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Timestamp: 2020-08-12 19:14:25+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10530 del 28/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10530 del 28/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 28/04/2017, (ud. 15/03/2017, dep.28/04/2017), n. 10530
sul ricorso 1844/2011 proposto da:
L.M., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la
avverso la sentenza n. 13/2010 della COMM. TRIB. REG. della CAMPANIA,
1. La Commissione Tributaria Regionale della Campania, con la sentenza indicata in epigrafe, ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle entrate avverso la decisione con la quale la Commissione tributaria provinciale di Napoli aveva accolto il ricorso proposto da L.M. contro il diniego opposto dall’Amministrazione all’istanza di rimborso della trattenuta IRPEF, per gli anni 2002, 2003 e 2004, operata dall’I.P.SE.MA., su indennità per inabilità temporanea assoluta, impeditiva dell’imbarco.
3. Avverso la sentenza l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi; il contribuente ha replicato con controricorso.
1.1. Con il primo motivo si denuncia la violazione e falsa applicazione del R.D.L. n. 1918 del 1937, art. 24, in combinato disposto con il D.P.R. n. 597 del 1973, art. 82 e del D.P.R. n. 601 del 1973, art. 42, nonchè del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 6 e 48, versione vigente, (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).
1.3. Con il terzo motivo, sotto altro profilo, si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 6, 46 e 48, versione vigente, in combinato disposto con il R.D.L. n. 1918 del 1937, art. 24, D.P.R. n. 597 del 1973, art. 24 e del D.P.R. n. 601 del 1973, art. 42 (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3). La ricorrente osserva che erroneamente l’indennità di cui al citato R.d.l. n. 1918/1937, art. 24, era stata ritenuta sussidio assistenziale in luogo che integrazione della retribuzione perduta durante il periodo dell’inabilità del lavoratore.
2.5. Ne deriva che, a norma del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, comma 1, l’erogazione in questione, in assenza di disposizioni agevolative, deve qualificarsi quale avvenuta “in relazione al rapporto di lavoro”, posto anche che a mente dell’art. 6, comma 2, T.U.I.R. “i proventi conseguiti in sostituzione di redditi… e le indennità conseguite… a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti”.
Dalla lettura coordinata di tali norme – si è concluso – si ricava che vanno considerati redditi da lavoro dipendente, assoggettati ad IRPEF, tutti i proventi e le indennità derivanti da un rapporto di lavoro, anche se conseguiti in sostituzione di redditi, o a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, natura questa che – come già operato nelle sentenze cit. – va riconosciuta all’indennità giornaliera di cui si tratta: essa viene, infatti, corrisposta (R.D.L. n. 1918 del 1937, art. 1, comma 2) dall’ente previdenziale in caso di alterazione dello stato di salute (non dipendente da infortunio sul lavoro o da malattia professionale) che comporti un’inabilità al lavoro, assoluta o parziale, del personale regolarmente iscritto sul ruolo d’equipaggio o comunque imbarcato per servizio della nave (art. 3), quando, a causa di malattie “manifestatesi durante l’arruolamento”, sia impedito, totalmente e di fatto, all’assicurato di attendere al lavoro, venendo erogata in misura proporzionale (75%) al salario effettivamente goduto dall’assicurato “alla data dell’annotazione di sbarco sul ruolo” (sino alla guarigione clinica e per la durata massima di un anno dalla medesima annotazione, art. 6 cit.). L’art. unico della L. n. 1486 del 1962, integra la tutela previdenziale in esame, disponendo che i marittimi che, all’atto della cessazione dell’assistenza per malattia, siano dichiarati temporaneamente inidonei hanno diritto, per il periodo di inabilità fino al massimo di un anno, ad un’indennità giornaliera pari al 75 per cento del salario effettivamente goduto dall’assicurato, alla data dell’annotazione di sbarco sul ruolo, escluso il compenso per lavoro straordinario. Il dettato normativo in esame indica, univocamente, che l’oggetto dell’assicurazione obbligatoria è costituito nell’inabilità temporanea al lavoro e che l’obbligo, per l’ente previdenziale, di corrispondere l’indennità (anche quella di cui alla L. n. 1486 del 1962) sorge in ipotesi d’impedimento alla prestazione lavorativa, sicchè non può esser revocata in dubbio la sua natura di reddito sostituivo della retribuzione non percepita a causa dell’inabilità temporanea del lavoratore marittimo alla prestazione per cui era già stato ingaggiato o avrebbe potuto esserlo (nei limiti di cui alla L. n. 1486 del 1962), in quanto tale, da assoggettare ad imposta ai sensi del citato at. 6, comma 2 T.U.I.R..
3.1. Quanto al secondo motivo, esso deve ritenersi assorbito: ciò esime dal valutare – come altrimenti sarebbe stato necessario – se siano configurabili come fatti controversi quelli, di natura ampiamente giuridico-valutativa, indicati dalla parte ricorrente, costituiti dalla vigenza o meno di una disciplina legale di un istituto e dalla qualificazione giuridica della indennità.
4.2. Le spese dell’intero giudizio possono essere compensate in ragione del fatto che l’orientamento interpretativo di questa Corte in materia si è stabilizzato in epoca successiva alla proposizione del ricorso.
– accoglie il ricorso in relazione al primo e terzo motivo, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario del contribuente;

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 24
 art. 82
 art. 42
 art. 24
 art. 24
 art. 42
 art. 24
 art. 48
 art. 1
 art. 6
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