Source: http://camphortree.altervista.org/2013/07/05/dopo-gli-eap-i-bap-blogger-a-pagamento/
Timestamp: 2018-10-20 15:12:23+00:00

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Dopo gli EAP, i BAP: blogger a pagamento | L'albero di Canfora
Dopo gli EAP, i BAP: blogger a pagamento
Pensavo che fosse un fenomeno relativamente poco diffuso e che fossimo particolarmente sfigati ad averli beccati noi, ma a quanto pare sulla piazza editoriale c’è un nuovo fenomeno: i BAP, blogger a pagamento.
Questi sedicenti blogger offrono servizi spessi non richiesti ad autori e case editrici. Chiedono soldi per recensire, per fare interviste, per ospitare il libro nei loro spazi.
Le obiezioni che si possono fare a questo tipo di offerta sono diverse e parallele a quelle che si possono fare agli editori a pagamento.
Da autore/editore:
A) Perché dovrei pagare per fornirti la materia prima, senza la quale il tuo blog non esisterebbe?
B) Se recensisci tutti quelli che ti pagano allora non c’è né obbiettività né selezione, quindi cosa me ne frega di finire in uno spazio pieno di ciarpame?
C) Perché devo pagare per una cosa che altri blog sanno fare meglio ma soprattutto gratis?
D) I lettori non sono scemi e si accorgono in fretta del fatto che recensisci bene un libro solo perché qualcuno ti paga. Quindi se deve cercare recensioni obiettive va altrove. Che razza di visibilità mi offri?
E) Da autore o editore che figura ci faccio nel momento in cui salta fuori che ho pagato per le recensioni? E cosa dovrebbe spingere gli altri blogger a non chieder soldi per recensirmi? Se ne ho pagato uno, allora devo pagarli tutti.
Da lettore i dubbi si legano al punto D :
Perché dovrei affidarmi a un blogger che recensisce perché pagato?
Qualcuno ha detto che in fondo non ci vedeva nessuno scandalo in un’offerta come quella che leggete nelle immagini perché alla fine ti danno un servizio. Sta a te rifiutare.
Partiamo dal presupposto che un servizio me lo vado a cercare. Ma sopratutto dietro questa vendita di opinioni, perché di questo si tratta, c’è una perversione del ruolo del blogger che svende la sua affidabilità per quattro soldi.
Fortunatamente non tutti i blogger sono così.
Questo articolo è stato pubblicato in Web il 5 luglio 2013 da Carlotta.
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31 pensieri su “Dopo gli EAP, i BAP: blogger a pagamento”
lauraetlory 5 luglio 2013 alle 15:01
Il tipo mi ha contattata più di una volta. Ho elegantemente lasciato cadere nel vuoto cosmico le sue profferte. Anche perché non vedo che guadagno possa venire da una recensione prezzolata su un blog… manco fosse il Corriere della Sera.
Alessandro C. 5 luglio 2013 alle 15:05
Che delusione la prostitizione dei blogger. Credevo si trattasse di un fenomeno diffuso solo nel campo dell’ hi-tech, e invece…
Isa Thid 5 luglio 2013 alle 15:13
consigliamoci un libro è particolarmente molesto, mi taggava continuamente e ho dovuto eliminarlo completamente dai contatti. Guido Catalano è appena diventato il mio idolo! 😛
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 15:21
Hai dato un’occhiata alle recensioni sul blog? Comunque segnaliamola sta gente. Magari la piantano.
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 15:23
Macchè, non so come siano gli altri settori, ma quello editoriale riserva sorprese deliranti.
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 15:26
Guido Catalano for president 😀
Agave 5 luglio 2013 alle 15:39
No, dai. I blogger a pagamento NO.
Gestisco un blog che si occupa di recensioni di romanzi, e mi arrivano richieste di esordienti che mi inviano il proprio lavoro. E mai, dico mai, mi farò pagare per recensire: mi sentirei obbligata a scrivere un articolo positivo, quando la mia scuola di pensiero è opposta: scrivere una recensione sincera, segnalando anche i difetti. Sì, anche se conosco personalmente l’autore.
Le recensioni a pagamento, infatti, sono dannose: illudono l’autore di aver scritto un buon libro, e portano il blogger a mentire pur di guadagnare.
Simone 5 luglio 2013 alle 15:39
Ma… ma… la risposta di Guido è spettacolare!
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 15:49
Completamente d’accordo. Hai una nuova lettrice per quanto mi riguarda.
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 15:58
LaLeggivendola 5 luglio 2013 alle 17:46
A parte il fatto che la risposta di Guido merita un’ovazione… sono disgustata. E demoralizzata. E offesa. E poi di nuovo disgustata, in loop. Te credo poi che gira la voce del ‘blogger scroccone’…
LaLeggivendola 5 luglio 2013 alle 17:49
Ma è una cosa così diffusa? Cioè, più o meno quanti sono? Perché non riesco a concepirne l’esistenza, considerando tutte le ovvie obiezioni che hai fatto tu stessa.
… ma poi la tristezza di uno che scrive in stampatello. Manca solo il comic sans. E sono certa che se avesse potuto usarlo su Fb, l’avrebbe fatto.
Niccolò Tapparo 5 luglio 2013 alle 18:29
Tra l’altro divertente la giustificazione “donazione per aiutarmi con le spese del sito” quando sta in un hosting gratuito che gli fornisce pure la pubblicità per guadagnare…
Malitia 5 luglio 2013 alle 18:34
Vorrei fare presente che questo è l’url del contatore Histats del sito… altro che 28000 visite al mese…
http://www.histats.com/viewstats/?SID=1840966&f=1
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 19:03
Esattamente come questo blog qui. Garantisco che non spendo un euro.
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 19:15
Non è l’unica palla che ha raccontato. Verifico e vi faccio sapere.
Carlotta Autore articolo 5 luglio 2013 alle 19:26
Ribadisco la conclusione del post: un editore (e anche un autore, se davvero interessato alla recensione) sanno perfettamente distinguere un blogger cialtrone da uno che non lo è. Basta leggersi qualche post. Ci sono blogger che anche se non ci recensiscono tutti i libri mi fa piacere continuare a coinvolgerli, altri a cui non manderei neanche le schede di lettura, figuriamoci i libri.
Così come degli editori non bisogna fare tutta una categoria, bisogna fare una bella distinzione tra blogger e blogger.
E’ una cosa diffusa? Non so darti statistiche. A noi non è a prima volta che capita. Ti assicuro che ora lo screenshot non me lo risparmio più.
“… ma poi la tristezza di uno che scrive in stampatello. Manca solo il comic sans. E sono certa che se avesse potuto usarlo su Fb, l’avrebbe fatto.” Definitiva XD
Anonimo 6 luglio 2013 alle 12:12
Tenar 6 luglio 2013 alle 14:45
Ma esiste anche qualcuno che ci casca e paga? Mio marito la definirebbe una tassa sulla stupidità…
Simona 8 luglio 2013 alle 13:46
“Consigliamoci un libro” ha 17 cloni. 17 profili uguali per pubblicità. E Facebook non ha un’opzione per segnalare gli account multipli, vero?
Carlotta Autore articolo 8 luglio 2013 alle 18:35
Non commento chi fa questo tipo di scelta. (Uhm). Però ecco non mi sembra che porti grandi risultati.
Carlotta Autore articolo 8 luglio 2013 alle 18:36
Si possono segnalare i profili per spam ma anche se non rappresentano una persona reale come in questo caso. Sono molti i motivi per.
Silvia Schwa 9 luglio 2013 alle 19:17
Da blogger mi sento un po’ offesa da gente come questa di cui sentivo già la puzza ( solo che quei blogger in cambio volevano solo che gli editori continuassero a mandare libri…soldi ancora no).
Per me parlare di un libro è soprattutto un piacere, anzi, per come la vedo io, se so che un libro potrebbe piacermi lo compro e poi ne parlo con piacere (ops, mi sono ripetuta).
Stranoforte 11 luglio 2013 alle 8:46
Ma poi, dico, avete visto la grafica? Tutto centrato, ma passi. Ci sono però quintali di refusi, migliaia di calci, schiaffi e pugni alla letteratura (il tutto a pagamento).
Carlotta Autore articolo 14 luglio 2013 alle 10:12
@Silvia: c’era una litblogger abbastanza quotata che faceva il contrario. Comprava quelli che non era sicura di recensire in modo da non sentirsi obbligata e si faceva spedire quelli che era sicura le sarebbero piaciuti e avrebbe recensito. Però ripeto aveva un’ottima fama, svolgeva il lavoro seriamente, aveva la fiducia degli editori.
Paolo Zardi 15 luglio 2013 alle 12:40
Terribile, fate bene a far girare queste informazioni…
Al contrario, però, un po’ di tempo fa mi è arrivata una mail di un tizio che non avevo mai sentito nominare con un pdf allegato. La mail diceva più o meno così:
le invio il mio nuovo libro con la preghiera di recensirlo nel suo blog”.
Gli ho risposto gentilmente che, purtroppo, non ho moltissimo tempo da dedicare alla lettura – nel senso che ci sono molte cose che mi piacciono, e a qualcuna devo dire no. Tra l’altro, di tutti i libri che leggo e che mi piacciono, scrivo qualcosa solo se ho realmente qualcosa da dire. Per cui gli ho chiesto se poteva parlarmi un po’ di lui, di come è arrivato a scrivere il libro, giusto per dargli la possibilità di farmi nascere un po’ di curiosità.
Mi ha risposto: “Trova tutto nella nota biografica alla fine del libro”.
Be’, inutile dire che non l’ho ancora letto, e ho il sospetto che non lo farò mai!
Paolo Zardi 15 luglio 2013 alle 12:45
28.000 visite in tutto!
Oggi, alle 12.44, ha ricevuto 4 visite…. mah!
loregasp 28 luglio 2013 alle 15:57
Decisamente, una tristezza colossale, l’intera vicenda. Mi vergogno un po’, come blogger.
Un lettore è un gran sognatore 29 luglio 2013 alle 12:58
Così non si avrà mai un parere vero e sincero, è normale che uno essendo pagato parlerà bene di quell’autore e di quell’opera… :/
Mi sono permessa di linkare l’articolo sulla mia pagina fb, spero non ti dispiaccia!
MsLeuconoe 29 luglio 2013 alle 13:26
Che schifo! Anche io ho un blog ma non ho mai pensato di farmi dare neanche un euro! Mi sento davvero amareggiata nel leggere certe cose..
Ryo 29 luglio 2013 alle 23:08
Ahahah, menomale che esistono questi personaggi, sono meglio di un film comico. Anche io sono stato contattato da Salvatore, ecco la mia esperienza: http://www.ryo.it/2013/07/29/consiglialibro-recensori-a-pagamento/ 🙂

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