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Timestamp: 2018-07-20 15:06:15+00:00

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2 5 PER MILLE 2015 ARTICOLO 1 comma 154 La facoltà di destinare la quota del 5 per mille IRPEF in base alla scelta del contribuente si applica anche relativamente all esercizio finanziario 2015 e ai successivi, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi dell annualità precedente. Dopo numerose proroghe, dal 2015 la destinazione del 5 per mille viene messa a regime. Vengono anche definite le modalità di redazione del rendiconto di destinazione delle somme ricevute dai soggetti beneficiari e le modalità di pubblicazione sui siti internet delle amministrazioni eroganti, dei rendiconti stessi. Soprattutto, si autorizza la spesa di 500 milioni annui, a decorrere dal 2015, per la liquidazione della quota del 5 x mille. Si delega a un successivo Decreto non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi entro 60 giorni, la definizione delle corrette modalità di redazione del rendiconto ai fini della corretta trasparenza dello stesso, pena le sanzioni di cui agli articoli 46 e 47 D.Lgs. 33 del 14/3/2013.
3 EROGAZIONI LIBERALI A FAVORE DI ONLUS ARTICOLO 1 commi 137 e 138 La detrazione per le erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE): nell anno 2013 era pari al 24% dell imposta lorda e per un importo non superiore a 2.065,00; nell anno 2014 è pari al 26% dell imposta lorda e per un importo non superiore a 2.065,00; a partire dal 2015 è pari al 26% dell imposta lorda e per un importo non superiore a ,00. Lo stesso limite è stato previsto per le erogazioni effettuate da società ed enti commerciali. Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al
4 UTILI DISTRIBUITI AD ENTI NON COMMERCIALI ARTICOLO 1 commi Fino a quando non sarà attuata l'inclusione, tra i soggetti passivi Ires, degli enti non commerciali di cui all'art. 73, c. 1, lett. c) Tuir, gli utili percepiti, anche nell'esercizio di impresa, dagli enti stessi non concorrono alla formazione del reddito imponibile, in quanto esclusi, nella misura del 22,26% (anziché 95%) del loro ammontare. La disposizione si applica agli utili messi in distribuzione dal
5 UTILI DISTRIBUITI AD ENTI NON COMMERCIALI ARTICOLO 1 commi La modifica porta ad aumentare la parte imponibile dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali. Attualmente, infatti, l art. 4, comma 1, lettera q), D.Lgs. n. 344/2003 prevede che gli utili percepiti dagli enti non commerciali, nel limite del 95% del relativo ammontare, non concorrono alla formazione del reddito complessivo imponibile, in quanto esclusi, anche se conseguiti nell esercizio di impresa. In pratica, questi redditi sono assoggettati a tassazione solo nel limite del 5%. La modifica proposta prevede invece che, già per quanto riguarda gli utili messi in distribuzione dal 1 gennaio 2014 (con effetto retroattivo, quindi), il limite del 95% sia portato al 22,26% e che la disciplina particolare non operi più per i dividendi conseguiti all interno dell attività commerciale. In pratica la quota imponibile passa dal 5 al 77,74% per i dividendi percepiti dagli enti non commerciali.
6 NOVITA' IN MATERIA IVA: SPLIT PAYMENT (operazioni effettuate a favore di enti pubblici) ARTICOLO 1 commi 629, 632 e 633 Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato, ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'iva, l'imposta è in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'economia. La disposizione non si applica ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.
7 NOVITA' IN MATERIA IVA: REVERSE CHARGE ARTICOLO 1 commi 629, 632 e 633 Dal primo gennaio 2015 il regime del reverse charge di cui all art. 17 D.P.R. 633/1972 è stato esteso anche:. (1)alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;. (1)alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività ), supermercati (codice attività ) e discount alimentari (codice attività ). Le disposizioni sono applicabili per un periodo di 4 anni. L'efficacia del reverse charge nei confronti degli ipermercati, supermercati e discount alimentari è subordinata al rilascio, da parte del Consiglio dell'unione Europea, di una misura di deroga.
8 PAGAMENTI ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE ARTICOLO 1 comma 713 I pagamenti a favore di società, enti o associazioni sportive dilettantistiche e i versamenti da questi effettuati sono eseguiti, se di importo superiore a euro (anziché lire ), tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all'amministrazione Finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli.

References: ARTICOLO 1
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 art. 4
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 art. 17
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