Source: http://ilaonline.net/node/2291
Timestamp: 2018-04-23 05:46:59+00:00

Document:
Coordinatore per la Sicurezza: (1) Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, n. 45862 del 14/09/2017, LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO (Coordinatore per la sicurezza, CSE, POS, Alta Vigilanza PSC) | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Coordinatore per la Sicurezza: (1) Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, n. 45862 del 14/09/2017, LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO (Coordinatore per la sicurezza, CSE, POS, Alta Vigilanza PSC)
Inviato da redazione il Sab, 03/03/2018 - 20:38
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA segnala la Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, n. 45862 del 14/09/2017 (dep. 05/10/2017) Rv. 271026 Imp. Xxxxx LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO - Coordinatore per l'esecuzione dei lavori (Coordinatore per la sicurezza, CSE, POS, Alta Vigilanza PSC, Piano di Sicurezza e Coordinamento, Piano Operativo di Sicurezza)<.
Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, n. 45862 del 14/09/2017 (dep. 05/10/2017) Rv. 271026 Imp. Xxxxx LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO - Coordinatore per l'esecuzione dei lavori (Coordinatore per la sicurezza, CSE, POS, Alta Vigilanza PSC, Piano di Sicurezza e Coordinamento, Piano Operativo di Sicurezza)<
Sez. 4, Sentenza n. 45862< del 14/09/2017 Ud. (dep. 05/10/2017 ) Rv. 271026
Presidente: Blaiotta RM. Estensore: Serrao E. Relatore: Serrao E. Imputato: Xxxxx. P.M. De Masellis M. (Conf.)
(Rigetta, App. Trento s.d. Bolzano, 18/10/2016)
LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO - Coordinatore< per l'esecuzione dei lavori - Posizione di garanzia - Contenuto - Fattispecie.
In tema di infortuni sul lavoro, il coordinatore< della sicurezza< per l'esecuzione dei lavori svolti in un cantiere edile é titolare di una posizione di garanzia - che si affianca a quella degli altri soggetti destinatari della normativa antinfortunistica - in quanto gli spettano compiti di "alta vigilanza", consistenti: a) nel controllo sulla corretta osservanza, da parte delle imprese, delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza< e di coordinamento, nonché sulla scrupolosa applicazione delle procedure di lavoro a garanzia dell'incolumità dei lavoratori; b) nella verifica dell'idoneità del piano operativo di sicurezza< (POS) e nell'assicurazione della sua coerenza rispetto al piano di sicurezza< e coordinamento; c) nell'adeguamento dei piani in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, verificando, altresì, che le imprese esecutrici adeguino i rispettivi POS. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza che aveva riconosciuto la responsabilità del coordinatore< per le lesioni subite da un lavoratore, in ragione dell'inidoneità del piano operativo di sicurezza< predisposto dall'impresa, che non contemplava specifiche misure contro il rischio di caduta attraverso lucernari, indicato nel piano di sicurezza< e coordinamento).
Massime precedenti Conformi: N. 18651 del 2013< Rv. 255106<, N. 44977 del 2013< Rv. 257167<
Massime precedenti Vedi: N. 7443 del 2013< Rv. 255102<, N. 46991 del 2015< Rv. 265661<
XXXXX XXXXXXXX nato il 07/07/19xx a BOLZANO
avverso la sentenza del 18/10/2016 della CORTE DI APPELLO DI TRENTO -
SEZ.DIST. DI BOLZANO
1. La Corte di Appello di Trento - Sez. Distaccata di Bolzano, con la sentenza in epigrafe, ha riformato limitatamente al trattamento sanzionatorio la pronuncia di condanna emessa dal Tribunale di Bolzano in relazione al reato di lesioni colpose aggravate dalla violazione di norme antinfortunistiche commesso, secondo l'imputazione, da Xxxxx xxxxxxxx (e da altro imputato non ricorrente), ai danni del lavoratore Yyyyyyyyyy yyyy, in qualità di coordinatore della progettazione e di coordinatore per l'esecuzione dei lavori presso il cantiere di ristrutturazione del Centro Residenziale Fffff. In Bolzano fino al 22 aprile 2009.
2. Il fatto era stato così ricostruito: il lavoratore stava eseguendo lavori di pittura sulle pareti esterne del vano ascensore presenti sulla copertura del condominio di via Fffff, già iniziati nei giorni precedenti anche con la rasatura; mentre si spostava su uno dei lucernari adiacenti alle coppie di vano ascensore, era precipitato da un'altezza di circa cinque metri attraverso il vetro riportando lesioni; per eseguire tale lavoro sul lucernario lungo circa tre metri e largo un metro e mezzo, il datore di lavoro gli aveva portato una tavola da mettere sul vetro ma il lavoratore, avendo in mano il rullo, il pennello ed il secchio del colore, aveva perso l'equilibrio ed aveva messo il piede sul vetro, rompendolo.
3. A Xxxxxxxx xxxxx si rimproverava, nel capo d'imputazione, la violazione degli artt.91, comma 1, lett.a) in relazione all'art.158 e 92, comma 1, lett.a) e b) d. Igs. 9 aprile 2008, n.81 sia per aver omesso di corredare il piano di sicurezza e di coordinamento di tavole e disegni esplicativi delle lavorazioni da effettuare sul tetto e di adeguare tale piano in relazione all'evoluzione dei lavori, sia per aver omesso di verificare l'applicazione da parte dell'impresa esecutrice delle disposizioni del piano di sicurezza e coordinamento, sia per aver omesso di verificare la coerenza del piano operativo di sicurezza predisposto dall'impresa esecutrice con il piano di sicurezza e coordinamento.
Nella sentenza impugnata, la responsabilità del ricorrente é stata ancorata all'aver egli omesso di curare che il piano operativo di sicurezza dell'impresa fosse idoneo e coerente con il piano progettuale di sicurezza e coordinamento e che le opere di protezione previste in fase progettuale fossero attuate, non intervenendo affinché fossero predisposte opere provvisionali atte ad impedire cadute dall'alto in relazione ai lavori di rasatura e di tinteggiatura delle pareti adiacenti il lucernario, in considerazione dello sviluppo dei lavori, visibile ed a lui noto.
a) violazione degli artt.90,92 e 158 d. Igs. n.81/2008 per avere la Corte di Appello fondato la condanna sull'individuazione di compiti del coordinatore per la sicurezza non conformi al dettato normativo, che presuppone la presenza nel cantiere di più imprese esecutrici e di lavoratori autonomi attribuendo a tale figura una posizione di garanzia inerente al rischio interferenziale piuttosto che prevedere un ulteriore livello di controllo per prevenire i reati propri del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti;
b) violazione degli artt.91,92 e 158 d. Igs. n.81/2008 nonché travisamento della prova per avere la Corte di Appello ritenuto che l'imputato fosse consapevole fin dal primo momento che l'appalto comportasse lavorazioni in copertura sebbene le risultanze istruttorie avessero categoricamente escluso che i lavori avessero ad oggetto anche la rasatura e la tinteggiatura delle facciate del vano tecnico degli ascensori collocati sul tetto dell'edificio. In particolare, nella richiesta di offerta si parla di facciate esterne e mai di facciate presenti sulla copertura, nel piano di sicurezza e coordinamento si parla esclusivamente di risanamento di facciate esterne senza alcun riferimento a lavori in copertura, indicati nella descrizione di singoli comportamenti senza specifico riferimento all'oggetto dell'appalto, nello schema di cantiere l'indicazione dei vani ascensori costituisce mera rappresentazione grafica dello stato di fatto, nel verbale di sopralluogo del 26 marzo 2009 si fa chiaro riferimento al fatto che per i lavori da eseguire non sarebbe stato necessario salire in copertura, nel verbale del 15 aprile 2009 la fase oggetto di analisi riguardava il passaggio sulle coperture finalizzato esclusivamente allo smontaggio del ponteggio.
1. All'odierno ricorrente, coordinatore per l'esecuzione dei lavori presso il cantiere di ristrutturazione del Centro Residenziale Fffff di Bolzano, si contestava, come visto, la violazione degli artt.91, comma 1, lett.a) in relazione
all'art.158 e 92, comma 1, lett.a) e b) d. Igs. 9 aprile 2008, n.81 sia per aver omesso di corredare il piano di sicurezza e di coordinamento di tavole e disegni esplicativi delle lavorazioni da effettuare sul tetto e di adeguare tale piano in relazione all'evoluzione dei lavori, sia per aver omesso di verificare l'applicazione da parte dell'impresa esecutrice delle disposizioni del piano di sicurezza e coordinamento, sia per aver omesso di verificare la coerenza del piano operativo di sicurezza predisposto dall'impresa esecutrice con il piano di sicurezza e coordinamento.
2. Risulta, dunque, proposta per la prima volta in questa sede, con il primo motivo di ricorso, la questione dell'inapplicabilità al caso concreto della responsabilità da rischio interferenziale che si fonda sulla violazione dell'obbligo di coordinamento previsto dall'art.92 d. Igs. n.81/2008.
Occorre premettere, in proposito, che la presenza di un piano di sicurezza e coordinamento con relativa nomina di un coordinatore per l'esecuzione é indice sintomatico della scelta e della necessità di attribuire ad un soggetto diverso dai datori di lavoro, dirigenti e preposti un piano prevenzionistico tendente a regolare il rischio interferenziale, anche in relazione al susseguirsi di pluralità di lavorazioni affidate ad imprese che non operino contemporaneamente nel cantiere.
3.1. Secondo quanto si evince dalla lettura della sentenza impugnata, il giudizio di responsabilità dell'imputato é stato formulato ponendo in evidenza sia l'inidoneità del piano operativo di sicurezza (POS) predisposto dall'impresa, sia la mancata applicazione di talune disposizioni del piano di sicurezza e coordinamento predisposto dal Xxxxx; si trattava, in particolare, di dispositivi di sicurezza collettivi (posizionamento di tavole sulla superficie dei lucernari) in relazione ai quali il POS non risultava coerente con il rischio la cui analisi sarebbe stato obbligo del coordinatore per l'esecuzione verificare in considerazione del noto sviluppo dei lavori e dell'avvio di opere di rasatura e tinteggiatura di superfici presenti sulla copertura dell'edificio.
3.2. Si deve ricordare che i compiti e la funzione normativamente attribuiti alla figura del coordinatore per la sicurezza risalgono all'entrata in vigore del d. Igs. 14 agosto 1996, n. 494 (di attuazione della Direttiva 92/57/CEE) - nell'ambito di una generale e più articolata ridefinizione delle posizioni di garanzia e delle connesse sfere di responsabilità correlate alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili – a fianco di quella del committente, allo scopo di consentire a quest'ultimo di delegare, a soggetti qualificati, funzioni e responsabilità di progettazione e coordinamento, altrimenti su di lui ricadenti, implicanti particolari competenze tecniche. La definizione dei relativi compiti e della connessa sfera di responsabilità discende, pertanto, da un lato, dalla funzione di generale, alta vigilanza che la legge demanda allo stesso committente, dall'altro dallo specifico elenco, originariamente contenuto nell'art.5 d. Igs. 14 agosto 1996, n.494, attualmente trasfuso nell'art.92 d. Igs. n. 81 del 2008, a mente del quale il , coordinatore per l'esecuzione è tenuto a verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel Piano di Sicurezza e di Coordinamento (P.S.C.) e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; a verificare l'idoneità del Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.), assicurandone la coerenza con il P.S.C., che deve provvedere ad adeguare in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere; a verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi P.O.S.; ad organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; a verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; a segnalare, al committente o al responsabile dei lavori, le inosservanze alle disposizioni degli artt. 94, 95 e 96, e art. 97, comma 1, e alle prescrizioni del P.S.C., proponendo la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto in caso di inosservanza; a dare comunicazione di eventuali inadempienze alla Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti; a sospendere, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. Appare, dunque, chiaro che il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non la puntuale e stringente vigilanza, momento per momento, demandata alle figure operative, ossia al datore di lavoro, al dirigente, al preposto (Sez. 4, n. 3809 del 07/01/2015, Cominotti, Rv. 26196001; Sez.4, n. 443 del 17/01/2013, Palmisano, Rv. 25510201; Sez. 4, n. 18149 del 21/04/2010, Cellie, Rv. 24753601; Sez. 4, n. 1490 del 20/11/2009, dep. 2010, Fumagallí, non massimata sul punto).
3.4. Va ribadito che, con riferimento alle attività lavorative svolte in un cantiere edile, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori é titolare di una posizione di garanzia che si affianca a quella degli altri soggetti destinatari della normativa antinfortunistica, in quanto gli spettano compiti di «alta vigilanza», consistenti: a) nel controllo sulla corretta osservanza, da parte delle imprese, delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento nonché sulla scrupolosa applicazione delle procedure di lavoro a garanzia dell'incolumità dei lavoratori; b) nella verifica dell'idoneità del piano operativo di sicurezza (POS) e nell'assicurazione della sua coerenza rispetto al piano di sicurezza e coordinamento; c) nell'adeguamento dei piani in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, verificando, altresì, che le imprese esecutrici adeguino i rispettivi POS (Sez. 4, n. 27165 del 24/05/2016, Battisti, Rv. 26773501; Sez. 4, n. 44977 del 12/06/2013, Lorenzi, Rv. 25716701). In particolare - si è condivisibilmente sottolineato (Sez. 4, n.37597 del 5/06/2015, Giambertone, non mass.) che il controllo sul rispetto delle previsioni del piano non può essere meramente formale, ma va svolto in concreto, secondo modalità che derivano dalla conformazione delle lavorazioni.
‹ Circolare INL N. 1/2018 dell’11.01.2018 Oggetto: Indicazioni operative sulla corretta applicazione della disposizione di cui all’articolo 34, comma 1, del d.lgs n. 81/2008. DdL compiti di primo soccorso prevenzione incendi e di evacuazione. su Coordinatore per la Sicurezza: (10) Sentenza della Corte di Cassazione n. 14012/2015 del 12.02.2015 (Committente, Responsabile dei Lavori, infortunio, PSC, cedimento copertura, POS, art. 93, art. 90, lavori in quota) ›

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 

Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 97
 Sentenza 
 art. 93
 art. 90