Source: http://docplayer.it/4556670-Art-1-oggetto-del-regolamento.html
Timestamp: 2019-01-22 13:48:09+00:00

Document:
Florindo Paolo Vitali
1 Art. 1 Oggetto del regolamento Allegato alla Delibera n Il presente regolamento disciplina l organizzazione interna del Dipartimento della Prevenzione (di seguito chiamato Dipartimento), ai sensi di quanto previsto dallo Statuto Aziendale, approvato con Delibera D.G. 282 del 8 agosto 2012 e s.m.i., tenuto conto delle linee organizzative ed operative contenute nella L.R. 40/2005 e nel PSR vigente. Art. 2 Obiettivi del Dipartimento Il Dipartimento è la struttura preposta all'attività di prevenzione collettiva e di promozione e tutela della salute pubblica dai rischi presenti negli ambienti di vita e di lavoro; partecipa alla definizione del programma di attività dell Azienda U.S.L., formulando proposte di intervento nelle materie di competenza, tenuto conto delle risorse assegnate. Sono obiettivi del Dipartimento: il miglioramento della qualità e dell'efficienza degli interventi di prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza della collettività; l'erogazione di livelli uniformi di prestazioni attraverso interventi omogenei sul territorio dell'azienda U.S.L. con la valorizzazione delle diverse professionalità degli operatori e favorendo l'organizzazione delle attività per obiettivi; lo sviluppo di un approccio organico ed interdisciplinare ai temi della sicurezza e della prevenzione collettiva interagenti sullo stato di salute, operando principalmente sulla verifica dei sistemi di autocontrollo previsti dalle normative, in modo da svolgere un ruolo centrale per quanto riguarda l assistenza e la informazione da assicurare all utenza; lo sviluppo di azioni mirate alla promozione della salute attraverso stili di vita appropriati; l'informazione, l'assistenza alle Aziende pubbliche e private, ai cittadini singoli e associati e alle pubbliche amministrazioni per la corretta applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro; la vigilanza e il controllo sulla corretta applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro; la messa in campo di adeguate professionalità per la gestione di temi specifici di salute e sicurezza della collettività, favorendo la formazione e curando l aggiornamento continuo degli operatori nei vari ambiti di competenza; la valorizzazione della centralità del rapporto con l'utenza attraverso lo Sportello Unico della Prevenzione ; la valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione al fine di orientare gli interventi del Dipartimento e fornire elementi di supporto conoscitivo alla Direzione Aziendale per le scelte strategiche di programmazione sanitaria e per la verifica dell efficacia degli interventi attuati; la stesura di profili aggiornati di rischio e di danno da lavoro attraverso la gestione dell Osservatorio Infortuni sul Lavoro Integrato USL -INAIL Viareggio e l elaborazione delle notizie di malattia professionale, al fine di programmare azioni mirate di informazione, assistenza e vigilanza sui luoghi di lavoro; la raccolta, l'elaborazione e l aggiornamento delle informazioni utili e necessarie l esecuzione delle attività di competenza, le anagrafi animali, l anagrafe delle aziende, delle strutture e degli impianti presenti sul territorio dell Azienda USL; la programmazione sanitaria e l integrazione degli interventi di prevenzione collettiva tra le Strutture organizzative in cui si articola; il razionale impiego delle risorse attraverso l utilizzo del sistema di budget; la definizione di strategie di comunicazione pubblica e sociale nel campo della prevenzione; la promozione della integrazione con altri Enti ed Istituti preposti alla prevenzione collettiva nei luoghi di vita e di lavoro per la realizzazione di una rete di collaborazioni operative.
2 Il Dipartimento adotta quali principi metodologici la programmazione delle attività e la verifica annuale degli obiettivi conseguiti. Il Dipartimento: Art. 3 Funzioni del Dipartimento coadiuva la Direzione Aziendale nelle attività di pianificazione; coordina le Unità Funzionali e le UU.OO. in cui si articola, assicurando che ogni struttura operi attraverso programmi di lavoro, protocolli e procedure omogenee, nonché attuando verifiche periodiche dell'attività svolta, in coerenza con i sistemi di controllo gestionale e di qualità delle prestazioni aziendali; garantisce il corretto utilizzo delle risorse ad esso assegnate dalla Direzione aziendale con la negoziazione del budget annuale; predispone i programmi dipartimentali, secondo le indicazioni del PSN, del PSR, degli altri piani nazionali, regionali e/o aziendali, e le indicazioni di particolari interventi programmati; propone i programmi di formazione ed aggiornamento per il personale assegnato alle Strutture del Dipartimento. In particolare al Dipartimento sono attribuite specifiche funzioni in materia di: 1. Profilassi delle malattie infettive e diffusive; 2. Tutela dei rischi per la salute connessi all inquinamento ambientale; 3. Tutela della collettività e dei singoli dai rischi per la salute e la sicurezza connessi agli ambienti di vita e di lavoro; 4. Sanità pubblica veterinaria; 5. Tutela igienico sanitaria degli alimenti e nutrizione; 6. Medicina dello sport; Art. 4 Coordinamento ed integrazione delle funzioni di controllo ambientale e prevenzione collettiva Il Dipartimento si coordina con il Dipartimento provinciale dell'a.r.p.a.t. ai fini dell'esercizio delle funzioni di controllo ambientale e di prevenzione collettiva, con l'istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana per le funzioni di Sanità Pubblica Veterinaria e con la rete dei Laboratori di Sanità Pubblica per le funzioni di supporto laboratoristico alle proprie attività di controllo ufficiale, con l Istituto Nazionale per l Assicurazione degli Infortuni sul Lavoro (INAIL) per le funzioni di banca dati dei danni da lavoro e delle attrezzature oggetto di verifiche periodiche di legge, con la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) provinciale per le attività di informazione, assistenza e vigilanza congiunta nei luoghi di lavoro. Il Dipartimento assicura il necessario interscambio informativo con il Dipartimento provinciale dell'a.r.p.a.t. con l'istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, con la rete dei Laboratori di Sanità Pubblica, con l INAIL e con la DTL. Il Dipartimento, inoltre, opera in sinergia con l Organismo Provinciale di Lucca per la prevenzione nei luoghi di lavoro ex art. 2 comma 3 DPCM 21/12/2007 e con i Dipartimenti di prevenzione delle altre aziende dell Area Vasta Nord-Ovest per la realizzazione di progetti comuni e per le azioni mirate regionali. Art. 5 Direttore del Dipartimento 2
3 Il Direttore del Dipartimento è nominato dal Direttore Generale, su proposta del Direttore Sanitario, tra i Responsabili delle Unità Funzionali complesse con almeno cinque anni di anzianità di funzione, come previsto dallo Statuto aziendale. Il Direttore del Dipartimento: 1) negozia con la Direzione aziendale il budget complessivo del Dipartimento; 2) coadiuva la Direzione Aziendale nella programmazione delle attività svolgendo in particolare i seguenti compiti: concorre per quanto di competenza alla definizione degli obiettivi di pianificazione strategica dell azienda, formulando in particolare proposte per l allocazione delle risorse; promuove lo sviluppo di progetti di collaborazione in ambito regionale o di area vasta con i Dipartimenti delle altre Aziende U.S.L. con la finalità di creare una rete regionale e di area vasta delle attività di prevenzione; promuove la collaborazione con la Società della Salute, in particolare attraverso contributi per la definizione del Profilo di Salute, alla individuazione di obiettivi di salute per l elaborazione del Piano Integrato di Salute, alla attuazione integrata delle relative azioni e alla verifica dei risultati; programma l'attività del Dipartimento sulla base dell'analisi dei bisogni di salute della popolazione e degli indirizzi di pianificazione nazionali e regionali; promuove la definizione dei programmi di formazione e di aggiornamento professionale degli operatori e quelli di comunicazione istituzionale, condivisi con il Comitato Direttivo; concorre, per quanto di competenza, alla definizione dei programmi di educazione alla salute, in sede aziendale e della società della salute; individua strumenti specifici di controllo di gestione e di verifica della qualità delle prestazioni in coerenza con quelli generali definiti dalla direzione aziendale e sovrintende al monitoraggio del budget; coordina le attività al fine di assicurare che ogni struttura operi attraverso programmi di lavoro, protocolli e procedure omogenee; assicura l attuazione sul territorio degli indirizzi contenuti nella programmazione regionale; assicura, compatibilmente con le risorse assegnate e con i piani di lavoro predisposti, lo svolgimento delle funzioni di prevenzione; propone alla Direzione aziendale la costituzione di gruppi di lavoro; garantisce la collaborazione con le altre strutture organizzative e professionali aziendali. 3) assicura il funzionamento del Dipartimento adottando modelli organizzativi proposti dal Comitato Direttivo, compresa l'osservanza delle norme sulla sicurezza, sulla tutela della privacy, sulla trasparenza e l accesso agli atti amministrativi; 4) dirige gli interventi per la tutela della salute pubblica in corso di emergenze igienico sanitarie particolarmente rilevanti per gravità e complessità d'interazione con altri Enti; 5) sulla base dei bisogni evidenziati dai Responsabili di U.F. e dai Direttori di U.O., formula proposte al Direttore Generale in merito al fabbisogno di personale delle Strutture organizzative del Dipartimento; 6) promuove lo sviluppo del Sistema di Gestione per la Qualità, in coerenza con il piano di qualità aziendale; 7) garantisce forme di raccordo coordinate con le strutture territoriali dell'arpat, Istituto Zooprofilattico Sperimentale, Laboratori di Sanità Pubblica, Direzione Territoriale del Lavoro di ambito regionale e provinciale; 8) convoca e presiede il Comitato Direttivo e la conferenza di Dipartimento Il Direttore di Dipartimento è sostituito in caso di assenza o impedimento da altro dirigente, nominato secondo quanto previsto dallo Statuto aziendale. Art. 6 3
4 Comitato Direttivo Il Comitato Direttivo del Dipartimento è presieduto dal Direttore del Dipartimento ed è composto dai Direttori delle Unità Operative complesse, i Direttori delle Unità Operative semplici, il Direttore della U.O. Tecnici di prevenzione nei luoghi di lavoro, in ambito di sanità pubblica e veterinaria. Alle riunioni del Comitato Direttivo possono essere invitati a partecipare, in qualità di referenti, altri operatori del Dipartimento o rappresentanti di altre Strutture aziendali, se necessario. Al Comitato Direttivo, in relazione ai risultati attesi dalla Direzione Aziendale, compete l'individuazione delle linee di indirizzo necessarie per il rispetto della missione dipartimentale. Il Comitato Direttivo coadiuva, per quanto di competenza, il Direttore di Dipartimento nell esercizio delle sue funzioni e contribuisce alla definizione della proposta di budget di Dipartimento da negoziare con la Direzione aziendale. Inoltre, il Comitato Direttivo formula proposte relativamente a: istituzione di gruppi di lavoro, modifiche e/o variazioni del presente regolamento. Il Comitato redige entro il 28 febbraio apposita relazione di sintesi sulle attività svolte nell'anno precedente ed i risultati conseguiti. Il Comitato Direttivo si riunisce con cadenza almeno bimestrale su convocazione del Direttore del Dipartimento o, in sua assenza, del suo sostituto. Assistono alle sedute del Comitato i Coordinatori di Gruppi di lavoro, i Responsabili di Progetti o altro personale che il Direttore del Dipartimento ritenga utili ai fini della discussione degli argomenti all Ordine del giorno. I componenti del Comitato comunicano al Direttore di Dipartimento l'eventuale impedimento a partecipare alla riunione. Delle riunioni è redatto verbale. L'Ordine del giorno delle riunioni può essere integrato da proposte avanzate dai componenti del Comitato stesso o dai referenti dei gruppi di lavoro. Art. 7 Unità Operative Le Unità Operative sono strutture professionali direttamente titolari delle funzioni operative che vengono esercitate dal Dipartimento tramite il personale assegnato in proiezione alle Unità Funzionali. Il Direttore dell Unità Operativa, in collaborazione con i Responsabili delle Strutture Funzionali assicura: la proiezione stabile o temporanea alle Unità Funzionali del personale assegnato alla Unità Operativa che dirige; la definizione di apposite procedure operative e protocolli d intervento nell ambito di competenza della Unità Operativa; il concorso alla formazione degli atti di programmazione sotto il profilo tecnicoprofessionale; la partecipazione alle procedure informative, a quelle contabili, di controllo di gestione e di verifica e revisione della qualità delle prestazioni, istituite dall Azienda; la definizione dei programmi aziendali di formazione permanente, di miglioramento continuo della qualità, di educazione alla salute, di informazione e di relazione con i cittadini; la definizione dei programmi aziendali di incentivazione degli operatori e di sviluppo del livello delle dotazioni tecnologiche e strumentali. 4
5 Art. 8 Unità Funzionali L Unità Funzionale è la struttura organizzativa multiprofessionale del Dipartimento che eroga in modo integrato le prestazioni di prevenzione attraverso più funzioni operative appartenenti a settori omogenei di attività. Il Responsabile dell Unità Funzionale: è responsabile del budget assegnato; è responsabile della programmazione operativa della struttura; dirige il personale delle strutture operative professionali, assegnato direttamente all Unità Funzionale, avvalendosi della collaborazione del personale incaricato delle funzioni di coordinamento professionale. Il Responsabile di Unità Funzionale assicura che ogni struttura professionale operi attraverso programmi di lavoro, protocolli e procedure omogenee, attuando verifiche periodiche dell attività svolta, in coerenza con i sistemi di controllo gestionale e di qualità delle prestazioni aziendali. Il Responsabile assicura inoltre un flessibile utilizzo delle risorse umane, strumentali e logistiche assegnate alla struttura per soddisfare le esigenze che richiedono interventi immediati, per garantire la funzionalità dei servizi e per attuare specifici progetti aziendali. Il Responsabile provvede altresì a porre in essere ogni intervento organizzativo previsto dalle leggi e dai contratti collettivi di lavoro, al fine di assicurare il necessario grado di integrazione tra le strutture per l erogazione delle prestazioni, ferma restando l autonomia e la responsabilità professionale dei direttori delle unità operative di riferimento. Art. 9 Attività comuni Le Unità Funzionali del Dipartimento garantiscono l effettuazione delle seguenti attività in modo integrato e secondo procedure condivise. a) Sportello Unico della Prevenzione/Comunicazione attività di comunicazione dipartimentale in collaborazione con la struttura aziendale addetta alla comunicazione; aggiornamento pagine web; realizzazione di eventi pubblici organizzati dal Dipartimento; informazione diretta e telefonica all utenza; aggiornamento delle procedure per una corretta informazione dell'utenza; aggiornamento della modulistica a disposizione dell utenza; gestione integrata dell attività di assistenza alle imprese; b) Flussi informativi gestione unitaria dei dati delle singole UU.FF. verso Regione Toscana, in attuazione del D.D. 5205/2011; gestione unitaria dei debiti informativi verso l'esterno, con particolare riferimento ai Prodotti finiti; supporto all'uso ottimale di applicativi gestionali, anche in collaborazione con Dipartimento ICT ESTAV; gestione unitaria dei flussi per il controllo di gestione; c) Qualità definizione degli elementi essenziali del sistema di gestione qualità delle strutture dipartimentali, in collaborazione con l U.O.C. Accreditamento e qualità, e secondo quanto previsto da specifici progetti regionali; 5
6 attuazione di processi di miglioramento, in coerenza con le linee strategiche della Direzione aziendale; condivisione di buone pratiche operative/gestionali; d) Formazione definizione condivisa dei progetti di formazione rivolti agli operatori del Dipartimento, in collaborazione con l'u.o. aziendale Formazione del Personale, ed in coerenza con il piano regione di formazione nella prevenzione collettiva; realizzazione degli eventi formativi interni; realizzazione di eventi formativi rivolti all esterno (associazioni di categoria, professionisti ecc..) e) Educazione alla salute promozione degli stili di vita salutari e buone pratiche ambientali con particolare riguardo all'ambito scolastico; promozione di buone prassi, procedure e buone tecniche per la riduzione dei rischi ed il miglioramento delle condizioni di lavoro; produzione di report/opuscoli aziendali sui principali determinanti di salute e su specifici rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro; organizzazione delle informazioni per la costruzione di profili di salute territoriali e contributo alla definizione delle priorità per la programmazione di interventi sanitari, ambientali e sociali e per la valutazione di impatto sulla salute degli interventi realizzati, in collaborazione con la SdS.; f) Nuovi insediamenti produttivi pareri su progetti per la realizzazione, ristrutturazione e ampliamento di insediamenti industriali e di attività lavorative; pareri su piani strutturali, regolamenti urbanistici ed altri strumenti di pianificazione territoriale; pareri su piani di lottizzazione produttiva; notifiche ex art 67 e deroghe sull utilizzo dei locali previste dal Dlgs 81/2008; altri pareri sanitari di tipo multiprofessionale. Art. 10 Gruppi di lavoro Possono essere costituiti gruppi di lavoro al fine di svolgere particolari attività o progetti, con le modalità previste dallo Statuto aziendale. Tali gruppi hanno compiti di norma trasversali rispetto all organizzazione dipartimentale e sono strutturati internamente in maniera non gerarchica, ma coordinati da un referente. I referenti dei Gruppi rispondono al Comitato Direttivo. Art. 11 Conferenza del Dipartimento Il Direttore di Dipartimento convoca almeno una volta all'anno la conferenza di Dipartimento cui partecipa tutto il personale. La conferenza è strumento di partecipazione e momento di informazione diffusa tra gli operatori al fine di: riportare i risultati raggiunti, valutare lo stato di avanzamento dei piani di lavoro, comunicare e condividere i criteri di impostazione dei nuovi programmi. 6

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 art. 2
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11