Source: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2002024.html
Timestamp: 2016-06-28 09:30:51+00:00

Document:
Legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24. Legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24. (Testo coordinato)Norme per la gestione dei rifiuti. (B.U. 31 ottobre 2002, n. 44) Modificata da l.r. 02/2003, l.r. 28/2008, l.r. 10/2011Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22Capo I. Disposizioni generali Art. 1.(Finalita' della legge)1. La presente legge ha le finalita':
3. Le presenti disposizioni garantiscono l'ordinato svolgimento delle funzioni dei soggetti istituzionalmente preposti, nell'ambito di una programmazione integrata e coordinata, in coerenza con le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali)e successive modificazioni, alla legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa) e successive modificazioni, al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), alla legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli Enti locali) ed alla legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), da ultimo modificata dalla legge regionale 5 agosto 2002, n. 20. Capo II. Sistema regionale delle competenze e strumenti di programmazione Art. 2.(Competenze della Regione)1. Nell'ambito della proprie competenze, in coerenza con le disposizioni della l.r. 44/2000, la Regione provvede:
v) alla predisposizione dei criteri di assimilazione, per qualita' e quantita', dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, ai fini della raccolta e dello smaltimento, in attesa dell'emanazione degli stessi da parte dello Stato ai sensi dell'articolo 18, comma 2, lettera d) del d.lgs. 22/1997. 2. Le competenze di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p), q), r), s), t), u) e v) sono esercitate dalla Giunta regionale. Sulle competenze di cui al comma 1, lettere b), e), f), g), h), i), m), n), o), p), q), r), t), u) e v) la Giunta regionale fornisce semestralmente un aggiornamento alla competente commissione consiliare.
3. La Giunta regionale, determinati i criteri e l'ammontare per la concessione dei contributi in campo ambientale, puo' avvalersi degli enti strumentali regionali e delle societa' a partecipazione regionale per la gestione finanziaria delle risorse assegnate. Art. 3.(Competenze delle province)1. Nell'ambito delle loro competenze, in coerenza con le disposizioni della l.r. 44/2000, le province provvedono:
o) al rilascio dei provvedimenti per il trasporto transfrontaliero dei rifiuti in conformita' al regolamento CE n. 259/93 del Consiglio, del 1� febbraio 1993 (Regolamento del Consiglio relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunita' europea, nonche' in entrata e in uscita dal suo territorio) ed ai sensi dell'articolo 16, comma 4, lettera a) del d.lgs. 22/1997 e delle disposizioni attuative nazionali e regionali e all'invio periodico alla Regione dei dati relativi al quantitativo di rifiuti per cui e' stato richiesto il movimento transfrontaliero di rifiuti e del quantitativo effettivamente trasportato sia in entrata che in uscita dall'Italia;
3. Nel caso di servizi aventi un territorio di utenza sovra provinciale, le funzioni di organizzazione sono svolte di concerto tra le province interessate. Art. 4.(Competenze dei comuni)1. Nell'ambito delle loro competenze, in coerenza con le disposizioni della l.r. 44/2000, i comuni provvedono:
3. I consorzi di bacino o i comuni sono tenuti a fornire alla Regione ed alle province le informazioni sulla gestione dei rifiuti urbani, con espresso riferimento alla produzione dei rifiuti per comune ed alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta, secondo i criteri e le modalita' stabilite dalla Giunta regionale. Art. 5.(Piano regionale di gestione dei rifiuti e modalita' di approvazione)1. Il piano regionale, che ha lo scopo di promuovere la riduzione dei rifiuti ed il completamento del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani, definisce per il territorio regionale i criteri e le modalita' per l'esercizio delle attivita'' di programmazione relative alla gestione dei rifiuti.
8. I contenuti del piano regionale mantengono la loro validita' senza limite di tempo fino a che non sono modificati dagli aggiornamenti del piano stesso. Art. 6.(Programma provinciale di gestione dei rifiuti e modalita' di approvazione)1. I programmi provinciali, raccordati con il piano territoriale di coordinamento ai sensi dell'articolo 20 del d.lgs. 267/2000 e successive modificazioni, hanno l'obiettivo di attuare le indicazioni ed i criteri stabiliti dal piano regionale e di consentire la realizzazione dei dettami del medesimo mediante l'individuazione di concrete ed operative linee di intervento.
8. I contenuti del programma provinciale hanno validita' senza limite di tempo fino a che non sono modificati dagli aggiornamenti del programma stesso. Art. 7.(Gestione delle informazioni sui rifiuti e raccordo con gli enti locali)1. Al fine del corretto svolgimento da parte della Regione delle funzioni di indirizzo, coordinamento e di costante monitoraggio del territorio relativamente alla gestione dei rifiuti, necessarie per l'adozione di una efficace programmazione regionale, cosi' come previsto dagli articoli 19 e 22 del d.lgs. 22/1997, la Giunta regionale definisce e promuove il raccordo tra i sistemi informativi ambientali, ai sensi dell'articolo 10 e dell'articolo 35, comma 1, lettera b), della l.r. 44/2000.
4. La Giunta regionale, con atto deliberativo, definisce l'organizzazione dell'osservatorio regionale dei rifiuti. Capo III. Sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani Art. 8.(Definizione del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani)1. Il sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani comprende i rifiuti urbani, i rifiuti speciali assimilati agli urbani che usufruiscono del pubblico servizio, i rifiuti prodotti dalla depurazione delle acque reflue urbane ed i rifiuti non pericolosi prodotti da attivita' di recupero e smaltimento di rifiuti urbani.
6. Ulteriori principi tecnici, organizzativi ed impiantistici del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani sono definiti dalla Giunta regionale. Art. 9.(Articolazione territoriale del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani)1. La gestione dei servizi dei rifiuti urbani, ai sensi dell'articolo 23 del d.lgs. 22/1997, avviene in ambiti territoriali ottimali coincidenti con i territori di ciascuna provincia piemontese.
4. Previo accordo tra la Regione e le province interessate e' possibile, per documentate esigenze di carattere territoriale, organizzativo e di logistica degli impianti esistenti o da realizzare, delimitare gli ambiti territoriali ottimali in modo non coincidente con i confini amministrativi delle province. Art. 10.(Servizi di bacino e di ambito)1. Nei bacini sono svolti secondo criteri di tutela ambientale, efficacia, efficienza ed economicita', con particolare attenzione ai costi ambientali, i seguenti servizi di gestione dei rifiuti urbani:
3 Nei casi in cui l'attivita' di cui al comma 2 sia caratterizzata da tecnologia complessa, ovvero ove sussistano ragioni di sicurezza, o di osservanza degli standards di qualita' del servizio, la stessa attivita' deve essere separata, con attribuzione a soggetti diversi, dall'attivita' di erogazione dei servizi di cui al comma 1, lettere a) e c). La Giunta regionale individua le tipologie degli impianti e i servizi che debbono osservare il regime di separazione. Art. 11.(Organizzazione delle attivita' di bacino)1. I comuni appartenenti allo stesso bacino assicurano l'organizzazione in forma associata dei servizi, di cui all'articolo 10, comma 1, attraverso consorzi obbligatori costituiti ai sensi dell'articolo 31 del d.lgs. 267/2000 e successive modificazioni, di seguito denominati consorzi di bacino. Per ciascun comune con popolazione superiore a 500 mila abitanti il programma provinciale di cui al precedente articolo 6 puo' prevedere la costituzione di un proprio bacino al quale attribuire direttamente le funzioni di governo per i servizi di cui all'articolo 10, comma 1.
16. La Giunta regionale adotta ulteriori disposizioni e prescrizioni per la modalita' di realizzazione e gestione dei servizi e degli impianti. Art. 12.(Organizzazione delle attivita' di ambito territoriale ottimale)1. L'organizzazione del sistema integrato dei rifiuti urbani a livello di ambito territoriale ottimale, in forma associata, e' assicurata dalla provincia attraverso i consorzi di bacino.
8. Nel caso di inerzia dell'associazione di ambito ai fini dello svolgimento delle funzioni in forma associata di cui al comma 4, ovvero nel caso di necessita' ed urgenza, la provincia, previa diffida, provvede, tramite un commissario ad acta, a garantire il governo della gestione dei rifiuti a livello di ambito territoriale ottimale. Art. 13.(Obiettivi di raccolta differenziata)1. Il consorzio di bacino assicura in ciascun comune il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di cui all'articolo 24 del d.lgs. 22/1997 e del piano regionale. I consorzi di bacino, tenuto conto delle diverse realta' territoriali, possono organizzare il servizio di raccolta in base a criteri di tutela ambientale, efficacia, efficienza ed economicita', in modo tale da assicurare a livello di bacino il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di cui al citato articolo 24 e del piano regionale.
c) stabilisce, nelle more dell'emanazione di un metodo di calcolo omogeneo a livello nazionale, il metodo normalizzato per il calcolo delle percentuali di raccolta differenziata al fine di accertare il raggiungimento, in ogni singolo comune e in ciascun bacino, degli obiettivi stabiliti dall'articolo 24 del d.lgs. 22/1997 e dal piano regionale;
1+>c bis) informata la commissione consiliare competente definisce i criteri per le agevolazioni a favore dei comuni montani e dei comuni ad alta marginalit� con popolazione al di sotto dei 1.500 abitanti per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di cui all'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). <+1
5. Nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata da parte dei comuni, non si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 17, comma 2, qualora la somma tra la percentuale di riduzione della produzione di rifiuti rispetto alla media pro capite di ambito territoriale ottimale e la percentuale relativa alla raccolta differenziata raggiunga il 35 per cento. 2 >< 2 Art. 14.(Smaltimento dei rifiuti nell'ambito del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani)1. Nelle strutture di servizio, negli impianti tecnologici e nelle discariche di prima categoria operanti o individuate sul territorio piemontese nell'ambito del sistema integrato di gestione di cui al capo III e' vietato effettuare operazioni di smaltimento di rifiuti di qualunque tipologia provenienti da altre regioni.
2. Il divieto di cui al comma 1 e' derogabile solo a seguito di specifici accordi regionali. Capo IV. Disposizioni sulla gestione dei rifiuti speciali provenienti da attivita' produttive, commerciali e di servizi Art. 15.(Organizzazione della gestione dei rifiuti speciali)1. La gestione dei rifiuti speciali di cui all'articolo 7, comma 3, lettere a), b) c), d), e) f) e g) del d.lgs. 22/1997, ad esclusione dei rifiuti assimilati agli urbani, dei rifiuti prodotti dalla depurazione delle acque reflue urbane e dei rifiuti prodotti dalle attivita' di recupero e smaltimento di rifiuti urbani, si basa sulla riduzione della produzione, sull'invio al recupero, sulla diminuzione della pericolosita' e sull'ottimizzazione delle fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento e sui seguenti principi generali:
6. La Giunta regionale, sulla base dei principi di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 adotta le disposizioni e prescrizioni tecniche per l'organizzazione della gestione dei rifiuti speciali. Capo V. Contributi a favore di comuni e province e obblighi dei gestori 3 >
Art. 16(Contributi a favore di comuni e province e obblighi dei gestori)
2. I soggetti che gestiscono discariche di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, oltre al rispetto di quanto previsto dalla presente legge e dalle disposizioni approvate dalla Giunta regionale, fin dal momento dell'entrata in vigore della legge, corrispondono ai comuni sede degli impianti di discarica un contributo minimo annuo di 0,5 euro ogni 100 chilogrammi di rifiuti sottoposti, nell'anno, alle operazioni di smaltimento, fatta esclusione per i rifiuti da costruzione, demolizione e scavi, compresi quelli contenenti amianto conferiti in discariche per rifiuti inerti e per rifiuti non pericolosi. I soggetti che gestiscono impianti di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, compresi i liquidi (percolato), diversi dalle discariche, oltre al rispetto di quanto previsto dalla presente legge e dalle disposizioni approvate dalla Giunta regionale, corrispondono ai comuni sede degli impianti un contributo minimo annuo di 0,25 euro ogni 100 chilogrammi di rifiuti sottoposti, nell'anno, alle operazioni di smaltimento. Con deliberazione della Giunta regionale sono definiti gli impianti di smaltimento soggetti al pagamento del contributo, le tipologie di rifiuti gestiti negli stessi, nonch� l'eventuale articolazione del pagamento del contributo tra gli impianti interessati dal ciclo dei suddetti rifiuti. Nelle more dell'adozione della deliberazione della Giunta regionale i soggetti che gestiscono impianti di smaltimento diversi dalle discariche corrispondono il contributo per le tipologie impiantistiche e nelle misure previste alla data di entrata in vigore della presente legge.
9. I contributi di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 6 sono versati dai gestori degli impianti, rispettivamente ai comuni ed alle province territorialmente competenti, entro il mese successivo alla scadenza del trimestre solare in cui sono state effettuate le operazioni di gestione dei rifiuti. < 3 Capo VI. Sistema sanzionatorio Art. 17.(Sistema sanzionatorio)1. Per i casi di contravvenzione ai divieti e agli obblighi previsti dalle disposizioni della presente legge e dalle prescrizioni e criteri tecnici emanati in attuazione della presente legge si applicano le sanzioni amministrative da 2.582 euro a 10.329 euro.
b) per il completamento del sistema integrato. Capo VII. Disposizioni finanziarie, transitorie e finali Art. 18.(Norme finanziarie)1. Per l'attuazione della presente legge sono confermati gli stanziamenti iscritti sul bilancio regionale per l'anno 2002 e sul pluriennale 2002-2004 nell'ambito delle unita' previsionali di base (UPB) 22051, 22052 e 22061 della parte del bilancio relativa alle spese e nella UPB 0902 Titolo III della parte del bilancio relativa alle entrate.
3. All'onere di cui al comma 2 si provvede con le risorse scritte nella UPB 22051 e nella UPB 22052. Art. 19.(Norme transitorie)1. Il vigente piano regionale, all'atto di entrata in vigore della presente legge, mantiene la sua validita' ed i relativi effetti prodotti fino all'adozione di un nuovo piano.
8. Per le domande relative alle attivita' di trasporto transfrontaliero di rifiuti gia' pervenute alla data di entrata in vigore della presene legge, le funzioni di cui all'articolo 3, comma 1, lettera o), continuano ad essere esercitate dalla Regione fino alla scadenza delle relative autorizzazioni. Art. 20.(Trasformazione delle forme di gestione)1. Le assemblee dei consorzi per la gestione dei rifiuti urbani, che svolgono anche le funzioni amministrative di governo, deliberano la trasformazione di cui all'articolo 35, comma 8, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2002), per scissione e destinazione a societa' di capitali di nuova costituzione dei complessi aziendali aventi ad oggetto la gestione delle attivita' di cui all'articolo 10, nonche' la conseguente limitazione dell'oggetto sociale del consorzio alle funzioni di governo ai sensi dell'articolo 11.
6. La Giunta regionale, con atto generale, individua modi e tempi, anche intermedi, necessari ad assicurare l'attivazione delle forme di gestione secondo le soluzioni organizzative e i termini previsti dalla presente legge, nonche' individua l'autorita' di settore ai sensi dell'articolo 113 d.lgs. 267/2000, come modificato dall'articolo 35 della l. 448/2001. Art. 21.(Abrogazione di norme regionali)1. Sono abrogate le seguenti norme regionali:
h) articolo 13 della legge regionale 3 luglio 1996, n. 39 (Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi. Attuazione della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Delega alle province). Art. 22.(Norme di coordinamento)1. Alla legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 sono apportate le seguenti modifiche di coordinamento:
3. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 25 maggio 2001, n. 11, il riferimento all'"articolo 41, comma 1 della legge regionale 13 aprile 1995, n. 59 (Norme per la riduzione, il riutilizzo e lo smaltimento dei rifiuti)", e' sostituito con il riferimento all'articolo 16 della presente legge; inoltre, la parola "chilogrammo" e' sostituita con le parole "100 chilogrammi". +1 Aggiunto dall'art. 26 della l.r. 10/2011. 2 la Corte Costituzionale, con sentenza n. 158/2012, dichiara l'illegittimit� costituzionale del comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 11 luglio 2011, n. 10, che inseriva il comma 5 bis. all'art. 13 della l.r. 24/2002. 3 Articolo sostituito dall'art. 22 della l.r. 2/2003.-4 Abrogato dall'art. 21 della l.r. 28/2008.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 articolo 6
 Art. 12
 Art. 13
 articolo 24
 Art. 14
 Art. 15

Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 articolo 13
 Art. 22
 sentenza