Source: https://www.slideshare.net/blozdicadore/upi-dossier-province21luglio2011
Timestamp: 2018-02-24 02:50:09+00:00

Document:
Fitness product on SporteGenie by SPORTEGENIE 944 views
Previsione sull'andamento demografi... by BLOZ 1559 views
Andamento flussi turistici in Alto ... by BLOZ 2016 views
upi - proposta riassetto province by BLOZ 1498 views
SporteGenie & Hoppr by SPORTEGENIE 289 views
Upi delega riordino areavasta - 7 f... by BLOZ 571 views
UPI (Unione province d'Italia) - Dossier province - Le province allo specchio. Le funzioni, i bilanci, i costi.
Con l'aggiunta della proposta di legge: “Norme sulla razionalizzazione delle Province, sull’istituzione
delle Città metropolitane, sull’accorpamento di Comuni e sulla soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento
delle relative funzioni”
1. DOSSIER LE PROVINCE ALLO SPECCHIOLE FUNZIONI, I BILANCI, I COSTI. LE PROPOSTE DELL’UPIPER RAZIONALIZZARE IL SISTEMA Roma, 21 luglio 2011
2. SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA (ANNO 2010): 807 MILIARDI DI EURO Settore Spesa Amministrazione Centrale 182 miliardi di euro Previdenza 298 miliardi di euro Interessi sul debito 72 miliardi di euro Regioni 170 miliardi di euro (di cui 114 Sanità) Comuni 73 miliardi di euro Province 12 miliardi di euroFonte: Decisione di Finanza Pubblica 2010 - 2013 LE PROVINCE RAPPRESENTANO L’1,5% DELLA SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA DEL PAESE Pagina 2
3. I costi della Politica Spese per gli Organi istituzionali – Indennità dei politici PARLAMENTO 416.320.681 di cui Senato 155.055.000 di cui Camera dei 306.265.681 Deputati Regioni 907.097.922 Comuni 617.070.878 Province 113.635.599 TOTALE 2.054.125.080Fonti: Bilancio Camera/Senato 2010; Siope Ministero Economia 2010Nei costi del Senato e della Camera dei Deputati sono compresi: indennità, rimborsi, vitalizi per exDeputati ed ex Senatori.Il totale dei costi della politica, riferito esclusivamente agli eletti nazionali e locali, è pari a2.054.125.080.Il personale politico del Parlamento rappresenta il 20,3% del costo totaleIl personale politico delle Regioni rappresenta il 44,2% del costo totaleIl personale politico dei Comuni rappresenta il 30% del costo totaleIl personale politico delle Province rappresenta il 5,5% del costo totale Pagina 3
4. COSTI DI FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI ISTITUZIONALIPresidenza Consiglio dei Ministri 628.000.000Organi a rilevanza costituzionale 546.900.000Organi Costituzionali 1.986.000.000Uffici del Governo e dello Stato sul territorio 464.800.000TOTALE 3.626.300.000Fonte: Bilancio dello Stato, 2010Regioni 1.173.000.000Province 434.000.000Comuni 1.710.000.000TOTALE 3.317.000.000Fonte: Regioni elaborazione su Bilanci 2010. Comuni e Province, Istat 2009 COSTO DI FUNZIONAMENTO DELLA POLITICA (NAZIONALE E LOCALE) 6,9 miliardi di euro Il costo di funzionamento degli Organi Istituzionali è pari ad oltre il 55% del totale Il costo del funzionamento delle Regioni è pari al 16,9% del totale Il costo del funzionamento dei Comuni è pari al 24,6% del totale Il costo del funzionamento delle Province è pari al 6,2% del totale Pagina 4
5. Spese per Aziende, Società, Enti strumentaliIn questo momento esistono oltre 7000 enti strumentali (Consorzi,Aziende, Società) che occupano circa 24 mila persone nei Consigli diAmministrazione.Il costo dei compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento deiconsigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche opartecipate nel 2010 è pari a 2,5 miliardi. Pagina 5
6. Il Costo degli Enti, Aziende e Società pubbliche localiRegioni SpesaEnti e Agenzie Regionali € 3.667.554.666,00Enti di ricerca delle Amministrazioni locali € 87.599.561,00Autorità Portuali € 44.329.500,00Aziende di promozione turistica € 59.817.410,00ARPA – Agenzie regionale Ambiente € 578.698.053,00Unioni di Comuni € 239.890.146,00Comunità Montane € 633.122.418,00TOTALE € 5.311.011.754,00Fonte: elaborazione Upi su dati Siope Bilanci 2010BIM – Bacini Imbriferi Montani € 157.225.049,00AATO (ambiti territoriali ottimali acqua/rifiuti) € 246.959.322,00CONSORZI Enti gestione Parchi € 72.196.677,00CONSORZI Vigilanza Boschiva € 4.299.569,00TOTALE € 480.680.617,00 Pagina 6
7. Comuni SpesaUnioni dei comuni € 280.505.389,29Comunità Montane € 109.947.570,11Aziende speciali € 270.540.204,60Imprese di servizi € 456.354.451,73Autorità portuali € 1.414.639,34Aziende promozione turistica € 5.556.821,14Arpa € 474.627,01Totale € 1.124.793.703,22Fonte: elaborazione Upi su dati Siope Bilanci 2010Province SpesaUnioni dei comuni € 10.219.104,59Comunità Montane € 24.890.878,63Aziende speciali € 36.239.049,19Imprese di servizi € 122.063.454,55Autorità portuali € 273.585,88Aziende promozione turistica € 16.211.375,27Arpa € 5.074.853,00Totale € 214.972.301,11 Il totale delle spese per il funzionamento di le società, Aziende, consorzi, ed enti regionali, provinciali e comunali 7.131.458.375,33 euro. Pagina 7
8. IL RUOLO, LE FUNZIONI E I BILANCI DELLE PROVINCENel 2010 le spese sostenute dalle Province sono state pari a circa 12 miliardi di euro, inmarcata flessione rispetto al triennio precedente (- 1 miliardo 360 milioni di euro rispetto al2008).Queste le singole voci: Mobilità, Viabilità, Trasporti: gestione trasporto pubblico extraurbano; gestione di circa 125 mila chilometri di strade nazionali extraurbane. Spesa complessiva 1 miliardo 532 milioni di euro. Servizi e infrastrutture per la tutela ambientale: difesa del suolo, prevenzione delle calamità, tutela delle risorse idriche ed energetiche; smaltimento dei rifiuti. Spesa complessiva 827 milioni di euro. Edilizia scolastica, funzionamento delle scuole e formazione professionale: gestione di oltre 5000 gli edifici, quasi 120 mila classi e oltre 2 milioni e 500 mila allievi. Spesa complessiva 2 miliardi 306 milioni di euro. - Sviluppo economico e Servizi per il mercato del lavoro: gestione dei servizi di collocamento attraverso 854 Centri per l’impiego; sostegno all’imprenditoria, all’agricoltura, alla pesca; promozione delle energie alternative e delle fonti rinnovabili. Spesa complessiva 1 miliardo 159 milioni di euro Promozione della cultura. Spesa complessiva 247 milioni di euro Promozione del turismo e dello sport. Spesa complessiva 235 milioni di euro Servizi sociali. Spesa complessiva 325 milioni di euro Costo del personale. Spesa complessiva 2 miliardi 343 milioni di euro Il personale delle Province ammonta a circa 61.000 unità. Spese generali dell’amministrazione e spese di manutenzione del patrimonio (informatizzazione, patrimonio immobiliare, cancelleria, costi utenze telefoniche, elettricità, etc..)etc. Spesa complessiva 749 milioni di euro Indennità degli amministratori. Spesa complessiva 113 milioni di euro lordi Pagina 8
9. I bilanci delle Province Dati Siope: confronto triennale 2008 – 2010 Variazione delle Spese delle Province VAR % 2008 2009 2010 VAR 08/10 08/10SPESE CORRENTI 9.032.212.361 8.678.006.562 8.562.810.574 -5,20SPESE IN C CAPITALE 3.821.419.630 3.552.928.423 2.936.728.318 -23,15SPESE RIMBORSO PRESTITI 667.025.916 668.988.230 659.245.656 -1,17TOTALE 13.520.657.907 12.899.923.215 12.158.784.548 - 1.361.873.359 -10,07 Variazione delle Entrate delle Province VAR % 2008 2009 2010 VAR 08/10 08/10ENTRATE TRIBUTARIE 4.904.840.790 4.651.588.591 4.689.149.459 -4,40ENTRATE DACONTRIBUTI CORRENTI 4.091.627.846 4.390.249.646 4.122.141.770 0,75ENTRATEEXTRATRIBUTARIE 698.717.671 702.174.347 674.587.744 -3,45ENTRATE DAALIENAZIONE ETRASFERIMENTICAPITALE 2.539.931.391 1.988.609.587 1.958.320.769 -22,90ENTRATE DAACCENSIONE PRESTITI 913.397.036 855.890.475 601.913.364 -34,10TOTALE 13.148.514.734 12.588.512.646 12.046.113.106 - 1.102.401.628 -8,38 Variazioni spese per il Personale delle Province 2008 2009 2010 Var 08/10 var % 08/10spesa di personale 2.635.855.721 2.568.778.125 2.343.335.170 - 292.520.551 -11,10 Pagina 9
10. Le Province in Europa: consistenza e sistemi elettoraliIn Europa tutti i paesi hanno i comuni; 23 su 25 hanno le province; 17 hanno le regioni; 14 hanno anche igruppi di regioni. Sistemi Elettorali delle Province in EuropaFRANCIALa Francia ha 24 regioni, 100 dipartimenti e 36.772 comuni. I principali organi del dipartimentosono il consiglio generale e il presidente. I membri del consiglio sono eletti a suffragio universalediretto, a scrutinio uninominale, a due turni, e durano in carica 6 anni. L’organo esecutivo è ilPresidente, scelto dall’organo collegiale.GERMANIALa Germania ha 16 Lander (di cui tre città stato), 301 LandKreise e 12.134comuni. Nelle Province(LandKresie) il Consiglio (kreistag) è eletto direttamente con sistema proporzionale e con unmandato di 5 anni. L’organo monocratico è chiamato Landrat a Landratin e costituisce un anello dicongiunzione tra l’amministrazione del Land e quella ei comuni. In alcuni Lander è eletto dalConsiglio, in altri direttamente.SPAGNALa Spagna ha 17 Comunità autonome (+ 2 città autonome), 50 province e 8.109 comuni. LaProvincia (Deputazione) è un organo rappresentativo dei consigli comunali eletti nel territorioprovinciale, quindi le province sono rappresentate da assemblee elettive di secondo grado, i cuideputati sono eletti tra i consiglieri designati da ciascuna delle suddivisioni provinciali(Circoscrizioni elettorali). Il Presidente della Provincia è eletto dal consiglio provinciale.REGNO UNITOIl Regno Unito ha 8 Regioni, 82 contee (di cui 34 extraurbane) e 274 distretti.Gli enti locali in Inghilterra hanno consigli elettivi con personalità giuridica. Il sistema elettorale èmaggioritario, i consiglieri di contea sono scelti nell’ambito di collegi uninominali, quelli didistretto in circoscrizioni che eleggono uno o più consiglieri. Ogni consiglio elegge annualmente trai propri membri un presidente e un vicepresidente. Pagina 10
11. PROPOSTA DI LEGGE DELL’UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA“Norme sulla razionalizzazione delle Province, sull’istituzione delle Città metropolitane, sull’accorpamento di Comuni esulla soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni” Pagina 11
12. RELAZIONELa difficile condizione della finanza pubblica, determinata soprattutto dalla stagnazione economica,a sua volta causata dalla crisi finanziaria ed economica internazionale, impone scelte rigorose perl’eliminazione delle spese inutili derivanti dalla sovrapposizione di enti e strutture che esercitano lefunzioni che possono essere attribuite agli enti territoriali, concentrando le risorse finanziariepubbliche in modo razionale nei settori più importanti sotto il profilo dello sviluppo economico,sociale e civile del Paese.L’attuazione della riforma costituzionale del 2001 derivante dall’approvazione della legge delegasul federalismo fiscale impone una coerente individuazione delle funzioni fondamentali deiComuni, delle Province e delle Città metropolitane e un profondo ripensamento dell’adeguatezzadimensionale di ogni livello di governo affinché le istituzioni territoriali possano esercitareeffettivamente le loro funzioni in autonomia e responsabilità. Nella proposta sono pertantocontenute disposizioni puntuali per avviare il processo di accorpamento dei Comuni e delleProvince di piccole dimensioni e per favorire l’istituzione delle Città metropolitane.Allo stesso tempo, la scelta di rafforzare le istituzioni territoriali previste dalla Costituzione imponeal legislatore statale e regionale di sopprimere gli enti e le strutture decentrate che non hanno unadiretta legittimazione democratica. Queste strutture costituiscono il vero costo nascostodell’amministrazione e della politica. Le inchieste di stampa e le analisi di diversi organismi distudio hanno posto in evidenza, al di là delle deviazioni e degli sperperi, come in ogni caso tutto ciòcostituisca un fattore di aggravio di spesa, confusione nella ripartizione dei ruoli e delle funzioni edi aumento della pressione fiscale complessiva. Analizzando i bilanci di queste strutture è evidentecome la gran parte dei fondi sia destinata alle spese di funzionamento e solo una minima parte siaridistribuita ai cittadini, sotto forma di servizi e di opere pubbliche.La proposta che sottoponiamo all’attenzione del Parlamento provvede a sfoltire drasticamenteun’ampia serie di organismi ed enti funzionali decentrati che esercitano funzioni a livelloprovinciale o territoriale, affidandone i compiti ai alle Province.Sono così soppressi: i consorzi di bonifica, i consorzi dei bacini imbriferi montani (BIM), gli entiparco regionali, mentre le competenze delle Autorità d’ambito territoriale (ATO) in materia diservizi idrici e di rifiuti e le stazioni uniche appaltanti vengono attribuite in modo coerente alleProvince.La disposizione della presente proposta di legge si pongono come principi di coordinamento dellafinanza pubblica e come principi fondamentali della legislazione statale in modo che possanovalere anche il necessario adeguamento delle normative delle Regioni a statuto speciale. Pagina 12
13. “Norme sulla razionalizzazione delle Province, sull’istituzione delle Città metropolitane, sull’accorpamento di Comuni e sulla soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni” CAPO I Articolo 1 Dimensionamento delle Province, fusione dei Comuni e associazionismo degli enti locali1. Ciascuna Provincia e ciascun Comune devono avere una dimensione adeguata per l’esercizio dellefunzioni fondamentali, di cui all’articolo 21 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Ai fini dellarazionalizzazione delle circoscrizioni territoriali, lo Stato e le Regioni procedono all’accorpamentodelle piccole Province e dei piccoli Comuni, nel rispetto delle modalità previste dall’art. 133 dellaCostituzione. La presente disposizione costituisce principio di coordinamento della finanza pubblica.2. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presentelegge, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri per i rapporti con le regioni,delle riforme per il federalismo, per la pubblica amministrazione e l’innovazione, dell’economia edelle finanze, uno o più decreti legislativi con l’osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi:a) revisione delle circoscrizioni provinciali in modo che il territorio di ciascuna Provincia abbia unaestensione e comprenda una popolazione tale da consentire l’ottimale esercizio delle funzionipreviste per il livello di governo di area vasta, riducendo il numero complessivo delle Province;b) impossibilità di istituzione di nuove Province, tranne che non derivino dall’accorpamento dellecircoscrizioni territoriali di Province preesistenti;c) conseguente revisione degli ambiti territoriali degli uffici decentrati dello Stato.3. I decreti legislativi di cui al comma 1, dopo l’acquisizione del parere della Conferenza unificata,sono sottoposti al parere delle competenti Commissioni parlamentari che entro sessanta giorni siesprimono anche in ordine alla sussistenza delle condizioni e dei requisiti della proposta direvisione delle circoscrizioni provinciali.4. Le Regioni a statuto speciale provvedono, entro lo stesso termine, ad adottare le disposizioniidonee a perseguire le finalità di cui alla presente legge.5. Le Regioni con proprie leggi provvedono entro un anno dall’entrata in vigore della presente leggealla fusione dei piccoli Comuni, nel rispetto delle circoscrizioni provinciali, in modo darazionalizzare e armonizzare l’assetto territoriale conseguente alla definizione delle funzionifondamentali, di cui all’articolo 21 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Nel caso in le Regioni non Pagina 13
14. provvedano nel termine indicato, il Governo, a norma dell’articolo 120, comma 2, dellaCostituzione, provvede con propri decreti in via sostitutiva.6. Le Province possono esercitare in forma associata una o più funzioni di cui all’articolo 21 dellalegge 5 maggio 2009, n. 42.7. Fermo l’obbligo delle Regioni, di cui all’articolo 14, comma 30, del Decreto legge 31 maggio2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122, di definire la dimensione territoriale ottimalee omogenea per area geografica per lo svolgimento in forma obbligatoriamente associata da partedei Comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale, delle funzioni fondamentali dicui allarticolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42, ove le Regioni non abbiano ancoraprovveduto entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Governo, a normadell’articolo 120, comma 2, della Costituzione, provvede con propri decreti in via sostitutiva. Illimite demografico minimo che linsieme dei Comuni che sono tenuti ad esercitare le funzionifondamentali in forma associata deve raggiungere non può essere inferiore a tremila abitanti.8. All’articolo 32 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decretolegislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, sono apportate le seguentimodificazioni:a) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:«2. L’atto costitutivo e lo statuto dell’unione sono approvati dai consigli dei Comuni partecipanticon le procedure e con la maggioranza richieste per le modifiche statutarie. Lo statuto individua lefunzioni svolte dall’unione e le corrispondenti risorse, nonché la sede presso uno dei Comuniassociati.3. Lo statuto prevede il presidente dell’unione, scelto secondo un sistema di rotazione periodica tra isindaci dei Comuni associati, e prevede che la giunta sia composta esclusivamente dai sindaci deiComuni associati e che il consiglio sia composto, senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, da un numero di consiglieri, eletti dai singoli consigli dei Comuni associati tra i propricomponenti, non superiore alla metà di quello previsto per i comuni di dimensioni pari allapopolazione complessiva dell’ente, garantendo la rappresentanza delle minoranze»;b) al comma 5, il secondo periodo è soppresso. Articolo 2 Istituzione delle Città metropolitane1. Il Governo è delegato ad adottare dei decreti legislativi, entro sei mesi dall’entrata in vigore dellapresente legge, per l’istituzione delle Città metropolitane, nell’ambito di una regione, nelle Provincedi cui alle aree previste dall’art22 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. La perimetrazione della cittàmetropolitana coincide in prima attuazione con il territorio della provincia. Nell’adozione deidecreti legislativi per l’istituzione delle singole Città metropolitane si osservano i seguenti principi eindirizzi: Pagina 14
15. a) il territorio della Città metropolitana coincide con il territorio di una o di più Province; in caso dinon coincidenza con il territorio di una Provincia si procede alla nuova delimitazione dellecircoscrizioni provinciali interessate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, della Costituzione;b) la Città metropolitana acquisisce tutte le funzioni della preesistente Provincia e le funzioni delcomune capoluogo di ambito metropolitano e ad essa sono attribuite le risorse umane, strumentali efinanziarie inerenti alle funzioni trasferite, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica; il decreto legislativo regola la successione della città metropolitana alla provincia in tutti irapporti già attribuiti alla titolarità di questo ultimo ente;c) la Città metropolitana prende il posto della Provincia e del Comune capoluogo e si articola al suointerno in Comuni e Municipi; i Municipi sono individuati sulla base degli enti di decentramentocomunale istituiti a norma dell’art. 17 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 nel Comunecapoluogo; ai Municipi costituiti nel territorio del comune capoluogo si applica la disciplina deiComuni, contenuta nel Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;d) il decreto legislativo regola il sistema di determinazione dei collegi elettorali per la elezione delconsiglio della Città metropolitana, nonché di attribuzione dei seggi, in modo da garantire unaadeguata rappresentanza alle comunità locali insistenti sulla parte del territorio metropolitanoesterna a quello del preesistente Comune capoluogo, nonché le modalità ed i termini di indizionedelle elezioni per la loro prima costituzione;e) per ciascuna Città metropolitana, il decreto legislativo stabilisce le modalità organizzative e lefunzioni in relazione alle specifiche esigenze del proprio territorio.2. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alla Conferenza unificata che rendono il parerenel termine di trenta giorni. Successivamente sono trasmessi alle Camere per l’acquisizione delparere delle competenti Commissioni parlamentari da rendere entro quarantacinque giornidall’assegnazione. CAPO II Art. 3 Esercizio diretto delle funzioni fondamentali1. Le funzioni fondamentali di cui all’articolo 21 della legge 5 maggio 2009, n. 42 non possonoessere:a) attribuite ad enti o agenzie statali o regionali né ad enti o agenzie di enti locali diversi da quellicui tali funzioni fondamentali sono attribuite;b) esercitate da enti o agenzie statali o regionali né da enti o agenzie di enti locali diversi da quellicui tali funzioni fondamentali sono attribuite. Pagina 15
16. 3. A decorrere dall’effettivo trasferimento delle risorse umane e strumentali necessarie all’eserciziodelle funzioni fondamentali, nonché dall’effettivo finanziamento delle medesime funzioni, inconformità ai princìpi e ai criteri di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42, cessa ogni forma difinanziamento delle funzioni esercitate in contrasto con le disposizioni di cui al comma 1 e sononulli gli atti adottati nell’esercizio delle suddette funzioni. Art. 4 Soppressione di enti intermedi e strumentali1. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 dellaCostituzione, lo Stato e le Regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedonoall’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati.2. Lo Stato e le Regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 1in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmentele stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cuiall’articolo 3 della presente legge. Articolo 5 Abolizione dei Consorzi di bonifica1. Sono abrogati gli articoli 862 e 863 del Codice civile e gli articoli da 55 a 71 del regio decreto 13febbraio 1933, n. 215, e successive modificazioni, e sono di conseguenza soppressi i Consorzi dibonifica e i Consorzi di miglioramento fondiario.2. Le funzioni dei Consorzi soppressi sono attribuite alle Province che succedono ai Consorzi dibonifica e di miglioramento fondiario in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, ancheprocessuale. In relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.3. I contributi dei proprietari nella spesa di esecuzione, manutenzione ed esercizio delle operepubbliche di bonifica, di miglioramento fondiario e di difesa del suolo costituiscono oneri reali suifondi dei contribuenti e sono esigibili con le norme ed i privilegi stabiliti per limposta fondiaria.Alla riscossione dei contributi vigenti provvedono gli enti che esercitano le funzioni dei consorzisoppressi con le norme che regolano lesazione delle imposte dirette e attraverso appositiregolamenti che disciplinano, tra l’altro, le forme di partecipazione dei contribuenti alla definizionedegli indirizzi per l’utilizzo dei contributi versati.4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con legge regionale sonoriordinati i contributi finora imposti alle proprietà consorziate ed è disciplinato il trasferimento alleProvince delle funzioni dei Consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario soppressi e laripartizione delle relative risorse umane, finanziarie e strumentali. Pagina 16
17. 5. Qualora, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni non abbianoprovveduto a riordinare ai sensi del comma 4 gli enti esistenti, il Governo è delegato ad emanare,entro i 3 mesi successivi, sentite le regioni inadempienti, uno o più decreti legislativi, le cuidisposizioni si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge regionale. Articolo 6 Soppressione dei Bacini imbriferi montani1. Sono soppressi i Consorzi dei bacini imbriferi montani in base alla legge 27 dicembre 1953, n.939.2. A decorrere dal trecentosessantacinquesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore dellapresente legge le funzioni degli organi dei Consorzi di cui al comma 1 sono trasferite alle Province,secondo quanto previsto dalle leggi regionali.3. A decorrere da termine di cui al comma 2 il sovracanone annuo previsto dalla legge 27 dicembre1953, n. 959 è versato alle Province competenti.4. Qualora, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni non abbianoprovveduto a riordinare ai sensi del comma 1 gli enti esistenti, il Governo è delegato ad emanare,entro i 3 mesi successivi, sentite le regioni inadempienti, uno o più decreti legislativi di ripartizionedelle funzioni tra le Province, le cui disposizioni si applicano fino alla data di entrata in vigore dellalegge regionale. Articolo 7 Soppressione degli enti parco regionali1. Gli enti parco previsti dall’art. 23 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono soppressi e le lorofunzioni sono attribuite alle Province che le esercitano in forma singola o associata.2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con legge regionale èdisciplinato il trasferimento alle Province delle funzioni degli enti parco soppressi e la ripartizionedelle relative risorse umane, finanziarie e strumentali.3. Qualora, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni non abbianoprovveduto a riordinare ai sensi del comma 1 gli enti esistenti, il Governo è delegato ad emanare,entro i 3 mesi successivi, sentite le regioni inadempienti, uno o più decreti legislativi di ripartizionedelle funzioni tra le province interessate, le cui disposizioni si applicano fino alla data di entrata invigore della legge regionale di riordino delle funzioni degli enti parco. Pagina 17
18. Articolo 8 Attribuzione delle funzioni degli ATO acque e rifiuti alle Province1. All’art. 2, della legge 23 dicembre 2009 , n. 191, al terzo periodo, dopo le parole “le regioniattribuiscono con legge” sono aggiunte le parole “alle province”. Articolo 9 Stazione unica appaltante nelle Province1. All’art. 13 della legge 13 agosto 2010 , n. 136, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:«3. Per le finalità di cui a comma 1, entro il 31 dicembre 2011, le Province istituiscono Stazioniuniche appaltanti per la gestione dei contratti pubblici di loro competenza e di quelli dei Comunicon meno di 5.000 abitanti del loro territorio.» Articolo 10 Norma di coordinamento1. Le disposizioni degli articoli precedenti costituiscono principi fondamentali della legislazionestatale. Le Regioni a statuto speciale provvedono ad adottare le disposizioni idonee a perseguire lefinalità di cui alla presente legge. Pagina 18
Previsione sull'andamento demografico in Alto Adige fino al 2030
Andamento flussi turistici in Alto Adige nella stagione invernale 2013-2014
SporteGenie & Hoppr
Upi delega riordino areavasta - 7 febbraio2012
Sentenza n. 464-2014 (Comune di Lozzo CONTRO Coffen Maria Giuditta)

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Art. 3
 Art. 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10

Sentenza