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Timestamp: 2018-09-21 18:56:04+00:00

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1 Oracle Italia S.r.l. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 Pag. 1 di /02/2013
2 INDICE DEFINIZIONI... 6 PREMESSA STRUTTURA DEL MODELLO IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/ Caratteristiche fondamentali della normativa I Reati L apparato sanzionatorio Il modello organizzativo come forma di esonero dalla responsabilità Le Linee Guida di Confindustria PROCESSO DI REDAZIONE E IMPLEMENTAZIONE DEL MODELLO La scelta della Società Approccio metodologico adottato Approccio metodologico per il Risk Assessment Approccio metodologico specifico in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro Approccio metodologico specifico in materia di criminalità informatica e violazione del diritto d autore (ex art. 171 bis della legge , n. 633) Stesura del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI ORACLE ITALIA S.r.l Finalità del Modello Destinatari del Modello Natura del Modello e rapporti con il Codice di Comportamento Adozione, efficace attuazione, modifica e integrazione del Modello Efficace implementazione del Modello Ruoli e responsabilità LE COMPONENTI DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO Sistema di principi etici e regole di comportamento Sistema organizzativo Sistema autorizzativo e decisionale Sistema di policy e procedure Programma di formazione e informazione Sistema disciplinare Sistemi informativi e applicativi informatici ORGANISMO DI VIGILANZA Requisiti dell Organismo di Vigilanza Identificazione dell Organismo di Vigilanza Modalità di nomina dell OdV e durata in carica Cause di ineleggibilità, motivi e poteri di revoca Funzioni dell OdV Obblighi di informazione verso l OdV Reporting dell OdV Conservazione delle informazioni DIFFUSIONE DEL MODELLO Attività informativa Pag. 2 di /02/2013
3 6.2 Formazione del personale SISTEMA DISCIPLINARE Violazioni del Modello Misure nei confronti dei dipendenti Misure nei confronti dei dirigenti Misure nei confronti dei membri del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale, dei membri dell OdV Misure nei confronti dei collaboratori coinvolti nei Processi Sensibili, dei Consulenti esterni, dei Fornitori, dei Partner, degli Appaltatori PARTE SPECIALE A : I REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE A.1 Le fattispecie di reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del Decreto) A.2 Processi Sensibili A.3 Principi di comportamento e regole di condotta A. 4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile A.4.1 Negoziazione/stipula/esecuzione di contratti/convenzioni con soggetti pubblici nell'ambito di gare e/o nell'ambito di procedure negoziate A.4.2 Gestione delle attività e degli adempimenti in materia di abilitazioni di sicurezza (NOS) A.4.3 Acquisizione e gestione di erogazioni concesse da soggetti pubblici A.4.4 Gestione di trattamenti previdenziali del personale e/o gestione dei relativi accertamenti / ispezioni A.4.5 Gestione dei rapporti con i soggetti pubblici relativi all assunzione di personale appartenente a categorie protette o la cui assunzione è agevolata A.4.6 Gestione dei rapporti con soggetti pubblici in ambito di ispezioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro A.4.7 Gestione dei rapporti con organismi di vigilanza relativi allo svolgimento di attività regolate dalla legge A.4.8 Gestione dei rapporti con l Amministrazione Finanziaria (anche in caso di visite ispettive) A.4.9 Gestione del contenzioso A.4.10 Organizzazione e/o partecipazione ad eventi ed altre attività con finalità promozionali A.4.11 Selezione e assunzione delle risorse umane A.4.12 Gestione delle note spese A.4.13 Gestione del sistema di incentivi e premi A.4.14 Approvvigionamento di prodotti e servizi A.4.15 Assegnazione e gestione di incarichi di consulenza A.4.16 Gestione rapporti con Partner commerciali e tecnologici A.4.17 Gestione dei flussi finanziari (Pagamenti e Incassi) A.4.18 Gestione vendite LOB Consulting A.4.19 Gestione vendite LOB University A.4.20 Gestione vendite LOB License & Sales A.4.21 Gestione vendite LOB Customer Service A.4.22 Gestione dei rapporti infragruppo A.4.23 Gestione vendite LOB Hardware A.4.24 Customer Services- Lob Hardware Technical Support A.4.25 Gestione rifiuti PARTE SPECIALE B : REATI SOCIETARI Pag. 3 di /02/2013
4 B.1 Le fattispecie di reato societario (art. 25-ter del Decreto) B.2 Processi Sensibili B.3 Principi di comportamento e regole di condotta B. 4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile B.4.1 Gestione dei rapporti con Organismi di Vigilanza relativi allo svolgimento di attività regolate dalla legge (es: Garante della Privacy, Garante della Concorrenza e del Mercato) B.4.2 Gestione dei rapporti con il socio, società di revisione contabile o collegio sindacale B.4.3 Predisposizione delle comunicazioni al Socio e/o al mercato relative alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della Società B.4.4 Operazioni relative al Capitale Sociale PARTE SPECIALE C : REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO ED IMPIEGO DI DENARO, BENI ED UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA C.1 Le fattispecie di reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni ed utilità di provenienza illecita (art. 25 octies) C.2 Processi Sensibili C.3 Principi di comportamento e regole di condotta C. 4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile C.4.1 Organizzazione e/o partecipazione ad eventi ed altre attività con finalità promozionali C.4.2 Gestione delle Note Spese C.4.3 Approvvigionamento di prodotti e servizi C.4.4 Assegnazione e gestione di incarichi di consulenza C.4.5 Gestione rapporti con Partners commerciali e tecnologici C.4.6 Gestione dei flussi finanziari C.4.7 Gestione vendite LOB Consulting C.4.8 Gestione vendite LOB University C.4.9 Gestione vendite License & Sales C.4.10 Gestione vendite LOB Customer Service C.4.11 Gestione rapporti infragruppo C Gestione vendite Lob Hardware C Customer Services Lob Hardware Technical Support C Gestione rifiuti PARTE SPECIALE D : REATI IN TEMA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO D.1 Le fattispecie di reati in tema di salute e sicurezza sul lavoro D.2 Processo di gestione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro D.3 Principi generali di comportamento e regole di condotta D.4 Principi specifici di comportamento e di controllo PARTE SPECIALE E : REATI DI CRIMINALITÀ INFORMATICA E.1 Le fattispecie di reato di criminalità informatica E.2 Le aree sensibili IT (Fattispecie di attività sensibile) E.3 Principi di controllo (Standard di controllo) PARTE SPECIALE F : REATI DI CRIMINALITA ORGANIZZATA F.1 Le fattispecie dei reati di criminalità organizzata (art. 24 ter) F.2 Processi Sensibili F.3 Principi di comportamento e regole di condotta F. 4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile Pag. 4 di /02/2013
5 F.4.1 Negoziazione/stipula/esecuzione di contratti/convenzioni con soggetti pubblici nell'ambito di gare e/o nell'ambito di procedure negoziate F.4.2 Selezione e assunzione delle risorse umane F.4.3 Approvvigionamento di prodotti e servizi F.4.4 Assegnazione e gestione di incarichi di consulenza F.4.5 Gestione rapporti con Partner commerciali e tecnologici F.4.6 Gestione vendite LOB Consulting F.4.7 Gestione vendite LOB University F.4.8 Gestione vendite License & Sales F.4.9 Gestione vendite LOB Customer Service F.4.10 Gestione rapporti infragruppo F Gestione vendite Lob Hardware F Customer Services Lob Hardware Technical Support F Gestione rifiuti PARTE SPECIALE G : REATI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO G.1 Le fattispecie dei reati contro l industria ed il commercio (art. 25bis.1 del Decreto) G.2 Processi Sensibili G.3 Principi di comportamento e regole di condotta G. 4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile G.4.1 Gestione vendite LOB University G.4.2. Gestione vendite Lob Hardware G.4.3. Customer Services Lob Hardware Technical Support PARTE SPECIALE H : REATI IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE299 H.1 Le fattispecie dei reati in materia di violazione del diritto d autore (art. 25 novies del Decreto) H.2 Processi Sensibili H.3 Principi di comportamento e regole di condotta H. 4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile H.4.1 Organizzazione e/o partecipazione ad eventi ed altre attività con finalità promozionali H.4.2. Gestione del sito internet e intranet H.4.3. Gestione del sistema informatico PARTE SPECIALE I : REATO DI IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO È IRREGOLARE I.1. Le fattispecie di reati di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25 duodecies del Decreto) I.2 Processi Sensibili I.3 Principi di comportamento e regole di condotta I.4 Principi specifici di comportamento e di controllo per Processo Sensibile I.4.1. Selezione e assunzione delle risorse umane ALLEGATI Pag. 5 di /02/2013
6 DEFINIZIONI Appaltatori Convenzionalmente si intendono tutti gli appaltatori di opere o di servizi ai sensi del codice civile, nonché i subappaltatori, i somministranti, i lavoratori autonomi che abbiano stipulato un contratto d opera con la Società e di cui questa si avvale nei Processi Sensibili. Approval Matrix documento emanato a cura della Corporation che definisce ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti nell'iter autorizzativo delle offerte. CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dalle industrie metalmeccaniche private e della installazione di impianti. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dirigenti di aziende industriali. Consulenti esterni Corporation Decreto Delega Destinatari soggetti non dipendenti della Società che agiscono in nome e/o per conto di Oracle Italia S.r.l. sulla base di un mandato o di un altro rapporto di collaborazione professionale nell ambito dei processi sensibili. Oracle Corporation. il Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno l atto interno di attribuzione di funzioni e compiti nell ambito dell organizzazione aziendale. tutti i soggetti cui è rivolto il Modello e, in particolare: gli organi societari ed i loro componenti, i dipendenti, ivi compresi i dirigenti, i Fornitori, i Consulenti esterni, i Partner, gli Appaltatori, i collaboratori a diverso titolo coinvolti nei Processi Sensibili (ivi compresi i lavoratori somministrati, i lavoratori a progetto e gli stagiaires) Pag. 6 di /02/2013
7 nonché i membri dell Organismo di Vigilanza, in quanto non appartenenti alle categorie summenzionate. EMEA Fornitori LOB Modello Organismo di Vigilanza Partner Processo Sensibile acronimo dell area geografica di gruppo Europe, Middle East and Africa. soggetti diversi dai Partner, dei quali la società si avvale per la fornitura di beni (merci e materiali vari) e servizi (escluse le consulenze, ad es. servizi di logistica, trasporto e smaltimento di rifiuti), nell ambito dei Processi Sensibili. Line Of Business che con riferimento a Oracle Italia sono riconducibili a 6 e nella fattispecie: Oracle University, Licenses, Consulting, Customer Service, Hardware e Alliance & Channels. il modello gestione e controllo previsto dal Decreto. l organismo di vigilanza previsto dal Decreto cui sono conferiti specifici compiti di vigilanza e controllo e individuato nel Capitolo 5 del presente Modello. i soggetti con i quali Oracle Italia S.r.l. ha definito direttamente o per il tramite della Corporation (Capogruppo), accordi commerciali di varia tipologia. Tali soggetti sono individuabili nelle seguenti categorie: Indipendent software vendor; System Integrator; Distributori denominati Value AddedDistributor (VAD); Reseller denominati Value Added Reseller (VAR). l insieme di attività ed operazioni aziendali organizzate al fine di perseguire un determinato scopo o gestire un determinato ambito aziendale di Oracle Italia S.r.l. in aree potenzialmente a rischio di commissione di uno o più reati previsti dal Decreto, così come elencate nelle Parti Speciali del Modello, indicate anche genericamente e complessivamente come area/e a rischio. Pag. 7 di /02/2013
8 Process Owner il soggetto che per posizione organizzativa ricoperta o per le attività svolte è maggiormente coinvolto nel Processo Sensibile di riferimento o ne ha maggiore visibilità ai fini del Modello 231. Procura l atto unilaterale con cui la società attribuisce dei poteri di rappresentanza nei confronti dei terzi. Reati Reati 2009 le fattispecie di reato considerate dal Decreto. le specifiche fattispecie di reato considerate dal Decreto, entrate in vigore a partire dal 2009, e precisamente: i reati in materia di criminalità organizzata (art. 24 ter); i reati di falso in materia di proprietà industriale (art. 25 bis, lett. f bis); i reati contro l industria ed il commercio (art. 25 bis.1); i reati in materia di violazione del diritto d autore (art. 25 novies); l induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria (art. 25 decies). Società Società del Gruppo Sun Oracle Italia Srl (di seguito anche solo Oracle Italia o Oracle ) numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Milano , REA n , con sede legale in Cinisello Balsamo, via Fulvio Testi 136. ai fini del presente documento, per Società del Gruppo si intendono tutte le società appartenenti al gruppo facente capo a Oracle Corp., ivi compresa Oracle Italia. Sun Microsystems Italia S.p.A. (di seguito anche solo Sun ) fusa per incorporazione in Oracle, con atto di fusione del Terze Parti soggetti terzi che svolgono attività di consulenza direttamente allocabili ai progetti Pag. 8 di /02/2013
9 relativi alla LOB Consulting e che sono impegati come forza lavoro. Pag. 9 di /02/2013
10 PREMESSA Oracle Italia S.r.l. ha per oggetto lo sviluppo, la produzione, l'acquisto, la vendita, la locazione, l'importazione, l'esportazione, la spedizione, il trasporto, l'immagazzinaggio, l'assemblaggio, e, in genere, il commercio, sia in Italia che all'estero, sia in proprio che per conto terzi, in via diretta e/o indiretta, di qualsiasi genere di prodotti hardware e software, nonché sia direttamente che indirettamente: acquistare, registrare, depositare o cedere, anche solo come licenziante o licenziataria, brevetti industriali e diritti di proprietà industriale in genere; prestare ogni sorta di servizi di installazione, di assistenza tecnica, di manutenzione ed elaborazione in proprio e/o per conto terzi, di prodotti hardware e software svolgere attività di progettazione, realizzazione, installazione, ampliamento, trasformazione e manutenzione di servizi integrati per il controllo e gestione di impianti tecnologici, elettrici ed elettronici, ivi compresa l organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento professionale per l applicazione e l impiego dei sistemi tecnologici suddetti. La Società può inoltre compiere tutte le operazioni finanziarie, commerciali, industriali, mobiliari ed immobiliari ritenute dal Consiglio di Amministrazione necessarie od utili per il conseguimento dell'oggetto sociale, ad eccezione delle attività che comportano il deposito e l'utilizzo del risparmio pubblico, attività di intermediazione immobiliare, mobiliare o fiduciaria. Oracle Italia appartiene al Gruppo Oracle ed è controllata al 100% da Oracle Netherlands BV. Il Consiglio di Amministrazione di Oracle Italia S.r.l., nella riunione del 27 gennaio 2005, ha approvato una prima versione del Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231, recante la Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell art. 11 della legge 29 settembre 2000, n Contestualmente all adozione del Modello, il Consiglio di Amministrazione ha nominato uno specifico organismo, denominato Organismo di Vigilanza, a cui ha conferito i compiti di vigilanza e controllo previsti dal Decreto medesimo. Successivamente, prima nel corso del 2007, poi nel corso del 2010 e da ultimo nel 2012, a seguito di un processo di riorganizzazione interna, dovuto anche alla fusione per incorporazione di Sun, nonché delle modifiche intervenute nel corpo del testo del D.lgs. 231/2001, la Società ha provveduto ad aggiornare ed integrare il risk assessment a suo tempo condotto, contemplando da un lato i cambiamenti organizzativi intervenuti Pag. 10 di /02/2013
11 e, dall altro, le ipotesi delittuose nel frattempo inserite nel corpo del D. Lgs. 231/2001. Facendo seguito a quanto stabilito in occasione del primo aggiornamento del Modello, approvato con delibera del Consiglio di Amministrazioen del 27 Maggio 2010, Oracle, dunque, ha proceduto nel corso del 2012 alla predisposizione di un Control & Risk Self Assessment ex D. Lgs. 231/2001, con specifico Focus sui Reati 2009 e sul nuovo assetto organizzativo, anche conseguentemente alla fusione per incorporazione di Sun. All esito della suddetta attività di aggiornamento/integrazione del risk assessment, la Società ha conseguentemente aggiornato il proprio Modello. La presente versione del documento è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 21 febbraio Pag. 11 di /02/2013
12 STRUTTURA DEL MODELLO Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di Oracle Italia S.r.l. è costituito da una Parte Generale, da tante Parti Speciali quante sono le famiglie di reato analizzate nello specifico (come meglio specificato infra) e da una serie di Allegati di volta in volta richiamati nel testo del Modello e da considerarsi parte integrante del Modello stesso. Nella Parte Generale, dopo un richiamo ai principi del Decreto (come descritto nel precedente Capitolo 1), viene rappresentata la metodologia utilizzata per sviluppare il Modello (come descritto nel Capitolo 2). Successivamente vengono illustrate le finalità e la natura del Modello, identificati i Destinatari e descritte le modalità di intervento e modifica del Modello (si veda il Capitolo 3). In seguito vengono poi descritte le componenti del sistema di controllo preventivo (si veda il Capitolo 4), le caratteristiche e il funzionamento dell OdV (si veda Capitolo 5), le modalità di diffusione del Modello (si veda Capitolo 6) e il sistema disciplinare legato ad eventuali infrazioni dei principi sanciti dal Modello (si veda Capitolo 7). Le Parti Speciali sono state predisposte con riferimento alle specifiche categorie di reato a cui Oracle viene ritenuta potenzialmente esposta sulla base delle risultanze delle attività di Risk Assessment condotte. I reati configurabili, sulla base delle valutazioni effettuate, sono stati suddivisi nelle seguenti categorie: Reati contro la Pubblica Amministrazione; Reati societari; Reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni ed utilità di provenienza illecita; Reati in tema di salute e sicurezza sul luogo di lavoro; Reati in tema di criminalità informatica ed in materia di violazione del Diritto d Autore (limitatamente all art. 171 bis della L.633/41); Reati in materia di criminalità organizzata (art. 24 ter); Reati di falso in materia di proprietà industriale (art. 25 bis, lett. f bis); Reati contro l industria e il commercio (art. 25 bis.1); Reati in violazione del diritto d autore (art. 25 novies); Reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria (art. 25 decies); Reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Pag. 12 di /02/2013
13 Le Parti Speciali conseguentemente sviluppate sono dunque le seguenti: Parte Speciale A: Reati contro la Pubblica Amministrazione ; Parte Speciale B: Reati Societari ; Parte Speciale C: Reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni ed utilità di provenienza illecita ; Parte Speciale D: Reati in tema di salute e sicurezza sul luogo di lavoro ; Parte Speciale E: Reati in tema di criminalità informatica; Parte Speciale F: Reati in materia di criminalità organizzata ; Parte Speciale G: Reati contro l industria ed il commercio ; Parte Speciale H: Reati in materia di violazione del diritto d autore ; Parte Speciale I: Reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Ciascuna Parte Speciale è dunque dedicata alla trattazione di una categoria di reato contemplata nelle attività di Risk Assessment condotte (secondo quanto sin qui precisato e come meglio descritto nel Capitolo 2) ed è articolata nelle seguenti sezioni: illustrazione delle fattispecie di reato ascrivibili alla famiglia dei reati oggetto della Parte Speciale; identificazione dei processi ed attività aziendali di Oracle a rischio di potenziale commissione dei suddetti reati e derivanti dalle attività di risk assessment condotte (c.d. Processi Sensibili); definizione dei protocolli per la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire, consistenti in: a) principi di comportamento e regole di condotta applicabili nella realizzazione delle attività entro i Processi Sensibili, ad integrazione del sistema etico e delle regole di comportamento delineato al Capitolo 4 della Parte Generale del presente Modello; b) principi specifici di comportamento e di controllo, in relazione a ciascun Processo Sensibile, formulati coerentemente con i principi ispiratori definiti all interno del Capitolo 4 della Parte Generale, ed al fine di rappresentare aspetti peculiari delle componenti del sistema di controllo interno rilevanti ai fini della disciplina del Processo stesso. Pag. 13 di /02/2013
14 Ciascuna Parte Speciale ha quindi lo scopo di: fornire ai Destinatari una rappresentazione del sistema di organizzazione, gestione e controllo della Società nonché un esemplificazione circa le modalità di commissione dei reati nell ambito di ciascun Processo Sensibile; indicare ai Destinatari i principi di comportamento, le regole di condotta generali e le prescrizioni specifiche a cui devono attenersi nello svolgimento delle proprie attività. Pag. 14 di /02/2013
15 PARTE GENERALE 1. IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/ Caratteristiche fondamentali della normativa Con l entrata in vigore del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è stata introdotta nel nostro ordinamento una responsabilità in sede penale (formalmente qualificata come responsabilità amministrativa ) degli enti. Il Legislatore italiano si è in questo modo conformato ad una serie di provvedimenti comunitari ed internazionali che richiedevano una maggiore responsabilità degli enti che fossero coinvolti nella commissione di alcuni tipi di illeciti aventi rilevanza penale. La normativa in questione prevede una responsabilità degli enti che si aggiunge a quella delle persone fisiche che hanno materialmente realizzato l illecito e che sorge qualora determinati reati siano commessi nell interesse o a vantaggio dell ente, in Italia o all estero, da parte di: persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della società, o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da parte di persone che esercitano anche di fatto la gestione e il controllo (i c.d. soggetti apicali); persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei predetti soggetti apicali. I Destinatari della normativa sono ai sensi del Decreto: gli enti forniti di personalità giuridica e le società e associazioni anche prive di personalità giuridica. Sono espressamente sottratti all ambito di validità del Decreto: lo Stato, gli enti pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, nonché gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. 1.2 I Reati Quanto ai reati cui si applica la disciplina in esame, si tratta attualmente delle seguenti tipologie: (a) reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e contro il patrimonio dello Stato o di altro Ente Pubblico, (b) delitti informatici e di trattamento illecito di dati, (c) reati in tema di falsità in monete, carte di pubblico credito e valori di bollo, (d) alcune fattispecie di reati in materia societaria, (e) reati con finalità di terrorismo e di eversione dell ordine democratico, (f) reati contro la personalità individuale, (g) reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione Pag. 15 di /02/2013
16 di mercato, (h) i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, (i) ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, (j) reati transnazionali disciplinati dalla Legge n. 146/2006, (k) reati di criminalità organizzata, (l) reati di falso in materia di marchi, brevetti e segni distintivi, (m) reati contro l industria e il commercio, (n) delitti in materia di violazioni del diritto d autore, (o) induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria, (p) reati ambientali, (q) impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Più in particolare, il Decreto, nel suo testo originario, si riferiva esclusivamente ad una serie di reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, e precisamente ai reati di: indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico; malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico; truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico; corruzione per un atto d ufficio; corruzione per un atto contrario ai doveri d ufficio; corruzione in atti giudiziari; corruzione di persona incaricata di pubblico servizio; concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri; istigazione alla corruzione; concussione. A tal proposito, si specifica che per Incaricato di Pubblico Servizio si intende, ai sensi dell art. 358 c.p., colui che a qualunque titolo presta un pubblico servizio, definito, quest ultimo, come un attività disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, ma caratterizzata dalla mancanza di poteri autoritativi e certificativi. Per Pubblico Ufficiale, invece, si intende, ai sensi dell art. 357 c.p., colui che esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. E pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della Pubblica Pag. 16 di /02/2013
17 Amministrazione, o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi. Successivamente, l art. 6 della Legge 23 novembre 2001 n. 409, recante Disposizioni urgenti in vista dell introduzione dell euro, ha inserito nell ambito del Decreto l art. 25-bis, che mira a punire i reati di falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo, ed in particolare i reati di: falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate; alterazione di monete; spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate; spendita di monete falsificate ricevute in buona fede; contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo; falsificazione dei valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati; uso di valori di bollo contraffatti o alterati; fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, valori di bollo o carta filigranata. Successivamente, l art. 3 del Decreto Legislativo 11 aprile 2002 n. 61, in vigore dal 16 aprile 2002, nell ambito della riforma del diritto societario ha introdotto il nuovo art. 25-ter del Decreto, poi modificato dalla Legge 28 Dicembre 2005, n. 262, estendendo il regime di responsabilità amministrativa degli enti anche ai c.d. reati societari; più precisamente la responsabilità è stata estesa ai reati di: false comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori; falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione; impedito controllo; indebita restituzione dei conferimenti; illegale ripartizione degli utili e delle riserve; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante; operazioni in pregiudizio dei creditori; Pag. 17 di /02/2013
18 formazione fittizia del capitale; indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; illecita influenza sull assemblea; aggiotaggio; ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; omessa comunicazione del conflitto di interessi (introdotto dalla Legge n. 262/2005). L art. 25 quater, inserito nel corpus originario del Decreto dall art. 3 della Legge 14 gennaio 2003, n. 7 (Ratifica della Convenzione internazionale contro il finanziamento del terrorismo), ha esteso la responsabilità amministrativa degli enti ai delitti con finalità di terrorismo e di eversione dell ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali e ai delitti violanti le prescrizioni contenute nella Convenzione summenzionata. Vengono elencati a titolo esemplificativo, ancorché non esaustivo: promozione, costituzione, organizzazione o direzione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell ordine democratico; assistenza agli associati (art. 270-ter c.p.); attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p.); atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (art. 280-bis c.p.). L art. 25 quater.1, inserito nel corpus originario del Decreto dall art. 3 della Legge 9 gennaio 2006, n. 7 (Disposizioni concernenti la prevenzione ed il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile), ha esteso la responsabilità amministrativa degli enti al delitto di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili di cui all art. 583-bis c.p. L art. 25 quinquies, inserito nel corpus originario del Decreto dall art. 5 della Legge 228 dell 11 agosto 2003 e modificato dalla Legge 6 febbraio 2006, n. 38 (Misure contro la tratta di persone), ha ulteriormente esteso la responsabilità amministrativa degli enti ai delitti contro la personalità individuale, quali: riduzione in schiavitù; tratta e commercio di schiavi; alienazione e acquisto di schiavi; prostituzione minorile; pornografia minorile; Pag. 18 di /02/2013
19 detenzione di materiale pornografico minorile; iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile. L art. 25 sexies, inserito nel corpus originario del Decreto dall articolo 9, comma 3 della Legge 18 aprile 2005 n. 62 (Recepimento della direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato - abusi di mercato - e delle direttive della Commissione di attuazione 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE) ha ulteriormente esteso la responsabilità amministrativa degli enti ai delitti di abusi di mercato: abuso di informazioni privilegiate; manipolazione del mercato. La medesima Legge n. 62 del 2005 ha previsto, inoltre, all art quinquies Testo unico della finanza, una nuova forma di responsabilità dell Ente conseguente alla commissione nel suo interesse o vantaggio (non di reati ma) degli illeciti amministrativi di: abuso di informazioni privilegiate (art. 185-bis Testo unico della finanza); manipolazione del mercato (art. 185-ter Testo unico della finanza). L art. 10 della Legge 16 marzo 2006, n non espressamente richiamata dal Decreto - come successivamente modificata, ha previsto la responsabilità amministrativa degli Enti in relazione ad una serie di reati a carattere transnazionale ai sensi dell art. 3 della predetta Legge (associazione per delinquere, associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria, favoreggiamento personale, procurato ingresso illegale nel territorio dello Stato italiano o di altro Stato del quale la persona non sia cittadina e favoreggiamento della permanenza illegale). Si considera reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato. Pag. 19 di /02/2013
20 Inoltre, la Legge 3 agosto 2007 n.123 ha introdotto nel Decreto l art. 25 septies, successivamente riformulato dall art. 300 del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81; il suddetto art. 25 septies stabilisce un ulteriore estensione della responsabilità amministrativa degli Enti in relazione ai delitti di: omicidio colposo commesso con violazione dell'articolo 55, comma 2, del decreto legislativo attuativo della delega di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di salute e sicurezza sul lavoro; omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Il decreto legislativo n. 231 del 21 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario n. 268 della Gazzetta Ufficiale n. 290 del 14 Dicembre 2007, ha recepito la direttiva 2005/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del , concernente la prevenzione dell utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (c.d. Terza direttiva Antiriciclaggio). Tale decreto legislativo estende l'ambito di applicazione del D. Lgs. 231/2001, introducendovi l art. 25 octies volto a sanzionare i delitti di: ricettazione (art. 648 del Codice Penale); riciclaggio (art. 648 bis del Codice Penale); impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648 ter del Codice Penale). La Legge 18 Marzo 2008, n. 48, ha introdotto nel corpus del D.Lgs. n. 231/2001 l art. 24 bis, estendendo così la responsabilità degli enti anche ai reati informatici previsti dai seguenti articoli del Codice Penale: 615 ter, (accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico); 615 quater (detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici); 615 quinquies (diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico); 617 quater (intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche); 617 quinquies, (istallazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche); Pag. 20 di /02/2013
21 635 bis, (danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici); 635 ter, (danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità); 635 quater (danneggiamento di sistemi informatici o telematici); 635 quinquies, (danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità); 491 bis (falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria); 640 quinquies (frode informatica del certificatore di firma elettronica). Secondo l art. 4 del D. Lgs. 231/2001, l ente può essere chiamato a rispondere in Italia in relazione a reati - contemplati dallo stesso D. Lgs. 231/ commessi all estero. La Relazione illustrativa al D. Lgs. 231/2001 sottolinea la necessità di non lasciare sfornita di sanzione una situazione criminologica di frequente verificazione, anche al fine di evitare facili elusioni dell intero impianto normativo in oggetto. I presupposti (previsti dalla norma ovvero desumibili dal complesso del D. Lgs. 231/2001) su cui si fonda la responsabilità dell ente per reati commessi all estero sono: il reato deve essere commesso all estero da un soggetto funzionalmente legato all ente, ai sensi dell art. 5, comma 1, del D. Lgs. 231/2001; l ente deve avere la propria sede principale nel territorio dello Stato italiano; l ente può rispondere solo nei casi e alle condizioni previste dagli artt. 7, 8, 9, 10 c.p. Tale rinvio è da coordinare con le previsioni degli articoli da 24 a 25-octies del D. Lgs. 231/2001, sicché - anche in ossequio al principio di legalità di cui all art. 2 del D. Lgs. 231/ a fronte della serie di reati menzionati dagli artt c.p., la società potrà rispondere soltanto di quelli per i quali la sua responsabilità sia prevista da una disposizione legislativa ad hoc; l ente può rispondere nei casi in cui nei suoi confronti non proceda lo Stato nel quale è stato commesso il fatto; nei casi in cui la legge prevede che il colpevole sia punito a richiesta del Ministro della Giustizia, si procede contro l ente solo se la richiesta è formulata anche nei confronti dell ente stesso. La Legge 15 luglio 2009, n. 94, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, ha introdotto i reati in materia di criminalità organizzata, di cui al nuovo art. 24-ter, tra i quali l associazione a delinquere (art. 416 c.p.) e l associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.). Pag. 21 di /02/2013
22 La Legge 23 luglio 2009, n. 99, recante Disposizioni per lo sviluppo e l internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia ha introdotto i reati di falso in materia di marchi e brevetti, di cui al novellato art. 25-bis (art. 473 c.p. e 474 c.p.), i reati contro l industria ed il commercio, di cui al nuovo art. 25-bis.1 e i reati in materia di violazione della legge sul diritto d autore, di cui al nuovo art. 25-novies. Inoltre, la Legge 3 Agosto 2009, n. 116, di ratifica ed esecuzione della Convenzione ONU contro la corruzione adottata dalla Assemblea generale dell'onu il 31 ottobre 2003 con risoluzione n. 58/4, ha introdotto il reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria, di cui al nuovo art. 25-decies. Il Decreto Legislativo n.121 del 7 luglio 2011, in vigore dal 16 agosto 2011, ha introdotto l art. 25-undecies del Decreto estendendo la responsabilità amministrativa degli enti ai seguenti reati ambientali: - uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727 bis c.p.) e distruzione o deterioramento di habitat all interno di un sito protetto (art. 733 bis c.p.); - scarico illecito di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose (art. 137, D.lgs. 152/2006), gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256, D.lgs. 152/2006) omessa bonifica dei siti (art. 257, D.lgs. 152/2006); violazioni degli obblighi di tenuta dei formulari nel trasporto di rifiuti (art. 258, D.lgs. 152/2006); traffico illecito di rifiuti (art. 259, D.lgs. 152/2006); attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260, D.lgs. 152/2006); violazione dei controlli sulla tracciabilità dei rifiuti (260 bis, D.lgs. 152/2006); violazione delle prescrizioni in tema di esercizio di stabilimenti (art. 279, D.lgs. 152/2006); - commercio di animali in via di estinzione in violazione delle prescrizioni previste dalla stessa legge (art. 1 e 2 della Legge 150/1992), alla detenzione di animali selvatici che costituiscano pericolo per la salute e l incolumità pubblica (art. 6 della Legge 150/1992); alla falsificazione e alterazione della certificazione necessaria per introdurre specie protette nella comunità europea (art. 3 bis della Legge 150/1992); - utilizzo di sostanze lesive per l ozono (art. 3 della legge 28 dicembre 1999, n. 549); - inquinamento doloso (art. 8, D.lgs. 202/2007) e inquinamento colposo (art. 9, D.lgs. 202/2007) dell ambiente marino realizzato mediante lo scarico di navi. Il Decreto Legislativo n.109 del 16 luglio 2012, in vigore dal 9 agosto 2012, ha introdotto l art. 25-duodecies del Decreto estendendo la responsabilità amministrativa degli enti al reati di Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Pag. 22 di /02/2013
23 La Legge n. 190 del 2012, come già precisato, ha introdotto, estendendo ulteriormente la responsabilità amministrativa degli enti, all art. 25 del Decreto il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319 quater c.p.) e all art. 25 ter del Decreto il reato di corruzione tra privati (art c.c.). 1.3 L apparato sanzionatorio Il Decreto prevede che per gli illeciti sopra descritti agli enti possano essere applicate sanzioni pecuniarie e sanzioni interdittive, possa essere disposta la pubblicazione della sentenza e la confisca del prezzo o del profitto del reato. Le sanzioni pecuniarie si applicano ogniqualvolta un ente commetta uno degli illeciti previsti dal Decreto. Esse vengono applicate per quote in un numero non inferiore a cento né superiore a mille (l importo di una quota va da un minimo di 258,22 ad un massimo di 1.549,37) e possono variare da un minimo di ,00 ad un massimo di ,00. Ai fini della quantificazione delle quote il giudice deve tenere conto: della gravità del fatto; del grado di responsabilità dell ente; dell attività svolta dall ente per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti. L importo della quota viene invece fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell ente. In certi casi la sanzione pecuniaria può essere anche ridotta. Le sanzioni interdittive possono essere applicate solo in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste dal Decreto, qualora ricorra almeno una delle seguenti condizioni: l ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità ed il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale, ovvero da soggetti sottoposti all altrui direzione quando la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative; in caso di reiterazione degli illeciti. Le sanzioni interdittive applicabili agli enti ai sensi del Decreto sono: Pag. 23 di /02/2013
24 l interdizione dall esercizio dell attività, con conseguente sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali allo svolgimento della stessa; la sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito; il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; la esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi. Il tipo e la durata (che può variare da tre mesi a due anni) delle sanzioni interdittive sono stabiliti dal giudice, sulla base dei criteri indicati per la commisurazione delle sanzioni pecuniarie. Il Decreto prevede, inoltre, la possibilità di applicare alcune sanzioni in via definitiva (quindi superando il limite massimo di durata di due anni), qualora si verifichino determinati eventi considerati particolarmente gravi dal legislatore. Se necessario, le sanzioni interdittive possono essere applicate anche congiuntamente. Il giudice può disporre in luogo dell applicazione della sanzione interdittiva che determina l interruzione dell attività dell ente la prosecuzione dell attività dell ente da parte di un commissario giudiziale per un periodo pari alla durata della pena interdittiva che sarebbe stata applicata, qualora ricorra almeno una delle seguenti condizioni: l ente svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità la cui interruzione può provocare un grave pregiudizio alla collettività; l interruzione dell attività dell ente può provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio in cui è situato, rilevanti ripercussioni sull occupazione. In caso di inosservanza delle sanzioni interdittive la punizione può essere la reclusione da sei mesi a tre anni a carico di chiunque, nello svolgimento dell attività dell ente cui è stata applicata la sanzione interdittiva, trasgredisca agli obblighi o ai divieti inerenti la stessa. In tale caso, nei confronti dell ente nell interesse o a vantaggio del quale il reato è stato commesso si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 600 quote e la confisca del profitto. Qualora sussistano gravi indizi per ritenere la responsabilità dell ente per un illecito dipendente da reato e vi sono fondati motivi e specifici elementi che fanno ritenere concreto il pericolo che vengano commessi illeciti della stessa indole, le sanzioni interdittive di cui sopra possono anche essere applicate in via cautelare. Pag. 24 di /02/2013
25 Oltre alle predette sanzioni, il Decreto prevede che venga sempre disposta con la sentenza di condanna la confisca del prezzo o del profitto del reato nonché la pubblicazione della sentenza di condanna in presenza di una sanzione interdittiva a spese dell ente. 1.4 Il modello organizzativo come forma di esonero dalla responsabilità Il Decreto prevede che l ente non risponda dei reati commessi dai soggetti c.d. apicali qualora dimostri: di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, Modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi; di aver affidato a un organismo dell ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei Modelli e di curare il loro aggiornamento; che le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i suddetti modelli di organizzazione e di gestione; che non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo su indicato. Per i reati commessi da soggetti non in posizione apicale l ente è responsabile solo qualora la commissione del reato sia stata resa possibile dall inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza. In ogni caso è esclusa l omissione degli obblighi di direzione e vigilanza se, prima della commissione del reato, l ente ha adottato ed efficacemente attuato un modello gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Il Decreto prevede che gli enti, per soddisfare le predette esigenze, possano adottare modelli di organizzazione e di gestione sulla base di codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti, comunicati al Ministero della Giustizia che, di concerto con i Ministeri competenti, può formulare entro trenta giorni osservazioni sulla idoneità dei modelli a prevenire i reati. In conformità a tale disposizione Oracle Italia, nella predisposizione del presente Modello, si è ispirata alle linee guida emanate da Confindustria. Occorre tuttavia ricordare che tali indicazioni rappresentano un semplice quadro di riferimento a cui ogni società può rifarsi ai fini dell adozione del Modello. Si tratta di suggerimenti cui la società è libera di ispirarsi nell elaborazione del Modello. Ogni società dovrà, infatti, adeguare le linee guida alla realtà concreta che la caratterizza e, quindi, alle sue dimensioni ed alla specifica attività che Pag. 25 di /02/2013
26 svolge, e scegliere di conseguenza le modalità tecniche con cui procedere all adozione del Modello. Inoltre, con specifico riferimento alla materia della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, è doveroso ricordare che l art. 30 del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81, stabilisce che il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa degli enti di cui al Decreto, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate. Il suddetto modello organizzativo e gestionale deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell avvenuta effettuazione delle attività in precedenza elencate. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull attuazione dello stesso e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati quando: siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell organizzazione e nell attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. Pag. 26 di /02/2013

References: art. 171
 art. 11
 art. 171
 art. 358
 art. 357
 art. 6
 art. 25
 art. 3
 art. 25
 art. 25
 art. 3
 art. 25
 art. 3
 art. 583
 art. 25
 art. 5
 art. 25
 articolo 9
 art. 10
 art. 3
 art. 25
 art. 300
 art. 25
 art. 25
 art. 24
 art. 4
 art. 5
 art. 2
 art. 24
 art. 25
 art. 25
 art. 25
 art. 25
 art. 25
 art. 25
 art. 25
 art. 25
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 30