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Timestamp: 2017-04-25 16:17:35+00:00

Document:
La Costituzione: leggerla, conoscerla, rispettarla.
Principi fondamentali. Art. 1
Principi fondamentali. Art. 2
Principi fondamentali. Art. 3
Principi fondamentali. Art. 4
Principi fondamentali. Art. 5
Principi fondamentali. Art. 6
Principi fondamentali. Art. 7
Principi fondamentali. Art. 8
Principi fondamentali. Art. 9
Principi fondamentali. Art. 10
Principi fondamentali. Art. 11
Principi fondamentali. Art. 12
Parte I. Titolo I. Art. 13
Parte I. Titolo I. Art. 14
Il bene del paese di Ezio Mauro (La Repubblica, 30 aprile 2013
Crocetta: il PD resti unito, dopo verrà l’allargamento.
La scomparsa dei post-comunisti di Michele Serra (La Repubblica, 30 aprile 2013)
Il triste tramonto dei grandi comis; come Maccanico non ce ne sono più (A. Statera, Affari & Finanza, 29 aprile 2013)
Cos’è successo alle arabe dietro il velo di Natalie Aspesi, D n. 841, pag. 50
Eugenio Scalfari, La Repubblica, 31/3/2013
Guido Rossi, L’egolatria nemica dello Stato, Il Sole24Ore, 31/3/13
Perché non si poteva votare Rodotà di Matteo Orfini.
Intervista a Giuliano Amato, Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 8 maggio 2013
XXV APRILE, 1° MAGGIO E 2 GIUGNO
Isole di confine, isole di confino di Tano Pirrone
Il maggio siciliano … di Tano Pirrone
Büchervernrennungen – La notte dei roghi (Berlino, 10 maggio 1933) di Tano Pirrone
Lucio Dalla (L’Unità, 12 maggio 2013)
Giovanni Giudici. Metti in versi la vita …
Gioventù bruciata (Inoki – Dj Skizo)
Ulrich Beck (L’Unità, 17 aprile 2013)
Paolo Braccini “Verdi”, partigiano fucilato il 15 aprile 1944 (L’Unità, 25 aprile 2013)
Jack Lew, segretario Usa al Tesoro (L’Unità, 7 maggio 2013)
Alexis de Tocquenville (L’Unità, 10 maggio 2013)
Antonio Marchesi, presidente Amnesty International Italia (L’Unità, 28 maggio 2013)
Yashar Kemal, scrittore turco di origine curda (L’Unità, 8 giugno 2013)
Giovanni Falcone (L’Unità, 13 giugno 2013)
Stefano Rodotà (L’Unità, 15 giugno 2013)
Joseph Stiglitz, premio Nobel 2001 per l’Economia (L’Unità, 22 giugno 2013)
Luca Parmitano, dalla Stazione spaziale internazionale (L’Unità, 23 giugno 2013)
Temel Iskit, ex ambasciatore Turco (L’Unità, 27 giugno 2013)
Massimo Cacciari, filosofo (La Repubblica, 29 giugno 2013)
“Gli angeli di Pesaro” di Lorenza Del Tosto
“L’amante passeggero” di Lorenza Del Tosto (Intervista ad Almodovar)
“Infancia Clandestina” di Benjamín Ávila (Intervista di Lorenza Del Tosto)
Il film “postumo” del genio Kurosawa: Dopo la pioggia, Takashi Koizumi, 2000.
Pasque e vite laiche.
La “memoria politica” di Fabrizio Barca
Sinistra (senile?)
TanDem	Commenti chiusi
Il valore ideale in base al quale ho contraddistinto la sinistra rispetto alla destra è quello dell’uguaglianza. Ciò che ha contraddistinto la sinistra in tutte le forme storiche che essa ha assunto negli ultimi secoli è ciò che io sono solito definire “ethos” (che è anche “pathos”) dell’uguaglianza. [...] Se per sinistra si intende ancora il movimento storico che lotta per un mondo «più equo e vivibile», la strada che le è innanzi aperta è ancora molto lunga, purché si allarghino i nostri orizzonti al di là dei confini dei nostri paesi, come è giusto fare nell’età della, ora esaltata ora deprecata, globalizzazione. Oso dire, se pure provocatoriamente, che per quel che riguarda il futuro della sinistra, l’umanità non è giunta affatto alla «fine della storia», ma è forse soltanto al principio.
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TanDem	2 commenti
È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi,
che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza.
Tag: Ad Antonio, a proposito della lettera di un padre indignato.
Scaricare tutto su Renzi ormai è uno sport nazionale. Lo dice uno che ha cominciato dandogli del Superbone e sta finendo chiedendosi che senso ha quello schifo di legge sulla responsabilità dei magistrati. Non ha capo né coda. Capo e coda hanno invece i libri, i film, le suonate di Beethoven. Vivaldi ha capo e coda, e Fellini, Malaparte, Cellini, Burt Lancaster e Gemito.
Cosa vuoi che ne sappia un tizio o una tizia che appartengono, si, al grande mondo della scuola, ma sono cresciuti parlando addosso agli altri, difesi a spada tratta dai loro genitori, difesi e resi impermeabili alla buona creanza? Che di questo si tratta. Non affibbiare, Antonio, a costoro categorie politiche. Polis, quale? La primordiale tribù? Dopo diecimila anni di fatica? Sono gli stessi che parlano mentre uno fa un intervento, o fumano con strafottenza nelle camere chiuse del PD perché sono di sinistra (loro non le camere). Sono gli stessi che smanettano sui loro piccoli tabbutini elettronici senza ascoltare, tanto quello che dicono non ha nessun riferimento con le cose già dette … Renzi sta fra quelle file, ma almeno sta sfasciando un po’ di cose che andavano sfasciate. Questi/queste che costruiranno, se non hanno mai ascoltato né musica né parole?
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Raymond Carver (1938 – 1988) è un grande scrittore americano, da molti considerato il padre del “minimalismo”, cioè del modo di pensare l’arte dello scrivere in termini di essenzialità espressiva. Gli intrecci narrativi dei suoi racconti si sviluppano in piccole scene di vita quotidiana e rifuggono dai grandi spazi aperti del romanzo americano classico. Carver porta dentro di sé un’inquietudine che gli deriva dalle difficoltà materiali patite durante una giovinezza contrassegnata dalla povertà e dal dolore. Era nato nell’Oregon e cresciuto nello stato di Washington, accanto a una grande riserva indiana. Suo padre era operaio in una segheria, sua madre cameriera in un ristorante. A causa della povertà fu ben presto costretto a mettersi a lavorare, accettando ogni tipo di lavoro. Non smise mai di coltivare la sua passione per la letteratura; leggeva soprattutto Isaak Babel, Ernst Hemingway e Anton Cechov. Iniziò anche a scrivere, in condizioni a dir poco problematiche, strappando al lavoro, come egli stesso ebbe a dire, un’ora qui e un’ora là. Scriveva sul tavolo in cucina, in garage, nell’automobile parcheggiata. Non era mai soddisfatto dei risultati: sottoponeva i racconti ad un lavoro di rifinitura intensa. Li limava, li tagliava, li ricuciva ossessivamente, nell’intento di sgombrare il centro tematico su cui si fondava il racconto da tutto quello che riteneva superfluo. Da qui deriva l’impressione di sobrietà, di secchezza, di essenzialità estrema che si ricava leggendo i suoi scritti. Prosegui la lettura…
Tag: La sete di libertà – Platone
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Provengo da un paesone posto ai lembi della provincia di Siracusa, sulle colline che preannunciano gli antichi Monti Iblei, cantati da Virgilio, da cui lo sguardo domina la placida pianura fino alla mole sontuosa dell’Etna. Da secoli vi si coltivano le arance; sin dai tempi degli arabi, che portarono in Sicilia pace, cultura e ricchezza. Crearono l’agricoltura, dopo il buio dell’alto medioevo, portando il culto della campagna verde e perfettamente coltivata, come luogo di delizie. Luoghi di produzione di ricchezza, ma anche di godimento dell’animo. Le piantagioni di arance da noi, o di limoni in altri posti della Sicilia, erano i “Giardini”, il luogo, appunto, della frescura e dell’ozio produttivo, della lettura e dell’ascolto, del parlare e del meditare.
Il titolo italiano del film richiama subito, a chi come me possiede ancora il ricordo delle passate generazioni e che sa rivivere quelle immagini di delizie e di cultura, quel periodo e quelle straordinarie condizioni. Il titolo originale è altro: “Lemon Tree” preannuncia la storia che il regista ha deciso di raccontarci senza l’ingombro di un passato storico ormai perso e perlopiù dimenticato. L’ottimo regista con quel titolo posiziona il racconto “hic et nunc”, nella brutale storia senza vincitori né vinti fra Israele e palestinesi. In luoghi ormai senza pietà e senza diritti, in cui la ragione non sta più con nessuno. La storia passa e consuma vite e storia senza possibilità di redenzione e riscatto. Per nessuno. Non ci sono vedove né ministri, anziani del villaggio o giovani che studiano all’estero, che abbiano possibilità di contribuire al riscatto di quei luoghi e delle storie terribili che vi si intrecciano come immensi grovigli di serpi attorno ai cespugli in cui le femmine aspettano di essere fecondate. Uova di serpe generano serpi. Muri partoriscono muri. Prosegui la lettura…
Tag: La vittoria di Darwin. La repubblica 11 febbraio 2015, Alessandra Longo.
Condividi su Facebook.	Tag: L’Europa sconvolta di James Galbraith
I dieci giorni di Atene/Dieci giorni che hanno sconvolto l’Europa. Il voto di Atene dice che è cancellata la Troika, aperto il negoziato sul debito, bloccate le privatizzazioni. La Bce invece ha stretto sulle banche e aspetta Berlino. L’offensiva di Tsipras tocca le capitali europee e apre a Mosca e Pechino
Tag: L’hanno bruciato vivo. Hanno risposto impiccandola. Ma che sta succedendo? “Pepito”
E’ chiaro che l’ISIS, dopo le decapitazioni, sta alzando il tiro per evitare l’assuefazione del mondo ai suoi video; ma non puntando sulla proliferazione delle esecuzioni, ma sulle loro modalità. Lo spettacolo, per quanto ci appaia macabro, è quello che fa presa, che fa parlare, che tiene viva l’attenzione dei media e quindi della gente. Tanto l’orrore produce esecrazione, le solite minacce (gliela faremo pagare, li prenderemo), ma nulla di più. Quindi si passa allo step successivo. Dopo il rogo che cosa c’è? La frantumazione del corpo? (mi fermo qui per decenza, ma le ipotesi possono essere numerose). Ormai l’uccisione in sè passa in secondo piano; è il trionfo della morte tramite tortura, non quella preventiva che serve ad estorcere informazioni o a punire in modo esemplare ma quella che accompagna e preordinatamente dà la morte, che si fa morte, che sostituisce la pena capitale così come in molti Paesi autoritari (ma anche negli USA) mantenitori è eseguita per legge e che nega il principio teorico, almeno quello, che il passaggio deve avvenire nel modo il più istantaneo e indolore possibile (con tutte le riserve che conosciamo come per la sedia elettrica o l’iniezione letale o l’impiccagione).
Dal 20 marzo 2013: 356576 Visitatori
Commenti RecentiTanDem su “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci su richiesta del Genius Loci.dani il rosso su “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci su richiesta del Genius Loci.sinistrasenile su Bella Annì, quanto sei bona!gaspare su Bella Annì, quanto sei bona!gaspare su Lettera aperta di un “omino” al suo segretario.gaspare su Intervista a Fassino di Aldo Cazzullo su Corsera dell’11/X/14gaspare su “Le mie dimissioni” di Walter Tocciandreapac su Barbe bianche e momenti difficili.gaspare su Steve Jobssinistrasenile su Appello a Renzi.Gaspare su Appello a Renzi.Gaspare su Madamina, il catalogo è questo!Tano su Un giorno dopo l’altro. Luigi Tencoumbertoscopa su Un giorno dopo l’altro. Luigi TencoGaspare su CONTROCORRENTE di Guido Lajumbertoscopa su Sulla responsabilità dei giudici. Massimo MarnettoGaspare su Grazie Enrico!Gaspare su Sulla responsabilità dei giudici. Massimo MarnettoGaspare su “Il 2 giugno” di Rosanna ConteGaspare su Ignazio Marino, il PD e PP	Articoli recenti	Sinistra (senile?)
“Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci su richiesta del Genius Loci.
Ad Antonio, a proposito della lettera di un padre indignato.
La sete di libertà – Platone
Il giardino dei limoni, Eran Riklis, 2008
La vittoria di Darwin. La repubblica 11 febbraio 2015, Alessandra Longo.
L’Europa sconvolta di James Galbraith
L’hanno bruciato vivo. Hanno risposto impiccandola. Ma che sta succedendo? “Pepito”
Walter Tocci. Intervistato su La Repubblica. Quale Presidente?
“Da Van Gogh a Charlie è la politica il vero bersaglio” di Ian Buruma
Tutti a Place de la Republique
“Dall’anno all’altro. Il muro e il bilico.” di A.F.
La vespa di Angela ronza ispirata …
“ELEZIONE DIRETTA DELLA CITTA’ METROPOLITANA” di Giorgio Panizzi
Intervista a Matteo Orfini (Huffington Post)
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