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Timestamp: 2019-07-16 16:34:53+00:00

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ï»¿ Â§ 98.1.26859 - Legge 23 dicembre 1993, n. 547. Modificazioni ed integrazioni alle norme del codice penale e del codice di procedura penale in tema di criminalitÃ informatica.
Â§ 98.1.26859 - Legge 23 dicembre 1993, n. 547.
Modificazioni ed integrazioni alle norme del codice penale e del codice di procedura penale in tema di criminalitÃ informatica.
Data: 23/12/1993
Art. 1. 1. All'art. 392 del codice penale, dopo il secondo comma Ã¨ aggiunto il seguente
Art. 2. 1. L'art. 420 del codice penale Ã¨ sostituito dal seguente
Art. 3. 1. Dopo l'art. 491 del codice penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 4. 1. Dopo l'art. 615-bis del codice penale sono inseriti i seguenti
Art. 5. 1. Nell'art. 616 del codice penale, il quarto comma Ã¨ sostituito dal seguente
Art. 6. 1. Dopo l'art. 617-ter del codice penale sono inseriti i seguenti
Art. 7. 1. Nell'art. 621 del codice penale, dopo il primo comma Ã¨ inserito il seguente
Art. 8. 1. L'art. 623-bis del codice penale Ã¨ sostituito dal seguente
Art. 9. 1. Dopo l'art. 635 del codice penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 10. 1. Dopo l'art. 640-bis del codice penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 11. 1. Dopo l'art. 266 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 12. 1. L'art. 268 del codice di procedura penale Ã¨ cosÃ¬ modificato
Art. 13. 1. Al comma 1 dell'art. 25-ter del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, dopo le parole: "e di altre [...]
(G.U. 30 dicembre 1993, n. 305)
1. All'art. 392 del codice penale, dopo il secondo comma Ã¨ aggiunto il seguente:
"Si ha, altresÃ¬, violenza sulle cose allorchÃ¨ un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico".
1. L'art. 420 del codice penale Ã¨ sostituito dal seguente:
"Art. 420. â€“ (Attentato a impianti di pubblica utilitÃ ). - Chiunque commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere impianti di pubblica utilitÃ , Ã¨ punito, salvo che il fatto costituisca piÃ¹ grave reato, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena di cui al primo comma si applica anche a chi commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere sistemi informatici o telematici di pubblica utilitÃ , ovvero dati, informazioni o programmi in essi contenuti o ad essi pertinenti.
Se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento dell'impianto o del sistema, dei dati, delle informazioni o dei programmi ovvero l'interruzione anche parziale del funzionamento dell'impianto o del sistema la pena Ã¨ della reclusione da tre a otto anni".
1. Dopo l'art. 491 del codice penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 491-bis. â€“ (Documenti informatici). - Se alcuna delle falsitÃ previste dal presente capo riguarda un documento informatico pubblico o privato, si applicano le disposizioni del capo stesso concernenti rispettivamente gli atti pubblici e le scritture private. A tal fine per documento informatico si intende qualunque supporto informatico contenente dati o informazioni aventi efficacia probatoria o programmi specificamente destinati ad elaborarli".
1. Dopo l'art. 615-bis del codice penale sono inseriti i seguenti:
"Art. 615-ter. â€“ (Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico). - Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontÃ espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, Ã¨ punito con la reclusione fino a tre anni.
La pena Ã¨ della reclusione da uno a cinque anni:
1) se il fatto Ã¨ commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualitÃ di operatore del sistema;
2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle cose o alle persone, ovvero se Ã¨ palesemente armato;
Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanitÃ o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena Ã¨, rispettivamente, della reclusione da uno a cinque anni e da tre a otto anni.
Nel caso previsto dal primo comma il delitto Ã¨ punibile a querela della persona offesa; negli altri casi si procede d'ufficio.
Art. 615-quater. â€“ (Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici). - Chiunque, al fine di procurare a sÃ¨ o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, Ã¨ punito con la reclusione sino ad un anno e con la multa sino a lire dieci milioni.
La pena Ã¨ della reclusione da uno a due anni e della multa da lire dieci milioni a venti milioni se ricorre taluna delle circostanze di cui ai numeri 1) e 2) del quarto comma dell'art. 617-quater.
Art. 615-quinquies. â€“ (Diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico). - Chiunque diffonde, comunica o consegna un programma informatico da lui stesso o da altri redatto, avente per scopo o per effetto il danneggiamento di un sistema informatico o telematico, dei dati o dei programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti, ovvero l'interruzione, totale o parziale, o l'alterazione del suo funzionamento, Ã¨ punito con la reclusione sino a due anni e con la multa sino a lire venti milioni".
1. Nell'art. 616 del codice penale, il quarto comma Ã¨ sostituito dal seguente:
"Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza" si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza".
1. Dopo l'art. 617-ter del codice penale sono inseriti i seguenti:
"Art. 617-quater. â€“ (Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche). - Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra piÃ¹ sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, Ã¨ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca piÃ¹ grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni di cui al primo comma.
Tuttavia si procede d'ufficio e la pena Ã¨ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto Ã¨ commesso:
1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessitÃ ;
2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualitÃ di operatore del sistema;
Art. 617-quinquies. â€“ (Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche). - Chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installa apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra piÃ¹ sistemi, Ã¨ punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena Ã¨ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell'art. 617-quater.
Art. 617-sexies. â€“ (Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche). - Chiunque, al fine di procurare a sÃ¨ o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intecorrenti tra piÃ¹ sistemi, Ã¨ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena Ã¨ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell'art. 617-quater".
1. Nell'art. 621 del codice penale, dopo il primo comma Ã¨ inserito il seguente:
"Agli effetti della disposizione di cui al primo comma Ã¨ considerato documento anche qualunque supporto informatico contenente dati, informazioni o programmi".
1. L'art. 623-bis del codice penale Ã¨ sostituito dal seguente:
"Art. 623-bis. â€“ (Altre comunicazioni e conversazioni). - Le disposizioni contenute nella presente sezione, relative alle comunicazioni e conversazioni telegrafiche, telefoniche, informatiche o telematiche, si applicano a qualunque altra trasmissione a distanza di suoni, immagini od altri dati".
1. Dopo l'art. 635 del codice penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 635-bis. â€“ (Danneggiamento di sistemi informatici e telematici). - Chiunque distrugge, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui, ovvero programmi, informazioni o dati altrui, Ã¨ punito, salvo che il fatto costituisca piÃ¹ grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se ricorre una o piÃ¹ delle circostanze di cui al secondo comma dell'art. 635, ovvero se il fatto Ã¨ commesso con abuso della qualitÃ di operatore del sistema, la pena Ã¨ della reclusione da uno a quattro anni".
1. Dopo l'art. 640-bis del codice penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 640-ter. â€“ (Frode informatica). - Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalitÃ su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sÃ¨ o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, Ã¨ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila a due milioni.
La pena Ã¨ della reclusione da uno a cinque anni e della multa da lire seicentomila a tre milioni se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell'art. 640, ovvero se il fatto Ã¨ commesso con abuso della qualitÃ di operatore del sistema.
Il delitto Ã¨ punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo comma o un'altra circostanza aggravante".
1. Dopo l'art. 266 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 266-bis. â€“ (Intercettazioni di comunicazioni informatiche o telematiche). - 1. Nei procedimenti relativi ai reati indicati nell'art. 266, nonchÃ¨ a quelli commessi mediante l'impiego di tecnologie informatiche o telematiche, Ã¨ consentita l'intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra piÃ¹ sistemi".
1. L'art. 268 del codice di procedura penale Ã¨ cosÃ¬ modificato:
a) dopo il comma 3 Ã¨ inserito il seguente:
"3-bis. Quando si procede a intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche, il pubblico ministero puÃ² disporre che le operazioni siano compiute anche mediante impianti appartenenti a privati";
b) i commi 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti:
"6. Ai difensori delle parti Ã¨ immediatamente dato avviso che, entro il termine fissato a norma dei commi 4 e 5, hanno facoltÃ di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. Scaduto il termine, il giudice dispone l'acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, che non appaiano manifestamente irrilevanti, procedendo anche di ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui Ã¨ vietata l'utilizzazione. Il pubblico ministero e i difensori hanno diritto di partecipare allo stralcio e sono avvisati almeno ventiquattro ore prima.
7. Il giudice dispone la trascrizione integrale delle registrazioni ovvero la stampa in forma intellegibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche da acquisire, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l'espletamento delle perizie. Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento.
8. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione della registrazione su nastro magnetico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dal comma 7".
1. Al comma 1 dell'art. 25-ter del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, dopo le parole: "e di altre forme di telecomunicazione" sono inserite le seguenti: "ovvero del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici".
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarÃ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 615

Art. 615

Art. 617

Art. 617