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⭐COMUNE DI SEDEGLIANO
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1 REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA PROVINCIA DI UDINE COMUNE DI SEDEGLIANO REGOLAMENTO GENERALE DI FOGNATURA APPROVATO CON DELIBERAZIONE CONSILIARE N 50 DEL2 - 2 -3 Cap. 1 - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE - 3 -4 ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1 Ai sensi del D.Lgs n. 152 e s.m.i., del D.P.G.R. 23 agosto 1982 n. 0384/Pres (limitatamente a quanto non in contrasto con le disposizioni di cui al D.Lgs. 152/06 e succ. modifiche ed integrazioni), della Delibera del Comitato Interministeriale per la tutela delle acque dall'inquinamento dd. 4 febbraio 1977 (limitatamente a quanto non in contrasto con le disposizioni di cui al D.Lgs. 152/2006), viene adottato il presente regolamento di fognatura. Il presente regolamento, pertanto, ha per oggetto la regolamentazione degli scarichi di acque reflue, provenienti dagli insediamenti di qualunque tipo, ubicati sul territorio comunale ed aventi recapito nella rete fognaria del territorio comunale di Sedegliano. 2. In particolare ha lo scopo di: a) definire i limiti di emissione, le norme e le prescrizioni riguardanti gli scarichi idrici nella pubblica fognatura; b) definire i casi per i quali sussiste l'obbligo di allacciamento alla rete fognaria; c) fissare le procedure istruttorie per il rilascio delle autorizzazioni all allacciamento ed allo scarico in pubblica fognatura; d) fissare le norme tecniche per la realizzazione degli allacciamenti alla rete fognaria, le caratteristiche degli impianti e delle reti fognarie interne, anche ai fini dei controlli; e) disciplinare i provvedimenti amministrativi e tecnici per il rilascio delle autorizzazioni allo scarico delle acque reflue domestiche e assimilate alle domestiche che non recapitano in rete fognaria, secondo quanto previsto dalla L.R. 26/02/01 n.7; f) fornire appositi indirizzi ed utili indicazioni per la gestione delle acque meteoriche; g) definire un regime transitorio di adeguamento degli scarichi già in essere alla data di approvazione dello stesso; h) stabilire le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme regolamentari; i) regolamentare in generale i rapporti tra l Amministrazione Comunale, il Gestore e gli utenti. ART. 2 OBBLIGO DI OSSERVANZA I titolari di scarichi di qualsiasi tipo e natura in essere e di futura realizzazione che s'immettono nelle reti fognarie, sono tenuti in base agli art.li 101 e 107 del D.Lgs. 152/2006 all'osservanza delle norme, dei limiti di emissione e delle prescrizioni contenute nel presente Regolamento, dalla data di approvazione dello stesso. ART. 3 TERMINOLOGIA Nel presente Regolamento si adotta la seguente terminologia: Rete fognaria: un sistema di condotte per la raccolta ed il convogliamento delle acque reflue urbane. Rete fognaria di tipo separato: la rete fognaria costituita da due condotte o canalizzazioni, una adibita alla raccolta ed al convogliamento delle sole acque meteoriche di dilavamento e dotata o meno di dispositivi per la raccolta e la separazione delle acque di prima pioggia, l altra adibita alla raccolta ed al - 4 -5 convogliamento delle acque reflue urbane unitamente alle eventuali acque di prima pioggia; Fognature miste: sistema di reti fognarie convoglianti acque reflue urbane e acque di provenienza meteorica e/o di lavaggi; Pozzetto di prelievo o campionamento o ispezione: manufatto, di norma, collocato all esterno della proprietà e che consente il prelievo di campioni secondo le procedure vigenti, per il controllo della qualità delle acque di scarico; Scaricatori di piena: sono considerati sfioratori o scaricatori di piena quei manufatti che consentono lo scarico delle portate di supero, in tempo di pioggia, in determinate sezioni delle reti fognarie urbane di tipo misto, quando le portate superano certi limiti; Canalizzazione interna: la parte della canalizzazione orizzontale di un edificio che raccoglie ed allontana le acque reflue e meteoriche all'interno delle proprietà private, fino al pozzetto di ispezione posto al limite ed all esterno delle stesse; Canalizzazione esterna: la parte della canalizzazione necessaria all'allacciamento, dal pozzetto di ispezione, posto al limite ed all esterno delle proprietà, fino al collettore fognario consortile o comunale; Condotta forzata (o in pressione): un tratto di canalizzazione posto a seguito di un impianto di sollevamento nel quale non si potranno realizzare allacciamenti e derivazioni, in quanto il regime idraulico, regolato dalle pompe, è di condotta in pressione, che permette di superare, in contro pendenza, dislivelli più o meno accentuati; Acque reflue urbane: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato; Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche; Acque reflue assimilate alle domestiche: sono assimilate alle acque reflue domestiche le acque reflue: a) provenienti da imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del terreno e/o alla selvicoltura; b) provenienti da imprese dedite ad allevamento di bestiame che, per quanto riguarda gli effluenti di allevamento, praticano l utilizzazione agronomica in conformità alla disciplina regionale stabilita sulla base dei criteri e delle norme tecniche generali di cui all art. 112, comma 2 del D.Lgs. 152/06, e che dispongono di almeno un ettaro di terreno per ognuna delle quantità indicate nella Tab. 6 dell Allegato 5 alla Parte Terza del citato D.Lgs.; c) provenienti da imprese dedite alle attività di cui ai precedenti punti a) e b), che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata provenienti in misura prevalente dall attività di coltivazione dei fondi di cui si abbia a qualunque titolo la disponibilità; d) provenienti da impianti di acquacoltura e di piscicoltura che diano luogo a scarico e si caratterizzino per una densità di allevamento pari o inferiore a 1 Kg/mq di specchio d acqua o in cui venga utilizzata una portata d acqua pari o inferiore a 50 litri al minuto secondo; e) aventi caratteristiche qualitative e quantitative equivalenti a quelle domestiche e indicate dalla vigente normativa regionale; f) provenienti da attività termali, fatte salve le discipline regionali di settore; g) gli scarichi degli edifici nell ambito di un insediamento commerciale o di produzione di beni, destinati a servizi igienico-sanitari, a mense e ad abitazioni delle maestranze, dotati di propri - 5 -6 scarichi terminali; h) gli scarichi di alberghi, camping, bar, agriturismi e ristoranti, limitatamente ai servizi di ristorazione, pernottamento e lavanderia interna; i) gli scarichi di attività commerciali di vendita al minuto di generi alimentari e di cura della persona. Acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle quelle meteoriche di dilavamento; Acque meteoriche: acque piovane raccolte da superfici permeabili ed impermeabili (strade, piazzali, tetti, terrazze, ecc.) e canalizzate verso un corpo ricettore; Acque di prima pioggia : frazione delle acque meteoriche che trasporta con sé, per trascinamento o solubilizzazione, il maggior carico inquinante dovuto al dilavamento delle sostanze presenti sulle superfici impermeabili adibite allo svolgimento di attività produttive; Acque di raffreddamento: acque utilizzate esclusivamente da scambiatori di calore a fascio tubiero o sistemi equivalenti, climatizzatori, che non subiscono processi chimici o di contaminazione; Acque di processo: acque reflue provenienti dai cicli di lavorazione di un insediamento produttivo; Acque nere: acque reflue provenienti dai servizi igienici, escluse le acque saponate; Acque saponate: acque reflue provenienti dai servizi igienici, dalle docce, dalle lavanderie, dalle cucine, ecc., con esclusione delle acque nere; Scaricatori di piena (*): sono considerati sfioratori o scaricatori di piena quei manufatti che consentono lo scarico delle portate di supero, in tempo di pioggia, in determinate sezioni delle reti fognarie urbane di tipo misto, quando le portate superano certi limiti; Scarico: qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collegamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all'articolo 114; Acque di scarico: tutte le acque reflue provenienti da uno scarico; Scarichi esistenti: gli scarichi di acque reflue urbane che alla data del 13/06/1999 erano in esercizio e conformi al regime autorizzativo previgente e gli scarichi di impianti di trattamento di acque reflue urbane per i quali alla stessa data erano già state completate tutte le procedure relative alle gare d appalto e di affidamento dei lavori, nonché gli scarichi di acque reflue domestiche che alla data del 13/06/1999 erano in esercizio e conformi al previgente regime autorizzativo e gli scarichi di acque reflue industriali che alla data del 13/06/1999 erano in esercizio e già autorizzati; Trattamento appropriato: il trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo per un sistema di smaltimento che dopo lo scarico garantisca la conformità dei corpi idrici ricettori ai relativi obbiettivi di qualità, ovvero sia conforme alle disposizioni della Terza Parte del D.Lgs. 152/06; Trattamento primario: il trattamento delle acque reflue che comporti la sedimentazione dei solidi sospesi mediante processi fisici e/o chimico-fisici e/o altri, a seguito dei quali prima dello scarico il BOD 5 delle acque in trattamento sia ridotto almeno del 20% ed i solidi sospesi totali almeno del 50%; Trattamento secondario: il trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo che in genere comporta il trattamento biologico con sedimentazione secondaria, o mediante altro processo in cui - 6 -7 vengano rispettati i requisiti di cui alla tabella 1 dell'allegato 5 alla Parte Terza del D. Lgs. n 152/06; Valore limite di emissione: limite di accettabilità di una sostanza inquinante contenuta in uno scarico, misurata in concentrazione, oppure in massa per unità di prodotto o di materia prima lavorata, o in massa per unità di tempo, i valori limite di emissione possono essere fissati anche per determinati gruppi, famiglie o categorie di sostanze. I valori limite di emissione delle sostanze si applicano di norma nel punto di fuoriuscita delle emissioni dall impianto, senza tener conto dell eventuale diluizione; l effetto di una stazione di depurazione di acque reflue può essere preso in considerazione nella determinazione dei valori limite di emissione dell impianto, a condizione di garantire un livello equivalente di protezione dell ambiente nel suo insieme e di non portare carichi inquinanti maggiori nell ambiente; Disinfezione: trattamento delle acque reflue mirato a ridurre l attività patogena al di sotto di un determinato livello; Pozzo perdente o pozzo assorbente: sistema di drenaggio collocato in un terreno permeabile in cui viene immessa l acqua di scarico e/o l acqua meteorica per essere dispersa nel terreno; Vasca o fossa settica tradizionale: vasca di sedimentazione chiusa in cui i fanghi sedimentati sono a diretto contatto con l acqua reflua che scorre attraverso la fossa e nella quale i materiali solidi sono parzialmente decomposti per batterica anaerobica (es. nella variante cilindrica fossa tipo SADO ); Vasca o fossa Imhoff: struttura a due piani in cui la parte superiore funge da vasca di sedimentazione e la parte inferiore da digestore anaerobico; Gestore : soggetto che, in base ad apposita convenzione o da norma di legge, gestisce i servizi idrici integrati; D.Lgs. 152/2006: testo vigente del Decreto Legislativo n. 152, pubblicato sul S.O. 96/L alla G.U. n. 88 del , recante Norme in materia ambientale. stabilimento industriale o, semplicemente, "stabilimento": qualsiasi stabilimento nel quale si svolgono attività commerciali o industriali che comportano la produzione, la trasformazione e/o l'utilizzazione delle sostanze di cui alla Tab. 3 all Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs 152/006, ovvero qualsiasi altro processo produttivo che comporti la presenza di tali sostanze nello scarico; agglomerato: area in cui la popolazione, ovvero le attività produttive, sono concentrate in misura tale da rendere ammissibile, sia tecnicamente che economicamente in rapporto anche ai benefici ambientali conseguibili, la raccolta ed il convogliamento delle acque reflue urbane verso un sistema di trattamento o verso un punto di recapito finale; abitante equivalente (a.e.): il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno. Nel presente Regolamento il termine rete fognaria, per ragioni di facilità di stesura e lettura ricorre anche con il sinonimo di fognatura8 ART. 4 PROPRIETÀ DEI MANUFATTI 1. Sono di proprietà del Comune di Sedegliano tutte le reti fognarie costruite a cura dell'amministrazione Comunale, con o senza finanziamenti pubblici e/o privati. Sono altresì di proprietà comunale le reti fognarie costruite da privati con finanziamenti di qualsiasi forma, poste sul suolo pubblico, ad uso pubblico e ad uso collettivo, nonché quelle costruite da privati come opere di urbanizzazione. 2. La proprietà delle reti fognarie viene determinata esclusivamente da quanto suddetto, indipendentemente dal fatto che le stesse siano posate sotto strade comunali, vicinali, sia pubbliche che private, od aree private ad uso collettivo. ART. 5 OBBLIGO DI ALLACCIAMENTO ALLA RETE FOGNARIA 1. Tutte le acque di scarico di qualsiasi origine, provenienti da edifici ed insediamenti di qualsiasi specie, adiacenti, anche solo in parte, una via, uno spazio pubblico, uno spazio ad uso pubblico o ad uso collettivo percorso da una rete fognaria, debbono venire in esso recapitate, salvo i casi specifici previsti dai successivi articoli. 2. Nel caso di edifici esistenti serviti dalla rete fognaria la richiesta di allacciamento, dovrà essere presentata, salvo diversa prescrizione del Comune di Sedegliano, nei termini di cui al comma 3 dell art. 73, seguendo le norme stabilite nella successiva parte terza. 3. Nel caso di edifici esistenti da allacciare a seguito della realizzazione di nuove reti fognarie la richiesta di allacciamento dovrà essere presentata entro 90 (novanta) giorni dal ricevimento di apposito avviso, notificato dal Comune di Sedegliano, contenente modalità e tempi di esecuzione. 4. Nel caso di costruzione di nuovi edifici serviti dalla rete fognaria la richiesta di allacciamento dovrà essere presentata contestualmente alla richiesta di provvedimento edilizio. 5. L ente gestore in conformità alle vigenti disposizioni legislative, statutarie, regolamentari e contrattuali stabilirà, per casi eccezionali e motivati, eventuale deroga a quanto prescritto. 6. L'obbligo di allacciamento alla rete fognaria sussiste quando la distanza, misurata in linea retta, tra il confine di proprietà e la rete fognaria non supera: a) 50 metri per insediamenti residenziali ad uso abitativo di tipo singolo; b) 100 metri per insediamenti residenziali ad uso abitativo plurifamiliare o condominiale nonché per gli insediamenti non residenziali aventi scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche; c) 200 metri per gli stabilimenti industriali; Ciò implica il divieto di effettuare immissioni di acque di scarico in qualsiasi altro recapito diverso dalla rete fognaria. 7. L ente gestore, stabilirà per casi eccezionali e motivati, eventuale deroga a quanto prescritto alle lett. a, b, c, del comma precedente. 8. Sono fatte salve le indicazioni più restrittive fornite dall'autorità preposta al rilascio dell'autorizzazione allo scarico nei ricettori diversi dalla rete fognaria. L ente gestore stabilirà caso per caso la possibilità di allacciare alle reti fognarie gli insediamenti posti a distanze superiori di quelle sopra indicate, qualora ne ricorrano i presupposti. 9. Il Comune di Sedegliano, comunica ai titolari degli insediamenti interessati dagli interventi di realizzazione della rete fognaria l'obbligo di allacciamento previsto, con le modalità ed i tempi di esecuzione, fatta salva la possibilità, da parte degli interessati, di giustificare la validità del sistema di smaltimento in atto e/o dimostrare l'impossibilità tecnica o l'eccessiva onerosità per la realizzazione delle opere sopra descritte9 ART. 6 AUTORIZZAZIONI ALL ALLACCIAMENTO E ALLO SCARICO Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati. Nel caso di costruzioni di nuovi edifici e/o nuovi allacciamenti di edifici esistenti, le domande di allacciamento e/o scarico dovranno essere presentate contestualmente alla richiesta di concessione edilizia o DIA (L.R. 5/2007); 1. ACQUE REFLUE DOMESTICHE: gli scarichi di acque reflue domestiche provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi recapitanti nella rete fognaria e derivanti prevalentemente da metabolismo umano e da attività domestiche, sono sempre ammessi nel rispetto delle norme della vigente normativa e del presente Regolamento e qualora la capacità idraulica delle reti fognarie risulti idonea. Per le acque reflue derivanti dalle imprese agricole, di cui al comma 7 dell art. 101 del D.Lgs. 152/06, l Amministrazione Comunale, secondo parere tecnico del Gestore, si riserva di imporre l adozione di specifici trattamenti allo scarico qualora ritenuti necessari. 2. ACQUE REFLUE ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE: i titolari di scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche devono presentare la domanda di autorizzazione allo scarico all autorità competente al rilascio con le modalità previste dal presente Regolamento. L autorizzazione all allaccio ed allo scarico è rilasciata al titolare dell attività da cui origina il reflue. L autorizzazione allo scarico è valida 4 anni dal momento del rilascio, rinnovabile previa comunicazione ( a cura del soggetto autorizzato) qualora non intervengano modifiche allo scarico stesso; 3. ACQUE REFLUE INDUSTRIALI: i titolari di scarichi di acque reflue industriali devono presentare la domanda di autorizzazione all allacciamento ed allo scarico all autorità competente al rilascio con le modalità previste dal presente Regolamento. L autorizzazione allo scarico è rilasciata al titolare dell attività da cui origina il reflue. L autorizzazione allo scarico è valida 4 anni dal momento del rilascio, rinnovabile previa comunicazione (a cura del soggetto autorizzato) qualora non intervengano modifiche allo scarico stesso. Un anno prima della scadenza dell autorizzazione allo scarico deve essere richiesto il rinnovo dell autorizzazione stessa. Se la domanda di rinnovo è stata tempestivamente presentata, lo scarico può essere provvisoriamente mantenuto in funzione, nel rispetto delle prescrizioni contenute nella precedente autorizzazione, fino all adozione di un nuovo provvedimento. Per gli scarichi contenenti le sostanze pericolose di cui all art. 108 del D.Lgs. 152/06 il rinnovo dell autorizzazione deve essere concesso, in modo espresso, entro e non oltre 6 mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale termine, lo scarico dovrà cessare immediatamente. 4. ACQUE METEORICHE DI DILAVAMENTO PIAZZALI: i titolari di scarichi di acque meteoriche di dilavamento dei piazzali, sui quali vi sia pericolo di deposizione di sostanze inquinanti, devono presentare la domanda di autorizzazione all allacciamento ed allo scarico all autorità competente al rilascio con le modalità previste dal presente Regolamento. Gli scarichi di acque meteoriche e di dilavamento piazzali o aree esterne impermeabili di particolari insediamenti nei quali vi sia pericolo di deposizione di sostanze pericolose sulle superfici stesse, sono soggette a specifico nulla osta allo scarico e relative prescrizioni. Alla stessa disciplina sono soggette le acque meteoriche che, data la loro provenienza, pur non contenendo sostanze pericolose, necessitino di pretrattamento prima dell immissione nella rete fognaria. Ad insindacabile giudizio del Comune di Sedegliano le acque reflue da trattare potranno corrispondere all intero carico meteorico ovvero alla sola frazione di prima pioggia come definita all art10 ART. 7 SPESE PER LE AUTORIZZAZIONI ED IL NULLA OSTA ALLO SCARICO 1. Gli oneri occorrenti per effettuare i rilievi, gli accertamenti, i controlli ed i sopralluoghi necessari per l istruttoria delle istanze di autorizzazione allo scarico, come previsto al comma 11 dell art. 124 e all art. 125 del D.Lgs. 152/06 per gli scarichi di acque reflue industriali, sono a carico dei titolari dei singoli insediamenti, i quali sono tenuti a versare al Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o Autorità d Ambito, l importo stabilito quale condizione di procedibilità della domanda. L ente gestore completata l istruttoria, provvede al calcolo definitivo delle spese sostenute, richiedendo all interessato l eventuale importo a saldo. 2. Sono altresì a carico dei richiedenti le spese di notifica e le imposte di bollo relative ai provvedimenti previsti dal presente Regolamento11 Cap. 2 DISCIPLINA DEGLI SCARICHI12 ART. 8 SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE ED ASSIMILATE 1. Gli scarichi di acque reflue domestiche provenienti da insediamenti di tipo residenziale, recapitanti nella rete fognaria sono sempre ammessi nel rispetto delle norme del presente Regolamento approvato dal Comune di Sedegliano; 2. L'ammissione al servizio di fognatura e depurazione, sarà regolata attraverso il rilascio di apposita autorizzazione allo scarico; 3. La conformità degli scarichi di acque reflue domestiche si presuppone di norma osservata, perciò i controlli analitici potranno essere effettuati a giudizio dell autorità competente al rilascio dell autorizzazione ed al controllo del rispetto dell autorizzazione stessa; 4. Gli scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche, poiché presentano caratteristiche qualitative e quantitative equivalenti alle stesse, sono disciplinate dalla normativa vigente in materia di tutela delle acque dall inquinamento e devono rispettare le norme tecniche e le prescrizioni stabilite nel presente regolamento. 5. L autorità competente al rilascio dell autorizzazione di cui sopra potrà prescrivere eventuali prettrattamenti prima de recapito nella rete fognaria, al fine di salvaguardare le tubazioni ed il regolare funzionamento dell impianto di trattamento finale a cui la rete fognaria recapita. 6. L assimilabilità degli scarichi dovrà essere di norma dimostrata a mezzo di specifici referti di analisi chimica effettuati su campioni rappresentativi dello scarico. ART. 9 SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ENTRO I VALORI LIMITE DI EMISSIONE DI TABELLA 3 ALLEGATO 5 PARTE TERZA AL D.Lgs. 152/06 1. Tutti gli scarichi di acque reflue industriali provenienti dagli stabilimenti industriali che recapitano nella rete fognaria sono disciplinati esclusivamente dal presente Regolamento e, salvo i casi riportati all'art. 11, sono soggetti al rispetto dei valori limite di emissione di cui alla tabella 3 allegato 5 parte terza al D.Lgs. 152/ L ente gestore, vigilerà sull'osservanza del presente Regolamento, nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni, riservandosi la facoltà di prescrivere opere di pretrattamento o di trattamento, e di quant'altro riterrà utile per la salvaguardia ed il funzionamento della rete fognaria e degli impianti di depurazione ad essa commessa; L ente gestore, anche su proposta degli altri soggetti preposti al controllo, potrà richiedere che gli scarichi parziali includenti le sostanze contenenti Arsenico, Cadmio, Cromo totale, Cromo esavalente, Mercurio, Nichel, Piombo, Rame, Selenio, Zinco, Oli minerali non persistenti e idrocarburi di origine petrolifera non persistenti, Composti organici alogenati (compresi i pesticidi clorurati), Pesticidi fosforati, composti organici dello Stagno e Sostanze di cui è provato il potere cancerogeno (sostanze di cui ai numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12, 15, 16, 17 e 18 della tabella 5 dell allegato 5 parte terza al D.lgs 152/06, subiscano un trattamento particolare prima della loro confluenza nello scarico generale; 4. I valori limite di emissione non possono essere in alcun caso conseguiti mediante diluizione con acque prelevate esclusivamente allo scopo. Non è comunque consentito diluire con acque di raffreddamento, di lavaggio o prelevate esclusivamente allo scopo gli scarichi parziali di cui al precedente comma 3, prima del trattamento degli scarichi parziali stessi per adeguarli ai limiti previsti dal presente Regolamento. L ente gestore, in sede di autorizzazione può prescrivere che lo scarico delle acque di raffreddamento, di lavaggio, ovvero impiegate nella produzione di energia, sia13 separato dallo scarico terminale di ciascun stabilimento ; 5. Il titolare dello scarico di acque reflue industriali, è responsabile, verso il Comune di Sedegliano e verso terzi, di qualsiasi danno arrecato a persone e cose in conseguenza delle sostanze scaricate ed è obbligato al rispetto delle prescrizione riportate nell autorizzazione allo scarico. Sono fatti salvi gli effetti di eventuali deleghe ambientali a personale interno alle aziende o a soggetto terzo responsabile ; 6. Le variazioni di qualità, portata e/o concentrazione dei reflui industriali, devono essere per tempo comunicate e programmate di concerto con l ente gestore; 7. Il titolare dello scarico è obbligato in ogni caso a: a) gestire in modo accurato l eventuale impianto di trattamento delle acque reflue prevedendone la periodica manutenzione, al fine di garantire il corretto funzionamento dello stesso ed il rispetto dei valori limite di emissione dello scarico previsti dall'autorizzazione e/o dal presente Regolamento; b) assicurare un numero sufficiente di autocontrolli, almeno con la frequenza prescritta nell autorizzazione allo scarico, alle acque reflue immesse nella rete fognaria (ed eventualmente a quelle in ingresso ed in uscita al depuratore); i risultati di tali accertamenti, sottoscritti da tecnici abilitatati, dovranno essere messi a disposizione del soggetto preposto al controllo; c) nel caso di inefficienza dell impianto di trattamento, dovrà provvedere alla immediata comunicazione al Comune di Sedegliano e/o all Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o Autorità d Ambito, segnalando i disservizi ed i provvedimenti adottati per limitare i fenomeni di inquinamento; d) attivare immediatamente, qualora si verifichino interruzioni temporanee (parziali e totali) del ciclo depurativo, tutte le procedure che consentano in breve tempo il ripristino della normalità del ciclo depurativo; e) prevedere, qualora prescritto, un apposito registro per l annotazione degli interventi di manutenzione effettuati e la registrazione delle analisi; f) smaltire i fanghi di depurazione nelle forme e nei modi stabiliti dalla normativa vigente. 8. L ente gestore, si riserva di imporre specifiche restrizioni sui singoli scarichi (sia in termini di portata che di concentrazione), in relazione alle caratteristiche idrauliche della rete fognaria, alla necessità di mantenere il buon funzionamento gli impianti di trattamento a servizio della rete stessa al fine del rispetto dei valori limite di emissione previsti dalle vigenti normative. Inoltre, per esigenze legate al buon funzionamento degli impianti e della rete potranno essere imposti tempi ed orari di immissione delle acque di scarico tali da facilitare od ottimizzare il funzionamento del sistema rete fognaria/depuratore. ART. 10 SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI IN DEROGA AI VALORI LIMITE DI EMISSIONE DI TABELLA 3 ALLEGATO 5 PARTE TERZA AL D.Lgs. 152/06 1. Per gli scarichi di acque reflue industriali in reti fognarie, su richiesta degli interessati ed a seguito di apposita autorizzazione e convenzione, potranno essere derogati i limiti di emissione previsti dalla tabella 3 allegato 5 parte terza al D.Lgs. 152/06; 2. Le concentrazioni di ammissibilità per tali sostanze, compatibili con i processi di depurazione degli impianti stessi, saranno tali che l effluente finale in uscita dall impianto stesso, rispetti i limiti di emissione previsti dalla normativa vigente; 3. Il carico totale depurabile dell impianto (o degli impianti) di depurazione comunale sarà riservato prioritariamente agli scarichi di acque reflue domestiche, assimilate alle domestiche ed industriali conformi ai valori limite di emissione regolamentari di cui all'art. 10, ubicati nel territorio comunale e, secondariamente, alla necessità delle aziende di immettere nella rete fognaria, scarichi di acque14 reflue industriali in deroga alle concentrazioni di cui alla tabella 3 allegato 5 parte terza al D.Lgs. 152/06; 4. Le deroghe ai limiti della succitata tabella 3 allegato 5 parte terza al D.Lgs. 152/06 potranno essere ammessi al fine di non saturare subito le potenzialità del depuratore e la qualità dei fanghi, solo nelle seguenti condizioni: a) nel rispetto dei limiti di concentrazione imposti dalla potenzialità residua dell impianto; b) quando i valori dei parametri (quantità e qualità) delle acque in ingresso all impianto di depurazione comunale rispettino quanto riportato nel presente regolamento e comunque quando gli scarichi in deroga non possano interferire o modificare i processi depurativi in atto all impianto; c) per particolari scarichi di acque reflue industriali in fase di avvio impianto/attività o in regime di adeguamento/riorganizzazione dei cicli produttivi (deroghe temporanee, senza convenzione); 5. Le disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 dell art.10 si applicano anche agli scarichi di acque reflue industriali in deroga alla tabella 3 allegato 5 parte terza al D.Lgs. 152/06 di cui al presente articolo; 6. Sono in ogni caso fatti salvi gli effetti delle deroghe già concesse o in istruttoria alla data di entrata in vigore del presente Regolamento; 7. Nel caso di revoca o rinuncia alle deroghe concesse ai sensi del comma 2, l Amministrazione Comunale e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o Autorità d Ambito, prescriverà al titolare dello scarico un periodo di adeguamento ai valori limite di emissione di tabella 3 allegato 5 parte terza al D.Lgs. 152/06 non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni, fissando eventuali valori limite di emissione transitori ed i relativi corrispettivi di cui all art. 67. Sono fatti salvi eventuali termini più restrittivi da adottare su espressa istanza del titolare dello scarico o in caso di particolari situazioni legate alla gestione dell impianto centralizzato o al rispetto dei valori limite di emissione allo scarico terminale. ART. 11 SCARICHI DI ACQUE METEORICHE E ACQUE DI PRIMA PIOGGIA 1. Gli scarichi di acque meteoriche, provenienti da qualsiasi tipo di insediamento, che non presentano contaminazione significativa (acque raccolte nei giardini, cortili, coperture, ecc ), devono: - in caso di fognature separate, essere allacciate nell'apposita fognatura di rete acque bianche; - in caso di fognatura mista essere smaltite in corpi ricettori diversi dalla rete fognaria o in caso di impossibilità essere allacciate alla rete fognaria di tipo misto compatibilmente con la capacità ricettiva della rete stessa; 2. In ogni caso l ente gestore, al fine di limitare il carico idraulico delle condotte fognarie ed evitare tracimazioni in occasione di violente precipitazioni, si riserva la facoltà di individuare corpi ricettori diversi e prescrivere forme di scarico autonomo, anche parziale, delle acque meteoriche stesse, per le utenze già allacciate alla rete o nei casi in cui è ammesso lo scarico in fognatura ai sensi del comma 1; nonché di prescrivere alle utenze di qualsiasi tipo, già allacciate o da allacciare alla rete fognaria anche in sede di autorizzazione all'allacciamento, l'installazione di specifici dispositivi antiriflusso (ad esempio valvole a "clapet" o simili); 3. Per gli scarichi di acque meteoriche e di dilavamento di piazzali, parcheggi o aree esterne impermeabili di particolari insediamenti (lavorazioni o riparazioni meccaniche, attività di stoccaggio e distribuzione carburanti ed oli combustibili, di presidi sanitari, demolizione di autoveicoli e comunque per i casi che l ente gestore, lo ritenga necessario) ed in quelli nei quali vi sia pericolo di deposizione di sostanze pericolose sulle superfici stesse, dovrà essere prescritta l'installazione di impianti di pretrattamento o trattamento appositamente dimensionati. 4. Ai fini del presente Regolamento sono considerate acque meteoriche di "prima pioggia" quelle corrispondenti, per ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita15 sull intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio. Per il calcolo delle portate, si stabilisce che tale valore si verifichi in 15 minuti; i coefficienti di afflusso alla rete si assumono pari a : ϕ1 = 0.90 per zone con elevata densità costruttiva ϕ2 = 0.60 per zone con densità costruttiva semintensiva ϕ3 = 0.20 per zone con ridotta densità costruttiva ϕ4 = 0.10 per aree non edificabili (giardini parchi ecc) ϕ5 = 0 per superfici non battute, terre coltivate Calcolo delle acque meteoriche di" prima pioggia" (1) V = (S 1 x ϕ 1 + S 2 x ϕ 2 + S 3 x ϕ 3 + S 4 x ϕ 4 + S 5 x ϕ 5 ) x (2) Q = (S 1 x ϕ 1 + S 2 x ϕ 2 + S 3 x ϕ 3 + S 4 x ϕ 4 + S 5 x ϕ 5 ) x Dove: S1 = Superficie scolante impermeabile (mq); S2 = Superficie scolante permeabile (mq); ϕ = Coefficiente di afflusso; V = Volume acque di 1 a pioggia (mc); Q = Portata in litri al secondo; 5. Per il dimensionamento degli impianti di trattamento delle acque di cui al presente articolo (es. sedimentazione, disoleatura, ecc ) potranno essere comunque adottati anche criteri più restrittivi (es. metodo DIN 1999 semplificato); 6. Gli scarichi di acque meteoriche esistenti alla data di entrata in vigore del presente Regolamento si intendono autorizzati purchè gli allacciamenti alla rete fognaria siano stati realizzati in conformità alle norme tecniche riportate nel Capo III, salva la possibilità del Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o Autorità d Ambito, di prescrivere i pretrattamenti di cui al comma 2 e 3 del presente articolo. 7. Tutti i nuovi allacciamenti di scarichi di acque meteoriche di cui al precedente comma 3 sono soggette a specifica autorizzazione allo scarico per l ammissione al servizio; 8. I titolari di stabilimenti industriali devono assumere tutti gli accorgimenti atti ad impedire che le acque meteoriche e di dilavamento delle relative superfici impermeabilizzate possano trasportare, per trascinamento o solubilizzazione, nella rete fognaria residui di processo o di lavorazione. 9. È comunque vietato lo scarico o l'immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee.- ART. 12 RILASCI IDRICI Non sono ammesse nella rete fognaria le acque derivanti da: a) restituzione di acque utilizzate per scopi irrigui (compresa la regimazione dei canali); b) restituzione delle acque utilizzate per la produzione di energia idroelettrica; c) sondaggi o perforazioni diversi da quelli relativi alla ricerca ed estrazione di idrocarburi (es. terebrazione di pozzi di captazione acqua da destinarsi al consumo umano o agli usi industriali); d) acque utilizzate in impianti di potabilizzazione (lavaggio serbatoi, spurgo condotte di acquedotto, esubero acqua potabile di rete, etc.). Qualora la rete fognaria fosse di tipo separato, le acque di cui sopra potranno essere recapitate, previa16 specifica autorizzazione rilasciata dall organo gestore della rete fognaria stessa, alla rete comunale di acque bianche. ART. 13 SCARICHI DI ACQUE DI RAFFREDDAMENTO 1. Le acque usate esclusivamente per il raffreddamento (da scambiatori di calore a fascio tubiero o sistemi equivalenti quali, acque di raffreddamento dei climatizzatori, scarico condense di impianti frigo, che non subiscono processi chimici o di contaminazione), ad esclusione delle acque di raffreddamento provenienti da insediamenti industriali, potranno essere scaricate con gli stessi metodi e prescrizioni previsti nel precedente art. 11 con le prescrizioni di cui all'art.18 punto 2, lett.g).- 2. In ogni caso il Comune di Sedegliano o/e Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o Autorità d Ambito, al fine di limitare il carico idraulico nella rete fognaria ed incentivare il corretto e razionale utilizzo dell acqua, si riserva la facoltà di individuare e prescrivere altre forme di scarico prescrivendo, se del caso, l'adozione di sistemi di ricircolo o riutilizzo delle acque (ad esempio mediante gruppi frigo, torri di raffreddamento, etc.) o particolari accorgimenti. 3. Nel caso di acque di raffreddamento provenienti da stabilimenti industriali qualora siano autorizzate all immissione nella rete fognaria, dovrà essere predisposto l apposito pozzetto di ispezione per consentire all'autorità competente ed al personale autorizzato, il controllo delle caratteristiche qualitative delle acque scaricate ed essere garantito il rispetto dei valori limite di emissione allo scarico. ART. 14 SCARICHI DI SOSTANZE PERICOLOSE 1. Le disposizioni relative agli scarichi di sostanze pericolose si applicano agli stabilimenti nei quali si svolgono attività che comportano la produzione, la trasformazione o l utilizzazione delle sostanze di cui alle tabelle 3/A e 5 dell allegato 5 parte Terza del D.lgs 152/ Tenendo conto della tossicità, della persistenza e della bioaccumulazione della sostanza considerata nell ambiente in cui è effettuato lo scarico, il Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o l Autorità d Ambito, in sede di rilascio dell autorizzazione allo scarico può fissare, in particolari situazioni di accertato pericolo per l ambiente anche per la coopresenza di altri scarichi di sostanze pericolose, valori-limite di emissione più restrittivi di quelli fissati ai sensi del presente Regolamento. 3. Per le sostanze di cui alla tabella 3/A dell allegato 5 parte Terza del D.Lgs 152/2006, derivanti dai cicli produttivi indicati nella medesima tabella, le autorizzazioni allo scarico stabiliscono altresì la quantità massima della sostanza espressa in unità di peso per unità di elemento caratteristico dell attività inquinante e cioè per materia prima o per unità di prodotto, in conformità con quanto indicato nella stessa tabella. 4. Per le acque reflue industriali contenenti le sostanze della tabella 5 dell allegato 5 parte Terza del D.Lgs 152/2006, il punto di misurazione dello scarico si intende fissato subito dopo l uscita dallo stabilimento o dall impianto di trattamento che serve lo stabilimento stesso. 5. Il Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o l Autorità d Ambito, può richiedere che gli scarichi parziali contenenti le sostanze della tabella 5 dell allegato 5 parte Terza siano tenuti separati dallo scarico generale (per es. mediante accumulo in vasca a tenuta stagna e successiva depurazione fuori sito) e disciplinati come rifiuti, ai sensi della vigente normativa. 6. Qualora, nel caso di cui all articolo 124, comma 2, del D.Lgs 152/2006, l impianto di trattamento di acque reflue industriali che tratta le sostanze pericolose di cui alla succitata tabella 5 dell allegato 5 parte Terza, riceva scarichi provenienti da altri stabilimenti o scarichi di acque reflue urbane,17 contenenti sostanze diverse non utili a una modifica o riduzione delle sostanze pericolose, in sede di autorizzazione verranno ridotti opportunamente i valori limite di emissione indicati nella tabella 3 dell allegato 5 parte Terza per ciascuna delle predette sostanze pericolose indicate in tabella 5 dell allegato 5 parte Terza, tenendo conto della diluizione operata dalla miscelazione dei diversi scarichi. 7. Per gli scarichi contenenti le sostanze di cui alla tabella 5 dell allegato 5 al D.Lgs 152/2006 l Ente competente nel rilasciare l autorizzazione potrà prescrivere, a carico del titolare, l installazione di strumenti di controllo in automatico, nonché le modalità di gestione degli stessi e di conservazione dei relativi risultati, che devono rimanere a disposizione dell Autorità competente al controllo per un periodo non inferiore a tre anni dalla data di effettuazione dei singoli controlli. 8. Per le acque reflue derivanti dai cicli produttivi specificati nella summenzionata tabella 3/A allegato 5 parte Terza devono essere rispettati i limiti di emissione in massa per unità di prodotto o di materia prima di cui alla stessa tabella. Per i medesimi cicli produttivi valgono altresì i limiti di concentrazione indicati nella tabella 3 allegato 5 parte Terza allo scarico finale. 9. Il Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o l Autorità d Ambito in qualità di soggetto che rilascia l autorizzazione per le sostanze di cui alla tabella 3/A dell allegato 5 parte Terza derivanti dai cicli produttivi indicati nella stessa tabella, redige un elenco delle autorizzazioni rilasciate, degli scarichi e dei controlli effettuati, ai fini del successivo inoltro alla Commissione europea. 10. Le spese occorrenti per effettuare i rilievi, gli accertamenti, i controlli ed i sopralluoghi necessari per l istruttoria delle domande di autorizzazione sono a carico del richiedente. ART. 15 AMMISSIBILITÀ DEGLI SCARICHI 1. L'autorizzazione allo scarico, ove prevista, sarà rilasciata solo dopo la verifica di compatibilità delle caratteristiche qualitative e quantitative degli scarichi, tenendo conto dei parametri più significativi in base all attività svolta nell insediamento, con le caratteristiche e le capacità depurative dell impianto di trattamento comunale. 2. La verifica dovrà dimostrare che, nonostante lo scarico autorizzato, l'effluente finale dell'impianto di depurazione rispetti i limiti di emissione previsti dalla normativa vigente. 3. I valori limite di emissione non potranno, in alcun caso, essere raggiunti mediante diluizione con acque prelevate esclusivamente allo scopo. ART. 16 SCARICHI AMMESSI SOTTO CONDIZIONE 1. Il Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o l Autorità d Ambito, per superare particolari situazioni di obiettiva, riconosciuta e seria difficoltà, può rilasciare autorizzazione allo scarico anche in parziale deroga al presente Regolamento, eventualmente subordinate alla stipula di apposita convenzione con il titolare dello scarico. 2. Le convenzioni suddette dovranno essere sempre precedute da un'indagine volta a determinare e quantificare eventuali costi e oneri aggiuntivi che il Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o l Autorità d Ambito, dovrà sopportare per il convogliamento e la depurazione dei reflui, nonché stabilire le eventuali responsabilità e le modalità di risarcimento in caso di danni arrecati dallo scarico autorizzato, compreso il versamento di un congruo deposito cauzionale. 3. L'indagine dovrà dimostrare che, nonostante lo scarico autorizzato, anche in deroga alle disposizioni regolamentari, l'effluente finale dell'impianto di depurazione comunale rispetti i limiti di emissione previsti dalla normativa vigente18 4. L'autorizzazione e l eventuale convenzione decadranno qualora le caratteristiche qualitative e quantitative dell'affluente all impianto di depurazione comunale, a causa delle immissioni così autorizzate, risultassero difformi dalle previsioni progettuali dell impianto stesso. ART. 17 SCARICHI DA STRUTTURE SANITARIE E SCARICHI INFETTIVI 1. Il Comune di Sedegliano e/o l Ente Gestore del Ciclo Integrato delle Acque e/o l Autorità d Ambito, potrà richiedere che taluni scarichi parziali derivanti da strutture o attività sanitarie subiscano particolari trattamenti prima della loro immissione nella rete fognaria, ovvero siano tenuti separati dallo scarico generale e gestiti come rifiuti nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia. 2. Gli scarichi provenienti dai reparti infettivi degli insediamenti di tipo ospedaliero o sanitario dovranno sempre, fatte salve eventuali prescrizioni fornite dall'a.s.s. competente, essere provvisti di impianti per la disinfezione che garantiscano nell'effluente, almeno per l'80 % dei campioni, una concentrazione di coliformi fecali inferiore a 200 MPN/100 ml. E comunque fatta salva l adozione di provvedimenti più restrittivi in sede di autorizzazione allo scarico, anche su indicazione dell A.S.S. competente per territorio o dell Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente. 3. Gli scarichi derivanti dall attività sanitaria, ad esclusione di quelli che contengono sostanze chimiche diverse dai disinfettanti o dai detergenti usualmente utilizzati per la disinfezione e la pulizia dei locali e delle attrezzature, ai fini del presente Regolamento sono assimilati alle acque reflue domestiche. ART. 18 SCARICHI NELLA RETE FOGNARIA TASSATIVAMENTE VIETATI 1. Le acque di scarico provenienti da ogni tipo di insediamento, allacciati alla rete fognaria, devono rispettare le prescrizioni ed i valori limite di emissione fissati caso per caso. Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, nella rete fognaria. 2. Non possono essere scaricate o immesse nella rete fognaria: a) sostanze infiammabili o esplosive; b) sostanze che sviluppano gas o vapori tossici; c) acque reflue contenenti sostanze tossiche (sia in azione diretta che in combinazione con altri prodotti) tali da danneggiare le condutture o da interferire con i processi biologici di depurazione o che comunque possano portare condizioni insalubri, disagevoli o di pericolo per l'incolumità delle persone; d) sostanze radioattive in concentrazioni tali da costituire rischio per le persone, gli animali e l ambiente sottoposti alle radiazioni o comunque che possano provocare la contaminazione dei manufatti che costituiscono la rete fognaria (vedi nota art. 45); e) sostanze aggressive (ph inferiore a 4 e superiore a 11); f) sostanze che nell'intervallo di temperatura C possano precipitare, solidificare o diventare gelatinose; g) acque di scarico a temperatura superiore ai 45 C; h) sostanze solide, viscose od oleose in dimensioni e/o quantità tali da causare ostruzioni nelle condotte e/o produrre interferenze con l'appropriato funzionamento di tutto il sistema di fognatura e con i processi di depurazione (per es. bitumi, oli lubrificanti, oli alimentari e grassi, fluidi diatermici, ecc ); i) acque prelevate da canali per successivo utilizzo irriguo misto con liquami fognari; j) sostanze cancerogene in ambiente idrico o in concorso con lo stesso, sostanze sconosciute o il cui effetto sull'uomo non sia noto; k) materiali grossolani (es. immondizie, materiali vegetali, ceneri, stracci, scarti di lavorazione,19 segatura, residui alimentari anche se di provenienza domestica, assorbenti igienici ed affini, cartoni, sacchi di plastica, piume, materiali di scavo o demolizione ecc ); l) fanghi di qualsiasi origine (per es. di depurazione, di serbatoi settici, effluenti di allevamento zootecnico, fanghi da tritarifiuti per uso domestico, percolati, ecc ); m) reflui con carica batterica e/o virale di carattere patogeno che possano costituire rischio per le persone esposte, salvo nei casi autorizzati ai sensi dell art L'accertata violazione dei divieti di cui sopra comporta l'applicazione delle sanzioni specifiche previste dal presente Regolamento e dalle normative di settore vigenti. 4. In ogni caso il contravventore è tenuto al ripristino della funzionalità della rete fognaria e alla rimozione delle sostanze abusivamente immesse nonché al pagamento degli eventuali danni al Comune di Sedegliano o a terzi. ART. 19 NORME AGGIUNTIVE DI SICUREZZA Qualora insorgano, sia pure a causa di scarichi di qualsiasi natura, immissioni di acque reflue o rilasci idrici debitamente autorizzati o ammessi al servizio, condizioni tali da costituire pericolo anche potenziale per la salute pubblica e l ambiente, il Sindaco del Comune di Sedegliano, adotterà tutti i provvedimenti ritenuti necessari per fronteggiare la situazione di pericolo, anche imponendo, a tale scopo restrizioni maggiori di quelle previste dall autorizzazione. Quanto sopra anche attraverso provvedimenti contingibili ed urgenti nelle forme previste dal D.Lgs n20 Cap. 3 NORME TECNICHE Vedere altro
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