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Timestamp: 2016-12-03 06:50:31+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 122 del 07.11.2006
Decreti ingiuntivi esecutivi revocati -
..., a seguito di istanza presentata da Alfa ha chiesto di conoscere il regime
tributario, ai fini dell'imposta di registro, da applicare ai decreti ingiuntivi
esecutivi, revocati nel procedimento di opposizione ex articolo 645 c.p.c.
Più specificamente, ha chiesto se la revoca del
decreto ingiuntivo con sentenza passata in giudicato, intervenuta prima
dell'assoggettamento a tassazione dell'atto, comporti comunque l'applicazione
dell'imposta di registro nella misura proporzionale del 3 per cento sulla somma
Ha chiesto, altresì, di precisare le modalità di
applicazione dell'imposta, al fine di uniformare i comportamenti degli uffici.
In via preliminare, si fa presente che la disciplina
degli atti dell'autorità giudiziaria, ai fini dell'applicazione dell'imposta di
registro, è delineata dal combinato disposto dei seguenti articoli del Testo
unico approvato con d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131:
- articolo 37, che prevede l'assoggettamento
all'imposta degli atti dell'autorità giudiziaria in materia di controversie
civili che definiscono anche parzialmente il giudizio, dei decreti ingiuntivi
esecutivi, dei provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e delle
sentenze che dichiarano efficaci nello Stato sentenze straniere "...anche
se al momento della registrazione siano stati impugnati o siano impugnabili,
salvo conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza passata in
giudicato...";
- articolo 8 della Tariffa Parte I, che elenca gli atti
dell'autorità giudiziaria soggetti a registrazione in termine fisso. Per tali
atti, comunque, ai sensi dell'articolo 41, comma 2 del citato Testo unico, la
somma dell'imposta principale dovuta non può essere in ogni caso inferiore alla
misura fissa di euro 168,00, salvo ipotesi particolari.
Il Testo unico dell'imposta di registro, con
riferimento alle sentenze e ai provvedimenti giurisdizionali, prevede che:
1. la richiesta di registrazione dell'atto
deve essere fatta dai cancellieri nei termini previsti dall'articolo 13, comma 3 del d.P.R. n. 131/1986;
2. :"...la registrazione è eseguita
previo pagamento dell'imposta liquidata dall'ufficio..." (articolo 16 del Testo unico dell'imposta di
3. il pagamento dell'imposta va effettuato
dalle parti in giudizio entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso di
liquidazione da parte dell'ufficio cui l'atto è stato trasmesso per la
registrazione dal cancelliere (articolo 54
del d.P.R. n. 131/86).
Il principio generale che traspare dal sopra citato
articolo 37 è quello dell'obbligo della registrazione e dell'assolvimento del
tributo anche se l'atto è impugnato o impugnabile, salvo conguaglio o rimborso
in base a successiva sentenza passata in giudicato. Ne deriva, pertanto, che
l'imposta applicata al momento della registrazione è considerata
<<provvisoria>>, essendo la sua definitività subordinata alle
risultanze dell'eventuale sentenza emessa in sede di impugnazione e passata in
In ordine alla questione prospettata, si
osserva che il presupposto dell'imposta di registro è la natura esecutiva del
decreto ingiuntivo (ossia la clausola di provvisoria esecutorietà), senza che
rilevi l'eventuale apposizione della formula esecutiva da parte della
cancelleria, formalità necessaria per intraprendere in concreto la procedura
dell'esecuzione forzata. L'imposta è applicata, pertanto, sulla base della
"esecutività del decreto ingiuntivo e non sulla sua esecuzione in
concreto" (cfr. Cass., sez. Trib., 24 aprile - 17 settembre 2001, n.
11663).
L'imposta di registro, infatti, colpisce una
manifestazione di capacità contributiva (articolo 53 Costituzione), indipendentemente dalla
volontà dell'istante di procedere all'esecuzione del titolo. Pertanto, l'atto
che presenti tutti i requisiti formali del decreto ingiuntivo deve essere
assoggettato a tassazione, non ostandovi la possibilità che lo stesso, nei
giudizi successivi, sia dichiarato nullo, salvo però conguaglio o rimborso a
seguito di successiva sentenza passata in giudicato.
Con l'opposizione al decreto ingiuntivo non si
introduce un procedimento nuovo e autonomo rispetto a quello di ingiunzione, ma
si realizza una continuazione del giudizio già iniziato, in cui il creditore,
nel momento della domanda di rigetto della opposizione, chiede indirettamente la
condanna del debitore già ottenuta con il decreto.
E' opportuno precisare che "decreto ingiuntivo e
sentenza sono due atti separati, per ciascuno dei quali è previsto l'obbligo
della registrazione"(Comm. Trib. Centrale, Sez. XXIV, dec. n. 6511 del
09/11/1989); pertanto una volta terminato il giudizio di opposizione, con
sentenza passata in giudicato, si determina la tassazione definitiva, che, in
genere, fa sorgere in capo al contribuente l'obbligo all'eventuale conguaglio o
il diritto all'eventuale rimborso, rispetto alle imposte pagate in occasione
della registrazione del decreto ingiuntivo.
Il problema rappresentato si pone quando il passaggio
in giudicato della sentenza precede la registrazione del decreto ingiuntivo.
Tale situazione - che è conseguenza del protrarsi spesso ingiustificato del
procedimento della registrazione degli atti giudiziari - si verifica allorquando
la notifica dell'avviso di liquidazione dell'imposta principale avvenga dopo un
considerevole lasso di tempo (comunque non superiore al termine decadenziale di
tre anni dalla richiesta di registrazione, di cui all'articolo 76, comma 2, lettera a del Testo unico
sopra citato). In tal caso può accadere che, nel frattempo, l'autorità
giudiziaria abbia adottato il successivo provvedimento e che lo stesso sia
Nei casi di specie, per consolidata giurisprudenza, si
ritiene che l'obbligazione tributaria venga meno. In base a tale orientamento,
pertanto, l'ufficio, se l'imposta sul primo provvedimento non è stata ancora
chiesta in pagamento con la notifica dell'avviso di liquidazione, non può
insistere nella sua richiesta, allorquando sia intervenuta una sentenza
Posto che la sentenza è intervenuta prima della
notificazione dell'avviso di liquidazione dell'imposta (provvisoria) ovvero
prima che le parti abbiano eseguito, in base al predetto avviso, il relativo
pagamento, deve ritenersi, invero, che sia venuto meno l'obbligo di
corrispondere l'imposta proporzionale per la registrazione del decreto
Resta fermo, in ogni caso, il principio in base al
quale l'imposta di registro viene riscossa in relazione ai singoli provvedimenti
che definiscono, anche parzialmente, il giudizio. Orbene, se interviene la
sentenza definitiva di revoca del decreto ingiuntivo prima della notifica
dell'avviso di pagamento dell'imposta proporzionale, quest'ultima non è più
dovuta; tuttavia, considerato che decreto ingiuntivo e sentenza sono entrambi
atti giudiziari soggetti distintamente all'obbligo di registrazione in termine
fisso, per ciascuno di essi deve essere corrisposta l'imposta in misura fissa
(articoli 37 e 41, comma 2, del TUR).
La soluzione interpretativa prospettata, finalizzata ad
evitare defatiganti e inutili procedure di riscossione e conseguenti richieste
di rimborso altrettanto onerose, è in linea con il criterio di economicità
dell'azione amministrativa di cui all'articolo 61 D.Lgs. n. 300 del 1999.
- Erba, 20 ore fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2016

References: articolo 645
 sentenza 
 articolo 37
 sentenza 
 articolo 8

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