Source: http://www.urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=217&stat=
Timestamp: 2019-07-21 07:47:54+00:00

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La destinazione urbanistica di un terreno inedificato è dimostrabile non solo in base ad un certificato emesso in epoca anteriore e prossima alla data dell'accordo traslativo della relativa proprietà, e comunque entro il termine di validità di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 30, comma 3, ma anche da un certificato storico emesso dopo il contratto purchè recante la disciplina vigente al tempo di stipulazione.
IL CONTRATTO DI APPALTO PER LA COSTRUZIONE DI UN'OPERA SENZA LA PRESCRITTA CONCESSIONE EDILIZIA È NULLO ANCHE SE SOPRAGGIUNGE UN CONDONO
Il contratto di appalto avente ad oggetto la costruzione di un'opera senza la prescritta concessione edilizia è nullo, avendo un oggetto illecito per violazione delle norme imperative di cui della Legge Urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150 artt. 31 e 41 e della L. 6 agosto 1967, n. 765, artt. 10 e 13, la nullità permane ancorchè sopraggiunga ad esso condono edilizio, in quanto la nullità, una volta verificatasi, anche se non ancora dichiarata, impedisce sin dall'origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri.
IL CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA DEVE ESSERE ALLEGATO A PENA DI NULLITÀ NEGLI ATTI DI TRASFERIMENTO DI IMMOBILI PER EVITARE ABUSI EDILIZI
Il certificato di destinazione urbanistica deve essere allegato, a pena di nullità, negli atti di trasferimento di immobili, allo scopo precipuo di evitare abusi edilizi, ma non è certamente richiesto per il bando di gara adottato per la dismissione di singoli beni pubblici.
LA MANCATA APPROVAZIONE DI UN PIANO DI LOTTIZZAZIONE È CONDIZIONE RISOLUTIVA DEL PRELIMINARE DI VENDITA DI UN TERRENO CHE CONTIENE TALE CLAUSOLA
Con riguardo al preliminare di vendita di un terreno, la clausola che ne preveda la risoluzione, in caso di mancata approvazione dalle competenti autorità comunali di un progetto di lottizzazione, è da qualificare come condizione risolutiva, la quale postula che le parti subordinino la risoluzione del contratto, o di un singolo patto, ad un evento, futuro ed incerto, il cui verificarsi priva di effetti il negozio "ab origine".
LA SENTENZA PENALE CHE ACCERTI LA RESPONSABILITÀ PER LOTTIZZAZIONE ABUSIVA HA EFFICACIA DI GIUDICATO CIVILE SULLA NULLITÀ DELLA COMPRAVENDITA
Ha efficacia di giudicato nel giudizio civile avente ad oggetto la nullità di un contratto per violazione della norma imperativa di cui alla L. n. 47 del 1985, art. 18, la sentenza penale che abbia accertato la penale responsabilità dell'alienante in relazione a tale reato, trattandosi di un'ipotesi di nullità il cui riconoscimento discende dall'accertamento degli stessi fatti materiali ritenuti rilevanti ai fini della decisione penale.
È NULLA LA VENDITA DI UN IMMOBILE APPARTENENTE A LOTTIZZAZIONE ACCERTATA IN SEDE PENALE COME ABUSIVA: IRRILEVANTE LA BUONA FEDE DELL'ACQUIRENTE
È nulla la vendita di un immobile appartenente a lottizzazione accertata in sede penale come abusiva, relativamente alla quale è irrilevante la buona fede dell'acquirente, che, se dimostrata, può giustificare solo l'azione risarcitoria o restitutoria nei confronti del venditore.
SONO INCOMMERCIABILI GLI IMMOBILI CHE ABBIANO SUBITO INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE EDILIZIA DOPO IL 1 SETTEMBRE 1967 SE L'ALIENANTE NON DÀ CONTO DEL TITOLO
A norma della L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 40, comma 2, i beni immobili che abbiano subito, in epoca successiva al 1 settembre 1967, interventi di trasformazione edilizia per i quali sia necessaria la concessione, sono incommerciabili - con conseguente nullità dei relativi atti di trasferimento - ove l'alienante non dia conto degli estremi della licenza o della concessione ad edificare o della concessione rilasciata in sanatoria o della presentazione della relativa domanda.
L'ACCESSIONE INVERTITA EX ART. 938 COD. CIV. SI RIFERISCE SOLO AGLI EDIFICI: NON PUÒ ESSERE INVOCATA PER UN MURO DI CONTENIMENTO O DI DIVISIONE
L'accessione invertita di cui all'art. 938 cod. civ., si riferisce esclusivamente alla costruzione di un edificio, cioè di una struttura muraria complessa, idonea alla permanenza nel suo interno di persone e di cose, non potendo, quindi, essere invocato con riguardo ad opere diverse, quali un muro di contenimento o di divisione.
UN MANUFATTO ABUSIVO È INCOMMERCIABILE E NON PUÒ ESSERE SCAMBIATO SUL MERCATO FINO ALLA SUA EVENTUALE REGOLARIZZAZIONE
In base all'art. 46 del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, un manufatto abusivo è nella sostanza incommerciabile, e come tale insuscettibile di essere scambiato sul mercato, fino alla sua eventuale regolarizzazione.
L'INTERVENTO DEL NOTAIO NELLA COMPRAVENDITA DI IMMOBILI ABUSIVI NON GARANTISCE UNA SORTA DI RIPULITURA GIURIDICA DELLA LORO ORIGINARIA ILLEGALITÀ
L'intervento del notaio nella compravendita di immobili non garantisce una sorta di "ripulitura giuridica" della originaria illegalità dell'immobile abusivo; se non altro perché l'atto notarile è la normale modalità di acquisto degli immobili, cui si ricorre nella grande maggioranza dei casi, sicché se ad esso si ascrivesse valenza intrinsecamente sanante di ogni illegittimità degli acquisti immobiliari la repressione dell'abuso diventerebbe un fenomeno del tutto eccezionale, limitato ai pochi casi in cui il responsabile dell'abuso non riuscisse ad alienare gli immobili a terzi.
Il nuovo acquirente dell'immobile abusivo succede in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al precedente proprietario e relativi al bene ceduto, ivi compresa l'abusiva trasformazione, subendo gli effetti sia del diniego di sanatoria, sia dell'ingiunzione di demolizione successivamente impartita, pur essendo l'abuso commesso prima della traslazione della proprietà.
IL MEDIATORE PROFESSIONALE NON È RESPONSABILE DELLA VERIFICA DELLE CONDIZIONI PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI ABITABILITÀ
È escluso che la responsabilità del mediatore professionale possa estendersi ad indagini di carattere tecnico, quale quella consistente nella verifica delle condizioni per il rilascio del certificato di abitabilità, che esulano obiettivamente dal novero delle cognizioni specialistiche esigibili in relazione alla categoria professionale di appartenenza.
LA NULLITÀ EX ART 40 L. 47/1985 PER IMMOBILI PRIVI DI TITOLO SI APPLICA AI SOLI CONTRATTI CON EFFETTI TRASLATIVI E NON ANCHE A QUELLI CON EFFICACIA OBBLIGATORIA
La sanzione della nullità prevista dalla L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 40 e succ. mod., con riferimento a vicende negoziali relative ad immobili privi della necessaria concessione edificatoria, trova applicazione nei soli contratti con effetti traslativi e non anche con riguardo ai contratti con efficacia obbligatoria, quale il preliminare di vendita, ben potendo essere resa la dichiarazione o prodotta la documentazione relative alla regolarità dell'edificazione, all'eventuale concessione in sanatoria o alla domanda di oblazione e ai relativi primi due versamenti, all'atto della stipulazione del definitivo contratto traslativo, ovvero in corso di giudizio e prima della pronunzia della sentenza ex art. 2932 c.c., che tiene luogo di tale contratto.
IL NOTAIO INCARICATO DI SUCCESSIONE EREDITARIA PER UN BENE PRIVO DI RENDITA CATASTALE DEVE PRESENTARE ISTANZA PER L'ATTRIBUZIONE DELLA RENDITA ENTRO 60 GG.
Il notaio che sia incaricato della redazione della successione ereditaria con riferimento ad un bene da considerarsi privo di rendita catastale certa alla data di apertura della successione, in forza di intervenute modifiche nella sua situazione giuridica e di fatto, viola l'obbligo di diligenza qualora abbia omesso di presentare - entro sessanta giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di successione - istanza per l'attribuzione della rendita catastale, di cui all'art. 12 del d.l. n. 70 del 1988 (conv., con modif., dalla l. n. 154 del 1988), contenente la dichiarazione dell'erede di volersi avvalere della valutazione automatica dell'immobile caduto in successione, ai sensi della norma sopra richiamata.
Le persone intelligenti non disprezzano nessuno, perché sanno che nessuno è tanto debole da non potersi vendicare, se subisce un'offesa. (Esopo)

References: art. 30
 SENTENZA 
 art. 18
 sentenza 
 art. 40
 ART. 938
 art. 40
 sentenza 
 art. 2932