Source: https://nunziospano.com/2018/12/16/seguito-della-richiesta-di-annullamento-in-autotutela-di-alcune-delibere-della-giunta-municipale-di-bronte-proposta-da-4-consiglieri-comunali-qui-si-parla-della-transazione-con-bonaventura-salvatore/
Timestamp: 2020-08-08 00:21:35+00:00

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Seguito della richiesta di annullamento in autotutela di alcune delibere della giunta municipale di Bronte, proposta da 4 consiglieri comunali. Qui si parla della transazione con Bonaventura Salvatore | Nunzio Spanò da Bronte
Seguito della richiesta di annullamento in autotutela di alcune delibere della giunta municipale di Bronte, proposta da 4 consiglieri comunali. Qui si parla della transazione con Bonaventura Salvatore
Pubblicato il 16/12/2018 da Nunzio Spanò
Continuiamo ad analizzare le richieste di annullamento in autotutela di alcune delibere della giunta municipale di Bronte, presentate dai 4 consiglieri comunali.
Oggi analizziamo la delibera n. 149 del 23.11.2018 avente per oggetto: “ approvazione proposta di transazione tra il Sig. Bonaventura Salvatore e il Comune di Bronte”, la quale viene approvata dagli assessori Messina Gaetano, Chetti Liuzzo e Di Francesco Ernesto, assenti il Sindaco Graziano Calanna e l’assessore Di Mulo Giuseppe.
Il contenzioso nasce ben 24 anni fa, ai tempi dell’amministrazione Zappia, ed a seguito del decreto ingiuntivo n. 3988 emesso dal Presidente del Tribunale di Catania in data 18.10.1994 con il quale veniva ingiunto al Comune di Bronte di pagare a favore del Sig. Bonaventura Salvatore la somma di € 36.730,57 ( lire 71.120.307) oltre spese legali e accessori. Il Comune di Bronte proponeva opposizione al decreto ingiuntivo con atto di citazione datato 16.11.1994.
Il Tribunale di Catania accoglieva l’opposizione del Comune di Bronte e con la sentenza 760/2002 revocava il decreto ingiuntivo n. 3988/94, condannando Bonaventura Salvatore al pagamento a favore del Comune di Bronte.
Bonaventura fa ricorso in appello della citata sentenza e la relativa Corte d’Appello con la sentenza n. 1150/2009 dichiara la nullità’ della sentenza 760/2002 e rimette le parti al primo Giudice.
Da rilevare che tale contenzioso fino ad ora ha già toccato ben tre amministrazioni comunali, Zappia, Leanza e Firrarello.
Si arriva al 2012 con la sentenza n. 2879 del Tribunale di Catania in cui il Giudice revoca il decreto ingiuntivo 3988 del 18.10.1994 e condanna Bonaventura al pagamento delle spese processuali.
In data 8.3.2013 Bonaventura impugna la citata sentenza 2879 con atto d’appello n. 351/2013 del R.G.
Ad oggi risulta ancora pendente il giudizio, quindi il contenzioso e’ aperto e legalmente può’ essere proposta la transazione tra le parti.
Infatti in data 23.5.2018 il Sig. Bonaventura propone la definizione transattiva di un contenzioso che ad oggi ha maturato ben 24 anni di tempo dalla notifica del primo decreto ingiuntivo.
Da rilevare che in tale contenzioso nel frattempo si e’ aggiunta la quarta amministrazione comunale del Sindaco Graziano Calanna dopo quelle di Zappia, Leanza e Firrarello.
Con la delibera della Giunta Municipale n. 149 del 23.11.2018 le parti sottoscrivono un atto transattivo per il 50% della sorte capitale pari ad € 18.356,29 oltre ad € 1.100,00 delle spese legali liquidate nella sentenza n. 2879/2012 del Tribunale di Catania.
Quindi il Sig. Bonaventura deve versare nelle casse comunali l’importo complessivo di € 19.456,29.
Da notare un passaggio da parte dei 4 consiglieri comunali nella richiesta di annullamento in autotutela, loro scrivono:” dalla delibera di giunta 149/2018 si da seguito alla richiesta di accordo transattivo, proposto in data 23.5.2018 dal Sig. Bonaventura Salvatore. Che tale proposta prevede il dimezzamento del rimborso delle spese legali, dovute dal richiedente all’amministrazione comunale, per un importo che si riduce da € 36.712,58 a 18.356,29, pari al 50% del ristoro legale, previsto dalla sentenza 2879/2012, per l’attività di contenzioso legale sostenuta nei confronti del richiedente”, in effetti non e’ cosi’ in quanto le spese legali ammontano ad € 1.100,00 come indicato in delibera mentre nell’esposizione della richiesta chi legge può’ capire ben altri numeri.
Tutto ciò’ per chiarire ai cittadini ciò’ che succede all’interno del palazzo comunale.
Vedi delibera 149 del 23.11.2018
http://www.comune.bronte.ct.it/Repository/bronte/Documenti/2018/id_9221/delibera_di_giunta_n._149_del_23-11-2018.pdf

References: sentenza 
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