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Timestamp: 2019-07-22 09:50:13+00:00

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L'obbligatorietà d'iscrizione ad un ordine, ma è possibile per tutte le professioni sanitarie non mediche??
Pubblicato: Lunedì, 07 Gennaio 2019 19:10
…in questi giorni si è molto parlato delle deroghe per le iscrizione all'ordine, emblematica potrebbe essere la suddetta sentenza.
Un massaggiatore fisioterapista, con attestato triennale, ha chiesto l'iscrizione presso l'ordine dei fisioterapisti, istituito con D.M. 13 marzo 2018. La richiesta è stata rigettata.
La massofisioterapia sarebbe equipollente alla fisioterapia. Il titolo di massofisioterapista conseguito prima dell'istituzione dei corsi di laurea di fisioterapia è equipollente a quello di fisioterapista ex DM n. 741 del 1992, solo ove il massofisioterapista si sia diplomato entro il 17 marzo 1999, tramite corsi triennali statali o autorizzati dal Ministero iniziati entro il 31 dicembre 1995.
La legge n. 42 del 1999, regolamenta le professioni sanitarie, previo conseguimento del diploma universitario. L'equipollenza può essere automatica solo se il relativo diploma è stato conseguito all'esito di un corso già regolamentato a livello nazional, alla presenza di moduli formativi la cui uniformità ed equivalenza fosse già stata riconosciuta nel regime pregresso.
Federazione, Ordine, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Piccioli, con domicilio eletto presso Segreteria TAR Lazio in Roma;
a) All’art. 3, comma 1, che “Al Consiglio direttivo di ciascun Ordine spettano le seguenti attribuzioni: … iscrivere i professionisti all'Ordine nel rispettivo albo, compilare e tenere gli albi dell'Ordine e pubblicarli all'inizio di ogni anno;
b) All’art. 3, comma 2, che “Alle commissioni di albo spettano le seguenti attribuzioni … proporre al Consiglio direttivo l'iscrizione all'albo del professionista;
3. Il relativo Regolamento di attuazione, approvato con D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221, prevede inoltre specificamente, all’art. 9, che “Avverso la deliberazione di rigetto della domanda di iscrizione nell'Albo l'interessato può ricorrere alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, la quale decide in merito alla iscrizione”;
a) “Spetta alla giurisdizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie … la controversia relativa alla sussistenza o meno del diritto di un infermiere alla cancellazione dall'albo professionale” (cfr. Cass. Civile, sez. un., 19 aprile 2004, n.7376);
b) “Ai sensi, infatti, dell'art. 3 lett. a) del d.l.c.p.s. 13 settembre 1946 n. 233 - recante norme sulla ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e sulla disciplina dell'esercizio delle professioni stesse - compete al consiglio direttivo di ciascun Ordine e Collegio compilare e tenere l'albo dell'Ordine e Collegio e pubblicarlo al principio di ogni anno: provvedimenti, questi, avverso i quali è ammesso ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie a norma dell'art. 5 seconda parte dello stesso testo normativo. Mentre l'ordine è organo di natura amministrativa, la Commissione centrale costituisce invece organo giurisdizionale speciale, istituito prima della Carta costituzionale, la cui decisione è suscettibile di ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 cost. per violazione di legge” (Cass. sez. un. 10.11.1997 n. 11072) [cfr. Cass. Civile, sez. un., 19 novembre 1999, n.800);
a) “Esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo l'impugnazione dei provvedimenti di rigetto della domanda di iscrizione all'Albo degli odontoiatri … in quanto contro tali provvedimenti è ammesso ricorso alla commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, organo speciale di giurisdizione istituito con d.l.C.p.S. 13 settembre 1946 n. 233, la cui decisione è impugnabile con ricorso alla Corte di cassazione a sezioni unite (cfr. T.A.R. Lombardia, sez. I, 5 dicembre 2002, n.4743);
b) “nessun dubbio può residuare sulla individuazione del Giudice competente a conoscere della controversia in esame; Giudice che non è questo Tribunale ma la Commissione centrale per gli esercenti le professionisanitarie cui, ai sensi dell'art. 5 del d. lg. C. P. S. 13.9.1946, n. 223, pertiene la cognizione dei ricorsi avverso i provvedimenti adottati dai competenti Ordini professionali provinciali in materia di compilazione e tenuta dell'Albo dell'Ordine (art.3 lett. a d. lg. citato) ed avverso le cui decisioni, a mente del successivo art. 19, è ammesso ricorso in Cassazione a norma dell'art. 362 del c. p. c.. Quest'ultima previsione convince in merito alla natura giurisdizionale delle attribuzioni della predetta Commissione e ciò in quanto, nel nostro sistema, il ricorso per Cassazione è diretto al controllo su provvedimenti di natura giurisdizionale (in tal senso è l'unico orientamento della Corte Costituzionale; cfr. sentt. nn. 110 del 1967, 114 del 1970, 27 del 1972, 175 del 1980, 284 del 1986). Dunque, la Commissione prevista dall'art. 5 del menzionato d. l. C. P. S. è un organo giurisdizionale speciale, alla cui sopravvivenza, nell'ordinamento postcostituzionale, non osta la previsione dell'art. 102 della Carta Fondamentale che vieta l'istituzione di nuove giurisdizioni non solo straordinarie ma anche speciali; e ciò in quanto trattandosi di Organo istituito anteriormente all'entrata in vigore della Costituzione, la sua persistente operatività è avallata dalla VI^ disposizione transitoria e finale della stessa Carta costituzionale che ha assoggettato i preesistenti Organi di giurisdizione speciale a revisione, da parte del Legislatore ordinario, nel termine di cinque anni; termine non perentorio ma ordinatorio la cui scadenza non ha determinato l'illegittimità costituzionale degli Organi che avrebbero dovuto essere revisionati (Cfr. in tal senso oltre alle decisioni sopra citate della Corte Cost.le, anche, e sullo specifico tema della natura di Organo giurisdizionale speciale della predetta Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, Cass. SS. UU. 6.11.1998, n. 11213 e 18.4.1988. n. 3082)”. [cfr. T.A.R. Campania, sez. III, 20 aprile 2000, n.1106. Cfr., da ultimo ed in questa stessa direzione, anche Cons. Stato, sez. III, 3 luglio 2018, n.4059];
a) “Il procedimento disciplinare nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie si articola in una prima fase, svolta davanti all'ordine professionale locale, che ha natura amministrativa; nel caso di impugnazione dell'atto che la definisce, alla stessa segue un'ulteriore fase che è svolta, invece, davanti ad un "giudice", la Commissione centrale, che ha natura giurisdizionale, con conseguente impugnabilità per cassazione ex art. 111, comma 7, cost. delle relative decisioni. La natura giurisdizionale dell'attività svolta dalla Commissione richiede l'osservanza della regola che il giudice rimanga sempre super partes ed estraneo rispetto agli interessi oggetto del processo e sia assicurato quel "minimo" di garanzie ragionevolmente idonee allo scopo, ai sensi degli art. 24 e 111 cost.” (Corte Cost., 9 luglio 2014, n.193. cfr. anche Corte Cost., 7 aprile 2017, n.71); b) “Le funzioni svolte da detta Commissione, secondo un orientamento consolidato nella giurisprudenza di legittimità, sono da considerarsi «funzioni di giurisdizione speciale» (Cass., sezioni unite civili, 7 agosto 1998, n. 7753). Tale conclusione, oltre a trovare una conferma (di mera definizione e non di disciplina) nell'art. 15, comma 3-bis, del decreto-legge n. 158 del 2012, convertito nella legge n. 189 del 2012, è stata fatta propria da questa Corte con la sentenza n. 193 del 2014” (Corte Cost., 7 ottobre 2016, n.215).

References: Cass. 
 art. 111
 Cass. 
 art. 19
 Cass. 
 art. 111
 art. 24
 sentenza