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Timestamp: 2019-12-10 08:19:42+00:00

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Art. 668 codice di procedura civile - Opposizione dopo la convalida - Brocardi.it
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Articolo 668 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 668 Codice di procedura civile
Se l'intimazione di licenza o di sfratto è stata convalidata in assenza dell'intimato, questi può farvi opposizione provando di non averne avuto tempestiva conoscenza per irregolarità (1) della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore(2).
Se sono decorsi dieci giorni dall'esecuzione, l'opposizione non è più ammessa, e la cauzione, prestata a norma dell'articolo 663 secondo comma, è liberata (3).
L'opposizione si propone davanti al tribunale (4) nelle forme prescritte per l'opposizione al decreto d'ingiunzione, in quanto applicabili (5).
L'opposizione non sospende il processo esecutivo, ma il giudice, con ordinanza non impugnabile, può disporne la sospensione per gravi motivi, imponendo, quando lo ritiene opportuno, una cauzione all'opponente [disp. att. 86](6).
(1) L'articolo in analisi disciplina l'ipotesi dell'opposizione tardiva che non viene cioè proposta nei termini previsti dall'art. 665. Si precisa che nell'espressione "irregolarità della notificazione" deve farsi rientrare anche l'ipotesi di nullità prevista all'art. 160 del c.p.c., ovvero l'incertezza assoluta sulla persona cui è fatta la notifica o sulla data della stessa e inosservanza delle disposizioni sull'individuazione del consegnatario. Inoltre, rientrano anche i vizi meno meno gravi come ad esempio la mancata consegna della copia della citazione da parte del portiere, che non abbia sottoscritto l'originale, e ancora i casi di nullità della citazione. Ad ogni modo, ai fini dell'ammissibilità dell'opposizione tardiva di cui alla norma deve sussistere un nesso di causalità tra l'irregolarità della notifica e la mancata tempestiva conoscenza dell'intimazione da parte dell'intimato.
(2) Con sent. 18-5-1972, n. 89, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità di tale comma «limitatamente alla parte in cui non consente la tardiva opposizione all'intimato che, pur avendo avuto conoscenza della citazione, non sia potuto comparire all'udienza per caso fortuito o forza maggiore».
(3) La norma si riferisce all'inizio dell'esecuzione, ovvero dall'accesso dell'ufficiale giudiziario. Entro tale termine deve essere depositato il ricorso con il quale si propone l'opposizione tardiva, presso la cancelleria del giudice cha ha pronunciato la convalida, il quale se sussistono gravi motivi può sospendere l'esecutorietà dell'ordinanza di convalida. Inoltre, si precisa che a seguito dell'emanazione della l. 22-12-1973, n. 841 (in tema di proroga delle locazioni) la prestazione di cauzione è ora prevista all'art. 663 del c.p.c., III comma.
(5) Tale comma risulta così sostituito dall'art. 6, l. 30-7-1984, n. 399. L'opposizione si propone davanti al giudice che ha pronunciato la convalida e deve fondarsi su motivi di merito miranti ad ostacolare la pronuncia della convalida della licenza. Con tali motivi si contesta la fondatezza del diritto del locatore, poiché semplici motivi di rito non sarebbero sufficienti a fondare una opposizione.
Si precisa che i l locatore-opposto ha la facoltà di modificare la propria domanda formulata nell'atto di intimazione di licenza o di sfratto, mentre non può proporre una domanda nuova. Al conduttore-opponente è concessa la facoltà di chiedere un termine di grazia per sanare la morosità ai sensi dell'art. 55 della L.392/1978, richiesta che deve essere formulata entro e non oltre la prima udienza.
(6) L'opposizione non sospende l'efficacia esecutiva dell'ordinanza di convalida ma questa può essere sospesa in caso di necessità ed urgenza, ovvero in presenza di gravi motivi, in favore dell'opponente. Qualora il giudice lo ritenga opportuno può subordinare la sospensione dell'esecuzione al versamento di una cauzione, a tutela dell'opposto.
La ratio della norma è quella di attribuire al conduttore intimato un rimedio estremo per far valere le sue pretese, nei casi in cui non abbia potuto farlo nei termini. Si tratta dell'unico rimedi che la legge mette a disposizione del conduttore in quanto non è prevista nessuna altra forma di impugnazione dell'ordinanza di convalida.
Massime relative all'art. 668 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 10678/2017
Il giudice d’appello, qualora accerti la nullità dell’ordinanza di estinzione del procedimento per convalida di sfratto, adottata in primo grado per effetto dell’avvenuta sanatoria della morosità nel termine di grazia, non può rimettere la causa al primo giudice, ma deve procedere alla decisione nel merito della controversia, non essendo in tal caso applicabile l’art. 354, comma 2, c.p.c., il quale si riferisce alle specifiche ipotesi di estinzione del processo per inattività delle parti previste dall’art. 307 c.p.c., atteso che l’ordinanza emessa ai sensi dell’art. 55, comma 5, della l. n. 392 del 1978 va qualificata, invece, come provvedimento di merito, equiparabile ad una pronuncia di rigetto della domanda di risoluzione del contratto insita nell’intimazione di sfratto per morosità.
(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 10678 del 3 maggio 2017)
Cass. civ. n. 12880/2009
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 12880 del 4 giugno 2009)
Cass. civ. n. 10594/2008
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10594 del 23 aprile 2008)
Cass. civ. n. 16252/2005
Con riguardo ad opposizione proposta dopo la convalida di licenza o di sfratto ai sensi dell'art. 668 c.p.c., la impossibilità a comparire dell'intimato (o, se questo si sia costituito, del suo difensore) per forza maggiore può anche dipendere da un malore purché il giudice di merito (con valutazione di fatto, incensurabile in sede di legittimità, se congruamente motivata) accerti, anche avvalendosi delle nozioni di comune esperienza, adeguate per valutare la gravità e gli effetti delle malattie comuni, che tale malore sia stato improvviso ed imprevedibile e che sussista un effettivo nesso di causalità tra lo stato di malattia e la mancata comparizione della parte. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva escluso la configurabilità sia della forza maggiore che del nesso causale in presenza di una denunciata colica renale verificatasi due giorni prima dell'udienza, ovvero in un lasso di tempo idoneo affinché il difensore della ricorrente potesse provvedere alla propria sostituzione).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16252 del 3 agosto 2005)
L'ammissibilità dell'opposizione tardiva alla convalida di licenza o di sfratto per irregolarità della notificazione dell'intimazione è subordinata dall'art. 668, primo comma, c.p.c. alla prova, a carico dell'opponente, del collegamento causale tra la mancata, tempestiva conoscenza dell'intimazione ed il vizio della sua notificazione, ma solo quando quest'ultimo concerna la persona alla quale deve essere consegnata la copia dell'atto. Nell'ipotesi, invece, di nullità della notificazione per inosservanza delle disposizioni sui luoghi in cui deve essere eseguita (come nella specie), il fatto stesso della consegna della copia in luogo diverso da quello in cui si sa che il destinatario si trova implica, di per sè solo, la dimostrazione di detto collegamento.
Cass. civ. n. 8582/2002
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 668, comma primo, c.p.c., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui non ammette una incondizionata proponibilità della opposizione tardiva alla convalida di licenza o di sfratto per finita locazione, ma la limita ai soli casi in cui l'intimato provi di non aver avuto tempestiva conoscenza dell'atto per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore, poiché esistono all'interno della disciplina del procedimento per convalida di sfratto una serie di previsioni (art. 663, comma primo, c.p.c.; art. 660, ultimo comma, c.p.c.) atte a garantire un rilevante grado di certezza della conoscenza da parte dell'intimato dell'atto notificatogli.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 8582 del 14 giugno 2002)
Cass. civ. n. 13419/2001
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 13419 del 29 ottobre 2001)
Cass. civ. n. 1785/1999
Nel regime anteriore alla legge 26 novembre 1990, n. 353 il Pretore davanti al quale si propone l'opposizione tardiva alla convalida di licenza o di sfratto (art. 668, comma terzo c.p.c.), qualora la causa ecceda la sua competenza per valore in relazione all'ammontare dei canoni per il periodo in contestazione (art. 12 c.p.c. nel testo anteriore alla legge n. 353/90) deve rimettere le parti davanti al Tribunale al quale compete anche la decisione sull'ammissibilità dell'opposizione tardiva. L'ordinanza del Pretore di rimessione al Tribunale, ove non impugnata con l'istanza di regolamento di competenza, rende irretrattabile la decisione sul punto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1785 del 3 marzo 1999)
Cass. civ. n. 3357/1997
In tema di procedimento per convalida di licenza o sfratto, la mancata conoscenza dell'intimazione dovuta ad assenza dell'intimato per ferie, senza la predisposizione di cautele per essere informato di eventuali notifiche che lo riguardino, non può considerarsi derivante da caso fortuito ai fini della ammissibilità della tardiva opposizione alla convalida.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3357 del 18 aprile 1997)
Cass. civ. n. 1327/1995
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1327 del 3 febbraio 1995)
Cass. civ. n. 4788/1989
L'opposizione dopo la convalida è ammessa, ai sensi dell'art. 668 c.p.c. (interpretato alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 89 del 1972) soltanto nel caso in cui l'intimato non abbia avuto tempestiva conoscenza della citazione per irregolarità della notificazione ovvero per caso fortuito o forza maggiore, e nel caso in cui lo stesso, pur avendo avuto conoscenza della citazione, non sia potuto comparire all'udienza per caso fortuito o forza maggiore. (In base al suddetto principio la S.C. ha respinto il ricorso contro la sentenza del giudice di merito che aveva escluso che il mancato rispetto dell'ora contumaciale — ex art. 59 disp. att. c.p.c. — integrasse uno dei casi in cui è ammissibile l'opposizione dopo la convalida).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4788 del 13 novembre 1989)
Cass. civ. n. 1610/1989
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1610 del 3 aprile 1989)
Cass. civ. n. 1127/1986
Nel procedimento per convalida di sfratto, il rinvio dell'udienza di comparizione, indicata dall'intimante, alla prima udienza immediatamente successiva, a causa d'impedimento dell'ufficio ed ai sensi dell'art. 57 disp. att. c.p.c., giustifica in caso di mancata comparizione dell'intimato a detta nuova udienza, la pronuncia dell'ordinanza di convalida, a norma dell'art. 663 c.p.c., con la conseguenza che il relativo provvedimento si sottrae al rimedio dell'appello, ed è suscettibile soltanto di opposizione tardiva, nei casi e nei modi consentiti dall'art. 668 c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1127 del 24 febbraio 1986)
Cass. civ. n. 4658/1985
Il giudice dell'appello il quale — contrariamente al giudice di primo grado ed in riforma della relativa pronuncia — reputi ammissibile l'opposizione tardiva ex art. 668 c.p.c. ad una convalida di sfratto, deve pronunciare nel merito e non rimettere la causa al primo giudice, non rientrando tale ipotesi nei casi tassativamente previsti dagli artt. 353 e 354 c.p.c. in quanto non sussiste l'esigenza di assicurare il doppio grado di giurisdizione, essendo l'accertamento della risoluzione del rapporto locatizio avvenuto in sede di cognizione sommaria con l'emissione del provvedimento di convalida.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4658 del 7 settembre 1985)
Cass. civ. n. 2024/1984
Per la disciplina dell'opposizione dopo la convalida (cosiddetta opposizione tardiva), il richiamo contenuto nell'art. 668 c.p.c. alle forme prescritte per l'opposizione al decreto d'ingiunzione (in quanto applicabili) è limitato alle modalità dell'introduzione di detta opposizione ed alla individuazione del giudice davanti alla quale va proposta, con la conseguenza che nel giudizio che ne consegue dopo la fase a cognizione sommaria, nell'ambito della quale il pretore od il conciliatore aditi possono emettere i provvedimenti sulla sospensione del processo esecutivo, previsti nell'ultimo comma del citato art. 668, nella seconda fase a cognizione piena, sul merito dell'opposizione, qualora le questioni sollevate siano tali da allargare la materia oltre i limiti della competenza per valore del giudice adito, questi deve rimettere le parti davanti al giudice competente per valore, non diversamente da quanto avviene nell'ipotesi di opposizione tempestiva alla convalida (artt. 665 e 667 c.p.c.).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2024 del 27 marzo 1984)
Cass. civ. n. 4794/1983
Ai fini dell'opposizione tardiva a convalida di sfratto, prevista dall'art. 668 c.p.c., il caso fortuito va individuato in quelle circostanze obiettive escludenti l'imputabilità all'intimato, a titolo di colpa o dolo, della mancata comparizione. (Nella specie il giudice del merito aveva ravvisato il caso fortuito nella chiusura del locale locato per le ferie di ferragosto, nell'assenza del conduttore perché in viaggio di nozze e nella mancanza di qualsiasi elemento oggettivo atto a far prevedere l'intimazione e la citazione per la convalida; la C.S. enunciando il precisato principio ha confermato tale decisione).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4794 del 13 luglio 1983)
Cass. civ. n. 4641/1983
Nel caso di opposizione tardiva ai sensi dell'art. 668 c.p.c., la competenza a decidere sulla relativa ammissibilità spetta al giudice competente per il merito con la conseguenza che, ove la competenza al riguardo spetti, secondo le regole ordinarie, al tribunale, è a questo giudice e non al pretore che abbia convalidato la licenza o lo sfratto che compete la decisione dell'ammissibilità di quella opposizione.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4641 del 9 luglio 1983)
Cass. civ. n. 1417/1982
In tema di opposizione cosiddetta tardiva alla convalida di sfratto — prevista dall'art. 668 c.p.c. — è inammissibile il ricorso per cassazione avverso il provvedimento del giudice che rigetti l'istanza di sospensione dell'esecuzione avanzata dall'opponente e rinvii la causa per il prosieguo (nella specie, per la precisazione delle conclusioni).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1417 del 6 marzo 1982)
Cass. civ. n. 6242/1981
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6242 del 24 novembre 1981)

References: Articolo 668

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