per estratto, entro il termine di 30 giorni dalla data di modificazione, a cura e a spese del responsabile delle violazioni, su almeno due quotidiani a diffusioni nazionale, di cui uno economico. Il rappresentante di interessi cancellato dal Registro non può chiedere una nuova iscrizione.
13.1 VERDUCCI; 13.2 RUSSO; 13.100 CAMPANELLA
«Art. 13. - (Sanzioni) - 1. Salvo che il fatto costituisca reato, il rappresentante di interessi che svolge nei confronti dei decisori pubblici l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi senza essere iscritto nel Registro è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 100.000 euro.
3. La falsità delle informazioni fornite all'atto di iscrizione nel Registro o nei successivi aggiornamenti, il mancato deposito della relazione di cui all'articolo 9, la falsità delle informazioni ivi contenute o la mancata ottemperanza alla richiesta di integrare le informazioni sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro e con la censura, con la sospensione o, nei casi di particolare gravità, con la cancellazione dal Registro.
4. Le sanzioni di cui ai commi 1, 2 è 3 sono irrogate dall'ANAC con provvedimento motivato, salvaguardando il diritto dell'interessato al contradditorio.
6. Le controversie relative all'applicazione dei commi 1, 2, 3 e 4 sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo».
Pur diminuendo le sanzioni previste dal testo originario, l’emendamento inserisce delle fattispecie accessorie e definisce in maniera articolata l’apparato sanzionatorio.
13.3 D'AMBROSIO LETTIERI
«Art. 13. - (Sanzioni) - 1. Salvo che il fatto non costituisca reato, colui che svolge attività di portatore di interessi particolari o rappresentante di interessi particolari nei confronti di decisori pubblici senza essere iscritto nel Registro o al di là dei limiti delle attività dichiarate in sede di iscrizione o di aggiornamento, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 75.000 euro e, se iscritto nel Registro, con la sospensione o, nei casi più gravi, la cancellazione dal Registro, previa verifica da parte degli organi preposti e in ogni caso non potrà essere iscritto nel medesimo Registro per i successivi due anni.
2. La sanzione di cui al comma l si applica a colui che svolge attività di portatore di interessi particolari o di rappresentante di interessi particolari anche in caso di violazione dell'obbligo di cui all'articolo 9.
3. Il mancato deposito della relazione di cui all'articolo 9 ovvero l'inottemperanza a fornire gli elementi previsti al medesimo articolo 9, e la violazione del codice sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro e conia sospensione o, nei casi più gravi, la cancellazione dal Registro del portatore di interessi particolari o del rappresentante di interessi particolari, previa verifica da parte degli organi preposti;
4. Il portatore di interessi particolari o il rappresentante di interessi particolari sospeso o cancellato dal Registro non può 'essere iscritto nuovamente prima di, rispettivamente, dodici e ventiquattro mesi dalla sospensione o dalla cancellazione.
5. Gli organi preposti procedono ad irrogare le sanzioni indicate ai commi l, 2 e 3 con provvedimento motivato previa audizione del portatore di interessi particolari o del rappresentante di interessi particolari.
6. I provvedimenti di cui al comma 5 sono immediatamente esecutivi e contro di essi è ammesso ricorso innanzi al Tribunale amministrativo del Lazio, sede di Roma, entro trenta giorni dal deposito dei medesimi provvedimenti».
L’emendamento definisce in maniera articolata l’apparato sanzionatorio, diminuendo però le sanzioni previste dal testo originario.
13.6 SUSTA
Al comma 1, dopo le parole: «di cui all'articolo 9, comma 1,», inserire le seguenti parole: «la comunicazione di dati ed informazioni non veritiere all'atto di iscrizione al Registro o nei successivi aggiornamenti ovvero l'inottemperanza alla richiesta di trasmissione di dati e informazioni integrativi e aggiornati».
Precisa i casi in cui non è prevista la sanzione pecuniaria, allargandone la fattispecie.
13.7 VERDUCCI
Al comma 1, dopo le parole: «la relazione di cui all'articolo 9, comma 1» sostituire le parole: «sono puniti con la censura oppure la sospensione» con le seguenti: «la falsità delle informazioni ivi contenute o la mancata ottemperanza alla richiesta di integrare le informazioni, la falsità delle informazioni fornite all'atto di iscrizione nel registro o nei successivi aggiornamenti, sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro e con provvedimenti di censura, sospensione».
L’emendamento introduce la sanzione pecuniaria anche per le fattispecie descritte al comma 1, inasprendo le sanzioni.
13.15 VERDUCCI
Dopo il comma 3 aggiungere in fine i seguenti:
«3-bis. Le sanzioni di cui ai commi l, 2 e 3 del presente articolo sono irrogate dal Comitato con provvedimento motivato, dopo aver ascoltato l'interessato.
3-ter. Le controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo».
L’emendamento completa il quadro sanzionatorio in maniera coerente rispetto a quanto previsto dalle norme.
13.16 PUPPATO
«3-bis. Le somme versate a titolo di pagamento delle sanzioni amministrative di cui al presente articolo restano nella disponibilità del Comitato e sono utilizzabili per l'attuazione e l'implementazione della presente legge. Le stesse somme vengono rendicontate ogni sei mesi e pubblicate nel sito internet istituzionale del Comitato specificando la sanzione applicata e le modalità di impiego delle suddette somme, anche in caso di accantonamento o di mancata utilizzazione».
L’emendamento lascia alla disponibilità del Comitato l’ammontare delle sanzioni così da renderne più effettiva l’operatività e generando un flusso di entrate positivo dall’applicazione della legge.
1. Le disposizioni della presente legge concernenti gli obblighi di pubblicità, partecipazione democratica, trasparenza, conoscibilità dei processi decisionali, costituiscono princìpi generali dell’ordinamento giuridico.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano disposizioni idonee ad assicurare il rispetto dei principi di cui al comma 1, per l’attività di rappresentanza degli interessi svolta nei confronti dei componenti dei propri organi.
14.1 ANGIONI
Al comma 2, dopo le parole: «Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano» inserire le seguenti: «e gli altri enti locali».
L’emendamento amplia a Province e Comuni la portata delle disposizioni.
14.2 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA
Al comma 2, dopo le parole: «adottano», inserire le seguenti: «entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge».
L’emendamento individua un termine per l’adozione delle disposizioni a livello regionale.
1. Il Comitato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce il Registro di cui all’articolo 4.
2. I soggetti che esercitano l’attività di rappresentanza di interessi sono tenuti ad iscriversi nel Registro entro sessanta giorni dalla sua istituzione.
15.1 SUSTA; 15.2 ANGIONI
L’emendamento sopprime il termine per l’iscrizione dei lobbisti al Registro, non comportando modifiche di rilievo al testo di legge.
2. Il Comitato provvede agli adempimenti derivanti dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

References: in fine
 sentenza 
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 articolo 9
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