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Timestamp: 2019-03-25 22:20:01+00:00

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Chimenti Anna - 1 gennaio 1993
LA LUNGA MARCIA DEI REFERENDUM: CRONOLOGIA
SOMMARIO: Preziosa scheda conologica di tutti i principali avvenimenti che hanno interessato i referendum, dal 1970 all'ottobre 1992.
(Anna Chimenti, "Storia dei referendum", Dal divorzio alla riforma elettorale, Sagittari Laterza, 1993)
25 maggio - Viene varata la legge 352 di attuazione del referendum.
1· dicembre - Passa la legge 898 sul divorzio.
19 giugno - I comitati civici di Gabrio Lombardi ed altri movimenti cattolici di base depositano presso l'Ufficio centrale della Corte di cassazione la richiesta di referendum abrogativo della legge 898 sul divorzio accompagnata da 1.370.134 firme.
6 dicembre - La Cassazione dichiara legittima la richiesta.
25 gennaio - Sentenza n. 10 della Corte costituzionale che dichiara l'ammissibilità del referendum sul divorzio.
27 febbraio - Decreto del presidente della Repubblica Leone con cui viene indetto il referendum per l'11 giugno 1972.
28 febbraio - Per evitare il referendum sul divorzio il presidente della Repubblica decreta il primo scioglimento anticipato di entrambe le Camere nella storia della Repubblica.
7-8 maggio - Elezioni politiche (tabella risultati pubblicata supra, p. 36).
11 febbraio - Il deputato socialista Loris Fortuna, già padre della legge sul divorzio, presenta il primo progetto di legge sull'aborto.
2 marzo - Il presidente della Repubblica fissa la data del referendum.
12-13 maggio - Si vota il referendum sul divorzio. Vince il "No". Elettori: 37.646.322; astenuti: 4.623.143 (12,3%); votanti: 33.023.179 (87,7%); voti validi: 32.295.858; "Si" all'abrogazione: 13.157.558 (40,7%); "No" all'abrogazione: 19.138.300 (59,3%). Schede bianche: 425.694; schede nulle: 301.627.
5 febbraio - Il Partito radicale comincia la raccolta delle firme per l'abrogazione degli articoli 546, 547, 548, 549, secondo comma, 550, 551, 552, 553, 554, 555 del codice Rocco che prevedono l'aborto come reato.
15-16 giugno - Elezioni amministrative.
12 luglio - Le firme raccolte e sottoposte alla Cassazione sono 750 mila.
7 novembre - La Cassazione dichiara legittima la richiesta.
18 dicembre - Sentenza n. 251 della Corte costituzionale con la quale il referendum sull'aborto viene ammesso.
7 gennaio - L'Ufficio centrale della Cassazione dichiara cessate le operazioni referendarie per l'articolo 553 del Codice penale, che vieta la propaganda e l'uso degli anticoncezionali ed era stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte costituzionale con sentenza 24 marzo 1971 n. 49.
15 aprile - Il presidente della Repubblica Leone fissa la data del referendum.
1· maggio - Per evitare il referendum sull'aborto fissato per il 13 giugno Leone ricorre per la seconda volta allo scioglimento anticipato delle Camere.
20-21 giugno - Elezioni politiche (tabella dei risultati pubblicata supra, p. 52).
30 giugno - Il Partito radicale presenta la richiesta per otto referendum: legge Reale (ordine pubblico), finanziamento dei partiti, legge sui manicomi, Commissione inquirente, Concordato, Codice Rocco, codici militari, tribunali militari.
6 dicembre - La Cassazione dichiara legittima la richiesta. Ma sulla legge Reale ammette il referendum con l'esclusione dell'art. 5, modificato intanto dal Parlamento.
6 gennaio - I radicali fanno ricorso alla Corte costituzionale contro la decisione della Cassazione sulla legge Reale, perché la modifica dell'art. 5 non è sostanziale.
2 febbraio - Sentenza n. 16 della Corte costituzionale con cui sono dichiarati inammissibili i referendum su codici militari, ordinamento giudiziario militare, codice Rocco e Concordato. Sono dichiarati ammissibili invece i referendum su Legge Reale, finanziamento dei partiti, manicomi, Commissione inquirente.
14 aprile - Il presidente Leone fissa la data dei referendum.
10 maggio - Approvata la legge che riforma la Commissione inquirente e consente di evitare il referendum.
13 maggio - Approvata la legge sui manicomi che consente di evitare il referendum.
16 maggio - Sentenza n. 68 della Corte costituzionale che, accogliendo un ricorso dei radicali in questo senso, dichiara la parziale illegittimità costituzionale dell'art. 39 della legge 25 maggio 1970 n. 352, di attuazione del referendum perché sottrae al referendum leggi che il Parlamento finge di modificare lasciandole inalterate nella sostanza.
22 maggio - Approvata la legge 194 sull'aborto che consente di evitare il referendum. Sentenza n. 69/78 con cui la Corte costituzionale annulla l'ordinanza della Cassazione che aveva escluso l'art. 5 della legge Reale dal referendum.
24 maggio - Ordinanza dell'Ufficio centrale presso la Corte di cassazione che dichiara cessate le operazioni referendarie relative a Commissione inquirente, manicomi, aborto.
1· giugno - Sentenza n. 70/78 della Corte costituzionale che ammette i referendum sull'ordine pubblico e sul finanziamento pubblico dei partiti.
6 giugno - Entra in vigore la legge 194 sull'aborto.
23 ottobre - Ricorso dei promotori del referendum contro l'ordinanza della Cassazione (i radicali sostengono che la legge appena approvata non garantisce pienamente il diritto di aborto e pertanto il referendum va fatto lo stesso).
11-12 giugno - Si vota sulla legge Reale e sul finanziamento pubblico dei partiti. Vincono, ma con percentuali assai diverse, i "No". Legge Reale. Elettori: 41.248.657; astenuti 7.758.969 (18,8%); votanti: 33.489.688 (81,2%); voti validi: 31.439.425; "Si" all'abrogazione: 7.400.619 (23,5%); "No" all'abrogazione: 24.038.806 (76,5%). Schede bianche: 1.069.616; schede nulle: 990.647. Finanziamento pubblico dei partiti. Elettori: 41.248.657; votanti: 33.488.690 (81,2%); astenuti: 7.759.967 (18,8%); voti validi: 31.410.378; "Si" all'abrogazione: 13.691.900 (43,6%); "No" all'abrogazione: 17.718.478 (56,4%). Schede bianche: 1.091.213; schede nulle: 987.099.
8 gennaio - Ordinanza n. 1 della Corte costituzionale che dichiara ammissibile il ricorso contro la cessazione del referendum sull'aborto proposto dai radicali il 23 ottobre 1978.
20 marzo - Sentenza n. 30 della Corte costituzionale che, decidendo in via definitiva, respinge il ricorso dei radicali che puntava a far celebrare egualmente il referendum malgrado l'approvazione della legge 194 sull'aborto.
27 marzo - Parte la raccolta delle firme per il nuovo pacchetto dei dieci referendum radicali: legge Cossiga (ordine pubblico), reati di opinione, riunione e associazione, ergastolo, caccia, porto d'armi, tribunali militari, liberalizzazione delle droghe leggere, aborto, centrali nucleari, smilitarizzazione della Guardia di finanza.
26-27 giugno - I radicali depositano le firme in Cassazione.
29 settembre - L'associazione cattolica Movimento per la vita deposita due richieste di referendum per l'abrogazione della legge 194.
2 dicembre - Le dodici richieste di referendum sono dichiarate regolari, per quanto concerne la raccolta delle firme, dall'Ufficio centrale presso la Corte di cassazione. Per l'aborto, la Cassazione annota che sulla legge 194 sono state presentate tre richieste di referendum, tutte regolari (una radicale e due del Movimento per la vita), che si delinea un conflitto fra i vari quesiti proposti e che sono nati dei dubbi sulla possibilità che si possa votare per tutte e tre le consultazioni referendarie nello stesso giorno.
15 dicembre - La Cassazione dichiara la legittimità delle tre richieste senza disporre alcuna concentrazione.
9 febbraio - La Corte costituzionale, con sentenza n. 22, dichiara ammissibile il referendum sulla legge Cossiga (ordine pubblico); poi, con sentenza n. 23, dichiara ammissibile il referendum sull'ergastolo; con sentenza n. 24 dichiara ammissibile il referendum sul porto d'armi; con sentenza n. 25 dichiara ammissibile il referendum sui tribunali militari.
10 febbraio - La Corte costituzionale, con sentenza n. 26, dichiara ammissibili due dei tre referendum sull'aborto, uno dei radicali e uno del Movimento per la vita (quella "minimale"), e rigetta la cosiddetta "richiesta massimale" di abrogazione, proposta sempre dal Movimento per la vita. Poi, con sentenza n. 27, la Corte dichiara inammissibile il referendum sulla caccia; con sentenza n. 28 dichiara inammissibile il referendum sui reati di opinione e associazione; con sentenza n. 29 dichiara inammissibile il referendum sulla smilitarizzazione della Guardia di finanza; con sentenza n. 31 dichiara inammissibile il referendum sulle centrali nucleari.
16 febbraio - Comincia la raccolta delle firme per i due referendum promossi da Democrazia proletaria contro il blocco del calcolo della contingenza sulle liquidazioni e per l'estensione dello Statuto dei lavoratori anche alle aziende con meno di 15 dipendenti.
24 marzo - Il presidente della Repubblica Pertini fissa la data per il referendum sull'aborto, sull'ordine pubblico, sull'ergastolo, sul porto d'armi e sui tribunali militari.
7 maggio - Viene varata la legge 180 che consente di evitare il referendum sui tribunali militari.
11 maggio - La Cassazione dichiara cessate le operazioni per il referendum sui tribunali militari.
17-18 maggio - Si vota per i referendum sull'aborto, sull'ordine pubblico, sull'ergastolo e sul porto d'armi. In tutti, con percentuali diverse, vincerà il "No" all'abrogazione. Referendum sull'aborto. Risultati del referendum radicale. Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.884.482 (20,6%); votanti: 34.720.200 (79,4%); "Si" all'abrogazione: 3.588.995 (11,6%); "No" all'abrogazione: 27.395.909 (88.4%). Schede bianche: 2.353.545; schede nulle: 921.751. Risultati del referendum del "Movimento per la vita". Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.877.563 (20,6%); votanti: 34.277.119 (79,4%); "Si" all'abrogazione: 10.119.797 (32,0%); "No" all'abrogazione: 21.505.323 (68,0%). Schede bianche: 1.733.769; schede nulle: 918.230. Risultati del referendum sull'ordine pubblico. Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.897.485 (20,6%); votanti: 34.257.197 (79,4%); "Si" all'abrogazione: 4.639.809 (14,9%); "No" all'abrogazione: 26.524.667 (85,1%). Schede bianche: 2.222.040; schede nulle: 873.681. Risultati del referendum sull'ergastolo. Elet
tori: 43.154.682; astenuti: 8.877.488 (20,6%); votanti: 34.277.194 (79,4%); "Si" all'abrogazione: 7.114.719 (22,6%); "No" all'abrogazione: 24.330.954 (77,4%). Schede bianche: 1.978.371; schede nulle: 853.150. Risultati del referendum sul porto d'armi. Elettori: 43.154.682; astenuti: 8.879.306 (20,6%); votanti: 34.275.379 (79,4%); "Si" all'abrogazione: 4.423.426 (14,1%); "No" all'abrogazione: 26.995.173 (85,9%). schede bianche: 2.014.309; schede nulle: 842.468.
11 dicembre - L'Ufficio centrale della Cassazione dichiara legittimi i due referendum (contingenza e Statuto dei lavoratori) proposti da Dp.
8 febbraio - La Corte costituzionale con sentenza n. 26/82 dichiara ammissibile il referendum sull'indennità di contingenza; respinge invece con sentenza n. 27/82 quello sullo Statuto dei lavoratori.
29 maggio - Il Parlamento vara la legge n. 297 sulle liquidazioni che consente di evitare il referendum, fissato per il 13 e 14 giugno.
28 febbraio - La Corte costituzionale, con sentenza n. 42/83, dichiara inammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato da Dp per cercare di far svolgere egualmente il referendum sulla contingenza.
14 febbraio - Il governo Craxi decide per decreto il taglio di tre punti di scala mobile. Il Pci e la componente comunista della Cgil protestano.
9 giugno - Dopo una lunga battaglia parlamentare sfociata nell'ostruzionismo, il Pci, all'indomani dell'approvazione del decreto sulla scala mobile, annuncia la raccolta delle firme per il referendum che dovrebbe servire a farlo abrogare.
10 settembre - In soli tre mesi il Pci ha raccolto un milione di firme.
12 dicembre - La Cassazione dichiara legittima la richiesta di referendum.
7 febbraio - La Corte costituzionale, con sentenza n. 35/85, dichiara ammissibile il referendum sulla scala mobile.
3 aprile - Il presidente Pertini fissa la data del referendum.
9-10 giugno - Gli Italiani alle urne per decidere se ripristinare i tre punti di scala mobile (valore: circa 20 mila lire) tagliati dal governo Craxi. Ancora una volta (ma contro la volontà dei proponenti) vince il "No". Referendum sulla scala mobile. Elettori: 44.904.290; astenuti: 9.944.886 (22,1%); votanti: 34.959.404 (77,9%);voti validi 33.845.643; "Si" all'abrogazione: 15.460.855 (45,7%); "No" all'abrogazione: 18.384.788 (54,3%). Schede bianche: 476.829; schede nulle: 636.932.
13 marzo - Radicali, socialisti e liberali presentano la richiesta di tre referendum abrogativi sulla responsabilità civile dei magistrati, sull'abrogazione della Commissione inquirente e sul sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura.
27 aprile - Incidente con fuga radioattiva alla centrale nucleare di Chernobyl (Urss).
2 maggio - Il governo italiano interviene e vieta la vendita di verdure a foglie e la somministrazione di latte ai bambini per le conseguenze della nube tossica sul territorio italiano.
22 maggio - Radicali, verdi, Dp, Arci, Fgci e Sinistra indipendente cominciano la raccolta delle firme per tre referendum antinucleari, riguardanti la partecipazione italiana a consorzi internazionali che promuovono iniziative nel campo dell'energia nucleare (tipo il reattore Superphoenix); il contributo dello Stato agli enti locali che accettino la localizzazione delle centrali nucleari; il parere degli enti locali, che da consultivo deve diventare vincolante.
27 giugno - Va in crisi il governo Craxi. La Dc rivendica l'alternanza a Palazzo Chigi. Dopo un incarico senza risultati, Giulio Andreotti conclude con il Psi il "patto" cosiddetto della "staffetta": Craxi governerà ancora un anno e gli lascerà il posto nel 1987 per la conclusione della legislatura.
5 luglio - Depositate in Cassazione 850 mila firme per due referendum sulla caccia promossi dalle principali organizzazioni ambientaliste (Lega per l'ambiente, Italia nostra, Lega per l'abrogazione della caccia).
6 agosto - All'Ufficio centrale della Cassazione vengono depositate un milione di firme per referendum antinucleari.
30 agosto - Con un'intervista all'"Espresso" dell'allora vicesegretario Claudio Martelli, di ritorno dal congresso della socialdemocrazia tedesca che ha assunto una posizione simile, il Psi si schiera con i promotori dei referendum antinucleari.
28 ottobre - La Cassazione chiede ai promotori dei referendum antinucleari di unificare i tre quesiti. Accetterà poi di lasciarli distinti.
16 gennaio - Pronunciandosi su otto richieste di referendum, la Corte costituzionale con sentenza n. 28/87 dichiara inammissibili i due referendum sulla caccia - è la terza volta che decide in questo senso - e (sentenza n. 29/87) quello sul sistema elettorale del Csm. Sono invece ammessi gli altri due sulla giustizia, responsabilità civile dei giudici (sentenza n. 26/87) e Inquirente (sentenza n. 27/87) e i tre sul nucleare (sentenza n. 25/87).
3 marzo - Si dimette da presidente del Consiglio Bettino Craxi. E' la crisi del suo secondo governo.
8 marzo - Incarico ad Andreotti. I referendum pendenti su giustizia e nucleare ostacolano la trattativa per la formazione del governo. La Dc chiede che il nuovo governo li aggiri facendo approvare nuove leggi in Parlamento. Il Psi, che è fra i promotori, non accetta. Si delinea un nuovo scioglimento delle Camere.
27 marzo - Cossiga affida un mandato esplorativo alla presidente della Camera Nilde Jotti.
10 aprile - Il ministro dell'Interno Oscar Luigi Scalfaro riceve dal capo dello Stato il mandato di formare un governo di coalizione o un monocolore Dc di minoranza per andare alle elezioni.
13 aprile - Mentre continuano senza risultati le trattative per la formazione del governo, il segretario del Pci Natta dà vita di sua iniziativa a un giro di consultazioni volte ad accertare la possibilità di creare una maggioranza per un "governo referendario", che dovrebbe restare in carica solo per far svolgere i referendum previsti, e dovrebbe essere guidato dal presidente del Senato Spadolini.
14 aprile - Scalfaro rinuncia all'incarico. Anche Natta ammette che non è realistica l'ipotesi del "governo referendario".
15 aprile - Fanfani riceve da Cossiga l'incarico di formare un governo elettorale.
28 aprile - Fanfani, che s'è impegnato a far celebrare i referendum in autunno, non ottiene la fiducia e va al Quirinale a dimettersi. Cossiga scioglie le Camere e fissa la data delle elezioni.
14-15 giugno - Si vota per eleggere il Parlamento della X legislatura (risultati pubblicati supra, pp. 82-83).
2 luglio - Prima seduta delle Camere. Verdi in Parlamento.
7 agosto - Il Parlamento approva una legge che ammette la possibilità di fissare referendum nelle domeniche comprese tra il 15 ottobre e il 30 novembre 1987.
4 settembre - Il presidente della Repubblica Cossiga fissa la data dei referendum.
8-9 novembre - Si vota per cinque referendum (responsabilità civile dei giudici, Commissione inquirente e i tre sul nucleare). Vincono, per la prima volta, i "Si", secondo la richiesta dei promotori.
Risultati del referendum sulla responsabilità civile dei giudici. Elettori: 45.870.931; astenuti: 16.004.682 (34,9%); votanti: 29.866.249 (65,1%); "Si" all'abrogazione: 20.770.334 (80,2%); "No"
all'abrogazione: 5.126.021 (19,8%). Schede bianche: 2.616.217; schede nulle: 1.353.677. Risultati del referendum sull'inquirente. Elettori: 45.870.409; astenuti: 16.007.739 (34,9%); votanti: 29.862.670 (65,1); "Si" all'abrogazione: 22.117.634 (85,0%); 2No" all'abrogazione: 3.890.111 (15,0). Schede bianche: 2.549.984; schede nulle: 1.304.941. Risultati dei referendum sul nucleare, localizzazioni centrali. Elettori: 45.869.897; astenuti: 16.007.521 (34,9%); votanti: 29.862.376 (65,1%); "Si" all'abrogazione: 20.894.110 (80,6%); "No" all'abrogazione: 5.059.819 (19,4%). Schede bianche: 2.536.648; schede nulle: 1.281.899. Contributi agli enti locali. Elettori: 45.870.230; astenuti: 15.998.660 (34,9%); votanti: 29.871.570 (65,1%); "Si" all'abrogazione: 20.618.624 (79,7%); "No" all'abrogazione: 5.247.887 (20,3%). Schede bianche: 2.564.572; schede nulle: 1.440.487. Centrali all'estero. Elettori: 45.849.287; astenuti: 15.993.683 (34,5%); votanti: 29.855.604 (65,5%); "Si" all'abrogazione: 18.795.852 (71,9%); "No" all'a
brogazione: 7.361.666 (28,1%). Schede bianche: 2.388.117; schede nulle: 1.309.969.
Nota: Le differenze nel numero degli elettori dei singoli referendum sono dovute a discordanze riscontrate dall'Ufficio centrale per il referendum in alcuni verbali.
18 maggio - Nel corso di una riunione del Movimento per le riforme elettorali il costituzionalista Serio Galeotti avanza per la prima volta l'ipotesi di un referendum sulla legge elettorale del Senato.
30 marzo - Il Senato approva la legge sul referendum europeo. Il
18 giugno si voterà anche sul Parlamento europeo.
18 giugno - Si vota per l'elezione del Parlamento europeo e insieme per il referendum consultivo sul conferimento di poteri costituenti al Parlamento europeo. La partecipazione al referendum è stata dell'80,7 per cento dell'elettorato, e la quasi totalità dei votanti (88,1%) s'è pronunciato a favore.
1· settembre - In un articolo sul n. 9 della rivista "Parlamento" il costituzionalista Serio Galeotti ripropone l'ipotesi di referendum sulle leggi elettorali.
19 gennaio - La Corte costituzionale dichiara ammissibili i due referendum sulla caccia promossi da verdi, radicali, socialisti, giovani liberali, comunisti, Dp, Sinistra indipendente (sentenza n. 63/90), quello sui pesticidi (sentenza n. 64/90), promosso dallo stesso "cartello" meno socialisti e giovani liberali, e quello sullo Statuto dei lavoratori (sentenza n. 65/90), voluto soprattutto da Dp.
27 gennaio - Il governo Andreotti al Senato pone la fiducia sul testo della legge di riforma delle autonomie locali. Decadono tutti gli emendamenti che tendevano a cambiare le leggi elettorali.
31 marzo - In un convegno organizzato dalla Fuci (Federazione universitari cattolici italiani) viene discussa alla presenza del democristiano Martinazzoli, del socialista Formica e del comunista D'Alema l'ipotesi di referendum elettorali.
10 aprile - Parte la raccolta delle firme a cura del comitato presieduto da Mario Segni. I referendum proposti sono tre: sul sistema elettorale del Senato; sull'estensione del sistema elettorale maggioritario, previsto per i comuni con meno di 5 mila abitanti, anche a quelli con maggior numero di abitanti; sulla preferenza unica e non multipla come è previsto dalle leggi vigenti.
11 maggio - Approvata dal Senato la legge che estende lo Statuto dei lavoratori anche alle aziende con meno di 15 dipendenti e che evita il referendum previsto su questa materia.
3 giugno - Si vota su caccia e pesticidi. I referendum sono annullati perché non viene raggiunto il quorum (50,1 per cento degli elettori).
Risultati dei referendum sulla caccia. Disciplina della caccia. Elettori: 47.235.285; astenuti: 26.752.926 (56,6); votanti: 20.482.359 (43,4%); "Si" all'abrogazione: 17.790.070 (92,2%); "No" all'abrogazione: 1.505.161 (7,8%). Schede bianche: 647.630; schede nulle: 539.498. Accesso dei cacciatori ai fondi privati. Elettori: 47.235.471; astenuti: 26.961.370 (57,1%); votanti: 20.274.101 (42,9%); "Si" all'abrogazione: 17.899.910 (92,3%); "No" all'abrogazione: 1.497.976 (7,7%). Schede bianche: 574.812; schede nulle: 301.403. Risultati dei referendum sui pesticidi. Elettori: 47.232.383; astenuti: 26.898.013 (56,9%); votanti: 20.364.370 (43,1%); "Si" all'abrogazione: 18.287.687 (93,5%); "No" all'abrogazione: 1.270.111 (6,5%). Schede bianche: 499.572; schede nulle: 307.000.
2 agosto - Depositate in Cassazione 608 mila firme per i referendum elettorali.
9 novembre - Via libera della Cassazione ai referendum elettorali.
17 gennaio - Con sentenza n. 47/91 la Corte costituzionale dichiara ammissibile il solo referendum sulle preferenze alla Camera, mentre respinge quelli sui sistemi elettorali del Senato e dei comuni.
9-10 giugno - Si vota per decidere se passare dalla preferenza multipla a quella unica. Vince il "Si", cioè la proposta dei promotori di cancellare la preferenza multipla. Referendum sulle preferenze elettorali. Elettori: 47.083.864; votanti: 29.383.273 (62,2%); voti validi: 28.170.127; "Si" all'abrogazione: 26.922.176 (95,6%); "No" all'abrogazione: 1.247.951 (4,4%).
3 luglio - Il presidente della Repubblica Cossiga con decreto dichiara abrogata la legge 361 del 30 marzo 1957, che aveva istituito le preferenze multiple.
9 ottobre - Si apre la raccolta delle firme per ripresentare i due referendum elettorali bocciati dalla Consulta nel gennaio 1991.
14 gennaio - Vengono depositate presso l'Ufficio centrale della Corte di Cassazione le 13 richieste di referendum previsti per la primavera 1993.
3 febbraio - Il presidente della Repubblica Cossiga scioglie le Camere. E' la stessa conclusione anticipata di legislatura.
17 marzo - Prima assemblea dei candidati del "patto Segni", dal nome del leader referendario. Si tratta di un accordo fra 457 candidati nelle liste Dc, Pds, Pri, Pli, Rete, Union Valdotaine, Verdi, che si sono impegnati a battersi in Parlamento per la riforma elettorale e a darsi appoggio in campagna elettorale. Il 5 aprile gli eletti saranno 168: 43 Dc, 83 Pds, 7 Pli, 16 Pri, 5 della Rete, 2 Union Valdotaine e 2 Verdi.
5-6 aprile - Elezioni politiche. Si vota per la prima volta con il sistema a preferenza unica introdotto dal referendum del 9 giugno 1991.
4 ottobre - La Corte di Cassazione ha sollevato dubbi sulla regolarità dei tempi di presentazione delle domande dei tredici referendum previsti per la primavera 1993. La decisione dovrà essere presa entro il 23 ottobre. Si teme che i referendum possano saltare e i promotori debbano ripetere l'iter a cominciare dalla raccolta delle firme.
10 ottobre - Mario Segni riunisce i suoi "Popolari per la riforma" a Roma al Palaeur per dare il via alla campagna referendaria.
23 ottobre - La Cassazione dopo alcune incertezze dice sì ai 13 referendum. Entro il 20 gennaio decide sulla loro ammissibilità.
I referendum dal divorzio ad oggi.
Tema Anno Votanti %
Divorzio 1974 87,7
Finanziamento partiti 1978 81,2
Ordine pubblico 1978 81,2
Antiterrorismo 1981 79,4
Ergastolo 1981 79,4
Porto d'armi 1981 79,4
Aborto (radicali) 1981 79,4
Aborto (movimento per la vita) 1981 79,4
Contingenza 1985 77,9
Responsabilità del giudice 1987 65,1
Inquirente 1987 65,1
Nucleare (localiz. centrali nucl) 1987 65,1
Nucleare (contribuenti locali) 1987 65,1
Nucleare (centrali all'estero) 1987 65,1
Mandato costituente del Parlamento
europeo (abbinato alle elezioni) 1989 80,7
Caccia 1990 43,4
Impiego pesticidi 1990 43,1
Riforma elettorale 1991 62,2
1974 87,7%
1978 81,2%
1981 79,4%
1985 77,9%
1987 65,1%
1990 43,3%
1991 62,2%
VOTI (PERCENTUALI)
DIVORZIO 40,7 59,3
ORDINE PUBBLICO 23,5 76,5
SOLDI AI PARTITI 43,6 58,4
ORDINE PUBBLICO 14,9 85,1
ERGASTOLO 22,6 77,4
PORTO D'ARMI 14,1 85,9
ABORTO 11,6 88,4
(radicali)
ABORTO 32,0 68,0
(cattolici)
SCALA MOBILE 45,7 54,3
GIUDICI 80,2 19,8
INQUIRENTE 85,0 15,0
NUCLEARE 80,6 19,4
(centrali)
NUCLEARE 79,7 20,3
NUCLEARE 71,9 28,1
CACCIA 1 92,2 7,8
(disciplina venatoria)
CACCIA 2 92,3 7,7
(accesso ai fondi)
PESTICIDI 93,5 6,5
ABROGAZIONE DELLE 95,6 4,4
PREFERENZE MULTIPLE

References: Sentenza 
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