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Timestamp: 2020-04-03 17:10:52+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.15 del 14/09/2010
Resoconto della seduta n.15 del 14/09/2010
SEDUTA N. 15 DEL 14 SETTEMBRE 2010
PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 14 del 30 luglio 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
– n. 34/2010, in data 5 agosto 2010, ad iniziativa del Consigliere Latini, concernente: “Modifiche alla legge regionale 20 febbraio 1995, n. 17 ‘Interventi ed indennizzi per danni causati al patrimonio zootecnico da specie animali di notevole interesse scientifico e da cani randagi’”, assegnata alla III Commissione in sede referente;
– n. 35/2010, in data 10 agosto 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Massi, Acquaroli, Foschi, Ciriaci, concernente: “Le nuove norme di edilizia rurale per la multifunzionalità e la pluriattività delle aziende agricole marchigiane”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e al Consiglio delle autonomie locali per il parere di cui all’articolo 11, comma 2, lett. b) della legge regionale n. 4/2007";
– n. 36/2010, in data 10 agosto 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Massi, Acquaroli, concernente: “Modifica della l.r. n. 22/2009 concernente: ‘Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile’”, assegnata alla IV Commissione in sede referente”;
– n. 37/2010, in data 10 agosto 2010, ad iniziativa del Consigliere Latini, concernente: “Norme in materia di risorse idriche”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere di cui all’articolo 69 del Regolamento Interno e al Consiglio delle Autonomie Locali per il parere ai sensi dell’articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 4/2007;
– n. 38/2010, in data 9 settembre 2010, ad iniziativa del Consigliere Massi, concernente: “Modifiche alla legge regionale 18 maggio 2004, n. 13 “Norme concernenti le agenzie, gli enti dipendenti e le aziende operanti in materia di competenza regionale”, assegnata alla I Commissione in sede referente e al Consiglio delle autonomie locali per il parere ai sensi dell’articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 4/2007;
– n. 15/2010, in data 26 luglio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente. “Modifica del Programma di sviluppo rurale della Regione Marche in attuazione del reg. CE n. 1698 del Consiglio del 20 settembre 2005”, assegnata alla III Commissione in sede referente, alla II e VI Commissione per l’espressione del parere obbligatorio di cui all’articolo 69 del Regolamento interno, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lett. c) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4. e al Consiglio regionale dell’economia e del lavoro per il parere di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), n. 2, della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15.
– n. 50/2010, dei Consiglieri Eusebi, Giorgi, Donati, Acacia Scarpetti: “Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi”;
– n. 51/2010, del Consigliere Latini: “Riorganizzazione dell’attuale articolazione degli ambiti territoriali sociali”;
– n. 52/2010, del Consigliere Pieroni: “Visita in Italia del Colonnello Gheddafi e l’inaccettabile gravità delle sue dichiarazioni;
– n. 53/2010, del Consigliere D’Anna “Sostituzione delle coperture in amianto con il fotovoltaico”;
– n. 54/2010 delle Consigliere Giorgi, Romagnoli, Malaspina “Per Sakineh Mohammadi Ashtiani e per i diritti civili in Iran”;
– n. 55/2010 del Consigliere Binci “Nomina dell’Ombudsman regionale”;
– n. 56/2010 della Consigliera Ciriaci “Collegamenti ferroviari. Disagi dei treni pendolari tratta San Benedetto del Tronto – Ancona”.
Comunico, inoltre, che ho provveduto in data 30 luglio 2010 alle seguenti nomine:
– decreto n. 22: “Nomina dell’autorità di garanzia per il rispetto dei diritti di adulti e bambini – Ombudsman regionale”;
– decreto n. 23: “Nomina di due componenti del Consiglio di amministrazione della Cooperativa artigiana di garanzia Pietro Rabini di Ancona”.
in data 19 luglio 2010:
– n. 1143 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 1.014.008,00";
– n. 1144 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 21.219.607,64";
– n. 1145 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al POA 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 100.000,00”;
– n. 1146 “Art. 20, comma 3, della l.r. n. 3/2001 – Prelevamento dal fondo di riserva per le spese obbligatorie per l’integrazione dello stanziamento di capitoli compresi nell’elenco n. 2 “Spese dichiarate obbligatorie” del bilancio 2010. € 8.324,74";
– n. 1147 “Art. 6, comma 1, lettera a) della l.r. n. 31/2009 – Reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione. € 13.165.808,98".
In data 26 luglio 2010:
– n. 1183 “Art. 6, comma 2, della l.r. n. 31/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Spese di personale. Importo € 8.566,72”;
– n. 1184 “Art. 6, comma 2, della l.r. n. 31/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Spese di personale. Importo € 64.820,28”;
– n. 1185 “Art. 6, comma 2, della l.r. n. 31/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta Regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Spese di personale € 20.204,91”;
– n. 1186 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 3/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/20089 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 7.178.308,59";
– n. 1187 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 200.000,00";
– n. 1188 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte di soggetti terzi vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 85.000,00";
– n. 1189 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 32/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. Integrazione progetto Develop Med. Importo € 31.624,00. Modifica al POA 2010";
– n. 1190 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 2, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato e dell’Unione Europea vincolati a scopi specifici e delle relative spese. Importo € 1.427.500,00";
– n. 1191 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 79.888,00”;
– n. 1192 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 83.305,14”;
– n. 1193 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni”;
– n. 1194 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 432.302,55”;
– n. 1195 “Art. 29 della l.r. n. 31/2001 e art. 27 della l.r. n. 32/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale per l’anno 2010. € 15.000,00";
– n. 1196 “Art. 29 della l.r. n. 31/2001 e art. 27 della l.r. n. 32/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale per l’anno 2010. € 92.614,77";
– n. 1197 “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali della quota di Fondo nazionale per le politiche sociali e relativi impieghi. € 10.075.907,94";
– n. 1199 “Art. 6, comma 1, lettera a) della l.r. n. 31/2009 – Reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione. € 308.065,93";
– n. 1200 “Art. 29 della l.r. n. 31/2001 e art. 27 della l.r. n. 32/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale per l’anno 2010. € 450.000,00";
– n. 1201 “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per i settori trasfusionale trapianto organi e relativi impieghi e modificazioni al POA 2010. € 77.990,72";
– n. 1202 del 26/07/2010: “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 108.000,00.
In data 2 agosto:
– n. 1221 “Art. 6, comma 1, lettera a), della l.r. n. 31/2009 – Reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione. € 2.443.000,00";
– n. 1222 “Art. 6 della l.r. n. 31/2009 – Reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di economie relative a stanziamenti aventi specifica destinazione. € 40.000.000,00";
– n. 1223 “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni statali per la realizzazione del programma investimenti in sanità ai sensi dell’art. 20 della legge n. 67/88 e relativi impieghi. € 118.007.222,14";
– n. 1224 “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni statali per l’integrazione del finanziamento del Servizio sanitario nazionale. € 6.380.963,40";
– n. 1225 “Art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Variazione modificativa delle entrate destinate al finanziamento del SSR. e delle relative spese. € 34.161.520,59”;
– n. 1248 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 811.000,00”;
– n. 1249 “Art. 6, comma 1, lettera a), della l.r. n. 31/2009 – Reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione. € 800.000,00";
– n. 1250 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 40.000,00”.
Ha chiesto congedo l’Assessore Luchetti.
Commemorazione in memoria del Sindaco Angelo Vassallo
PRESIDENTE. Credendo di interpretare il sentimento di tutti i Consiglieri regionali vorrei invitare questa Assemblea legislativa ad osservare un minuto di silenzio per il vile attentato ad un amministratore, il Sindaco del Comune di Pollica in Campania, Angelo Vassallo, che nella notte del 5 settembre scorso è stato trucidato in maniera vile e tremenda.
Su Angelo Vassallo, un amministratore che aveva fatto della battaglia della legalità il suo vessillo, un Sindaco che in mezzo a molte difficoltà aveva cercato di coniugare nella città che amministrava sviluppo economico, rispetto dell’ambiente, eco-sostenibilità, è stato scaricato un intero caricatore.
Ma qualsiasi frase pronunciassimo e qualsiasi sentimento esprimessimo non saremmo in grado comunque di stigmatizzare la brutalità di un atto del genere.
La morte di una persona per mano di un’altra è sempre un delitto efferato, ma nel momento in cui ad essere colpiti sono uomini delle Istituzioni queste debbono poi reagire con forza.
Perché anche in un momento in cui la politica è considerata distante, disattenta, c’è un clima di antipolitica dovuto anche a gravi responsabilità della politica stessa, ci sono persone, ci sono uomini, ci sono sindaci, ci sono amministratori che per non venire meno ai loro princìpi, per essere coerenti con le proprie idee, per lottare in favore della propria comunità, sono disposti a sacrificare la vita. E questo naturalmente non può lasciarci indifferenti.
Dunque è per questo, seppure a distanza di diversi giorni, ma è la prima seduta che svolgiamo dopo appunto questo attentato, che invito, sapendo di interpretare il sentimento di voi tutti e dell’intera comunità marchigiana, l’Assemblea legislativa ad osservare un minuto di silenzio.
Giacomo BUGARO. Chiedo la possibilità, visto il dibattito sviluppatosi in questi giorni circa la vicenda della fiera di Ancona, di poter anticipare la mozione n. 29, depositata il mese di giugno, che riguarda appunto tale argomento. Affinché, visto che la vicenda tocca l’economia regionale molto da vicino, anche questa Assemblea regionale si possa esprimere.
Mirco RICCI. L’argomento posto dal Consigliere Bugaro è molto interessante, è un dibattito realmente contingente, ma credo che non sia opportuno discuterlo con un’urgenza oggi. Casomai invito il Consigliere Bugaro a discutere di questa mozione nella prossima seduta, ciò per non accelerare un dibattito su un problema importante e contingente per la Regione Marche.
Nonostante la mozione sia stata presentata tempo fa, per questo sono d’accordo per un suo anticipo, chiedo al Consigliere Bugaro se è disponibile a discuterla la prossima settimana, in modo tale che anche i Consiglieri rientrati dalle ferie e che conoscono bene la materia possano essere informati in maniera adeguata di una questione dal risvolto prettamente politico e di governo rispetto alla regione Marche.
Francesco MASSI GENTILONI SILVERI. Noi vorremmo che i problemi che riguardano la programmazione regionale, lo sviluppo e il futuro dell’economia di questa regione, non si dibattessero solo sui giornali, quindi la richiesta del Consigliere Bugaro di accelerare la discussione in questa Assemblea legislativa è sacrosanta, legittima ed opportuna.
Il rinvio alla programmazione di sussidiarietà, se così posso dire, del Presidente Spacca che in qualche modo dice: “ci pensano le Camere di commercio” mi trova abbastanza perplesso. Io ho fiducia nelle Camere di commercio come istituzione, ma credo che la Regione non possa abdicare al suo ruolo.
E far scontrare gli amministratori, gli imprenditori o addirittura le Camere di commercio, senza un pronunciamento forte dell’Assemblea legislativa, mi sembra sia sbagliato.
Tra l’altro pensavo, quando è apparso il dibattito sulla stampa, che i colleghi della terza Commissione avessero già avuto in mano l’argomento, invece, informandomi questa mattina tra i colleghi di maggiorana e minoranza, ho saputo che non se ne è occupata.
Capisco che non c’è un atto però sono favorevole a discutere almeno degli orientamenti sulla programmazione di quest’Aula, credo sia una questione importante, determinante.
E’ pertanto giusta la richiesta fatta dal Consigliere Bugaro, la sostengo.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento, così come prevede il Regolamento, pongo in votazione la richiesta del Consigliere Bugaro di anticipare la mozione n. 29... (..)
Giacomo BUGARO. Se non passa sarà valida la proposta del Consigliere Ricci oppure no?
PRESIDENTE. Al primo punto dell’ordine del giorno ci siamo presi un altro impegno, in ogni caso se non sarà il primo sarà magari il secondo, insomma lo metteremo comunque tra i primi punti. In ogni caso c’è l’impegno di discuterla nella prossima Assemblea legislativa.
Detto questo chiedo al Consigliere Bugaro se intende ritirare questa sua richiesta oppure debbo porla ai voti?
Giacomo BUGARO. Presidente, raccogliendo l’invito formulato dal Capogruppo del PD, ritirerò questa mia proposta soltanto se ci sarà un impegno solenne di metterla al primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta.
PRESIDENTE. Prendiamo l’impegno, come peraltro già assunto in Conferenza dei Capigruppo, di discutere questa mozione e quindi di inserirla tra i primissimi punti dell’ordine del giorno della prossima seduta.
“Erosione marina”
“Erosione del litorale maceratese”
dei Consiglieri Marinelli, Acquaroli
“Mareggiata del 21 giugno 2010”
(Discussione e rinvio votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 8 del Consigliere D’Anna, la mozione n. 26 del Consigliere Acquaroli, la mozione n. 38 dei Consiglieri Marinelli, Acquaroli, abbinate.
Ha la parola il Consigliere D’Anna per l’illustrazione.
Giancarlo D’ANNA. Nonostante la scorsa legislatura ci siano stati, da parte di diversi esponenti sia di maggioranza che di opposizione, interventi riguardo al problema dell’erosione marina, negli ultimi anni per una serie di motivi c’è stata comunque una disattenzione ed una mancanza di provvedimenti che potevano invece garantire un regolare percorso anche per quanto riguarda l’attività turistico balneare della nostra regione.
La situazione riguarda tutta la regione e direi anche oltre. Le conseguenze dell’erosione marina sono note a tutti. Guardando i telegiornali regionali e nazionali possiamo renderci conto che uno dei punti cardini del nostro turismo balneare si trova spesso a rischio in quanto la nostra costa non ha una protezione adeguata.
Ciò deriva dal fatto che nel corso dei decenni si sono presi sempre dei provvedimenti tampone che hanno sì limitato i danni in alcune zone che però hanno poi creato problemi nelle zone limitrofe.
Dunque questo stillicidio in un modo o nell’altro deve finire.
Io nella mia mozione ho evidenziato la parte del territorio che conosco meglio, ma i colleghi di altre province hanno fatto la stessa cosa, pertanto si è voluto evidenziare che c’è un problema regionale che, ripeto, va anche oltre la regione Marche.
Quindi se il problema è regionale è chiaro che ci deve essere un unico intervento, una programmazione unica orientata a coprire quel deficit di presenza di difesa della costa che causa appunto notevoli danni.
Ci sono delle attività turistico balneari che non hanno potuto iniziare in tempo la loro attività turistica, ce ne sono altre che a causa delle mareggiate durante la stagione hanno subito seri problemi e di conseguenza dei danni economici notevoli.
Pertanto è proprio arrivato il momento di prendere una decisione, di fare cioè una programmazione che tenga conto di questo fenomeno che riguarda tutta la nostra regione.
(...) Presidente, siccome queste mozioni sono state presentate anche nella scorsa legislatura...
PRESIDENTE. Qual è il problema Consigliere?!
Giancarlo D’ANNA. Il problema è che il Presidente della Regione si fa abbondantemente i fatti suoi, tutti gli altri parlano ed io mi ritrovo qui a parlare da solo!
PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, lei svolga il suo discorso.
Giancarlo D’ANNA. Perfetto, ma come io devo svolgere il mio discorso, gli altri se non altro dovrebbero almeno ascoltare!
PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, non facciamo polemiche che sono inesistenti! Lei molto spesso, anche quando parlo io, è intento a lavorare col suo compiuterino, quindi non la mettiamo su questo punto! Svolga la sua relazione e per favore cerchiamo di essere seri!
Giancarlo D’ANNA. Io anche se non l’ascolto almeno non disturbo.
PRESIDENTE. Ma il Presidente non penso la stava disturbando! Per favore, vada avanti.
Giancarlo D’ANNA. Se devo parlare da solo allora vado di là e parlo da solo!
PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, sta consumando inutilmente i minuti a sua disposizione.
Giancarlo D’ANNA. No, Presidente, io non sto consumando inutilmente i minuti, semmai sono gli altri che sprecano tempo!
E’ evidente, dicevo, che è necessario, una volta per tutte, prendere dei provvedimenti orientati a risolvere la questione in modo radicale.
Però su questo viene data sempre la stessa risposta, ovvero che non ci sono risorse. Tanto ormai lo sappiamo: non c’erano risorse neppure quando i soldi c’erano, ora che ci sono meno soldi le risorse sono praticamente terminate.
Ma questo è un problema che continua ad esserci e dunque va risolto.
Pertanto, al di là di quelli che possono essere gli interventi economici dello Stato, al di là dell’impegno o la compartecipazione dei Comuni interessati a risolvere il problema dell’erosione marina, credo sia necessario fare una programmazione strutturale che coinvolga, oltre alle amministrazioni interessate, anche la Regione. Magari prevedendo una programmazione che disponga un impegno economico nel corso degli anni, quindi una sorta di mutuo – chiamiamolo così – che vada a coprire una serie di interventi. Interventi che ovviamente devono essere programmati e coordinati, al fine di evitare quello che sta continuando ad accadere lungo la costa marchigiana, cioè, si tampona da una parte e poi i problemi sfociano dall’altra.
Nella scorsa legislatura per la zona relativa alla provincia di Pesaro Urbino, nella fattispecie Fano, l’Assessore Carrabs si era preso una serie di impegni che però purtroppo sono stati disattesi.
L’Assessore Donati è a conoscenza della realtà fanese, pesarese, Marotta, Mondolfo, come conosce benissimo gli impegni presi dal collega che lo ha preceduto.
Per cui a questo punto bisogna necessariamente concretizzare quegli interventi che facciano in modo che fra qualche settimana, quando il tempo non sarà più clemente come in questi giorni, non si verifichino ancora quelle situazioni che stanno esasperando quegli operatori e cittadini che vivono nelle zone sottoposte all’erosione; ad esempio a Fano il viale Ruggeri, che è un’importante via di transito, puntualmente ogni stagione, a causa delle mareggiate che la invadono e la erodono, viene chiusa al traffico.
Penso che questa problematica sia una priorità, Assessore Donati, da prendere in considerazione prima di tante altre. Peraltro c’è anche una questione di sicurezza e direi anche di ordine pubblico, visto che gli abitanti di quella zona sono veramente esasperati.
Quindi la proposta è quella di elaborare un programma di interventi strutturali, di basarsi sulle priorità, però prevedendo una serie di interventi coordinati che possano definitivamente fare una programmazione seria che nel corso degli anni preveda una risistemazione di tutte le zone della nostra regione, partendo da quelle che sono state maggiormente danneggiate nel corso degli anni.
Le cause dell’erosione sono tantissime. Quando si costruiscono dei manufatti lungo la costa molto spesso ci sono dei seri problemi. Per esempio sappiamo benissimo che alcuni anni fa la costruzione del porto di Fano ha provocato come conseguenza l’erosione nella parte sud.
Quindi quando si fanno interventi di questo tipo bisogna anche prevedere e studiare quali potrebbero essere le conseguenze.
Ci sono poi le problematiche legate alle cave che nel corso degli anni hanno visto completamente svuotare i fiumi di quei detriti che arrivavano ad essere un ripascimento naturale, oppure le centrali idroelettriche ecc..
Insomma necessariamente bisogna prendere dei provvedimenti.
Ci sono tra l’altro anche diverse scuole di pensiero, alcune riguardano il ripascimento, altre riguardano il posizionamento di scogliere. Quindi è un dibattito che dobbiamo necessariamente fare, a cui deve appunto seguire tutta una serie di interventi per evitare che una regione che vuole continuare a fare turismo anche marino si trovi poi senza quelle spiagge indispensabili per il mantenimento e lo sviluppo, appunto, del turismo balneare.
Francesco ACQUAROLI. Condivido totalmente l’intervento del Consigliere D’Anna, ma voglio precisare alcune situazioni inerenti il territorio della mia provincia, che però rientrano comunque nel contesto operativo di ciò che appunto ha detto il Consigliere D’Anna.
La problematica dell’erosione delle nostre coste non può essere esaminata a tratti o addirittura per emergenze o per peso politico dei singoli Comuni. Bisogna operare in maniera seria, è giunta l’ora di affrontare questa problematica in maniera strategica.
Nella provincia di Macerata c’è una situazione quasi paradossale.
Il comune di Porto Recanati è continuamente attaccato da un’erosione che non dà tregua. Durante la stagione invernale non solo gli operatori del settore ma anche i cittadini non stanno mai tranquilli. Ad esempio è capitato più di una volta che chi abita vicino al mare al mattino si è ritrovato con la casa invasa dall’acqua.
A Porto Potenza Picena quel residence che è stato uno degli investimenti più importanti effettuati lungo il litorale ha visto completamente distrutta la parte che sta verso il mare, oltre agli annessi stabilimenti balneari. Anche la zona a sud di Porto Potenza Picena, quella storica con le abitazioni vicino alla riva, quella con il grattacielo, è a forte rischio.
Civitanova Marche, che qualche anno fa insieme alla Regione fece investimenti ingenti che hanno dato vita ad un nuovo lungomare e a nuove attività economiche nella parte nord, dopo l’erosione dell’ultimo mese di giugno – poi lo preciserà sicuramente in maniera più autorevole l’ex Sindaco di Civitanova Marche Consigliere Erminio Marinelli – si è vista mettere in discussione questo tratto e anche gli investimenti fatti.
Quindi credo che dovremmo adoperarci per una strategia complessiva, bisogna ridiscutere il metodo insieme ai tecnici e agli esperti, mettendo però anche in discussione quelle che sono state le metodologie utilizzate fino ad oggi.
Io sicuramente in questo settore non ho una forte esperienza, ma chi da anni vive con il mare ad esempio dice che gli interventi fatti con il ripascimento della spiaggia a ridosso della stagione estiva possono essere fatti per ridare un po’ di spazio alla spiaggia, ma non sono comunque interventi strutturali che vanno ad affrontare e a fermare in maniera seria il problema dell’erosione marina.
Questo credo sia uno dei punti cardini su cui discutere, ovvero se utilizzare le scogliere, se utilizzare un nuovo piano che vada a tutelare innanzitutto le strutture che da molti anni sono presenti lungo i litorali oppure se continuare ad intervenire a sprazzi. Ma un intervento a sprazzi, un intervento a pioggia, fatto senza una strategia complessiva, è inutile, e le ultime due stagioni ce lo confermano.
Sicuramente siamo davanti a delle stagioni importanti, lo sviluppo turistico che tutti noi cerchiamo di perseguire non può prescindere dal mare, il momento che viviamo è difficile anche a causa della grave crisi economica, chiedo quindi a questa Regione, al suo Presidente, di capire se realmente presso la Comunità europea, magari con un progetto unitario della Regione o coinvolgendo tutte le nostre forze, si possa attingere a qualche fondo che possa poi ridare speranza alle spiagge.
In modo particolare chiedo inoltre che nella ridiscussione dei piani che sono stati realizzati venga previsto che questi debbano rivolgersi alla tutela di quelle aree maggiormente colpite, seppure queste prima abbiano visto fare gli investimenti da parte dei privati. Mi spiego meglio. Recentemente molti Comuni hanno pensato di poter concedere a tutti concessioni in tutto il tratto di litorale. Ma questo non è più possibile farlo, bisogna che la Regione dia delle indicazioni forti in modo tale che i Comuni rispettino gli equilibri.
E’ quindi nel rispetto di questi equilibri dobbiamo tutelare quelle attività e quelle zone che sono state destinate al turismo trent’anni fa. Non possiamo continuare ad immaginare nuove zone solo per una nostra volontà economica, perché poi la forza della natura, la forza del mare rispetta solo quella che è la propria indole, non guarda certamente le nostre esigenze economiche o le esigenze dei piani regolatori o dei piani di spiaggia.
La Regione Marche non deve solo intervenire nella realizzazione delle scogliere, bensì deve individuarne sul territorio una strategia politica di attuazione, cercando di tutelare, secondo il mio punto di vista, quelle realtà storiche che si sono insediate prima.
Erminio MARINELLI. Io non ho molto da aggiungere per due motivi. Primo perché i Consiglieri che mi hanno preceduto hanno parlato abbondantemente, quindi è inutile ripetersi. Secondo perché il problema è conosciuto ampiamente da tutti gli amici Consiglieri, dagli Assessori, è infatti un problema che interessa tutta la costa da Pesaro ad Ascoli, nessuna provincia è stata risparmiata.
Nello specifico la mia mozione l’ho presentata dopo quella mareggiata del 21 che ha penalizzato in maniera esorbitante la città di Porto Recanati. Successivamente però c’è stata anche un’altra mareggiata, quella del 28-29 agosto, che ha causato danni a tutta la regione. Ad esempio ha colpito le strutture fisse a San benedetto, a Potenza Picena, ha fatto sì che il mare entrasse nel fiume Chienti tra Civitanova e Porto Sant’Elpidio creando problemi di ossigenazione che hanno poi provocato una notevole moria di pesci, tanto da far pensare che fosse stato causato da qualcos’altro, ma poi i tecnici dell’Arpam hanno constatato che è stata proprio la salinità dell’acqua a creare dei problemi a questo ambiente già degradato del fiume Chienti. Con la mareggiata del 28-29 agosto sono dunque partiti altri quindici metri della spiaggia di Scossicci.
Quindi è un problema che esiste, la Regione lo conosce. Posso dire che in passato quando ero sindaco con notevole soddisfazione vennero fatti degli accordi, compartecipando per il 10-20% ai lavori appaltati dalla Regione.
Per la mia esperienza opere di ripascimento non servono, sono solo opere tampone, quindi, compatibilmente alle risorse, invito la Giunta a trovare le forze economiche per far sì che ci sia un programma di intervento, cercando di intervenire là dove ci sono le criticità – e non so se nella nostra regione la peggiore criticità sia quella di Porto Recanati –. Occorre fare un calendario dei lavori per i prossimi anni cercando di mettere maggiori risorse economiche e soprattutto cercando di dare delle risposte strutturali definitive e non palliative come il ripascimento.
A Porto Recanati parliamo di un turismo familiare, è circoscritto in un periodo di poco più di due mesi; ad esempio quest’anno la stagione è andata bene, ma secondo gli esercenti balneari è stata troppo corta in quanto il maltempo ha imperversato sia nel mese di giugno che ora nel mese di settembre.
Dovremmo pertanto fare in modo che questa economia già oggi in difficoltà non subisca un colpo definitivo a causa appunto delle mareggiate.
Mi auguro dunque un’attenzione maggiore e soprattutto un impegno serio, non a parole, ma con un calendario dei lavori nei prossimi anni e con delle risorse economiche precise nell’interesse della costa, della nostra realtà, ma soprattutto per cercare di dare maggior forza a quegli operatori che lavorano e investono sul turismo.
Sandro DONATI. Vorrei dare una risposta alle tre mozioni e poi lasciare all’Assemblea legislativa l’eventualità di trovare una soluzione unitaria su questo argomento che, come da voi evidenziato, è di notevole importanza.
Per quanto riguarda le mozioni n. 8 e n.38 quello che può essere richiesto è la dichiarazione dello stato di emergenza e non “la dichiarazione di calamità naturale”, come indicato nel testo della mozione n. 8 del Consigliere D’Anna) e dalla mozione n. 38 quale “azione necessaria per fronteggiare nell’immediato la situazione di emergenza”; in ogni caso non ha mai portato risorse finanziarie aggiuntive che possano provvedere all’attivazione di interventi straordinari in aggiunta a quelli ordinari. La dichiarazione di stato di emergenza ha peraltro solo la possibilità di accelerare i procedimenti amministrativi. In termini assoluti è poco funzionale: l’unica iniziativa efficace, che avrebbe un riscontro importante, è l’ottenimento di finanziamenti statali straordinari.
In merito al punto 1) della mozione 38 circa l’ottenimento di azioni risolutive “atte a dare una risposta all’annoso problema dell’erosione della costa marchigiana” potrà essere garantito non con interventi emergenziali straordinari, ma tramite una programmazione pluriennale che questo Assessorato intende predisporre insieme agli uffici regionali.
In merito al punto 1) della mozione 26, la Regione Marche PF Difesa della costa con decreto numero 61/POP09 del 9 giugno u.s., ha stanziato un finanziamento di euro 50.000,00 “per lavori urgenti di difesa della costa a protezione di alcuni tratti del litorale soggetti a erosione nel territorio del comune di Porto Recanati” e ha autorizzato lo stesso Comune ad utilizzare parte di una risorsa finanziaria già assegnata nel 2009 (decreto PF Difesa della costa n. 8/POP09 del 27 gennaio 2009 pari 1 milione di euro) e quantificata dallo stesso Comune in 100.000 euro per interventi urgenti di ricostruzione dell’arenile ad uso turistico-balneare.
Riguardo alle mozioni n. 8 e n. 26 il finanziamento del Piano di gestione integrate delle aree costiere dal 2004 al 2009 sono è stato mediamente di oltre 4.500.000 di euro ogni anno. Per il 2010 il Piano degli interventi è stato definito con d.g.r. n. 368 del marzo 2010 al quale ha fatto seguito il decreto attuativo che ha consentito di finanziare gli interventi nei Comuni di Fermo, Porto Recanati, Altidona, Porto Sant’Elpidio, Pedaso, Porto San Giorgio, Potenza Picena, San Benedetto del Tronto, Senigallia, Cupramarittima, Montemarciano, Civitanova Marche, Mondolfo, Fano e Gabicce.
Riguardo alla richiesta di “elaborare un programma di intervento strutturale”, il programma di intervento non deve essere elaborato, è già presente ed è il Piano di gestione integrata delle aree costiere approvato con delibera amministrativa del Consiglio regionale n. 169 del 2 febbraio 2005. Tutti gli interventi oggi divenuti emergenziali hanno la possibilità di essere effettuati con accelerazioni rispetto al canonico timing e sono già compresi e previsti nel Piano citato, dunque non sono aggiuntivi. Il Piano di gestione integrata delle aree costiere è stato redatto attraverso un percorso di studio è confronto con tutti i soggetti interessati, partendo dalla costituzione di un gruppo di lavoro (delibera di Giunta regionale n. 1833 del 31.07.2001) che ha visto come invitati permanenti:
a) Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (ARPAM);
b) Amministrazioni provinciali di Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata ed Ascoli Piceno;
c)	Amministrazioni comunali della fascia costiera della “Regione Marche;
d) Ferrovie dello Stato.
– il punto 1) delle mozioni n. 8 e n. 38 non è accoglibile in quanto viene richiesta una dichiarazione non congrua e comunque inefficace;
– il punto 1) della mozione n. 26 non è accoglibile in quanto trattasi di una richiesta a cui si è già provveduto;
– il punto 2) delle mozioni n. 8 e n. 26 può essere accolto e integrato con “compatibilmente con la situazione finanziaria dell’ente”;
– il punto 3) delle mozioni n. 8 e n. 26 non è accoglibile in quanto trattasi di richiesta di un atto già esistente e quindi di un’istanza che è già stata soddisfatta;
– il punto 4) delle mozioni n. 8 e n. 26 è condivisibile;
– il punto 5) della mozione n. 26 può essere accolto se integrato con “compatibilmente con i tagli dei trasferimenti statali previsti dal Governo nazionale nell’ultima manovra finanziaria”.
Vorrei aggiungere che se tutto va bene dovremmo firmare entro il mese settembre il famoso protocollo d’intesa per quanto riguarda la difesa del suolo, dove siamo riusciti ad integrarci una parte della difesa della costa per 4 milioni di euro che dovrebbero essere destinati per Sassonia e Porto Recanati. E’ dunque una notizia positiva.
Mirco RICCI. Il tema posto oggi dalle tre mozioni è purtroppo noto, ne abbiamo già discusso e dovremmo discuterne ancora, è un problema sia regionale che nazionale.
L’erosione costiera è un problema enorme, che tra l’altro si inquadra nel quadro di un più ampio dissesto idrogeologico che viviamo noi come tantissime altre regioni.
È giusto quindi parlarne, è giusto individuarne gli opportuni provvedimenti e risorse. Però c’è un ulteriore elemento, colto anche nelle mozioni presentate, ossia che il tema dell’erosione ha molto a che fare, se appunto vogliamo porre come definitiva una scelta che ha a che fare con le dinamiche del mare, con quelle che sono le scelte tecniche, siano esse innovative e definitive. Altro elemento sono le risorse per poter realizzare tali scelte.
Il Consigliere Acquaroli poco fa ha parlato della scelta del ripascimento costiero o della scelta della scogliera, ma ormai il dibattito tecnico-scientifico sta prendendo una piega sempre più orientata verso i ripascimenti. Questo non lo dico io, bensì sono parole dei tecnici.
Quando il trasporto di materiale solido, causato da un’energia terza magari per continua piovosità, dai fiumi arrivava al mare si poteva dire: “non faccio il ripascimento, proteggo l’arenile con una scogliera”, ma siccome dicono che il trasporto solido è sempre più scarso poi proteggere il nulla non ha significato, è molto meglio intervenire con forme di ripascimento, però occorrono, questo sono sempre i tecnici che lo dicono – tantissimi quintali a metro quadro, quindi un’enormità.
Allora probabilmente gli interventi dovranno essere sia scogliere che ripascimenti. Poi certamente dove reperire il materiale è un problema serio; tempo fa abbiamo autorizzato coltivazioni di cave di sabbia sottomarine, che però hanno implicazioni ambientali non secondarie.
Insomma, il tema è complesso ed articolato, porlo di nuovo al centro del dibattito come hanno fatto i Consiglieri D’Anna, Acquaroli e Marinelli va bene, però bisogna anche capire che non è nemmeno risolvibile in tempi ragionevoli.
Devo dare comunque atto a questa Giunta, e ringrazio qui l’Assessore Donati, perché in realtà io non credo che si possa dire che ogni intervento fatto sia un intervento tampone, perché esso risponde comunque ad un’emergenza di erosione marina in un certo punto della regione Marche.
Io sono peraltro a conoscenza che i progetti di tutela della costa da Pedaso a Gabicce Marche ci sono, ma se non ricordo male per poter essere realizzati hanno bisogno di svariate decine di milioni di euro.
Ecco perché non potremmo riuscire con le nostre finanze a dare risposte definitive. Certo, c’è il rischio, come veniva ricordato, che si rincorre un po’ troppo all’emergenza piuttosto che seguire una linea di programmazione di interventi specifici.
Io questo lo condivido, ma il problema è che, se non ricordo male, le risorse per dare una sistemata al territorio in termini di dissesto idrogeologico delle aree interne e le risorse per dare una risposta adeguata ai problemi di erosione, fatte le scelte tecniche giuste, hanno a che fare con 200-300 milioni di euro, è un’enormità. Quindi è ovvio che servono interventi dall’esterno.
Allora anche qua, Assessore Marcolini, quando c’è la necessità di individuare fondi che arrivano dai FAS o da altre grandi fonti di finanziamento, magari potrebbe essere quello il momento in cui potremmo orientarli in un verso o in un altro. Perché per risolvere le questioni che riguardano una regione costiera – seppure dica una cosa ovvia per tutti voi – occorrono tantissime risorse.
Inoltre qualche volta – lo dico per questioni contingenti che riguardano il mio territorio – bisogna essere più rapidi anche dal punto di vista burocratico (pareri dell’Arpam, pareri ambientali ecc.). Ad esempio quando si fanno i dragaggi dei porti molto spesso le sabbie sono anche utilizzabili e lì magari ci si perde in lungaggini burocratiche. Nel pesarese è capitato proprio nei mesi scorsi, si era pronti a prelevare – e questo ha a che fare anche con le imprese ecc. – le sabbie del porto e portarle sulla costa, e con i pareri positivi si era risolto una parte del problema.
Quindi se ora – lo dico anche ai Consiglieri D’Anna, Acquaroli e Marinelli – su un tema così delicato e generale, che ha implicazioni anche economiche, perché ci sono gli operatori balneari che creano un indotto, vogliamo costruire una risoluzione unitaria che inquadri il problema in maniera più generale, invitando ognuno degli enti a far del suo meglio, va bene, ma pensare che questa Giunta, questa amministrazione, questo bilancio, possa risolvere definitivamente il problema dell’erosione costiera mi pare non possa essere chiesto.
Per fare un intervento migliore si tratta di far stare insieme le varie esigenze, come le scelte tecniche innovative con il coinvolgimento degli uffici.
Purtroppo bisogna rincorrere anche alle questioni contingenti, ma in quadro di una programmazione di risorse che non può che essere al di fuori di questo bilancio, perché in questo bilancio ho l’impressione che non riusciremo a dare quelle risposte definitive.
In conclusione, Presidente, rinnovo l’invito ai presentatori delle mozioni sulla possibilità di costruire una risoluzione unitaria su un tema generale e che dunque è di interesse di tutta la comunità marchigiana.
Moreno PIERONI. Intanto voglio ringraziare per aver riportato all’attenzione di questa nuova Assemblea legislativa un argomento così sentito dalle città costiere.
E’ un argomento, come ci ricordava il Capogruppo Ricci, già ampiamente discusso negli ultimi dieci anni, per cui credo sia ormai giunta l’ora che la Giunta regionale prenda un’iniziativa forte e chiara orientata a dare delle risposte importanti. Non è più possibile, al di là dei sofismi tecnologici portati avanti dai nostri dirigenti e dai nostri tecnici (chi parla di ripascimento, chi di scogliere) che ad ogni mareggiata ritorni fuori il problema.
Lo dico con cognizione di causa – e ci sono altri Consiglieri che come me abitano a confine con i comuni costieri -, ogni volta infatti si ha la sensazione che ci sia un rimpallo delle problematiche, delle responsabilità, il Comune le gira alla Provincia, la Provincia alla Regione, la Regione al Ministero, ecc..
Quindi oggi bene hanno fatto i Consiglieri regionali a porre l’attenzione su un argomento che ancora una volta ha visto appunto una stagione estiva, seppur positiva, legata a queste criticità.
E soprattutto non è più possibile, come accade oggi, che si lasci l’iniziativa all’imprenditoria locale, cioè agli operatori turistici e commerciali delle varie città costiere, per risolvere il problema legato al loro orticello.
Sono convinto, Presidente Spacca, che non è più pensabile che la Regione si nasconda dietro ai tatticismi tecnici – io li chiamo così – per poi non risolvere il problema. Se una volta per tutte dobbiamo affrontarlo facciamolo con una programmazione quinquennale o decennale, affinché i Comuni della riviera da Pesaro ad Ascoli, come ricordavano i Consiglieri Ricci e D’Anna, possano avere delle risposte certe. Altrimenti ogni volta si rischia di fare solo degli interventi palliativi, di dare le responsabilità ai tecnici, che poi ognuno, ripeto, la vede a seconda della formazione culturale tecnica con cui è cresciuto.
In ogni caso, Presidente, la sostanza è che la città di Porto Recanati, la riviera del Conero, San Benedetto, Porto Potenza, Marina di Montemarciano, il pesarese ecc., ogni volta subiscono un’erosione, che però, Consigliere Ricci, non è che viene superata con il ripascimento o con altre situazioni, perché ad ogni mareggiata si manifesta di nuovo .
Quindi in questi ultimi dieci anni c’è stato qualcosa che non va, pertanto la problematica deve essere affrontata in maniera radicale, non può essere lasciata all’iniziativa soltanto dei tecnici, oppure vedere che i politici si nascondono dietro alle risposte di questi.
Io sono per una linea chiara, se vogliamo fare una mozione, va bene, ma che sia una mozione definitiva, non che da qui a pochi mesi a seguito magari di una grande mareggiata in autunno qualche consigliere la ripresenta. Cerchiamo di dare una volta per tutte risposte forti con una programmazione certa, altrimenti ancora una volta prenderemo in giro i cittadini della costa.
Umberto TRENTA. Ho ascoltato attentamente la relazione dell’Assessore Donati, che mi stupisce per la sua preparazione, ma ciò mi conforta perché facendo parte dell’Esecutivo sicuramente le cose che ha detto diventeranno qualcosa di concreto. Conoscendone inoltre la determinazione e la costanza nel lavoro che svolge mi sento di esprimere soddisfazione.
Però secondo me occorre sempre ragionare sulla casualità, sul fatto episodico, sul fatto non prevedibile – che non va confuso con il fatto che il litorale marchigiano è comunque interessato da un fenomeno costante – che si ripresenta in maniera periodica, che dunque mette in difficoltà chi appunto non lo ha previsto, perché certamente l’effetto delle calamità naturali non si può prevedere.
Pertanto un piano urbanistico ambientale litoraneo – e questo dibattito in Aula si svolge tendenzialmente su una logica che va verso la condivisione di alcuni aspetti del problema di cui stiamo parlando – bisogna prevederlo nella sua interezza, perché gli elementi naturali che si confrontano nell’emergenza sono due: l’acqua e la terra. Il litorale, infatti, rappresenta il momento di unione di tante problematiche che hanno però un’origine diversa.
Del fatto calamitoso se ne parla solo nel momento in cui si manifesta. Per cui, Assessore, di fronte a questa nostra impossibilità di prevedere quel momento specifico, dovremmo fare una zonizzazione litoranea (che preveda l’interezza del litorale marchigiano, fino all’Umbria e verso all’Abruzzo) con una mappatura delle emergenze e con una previsione delle opportune misure di cautela sia di mare che di terra, inoltre una classificazione delle interazioni, cioè quei fattori economici che sulla questione intervengono. Ossia quegli interventi che chiedono a lei, Assessore, che è sicuramente subissato – su questo le sono vicino – da continue lamentele che ognuno poi rappresenta con una diversa motivazione. Però poi da tutto questo non esce una proposta razionale.
Quindi va bene la previsione di un fondo straordinario che possa affrontare l’emergenza, l’immediatezza. Su questo c’è anche la protezione civile che interviene di qua e di là magari su un sisma, un maremoto o uno tsunami. Come ci sono tutte quelle azioni dell’uomo, che coincidono con una programmazione economica-finanziaria, che vanno ad interagire su un territorio. Un territorio che ha una sua sensibilità di area importante, un territorio dove c’è l’associazione degli albergatori, un turismo che agisce nei periodi estivi, aree protette, zone altamente industrializzate ed inquinanti (vedi ad esempio l’Api).
Insomma visto che ci sono molteplici azioni che avvengono – in questa problematica viene infatti coinvolto l’ambiente, abbiamo il flusso delle mareggiate, lo straripamento dei vari rigagnoli o fiumiciattoli che arrivano alla costa ecc. – questo piano urbanistico deve prevedere anche una corretta gestione urbanistica del litorale; ad esempio nel tratto di mare di San Benedetto, Riviera delle palme, si capisce bene cosa può significare la gestione degli chalet.
Quindi tutte queste interazioni, che poi diventano un problema finanziario ed economico che fa capo direttamente al suo assessorato – alla fine è di questo che parliamo –, ritengo siano una corretta interpretazione delle emergenze. Emergenze che appunto non riguardano solo le mareggiate, quelle sono solo un episodio, bensì tutta una serie coordinata di azioni che dunque vanno riprese in un piano urbanistico ambientale litoraneo.
Enzo MARANGONI. Il tema dell’erosione interessa ovviamente l’intera regione, come hanno appena detto i colleghi che sono intervenuti.
Io certamente conosco meglio la zona del maceratese, cioè la provincia dove sono stato eletto, in particolare la città gemella di Recanati, ossia Porto Recanati, che soffre ormai da decenni di questo problema. L’intera economia cittadina è basata sul turismo, quindi gli operatori tutti gli anni si trovano in grossa difficoltà. Però gli interventi di ripascimento che vengono fatti sono assolutamente inutili, sono soldi buttati via, sono soldi sprecati, perché alla mareggiata successiva se ne vanno tutti i soldi stanziati, quindi non serve assolutamente a nulla.
Un discorso in parte analogo, anche se un po’ più duraturo come efficacia di intervento, è quello delle scogliere orizzontali. Sappiamo infatti che nel tempo c’è comunque un abbassamento e una minore efficacia delle scogliere, come sappiamo che creano enormi problemi non appena finiscono, ossia, nelle zone litoranee limitrofe non appena finisce la scogliera lì il mare si mangia tutto. Per rendere efficace, per assurdo, dovremmo fare delle mega scogliere orizzontali da Gabicce a Porto d’Ascoli, immaginiamo però come potrebbero arrabbiarsi sia i romagnoli che gli abruzzesi
Quindi qualcosa non va. Credo che i tecnici su questo debbano ancora lavorare.
Quest’estate a Porto Recanati parlando con qualche lupo di mare, cioè con qualche anziano pescatore, mi è stato detto che una volta c’era una vecchia idea di cui ora però non se ne parla più, si riferivano al pennello verticale. Il pennello verticale è un manufatto perpendicolare alla costa, che ovviamente ha un costo, può essere in cemento oppure può anche essere una scogliera appunto verticale, che ad avviso di questi vecchi lupi di mare – che a volte forse ne sanno di più di molti specialisti – potrebbe essere una soluzione.
Certo, non so se sia la soluzione giusta, la butto lì, ma riflettete anche su questo. Perché finora...(…) Non ho capito, Consigliere Ricci, cosa dice? (…) Il Consigliere Ricci mi sta dicendo che a Montamarciano l’esperienza è stata fatta ed è stata negativa. Comunque è una proposta che mi sono sentito fare da esperti marinai della zona di Porto Recanati.
In ogni caso tutti sappiamo, penso siate tutti d’accordo, che i soldi spesi per i ripascimenti sono soldi buttati via, come pure non funzionano le scogliere orizzontali.
Però qualcosa bisogna fare altrimenti l’economia di questi territori è completamente rovinata e gli operatori commerciali che vivono del turismo sono completamente abbandonati.
Voglio ora cogliere l’occasione per ringraziare il Presidente dell’Assemblea legislativa che ad inizio seduta ha anticipato una richiesta che stavo per fare io, ossia ha avuto la sensibilità, mi fa piacere, di ricordare il Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, barbaramente ucciso da un assassino molto probabilmente di stampo camorristico.
Per ricordare questo fatto, come ha detto il Presidente, non ci sono parole, ma sento comunque il dovere, e se mi permettete anche il diritto, di ricordare, citandole testualmente come riportato dalla stampa – vado fuori tema un attimo, ma ne approfitto visto che ho la parola –, le ultimissime parole dette da Vassallo il 23 agosto, ossia quindici giorni prima di essere ucciso, sono parole molto interessanti che credo debbano essere ribadite: “Questa è un’amministrazione di sinistra, ma noi siamo leghisti – e parlava lui! -. La nostra salvezza viene proprio dalla Lega e confidiamo nella Lega per la riforma delle autonomie. Noi vogliamo il federalismo, l’Italia siamo noi, la somma dei Comuni, e il danno della politica a livello nazionale è che non conosce i territori e non sa più ascoltare. Noi non vogliamo niente dallo Stato, ma almeno ci lasci le nostre cose”. Angelo Vassallo, amministratore di sinistra, uomo del profondo sud, disse questo! E’ per questo che ringrazio il Presidente dell’Assemblea legislativa per averlo ricordato.
Paolo PERAZZOLI. L’argomento che stiamo trattando è sicuramente importante in quanto riguarda 160 chilometri di costa marchigiana, che è una lunghezza anche maggiore alla costa emiliano-romagnola, ma il rapporto economico, finanziario, demografico delle due regioni è completamente diverso.
Nell’ultimo anno ci sono state mareggiate di una tale intensità e in numero così consistente che è difficile ricordare sia accaduto nei decenni passati. E questi eventi in alcuni casi sono andati a vanificare addirittura gli interventi fatti quest’anno prima della stagione turistica.
L’altra cosa che dobbiamo capire e di cui dobbiamo essere consapevoli è che sul mare non esistono interventi definitivi, cioè che una volta fatti non hanno più bisogno di manutenzione. Le banchine portuali e le stesse scogliere se non sono oggetto di continua e periodica manutenzione con il passare degli anni subiscono danni irreparabili.
Quindi qualunque intervento ha bisogno di una politica continua.
Però non posso accettare la critica fatta sugli interventi estemporanei. Debbo dare atto che nella passata legislatura la Regione Marche è una delle poche Regioni in Italia ad avere un piano integrato della costa. Io non ero ancora Consigliere regionale, facevo un altro mestiere, ma mi sono confrontato, a volte anche con accesi confronti, insieme ai concessionari di spiaggia e alle varie realtà marchigiane e con gli allora Assessori e Consiglieri regionali per definire un programma compiuto. Un programma basato su analisi anche riguardo la diminuzione dell’apporto dei fiumi di sabbia, di ghiaia ecc. che mettono in crisi la costa; si deve infatti sapere che lo sviluppo della costa marchigiana nei secoli precedenti non vede una linea statica bensì è una linea in continuo movimento.
Il piano approvato nel 2005, che credo sarebbe bene che i Consiglieri regionali lo valutassero, è fatto dunque di analisi, di proposte di interventi diversificati a seconda delle situazioni, solo che l’importo complessivo previsto per intervenire da Gabicce a San Benedetto era di circa 170 milioni, che dunque presuppone una programmazione sulle priorità di intervento. Perché o li abbiamo tutti in cassa e facciamo gli interventi in un anno, oppure bisogna intervenire.
Per cui considerato il ritmo degli anni precedenti a questo in corso possiamo dire che quell’intervento avrebbe bisogno di circa 25-30 anni. Questa è la situazione.
Nello stesso piano, proprio per evitare interventi clientelari, politici, ecc., sono state stabilite delle priorità, sapendo che lo Stato, tanto per cambiare – quindi non solo questo Governo o altri –, ha trasferito alle Regioni questa competenza senza soldi.
Gli interventi vanno fatti in parte per la protezione della ferrovia, perché in molte zone non c’è spazio tra ferrovia e mare, quindi in questo caso le scogliere hanno solo lo scopo di difendere la ferrovia, in altri casi sono fatti a protezione degli insediamenti turistici, in altri casi ancora perché ci sono civili abitazioni e centri abitati.
I criteri e i meccanismi, abbastanza precisi e rigorosi, ci hanno aiutato in questi anni a stabilire le priorità effettive. Perché se uno chiede a un altro soggetto – lo dico per esperienza essendo stato sia sindaco che dirigente delle associazioni di categoria –, in questo caso alla Regione, di fare un intervento, tutto diventa prioritario. Per questo abbiamo introdotto un criterio abbastanza importante, quello cioè della compartecipazione dei Comuni e dei privati.
Ricordo che il Comune di Porto Sant’Elpidio – Paolo Petrini ancora non era Consigliere regionale – avendo un urgente bisogno delle scogliere investì svariati milioni di euro per acquisire priorità di intervento regionale. Io ho assistito ad assemblee dove a fronte di situazioni drammatiche dei concessionari di spiaggia il Comune rivendicava l’urgenza dell’intervento ma poi non era disponibile a mettere neppure un euro.
E’ chiaro che lì quella situazione faceva fatica ad avere ordine di priorità. Comunque i criteri fondamentali erano la valenza turistica di un intervento e la compartecipazione.
Credo allora che dovremmo pensare ad un intervento equilibrato e modulato a seconda delle situazioni.
E’ vero, il ripascimento va protetto, perché o si fanno interventi tipo quelli in Emilia Romagna però con investimenti di decine di milioni di euro che possano durare nel corso degli anni, oppure il ripascimento va protetto con interventi diversificati che permettano di mantenere la sabbia in quanto lì i fiumi non ce la portano più.
Altra cosa che mi preme evidenziare è che molti soldi sono stati utilizzati per modificare radicalmente, fino a rimuovere, realizzazioni fatte negli anni precedenti che hanno risposto con le più grandi fantasie; da Gabicce a San Benedetto vediamo interventi di tutti i tipi, alcuni dei quali anziché risolvere hanno peggiorato la situazione.
Cosa allora dobbiamo fare per il 2011 e per gli anni successivi? Come diceva l’Assessore Donati dobbiamo batterci affinché ci siano finanziamenti statali, e che soprattutto ci siano per interventi a protezione dei centri abitati. Dobbiamo cercare di mantenere, senza fare tagli drammatici, la stessa quantità di risorse che abbiamo speso in questi anni. Dobbiamo infatti tenere conto che il turismo balneare rappresenta l’80% di tutto il turismo marchigiano, il Presidente Spacca dice spesso che è la terza gamba del nostro sviluppo economico, quindi rischiamo di rimanere senza questa gamba.
Concludo dicendo che in questo momento siamo alla vigilia del federalismo fiscale. La Regione Marche ad oggi porta introiti per circa 3 milioni di euro ogni anno al demanio. Allora la proposta che faccio è che quando e se tutto verrà trasferito alla Regione, tutto il ricavato, discutendo con le categorie magari eventuali modifiche ai canoni, venga destinato dalla Regione per la difesa della costa. Questo potrebbe portare, attraverso una compartecipazione dei privati, Comuni e Regione, ad incrementare le risorse che ogni anno destiniamo a questi interventi.
Graziella CIRIACI. Vorrei innanzitutto ringraziare chi ha presentato le mozioni, quindi i Consiglieri D’Anna, Acquaroli e Marinelli. Infatti il problema di cui stiamo discutendo interessa sì il litorale, ma soprattutto interessa chi lavora nel settore turistico, che questa Regione, in modo particolare l’Amministrazione del Presidente Spacca, ha sempre tenuto sotto controllo e sostenuto.
Condividendo dunque questo progetto, questo modo di lavorare a sostegno del turismo, ritengo di dover sollecitare ulteriormente una risoluzione, che non sia però, come detto anche da altri colleghi, una risoluzione momentanea fatta attraverso ripascimenti o opere strutturali che non durano nel tempo.
Vorrei far riferimento anche ad una interrogazione, la n. 1407, che presentai il 2 dicembre 2009 con la quale evidenziavo che le strutture del territorio fermano hanno avuto danni tali da causare addirittura la non riapertura di quella stagione turistica.
Qui ho sentito fare ancora osservazioni che hanno sollevato il fatto che siamo in un momento di crisi di risorse e che quindi dobbiamo andare a pianificare e a lavorare con un bilancio più ristretto. Certo, sono d’accordo, ma chiedo anche si faccia una riflessione seria. Nel senso che gli interventi che si andranno a fare, seppure fossero pochi, debbono essere fatti con molta determinazione e che siano anche risolutivi; ad esempio per il ripascimento che è stato fatto nel litorale fermano a Santa Maria a Mare è stato utilizzato un tipo di sabbia proveniente da un accantonamento, ma se oggi lei Presidente va a visitare questo tratto di costa potrà verificare che sono rimasti soltanto gli scogli e la sabbia non c’è più.
Io non sono un tecnico, ma da parte nostra, e vedo che l’intera Assemblea legislativa è orientata sulla stessa strategia, c’è la volontà di andare a risolvere i problemi. Occorrono quindi progettazioni, i dirigenti competenti che possono fare progetti li abbiamo, per cui cerchiamo di dare una risposta assoluta, certamente con le risorse che abbiamo, ma cercando di attingere anche dai fondi FAS o con progettazioni rivolte alla Comunità europea, e poi farne buon uso.
Questo sono certa che l’amministrazione è in grado di farlo, ne ha le qualità, in ogni caso la sollecitazione e la vicinanza a chi gli si è creata la condizione che gli ha poi impedito di lavorare bene in questa stagione non può mancare, soprattutto da parte nostra che ne siamo i rappresentanti.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare per cui la discussione è chiusa.
Propongo ora di andare avanti con gli altri punti all’ordine del giorno per permettere ai colleghi, visto che le mozioni sono tre, di valutare un punto di incontro in un testo condiviso, dopodiché non appena pronto lo voteremo.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 73 della Consigliera Romagnoli. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.
Almerino MEZZOLANI. Con l’interrogazione in oggetto la Consigliera Romagnoli chiede, anche in relazione ad altra interrogazione focalizzata alla sola area vasta n. 2 di Ancona ed all’indagine a tutte e cinque le Aree vaste, se non sia opportuno, nel frattempo, sospendere la formalizzazione dei contratti di lavoro.
Al riguardo si ritiene condivisibile e ragionevole l’estensione dell’indagine ispettiva a tutte le Aree vaste, tant’è che l’indagine di che trattasi era già stata disposta per l’intero concorso ASUR inerente l’assunzione di sessantuno assistenti amministrativi indipendentemente dalle modalità di svolgimento dello stesso.
Si precisa, altresì, che l’ASUR ha sospeso le formalizzazioni dei contratti di lavoro fermi restando quelli già definiti.
Va infine precisato che l’indagine ispettiva indetta all’indomani del concorso, nonostante l’innegabile complessità della stessa e gli impegni lavorativi dei componenti del gruppo ispettivo, procede speditamente e si ritiene possa concludersi per la metà del mese di ottobre 2010 e della quale riferiremo puntualmente in quest’Aula.
Franca ROMAGNOLI. Ho poco da aggiungere se non la soddisfazione che sia stato accolto lo spirito più costruttivo dell’interrogazione, ossia la richiesta di garantire la trasparenza di questo concorso e di attendere per la formalizzazione dei contratti l’esito non solo delle eventuali azioni giudiziarie che potrebbero esserci, ma soprattutto dell’indagine ispettiva promossa da questa Regione.
L’interrogazione non è strumentale, si è resa necessaria per il fatto che subito l’orientamento di questa amministrazione regionale sembrava diverso, cioè sembrava propenso a proseguire nella formalizzazione dei contratti, che addirittura in quei giorni, soprattutto nella Zona territoriale di Fermo aveva subito un’accelerazione, quasi a dire consolidiamo dei diritti acquisiti per far sì che qualsiasi indagine o qualsiasi irregolarità non possa essere opposta.
Questo sarebbe stato grave, primo riguardo allo svolgimento generale del concorso, perché mi va bene che abbiate esteso l’indagine a tutto, perché parliamo sì di Aree vaste, ma parliamo anche dell’assunzione di sessantuno amministrativi dell’ASUR, quindi è giusto che al di là dello svolgimento tecnico il trattamento sia uguale ed uniforme. Secondo riguardo soprattutto all’interesse di coloro che regolarmente avranno diritto all’assunzione, è giusto infatti che la loro firma e sottoscrizione del contratto non venga oscurata da nessuna ombra o da nessuna illazione sulla non regolarità.
A conclusione aggiungo che ispiratore della mia interrogazione è un principio nel quale credo particolarmente, che fa piacere sia stato assunto anche alla base di questa decisione della Giunta. Ossia, l’area della opportunità è sempre più vasta – qui il bisticcio di parole sulle aree vaste è abbastanza facile – di quanto sia l’area strettamente giudiziaria o strettamente ispettiva, anche quando le ispezioni sono amministrative. L’opportunità deve dettare sempre una maggiore cautela. Quindi in funzione di questo è meglio aspettare, è meglio far sì che le ombre vengano dissipate, anche se poi, ce lo auguriamo, l’accertamento stricto sensu sia giudiziario che ispettivo potrà essere negativo, e saremo tutti contenti che il concorso si sia svolto nel migliore dei modi.
Quindi che sia un principio base quello di far sì che prevalga l’opportunità di certi comportamenti e di certe cautele rispetto agli accertamenti e che si sospendano queste cose in attesa che gli stessi accertamenti facciano la loro parte.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 77 del Consigliere Bucciarelli e l’interrogazione n. 84 del Consigliere Latini, abbinate, sono rinviate perché assenza dell’Assessore competente.
“Inagibilità edifici scolastici”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 76 della Consigliera Ciriaci. Ha la parola l’Assessore Canzian.
Antonio CANZIAN. L’interrogazione della Consigliera Ciriaci tocca un argomento particolarmente importante e che pertanto è sentito anche dall’Amministrazione regionale.
Tra le considerazioni in premessa la stessa Consigliera fa già alcuni riferimenti sull’importanza di questa tematica e sopratutto sull’entità delle risorse che sarebbero necessarie per mettere in sicurezza gli edifici scolastici di questa regione. Tanto è vero che la cifra di 100 milioni di euro, a cui fa riferimento, la ritengo verosimile.
Questo però dà anche le proporzioni dell’importanza e dell’entità delle risorse necessarie. E’ ovvio quindi che sarebbe necessario, come da lei sottolineato, Consigliera Ciriaci, un programma straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, che ovviamente, vista la cifra, non può essere solo demandata alle Regioni, in particolare alla Regione Marche, alle Province e ai Comuni, ma è indiscutibilmente necessario un intervento dello Stato.
Nella sua interrogazione pone tre quesiti.
Con il primo chiede se esiste un censimento degli edifici scolastici nella regione Marche.
Esiste un’anagrafe regionale degli edifici scolastici installata di concerto con il Ministero della pubblica istruzione e degli enti locali proprietari degli edifici. Attualmente l’anagrafe regionale è in corso di implementazione, in collaborazione con la Regione Toscana, fornirà un applicativo informatico finalizzato a renderla più facilmente utilizzabile ed aggiornabile da parte degli utenti finali.
Sono tra l’altro disponibili, come lei richiedeva, i verbali di sopralluogo di tutti gli edifici scolastici marchigiani di proprietà pubblica, che ammontano a 1347 e che sono stati redatti in occasione degli accertamenti disposti in attuazione dell’Intesa istituzionale concernente “Indirizzi per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non strutturali negli edifici scolastici”.
Sono in corso le verifiche di vulnerabilità sismica richieste ai sensi dell’articolo 2, comma 3, dell’O.P.C.M. n. 3274/2003, al momento disponibili per una quota ridotta degli edifici scolastici esistenti.
Con il secondo quesito chiede se esiste un piano di interventi.
L’attività finalizzata alla messa a norma ed in sicurezza degli edifici scolastici, come lei ben sa, si fonda sostanzialmente su due provvedimenti: il piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici dal rischio sismico predisposto ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge n. 289/2002; i piani triennali di edilizia scolastica predisposti ai sensi della legge n. 23/1996.
Entrambi questi provvedimenti sono stati finanziati da Stato e Regione negli anni passati. Per il corrente anno non sono purtroppo previsti nuovi stanziamenti soprattutto dal Governo.
Come noto con il Primo programma straordinario di interventi urgenti, finalizzati alla prevenzione ed alla riduzione dei rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali degli edifici scolastici, il Ministero per le infrastrutture ha previsto 10,5 milioni di euro per la Regione Marche e si è in attesa che il CIPE pubblichi l’elenco degli interventi ammessi.
Un unico piano di interventi, concertato, come lei suggerisce, con Province e Comuni, dotato di finanziamenti certi programmati su base pluriennale, del tipo di quello fatto dallo Stato per l’edilizia residenziale pubblica negli anni ’80, ad oggi non è purtroppo previsto.
Con il terzo quesito si chiede, infine, quali iniziative ed interventi intendiamo attivare. La Giunta regionale, come lei sa, ha deliberato il 19 luglio scorso il Programma straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, dell’importo di 3,3 milioni di euro, da concertare con Province e Comuni.
Graziella CIRIACI. Ringrazio l’Assessore per la risposta puntuale, così come è stata puntuale la mia interrogazione che è sorta proprio da esigenze territoriali.
Noi abbiamo parlato di cifre, Assessore, e su questo siamo d’accordo, sappiamo tutti leggere le cifre che si riferiscono alle strutture scolastiche territoriali, mi fa piacere che si stiano facendo dei controlli e soprattutto un’anagrafe aggiornata, cosa che durante la predisposizione di questa mia interrogazione non avevo trovato.
Ma l’aspetto, Assessore, che lei non mi ha accennato riguarda la sicurezza dei ragazzi nelle scuole.
Quindi, al di là del fatto economico, ossia ristrutturare, investire o non investire, la mia sollecitazione in questo momento è che si individuino quegli edifici scolastici che hanno una struttura che non può essere considerata agibile, al fine di garantire una totale sicurezza per gli alunni e per chi insegna all’interno delle scuole.
Questo è quello che volevo integrare. La ringrazio per la risposta, per la sollecitudine e soprattutto perché si impegna al fine di poter avere a disposizione dati più aggiornati.
“Progetto sperimentale Area Vasta n. 5”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 87 del Consigliere Natali. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.
Almerino MEZZOLANI. In risposta all’interrogazione del Consigliere Natali va innanzitutto detto che l’intera vicenda oggetto dell’interrogazione è soggetta a specifica indagine da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, per i cui accertamenti è stato interessato l’ufficio attività ispettiva del Servizio salute da parte del Nucleo di Polizia tributaria di Ancona.
Per tale ragione si ritiene opportuno e prudente attendere gli esiti della suddetta indagine per riferire sull’argomento e comunicare le necessarie e conseguenti decisioni assunte. Fermo restando che per il Consigliere Natali sono comunque a disposizione, presso il Servizio salute, i relativi atti (verbali del Nucleo di Polizia tributaria e relazioni del Direttore delle Zone territoriali n. 13 di Ascoli Piceno e n. 12 di San Benedetto del Tronto).
Comunque si vuole qui rispondere sugli aspetti della vicenda che hanno vista impegnata direttamente la Regione Marche e richiamati nella premessa dell’interrogazione.
Con la deliberazione n. 1372 del 26 novembre 2007 la Giunta regionale approvava un progetto sperimentale del sistema delle cure primarie nell’Area Vasta n. 5.
Con tale progetto si intendeva costruire una rete integrata di servizi sanitari e socio sanitari sul territorio capace di governare i percorsi di cura, lo sviluppo e la condivisione degli stessi, nonché l’interazione professionale tra i diversi attori del sistema ricomponendo l’unitarietà del processo e aprendo un dialogo tra: ospedale, cure primarie e servizi sociali; professioni e professionisti operanti nei diversi contesti; discipline, competenze e specialità; procedure e processi; Istituzioni.
Il riferimento all’Area Vasta n. 5 in quanto il progetto prevedeva il completamento del Sistema delle cure primarie già avviato, fin dal 2004, dalla Zona territoriale n. 13 di Ascoli Piceno e l’estensione dello stesso alla Zona territoriale n. 12 di San Benedetto del Tronto nell’intento di procedere ad una sperimentazione in ambito di area vasta.
Per dette finalità furono previsti costi per euro 453.000,00 in conto capitale derivanti dal piano di alienazione dei beni immobili, già deciso dalla Giunta regionale con d.g.r. n. 1208 del 31 ottobre 2007, e per euro 500.000,00 annui di parte corrente da prevedersi nei budget delle Zone territoriali 12 e 13 relativi agli esercizi dal 2008 al 2013.
Della parte in conto capitale, per l’avvio del progetto in attesa delle alienazioni, vengono assegnati alla Zona territoriale n. 13 euro 100.000,00 di cui erogati, a seguito di verificata documentazione giustificativa, euro 86.042,40.
Va comunque posto in rilievo che tutta la parte relativa alle procedure di acquisto di beni e servizi necessari al Sistema delle cure primarie è stata svolta dalla Zona territoriale n. 13 e dall’ASUR attraverso determine non soggette a controllo da parte della Regione Marche e comunque acquisite agli atti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, che come documentazione abbiamo detto essere a disposizione del Consigliere Natali
Giulio NATALI. Assessore la ringrazio della risposta, ma al di là di quello che mi dice sull’indagine in corso, di cui non ero affatto a conoscenza, non mi sembra abbia risposto alle mie domande.
Io chiedevo se erano state riscontrate inefficienze nell’utilizzo di questo software, al di là di quello che è costato. Il problema per il territorio è che a fronte di una determinata spesa abbastanza ingente, non so se affrontata, visto quello che mi dice, con tutti i criteri di legge, sembra che questo software venga utilizzato molto parzialmente. Ma tutti i medici di base – non medici di base di una politica o di un’altra, per fortuna medici di base in generale – mi hanno detto che per loro questo software funziona benissimo.
Il problema dunque – questo era il tenore della domanda e il perché ho fatto questa interrogazione, al di là di quello che mi dice – è se si può aggiustare questo software, quante spese si dovranno fare per integrare e per far sì che venga utilizzato per quanto è stato l’investimento. Il punto è tutto qui.
Però su questo, Assessore, lei non mi risponde, per cui mi costringerà a fare una nuova interrogazione.
Peraltro c’è un ulteriore aspetto, ossia che gli impegni di spesa di cui lei parlava si capiva a cosa erano imputati, per esempio alla vendita e alienazione di beni e di determinati immobili, che però non sono stati fatti. Quindi quell’imputazione di spesa è finita in un altro capitolo o il tutto sarà revocato?
Un ultimo aspetto, su cui parimenti non le hanno dato le informazioni per rispondermi – non penso infatti sia lei a non volermele dare –, è sul discorso della formazione del personale. Se gli oneri per la formazione del personale erano stati supportati per un parziale utilizzo di quel software, capisce bene che non si poteva in ogni caso attingere a quanto per la formazione professionale si fa annualmente in ogni Zona territoriale, perché è questo che sembra sia avvenuto.
Per cui rispetto a queste domande se può integrarmi una risposta più chiara, va bene, altrimenti mi costringerà a ritornare sul tema, magari anche dopo aver visto i documenti di cui mi ha parlato.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 78 del Consigliere Bucciarelli viene rinviata per assenza dell’Assessore competente.
“Costi degli uffici di rappresentanza, delegazioni, antenne e sedi distaccate della Regione Marche in Italia e all’estero”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 83 del Consigliere Marinelli. Ha la parola l’Assessore Marcolini.
Pietro MARCOLINI. Rispondo volentieri, Presidente, all’interrogazione sui costi degli uffici, anche perché è stato fatto impropriamente un clamore su una vicenda che segnala invece un’organizzazione efficiente di accompagnamento delle iniziative di internazionalizzazione.
Innanzitutto bisogna chiarire che cosa siano i desk internazionali.
Tra l’altro, se non ricordo male, Consigliere Marinelli, lei ha contribuito ad aprirne uno che poi la Regione Marche alla fine ha di fatto rilevato, quello di Sebenico. Se non ricordo male l’iniziativa veniva dal Comune di Civitanova Marche, poi rilevata dalla Camera di Commercio e sostenuta parzialmente anche dalla Regione Marche.
Quindi immagino lei abbia modo di distinguere l’efficienza e l’investimento dallo spreco e dalla spesa improduttiva.
Lavorare con un nuovo mercato estero pone spesso la piccola e media impresa di fronte a difficoltà e problematiche che possono rivelarsi insormontabili se affrontate in maniera singolare, isolata, solitaria.
La legge regionale 30 ottobre 2008, n. 30 avente ad oggetto: “Disciplina delle attività regionali in materia di commercio estero, promozione economica ed internazionalizzazione delle imprese e del sistema territoriale” prevede all’articolo 5 la costituzione di un network denominato “Sportello per l’internazionalizzazione” in applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143 con il compito di svolgere assistenza tecnica ed informativa alle imprese.
Lo Sportello per l’internazionalizzazione si articola su base territoriale mediante dei desk.
I desk regionali, grazie ad uno staff altamente qualificato e multilingue, all’approfondita conoscenza del sistema economico locale ed estero, rappresentano un punto di riferimento importante e uno strumento consolidato di assistenza e supporto operativo per gli imprenditori marchigiani che vogliono cogliere al meglio le opportunità che questi Paesi offrono. Oltre a favorire la conoscenza del tessuto economico marchigiano nei Paesi obiettivo, gli uffici esteri seguono le direttive regionali per lo sviluppo di nuove relazioni istituzionali così da creare un contesto favorevole per le PMI marchigiane.
I desk collaborano costantemente al fianco delle Camere di Commercio e delle loro aziende speciali sia per lo sviluppo di nuovi rapporti economici che nell’organizzazione delle attività promozionali; in particolare nella ricerca e nella selezione qualificata di operatori stranieri da proporre come potenziali partner alle aziende della nostra regione.
Per questo motivo negli ultimi due anni la Regione Marche ha sostenuto il sistema delle Camere di Commercio nella gestione dei desk, rivedendo, peraltro, l’intera organizzazione dello Sportello per l’internazionalizzazione, che assieme a Svim Società Sviluppo Marche Spa è stato completamente rivisto nei contenuti e riadeguato nella struttura funzionale.
C’è da tener presente, comunque, che di un focal point e dieci desk attualmente operativi, ben sei erano già stati autonomamente costituiti e resi operativi dalle Camere di Commercio):
– MOSCA, funzionante dal 2008 e gestito direttamente da Marchet (Azienda speciale della Camera di Commercio di Ancona);
– XIAMEN-KUNMING (Cina), funzionante dal 2009 e gestito direttamente da Marchet (Azienda speciale della Camera di Commercio di Ancona);
– SHANGHAI, funzionante dal 2006 e gestito direttamente da ASPIN 2000 (Azienda speciale della Camera di Commercio di Pesaro);
– SEBENICO (Croazia) – che è quella di cui abbiamo avuto modo di far cenno –, funzionante dal 2008 e gestito direttamente da Ex.it (Azienda speciale della Camera di Commercio di Macerata);
– BELGRADO (Serbia), costituito ad aprile 2010 e posto al servizio dei Paesi dell’area del sud est europeo.
Di comune accordo la Regione Marche e le Camere di Commercio hanno costituito ulteriori cinque desk:
– NANCHINO (Cina), funzionante dall’agosto 2009, a seguito dell’accordo di partenariato tra la Regione Marche e la Provincia dello Jiangsu;
– NEW DELHI (India), funzionante dal 2008 e gestito congiuntamente da Svim e Unioncamere, in collaborazione con Confindustria Marche;
– DUBAI (Emirati Arabi), costituito a gennaio 2009 e gestito direttamente dalla Regione Marche;
– TUNISI, costituito il aprile 2010 e posto al servizio dell’area relativa ai Paesi del Maghreb.
E’ stato inoltre reso operativo nel marzo 2008, in collaborazione con la Provincia di Pesaro, il Comune di Pesaro e la Camera di Commercio di Pesaro, un Focal Point a Santiago De L’estero (Argentina).
Gli sportelli operativi forniscono alle piccole e medie imprese marchigiane servizi mirati e sono in grado di affiancare e supportare le aziende a conoscere il mercato, presentare i propri prodotti, individuare potenziali partners.
I desk oltre ad organizzare e realizzare progetti di promozione e fornire servizi specialistici diretti e personalizzati alle imprese, organizzano azioni di incoming nel nostro territorio per attrarre investimenti stranieri ed operatori economici e favoriscono reti di imprese attorno a progetti studiati ad hoc per specifici settori ed attività.
I servizi svolti dai desk sono in gran parte gratuiti e sono concentrabili in alcune importanti prestazioni:
– ricerca e selezione di partner commerciali con richiesta lista nominativi;
– analisi di mercato (in base al prodotto, al settore ed altre esigenze del cliente);
– strategie di penetrazione commerciale;
– ricerca generica di informazioni per singola categoria merceologica;
– studi di fattibilità per investimenti di natura commerciale e/o produttiva;
– assistenza all’apertura di strutture societarie;
– registrazione marchi;
– ricerca di locali commerciali ad uso ufficio;
– selezione del personale e consulenza direzionale;
– assistenza logistica e doganale;
– assistenza personalizzata nell’organizzazione di incontri imprenditoriali;
-assistenza logistica in occasione di manifestazioni fieristiche, missioni imprenditoriali e altri eventi;
– organizzazione eventi promozionali ed assistenza all’organizzazione di interventi formativi e seminari tematici;
– inviti per conferenze e/o seminari con traduzione materiale promozionale;
– servizio interpretariato, affitto sala riunione;
– richiesta di controllo di conformità semplice (visita diretta in fabbrica o magazzino).
L’attività dei desk sembra, dalla scorta delle relazioni delle Camere di commercio e delle associazioni di categoria industriali e artigiane, essere particolarmente apprezzato, con rendiconti positivi sul sistema economico regionale.
Monitorando ad esempio e desk di Xiamen, Nanchino e Kunming nel corso del 2009, i desk hanno erogato 44 servizi di assistenza specialistica e personalizzata, mentre nel primo semestre del 2010 le richieste di assistenza erano già 46. Il 2010 segna dunque un evidente progresso nelle attività dei desk in Cina e all’allargamento della rete nel territorio cinese corrisponde un incremento dei servizi erogati.
Oltre alle assistenze personalizzate, il Desk Cina ha contribuito all’organizzazione di progetti di internazionalizzazione nei quali sono state coinvolte ulteriori 100 aziende marchigiane nel 2009 (per un totale di 144 aziende assistite) e 121 nel primo semestre 2010 (per totale di 167 aziende assistite).
Le aziende marchigiane hanno potuto partecipare a incontri B2B con operatori cinesi individuati del desk sulle specifiche esigenze delle imprese al fine massimizzare i risultati e offrire le, migliori possibilità di concretizzare accordi commerciali.
Nella prima parte del 2010 il Desk Cina ha incontrato numerose aziende in occasione di incontri informativi e formativi presso Confindustria Pesaro (5 aziende), Camera di Commercio di Pesaro (40 aziende), Camera di Commercio di Macerata (14 aziende) e Confindustria Fermo (20 aziende).
Ciascun desk rendiconta, mediante periodici report, l’attività svolta a favore delle aziende marchigiane. In definitiva, gli sportelli operativi sono stati attivati esclusivamente per favorire la crescita del tessuto imprenditoriale del territorio attraverso lo sviluppo di rapporti economico-commerciali tra operatori ed imprenditori della nostra regione e dei paesi sedi delle unità operative.
I servizi erogati alle piccole e medie imprese marchigiane sono mirati e in grado di affiancare e supportare le aziende a conoscere il mercato, presentare i propri prodotti, individuare potenziali partners.
I desk oltre ad organizzare e realizzare progetti di promozione e fornire servizi specialistici diretti e personalizzati alle imprese, organizzano azioni di accoglienza nel nostro territorio per attrarre investimenti stranieri ed operatori economici e favoriscono reti di imprese attorno a progetti studiati ad hoc per specifici settori ed attività.
Vado all’aspetto che riguarda i costi del personale, materia che mi vede coinvolto in questa risposta, visto che per le altre sono coinvolti i settori industria e turismo gestiti sinteticamente nella delega dell’internazionalizzazione.
Costi e personale. Per il 2010 i costi delle strutture sono i seguenti: per i desk costituiti autonomamente dalle Camere di Commercio il costi a loro carico ammontano a 271.100 euro, quelli a carico della Regione a 50.000 euro; sono 10 le unità di personale utilizzato; per i desk costituiti in collaborazione con le Camere di Commercio, i costi regionali ammontano a 105.500 euro, quelli Camerali a 30.000 euro; sono 4 le unità di personale utilizzato;
Occorre precisare che i desk non sono strutturati come sedi distaccate della Regione Marche, quindi quella rendicontazione giornalistica non è corretta, nel senso che non sono uffici periferici della Regione Marche, sono delle iniziative in cui la Regione Marche partecipa spesso un ruolo di comprimario. Le cifre degli addebiti alla Regione ne sono una dimostrazione.
Il servizio di desk – vorrei sottolinearlo perché è particolarmente importante – viene affidato mediante gara nazionale a massima evidenza pubblica ad operatori specializzati nel settore che già operano in detti mercati.
Pertanto la Regione Marche e le Camere di Commercio nel sistema camerale non si assumono nessun altro onere che quello pattuito al momento dell’affidamento dell’incarico. Nello specifico in nessuna delle sedi dei desk è presente personale della Regione Marche dipendente, che avrebbe giustificato lo scandalo delle sedi regionali estere, né in forma diretta né in forma indiretta. E la Regione non è proprietaria o sostiene costi per la locazione di nessuna delle sedi dei desk – tra l’altro elemento di scandalo degli articoli iniziali di Rizzo e Stella sul Corriere, a cui sono seguiti altri articoli di stampa nazionali che hanno lambito anche la Regione Marche –.
Vado ora alle delegazioni regionali, qui siamo nel campo della organizzazione diretta Bruxelles e Roma.
L’ufficio regionale di collegamento presso la sede delle Istituzioni dell’Unione europea a Bruxelles è stato istituito ai sensi dell’articolo 58 della legge 52/1996 e con la l.r. 4/1998 – quindi parliamo ormai di un’iniziativa di 14-15 anni fa –. L’ufficio opera quale indispensabile strumento di collegamento tra le strutture regionali e gli uffici delle Istituzioni comunitarie, assicurando nel contempo il collegamento della Regione con la rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unione europea.
Obiettivo fondamentale dell’Ufficio di Bruxelles è quello di stimolare e attivare relazionalità e progettualità per l’attrazione delle risorse europee a vantaggio dei processi di crescita e coesione sociale delle Marche, non solo attraverso i canali europei di finanziamento automatici, che possono essere interrogati anche stando ad Ancona, ma soprattutto attraverso l’utilizzo dei fondi “liberi” del bilancio dell’UE per il quale è necessario sviluppare forme di partenariato che spesso sgorgano da un intenso lavoro interpersonale, di relazioni alimentate costantemente e coerentemente.
Questa finalità risulterà sempre più strategica alla luce sia del nuovo quadro finanziario indotto dalla manovra economica nazionale, caratterizzato da una pesantissima riduzione dei trasferimenti dello Stato, sia dei processi di allargamento dell’UE, che vedranno una progressiva riduzione per il nostro territorio dei fondi automatici delle politiche di coesione europee, fino all’esaurimento dopo il 2013, quando cadranno i limiti pre-determinati di carattere territoriale.
Tale scenario caratterizzato da una forte contrazione delle risorse disponibili e dovrà essere sempre più compensata dalla capacità imprenditoriale autonoma delle singole Regioni su base progettuale per acquisire su base progettuale di nuovi fondi europei.
Fondamentale è l’azione di supporto tecnico e diplomatico svolta dall’Ufficio di Bruxelles presso le strutture comunitarie a sostegno dell’obiettivo strategico del riconoscimento istituzionale della Macroregione Adriatica. Significativi, in questa direzione, i risultati legati al riconoscimento del Segretariato dell’Adriatico e della Conferenza tenutasi il maggio scorso in Ancona, che ha sancito nell’agenda dell’UE il termine del 2014 per il completamento delle attività per la costituzione della Macroregione Adriatica, cui ha dato un contributo fondamentale il Ministero degli esteri nella persona del responsabile del Dicastero, il Ministro Franco Frattini, che è venuto anche ad Ancona per sottolineare l’importanza dell’iniziativa.
Importante anche il supporto alle attività della Regione Marche che, è bene ricordarlo, nell’attuale legislatura è stata riconfermata quale componente effettivo del Comitato delle Regioni, che quindi ha bisogno di una struttura di appoggio…(…) Se volete posso rimandare una parte sostanziale scritta, siccome l’oggetto è stato particolarmente sensibile nelle polemiche estive e non c’è nessuna intenzione polemica di discuterlo in Assemblea legislativa, se ritenete che vada per le lunghe possiamo rinviare a una comunicazione che, ripeto, per i tre quarti è scritta.
Continuo. In particolare, tra le tante attività la delegazione di Bruxelles;
– garantisce la comunicazione tempestiva della documentazione sui programmi e sui bandi agli uffici regionali, provinciali e comunali competenti e assicura la regolarità e la qualità del flusso informativo verso le istituzioni locali e la comunità regionale;
– offre un costante e approfondito aggiornamento sulle tematiche comunitarie di maggiore interesse per la comunità regionale;
– fornisce assistenza nelle attività organizzate con le Istituzioni europee e con le Regioni europee e nell’ambito del Comitato delle Regioni non solo agli uffici regionali, agli Enti, associazioni di categoria, istituiti scolastici e università, ma in particolare alla Presidenza nell’attività del Comitato delle Regioni di Bruxelles, dell’ufficio di presidenza, delle Commissioni Ecos e Relex e del gruppo di lavoro UE-Croazia e dell’ARLEM (Assemblea Euro-Mediterranea degli Enti locali e regionali);
– effettua un costante monitoraggio dei network europei per valutare l’opportunità di aderire a nuove reti di regioni promosse o riconosciute dalla Commissione europea (Europa Innova, Pro-Inno Europe e ERRIN ROK-Jade, rete OGM free, EARLALL, ARE e CRPM e ACR);
– fornisce una significativa collaborazione nei confronti degli Enti locali e delle relative associazioni marchigiane finalizzata al potenziamento della promozione degli interessi di tutto il territorio regionale presso le Istituzioni dell’Unione Europea (delibera di Giunta n. 593 del 27 marzo 2002); al momento sono attive molteplici convenzioni con Enti locali marchigiani;
– offre assistenza e tutoraggio a studenti universitari marchigiani per stage trimestrali a Bruxelles, che è una delle attività in connessione con i migliori prodotti delle università per adeguati sbocchi di lavoro.
Significativa è l’attività di supporto tecnico-progettuale e networking europeo alla delegazione di Bruxelles svolta dalla SVIM, con la quale la Regione ha attivato una specifica convenzione di servizi per incrementare l’attrazione di risorse e la partecipazione regionale a programmi e azioni cofinanziati dall’UE.
A titolo esemplificativo vorrei solo citare il Progetto JADE_VII che riguarda il VII Accordo di programma quadro per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, il Progetto WIDE, il Progetto EASY, il Progetto ALSO, il Progetto Net-Mate .
Rilevanti anche l’attività della SVIM a sostegno dell’informazione sulle opportunità dell’UE per il territorio regionale e di negoziazione dei TENDER internazionali, dei POR regionali e al processo di preparazione delle Joint Programming Initiative (JPI).
Vado agli elementi dei costi l personale.
Nel 1999 la Regione Marche aveva aperto il proprio ufficio a Bruxelles nella sede delle Regioni del centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria), attraverso l’istituzione di una società di diritto belga (RECIS).
Da questa società nel 2005 la Regione Marche ha acquistato in quota parte l’attuale sede comune con le Regioni Lazio, Toscana, Umbria, mentre l’Abruzzo si ritrasse.
Tenuto conto delle modifiche intervenute nel quadro normativo comunitario e nazionale, della scadenza naturale della convenzione siglata con la RECIS s.a., e per operare ulteriori riduzioni di spesa, le Regioni hanno ritenuto opportuno procedere allo scioglimento della Società.
Di conseguenza, dal novembre 2007 lo svolgimento delle attività di assistenza tecnica e di supporto operativo nella gestione dei servizi dell’Ufficio, svolto in passato da RECIS, è stata affidata alla SVIM.
Dal febbraio 2009 l’Ufficio di Bruxelles è incardinato nella struttura del Gabinetto del Presidente e le sue funzioni vengono esercitate esclusivamente attraverso 1 unità di personale regionale di categoria D, operando una ulteriore riduzione di spesa con la mancata sostituzione, dopo il suo pensionamento, del dirigente di P.F. direttamente responsabile dell’Ufficio stesso.
Nel 2010 i costi di gestione dell’Ufficio di Bruxelles si stima siano di poco superiore ai 40.000 euro, con una riduzione di circa -20% rispetto all’anno precedente. Con la manovra regionale di riduzione della spesa è stato anche deciso di ridurre del 50% il costo annuale della convenzione attivata per i servizi offerti dalla SVIM, attualmente di un valore omnicomprensivo di 294.000 euro. Quindi verrà dimezzato nei prossimi mesi.
Per la delegazione di Roma rimando alla relazione scritta, dandovi però un elemento di sostegno all’attività per la Commissione Attività Produttive della Conferenza della Regioni che è diretta dal nostro Assessore per le attività produttive come coordinatore nazionale. Ha fatto 75 riunioni della commissione politica, 190 riunioni della commissione tecnica, poi è accoglienza anche per i nostri rappresentanti provinciali, comunali, a prescindere dalla loro colorazione politica e l’appartenenza. E’ un punto su Roma.
Passo all’ultimo elemento che riguarda i costi del personale.
La posizione di funzione è affidata ad interim, quindi non è stato sostituito con risparmio di un dirigente, già responsabile di altre strutture regionali.
Presso la delegazione di Roma prestano servizio attualmente 6 unità di personale, 2 di categoria D, 2 di categoria C e 2 di categoria B e nel 2010 i costi di gestione preventivati ammontano a 182 mila euro. Nei prossimi mesi il contingente di personale dovrebbe ulteriormente ridursi per la cessazione dal servizio per raggiunti limiti di età di circa 2 dipendenti e per il blocco del turnover.
Recentemente il Pio Sodalizio del Piceno ha fatto presente che entro la fine dell’anno 2011 sarà disponibile un altro locale, da utilizzare al posto di quello di alta rappresentanza, tra l’altro costoso, che noi occupiamo in via di Fontanella Borghese. E’ un immobile attualmente in fase di ristrutturazione che potrebbe essere messo a disposizione per la nostra sede regionale con un risparmio anche consistente degli affitti.
Questo potrebbe essere particolarmente vantaggioso, quindi informeremo l’Assemblea legislativa del concretarsi della offerta.
Erminio MARINELLI. Innanzitutto voglio ringraziare l’Assessore Marcolini per questa sua relazione, se vuoi anche eccessiva forse per un mio errore, avrei dovuto richiedere una risposta scritta proprio per non tediare più di tanto.
Però non è stato capito, Assessore, ma credo per colpa mia, lo spirito con cui ho voluto presentare questa interrogazione. Lo spirito infatti non vuole essere quello di una persona polemica che interviene con un’interrogazione per mettere in difficoltà le evidenze e le negatività, bensì quello di chi vuole conoscere esattamente nelle linee generali cosa sta facendo la Regione e quali sono le forze che mette in campo a livello internazionale per questa internazionalizzazione. Di questo ho parlato a più riprese anche con il mio amico Raimondo Orsetti, a cui ribadisco la mia stima e gratitudine per la sua disponibilità.
Lei Assessore è stato fin troppo preciso, prolungato e tecnico, infatti ho anche capito molto poco. Io volevo soltanto far sapere all’Assemblea quante sono le forze economiche, le forze umane e le risorse che la Regione mette in campo per questo progetto dell’internazionalizzazione.
Anche perché credo che molti Consiglieri, io per primo, e anche qualche Assessore, non siano a conoscenza di questo grande impegno, questa grande situazione che c’è nelle Marche.
Tenendo conto, peraltro, che l’economia viaggia a livello internazionale, la globalizzazione ha bisogno di punti di riferimento e non si fa più mercato come negli anni passati. Quindi c’è bisogno di punti di riferimento.
Sono passati ormai dieci anni – ha detto bene, Assessore – dalla creazione del desk di Sebenico – nelle Marche credo sia stato il primo – voluto dall’amministrazione del sottoscritto, che forse ha distolto risorse economiche, ma utilizzando degli spazi dati in prestito e non fatti pagare dal Comune di Sebenico con il quale siamo gemellati. Abbiamo cioè cominciato a parlare di economia alla porta dell’est, che è appunto Sebenico, pagando noi una dipendente. Poi ovviamente abbiamo passato tutto alla Camera di Commercio in quanto è quella l’istituzione che deve soprassedere.
Quindi per me va tutto bene, seppure il suo intervento, Assessore, sia stato molto articolato e anche complicato, poi ne chiederò una copia per conoscenza.
Per quanto riguarda i costi e il numero dei dipendenti, 150 mila euro e 14 unità, certamente rispetto al numero dei desk a disposizione non è una grossa spesa, quindi onore e merito a chi ha lavorato con questi risultati.
Vorrei inoltre sapere, ma chiaramente fuori dai microfoni, se è possibile avere il numero delle aziende che hanno utilizzato queste possibilità di intervento, proprio per capire e per migliorare le cose, cercando di evitare tutte quelle polemiche che molte volte accompagnano i media – d’altronde è la notizia negativa che fa comprare il giornale, non quella positiva –.
Le garantisco, Assessore, che il mio intervento era solo per conoscere una problematica a me non nota e che è abbastanza complessa, come questa appunto del mondo della internazionalizzazione.
“Nomina del consulente per studi su rischi sismici e per la sicurezza ASUR e degli immobili ospedalieri”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 85 del Consigliere Bugaro. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.
Almerino MEZZOLANI. Al riguardo, considerato anche quanto relazionato dall’ASUR, si precisano le seguenti considerazioni.
Non corrisponde al vero che l’Assessore alla salute abbia affidato tale incarico né avrebbe potuto in quanto in capo allo stesso ricadono competenze di carattere politico e non gestionale. Corrisponde invece al vero che l’ASUR ha attribuito un incarico ex art. 15 octies del decreto legislativo 502/92 per l’attuazione del progetto “Valutazione del rischio sismico” al geom. Stanislao Acciarri, fratello della sig.ra Monica Acciarri componente della segreteria dell’Assessore. Tale incarico è stato attribuito con determina del Direttore generale dell’ASUR n. 485 del 30 agosto 2007 e reiterato con successiva determina n. 861 del 18 settembre 2009.
Al momento dell’attribuzione del primo incarico il titolo di studio posseduto era quello di geometra e che alla data della reiterazione dell’incarico il titolo di studio posseduto era laurea in scienze dell’architettura ed ingegneria edile.
Il compenso è stato pari ad € 24.000,00 annui per il primo incarico ed € 26.000,00 per il secondo.
Come già accennato gli incarichi sono stati conferiti ai sensi dell’articolo 15 octies del decreto legislativo 502/92, vale a dire con contratto su progetto per il quale, non trattandosi consulenza, l’Azienda non ha ritenuto, a suo tempo, di avviare specifica selezione, bensì seguire la prassi seguita dalla nostra regione per il conferimento di incarico tipo articolo 15 septies del 502/92 (incarichi dirigenziali a tempo determinato).
Il suddetto progetto richiedeva una specifica professionalità ed il dr. Stanislao Acciarri, che aveva manifestato la disponibilità ad assumere un incarico presso l’ASUR, possedeva specifiche conoscenze formative e professionali riguardanti attività inerenti la vulnerabilità sismica delle strutture ospedaliere c/o strategiche dell’ASUR.
Il dr. Stanislao Acciarri risultava già dipendente del Comando provinciale dei vigile del fuoco di Ascoli Piceno al quale lo stesso ha dovuto richiedere espressa autorizzazione a svolgere un incarico presso un Ente pubblico e quest’ultimo ha dovuto concordare nello specifico tempi e modi al “fine di consentire l’espletamento dell’incarico in regime di aspettativa non retribuita.
A seguito di prescrizioni effettuate dalla autorità competenti nella struttura ospedaliera di San Benedetto del Tronto, il dr. Stanislao Acciarri è stato comandato presso il suddetto presìdio per seguire le attività volte alla realizzazione degli adempimenti richiesti.
Il trattamento economico corrisposto al dr. Stanislao Acciarri era stato determinato dalle voci stipendiali già riconosciute dal proprio ente di appartenenza e proprio per le maggiori spese di trasferta che avrebbe dovuto sostenere per assolvere i compiti assegnati presso la struttura di San Benedetto del Tronto, lo stesso in data 1° giugno 2010 ha rassegnato le dimissioni.
Per completezza d’informazione va inoltre precisato che l’ASUR aveva individuato un ingegnere professionista cui assegnare un incarico finalizzato al controllo degli adempimenti necessari ad assicurare la messa a norma di tutti gli ospedali del territorio, ma l’impossibilità di corrispondere un trattamento economico superiore rispetto a quello che il professionista percepiva presso l’ente di appartenenza hanno impedito la definizione del contratto.
Quanto sopra a dimostrare come sia spesso impossibile acquisire risorse competenti ed adeguatamente preparate qualora le stesse prestino servizio presso altri enti e la struttura pubblica si trovi nell’impossibilità di corrispondere compensi adeguati.
Giacomo BUGARO. Confesso, Consiglieri colleghi, Presidente della Giunta, di essere profondamente in imbarazzo. Perché la risposta che mi è stata ora data segue una precedente mia interrogazione con cui avevo sbagliato il tiro di poco, su cui l’Assessore mi rispondeva che non esisteva da nessuna parte nessun fratello di sue assistenti. Dopodiché, ritarata l’interrogazione, oggi veniamo a sapere che il fratello dell’assistente dell’Assessore alla sanità si è, per chiamata diretta, accaparrato un importante e delicato incarico senza nessun tipo di bando.
Penso sia una caduta di stile. Non metto in dubbio che la procedura sia corretta, voglio augurarmelo, lei ha citato numerosi articoli di legge, e sarebbe per me impossibile in questo momento guardare tutti i codici per verificare la bontà, che, ripeto, non metto in dubbio, certo è che l’incarico non lo ha dato l’Assessorato bensì l’ASUR che ne è emanazione diretta.
Io ritengo – e forse non sono lontano dalla verità – che probabilmente la sua assistente ha chiamato il Direttore generale dell’ASUR chiedendo di nominare il fratello in quell’importante incarico. Non penso infatti, per quanto competente e professionale, che il geom. Acciarri sia l’unico geometra nel territorio regionale che poteva intestarsi quel tipo di responsabilità. Quindi affidarla al fratello della sua assistente lo ritengo un fatto che non qualifica certo l’immagine della Giunta Spacca.
Mi sembra veramente una notevole caduta di stile che peraltro segue altre dubbie situazioni. Ricordo a tutti che siamo in attesa, mi auguro che arrivi a breve, il responso della Commissione d’inchiesta sulle assunzioni dell’ASUR, da noi sollevata, dove c’era il figlio del direttore amministrativo che aveva vinto non per titoli, di cui aveva zero di punteggio, bensì per prove pratiche dove invece raggiunse, con una progressione incredibile, il maggior punteggio, tale da potergli intestare la vittoria di quel concorso. Stiamo dunque aspettando, Assessore – dipende sempre da lei – gli esiti di questa commissione d’inchiesta.
Mi fermo qui, non c’è da dire molto altro. Mi auguro che la situazione venga sanata, Presidente Spacca, in quanto sicuramente, ripeto, la sua Giunta con questa vicenda non fa una bella figura. E non la fa soprattutto perché è stata sottaciuta per mesi. Infatti mi si poteva rispondere già l’altra volta, invece di aggirare l’ostacolo mi si poteva dire: “forse l’interrogazione è poco puntuale, però abbiamo capito il senso, è vero, il fratello della sig.ra Monica Acciarri è stato chiamato direttamente a un incarico di responsabilità dall’ASUR”. Senza dunque eludere la mia domanda che ha poi provocato questa successiva interrogazione che è andata a segno quest’oggi e che mi provoca proprio un imbarazzo personale.
E lei sa, Assessore Mezzolani, perché in quest’Aula ci conosciamo ormai da sei anni, che io non ne faccio mai una questione personale, sono una persona che ha stima nei suoi confronti, però ritengo che l’Istituzione che lei rappresenta abbia oggi avuto una macchia. E’ una caduta di stile di quella sinistra a cui lei appartiene e che ultimamente a fenomeni di nepotismo all’interno delle Istituzioni ci ha abbastanza abituato. E’ un fenomeno noto alla sinistra, basti pensare alla vicenda della Fiera dove un esponente del PD, come il Presidente della Camera di commercio, si unisce con la direttrice di Marche fiere, fa un tutt’uno, senza però che nessuno di voi dica: “questa cosa mi sembra un po’ strana”.
Io spesso vi faccio questa domanda: “Cosa avreste fatto se simili comportamenti l’avessimo tenuti noi al Governo? Provate ad immaginare! Avreste ingolfato di interrogazioni quest’Aula e non solo.
Ebbene, cercate allora di ritirare il tiro, perché mi sembra che questi episodi si susseguano con una preoccupante scadenza.
Proposta di atto amministrativo n. 10
“Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate e relativo rapporto ambientale. Aggiornamento del Piano regionale per la gestione dei rifiuti di cui alla deliberazione 15 dicembre 1999, n. 284. Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Legge regionale 12 ottobre 2009, n. 24”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 10 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Camela.
Valeriano CAMELA. Sono stato chiamato a rappresentare con una relazione di maggioranza questa proposta di atto amministrativo concernente il Piano regionale di bonifica dei siti inquinati.
Questo Piano costituisce un documento obbligatorio che la Regione deve redigere sulla base di disposizioni nazionali.
La materia di bonifica dei siti inquinati risponde a obblighi e direttive comunitarie, statali e regionali. Già con il decreto Ronchi n. 22 del 1997 il Consiglio regionale approvava con la deliberazione amministrativa n. 284 del dicembre 1999 il Piano regionale per la gestione dei rifiuti, considerando parte integrante anche un capitolo che si riferiva all’elencazione dei siti inquinati sulla base di uno studio elaborato dalla società Aquater, che però si riferiva a una valutazione effettuata nel 1989, quindi un po’ datata.
E’ pertanto sorta l’esigenza di aggiornare questo piano con una mappatura dei siti inquinati. Ciò anche alla luce dell’emanazione del decreto legislativo 152/2006 che detta norme in materia ambientale.
Questo documento aggiornato è importante perché permette sia di rispondere agli obblighi di legge, quindi di non incorrere in sanzioni più o meno pesanti, sia di praticare dei percorsi di finanziamento a livello europeo e statale, inoltre, cosa altrettanto importante, di programmare interventi sulla base di criteri di priorità e di urgenza.
Per gli Enti locali rappresenta anche un’utile fotografia della situazione in atto, arricchita con dettagli ed elementi informativi più importanti.
Tutto l’insieme di questo pacchetto va quindi a costituire l’anagrafe regionale dei siti inquinati, però è aggiornato alle ultime informazioni pervenute e agli accertamenti effettuati a tutto il 2006.
Sicché è importante rimuoverne il gap temporale che consentirebbe una rapida attuazione di interventi e provvedimenti.
Visto peraltro che si tratta di aggiornare attraverso delle modalità dal carattere prettamente tecnico, si è pensato di introdurre in questo Piano delle procedure accelerate riguardo l‘aggiornamento dell’anagrafe dei siti contaminati, l’analisi del rischio e dell’ordine di priorità. Quindi sulla base della documentazione che verrà messa a disposizione dall’Arpam le strutture regionali competenti potranno aggiornare automaticamente le informazioni che man mano pervengono.
E’ dunque importante risolvere rapidamente questa discrasia temporale che si verifica tra l’arrivo dell’informazione e l’aggiornamento effettivo dell’anagrafe regionale.
Il Piano si compone di diverse sezioni, precisamente sono quattordici, con i vari paragrafi.
Dalla lettura si evince che sono stati individuati 422 siti. Dal punto di vista delle tipologie più frequenti circa il 30% è rappresentato da industrie attive o dismesse, il 28% circa sono i punti vendita carburanti, quindi deposito oli minerali, ecc., il 3% discariche in genere dismesse e non attive.
Si è osservato anche che dal 2002 ad oggi c’è stato un costante incremento delle segnalazioni su questi siti inquinati. Ciò sta a significare sia una più puntuale applicazione della procedura, ad esempio maggiori controlli da parte degli uffici, sia una crescita della sensibilità da parte dei cittadini in materia ambientale.
Il decreto ministeriale 468/2001 ha individuato nel nostro territorio una perimetrazione relativa a siti definiti di interesse nazionale. In particolare sono due: Falconara Marittima e il basso bacino del fiume Chienti. Questo è importante in quanto sono delle aree deboli, delicate e particolarmente congestionate, anche se dal punto di vista della tipologia dell’inquinamento sono diverse fra loro.
Il sito di Falconara Marittima rappresenta forse l’emergenza di più rilievo, è interessato dal vincolo del piano di assetto idrogeologico, ha una porzione del suo territorio classificato come R4, ossia zona ad rilevato rischio di esondazione, e l’intero perimetro è ricompreso all’interno di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale. E’ pertanto sicuramente una priorità di intervento nel nostro territorio su cui occorrono adeguati finanziamenti.
Nell’aprile 2009 è stato sottoscritto un accordo di programma tra tutti i soggetti pubblici interessati (Ministero, Regione, Provincia, Enti locali). Inoltre per il sito del basso bacino del fiume Chienti è stato messo a disposizione un finanziamento di circa 3 milioni e 600 mila euro.
Nel luglio scorso è stato invece sottoscritto un accordo di programma per il sito di Falconara con un finanziamento di 3 milioni e 200 mila euro.
Colgo qui l’occasione per ringraziare la dott.ssa Cioni che seppure sia nella fase finale della sua attività lavorativa si è molto impegnata per raggiungere questo obiettivo. Presto dunque ci lascerà, auspichiamo magari una sua volontaria partecipazione per continuare l’attività di presenza negli uffici regionali, in ogni caso la ringraziamo per essersi dimostrata un fiore all’occhiello che ha contraddistinto la conclusione della sua attività in questo Ente.
La direttiva comunitaria, vigente già da qualche anno, ha introdotto il principio del “chi inquina paga”, individuando che il responsabile dell’inquinamento deve farsi carico delle procedure, quindi dei costi per recuperare e bonificare il sito, aggiungendo anche la necessità di reindustrializzarlo, quindi, ove sussistono le condizioni logistiche e ambientali, di recuperarlo per scopi produttivi.
Pertanto questo piano distingue i siti di interesse pubblico e quelli a titolarità privata, precisando che ove il responsabile dell’inquinamento sia inadempiente o sconosciuto sarà l’ente locale direttamente coinvolto che subentrerà a tale obbligo, per poi avviare le eventuali procedure di risarcimento danni e recupero risorse.
La stessa Regione, sulla base delle disposizioni contenute nel decreto ministeriale, ha provveduto a redigere una classifica dei siti di interesse regionale.
Al primo posto abbiamo la SGL Carbon, che ci coinvolge più direttamente in quanto è di competenza regionale, poi abbiamo i due siti di interesse nazionale e al quarto posto c’è un sito che investe la provincia di Fermo, quindi anche il sud delle Marche si trova coinvolto in una situazione meritevole di un intervento prioritario da parte dello Stato.
Tutte le Regioni hanno proposto le proprie situazioni, dopodiché, dall’istruttoria evasa dai Ministeri competenti, è emerso che dei 116 siti proposti 60 sono stati dichiarati ammissibili e 26 con carattere prioritario. E tra quest’ultimi rientra appunto la SGL Carbon. Per cui a questo speriamo facciano seguito fatti anche di carattere finanziario, al fine di poter creare una condizione di sviluppo di quel territorio.
Importanti sono i finanziamenti. Per cui per tutto quello che sarà necessario, alla luce anche dei prevedibili tagli, occorrerà ingegnarsi un po’, dunque guardarsi attorno per scorgere eventualmente l’esistenza di finanziamenti ed opportunità a livello europeo; i fondi FAS, ad esempio, seppure sembra siano stati stanziati in quantità importante, pare siano stati nel frattempo dislocati per altri fini. Inoltre ci sono dei fondi attingibili dal Programma operativo regionale. Oppure c’è la Banca europea degli investimenti che prevede l’utilizzo di risorse per questi fini.
Diciamo quindi che sarà opportuno, anche in sede della prossima approvazione del bilancio di previsione, prevedere l’utilizzo di quelle risorse che leggendo il piano sembrerebbero non essere state utilizzate appieno per gli stanziamenti previsti. Per cui magari ricollocare alcune risorse importanti nel rispetto di quei criteri di priorità già emersi dallo studio fatto.
Penso di essere stato abbastanza chiaro ed esauriente, sono comunque a disposizione per eventuali chiarimenti.
Francesco ACQUAROLI. Come ha detto il Consigliere Camela questo è un atto dovuto dell’Assemblea legislativa che va ad integrare il piano regionale dei rifiuti.
Cercherò ora di integrare, per quanto di mia competenza, l’intervento del relatore di maggioranza e semmai di chiarirlo laddove utile.
Di fatto si tratta di un’iniziativa tecnica che va ad individuare, distinguendoli tra quelli di interesse pubblico e quelli di interesse privato, tutti i siti della regione Marche che si ritengono inquinati.
Il principio dettato da questo piano è “chi inquina paga”. In sostanza il pubblico ha l’obbligo di sostituirsi al privato qualora non intervenga, ma poi c’è anche il principio di rivalsa, ossia l’ente può recuperare le somme spese laddove sarà possibile individuare chi ha inquinato.
Oltre ai siti di interesse sia pubblico che privato, come dicevo poc’anzi, con decreti ministeriali sono stati individuati anche due siti di interesse nazionale, all’interno dei quali ci sono sia siti di interesse pubblico che siti di interesse privato.
I siti di interesse pubblico ricadenti nel territorio regionale sono 17, di cui 11 ricadenti al di fuori dei siti di interesse nazionale.
E’ un piano dinamico in quanto di fatto c’è questa ulteriore individuazione che si allarga di continuo.
Le risorse per questo tipo di interventi purtroppo non sono tante e non si riesce ad intervenire in maniera tempestiva. Sarebbe quindi importante iniziare a prevedere delle strade alternative, magari cercando di perseguire di più la progettualità europea, laddove possibile, al fine appunto di mantenere gli impegni presi. Ad esempio alla fine di questo piano vi sono dei riferimenti a somme prima individuate ma poi destinate altrove.
Quindi, come dicevo, essendo un piano dinamico in continua evoluzione, chiediamo a questa Assemblea legislativa e al Presidente della Giunta di impegnarsi nel vigilare. Perché una regione che vuole proporsi come turistica, una regione che fa dell’ambiente un punto di vanto e di forza, almeno politicamente deve cercare di perseguire quell’obiettivo di tutela e di individuazione precisa di tutti i punti individuati come nevralgici.
Le risorse sono dunque poche per cui dovremmo attivarci per individuarne di ulteriori.
Dei 17 siti di interesse pubblico alcuni sono stati finanziati per circa 4 milioni di euro. Che è dunque un elemento importante, soprattutto in questo periodo, che può aiutare a rimuovere tutta l’economia marchigiana.
Sicuramente, come diceva anche il Consigliere Camela, la normativa di riferimento più importante è la legge 152/2006 che individua l’anagrafica dei siti inquinati, l’ordine delle priorità degli interventi, l’individuazione dei siti da bonificare, la stima degli oneri finanziari, quindi dei costi per bonificare queste aree, infine la modalità di smaltimento dei materiali da asportare.
In questo piano c’è una parte riguarda un aggiornamento che doveva dare l’Ispra circa i criteri di valutazione, ma che non ha ancora fornito, quindi gli uffici regionali e l’Arpam si sono rifatti ad una serie di norme antecedenti ancora in vigore che appunto hanno consentito la predisposizione del piano in oggetto.
Da parte nostra c’è la volontà di votare questo provvedimento, in Commissione l’abbiamo sostenuto, è un atto dovuto, ma insieme alla volontà di votarlo deve esserci anche quella volontà orientata al completamento dell’anagrafica.
E’ chiaro che per i siti di interesse pubblico e i siti di interesse privato, che riguardano le ex aree produttive, che riguardano i distributori di carburanti, dobbiamo essere vigili, in quanto molto spesso siamo culturalmente abituati a non considerarli fonti di inquinamento, invece leggendo questo piano si percepisce che possono produrre un danno elevato sia delle acque che delle risorse della terra.
Questi elementi ritengo siano basilari per stilare un piano del genere.
Occorre quindi un’attenzione da parte dell’amministrazione sia per quanto riguarda l’attuazione di questo piano, sia verso il completamento, magari anche tramite una comunicazione forte con gli enti locali, in particolare con i Comuni, di questa anagrafica.
In questo contesto non voglio denunciare casi particolari, non credo sia questo il momento opportuno, voglio soltanto sottolineare che ci sono delle situazioni se vuoi anche macroscopiche, soprattutto di interesse privato, che potrebbero essere tranquillamente inserite in questo piano che però non sono presenti nell’elenco dei siti interessati.
La bonifica per l’economia e per tutto il territorio è certamente una risorsa attuale ed eventuale futura, quindi, ripeto, il nostro voto sarà positivo, ma chiedo anche di sollecitare gli enti locali al fine di poter giungere al completamento dell’anagrafica, che quindi possa diventare sempre più dettagliata e specifica ed un punto di riferimento importante anche per i prossimi anni.
Umberto TRENTA. Ho ascoltato attentamente la relazione del relatore di maggioranza Consigliere Camela – io non conosco il suo trascorso politico, come non conosco la sua attuale scuola di pensiero – quindi ora voglio fare il mio intervento su questa proposta di atto amministrativo n. 10/10.
Caro Consigliere di maggioranza relatore Camela le voglio subito porre questa domanda: perché in un atto amministrativo, che come sempre viene in Aula affrontando il momento contingente, non parliamo di costo degli interventi, di flussi finanziari, di emergenza sociale o di ecomafia?
Questa proposta di atto amministrativo, Assessore Donati – mi rivolgo a lei in quanto assessore di competenza – è un provvedimento che parla un po’ di tutto, però poi mette – ecco dunque la discrasia che contiene – sia il pubblico che il privato.
E qui vado all’esempio posto dal brillante relatore nella sua relazione orale, verba volant, scripta manent. Ossia, nell’illustrazione di questo atto che vede dei siti inquinati – io ho già difficoltà visiva per fatto mio personale, ma qui vedo ancora meno! – lei ci ha anche parlato, Consigliere Camela, del sito inquinato della SGL Carbon. E lei è stato per sette anni presidente del Consiglio comunale di Ascoli Piceno, quindi l’atto lo conosce, ci sono stati vari passaggi nelle commissioni, è stato affrontato, abbiamo ascoltato le maestranze, abbiamo anche ascoltato sia le relazioni che le varie denunce; quando infatti parlo di emergenza sociale, di ecomafie parlo di un sistema che è esemplificativo dal punto di vista del diritto, ovvero ci sono persone che operano in quei settori senza tener conto delle leggi.
Sicché, dicevo, il rapporto pubblico-privato nella distinzione tra sito dismesso (parlo dell’Elettrocarbonium) e sito operante (potrei parlare dell’Api) che attinenza ha? Che copertura di diritto c’è sul piano regionale per la bonifica delle aree inquinate – sta scritto qui – ed il relativo rapporto ambientale?
Poi vado sotto e c’è scritto: aggiornamento del piano regionale per la gestione dei rifiuti. Ciò dunque significa che ci sono delle cose in atto come pure delle cose che non sono più in atto che però costituiscono l’intervento pesante amministrativo del pubblico che è garante dei procedimenti di legge e del privato che si consorzia. Parlo sempre di quel caso specifico.
La legge dice chiaramente che chi inquina deve bonificare. Faccio allora un esempio banale: se un semplice appartamento avesse subito dei lavori non coperti da relativa autorizzazione edile o di concessione, quindi a titolo oneroso – ecco la differenza – verranno fatti degli atti notarili, ci deve cioè essere una copertura di legge che giustifica l’atto, ovvero il trasferimento di proprietà.
Ma in questo atto tutto questo non si comprende; peraltro qui si è fatto un foglietto di sintesi, cambiamo questo e questo, poi testo modificato dalla Commissione, testo proposto.
Allora anche su questo voglio porre una domanda al relatore di maggioranza, ossia: è un atto rituale, seppure io creda che l’Aula oggi debba approvare qualcosa che abbia comunque concretezza di diritto, oppure è altra cosa?!
Vado all’Arpam. L’Arpam giustamente fa un lavoro che è garante di quei dirigenti che si occupano dell’ambito specifico, di cui poi in maniera distratta ne viene letto il risultato in Aula dagli Assessori competenti. Voglio cioè dire che spesso ascoltiamo risposte, che sono state comunque predisposte, ma che vengono lette senza anima e distrattamente; una volta mi voglio divertire a prendere il foglietto che legge l’Assessore e sostituirlo con un altro, sicuramente, visto che spesso legge appunto in maniera pedissequa, leggerebbe la cosa allo stesso modo seppure parlasse del cielo, della terra o di qualsiasi altra cosa.
Dunque delle 26 priorità, Consigliere relatore Camela, lei ha portato l’esempio, ritengo in maniera ingenua e in buona fede, della SGL Carbon. Però come farà – perché sarà oggetto di interrogazioni successive – a dare risposte su questo?
Io su queste 26 priorità chiederò che ci sia l’impegno del pubblico, che appunto deve garantire al cittadino marchigiano l’assoluta certezza, che si agirà e con quale coperture finanziarie. Chiederò, inoltre, la legittimità degli atti di trasferimento di proprietà di questi siti, che nel frattempo faranno parte di operazioni economiche importanti – parliamo di milioni di euro –, e la responsabilità diretta dei privati che hanno inquinato quei siti. Questo legiferato lo ritengo infatti l’ennesimo vantaggio per quei privati che avendo un po’ di pelo sulla coscienza possono così agire indisturbati per i propri fini.
Altra cosa ancora è che la dotazione strategica non prevede corsi di formazione per l’educazione civica ambientale, di questo non si parla, ma secondo me è proprio attraverso la profonda presa di coscienza dell’individuo e quindi anche di quelli che andranno poi a gestire la società, come ad esempio i Consiglieri regionali, che si potrà arrivare a non sottintendere questi impegni.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento passiamo alla votazione.
(…) Consigliere, fa una richiesta di votazione per appello nominale? (…) Però le preciso che il voto per appello nominale, che si svolge sempre in forma elettronica, deve essere richiesto almeno da tre Consiglieri. Chi sono allora gli altri tre Consiglieri? (…) Bene, allora passiamo alla votazione dell’atto.
Proposta di atto amministrativo n. 10. La pongo in votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 13
“Modifica del POR Marche obiettivo 2 FSE 2007/2013 – Legge regionale 2 ottobre 2006, n. 14, articolo 7 Reg. CE n. 1083/2006, articolo 33”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 13 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.
Gino TRAVERSINI. I regolamenti comunitari prevedono, una volta approvato dalla Commissione europea, che un Programma operativo (POR) possa essere modificato a seguito di cambiamenti socio-economici rilevanti, previa approvazione delle stesse modifiche da parte del Comitato di sorveglianza del programma.
Ciò premesso, si ricorda che l’accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009 sulle misure anticrisi ha individuato le procedure di intervento da adottare e disposto le modalità che le Regioni devono utilizzare per sostenere le stesse misure usando allo scopo risorse dei POR FSE.
Nel caso delle Marche l’accordo ha stabilito che le risorse FSE da destinare all’attuazione delle misure anticrisi siano pari a 84,4 milioni di euro.
Queste ultime, per questioni tecniche connesse alla struttura dei POR FSE, gravano in modo pressoché analogo sugli Assi I e II del Programma.
Considerata la gravità delle ripercussioni che la crisi sta avendo a livello locale (nel primo quadrimestre ci sono 11 milioni di richieste di ore di cassa integrazione, c’è un interessamento di oltre 23 mila lavoratori), quindi ad oggi è presumibile il pieno utilizzo di tali risorse, che di fatto sono però esaurite.
Tutto questo ha gravi ripercussioni sulla capacità della Regione di implementare politiche a sostegno dei disoccupati, che vanno obbligatoriamente finanziate secondo quanto disposto dai regolamenti comunitari sull’Asse II del POR.
Il pieno utilizzo delle risorse stanziate per le misure anticrisi sottrarrebbe, infatti, oltre 40 milioni di euro all’Asse II sul quale, peraltro, sono già stati assunti impegni di spesa consistenti.
Da ciò deriverebbe una dotazione finanziaria residua insufficiente a fronteggiare le problematicità, in parte strutturali e in parte dovute alla crisi, ma non coperte dalle misure di cui all’accordo Stato-Regioni.
Dato che lo stanziamento complessivamente previsto per il POR deve rimanere inalterato si richiede di incrementare le risorse stanziate per l’Asse II di 10 milioni, riducendo contestualmente le risorse previste negli Assi III e IV. Tale operazione consente di fatto di incrementare le risorse da destinare a favore dell’inserimento occupazionale dei disoccupati e non pregiudica – questo è molto importante – la possibilità, comunque, di favorire anche il raggiungimento degli obiettivi programmati per gli Assi III e IV (inclusione sociale e formazione).
Concludo sottolineando che questo atto ha avuto il parere favorevole del CAL e l’approvazione con voto unanime della terza Commissione come pure della sesta.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliera Foschi.
Elisabetta FOSCHI. Il collega Traversini ha ricordato che questo atto è stato esaminato dalla terza Commissione in maniera congiunta con la sesta e che entrambe si sono espresse favorevolmente. Vorrei però portare a conoscenza dell’Aula che questo provvedimento è stato valutato dalle due Commissioni congiunte il 20 luglio con una forma di convocazione un po’ particolare. Mi è stato detto che questo può avvenire, ma in ogni caso in quella occasione, ripeto, è stata una convocazione un po’ particolare in quanto era contestuale allo svolgimento dell’Assemblea legislativa. Quindi, pur essendo due Commissioni congiunte, in realtà vi è stato un andirivieni di componenti che quindi non ha potuto garantire le condizioni migliori per un approfondimento di un atto come questo
Un atto che ci venne detto era urgente e necessario viste le condizioni di crisi economico-finanziarie che toccano in maniera particolare la nostra regione e vista la richiesta in incremento della cassa integrazione normale e in deroga.
Per cui per far fronte a simili necessità ci eravamo espressi in maniera favorevole, seppure non fosse stato possibile andare ad un approfondimento dell’atto perché, ripeto, contestualmente vi era in corso anche lo svolgimento l’Assemblea legislativa, e quindi noi commissari eravamo chiamati a votare in maniera parallela anche gli atti che l’Aula stava in quel momento esaminando.
Pertanto, considerato che questo atto non è stato portato in forma di urgenza nella seduta urgente del 27 luglio, insieme all’esame del provvedimento relativo al fotovoltaico, bensì soltanto oggi, ne chiederei un approfondimento.
È vero che trattasi di un cambio tra Assi di 10 milioni di euro, si va a incrementare l’Asse II, ma vorrei un approfondimento da parte dell’Assessore per capire soprattutto quali aziende e quali lavoratori sono rimasti coperti dagli impegni di spesa che risultavano sufficienti senza questa variazione e quelli che invece sono stati esclusi. Ciò anche al fine di capire l’entità e che tipo di lacuna andiamo a sanare.
Chiedo dunque che venga svolto in Assemblea legislativa quel dibattito che non si è potuto approfondire in Commissione per motivi contingenti. Quindi che di questo non si dica semplicemente che il parere delle Commissioni è stato favorevole, perché, ripeto, quella era la situazione contingente in cui siamo stati costretti ad esaminarlo.
PRESIDENTE. La discussione è aperta. Se non ci sono richieste di intervento passiamo alla votazione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni, ne ha facoltà .
Enzo MARANGONI. Penso che siamo stati un po’ troppo precipitosi. Il Consigliere Foschi ha detto molto chiaramente che su questo atto non c’è stata discussione.
Il modo anomalo con cui è avvenuta la discussione in Commissione, in quanto contemporaneamente era convocata anche l’Assemblea legislativa – ciò accadeva il 20 luglio -, ha impedito una adeguata discussione. Praticamente, se ho ben capito, è stata fatta Commissione quasi in corridoio, ovvero senza la presenza dei Consiglieri che si vedevano costretti ad uscire ed entrare. A volte si fa, questo lo sappiamo, purtroppo, però dipende anche dal tema dell’argomento. Qui infatti si tratta di un atto amministrativo particolarmente importante che però stiamo votando senza che di fatto ci sia stato un adeguato confronto in Commissione.
Ciò mi sembra veramente una cosa che priva anche di dignità questa votazione.
Quindi invito davvero a non soprassedere. Anche perché manca l’Assessore. Dov’è l’Assessore?! L’Assessore addirittura non ci degna neanche della sua presenza, non ci dice nulla! Mi sembra una cosa veramente – passatemi il termine – squallida dal punto di vista amministrativo e della correttezza istituzionale. Non c’è l’Assessore! Dov’è andato! La Commissione non lo ha neppure discusso, adesso cosa stiamo facendo!
Chiedo pertanto che questa Assemblea legislativa rinvii l’atto per dare tempo alla Commissione competente di poterlo valutare adeguatamente, di potersi confrontare. Non penso ci sia nulla di male a votarlo la prossima volta dopo appunto aver fatto un adeguato confronto.
Qualora ciò non fosse il mio voto sarà contrario nel merito come pure nel metodo. Perché non mi sta bene che si vada a votare un atto che ha visto una Commissione fatta in quattro e quattr’otto quasi in corridoio, a porte aperte, dove non si capiva bene neppure chi erano gli assenti o i presenti. Peraltro c’è una richiesta ufficiale di rinvio del relatore di minoranza e in più l’Assessore se ne è andato.
Quindi non capisco che senso abbia questa votazione, mi sembra una cosa veramente indegna di questa Assemblea legislativa.
PRESIDENTE. Prima di passare al voto finale dell’atto vorrei precisare che pur essendo già aperta la fase di votazione mi sono permesso, forzando il regolamento, di dare comunque la parola al Consigliere Marangoni in quanto me l’aveva chiesta prima ma non mi ero accorto.
Proposta di atto amministravo n. 13. La pongo in votazione.
Mozioni n. 8, n. 26, n. 38 sull’erosione marina
(Rinvio votazione)
PRESIDENTE. Consigliere Ricci, lei aveva chiesto il rinvio del voto sulle mozioni n. 8, n. 26 e n. 38 in quanto c’era il tentativo di fare una risoluzione. A che punto è? (…) Consigliere D’Anna, è stato trovato l’accordo?
Giancarlo D’ANNA. Abbiamo deciso, Presidente, di rinviare questo punto alla prossima seduta in quanto volevamo consultare i tecnici.
PRESIDENTE. Bene, che dunque gli uffici prendano nota che per il prossimo ordine del giorno dell’Assemblea legislativa bisogna inserire anche questo atto retroattivo.

References: art. 26
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 art. 27
 art. 27
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 art. 15
 articolo 15
 articolo 7
 articolo 33