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Timestamp: 2019-07-16 15:28:08+00:00

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Corte d'Appello di Catania - I Sez. civile - sentenza n. 2137/2018
Non sempre per i medici è sufficiente attenersi alle linee guida: se la specificità del caso concreto impone uno standard di diligenza più elevato, il sanitario che non vi si conforma deve rispondere del proprio operato. Il mero rispetto delle linee guida non può "salvare" il medico dalla condanna conseguente all'omessa diagnosi di anomalie fetali, dalla quale è derivata una nascita indesiderata.
Corte d'Appello di Napoli - VII Sez. Civile - sentenza n. 3676/2018
Specializzandi. Niente remunerazione per chi si è iscritto prima del 1982
La Corte di Appello di Napoli ha bocciato la richiesta di un medico iscritto ai corsi prima del 1981 ricordando che la CGUE ha affermato il dirotto alla remunerazione per le formazioni professionali iniziate nel corso del 1982.
Corte d'Appello di Palermo - Sezione I - sentenza 25 giugno 2018
Condotta medico e danno, onere paziente dimostrare nesso causale
Nei giudizi di risarcimento del danno da responsabilità medica è onere dell'attore, paziente danneggiato, dimostrare l'esistenza del nesso causale tra la condotta del medico e il danno di cui chiede il risarcimento, con la conseguenza che, se al termine dell'istruttoria non risulti provato il nesso tra condotta ed evento, per essere la causa del danno rimasta assolutamente incerta, la domanda deve essere rigettata.
Corte d'Appello di Firenze - Sez. Lavoro - sentenza n. 329/2018
Cancellazione da albo medici per morosità nel pagamento dei contributi obbligatori
La cancellazione dall'albo risolve il contratto in corso, salvo il diritto del prestatore d'opera al rimborso delle spese incontrate e a un compenso adeguato all'utilità del lavoro compiuto. Ne deriva che, nel caso in cui il requisito dell'iscrizione venga meno in corso di rapporto, il professionista avrà diritto al compenso e al recupero delle spese sostenute fino alla perdita del titolo, ma non oltre.
Corte d'Appello di Bari - Sez. Lavoro - sentenza 23 aprile 2018
Non è previsto dall’ACN la differenza stipendiale tra il sostituto ed il titolare di struttura complessa
L'art. 19 esclude l'applicabilità dell'art. 2013 c.c., mentre l'art. 24, rimette ai contratti collettivi il trattamento economico dei dirigenti, sicché il dipendente che invoca il compenso spettante al dirigente di struttura complessa, quale sostituto e sino alla nomina del nuovo titolare, pretende un trattamento economico non previsto dal contratto collettivo.
Corte d'Appello di Catanzaro - Sez. lavoro - sentenza n. 143/2018
Dirigenza sanitaria, retribuzione di risultato non costituisce mera discrezionalità per la Asl
È chiaro che la corresponsione in concreto della retribuzione di risultato al singolo dirigente non è una conseguenza automaticamente derivante dallo svolgimento della prestazione lavorativa, dipendendo essa da una molteplicità di fattori anche discrezionali per l'Ente, ma tale discrezionalità non si estende di certo alla possibilità di non porre in essere i passaggi previsti dalla contrattazione collettiva, cui l'amministrazione era vincolata dalle norme pattizie introdotte dal 1996 in avanti.
Corte d'Appello di Firenze - Sez. lavoro - sentenza n. 259/2018
Facente funzione: pagamento delle differenze retributive
Condannata Azienda Sanitaria al pagamento delle differenze retributive spettanti all’incaricato ex art. 18. In materia di pubblico impiego contrattualizzato la sostituzione nell’incarico di dirigente medico del SSN a norma dell’art. 18 è finalizzata a consentire l’espletamento della procedura per la copertura del posto resosi vacante, sicché è destinato ad operare per un periodo massimo di 6 mesi prorogabili a 12 nei quali spetta a partire dal terzo mese l’indennità. Quando peraltro detto ambito temporale sia superato, l’assegnazione delle mansioni dirigenziali in sostituzione cessa di rientrare tra le prestazioni normalmente esigibili e si configura come espletamento di mansioni superiori, con diritto alla corrispondente retribuzione, in ossequio al principio di cui all’art. 36 della Costituzione.
Corte d'Appello di Roma - Sezione II - sentenza n. 512/2018
Nel caso in esame, il diritto al maggior compenso, in assenza di una fonte normativa, non può farsi di-scendere automaticamente dal mancato rispetto del rapporto ottimale medico/assistibili, che opera sul piano della efficienza del sistema sanitario, laddove il rapporto in questione costituisce il livello minimo diretto ad assicurare uno standard di assistenza accettabile da un punto di vista qualitativo e quantitativo.
Corte d'Appello di Venezia - Sez. lavoro - sentenza n. 841/2018
Congedo per maternità da conteggiare ai fini della progressione di carriera
L’art. 22, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 esplicita che i periodi di congedo maternità e parentale sono considerati, ai fini della progressione in carriera, come attività lavorativa, salvo che il CCNL applicabile non preveda particolari requisiti.
Corte d'Appello di Genova - Sezione I - sentenza 26 gennaio 2018
Rimborsi ex specializzandi 1983-1991, i corsi che non rientrano tra quelli risarcibili
L'obbligo degli ordinamenti interni di adeguarsi a quanto stabilito dalle direttive comunitarie in questione riguarda solo le specializzazioni mediche comuni a tutti gli Stati membri o a due o più di essi, e menzionate dagli artt. 5 o 7 della direttiva c.d. "riconoscimento" (75/362 e, poi, art. 26 Direttiva 93/16, in relazione all'All. C di essa).
Corte d'Appello Roma - Sez. II lavoro - sentenza 24 gennaio 2018
Mobbing, l'intento discriminatorio va adeguatamente provato in giudiizo
Si intende per "mobbing" "una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità.
Corte d'Appello di Genova - Sezione I - sentenza 19 gennaio 2018
Non è irragionevole il trattamento economico differente ricevuto dagli specialisti medici dal 2004 al 2009
Deve escludersi una irragionevole disparità di trattamento tra gli specializzandi iscritti ai corsi di specializzazione a decorrere dall'anno 2006/2007 e quelli frequentanti i corsi nei precedenti periodi accademici, ben potendo, infatti, il legislatore, per costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, differire nel tempo gli effetti di una riforma, senza che, per ciò solo, ne possa derivare una disparità di trattamento tra soggetti che, in ragione dell'applicazione differente nel tempo della normativa in questione, ricevano trattamenti diversi.
Corte d'Appello di Ancona - Sez. lavoro - sentenza n. 440/2018
Non è possibile remunerare il rischio aggiuntivo del servizio di elisoccorso
Fermo restando che la particolarità del soccorso prestato mediante elicottero non può essere qualificato come una delle articolazioni dei servizi ricadenti nel novero di quelli propri della struttura interna del Servizio sanitario Nazionale o Regionale, non è possibile equiparare le occasioni di rischio specifico enunciate nella disposizione collettiva - attinenti a specifiche articolazioni del Ssn, quali terapie intensive, sale operatorie e simili - con il turno di elisoccorso.

References: sentenza 
 sentenza 
 CGUE 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 26
 sentenza 
 sentenza 
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