Source: https://zeldawasawriter.com/2012/07/i-libri-ti-cambiano-la-vita/
Timestamp: 2017-09-23 18:21:28+00:00

Document:
I libri ti cambiano la vita... | Zelda was a writer
Sono piuttosto allergica ad ogni domanda che riguardi il migliore della lista dei miei amori. Principalmente per una confusione cronica (e una sbadataggine altrettanto preoccupante), poi per una strana miscela che sembra mantecare, smussare, innalzare e pure mitizzare tutto quanto ho incontrato, tutto quanto – nel bene e nel male – mi ha cambiata.
So esattamente qual è stato il libro che mi ha introdotto nel dorato mondo della lettura e so anche quale mi ha dato la spinta a ritenermi una scrittrice senza stato, un’apolide della pubblicazione. Il primo è La Ragazza di Bube di Carlo Cassola.
Ricordo che lo aprii per imposizione scolastica, alle medie. C’era una lunga lista di titoli e io lo scelsi… o forse fu lui a scegliere me, questo fatto non è ancora del tutto chiaro.
Fu una folgorazione: i libri non erano solo insiemi di pagine a delinquere, zeppi di formule incomprensibili e di ostiche regole grammaticali! I libri erano batticuore, cose semplici, i baci che non avevo ancora dato, la guerra, la morte e il sentimento di appartenenza all’amore, nonostante gli ostacoli della vita. Esistenze parallele, mondi nuovi che reclamavano la mia presenza, la mia testimonianza.
In una parola, i libri erano wow! E pure Cassola mi stava simpatico, tanto che di lui ho letto tutto e, in un certo senso, mi pare anche di averlo conosciuto e capito come pochi. Credo che accada sempre così con i libri che ti hanno colpito: ti pare si rivolgano solo a te, ti pare di averli capiti nella loro essenza come nessuno mai.
C’è un libro che parla di libri. Si chiama I Libri Ti Cambiano La Vita e l’ha curato un libraio molto famoso, per chi ama il profumo delle pagine scritte. Si chiama Romano Montroni e sembra nato per raccontare la passione.
Spiegato da lui, l’amore per i libri diventa qualcosa d’irrinunciabile e labirintico, un meraviglioso viaggio nei titoli, nelle storie, nei ricordi indelebili che hanno cambiato i nostri passi per sempre. Se poi lui chiede a cento scrittori di raccontare il libro che abbia cambiato loro l’esistenza, ne nasce una magica e scoppiettante sequenza di pop-up, pieni di sogni e intenzioni, di piccoli sentimenti condivisi e di punti di vista mai contemplati.
Voglio consigliarvi questo libro per l’estate, perché la passione va difesa, ancora prima dell’amore per i libri. La passione è in definitiva quanto di meglio possa realizzare il nostro bisogno di espressione e di presenza nelle cose della vita.
Dimenticavo!! Il secondo libro, quello della spinta, è Inventario di Gina Lagorio, una delle mie scrittrici preferite: grazie a lui, ho tirato fuori dalla cappelliera impolverata del solaio il mio sogno di scrittura e, recentemente, sui biglietti da visita ho accostato il termine “scrittrice” a quello di “giornalista”. C’è voluto del coraggio, ve lo posso assicurare!
Anche di Gina Lagorio alla fine ho letto tutto. E anche con lei sento di avere un legame che valica le contingenze spazio-temporali. Ho conosciuto sua figlia Simonetta e sono andata nella casa in cui ha vissuto. Guardavo fuori dalla finestra e intravedevo casa mia, lontana lontana, persa tra i tetti e i pennacchi di Milano. Di fronte ad una traiettoria tanto pulita, mi è sembrato chiaro e assolutamente plausibile che, in un giorno apparentemente uguale a tanti altri, noi due ci siamo guardate negli occhi, senza conoscerci e senza cercarci.
Ecco cosa sono i libri. Ti guardano negli occhi e sono fatalisti. Attendono e forse non ti avranno mai. Trovarli risponde alla magica ricerca della Vita, la stessa che ti fa scovare amici preziosi e amori mozzafiato. I libri sono un supporto solitario e intimo che conduce verso infiniti mondi e che fa abbracciare persone reali, cercare indirizzi, chiosare liste da titani su taccuini sfiniti ma mai rinunciatari.
Che spremuta di ottimismo, non trovate?!
← B/N new addiction Il regalo di Maschereppe! →
27 pensieri su “I libri ti cambiano la vita…”
Max Cochetti 16 luglio 2012 alle 9:47 am
Il primo libro che mi colpì era la “Casa in collina” di Cesare Pavese. Lo portai in Inghilterra a 11 anni mentre ero ospite di una famiglia inglese. Non mi piaceva, ma era uno dei pochi contatti con l’Italia, così mi costrinsi a continuare a leggerlo.
Tornato in Italia non smisi di leggerlo. Non capivo molto del libro, ma le atmosfere e le sensazione erano nette (le colline piemontese, la solitudine del protagonista, la guerra tragica ed inutile).
Oggi ho ancora quel libro e basta vederne la copertina per ravvivare alcune di quelle sensazioni
Zelda was a writer Autore articolo 16 luglio 2012 alle 10:13 am
bellissimo commento, max!
Noemi 16 luglio 2012 alle 10:17 am
I libri sono stati la mia prima passione e lo saranno sempre, anche se ultimamente ho poco tempo…!! Però non saprei dire qual’è stato il primo libro che mi colpì…Forse Matilde di Roald Dahl, quando ero proprio piccola. Ricordo che era stato un regalo di mia zia per Natale e l’ho letto in una giornata stando seduta sul letto avvolta in un maglione pesante per ripararmi dal freddo e con una cioccolata calda appoggiata sul comodino, ben a portata di mano! :)
Poi sono anni che vorrei leggere La ragazza di Bube ma per un motivo o per l’altro non l’ho mai fatto: questa potrebbe essere la volta buona…! ;)
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 8:08 am
Noemi, ma che immagine meravigliosa quella della tua prima lettura!
Mi avete regalato dei commenti tanto poetici! Mi viene da pensare che chi ama i libri avrà sempre uno sguardo innamorato e delicato verso le piccole cose, i sentimenti meno evidenti, i tocchi, i fruscii. Cose di cuore, insomma!
Valeria 16 luglio 2012 alle 10:36 am
Ho acquistato questo libro qualche giorno fa. L’ho scelto appositamente come compagno di viaggio (fisico e spirituale) di quest’estate. Ora sono ancora più ansiosa di iniziarlo. Di libri che mi hanno cambiata ce ne sono tanti, ma quello che mi ha fatto gridare a pieni polmoni per la prima volta “io voglio scrivere!” è stato decisamente Piccole Donne. A presto, Valeria
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 8:09 am
Come darti torto: Piccole Donne fu un primo e vivido slancio verso le cose belle della vita ;)
Libraia Virtuale 16 luglio 2012 alle 11:57 am
Non ricordo il mio primo libro, ma una situazione legata all’amore per la lettura.
Seconda elementare, la maestra ci fa leggere un brano ad alta voce. Un pezzo per ciascuno.
Ricordo solo che mi ha chiamato e ho cominciato a leggere, e in un attimo ero così presa ed appassionata dal suono della parole che ricordo solo la luce dorata della mezza mattina che entrava dalle finestre e tutti i miei compagni che mi urlavano “Basta, ha detto la maestra che va avanti Pinco Pallino.”
Da allora niente è stato più come prima.
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 8:10 am
Ahahahahahha!!! Mi sono figurata la scena!!
Grazie a te per questo tenero ricordo!
mela 16 luglio 2012 alle 12:18 pm
Cara Zelda, ti leggo sempre e non commento mai ma il post di oggi merita un’eccezione ;)
è vero tutto quello che scrivi, i libri ti cambiano la vita, ti fanno sentire parte di qualcosa, ti fanno sognare, riflettere, vivere le emozioni. Grazie per il tuo parlare con amore dei libri. Felice giornata :)
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 8:11 am
Grazie a te, Mela!
Per avere avuto voglia di scrivere qui… non sai quanto mi rendano felice commenti simili!
Che sia una splendida estate, la tua!
Ella Mo' 16 luglio 2012 alle 1:29 pm
Cara Zelda, è la prima volta che commento. E’ anche la prima volta che ti leggo approfonditamente perchè fino ad oggi mi sono limitata a guardare il tuo blog (e ti assicuro che già così mi hai riempito di emozioni).
Ora che sono in ferie “forzate” con le mie due bimbe mi sono ritagliata qualche minuto per leggerti e le aspettative sono state tutte ripagate.
Il primo libro che ho letto da sola è stato “Le avventure di Pinoccho” regalatomi da una zia per i miei 8 anni. All’epoca abitavo in un paesino medioevale e la mia stanza (ebbene sì avevo questo privilegio) aveva un abbaino e non aveva il riscaldamento (30 anni fa, giusti giusti). La sera, in inverno, mettevamo in fondo al letto, vicino ai piedi, un mattone riscaldato in precedenza. Che bel calduccio! E lì leggevo e leggevo. Per tanti anni è stato così, oggi mi sono persa; ho sempre una pila di almeno dieci libri sul mio comodino, ma non riesco a leggerli.
Scusa, ho divagato. Vorrei ringraziarti per i bei ricordi che hai fatto affiorare e dirti che sicuramente non leggerò il libro che segnali, almeno per i prossimi cinque o sei anni!! ;)
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 8:02 am
Cara Ella Mo’, BENVENUTISSIMA!!
Che meraviglioso ricordo ci regali: l’immagine della tua lettura nella stanza con abbaino del piccolo paese medievale è già un romanzo fatto e finito! Grazie per aver trovato il tempo di regalarcela :)
… la maledetta pila dei dieci libri sul comodino… non pensare che qui le cose vadano meglio: è un’impresa titanica!
La cosa che mi riempie di orgoglio non è tanto finire un libro, ma recarmi in libreria per spese folli, mossa dall’incrollabile speranza di essere più forte di ogni contingenza che mi spinge a non leggere!
Chiara 16 luglio 2012 alle 2:59 pm
Mi ritrovo totalmente in ciò che hai scritto sulla ragazza di Bube…lettura consigliata durante le vacanze estive in prima o seconda media. Mi ricordo che lo lessi tutto d’un fiato e mi piacque tantissimo, tanto da considerarlo il mio libro preferito. Negli anni mi è capitato anche di consigliarlo ai bambini a cui ho fatto le ripetizioni, purtroppo non mi hanno mai dato ascolto…un classico?!Non sia mai!!!
Il libro sembra molto interessante, me lo segno!
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 7:57 am
Che bello ritrovare le stesse sensazioni nella lontananza del tempo e del reciproco vissuto!
Molto felice di questo tuo commento!
Siby 16 luglio 2012 alle 4:57 pm
Il primo libro letto a 7 anni è stato La figlia del condannato e da allora non ho mai smesso tanto che ora oltre a leggere mi lancio anche in spericolate recensioni su Zebuk, se non lo conosci visita la pagina qua su fb.
Al ginnasio ho letto La ragazza di Bube, indimenticabile.
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 7:56 am
ciao Siby!
precoce e impegnata!
Girami il link delle tue recensioni, mi piacerebbe leggerle!
Siby 17 luglio 2012 alle 8:28 am
Ecco qua una recensione abbastanza recente. Buon lettura :)
http://zebuk.it/2012/05/picnic-al-cimitero-e-altre-stranezze-marie-aude-murail/
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 9:00 am
Biancume 16 luglio 2012 alle 8:53 pm
Questo post me lo stampo e lo voglio sul comodino tutti i giorni accanto ai libri che attendono di essere letti.
Zelda was a writer Autore articolo 17 luglio 2012 alle 7:47 am
questo commento me lo stampo e lo voglio sul comodino, insieme alla mia lampada con i cerbiattini!
lia 17 luglio 2012 alle 2:44 am
bellissima frase: per me il piacere di leggere è un talento
come mi sento talentuosa!
vado a colmare la lacuna di non aver mai letto gina lagorio
lo siamo: siamo delle anime dedite ad un talento che è intimo e corale… non è meraviglioso?
cucinaprecaria 17 luglio 2012 alle 8:57 am
Saltatempo di stefano benni è zeppo di parole buone da mangiare, io i libri me li mangio.
sei pure tu una mangiatrice di lemmi!!
Sly 17 luglio 2012 alle 9:31 am
Io nei libri trovo le mie verità…gli aiuti che mi servono..quelle parole che altrimenti non saprei esprimere…li uso tantissimo a scuola con i miei alunni tre-cinqueenni…i libri sono dei tesori inestimabili…
leucosia 17 luglio 2012 alle 10:13 am
cara camilla, mi aggancio al post per ringraziarti ancora una volta. mi hai dato l’opportunità di conoscere il romanzo di Zelda, il personaggio di Alabama e ne sono rimasta così colpita. l’ho letto in meno di tre notti.
che dirti se non ringraziarti dal profondo? è bello venire a sapere di libri tramite passaparola, in generale. ma il tocco del tuo blog ha reso questa mia lettura ancora più appassionante. mi hai fatto scoprire un tesoro di libro!
grazie grazie grazie e buona giornata!
Antonella 17 luglio 2012 alle 11:49 am
ah i libri
mi bacchetto sulle mani..non leggo da mesi ed ho una pila di libri sul comodino che non hai idea..compresi dei libri che hai consigliato tu qui sul blog…ho una gran voglia di leggere e non voglio dare la colpa al tempo che se voglio posso ritagliarmelo…mi capitano dei periodi così di non lettura e poi dei periodi di lettura estrema :)
la voglia ora è quella di scrivere…difficile compito anche quello .
Adoro questo post e ho adorato leggere anche i commenti degli altri zeldiani e conoscere il libro che li ha fatti innamorare della lettura.
In casa mia non c’erano libri a parte quelli di scuola..nessuno mi ha mai letto una storia o una favola quindi i primi anni della mia vita sono trascorsi all’oscuro di quanto sia magica la lettura.
Poi durante la terza media io e le mie amiche abbiamo preso l’abitudine di andare in biblioteca e studiare per gli esami, era + che altro una scusa, visto che si andava per divertirsi e incontrare i ragazzi :P
Ma tra una cosa e l’altra un giorno..guardando tra gli scaffali dei libri per ragazzi in libro e un titolo ha catturato la mia attenzione:
Sulle tracce del tesoro scomparso di Bianca Pitzorno
E stato bellissimo leggerlo e mi sento di consigliarlo a tutti nonostante sia un libro per ragazzi perchè oltre la storia..molto bella..la magia di questa lettura la trovi nel come l’autrice descrivere bene la Sardegna..le vecchie tradizioni..è stato magnifico…mentre leggevo vedevo quei posti che mai avevo visto allora e di cui mi sarei innamorata in seguito :)
un abbraccio grande camilla cara

References: articolo 16
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 17