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Timestamp: 2019-11-12 15:03:14+00:00

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RS 0.518.522 Protocollo aggiuntivo dell’8 giugno 1977 alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali (Protocollo II) (con All.)
(Protocollo II)
Approvato dall’Assemblea federale il 9 ottobre 19811
Ricordando che i principi umanitari consacrati nell’articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 19491 costituiscono il fondamento del rispetto della persona umana nel caso di conflitto armato che non presenti un carattere internazionale,
Ricordando del pari che gli strumenti internazionali relativi ai diritti dell’uomo offrono alla persona umana una protezione fondamentale,
Sottolineando la necessità di assicurare una migliore protezione alle vittime dei conflitti armati in questione,
Ricordando che, nei casi non previsti dal diritto in vigore, la persona umana resta sotto la salvaguardia dei principi di umanità e delle esigenze della pubblica coscienza,
Titolo I Campo d’applicazione
1. Il presente Protocollo, che sviluppa e completa l’articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 19491 senza modificarne le condizioni attuali di applicazione, si applicherà a tutti i conflitti armati che non rientrano nell’articolo 1 del Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali (Protocollo I)2, e che si svolgono sul territorio di un’Alta Parte contraente fra le sue forze armate e forze armate dissidenti o gruppi armati organizzati che, sotto la condotta di un comando responsabile, esercitano, su una parte del suo territorio, un controllo tale da permettere loro di condurre operazioni militari prolungate e concertate, e di applicare il presente Protocollo.
1. Il presente Protocollo si applicherà a tutte le persone colpite da un conflitto armato quale definito nell’articolo 1, senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione o la credenza, le opinioni politiche o di altro genere, l’origine nazionale o sociale, il censo, la nascita o altra condizione, o qualsiasi altro criterio analogo (in seguito chiamati «distinzione di carattere sfavorevole»).
Art. 3 Non intervento
1. Nessuna disposizione del presente Protocollo potrà essere invocata per attentare alla sovranità di uno Stato o alla responsabilità del governo di mantenere o di ristabilire l’ordine pubblico nello Stato, o di difendere l’unità nazionale e l’integrità territoriale dello Stato con tutti i mezzi legittimi.
2. Nessuna disposizione del presente Protocollo potrà essere invocata per giustificare un intervento, diretto o indiretto, quale che ne sia la ragione, in un conflitto armato o negli affari interni o esterni dell’Alta Parte contraente sul cui territorio avviene detto conflitto.
Titolo II Trattamento umano
Art. 4 Garanzie fondamentali
1. Tutte le persone che non partecipano direttamente o non partecipano più alle ostilità, siano esse private o no della libertà, hanno diritto al rispetto della persona, dell’onore, delle convinzioni e delle pratiche religiose. Esse saranno trattate in ogni circostanza con umanità e senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole. È vietato di ordinare che non ci siano sopravvissuti.
le violenze contro la vita, la salute e il benessere fisico o psichico delle persone, in particolare l’omicidio, così come i trattamenti crudeli quali la tortura, le mutilazioni o ogni genere di pene corporali;
le pene collettive;
gli atti di terrorismo;
gli oltraggi alla dignità della persona, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti, lo stupro, la prostituzione forzata e qualsiasi offesa al pudore;
la schiavitù e la tratta degli schiavi sotto qualsiasi forma;
il saccheggio;
la minaccia, di commettere gli atti suddetti.
dovranno ricevere una educazione, compresa l’educazione religiosa e morale, secondo i desideri dei loro genitori o, in assenza di questi, delle persone che ne hanno la custodia;
saranno prese tutte le misure appropriate per facilitare la riunione delle famiglie temporaneamente divise;
i fanciulli di meno 15 anni non dovranno essere reclutati nelle forze armate o gruppi armati, né autorizzati a prendere parte alle ostilità;
la protezione speciale prevista nel presente articolo per i fanciulli di meno di 15 anni continuerà ad essere loro applicata anche se essi, malgrado le disposizioni del comma c, prendono parte direttamente alle ostilità e vengono catturati;
saranno prese misure, se necessario e, sempre che sia possibile, con il consenso dei genitori o delle persone che, in virtù della legge o della consuetudine, ne hanno la custodia a titolo principale, per trasferire temporaneamente i fanciulli dalla zona in cui sono in corso le ostilità verso una zona più sicura del paese, e per farli accompagnare da persone responsabili della loro sicurezza e del loro benessere.
Art. 5 Persone private della libertà
1. Oltre a quelle contenute nell’articolo 4, saranno, come minimo, osservate le seguenti disposizioni nei confronti delle persone private della libertà per motivi connessi con il conflitto armato, siano esse internate o detenute:
i feriti e i malati saranno trattati conformemente all’articolo 7;
le persone indicate nel presente paragrafo riceveranno viveri e acqua potabile nella stessa misura della popolazione civile locale, e beneficeranno di garanzie di salubrità e d’igiene, e di protezione contro i rigori del clima e i pericoli del conflitto armato;
saranno autorizzate a ricevere soccorsi individuali o collettivi;
potranno praticare la propria religione e ricevere a loro richiesta, se questo risulta possibile, un’assistenza spirituale da parte di persone che esercitano funzioni religiose, quali i cappellani militari;
beneficeranno, se debbono lavorare, di condizioni di lavoro e di garanzie simili a quelle di cui gode la popolazione civile locale.
2. Coloro che sono responsabili dell’internamento o della detenzione delle persone cui si riferisce il paragrafo 1 rispetteranno, in tutta la misura delle loro possibilità, le seguenti disposizioni nei confronti delle persone stesse:
salvo il caso in cui gli uomini e le donne di una stessa famiglia sono alloggiati insieme, le donne saranno custodite in locali separati da quelli degli uomini e saranno poste sotto la sorveglianza immediata di donne;
le persone cui si riferisce il paragrafo 1 saranno autorizzate a spedire e a ricevere lettere e cartoline, il cui numero potrà essere limitato dall’autorità competente che lo ritenga necessario;
i luoghi d’internamento e di detenzione non saranno situati in prossimità della zona di combattimento. Le persone indicate nel paragrafo 1 saranno sgombrate quando i luoghi in cui sono internate o detenute diventano particolarmente esposti ai pericoli derivanti dal conflitto armato, sempre che il loro sgombero possa effettuarsi in sufficienti condizioni di sicurezza;
dette persone beneficeranno di assistenza sanitaria;
la loro salute e la loro integrità fisica o psichica non sarà compromessa da azioni od omissioni ingiustificate. Di conseguenza, è vietato di sottoporre le persone indicate nel presente articolo ad un intervento medico che non sia motivato dal loro stato di salute e non sia conforme alle norme sanitarie generalmente riconosciute e applicate in circostanze mediche analoghe alle persone che godono della libertà.
3. Le persone che non rientrano nel paragrafo 1, ma la cui libertà sia limitata in un modo qualsiasi per motivi connessi con il conflitto armato, saranno trattate con umanità conformemente all’articolo 4 e ai paragrafi 1 a, e, d e 2 b del presente articolo.
Art. 6 Azione penale
1. Il presente articolo si applicherà all’azione penale e alle condanne di reati connessi con il conflitto armato.
le norme di procedura disporranno che l’imputato deve essere informato senza indugio dei particolari del reato a lui addebitato, e assicureranno all’imputato stesso, prima e durante il processo, tutti i diritti e mezzi necessari alla sua difesa;
nessuno potrà essere condannato per azioni o omissioni che, secondo la legge, non costituivano reato al momento della loro commissione. Non potrà, del pari, essere irrogata alcuna pena più grave di quella che era applicabile al momento della commissione del reato. Se, dopo la commissione del reato, la legge prevede l’applicazione di una pena più lieve, il reo dovrà beneficiarne;
nessuno potrà venir costretto a testimoniare contro sé stesso o a confessarsi colpevole.
Titolo III Feriti, malati e naufraghi
Art. 7 Protezione e cure
Art. 8 Ricerche
Quando le circostanze lo permettono, specialmente dopo un fatto d’armi, saranno presi senza indugio tutti i provvedimenti possibili per ricercare e raccogliere i feriti, i malati e i naufraghi, proteggerli dalle spoliazioni e dai maltrattamenti e assicurare loro le cure appropriate, come pure per ricercare i morti, impedirne la spoliazione e sistemarli decorosamente.
Art. 9 Protezione del personale sanitario e religioso
1. Il personale sanitario e religioso sarà rispettato e protetto. Riceverà tutto l’aiuto possibile nell’esercizio delle sue funzioni, e non sarà costretto ad attività incompatibili con la sua missione umanitaria.
Art. 10 Protezione generale della missione medica
1. Nessuno sarà punito per avere esercitato una attività di carattere medico conforme alla deontologia, quali che siano stati le circostanze o i beneficiari dell’attività stessa.
Art. 11 Protezione delle unità e mezzi di trasporto sanitari
Art. 12 Segno distintivo
Il segno distintivo della croce rossa, della mezzaluna rossa o del leone e sole rosso, su fondo bianco, sarà, sotto il controllo dell’autorità competente interessata, portato dal personale sanitario e religioso, e inalberato dalle unità e mezzi di trasporto sanitari. Esso dovrà essere rispettato in ogni circostanza. Non dovrà essere impiegato abusivamente.
Art. 13 Protezione della popolazione civile
Art. 14 Protezione dei beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile
Art. 15 Protezione delle opere e installazioni che racchiudono forze pericolose
Art. 16 Protezione dei beni culturali e dei luoghi di culto
Senza pregiudizio delle disposizioni della Convenzione dell’Aja del 14 maggio 19541 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, è vietato compiere atti di ostilità diretti contro i monumenti storici, le opere d’arte o i luoghi di culto che costituiscono il patrimonio culturale o spirituale dei popoli, e di utilizzarli in appoggio allo sforzo militare.
Art. 17 Divieto del trasferimento forzato di persone civili
1. Il trasferimento della popolazione civile per motivi connessi con il conflitto non potrà essere ordinato, salvo il caso in cui lo esigano la sicurezza delle persone civili o ragioni militari imperiose. Se un tale trasferimento dovesse essere effettuato, saranno prese tutte le misure possibili affinché la popolazione civile sia accolta in condizioni soddisfacenti di alloggio, di salubrità, d’igiene, di sicurezza e di alimentazione.
Art. 18 Società di soccorso e azioni di soccorso
1. Le società di soccorso situate nel territorio dell’Alta Parte contraente, quali le organizzazioni della Croce Rossa (Mezzaluna Rossa, Leone e Sole Rossi) potranno offrire i propri servigi onde assolvere i loro compiti tradizionali nei riguardi delle vittime del conflitto armato. La popolazione civile può, anche spontaneamente, offrirsi per raccogliere e curare i feriti, i malati e i naufraghi.
2. Quando la popolazione civile soffre di privazioni eccessive per mancanza di approvvigionamenti essenziali alla sua sopravvivenza, come i viveri e i rifornimenti sanitari, saranno intraprese, con il consenso dell’Alta Parte contraente, azioni di soccorso in favore della popolazione civile, di carattere esclusivamente umanitario e imparziale e svolte senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole.
Art. 19 Diffusione
Il presente Protocollo sarà aperto alla firma delle Parti delle Convenzioni sei mesi dopo la firma dell’Atto finale e resterà aperto durante un periodo di dodici mesi.
Art. 21 Ratifica
Art. 22 Adesione
Il presente Protocollo sarà aperto all’adesione di ogni Parte delle Convenzioni non firmataria del presente Protocollo. Gli strumenti di adesione saranno depositati presso il depositario.
1. Ogni Alta Parte contraente potrà proporre emendamenti al presente Protocollo. Il testo di ogni emendamento proposto sarà comunicato al depositario che, dopo consultazioni con tutte le Alte Parti contraenti e con il Comitato internazionale della Croce Rossa, deciderà se convenga convocare una conferenza per esaminare l’emendamento proposto.
1. Nel caso che un’Alta Parte contraente denunzi il presente Protocollo, la denunzia avrà effetto soltanto sei mesi dopo la ricezione dello strumento di denunzia. Tuttavia, se allo scadere dei sei mesi, la Parte denunciante si trova nella situazione indicata nell’articolo 1, la denunzia non avrà effetto che alla fine del conflitto armato. Le persone che siano state oggetto di una privazione o di una restrizione della libertà per motivi connessi con il conflitto stesso continueranno nondimeno a beneficiare delle disposizioni del presente Protocollo fino alla loro liberazione definitiva.
Il depositario informerà le Alte Parti contraenti nonché le Parti delle Convenzioni, siano esse firmatarie o no del presente Protocollo:
delle firme apposte al presente Protocollo e degli strumenti di ratifica e di adesione depositati conformemente agli articoli 21 e 22;
della data in cui il presente Protocollo entrerà in vigore conformemente all’articolo 23;
delle comunicazioni e dichiarazioni ricevute conformemente all’articolo 24.
Art. 27 Registrazione
1. Dopo la sua entrata in vigore, il presente Protocollo sarà trasmesso a cura del depositario al Segretariato delle Nazioni Unite per essere registrato e pubblicato, conformemente all’articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite1.
2. Il depositario informerà anche il Segretariato delle Nazioni Unite di tutte le ratifiche e adesioni ricevute nei riguardi del presente Protocollo.
L’originale del presente Protocollo, di cui i testi arabo, cinese, francese, inglese, russo e spagnolo sono egualmente autentici, sarà depositato presso il depositario, che farà pervenire copie certificate conformi a tutte le Parti delle Convenzioni.
Le riserve, dichiarazioni e obbiezioni non sono pubblicate nella RU. I testi francese e inglese possono essere consultati sul sito Internet del Comitato internazionale della Croce Rossa: http://www.icrc.org/dih.nsf/WEB?OpenNavigator oppure ottenuti presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.
In base ad una dichiarazione della Repubblica Popolare Cinese del 14 apr. 1999, il Prot. è applicabile dal 1° lug. 1997 alla Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong.
In base ad una dichiarazione della Repubblica Popolare Cinese del 31 mag. 1999, il Prot. è applicabile dal 20 dic. 1999 alla Regione amministrativa speciale (RAS) di Macao.
c Il Prot. non vale per Nioue né per Tokelau.
RU 1982 1432; FF 1981 I 901
1 Art. 1 cpv. 1 lett. b del DF del 9 ott. 1981 (RS 518.52).
2 RU 1982 1432, 1983 610, 1984 569, 1985 604, 1986 1444, 1987 1037, 1989 785, 1991 228 2066, 2005 1211, 2006 4695, 2009 3957, 2012 115, 2014 2413 e 2018 2769. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
RU 1982 1432

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 21

Art. 22

Art. 27
 Art. 1