Source: https://www.bassottiepoipiu.org/bassotti-e-poi-piu/statuto/
Timestamp: 2020-06-06 17:41:13+00:00

Document:
Statuto - Bassotti... e poi più Onlus
È costituita l’associazione di volontariato animalista denominata “ BASSOTTI… E POI PIÙ ONLUS ” con sede in Roma, via Casale de Merode n.7; essa si configura quale ente senza scopo di lucro neppure indiretto agendo nei limiti della legge 11 agosto 1991, n.266, è retta dal presente statuto, dagli eventuali regolamenti, approvati secondo le norme statutarie, per meglio definire specifici rapporti associativi e le attività e dalle vigenti norme di legge in materia.
L’Associazione farà uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.
L’associazione svolge attività nel settore della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
L’associazione si prefigge di operare per la tutela, l’aiuto, l’assistenza degli animali abbandonati, malati o sofferenti e la valorizzazione dell’adozione con l’obiettivo di combattere ogni forma di violenza e sfruttamento sugli animali, in particolare quelli domestici, difendendo i loro diritti e sensibilizzando l’opinione pubblica e di perseguire gli obiettivi della legge quadro 281/91 e delle altre leggi (europee, statali, regionali, provinciali e comunali) in materia di prevenzione del randagismo e di protezione degli animali su tutto il territorio nazionale e comunitario.
L’associazione si propone l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale con il divieto di svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
L’associazione potrà garantire la sua collaborazione ad altri enti per la realizzazione di iniziative che rientrano nei propri scopi. Per il migliore raggiungimento degli scopi sociali, l’Associazione potrà, tra l’altro, possedere e/o gestire e/o prendere o dare in locazione beni, siano essi mobili che immobili; fare contratti e/o accordi con altre associazioni e/o terzi in genere.
L’associazione potrà costituire delle sezioni distaccate nei luoghi che riterrà più opportuni, anche all’estero, al fine di raggiungere meglio gli scopi sociali.
L’Associazione garantisce la disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo.
L’attività istituzionale ed il regolare funzionamento delle strutture dovranno essere garantiti, in modo determinante e prevalente, dalle prestazioni volontarie degli aderenti all’associazione, per le quali potranno essere riconosciuti, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, rimborsi e/o indennità per le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, documentati; sarà, inoltre, possibile assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo nel rispetto dei limiti di all’art. 3, comma 4, della L.. 266/91 e assicurandoli contro malattie, infortuni e responsabilità civile verso terzi.
Tutti i soci concorrono, ognuno secondo le proprie capacità, al raggiungimento dei fini statutari e alla crescita dell’ Associazione stessa. I soci non devono svolgere attività contrastanti o incompatibili con i fini della Associazione.
L’ammissione dei soci è libera e il numero degli stessi è illimitato.
La domanda di ammissione deve contenere l’impegno ad osservare il presente statuto, i regolamenti e le disposizioni del Consiglio Direttivo. In caso di diniego espresso, il Consiglio Direttivo è tenuto ad esplicitare la motivazione di detto diniego.
L’iscrizione all’Associazione avviene con il versamento della quota di adesione, stabilita dal Consiglio Direttivo e il rifiuto del Consiglio Direttivo nei confronti del nuovo socio comporta la restituzione della quota eventualmente versata; in aggiunta il socio ammesso dovrà corrispondere un contributo associativo annuo, stabilito di anno in anno dal Consiglio Direttivo.
In nessun caso e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’ Associazione, né in caso di esclusione o di morte dell’associato si può dar luogo alla restituzione di quanto versato all’ Associazione.
Le quote ed i contributi associativi non sono trasmissibili.
Esclusivamente i soci in regola con il pagamento della quota sociale hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo Statuto, di votare direttamente o per delega, di eleggere ed essere eletti negli organi sociali.
I soci sono tenuti a mantenere contatti con gli organi direttivi e a prendere informazioni sulla vita sociale tramite collegamento al sito web dell’associazione e ad altri social network all’uopo designati dal Consiglio Direttivo, al fine anche di ricevere in tempo reale le convocazioni e i verbali delle riunioni.
Il comportamento verso gli altri aderenti ed all’esterno dell’organizzazione, deve essere animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede, onestà e rigore morale, astenendosi da qualsiasi atto che possa nuocere all’Associazione.
ARTICOLO 7 – Categorie dei soci
• Benemeriti.
I soci fondatori sono coloro che partecipano alla costituzione dell’associazione e sono indicati nell’atto costitutivo. Essi sono soggetti al versamento della quota sociale annuale.
I soci ordinari sono coloro ammessi dal Consiglio Direttivo come soci e che abbiano corrisposto le quote sociali annuali.
I soci onorari sono coloro che abbiano particolari benemerenze e in particolare coloro che nel passato hanno ricoperto cariche in seno al Consiglio Direttivo. Sono nominati in via permanente dall’assemblea su proposta del Consiglio e non sono soggetti al pagamento della quota associativa.
I soci benemeriti sono coloro che abbiano mostrato particolare interesse per gli scopi sociali e che, con la loro munificenza, hanno contribuito all’affermazione dell’Associazione. Vengono nominati dal Consiglio Direttivo con validità annuale e non sono soggetti al pagamento della quota associativa.
a) per dimissioni scritte, indirizzate al Consiglio Direttivo: il recesso ha efficacia dalla data della comunicazione da effettuarsi a mezzo raccomandata a.r.;
b) mancato pagamento della quota sociale: la decadenza avviene su decisione del Consiglio Direttivo trascorsi tre mesi (31 marzo) dal mancato versamento della quota sociale annuale;
c) per decadenza e cioè la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;
d) per espulsione nel caso in cui la persona compia atti in violazione delle previsioni dello Statuto, dell’eventuale regolamento nonché delle delibere approvate dagli organi associativi, tenga un comportamento lesivo dell’immagine dell’Associazione, o qualora intervengano gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo. Il Consiglio Direttivo delibera il provvedimento di espulsione, previa contestazione degli addebiti e sentito l’associato interessato, se richiesto dallo stesso. Il provvedimento di espulsione dovrà essere comunicato con lettera raccomandata all’interessato, che potrà ricorrere entro trenta giorni all’Assemblea. In tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione dell’Assemblea entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione;
ARTICOLO 10 – Assemblea generale dei soci
L’ Assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberante dell’Associazione.
L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazione prese in conformità alla legge ed al presente Statuto obbligano tutti gli associati, compresi gli assenti e i dissenzienti.
Essa è presieduta dal Presidente dell’Associazione e, in caso di sua assenza dal Vicepresidente o da un suo delegato. Il Presidente dirige e regola le discussioni e stabilisce le modalità e l’ordine delle votazioni.
Il verbale dell’assemblea è redatto dal segretario in carica ed è consultabile presso la sede sociale o, in sua assenza e per quella sola assemblea, da persona scelta dal Presidente dell’assemblea fra i presenti, il quale nomina anche, se del caso, due scrutatori.
Tutti i soci maggiori di età hanno diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione e hanno altresì il diritto a proporsi quali candidati all’elezione degli organi sociali.
Viene convocata in seduta ordinaria dal Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno entro il 30 aprile, e in seduta straordinaria ogni volta che il Consiglio Direttivo ne ravvisi la necessità.
– su richiesta di almeno due membri del Consiglio Direttivo;
– su richiesta di almeno un terzo degli associati;
– su richiesta dei revisori contabili quando nominati.
La convocazione dell’Assemblea viene effettuata dal Consiglio Direttivo in persona del Presidente, minimo quindici giorni prima, mediante lettera semplice ai soci oppure, in alternativa, mediante comunicazione telematica od infine mediante affissione presso la sede dell’Associazione.
È validamente costituita in prima convocazione se è presente la maggioranza più uno degli aventi diritto; in seconda convocazione e in tutte le successive, almeno un’ora dopo, essa è validamente costituita qualunque sia la presenza dei soci. Le Delibere vengono prese a maggioranza dei presenti, salvo i casi in cui sono richieste maggioranze qualificate. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza degli intervenuti. Nel conteggio della maggioranza dei voti non si tiene conto degli astenuti.
È ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio. Ogni socio non può avere più di tre deleghe.
Per la modificazione del presente Statuto o per deliberare lo scioglimento dell’Associazione occorre il voto favorevole di almeno il settantacinque per cento degli associati intervenuti sia in prima che in seconda convocazione.
Le votazioni avvengono di norma per alzata di mano; su richiesta di almeno un terzo dei soci presenti, si dovranno svolgere a scrutinio segreto.
Hanno diritto di voto tutti i soci maggiorenni e tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa. Ogni aderente all’associazione ha diritto ad un voto, qualunque sia la sua quota di adesione.
È possibile, inoltre, tenere le riunioni dell’Assemblea, con interventi dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati, e ciò alle seguenti condizioni, cui dovrà essere dato atto nei relativi verbali:
– che siano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio/video collegati a cura della associazione, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta
la riunione nel luogo ove saranno presente il Presidente ed il soggetto verbalizzante; dovranno, infine, essere predisposti tanti fogli presenze quanti sono i luoghi audio/video collegati in cui si tiene la riunione.
• discutere e deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni consuntiva e preventiva del Consiglio Direttivo;
• discutere e deliberare sull’eventuale cambio di sede dell’Associazione;
• eleggere i membri del Consiglio Direttivo e i revisori dei conti;
• approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività;
• discutere e deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno;
• deliberare sulla trasformazione, fusione e scioglimento dell’associazione e l’eventuale devoluzione del suo patrimonio;
• nominare il collegio dei revisori dei conti;
ARTICOLO 12 – Composizione e riunioni del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è formato da almeno tre membri, e comunque sempre in numero dispari, nominati dall’assemblea ordinaria.
Tutto il Consiglio Direttivo deve essere composto da soci e dura in carica cinque anni.
Esso elegge nel suo seno: il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario, il Tesoriere ed eventualmente altri incarichi ritenuti utili.
La carica di Vice Presidente è cumulabile con quella di Segretario e Tesoriere.
In caso di dimissioni (scritte indirizzate al Consiglio Direttivo), decesso, decadenza o per esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo (in presenza di gravi motivi o qualora un consigliere non partecipi, senza giustificato motivo, a tre consecutive riunioni o comunque per sei riunioni nell’arco di un anno), si procederà alla sua sostituzione nominando al suo posto chi, tra coloro che, non eletti, abbiano raccolto il maggior numero di voti dopo l’ultimo eletto nelle elezioni del Consiglio. In mancanza di questi sarà nominato dal Consiglio Direttivo tra i soci che si rendano disponibili. I Consiglieri così nominati restano in carica fino alla successiva Assemblea, che ne potrà, per votazione, confermare la carica.
Se viene meno la maggioranza dei Consiglieri, quelli rimasti in carica devono convocare l’assemblea entro trenta giorni perché proceda alla nomina del nuovo Consiglio.
Il Consiglio Direttivo si riunisce sempre in unica convocazione almeno due volte all’anno e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano almeno tre componenti.
Le riunioni del Consiglio Direttivo devono essere convocate dal Presidente mediante avviso scritto, almeno cinque giorni prima, contenente gli argomenti posti all’ordine del giorno. In caso di urgenza la convocazione può avvenire mediante comunicazione telefonica, telegrafica, via fax o posta telematica senza il rispetto del termine sopraddetto. In particolari casi di necessità ed urgenza le consultazioni telefoniche o per posta telematica possono assumere a tutti gli effetti valore di riunioni del C.D. qualora vengano sentiti tutti i membri del Consiglio e vengano ratificate a verbale alla prima riunione successiva da tenersi entro un breve lasso di tempo, ferme restando le maggioranze previste.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente. Le sedute e le deliberazioni del Consiglio sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. I consiglieri sono tenuti a mantenere la massima segretezza sulle discussioni e decisioni consiliari. Soltanto il Consiglio con specifica delibera ha facoltà di rendere note quelle deliberazioni per le quali sia opportuno e conveniente dare pubblicità all’esterno. Il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti è invitato alle riunioni del Consiglio con facoltà di parola, ma senza diritto di voto. Il Consiglio Direttivo, qualora lo ritenga opportuno, potrà invitare, a scopo consultivo, alle sue riunioni persone particolarmente competenti sugli argomenti da discutere.
• predisporre i regolamenti e le norme di funzionamento dell’Associazione da sottoporre a delibera assembleare;
• deliberare su qualsiasi questione riguardante l’attività dell’associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;
• deliberare l’ammontare delle quote associative da sottoporre all’assemblea;
• provvedere ad inoltrare le opportune richieste di contributi allo Stato, Regione, Provincia, Enti Locali e quanti altri possano contribuire a sostenere le finalità dell’Associazione;
• delibera in merito al reperimento del personale necessario allo svolgimento delle attività organizzate dall’Associazione;
• tenere i libri sociali previsti dalla normativa vigente.
Le funzioni dei membri del Consiglio Direttivo potranno essere rimborsate delle spese incontrate nell’espletamento dell’incarico.
ARTICOLO 14- Compiti del Presidente
ARTICOLO 15 – Segretario dell’Associazione
Il Tesoriere cura la gestione amministrativa dell’associazione e ne tiene idonea contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone il bilancio consuntivo e quello preventivo accompagnandoli da apposita relazione.
La sua istituzione è riservata alla competenza dell’Assemblea straordinaria che lo elegge. Detto organo sarà comunque istituito qualora l’Associazione versi in una delle condizioni che ne rendano obbligatoria la nomina, ai sensi delle disposizioni di legge in materia e, in particolare, ai sensi dell’art. 25 del d.lgs. N. 460/1997 e successive modifiche.
• esprimere, se richiesti, pareri di legittimità su atti di natura amministrativa e patrimoniale;
• controllare la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza dei bilanci alle scritture contabili predisponendo una relazione al bilancio consuntivo da presentare all’assemblea che approva il documento.
ARTICOLO 18 – Patrimonio dell’associazione
Il patrimonio dell’associazione è costituito da ogni bene mobile ed immobile che pervenga all’associazione a qualsiasi titolo, nonché da tutti i diritti a contenuto patrimoniale e finanziario della stessa. Il patrimonio ed i mezzi finanziari sono destinati ad assicurare l’esercizio dell’attività sociale;
È fatto divieto all’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni di volontariato legge 266/91 che per statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
È fatto obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione dell’Associazione esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
Sono escluse in quanto considerate in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione:
a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l’organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell’organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonché alle società da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a condizioni piùfavorevoli in ragione della loro qualità. Sono fatti salvi, nel caso delle attività svolte nei settori di cui ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i vantaggi accordati a soci, associati o partecipanti ed ai soggetti che effettuano erogazioni liberali, ed ai loro familiari, aventi significato puramente onorifico e valore economico modico;
In caso di scioglimento dell’Associazione per qualunque causa, il patrimonio deve essere devoluto obbligatoriamente ad altre organizzazioni di volontariato che operino in identico o analogo settore ai sensi dell’art. 5 comma 4 legge 266/91 non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
ARTICOLO 19 – Responsabilità dell’organizzazione
L’associazione può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale dell’ente stesso.
ARTICOLO 20 – Risorse economiche dell’associazione
Le risorse economiche dell’associazione provengono:
• da introiti di manifestazioni e da raccolte pubbliche effettuate in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
ARTICOLO 21 – Bilanci
L’esercizio sociale inizia il 1° gennaio di ogni anno e termina il 31 Dicembre. Per ogni esercizio dovrà essere predisposto un bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’assemblea ordinaria dei soci entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Entro i quindici giorni precedenti la data dell’annuale assemblea ordinaria dei soci, il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e del bilancio preventivo del successivo esercizio, da sottoporre all’approvazione della stessa assemblea.

References: ARTICOLO 7

ARTICOLO 10

ARTICOLO 12

ARTICOLO 14

ARTICOLO 15

ARTICOLO 18

ARTICOLO 19

ARTICOLO 20

ARTICOLO 21