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Timestamp: 2020-07-15 13:02:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12528 del 18/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12528 del 18/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 18/05/2017, (ud. 02/03/2017, dep.18/05/2017), n. 12528
sul ricorso 12212-2016 proposto da:
CONSORZIO DI BONIFICA DI PIACENZA – C.F. (OMISSIS), in persona del
domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA 195, presso lo studio
dell’avvocato SERGIO VACIRCA che lo rappresenta e difende unitamente
e disgiuntamente all’avvocato MICHELE DE FINA;
avverso la sentenza n. 711/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
Con ricorso in Cassazione affidato a due motivi illustrati da memoria, che possono essere esaminati congiuntamente in quanto strettamente connessi, nei cui confronti, la parte contribuente non ha spiegato difese scritte, il consorzio, quale ente impositore impugnava la sentenza della Corte d’Appello di Bologna, in materia di contributi richiesti a titolo di oneri consortili per il periodo 1990-1999, lamentando, la violazione del R.D. n. 215 del 1933, art. 1, dell’art. 857 c.c. e della L.R. Emilia Romagna n. 42 del 1984, art. 1 e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto, erroneamente i giudici d’appello avrebbero ritenuto l’insussistenza dei beneficio nonostante la realizzazione di opere eseguite sulla base di un plano generale di bonifica in un ambito territoriale dalle caratteristiche idrogeologiche omogenee, che determina l’esistenza di quel beneficio per gli immobili ivi inclusi, per come richiesto dall’art. 857 c.c. e dal R.D. n. 215 del 1933, art. 1 ai fini dell’assoggettamento a contributo; infatti, le opere di sistemazione del territorio lo rendono più fruibile e godibile e ciò si traduce in una maggiore appetibilità economica di tutti gli immobili inseriti nel comprensorio e, quindi, in un maggior valore; inoltre, il medesimo consorzio ha lamentato la violazione della norma sul riparto dell’onere della prova, in presenza di immobili ricompresi dal piano di classifica consortile, debitamente approvato e pubblicato, all’interno del perimetro di contribuenza.
Inoltre, secondo Cass. n. 14709/14, “(…) L’obbligo di contribuire alle opere eseguite da un consorzio di bonifica – id est, l’assoggettamento al potere impositivo di quest’ultimo – postula, ai sensi dell’art. 860 c.c., R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, art. 10 e della L.R. Lombardia n. 7 del 2003, art. 15, comma 2, che l’immobile, incluso nel perimetro consortile, tragga vantaggio diretto e specifico da quelle opere. Il vantaggio deve essere conseguito o conseguibile a causa della bonifica, e tale da tradursi, cioè, in una “qualità” del fondo. Tuttavia è sostanzialmente pacifico, nella giurisprudenza di questa corte, che l’ente impositore è esonerato dalla prova del beneficio le volte in cui vi sia un piano di classifica – approvato dalla competente autorità regionale – recante i criteri di riparto della contribuenza degli immobili compresi sia nel perimetro consortile, sia nel comprensorio di bonifica (v. per tutte Cass. n. 4671-12; n. 5234-12; n. 5237-12 e molte altre, tutte nel solco di sez. un. n. 26009-08 e di sez. un. 11722-10). In tal senso non può essere condivisa la diversa isolata affermazione rinveniente in Cass. n. 13272-13, secondo cui sarebbe necessario individuare altresì i vantaggi fondiari immediati e diretti, a onere del consorzio, nonostante l’avvenuta approvazione di un piano di classifica. Va ribadito che, laddove esista il piano di classifica e l’immobile del contribuente vi rientri, non è necessario neppure che il consorzio fornisca la prova di aver adempiuto a quanto indicato nel piano medesimo, in quanto il vantaggio diretto e immediato, per il fondo del consorziato, è da reputarsi presunto in ragione della pacifica comprensione dell’immobile nel perimetro di intervento consortile e dell’avvenuta approvazione del suddetto piano (…)”.
Nel caso di specie, erroneamente i giudici d’appello avrebbero ritenuto che non fosse sufficiente rientrare nel “perimetro di contribuenza” per essere assoggettabili a imposta ma che era onere dell’ente impositore dimostrare che le opere o in genere le attività poste in essere dal Consorzio avessero avuto ripercussioni vantaggiose sulla qualità dei beni oggetto d’imposizione La sentenza va, pertanto, cassata e rinviata nuovamente alla Corte d’Appello di Bologna, in diversa composizione, affinchè, verifichi l’effettivo inserimento dei beni oggetto d’imposizione all’interno del perimetro di contribuenza del Consorzio (circostanza contestata).

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 1
 art. 1
 art. 1
 Cass. 
 art. 10
 art. 15
 Cass. 
 Cass. 
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