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Timestamp: 2017-12-17 09:45:42+00:00

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SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA DELL’ACCORDO CONCERNENTE LA RIPARTIZIONE DEL FUA A.F. 2017 | Federazione CONF.SAL – UNSA. Coordinamento Nazionale Beni Culturali
SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA DELL’ACCORDO CONCERNENTE LA RIPARTIZIONE DEL FUA A.F. 2017
settembre 20, 2017 - COMUNICATI SINDACALI - 10 comments
IPOTESI DI ACCORDO CONCERNENTE GLI SVILUPPI ECONOMICI ANNO 2017 – CORREZIONE TABELLE ALLEGATE
INFORMATIVA: MOBILITÀ VOLONTARIA INTERNA
Sottoscrizione definitiva dell’accordo concernente la ripartizione del FUA A.F. 2017;
Ipotesi di accordo concernente gli sviluppi economici anno 2017 – correzione tabelle allegate.
Mobilità volontaria interna.
Al Tavolo erano presenti per l’Amministrazione il Prof. Alessandro BENZIA Dirigente dell’Ufficio di Diretta Collaborazione del Ministro, la Dott.ssa Marina GIUSEPPONE Direttore Generale Organizzazione, il Dott. Paolo D’ANGELI Direttore Generale Bilancio e la Dott.ssa Paola Passarelli Dirigente del Serv II della Direzione Generale Organizzazione.
SOTTOSCRIZIONE ACCORDO FUA A.F. 2017
La riunione ha avuto inizio con la sottoscrizione definitiva da parte di tutte le OO.SS. presenti al tavolo, dell’accordo concernente la ripartizione del FUA – A.F.2017 per una somma pari ad € 25.970.116,00.
Per completezza di informazione si riporta qui di seguito l’accordo sottoscritto con la relativa tabella scaricabile cliccando sul seguente link: http://lnx.unsabeniculturali.it/it/wp-content/uploads/2017/09/Documento0-011.jpg
ACCORDO PER LA RIPARTIZIONE DEL FUA A.F. 2017 e risorse non utilizzate 2016
VISTA l’ipotesi di accordo per la ripartizione del FUA A.F. 2017 e risorse non utilizzate 2016, sottoscritta in data 29 maggio 2017;
VISTA la nota prot. n. 45979 dell’8 agosto 2017 del Dipartimento della Funzione Pubblica con la quale è stato dato parere favorevole all’ulteriore corso dell’ipotesi di accordo;
Art. 1) E’ approvata la ripartizione del FUA – A.F.2017 per una somma pari ad € 25.970.116,00 come da allegata tabella nei punti A2), A3), A4), A5) e A6).
Art. 2) L’indennità di turnazione per garantire l’apertura delle sedi istituzionali e dei luoghi della cultura sulla base dell’effettiva prestazione del dipendente, sono erogati sulla base l’importo di cui alla lettera A1) della tabella allegata.
Art. 3) L’importo complessivo per la corresponsione delle posizioni organizzative, di cui al punto A2) della tabella allegata, è pari ad euro 1.750.000,00.
Art. 4) L’importo complessivo per la corresponsione delle indennità ai centralinisti non vedenti, di cui al punto A3) della tabella allegata, è pari ad euro 220.000,00.
Art. 5) L’importo complessivo per la corresponsione del progetto di efficienza, pari ad euro 7.500.000,00, di cui al punto A4) della tabella allegata, sarà erogato al personale, tenuto conto del relativo livello di responsabilità, sulla base di una relazione redatta dai Capi d’Istituto in ordine alla verifica e valutazione dei risultati conseguiti dal personale nei servizi resi all’utenza relativamente agli obiettivi prefissati. Detta relazione dovrà essere allegata alla documentazione relativa alla liquidazione delle competenze.
Art. 6) L’importo complessivo, pari ad euro 10.000.000,00, di cui al punto A5) dell’allegata tabella, sarà destinata agli sviluppi economici con decorrenza dal 1° gennaio dell’anno di approvazione della graduatoria definitiva. Con successivo accordo saranno definititi i criteri ed il numero dei posti da attribuire.
Art. 7) La somma di euro 6.500.116,00, di cui al punto A6), al lordo dell’importo determinato a seguito dell’applicazione dell’articolo 9, comma 2 bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 come modificato dalla legge di conversione n.122 del 30 luglio 2010 e successive modificazioni, è destinato ai “Progetti di miglioramento dei servizi culturali ed amministrativi resi dall’amministrazione all’utenza per l’anno 2017”, da definirsi con successivo accordo.
Art. 8) L’importo complessivo per la corresponsione del progetto di produttività, pari ad euro 11.500.000,00, a valere sulle risorse non utilizzate 2016, di cui al punto B1) della tabella allegata, sarà erogato al personale, tenuto conto del relativo livello di responsabilità, sulla base di una relazione redatta dai Capi d’Istituto in ordine alla verifica e valutazione dei risultati conseguiti dal personale nei servizi resi all’utenza relativamente agli obiettivi prefissati. Detta relazione dovrà essere allegata alla documentazione relativa alla liquidazione delle competenze.
Art. 9) La somma di euro 4.378.845,00, di cui al punto B2), è destinato ad incrementare le risorse relative ai “Progetti di miglioramento dei servizi culturali ed amministrativi resi dall’amministrazione all’utenza per l’anno 2017”, di cui al precedente articolo 7.
Art. 10) Le eventuali risorse che dovessero determinarsi da minori utilizzi di cui ai punti A1), A2), A3), A4) e B1), saranno utilizzate per incrementare proporzionalmente gli importi relativi ai precedenti punti A6) e B2).
L’Amministrazione ha fatto pervenire l’ipotesi di accordo sugli sviluppi economici già precedentemente inviato alle OO.SS.
In questo contesto, l’Amministrazione ha anche presentato le tabelle con alcune modifiche e quindi ha richiesto una nuova sottoscrizione. L’UNSA, dopo aver svolto un’attenta disamina sul materiale in discussione, che purtroppo ancora una volta, non recepisce le aspettative del personale, ha ritenuto di non firmare tale ipotesi di accordo.
A questo proposito si pubblica qui di seguito l’ipotesi di accordo e le relative tabelle scaricabili da seguenti link: http://lnx.unsabeniculturali.it/it/wp-content/uploads/2017/09/tabelle-accordo-progressioni.pdf
INTEGRAZIONE E MODIFICHE ALL’IPOTESI DI ACCORDO CONCERNENTE GLI SVILUPPI ECONOMICI ALL’INTERNO DELLE AREE PER L’ANNO 2017, SOTTOSCRITTO IN DATA 3 AGOSTO 2017
VISTA l’ipotesi di accordo concernente gli sviluppi economici all’interno delle aree per l’anno 2017, sottoscritta in data 3 agosto 2017;
VISTO l’accordo concernente la ripartizione del FUA A.F. 2017 e risorse non utilizzate 2016, sottoscritto in data 20 settembre 2017;
CONSIDERATO che la tabella 1 allegata all’ipotesi di accordo sopraindicata presenta degli errori materiali nel calcolo del numero dei contingenti da destinare al beneficio economico nonché degli errori nella determinazione dei relativi importi e che la tabella A presenta errori materiali di trascrizione nella definizione dei titoli e dei relativi punteggi;
RITENUTO di procedere alla rettifica delle suddette tabelle;
Art. 1) La tabella 1 e la tabella A, allegate all’ipotesi di accordo concernente gli sviluppi economici all’interno delle aree per l’anno 2017, sottoscritta tra Amministrazione e OO.SS. in data 3 agosto 2017, sono sostituite dalle allegate tabelle 1 ed A che fanno parte integrante della presente ipotesi di accordo.
Art. 2) Il costo complessivo della procedura, a seguito della sostituzione della tabella 1 è pari ad € 9.999.964,59 e grava sulle risorse FUA 2017.
Roma, 20 settembre 2107
L’ultimo punto all’ordine del giorno è stata l’informativa da parte dell’Amministrazione circa la mobilità volontaria interna, la quale ci ha comunicato che sono pervenute 1711 domande di cui 752 vincitori, 151 idonei e 808 sono coloro che non possono ne uscire ne entrare. Di queste 1711 domande 1110 sono domande di dipendenti che aspirano ad essere movimentati nell’ambito della stessa provincia, mentre i restanti 601 hanno presentato l’istanza per altre provincie.
Inoltre l’Amministrazione ha fornito ulteriori dettagli circa la formulazione dei quiz che verteranno principalmente sulla riforma del MiBACT e consisteranno in 30 quesiti estrapolate dalle 300 domande che saranno pubblicate. In particolare l’Amministrazione ha comunicato che per quanto concerne i Funzionari oltre alla riforma, probabilmente potranno essere inserite anche alcune domande inerenti le norme di cui la L. 165 o L. 241.
Altresì l’Amministrazione ha precisato che in data di ieri si è insediata la commissione e esaminatrice per la mobilità territoriale interna su base volontaria. A questo proposito potrete scaricare la circolare n. 200/17 della Direzione Generale Organizzazione al seguente link: http://lnx.unsabeniculturali.it/it/wp-content/uploads/2017/09/Circ_200_2017.pdf
Anche in questo consesso la delegazione Confsal-Unsa ha espresso le proprie perplessità in merito alla procedura della mobilità in corso, dal momento che l’alto numero di domande pervenute, non consente di poter accoglierle tutte, ma purtroppo solo una parte (scarsa la metà).
D’altronde pur volendo fare una forzatura, a parere dell’UNSA, la logica dei numeri non consente una realistica copertura che possa accontentare tutti i richiedenti, poiché il meccanismo adottato è prettamente imperniato su carenze e criticità, tutte soggette ad una seria verifica, e che solo in seguito a ciò si potrà poi procedere ad una vera e propria mobilità che tenga conto effettivamente del reale fabbisogno degli istituti, che come è noto tale discrasia è dovuta a causa della mancanza dei dati oggettivi di cui l’Amministrazione purtroppo non è in possesso per l’inadeguata comunicazione da parte dei dirigenti di taluni istituti che da tempo, pur essendo stati invitati a fornire elementi numerici a riguardo, non hanno di fatto a tutt’oggi adempiuto.
Abbiamo ritenuto utile uscire in anteprima con il presente comunicato che riporta pari pari la documentazione licenziata dal tavolo nazionale. Tuttavia, ci riserviamo per dovere di cronaca elaborare un comunicato suppletivo con dovizia di particolari contenente la rendicontazione di quanto si è discusso in data odierna.
Scarica e stampa il comunicato sindacale n. 13/17
10 thoughts on “SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA DELL’ACCORDO CONCERNENTE LA RIPARTIZIONE DEL FUA A.F. 2017”
daniela 21 settembre 2017 at 10:58
Salve, vorrei conoscere che cosa comporta l’annuncio del ministro Madia sulla possibilità di nuove assunzioni nella P.A.
UNSA-CONFSAL BENI CULTURALI 21 settembre 2017 at 11:02
Ciao Daniela, in merito a quanto ci chiedi, ti riportiamo qui di seguito quanto diffuso a livello generale sul c.d. Concorsone pubblico da 500mila posti e stabilizzazione precari, novità
Andrea 21 settembre 2017 at 11:52
Ma della questione vincitori interni quando se ne parla?
Il Dr. Cassese in un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera, si lamenta perchè è stato deciso di assumere anche gli idonei e non solo i vincitori dei concorsi. Questi sono ormai gli orientamenti che dovrebbero scaturire dalla Legge di Stabilità 2018 che verrà presentata fra meno di un mese in Parlamento.
Al MIBACT si è battuto il record dei record, andando ad assumere gli idonei prima che si concludessero i concorsi. Altro che lamentarsi per questo…
Si è arrivato a costruire un DPCM ad hoc, che pubblicato a maggio sulla GU, alla fine di settembre deve ancora produrre i suoi effetti. Eppure avevano più volte garantito che nello stesso DPCM sarebbero stati inclusi i 460 riqualificati interni, sui quali non c’era ancora autorizzazione ad assumere da parte della FP.
Fatto sta che per assumere questi idonei si è riusciti ancora una volta a mettere al palo i lavoratori interni che aspettano da ben 10 anni.
Tra l’altro in quel DPCM hanno scritto che le assunzioni dovevano essere concluse entro giugno. Ed invece siamo a fine settembre e non tutti sono stati assunti.
E forse se ne parlerà nel 2018 perchè alcune graduatorie forse non verranno approvate neanche entro il 2017.
Ma cosa serviva allora tutta questa manovra, se un concorso che doveva concludersi entro il 2016, ancora forse non viene concluso neanche nel 2017?
Non era più logico e rispettoso dei diritti anche dei lavoratori interni (di questi lavoratori che nessuno vuole considerare), che venissero assunti questi 460 lavoratori e che poi si procedesse anche ad assumere gli idonei esterni?
La vicenda dei 460 lavoratori va conclusa assolutamente entro il 2017 e quindi chiediamo,ancora una volta, che prima ancora che si discuta di selezioni interne, secondo le norme comprese nel TUPI, venga conclusa la procedura del bando di selezione del 2007, perchè ormai sembrerebbe ora.
Franco 21 settembre 2017 at 13:46
Ottima idea da parte dell’ unsa di non firmare l’ipotesi di accordo sulle progressioni 2017.I soliti cervelloni che stabiliscono i criteri continuano a ripetere errori che premiano chi ha meno diritto degli altri . Possibile che dopo tante lamentele ancora in corso non si accorgono che per l’anzianità di servizio esempio: 10 punti nello scaglione tra i 7 e i 12 anni di servizio, vale a dire che due dipendenti con stessa anzianità totale (30 ANNI) il primo con 7 anni nella fascia di appartenenza avrà un punteggio di 10+23 anni a 0,75 totale 37,25. Il secondo con 12 anni avrà 10+18 anni a 0,75 totale 33,50 , con una differenza non poco di 3,75 .Per cui nemmeno ad equiparare chi ha 7 oppure 12 anni (così come pensano i cervelloni ) ma per favorire chi ha meno diritto .Cosa ne pensate e se possibile voi dell’unsa nella sede adatta unite anche questo esempio alle vostre lamentele sicuramente fondate.
Laura 22 settembre 2017 at 10:56
Mi rivolgo a codesto sindacato per avere notizie circa il telelavoro e se è mai stato attuato nel MiBACT?
UNSA-CONFSAL BENI CULTURALI 22 settembre 2017 at 11:02
Cara Laura, la problematica del Telelavoro, è stata più volte dibattuta nell’ambito delle relazioni sindacali e le relative contrattazioni nazionali, purtroppo, anche se prevista dalla normativa contrattuale, il MiBACT non ha mai portato a compimento l’adeguamento previsto dalla legge, nonostante i continui rinvii e motivazioni varie, tra queste l’assenza di una idonea organizzazione e predisposizione di regole precise per la partecipazione a questo tipo di lavoro flessibile.
A tutt’oggi, sembrerebbe che tale procedura sia stata applicata c/o il MEF, con un progetto pilota, mentre resta tutt’ora in itinere la possibilità di svolgere contrattazioni sindacali c/o il Mibact al fine di applicare le disposizioni contenute nella legge e le relative direttive a riguardo, dal momento che tale possibilità è soggetta a verifica effettiva del posto di lavoro domestico, attrezzature informatiche, postazione di lavoro ergonomica e corrispondente alla sicurezza del lavoro da svolgere, ecc.
UNA DIPENDENTE DEL MIBACT 22 settembre 2017 at 11:13
mi rivolgo a voi per un quesito che riporto qui di seguito:
Ho la 104 per mia zia ma non risiediamo nella stessa abitazione. Siamo nello stesso quartiere per cui la raggiungo in 5 minuti e ho io la 104 perché lei è vedova, senza figli e mia madre (la sorella) che se ne occupava prima ha avuto diversi problemi di stress nel seguirla avendo ormai mia madre più di 65 anni; per cui l’ho sostituita io.
Mia zia è malata di cancro e deve sottoporsi a sedute di chemioterapia. Essendo io in una città diversa non so come gestire la cosa.
Come vi dicevo sto pensando a una rinuncia al posto da funzionario per tornare al precedente lavoro come AFAV presso l’Istituto precedente. La problematica economica del trasferimento e questa situazione famigliare mi costringono a valutarlo. Volevo chiedervi se, non essendo io residente con mia zia, posso aver diritto solo ai 3 giorni al mese o posso chiedere altre tutele, aspettative o altro per seguirla almeno nel mese e mezzo in cui avrà la chemioterapia da fare.
Ringraziandovi ancora della disponibilità, vi invio cordiali saluti.
UNSA-CONFSAL BENI CULTURALI 22 settembre 2017 at 11:16
con riferimento al Suo quesito, corre l’obbligo di informarla che a Suo favore interviene una normativa genericamente conosciuta come “Congedi biennali retribuiti”.
La sintetizziamo qui sotto chiedendole di prestare molta attenzione alle parti in neretto, poiché di particolare importanza per il Suo caso.
Da quello che potrà leggere comunque si evince che dovrà cambiare la residenza e prenderla a casa di Sua zia, anche magari nello stesso stabile ma comunque nello stesso Comune, Via e numero civico.
Naturalmente Le converrà essere dipendente di ruolo a tutti gli effetti presso il nostro Ministero.
Comunque non ci dilunghiamo oltre e qui sotto troverà le risposte ai Suoi quesiti che, per forza di cose, dovranno essere rivolti all’utilizzo dei congedi retribuiti biennali.
Vi sono inizialmente dei congedi retribuiti biennali definiti inizialmente dalla Legge 388/2000 (articolo 80, comma 2, poi ripreso dall’articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) che ha integrato le disposizioni previste dalla Legge 53/2000 introducendo l’opportunità, per i genitori di persone con handicap grave, di usufruire di due anni di congedo retribuito. Medesima opportunità veniva offerta ai lavoratori conviventi con il fratello o sorella con handicap grave a condizione che entrambi i genitori fossero “scomparsi”. Successivamente, la Corte Costituzionale ha riconosciuto varie eccezioni di legittimità costituzionale che hanno ampliato la platea degli aventi diritto.
Sia INPS che il Dipartimento della Funzione Pubblica concordano nel ritenere “patologie invalidanti”, in assenza di un’esplicita definizione di legge, sentito il Ministero della Salute, soltanto quelle, a carattere permanente, indicate dall’art. 2, comma 1, lettera d), numeri 1, 2 e 3 del Decreto Interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000 cioè quelle che sono state già elencate ai fini della concessione del congedo non retribuito per gravi motivi familiari.
Per quanto riguarda i Congedi parentali fino al dodicesimo anno di vita evitiamo di soffermarci perché non si tratta del Suo caso.
Passando ora alla condizione di handicap la situazione è la seguente:
Pur non avendola espressamente previsto il Legislatore, come condizione per la concessione dei congedi, l’assenza di attività lavorativa da parte della persona disabile da assistere, è condivisa interpretazione degli istituti previdenziali che i congedi biennali non debbano essere concessi se il disabile sia egli stesso lavoratore.
Tuttavia, la Direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la risoluzione 6 luglio 2010, n. 30 in risposta ad un specifico interpello, ha ritenuto che la necessità o meno di assistenza, per il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa da parte del disabile, andrebbe valutata caso per caso, e che “non sembra conforme allo spirito della normativa porre, a priori, un limite alla fruizione del congedo da parte di colui che assiste il familiare disabile”.
L’INPS, con Messaggio n. 24705 del 30 dicembre 2011, ha recepito tale indicazione confermando che il familiare del lavoratore in situazione di disabilità grave può beneficiare dell’istituto del congedo straordinario nonché dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 104/92, durante il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa da parte del disabile medesimo.
Non dissimile la precisazione dell’INPDAP: “Il periodo massimo di congedo (due anni) si applica complessivamente a tutti gli interessati, nell’arco della vita lavorativa di tutti, e può essere fruito alternativamente dagli aventi diritto. I periodi di congedo straordinario rientrano nel limite massimo dei due anni di congedo, anche non retribuito, che può essere richiesto da ogni lavoratore, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 53/2000 “per gravi e documentati motivi familiari”.”
Ricapitolando: il lavoratore che ha già fruito del congedo non retribuito, non può avvalersi del congedo biennale retribuito; allo stesso modo, il lavoratore che debba assistere due familiari con handicap grave non può godere del raddoppio e cioè di quattro anni di astensione retribuita.
In linea generale va precisato che nel caso di frazionamento in settimane o in giornate, si computano anche i giorni festivi nel caso in cui non vi sia effettiva ripresa del lavoro, nella prima giornata lavorativa successiva. Un esempio: una frazione del congedo viene fruito dal lunedì al venerdì; il sabato e la domenica non si lavora: se il lunedì, lavorativo, non si rientra in servizio effettivo (ferie, altri permessi …), vengono computati nel “monte” dei due anni anche il sabato e la domenica o gli altri giorni festivi.
Questa indicazione viene esplicitata dall’INPS nella propria Circolare n. 64/2001. Anche l’INPDAP, da parte sua, nella Circolare n. 31/2004 precisa che il congedo può essere richiesto anche in modo frazionato e che, in tal caso, è necessaria l’effettiva ripresa del lavoro tra un periodo di assenza ed il successivo.
L’articolo 42, comma 5 bis, prevede un’eccezione nel caso di genitori: per l’assistenza allo stesso figlio con handicap, il diritto al congedo è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Negli stessi giorni, tuttavia, l’altro genitore non può fruire dei (tre) giorni di permesso (Legge 104) né del congedo parentale frazionato 33 (tre anni fino al compimento dell’ottavo anno di età).
Dopo l’entrata in vigore del Decreto 119/2011 è quindi superata l’indicazione espressa dal Dipartimento Funzione Pubblica con Parere n. 1/2007. Rifacendosi alle indicazioni del previgente articolo 42 del Decreto 151, il Dipartimento riteneva che «durante il periodo di congedo usufruito da un genitore, in modo continuativo o frazionato, sia l’uno che l’altro genitore non possono beneficiare nello stesso mese dei tre giorni di permesso o degli equivalenti permessi orari previsti dall’art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992».
L’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 47.446,00 annui per il congedo di durata annuale. L’importo (quello citato è relativo al 2016) viene rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l’importo dell’indennità dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente. Nella sostanza il datore di lavoro anticipa l’indennità e poi la detrae dalla somma dei contributi previdenziali che normalmente versa all’istituto previdenziale (es. INPS).
L’iter è diverso a seconda che si tratti di un dipendente pubblico, di un dipendente privato assicurato con INPS o di un dipendente assicurato con altri enti previdenziali.
Nella speranza di aver soddisfatto tutte le Sue richieste di chiarimento, Le inviamo cordiali saluti.
Francesca 18 ottobre 2017 at 12:18
Chiedo gentilmente notizie relativamente alla moblità volontaria interna. Come mai ancora nessuna notizia, sebbene i numeri ci siano già da fine sttembre?
UNSA-CONFSAL BENI CULTURALI 18 ottobre 2017 at 17:46
Gentile Francesca, riguardo alla tua richiesta, ti comunichiamo che al momento la Commissione stra ancora terminando i lavori e il tutto si dovrebbe concludere entro il corrente mese.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 articolo 7

Art. 10

Art. 1

Art. 2
 articolo 42