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Timestamp: 2013-06-19 01:32:55+00:00

Document:
ADUC - Parlamento - Proposta - Introduzione dell'azione giudiziaria collettiva
Introduzione dell'azione giudiziaria collettiva Proposta 29 aprile 2008 0:00
Disegno di legge della senatrice Donatella Poretti Onorevoli Senatori,
Nella precedente legislatura è stato introdotto un modello di azione collettiva chiaramente inefficace a tutelare i diritti dei consumatori e molto criticato da tutti gli addetti ai lavori. Si stabilisce il principio -anticostituzionale- che l'accesso alla giustizia non e' per tutti: solo il cittadino consumatore puo' partecipare ad una class action, mentre tutti coloro che intendono tutelare i propri interessi nello svolgimento della propria attivita' lavorativa, ne sono esclusi (forse un contratto presunto truffaldino con un gestore telefonico o l'acquisto, a suo tempo, di un'azione o bond come Cirio o Parmalat, per esempio, non puo' riguardare anche un artigiano o un professionista?). Inoltre si stabilisce che, per l'indennizzo dopo sentenza favorevole, il ricorrente debba adire un tentativo di conciliazione con la parte perdente e, in caso di risultato negativo o non soddisfacente, proseguire in giudizio secondo l'ordinamento civilistico abituale: procedura che, prevedendo di fatto una durata di decenni, svilisce e rende poco interessante il ricorso a questo tipo di azione collettiva.
Il presente disegno di legge, elaborato in collaborazione con l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), vuole introdurre una azione giudiziaria collettiva che tuteli i diritti dei soggetti coinvolti da illeciti plurioffensivi (articolo 1), traendo spunto dall'esperienza dei Paesi di common law (la c.d. class action) e rendere lo strumento compatibile con i principi del nostro ordinamento giuridico.
I teorici e i pratici del diritto si interrogano su come organizzare e disciplinare in una moderna democrazia modelli giurisdizionali equi ed efficienti. La tradizione segna il passo ed ha spesso limiti rispetto a modelli che richiedono invece maggiore funzionalità. Abbiamo ereditato una tutela giurisdizionale incentrata sulla materia penale e poco diffusa in materia civilistica. Da qui l'esigenza, a fini di funzionalità, di rivedere tali equilibri della tutela giudiziaria, sì da rendere più contenuta e razionale la risposta penalistica e, viceversa, per arricchire la tutela sul fronte civilistico: la democrazia di una società cresce implementando e incrementando i diritti dei cittadini.
"azione collettiva", come attività giudiziaria finalizzata all’accertamento delle responsabilità che provochino un danno e al conseguente risarcimento; "classe", come l’insieme dei soggetti danneggiati; "promotore della classe", vale a dire il rappresentante della classe; "curatore amministrativo", quale consulente nominato dal Tribunale, che ha il compito di raccogliere le istanze e procedere al riparto del risarcimento; "illecito plurioffensivo", come atto illecito lesivo di un diritto di una pluralità di soggetti. Affinché le azioni collettive possano dispiegare i loro effetti sono essenziali alcuni presupposti:
- L'introduzione del concetto di "danno punitivo" (previsto dall'articolo 12), attraverso il quale si restituisce ai danneggiati da un illecito plurioffensivo, non solo il danno emergente ed il lucro cessante, ma anche l'eventuale maggior profitto realizzato attraverso l'illecito. Il "danno punitivo" ha la duplice funzione di riequilibrare quanto causato dagli illeciti plurioffensivi e rendere non convenienti questi atti. - Incentivare anche sul piano economico l'utilizzo dello strumento. Per questo è necessario eliminare qualunque rischio legale per i cittadini che aderiscono all'azione collettiva. Per i professionisti che seguiranno queste azioni giudiziarie è bene che sia disincentivato l'avvio pretestuoso e, al contempo, incentivate -anche economicamente- quelle meritevoli. Questo è disciplinato dagli articoli 15 e 16.
- L'automatismo fra sentenza e risarcimento del danno. Viene istituito il "curatore amministrativo", nominato dal Giudice, il quale ha il compito –fra l'altro– di procedere all'esecuzione materiale della sentenza rimborsando direttamente i cittadini iscritti alla classe (articoli 8 e 14).
- La normatura di eventuali abusi. Nell'articolo 7 si prevede un filtro sull'ammissibilità di tali azioni. Il giudice dovrà valutare ed accertare (come già nei provvedimenti cautelari) la sussistenza del fumus boni iuris prima di avviare il procedimento.
- La quasi totalità delle class action negli Usa (Paese in cui è molto usato questo tipo di procedimento) si concludono con una transazione che, talvolta, è progettata più a misura degli studi legali che non a beneficio della classe. Per ovviarvi, il presente progetto di legge prevede che la transazione, affinché sia efficace, debba essere sottoposta a votazione di tutti i membri della classe, indetta dal curatore amministrativo (articolo 11). Questo passaggio obbligherà i soggetti che gestiranno le transazioni all'interno delle azioni collettive a proporre forme di mediazione più favorevoli per la classe.
- Il secondo passaggio riguarda la modalità di esecuzione della sentenza. Quest'ultima disciplina le modalità con le quali il curatore amministrativo deve provvedere al risarcimento di ogni componente della classe (articolo 14).
Entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione della sentenza, ogni potenziale appartenente alla classe potrà richiedere di essere inserito nella classe stessa ed ottenere così il risarcimento.
Infine l'articolo 18 abroga l'art. 141-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
Art. 1. Finalità La presente legge introduce nell'ordinamento giuridico italiano lo strumento processuale dell'azione collettiva al fine di tutelare i diritti dei soggetti coinvolti da illeciti plurioffensivi e disincentivare la progettazione ed il compimento degli stessi illeciti.
a) "azione collettiva": l'azione giudiziaria finalizzata all'accertamento di responsabilità contrattuali e/o extracontrattuali ed alla condanna al risarcimento del danno e/o alla restituzione di somme di denaro ad una pluralità di soggetti;
b) "classe": l'insieme dei soggetti danneggiati univocamente identificabili attraverso la definizione della classe decretata dal Giudice ed iscritti nell'apposito elenco tenuto dal curatore amministrativo;
c) "promotore della classe": il soggetto la cui istanza di azione collettiva è stata selezionata dal Giudice in rappresentanza della classe;
d) "curatore amministrativo": il consulente nominato dal Tribunale che ha il compito di raccogliere tutte le istanze di iscrizione alla classe e di procedere al riparto dell'eventuale risarcimento ottenuto dall'azione collettiva;
e) "illecito plurioffensivo": atto o fatto illecito, omissione, inadempimento contrattuale o extracontrattuale lesivo di un diritto soggettivo o di un interesse meritevole di tutela giuridica di una pluralità di soggetti. L'illecito è plurioffensivo quando il medesimo atto, fatto, omissione o inadempimento leda contemporaneamente diritti e/o interessi di una pluralità di soggetti ovvero sia ripetuto, con simili modalità, nei confronti di una pluralità di soggetti.
h) l'elenco dei soggetti appartenenti alla classe che si richiede poter essere rappresentanti dal promotore della classe indicato alla precedente letterab; tale elenco deve contenere il nome, il cognome la residenza, il luogo, la data di nascita ed il danno documentabile.
Art. 5. Opposizione all'istanza di ammissione dell'azione collettiva.
Art. 6. Istanze concorrenti.
4. Entro 180 giorni dalla pubblicazione della sentenza, è possibile chiedere al curatore amministrativo di essere cancellati dall'elenco dei partecipanti all'azione collettiva.
4. Il curatore amministrativo fornisce a tutti i partecipanti alla classe una comunicazione con l'illustrazione dell'accordo raggiunto fra le parti e le modalità per esprimere il proprio voto, secondo le modalità indicate dal decreto di cui all'articolo 17. 5. La prima votazione è valida solo se vi ha preso parte almeno un terzo degli aventi diritto, in caso contrario è indetta una seconda votazione priva di soglia di partecipazione minima.
Art. 13. Pubblicità ingannevole Nelle azioni collettive, aventi ad oggetto prodotti o servizi venduti attraverso contratti conclusi secondo le modalità previste dall’articolo 1342 del Codice civile, la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli, accertata dall'Autorità competente, rende nullo il contratto nei confronti di tutti i soggetti appartenenti alla classe che lo abbiano sottoscritto nel periodo di diffusione del messaggio pubblicitario ingannevole. La nullità può essere fatta valere solo dal promotore della classe.
1. In caso di soccombenza del promotore della classe, il giudice liquiderà, in ogni caso, a carico del gratuito patrocinio:
Art. 16 Deroga al tariffario forense
La parcella dei difensori del promotore della classe è calcolata in percentuale sui risarcimenti ottenuti dall'azione collettiva nella misura minima del 2,5% e massima del 10% in relazione alla complessità della controversia, al risultato raggiunto ed alla attività svolta.
Art. 17. Norme attuative Entro 180 giorni della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della presente legge, il Ministro della Giustizia emana un decreto con il quale indica:
a) le modalità di tenuta dell'elenco dei soggetti appartenenti alla classe; b) le procedure per la verifica dell'ammissibilità della domanda di iscrizione alla classe;
e) le procedure per il riparto del risarcimento ottenuto dall'azione.
L'art. 141-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 è abrogato.
Introduzione dell'azione giudiziaria collettiva 16 gennaio 2008 0:00

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 1

Art. 5

Art. 6

Art. 13

Art. 16

Art. 17