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Timestamp: 2020-01-23 08:13:28+00:00

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Art. 2489 codice civile - Poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori - Brocardi.it
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Articolo 2489 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2489 Codice civile
(1) Nella fase di liquidazione la società essa continua ad esistere con la stessa individualità, struttura ed organizzazione di prima, ma con una ristretta capacità, per la modificazione dello scopo che non e più quello dell'esercizio dell'impresa, bensì quello della sua liquidazione, attraverso la definizione dei rapporti di credito e di debito verso i terzi.
Il legislatore della Riforma (D. Lgs. 6/2003) introduce una disciplina diretta dei poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori.
Spiegazione dell'art. 2489 Codice civile
La norma disciplina i poteri dei liquidatori.
Il potere di rappresentanza è generale.
Gli atti compiuti dai liquidatori sono sempre validi, efficaci e vincolanti per la società. Bisogna distinguere tra:
1) atti validi che non comportano responsabilità per il liquidatore: si tratta degli atti necessari per la liquidazione e qualsiasi atto utile ai fini della liquidazione. Lo statuto o l'assemblea possono limitare i poteri dei liquidatori.
2) atti validi che comportano responsabilità per il liquidatore: sono quelli compiuti eccedendo il potere di gestione. In tal caso i liquidatori assumono una responsabilità per i danni eventualmente provocati dal loro illecito, con la conseguente necessità di accertare l'esistenza del nesso di causalità tra il comportamento e il pregiudizio.
La norma non chiarisce se competente a deliberare l'esercizio dell'azione di responsabilità sia l'assemblea ordinaria o straordinaria.
Massime relative all'art. 2489 Codice civile
Cass. civ. n. 13867/2017
In tema di liquidazione delle società di capitali (nella specie, di una società a responsabilità limitata), ove l’assemblea che ha deliberato lo scioglimento della società e la nomina del liquidatore non abbia determinato i poteri attribuiti a quest’ultimo alla stregua delle indicazioni contenute nell’art. 2487, comma 2, c.c., il liquidatore è investito, giusta l’art. 2489, comma 1, c.c., del potere di compiere ogni atto utile per la liquidazione della società.
(Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 13867 del 1 giugno 2017)
Cass. civ. n. 17585/2005
Nella società per azioni il divieto per i liquidatori di ripartire fra i soci, anche solo parzialmente, i beni sociali (art. 2280 c.c., richiamato dall'art. 2452 c.c.) finchè non siano stati pagati i creditori sociali o non siano state accantonate le somme necessarie per il pagamento dei debiti non ancora scaduti, penalmente sanzionato (art. 2625 c.c.), è stabilito a tutela dei creditori con carattere di inderogabilità, e, quindi, la violazione del divieto non è esclusa dalla circostanza che la garanzia generica offerta dal capitale sociale sia astrattamente idonea a garantire i creditori, ovvero nel caso in cui, all'esito della liquidazione, si accerti che i creditori sono stati comunque soddisfatti.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 17585 del 31 agosto 2005)
Cass. civ. n. 12534/2002
Ai sensi dell'art. 2452 c.c., richiamato, per le società cooperative, dal successivo art. 2516 stesso codice, le limitazioni che l'assemblea ha facoltà di disporre in ordine ai poteri dai liquidatori possono concernere anche la rappresentanza, sia sostanziale che processuale, della società (nella specie, l'assemblea aveva legittimamente, secondo il principio di diritto sancito dalla Suprema Corte subordinato la rappresentanza processuale del liquidatore ad una preventiva autorizzazione che, nella specie, era mancata, e ciononostante il liquidatore aveva proposto opposizione ad un decreto ingiuntivo in difetto della necessaria rappresentanza processuale dell'ente, difetto regolarmente e ritualmente rilevato d'ufficio dal giudice di merito, attenendo il vizio di legittimazione processuale alla regolare costituzione del giudizio).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12534 del 26 agosto 2002)
Cass. civ. n. 8118/2001
Il ricorso alle commissioni tributarie contro l'avviso di irrogazione, a carico di società per azioni posta in liquidazione, di sanzioni tributarie (nella specie: sanzioni Iva per mancato versamento dell'imposta relativa) è ritualmente proposto dal liquidatore della società, al quale, in forza dell'art. 2452 c.c., è conferita, in via esclusiva, la rappresentanza legale della società.
(Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 8118 del 15 giugno 2001)
Cass. civ. n. 8853/1998
Il liquidatore di una società di capitali è legittimato a rappresentare in giudizio l'ente anche dopo l'approvazione del bilancio finale di liquidazione, ed è altresì abilitato al compimento degli atti necessari alla definizione dei rapporti pendenti anche dopo la cancellazione della società, senza necessità di particolari provvedimenti autorizzativi.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8853 del 8 settembre 1998)
relative all'articolo 2489 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 2489 Codice civile - Poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori | Quesito Q201821174
martedì 10/04/2018 - Sicilia
“sono il liquidatore di un'azienda srl in liquidazione. l'azienda ha già chiuso gli ultimi 2 bilanci in perdita. purtroppo la società ha debiti con il fisco che non riuscirà a pagare.
cosa posso fare in qualità di liquidatore per non incorrere in responsabilità personale ?
Consulenza legale i 15/04/2018
L’art. 2489 c.c., sicuramente applicabile anche alle società a responsabilità limitata, prescrive che “I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla natura dell'incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori”.
I liquidatori hanno il compito di definire i rapporti di credito e di debito della società verso i terzi, liquidando la precedente attività imprenditoriale; chiaramente, in questo delicato compito devono rispettare il fondamentale principio della par condicio creditorum, sottoponendo indistintamente tutti i creditori, privilegiati e chirografari, al medesimo trattamento e mettendoli in grado di essere pagati entro i limiti delle concrete disponibilità patrimonialidella società, senza privilegiare alcuno a scapito di altri, operando con la diligenza del corretto liquidatore, determinata in relazione all'incarico e alle specifiche competenze possedute.
Se ad esempio nel bilancio esistevano delle poste attive che sono state distribuite tra i soci a discapito dei crediti tributari, ovvero se taluni creditori sono stati soddisfatti in precedenza rispetto ad altri pur non sussistendo alcun privilegio che giustificasse il precedente adempimento di quel credito, il liquidatore non ha operato con la diligenza richiesta dall’incarico ricoperto ed il creditore che, in ragione di tale comportamento, ha visto leso il suo diritto può far valere la responsabilità personale del liquidatore ex art. 2489 c.c..
Se invece la situazione patrimoniale della società è totalmente negativa, per l’assenza di qualsiasi posta attiva ovvero da cui potessero emergere plusvalenze idonee a soddisfare le ragioni del creditore, non sarà possibile ravvisare una responsabilità del liquidatore.
Al quadro normativo sopra delineato si aggiunge una specifica responsabilità per i liquidatori che non abbiano soddisfatto le pretese erariali aventi natura tributaria.
Il riferimento è all’art. 36 del d.p.r. n. 683/73, il quale prevede che “I liquidatori dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche che non adempiono all'obbligo di pagare, con le attività della liquidazione, le imposte dovute per il periodo della liquidazione medesima e per quelli anteriori, rispondono in proprio del pagamento delle imposte se soddisfano crediti di ordine inferiore a quelli tributari o assegnano beni ai soci associati senza avere prima soddisfatto i crediti tributari. Tale responsabilità è commisurata all'importo dei crediti di imposta che avrebbero trovato capienza in sede di graduazione dei crediti”.
Bisogna dunque aver lasciato da parte il pagamento di debiti di grado inferiore a quelli fiscali nonché la distribuzione ai soci dell’attivo di liquidazione negli anni in cui si è svolta l’attività di liquidazione per non incorrere in responsabilità, agendo con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze richiedibili ad un liquidatore di società.
Se dunque il liquidatore adempie correttamente ai propri obblighi (rispettando i gradi di privilegio come stabiliti dall’art. 2777 c.c.), evidentemente non avrà nulla da temere, perché potrà sempre dimostare che ha agito con la diligenza richiesta in relazione all’incarico esercitato.

References: Articolo 2489

Articolo 2489

Cass. 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 2516
 sentenza 

Cass. 
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Cass. 
 sentenza 
 Articolo 2489
 art. 2489