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Timestamp: 2020-08-05 21:55:22+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2244 del 30/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2244 del 30/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 30/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.30/01/2017), n. 2244
sul ricorso 18802-2011 proposto da:
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS), i
O.P.;
avverso la sentenza n. 318/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 21/03/2011 R.G.N. 370/10;
16/11/2016 dal Consigliere Dott. DORONZO ADRIANA;
FRESA MARIO che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.
che, con sentenza depositata il giorno 21/3/2011, la Corte d’appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato l’INPS a restituire all’odierno intimato il 90% dei contributi e dei premi versati nel triennio 1994-1997, in applicazione della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90;
che O.P. è rimasto intimato, non avendo svolto in questa sede alcuna attività difensiva.
che questa Corte, in passato, ha avuto modo di ritenere che, qualora la parte abbia eletto domicilio presso il proprio procuratore e questi, svolgendosi il giudizio di gravame fuori della propria circoscrizione di assegnazione, non abbia a sua volta eletto domicilio presso un collega iscritto nel luogo ove ha sede l’autorità procedente, con conseguente fissazione di domicilio presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria procedente R.D. n. 37 del 1934, ex art. 82, la notifica dell’atto di impugnazione può alternativamente essere compiuta nei confronti della parte personalmente, ex art. 137 c.p.c., ovvero del procuratore presso la cancelleria del luogo ove si svolge il giudizio d’appello, ma non anche nei confronti della parte presso detta cancelleria, giungendo per conseguenza a dichiarare inesistente e insuscettibile di rinnovazione la notificazione effettuata alla parte personalmente presso la cancelleria siccome priva di qualsiasi collegamento con il destinatario della notifica stessa, dal momento che l’elezione di domicilio ex lege di cui R.D. n. 37 del 1934, art. 82, cit., vale solo per il procuratore costituito e non anche per la parte che ne è difesa (Cass. n. 18237 del 2015);
che la diversa opinione espressa al riguardo da Cass. n. 13972 del 2014, secondo la quale la rinnovazione di una notifica nulla, eventualmente anche a distanza di anni dal deposito del ricorso, contrasterebbe con il principio di ragionevole durata del processo, onde alla mancata spontanea rinnovazione ad opera della parte (ed in mancanza di costituzione dell’intimato) dovrebbe seguire la declaratoria d’inammissibilità del ricorso, è stata disattesa dalla giurisprudenza successiva di questa Corte, che ha obiettato non soltanto che all’esigenza di conformare anche l’istituto della rinnovazione della notificazione al principio della ragionevole durata del processo è finalizzata la previsione di cui all’art. 375 c.p.c., n. 2, a norma del quale a Corte pronuncia in Camera di consiglio quando riconosce di dovere “ordinare l’integrazione del contraddittorio o disporre che sia eseguita la notificazione dell’impugnazione ai norma dell’art. 331, ovvero che sia rinnovata”, ma soprattutto che la rapida trattazione di alcune tipologie di ricorsi in adunanza camerale costituisce la principale finalità della istituzione della sesta sezione civile presso questa Corte, alla quale tutti i ricorsi iscritti al ruolo generale vengono trasmessi sia per adottare i necessari provvedimenti ordinatori, sia per la decisione nelle altre ipotesi di cui all’art. 375 c.p.c., onde non può certo imputarsi alla parte la mancata rilevazione della specifica ipotesi di trattazione del ricorso in camera di consiglio al fine di disporre la rinnovazione della notificazione (così Cass. n. 22079 del 2014, il cui dictum è stato ribadito da Cass. S.U. n. 608 del 2015);
che, anche a voler considerare il precedente arresto giurisprudenziale in tema di notifica alla parte presso la cancelleria quale espressione del principio consolidato secondo cui il difetto di collegamento tra il luogo di notificazione e la parte dava luogo ad inesistenza e non a nullità della notificazione, difettano in specie in radice i presupposti per poter dare ingresso ai principi consolidati in materia di c.d. prospective overruling, non essendo ricollegabile al presente provvedimento alcun effetto preclusivo del diritto di azione o di difesa della parte (nel senso chiarito, tra le altre, da Cass. S.U. n. 17402 del 2012 e Cass. n. 5962 del 2013);

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 4
 art. 82
 art. 137
 art. 82
 Cass. 
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 Cass. 
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