Source: https://www.lafavolavagante.org/2011/04/lombra-di-dio/
Timestamp: 2020-07-12 20:11:15+00:00

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L’ombra di DIO! | La Favola Vagante
L’ombra di DIO!
Nicolino, correva, saltava a perdifiato sull’erba fresca mentre si riscaldava al sole della primavera.
Che bello, Sole! Dice Nicolino: tu sei la cosa più bella e fantastica che esiste sul nostro pianeta, con te i mari si scaldano, la natura germoglia, fiori, semi, frutti di tutti i tipi, quando ci sei tu si possono mangiare cose più buone maturate con i tuoi raggi incredibili. 🙂
Mah, risponde il Sole: forse dal tuo punto di vista, tu sei un bambino, io, però sono soltanto l’ombra di DIO.
Un’ombra? tu saresti un ombra, dice Nicolino: ma se per noi è impossibile osservarti, in quanto la tua luce ferisce i nostri occhi; se siamo esposti al tuo calore per molto tempo rischiamo di ustionarci seriamente.
Quando arrivi tu, tutto si scalda e s’illumina, se dici di essere l’ombra di Dio, cosa sarà la sua luce allora.
Ecco vedi Nicolino, inizia a spiegare il Sole: è molto difficile fare un esempio adeguato alla realtà, ma cercherò di farti capire con parole semplici quale può essere la differenza, anche se l’esempio che ti porterò lo dovrai moltiplicare per milioni di volte.
Allora spiegami dice Nicolino, sono pronto, e curioso di sapere quanto Dio è più illuminato di te.
Ascolta, risponde il Sole: hai presente la lampadina della tua camera?
Certo, dice Nicolino.
Quando accendi la luce della lampadina, continua il Sole: la tua stanza s’illumina tutta e tu riesci a studiare, giocare, mangiare, anche di notte quando non ci sono io.
Certo è vero, riflette Nicolino, tutto preso dalla spiegazione del Sole.
Ecco, ora vai fuori in strada e dimmi la differenza che esiste tra la lampadina e me, domanda il Sole a Nicolino.
OHHHH, esclama Nicolino, ma tu illumini tutto, in un sol colpo, sei dappertutto, la lampadina è solo una piccola cosa che c’è in ogni stanza e a volte non basta neanche per vedere bene, quando ci sei tu, in casa non serve neanche la luce.
Non credo si possa descrivere la differenza, anche se io sono un bambino, riesco a capirla bene questa enorme diversità.
Allora, afferma il Sole, la risposta è in questo esempio, la differenza che c’è tra me e la lampadina, è quella che c’è tra me e Dio, ma moltiplicata come ti dicevo per milioni e milioni di volte, non c’è paragone con la mia luce; per questo io dico che sono l’ombra di Dio. 🙂
Nicolino guarda il Sole e resta senza parole, non riesce più a formulare domande, nella sua immaginazione più sfrenata non può assolutamente vedere il Sole come un’ombra, e DIO più illuminato del Sole.
Ciò che fotografa l’occhio di Nicolino è troppo limitato al contenuto dell’intero Universo, ma la sua mente ha compreso il difficile esempio datogli dal Sole, si sdraia sul prato chiude gli occhi e pensa al Sole come una piccola lampadina, illuminata da un’energia tanto potente che sembra il riflesso della Sua ombra. 🙂
Ciao ombra saluta Nicolino con un sospiro estasiato.
Ciao Nicolino, risponde il Sole nascosto dietro una nuvola: ora va in casa e rifletti mentre io mi accingo a tramontare, pensare ti aiuta a crescere.
Questo articolo è stato pubblicato in Patrizia Serangeli e taggato come favole il 3 Aprile 2011 da Giovanni Ferraro
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23 pensieri su “L’ombra di DIO!”
alidacolagioia20032003 4 Aprile 2011 alle 14:38
bellissimo! complimenti un saluto dal molise
anna 4 Aprile 2011 alle 16:52
Bellissima e molto poetica, grazie: la farò conoscere ai miei alunni.
Luana Cacciago 4 Aprile 2011 alle 16:54
Semplicemente stupenda davvero GRAZIE da nonna Luana.Un grandissimo abbraccio
Luana Cacciago 4 Aprile 2011 alle 16:56
Semplicemente stupenda!GRAZIE ED UN GRANDE ABBRACCIO DA NONNA LUANA
Fabiola 4 Aprile 2011 alle 17:17
E’ davvero una bella storia sia per i bambini che per gli adulti!
traspare una sfera di luce in questo mondo coperto di tenebre!!
ANNA MARIA STRAPPAZZON 4 Aprile 2011 alle 20:26
Chi l’ ha scritta? e’ stupendaaaaaa!!!!!!!!!!
admin Autore articolo 4 Aprile 2011 alle 21:30
L’autrice è Patrizia Serangeli che da prestigio e spessore a questo Blog e che rimgrazio sempre.
Rosanna 4 Aprile 2011 alle 21:39
Bellissima, la leggerò ai miei alunni.
Un caro saluto dalla Lombardia
admin Autore articolo 4 Aprile 2011 alle 21:42
Grazie un caro saluto dalla Sicilia
Paola 5 Aprile 2011 alle 06:51
profonda e semplice nello stesso momento, grazie
admin Autore articolo 5 Aprile 2011 alle 08:12
Cristina 5 Aprile 2011 alle 09:49
Complimenti Giovanni una storia molto bella
admin Autore articolo 5 Aprile 2011 alle 12:08
LELLA 5 Aprile 2011 alle 09:51
semplicemente…vera
pat 5 Aprile 2011 alle 15:08
Grazie Giò, bacio. pat
admin Autore articolo 5 Aprile 2011 alle 16:16
grazie a te e ancora complimenti.
silvia 6 Aprile 2011 alle 09:07
Grazie Giovanni, ancora una volta ci regali un momento di vera poesia e riflessione.
admin Autore articolo 6 Aprile 2011 alle 11:46
Tutto merito di Patrizia
elisabetta 6 Aprile 2011 alle 16:53
Complimenti, è una favola che illumina l’anima, ti aiuta a riflettere e a migliorarti. Ottima x i bambini.
admin Autore articolo 6 Aprile 2011 alle 20:33
@Ciao Elisabetta
pat 2 Maggio 2011 alle 17:10
Voglio raccontarvi una fiaba, la strategia di una piccola rana
pat 2 Maggio 2011 alle 18:53
I coniugi RANA
Rana dice al suo Ranocchio : mi vuoi sposare ?
Ranocchio : ehm, ma, hhhm, non so, sai, è che,,,
non abbiamo neanche un posto dove vivere……!
Rana entusiasta dell’idea gli suggerisce un posticino
allettante…………………….
Potremo, dice: Vivere nei pressi dello stagno e ci faremo
cullare dalle ninfee, è un posto splendido per mettere su famiglia.
Ranocchio risponde con un’obiezione: Non sarebbe proprio l’ideale
per le mie ossa, nello stagno è molto umido e a lungo andare
potrei soffrirne troppo.
Rana: Allora si potrebbe andare più in là, sotto le betulle ci sono
sempre delle foglie asciutte, c’è molto spazio ed anche ombra in estate.
Ranocchio: Non penso sia una buona idea, le foglie potrebbero
farmi venire l’orticaria, poi la notte fanno rumore e non riuscirei a dormire, sicché tutto il giorno sarei sempre stanco e non avrei la
forza di saltare.
Rana: Più in là a sinistra c’è un bel prato con l’erba sempre fresca
e morbida, sarà un letto comodissimo ed asciutto.
Ranocchio: Per carità, sull’erba ci sono tanti lombrichi e molti insetti,
mi irriterebbero la pelle e non riuscirei di certo a riposare, poi l’erba
o è umida di rugiada o troppo asciutta, durante il giorno alcuni fili
d’erba si seccano e diventano paglia, non è senz’altro una buona sistemazione.
Rana: Penso ci sia un posto assolutamente ideale; verso la collina,
la terra è scura e pulita, priva di qualsiasi insetto, la sera è fresca
e durante il giorno il sole la rende asciutta.
Ranocchio: Non credo si possa fare, la terra è dura e poi la mia pelle
si screpola e perde elasticità. Un posto esposto alle intemperie
non favorisce certo l’intimità di una famiglia.
Rana a quel punto preferì restare zitta, si sentiva ferita dalle assurde scuse che aveva adotto Ranocchio, man mano che lei proponeva delle alternative plausibili per la loro vita in comune.
Bene, dice Rana a Ranocchio: Ciao io ora ho da fare, più tardi
andrò a rinfrescarmi nello stagno, ci vedremo quando capita.
Ranocchio non parve neanche accorgersi della reazione di Rana,
ma restò un pò contrariato per essere stato congedato così in fretta
La sera Ranocchio cercò Rana, le chiese dove sarebbe andata
a dormire e Rana gli rispose che preferiva fermarsi nello stagno.
Ranocchio le disse se poteva farle compagnia, e Rana gli permise
di restare a dormire con lei.
Le piante dello stagno li avvolsero come un guscio morbido ed essi
dormirono tranquillamente fino al mattino dopo, quando furono
svegliati da un coro di uccellini che dondolavano dai rami di un grosso albero vicino.
Ranocchio sbadigliò e si stiracchiò saltellando nell’acqua fresca,
si, aveva dormito proprio bene, in effetti lì regnava una pace assoluta e le altre rane erano piuttosto lontane.
La giornata trascorse piena di impegni e poi andarono a far visita
a dei parenti poco distanti.
La sera Ranocchio chiese a Rana dove avesse deciso di andare a dormire, e Rana gli rispose che voleva dormire sotto le betulle
tra le fresche foglie; Ranocchio le chiese di nuovo se poteva stare con lei e Rana acconsentì.
Il letto di foglie era morbido e Rana ne usò un pò anche per coprirsi,
Ranocchio si rese conto che era comodo sdraiarsi in mezzo ai mucchietti di foglie e dormì saporitamente fino al mattino, quando
comparve Fra Coniglio, il quale faceva una passeggiata e lì svegliò
calpestando rumorosamente le foglioline che erano cadute lungo il sentiero. Buon,, giorno a voi disse Fra Coniglio, buongiorno a te
Fra, risposero insieme Rana e Ranocchio.
I due misero a posto un pò le foglie ed andarono a fare colazione
vicino lo stagno e poi il bagno come sempre.
Tuffarsi e riemergere insieme era un divertimento assoluto del quale
non volevano privarsene, lo stagno era il dolce ritrovo di tutte le rane.
La sera di nuovo Ranocchio chiese a Rana dove avesse intenzione
di dormire, e Rana gli disse che voleva stendersi sul prato verde e
caldo del sole della giornata; Ranocchio le disse se poteva stare
con lei e Rana come al solito rispose di si.
Il prato invitava a fare salti e capriole e a nessuno dei due veniva
voglia di dormire, il mattino dopo il sole li sorprese ancora sdraiati
a godersi i loro sogni e una coccinella solleticava la testa di Ranocchio.
Oh che bel massaggino esclama Ranocchio: Grazie Cocci coccinella,
ci voleva proprio un grattino sulla mia testolona.
Prego, risponde Cocci coccinella: ma ora dovete alzarvi pigroni,
altrimenti il sole forte arrostirà la vostra pelle liscia e vi verranno delle rughe precoci.
Ciao Cocci coccinella, dice Rana,: vieni a trovarci nello stagno,
potrai volare sulla nostra testa e bere quando vorrai. Potete
contarci, parola di Cocci coccinella: l’acqua è sempre invitante,
ora intanto vado a posarmi su un rametto di gelsomino. A presto.
I nostri due amici Rana intanto si misero a passeggiare sul prato,
si trovarono in pieno accordo quando decisero che quello era veramente un bel posto; facendo gare di corsa, arrivarono a tuffarsi nel loro amato stagno.
La sera dopo andarono sulla collina, la terra era scura e morbida,
asciutta e rassicurante, Ranocchio rotolava sulla terra e si sentiva euforico, si strofinava massaggiando il suo corpo ed era veramente
contento, il mattino dopo ridiscesero a grandi salti felici e riposati;
cambiare continuamente dimora era divertente e non smettevano
mai di parlare e di meravigliarsi della splendida natura.
Nel bosco vicino dove viveva Fra Coniglio, c’erano delle tane in cui
potevano rifugiarsi per la notte, la sera provarono ad addentrarsi
tra gli alberi e fu ancora più romantico e accogliente, sembrava di vivere in una vera casa.
Si, Ranocchio è proprio ma proprio entusiasta di questa vita così
frizzante e all’insieme emozionante, non c’è di che annoiarsi, una
famiglia così è da vivere pienamente all’insegna della libertà.
Rana non è però di quest’avviso e dice a Ranocchio: Senti,!!!!! tu
hai bisogno di un buon medico che ti curi, hai un’allergia terribile,
c’è il dottor Ranocchius aldilà della collina, dovresti proprio andare
a farti fare una bella visita.
Cosa,? Risponde Ranocchio: Io non sono malato, ti sbagli, non ho
nessuna allergia, respiro benissimo e la mia pelle è liscia come un
petalo di rosa, non sono malato, non sono malato,, non sono
malato.!
Calmati Ranocchio gli dice Rana, : la tua allergia non è affatto evidente, riguarda la tua sfera emozionale, sei soltanto allergico
Al matrimonio? Cosa c’entra il matrimonio oorA?? risponde allarmato
C’entra, c’entra, perché quando ti ho proposto tante alternative
per una nostra possibile abitazione, tu hai sempre posto delle
difficoltà, ma in tutte le zone che ti avevo elencato abbiamo vissuto
alla grande tutta la settimana, quindi, afferma Rana con decisione:
sei allergico alla parola matrimonio, ma io penso di poterti guarire
con una piccola strategia.
Strategia,,,,,! vuoi usare una tecnica strategica per una malattia
che non ho, dice Ranocchio un pò alterato….
Rana: non ti devi innervosire, voglio soltanto farti partecipe di un
Ranocchio: Che evento?
Rana: Daremo una grande festa intorno allo stagno ed inviteremo
tutte le rane dei dintorni, anche quelle molto lontane.
Ranocchio: Che festa? Si può sapere perché daremo una grande
festa……
Rana: Ogni settimana celebreremo il nostro_ non _ matrimonio.
Ranocchio: Cooooosa? Non matrimonio,? cosa sarebbe il non
Rana: ma si,! così ogni settimana, i nostri amici sapranno che ci
vogliamo bene e continuiamo a frequentarci, senza sposarci naturalmente.
Tu non hai nulla da temere, è soltanto una festa senza essere
sposati.!!!
Ranocchio: Dunque tutti devono sapere che stiamo insieme, che razza di strano gioco è.
Rana: Non è un gioco Ranocchio e se rifiuti anche la festa io non
vorrò più vederti, dovrai cercarti un’altra fidanzata.
Ranocchio: Io non voglio assolutamente un’altra fidanzatA……!
Rana: Allora dobbiamo dare una festa.
Ranocchio: Se dobbiamo proprio dare una festa ogni settimana,
allora tanto vale che ci sposiamo, faremo una grandissima festa una volta per tutte.!!!!!!!!!!!!!
Rana: Bene Ranocchio, allora ci sposeremo, vedi che la strategia è
servita a curarti dall’allergia al matrimonio?
Ranocchio: Già l’allergia, uffa, che razza di cura è questa, sarò tuo
prigioniero tutta la vita.
Rana: Il matrimonio non è una prigione e presto te ne accorgerai,
e poi possiamo continuare a vivere qua e là come diversivo.
Ranocchio: Questa mi sembra un’eccellente idea da mettere subito
Rana: Béh, se ci pensi l’abbiamo già messa in pratica.
Ranocchio: E’ vero, hai dimostrato di avere nobiltà d’animo e spirito
di adattamento, quello che ci vuole per un carattere cerbero come
Le tue qualità hanno scosso i miei sentimenti e risvegliato il cuore
che sembrava assopito.
Rana Tamburino gridò a gran voce un proclamo…cra…cra…cra..
Rane dello stagno e dintorni, ascoltate!!!!! Rana Ranis e Ranocchio
Ranocchis convoleranno a nozze il giorno primo del mese, intorno
allo stagno, ci sarà una gran festa e sarete invitati tutti…cra cra cra.. cra…cra..cra…
Vicino allo stagno c’era un silenzio magico, con tantissime rane che
aspettavano l’inizio della funzione.
Ta ta ta ta..ta ta Ta ta ta ta..ta ta
Alfine della cerimonia il Sacerdote, Don Ranocchius disse:
Rana Ranis e Ranocchio Ranocchis vi dichiaro marito e moglie……….
Ranocchio prese la zampa di Rana e le sussurrò: Sai cara, avevo
paura di vivere nello stesso posto, di annoiarmi a morte e di essere
infelice facendo a sua volta la tua infelicità, ma pensare di vivere
un’avventura continua con te mi elettrizza e conforta nello stesso
Quando il cuore è grande, lo spazio da vivere è infinito.
E vissero e non vi dico come e dove, ma sicuramente felici con
migliaia di girini che crescevano nello stagno.

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