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Timestamp: 2020-06-05 13:35:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18917 del 28/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18917 del 28/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/07/2017, (ud. 08/06/2017, dep.28/07/2017), n. 18917
sul ricorso 15973-2016 proposto da:
ENEL GREEN POWER S.P.A., – C.F. (OMISSIS), in persona del suo
COMUNE DI SEDILO, – C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco in carica,
avverso la sentenza n. 422/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, dal art. 1 bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; dato atto che il collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata, osserva quanto segue:
Con sentenza n. 422/1/2015, depositata il 21 dicembre 2015, non notificata, la CTR della Sardegna rigettò l’appello proposto da ENEL Green Power S.p.A., c.f. (OMISSIS), nei confronti del Comune di Sedilo avverso la sentenza di primo grado della CTP di Oristano – che aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla società avverso avviso di accertamento ai fini ICI per l’anno d’imposta 2011, relativo a diga cantoniera e ad invaso insistenti sul territorio di detto Comune in quanto carente d’interesse all’impugnazione, non essendo destinataria dell’avviso di accertamento in questione.
Con l’unico motivo la ricorrente denuncia “violazione e falsa applicazione dell’art. 24 Cost., del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2, e artt. 100 ed 81 c.p.c.” in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, rilevando come la CTR abbia erroneamente escluso la sussistenza della propria legitimatio ad causam, nascendo l’interesse all’impugnazione dal fatto di essere stata comunque destinataria, sebbene erroneamente, presso la propria sede legale in (OMISSIS), dell’avviso di accertamento in questione che era diretto invece ad altra società del pari denominata ENEL Green Power S.p.A., contraddistinta però da diverso codice fiscale, che aveva sede legale in (OMISSIS), già estinta, al tempo della notifica dell’atto impositivo, per incorporazione in ENEL Produzione S.p.A.; donde la necessità d’impugnazione dell’atto al fine di evitare la definitività nei propri confronti dell’atto ad essa notificato.
Il controricorrente Comune, eccepita in primo luogo l’inammissibilità dell’avverso motivo di ricorso perchè formulato in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 e non n. 4, trattandosi di error in procedendo, rileva l’artificiosa ricostruzione dei fatti di causa da parte della contribuente, chiedendo valutarsi la sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’art. 96 c.p.c. ai fini della condanna di controparte al risarcimento dei danni da lite temeraria.
La sola carenza del ricorso in relazione al profilo dinanzi menzionato non consente di verificare la sussistenza dei presupposti della mala fede o della colpa grave ai fini della responsabilità della ricorrente, in relazione alla domanda di cui all’art. 96 c.p.c. formulata dall’ente impositore.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento in favore del Comune controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3000,00 per compensi, oltre agli esborsi, liquidati in Euro 200,00, al rimborso delle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, ed agli accessori di legge, se dovuti.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 13
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