Source: http://www.cartellopoli.net/2012_05_01_archive.html
Timestamp: 2017-02-22 10:40:06+00:00

Document:
CARTELLOPOLI: maggio 2012
Istruzioni per l’uso (25): Altezza minima da terra del margine inferiore del supporto espositivo di ogni impianto pubblicitario
Lo scorso 27 aprile mi è stato chiesto un consiglio su come comportarsi da una signora che in quel mese stava andando a lavorare percorrendo via della Stazione Ostiense all’altezza di piazzale degli Artigiani e mentre era alle prese con un sms urgente da inviare al cellulare si è andata letteralmente a schiantare contro un cartellone pubblicitario addirittura di proprietà comunale posto ad altezza uomo, di cui si riporta di seguito una foto.
La malcapitata signora ha dovuto passare la giornata al pronto soccorso in quanto si è procurata un bel taglio sulla parte alta della piramide nasale ed è stata costretta a farsi fare la vaccinazione antitetanica: oltre a perdere una giornata di lavoro, ha guadagnato una bella cicatrice.
La risposta a quale debba essere l’altezza minima da terra a cui va posto il margine inferiore del supporto espositivo di ogni impianto pubblicitario è stata data ben 15 anni fa dalla Deliberazione n. 260 del 29 settembre 97 con cui il Consiglio Comunale ha integrato fra l’altro l’Allegato A2 alla delibera n. 254 del 6 novembre 1995.
Ai sensi della lettera c) dell’art. 1 del titolo I dell’Allegato A2 “qualora l’impianto sia installato su aree pubbliche aperte al transito pedonale, la distanza della base del manufatto dal piano di calpestio, per cartelli poggianti su sostegni, dovrà essere contenuta tra un minimo di MT. 2,50 ed un max di MT. 2,60”: la lettera c) del successivo art. 2, che è relativa alla “altezza sostegni”, ribadisce che deve essere la stessa anche la “altezza minima dei sostegni dal piano di calpestio alla base del pannello”.
Una conferma della distanza minima della base di un impianto pubblicitario dal piano di calpestio è venuta dallo stesso Direttore del Servizio Affissioni, dott. Francesco Paciello, che in una nota prot. n. QHI/74192 del 12 ottobre 2010 indirizzata alla ditta pubblicitaria “P.E.S. S.r.l.” ha evidenziato la pericolosità degli impianti pubblicitari del tipo plancia anche perché "presentano un’altezza del sostegno di 60 cm. circa dal piano di calpestio alla base del pannello, contrastando con quanto disposto dall’art. 2 del titolo I della Deliberazione C.C. 260/97 che decreta un’altezza minima di 2,50 m.”.
A livello esemplificativo si riporta di seguito l’impianto della ditta “P.E.S.” installato in via Tuscolana che era stato sanzionato fin dal mese di febbraio del 2011 dal Corpo di Polizia Municipale, ma che non era stato rimosso a distanza ormai di 8 mesi: il 2 novembre 2011 è stato interessato da un incidente che ha provocato la morte di due persone, determinando il sequestro penale dell’impianto pubblicitario per omicidio colposo. Si mette in evidenza che, malgrado l’incidente mortale, a tutto il mese di maggio del 2012 sono ancora numerosi gli impianti del tipo plancia di questa ditta pubblicitaria che non sono stati rimossi.
Una ulteriore conferma della distanza minima della base di un impianto pubblicitario dal piano di calpestio è avvenuta con 3 impianti pubblicitari installati in via del Pattinaggio di fronte all’Hotel Sheraton, al di sotto del viadotto della Magliana, di cui si riporta di seguito la foto do uno di essi.
Foto del 16 febbraio 2011
Sono stati da me segnalati a nome della associazione VAS con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 22 febbraio 2011, a cui ha dato seguito 2 mesi dopo (il 12 aprile 2011) la Segreteria della Unità Organizzativa del XII Gruppo di Polizia Municipale per comunicare che “personale dello scrivente comando accertava, a seguito di sopralluogo, la presenza degli impianti segnalati, che seppur provvisti di cimasa e targhetta NBD, erano collocati ad una altezza inferiore a quella minima prevista dal Regolamento; pertanto, gli stessi venivano contravvenzionati ai sensi dell’art. 31 della Delibera n. 37/09”.
Va detto per inciso che a distanza di un anno i 3 impianti non erano stati ancora rimossi ed uno di essi alla fine del mese di maggio del 2012 è stato utilizzato per la pubblicità del nuovo treno ad alta velocità “Italo”.
Foto del 25 maggio 2012
Ci è giunta da poco notizia che tutti e 3 gli impianti sono stati rimossi tra il 26 ed il 28 maggio 2012.
Foto del 30 maggio 2012
Per completezza di informazione si deve mettere in evidenza che le schede tecniche allegate allo schema normativo del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (in sigla PRIP) così come adottato dalla Giunta Comunale il 2 febbraio 2011, riguardano impianti tipo per i quali é prevista invece una altezza minima di mt. 1,50.
Per scaricare questo testo in pdf, stamparlo e studiarlo con la dovuta calma cliccare qui. 2
Cartellopoli: Ciampino, agenzia colta in flagrante ad affiggere maxi cartello abusivoCiampino, 30/05/2012
Una pattuglia del Comando di Polizia Locale di Ciampino, in servizio di rimozione delle affissioni abusive in Via dei Laghi, si è trovata questo pomeriggio dinanzi ad una installazione abusiva di un maxicartellone apposto su un palo su di un marciapiede.
I due addetti della società, avente sede a Ciampino, sono stati identificati e accompagnati al Comando, dove gli sono state notificate le sanzioni di importo pari a 500€ sia per il cartellone (che è stato fatto rimuovere e posto sotto sequestro) sia per il palo. Inoltre, gli accertamenti successivi hanno portato ad ulteriore sanzione con annesso ritiro della carta di circolazione dell’autocarro che veniva utilizzato dalla ditta, in quanto riportava sulla stessa un indirizzo diverso da quello della sede effettiva.
Nel proseguimento della stessa attività, che viene ripetuta con frequenza settimanale, sono state accertate altre decine di affissioni abusive di diverso formato e grandezza, tutte sanzionate a carico del trasgressore (qualora individuabile) e dell’obbligato in solido (il titolare del messaggio pubblicitario). E’ in fase di completamento, inoltre, la verifica della regolarità delle decine di maxi impianti presenti sulle vie cittadine, che porterà a breve alla rimozione di quelli abusivi con annessa sanzione e spese di rimozione a carico del trasgressore.
Si allega foto della rimozione del cartello.
Ecco la scia che si lasciano dietro i cartellonari
Impianti multati ad aprile e rimossi dopo più di un anno.
Questo è quello che rimane: un campo di battaglia con ancora i buchi scoperti, roba che se ci metti un piede dentro ti spezzi la caviglia. Ma al cartellonaro che che glie frega se un bambino distratto malauguratamente ci mette dentro il suo piedino e se lo rompe? Meno di niente.
Com'era quella barzeletta della perfetta manutenzione?
"Il soggetto autorizzato ha altresì l’obbligo di curare la tempestiva e perfetta
manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto o del mezzo pubblicitario,
compresa quella che si renda necessaria per porzioni di edifici e di suolo direttamente
o indirettamente danneggiati dall’esposizione autorizzata" (art. 12 comma 2) Si faceva proprio così...
rimozioni,
Le società con cui lavoriamo ci hanno dichiarato per iscritto la regolarità degli impianti. Si vabbè, Italo si comporta da italiano
Torniamo ancora sul treno più moderno d'europa con la campagna pubblicitaria più abusiva del mondo.
Tra i tanti impianti usati per la loro campagna che palesemente violano il Codice della Strada ed il regolamento comunale spicca il megaimpianto 12x3 bifacciale installato tra via del Cappellaccio ed il Viadotto della Magliana che è stato sanzionato nel dicembre 2011. Abbiamo linkato il nostro precedente post sul profilo twitter @ItaloTreno e questa è stata la loro risposta:
@cartellopoli ciao, le società con cui lavoriamo ci hanno dichiarato per iscritto la regolarità degli impianti. A presto!
Allora come mai le loro pubblicità sono finite su impianti già sanzionati?
Chiaro a questo punto che le società con cui lavorano hanno dichiarato il falso.
Ulteriore prova l'impianto in viale del Pattinaggio (sanzionato ad aprile 2011) su cui campeggiava la pubblicità di Italo il 25 maggio ed è stato rimosso (tra il 26 maggio ed il 28 maggio).
25 maggio 2012 viale del Pattinaggio impianti contravvenzionati ad aprile 2011
30 maggio 2012 viale del Pattinaggio impianti rimossi
Gli amici di Italo farebbero bene a meditare sui centri media che hanno incaricato della campagna.
Sì perché -e questo non vale solo per Italo, ma in generale- a Roma i centri media funzionano così. Hanno, mettiamo, per conto del cliente 100 lire da investire, dovrebbero investirle su impianti seri, invece lo fanno sugli impianti che... offrono di più. Alcuni cartellonari, infatti, anzi molti cartellonari, offrono al loro cliente (il centro media, appunto) pubblicità del valore di 100 al prezzo di 60. Il 40 di differenziale torna al committente? No, resta al centro media sottoforma di mazzetta-de-facto. Ecco il motivo per cui vedete fior di campagne pubblicitarie e grandi marchi su impianti che anche un bambino ricondurrebbe alla criminalità organizzata. Avete capito ora?
Via Prenestina altezza viale Palmiro Togliatti.
Le vicissitudini del bando del Bike Sharing a Roma: il seguito della storia di un servizio dal destino molto incerto
Il 2 maggio scorso su questo blog è stato pubblicato un mio lungo articolo che ripercorreva la storia del servizio di Bike Sharing a Roma, arrivando al bando pubblicato il 21 novembre 2011 che è stato indetto per l’assegnazione del servizio.Il 30 gennaio 2012 la S.r.l. “S.C.I.” ha presentato il ricorso n. 668 al TAR del Lazio per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del bando, del Capitolato d’Appalto e del Contratto, sembra sulla base dei seguenti motivi di censura:- cerchia dei potenziali partecipanti troppo ristretta (requisiti per la partecipazione troppo vincolanti);- assenza di una localizzazione ex-ante delle postazioni pubblicitarie;- decorrenza del contratto a valle della collocazione degli impianti pubblicitari; - assenza del PRIP.Con Ordinanza Cautelare n. 609 del 16 febbraio 2012 la Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio ha “tenuto conto della rilevanza che la questione ha progressivamente assunto proprio con riferimento al crescere del relativo contenzioso” ed ha ritenuto “che sia più opportuno sospendere l’esecutività dei provvedimenti impugnati ai soli fini della pronta trattazione dei ricorsi tutti interessati”, fissando “per la trattazione di merito del ricorso l'udienza pubblica del 16.5.2012”.La “Agenzia Roma Servizi per la Mobilità” ha impugnato l’Ordinanza n. 609/2012 del TAR del Lazio con il ricorso n. 2217/2012 alla Sezione Quinta del Consiglio di Stato, che ha però respinto l’appello perché ha “ritenuto che l’imminente definizione del giudizio di merito in primo grado consente di escludere la sussistenza del pregiudizio denunciato dall’appellante”. In attesa della decisione rimessa alla sentenza di merito della Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio, considerato che i 1.500 mq. di impianti sono in deroga del PRIP e che la pubblicità concessa con essi é comunque disgiunta dalle stazione di Bike Sharing, nell’articolo ho proposto che gli impianti pubblicitari da installare comunque all’esterno del centro storico dovranno reclamizzare anche le stazioni di Bike Sharing che si trovano dentro il centro storico e che per rientrare pienamente nelle dimensioni massime previste dal PRIP (162.500 mq.) possono e debbono essere fatte sugli impianti di proprietà comunale (cosiddetti SPQR). In considerazione anche delle risposte date ai quesiti presentati sul bando, in questo modo si evita in particolare di dover andare in violazione:- del combinato disposto degli art. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento comunale, che vieta il rilascio di autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti su suolo pubblico, non facilmente superabili con una Conferenza dei Servizi, come invece si pensa di fare;- del combinato disposto del comma 1 Bis dell’art. 6 e della lettera E) del 1° comma dell’art. 20, che autorizza l’esposizione pubblicitaria su manufatti costituenti “elementi di arredo urbano” collocati nell’ambito della Città Storica, ma al di fuori del Municipio I (cioè del Centro Storico), comunque non meglio definiti se possano essere assimilabili senza alcun contenzioso a “pensiline” o a “pannelli”, che sono peraltro tipologie non autorizzate nelle dimensioni di mt. 1,20 x 1,80, previste invece alla lettera d-bis) del punto 1) della successiva lettera F) dell’art. 20 per “Formati pittorici, anche luminosi, e … “SPQR””; - della sottozona B1 così come individuata dal PRIP per tutto il centro storico, dove non sono nemmeno previsti impianti pubblicitari di mt. 1,20 x 1,80 e l’installazione è comunque limitata ai cartelli di proprietà capitolina destinati esclusivamente a comunicazioni istituzionali; - del vincolo paesaggistico espressamente individuato dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR); - del vincolo del Centro Storico di Roma che dal 1980 è stato iscritto dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”). Nell’articolo ho fatto presente che se a quel momento erano state di fatto modificate diverse parti della Delibera n. 284/2011 (con le postazioni da individuare aumentate da 5 a 15), del Disciplinare di Incarico (art. 6) allegato alla deliberazione di Giunta n. 284/2011 e dello stesso Capitolato Speciale d’Appalto (art. 4 e 7) e del Contratto (art. 5 ed 11), per cui la durata dell’appalto è stata ridotta da 12 a 10 anni (5 +5), allo stesso modo il Comune di Roma può “integrare” (più che “modificare”) il bando, indipendentemente dalla sentenza che il prossimo 16 maggio avrebbe pronunciato la Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio. Basterà specificare che i 1.500 mq. di impianti da mt. 1,20 x 1,80 sono da individuare fra tutti gli impianti bifacciali di proprietà comunale delle stesse dimensioni, che l’Aggiudicatario avrà il diritto di scegliere nel numero di 347, escludendo quelli che risultassero in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada o di vincoli con divieto assoluto di affissione, ma con possibilità di adattarli al tipo “rotor” per trasmettere messaggi variabili.Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 2 maggio scorso all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, On. Marco Visconti, e per conoscenza al responsabile del suo Staff Roberto Miccò, ho rimesso in allegato l’articolo accompagnandolo con il seguente testo: “Per opportuna conoscenza trasmetto in allegato l’articolo che con il titolo di cui all’oggetto é stato pubblicato stamattina sul sito www.cartellopoli.net, che invito ad andare a vedere se si vogliono conoscere anche gli allegati ad esso e leggere soprattutto il commento che sono stato costretto a fare ad un lettore. Nel commento spiego le finalità dell’articolo, che sono quelle di portare un contributo utile (si spera) ai cosiddetti “addetti ai lavori” che hanno voce in capitolo per riuscire a fare “integrare”, più che “correggere”, il bando nel modo migliore per tutti. Senza ombra di dubbio la voce in capitolo più autorevole é l’on. Marco Visconti, con cui ho avuto modo di confrontarmi sul bando e che invito a prendere in seria considerazione quanto non solo da me proposto. Un cordiale saluto.”Al messaggio è stato dato seguito il giorno successivo dal dott. Roberto Miccò con un messaggio di posta elettronica trasmesso per conoscenza anche a Filippo Dicembre, Marco Contadini e Fabio Tancredi, dal seguente testo: “Gent.mo Dott. Arch. Rodolfo Bosi, anzitutto, vogliamo ringraziarLa per la Sua segnalazione che ci aiuta a migliorare la qualità dell'ambiente e la vivibilità della nostra Città. In proposito, Le comunichiamo di aver inoltrato la Sua mail agli “addetti ai lavori” che, come da Lei riportato, potranno avere voce in capitolo per riuscire a fare “integrare”, più che “correggere”, il bando nel modo migliore per tutti. Cordiali saluti.” Con un messaggio di posta elettronica trasmesso il successivo 8 maggio non solo all’Assessore On. Marco Visconti ed al suo collaboratore Roberto Miccò, ma per conoscenza anche a Filippo Dicembre, Marco Contadini e Fabio Tancredi, ho dovuto correggere ed integrare quanto da me proposto, spiegandone le ragioni con il seguente testo: “Dal momento che proprio dagli ‘addetti ai lavori’ mi é stato fatto presente che i ‘pannelli pubblicitari della misura di 120 cm x 180 cm’ (previsti dalla delibera di Giunta Capitolina n. 284/2011) costituiscono un modello diffuso in Europa che solo con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009 é stato previsto nel vigente Regolamento alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 fra i ‘Formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e ‘SPQR’ ‘, ma di fatto non ne risultano ancora installati nessuno sul territorio, la ‘integrazione’ del bando secondo quanto non solo da me proposto va riveduta e corretta in modo da essere ugualmente del tutto praticabile mantenendo sempre i 2 presupposti fondamentali di far rientrare i 1.500 mq. all’interno di quelli complessivamente previsti dal Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e di non dover rilasciare nuove ‘autorizzazioni’ per impianti su suolo pubblico. Considerato che la delibera della Giunta Capitolina n. 284/201 prevede l’installazione quanto meno di 347 pannelli pubblicitari bifacciali di mt. 1,20 x 1,80 che sono da installare sempre e comunque ex novo anche se si volessero utilizzare gli impianti esistenti di proprietà comunale, si possono utilizzare i 1.500 mq. di superficie già assentita degli impianti SPQR liberi da concessione di locazione operando un ‘accorpamento’ degli impianti esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti SPQR tutti del medesimo formato di mt. 1,20 x 1,80 e tutti a messaggio variabile (tipo “rotor”). L’operazione é prevista dalle ‘Norme transitorie’ previste dal vigente Regolamento al comma 13 dell’art. 34, che testualmente recita: ‘13. Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino. Sono fatti salvi, comunque, i limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria stabiliti per legge e regolamento comunale.’ Per consentire alle ditte che vogliono partecipare al bando una analisi dei costi e dei benefici che consenta una più esatta quantificazione della voce ‘ricavi”, sarebbe opportuna una individuazione preventiva sul territorio dei 347 impianti pubblicitari bifacciali SPQR accorpati da utilizzare come corrispettivo nelle misura di 1.500 mq. di superficie espositiva complessiva, che consentirebbe all’Aggiudicatario del bando di evitare la loro ‘validazione’ da parte dei diversi soggetti istituzionali previsti dall’art. 5 del Disciplinare di Incarico. Differentemente, in alternativa, la individuazione sul territorio sempre di 347 impianti pubblicitari bifacciali SPQR può essere demandata all’Aggiudicatario così come attualmente previsto, che in tal caso si può comunque avvalere delle deroghe al Codice della Strada previste dal 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento anche per impianti di dimensioni di mt. 1,20 x 1,80. Per quanto riguarda la possibilità di concedere l’utilizzo di impianti pubblicitari a messaggio variabile si fa presente che il comma 11 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. 495/1992) dispone testualmente: “11. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a cinque minuti, in posizione trasversale al senso di marcia dei veicoli. Entro i centri abitati il periodo di variabilità ammesso è fissato dai regolamenti comunali”. Ne deriva che a Roma “i messaggi non possono variare con scansione inferiore ai 5 minuti” solo fuori dei centri abitati, mentre entro i centri abitati spetta al Regolamento comunale fissare il periodo di variabilità ammesso, che però non risulta che abbia assolto a questo compito. Il vigente Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009 alla lettera m) del 1° comma dell’art. 4 ammette infatti come uso di impianti che costituiscono mezzi pubblicitari anche i “mezzi elettronici e meccanici a messaggio variabile”, di cui non viene però fissato nessun periodo di variabilità ammesso. Il punto 1) del successivo art. 27 parla genericamente di “pubblicità eseguita per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizzate dall’impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo del messaggio o la sua visione in forma intermittente”, senza specificare altro.Per opportuna conoscenza va detto che le controdeduzioni approvate il 22 giugno 2011 dalla Giunta Capitolina ai pareri espressi dai Consigli Municipali hanno accolto la proposta fatta dal Consiglio del XIII Municipio , secondo cui “gli impianti pubblicitari aventi messaggio variabile dovranno avere una variabilità non inferiore ai 10 secondi”: la circostanza conferma che il Comune di Roma non ha al momento fissato nel proprio Regolamento il periodo di variabilità ammesso nei centri abitati e che le controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina costituiscono un atto endoprocedimentale senza ancora quindi nessuna valenza giuridica immediata.Ne deriva che il 1° atto amministrativo che fisserà prima o poi al di fuori del vigente Regolamento il periodo di variabilità ammesso entro il centro abitato potrebbe non essere censurato di illegittimità se ad esempio venisse adottato nella forma della Determinazione Dirigenziale in applicazione attuativa proprio della lettera m) del 1° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento, nel rispetto di quanto disposto dal comma 11 dell’art. 51 del D.P.R. 495/1992: ma sarebbe molto più opportuno fissare il periodo di variabilità in 10 secondi con con specifica deliberazione della Giunta Capitolina di rettifica del bando.Nell’augurio di aver portato un contributo utile alla migliore definizione di un bando che consenta un buon funzionamento del servizio di Bike Sharing a Roma, porgiamo i nostro più distinti saluti.”.Alla suddetta mia proposta integrativa non è stato dato a tutt’oggi nessun seguito: nel frattempo la Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio il 16 maggio scorso ha emesso la sentenza n. 4707 con cui ha accolto il ricorso della S.r.l. “SCI” annullando bando di gara, il Capitolato d’Appalto ed il Contratto. Occorre ora attendere la pubblicazione della sentenza per conoscere quali motivi sono stati accolti dalla Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio che, con tutta probabilità, ha valutato improcedibile una simile gara senza la definizione preventiva delle postazioni pubblicitarie e prima dell’approvazione del PRIP. Quanto accaduto va considerato positivamente, perché lascia la speranza che i prossimi mesi vengano impiegati non tanto per impugnare al Consiglio di Stato anche la sentenza del TAR del Lazio, quanto per apportare i necessari correttivi all’aspetto regolatorio, con l’obiettivo di disciplinare il settore arrivando al tanto auspicato riordino (quello vero) che consentirà di partire con progetti virtuosi come il Bike Sharing, davvero al servizio della città.Dott. Arch. Rodolfo Bosi
Tar Lazio sede di Roma - Dettaglio Ricorso SCI contro bando bike sharing.doc
Dispositivo sentenza TAR - 24 maggio 2012.pdf 2
Italo è partito proprio male. Il treno più moderno d'europa con la campagna pubblicitaria più abusiva del mondo
Via Cesare Frugoni
Via Cesare Frugoni - Particolare
Viale del Pattinaggio‏ prima facciata impianto contravvenzionato in data 12/04/2011
Viale del Pattinaggio‏ secoda facciata impianto contravvenzionato in data 12/04/2011
Piazzale Labicano altra angolazione
Via Tiburtina incrocio via di Tor Cervara Via Tiburtina incrocio via di Tor Cervara altra angolazione
Via Tiburtina incrocio via di Tor Cervara altra angolazione
Via Tiburtina - Stazione metro Rebibbia
Via della Stazione Laurentina prima facciata
Via della Stazione Laurentina seconda facciata
In questi giorni è partita per tutta Roma la campagna pubblicitaria della nuova compagnia ferroviaria NTV e del suo treno .Italo. Purtroppo una falsa partenza. Invece di investire su piattaforme contemporanee (il web, ad esempio), la società di Montezemolo ha comprato spazi sugli impianti pubblicitari. Il risultato è che i budget, gestiti dai media center, sono andati a finire sugli impianti delle peggiori ditte cartellonare romane. I nomi non li facciamo perché li conoscete.
Dopo questo exploit e dopo aver interloquito via Twitter con lo staff di .Italo che ci ha confermato che la campagna pubblicitaria rispetta le normative (forse le normative di Poggioreale o dell'Ucciardone, visto il livello di crimine organizzato delle ditte dove le reclame di .Italo sono apparse), non possiamo fare altro che invitarvi a... prenotare il Frecciarossa.
Dopo i primi due si continua con questi, sempre su via Laurentina.
Ci giungono segnalazioni che ci dicono che stanno spuntando come funghi in tutte le zone di Roma.
Evidentemente all'ufficio affissioni hanno ufficialmente riaperto i recinti (ma in realtà non sono mai stati chiusi)...
Non so se l'avete notato, ma gran parte dei cartelloni parapedonali presentano una piccola novità: infatti le affissioni sono tenute con una singola fascetta che le fa sventolare, al primo soffio di vento, come le persiane dei villaggi abbandonati dei film western.
Un nuovo tocco di classe nell'elegante settore della pubblicità esterna romana.
Infatti è pieno a terra. Trappole mortali per bici e moto. 4
Via Laurentina, due nuovi impianti freschi freschi.

References: art. 2
 sentenza 
 art. 33
 sentenza 
 art. 27
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza