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Timestamp: 2020-04-02 00:13:14+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2161 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2161 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/01/2017, (ud. 14/12/2016, dep.27/01/2017), n. 2161
sul ricorso 13445/2015 proposto da:
ENOAGRICOLA R. SRL, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL QUIRINALE 26,
presso lo studio dell’avvocato PAOLO ROSSI, che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 2854/2012 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di
ROMA dell’8/02/2012, depositata il 24/02/2012;
esaminata la memoria difensiva di parte ricorrente ex art. 378
1. La società ricorrente propone ricorso per revocazione ex art. 391-bis c.p.c. e art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4, chiedendo dichiararsi la “nullità e/o illegittimità” della sentenza di questa Corte n. 2854/12 “per omessa notifica sia della comunicazione dell’udienza pubblica di trattazione della causa, sia della comunica ione del deposito della sentenza (gravata”, entrambe irritualmente effettuate nel 2012 presso la cancelleria della Corte di Cassazione, non essendo andata a buon fine la comunicazione dell’avviso di udienza presso il domicilio eletto in (OMISSIS) (ove il domiciliatario era risultato “trasferito”), in quanto il difensore, “indicando sul timbro nella intestazione del controricorso il proprio numero di fax, aveva manifestato la volontà, ancorchè implicitamente, di voler ricevere le comunica doni dalla cancelleria a mezzo fax”.
2. Il ricorso è inammissibile, non risultando integrati i presupposti dell’errore di fatto ai sensi dell’invocato art. 395 c.p.c., n. 4).
2.1. Ed invero, con riguardo all’avviso di trattazione deve farsi applicazione del consolidato principio per cui “la mancata notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione ai sensi dell’art. 377 c.p.c., costituisce error in procedendo che non rientra nelle ipotesi di revocazione delle sentenze della Corte di Cassazione, di cui all’art. 395 c.p.c., n. 4 e art. 391 bis c.p.c., non potendosi considerare come errore su un fatto processuale su cui è fondata la decisione, attesa la mancanza del requisito della decisività dell’errore e l’inesistenza di un nesso causale diretto fra l’omessa notificazione dell’avviso dell’udienza di discussione ed il contenuto della sentenza adottata dalla Suprema Corte” (Cass. sez. 4, ord. n. 16361/06; sez. 5, sent. n. 17077/09; sez. 3, ord. n. 16615/10; sez. 6-L, ord. n. 7625/12; sez. 6-3, ord. n. 23832/2015; cfr. Cass. sez. ord. n. 14594/13).
2.2. Ancor più radicale è l’impossibilità di sussumere la mancata comunicazione del deposito della sentenza impugnata nella fattispecie revocatoria dell’errore di fatto, poichè la sentenza medesima, ponendosi in rapporto di precedenza cronologica rispetto all’errore lamentato, non può logicamente ritenersi “l’effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa”.
3. In mancanza di difese della pare intimata, alla declaratoria di inammissibilità del ricorso non segue la condanna alle spese processuali, le quali restano a carico della parte ricorrente che le ha anticipate. Ricorrono invece i presupposti di legge per il raddoppio del contributo unificato.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Dichiara altresì irripetibili le spese anticipate dal ricorrente.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 391
 art. 395
 sentenza 
 sentenza 
 art. 395
 art. 391
 sentenza 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 sentenza