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Timestamp: 2017-11-25 02:04:56+00:00

Document:
Dlgs 27 gennaio 1992, n.132
Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n.132
G.U. n. 41 del 19 febbraio 1992 - Supplemento
Art. 4 Competenze dello Stato
Art. 5. Competenze della Regione e della Provincia
Art. 6. Scarichi diretti
Art. 7. Eliminazione e deposito delle sostanze dell'Elenco I
Art. 8. Deroghe
Art. 9. Scarico indiretto delle sostanze dell'Elenco II
Art. 10. Indagine preventiva e rilascio dell'autorizzazione
Art. 11. Autorizzazione allo scarico e all'eliminazione di acque usate
Art. 12. Autorizzazione alle operazioni di eliminazione e di deposito di rifiuti
Art. 13. Rilascio e revoca dell'autorizzazione
Art. 14. Scarichi esistenti e regime transitorio
Art. 15. Divieto di divulgazione di dati
Art. 16. Ricarica artificiale acque sotterranee
Art. 17. Divieto di maggior inquinamento
Art. 19. Danno ambientale
Art. 20. Acque sotterranee transfrontaliere
acque sotterranee: tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo nella zona di saturazione e a contatto diretto con il suolo ed il sottosuolo;
scarico diretto: l'immissione nelle acque sotterranee di sostanze degli elenchi I e/o II dell'allegato senza percolazione nel suolo o nel sottosuolo;
scarico indiretto: l'immissione nelle acque sotterranee di sostanze degli elenchi I e/o II dell'allegato dopo percolazione nel suolo o nel sottosuolo;
inquinamento: lo scarico di sostanze o di energia effettuato direttamente o indirettamente dall'uomo nelle acque sotterranee, le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo o la salute umana o l'approvvigionamento idrico, nuocere alle risorse viventi e al sistema ecologico idrico, o ostacolare altri usi legittimi delle acque.
agli scarichi degli effluenti domestici delle abitazioni isolate non raccordate ad una rete di fognatura e situate al di fuori delle zone di protezione delle captazioni di acqua destinata al consumo umano;
agli scarichi nei quali sia accertata la presenza di sostanze degli elenchi I e/o II dell'allegato in quantità e concentrazione poco significative, tali da escludere qualsiasi rischio presente o futuro di deterioramento della qualità delle acque sotterranee riceventi;
agli scarichi contenenti sostanze radioattive.
svolge le funzioni di indirizzo, promozione, consulenza e coordinamento generali sulle attività connesse con l'applicazione del presente decreto;
determina i criteri generali e le metodologie per il rilevamento delle caratteristiche delle acque sotterranee, nonché i criteri metodologici per la formazione e l'aggiornamento del catasto degli scarichi diretti nelle unità geologiche profonde, e di quelli indiretti nelle acque sotterranee suddivisi in base agli elenchi I e II dell'allegato, e integra, ove occorra, la delibera del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento 4-2-1977 e successive modifiche;
cura gli adempimenti comunitari previsti dalla direttiva recepita col presente decreto;
aggiorna l'allegato in conformità con le determinazioni adottate dal Consiglio della comunità europea.
Il Ministero dell'ambiente, di concerto con i Ministeri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato:
entro un anno dall'entrata in vigore del presente decreto, determina i valori dell'inquinamento poco significativo ai fini dell'art. 3, lettera b);
entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, fissa i requisiti, in termini di concentrazioni delle sostanze degli elenchi I e II dell'allegato, ammissibili nelle acque di scarico in relazione alle operazioni di eliminazione di tali acque che abbiano come conseguenza inevitabile uno scarico indiretto.
Il Ministero dell'ambiente, indica le misure necessarie per impedire scarichi indiretti delle sostanze dell'elenco I dell'allegato, o per limitare scarichi indiretti delle sostanze dell'elenco II dell'allegato causati da operazioni sul suolo o nel sottosuolo diverse da quelle disciplinate dal presente decreto.
Fatto salvo quanto previsto al comma primo e quarto, con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dell'agricoltura e delle foreste, ai sensi dell'art. 17, terzo comma della legge 23-8-1988, n. 400 (1), sono adottate le modifiche al presente decreto anche per adeguarlo alle modifiche apportate alla direttiva del Consiglio 80/68/CEE.
(1) La legge 23-8-1988, n. 400 concerne la disciplina dell'attività di Governo e l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La provincia e la regione rilasciano le autorizzazioni, secondo la rispettiva competenza quali stabilite dalla legge 10-5-1976, n. 319 e successive modifiche, dal decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n. 915, e dalla legge 8-6-1990, n. 142, tenendo conto delle disposizioni del presente decreto.
La provincia e la regione adottano direttamente, ovvero sollecitano presso le altre autorità competenti, tutte le misure necessarie per evitare qualsiasi scarico indiretto di sostanze dell'elenco I dell'allegato, ovvero per limitare qualsiasi scarico indiretto di sostanze dell'elenco II dell'allegato, dovuti ad operazioni effettuate sul suolo o nel sottosuolo diverse dalle operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell'eliminazione prevista dagli articoli successivi, in conformità con quanto disposto dall'art. 4, terzo comma.
Restano ferme le competenze delle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi del testo unico delle leggi sullo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31-8-1972, n. 670, e delle relative norme di attuazione.
Fermi i divieti stabiliti dalla legge 10-5-1976, n. 319 in materia di scarichi nel sottosuolo, ed in particolare all'art. 4, è vietato qualsiasi scarico diretto nelle acque sotterranee di sostanze indicate nell'elenco I e II dell'allegato, con esclusione, limitatamente alle sostanze indicate nell'elenco II dell'allegato, degli scarichi di acque reflue che recapitano nelle unità geologiche profonde, che devono essere comunque autorizzati ai sensi della predetta legge.
Tutte le operazioni di eliminazioni e di deposito ai fini dell'eliminazione di acque reflue e di rifiuti contenenti le sostanze indicate nell'elenco I dell'allegato che possano comportare uno scarico indiretto devono essere autorizzate specificamente, ai sensi dell'art. 5, primo comma. L'autorizzazione è rilasciata solo se risulta che l'adozione di adeguate prescrizioni tecniche impedisce lo scarico anche indiretto delle sostanze dell'elenco I dell'allegato.
E' vietato ogni scarico sul suolo di acque reflue che contengono le sostanze dell'elenco I dell'allegato.
Lo scarico consistente nella reiniezione nella stessa falda delle acque utilizzate per scopi geotermici delle acque di infiltrazione di miniere o cave, o delle acque pompate nel corso di determinati lavori di ingegneria civile, è soggetto a preventiva autorizzazione. La Regione rilascia l'autorizzazione, ai sensi della legge 10-5-1976, n. 319, se a seguito di indagine preventiva sull'assetto geomorfologico, sulla qualità delle acque, sulla modalità di prelievo e di reiniezione, risulta che non vi è pericolo di inquinamento della falda.
Sono sottoposte a specifica autorizzazione, ai sensi dell'art. 5, primo comma, da parte dell'autorità competente, tutte le operazioni di eliminazione e/o di deposito ai fini dell'eliminazione di acque reflue e rifiuti contenenti le sostanze indicate nell'elenco II dell'allegato che possono comportare uno scarico indiretto.
La relazione geologica non è richiesta ove, in caso di operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell'eliminazione di rifiuti, il richiedente dimostri che l'impianto è costruito in maniera da evitare qualsiasi scarico indiretto ed è pienamente conforme alle norme tecniche della delibera del 27-7-1984 del comitato interministeriale di cui all'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n. 915.
L'autorità competente può, con specifica motivazione, chiedere ulteriori accertamenti o disporre direttamente controlli e verifiche. Ove accerti che è garantita la tutela delle acque sotterranee dall'inquinamento, rilascia l'autorizzazione dando motivate prescrizioni tecniche, anche al fine di assicurare che sia garantita la sorveglianza delle acque sotterranee, e, in particolare, della loro qualità.
L'autorizzazione agli scarichi diretti previsti dagli artt. 6, 8 e 16, ovvero quella per le operazioni di eliminazione di acque usate che abbiano come conseguenza inevitabile uno scarico indiretto, ai sensi degli artt. 7 e 9, stabilisce:
il luogo e la tecnica di scarico;
le precauzioni indispensabili che devono essere adottate, tenuto conto in particolare della natura e della concentrazione delle sostanze presenti negli affluenti, delle caratteristiche dell'ambiente ricettore, nonché dei punti di captazione di acque, in particolare di acqua potabile, termale e minerale, situati in prossimità;
la quantità massima ammissibile di una sostanza negli affluenti, durante uno o più periodi determinati, e adeguati requisiti per quanto riguarda la concentrazione di tali sostanze in conformità ai provvedimenti di cui all'art. 4, secondo comma, lettera b);
i dispositivi che garantiscono il controllo degli scarichi nelle acque sotterranee;
le misure per il controllo delle acque sotterranee e della loro qualità.
Lo scarico deve comunque rispettare le norme tecniche generali previste dalla delibera del Comitato dei Ministri del 4-2-1977 e segnatamente quelle indicate nel suo allegato 5.
Lo scarico indiretto di acque usate eventualmente autorizzato deve in ogni caso rispettare i limiti di accettabilità previsti dalla tabella A allegata alla legge 10-5-1976, n. 319.
Fatte salve eventuali prescrizioni più restrittive, previste dalla normativa statale o regionale vigente in materia di rifiuti, l'autorizzazione alle operazioni di eliminazione e di deposito ai fini dell'eliminazione prevista dall'art. 7 e dall'art. 9 stabilisce almeno:
il luogo in cui avviene l'operazione sottoposta ad autorizzazione;
i metodi di eliminazione o di deposito utilizzati;
le precauzioni indispensabili, tenuto conto soprattutto della natura e della concentrazione delle sostanze presenti nella materia da eliminare o da mettere in deposito, delle caratteristiche dell'ambiente ricettore, ivi compresa la capacità depurativa del suolo, nonché della vicinanza di captazioni di acqua, in particolare di acqua potabile, termale e minerale;
la quantità massima ammissibile in uno o più periodi determinati dei rifiuti contenenti le sostanze dell'elenco I o II dell'allegato e, possibilmente, delle stesse sostanze da eliminare o da mettere in deposito, nonché le condizioni appropriate relative alla concentrazione delle stesse sostanze, in conformità ai provvedimenti di cui all'art. 4, secondo comma, lettera b);
le prescrizioni tecniche necessarie per evitare qualsiasi scarico di sostanze dell'elenco I dell'allegato nelle acque sotterranee, o per evitare nelle stesse acque qualsiasi inquinamento prodotto dalle sostanze dell'elenco II dell'allegato; f) le misure, se necessario, per il controllo delle acque sotterranee e della loro qualità.
Le autorizzazioni non sono rilasciate se risulta che il richiedente non è in grado di osservare le prescrizioni stabilite. Qualora le condizioni prescritte dall'autorizzazione non siano osservate, l'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione adotta i provvedimenti atti a far sì che le condizioni stesse vengano osservate; se necessario, essa revoca l'autorizzazione.
Per tutti gli scarichi diretti e per quelli indiretti conseguenti ad operazioni di eliminazione o di deposito ai fini della eliminazione di acque usate e contenenti le sostanze di cui agli elenchi I e II dell'allegato esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, deve essere presentata domanda di autorizzazione alla Provincia competente entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Decorsi novanta giorni dalla data di presentazione della domanda o dalla scadenza del termine per la presentazione del risultato degli ulteriori accertamenti richiesti ai sensi dell'art. 1, terzo comma, senza che sia stato comunicato l'avvenuto rilascio della autorizzazione, questa si ha per rifiutata e deve cessare lo scarico.
Per le operazioni di eliminazione o di deposito ai fini della eliminazione di rifiuti contenenti le sostanze di cui agli elenchi I e II dell'allegato e che comportano scarichi indiretti, autorizzate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n. 915, la domanda per ottenere una nuova autorizzazione deve essere presentata un anno prima della scadenza dell'autorizzazione già rilasciata. Per le autorizzazioni che scadono entro il 31 gennaio 1993 la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 1993 e i tempi dell'autorizzazione sono prorogati automaticamente fino a tale data.
La provincia e la regione possono dare informazioni di carattere generale o divulgare studi purché non contenenti notizie relative a singole imprese o gruppi di imprese.
Qualsiasi ricarica artificiale delle acque sotterranee ai fini della gestione pubblica delle stesse acque è soggetta ad una autorizzazione preventiva rilasciata ai sensi dell'art. 11.
Agli scarichi diretti e indiretti previsti dal presente decreto sono applicabili le disposizioni generali previste dalla legge 10-5-1976, n. 319 e successive modifiche ed integrazioni.
Chi non osserva il divieto di scarico previsto dall'art. 6 e dall'art. 7, secondo comma, è punito con l'arresto sino a tre anni.
Fermo restando quanto disposto dall'art. 18 della legge 8-7-1986, n. 349, chi con il proprio comportamento omissivo o commissivo in violazione delle disposizioni del presente decreto provoca un danno alle acque, al suolo, al sottosuolo e alle altre risorse ambientali è tenuto ad eseguire a proprie spese tutte le opere prescritte dalla competente provincia o regione, e dal Ministro dell'ambiente, in relazione alla rispettiva competenza, con provvedimento motivato per eliminare il danno e prevenirne la futura insorgenza.
Ove il responsabile non provveda ad eseguire quanto prescrittogli entro il termine fissato nel provvedimento di cui al primo comma, le opere saranno eseguite d'ufficio dalla Provincia con addebito delle relative spese all'inadempiente.
E' fatto salvo il diritto ad ottenere il risarcimento del danno non eliminabile con l'esecuzione delle prescrizioni di cui al primo comma.
Il presente decreto entra in vigore il 5 marzo 1992.
ELENCO I DI FAMIGLIE E GRUPPI DI SOSTANZE
L'elenco I comprende le sostanze singole appartenenti alle famiglie ed ai gruppi di sostanze elencate qui di seguito, escluse le sostanze per le quali è considerato inadeguato l'elenco I dato il rischio ridotto di tossicità, di persistenza e di bioaccumulazione di queste ultime.
Dette sostanze che per quanto riguarda la tossicità, la persistenza e la bioaccumlazione rispondono ai requisiti dell'elenco II devono essere classificate in tale elenco.
Composti organoalogenati e sostanze che possono dare origine a questi composti nell'ambiente idrico.
Composti organostannici.
Sostanze che hanno potere cancerogeno mutageno o teratogeno in ambiente idrico o col concorso dello stesso (1).
(1) Le sostanze dell'elenco II, qualora abbiano potere cancerogeno, sono incluse nella presente categoria.
Mercurio e composti del mercurio.
Cadmio e composti del cadmio.
Oli minerali e idrocarburi.
ELENCO II DI FAMIGLIE E GRUPPI DI SOSTANZE
L'elenco II comprende le sostanze singole e le categorie di sostanze appartenenti alle famiglie e ai gruppi di sostanze elencati qui di seguito che potrebbero avere effetto nocivo sulle acque sotterranee.
I seguenti metalli, metalloidi e loro composti:
Biocidi e loro derivati non compresi nell'elenco I.
Sostanze che hanno un effetto nocivo sul sapore e/o sull'odore delle acque sotterranee, nonché composti che possono dare origine a tali sostanze nelle acque e rendere queste ultime non idonee al consumo umano.
Composti organosilicati tossici o persistenti e sostanze che possono dare origine a tali composti nelle acque, esclusi quelli che sono biologicamente innocui o che si trasformano rapidamente nell'acqua in sostanze innocue.
Composti inorganici del fosforo e fosforo elementare.
Ammoniaca e nitriti.

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 19

Art. 20