Source: http://concordati.ilcaso.it/sezioni/Fallimentare/ultime_pubblicate
Timestamp: 2020-05-25 02:45:24+00:00

Document:
L’esercizio di attività commerciale non prevalente esclude la fallibilità dell’impresa agricola.
Fallimento – Impresa agricola – Esercizio di attività commerciale non prevalente – Esclusione.
Il carattere intensivo dell'allevamento in batteria di pollame non nuoce alla qualificazione dell’attività come agricola, essendo la stessa legata solo alla cura di un ciclo biologico della vita dell'animale o anche di una fase del ciclo stesso, a prescindere dalla quantità di animali allevati e rilevando la vendita delle uova come attività connessa ex art. 2135 c.c. conseguente all’allevamento. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 25 February 2020.
È legittimo che i costi vivi della procedura esecutiva immobiliare siano liquidati dal giudice dell’esecuzione e al fallimento siano attribuite tutte le liquidità recuperate al netto delle spese necessarie per la loro realizzazione sia perché per regola generale ciascun giudice liquida il compenso degli ausiliari che nomina, sia per similitudine all’istituto di cui all’art.42 l.f. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 September 2018.
Anche il concordato preventivo liquidatorio può essere risolto prima della liquidazione di tutti i beni.
Concordato preventivo - Risoluzione per inadempimento anche prima della liquidazione di tutti i beni - Concordato con cessione dei beni e concordato liquidatorio.
Orbene, ritiene il Collegio che detto principio possa estendersi anche al concordato preventivo liquidatorio, attesa la medesimezza della ratio che individua la funzione di tale procedura concorsuale minore nel soddisfacimento non irrisorio dei creditori chirografi, di talché, se emerge l’impossibilità di addivenire a detta soddisfazione anche prima del termine fissato per l’esecuzione del piano, nulla osta alla possibilità di pronunciare la risoluzione per inadempimento.” (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 July 2018.
Fallimento: effetti dell’ammissione al passivo e della sua esecutività nel caso di forme atipiche di cessione del credito.
Cessione del credito - Fallimento del cedente - Ammissione al passivo del cessionario per il credito ceduto - Dichiarazione di esecutività dello stato passivo - Possibilità di escutere successivamente il debitore ceduto - Esclusione.
In caso di cessione di un credito nella quale sia previsto che il cessionario possa discrezionalmente agire, alla scadenza del pagamento, sia verso il debitore ceduto sia verso l’originario creditore cedente (senza quindi necessariamente dover prima escutere il ceduto), in caso di successivo fallimento del cedente, l’avvenuta ammissione al passivo del cessionario per il relativo credito e la dichiarazione di esecutività dello stato passivo impediscono al cessionario medesimo di escutere successivamente il ceduto in quanto, altrimenti, si avrebbe una duplicazione della medesima pretesa creditoria. (Francesco Agostinelli) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 11 June 2018.
Il curatore non può sciogliersi dal preliminare se il promissario acquirente abbia trascritto prima del fallimento.
Preliminare di vendita immobiliare - Facoltà di scioglimento del curatore del promittente venditore - Limiti di esercizio - Trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c. da parte del promissario acquirente - Trascrizione anche della sentenza di accoglimento della domanda - Effetto ostativo - Sussistenza - Fondamento.
Il curatore fallimentare del promittente venditore di un immobile non può sciogliersi dal contratto preliminare ai sensi dell'art. 72 l.fall. con effetto verso il promissario acquirente, se quest'ultimo abbia trascritto prima del fallimento la domanda ex art. 2932 c.c. e successivamente anche la sentenza di accoglimento della stessa, in quanto, a norma dell'art. 2652, n. 2, c.c., detta trascrizione prevale sull'iscrizione della sentenza di fallimento nel registro delle imprese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 May 2018, n. 13687.
Fallimento del datore di lavoro ed effetti sul rapporto di lavoro.
In caso di fallimento del datore di lavoro, salvo che sia autorizzato l'esercizio provvisorio, il rapporto di lavoro entra in una fase di sospensione, sicché il lavoratore non ha diritto di insinuarsi al passivo per le retribuzioni spettanti nel periodo compreso tra l'apertura del fallimento e la data in cui il curatore abbia effettuato la dichiarazione ex art. 72, comma 2, l.fall., in quanto il diritto alla retribuzione non sorge in ragione dell'esistenza e del protrarsi del rapporto di lavoro ma presuppone, in conseguenza della natura sinallagmatica del contratto, la corrispettività delle prestazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 May 2018, n. 13693.
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References: art. 2135
 art. 2932
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 sentenza 
 art. 72