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Timestamp: 2018-12-15 21:13:37+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 febbraio 2015, n. 6476. Per il reato di produzione, traffico e detenzione di stupefacenti di lieve entità, nella nuova formulazione contenuta nella legge n. 79 del 2014, se non è applicabile la misura cautelare della custodia in carcere, è peraltro possibile l'applicazione delle altre misure cautelari, tra cui anche quella degli arresti domiciliari - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 febbraio 2015, n. 6476. Per il reato di produzione, traffico e detenzione di stupefacenti di lieve entità, nella nuova formulazione contenuta nella legge n. 79 del 2014, se non è applicabile la misura cautelare della custodia in carcere, è peraltro possibile l'applicazione delle altre misure cautelari, tra cui anche quella degli arresti domiciliari
sentenza 13 febbraio 2015, n. 6476
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Verona;
avverso l’ordinanza del 30 maggio 2014 emessa dal Tribunale di Venezia;
(OMISSIS), nato a il (OMISSIS);
udito il sostituto procuratore generale Dr. Cedrangolo Oscar, che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.
1. Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Verona ricorre per cassazione contro l’ordinanza in epigrafe indicata, deducendo una violazione della legge processuale in quanto il Tribunale di Venezia, accogliendo parzialmente l’istanza di riesame proposta da (OMISSIS), ha ritenuto preclusa la misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73 comma 5, come modificato dalla Legge n. 79 del 2014, e ha sostituito tale misura con l’obbligo di presentazione presso la polizia giudiziaria, sulla base di una errata valutazione.
Il Tribunale e’ incorso in un errore la’ dove ha ritenuto che per il reato di cui al cit. Decreto del Presidente della Repubblica, articolo 73, comma 5, nella nuova formulazione contenuta nella Legge n. 79 del 2014, non sia applicabile la misura degli arresti domiciliari.
Si osserva che l’articolo 274 c.p.p., lettera c), come novellato dalla Legge 9 agosto 2013, n. 94, ha introdotto diversi limiti edittali: per i reati per i quali e’ prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni e’ possibile l’applicazione della custodia cautelare in carcere; per i reati per i quali e’ prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni – tra i quali rientra il delitto oggetto del presente ricorso – e’ possibile l’applicazione delle altre misure di custodia cautelare, tra cui deve ritenersi ricompresa anche la misura degli arresti domiciliari.
3. Pertanto, l’ordinanza impugnata deve essere annullata, con rinvio al Tribunale di Venezia per nuovo esame.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 articolo 73
 articolo 73