Source: http://ilreferendum.it/2012/10/27/silvio-berlusconi-in-conferenza-stampa-la-diretta/
Timestamp: 2013-05-24 10:42:03+00:00

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Silvio Berlusconi in conferenza stampa: la diretta - Giornale Il Referendum | Giornale Il Referendum Chi siamo
Pubblicato il: sab, ott 27th, 2012 Interni / Politica & Economia | di Giornale il Referendum Silvio Berlusconi in conferenza stampa: la diretta
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di Andrea Gentili, con introduzione di Gianluca Valotti
È arrivata ieri la condanna nei confronti di Silvio Berlusconi: l’ex premier è stato condannato a quattro anni di reclusione per frode fiscale sull’acquisizione dei diritti Tv Mediaset e interdetto per cinque dai pubblici uffici e tre dagli uffici direttivi delle imprese, anche se la decisione non è definitiva, trattandosi di una sentenza di primo grado. La richiesta iniziale del pm era di tre anni e otto mesi. I giudici hanno inoltre condannato a tre anni Frank Agrama, uomo d’affari di origini egiziane: secondo l’accusa Berlusconi è stato il suo socio occulto. I giudici del processo Mediaset hanno disposto un versamento di dieci milioni di euro a titolo provvisionale all’Agenzia delle Entrate da parte degli imputati condannati, compreso Silvio Berlusconi. L’ex premier è stato condannato soprattutto per le vicende commesse in un lasso di tempo compreso tra il 2002 e il 2003: prescritti i reati del 2001 contestati dalla procura.
Assolto invece il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri; dal pm era stata chiesta una condanna di tre anni e quattro mesi.
La sentenza che ha visto protagonista negativo Berlusconi, è arrivata dopo dieci anni di indagini, un’udienza preliminare convocata e di continuo aggiornata sino ai rinvii a giudizio datati 2006. Un processo durato in totale sei anni, tra richieste di ricusazione dei legali e l’istanza di astensione presentata dal giudice, senza dimenticare qualche slittamento per il Lodo Alfano e il ricorso alla Consulta, la richiesta di trasferimento del procedimento a Brescia, legittimi impedimenti di Berlusconi e cambi di capi d’imputazione.
La strada per arrivare a questa sentenza in sfavore di Mediaset e Berlusconi è stata lunga e tortuosa, fatta di chiacchiere, accuse ma senza un nulla di fatto, finché non è arrivata la condanna datata venerdì 27 ottobre 2012.
Nel frattempo Mediaset ha fatto parlare ieri di sé per un dato negativo: peggiora la borsa, con il titolo che cede l’1,81% a 1,35 euro.
Nella giornata di oggi intorno all’ora di pranzo, Berlusconi in una telefonata a Canale 5 ha invece dichiarato di volere fare un passo indietro: «Le conseguenze ci saranno senz’altro, sono obbligato a restare in campo per riformare la giustizia, per evitare che ai cittadini capiti quel che è successo a me». Infine ancora un attacco alla magistratura: «Forse questo giudice è molto prevenuto contro di me: anche nel 1998 una sua sentenza contro di me è stata assolta dalla Cassazione, forse c’è una natura politica dietro le sue decisioni»
Alle cinque a Villa Gernetto la conferenza stampa di Berlusconi che seguiremo in diretta.
Si apre il collegamento, INIZIA LA CONFERENZA STAMPA più attesa.
«Non credo di poter accettare una cosa del genere, credo si sia passato il limite. Confermo la mia decisione di non presentarmi come candidato alla presidenza del Consiglio. È chiaro che se una parte dei moderati viene tolta, si dà la vittoria all’altro schieramento. Confermo il mio messaggio, si terranno nel nostro partito le primarie»
«Tuttavia a seguito di quel che è successo ieri, sono costretto a cambiare programmi sulle altre mie attività». Ora Berlusconi sta parlando della rinuncia all’attività della fondazione Berlusconi per la costruzione di ospedali nel mondo, e del suo Milan, evidentemente ha dato priorità alla sentenza di ieri. «Intendo dedicare la massima parte del mio tempo al mio Paese. Quando è successo che una forte polemica costruita dall’opposizione e dai giornali di sinistra mi hanno additato come causa dello spread, ho ritenuto che in quel momento fosse bene per l’Italia di dar vita a un Governo tecnico. Da allora mi sono tenuto da parte, non partecipando più ai programmi televisivi e non ho rilasciato più dichiarazioni, ma molti giornali mi hanno attribuito virgolettati che non sono veritieri, e spesso che non corrispondono nemmeno al mio pensiero».
«Approfitto ora della presenza della Tv per parlare di cose di cui non ho mai parlato. Parlando di spread, la Germania ha preso delle decisioni nei confronti degli altri Paesi che io non ho mai condiviso. Non ho mai condiviso il fiscal compact, ho addirittura posto il veto su di questo. Ho osservato che le norme di restrizione che la Germania voleva imporre a tutti i Paesi avevano già funzionato malissimo con i Paesi che volevano entrare nell’UE. In particolare per l’Italia il pil sommerso doveva essere sommato al pil emerso, facendo diminuire la quota che ogni anno doveva essere tolto dalle casse dello Stato per ridurre il debito pubblico. Sommando queste entità il nostro Paese ha un attivo di 6600 miliardi, non ho mai condiviso la politica di restrizione del debito pubblico di Monti»
«Non so se le due cose possono essere collegate, ma si sono portati avanti dei tentativi di assassinio della mia credibilità a livello internazionale, e allo stesso tempo le banche tedesche sono state costrette nel 2011 a vendere i titoli dello stato Italiano. Quando si creò l’euro, i poco saggi amministratori non sono hanno sbagliato il cambio lira-euro, ma gli Stati che entrarono nell’euro rinunciarono al loro diritto di stampare moneta cedendolo alla BCE. Si riteneva che la BCE si comportasse da vera Banca Centrale, che stampasse moneta in caso di deficit nei vari Paesi: invece la Germania si è opposta. La Germania non permise alla BCE di essere veramente banca centrale a sostegno dei mercati dei Paesi.»
«Noi pagavamo per i nostri titoli del debito pubblico una percentuale del 4%, mentre i tedeschi circa il 3%: successivamente mentre i nostri titoli venivano venduti al 6%, quelli tedeschi venivano venduti al 1%: e si è dato la colpa ai Governi, che nulla potevano. Per questo ho ritenuto necessario dimettermi in favore di un Governo Tecnico.»
«Io mi sono ritirato, avanzando un Governo dei tecnici che doveva avere il compito di cambiare la Costituzione italiana, ma che invece non ha fatto: questo perché il Presidente del Consiglio non ha potere sui suoi ministri, non può cambiarli. Il Presidente del Consiglio poi non ha la facoltà di fare i decreti leggi, che invece sono dati alla discrezione del Capo dello Stato. Il disegno di legge poi va discusso in Parlamento, con un iter lunghissimo, che sarebbe meglio chiamarlo calvario, che porta a modificarlo ampiamente dopo 450-600 giorni, completamente diversi da come erano stati voluti dal Presidente del Consiglio.
Poi arrivano gli esperti, che impugnano le lenti di ingrandimento per vedere se ci sono profili di incostituzionalità: altro tempo»
«La corte costituzionale poi abroga necessariamente il disegno di legge, perché attualmente la Corte Costituzionale è formata da 11 giudici di sinistra e 4 di destra. La corte costituzionale ora non è più un organismo al di sopra delle parti, ma un organo di sinistra.»
«Senza una riforma della Costituzione questo Paese è ingovernabile».
«Gli italiani poi frazionano sempre il mio voto, danno voti anche ai piccoli partiti. Allora il presidente del Consiglio deve sempre scendere a compromessi con questi piccoli partiti per far approvare il disegno di legge. Bisogna far pensare agli italiani che bisogna votare o di qua o di là.»
«Il nostro Governo dei tecnici ha adottato al 100% la politica della Germania e siamo in recessione economica»
«Si sta tutti male, sono passato a Roma in un’altra strada, a Milano in un’altra strada: i negozi hanno avuto riduzioni del 20 o 40%. Gli italiani sono spaventati, hanno paura di spendere perché hanno paura di questi interventi, dei blitz della polizia tributaria a Cortina ecc. Vanno a comprare i prodotti dai Paesi limitrofi. Bisogna cambiare totalmente la politica dell’Italia che ha adottato quella della signora Merkel»
«Ho fatto un solo errore: quello di non riuscire a convincere gli elettori a darmi il 50% più 1 dei voti. Il programma che dovremmo presentare agli italiani potrà essere realizzato solo se gli italiani ci daranno la possibilità di essere in maggioranza. Il programma è che non si deve aumentare la pressione fiscale, abrogazione dell’IMU, eliminare la norma dei 1000 euro pagabili come tetto massimo in contanti, eliminare le intercettazioni, è barbaro e incivile non poter usare il telefono. Si devono mettere in carcere poi solo chi ha commesso terribili delitti di sangue, ma anche per loro è necessario un giusto processo. La riduzione del debito pubblico si ha solo con l’aumento del PIL».
«La giustizia italiana non può andare avanti così: la nostra non è una vera e propria democrazia, la nostra è più una dittatura della magistratura. Solo pochi giorni fa si hanno avuto sentenze assurde come la condanna a 6 anni per una commissione di scienziati, la condanna al carcere per un mio amico giornalista. Bisogna avere una forte riforma della giustizia, la mia sentenza è ancora più scandalosa di quella degli scienziati, perché almeno loro si erano seduti attorno a un tavolo e avevano parlato del terremoto»
Parla ora Ghedini, avvocato di Berlusconi: «Questa sentenza è stata delirante. Abbiamo chiesto un conflitto di attribuzioni, e la Corte Costituzionale ha chiesto tutti i documenti. Mai ho visto una sentenza che dura da 6 anni, e dove si sono sentiti solo i testimoni dell’accusa. Mai un imprenditore avrebbe potuto tollerare che suoi dipendenti lucrassero sui diritti, li avrebbe licenziati subito».
Chiudiamo qua la diretta. I principali punti su cui si è espresso Berlusconi possono essere riassunti così:
Nessun passo indietro sulla volontà di non candidarsi a Premier
nessun appoggio alla fiscal compact, al Governo Monti e all’operato della Merkel
il Governo Monti aveva il compito di riformare la Costituzione, cosa che non ha fatto
I punti da riformare e per cui Berlusconi lotterà, anche se non in veste di premier sono: maggiori poteri al Premier, come quello di poter decidere la carriera dei propri ministri e il loro operato, maggiori poteri riguardo ai decreti legge, che devono passare a una sola Camera e non seguire tutto l’iter, riforma completa della giustizia
sul suo programma elettorale Berlusconi ha già anticipato alcuni punti come abrogazione dell’Imu, minore pressione fiscale a favore di una politica economica espansiva, eliminazione del tetto massimo dei 1000 euro pagabili in contanti, eliminazione delle intercettazioni, riforma della giustizia.
ancora un attacco ai giornali italiani “schierati” contro di lui, e alla magistratura italiana, definita ancora una volta di sinistra. Berlusconi ha poi concluso affermando che siamo in dittatura (della magistratura) e non in una vera e propria democrazia.
http://ilgiornale giulio
Reputo S.B. unico imprenditore, cittadino che possa, ancora, dare un contributo determinante al nostro caro Paese. Non ci sono, nell’attuale panorama politico, personalità di questo spessore, con un grado di conoscenza degli scenari nazionali e internazionali, tale da poter disegnare una chiara, trasparente ed efficiente mappa per uscire da questa estrema ingessatura.
Forza Silvio e forza a tutti coloro che avranno il compito di sostenerlo in questo difficilissimo compito. Noi cittadini siamo pronti.
mi sei piaciuto … chiaro .. semplice .. limpido … … senza fronzoli .. diretto … pulito ….
Maineri Pietro
perfettamente d’accordo e aggiungo : certi giudici sono eredi di un certo ’68.
stroncherà gli avversari ancora una volta. Bravo silvio !
Il nano non si smentisce mai,ma non incanta piu nessuno

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