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Timestamp: 2018-03-17 12:26:03+00:00

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Art. 202 cod. proc. civile: Tempo, luogo e modo dell'assunzione
Codice proc. civile Art. 202 cod. proc. civile: Tempo, luogo e modo dell’assunzione
Quando dispone mezzi di prova, il giudice istruttore, se non può assumerli nella stessa udienza, stabilisce il tempo, il luogo e il modo dell’assunzione.
Se questa non si esaurisce nell’udienza fissata, il giudice ne differisce la prosecuzione ad un giorno prossimo.
Sindacato di legittimità sulla mancata assunzione dei mezzi di prova
Il ricorrente per cassazione il quale denunci l’esistenza di vizi della sentenza correlati al rifiuto opposto dal giudice di merito di dare ingresso a mezzi istruttori ritualmente introdotti, ha l’onere da un lato di dimostrare la sussistenza del nesso eziologico tra l’errore addebitato al giudice e la pronuncia emessa in concreto che senza quell’errore sarebbe stata diversa, nonché dall’altro lato di indicare specificamente nel ricorso le deduzioni delle prove disattese onde permettere in sede di legittimità la verifica sulla sola base di tale atto di impugnazione e senza la necessità di inammissibili indagini integrative, della validità e della decisività delle disattese deduzioni e senza che, stante il principio della cosiddetta autosufficienza del ricorso per cassazione, a tal fine possa svolgere una funzione sostitutiva il riferimento per relationem ad altri atti o scritti difensivi presentati nei precedenti gradi di giudizio.
Cass. 12 giugno 2001, n. 7909; conforme Cass. 11 giugno 2001, n. 7852; Cass. 26 marzo 1999, n. 2894; Cass. 2 agosto 1997, n. 7177.
La mancata ammissione di un mezzo di prova si traduce in un vizio di motivazione della sentenza, rilevabile in sede di legittimità ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c., solo in quanto comporti una omessa od insufficiente motivazione della sentenza stessa su di un punto decisivo della controversia ed il vizio stesso emerga dal ragionamento posto a base della decisione, che si riveli incompleto, incoerente e illogico.
Cass. 21 aprile 2000, n. 5269; Cass. 18 settembre 1986, n. 5656; Cass. lav., 4 marzo 2000, n. 2446; conforme Cass. lav., 22 luglio 1992, n. 8831.
Ai sensi dell'art. 202 c.p.c., comma 2, il giudice legittimamente può differire la prosecuzione dei mezzi di prova il cui espletamento non si esaurisce nell'udienza fissata e poiché tale norma è applicabile anche alla prova testimoniale, il giudice non è obbligato ad assumere la prova contraria nella medesima udienza di assunzione di quella diretta, nè tale differimento viola i principi dell'unità e contestualità della prova testimoniale, ovvero l'art. 184 c.p.c., che fissa delle preclusioni per le deduzioni istruttorie, non per l'assunzione delle prove.
Cassazione civile sez. II 19 luglio 1999 n. 7682.

References: Art. 202
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