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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 29/04/2014 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 29 aprile 2014
Oggi – 29 Aprile 2014 – la Corte Europea dei Diritti del’Uomo ha deciso 7 casi, sancendo le responsabilità di Lettonia e Romania per violazione dei diritti umani. Diverso il verdetto per Finlandia, Georgia, Lituania e Serbia, per le quali il controllo europeo non ha riscontrato alcuna responsabilità.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 29 Aprile 2014, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Salumäki v. Finland 23605/09 3 Tiina Johanna Salumäki è una giornalista finlandese condannata per diffamazione la quale si rivolge alla Corte Europea per ottenere giustizia contro quella condanna. L’articolo inquisito era stato pubblicato dal quotidiano Ilta-Sanomat e chiamava in causa un noto imprenditore in una inchiesta di omicidio. Sulla prima pagina era riportato, come titolo, la domanda se quell’imprenditore fosse coinvolto nell’omicidio; ma, poco dopo, nel pezzo si chiariva che non vi erano prove sul suo coinvolgimento; accanto al titolo era pubblicata la foto dell’uomo d’affari. Ciò è risultato diffamatorio ed è valsa la condanna della giornalista e del direttore responsabile della testata al risarcimento in favore dell’uomo d’affari; e ciò nonostante nessuno – né il Governo né l’imprenditore – abbia mai contestato che le informazioni riportate dal giornale fossero scorrette. Articolo 10 Nessuna violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (art. 10-1 - Libertà di espressione)
Natsvlishvili and Togonidze v. Georgia 9043/05 2 Amiran Natsvlishvili e Rusudan Togonidze sono marito e moglie. Entrambi i ricorrenti sono soci di una azienda locale a partecipazione pubblica. Il Sign. Natsvlishvili, sindaco tra l’altro di Kutaisi, è stato arrestato per peculato e poi costretto a condividere la cella con quelle persona accusata di averlo, pochi mesi prima, sequestrato in cambio del riscatto. Il processo si conclude infine con un patteggiamento: lui e la moglie devono restituire tutte le proprie azioni e pagare una multa di 14.700 €. Oggi i coniugi denunciano l’irregolarità di quel procedimento: lui sarebbe stato arrestato in violazione della presunzione di innocenza; il patteggiamento sarebbe stato una forma di abuso del processo, poiché troppo gravoso e inappellabile; infine avrebbero subito indebite pressioni dall’autorità: o ritirava il ricorso alla Corte Europea, o avrebbe visto ricominciare il processo penale. Articolo 6
Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Nessuna violazione dell’Articolo 2 del Protocollo n ° 7 - Diritto di ricorso in materia penale (Articolo 2 del Protocollo n ° 7 - Alto tribunale; Revisione della condanna; Revisione della sentenza)
Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6-2 - Presunzione di innocenza)
Nessuna violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (. Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - La privazione della proprietà)
L.H. v. Latvia 52019/07 1 L.H. è una cittadina lettone resa sterile da un parto cesareo dimostratosi poi irregolare e per il quale ha ricevuto in risarcimento. Tuttavia, nel corso del processo sulla responsabilità medica un ente statale è stato incaricato dall’ospedale di raccogliere delle informazioni sulla sua situazione medica, allo scopo di usarle in giudizio contro di lei. La ricorrente ha ritenuto subito tale indagine illegale, ma vane sono stati i processi amministrativi. Oggi si rivolge alla Corte Europea, rivendicando il proprio diritto alla privacy sulle proprie informazioni mediche personali. Articolo 8 Violazione dell’Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto della vita privata)
Ternovskis v. Latvia 33637/02 2 Andris Ternovskis è una guardia di frontiera che perde il lavoro allorché gli viene negato il nulla osta, nulla osta reso obbligatorio da una legge sulla Sicurezza Nazionale. Egli presume che il rifiuto fosse dovuto ad un processo relativo alla sua presunta collaborazione con KGB, poi dimostratasi infondata. Tuttavia nessuno ha avuto accesso ai documenti relativi al rifiuto del nulla osta e ad oggi non se ne conoscono le ragioni. Secondo il ricorrente, ciò rappresenta una grave ingiustizia rispetto ai suoi diritti. Articolo 6 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Processo equo; Contraddittorio; Parità delle armi)
Z.J. v. Lithuania 60092/1 2 Z.J. è padre di cinque figli. Alla morte della madre decide di affidare i gemelli più piccoli – 6 mesi di età – al cugino della madre. Se inizialmente può vederli quando vuole, successivamente nascono delle divergenze col cugino. Il padre intraprende le vie legali per riottenere l’affidamento dei figli, ma i giudici, pur riconoscendo formalmente che lui è il padre e che ha diritto di vivere coi gemelli, negano l’affidamento: secondo alcune relazioni psichiatriche, i gemelli subirebbero un trauma ad essere allontanati dal cugino. Oggi il Sign. Z.J. rivendica il proprio diritto di ricostituire una famiglia con tutti i suoi cinque figli. Articolo 8 Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Preda and Others v. Romania 9584/02, 33514/02, 38052/02, 25821/03, 29652/03,
3736/03, 17750/03, 28688/04
2 14 cittadini rumeni e 2 cittadini tedeschi, con la caduta del comunismo in Romania, hanno chiesto la restituzione - o comunque il pagamento dell’indennità di esproprio - per alcune terre nazionalizzate anni prima dal regime comunista. Tuttavia, i procedimenti da loro promossi sarebbero ineffettivi e – per alcuni dei ricorrenti – troppo lenti: per tali ragioni si rivolgono alla Corte Europea. Articolo 6
Resto inammissibile (art. 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione_dell’Articolo_1 del Protocollo n ° 1 -. Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - privazione della proprietà; Patrimonio)
Đekić and Others v. Serbia 32277/07 3 Dragan Đekić, Zoran Đekić e Dragan Končar sono tutti cittadini rumeni, che accusano tre ufficiali rumeni di averli picchiati, con calci, pugni e ricorrendo anche a manganelli, durante il loro arresto. Il 18 Settembre 2004, alle 2.30 di notte, sono stati coinvolti in un incidente stradale e gli agenti intervenuti sul posto, da loro stessi chiamati, provvedono a portarli presso la stazione di polizia. Lì divergono le versioni sui fatti: secondo i giudici rumeni, investiti del caso, gli agenti avrebbero ricorso legittimamente alla forza contro i ricorrenti, ubriachi e violenti; a favore di questa versione, vi sarebbero molte testimonianze, di civili ed agenti. Oggi i ricorrenti denunciano nuovamente quelle violenze, e con esse l’ineffettività delle indagini svolte sull’episodio dalle autorità rumene e l’impossibilità, per loro, di ottenere giustizia in patria. Articolo 3
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - Efficace dell'inchiesta) (aspetto procedurale)
Finlandia Georgia Lettonia Lituania Romania Serbia Tutte le sentenze	2014-04-29
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 Articolo 6
 Articolo 6
 Articolo 1
 Articolo 8
 Articolo 6
 Articolo 6
 Articolo 8
 Articolo 6
 Articolo 3