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Timestamp: 2019-12-16 01:53:56+00:00

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Decorrenza termine breve per appello, notifica sentenza via PEC - Iussit.com
TERMINE BREVE PER IMPUGNARE
Decorrenza termine breve per appello – notifica sentenza via PEC – malfunzionamento del sistema informatico, certificazione della SOGEI, piena prova sino a querela di falso – principio dell’errore scusabile ai sensi dell’art. 37 d.lgs. n. 104/2010 per la ricorrenza del presupposto di “gravi impedimenti di fatto”
Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza n. 05970 del 18 ottobre 2018
Il compimento dell’attività della notifica della sentenza, con una valenza acceleratoria ai fini della formazione del giudicato (nel senso che in caso di notifica vale il termine breve per la proposizione dell’appello), che segna il momento della conoscenza legale del provvedimento da impugnare, deve essere identificato con il momento in cui la notifica stessa risulta completa.
Osserva il Collegio che, (omissis).
Nella specie, risulta evidente che la conoscenza della sentenza a seguito di notifica della stessa per via informatica, non è avvenuta immediatamente, ma solo oltre un mese dopo ad esito del completamento della procedura, come attestato dalla SOGEI, certificazione che – per quanto di seguito specificato – fa piena prova sino a querela di falso.
Dunque, se, da un lato, non può valere l’argomento di parte appellata quanto alla consistenza di duplicato informatico del file notificato (i duplicati informatici, sono il risultato di un processo di riproduzione completamente informatizzato, effettuato in modo tale che la struttura digitale del file duplicato sia in tutto e per tutto identica a quella del file originale, ovvero che gli stessi presentino la medesima sequenza di bit; i duplicati informatici hanno, pertanto, il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico originario da cui sono estratti (art. 23, comma 1, d. lgs. 82/2005), salvo l’ipotesi in cui gli stessi vengano successivamente convertiti in documenti analogici tramite la stampa), proprio perché ciò che costituisce oggetto di contestazione è la mancanza dell’elemento identificativo “hash” (elemento di cui la parte appellata non prova la contraria esistenza); dall’altro, va anche evidenziato che in caso di ‘copie informatiche’ o ‘estratti’ , il legislatore (art. 23 bis co.. 2 C.A.D.) si occupa del loro efficacia, disponendo che essi “hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformità …è attestata da un pubblico ufficiale …o se la conformità non è espressamente disconosciuta”.
Inoltre, come evidenziato dagli appellati, la mancata indicazione del nome del file, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, costituisce una mera irregolarità non riconducibile ad alcune delle ipotesi di nullità (Corte di Cassazione- II sez. civ. – ordinanza n. 14369 del 5 giugno 2018)
La questione che invece risulta concretamente rilevante ai fini della valutazione della tempestività del gravame, attiene al momento da cui far decorrere il termine breve per la proposizione dell’appello, ovvero se tale termine debba farsi partire dal primo momento in cui è stata notificata regolarmente la sentenza dai ricorrenti vittoriosi in primo grado oppure dal momento in cui è avvenuto il completamento della ‘consegna’ al destinatario.
Che in tema di notificazioni degli atti, “risulta ormai presente nell’ordinamento … il principio secondo il quale – relativamente alla funzione che sul piano processuale, cioè come atto della sequenza del processo, la notificazione è destinata a svolgere per il notificante – il momento in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il medesimo deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il destinatario; pur restando fermo che la produzione degli effetti che alla notificazione stessa sono ricollegati è condizionata al perfezionamento del procedimento notificatorio anche per il destinatario e che, ove a favore o a carico di costui la legge preveda termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione decorrenti, gli stessi debbano comunque calcolarsi o correlarsi al momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti” risulta affermato dalla Corte Costituzionale n. 28/2004 e consolidato a seguito delle sentenze della stessa Corte nn. 69 del 1994 e 477 del 2002 (la scissione dei due momenti tra invio alla notifica e perfezionamento per il destinatario risultano ribaditi dalla Corte Cassazione, con la sentenza 4 marzo 2014, n. 4993).
Orbene, ciò che rileva nella fattispecie che occupa è proprio tale secondo aspetto, relativamente al quale – per quanto di seguito si precisa – risultano irrilevanti le argomentazioni di parte appellata in ordine all’addebitabilità del malfunzionamento occorso in capo all’Avvocatura dello Stato.
Orbene, a riguardo non può revocarsi in dubbio che il compimento della predetta attività della notifica della sentenza con una valenza acceleratoria ai fini della formazione del giudicato (nel senso che in caso di notifica vale il termine breve per la proposizione dell’appello), che segna il momento della conoscenza legale del provvedimento da impugnare, deve essere identificato – per quanto già sopra evidenziato – con il momento in cui la notifica stessa risulta completa.
notifica a mezzo pec, notificazione, termine breve

References: sentenza 
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