Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19570089/195904080000/comparison.html
Timestamp: 2020-04-07 13:04:09+00:00

Document:
Abkommen vom 27. Mai 1957 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Italienischen Republik über die Nutzbarmachung der Wasserkraft des Spöl (mit Zusatzprotokoll)
Convenzione del 27 maggio 1957 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per l’utilizzazione della forza idraulica dello Spöl (con Protocollo add.)
I. Derivazione sul versante dell’Adda
II. Invaso di Livigno
Art. 20 Protocollo addizionale
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per l’utilizzazione della forza idraulica dello Spöl
Conchiusa il 27 maggio 1957
Approvata dall’Assemblea federale il 20 dicembre 19571
Istrumenti di ratificazione scambiati l’8 aprile 1959
Entrata in vigore l’8 aprile 1959
ritenendo che l’utilizzazione delle acque dello Spöl presenta un considerevole interesse per lo sviluppo delle risorse elettriche dei due Paesi e per il soddisfacimento delle necessità delle rispettive economie,
considerando che la derivazione di parte di dette acque sul versante italiano del l’Adda, secondo la proposta italiana da un lato, e la creazione del bacino di accumulazione a Livigno, secondo la proposta svizzera d’altro lato, costituiscono due modi di utilizzazione delle risorse idrauliche di tronchi di corsi d’acqua situati, nella loro sezione a monte, sul territorio italiano e, nella loro sezione a valle, sul territorio svizzero,
hanno riconosciuto che ciascuno dei due Stati aveva diritto ad una parte dell’energia idraulica in proporzione al salto e alla portata naturale di propria pertinenza di tali sezioni e che le rispettive utilizzazioni, realizzabili mediante due sistemi distinti, dovevano essere oggetto di decisioni concordate, tenuto conto degli interessi esistenti e delle differenti legislazioni dei due Stati.
Esse hanno quindi convenuto che era opportuno per i due Stati concedere di comune accordo, ai richiedenti italiani e svizzeri, il diritto di realizzare le opere occorrenti per l’utilizzazione dell’energia idraulica, fissare le quantità di potenza idraulica a cui ciascuno dei due Stati ha diritto nei due sistemi di utilizzazione e procedere in seguito, su questa base, ad uno scambio di quantità corrispondenti di potenza e di energia elettrica in modo che ciascuno dei concessionari possa disporne, per quanto possibile, nelle stesse condizioni che se l’energia idraulica utilizzata fosse di sovranità di un solo ed unico Stato.
A questo scopo esse hanno deciso di stipulare una convenzione internazionale ed hanno nominato i loro plenipotenziari, e precisamente:
i quali, dopo essersi scambiati i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, hanno convenuto le seguenti disposizioni:
Il Governo svizzero dà il suo consenso a che il Governo italiano assenta la concessione di derivare dal loro corso naturale una parte delle acque dello Spöl che scorrono successivamente dal territorio italiano in quello svizzero, e di utilizzare la corrispondente forza idraulica sul versante italiano dell’Adda, in conformità delle clausole della presente convenzione e mediante la concessione complementare del Governo svizzero, per la parte di forza idraulica ricavabile sul territorio svizzero.
La concessione complementare svizzera sarà accordata e, se del caso, trasferita al beneficiario designato dal Governo italiano.
Il concessionario costruirà, nel bacino superiore dello Spöl, un canale derivatore situato al di sopra della quota 1960 (I.G.M. s.m.m.) che consentirà di raccogliere gli apporti naturali di una superficie massima di 105 kmq. e di convogliarli per gravità nei serbatoi di S. Giacomo e di Caricano, in Val di Fraele, in Alta Valtellina. La quantità di acqua così derivata non dovrà oltrepassare sensibilmente in media i 97 milioni di mc. all’anno.
Le acque così derivate dal loro corso naturale saranno utilizzate nell’impianto di Premadio sull’Adda, presso Bormio.
Resta inteso che la Confederazione svizzera non si assume alcun obbligo, verso la Repubblica italiana, di compensare le perdite d’acqua e di energia elettrica che potrebbero prodursi in caso di cattivo funzionamento delle opere di presa e di derivazione o per qualsiasi altra causa.
Tenuto conto della derivazione di 97 milioni di mc. di acqua verso l’Adda e del salto disponibile in Svizzera a valle della località «Ponte del Gallo» resta convenuto che la potenza idraulica media spettante alla Svizzera è di 26.850 cavalli teorici.
In corrispondenza la Svizzera avrà diritto ad una quantità di energia elettrica producibile nell’impianto di Premadio e ad una parte della potenza disponibile nell’impianto stesso. L’energia e la potenza spettanti alla Svizzera sono fissate rispettivamente a 128 milioni di kWh all’anno e a 64 000 M La Confederazione svizzera potrà disporne in quelle forme ed in quelle condizioni che riterrà utili.
L’energia e la potenza elettriche spettanti alla Svizzera ed ivi trasportate saranno esentate dalla Repubblica italiana da qualsiasi tassa, canone o limitazione di diritto pubblico in modo che questa energia possa essere liberamente trasportata in Svizzera e sia, sotto ogni riguardo, nella stessa situazione in cui sarebbe se fosse stata prodotta su territorio svizzero. La costruzione, l’esercizio e la manutenzione delle installazioni elettriche che servono al trasporto di questa energia in Svizzera restano tuttavia sottoposte, in Italia, alla legislazione italiana in materia.
L’energia e la potenza elettriche spettanti alla Svizzera non potranno essere utilizzate fuori del suo territorio se non conformemente alle norme giuridiche svizzere sull’esportazione dell’energia elettrica. Resta inteso che il Governo svizzero non porrà ostacoli all’impiego in Italia della parte di tale energia corrispondente alla quantità spettante all’Italia, in conformità dell’articolo 10 della presente convenzione, e ciò sempreché il Governo italiano conceda in cambio l’autorizzazione ad utilizzare in Svizzera detta quantità.
Il diritto di utilizzare la forza idraulica dello Spöl, mediante la creazione di un serbatoio nelle valli di Livigno e de l’Ova dal Gall, sarà concesso, per il territorio di ciascuno dei due Stati contraenti, dalle rispettive autorità competenti.
La concessione italiana sarà accordata al beneficiario designato dal Governo svizzero. Essa si estenderà alla parte italiana delle sezioni di corso d’acqua il cui salto e la cui portata saranno valorizzati nell’impianto detto di Livigno.
In caso di cambiamento del beneficiario della concessione svizzera il Governo italiano trasferirà la concessione italiana al nuovo beneficiario designato dal Governo svizzero.
Il concessionario dei due Stati contraenti costruirà, presso la confluenza dello Spöl e de l’Ova dal Gall, al di fuori del Parco nazionale svizzero, uno sbarramento capace di creare un invaso alla quota massima 1808 (I.G.M. s.m.m.) la cui capacità utile sarà di circa 180 milioni di mc.
Il serbatoio sarà alimentato dalle acque naturalmente afferenti e che non saranno state derivate, in conformità al Capitolo 1 della presente convenzione, e da quelle che vi saranno immesse per mezzo di un impianto di pompaggio.
Lo sbarramento sarà costruito in modo da garantire il massimo di sicurezza per la Svizzera, in conformità della legislazione svizzera in vigore. Esso sarà disposto in modo da consentire alle acque uno sbocco libero sufficiente perché le piene possano defluire in qualsiasi momento senza che il livello del lago si elevi oltre la quota stabilita nel precedente articolo.
L’ubicazione della centrale idroelettrica sarà determinata nell’atto di concessione svizzera o anche al momento dell’approvazione del progetto esecutivo.
Spetterà al concessionario designato dal Governo svizzero acquistare in territorio italiano, secondo la legislazione italiana, i beni immobili e i diritti di terzi necessari alla costruzione e all’esercizio del serbatolo di Livigno. Il Governo italiano a questo scopo ammetterà il concessionario a beneficiare del diritto di esproprio.
Resta inteso che il concessionario sarà tenuto a ricostruire il fabbricato della dogana italiana di Ponte del Gallo e a ripristinare le vie di comunicazione interrotte sia dallo sbarramento che dall’invaso.
Il Governo svizzero si riserva di imporre al concessionario gli obblighi necessari per proteggere il Parco nazionale svizzero.
Tenuto conto della portata e del salto utilizzabili sui rispettivi territori dei due Stati, resta convenuto che la potenza idraulica media valorizzata nell’impianto a serbatoio di Livigno e di spettanza dell’Italia è di 8750 cavalli teorici.
In corrispondenza l’Italia avrà diritto ad una quantità di energia elettrica producibile nell’impianto di Livigno e ad una parte della potenza disponibile in detto impianto. L’energia e la potenza spettanti all’Italia sono fissate rispettivamente a 36,5 milioni di kWh all’anno e a 18 250 kW. La Repubblica italiana potrà disporne in quelle forme ed in quelle condizioni che riterrà utili.
L’energia e la potenza elettriche spettanti all’Italia ed ivi trasportate, saranno esentate dalla Confederazione svizzera da qualsiasi tassa, canone o limitazione di diritto pubblico in modo che questa energia possa essere liberamente trasportata in Italia e sia, sotto ogni riguardo, nella stessa situazione in cui sarebbe se fosse stata prodotta su territorio italiano. La costruzione, l’esercizio e la manutenzione delle installazioni elettriche che servono al trasporto di questa energia in Italia restano tuttavia sottoposte, in Svizzera, alla legislazione svizzera in materia.
L’energia e la potenza elettriche spettanti all’Italia non potranno essere utilizzate fuori del suo territorio se non conformemente alle norme giuridiche italiane sull’esportazione dell’energia elettrica. Resta inteso che il Governo italiano non porrà ostacoli all’impiego in Svizzera di questa energia in cambio dell’autorizzazione del Governo svizzero di utilizzare in Italia una quantità corrispondente dell’energia di spettanza della Svizzera, in conformità dell’articolo 4 della presente convenzione.
Sia il progetto di massima che quello esecutivo delle opere saranno predisposti a cura dei concessionari.
Essi saranno sottoposti, con tutte le necessarie relazioni giustificative, ai Governi dei due Stati contraenti e non potranno essere eseguiti se non dopo che le autorità competenti dei due Stati si saranno dichiarate d’accordo per la loro approvazione.
Tutte le opere saranno esercite e mantenute dai concessionari.
I Governi dei due Stati contraenti si comunicheranno le loro decisioni in merito agli atti di concessione; questi non avranno efficacia se non dopo che i due Governi si saranno dichiarati d’accordo sulle condizioni imposte. Queste ultime dovranno concordare su tutti i punti in cui sarà necessario. Esse potranno derogare alle norme della legislazione nazionale la cui applicazione fosse di ostacolo alla concordanza degli atti di concessione.
Le concessioni scadranno il 31 dicembre dell’ottantesimo anno a partire dalla data fissata negli atti di concessione per la messa in servizio delle opere. I beneficiari delle concessioni avranno, per tutta la durata di esse, un foro in ciascuno dei due Stati contraenti.
La limitazione ulteriore o la revoca di una delle concessioni non potrà essere decisa che a seguito di accordo fra i due Governi.
I due Stati contraenti s’impegnano a facilitare, del loro meglio, nel quadro delle rispettive legislazioni, la costruzione e l’esercizio delle opere progettate e ad adottare le disposizioni necessarie a tale scopo, specialmente per quanto riguarda la materia doganale, l’importazione ed esportazione dei materiali da costruzione, il finanziamento ed il servizio dei pagamenti.
Le disposizioni della presente convenzione non sì applicano alle imposte dirette statali e degli enti locali.
In caso di doppia imposizione le autorità italiane e svizzere si consulteranno al fine di stipulare un accordo per evitare la doppia imposizione.
In caso di mancata ultimazione delle opere, d’interruzione dell’esercizio o di qualsiasi altra causa di decadenza prevista negli atti di concessione, i Governi dei due Stati contraenti prenderanno, di comune accordo, i provvedimenti che riterranno più appropriati alla situazione ed, eventualmente, accorderanno nuove concessioni.
Dieci anni prima della scadenza delle concessioni, saranno iniziate conversazioni tra i due Governi allo scopo di accordarsi sui seguenti punti:
se le concessioni devono essere rinnovate e a quali condizioni;
se, e a quali condizioni, i due Stati devono ciascuno far uso del loro diritto di riversione;
se l’esercizio delle opere deve cessare.
Nei casi di cui ai punti a e b del primo capoverso di questo articolo, i quantitativi di forza idraulica spettanti alla Svizzera e all’Italia saranno mantenuti nei valori indicati negli articoli 4 e 10 della presente convenzione e le condizioni del nuovo regime saranno stabilite in modo da assicurare ai due Stati vantaggi in egual misura.
Il diritto di riversione si applica, per ciascuno Stato, alle installazioni situate sul proprio territorio.
Durante il periodo di costruzione i due Governi si riservano di costituire una commissione di sorveglianza composta di quattro membri, di cui due saranno designati dal Governo svizzero e due dal Governo italiano.
Detta commissione controllerà l’esecuzione dei lavori e presenterà le proprie osservazioni sotto forma di rapporto alle competenti autorità svizzere e italiane.
Durante il periodo di esercizio, il controllo sarà esercitato nelle condizioni previste dagli atti di concessione. Ogni Governo concederà ogni facilitazione affinché i funzionari dell’altro Stato, incaricati di tale controllo, nonché il personale del concessionario possano svolgere il loro compito. 1 nomi dei funzionari saranno comunicati reciprocamente.
Se tra i due Governi dovesse nascere qualche vertenza circa l’applicazione o l’interpretazione della presente convenzione o per quanto concerne una delle concessioni contemplate dalla convenzione stessa, essa verrà sottoposta, nel caso non sia stata risolta in un tempo ragionevole per via diplomatica o per altre vie amichevoli, ad un tribunale arbitrale la cui sentenza sarà obbligatoria.
Detto tribunale arbitrale sarà composto di due membri e di un superarbitro. Ciascuno dei due Governi nominerà un membro. Il superarbitro, che non dovrà avere la nazionalità di nessuno dei due Paesi, sarà designato di comune accordo tra i due Governi.
Se la comune designazione del superarbitro non avrà avuto luogo entro il termine di sei mesi dalla data in cui uno dei due Governi avrà proposto il regolamento arbitrale della vertenza, si procederà a tale designazione applicando per analogia l’articolo 45, 4° comma e seguenti, della convenzione dell’Aja del 18 ottobre 19071 per il regolamento pacifico dei conflitti internazionali.
Ogni controversia che potesse sorgere tra i due Governi circa l’interpretazione e l’esecuzione della sentenza arbitrale sarà sottoposta al giudizio del tribunale che ha emesso la sentenza.
Resta inteso che il presente articolo sarà applicabile ad ogni vertenza che, secondo l’avviso di uno dei due Governi, riguardi sia l’applicazione o l’interpretazione della convenzione o di una delle concessioni contemplate dalla convenzione stessa, che l’interpretazione o l’esecuzione della sentenza arbitrale.
La presente convenzione resterà valida anche in tempo di guerra.
La presente convenzione sarà ratificata e gli strumenti di ratifica saranno scambiati a Roma. Essa entrerà in vigore il giorno dello scambio degli strumenti dì ratifica.
In fede di che i rispettivi plenipotenziari hanno firmato la presente convenzione e vi hanno apposto i loro sigilli.
Fatto a Berna, il 27 maggio 1957, in due esemplari originali, in lingua italiana ed in lingua francese, i due testi facendo ugualmente fede.
Per assicurare la buona applicazione delle disposizioni contenute negli articolo 4 e 10 della convenzione, conchiusa in data odierna, tra la Confederazione svizzera e la Repubblica italiana per l’utilizzazione della forza idraulica dello Spöl, le Alte Parti contraenti hanno dichiarato quanto segue:
Il Governo italiano accorda al titolare della concessione dell’impianto a serbatoio di Livigno l’autorizzazione ad utilizzare in Svizzera, per tutta la durata della concessione, l’energia elettrica e la potenza spettanti all’Italia, in conformità dell’articolo 10, 2° comma, di detta convenzione.
In cambio, il Governo svizzero accorda al titolare della concessione della derivazione verso l’Adda (impianto di Premadio), l’autorizzazione ad utilizzare in Italia, per tutta la durata della concessione, una parte corrispondente dell’energia elettrica e della potenza spettanti alla Svizzera, in conformità dell’articolo 4, 2° comma, di detta convenzione.
Nel quadro di questo scambio i due Stati rinunciano ad esigere qualsiasi tassa o diritto d’importazione o di esportazione.
Tenuto conto dello scambio previsto al paragrafo 1, e con riserva di rettifica sulla base delle opere eseguite, resta, nell’impianto di Premadio, un saldo a favore della Svizzera di 91,5 milioni di kWh all’anno e di 45 750 M Il concessionario di detto impianto sarà obbligato a mettere questa quantità di energia e questa potenza a disposizione del concessionario dell’impianto di Livigno contro pagamento del prezzo di costo del kWh prodotto nella centrale di Premadio.
Nel caso in cui nel termine di un anno dall’entrata in vigore della concessione svizzera della derivazione sul versante dell’Adda il concessionario dell’impianto di Livigno non abbia fatto uso del diritto di ritirare tutta o parte di questa energia, il Governo svizzero accorderà al concessionario dell’impianto di Premadio, su sua domanda, l’autorizzazione ad utilizzare in Italia il saldo sopra indicato.
L’autorizzazione suddetta non sarà sottoposta, da parte della Confederazione svizzera, al pagamento di una somma superiore a quella percepita in caso di esportazione di energia elettrica.
Una prima autorizzazione sarà accordata, eventualmente, per la durata di venti anni.
Le diposizioni del presente protocollo addizionale non riguardano le imposte dirette.
Le disposizioni della convenzione e del presente protocollo addizionale non potranno essere interpretate nel senso:
che il Governo svizzero abbia diritto di prelevare imposte, tasse e contributi di natura fiscale sull’energia elettrica e sulla potenza spettanti alla Svizzera, prodotte ed utilizzate in Italia, ad eccezione delle prestazioni che saranno fissate nell’atto di concessione;
che il Governo italiano abbia il diritto di prelevare imposte, tasse e contributi di natura fiscale sull’energia elettrica e sulla potenza spettanti all’Italia, prodotte ed utilizzate in Svizzera, ad eccezione delle prestazioni che saranno fissate nell’atto di concessione.
RU 1959 408; FF 1957 1332
1 RU 1959 406
Abkommen zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Italienischen Republik über die Nutzbarmachung der Wasserkraft des Spöl
Abgeschlossen am 27. Mai 1957
Von der Bundesversammlung genehmigt am 20. Dezember 19572
Ratifikationsurkunden ausgetauscht am 8. April 1959
In Kraft getreten am 8. April 1959
in der Meinung, dass an der Ausnützung des Spöl ein überwiegendes Interesse im Hinblick auf die Entwicklung der Hilfsmittel beider Länder zur Erzeugung elektrischer Energie und die Befriedigung der Bedürfnisse ihrer Wirtschaften besteht,
in Anbetracht, dass die Ableitung eines Teils dieses Gewässers nach dem italienischen Flussgebiet der Adda, gemäss dem italienischen Vorschlag einerseits, und die Schaffung des Staubeckens von Livigno, gemäss dem schweizerischen Vorschlag anderseits, zwei Arten der Nutzbarmachung der Wasserkraft von Gewässerstrecken darstellen, welche oben in Italien und unten in der Schweiz liegen,
haben anerkannt, dass jeder der beiden Staaten Anrecht auf einen Teil der Wasserkraft im Verhältnis zum Gefälle und zu den natürlichen Zuflüssen hat, welche ihm in diesen Strecken zukommen, und dass ihre Nutzbarmachung in zwei verschiedenen Systemen Gegenstand von in gegenseitigem Einvernehmen zu treffenden Entscheidungen bilden soll, wobei den sich gegenüberstehenden Interessen und den voneinander abweichenden Gesetzgebungen Rechnung zu tragen ist.
Sie haben infolgedessen vereinbart, dass beide Staaten dafür besorgt sein sollen, im gegenseitigen Einverständnis den italienischen und den schweizerischen Bewerbern die zur Ausnützung der Wasserkraft erforderlichen Wasserrechtsverleihungen zu erteilen, die Wasserkraftanteile festzusetzen, auf die jeder der beiden Staaten in den beiden Nutzungssystemen Anrecht hat, und alsdann auf dieser Basis einen Abtausch der entsprechenden elektrischen Leistung und Energie vorzunehmen, so dass die Werkbesitzer über die letzteren möglichst so verfügen können, wie wenn die nutzbar gemachte Wasserkraft der Hoheit eines und desselben Staates unterstehen würde.
Zu diesem Zweck sind sie übereingekommen, ein internationales Abkommen abzuschliessen, und haben zu ihren Bevollmächtigten ernannt:
I. Ableitung nach dem Flussgebiet der Adda
Die schweizerische Regierung stimmt zu, dass die italienische Regierung das Recht verleiht, einen Teil des natürlichen Abflusses des vom italienischen nach dem schweizerischen Territorium übertretenden Spöl abzuleiten und die entsprechende Wasserkraft im italienischen Flussgebiet der Adda zu nutzen, und zwar gemäss den im vorliegenden Abkommen festgesetzten Bedingungen und der von der schweizerischen Regierung zu erteilenden ergänzenden Verleihung, deren Gegenstand der schweizerische Wasserkraftanteil sein wird.
Die Erteilung und etwaige Übertragung der ergänzenden schweizerischen Verleihung erfolgt zugunsten des von der italienischen Regierung bezeichneten Beliehenen.
Der Beliehene wird im Einzugsgebiet des oberen Spöl, oberhalb der Kote 1960 (I. G. M. [s. m. m.]), ein Überleitungssystem errichten, durch welches die natürlichen Zuflüsse einer Fläche von maximal 105 km2 gesammelt und durch Schwerkraft in die Speicherbecken von San Giacomo und Cancano im Val di Fraele im oberen Veltlin übergeleitet werden können. Die so abgeleitete Wassermenge soll durchschnittlich 97 Millionen Kubikmeter im Jahr nicht wesentlich überschreiten.
Das so von seinem natürlichen Lauf abgeleitete Wasser wird im Kraftwerk von Premadio, bei Bormio an der Adda, genutzt.
Es besteht Einverständnis darüber, dass die Schweizerische Eidgenossenschaft gegenüber der Italienischen Republik keine Verpflichtung übernimmt, die Verluste an Wasser und elektrischer Energie auszugleichen, die im Falle mangelhaften Funktionierens der Fassungs— und Überleitungsanlagen oder aus irgendeinem anderen Grunde eintreten könnten.
Unter Berücksichtigung der Ableitung von 97 Millionen Kubikmeter Wasser nach der Adda und des in der Schweiz unterhalb «Punt dal Gall» verfügbaren Gefälles wird vereinbart, dass der auf die Schweiz entfallende Wasserkraftanteil durchschnittlich 26 850 Bruttopferdekräfte beträgt.
Entsprechend diesem Anteil hat die Schweiz Anrecht auf eine im Kraftwerk Premadio erzeugbare Menge elektrischer Energie sowie auf einen Teil der in diesem Werk verfügbaren Leistung. Die so auf die Schweiz entfallende Energie und Leistung werden auf jährlich 128 Millionen Kilowattstunden bzw. auf 64 000 Kilowatt festgesetzt. Die Schweizerische Eidgenossenschaft kann darüber in jeder ihr nützlich erscheinenden Form und unter beliebigen Bedingungen verfügen.
Die auf die Schweiz entfallende und ihr abgegebene elektrische Energie und Leistung geniessen von seiten der Italienischen Republik Freiheit von allen Gebühren, Abgaben oder öffentlich—rechtlichen Beschränkungen irgendwelcher Art, so dass die Energie frei nach der Schweiz hinübergeleitet werden kann und in jeder Beziehung gleichgestellt ist, wie wenn sie auf schweizerischem Gebiet erzeugt worden wäre. Auf italienischem Gebiet bleibt jedoch für die Erstellung, den Betrieb und den Unterhalt der für die Überleitung der der Schweiz zukommenden elektrischen Energie dienenden elektrischen Anlagen die einschlägige italienische Gesetzgebung anwendbar.
Die auf die Schweiz entfallende elektrische Energie und Leistung können ausserhalb ihres Gebietes nur gemäss den geltenden schweizerischen Vorschriften über die Ausfuhr elektrischer Energie verwendet werden. Es besteht Einverständnis darüber, dass die schweizerische Regierung einer Verwendung in Italien des Teiles dieser Energie, welcher der nach Artikel 10 des vorliegenden Abkommens auf Italien entfallenden Menge entspricht, keine Hindernisse in den Weg legen wird, insofern die italienische Regierung dafür die Bewilligung erteilt, jene Menge in der Schweiz zu verwenden.
II. Speicherung von Livigno
Das Recht, die Wasserkraft des Spöl durch Schaffung eines Speicherbeckens im Val di Livigno und Val del Gallo nutzbar zu machen, wird für das Gebiet jedes der beiden vertragschliessenden Staaten durch ihre zuständigen Behörden verliehen.
Die italienische Verleihung wird dem von der schweizerischen Regierung bezeichneten Beliehenen erteilt. Sie wird den italienischen Teil der Gewässerstrecken zum Gegenstand haben, deren Wassermengen und Gefälle im Speicherwerk Livigno nutzbar gemacht werden.
Bei einem Wechsel in der Person des Inhabers der schweizerischen Verleihung wird die italienische Regierung die italienische Verleihung auf den von der schweizerischen Regierung bezeichneten neuen Inhaber übertragen.
Der Beliehene der beiden vertragschliessenden Staaten wird beim Zusammenfluss des Spöl und der Ova dal Gall, ausserhalb der Grenze des schweizerischen Nationalparkes, eine Staumauer errichten, welche eine Stauung bis auf Kote 1808 im Maximum (I. G. M. [s. m. m.]) ermöglicht, so dass ein Nutzinhalt von rund 180 Millionen Kubikmeter erreicht wird.
Das Speicherbecken wird durch das nach der Ableitung gemäss Kapitel I des vorliegenden Abkommens verbleibende, natürlich zufliessende sowie durch das mittels Pumpanlagen zugeführte Wasser gespiesen.
Die Staumauer soll hinsichtlich ihrer Konstruktion ein Maximum an Sicherheit für die Schweiz, gemäss deren geltenden Vorschriften bieten. Sie soll so gebaut werden, dass ausreichende Abflussmöglichkeiten bestehen, damit die Hochwasser jederzeit abfliessen können, ohne die im vorhergehenden Artikel festgesetzte Kote zu überschreiten.
Der Standort der Zentrale soll entweder im schweizerischen Verleihungsakt oder dann bei der Genehmigung der Baupläne festgesetzt werden.
Der durch die schweizerische Regierung bezeichnete Beliehene hat auf italienischem Gebiet die für die Errichtung und den Betrieb des Speicherbeckens Livigno notwendigen Grundstücke und Rechte Dritter gemäss den Vorschriften des italienischen Rechts zu erwerben. Die italienische Regierung wird dem Beliehenen zu diesem Zweck das Enteignungsrecht gewähren.
Es besteht Einverständnis darüber, dass der Beliehene verpflichtet werden soll, das italienische Zollgebäude von Ponte del Gallo zu ersetzen und die durch die Staumauer und das Speicherbecken unterbrochenen Verbindungswege wieder herzustellen.
Die schweizerische Regierung behält sich das Recht vor, dem Beliehenen die zum Schutze des schweizerischen Nationalparkes erforderlichen Verpflichtungen aufzuerlegen.
Unter Berücksichtigung der Wassermengen und des Gefälles, welche auf den Gebieten der beiden Staaten nutzbar sind, wird vereinbart, dass der auf Italien entfallende Anteil an der im Speicherwerk Livigno nutzbar gemachten Wasserkraft durchschnittlich 8750 Bruttopferdekräfte beträgt.
Entsprechend diesem Anteil hat Italien Anrecht auf eine im Speicherwerk Livigno erzeugbare Menge elektrischer Energie sowie auf einen Teil der in diesem Werk verfügbaren Leistung. Die so auf Italien entfallende Energie und Leistung werden auf jährlich 36,5 Millionen Kilowattstunden bzw. auf 18 250 Kilowatt festgesetzt. Die Italienische Republik kann darüber in jeder ihr nützlich erscheinenden Form und unter beliebigen Bedingungen verfügen.
Die auf Italien entfallende und ihm abgegebene elektrische Energie und Leistung geniessen von seiten der Schweizerischen Eidgenossenschaft Freiheit von allen Gebühren, Abgaben oder öffentlich—rechtlichen Beschränkungen irgendwelcher Art, so dass die Energie frei nach Italien hinübergeleitet werden kann und in jeder Beziehung gleichgestellt ist, wie wenn sie auf italienischem Gebiet erzeugt worden wäre. Auf schweizerischem Gebiet bleibt jedoch für die Erstellung, den Betrieb und den Unterhalt der für die Oberleitung der Italien zukommenden elektrischen Energie dienenden elektrischen Anlagen die einschlägige schweizerische Gesetzgebung anwendbar.
Die auf Italien entfallende elektrische Energie und Leistung können ausserhalb seines Gebietes nur gemäss den geltenden italienischen Vorschriften über die Ausfuhr elektrischer Energie verwendet werden. Es besteht Einverständnis darüber, dass die italienische Regierung der Verwendung dieser Energie in der Schweiz keine Hindernisse in den Weg legen wird, wenn die schweizerische Regierung die Bewilligung erteilt, einen entsprechenden Teil der auf die Schweiz gemäss Artikel 4 des vorliegenden Abkommens entfallenden Energie in Italien zu verwenden.
Die generellen Ausbaupläne sowie die Bauprojekte der Kraftwerksanlagen sind durch die Beliehenen aufzustellen.
Sie sind mit allen erforderlichen Unterlagen den Regierungen der beiden vertragschliessenden Staaten zu unterbreiten und dürfen erst zur Ausführung gelangen, wenn die zuständigen Behörden der beiden Staaten sich über ihre Genehmigung verständigt haben.
Alle Kraftwerkanlagen sind von den Beliehenen zu betreiben und zu unterhalten.
Die Regierungen der beiden vertragschliessenden Staaten werden einander von ihren Entschliessungen in bezug auf die Verleihungsurkunde in Kenntnis setzen; diese werden nur dann Rechtswirksamkeit erlangen, wenn die beiden Regierungen ihr Einverständnis mit den aufgestellten Bedingungen erklärt haben. Diese letzteren sollen in allen Punkten übereinstimmen, wo dies notwendig ist. Sie können von den Bestimmungen der nationalen Gesetzgebung abweichen, insofern bei deren Anwendung die Verleihungsurkunden nicht in Übereinstimmung gebracht werden können.
Die Verleihungen werden am 31. Dezember des achtzigsten Jahres nach dem Zeitpunkt ablaufen, der in den Verleihungsurkunden für die Inbetriebsetzung der Kraftwerkanlagen festgesetzt wird. Die Beliehenen werden während der ganzen Verleihungsdauer einen Gerichtsstand in jedem der beiden vertragschliessenden Staaten haben.
Eine nachträgliche Beschränkung oder der Rückzug einer der Verleihungen können nur nach vorheriger Verständigung zwischen den beiden Regierungen beschlossen werden.
Die beiden vertragschliessenden Staaten verpflichten sich, im Rahmen ihrer betreffenden Gesetzgebungen, den Bau und den Betrieb der projektierten Kraftwerkanlagen möglichst zu erleichtern und zu diesem Zweck die nötigen Anordnungen zu treffen, insbesondere hinsichtlich des Zolles, der Ein— und Ausfuhr von Baumaterialien, der Finanzierung und des Zahlungsverkehrs.
Die Bestimmungen des vorliegenden Abkommens beziehen sich nicht auf die direkten Staats— und Gemeindesteuern.
Im Falle einer Doppelbesteuerung werden sich die italienischen und schweizerischen Behörden im Hinblick auf den Abschluss eines Abkommens zur Vermeidung der Doppelbesteuerung konsultieren.
Bei Nichtvollendung der Kraftwerkanlagen, bei Betriebsunterbrechung oder bei Vorliegen eines andern in den Verleihungsurkunden erwähnten Verwirkungsgrundes werden die Regierungen der beiden vertragschliessenden Staaten im gegenseitigen Einvernehmen diejenigen Massnahmen treffen, die sie als für die Sachlage und gegebenenfalls für die Erteilung von neuen Verleihungen am zweckmässigsten erachten.
ob die Verleihungen erneuert werden sollen und unter welchen Bedingungen;
ob und unter welchen Bedingungen jeder der beiden Staaten von seinem Heimfallsrecht Gebrauch machen soll;
ob mit dem Ablauf der Verleihungsdauer der Betrieb der Kraftwerkanlagen aufhören soll.
In den unter a und b des ersten Absatzes genannten Fällen sollen die auf die Schweiz und Italien entfallenden Wasserkraftanteile entsprechend den in den Artikeln 4 und 10 des vorliegenden Abkommens angegebenen Grössen beibehalten werden, und die Bedingungen für die neuen zu treffenden Regelungen sollen so festgesetzt werden, dass den beiden Staaten die Vorteile derselben im gleichen Masse gewährleistet sind.
Das Heimfallsrecht jedes Staates erstreckt sich auf die auf seinem eigenen Gebiet gelegenen Anlagen.
Allfällige Meinungsverschiedenheiten zwischen den beiden Regierungen über die Anwendung oder Auslegung des vorliegenden Abkommens oder einer der beiden in diesem Abkommen genannten Verleihungen sind, sofern sie nicht innert einer angemessenen Frist auf diplomatischem Weg oder auf andere gütliche Art erledigt werden können, einem Schiedsgericht zu unterbreiten, dessen Spruch verbindlich ist.
Es besteht Einverständnis darüber, dass der vorliegende Artikel auf jeden Streitfall anwendbar sein wird, der nach Ansicht der einen der beiden Regierungen die Anwendung oder die Auslegung des Abkommens oder einer der beiden in diesem Abkommen genannten Verleihungen oder die Ausführung des Schiedsspruchs betreffen würde.
Die Bestimmungen des vorliegenden Abkommens bleiben auch in Kriegszeiten in Kraft.
Art. 20 Zusatzprotokoll
Das vorliegende Abkommen wird ratifiziert, und die Ratifikationsurkunden werden in Rom ausgetauscht. Es tritt am Tage des Austausches der Ratifikationsurkunden in Kraft.
Zu Urkund dessen haben die Bevollmächtigten der beiden Staaten das vorliegende Abkommen unterzeichnet und dasselbe mit ihren Siegeln versehen.
Geschehen zu Bern am 27. Mai 1957, in zwei Originalexemplaren in französischer und italienischer Sprache, wobei beide Texte in gleicher Weise verbindlich sind.
Zur Gewährleistung der gehörigen Durchführung der Bestimmungen der Artikel 4 und 10 des unter dem heutigen Datum abgeschlossenen Abkommens zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Italienischen Republik über die Nutzbarmachung der Wasserkraft des Spöl haben die hohen vertragschliessenden Parteien folgendes erklärt:
Die italienische Regierung erteilt zugunsten des Inhabers der Verleihung für das Speicherwerk Livigno die Bewilligung, die gemäss Artikel 10 Absatz 2 des genannten Abkommens auf Italien entfallende elektrische Energie und Leistung während der ganzen Verleihungsdauer in der Schweiz zu verwenden.
Dafür erteilt die schweizerische Regierung zugunsten des Inhabers der Verleihung für die Wasserableitung nach der Adda (Kraftwerk Premadio) die Bewilligung, einen entsprechenden Teil der gemäss Artikel 4 Absatz 2 des genannten Abkommens auf die Schweiz entfallenden elektrischen Energie und Leistung während der ganzen Verleihungsdauer in Italien zu verwenden.
Im Rahmen dieses Abtausches verzichten die beiden Staaten darauf, irgendwelche Ein— oder Ausfuhrgebühren oder —abgaben zu erheben.
Unter Berücksichtigung des in Ziffer 1 vorgesehenen Abtausches und unter Vorbehalt einer Berichtigung auf Grund der ausgeführten Kraftwerkanlagen verbleibt im Kraftwerk Premadio eine Restquote von 91,5 Millionen Kilowattstunden jährlich und von 45 750 Kilowatt zugunsten der Schweiz. Der Beliehene dieses Kraftwerkes hat diese Energiemenge und diese Leistung dem Beliehenen des Speicherwerkes Livigno gegen Bezahlung des Gestehungspreises der im Kraftwerk Premadio erzeugten Kilowattstunde zur Verfügung zu stellen.
Falls der Beliehene des Speicherwerkes Livigno nicht innert Jahresfrist, vom Datum des Inkrafttretens der schweizerischen Verleihung für die Wasserableitung nach dem Flussgebiet der Adda an gerechnet, vom Recht Gebrauch macht, diese Energie und diese Leistung ganz oder teilweise zu beziehen, wird die schweizerische Regierung dem Beliehenen des Kraftwerkes Premadio auf sein Gesuch hin eine Bewilligung erteilen, die oben angegebene Restquote in Italien zu verwenden.
Die Schweizerische Eidgenossenschaft wird die vorgenannte Bewilligung nicht von der Bezahlung eines höheren Geldbetrages abhängig machen als im Falle von Ausfuhr elektrischer Energie.
Eine erste Bewilligung wird gegebenenfalls für die Dauer von 20 Jahren erteilt.
Die Bestimmungen des vorliegenden Zusatzprotokolles betreffen nicht die direkten Steuern.
Die Bestimmungen des Abkommens und des vorliegenden Zusatzprotokolles können nicht in dem Sinne ausgelegt werden:
dass die schweizerische Regierung das Recht hat, Steuern, Gebühren und Abgaben fiskalischer Natur auf der auf die Schweiz entfallenden elektrischen Energie und Leistung zu erheben, welche in Italien erzeugt und verwendet wird, ausgenommen die Leistungen, welche in der Verleihungsurkunde festgesetzt werden;
dass die italienische Regierung das Recht hat, Steuern, Gebühren und Abgaben fiskalischer Natur auf der auf Italien entfallenden elektrischen Energie und Leistung zu erheben, welche in der Schweiz erzeugt und verwendet wird, ausgenommen die Leistungen, welche in der Verleihungsurkunde festgesetzt werden.
AS 1959 413; BBl 1957 II 1
1 Die französischen und italienischen Originaltexte finden sich unter der gleichen Nummer in den entsprechenden Ausgaben dieser Sammlung.
2 AS 1959 411

References: Art. 20
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 4

Art. 20