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Timestamp: 2017-08-20 10:00:34+00:00

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Sociale: Il Consiglio dei Ministri della RSI approva il decreto legge sulla “Socializzazione delle Imprese” annunciato nella seduta del 13 gennaio 1944.
Il Consiglio dei Ministri della RSI approva il decreto legge sulla “Socializzazione delle Imprese” annunciato nella seduta del 13 gennaio 1944.
Il decreto legge si compone di 45 articoli:
Art.1. – Gestione dell’impresa
La gestione dell’impresa, sia questa di proprietà dello Stato, sia di proprietà privata, è socializzata. Ad essa prende parte diretta il lavoro.
L’ordinamento delle imprese socializzate è disciplinato dal presente decreto, dallo statuto o regolamento di ciascuna impresa, dalle norme del Codice Civile e dalle leggi speciali, in quanto non contrastino col presente provvedimento.
Nelle società per azioni ed in quelle a responsabilità limitata con almeno un milione di capitale, fanno parte degli organi collegiali di amministrazione, rappresentanti eletti dai lavoratori dell’impresa: operai, impiegati amministrativi, impiegati tecnici e dirigenti.
L’assemblea nomina un consiglio di amministrazione formato per metà dei rappresentanti dei soci e per metà dei rappresentanti deilavoratori. L’assemblea nomina altresì un collegio sindacale che deve avere tra i suoi componenti almeno un sindaco effettivo e un supplente, proposti dai rappresentanti dei lavoratori, ferme restando le disposizioni del Codice Civile per i collegi sindacali.
Art.6 – Consiglio di gestione delle società che non sono per azioni o a responsabilità limitata
Nelle società non contemplate nel precedente articolo 3) e che abbiano almeno un milione di capitale o impieghino almeno cento lavoratori, il consiglio di amministrazione è formato dai soci e da un
egual numero di rappresentanti, eletti dai lavoratori dell’impresa.
b) esprime il proprio parere sulla stipulazione dei contratti di lavoro aziendale con le associazioni sindacali facenti capo alla Confederazione Unica del Lavoro, della Tecnica e delle Arti e su ogni altra questione inerente alla disciplina alla tutela del lavoro e
I membri del consiglio di amministrazione eletti dai lavoratori sono
dispensati dall’obbligo di prestare cauzione.
Il capo dell’impresa convoca l’assemblea nelle imprese in cui esiste, e la presiede, presiede altresì il consiglio di amministrazione; rappresenta l’impresa nei rapporti con i terzi. Egli ha le responsabilità
ed i doveri di cui agli articoli 21 e seguenti e tutti i poteri riconosciutigli dallo Statuto, nonché quelli previsti dalle leggi vigenti ove non contrastino con le disposizioni del presente provvedimento.
Art.11 – Consiglio di gestione
Nelle imprese individuali, purchè il capitale in esse investito sia di almeno un milione o il numero dei lavoratori in esse impiegato sia di almeno cento, viene costituito un consiglio di gestione, composto di
almeno tre membri eletti, secondo il regolamento dell’impresa, da ognuna delle categorie di lavoratori: operai, impiegati amministrativi, impiegati tecnici e dirigenti.
Nelle imprese individuali l’imprenditore, il quale assume la figura giuridica di capo dell’impresa con le responsabilità e i doveri di cui ai successivi articoli 21 e seguenti , è coadiuvato nella gestione dell’impresa stessa dal consiglio di gestione che dovrà uniformare la sua attività agli indirizzi della politica sociale dello Stato.
L’imprenditore capo dell’impresa deve riunire periodicamente, almeno una volta al mese il consiglio per sottoporgli le questioni relative alla vita produttiva dell’impresa ed ogni anno, alla chiusura
della gestione, per l’approvazione del bilancio ed il riparto degli utili.
Art.13 – Capo dell’impresa
Il capo dell’impresa di proprietà dello Stato è nominato con decreto del Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le finanze, designazione dell’Istituto di gestione e finanziamento, tra i membri del consiglio di amministrazione dell’impresa e fra altri elementi dell’impresa stessa o di imprese del medesimo settore produttivo che diano speciali garanzie di comprovata capacità tecnica o amministrativa. Il capo dell’impresa ha la responsabilità e i doveri di
cui agli articoli 21 e seguenti, ed i poteri saranno determinati dallo Statuto di ogni impresa.
Il collegio sindacale delle imprese di proprietà dello Stato è costituito con decreto del Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le Finanze, su proposta dell’Istituto di
gestione e Finanziamento. Il compenso dei sindaci è determinato dall’Istituto di gestione e finanziamento.
Art.17 - Approvazione del bilancio e riparto degli utili -
Deliberazioni eccedenti l'ordinaria amministrazione
Il bilancio delle imprese di proprietà dello Stato e il progetto di riparto degli utili, gli aumenti e la riduzione di capitali, nonché le fusioni, le concentrazioni, lo scioglimento e la liquidazione di imprese di proprietà dello Stato, sono proposti dall’Istituto di Gestione e Finanziamento, sentito il consiglio di amministrazione delle imprese interessate, e approvati dal Ministro per l’Economia Corporativa, di concerto col Ministro per le Finanze e con gli altri Ministri interessati.
Art.18 - Atti costitutivi e statutari delle imprese di proprietà dello Stato
Nell’impresa di proprietà dello Stato, la sostituzione del capo dell’impresa è disposta dal Ministro per l’economia Corporativa, di concerto con il Ministro delle finanze, di ufficio o su proposta dell’Istituto Gestione e Finanziamento o del consiglio di amministrazione o dei sindaci, premessi gli opportuni accertamenti
Art.22 – Sostituzione del capo dell’impresa di proprietà dello Stato
dell’Istituto Gestione e Finanziamenti o del consiglio di amministrazione o dei sindaci, premessi gli opportuni accertamenti.
Art.23 - Sostituzione del capo dell’impresa privata a capitale sociale
Nelle società per azioni, la sostituzione del capo dell’impresa è deliberata dall’assemblea. Nelle altre imprese a capitale sociale la sostituzione del capo d’impresa è regolata dagli atti costitutivi, statuti
e regolamenti, oppure può essere promossa dal consiglio di amministrazione, con la stessa procedura prevista dagli articoli 24 e seguenti per le imprese private a capitale individuale. E’ facoltà del Ministro per l’Economia corporativa di provvedere alla sostituzione d’ufficio del capo dell’impresa quando egli dimostri di non possedere senso di responsabilità e manchi ai doveri indicati dall’articolo 21.
Art.24 – Sostituzione del capo dell’impresa a capitale individuale
La Magistratura del lavoro, sentito l’imprenditore, il Pubblico Ministero, il consiglio di gestione dell’impresa, o dell’Istituto di Gestione e finanziamento, se interessato, premessi gli opportuni
accertamenti, dichiara con sentenza la responsabilità dell’imprenditore. Contro la sentenza è ammesso ricorso per Cassazione a norma dell’art. 425 Cod. Pr. Civ.
Art.26 – Sanzioni contro il capo dell’impresa
A seguito della sentenza che dichiara al responsabilità dell’imprenditore, il Ministro per l’Economia Corporativa può sospendere con proprio decreto, l’imprenditore capo dell’impresa dalla sua attività e nominare un commissario per la temporanea amministrazione dell’Impresa medesima.
Qualora il consiglio d’amministrazione dell’impresa, sia di proprietà dello Stato, sia di proprietà privata, dimostri di non possedere sufficiente senso di responsabilità nell’assolvimento dei compiti affidatigli per l’adeguamento dell’attività dell’impresa alle esigenze dei piani di produzione e della politica sociale della Repubblica, il Ministro per l’Economia Corporativa, di concerto con il Ministro delle Finanze può disporre premessi gli opportuni accertamenti, lo scioglimento del consiglio e la nomina di un commissario per la
temporanea gestione dell’impresa. L’intervento del Ministro per l’Economia Corporativa può avvenire di ufficio o su istanza dell’Istituto di gestione e Finanziamento s e interessato, o del capo dell’impresa, o dell’assemblea, o dei sindaci.
Al capo dell’impresa ed ai membri del consiglio d’amministrazione di essa, sia di proprietà privata, sono applicabili tutte le sanzioni penali previste dalle leggi per gli imprenditori, soci e amministratori
delle società commerciali.
Art.32 – Sottoposizione a sindacato, nomina dei sindacatori e di
Con lo stesso decreto di cui all’articolo precedente e con decreti successivi, le imprese per le quali sia stato deciso il passaggio in proprietà dello Stato, vengono sottoposte al sindacato con la procedura di cui alla legge 17 luglio 1942 n.1100, e vengono nominati i sindacatori. Potrà anche essere affidata ad uno degli amministratori dell’impresa la gestione straordinaria di questa in qualità di commissario del governo.
Il Capitale delle imprese assunte in proprietà dello Stato è amministrato per mezzo di un Istituto di Gestione e Finanziamento,ente pubblico con propria personalità giuridica. La costituzione dell’Istituto e l’approvazione del relativo statuto saranno disposte con separati provvedimenti.
Art.37 – Valore di trasferimento delle quote di capitale
Con decreto che dispone il trapasso dell’impresa allo Stato verranno stabilite le norme integrative e di esecuzione, le modalità e i termini del trapasso medesimo, nonché quelle altre norme, modalità e termini
che si renderanno necessari ed opportuni per il trasferimento del capitale allo Stato e per l’assegnazione e distribuzione dei titoli dell’Istituto di Gestione e Finanziamento degli aventi diritto.
d) provvedere al finanziamento di imprese siano esse di proprietà dello Stato o di proprietà privata.
b) Sezione Finanziamento per gli scopi di cui alla lettera d)
Ciascuna sezione ha personalità giuridica con proprio bilancio e distinto patrimonio.
Art.5. – Alle Sezioni Gestione e Finanziamento dell’Istituto si intendono applicabili le norme di legge e di statuto in vigore rispettivamente per l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (I.R.I.) e per l’Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.) salvo le disposizioni di cui ai seguenti articoli 7, 8 e 9. Con successivo provvedimento del Ministro per l’Economia Corporativa d’intesa col Ministro delle Finanze
verranno apportate agli statuti dell’I.R.I. e dell’I.M.I. le altre modificazioni che si renderanno necessarie in dipendenza del presente provvedimento.
Art.7. – In deroga dell’articolo 12 dello Statuto dell’I.M.I., il consiglio di Amministrazione della Sezione Finanziamento è composto:
c) da 9 membri designati: due dal Ministero per le Finanze, tre dagli enti partecipanti, due dal Ministero per l’Economia Corporativa, uno dal Ministero delle comunicazioni, Direzione della Marina Mercantile,
uno dalla Confederazione Unica del Lavoro, della Tecnica e delle Arti.
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References: Art.1

Art.6
 articolo 3

Art.11

Art.13

Art.17

Art.18

Art.22

Art.23

Art.24
 sentenza 
 sentenza 

Art.26
 sentenza 

Art.32

Art.37

Art.5

Art.7