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Timestamp: 2020-07-12 23:47:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19171 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19171 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 05/07/2016, dep. 28/09/2016), n.19171
sul ricorso 26001-2012 proposto da:
rappresentato e difeso dall’avvocato RAFFAELE DE ANGELIS, giusta
avverso la sentenza n. 75/25/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI BARI SEZIONE DISTACCATA di FOGGIA del 27/03/2012,
udita la relazione della causa svolta nella camera di c. del
L’AGENZIA DELLE ENTRATE propone ricorso in cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della CTR Puglia n. 75/25/12 depositata il 30/04/2012, la quale aveva rigettato l’appello proposto dall’Ufficio contro la sentenza emessa dalla CTP di Foggia che aveva accolto il ricorso del contribuente C.A. avverso il diniego di rimborso dell’IRAP versata nell’anno (OMISSIS).
La CTR ha escluso la sussistenza dei requisiti dell’autonoma organizzazione necessari per l’applicazione dell’imposta.
L’Agenzia delle Entrate deduce con il primo motivo la violazione e falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 144, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Lamenta che la CTR ha fatto una scorretta interpretazione della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, escludendo che nell’attività di avvocato il profilo organizzativo costituisca requisito qualificante dell’attività stessa. Secondo l’Ufficio la presenza di un’autonoma organizzazione derivava dai costi che l’avvocato C. aveva sostenuto, in particolare quelli per una segretaria part-time, nonchè dall’esercizio della sua attività in uno studio di circa 85 mq.
Con il secondo motivo l’Agenzia deduce l’insufficienza e contraddittorietà della motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Ritiene che la CTR ha omesso di esaminare i dati numerici oggettivi emergenti dalla dichiarazione. Il contribuente ha resistito con controricorso, insistendo per il rigetto del ricorso.
I motivi possono essere trattati congiuntamente e sono entrambi infondati.
Le Sezioni Unite di questa Corte, con sentenza n. 9451/2016, hanno di recente statuito che “con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”.
Orbene, nella specie la CTR ha ritenuto che il contribuente si avvaleva della collaborazione di una segretaria part-time. Pertanto, correttamente la CTR ha escluso che tale elemento potesse ex sè integrare il requisito dell’autonoma organizzazione.
Quanto agli altri elementi che secondo l’Ufficio avrebbero dovuto far ritenere sussistente l’autonoma organizzazione, la CTR ha compiutamente specificato le ragioni che non li rendevano rilevanti ai fini dell’assoggettabilità del contribuente all’imposta, trattandosi di minima organizzazione di mezzi e perciò non incorrendo in alcuna violazione di legge.
Sulla base delle considerazioni svolte il ricorso va rigettato con compensazione delle spese processuale in relazione ai recenti interventi delle S.U. in materia.

References: Sentenza 
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 art. 3
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