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Timestamp: 2020-08-07 12:42:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 6866 del 16/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6866 del 16/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/03/2017, (ud. 27/01/2017, dep.16/03/2017), n. 6866
sul ricorso 23831-2015 proposto da:
B.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ATERNO 9,
presso lo studio dell’avvocato ISABELLA CAPASSO, rappresentato e
difeso dall’avvocato RADAMES COLELLA;
PASQUALE GIOVANNELLI;
avverso la sentenza n. 3216/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata l’11/07/2014;
– B.G. propone un unico motivo di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale ha confermato la sentenza di primo grado, che rigettò la domanda con la quale il medesimo aveva chiesto la condanna della Sarco s.n.c. prima e di C.L. poi (successore a titolo particolare della prima) alla demolizione delle opere (tra l’altro, un muro costruito a ridosso del fondo attoreo) che invadevano la sua proprietà e al risarcimento del danno;
– C.L. resiste con controricorso;
– il difensore del resistente ha depositato memoria, con la quale chiede anche la distrazione delle spese;
– l’unico motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5) è inammissibile, sia perchè non indica le norme di diritto che assume essere state violate (Cass., Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 635 del 15/01/2015), sia perchè non è autosufficiente in quanto non sono trascritti nel ricorso i passaggi salienti della richiamata relazione del C.T.U. dalla quale hanno motivatamente dissentito i giudici di merito (Sez. 1, Sentenza n. 16368 del 17/07/2014), sia perchè il ricorrente non indica – violando così il disposto dell’art. 366 c.p.c., n. 6.
– la sede (fascicoli di parte o di ufficio) nella quale sono rinvenibili gli altri documenti richiamati (Sez. 1, Sentenza n. 16900 del 19/08/2015), sia perchè – in ogni caso – la censura pone in discussione l’accertamento del fatto compiuto dai giudici di merito, accertamento che è insindacabile in sede di legittimità quando come nella specie – la motivazione della sentenza impugnata non è nè apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014);
– va accolta l’istanza di distrazione delle spese avanzata dal difensore del resistente con la memoria illustrativa (in ordine alla tempestività dell’istanza formulata in sede di memoria illustrativa, cfr. Cass., Sez. L, Sentenza n. 12111 del 29/05/2014), con conseguente distrazione delle dette spese, ai sensi dell’art. 93 c.p.c., in favore dell’avv. Pasquale Giovannelli, che ha dichiarato di averle anticipate e di non averle percepite;
Rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3.000,00 (tremila) per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge; dispone la distrazione delle spese così liquidate in favore del difensore del C., avv. Pasquale Giovannelli.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

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 art. 13
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