Source: http://balestra.ch/44-il-rango-della-prova-peritale
Timestamp: 2018-02-20 21:01:07+00:00

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È appropriato parlare di rango con riferimento all’ elaborato peritale ? L’ ho visto fare in una recentissima decisione della Corte dei reclami penali del Tribunale d’ appello (Svizzera-Ticino), decisione che sebbene io condivida ed apprezzi, nel particolare mi ha colpito.
Se per rango si intendesse veramente solo una parte dell’ intero gruppo, nella fattispecie quello delle diverse categorie di perizia senza sottintendere o lasciar fraintendere in esso forma alcuna di classifica, il termine mi suona bene. Qualora invece il termine di “rango peritale” implicasse una classifica dei valori peritali, analogamente al diritto dove quello costituzionale è quello di rango superiore, ritengo questa definizione in dissapore con lo spirito della Giustizia il cui compito rimane pur sempre la ricerca della verità materiale. Non dimentichiamo che anche per la parte vale il principio della libertà della prova (CPP, art. 139.1) e della ricerca materiale della verità (CPP, art. 6).
Per essere più chiaro: una perizia ordinata da un tribunale ed errata, non potrà mai essere di rango superiore ad una perizia di parte che, circostanziatamente e correttamente ne contesta e ne corregge i contenuti. Non è il grado del mandante a rendere più o meno attendibile il contenuto e le conclusioni peritali di chicchessia, ma unicamente la fondatezza degli accertamenti e dei ragionamenti presentati, indipendentemente che si tratti di perizia ufficiale o di perizia privata. Tanto più le conclusioni di un elaborato peritale si avvicinano alla vera verità materiale, tanto più questo elaborato sarà di rango superiore per la Giustizia. Ho il fondato dubbio che questo non piaccia sempre a tutti.
La parità fra il perito ufficiale e quello di parte è data dal fatto che entrambi possono essere sentiti come testi ai sensi del codice penale (CP art. 307 e 308) e che costituzionalmente entrambi godono, anche durante tutte le fasi del procedimento, del principio costituzionale della buona fede (Costituzione federale, art. 9 e CPP, art. 3.2.a).
Classificare di rango superiore la perizia ufficiale solo perché tale, di fatto corrisponderebbe alla presunzione di malafede del perito privato, presunzione gratuita e tanto offensiva quanto anticostituzionale e diffamante … sarebbe come sostenere che quando agisci su mandato ufficiale sei onesto mentre quando agisci su mandato privato diventi cialtrone.
Quindi rifacendomi al Commentario sul nuovo CPP svizzero (Galliani e Marcellini, art. 182, pag. 363, vedi paragrafo 4), se il ruolo del perito ufficiale è, di fatto, quello di ausiliario del giudice nella scoperta della verità materiale, ad ugual titolo il ruolo del perito privato è quello di ausiliario della parte nella ricerca della medesima verità … ma non solo: il ruolo del perito di parte è anche quello importantissimo di verificatore del lavoro di accertamento giudiziario, tanto in presenza di una perizia ufficiale quanto in mancanza della stessa.
Questo lo dice molto bene e senza mezzi termini la sentenza da cui ho preso spunto per queste mie considerazione, testo che recita:
“Se è pur vero che, a differenza dei periti ufficiali, il perito privato è il perito di una parte, il suo referto non costituisce che un’ allegazione di parte, ed inoltre la perizia di parte non ha lo stesso rango di una perizia fatta allestire da un tribunale, ciò nonostante, giusto i principi giurisprudenziali in materia di valutazione delle prove, al giudice spetta comunque esaminare se la medesima sia suscettibile di mettere in forse, su punti litigiosi importanti, l’ opinione e le conclusioni del perito incaricato dal tribunale, o sia atta a fondare la necessità di una perizia giudiziaria (sentenza TF 6B-951/2009 del 26.2.2010, consid. 1.3.; sentenza TF-49/2011 del 4.4.2012, consid. 1.3.).”
Ecco quindi spiegate le mie perplessità iniziali sul termine di rango peritale. Infatti la perizia non ufficiale sarà allegazione di parte, ma per il Giudice questa costituisce comunque sempre una prova da valutare, “con le dovute cautele” dice il sopra citato commentario, “meglio se con attenzione ed immuni da pregiudizi” aggiungo io.
Chi vede di malocchio la presenza ed il lavoro peritale di parte, invece di ostacolarlo dovrebbe coglierne il valore e l’ utilità che questo rappresenta per l’ accertamento scientifico dei fatti, accertamento che deve essere svolto tanto a carico quanto a discarico dell’ accusato.
Se per il magistrato la presenza del perito ufficiale può essere necessaria fin dall’ inizio, questa si giustifica comunque sempre per gli specialisti scientifici delle parti. Infatti l’ azione propositiva richiesta a quest’ ultime dal Legislatore (CPP, art. 109 – memorie e istanze) unitamente al principio della necessità peritale (CPP, art. 182 – “mancata disponibilità delle conoscenze e capacità speciali necessarie”) giustificano in ogni momento del procedimento l’ attività dello specialista a fianco dei rappresentanti legali, non fosse altro che per la formulazione dell’ aspetto tecnico e scientifico delle memorie e delle istanze che implicano, fra l’ altro, anche la verifica degli accertamenti e della loro completezza.
Questa attività è sicuramente parte integrante dell’ accertamento della verità e, a mio parere, va fortemente rivalorizzata e vista con la dovuta accondiscendenza specie da parte dei magistrati inquirenti, proprio per quanto di positivo questo lavoro privato, in contraddittorio, può dare ed aggiungere all’ indagine da loro condotta. Più che al rango darei allora peso al ruolo e all' attendibilità della prova peritale.

References: art. 139
 art. 6
 art. 307
 art. 9
 art. 3
 art. 182
 sentenza 
 sentenza 
 art. 109
 art. 182