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SEGRETERIA PROVINCIALE COORDINAMENTO DONNE SLP CISL CATANIA
PubblicatoFaustino Franceschini
Presentazione sul tema: "SEGRETERIA PROVINCIALE COORDINAMENTO DONNE SLP CISL CATANIA"— Transcript della presentazione:
SEGRETERIA PROVINCIALE COORDINAMENTO DONNE SLP CISL CATANIASintesi riepilogativa delle tipologie di assenze previste dal C.C.N.L. 2011 LL
Art. 34 Permessi Permessi per giustificati motiviI. Al lavoratore che ne faccia domanda per giustificati motivi, la Società accorderà, compatibilmente con le esigenze di servizio, permessi fino ad un massimo di 30 ore annue, da recuperare entro il mese successivo alla fruizione del permesso stesso. II. E’ riconosciuta al lavoratore la facoltà di convertire le ore di permesso da recuperare in permessi retribuiti spettanti in luogo delle festività religiose e civili soppresse. Ove il lavoratore non eserciti tale facoltà, le ore di permesso retribuite ed eventualmente non recuperate, potranno essere oggetto di compensazione con le ore disponibili nel conto ore individuale, ove lo stesso risulti attivato.
III. Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro. Per la fruizione di tali permessi le lavoratrici presentano al datore di lavoro apposita istanza e successivamente presentano la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami. Congedo per matrimonio IV. In occasione del matrimonio il lavoratore ha diritto ad un congedo di 15 giorni consecutivi di calendario, senza decurtazione della retribuzione. Il periodo di fruizione del congedo si computa con riferimento al giorno di celebrazione del matrimonio se lo stesso è lavorativo, ovvero il primo giorno lavorativo successivo se la data di celebrazione del matrimonio stesso coincide con un giorno festivo o con giornata destinata al riposo settimanale
Permessi per lutto o documentata grave infermitàV. Ai sensi della legge n. 53 del 2000 e delle relative norme di attuazione, il lavoratore, in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica del lavoratore, ha diritto a tre giorni complessivi di permesso retribuito all’anno. In tali giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi. VI. Nel caso di più eventi luttuosi nel corso dello stesso anno, riguardanti parenti entro il secondo grado (genitori, figli, fratelli, sorelle) nonché il coniuge, i giorni di permesso di cui al comma che precede potranno essere fruiti in relazione a ciascuno di tali eventi. VII. Inoltre nell’ipotesi in cui l’evento luttuoso riguardi il medesimo soggetto in ragione della cui grave infermità sono stati concessi i tre giorni di cui al comma V, potranno essere fruiti ulteriori tre giorni. VIII. Nel caso in cui gli eventi di cui ai commi V e VI si siano verificati fuori della provincia ove è ubicata la sede di lavoro, il lavoratore potrà fruire, oltre ai 3 giorni di permesso di cui sopra, di ulteriori 2 giorni di calendario non retribuiti.
IX. I giorni di permesso di cui ai commi che precedono sono fruiti, previa comunicazione dell’evento e dei giorni da utilizzare, comunque entro sette giorni dal decesso o dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici. L’interessato dovrà presentare la relativa documentazione nel rispetto della normativa vigente. X. Nel caso di grave infermità dei soggetti di cui al V comma del presente articolo possono essere concordate, nel rispetto delle norme di attuazione della legge n. 53 del 2000 ed in alternativa all’utilizzo dei giorni di permesso, diverse modalità di espletamento dell’attività lavorativa, anche per periodi superiori a 3 giorni, ferma restando una riduzione complessiva dell’orario di lavoro pari a 3 giorni Permessi speciali per ragioni personali o familiari XI. La Società può inoltre concedere al lavoratore, per ragioni familiari o personali e compatibilmente con le esigenze di servizio, permessi speciali non retribuiti fino ad un massimo di 10 giorni nell’anno solare - utili ai soli fini dell’anzianità di servizio - nonché permessi di breve durata non superiori a due ore per gravi motivi, con facoltà di corrispondere la retribuzione. I permessi speciali di cui al presente comma verranno concessi anche per gli eventi luttuosi relativi agli affini di primo grado del lavoratore. cioè in caso di decesso di suocero/a, genero/nuora.
art. 35 Asp. per motivi di famiglia, cariche Pubbliche elettive richiamo alle armi volontariato e servizio civile Aspettativa per motivi di famiglia e/o personali Il lavoratore, ai sensi della legge n. 53 del 2000 e delle relative norme di attuazione, può richiedere per gravi e documentati motivi relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei soggetti di cui all’articolo 433 c.c. anche se non conviventi, nonché dei portatori di handicap, un periodo di aspettativa, continuativo o frazionato, non superiore a due anni nell’arco della vita lavorativa. II. Durante tale periodo il lavoratore conserva il posto di lavoro. L'aspettativa comporta la perdita dell'intera retribuzione, non determina decorrenza dell’anzianità ad alcun fine e non è computabile ai fini previdenziali. Per tale periodo il lavoratore può procedere al riscatto ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria. III. Il limite di due anni è calcolato secondo il calendario comune. IV. L’Azienda è tenuta entro dieci giorni dalla richiesta dell’aspettativa ad esprimersi sulla stessa ed a comunicarne l’esito al dipendente. In caso di diniego o di concessione parziale, motivati dall’Azienda sulla base di esigenze organizzative e produttive, che non consentono la sostituzione del dipendente, il lavoratore potrà richiedere che la domanda venga riesaminata nei successivi quindici giorni.
Aspettativa per richiamo alle armiVI. I dipendenti genitori ovvero - dopo la loro scomparsa o nei casi di loro impossibilità a provvedere all’assistenza del figlio perché totalmente inabili - uno dei fratelli o delle sorelle conviventi di un soggetto con handicap in situazione di gravità, nonché il coniuge di un soggetto con handicap in situazione di gravità con lui convivente, possono fruire di congedi per un periodo massimo di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, secondo i criteri e le modalità di cui all’art 4, comma 4 bis della Legge 53/2000, trasfuso nell’art. 42, comma 5 del D.Lgs. 151/2001. Durante il periodo di congedo i dipendenti hanno diritto ad una indennità corrispondente all’ultima retribuzione percepita. Aspettativa per richiamo alle armi Il richiamo alle armi per qualunque esigenza delle Forze Armate determina la sospensione del rapporto di lavoro, anche in periodo di prova, con diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo del richiamo. IV. I periodi di richiamo alle armi sono utili ai fini della maturazione delle ferie. V. I dipendenti richiamati alle armi percepiscono lo stipendio e gli assegni personali di cui sono provvisti, per un periodo massimo di sessanta giorni; successivamente a tale periodo la Società corrisponderà l'eventuale differenza fra lo stipendio in godimento e quello erogato dall'Amministrazione militare. VI. La disposizione di cui al comma IV è applicabile anche al personale con contratto a tempo determinato fino alla scadenza del contratto stesso. In tale ipotesi la decorrenza del termine del contratto viene sospesa e la durata del contratto è protratta per un periodo pari al tempo in cui è stato richiamato.
Aspettativa e permessi per volontariato e servizio civileI. La Società può concedere, compatibilmente con le esigenze di servizio, un periodo di aspettativa di durata non superiore ad un anno Per le attività svolte da organizzazioni di volontariato di protezione civile iscritte in appositi albi, cui il lavoratore formalmente aderisca, l A tali lavoratori potrà essere inoltre riconosciuta la possibilità di usufruire, compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive, delle forme di flessibilità dell’orario di lavoro o delle turnazioni previste dal presente CCNL. II. La Società può concedere, compatibilmente con le esigenze di servizio, ai lavoratori con la qualifica di volontario in servizio civile o cooperante ai sensi degli artt. 31 e 32 della legge 26 febbraio 1987 n. 49 e successive modificazioni, che intendano prestare la loro opera in Paesi in via di sviluppo, un periodo di aspettativa di durata anche superiore a quella massima di un anno. III. L’aspettativa di cui ai due commi che precedono comporta la perdita dell'intera retribuzione e determina la sospensione del rapporto di lavoro a tutti gli effetti. In particolare, il DPR 194/01 prevede la possibilità di concedere permessi retribuiti ai dipendenti che facciano parte di associazioni di volontariato iscritte in apposito albo, in fattispecie tassative dallo stesso individuate, quali ad esempio attività di soccorso ed assistenza in occasione di catastrofi, calamità naturali, stato di emergenza nazionale ecc.
Aspettativa e permessi per dipendenti chiamati a ricoprire cariche pubbliche ed elettive.I lavoratori dipendenti chiamati a ricoprire cariche pubbliche in amministrazioni locali (cd. cariche elettive) hanno diritto ad essere collocati in aspettativa non retribuita per tutta la durata del mandato oppure, in alternativa, possono usufruire di permessi retribuiti e non retribuiti continuando ad effettuare regolarmente la prestazione lavorativa (artt D.Lgs 267/2000). Il lavoratore che viene nominato Giudice Popolare presso le Corti d’Assise può fruire di periodi di aspettativa non retribuita; su richiesta, tali periodi possono essere considerati utili a fini pensionistici. Per svolgere le proprie funzioni, l’interessato può fruire anche di permessi non retribuiti che comportano uno specifico trattamento economico a carico dell’amministrazione giudiziaria.
Art. 36 Ferie I. Ai lavoratori assunti successivamente all’11 luglio 2003, spetta un periodo annuale di ferie di 28 giorni lavorativi in caso di prestazione resa su sei giorni lavorativi. II. Alla maturazione di un’anzianità di servizio di cinque anni sarà riconosciuto un giorno di ferie in più rispetto al numero di giorni di ferie di cui al primo comma del presente articolo. Analogamente è riconosciuto un ulteriore giorno di ferie alla maturazione di un’anzianità di servizio di 10 anni. III. A decorrere dal 1° gennaio 2008, ai lavoratori già in servizio alla data dell’11 luglio 2003, spetta un periodo annuale di ferie di 30 giorni lavorativi in caso di prestazione resa su sei giorni lavorativi. VI. II periodo di ferie è programmato dalla Società tenendo conto delle eventuali richieste del lavoratore, compatibilmente con le esigenze di servizio. La fruizione delle ferie avviene nel rispetto dei turni stabiliti. VII. In caso di variazione, per imprevedibili esigenze organizzative, del periodo di ferie già autorizzato, comunicata dalla Società al lavoratore con un preavviso inferiore a 60 giorni rispetto all’inizio del periodo stesso, la Società medesima è tenuta al rimborso delle spese già sostenute dall’interessato, non recuperabili e idoneamente documentate, conseguenti alla prenotazione di eventuali soggiorni al di fuori della propria località di residenza, ivi comprese le relative spese di viaggio.
VIII. La Società assicura comunque al lavoratore il godimento di 2 settimane continuative di ferie nel periodo 15 giugno - 15 settembre. In aggiunta la Società assicura, su richiesta del dipendente, un’ulteriore settimana di ferie collocata nel periodo 15 gennaio – 15 aprile. IX. Fermo restando quanto previsto al comma che precede, con esclusivo riferimento alle funzioni di staff centrali e territoriali, in coerenza con le esigenze produttive ed organizzative aziendali, vengono istituiti periodi di chiusura collettiva delle attività, in coincidenza del ferragosto e delle festività natalizie, da realizzarsi attraverso l’utilizzo di ferie contrattuali. L’individuazione e la durata dei suddetti periodi di chiusura collettiva è stabilita attraverso accordi a livello regionale e di Direzione Generale Corporate. X. Non è ammessa rinuncia espressa o tacita alle ferie e la sostituzione di esse con compenso alcuno, salvo quanto specificato al comma successivo. XI. La cessazione del rapporto di lavoro, per qualsiasi motivo, non pregiudica il diritto alle ferie maturate e pertanto, in tal caso, il lavoratore ha diritto alle ferie stesse in proporzione ai mesi di servizio prestati, considerando come mese intero le frazioni superiori a 15 giorni, ovvero alla relativa indennità sostitutiva. In caso di decesso del lavoratore detta indennità spetta agli aventi causa.
XII. In caso di particolari esigenze di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell'anno ovvero in caso di impossibilità derivante da uno stato di malattia o infortunio o da assenza obbligatoria, le ferie potranno essere fruite entro il primo semestre dell'anno successivo. In caso di motivate esigenze di carattere personale, e compatibilmente con le esigenze produttive, potrà essere concessa la fruizione delle residue ferie entro il mese di aprile dell'anno successivo a quello di spettanza. XIII. Il decorso delle ferie è interrotto nel caso in cui, nel periodo delle ferie stesse, sopraggiunga un'infermità di natura tale da comportare un ricovero ospedaliero o day hospital, regolarmente certificato, anche di un solo giorno, ovvero una malattia regolarmente prescritta della durata di almeno sei giorni, che abbia determinato un pregiudizio al recupero psico fisico. In tal caso il lavoratore deve darne tempestivamente notizia alla Società. XIV. Qualora il lavoratore non sia stato espressamente autorizzato a fruire, in prosecuzione del periodo di ferie programmato, dei giorni di ferie non goduti per i motivi di cui al precedente comma, egli avrà l'obbligo di presentarsi in servizio al termine del periodo di ferie precedentemente fissato, oppure al termine, se successivo, dell'assenza per le cause di cui al comma che precede. XV. La Società può richiamare il dipendente prima del termine del periodo di ferie per imprevedibili esigenze organizzative, ferma restando, di norma, la possibilità del dipendente di completare il predetto periodo. Al dipendente spettano, in tal caso, l’indennità di trasferta di cui all’art. 39 per il tempo trascorso in viaggio, il rimborso, previa esibizione di idonea documentazione, delle spese di viaggio nonché di quelle ulteriori inutilmente sostenute e non recuperabili, in conseguenza del predetto richiamo. Oltre ai periodi di effettivo servizio, a titolo esemplificativo, sono valevoli ai fini della maturazione delle ferie, le seguenti assenze dal lavoro: malattia o infortunio (nei limiti di cui agli artt. 43 e 51 per la conservazione del posto di lavoro);congedo di maternià (ex astensione obbligatoria);svolgimento di funzioni presso i seggi elettorali;congedo matrimoniale;richiamo alle armi. Analogamente, a titolo esemplificativo, alcuni degli istituti che incidono negativamente sulla maturazione delle ferie spettanti sono:congedo parentale (ex astensione facoltativa);malattia del bambino;sciopero;preavviso non lavorato.
Permessi individuali retribuitiA partire dal 1 gennaio 2008, ai lavoratori già in servizio alla data dell’11 luglio 2003, viene riconosciuto un monte ore annuo di permessi individuali retribuiti pari a 12 ore nel caso di prestazione resa su 6 giorni lavorativi e pari a 14 ore e 24 minuti in caso di prestazione resa su 5 giorni lavorativi. I suddetti permessi individuali retribuiti potranno essere fruiti a giornata intera ovvero frazionati ad ore. I permessi eventualmente non fruiti entro l’anno di maturazione saranno liquidati entro il mese di marzo dell’anno successivo. Festività civili e religiose soppresse ( ex festività ) A compensazione ed in luogo delle festività civili e religiose soppresse (L. 5 marzo 1977, n. 54 – D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 792), vengono riconosciute 4 giornate di permesso retribuito all’anno. E’ consentita la fruizione frazionata delle 4 giornate per ex festività soppresse, a multipli 30 minuti
Art. 41 Assenze per malattie – TrattamentoI. Il lavoratore non in prova, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto ed alla corresponsione dell’intera retribuzione fissa per un periodo di mesi dodici. I periodi di malattia che intervengano con intervalli inferiori a trenta giorni si sommano ai fini della maturazione del predetto periodo di dodici mesi. Nel computo del periodo di dodici mesi, non si tiene conto delle assenze dovute alle seguenti patologie di particolare gravità: la malattia oncologica, la sclerosi multipla, la distrofia muscolare, la sindrome da immuno–deficienza acquisita, il trapianto di organi vitali, i trattamenti dialitici per insufficienza renale cronica e cirrosi epatica in fase di scompenso. In tali casi la retribuzione e la conservazione del posto spettano loro fino al limite massimo di ventiquattro mesi, salvo quanto previsto al successivo comma. II. Il diritto alla conservazione del posto cessa quando il lavoratore, anche per effetto di una pluralità di episodi morbosi e indipendentemente dalla durata dei singoli intervalli, raggiunga il limite di ventiquattro mesi di assenza entro l’arco massimo di quarantotto mesi consecutivi. I termini si computano dal primo giorno del primo periodo di assenza per malattia. Durante il predetto periodo di conservazione del posto di lavoro, al lavoratore verrà corrisposto un importo pari all’intera retribuzione fissa per un periodo complessivo di 18 mesi. III. Superati i periodi previsti dai precedenti commi al lavoratore che ne faccia richiesta, perdurando lo stato di malattia, verrà concesso un periodo di aspettativa della durata massima di 12 mesi, senza decorrenza dell’anzianità e senza corresponsione della retribuzione. IV. Trascorsi i periodi di assenza previsti dai precedenti commi, la Società potrà procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro corrispondendo al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso.
V. L’assenza per malattia deve essere comunicata alla Società immediatamente e comunque all’inizio dell’orario di lavoro del giorno stesso in cui si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza, salva l’ipotesi di comprovato impedimento. VI. Il lavoratore è tenuto ad inviare il relativo certificato medico di giustificazione entro due giorni dall'inizio della malattia o della eventuale prosecuzione della stessa. Nel computo del predetto termine non si considerano i giorni festivi. VII. La Società ha diritto di disporre visite mediche di controllo dello stato di malattia ai sensi dell’art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e delle ulteriori disposizioni vigenti in materia. Qualora il lavoratore durante l'assenza debba, per particolari motivi, risiedere in luogo diverso da quello reso noto alla Società, ne dovrà dare preventiva comunicazione scritta, precisando l'indirizzo di temporanea reperibilità. VIII. Il lavoratore assente per malattia è tenuto fin dal primo giorno di assenza dal lavoro a trovarsi nel domicilio comunicato al datore di lavoro, in ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19. Il lavoratore, che durante tali fasce orarie debba assentarsi dal proprio domicilio per visite, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, è tenuto a darne preventiva comunicazione alla Società. IX. Il constatato mancato rispetto da parte del lavoratore degli obblighi sopra indicati comporta la perdita del trattamento di malattia, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, ed è sanzionabile con l’applicazione di provvedimento disciplinare.
Art. 42 Lavoratori studenti diritto allo studioPermessi per esami L’art. 10 della Legge 20 maggio 1970, n.300 stabilisce che tutti i lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, possono fruire di permessi giornalieri retribuiti a prescindere dall’esito dell’esame stesso (è sufficiente la documentazione di avvenuta partecipazione che comprovi l’effettuazione dell’esame) Diritto allo studio I lavoratori con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per il conseguimento dei titoli di studio in corsi universitari, post-universitari, ivi compresi i master e corsi di specializzazione e perfezionamento post laurea, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, parificate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico, nonché per la frequenza di corsi organizzati dalla Unione Europea, potranno usufruire a richiesta di permessi retribuiti per una misura massima di 150 ore annue ovvero 150 ore biennali pro-capite, che potranno anche essere utilizzate in un solo anno sempreché il corso al quale il lavoratore intende partecipare comporti la frequenza, anche in ore parzialmente non coincidenti con l’orario di lavoro, per un numero doppio rispetto a quello richiesto a titolo di permesso retribuito.
Congedo per formazione I lavoratori dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbiano almeno 5 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda possono richiedere un periodo di congedo per la formazione per una durata non superiore ad undici mesi, continuativa o frazionata, nell’arco della intera vita lavorativa, per il completamento della scuola dell’obbligo, il conseguimento del titolo di studio di secondo grado ovvero del diploma universitario o di laurea, nonché per la partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dall’Azienda. A titolo esemplificativo master e corsi di specializzazione e perfezionamento post laurea. VI. Durante il periodo di congedo per la formazione di cui al comma che precede, il lavoratore conserva il posto di lavoro e non ha diritto alla retribuzione.. La relativa domanda deve essere presentata dal lavoratore almeno 30 giorni prima del periodo indicato per la fruizione. La Società può non accogliere la domanda o differirne l’accoglimento nel caso di comprovate esigenze organizzative e produttive X. I lavoratori interessati dalle fattispecie di cui al presente articolo devono produrre la seguente documentazione: - per le previsioni di cui al comma I, il certificato della competente autorità scolastica che comprovi l’effettuazione dell’esame da parte del lavoratore; - per le previsioni di cui ai commi II, III e V, il certificato di iscrizione al corso, attestante anche la sua durata, i relativi certificati mensili di frequenza, con l'indicazione delle ore complessive, nonché l’eventuale certificato comprovante l’avvenuta partecipazione agli esami.
Art. 45 Tutela delle dipendenze da sostanze stupefacenti , psicotrope ed alcoliche Aspettativa e Permessi I lavoratori tossicodipendenti ed alcooldipendenti, qualora intendano accedere ai programmi terapeutici e riabilitativi presso i competenti servizi della ASL o presso altre strutture terapeutico-riabilitative e socio-assistenziali, hanno diritto a fruire di aspettativa non retribuita per tutta la durata della terapia, e comunque per un periodo di tempo non superiore a 3 anni. III. I lavoratori familiari di un tossicodipendente possono a loro volta richiedere un periodo di aspettativa non retribuito per la durata e secondo le modalità previste nell’art. 37 del presente CCNL per concorrere, qualora il servizio per le tossicodipendenze ne attesti la necessità, al programma terapeutico e socio-riabilitativo del tossicodipendente. IV. L'aspettativa comporta la sospensione del rapporto di lavoro a tutti gli effetti economici e normativi. Ai fini previdenziali i lavoratori interessati potranno procedere al riscatto ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria, ai sensi delle disposizioni di legge vigenti. V. Ai lavoratori che intendono fruire dei predetti periodi di aspettativa, qualora si trovino in condizioni familiari di grave disagio economico adeguatamente comprovate e documentate, sarà erogata una indennità pari al 30% della retribuzione globale di fatto per un massimo di un anno.
ASSENZE PER PRESENZIARE CAUSE DINNANZI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIAVI. In alternativa all'aspettativa di cui sopra potranno essere concessi permessi non retribuiti per brevi periodi, la durata dei quali è determinata dalla struttura terapeutica, qualora quest'ultima riconosca il valore positivo del lavoro in quanto parte integrante della terapia e pertanto preveda il mantenimento dell'interessato nell'ambiente che lo circonda. In tal caso saranno valutate con favore le domande intese ad ottenere l'applicazione del lavoratore presso uffici più vicini alla struttura terapeutica di cui sopra nonché alle attività più adeguate alla condizione dello stesso. ASSENZE PER PRESENZIARE CAUSE DINNANZI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA Le ipotesi in cui sia necessaria la presenza di dipendenti innanzi all’Autorità Giudiziaria per essere ascoltati su fatti relativi all’esercizio delle proprie funzioni, sono da considerarsi a tutti gli effetti prestazione lavorativa con corresponsione dell’intera retribuzione e/o dell’indennità di trasferta (art. 42 CCNL).
PERMESSI PER DONATORI DI SANGUELa legge (L. 584/67; L. 107/90) disciplina il regime da applicare alle assenze dal servizio effettuate dai dipendenti donatori di sangue prevedendo per l’interessato il diritto all’astensione dal lavoro con conservazione della retribuzione A tale proposito è utile specificare che la giornata di riposo è di 24 ore che decorrono dal momento in cui il lavoratore si è assentato dal lavoro per compiere la donazione; la retribuzione andrà invece accordata per le ore di lavoro effettivamente non prestate. Al rientro in servizio il lavoratore deve presentare al proprio Focal Point un certificato, rilasciato dal centro autorizzato, di avvenuta donazione contenente dati anagrafici, quantità di sangue donato (almeno 250 gr.), giorno ed ora della donazione unitamente ad una dichiarazione che attesti la cessione gratuita del sangue. In caso di inidoneità alla donazione, al lavoratore viene garantita la retribuzione solo limitatamente al tempo necessario all’accertamento e alle relative procedure e previa presentazione della relativa certificazione rilasciata dalle strutture sanitarie trasfusionali.
La conoscenza come ‘valore’ … creatore di ‘valore’.“La conoscenza che si “espande” in un individuo, lo fa crescere, lo perfeziona, lo fa ‘essere’ e ‘valere’ di più nei diversi campi dell’attività umana. La conoscenza che si sviluppa e diffonde in una società aumenta il valore di detta società, nel senso più ampio del termine e quando cresce e si distribuisce in una comunità, in un’organizzazione politica, in una società sportiva, in un movimento sociale, o in un tipo qualunque di organizzazione, ha la capacità di “potenziare l’organizzazione stessa, di renderla più capace, più forte, più creativa”. La conoscenza come ‘valore’ … creatore di ‘valore’.
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References: Art. 34

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Art. 41

Art. 42

Art. 45