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Timestamp: 2017-08-24 03:33:21+00:00

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Università degli Studi di Genova DICAT. Via Montallegro, 1. Documento di cui all art. 17 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/ PDF
Università degli Studi di Genova DICAT. Via Montallegro, 1. Documento di cui all art. 17 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/2008.
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1 Università degli Studi di Genova DICAT Via Montallegro, 1 Documento di cui all art. 17 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/008 Versione Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Umberto Benatti Il Datore di Lavoro Giacomo Deferrari Il medico competente Alfredo Dino Bonsignore Il direttore Il sottoscritto RLS/RLST della Università degli Studi di Genova dichiara di aver ricevuto la copia del presente documento e di aver partecipato alle attività in conformità alle indicazioni dell art. 50 del D.Lgs 81/08. Il documento si compone di 47 pagine ed è stato licenziato in data 0/07/009 Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag
2 SCHEMA DEL DOCUMENTO E PREMESSA La presente relazione rappresenta il Documento di Valutazione dei Rischi così come definito dall art. 17 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/008. In considerazione delle necessità di aggiornamento di tale documento, questo è stato concepito in forma modulare, per permettere la sostituzione nel tempo di singole sezioni a seguito di modifiche nei contenuti delle stesse. Lo schema del documento è il seguente: SCHEMA DEL DOCUMENTO E PREMESSA... SEZIONE 1. IDENTIFICAZIONE DELL AZIENDA... 3 SEZIONE. CARATTERIZZAZIONE DEL SITO E DELLE LAVORAZIONI... 6 SEZIONE 3. ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE... 9 SEZIONE 4. VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 5. PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI DI TUTELA SEZIONE 6. INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI SEZIONE 7. PROCEDURE DI SICUREZZA E DPI... 3 SEZIONE 8. GESTIONE APPALTI E FORNITORI SEZIONE 9. SORVEGLIANZA SANITARIA ELENCO DEGLI ALLEGATI 1. Elenco delle misure soggette ad attuazione immediata. Profili di rischio dei diversi gruppi omogenei 3. Frasi di rischio, consigli di prudenza ed etichettatura delle sostanze pericolose 4. Uso del VDT 5. Prototipi ( D. Lgs 363 art. 9 ) Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag SCHEMA DEL DOCUMENTO E PREMESSA
3 Nella lettura del documento potranno essere utilizzati i seguenti acronimi: ACGIH ARPA ASL ATEX CDA CEN CPI D.Lgs DM DPC DPCM DPI DUVRI FR HSI IARC IBE INAIL ISO ISPESL ISS L L ex MMC MOGM NIS PEI PMV PPD RI RLS RLST RNI ROA SSL TU UNI VDR VLB VVF American Conference of Governmemental Industrial Hygienists Agenzia Regionale Protezione Ambiente Azienda Sanitaria Locale Atmosfere esplosive Consiglio di Amministrazione Comitato Europeo di Normazione (norme con sigla EN) Certificato di Prevenzione Incendi Decreto Legislativo Decreto Ministeriale Dispositivi di Protezione Collettivi Decreto delle Presidenza del Consiglio del Ministri Dispositivi di Protezione Individuali Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze Fattore di rischio Heat Stress Index International Agency for Research on Cancer (www.iarc.fr) Indici biologici di esposizione Istituto Nazionale per l assicurazione contro gli Infortuni e le malattie professionali International Organization for Standardization Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro Istituto Superiore di Sanità Legge dello Stato Livello di esposizione (utilizzato per il rischio rumore) Movimentazione Manuale dei Carichi Micro Organismi Geneticamente Modificati Network Italiano per la Silice Piano di Emergenza Interno Voto medio previsto (Predicted Mean Vote, microclima) Percentuale Prevista degli Insoddisfatti (microclima) Radiazioni Ionizzanti Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale Radiazioni non ionizzanti Radiazioni Ottiche Artificiali Salute e Sicurezza sul Lavoro D.Lgs. 81/008 (Testo Unico) Ente Nazionale Italiano di Unificazione Valutazione dei rischi Valore Limite Biologico Vigili del fuoco Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag SCHEMA DEL DOCUMENTO E PREMESSA
4 SEZIONE 1. IDENTIFICAZIONE DELL AZIENDA Ragione sociale:... Università degli Studi di Genova Sede legale e amministrativa:... Via Balbi 5 Sede insediamento produttivo:... Via Montallegro, 1 Datore di lavoro:... Giacomo Deferrari Iscrizione presso la C.C.I.A.A. n :... Codice Fiscale / P. I.V.A.: Posizione INPS: Posizione INAIL: /11 Settore produttivo:... Pubblica amministarzione Attività svolta:... Ricerca, didattica, amminitrazione Codice ISTAT:... Certificazioni:... Superficie dell'insediamento m :... Lavoratori complessivi... Lavoratori complessivamente validi ai fini del computo... Insediamento soggetto a C.P.I.:... SI Insediamento NON a rischio di incidenti rilevanti Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
5 Il datore di lavoro è il Prof. Giacomo Deferrari, il Direttore del dipartimento è il Prof. Paolo Blondeaux, seguono altri docenti responsabili dell'attività di ricerca e didattica, tecnici e amministrativi. Altre figure nel Dipartimento sono: Collaboratori, Assegnisti, Dottorandi e tesisti. Nello schema che segue è riassunto lo schema organizzativo dell azienda. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
6 SEZIONE. CARATTERIZZAZIONE DEL SITO E DELLE LAVORAZIONI.1 Descrizione dell insediamento Il DICAT è organizzato in diversi edifici: Via Montallegro 1 sede e uffici, Viale Cambiaso 6 laboratori, Via dell'opera Pia 15 studi e uffici, Fiera del Mare, Uffici e Laboratori. La tabella che segue descrive le caratteristiche e la suddivisione dei luoghi di lavoro. Reparto: Uffici Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a uffici amministrativi Reparto: Studi Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a studi docenti, personale TA, assegnisti e dottorandi Reparto: Biblioteche Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a raccolta libraria siti in Via Montallegro 1, Viale Cambiaso 1, Via dell'opera Pia 15. Reparto: Aule Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti ad aule studio Reparto: Officine Superficie mq: 0,00 Note: Le officine sono distribuite in vari edifici: Viale Cambiaso 6, Fiera del Mare Reparto: Laboratorio Ingegneria strutturale Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a laboratorio di ingegneria strutturale e ingegneria geotecnica Reparto: Laboratorio Galleria del Vento Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a laboratorio con attrezzature per studi in Galleria del vento Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
7 Reparto: Laboratorio Ingengeria Ambientale Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a Laboratorio dove si effettuano analisi immagine con laser Reparto: Laboratorio ingengeria dei Materiali Superficie mq: 0,00 Note: Locali adibiti a laboratori con rischi generali commpresi rischi chimici (fiera del Mare).. Descrizione delle lavorazioni Come citato nella sezione introduttiva, la Università degli Studi di Genova svolge la seguente attività: Ricerca, didattica, amministrazione..3 Macchinari e attrezzature A seguito della profonda ristrutturazione avvenuta a seguito della nascita del DICAT, che ha accorpato più dipartimenti, i laboratori sono confluiti nel Sistema dei Laboratori DICAT che prevede una nuova sistemazione delle attrezzature, messa a norma e dismissioni. Pertanto alleghiamo le Schede Attrezzatura di Lavoro in carico ai dipartimenti di provenienza (Istituto di Idraulica, Ingegneria Strutturale e Geotecnica) che sarà nostra cura provvedere ad aggiornare e completare appena il Sistema dei Laboratori DICAT sarà operativo..4 Sostanze pericolose L attività svolta, nei laboratori del dipartimento (ricerca e didattica), prevede l uso di sostanze chimiche pericolose (si intendono materie prime, sostanze e preparati). E' stato calcolato il rischio chimico mediante il software ARCHIMEDE (Epc Libri); ne risulta che il rischio sicurezza nei locali del DICAT è Basso, mentre il rischio chimico per la salute è stato riconosciuto come irrilevante, in quanto: la quantità di materiale utilizzata è minima, la durata dell'esposizione è molto breve, l'utilizzo dei DPI e l'ambiente di lavoro sono adeguati. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
8 Composizione: Varie sostanze chimiche Etichetta: Varie sostanze chimiche Frasi R e S: - Descrizione e Principali Utilizzi: Ricerca scientifica Reparto di Utilizzo: Laboratorio ingengeria dei Materiali Note: - Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
9 SEZIONE 3. ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE La Università degli Studi di Genova ha costituito il SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione) e individuato le altre figure necessarie alla gestione della prevenzione e protezione in azienda. Le lettere di nomina e la relativa documentazione (curricula, incarichi ecc.) sono custodite in sede legale. Le figure coinvolte in questa attività sono: Datore di lavoro : Persona: Giacomo Deferrari Requisiti/Qualifica: Rettore Recapito: Via Balbi, 5 RSPP (Responsabile del servizio prevenzione e protezione) : Persona: Umberto Benatti Requisiti/Qualifica: RSPP Recapito: Medico competente coordinatore : Persona: Alfredo Dino Bonsignore Requisiti/Qualifica: Medico competente Recapito: Dirigenti: Persona: Paolo Blondeaux Requisiti/Qualifica: Direttore del dipartimento Recapito: Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
10 Lavoratori addetti alla gestione di emergenze e misure di lotta antincendio: Persona: Antonio Brencich Requisiti/Qualifica: LELA Recapito: Persona: Giancarlo Cassini Requisiti/Qualifica: LELA Recapito: Persona: Silvia Penco Requisiti/Qualifica: LELA Recapito: Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE
11 SEZIONE 4. VALUTAZIONE DEI RISCHI La VDR (valutazione dei rischi) è stata effettuata con la partecipazione, secondo le rispettive competenze e attribuzioni, delle figure richiamate nella sezione 3 del presente documento. I principali strumenti utilizzati nella valutazione sono stati: 1. Esame del rischio incendio a cura del SPP. Esame di Libretti d'uso e Manutenzione di Macchine e Attrezzature 3. Esame di schede Tecniche e di Sicurezza di Sostanze Impiegate 4. Esame ed Analisi Statistica del registri infortuni 5. sopralluogo con personale qualificato Gli elementi raccolti con le attività di cui sopra sono esaminati nel seguito con le modalità dettagliate con la metodica di cui al paragrafo successivo Metodologia di valutazione dei rischi I rischi sono stati valutati con metodi qualitativi e quantitativi. I vari risultati sono stati ricondotti in una caratterizzazione numerica univoca per renderli confrontabili tra loro. Questo perché il momento di valutazione dei rischi deve essere connesso alla messa in atto delle misure di tutela la cui pianificazione deve essere legata ai livelli di rischio rilevati. La presente valutazione è stata pertanto effettuata riconducendo tutti i rischi a una scala semiquantitativa che prevede 16 livelli di peso crescente. I fattori di rischio sono stati individuati utilizzando i riferimenti stabiliti da - leggi (italiane e comunitarie con circolari e giurisprudenza di merito); - normative e standard di buona tecnica (norme UNI, ISO, EN, CEI, Unichim, ecc.); - linee guida nazionali e internazionali (ISPESL, regioni ecc.); - letteratura del settore e pubblicazioni scientifiche. La VDR ha preso in considerazione tutti i rischi e ha previsto: 1. Esame dell azienda in termini di luoghi, lavorazioni e mansioni;. Identificazione dei fattori di rischio e loro classificazione; 3. Verifica della conformità normativa; 4. Stima dei rischi per gruppo di lavoratori. I singoli rischi sono valutati con la relazione R = P x G dove il Rischio R risulta definito dal prodotto di G, gravità delle conseguenze di un evento indesiderato, e P, la probabilità che tale Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
12 evento accada in un certo tempo. Sono definiti 4 livelli di gravità crescenti e altrettanti livelli di probabilità che portano questo tipo di valutazione a classificare i diversi rischi in 9 categorie (1,, 3, 4, 6, 8, 9, 1, 16) di peso crescente originate con gli schemi delle tabelle seguenti. Le tavole di caratterizzazione per l assegnazione dei parametri P e G sono riportate nelle tabelle che seguono. Probabilità 1 = BASSISSIMA = MEDIO-BASSA 3 = MEDIO-ALTA 4 = ELEVATA Caratterizzazione del giudizio L evento dannoso è improbabile. La sua manifestazione è legata al contemporaneo verificarsi di più eventi indipendenti e poco probabili. L'evento non si è mai presentato durante l'attività produttiva Dalle informazioni acquisite risulta che anche in attività produttive analoghe l evento non si presenta L evento dannoso è poco probabile ma possibile. L evento è legato al contemporaneo verificarsi di più eventi non necessariamente indipendenti e di probabilità non trascurabile. L'evento si è presentato raramente durante l'attività produttiva. L'evento non si è mai presentato durante l'attività produttiva ma dalle informazioni acquisite risulta questo di manifesti a volte in attività produttive analoghe. L evento dannoso è probabile. Tipicamente legato a funzionamenti anomali delle macchine e degli impianti, non rispetto delle procedure di lavoro, non utilizzo dei mezzi di prevenzione e protezione. L'evento si è presentato con una certa frequenza durante l'attività produttiva. Dalle informazioni acquisite risulta questo evento si manifesti con regolarità in attività produttive analoghe. L evento dannoso è altamente probabile e tende a verificarsi diverse volte. L'evento si presenta molto frequentemente nell'attività produttiva. Dalle informazioni acquisite risulta questo di manifesti a volte in attività produttive analoghe. Gravità 1 = TRASCURABILE = MODESTA 3 = NOTEVOLE 4 = INGENTE Caratterizzazione del giudizio Il danno è rapidamente reversibile e di scarsa entità. Non comporta l abbandono del posto di lavoro e inabilità temporanea. Il danno comporta una parziale limitazione funzionale reversibile in pochi giorni con completo ripristino della capacità lavorativa Il danno comporta una limitazione funzionale reversibile solo dopo un certo tempo con eventuale modesta riduzione della capacità lavorativa. Il danno è irreversibile e comporta una notevole e permanente riduzione della capacità lavorativa, o l inabilità, o la morte. Questo tipo di classificazione comporta il fatto che i risultati delle valutazioni strumentali di rischi particolari (radiazioni ionizzanti, agenti fisici ecc.) siano ricondotti alla stessa scala di valutazione di cui sopra in modo da rendere tutti i rischi valutati confrontabili tra loro. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
13 4. Classificazione in gruppi omogenei Il gruppo omogeneo di lavoratori, equivale a un insieme di lavoratori che, per le lavorazioni svolte, e/o per i luoghi frequentati, possono essere considerati omogenei dal punto di vista dell esposizione ai rischi. Nella tabella che segue sono descritti i gruppi omogenei individuati per l attività in esame. Gruppo Omogeneo: Amministrativi Descrizione Attività: Personale con mansioni amministrative Reparto/i: Uffici Macchina/e : - Sostanza/e: - Note: - Gruppo Omogeneo: Tecnici Descrizione Attività: Personale con mansioni tecniche sia di officina, misure esterne e rischio chimico Reparto/i: Studi Officine Laboratorio Ingegneria strutturale Laboratorio Galleria del Vento Laboratorio Ingengeria Ambientale Laboratorio ingengeria dei Materiali Macchina/e: Varie macchine del dipartimento Sostanza/e: Varie sostanze chimiche Note: - Gruppo Omogeneo: Docenti Descrizione Attività: Personale con mansioni di docenza e di ricerca, presenza santuaria in laboratori per eventuale ricerca e tesi sperimentali Reparto/i: Studi Aule Macchina/e : - Sostanza/e: - Note: - Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
14 Gruppo Omogeneo: Collaboratori esterni in officina Descrizione Attività: Personale esterno che utilizza macchine in officina Reparto/i: Officine Macchina/e: varie macchine del dipartimento Sostanza/e: - Note: - Gruppo Omogeneo: Discenti Descrizione Attività: Altro personale : assegnisti, collaboratori, dottorandi, tesisti Reparto/i: Uffici Studi Biblioteche Macchina/e : - Sostanza/e: - Note: Identificazione e valutazione dei rischi L esame delle lavorazioni ha permesso di individuare i fattori di rischio applicabili ai diversi reparti e gruppi omogenei. Si riportano nel seguito le evidenza emerse nella valutazione dei singoli fattori. Luoghi di lavoro Pavimenti e corridoi interni Tutti i reparti 1 È esposto il divieto di ingresso ai non addetti nei locali o zone di transito interne pericolose Esistono gli spazi ed i mezzi per il posizionamento ottimale di materiali ed attrezzature I pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi di passaggio sono idonei alla natura delle lavorazioni svolte ed omogenei Il pavimento degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al passaggio viene mantenuto pulito Le aree di transito interne hanno illuminamento adeguato Le zone di passaggio sono chiaramente delimitate con segnaletica orizzontale e verticale Le zone di passaggio sono mantenute libere da ostacoli Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
15 Luoghi di lavoro Strutture, spazi e arredi Tutti i reparti Gli scarti di lavorazione e i rifiuti dei materiali pericolosi sono asportati con adeguata frequenza e con modalità corrette. Gli spazi di lavoro sono protetti da umidità, infiltrazioni e agenti atmosferici Gli spazi lavorativi sono adeguati a garantire la sicurezza dei movimenti nelle lavorazioni svolte I luoghi di lavoro hanno illuminamento adeguato. Il piano di calpestio degli spazi di lavoro è adeguato alle condizioni d'uso e lavorazioni svolte Il piano di calpestio degli spazi di lavoro è pulito, libero da sostanze sdrucciolevoli e drenante Il piano di calpestio degli spazi di lavoro è regolare ed uniforme La distanza tra i macchinari è adeguata al passaggio La superficie di lavoro è libera da ostacoli e ci sono spazi per il corretto posizionamento di materiali e attrezzature Le aperture nelle pareti sono protette con parapetto di almeno 1 m (90 cm per le finestre) Le aree di lavoro sono adeguate agli standard minimi di cubatura e superficie per lavoratore Le finestre, i lucernai, gli infissi e i serramenti sono sicuri e mantenuti in buono stato di conservazione Le strutture non presentano crepe, distacchi e altri segni di dissesto. Pareti e soffitti sono tinteggiati con colori chiari Luoghi di lavoro Igiene e servizi Tutti i reparti 1 I lavoratori dispongono, in prossimità dei posti di lavoro, di locali dotati di un numero sufficiente di gabinetti e di lavabi con acqua calda, se necessario e dotati di adeguati detergenti e mezzi per asciugarsi. Le attrezzature, gli arredi, gli ambienti di lavoro e i servizi accessori sono mantenuti in condizioni di accurata pulizia. Nei casi previsti dall'all. IV al TU, è vietato consumare i pasti nei locali di lavoro (materie insudicianti ecc.). Nei luoghi di lavoro o nelle loro immediate vicinanze è messa a disposizione dei lavoratori acqua in quantità sufficiente, tanto per uso potabile quanto per lavarsi. Sono disponibili gabinetti separati per uomini e donne (vedere le limitazioni del punto 1.13 dell'all. IV al TU). Luoghi di lavoro Porte e vie di esodo Tutti i reparti Gli ambienti di lavoro dispongono di vie di uscita alternative dì direzioni diverse. I locali dispongono di uscite di emergenza in numero e dimensioni adeguati. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
16 I luoghi di lavoro a rischio d'incendio alto e medio, soggetti a controllo da parte dei V.V.F., hanno uscite di piano rispondenti ai requisiti previsti dalla normativa di prevenzione incendi. Il percorso di esodo dai locali ad alto rischio di incendio non supera i 30 m e l'eventuale tratto monodirezionale non supera i 15 m. L'altezza minima delle uscite di piano è pari a m. Le porte dei locali di lavoro consentono una rapida uscita dei lavoratori Le porte dei locali di lavoro sono in numero e dimensioni adeguate con riferimento all'all. IV DLgs 81/08 punto 1.6. Le uscite che danno su aree esterne sono protette e segnalate in modo da evitare che vengano ostruite. Le uscite di piano e le porte installate lungo le vie di esodo sono chiaramente segnalate e dotate di illuminazione di emergenza. Le uscite di piano sono di tipo a battente e si aprono nel verso dell'esodo in modo facile e immediato. Le uscite di piano, le porte e i percorsi di esodo sono indipendenti tra loro e sgombri da ostacoli e permettono l'uscita rapida e sicura. Il percorso viene sistematicamente controllato applicando una specifica procedura. Le uscite e le vie di transito che che immettono direttamente in una via di transito di mezzi meccanici sono adeguatamente protette. Le vie di esodo sono adeguatamente illuminate, anche in assenza di alimentazione elettrica, per consentire la visibilità sufficiente fino al luogo sicuro (compreso il tratto esterno). Le vie di esodo sono adeguatamente segnalate. Nei luoghi di lavoro a rischio d'incendio alto e medio, soggetti a controllo da parte dei V.V.F.., la lunghezza massima dei percorsi di esodo in caso di emergenza risponde alla specifica normativa di prevenzione incendi e al progetto. Accesso in quota Ponteggi movibili (trabattelli) Tecnici I trabattelli non hanno altezza superiore a m e non vengono montati sugli impalcati dei ponteggi. I trabattelli non sono movimentati quando sono presenti lavoratori o carichi sugli stessi. I trabattelli sono stabili e costruiti secondo le prescrizioni di norma. I trabattelli sono stabili in relazione alle condizioni d'uso normali e prevedibili (vento, oscillazioni ecc.). Le verifiche preventive e le azioni da mettere in atto nell'uso di trabattelli non sono regolamentate. Macchine Generale Tecnici 0 Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
17 Macchine Generale Collaboratori esterni in officina 3 E' fatto divieto di intervenire sugli organi della macchina durante il moto. E' prevista l'utilizzazione di mezzi di DPI per il lavoro con macchine qualora i rischi non siano stati evitati o sufficientemente ridotti. Gli elementi accessibili delle macchine non hanno parti in gradi di causare lesioni. Gli impianti elettrici delle macchine sono protetti contro contatti diretti e indiretti e contro sovraccarichi e cortocircuiti. Gli organi di azionamento delle macchine sono robusti e posizionati in zone sicure, facilmente riconoscibili e manovrabili. I lavoratori incaricati dell'uso di attrezzature di lavoro pericolose sono adeguatamente e specificamente addestrati. I lavoratori sono stati informati sui rischi a cui sono esposti durante l'uso delle macchine in condizioni normali e anormali prevedibili, anche in relazione ai rischi che queste possono causare a terzi. I lavoratori sono stati informati sulla necessità di astenersi dal lavoro e/o avvisare i diretti superiori in caso di semplice o tale da produrre un pericolo grave e immediato. I motori che, per loro caratteristiche di costruzione, costituiscono pericolo per chi li avvicina sono installati in appositi locali o recintati o comunque protetti. I requisiti per l'uso della macchina e la segnalazione delle anomalie non sono disciplinate da apposita procedura. I ripari mobili (schermi, cuffie, barriere ecc.) degli elementi in movimento delle macchine, quando aperti, restano solidali alla macchina. I ripari non mobili sono fissati saldamente alla macchina con sistemi che richiedono l'uso di utensili per la loro apertura. I ripari regolabili manualmente si possono regolare facilmente e senza necessità di attrezzi. L'accesso alle macchine per i normali lavori di manutenzione e riparazione è agevole e sicuro. L'apertura o il mancato funzionamento delle protezioni delle parti mobili causa l'arresto di queste parti (presse, cesoie, pulegge ecc.). Le macchine che possono produrre proiezione di pezzi o schegge sono dotate di schermi di protezione. Le macchine immesse sul mercato o modificate dopo il 1/9/1996 sono dotate di marcatura di conformità alla normativa CE. Le macchine sono assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza. Le macchine sono utilizzate in condizioni di illuminazione tali da evitare l'insorgere di rischi. Le macchine sono utilizzate, in tutte le loro fasi, in maniera conforme alle indicazioni del fabbricante. L'interruzione e il successivo ripristino della fornitura dell'energia elettrica non comportano il riavviamento automatico della macchina (dispositivo contro il riavvio accidentale). L'utilizzo delle macchine è demandato a lavoratori in possesso delle competenze necessarie. Nella scelta, installazione e uso delle macchine sono considerate le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere in relazione alle implicazioni di sicurezza e ai principi di ergonomia. Nelle macchine che li richiedono (quelle in cui questi non comportano rischi aggiuntivi) sono presenti uno o più dispositivi di arresto di emergenza, individuabili, ben visibili e rapidamente accessibili. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
18 Sono adottate misure affinché gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria vengano effettuati in sicurezza. Sono messe in atto e programmate le misure per la riduzione dei rischi associati all'uso delle macchine. Macchine Macchine mobili Collaboratori esterni in officina, Tecnici E' garantita una adeguata visibilità al conduttore di macchine semoventi. I requisiti per l'uso della macchina e la segnalazione delle anomalie non sono disciplinate da apposita procedura. Le macchine semoventi sono condotte da lavoratori incaricati e in possesso delle capacità adeguate. Macchine Altre per metalli senza specifiche Collaboratori esterni in officina, Tecnici I pezzi da forare al trapano sono adeguatamente trattenuti in modo da evitare proiezioni e trascinamenti. I requisiti per l'uso della macchina e la segnalazione delle anomalie non sono disciplinate da apposita procedura. Nei torni, le viti o la briglia di fissaggio del pezzo al mandrino sono incassate o protette. Macchine Per legno senza specifiche Collaboratori esterni in officina, tecnici 3 I requisiti per l'uso della macchina e la segnalazione delle anomalie non sono disciplinate da apposita procedura. Attrezzature e lavorazioni manuali Generale Collaboratori esterni in officina, tecnici Gli attrezzi manuali che possono provocare proiezione di parti, schegge e materiali sono adeguatamente protetti. Gli attrezzi manuali si trovano in un buono stato di pulizia e conservazione. Questi sono riposti ordinatamente in luoghi appositi e sicuri, quando non utilizzati. Gli attrezzi manuali sono di tipologia, quantità e caratteristiche idonee al lavoro da svolgere, nella scelta sono presi in considerazione criteri di sicurezza ed ergonomia. I controlli periodici da mettere in atto per la verifica delle lavorazioni manuali non sono regolamentati. I lavoratori sono formati all'utilizzo corretto e sicuro degli attrezzi manuali. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
19 Le condizioni di illuminazione consentono l'uso sicuro degli attrezzi manuali. L'uso di eventuali utensili di lavoro pericolosi è demandato a lavoratori appositamente incaricati. Attrezzature e lavorazioni manuali Saldatura manuale Collaboratori esterni in officina, Tecnici Fra gli apparecchi a fiamma libera e/o i corpi incandescenti e i generatori di gas viene mantenuta una adeguata distanza di sicurezza. Gli apparecchi mobili di saldatura al cannello sono trasportati all'interno dei locali di lavoro in condizioni di sicurezza. Gli apparecchi per saldatura elettrica o per operazioni simili non hanno la derivazione diretta dalla corrente di alimentazione in assenza di trasformatore con avvolgimento secondario isolato dal primario. Gli apparecchi per saldatura elettrica o per operazioni simili sono provvisti di interruttore omnipolare sul circuito primario di derivazione della corrente elettrica. I recipienti di gas compressi o liquefatti sono efficacemente ancorati al fine di evitarne la caduta. La segnalazione di quasi incidenti nella saldatura manuale non è prevista. Le derivazioni di gas acetilene o di altri gas combustibili di alimentazione del cannello di saldatura sono protette da valvola idraulica o altro dispositivo di sicurezza di funzione equivalente. Attrezzature e lavorazioni manuali Manipolazione di oggetti Collaboratori esterni in officina, Tecnici Gli oggetti da manipolare sono mantenuti puliti e non scivolosi. Gli oggetti sono usati, trasportati e posizionati in modo da minimizzare il rischio di caduta. il livello di illuminazione è adeguato alle attività di manipolazione da effettuare. La forma e le dimensioni degli oggetti da manipolare garantiscono le migliori condizioni di uso. La manipolazione di oggetti o materiali pericolosi (per forma, temperatura ecc.) viene effettuata in condizioni di sicurezza. La manipolazione di oggetti o prodotti taglienti o pungenti si effettua con mezzi o sistemi che prevengono i contatti diretti. Le modalità ottimali per la manipolazione di oggetti non sono disciplinate da apposita procedura. Rischi elettrici Generale Tutti i reparti 3 A seguito della valutazione del rischio elettrico sono state adottate specifiche misure di tutela. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
20 E' stata effettuata una specifica valutazione dei rischi elettrici. Gli impianti elettrici sono mantenuti soggetto abilitato. Gli impianti elettrici sono periodicamente controllati per verificarne lo stato di conservazione ed efficienza ai fini della sicurezza. Gli impianti elettrici sono stati realizzati secondo la regola d'arte, come definita dalle norme di buona tecnica. Gli organi di interruzione, manovra e sezionamento elettrico sono alloggiati in idonei quadri elettrici chiusi. L'impianto dispone di protezioni contro le sovratensioni e i sovraccarichi. L'impianto elettrico è dotato di idoneo interruttore differenziale. Rischi elettrici Attrezzature elettriche Officine Le attrezzature elettriche recano l'indicazione delle caratteristiche costruttive, tensione, intensità e tipo di corrente e altre eventuali caratteristiche importanti per l'uso in sicurezza. Le verifiche e i controlli sulle attrezzature elettriche non sono disciplinate da apposita procedura. Rischi elettrici Attrezzature elettriche Laboratorio Ingegneria strutturale Le attrezzature elettriche recano l'indicazione delle caratteristiche costruttive, tensione, intensità e tipo di corrente e altre eventuali caratteristiche importanti per l'uso in sicurezza. Le verifiche e i controlli sulle attrezzature elettriche non sono disciplinate da apposita procedura. Rischi elettrici Attrezzature elettriche Laboratorio Galleria del Vento Le attrezzature elettriche recano l'indicazione delle caratteristiche costruttive, tensione, intensità e tipo di corrente e altre eventuali caratteristiche importanti per l'uso in sicurezza. Le verifiche e i controlli sulle attrezzature elettriche non sono disciplinate da apposita procedura. Rischi elettrici Attrezzature elettriche Laboratorio Ingengeria Ambientale Le attrezzature elettriche recano l'indicazione delle caratteristiche costruttive, tensione, intensità e tipo di corrente e altre eventuali caratteristiche importanti per l'uso in sicurezza. Sezione Versione 1 Data 0/07/009 Pag VALUTAZIONE DEI RISCHI
Via Augusto Albini, 16 r. 16149 - GENOVA DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Documento di cui all art. 17 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/008 (DVR) Versione 1 Il Responsabile del Servizio Prevenzione

References: art. 17
 art. 17
 art. 17
 art. 17
 art. 50
 art. 17
 art. 9
 art. 17