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Timestamp: 2017-07-22 18:34:01+00:00

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LA RIDUZIONE DELLA DONAZIONE – TRIBUNALE ALESSANDRIA –CASSAZIONE –AVVOCATO SUCCESSIONI | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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LA RIDUZIONE DELLA DONAZIONE – TRIBUNALE ALESSANDRIA –CASSAZIONE –AVVOCATO SUCCESSIONI
Viene attentamente analizzato a favore dell’utente del sito la problematica della riduzione delle donazioni , con attenzione alla possibilità’ previste dalla legge.Quando si chiude ella riduzione delle donazioni?
Un esempio classico è quello del padre che avendo ad esempio tre figli dona il suo unico immobile a uno solo di questi, gli altri s non vogliono rimanere a “bocca asciutta” devono fare l’azione di riduzione
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Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredita’ o altri diritti nella successione sono: il coniuge, ((i figli, gli ascendenti.))
Ai figli ((…)) sono equiparati ((…)) gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli ((…)), i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli ((…)).
Art. 537. Riserva a favore dei figli ….
Riserva a favore dei figli ((…)).
Salvo quanto disposto dall’articolo 542, se il genitore lascia un figlio solo, ((…)) a questi e’ riservata la meta’ del patrimonio.
Se i figli sono piu’, e’ loro riservata la quota dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli ((…)).
Quando l’attore, quale erede legittimo e legittimario, ha proposto domanda di riduzione di atti di donazione lesivi della quota di riserva a lui spettante ai sensi degli artt. 536 e segg. cod. civ., legittimamente il giudice di merito, a seguito della interpretazione della domanda giudiziale, può ritenere che tale domanda si estenda anche alla riduzione delle disposizioni contenute nel testamento del de cuius che sia stato prodotto in corso di causa e di cui l’attore legittimario non conosceva l’esistenza, quando dal tenore della sua pretesa risulti che l’attore intenda comunque conseguire la quota di legittima spettantegli ex lege”.
Sul punto, va ribadito il principio già dettatodalla cassazione , secondo cui la ‘legitimatio ad causam’, attiva e passiva, consiste nella titolarità del potere e del dovere di promuovere o subire un giudizio in ordine al rapporto sostanziale dedotto in causa, mediante la deduzione di fatti in astratto idonei a fondare il diritto azionato, secondo la prospettazione dell’attore, prescindendo dall’effettiva titolarità del rapporto dedotto in giudizio, con conseguente dovere del giudice di verificarne l’esistenza in ogni stato e grado del procedimento.
Da essa va tenuta distinta la titolarità della situazione giuridica sostanziale, attiva e passiva, per la quale non è consentito alcun esame d’ufficio, poiché la contestazione della titolarità del rapporto controverso si configura come una questione che attiene al merito della lite e rientra nel potere dispositivo e nell’onere deduttivo e probatorio della parte interessata. Fondandosi, quindi, la legittimazione ad agire o a contraddire, quale condizione all’azione, sulla mera allegazione fatta in domanda, una concreta ed autonoma questione intorno ad essa si delinea solo quando l’attore faccia valere un diritto altrui, prospettandolo come proprio, ovvero pretenda di ottenere una pronunzia contro il convenuto pur deducendone la relativa estraneità al rapporto sostanziale controverso (Sez. 3, Sentenza n. 14468 del 30/05/2008, Rv. 603170; Sez. 1, Sentenza n. 355 del 10/01/2008, Rv. 600878; cfr. anche Sez. 2, Sentenza n. 14177 del 27/06/2011, Rv. 618438).
B.L., B.G., B.M. e B.R. convennero in giudizio, dinanzi al Tribunale di Alessandria, il fratello B.A. , con la di lui moglie F.G. e con i figli B.N.F. e B.D.L., unitamente alle rispettive mogli G.M. ed Gr.An.. Esposero che il (omissis) era deceduto ab intestato il loro padre B.N. ; che costui in vita aveva posto in essere una serie di atti dispositivi del suo patrimonio in favore del figlio A. , dei di lui figli N.F. e D.L. e delle rispettive mogli, con i quali si era spogliato di tutti i suoi beni; che tali atti dissimulavano altrettanti donazioni, da ritenersi nulle per difetto di forma prescritta. Chiesero, pertanto, quali eredi legittimi e legittimari di B.N. , che il Tribunale dichiarasse la nullità dei detti atti dispositivi, con conseguente restituzione dei beni che ne costituivano oggetto alla massa ereditaria ovvero dichiarasse la simulazione di tali atti e la loro riduzione ai fini della reintegrazione delle quote di legittima ad essi attori riservate; condannasse i convenuti a rendere il conto dei frutti percepiti su detti beni; in subordine, disponesse la riduzione delle donazioni eventualmente ritenute valide; condannasse in ogni caso i convenuti al risarcimento del danno. Con separata citazione, gli attori proposero analoghe domande nei confronti di B.M. , altra figlia di B.A. , chiedendo l’annullamento degli atti dispositivi posti in essere dal de cuius in favore della stessa. Le cause scaturite dalle due citazioni furono poi riunite. 2. – Si costituirono – con distinte comparse – da una parte B.D.L. ed G.A. e, dall’altra, B.A. e F.G. . Sostennero, in relazione agli atti nei quali risultavano rispettivamente acquirenti, di avere versato il corrispettivo in contanti come era stato loro richiesto dal de cuius, il quale poi aveva provveduto ad investire quanto incassato per le cure della seconda moglie, C.B. . 3. – Si costituirono successivamente anche B.N.F. e G.M., i quali, oltre a contestare le domande attoree, chiesero – proponendo domanda in via riconvenzionale – che il Tribunale dichiarasse la nullità delle donazioni effettuate in vita dal de cuius in favore dei figli B.R. e B.G. , con contestuale restituzione dei beni alla massa ovvero disponesse la collazione; dichiarasse la qualità di erede universale di B.N.F. , in forza di testamento pubblico del 21.1.1981 – pubblicato il 19.10.1998 (dopo la notifica dell’atto di citazione) – che contestualmente producevano e, perciò, il diritto del medesimo all’attribuzione di un terzo del patrimonio ereditario, come sarebbe stato ricostruito all’esito del giudizio. Infine, chiesero ed ottennero di chiamare in causa C.B., onde udire pronunziare, anche nei suoi confronti, la nullità delle donazioni dalla stessa ricevute, con ogni conseguente provvedimento. 4. – Anche C.B. si costituì, negando di aver mai ricevuto alcunché dal de cuius a titolo di liberalità, neppure in forma indiretta attraverso l’incarico di gestirne il denaro, essendo stato affidato tale incarico a F.G. , moglie di B.A.. 5. – Il Tribunale di Alessandria dichiarò inammissibili e respinse tutte le domande, sia quelle attoree che quelle riconvenzionali. 6. – Sul gravame proposto in via principale dagli attori e in via incidentale da B.N.F. e G.M. , la Corte d’Appello di Torino, con sentenza del 21.1.2009, dichiarò anzitutto la nullità della sentenza di primo grado, in quanto pronunziata dal Tribunale in composizione monocratica, anziché – come prescritto – in composizione collegiale; indi, in parziale accoglimento delle domande attoree, dichiarò che cinque atti di disposizione del patrimonio immobiliare del de cuius dissimulavano in realtà altrettante donazioni, che dichiarò nulle per difetto di forma; dichiarò che gli immobili oggetto degli atti nulli costituivano l’asse ereditario del defunto B.N. ; determinò le quote di riserva spettanti a B.L., B.G., B.M. e B.R., assegnando la restante parte del patrimonio ereditario all’erede universale B.N.F. nominato dal de cuius col testamento pubblico del 21.1.1981; infine rigettò o dichiarò inammissibili tutte le restanti domande. 7. – Per la cassazione della sentenza di appello hanno proposto ricorso (procedimento n. 6139/2010 R.G.) B.M., B.N.F. e G.M. sulla base di tre motivi. Altro ricorso è stato proposto separatamente (procedimento n. 6140/2010 R.G.) da B.A. e F.G. sulla base dei medesimi identici tre motivi. Hanno resistito con controricorso B.L., B.G., B.M. e B.R.. B.D.L. e Gr.An. sono rimasti intimati. I ricorrenti B.A. e F.G., nonché i resistenti B.G., B.M. e B.R. hanno depositato memorie ex art. 378 cod. proc. civ..

References: Art. 537
 Sentenza 
 Sentenza 
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 sentenza 
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 art. 378