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REGIONE DEL VENETO. POR Competitività regionale e occupazione parte FESR Piano di comunicazione - PDF
REGIONE DEL VENETO. POR Competitività regionale e occupazione parte FESR Piano di comunicazione
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1 REGIONE DEL VENETO POR Competitività regionale e occupazione parte FESR Piano di comunicazione Comitato di Sorveglianza del 20/06/2012 1
3 INDICE 1. Analisi di contesto Introduzione al Piano di Comunicazione Politica di comunicazione UE Documento strategico della Regione del Veneto Riferimenti normativi del Piano di Comunicazione Continuità con l esperienza Quadro strategico della comunicazione Responsabilità dell Autorità di Gestione Obiettivi strategici Obiettivi operativi Destinatari delle azioni di comunicazione Soggetti esterni coinvolti nelle azioni di comunicazione Messaggi di comunicazione Stile e approccio Valutazione dei rischi possibili Attività di comunicazione e di informazione Identità visiva, logo, uso della bandiera e dell emblema UE Pubblicità Materiale promozionale Pubblicazioni illustrative e informative 27 3
4 3.5 Attività nelle Istituzioni scolastiche e nelle Università Relazioni con i media Eventi pubblici Lancio del POR Attività informativa annuale Network e scambio di esperienze Prodotti audiovisivi e multimediali Sito internet, ufficio informazioni, help-desk Riepilogo delle attività di informazione e pubblicità Tempistica Valutazione e monitoraggio Principali indicatori di impatto Indicatori di realizzazione e di risultato Notifica del Piano di Comunicazione Budget indicativo Conclusioni 55 4
5 1. Analisi di contesto Nel generale contesto di crescita modesta che caratterizza negli ultimi anni l economia italiana, il Veneto si conferma come una delle regioni di punta dell economia nazionale: nel 2006 il Pil regionale è aumentato del 2,1 per cento rispetto all 1,9 della media italiana. Negli ultimi decenni il Veneto, con una superficie di Kmq. suddivisa in sette province, ha visto un incremento di popolazione abitanti con una leggera prevalenza di femmine (circa in più dei maschi) che ha determinato, soprattutto nella parte centrale della Regione, il verificarsi di un intensa urbanizzazione che ha trasformato i paesi e i piccoli centri di campagna in una sorta di città diffusa, mentre le grandi città capoluogo, le aree montane e la bassa pianura padana si caratterizzano per il loro progressivo spopolamento. La crescita della popolazione veneta è riconducibile più al flusso migratorio da Paesi extracomunitari o da Paesi entrati da poco a far parte dell Unione Europea, che non da un incremento della natalità. Tale fenomeno va a compensare il progressivo invecchiamento della popolazione, il cui tasso di occupazione secondo i dati del è pari al 64%, nettamente superiore alla media nazionale e in linea con quello della UE-15, ma lontano di oltre 5 punti percentuali dall obbiettivo di Lisbona (70%). A livello di genere, tra i disoccupati prevale la componente femminile, anche se la situazione regionale risulta decisamente positiva rispetto alla media nazionale. L evoluzione del mercato del lavoro ha comportato, anche nel Veneto, una modificazione dello scenario. La quota dei lavoratori atipici (dipendenti a tempo determinato, dipendenti a tempo indeterminato che lavorano secondo un articolazione parziale dell orario, lavoratori autonomi part-time) è infatti andata aumentando, tanto che il Veneto è oggi una delle regioni nelle quali il mercato del lavoro è più flessibile. Il modello di sviluppo veneto è caratterizzato da un accentuato policentrismo, con una fitta distribuzione di insediamenti produttivi e di centri urbani e una miriade di piccole e medie imprese (circa ) localizzate anche nell entroterra. Le limitate dimensioni aziendali e una produzione manifatturiera a medio e basso contenuto tecnologico, dove la componente di ricerca scientifica è meno rilevante di quella necessaria in settori a più alta intensità tecnologica, ha come conseguenza che gli investimenti in R&ST abbiano valori più bassi rispetto alla media nazionale. Anche così si spiega lo scarso tasso di iscrizioni universitarie nelle facoltà scientifiche e il basso numero di brevetti high-tech depositati. Volendo sintetizzare un analisi, utile per l attuazione di un Piano di Comunicazione, possiamo indicare come punti di forza del contesto veneto: - la dinamica della popolazione in progressivo aumento - l accentuato fenomeno migratorio con effetti di riduzione dell età media della popolazione, dovuto alle opportunità lavorative presenti in regione 5
6 - il tasso di occupazione superiore alla media nazionale, la crescita del PIL e il valore aggiunto pro-capite - una rete diffusa di sedi e sezioni staccate di Università, con punte di eccellenza a Padova e Venezia per le facoltà scientifiche e Verona per la medicina I più significativi punti di debolezza del sistema possono invece essere così individuati: - domanda di insediamenti produttivi con rilevanti problemi di accessibilità, di mobilità e ambientali con conseguente peggioramento della qualità della vita - alto tasso di disoccupazione femminile - tasso di occupazione ancora lontano dal target di Lisbona - perdita di competitività per effetto della globalizzazione dei mercati - bassi investimenti in R&ST - basso livello medio di preparazione scolastica e scarse iscrizioni alle facoltà scientifiche dell Università Panorama dei media. Se l analisi del contesto socioeconomico è essenziale per individuare una strategia di interventi che trovi poi riscontro in un Piano di Comunicazione, merita particolare attenzione anche il panorama dei mezzi d informazione presenti sul territorio. Ebbene, il policentrismo veneto si caratterizza anche nei mezzi d informazione. In ogni provincia esistono due o più quotidiani locali (tenendo presente anche il fenomeno delle free press) mentre, dopo la decadenza del Gazzettino, che fino agli anni Settanta copriva l informazione di tutto il Veneto, manca un quotidiano regionale di forte penetrazione locale, come avviene nelle altre regioni italiane con La Stampa in Piemonte, il Corriere della Sera in Lombardia, Il Messaggero nel Lazio, Il Resto del Carlino in Emilia Romagna, etc. La conseguenza di questo stato di cose è che il cittadino veneto ha una conoscenza approfondita e capillare su ogni aspetto della cronaca e delle attività sociopolitiche ed economiche della propria provincia, ma non ha una adeguata informazione d insieme degli accadimenti e della politica della regione. I quotidiani veneti sono 10 (compreso Il Gazzettino che conta dieci redazioni locali), ai quali si aggiungono 11 edizioni locali di free - press e 3 edizioni del Corriere del Veneto inserite nel Corriere della Sera, oltre a un edizione settimanale dedicata all economia del Triveneto da parte de Il sole 24 Ore. 6
7 Tiratura di alcuni quotidiani a livello locale (anno 2007) QUOTIDIANI TIRATURA (copie giornaliere) Il Sole 24 Ore NE Il Gazzettino Arena di Verona Il Giornale di Vicenza Il Mattino di Padova La Tribuna di Treviso La Nuova Venezia Il Corriere delle Alpi TOTALE Assai variegato anche il panorama dell informazione radiofonica e televisiva con 24 emittenti radiofoniche e 25 televisioni locali che si aggiungono all informazione dei telegiornali regionali della RAI. 7
8 Dati Auditel di alcune emittenti locali Media ascolti giornalieri (anno 2007) gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Totale GOLD TELEPADOVA ANTENNA TRE NORD EST RETE VENETA RETE NORD TELENUOVO TELECHIARA TELENORDEST TELEALTO VENETO TELEARENA TELEREGIONE - RADIO ITALIA TV TELEVENEZIA TVA VICENZA CANALE ITALIA
9 Copertura ADSL. A livello nazionale, a settembre 2006 la copertura ADSL ha raggiunto l'88%, ma circa 6 milioni di cittadini e imprese sono a rischio di digital divide perché residenti in aree dove i collegamenti a banda larga possono essere realizzati solo attraverso costosi collegamenti dedicati o soluzioni satellitari, non disponendo di ADSL. Il digital divide tocca la maggior parte delle regioni, a prescindere dal loro potenziale economico. Nel caso del Veneto, i Comuni coperti dalla banda larga risultano essere 317 su 581, con una percentuale del 54, 56% (fonte Telecom Italia 2007). Un recente studio promosso dalla Regione Veneto ha messo in luce che l'87% delle imprese con più di tre addetti utilizza Internet (89% dato Italia) e che il 63% è dotato di connessione a banda larga (61% dato Italia). Inoltre il 72% delle imprese venete che utilizzano internet dispone di una connessione a banda larga. E' emerso, infine, che per le imprese venete i maggiori ostacoli all'adozione della banda larga sono rappresentati soprattutto dalla mancanza di copertura, e solo limitatamente dalla percezione di scarsa utilità o per ragioni di costo elevato. Fonte: nostre elaborazioni su dati Telecom 9
10 1.1 Introduzione al Piano di Comunicazione In ottemperanza con le decisioni della Commissione Europea per migliorare la comunicazione con i cittadini attraverso un approccio strategico, coordinato e di lungo termine, al fine di illustrare al grande pubblico il ruolo determinante dell Unione Europea e del conseguente valore aggiunto assicurato dal sostegno comunitario al Programma Operativo, l Autorità di Gestione ha stilato questo Piano di Comunicazione in applicazione del Regolamento (CE) 1828/2006 per il Programma Operativo Regionale (POR) Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione parte FESR ( ), approvato dalla Commissione Europea con decisione CE (2007) 4247 del 07/09/2007. In quest ottica il Piano redatto dall Autorità di Gestione illustra la comunicazione relativa ai sei Assi Prioritari del Programma Operativo Regionale. Poiché il Piano va inteso in progress e andrà quindi adattato e rivisto nel corso degli anni, assumono un importanza determinante la Valutazione e il Monitoraggio delle azioni intraprese per permettere all Autorità di Gestione di affinare o correggere la propria strategia, al fine di ottenere la massima efficienza sia nella comunicazione sia nella trasparenza. 1.2 Politica di Comunicazione dell UE L informazione e la comunicazione riguardanti la programmazione devono interpretare e rispecchiare il rinnovato impegno dell Unione Europea nel perseguire l obiettivo di una costante e adeguata informazione dei cittadini della UE sul funzionamento delle Istituzioni dell Unione, in modo da svilupparne la conoscenza, l interesse e la partecipazione alle questioni europee e quindi avvicinarli maggiormente all Unione, accrescendo in tal modo la democrazia, la trasparenza e l efficacia delle azioni intraprese. In questo senso va letto e interpretato il Piano D (Democrazia, Dialogo, Dibattito) avviato dalla Commissione Europea, COM (2005) 494 definitivo, che invita a fornire una comunicazione più dettagliata e approfondita delle attività della UE affinché i cittadini abbiano una maggiore e più approfondita conoscenza delle politiche della UE. Il Piano D si relaziona al Piano d Azione della Commissione relativo al miglioramento della comunicazione in Europa, all interno del quale sono indicate le misure specifiche che la Commissione adotterà per ottimizzare la presentazione delle proprie attività al mondo esterno. Il rinnovato impegno della Commissione Europea nei confronti della comunicazione non può prescindere da una intelligente azione di partenariato. A tal fine il Libro Bianco sulla Politica di Comunicazione Europea, COM (2006) 35 definitivo, si rivolge a tutti gli attori chiave, comprese le autorità nazionali, regionali e locali all interno degli Stati membri, i 10
11 partiti politici europei e la società civile in generale, come si sottolinea nel paragrafo che recita: è responsabilità del governo, a livello nazionale, regionale e locale, consultare e informare i cittadini sulla politica pubblica incluse le politiche europee e il loro impatto sulle persone nella vita quotidiana e dare luogo a forum per dare vita a questo dibattito. Per dare un volto all Unione Europea e una più chiara identità pubblica è necessario aiutare i cittadini a entrare in collegamento con l Europa e fare sì che abbiano un flusso costante di informazioni se si vuole che percepiscano la dimensione europea delle tematiche comuni L impegno della UE per un incremento qualitativo e quantitativo della comunicazione e della trasparenza è ribadito dalla normativa sulla Politica di Coesione nel Regolamento (CE) 1083/2006 e nel Regolamento (CE) 1828/ Documento strategico della Regione del Veneto Il Regolamento generale sulla Politica di Coesione comunitaria per il periodo prevede un approccio programmatico strategico e un raccordo organico della Politica di Coesione con le strategie nazionali degli Stati membri. L Italia ha presentato all Unione Europea un Quadro Strategico Nazionale con l obiettivo di indirizzare le risorse della Politica di Coesione. Nelle Linee guida, approvate dall intesa del 3 febbraio 2005, Stato, Regioni ed Enti locali hanno deciso di cogliere l occasione del Quadro per consolidare e completare l unificazione della programmazione delle politiche regionali, comunitaria e nazionale, al fine di realizzare un più forte raccordo di queste con le politiche nazionali ordinarie. In questa cornice la Regione del Veneto ha predisposto un proprio Documento Strategico Regionale che è stato presentato al partenariato e adottato dalla Giunta Regionale nel dicembre Da ultimo la Regione del Veneto ha predisposto il proprio Programma Operativo Regionale (POR) Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Parte FESR ( ), approvato dalla Commissione Europea con decisione CE (2007) 4347 del 07/09/2007. Questo documento, che ha come obiettivo generale Rendere la Regione più attraente per le imprese e i cittadini, individua sei Assi di Priorità la cui dotazione finanziaria è rappresentata dalla seguente tabella: 11
12 Piano di finanziamento del Programma Operativo Regionale ASSI PRIORITARI CONTRIBUTO COMUNITARIO CONTROPARTE NAZIONALE FINANZIAMENT O TOTALE Asse prioritario 1 Innovazione ed economia della conoscenza Asse prioritario 2 Energia Asse prioritario 3 Ambiente e valorizzazione del territorio Asse prioritario 4 Accesso ai servizi di trasporto e di telecomunicazioni di interesse economico generale Asse prioritario 5 Azioni interregionali ed euroregione Asse prioritario 6 Assistenza tecnica TOTALE Riferimenti normativi del Piano di Comunicazione Tutte le attività di comunicazione e di informazione previste dal Piano di Comunicazione sono da attuarsi nel rispetto dei seguenti riferimenti normativi: - Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell 11 luglio 2006, recante le disposizioni generali sul Fondo Europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione che abroga il Regolamento (CE) n. 1260/ Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione dell 8 dicembre 2006 che stabilisce le modalità di applicazione del Regolamento (CE) 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale 12
13 - QSN Italia , confermato con decisione della Commissione Europea C (2007) 3329 del 13/07/ POR Obiettivo competitività e occupazione - parte Fesr della Regione del Veneto, adottato dalla Commissione Europea con decisione (CE) 4247 del 7 settembre Legge 7 giugno 2000 n. 150, Disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni - Legge regionale 10 agosto 2001 n. 18 Istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato regionale per le comunicazioni - Delibera della Giunta Regione del Veneto n del 07/06/2005 Disposizioni in materia di coordinamento dell attività di comunicazione e informazione della Giunta Regionale - Delibera della Giunta Regione del Veneto n del 4 dicembre 2007, Elementi per la predisposizione del Piano di Comunicazione Le azioni informative nei confronti dei potenziali beneficiari verranno attuate nel rispetto dell art. 5 del Regolamento di Attuazione (laddove specifica che l Autorità di Gestione deve assicurare la massima diffusione dei Programmi Operativi, compresi i dettagli finanziari, e che i potenziali beneficiari siano dettagliatamente informati), dell art. 5.3 (l Autorità di Gestione deve coinvolgere nelle attività di informazione e pubblicitarie anche altre organizzazioni e agenzie, in accordo con le leggi e le normative nazionali) e dell art. 7 (che stabilisce le azioni informative e pubblicitarie minime che l Autorità di Gestione deve adottare). Questo insieme di norme fornisce un quadro completo per l attuazione di un coerente progetto di informazione e comunicazione, tenendo inoltre presente che l art. 69 del Regolamento CE 1083/2006 detta gli obiettivi principali e il target dei destinatari della comunicazione in relazione alla Politica di Coesione. 1.5 Continuità con l esperienza Gran parte delle Misure attuative del DOCUP Obiettivo 2 ( ) può essere ricondotta alle priorità del POR Competitività Regionale e Occupazione ( ) la cui architettura poggia su esperienze consolidate nel corso della Programmazione precedente. Questa ha raggiunto risultati soddisfacenti in termini di realizzazioni finanziarie e fisiche che in molti casi, hanno superato i livelli-obiettivo di riferimento. Preso atto delle realizzazioni effettuate, il Piano di Comunicazione della Regione Veneto si basa sull esperienza precedente, avendo però ben presenti le raccomandazioni della Commissione Europea che, a partire dal 2005, ha elaborato, con il Piano D, COM (2005) 494 definitivo, una serie dettagliata di misure specifiche per migliorare le modalità di comunicazione con i cittadini. 13
14 Scopi e obiettivi. La pubblicità e l informazione, studiate, realizzate e fornite nel corso della Programmazione , hanno avuto come obiettivi chiave: - Valorizzare il ruolo e le finalità dei Fondi Strutturali e facilitarne la comprensione evidenziando nel contempo il contributo determinante dell Unione Europea - Un informazione puntuale e dettagliata rivolta ai cittadini, a gruppi- chiave e ai media sia sui programmi specifici sia sui progetti avviati con il supporto dei Fondi Strutturali - Assicurarsi che tutti i beneficiari fossero informati sui requisiti e sulle procedure, comprese quelle sull informazione e la pubblicità - Garantire la trasparenza negli interventi dei Fondi e nei processi di valutazione per l assegnazione dei Fondi stessi Mezzi di comunicazione e target. Gli strumenti adottati dal Piano di Comunicazione sono stati suddivisi tra attività legate a forme di comunicazione tradizionali, utili per raggiungere i beneficiari finali delle informazioni (Amministrazioni Pubbliche, associazioni di categoria, consorzi, organizzazioni professionali, ONG, parti economiche e sociali, soggetti privati, etc.) e attività legate a forme di comunicazione più innovative. Realizzazione. In rapida sintesi, oltre ai numerosi comunicati stampa emessi direttamente dall Autorità di Gestione attraverso la Direzione Comunicazione e Informazione della Regione Veneto, gli strumenti usati sono stati: - La stampa nazionale, locale e di categoria per la pubblicazione dei Bandi relativi alle singole misure, comunicati informativi dell esistenza delle iniziative legate al DOCUP Ob. 2, pubblicizzazione dell esistenza dei Bandi. - Cartellonistica e manifesti con informazioni di carattere generale per stimolare i soggetti interessati a ricercare presso altre fonti le notizie dettagliate sulle azioni pubblicizzate. - Informazioni attraverso il circuito delle sale cinematografiche, con messaggi appositamente studiati per essere adeguati alla natura del luogo utilizzato per la veicolazione della comunicazione. A supporto di questa azione sono state utilizzate hostess, appositamente istruite, per la distribuzione di depliant informativi sul DOCUP Ob. 2 e per fornire informazioni sulle modalità di accedere ai finanziamenti. - Informazioni mediante il circuito dei Centri Commerciali. Nei maxischermi posizionati all interno dei maggiori Centri Commerciali sono state diffuse notizie afferenti il DOCUP Ob. 2 e sono stati distribuiti depliant in postazioni fisse (meeting point) di richiamo, oltre a una distribuzione mobile in punti strategici. 14
15 - Informazioni mediante il sistema di Telenews negli scali aeroportuali in considerazione del dato che il traffico passeggeri negli aeroporti di Verona e Venezia è stimato in più di di unità, per la maggior parte professionisti e imprenditori. - Informazione mediante la pubblicità nelle stazioni ferroviarie. L azione è stata studiata al fine di aumentare il livello di conoscenza degli obiettivi dei Fondi Comunitari con informazioni orientate a un pubblico vasto e differenziato, tenuto conto che i treni regionali e metropolitani sono un mezzo utilizzato da oltre persone. - Informazione tramite il circuito delle emittenti radiofoniche private e nazionali. L articolazione della rete radiofonica del Veneto è tra i più importanti e capillari sistemi informativi. E stata quindi attivata una metodologia comunicativa che ha previsto una diffusione generalizzata delle possibilità offerte dagli interventi comunitari, e quindi interventi più mirati con messaggi specifici e una informazione più dettagliata. - Informazione mediante il sito Internet della Regione Veneto. La Regione del Veneto, dopo avere operato un restyling del proprio sito Internet adeguandolo alle prescrizioni ministeriali e averlo reso accessibile anche ai non vedenti, ha inserito nella macroarea ECONOMIA la pagina relativa ai Programmi Comunitari ove sono reperibili tutte le informazioni relative al DOCUP Ob. 2. Alla voce BANDI, già dalla homepage, sono stati inseriti tutti i bandi relativi ai finanziamenti di cui alle rispettive misure. Grazie a una convenzione col quotidiano economico più diffuso in Europa, i Bandi relativi alle misure dell obiettivo 2 sono stati inseriti anche sul sito de Il Sole 24 Ore. - Convegno illustrativo. Il via al Progetto di Comunicazione è stato dato attraverso l organizzazione di un Convegno illustrativo delle iniziative legate al DOCUP Ob. 2 ( ), un evento di alto spessore che ha coinvolto imprenditori, istituzioni di riferimento, associazioni coinvolte, media, personalità accademiche e ospiti istituzionali. Il Piano di Comunicazione è stato realizzato con lo slogan Comunichiamo senza barriere. Valutazione dei risultati. Nel corso della programmazione non sono state realizzate specifiche e sistematiche attività di monitoraggio e valutazione focalizzate sul gradimento per l appartenenza all UE, sulla percezione dei benefici di questa appartenenza nonché sull efficacia delle campagne pubblicitarie e promozionali realizzate. L Autorità di Gestione ha tuttavia effettuato nel corso del 2007 un sondaggio on-line, avvalendosi delle funzionalità del sito internet del Tavolo di Partenariato, dal quale emerge una valutazione nel complesso positiva delle attività di comunicazione e informazione realizzate per il DOCUP Ob. 2 ( ). I risultati di tale sondaggio, 15
16 illustrati sinteticamente nel grafico sottostante, indicano come oltre il 72% delle risposte abbiano espresso un giudizio più che sufficiente sulle attività realizzate. Fonte: sondaggio effettuato sul sito internet del Tavolo di Partenariato Lezioni apprese. Nonostante la mancanza di analisi specifiche, l esperienza maturata nel periodo permette di trarre alcune indicazioni utili per il periodo di programmazione In primo luogo emerge la necessità, per l Autorità di Gestione, di dare vita a un Team di Comunicazione per coordinare tutte le attività di pubblicità e comunicazione e per assicurare maggior sinergia e coerenza tra le attività in atto e quelle a livello progettuale. Per quanto riguarda gli interventi specifici, l attività informativa negli aeroporti, così come la cartellonistica e le grandi affissioni, hanno dimostrato un impatto inferiore alle aspettative probabilmente a causa della scarsa penetrazione di tali mezzi in relazione alla specifica materia da promuovere. In altre parole tali mezzi sono efficaci nel promuovere un messaggio semplice e immediato (un prodotto, una marca ecc.) e non un messaggio più articolato come quello legato all attuazione del POR; il risultato è quello di richiamare solo l indirizzo internet dove sono contenuti documenti e informazioni più approfondite, con un impatto comunicativo estremamente modesto. Infine da un sondaggio effettuato a seguito del convegno di chiusura del DOCUP Ob. 2 ( ) e di avvio del POR CRO FESR ( ), al quale hanno aderito circa il 25% dei partecipanti al convegno stesso, è emersa la maggiore efficacia degli strumenti informatici (internet, newsletter, ecc.) rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali quali la pubblicità sui quotidiani e sulle radio. Alcuni risultati del sondaggio sono illustrati nei seguenti grafici. 16
17 Fonte: sondaggio effettuato sul sito internet del Tavolo di Partenariato Fonte: sondaggio effettuato sul sito internet del Tavolo di Partenariato Fonte: sondaggio effettuato sul sito internet del Tavolo di Partenariato 17
18 Fonte: sondaggio effettuato sul sito internet del Tavolo di Partenariato 18
19 2. Quadro strategico della comunicazione Come previsto dall art. 69 del Regolamento (CE) 1083/2006, l Autorità di Gestione ha tra i propri compiti quello di fornire, sul Programma Operativo e le operazioni finanziarie ad esso connesse, tutte le informazioni utili e di pubblicizzarle. A tal fine saranno attuate tutte le attività di promozione e pubblicità che si riterranno utili per sensibilizzare e informare i cittadini dell Unione Europea e i beneficiari sia sulle opportunità offerte dal Programma Operativo, sia sulle modalità di accesso ai contributi. I risultati conseguiti saranno poi adeguatamente evidenziati allo scopo di valorizzare il ruolo della Comunità Europea e assicurare la trasparenza in merito all intervento dei Fondi. 2.1 Responsabilità dell Autorità di Gestione. Secondo quanto disposto dall art. 60 del Regolamento (CE) n. 1083/2006, l Autorità di Gestione deve, tra l altro, garantire il rispetto degli obblighi in materia di informazione e pubblicità previsti dall art. 69 del medesimo Regolamento. L Autorità di Gestione è responsabile altresì della strategia, dei contenuti e della realizzazione del Piano di Comunicazione in accordo con il Regolamento (CE) 1828/2006. L art. 2 del Regolamento di Attuazione fissa punti precisi che il Piano di Comunicazione deve contenere e rispettare per raggiungere risultati ottimali: - gli obiettivi e i gruppi di destinatari - la strategia e la sostanza degli interventi informativi e pubblicitari destinati ai beneficiari potenziali, ai beneficiari e al pubblico, tesi a sottolineare ed evidenziare l importanza dell intervento della Comunità a livello nazionale, regionale e locale - il budget indicativo per la realizzazione del Piano - i dipartimenti o gli enti amministrativi responsabili della sua attuazione - la metodologia di come gli interventi informativi e pubblicitari saranno valutati in termini di comprensibilità del Programma Operativo e dell importanza del ruolo svolto dalla Comunità Europea L Autorità di Gestione si avvale della collaborazione della Direzione Comunicazione e Informazione, conformemente a quanto previsto nel par del POR; a tal fine costituisce un Team di Comunicazione composto dall Autorità di Gestione, dal Dirigente della Direzione Comunicazione e Informazione e da personale interno ed esterno all Amministrazione in possesso di un comprovato background nel settore dell informazione, organizzazione di eventi e giornalismo, come pure di programmi UE, con il compito di seguire la gestione e l esecuzione delle azioni previste dal Piano stesso. 19
20 L Autorità di Gestione si potrà avvalere di un esperto responsabile dei rapporti con i media che farà parte del Team di Comunicazione. L Autorità di Gestione attuerà inoltre controlli sulle misure pubblicitarie dei progetti e di tutti gli altri aspetti del Programma. Responsabili della Comunicazione sono: Autorità di Gestione referente pro tempore ing. Carlo Terrabujo tel Dirigente Direzione Comunicazione e Informazione referente pro tempore dr.ssa Francesca Del Favero tel Obiettivi strategici Il Piano di Comunicazione, rispettando le regole Comunitarie e recependo i suggerimenti della Commissione Europea, deve corrispondere agli obiettivi della strategia regionale per la programmazione, indicati nel Documento Strategico Regionale - Programmazione dei Fondi Strutturali allegato alla Dgr n del 08/11/2005. In tale documento si evidenzia, tra l altro, come il Veneto sconti, nel confronto con altre regioni europee industrializzate, una ridotta specializzazione nei settori ad elevata tecnologia, conseguenza di un attività innovativa meno intensa che altrove, dovuta sia alle ridotte dimensioni delle imprese sia ai ritardi strutturali, come per esempio la banda larga che lascia scoperte larghe zone del territorio regionale (cfr. cap. 1 Analisi di contesto). Di qui l importanza e la grande valenza che assume il POR parte FESR obiettivo Competitività Regionale e Occupazione non solo per raggiungere gli obiettivi specifici della politica regionale per l innovazione, articolata su tre livelli (le filiere dell innovazione, i distretti produttivi, i processi innovativi), ma anche per evidenziare, nei confronti della popolazione del Veneto, il ruolo determinante che l Unione Europea svolge per la modernizzazione del sistema produttivo e per accrescere l occupazione, con le conseguenti ricadute positive per un generale miglioramento della qualità della vita. Gli obiettivi strategici del Piano di Comunicazione, seguendo le indicazioni dell art. 69 del Regolamento (CE) 1083/2006 e conformemente a quanto indicato nel documento Elementi per la predisposizione del Piano di Comunicazione approvato con DGR n del 04/12/2007 e presentato al Comitato di Sorveglianza del 07/12/2007, sono dunque quelli di valorizzare l impatto positivo dell Unione Europea sulla vita quotidiana dei cittadini, come si evince dalla Politica di Coesione , informando il più 20

References: art. 5
 art. 5
 art. 7
 art. 69
 art. 69
 art. 60
 art. 69
 art. 2
 art. 69