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Timestamp: 2019-01-19 00:39:29+00:00

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Una guida per i curatori fallimentari: tutti gli adempimenti previsti dalla Legge Fallimentare (seconda parte) | Commercialista Telematico
Una guida per i curatori fallimentari: tutti gli adempimenti previsti dalla Legge Fallimentare (seconda parte)
Pubblicato il 23 febbraio 2005
Richiedere il pagamento immediato dei crediti della fallita impresa ai debitori risultanti dalla contabilità. Se la contabilità è assente oppure non aggiornata, richiedere il pagamento sulla base della documentazione comunque rinvenuta e delle notizie avute dal fallito durante l’interrogatorio.
Prima di procedere al recupero coattivo del credito o ad intraprendere altre azioni legali, allo scopo di non gravare la procedura di inutili spese, è necessario accertarsi:
che il credito sia esattamente documentato (fattura, bolla o DDT, ecc.) e che la pretesa sia fondata.
che il soggetto contro cui si intende agire sia sicuramente solvibile (tramite attendibili informazioni ).
Valutare eventuali responsabilità anche di terzi, molto importante quando si intende intraprendere un’azione di responsabilità contro i sindaci:
informare il sindaco in forma scritta, indicando i singoli fatti da cui deriverebbe la assunta responsabilità, nonché il nesso causale tra la omissione ed il danno, ove possibile, quantificato;
riconoscere al Sindaco la facoltà di formulare le proprie osservazioni ed eccezioni alle contestazioni, sempre in forma scritta, entro un termine congruo dal ricevimento della comunicazione di cui al sub. 1
Verificare se vi erano, oltre a quelli legali, amministratori di fatto, accomandanti ingeritisi nella gestione della fallita società, ditte individuali dei soci falliti ex art. 147 L.F. (In caso affermativo, riferire immediatamente al G. D. per i provvedimenti del caso; fare attenzione che non decorra il termine di 1 anno).
Presentare istanza al Tribunale per la nomina di un perito, di un legale e di un professionista per le controversie tributarie (se non nominati direttamente nella sentenza ed in quanto necessari).
Nel caso di procedure senza attivo, vi è la possibilità di richiedere il gratuito patrocinio: fare istanza al G.D. che attesta la mancanza di somme e successivamente al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati per la nomina del legale.
Poiché il curatore, nell’esercizio delle sue funzioni, è pubblico ufficiale, deve tempestivamente denunciare eventuali reati di cui è venuto a conoscenza ( art. 30 L.F.).
Terminata la verifica dei crediti (o anche prima se vi sono dei fondati motivi) chiedere al comitato dei creditori il parere sulle modalità di vendita dei beni mobili ricompresi nell’attivo fallimentare (art. 106 L.F.) (tramite Is.Ve.G. o canali alternativi come stocchisti ecc.)
Presentare istanza al G.D. per la fissazione delle condizioni di vendita dei beni mobili inventariati ( art. 106 L.F.) (se non già indicato in allegato alla sentenza dichiarativa).
Effettuare la vendita dei beni strumentali apponendo la seguente clausola “I beni acquistati devono prima del loro utilizzo essere resi conformi ai requisiti delle legge 626/94, a ciò espressamente obbligandosi l’acquirente”.
Annotare entrate ed uscite nel giornale del fallimento.
Entro 5 giorni dal pagamento, versare le somme riscosse sul c/c indicato dal G.D. all’inizio della procedura (su istanza separata o direttamente in sentenza – per la normativa antiriciclaggio, produrre alla banca fotocopia documento di identità del Giudice e codice fiscale – questi documenti sono reperibili in Cancelleria).
Fare periodicamente (per prassi ogni 6 mesi o nell’altro termine stabilito dal G.D.) una relazione sullo stato della procedura e depositare il libro–cassa per la firma ( art 33 L.F.).
Predisporre un prospetto delle somme disponibili (per prassi ogni 6 mesi o nell’altro termine stabilito dal G.D.) con una proposta di riparto ( art. 110 L.F.) ed eventualmente predisporre un piano di riparto parziale ( art. 113 L.F.).
Nota: è consigliato non superare il 50% delle somme disponibili.
La relazione deve sinteticamente contenere le seguenti notizie:
Ammontare dell’attivo quale risulta dall’inventario.
Ammontare del passivo.
Atti impugnati dal curatore e situazione delle cause in corso.
Atti impugnati dai creditori.
Vendite mobiliari effettuate.
Vendite immobiliari effettuate.
Altri proventi conseguiti
Saldo del c/c fallimentare.
Cause ostative alla chiusura della procedura.
Inviare il piano di riparto al comitato dei creditori per il parere ( art. 110 L.F.).
Acquisito il parere, presentare il piano di riparto in cancelleria (art. 110 L.F.) (allegare la distinta delle raccomandate).
Non appena il G.D. ne ha ordinato il deposito in cancelleria, avvisare i creditori tramite raccomandata A.R. provvedendo anche ad indicare le variazioni intervenute nello stato passivo successivamente alla data in cui questo è stato reso esecutivo (art. 110 L.F.) Valutare se richiedere ai creditori gli estremi del c/c bancario su cui effettuare i bonifici.
Decorsi i termini (l’11° giorno se non sono state anche comunicate variazioni allo stato passivo oppure 15 giorni dal ricevimento della Raccomandata A.R. se sono state comunicate variazioni allo stato passivo), chiedere al G.D. l’esecutività del piano di riparto depositando in cancelleria il mandato di pagamento con gli importi da ripartire e le distinte delle raccomandate ( art. 110 L.F.).
Inviare ai creditori assegni circolari non trasferibili con raccomandata A/R e/o bonifici (attenzione: particolari pagamenti come i tributi devono essere effettuati secondo modalità specifiche al Servizio Riscossione Tributi).
Esaminare le insinuazioni tardive al passivo ed esprimere il proprio parere (in caso di parere favorevole all’ammissione, alcuni giudici permettono la procedura abbreviata, evitando così di andare personalmente in udienza e dichiarando per iscritto il proprio assenso) e, successivamente trascrivere la tardiva nello stato passivo ( art. 101 L.F.).
Comparire all’udienza per l’esame delle opposizioni allo stato passivo e per le dichiarazioni tardive di credito (art. 38 – 99 – 101 L.F.) (se si intende contestarle, chiedere la nomina di un legale).
Non appena vi sono somme sufficienti richiedere il “Campione Civile” e, previa autorizzazione del G.D., provvedere al pagamento ( art. 91 L.F.).
Il pagamento avviene con modello F23 presso il Concessionario o una qualsiasi Banca (dopo aver effettuato il pagamento, depositare la ricevuta in cancelleria).
Richiedere, se del caso, un acconto sul compenso. Gli acconti sono riconosciuti solo se vi sono giustificati motivi e solo in caso di ricavi immobiliari o dopo avere effettuato almeno un riparto. Alla richiesta di acconto devono essere allegati i seguenti documenti:
fotocopia stato passivo;.
fotocopia rendiconto ex art. 116 L.F.;
fotocopia dei movimenti del c/c bancario intestato alla procedura;
rendiconto delle spese anticipate di cui si chiede il rimborso.
entro 30 giorni dalla vendita di beni mobili, eseguire la fatturazione
mensilmente (o trimestralmente in presenza di opzione) versare l’eventuale IVA dovuta
mensilmente (o trimestralmente in presenza di opzione) presentare la dichiarazione periodica IVA (solo se nel periodo si sono effettuate operazioni attive e/o passive)
annotare sui registri IVA le fatture emesse (comprese quelle emesse per conto del fallimento dall’Is.Ve.G.) e quelle ricevute nonché gli eventuali versamenti periodici (art. 74/bis DPR 633/72)
ogni anno, entro la data prevista, compilare e presentare la dichiarazione IVA (valutare in questa sede, se possibile, di richiedere la liquidazione trimestrale) (art. 74/bis DPR 633/72)
Per l’anno in cui è stato dichiarato il fallimento, la dichiarazione IVA deve esser presentata su due moduli e deve ricomprendere anche i dati contenuti nella dichiarazione modello 74 bis
entro il 27.12, versare l’acconto IVA (solo se dovuto)
se tutte le operazioni rilevanti ai fini dell’IVA sono concluse, può essere presentata la dichiarazione di cessazione IVA allo scopo di poter richiede a rimborso l’eventuale credito maturato (Circolare Ministeriale 28 gennaio 1992, n. 3)
solo se vi è stato esercizio provvisorio: presentare la dichiarazione IRAP
in caso di lite fiscale pendente, rendere edotta la commissione tributaria della intervenuta dichiarazione di fallimento, che è causa di interruzione del processo.
Per la riassunzione e/o per l’inizio di nuove controversie, chiedere la nomina di un difensore abilitato che possa assistere la Curatela.

References: art. 147
 sentenza 
 art. 30
 art. 106
 sentenza 
 sentenza 
 art. 110
 art. 113
 art. 110
 art. 110
 art. 101
 art. 91
 art. 116