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Timestamp: 2018-04-21 11:30:50+00:00

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agenti_fisici by BagocK - issuu
Il D.Lgs. 81/2008 e le nuove introduzioni normative
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Agenti Fisici Articolo 180 - Definizioni Per agenti fisici si intendono: il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Titolo VIII – Agenti Fisici Articolo 180
Capo II: attività comportanti esposizione a rumore Capo III: attività comportanti esposizione a vibrazioni Capo IV: attività comportanti esposizione a campi elettromagnetici Capo V: attività comportanti esposizione a radiazioni ottiche artificiali
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Agenti Fisici Articolo 180: Esclusioni La protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti Ă¨
disciplinata unicamente dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e sue successive modificazioni.
Titolo VIII – Agenti Fisici Articolo 181 - Valutazione dei rischi 1. Nell’ambito della valutazione di cui all’articolo 28, 28 il
datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione.
2. La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è
programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, quadriennale da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia, ed è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.
Titolo VIII – Agenti Fisici Articolo 181 - Valutazione dei rischi 3....La valutazione dei rischi ...può includere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l'entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata.
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Agenti Fisici Articolo 183 - Lavoratori particolarmente sensibili Il datore di lavoro adatta le misure di cui allâ&#x20AC;&#x2122;articolo 182 alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, incluse le donne in stato di gravidanza ed i minori. minori
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo II Rumore Non si denotano particolari modifiche per quanto concerne la definizione dei valori limite di esposizione e valori di azione: z
pressione acustica di picco (ppeak): valore massimo
della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza "C";
livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h): [dB(A) riferito a 20 ÎźPa]: valore medio,
ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6.
Titolo VIII – Capo II Rumore I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, restano fissati a:
a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 140 dB(C) riferito a 20 μPa; b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 137 dB(C) riferito a 20 μPa; c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 135 dB(C) riferito a 20 μPa.
Titolo VIII – Capo II Rumore L'Art. 189, oltre a ribadire la facoltà, ‘laddove a causa delle
caratteristiche intrinseche dell’attività lavorativa l’esposizione giornaliera al rumore varia sensibilmente’, di sostituire il livello di esposizione giornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale, introduce il comma 3:
'Nel caso di variabilità del livello di esposizione settimanale va considerato il livello settimanale massimo ricorrente’.
Titolo VIII – Capo II Rumore E' del tutto nuovo l’Articolo 191: Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile In tali casi, pur vietando il superamento dei valori limite di esposizione, il datore di lavoro può attribuire a detti lavoratori un'esposizione al rumore al di sopra dei valori superiori di azione, garantendo loro le misure di prevenzione e
protezione conseguenti
a) la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale dell’udito; b) l’informazione e la formazione; c) il controllo sanitario.
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo II Rumore ....segue Articolo 191: Valutazione di attivitĂ a livello di
esposizione molto variabile
In questo caso la misurazione associata alla valutazione si limita a determinare il livello di rumore prodotto dalle attrezzature nei posti operatore ai fini dellâ&#x20AC;&#x2122;identificazione delle misure di prevenzione e protezione e per formulare il programma delle misure tecniche e organizzative. z
Al comma 2 inoltre si legge: 'sul documento di valutazione di
cui all'articolo 28, a fianco dei nominativi dei lavoratori cosĂŹ classificati, va riportato il riferimento al presente articolo.'
Titolo VIII – Capo II Rumore Per quanto riguarda l’uso dei dispositivi di
protezione individuali l’Art. 193 riporta ‘…1 b) nel caso in cui l'esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valori superiori di azione esige che i lavoratori utilizzino i dispositivi di protezione individuale dell'udito’
Titolo VIII – Capo II Rumore Come ultimo chiarimento l’Art. 198 rimanda a specifiche Linee Guida per l’applicazione del presente capo nei settori della musica, delle attività ricreative e dei call center.
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo III Vibrazioni L'esposizione al rischio vibrazioni modifica uno dei valori limite di esposizione giornaliera (8 ore), parametri sui quali si basava il D.Lgs 187/2005, ed introduce i valori limite di esposizione nel breve periodo, periodo qui sotto riportati: Mano braccio Corpo intero Valore dâ&#x20AC;&#x2122;azione (m/s 2) Valore limite di esposizione giornaliero (m/s 2) Valore limite esposi zione breve periodo (m/s 2)
Purtroppo non viene data nozione di 'breve periodo' z
Nel caso di variabilitĂ del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente.
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo III Vibrazioni Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche puĂ˛ essere valutato mediante l'osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entitĂ delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso
Banche dati dell'ISPESL o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature.
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo III Vibrazioni Art. 202, comma 2: Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l'impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento. z
Comma 3. L'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio Ă¨ valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all'Allegato XXV - parte A (ex Allegato 1 D.Lgs. 187/2005). 187/2005) Comma 4. L'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero Ă¨ valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all'Allegato XXV, parte B. B
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo IV Campi Elettromagnetici Articolo 206: si applica ai rischi derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia, e da correnti di contatto. Non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungo termine e i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo IV Campi Elettromagnetici Articolo 208 I valori limite di esposizione sono riportati nell'Allegato XXXVI , lettera A, tabella 1, mentre in tabella 2 sono riportati i valori di azione. Nell'ambito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati in conformitĂ alle norme europee . FinchĂŠ le citate norme non avranno contemplato tutte le pertinenti situazioni per quanto riguarda la valutazione, misurazione e calcolo dell'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, il datore di lavoro adotta le specifiche linee guida (Banca Dati GAUSS dell'ISPESL).
Titolo VIII â&#x20AC;&#x201C; Capo V Radiazioni Ottiche Artificiali Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse. Il rischio da radiazioni ottiche comporta l'esposizione durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute. I valori limite di esposizione per le radiazioni incoerenti sono riportati nell'Allegato XXXVII parte I, per le radiazioni laser nella parte II.
Titolo VIII – Capo IV e Capo V Le norme sui campi elettromagnetici entreranno in vigore il 30 aprile 2012. La nuova data deriva dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L114 del 26 aprile 2008 della direttiva 2008/46/CE, che ha modificato l’articolo 13, paragrafo 1 della direttiva 2004/40/CE, articolo citato al comma 3 dell’articolo 306 del decreto 81/08. Lo stesso articolo 306 prevede l’entrata in vigore delle disposizioni riguardanti le radiazioni ottiche il 26 aprile 2010.
Ciò non significa che non sia necessario valutare il rischio, ma solamente che i valori limite fissati per legge entreranno in vigore a quelle date.
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References: Articolo 180
 Articolo 180
 Articolo 180
 Articolo 181
 Articolo 181
 Articolo 183
 Articolo 191
 Art. 202
 Articolo 206
 Articolo 208
 articolo 306