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Timestamp: 2020-01-21 17:06:34+00:00

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Art. 620 codice di procedura penale - Annullamento senza rinvio - Brocardi.it
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Articolo 620 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 620 Codice di procedura penale
a) se il fatto non è previsto dalla legge come reato, se il reato è estinto o se l'azione penale non doveva essere iniziata o proseguita (1);
b) se il reato non appartiene alla giurisdizione [1-3] del giudice ordinario ;
h) se vi è contraddizione fra la sentenza o l'ordinanza impugnata e un'altra anteriore concernente la stessa persona e il medesimo oggetto, pronunciata dallo stesso o da un altro giudice penale ;
i) se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non è ammesso l'appello (2);
l) se la corte ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio (13).
(1) Va rilevato che anche la formula di assoluzione piena in facto rientri tra quelle adottabili dalla corte di cassazione, pur se non espressamente menzionata.
(2) Si ricordi la regola secondo cui l'appello contro una sentenza inappellabile vale come ricorso ex art. 568, comma 5. Per cui, ex art. 621, in questo caso la corte ritiene il giudizio qualificando l'impugnazione come ricorso.
La norma in esame enuclea i casi che permettono alla corte stessa di definire il processo, senza la necessità di un nuovo giudizio di merito, realizzando finalità di semplificazione dell'iter procedurale.
Spiegazione dell'art. 620 Codice di procedura penale
La norma in esame codifica in maniera tassativa le ipotesi in cui la corte di cassazione può procedere all'annullamento senza rinvio di una sentenza, senza dover rinviare la causa ad un giudice di merito, dato che evidentemente è sufficiente un giudizio di legittimità per poter tutelare efficacemente gli interessi della parte ricorrente.
L'annullamento senza rinvio opera dunque nelle seguenti ipotesi:
se il fatto non è previsto dalla legge come reato, se il reato è estinto o se l'azione penale non doveva essere iniziata o proseguita;
se il reato non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, come quando la giurisdizione appartenga al tribunale penale militare;
se il provvedimento impugnato contiene disposizioni che eccedono i poteri della giurisdizione, limitatamente alle medesime, concretandosi una situazione di eccesso di potere, come quando il giudice ordinario annulli un atto amministrativo, attività riservata invece al giudice amministrativo;
se la decisione impugnata consiste in un provvedimento non consentito dalla legge, come nei casi di provvedimento abnorme, non rientrante nei casi di legge (ad es. adozione di una misura cautelare non prevista da alcuna disposizione);
se la sentenza è nulla ex art. 522 in relazione ad un reato concorrente o ad un fatto nuovo. Trattasi di una nullità per mancata contestazione del reato concorrente o del fatto nuovo, nullità che colpisce la sola parte di sentenza (e la relativa pena) concernente il reato non contestato;
se la condanna è stat pronunciata per errore di persona. Una volta accertato che la sentenza è stata emessa nei confronti della persona sbagliata, la corte annulla senza rinvio;
se vi è contraddizione tra il provvedimento impugnato e un altro anteriore. In tali casi la cassazione ordina l'esecuzione del primo provvedimento che ha inflitto la condanna meno grave (v. art. 669), e contemporaneamente annulla il provvedimento più grave, a prescindere dalla sequenza cronologica;
se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non è ammesso l'appello. In tal caso il giudice d'appello, invece che trasmettere direttamente gli atti alla corte di cassazione, ha erroneamente deciso, e quindi la corte di cassazione annulla tale sentenza, decidendo tamquam non esset;
se la corte ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena, quando ritiene superfluo il rinvio. Tale lettera rappresenta chiaramente quella che può determinare più equivoci, dato che la corte gode di ampia discrezionalità nel valutare la completezza degli elementi di fatto già acquisiti.
Massime relative all'art. 620 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 18797/2018
In tema di sospensione condizionale della pena, nel caso in cui il giudice d'appello non abbia preso in considerazione la specifica richiesta dell'imputato di concessione del beneficio, la sentenza impugnata può essere annullata, sul punto, senza rinvio, in applicazione dell'art. 620, lett. l), cod. proc. pen., come modificato dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, soltanto qualora non siano necessari ulteriori accertamenti in fatto, imponendosi, diversamente, il giudizio di rinvio.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18797 del 2 maggio 2018)
Cass. pen. n. 12391/2018
La Corte di cassazione, qualora non siano necessari nuovi accertamenti di fatto, può procedere direttamente alla rideterminazione della pena, ai sensi della nuova formulazione dell'art. 620, lett. l), cod. proc. pen., come sostituito dall'art. 1, comma 67, legge n. 103 del 2017, sulla base degli elementi di fatto che emergono dal giudizio di merito. (Fattispecie in cui la Corte ha proceduto a rideterminare la pena in ordine al reato di cui all'art. 73, comma quinto, d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309, applicando i nuovi limiti edittali previsti dalla legge 16 maggio 2014, n. 79).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 12391 del 16 marzo 2018)
Cass. pen. n. 792/2018
Deve essere annullata senza rinvio la sentenza d'appello che abbia immotivatamente disatteso la richiesta di concessione del beneficio della non menzione della condanna, proposta con specifico motivo di gravame, potendo il predetto beneficio essere direttamente disposto dalla Corte di cassazione allorchè non implichi alcun accertamento di fatto. (In motivazione la Corte ha ritenuto che, nella specie, tale beneficio poteva essere concesso sulla base degli elementi emergenti dalla sentenza di secondo grado, avuto riguardo all'incensuratezza dell'imputata ed alla prognosi favorevole già formulata con il riconoscimento della sospensione condizionale della pena).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 792 del 11 gennaio 2018)
Cass. pen. n. 44874/2017
La possibilità, riconosciuta alla Corte di cassazione dall'art. 620, comma 1, lett. l), cod. proc. pen., nella formulazione modificata dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, di rideterminare direttamente la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito, procedendo ad un annullamento senza rinvio, è circoscritta alle ipotesi in cui alla situazione da correggere possa porsi rimedio senza necessità dell'esame degli atti dei processi di primo e secondo grado e della formulazione di giudizi di merito, obiettivamente incompatibili con le attribuzioni del giudice di legittimità. (Fattispecie in cui la Corte, in accoglimento di ricorso straordinario per errore di fatto, annullava la sentenza del giudice di appello limitatamente ad alcuni fatti estinti per prescrizione e rinviava al medesimo per la rideterminazione della pena, in quanto, trattandosi di reati uniti in continuazione, riteneva necessari ulteriori accertamenti, non avendo detto giudice individuato la pena per ciascun delitto in continuazione, ma operato un unico aumento ai sensi dell'art. 81, comma 2, cod. pen.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 44874 del 28 settembre 2017)
Cass. pen. n. 6782/2017
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 6782 del 13 febbraio 2017)
Cass. pen. n. 15387/2016
L'annullamento da parte della Corte di Cassazione dell'ordinanza di non convalida dell'arresto in flagranza va disposto con la formula "senza rinvio", poichè il ricorso, avendo ad oggetto la rivisitazione di una fase ormai perenta, è finalizzato esclusivamente alla definizione della correttezza dell'operato degli agenti di polizia giudiziaria e l'eventuale rinvio solleciterebbe una pronuncia meramente formale, priva di ricadute quanto ad effetti giuridici.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 15387 del 13 aprile 2016)
Cass. pen. n. 15157/2014
La Corte di cassazione può procedere direttamente alla determinazione della pena, ai sensi dell'art. 620, lett. l), c.p.p., qualora si debbano nuovamente applicare gli indici di calcolo già definiti in sede di merito, senza procedere ad accertamenti di fatto o ad operazioni di discrezionalità valutativa, che rimangono incompatibili con le attribuzioni del giudice di legittimità. (Fattispecie relativa ad una pena irrogata per il delitto di detenzione di marijuana dal giudice di merito in applicazione dell'art. 73, comma primo, d.p.r. n. 309 del 1990, nel testo dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla sentenza n. 32 del 2014, e rideterminata dalla Corte ai sensi dell'originario comma quarto dell'art. 73 oggi nuovamente in vigore, utilizzando gli stessi coefficienti di computo).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 15157 del 2 aprile 2014)
Cass. pen. n. 19082/2012
Nel caso in cui l'imputato abbia chiesto con specifico motivo d'appello la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena inflittagli dal giudice di primo grado e il giudice d'appello non abbia preso in considerazione tale richiesta, omettendo qualsiasi motivazione sul punto, la sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio, non potendo la Corte di Cassazione procedersi ad annullamento senza rinvio, involgendo la questione valutazioni di merito anche con riferimento al giudizio prognostico indicato nell'art. 164 c.p..
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 19082 del 18 maggio 2012)
Cass. pen. n. 24742/2010
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 24742 del 1 luglio 2010)
Cass. pen. n. 33580/2006
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 33580 del 6 ottobre 2006)
Cass. pen. n. 25887/2003
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 25887 del 16 giugno 2003)
Cass. pen. n. 30581/2001
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 30581 del 6 agosto 2001)
Cass. pen. n. 8412/1998
Nel caso che la Camera dei deputati abbia affermato la insindacabilità delle opinioni espresse da un parlamentare, e questa affermazione non venga impugnata con la elevazione del conflitto di attribuzione, la decisione di merito deve essere annullata senza rinvio. Ciò in quanto l'effetto inibitorio esprime un ostacolo di ordine procedimentale, trovante la sua fonte in una norma costituzionale di carattere sostanziale, con la conseguenza che la formula più appropriata, tra quelle che attengono all'art. 620 c.p.p. è quella di annullamento senza rinvio per improcedibilità.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8412 del 17 luglio 1998)
Cass. pen. n. 927/1997
In sede di ricorso la Cassazione deve annullare senza rinvio il capo di imputazione di una sentenza, che concerne un fatto non preveduto dalla legge come reato ed eliminare la relativa pena computata a titolo di continuazione, anche se si tratti di sentenza che ne abbia fatto applicazione su richiesta, quando il ricorrente non alleghi che l'avrebbe formulata diversamente in relazione ai capi residui, in particolare subordinandone l'efficacia alla concessione di sospensione condizionale. L'annullamento parziale in tal caso, infatti, non implica sacrificio della libertà delle parti nella scelta del rito e della valutazione discrezionale riservata al giudice di merito nell'accogliere l'accordo in relazione ai suddetti residui capi.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 927 del 1 aprile 1997)
Cass. pen. n. 634/1997
Qualora la sentenza impugnata conceda inequivocabilmente con la motivazione la sospensione condizionale della pena, mentre nel dispositivo sia omessa menzione della concessione di tale beneficio, la sentenza stessa deve essere annullata senza rinvio, ai sensi dell'art. 620, lett. l), c.p.p., limitatamente al punto concernente l'omessa dichiarazione nel dispositivo di sospensione condizionale della pena, che può essere disposta direttamente dalla Corte di cassazione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 634 del 29 gennaio 1997)
La sentenza pronunciata in violazione del divieto posto dall'art. 47, comma 1, c.p.p., che inibisce al giudice di definire il giudizio finché non sia intervenuta l'ordinanza della Corte di cassazione che dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di rimessione del processo, è nulla solo nel caso in cui la Corte medesima abbia accolto l'istanza, mentre conserva piena validità tutte le volte che essa sia dichiarata inammissibile o rigettata: il predetto divieto, infatti, integra un temporaneo difetto di potere giurisdizionale, limitato alla possibilità di pronunciare la sentenza e condizionato alla decisione della Corte di cassazione dichiarativa della sussistenza delle condizioni per la rimessione del processo ad altro giudice, e quindi della competenza, con la conseguenza che la valutazione di validità o meno della sentenza irritualmente adottata avviene secundum eventum.
Qualora il giudice, cui sia stata presentata richiesta di rimessione del processo ai sensi dell'art. 45 c.p.p., abbia irritualmente provveduto a dichiarare l'inammissibilità, la Corte di cassazione, annullata l'ordinanza impugnata, può decidere direttamente nel merito dell'istanza, in applicazione del principio generale, desumibile dagli artt. 620, lett. i), e 621 c.p.p., secondo il quale, nel caso in cui altro giudice abbia pronunciato in materia di sua competenza la Corte procede all'annullamento senza rinvio e ritiene il giudizio.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 6925 del 16 giugno 1995)
Cass. pen. n. 521/1995
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 521 del 27 maggio 1995)
Cass. pen. n. 1299/1994
L'annullamento della sentenza pronunciata a seguito di «patteggiamento» implica l'esclusione della validità dell'accordo nei termini in cui le parti lo avevano raggiunto ed il giudice recepito. Ne consegue anche il venir meno della possibilità, per lo stesso giudice, di definire nuovamente con sentenza, sulla base di quel medesimo accordo, il procedimento; pertanto il detto annullamento va pronunciato senza rinvio, ma con semplice trasmissione degli atti al giudice a quo per il corso ulteriore, potendosi verificare o che l'accordo tra le parti venga riproposto in termini diversi (per cui il giudice valuterà allora ex novo se recepirlo o meno), o che non venga riproposto, nel qual caso il procedimento dovrà proseguire con il rito ordinario.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1299 del 4 febbraio 1994)
Cass. pen. n. 2697/1991
Allorquando si sia proceduto col rito del patteggiamento e in grado di cassazione si sia verificata una causa estintiva per alcuni dei reati per i quali la pena è stata comminata (nella specie: amnistia e prescrizione) la Corte di cassazione può dichiararla, procedendo all'eliminazione delle pene per tali reati inflitte, sempre che il giudice di merito abbia in sentenza determinato la pena separatamente per ciascun reato.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2697 del 1 marzo 1991)
Cass. pen. n. 15959/1990
Nel caso in cui sia stata processata la persona vera, ma erroneamente generalizzata con le indicazioni personali di altro soggetto e non sia stato sperimentato l'istituto della correzione di errore materiale, tale situazione processuale non può essere altrimenti risolta che con l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica competente affinché possa procedere ritualmente nei confronti dell'imputato esattamente generalizzato. (Nella specie la S.C. ha ritenuto non accoglibile la tesi del P.G. ricorrente che chiedeva soltanto la revoca della sospensione condizionale della pena concessa all'imputato, che non poteva fruirne, nel presupposto dell'incensuratezza risultante dal certificato penale relativo all'altra persona: ciò perché la sentenza sarebbe divenuta comunque irrevocabile al nome dell'altro soggetto e non dell'imputato, in effetti giudicato, né avrebbe potuto esplicare efficacia nei confronti di quest'ultimo che non figurava nel testo del titolo esecutivo).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 15959 del 29 novembre 1990)

References: Sentenza 
 Articolo 620

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