Source: https://www.studiolegalenardone.it/tribunale-di-chieti-sentenza-n-352-del-1-luglio-2020-la-commissione-di-estinzione-anticipata-va-inserita-nella-verifica-usuraria-ex-ante-perche-comunque-potenziale-remunerazione-della-banca-derivan/
Timestamp: 2020-08-12 01:05:54+00:00

Document:
Tribunale di Chieti, sentenza n. 352 del 1 luglio 2020- La commissione di estinzione anticipata va inserita nella verifica usuraria ex ante perché comunque potenziale remunerazione della banca derivante da un nuovo bilanciamento degli interessi pattuito in caso di divergenza dal programma fisiologico del finanziamento – Studio Legale Avvocato Dario Nardone
Studio Legale Avvocato Dario Nardone > Blog > Uncategorized > Tribunale di Chieti, sentenza n. 352 del 1 luglio 2020- La commissione di estinzione anticipata va inserita nella verifica usuraria ex ante perché comunque potenziale remunerazione della banca derivante da un nuovo bilanciamento degli interessi pattuito in caso di divergenza dal programma fisiologico del finanziamento
Luglio 17, 2020 Uncategorizeddario
Tribunale di Chieti, sentenza n. 352 del 1 luglio 2020, Est. Nicola Valletta
In ordine alla commissione di estinzione anticipata, osserva lo scrivente che la tesi che nega la sua rilevanza -ai fini di eventuale superamento della soglia usuraria- si basa sull’assunto per il quale la sua funzione non è quella di remunerare l’erogazione del credito, bensì quella di compensare (taluno dice indennizzare) la Banca mutuante delle conseguenze economiche dell’estinzione anticipata del debito da restituzione, nell’ipotesi in cui il mutuatario intenda esercitare tale sua facoltà. Con la conseguenza che verrebbero a sovrapporsi dati (interessi corrispettivi e penale) eterogenei perché aventi funzione diversa.
Stando così le cose, nel momento in cui si pattuisce facoltà di recesso anticipato al mutuatario e si conviene costo per detta facoltà (e si badi che si tratta di strumenti negoziali totalmente volontari), inevitabilmente la funzione di questa somma non è limitata a “compensare” o a “indennizzare” il mutuante: essa è invece lo strumento con il quale il mutuante (nel caso di specie: la banca) comunque trova remunerazione alla propria attività professionale di intermediazione finanziaria, con nuovo bilanciamento degli interessi (cioè: a fronte dell’incertezza su regolari futuri pagamenti rateali si ha la certezza di pagamento immediato e si conviene nuovo profilo di costo –per il mutuatario- e di remunerazione e cioè profitto per il mutuante).
In definitiva allora la commissione di estinzione anticipata è un costo inerente all’erogazione del credito, essendo contenuta nel contratto di credito, e ne stimola il regolare adempimento, costituendo un succedaneo –sempre in chiave remunerativa- delle remunerazioni contrattuali perdute dalla banca per effetto dell’anticipata estinzione. La commissione di estinzione anticipata è quindi da inserire fra le voci che concorrono alla formazione del TEG.
Al riguardo, e sulla base della natura remunerativa della clausola, osserva il giudicante che una pattuizione -che contemporaneamente preveda una facoltà per una parte (nel caso di specie: recesso anticipato, in sé non prevista nel contratto di mutuo, in cui ovviamente il fattore tempo è posto nell’interesse di entrambe le parti e dunque anche per banca, costituendo come detto anzi il fattore maggiore di lucro) e un costo per l’esercizio di detta facoltà- concreta inevitabile promessa di interesse ultroneo e non rileva che la sua usurarietà sia limitata a frazione temporale (nel caso di specie, come da rilevazioni del CTU, essa cessa dopo la 34ma rata di 180) e nemmeno che detta facoltà sia stata o no esercitata, essendo sufficiente per legge la promessa di qualsiasi tipo di interesse per determinare la illiceità della clausola.
Piuttosto, la parte beneficiaria della penale (la banca) ben potrebbe:
limitare la facoltà di recesso a rata successiva a quella limite per la usurarietà (nel caso di specie: dopo la 34ma rata), atteso che detta usurarietà va valutata solo quando genetica e non anche quando sopravvenuta;
oppure comunque porre una clausola di salvaguardia (Cass. 26286/’9).
Nel caso di specie, il contratto prevede detta clausola solo per gli interessi moratori e non anche per quelli corrispettivi (tra cui ricomprendere la somma derivante dalla clausola di recesso anticipato, stante la sua natura remuneratoria).
Va quindi preso atto di esistenza di clausola contrattuale palesante usura genetica del contratto di mutuo “de quo”, che quindi diviene gratuito.
← Tribunale di Matera, 6 luglio 2020 – È nulla la fideiussione specifica conforme allo schema ABI vietato dalla Banca d’Italia con provvedimento n. 55/2005. La nullità è totale per il carattere essenziale che va riconosciuto alle clausole schema ABI	Tribunale di Catania, sentenza n. 176 del 14 gennaio 2020, Est. Sciacca – Il limite decennale ex art. 119 TUB vale solo per i documenti relativi a singole operazioni, non per contratti ed estratti conto, il cui obbligo di consegna, senza alcun limite temporale, trova fondamento negli artt. 1374, 1375, 1175 e 1713 c.c. →

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 provvedimento n. 
 sentenza 
 art. 119