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Timestamp: 2014-03-10 14:58:01+00:00

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Art. 1140 codice civile - Possesso - Brocardi.it
Articolo 1140 Codice Civile
Dispositivo dell'art. 1140 Codice Civile
Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa (1).
(1) Il possesso può essere esercitato anche attraverso altra persona, legata al possessore da un rapporto definito (si parla in tal caso di possesso mediato). Tale rapporto può trovare fondamento in un titolo che attribuisce a chi detiene la cosa un diritto personale di godimento [v. Libro III, Titolo II] su di essa (es.: conduttore).
533Il codice del 1865, pur regolando il possesso sotto un titolo autonomo (a differenza del codice napoleonico, che del possesso trattava incidentalmente in tema di prescrizione), non conteneva un sistema organico di norme, ma dettava soltanto poche disposizioni frammentarie.
L'istituto riceve nel nuovo codice una disciplina unitaria armonica, la quale si avvantaggia della ricca elaborazione scientifica della materia, per tanti aspetti ardua e delicata. L'impostazione fondamentale della nuova disciplina � data dalla determinazione legale del concetto di possesso e dall'abbandono di vecchie partizioni, come quella connessa con la categoria, tanto discussa e discutibile, del possesso cos� detto legittimo.
Ponendo nettamente la distinzione tra possesso e detenzione, riceve il dovuto rilievo nella nozione del possesso (art. 1140 del c.c.) l'elemento psicologico, che il codice del 1865 accentuava particolarmente in tema di possesso legittimo.
La detenzione si eleva al grado di possesso quando al potere di fatto si accompagna l'intenzione di esercitare sulla cosa il diritto di propriet� o un diritto reale minore.
Per vero, allo stesso sistema cos� detto soggettivo o della volont� era ispirato il progetto della Commissione Reale, che definiva il possesso (art. 522) "il potere di fatto che alcuno ha sopra una cosa, con la volont� di avere per s� tale potere in modo corrispondente alla propriet� o ad altro diritto reale". Questa formulazione per� non poneva forse sufficientemente in evidenza che l'elemento volitivo in tanto diviene rilevante per l'ordinamento giuridico in quanto si concreta e si manifesta in un comportamento esterno del possessore, il quale appunto vale a differenziare le varie specie di possesso (il possesso come proprietarie (dal possesso come usufruttuario, enfiteuta, ecc.).
La nuova formula "il potere sulla cosa che si manifesta in un'attivit� corrispondente all'esercizio della propriet� o di altro diritto reale" pone invece nel necessario rilievo l'elemento subiettivo e l'elemento obiettivo del possesso. Il primo �, costituito dall'intenzione di esercitare un diritto reale sulla cosa; il secondo dalla forma con cui, attuandosi il potere sulla cosa, l'intenzione si rende esternamente palese. Aggiunge il secondo comma dell'art. 1140 che si pu� possedere direttamente o per mezzo di altra persona; ed � chiaro che quest'ultima, in quanto riconosce in altri il possesso della cosa su cui esercita il potere, � semplice detentore, se anche tale potere si atteggi esteriormente come esercizio di facolt� che costituiscono il contenuto di un diritto reale.
Adipiscimur possessionem corpore et animo, neque per se animo aut per se corpore
Animus detinendi
Commoda possessionis
Corpore possidere
Differentia inter dominium et possessionem haec est: quod dominium nihilominus eius manet, qui dominus esse non vult; possessio autem recedit, ut quisque constituit nolle possidere
Ignoranti possessio non acquiritur
In amittenda quoque possessione, affectio eius qui possidet intuenda est
Incertam partem possidere nemo potest
Possessio non est iuris, sed facti
Possessio non tantum corporis, sed et iuris est
Possessio plurimum facti habet
Possideri possunt quae sunt corporalia
Possidet, cuius nomine possidetur
Usus est pro possessione
Ut nulla possessio acquiri nisi animo et corpore potest, ita nulla amittitur, nisi in qua utrumque in contrarium actum
Cass. n. 13700/2011
In tema di servita discontinue, l'esercizio saltuario non � di ostacolo a configurarne il pos�sesso, dovendo lo stesso essere determinato in riferimento alle peculiari caratteristiche ed alle esigenze del fondo dominante; pertanto, ove non risultino chiari segni esteriori diretti a manife�stare l"'animus derelinquendi", la relazione di fatto instaurata dal possessore con il fondo ser�vente non viene meno per la utilizzazione non continuativa quando possa ritenersi che il bene sia rimasto nella virtuale disponibilit� del posses�sore.
Cass. n. 181/2011
La circostanza che l'accesso ad un immobile (nella specie, un vano ammezzato) sia particolarmente disagevole (nella specie, possibile solo me�diante arrampicamento su una scala a pioli) non vale di per s� ad escluderne il possesso, potendo al pi� costituire un indizio dal quale desumere l'insussistenza dell'esercizio di esso.
Cass. n. 13669/2007
Il decreto di espropriazione � idoneo a far acquisire la propriet� piena del bene, e ad esclu�dere qualsiasi situazione, di diritto o di fatto con essa incompatibile, e qualora il precedente pro�prietario, o un soggetto diverso, continui ad eser�citare sulla cosa attivit� corrispondente all'eserci�zio del diritto di propriet�, la notifica del decreto ne comporta la perdita dell'animus possidendi conseguendone che ai fini della configurabilit� di un nuovo possesso ad usucapionem � necessario un atto di interversio possessionis.
Cass. n. 4444/2007
Ai fini dell'usucapione del diritto di proprie�t� di beni immobili, l'elemento psicologico, consi�stente nella volont� del possessore di comportarsi e farsi considerare come proprietario del bene, pu� essere desunto dalle concrete circostanze di fatto che caratterizzano la relazione del pos�sessore con il bene stesso. In questo contesto va esclusa la sussistenza dell'elemento psicologico, richiesto ai fini dell'usucapione, qualora sia dimostrato che il possessore aveva la consapevolezza di non potere assumere initiative sulla conservazione e disposizione del bene e qualora l'intestatario del bene non ha dismesso l'esercizio del suo diritto di propriet� ma abbia invece continuato ad assumersene i relativi diritti e facolt� e i corrispettivi obblighi ed oneri. (Fattispecie in cui i possessori interpellati dal tecnico comunale per il permesso all'interramento nel fondo dell'ac�quedotto comunale avevano invitato quest'ultimo a rivolgersi all'intestatario del bene).
Cass. n. 3076/2005
In tema di servit� discontinue,l'esercizio saltuario non � di ostacolo a configurarne il pos�sesso, dovendo lo stesso essere determinato in riferimento alle peculiari caratteristiche ed alle esigenze del fondo dominante; pertanto, ove non risultino chiari segni esteriori diretti a manife�stare l'animus dereliquendi la relazione di fatto instaurata dal possessore con il fondo servente non viene meno per la utilizzazione non continuativa quando possa ritenersi che il bene sia rimasto nella virtuale disponibilit� del possessore. (Nella specie � stato ritenuta l'esistenza del possesso della sevit� di passaggio anche se il viottolo di accesso al fondo dominante non era utilizzato nei periodi in cui le condizioni atmosferiche impedi�vano di praticare il passaggio).
Cass. n. 24033/2004
L'elemento psicologico del possesso ad usu�capionem delle servit� di veduta e di stillicidio, consistente nella volont� del possessore di com�portarsi come titolare del relativo diritto reale, va desunto dalle concrete circostanze nelle quali il possesso si � estrinsecato, cio� da una serie di elementi caratterizzati da precise esplicazioni materiali sul bene, suscettibili, per loro natura, di conoscenza e controllo, e non anche da compor�tamenti estranei ai rapporti diretti tra possessore e bene (nel caso, impostazione della difesa in giu�dizio; richiesta di autorizzazione all'esecuzione di opere di ristrutturazione oggetto di successiva rinunzia ).

References: Articolo 1140

Cass. 

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