Source: http://docplayer.it/2357552-Fonditalia-con-le-imprese-fuori-dai-soliti-schemi-fondo-paritetico-interprofessionale-per-la-formazione-continua.html
Timestamp: 2018-02-23 07:27:40+00:00

Document:
FondItalia. Con le IMPRESE FUORI dai soliti schemi. Fondo paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua - PDF
Download "FondItalia. Con le IMPRESE FUORI dai soliti schemi. Fondo paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua"
2 UNIONE GENERALE DEL LAVORO Fondo Formazione Italia FondItalia Fondo paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua Con le IMPRESE FUORI dai soliti schemi FondItalia è il Fondo Interprofessionale promosso da UGL Unione generale del Lavoro e FederTerziario - Federazione Italiana del Terziario, dei Servizi, del Lavoro Autonomo e della Piccola Impresa Industriale, Commerciale ed Artigiana Le imprese che aderiscono a FondItalia hanno l opportunità di utilizzare lo 0,30 del monte contributivo obbligatorio, versato all INPS dai datori di lavoro (Legge 388/2000) per la Formazione Continua dei propri collaboratori. Ciò senza alcun aggravio di costi per l impresa. FondItalia - Via Cesare Beccaria, Roma Tel Fax
3 La previdenza in Italia Manuale operativo
5 Introduzione Forse mai come negli ultimi anni, il sistema previdenziale nel nostro Paese è stato interessato da una serie di riforme strutturali che hanno un impatto non solo sulle regole per accedere alla pensione, ma anche sulla vita delle persone, sia dei giovani che dei cosiddetti lavoratori maturi. Nei progetti di vita di ogni persona rientra pure quello del giorno in cui, dopo tanto lavoro, si può finalmente andare in pensione per occuparsi di altro, della propria famiglia, dei propri hobby, di chi magari soffre. Ed invece, soprattutto la riforma in vigore dal primo gennaio scorso costringe tutti a ripensare il proprio futuro nella consapevolezza che il momento del pensionamento è destinato ad allungarsi nel tempo. Una riflessione necessaria che investe anche l aspetto assolutamente non secondario dell importo dell assegno pensionistico alla luce della estensione a tutti i lavoratori del meccanismo di calcolo basato sugli effettivi contributi versati. Questo manuale che si caratterizza per la sua praticità si presenta quindi come uno strumento utile per l operatore del Patronato, per il dirigente sindacale, ma anche per tutti coloro che vogliono avere un quadro più chiaro delle principali novità introdotte. Il volume affronta anche il tema della previdenza complementare, un argomento del quale si dibatte poco, nonostante l evidente importanza in termini di mantenimento del potere d acquisto delle pensioni future. Giovanni Centrella Segretario Generale Ugl La recente riforma introdotta con il decreto legge 201 del 2011 impone all operatore del Patronato un notevole sforzo di adeguamento delle proprie competenze professionali per rispondere alle domande sempre più pressanti che ogni giorno arrivano dagli utenti. In pochi mesi, il nostro sistema previdenziale è stato trasformato; si è passati da un quadro che metteva insieme gli anni di lavoro e i contributi versati, ad uno nel quale l elemento principale è l età anagrafica, peraltro con la difficoltà aggiuntiva di dover considerare l adeguamento alla speranza di vita. Tutto ciò, rende particolarmente complesso il lavoro dell operatore del Patronato che è chiamato a dover considerare una serie di variabili nel dare le risposte al lavoratore utente. In questo senso, il presente manuale contribuisce a semplificare l attività dell operatore del Patronato, presentando una sintesi esaustiva delle principali novità introdotte, oltre ad una serie di casi tipici raccolti nei primi due mesi di entrata in vigore delle nuove norme sulla previdenza. Come è facile immaginare, il cantiere delle pensioni è ancora aperto, non essendo state risolte alcune questioni fondamentali (pensiamo, ad, esempio, agli esodati e ai pensionabili), per cui sarà necessario ritornare su diversi argomenti del presente manuale. Di certo, l Enas sarà in prima fila per spiegare cosa cambia nella previdenza in Italia. Rolando Vicari Presidente Enas 3
7 La previdenza in Italia in vigore dal 1 gennaio 2012 La riforma delle pensioni Monti-Fornero (decreto legge 201/2011, convertito in legge 241/2011), rispetto anche ai recenti interventi in materia, che pure hanno prodotto una sensibile riduzione nel numero di pensioni annualmente erogate per la prima volta, è strutturale e destinata a rivoluzionare il meccanismo di accesso al trattamento previdenziale, sia per le pensioni di anzianità contributiva che peraltro sono destinate a scomparire anche sotto il profilo formale, in quanto prenderanno il nome di pensioni anticipate - che per quelle di vecchiaia. In un colpo solo, si interviene infatti: Sui requisiti di accesso, eliminando il meccanismo delle quote (che resta valido soltanto per i lavori usuranti pur con una penalizzazione), innalzando l età minima per gli uomini (da subito) e per le donne (da subito e progressivamente fino ad arrivare alla parità nel 2018) ed introducendo una soglia flessibile con incentivi-disincentivi; Sul meccanismo di calcolo degli assegni con contributivo per tutti a partire dal 1 gennaio 2012; Sul momento dell effettivo pensionamento, eliminando il sistema delle finestre a scorrimento; Sul criterio della speranza di vita, con adeguamenti biennali a partire dal 1 gennaio 2019 e con una clausola di salvaguardia fissata ad almeno 67 anni nel 2021; Sulle aliquote contributive degli autonomi (24%), primo passaggio verso un allineamento con quelle dei lavoratori dipendenti (33%); Sulla organizzazione degli enti previdenziali, con creazione della super Inps che incorpora anche l Inpdap e l Enpals. In aggiunta, vi è anche un blocco temporaneo della perequazione degli assegni pensionistici superiori a tre volte il minimo (del valore quindi di euro) all indice di inflazione Istat; un contributo di solidarietà da alcuni fondi (dirigenti, piloti, telefonici) e dalle pensioni superiori a 200mila euro e misure di riordino per le casse professionali. Dalle misure adottate, è atteso un risparmio nel breve periodo di 3-3,5 miliardi di euro che potranno salire fino a 15 miliardi a regime. L obiettivo della manovra è duplice: innalzare l età di uscita per le pensioni di vecchiaia; ridurre le uscite con le pensioni di anzianità contributiva. Si rammenta che, al momento in cui è pubblicato questo manuale, ancora non sono stati risolti da parte del Ministero del lavoro e dell Inps alcuni dubbi interpretativi, relativi soprattutto alla platea dei beneficiari delle deroghe, per cui potrebbe essere necessario aggiornare il testo in qualche sua parte. Contributivo per tutti e pro rata (art. 24, comma 2, Dl 201/2011) A decorrere dal 1 gennaio 2012, la quota di pensione corrispondente a tale anzianità è calcolata secondo il sistema contributivo. La misura interessa tutti coloro che, al 31 dicembre 2011, si trovavano nel regime retributivo, avendo maturato al 31 dicembre 1995 almeno 18 anni di contributi. L adozione del contributivo pro rata porterà ad una probabile riduzione dell assegno erogato, in misura maggiore rispetto agli anni mancanti al conseguimento della pensione. Secondo alcune simulazioni, il passaggio al contributivo pro rata potrebbe portare ad una penalizzazione fino a punti percentuali nel caso in cui dovessero mancare sei anni: rispetto all ultima retribuzione, il tasso di sostituzione sarebbe dell 80% con il sistema retributivo e del 66-67% con il sistema misto con contributivo pro rata. 5
8 Su base mensile, l assegno pensionistico sarebbe in calo fra i dieci e i settanta euro, come evidenziato dalla tabella che segue (Tab. 1) nella quale si simula l introduzione della riforma dal 1 gennaio 2012: Confronto fra calcolo pensione con solo sistema retributivo e con parte di contributivo Tab. 1 Ultima retribuzione annua Pensione solo con retributivo Differenza mensile pensione con 5 anni di contributivo Differenza mensile pensione con 3 anni di contributivo Differenza mensile pensione con un anno di contributivo Il campo di applicazione e la nuova terminologia (art. 24, comma 3, Dl 201/2011) Le nuove norme si applicano a partire dal 1 gennaio 2012, per cui chi ha maturato i requisiti previsti dalla normativa vigente alla data del 31 dicembre 2011 potrà accedere alla prestazione pensionistica secondo tali regole. L interessato dovrà farsi certificare dall ente previdenziale di appartenenza il conseguimento del diritto. A partire dal 1 gennaio 2012, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianità sono sostituite dalle pensioni di vecchiaia e dalle pensioni anticipate. Pensioni di vecchiaia (art. 24, commi 4-9, Dl 201/2011) La norma ritocca i requisiti anagrafici minimi, inglobando la finestra a scorrimento (art. 12, Dl 78/2010; è abrogata anche la norma che riguarda il personale della scuola, art. 1, comma 21, Dl 138/2011), incentivando la permanenza al lavoro fino a 70 anni (attraverso l estensione dei coefficienti di trasformazione) e confermando l aggancio alla speranza di vita (con una scansione temporale diversa rispetto al passato, per il quale si fa riferimento all articolo 12 delle legge 122/2010, come modificato dall articolo 18 del decreto legge 98/2011). A decorrere dal 1 gennaio 2012, sono individuate quattro tipologie di requisiti anagrafici: 1. lavoratrici dipendenti del settore privato: 62 anni in aumento fino a 66 nel 2018; 2. lavoratrici autonome: 63 anni e 6 mesi in aumento fino a 66 nel lavoratori dipendenti privati e pubblici e lavoratrici dipendenti pubbliche: 66 anni; 4. lavoratori autonomi: 66 anni. 6
9 Nello specifico, l età pensionabile aumenta come evidenziato nella Tabella 2. L età pensionabile al 1 gennaio di ciascun anno Tab Lavoratrice dipendente settore privato Lavoratrice autonoma Lavoratori dipendenti privati e pubblici e lavoratrici dipendenti pubbliche Lavoratori autonomi L età pensionabile è destinata a crescere per effetto dell adeguamento dei requisiti di accesso agli incrementi della speranza di vita (comma 13), il prossimo dei quali è previsto a decorrere dal 1 gennaio 2019, con aggiornamento a cadenza biennale, con la previsione di una età pensionabile pari a 67 anni per tutti nel Gli effetti di questa misura, come è possibile apprezzare dalla Tabella 3, penalizzano maggiormente le lavoratrici dipendenti del settore privato. Età di effettivo pensionamento confronto fra vecchio regime e nuovo regime Pensioni di vecchiaia Tab vecchio regime* 2013 nuovo regime 2021 vecchio regime** 2021 nuovo regime Lav. dipendenti 66 anni + 3 mesi 66 anni 66 anni + 11 mesi 67 anni Lav/trici dip. 61 anni + 3 mesi 62 anni 63 anni + 8 mesi 67 anni *all età pensionistica di 65 anni (60 anni) va aggiunto l anno di attesa per la finestra a scorrimento e l adeguamento alla speranza di vita; ** all età pensionistica di 66 anni (63 anni) va aggiunto l anno di attesa per la finestra a scorrimento, comprensivo dell adeguamento alla speranza di vita. Come pro memoria, si ricorda che l articolo 1 del decreto legge 138/2011 aveva anticipato al 2014 dal 2020 il progressivo innalzamento dell età pensionabile delle donne nel settore privato, per cui l effettiva parità si sarebbe conseguita nel 2026 e non più nel 2032, come precedentemente disposto nel Dl 98/2011. La Tabella 3-bis ricostruisce l incremento dell età pensionabile come sarebbe stata se non fosse intervenuto successivamente il decreto legge 201/2011; all età pensionabile indicata in tabella vanno sommati i mesi di attesa (12 per i lavoratori dipendenti e 18 per quelli autonomi) effetto delle finestre a scorrimento. 7
10 Speranza di vita e progressivo innalzamento requisito età donne Pensioni di vecchiaia anno e requisito anagrafico Tab. 3-bis Anno Requisito (anni+mesi) Requisito (anni+mesi) Requisito (anni+mesi) Anno Anno Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne mesi 60+3 mesi mesi 63+8 mesi mesi 67+6 mesi mesi 60+4 mesi mesi 64+6 mesi mesi 67+9 mesi mesi 60+6 mesi mesi mesi 61+1 mesi mesi 65+6 mesi mesi 68+3 mesi mesi 61+5 mesi mesi 66+4 mesi mesi 68+6 mesi mesi mesi mesi 66+7 mesi mesi 68+9 mesi mesi 62+8 mesi mesi mesi mesi 63+2 mesi mesi 67+3 mesi Ai sensi del comma 7, il diritto alla pensione di vecchiaia matura in presenza di una anzianità contributiva minima di 20 anni, a condizione che l importo dell assegno sia pari ad almeno 1,5 volte l assegno sociale. La soglia dell 1,5%, al di sotto della quale comunque non è possibile scendere, è annualmente rivalutata sulla base dell andamento medio quinquennale del prodotto interno lordo. Per chi ha un età anagrafica di 70 anni, l anzianità contributiva minima richiesta è di 5 anni. A decorrere dal 1 gennaio 2018, è incrementata di un anno (e quindi sale a 66 anni) anche l età anagrafica per l accesso all assegno sociale (art. 3, comma 6, legge 335/1995) e alle prestazioni a sostegno di sordomuti (art. 10, legge 381/1970), mutilati ed invalidi civili (art. 19, legge 118/1971). Pensioni anticipate (ex pensioni di anzianità) (art. 24, commi 10-12, Dl 201/2011) Le novità riguardano il sistema di calcolo degli assegni pensionistici e i requisiti di accesso. Come già accennato, a decorrere dal 1 gennaio 2012, il sistema contributivo è esteso a tutti i lavoratori, compresi quelli che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contributi e quindi si ritrovano nel cosiddetto sistema retributivo. Per questi il sistema contributivo si applica pro rata, cioè a dire dai contributi versati dopo il 1 gennaio 2012, mentre per gli anni precedenti si continua ad applicare il sistema retributivo. A decorrere dalla stessa data, è ammesso il pensionamento anticipato con il raggiungimento di 42 anni ed un mese di contributi per gli uomini e di 41 anni ed un mese per le donne, con una età minima anagrafica fissata in 62 anni. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per ciascuno degli anni 2013 e 2014, come previsto nel decreto legge 98/
11 Età di effettivo pensionamento confronto fra vecchio nuovo regime Pensioni anticipate (ex anzianità contributiva) Tab * Uomini 41 anni 42 anni + 1 mese 42 anni + 2 mesi 42 anni + 3 mesi Donne 41 anni 41 anni + 1 mese 41 anni + 2 mesi 41 anni + 3 mesi *per effetto della finestra a scorrimento Come evidenziato dalla tabella 4, la nuova disciplina penalizza maggiormente gli uomini, mentre non ha effetti negativi aggiuntivi sulle donne. Si ricorda che il criterio dell adeguamento alla speranza di vita (comma 13) si applica anche in questo caso, sia sui requisiti anagrafici che su quelli contributivi; il prossimo adeguamento (probabile tre mesi) è previsto nel È introdotto un ulteriore paletto rappresentato dall età minima di 62 anni, per cui chi matura il requisito richiesto in materia di anzianità contributiva prima di aver compiuto i 62 anni potrà accedere alla pensione in anticipo, ma avrà una penalizzazione pari al 1% per ogni anno anticipato fino a due; i punti percentuali diventano due per ogni anno ulteriore oltre a due. La penalizzazione si applica sulla quota di trattamento maturata prima del 1 gennaio Penalizzazione per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni di età, avendo maturato i requisiti contributivi richiesti Tab. 5 Età anagrafica primo lavoro 16 anni 17 anni 18 anni 19 anni 20 anni Penalizzazione -6% -4% -2% -1% 0 Per effetto della modifica introdotta con il decreto legge 216/2011, la norma sulla penalizzazione non si applica ai lavoratori che maturano il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, se la predetta anzianità contributiva deriva esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e per cassa integrazione guadagni ordinaria. Le eccezioni (art. 24, commi 11, 14 e 15 bis, Dl 201/2011) Ai sensi del comma 11, coloro che hanno il primo accredito contributivo successivo al 1 gennaio 1996 (e quindi sono interamente nel sistema contributivo) possono accedere al trattamento pensionistico a 63 anni purché abbiano almeno venti anni di anzianità e la prima rata di pensione sia superiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l importo mensile dell assegno sociale. Per l accesso al trattamento pensionistico è richiesta la risoluzione del rapporto di lavoro, mentre la soglia di 2,8 volte l importo minimo è soggetta a revisione annuale, sempre in rapporto all andamento del prodotto interno lordo. La normativa vigente alla data del 31 dicembre 2011 continua ad applicarsi: a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2011; alle lavoratici dipendenti e autonome che, con una anzianità contributiva minima di 35 anni ed una età anagrafica minima rispettivamente di 57 e 58 anni, optano per il calcolo interamente contributivo (misura sperimentale introdotta dall articolo 1, comma 9, legge 243/2004 e valida fino al 31 dicembre 2015); 9
12 ad una platea di lavoratori che maturano i requisiti dopo il 31 dicembre 2011 e che si trovano in una delle seguenti condizioni: in mobilità in seguito ad accordi sindacali stipulati entro il 4 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell indennità di mobilità; in mobilità lunga per effetto di accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011; a carico di fondi di solidarietà o per i quali sia stato previsto il diritto di accesso agli stessi fondi (sempre alla data del 4 dicembre 2011); le persone autorizzate ad accedere al fondo resteranno comunque a carico dello stesso fino almeno al compimento del 60 anno di età; a chi è stato autorizzato, sempre entro il 4 dicembre 2011, alla prosecuzione volontaria della contribuzione; a chi è stato esonerato dal servizio, sempre entro il 4 dicembre 2011; ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano essere in congedo per assistere figli con disabilità grave e che maturano, entro ventiquattro mesi dalla data di inizio del predetto congedo, il requisito contributivo per l accesso al pensionamento a prescindere dall età anagrafica. La norma in deroga si applica anche ai lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011 in base ad accordi individuali sottoscritti con l azienda o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all esodo stipulati dai sindacati più rappresentativi a livello nazionale; occorre però che: la data di cessazione del rapporto risulti da elementi certi ed oggettivi; il lavoratore sia in possesso dei necessaria requisiti anagrafici e contributivi, definiti con legge 247/2007, che avrebbero comportato la decorrenza del trattamento entro un periodo non superiore a 24 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge 201/2011. L ulteriore estensione della platea è finanziata con un incremento delle accise, ai sensi dell articolo 6, comma 2 quinquies, del decreto legge 216/2011. Questo stesso provvedimento ha anche previsto una clausola di salvaguardia, in base alla quale, nel caso di raggiungimento del limite delle risorse previsto con il decreto legge 201/2011, l inserimento dei lavoratori esodati entro il 31 dicembre 2011 è subordinato all incremento delle aliquote contributive non pensionistiche a carico di tutti i datori di lavoro. Il numero dei lavoratori coinvolti, ai sensi del comma 15, è connesso alle risorse disponibili che sono pari a 245 milioni di euro per il 2013, a 635 milioni di euro per il 2014, a milioni per il 2015, a milioni per il 2016, a milioni per il 2017, a 610 milioni per il 2018 e a 300 milioni per il Il monitoraggio della platea spetta agli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria. Si specifica che chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2011 dovrà tener conto della normativa vigente fino a quella data (e quindi delle finestre a scorrimento), mentre per chi matura i requisiti dopo questa data vale il criterio dell adeguamento alla speranza di vita. Il comma 15 bis dispone, in via eccezionale, le ipotesi di: pensionamento anticipato a un età anagrafica non inferiore a 64 anni per i lavoratori dipendenti del settore privato che entro il 31 dicembre 2012 hanno un anzianità contributiva di almeno 35 anni (Quota 99; per memoria: alla stessa data, la 243/2004, come modificata dalla legge 247/2007, prevedeva Quota 97, con età minima di 61 anni); pensionamento anticipato a 64 anni di età per le lavoratrici del settore privato che maturino entro il 31 dicembre 2012 un età anagrafica di 60 anni ed una anzianità contributiva di almeno 20 anni. 10
13 La disciplina per i lavoratori impiegati in attività particolarmente faticose e pesanti (cd Lavori usuranti) (art. 24, comma 17, Dl 201/2011) Il meccanismo delle Quote resta in vigore per i soli lavoratori occupati in attività particolarmente faticose e pesanti, i cosiddetti lavori usuranti. La platea degli interessati al provvedimento è definita dal decreto legislativo 67/2011, in attuazione della delega contenuta nella legge 247/2007: a. Lavoratori impegnati in lavorazioni particolarmente usuranti decreto 19 maggio 1999; b. Lavoratori notturni: 1. almeno 6 ore per un numero minimo di giorni non inferiore a 78 (per chi matura i requisiti fra il 1 luglio 2008 ed il 30 giugno 2009) o non inferiore a 64 (per chi matura i requisiti dal 1 luglio 2009); 2. almeno tre ore nell intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino per l intero anno lavorativo; c. Lavoratori occupati in aziende individuate da specifico codice Inail che si caratterizzano per processi produttivi in serie con ripetizione costante del ciclo; d. I conducenti di veicoli con non meno di 9 posti del servizio di trasporto pubblico. Le condizioni di accesso: 1. Requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni; 2. Rispetto del regime di decorrenza del pensionamento vigente al momento della maturazione dei requisiti agevolati; 3. Aver svolto almeno sette anni negli ultimi dieci anni di attività in lavorazioni esplicitamente elencate (valido fino al 31 dicembre 2017); 4. Aver svolto almeno la metà della vita lavorativa complessiva nelle lavorazioni esplicitamente elencate (a regime dal 1 gennaio 2018). La domanda, con allegata la documentazione in data certa comprovante l attività svolta, va presentata all Istituto di previdenza cui il lavoratore è iscritto. Raggiungimento requisiti Scadenza presentazione domanda Entro il 31 dicembre 2011 Entro il 30 settembre 2011 A decorrere dal 1 gennaio 2012 Entro il 1 marzo dell anno di maturazione Il decreto legge 201/2011, all articolo 24, prevede però, rispetto a quanto stabilito precedentemente e che rimane in vigore per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011, un inasprimento degli stessi, con la quota che sale da 94 a 96 (con età anagrafica minima di 60 anni) nel 2012 e poi a quota 97 (con età anagrafica minima di 61 anni) nel 2013; di fatto il beneficio viene dimezzato, in quanto ai lavoratori usuranti vengono applicate le norme che fino al 31 dicembre 2011 sono state applicate a tutti i lavoratori dipendenti. Il periodo transitorio, inizialmente previsto dal 2008 al 2012, finisce il 31 dicembre 2011 (Tab. 6.1 e 6.2), mentre a regime si applica la tabella B della legge 247/2007 anticipata di un anno (Tab. 6.3). Periodo transitorio Come cambia la Tabella A della legge 247 del 2007 Tab. 6.1 Periodo Età anagrafica Nuova età anagrafica richiesta Da 01/07/2008 a 30/06/
14 Come cambia la Tabella B della legge 247 del 2007 Tab. 6.2 Periodo Quota legge 247/2007 Quota dlgs 67/2011 Età anagrafica legge 247/2007 Età anagrafica dlgs 67/2011 II semestre Beneficio a regime Cosa prevede la Tabella B della legge 247 del 2007 Tab. 6.3 Periodo Età anagrafica + anzianità contributiva (cd. Quota) Età anagrafica minima Dal 2012 (2013) Sempre il comma 17, interviene sui benefici riconosciuti alla particolare categoria dei lavoratori notturni impiegati in attività usuranti, distinguendo fra coloro che svolgono fra 64 e 71 giorni lavorativi e fra 72 e 77 giorni lavorativi annui. Il riferimento è sempre alla Tabella B della legge 247/2007, rispetto alla quale sono aumentati i requisiti contributivi ed anagrafici, come evidenziato dalla tabella 7. I nuovi requisiti per il pensionamento dei lavoratori notturni Tab. 7 Legge 247/2007 Lav. notturni gg Lav. notturni gg Quota Età minima Quota Età minima Quota Età minima Dal Per i lavoratori interessati dagli effetti del comma 17, ai sensi del successivo comma 17 bis, continua ad applicarsi il meccanismo delle finestre a scorrimento, per cui l età effettiva di pensionamento è incrementata di un anno. Rivalutazione automatica delle pensioni (art. 24, comma 25, Dl 201/2011) In considerazione della particolare situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici (ai sensi dell articolo 34, comma 1, della legge 448/1998) è riconosciuta per gli anni 2012 e 2013 nella misura del 100% esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo Inps. Per gli importi superiori a tale soglia, la rivalutazione automatica è comunque riconosciuta per la parte inferiore a tale limite. Di conseguenza, viene abrogato il comma 3 dell articolo 18 del decreto legge 98/2011 che aveva previsto anche l indicizzazione al 70% per la fascia compresa fra tre volte e cinque volte il minimo Inps. 12
15 Rivalutazione delle pensioni confronto fra vecchio e nuovo regime Tab. 8 Rivalutazione nuovo regime Fascia Importo lordo 2012 Indicizzazione Fino a tre volte il minimo 1.441,59 max 100% Oltre tre volte il minimo + di 1.441,59 0 Rivalutazione vecchio regime (legge 388/2000) Fascia Importo lordo 2012 Indicizzazione Fino a tre volte il minimo 1.441,59 max 100% Fra tre e cinque volte il minimo 2.402,65 max 90%* Oltre cinque volte il minimo + di 2.402,65 75%** *Il decreto legge 98/2011 aveva previsto una rivalutazione del 70% **Il decreto legge 98/2011 non aveva previsto una rivalutazione È opportuno specificare che l aumento di rivalutazione è attribuito fino a concorrenza del limite indicato; ciò vuol dire che un titolare di pensione con assegno, ad esempio, di euro avrà una rivalutazione per la sola parte fino a 1.441,59 euro e non sui restanti 59 euro. Le altre misure 1. Le pensioni sopra a euro sono pagate soltanto in formato elettronico con accredito su conto corrente o carta prepagata, mentre quelle al di sotto della soglia continuano ad essere pagate in contanti (art. 12, comma 2, lettera c, Dl 201/2011). 2. Soppressione, a decorrere dal 1 gennaio 2012, di Inpdap ed Enpals con conseguente trasferimento delle funzioni dei due enti nell Inps; il nuovo ente previdenziale avrà circa 33mila dipendenti ( da Inps; 7mila da Inpdap; 350 da Enpals); è atteso un decreto di natura regolamentare entro 60 giorni dalla chiusura dei bilanci prevista per il 31 marzo 2012 per il trasferimento all Inps delle risorse strumentali, umane e finanziarie; nei successivi sei mesi, l Inps provvederà a varare il riassetto organizzativo e funzionale; il consiglio di indirizzo e vigilanza dell Inps è integrato con sei membri; dalla misura il governo si attende risparmi per 20 milioni di euro nel 2012, per 50 milioni di euro nel 2013 e di 100 milioni di euro a decorrere dal 2014; il presidente di Inps rimane in carica fino al 31 dicembre 2014 (art. 21, commi 1-9, Dl 201/2011). 3. In attesa della revisione dei coefficienti di trasformazione, quello relativo alla data di uscita dal lavoro attualmente vigente è esteso, con effetto dal 1 gennaio 2013, fino a 70 anni, valore quest ultimo adeguato agli incrementi della speranza di vita (art. 24, comma 16, Dl 201/2011). 4. La previsione di una progressiva armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, attraverso un regolamento da emanare entro il 30 giugno 2012; la norma interessa anche i lavoratori impiegati in attività in miniera e il personale delle Forze armate e di Polizia (art. 24, comma 18, Dl 201/2011). 5. A decorrere dal 1 gennaio 2012 viene meno il limite di tre anni previsto come condizione per la totalizzazione dei contributi ai fini previdenziali (art. 24, comma 19, Dl 201/2011). 6. Continuano a trovare applicazione gli istituti previsti dall articolo 72 del decreto legge 112/2008 (esonero dal servizio, permanenza in servizio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo, risoluzione del rapporto di lavoro del dipendente con almeno 40 anni di anzianità 13
16 contributiva), mentre i provvedimenti di collocamento a riposo nella pubblica amministrazione già adottati sono validi, anche se aventi effetto successivamente al 1 gennaio 2012 (art. 24, comma 20, Dl 201/2011). 7. Per il periodo fra il 1 gennaio 2012 e il 31 dicembre 2017, è introdotto di un contributo di solidarietà variabile fra lo 0,3% e l 1% sui pensionati dei fondi speciali Inps (piloti, dirigenti di azienda, trasportatori, elettrici, telefonici) nonché di un contributo di solidarietà dello 0,5% per chi è iscritto agli stessi fondi, ma è ancora al lavoro (si veda la Tabella 9); sono escluse dal contributo le pensioni di importo pari o inferiore a cinque volte il trattamento minimo Inps, le pensioni e gli assegni di invalidità e le pensioni di inabilità (art. 24, comma 21, Dl 201/2011). 8. Con effetto dal 1 gennaio 2012, progressivo innalzamento delle aliquote contributive di artigiani e commercianti fino ad arrivare al 24% nel 2018; incremento anche per le aliquote di finanziamento e di computo per i coltivatori diretti, i mezzadri e i coloni (art. 24, commi 22 e 23, Dl 201/2011); le aliquote di finanziamento e di computo sono nelle Tabelle 10.1 e Le casse professionali hanno l obbligo di adottare entro il 30 giugno 2012 delle misure per assicurare l equilibrio del saldo previdenziale; se ciò non accade, si applica il contributivo pro rata e un contributo di solidarietà dell 1% per il biennio ; gli enti previdenziali dei professionisti (avvocati; commercialisti; geometri; architetti e ingegneri; notai; ragionieri e periti commerciali; rappresentanti di commercio; consulenti del lavoro; medici; farmacisti; veterinari; agricoltura; imprese di spedizione e agenzie marittime; giornalisti; psicologi; periti industriali; infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia; biologi; agronomi; attuari; chimici; geologi) sono stati privatizzati dal 1 gennaio 1995 e, per alcuni enti, dal 1 gennaio 1996 (art. 24, comma 24, Dl 201/2011). 10. Estensione delle indennità di malattia, degenza ospedaliera e maternità ai professionisti iscritti nella gestione separata (art. 24, comma 26, Dl 201/2011). 11. Istituzione di una Commissione di esperti e rappresentanti di enti gestori di previdenza obbligatoria nonché di Autorità di vigilanza nel settore previdenziale per valutare lo stato di salute del sistema previdenziale entro il 31 dicembre 2012 e per valutare l ipotesi di introdurre delle forme di decontribuzione parziale dell aliquota contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali integrativi con particolare attenzione alle giovani generazioni (art. 24, comma 28, Dl 201/2011). 12. Elaborazione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di un programma di iniziative informative e di educazione previdenziale (art. 24, comma 29, Dl 201/2011). 13. Esclusione dalla tassazione separata del Tfr il cui importo sia superiore ad un milione di euro (art. 24, comma 31, Dl 201/2011). 14. Contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni superiori a 200mila euro per la parte eccedente tale valore; il contributo è richiesto per il periodo 1 agosto dicembre 2014 (art. 24, comma 31 bis, Dl 201/2011) (Tab. 11). 14
17 Contributo di solidarietà a carico di pensionati e lavoratori iscritti a specifici fondi Tab. 9 Anzianità contributiva al Da 5 a 15 anni fra 15 e 25 anni Oltre 25 anni Pensionati Ex Fondo trasporti 0,3% 0,6% 1% Ex Fondo elettrici 0,3% 0,6% 1% Ex Fondo telefonici 0,3% 0,6% 1% Ex Inpdai 0,3% 0,6% 1% Fondo volo 0,3% 0,6% 1% Lavoratori Ex Fondo trasporti 0,5% 0,5% 0,5% Ex Fondo elettrici 0,5% 0,5% 0,5% Ex Fondo telefonici 0,5% 0,5% 0,5% Ex Inpdai 0,5% 0,5% 0,5% Fondo volo 0,5% 0,5% 0,5% Aliquote di finanziamento - Tab Zona normale Zona svantaggiata Anno + di 21 anni - di 21 anni + di 21 anni - di 21 anni ,6% 19,4% 18,7% 15% % 20,2% 19,6% 16,5% ,4% 21% 20,5% 18% ,8% 21,8% 21,4% 19,5% ,2% 22,6% 22,3% 21% ,6% 23,4% 23,2% 22,5% Dal % 24% 24% 24% 15
18 Aliquote di computo Tab Anno + di 21 anni ,6% % ,4% ,8% Contributo di solidarietà richiesto ai titolari di pensioni Tab. 11 Ammontare importo Contributo Da 90mila a 150mila 5% Da 150mila a 200mila 10% Oltre 200mila 15% ,2% ,6% Dal % Altre misure adottate con i decreti legge precedenti il 201/2011 La revisione della aliquota percentuale della pensione al coniuge superstite, cosiddetta reversibilità (art. 18, Dl 98/2011) in ragione dell età dell assicurato/pensionato (più di 70 anni) e della differenza di età al momento del matrimonio (più di 20 anni): Riduzione del 10% in ragione di ogni anno mancante rispetto al numero di 10; La misura non si applica in presenza di figli di minore età, studenti ovvero inabili. La norma decorre dal 1 gennaio Interpretazione corretta della norma, che si applica al pubblico impiego, sulle percentuali di incremento dell indennità integrativa speciale (legge 730/1983), della norma sul contributo di solidarietà (legge 144/99) che spetta sia ai dipendenti che ai pensionati degli enti pubblici e della norma sul collocamento in pensione per il raggiungimento del massimo di contributi (art. 16, DL 98/2011); Misure specifiche per le Casse previdenziali professionali (sono sottoposte al controllo della Covip, articolo 14, DL 98/2011), i lavoratori autonomi e la contribuzione Enasarco (art. 18, Dl 98/2011); Le amministrazioni pubbliche possono, con preavviso di sei mesi, sciogliere il rapporto di lavoro con i dipendenti che raggiungono i 40 anni di contributi (art. 72, Dl 112/2008); la norma trova applicazione anche nel periodo ; Il lavoratore dipendente pubblico che intende restare in servizio anche dopo il raggiungimento dell età pensionabile presenta la propria disponibilità che è valutata dall amministrazione (modifica all art. 16, dlgs 503/92); Il trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici è erogato entro 24 mesi e non più entro sei mesi Fanno eccezione i collocamenti a riposo per il raggiungimento dell anzianità massima di servizio con leggi o regolamenti applicabili nell amministrazione; La norma si applica a decorrere dal 1 gennaio Sono estinti di diritto, per effetto dell articolo 38 del decreto legge 98/2011, i processi in materia previdenziale nei quali sia parte l Inps di valore non superiore a 500 euro con riconoscimento della pretesa economica del ricorrente; La misura dovrebbe interessare circa 150mila processi pendenti È richiesto un preventivo accertamento tecnico obbligatorio nei casi di controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità; 16
19 L istanza deve essere presentata presso il Tribunale nel cui circondario risiede il ricorrente Altre misure riguardano: Il pagamento dovuto dagli enti previdenziali ai procuratori legalmente costituiti; La prescrizione dei ratei arretrati a partire dal 1 gennaio 2012; Soppressione ed accorpamento di enti previdenziali pubblici (Ipsema ed Ispesl in Inail; Ipost in Inps; Enam in Inpdap; Enappsmsad in Enpals), riduzione dei componenti degli organi direttivi e degli emolumenti spettanti e contrasto al fenomeno degli abusi in materia di invalidità civile (art. 12, legge 122/2010). 17
20 Domande e risposte sulla riforma delle pensioni 2012 D) Sono un operaio finora in regime retributivo; come cambia il calcolo dell assegno pensionistico? R) Il regime retributivo si applica a coloro che alla data del 31 dicembre 1995 avevano maturato almeno 18 anni di contributi. Per effetto della modifica introdotta con il decreto legge 201/2011, sui contributi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2012 si applica il metodo contributivo che, in ragione del fatto che è utilizzato per una sola parte del montante, prende il nome di contributivo pro rata. D) Sono una lavoratrice impiegata in una azienda chimica: vorrei sapere se il passaggio dal retributivo al contributivo ha effetti negativi in termini di assegno pensionistico? R) Le simulazioni sembrano confermare una penalizzazione diffusa che naturalmente varia in ragione degli anni che mancano per il conseguimento dei requisiti per l accesso al trattamento pensionistico. Premesso che è necessario verificare caso per caso, si può arrivare ad ipotizzare una penalizzazione nell ordine di punti percentuali nel caso in cui al lavoratore mancano sei anni per l accesso al trattamento pensionistico. D) Sono occupato presso una azienda tessile e mi trovo nel regime misto, avendo cinque anni di anzianità contributiva prima del 1996; cosa mi cambia con l introduzione del contributivo pro rata? R) A chi si trova nel regime misto non cambia nulla, in quanto sui contributi maturati prima del 31 dicembre 1995 continuerà ad applicarsi il metodo retributivo, mentre in quelli successivi a quella data già si applica il metodo contributivo. D) Sono un impiegato in una azienda di servizi di Catania; a novembre 2011 ho raggiunto i 40 anni di contributi; quando potrò andare in pensione? R) La riforma introdotta con il decreto legge 201/2011 è a decorrere dal 1 gennaio A tutti coloro che hanno maturato i requisiti prima di questa data, si continua ad applicare la normativa vigente fino al 31 dicembre Nel caso specifico, la persona dovrà attendere la finestra a scorrimento, la quale, essendo l interessato un lavoratore dipendente, si aprirà decorsi dodici mesi e cioè a dicembre D) Sono occupato presso una azienda ospedaliera, per la quale presto lavoro anche in turni di notte; vi sono dei benefici in termini pensionistici? R) Per lavoro notturno, ai sensi della normativa vigente (dlgs 67/2011, come modificato dal decreto legge 201/2011), si intende un turno di almeno sei ore comprendente l intervallo mezzanotte-cinque del mattino per un determinato numero di notti (compreso nelle soglie e giornate di lavoro) o di almeno tre ore nell intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino per l intero anno lavorativo. Lavorando su turni, la persona interessata dovrà verificare il numero degli stessi nell arco dell anno, ricordando che per coloro che lavorano in attività usuranti resta il regime delle quote. Per l anno 2012, le quote che si applicano sono 98 (con età minima a 62 anni) e 97 (con età minima a 61 anni), rispettivamente in caso di lavoro notturno fra giornate e fra 72 e 77 giornate. Quote ed età minima sono destinate a crescere di una unità ciascuna a decorrere dal Superate le 78 giornate la quota è 97 con età minima a 61 anni. D) Sono uno studente universitario prossimo alla laurea; conviene riscattare gli anni del corso ai fini pensionistici? R) Il riscatto degli anni universitari conviene sotto il profilo previdenziale in quanto aumenta gli anni utili per il raggiungimento dei necessari requisiti. Deve, però, essere valutata con attenzione la convenienza economica. Infatti, il riscatto prevede il pagamento di un corrispettivo che è proporzionale 18

References: art. 1
 articolo 12
 articolo 18
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 6
 articolo 24
 articolo 34
 articolo 18
 articolo 72
 articolo 14
 art. 16
 articolo 38