Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-8-2015-0306_IT.html
Timestamp: 2019-09-15 18:11:24+00:00

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Testi approvati - Misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia * - Mercoledì 9 settembre 2015
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Misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia *
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 9 settembre 2015 sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia (COM(2015)0286 – C8-0156/2015 – 2015/0125(NLE))
– visto l'articolo 78, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0156/2015),
– vista la lettera del Consiglio del 30 luglio 2015 con la quale ha comunicato al Parlamento il proprio orientamento generale,
(4 bis) Le misure temporanee per la ricollocazione di emergenza rappresentano soltanto una parte dell'approccio globale in materia di immigrazione illustrato nella comunicazione della Commissione del 13 maggio 2015 dal titolo "Agenda europea sulla migrazione" e nella prossima relazione d'iniziativa del Parlamento europeo. Il Parlamento europeo sottolinea che tutte le dimensioni dell'approccio globale sono importanti e dovrebbero essere portate avanti in parallelo. Nella sua riunione del 25 e 26 giugno 2015, il Consiglio europeo, alla luce dell'attuale situazione di emergenza e dell'impegno a rafforzare la solidarietà e la responsabilità, ha raggiunto un accordo in particolare sulla ricollocazione temporanea ed eccezionale, su un periodo di due anni, dall'Italia e dalla Grecia ad altri Stati membri, di 40 000 persone con evidente bisogno di protezione internazionale. Gli Stati membri dovrebbero concordare quote vincolanti per la distribuzione di tali persone.
1bis Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31).
(8) Secondo i dati dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex), nel 2014 la rotta del Mediterraneo centrale e orientale è stata la più utilizzata per l'attraversamento irregolare delle frontiere dell'Unione. Nel 2014 sono arrivati in Italia più di 170 000 migranti irregolari, il che rappresenta un aumento del 277% rispetto al 2013, tra cui più di 26 100 bambini, dei quali circa 13 000 erano minori non accompagnati – una cifra che rappresenta il 7,6% del numero totale di migranti. Nel paese sono entrati oltre 50 000 migranti irregolari, il 153% in più rispetto al 2013. Le statistiche sui primi mesi del 2015 confermano questa chiara tendenza per quanto riguarda l'Italia. Da gennaio a giugno 2015 l'Italia ha registrato un aumento del 5% del numero di attraversamenti irregolari delle frontiere rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nei primi mesi del 2015 la Grecia ha registrato un'impennata del numero di attraversamenti irregolari delle frontiere, pari a un aumento di sei volte rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e del 140% circa rispetto all'anno precedente nel complesso (76 293 da gennaio a giugno 2015, secondo i dati Frontex, rispetto a un totale di quasi 55 000 nel 2014). Una percentuale significativa del numero totale di migranti irregolari individuati nelle due regioni era costituita da migranti di nazionalità che, stando ai dati Eurostat, godono di un alto tasso di riconoscimento nell'Unione (nel 2014 siriani e eritrei, etnie per le quali il tasso di riconoscimento nell'UE supera il 75%, hanno rappresentato più del 40% dei migranti irregolari in Italia e più del 50% dei migranti irregolari in Grecia; da gennaio a giugno 2015 siriani ed eritrei hanno rappresentato il 30 % degli arrivi in Italia e quasi il 60 % degli arrivi in Grecia). Dai dati Eurostat risulta che nel 2014 sono stati individuati sul territorio greco 30 505 siriani in posizione irregolare, contro 8 220 nel 2013.
(19) Tali misure di emergenza temporanee sono destinate a istituire un meccanismo di ricollocazione giusto ed equo e ad alleviare la forte pressione sul sistema di asilo di Italia e Grecia, di cui provvedono a ricollocare un buon numero dei richiedenti con evidente bisogno di protezione internazionale arrivati nei loro territori dopo la data di applicazione della presente decisione. In base al numero complessivo di cittadini di paesi terzi entrati in modo irregolare in Italia e in Grecia nel 2014 e al numero di persone bisognose di protezione internazionale, dovrebbero essere ricollocati dall'Italia e dalla Grecia, in totale, 40 000 richiedenti con evidente bisogno di protezione internazionale. Questo numero corrisponde a circa il 40% del numero totale di cittadini di paesi terzi con evidente bisogno di protezione internazionale entrati irregolarmente in Italia e in Grecia nel 2014. Pertanto la misura di ricollocazione proposta costituisce un'equa ripartizione delle responsabilità tra l'Italia e la Grecia, da un lato, e gli altri Stati membri, dall'altro. Sempre in base a queste cifre complessive per il 2014 e per i primi quattro mesi del 2015, il 60% di questi richiedenti dovrebbe essere ricollocato dall'Italia e il 40% dalla Grecia. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente decisione, la Commissione dovrebbe valutare la percentuale di persone da ricollocare dall'Italia e dalla Grecia, sulla base dei dati più recenti a disposizione, al fine di adeguarla all'evoluzione dei flussi migratori. Il meccanismo di ricollocazione di emergenza non costituisce una soluzione alla sfida a lungo termine della pressione sul sistema di asilo alle frontiere esterne dell'Unione, quanto piuttosto un banco di prova in vista della prossima proposta legislativa concernente un meccanismo permanente di ricollocazione di emergenza sulla base dell'articolo 78, paragrafo 2, del trattato e, pertanto, è inizialmente limitato a un totale di 40 000 richiedenti. Tuttavia, dovrebbe essere valutata l'opportunità di un successivo aumento del numero dei posti per la ricollocazione, se del caso, al fine di adeguarlo alla rapida evoluzione delle tendenze e dei flussi dei rifugiati nel corso dell'applicazione della presente decisione. Qualsiasi proposta relativa a un meccanismo permanente di ricollocazione di emergenza deve basarsi su un contributo più sostanziale in termini di solidarietà e condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri, che includa un aumento significativo del numero di posti disponibili per la ricollocazione in funzione della rapida evoluzione delle tendenze e dei flussi migratori. Tale meccanismo dovrebbe fondarsi su criteri chiaramente definiti, incluso un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi e una pressione eccezionale sul sistema di asilo, che ne consentano l'attivazione sulla base di indicatori trasparenti e oggettivi.
(21) Il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF), istituito con regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio1, sostiene le operazioni di ripartizione degli oneri accordate tra gli Stati membri ed è aperto ai nuovi sviluppi strategici del settore. L'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 516/2014 prevede la possibilità che gli Stati membri attuino azioni connesse con il trasferimento di richiedenti protezione internazionale nell'ambito dei programmi nazionali, mentre l'articolo 18 del medesimo regolamento prevede la possibilità di una somma forfettaria di 6 000 EUR per il trasferimento di beneficiari di protezione internazionale provenienti da un altro Stato membro.
9 Regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, che modifica la decisione 2008/381/CE del Consiglio e che abroga le decisioni n. 573/2007/CE e n. 575/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la decisione 2007/435/CE del Consiglio (GU L 150 del 20.5.2014, pag. 168).
(25) Nel decidere quali richiedenti con evidente bisogno di protezione internazionale ricollocare dall'Italia e dalla Grecia, è opportuno dare priorità ai richiedenti vulnerabili – e, tra questi, particolare attenzione dovrebbe essere prestata ai minori non accompagnati – ai sensi degli articoli 21 e 22 della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio10. Al fine di tener conto della situazione specifica delle persone vulnerabili, gli Stati membri sono tenuti, a norma della direttiva 2013/33/UE e della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1bis, a effettuare una valutazione individuale della vulnerabilità delle persone in termini delle loro particolari esigenze di accoglienza e procedurali. Pertanto, gli Stati membri devono adottare misure attive per valutare le esigenze individuali dei richiedenti asilo e non possono affidarsi unicamente all'autoidentificazione di questi ultimi per garantire in modo efficace i loro diritti in virtù del diritto dell'Unione. Al riguardo dovrebbero prevalere le esigenze particolari dei richiedenti, comprese la salute. L'interesse superiore del minore dovrebbe essere sempre considerato preminente in tutte le procedure avviate nell'ambito della presente decisione, e i principi fondamentali stabiliti nella sentenza della Corte di giustizia del 6 giugno 2013 nella causa C-648/111ter non dovrebbero mai essere messi in discussione.
1bis Direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 60).
1ter Sentenza della Corte di giustizia del 6 giugno 2013, MA e altri, C-648/11, EU:C:2013:367.
(30 bis) Il consenso alla ricollocazione da parte dei richiedenti o dei beneficiari di protezione internazionale è un principio consolidato nel diritto derivato dell'Unione e sancito all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 516/2014 e, per analogia, all'articolo 5 del regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis nonché all'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 604/2013, mentre sulla base dell'articolo 78, paragrafo 3, del trattato, le deroghe dal diritto dell'Unione sono possibili in circostanze molto limitate. Occorre assicurare un'efficace attuazione del meccanismo di ricollocazione di emergenza, mentre il consenso riveste una particolare importanza ai fini della prevenzione dei movimenti secondari e dovrebbe pertanto, in linea di principio, essere richiesto prima della ricollocazione. In mancanza di tale consenso la persona interessata non dovrebbe, in linea di principio, essere ricollocata e tale opportunità dovrebbe essere offerta a un'altra persona.
Articolo 2 – comma 1 – lettera b
Articolo 2 – comma 1 – lettera d
(Emendamento orizzontale. Esso si applica in tutto il testo della proposta della Commissione.)
f bis) "preferenza": la preferenza espressa da un richiedente per un determinato Stato membro, o da uno Stato membro per un determinato richiedente, sulla base di elementi quali ad esempio legami familiari in un senso più ampio rispetto alla definizione di "familiari" di cui all'articolo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 604/2013, legami sociali (ad esempio con comunità etniche e culturali) e legami culturali instaurati con lo Stato membro di preferenza, quali ad esempio competenze linguistiche, un precedente soggiorno effettuato in uno Stato membro o precedenti relazioni di studio o di lavoro intrattenute con società od organizzazioni dello Stato membro in questione.
-1. Al fine di alleviare la notevole pressione cui è sottoposto il sistema di asilo dell'Italia e della Grecia, ma anche per fungere da importante banco di prova in vista della futura proposta legislativa concernente un meccanismo permanente di ricollocazione di emergenza sulla base dell'articolo 78, paragrafo 2 del trattato, dall'Italia e dalla Grecia è ricollocato un numero complessivo iniziale di 110 000 richiedenti. Sarà valutato, se del caso, un successivo aumento di tale numero al fine di adeguarlo alla rapida evoluzione delle tendenze e dei flussi dei rifugiati nel corso dell'applicazione della presente decisione.
1. Dall'Italia sono inizialmente ricollocati nel territorio degli altri Stati membri 40 000 richiedenti.
2. Dalla Grecia sono inizialmente ricollocati nel territorio degli altri Stati membri 70 000 richiedenti.
3. Quanto prima possibile dopo aver ricevuto le informazioni di cui al paragrafo 2, gli Stati membri forniscono informazioni riguardo alla capacità di accoglienza di migranti disponibile e indicano il numero di richiedenti che sono in grado di ricollocare immediatamente nel loro territorio e qualsiasi altra informazione pertinente, entro i valori fissati nell'allegato I e nell'allegato II, rispettivamente.
3 bis. L'Italia e la Grecia, con l'assistenza dell'EASO, forniscono ai richiedenti informazioni sugli Stati membri che aderiscono alla ricollocazione di emergenza in una lingua che essi comprendono (o che è ragionevole supporre possano comprendere). I richiedenti hanno inoltre accesso alle informazioni fornite da altri attori, quali ad esempio organizzazioni non governative, l'UNHCR e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Durante il trattamento iniziale delle domande ai richiedenti viene chiesto di elencare gli Stati membri in ordine di preferenza e di motivare tale preferenza.
Emendamenti	34 e 48
5. I richiedenti le cui impronte digitali devono essere rilevate e trasmesse in applicazione dell'articolo 9 del regolamento (UE) n. 603/2013 possono essere ricollocati solo previo rilevamento delle impronte digitali, nel pieno rispetto dei loro diritti fondamentali e senza ricorrere ad alcuna misura di coercizione o detenzione.
4. Una volta presa la decisione di ricollocazione e prima dell'effettiva ricollocazione, l'Italia e la Grecia, con l'assistenza dell'EASO e di altri attori, quali ad esempio i funzionari di collegamento se disponibili, informano l'interessato, in modo esaustivo e in una lingua che comprende, o che è ragionevole supporre possa comprendere, in merito allo Stato membro di ricollocazione o, qualora non siano state tenute in considerazione le sue preferenze, in merito ai motivi di tale decisione. L'Italia e la Grecia informano inoltre l'interessato per iscritto della decisione di ricollocarlo. Tale decisione specifica lo Stato membro di ricollocazione.
Articolo 7 – comma 1 – lettera b
Articolo 7 – comma 1 – lettera d
2. Qualora l'Italia o la Grecia non rispettino l'obbligo di cui al paragrafo 1, la Commissione può decidere, dopo aver dato allo Stato membro interessato l'opportunità di esporre le proprie opinioni, di sospendere la presente decisione nei confronti dello Stato membro inadempiente per un periodo massimo di tre mesi. La Commissione può decidere di prorogare la sospensione una volta sola per un ulteriore periodo di massimo tre mesi.
Nel caso di una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi nello Stato membro di ricollocazione, il Consiglio, su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, può adottare misure temporanee a beneficio dello Stato membro interessato, ai sensi dell'articolo 78, paragrafo 3, del trattato. Tali misure possono comprendere, se del caso, anche la sospensione degli obblighi che la presente decisione impone allo Stato membro di ricollocazione.
Entro luglio 2016 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione intermedia dell'applicazione della presente decisione, proponendo all'occorrenza le necessarie raccomandazioni per l'istituzione di un meccanismo permanente di ricollocazione, anche in vista del previsto "controllo di qualità" del regolamento di Dublino.
— Identificazione delle persone di cui un altro Stato membro è (o dovrebbe essere) responsabile conformemente al regolamento di Dublino
— Identificazione di richiedenti vulnerabili
— Identificazione dei parenti stretti ai fini della ricollocazione congiunta
— Identificazione delle preferenze dei richiedenti per determinati Stati membri
— Italia/Grecia determinano quali richiedenti saranno oggetto di ricollocazione
— Informano gli Stati membri del numero di posti richiesto, nonché delle preferenze espresse dai richiedenti
— Gli Stati membri informano l'Italia/la Grecia del numero di posti disponibili per la ricollocazione
— I funzionari di collegamento possono organizzare colloqui con i richiedenti che hanno espresso una preferenza per il loro Stato membro
— Gli Stati membri indicano le loro preferenze nei confronti dei richiedenti
— Italia/Grecia stabiliscono quali richiedenti saranno oggetto di ricollocazione verso quale Stato membro, tenendo conto delle preferenze espresse da ambo le parti
— I richiedenti sono informati in modo esaustivo in merito allo Stato membro di ricollocazione
— In linea di principio, i richiedenti danno il consenso alla loro ricollocazione nello Stato membro in questione
Il Parlamento europeo, vista la necessità di adottare misure immediate a beneficio degli Stati membri che devono affrontare una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi, ha accettato come base giuridica l'articolo 78, paragrafo 3, TFUE come da proposta di decisione del Consiglio, presentata dalla Commissione, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia. Ciononostante, il Parlamento europeo può accettare l'articolo 78, paragrafo 3, TFUE come base giuridica unicamente per una misura di emergenza, cui farà seguito una vera e propria proposta legislativa volta a gestire in modo strutturato eventuali situazioni di emergenza future. Insiste sul fatto che la base giuridica corretta è costituita dall'articolo 78, paragrafo 2, TFUE in base al quale, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, sono adottate le misure per la determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale, in combinato disposto con l'articolo 80 TFUE, seconda frase, che dà attuazione al principio di solidarietà formulato nella prima frase. Il Parlamento europeo sottolinea inoltre che l'adozione della decisione all'esame non pregiudica in alcun modo il ventaglio delle basi giuridiche a disposizione del co-legislatore in futuro, con particolare riferimento all'articolo 78 in combinato disposto con l'articolo 80 TFUE. Il Parlamento europeo esorta la Commissione a presentare una proposta legislativa che preveda un meccanismo permanente di ricollocazione sulla base dell'articolo 78, paragrafo 2, e dell'articolo 80, entro la fine del 2015, come annunciato dalla Commissione nell'agenda europea sulla migrazione. Il Parlamento europeo si riserva il diritto di elaborare una relazione di iniziativa legislativa qualora la Commissione non presenti a tempo debito tale proposta legislativa.

References: sentenza 
 Sentenza 

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 7

Articolo 7