Source: http://www.magnetofono.it/streaming/padova2019/play.php?flv=PDV_52690_70723_001_20200127&q=&odg_q=&time=&istance=&b=0
Timestamp: 2020-08-06 09:34:44+00:00

Document:
Assessora Benciolini
Assessora Nalin
Assessore Benciolini Francesca
Assessore Bonavina Diego
Assessore Bressa Antonio
Assessore Colasio
Assessore Colasio Andrea
Assessore Gallani Chiara
Assessore Micalizzi
Assessore Micalizzi Andrea
Assessore Nalin Marta
Assessore Piva Cristina
Assessore Ragona Andrea
Consigliera Barzon (PD)
Consigliera Cappellini (FdI)
Consigliera Colonnello (PD)
Consigliera Moschetti (LS)
Consigliera Mosco (Cambiamo!)
Consigliera Pellizzari (Bitonci Sindaco)
Consigliera Ruffini (Coalizione Civica)
Consigliera Scarso (LS)
Consigliera Sodero (LNLV)
Consigliere Barzon Anna
Consigliere Barzon Anna PD
Consigliere Berno (PD)
Consigliere Berno Gianni
Consigliere Berno Gianni PD
Consigliere Bettella (PD)
Consigliere Bettella Roberto
Consigliere Bitonci (LNLV)
Consigliere Cappellini Elena
Consigliere Cavatton (Gruppo Misto)
Consigliere Cavatton Matteo
Consigliere Colonnello Margherita
Consigliere Colonnello Margherita PD
Consigliere Cusumano (M5S)
Consigliere Cusumano Giacomo
Consigliere Cusumano Giacomo M5S
Consiglieree Rampazzo Nicola
Consigliere Ferro (Coalizione Civica)
Consigliere Ferro Stefano
Consigliere Ferro Stefano Coalizione Civica
Consigliere Fioentin Enrico
Consigliere Fiorentin (GS)
Consigliere Fiorentin Enrico
Consigliere Foresta (Area Civica)
Consigliere Foresta Antonio
Consigliere Foresta Antonio GS
Consigliere Gabelli (PD)
Consigliere Gabelli Giovanni
Consigliere Giralucci Silvia LS
Consigliere Lonardi (Bitonci Sindaco)
Consigliere Lonardi Ubaldo
Consigliere Lonardi Ubaldo Bitonci Sindaco
Consigliere Luciani (LNLV)
Consigliere Luciani Alain
Consigliere Luciani Alain LNLV
Consigliere Marinello (Coalizione Civica)
Consigliere Marinello Roberto
Consigliere Marinello Roberto Coalizione Civica
Consigliere Meneghini (Bitonci Sindaco)
Consigliere Meneghini Davide
Consigliere Moneta (Bitonci Sindaco)
Consigliere Moneta (Forza Italia)
Consigliere Moneta Roberto Carlo
Consigliere Moneta Roberto Carlo Forza Italia
Consigliere Moschetti Stefania
Consigliere Mosco Eleonora
Consigliere Mosco Eleonora Gruppo Misto
Consigliere Pasqualetto (GS)
Consigliere Pasqualetto Carlo
Consigliere Pasqualetto Carlo GS
Consigliere Pellizzari Vanda
Consigliere Pellizzari Vanda Bitonci Sindaco
Consigliere Pillitteri (GS)
Consigliere Pillitteri Simone
Consigliere Rampazzo (Coalizione Civica)
Consigliere Rampazzo Nicola
Consigliere Rampazzo Nicola Coalizione Civica
Consigliere Ruffini Daniela
Consigliere Ruffini Daniela Coalizione Civica
Consigliere Sacerdoti (LS)
Consigliere Sacerdoti Paolo Roberto
Consigliere Sangati (Coalizione Civica)
Consigliere Sangati Marco
Consigliere Scarso Meri
Consigliere Scarso Meri LS
Consigliere Sodero Vera
Consigliere Sodero Vera LNLV
Consigliere Tarzia (GS)
Consigliere Tarzia Luigi
Consigliere Tarzia Luigi GS
Consigliere Tiso (PD)
Consigliere Tiso Nereo
Consigliere Tiso Nereo PD
Consigliere Turrin (FdI)
Consigliere Turrin Enrico
Consigliere Turrin Enrico Libero Arbitrio
Presidente Tagliavini
Presidente Tagliavini Giovanni
Segretario Generale Zampieri
Segretario generale Zampieri Giovanni
Sindaco Giordani Sergio
Vice Sindaco Lorenzoni
Vice Sindaco Lorenzoni Arturo
Vice Sindaco Micalizzi Andrea
C.c. Padova 27.01.20, ore 18.00
DATE: Monday 27 January 2020 - 18:00
Speaker : Presidente Tagliavini
Buonasera, invito i signori Consiglieri a prendere posto.
Chiedo cortesemente di procedere all’appello nominale, grazie.
Grazie. Hanno risposto all’appello nominale 25 Consiglieri, dichiaro aperta la seduta.
Hanno giustificato la loro assenza questa sera i Consiglieri Bitonci, Foresta, Marinello e Sacerdoti. Saranno assenti gli Assessori Bressa, Colasio e Gallani.
Chiedo cortesemente ai Consiglieri Gabelli e Meneghini di fungere da scrutatori e li ringrazio.
Signor Sindaco, signori Assessori, signori Consiglieri, il Consiglio Comunale questa sera si tiene il Giorno della Memoria, ricorrenza istituita in Italia con la legge n. 211 del 2000 al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che anche in campi e schieramenti diversi si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Ritengo doveroso, anche su richiesta dei Gruppi consiliari, dedicare in apertura di seduta alcune riflessioni, seppure brevi, a questa importante ricorrenza, la cui finalità è di conservare nel tempo la memoria di quanto accaduto affinché, così recita la legge, “simili eventi non abbiano a ripetersi”.
Il 27 gennaio di 75 anni fa i sovietici varcavano i cancelli, i cancelli del complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau. Nelle settimane e nei mesi seguenti con l’avanzata su entrambi i fronti, orientale e occidentale, si spalancavano tutte le altre porte e tutti gli altri cancelli di quell’indicibile orrore, le cosiddette “fabbriche della morte”, i luoghi dell’annientamento sistematico e organizzato, i luoghi dello sterminio condotto tramite deportazione, gas, fame, malattie e lavoro forzato. I cineoperatori al seguito degli eserciti ci hanno consegnato immagini molto eloquenti e strazianti delle condizioni dei campi al loro arrivo e di come funzionava la gigantesca macchina dello sterminio di cui i tedeschi in quei mesi cercavano di cancellare le tracce.
Assistiamo purtroppo in questi ultimi anni in Europa, ma anche nel nostro Paese, a crescenti rigurgiti di antisemitismo e di intolleranza anche sotto forma di atti di vandalismo alla Memoria, segnali gravi e molto allarmanti di un nuovo imbarbarimento, di un pericoloso allontanamento dai valori fondanti della democrazia, dell’eguaglianza, della pari dignità e del rispetto reciproco, principi tutti irrinunciabili e non derogabili se non a prezzo di rivivere e subire o far subire prima o poi le immani tragedie del passato. Il Consiglio Comunale di Padova, questo Consiglio, non ha mancato di far sentire la sua autorevole voce in proposito approvando all’unanimità lo scorso mese di dicembre la mozione di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre che quattordicenne fu deportata ad Auschwitz nel gennaio del 1944.
In queste giornate, nell’ambito delle numerose iniziative promosse dal nostro Comune di concerto con le associazioni, gli enti e la Comunità ebraica, ricordo che sono state posizionate ulteriori pietre d’inciampo, mi pare in Via Prati, che si vanno ad aggiungere a quelle già collocate nella nostra città negli anni scorsi, ad esempio davanti alla sede dell’Università. Padova non dimentica, Padova non vuole dimenticare le vittime della brutalità disumana e i modi in cui l’orrore fu scientemente messo in atto nell’Europa occupata, la cosiddetta “soluzione finale” della questione ebraica, così come non vuole dimenticare nessun altro genocidio o alcun altro periodo oscuro e tragico della storia. Non si vuole in altre parole essere o tornare ad essere indifferenti perché l’intorpidimento delle coscienze e l’affievolimento dei diritti rappresentano sempre il prodromo dei… delle sciagure che si ha il dovere di evitare. Quasi nessuno infatti, mi permetto di ricordare, si levò per difendere e proteggere le vittime quando in Germania allora ebbero inizio discriminazione e persecuzione.
Oggi, questa sera, il nostro pensiero si rivolge all’Olocausto e alle vittime del nazifascismo, ma non manca molto per la celebrazione, il 10 febbraio, del Giorno del Ricordo, altra tragedia del cosiddetto “secolo breve”. Esprimo in conclusione l’auspicio forte e sentito che quanto avvenuto in quei decenni tragici resti scolpito nelle nostre coscienze e sia sempre portato all’attenzione delle nuove generazioni perché solo la conoscenza del passato può preservarci dai pericoli del futuro.
Vi ringrazio e chiedo di procedere a un minuto di silenzio.
L’Aula osserva un minuto di silenzio
Grazie, possiamo sederci.
Allora, iniziamo i lavori di questa seduta con le interrogazioni. Il primo a interrogare è il Consigliere, in assenza del Consigliere Bitonci, è il Consigliere Sangati. Prego, a lei la parola.
Speaker : Consigliere Sangati (Coalizione Civica)
Sì, io faccio scambio con la Consigliera Moschetti, quindi… interverrò subito dopo, grazie.
La parola allora alla Consigliera Moschetti.
Speaker : Consigliera Moschetti (LS)
Grazie, Presidente. Io vorrei interrogare il Sindaco Giordani.
In questi giorni leggiamo dai quotidiani che sembra essersi chiarita una situazione spiacevole che si era creata con la CLAC - Comunità Libere delle Attività Culturali, con lo sgombero inatteso dell’ex Macello di Via Cornaro che ha stupito tutti, un modus operandi che è stato giustificato con motivi di sicurezza, essendo inagibile lo stabile di proprietà comunale, ma contestato per le modalità e l’entità che, a quanto sappiamo, non erano condivise con tutti. Sappiamo che c’era in atto un percorso di dialogo e di collaborazione con le associazioni da qualche mese, per cui il mancato preavviso, la scelta che lei stesso ha affermato di aver preso da solo e l’utilizzo di modalità non condivise sono elementi che hanno fatto andare tutto ben oltre al metodo partecipativo auspicato che doveva servire per trovare una soluzione tenendo conto dell’interesse di tutte le parti in causa. Non parliamo qui di una occupazione abusiva, parliamo invece di una realtà che da sempre ha collaborato con il Comune, da cui ha ricevuto patrocini e con la Regione da cui ha ricevuto finanziamenti per parecchi anni. Si tratta di associazioni e realtà che operano per il bene della città, quasi tutti volontari, una ricchezza per tutto il nostro territorio.
CLAC ha segnato la storia dell’associazionismo padovano contribuendo ad opere quali il MUSME, il Planetario e la copertura della Cattedrale dell’ex Macello. È nata nel 1970 e dal 1980 queste associazioni sono presenti all’interno dell’ex Macello, che ha significato per loro non solo avere una sede fisica ma ha rappresentato anche un’importante occasione di scambio e di confronto con altre realtà culturali. Le associazioni hanno inoltre svolto un importante lavoro per restituire alla città uno spazio importante che altrimenti non sarebbe stato valorizzato. Sono però molte le associazioni che oggi operano in quel contesto con l’obiettivo comune di essere utili alla società in modo sostenibile, con iniziative che perseguono il benessere comune e la preservazione del territorio.
Oltre a CLAC molte associazioni abitano e rendono vivo quello spazio dal mondo dell’ecopacifismo a quello della divulgazione scientifica, associazioni come “Cucina Brigante” si occupa di recuperare derrate alimentari contro gli sprechi, l’associazione “Avvocati di Strada”, ma anche, ricordo, l’associazione “Granello di Senape” con cui, per esempio, collabora il Comune di Padova con “Città Sane” da un paio di anni nell’ambito del progetto per la mediazione dei conflitti sociali nei Quartieri, sia a livello condominiale ma anche conflitti a livello familiare, tra l’altro con ottimi risultati. Stiamo inoltre parlando di enti coinvolti in un progetto di rigenerazione urbana dell’intera area dell’ex Macello, un progetto ambizioso, a lungo discusso con l’Amministrazione comunale.
Allora, con questa mia interrogazione vorrei chiedere al Sindaco Giordani come prima cosa se ha qualcosa da aggiungere in merito alle modalità con cui si è svolto lo sgombero dell’edificio, al di là di quanto abbiamo potuto apprendere dai giornali. Sappiamo che, anche che negli ultimi giorni le realtà coinvolte sono state incontrate per iniziare a definire con loro delle strategie congiunte per il prossimo periodo nella speranza che una volta compresa l’importanza di quel luogo per la città intera si possa procedere ad esempio a realizzare la ristrutturazione dell’edificio con il coinvolgimento delle stesse associazioni e soprattutto a reperire finanziamenti per la messa in sicurezza dello spazio e la sua rigenerazione.
Credo sia fondamentale mantenere sempre un processo partecipativo con realtà del territorio come queste perché vi sia un coinvolgimento trasparente e attivo di tutti gli attori, di tutte le parti e prevalga sempre un metodo aperto al confronto con i cittadini. Ci auguriamo che nel frattempo si sia anche ricucito un rapporto di fiducia e di stima con queste associazioni, proprio alla luce di quelle che sono le finalità sociali delle stesse e chiedo dunque ancora, come seconda domanda al Sindaco, con quali modalità intenda operare prossimamente e nel futuro e cosa intenda proporre alle associazioni in questione per risolvere il dilemma della inagibilità della sede, grazie.
La parola al Sindaco per la risposta.
Speaker : Sindaco Giordani
Grazie, Consigliera. Con nota… io cerco di riepilogare un po’ i fatti. Con nota del 17 settembre 2019 il Settore Lavori Pubblici trasmetteva al Settore Patrimonio e Partecipazioni, nonché al Settore della Polizia Locale e Protezione Civile, la dichiarazione di inagibilità dell’edificio di proprietà comunale sito in Via Cornaro. Il Settore Lavori Pubblici, stante le criticità evidenziate, indicava che era opportuno attivare le procedure per lo sgombero dei locali. Il dirigente del Settore Patrimonio ha svolto un approfondito… un approfondimento sugli aspetti giuridici. Successivamente gli Uffici competenti hanno dato seguito ad ulteriori approfondimenti istruttori e organizzato tutti gli adempimenti necessari all’esecuzione dell’ordinanza, ivi compreso il raccordo con le Amministrazioni esterne coinvolte nel procedimento. L’ordinanza è stata adottata in data 14 gennaio 2020 ed eseguita in data 15 gennaio 2020. Fin qui gli aspetti tecnici rispetto ai quali confermo di aver adottato la scelta finale in autonomia e riservatezza, esclusivamente per evitare di generare tensioni e situazioni di rischio per gli occupanti e operatori. Di certo vista col senno di poi ogni scelta può essere migliorata, può essere… valutazioni diverse e questo vale anche per me ovviamente. Tuttavia, come già detto, me ne sono assunto completamente la responsabilità, come più volte citato nella stampa. Ora serve saper guardare al futuro e cercare rapidamente soluzioni, soluzioni a trovare quel coinvolgimento delle esperienze associative rispetto alle quali non è in discussione la positività delle azioni meritorie condotte e con le quali è assolutamente confermato il desiderio di questa Amministrazione di continuare il confronto e condividere possibili percorsi virtuosi.
In primo luogo cercheremo, appena sarà possibile, tramite fondi ministeriali e fondi per attivare e rigenerare il frontone del Macello Cornaro, un’opera di riqualificazione che ovviamente è auspicabile nelle varie forme immaginabili, estendere per tutta l’area del Parco e a tutto il comprensorio. Confermo inoltre l’idea che, nei tempi consentiti da una necessaria fase di intervento preliminare, quel luogo possa tornare a essere anche un significativo spazio di riferimento per il tessuto associativo cittadino e per chi lo ha frequentato con le proprie attività da molto tempo. In tal senso confermo anche che sono in corso delle interlocuzioni con le realtà interessate e ho chiesto agli Assessori competenti, in particolare Andrea Micalizzi e Francesca Benciolini e Marta Nalin, con il supporto di tutta la squadra e nei temi di loro competenza, di avviare un percorso di condivisione e partecipazione che veda protagonista completamente il mondo associativo. Riferimenti che con l’ausilio di professionalità riconosciute ci consenta di sviluppare un progetto sostenibile e inclusivo dentro un disegno di completezza e di valorizzazione.
Grazie. La parola di nuovo alla Consigliera Moschetti per la replica.
Grazie, Sindaco. Credo che si sia avviato un percorso importante di collaborazione con tutte le realtà, per cui auspico che presto si possa giungere ad una soluzione considerando l’importanza fondamentale che hanno tutte queste associazioni per la realtà del territorio, grazie.
La parola per la prossima interrogazione al Consigliere Luciani.
Speaker : Consigliere Luciani (LNLV)
Sì, grazie, Presidente. Approfitto per interrogare il Vice Sindaco Lorenzoni.
Allora, mentre ormai la città di Padova ha quasi perso mille posti auto su strisce blu per i motivi che conosciamo tutti e che non ripeto, tra i quali anche i grandi ritardi della realizzazione di Via Anelli, dell’abbattimento e quindi della presa, diciamo, in possesso della Prandina, perché a quanto ci risulta dalla stampa locale abbiamo quasi un anno di ritardo poi per il fine dei lavori, perché doveva essere, dovevamo prendere possesso della Prandina entro fine anno, i giornali e le dichiarazioni dell’Assessore parlano dell’estate prossima, per cui ora che avremo effettivamente in disponibilità probabilmente ci vorrà almeno un altro anno.
Mentre accade tutto questo, accade una cosa un po’ più banale, che può sembrare una cosa sciocca, Vice Sindaco, però in realtà mi sono giunte diverse segnalazioni da parte dei cittadini che normalmente parcheggiano attraverso l’ausilio dell’applicazione Phonzie, mi pare si chiami, esatto, che viene utilizzata nelle più grandi città d’Italia, in quasi tutte le città d’Italia viene utilizzata questa applicazione, e abbiamo praticamente scoperto che il Comune di Padova è uno dei pochissimi Comuni che non ha rinnovato il contratto con questa società. Era un’ottima applicazione che garantiva ai cittadini di poter iscrivere sulla medesima applicazione più targhe, quindi più veicoli, magari una moglie e un marito che si muovono per la città e parcheggiano, era utile perché in maniera automatica dava ed eseguiva la fattura ad ogni fine mese anche solo per un euro ed era gratuita, quindi non aveva nessun tipo di costo per il cittadino, e la cosa anche molto bella era quella che ti addebitava l’effettivo utilizzo del parcheggio e quindi c’era un addebito preciso a seconda del tempo che uno stazionava nell’area a pagamento e al posto di questa è stata inserita la Telepass Pay, che è la cosa più scomoda e irrazionale da utilizzare per il pagamento della sosta e parcheggio.
Allora, c’è un abbonamento e in quanto tale, essendo Telepass, che va pagato ogni mese, non consente la fatturazione se non per un minimo. Per iscriversi hai due modalità, o ti rechi al Punto Telepass di Mestre, come ha fatto uno dei residenti per poi scoprire che non avevano disponibilità, non avevano personale perché a Padova non c’è nessuno che ti fa la Telepass Pay, oppure farlo attraverso internet con un sistema farraginoso incredibile, ma la cosa più bella di tutte è che si può inserire una targa per ogni Telepass Pay, per cui due, una moglie e un marito devono fare due accessi e pagare due canoni e due abbonamenti.
Quindi le chiedo se è una scelta fatta in maniera… apposita, se è per favorire questa società piuttosto che un’altra, però ritengo che, il Comune di Padova tra l’altro è stato premiato in passato durante la nostra Amministrazione proprio perché ha agevolato e ha reso la città un po’ più smart, se questa è la modalità adatta per rendere la città smart o se è il solito tentativo di demonizzare l’automobile, creare problemi e tenerle il più lontano possibile dalla città, grazie.
La parola al Vice Sindaco per la risposta.
Speaker : Vice Sindaco Lorenzoni
Sì, grazie, Presidente. Io ringrazio il Consigliere Luciani che mi dà l’opportunità di parlare di un tema che a me sta molto a cuore e su cui stiamo facendo un lavoro, ritengo, di grandissimo pregio.
Parto però da alcuni dati che lei ha fornito, che ritengo non siano del tutto corretti, perso mille posti auto su linea blu. Io non so dove lei abbia preso questo dato, ma da quando noi amministriamo questa città i posti di parcheggio nell’area, diciamo così, prossima al centro, sono aumentati di diverse centinaia di unità. Le faccio solo alcuni esempi, il parcheggio Prandina gratuito, un dono che il nostro Sindaco ha voluto fare ai cittadini padovani e di cui credo tutti gli siano grati, ma cito anche i 90 posti su Viale Codalunga e Piazza de Gasperi, cito i posti che temporaneamente sono stati messi a disposizione nell’area ex Ifip, Chiesa della Pace, e cito anche quel processo di razionalizzazione e di gestione dei parcheggi, sotto la controllata APS, con il Parcheggio Pace, con il Parcheggio Porte Contarine e in prospettiva anche con altri parcheggi. Complessivamente il numero di posti di parcheggio a disposizione nella nostra città sono aumentati, adesso io non le so dire il numero esatto, però almeno di 500 posti auto.
Detto questo, credo che il termine che lei ha utilizzato di demonizzare l’automobile sia assolutamente estraneo alle politiche di questa Amministrazione che cerca di razionalizzare gli spostamenti in questa città, di accorciare i tempi di spostamento e di dare la possibilità a tutti e non solo ad alcuni di raggiungere tutti i luoghi della città. Per quanto riguarda l’applicazione, mi fa piacere poter dire che la controllata APS è vero che sta modificando le modalità, ha introdotto il Telepass, che è una modalità ovviamente facoltativa, non obbligatoria per accedere ai parcheggi, ma che è utilizzato in moltissime città italiane per il fatto che molte persone già dispongono del Telepass per i transiti autostradali e quindi non hanno la necessità di andare al Punto Telepass che c’è, mi risulta, a Padova Est, dove sono andato io stesso per la mia automobile, e quindi hanno la possibilità di farlo, ma anche il procedimento online, che lei ha definito farraginoso, per la mia esperienza diretta non mi è sembrato poi così difficile. Ma quello che mi preme dire è che proprio questa settimana andremo a presentare il nuovo sistema, la nuova applicazione che l’Azienda APS mette a disposizione dei cittadini per dare informazioni in tempo reale della disponibilità di posti di parcheggio nelle varie aree di stallo e per facilitare l’accesso ai cittadini. È un sistema assolutamente nuovo che, diciamo, fa fare un passo in avanti alla possibilità di parcheggiare in città, eliminando di fatto tutto quello che è il traffico di prossimità, vale a dire il traffico delle automobili che non trovando parcheggio al primo colpo percorrono un certo percorso per cercarlo, ma avendo a disposizione sul telefono, piuttosto che su dei segnalatori installati in strada, la disponibilità dei posti di parcheggio, c’è la possibilità di andare a colpo sicuro. Questo ha dei risvolti dal punto di vista della gestione del tempo dei cittadini, ma anche dal punto di vista della gestione ambientale, degli spostamenti automobilistici, che credo siano di grande valore.
Per cui è vero che stiamo vivendo un momento di transizione tra un sistema precedente, che non era poi così evoluto, ed un sistema nuovo, che posso anticipare presenteremo a giorni, e che credo rappresenterà per questa città un passo avanti veramente significativo.
Grazie, Vice Sindaco. La parola di nuovo al Consigliere Luciani per la replica.
Sì, grazie, Vice Sindaco. Beh, mi fa piacere che stia arrivando una nuova applicazione. Mi auguro che dal mio intervento prenda spunto e che le cose che le ho sollecitato siano possibili con la nuova applicazione, che non sia un’applicazione sicuramente avveniristica ma che poi in pratico non consenta ad esempio di avere più vetture su un’unica applicazione, che non ci siano dei costi fissi e quindi, e che sia semplice da… la modalità di iscrizione e quindi di ottenimento della stessa, perché le garantisco che oggi l’ufficio Telepass non c’è più a Padova, le do una notizia, e quindi in questo… in questa fase, che invece cioè secondo me andava gestita meglio, non può esserci un momento di transizione perché nel momento in transizione le persone non riescono più a parcheggiare se non con le monetine e quindi diventa difficile. Per cui normalmente la transizione la si fa però si mantengono le due strutture, un po’ alla volta si abbandona una e poi si entra con la nuova. Sono contento che l’applicazione sia innovativa e spero che faccia tesoro di quello che le ho segnalato, grazie.
La parola al Consigliere Bettella.
Speaker : Consigliere Bettella (PD)
Sì, grazie, Presidente.
Chiedo scusa, chiedo scusa. Avevo capito che lei cedesse, non che scambiasse. Allora, scusatemi, la parola al Consigliere Sangati. Chiedo scusa, avevo inteso male.
Grazie, Presidente, nessun problema, ecco. Volevo, ecco, portare in Consiglio un’interrogazione al Sindaco derivata, ecco, dal confronto con alcuni residenti di Pontevigodarzere, qualcuno è anche poi presente qua in Aula, ecco.
Come Coalizione Civica abbiamo fatto degli incontri in rione su una tematica specifica, ovvero, diciamo, l’urbanizzazione della zona ex Idrotermici. Diciamo a prescindere dall’argomento, abbiamo raccolto molte singole lamentele delle persone di Pontevigodarzere su una situazione generale in cui più di qualcuno, appunto, mi ha chiesto di interrogare direttamente il Sindaco, ecco. I residenti del rione, specialmente quelli storici, sentono un abbandono molto forte degli ultimi decenni da parte di tutte le Amministrazioni che si sono succedute.
Provo a riassumere qui un contesto, anche se immagino che alcune tematiche possano essere già, già note. C’è sicuramente un forte impatto dal… del traffico di attraversamento della via principale, c’è una… c’è stata una dismissione di zone artigianali e industriali che avevano una certa storia nel quartiere e la contestuale costruzione di opere impattanti sul quartiere. Penso alla tangenziale e alla rotonda Saimp che hanno creato una frattura molto forte con il rione di San Carlo con cui c’era un legame in passato molto più forte rispetto all’attuale, perché, diciamo, c’è una barriera fisica molto importante, e cementificazioni sia sulla stessa rotonda con… e sia sul Capolinea Nord del tram con la costruzione di due supermercati che comunque hanno portato… sul quartiere un effetto negativo, ecco.
Io penso che l’attenzione che questa Amministrazione abbia avuto per il Quartiere Arcella, per l’Arcella, non sia stata sentita questa stessa attenzione a Pontevigodarzere, che ricordiamo che è l’estremità nord del Quartiere 2. Quindi adesso elenco alcune segnalazioni puntuali però con l’attenzione, ecco, che in realtà la volontà è quella di sottolineare lo stato generale, il fatto di una mancanza della ordinaria manutenzione e, ecco, per esempio su molte strade che sono in cattivo stato, non vengono riasfaltate da oltre trent’anni, ecco. Alcune, ecco, forse la cosa più richiesta è il fatto di un marciapiede sul lato ovest della Via Pontevigodarzere, dal capolinea del tram all’autostrada. Questo è un problema sicuramente di sicurezza stradale per i pedoni, ricordiamo che lì insiste anche la struttura Casa del popolo, in cui molte persone del quartiere ci vanno a piedi, e comunque uno stato di degrado che c’è lungo la recinzione, appunto, con l’ex Idrotermici. Un’altra richiesta è quella di prevedere la messa in opera di alcuni… dei servizi igienici al capolinea del tram e a livello di sistemazione anche alcune staccionature dell’argine del Brenta sulla parte ciclabile, il fondo stradale di Via Zanon, soprattutto vicino alla chiesa e vicino alla rampa di accesso all’argine. Un altro aspetto abbastanza sentito è comunque il vuoto lasciato dal… dalla chiusura dell’Anagrafe di Via Vivarini. Qui, anche se probabilmente non è possibile riattivare l’Anagrafe, però dedicare quel luogo a un qualcosa di significativo a livello di servizio di Quartiere e infine, ecco, un’altra situazione stradale all’angolo tra Via Correr e Via Favaretto. Qui penso che anche lei, signor Sindaco, sia a conoscenza che un cittadino l’anno scorso sia… abbia avuto un incidente e sia caduto. In quell’occasione AcegasAps è anche intervenuta, sia con un risarcimento alla persona sia con dei rattoppi, però, ecco, manca comunque una… un rifacimento del manto di tutta quella, questa zona dell’incrocio.
Quindi, ecco, vengo qua, al di là, diciamo, dei singoli interventi puntuali…
Consigliere Sangati, la devo invitare a concludere.
…se è a conoscenza e se ci sono a breve degli interventi. Chiedo un impegno di tutta questa Amministrazione, chiedo a lei un impegno di tutta questa Amministrazione per un’attenzione al rione di Pontevigodarzere che da troppo tempo è appunto abbandonato da tutte le varie Amministrazioni che ci sono state, grazie.
Grazie, Consigliere. Devo dire che ha ragione, l’abbiamo un po’ trascurato Pontevigodarzere, forse abbiamo investito molto nell’Arcella e ci siamo un po’, parlo anche personalmente, dimenticati di Pontevigodarzere. Dopo, magari, chiedo l’intervento anche dell’Assessore Micalizzi, sta lavorando in maniera importante perché c’è un problema di traffico elevato a Castagnara. Sta lavorando col Sindaco di Cadoneghe e col Sindaco di Vigodarzere e con la Regione per cercare di risolvere il problema.
Perché? Si è messo la mano sulla testa…
Bisogna decisamente impegnarsi perché è un Quartiere importante. Spesso e volentieri confondiamo, almeno personalmente, l’Arcella con Pontevigodarzere, è un Quartiere a sé stante e va… merita il massimo rispetto.
Devo dire che per quanto riguarda i servizi igienici mi attiverò con Busitalia e APS per il capolinea nord del tram, chiederò che siano fatti, perché è già qualche altro che mi ha sollevato il problema. Dato che i due Assessori, parlo della Francesca Benciolini e Andrea Micalizzi lavorano solidamente sul Quartiere, magari chiedo, se il Presidente è d’accordo, un loro intervento di completamento della relazione, magari velocemente.
La parola al Consigliere… all’Assessore Micalizzi per integrare la risposta, prego.
Speaker : Assessore Micalizzi
Sì, brevemente, per integrare. Sono d’accordo con quanto ha detto il Sindaco, ma siamo a poco più di metà mandato e la programmazione e l’attività dell’Amministrazione dobbiamo poi leggerla in modo complessivo nel corso dei cinque anni quindi è giusta una riflessione oggi nel riequilibrare anche l’attività, l’azione dell’Amministrazione tenendo conto di dove nei primi anni l’Amministrazione è riuscita a concretizzare degli interventi, e tanti sono i Quartieri in cui sono stati calati degli interventi importanti, e dove invece la programmazione deve proseguire andando a intervenire dove c’è bisogno e dove ancora non si è intervenuto.
Pontevigodarzere è sicuramente uno di questi Quartieri, quindi l’Amministrazione è focalizzata su questo tipo di attenzione. Ho incontrato anche io alcuni cittadini, rappresentanti anche di chi ha svolto questo percorso, abbiamo condiviso insieme anche quali sono un po’ gli aspetti su cui concentrarci. Dal punto di vista delle manutenzioni ci stiamo concentrando su questo aspetto anche con la Consulta. Quindi io già qualche mese fa ho condiviso l’ipotesi di priorità sulle asfaltature con la Consulta 2 e quindi nelle prossime settimane, anche tenendo conto di queste segnalazioni, forniremo la lista definitiva. Io credo che su questa partita dovremmo prevedere… il lavoro finale prevederà un riequilibrio importante su Pontevigodarzere con, insomma, con le risorse che il Bilancio ovviamente ci consente.
I punti sono quelli citati, insomma, anche dalla sua interrogazione, che vanno un po’ calibrati sulla base delle esigenze generali del quartiere, tra Via Pontevigodarzere e laterali, quella è una strada molto battuta e i pedoni devono essere sicuramente messi in sicurezza, e le strade, insomma, devono rispondere appunto a criteri di sicurezza e decoro anche, loro. Anche l’argine di Via Zanon è un elemento di forte pericolosità perché la conformazione della strada mette a rischio soprattutto pedoni e biciclette. Su questo però ricordo un intervento che l’Amministrazione ha già finanziato e realizzato, quello dell’accesso su Via di Francia, che mette al sicuro tutto un comparto abitativo che prima doveva fare il giro per l’argine e invece oggi riesce a entrare nei servizi di quartiere, penso alla scuola e altri servizi, attraverso un percorso ciclopedonale che non li costringe più a fare Via Zanon che è molto pericolosa, ma concordo sul fatto che va spostata e concentrata un’attenzione su questo rione, come in tanti altri, con la logica che dicevo in apertura, riuscire nel corso dei cinque anni a plasmare un’attività omogenea dell’Amministrazione su tutto il territorio padovano.
Silenzio, silenzio. Il pubblico deve stare in silenzio.
Allora, lei deve stare in silenzio sennò sono costretto ad allontanarla.
Chiedo l’intervento cortesemente del Vigile perché non può continuare questo intervento da parte del pubblico. La invito a sedersi e ad ascoltare in silenzio.
Velocemente la parola all’Assessora Benciolini per completare la risposta. Consigliere Sangati, la sua replica terrà conto dell’allungamento dei tempi comportato dalla… diciamo, risposta plurima degli Assessori.
Prego, Assessora Benciolini, a lei la parola.
Speaker : Assessora Benciolini
Grazie, Presidente. Solo per aggiungere un paio di note. Nel, negli ultimi due anni su Pontevigodarzere c’è stata un’attenzione anche concertata sia con i servizi scolastici che con i servizi sportivi, in particolare si è potenziato e rimesso a posto tutto quello che è l’impianto sportivo e la palestra fuori dalla scuola, che è un punto di aggregazione soprattutto per i ragazzi dell’età delle scuole medie, mentre attualmente, anche con un accordo tra pubblico e privato, si stanno rimettendo a posto i campi sportivi che si trovano dopo il ponte.
Da parte mia l’attenzione ha riguardato una serie di incontri con le realtà del territorio che hanno portato a una valorizzazione della casetta cosiddetta “ex Dazio”, all’interno della quale ci sono delle associazioni che si trovano regolarmente proprio per dare la possibilità di avere un luogo aperto anche a disposizione dei cittadini, allargando il… la convenzione con il Centro socio-culturale “Età d’oro” che si trova all’Arcella, in modo che lì possa avere una sede aperta per i residenti di quel rione proprio, che è quello confinante con Vigodarzere. Inoltre in questo momento, in questi mesi è in atto un progetto di giornalismo di inchiesta che ha coinvolto le associazioni e le scuole e tutti gli attori presenti sul territorio, grazie a un finanziamento della Fondazione Cariparo che porterà proprio poi a una progettualità condivisa attraverso la realizzazione di un libro cartonero sulla… all’interno del quale verranno racchiuse un po’ tutte le progettualità, le proposte, la storia del Quartiere, un po’ come era stato fatto con il rione della Stanga un anno fa.
Grazie. Consigliere Sangati, a lei la parola. La invito a essere molto sintetico per le ragioni che ho rappresentato prima.
Ringrazio, ecco, l’intervento del Sindaco e altri due Assessori. Ringrazio, ecco, anche il riconoscimento delle mancanze da parte del Sindaco e l’impegno sul discorso specifico sui servizi igienici.
Il lavoro, sì, forse è stato fatto, ecco, però in quartiere non si vede, penso che sia importante che l’Amministrazione prenda coscienza di questo e quindi acceleri alcuni processi che sono già cominciati e, ecco, una cosa puntuale riguardante il traffico. So che c’è un’interlocuzione coi Sindaci di Cadoneghe e di Vigodarzere. Ecco, l’idea della nuova strada a me e a tante persone non piace, secondo me servono soluzioni alternative come il… l’insistere per il fatto che arrivi a Padova la metropolitana di superficie utilizzando la stazione di Vigodarzere con cui in pochi minuti si potrebbe arrivare a Padova e, ecco, su questo nello specifico, magari, allargare anche il ragionamento anche con Limena, con il Comune di Limena che è pronta, diciamo, a collegare la propria tangenziale con Vigodarzere senza ulteriormente caricare l’ingresso in città da nord, grazie.
La parola al Consigliere Cavatton per la prossima interrogazione.
Speaker : Consigliere Cavatton (Gruppo Misto)
Grazie, Presidente. La mia interrogazione è rivolta al signor Sindaco e riguarda il medesimo argomento che è stato sollevato da chi è intervenuta prima di me, la collega Moschetti, ovverosia lo sgombero dell’area e delle associazioni che erano presenti all’ex Macello. Non chiederà le stesse cose, è necessaria per amore di verità, che so ci accomuna io e il Primo Cittadino, però una premessa. Ha citato puntualmente quali sono stati i passaggi che hanno portato allo sgombero, per motivi relativi all’agibilità dello stabile, di Via Cornaro, denominato “ex Macello” e ha chiarito, o meglio, ha ritenuto di aver chiarito ma non è chiaro al sottoscritto che la scelta finale è stata presa, cito le sue parole, signor Sindaco, “in autonomia e riservatezza per evitare reazioni”, non ho capito se inconsulte o non ortodosse, ma credo non fossero reazioni piacevoli, e quindi la prima domanda che le pongo, anche se non è la più importante della mia interrogazione, è di quali reazioni il Primo Cittadino aveva timore nello sgomberare uno stabile dichiarato inagibile ben quasi un mese prima e cioè il 17 settembre.
La seconda domanda, che ritengo sia obbligatorio chiarisca al Consiglio Comunale, è quella relativa al significato che il Sindaco dà alle parole “autonomia” e “riservatezza”. Perché lo chiedo questo? Perché l’ordinanza che lei ha sottoscritto ed inviato ai Settori competenti del Comune di Padova, e che ha detto essere ed è del 14 di gennaio, è stata sottoscritta, è un documento acquisito ed ufficiale, alle ore 12:55. Un’ora e mezza dopo lei ha avuto, ha presieduto come Sindaco la Giunta, che è cominciata alle 14:30, dove erano presenti tutti i soggetti interessati, ma soprattutto erano presenti coloro che la mattina successiva, a fronte di animose e animate proteste avanti Palazzo Moroni, scendevano come delegazione, a dire il vero molto mogia, almeno dalle foto riportate dai quotidiani, con le braccia strette avanti alle pudenda o nascoste dentro i cappotti o conserte, e con viso assai triste si davano luogo il Vice Sindaco e i due Assessori della sua Giunta a dichiarazioni molto, molto poco lusinghiere nei suoi confronti, nel suo modo di dirigere la città, la Giunta e, ritengo, nel suo modo di informare i soggetti interessati.
Cito soltanto gli articoli, i titoli degli articoli non smentiti da nessuno: “Sgombero CLAC, così non va, ora un chiarimento politico”, Lorenzoni; Coalizione: “Noi allo scuro, azione violenta e stupida”; gli Assessori tra l’altro nei virgolettati dichiarano: “Una cosa del genere non si deve più ripetere”; un altro dice: “Condanno le modalità”, Assessore della sua Giunta, “non lo sapevamo. Ora cerchiamo un altro spazio per risolvere l’urgenza”. Infine un’altra dichiarazione mai smentita: “Nessuno dei Consiglieri e degli Assessori di Coalizione Civica era al corrente di questa operazione violenta, stupida e senza senso”.
Tutte frasi mai contestate. Concludo, perché so che a proposito di diritti affievoliti il Presidente affievolisce sempre i miei, chiedendole erano stati nella Giunta di un’ora e mezza dopo informati gli Assessori, soprattutto quelli che poi si sono presentati ai manifestanti sotto il Comune il giorno dopo lo sgombero o no? Grazie.
Grazie. Io pensavo di aver già risposto, però cerco di riepilogare ancora il tutto.
Come Ufficiale di Governo io ho deciso lo sgombero e non ne era a conoscenza assolutamente la Giunta. Punto. Non era assolutamente a conoscenza la Giunta, non ero tenuto e non sono tenuto a informare nessuno in questo caso come Ufficiale di Governo, mi ero fatto spiegare bene la cosa e la cosa è chiarissima, per cui loro non sapevano. Sapevo… il sottoscritto sapeva, ne ho parlato con la Questura e basta. Le reazioni… io ero molto preoccupato da eventuali problemi potessero crearsi di incendio, perché avevo parlato con i funzionari, avevo ricevuto anche una descrizione in cui… cosa poteva succedere sul… su questo manufatto, c’è il rischio crollo, rischio incendio, erano molti rischi, per cui in maniera autonoma ho deciso io, me ne sono assunto responsabilità. Può essere che non sia stata la decisione giusta, nella forma giusta, nella modalità giusta, però a me interessava e faceva… a me interessava la sicurezza delle persone, avventori che potevano andar dentro. Per cui penso di aver chiarito anche prima tutta la cosa, non c’è nessun problema, provvederemo in qualche maniera di rimediare questo fatto tutti assieme, ma non vedo assolutamente il problema. Grazie comunque.
La parola di nuovo al Consigliere Cavatton.
Grazie Presidente e grazie Sindaco. Io credo che alle volte sia opportuno chiedere due volte le cose. Sappiamo pertanto dalla sua viva voce che non c’è stata nessuna informativa.
Nessuno contesta la sua potestà e le ripeto, uno sgombero effettuato per ragioni di agibilità è uno sgombero assolutamente obbligatorio e necessario per il benessere dei… di coloro che vi stanno, che vi stavano all’interno e anche per l’ordine pubblico e la sicurezza in generale della città. La cosa significativa però, signor Sindaco, e io trovo francamente un po’ grottesca e non posso che fargliela rilevare a verbale, è che lei qualche giorno prima degli articoli citati e dei visi mogi e tristi dei suoi Assessori di Coalizione Civica faceva un’intervista nella quale dichiarava che sosterrà o sosterrebbe il suo Vice Sindaco quale candidato alla Presidenza della Regione, che sarebbe un ottimo candidato, una persona capace, eccetera, eccetera. Nulla da dire in proposito, però ci risuona un po’ strano e straniante che lei tre giorni prima lanci il Vice Sindaco come candidato della Regione di cui anche noi facciamo parte e che quindi potrebbe godere della sua fiducia come candidato ma non gode della sua fiducia come Vice Sindaco tanto da nascondergli atti così importanti, quali lo sgombero dell’ex Macello, tanto da dichiarare in questa sede che non aveva nessuna intenzione, e non l’ha fatto, di informarlo di quanto stava succedendo, né lui né tutti gli altri Assessori, però ce lo vuole proporre con interviste a piena pagina come Presidente della Regione.
Le chiedo di riflettere, signor Sindaco, sul concetto di fiducia, grazie.
Grazie, Presidente. Io interrogo l’Assessore Micalizzi e lo interrogo facendo una premessa. Nel Bilancio… al momento del Bilancio si è deciso di non dare seguito all’intervento d’accordo con… che era stato concordato più o meno con il Comune di Albignasego, famosa bretella di Albignasego, quindi arrivando a un risparmio di una cifra di circa un milione di euro.
Allora io chiedo all’Assessore Micalizzi se l’Amministrazione sta pensando a come investire quel milione di euro che noi ci auguriamo venga speso nel… nei quartieri e possibilmente evitando una destinazione a pioggia ma, come si è visto anche nelle interrogazioni precedenti, andando a individuare possibilmente quei territori nei quali meno si è intervenuti e più è necessario intervenire oggi e come corollario a questa domanda ne aggiungo un’altra che è relativa a un’area sosta camper a Montà, di cui si è persa un po’, come dire, a quale punto siamo, si è perso, quando finiranno i lavori che risalgono ormai a qualche anno fa, grazie.
La parola all’Assessore Micalizzi.
Grazie, Consigliere Bettella. Allora, sì, come è noto le risorse che erano destinate all’intervento… al progetto per la bretella per Albignasego sono state oggetto di un approfondito dibattito soprattutto in Commissione, ricordo che abbiamo dedicato più Commissioni, più sedute di Commissioni proprio per analizzare quel punto e ricordo, c’ero io a quelle sedute, l’Amministrazione ha assunto l’atteggiamento di mettersi in ascolto del Consiglio per un po’ capire che l’opinione e l’orientamento su questo progetto e l’orientamento anche sull’utilizzo di quelle risorse che erano destinate al progetto della bretella per Albignasego. Quindi coerenti un po’ con questo percorso, poi in sede di seduta di Bilancio dalla discussione in Commissione è scaturito un emendamento che, così come la Commissione aveva indicato, ha spostato quelle risorse in interventi di riqualificazione nei Quartieri, quindi spostando il milione di euro, un milione 2 e 50 su un’attrezzatura sportiva, all’altro… cioè no, il milione e 2 e 50 in 2.250.000 euro per un’attrezzatura sportiva, che comunque ricadrà sempre nei quartieri, e l’altro milione, il restante milione per… in un contenitore di interventi di riqualificazioni nei quartieri. Siamo già al lavoro con le Consulte, che da molto tempo stanno conducendo anche un’analisi attenta dei loro territori per individuare luoghi su cui andare a calare degli interventi di riqualificazione in base alle caratteristiche del territorio, in base ai centri anche di aggregazione e servizi che sono dislocati nei Quartieri.
Quindi l’intenzione nostra è quella di… nelle prossime settimane focalizzare e finalizzare tutta una serie di obiettivi in accordo con le Consulte e in accordo magari anche con la Commissione, insomma, senza, senza dubbio. La logica, sono d’accordo con quanto diceva, deve essere quella che si citava prima in occasione dell’interrogazione del Consigliere Sangati, cioè quello di intendere queste ulteriori risorse come un proseguimento di un’azione che è già partita e quindi ovviamente l’Amministrazione dovrà tenere conto di quanto già realizzato per poi andare a completare un’azione che deve essere omogenea nel territorio.
Per quanto riguarda l’intervento invece della zona di sosta camper che mi ha chiesto, è assolutamente pertinente il collegamento, quindi rientra nella stessa domanda. Quello è un intervento finanziato, mi ricordo, con il primo bilancio dell’Amministrazione Bitonci che non fu più, come dire, portato a termine. Ci furono una serie di ingarbugliamenti che però abbiamo, che abbiamo però risolto, ricondotto, diciamo, a una via che può portare a concretizzarsi e abbiamo le risorse per completare l’intervento. Le parti edili di quel progetto sono già state realizzate, mancano solo le colonnine, è una spesa di 40.000 euro che abbiamo già nelle disponibilità con le risorse dell’anno scorso e quindi io credo che in poco tempo quell’intervento finanziato nel 2014, se non ricordo male, potrà essere completato e quindi consegnato ai cittadini.
Grazie, Assessore. La parola al Consigliere Bettella per la replica.
Io mi ritengo soddisfatto perché l’Assessore ha espresso lo spirito della… ha fatto proprio, l’Amministrazione ha fatto proprio lo spirito della Commissione che in quella occasione era intervenuta sui… sulle risorse per la bretella e quindi un’ulteriore, come dire, ulteriori interventi che si possono fare per sanare quelle situazioni in quei territori che effettivamente, magari, sui quali si è intervenuti meno in questi ultimi anni, grazie.
La parola alla Consigliera Mosco, prego.
Speaker : Consigliera Mosco (Cambiamo!)
Sì, Presidente, desidero gentilmente scambiare la mia interrogazione con me stessa ma per il prossimo Consiglio, quindi ho formulato male la frase. Rinvio la mia interrogazione al prossimo Consiglio, grazie.
Era comunque chiaro l’intendimento espresso. Allora, seguendo, seguendo la sequenza la parola al Consigliere di minoranza Cusumano a seguire, grazie.
Speaker : Consigliere Cusumano (M5S)
Grazie, Presidente. Desidero interrogare il Vice Sindaco Arturo Lorenzoni su un tema che lo riguarda anche da vicino, in quanto affezionato all’utilizzo della bicicletta.
Ricevo diverse segnalazioni da un po’ di tempo per quanto riguarda l’organizzazione della gestione della ciclabilità, perché non c’è una vera e propria pista ciclabile, per il tratto che va da Piazza Garibaldi al piazzale della Stazione, più precisamente magari fermandoci verso l’altezza dei Giardini dell’Arena, ovvero dove in Corso del Popolo poi a un certo punto smette la pista ciclabile e si immette direttamente nella promiscuità con mezzi pubblici, taxi e tram, diciamo, compreso il tram, autobus e taxi.
Cosa succede lì? Succede che c’è veramente un alto traffico di biciclette, poi visto anche all’applicazione che è stata installata per il bike sharing che ha portato ancor di più i giovani, ma non solo i giovani, in realtà tutta la città di Padova ad utilizzare le biciclette e lasciarle, diciamo, in giro georeferenziate, ad utilizzare sempre di più questo sistema che, per quanto ecologico, per quanto bello, risulta comunque su due ruote e quindi pericoloso da un punto di vista proprio di movimento per chi ne usufruisce. In particolare la pericolosità è soprattutto nell’intersecazione con Via Trieste, Via Niccolò Tommaseo, ma ancor di più nell’ultimo tratto proprio verso la Stazione in cui i ciclisti, vedendo mancare a terra delle strisce che possano veicolarli all’interno di quell’area, una strada se la creano autonomamente e vanno in corso, oltre ad inciampare sulle rotaie del tram, ad appunto i mezzi pubblici, gli autobus, il tram e i taxi.
Questa situazione ormai si procrastina da parecchio tempo, non è nuova alla città di Padova, insomma, però la pericolosità continua ad aumentare con, appunto, l’aumento degli utilizzatori sempre di più della bicicletta. Volevo chiedere quali erano i progetti e se ce ne sono a disposizione, appunto, per poterli anche, così, elencare, insomma, a chi si muove in questo modo perché la situazione sta diventando abbastanza insostenibile e pericolosa. Più e più persone mi hanno detto che in quel tratto hanno rischiato la vita o si sono trovati il tram che gli suonava dietro o comunque non scendono dalla bicicletta per fare l’attraversamento pedonale ma tirano dritto perché, appunto, non c’è neanche una segnaletica e viaggiano autonomamente senza seguire anche magari precisamente il Codice della Strada, però, diciamo, se fosse indicata una pista ciclabile in quella zona sono sicuro che starebbero molto più attenti mettendo meno in pericolo la loro vita, grazie.
Il tema che pone il Consigliere Cusumano è un tema effettivamente importante. Io credo che il Codice della Strada non è che si possa seguire un po’ sì, un po’ no, cioè, o si segue o non si segue e io credo che vada sempre seguito perché è importante. Con i lavori del SIR 1, fatti ormai oltre dieci anni fa, il percorso ciclabile dalla Stazione verso il Centro città è stato deviato dall’asse di Corso del Popolo sui due assi, che sono Viale Codalunga e Via Dante e Via Valeri e Via Porciglia. Sono i due percorsi ciclabili in sicurezza che consentono di collegare la Stazione ferroviaria con Piazza dei Signori da un lato e, diciamo così, Via Altinate e la zona est del Centro cittadino dall’altro. Il percorso su Corso del Popolo dovrebbe essere assolutamente evitato da parte delle biciclette. Purtroppo non è così, nel senso che spesso si vede che le persone transitano con una situazione di pericolo, sia per le persone stesse sia per la circolazione anche dei mezzi. Teniamo conto che l’asse di Corso del Popolo è di gran lunga la strada cittadina che ha la maggior concentrazione di mezzi di trasporto pubblico e quindi una forte congestione. Per cui la raccomandazione che mi sento di fare è quella di utilizzare i percorsi ciclabili che sono in sicurezza e direi, insomma, tutto sommato dignitosi.
Per quanto riguarda i progetti, tenendo conto che l’asse di Corso del Popolo dovrà ospitare anche la nuova linea tramviaria SIR 2, che al momento è in corso di pensiero prima ancora di progettazione per ottenere il finanziamento, indubbiamente in quell’occasione si ripenserà anche a come gestire gli spazi delle corsie, nel senso che sarà ridotto il traffico degli autobus, che sono i mezzi più larghi che circolano in città e quelli che hanno la maggiore difficoltà di gestione sulle corsie cittadine, e sarà introdotto però, ecco, un ulteriore carico tranviario. I progettisti, che proprio in questo periodo stanno mettendo a punto la proposta da presentare al Ministero dei Trasporti, stanno valutando diverse soluzioni per cercare di consentire il traffico ciclabile anche su Corso del Popolo. Le soluzioni sono diverse, ancora non è emersa una, diciamo così, chiaramente migliore delle altre, ma ritengo che alla prossima primavera, quando la soluzione sarà presentata al Ministero dei Trasporti, avremo anche una possibilità ulteriore di transito attraverso Corso del Popolo.
Grazie, Vice Sindaco. La parola per la replica al Consigliere Cusumano.
Grazie, Presidente e grazie al Vice Sindaco. Sì, sono perfettamente al corrente che ci sono altre due laterali per raggiungere. Il problema è che in quelle che sono le planimetrie espresse dal Comune di Padova la promiscuità con mezzi pubblici e bicicletta è comunque prevista dal Codice della Strada, quindi le biciclette a tutti gli effetti lì possono circolare e lì circolano. Il fatto che i ciclisti non rispettino attentamente il Codice della Strada è cosa nota, lo si vede dai fanalini che mancano, dai campanelli che mancano, dal fatto che ascoltano musica nel, che ascoltano musica con cuffiette e quindi non hanno la percezione di quello che li circonda esattamente o piuttosto guardano direttamente il telefono senza guardare e queste sono tutte casistiche che non dovrebbero verificarsi ma, ahimè, si verificano e quanto è vero che ci sono anche delle vie segnate proprio in rosso, come prevede la legenda, che siano dedicate proprio ai ciclisti, è anche vero che in Corso del Popolo le biciclette possono circolare.
Io penso che attendere la progettazione, l’attuazione della SIR 2 sposti in là il problema senza considerare che però i ciclisti continuano ad andare in quella zona. Quindi capisco la sua risposta da Amministratore e la comprendo ma chiedo per la sicurezza dei cittadini che si faccia qualcosa in più perché in questo momento, ma è sotto gli occhi di tutti, insomma, la situazione è un po’ pericolosa, diciamo, quindi non vorrei che ci fossero situazioni spiacevoli, grazie.
Grazie. Abbiamo esaurito l’ora dedicata alle interrogazioni.
Possiamo passare al primo ordine del giorno. Do la parola al Sindaco per l’illustrazione della proposta di Assestamento, di I Assestamento comportante variazione al Documento Unico di Programmazione al Bilancio di Previsione triennio 2020-2022, prego.
Grazie, Presidente. Signori Consiglieri, come sapete abbiamo approvato sia il DUP, Documento Unico di Programmazione, che il Bilancio di Previsione 2020-2022 in data 16 dicembre 2019. Successivamente all’approvazione dei nostri documenti di Programmazione è stata emanata la Legge di Bilancio dello Stato 2020, mentre la Corte dei Conti a sezioni riunite, con la propria delibera n. 20 del 17 dicembre 2019, è intervenuta sugli equilibri di bilancio rispetto a dei saldi di finanza pubblica. È necessario pertanto adeguare alla predetta normativa tali documenti. In particolare nella Legge di Bilancio dello Stato è intervenuta sui criteri di calcolo del Fondo di solidarietà comunale, sul ripristino del contributo a titolo di ristoro del minor gettito dei tassi e sul ripristino del taglio del Fondo di solidarietà del 2014/2018, anche se tale ripristino è graduale nei vari anni.
Pertanto al taglio del Fondo di solidarietà comunale di poco più di 300.000 euro si è fatto fronte con il contributo a titolo di ristoro del minor gettito, TASI, con quasi 178.000 euro e con il ripristino del taglio operato nel 2014/2018, calcolo prudentemente calcolato in 200.000 euro. Inoltre, in considerazione del… che il nostro Ente è stato particolarmente virtuoso nel pagamento delle fatture commerciali ricevute, abbiamo potuto ridurre l’accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità del 5%, come prevede la Legge di Bilancio, e tale riduzione ci ha permesso di avere a disposizione quasi 580.000 euro; infatti nel 2019 abbiamo ricevuto fatture per un complessivo di circa 167 milioni e mezzo di euro che sono state pagate con tempo medio ponderato di 25 giorni.
Come potete ben comprendere il pagamento entro le scadenze ai nostri fornitori è importante, sia per le aziende che potranno regolarmente retribuire i propri dipendenti sia per l’economia generale, inoltre nell’Assestamento sono stati registrati diversi contributi di cui parecchi riguardano il Settore Servizi Sociali, al punto 1 1.060.850, assegnati dallo Stato per il progetto “Buona Scuola”, mezzo milione assegnati sempre dallo Stato per il progetto “Padova Capitale Europea del Volontariato”, 460.000 euro concessi dalla Fondazione Cariparo al Settore Verde, Parchi e Agricoltura Urbana per il finanziamento di due progetti che sono interazione e innovazione per le aree gioco con strutture di ultima generazione rivolte a tutte le fasce d’età e innovazione per le strutture sportive nelle aree verdi. Sempre con la Legge di Bilancio dell’articolo 1, comma 29 e seguenti, si prevede l’assegnazione da parte dello Stato al nostro Comune di 210.000 euro per investimenti destinati ad opere in materia di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile per l’anno 2020. Nella variazione è stato pertanto inserito il progetto efficientamento energetico di alcuni impianti di pubblica illuminazione. Considerato inoltre che il decreto del Ministero degli Interni, con il quale ci è stato assegnato il contributo, l’articolo 5 prevede l’obbligo di comunicazione del primo Consiglio utile e tale obbligo si ritiene assolto con la presente relazione, facendo altresì presente che l’importo assegnato per la finalizzazione del contributo saranno inseriti anche nel sito Padovanet nella sezione Amministrazione trasparente, nella sottosezione opere pubbliche. La variazione tiene conto anche della recentissima pronuncia della Corte dei Conti che ha chiarito che gli Enti territoriali hanno l’obbligo di rispettare il pareggio di bilancio sancito dall’articolo 9, comma 1 e 1 bis della legge 243 del 2012, il quale prevede il presupposto per l’elargite contrattazioni di indebitamenti, finanziamenti e investimenti. Tale pronuncia comporta la modifica della fonte di finanziamento di alcune opere per un importo complessivo di quasi 5,6 milioni di euro, in precedenza finanziate con ricorso a indebitamento.
Per cercare una soluzione e far rimuovere questo vincolo di bilancio, che sembrava superato e che impedisce e penalizza in particolar modo gli Enti poco indebitati, mi sono subito interessato presso i Ministeri competenti, presso l’ANCI. In questo caso… in ogni caso i dettagli della variazione potete trovarli all’interno della documentazione che vi è stata consegnata. Vi ringrazio dell’attenzione.
Grazie, Sindaco. Dichiaro aperta la discussione.
Nessuno si iscrive a parlare. Chiedo se vi sono, se vi siano dichiarazioni di voto.
Nessun Consigliere chiede la parola, di conseguenza dichiaro aperta la votazione.
La votazione è chiusa. Votanti: 26; favorevoli: 18; contrari: 8; astenuti: nessuno; non votanti: 2. La proposta di delibera è approvata.
Si tratta di delibera urgente e di conseguenza dichiaro aperta la votazione sulla sua immediata eseguibilità.
La votazione è chiusa. Votanti: 20; favorevoli: 18; contrari: 1; astenuti: 1; non votanti: 8. La delibera è immediatamente eseguibile.
Do la parola adesso all’Assessore Bonavina per l’argomento successivo. Si tratta di riconoscimento di un debito fuori Bilancio derivante da una sentenza, da una recente sentenza della Corte d’Appello di Venezia. La parola all’Assessore Bonavina per l’illustrazione, prego.
Speaker : Assessore Bonavina
Grazie, Presidente. Signori Consiglieri, porto alla vostra attenzione l’esistenza di un debito fuori Bilancio, che è determinato da una sentenza, la numero 4798 del 2019, depositata in data 5/11/2019 dalla Corte d’Appello di Venezia. Tale sentenza ha definito il secondo grado d’appello del giudizio promosso avanti il Tribunale di Padova con atto di citazione notificato ancora nel 30… il 30 maggio del 2006, nel quale il Comune di Padova veniva citato in giudizio per un risarcimento di danni subiti a seguito di un allagamento avvenuto nei pressi dei locali di proprietà di un esercizio commerciale. Il Tribunale di Padova con la sentenza del 2015, la numero 976, aveva riconosciuto la responsabilità del Comune di Padova e aveva condannato il Comune al risarcimento della somma di 33.852,33, oltre interessi e rivalutazione monetaria nonché il pagamento anche delle spese di lite. Il Comune di Padova, sentiti i propri Uffici, aveva ritenuto di interporre appello avverso la sentenza del Tribunale di Padova e la Corte d’Appello, con la sentenza che ho citato prima, la numero 4798 del 2019, ha purtroppo confermato il giudizio di primo grado condannando il Comune di Padova al pagamento anche delle spese di lite a favore di tutte le parti appellate. L’importo complessivo da liquidare risulta pari ad euro 80.303,24, così suddiviso in base ai vari conteggi che sono giunti: la… a titolo di risarcimento danni alla società che aveva promosso l’atto di citazione 33.852,53 per capitale nonché 15.181,30 per interessi e rivalutazione monetaria dall’1 luglio 2005, oltre ad euro 12.796 per spese di lite dei due gradi di giudizio; ad APS Acegas, che risultava terza chiamata in causa, il risarcimento delle spese legali che sono state quantificate in 12.941,76 per le spese di lite di entrambi i giudizi e alla stessa società era stata riconosciuta un’ulteriore somma di 5.531,04 per spese di lite solo per il grado di appello.
Ritenuta anche la nota del Settore Patrimonio, che ha ritenuto di non interporre l’ultimo grado di giudizio, ossia ricorso per Cassazione perché non vi erano motivi che potessero ritenere un… il fatto di poter appunto ricorrere anche in Cassazione, il Comune di Padova si trova quindi costretto e obbligato a corrispondere le somme che poc’anzi vi ho citato. Nell’esecuzione della sentenza di primo grado il Comune di Padova aveva già assunto l’impegno di spesa, di cui alla determina n. 2015 85 del 4/12/2015 del Settore Servizi Istituzionali e Avvocatura, di euro 45.787. Tale impegno andrà quindi integrato per la differenza da liquidare pari a circa 34.500 euro.
Alla luce di quanto sopra viene sottoposta appunto al Consiglio l’approvazione di questa richiesta.
Nessuno chiede la parola. Credo che a questo punto si possa andare direttamente alla votazione, che dichiaro aperta.
La votazione è chiusa. Votanti: 18; favorevoli: 18; contrari: nessuno; astenuti: nessuno; non votanti: 10. La proposta di delibera è approvata.
Il riconoscimento fuori Bilancio è urgente e quindi dichiaro aperta la votazione sulla immediata eseguibilità della delibera.
La votazione è chiusa. Votanti: 18; favorevoli: 18; contrari: nessuno; astenuti: nessuno; non votanti: 10. La delibera è immediatamente eseguibile.
Allora, passiamo all’argomento successivo, approvazione del nuovo Piano comunale di Protezione Civile. Anche su indicazione del Sindaco do la parola all’Assessore Micalizzi per l’illustrazione della proposta.
Sì, grazie, Presidente. Questo è un tema che nei giorni scorsi abbiamo trattato anche in Commissione. Stiamo parlando del nuovo Piano di Protezione Civile. Non che la città prima non avesse un Piano di Protezione Civile, quindi questo è l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile del nostro Comune.
Il Piano che noi stiamo utilizzando adesso è un Piano del 2012 e quindi con questa delibera noi andiamo ad aggiornare questo strumento.
Che cos’è il Piano di Protezione Civile? È appunto uno strumento di lavoro che… di cui si dota la città e che contiene tutte quelle manovre, le strategie, le informazioni, i dati e tutti i punti di riferimento utili e codificati in caso di emergenza, in caso di calamità, in caso di situazione emergenziale da affrontare. Quindi sulla base, appunto, di tutta una serie di procedure codificate e di località censite e mansioni e persone appositamente individuate, il Piano di Protezione Civile regolamenta tutte le fasi di intervento in caso di emergenza della città. È un lavoro che è stato fatto in modo importante, soprattutto dal Settore… dei funzionari che seguono la Protezione Civile, col coinvolgimento anche del… così, l’esperienza che negli anni i volontari e la città hanno maturato in queste occasioni. Un Piano che va ad arricchirsi rispetto al Piano precedente, quindi un aggiornamento in qualche modo molto, molto efficace. Vi do un dato, prima il Piano di Protezione Civile codificava 9 scenari di rischio, con questo Piano ne abbiamo codificati 14, no perché siano aumentate le occasioni di rischio per la città, ma perché sono state classificate e dettagliate meglio e alcune procedure, per esempio laddove il… la possibilità di rischio è maggiore. Ogni città, in base alle caratteristiche geografiche soprattutto, ha delle differenti… ha dei differenti scenari di rischio. Per esempio la città di Padova, lo scenario di rischio più frequente, più importante, sulla quale siamo più in allerta e più sollecitati è quello… è il rischio alluvionale, legato o a precipitazioni intense o all’innalzamento dei nostri fiumi, è questa la criticità maggiore nel nostro, nel nostro territorio.
Il Piano, quindi dicevo, ha… si è specializzato e ha classificato meglio quelle che sono le nostre ipotesi di rischio e ve ne cito alcune: sono quello sismico per esempio, molto basso nella nostra città, il rischio blackout, il rischio legato a fenomeni meteorologici, quindi temporali, nevicate e quant’altro, incidenti stradali gravi, alle volte possono interessare in modo piuttosto importante alcune zone della città o del mettere in difficoltà la viabilità, in quel caso quindi il Piano di Protezione Civile interviene, rischio industriale, incidenti particolari in aree industriali dove possono esserci materiali o situazioni che possono comportare un rischio particolare, trasporto di merci pericolose, rischio idraulico, appunto come vi dicevo, rischio idropotabile, rischio incendi e ordigni bellici, rischio di carattere sanitario e veterinario o rischi chimici ambientali di alcuni… ecco, quindi tutte queste tipologie di emergenza sono state classificate in questo Piano aggiornato e ipotesi per ipotesi c’è un Piano codificato di interventi con i riferimenti di chi fa cosa. Ovviamente il responsabile primo è il Sindaco che coordina attraverso la Protezione Civile tutte le attività, anche in questo caso il Piano specifica tutte le competenze. Ci sono casi in cui è il Sindaco, la città, che intervengono in toto su una calamità, altre volte, e anche questo è codificato, può essere necessario coordinarsi anche con i territori circostanti e allora in quel caso magari il centro di comando non sarà il Comune di Padova e il Sindaco, quindi con il Centro operativo comunale, il COC, ma sarà il COM, coordinato in genere dalla Prefettura o a seconda di… insomma, la tipologia di calamità che… a cui siamo interessati. Faccio per esempio riferimento alle ultime calamità di carattere idrogeologico, quando hanno interessato ampie zone del nostro territorio, oltre i confini comunali e anche provinciali, e spesso sono intere Regioni coinvolte in questo, sono le Prefetture che si coordinano e quindi poi di conseguenza danno anche funzioni e disposizioni alle Amministrazioni che poi intervengono con il proprio Piano di Protezione Civile.
Quindi è un insieme di carte dove sono censiti e mappati oltre che i responsabili e le manovre anche tutti i punti e i luoghi… i siti interessati al Piano di Protezione Civile, come i punti di attesa in caso di spostamento di persone, di ricovero, di ammassamento delle persone, tutti i punti di particolare interesse, le scuole, gli impianti sportivi, le piazze, i punti di particolare interesse come il cinema o piuttosto che i teatri, i centri commerciali, quindi posti di grande ammassamento. In caso di emergenza deve esserci un luogo, il Piano di Protezione Civile, in cui tutte queste informazioni sono contenute e a portata, a portata di mano. È stata un’occasione importante anche di raccordo tra tutti i Settori comunali perché in base alla classificazione di rischio alcuni Settori possono essere più interessati rispetto ad altri e qui la maggior parte dei Settori comunali quindi ha lavorato coordinato dalla nostra Protezione Civile, quindi è stato anche, come dire, un’occasione di verifica di tutte le manovre e le attività che i vari Settori in caso di emergenza attivano per parte propria, insomma, ecco.
Il Piano di Protezione Civile, a completamento di quanto detto, prevede poi anche una parte importante di comunicazione alla città, perché per fare in modo che le operazioni di protezione civile siano efficaci è importante che anche la cittadinanza risponda in modo corretto, insomma, in modo… e quindi è importante l’informazione e quindi tutti i dati sono contenuti nel sito del Comune di Padova. La Protezione civile è protagonista, e lo sarà poi anche con il nuovo Piano, di una campagna anche soprattutto nelle scuole, queste cose si fanno nelle piazze in alcune giornate, di quello che è il Piano di intervento e poi ci sono tutta una serie di operazioni di carattere informativo nel momento in cui questi eventi si verificano.
Ecco, quindi io ringrazio la Protezione Civile, qui rappresentata dal dottor Piazza, e tutti i Settori che hanno lavorato per redigere questo Piano, anche il dottor Dacome che ha coadiuvato l’Amministrazione comunale. Ringrazio i volontari di Protezione Civile, lo ricordo, un’informazione importante anche questo da sapere, sono il nostro corpo di volontari, tra l’altro anche alcuni Consiglieri Comunali ne fanno parte o ne hanno fatto parte. Oggi contiamo circa 154 volontari e quindi, insomma, questo è il nostro gruppo operativo di volontari pronto a supportare l’Amministrazione comunale nei vari episodi di cui vi citavo prima.
Grazie. Dichiaro aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Consigliere Tiso, prego.
Speaker : Consigliere Tiso (PD)
Grazie, Presidente. Rapido, anche in Commissione abbiamo discusso molto e abbiamo anche capito forse qualcosa di più dell’importanza della Protezione Civile. Credo che questo aggiornamento renda anche merito a chi si occupa non solo delle emergenze ma si prepara continuamente alle emergenze e avere mezzi e uomini professionalmente preparati e volontari credo sia un elemento che arricchisce la nostra città e anche arricchisce la collaborazione che si ha con gli altri Comuni.
Sempre maggiore attenzione si ha nei confronti della Protezione Civile, che talvolta anche in silenzio opera di fronte a importanti calamità naturali e non solo. Penso che l’organizzazione sia fondamentale, l’aggiornamento sia fondamentale e anche avere questa specializzazione e mezzi, uomini che sappiano affrontare le difficoltà. Credo che senza questo la Protezione Civile sarebbe un qualcosa molto minore rispetto a quello che è. Vorrei, il mio auspicio è che oltre al… ai professionisti che operano quotidianamente e che si preparano per affrontare le emergenze anche nella nostra città, come citava l’Assessore Micalizzi, ci sia un ricambio e si possa aprire o ci possano essere volontari, giovani che riconoscono l’importanza della presenza del volontariato a disposizione di chi sta peggio o della città soprattutto in situazioni di grave emergenza, di situazioni che difficilmente si riescono a prevedere ma che comunque bisogna affrontare. Credo che questo sia un elemento importante per la Protezione Civile e ritengo che se ben istruiti, se ben compresi, se ben comunicato, anche molti giovani possono rendere il loro servizio all’utilità della città e quindi far parte della Protezione Civile nella nostra città, grazie.
Parola al Consigliere Sangati.
Grazie, Presidente. Anch’io volevo fare un piccolo intervento. Ho seguito la presentazione della delibera in Commissione, io penso che ci sia stato sicuramente un buon lavoro e un’ottima competenza da parte del dottor Piazza. Riguardo a questo, ecco, io penso che proprio a livello operativo una cosa molto semplice che il Comune di Padova fa è il fatto appunto di avere un sistema di smistamento delle e-mail e delle documentazioni in arrivo da parte del Centro funzionale decentrato attraverso la sala operativa della Polizia Locale. Questa procedura è molto semplice ma non tutti i Comuni, diciamo, anche della dimensione di Padova che hanno una sala operativa, sono così efficienti nella gestione, ecco.
Un commento invece, ecco, sul rischio idrogeologico e idraulico che insiste su Padova. Su questo ho percepito da parte dell’Amministrazione una completa fiducia nella gestione da parte della Regione. Ecco, su questo io avrei un approccio un po’ più bilanciato, io penso che da una parte è vero che negli ultimi eventi c’è stata una buona gestione del bacino del Corlo per la laminazione delle piene sul Brenta. Il bacino del Corlo è un bacino che c’è su un affluente, sul Cismon, sul principale affluente del Brenta sulla Valsugana, già attivo negli anni Sessanta e che non è stato utilizzato nella maniera più corretta, sia nella piena del ‘66 che nella piena del 2010. Nel 2010 fortunatamente non c’è stata una… non ci sono stati dei danni perché alla fine la parte finale dell’evento non è stata poi così importante, però nel ‘66 ricordiamo i danni che ci sono stati e probabilmente una gestione migliore di quel bacino avrebbe potuto limitare perlomeno i danni a valle. E, ecco, da parte della Regione effettivamente c’è da riconoscere che nelle due ultime piene del 2018, 2019, anche se non particolarmente importanti per il Brenta però, insomma, di una certa significatività, è stato gestito in maniera ottimale, soprattutto, ecco, per la preoccupazione di Valstagna e Bassano del Grappa, però ovviamente gestire bene il bacino a monte vuol dire avere anche degli effetti positivi a valle, mentre, ecco, sono un po’ più preoccupato personalmente per quanto riguarda i più volte citati bacini di laminazione sul Bacchiglione. Che io sappia, ecco, il bacino di Caldogno è stato ultimato, però, ecco, non è mai stato collaudato durante un evento di piena. Sicuramente da quando è stato terminato non ci sono stati eventi di piena così importanti da rendere obbligatoria l’attivazione, però ci sono stati sicuramente degli eventi secondari in cui per lo meno si sarebbe potuta testare la funzionalità del bacino e purtroppo, dico io, il Genio Civile di Vicenza non ha attuato questa decisione. Io penso che sia importante tenere monitorato la cosa e magari fare un po’ di pressione sul Genio Civile di Vicenza e sulla Regione perché effettivamente venga collaudato in fase di evento, perché collaudarlo su un evento piccolo ci aiuta magari a capire qualche piccolo problema o qualche proprio anche… la modalità di funzionamento, meglio, dal punto di vista operativo, perché poi quando viene una piena veramente importante il sistema sia già testato.
Infine, ecco, io penso che una grande mancanza da parte della Regione, e questo si va indietro di decenni, è l’attivazione dell’idrovia, quindi il completamento dello scavo dell’idrovia come canale scolmatore che potrebbe effettivamente dare un grosso sfogo alle piene del Brenta e del Bacchiglione, soprattutto quando queste sono in concomitanza, cosa che non avviene sempre però qualche volta potrebbe avvenire, e quindi avere una valvola…
Attualmente diciamo quando il Bacchiglione è in piena, attraverso il canale San Gregorio la piena viene deviata sul Brenta, ovviamente questo è possibile se il Brenta non ha livelli troppo elevati. Avere, attivare anche l’idrovia come canale scolmatore verso la laguna avrebbe questo importante effetto di sgravare il nodo idraulico di Padova di una quota importante di portata, oltre ad avere l’effetto positivo di portare i sedimenti in laguna, cosa che è, diciamo, che la laguna è in fase di erosione e quindi un apporto di sedimenti in laguna sarebbe sicuramente utile per un bilanciamento ambientale della laguna stessa, grazie.
Parola al Consigliere Cusumano, prego.
Grazie, Presidente. Beh, innanzitutto mi complimento per quello che viene fatto, per il volontariato che viene… che si dà da fare, per tutte le attività fondamentali che la Protezione Civile porta avanti ormai, già da anni il volontariato è sostegno fondamentale per la funzionalità di una città e non più rinunciabile.
Ho avuto il piacere appunto di essere presente nella Commissione, durante la Commissione però sono emersi dei dati che non competono solo alla Protezione Civile ma competono a tutti noi e alle scelte politiche che vogliamo fare per il futuro per mettere in sicurezza la nostra città e non solo. Al di là del fatto che condivido praticamente tutto quello che ha appena detto il Consigliere Sangati e quindi non mi ripeto per quanto riguarda quelle problematiche, ci tengo a sottolineare una frase che è stata detta durante la Commissione che mi ha molto colpito, ovvero che un adolescente di oggi vedrà sicuramente un terremoto di media, alta intensità in queste zone e questo poi è stato seguito dalla difficoltà che si avrebbe nel far evacuare le zone all’interno del Centro Storico e altresì mi viene da pensare anche alla situazione in cui versano molti edifici della città di Padova, privati e pubblici, ormai datati, con regole legate alla sismica di oltre un decennio fa. C’è stata una riforma importante nel mondo dell’ingegneria edile proprio in questo senso ed è ora di cercare di fare un passo in avanti per la sicurezza dei cittadini in futuro che, purtroppo, mi ha lasciato veramente colpito il fatto di sentir dire che sicuramente un giovane, un adolescente di oggi vedrà un terremoto di media e alta intensità. Dobbiamo darci da fare subito ora, sappiamo che la politica è legata a lustri, quinquenni e quindi siamo perennemente in campagna elettorale, ma dobbiamo avere una visione più lungimirante della nostra città e più strutturale altrimenti pagheremo tutti caro questa cosa, grazie.
La parola al Consigliere Gabelli.
Speaker : Consigliere Gabelli (PD)
Grazie Presidente. Grazie all’Assessore che ha esposto la delibera e grazie ai Settori che l’hanno, che hanno prodotto il documento. Penso che lo studio, la raccolta dei dati e poi la sintesi in un documento che sia indicativo ed efficace anche per la popolazione penso non sia un lavoro immediato né facile e avremo modo, io credo… ci metterò qualche settimana per studiare meglio il documento prodotto non tanto perché Consigliere quanto perché abitante di Padova e penso che sia bene che la popolazione cominci… continui ad informarsi su questi temi per essere pronti in caso di emergenza. Un ringraziamento alla Protezione Civile non solo per essere uno dei simboli, io credo, dell’Italia, di quella di quell’Italia che a volte si vede nelle copertine dei telegiornali esteri, ma grazie anche per il lavoro quotidiano che è quella… che è quello che le permette di essere pronta e presente, primo conforto e ultima ad andarsene dai luoghi dell’emergenza.
È lo stesso impegno quotidiano che anche noi come Consiglio Comunale dobbiamo aiutare e continuare ad avere e io credo che il ruolo del Comune, uno dei ruoli del Comune, quello che può avere è nell’impegnarsi nella condivisione e nell’informazione della cittadinanza delle buone pratiche di sicurezza e perché no, nell’incentivare giovani e meno giovani all’impegno in prima persona, non tanto per essere appunto nelle copertine dello straordinario ma per essere impegnate nel quotidiano. Io ho avuto e sto avendo ultimamente tante occasioni per conoscere, per conoscere meglio il lavoro della ferialità della Protezione civica e vuol dire essere volontari che perdono i fine settimana a sistemare i magazzini e magari non sono cose che verranno viste o riconosciute ma sono quelle che davvero ci tengono sicuri.
Non ci sono altri iscritti. Chiedo all’Assessore Micalizzi se intende procedere a una replica.
All’Assessore Micalizzi la parola, prego.
Sì, molto velocemente. Grazie per gli spunti e per gli interventi. È giusto che il dibattito si… cioè vada anche su commenti e indicazioni, ragionamenti su quelle che sono le politiche per la sicurezza del nostro territorio ed è importante capire che il documento che votiamo oggi non fa questo tipo di programmazione. Quindi il Piano di Protezione Civile dà delle indicazioni sulle manovre e le azioni da fare a prescindere di quali sono, come… della programmazione dei nostri sistemi di difesa, per esempio quello idraulico che è stato quello più citato o quello sui terremoti. Quindi è importante capire questa distinzione ma è importante anche che questa occasione possa sensibilizzarci sul fatto che le azioni sui nostri sistemi di difesa sono azioni importanti e quindi risorse e finanziamenti che se l’Amministrazione comunale, ma non solo l’Amministrazione comunale, anzi, molto spesso sono Enti sovracomunali, penso alla Regione su tutti i temi di carattere idraulico, come avete giustamente evidenziato, insomma, è importante che queste riflessioni si facciano e che non si perda mai l’attenzione, insomma, sull’importanza di questa programmazione.
Il Piano di Protezione Civile comunque non prevede, ecco, questo tipo di programmazione, ma elenca delle manovre. Io ho parlato di rapporto di fiducia tra gli Enti perché in ambito operativo è in questo modo che un Piano deve svolgersi, ben altre sono le considerazioni su quelle che sono le programmazioni. Anch’io ritengo molto urgenti opere che da molto tempo non si fanno. Quindi non confondiamo il Piano operativo e organizzativo di un Piano che deve collaborare con tutte le Istituzioni con quello che è una programmazione su cui gli obiettivi citati ritengo che siano importanti, alla luce anche di alcuni pesanti ritardi che alcune opere hanno.
Rischio sismico, ha fatto bene il Consigliere Cusumano a porre l’attenzione su questo tema, è una delle implementazioni che abbiamo fatto su questo Piano, su questo aggiornamento e quindi siamo… pur essendo Padova un territorio non propriamente a rischio sismico per particolari caratteristiche e conformazione del territorio, però abbiamo voluto specificare meglio le azioni su questo comparto e ha fatto bene anche a citare tutte le azioni di prevenzione importanti sulla parte edilizia che sono necessarie e che appunto seguono, come sulla parte idraulica, anche altre… altri tipi di programmazione.
Ecco, mi unisco anch’io al ringraziamento che avete fatto ai nostri volontari, diceva bene il Consigliere Tiso, è importante che la nostra Protezione Civile abbia una forte capacità di rinnovarsi. Vi do un dato, dei 154 volontari di cui disponiamo oggi, negli ultimi due anni sono 57 i nuovi arrivati, molti sono giovani. È un dato molto bello che fa capire anche quanto sia attrattiva la nostra Protezione Civile e credo che il merito di questo sia dato dall’immagine che i nostri volontari danno all’esterno e quindi comunicano anche il fatto che un impegno in Protezione Civile è un impegno positivo e importante per la città e bene avete fatto anche a focalizzare l’attenzione sul fatto che questo non è un impegno di persone generose e basta, ma sono persone generose addestrate e preparate per fronteggiare determinate situazioni, perché la buona volontà, come dire, non è un requisito sufficiente per poter fronteggiare queste situazioni. Per diventare volontario di Protezione Civile ci vuole un percorso di circa un anno che i nostri volontari fanno e che quindi indossare una divisa, quella della Protezione Civile di volontario, è anche il risultato di un percorso che tante persone, tanta gente di buona volontà, insomma, fa insieme ai nostri volontari, ai nostri funzionari che ringrazio.
Grazie, Assessore. Chiedo se vi sono dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Tarzia, prego.
Speaker : Consigliere Tarzia (GS)
Sì, grazie, Presidente, per esprimere il voto favorevole del nostro Gruppo. Mi complimento col dottor Piazza per il lavoro fatto, con l’Assessore Micalizzi e con tutti i Settori che hanno collaborato, che non hanno interessato, abbiamo sentito in Commissione, soltanto i Settori comunali ma anche scuole, parrocchie e quindi è stato fatto veramente un grande lavoro di coordinamento. Mi pare che sia la quarta revisione, come è stato detto anche dall’Assessore, ed è stata soprattutto ampliata la parte generale del Piano, quella più descrittiva, che darà la possibilità anche ai singoli cittadini di poter meglio capire alcune emergenze. Grazie ancora per il lavoro fatto e soprattutto grazie per come dirige la Protezione Civile. La Commissione che presiedo è sempre disponibile ad accogliervi e ad ascoltare le istanze per poter sempre migliorare il servizio che date alla nostra città. Grazie ancora.
Nessun altro chiede la parola, dichiaro aperta la votazione.
La votazione è chiusa. Votanti: 28; favorevoli: 28; contrari: nessuno; astenuti: nessuno; non votanti: nessuno. Il Piano per la Protezione Civile è approvato all’unanimità.
Trattandosi di regole e criteri che devono entrare in… diciamo, in vigore quanto prima, dichiaro aperta la votazione sulla sua immediata eseguibilità.
La votazione è chiusa. Votanti: 28; favorevoli: 28; contrari: nessuno; astenuti: nessuno; non votanti: nessuno. La delibera è immediatamente eseguibile.
Possiamo passare al quarto ordine del giorno di Giunta. Si tratta dell’atto di indirizzo verso APS Holding per la creazione di reti di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici e ibridi plug-in. La parola al Vice Sindaco Lorenzoni per l’illustrazione.
Grazie, Presidente. Signori Consiglieri, il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricerca dei veicoli alimentati ad energia elettrica, cosiddetto PNiRE, approvato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel settembre 2014, ha per obiettivo principale quello di garantire in tutto il territorio nazionale livelli minimi uniformi di accessibilità del servizio di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Il Piano Nazionale ha come oggetto la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli, nonché interventi di recupero del patrimonio edilizio finalizzati allo sviluppo delle medesime reti. Nel Piano si definiscono le linee guida sulla base di criteri oggettivi che tengono conto dell’effettivo fabbisogno presente nelle diverse realtà territoriali. I criteri tengono conto dei profili della congestione di traffico veicolare privato, della criticità dell’inquinamento atmosferico e dello sviluppo della rete stradale urbana ed extraurbana e di quella autostradale.
In tale contesto APS Holding ha effettuato un’indagine di mercato mediante la pubblicazione di un avviso pubblico al fine di verificare se vi fosse un concreto interesse da parte di aziende private all’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici e ibridi plug-in. A seguito della pubblicazione dell’avviso di cui sopra, APS ha comunicato di aver ricevuto sei candidature da parte di società private. Prima di dare corso alla fase competitiva tra gli operatori che hanno manifestato il loro interesse si ritiene necessario ed opportuno fornire adeguato indirizzo ad APS Holding al fine di procedere con l’infrastrutturazione in oggetto della presente deliberazione, tenuto conto che APS Holding è già affidataria in house del servizio di gestione della sosta pubblica a pagamento. In particolare, visto il positivo interesse manifestato dal mercato, si intende dare mandato ad APS affinché proceda, nel rispetto della Decreto legislativo 50 del 2016, ad individuare le imprese alle quali assegnare aree pubbliche per l’installazione di 43 infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, con le modalità e le caratteristiche riportate nell’allegato “Avviso pubblico per manifestazione d’interesse per assegnazione di aree per l’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici”.
Trattandosi di un atto di indirizzo da fornire ad APS Holding, società a capitale interamente pubblico tra il Comune di Padova e il Comune di Vigonza, che opera nell’ambito del territorio del Comune di Padova e gestisce in house tra gli altri anche il servizio della sosta pubblica, l’argomento viene rimesso per competenza all’approvazione del Consiglio Comunale, ai sensi dell’articolo 42 del Decreto legislativo 267 del 2000.
Premesso ciò, sottopongo alla vostra approvazione un ordine del giorno che ha come oggetto la deliberazione di incaricare APS Holding a procedere, ai sensi del Decreto legislativo 50 del 2016, ad individuare le imprese alle quali assegnare aree pubbliche per l’installazione di 43 infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, con le modalità e le caratteristiche riportate nell’allegato “Avviso pubblico per manifestazione d’interesse per assegnare le aree per l’installazione di infrastrutture di ricarica”, da attuarsi entro l’anno 2020.
Credo che sia un passaggio importante perché credo nessuna delle città del Veneto abbia una dotazione così estesa in area pubblica di colonnine di ricarica, per cui ritengo che questo passaggio porti la nostra città in qualche modo all’avanguardia nella infrastrutturazione di ricariche per i veicoli, che abbiamo visto negli ultimi due anni hanno dei tassi di crescita della penetrazione del mercato molto elevati e quindi l’aspettativa è che anche nelle nostre città gli abitanti possano disporre di infrastrutture di ricarica ma anche e soprattutto i visitatori che da fuori possano venire a Padova e possano trovare dei punti di ricarica per loro dedicati, grazie.
Grazie, Vice Sindaco. Dichiaro aperta la discussione. Si è iscritta a parlare la Consigliera Pellizzari, cui do la parola.
Speaker : Consigliera Pellizzari (Bitonci Sindaco)
Grazie, Presidente e grazie al Vice Sindaco per la sua esposizione. Mah, come ho avuto occasione di dire in Commissione, l’idea non è malvagia, non è da condannare, solo che abbiamo moltissime perplessità.
La prima innanzitutto, io ho visto l’elenco delle prime 23, mi pare, colonnine che… mi hanno mandato l’elenco delle colonnine che verranno installate in città e, insomma, diciamo che interessano quasi tutte il Centro Storico, comunque, insomma, abbastanza, abbastanza. Beh, la mia perplessità proprio consiste in questo, che adesso lei dice che farà dei bandi di concorso per vedere quali sono, che ha già trovato delle ditte che sono interessate per fare il lavoro. Allora, io sono sempre molto preoccupata quando ci sono questi bandi di concorso perché sì, voi li fate, adesso io non so con che criterio poi vinca il vincitore, perché poi alla fine, come è successo con la fibra, avete fatto i lavori, per carità, ben vengano, ma avete rovinato tutta la città di Padova. Eh, però, non si può fare un lavoro e giocare al ribasso per una azienda che poi alla fine faccia il lavoro e molli lì tutto. Avete brontolato, come ha detto l’Assessore Micalizzi, sì, d’accordo, però c’è un “tacconamento” che “xé pèso el tacòn del buso”. Ecco, questo non è bello, quindi quando… di per sé l’idea sarebbe anche buona, anche se io poi sono anche molto, molto perplessa sul fatto che verranno comunque sottratti dei parcheggi e con la crisi di parcheggio che c’è, insomma, sono molto perplessa.
State un po’ attenti perché queste aziende che fanno i bandi di concorso giocano al ribasso, ma non è detto che poi eseguano dei lavori fatti bene, anzi, addirittura mi sono accorta che girando per la città vengono fatte delle segnalazioni… ah, sì, sì, d’accordo, ci siamo accorti che…
Però se fate silenzio sennò faccio a meno di parlare. Presidente, per favore, esiga silenzio come abbiamo fatto noi fino adesso.
Per cui mi sono accorta che fate fare questi lavori, poi alla fine vengono abbandonati. Ah, sì, poi fate ricorso, come è successo con le lampade dell’illuminazione del Sotto il Salone. Fatto un impianto, speso l’ira di Dio e tutti i commercianti sono al buio perché l’azienda che ha fatto il lavoro ha giocato al ribasso, siete in contenzioso, morale della favola i commercianti sono al buio. Avete fatto la fibra, fatti i lavori rifatto perché “tacconà” dappertutto, ecco questo mi crea molto, mi crea molto imbarazzo. Per cui tutto sommato la, l’idea non è buona, però la realizzazione mi lascia alquanto perplessa. Ecco, veda cosa mi può rispondere.
Assessore, “’a che ghe tajo e man, eh”… anzi, la lingua in questo caso.
Ecco, per cui vorrei che lei dicesse però una cosa che poi io me la scrivo e gliela dico se non dovesse andar bene, grazie.
La parola al Consigliere Tarzia.
Sì, grazie, Presidente. Intanto mi congratulo con il Vice Sindaco perché è un importante atto di indirizzo. Ho seguito i lavori in Commissione e devo dire che anche se siamo un po’ in ritardo in città, però non è colpa sua, però è un primo atto di partenza molto importante ed è vero quello che diceva prima, che un’estensione così in Veneto, ho fatto una ricerca, ed effettivamente noi saremmo la prima città. Questo per dire che la mobilità privata sta cambiando velocemente e i veicoli elettrici stanno conquistando sempre maggiori spazi di mercato e gli investimenti e le strategie delle case automobilistiche ne sono la prova. La mobilità elettrica presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell’inquinamento sia atmosferico che acustico e la stessa offre la possibilità di numerose applicazioni a livello cittadino, tra le quali la mobilità privata su due o quattro ruote, il trasporto pubblico, la logistica e la gestione delle flotte ed è opportuno pertanto, vista l’implementazione dei veicoli elettrici, mettere in campo azioni che supportano il pieno sviluppo del mercato.
Per queste semplici ragioni la proposta del Vice Sindaco è un’operazione importante per la nostra città, installare colonnine per la ricarica di auto elettriche significa rispettare l’ambiente, proiettare Padova verso una mobilità ecocompatibile a basso impatto ambientale con lo sguardo che svolge al futuro e ad un utilizzo di nuove tecnologie. Siamo un po’ in ritardo, come dicevo prima, ma non è colpa sua naturalmente, è un primo atto di indirizzo importante che si inserisce nell’ambito della volontà della nostra Amministrazione di voler risanare e tutelare la qualità dell’aria, tenuto conto delle importanti implicazioni sulla salute dei cittadini e dell’ambiente. Da diversi anni l’Unione Europea invia regolarmente delle comunicazioni agli Stati membri per sollecitare interventi che mirino a ridurre le emissioni nocive in atmosfera, invitando tutti ad ammodernare i sistemi stradali urbani ed extra urbani anche attraverso la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli elettrici.
Ho seguito i lavori in Commissione, mi complimento per l’iniziativa e sono sicuro che in corso d’opera aumenteremo le 43 colonnine oggi previste in questo atto di indirizzo. Faccio mia una riflessione del delegato all’Arcella, Simone Pillitteri, abbiamo visto anche noi il riparto delle colonnine, devo dire che forse all’Arcella una è poco rispetto ai 40.000 abitanti che abbiamo. Sono sicuro che ci sarà la possibilità, Consigliere Tiso, di implementarle non solo per l’Arcella ma anche per gli altri Quartieri, però dalla pianificazione mi pare che una sola colonnina al Colbachini è insufficiente per 40.000 abitanti. Non è una critica, è solo una semplice osservazione che sono sicuro che farà sua, grazie.
Parola alla Consigliera Moschetti.
Grazie, Presidente. Mi complimento anch’io per l’iniziativa e complimenti al Vice Sindaco. Credo che l’installazione di 43 colonnine elettriche per ricaricare le auto ibride ed elettriche sono un grande passo in avanti in termini di sostenibilità ambientale. È un contributo importante per ridurre l’inquinamento atmosferico causato dall’utilizzo di combustibili fossili ma anche l’inquinamento acustico e concorre in modo determinante al miglioramento della qualità dell’aria grazie proprio al contenimento delle emissioni in atmosfera di gas inquinanti.
Mi preme, però ho letto il Regolamento… l’avviso di APS e anche tutti gli articoli dell’avviso pubblico che sono previsti per l’installazione di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e per l’assegnazione di queste aree. Mi preme magari precisare 2, 3 punti. Credo che sia opportuno che gli automobilisti possano prenotare la colonnina tramite app selezionando la postazione e il tempo di ricarica perché solo così ci si può recare in loco senza la sorpresa di trovarle occupate o rotte. Credo che sia anche fondamentale garantire un call center, lo dico perché non mi sembrava fosse espressamente previsto, ma forse mi è anche sfuggito, un call center con orari estesi chiaramente ventiquattro ore, sette giorni su sette, perché l’utilizzo non è solo in orario di ufficio. Consentire credo anche la sosta gratuita, non è previsto o non è espressamente prevista la sosta gratuita agli utilizzatori della ricarica per il tempo di ricarica e poi credo che sia fondamentale anche garantire lo sgombero immediato delle auto quando fossero occupate, quando fossero occupati gli stalli e le auto non siano in ricarica perché mi dicono, e spesso accade, che questo potrebbe essere anche un modo facile e gratuito per risolvere il problema del parcheggio una volta completata la ricarica. Nell’articolo 6… l’articolo 6 intende scongiurare il pericolo di parcheggio ad oltranza, però prevede soltanto una sorta di aumento della tariffazione e all’articolo 4 si prevede che APS verifichi e garantisca l’occupazione esclusivamente dei veicoli elettrici o ibridi per l’effettuazione delle operazioni di ricarica. Forse è opportuno garantire anche lo sgombero immediato dell’auto una volta che abbia terminato la ricarica. È importante anche che le colonnine siano dotate di un sistema di sicurezza che impedisca il distacco dell’auto durante la ricarica in modo da consentire al proprietario di allontanarsi chiaramente senza timori di furti e vandalismi e poi c’è un aspetto che forse dovrebbe essere precisato e mi permetto di segnalarlo, perché si dice che APS e il Comune non percepiranno alcun compenso dalla vendita dell’energia effettuata tramite le infrastrutture installate. Non si dice, però forse bisognerebbe anche chiarirlo o espressamente sottolinearlo, se l’uso dello spazio è gratuito e mi riferisco alla tassa di occupazione di suolo pubblico, alla TOSAP, per gli anni della concessione, perché sappiamo tutti che c’è un Regolamento che prevede per l’occupazione del suolo pubblico una tassa. In questo caso ci sarebbe la postazione sia di un’installazione di strutture di ricarica, sia ci sarebbero questi stalli di sosta attigua. Allora mi domando se sia esente per finalità di interesse pubblico, come immagino, o se sia non prevista per una sorta di gratuità alla luce di questa concessione che viene fatta dal Comune, però credo che sia opportuno scriverlo, prevederlo espressamente, ecco.
Per il resto credo che sia una iniziativa doverosa, questa degli… di 43 colonnine elettriche e che sia chiaramente un percorso… il primo passo, o meglio, uno dei passi importanti per un percorso verso una sostenibilità. Ora chiaramente serve che ci sia anche l’aumento della domanda di queste auto elettriche, sappiamo che ci sono già degli incentivi mi risulta a livello regionale per il bollo auto e a livello comunale anche per entrare nella zona ZTL e non so se anche per le strisce blu, nelle strisce blu si possa parcheggiare o comunque, insomma, mi pare che già a livello comunale ci siano molti incentivi, a livello regionale altrettanto, ci si augura che anche la domanda delle auto elettriche aumenti, grazie.
Grazie, Presidente. Beh, molto è stato detto dai miei colleghi e quindi penso che sia inutile ripeterlo. È un atto sicuramente positivo di questa Amministrazione, in collaborazione con APS e con gli eventuali futuri gestori, è un atto che va semplicemente a recepire quello che sta avvenendo nel mercato lungamente annunciato. Fortunatamente forse il mercato automobilistico è più prevedibile su questi movimenti di altri e possiamo adeguarci in tempo, che però è un adeguamento che incentiva però anche il cittadino vedendo la possibilità di ricarica a fare una scelta simile, scelta che attualmente chiaramente non è una… non è invece incentivata dalle scarse posizioni che sono presenti sul territorio, cosa che si riflette sulla bassa percentuale di vetture elettriche o ibride plug-in immatricolate al momento, ricordando poi che a queste colonnine si aggiungeranno quelle installate dai privati o per iniziativa o per termini di legge, come abbiamo potuto vedere nella Commissione relativa al Regolamento edilizio che verrà nella prossima modifica dove verrà recepito l’obbligo dei privati ad installare le colonnine in determinate situazioni.
È chiaro che è interesse del Comune, è interesse pubblico quello che si incentivi la mobilità elettrica, che pur non essendo esente da numerosi problemi è sicuramente tra il trasporto privato quello preferibile da un punto di vista di interesse pubblico.
La parola al Consigliere Luciani.
Grazie, Presidente. Guardi, Assessore, io ho colto la proposta e ritenevo fosse molto buona. Lo è dal punto di vista della… dell’indirizzo che diamo e del messaggio che vogliamo dare ai cittadini e ai residenti sulla questione ambientale, quindi cercare di incentivarle sull’utilizzo di mezzi elettrici, però poi ho visto la collocazione, la lista di dove avevamo… abbiamo idea, insomma, di andare a collocarle e secondo me li abbiamo fatto dei grossi errori, Vice Sindaco. Cioè io ritengo che delle zone come ad esempio lo Stadio Euganeo… lo Stadio Euganeo c’è teoricamente tante persone che si recano allo Stadio stesso ed è anche comodo da raggiungere per cui non si deve andare in mezzo al traffico perché si raggiunge attraverso la tangenziale e lì abbiamo messo, mi pare che sia o uno o due colonnine. Invece io ritengo che alcuni posti tipo lo Stadio Euganeo, lo Stadio Plebiscito e quindi tutto quello che riguarda il Plebiscito, per cui le piscine, i campi da tennis, eccetera, lo Stadio Colbachini, la Khioene Arena, la Fiera, la zona industriale, siano zone che invece necessitavano secondo me di più posti perché sono zone facilmente raggiungibili, quasi tutte, che possono accogliere e accolgono anche con degli eventi tante persone, okay, e quindi ritengo ad esempio sbagliato il Piazzale Boschetti. Il Piazzale Boschetti abbiamo intenzione di fare un parco, basta, cioè chiuso, capito, quelle lì le eliminiamo, ci facciamo un bel parco e basta. Cosa facciamo? Togliamo via una parte? Secondo me lì, ed è anche difficilmente raggiungibile Piazzale Boschetti per chiunque, perché chi o dalla cintura ma anche, anche chi in Centro Storico ci vive, fai fatica ad arrivare a Piazzale Boschetti per tanti motivi.
Io avrei fatto qualcosa di più sui posti dove c’è tanta gente che si reca, come gli stadi ad esempio, ma anche la zona industriale e avrei lasciato stare alcune location, come in area commerciale in Via Venezia. Via Venezia è importante, sicuramente importantissima, ma piuttosto che farne uno su un’area commerciale ne avrei… dove quando magari uno fa la spesa, ci sta dentro mezz’ora, piuttosto avrei fatto lo Stadio Plebiscito o l’Euganeo, ad esempio, dove uno va, non sta mezz’ora, ci stai come minimo un paio d’ore e quindi poteva avere il tempo necessario per ricaricare correttamente.
Quindi non so se questo è un elenco rivedibile, però io avrei fatto qualcosa in più rispetto alle location dove c’è la possibilità di lasciare l’auto per tanto tempo, tipo la zona industriale, e un po’ meno nelle aree che secondo me sono poco appetibili, cioè porta… fare in zona Portello una colonnina, cioè zona Portello è in una zona di studenti, non usano la macchina, pochissimi, insomma, voglio dire, quindi, ecco, avrei fatto forse un elenco un po’ diverso, grazie.
La parola al Vice Sindaco per la replica.
Grazie, Presidente e grazie anche a tutti i Consiglieri che hanno fatto delle osservazioni che sono interessanti.
Cerco di riprendere alcuni spunti che ritengo siano stati, così, particolarmente graditi, a iniziare da quello della Consigliera Pellizzari che si lamenta per la devastazione dei lavori di Open Fiber, che sono stati però assegnati dalla Giunta precedente alla nostra, per cui il contratto con cui Open Fiber si è permessa di violentare la città è stato fatto dalla Giunta precedente alla nostra purtroppo, con delle specifiche nelle modalità di esecuzione dei lavori non adeguate al rispetto della città e siamo d’accordissimo su questo. Naturalmente saremo molto più attenti nell’imporre delle condizioni per i lavori che siano rispettosi della città. Ci tengo però a tranquillizzare per il fatto che l’installazione delle colonnine è meno invasiva dal punto di vista dei lavori perché la rete elettrica è già presente in città e si tratta solo di portare il conduttore in superficie e quindi non ci dovrebbero essere grandi scavi ma soltanto la collocazione delle colonne.
Per quanto riguarda il posizionamento delle infrastrutture che sono tante o sono poche all’Arcella, sono posizionate correttamente o non sono posizionate correttamente, io ci tengo a dire che quella lista che è solo indicativa, perché ovviamente poi ogni operatore può essere libero di fare delle proposte diverse e ci sarà tutta la disponibilità, nasce però da uno studio fatto da parte di professionisti che, sulla base delle informazioni che avevano, hanno ritenuto di individuare quelle come le aree più appetibili e quindi da assegnare tramite procedura competitiva inizialmente, però massima disponibilità a modificarle e se gli operatori all’Arcella vorranno mettere 3, 4, 5 colonnine, penso che nessuno si opporrà.
Per quel che riguarda le specifiche con cui viene erogato il servizio, la Consigliera Moschetti dava alcune indicazioni, ecco, devo dire che c’è uno standard sulla base del quale, per esempio la sicurezza per non staccare il veicolo durante la carica, sono tutte specifiche tecniche che sono codificate e quindi le colonnine dovranno rispettare quelli che sono i parametri che oggi sono normati e certificati a livello internazionale.
L’occupazione del suolo pubblico verosimilmente non sarà richiesta, nel senso che non viene pagato l’investimento e quindi c’è un investimento da parte dell’operatore privato a fronte della concessione del suolo pubblico e quindi c’è un bilanciamento e sicuramente l’interesse pubblico è quello di poter disporre delle infrastrutture senza oneri per l’investimento.
Ecco, per quanto riguarda appunto la collocazione in alcuni spazi, su quello io credo che ci sia la massima disponibilità, si è cercato di bilanciare un po’ le cose. Sui parcheggi nuovi a cui si sta lavorando in termini progettuali, la richiesta è che il 100% dei posti degli stalli siano predisposti per l’installazione delle colonnine. Poi è chiaro che non sappiamo quale sia la penetrazione delle auto nei prossimi anni, ma tutte le nuove strutture sono predisposte per la totale copertura per i veicoli elettrici. Quindi credo che ci stiamo portando ad un livello ragionevole senza eccedere con le spese di investimento ma predisponendo la città ad ospitare un numero elevato di questi veicoli. Grazie, Presidente.
Grazie, Vice Sindaco. Chiedo se vi sono dichiarazioni di voto.
La votazione è chiusa. Votanti: 24; favorevoli: 16; contrari: nessuno; astenuti: 8; non votanti: 3. La proposta di delibera è approvata.
La delibera è urgente, dichiaro aperta la votazione sull’immediata eseguibilità della stessa.
La votazione è chiusa. Votanti: 20; favorevoli: 17; contrari: nessuno; astenuti: 3; non votanti: 6. La delibera è immediatamente eseguibile.
Allora, possiamo andare avanti nell’ordine del giorno. Abbiamo la prima mozione in programma, è l’ordine del giorno n. 48 rinumerato, in materia di impegnative residenziali per la non autosufficienza, mozione presentata come prima firmataria dalla Consigliera Barzon e il Consigliere Berno. La parola alla prima firmataria, Consigliera Barzon, prego.
Speaker : Consigliera Barzon (PD)
Grazie, Presidente e grazie anche alla Conferenza dei Capigruppo che hanno sempre portato all’ordine del giorno questa mozione.
Questo tempo che è intercorso da quando è stata presentata a questa sera avrei tanto voluto che potesse portare frutti, nel senso che questa mozione si fosse rivelata non necessaria perché la Regione nel frattempo poteva intervenire, ma questo non è successo purtroppo, quindi questa sera portiamo in votazione la mozione, impegnative residenziali per la non autosufficienza. Uno dei temi più rilevanti del Piano Socio Sanitario 2019-2023 è quello della non autosufficienza. Ci sono oggi in Veneto 320.000 ultra ottantenni e secondo un’indagine della Spi-Cgil a Padova sono 43.632. È previsto che in vent’anni questo numero raddoppi, intorno al 2040 gli ultraottantenni in Veneto saranno 600.000. L’incidenza di malattie invalidanti che fanno perdere l’autonomia, a cominciare dalle demenze senili, cresce e questo tsunami investirà il Veneto e la sua comunità in maniera straordinaria. A fronte di questa previsione registriamo che il Fondo per la non autosufficienza è sostanzialmente invariato da dieci anni e il numero di impegnative, cioè il contributo sanitario assicurato ad ogni non autosufficiente che viene ricoverato in un Centro servizi anziani è assolutamente inadeguato. Decidere di inserire un proprio caro in casa di riposo, e in questi giorni… un paio di mesi fa ho toccato con mano cosa significhi, è una scelta dolorosa ma è anche un diritto. Ahimè, in Veneto questo sta diventando un privilegio e visto che con l’invecchiamento della popolazione il numero delle persone non autosufficienti è destinato ad aumentare, il quadro non potrà che peggiorare nei prossimi anni. Tutto ciò ci porta anche a ragionare sull’immobilismo che sta conducendo al collasso un patrimonio storico, quello delle IPAB… della nostre comunità, le quali ormai presentano bilanci in rosso e continue esternalizzazioni del personale, private di aiuti ed investimenti che consentirebbero loro di innovare le strutture. Il Veneto è l’unica Regione a non aver fatto la riforma delle case di riposo e così sono entrate le case di riposo private e commerciali. In Veneto gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 22,3% della popolazione, il 65% di loro ha almeno un’esenzione per patologia, il 15% due e il 7% 3. Queste sono cifre che dimostrano il crescente bisogno di presa in carico di pazienti cronici e di una continuità assistenziale con risposte sempre più flessibili e integrate a livello territoriale. Le famiglie sono costrette a ricorrere a badanti con una spesa stimata in circa 780 milioni annui, quasi il doppio di quanto viene stanziato dalla Giunta per gli inserimenti nei centri anziani.
Scusate, ma non riesco a…
Posti letto nel padovano: ci sono 5.132 posti letto fra strutture pubbliche, le IPAB, e private e 3.953 impegnative e se il numero delle impegnative è inferiore rispetto ai posti letto a disposizione si creano lunghe liste d’attesa costringendo le famiglie ad entrare nelle case di riposo pagando l’intera retta, inclusa la quota sanitaria. Parliamo di rate che vanno dai 2.300 ai 3.000 euro mensili. Nel 2007 la differenza tra posti letto accreditati e impegnative di residenzialità erano… era circa 1.300, oggi stiamo quasi arrivando a 4.000, un divario dovuto esclusivamente all’aumento degli accreditamenti delle strutture private. Ciò significa che migliaia di famiglie devono pagare per intero la quota alberghiera per inserire in casa di riposo un proprio caro. Circa 2.700 anziani in lista d’attesa per un letto in casa di riposo a Padova e in provincia, poche impegnative rispetto ai posti e c’è chi aspetta anche sette mesi per il via libera o addirittura l’ottiene dopo il decesso. È dal 2009, vale a dire da quando c’è il Governatore Zaia, che non aumenta il valore della quota sanitaria, l’impegnativa erogata dai Centri servizi per anziani e di conseguenza aumenta la retta. Si tratta quindi di una vera e propria tassa occulta imposta dalla Regione a migliaia di famiglie del Veneto che pesa anche sui Bilanci comunali, visto che gli Enti locali devono integrare la retta di chi non ha i soldi per pagarla.
Mi permetto di dire che altro che non aumentare, che non mettere le mani in tasca ai Veneti, come ama ripetere il Presidente della nostra Regione, questa è una tassa occulta che vale ogni anno oltre 100 milioni. Tutto ciò è davvero insostenibile, grazie.
Grazie, Consigliera. Dichiaro aperta la discussione. Si è iscritto a parlare il Consigliere Ferro, cui do la parola.
Speaker : Consigliere Ferro (Coalizione Civica)
Ringrazio la Consigliera per aver presentato questa mozione, che purtroppo fa ancora venire in mente e portare alla luce il fenomeno che abbiamo a governare la Regione ormai da tantissimi, troppi anni.
Sulla Sanità, quello che si è verificato in questi anni è qualcosa di inconcepibile, ma soprattutto in maniera particolare per quello che si è verificato in questa città. La differenziazione che c’è stata tra questa città e le altre del Veneto, che l’ha vista penalizzata sotto tutti i punti di vista, sta portando al paradosso che quella che era un’eccellenza sta diventando probabilmente la città su cui il muro di gomma, che è stato costruito in questi anni, porterà i suoi effetti per primo a livello di inefficienza, di mancanza di personale, di mancanza di personale sanitario e non, e per quanto riguarda il tema di questa mozione, quello che abbiamo verificato in più Commissioni, che abbiamo… a cui abbiamo assistito per il degrado economico in cui sono, versano soprattutto le strutture comunali e regionali, e non quelle private, che vengono private dei numeri sufficienti ad avere un Piano economico che stia in piedi, vedi Configliachi, vedi le iniziative in… per quella di Piazza Mazzini che ha dovuto pensare di fare un’attività commerciale per riuscire a sopravvivere.
Io credo che sia arrivato il momento di porre delle condizioni ai nostri capi di governo della Regione e far venire fuori in maniera esplicita i danni derivanti dall’unica Regione che ha scelto di non applicare l’addizionale regionale ai redditi più alti, una piccola addizionale regionale che ha portato via miliardi di risorse che avrebbero potuto alleviare, per esempio, le cose di cui ci ha parlato Anna, la Consigliera Barzon, poco fa. Con la scusa e la necessità elettorale di dire ai più ricchi “vi abbiamo fatto risparmiare delle tasse”, abbiamo l’unica Regione che penso abbia… si sia mangiata qualcosa come due miliardi di interventi sanitari di cui stiamo facendo tutti malamente le spese.
Per cui ben venga questa mozione che sprona ed evidenzia le contraddizioni che questo Consiglio Regionale porta avanti su un tema di Sanità e di privatizzazione della Sanità in maniera particolare, grazie.
La parola alla Consigliera Scarso.
Speaker : Consigliera Scarso (LS)
Sì, grazie, Presidente. Ringrazio anch’io la Consigliera Barzon per questo ordine del giorno che pone una questione che è ormai insostenibile per la nostra Regione Veneto. Ecco, lo slogan che nell’ultima campagna elettorale ha usato il nostro Presidente regionale era “prima i Veneti” e qui in questo… in questa tipologia, ecco, di persone che si trovano in situazioni di fragilità parliamo proprio dei Veneti e i Veneti, cittadini più anziani, quelli che hanno comunque contribuito alla crescita della nostra Regione, che hanno contribuito sicuramente anche alla qualità di vita che ci hanno consegnato a noi generazioni successive e che si trovano oggi da anziani, ma soprattutto in situazioni di grave non autosufficienza. Ecco, io ricordo che si sta parlando di persone anziane allettate con situazioni e patologie croniche che gravano per anni a volte anche nell’assistenza della propria famiglia e del proprio contesto, appunto parentale e di vicinato. Ecco, si tratta di situazioni di persone che hanno contribuito alla crescita della nostra società, della nostra città, della nostra Regione, del nostro territorio e che noi manteniamo in queste condizioni, a volte per anni in queste situazioni di mancanza di una adeguata assistenza, di un aiuto, di un sostegno per familiari che si trovano a volte nell’impossibilità, non nella mancanza di volontà, ma nell’impossibilità ad accudire questi parenti, fratelli, sorelle, padri, madri. Ecco, di fronte a questo, quindi “prima i Veneti”, ricordava bene il Consigliere Ferro come la Regione Veneto ha deciso per tagliare parte delle tasse ai più ricchi di sacrificare appunto i Servizi Sociali, i Servizi Socio-sanitari, i Servizi Sanitari di questa Regione, una Regione che ha sempre avuto un’eccellenza nella propria rete dei Servizi Socio-sanitari, ma che oggi sta presentando delle criticità sempre più evidenti, sempre più gravi.
Ecco, noi abbiamo visto una crescita negli ultimi dieci anni dal 20 al 25%, 23 e 5% di anziani ultrasessantacinquenni in città. La nostra Regione, ricordava la Consigliera Barzon, ha circa il 22, 23% di anziani ultra sessantacinquenni oggi. Ecco, a questa crescita non… non è seguita una programmazione adeguata, sono dieci anni dal 2009 che la Regione Veneto non mette mano alle impegnative di cura per le residenze sanitarie assistenziali, che non amplia le… i posti letto destinati appunto alle convenzioni e quindi non fa una programmazione al passo con quella che abbiamo già sentito sarà una delle situazioni più gravi che dovremo affrontare nei prossimi anni, con una ricaduta pesantissima anche per le nostre famiglie.
Ora l’allungamento della prospettiva di vita fa sì che anche malattie che in anni passati portavano velocemente, ecco, alla conclusione della propria vita, oggi magari proprio per le cure che si possono… sanitarie che si possono dare consentono che una persona stia anche per anni allettata e in situazione di vita di non autosufficienza. Ecco, tutto questo comporta dei costi pesantissimi dal punto di vista sociale, dal punto di vista economico per le nostre famiglie che, come diceva bene la nostra Consigliera Barzon, sono una tassa occulta per i nostri cittadini.
Ora, ecco, porre l’attenzione su questo significa in qualche modo anche sostenere la qualità di vita dei nostri cittadini, ma soprattutto anche garantire quella che diventa anche una discriminazione per chi può pagare, come diceva appunto la Consigliera Barzon, una retta intera, ha i mezzi, ha le possibilità economiche e chi invece non può permetterselo, magari semplicemente perché non ha appunto una pensione adeguata, non ha le risorse sufficienti e quindi è destinato a una lunga lista d’attesa e a un’attesa infinita di un posto in una struttura e in una casa di riposo. Oggi si parla di 2.600 persone in lista d’attesa e si parla di… che per accedere appunto a un posto in casa di riposo bisogna avere almeno il 90… 96 punti per le situazioni più gravi, quelli con… che presentano anche disturbi comportamentali, quindi quelle anche più pesanti da gestire all’interno di un nucleo familiare con ad esempio demenza di Alzheimer, con disturbi appunto di tipo cognitivo.
Ecco, allora tutto questo è la situazione, descrive una situazione gravissima per la nostra Regione ma descrive anche l’assenza di interventi e di politiche adeguate, appunto, della attuale Amministrazione regionale. Ecco, quindi sicuramente ringrazio appunto la Consigliera Barzon, il nostro Gruppo consiliare voterà a favore di questa mozione.
La parola alla Consigliera Ruffini.
Speaker : Consigliera Ruffini (Coalizione Civica)
Grazie, Presidente. Sì, da quando è stata presentata questa mozione all’ordine del giorno nulla è cambiato, ma purtroppo sono anni che nella nostra Regione poco cambia. Tutte le motivazioni, che sono state sollevate dai Consiglieri e dalle Consigliere che mi hanno preceduto per sostenere questa mozione, sono motivazioni che, ahimè, non riguardano soltanto l’argomento specifico, che è quello appunto della cura degli anziani, che riguarda la programmazione dei servizi che nella popolazione specifica delle persone ultra sessantacinquenni nel nostro territorio di cui appunto queste persone hanno bisogno. Io penso che queste motivazioni si possano estendere un po’ a tutta la programmazione regionale perché, vedete, quella che… quello che io chiamo il disegno Galan-Zaia sulla Sanità nella nostra Regione, è un disegno che riguarda molti ambiti, io direi tutti gli ambiti della programmazione regionale, non soltanto di quella appunto che riguarda la popolazione anziana. A Zaia abbiamo capito cosa gli interessa fare, sono i grandi affari, gli ospedali grandissimi, importanti, competitivi che diminuiscono i posti letto, anche nella nostra città e succederà questo, lo abbiamo letto in molti documenti. Interessa chiudere quei presìdi di base, l’Ospedale Sant’Antonio è una cosa molto, come dire, dolorosa anche per la nostra città, e interessa fornire sempre di più, perché i dati parlano chiaro, alla Sanità privata la gestione dei servizi e, vedete, anche quando lui cerca di giustificarsi, e lo ha fatto poco tempo fa anche di fronte alla stampa scatenando sui social, come dire, una… un momento, insomma, di tensione, insomma, con i cittadini, anche quando lui cerca di giustificarsi, come dire, commette delle gaffe dicendo “guardate che in Veneto non è vero che la Sanità privata la fa da padrona perché le cose più… gli interventi più importanti sono tutti nelle… nella Sanità pubblica, le cose di base sono quelle a cui si rivolgono le strutture private dove i cittadini, come dire, vanno di più. Questo ha soltanto, queste parole hanno soltanto invece, come dire, ribadito che, che questo andare verso la privatizzazione nei nostri territori invece è la verità, ma basta vedere le liste d’attesa. Cosa è cambiato in questi anni? Nulla, nulla è cambiato, i ticket, paghiamo, siamo la Regione dove i ticket sono tra i più alti d’Italia, anche le impegnative per le case di riposo sono tra le più alte d’Italia.
Allora, noi dobbiamo dire questo, che non ci va bene la programmazione nello specifico che riguarda… che riguardano i servizi agli anziani, ma io dico anche che non mi va bene tutta la programmazione regionale, anche quella che nella nostra città sta venendo avanti e che potrebbe far dire al Governatore Zaia che forse anche noi qui dentro abbiamo dato una mano a costruire. Quindi dobbiamo essere, io credo, più attenti per il futuro, dobbiamo valutare correttamente quanto sta venendo avanti perché un ospedale l’abbiamo già perso, che è il Sant’Antonio, ed è perso, è perso. Non vorrei che il Giustinianeo, che dovrà essere il primo a essere riqualificato, non facesse la stessa fine. Una cosa è certa, i posti letti diminuiranno e molti servizi per il territorio sono già persi, quelli che erano fatti al Sant’Antonio, che era della Ulss.
Quindi anch’io sostengo questa mozione ma con tutte le argomentazioni che ho voluto apportare per approfondire l’argomento, grazie.
Grazie, Presidente e grazie ai Consiglieri Barzon e Berno per la mozione che ne condivido completamente i contenuti.
La tutela della salute deve essere un diritto legato alle persone e non a un’opportunità legata al lavoro o alle condizioni dei singoli, un diritto riconosciuto a tutti senza distinzioni di reddito, discriminazioni civili, sociali o culturali. Solo un servizio sanitario pubblico con queste caratteristiche di universalità può affrontare la sfida dei nuovi crescenti bisogni prodotti dai cambiamenti demografici, come l’invecchiamento, la cronicità e la non autosufficienza. La Sanità veneta risulta in testa alla classifica nazionale come qualità delle prestazioni, ma lo sappiamo tutti che sono concretamente peggiorate le condizioni di accesso alla stessa Sanità. Se è condivisibile da una parte la circostanza che sono diminuiti i posti letto per ottimizzare le risorse e i servizi, dall’altra è mancato lo sviluppo delle strutture intermedie capace di garantire una Sanità efficiente e fatta di una forte rete di servizi sanitari e sociali integrati e diffusi. Tante persone, tante, troppe persone, in particolare gli anziani sono costretti a rinunciare alle cure a causa dei costi insostenibili, della compartecipazione, delle lunghe liste d’attesa e della mobilità territoriale, cioè un tema che sta diventando sempre più urgente e che richiede una forte azione politica, sindacale e culturale, fare una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza con fondi certi e presi dalla fiscalità generale per garantire la dignità degli anziani in relazione alle cure.
Per tornare al tema della mozione, bisogna aumentare il numero delle impegnative di residenzialità destinate a persone anziane non autosufficienti riallineando la media regionale. La revisione delle IPAB, del numero delle impegnative di residenzialità e della relativa quota a carico della Regione sono tutte questioni di cui si discute in Regione dall’inizio della legislatura e non mi pare che ci siano stati sviluppi e novità importanti per i Veneti, anzi, la Regione Veneto è tra le ultime a dover ancora approvare la riforma delle Case di Cura, riforma essenziale per i bisogni di salute della popolazione e in particolare per un settore fragile come quello della terza età.
Sono costretto a fare l’esempio della mia terra d’origine, la Calabria, dove le IPAB funzionano nonostante i disastri della Sanità, le IPAB è un settore che funziona benissimo. Io ho avuto l’esperienza di ricoverare i miei genitori e non ho avuto nessun tipo di problema per farlo e lo hanno fatto semplicemente con la loro pensione e noi come familiari non siamo dovuti intervenire assolutamente per integrare le rette. Devo dire che vivendo in una delle Regioni più progredite d’Europa questo diritto in questa Regione è garantito soltanto a chi ha i soldi. L’attuale programmazione sanitaria è ferma infatti al 2009 e ciò ha creato degli squilibri molto accentuati e inaccettabili tra i diversi territori regionali con USL che hanno a disposizione un numero di impegnative da assegnare molto più elevato rispetto ad altri.
Per concludere dico che va contrastata la pericolosa privatizzazione delle cure delle persone non autosufficienti, che viene scaricata completamente sulle famiglie sia in termini di costi che di gestione complessiva. Questo, cari colleghi, è un tema che ha aspetti veramente drammatici che colpisce gli anziani nel loro diritto alle cure e nella loro dignità e le famiglie che ne sopportano integralmente il peso, non solo in termini economici. Non dobbiamo rassegnarci a questa situazione ed anche come Consiglio Comunale penso che dobbiamo far sentire la nostra voce per garantire alle persone non autosufficienti il diritto fondamentale alle cure e alla salute riconosciuto dalla Costituzione ad ogni individuo, grazie.
La parola alla Consigliera Pellizzari.
Grazie, Presidente. Grazie comunque alla mia collega Consigliera che… per la sua mozione.
Ho… avrei moltissime cose da contestare, tutte, praticamente tutte, ma mi soffermo solo su questo fatto che avete detto che, appunto, che viene favorito… la Sanità privata. Allora, negli ultimi anni il budget e il numero di prestazioni erogate dalla Sanità privata accreditata in Veneto è diminuito, su 8.137 miliardi del 2010 la spesa per la Sanità privata era del 9%, 719 milioni. Nel 2018 su un budget di 8.913 miliardi 634 sono andati al privato accreditato, pari al 7% e una diminuzione del 12% sul 2010. Se vogliamo fare un paragone con le altre Regioni secondo i dati 2018, il Veneto è al decimo posto, 123 euro di spesa pro capite dietro a Regioni come Lazio, Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, Molise e Piemonte.
Bisogna anche sapere che cosa vuol dire… qual è la differenza tra la riorganizzazione e il taglio e si dovrebbe conoscere che le schede ospedaliere sono state… bisogna conoscere la differenza tra riorganizzazione e taglio e… la signora e chi dice il contrario dovrebbe conoscere le schede ospedaliere che hanno confermato tutti gli attuali 68 ospedali e i contenuti del nuovo Piano Socio Sanitario 2019-2023. Ne avrei altre da dire, ma credo che questo sia importante, grazie.
Non ci sono altre prenotazioni. La parola di nuovo alla Consigliera Barzon per la replica.
Mi spiace di non avere il tempo, un attimo di replicare con termini e numeri precisi a quello che ha detto… le ultime parole della Consigliera Pellizzari perché non pensavo che ci fosse l’idea di dire che quello che ho precisato non è vero. Il dato certo… e mi interessa poco che siamo al decimo posto, il dato certo è che le famiglie che hanno bisogno di mettere una persona in casa di riposo, ed è sempre una scelta difficile, lo sottolineo, devono, quando va bene, aspettare sette mesi e molto spesso le persone muoiono prima di ricevere il contributo.
Dopo, la mia domanda, il mio punto è anche quest’altro: è vero, ci sono delle famiglie che riescono per loro, perché hanno, sono riusciti a mettere da parte dei soldi, perché c’è stata un’idea di pensare al futuro, che sono riusciti a mettere da parte dei soldi e possono far fronte alle rette, però dico anche per quanto tempo? Non tutti sono nababbi, lo possono affrontare per un certo periodo ma non sicuramente per tantissimo tempo e in questo la Regione… sarà una cosa e un dato importante il fatto che da dieci anni, dieci anni non viene cambiato il numero delle quote e neanche il… la loro entità, la loro consistenza? Cioè dieci anni sono proprio passati per niente, compresa una crisi economica nel mezzo? Cioè solo questo dato ci dice che le cose non possono funzionare. La demografia non è un’opinione e non sono parole che dico io, l’aumento del numero degli anziani in questi anni è esponenziale e sarà esponenziale da qui al 2040.
Per quanto riguarda, io ringrazio comunque tutti i colleghi che sono intervenuti, anche perché immagino che, appunto, l’argomento sia meritevole di soffermarsi un attimo e quando alla fine del mio intervento di presentazione dicevo che il fatto di dire “non mettiamo le mani in tasca ai Veneti”, collega Ferro, era sottinteso il fatto che non si è voluto aumentare l’addizionale IRPEF. Questo significa che ci sono meno effettivamente possibilità di finanziamento per tante cose in ambito sanitario e sociale.
Un’ultima cosa… Scusate, perché senza occhiali… Di fatto nel tempo si sta perseguendo una politica socio sanitaria che di fatto non persegue più il sistema universalistico, sistema che faceva parte in particolare del nostro sistema socio-sanitario veneto. Questo fatto che le famiglie debbano intervenire sia per quanto riguarda le case di riposo e poi lo vedremo anche con la mozione della collega Moschetti in altro ambito, che è quello della disabilità, questo vuol dire che si sta… la tendenza è quella di non avere più un sistema universalistico. Il nostro sistema era un sistema apprezzato non solo a livello nazionale ma anche fuori dalla nostra Regione, anche a livello internazionale, proprio per questa integrazione, cosa che si sta puntualmente e in modo colpevole perseguendo a partire, faccio un altro esempio che esula da questo, il Veneto prima lavorava sulla prevenzione, per esempio per quanto riguarda le droghe. Dal 2018 questo tipo di attività non esistono più nel Bilancio regionale. Allora tutti questi elementi se uno li mette in fila hanno un’intenzione che è unica, quella di abbattere il sistema universalistico. Vi ringrazio tutti.
Chiedo cortesemente alla Consigliera Pellizzari di fungere da scrutatrice, visto che è uscito il precedente scrutatore. Chiedo se vi sono dichiarazioni di voto a questo punto. Sì, la parola al Consigliere Ferro per dichiarazione di voto.
Molto brevemente. Ovviamente la dichiarazione di voto è favorevole, ma direi che è il caso, visto che in questo Consiglio abbiamo approvato più volte mozioni che riguardano la Sanità in cui si chiedeva di convocare o in una Commissione o direttamente in Consiglio i dirigenti regionali per fare il punto sulla situazione, in particolare per quanto riguarda la mancanza di organico, i turni di lavoro, tutto ciò che di illegale ancora transita e sempre più nei nostri… nelle nostre strutture sanitarie e aggiungiamoci anche questo. Io direi che è arrivato il momento di cercare, se non fuggiranno, di fissare un appuntamento per fare il punto sulla situazione per quel che riguarda Padova in maniera particolare e le enormi e gravi carenze e differenze che sono state fatte dalla Regione nei confronti dei nostri cittadini, contro i padovani o quelli che abitano a Padova. Quindi insisto perché le mozioni sono state approvate affinché si arrivi a un confronto in cui si possa evidenziare quali sono le contraddizioni che abbiamo trovato e che abbiamo fatto emergere, così potranno anche difendersi e dire che non è vero, grazie.
Parola al Consigliere Berno per dichiarazione di voto.
Speaker : Consigliere Berno (PD)
Grazie. Naturalmente il Gruppo PD sosterrà questa mozione, che è stata presentata in primis dalla collega Barzon, dal sottoscritto e dal Gruppo consiliare. Credo che sia un tema su cui mi auguro anche, oltre a livello amministrativo, che attraverso anche questo voto del Consiglio dà un segnale importante su un tema che tocca molto, diciamo, l’attuale società ma anche in prospettiva toccherà, come la collega Barzon ha evidenziato, sempre più il futuro della nostra Regione e più in generale anche nel nostro Paese, dato appunto il trend di invecchiamento della popolazione. Credo e spero che questo tema di grande rilievo per il nostro territorio possa essere anche oggetto di confronto della futura campagna elettorale per le Regionali perché ritengo che soprattutto a quel livello si debba in qualche modo confrontarsi sui temi veri del territorio e questa è sicuramente un’emergenza importante e su cui probabilmente anche gli elettori, che in futuro voteranno, dovrebbero avere delle chiarezze sulla progettualità e su come anche le varie forze, speriamo anche nel tempo, anche trovando un equilibrio e anche un accordo, possano effettivamente esprimersi per dare una pronta soluzione anche in linea con quello che è il dispositivo che oggi andiamo a votare. Per cui voteremo favorevolmente naturalmente, ma ringraziando anche il lavoro svolto dalla collega che presiede anche la VI Commissione e quindi anche un tema, diciamo, che è di competenza della sua Commissione, che quindi molto volentieri andiamo a riproporre all’attenzione della nostra città ma più in generale di chi soprattutto ha competenza a livello regionale.
La votazione è chiusa. Votanti: 21; favorevoli: 17; contrari: nessuno; astenuti: 4; non votanti: 2. La mozione è approvata.
Allora, do la parola al Consigliere Roberto Moneta per l’illustrazione della mozione successiva, mozione a sostegno dello sblocco dei lavori per la realizzazione della linea ferroviaria TAV. Parola al Consigliere Moneta, prego.
Speaker : Consigliere Moneta (Forza Italia)
Grazie, Presidente e buonasera a tutti i colleghi Consiglieri. Questa sera vi illustro la mia mozione a sostegno dello sblocco dei lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità.
Leggo la mozione così da identificare in particolare quello che è l’oggetto di interesse.
Ritenuto che l’Unione europea ha deciso di cofinanziare la nuova linea ferroviaria TAV nell’ambito del programma “Connecting Europe Facility”, lo strumento finanziario dell’Unione europea diretto a migliorare le reti europee nel settore dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni con un finanziamento pari al 40% del costo delle opere; dato che il completamento della linea Tav è al momento bloccato dal Governo in attesa delle analisi costi-benefici, che avrebbe dovuto essere eseguita entro novembre 2018 della deadline fissata nel planning dei lavori concordato con l’Unione europea per la concessione di tali finanziamenti, con conseguente attuale rischio di perdere tali fondi; premesso che il costo stimato dal blocco definitivo della TAV, considerando anche gli oneri per la disdetta dei contratti e degli appalti già avviati, si aggira intorno a 3,4 miliardi di euro; considerato che la TAV è un’opera di elevata importanza in quanto riesce a coniugare sviluppo economico e ammodernamento delle reti di collegamento nazionali e internazionali, oltre ad una riduzione dell’impatto ambientale degli attuali sistemi di trasporto; appurato che le Regioni del Nord-Ovest d’Italia hanno un prodotto interno lordo di 549.000 miliardi di euro e che le Regioni del Nord-Est hanno un prodotto interno lordo di 387 miliardi, l’area economica che va da Trieste a Lione passando per Treviso, Venezia, Padova, Verona, Bologna, Milano, Novara e Torino, nell’ultimo anno ha generato un prodotto interno lordo complessivo di oltre 1.200 miliardi di euro, più consistente di quello dell’intera Spagna; dato che la Regione Veneto è un nodo cruciale e strategico dell’economia e del commercio nazionale e come tale necessita di tutte le opere infrastrutturali che possono valorizzare e rendere quest’area più competitiva, soprattutto per le attività legate all’export e ai prodotti locali; visto che il Veneto è una Regione che traina l’economia del nostro Paese, che conta oltre 70 milioni di turisti all’anno e che accoglie due snodi viabilistici fondamentali per il trasporto merci e passeggeri, quindi Padova e… quali Padova e Verona, non può essere tagliata fuori dall’Europa e dal progetto Treno ad Alta Velocità; ritenuto che la TAV sia un’occasione irripetibile di rilancio economico per il Nord Italia, soprattutto per il Veneto, e che tale opportunità vada colta per trainare l’intero Paese e le nostre attività produttive esportando il made in Italy e contribuendo all’aumento del PIL e all’incremento dei posti di lavoro. Tutto ciò premesso il Sindaco e il Consiglio Comunale di Padova, vista l’importanza strategica dell’opera TAV, con impattanti ricadute economiche e logistiche, in particolare per la Regione Veneto e la Provincia di Padova e il Comune di Padova, chiedono al Governo e al Parlamento di adottare le opportune iniziative per consentire lo sblocco delle gare per l’avvio dei lavori definitivi della Sezione transfrontaliera della TAV ottemperando agli impegni internazionali assunti dall’Italia, cioè ratificati con legge del 23 aprile 2014 e legge del 5 gennaio 2017, e procedere senza ulteriori indugi con tutte le iniziative necessarie per il completamento della tratta ferroviaria ad Alta Velocità che collega Padova alle Province limitrofe e il Veneto alle Regioni confinanti.
Tale mia mozione era stata scritta e depositata nel momento in cui il Presidente della Commissione di analisi costi-benefici, il dottor Marco Ponti, aveva minato assolutamente la realizzazione dell’opera della TAV veneta in quanto come… addebitando i costi superiori ai benefici, di tale infrastruttura, proprio nel momento in cui anche il nostro Presidente del Consiglio Conte aveva invece preso atto del fatto che sarebbe costato assolutamente di più bloccare l’opera essendo numerosi gli stralci già appaltati e gli espropri già effettuati. Allo stesso tempo è doveroso ricordare che le battaglie perse con Ferrovie dello Stato da parte della nostra città sono numerose, perché abbiamo avuto proprio da gennaio 2019 la soppressione della Freccia Rossa diretta a Roma e proprio il nuovo Piano Industriale del 2019 da parte di Ferrovie dello Stato ha previsto pochissimi investimenti su Padova. Allo stesso tempo la rete delle infrastrutture italiane delle ferrovie non sembra voler concedere il raddoppio della, della linea verso l’interporto. Tali provvedimenti hanno costituito uno schiaffo alle infrastrutture del Veneto. La Regione e il nostro Comune hanno pertanto un dovere di intervenire e di farsi sentire ad ogni livello delle nostre giurisdizioni, delle nostre Amministrazioni. Il Veneto infatti è una Regione locomotiva del nostro Paese e a causa di assenza di questi investimenti strategici sulle infrastrutture per il trasporto sta perdendo punti importanti di PIL a favore delle Regioni confinanti, come l’Emilia e la Lombardia.
Noi Amministratori locali abbiamo la responsabilità di doverci muovere con rapidità e con forza per scongiurare l’abbandono delle imprese dal nostro territorio. Proprio il Piano Industriale di Ferrovie dello Stato, varato al 10 maggio del 2019, non ha nemmeno messo un centesimo per la programmazione della TAV nella tratta Vicenza-Padova, i cui costi sono stimati attorno a un miliardo e 300 milioni di euro. Al contrario invece per la linea, la tratta Brescia-Vicenza sono stati stanziati ben 6 miliardi. Nessun investimento è stato neppure stanziato per il collegamento ferroviario fra il porto di Venezia e l’interporto di Padova e neppure per il raddoppio del binario Stazione-Interporto, che costerebbe solamente una cifra indicata in 75 milioni di euro e garantirebbe una struttura intermodale fra le più avanzate e innovative d’Europa. Il Corriere della Sera, ovviamente un quotidiano autorevole, negli ultimi mesi ha individuato in Milano, Bologna e Padova i tre vertici del nuovo triangolo industriale italiano. Questo… a questo triangolo sembra però mancare un lato intero in termini di infrastrutture, infatti Padova è dimenticata sia nell’asse Est-Ovest, e quindi quello che ci porta a Milano, sia da Nord a Sud nell’asse che ci porta a Bologna. Fortunatamente nell’ultimo periodo, negli ultimi mesi del 2019, in particolare il 2 ottobre dello scorso anno il Sindaco Giordani ha incontrato i vertici di RFI e di Ferrovie dello Stato con i quali ha convenuto di sottoscrivere un Protocollo d’intesa sugli interventi alle infrastrutture ferroviarie padovane. Successivamente anche la Giunta Regionale ha approvato tale schema di Protocollo d’intesa e al 25 novembre 2019 Regione e Comune da un lato, e RFI e Ferrovie dello Stato dall’altro, si sono messi a un tavolo creando quattro gruppi di lavoro per progredire sia sulla realizzazione della TAV, sbloccando questo nodo significativo per il trasporto delle persone e delle merci, sia per quello che riguarda la programmazione… di questo Protocollo che, la cui scadenza di pubblicazione è stata stabilita al 31 gennaio, quindi nei prossimi giorni, e in questo Protocollo dovranno essere affrontate le tematiche sia dell’Alta Velocità, tratto Vicenza-Padova, sia la realizzazione del nuovo ponte Borgomagno che permetta il traffico veicolare e tramviario in entrambi i sensi di marcia. Altresì dovrà essere affrontato l’ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture della Stazione nell’ottica proprio dell’attraversamento dell’Alta Velocità.
Questi interventi infrastrutturali saranno accompagnati alla riduzione del conflitto attuale fra flussi merci e flusso passeggeri nella tratta Stazione-Interporto prevedendo il raddoppio dei binari. Ora siamo proprio agli sgoccioli del termine che era stato previsto lo scorso anno per la ratifica di questo Protocollo d’intesa e mi auguro e auspico, mi spiace solamente che questa sera non sia presente l’Assessore Micalizzi che si è dato da fare nelle sedi romane e alle discussioni con i vertici di RFI e FS, ma ormai con questa necessità impellente e con tutti i… intervenuti accordi ottenuti ai tavoli di confronto, mi auguro e spero che il Protocollo sia in fase di approvazione congiunta da tutti, da tutti e quattro gli intervenuti, compresa la Regione. Allo stesso tempo però, una volta che verrà approvato il Protocollo d’intesa, dovranno essere reperiti i fondi, reperiti i fondi sicuramente con l’aiuto, già citato inizialmente, del contributo dell’Unione europea ma sicuramente anche con il finanziamento e il sostegno da parte del nostro Governo e del Parlamento. Pertanto ritengo assolutamente indispensabile che la nostra Istituzione comunale si faccia capo e si faccia onere di premurare non solo la Regione ma anche il… l’attuale Governo di consentire lo sblocco di tutte le gare all’avvio dei lavori definitivi per la tratta che concerne Padova-Vicenza, ma anche per la tratta che dovrà collegare in alta velocità Padova e Bologna e non ultimo ovviamente la sezione transfrontaliera della TAV che permetta il collegamento da Kiev a Lione senza interruzioni, come purtroppo oggi accade, grazie.
Grazie, Consigliere. La discussione è aperta. La parola al Consigliere Sangati.
Grazie, Presidente. Penso che sia una tematica importante per cui ringrazio il Consigliere Moneta di aver presentato questa mozione, ecco.
Spesso alla sinistra radicale, e questa accusa la sento anche nei miei confronti, viene spesso detto che c’è un rifiuto ideologico dei vantaggi che porta il progresso e da questo punto di vista la TAV è una tematica calda. Personalmente, anche per quanto riguarda la mia formazione, io penso che un approccio corretto sia quello dei… dell’approccio che valuti i costi e benefici di un’opera, però che valuti anche più di una soluzione, non soltanto, appunto, una sola soluzione, come in questo caso la TAV. Sicuramente la tematica della mobilità è una tematica molto importante, è una tematica anche che mi appassiona, ecco.
Provo a fare un’analisi, sicuramente non sarà un’analisi costi-benefici, però un’analisi del mio punto di vista, quali sono le esigenze del nostro territorio in termini di mobilità sul, sul ferro, ecco. Il Veneto è sicuramente una Regione molto ricca, però ha una struttura un po’ particolare, cioè non ha grandissimi centri cittadini ma una serie di medi centri, comunque di una certa importanza sia da un punto di vista produttivo e sia da un punto di vista della mobilità interna. Penso agli spostamenti tra le varie città per motivi di lavoro, di università, di turismo e quindi, ecco, io penso che questa ricchezza del territorio e questa forte mobilità interna richieda una struttura di mobilità, specie su ferro per le linee, diciamo, medio corte all’interno del territorio, di una certa importanza, ecco.
Parto da quello che c’è sulla linea Padova-Venezia Mestre-Venezia Santa Lucia, una linea che ho fatto e ancora faccio molto spesso per lavoro, una linea che negli ultimi… adesso non mi ricordo esattamente di quando sia l’intervento, comunque nell’ordine di 5, 10 anni fa, ha 4 serie di binari, quindi due andata e due ritorno e i due binari lenti, che son quelli che fanno appunto tutte, tutte le fermate, e i due binari veloci, che vengono utilizzati sia dai treni regionali veloci e sia dai treni a lunga percorrenza. Io penso che questo sia molto importante perché permette su quella linea di avere due treni veloci all’ora e quattro treni lenti all’ora e penso che questo sia lo standard di mobilità che… di cui ha bisogno la nostra Regione e mi auspico uno sviluppo in tal senso e quindi un’analisi costi-benefici, visto che io non ho le capacità complete per fare questa analisi, aspetti sulla tratta Padova-Verona-Brescia-Milano, ecco, comunque su quella linea là, io penso che questa sarebbe una soluzione ottimale per quella linea, cioè la possibilità di avere i treni a lunga percorrenza e di avere dei treni regionali veloci e di avere dei treni lenti, utilizzando quindi i 4 binari come avviene tra, tra Padova e Venezia. Non so se questo, se nella mobilità nella direzione di Bologna abbia senso avere i quattro binari o i due esistenti siano sufficienti, mentre, ecco, penso di dire che la tratta Padova-Castelfranco con il raddoppio del ponte ferroviario, che è in calendario, penso si possa avere già una buona… utilizzo, ecco.
Rispetto a quanto ha detto il Consigliere Moneta, sono perfettamente allineato per quanto riguarda la necessità del raddoppio della linea Padova-Interporto. Sul, ecco… per quanto riguarda l’Alta Velocità, ripeto, i miei forti dubbi, nel senso che io penso che investire solo in Alta Velocità o comunque mettere come priorità l’Alta Velocità non sia una cosa utile alla nostra Regione, ma vada sviluppato in maniera complementare con la necessità di mobilità pendolare tra le varie città della nostra Regione e penso che l’abbandono purtroppo o comunque l’andare molto a rilento della progettazione della metropolitana di superficie sia una cosa che… un errore molto grave della Regione e che questo tema vada ripreso eventualmente assieme allo sviluppo di linee. Ecco, secondo me non va data la priorità all’Alta Velocità ma quanto alle linee di lunga percorrenza assieme anche a una mobilità su treni regionali veloci, ecco. Per cui io penso che serva un approccio un po’ più integrato e che dia meno priorità strettamente all’Alta Velocità, ma veda la mobilità in maniera un po’ più completa, grazie.
Sì, grazie, Presidente. Intanto è un’iniziativa che apprezzo, Consigliere Moneta. Condivido e ritengo fondamentale che anche gli Enti Locali si facciano sentire sull’Alta Velocità. Mi complimento anche con Forza Italia perché ho letto che intende presentarli in altre, in altri Comuni, però devo dire che, Consigliere Moneta, mi lasci fare una battuta, siete rimasti veramente in pochi a sostenere il Cavaliere, per cui penso che sia opportuno che lo facciano anche altre forze politiche, mi faccia fare questa piccola battuta.
Le infrastrutture sono lo scheletro portante del sistema economico e sociale-turistico di un territorio, rinunciando alla TAV si perde in termini di competitività e si rischia la paralisi. Se non perdiamo altro tempo la TAV è un’opera che inciderà e porterà beneficio all’economia del Veneto dal punto di vista dell’ambiente, delle comunicazioni e delle infrastrutture. L’ho detto e scritto diverse volte, tutti noi abbiamo la fortuna di vivere in una delle aree più belle, ricche e produttive del Paese e dell’intera Europa, con problemi ma soprattutto con grandi potenzialità che vanno meglio sfruttate e valorizzate. Il Veneto è uno snodo cruciale e strategico dell’economia nazionale, si trova al centro di due grandi corridoi europei, quello Mediterraneo-Baltico, Sud-Nord, e quello Lisbona-Kiev, Ovest-Est. Si tratta di un unicum a livello italiano e per questo andrebbe valorizzato e non penalizzato, servono opere che possono ulteriormente valorizzare tutta l’area del Nord-Est per renderla maggiormente competitiva. È impensabile che una zona, in cui il turismo attira milioni di turisti l’anno, resti tagliata fuori da un’opera così importante che ci porterebbe fuori dai flussi economici più importanti d’Europa.
Bisogna sostenere con forza l’Alta Velocità per il tratto Brescia-Padova, come quello di Padova verso Bologna dove vergognosamente non se ne parla più e neanche ne parla il Presidente, il Governatore Zaia, che molte volte, vedo, il giorno è impegnato in tweet, e non è stato capace neanche di restituirci il treno - scusi, perché è una vicenda che ho seguito direttamente - diretto e senza fermate intermedie per Roma, che ormai hanno quasi tutte le città contermini, fanno le feste nelle città, e sabato 18 gennaio ero in treno e ho assistito personalmente all’ennesimo incidente che ha paralizzato il traffico ferroviario. La linea Padova-Bologna è una linea obsoleta, non all’altezza delle potenzialità economiche e turistiche del Veneto ed è giunto il tempo di lavorare tutti per dotarla dell’Alta Velocità. Oggi i treni Freccia Rossa e Argento sono costretti a ridurre notevolmente la velocità penalizzando l’utenza che deve partire o recarsi in Veneto.
La linea implementata dalla TAV sarebbe capace come infrastruttura di evitare tra l’altro incidenti, suicidi, che sono tanti purtroppo, e disagi continui ai viaggiatori. Il Mattino mi ha pubblicato una lettera, spero che Zaia l’abbia letta, perché l’economia di questo territorio merita ben altra linea ferrata con Bologna. In generale si sta perdendo del tempo per nulla, si registrano incertezze o inspiegabili disimpegni e la Regione Veneto e i Veneti non se lo possono più permettere. La TAV oggi è molto più importante di trent’anni fa perché meriterebbe… perché fare… perché metterebbe il Veneto e il Nord-Est dell’Italia dentro una rete di comunicazioni che parte dal sud della Spagna e va sino in Cina. Le infrastrutture di trasporto sono state e sono il più grande motore di crescita nella storia dell’uomo, dai Romani in poi, la ripresa anche se lenta dell’economia globale, dei redditi delle popolazioni, sta generando anche un aumento della domanda turistica mondiale. Noi di ENAV lo registriamo tutti i giorni con l’aumento continuo dei dati del traffico aereo generale del Paese, soprattutto nel Nord-Est. Chi avrà le migliori reti di trasporto ferroviario e autostradali e chi avrà i migliori aeroporti e porti godrà dei flussi turistici, logistici ed economici più degli altri. Trasferire una parte del trasporto merci dalla strada alla rotaia ridurrebbe l’inquinamento, la congestione del traffico e, cosa ancora più importante, gli incidenti stradali. La realizzazione della TAV darebbe infine un contributo economico occupazionale importante all’economia della Regione che negli ultimi anni ha perso tanti posti di lavoro, purtroppo. Insomma, il Veneto e l’Italia del Nord-Est aumenterebbero la loro capacità di attrazione di turisti e di investimenti esteri.
Condivido la necessità che anche noi come Consiglio Comunale ci facciamo promotori di un’azione coordinata e congiunta con gli altri Comuni e con la Regione Veneto per chiedere al Governo una risposta chiara, tesa ad evitare altri inutili ritardi che non fanno bene all’economia e al turismo nel nostro territorio. Ho toccato con mano, cari colleghi, direttamente cosa significa stare fuori dal sistema dell’Alta Velocità ferroviaria, quando nei mesi scorsi per delega del Sindaco ho partecipato alla riunione al Ministero dei Trasporti sulla soppressione del Freccia Rossa 1000 Padova-Roma delle 6:32. Ho avuto la contezza che chi ha la fortuna di vivere lungo la linea dell’Alta Velocità tra Milano e Napoli sia un cittadino privilegiato e noi oggi se perdiamo altro tempo rischiamo di diventare, cari colleghi, la ruota di scorta di città come Milano o di Regioni come la Lombardia e l’Emilia Romagna. Il treno è stato cassato, non bisogna arrendersi, è opportuno alzare la voce, bisogna insistere per riaverlo, non è sopportabile che è stato cancellato perché il nostro coincideva nel tratto Bologna-Firenze con l’ennesimo nuovo Freccia Rossa che Trenitalia ha istituito con partenza da Milano verso Roma e Napoli. Devo dire che Zaia ha fatto poco, poteva spendersi di più e meglio su questa triste storia e se oggi abbiamo… subiamo ancora delle penalizzazioni lo si deve, come giustamente ha sostenuto in un suo editoriale del 15 gennaio 2019 il direttore del Mattino di Padova, Paolo Possamai, all’incapacità della politica veneta.
Possamai, parlando della riforma in chiave autonomistica della Regione Veneto, ha fatto notare che da un quarto di secolo in sostanza nulla è avvenuta… è avvenuto e ha sostenuto giustamente che il 2019 doveva essere considerato un anno decisivo per il federalismo per dar corso al risultato del referendum del 22 ottobre del 2017. Non abbiamo registrato passi in avanti, continua nell’editoriale il direttore del Mattino, affermando che è giunto il tempo di fare massa critica affinché il peso specifico dei Veneti sia considerato maggiormente e per tornare al tema dell’Alta Velocità, prendendo come esempio la cancellazione del nostro Freccia Rossa 1000, ha scritto: “Bello sarebbe se le categorie economiche e la politica, prendendo spunto da un’ingiustizia così volgare, fossero capaci di un unitario gesto di protesta verso Trenitalia ma anche verso Governo e Parlamento”.
Spero che anche da questo Consiglio si elevi un gesto unitario di protesta per sollecitare lo sblocco dei lavori per la realizzazione della linea ferroviaria TAV perché questo ritardo rischia di far assumere all’economia e al turismo del Veneto un ruolo marginale rispetto a quello della Lombardia e dell’Emilia Romagna, grazie.
La parola al Consigliere Berno.
Grazie, Presidente. Beh, noi come Gruppo PD non credo sia, come dire, difficile spiegare perché sosterremo questa mozione. La nostra linea in questi anni anche come Partito è sempre stata molto favorevole all’investimento sul ferro e quindi nel creare evidentemente alternative efficienti nel nostro Paese rispetto a quella che è la mobilità via gomma e naturalmente per fare questo sia, diciamo, nell’ambito degli spostamenti per necessità di lavoro, ma anche per spostamenti per necessità turistiche, evidentemente delle linee che siano efficienti e che in poco tempo diventano anche tutto sommato competitive rispetto ai viaggi, diciamo, a mezzo aereo, pensiamo a Roma, pensiamo a Napoli, dove in passato era impensabile raggiungerle su base giornaliera, oggi è abbastanza normale per… anche per motivi di lavoro, non solo di… eventualmente anche partecipazione a una mostra o altri eventi culturali, poterli raggiungere e anche ritornare alla base in una, in una stessa giornata.
Credo che anche per il nostro territorio avere un investimento di questo tipo e rendere efficienti tutte le tratte ci incardini in un contesto, diciamo, europeo dove effettivamente tutto… tutti devono fare la loro parte e anche appunto il nostro Veneto e la nostra città beneficerebbero laddove effettivamente vi fosse una coerenza nell’investimento complessivo. Quindi se da un lato guardiamo con favore a quelle tratte che sono già operative e che effettivamente già, credo, ognuno di noi abbia sperimentato per vari motivi o di lavoro o di turismo, dall’altra ci vien da dire che è tempo che con decisione si vada effettivamente a completare queste opere, sia, diciamo, a monte, da dove vien chiamato anche naturalmente l’intervento al confine, ma naturalmente anche nei tratti locali dove effettivamente non ci siano ancora delle linee perfettamente collegate nelle varie tratte.
Penso anche, che è l’altro aspetto che il nostro Sindaco ha più volte rilevato, che un investimento importante sull’Alta Velocità possa diventare anche, e lo continuiamo a sperare, anche una premessa di riqualificazione del contesto della nostra Stazione. Basti pensare molto semplicemente a chi frequenta Bologna che cosa è diventato. È chiaro che lo scalo di Bologna è molto più importante di Padova, ma pensiamo all’investimento infrastrutturale che è stato fatto a Bologna con, insomma, una notevole accessibilità, moltissimi piani praticamente che servono parallelamente e a vari livelli le varie linee, addirittura con la possibilità di arrivare a piani sotterranei con i taxi, e quindi avere un’accessibilità veramente molto interessante, o penso anche a Torino e ad altri posti dove effettivamente sono state fatte delle stazioni che in qualche modo, oltre a servire l’Alta Velocità, dall’altro sono state anche un’occasione di ammodernamento e di riqualificazione di tutto il contesto intorno.
Quindi è evidente che da un lato ci interessa evidentemente un investimento che ha strettamente a che fare con una sostenibilità che oltre che essere, diciamo, valoriale deve essere anche efficiente e dare delle risposte positive a chi effettivamente fruisce del servizio pubblico, dall’altro possono diventare anche delle occasioni di riqualificazione. Pensiamo appunto ai contesti ad esempio delle stazioni dove effettivamente fare degli interventi anche massicci in termini economici possono diventare un’occasione per rivedere un rione, un contesto e dare anche un segno di modernità a una città come la nostra che sicuramente ne beneficerebbe. Non dimentichiamo anche l’appeal turistico, dato che Padova evidentemente ha anche la vocazione, e lo stiamo pensando anche naturalmente nel contesto di “Padova Urbs Picta”, come effettivamente Padova abbia un potenziale turistico ancora molto inesplorato rispetto ai numeri anche di città vicine e quindi evidentemente anche un collegamento efficiente potrà sicuramente incentivare non solo lo spostamento di auto ma anche a mezzo treno, che resta sempre evidentemente una delle possibilità più interessanti anche per il turismo.
Quindi noi la sosteniamo volentieri e ringrazio il collega Moneta che ha proposto questo testo per il quale, insomma, non abbiamo alcuna perplessità.
La parola al Consigliere Moneta per la replica.
Non voglio dedicare altro tempo per rubarlo alle mozioni che verranno successivamente trattate. Ringrazio invece i colleghi Consiglieri che sono intervenuti in supporto alla mia mozione. Credo che sia appunto nell’interesse di tutti noi migliorare le infrastrutture ferroviarie per le nostre città, quindi per incrementare il turismo, per dare supporto alle aziende, per essere competitivi nel territorio nazionale, ma anche quello in quello internazionale, quindi per non essere tagliati, tagliati fuori dal resto delle Regioni che già beneficiano di questa, sicuramente avanzamento tecnologico che permette di raggiungere più velocemente i posti di lavoro e le città limitrofe. Quindi ringrazio ancora i colleghi.
Grazie. Dichiaro a questo punto aperta la votazione.
Chiedo scusa, c’è una dichiarazione di voto. Allora, annulliamo l’apertura della votazione. La parola al Consigliere Pasqualetto per dichiarazione di voto. Chiedo di annullare l’apertura della votazione, se è possibile.
Allora, chiedo scusa, un Consigliere ha già votato, quindi non è a questo punto, diciamo, semplice, agevole, procedere alla cancellazione. Confermo l’apertura della votazione e chiedo scusa al Consigliere Pasqualetto per essere stato un po’ frettoloso.
La votazione è chiusa. Votanti: 21; favorevoli: 16; contrari: 3; astenuti: 2; non votanti: nessuno. La mozione è approvata.
Allora, adesso all’ordine del giorno abbiamo la mozione successiva relativa alle impegnative per prestazioni residenziali e semiresidenziali a favore di persone disabili giovani e adulte.
Va bene, solo su richiesta del Capogruppo del PD, Consigliere Berno, accordo cinque minuti di sospensione.
La seduta viene sospesa alle ore 21:46 e riprende alle ore 21:53.
Grazie, possiamo riprendere i lavori. La parola al Consigliere Berno che ne ha fatto richiesta, prego.
Presidente, mi sono consultato con i colleghi della maggioranza e vorremmo chiudere i lavori a questo punto per riprendere naturalmente mantenendo per quanto possibile la scaletta delle mozioni per la prossima.
Allora, considerati i… diciamo, considerata l’ora tarda, ecco, e i lavori sin qui fatti, considerata appunto l’approvazione dei sei ordini del giorno, la trattazione dei sei ordini del giorno, ritengo di accogliere la richiesta e la seduta è tolta. Dichiaro che la seduta è tolta, vi ringrazio tutti e buonanotte.

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