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Timestamp: 2019-10-13 21:00:15+00:00

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SINISTRO STRADALE-RISARCiMENTO DANNI-CONCORSO DI COLPA-RIDUZIONE CAPACITA’ LAVORATIVA-DISOCCUPAZIONE GIUVANILE-LIQUIDAZIONE DEL DANNO
SINISTRO STRADALE-RISARICMENTO DANNI-CONCORSO DI COLPA-RIDUZIONE CAPACITA’ LAVORATIVA-DISOCCUPAZIONE GIUVANILE-LIQUIDAZIONE DEL DANNO
Quanto al primo motivo, si osserva che la esclusione del danno patrimoniale in un soggetto ventenne, ma non ancora occupato, che subisce una menomazione psicofisica del 70% di invalidità, costituisce la violazione del principio del diritto alla riparazione integrale del danno da illecito, nella specie da circolazione, allorchè tale posta risarcitoria sia stata dedotta e provata, con lo accertamento della compromissione della attività di guadagno in relazione all’età della vittima, cui è preclusa la concorrenzialità lavorativa. In tale senso anche il recentissimo arresto di questa sezione, con la sentenza 29 luglio 2014 n. 17219, che esamina una diversa fattispecie di donna lavoratrice, cinquantaduenne, esigendo una specifica prova, per il lucro cessante, non solo del pensionamento anticipato ma anche delle prospettive di sviluppo di carriera
Sentenza 7 novembre 2014, n. 23791
1. Con citazione del 5 marzo 2001 C.V. conveniva dinanzi al tribunale di BRINDISI il conducente della moto yamaha Q. S. e la sua assicurazione RAS e ne chiedeva la condanna in solido al risarcimento dei danni relativi allo incidente avvenuto il (OMISSIS) sulla statale n. (OMISSIS), allorchè la moto del convenuto ebbe a tamponare il ciclomotore su cui viaggiava. Resisteva l’assicuratrice, restava contumace il conducente assicurato. Veniva espletata prova orale e consulenza medico legale.
2. Il tribunale con sentenza del 13 gennaio 2005 accoglieva parzialmente la domanda, dichiarando il pari concorso di colpa e liquidava i danni condannando i convenuti in solido ed anche alla rifusione delle spese di lite.
4. La Corte di appello di Lecce con sentenza del 5 gennaio 2011, dopo aver disposto consulenza medico legale, in accoglimento per quanto di ragione degli appelli: riconosceva il maggior concorso di colpa, al 70%, a carico del Q., riliquidava i danni tenuto conto della valutazione data dalla nuova ctu, ma accoglieva il gravame dello assicuratore escludendo la voce di danno per la perdita della capacità lavorativa specifica sul rilievo che il giovane, poco più che diciottenne al tempo dello incidente non lavorava nè aveva dato la prova della futura attività lavorativa.
5. CONTRO la decisione ricorre C.V. deducendo cinque motivi di censura. Le controparti non hanno svolto difese, pur essendo state citate a mezzo posta in data 8 marzo 2012.
6. Il ricorso merita accoglimento per il primo ed il quarto motivo, assorbiti gli altri e la cassazione è con rinvio. Per chiarezza espositiva si offre dapprima una sintesi dei motivi ed a seguire le ragioni di accoglimento.
Nel quarto motivo si deduce omessa motivazione sul perchè la Corte non abbia in alcun modo considerato le dichiarazioni dei testi (omissis) escussi alla udienza di primo grado.
6.2. RAGIONI DELLO ACCOGLIMENTO. Preliminarmente deve rilevarsi la infondatezza della quinta censura diretta ad invalidare l’appello della RAS, sul rilievo che la sentenza di appello a ff 6, con una valutazione giuridica e fattuale ha esaminato la procura conferita al difensore in calce all’atto di citazione notificato in prime cure, ed ha considerato il suo contenuto specifico che ricomprende espressamente la facoltà per il difensore di proporre impugnazione, ed ha citato il recente arresto di Cass. 10 dicembre 2009 n. 25810. Nessuna nullità processuale si è verificata ed il contraddittorio resta integro.
Quanto al primo motivo, si osserva che la esclusione del danno patrimoniale in un soggetto ventenne, ma non ancora occupato, che subisce una menomazione psicofisica del 70% di invalidità, costituisce la violazione del principio del diritto alla riparazione integrale del danno da illecito, nella specie da circolazione, allorchè tale posta risarcitoria sia stata dedotta e provata, con lo accertamento della compromissione della attività di guadagno in relazione all’età della vittima, cui è preclusa la concorrenzialità lavorativa. In tale senso anche il recentissimo arresto di questa sezione, con la sentenza 29 luglio 2014 n. 17219, che esamina una diversa fattispecie di donna lavoratrice, cinquantaduenne, esigendo una specifica prova, per il lucro cessante, non solo del pensionamento anticipato ma anche delle prospettive di sviluppo di carriera perdute.
Si vuol dire che nella fattispecie in esame, la perdita delle chances del giovane non occupato, in relazione alla perdita della concorrenzialità lavorativa, pressocchè totale, giustifica invece la liquidazione equitativa del lucro cessante tenendo conto dello effetto permanente del pregiudizio e della sua gravità obbiettiva.
Accoglie il primo e quarto motivo del ricorso, infondato il quinto, assorbiti gli altri, cassa in relazione e rinvia anche per le spese del giudizio di cassazione alla Corte di appello di LECCE in diversa composizione.

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