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Timestamp: 2017-01-22 12:23:47+00:00

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Risoluzione Agenzia Entrate n. 122 del 20.09.2004
di inesigibilità da parte dei concessionari del servizio nazionale della
riscossione. Precisazioni
1. Ai sensi dell'art. 19, comma 1, del d.lgs. 13
aprile 1999, n. 112, i concessionari del servizio nazionale della riscossione,
ai fini del discarico delle quote iscritte a ruolo e non riscosse, trasmettono
una comunicazione di inesigibilità, da redigere ed inviare, relativamente ai
ruoli di questa Agenzia, con modalità telematiche, in conformità alle apposite
Sulla base del primo periodo della lettera c) del comma
2 del citato art. 19, la comunicazione di inesigibilità deve essere presentata
dai concessionari, a pena di perdita del diritto al discarico, entro il terzo
anno successivo alla consegna del ruolo.
Tuttavia, relativamente ai ruoli consegnati ai
concessionari fino al 30 settembre 2001, il termine di presentazione della
comunicazione in parola è stato fissato al 1 ottobre 2004 con una specifica
norma transitoria, contenuta nell'art. 59, comma 4-quater, lettera d), del
d.lgs. 13 aprile 1999, n. 112.
In prossimità di tale scadenza, alcune aziende
concessionarie hanno chiesto se la predetta comunicazione debba o meno essere
prodotta a questa Agenzia anche con riferimento ai ruoli che - alla scadenza dei
termini normativamente previsti per la presentazione di tale comunicazione - si
trovino in una delle seguenti condizioni:
a) regolare assolvimento, da parte del
contribuente, del piano di rateazione contenuto in un provvedimento di dilazione
emesso dal competente Ufficio Locale;
b) pendenza di un provvedimento di
sospensione della riscossione;
c) adesione del debitore, ricorrendone i
presupposti, alla definizione agevolata di cui all'art. 12 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, con tempestivo pagamento:
c1) dell'intero importo delle
somme dovute (ammontare delle spese esecutive + 25% delle somme iscritte a
c2) di un acconto pari almeno
all'80% di tale importo;
d) tempestivo pagamento, da parte del
contribuente, di capitale, interessi e 50% delle sanzioni, a fronte della
comunicazione (c.d. "avviso bonario") inviatagli dal concessionario ai
sensi dell'art. 25, comma 3-quater, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
2. Le quattro ipotesi descritte nel paragrafo 1 -
pur se tra loro diverse per altri aspetti - presentano sicuramente una
caratteristica comune, vale a dire l'assoluta impossibilità, per il
concessionario, di svolgere, alla data di scadenza del termine di presentazione
della comunicazione di inesigibilità, qualunque attività di recupero coattivo.
Tuttavia, le norme vigenti non regolano il
comportamento che lo stesso concessionario deve mantenere, ai fini della
comunicazione di inesigibilità, al verificarsi delle ipotesi sopra
L'assenza di specifiche prescrizioni normative
sull'argomento rende necessario, anzitutto, accertare se le ipotesi in questione
siano assimilabili ad altre previste dal legislatore. Ciò, allo scopo di
chiarire se il quesito sottoposto alla scrivente possa essere risolto applicando
in via analogica le disposizioni dettate dal d.lgs. n. 112 del 1999
relativamente ad altre casistiche.
In proposito, si rileva che l'unica fattispecie
contemplata dal legislatore nel d.lgs. n. 112/1999 che presenti un'identità di
ratio con quella in esame è la pendenza delle procedure esecutive, alla data di
presentazione della comunicazione di inesigibilità, per causa non imputabile al
Questa eventualità è presa in considerazione dal
secondo periodo dell'art. 19, comma 2, lett. c), del d.lgs. n. 112/1999, in
virtù del quale, in tal caso, la comunicazione di inesigibilità deve essere
prodotta ed è suscettibile di successiva integrazione. Ne deriva che, in
siffatta eventualità, la comunicazione di inesigibilità va, comunque,
presentata all'ordinaria scadenza, sia pur con riserva di successiva
La ratio della disposizione è quella di esigere che il
concessionario informi l'Amministrazione, attraverso la comunicazione di
inesigibilità, che è stata avviata una procedura di riscossione coattiva,
senza essere riuscito a concluderla per ragioni (ad es., la pendenza di un
contenzioso innanzi al giudice dell'esecuzione) indipendenti dalla sua volontà.
Ebbene, è di tutta evidenza che tale ratio non ricorre
nelle ipotesi di cui al paragrafo 1, nelle quali al concessionario è inibito
l'esercizio o la prosecuzione dell'azione esecutiva per effetto di un
provvedimento adottato dagli uffici (casi a e b) o di una norma di legge (casi c
e d), laddove l'art. 19, comma 2, lett. c), secondo periodo, del d.lgs. n. 112
del 1999 si riferisce, all'opposto, a situazioni in cui l'agente della
riscossione non può dare corso all'azione esecutiva per cause ad esso non
3. Constatata l'impossibilità di applicare in
via analogica il citato art. 19, comma 2, lett. c), secondo periodo, si tratta
di individuare una regola di condotta che, in base al principio di buona
amministrazione, risulti adeguata alle circostanze.
Al riguardo, è necessario tenere conto che, nelle
quattro ipotesi in esame, è estremamente improbabile o quanto meno dubbio che
si produrrà effettivamente la condizione dell'inesigibilità, poiché:
- nei casi c1) e d), l'obbligazione
iscritta a ruolo è stata già estinta in modo agevolato, in conformità alle
previsioni di legge;
- nei casi a) e c2), i versamenti finora
effettuati fanno legittimamente ritenere che il contribuente sia intenzionato ad
assolvere il debito ma la ragionevole aspettativa che si giunga all'zione one
emesso dal competente Ufficio Locale
- nel caso b), si è in presenza di una
sospensione della riscossione, che potrebbe, in una fase successiva, essere
seguita dall'emissione di uno sgravio per indebito del ruolo.
Si ritiene, pertanto, che, nelle ipotesi di cui al
paragrafo 1, il concessionario non debba trasmettere la comunicazione di
inesigibilità alla scadenza del triennio o del termine derogatorio previsto
dall'art. 59, comma 4-quater, del d.lgs. n. 112/1999.
4. Nei casi a) e c2), l'impedimento allo
svolgimento delle azioni di riscossione coattiva può venire meno
successivamente alla predetta scadenza a seguito del comportamento del
contribuente, che potrebbe non pagare, rispettivamente:
- nel caso a), le ulteriori rate previste
dal provvedimento di dilazione;
- nel caso c2), con riferimento alla
scadenza di pagamento del 16 aprile 2005, il saldo ancora dovuto ex art. 12 legge n. 289/2002.
Analogo effetto produce, nel caso b), l'eventuale
sopravvenuta revoca del provvedimento di sospensione della riscossione da parte
In tutti questi casi, il concessionario deve riprendere
il tentativo di recupero e, quindi, qualora questo tentativo abbia un esito in
tutto o in parte negativo, occorre individuare un termine per la presentazione
della comunicazione di inesigibilità.
In questo contesto, si ritiene che debba farsi
riferimento all'arco di tempo (il triennio) previsto in via generale dalla
normativa di settore (art. 19, comma 2, lett. c), del d.lgs. n. 112/1999).
Ne deriva che il termine in questione deve essere
fissato in tre anni, decorrenti:
- nel caso a), dalla decadenza della
rateazione a seguito del mancato pagamento di due rate consecutive (cfr. art.
19, comma 3, del DPR 29 settembre 1973, n. 602);
- nel caso b), dalla revoca della
- nel caso c2), dall'inutile scadenza del
termine di pagamento del saldo.
Con riferimento al predetto arco temporale triennale
sarà, altresì, valutata la correttezza, rispetto all'art. 19, comma 2, lett.
d), del d.lgs. n. 112 del 1999, dell'attività di riscossione svolta dal
concessionario a seguito del suo nuovo accesso all'Anagrafe Tributaria.
Al riguardo, si ricorda che, ai sensi del citato art.
19, comma 2, lett. d), del d.lgs. n. 112/1999, costituisce causa di perdita del
diritto al discarico il mancato svolgimento dell'azione esecutiva su tutti i
beni del contribuente la cui esistenza, al momento del pignoramento, risultava
dal sistema informativo dell'Amministrazione Finanziaria, a meno che i crediti
pignorati non fossero di valore pari al doppio del credito iscritto a ruolo.
5. Si sottolinea che - per le posizioni per le
quali, in conformità alle istruzioni contenute nella presente, i concessionari
non trasmetteranno comunicazioni di inesigibilità - resta, naturalmente, fermo
il potere delle competenti strutture di questa Agenzia di accertare l'effettiva
ricorrenza delle circostanze di fatto necessarie per l'inquadramento in una
delle quattro casistiche di cui al paragrafo 1.
L'insussistenza di tali circostanze determinerà
l'emissione dei conseguenti provvedimenti di diniego del diritto al discarico,
con le modalità previste dall'art. 20, comma 2, del d.lgs. n. 112 del 1999.
6. Sempre in materia di comunicazioni di
inesigibilità, si richiama quanto già comunicato a codesta associazione con
nota n. 2002/10392 del 18 gennaio 2002 della cessata Direzione Centrale Rapporti
con Enti Esterni, con la quale era stato chiarito, tra l'altro, che il modello
cartaceo della suddetta comunicazione non può essere riferito ai ruoli di
questa Agenzia, emanati con la procedura diretta di cui all'art. 2 del DM 3
settembre 1999, n. 321, e che, pertanto, sono interamente gestiti in via
Ebbene, successivamente all'emanazione del citato
decreto ministeriale sono transitati nella procedura di gestione telematica in
questione anche i c.d. "ruoli ante - riforma" (cioè resi esecutivi
entro il 30 settembre 1999) del cessato Dipartimento delle Entrate del Ministero
delle Finanze. Di conseguenza, anche con riferimento a tali ruoli la
comunicazione di inesigibilità deve essere presentata esclusivamente in via
7. Si coglie, infine, l'occasione per fornire
indicazioni in merito all'esatta individuazione del termine del "terzo anno
successivo alla consegna del ruolo" previsto dall'art. 19, comma 2, lett.
c), del d.lgs. n. 112 del 1999.
Al riguardo, si precisa che, ai sensi di tale
disposizione, il termine di presentazione della comunicazione di inesigibilità
è il giorno del mese di scadenza (il trentaseiesimo) corrispondente al giorno
del mese iniziale (cioè, al giorno di consegna del ruolo): ad es., per i ruoli
consegnati il 10 novembre 2003, il termine di cui al citato art. 19, comma 2,
lett. c), scade il 10 novembre 2006.
Occorre, infatti, considerare sia quanto disposto
dall'art. 2963, comma 4, cod. civ., sia che il legislatore del d.lgs. n. 112 del
1999, dove ha voluto discostarsi dal criterio dettato in ambito
civilistico, lo ha fatto espressamente (cfr. art. 19, comma 2, lett. b), dello
stesso d.lgs. n. 112/1999).
Ciò premesso, va, comunque, ricordato che - sulla base
di esigenze tecniche - sono state da tempo stabilite le regole di trasmissione
delle informazioni che confluiscono nella procedura telematica in parola.
Secondo tali regole, i concessionari devono far
pervenire telematicamente a questa Agenzia:
- entro il giorno 5 del mese, le
informazioni relative agli eventi verificatisi dall'11 al 20 del mese
- entro il giorno 15 del mese, le
informazioni relative agli eventi verificatisi dal 21 all'ultimo giorno del mese
- entro il giorno 25 del mese, le
informazioni relative agli eventi verificatisi dal giorno 1 al giorno 10 dello
In tale contesto, è evidente che, con riferimento ai
ruoli di questa Agenzia, la comunicazione di inesigibilità da parte del
concessionario è da considerarsi tempestiva se perviene telematicamente alla
- entro il giorno 5 del mese, per i ruoli
per i quali il termine di presentazione della stessa comunicazione è scaduto
tra l'11 e il 20 del mese precedente;
- entro il giorno 15 del mese, per i ruoli
per i quali il predetto termine è scaduto tra il 21 e l'ultimo giorno del mese
- entro il giorno 25 del mese, per i ruoli
per i quali il termine in argomento è scaduto tra l'1 e il 10 dello stesso

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