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Timestamp: 2019-02-23 15:33:49+00:00

Document:
CROAZIA SLOVENIA MONTENEGRO II, Schede tecniche aerei militari italiani e storia degli aviatori
L'INDIRIZZO DEL POGLAVNIK DI CROAZIA AL RE E IMPERATORE
Alle ore 11 il Poglavnik di Croazia nella Sala del Trono al Quirinale, rivolge alla Maestà del Re e Imperatore il se­guente indirizzo:
SIRE, il Consiglio del mio Stato e il Consiglio dei Ministri del mio Governo hanno, con unanime decisione, or è qualche giorno, proclamato che la Corona di Zvonimiro, che fu cinta in guerra e in pace dai nostri grandi Re, rappresenta la sovranità dello Stato indipendente di Croazia.
Dopo questo atto storico di restaurazione, che consacra la volontà di vita del libero popolo croato nella sua millenaria tradizione e ne definisce la struttura statale nel nuovo ordine europeo promosso dalle Potenze dell'Asse, la Nazione; uscita da decenni di oppressioni e di lotte, ha deciso di offrire a un Principe della Vostra illustre Casa la Corona dei suoi Re, pregandoVi, SIRE, di voler benignarVi di designarlo.
SIRE, dalla Vostra Casa, insigne per glorie di condottieri, di Principi Illuminati, di Sovrani giusti e potenti, noi, popolo croato, attendiamo il Monarca fondatore della nuova Dinastia Croata che ci guiderà nella rinascita. Siamo tanto fieri del Re che ascenderà al Trono della nostra Croazia, quanto della nostra Indipendenza statale e nazionale.
Ci ha ispirati la fede nella religione di Roma; anche ci ha con­dotti a Voi il ricordo, vivo tra la nostra gente, delle battaglie vittoriose combattute tra noi da un Principe guerriero, Eugenio di Savoia.
E nel chiedere a Voi, SIRE, la designazione di un Principe della Vostra Augusta Casa, con ferma certezza crediamo alla felicità del suo Regno e di quella dei suoi legittimi successori, al bene del popolo croato e alla durevole amicizia, alleanza e colla­borazione che, sotto il Vostro Regno, il DUCE del Fascismo ha instaurato tra Italia e Croazia.
IL RE E IMPERATORE DESIGNA AIMONE DI SAVOIA - AOSTA
ALLA CO­RONA DEL REGNO DI CROAZIA
Poglavnik, Signori Delegati del Regno di Croazia, con vivo compiacimento e con animo profondamente grato accogliamo la richiesta a clic, in nome della nobile Nazione Croata, Ci avete rivolta di designare un Principe della Nostra Casa a cingere la Corona di Zvonimiro e fondare una dinastia che presieda allo sorti del regno di Croazia. Le parole con le quali avete voluto accompagnare la richiesta per affermare che la pre­senza di un Principe Sabaudo sul Trono dello Stato indîpen­dente di Croazia intende testimoniare la volontà del Vostro popolo di collaborare con l'Italia nello spirito della più stretta amicizia, trovano piena rispondenza nei sentimenti Nostri e di tutto il Popolo Italiano. Noi salutiamo come una lieta spe­ranza per il nuovo ordine che si afferma in Europa la rinascita della Nazione Croata, la cui storia per tanti nessi è collegata alla nostra e che tenacemente ha orientato nei secoli la sua vita intellettuale e morale verso la civiltà di Roma.
L’Italia, non da ora, ha tangibilmente mostrato la sua piena comprensione e la sua viva simpatia per le aspirazioni del popolo croato che hanno trovato in Voi, Poglavnik, il più fermo assertore. Oggi, che il secolare desiderio del popolo croato di riassurgere nell'unità dello Stato ha avuto per le vittoria dell'Asse piena realizzazione, Ci è gradita l'occasione, nella solennità di questo fausto evento, di dichiararVi, Signori Delegati dello Stato indipendente di Croazia, che l'Italia è con tutto il cuore accanto alla Vostra nobile Nazione alla quale è pronta a dare tutto l'appoggio della sua collaborazione in fra­terna solidarietà d'intenti e di opere.
Mossi da tali sentimenti, siamo lieti di accogliere la richiesta del Popolo croato e designiamo il Nostro diletto nipote, l'Al­tezza Reale Aimone di Savoia - Aosta Duca di Spoleto, ad as­sumere la Corona del Regno di Croazia. I nostri voti e quelli del Popolo italiano lo accompagnano nella Sua alta Missione, mentre auspichiamo al Popolo Creato un'era di prosperità e di fecondo progresso.
TRATTATI STIPULATI TRA IL GOVERNO ITALIANO E IL GOVERNO CROATO
Nella sala del Mappamondo, a Palazzo Venezia, alle ore 12, il Duce e il Poglavnik di Croazia firmano gli accordi, tra il Regno d'Italia e il Regno di Croazia, redatti in italiano, in duplice esemplare:
TRATTATO PER LA DETERMINAZIONE DEI CONFINI FRA IL REGNO D'ITALIA
E IL REGNO DI CROAZIA
Il Governo italiano e il Governo croato, desiderando proce­dere alla determinazione dei confini fra il Regno d'Italia ed il Regno di Croazia col comune proposito di stabilire un rego­lamento territoriale che sia la base sicura per una intima collaborazione fra i due Stati, hanno convenuto quanto segue:
Art. 1. — Sono riconosciuti come facenti parte del Regno d'Italia: i distretti di Castua, di Sussak, Cabar e, del distretto di Delnice, una parte secondo una linea che, partendo da quota 710 di Biljevina e passando per le creste dello Starcev Vrh, del V. Tomac, dell'Ostrac, del Ragozno o del Borlos, raggiunge il confine amministrativo del distretto di Sussak alla cima dello Jelenci (quota 1106), e scende quindi al mare presso Buccarizza (Bakarac) per le alture dei monti Gorica, Mee, e le quote 623, 424 e 252 lasciando in territorio croato i comuni di Hrljin, di Dol-Bakarac e di Porto Re (Klaljevica-Smrika) con il porto medesimo ed i nodi stradali che vi adducono;
lo scoglio di San Marco, le isole di Veglia, Arbe e quelle minori sino all'altezza di Jablanazzo;
tutte le isole dell'arcipelago di Zara;
il territorio compreso da una linea che, partendo dalla punta. Previaca, raggiunge il Canale della Morlacca, segue il tracciato interno di esso fino al mare di Novogradska, continua lungo la sponda superiore di detto mare, comprende la Bukovizza, e, raggiunto il corso del Cherca (Krka), sotto il paese di Podjene, scende lungo il fiume e se ne diparte in modo da comprendere tutto il terriorio di Sebenico, di Traù e la città di Spalato, compresi i sobborghi ed escluse le isole di Brazza e Lesina; le isole di Bua, Zirona, Solta, Lissa, Bisevo, S. Andrea, Pomo e le altre minori adiacenti;
le isole di Curzola e Meleda;
il distretto comprendente tutte le Bocche di Cattaro, secondo una linea che lasciando la costa in un punto intermedio fra le località di Cavtat e di Vitaljinia, sale verso nord-est includendo la località di Gruda ed il massiccio del monte Orjen, fino a raggiungere il confine con il Montenegro.
Per chiarezza è allegata al presente Trattato, di cui fa parte integrante una carta al 750 mila sulla quale è riportato l'anda­mento della linea che delimita i territori sopra indicati.
Una Convenzione speciale sarà conclusa per quanto concerne l'ordinamento amministrativo della città di Spalato coi sob­borghi ed i castelli, nonché dell'isola di Curzola.
Art. 2. — Una Commissione composta per metà di Delegati del Governo italiano e per metà di Delegati del Governo croato procederà al più presto a determinare sul terreno i confini tra il Regno d'Italia, compresa la provincia di Lubiana, e il Regno di Croazia.
La definitiva, determinazione dei confini sarà fatta con spirito di equità, tenendo conto delle situazioni geografiche, delle necessità di ordine economico e delle vie di comunicazione.
Art. 3 — Il presente Trattato entra in vigore con la sua firma. In fede di che ì Plenipotenziari hanno firmato il presente Trattato.
Fatto a Roma, in duplice esemplare, il 18 maggio 1941 - XIX
ACCORDO SU QUESTIONI DI CARATTERE MILITARE CONCERNENTI LA ZONA LITORANEA ADRIATICA
I1 Governo italiano e il Governo creato, avuto riguardo al Trattato per la determinazione dei confini fra il Regno d'Italia e il Regno di Croazia, firmato in data d'oggi, hanno convenuto quanto segue:
Art. 1. — I1 Governo croato si impegna a non istituire e a non mantenere nelle isole e nella zona compresa tra il mare e la linea riportata sulla carta allegata, che fa parte integrante del presente Accordo, alcuna opera o apprestamento militare ter­restre, navale od aeronautico, alcuna base di operazione, al­cuna installazione suscettibile di essere utilizzata a scopi di guerra, né alcuna fabbrica o deposito di munizioni e materiale di guerra.
Art. 2. — Il Governo croato dichiara che non è sua intenzione di avere una marina da guerra, salvo a disporre di unità spe­cializzate necessario ad assicurare i servizi di polizia e di finanza.
Art. 3. — i due Governi preciseranno in un Accordo ulteriore le modalità secondo le quali il Governo italiano avrà facoltà di far transitare le sue Forze Armate sul territorio croato lungo la rotabile litoranea Fiume - Cattaro nonché sulla linea ferro­viaria Fiume - Ogulin - Spalato e sul suo eventuale prolunga­mento fino a Cattaro.
Art. 4. — Il presente Accordo entra in vigore con la sua firma. In fede di che, i sottoscritti Plenipotenziari, debitamente auto­rizzati, hanno firmato il presente Accordo.
Fatto a Roma, in duplice originale, il 18 maggio l941-XIX
TRATTATO DI GARANZIA E DI COLLABORAZIONE TRA IL REGNO D’ITALIA ED IL REGNO DI CROAZIA
Il Governo italiano ed il Governo croato,
Considerato che con l'accordo per le due frontiere comuni è stata creata tra l'Italia e la Croazia la basa sicura per un'in­tima collaborazione reciproca;
Considerato che il regno di Croazia entra a far parte del nuovo ordine europeo e che l'Italia intende favorire e appoggiare con ogni mezzo il suo sviluppo politico e il suo progresso; Desiderosi di stabilire legami di stretta amicizia e cooperazione e di promuovere la prosperità dei due popoli;
Art. 1. — L'Italia assume la garanzia dell'indipendenza politica del Regno di Croazia e della sua integrità territoriale nelle frontiere che saranno determinate d'accordo con gli Stati in­teressati.
Art. 2. — Il Governo croato non assumerà impegni interna­zionali che siano incompatibili con la garanzia stabilita dall'articolo precedente e con lo spirito del presente Trattato.
Art. 3. — Il Governo croato si vari della collaborazione delle, Forze Armate italiane per quanto riguarda l'organizzazione e l'istruzione tecnica delle sue forze armate e la preparazione degli apprestamenti militari nel suo territorio, dovunque sarà ritenuto necessario, allo scopo di duratura collaborazione.
Art. 4. — Il Governo italiano e il Governo croato si impegnano, non appena consolidata l'economia dello Stato croato, ad en­trare nelle più ampie e strette relazioni di carattere doganale e valutario.
A tale scopo i due Governi costituiscono una Commissione Per­manente per lo studio e l'esecuzione di quanto precede.
Art. 5. — il Governo italiano e il Governo croato si impegnano a concludere al più presto speciali accordi in materia di traffici ferroviari e marittimi, nonché per regolare il trattamento dei cittadini di uno dei due Stati nel territorio dell'altro, le rela­zioni culturali e giuridiche tra i due Paesi, ed altre materie di comune interesse.
Art. 6. — Il presente Trattato entra in vigore con la sua firma. Esso avrà la durata di 25 anni.
In fede di che i Plenipotenziari, debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Trattato.
Fatto a Roma, in duplice originale, il 18 maggio 1941- XIX
Al momento di procedere alla, firma del Trattato di garanzia e di collaborazione fra il Regno d'Italia e il Regno di Croazia, concluso in data d'oggi, i sottoscritti Plenipotenziari, riferen­dosi all'art. 5 del detto Trattato, hanno fatto la dichiarazione seguente:
Fino alla stipulazione di nuovi accordi, saranno mantenuti in vigore fra il Regno d'Italia ed il Regno di Croazia, in quanto siano applicabili., i trattati, le convenzioni e gli accordi conclusi fra il Regno d'Italia e l'ex Regno di Jugoslavia.
Fatto a Roma, in duplice originale, il 18 maggio 1041-XIX
SCAMBIO DI LETTERE TRA IL DUCE E IL POGLAVNIK
Seguono due lettere. La prima, del Capo del Governo italiano al Capo del Governo Croato:
Roma, 18 maggio 1941 - XIX
Eccellenza, ho l'onore di confermarVi che il Governo italiano procederà nel più breve termine a preparare il testo di una Convenzione con il Governo croato concernente l'ordinamento amministrativo per il Comune di Spalato e l'isola di Curzola. Esso si attende che, analogamente a quanto era disposto dal Trattato di Rapallo e successivi accordi per le minoranze ita­liane di Dalmazia, vengano assicurate alle minoranze italiane nelle isole e nei territori del litorale adriatico, facenti parte dello Stato Creato, delle garanzie per quanto riguarda in par­ticolare l'uso della lingua italiana, e la creazione di scuole e di istituti di educazione e istruzione, nonché di istituzioni di beneficenza e assistenza. Le disposizioni che precisano tali garanzie potranno essere inserite nella Convenzione sopra ac­cennata.
Vogliate gradite, Eccellenza, i sensi della mia più alta consi­derazione.
La lettera del Capo del Governo croato al Capo del Governo italiano è del seguente tenore:
Eccellenza, ho l'onore di accusare ricevuta della Vostra lettera, in data di oggi, del tenore seguente:
“ Ho l'onore di confermarVi che il Governo italiano procederà nel più breve termine a preparare il testo di una Conven­zione con il Governo croato concernente l'ordinamento ammi­nistrativo per il. Comune di Spalato e l'isola di Curzola. Esso si attende che, analogamente a quanto era disposto dal Trat­tato di Rapallo e successivi accordi per le minoranze italiane di Dalmazia, vengano assicurate alle minoranze italiane nelle isole e nei territori del litorale adriatico, facenti parte dello Stato Croato, delle garanzie per quanto riguarda in partico­lare l'uso della lingua italiana, e la creazione di scuole e di istituti di educazione e istruzione, nonché di istituzioni di beneficenza e assistenza. Le disposizioni che precisano tali ga­ranzie potranno essere inserite nella Convenzione sopra ac­cennata. ”
Nel prendere atto di quanto mi avete dichiarato a nome del Governo italiano, ho l'onore di assicurarVi, a nome dei Go­verno croato, di essere d'accordo su quanto precede.
Vogliate gradire, Eccellenza, i sensi della mia più alta consi­derazione.
Alla cerimonia della firma assistono il Ministro degli affari esteri, conte Galeazzo Giano, il Capo di Gabinetto del Mini­stero degli affari esteri, ministro Anfuso, gli ambasciatori Buti e Vitetti, i ministri Geisser Celesia e Pietromarchi e il comm. Casertano, R. incaricato di affari a Zagabria.
I BRINDISI ALLA COLAZIONE OFFERTA DAL DUCE
Alla fine della colazione offerta a Palazzo Venezia in onore della Delegazione croata, il Duce ha pronunciato il seguente brindisi:
Poglavnik, Signori Delegati di Croazia. E con sentimento di profonda simpatia che il Governo e il popolo italiano hanno salutato la restaurazione della Corona, di Zvonimiro, Augusto simbolo d'una millenaria tradizione che per tante vicende si ricollega alla nostra.
A Voi, qui convenuti per chiedere alla Maestà del RE Impe­ratore la designazione di un Principe della Sua gloriosa Casa a Sovrano del risorto Regno di Croazia, mi è gradito porgere il più fervido e cordiale benvenuto.
I vincoli dinastici così felicemente stretti e gli accordi conclusi in questi giorni creano tra i nostri due Paesi una soli­darietà che trova il suo naturale fondamento e la sua garanzia di perenne durata, oltreché nella contiguità territoriale, nella comunanza di valori ideali e d'istituti politici e nella comple­mentarietà degli interessi. Su questa base noi intendiamo svi­luppare una intesa feconda e una collaborazione operante in tutti i campi, col vivo desiderio di costruire un'opera di ro­mana solidità e con lo spirito della più leale e comprensiva amicizia.
Voi sapete, Poglavnik, con quali sentimenti l'Italia Fascista ha assistito agli sforzi dei patrioti croati e in particolare dei Vostri fidi Ustasci, guardia armata della Rivoluzione croata, che, sotto la Vostra guida e animati dalla Vostra passione, hanno con­corso alla redenzione della Patria. Con questi stessi senti­menti noi saremo al Vostro fianco nell'opera alla quale Vi accingete di ricostruire lo Stato e avviarlo verso i prosperi destini che lo attendono nel quadro del nuovo ordine europeo che sorge dalle vittorie delle Potenze dell'Asse.
In questo spirito mi è grato elevare il pensiero all'Augusto Principe designato ad ascendere al Trono di Croazia, e for­mulare i miei voti più fervidi per la Sua prosperità, per la Vostra, Poglavnik, e per le gloriose fortune della Nazione croata.
Il Poglavnik ha così risposto:
Duce, di questa storica giornata che corona la nostra rina­scita, dopo vicende secolari, sono particolarmente grato a Voi, che della nuova era che stringerà legami amichevoli sempre più forti tra i due popoli confinanti e indipendenti siete stato anche l'artefice.
La Corona di Re Zvonimiro è stata oggi, nella Roma Imperiale, offerta dal popolo croato ad un Principe della gloriosa Di­nastia Sabauda che sarà fondatore della nuova dinastia croata. Il patto di alleanza, di garanzia e di collaborazione, segna con i vari accordi complementari la stabilità del nostro domani in un settore europeo finora particolarmente travagliato da continui sconvolgimenti.
Regolati gli accordi confinari, in uno spirito di larga reci­proca comprensione, assicurata col Patto la cordiale intima collaborazione delle due Nazioni non più divise ma unite dall'Adriatico pacificato, il popolo croato, tradizionalmente fiero e indipendente, con gli atti solenni oggi compiuti acconsente liberamente di aderire all'ordine nuovo europeo promosso dalle Potenze dell'Asse, e riacquista, nella comunione di spi­riti e di interessi, quelle condizioni di vita feconda di cui lo stesso nome di Roma è garanzia.
Mentre il popolo croato si accinge ora a dare contributo posi­tivo all'opera di ricostruzione europea, con giovamento di tutti i popoli amici confinanti, esso non distoglie lo sguardo dagli ideali di progresso e di dignità di vita che hanno trovato nel Fascismo la loro prima espressione.
Duce, Voi conoscete le persecuzioni che il popolo croato, e noi esponenti di esso, abbiamo patito In quest'ultimo venten­nio. Voi conoscete la nostra storia e le nostre aspirazioni. Siete perciò per noi non soltanto il Duce della Rivoluzione Fascista e il forte nocchiere che regge le sorti del popolo Ita­liano, ma anche, Duce, l'amico del popolo croato.
Come Capo della rivoluzione ustasa e di una Nazione rinata alla convivenza europea, con sentimenti di profonda amicizia Vi porgo, Duce, l'espressione del mio animo sinceramente grato, e alzo il bicchiere alla salute della Maestà del Re Im­peratore, del Principe Sabaudo designato ad ascendere al Trono dì Croazia, della Reale Famiglia, formulando auguri per la prosperità del popolo italiano alleato e per il Vostro benessere personale.
[R. decreto 12 maggio 1941 - XIX, n. 452]
VITTORIO EMANUELE III per grazia di Dio e per volontà della `Nazione RE d'Italia e di Albania, IMPERATORE d'Etiopia: Visto l'art. 18 della legge 19 gennaio 1939 - XVII, n. 129; ritenuta la necessità e l'urgenza di provvedere; udito il Gran Consiglio del Fascismo; sentito il Consiglio dei Ministri; sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo; abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. — I territori i cui confini sono delimitati nell'allegata carta, vidimata d'ordine Nostro dal DUCE del Fascismo, Capo del Governo, fanno parte integrante del Regno d'Italia.
Art. 2. — Dei territori di cui all'art. 1, quelli confinanti con la provincia di Fiume, le Isole di Veglia e Arbe e le altre minori appartenenti alle circoscrizioni delle isole predette sono aggregati alla provincia di Fiume.
Art. 3. — Gli altri territori e le altre isole della Dalmazia di cui all'art. 1 costituiscono, insieme con l'attuale provincia di Zara, il Governatorato della Dalmazia che comprenderà le provincie di Zara, Spalato e Cattaro. Le circoscrizioni delle provincie dalmate saranno stabilite con decreto Reale, il quale determinerà anche le competenze del Governatore e i suoi rapporti con i Prefetti delle dette Provincie. Il Governa­tore risiederà a Zara e sarà alle dirette dipendenze del DUCE, Capo del Governo.
Art. 4. — Ai comuni di Spalato e di Curzola sarà dato un or­dinamento amministrativo speciale.
Le norme relative saranno emanate con Decreto Reale su pro­posta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per l'interno, di concerto con gli altri Ministri interessati.
Art. 5. — Il Governo del Re è autorizzato a pubblicare nei ter­ritori dì cui all'art. 1° lo Statuto e le altre leggi del Regno e a emanare le disposizioni necessarie per coordinarle con la legislazione ivi vigente e in particolare con gli ordinamenti che saranno stabiliti per i comuni di Spalato e di Curzola ai sensi dell'art. 4.
Art. 6. — Fino a nuove disposizioni, restano in vigore nei ter­ritori di cui all'ari. 1, i provvedimenti emanati dall'Autorità italiana di occupazione, ad eccezione di quelli rispondenti ad esigenze militari. Il Governatore della Dalmazia e il Prefetto della Provincia di Fiume eserciteranno nei territori di cui all'art. 1, compresi nella rispettiva circoscrizione, le attribuzioni già devolute ai Commissari civili dai provvedimenti predetti.
Art. 7. — Il presente decreto entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno e sarà presentato alle assemblee Legislative per la conversione in legge.
II DUCE del Fascismo, Capo del Governo, è autorizzato alla presentazione del presente disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei de­creti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di esservario e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 18 maggio 1941-XIX
VITTORIO EMANUELE - MUSSOLINI
Visto, il Guardasigilli: Grandi. - Registrato alla Corte del conti, addì 7 giugno 1941 - XIX. Atti del Governo, registro 434, foglio 41. — Mancini.
N. B. — La carta 41 cui all'art. 1 sarà pubblicata nella Raccolta ufficiale delle leggi e del decreti.
(Gazzetta Ufficiale n. 133 del 7 giugno 1941- XX)
PASSAGGIO DEI POTERI CIVILI DALLA II ARMATA ALLE AUTORITÀ CROATE
Il Duce ha, diramato il seguente ordine del giorno per il Co­mando della II Armata:
in relazione agli accordi politici conclusi a Roma fra l'Italia e lo Stato indipendente dì Croazia, ordino:
1) Da domani 20 tutti i poteri civili sui territori assegnati allo Stato di Croazia, sottoposti fino ad oggi all'occupazione militare italiana, passano alle Autorità croate.
2) Le forze armate italiane, che si trovano attualmente sul territorio dello Stato indipendente di Croazia, cessano da domani 20 di possedere carattere e prerogative di forze di occu­pazione e assumono il carattere di truppe stazionanti sul ter­ritorio dell'amico e alleato Stato Indipendente di Croazia.
3) Il generale Vittorio Ambrosio prenderà gli accordi ne­cessari colle Autorità croate per l'esecuzione di quanto precede.
Dal Quartier generale delle forze armate, 19 maggio 1941 - XIX
IL GOVERNATORE DELLA DALMAZIA
Con decreto Reale in corso di firma l'eccellenza Giuseppe Bastianini è stato nominato Governatore della Dalmazia.
LA GRATITUDINE DEL POPOLO CROATO AL DUCE
Al Duce è pervenuto, dal Poglavnik di Croazia, il seguente telegramma:
Gli importanti eventi storici che si sono conclusi ieri a Roma mi hanno permesso di vivere accanto a Voi una giornata della quale conserverò indelebile ricordo e mi hanno anche con­sentito di sentire pulsare il cuore dell'Italia Fascista traboc­cante di fede in Voi e nell'opera Vostra di condottiero e di statista geniale. Vi esprimo la gratitudine del popolo croato e mia personale per l'amicizia e la comprensione con cui ac­compagnate l'ardua fatica della nostra ricostruzione nazionale. Con immutabile devozione.
Al conte Ciano il Poglavnik ha così telegrafato:
A Voi, Eccellenza, interprete fervido e fedele della volontà e dello spirito illuminato del Duce, che avete saputo intendere e armonizzare le aspirazioni e gli interessi del popolo italiano e del popolo croato, giungano i sentimenti della mia ammira­zione e amicizia cordiale.
L'ALTO COMMISSARIO PER LA PROVINCIA DI LUBIANA
Il fascista Emilio Grazioli, già Segretario Federale di Trieste, con decreto Reale, su proposta del DUCE, Ministro dell'In­terno, è stato nominato Alto Commissario per la provincia di Lubiana dal 3 corrente.
IL SALUTO DEL DUCA DI SPOLETO ALLA R. MARINA
Il Foglio d'Ordini della Regia Marina, reca:
L'Altezza Reale l'Ammiraglio di Squadra Aimone di Savoia - Aosta Duca di Spoleto, nel lasciare la carica di Comandante. in Capo del Dipartimento Marittimo dell'Alto Tirreno mi ha indirizzato il seguente messaggio:
« Dovere di Principe Sabaudo mi chiama ad assumere una altissima nobile responsabilità.
Mi allontano dalla Marina, che mi ha formato alla Sua Scuo­la di carattere e di ardimento, mentre ancora una volta essa combatte per la grandezza della Patria.
Alla Marina tutta e particolarmente a voi cari indimenticabili camerati, mando con il mio affettuoso saluto il più fervido augurio di gloria e di vittoria. »
Il DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro della Marina;
L'ALTO COMMISSARIO PER IL MONTENEGRO
Il Ministro plenipotenziario Serafino Mazzolini è stato no­minato Alto Commissario per il Montenegro.
MANTENIMENTO IN VIGORE NELLA PROVINCIA DI LUBIANA DEI PROVVEDIMENTI EMANATI DALL'AUTORITÀ ITALIANA DI OCCUPAZIONE
[R. decreto legge 7 giugno 1941 - XIX, n. 454]
Albania, IMPERATORE di Etiopia: Visto il R. decreto-legge 3 maggio 1941 - XIX, n. 291, che costituisce la provincia di Lubiana; Visto il R. decreto-legge 18 maggio 1941 - XIX, n. 452, riguardante la sistemazione dei territori che sono venuti a far parte del Regno d'Italia; Visto l'art. 18 della legge 19 gennaio 1939 - XVII, n. 128; rite­nuta l'urgente necessità di provvedere; sentito il Consiglio dei Ministri; sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo; abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. — Fino a nuove disposizioni, nel territorio della pro­vincia di Lubiana hanno vigore i provvedimenti richiamati nel primo comma dell'art. 6 del R. decreto-legge 18 maggio 1941-XIX, n. 452.
L'Alto Commissario per la provincia esercita le attribuzioni già devolute ai Commissari civili dai provvedimenti predetti.
Art. 2. — Il presente decreto entra in vigore dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno e sarà presentato alle Assemblee legislative per la conversione in legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei de­creti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osser­varlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 7 giugno 1941 - XIX
VITTORIO EMANUELE — MUSSOLINI
Visto, Il Guardasigilli: Grandi. — Registrato alla Corte dei conti, addì 7 giugno 1941 - XIX - Atti del Governo, registro 484, foglio 42. — Mancini.
(Gazzetta Ufficiale n. 133 del 7 giugno 1941 - XIX)
[R. decreto 7 giugno 1941 - XIX, n. 453]
VITTORIO EMANUELE III, per grazia di Dio e per volontà della Nazione, RE d'Italia e di Albania, IMPERATORE di Etiopia: Visto l'art. 3 del R. decreto-legge 18 maggio 1941 - XIX,
n. 452, riguardante la sistemazione dei territori che sono ve­nuti a far parte del Regno d'Italia; visto l'art. 3, n. 1, della legge 31 gennaio 1926 - IV, n. 100; sentito il Consiglio dei Mi­nistri; sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Go­verno e Ministro per l'interno, d'intesa col Ministro per le fi­nanze; abbiamo decretato, e decretiamo:
Art. 1. - Le circoscrizioni territoriali delle provincie di Zara, Spalato e Cattaro risultano dagli allegati al presente decreto, vidimati, d'ordine Nostro, dal DUCE del Fascismo, Capo dei Governo.
Art. 2. — Il Governatore della Dalmazia alle dirette dipendenze del DUCE del Fascismo, Capo del Governo, ne attua le diret­tive generali per l'assetto amministrativo economico e sociale dei territori delle tre Provincie.
Art. 3. — Il Governatore:
a) esercita nel territorio della Dalmazia le attribuzioni del Governo centrale per quanto riguarda, tutti i servizi civili, governativi e locali;
e) sottopone al DUCE, Capo del Governo, le proposte per la graduale estensione dello Statuto e delle altre leggi del Re­gno al territorio della Dalmazia, ai sensi dell'art. 5 del R. de­creto-legge 18 maggio 1941-XIX, n. 452;
d) provvede, con proprie ordinanze, nelle materie per le quali non siano ancora entrate in vigore nel territorio della Dal­mazia le leggi del Regno;
Art. 4. — I Prefetti esercitano le attribuzioni, ad essi spettanti in conformità delle leggi e dei regolamenti.
Art. 5. — Il Governatore è coadiuvato da un segretario gene­rale, scelto fra funzionari dello Stato di grado non inferiore al 4° e nominato con decreto Reale, su proposta del DUCE.
Art. 6. — Il Governatore provvede al funzionamento dei pro­pri uffici con personale comandato appartenente ai ruoli dell'Amministrazione dello Stato e con personale direttamente assunto in base alle norme e con le modalità stabilite col Re­gio decreto-legge 4 febbraio 1937 - XV, n. 100.
Il numero del personale comandato e avventizio sarà deter­minato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, su pro­posta del Governatore e sentito il Ministero delle finanze.
Art. 7. — In relazione alle attribuzioni stabilite nella lettera a) dell'art. 3 saranno fatte assegnazioni speciali, nelle forme di legge, nei bilanci della spesa dei singoli Ministeri.
Nulla è innovato alle disposizioni in vigore per quanto ri­guarda l'ordinamento delle entrate.
Ordiniamo che il presente : decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei de­creti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di os­servarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 7 giugno 1941-XIX
VITTORIO EMANUELE - MUSSOLINI - Di Revel
Visto, il Guardasigilli: Grandi. - Registrato alla Corte dei conti, addi 7 giugno 1941 – XIX — Atti del Governo, registro 484, foglio 48. — Mancini.
N. B. - Gli allegati di cui all'art. 1 saranno pubblicati nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti.
(Gazzetta Ufficiale n. 133 del 7 giugno 1941-XIX)

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 1

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Art. 6

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Art. 7

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