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Timestamp: 2020-08-07 10:49:42+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 24819 del 19/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24819 del 19/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/10/2017, (ud. 13/09/2017, dep.19/10/2017), n. 24819
sul ricorso 1217-2016 proposto da:
SCINTILLE S.R.L., elettivamente domiciliata in ROMA, Via ORVIETO n.
1, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO VENTURA, che la
avverso la sentenza n. 2401/2/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CATANZARO, depositata il 12/12/2014;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della società Scintille srl, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Calabria indicata in epigrafe, con la quale è stato dichiarato inammissibile l’appello proposto per l’omesso deposito, nel termine di legge, della ricevuta di spedizione dell’appello inviato per posta raccomandata, ritenendo irrilevante il deposito della nota di trasmissione di deposito attestazione appello presentata in cancelleria oltre il termine di trenta giorni.
La ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 22, comma 1, avendo i giudici della C.T.R. errato nel ritenere necessario, a pena di inammissibilità dell’appello, il deposito della ricevuta della spedizione postale dell’atto considerando che il termine di 30 giorni per detto deposito decorresse dalla data di spedizione del ricorso e non da quello della ricezione del plico raccomandato contenente il ricorso da parte del destinatario.
Nella stessa occasione si è poi evocata, con riferimento al tema della decorrenza del termine di costituzione dell’appellante che notifichi a mezzo del servizio postale, ma con affermazione estensibile anche all’ipotesi di notifica a mezzo posta eseguita dall’ufficiale giudiziario, la c.d. prova di resistenza, specificando che…”Nel processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purchè nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario; solo in tal caso l’avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della sentenza”.
Orbene, la decisione della C.T.R. non risulta pertanto conforme aí suddetti principi di diritto, avendo per l’un verso considerato che ai fini dell’ammissibilità dell’appello rilevava il deposito della ricevuta di spedizione entro il termine di 30 giorni decorrente dalla spedizione essendosi fermata al rilievo del mancato deposito della ricevuta di spedizione della raccomandata postale, escludendo di poter valutare, ai fini della tempestività della costituzione, gli effetti prodotti dall’avviso di ricevimento depositato in giudizio, ove corredato dei requisiti formali indicati dalle S.U.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 53
 art. 22