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Timestamp: 2017-10-17 22:27:12+00:00

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Bilancio dello Stato per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008 e relative note di variazione (C. 6178 Governo, approvato dal Senato, C. 6178-bis e C. 6178-ter).
Al comma 68, sostituire le parole: 1000 milioni di euro, con le seguenti: 990 milioni di euro.
Conseguentemente, dopo il comma 142, aggiungere il seguente:
142-bis. Al fine di consentire agli enti di promozione sportiva di svolgere i propri compiti istituzionali sono destinati 10 milioni di euro per il potenziamento e finanziamento dei programmi relativi allo sport sociale per l'anno 2006.
6177/VII/1. 77. Lolli, Grignaffini, Tocci, Martella, Sasso, Capitelli, Buffo, Giulietti, Chiaromonte, Carli.
90-bis. Per la prosecuzione degli interventi di cui al n. 47 della tabella A allegata all'articolo 1, comma 1, della legge 16 ottobre 2003 n. 291, è autorizzata la spesa di 500.000 euro per l'anno 2006.
Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguente variazioni:
2006: - 500.
6177/VII/1. 74. Calzolaio, Giulio Conti, Carli, Giacco, Abbondanzieri, Duca, Gasperoni, Lolli, Galeazzi, Ruggieri, Tanoni, Paola Mariani.
90-bis. Per lo svolgimento delle iniziative per la celebrazione del V centenario della Fondazione dell'Università «Carlo Bo» di Urbino, è autorizzata, per l'anno 2006, a favore dell'Ateneo, la spesa di 1.500.000 euro.
Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero degli affari esteri, apportare le seguente variazioni:
2006: - 1. 500
6177/VII/1. 75. Gasperoni, Lusetti, Armando Cossutta.
Dopo il comma 91, aggiungere il seguente:
91-bis. Per il finanziamento degli interventi necessari per la tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale, archeologico, storico-culturale, artistico e paesaggistico dell'area territoriale Castelli-Appia Antica-Tuscolo è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008.
Conseguentemente, alla Tabella B, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguente variazioni:
2006: - 15.000;
2008: - 15.000.
6177/VII/1. 76. Rugghia, Meta, Coluccini.
Dopo il comma 153, aggiungere il seguente:
153-bis. Per gli anni 2006 e 2007 alle fondazioni lirico-sinfoniche è fatto divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Fino al medesimo termine, il personale a tempo determinato non può superare il 20 per cento dell'organico funzionale approvato.
153-ter. All'articolo 3-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, dopo le parole: «delle fondazioni lirico-sinfoniche» sono aggiunte le seguenti: «, dei teatri di tradizione e delle istituzioni concertistico orchestrali»;
b) al comma 5, il terzo periodo è sostituito dal seguente: «Fino alla stipulazione dei nuovi contratti integrativi aziendali con le modalità di cui al presente comma, a decorrere dal 1o gennaio 2006 sono comunque disapplicati le clausole e gli istituti dei contratti integrativi aziendali, nonché dei preaccordi o delle intense anche non formalmente qualificabili come contratti integrativi aziendali, in contrasto con i principi di cui al comma 4 ovvero se ritenuti dalle fondazioni medesime particolarmente onerosi».
153-quater. All'articolo 12 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, le parole «da sette membri,» sono sostituite dalle seguenti: comma 1, «da sette a nove membri,»;
b) al comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per le fondazioni il consiglio di amministrazione è composto da nove membri, lo statuto deve prevedere che all'autorità di Governo in materia di spettacolo siano attribuiti almeno due rappresentanti».
Conseguentemente, al comma 154, sostituire la parola: 153 con la seguente: 153-quater.
6177/VII/1. 78. Carlucci, Garagnani, Licastro Scardino.
Dopo il comma 243, aggiungere i seguenti:
243-bis. Per la prosecuzione delle attività relative a modelli di gestione, esposizione e fruizione per la valorizzazione del sistema museale archivistico e bibliografico nazionale, nonché per l'incremento e la valorizzazione del patrimonio culturale e per le misure di prevenzione incendi, installazione di sistemi antifurto e di ogni altra misura di prevenzione nei locali adibiti a sedi di musei, gallerie, biblioteche e archivi dello Stato, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, è autorizzata la spesa pari a 12 milioni di euro per l'anno 2006.
243-ter. Fino al completamento delle procedure di evidenza pubblica laddove necessarie per l'affidamento delle attività di cui al comma 1, con salvaguardia degli aspetti occupazionali, e comunque non oltre il 31 dicembre 2006, sono prorogate, nel rispetto del limite massimo di spesa di cui al comma 1, le convenzioni stipulate dal Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell'articolo 20 della legge 24 giugno 1997, n. 196, dell'articolo 10 del decreto legislativo 1o dicembre 1997, n. 468, e dell'articolo 1 del decreto-legge 10 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608.
Conseguentemente, all'allegato 1 al comma 394, ridurre proporzionalmente gli importi relativi a tutte le rubriche, fino a concorrenza degli oneri.
6177/VII/1. 80. Colasio, Bimbi, Rusconi, Carra, Volpini, Gambale.
331-bis. All'articolo 2 del decreto legge n. 15 del 30 gennaio 1999, convertito con modificazioni dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, il comma 1 è sostituito dai seguenti:
«1. I diritti di trasmissione televisiva delle partite di campionato di serie A, di serie B e di serie C, sia in chiaro sia a pagamento ed accesso, condizionato, con qualsiasi modalità tecnica presente e futura di accesso ed a prescindere dal terminale di fruizione, sono negoziati congiuntamente per conto delle singole società tramite rispettivamente la Lega nazionale professionisti di serie A, la Lega nazionale professionisti di serie B e la Lega professionisti di serie C. La contrattazione collettiva dei diritti di trasmissione televisiva riguarda la vendita relativa a singoli campionati, ad eventi o a più stagioni calcistiche ed i proventi sono distribuiti dalla Lega tra le società professionistiche affiliate su base paritetica. Per terminale di fruizione si intendono apparati tecnici e tecnologici attraverso i quali l'utente finale accede ai contenuti distribuiti dai cosiddetti broadcasters. Le società di calcio di serie A, di serie B e di serie C non sono titolari dei diritti di trasmissione.
1-bis. Una quota non inferiore al 10 per cento del contributo erogato alle singole società deve essere destinata al finanziamento di scuole giovanili ubicate nelle città di riferimento delle società, che organizzino corsi periodici di addestramento sportivo di base e di formazione tecnico calcistica, aperti ad atleti minori di anni 16 e in particolar modo indirizzati al recupero delle situazioni di disagio sociale».
6177/VII/1. 81. Caparini, Rossi.
331-bis. All'articolo 1, dopo il comma 6 della legge n. 2 del 3 gennaio 1987, aggiungere, in fine, il comma 6-bis: «Per le finalità di cui al comma 1, lettera c) del presente articolo è autorizzata l'ulteriore spesa di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. L'accesso ai contributi è consentito anche ai soggetti che abbiano precedentemente beneficiato dei finanziamenti, a condizione che si tratti di interventi relativi ad opere di completamento, ristrutturazione ed adeguamento degli impianti ai sensi della nuova normativa sulla sicurezza degli stadi.
6177/VII/1. 82. Rodeghiero.
Dopo il comma 384, aggiungere il seguente:
384-bis. Fino all'entrata in vigore delle nuove disposizioni legislative per lo spettacolo dal vivo in attuazione dell'articolo 117 e seguenti della Costituzione, il Ministro per i beni e la attività culturali, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, provvede ad emanare nuovi provvedimenti amministrativi relativi ai criteri ed alle modalità di erogazione dei contributi alle attività dello spettacolo, previsti dalla legge 30 aprile 1985, n. 163, così come ad operare la ripartizione in quote del Fondo unico per lo spettacolo tra i diversi settori.
6177/VII/1. 83. Carlucci, Garagnani, Licastro Scardino.
Dopo il comma 384 aggiungere i seguenti:
384-bis. Per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, che cade nell'anno 2011, è istituito un Comitato nazionale presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal Ministro per i beni e le attività culturali. Il Comitato promuove, sostiene e coordina le iniziative finalizzate alla celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, con particolare riguardo alla valorizzazione del patrimonio culturale sabaudo; ne fanno parte rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali. Le Istituzioni rappresentate ed ogni altro aspetto concernente la composizione del Comitato sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi, previa intesa con la Conferenza unificata, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono dettate le disposizioni attuative del presente comma ivi comprese quelle relative alla composizione del Comitato.
384-ter. Il Ministero per i beni e le attività culturali, d'intesa con la Regione Piemonte e con il concorso dei soggetti proprietari o detentori di Residenze Sabaude e degli altri soggetti pubblici e privati interessati, costituisce un sistema integrato di valorizzazione del patrimonio culturale sabaudo, costituito dagli immobili, dalle raccolte artistiche, dai documenti, dai libri e da ogni altra testimonianza riferibile alle vicende della dinastia sabauda, attribuendo ad esso apposita soggettività giuridica ed adeguata autonomia organizzativa e finanziaria e provvedendo altresì al reperimento delle necessarie risorse finanziarie.
6177/VII/1. 84. Carlucci, Garagnani, Licastro Scardino
Dopo il comma 394 aggiungere il seguente:
394-bis. A decorrere dal 1o gennaio 2006, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sono aumentate le aliquote di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, relative ai prodotti alcolici intermedi e all'alcole etilico al fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 500 milioni di euro annui.
Conseguentemente, alla Tabella C, voce: Ministero per i beni e le attività culturali, Legge n. 163 del 1985: Nuova disciplina degli interventi dello Stato a favore dello spettacolo (5.1.2.2 - Fondo unico per lo spettacolo - capp. 2641, 2642, 2643, 2644, 2645, 2646, 2647; 5.2.3.9 - Fondo unico per lo spettacolo - capp. 8218, 8219, 8220, 8221, 8222, 8223), apportare le seguenti variazioni:
2007: + 250.000;
2008: + 250.000.
6177/VII/1. 86. Colasio, Bimbi, Rusconi, Carra, Volpini, Gambale.
394-bis. A decorrere dal 1o gennaio 2006, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sono aumentate le aliquote di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, relative ai prodotti alcolici intermedi e all'alcole etilico al fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 210 milioni di euro annui.
2006: + 210.000;
2007: + 210.000;
2008: + 210.000.
6177/VII/1. 87. Colasio, Bimbi, Rusconi, Carra, Volpini, Gambale.
Dopo il comma 395, aggiungere il seguente:
395-bis. A decorrere dal 1o gennaio 2006, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sono aumentate le aliquote di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, relative ai prodotti alcolici intermedi e all'alcole etilico al fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 125 milioni di euro per il 2006 e 210 milioni di euro per il 2007 e 2008.
2006: + 125.000;
6177/VII/1. 88. Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
395-bis. A decorrere dal 1o gennaio 2006, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sono aumentate le aliquote di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, relative ai prodotti alcolici intermedi e all'alcole etilico al fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 80 milioni di euro per il 2006 e 165 milioni di euro per il 2007 e 2008.
2006: + 80.000;
2007: + 165.000;
2008: + 165.000.
6177/VII/1. 89. Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
All'elenco 3 di cui all'articolo 1, comma 11, voce: Ministero dei beni e le attività culturali, upb 3.1.2.2. - Editoria libraria - Legge n. 67 del 1987, articolo 18: pubblicazioni di elevato valore culturale, apportare le seguenti modifiche:
2006: + 550;
2007: + 550;
2008: + 550.
Conseguentemente, alla Tabella a, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti modificazioni:
2006: - 550;
2007: - 550;
2008: - 550.
6177/VII/1. 90.Rodeghiero.
All'elenco 3 di cui all'articolo 1, comma 11, voce: Ministero dei beni e attività culturali, upb 3.1.2.2. - Editoria libraria - Legge n. 62 del 2001, articolo 9, comma 6: fondo per la promozione del libro e dei prodotti editoriali di elevato valore culturale, apportare le seguenti modificazioni:
2006: + 270;
2007: + 270;
2008: + 270.
2006: - 270;
2007: - 270;
2008: - 270.
6177/VII/1. 91. Rodeghiero.
Alla tabella A, voce: Ministero degli affari esteri, apportare le seguenti variazioni:
2008: - 10.000.
Conseguentemente alla tabella C, voce: Ministero per i beni e le attività culturali, Legge n. 549 del 1995: Misure si razionalizzazione della finanza pubblica: articolo 1, comma 43: contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi - 3.1.2.3. - Contributi ad ente ed altri organismi - cap. 2100, apportare le seguenti variazioni:
2006: + 10.000;
2007: + 10.000;
2008: + 10.000.
6177/VII/Tab. A. 6. Carli, Grignaffini, Chiaromonte, Giulietti, Capitelli, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Buffo.
2006: - 1.250;
2007: - 1.250;
2008: - 1.250.
Conseguentemente alla tabella C, voce: Ministero per i beni e le attività culturali, Legge n. 118 del 1987: Norme relative alla Scuola archeologica italiana in Atene (4.1.2.1 - Enti ed attività culturali - cap. 2363), apportare le seguenti variazioni:
2006: + 1.250;
2007: + 1.250;
2008: + 1.250.
6177/VII/Tab. A. 7. Colasio, Bimbi, Rusconi, Volpini, Gambale.
Conseguentemente alla Tabella C, voce: Ministero per i beni e le attività culturali, Legge n. 118 del 1987: norme relative alla scuola archeologica italiana in Atene (4.1.2.1 - enti ed attività culturali - Cap. 2363) apportare le seguenti variazioni:
2008: + 1.000.
6177/VII/Tab. A. 8. Colasio, Bimbi, Rusconi, Carra, Volpini, Gambale.
2006: - 300;
2007: - 300;
2008: - 300.
Conseguentemente alla Tabella C, voce: Ministero per i beni e le attività culturali, Legge n. 466 del 1988: contributo all'Accademia Nazionale dei Lincei (3.1.2.1 - Enti ed attività culturali - cap. 2052), apportare le seguenti variazioni:
2006: + 300;
2007: + 300;
2008: + 300.
6177/VII/Tab. A. 9. Colasio, Bimbi, Rusconi, Carra, Volpini, Gambale.
2006: - 3.000;
2008: - 3.000.
Conseguentemente alla Tabella C, voce: Ministero per i beni e le attività culturali, Legge n. 549 del 1995: Misure di razionalizzazione della finanza pubblica: articolo 1 comma 43: contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi - 3.1.2.3 - Contributi ad enti ed altri organismi - cap. 2100, apportare le seguenti variazioni:
2006: + 3.000;
2007: + 3.000;
2008: + 3.000.
6177/VII/Tab. A. 10. Chiaromonte, Grignaffini, Carli, Capitelli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Buffo.
2006: - 125.300;
2007: - 125.300;
2008: - 125.300.
Conseguentemente, alla Tabella E sopprimere le seguenti voci:
Legge n. 662 del 1996 - Misure di razionalizzazione della finanza pubblica - Art.3, comma 83;
Legge n. 29 del 2001 - Nuove disposizioni in materia di interventi per i beni culturali - Art. 3, comma 1;
Legge finanziaria n. 448 del 2001 - Art. 46, comma 1; Decreto legislativo n. 127 del 2003 - Riordino del Consiglio nazionale delle ricerche.
6177/VII/Tab. B. 1. Colasio, Bimbi, Carra, Volpini, Gambale.
in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2006, permesso che:
il Fondo unico dello spettacolo (FUS) ha subito tagli ingenti che, rispetto al 2001, ne hanno determinato una riduzione complessiva del 50 per cento. Nonostante siano stati reintegrati 85 milioni di euro per il 2006, rimane grave la situazione in cui versa lo spettacolo italiano. È un atto totalmente insufficiente, volto esclusivamente ad un recupero di facciata che non risolve minimamente i problemi in cui versa il mondo della cultura italiana;
lo stanziamento previsto con la legge istitutiva del FUS ( legge n. 163 del 1985), infatti, ammontava a 717 miliardi di lire per il 1985. Questo significava che nel 2006 lo spettacolo italiano avrà ben 136,19 miliardi di lire in meno di quanto lo Stato aveva previsto di stanziare per queste stesse attività più di venti anni fa. La perdita di finanziamenti pubblici che subiscono i settori e le istituzioni dello spettacolo e la cinematografia italiani è, poi, in termini di potere reale d'acquisto molto più grave di quanto appena esposto;
l'attuale stanziamento previsto dalla Tabella C del disegno di legge finanziaria in discussione decreta la chiusura, di fatto, delle attività dello spettacolo italiano. Infatti oltre 200 milioni di euro sono assorbiti dal fabbisogno delle fondazioni lirico-sinfoniche che, è il caso di ricordarlo, occupano oltre 5.000 persone su tutto il territorio nazionale, oltre a costituire in tutto il mondo una tra le più importanti testimonianze della nostra tradizione e produzione culturale e artistica. Detratta questa quota resterebbero una somma del tutto insufficiente per finanziare tutti gli altri settori dello spettacolo: cinema, teatro di prosa, danza, musica e attività circensi. Va ricordato, poi, che lo spettacolo in Italia, nel suo complesso, conta all'incirca 250.000 addetti, tra artisti, tecnici, operatori, maestranze e che una tale esiguità di finanziamenti pubblici mette in serio rischio i livelli occupazionali dell'intero comparto;
l'inadeguadezza e la scarsità di tali stanziamenti per la riproduzione e l'industria dello spettacolo italiani, che costituiscono per il nostro Paese il motore dello sviluppo civile ed economico, determinerebbero, di fatto, la chiusura di interi settori di attività che, al contrario, sono da considerare strategici per la ripresa del Paese e necessitano di adeguatezza progettuale, sia in termini di finanziamento, sia in termini di programmazione e di politica di interventi,
ad adottare iniziative, anche normative, volte a reperire risorse adeguate a garantire un significativo incremento del FUS, al fine di ristabilire quantomeno gli stanziamenti previsti dalla legge finanziaria 2005 e di ovviare così alle gravi conseguenze, quali la chiusura di interi settori di attività, che si produrrebbero in esito a tale drastica riduzione di stanziamenti.
0/6177/VII/5. Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Giulietti, Lolli, Capitelli, Tocci, Martella, Sasso, Buffo.
in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2006, permesso che la Tabella C prevede una vistosa e drastica riduzione delle risorse destinate per l'anno 2006 al finanziamento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), di cui alla legge n. 163 del 1985;
sul FUS si sono peraltro già abbattuti, negli ultimi anni, numerosi e cospicui «tagli» di spesa, a vario titolo riconducibili alle politiche di bilancio «creative» adottate dall'attuale Governo, con il risultato di aver ridotto in cinque anni il Fondo di oltre il 50 per cento della sua dotazione originaria, a fronte di una costante crescita delle domande di finanziamento;
l'impatto effettivo di tagli sulle attività delle fondazioni lirico-sinfoniche è valutabile, in concreto, solo attraverso il contestuale raffronto con le previsioni di cui al disegno di legge di bilancio, relative alla stessa Tabella 14; in quella sede si evidenzia infatti come sul capitolo di spesa di riferimento per le fondazioni lirico-sinfoniche (cap. 2644) si fosse già abbattuta una riduzione di oltre 13 milioni di euro rispetto alle previsioni della legge di bilancio per l'anno 2005, che aveva portato la dotazione complessiva a 206 milioni di euro;
valutato dunque che se i disegni di legge finanziaria e di bilancio fossero approvati senza alcuna modifica le fondazioni lirico-sinfoniche aggiungerebbero, ai 100 milioni di euro di indebitamento netto che già registrano, almeno ulteriori 80 milioni di euro di perdite, con il rischio - per alcune la sicura prospettiva - della chiusura totale delle loro attività,
ad adottare ogni atto o provvedimento nella sua disponibilità idoneo a scongiurare le drammatiche conseguenze che tali politiche di bilancio configurano per il settore dello spettacolo dal vivo e, in particolare, per le attività delle fondazioni lirico-sinfoniche, con sicuro detrimento per il livello dell'offerta culturale nazionale e conseguente marginalizzazione della produzione musicale italiana sulla scena internazionale.
0/6177/VII/6. Chiaromonte, Grignaffini, Carli, Giulietti, Lolli, Capitelli, Tocci, Martella, Sasso, Buffo.
nel suddetto stato di previsione si prevedono, a legislazione vigente, stanziamenti complessivi di 2,278 miliardi di euro, per le autorizzazioni di cassa e 2,017 miliardi di euro per le autorizzazioni di competenza;
si registra, per il prossimo esercizio finanziario, una diminuzione degli stanziamenti rispetto alle previsioni della legge di bilancio per il 2005, di 241,393 milioni di euro per quanto riguarda le autorizzazioni di cassa e di 183,335 milioni di euro per la spesa autorizzata per competenza e, quindi, il Ministero per i beni e le attività culturali subisce un taglio al bilancio di competenza per il 2005 dell'8,4 per cento circa;
gli stanziamenti di competenza rispetto allo scorso esercizio finanziario hanno già subito una riduzione di ben 209,842 milioni di euro. Questo significa che in meno di due anni il Ministero per i beni e le attività culturali ha perso ben il 9,42 per cento degli stanziamenti di competenza;
stando all'esame dei disegni di legge di bilancio e finanziaria per il 2006 il Ministero per i beni e le attività culturali si troverà di fronte a una riduzione complessiva del proprio bilancio di competenza, maturata tra il 2005 e il 2006, di circa 441 milioni di euro;
allo stato dei fatti è concreto il rischio della chiusura per musei, istituzioni culturali, enti, associazioni e fondazioni che ricevono finanziamenti pubblici, imprese dello spettacolo dal vivo e cinematografie e vi è l'incognita gravissima se l'Amministrazione centrale e periferica dei beni culturali sia in grado di esercitare le proprie funzioni di tutela, conservazione del patrimonio culturale nazionale,
ad adottare iniziative volte a ristabilire gli stanziamenti indispensabili per il Ministero per i beni e le attività culturali affinché siano assicurate al settore della cultura e della produzione culturale le risorse pubbliche necessarie per programmare e gestire le proprie attività, nonché per garantire ai cittadini la fruizione e l'accesso ai beni e alle attività culturali.
0/6177/VII/7. Carli, Grignaffini, Chiaromonte, Giulietti, Lolli, Capitelli, Tocci, Martella, Sasso, Buffo.
Bilancio dello Stato per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008 e relative note di variazione (C. 6178 Governo, approvato dal Senato, e C. 6178-bis e C. 6178-ter).
esaminato lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per il 2006 (tabella n. 7) e le connesse parti del disegno di legge finanziaria;
preso atto delle difficoltà finanziarie che non consentono di incrementare le risorse destinate all'insieme dei settori di competenza del Ministero in oggetto;
condivisa la scelta di concentrare la maggior parte degli interventi in questo campo sulle misure volte ad agevolare e incentivare la ricerca;
ritenuto necessario, peraltro, introdurre ulteriori misure volte ad assicurare la funzionalità dell'azione pubblica nei settori scolastico, universitario e della ricerca, che rivestono un ruolo fondamentale per il rilancio dello sviluppo, anche economico, del Paese;
per quanto attiene al settore scolastico:
1) al fine di agevolare un reale sviluppo delle scuole paritarie, introducendo nel nostro Paese un efficiente sistema misto di istruzione, sia prevista la prosecuzione dell'erogazione del contributo alle famiglie per l'attività educativa presso le scuole paritarie, di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, destinando a tale finalità 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008, e si incrementino le risorse destinate al mantenimento delle scuole elementari parificate e volte ad assicurare gli interventi di sostegno previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, nelle istituzioni scolastiche paritarie che accolgono alunni con handicap;
2) siano individuate le risorse necessarie a proseguire nell'attuazione del piano programmatico di cui all'articolo 1, comma 3, della legge n. 53 del 2003, prevedendo, in particolare, la destinazione di ulteriori 157 milioni di euro annui agli interventi finalizzati alla realizzazione del diritto-dovere di istruzione e formazione;
per quanto attiene al settore universitario:
3) si introduca quanto prima, nell'ambito dei documenti di bilancio o tramite un'autonoma iniziativa legislativa, un nuovo sistema di valutazione dell'università e della ricerca, anche articolato su più livelli, volto da una parte alla valutazione delle politiche di sistema e dell'efficienza degli atenei, anche al fine dell'attribuzione delle risorse a carico del bilancio dello Stato, e dall'altra alla valutazione della qualità dei corsi di studio e all'individuazione dei criteri e delle modalità per la valutazione dei docenti;
4) si preveda un adeguato incremento delle risorse attribuite dalla Tabella C al fondo ordinario per il finanziamento delle università statali, in misura non inferiore ai 190 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008;
5) si escludano dal campo di applicazione dei limiti alle assunzioni a tempo determinato nella pubblica amministrazione previsti dal comma 121 le assunzioni di giovani ricercatori effettuate dalle università ai sensi dell'articolo 1, comma 14, della legge n. 230 del 2005, di riordino dello stato giuridico dei docenti universitari, per evitare che tali limiti impediscano alle università di avvalersi di uno dei principali strumenti innovativi introdotti dalla recente riforma;
per quanto attiene al settore della ricerca:
6) sia rifinanziato, almeno per il 2006 e in misura non inferiore ai 15 milioni di euro, il programma nazionale di ricerca in Antartide;
7) si introducano disposizioni volte ad attribuire al Fondo per le agevolazioni alla ricerca (FAR) le risorse stanziate e non impegnate nel 2005 per il Fondo integrativo speciale per la ricerca e ad assicurare la gestione unitaria del FAR medesimo sul piano amministrativo e contabile.
PROPOSTA DI RELAZIONE DEI DEPUTATI GRIGNAFFINI ED ALTRI
la manovra finanziaria per il 2006 predisposta dal Governo ha un carattere recessivo e non fornisce risposte ai problemi più urgenti del paese, da quello del rischio del declino economico a quello della distrìbuzione sperequata del reddito, dalla riduzione del potere d'acquisto dei ceti popolari alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, dalla ulteriore marginalizzazione delle aree svantaggiate del paese alle necessità di modernizzazione del welfare;
sul piano economico, il risultato dell'azione di Governo, a fine legislatura, si caratterizza per i risultati ampiamente negativi e la dimostrazione di questo fallimento è evidenziata dal fatto che, il PIL del Paese ha una crescita prossima allo «zero», l'indebitamento netto viaggia secondo le ultime stime al di sopra del 5 per cento, l'avanzo primario si è quasi azzerato e il debito pubblico è tornato a crescere fino a raggiungere la ragguardevole cifra del 108,2 per cento;
il nostro Paese è sorvegliato speciale in Europa, per la mancata tenuta dei conti pubblici. La procedura comunitaria di infrazione per disavanzo eccessivo ha comportato li varo di una manovra finanziaria correttiva per il 2006 di ammontare superiore a 23 miliardi di euro, di cui la parte più consistente, pari a 16 miliardi di euro è destinata alla riduzione dell'indebitamento al 3,8 per cento;
il Governo, a causa del mancato controllo della spesa pubblica e di scelte di politica economica profondamente sbagliate ed inique, si trova ad affrontare le problematiche di crescita e del rilancio dell'economia del Paese, senza la necessaria dotazione di risorse e soprattutto senza la necessaria credibilità nel contesto nazionale ed internazionale;
sul piano istituzionale, si tende a svuotare il ruolo del Parlamento in merito all'analisi e all'approvazione della manovra finanziaria, rendendo sempre più ampia la discrezionalità dell'Esecutivo nel presentare le proprie proposte che si accavallano in maniera confusa a pochi giorni di distanza;
la manovra di 23,5 miliardi di euro, costituita da interventi di riduzione della spesa per la pubblica amministrazione e gli enti locali, da entrate una tantum (dismissioni immobiliari), da interventi vari di manutenzione dei gettito, appare poco credibile e tale da non consentire il raggiungimento degli obiettivi, per l'anno 2006, di contenimento dei deficit entro la soglia del 3,8 per cento del PIL. Ciò in piena continuità con i provvedimenti adottati nel corso dei precedenti quattro anni dal Governo di centrodestra che hanno condotto il Paese sull'orlo del dissesto finanziario, senza peraltro incidere in modo significativo sulla ricchezza e sulla capacità di consumo dei cittadini;
la manovra è incoerente con gli obiettivi di rilancio dell'economia in quanto colpisce a pioggia le imprese e i lavoratori autonomi, in particolare quelli del mezzogiorno, in un momento economico congiunturale difficile, nel quale la sottrazione di risorse al sistema produttivo si configura come un ulteriore fattore di rallentamento dell'economia del nostro paese;
l'applicazione di nuove misure restrittive alla spesa dell'Amministrazione centrale, delle regioni e degli enti locali, oltre a limitare fortemente la capacità di gestione amministrativa, di spesa e di investimento degli enti medesimi, ha come conseguenza inevitabile il taglio dei servizi sociali per i cittadini, ovvero l'aumento dei costi e delle tariffe dei medesimi servizi, nonché delle imposte locali;
la stessa Corte costituzionale è intervenuta, con la sentenza n. 417 del 2005, per ribadire che il Governo può chiedere alle Autonomie locali e territoriali, per esigenze di bilancio e con norme di principio, di contenere la propria spesa annuale, ma non può elencare in dettaglio dove e come tagliare per non interferire con la loro autonomia gestionale, costituzionalmente riconosciuta, come invece dispongono anche alcune norme del disegno di legge finanziaria per il 2006;
sono emersi veri e propri «falsi in bilancio»: come i 6 miliardi di proventi delle dismissioni immobiliari inseriti nel bilancio a legislazione vigente, o come i maggiori dividendi per un miliardo relativi al 2005, «scoperti» all'improvviso e derivanti dalle partecipazioni azionarie del Tesoro a Eni ed Enel;
come non sottolineare, anche come incongruente, l'iscrizione a bilancio a legislazione vigente, cioè al netto delle «nuove misure di lotta all'evasione fiscale», di un incremento di entrate tributarie (per competenza) dovute ad «Accertamento e controllo» pari a 5.385 milioni di euro con un incremento del 64 per cento sul bilancio, per di più, assestato, dei 2005 (da 8.419 a 13.804 milioni di euro); se si aggiungono gli ulteriori 3 miliardi di euro che dovrebbero derivare dalle nuove misure introdotte con il decreto-legge n. 203 (Collegato fiscale alla Finanziaria), se ne prevede il raddoppio in un anno solo;
nella manovra non vi è traccia dì misure significative di riduzione delle imposte, e in particolare, dell'attuazione del terzo modulo della riforma fiscale e della più volte annunciata, riduzione dell'Irap. La legislatura, iniziata con lo slogan del meno tasse per tutti, con l'attuazione della riforma fiscale che prevedeva due sole aliquote d'imposta del 23 e del 33 per cento, termina mestamente con la mancata attuazione dei propositi del Governo e con l'affannosa ricerca di nuove entrate attraverso l'applicazione di nuove gabelle a carico dei contribuenti e delle imprese;
la manovra non contiene misure per la restituzione del fiscal drag, ovvero misure contro il silenzioso ma costante aumento della pressione fiscale sui redditi reali dei cittadini;
non sono previste misure per la restituzione di oltre 1 miliardo di euro di tassazione indebita sul TFR, posta a carico dei contribuenti a seguito dell'entrata in vigore del primo modulo della riforma fiscale e della mancata applicazione della clausola di salvaguardia prevista dalla medesima riforma;
si insiste nel dire che con questa manovra il Governo «non mette le mani nelle tasche dei cittadini», mentre, viceversa, ci penseranno le aziende, a scaricare sui cittadini le maggiori imposte; infatti, con ogni probabilità, il prelievo sulle banche e le assicurazioni si scaricherà sulle tariffe e sui premi, la cosiddetta «manutenzione dell'imponibile» riguardante Eni, Enel e le municipalizzate del settore energia, che da sola comporta un gettito per il primo anno superiore ai 900 miliardi, si scaricherà su un aumento delle tariffe, mentre il provvedimento fiscale sulla manutenzione ordinaria, che colpirà in modo particolare investitori istituzionali che concedono la casa in affitto, non potrà che tradursi che in un aumento degli affitti;
i tagli al welfare derivanti dalla riduzione di spesa prevista nella Finanziaria 2006 «annullano» e anzi superano gli stanziamenti del Fondo per la famiglia; il saldo complessivo negativo per le famiglie è di 345 milioni: la differenza cioè tra i 1.485 milioni di euro in meno a disposizione dei Comuni per la spesa sociale e l'ammontare del pacchetto di misure per la famiglia fissato dal Governo in 1.140 milioni;
i tagli della finanziaria alla spesa sociale dei Comuni si tradurranno in un taglio di 544 euro l'anno per ogni famiglia povera, pari a 45 euro al mese, fermo restando che il taglio al Fondo per la spesa sociale interviene già dal 2005: una riduzione del 50 per cento che equivale a 502 milioni di euro in meno;
dunque, il Governo le mani in tasca agli italiani, le mette, ed anche in maniera pesante;
considerato, in particolare, con riferimento agli ambiti di competenza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca che:
il disegno di legge finanziaria per il 2006 sviluppa ulteriormente la politica del contenimento della spesa nel settore dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
il disegno di legge finanziaria e quello di bilancio realizzano un grave contenimento degli stanziamenti riguardanti l'università e la ricerca, destinato ad aggravare la crisi di funzionamento di tali decisive istituzioni;
il disegno di legge finanziaria 2006 prevede una serie di riduzioni al bilancio di previsione 2006 e conferma, per la scuola, quanto già previsto dall'articolo 1, comma 129, della legge n. 311 del 2004 (finanziaria 2005) circa la riduzione a 565 milioni di euro (ridotti a 766 nel 2005) della spesa per le supplenze brevi del personale docente e ATA;
la spesa complessiva dello stato di previsione 2006 del Miur (Tabella 7) prevede 50.148.174.357 euro con una riduzione di 1.285.059.668 euro rispetto all'assestamento 2005, A tale consistente riduzione delle spese di bilancio devono aggiungersi le seguenti, previste dalla legge finanziaria:
ai commi 5-8 sono previste riduzioni di spesa per i consumi intermedi;
ai commi 11-12 è previsto l'accantonamento in un fondo speciale di una parte consistente dei contributi (elenco n. 3) destinati alle scuole non statali;
al comma 13 è prevista una riduzione del 20 per cento (con un 10 per cento inserito in particolari fondi di ogni dicastero) delle spese dei capitoli di cui alle Categorie 2 e 12 per la parte corrente e delle Categorie 21 e 26 per il conto capitale;
ai commi 117-120 non sono previste risorse adeguate a garantire i rinnovi contrattuali;
ai commi 121-122 i limiti posti all'utilizzo di personale precario determineranno una riduzione dei personale precario di università e ricerca pari a 454 milioni di euro (288,68 netti);
al comma 391, alla tabella E, il Fondo unico per l'edilizia universitaria viene ridotto di 60 milioni di euro;
risulta completamente elusa la previsione della legge n. 143 dei 2004, che all'articolo 1-bis contempla l'adozione di un piano pluriennale di nomine a tempo indeterminato da adottarsi entro il 31 gennaio 2005, che nel corso dei prossimo triennio avrebbe dovuto consentire la copertura dei posti disponibili e vacanti. Ed elusa pure risulta essere la più recente disposizione di cui all'articolo 3 della legge n. 168 del 2005 che prevedeva per tale piano la scadenza del 30 settembre 2006;
nell'anno 2005-2006 sono state effettuate 40.000 nomine a tempo indeterminato e che il preannunciato impegno per 30.000 nomine nei due anni successivi all'anno di riferimento della finanziaria in oggetto non è assolutamente adeguato ad eliminare il fenomeno degli oltre 150.000 precari in servizio;
per il Fondo per l'offerta formativa (legge n. 440 del 1997) per l'anno 2006 la somma da ripartire in Tabella C ammonta a 181 milioni di euro a cui dovrebbero aggiungersi 10 milioni di euro per l'handicap, registrando così una riduzione di 15,9 milioni di euro che testimonia la continua diminuzione dei finanziamenti originariamente previsti per il sostegno all'autonomia scolastica;
il Piano finanziario della legge n. 53 del 2003 prevedeva 8.320 milioni di euro per il periodo 2004-2008 ma che:
dei primi 4 miliardi di euro che sarebbero dovuti provenire dalle tre precedenti leggi finanziarie è difficile oggi trovare traccia in quanto tali economie di spesa o sono state impiegate nella copertura del contratto della scuola o sono andate in economia a compensare il disavanzo e ciò in assenza di una specifica previsione legislativa circa la loro collocazione in uno speciale fondo di investimento;
degli altri 4 miliardi di euro dei piano da investire nel periodo 2004-2008 è stata messa a bilancio:
con la finanziaria per il 2004 la cifra irrisoria di 90 milioni (il 2,2 per cento dell'intera somma da stanziare nel quinquennio) per tecnologie multimediali, lotta alla dispersione, istruzione tecnica superiore ed educazione degli adulti. Si ricorda, infine, che l'articolo 3, comma 92, della legge finanziaria 2003 (legge n. 350 del 2002) aveva autorizzato tale spesa da destinare all'attuazione del citato piano programmatico di interventi finanziari; tali risorse erano destinate allo sviluppo delle tecnologie multimediali; interventi contro la dispersione scolastica e per assicurare il diritto-dovere di istruzione e formazione; sviluppo dell'istruzione e della formazione tecnica superiore e per l'educazione degli adulti; istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione;
il comma 8 dell'articolo 16 del disegno di legge n. 5310 prevedeva un finanziamento di 110 milioni di euro da destinare all'attuazione del piano programmatico di interventi finanziari previsto dall'articolo 1, comma 3, legge n. 53 del 2003. Tale somma è finalizzata all'attuazione di tre obiettivi specifici:
a) anticipo delle iscrizioni e generalizzazione della scuola dell'infanzia;
b) iniziative di formazione iniziale e continua del personale;
c) interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare il diritto-dovere di istruzione e formazione;
nella finanziaria per il 2006 non vi è traccia di alcun finanziamento e che il piano finanziario era finalizzato al perseguimento dei seguenti obiettivi:
riforma degli ordinamenti e degli interventi connessi con la loro attuazione e con lo sviluppo dell'autonomia scolastica;
istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema scolastico;
sviluppo delle tecnologie multimediali e dell'alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche;
sviluppo dell'attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti;
concorso al rimborso spese per auto aggiornamento sostenute dai docenti;
valorizzazione professionale del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA);
interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per la realizzazione del diritto-dovere di istruzione e formazione;
sviluppo dell'istruzione e formazione tecnica superiore e dell'educazione degli adulti;
adeguamento delle strutture di edilizia scolastica;
per l'adeguamento e la messa a norma della situazione dell'edilizia scolastica italiana, mentre è stato quantificato un piano pluriennale straordinario di investimenti per 7,5 miliardi di euro, nella presente legge finanziaria:
non si sa che fine abbia fatto la postazione della Tabella F della legge finanziaria 2005 (legge n. 311 del 2004) che a decorrere da 2006 prevedeva lo stanziamento annuo di 31 milioni di euro per il finanziamento dei mutui di edilizia scolastica previsti dalle legge n. 23 del 1996 e n. 362 del 1998;
non è stato ancora emanato il decreto ministeriale per la ripartizione dei mutui relativi all'annualità 2005 (quello per il 2004 risale al 30 ottobre 2003);
Grignaffini, Tocci, Sasso, Martella, Capitelli, Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti, Buffo.
esaminato lo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali (tabella n. 14) e le connesse parti del disegno di legge finanziaria;
la manovra finanziaria per il 2006 predisposta dal Governo ha un carattere recessivo e non fornisce risposte ai problemi più urgenti del paese, da quello del rischio del declino economico a quello della distribuzione sperequata del reddito, dalla riduzione del potere d'acquisto dei ceti popolari alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, dalla ulteriore marginalizzazione delle aree svantaggiate del paese alle necessità di modernizzazione del welfare;
sul piano economico, il risultato dell'azione di Governo, a fine legislatura, si caratterizza per i risultati ampiamente negativi e la dimostrazione di questo fallimento è evidenziata dal fatto che, il PIL dei Paese ha una crescita prossima allo «zero», l'indebitamento netto viaggia secondo le ultime stime al di sopra del 5 per cento, l'avanzo primario si è quasi azzerato e il debito pubblico è tornato a crescere fino a raggiungere la ragguardevole cifra del 108,2 per cento;
il nostro Paese è sorvegliato speciale in Europa, per la mancata tenuta dei conti pubblici. La procedura comunitaria di infrazione per disavanzo eccessivo ha comportato il varo di una manovra finanziaria correttiva per il 2006 di ammontare superiore a 23 miliardi di euro, di cui la parte più consistente, pari a 16 miliardi di euro è destinata alla riduzione dell'indebitamento al 3,8 per cento;
valutato che;
la manovra di 23,5 miliardi di euro, costituita da interventi di riduzione della spesa per la pubblica amministrazione e gli enti locali, da entrate una tantum (dismissioni immobiliari), da interventi vari di manutenzione del gettito, appare poco credibile e tale da non consentire il raggiungimento degli obiettivi, per l'anno 2006, di contenimento dei deficit entro la soglia del 3,8 per cento del PIL. Ciò in piena continuità con i provvedimenti adottati nel corso dei precedenti quattro anni dal Governo di centrodestra che hanno condotto il Paese sull'orlo del dissesto finanziario, senza peraltro incidere in modo significativo sulla ricchezza e sulla capacità di consumo dei cittadini;
sono emersi veri e propri «falsi in bilancio»: come i 6 miliardi di proventi delle dismissioni immobiliari inseriti nel bilancio a legislazione vigente, o come i maggiori dividendi per un miliardo relativi al 2005, «scoperti» all'improvviso e derivanti dalle partecipazioni azionarle del Tesoro a Eni ed Enel;
come non sottolineare, anche come incongruente, l'iscrizione a bilancio a legislazione vigente, cioè al netto delle «nuove misure di lotta all'evasione fiscale», di un incremento di entrate tributarie (per competenza) dovute ad «Accertamento e controllo» pari a 5.385 milioni di euro con un incremento del 64 per cento sul bilancio, per di più, assestato, del 2005 (da 8.419 a 13.804 milioni di euro); se si aggiungono gli ulteriori 3 miliardi di euro che dovrebbero derivare dalle nuove misure introdotte con il decreto-legge n. 203 (Collegato fiscale alla Finanziaria), se ne prevede il raddoppio in un anno solo;
nella manovra non vi è traccia di misure significative di riduzione delle imposte, e in particolare, dell'attuazione del terzo modulo della riforma fiscale e della più volte annunciata, riduzione dell'Irap. La legislatura, iniziata con lo slogan del meno tasse per tutti, con l'attuazione della riforma fiscale che prevedeva due sole aliquote d'imposta del 23 e del 33 per cento, termina mestamente con la mancata attuazione dei propositi del Governo e con l'affannosa ricerca di nuove entrate attraverso l'applicazione di nuove gabelle a carico dei contribuenti e delle imprese;
considerato, in particolare, che, con riferimento agli ambiti di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali, che:
il Fondo unico dello spettacolo (FUS) ha subito tagli ingenti che, rispetto al 2001, ne hanno determinato una riduzione complessiva del 50 per cento. Nonostante in Senato, siano stati reintegrati 85 milioni di euro per il 2006, rimane grave la situazione in cui versa lo spettacolo italiano. È un atto totalmente insufficiente, volto esclusivamente ad un recupero di facciata che non risolve minimamente i problemi in cui versa il mondo della cultura italiana. La perdita di finanziamenti pubblici che subiscono i settori e le istituzioni dello spettacolo e la cinematografia italiani è, in termini di potere reale d'acquisto, molto più grave di quanto appena esposto;
lo stanziamento di 385 milioni di euro per il 2006 e di 300 milioni per il 2007-2008 previsto dalla Tabella C del disegno di legge finanziaria in discussione decreta la chiusura, di fatto, delle attività dello spettacolo italiano. Infatti oltre 200 milioni di euro sono assorbiti dal fabbisogno delle fondazioni lirico-sinfoniche che, è il caso di ricordarlo, occupano oltre 5.000 persone su tutto il territorio nazionale, oltre a costituire in tutto il mondo una tra le più importanti testimonianze della nostra tradizione e produzione culturale e artistica. Detratta questa quota resterebbero 100 milioni di euro per finanziare tutti gli altri settori dello spettacolo: cinema, teatro di prosa, danza, musica e attività circensi. Va ricordato, poi, che lo spettacolo in Italia, nel suo complesso, conta all'incirca 250.000 addetti, tra artisti, tecnici, operatori, maestranze e che una tale esiguità di finanziamenti pubblici mette in serio rischio i livelli occupazionali dell'intero comparto;
nello stato di previsione si prevedono, a legislazione vigente, stanziamenti complessivi di 2,278 miliardi di euro, per le autorizzazioni di cassa e 2,017 miliardi di euro per le autorizzazioni di competenza;
allo stato dei fatti è concreto il rischio della chiusura per musei, istituzioni culturali, enti, associazioni e fondazioni che ricevono finanziamenti pubblici, imprese dello spettacolo dal vivo e cinematografiche e vi è l'incognita gravissima se l'Amministrazione centrale e periferica dei beni culturali sia in grado di esercitare le proprie funzioni di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale;
sul fronte della tutela del patrimonio culturale il Governo spinge sull'acceleratore e mette a punto un meccanismo (contenuto nel decreto legislativo di adeguamento all'articolo 115 del codice dei beni culturali) che in pochi mesi potrebbe «affidare» in mani private una grossa fetta del nostro patrimonio e che il bene potrà essere gestito, senza alcuna forma di controllo da parte dell'amministrazione della tutela, esclusivamente in nome del pieno sfruttamento economico. È evidente come a questo progetto sia sottesa una concezione mercantile del bene culturale.
Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Giulietti, Lolli, Capitelli, Martella, Sasso, Tocci, Buffo.

References: in fine
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 articolo 9
 articolo 1
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 Art.3
 Art. 3
 Art. 46
 sentenza