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Timestamp: 2019-09-21 08:45:45+00:00

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Art. 29 Articolazione dei sistemi
1. Con i Sistemi il Piano Strutturale individua e stabilisce le condizioni qualitative di ogni singola parte del territorio comunale ed individua per esse gli obiettivi prestazionali, al fine di mantenere ed incrementare la qualità dell'ambiente, favorire la corretta distribuzione delle funzioni per integrare l'organizzazione degli spazi e dei tempi.
I sistemi individuati nel territorio di Civitella in Val di Chiana sono:
- Sistema dei luoghi centrali (L)
- Sistema della residenza (R)
- Sistema della produzione (P)
- Sistema della mobilità (M).
2. I sistemi sono articolati in sottosistemi e questi ultimi, nel sistema ambientale, sono a loro volta suddivisi in ambiti, differenziati in relazione ai caratteri della produzione agricola e alle specificità economiche, ambientali e paesaggistiche di ciascuno; sottosistemi e ambiti individuano spazi, luoghi, edifici e più in generale parti del territorio distinte tra loro, non necessariamente contigue e mai sovrapposte.
3. Il Piano Strutturale individua per ciascun sistema, sottosistema o singolo ambito le destinazioni d'uso principali, ovvero gli usi caratterizzanti e previsti, oltre a quelli eventualmente esclusi e incompatibili.
1. Il Piano Operativo dovrà specificare per ciascun sottosistema o ambito le destinazioni d'uso principali caratterizzanti o le loro articolazioni e gli altri usi principali previsti o le loro articolazioni, determinare la loro incidenza e definire le percentuali ammesse. Per gli usi incompatibili e pertanto esclusi dovrà disciplinare le situazioni eventualmente in atto.
2. Il Piano Operativo, disponendo di cartografie di base e di rilievi più dettagliati e precisi, potrà modificare l'individuazione di sottosistemi e ambiti purché non siano apportate variazioni significative alla definizione dei loro perimetri, nel rispetto delle invarianti strutturali, degli obiettivi e delle strategie del Piano Strutturale individuate nella Tav.C4.3 "Strategia dello sviluppo sostenibile: scenari e indirizzi".
3. Il Piano Operativo dovrà prescrivere per gli interventi (pubblici e privati) che richiedono un forte movimento di terra la necessità di avere, per quanto di sua competenza, il parere della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
4. Il Piano Operativo ed i successivi atti di governo del territorio dovranno documentare la possibilità di far fronte alle esigenze indotte dalle previsioni insediative attraverso la certificazione dei gestori dei servizi relativi alle seguenti reti: acquedottistica, fognaria e depurativa, adduzione gas, raccolta e smaltimento rifiuti.
5. Per l'installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, fermo restando quanto stabilito dalla normativa sovraordinata nazionale e regionale, valgono i criteri generali di tutela e salvaguardia degli elementi paesaggistici, delle visuali panoramiche, di centri, nuclei e singoli edifici che caratterizzano l'identità territoriale di Civitella in Val di Chiana e il sistema delle relazioni nel loro valore d'insieme. Per i criteri d'installazione degli impianti a biomassa, eolici e fotovoltaici a terra e per l'individuazione delle aree considerate "non idonee" all'installazione degli stessi si rimanda alle Leggi Regionali, ai loro atti attuativi e al PAER. Il Piano Operativo potràà fornire specifiche indicazioni in relazione a quanto consentito dai suddetti strumenti.
6. Per le prestazioni energetiche nell'edilizia il piano rimanda al DLgs 192/2005 con le modifiche apportate dalla Legge 90/2013, che recepisce i contenuti della Direttiva 2010/31/UE (che stabilisce, tra l'altro, l'obiettivo di un consumo energetico "quasi zero" per i nuovi edifici entro il 2020, il 2018 per gli edifici pubblici). Per le prescrizioni minime di efficienza energetica richieste per i nuovi edifici e le manutenzioni straordinarie si rimanda al DPR 59/2009.
7. Per gli edifici di nuova costruzione e quelli esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti il piano rimanda all'obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili previsto ai sensi dell'art. 11 del DLgs 28/2011; oltre a quanto previsto nello stesso DLgs, il Piano Operativo dovrà individuare gli edifici soggetti a tutela e conservazione dove non si applicano queste disposizioni.
8. Per la tutela dall'inquinamento elettromagnetico a bassa frequenza il piano riporta nella Tav.B8.7 "Vincoli statali, regionali e comunali" le fasce di rispetto che individuano le Distanze di Prima Approssimazione (Dpa) dagli elettrodotti, basate sull'obiettivo di qualità dei 3 microtesla (in riferimento al DPCM 08/07/2003 e al DM 29/05/2008): in queste aree non è "consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero ad uso che comporti una permanenza non inferiore a 4 ore", secondo quanto previsto dalla L n.36/2001. Qualora fosse richiesta l'edificabilità in zone che ricadono all'interno delle Dpa, sarà necessario chiedere al gestore il calcolo tridimensionale esatto del campo elettromagnetico indotto, per individuare con precisione il limite dei 3 microtesla.
Titolo VI Sistema ambientale (V)
Titolo VII Sistema della Residenza (R)
Titolo VIII Sistema dei Luoghi Centrali (L)
Titolo IX Sistema della Produzione (P)
Titolo X Sistema della Mobilità (M)
Art. 77 Obiettivi e prestazioni
1. Fanno parte del sistema della mobilità i tracciati autostradali, stradali e ferroviari, di rilevanza urbana ed extra- urbana, comprese le isole ambientali costituite da strade, piazze e spazi pedonali tutelati.. Sono escluse le strade di distribuzione all'interno dei diversi sistemi.
2. Il sistema della mobilità dovrà garantire un facile collegamento fra la rete stradale di distribuzione e le grandi vie di comunicazione, la gerarchizzazione della rete stradale, con particolare riguardo alla separazione fra il traffico pesante legato alle attività produttive e il traffico normale, l'intersezione fra strade dello stesso tipo o di tipo immediatamente precedente o seguente, percorsi preferenziali per i mezzi pubblici, adeguate aree di parcheggio, una rete di percorsi ciclabili e pedonali (opportunamente segnalati, protetti e privi di barriere architettoniche).
3. Il progetto e la realizzazione del sistema della mobilità e delle singole opere che ne fanno parte dovrà fare ricorso a tecniche e a materiali di debole impatto ambientale. In particolare, le protezioni stradali, le opere d'arte e i muri di contenimento dovranno essere realizzati con tipologie costruttive e con materiali compatibili con l'ambiente e con i luoghi attraversati. I progetti delle nuove opere dovranno essere accompagnati da alcune indicazioni relative alla pressione ambientale stimata, alla dotazione tecnologica ed ambientale prevista, alle indicazioni delle misure di compensazione e mitigazione degli impatti esistenti e previsti.
4. Per stimare la pressione ambientale è necessario indicare ad esempio: la superficie impermeabilizzata, i volumi di traffico previsto, una stima dell'inquinamento indotto dal traffico, i livelli di rumorosità; i sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, gli eventuali impatti sul deflusso di acque di scorrimento superficiale.
5. In base alla pressione ambientale presunta, è necessario prevedere ad esempio: i sistemi di abbattimento degli inquinanti; barriere ed aree verdi di compensazione e mitigazione dell'inquinamento acustico e atmosferico.
6. Il Piano Operativo dovrà prevedere norme per l'adeguamento e la riqualificazione dei tracciati esistenti, rendendoli uniformi in termini di caratteristiche strutturali e di utilizzo, e la realizzazione di nuove infrastrutture secondo le caratteristiche prestazionali stabilite. Il Piano Operativo dovrà, per quanto possibile, prevedere interventi di ridefinizione della sezione stradale e delle aree adiacenti con l'obiettivo di individuare percorsi destinati prioritariamente alla mobilità ciclabile e/o pedonale come soluzione complementare ed alternativa all'utilizzo degli autoveicoli privati negli spostamenti interni o tra i maggiori centri abitati e come attrezzatura per il tempo libero e per la fruizione turistica, nel rispetto dei valori paesistici individuati.
Art. 78 Usi caratterizzanti, previsti ed esclusi
1. Il Sistema della mobilità è caratterizzato dall'uso principale "Mobilità".
2. La caratterizzazione funzionale del sistema è garantita dalla presenza di questo uso principale in misura tendenzialmente esclusiva.
3. Nel sistema della mobilità sono altres&igrave previsti "Servizi e attrezzature di uso pubblico", "Spazi scoperti d'uso pubblico"; stazioni di servizio, distribuzione e deposito carburanti (solo nelle aree non destinate a standard), chioschi (bar, edicole, ecc.).
4. Sono escluse: le "Attività agricole e funzioni connesse", la "Residenza", le "Attività industriali e artigianali", le "Attività commerciali all'ingrosso e depositi", le "Attività commerciali", le "Attività turistico-ricettive", le "Attività direzionali", le "Attività di servizio".
Art. 79 Articolazione del sistema
1. Il sistema della mobilità si articola nei seguenti sottosistemi individuati nella Tav.C4.6 "Sistema della mobilità":
- Sottosistema M1: "Strade di grande comunicazione"
- Sottosistema M2: "Strade di attraversamento"
- Sottosistema M3: "Strade di connessione tra la grande viabilità e la rete urbana"
- Sottosistema M4: "Strade di connessione territoriale "
- Sottosistema M5: "Strade attrezzate"
- Sottosistema M6: "Strade di connessione urbana"
- Sottosistema M7: "Strade della rete dei collegamenti locali"
- Sottosistema M8: "Strade, sentieri e spazi tutelati"
- Sottosistema M9: "Ferrovie"
2. Nella Tav.C4.6 "Sistema della mobilità" sono riportate anche strade e tracciati utili a mostrare la struttura della mobilità ad una scala sovracomunale.
Art. 80 Sottosistema M1: "Strade di grande comunicazione"
1. Sono di grande comunicazione le autostrade e le strade extra-urbane principali che costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale, contraddistinte dagli appositi segnali di inizio e fine. Sono strade di grande comunicazione: la SGC E78 due mari, la SGC E35 autosole (A1), il RA E35 Battifolle Arezzo (fuori dal territorio comunale).
2. Per le autostrade, specifici Piani di Settore dovranno garantire l'accessibilità dalla rete viaria ai caselli autostradali e l'opportuna dotazione di attrezzature di interscambio. Per le altre strade di grande comunicazione gli interventi dovranno realizzare una sezione costituita da due carreggiate, con due o più corsie, indipendenti o separate con spartitraffico invalicabile. Le intersezioni non dovranno essere a raso. Le aree di servizio e di sosta dei veicoli dovranno essere esterne alla carreggiata con accessi dotati di corsie di accelerazione e decelerazione. Le banchine dovranno essere pavimentate nel solo lato destro; non sono previsti marciapiedi e piste ciclabili.
3. La circolazione è riservata a talune categorie di veicoli a motore.
Art. 81 Sottosistema M2: "Strade di attraversamento"
1. Sono di attraversamento le strade extra-urbane secondarie e le strade urbane di scorrimento minore o interquartiere; queste strade, che appartengono alla viabilità sovra-comunale e sono ad itinerario continuo (rete principale), completano con le strade di grande comunicazione E78 due mari, E35 autosole (A1) e il raccordo RA E35 la struttura della viabilità primaria. Sono strade di attraversamento: la Statale 73 Senese-Aretina (escluso il tratto da Tegoleto a Pieve al Toppo), la Variante alla SS 73, la Provinciale 21 di Pescaiola (da Pieve al Toppo a San Giuliano, da Pieve al Toppo a Badia al Pino, da Badia al Pino a Caserosse, da Badia al Pino alla Madonna di Mercatale), la Variante di Viciomaggio alla SP 21, la Provinciale 327 di Foiano, la Provinciale 22 Vecchia Senese (da Dorna ad Alberoro), la Provinciale 19 Procacci (fuori dal Comune), la Provinciale 18 Civitella Pergine Valdarno, la Regionale 69 di Val d'Arno.
2. Per il completamento della rete di attraversamento dovranno essere realizzati adeguamenti dei tracciati esistenti (che presentano problemi relativi a: sezione, intersezioni e accessi) e i nuovi tratti previsti (la Variante alla SP 21 e la Variante alla SS 73), con i requisiti tecnici indicati. La realizzazione di queste strade consentirà di non attraversare gli insediamenti storici e le aree più densamente abitate.
3. Gli interventi dovranno realizzare una sezione costituita da una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia. Le intersezioni dovranno essere a raso, preferibilmente regolate con rotonde. Le aree di servizio e di sosta dei veicoli dovranno essere esterne alla carreggiata con immissioni ed uscite preferibilmente concentrate. Sono previsti marciapiedi e banchine pavimentate su entrambi i lati; nei tratti extra-urbani in genere non sono previsti marciapiedi e banchine pavimentate. Gli interventi dovranno comunque essere realizzati nel rispetto del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada DPR n.495 del 16/12/1992 e delle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade DM n.679 del 25/11/2001.
Art. 82 Sottosistema M3: "Strade di connessione tra la grande viabilità e la rete urbana"
1. Sono di connessione tra la grande viabilità e la rete urbana le strade di quartiere di collegamento principale con le aree residenziali, le zone industriali e le grandi attrezzature; queste strade svolgono un ruolo di mediazione fra la rete primaria e quella secondaria di cui fanno parte. Alcune di queste strade sono esistenti (via Molinara, un tratto di via del Chiassobuio, due tratti di via di Pescaiola a nord e sud di Viciomaggio, un tratto di via delle Caserosse), altre sono di nuovo impianto (tratto dalla Variante SS73 alla via Aretina Nord parallela a via del Ristagno, tratto dalla Variante SP21 a via di Pescaiola parallela a via dell'Oppiarello).
2. La realizzazione e il completamento di questo sottosistema, che costituisce e organizza in modo sostanziale la penetrazione verso la rete locale, consentirà di sottoporre a specifiche limitazioni di traffico alcune strade e spazi pubblici degli insediamenti storici e dei quartieri residenziali.
3. I tracciati esistenti presentano problemi legati alla sosta non organizzata lungo la carreggiata (che interferisce con lo scorrimento del traffico) e alla disomogeneità della carreggiata e del corredo stradale. Gli interventi dovranno realizzare una sezione costituita da una carreggiata omogenea con una corsia per senso di marcia, con sovrappassi o sottopassi idonei al traffico pesante. Le aree di servizio e di sosta dei veicoli dovranno essere esterne alla carreggiata, con immissioni ed uscite preferibilmente concentrate. Le intersezioni dovranno essere a raso, dove necessario regolate con rotonde o mini rotonde. Sono previsti eventuali marciapiedi e banchine pavimentate su entrambi i lati. Gli interventi, mirati alla riqualificazione della carreggiata e del corredo stradale (per i tracciati esistenti), al completamento e al miglioramento funzionale dell'intera rete (per i nuovi tracciati), dovranno comunque essere realizzati nel rispetto del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada DPR n.495 del 16/12/1992 e delle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade DM n.6792 del 05/11/2001.
Art. 83 Sottosistema M4: "Strade di connessione territoriale"
1. Sono di connessione territoriale le strade extra- urbane locali, le strade urbane di quartiere, le strade locali interzonali; queste strade, ad itinerario continuo, mettono in relazione parti diverse della città e del territorio, strutturando la rete della viabilità secondaria.
2. La realizzazione e il completamento del sottosistema consentirà, attraverso una selezione delle strade provinciali e comunali esistenti, di migliorare e ottimizzare la penetrazione verso la rete locale e le connessioni di media distanza fra le diverse aree abitate, sia all'interno del comune che verso i comuni contermini.
3. La rete stradale esistente ha caratteristiche fisiche definite con criteri e standard progettuali diversi, in taluni casi non più congruenti con le condizioni d'impiego attuali. Nella viabilità secondaria, dove le interazioni con il contesto territoriale sono maggiori, gli Enti proprietari, nel fronteggiare le mutevoli condizioni di esercizio, hanno messo in atto nel tempo interventi di adeguamento basati su indirizzi e criteri condizionati dalle caratteristiche delle infrastrutture su cui operavano, introducendo spesso elementi di disomogeneità nella composizione dello spazio stradale. Gli interventi dovranno quindi essere mirati a: dare continuità alla rete con la sistemazione e il completamento di alcuni tratti delle strade esistenti; migliorare l'immissione di queste strade sulla viabilità primaria; realizzare una sezione costituita da una carreggiata con una corsia per senso di marcia, o una o due corsie a senso unico. Le intersezioni dovranno essere a raso, dove necessario regolate con rotonde o mini rotonde. Le aree di servizio e di sosta dei veicoli dovranno essere esterne alla carreggiata con immissioni ed uscite preferibilmente concentrate, attrezzate con apposite corsie di manovra o a lato (parallele o a 45°). Sono previsti marciapiedi o "bande polivalenti" e banchine pavimentate su entrambi i lati; nei tratti extra-urbani in genere non sono previsti marciapiedi e banchine pavimentate. Gli interventi dovranno comunque essere realizzati nel rispetto del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada DPR n.495 del 16/12/1992 e delle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade DM n.6792 del 05/11/2001.
Art. 84 Sottosistema M5: "Strade attrezzate"
1. Sono attrezzate le strade urbane di quartiere minori, le strade extraurbane locali e le strade locali interzonali (esistenti e di nuovo impianto), su cui si attestano attrezzature e servizi di uso pubblico, aree sportive, parcheggi, scuole, parchi e giardini. Sono strade attrezzate extraurbane: il tratto comunale di via Vecchia Senese, via Settembrini, il tratto di Albergo della SP Vecchia Senese, via della Costa al Vado.
2. La sistemazione di queste strade con alberature, e percorsi ciclo-pedonali consentirà di pedonalizzare o sottoporre a specifiche limitazioni di traffico (ZTL) i centri delle frazioni; comporterà inoltre un discreto miglioramento anche dal punto di vista "ambientale", dato che filari e barriere arboree assolvono funzioni di fono-assorbenza e abbassamento delle concentrazioni di inquinanti.
3. Gli interventi dovranno essere finalizzati alla realizzazione di strade alberate, con una sezione costituita da una carreggiata (o due carreggiate separate da fasce verdi alberate) con una corsia per senso di marcia; dotate di percorsi pedonali, eventuali piste ciclabili, "bande polivalenti". Le aree di servizio e di sosta dei veicoli dovranno essere esterne alla carreggiata con immissioni ed uscite preferibilmente concentrate o attrezzate con apposite corsie di manovra o "bande polivalenti". Le intersezioni dovranno essere in genere a raso, dove necessario regolate con rotonde, mini rotonde e larghi alberati. Gli interventi dovranno comunque essere realizzati nel rispetto del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada DPR n.495 del 16/12/1992 e delle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade DM n.6792 del 05/11/2001.
Art. 87 Sottosistema M8: "Strade, sentieri e spazi tutelati"
1. Sono strade, sentieri e spazi tutelati (isole ambientali) le strade urbane locali, le strade comunali dismesse o sottoutilizzate, le strade vicinali o poderali, i sentieri e i percorsi, le piazze e le aree pedonali, dove gli accessi e la circolazione veicolare dovranno essere vietati o limitati a particolari categorie di utenti e di veicoli (ZTL), garantendo comunque l'uso pubblico. Appartengono a questo sottosistema anche le strade e le piazze degli "Insediamenti storici" (R1), dei "Centri civici" (L1) e dei "Nuclei rurali" (R4).
2. La realizzazione del sottosistema permetterà di costruire una complessa e diffusa rete di percorrenze tutelate e continue (dalla collina alla pianura), che attraversano i centri urbani, i nuclei rurali, le più importanti emergenze storico–architettoniche-paesaggistico-ambientali, le principali zone turistiche.
3. Gli interventi dovranno favorire la costituzione di queste "isole ambientali" prevedendo all'esterno un'organizzazione razionale del sistema della sosta (di attestamento o riservato ai residenti). Le strade, le piazze e gli spazi pedonali dovranno essere prevalentemente pavimentati e in genere privi di marciapiedi. Le aree di servizio e di sosta dei veicoli non sono ammesse salvo norme particolari delle ZTL. I sentieri dovranno essere in terra battuta o in pietra nei tratti con forti pendenze, appositamente segnalati e adibiti al transito pedonale, ciclabile ed equestre; nelle strade e nei sentieri storici esistenti dovranno essere mantenute le sezioni e le configurazioni altimetriche e ripristinati i lastricati in pietra, i muri di contenimento e delimitazione in pietra, le alberature e le siepi. Nei tratti che ricadono su proprietà privata può essere consentita la realizzazione di volumi tecnici che non pregiudichino l'uso pubblico del percorso.
4. La caratterizzazione funzionale del sottosistema è garantita dalla presenza dell'uso principale "Mobilità" (M) in misura tendenzialmente esclusiva. Sono escluse: stazioni di servizio, distribuzione e deposito dei carburanti.
Art. 88 Sottosistema M9: "Ferrovie"
1. Appartengono a questo sottosistema i tracciati della RFT Stia-Arezzo-Sinalunga, della RFI Firenze-Arezzo- Chiusi e le aree di loro pertinenza.
2. Per le ferrovie, specifici Piani di Settore dovranno garantire l'accessibilità alle fermate del servizio ferroviario e l'interscambio con la rete viaria. Il piano prevede il ripristino della stazione/fermata di Pieve a Maiano sulla RFI; la realizzazione delle nuove stazioni/fermata di Albergo- Ciggiano e Viciomaggio-Pieve al Toppo ( in sostituzione di quelle attuali di Albergo e Spoiano) sulla RFT, con la modifica di un breve tratto del tracciato della linea esistente.
3. Gli interventi dovranno favorire il rinnovo del sistema ferroviario migliorando in particolare la qualità e le potenzialità del trasporto "intercomunale" attraverso: la riorganizzazione dei servizi (potenziamento, frequenza corse, merci, ecc.), la messa in sicurezza degli attraversamenti (barriere automatiche, sottopassi veicolari), l'eliminazione delle barriere architettoniche (con la costruzione di rampe e passaggi pedonali e ciclabili), il recupero e la valorizzazione delle stazioni e degli spazi di pertinenza connessi.

References: Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 87

Art. 88