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Severina Olivia Cappelli
1 Prima pagina 12 Gazzetta di Modena 23 Gazzetta di Modena 34 Il Resto del Carlino 45 Il Resto del Carlino 56 Modena Qui Tra Lapam e Csi servizi in rete Gli artigiani rafforzano il legame con lo sport: i due enti metteranno in comune la sede di Pavullo Due basi associative che affondano la loro mission nella volontà di creare un valore aggiunto per il territorio modenese. Nel segno di valori che si rifanno allo sport e all impegno sociale. E in questo quadro che nasce la collaborazione tra Lapam e Csi (Centro Sportivo Italiano) presentata ieri ai media. E non si tratterà di un unione soltanto per una singola iniziativa ma per un discorso ad ampio raggio e proiettato al futuro. Nel concreto Lapam offre a Csi un supporto per la parte di sua competenza (ovvero i servizi fiscali e assicurativi che anche le società sportive sono tenute a rispettare oltre a consulenza nella medicina sportiva, nella formazione e in altri ambiti, come energia ad esempio), il Csi attraverso l impegno anche finanziario di Lapam porterà avanti piani di carattere sociale sul territorio della provincia. Per fare un esempio pratico, una società sportiva che avrà bisogno di suggerimenti per la gestione dei propri progetti (la costruzione di nuovi locali o di un impianto a risparmio energetico)o capire la fattibilità di un investimento potrà rivolgersi alla Lapam per una consulenza, come fanno gli imprenditori associati. Si tratterà, quindi, di un matrimonio in piena regola, da cui sia Lapam che Csi otterranno benefici non solo per le associazioni, ma anche, se non soprattutto, per le imprese da una parte e per le società sportive affiliate dall altra. Una collaborazione che si realizzerà anche in termini di infrastrutture. E in fase di progettazione, infatti, l apertura di una sede del Csi all interno dei locali Lapam di Pavullo. «Siamo davvero orgogliosi di presentare questo accordo - spiega il presidente generale Lapam, Erio Luigi Munari - perchè si tratta di mettere insieme due associazioni che vengono dalla medesima radice culturale. Come Lapam - continua - mettiamo a disposizione delle società sportive Csi il nostro know how e i nostri servizi. Al tempo stesso siamo felici di poter sostenere progetti sociali che il Csi sta portando avanti da tempo». Entusiasta anche il presidente provinciale del Csi, Stefano Gobbi: «Unire il nostro nome a quello di Lapam è prima di tutto, per noi, motivo d orgoglio. Ma non si tratta di un operazione di semplice marketing. E piuttosto la dimostrazione di come possano nascere collaborazioni virtuose tra diversi soggetti che hanno alla base valori comuni e l obiettivo crescere insieme e far crescere il territorio». Parla dei diversi progetti in partnership al vaglio, invece, il segretario Lapam, Carlo Alberto Rossi: «Penso ad esempio a un progetto sull Appennino, che stiamo formulando, ma anche a workshop e incontri tra mondo imprenditoriale e mondo sportivo. Lo sport racchiude in sè valori molto forti e non un caso se, tra gli oltre 600 dipendenti Lapam, molti hanno alle spalle percorsi di tipo sportivo». 67 Modena Qui Modena sud-castelfranco: l idea è una strada con pedaggio Per ora in Provincia c è solo uno studio di fattibilità Un progetto a lungo annunciato e a lungo fatto solo di parole. Due anni fa nell area di Castelfranco Emilia arrivò l ok della Regione alla costruzione del casello autostradale di Crespellano sull Autostrada A14 Bologna-Bari-Taranto. Ma per l altra opera strategica per il territorio, che porterebbe benefici al traffico sulla via Emilia verso Modena, soltanto altre promesse. Ma finalmente, per l annunciata e agognata strada di collegamento tra la tangenziale di Castelfranco Emilia e il casello di Modena sud, sembra muoversi qualcosa. Anche se in una direzione del tutto inedita. «E in atto uno studio di fattibilità per finalmente realizzare concretamente questo tratto», ha spiegato ieri Egidio Pagani, assessore provinciale alle Infrastrutture. L occasione è stata la presentazione in Provincia degli 80 milioni di investimenti in inteventi stradali, sulle scuole e sugli edifici di proprietà che viale Martiri della Libertà metterà in campo nel corso del Investimenti in cui non compare ancora il collegamento Castelfranco-casello Modena sud ma che, ugualmente, ha permesso di riaggiornare i presenti sulla situazione dell opera. Perchè se ora non sembrano esserci risorse per la sua realizzazione, prende sempre più quota l ipotesi di un project financing. «Sul collegamento c è già da tempo l intesa tra Provincia e comuni di Modena e Castelfranco e adesso, tra le soluzioni al vaglio, c è anche quella di una strada a pedaggio». E noto come l opera in questione libererebbe la via Emilia dal traffico pesante e consentirebbe a tutti di raggiungere Modena in tempi brevi, soprattutto in orari di punta. Allo stesso tempo il territorio castelfranchese potrebbe svincolarsi dal ruolo di paese dormitorio e diventare un centro abitato a più diretto contatto con la Ghirlandina. L idea di una strada a pedaggio, però, potrebbe lasciare perplessi in molti. Soprattutto perchè la bretella Castelfranco-Modena sud è da tempo annunciata e da tempo erano attese novità in fatto di risorse e, perlomeno, previsioni in fatto di tempistiche. Che la Provincia abbia in corso uno studio di fattibilità dimostra che l opera vuole essere fatta, anche se la sua realizzazione potrebbe passare attraverso un finanziamento per tasca degli automobilisti. Giungere al casello autostradale in tempi brevissimi potrebbe essere, senza ombra di dubbio, un incentivo non da poco per camionisti e guidatori che non intendono rimanere bloccati sulla tortuosa via Emilia. Ma sarà una scelta davvero percorribile? «Se ci sarà davvero un pedaggio - sottolineava ieri l assessore provinciale, Pagani - sicuramente bisognerà valutare tecnologie adatte come il Telepass per permettere uno scorrimento rapido sull arteria. E inimmaginabile mettere una barriera per il pagamento in un tratto così». Anche perchè, diciamo noi, l ingorgo sarebbe garantito. Così come è destinato ad aumetare il traffico nel tratto della Cavazzona dove i veicoli prederanno la direzione del futuro casello autostradale di Crevalcore (in località La Muffa). Fare il tratto Castelfranco-Modena sud a pagamento o attendere tempi migliori e risorse certe? Questo il dilemma a cui i Comuni in causa e, perchè no, chi percorre quotidianamente la via Emilia, dovranno rispondere. nvincenzo Malara 78 Modena Qui Unicredit: il nuovo n. 1 è Vita, il siciliano di Germania Alla fine le Fondazioni accettano l uomo dell Allianz p g p E Giuseppe Vita, il siciliano di Germania, il candidato alla presidenza di Unicredit dei principali soci dell istituto. La scelta di Vita, presidente di Allianz Italia e Banca Leonardo, è il risultato degli incontri che si sono susseguiti ieri mattina a partire dalle Prima si sono incontrate le Fondazioni bancarie, i cui princiali esponenti, come gli emiliani Marco Cammelli e Andrea Landi, hanno garantito che una soluzione sarebbe stata trovata in giornata. Il termine per la presentazione delle liste, in vista dell assemblea dell 11 maggio, scade infatti lunedì prossimo. E così, in una giornata proseguita con la riunione del Comitato nomine, si è arrivati alla scelta del 77enne di Favara come quasi sicuro successore di Dieter Rampl. Ovviamente, Federico Ghizzoni resta nel ruolo di amministratore delegato. Tra i principali azionisti, la scelta di Vita è avvenuta «all unanimità», hanno detto ai giornalisti sia il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Giovanni Puglisi, sia quello di CariTrieste, Massimo Paniccia. In verità, Paniccia e Puglisi sono entrati in gioco, ieri, solo in un secondo momento, in quanto l iniziale riunione era riservata alle Fondazioni sopra il 2%: CariTorino, CariVerona e Carimonte Holding. Nella terza fase, sono stati coinvolti i maggiori azionisti privati. Quindi è stato il turno del Comitato nomine e risorse umane. Il quale ha stabilito che, «al termine del processo di selezione per l individuazione del candidato alla presidenza, ha ritenuto che, tra le persone selezionate, tutte di alta professionalità, che hanno dato la loro disponibilità, quella che meglio risponde al profilo e ai requisiti della carica sia Giuseppe Vita». Gli incontri si sono conclusi intorno alle 16.30, e sono quindi durati circa sette ore in tutto. Vita ha sconfitto sul filo di lana nomi come Massimo Tononi, certo vicino a Goldman Sachs; Gian Maria Gros-Pietro, l uomo delle Fondazioni del Nord; e Angelo Tantazzi, possibili alfiere delle Fondazioni emiliane. In effetti, il 77enne manager sembra una buona applicazione del manuale Cencelli che regna in Piazza Cordusio. Banca dal cuore italiano, ma dove finora il presidente è stato un tedesco. Il prossimo sarà un siciliano che tuttavia ha fatto fortuna come emigrante di lusso in Germania, salendo addirittura, lui medico radiologo per formazione, ai vertici della Bayer. In Unicredit rappresenterà dunque al meglio gli interessi del socio forte Allianz, della cui filiale italiana è diventato presidente dopo l approdo di Enrico Tomaso Cucchiani a consigliere delegato della concorrente Intesa San Paolo. 89 Il Sole 24 Ore Bce, allarme occupazione In peggioramento il mercato del lavoro - Credito sempre difficile POCHI FINANZIAMENTI L'espansione della liquidità non ha portato per ora un forte aumento dei prestiti Miglioramenti si avranno con un ritorno della fiducia Alessandro Merli FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La Banca centrale europea avverte che nei prossimi mesi sia la situazione della disoccupazione, sia la stretta creditizia nell'eurozona sono destinate a peggiorare. Sul fronte del credito, il bollettino mensile della Bce, pubblicato ieri, riconosce che le due operazioni triennali di rifinanziamento del sistema bancario (Ltro) realizzate a dicembre e febbraio (e che hanno fornito liquidità netta al sistema per oltre 500 miliardi di euro) richiederanno tempo per dispiegare del tutto i propri effetti, anche se è già evidente, dai dati di gennaio e febbraio, che hanno alleggerito le pressioni al deleveraging sulle banche. Intanto, una combinazione di fattori contribuisce a un mercato del credito stagnante. I prestiti alle imprese sono cresciuti su base annua solo dello 0,6% a febbraio, quelli alle famiglie dell'1,8. La Bce vede nella debolezza della domanda di credito la causa principale della modesta crescita dei volumi di prestito. Le prospettive, secondo la Bce, sono che la domanda di prestiti da parte delle imprese e delle famiglie, almeno per la prima metà del 2012, resti debole in linea con l'attività economica. Anche l'offerta tuttavia trova un freno, afferma la Bce, sia nelle pressioni sulla capacità di raccolta delle banche derivanti dal l'incertezza economica e finanziaria, sia nei cambiamenti sui requisiti di capitale imposti dalle nuove regole di Basilea 3. L'obiettivo, ha detto ieri il capo economista della Bce, Peter Praet, è di ottenere un deleveraging "ordinato" del sistema bancario, ma i modi per raggiungerlo sono oggetto di discussione. L'espansione della liquidità da parte delle banche centrali dell'eurozona non ha portato a una forte crescita del credito (che indicherebbe che si stanno materializzando rischi d'inflazione) e lo farà solo, sostiene il bollettino, con «un ritorno sostenuto della fiducia e un rafforzamento dell'attività economica, insieme a un sistema bancario che possa e voglia fornire credito all'economia reale». Quanto alle condizioni del mercato del lavoro nell'area dell'euro, osserva il bollettino mensile della Bce, continuano a deteriorarsi. La crescita dell'occupazione è rimasta negativa e il tasso di disoccupazione ha continuato a salire. I sondaggi fra gli operatori economici indicano un ulteriore peggioramento nel breve termine. La disoccupazione sta salendo dall'aprile dell'anno scorso e ha raggiunto il 10,8%, lo 0,6% in più, ricorda il bollettino, del massimo precedente toccato a maggio Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha affermato la settimana scorsa che si tratta dei livelli più alti dalla nascita della moneta unica. L'editoriale del bollettino mensile riprende la sollecitazione fatta da Draghi ai Governi per la riforma del mercato del lavoro, come uno dei tasselli da sistemare, insieme ai conti pubblici e a mercati dei prodotti più flessibili, per assicurare il funzionamento dell'economia del l'area euro. La Banca centrale europea rileva anche il rallentamento nella crescita della produttività nell'eurozona nel quarto trimestre del 2011, dovuta soprattutto al peggioramento nell'industria. Le prime indicazioni dei sondaggi sono di un'ulteriore moderazione della crescita della produttività nel primo trimestre di quest'anno. Un riferimento, infine, all'aumento degli spread di Italia e Spagna delle ultime settimane. L'incremento, scrive la Bce, «si è verificato sullo sfondo di una riconsiderazione delle prospettive per la crescita nel l'area dell'euro». Nel complesso, sottolinea il bollettino, «la fiducia dei mercati obbligazionari non ha recuperato completamente». La Bce dedica poi uno studio alla sostenibilità del debito pubblico. Fra i rischi di breve periodo, sottolinea il fatto che otto Paesi (fra cui l'italia) hanno necessità di rifinanziamento pari o superiori al 20% del Prodotto interno lordo nel10 Il Sole 24 Ore Nuove Pmi tassate al 5% per 5 anni Per i minimi niente Iva né scritture contabili Alessandro Sacrestano Amedeo Sacrestano Da quest'anno cambia veste il regime fiscale dei cosiddetti "minimi", garantendo condizioni operative e, soprattutto, agevolazioni ancora più coerenti con l'obiettivo di favorire l'avvio di start up. Sono, comunque, confermati alcuni requisiti di base per l'accesso al regime: in primis, l'impresa o il lavoratore autonomo dovranno dichiarare ricavi non superiori ai 30mila euro annui, risultato di attività svolte in Italia. I contribuenti "minimi", inoltre, non dovranno sostenere spese per dipendenti (neppure se impiegati per il tramite di agenzie interinali) o collaboratori parasubordinati. Esiste tuttavia un'eccezione per i collaborazioni occasionali. Limitato, poi, il ricorso all'impiego di beni strumentali (computer, attrezzature, eccetera): la spesa massima ammissibile è di 15mila euro in un triennio. Per l'accesso al regime fiscale, l'iniziativa intrapresa deve possedere il requisito della novità. In pratica, il contribuente non deve essere stato titolare di una partita Iva nei tre anni precedenti neppure come socio di società o come eventuale collaboratore di impresa familiare. L'attività, poi, non deve rappresentare una mera continuazione di un'analoga prestazione precedente svolta come dipendente o autonomo. In linea di principio, se l'adesione al regime avviene in fase di avvio dell'attività, la permanenza nello stesso è garantita per 5 periodi di imposta. Nel caso in cui al termine dei 5 anni non si sia raggiunto il 35imo anno di età, la permanenza continua fino a quando non sarà raggiunto il limite anagrafico dei 35 anni. A fronte di questi vincoli, sono numerosi i benefici fiscali assicurati a chi aderisce al regime, a partire dall'aliquota d'imposta applicata, che è pari al 5 per cento. Il soggetto "minimo" pagherà solo il 5% sulla differenza fra i ricavi (o compensi) incassati e le spese (compresi i contributi previdenziali) effettivamente sostenute. L'importo in questione è comprensivo di ogni onere fiscale e, quindi, anche delle addizionali regionali e comunali, nonché dell'imposta regionale sulle attività produttive (Irap). Per i professionisti e gli agenti, l'assoggettamento all'imposta sostitutiva esonera il sostituto d'imposta dall'applicazione della ritenuta d'acconto, previa acquisizione di apposita dichiarazione da parte del sostituito. Oltre a ciò, un contribuente "minimo" non ha l'obbligo di liquidazione e versamento dell'iva. In pratica, su parcelle e fatture emesse da chi opera nel regime dei minimi non dovrà essere esposta l'iva, con evidenti vantaggi concorrenziali. L'Iva assolta sugli acquisti, invece, andrà a cumularsi col costo sostenuto. È previsto, inoltre, l'esonero dai residui obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Particolarmente interessante, poi, è l'esonero per i contribuenti minimi dall'applicazione dei cosiddetti "studi di settore". 1011 Il Sole 24 Ore Per le gare anagrafe delle imprese Banca dati sui requisiti finanziari e organizzativi Guglielmo Saporito Dal primo gennaio 2013 controlli più semplici dei requisiti nelle gare d'appalto, utilizzando la Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Lo prevede l'articolo 20 del Dl 5/2012 (legge 4 aprile 2012 n. 35), che innalza il ruolo dell'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. L'idea di un contenitore dove far confluire la documentazione delle imprese comprovante il possesso dei requisiti generali, tecnico-organizzativi ed economico-finanziari richiesti per la partecipazione a gare d'appalto, c'era già nella legge 106/2011 e nel dlgs 82/2005 (Codice amministrazione digitale). Ora si è trovato un custode qualificato di tali dati, nell'autorità di vigilanza. Gli articoli 42 e 48 del codice dei contratti, modificati dalla legge 106/2011, prevedono che le stazioni appaltanti inseriscano in una banca dati la certificazione attestante le prestazioni effettuate da imprese in appalti, servizi e forniture nell'ultimo triennio; certificazioni indispensabili per partecipare a gare successive, dimostrando capacità tecnica e professionale, e sostituendo il previgente onere di produrre documenti. Si riducono così costi e oneri amministrativi per le stazioni appaltanti e per le imprese, si tagliano i costi amministrativi legati alla partecipazione e gestione delle procedure di gara, utilizzando un'unica certificazione invece di tante quanti sono gli appalti eseguiti. Si ridurrà il rischio di errori nell'assemblaggio e spedizione di plichi (a volte monumentali), si uniformerà la modulistica e infine le verifiche dei requisiti di ordine generale, tecnico ed economico potranno esser effettuate on line. Le ricadute saranno molteplici: i requisiti tecnico organizzativi ed economico finanziari per partecipare alle gare diventano (articolo 20 comma 1 lettera a) di due tipi: quelli corrispondenti alle categorie della banca dati e quelli che se ne discostano. Per i primi basterà la certificazione della banca dati, mentre per gli altri, richiesti con motivata discrezionalità dalla stazione appaltante, provvederà la stazione stessa. Finiranno inoltre le dispute sul cosiddetto "falso innocuo", cioè sulle dichiarazioni delle imprese che non corrispondono alla realtà (e quindi dovrebbero generare un'esclusione dalla gara), ma che non compromettono il corretto svolgimento della gara (Consiglio di Stato 1471 del 16 marzo 2012). Soprattutto non saranno più possibili disparità di trattamento quando un'impresa partecipava a più gare contemporanee ed era ritenuta idonea solo da alcune amministrazioni. Un certificato unico garantisce omogeneità di giudizio e pone anche le basi per ulteriori criteri reputazionali. 11 Documenti analoghi
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 art. 1
 art. 1
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