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Timestamp: 2020-02-22 03:42:58+00:00

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CODICE PENALE - Libro Primo - Titoli V-VIII
Articolo 131-bis - Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
L'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l'autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona. L'offesa non può altresì essere ritenuta di particolare tenuità quando si procede per delitti, puniti con una pena superiore nel massimo a due anni e sei mesi di reclusione, commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, ovvero nei casi di cui agli articoli 336, 337 e 341-bis, quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni.
Articolo 132 - Potere discrezionale del giudice nell’applicazione della pena: limiti
Nell’aumento o nella diminuzione della pena non si possono oltrepassare i limiti stabiliti per ciascuna specie di pena (23-26 c.p.), salvo i casi espressamente determinati dalla legge (64-67, 73, 78, 133-bis c.p.).
Articolo 133-bis - Condizioni economiche del reo; valutazione agli effetti della pena pecuniaria
Il giudice può aumentare (66, 78 c.p.) la multa o l’ammenda stabilite dalla legge sino al triplo o diminuirle sino ad un terzo quando, per le condizioni economiche del reo, ritenga che la misura massima sia inefficace ovvero che la misura minima sia eccessivamente gravosa.
Articolo 133-ter - Pagamento rateale della multa o dell’ammenda
Articolo 134 - Computo delle pene
Le pene temporanee si applicano a giorni, a mesi e ad anni (14 c.p.).
Nelle condanne a pene temporanee non si tiene conto delle frazioni di giorno, e, in quelle a pene pecuniarie, delle frazioni di euro.
Articolo 135 - Ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive
Quando, per qualsiasi effetto giuridico (137, 163 c.p.), si deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando euro 250, o frazione di euro 250, di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva.
Articolo 136 - Modalità di conversione di pene pecuniarie
Articolo 137 - Custodia cautelare
La custodia sofferta prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile si detrae dalla durata complessiva della pena temporanea detentiva o dall’ammontare della pena pecuniaria (657 c.p.p.).
Articolo 138 - Pena e custodia cautelare per reati commessi all’estero
Quando il giudizio seguito all’estero è rinnovato nello Stato (11 c.p.), la pena scontata all’estero è sempre computata, tenendo conto della specie di essa; e, se vi è stata all’estero custodia cautelare, si applicano le disposizioni dell’articolo precedente.
Articolo 139 - Computo delle pene accessorie
Nel computo delle pene accessorie temporanee (662 c.p.p.) non si tien conto del tempo in cui il condannato sconta la pena detentiva, o è sottoposto a misura di sicurezza detentiva, né del tempo in cui egli si è sottratto volontariamente alla esecuzione della pena o della misura di sicurezza.
Articolo 140 - Applicazione provvisoria di pene accessorie
Articolo 141 - Esecuzione delle pene detentive. Stabilimenti speciali
Articolo 142 - Esecuzione delle pene detentive inflitte a minori
Articolo 143 - Ripartizione dei condannati negli stabilimenti penitenziari
Articolo 144 - Vigilanza sull’esecuzione delle pene
Articolo 145 - Remunerazione ai condannati per il lavoro prestato
#7 - Ultimo comma implicitamente abrogato dall'articolo 24, 2° comma, l. 26 luglio 1975, n.354 (Norme sull'ordinamento penitenziario).
Articolo 146 - Rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena
Nei casi previsti dai numeri 1) e 2) del primo comma il differimento non opera o, se concesso, è revocato se la gravidanza si interrompe, se la madre è dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muore, viene abbandonato ovvero affidato ad altri, sempreché l'interruzione di gravidanza o il parto siano avvenuti da oltre due mesi.
Articolo 147 - Rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena
Nel caso indicato nel numero 3 del primo comma il provvedimento è revocato, qualora la madre sia dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muoia, venga abbandonato ovvero affidato ad altri che alla madre.
Articolo 148 - Infermità psichica sopravvenuta al condannato
Articolo 149 - Consiglio di patronato e Cassa delle ammende
Articolo 150 - Morte del reo prima della condanna
Articolo 151 - Amnistia
La estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa.
L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza (102, 103, 105, 108 c.p.), salvo che il decreto disponga diversamente.
Articolo 152 - Remissione della querela
Nei delitti punibili a querela della persona offesa (120-126 c.p.), la remissione estingue il reato.
La remissione è processuale (340 c.p.p.) o extraprocessuale. La remissione extraprocessuale è espressa o tacita. Vi è remissione tacita, quando il querelante ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela.
La remissione può intervenire solo prima della condanna (648 c.p.p.), salvi i casi per i quali la legge disponga altrimenti (542 2° comma c.p.p.).
La remissione non può essere sottoposta a termini o a condizioni. Nell’atto di remissione può essere fatta rinuncia al diritto alle restituzioni e al risarcimento del danno (185 c.p.).
Articolo 153 - Esercizio del diritto di remissione. Incapaci
Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione di infermità di mente, il diritto di remissione è esercitato dal loro legale rappresentante (120, 121 c.p.).
Articolo 154 - Più querelanti: remissione di uno solo
Articolo 155 - Accettazione della remissione
Articolo 156 - Estinzione del diritto di remissione
Il diritto di remissione si estingue con la morte della persona offesa dal reato. (#8)
#8 - Articolo costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non attribuisce l’esercizio del diritto di remissione della querela agli eredi della persona offesa dal reato, allorché tutti vi consentano (Corte costituzionale 75/151).
Articolo 157 - Prescrizione. Tempo necessario a prescrivere
I termini di cui ai commi che precedono sono raddoppiati per i reati di cui agli articoli 375, terzo comma, 449, 589, secondo e terzo comma, e 589-bis, nonché per i reati di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale. I termini di cui ai commi che precedono sono altresì raddoppiati per i delitti di cui al titolo VI-bis del libro secondo, per il reato di cui all'articolo 572 e per i reati di cui alla sezione I del capo III del titolo XII del libro II e di cui agli articoli 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, salvo che risulti la sussistenza delle circostanze attenuanti contemplate dal terzo comma dell'articolo 609-bis ovvero dal quarto comma dell'articolo 609-quater.
Articolo 158 - Decorrenza del termine della prescrizione
Il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno (142 c.p.) della consumazione (557 c.p.); per il reato tentato, dal giorno un cui è cessata l’attività del colpevole (56 c.p.); per il reato permanente [o continuato], dal giorno un cui è cessata la permanenza [o la continuazione] (81 c.p.). (#9)
Quando la legge fa dipendere la punibilità del reato dal verificarsi di una condizione (44 c.p.), il termine della prescrizione decorre dal giorno in cui la condizione si è verificata. Nondimeno, nei reati punibili a querela, istanza o richiesta, il termine della prescrizione decorre dal giorno del commesso reato.
Per i reati previsti dall'articolo 392, comma 1-bis, del codice di procedura penale, se commessi nei confronti di minore, il termine della prescrizione decorre dal compimento del diciottesimo anno di età della persona offesa, salvo che l'azione penale sia stata esercitata precedentemente. In quest'ultimo caso il termine di prescrizione decorre dall'acquisizione della notizia di reato.
#9 - Le parole riportate tra parentesi quadre sono state soppresse dall’articolo 6 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per recidivi, di usura e di prescrizione).
Articolo 159 - Sospensione del corso della prescrizione
3-ter) rogatorie all’estero, dalla data del provvedimento che dispone una rogatoria sino al giorno in cui l'autorità richiedente riceve la documentazione richiesta, o comunque decorsi sei mesi dal provvedimento che dispone la rogatoria.
Il corso della prescrizione è interrotto dalla sentenza di condanna (444, 533 c.p.p.) o dal decreto di condanna (460 c.p.p.).
La prescrizione interrotta comincia nuovamente a decorrere dal giorno della interruzione. Se più sono gli atti interruttivi, la prescrizione decorre dall’ultimo di essi; ma in nessun caso i termini stabiliti nell’articolo 157 possono essere prolungati oltre i termini di cui all’articolo 161, secondo comma, fatta eccezione per i reati di cui all’articolo 51, comma 3 bis e 3 quater, del codice di procedura penale.
Salvo che si proceda per i reati di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale, in nessun caso l'interruzione della prescrizione può comportare l'aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere, della metà per i reati di cui agli articoli 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322-bis, limitatamente ai delitti richiamati dal presente comma, e 640-bis, nonché nei casi di cui all'articolo 99, secondo comma, di due terzi nel caso di cui all'articolo 99, quarto comma, e del doppio nei casi di cui agli articoli 102, 103 e 105.
Articolo 162 - Oblazione nelle contravvenzioni
Nelle contravvenzioni, (39, 650 segg. c.p.) per le quali la legge stabilisce la sola pena dell’ammenda, il contravventore è ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento (492 c.p.p.), ovvero prima del decreto di condanna (460 c.p.p.), una somma corrispondente alla terza parte del massimo della pena stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa, oltre le spese del procedimento.
Articolo 162-bis - Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative
La domanda può essere riproposta sino all’inizio della discussione finale del dibattimento di primo grado (523 c.p.p.).
Articolo 162-ter - Estinzione del reato per condotte riparatorie
Nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l'imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato. Il risarcimento del danno può essere riconosciuto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall'imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo.
Articolo 163 - Sospensione condizionale della pena
Se il reato è stato commesso da persona di età superiore agli anni diciotto ma inferiore agli anni ventuno o da chi ha compiuto gli anni settanta, la sospensione può essere ordinata quando si infligga una pena restrittiva della libertà personale non superiore a due anni e sei mesi ovvero una pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell’articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della libertà personale per un tempo non superiore, nel complesso, a due anni e sei mesi. In caso di sentenza di condanna a pena pecuniaria congiunta a pena detentiva non superiore a due anni e sei mesi, quando la pena nel complesso, ragguagliata a norma dell'articolo 135, sia superiore a due anni e sei mesi, il giudice può ordinare che l'esecuzione della pena detentiva rimanga sospesa.
Articolo 164 - Limiti entro i quali è ammessa la sospensione condizionale della pena
1) a chi ha riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione (178 c.p.), né al delinquente o contravventore abituale (102-104 c.p.) o professionale (105 c.p.);
2) allorché alla pena inflitta deve essere aggiunta una misura di sicurezza personale (215 c.p.), perché il reo è persona che la legge presume socialmente pericolosa.
La sospensione condizionale della pena rende inapplicabili le misure di sicurezza, tranne che si tratti della confisca (240 c.p.).
La sospensione condizionale della pena non può essere concessa più di una volta. Tuttavia il giudice, nell’infliggere una nuova condanna, può disporre la sospensione condizionale qualora la pena da infliggere, cumulata con quella irrogata con la precedente condanna anche per delitto, non superi i limiti stabiliti dall’articolo 163.
Articolo 165 - Obblighi del condannato
La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’adempimento dell’obbligo delle restituzioni, al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno o provvisoriamente assegnata sull’ammontare di esso e alla pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno (c.p. 185, 186); può altresì essere subordinata, salvo che la legge disponga altrimenti, all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.
Nei casi di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento della somma determinata a titolo di riparazione pecuniaria ai sensi dell'articolo 322-quater, fermo restando il diritto all'ulteriore eventuale risarcimento del danno.
Nei casi di condanna per i delitti di cui agli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis, nonché agli articoli 582 e 583-quinquies nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati.
Nel caso di condanna per il reato previsto dall'articolo 624-bis, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento integrale dell'importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.
Articolo 166 - Effetti della sospensione
La sospensione condizionale della pena si estende alle pene accessorie (19 c.p.). Nondimeno, nel caso di condanna per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis e 346-bis, il giudice può disporre che la sospensione non estenda i suoi effetti alle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici e dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.
La condanna a pena condizionalmente sospesa non può costituire in alcun caso, di per sé sola, motivo per l’applicazione di misure di prevenzione, né d’impedimento all’accesso a posti di lavoro pubblici o privati tranne i casi specificamente previsti dalla legge, né per il diniego di concessioni, di licenze o di autorizzazioni necessarie per svolgere attività lavorativa.
Articolo 167 - Estinzione del reato
Se, nei termini stabiliti, il condannato non commette un delitto, ovvero una contravvenzione della stessa indole (101 c.p.), ed adempie gli obblighi impostigli (165 c.p.), il reato è estinto.
Articolo 168 - Revoca della sospensione
Salva la disposizione dell’ultimo comma dell’articolo 164, la sospensione condizionale della pena è revocata di diritto (674 c.p.p.) qualora, nei termini stabiliti, il condannato:
1) commetta un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole (101 c.p.), per cui venga inflitta una pena detentiva, o non adempia agli obblighi impostigli (165 c.p.);
2) riporti un’altra condanna per un delitto anteriormente commesso a pena che, cumulata a quella precedentemente sospesa, supera i limiti stabiliti dall’articolo 163.
La sospensione condizionale della pena è altresì revocata quando è stata concessa in violazione dell'articolo 164, quarto comma, in presenza di cause ostative. La revoca è disposta anche se la sospensione è stata concessa ai sensi del comma 3 dell'articolo 444 del codice di procedura penale.
Articolo 168-bis - Sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato
La concessione della messa alla prova è inoltre subordinata alla prestazione di lavoro di pubblica utilità. Il lavoro di pubblica utilità consiste in una prestazione non retribuita, affidata tenendo conto anche delle specifiche professionalità ed attitudini lavorative dell'imputato, di durata non inferiore a dieci giorni, anche non continuativi, in favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le aziende sanitarie o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, che operano in Italia, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. La prestazione è svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell'imputato e la sua durata giornaliera non può superare le otto ore.
Articolo 168-ter - Effetti della sospensione del procedimento con messa alla prova
Durante il periodo di sospensione del procedimento con messa alla prova il corso della prescrizione del reato è sospeso. Non si applicano le disposizioni del primo comma dell'articolo 161.
Articolo 168-quater - Revoca della sospensione del procedimento con messa alla prova
Articolo 169 - Perdono giudiziale per i minori degli anni diciotto
Se, per il reato commesso dal minore degli anni diciotto la legge stabilisce una pena restrittiva della libertà personale non superiore nel massimo a due anni ovvero una pena pecuniaria non superiore nel massimo a euro cinque, anche se congiunta a detta pena, il giudice può astenersi dal pronunciare il rinvio al giudizio, quando, avuto riguardo alle circostanze indicate nell’articolo 133, presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati.
Qualora si proceda al giudizio, il giudice può, nella sentenza, per gli stessi motivi, astenersi dal pronunciare condanna. (#10)
Le disposizioni precedenti non si applicano nei casi preveduti dal numero 1 del primo capoverso dell’articolo 164.
Il perdono giudiziale non può essere conceduto più di una volta. (#11)
#10 - I primi due commi dell’articolo 169 risultano in parte tacitamente abrogati dall’articolo 19 del r.d.l. 20 luglio 1934 n.1404, convertito nella Legge 27 maggio 1935 n. 385 e successive modifiche: “Se per il reato commesso dal minore degli anni diciotto il tribunale per i minorenni ritiene che si possa applicare una pena restrittiva della libertà personale non superiore a due anni, ovvero una pena pecuniaria non superiore a lire tre milioni, anche se congiunta a detta pena, può applicare il perdono giudiziale, sia quando provvede a norma dell’articolo 14 sia nel giudizio”.
#11 - La Corte Costituzionale, con sentenza del 5 luglio 1973 n. 108, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 169, nella parte in cui non consente che possa estendersi il perdono giudiziale ad altri reati che si legano con il vincolo della continuazione a quelli per i quali è stato concesso il beneficio. Con sentenza del 7 luglio 1976 n. 154, è stata inoltre dichiarata l’illegittimità costituzionale del comma 4, nella parte in cui esclude che possa concedersi un nuovo perdono giudiziale in caso di reato commesso anteriormente alla prima sentenza di perdono, e di pena che, cumulata con quella precedente, non superi i limiti di applicabilità del beneficio.
Articolo 170 - Estinzione di un reato che sia presupposto, elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato
La causa estintiva di un reato, che è elemento costitutivo o circostanza aggravante di un reato complesso, non si estende al reato complesso (84 c.p.).
L’estinzione di taluno fra più reati connessi non esclude, per gli altri, l’aggravamento di pena derivante dalla connessione (61 numero 2 c.p.).
Articolo 171 - Morte del reo dopo la condanna
Articolo 172 - Estinzione delle pene della reclusione e della multa per decorso del tempo
Articolo 173 - Estinzione delle pene dell’arresto e dell’ammenda per decorso del tempo
Articolo 174 - Indulto e grazia
Articolo 175 - Non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale
Articolo 176 - Liberazione condizionale
Articolo 177 - Revoca della liberazione condizionale o estinzione della pena
Articolo 178 - Riabilitazione
Articolo 179 - Condizioni per la riabilitazione
La riabilitazione concessa a norma dei commi precedenti non produce effetti sulle pene accessorie perpetue. Decorso un termine non inferiore a sette anni dalla riabilitazione, la pena accessoria perpetua è dichiarata estinta, quando il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.
Articolo 180 - Revoca della sentenza di riabilitazione
Articolo 181 - Riabilitazione nel caso di condanna all’estero
Articolo 182 - Effetti delle cause di estinzione del reato o della pena
Articolo 183 - Concorso di cause estintive
Articolo 184 - Estinzione della pena [di morte,] dell’ergastolo o di pene temporanee nel caso di concorso di reati
Articolo 185 - Restituzioni e risarcimento del danno
Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili debbono rispondere per il fatto di lui (2043-2054 c.c.).
Articolo 186 - Riparazione del danno mediante pubblicazione della sentenza di condanna
Oltre quanto è prescritto nell’articolo precedente e in altre disposizioni di legge, ogni reato obbliga il colpevole alla pubblicazione, a sue spese, della sentenza di condanna, qualora la pubblicazione costituisca un mezzo per riparare il danno non patrimoniale cagionato dal reato (543, 694 c.p.p.).
Articolo 187 - Indivisibilità e solidarietà nelle obbligazioni ex delicto
Articolo 188 - Spese per il mantenimento del condannato. Obbligo al rimborso
Il condannato è obbligato a rimborsare all’erario dello Stato le spese per il suo mantenimento negli stabilimenti di pena (145 c.p.; 535, 692 c.p.p.), e risponde di tale obbligazione con tutti i suoi beni mobili e immobili, presenti e futuri, a norma delle leggi civili.
L’obbligazione non si estende alla persona civilmente responsabile, e non si trasmette agli eredi del condannato. (#12)
#12 - Comma dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede la non trasmissibilità agli eredi dell’obbligo di rimborsare le spese del processo penale (Corte costituzionale 98/98).
Articolo 189 - Ipoteca legale; sequestro (#13)
Se l’imputato offre cauzione, può non farsi luogo alla iscrizione dell’ipoteca legale o al sequestro.
#13 - L’articolo 218 d.legisl. 28 luglio 1989, n. 271 (Norme di att., di coord. e trans. del c.p.p.) ha abrogato le disposizioni del codice penale che prevedono l’ipoteca legale, al contempo stabilendo che l’ipoteca legale per illeciti penali prevista da altre disposizioni di legge è sostituita con il sequestro conservativo secondo le norme del c.p.p. (316-320 c.p.p.).
Articolo 190 - Garanzie sui beni della persona civilmente responsabile
Le garanzie stabilite nell’articolo precedente si estendono anche ai beni della persona civilmente responsabile, limitatamente ai crediti indicati nei numeri 2, 4 e 5 del predetto articolo, qualora, per la ipoteca legale, sussistano le condizioni richieste per la iscrizione sui beni dell’imputato, e qualora, per il sequestro, concorrano, riguardo alla persona civilmente responsabile, le circostanze indicate nel secondo capoverso dell’articolo precedente.
Articolo 191 - Ordine dei crediti garantiti con ipoteca o sequestro
Sul prezzo degli immobili ipotecati e dei mobili sequestrati a norma dei due articoli precedenti, e sulle somme versate a titolo di cauzione e non devolute alla Cassa delle ammende, sono pagate nell’ordine seguente (320 c.p.p.):
Articolo 192 - Atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole dopo il reato
Gli atti a titolo gratuito, compiuti dal colpevole dopo il reato, non hanno efficacia rispetto ai crediti indicati nell’articolo 189 (2901 c.c.; 320 c.p.p.).
Articolo 193 - Atti a titolo oneroso compiuti dal colpevole dopo il reato
Gli atti a titolo oneroso, eccedenti la semplice amministrazione ovvero la gestione dell’ordinario commercio, i quali siano compiuti dal colpevole dopo il reato, si presumono fatti in frode rispetto ai crediti indicati nell’articolo 189 (320 c.p.p.).
Nondimeno, per la revoca dell’atto, è necessaria la prova della mala fede dell’altro contraente (2901 c.c.).
Articolo 194 - Atti a titolo oneroso o gratuito compiuti dal colpevole prima del reato
Gli atti a titolo gratuito, compiuti dal colpevole prima del reato, non sono efficaci rispetto ai crediti indicati nell’articolo 189 (320 c.p.p.), qualora si provi che furono da lui compiuti in frode.
La stessa disposizione si applica agli atti a titolo oneroso eccedenti la semplice amministrazione ovvero la gestione dell’ordinario commercio; nondimeno, per la revoca dell’atto a titolo oneroso, è necessaria la prova anche della mala fede dell’altro contraente (2901 c.c.).
Articolo 195 - Diritti dei terzi
Articolo 196 - Obbligazione civile per le multe e le ammende inflitte a persona dipendente
Articolo 197 - Obbligazione civile delle persone giuridiche per il pagamento delle multe e delle ammende
Articolo 198 - Effetti dell’estinzione del reato o della pena sulle obbligazioni civili
L’estinzione del reato o della pena non importa la estinzione delle obbligazioni civili derivanti dal reato (185 c.p.), salvo che si tratti delle obbligazioni indicate nei due articoli precedenti.
Articolo 199 - Sottoposizione a misure di sicurezza: disposizione espressa di legge
Articolo 200 - Applicabilità delle misure di sicurezza rispetto al tempo, al territorio e alle persone
Articolo 201 - Misure di sicurezza per fatti commessi all’estero
Articolo 202 - Applicabilità delle misure di sicurezza
Articolo 203 - Pericolosità sociale
Articolo 204 - Accertamento di pericolosità. Pericolosità sociale presunta
Articolo 205 - Provvedimento del giudice
#14 - L’articolo 205, 2° comma, numero 2, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, unitamente agli articoli 204 2° comma e 222 1° comma, nella parte in cui non subordinano il provvedimento di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario dell’imputato prosciolto per infermità psichica al previo accertamento, da parte del giudice della cognizione o della esecuzione, della persistente pericolosità sociale derivante dall’infermità medesima al tempo dell’applicazione della misura (Corte costituzionale 27 luglio 1982, n.139).
Articolo 206 - Applicazione provvisoria delle misure di sicurezza
#15 - Il primo comma dell’articolo 206 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui prevede la possibilità di disporre il ricovero provvisorio anche di minori in un ospedale psichiatrico giudiziario, in quanto l’applicazione indifferenziata, in via definitiva o provvisoria, di tale misura di sicurezza ai minori non è compatibile con i principi derivanti dagli articoli 2, 3, 27 e 31 della Costituzione, in forza dei quali il trattamento penale dei minori deve essere improntato, sia per quanto riguarda le misure adottabili, sia per quanto riguarda la fase esecutiva, alle specifiche esigenze proprie dell’età minorile (Corte costituzionale 98/324).
#16 - L’articolo 206 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non consente al giudice di disporre, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una misura di sicurezza non detentiva, prevista dalla legge, idonea ad assicurare alla persona inferma di mente cure adeguate e a contenere la sua pericolosità sociale (Corte costituzionale 04/367).
Articolo 207 - Revoca delle misure di sicurezza personali
#17 - Il secondo ed il terzo comma dell’articolo 207 sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi. Il terzo comma per contrasto con gli articoli 13 e 102 della Costituzione, nella parte in cui attribuisce al Ministro di Grazia e Giustizia - anziché al giudice di sorveglianza - il potere di revocare le misure di sicurezza prima che sia decorso il tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge. Il secondo comma per illegittimità conseguenziale ai sensi dell’articolo 27 l. 11 marzo 1953, n.87, in quanto non consente la revoca delle misure di sicurezza prima che sia decorso il tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge (Corte costituzionale 74/110).
Articolo 208 - Riesame della pericolosità
Articolo 209 - Persona giudicata per più fatti
Articolo 210 - Effetti della estinzione del reato o della pena
Articolo 211 - Esecuzione delle misure di sicurezza
Articolo 211-bis - Rinvio dell'esecuzione delle misure di sicurezza
Articolo 212 - Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza
Articolo 213 - Stabilimenti destinati alla esecuzione delle misure di sicurezza detentive. Regime educativo, curativo e di lavoro
Articolo 214 - Inosservanza delle misure di sicurezza detentive
Articolo 215 - Specie
1) l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro (216 - 218 c.p.);
2) il ricovero in una casa di cura e di custodia (219 - 221 c.p.);
4) il ricovero in un riformatorio giudiziario (223 - 227 c.p.).
1) la libertà vigilata (228 - 232 c.p.);
Articolo 216 - Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro
Articolo 217 - Durata minima
Articolo 218 - Esecuzione
Articolo 219 - Assegnazione a una casa di cura e di custodia
Il condannato, per delitto non colposo, a una pena diminuita per cagione di infermità psichica (89 c.p.) o di cronica intossicazione da alcool o da sostanze stupefacenti (95 c.p.), ovvero per cagione di sordomutismo (96 c.p.), è ricoverato in una casa di cura e di custodia per un tempo non inferiore a un anno, quando la pena stabilita dalla legge non è inferiore nel minimo a cinque anni di reclusione. (#18)
#18 - Il primo comma dell’articolo 219 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui non subordina il provvedimento di ricovero in una casa di cura e di custodia dell’imputato condannato per delitto non colposo ad una pena diminuita per cagione di infermità psichica al previo accertamento da parte del giudice della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima al tempo dell’applicazione della misura di sicurezza (Corte costituzionale 83/249).
In applicazione dell’articolo 27 l. 11 marzo 1953, n. 87, va dichiarata la conseguenziale illegittimità del secondo comma dell’articolo 219, nella parte in cui non subordina il provvedimento di ricovero in una casa di cura e custodia dell’imputato condannato ad una pena diminuita per cagione di infermità psichica per un delitto per il quale è stabilita dalla legge la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a dieci anni, al previo accertamento da parte del giudice della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima, al tempo dell’applicazione della misura di sicurezza (Corte costituzionale 83/249).
#19 - Il terzo comma dell’articolo 219 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui, per i casi ivi previsti, subordina il provvedimento di ricovero in una casa di cura e custodia al previo accertamento della pericolosità sociale, derivante dalla seminfermità di mente, soltanto nel momento in cui la misura di sicurezza viene disposta e non anche nel momento della sua esecuzione (Corte costituzionale 88/1102).
Articolo 220 - Esecuzione dell’ordine di ricovero
Articolo 221 - Ubriachi abituali
Articolo 222 - Ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (#20)
Nel caso di proscioglimento per infermità psichica (88 c.p.), ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti (95 c.p.), ovvero per sordomutismo (96 c.p.), è sempre ordinato il ricovero dell’imputato in un ospedale psichiatrico giudiziario per un tempo non inferiore a due anni; salvo che si tratti di contravvenzioni o di delitti colposi o di altri delitti per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un tempo non superiore nel massimo a due anni, nei quali casi la sentenza di proscioglimento è comunicata all’Autorità di pubblica sicurezza. (#21)
#20 - L’articolo 222 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non consente al giudice, nei casi ivi previsti, di adottare, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale (Corte costituzionale 03/253).
#21 - Il primo comma dell’articolo 222 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non subordina il provvedimento di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario dell’imputato prosciolto per infermità psichica al previo accertamento da parte del giudice della cognizione o della esecuzione della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima al tempo dell’applicazione della misura (Corte costituzionale 82/139).
#22 - Il primo, il secondo ed il quarto comma dell’articolo 222 sono stati dichiarati Costituzionalmente illegittimi nella parte in cui prevedono, anche per i minori, l’applicazione della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario a seguito di sentenza di proscioglimento (Corte costituzionale 98/324).
Articolo 223 - Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario
Articolo 224 - Minore non imputabile
#23 - Il secondo comma dell’articolo 224 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui rende obbligatorio ed automatico, per i minori degli anni quattordici, il ricovero, per almeno tre anni, in riformatorio giudiziario (Corte costituzionale 71/1)
Articolo 225 - Minore imputabile
Articolo 226 - Minore delinquente abituale, professionale o per tendenza
Articolo 227 - Riformatori speciali
Articolo 228 - Libertà vigilata
Articolo 229 - Casi nei quali può essere ordinata la libertà vigilata
Articolo 230 - Casi nei quali deve essere ordinata la libertà vigilata
Articolo 231 - Trasgressione degli obblighi imposti
Articolo 232 - Minori o infermi di mente in stato di libertà vigilata
Articolo 233 - Divieto di soggiorno in uno o più Comuni o in una o più Province
Al colpevole di un delitto contro la personalità dello Stato (241-313 c.p.) o contro l’ordine pubblico (414-421 c.p.), ovvero di un delitto commesso per motivi politici (83 c.p.) o occasionato da particolari condizioni sociali o morali esistenti in un determinato luogo, può essere imposto il divieto di soggiornare in uno o più Comuni o in una o più Province, designati dal giudice (533, 679 c.p.p.; 191 disp. att. c.p.p.).
Articolo 234 - Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche
Articolo 235 - Espulsione od allontanamento dello straniero dallo Stato
Articolo 236 - Specie: regole generali
Articolo 237 - Cauzione di buona condotta
Articolo 238 - Inadempimento dell’obbligo di prestare cauzione
Articolo 239 - Adempimento o trasgressione dell’obbligo di buona condotta
È sempre ordinata la confisca (416-bis comma 7, 446, 722, 727 c.p., 445 1° comma c.p.p.):
1bis) dei beni e degli strumenti informatici o telematici che risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione dei reati di cui agli articoli 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies, 640-ter e 640-quinquies nonché dei beni che ne costituiscono il profitto o il prodotto ovvero di somme di denaro, beni o altre utilità di cui il colpevole ha la disponibilità per un valore corrispondente a tale profitto o prodotto, se non è possibile eseguire la confisca del profitto o del prodotto diretti;
Articolo 240-bis - Confisca in casi particolari
Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale, dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 322, 322-bis, 325, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 453, 454, 455, 460, 461, 517-ter e 517-quater, nonché dagli articoli 452-quater, 452-octies, primo comma, 493-ter, 512-bis, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, 603-bis, 629, 644, 648, esclusa la fattispecie di cui al secondo comma, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1, dall'articolo 2635 del codice civile, o per taluno dei delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine costituzionale, è sempre disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica. In ogni caso il condannato non può giustificare la legittima provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell'evasione fiscale, salvo che l'obbligazione tributaria sia stata estinta mediante adempimento nelle forme di legge. La confisca ai sensi delle disposizioni che precedono è ordinata in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta per i reati di cui agli articoli 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies quando le condotte ivi descritte riguardano tre o più sistemi.

References: Articolo 131

Articolo 132

Articolo 133

Articolo 133

Articolo 134

Articolo 135

Articolo 136

Articolo 137
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Articolo 138

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Articolo 145

Articolo 146

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Articolo 149

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Articolo 153

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Articolo 166

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Articolo 168

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Articolo 200

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Articolo 202

Articolo 203

Articolo 204

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Articolo 210

Articolo 211

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Articolo 220

Articolo 221

Articolo 222
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Articolo 226

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Articolo 233

Articolo 234

Articolo 235

Articolo 236

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Articolo 239

Articolo 240