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Timestamp: 2017-10-21 15:58:02+00:00

Document:
Categoria: Consiglio di Stato 2014
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 22 dicembre 2014, n. 6337. La immanenza del potere pianificatorio comunale non può giustificare lo stravolgimento della regola procedimentale secondo la quale la sequenza “ordinata” della approvazione del piano è scandita da una serie di passaggi -adozione, pubblicazione, presentazione delle osservazioni, controdeduzioni, approvazione- che non consente di “inserire” nuove determinazioni modificative del testo sul quale si era instaurato il contraddittorio, ben potendo invece, successivamente, l’amministrazione comunale intervenire con variante nel modificare il testo originario ove non rispondente (o non più rispondente) al pubblico interesse.
By Avv. Renato D'Isa on 9 gennaio 2015 • ( Lascia un commento )
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 22 dicembre 2014, n. 6337 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 22 dicembre 2014, n. 6342. La situazione giuridicamente rilevante che giustifica l’accesso non si esaurisce nel c.d. accesso defensionale cioè propedeutico alla miglior tutela delle proprie ragioni in giudizio (già pendente o da introdurre) ovvero nell’ambito di un procedimento amministrativo
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 22 dicembre 2014, n. 6342 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 31 dicembre 2014, n. 6464. Il requisito del possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del suo nucleo familiare, prescritto per il rilascio di entrambe le tipologie di permesso di soggiorno nella specie negate al ricorrente, costituisce condizione soggettiva indefettibile e non eludibile, sia perché attesta la sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale, sia perché garantisce che il cittadino extracomunitario non si dedichi, per il suo mantenimento, ad attività illecite o criminose
By Avv. Renato D'Isa on 8 gennaio 2015 • ( Lascia un commento )
Consiglio di Stato sezione III sentenza 31 dicembre 2014, n. 6464 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 31 dicembre 2014, n. 6469. Il rilascio e il rinnovo di licenza di p.s. è disciplinato da norme particolarmente rigorose sul piano oggettivo e soggettivo, e ciò vale anche per quella in questione connessa proprio all’uso delle armi e quindi al possesso di requisiti soggettivi di specifica affidabilità. Di conseguenza viene altresì riconosciuta la più ampia discrezionalità dell’Amministrazione nella valutazione in ordine al possesso di quei requisiti sulla base degli elementi e delle risultanze in atto sussistenti e che si deve esplicitare in un complessivo giudizio e in una motivazione, sia pure sintetica, di carattere concreto e non astratto. Nella fattispecie la Sezione condivide le argomentazioni già svolte in sintesi ma specifiche dal T.A.R., che, dopo aver richiamato il contesto normativo, ha sottoposto a sindacato i singoli fatti posti a base del provvedimento impugnato con considerazioni a favore dell’accoglimento del ricorso dell’interessato, come detto perché “non esisteva alcun accertamento oggettivo dei fatti” che giustificasse il giudizio negativo di “sopravvenuta inaffidabilità”.
Consiglio di Stato sezione III sentenza 31 dicembre 2014, n. 6469 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 22 dicembre 2014, n. 6341 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente […]
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 31 dicembre 2014, n. 6449. L’utilizzo della disdetta di stampo civilistico da parte della pubblica amministrazione nell’ambito dei rapporti concessori è ammesso, laddove segnatamente si afferma – tra l’altro – che l’atto di disdetta di un rapporto di concessione è un atto paritetico e non provvedimentale in quanto la struttura, la funzione e gli effetti della clausola di disdetta afferente ad una convenzione costitutiva della concessione, volta ad evitare la rinnovazione tacita del rapporto, corrispondono, senza apprezzabili differenze morfologiche, alla fisionomia tipica delle clausole dei comuni contratti di durata, non presentando, quindi, l’atto di disdetta, alcun tratto tipico dei provvedimenti amministrativi. Infatti, la comunicazione della volontà di non proseguire il rapporto non è affatto caratterizzata dalla valutazione necessaria dell’interesse pubblico, ben potendo essere determinata, in concreto, da altre ragioni, non rappresentando, quindi, l’interesse pubblico il presupposto della disdetta, ma, semplicemente, uno dei motivi, della determinazione assunta dal concedente. La disdetta è riferita alla normale scadenza del rapporto, allo scopo di impedire la rinnovazione tacita del servizio svolto dal precedente gestore, inserendosi nel fisiologico sviluppo paritetico del rapporto, indipendentemente dalle ragioni addotte dall’amministrazione
Consiglio di Stato sezione V sentenza 31 dicembre 2014, n. 6449 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 22 dicembre 2014, n. 6195. Il passaggio dei beni dal patrimonio indisponibile al patrimonio disponibile, laddove la materia non sia disciplinata da apposita previsione di legge, può legittimamente avvenire mediante atto amministrativo ovvero ancora sulla base di atti concludenti incompatibili con la destinazione pubblica e, per altro verso, che i provvedimenti di sdemanializzazione, così come quelli recanti il passaggio di beni dal patrimonio indisponibile a quello disponibile, sono caratterizzati da un’ampia discrezionalità
By Avv. Renato D'Isa on 5 gennaio 2015 • ( 2 commenti )
Consiglio di Stato sezione V sentenza 22 dicembre 2014, n. 6195 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
By Avv. Renato D'Isa on 5 gennaio 2015 • ( Lascia un commento )
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 15 dicembre 2014, n. 6148 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 15 dicembre 2014, n. 6149. Nell’ambito del procedimento di autorizzazione paesaggistica il parere vincolante della Soprintendenza deve essere puntualmente e congruamente motivato e, in caso esso sia negativo, deve esplicitare le effettive ragioni di contrasto tra l’intervento progettato ed i valori paesaggistici dei luoghi compendiati nel decreto di vincolo. Il parere deve inoltre indicare quale tipo di accorgimento tecnico o, al limite, di modifica progettuale potrebbe fare conseguire all’interessato l’autorizzazione paesaggistica, in quanto la tutela del preminente valore del paesaggio non deve necessariamente coincidere con la sua statica salvaguardia, ma richiede interventi improntati a fattiva collaborazione delle autorità preposte alla tutela paesaggistica, funzionali a conformare le iniziative edilizie al rispetto dei valori estetici e naturalistici insiti nel bene paesaggio (così, tra varie, Cons. Stato, VI, 24 marzo 2014, n.1418).Nella ipotesi in cui la sicurezza dei luoghi renda inevitabile, per la stessa Sovrintendenza, interventi costosi di contenimento, ai quali normalmente non può un comune proprietario farsi carico, tale attività collaborativa è maggiormente doverosa, al fine di perseguire l’obiettivo di un progetto che, nel rispetto dei valori estetici e storici, consenta al proprietario di intervenire realizzando un progetto che consenta la utilizzazione migliore e più fruttuosa del bene vincolato
By Avv. Renato D'Isa on 2 gennaio 2015 • ( Lascia un commento )
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 15 dicembre 2014, n. 6149 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente […]
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 15 dicembre 2014, n. 6154. Nelle gare pubbliche i chiarimenti della stazione appaltante sono ammissibili se contribuiscono, con un’operazione di interpretazione del testo, a renderne chiaro e comprensibile il significato e/o la ratio di una disposizione del bando, ma non quando, proprio mediante l’attività interpretativa, si giunga ad attribuire alla disposizione un significato ed una portata diversa e maggiore di quella che risulta dal testo stesso, in tal caso violandosi il rigoroso principio formale della “lex specialis”, posto a garanzia dei principi di cui all’art. 97 cost.
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 15 dicembre 2014, n. 6154 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA […]
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 15 dicembre 2014, n. 6157. L’art. 38 del d.lgs. n. 163/06 è volto a tutelare la P.A. in ordine alla credibilità e affidabilità delle imprese che partecipano alla gara, ciascuna delle quali deputata ad assumere il ruolo di contraente con la parte pubblica. Le previsioni recate dall’art. 38 risultano inoltre attuative dell’art.45 della Direttiva CEE 2004/18, diretta ad accertare la sussistenza dei presupposti di generale solvibilità del futuro contraente della P.A. Invero, anche sotto i profili sottesi alla disposizione di cui al comma 1 lettera g) viene in rilievo il principio della libera concorrenza, che esplica effetti positivi, non solo con riferimento all’ampliamento della partecipazione alle pubbliche gare delle imprese presenti sul mercato, ma anche in relazione all’esigenza della stessa Pubblica Amministrazione a che non si configurino debiti tributari che vadano ad incidere sulle condizioni di solvibilità, affidabilità e solidità finanziaria delle imprese concorrenti relativamente ai servizi da rendersi in favore dell’Amministrazione
By Avv. Renato D'Isa on 29 dicembre 2014 • ( Lascia un commento )
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 15 dicembre 2014, n. 6157 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente […]
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 19 dicembre 2014, n. 6185. L’omessa, rituale, impugnazione del successivo provvedimento di aggiudicazione della gara, conclusivo della procedura d’evidenza pubblica ed adottato in pendenza di gravame, è tale da determinare l’improcedibilità del ricorso proposto avverso la legge di gara. Tanto in ragione: – della necessaria salvaguardia dell’interesse del c.d. controinteressato sopravvenuto (in questo caso l’aggiudicatario della gara ), che esige che il ricorrente, che abbia già gravato gli atti di indizione della gara, debba impugnare anche l’aggiudicazione, in modo tale da estendere il petitum di annullamento evocando in giudizio l’aggiudicatario
Consiglio di Stato sezione III sentenza 19 dicembre 2014, n. 6185 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA […]

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