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Timestamp: 2019-02-20 21:19:39+00:00

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Cari aderenti, come avevo anticipato nella mia precedente nota di commento alla legge di Bilancio 2019, le disposizioni relative ad una serie di interventi nell’ambito delle previsioni per la concessione del reddito di cittadinanza e di variazione alle disposizioni sulle regole pensionistiche sono state emesse in questi giorni.
Gli interventi sono contenuti nel Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 (D.L. 4/2019) dal titolo “Misure urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (con decorrenza 29/1/2019).
L’intero Decreto è disponibile cliccando qui
Il cosiddetto “decretone” era stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 17 gennaio 2019 e dopo la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in GU è entrato ora in vigore. Il provvedimento adesso dovrà essere convertito in Legge entro 60 giorni da Camera e Senato e in tale fase il Parlamento potrebbe apportare delle modifiche al testo (ad esempio è paventato un innalzamento a cinquant’anni dell’attuale limite per il riscatto contributivo agevolato di anni di non versamento o degli anni di studio universitario).
Il testo del D.L., oltre a reddito e pensione di cittadinanza e all’anticipazione dei requisiti per andare in pensione (cd Pensione Quota 100), contiene anche altre importanti misure sulle pensioni fra le quali il prolungamento dell’Opzione Donna, l’APE Sociale 2019, l’abrogazione dell’aumento dell’età pensionabile legata alla speranza di vita per i lavoratori precoci, l’introduzione della cd Pace Contributiva e altri provvedimenti legati all’INPS.
Provo ad approfondire sinteticamente cos’è e come funziona la “Pensione Quota 100“ e quali sono gli altri interventi con effetti sulla materia pensionistica (dei lavoratori privati).
Art. 14 - Disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi (c.d. Pensione Quota 100)
Commento: Nel triennio 2019-2021 gli iscritti alle gestioni INPS dipendenti, autonomi e gestione separata, possono accedere alla pensione quota 100; ovvero conseguire il diritto alla pensione anticipata se hanno almeno 62 anni e 38 anni di contributi versati.
La pensione quota 100 non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo; tale divieto ha effetto dal giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia. E’ possibile comunque cumulare redditi da lavoro autonomo occasionale fino a € 5.000 lordi annui.
i dipendenti pubblici che maturano i requisiti dopo il 1° aprile 2019 conseguono il diritto al trattamento pensionistico dopo 6 mesi dalla maturazione dei requisiti stessi.
La domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di 6 mesi; limitatamente alla quota 100 non si applica il collocamento a riposo d’ufficio.
Sempre per i dipendenti pubblici che vanno in pensione con la quota 100 o altro anticipo pensionistico è previsto il differimento TFR/TFS: il suo pagamento viene infatti differito al momento in cui gli stessi avrebbero maturato i normali requisiti di pensionamento.
9. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano per il conseguimento della prestazione di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, nonché alle prestazioni erogate ai sensi dell'articolo 26, comma 9, lettera b), e dell'articolo 27, comma 5, lettera f), del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
Altre misure pensionistiche contenute nel decreto-legge:
Art. 15 - Riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall'età anagrafica. Decorrenza con finestre trimestrali
1. Il comma 10 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente: «10. A decorrere dal 1° gennaio 2019 e con riferimento ai soggetti la cui pensione è liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, l'accesso alla pensione anticipata è consentito se risulta maturata un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti».
Art.16 - Opzione donna
Commento: Per il 2019 è riproposta la cd “opzione donna”, la misura dedicata alle lavoratrici che permette di accedere alla pensione in anticipo rispetto alle norme vigenti (anche se rispetto alla precedente versione si è allungato di 1 anno l’età a cui si può accedere).
In particolare le lavoratrici dipendenti che entro il 31/12/2018 hanno compiuto almeno 58 anni e maturato almeno 35 anni di contributi possono andare in pensione (per le lavoratrici autonome l’età minima deve essere di 59 anni, sempre con almeno 35 anni di contributi) optando per un metodo di calcolo interamente contributivo.
1. Il diritto al trattamento pensionistico anticipato è riconosciuto, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n.180, nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2018 hanno maturato un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un'età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome. Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Art.17 - Abrogazione incrementi età pensionabile per effetto dell'aumento della speranza di vita per i lavoratori precoci
Commento: Sono abrogate le previsioni degli incrementi dell’età pensionabile per effetto dell’aumento della speranza di vita a beneficio dei lavoratori precoci.
1. Per i soggetti che maturano i requisiti di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, non trovano applicazione dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2026 gli adeguamenti di cui all'articolo 1, comma 200, della medesima legge n. 232 del 2016 e di cui all'articolo 1, comma 149, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e gli stessi soggetti, a decorrere dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi. Conseguentemente, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 203, della legge n. 232 del 2016, è incrementata di 31 milioni di euro per l'anno 2019, 54,4 milioni di euro per l'anno 2020, 49,5 milioni di euro per l'anno 2021, 55,3 milioni di euro per l'anno 2022, 100 milioni di euro per l'anno 2023, 118,1 milioni di euro per l'anno 2024, 164,5 milioni di euro per l'anno 2025, 203,7 milioni di euro per l'anno 2026, 215,3 milioni di euro per l'anno 2027 e 219,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2028.
Art. 18 - Ape sociale
Commento: Si tratta di una norma speculare alla Legge 232 del 2016; in sostanza l’APE Sociale viene riproposta anche dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019.
1. All'articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole «31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2019». Conseguentemente, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 186 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 232 del 2016 è incrementata di 16,2 milioni di euro per l'anno 2019, 131,8 milioni di euro per l'anno 2020, 142,8 milioni di euro per l'anno 2021, 104,1 milioni di euro per l'anno 2022, 51,0 milioni di euro per l'anno 2023 e 2 milioni di euro per l'anno 2024 e l'articolo 1, comma 167, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 è soppresso. Le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo del comma 165, dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell'anno 2019.
Art. 19 - Termine di prescrizione dei contributi di previdenza e di assistenza sociale per le amministrazioni pubbliche
1. All'articolo 3 della legge 8 agosto 1995, n. 335, dopo il comma 10 è inserito il seguente:
«10-bis. Per le gestioni previdenziali esclusive amministrate dall'INPS cui sono iscritti i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i termini di prescrizione di cui ai commi 9 e 10, riferiti agli obblighi relativi alle contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria afferenti ai periodi di competenza fino al 31 dicembre 2014, non si applicano fino al 31 dicembre 2021, fatti salvi gli effetti di provvedimenti giurisdizionali passati in giudicato nonché il diritto all'integrale trattamento pensionistico del lavoratore.».
Art. 20 - Facoltà di riscatto periodi non coperti da contribuzione (c.d. Pace contributiva)
Commento: Per il triennio 2019-2021 gli iscritti alle gestioni INPS privi di anzianità contributiva al 31/12/1995, e non già titolari di pensione, possono riscattare in tutto o in parte fino a 5 anni di periodi di scoperture contributive, ricompresi tra il primo versamento contributivo e l’ultimo; quindi per i periodi in cui non sono stati versati contributi e non vi era obbligo contributivo, e dunque anche il riscatto della laurea. L’importo del riscatto può essere effettuato in 60 rate senza interessi, salvo il riscatto stesso non venga utilizzato per l’immediata liquidazione di una pensione, nel qual caso il versamento deve essere in unica soluzione, e può essere detratto al 50% in 5 anni. Per i lavoratori privati il datore di lavoro può sostenere il costo del riscatto utilizzando il premio di produzione.
I riscatti previsti sono consentiti a coloro che non hanno più di quarantacinque anni.
1. In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione, hanno facoltà di riscattare, in tutto o in parte, i periodi antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto compresi tra la data del primo e quella dell'ultimo contributo comunque accreditato nelle suddette forme assicurative, non soggetti a obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria. Detti periodi possono essere riscattati nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi.
2. L'eventuale successiva acquisizione di anzianità assicurativa antecedente al 1° gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del riscatto già effettuata ai sensi del presente articolo, con conseguente restituzione dei contributi.
3. La facoltà di cui al comma 1 è esercitata a domanda dell'assicurato o dei suoi superstiti o dei suoi parenti ed affini entro il secondo grado, e l'onere è determinato in base ai criteri fissati dal comma 5 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. L'onere così determinato è detraibile dall'imposta lorda nella misura del 50 per cento con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.
4. Per i lavoratori del settore privato l'onere per il riscatto di cui al comma 1 può essere sostenuto dal datore di lavoro dell'assicurato destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso. In tal caso, è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo e, ai fini della determinazione dei redditi da lavoro dipendente, rientra nell'ipotesi di cui all'articolo 51, comma 2, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
5. Il versamento dell'onere può essere effettuato ai regimi previdenziali di appartenenza in unica soluzione ovvero in massimo 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a euro 30, senza applicazione di interessi per la rateizzazione. La rateizzazione dell'onere non può essere concessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per l’immediata liquidazione della pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l'accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari; qualora ciò avvenga nel corso della dilazione già concessa, la somma ancora dovuta sarà versata in unica soluzione.
6. All'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, dopo il comma 5-ter, è aggiunto, in fine, il seguente:
«5-quater. La facoltà di riscatto di cui al presente articolo, dei periodi da valutare con il sistema contributivo, è consentita, fino al compimento del quarantacinquesimo anno di età. In tal caso, l'onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda.».
Art. 21 - Esclusione opzionale dal massimale contributivo dei lavoratori che prestano servizio in settori in cui non sono attive forme di previdenza complementare compartecipate dal datore di lavoro
Art. 22 - Fondi di solidarietà bilaterali
Rientrano altresì tra le competenze del Fondo di cui al presente comma, a valere sulle risorse appositamente previste dalla contrattazione collettiva di settore, i programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, nonché le altre misure di politica attiva stabilite dalla contrattazione collettiva stessa.

References: Art. 14

Art. 15

Art.16

Art.17

Art. 18
 articolo 1

Art. 19

Art. 20
in fine

Art. 21

Art. 22