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Timestamp: 2014-09-30 15:49:39+00:00

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DELLA STRADA (agg. 31/05/2013)
DELLA STRADA (agg. 31/07/2008)
DELLA STRADA (agg. 31/10/2007)
DELLA STRADA (agg. 31/12/2006)
DELLA STRADA (agg. 30/06/2006)
DELLA STRADA (agg. 31/12/2005)
DELLA STRADA (agg. 31/12/2004)
(art. 1 � 12)
TITOLO II - DELLA
COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE (art. 13 � 45)
TITOLO III - DEI VEICOLI (art. 46 � 114)
TITOLO IV - GUIDA DEI
VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALI (art. 115 � 139)
TITOLO V - NORME DI
COMPORTAMENTO (art. 140 � 194)
TITOLO VI - DEGLI
ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI (art. 195 � 224)
TITOLO VII - DISPOSIZIONI
TRANSITORIE E FINALI (art. 225 � 240)
Art. 1. Principi generali.� <Regolamento>������������������������������������������� �<back>�� 1 - La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali
sulle strade � regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti
emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle normative internazionali e
comunitarie in materia. Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al
principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale
gestione della mobilit�, della protezione dell'ambiente e del risparmio
2 - Il Governo comunica annualmente al Parlamento l'esito delle
indagini periodiche riguardanti i profili sociali, ambientali ed economici
3 - Il Ministro dei lavori pubblici fornisce all'opinione
pubblica i dati pi� significativi utilizzando i pi� moderni sistemi di
comunicazione di massa e, nei riguardi di alcune categorie di cittadini, il messaggio
pubblicitario di tipo prevenzionale ed educativo. Art. 2. Definizione e classificazione
delle strade�� <Regolamento>
1 - Ai fini
dell'applicazione delle norme del presente codice si definisce
"strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei
pedoni, dei veicoli e degli animali.
2 - Le strade sono classificate riguardo alle
loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi:
���� A�����
B����� Strade extraurbane
C����� Strade extraurbane
D����� Strade urbane di
E������ Strade urbane di
F������ Strade locali
bis� Itinerari ciclopedonali
3 - Le strade di cui al comma 2 devono avere
le seguenti caratteristiche minime: A -��� Autostrada: strada extraurbana o urbana a
carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico������������������ invalicabile, ciascuna con
almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia
d�emergenza o banchina pavimentata a destra, priva d�intersezioni a raso e di accessi
privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all'utente lungo l'intero
tracciato, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore
e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine; deve essere attrezzata
con apposite aree di servizio e di parcheggio, entrambe con accessi dotati di
corsie di decelerazione e di accelerazione.�
�B - ����Strada extraurbana principale: strada a
carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile ciascuna con
almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni
a raso, con accessi alle propriet� laterali coordinati contraddistinta dagli
appositi segnali di inizio e fine, riservata alla circolazione dl talune
categorie di veicoli a motore; per eventuali altre categorie di utenti devono
essere previsti opportuni spazi. Deve essere attrezzata con apposite aree di
servizio, che comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione
e di accelerazione. �C -�������
Strada extraurbana secondaria: strada ad unica carreggiata con almeno
una corsia per senso di marcia e banchine.
�D -���� Strada
urbana di scorrimento: strada a carreggiate indipendenti o separate da
spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale
corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e
marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta
sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata,
entrambe con immissioni ed uscite concentrate.
� E -��� Strada
urbana di quartiere: strada ad unica carreggiata con almeno due corsie,
banchine pavimentate e marciapiedi; per la sosta sono previste aree attrezzate
con apposita corsia di manovra, esterna alla carreggiata.
� F -��� ����Strada locale: strada urbana od extraurbana
opportunamente sistemata ai fini di cui al comma 1 non facente parte degli
altri tipi di strade.
�F bis -����
Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale,
destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e
caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell�utenza debole della
4 - � denominata "strada di
servizio" la strada affiancata ad una strada principale (autostrada,
strada extraurbana principale, strada urbana di scorrimento) avente la funzione
di consentire la sosta ed il raggruppamento degli accessi dalle propriet�
laterali alla strada principale e viceversa, nonch� il movimento e le manovre
dei veicoli non ammessi sulla strada principale stessa.
5 - Per le esigenze di carattere
amministrativo e con riferimento all'uso e alle tipologie dei collegamenti
svolti, le strade, come classificate ai sensi del comma 2, si distinguono in
strade "statali", "regionali", "provinciali",
"comunali", secondo le indicazioni che seguono. Enti proprietari
delle dette strade sono rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il
comune. Per le strade destinate esclusivamente al traffico militare e
denominate "strade militari", ente proprietario � considerato il comando
della regione militare territoriale.
6 - Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C ed F si
distinguono A Statali, quando: a. congiungono la rete viabile principale dello Stato con quelle
degli Stati limitrofi; b. congiungono tra loro i capoluoghi di regione, ovvero i
capoluoghi di provincia situati in regioni diverse. ovvero costituiscono
diretti e importanti collegamenti tra strade statali; c. allacciano alla rete delle strade statali i porti marittimi,
gli aeroporti, i centri di particolare importanza industriale, turistica e
climatica; d. servono traffici interregionali o
presentano particolare interesse per l'economia di vaste zone del territorio
B Regionali, quando allacciano i capoluoghi di
provincia della stessa regione tra loro o con il capoluogo di regione ovvero
allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la rete statale se ci� sia
particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale,
agricolo, turistico e climatico. C Provinciali, quando allacciano al capoluogo
di provincia capoluoghi dei singoli comuni della rispettiva provincia o pi�
capoluoghi di comuni tra loro ovvero quando allacciano alla rete statale o
regionale i capoluoghi di comune, se ci� sia particolarmente rilevante per ragioni
di carattere industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico. D Comunali, quando congiungono il capoluogo
del comune con le sue frazioni o le frazioni fra loro, ovvero congiungono il
capoluogo con la stazione ferroviaria, tranviaria o automobilistica, con un
aeroporto o porto marittimo, lacuale o fluviale, con interporti o nodi di scambio
internodale o con le localit� che sono sede di essenziali servizi interessanti
la collettivit� comunale. Ai fini del presente codice, le strade "vicinali"
7 - ��Le
strade urbane di cui al comma 2, Lettere D e F sono sempre comunali, quando
siano situate nell'interno dei centri abitati, eccettuati i tratti interni di
strade statali, regionali o provinciali che attraversano centri abitati con popolazione
non superiore a diecimila abitanti.
8 - Il Ministero dei lavori
pubblici, nel termine indicato dall'art. 13, comma 5, procede alla
classificazione delle strade statali ai sensi del comma 5, seguendo i criteri
di cui ai commi 5, 6 e 7, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici,
il consiglio di amministrazione dell'Azienda nazionale autonoma per le strade
statali, le regioni interessate, nei casi e con le modalit� indicate dal
regolamento. Le regioni, nel termine e con gli stessi criteri indicati,
procedono, sentiti gli enti locali, alle classificazioni delle strade ai sensi
del comma 5. Le strade cos� classificate sono iscritte nell'Archivio nazionale
delle strade previsto dall'art. 226.
9 - Quando le strade non corrispondono pi�
all'uso e alle tipologie di collegamento previste, sono declassificate dal
Ministero dei lavori pubblici e dalle regioni, secondo le rispettive
competenze, acquisiti i pareri indicati nel comma 8. I casi e la procedura per
tale declassificazione sono indicati dal regolamento.
10 - Le disposizioni di cui alla presente
disciplina non modificano gli effetti del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, emanato in attuazione della legge 8 luglio
1986, n. 349, in ordine all'individuazione delle opere sottoposte alla
procedura di valutazione d'impatto ambientale.
3. Definizioni stradali e di traffico����
Ai fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di traffico hanno i
seguenti significati: 1. Area di intersezione: parte dell�intersezione a raso, nella quale
si intersecano due o pi� correnti di traffico. 2. Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli,
salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di
persone con limitate o impedite capacit� motorie, nonch� eventuali deroghe per
i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocit� tali da poter essere assimilati
ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre,
attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su
aree pedonali. 3. Attraversamento pedonale: parte della carreggiata opportunamente
segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in transito dall'uno all'altro
lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli 4. Banchina: parte della strada compresa tra il margine della
carreggiata ed il pi� vicino tra i seguenti elementi longitudinali:
marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore
della scarpata nei rilevati. 5. Braccio d�intersezione: cfr. Ramo d�intersezione. 6. Canalizzazione: insieme di apprestamenti destinato a selezionare
le correnti di traffico per guidare in determinate direzioni. 7. Carreggiata: parte della strada destinata allo scorrimento dei
veicoli; essa � composta di una o pi� corsie di marcia ed, in genere, �
pavimentata e delimitata da strisce di margine. 8. Centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie d�accesso
dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un
raggruppamento continuo, ancorch� intervallato da strade, piazze, giardini o
simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico
con accessi veicolari o pedonali sulla strada. 9. Circolazione: � il movimento, la fermata e la sosta dei pedoni,
dei veicoli e degli animali sulla strada. 10. Confine stradale: limite della propriet� stradale quale risulta
dagli atti d�acquisizione o dalle fasce d�esproprio del progetto approvato; in
mancanza, il confine � costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o
della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada � in
rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada � in trincea. 11. Corrente di traffico: insieme di veicoli (corrente veicolare), o
pedoni (corrente pedonale), che si muovono su una strada nello stesso senso di
marcia su una o determinata traiettoria. 12. Corsia: parte longitudinale della strada di larghezza idonea a
permettere il transito di una sola fila di veicoli. 13. Corsia d�accelerazione: corsia specializzata per consentire ed
agevolare l'ingresso ai veicoli sulla carreggiata. 14. Corsia di decelerazione: corsia specializzata per consentire
l'uscita dei veicoli da una carreggiata in modo da non provocare rallentamenti
ai veicoli non interessati a tale manovra. 15. Corsia d�emergenza: corsia, adiacente alla carreggiata, destinata
alle soste d�emergenza, al transito dei veicoli di soccorso ed,
eccezionalmente, al movimento dei pedoni, nei casi in cui sia ammessa la
circolazione degli stessi. 16. Corsia di marcia: corsia facente parte della carreggiata,
normalmente delimitata da segnaletica orizzontale. 17. Corsia riservata: corsia di marcia destinata alla circolazione
esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli. 18. Corsia specializzata: corsia destinata ai veicoli che si accingono
ad effettuare determinate manovre, quali svolta, attraversamento, sorpasso,
decelerazione, accelerazione, manovra per la sosta o che presentano basse velocit�
o altro. 19. Cunetta: manufatto destinato allo smaltimento delle acque
meteoriche o di drenaggio, realizzato longitudinalmente od anche
trasversalmente all'andamento della strada. 20. Curva: raccordo longitudinale fra due tratti di strada rettilinei,
aventi assi intersecantisi tali da determinare condizioni di limitata
visibilit�. 21. Fascia di pertinenza: striscia di terreno compresa tra la
carreggiata ed il confine stradale. � parte della propriet� stradale e pu�
essere utilizzata solo per la realizzazione di altre parti della strada. 22. Fascia di rispetto: striscia di terreno, esterna al confine
stradale, sulla quale esistono vincoli alla realizzazione, da parte dei
proprietari del terreno, di costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e
simili. 23. Fascia di sosta laterale: parte della strada adiacente alla
carreggiata, separata da questa mediante striscia di margine discontinua e
comprendente la fila degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra 24. Golfo di fermata: parte della strada, esterna alla carreggiata,
destinata alle fermate dei mezzi collettivi di linea ed adiacente al
marciapiede o ad altro spazio di attesa per i pedoni. 25. Intersezione a livelli sfalsati: insieme di infrastrutture
(sovrappassi; sottopassi e rampe) che consente lo smistamento delle correnti
veicolari fra rami di strade poste a diversi livelli. 26. Intersezione a raso (o a livello): area comune a pi� strade,
organizzata in modo da consentire lo smistamento delle correnti di traffico
dall'una all'altra di esse. 27. Isola di fanalizzazione: parte della strada, opportunamente delimitata
e non transitabile, destinata ad incanalare le correnti di traffico. 28. Isola di traffico: cfr. Isola di canalizzazione. 29. Isola salvagente: cfr. Salvagente. 30. Isola spartitraffico: cfr. Spartitraffico. 31. Itinerario internazionale: strade o tratti di strade facenti parte
degli itinerari cos� definiti dagli accordi internazionali. 32. Livelletta: tratto di strada a pendenza longitudinale costante. 33. Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata,
rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni. 34. Parcheggio: area o infrastruttura posta fuori della carreggiata,
destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli. 34 bis. PARCHEGGIO SCAMBIATORE: parcheggio situato in prossimit� di stazioni o
fermate del trasporto pubblico locale o del trasporto ferroviario, per
agevolare l�intermodalit� 35. Passaggio a livello: intersezione a raso, opportunamente
attrezzata e segnalata ai fini della sicurezza, tra una o pi� strade ed una
linea ferroviaria o tranviaria in sede propria. 36. Passaggio pedonale (cfr. anche Marciapiede): parte della strada
separata dalla carreggiata, mediante una striscia bianca continua o un�apposita
protezione parallela ad essa e destinata al transito dei pedoni. Esso espleta
la funzione di un marciapiede stradale, in mancanza di esso. 37. Passo carrabile: accesso ad un'area laterale idonea allo
stazionamento di uno o pi� veicoli. 38. Piazzola di sosta: parte della strada, di lunghezza limitata,
adiacente esternamente alla banchina, destinata alla sosta dei veicoli. 39. Pista ciclabile: parte longitudinale della strada, opportunamente
delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi. 40. Raccordo concavo (cunetta): raccordo tra due livellette contigue
di diversa pendenza che si intersecano al di sotto della superficie stradale.
Tratto di strada con andamento longitudinale concavo. 41. Raccordo convesso (dosso): raccordo tra due livellette contigue di
diversa pendenza che si intersecano al di sopra della superficie stradale.
Tratto di strada con andamento longitudinale convesso. 42. Ramo d�intersezione: tratto di strada afferente un�intersezione. 43. Rampa d�intersezione: strada destinata a collegare due rami di
un'intersezione. 44. Ripa: zona di terreno immediatamente sovrastante o sottostante le
scarpate del corpo stradale rispettivamente in taglio o in riporto sul terreno
preesistente alla strada. 45. Salvagente: parte della strada, rialzata o opportunamente
delimitata e protetta, destinata al riparo ed alla sosta dei pedoni, in
corrispondenza di attraversamenti pedonali o di fermate dei trasporti collettivi.
46. Sede stradale: superficie compresa entro i confini stradali.
Comprende la carreggiata e le fasce di pertinenza. 47. Sede tranviaria: parte longitudinale della strada, opportunamente
delimitata, riservata alla circolazione dei tram e dei veicoli assimilabili. 48. Sentiero (o Mulattiera o Tratturo): strada a fondo naturale
formatasi per effetto del passaggio di pedoni o di animali. 49. Spartitraffico: parte longitudinale non carrabile della strada
destinata alla separazione di correnti veicolari. 50. Strada extraurbana: strada esterna ai centri abitati. 51. Strada urbana: strada interna ad un centro abitato. 52. Strada vicinale (o Poderale o di Bonifica): strada privata fuori
dai centri abitati ad uso pubblico. 53. Svincolo: intersezione a livelli sfalsati in cui le correnti
veicolari non si intersecano tra loro. 54. Zona a traffico limitato: area in cui l'accesso e la circolazione
veicolare sono limitati ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti
e di veicoli 55. Zona di attestamento: tratto di carreggiata, immediatamente a
monte della linea d�arresto, destinato all'accumulo dei veicoli in attesa di
via libera e, generalmente, suddiviso in corsie specializzate separate da
strisce longitudinali continue. 56. Zona di preselezione: tratto di carreggiata, opportunamente segnalato,
ove � consentito il cambio di corsia affinch� i veicoli possano incanalarsi
nelle corsie specializzate. 57. Zona di scambio: tratto di carreggiata a senso unico, di idonea
lunghezza, lungo il quale correnti di traffico parallele, in movimento nello stesso
verso, possono cambiare la reciproca posizione senza doversi arrestare. 58. Zona residenziale: zona urbana in cui vigono particolari regole di
circolazione a protezione dei pedoni e dell'ambiente, delimitata lungo le vie d�accesso
dagli appositi segnali di inizio e di fine. 2. Nel regolamento sono stabilite
altre definizioni stradali e di traffico di specifico rilievo tecnico. Art. 4. Delimitazione
del centro abitato ��<Regolamento>
1. Ai fini dell'attuazione della disciplina della circolazione
stradale, il comune, entro centottanta giorni dalla data d�entrata in vigore
del presente codice, provvede con deliberazione della giunta alla delimitazione
del centro abitato. 2. La deliberazione di delimitazione del centro abitato come definito
dall'art. 3 � pubblicata all'albo pretorio per trenta giorni consecutivi; ad
essa viene allegata idonea cartografia nella quale sono evidenziati i confini
sulle strade d�accesso. Art. 5. Regolamentazione della
circolazione in generale�� <Regolamento>
dei lavori pubblici pu� impartire ai prefetti e agli enti proprietari delle
strade le direttive per l'applicazione delle norme concernenti la
regolamentazione della circolazione sulle strade di cui all'art. 2.
2.In caso di inosservanza di norme giuridiche, il Ministro dei lavori pubblici pu�
diffidare gli enti proprietari ad emettere i relativi provvedimenti. Nel caso
in cui gli enti proprietari non ottemperino nel termine indicato, il Ministro
dei lavori pubblici dispone, in ogni caso di grave pericolo per la sicurezza,
l'esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti degli
enti medesimi.
3.I provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi dagli
enti proprietari, attraverso gli organi competenti a norma degli articoli 6 e
7, con ordinanze motivate e rese note al pubblico mediante i prescritti
segnali. Contro i provvedimenti emessi dal comando militare territoriale di
regione � ammesso ricorso gerarchico al Ministro della difesa. Art. 6.
Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati ���<Regolamento>
1. Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla
sicurezza della circolazione, di tutela della salute nonch� per esigenze di carattere
militare pu�, conformemente alle direttive del Ministro dei lavori pubblici, sospendere
temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie d�utenti sulle
strade, o su tratti di esse. Il prefetto, inoltre, nei giorni festivi o in
particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con
decreto del Ministro dei lavori pubblici, pu� vietare la circolazione dei
veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le eventuali
deroghe. 2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni
per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando occorra,
gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio. 3. Per le strade militari, i poteri di cui ai commi 1 e 2 sono
esercitati dal comandante della regione militare territoriale. 4. L'ente proprietario della strada pu�, con l'ordinanza di cui
all'art. 5, comma 3: a. disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione
della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumit�
pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del
patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico; b. stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo
o permanente per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie
di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche
strutturali delle strade; c. riservare corsie, anche protette, a determinate categorie di
veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi; d. vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il
parcheggio o la sosta dei veicoli; e. prescrivere che i veicoli siano muniti di mezzi antisdrucciolevoli
o degli speciali pneumatici per la marcia su neve o ghiaccio; f. vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti di strade per
esigenze di carattere tecnico o di pulizia, rendendo noto tale divieto con i
prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima, ed eventualmente con
altri mezzi appropriati. 5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate: a. per le strade e le autostrade statali dal capo dell'ufficio
periferico dell'A.N.A.S. competente per territorio; b. per le strade regionali, dal presidente della giunta; c. per le strade provinciali, dal presidente della provincia; d. per le strade comunali e le strade vicinali, dal sindaco; e. per le strade militari, dal comandante della regione militare
territoriale. 6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell'ente
proprietario della strada sono esercitati dal concessionario, previa
comunicazione all'ente concedente. In caso d�urgenza, i relativi provvedimenti
possono essere adottati anche senza la preventiva comunicazione al concedente,
che pu� revocare gli stessi. Il prefetto, inoltre, nei giorni fissati con apposito
calendario, da emanarsi con decreto del Ministro dei lavori pubblici, pu�
vietare la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel
regolamento sono stabilite le condizioni e le eventuali deroghe. 7. Nell'ambito degli aeroporti aperti al traffico aereo civile e
nelle aree portuali, la competenza a disciplinare la circolazione delle strade
interne aperte all'uso pubblico � riservata rispettivamente al direttore della
circoscrizione aeroportuale competente per territorio e al comandante di porto
capo di circondario, i quali vi provvedono a mezzo d�ordinanze, in conformit�
alle norme del presente codice. Nell'ambito degli aeroporti ove le aerostazioni
siano affidate in gestione ad enti o societ�, il potere d�ordinanza viene
esercitato dal direttore della circoscrizione aeroportuale competente per
territorio, sentiti gli enti e le societ� interessati. 8. Le autorit� che hanno disposto la sospensione della circolazione
di cui ai commi 1 e 4, lettere a) e b), possono accordare, per esigenze gravi e
indifferibili, o per accertate necessit�, deroghe o permessi, subordinati a speciali
condizioni e cautele. 9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l'autorit�'
competente non disponga diversamente in particolari intersezioni in relazione
alla classifica di cui all'art. 2, comma 2. Sulle altre strade o tratti di
strade la precedenza � stabilita dagli enti proprietari, sempre sulla base
della classificazione di cui all'art. 2, comma 2. In caso di controversia
decide, con proprio decreto, il Ministro dei lavori pubblici. La precedenza
deve essere resa nota con i prescritti segnali da installare a cura e spese
dell'ente proprietario della strada che ha la precedenza. 10. L'ente proprietario della strada a precedenza, quando l�intensit�
o la sicurezza del traffico lo richiedano, pu�, con ordinanza, prescrivere ai
conducenti l'obbligo di fermarsi prima di immettersi sulla strada a precedenza.
11. Quando si tratti di due strade entrambe a precedenza, appartenenti
allo stesso ente, l'ente deve stabilire l'obbligo di dare la precedenza ovvero
anche l'obbligo di arrestarsi all'intersezione; quando si tratti di due strade
a precedenza appartenenti ad enti diversi, gli obblighi suddetti devono essere
stabiliti d�intesa fra gli enti stessi. Qualora l'accordo non venga raggiunto,
decide con proprio decreto il Ministro dei lavori pubblici. 12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione della
circolazione emanati a norma dei commi 1 e 3 � soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da Euro 143 ad Euro 573. Se la violazione
� commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la
sanzione amministrativa � del pagamento di una somma da Euro 357 ad Euro 1.433.
In quest�ultima ipotesi dalla violazione consegue la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a
quattro mesi, nonch� della sospensione della carta di circolazione del veicolo
per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II del
titolo VI. 13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2 � soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 21 ad Euro 85. 14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti
nel presente articolo � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da Euro 71 ad Euro 286.
Nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa � del pagamento di una
somma da Euro 35 ad Euro 143; qualora la violazione si prolunghi oltre le
ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria � applicata per ogni
periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione. 15. Nelle ipotesi dl� violazione del comma 12 l'agente accertatore
intima al conducente di non proseguire il viaggio finch� non spiri il termine
del divieto di circolazione; egli deve, quando la sosta nel luogo in cui e
stata accertata la violazione costituisce intralcio alla circolazione,� a che il veicolo sia condotto in un luogo
vicino in cui effettuare la sosta. Di quanto sopra � fatta menzione nel verbale
di contestazione. Durante la sosta la responsabilit� del veicolo e del relativo
carico rimane al conducente. Se le disposizioni come sopra impartite non sono osservate,
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente � da due
Art. 7. Regolamentazione della circolazione nei centri abitati 1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: a. adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1, 2 e 4; b. limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli
per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela
del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle direttive
impartite dal Ministro dei lavori pubblici, sentiti, per le rispettive
competenze, il Ministro dell'ambiente, il Ministro per i problemi delle aree
urbane ed il Ministro per i beni culturali e ambientali; c. stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade,
ovvero in una determinata intersezione, in relazione alla classificazione di cui
all'art. 2, e, quando l�intensit� o la sicurezza del traffico lo richiedano,
prescrivere ai conducenti, prima di immettersi su una determinata strada, l'obbligo
di arrestarsi all'intersezione e di dare la precedenza a chi circola su questa ultima;
d. riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di
polizia stradale di cui all'art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di
soccorso, nonch� di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o
impedita capacit� motoria, munite del contrassegno speciale ovvero a servizi di
linea per lo stazionamento ai capilinea; e. stabilire aree nelle quali � autorizzato il parcheggio dei
veicoli; f. stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al
parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli � subordinata al pagamento di una
somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta,
anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformit�
alle direttive del Ministero dei lavori pubblici, di concerto con la Presidenza
del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le aree urbane;
g. prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per
il carico e lo scarico di cose;
h. istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio degli
autocaravan di cui all'art. 185; i. riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi
pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilit� urbana. 2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20
salvo che sia diversamente indicato nel relativo segnale. 3. Per i tratti di strade non comunali che attraversano centri
abitati, i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza
del prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a), sono
di competenza dell'ente proprietario della strada. I provvedimenti indicati
nello stesso comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) sono di competenza del
comune, che li adotta 4. Nel caso di sospensione della circolazione per motivi di sicurezza
pubblica o di sicurezza della circolazione o per esigenze di carattere
militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o limitazioni
di carattere temporaneo o permanente, possono essere accordati, per accertate necessit�,
permessi subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia stata
vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a
speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a
quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell'espletamento
delle proprie mansioni, nonch� dalle persone con limitata o impedita capacit�
motoria, muniti del contrassegno speciale. 5. Le caratteristiche, le modalit� costruttive, la procedura di
omologazione e i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi di
controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro dei
lavori pubblici, di concerto con il Ministro per i problemi delle aree urbane. 6. Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della
carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo
scorrimento del traffico. 7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli
enti proprietari della strada, sono destinati all�installazione, costruzione e
gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro
miglioramento e le somme eventualmente eccedenti ad interventi per migliorare
la viabilit� urbana. 8. Qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con
custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei
dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f),
su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve
riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza
custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo
non sussiste per le zone definite a norma dell'art. 3 "area pedonale"
e "zona a traffico limitato", nonch� per quelle definite
"A" dall'art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile
1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e
in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate
e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni
particolari di traffico. 9. I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare
le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del
traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine
pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso d�urgenza
il provvedimento potr� essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorch� di
modifica o integrazione della deliberazione della giunta. Analogamente i comuni
provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali
sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del
comma 8. I comuni possono subordinare l'ingresso o la circolazione dei veicoli
a motore, all'interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una
somma. Con direttiva emanata dall'Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza stradale entro un anno dall'entrata in vigore del presente codice,
sono individuate le tipologie dei comuni che possono avvalersi di tale facolt�,
nonch� le modalit� di riscossione del pagamento e le categorie dei veicoli
esentati. 10. Le zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate mediante appositi
segnali. 11. Nell'ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone di
particolare rilevanza urbanistica nelle quali sussistono condizioni ed esigenze
analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i comuni hanno facolt� di riservare,
con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei
soli residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso. 12. Per le citt� metropolitane, le competenze della giunta e del
sindaco previste dal presente articolo sono esercitate rispettivamente dalla
giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano. 13. Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto
della circolazione � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento dl una
somma da Euro 71 ad Euro 286. 14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti
nel presente articolo, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da Euro 35 ad Euro 143. La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi
pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato �
soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 68,25 ad
euro 275,10 15. Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre
le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria � applicata per ogni
periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si
tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa � del pagamento
di una somma da Euro 21 ad Euro 85 e la sanzione stessa � applicata per ogni
periodo per il quale si protrae la violazione.
15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano
abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad
esercitare abusivamente l�attivit� di parcheggiatore o guardiamacchine sono
puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 652 ad
Euro 2.620. Se nell�attivit� sono impiegati minori la somma � raddoppiata. Si applica,
in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI Art. 8. Circolazione nelle piccole isole 1. Nelle piccole isole dove si trovino comuni dichiarati di soggiorno
o di cura, qualora la rete stradale extraurbana non superi 50 chilometri e le difficolt�
ed i pericoli del traffico automobilistico siano particolarmente intensi, il
Ministro dei lavori pubblici, sentite le regioni e i comuni interessati, pu�,
con proprio decreto, vietare che, nei mesi di pi� intenso movimento turistico,
i veicoli appartenenti a persone non facenti parte della popolazione stabile
siano fatti affluire e circolare nell'isola. Con medesimo provvedimento possono
essere stabilite deroghe al divieto a favore di determinate categorie di
veicoli e di utenti. 2. Chiunque viola gli obblighi, i divieti e le limitazioni previste
dal presente articolo � punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da Euro 357 ad Euro 1.433. Art. 9. Competizioni
sportive su strada 1. 1. Sulle strade ed
aree pubbliche sono vietate le competizioni sportive con veicoli o animali e
quelle atletiche, salvo autorizzazione. L'autorizzazione � rilasciata dal
comune in cui devono avere luogo le gare atletiche e ciclistiche e quelle con
animali o con veicoli a trazione animale. Essa � rilasciata dalla regione e
dalle province autonome di Trento e di Bolzano per le gare atletiche,
ciclistiche e per le gare con animali o con veicoli a trazione animale che
interessano pi� comuni. Per le gare con veicoli a motore l'autorizzazione �
rilasciata, sentite le federazioni nazionali sportive competenti e dandone
tempestiva informazione all'autorit� di pubblica sicurezza: dalla regione e
dalle province autonome di Trento e di Bolzano per le strade che costituiscono
la rete di interesse nazionale; dalla regione per le strade regionali; dalle
province per le strade provinciali; dai comuni per le strade comunali. Nelle autorizzazioni
sono precisate le prescrizioni alle quali le gare sono subordinate. 2. Le autorizzazioni di
cui al comma 1 devono essere richieste dai promotori almeno quindici giorni
prima della manifestazione per quelle di competenza del sindaco e almeno trenta
giorni prima per le altre e possono essere concesse previo nulla osta dell'ente
proprietario della strada. 3.Per le autorizzazioni
relative alle competizioni motoristiche i promotori devono richiedere il nulla
osta per la loro effettuazione al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, allegando il preventivo parere del C.O.N.I. Per consentire la
formulazione del programma delle competizioni da svolgere nel corso dell'anno,
qualora venga riconosciuto il carattere sportivo delle stesse e non si creino
gravi limitazioni al servizio di trasporto pubblico, nonch� al traffico
ordinario, i promotori devono avanzare le loro richieste entro il trentuno
dicembre dell'anno precedente. Il preventivo parere del C.O.N.I. non �
richiesto per le manifestazioni di regolarit� a cui partecipano i veicoli di
cui all'articolo 60, purch� la velocit� imposta sia per tutto il percorso
inferiore a 40 km/h e la manifestazione sia organizzata in conformit� alle
norme tecnico sportive della federazione di competenza.
4. L'autorizzazione per
l'effettuazione delle competizioni previste dal programma di cui al comma 3
deve essere richiesta, almeno trenta giorni prima della data fissata per la
competizione, ed � subordinata al rispetto delle norme tecnico- sportive e di
sicurezza vigenti e all'esito favorevole del collaudo del percorso di gara e
delle attrezzature relative, effettuato da un tecnico dell'ente proprietario
della strada, assistito dai rappresentanti dei Ministeri dell'interno, delle
infrastrutture e dei trasporti, unitamente ai rappresentanti degli organi
sportivi competenti e dei promotori. Tale collaudo pu� essere omesso quando,
anzich� di gare di velocit�, si tratti di gare di regolarit� per le quali non
sia ammessa una velocit� media eccedente 50 km/h sulle tratte da svolgersi
sulle strade aperte al traffico e 80 km/h sulle tratte da svolgersi sulle
strade chiuse al traffico; il collaudo stesso � sempre necessario per le tratte
in cui siano consentite velocit� superiori ai detti limiti 5. Nei casi in cui, per
motivate necessit�, si debba inserire una competizione non prevista nel programma,
i promotori, prima di chiedere l'autorizzazione di cui al comma 4, devono
richiedere al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il nulla osta di
cui al comma 3 almeno sessanta giorni prima della competizione. L'autorit�
competente pu� concedere l'autorizzazione a spostare la data di effettuazione
indicata nel programma quando gli organi sportivi competenti lo richiedano per
motivate necessit�, dandone comunicazione al Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti. 6. Per tutte le
competizioni sportive su strada, l'autorizzazione � altres� subordinata alla
stipula, da parte dei promotori, di un contratto di assicurazione per la
responsabilit� civile di cui all'art. 3 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, e
successive modificazioni e integrazioni. L'assicurazione deve coprire altres�
la responsabilit� dell'organizzazione e degli altri obbligati per i danni
comunque causati alle strade e alle relative attrezzature. I limiti di garanzia
sono previsti dalla normativa vigente. 6-bis. Quando la
sicurezza della circolazione lo renda necessario, nel provvedimento di
autorizzazione di competizioni ciclistiche su strada, pu� essere imposta la
scorta da parte di uno degli organi di cui all'articolo 12, comma 1, ovvero, in
loro vece o in loro ausilio, di una scorta tecnica effettuata da persone munite
di apposita abilitazione. Qualora sia prescritta la scorta di polizia, l'organo
adito pu� autorizzare gli organizzatori ad avvalersi, in sua vece o in suo
ausilio, della scorta tecnica effettuata a cura di personale abilitato,
fissandone le modalit� ed imponendo le relative prescrizioni.
6-ter. Con disciplinare
tecnico, approvato con provvedimento dirigenziale del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'interno, sono stabiliti i
requisiti e le modalit� di abilitazione delle persone autorizzate ad eseguire
la scorta tecnica ai sensi del comma 6-bis, i dispositivi e le caratteristiche
dei veicoli adibiti al servizio di scorta nonch� le relative modalit� di
svolgimento. L'abilitazione � rilasciata dal Ministero dell'interno. 6-quater. Per le
competizioni ciclistiche o podistiche, ovvero con altri veicoli non a motore o
con pattini, che si svolgono all'interno del territorio comunale, o di comuni
limitrofi, tra i quali vi sia preventivo accordo, la scorta pu� essere effettuata
dalla polizia municipale coadiuvata, se necessario, da scorta tecnica con
personale abilitato ai sensi del comma 6-ter. 7. Al termine di ogni
competizione il prefetto comunica tempestivamente al Ministero dei lavori
pubblici, ai fini della predisposizione del programma per l'anno successivo, le
risultanze della competizione precisando le eventuali inadempienze rispetto alla
autorizzazione e l'eventuale verificarsi di inconvenienti o incidenti. 7-bis. Salvo che, per
particolari esigenze connesse all'andamento plano-altimetrico del percorso,
ovvero al numero dei partecipanti, sia necessaria la chiusura della strada, la
validit� dell'autorizzazione � subordinata, ove necessario, all'esistenza di un
provvedimento di sospensione temporanea della circolazione in occasione del
transito dei partecipanti ai sensi dell'articolo 6, comma 1, ovvero, se
trattasi di centro abitato, dell'articolo 7, comma 1. 8. Fuori dei casi
previsti dal comma 8-bis, chiunque organizza una competizione sportiva indicata
nel presente articolo senza esserne autorizzato nei modi previsti � soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 148 a euro 594
, se si tratta di competizione sportiva atletica, ciclistica o con animali,
ovvero di una somma da da euro 742 a euro 2.970 , se si tratta di competizione
sportiva con veicoli a motore. In ogni caso l'autorit� amministrativa dispone l'immediato
divieto di effettuare la competizione, secondo le norme di cui al capo I,
sezione II, del titolo VI. 8-bis. (abrogato)
9. Chiunque non
ottemperi agli obblighi, divieti o limitazioni a cui il presente articolo
subordina l'effettuazione di una competizione sportiva, e risultanti dalla
relativa autorizzazione, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da euro 74 a euro 296 , se si tratta di competizione sportiva
atletica, ciclistica o con animali, ovvero di una somma da euro 148 a euro 594
, se si tratta di competizione sportiva con veicoli a motore.
Art. 10. Veicoli eccezionali e trasporti
in condizioni di eccezionalit����� <Regolamento> ����
1. � eccezionale il veicolo che, nella propria configurazione di
marcia superi, per specifiche esigenze funzionali, i limiti di sagoma o massa
stabiliti negli articoli 61 e 62. 2. � considerato trasporto in condizioni di eccezionalit�: a. il trasporto di una o pi� cose indivisibili che, per le loro
dimensioni, determinano eccedenza rispetto ai limiti di sagoma stabiliti
dall'art. 61, ma sempre nel rispetto dei limiti di massa stabiliti nell'art.
62; insieme con le cose indivisibili, possono essere trasportate anche altre
cose non eccedenti per dimensioni i limiti dell'art. 61, semprech� non vengano
superati i limiti di massa stabiliti dall'art.62; b. b) il trasporto, che ecceda congiuntamente i limiti fissati dagli
articoli 61 e 62, di blocchi di pietra naturale, di elementi prefabbricati
compositi ed apparecchiature industriali complesse per l'edilizia, di prodotti
siderurgici coils e laminati grezzi, eseguito con veicoli eccezionali, pu�
essere effettuato integrando il carico con gli stessi generi merceologici autorizzati,
e comunque in numero non superiore a sei unit�, fino al completamento della
massa eccezionale complessiva posseduta dall'autoveicolo o dal complesso di
veicoli; qualora vengano superati i limiti di cui all'articolo 62, ma nel
rispetto dell'articolo 61, il carico pu� essere completato, con generi della
stessa natura merceologica, per occupare l'intera superficie utile del piano di
carico del veicolo o del complesso di veicoli, nell'osservanza dell'articolo
164 e della massa eccezionale a disposizione, fatta eccezione per gli elementi
prefabbricati compositi ed apparecchiature industriali complesse per l'edilizia
per i quali ricorre sempre il limite delle sei unit�. In entrambi i casi, la
predetta massa complessiva non potr� essere superiore a 38 tonnellate se
autoveicoli isolati a tre assi, a 48 tonnellate se autoveicoli isolati a
quattro assi, a 86 tonnellate se complessi di veicoli a sei assi, a 108
tonnellate se complessi di veicoli ad otto assi. I richiamati limiti di massa
possono essere superati nel solo caso in cui venga trasportato un unico pezzo
indivisibile (1).
2-bis. Ove i veicoli di cui al comma 2, lettera b), per l'effettuazione delle
attivit� ivi previste, compiano percorsi ripetitivi con sagome di carico sempre
simili, l'autorizzazione alla circolazione � concessa dall'ente proprietario previo
pagamento di un indennizzo forfetario pari a 1,5, 2 e 3 volte gli importi rispettivamente
dovuti per i medesimi veicoli isolati a tre e quattro assi e le combinazioni a
sei o pi� assi, da corrispondere contestualmente alla tassa di possesso e per
la stessa durata. L'autorizzazione per la percorrenza di strade di tipo
"A" � comunque subordinata al pagamento delle tariffe prescritte
dalle societ� autostradali. I proventi dei citati indennizzi affluiscono in un
apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello
Stato e sono assegnati agli enti proprietari delle strade in analogia a quanto
previsto dall'articolo 34 per i veicoli classificati mezzi d'opera. Ai veicoli
ed ai trasporti di cui sopra sono altres� applicabili le sanzioni di cui al
comma 5 dell'articolo 34, aumentate di due volte, e ai commi 21 e 22 del
presente articolo (1) 3. � considerato trasporto in condizioni d�eccezionalit� anche quello
effettuato con veicoli: a) il cui carico indivisibile sporge posteriormente oltre la
sagoma del veicolo di pi� di 3/10 della lunghezza del veicolo stesso; b) che, pur avendo un carico indivisibile sporgente posteriormente meno di
3/10, hanno lunghezza, compreso il carico, superiore alla sagoma limite in
lunghezza propria di ciascuna categoria di veicoli; c) il cui carico indivisibile sporge anteriormente oltre la sagoma del veicolo;
d) isolati o costituenti autotreno, ovvero autoarticolati, purch� il carico non
sporga anteriormente dal semirimorchio, caratterizzati in modo permanente da
particolari attrezzature risultanti dalle rispettive carte di circolazione,
destinati esclusivamente al trasporto di veicoli che eccedono i limiti previsti
dall'articolo 61;
e) isolati o costituenti autotreni, ovvero autoarticolati dotati di blocchi d'angolo
di tipo normalizzato allorch� trasportino esclusivamente contenitori o casse
mobili di tipo unificato, per cui vengono superate le dimensioni o le masse
stabilite rispettivamente dall'articolo 61 e dall'articolo 62 (2);
f) mezzi d'opera definiti all'articolo 54, comma 1, lettera n), quando eccedono
i limiti di massa stabiliti dall'articolo 62;
g) con carrozzeria ad altezza variabile che effettuano trasporti di animali
g-ter) isolati o complessi di veicoli, adibiti al trasporto di macchine
operatrici e di macchine agricole (3). 4. Si intendono per cose indivisibili, ai fini delle presenti norme,
quelle per le quali la riduzione delle dimensioni o delle masse, entro i limiti
degli articoli 61 o 62, pu� recare danni o compromettere la funzionalit� delle
cose ovvero pregiudicare la sicurezza del trasporto. 5. I veicoli eccezionali possono essere utilizzati solo dalle aziende
che esercitano ai sensi di legge l'attivit�' del trasporto eccezionale ovvero
in uso proprio per necessit� inerenti l'attivit�' aziendale; l'immatricolazione
degli stessi veicoli potr� avvenire solo a nome e nella disponibilit� delle
predette aziende. 6. I trasporti ed i veicoli eccezionali sono soggetti a specifica
autorizzazione alla circolazione, rilasciata dall'ente proprietario o
concessionario per le autostrade, strade statali e militari e dalle regioni per
la rimanente rete viaria, salvo quanto stabilito al comma 2, lettera b) (4).
Non sono soggetti ad autorizzazione i veicoli: a) di cui al comma 3, lettera
d), quando, ancorch� per effetto del carico, non eccedano in altezza 4,20 m e
non eccedano in lunghezza di oltre il 12%, con i limiti stabiliti dall'articolo
61 (4); tale eccedenza pu� essere anteriore e posteriore, oppure soltanto
posteriore, per i veicoli isolati o costituenti autotreno, e soltanto
posteriore per gli autoarticolati, a condizione che chi esegue il trasporto
verifichi che nel percorso siano comprese esclusivamente strade o tratti di
strada aventi le caratteristiche indicate nell'articolo 167, comma 4; b) di cui
al comma 3, lettera g), lettera g-bis) e lettera g-ter) (4), quando non
eccedano l'altezza di 4,30 m con il carico e le altre dimensioni stabilite
dall'articolo 61 o le masse stabilite dall'articolo 62, a condizione che chi
esegue il trasporto verifichi che nel percorso siano comprese esclusivamente
strade o tratti di strada aventi le caratteristiche indicate nell'articolo 167,
comma 4; b-bis) di cui al comma 3, lettera e), quando, ancorch� per effetto del
carico, non eccedano l'altezza di 4,30 m. e non eccedano in lunghezza di oltre
il 12 per cento, i limiti stabiliti dall'articolo 61, a condizione che siano
rispettati gli altri limiti stabiliti dagli articoli 61 e 62 e che chi esegue
il trasporto verifichi che nel percorso siano compresi esclusivamente strade o
tratti di strada aventi le caratteristiche indicate nell'articolo 167, comma 4
(3). 7. I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera n), classificati
mezzi d'opera e che eccedono i limiti di massa stabiliti nell'articolo 62, non
sono soggetti ad autorizzazione alla circolazione a condizione che: a. non superino i limiti di massa indicati nel comma 8 e
comunque i limiti dimensionali dell'art. 61;
b. circolino nelle strade o in tratti di strade che
nell'archivio di cui all'art. 226 risultino transitabili per detti mezzi, fermo
restando quanto stabilito dal comma 4 dello stesso art.226;
c. da parte di chi esegue il trasporto sia verificato che lungo il percorso non
esistano limitazioni di massa totale a pieno carico o per asse segnalate dai
prescritti cartelli;
d. per essi sia stato corrisposto l'indennizzo d�usura di cui all'art. 34.
Qualora non siano rispettate le condizioni di cui alle lettere a), b) e c) i
suddetti mezzi devono richiedere l'apposita autorizzazione prevista per tutti
gli altri trasporti eccezionali. 8. La massa massima complessiva a pieno carico dei mezzi d'opera, purch�
l'asse pi� caricato non superi le 13 t, non pu� eccedere: a. veicoli a motore isolati:
quattro o pi� assi, con due assi anteriori direzionali: 40 t; b. c. complessi di veicoli:
cinque o pi� assi: 56 t;
cinque o pi� assi, per il trasporto di calcestruzzo in betoniera: 54 t. 9. L'autorizzazione � rilasciata o volta per volta o per pi� transiti
o per determinati periodi di tempo nei limiti della massa massima tecnicamente
ammissibile. Nel provvedimento di autorizzazione possono essere imposti percorsi
prestabiliti ed un servizio di scorta della polizia stradale o tecnica, secondo
le modalit� e nei casi stabiliti dal regolamento. Qualora sia prevista la
scorta della polizia stradale, questa, ove le condizioni di traffico e la
sicurezza stradale lo consentano, pu� autorizzare l'impresa ad avvalersi, in
sua vece, della scorta tecnica, secondo le modalit� stabilite nel regolamento. 10. L'autorizzazione pu� essere data solo, quando sia compatibile con
la conservazione delle sovrastrutture stradali, con la stabilit� dei manufatti
e con la sicurezza della circolazione. In essa sono indicate le prescrizioni
nei riguardi della sicurezza stradale. Se il trasporto eccezionale � causa di
maggiore usura della strada in relazione al tipo di veicolo, alla distribuzione
del carico sugli assi e al periodo di tempo o al numero dei transiti per i quali
� richiesta l'autorizzazione, deve altres� essere determinato l'ammontare
dell'indennizzo, dovuto all'ente proprietario della strada, con le modalit�
previste dal comma 17. L'autorizzazione � comunque subordinata al pagamento
delle spese relative agli eventuali accertamenti tecnici preventivi e all�organizzazione
del traffico eventualmente necessaria per l'effettuazione del trasporto nonch�
alle opere di rafforzamento necessarie. Ai limiti dimensionali stabiliti
dall'autorizzazione non concorrono le eventuali eccedenze derivanti dagli
organi di fissaggio ed ancoraggio del carico. 11. L'autorizzazione alla circolazione non � prescritta per i veicoli
eccezionali di cui al comma 1 quando circolano senza superare nessuno dei
limiti stabiliti dagli articoli 61 e 62 e quando garantiscono il rispetto dell�iscrizione
nella fascia d�ingombro prevista dal regolamento. 12. Non costituisce trasporto eccezionale, e pertanto non � soggetto
alla relativa autorizzazione, il traino di veicoli in avaria non eccedenti i
limiti dimensionali e di massa stabiliti dagli articoli 61 o 62, quando tale
traino sia effettuato con veicoli rispondenti alle caratteristiche costruttive
e funzionali indicate nel regolamento e sia limitato al solo itinerario
necessario a raggiungere la pi� vicina officina. 13. Non costituisce altres� trasporto eccezionale l'autoarticolato il
cui semirimorchio � allestito con gruppo frigorifero autorizzato, sporgente
anteriormente a sbalzo a condizione che il complesso non ecceda le dimensioni
stabilite dall'art. 61. 14. I veicoli per il trasporto di persone che per specificate e
giustificate esigenze funzionali superino le dimensioni o le masse stabilite
dagli articoli 61 o 62 sono compresi tra i veicoli di cui al comma 1. I
predetti veicoli, qualora utilizzino i sistemi di propulsione ad alimentazione
elettrica, sono esenti dal titolo autorizzativo allorch� presenta all'art. 61
dovuta all'asta di presa di corrente in posizione di riposo.
L'immatricolazione, ove ricorra, e l'autorizzazione all'impiego, potranno avvenire
solo a nome e nella disponibilit� di imprese autorizzate ad effettuare il
trasporto di persone. 15. L'autorizzazione non pu� essere accordata per i motoveicoli ed �
comunque vincolata ai limiti di massa e alle prescrizioni di esercizio indicate
nella carta di circolazione prevista dall'art. 93. 16. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche costruttive e
eccezionale, nonch� dei mezzi d'opera. 17. Nel regolamento sono stabilite le modalit� per il rilascio delle
autorizzazioni per l'esecuzione dei trasporti eccezionali, ivi comprese le
eventuali tolleranze, l'ammontare dell'indennizzo nel caso di trasporto
eccezionale per massa, e i criteri per la imposizione della scorta tecnica o
della scorta della polizia della strada. 18. Chiunque, senza avere ottenuto l'autorizzazione, ovvero violando
anche una sola delle condizioni stabilite nell'autorizzazione relativamente ai
percorsi prestabiliti, fatta esclusione di brevi tratte non prevedibili e
funzionali alla consegna delle merci, su o tra percorsi gi� autorizzati, ai
periodi temporali, all'obbligo di scorta della Polizia stradale o tecnica, nonch�
superando anche uno solo dei limiti massimi dimensionali o di massa indicati
nell'autorizzazione medesima, esegua uno dei trasporti eccezionali di cui ai
commi 2, 3 o 7, ovvero circoli con uno dei veicoli eccezionali di cui al comma
1, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro
657 ad Euro 2.548,35. 19. Chiunque esegua trasporti eccezionali o in condizioni
d�eccezionalit�, ovvero circoli con un veicolo eccezionale senza osservare le
prescrizioni stabilite nell'autorizzazione � soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da Euro 132 ad Euro 509,25. Alla
stessa sanzione � soggetto chiunque esegua trasporti eccezionali o in
condizioni d�eccezionalit� ovvero circoli con un veicolo eccezionale, senza
rispettare tutte le prescrizioni non comprese fra quelle indicate al comma 18,
ad esclusione dei casi in difetto, ancorch� maggiori delle tolleranze ammesse
e/o con numero inferiore degli elementi del carico autorizzato (1). 20. Chiunque, avendola ottenuta, circoli senza avere con s�
l'autorizzazione � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da Euro 35 ad Euro 143. Il viaggio potr� proseguire solo dopo
l'esibizione dell'autorizzazione; questa non sana l'obbligo di corrispondere la
somma dovuta. 21. Chiunque adibisce mezzi d'opera al trasporto di cose diverse da
quelle previste nell'art. 54, comma 1, lettera n), salvo che ci� sia
espressamente consentito, comunque entro i limiti di cui all'articolo 62, nelle
rispettive licenze ed autorizzazioni al trasporto di cose (4), � soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 328 ad Euro 1.433, e
alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di
circolazione da uno a sei mesi. La carta di circolazione � ritirata
immediatamente da chi accerta la violazione e trasmessa, senza ritardo, all'ufficio
provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. che adotter� il provvedimento
di sospensione. Alla terza violazione, accertata in un periodo di cinque anni,
� disposta la revoca, sulla carta di circolazione, della qualifica di mezzo
22. Chiunque transita con un mezzo d'opera in eccedenza ai limiti di
massa stabiliti nell'art. 62 sulle strade e sulle autostrade non percorribili
ai sensi del presente articolo � soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 357 ad Euro 1.433. 23. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 18, 19,
21 e 22 si applicano sia al proprietario del veicolo sia al committente, quando
si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo, ad esclusione di
quelle relative a violazioni di norme di cui al Titolo V che restano a carico
del solo conducente del veicolo (1).
24. Dalle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 18, 21
e 22 consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della
patente di guida del conducente per un periodo da quindici a trenta giorni, nonch�
la sospensione della carta di circolazione del veicolo da uno a due mesi,
secondo le norme di cui al Capo I, sezione II, del Titolo VI. Nel caso di cui
al comma 18, ove la violazione consista nel superamento dei limiti di massa previsti
dall'articolo 62, ovvero dei limiti di massa indicati nell'autorizzazione al
trasporto eccezionale, non si procede all'applicazione di sanzioni, se la massa
complessiva a pieno carico non risulta superiore di oltre il 5 per cento ai
limiti previsti dall'articolo 62, comma 4. Nel caso di cui al comma 18, ove la
violazione consista nel superamento dei limiti di sagoma previsti dall'articolo
61, ovvero dei limiti indicati nell'autorizzazione al trasporto eccezionale,
non si procede all'applicazione di sanzioni se le dimensioni del carico non
risultano superiori di oltre il 2 per cento, tranne nel caso in cui il superamento
delle dimensioni comporti la prescrizione dell'obbligo della scorta (1).
25. Nelle ipotesi di violazione dei commi 18, 21 e 22, l'agente accertatore
intima al conducente di non proseguire il viaggio, fino a che non si sia munito
dell'autorizzazione, ovvero non abbia ottemperato alle norme ed alle cautele
stabilite nell'autorizzazione. Il veicolo deve essere condotto in un luogo
indicato dal proprietario dello stesso, al fine di ottemperare al fermo
amministrativo; durante la sosta la responsabilit� del veicolo e il relativo
trasporto rimangono a carico del proprietario. Di quanto sopra � fatta menzione
nel verbale di contestazione. Se le disposizioni come sopra impartite non sono
osservate, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione
della patente da uno a tre mesi (1).
25-bis. Nelle ipotesi di violazione del comma 19 il veicolo non pu� proseguire
il viaggio se il conducente non abbia provveduto a sistemare il carico o il
veicolo ovvero non abbia adempiuto alle prescrizioni omesse. L'agente
accertatore procede al ritiro immediato della carta di circolazione,
provvedendo con tutte le cautele che il veicolo sia condotto in luogo idoneo
per la sistemazione del carico; del ritiro � fatta menzione nel verbale di
contestazione della violazione. Durante la sosta la responsabilit� del veicolo
e del relativo carico rimane del conducente. I documenti sono restituiti
all'avente diritto, allorch� il carico o il veicolo siano stati sistemati, ovvero
quando sia stata adempiuta la prescrizione omessa (6). 25-ter. Il personale abilitato che nel corso di una scorta tecnica non rispetta
le prescrizioni o le modalit� di svolgimento previste dal regolamento �
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 357 ad
Euro 1.433. Ove in un periodo di due anni il medesimo soggetto sia incorso per
almeno due volte in una delle violazioni di cui al presente comma, all'ultima
violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione
dell'abilitazione da uno a tre mesi, ai sensi della sezione II del capo I del
titolo VI (6). 25-quater. Oltre alle sanzioni previste nei commi precedenti non � data facolt�
di applicare ulteriori sanzioni di carattere amministrativo da parte degli enti
di cui al comma 6 (6). Le
disposizioni del presente articolo non si applicano alle macchine agricole
eccezionali e alle macchine operatrici eccezionali.
(1) Cos� sostituito dall'art 28, legge 7 dicembre 1999, n. 472. (2) Cos�
modificato dall'art. 2, d.l. 2 gennaio 1997, n. 1, conv. in legge 6 marzo 1997,
n. 54. (3) Lettera introdotta dall'art. 28, legge 7 dicembre 1999, n. 472. (4)
Cos� modificato dall'art.28, leggge 7 dicembre 1999, n. 472. (5) Cos�
modificato dall'art. 2, legge 7 marzo 1997, n. 48. (6) Comma intro
Art. 11. Servizi di
polizia stradale ��<Regolamento>
26. Costituiscono servizi di polizia stradale: a. la prevenzione e l'accertamento delle violazioni in materia di
circolazione stradale b. la rilevazione degli incidenti stradali; c. la predisposizione e l'esecuzione dei servizi diretti a regolare
il traffico; d. la scorta per la sicurezza della circolazione; e. la tutela e il controllo sull'uso della strada. 27. Gli organi di polizia stradale concorrono, altres�, alle
operazioni di soccorso automobilistico e stradale in genere. Possono, inoltre,
collaborare all'effettuazione di rilevazioni per studi sul traffico. 28. Ai servizi di polizia stradale provvede il Ministero dell'interno,
salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne i centri abitati. Al
Ministero dell'interno compete, altres�, il coordinamento dei servizi di
polizia stradale da chiunque espletati. 29. Gli interessati possono chiedere agli organi di polizia di cui
all'art. 12 le informazioni acquisite relativamente alle modalit�
dell'incidente, alla residenza ed al domicilio delle parti, alla copertura
assicurativa dei veicoli e ai dati d�individuazione di questi ultimi. 30. dotto dall'art. 28, legge 7 dicembre 1999, n. 472. Art. 12. Espletamento
dei servizi di polizia stradale ����<Regolamento>
1. L'espletamento dei
servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta: a) in via principale alla specialita'
Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all'Arma dei carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; d.bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell'ambito del territorio
e) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell'ambito del territorio di
competenza e relativamente alle strade di competenza, fatti salvi gli accordi
tra gli enti locali;�;
f) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell'ambito del territorio di
competenza; f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in
relazione ai compiti di istituto.
g) ai funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio di polizia
stradale. 2. L'espletamento dei servizi di cui
all'art. II, comma 1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali e
agenti di polizia giudiziaria indicati nell'art. 57, commi 1 e 2, del codice di
procedura penale. 3. La prevenzione e l'accertamento delle
violazioni in materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo
sull'uso delle strade possono. inoltre, essere effettuati, previo superamento
di un esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal regolamento di
esecuzione. 1. dal personale dell'Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza stradale, dell'Amministrazione centrale e periferica del Ministero
dei lavori pubblici, della Direzione generale della motorizzazione civile e dei
trasporti in concessione appartenente al Ministero dei
trasporti e dal personale dell'A.N.A.S.; 2. dal personale degli
uffici competenti in materia di viabilita' delle regioni, delle province e dei
comuni, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di proprieta' degli
enti da cui dipendono; 3. dai dipendenti dello
Stato, delle province e dei comuni avanti la qualifica o le funzioni di cantoniere,
limitatamente alle violazioni commesse sulle strade o sui tratti di strade
affidate alla loro sorveglianza 4. dal personale dell'ente
ferroviario dello Stato e delle ferrovie e tramvie in concessione, che espletano
mansioni ispettive o di vigilanza, nell'esercizio delle proprie funzioni e
limitatamente alle violazioni commesse nell'ambito dei passaggi a livello
dell'amministrazione di appartenenza; 5. dal personale delle
circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal Ministero dei trasporti, nell'ambito
delle aree di cui all'art. 6, comma 7; 6. dai militari del Corpo
delle Capitanerie di Porto, dipendenti dal Ministero della marina mercantile,
nell'ambito delle aree di cui all'articolo 6, comma 7. 3-bis. I servizi di scorta per la
sicurezza della circolazione, nonch� i conseguenti servizi diretti a regolare
il traffico, di cui all�articolo 11, comma 1, lettere c) e d), possono inoltre
essere effettuati da personale abilitato a svolgere scorte tecniche ai veicoli
eccezionali e ai trasporti in condizione di eccezionalit�, limitatamente ai
percorsi autorizzati con il rispetto delle prescrizioni imposte dagli enti
proprietari delle strade nei provvedimenti di autorizzazione o di quelle richieste
dagli altri organi di polizia stradale di cui al comma 1. 4. La scorta e l'attuazione dei servizi
diretti ad assicurare la marcia delle colonne militari spetta, inoltre, agli
ufficiali, sottufficiali e militari di truppa delle Forze armate, appositamente
qualificati con specifico attestato rilasciato dall'autorita' militare
competente. 5. I soggetti indicati nel presente
articolo, eccetto quelli di cui al comma 3-bis, quando non siano in uniforme,
per espletare i propri compiti di polizia stradale devono fare uso di apposito
segnale distintivo, conforme al modello stabilito nel regolamento. Art. 13. Norme per la costruzione e la
gestione delle strade ������������<Back>
1. il Ministro dei lavori pubblici, sentiti il Consiglio superiore
dei lavori pubblici ed il Consiglio nazionale delle ricerche, emana entro un
anno dalla entrata in vigore del presente codice, sulla base della
classificazione di cui all'art. 2, le norme funzionali e geometriche per la
costruzione, il controllo e il collaudo delle strade, dei relativi impianti e
servizi ad eccezione di quelle di esclusivo uso militare. Le norme devono
essere improntate alla sicurezza della circolazione di tutti gli utenti della
strada, alla riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico per la
salvaguardia degli occupanti gli edifici adiacenti le strade ed al rispetto
dell'ambiente e di immobili di notevole pregio architettonico o storico. Le
norme che riguardano la riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico
sono emanate nel rispetto delle direttive e degli atti di indirizzo del
Ministero dell'ambiente, che viene richiesto di specifico concerto nei casi
previsti dalla legge. 2. La deroga alle norme di cui al comma 1 e consentita solo per
specifiche situazioni allorquando particolari condizioni locali, ambientali,
paesaggistiche, archeologiche ed economiche non ne consentono il rispetto,
sempre che sia assicurata la sicurezza stradale e siano comunque evitati inquinamenti.
3. Le norme di cui al comma 1 sono aggiornate ogni tre anni. 4. Il Ministro dei lavori pubblici, entro due anni dall�entrata in
vigore del presente codice, emana, con i criteri e le modalit� di cui al comma
1, le norme per la classificazione delle strade esistenti in base alle
caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali di cui all'articolo 2, comma
2. 5. Gli enti proprietari delle strade devono classificare la loro rete
entro un anno dalla emanazione delle norme di cui al comma 4. Gli stessi enti
proprietari provvedono alla declassificazione delle strade di loro competenza,
quando le stesse non possiedono pi� le caratteristiche costruttive, tecniche e
funzionali di cui all'articolo 2, comma 2. 6. Gli enti proprietari delle strade sono obbligati ad istituire e
tenere aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e le loro pertinenze
secondo le modalit� stabilite con apposito decreto che il Ministro dei lavori
pubblici emana sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il
Consiglio nazionale delle ricerche. Nel catasto dovranno essere compresi anche
gli impianti e i servizi permanenti connessi alle esigenze della circolazione
stradale. 7. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad effettuare
rilevazioni del traffico per l'acquisizione di dati che abbiano validit�
temporale riferita all'anno nonch� per adempiere agli obblighi assunti
dall'Italia in sede internazionale. 8. Ai fini dell'attuazione delle incombenze di cui al presente
articolo, l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale,
di cui all'art. 35, comma 3, ha il compito di acquisire i dati dell'intero
territorio nazionale, elaborarli e pubblicizzarli annualmente, nonch�
comunicarli agli organismi internazionali. Detta struttura cura altres� che i
vari enti ottemperino alle direttive, norme e tempi fissati nel presente
articolo e nei relativi decreti Art. 14. Poteri e
compiti degli enti proprietari delle strade ����<Regolamento>
1. Gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la
sicurezza e la fluidit� della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione,
gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonch� delle
attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo tecnico dell'efficienza delle
strade e relative pertinenze; c) all�apposizione e manutenzione della
segnaletica prescritta. 2. Gli enti proprietari provvedono, inoltre: a) al rilascio delle
autorizzazioni e delle concessioni di cui al presente titolo; b) alla
segnalazione agli organi di polizia delle violazioni alle disposizioni di cui
al presente titolo e alle altre norme ad esso attinenti, nonch� alle
prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e nelle concessioni. 3. Per le strade in concessione, i poteri e i compiti dell'ente
proprietario della strada previsti dal presente codice sono esercitati dal
concessionario, salvo che sia diversamente stabilito. 4. Per le strade vicinali di cui all'art. 2, comma 7, i poteri
dell'ente proprietario previsti dal presente codice sono esercitati dal comune.
Art. 15. Atti vietati 1. Su tutte le strade e loro pertinenze � vietato: a. danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni e gli
impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere od occupare
la piattaforma e le pertinenze o creare comunque stati di pericolo per la
circolazione; b. danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica
stradale ed ogni altro manufatto ad essa attinente; c. impedire il libero deflusso delle acque nei fossi laterali e nelle
relative opere di raccolta e di scarico; d. impedire il libero deflusso delle acque che si scaricano sui
terreni sottostanti; e. far circolare bestiame, fatta eccezione per quelle locali con
l'osservanza delle norme previste sulla conduzione degli animali: f. gettare o depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie,
insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze; g. apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei
veicoli provenienti da accessi e diramazioni; h. scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette
materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque
natura; i. gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.
2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere a), b) e
g), � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da '); ad
Euro 143. 1. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere c), d),
e), f), h) ed i), � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da Euro 21 ad Euro 85. 2. Dalle
violazioni di cui ai commi 2 e 3 consegue la sanzione amministrativa accessoria
dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a
proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
Art. 16. Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di
visibilit� nelle intersezioni fuori dei centri abitati ������<Regolamento>
3. Ai proprietari o aventi diritto dei fondi confinanti con le
propriet� stradali fuori dei centri abitati � vietato: 1. aprire canali, fossi ed eseguire qualunque escavazione nei terreni
laterali alle strade; 2. costruire, ricostruire o ampliare, lateralmente alle strade
edificazioni di qualsiasi tipo e materiale; 3. impiantare alberi lateralmente alle strade, siepi vive o
piantagioni ovvero recinzioni. Il regolamento, in relazione alla tipologia dei divieti
indicati, alla classificazione di cui all'articolo 2, comma 2, nonch� alle strade
vicinali, determina le distanze dal confine stradale entro le quali vigono i
divieti di cui sopra, prevedendo, altres�, una particolare disciplina per le
aree fuori dai centri abitati ma entro le zone previste come edificabili o
trasformabili dagli strumenti urbanistici. Restano comunque ferme le
disposizioni di cui agli articoli 892 e 893 del codice civile. 4. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di
rispetto indicate nel comma 1 lettere b) e c), devesi aggiungere l�area di visibilit�
determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamenti delimitanti le fasce
di rispetto, la cui lunghezza misurata dal ponte d�intersezione degli allineamenti
stessi sia pari al doppio delle distanze stabilite nel regolamento, e il terzo
lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi. 5. In corrispondenza e all'interno degli svincoli � vietata la
costruzione di ogni genere di manufatti in elevazione e le fasce di rispetto da
associare alle rampe esterne devono essere quelle relative alla categoria di
strada di minore importanza tra quelle che si intersecano. 6. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del
regolamento � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
Euro 143 ad Euro 573. 7. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del
ripristino dei luoghi a proprie spese. secondo le norme del capo I, sezione II,
del titolo VI. 8. stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI. Art. 17. Fasce di
rispetto nelle curve fuori dei centri abitati ����<Regolamento>
1. Fuori dei centri abitati, all'interno delle curve devesi
assicurare, fuori della propriet� stradale. Una fascia di rispetto, inibita a
qualsiasi tipo di costruzione, di recinzione, di piantagione, di deposito,
osservando le norme determinate dal regolamento in relazione all'ampiezza della
curvatura. 2. All'esterno delle curve si osservano le fasce di rispetto
stabilite per le strade in rettilineo. 3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del
Euro 357 ad Euro 1.433. 4. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione
ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II,
del titolo VI. Art. 18. Fasce di
rispetto ed aree di visibilit� nei centri abitati ���<Regolamento>
1. Nei centri abitati, per le nuove costruzioni, ricostruzioni ed
ampliamenti le fasce di rispetto a tutela delle strade, misurate dal confine
stradale, non possono avere dimensioni inferiori a quelle indicate nel
regolamento in relazione alla tipologia delle strade. 2. In corrispondenza d�intersezioni stradali a raso, alle fasce di
rispetto indicate nel comma 1 devesi aggiungere l'area di visibilit�
determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamenti delimitanti le
fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata a partire dal punto d�intersezione
degli allineamenti delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata
a partire dal punto d�intersezione degli allineamenti stessi sia pari al doppio
delle distanze stabilite nel regolamento a seconda del tipo di strada, e il
terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi. 3. In corrispondenza d�intersezioni stradali a livelli sfalsati �
vietata la costruzione di ogni genere di manufatti in elevazione all'interno
dell'area d�intersezione che dell'ente proprietario, la funzionalit�
dell'intersezione stessa e le fasce di rispetto da associare alle rampe esterne
devono essere quelle relative alla categoria di strada di minore importanza tra
quelle che si intersecano. 4. Le recinzioni e le piantagioni dovranno essere realizzate in conformit�
ai piani urbanistici e di traffico e non dovranno comunque ostacolare o
ridurre, a giudizio dell'ente proprietario della strada, il campo visivo
necessario a salvaguardare la sicurezza della circolazione. 5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del
Euro 143 ad Euro 573. 6. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione
del titolo VI. Art. 19. Distanze di sicurezza dalle strade 1. La distanza dalle strade da osservare nella costruzione di tiri a
segno, di opifici o depositi di materiale esplosivo, gas o liquidi
infiammabili, di cave coltivate mediante l'uso di esplosivo, nonch� di
stabilimenti che interessino comunque la sicurezza o la salute pubblica o la regolarit�
della circolazione stradale, � stabilita dalle relative disposizioni di legge
e, in difetto di esse, dal prefetto, previo parere tecnico degli enti
proprietari della strada e dei vigili del fuoco. 2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo sono soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 716 ad Euro
2.867. 3. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione
del titolo VI Art. 20. Occupazione
della sede stradale����� �<Regolamento>
1. Sulle strade di tipo A), B), C) e D) � vietata ogni tipo di
occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli,
baracche, tende e simili; sulle strade di tipo E) ed F) l'occupazione della
carreggiata pu� essere autorizzata a condizione che venga predisposto un
itinerario alternativo per il traffico. 2. L'ubicazione di chioschi, edicole od altre installazioni, anche a
carattere provvisorio non � consentita, fuori dei centri abitati, sulle fasce
di rispetto previste per le recinzioni dal regolamento. 3. Nei centri abitati, fermo restando le limitazioni e i divieti di
cui agli articoli ed ai commi precedenti, l'occupazione di marciapiedi da parte
di chioschi, edicole od altre installazioni pu� essere consentita fino ad un
massimo della met� della loro larghezza, purch� in adiacenza ai fabbricati e
sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non
meno di 2 m. Le occupazioni non possono comunque ricadere all'interno dei triangoli
di visibilit� delle intersezioni, di cui all'art. 18, comma 2. Nelle zone di
rilevanza storico-ambientale ovvero quando sussistano particolari
caratteristiche geometriche della strada, i comuni, limitatamente alle
occupazioni gi� esistenti alla data di entrata in vigore del codice, possono
autorizzare l'occupazione dei marciapiedi in deroga alle disposizioni del
presente comma, a condizione che sia garantita una zona adeguata per la
circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacit�
motoria. 4. Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo
ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, � soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 143 ad Euro 573.
5. La violazione di cui ai commi 2, 3 e 4 importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa di
rimuovere le opere abusive a proprie spese, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI. Art. 21. Opere,
depositi e cantieri stradali �����<Regolamento>
1. Senza preventiva autorizzazione o concessione della competente autorit�
di cui all'articolo 26 � vietato eseguire opere o depositi e aprire cantieri
stradali, anche temporanei, sulle strade e loro pertinenze, nonch� sulle
relative fasce di rispetto e sulle aree di visibilit�. 2. Chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate
alla circolazione o alla sosta di veicoli e di pedoni deve adottare gli
accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidit� della circolazione e
mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di notte. Deve provvedere a
rendere visibile, sia di giorno che di notte, il personale addetto ai lavori
esposto al traffico dei veicoli. 3. Il regolamento stabilisce le norme relative alle modalit� ed ai
mezzi per la delimitazione e la segnalazione dei cantieri, alla realizzabilit�
della visibilit� sia di giorno che di notte del personale addetto ai lavori, nonch�
agli accorgimenti necessari per la regolazione del traffico, nonch� le modalit�
di svolgimento dei lavori nei cantieri stradali. 4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo, quelle del
regolamento ovvero le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, sono
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 716 ad
Euro 2.867. 5. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo della rimozione delle opere realizzate,
a carico dell'autore delle stesse e a proprie spese, secondo le norme del capo
I, sezione II, del titolo VI. Art. 22. Accessi e
diramazioni �����<Regolamento>
1. Senza la preventiva autorizzazione dell'ente proprietario della
strada non possono essere stabiliti nuovi accessi e nuove diramazioni dalla
strada ai fondi o fabbricati laterali, n� nuovi innesti di strade soggette ad
uso pubblico o privato. 2. Gli accessi o le diramazioni gi� esistenti, ove provvisti di
autorizzazione, devono essere regolarizzati in conformit� alle prescrizioni di
cui al presente titolo. 3. I passi carrabili devono essere individuati con l'apposito
segnale, previa autorizzazione dell'ente proprietario. 4. Sono vietate trasformazioni di accessi o di diramazioni gi�
esistenti e variazioni nell'uso di questi, salvo preventiva autorizzazione
dell'ente proprietario della strada. 5. Il regolamento determina i casi in cui l'ente proprietario pu�
negare l'autorizzazione di cui al comma 1. 6. Chiunque ha ottenuto l'autorizzazione deve realizzare e mantenere,
ove occorre, le opere sui fossi laterali senza alterare la sezione dei medesimi
n� le caratteristiche plano-altimetriche della sede stradale. 7. Il regolamento indica le modalit� di costruzione e di manutenzione
degli accessi e delle diramazioni. 8. Il rilascio dell'autorizzazione di accessi a servizio di
insediamenti di qualsiasi tipo � subordinato alla realizzazione di parcheggi
nel rispetto delle normative vigenti in materia. 9. Nel caso di propriet� naturalmente incluse o risultanti tali a
seguito di costruzioni o modifiche di opere di pubblica utilit�, nei casi di impossibilit�
di regolarizzare in linea tecnica gli accessi esistenti, nonch� in caso di
forte densit� degli accessi stessi e ogni qualvolta le caratteristiche plano-altimetriche
nel tratto stradale interessato dagli accessi o diramazioni non garantiscano
requisiti di sicurezza e fluidit� per la circolazione, L�ente proprietario
della strada rilascia l'autorizzazione per l'accesso o la diramazione
subordinatamente alla realizzazione di particolari opere quali innesti
attrezzati, intersezioni a livelli diversi e strade parallele, anche se le
stesse, interessando pi� propriet�, comportino la costituzione di consorzi
obbligatori per la costruzione e la manutenzione delle opere stesse. 10. Il Ministro dei lavori pubblici stabilisce con proprio decreto,
per ogni strada o per ogni tipo di strada da considerare in funzione del
traffico interessante le due arterie intersecantisi, le caratteristiche
tecniche da adottare nella realizzazione degli accessi e delle diramazioni nonch�
le condizioni tecniche e amministrative che dovranno dall'ente proprietario
essere tenute a base dell'eventuale rilascio dell'autorizzazione. �comunque vietata l'apertura di accessi lungo
le rampe di intersezioni sia a raso che a livelli sfalsati, nonch� lungo le
corsie di accelerazione e di decelerazione. 11. Chiunque apre nuovi accessi o nuove diramazioni ovvero li
trasforma o ne varia l'uso senza l'autorizzazione dell'ente proprietario,
oppure mantiene in esercizio accessi preesistenti privi di autorizzazione, �
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 143 ad
Euro 573. La violazione importa la sanzione amministrativa accessoria
dell'obbligo del ripristino dei luoghi, a carico dell'autore della violazione
stessa e a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo
VI. La sanzione accessoria non si applica se le opere effettuate possono essere
regolarizzate mediante autorizzazione successiva. Il rilascio di questa non
esime dall'obbligo di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria. 12. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo e del
Euro 35 ad Euro 143.
Art. 23. Pubblicit�
sulle strade e sui veicoli ����<Regolamento>
1. Lungo le strade o in vista di esse � vietato collocare insegne,
cartelli, manifesti, impianti della pubblicit� o propaganda, segni orizzontali
reclamistici, sorgenti luminose che per dimensioni, forma, colori, disegno e
ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero
possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilit� o
l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o
distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della
circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque,
impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altres�, vietati i
cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonch� le sorgenti e le pubblicit�
luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle
intersezioni canalizzate � vietata la posa di qualunque installazione diversa
dalla prescritta segnaletica. 2. � vietata l'apposizione di scritte o insegne pubblicitarie
luminose sui veicoli. � consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie
rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purch� sia
escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell'attenzione nella
guida per i conducenti degli altri veicoli. 3. Lungo le strade, nell'ambito e in prossimit� di luoghi sottoposti
a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o di edifici o di
luoghi di interesse storico o artistico, � vietato collocare cartelli e altri
mezzi pubblicitari. 4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le
strade o in vista di esse � soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte
dell'ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme.
Nell'interno dei centri abitati la competenza � dei comuni salvo il preventivo
nulla osta tecnico dell'ente proprietario se la strada � statale, regionale o
provinciale. 5. Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una
strada sono visibili da un'altra strada appartenente ad ente diverso, l'autorizzazione
� subordinata al preventivo nulla osta di quest'ultimo. I cartelli e gli altri
mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla
strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro
collocazione viene autorizzata dall'Ente Ferrovie dello Stato, previo nulla
osta dell'ente proprietario della strada. 6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le
caratteristiche, l'ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce
di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante.
Nell'interno dei centri abitati, limitatamente alle strade di tipo E) ed F),
per ragioni di interesse generale o di ordine tecnico, i comuni hanno la facolt�
di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il
posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto
delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale. 7. � vietata qualsiasi forma di pubblicit� lungo e in vista degli
itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane
principali e relativi accessi. Su dette strade � consentita la pubblicit� nelle
aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall'ente proprietario e
sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i cartelli indicanti
servizi o indicazioni agli utenti purch� autorizzati dall'ente proprietario
delle strade. 8. � parimenti vietata la pubblicit�, relativa ai veicoli sotto
qualsiasi forma, che abbia un contenuto, significato o fine in contrasto con le
norme di comportamento previste dal presente codice. La pubblicit� fonica sulle
strade � consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento.
Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono
limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell'anno. 9. Per l'adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicit�
attuate all'atto dell'entrata in vigore del presente codice, provvede il
regolamento d�esecuzione. 10. Il Ministro dei lavori pubblici pu� impartire agli enti
proprietari delle strade direttive per l'applicazione delle disposizioni del
presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonch� disporre, a
mezzo di propri organi, il controllo dell'osservanza delle disposizioni stesse.
11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del
Euro 357 ad Euro 1.433. 12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni
previste dal presente articolo � soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 143 ad Euro 573. 13. Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza,
assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo. Per il
raggiungimento di tale fine, l�ufficio o comando da cui dipende l'agente
accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui
ai commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario
13-bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne d�esercizio o altri mezzi
pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto
disposto dal comma 1, l'ente proprietario della strada diffida l'autore della
violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di
legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci
giorni dalla data di comunicazione dell'atto. Decorso il suddetto termine,
l'ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario
e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell'autore della
violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del
13-ter. Non � consentita la collocazione di cartelli, di insegne di esercizio o
di altri mezzi pubblicitari nelle zone tutelate dalle leggi 1o giugno 1939, n.
1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, dal decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, e dalla legge
6 dicembre 1991, n. 394. In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne
di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma
13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed
ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari
provocano deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione
delle strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni
ai sensi del comma 13-bis.
Chiunque v�ola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 �
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 4.000 ad
Euro 16.000; nel caso in cui non sia possibile individuare l�autore della
violazione, alla stessa sanzione amministrativa � soggetto chi utilizza gli
spazi pubblicitari privi di autorizzazione.
13-quater. Nel caso in cui l'installazione dei cartelli, delle insegne di
esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale
ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari delle strade, o nel
caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza
costituisca pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le
disposizioni contenute nel regolamento, l'ente proprietario esegue senza
indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla stessa,
l'ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che
emette ordinanza - ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo
esecutivo ai sensi di legge. Art. 24. Pertinenze
delle strade �������<Regolamento>
1. Le pertinenze stradali sono le parti della strada destinate in
modo permanente al servizio o all'arredo funzionale di essa. 2. Le pertinenze stradali sono regolate dalle presenti norme e da quelle
del regolamento e si distinguono in pertinenze di esercizio e pertinenze di
servizio. 3. Sono pertinenze di esercizio quelle che costituiscono parte
integrante della strada o ineriscono permanentemente alla sede stradale. 4. Sono pertinenze di servizio le aree di servizio, con i relativi
manufatti per il rifornimento ed il ristoro degli utenti, le aree di
parcheggio, le aree ed i fabbricati per la manutenzione delle strade o comunque
destinati dall'ente proprietario della strada in modo permanente ed esclusivo
al servizio della strada e dei suoi utenti. Le pertinenze di servizio sono
determinate, secondo le modalit� fissate nel regolamento, dall'ente
proprietario della strada in modo che non intralcino la circolazione o limitino
la visibilit�. 5. Le pertinenze costituite da aree di servizio, da aree di
parcheggio e da fabbricati destinate al ristoro possono appartenere anche a
soggetti diversi dall'ente proprietari ovvero essere affidate dall'ente
proprietario in concessione a terzi secondo le condizioni stabilite dal
regolamento. 6. Chiunque installa o mette in esercizio impianti od opere non
avendo ottenuto il rilascio dello specifico provvedimento dell'autorit�
pubblica previsto dalle vigenti disposizioni di legge e indicato nell'art. 26,
o li trasforma o ne varia l'uso stabilito in tale provvedimento, � soggetto
2.867. 7. Chiunque viola le prescrizioni indicate nel provvedimento di cui
sopra � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
Euro 357 ad Euro 1.433. 8. La violazione di cui al comma 6 importa la sanzione amministrativa
accessoria della rimozione dell'impianto e delle opere realizzate abusivamente,
a carico dell'autore della violazione ed a sue spese, secondo le norme del capo
I, sezione II, del titolo VI. La violazione di cui al comma 7 importa la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attivit� esercitata
fino all'attuazione delle prescrizioni violate, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI. L'attuazione successiva non esime dal pagamento
della somma indicata nel comma 7.
Attraversamenti ed uso della sede stradale �������<Regolamento>
1. Non possono essere effettuati, senza preventiva concessione
dell'ente proprietario, attraversamenti od uso della sede stradale e relative
pertinenze con corsi d'acqua, condutture idriche, linee elettriche e di tele
comunicazione, sia aeree che in cavo sotterraneo, sottopassi e sovrappassi, teleferiche
di qualsiasi specie, gasdotti, serbatoi di combustibili liquidi o con altri
Impianti ed opere, che possono comunque interessare la propriet� stradale. Le
opere di cui sopra devono, per quanto possibile, essere realizzate in modo tale
che il loro uso e la loro manutenzione non intralci la circolazione dei veicoli
sulle strade, garantendo l'accessibilit� dalle fasce di pertinenza della strada.
2. Le concessioni sono rilasciate soltanto in caso di assoluta necessit�,
previo accertamento tecnico dell'autorit� competente di cui all'art. 26. 3. I cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di
qualsiasi tipo e natura devono essere collocati in modo da non arrecare
pericolo od intralcio alla circolazione. 4. Il regolamento stabilisce norme per gli attraversamenti e l'uso della
sede stradale. 5. Chiunque realizza un'opera o un impianto di quelli previsti nel
comma 1 o ne varia l'uso o ne mantiene l'esercizio senza concessione � soggetto
2.867. 6. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nella concessione o
nelle norme del regolamento � soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 357 ad Euro 1.433. 7. La violazione prevista dal comma 5 importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo, a carico dell'autore della violazione
ed a sue spese, della rimozione delle opere abusivamente realizzate, secondo le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La violazione prevista dal comma 6
importa la sanzione amministrativa accessoria della sospensione di ogni attivit�
fino all'attuazione successiva delle prescrizioni violate, secondo le norme del
capo I, sezione II, del titolo VI. Art. 26. Competenze per le autorizzazioni e le
concessioni 1. Le autorizzazioni di cui al presente titolo sono rilasciate
dall'ente proprietario della strada o da dall'ente concessionario della strada
in conformit� alle relative convenzioni; l'eventuale delega � comunicata al
Ministero dei lavori pubblici o al prefetto se trattasi di ente locale. 2. Le autorizzazioni e le concessioni di cui al presente titolo sono
di competenza dell'ente proprietario della strada e per le strade in
concessione si provvede in conformit� alle relative convenzioni. 3. Per i tratti di strade statali, regionali o provinciali, correnti
nell'interno di centri abitati con popolazione inferiore a diecimila abitanti,
il rilascio di concessioni e di autorizzazioni � di competenza del comune,
previo nulla osta dell'ente proprietario della strada. 4. L'impianto su strade e sulle relative pertinenze di linee
ferroviarie, tranviarie, di speciali tubazioni o altre condotte comunque
destinate a servizio pubblico, o anche il solo attraversamento di strade o
relative pertinenze con uno qualsiasi degli impianti di cui sopra, sono
autorizzati, in caso di assoluta necessit� e ove non siano possibili altre
soluzioni tecniche, con decreto del Ministro dei lavori pubblici, sentiti il
Ministero dei trasporti, se trattasi di linea ferroviaria, e l'ente
proprietario della strada e, se trattasi di strade militari, di concerto con il
Ministro della difesa Art. 27. Formalit� per il rilascio delle
autorizzazioni e concessioni 1. Le domande dirette a conseguire le concessioni e le autorizzazioni
di cui al presente titolo, se interessano strade o autostrade statali, sono
presentate al competente ufficio dell'A.N.A.S. e, in caso di strade in concessione,
all'ente concessionario che provvede a trasmetterle con il proprio parere al
competente ufficio dell'A.N.A.S., ove le convenzioni di concessione non
consentono al concessionario di adottare il relativo provvedimento. 2. Le domande rivolte a conseguire i provvedimenti di cui al comma I
interessanti strade non statali sono presentate all'ente proprietario della
strada. 3. Le domande sono corredate dalla relativa documentazione tecnica e
dall'impegno del richiedente a sostenere tutte le spese di sopralluogo e di
istruttoria, previo deposito di eventuali cauzioni. 4. I provvedimenti di concessione ed autorizzazione previsti dal
presente titolo sono, in ogni caso accordati senza pregiudizio del diritti dei
terzi e con l'obbligo del titolare di riparare eventuali danni derivanti dalle
opere dalle occupazioni e dai depositi autorizzati. 5. I provvedimenti di concessione e autorizzazione di cui al presente
titolo, che sono rinnovabili alla loro scadenza, indicano le condizioni e le
prescrizioni di carattere tecnico o amministrativo alle quali esse sono assoggettate,
la somma dovuta per l'occupazione o per l'uso concesso, nonch� la durata, che
non potr� comunque eccedere gli anni ventinove. L'autorit� competente pu� revocarli
o modificarli in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di pubblico
interesse o di tutela della sicurezza stradale, senza essere tenuta a
corrispondere alcun indennizzo. 6. La durata dell'occupazione di suolo stradale per l'impianto di
pubblici servizi � fissata in relazione al previsto o comunque stabilito
termine per l'ultimazione dei relativi lavori. 7. La somma dovuta per l'uso o l'occupazione delle strade e delle
loro pertinenze pu� essere stabilita dall'ente proprietario della strada in annualit�
ovvero in unica soluzione. 8. Nel determinare la misura della somma si ha riguardo alle
soggezioni che derivano alla strada o autostrada, quando la concessione
costituisce l'oggetto principale dell'impresa, al valore economico risultante
dal provvedimento di autorizzazione o concessione e al vantaggio che l'utente
ne ricava. 9. L'autorit� competente al rilascio dei provvedimenti autorizzatori
di cui al presente titolo pu� chiedere un deposito cauzionale. 10. Chiunque intraprende lavori, effettua occupazioni o esegue
depositi interessanti le strade o autostrade e le relative pertinenze per le
quali siano prescritti provvedimenti autorizzatori deve tenere, nel luogo dei
lavori, dell'occupazione o del deposito, il relativo atto autorizzatorio o
copia conforme, che � tenuto a presentare ad ogni richiesta dei funzionari,
ufficiali o agenti indicati nell'art. 12. 11. Per la mancata presentazione del titolo di cui al comma 10 il
responsabile � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da Euro 71 ad Euro 286. 12. La violazione del comma 10 importa la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione dei lavori, secondo le norme del capo I, sezione
II, del titolo VI. In ogni caso di rifiuto della presentazione del titolo o
accertata mancanza dello stesso, da effettuare senza indugio, la sospensione �
definitiva e ne consegue la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo, a
carico dell'autore della violazione, del ripristino a sue spese dei luoghi
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Art. 28. Obblighi dei
concessionari di determinati servizi ���������<Regolamento>
1. I concessionari di ferrovie, di tramvie, di filovie, di funivie,
di teleferiche, di linee elettriche telefoniche, sia aeree che sotterranee,
quelli di servizi di oleodotti, di metanodotti, di distribuzione di acqua
potabile o di gas, nonch� quelli di servizi di fognature e quelli dei servizi
che interessano comunque le strade, hanno l'obbligo di osservare le condizioni
e le prescrizioni imposte dall'ente proprietario per la conservazione della
strada e per la sicurezza della circolazione. Quando si tratta di impianti
inerenti a servizi di trasporto, i relativi provvedimenti sono comunicati al
Ministero dei trasporti o alla regione competente. Nel regolamento sono
indicate le modalit� di rilascio delle concessioni ed autorizzazioni
all'esecuzione dei lavori ed i casi di deroga. 2. Qualora per comprovate esigenze della viabilit� si renda
necessario, modificare o spostare, su apposite sedi messe a disposizione
dall'ente proprietario della strada, le opere e gli impianti eserciti dai
soggetti indicati nel comma 1, l'onere relativo allo spostamento dell'impianto �
a carico del gestore del pubblico servizio; i termini e le modalit� per
l'esecuzione dei lavori sono previamente concordati tra le parti, contemperando
i rispettivi interessi pubblici perseguiti. In caso di ritardo ingiustificato,
il gestore del pubblico servizio � tenuto a risarcire i danni e a corrispondere
le eventuali penali fissate nelle specifiche convenzioni. Art. 29. Piantagioni e siepi 1. I proprietari confinanti hanno l'obbligo di mantenere le siepi in
modo da non restringere o danneggiare la strada o l'autostrada e di tagliare i
rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale e che nascondono
la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilit� dalla distanza e dall�angolazione
necessarie. 2. Qualora per effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa
vengano a cadere sul piano stradale alberi piantati in terreni laterali o
ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario di essi � tenuto a
rimuoverli nel pi� breve tempo possibile. 3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo � soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di euro 143 ad Euro 573.
4. Alla violazione delle precedenti disposizioni consegue la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo, per l'autore della stessa, del
ripristino a sue spese dei luoghi o della rimozione delle opere abusive secondo
le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Art. 30. Fabbricati, muri e opere di sostegno 1. I fabbricati ed i muri di qualunque genere fronteggianti le strade
devono essere conservati in modo da non compromettere l'incolumit� pubblica e da
non arrecare danno alle strade ed alle relative pertinenze. 2. Salvi i provvedimenti che nei casi contingibili ed urgenti possono
essere adottati dal sindaco a tutela della pubblica incolumit�, il prefetto,
sentito l'ente proprietario o concessionario, pu� ordinare la demolizione o il
consolidamento a spese dello stesso proprietario dei fabbricati e dei muri che
minacciano rovina se il proprietario, nonostante la diffida, non abbia
provveduto a compiere le opere necessarie. 3. In caso di inadempienza nel termine fissato, l'autorit� competente
ai sensi del comma 2 provvede d'ufficio alla demolizione o al consolidamento,
addebitando le spese al proprietario. 4. La costruzione e la riparazione delle opere di sostegno lungo le
strade ed autostrade, qualora esse servano unicamente a difendere ed a
sostenere i fondi adiacenti, sono a carico dei proprietari dei fondi stessi; se
hanno per scopo la stabilit� o la conservazione delle strade od autostrade, la
costruzione o riparazione � a carico dell'ente proprietario della strada. 5. La spesa si divide in ragione dell'interesse, quando l'opera abbia
scopo promiscuo. Il riparto della spesa � fatto con decreto del Ministro dei
lavori pubblici, su proposta dell'ufficio periferico dell'A.N.A.S., per le
strade statali ed autostrade e negli altri casi con decreto del presidente
della regione, su proposta del competente ufficio tecnico. 6. La costruzione di opere di sostegno che servono unicamente a
difendere e a sostenere i fondi adiacenti, effettuata in sede di costruzione di
nuove strade, � a carico dell'ente cui appartiene la strada, fermo restando a carico
dei proprietari dei fondi l'obbligo e l'onere di manutenzione e di eventuale
riparazione o ricostruzione di tali opere. 7. In caso di mancata esecuzione di quanto compete ai proprietari dei
fondi si adotta nei confronti degli inadempienti la procedura di cui ai commi 2
e 3. 8. Chiunque non osserva le disposizioni dsi cui al comma 1 � soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 357 ad Euro
Art. 31. Manutenzione delle ripe 1. I proprietari devono mantenere le ripe dei fondi laterali alle
strade, sia a valle che a monte delle medesime, in stato tale da impedire
franamenti o cedimenti del corpo stradale, ivi comprese le opere di 30, lo
scoscendimento del terreno, L�ingombro delle pertinenze e della sede stradale
in modo da prevenire la caduta di massi o di altro materiale sulla strada.
Devono altres� realizzare, ove occorrono, le necessarie opere di mantenimento
ed evitare di eseguire interventi che possono causare i predetti eventi. 2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo � soggetto
3. La violazione suddetta importa a carico dell'autore della
violazione la sanzione amministrativa accessoria del ripristino, a proprie
spese, dello stato dei luoghi, secondo le norme del capo I, sezione II, del
Art. 32. Condotta delle
acque ������<Regolamento>
Coloro che hanno diritto di
condurre acque nei fossi delle strade sono tenuti a provvedere alla
conservazione del fosso e, in difetto, a corrispondere all'ente
proprietario della strada le spese necessarie per la manutenzione del
fosso e per la riparazione degli eventuali danni non causati da terzi. Salvo quanto � stabilito
nell'art. 33, coloro che hanno diritto di attraversare le strade con i
corsi o condotte d'acqua hanno l'obbligo di costruire e di mantenere i
ponti e le opere necessarie per il passaggio e per la condotta delle
acque; devono, altres�, eseguire e mantenere le altre opere d'arte, anche
a monte e a valle della strada, che siano o si rendano necessarie per
l'esercizio della concessione e per ovviare ai danni che dalla medesima
possono derivare alla strada stessa. Tali opere devono essere costruite
secondo le prescrizioni tecniche contenute nel disciplinare allegato
all'atto di concessione rilasciato dall'ente proprietario della strada e
sotto la sorveglianza dello stesso. L'irrigazione dei terreni
laterali deve essere regolata in modo che le acque non cadano sulla sede
stradale n� comunque intersechino questa e le sue pertinenze, al fine di
evitare qualunque danno al corpo stradale o pericolo per la circolazione.
A. tale regolamentazione sono tenuti gli aventi diritto sui terreni laterali,
sui quali si effettua l'irrigazione. L'ente proprietario della
strada, nel caso che i soggetti di cui ai commi 1 e 2 non provvedano a
quanto loro imposto, ingiunge ai medesimi l'esecuzione delle opere
necessarie per il raggiungimento delle finalit� di cui ai precedenti
commi. In caso di inottemperanza vi provvede d'ufficio, addebitando ai
soggetti obbligati le relative spese. Parimenti procede il prefetto
in ordine agli obblighi indicati nel comma 1, quando non siano ottemperati
spontaneamente dall'obbligato. Chiunque viola le norme del
presente articolo � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da Euro 143 ad Euro 573. Art. 33. Canali
artificiali e manufatti sui medesimi ����������<Regolamento>
1. I proprietari e gli utenti di canali artificiali in prossimit� del
confine stradale hanno l'obbligo di porre in essere tutte le misure di
carattere tecnico idonee ad impedire l'afflusso delle acque sulla sede stradale
e ogni conseguente danno al corpo stradale e alle fasce di pertinenza. 2. Gli oneri di manutenzione e rifacimento di manufatti stradali
esistenti sopra canali artificiali sono a carico dei proprietari e degli utenti
di questi, a meno che non ne provino la preesistenza alle strade o abbiano titolo
o possesso in contrario. 3. I manufatti a struttura portante in legname esistenti sui canali
artificiali che attraversano la strada devono, nel caso di ricostruzione,
essere eseguiti con strutture murarie o in cemento armato, in ferro o miste
secondo le indicazioni e le prescrizioni tecniche dell'ente proprietario della
strada in relazione ai carichi ammissibili per la strada interessata. Non sono
comprese in questa disposizione le opere ricadenti in localit� soggette a servit�
militari per le quali si ravvisa l'opportunit� di provvedere diversamente. 4. La ricostruzione dei manufatti in legname con le strutture e con
le prescrizioni sopra indicate � obbligatoria da parte dei proprietari o utenti
delle acque ed � a loro spese: a) quando occorre spostare o allargare le strade
attraversate da canali artificiali; b) quando, a giudizio dell'ente proprietario,
i manufatti presentano condizioni d�insufficiente sicurezza. 5. � altres�, a carico di detti proprietari la manutenzione dei
manufatti ricostruiti. 6. In caso di ampliamento dei manufatti di ogni altro tipo, per dar
luogo all'allargamento della sede stradale, il relativo costo � a carico
dell'ente proprietario della strada, fermo restando a carico dei proprietari,
possessori o utenti delle acque di manutenzione dell'intero manufatto. 7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo � soggetto
Art. 34. Oneri
supplementari a carico dei mezzi d'opera per l'adeguamento delle infrastrutture
stradali ����������<Regolamento>
1. I mezzi d'opera di cui all'art. 54, comma 1, lettera n), devono
essere muniti, ai fini della circolazione, di apposito contrassegno comprovante
l'avvenuto pagamento di un indennizzo d�usura, per un importo pari alla tassa
di possesso, da corrispondere contestualmente alla stessa e per la stessa
durata. 2. Per la circolazione sulle autostrade dei mezzi d'opera deve essere
corrisposta alle concessionarie un'ulteriore somma ad integrazione dell'indennizzo
d�usura. Tale somma � equivalente alla tariffa autostradale applicata al
veicolo in condizioni normali, maggiorata del 50 per cento, e deve essere
versata insieme alle normale tariffa alle porte controllate manualmente. 3. I proventi dell'indennizzo d�usura, di cui al comma 1, affluiscono
in un apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio
dello Stato. 4. Il regolamento determina le modalit� di assegnazione dei proventi
delle somme di cui al comma 3 agli enti proprietari delle strade a esclusiva
copertura delle spese per le opere connesse al rinforzo, all'adeguamento e all'usura
delle infrastrutture. 5. Se il mezzo d'opera circola senza il contrassegno di cui al comma
1, il conducente � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da Euro 71 ad Euro 286. Se non � stato corrisposto l'indennizzo d'usura
previsto dal medesimo comma 1, si applicano le sanzioni previste dall'art. 1,
comma 3, della legge 24 gennaio 1978, n. 27, e successive modificazioni, a
carico del proprietario. Art 35. Competenze ����������<Regolamento>
1. Il Ministero dei lavori pubblici � competente ad impartire
direttive per l'organizzazione della circolazione e della relativa segnaletica
stradale, sentito il Ministero dell'ambiente per gli aspetti di sua competenza,
su tutte le strade, eccetto quelle di esclusivo uso militare, in ordine alle
quali � competente il comando militare territoriale. Stabilisce, inoltre, i
criteri per la pianificazione del traffico cui devono attenersi gli enti
proprietari delle strade, coordinando questi ultimi nei casi e nei modi
previsti dal regolamento e, comunque, ove si renda necessario. 2. Il Ministro dei lavori pubblici � autorizzato ad adeguare con
propri decreti le norme del regolamento per l'esecuzione del presente testo
unico alle direttive comunitarie ed agli accordi internazionali in materia.
Analogamente il Ministro dei trasporti � autorizzato ad adeguare con propri decreti
le norme regolamentari relative alle segnalazioni di cui all'art. 44 3. L'Ispettorato circolazione e traffico del Ministero dei lavori
pubblici assume la denominazione d� ispettorato generale per la circolazione e
la sicurezza stradale, che � posto alle dirette dipendenze del Ministro dei
lavori pubblici. All'ispettorato sono demandate le attribuzioni di cui ai commi
1 e 2, nonch� le altre attribuzioni di competenza del Ministero dei lavori
pubblici di cui al presente codice, le quali sono svolte con autonomia funzionale
ed operativa. Art. 36. Piani urbani del traffico e piani del
traffico per la viabilit� extraurbana 1. Ai comuni, con popolazione residente superiore a trentamila
abitanti, � fatto obbligo dell'adozione delle piano urbano del traffico
veicolare entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente codice. 2. All'obbligo di cui al comma 1 sono tenuti ad adempiere i comuni
con popolazione residente inferiore a trentamila abitanti i quali registrino,
anche in periodi dell'anno, una particolare affluenza turistica, risultino
derivanti da congestione della circolazione stradale. L'elenco dei comuni
interessati viene predisposto dalla regione e pubblicato, a cura del Ministero
dei lavori pubblici, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 3. Le province provvedono all'adozione di piani del traffico per la viabilit�
extraurbana all'intesa con gli altri enti proprietari delle strade interessate.
La legge regionale pu� prevedere, ai sensi dell'art. 19 della legge 8 giugno
1990, n. 142, che alla redazione del piano urbano del traffico delle aree,
indicate all'art. 17 della stessa, provvedano gli organi della citt�
metropolitana. 4. I piani di traffico sono finalizzati ad ottenere il miglioramento
delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli
inquinamenti acustico ed atmosferico ed il risparmio energetico, in accordo con
gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto e nel rispetto dei
valori ambientali, stabilendo le priorit� e i tempi di attuazione degli
interventi. Il piano urbano del traffico veicolare prevede il ricorso ad
adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e
controllo del traffico nonch� di verifica del rallentamento della velocit� e di
dissuasione della sosta, al fine anche di consentire modifiche ai flussi della
circolazione stradale che si rendano necessarie in relazione agli obiettivi da
perseguire. 5. Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni. Il
sindaco o il sindaco metropolitano, ove ricorrano le condizioni di cui al comma
3, sono tenuti a darne comunicazione al Ministero dei lavori pubblici per
l'inserimento nel sistema informativo previsto dall'art. 226, comma 2. Allo
stesso adempimento � tenuto il presidente della provincia quando sia data
attuazione alla disposizione di cui al comma 3. 6. La redazione dei piani urbani di traffico deve essere predisposta
nel rispetto delle direttive emanate dal Ministro dei lavori pubblici, di
concerto con il Ministro dell'ambiente e il Ministro per i problemi delle aree
urbane, sulla base delle indicazioni formulate dal Comitato interministeriale
per la programmazione economica nel trasporto. Il piano urbano del traffico viene
adeguato agli obiettivi generali della programmazione economico-sociale e
territoriale fissato dalla regione ai sensi dell'art. 3, comma 4, della legge 8
giugno 1990, n. 142. 7. Per il perseguimento dei fini di cui ai commi 1 e 2 e anche per
consentire la integrale attuazione di quanto previsto dal comma 3, le autorit�
indicate dall'art. 27. comma 3, della legge 8 giugno 1990, n. 142, convocano
una conferenza tra i rappresentanti delle amministrazioni, anche statali,
interessate. 8. � istituito, presso il Ministero dei lavori pubblici, L�albo degli
esperti in materia di piani di traffico, formato mediante concorso biennale per
titoli. Il bando di concorso � approvato con decreto del Ministro dei lavori
pubblici di concerto con il Ministro dell'universit� e della ricerca
scientifica e tecnologica. 9. A partire dalla data di formazione dell'albo degli esperti di cui
al comma 8 � fatto obbligo di conferire l'incarico della redazione dei piani di
traffico oltre che a tecnici specializzati appartenenti al proprio Ufficio
tecnico del traffico, agli esperti specializzati inclusi nell'albo stesso. 10. I comuni e gli enti inadempienti sono invitati, su segnalazione
del prefetto, dal Ministero dei lavori pubblici a provvedere entro un termine
assegnato, trascorso il quale il Ministero provvede all�esecuzione d'ufficio
del piano e alla sua realizzazione. Art. 37. Apposizione e manutenzione della segnaletica stradale �������<Regolamento>
1. L'apposizione e la manutenzione della segnaletica, ad eccezione
dei casi previsti nel regolamento per singoli segnali, fanno carico: a. agli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati; b. ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e fine
del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali; c. al comune, sulle strade private aperte all'uso pubblico e sulle
strade locali; d. nei tratti di strade non di propriet� del comune all'interno dei
centri abitati con popolazione inferiore ai diecimila abitanti, agli enti
proprietari delle singole strade limitatamente ai segnali concernenti le caratteristiche
strutturali o geometriche della strada. La rimanente segnaletica � di
competenza del comune. 2. Gli enti di cui al comma 1 autorizzano la collocazione di segnali
che indicano posti di servizio stradali, esclusi i segnali di avvio ai posti di
pronto soccorso che fanno carico agli enti stessi. L'apposizione e la
manutenzione di detti segnali fanno carico agli esercenti. 2-bis. Gli enti di cui al comma 1 possono utilizzare, nei segnali di
localizzazione territoriale del confine del comune, lingue regionali o idiomi
locali presenti nella zona di riferimento, in aggiunta alla denominazione nella
lingua italiana 3. Contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano
la collocazione della segnaletica � ammesso ricorso entro sessanta giorni e con
le formalit� stabilite nel regolamento, al Ministro dei lavori pubblici, che
decide in merito. Art. 38. Segnaletica stradale. ���������<Regolamento>
1. La segnaletica stradale comprende i seguenti gruppi: a. segnali verticali; b. segnali orizzontali; c. segnali luminosi; d. segnali ed attrezzature complementari. 2. Gli utenti della strada devono rispettare le prescrizioni rese
note a mezzo della segnaletica stradale ancorch� in difformit� con le altre
regole di circolazione. Le prescrizioni dei segnali semaforici esclusa quella
lampeggiante gialla di pericolo di cui all'art. 41. prevalgono su quelle date a
mezzo dei segnali verticali e orizzontali che regolano la precedenza. Le
prescrizioni dei segnali verticali prevalgono su quelle dei segnali
orizzontali. In ogni caso prevalgono le segnalazioni degli agenti di cui
all'art. 43 3. � ammessa Ia collocazione temporanea di segnali stradali per
imporre prescrizioni in caso di urgenza e necessit� in deroga a quanto disposto
dagli articoli 6 e 7. Gli utenti della strada devono rispettare le prescrizioni
rese note a mezzo di tali segnali, anche se appaiono in contrasto con altre
regole della circolazione. 4. Quanto stabilito dalle presenti norme, e dal regolamento per la
segnaletica stradale fuori dai centri abitati, si applica anche nei centri
abitati alle strade sulle quali sia fissato un limite massimo di velocit� pari
o superiore a 70 km/h. 5. Nel regolamento sono stabiliti, per ciascun gruppo, i singoli
segnali, i dispositivi o i mezzi segnaletici, nonch� la loro denominazione, il
significato, i tipi, le caratteristiche tecniche (forma, dimensioni, colori,
materiali, rifrangenza, illuminazione), le modalit� di tracciamento apposizione
ed applicazione (distanze ed altezze), le norme tecniche di impiego, i casi di obbligatoriet�.
Sono, inoltre, indicate le figure di ogni singolo segnale e le rispettive
didascalie costituiscono esplicazione del significato anche ai fini del
comportamento dell'utente della strada. I segnali sono, comunque, collocati in
modo da non costituire ostacolo o impedimento alla circolazione delle persone
invalide. 6. La collocazione della segnaletica stradale risponde a criteri di uniformit�
sul territorio nazionale, fissati con decreto del Ministro dei lavori pubblici
nel rispetto della normativa comunitaria e internazionale vigente. 7. La segnaletica stradale deve essere sempre mantenuta in perfetta
efficienza da parte degli enti o esercenti obbligati alla sua posa in opera e
deve essere sostituita o reintegrata o rimossa quando sia anche parzialmente
inefficiente o non sia pi� rispondente allo scopo per il quale � stata collocata.
8. � vietato apporre su un segnale di qualsiasi gruppo, nonch� sul
retro dello stesso e sul suo sostegno, tutto ci� che non � previsto dal
regolamento. 9. Il regolamento stabilisce gli spazi da riservare all�installazione
dei complessi segnaletici di direzione, in corrispondenza o prossimit� delle
intersezioni stradali. 10. Il campo d�applicazione obbligatorio della segnaletica stradale
comprende le strade d�uso pubblico e tutte le strade di propriet� privata
aperte all'uso pubblico. Nelle aree private non aperte all'uso pubblico
l'utilizzo e la posa in opera della segnaletica, ove adottata, devono essere
conformi a quelli prescritti dal regolamento. 11. Per le esigenze esclusive del traffico militare, nelle strade d�uso
pubblico � ammessa l'installazione di segnaletica stradale militare, con modalit�
particolari d�apposizione, le cui norme sono fissate dal regolamento. Gli enti
proprietari delle strade sono tenuti a consentire l'installazione provvisoria o
permanente dei segnali ritenuti necessari dall'autorit� militare per la
circolazione dei propri veicoli. 12. I conducenti dei veicoli su rotaia quando marciano in sede promiscua
sono tenuti a rispettare la segnaletica stradale, salvo che sia diversamente
disposto dalle presenti norme. 13. I soggetti diversi dagli enti proprietari che violano le
disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 sono soggetti alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da Euro 71 ad Euro 286.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6

Art. 7
 Art. 8
 Art. 9

Art. 10
 art.226

Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14

Art. 15

Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22

Art. 23
 Art. 24
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30

Art. 31

Art. 32
 Art. 33

Art. 34
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38