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Timestamp: 2019-04-25 22:34:19+00:00

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Condominio: Corte di Cassazione Sentenza 2741 del 2012 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoCanne fumarieCassazione Civile, Sezione II, Sentenza 23 febbraio 2012 n. 2741
accessori, canna fumaria, codice civile, Condominio, corte di cassazione, Costruzione, distanze
sul ricorso 15840/2010 proposto da:
P.B.(OMISSIS),C.B.(OMISSIS), MA. SRL (OMISSIS) IN PERSONA DELL’AMM.RE UNICO C.M. B., elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA TRINITA’ DEI MONTI 16, presso lo studio dell’avvocato FORNARO Giuseppe, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALVIGINI PAOLO;
G.L.M. (OMISSIS), M.M. (OMISSIS), MO.MA. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA SARDEGNA 38, presso lo studio dell’avvocato DI GIOVANNI Francesco, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato BRESSAN GIORGIO;
avverso la sentenza n. 502/2010 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA, depositata il 02/03/2010;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 30/01/2012 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;
udito l’Avvocato Alvigini Paolo difensore dei ricorrenti che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;
udito l’Avv. Di Giovanni Francesco difensore dei controricorrenti che ha chiesto il rigetto del ricorso;
Con ricorso depositato il 28.3.2001 M.M., Ma. e G.L.M., premettendo di essere proprietari di una unità immobiliare al piano attico del condominio (OMISSIS), agivano in giudizio per la rimozione di una canna fumaria asseritamene collocata dalla società proprietaria della pizzeria bar al piano terra in aderenza al muro condominiale a ridosso della loro terrazza, integrando illegittima limitazione della veduta e violazione delle norme sulle distanze nelle costruzioni.
Si costituivano C.B., conduttore dell’esercizio e MA. srl, proprietaria della pizzeria, eccependo l’autorizzazione dell’assemblea condominiale, l’assenza nei ricorrenti della proprietà esclusiva e l’inesistenza di pregiudizio alcuno. La misura interinale veniva concessa e poi revocata e, con sentenza n. 169/03 la sezione di Portogruaro del Tribunale di Venezia rigettava la domanda, con i compensazione delle spese, decisione riformata dalla Corte di appello di Venezia, con sentenza n. 502/2010, che ordinava la rimozione della canna fumaria installata in aderenza al muro comune fino a metri tre sotto la soglia della terrazza con condanna alle spese, sul presupposto che il proprietario di un singolo piano ha diritto ad esercitare dalle proprie vedute una vista a piombo fino alla base dell’edificio oltre che quella panoramica tutt’all’intorno e la possibilità del condomino di appoggiare la canna fumaria è ammessa solo ove non leda il diritto di veduta.
Ricorrono C. e MA. srl con unico articolato motivo, resistono le controparti. I rispettivi atti sono illustrati da memorie.
Unico riferimento giurisprudenziale alla lettura della Corte territoriale è Cass. 3859/1985, che da prevalenza all’art. 907 c.c., rispetto all’art. 1102 c.c..
Il precedente giurisprudenziale, criticato dal ricorrente perchè asseritamene unico, ha statuito che qualora il proprietario di un attico condominiale agisca in via possessoria per denunciare la collocazione di canna fumaria che ha arrecato pregiudizio al suo godimento di veduta, l’indagine sulla legittimità del fatto denunciato va condotta con riferimento all’art. 907 c.c. e non all’art. 1102, uso della cosa comune, tenuto conto che la suddetta domanda è rivolta a tutelare il possesso del singolo appartamento, non il compossesso di un bene condominiale, e nella specie, la Corte veneziana ha escluso la fondatezza del primo motivo di gravame sulla condominialità del muro perimetrale ed ha accolto il secondo sulla limitazione al diritto di veduta, fissando in dispositivo in metri tre la distanza, decisione conforme alla massima riportata, criticata nei termini sopra indicati.
Questa Corte, sia pure in diversa ipotesi, ha statuito che occorre il consenso di tutti i condomini per l’utilizzo in via esclusiva di una canna fumaria (per scarico di fumi di una pizzeria), non trattandosi di uso frazionato della cosa comune (Cass. 6.11.2008 n. 26737) e che è esperibile l’azione di manutenzione ex art. 1170 c.c., a difesa del possesso da immissioni di fumo pregiudizievoli da canna fumaria (Cass. 30.5.2005 n. 11382 ord.).
La Corte di appello ha limitato l’indagine alla violazione dell’art. 907 c.c. e non ha considerato che, se ai sensi dell’art. 1102 c.c., ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purchè non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso, a fortiori non può limitare il normale godimento del bene di proprietà esclusiva.
Invero vi è difficoltà di concepire una canna fumaria (nella specie un tubo in metallo) come costruzione ai sensi dell’art. 907 c.c., trattandosi di manufatto che costituisce un semplice accessorio di un impianto (nella specie forno), facente parte di una unità immobiliare di proprietà esclusiva, collocato non nel fondo adiacente a quello del condomino che ne denunzia la illegittimità, ma nello spazio non condominiale.
Sembra più corretto valutare la legittimità dell’opera in funzione non dell’art. 907 cc ma del principio desumibile dall’art. 1102 c.c.) secondo cui, come dedotto, ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purchè non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 1170