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Timestamp: 2018-07-19 15:13:44+00:00

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Vietato frazionare il credito se aumentano le spese del debitore - Sentenze Cassazione 2013
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Corte di Cassazione Civile – Terza sezione – sentenza n. 8576 14 febbraio – 9 aprile 2013
La Cassazione, in materia di esecuzione, si è recentemente pronunciata riguardo a delle situazioni che si possono verificare col frazionamento del credito.
La Cassazione, ha precisato che è vietato il frazionamento del credito se ciò comporti un aggravio ingiustificato a carico del debitore e, pertanto, con la sentenza n. 8576 14 febbraio – 9 aprile 2013, ha chiarito alcuni principi sull’argomento ribadendo i limiti imposti dall’articolo 483 c.p.c.
- con il primo, del “computo degli interessi legali sulla somma capitale liquidati in favore dell’avv. M.D. nella sentenza n. 663/04 resa dal Tribunale di Chiavari in data 26.05.2004″, specificando poi la doglianza quanto alla decorrenza, da identificarsi nella data del deposito della sentenza e non da quella in cui si è verificato il fatto illecito;
- con il secondo, della “quantificazione dell’entità degli interessi legali sulla somma capitale liquidati in favore dell’avv. M. D. nella sentenza n. 663/04 resa dal Tribunale di Chiavari in data 26.05.2004″, segnatamente in ordine alla mancata specificazione dei conteggi intermedi, in relazione alla diversa entità del tasso legale via via succedutosi dal 1981 al precetto.
3. Dal canto suo, il controricorrente eccepisce l’inammissibilità di doglianze di vizio motivazionale nel ricorso straordinario per cassazione, se non per mancanza assoluta di motivazione, nonchè quella per violazione dell’art. 366-bis cod. proc. civ. e, comunque, della documentazione prodotta in questa sede; ed inoltre: in ordine al primo motivo, sostiene la carenza originaria, nel titolo esecutivo e negli atti del relativo processo, di una attualizzazione della condanna alla data della pronuncia, tanto da precisare di essersi limitato ad individuare il dovuto in applicazione della regola generale della decorrenza, nel risarcimento del danno da illecito, degli interessi dalla data del fatto; in ordine al secondo motivo, deduce di avere sin dal precetto precisato il periodo di calcolo degli interessi legali, il cui sviluppo aveva prodotto “nella memoria ex art. 183 c.p.c., n. 3″.
- i motivi riconducibili all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4 devono essere, a pena di inammissibilità, corredati da quesiti che devono compendiare: a) la riassuntiva esposizione degli elementi di fatto sottoposti al giudice di merito; b) la sintetica indicazione della regola di diritto applicata dal quel giudice; c) la diversa regola di diritto che, ad avviso del ricorrente, si sarebbe dovuta applicare al caso di specie (tra le molte, v.: Cass. Sez. Un., ord. 5 febbraio 2008, n. 2658; Cass., ord. 17 luglio 2008, n. 19769, Cass. 25 marzo 2009, n. 7197; Cass., ord. 8 novembre 2010, n. 227.04);
- invece, i momenti di sintesi o di riepilogo a corredo dei motivi di vizio motivazionale devono consistere in uno specifico e separato passaggio espositivo del ricorso, il quale indichi in modo sintetico, evidente ed autonomo rispetto al tenore testuale del motivo chiaramente il fatto controverso in. riferimento al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, come pure, le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione (Cass. 18 luglio 2007, ord. n. 16002; Cass, Sez. Un., 1 ottobre 2007, n. 20603; Cass. 30 dicembre 2009, ord. n. 27680);
- inoltre, i quesiti debbono porre questioni pertinenti alla ratio decidendi, perchè, in contrario, essi difetterebbero di decisività (sulla indispensabilità della pertinenza del quesito., per tutte, v.: Cass, Sez. Un. 18 novembre 2008, n. 21341; Cass., ord. 19 febbraio 2009, n. 4044; Cass. 28 settembre 2011, n. 19792; Cass. 21 dicembre 2011, n. 27901);
- in applicazione di tali principi alla fattispecie, nessuno dei due motivi di vizio motivazionale sono corredati dai prescritti separati momenti di riepilogo o di sintesi.
- in tale differente ipotesi, infatti, i plurimi processi esecutivi hanno sempre ad oggetto il credito nella sua interezza e totalità, come recato dall’unitario titolo esecutivo;
- la pluralità e la compresenza di processi si giustifica in base alla diversa fruttuosità di una piuttosto che di altra delle tipologie di processo esecutivo;
- al contrario, la contemporanea pendenza si arresta con la particolare. procedura prevista dal richiamato art. 483 cod. proc. civ., rimettendosi al giudice di individuare, per limitare, il disagio del debitore, i mezzi di espropriazione a quelli più idonei – e cioè più fruttuosi – in relazione alla peculiarità della fattispecie concreta.
3 Comments on Vietato frazionare il credito se aumentano le spese del debitore
Salviamo il Porto di Gioia Tauro // 22 aprile 2013 a 15:14 //
Creditori e debitori…
Sentenze - Cassazione Community // 22 aprile 2013 a 15:14 //
Giuseppe Tripodi // 22 aprile 2013 a 15:15 //
Occhio al frazionamento del credito

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 183
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 483