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Timestamp: 2019-10-14 08:49:19+00:00

Document:
Metalmeccanici - Industria: CCNL 7 maggio 2003
Parti: Federmeccanica, Assistal e Fim-Cisl, Uilm-Uil*
Note*: Hanno successivamente aderito Ugl Metalmeccanici, Failms-Cisal, Savt-Met, Usas-Asgb/Metall
Definizione dei settori.
Norma comune a tutti i settori.
Sezione I - Sistema di relazioni sindacali
Art. 1 - Osservatorio paritetico nazionale sull'industria metalmeccanica.
1.1) Situazione economico- sociale dell'industria metalmeccanica.
1.2) Sviluppo industriale.
1.3) Evoluzione della struttura organizzativa dell'industria metalmeccanica.
1.4) Analisi e monitoraggio degli accordi aziendali sul Premio di risultato.
1.5) Sistemi di partecipazione nelle aziende metalmeccaniche in Italia e in Europa e Dialogo sociale europeo.
Art. 2 - Osservatori paritetici territoriali sull'industria metalmeccanica.
2.1) Situazione economico- sociale dell'industria metalmeccanica.
2.2) Evoluzione della struttura organizzativa e produttiva dell'industria metalmeccanica.
2.3) Analisi e monitoraggio degli accordi aziendali sul Premio di risultato.
Art. 3 - Osservatori paritetici in sede aziendale.
4.1) Commissione nazionale per la formazione professionale e l'apprendistato.
4.2) Commissioni territoriali per la formazione professionale e l'apprendistato.
4.3) Commissioni aziendali per la formazione professionale.
5.1) Commissione nazionale per le pari opportunità.
5.2) Commissioni territoriali per le pari opportunità.
5.3) Commissioni aziendali per le pari opportunità.
5.4) Informazioni in materia di pari opportunità.
Art. 6 - Informazioni in sede aziendale.
6.1) Modifiche tecnologiche, organizzative e produttive.
6.2) Mobilità orizzontale nell'ambito dello stabilimento.
6.3) Investimenti, occupazione e attività indotte.
6.4) Tecnologie di processo.
6.5) Decentramento produttivo.
Art. 7 - Lavoro a domicilio.
Art. 8 - Istituzioni interne a carattere sociale.
Art. 1 - Assemblea.
Art. 2 - Diritto di affissione.
Art. 3 - Locali.
Art. 3 bis - Strumenti informatici.
Art. 4 - Permessi per motivi sindacali e cariche elettive.
Art. 5 - Tutela dei componenti delle RSU.
Art. 6 - Versamento dei contributi sindacali.
Art. 7 - Affissione del contratto.
Art. 8 - Informazione e consultazione dei lavoratori nelle imprese di dimensione comunitaria.
Art. 1 bis - Contratti di lavoro atipici.
B) Lavoro temporaneo.
Art. 1 ter - Qualifiche escluse dalla quota di riserva di cui all'art. 25, comma 2) , legge 23.7.91 n. 223.
Art. 2 - Documenti, residenza e domicilio.
Art. 3 - Lavoro dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria.
Art. 3 bis - Conservazione del posto di lavoro in caso di accesso ai programmi terapeutici e di riabilitazione per gli stati di accertata tossicodipendenza
Art. 4 - Classificazione dei lavoratori.
A) Declaratorie, esemplificazioni dei profili ed esempi.
B) Mobilità professionale
Art. 4 bis - Quadri.
Art. 4 ter - Gruppo di lavoro paritetico per la modifica del sistema di inquadramento professionale.
 Orario plurisettimanale
Art. 5 bis - Contrazione temporanea dell'orario di lavoro.
Art. 5 ter - Reperibilità.
Art. 6 - Riposo settimanale.
Art. 7 - Anzianità dei lavoratori.
Art. 8 - Forme di retribuzione.
Art. 9 - Premio di risultato.
 Norma concordata nel verbale di accordo stipulato in sede ministeriale il 4.2.97
Art. 10 - Reclami sulla retribuzione.
Art. 11 - Mense aziendali.
Art. 11 bis - Indennità di mensa.
Art. 12 - Indennità di alta montagna e di sottosuolo.
Art. 13 - Indennità per disagiata sede.
Art. 14 - Nuove mansioni.
Art. 15 - Cumulo di mansioni.
Art. 16 - Trasferimenti.
Art. 17 - Reclami e controversie.
Art. 18 - Rapporti in azienda.
Art. 18 bis - Commissione paritetica nazionale di studio sull'utilizzo dei sistemi informatici aziendali e tutela della privacy.
Art. 19 - Divieti.
Art. 20 - Vendita di libri e riviste.
Art. 21 - Visite di inventario e di controllo.
Art. 22 - Norme speciali.
Art. 23 - Provvedimenti disciplinari.
Art. 24 - Ammonizioni scritte, multe e sospensioni.
Art. 25 - Licenziamenti per mancanze.
Art. 26 - Sospensione cautelare non disciplinare.
Art. 28 - Appalti.
Art. 31 - Congedi per la formazione.
Art. 32 - Permessi per eventi e cause particolari.
Art. 33 - Aspettativa e congedi per eventi e cause particolari.
Art. 34 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 35 - Congedi parentali.
Art. 36 - Consegna dei documenti alla cessazione del rapporto di lavoro.
Art. 37 - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda.
Art. 38 - Certificato di lavoro.
Art. 39 - Indennità in caso di morte.
Art. 40 - Inscindibilità delle disposizioni contrattuali e condizioni di miglior favore.
Art. 41 - Decorrenza e durata.
Art. 42 - Procedura di rinnovo del CCNL.
Art. 43 - Procedura di rinnovo degli accordi aziendali.
Art. 44 - Distribuzione del contratto.
Art. 45 - Previdenza complementare.
Art. 46 - Commissione paritetica nazionale di studi dell'assistenza sanitaria complementare.
Art. 1 - Soggetti destinatari della Parte I della Disciplina speciale.
Art. 3 - Entrata e uscita.
Art. 4 - Sospensione e interruzione del lavoro.
Art. 5 - Sospensioni e riduzioni di lavoro.
Art. 6 - Recuperi.
Art. 9 - Passaggio temporaneo di mansioni.
Art. 10 - Apprendistato.
Art. 11 - Regolamentazione del lavoro a cottimo.
 Protocollo di chiarimento all'art. 11, punto 5).
Art. 12 - Mensilizzazione.
Art. 13 - Corresponsione della retribuzione.
Art. 15 - Gratifica natalizia.
Art. 16 - Aumenti periodici di anzianità.
 Norme transitorie.
Art. 17 - Indumenti di lavoro.
Art. 18 - Infortuni sul lavoro e malattie professionali.
Art. 20 - Congedo matrimoniale.
Art. 21 - Servizio militare, servizio di volontariato civile e di cooperazione allo sviluppo.
Art. 22 - Assenze.
Art. 23 - Permessi di entrata e uscita.
Art. 24 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni.
Art. 25 - Trattamento di fine rapporto (TFR) .
Art. 26 - Trasferte.
 Trattamento per il tempo di viaggio.
 Malattia e infortunio.
 Rimborso spese viaggio.
 Permessi.
Art. 27 - Addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia.
Art. 28 - Lavori indirettamente produttivi negli stabilimenti siderurgici.
Art. 29 - Variazioni nelle squadre ai forni e ai treni negli stabilimenti siderurgici.
Art. 30 - Sostituzione di personale di squadra assente negli stabilimenti siderurgici.
Art. 31 - Minimi tabellari e determinazione dei minimi di paga oraria.
Art. 1 - Soggetti destinatari della Parte II, Disciplina speciale.
Art. 2 - Passaggio del lavoratore di cui alla Parte I, Disciplina di cui alla Parte II.
Art. 3 - Trattamento in caso di sospensione di riduzione dell'orario di lavoro.
Art. 4 - Recuperi.
Art. 5 - Aumenti periodici di anzianità.
Art. 6 - Trattamento di fine rapporto (TFR) .
Art. 7 - Condizioni di miglior favore.
Art. 8 - Minimi tabellari e determinazione della quota di retribuzione oraria.
Art. 9 - Clausola di rinvio.
Art. 1 - Soggetti destinatari della Parte III, Disciplina speciale.
Art. 2 - Passaggio del lavoratore di cui alla Parte I, Disciplina di cui alla Parte III.
Art. 3 - Passaggio del lavoratore di cui alla Parte II, Disciplina di cui alla Parte III.
Art. 4 - Periodo di prova.
Art. 5 - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro.
Art. 6 - Festività.
Art. 8 - Passaggio temporaneo di mansioni.
Art. 10 - Indennità maneggio denaro. Cauzione.
Art. 11 - Corresponsione della retribuzione.
Art. 13 - Tredicesima mensilità.
Art. 14 - Trattamento di malattia e infortunio.
Art. 15 - Congedo matrimoniale.
Art. 16 - Servizio militare, servizio di volontariato civile e di cooperazione allo sviluppo.
Art. 17 - Assenze e permessi.
Art. 18 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni.
Art. 19 - Trattamento di fine rapporto (TFR) .
Art. 21 - Minimi tabellari e determinazione della quota di retribuzione oraria.
Allegato 1) Dichiarazione fra le parti
Allegato 2) Accordo 31 ottobre 1973
Allegato 3) Quota contribuzione una tantum
Allegato 4) Accordo per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU)
 Art. 1 - Norme generali.
 Art. 2 - Durata del tirocinio.
 Art. 3 - Tirocinio presso diverse aziende.
 Art. 4 - Formazione teorico- pratica e insegnamento pratico.
 Art. 5 - Organismi paritetici.
 Art. 6 - Assunzione.
 Art. 7 - Periodo di prova.
 Art. 8 - Orario di lavoro.
 Art. 9 - Ferie.
 Art. 10 - Determinazione della retribuzione.
 Art. 11 - Gratifica natalizia.
 Art. 12 - Trattamento di malattia e infortunio.
 Art. 13 - Attribuzione della qualifica professionale.
 Art. 14 - Decorrenza.
Statuto di cometa
Accordo tra le parti (Cometa)
Accordo tra le parti istitutive di Cometa
Legge 20.5.70 n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento)
Legge 29.5.82 n. 297 (Disciplina del TFR e norme in materia pensionistica)
Legge 11.5.90 n. 108 (Disciplina dei licenziamenti individuali)
Testo coordinato della legge 12.6.90 n. 146 e della legge 11.4.00 n. 83 (Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia della attuazione della legge e della legge 11.4.00 n. 83 - Modifiche e integrazioni della legge 12.6.90 n. 146, in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e di salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati)
Legge 29.12.90 n. 428 - Legge comunitaria per il 1990 - Art. 47 - Testo coordinato con le modifiche del D.lgs. 2.2.01 n. 18 - Attuazione della Direttiva 98/50/CE relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti
Legge 10.4.91 n. 125 (Azioni positive per la realizzazione della parità uomo- donna nel lavoro)
D.lgs. 6.9.01 n. 368 (Attuazione della Direttiva del Consiglio del 28.6.99, n. 1999/70/CE relativa all'accordo quadro Ces, Unice, Ceep sul lavoro a tempo determinato)
D.lgs. 8.4.03 n. 66 (Attuazione delle Direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti della organizzazione dell'orario di lavoro
Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo del 23.7.93
Accordo 17.7.03 per la definizione del Codice di autoregolamentazione sindacale dell'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali come modificato il 4.2.04 (in attesa di approvazione da parte della Commissione di garanzia)
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 7 maggio 2003 per i lavoratori addetti all'industria metalmeccanica privata e alla installazione di impianti con appendice di leggi e accordi.
In Roma, addì 7 maggio 2003 tra Federazione sindacale dell'industria metalmeccanica italiana (Federmeccanica) [...]; Associazione nazionale costruttori di impianti (Assistal) [...]; con l'assistenza della Confederazione generale dell'industria italiana (Confindustria) [...]; e Federazione Italiana Metalmeccanici (Fim) [...]; assistita dalla Segreteria della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl); Unione italiana lavoratori Metalmeccanici (Uilm) [...]; assistita dalla Segreteria della Unione Italiana del Lavoro (Uil); è stato stipulato il presente CCNL per le aziende metalmeccaniche private e di installazione impianti e i lavoratori dalle stesse dipendenti.
5) La contrattazione a livello aziendale riguarderà materie e istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli propri del CCNL e verrà pertanto svolta per le materie stabilite dalle specifiche clausole di rinvio del CCNL in conformità ai criteri e alle procedure ivi indicate.
6) La contrattazione aziendale è prevista, secondo quanto disposto dal Protocollo 23.7.93, nello spirito dell'attuale prassi negoziale con particolare riguardo alle piccole imprese.
7) In applicazione dell'Accordo interconfederale 20.12.93, sono titolari della negoziazione in sede aziendale, negli ambiti, per le materie e con le procedure e i criteri stabiliti dal presente contratto, le strutture territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti e le RSU costituite ai sensi dell'Accordo interconfederale 20.12.93 ovvero, per le aziende più complesse e secondo la prassi esistente, le Organizzazioni sindacali nazionali e le RSU. Le Aziende sono assistite e rappresentate dalle Associazioni industriali territoriali cui sono iscritte o conferiscono mandato.
8) Il presente CCNL da valere in tutto il territorio nazionale per gli stabilimenti industriali specificati come appresso e i lavoratori dagli stessi dipendenti è stato stipulato sulla base di questa premessa, che ne costituisce parte integrante.
(A) agli stabilimenti appartenenti al settore metalmeccanico nei quali la lavorazione del metallo abbia una presenza esclusiva, prevalente o quantitativamente rilevante;
(B) agli stabilimenti, alle unità produttive e di servizio tradizionalmente considerati affini ai metalmeccanici;
(C) alle unità produttive e di servizio che abbiano con il settore metalmeccanico interconnessioni di significativa rilevanza.
- la produzione di metalli non ferrosi (alluminio, magnesio, rame, piombo, zinco, argento e altri);
- la fusione di rame, alluminio, magnesio, nichel, piombo, zinco e altri metalli non ferrosi e loro leghe (bronzo, ottone, etc.);
- la fusione di acciaio in getti, sempreché lo stabilimento non proceda alla produzione dell'acciaio relativo;
▪ navi da carico, da passeggeri e da guerra, galleggianti, pontoni e chiatte;
▪ materiale mobile e fisso per ferrovie, filovie, tramvie, teleferiche e funivie;
▪ automobili, autobus, autocarri, rimorchi, carrozzerie e loro parti staccate;
▪ motocicli, motofurgoncini, carrozzerie relative, biciclette e loro parti e affini;
▪ aeromobili, veicoli spaziali e loro parti;
▪ l'alaggio, l'allestimento, il recupero, la riparazione e demolizione di navi e loro parti;
▪ l'esercizio di bacini di carenaggio;
▪ la produzione di carpenteria, infissi, serrande, mobili, casseforti e simili e arredi metallici;
▪ attività di lavorazione, confezione, fornitura del ferro tondo per cemento armato e della sua posa in opera;
▪ vasellame, stoviglie, posate, coltelleria e affini, utensili e apparecchi da cucina;
▪ articoli vari, ferramenta e minuterie metalliche;
▪ bullonerie, viterie, chiodi, broccame, molle;
▪ reti e tele metalliche, tubi flessibili, fili, corde, funi e trecce metalliche, catene;
▪ strumenti musicali metallici;
▪ oggetti in ferro battuto;
▪ scatolame e imballaggi metallici;
▪ motrici idrauliche a vapore e a combustione interna, loro parti staccate e accessori caratteristici;
▪ organi di trasmissione e cuscinetti a sfere;
▪ impianti e apparecchi di sollevamento e trasporto;
▪ macchine e apparecchi per la generazione, trasformazione, misura e utilizzazione dell'energia;
▪ apparecchi e complessi per telegrafia, elettroacustica, radiotelefonia, radiotelegrafia, registrazione e amplificazione sonora e televisione;
▪ produzione di apparecchi e complessi per telefonia e per telecomunicazioni, gestione di reti e di servizi di telefonia;
▪ apparecchi per la generazione e utilizzazione dell'energia termica per uso industriale, domestico e medicale;
▪ apparecchi per illuminazione e segnalazioni luminose con energia elettrica o di altra natura;
▪ apparecchi, utensili e strumenti per la medicina, chirurgia, ortopedia o odontoiatria;
▪ macchine e apparecchi per scavi, perforazione, trivellazione di terreni, rocce, etc.; per il trattamento meccanico di minerali e pietre; per la lavorazione di marmi e pietre e per la fabbricazione di laterizi, conglomerati, ceramiche, grès e affini;
▪ macchine e apparecchi per cantieri edili e stradali;
▪ macchine operatrici e relativi accessori per la lavorazione dei metalli, del legno, del sughero e di materie sintetiche (resine); macchine, apparecchi e accessori per fabbricare carta, cartoni, per cartotecnica, legatoria, stampa;
▪ macchine, apparecchi e accessori per l'industria tessile dell'abbigliamento;
▪ macchine e apparecchi per l'agricoltura e per le industrie agricole, alimentari, olearie, enologiche e del freddo; macchine e apparecchi per industrie chimiche e della gomma;
▪ utensili per macchine operatrici; strumenti di officina;
▪ utensili e attrezzi per arti e mestieri, ferri da taglio e armi bianche;
▪ pompe, compressori, macchine pneumatiche, ventilatori, aspiratori, macchine e apparecchi affini, organi di chiusura e di regolazione per condotte di vapore e di fluidi in genere;
▪ apparecchi e attrezzature per impianti igienico- sanitari e di riscaldamento;
▪ macchine e apparecchi per disinfezione, condizionamento di aria, lavanderia e stireria;
▪ macchine e impianti per posta pneumatica e distributori automatici;
▪ armi e materiale per uso bellico e da caccia e sportivo;
▪ macchine e apparecchi per lavorazioni e produzioni di meccanica varia e di meccanica affine, come: macchine e apparecchi per la prova, misura e controllo; apparecchi geofisici e topografici; macchine fotografiche, cinematografiche e di riproduzione, macchine da scrivere, calcolatrici, contabili, affrancatrici e simili; lavorazioni ottiche in genere;
▪ orologi in genere;
▪ modelli meccanici per fonderia;
- l'industria della installazione, manutenzione e gestione di impianti industriali, di impianti e di complessi meccanici, idraulici, termici, elettrici, telefonici, di reti telefoniche ed elettriche, di sollevamento ed ecologici, ivi compresa l'installazione di impianti e di apparecchiature di segnalamento e di segnaletica stradale;
- la produzione, l'implementazione e la manutenzione di hardware e software informatici;
- la produzione di componentistica microelettronica, nonché di parti staccate che utilizzano tale componentistica;
- la fornitura di servizi generali, logistici e tecnologici alle imprese;
(a) ghisa di prima fusione
(b) acciaio anche se colato in getti
(c) ferroleghe
(d) semiprodotti (blumi, billette, bidoni, grossi e medi fucinati)
(e) laminati e trafilati con processo iniziale a caldo
(f) tubi laminati e trafilati con processo iniziale a caldo
(g) latta
Le Parti concordano che con la definizione di fucinatura siderurgica grossa e media che inizia dal lingotto o dal blumo, di cui alla voce d), comma D), non hanno inteso ampliare il concetto tradizionale di attività siderurgica, né hanno inteso restringerlo con la dizione di ghisa di prima fusione di cui alla voce a), stesso comma.
- autoavio
- elettromeccanico ed elettronico
- fonderie di seconda fusione
- cantieristico
comprende gli stabilimenti siderurgici che agli effetti del contratto sono quelli per la produzione di:
Autoavio:
in tale settore sono compresi gli stabilimenti addetti alla costruzione in serie delle autovetture e autocarri nel loro totale complesso e degli aeromobili, nonché quelli addetti alla costruzione in serie di carrozzerie con esclusione delle aziende che esercitano la loro attività nella costruzione di parti, accessori e simili e nella riparazione di autovetture, autocarri e carrozzerie. Sono compresi nel settore autoavio gli stabilimenti che producono trattori agricoli che appartengono alle aziende inquadrate nello stesso settore in quanto producono autoveicoli.
Elettromeccanico ed elettronico:
elettromeccanici sono gli stabilimenti fabbricanti esclusivamente o prevalentemente prodotti complessi che utilizzino elettricità e nei quali la parte elettrica sia tipica e di importanza fondamentale.
- macchine elettriche, nel senso tradizionale dell'espressione;
- elettrodomestici (fabbricazione completa e in grandi serie).
Meccanica generale:
vi appartengono gli stabilimenti che svolgono tutte le altre attività indicate nel campo di applicazione del contratto.
Fonderie di seconda fusione:
comprende gli stabilimenti che effettuano:
- fusione di ghisa in getti
- fusione di acciaio in getti
Cantieristico:
appartengono a tale settore gli stabilimenti che svolgono la loro attività nella costruzione, riparazione e demolizione di navi, nonché nell'esercizio di bacini di carenaggio.
In ciascuno stabilimento si considera prevalente l'attività alla quale è addetto il maggior numero di dipendenti e saranno applicate le norme di un solo settore in base al detto criterio di prevalenza; nel caso di più di 2 attività la prevalenza è determinata dalla maggioranza relativa dei lavoratori addetti.
Nel caso in cui in un'azienda sono esplicate 2 o più attività, tutte inquadrate nel contratto meccanici, al personale addetto alla Direzione generale e alle Filiali, con esclusione dei negozi, si applicheranno le norme di settore dell'attività alla quale è addetto il maggior numero di lavoratori.
Le Parti confermano che le aziende che svolgono attività di costruzione, ampliamento ed estensione di linee telefoniche ed elettriche, secondo i principi generali e la comune esperienza, svolgono un'attività che appartiene tradizionalmente al settore meccanico come definito nel campo di applicazione del presente CCNL per l'industria metalmeccanica e della installazione degli impianti.
Le Parti convengono di costituire, entro il 30.9.03, un Gruppo di lavoro paritetico con il compito di individuare comparti omogenei per caratteristiche organizzative, tecnologiche e di mercato tali da giustificare la definizione di discipline specifiche nell'ambito del presente contratto.
Le parti stipulanti, intendendo consolidare e dare ulteriore sviluppo alla scelta del metodo partecipativo contenuta nella Premessa al contratto, individuano lo strumento più idoneo a questo fine in un sistema di Osservatori congiunti paritetici.
Gli Osservatori, articolati per aree tematiche, costituiranno una sede di analisi, verifica e confronto sistematici sui temi di rilevante interesse reciproco così come definiti nella presente Sezione I.
Essi si potranno avvalere, per lo svolgimento dei propri compiti, del contributo di esperti ovvero di strutture professionali esterne scelti di comune accordo.
Le attività, i dati e le informazioni prodotte dal sistema degli Osservatori confluiranno, costituendone parte integrante, nella "Banca dati del settore metalmeccanico" gestita dall'Osservatorio nazionale, che rappresenterà una base documentale comune e condivisa, utile all'attività delle Parti. I contenuti della "Banca dati" potranno essere diffusi anche attraverso l'utilizzazione di strumenti telematici e con la realizzazione di un apposito sito Internet.
Gli Osservatori potranno realizzare specifiche iniziative di approfondimento, studio e ricerca su materie e argomenti individuati di comune accordo tra le Parti e, qualora sia stata acquisita una posizione comune sui risultati delle iniziative medesime, sarà predisposto un rapporto finale congiunto che potrà essere sottoposto all'attenzione degli Enti e delle Istituzioni pubbliche competenti. In ogni caso verrà pubblicato, di norma annualmente, un "Rapporto sull'industria metalmeccanica" a cura dell'Osservatorio nazionale.
Le iniziative di studio, ricerche e indagini promosse congiuntamente potranno essere avviate esclusivamente dopo accordo preventivo fra le Parti riguardante l'ammontare dei costi, valutando anche la possibilità di utilizzare i finanziamenti nazionali e comunitari disponibili, e la relativa suddivisione a carico di ciascuna di esse.
Entro 6 mesi dalla stipula del presente CCNL le Parti definiranno in apposito incontro le modalità costitutive e operative per un corretto funzionamento dell'Osservatorio.
(a) la struttura dell'industria metalmeccanica: numero dipendenti suddivisi per sesso e per categoria di inquadramento, numero imprese suddivise per classi dimensionali, facendo anche ricorso alle principali istituzioni statistiche;
(b) gli andamenti produttivi e altri indicatori economici rilevanti, congiunturali e di lungo periodo, anche disaggregati per i principali comparti che compongono il settore metalmeccanico;
(c) l'andamento dell'occupazione, nonché delle assunzioni e delle cessazioni del rapporto di lavoro nel settore, disaggregato per tipologia di rapporto di lavoro, per donne- uomini e livelli di inquadramento con particolare riferimento ai lavoratori extracomunitari, suddivisi per aree di provenienza, e ai soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria;
(d) l'andamento dei salari di fatto, disaggregato per donne- uomini e livelli di inquadramento, con indicazione disaggregata delle quantità retributive, le caratteristiche delle quali saranno individuate dalle Parti in apposito incontro;
(e) l'andamento degli orari di fatto, disaggregato per donne, uomini, impiegati e operai e per i diversi regimi di turno esistenti, con indicazione delle ore di lavoro prestate oltre l'orario ordinario e della misura delle ore per le quali vi è stato l'intervento della CIG;
(i) i dati relativi alla costituzione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e alle iniziative formative realizzate.
Quest'area tematica sarà dedicata all'approfondimento dei temi connessi allo sviluppo del settore metalmeccanico e alle misure di politica industriale che possono favorirlo. In tale contesto, con particolare riferimento alla situazione del Mezzogiorno e delle altre aree a più alta tensione occupazionale, nonché alla realtà delle piccole imprese, saranno presi in considerazione:
(a) gli andamenti e le tendenze qualitative e quantitative degli investimenti nel settore e loro localizzazione;
(b) la qualità e l'utilizzazione nel settore degli incentivi di legge per gli investimenti industriali distinti per finalità, anche in raccordo con i dati provenienti da fonti istituzionali (Banca d'Italia, Cnel, Istat, Ministeri, etc.) ;
(c) le tendenze e l'evoluzione dell'innovazione tecnologica nel settore e le politiche e gli investimenti di ricerca e sviluppo;
(d) quantità e qualità dei processi di internazionalizzazione del settore con particolare riferimento agli investimenti diretti di imprese italiane all'estero e di imprese estere in Italia.
Saranno condotti approfondimenti specifici, su richiesta di una delle Parti, utilizzando anche dati aziendali aggregati forniti da Federmeccanica, con riferimento ai seguenti sottosettori:
(1) siderurgia;
(2) fonderie di seconda fusione e metallurgia non ferrosa;
(3) mezzi di trasporto su gomma e su rotaia;
(4) navalmeccanica;
(5) aeronautica, avionica, aerospaziale e industria della Difesa;
(6) macchine utensili e produzione di macchine in genere;
(7) impianti industriali, montaggi e carpenteria, installazione di impianti e reti telefoniche ed elettriche;
(8) elettromeccanica;
(9) elettrodomestici ed elettronica civile;
(10) elettronica, informatica e telecomunicazioni;
(11) meccanica generale.
Sulla base delle analisi sviluppate nell'Osservatorio, le Parti si attiveranno per promuovere condizioni generali che favoriscano nuovi insediamenti produttivi nelle aree ad alta disoccupazione.
(a) l'andamento delle modifiche degli assetti societari comportanti trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 cc;
(b) le modifiche della struttura organizzativa d'impresa attuata mediante cessione di rami d'azienda;
(c) le modifiche della struttura organizzativa d'impresa attuata mediante cessione di aree, uffici, reparti aziendali con connesso affidamento in appalto delle funzioni da questi precedentemente svolte.
La presente area tematica, considerata l'importanza che il Premio di risultato assume nell'assetto dell'attuale sistema di contrattazione, nonché per lo sviluppo di nuove relazioni industriali, sarà dedicata alla analisi e all'approfondimento degli accordi stipulati nelle aziende metalmeccaniche.
(b) i principali aspetti del processo di contrattazione e gli effetti sul sistema di relazioni sindacali in azienda;
La presente area tematica svolge i compiti di monitoraggio e analisi degli accordi posti in essere di cui alla Commissione paritetica nazionale prevista nell'art. 9, Disciplina generale, Sezione III.
La presente area tematica, allo scopo di promuovere sistemi di relazioni industriali di tipo partecipativo all'interno del settore, sarà dedicata al monitoraggio e all'esame delle esperienze più significative in materia realizzate sia in Italia che in Europa.
Inoltre, considerato che l'avvenuta unificazione monetaria incentiverà i Paesi europei all'adozione di pratiche sempre più omogenee al modello concertativo, particolare attenzione sarà dedicata allo stato e alla evoluzione del Dialogo sociale europeo.
Gli Osservatori si riuniranno di norma 2 volte all'anno (rispettivamente entro il 28 febbraio ed entro il 31 ottobre).
(a) la struttura dell'industria metalmeccanica: numero dipendenti suddivisi per sesso e per categoria di inquadramento, numero imprese suddivise per classi dimensionali;
(b) situazione e prospettive dell'industria metalmeccanica nel territorio;
(c) andamento dell'occupazione, nonché delle assunzioni e delle cessazioni del rapporto di lavoro, disaggregato per tipologia di rapporto di lavoro, con particolare riferimento alle categorie più deboli e ai lavoratori extracomunitari;
(d) relazioni sindacali nel settore;
(e) andamento degli orari di fatto;
(g) monitoraggio delle iniziative realizzate dalle aziende ai fini della tutela e del miglioramento delle condizioni ambientali interne ed esterne.
(a) andamento delle cessazioni di attività aziendali e dei nuovi insediamenti industriali e relativi riflessi occupazionali;
(b) evoluzione della struttura organizzativa aziendale con particolare riguardo ai processi di cessione di ramo d'azienda o di attività e funzioni;
(c) andamento e tipologia dei processi di decentramento, di appalto e di lavoro a domicilio disciplinato dalla legge 18.12.73 n. 877;
(d) individuazione e studio di eventuali sistemi integrati di imprese che configurino la presenza sul territorio di "distretti industriali".
Nelle aziende che occupano complessivamente più di 3.000 dipendenti, di cui almeno 1.000 dipendenti occupati nella medesima unità produttiva, saranno costituiti, su richiesta di una delle Parti, Osservatori paritetici formati da 3 a 6 rappresentanti dell'impresa e da un uguale numero di componenti in rappresentanza congiunta delle Organizzazioni sindacali, nazionali o territoriali, stipulanti il presente contratto e della RSU.
L'attività degli Osservatori si articola nelle seguenti aree tematiche:
3.2) Strategie industriali anche con riferimento a eventuali modifiche organizzative.
3.3) Andamento dell'occupazione con riferimento alle possibili tipologie di assunzione.
I partecipanti alle riunioni sono tenuti alla riservatezza sulle informazioni di carattere confidenziale e al rigoroso rispetto del segreto industriale su fatti e dati di cui vengono a conoscenza.
Gli Osservatori si riuniscono di norma annualmente. Sono fatti salvi gli eventuali accordi aziendali esistenti in materia.
- il mutamento di quadro nell'ambito istituzionale scolastico con particolare riferimento all'ampliamento dell'obbligo scolastico e alle conseguenti nuove prospettive di riqualificazione che si impongono obbligatoriamente alla formazione professionale;
- l'evoluzione del processo di decentramento territoriale determinato dalla legge 15.3.97 n. 59 e successive normative attuative, e la necessità di coglierne tempestivamente tutte le opportunità che, nelle sedi istituzionali competenti, potranno configurarsi.
Le parti stipulanti convengono di affidare alla Commissione nazionale per la formazione professionale e l'apprendistato, formata da 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti, oltre a quelli ad essa attribuiti dall'art. 5 del vigente CCNL per la disciplina dell'apprendistato, i seguenti compiti:
(b) individuare le specifiche esigenze formative del settore metalmeccanico e della installazione di impianti, utilizzando in particolare i risultati dell'indagine sui fabbisogni di professionalità di cui all'Accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese, nonché le indicazioni fornite dalle Commissioni territoriali di cui al successivo punto 4.2);
(c) promuovere presso i Ministeri competenti le iniziative idonee a sostenere le esigenze del settore metalmeccanico e della installazioni di impianti;
(d) predisporre linee guida di indirizzo e di orientamento alle Commissioni territoriali di cui al successivo punto 4.2);
(h) individuare modalità e strumenti diretti ad agevolare l'accesso dei lavoratori a tempo determinato ad opportunità di formazione adeguata, per aumentarne la qualificazione al fine di un ottimale impiego professionale.
Laddove non già costituite, le Associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno d'intesa con le analoghe istanze territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti la costituzione di Commissioni paritetiche sulla formazione professionale e l'apprendistato, formate da massimo 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti.
Le Commissioni paritetiche territoriali, oltre a quanto previsto dall'art. 5 del vigente CCNL per la disciplina dell'apprendistato, hanno il compito di:
(b) individuare congiuntamente le specifiche esigenze formative del settore metalmeccanico e della installazione di impianti, con riferimento all'evoluzione delle tecnologie impiegate, utilizzando sia i risultati forniti dalla rilevazione dei fabbisogni formativi effettuata dall'Organismo paritetico regionale di cui all'Accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese in collegamento con l'attività della Commissione nazionale di cui alla lett. b), punto 4.1), sia quelli emersi da ulteriori rilevazioni 'ad hoc' predisposte nel territorio, anche con riferimento ad iniziative di formazione continua eventualmente poste in essere dalle aziende;
(f) proporre e favorire adeguati interventi formativi a favore delle fasce deboli; in particolare sulla base delle informazioni di cui alla lett. c), punto 2.1) del precedente art. 2 le Parti verificheranno le possibili iniziative tendenti a recuperare al sistema lavorativo i soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria ai sensi di legge, proponendo agli Enti istituzionalmente competenti in collegamento con l'Organismo bilaterale regionale di cui all'Accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese, corsi di qualificazione che consentano di agevolare il reinserimento lavorativo di questi soggetti, tenendo conto dei fabbisogni di professionalità delle imprese quali emergeranno dalla indagine a ciò prevista dal citato Accordo Interconfederale e degli eventuali apporti propositivi forniti dalla Commissione nazionale di cui al precedente punto 4.1);
(g) promuovere d'intesa con le Commissioni di cui al punto 5.2) del successivo art. 5 idonee attività di formazione a favore delle donne in vista della piena attuazione degli obiettivi di parità previsti dalla legge 10.4.91 n. 125, nonché a favore delle lavoratrici in rientro dalla maternità;
(h) promuovere idonee attività di formazione a favore delle lavoratrici e dei lavoratori in rientro dal congedo per eventi e cause particolari di cui all'art. 33, Disciplina generale, Sezione III.
Le Commissioni paritetiche territoriali si riuniscono di norma trimestralmente o su richiesta di una delle Parti, presiedute a turno da un componente dei 2 gruppi che le hanno costituite, deliberano all'unanimità per l'attuazione dei compiti sopraindicati e annualmente riferiranno sull'attività svolta alla Commissione paritetica nazionale di cui al precedente punto 4.1) .
Nelle Aziende che occupano complessivamente più di 2.000 dipendenti, di cui almeno 350 occupati presso una stessa unità produttiva, sarà costituita, su richiesta di una delle Parti, una Commissione paritetica sulla formazione professionale, formata da non più di 6 componenti rispettivamente in rappresentanza della Direzione e in rappresentanza congiunta delle Organizzazioni sindacali, nazionali o territoriali, stipulanti il presente contratto e della RSU, con il compito di:
(c) segnalare i fabbisogni formativi, il numero dei lavoratori potenzialmente interessati, nonché ogni altra notizia ritenuta utile, alle Commissioni territoriali competenti.
In occasione degli incontri della Commissione sarà dato corso agli adempimenti di cui al punto 6.3), 2° capoverso, art. 6, Disciplina generale, Sezione I del presente CCNL.
Misure e modalità di finanziamento dell'Ente bilaterale nazionale, se necessario anche a carico dell'impresa, saranno successivamente definite in funzione dei contenuti del progetto.
Le Parti affidano alle Commissioni paritetiche disciplinate ai successivi punti 5.1) e 5.2) il compito di individuare iniziative dirette a promuovere presso le aziende comportamenti coerenti con i principi di parità di cui alla legge 9.12.77 n. 903, e alla legge 10.4.91 n. 125, e di pari opportunità nell'accesso al lavoro, nelle condizioni di impiego e nella formazione professionale.
Per la vigenza del presente CCNL viene confermata la "Commissione paritetica per le pari opportunità" costituita in sede nazionale e formata da 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti con lo scopo di svolgere attività di studio, ricerca e promozione sui principi di parità di cui alla legge 9.12.77 n. 903 e alla legge 10.4.91 n. 125, e di individuare gli eventuali ostacoli che non consentono una effettiva parità di opportunità tra donne e uomini nel lavoro, nonché le modalità per un loro superamento.
(1) studiando le caratteristiche del mercato del lavoro e l'andamento dell'occupazione femminile nel settore con riferimento alle diverse tipologie di rapporto di lavoro (contratti di formazione e lavoro, contratti part-time, etc.) e all'utilizzo degli strumenti legali per fronteggiare crisi, ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali, utilizzando i dati dell'Osservatorio nazionale;
(2) seguendo l'evoluzione della legislazione italiana ed estera in materia di pari opportunità nel lavoro anche in riferimento al programma di azione della Comunità europea 1991- 1995 e successivo e al programma di azione per l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali; con il compito di:
(d) raccogliere e segnalare alle Commissioni territoriali di cui al successivo punto 5.2) significative iniziative di azioni positive, in particolare quelle per la flessibilità d'orario di cui all'art. 9, legge 8.3.00 n. 53 e al Decreto interministeriale 15.5.01, adottate nelle aziende metalmeccaniche aderenti a Federmeccanica e Assistal con l'indicazione dei risultati che ne sono conseguiti;
(g) seguire l'attività delle Commissioni territoriali di cui al successivo punto 5.2) e trasmettere ogni utile informazione per lo svolgimento della loro attività.
La Commissione si riunisce di norma trimestralmente o su richiesta di una delle Parti, presieduta a turno da un componente dei 2 gruppi, delibera all'unanimità per l'attuazione dei compiti sopraindicati e annualmente riferisce sulla propria attività e su quella svolta dalle Commissioni di cui al successivo punto 5.2) , alle delegazioni che hanno stipulato il presente contratto.
Laddove non già costituite, le Associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno d'intesa con le analoghe istanze territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti la costituzione, a titolo sperimentale, di Commissioni paritetiche per le pari opportunità composte da 6 rappresentanti nominati dalla Associazione territoriale imprenditoriale e 6 rappresentanti nominati dalle istanze territoriali delle Organizzazioni sindacali stesse. Le Commissioni così costituite hanno il compito di svolgere, con specifico riferimento alla realtà locale e in collaborazione con gli Organismi territoriali di cui all'art. 2, attività di studio, ricerca e promozione sui principi di parità di cui alla legge 9.12.77 n. 903 e alla legge 10.4.91 n. 125, e di individuare gli eventuali ostacoli che non consentono una effettiva parità di opportunità tra donne e uomini nel lavoro, nonché le modalità per un loro superamento.
(d) valutare la possibilità di sperimentare iniziative di azioni positive, in particolare quelle sulla flessibilità d'orario di cui all'art. 9, legge 8.3.00 n. 53 e al Decreto interministeriale 15.5.01, anche su indicazione della Commissione nazionale ai sensi della lett. c), punto 5.1).
A tal fine, su richiesta congiunta degli interessati alle iniziative suddette e delle Commissioni paritetiche costituite in sede aziendale, la Commissione territoriale potrà costituire nel suo ambito un apposito gruppo di lavoro paritetico incaricato di seguirne l'attuazione in collaborazione con coloro i quali hanno effettuato la richiesta;
(e) considerare l'opportunità di effettuare nell'ambito territoriale ricerche o indagini sulla diffusione e le caratteristiche delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro al fine di promuovere, in collegamento con l'attività della Commissione nazionale di cui alla lett. f), punto 5.1), comportamenti coerenti con gli obiettivi di tutela della dignità degli uomini e delle donne nell'ambiente di lavoro.
Le Commissioni paritetiche territoriali si riuniscono di norma trimestralmente o su richiesta di una delle Parti, presiedute a turno da un componente dei 2 gruppi che le hanno costituite, deliberano all'unanimità per l'attuazione dei compiti sopraindicati e, dopo il 1° anno, riferiranno sull'attività svolta alla Commissione paritetica nazionale di cui al precedente punto 5.1).
Nelle aziende che occupano complessivamente più di 2.000 dipendenti, di cui almeno 350 occupati presso una stessa unità produttiva, sarà costituita, su richiesta di una delle Parti, una Commissione paritetica per le pari opportunità, formata da non più di 6 componenti rispettivamente in rappresentanza della Direzione e in rappresentanza congiunta delle Organizzazioni sindacali, nazionali o territoriali, stipulanti il presente contratto e della RSU.
- prevenire forme di molestie sessuali nei luoghi di lavoro.
L'eventuale realizzazione delle iniziative avverrà, come previsto alla lett. d), punto 5.2), in collaborazione con la Commissione territoriale.
(b) Esamina le eventuali controversie circa l'applicazione in azienda dei principi di parità di cui all'art. 4, commi 1) e 2), legge 10.4.91 n. 125, con l'obiettivo di promuovere una loro pacifica composizione, al fine di evitare il ricorso ad altre forme di tutela.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 200 dipendenti informeranno le RSU e tramite l'Associazione imprenditoriale di competenza i Sindacati provinciali di categoria intorno a sostanziali modifiche del sistema produttivo che investano in modo determinante le tecnologie fino allora adottate o l'organizzazione complessiva del lavoro, o il tipo di produzione in atto e influiscano complessivamente sull'occupazione.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 200 dipendenti informeranno preventivamente in apposito incontro le RSU e tramite l'Associazione imprenditoriale di competenza i Sindacati provinciali di categoria sugli spostamenti non temporanei nell'ambito dello stabilimento che interessino significative aliquote di lavoratori, nei casi in cui tali spostamenti non rientrino nelle necessità collegate alle normali esigenze tecniche, organizzative e produttive dell'attività aziendale, ivi comprese quelle delle aziende di installazione e di montaggio nell'ambito della loro peculiare attività.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 350 dipendenti forniranno annualmente alle RSU, su richiesta delle stesse, informazioni a consuntivo sui livelli occupazionali suddivisi per tipologia di rapporto di lavoro e previsioni sulle dinamiche occupazionali.
Di norma annualmente le aziende che occupano complessivamente più di 350 dipendenti renderanno ai Sindacati dei lavoratori congiuntamente alle RSU, su richiesta degli stessi e nel corso di un apposito incontro, convocato dalla Associazione territoriale imprenditoriale nella cui area di competenza si trova la Direzione generale dell'azienda interessata, informazioni sulle scelte e sulle previsioni dell'attività produttiva, sulle iniziative formative in programma, nonché sui programmi che comportino nuovi insediamenti industriali o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti. Nel corso di tale incontro i Sindacati verranno anche informati intorno alle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sull'occupazione, sulle condizioni ambientali ed ecologiche, nonché sui criteri di localizzazione. Verranno inoltre rese informazioni sugli interventi posti in essere per favorire il superamento e l'eliminazione delle "barriere architettoniche".
Le Direzioni delle unità produttive con più di 350 dipendenti renderanno ai Sindacati dei lavoratori congiuntamente alle RSU, nel corso dell'incontro qui disciplinato, informazioni riferite anche alle iniziative realizzate e/o all'attuazione dei progetti finalizzati alla tutela e al miglioramento dell'ambiente interno ed esterno. Inoltre saranno fornite informazioni specifiche sui temi attinenti la formazione professionale; in particolare la Direzione aziendale fornirà indicazioni preventive sulle politiche formative prescelte con riferimento alle diverse figure professionali interessate, nonché dati consuntivi riguardanti le tipologie dei corsi, il numero complessivo dei dipendenti coinvolti e delle giornate di formazione dell'anno precedente.
Premesso che le disposizioni di questo punto non riguardano le ricorrenti modifiche dell'organizzazione del lavoro e dei mezzi di produzione che attengono al normale miglioramento dei risultati dell'attività imprenditoriale e fatte salve le procedure di informazione previste dall'Accordo interconfederale sui licenziamenti collettivi e dalla legge 20.5.75 n. 164, in materia di applicazione della CIG ordinaria e straordinaria, di norma annualmente entro il 1° quadrimestre, o su richiesta delle Organizzazioni sindacali provinciali, le Direzioni delle unità produttive con più di 500 dipendenti forniranno informazioni alle RSU e tramite l'Associazione territoriale imprenditoriale di competenza alle Organizzazioni provinciali dei sindacati stipulanti, in presenza della definizione di programmi di sostanziale modifica delle tecnologie di processo fino ad allora adottate che abbiano rilevanti conseguenze sulla organizzazione del lavoro, sulle condizioni prestative e sull'occupazione.
In apertura degli incontri previsti in questo art. 6 la Direzione della unità produttiva comunicherà volta a volta agli Organismi interessati se le informazioni che verranno trasmesse abbiano la caratteristica di segreto industriale prevista per l'applicazione dell'art. 623 cp
Di norma annualmente le aziende che occupano più di 200 dipendenti renderanno ai Sindacati provinciali di categoria congiuntamente alle RSU, su richiesta degli stessi nel corso di un apposito incontro convocato dalla Associazione imprenditoriale nella cui area di competenza si trova la Direzione dell'azienda interessata, informazioni intorno alle caratteristiche generali del decentramento produttivo avente carattere permanente e/o ricorrente, nonché riguardo alla articolazione per tipologie dell'attività decentrata e alla sua localizzazione indicata per grandi aree territoriali.
Nei contratti relativi al decentramento produttivo avente le caratteristiche di cui al comma precedente le aziende committenti chiederanno alle aziende esecutrici di dichiarare l'osservanza delle norme contrattuali del settore merceologico cui esse appartengono e di quelle relative alla tutela del lavoro.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 150 dipendenti informeranno in apposito incontro le RSU e tramite l'Associazione territoriale di competenza i Sindacati provinciali di categoria sulle operazioni di scorporo e di decentramento permanente al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell'attività produttiva in atto qualora esse influiscano complessivamente sull'occupazione: in questi casi l'informazione riguarderà l'articolazione per tipologie dell'attività decentrata, la localizzazione del decentramento indicata per grandi aree territoriali, nonché la consistenza quantitativa dell'attività da decentrare.
Le Direzioni delle unità produttive con più di 350 dipendenti forniranno alle RSU e, tramite l'Associazione territoriale di competenza, ai Sindacati provinciali di categoria, informazioni preventive rispetto alla fase di realizzazione di decisioni assunte relativamente a rilevanti processi di esternalizzazione comportanti conseguenze sui livelli occupazionali o sulle modalità di effettuazione della prestazione.
Fatta salva la disciplina prevista dalla legge 18.12.73 n. 877, entro 3 mesi dalla stipulazione del presente contratto le Associazioni territoriali imprenditoriali di competenza trasmetteranno al Sindacato provinciale di categoria un elenco delle aziende metalmeccaniche associate che si avvalgono di prestazioni di lavoro subordinato a domicilio. Ogni 6 mesi la stessa Associazione territoriale imprenditoriale di competenza trasmetterà le eventuali variazioni del suddetto elenco.
L'azienda tramite la RSU comunicherà ai Sindacati provinciali di categoria, gli Statuti o regolamenti delle istituzioni aziendali di carattere sociale, ove tali Statuti o regolamenti esistano.
4). Le Parti si danno reciprocamente atto che le funzioni attribuite per legge e/o per contratto alle RSA vengono esercitate dalle RSU. Le stesse risultano pertanto titolari di tutti i relativi diritti, poteri e tutele. Le parti stipulanti si incontreranno per armonizzare e adeguare le normative contrattuali con eventuali interventi legislativi in materia.
L'esercizio del diritto di assemblea di cui all'art. 20, legge n. 300 del 20.5.70 avrà corso nel rispetto delle seguenti modalità:
(5) lo svolgimento delle riunioni durante l'orario di lavoro dovrà aver luogo comunque con modalità che tengano conto dell'esigenza di garantire la sicurezza delle persone e la salvaguardia degli impianti.
Analogo diritto di assemblea viene riconosciuto anche nelle unità produttive con almeno 10 dipendenti nel limite massimo di 8 ore annue retribuite, salvo che non ricorra l'ipotesi di cui al comma 2), art. 35, legge 20.5.70 n. 300.
Il diritto di affissione viene regolato dall'art. 25, legge n. 300 del 20.5.70.
Inoltre, una volta all'anno, anche per il tramite dell'Associazione imprenditoriale alla quale aderisce o conferisce mandato, l'Azienda utilizzatrice fornisce alla RSU o, in mancanza, alle strutture territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente contratto, il numero e i motivi dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.
Secondo quanto disposto dall'art. 7, comma 2), legge n. 196/97, ai prestatori di lavoro temporaneo è riconosciuto il diritto a partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.
Le aziende considereranno con la maggiore attenzione, nell'ambito delle proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell'inserimento degli invalidi e degli handicappati nelle proprie strutture, in funzione della capacità lavorativa e del conseguente sviluppo professionale delle varie categorie degli stessi, anche su segnalazione e partecipazione delle RSU.
Per quanto riguarda l'adeguatezza delle condizioni di lavoro alle capacità lavorative di questa speciale categoria di invalidi, le parti stipulanti, in considerazione del problema sociale che essi rappresentano, dichiarano che si adopereranno congiuntamente per la realizzazione delle iniziative e dei provvedimenti necessari per dare attuazione ai "sistemi di lavoro protetto" di cui all'art. 25, legge 30.3.71 n. 118. In tale spirito convengono di intervenire congiuntamente presso i competenti Ministeri del lavoro e della sanità, affinché il problema venga considerato e affrontato con la maggiore sensibilità.
Inoltre in sede territoriale le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni sindacali promuoveranno congiuntamente opportune iniziative di studio per esaminare le problematiche concernenti le "barriere architettoniche" nei luoghi di lavoro al fine di favorirne il superamento compatibilmente con le esigenze impiantistiche e/o tecnico- organizzative, anche attivando idonee iniziative per accedere a fonti di finanziamento previste dalle leggi vigenti.
Nella stessa sede le Parti potranno promuovere congiuntamente iniziative di studio e di ricerca finalizzate ad offrire alle aziende interessate sostegni di natura tecnico- organizzativa per favorire il proficuo inserimento lavorativo delle persone soggette al collocamento obbligatorio.
Specifiche informazioni intorno agli interventi eseguiti - anche in esito alle suddette iniziative congiunte - per favorire il superamento e l'eliminazione delle "barriere architettoniche", verranno rese in sede aziendale così come previsto dal punto 6.3), art. 6, Disciplina generale, Sezione I.
Le successive sperimentazioni, in aree da individuare a livello aziendale, potranno svilupparsi ove si realizzino con continuità la rispondenza dei risultati ai valori di efficienza produttiva e qualitativa previsti e l'impegno dei lavoratori alle modificazioni che riguardano la loro prestazione.
L'informativa sugli studi e sulle sperimentazioni sarà materia di un incontro congiunto tra le Parti su richiesta anche di una di esse.
- corsi di addestramento e di formazione professionale
- ricomposizione e arricchimento delle mansioni
- rotazione su diverse posizioni di lavoro
Le possibilità di realizzazione delle suddette iniziative di sviluppo delle capacità professionali dei lavoratori e i loro criteri informatori e applicativi saranno, a richiesta, oggetto di esame con le RSU.
Le parti stipulanti, nel convenire che l'attuale sistema di inquadramento professionale risalente al 1973 può essere utilmente modificato tenendo nella dovuta considerazione i rilevanti cambiamenti organizzativi e tecnologici intervenuti nel corso degli ultimi decenni nelle aziende metal meccaniche che influiscono sulle modalità della prestazione dei lavoratori, concordano di istituire un Gruppo di lavoro composto da 9 componenti per ciascuna Parte, che può essere integrato con equivalente numero di esperti, cui è attribuito il compito di sottoporre alla decisione finale delle parti stipulanti una proposta modificativa della attuale disciplina contrattuale in materia.
Il Gruppo di lavoro sarà insediato entro settembre 2003 e dovrà presentare le proprie proposte in tempo utile per consentire alle parti stipulanti di assumere una decisione non oltre il 30.6.06 in modo tale da rendere operativo il reinquadramento concordato del personale in forza secondo la nuova disciplina entro gennaio 2007.
Una prima verifica sull'attività svolta dal Gruppo di lavoro sarà compiuta dalle parti stipulanti nel dicembre 2004; in tale occasione, qualora le Parti fossero nelle condizioni di valutare positivamente il lavoro svolto potranno consolidarne i risultati.
Il Gruppo di lavoro dovrà, tra le altre ipotesi che potranno essere proposte e analizzate, valutare e dare consistenza tecnico/operativa a una ipotesi di inquadramento fondata su un sistema articolato su "fasce professionali omogenee" a loro volta suddivise in "gradienti di professionalità".
Il Gruppo di lavoro dovrà formulare una proposta che, tenendo nella dovuta considerazione le attuali declaratorie, le modifichi e le integri, con nuovi e diversi criteri di valutazione della professionalità che tengano conto del "nuovo modo di lavorare" e delle sottostanti caratteristiche.
Le Parti convengono fin d'ora che, quale che sia il nuovo sistema scelto, il reinquadramento dei dipendenti dovrà essere attuato senza perdite né vantaggi per le aziende e per i lavoratori e, a tal fine, le Parti si danno atto che in fase di prima applicazione ciascun lavoratore dovrà conservare il parametro retributivo precedente (una eccezione potrà essere fatta per l'area Quadri ma in tale caso dovranno essere previsti assorbimenti).
A decorrere dal febbraio 2007 si avvierà la seconda fase, dedicata alla implementazione aziendale del sistema. A tale fine, il Gruppo di lavoro avrà il compito di definire un "Manuale del sistema di inquadramento" quale supporto alla definizione delle figure professionali presenti in azienda e alla loro classificazione all'interno del nuovo sistema di inquadramento.
Detto Manuale conterrà, inoltre, linee guida per la contrattazione aziendale di eventuali integrazioni dello schema predisposto a livello nazionale.
Il Manuale comprenderà, infine, anche un "menù" di soluzioni "chiavi in mano", direttamente applicabili in azienda, definite in funzione di diverse tipologie aziendali e/o di comparto, tra le quali le imprese potranno scegliere quella a loro più confacente.
La durata massima settimanale del lavoro ordinario rimane confermata in 40 ore. Essa può essere computata anche come durata media in un periodo non superiore ai 12 mesi nei casi previsti al comma successivo e nel paragrafo relativo all'orario plurisettimanale, salvi gli accordi aziendali in materia. Ferme restando le disposizioni contrattuali, ai soli fini legali i limiti del lavoro ordinario rimangono fissati nei termini e secondo le modalità previsti dalle vigenti disposizioni di legge.
Con decorrenza 1.7.78 tutti i lavoratori addetti a turni avvicendati beneficiano di mezzora retribuita per la refezione nelle ore di presenza in azienda. Da tale disciplina sono esclusi i lavoratori a turni avvicendati, i quali già usufruiscano nell'ambito delle 8 ore di presenza di pause retribuite complessivamente non inferiori a 30 minuti che consentano il consumo dei pasti, ad eccezione di quelle che siano state esplicitamente concesse ad altro titolo.
Quando non sia possibile addivenire alla tempestiva sostituzione e le mansioni del lavoratore siano tali che dalla sua assenza possa derivare pregiudizio alla produzione o al lavoro di altri lavoratori, il termine di cui innanzi potrà essere eccezionalmente prolungato per tutta la durata del turno così iniziato. Queste prolungate prestazioni, per le ore che eccedono l'orario giornaliero determinato in applicazione del comma 3), saranno considerate straordinarie e come tali retribuite.
Il lavoratore che in via eccezionale abbia prolungato la sua prestazione lavorativa per le 8 ore del turno successivo ha la facoltà di effettuare un riposo compensativo, non retribuito, di pari durata nella giornata seguente.
"Le Parti convengono, a titolo di flessibilità sulla stagionalità dei prodotti e per le attività di installazione e montaggio, sull'orario plurisettimanale, da realizzarsi anche per gruppi di lavoratori, la cui media è di 40 ore settimanali che viene definito nella sua quantità in 64 ore annue con un massimo di orario settimanale di 48 ore e con una durata minima di 32 ore o formule compensative equivalenti. Per i lavoratori addetti a turni, nel caso in cui l'orario normale di lavoro sia articolato dal lunedì al venerdì, la durata massima settimanale sarà di 48 ore con il vincolo di un solo turno lavorabile nella giornata del sabato, ovvero 46 ore con 2 turni lavorabili nella giornata del sabato.
Le Parti altresì concordano che, a livello aziendale, verranno convenute, tramite accordo, le modalità di attuazione oltreché i tempi di implementazione dell'orario settimanale di cui al presente punto con le RSU e le Organizzazioni sindacali territoriali.
I lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all'orario contrattuale settimanale normale sia nei periodi di superamento che in quelli di minore prestazione.
Le ore di intervento effettuato, ivi comprese quelle cosiddetto "da remoto", rientrano nel computo dell'orario di lavoro, salvo il riconoscimento di riposi compensativi, e saranno compensate con le maggiorazioni previste dal presente CCNL per il lavoro straordinario, notturno e festivo nelle sue varie articolazioni.
Allo scopo di far coincidere, per quanto possibile, il riposo settimanale con la domenica anche per coloro che lavorano a turni e affinché i turni abbiano uno svolgimento regolare, si conviene che l'orario di lavoro debba decorrere dal lunedì alla domenica compresa.
In caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, il lavoratore avrà diritto, per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto godere del riposo, alla maggiorazione stabilita - all'art. 8 e all'art. 7, Disciplina speciale, rispettivamente Parti I e III - per il lavoro festivo.
Particolari indennità devono essere fissate tra le Associazioni industriali e le Organizzazioni sindacali provinciali di categoria competenti per territorio per i lavoratori che esplichino la propria attività in alta montagna (oltre m. 1.500 di altezza) o nel sottosuolo o che vi siano trasferiti.
Ferme restando le possibilità di accordo diretto tra le Parti interessate per eventuali reclami nell'applicazione del presente contratto, le controversie individuali e collettive tra azienda e lavoratori saranno risolte possibilmente in prima istanza tra la Direzione e la RSU e, in difetto di accordo, dalle rispettive competenti Organizzazioni sindacali.
Le controversie collettive sull'applicazione del presente contratto saranno esaminate dalle competenti Organizzazioni sindacali territoriali aderenti rispettivamente alle Associazioni sindacali congiuntamente stipulanti e a Federmeccanica o Assistal - per i suoi associati - e, in caso di mancato accordo, a livello nazionale dalle Associazioni sindacali congiuntamente stipulanti e da Federmeccanica o - per i suoi associati - da Assistal.
I rapporti tra i lavoratori, a tutti i livelli di responsabilità nella organizzazione aziendale, saranno improntati a reciproca correttezza ed educazione.
Verranno evitati comportamenti importuni, offensivi e insistenti deliberatamente riferiti alla condizione sessuale che abbiano la conseguenza di determinare una situazione di rilevante disagio della persona cui essi sono rivolti, anche al fine di subordinare alla accettazione o al rifiuto di tali comportamenti, la modifica delle sue condizioni di lavoro.
Al fine di prevenire i suddetti comportamenti, le aziende adotteranno le iniziative proposte dalla Commissione nazionale per le pari opportunità ai sensi della lett. e), punto 5.1), art. 5, Disciplina generale, Sezione I.
Egli [il lavoratore] inoltre deve svolgere le mansioni affidategli con la dovuta diligenza, osservare le disposizioni del presente contratto, nonché quelle impartite dai superiori, avere cura dei locali e di tutto quanto è a lui affidato (mobili, attrezzi, macchinari, utensili, strumenti, etc.), rispondendo delle perdite, degli eventuali danni che siano imputabili a sua colpa o negligenza, nonché delle arbitrarie modifiche da lui apportate agli oggetti in questione.
Oltre che al presente CCNL i lavoratori devono uniformarsi, nell'ambito del rapporto di lavoro, a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione, purché tali norme non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti al lavoratore dal presente contratto e dagli altri accordi vigenti.
(a) [...] abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo oppure non giustifichi l'assenza entro il giorno successivo a quello dell'inizio dell'assenza stessa salvo il caso di impedimento giustificato;
(e) per disattenzione o negligenza guasti il materiale dello stabilimento o il materiale in lavorazione;
(f) venga trovato in stato di manifesta ubriachezza durante l'orario di lavoro;
(h) contravvenga al divieto di fumare, laddove questo esista e sia indicato con apposito cartello;
(i) esegua entro l'officina dell'azienda lavori di lieve entità per conto proprio o di terzi, fuori dell'orario di lavoro e senza sottrazione di materiale dell'azienda, con uso di attrezzature dell'azienda stessa;
(l) in altro modo trasgredisca l'osservanza del presente contratto o commetta qualsiasi mancanza che porti pregiudizio alla disciplina, alla morale, all'igiene e alla sicurezza dello stabilimento.
L'ammonizione verrà applicata per le mancanze di minore rilievo; la multa e la sospensione per quelle di maggiore rilievo.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina e alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggiore rilievo di quelle contemplate nell'art. 24, non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lett. B).
(a) insubordinazione ai superiori;
(b) sensibile danneggiamento colposo al materiale dello stabilimento o al materiale di lavorazione;
(c) esecuzione senza permesso di lavori nell'azienda per conto proprio o di terzi, di lieve entità senza impiego di materiale dell'azienda;
(d) rissa nello stabilimento fuori dei reparti di lavorazione;
(e) abbandono del posto di lavoro da parte del personale a cui siano specificatamente affidate mansioni di sorveglianza, custodia, controllo, fuori dei casi previsti al punto e) della seguente lett. B);
(h) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell'art. 24, quando siano stati comminati 2 provvedimenti di sospensione di cui all'art. 24, salvo quanto disposto dall'ultimo comma dell'art. 23.
(a) grave insubordinazione ai superiori;
(d) danneggiamento volontario al materiale dell'azienda o al materiale di lavorazione;
(e) abbandono del posto di lavoro da cui possa derivare pregiudizio alla incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti o comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
(f) fumare dove ciò può provocare pregiudizio alla incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti;
(g) esecuzione senza permesso di lavori nell'azienda per conto proprio o di terzi, di non lieve entità e/o con l'impiego di materiale del l'azienda;
(h) rissa nell'interno dei reparti di lavorazione.
Coerentemente con questo obiettivo, il datore di lavoro, i dirigenti e preposti, i lavoratori, il medico competente (ove previsto), il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, i RLS collaborano, nell'ambito delle rispettive funzioni e responsabilità per eliminare o ridurre progressivamente i rischi alla fonte e migliorare le condizioni dei luoghi di lavoro, ergonomiche e organizzative.
B) Il datore di lavoro all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, oltre ad osservare le misure generali di tutela per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori e tutte le prescrizioni di legge, è tenuto, consultando nei modi previsti dalle norme vigenti i RLS, ad organizzare in modo efficace il servizio di prevenzione e protezione, ad effettuare la valutazione dei rischi, ad informare e formare i lavoratori sui rischi specifici cui sono esposti.
- provvede affinché i lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta anticendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza siano adeguatamente formati consultando in merito alla organizzazione della formazione il RLS;
- in relazione alla natura dell'attività dell'unità produttiva deve valutare, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari;
- provvede affinché ciascun lavoratore, in occasione dell'assunzione, del trasferimento o cambiamento di mansioni e della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi, sia adeguatamente informato sui rischi e sulle misure di prevenzione e di protezione adottate e riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni. La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi ovvero alla insorgenza di nuovi rischi.
C) Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni od omissioni, conformemente alla sua formazione e alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
- non subire pregiudizio nel caso in cui adottino comportamenti atti ad evitare le conseguenze di un pericolo grave e immediato essendo nella impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico.
- il registro degli infortuni sul lavoro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno 1 giorno; nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro è tenuto conformemente al modello approvato con decreto del Ministero del lavoro ed è conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'Organo di vigilanza;
- la cartella sanitaria e di rischio individuale del lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, tenuta e aggiornata a cura del medico competente incaricato della sorveglianza sanitaria, con vincolo del segreto professionale e nel rispetto delle norme e procedure in materia di trattamento dei dati personali secondo quanto previsto dalla legge 31.12.96 n. 675. In tale cartella sono annotati i dati analitici riguardanti le visite mediche di assunzione e periodiche, visite di idoneità, nonché gli infortuni e le malattie professionali. Copia della cartella è consegnata al lavoratore al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, ovvero quando lo stesso ne faccia richiesta.
E) In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) secondo quanto previsto dall'Accordo interconfederale 22.6.95 in applicazione dell'art. 18, D.lgs. 19.9.94 n. 626.
Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo si rinvia a quanto disposto dalle vigenti disposizioni legislative e dall'Accordo interconfederale 22.6.95.
Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell'azienda stessa, nonché quelle di manutenzione ordinaria continuativa, ad eccezione di quelle che necessariamente devono essere svolte al di fuori dei normali turni di lavoro.
I contratti di appalto continuativi svolti in azienda - stipulati durante il periodo di vigenza del presente contratto - saranno limitati ai casi imposti da esigenze tecniche, organizzative, gestionali ed economiche che, su richiesta delle RSU, potranno formare oggetto di verifica con la Direzione.
In considerazione dell'avvenuta abrogazione della legge 23.10.60 n. 1369, stante la necessità di adeguare la disciplina contrattuale alle nuove disposizioni di legge, le Parti si incontreranno, una volta esaurita la fase negoziale di cui all'art. 86, comma 13), D.lgs. 10.9.03 n. 276, per definire, entro il 31.12.04, quanto previsto dall'art. 84 del medesimo decreto legislativo.
In caso di gravidanza e puerperio si applicano le norme di legge. In tal caso, alla lavoratrice assente, nei 2 mesi prima del parto e nei 3 mesi ad esso successivi sarà corrisposta l'intera retribuzione globale.
Gli accordi aziendali, secondo quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, hanno durata quadriennale e sono rinnovabili nel rispetto del principio della autonomia dei cicli negoziali al fine di evitare sovrapposizioni con i tempi di rinnovo del CCNL.
In coerenza con quanto previsto al punto 7) della Premessa al contratto, le richieste di rinnovo dell'accordo aziendale dovranno essere sottoscritte congiuntamente dalle strutture territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti e dalla RSU, ovvero per le aziende più complesse e secondo la prassi esistente, dalle Organizzazioni sindacali nazionali e dalla RSU, e presentate all'azienda e contestualmente all'associazione industriale territoriale cui l'azienda è iscritta o ha conferito mandato, in tempo utile al fine di consentire l'apertura delle trattative 2 mesi prima della scadenza dell'accordo. [...]
La presente Parte si applica ai lavoratori la cui prestazione non possiede i requisiti stabiliti per le prestazioni svolte dai lavoratori a cui si applicano le successive Parti II e III, Disciplina speciale.
Fermo restando quanto previsto dall'art. 4 è ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche o tra la Direzione e la RSU o anche, per casi individuali, fra le Parti interessate, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di 1 ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l'interruzione.
È considerato lavoro straordinario quello eseguito dopo l'orario giornaliero fissato in applicazione del comma 3), art. 5, Disciplina generale, Sezione III, salve le deroghe e le eccezioni di legge.
Fermi restando i limiti di cui sopra, e fatto salvo quanto previsto dal comma 4), art. 5, D.lgs. 8.4.03 n. 66, viene fissato un limite massimo complessivo di 200 ore annuali per ciascun lavoratore. Per le aziende fino a 200 dipendenti il limite massimo individuale annuo è fissato in 250 ore.
In ogni caso, per le attività di riparazione navale, aeronautica, nonché per le operazioni di varo e prove di collaudo a mare i limiti massimi annuali suddetti sono fissati in ore 250. Per l'attività di manutenzione, installazione e montaggi il limite massimo annuo è fissato in 260 ore.
Il lavoro notturno, ai fini retributivi, decorre dalle 12 ore successive all'inizio del turno del mattino; tuttavia non si considera notturno il lavoro compiuto dalle ore 6, nel limite di 1 ora giornaliera, per la predisposizione del funzionamento degli impianti.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nei giorni previsti dall'art. 7.
Negli altri casi in cui fosse richiesto tale prolungamento di prestazioni straordinarie nella giornata di sabato esso sarà concordato con la RSU e per esso sarà corrisposta una maggiorazione nella misura del 50% quando le prestazioni straordinarie superino le 2 ore.
Fermi restando i limiti massimi previsti di 200, 250 e 260 ore annuali di lavoro straordinario di cui ai commi 3) e 4) del presente articolo, la Direzione potrà disporre, dandone notizia ai lavoratori interessati con preavviso di 24 ore, salvi casi eccezionali di urgenza, prestazioni individuali di lavoro straordinario di produzione, esenti dalla informazione alla RSU di cui al precedente comma 6), per le prestazioni da eseguire oltre l'orario giornaliero normale di lavoro ed esenti dall'accordo con la RSU previsto dal comma precedente, per le prestazioni da eseguire nella giornata libera oltre la domenica e, di norma, nella giornata di sabato, nelle seguenti misure annue:
Ai fini dell'applicazione delle procedure di informazione o, a seconda dei casi, di accordo preventivo, per le prestazioni di lavoro straordinario eccedenti le "quote esenti" di cui sopra, la Direzione dell'unità produttiva comunicherà ogni quadrimestre alla RSU le ore di lavoro straordinario produttivo compiuto utilizzando le suddette "quote esenti" di straordinario.
- I lavoratori che dichiarano formalmente entro il mese successivo alla prestazione straordinaria di volere il riposo, potranno fruirlo secondo le modalità e quantità già previste per il "conto ore". Per le ore di straordinario che confluiscono nella Banca ore verrà corrisposta la maggiorazione onnicomprensiva pari al 50% di quella prevista per il lavoro straordinario nelle varie modalità di esplicazione, da computare sugli elementi utili al calcolo delle maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno e festivo.
(1) la scelta effettuata dal lavoratore circa l'accantonamento delle ore di straordinario in Banca ore riguarda l'insieme, non frazionabile, delle ore effettuate nel mese (eccedenti la franchigia annua);
(2) le ore accantonate nella Banca ore sono disponibili per il lavoratore alle condizioni previste dal contratto a decorrere dal mese successivo al loro accantonamento.
Nel caso di modificazione rilevante di taluno dei criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore l'Organizzazione sindacale dei lavoratori qualificata a ricevere le comunicazioni relative ai criteri di cui al precedente punto 5) potrà chiedere l'esame congiunto di cui al comma 1) al fine di accertare se si sia in presenza dell'introduzione di un nuovo sistema.
Le comunicazioni e gli esami congiunti di cui ai 2 precedenti commi si intendono estesi alle lavorazioni a catena tenendo conto delle diverse denominazioni proprie di tali lavorazioni.
7) Resta in facoltà del sindacato dei lavoratori di instaurare controversia collettiva quando sorga contestazione circa la rispondenza del sistema in atto e delle modificazioni di cui al punto 5), comma 3), alle norme di cui al presente articolo.
8) I lavoranti a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all'inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo o a prezzo), nonché di ogni elemento necessario per il computo dell'utile di cottimo stesso.
23) I reclami riguardanti l'applicazione delle norme del presente articolo e in particolare quelli relativi
(c) in caso di modifiche tecniche od organizzative nelle condizioni di esecuzione del lavoro, circa la rispondenza delle variazioni delle tariffe alle variazioni di tempo in più o in meno determinate dalle modifiche suddette;
(d) alle variazioni contingenti nelle condizioni di esecuzione del lavoro di cui al punto 15);
Nel caso in cui il lavoratore non ritenga soddisfacente l'esito, potrà avanzare reclamo scritto alla Direzione tramite la RSU perché venga esperito il tentativo di conciliazione.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove, per cause dovute a imprescindibili esigenze del lavoro della azienda e in via del tutto eccezionale il lavoratore non fruisca di giornate di ferie, non è ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con una indennità retributiva; di conseguenza, la relativa fruizione avrà luogo non appena possibile avuto riguardo alle esigenze tecnico-organizzative.
I lavoratori trattenuti oltre il normale orario per prestare la loro opera di assistenza o soccorso nel caso di infortunio di altri lavoratori devono essere retribuiti per il tempo trascorso a tale scopo nello stabilimento.
Il permesso di uscita dallo stabilimento deve essere richiesto dal lavoratore entro la prima mezzora di lavoro salvo casi eccezionali.
I) Si considerano rientranti fra detti lavoratori esclusivamente i seguenti: autisti, motoscafisti, infermieri, addetti alle cabine di produzione e di trasformazione dell'energia elettrica, addetti alla sorveglianza, al presidio e/o conduzione di apparecchiature e impianti (ad esempio di climatizzazione e del calore, distribuzione fluidi, linee e condotte di gas e acqua, segnaletica stradale e ferroviaria, allarme, etc.) anche con sporadici interventi di manutenzione, addetti al servizio estinzione incendi, fattorini, uscieri, inservienti, custodi, portinai, guardiani diurni e notturni.
Ove ciò eccezionalmente non possa avvenire e i restanti lavoratori della squadra provvedano a ripartirsi il lavoro dell'assente, la retribuzione globale di fatto che sarebbe spettata allo stesso verrà ripartita tra i lavoratori della squadra che hanno partecipato al lavoro in sostituzione del lavoratore assente.
L'eccezionale impossibilità di cui al comma 2) del presente articolo non può protrarsi, per lo stesso lavoratore, oltre il giorno di lavoro in cui si verifica l'assenza.
Considerato che l'obiettivo di una migliore utilizzazione degli impianti nell'intero settore siderurgico corrisponde agli intendimenti delle Parti, si stabilisce che, laddove le esigenze aziendali richiedano una più ampia utilizzazione, le Direzioni di stabilimento e le RSU si incontreranno per concordare le condizioni e le misure necessarie a perseguire l'obiettivo sopra ricordato.
La presente Parte si applica ai lavoratori la cui prestazione possiede i requisiti stabiliti dall'Accordo 31.10.73, allegato 2) al presente contratto.
Per quanto non contemplato nella presente regolamentazione si rinvia alle disposizioni normative della Disciplina speciale, Parte III del presente contratto, in quanto applicabili e senza pregiudizio dello stato giuridico dei lavoratori di cui alla presente Parte II.
La presente Parte si applica ai lavoratori la cui prestazione possiede i requisiti stabiliti dalla legge 18.3.26 n. 562, che detta le disposizioni relative al contratto di impiego privato.
È considerato lavoro straordinario quello eseguito dopo l'orario giornaliero fissato in applicazione del comma 3), art. 5, Disciplina generale, Sezione III, salve le deroghe e le eccezioni di legge. La qualificazione legale e i relativi adempimenti per il lavoro straordinario, rimangono nei termini fissati dalle vigenti disposizioni di legge.
Si considera lavoro notturno, ai fini retributivi, quello compreso fra le ore 21 e le 6 del mattino.
Nessun lavoratore di cui alla presente Parte III può rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere lavoro straordinario, notturno e festivo. Nell'ipotesi di distribuzione dell'orario settimanale in 5 giorni (dal lunedì al venerdì) sarà ammesso il prolungamento del lavoro straordinario, nella giornata del sabato, nei limiti della misura massima settimanale, oltre le 2 ore giornaliere, qualora ciò sia richiesto da esigenze di riparazione e manutenzione.
Fermi restando i limiti massimi previsti di 200, 250 e 260 ore annuali di lavoro straordinario di cui ai commi 4) e 5) del presente articolo, la Direzione potrà disporre, dandone notizia ai lavoratori interessati con preavviso di 24 ore, salvi casi eccezionali di urgenza, prestazioni individuali di lavoro straordinario di produzione, esenti dalla informazione alla RSU di cui al precedente comma 7), per le prestazioni da eseguire oltre l'orario giornaliero normale di lavoro ed esenti dall'accordo con la RSU previsto dal comma precedente, per le prestazioni da eseguire nella giornata libera oltre la domenica e, di norma, nella giornata di sabato, nelle seguenti misure annue:
Alle RSU, secondo l'art. 7, Disciplina speciale, Parte III, saranno fornite informazioni, in forma aggregata sul rapporto tra ore accantonate e le ore di straordinario effettuate extra franchigia.
Dichiarazioni comuni.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove, per cause dovute ad imprescindibili esigenze del lavoro dell'azienda e in via del tutto eccezionale, il lavoratore non fruisca di giornate di ferie di cui al comma 1), non è ammessa la sostituzione del godimento delle ferie medesime con una indennità retributiva; di conseguenza, la relativa fruizione avrà luogo non appena possibile avuto riguardo alle esigenze tecnico-organizzative.
Il presente testo contrattuale non contiene i seguenti allegati, i quali fanno comunque parte del CCNL 7.5.03 e sono riscontrabili nell'edizione del CCNL 5.7.94:
- allegato 4): lettera inviata alle parti dal Ministro 'pro tempore' del lavoro e della previdenza sociale in occasione della stipulazione del CCNL 8.1.70;
- allegato 5): lettera tra le Parti;
- allegato 6);
- allegato 7): dichiarazione congiunta in relazione al "Sistema di informazioni sulla situazione dell'industria metalmeccanica";
- allegato 9): Protocollo d'intesa per l'attuazione del comma 7), art. 29, Disciplina generale, Sezione III;
- dichiarazione comune: regolamentazione contrattuale viaggiatori e piazzisti.
Le parti stipulanti si danno reciprocamente atto che la seguente disciplina dell'apprendistato dà concreta attuazione a quanto concordato nella Nota di Intenti di cui al CCNL per la disciplina dell'apprendistato nell'industria metalmeccanica e nella installazione di impianti del 5.7.94, e trova fondamento in quanto definito dall'Accordo sul lavoro 24.9.96, recepito dalla legge 24.6.97 n. 196, "Norme in materia di promozione dell'occupazione" e che il presupposto per l'attuazione di tale disciplina è costituito dalla definizione di un quadro normativo che garantisca il finanziamento degli oneri relativi all'attività di formazione.
Possono essere assunti come apprendisti giovani di età non inferiore ai 16 anni, salvo le deroghe consentite dalla legge, e non superiore ai 24 anni ovvero ai 26 nelle aree di cui agli Obiettivi 1 e 2, Regolamento CEE n. 2081/93 del 20.7.93 e successive modificazioni. I limiti di età sono elevati di 2 anni qualora l'apprendista sia portatore di handicap.
L'apprendista non potrà essere adibito a lavorazioni retribuite a cottimo o ad incentivo, né a lavori di manovalanza o di produzioni in serie anche se svolte su linee a catena o di montaggio semplice quando le mansioni siano caratterizzate da attività brevi, semplici e ripetitive per abilitarsi alle quali occorra un breve periodo di pratica e conoscenze di tipo elementare e comunque non siano ricomprendibili nella declaratoria relativa alla 3a categoria.
1) La presente disciplina dell'apprendistato decorre dall'1.9.97 e si applica ai contratti stipulati successivamente a tale data, ferma restando l'immediata operatività della Commissione nazionale e l'immediata attivazione delle Commissioni paritetiche territoriali di cui al seguente art. 5, per lo svolgimento dell'attività propedeutica all'avvio di tale nuova disciplina.
2) Le Parti si impegnano a incontrarsi entro 2 mesi dall'approvazione della legge sul riordino della formazione professionale, per armonizzare la disciplina contrattuale con le nuove norme legislative.
Art. 4 - Formazione teorico- pratica e insegnamento pratico.
Per completare l'addestramento dell'apprendista sono previste 160 ore retribuite in ragione di anno destinate alla formazione teorico-pratica e 40 ore retribuite in ragione di anno destinate all'insegnamento pratico, computate nell'orario di lavoro.
Le imprese effettueranno la formazione teorico- pratica, in conformità ai programmi elaborati secondo quanto previsto all'art. 5, lett. b) e c), presso la sede aziendale, o nella sede prescelta in caso di costituzione di consorzi di imprese, ovvero presso strutture esterne pubbliche o private individuate dalle Commissioni paritetiche ai sensi del successivo art. 5. Nella impossibilità di effettuare la formazione in sede aziendale o attraverso l'attività consortile e in assenza di strutture idonee a garantire una formazione conforme al presente quadro formativo, la Commissione paritetica territoriale, di cui all'art. 5, elaborerà congiuntamente all'azienda piani alternativi di addestramento. La formazione teorico- pratica effettuata nella sede aziendale dovrà essere realizzata al di fuori dei locali destinati all'attività produttiva.
Le ore dedicate all'insegnamento pratico sono svolte in azienda con l'obiettivo di stabilire un collegamento tra la formazione teorico-pratica e l'addestramento al lavoro per affiancamento.
Al fine di seguire l'apprendista durante tale periodo di insegnamento pratico, il datore di lavoro incarica un tutor, scelto tra i dipendenti dell'impresa.
La scelta del tutor deve tener conto della sua qualificazione e del suo livello di inquadramento che sarà normalmente di un livello superiore rispetto a quello in cui il giovane potrà essere inquadrato al termine del contratto di apprendistato.
Di norma annualmente l'azienda farà pervenire alla Commissione paritetica un rapporto completo, che sarà consegnato anche alle RSU laddove esistenti, riferito agli apprendisti assunti e alla relativa formazione effettuata.
Art. 5 - Organismi paritetici.
La Commissione Nazionale per la Formazione Professionale di cui all'art. 4, punto 4.1), Disciplina generale, Sezione I del CCNL, svolgerà i seguenti compiti con riferimento all'apprendistato:
- elaborare schemi esemplificativi di programmi di formazione da allegare al presente contratto;
- monitorare le esperienze svolte nel territorio sulla base della documentazione pervenuta;
- divulgare nel territorio le esperienze più significative;
- assolvere ai compiti delle Commissioni paritetiche territoriali, di seguito definite, laddove queste non vengano costituite;
- predisporre il modulo di documentazione di cui all'art. 3.
Nei territori nei quali non sia prevista la costituzione delle Commissioni territoriali per la formazione professionale di cui all'art. 4, punto 4.2), Disciplina generale, Sezione I del CCNL, le Associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno d'intesa con le analoghe istanze territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti, la costituzione di apposite Commissioni paritetiche.
Le suddette strutture paritetiche territoriali avranno il compito di:
(a) individuare i Centri di formazione professionale e le strutture formative anche aziendali presso cui si svolgono i corsi di formazione teorico-pratica, secondo i requisiti indispensabili, indicati nella successiva Dichiarazione a verbale, riferiti sia alle caratteristiche organizzative che alle risorse impiegate che ai livelli qualitativi di formazione erogata, e anche in relazione alle professionalità richieste nel territorio;
(b) predisporre, sulla base dei fabbisogni rilevati nel territorio, moduli formativi standard coerenti con gli schemi esemplificativi elaborati dalla Commissione nazionale;
(c) verificare che i programmi di formazione predisposti dalle aziende per qualifiche professionali per le quali la Commissione non abbia elaborato il modulo formativo, siano coerenti con gli schemi esemplificativi allegati al presente contratto;
(d) verificare sulla base della documentazione ricevuta che l'attività formativa si sia svolta secondo i criteri definiti dal precedente art. 4 e conformemente ai programmi di formazione di cui alle precedenti lett. b) e c);
(e) trasmettere alla Commissione Nazionale per la Formazione Professionale tutta la documentazione riguardante l'applicazione del contratto di apprendistato nel territorio;
(f) svolgere compiti di certificazione anche in relazione a quanto previsto dalla legge.
Le decisioni delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale verranno assunte con la maggioranza qualificata di 2/3 dei componenti.
Gli Organismi paritetici di cui al presente articolo opereranno in sintonia con gli Organismi bilaterali di cui all'Accordo interconfederale 31.1.95, utilizzando anche le elaborazioni da essi prodotte.
I Centri di formazione esterni all'azienda, individuati dalle Commissioni paritetiche territoriali secondo quanto previsto alla lett. a), del presente articolo dovranno avere i seguenti requisiti:
- svolgere attività con finalità di formazione professionale da almeno 3 anni. Nel caso di strutture di più recente costituzione saranno opportunamente valutate tutte le precedenti esperienze professionali di dipendenti, collaboratori, purché adeguatamente documentate;
- possedere i requisiti previsti per le strutture formative che possono convenzionarsi con la Regione dalla legge 21.12.78 n. 845 e successive modificazioni;
- svolgere un'attività formativa che sia in diretta correlazione con la specificità delle qualificazioni professionali richieste dalle imprese;
- prevedere un'articolazione dell'attività didattica in modo da assicurare lo svolgimento di più corsi nella stessa giornata;
- disporre di personale docente qualificato in relazione alle materie di insegnamento;
- disporre di una idonea e aggiornata attrezzatura tecnico-didattica in relazione alla specificità degli interventi formativi previsti.
Le strutture formative aziendali di cui alla lett. a) devono possedere i requisiti previsti dalla legge 21.12.78 n. 845, per l'ottenimento delle convenzioni regionali.
Art. 6 - Assunzione.
Nella lettera di assunzione, oltre alle indicazioni di cui all'art. 1, Disciplina generale, Sezione III del CCNL, saranno precisate:
- il programma di formazione e le relative modalità di attuazione.

References: Art. 1

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Art. 3

Art. 6

Art. 7

Art. 8

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Art. 44

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 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 47
 art. 2
 art. 5
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 art. 35
 art. 6
 art. 5
 art. 5
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 art. 29
 art. 5

Art. 4
 art. 5

Art. 5
 art. 4

Art. 6