Source: https://news.avvocatoandreani.it/doc/cassazione-civile-sez-ordinanza-28994-del-2017-104115.html
Timestamp: 2020-07-10 09:37:12+00:00

Document:
S.F.B., elettivamente domiciliato in ROMA piazza Cavour presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dall'avvocato FEDERICA POLTRONIERI;
B.A., elettivamente domiciliato in ROMA piazza Cavour presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dall'avvocato CLAUDIA MELILLO;
avverso la sentenza n. 3259/2015 della CORTE D'APPELLO di MILANO, depositata il 24/07/2015;
Con sentenza del 24/06/2015 la Corte d'appello di Milano, per quel che ancora interessa, ha rigettato integralmente il gravame proposto dal S., che domandava venisse accertata l'inesistenza del diritto della B. di ottenere l'assegno divorzile, previa consulenza tecnica d'ufficio volta ad accertare la situazione economica della medesima e, in subordine, che venisse ridotto l'importo dell'assegno in misura proporzionale alle capacità patrimoniali e reddituali delle parti.
A sostegno della decisione la Corte territoriale ha rilevato che la B., ormai sessantacinquenne, gode di un'esigua pensione mensile di Euro 400, pur essendo proprietaria della casa di abitazione e di alcuni terreni in Slovenia di modico valore. Il S., dal canto suo, possiede una capacità economica tale da far fronte al disposto assegno divorzile.
Con il primo motivo viene lamentata la violazione della L. n. 898 del 1970, art. 5 in quanto la Corte d'appello non ha verificato l'esistenza del diritto della richiedente in relazione all'inadeguatezza dei mezzi o all'impossibilità di procurarseli per ragioni obbiettive.
Con il secondo motivo viene lamentata l'erroneità e la contraddittorietà della motivazione della sentenza in ordine alla supposta capacità reddituale del ricorrente.
Con il terzo motivo viene lamentata l'omessa motivazione in ordine alle istanze istruttorie formulate con l'atto d'appello volte ad ottenere un'ulteriore consulenza tecnica d'ufficio o comunque un approfondimento istruttorio sui redditi della B..
11 primo motivo non è fondato, in quanto la Corte d'appello ha accertato sia l'inadeguatezza dei mezzi della richiedente (titolare di un modesto reddito da pensione di Euro 400 mensili) sia l'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive in relazione alla sua età (65 anni). La pronuncia appare sostanzialmente conforme a quanto recentemente statuito da questa Corte con la sentenza n. 11504 del 2017, che nell'accertamento del diritto all'assegno divorzile impone un giudizio bifasico improntato, quanto alla fase dell'au debeatur, al principio dell'autoresponsabilità economica di ciascuno dei coniugi quali persone singole.
Il secondo motivo è inammissibile perchè, nel prospettare un vizio motivazionale, suppone come ancora esistente il controllo di legittimità sulla motivazione della sentenza, essendo invece oggi denunciabile, in seguito alla modifica dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, apportata dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54 convertito in L. n. 134 del 2012, soltanto l'omesso esame di un fatto decisivo che sia stato oggetto di discussione tra le parti (Cass., sez. un., n. 8053/2014, n. 8054/2014). 11 ricorrente non evidenzia alcun fatto decisivo il cui esame sarebbe stato omesso dalla Corte territoriale.
Il terzo motivo è parimenti inammissibile, dovendosi rilevare che la mancata nomina di un consulente tecnico di ufficio, regolarmente sollecitata dalla parte, è censurabile in cassazione quando la consulenza sia l'unico possibile mezzo di accertamento di un fatto determinante per la decisione (Cass. 10938/1996): nel caso di specie, l'istanza di ammissione di c.t.u. aveva un'evidente finalità esplorativa.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54