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Timestamp: 2018-12-16 14:12:03+00:00

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Ricorsi contro multe e safety tutor: quale giudice competente per territorio
> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Febbraio 2014
Se di norma è territorialmente competente a decidere sulle impugnazioni il giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel caso di Tutor la competenza è del giudice del luogo di residenza del conducente.
Generalmente le opposizioni presentate davanti al giudice contro i verbali di accertamento di violazione del Codice della strada [1] vanno presentate davanti al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione [2].
Questa regola, però, conosce un’eccezione nel caso delle multe per superamento dei limiti di velocità [3] accertate con “Safety Tutor”. Con riguardo a detti sistemi di controllo elettronico, la Cassazione ha ritenuto [4] competente a decidere il giudice di pace del foro del trasgressore. Ciò perché, in tali casi, non è possibile risalire al punto esatto nel quale l’infrazione è stata commessa. È noto, infatti, che il sistema Safety Tutor accerta la velocità media dell’automobilista tenuta su un ampio tratto di strada e non è in grado, invece, di stabilire un luogo preciso ove il limite è stato superato.
A riguardo, il codice di procedura penale [5] stabilisce che, qualora la competenza del giudice non possa essere determinata sulla base del luogo in cui l’illecito è stato consumato, deve ritenersi competente il giudice dell’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione o dell’omissione e, qualora il luogo sopra indicato non sia noto, la competenza appartiene al giudice della residenza, della dimora o del domicilio dell’imputato.
Sempre sulla base di tale norma, laddove fa riferimento all’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione o dell’omissione, una seconda sentenza della Cassazione [6] ha affermato che i soggetti interessati possono eventualmente proporre opposizione anche al giudice di pace ove è situata la porta di uscita del sistema di controllo.
Omessa comunicazione dei dati del conducente
Infine, un discorso a parte merita la dibattuta questione riguardante i verbali per omessa comunicazione delle generalità del trasgressore [7], ai fini della decurtazione dei punti della patente o della sanzione pecuniaria (per un approfondimento sul problema leggi: “Multe: occhio all’avviso di comunicazione dei dati del conducente. Come difendersi”).
In caso di ricorsi contro tali contestazioni, il ministero dell’Interno e l’Avvocatura dello Stato [8], hanno ritenuto che competente a decidere è il giudice di pace del luogo in cui ha sede l’organo di polizia che ha dato inizio al procedimento sanzionatorio. La stessa Cassazione [9] si è conformata a tale orientamento (leggi l’articolo nel box “Precedenti favorevoli”).
[1] Di cui all’articolo 204-bis cod. str.
[2] Art. 7 del Dlgs 1° settembre 2011, n. 150, comma 2.
[3] Art. 142 cod. str.
[4] Cass. sent. n. 23881 del 15.11.2011.
[5] Art. 9 cod. proc. pen.
[6] Cass. sent. n. 9486 dell’11.06.2012.
[7] Artt. 180, comma 8, e 126-bis, comma 2 cod. str.
[8] Min. Interno e Avvocatura di Stato, circolare M/2413/28 del 2 aprile 2007.
[9] Cass. ord. n. 26184/13.
25 Nov 2013 | di Redazione
Omessa comunicazione dei dati del conducente: competente il giudice ove ha sede la polizia

References: sentenza 
 Art. 7
 Art. 142
 Cass. 
 Art. 9
 Cass. 
 Cass.