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Timestamp: 2019-10-17 23:38:46+00:00

Document:
tema 24 maggio 2019
Studi Camera - Cultura Ricerca La disciplina degli enti pubblici di ricerca
Dopo il riordino, nel 2009, degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR, nel 2016 è stato operato un intervento di riforma rivolto a tutti gli enti pubblici di ricerca, allo scopo di semplificare le loro attività. In particolare, sono state agevolate le assunzioni, sulla cui disciplina è intervenuta anche, da ultimo, la legge di bilancio 2019. L'intervento di riforma del 2016, inoltre, ha esteso le previsioni – precedentemente applicabili solo agli enti vigilati dal MIUR – relative alla elaborazione di un Piano triennale di attività e alla valutazione dei risultati della ricerca. Infine, ha disciplinato il riconoscimento del dissesto e del commissariamento degli enti.
Si tratta dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero della salute) (per il trasferimento, v. art. 7 del D.L. 78/2010- L. 122/2010), e dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL, sottoposta alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali) (per il trasferimento, v. art. 4, co. 9, del d.lgs. 150/2015).
In prima applicazione, gli statuti (e i regolamenti) dovevano essere adeguati alle nuove previsioni entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del d.lgs., con attivazione di una procedura sostitutiva ad opera del Ministero vigilante nel caso di mancato rispetto del termine (art. 19, co. 1 e 2).
In particolare, gli enti che al 31 dicembre dell'anno precedente a quello di riferimento riportano un valore dell'indicatore delle spese di personale pari o superiore all'80% – calcolato rapportando le spese complessive di personale nell'anno di riferimento alla media delle entrate complessive dell'ente nell'ultimo triennio – non possono procedere all'assunzione di personale (art. 9, co. 6, lett. a).
In precedenza, il D.L. 90/2014 (L. 114/2014: art. 3, co. 2, soppresso dall'art. 20, co. 3, del d.lgs. 218/2016) aveva previsto che gli enti di ricerca la cui spesa per il personale di ruolo non superava l'80% delle proprie entrate correnti complessive potevano procedere ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari, in particolare, per il 2014 e 2015, al 50%, per il 2016 al 60%, per il 2017 all'80%, e dal 2018, al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente.
Successivamente, la L. di bilancio 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 227) aveva stabilito – per il 2016, 2017 e 2018 – che i medesimi enti di ricerca (la cui spesa per il personale di ruolo non superava l'80% delle proprie entrate correnti complessive) potevano applicare tali percentuali di turn-over solo per le assunzioni di ricercatori e tecnologi, disponendo, al contempo, che le assunzioni di personale di qualifica non dirigenziale potevano avvenire, ogni anno, nel limite di un contingente di personale corrispondente ad una spesa pari al 25% di quella relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente.
Specifiche previsioni (art. 16) riguardano le assunzioni con contratto a tempo indeterminato per chiamata diretta di ricercatori o tecnologi italiani o stranieri dotati di altissima qualificazione scientifica, che si sono distinti per merito eccezionale o che siano stati insigniti di alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale.
Gli enti devono comunque dimostrare di non aver superato il limite per l'indicatore di spese per il personale.
In materia è intervenuta, da ultimo, la legge di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 402) che, in particolare, ha ridefinito le modalità di nomina e la disciplina per il funzionamento delle commissioni cui spetta la valutazione per l'assunzione.
In precedenza, la valutazione doveva essere effettuata da apposite commissioni che dovevano essere nominate con le stesse modalità delle commissioni di valutazione per il reclutamento per chiamata diretta di professori universitari, selezionati tra studiosi di elevato e riconosciuto merito scientifico (c.d. cattedre universitarie del merito Giulio Natta), cui si doveva provvedere con DPCM, mai intervenuto.
Peraltro, la stessa legge di bilancio 2019 (art. 1, co. 788) ha abrogato le disposizioni istitutive del Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta.
- le commissioni sono nominate con decreto del Ministro vigilante e sono composte da un minimo di tre fino ad un massimo di cinque esperti del settore di afferenza degli enti che propongono l'assunzione per chiamata diretta;
- la durata delle commissioni non può essere superiore ad un anno dalla data di nomina e l'incarico di componente delle commissioni è consentito solo per due mandati consecutivi;
- il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate è proporzionalmente a carico dei bilanci degli enti che propongono le assunzioni.
Uno specifico incremento del FOE, pari ad € 8 mln per il 2016 e ad € 9,5 mln dal 2017, finalizzato all' assunzione di ricercatori, era stato previsto dalla L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 247 e ss.). Era, conseguentemente, intervenuto il DM 105 del 26 febbraio 2016.
Da ultimo, un analogo incremento, pari a € 2 mln per il 2018 e ad € 13,5 mln annui dal 2019, è stato previsto, per la medesima finalità, dalla L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 633). E', conseguentemente, intervenuto il DM 163 del 28 febbraio 2018.
A tal fine, per il solo 2017 era stato previsto l'utilizzo, in via sperimentale, di € 68 mln provenienti dal FOE (art. 19, co. 5).
Al riguardo, tuttavia, la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 647 e 648) ha individuato nuovi criteri per l'assegnazione delle risorse destinate al finanziamento premiale per l'anno 2017 (in particolare, non prendendo a riferimento né i Piani triennali di attività, né specifici programmi e progetti presentati dagli enti).
una quota del 70% doveva essere attribuita in proporzione all'ultima assegnazione effettuata in base alla VQR, quale disposta con il decreto di riparto della quota premiale 2015 (DM 27 ottobre 2017, n. 850);
una quota del 30% doveva essere attribuita in proporzione alla quota (ordinaria) del FOE 2017 attribuita a ciascun ente con DM 8 agosto 2017, n. 608.
Le risorse sono state ripartite con DM 5 febbraio 2018.
Le linee guida dovevano essere poi recepite da ciascun Ministero vigilante, entro tre mesi dall'emanazione delle stesse, con un apposito atto di indirizzo e coordinamento rivolto al singolo ente, che provvedeva conseguentemente ad adeguare statuto e regolamenti.
Nelle linee guide sopra citate si evidenziava che a ciò ANVUR avrebbe proceduto dopo l'esame di statuti e regolamenti degli enti.
Il d.lgs. 218/2016 ha svincolato gli enti pubblici di ricerca dal ricorso obbligatorio al mercato elettronico della pubblica amministrazione (art. 1, co. 450, L. 296/2006) per gli acquisti di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca (art. 10, co. 3).
E' stato stabilito, inoltre, che, dal 2018, nel Programma nazionale della ricerca (PNR) e nei suoi aggiornamenti annuali sono riportati ulteriori specifici indicatori e risultati attesi.
Consulta dei Presidenti degli enti di ricerca, chiamata, in particolare, a formulare proposte per la redazione, l'attuazione e l'aggiornamento del Programma nazionale della ricerca (PNR);
Comitato, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, formato da esperti di alta qualificazione, rappresentanti della Consulta dei Presidenti degli enti di ricerca e della Conferenza dei rettori delle università (CRUI), con compiti consultivi e di monitoraggio inerenti il PNR.
Come si evince dal comunicato del 26 febbraio 2019, il Presidente del Consiglio dei ministri, nel corso del suo primo incontro con la Consulta dei Presidenti degli enti di ricerca, ha annunciato la costituzione del Comitato, rimasta fino ad allora inattuata;
Tali nuovi organismi si sono aggiunti ad altri già in precedenza previsti: si tratta, in particolare, del Comitato nazionale dei garanti della ricerca (istituito dall' art. 21 della L. 240/2010 al fine di promuovere la qualità della ricerca e assicurare il buon funzionamento delle procedure di valutazione tra pari riferite, in particolare, ai progetti di ricerca finanziati a carico del FIRST), del Comitato di esperti per la politica della ricerca ( CEPR) (istituito presso il MIUR dall' art. 3 del d.lgs. 204/1998, poi modificato dall' art. 11, co. 2, del d.lgs. 381/1999, con funzioni di consulenza e di studio su problemi riguardanti la politica e lo stato della ricerca nazionale e internazionale) e della Commissione per la ricerca (costituita - in base all' art. 2, co. 2, del d.lgs. 204/1998, presso il CIPE al quale è affidata, fra l'altro, dal co. 1 dello stesso art. 2, l'approvazione del PNR:v. deliberazione CIPE 79 del 5 agosto 1998).

References: art. 7
 art. 4
 art. 3
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 21
 art. 3
 art. 11
 art. 2
 art. 2