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Timestamp: 2020-08-05 16:59:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25506 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25506 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. III, 13/12/2016, (ud. 27/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25506
sul ricorso 7322 – 2014 proposto da:
D.G. (OMISSIS), A.V. (OMISSIS), ROMA, presso la
dall’avvocato BIAGIO CALDERANO giusta procura in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 618/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
1. La Corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza con la quale il Tribunale di Roma, in accoglimento della domanda proposta da C.S., ha pronunciato la risoluzione per inadempimento dei conduttori del contratto di locazione a uso abitativo intercorso tra C.S., in qualità di locatrice, e D.G. e A.V., in qualità di conduttori.
2. Avverso la sentenza d’appello, hanno proposto ricorso per cassazione D.G. e A.V. sulla base di due motivi d’impugnazione.
3. C.S. non ha svolto difese in questa sede.
4. Con il primo motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione della L. n. 392 del 1978, art. 55, in relazione agli artt. 1184 e 1185 c.c. (con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale ritenuto tardivo il pagamento del canone di locazione effettuato dai conduttori mediante vaglia postale in corrispondenza dell’ultimo giorno del termine di grazia agli stessi concesso, ai sensi dell’art. 55 cit., sul presupposto della ritenuta decisività del termine (successivo alla scadenza del termine di grazia) di materiale accreditamento della somma pagata in favore della locatrice.
Osserva il collegio come la corte territoriale, nel ritenere tardivo il pagamento delle somme dovute dai ricorrenti in favore della locatrice abbia correttamente fatto applicazione del principio generale codificato, in materia di rapporti obbligatori, dall’art. 1182 c.c., comma 3, ai sensi del quale l’obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza.
Nel caso di specie, essendosi i conduttori affidati, per la destinazione delle somme dovute alla creditrice, alla cooperazione di un terzo (mediante l’uso di un vaglia postale), deve ritenersi inevitabilmente imputabile al debitore il ritardo con il quale il terzo abbia provveduto alla consegna delle somme dovute rispetto al termine previsto per l’adempimento.
E’ peraltro appena il caso di richiamare il consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità, ai sensi del quale la tolleranza del locatore nel ricevere il pagamento del canone a mezzo terzi (bonifico bancario; vaglia postale; etc.), anzichè presso il proprio domicilio in moneta avente corso legale, non implica, di per sè, salvo prova contraria gravante sul conduttore, anche l’accondiscendenza ad ottenere la materiale disponibilità di quanto dovutogli oltre il termine all’uopo pattuito (v., ex plurimis, Sez. 3, Sentenza n. 11110 del 28/05/2015, Rv. 635426 fino a).
Essendosi la corte territoriale correttamente attenuta ai principi così come richiamati, il motivo di doglianza in esame proposto dai ricorrenti deve ritenersi del tutto privo di fondamento.
5. Con il secondo motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per vizio logico della motivazione (ritenuta solo apparente) circa un punto decisivo controverso tra le parti (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5), consistito nel mancato rilievo della tempestività del pagamento delle somme dovute entro il termine di grazia concesso dal giudice.
Ciò posto, l’odierna doglianza dei ricorrenti deve ritenersi infondata, siccome diretta a censurare, non già l’omissione rilevante ai fini dell’art. 360, n. 5 cit., bensì la negata congruità della valutazione operata dal giudice di appello in relazione al carattere inadempiente della condotta degli stessi nel pagamento di quanto dovuto in favore della locatrice; valutazione che, viceversa, la corte territoriale risulta aver elaborato in modo completo ed esauriente, sulla scorta di un discorso giustificativo dotato di adeguata coerenza logica e linearità argomentativa, senza incorrere in alcuno dei gravi vizi d’indole logico – giuridica rilevanti in questa sede di legittimità.
6. Le argomentazioni che precedono impongono il rigetto del ricorso.
Non vi è il luogo all’adozione di alcun provvedimento in ordine alla regolazione delle spese del giudizio di legittimità, non avendo la C. svolto alcuna difesa in questa sede.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, art. 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 55
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13
 art. 1