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⭐Ordine degli Psicologi
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1 Ordine Regionale del Veneto Notiziario dell Ordine della Regione Veneto Press Service - anno XIII - n. 47 del 21 novembre Euro 0,90 - Sped. abb. post. 45% D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1, comma 1, DR Venezia Immagine, attese e prospettive per lo psicologo nel Veneto Professione psicologo: una ricerca sulle attese delle organizzazioni Gruppi di lavoro: proposte progettuali2 Ordine 2 Ordine Regionale del Veneto dott. Marco Nicolussi (Presidente) dott.ssa Carolina Bonafede (Vice-Presidente) dott. Pierluigi Policastro (Segretario) dott.ssa Donatella Mereu (Tesoriere) dott. Roberto Boscarato dott.ssa Elena Bravi dott. Sergio Cassella dott.ssa Tiziana De Ruggieri dott.ssa Daniela Godani dott. Paolo Michielin dott.ssa Carmen Muraro dott. Cesare Rossi dott.ssa Rita Rossi dott. Giuseppe Sartori dott. Giovanni Scola Editoriale del Presidente Cogliere il cambiamento valorizzando le nuove opportunità Immagine, attese e prospettive professionali per lo psicologo nel Veneto Professione psicologo: una ricerca sulle attese delle organizzazioni Gruppi di lavoro: proposte progettuali Avvio e sviluppo della professione: un gruppo di lavoro per i giovani colleghi Gruppi di lavoro: proposte progettuali Sviluppo di nuovi settori applicativi: gruppo di lavoro sulla psicologia dell emergenza Gruppi di lavoro: proposte progettuali Osservatorio per la promozione sociale e la ricerca in psicoterapia Press Service - anno XIII n. 47 del 21 novembre 2006 Reg. Tribunale di Venezia n dell Direttore Editoriale Marco Nicolussi Direttore Responsabile Andrea Mazzanti Comitato di redazione Marco Nicolussi, Pierluigi Policastro, Donatella Mereu, Carolina Bonafede Hanno collaborato a questo numero Roberto Boscarato, Tiziana De Ruggieri Gruppi di lavoro: proposte progettuali Gruppo di lavoro di psicologia ospedaliera e della salute. La psicologia in ospedale... Come stendere una relazione clinica: aspetti legali Agenda dell ordine: simbolo per la professione Azienda Sana. La salute in Azienda 2006: Lo psicologo come promotore del benessere e della qualità sui luoghi di lavoro La commissione regionale per l educazione continua in medicina ECM Editore Mazzanti Editori s.r.l. R.O.C Illustrazione in copertina Marco Marella Fotografie Massimo Favaro Progetto Grafico Fabio Targa Stampa Grafiche Battivelli - Conegliano (TV) Chiuso in redazione il 16 novembre 20063 Il dibattito attuale sulla riforma delle professioni, di cui la legge n. 248/2006 (ex Decreto Bersani-Visco) è una lampante anticipazione, pone in evidenza ampie critiche e attenti consensi anche all interno della nostra categoria professionale. Tra le disposizioni della suddetta legge vi è l adeguamento entro il primo gennaio 2007 da parte degli ordini e delle associazioni di categoria del proprio codice deontologico e del regolamento in materia di pubblicità professionale. Il Codice Deontologico definisce le norme di riferimento, il sistema dei valori, dei principi, delle regole e dei comportamenti che le categorie si sono date e che si sono impegnate ad osservare nell esercizio della propria attività professionale, intesa anche come mandato sociale. Esso assume pertanto, significato in quanto collegato in modo coerente e coordinato al contesto normativo-sociale e sarà tenuto ad essere eventualmente ridefinito in base alle nuove leggi che lo Stato emana. Nella seduta del Nazionale del 23 settembre scorso sono state deliberate le modifiche agli articoli 23 e 40, modifiche che riguardano l abolizione dei riferimenti alla tariffa minima, la possibilità di svolgere pubblicità informativa dei titoli, delle specializzazioni professionali e delle caratteristiche del servizio offerto, nonché sul prezzo e sui costi complessivi delle prestazioni rispettando i criteri di trasparenza e veridicità del messaggio. Si è intervenuti anche sul messaggio pubblicitario che deve essere formulato nel rispetto del decoro professionale, Editoriale del Presidente Cogliere il cambiamento valorizzando le nuove opportunità conformemente ai criteri della serietà scientifica ed alla tutela dell immagine della professione. Nella successiva seduta del Nazionale di ottobre è stato interamente riformulato anche l Atto di indirizzo in tema di pubblicità dell attività oggetto della professione di psicologo introducendo, oltre che gli adeguamenti previsti dalla legge 248/06, anche i riferimenti agli iscritti della sezione B. Come previsto dalla legge 56/89 all articolo 28, il Nazionale dell Ordine degli Psicologi predispone ed aggiorna il codice deontologico, vincolante per tutti gli iscritti e lo sottopone all approvazione per referendum agli stessi. In questi giorni, pertanto sta arrivando a tutti gli iscritti il bollettino dell Ordine Nazionale con allegata la busta contenente il quesito referendario sulle modifiche agli articoli sopracitati. Non essendo previsto un quorum, l esito sarà valido qualunque sia il numero dei votanti, anche se, chiaramente, sarebbe auspicabile che più iscritti possibile esprimessero il loro parere. Il lungo lavoro svolto, istruttorio in Commissione Giuridico-Istituzionale (dove il sottoscritto è membro) e poi deliberativo in Nazionale, ha permesso a noi Presidenti degli Ordini territoriali di confrontarsi, di comprendere e infine di condividere il cambiamento non solo normativo ma, anche e soprattutto di vision della professione. Le delibere adottate infatti, pur essendo anche frutto di contraddittorio e mediazione tra le diverse anime presenti, vanno principal- Ordine Il Presidente e il dell'ordine del Veneto augurano a tutti i colleghi Buon Natale e un sereno4 Ordine 4 mente nella direzione di una maggiore consapevolezza del cambiamento in atto per tutte le professioni che, lungi dal negarne le criticità, hanno colto le potenzialità di crescita e di sviluppo presenti, ponendosi e proponendosi positivamente in un ottica non più corporativistica, ma prioritariamente a tutela dell utente cittadino-consumatore. Il dell Ordine del Veneto è in prima linea nella improrogabile necessità di riformulare la nostra professione anche alla luce di questi cambiamenti intervenendo sia sul mandato sociale che sul bisogno di psicologia che, lo si può vedere quotidianamente nei diversi contesti, è sempre più sentito. In tal senso, si sono pertanto istituiti dei tavoli di confronto con le associazioni di cittadini, di consumatori, dei tribunali del diritto del malato, delle associazioni dei familiari di pazienti, ecc, dove diventano centrali le tematiche di corretta informazione, di veridicità, di trasparenza ma, anche e soprattutto, di aggiornamento e accreditamento del professionista psicologo. I principi deontologici che riassumono le finalità del nostro codice, principi di Tutela del professionista e del cliente, nei confronti dei colleghi e del gruppo professionale e Responsabilità nei confronti della Società, vanno pertanto rivisti alla luce del contesto socioculturale e normativo attuale, che richiede un continuo cambiamento e riadattamento negli stili di vita e professionali dell individuo delineando la nuova opportunità di sviluppare un etica della promozione, una ricerca attiva delle modalità più efficaci di contribuire al benessere sia dell individuo che della collettività. Questa ottica offre l occasione di discutere quei contenuti di affidabilità che, come professionisti promotori del cambiamento e del benessere, abbiamo nei confronti dell utenza, comunicando con la società in termini di trasparenza e veridicità nel rispetto dell identità e del decoro professionale. L ottica condivisa dai componenti del Nazionale si è indirizzata prioritariamente nell adeguamento normativo previsto e nella tutela dell utente, cittadinoconsumatore, ma anche nel rafforzamento del rispetto del decoro professionale. Il decoro e la dignità professionale, è importante ricordarlo, riguarda tutti noi professionisti psicologi; non possiamo e non vogliamo dimenticare infatti che nell immaginario collettivo lo psicologo che scredita la professione non è quello psicologo, ma tutta la categoria professionale. Questa prima riflessione sui cambiamenti in corso, rappresenta allora anche un occasione per ripensare insieme sulla funzione di responsabilità che siamo chiamati ad assumerci nei confronti dell utenza; è pertanto doveroso porre una particolare attenzione all esito referendario sulle modifiche al nostro Codice Deontologico poc anzi accennate: se la maggioranza dei colleghi voterà contraria, non sarà possibile adottare le modifiche deliberate ma, aspetto fondamentale, tutti i riferimenti contrari alla legge 248/06 verranno abrogati in toto. Questa eventualità sarebbe certamente infausta in quanto comporterebbe la passiva accettazione delle disposizioni di legge senza il possibile e necessario intervento propositivo della nostra categoria come componente attiva del cambiamento. Marco Nicolussi5 Immagine, attese e prospettive professionali per lo psicologo nel Veneto Conoscere la nostra comunità professionale, che solo apparentemente è omogenea e si identifica nella professione svolta, rappresenta uno degli obiettivi che questo dell Ordine si è prefissato di raggiungere durante il proprio mandato. Conoscersi significa anche riappropriarsi di un identità che i cambiamenti socioculturali di questi anni hanno trasformata e che troppo frequentemente viene restituita dall esterno come una fotografia in cui non è così scontato riconoscersi. Rispetto al passato, quando lo psicologo era più facilmente collocabile in specifici contesti lavorativi, i cambiamenti socioculturali unitamente all ampliamento delle aree di competenze e di bisogno di psicologia, anche se hanno potenzialmente aumentato le possibilità operative, di fatto hanno significativamente ristretto il numero di colleghi, soprattutto giovani, che trovano lavoro come psicologi. Siamo convinti che uno strumento essenziale per trasformare questo circolo vizioso in virtuoso sia lo sviluppo di un ampia, adeguata ed efficace informazione e comunicazione sulle competenze e sulle potenzialità quali-quantitative della nostra professione, una professione rivolta alla valorizzazione della persona e alla trasformazione dello stato di disagio in benessere. Indirizzare le risorse e le energie alla diffusione, all informazione e alla sensibilizzazione della cittadinanza sulle prestazioni psicologiche, su chi è e cosa fa lo psicologo è compito dell Ordine in quanto rappresentante istituzionale della categoria professionale. In un ottica di sviluppo e di promozione della nostra professione, che nella regione Veneto conta più di cinquemila professionisti psicologi (il dieci per cento della percentuale nazionale), l Ordine degli Psicologi del Veneto di concerto con il Laboratorio Qualità e Marketing del Dipartimento di Psicologia Generale dell Università di Padova, diretto dal Prof. Nicola De Carlo, sta portando a termine una ricerca volta ad approfondire la Ordine 56 Ordine 6 conoscenza del mercato del lavoro e del fabbisogno della nostra figura professionale, analizzando le valutazioni che le organizzazioni produttive, sia pubbliche che private (anche sanitarie e del terzo settore), esprimono nei riguardi dello psicologo in termini di immagine, attese e aspettative. I primi risultati emersi, prima fase di tre, descritti in dettaglio nell articolo successivo del Prof. Nicola De Carlo e della Dott.ssa Alessandra Falco, delineano alcuni spunti problematici e stimolanti allo stesso tempo: una parte dei rappresentanti degli enti pubblici e privati intervistati, direttori e responsabili del personale, sembrano ancora non conoscere lo psicologo come possibile interlocutore rispetto ai propri bisogni organizzativi ed operativi, facendo rilevare un inadeguata informazione sulle competenze della nostra professione in ambito relazionale, individuale, organizzativo e gruppale. Altri responsabili del personale, che invece affermano di essersi avvalsi della nostra figura professionale, valutano positivamente la qualità, l efficacia, l efficienza e si dichiarano soddisfatti dell intervento. Considerando che questi primi risultati si riferiscono solo ad imprese pubbliche e private (ma non quelle sanitarie e del terzo settore), la domanda futura di psicologia proveniente da questo settore del mercato del lavoro si indirizza nelle aree della psicologia del lavoro e delle organizzazioni, della psicologia dello sviluppo e dell educazione, della psicologia clinica e di comunità e della psicologia generale e sperimentale. Le tipologie di prestazioni maggiormente richieste per il futuro sono la formazione, la selezione/valutazione delle risorse umane, gli interventi su casi individuali, su problematiche di gruppo e organizzative, la consulenza e l analisi dei bisogni. Un aspetto concretamente positivo riguarda aree di applicazione della psicologia, di per sé già di nostra pertinenza, ma che sempre più chiedono professionalità e competenza, qualità ed efficacia: ci riferiamo a settori come la mediazione culturale, l orientamento scolastico e professionale, la riduzione della dispersione scolastica, il riorientamento lavorativo in età adulta, la progettazione, il coordinamento e la supervisione all interno di team multidisciplinari. L immagine che ne deriva è quella di un professionista esperto delle relazioni interpersonali e non solo dell individuo, che riesca a intervenire in tutti i contesti di vita (la famiglia, la scuola, il lavoro, ecc.) per promuovere sia il benessere individuale, dei gruppi che l efficienza delle organizzazioni. In conclusione, l impegno che l Ordine del Veneto, in qualità di rappresentante della categoria professionale, deve e vuole assumersi, anche alla luce dell ormai prossima riforma degli Ordini professionali di cui la legge 248/06 ha già dato una chiara indicazione, è la ricerca e l individuazione di adeguate forme e strategie comunicative per trasmettere un immagine di psicologo come professionista attento e interessato ai cambiamenti in corso, che possa fornire ascolto e risposta ai bisogni di psicologia sempre più presenti nella società attuale. Marco Nicolussi Presidente dell Ordine Tiziana De Ruggieri Consigliere dell Ordine e Coordinatore Commissione Cultura e Università Scheda di rilevazione e aggiornamento dati personali e professionali Stiamo predisponendo l invio a tutti gli iscritti di una scheda dati personali e professionali per l aggiornamento obbligatorio degli archivi, ma anche con l intento di revisionare e incrementare le attività e servizi rivolti agli iscritti. Quando la riceverai, ti chiediamo cortesemente di compilarla e rispedirla utilizzando la busta preaffrancata. Il Segretario Pierluigi Policastro7 Professione psicologo: una ricerca sulle attese delle organizzazioni 1. Obiettivi e finalità Nel quadro dello sviluppo della professione ha particolare rilievo la valutazione dell immagine, delle attese e delle aspettative che nutrono verso lo psicologo le organizzazioni/istituzioni pubbliche e private, così come le strutture no-profit e, di conseguenza, la società nel suo complesso. Nel perseguimento di tale obiettivo sono state poste in essere tre indagini conoscitive, nell ambito della regione del Veneto, segmentando idoneamente le popolazioni di riferimento ed individuando altrettanti campioni sulla base delle variabili di maggior rilievo. Le tre popolazioni sono costituite da: 1) organizzazioni/istituzioni pubbliche e private (aziende, province, comuni ed enti pubblici vari, con esclusione del settore sanitario); 2) organizzazioni no-profit; 3) organizzazioni sanitarie. Relativamente alle tre popolazioni si è inteso rilevare quanto percepito e richiesto da persone/strutture che abbiano avuto a che fare con la professione degli psicologi e/o che siano nella prospettiva di avvalersene, anche a livello potenziale. 2. Tre fasi della ricerca È stata costituita, di concerto fra l Ordine del Veneto e l Università di Padova Dipartimento di Psicologia Generale, un équipe di ricerca composta da Laura Dal Corso, Nicola A. De Carlo, Tiziana De Ruggieri, Roberta Durante, Alessandra Falco, Marco Nicolussi, Anna Ullo, con la collaborazione di Monica Barracano e Raffaella Buzzi. A tale équipe compete la realizzazione delle tre indagini, denominate nel loro insieme Professione psicologo: una ricerca sulle attese delle organizzazioni, condotte sulle popolazioni precedentemente indicate ai punti 1) 2) e 3). In questo numero descriviamo la prima delle tre indagini, quella condotta sulle organizzazioni/istituzioni pubbliche e private (con esclusione del settore sanitario). 3. Metodologia della prima indagine L indagine ha avuto inizio mediante una prima ricerca di taglio qualitativo consistente nella realizzazione di un focus group con dirigenti/imprenditori pubblici e privati, e nella conduzione di 10 interviste/colloqui con altrettanti opinion leader. Da tale ricerca si sono ottenuti elementi ulteriori rispetto a quelli tratti dall analisi della letteratura nazionale ed internazionale del settore, preventivamente esperita, mediante i quali si è progettato un questionario comprensivo di 27 item distribuiti in sei aree tematiche: a) dati socio anagrafici; b) prestazioni psicologiche fruite; c) modalità contrattuali utilizzate; d) valutazione dell efficacia, dell efficienza e della soddisfazione degli utenti in merito alle prestazioni psicologiche; e) percezione di utilità relativamente al raggiungimento degli obiettivi; f) intenzioni relative a future ed ulteriori collaborazioni con psicologi. Si è provveduto ad individuare, mediante campionamento probabilistico ponderato per quote, un campione di 1000 organizzazioni/istituzioni pubbliche e private operanti nelle diverse città e province del Veneto. Le variabili di riferimento per la scelta di tale campione sono state la numerosità dei dipendenti (medie e grandi strutture), la collocazione geografica (città e provincia), l appartenenza al settore pubblico e a quello privato. Il questionario, rivolto ai responsabili del personale, è stato somministrato mediante intervista telefonica, preceduta da e- mail finalizzate a concordare l appuntamento e le modalità d intervista. Le risposte ottenute consentono di delineare l immagine dello psicologo e la domanda/offerta di prestazioni psicologi- Ordine 78 Ordine 8 che, nonché di favorire il confronto fra le valutazioni e le attese da parte del mondo produttivo e professionale in relazione agli psicologi e a possibili interventi anche sull offerta formativa. 4. Alcuni risultati della prima indagine Di seguito vengono riportati alcuni dei risultati emersi dall indagine relativamente al campione di organizzazioni/istituzioni pubbliche e private (aziende, province, comuni ed enti pubblici vari, con esclusione del settore sanitario), tratte dalla popolazione di riferimento della regione del Veneto. In questa sede ci si limita ad indicare i dati in termini semplicemente descrittivi, riservando un analisi più approfondita, anche sul piano metrico, ad una specifica relazione successiva. I dati ottenuti vengono peraltro commentati per le loro implicazioni programmatiche e applicative nell ambito del contributo di Marco Nicolussi e di Tiziana De Ruggieri, pubblicato in questo stesso numero. I responsabili del personale intervistati hanno dichiarato di essersi avvalsi, nei loro contesti professionali, della collaborazione di psicologi con frequenza sia abituale che occasionale nel 18,1% dei casi e di non essersene mai avvalsi nel rimanente 81,9%. Le prestazioni rilevate avvalendosi del metodo multiple-choise sono state svolte, nell ordine, nelle aree della psicologia del lavoro (150), della psicologia dello sviluppo e dell educazione (29), della psicologia clinica e di comunità (20) e della psicologia generale e sperimentale (6). Le tipologie applicative indicate con maggiore frequenza sono: la formazione (83), la selezione/valutazione delle risorse umane (75), gli interventi su casi individuali (59), di gruppo (51) e su problematiche organizzative (46), la consulenza (39), l analisi dei bisogni (36), le ricerche di mercato/marketing (13). Le forme contrattuali che hanno regolato le collaborazioni intercorse fra organizzazioni e psicologi sono rappresentate dalla prestazione occasionale (81), dalla prestazione a tempo indeterminato (28), dal convenzionamento (18), dalla collaborazione coordinata e continuativa (16) e dal contratto formazione e lavoro (16). Meno utilizzati sono stati il contratto a tempo determinato (15) e d agenzia (8). Il 31% di coloro che si sono avvalsi degli psicologi dichiara di aver utilizzato modalità di valutazione dell efficacia delle prestazioni avute, mentre il 69% non ne ha fatto uso. Coloro che hanno operato una valutazione dell efficacia delle prestazioni psicologiche lo hanno fatto prevalentemente ex post (43) ed in itinere (26), meno frequentemente ex ante (12).9 L opinione dei responsabili del personale circa il grado in cui le prestazioni psicologiche abbiano corrisposto agli obiettivi è in larga misura positiva. Le prestazioni psicologiche hanno infatti contribuito a migliorare gli assetti organizzativi della struttura professionale molto/abbastanza per il 71,1%. Per l 87,3% si rileva l intenzione, sulla base della propria esperienza, di avvalersi ancora in futuro della collaborazione professionale di psicologi. In particolare, tale collaborazione avverrà nelle aree della psicologia del lavoro e delle organizzazioni (132), della psicologia dello sviluppo e dell educazione (29), della psicologia clinica e di comunità (15) e della psicologia generale e sperimentale (13). Le tipologie di prestazioni maggiormente richieste per il futuro sono la formazione (79), la selezione/valutazione delle risorse umane (72), gli interventi su casi individuali (55), su problematiche di gruppo (52) e organizzative (48), la consulenza (32) e l analisi dei bisogni (24). Dai dati esposti si evidenzia dunque uno scenario caratterizzato da ampi spazi di crescita della professione per prestazioni che vengono generalmente percepite di adeguato livello, efficaci e produttive. Riferiremo nei prossimi numeri sulle altre due fasi della ricerca. Nicola A. De Carlo, Alessandra Falco Laboratorio Qualità&Marketing e Risorse Umane dell Università di Padova, Dipartimento di Psicologia Generale. INCONTRI SULLA LEGGE 248/2006 (EX DECRETO BERSANI-VISCO) A seguito della partecipazione e dell interesse manifestato dai colleghi negli incontri tenuti a Padova,Treviso e Verona nel mese di ottobre, nonché alla luce della prossima approvazione della Legge Finanziaria 2007 e del Regolamento sulla Pubblicità Professionale, il ha promosso la realizzazione di due ulteriori incontri che si terranno a Vicenza il 24 gennaio e a Mestre il 31 gennaio Ogni incontro avrà la durata di due ore e mezza circa a partire dalle ore 20,30 alle ore 23,00. TUTTE LE POSSIBILITÀ DI COMUNICAZIONE CON L ORDINE Ordine Telefonare all Ordine ( ) negli orari di apertura: Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Dalle Dalle 9.00 Dalle 9.00 Dalle Dalle Alle Alle Alle Alle Alle Lasciare messaggio in segreteria telefonica al numero Mandare fax al numero Spedire lettera a via D. Manin, MESTRE (VE) Inviare a 910 Ordine Gruppi di lavoro: proposte progettuali 10 SE VUOI PARTECIPARE AI SEGUENTI GRUPPI DI LAVORO (O VUOI PROPORNE ALTRI) INVIA UNA TUA RICHIESTA SCRITTA ALLA SEGRETERIA DELL ORDINE (VIA MAIL,VIA FAX O VIA POSTA ORDINARIA) INDICANDO IN OGGETTO IL GRUPPO DI LAVORO A CUI INTENDI PARTECIPARE E ALLEGANDO IL TUO CURRICULUM VITAE. Avvio e sviluppo della professione: un gruppo di lavoro per i giovani colleghi A partire dalle attività istituzionali e dagli obiettivi programmatici della commissione Cultura e Università è stato proposto un intervento progettuale rivolto ai giovani colleghi nella fase di avvio e sviluppo della professione per informare i neolaureati e i neoiscritti all Ordine dei percorsi possibili a sostegno e implementazione delle competenze e della formazione acquisita. Il panorama del mercato del lavoro e le recenti normative evidenziano la necessità di sviluppare da parte del professionista non solo delle competenze professionali di qualità ma, anche una capacità di analisi e di risposta efficace ai bisogni del contesto socioeconomico in cui si opera. Intento del Gruppo di lavoro istituito dall Ordine, coordinato dal Consigliere dr.ssa Tiziana De Ruggieri, è quello di condividere e offrire degli strumenti utili ed efficaci per i giovani colleghi, da poter utilizzare e ampliare nella prassi e nella esperienza quotidiana professionale. Nello specifico sarà proposto un excursus sulle procedure, sulle normative vigenti e sui principali regolamenti professionali (tirocini, esame di stato, iscrizione all albo, offerta formativa post-laurea, ecc.) a sostegno e implementazione della formazione universitaria; nonché un analisi del repertorio della professione di psicologo sul territorio veneto, le maggiori forme di contrattualistica e dei settori di applicazione della professione (Terzo settore, studi associati, ASL, libera professione e concorsi pubblici) per promuovere uno sviluppo consapevole e mirato della nostra professione. Il risultato delle attività svolte dal gruppo di lavoro sarà sintetizzato in una pubblicazione che verrà diffusa tra tutti i giovani colleghi anche in collaborazione con la Facoltà di Psicologia dell Università di Padova.11 Sviluppo di nuovi settori applicativi: gruppo di lavoro sulla psicologia dell emergenza Anche a seguito della recente Direttiva del Presidente del consiglio (G.U. 200 del 29/08/2006) sui Criteri di massima sugli interventi psico-sociali da attuare nelle catastrofi, si evidenzia con sempre maggior forza l apertura istituzionale ad un area applicativa della psicologia in forte espansione a cui il ha deliberato di dedicare uno specifico gruppo di lavoro, di cui il Consigliere Segretario dott. Pierluigi Policastro si è fatto promotore e ne sarà il coordinatore. Nel contesto degli interventi di aiuto e sostegno alle vittime di catastrofi infatti, è necessario prestare la massima attenzione alle problematiche psicologiche che si manifestano in tutta la collettività colpita direttamente o di riflesso dall evento. Altrettanta attenzione sarà necessario dedicare sia ai soccorritori stessi che alle eventuali vittime che possono manifestare patologie specifiche. Con uno specifico gruppo di lavoro sulla Psicologia dell emergenza, il nostro Ordine del Veneto in sintonia con i propri compiti istituzionali, vuole offrirsi alle Istituzioni e alla popolazione come catalizzatore di specialisti di questo settore della psicologia e come interlocutore esperto per la strutturazione di protocolli e/o linee guida da attuare nelle emergenze, nelle catastrofi a effetto limitato e nei disastri che superano le potenzialità di risposta delle strutture locali. A tal fine ci auspichiamo di attivare una rete di sinergie con la Protezione civile, gli Enti locali (Comuni e Province), la Regione con le sue Direzioni Sanitarie, l Università come ente formatore per eccellenza, il mondo dell Associazionismo e del Volontariato che già opera nell area della psicologia dell emergenza. Ordine 1112 Ordine 12 Gruppi di lavoro: proposte progettuali Osservatorio per la promozione sociale e la ricerca in psicoterapia Il ha deliberato la volontà di attivare un progetto per la costituzione di un Osservatorio composto da rappresentanze del mondo della formazione in psicoterapia pubblica (scuole universitarie) e privata (scuole riconosciute ex art. 3) per la realizzazione di iniziative pubbliche volte alla promozione sociale della psicoterapia e di ricerche in network con finanziamenti mix (pubblico-privato). Il progetto sarà coordinato dal Consigliere dott. Sergio Cassella. L Osservatorio avrà i seguenti obiettivi: Costituzione di un tavolo di lavoro composto da rappresentanze del mondo della formazione pubblica (Universitaria) e privata (scuole riconosciute ex art. 3) che si confronti su questioni ritenute importanti per il settore della Psicoterapia. Individuazione dei temi che costituiscono le principali aree di criticità nel confronto tra approcci teorici e metodologici diversi. Realizzazione di iniziative atte a pubblicizzare e divulgare i risultati delle applicazioni delle varie metodologie e dei vari approcci. Definizione di obiettivi ritenuti qualificanti per la ricerca comune ai vari approcci. Individuazione di fonti di finanziamento pubblico e privato per l avvio di ricerca in partnership tra attori del sistema. Destinatari dell intervento. Il progetto è rivolto sia a coloro che intendono iniziare una formazione, che a coloro che sono in formazione o già operanti in qualità di psicoterapeuti. Realizzazione Il progetto prevede una serie di incontri tra attori della formazione, dell esercizio professionale e della ricerca in ambito psicoterapeutico utile ad elaborare un linguaggio condiviso tra i vari approcci ed un confronto capace di stimolare la riflessione tra i professionisti e lo scambio tra sostenitori di epistemologie differenziate. Gli incontri saranno aperti anche ai neolaureati e ai neoiscritti. Ai partecipanti verranno proposte alcune questioni essenziali elaborando un resoconto scritto del confronto emerso in tali incontri.13 Gruppo di lavoro di psicologia ospedaliera e della salute. La psicologia in ospedale: proposta per un assistenza integrata al paziente, ai familiari e agli operatori La domanda sempre più emergente di psicologia in un settore professionale come quello ospedaliero, ha spinto il dell Ordine ad individuare e offrire l opportunità ad utenti e familiari ed alle rappresentanze degli operatori di avere un interlocutore attento e competente, tutto questo non può che giovare alla professione, sia in termini di apertura di aree professionali fino ad ora poco conosciute e sviluppate, sia nel mantenere posti ed attività che rischiano, se non organizzate, di essere lasciate alla sensibilità e buona volontà dei dirigenti medici e dei direttori generali. Nell ottica di sostenere la promozione di iniziative volte all espressione, al sostegno e alla rappresentazione del bisogno di assistenza psicologica dei pazienti affetti da patologia organica, dei loro familiari e degli operatori della salute, il Gruppo di Lavoro in Psicologia Ospedaliera e della Salute, coordinato dal Consigliere dr.ssa Rita Rossi, ha inteso sviluppare tale finalità tramite: L avvio di un contatto formale con le associazioni di pazienti/familiari interessate alla diagnosi, cura, abilitazione-riabilitazione di patologie organiche che esprimano problematiche psicologiche cui poter rispondere; L individuazione delle aree cliniche nelle quali la professione ha già espresso linee giuda proponendo attività di sensibilizzazione, facilitazione allo sviluppo di protocolli condivisi in un ottica di qualità L avvio un confronto tra le Associazioni di utenti, dei professionisti, le parti sociali e l Università al fine di sviluppare sinergie su proposte organizzative l assistenza psicologica in ospedale. Si prevede di organizzare una serie di incontri tra associazioni di pazienti/familiari rappresentative delle aree traccianti l assistenza psicologica nelle malattie organiche finalizzate alla accoglienza e allo sviluppo di possibili sinergie cliniche e di relazioni; altri con i rappresentati degli utenti, delle associazioni professionali, delle forze sindacali, dell università e responsabili di strutture operative nel Veneto finalizzati alla ricognizione di possibili aree di intesa; altri ancora con i colleghi psicologi che lavorano in ospedale interessati all applicazione delle linee guida esistenti e disposti, avendo come catalizzatore l Ordine Professionale, allo sviluppo di protocolli e nuove linee guida nelle aree della prevenzione delle malattie e dei comportamenti e stili di vita che promuovano la salute. Ordine 13 Vedere altro
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 articolo 28
 art. 3
 art. 3
 Art. 1
 ART. 1
 art. 23
 ART. 1