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Timestamp: 2019-01-16 10:47:42+00:00

Document:
Statuto dell'Istituto Italiano Zen Soto Shobozan Fudenji
Parole chiave: Costituzione, Istituto, Rappresentativo, Interessi morali, Interessi patrimoniali, Comunità religiosa buddhista, Diritti patrimoniali, Titolarità
Istituto Italiano Zen Soto Shobozan Fudenji. Statuto.
Art. 1. Natura rappresentativa dell'Ente
1. L'Istituto Italiano Zen Soto Shobozan Fudenji è il soggetto giuridico rappresentativo degli interessi morali e patrimoniali della Comunità religiosa di fede Buddhista che ha come centro il Tempio di tradizione Zen Soto di Shobozan Fudenji, sito in Salsomaggiore Terme, ove è stabilita anche la sede dell'Istituto.
2. L'ordinamento religioso della Comunità è regolato da norme interne, in conformità alla disciplina fissata dall'Autorità ecclesiastica giapponese della Scuola Zen Soto e secondo le indicazioni dell'Abate fondatore del Tempio di Fudenji e dei suoi successori.
Art. 2. Funzioni e patrimonio
1. L'Istituto è titolare di tutti i diritti patrimoniali della Comunità, ne amministra i beni, ne promuove lo sviluppo e la rappresenta in tutti i rapporti giuridici, politici e sociali.
Art. 3. Governo dell'Ente
L'Istituto è retto da un Presidente e da un Consiglio di amministrazione eletti dall'Assemblea dei rappresentanti della Comunità, secondo le norme del presente Statuto.
Art. 4. Identificazione della Comunità religiosa: principi e scopi
1. La Comunità di Fudenji è una formazione sociale originaria di carattere religioso, costituita per testimoniare la forza salvifica del Risveglio e la fede nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha.
2. La vita della Comunità si ispira ai fondamenti specifici della Tradizione Zen Soto, espressi dai seguenti principi:
- Tradizione. La tradizione è l'impegno costante nel tramandare la prassi di Giustizia (Dharma, giapp. Shobo) di Shakyamuni Buddha, testimoniata dai successivi Patriarchi in quanto immediata comunione spirituale (i shin den shin);
- Dottrina. A partire dalla prassi di Giustizia direttamente tramandata dal Buddha
e dai Padri (busso tanden), l'insegnamento e disciplina trasmessi sono quelli della Meditazione come espressione mediata-immediata del cuore del Risveglio (shikantaza)
e dello Spirito che è proprio un Unico Corpo (soku shin ze butsu);
- Oggetto di reverenza e di culto. In primo luogo Buddha Shakyamuni viene onorato insieme ai due Patriarchi Kósó Jóyó Daishi (Dogen Zenji) e Taiso Josai Daishi (Keizan Zenji). Altre immagini di santi e patriarchi della tradizione buddhista o di
altre tradizioni sono comunque accettabili;
- Fondamenti pratici. Basandosi sui principi enunciati nello Shushogi («I principi dell'Esercizio della Realizzazione»), i fondamenti essenziali pratici sono l'unità della Meditazione e dei Precetti (zen-kai ichinyo) e l'identità dell'Esercizio e della Realizzazione (shosho funi);
- Liturgia e riti. Le cerimonie ed il rituale si conformano strettamente agli insegnamenti di Buddha Shakyamuni e dei due Fondatori e si accordano generalmente con quanto stabilito dalla tradizione dei due Templi Giuda giapponesi di Daihonzan Eiheiji e Daihonzan Sojiji, ispiratori di ogni Tempio e della sua fede, tenendo comunque conto della tradizione e delle differenti consuetudini religiose e culturali, sia sociali che individuali;
- Pratici e missione. I sacerdoti, i monaci ed i fedeli fanno propri i principi così evocati e li realizzano e proteggono con spirito e fede. La loro osservanza consiste nel:
- realizzare una vasta e profonda comprensione dell'Insegnamento del Buddha
e dei due Fondatori;
- sviluppare una vasta e profonda comprensione del Dharma, il che significa perfezione gradualmente quanto subitamente moralità, concentrazione e saggezza (kai jo e), negli Otto Sentieri e nelle Sei Perfezioni;
- educare ed istruire altri custodi della luce del Dharma e persone capaci di attiva missione.
Art. 5. Rapporti con le altre fedi
1. L'oggetto dell'educazione Zen, come si esprime nei principi sopra evocati, non è in alcun modo in contraddizione, né si pone come alternativa a nessuna fede, credo, costume religioso o culturale.
2. Come orientamento generale, non si propone di fornire alternative alle fedi o ai costumi religiosi tradizionali di un individuo o di un popolo, ma piuttosto di indicare l'attitudine a guardare semplicemente e direttamente alla vera natura dell'esperienza umana.
Art. 6. Membri effettivi e semplici iscritti alla Comunità
1. Possono iscriversi alla Comunità tutti coloro, cittadini italiani o stranieri, che condividono i principi sopra enunciati. Sono membri effettivi della Comunità coloro che, regolarmente iscritti, hanno ricevuto l'ordinazione a discepolo laico da un sacerdote a ciò abilitato nell'ambito della Tradizione Zen Soto. È concessa l'iscrizione e la permanenza nella Comunità anche a coloro che non hanno ricevuto tale ordinazione.
Art. 8. Diritti e doveri degli iscritti alla Comunità
2. Tutti gli iscritti alla Comunità contribuiscono alla nomina dell'Assemblea dei rappresentanti della Comunità di cui all'art. 9 dello Statuto. Possono essere nominati rappresentanti soltanto i membri effettivi della Comunità di cui all'art. 6.1. dello Statuto.
Art. 10. Formazione dell'Assemblea
9. I sacerdoti ed i monaci che ricoprono gli incarichi per la conduzione del monastero di Fudenji nominano tre loro rappresentanti e ne danno comunicazione scritta al Presidente.
Art. 18. Presidente onorario
Qualora l'Assemblea decida di designare un Presidente onorario, per l'autorevolezza della persona ed i meriti guadagnati al servizio della Comunità, il Presidente onorario partecipa all'Assemblea dei rappresentanti della Comunità e viene consultato dal Presidente e dal Consiglio per le decisioni più importanti che riguardano la vita della Comunità.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 10

Art. 18