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Timestamp: 2019-03-25 02:13:41+00:00

Document:
Il fenomeno dell'integrazione verticale tra imprese è riferibile a una molteplicità di figure negoziali da individuarsi caso per caso.
Per i trattamenti retributivi, i contributi previdenziali e i premi assicurativi in relazione al periodo di esecuzione del contratto, il committente è responsabile in solido anche con il subfornitore, e non solo con il subappaltatore.
La ratio dell’introduzione della responsabilità solidale del committente è quella di evitare il rischio che i meccanismi di decentramento, e di dissociazione fra titolarità del contratto di lavoro e utilizzazione della prestazione, vadano a danno dei lavoratori utilizzati nell’esecuzione del contratto.
Non si giustifica una esclusione della garanzia nei confronti dei dipendenti del subfornitore, atteso che la tutela del soggetto che assicura una attività lavorativa indiretta non può non estendersi a tutti i livelli del decentramento.
Decisione: Sentenza n. 254/2017 Corte Costituzionale
Classificazione: Civile, Commerciale, Lavoro, Tributario
Parole chiave: #appalto, #committente, #lavoro, #responsabilitàsolidale, #subappalto, #subfornitura, , #fulviograziotto, #scudolegale
Una società committente era stata condannata in primo grado al pagamento di retribuzioni noncorrisposte dall'impresa sua subfornitrice al lavoratori di quest'ultima.
La Corte di Appello, sollevava la questione incidentale di legittimità costituzionale dell'art. 29, comma 2, del decreto Legislativo n. 276/2003, disposizione che prevede espressamente la responsabilità solidale del committente per i casi di appalto e subappalto, ma non per la subfornitura.
La Corte Costituzionale ritiene non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, e si pronuncia nel senso che il committente è obbligato in solido anche con il subfornitore.
La Corte Costituzionale ha dapprima affrontato la questione partendo dal non univoco inquadramento della dottrina e della giurisprudenza del contratto di subfornitura: «Dottrina e giurisprudenza di merito sono tuttora divise sulla configurazione giuridica e sul più corretto inquadramento sistematico del contratto di subfornitura, in particolare, quanto al profilo della sua autonomia o meno rispetto al contratto di appalto di cui all’art. 1655 del codice civile».
In particolare, riassume le posizioni della dottrina: «Tra tali due figure negoziali vi sarebbe, infatti, secondo un primo orientamento, un rapporto di species a genus, nel senso che la subfornitura non altro costituirebbe che un “sottotipo”, se non un equivalente, del contratto di appalto, ovvero uno schema generale di protezione nel quale possono rientrare plurime figure negoziali in senso trasversale, tra cui l’appalto. Secondo altro indirizzo interpretativo vi sarebbe, invece, tra i rispettivi schemi negoziali, una sostanziale differenza. E proprio la “dipendenza tecnologica”, presente nel contratto di subfornitura, segnerebbe il discrimine rispetto all’appalto che comporta, invece, una autonomia dell’appaltatore nella scelta».
Rileva che anche la giurisprudenza di legittimità non è al riguardo univoca: «In un caso (sezione seconda, sentenza 29 maggio 2008, n. 14431), la Corte di cassazione ha affermato, infatti, che il rapporto di subfornitura, enucleato al fine di dare adeguata tutela, a fronte di abusi che determinino un eccessivo squilibrio nei diritti e negli obblighi delle parti, alle imprese che lavorino in stato di dipendenza economica rispetto ad altre, riguarda il fenomeno meramente economico della cosiddetta integrazione verticale fra imprese, ma "è riferibile ad una molteplicità di figure negoziali; a volte estremamente eterogenee, da individuarsi caso per caso, potendo assumere i connotati del contratto di somministrazione, della vendita di cose future, [quindi, anche] dell’appalto d’opera o di servizi ecc.". »
Ricorda poi che la successiva pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione: «in cui veniva in rilievo la figura dell’"abuso di dipendenza economica" di cui all’art. 9 della legge n. 192 del 1998, la motivazione della decisione (sezioni unite, ordinanza 25 novembre 2011, n. 24906) lascia presupporre - sulla stessa linea di interrelazione tra le categorie negoziali in esame - l’attribuzione di una portata estensiva dello schema di tutela apprestato per la subfornitura».
Infine, evidenzia che «in una più recente pronuncia (sezione terza, sentenza 25 agosto 2014, n. 18186), la stessa Corte è incline ad attribuire connotati di specificità al contratto di subfornitura, come forma "non paritetica" di cooperazione imprenditoriale, "nella quale la dipendenza economica del subfornitore si palesa, oltre che sul piano del rapporto commerciale e di mercato […] anche su quello delle direttive tecniche di esecuzione", in quanto "l’inserimento del subfornitore - sebbene in forza di un’opzione organizzativa di esternalizzazione - in un determinato livello del processo produttivo proprio del committente […] non può non implicare l’assoggettamento della prestazione di subfornitura all’osservanza di più o meno penetranti (a seconda della natura della lavorazione e del prodotto) direttive tecniche del committente. Quelle stesse direttive tecniche che questi avrebbe dovuto osservare ove avesse optato per mantenere all’interno della propria organizzazione l’intero ciclo di produzione"»; ciò che, sempre secondo la Cassazione "diversifica il rapporto di subfornitura commerciale […] dall’appalto d’opera o di servizi, nel quale l’appaltatore è chiamato, nel raggiungimento del risultato, ad una prestazione rispondente ad autonomia non solo organizzativa ed imprenditoriale, ma anche tecnico-esecutiva; con quanto ne deriva in ordine alla maggior ampiezza della sua responsabilità per i vizi della cosa e la sua non perfetta rispondenza a quanto convenuto".
Dopo aver dato atto che la Corte di Appello rimettente ha tenuto conto dell'esistenza delle due opzioni interpretative, ritiene che la stessa non abbia considerato che ciascuno di tali orientamenti «in chiave di riconducibilità o meno del contratto di subfornitura alla cornice concettuale e disciplinatoria dell’appalto e del subappalto, è comunque aperto, e non chiuso, all’estensione della responsabilità solidale del committente ai crediti di lavoro dei dipendenti del subfornitore».
La Corte Costituzionale ne precisa meglio il senso come segue:
«All’obiezione per cui la natura eccezionale della norma sulla responsabilità solidale del committente osterebbe ad una sua applicazione estensiva in favore di una platea di soggetti diversi dai dipendenti dell’appaltatore o subappaltatore (ai quali soltanto la norma stessa fa testuale riferimento) si replica, infatti, che l’eccezionalità della responsabilità del committente è tale rispetto alla disciplina ordinaria della responsabilità civile - che esige di correlarsi alla condotta di un soggetto determinato - ma non lo è più se riferita all’ambito, ove pur distinto, ma comunque omogeneo in termini di lavoro indiretto, dei rapporti di subfornitura.
Ciò in quanto la ratio dell’introduzione della responsabilità solidale del committente - che è quella di evitare il rischio che i meccanismi di decentramento, e di dissociazione fra titolarità del contratto di lavoro e utilizzazione della prestazione, vadano a danno dei lavoratori utilizzati nell’esecuzione del contratto commerciale - non giustifica una esclusione (che si porrebbe, altrimenti, in contrasto con il precetto dell’art. 3 Cost.) della predisposta garanzia nei confronti dei dipendenti del subfornitore, atteso che la tutela del soggetto che assicura una attività lavorativa indiretta non può non estendersi a tutti i livelli del decentramento. In tal senso venendo anche in rilievo - lo sottolinea la difesa di parte attrice nel giudizio a quo - la considerazione che le esigenze di tutela dei dipendenti dell’impresa subfornitrice, in ragione della strutturale debolezza del loro datore di lavoro, sarebbero da considerare ancora più intense e imprescindibili che non nel caso di un “normale” appalto.»
Conclude per la non fondatezza della questione di legittimità costituzionale perché «la norma denunciata è, pertanto, interpretabile - e va correttamente, dunque, interpretata - in modo costituzionalmente adeguato e coerente agli evocati parametri di riferimento: nel senso, appunto, che il committente è obbligato in solido (anche) con il subfornitore relativamente ai crediti lavorativi, contributivi e assicurativi dei dipendenti di questi».
Il punto centrale della questione era la possibilità di interpretare il testo della disposizione, che nella sua formulazione letterale menziona solo l'appaltatore e il subappaltatore, estendendola anche al subfornitore.
La Corte Costituzionale ha preso atto del non univoco inquadramento della dottrina e della giurisprudenza del contratto di subfornitura, ma ha ritenuto che - in ognuno degli orientamenti - l'eccezionalità della responsabilità del committente rispetto alla ordinaria disciplina della responsabilità civile, viene meno se riferita all'ambito dei rapporti di subfornitura, che portano a un trattamento omogeneo in termini di lavoro indiretto, proprio perché la ratio del regime di responsabilità solidale del committente è quella di evitare il rischio che i meccanismi di decentramento vadano a danno dei lavoratori.
Cass. 14431/2018
Cass. 18186/2014
Cass. 24906/2011, Sezioni Unite
Vigente al: 13-05-2018
Art. 29 - Appalto
2. ... In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento. PERIODO SOPPRESSO DAL. D.L. 17 MARZO 2017, N. 25, CONVERTITO SENZA MODIFICAZIONI DALLA L. 20 APRILE 2017, N. 49. PERIODO SOPPRESSO DAL. D.L. 17 MARZO 2017, N. 25, CONVERTITO SENZA MODIFICAZIONI DALLA L. 20 APRILE 2017, N. 49.PERIODO SOPPRESSO DAL. D.L. 17 MARZO 2017, N. 25, CONVERTITO SENZA MODIFICAZIONI DALLA L. 20 APRILE 2017, N. 49. Il committente che ha eseguito il pagamento è tenuto, ove previsto, ad assolvere gli obblighi del sostituto d'imposta ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e può esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali. (29)
Art. 30 - Distacco

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Art. 29

Art. 30