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PILLAR 3. Informativa da parte degli Enti - PDF
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1 PILLAR 3 Informativa da parte degli Enti Dati riferiti al 30/6/2015
2 INTRODUZIONE. 3 1 OBIETTIVI E POLITICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO AMBITO DI APPLICAZIONE FONDI PROPRI REQUISITI DI CAPITALE RISCHIO DI CREDITO LEVA FINANZIARIA DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO
3 INTRODUZIONE Dal 1 gennaio 2014 sono state trasposte nell ordinamento UE le riforme degli accordi del Comitato di Basilea ( Basilea 3 ) tese al rafforzamento di: capacità delle banche di assorbire gli shock derivanti da tensioni finanziarie; gestione dei rischi e governance; trasparenza e informativa delle banche stesse. In questo contesto il Comitato di Basilea ha mantenuto l approccio basato su tre Pilastri alla base del precedente accordo sul capitale noto come Basilea 2, integrandolo e rafforzandolo per accrescere quantità e qualità della dotazione di capitale degli intermediari, nonché introducendo strumenti di vigilanza anticiclici, norme sulla gestione del rischio di liquidità e sul contenimento della leva finanziaria. In ambito comunitario i contenuti di Basilea 3 sono stati recepiti con l emanazione: del Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 ( CRR ), che disciplina i requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e le regole sull informativa al pubblico (Terzo Pilastro); della Direttiva (UE) 2013/36 del 26 giugno 2013 ( CRD IV ), che riguarda, fra l'altro, le condizioni per l'accesso all'attività bancaria, la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi, il processo di controllo prudenziale, le riserve patrimoniali addizionali. Alla suddetta normativa si aggiungono le disposizioni emanate dalla Banca d Italia con la Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti, che raccoglie le disposizioni di vigilanza prudenziale applicabili alle banche e ai gruppi bancari italiani, riviste e aggiornate per adeguare la normativa interna alle novità intervenute nel quadro regolamentare internazionale, con particolare riguardo al nuovo assetto normativo e istituzionale della vigilanza bancaria dell UE. Tale Circolare tuttavia non detta specifiche regole per la predisposizione e pubblicazione del Pillar 3, ma si limita a riportare l elenco delle disposizioni allo scopo previste dalla CRR. La materia, quindi, è direttamente regolata da: CRR, Parte 8 Informativa da parte degli enti (art ) e Parte 10, Titolo I, Capo 3 Disposizioni transitorie in materia di informativa sui fondi propri (art. 492); Regolamenti della Commissione Europea la cui preparazione è demandata all EBA (European Banking Autority) recanti le norme tecniche di regolamentazione o di attuazione per disciplinare modelli uniformi di pubblicazione delle diverse tipologie di informazioni. L art. 433 della CRR, oltre all obbligo di pubblicare le informazioni al pubblico previste dalla normativa comunitaria almeno su base annua, richiede che venga valutata la necessità di pubblicare alcune o tutte le informazioni più frequentemente, alla luce delle caratteristiche rilevanti dell attività in essere. In particolare gli enti devono valutare l eventuale necessità di 3
4 pubblicare con maggiore frequenza le informazioni relative ai Fondi propri (art. 437) e ai Requisiti di capitale (art. 438), nonché le informazioni sull esposizione al rischio o su altri elementi suscettibili di rapidi cambiamenti. Conformemente all art. 16 del Regolamento (UE) n. 1093/2010, il 23 dicembre 2014 l EBA ha pubblicato uno specifico documento riguardante le tematiche della materialità, confidenzialità e frequenza delle informazioni da fornire nel terzo pilastro Pillar 3 (Guidelines on materiality, proprietary and confidentiality and on disclosures frequency under Articles 432(1), 432(2) and 433 of Regulation No (EU) 575/2013), sulla base del quale il Gruppo ritiene opportuno avviare l elaborazione dei dati infrannuali, fornendo informazioni su alcune tematiche rilevanti quali, in particolare, Fondi propri, requisiti di capitale, attività vincolate e non vincolate e leva finanziaria. Banca Carige (di seguito Capogruppo, Banca Carige, Carige o Banca ) assolve l obbligo d informativa al pubblico a livello consolidato per il Gruppo Banca Carige (di seguito Gruppo Carige o Gruppo ) e redige il presente documento in base alle suddette disposizioni normative, su base consolidata con riferimento ad un area di consolidamento prudenziale che coincide con la definizione di Vigilanza di gruppo bancario e che non differisce sostanzialmente da quello utilizzato per il calcolo dei Fondi propri al 31 dicembre Per completezza si specifica altresì che informazioni sui Fondi Propri e sull adeguatezza patrimoniale sono pubblicate anche nella Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno Per le altre informazioni non riportate nel presente documento, soprattutto quelle di natura generale, organizzativa e metodologica sui vari rischi, si rimanda al documento riferito al 31 dicembre Vista la rilevanza pubblica della presente informativa, la stessa viene sottoposta per l approvazione al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo e, ai sensi dell art bis del D. Lgs. 58/98 (Testo Unico sulla Finanza, di seguito TUF ), all attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Il documento è consultabile sul sito internet del Gruppo nella sezione Report Basilea Pillar 3 del menù Investor Relations. I dati, salvo dove diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro. 4
5 1 OBIETTIVI E POLITICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO INFORMATIVA QUALITATIVA art. 435 CRR Il presidio dei rischi si sostanzia in quattro momenti che vedono: a) la definizione delle strategie di gestione dei rischi, con particolare riferimento alla risk tolerance ed al risk appetite dell organizzazione; b) la statuizione delle modalità d individuazione, misurazione e controllo dei vari rischi cui è sottoposta l attività del Gruppo; c) la gestione dei rischi individuati; d) la verifica dell adeguatezza dei sistemi di misurazione e gestione di tali rischi. Già a decorrere dal 2014 il Risk Management ha dato corso alla realizzazione di alcuni interventi in recepimento di quanto previsto dal 15 aggiornamento della Circolare Banca d Italia 263/2006. In particolare, sono state svolte le seguenti attività: implementazione del Risk Appetite Framework (di seguito anche RAF ); implementazione del processo di identificazione e valutazione delle Operazioni di Maggior Rilievo (di seguito OMR ), con conseguente definizione della relativa policy; attività inerenti ai nuovi ambiti di controllo di secondo livello sul portafoglio impieghi circa la corretta classificazione delle posizioni, la congruità delle svalutazioni dei crediti non performing e l efficacia dei processi di recupero. Le tipologie di rischio da monitorare in ambito RAF, nonché i relativi indicatori, sono riconducibili essenzialmente a sei profili di rischio: solvibilità, redditività, rischio di credito, rischio di mercato, rischio di tasso di interesse, rischio di liquidità. Per tutti gli indicatori selezionati è stato definito un sistema di soglie quantitative articolato in termini di risk appetite (obiettivo), risk tolerance (valore minimo che consente di garantire il rispetto della capacity anche in condizioni di stress), risk capacity (livello minimo regolamentare) e risk profile (situazione effettiva del Gruppo in relazione all indicatore in oggetto). Nell ambito di una specifica Policy approvata dal Consiglio di Amministrazione, sono stati inoltre definiti anche i meccanismi che regolano la governance del processo di RAF in termini di aggiornamento, revisione, monitoraggio ed escalation. Nell ambito delle attività connesse alla rendicontazione ICAAP, ed in coerenza con quanto statuito dal RAF, sono stati inoltre identificati i rischi cui il Gruppo è esposto, avuto riguardo alle tipologie di operatività ed ai mercati di riferimento: è stata quindi definita la mappa dei rischi e le relative modalità di valutazione (quantitative laddove presenti metodologie di misurazione degli assorbimenti patrimoniali, qualitative qualora relative a presidi di natura organizzativa). Di seguito si riporta la mappa dei rischi del Gruppo: rischio di credito e di controparte; rischio di mercato; rischio operativo; rischio di concentrazione; 5
6 rischio di tasso (relativamente al banking book); rischio di liquidità; rischio immobiliare; rischio residuo; rischio derivante da operazioni di cartolarizzazione; rischio strategico; rischio reputazionale; rischio Paese; rischio di trasferimento; rischio di base; rischio di leva finanziaria eccessiva. L analisi di autovalutazione interna dell adeguatezza di capitale, rendicontata all Autorità di Vigilanza nel mese di aprile 2015, ha messo in evidenza la capienza della dotazione patrimoniale del Gruppo tanto in ordinarie condizioni del business (dati prospettici a fine 2015) quanto in situazione di stress e in relazione sia ai soli rischi del primo pilastro, sia considerando anche gli ulteriori requisiti di secondo pilastro (tasso, concentrazione, immobiliare). In relazione alle evidenze emerse, si ritiene che il processo ICAAP del Gruppo sia sostanzialmente adeguato alla classe dimensionale di appartenenza, così come definita dalla normativa, ed alla complessità operativa dello stesso. Si rimanda al documento di Pillar 3 relativo al 31/12/2014 per informazioni di dettaglio sulle strategie e sulle modalità di misurazione, gestione e controllo dei diversi rischi cui è esposta l attività aziendale, nonché sulle soluzioni organizzative e procedurali messe in atto dal Gruppo onde garantire una sana e prudente gestione che coniughi alla profittabilità dell impresa una coerente assunzione dei rischi e un operatività improntata a criteri di trasparenza e correttezza. 6
7 2 AMBITO DI APPLICAZIONE INFORMATIVA QUALITATIVA art. 436 CRR L ambito di applicazione del presente documento riguarda il perimetro del Gruppo Bancario Banca Carige. Fanno parte del Gruppo Bancario le società controllate che esercitano attività bancaria, finanziaria e strumentale. Le società controllate che esercitano attività dissimili sono incluse nell area di consolidamento del bilancio civilistico redatto in base ai principi IAS/IFRS, ma sono escluse dall ambito di applicazione della presente informativa. A seguito dell avvenuta cessione delle società appartenenti al gruppo assicurativo le differenze tra bilancio consolidato civilistico e bilancio consolidato prudenziale sussistono solo con riferimento ai dati di conto economico mentre i dati patrimoniali risultano allineati. Con riferimento all attività svolta, le società controllate possono essere suddivise in bancarie (Banca Carige SpA, Banca Carige Italia SpA, Cassa di Risparmio di Savona SpA, Cassa di Risparmio di Carrara SpA, Banca del Monte di Lucca SpA, Banca Cesare Ponti SpA), società di credito al consumo (Creditis Servizi Finanziari SpA), società fiduciaria (Centro Fiduciario CF SpA), società veicolo di cartolarizzazione (Argo Mortgage 2 Srl), società veicolo per operazioni di emissione di covered bond (Carige Covered Bond Srl e Carige Covered Bond 2 Srl) e società immobiliari (Columbus Carige Immobiliare SpA e Immobiliare Carisa Srl). Con riferimento alle società veicolo Argo Mortgage 2 Srl, Carige Covered Bond Srl e Carige Covered Bond 2 Srl si fa presente che per tutte si è proceduto al consolidamento con il metodo integrale. Per l operazione di cartolarizzazione effettuata nel 2004 (Argo Mortgage 2, crediti performing della Banca Carige) - non rispondendo appieno alle condizioni del sostanziale trasferimento a terzi dei rischi e benefici connessi - il consolidamento ha riguardato altresì le voci del patrimonio segregato. Per le operazioni di cessione finalizzate all emissione di covered bond non è stata effettuata la cancellazione dei crediti dai bilanci dei rispettivi cedenti in quanto le stesse prevedono il mantenimento di tutti i rischi e benefici connessi. 7
8 INFORMATIVA QUANTITATIVA art. 436 CRR 2.1 Area di Consolidamento al 30 giugno 2015 Aree di consolidamento rilevanti ai fini contabili e prudenziali Sede Sede Rapporto di partecipazione Trattamento Denominazioni imprese Impresa nel bilancio nelle segnalazioni operativa legale partecipante Quota % prudenziali A. Imprese A.1 Consolidate integralmente Gruppo Bancario 1. Banca CARIGE SpA Genova Genova 2. Banca CARIGE Italia SpA Genova Genova A ,00 cons. integrale cons. integrale 3. Cassa di Risparmio di Savona SpA Savona Savona A ,00 cons. integrale cons. integrale 4. Cassa di Risparmio di Carrara SpA Carrara Carrara A ,00 cons. integrale cons. integrale 5. Banca del Monte Lucca SpA Lucca Lucca A1.1 60,00 cons. integrale cons. integrale 6. Banca Cesare Ponti SpA Milano Milano A ,00 cons. integrale cons. integrale 7. Creditis Servizi Finanziari SpA Genova Genova A ,00 cons. integrale cons. integrale 8. Centro Fiduciario C.F. SpA Genova Genova A1.1 76,95 cons. integrale cons. integrale A1.3 20,00 cons. integrale cons. integrale 9. Argo Mortgage 2 Srl Genova Genova A1.1 60,00 cons. integrale cons. integrale 10. Carige Covered Bond Srl Genova Genova A1.1 60,00 cons. integrale cons. integrale 11. Carige Covered Bond 2 Srl Genova Genova A1.1 60,00 cons. integrale cons. integrale 12. Columbus Carige Immobiliare SpA Genova Genova A ,00 cons. integrale cons. integrale 13. Immobiliare CARISA Srl Savona Savona A ,00 cons. integrale cons. integrale Il perimetro dell area di consolidamento rilevante a fini contabili è variato rispetto a quello al 31 dicembre 2014 a seguito dell avvenuta cessione in data 5 giugno 2015 della totalità del capitale detenuto nelle controllate Carige Assicurazioni SpA e Carige Vita Nuova SpA. La cessione ha comportato l uscita dall area di consolidamento rilevante a fini contabili anche delle società Dafne Immobiliare Srl, I.H. Roma Srl e Assi 90 Srl in quanto controllate dalle società cedute. 8
9 Si evidenzia, inoltre, che le partecipazioni detenute in Cassa di Risparmio di Savona SpA e Cassa di Risparmio di Carrara SpA sono aumentate rispettivamente dal 95,90% e dal 90,00% al 100% a seguito dei conferimenti effettuati in occasione dell avvenuta esecuzione dell aumento di capitale sociale a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, riservato alla Fondazione Agostino de Mari Cassa di Risparmio di Savona e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Inoltre rispetto al 31 dicembre 2014, a seguito della decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione del 30 giugno 2015 di non considerare più Banca Cesare Ponti S.p.A. tra gli asset in vendita, confermando la stessa nell ambito del perimetro del Gruppo Banca Carige, Banca Cesare Ponti SpA non è più classificata tra gli asset in via di dismissione alla data del 30 giugno Rimane, invece, classificata tra i gruppi di attività in via di dismissione la società di credito al consumo Creditis Servizi Finanziari SpA per la quale prosegue la trattativa per la cessione della stessa. Si precisa che non esistono impedimenti giuridici che potrebbero ostacolare il trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi all interno del Gruppo. 9
10 3 FONDI PROPRI INFORMATIVA QUALITATIVA art. 437 CRR I fondi propri sono stati determinati in base alla nuova disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella CRR e nella CRD IV che traspongono nell Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Si è tenuto conto inoltre delle disposizioni emanate dalla Banca d Italia con le circolari 285/2013 e 286/2013 e relativi aggiornamenti con particolare riferimento all esercizio delle discrezionalità nazionali. Si evidenzia che le disposizioni transitorie in materia di fondi propri (cfr. Parte Seconda, Capitolo 14, Sezione II, della Circolare 285), prevedono per le banche la facoltà di mantenere il filtro prudenziale sui profitti e sulle perdite non realizzati relativi alle esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria "Attività finanziarie disponibili per la vendita" fino all adozione in Europa dell IFRS 9 che sostituirà lo IAS 39 in tema di strumenti finanziari (cfr. Sezione II, par. 2, ultimo capoverso). Tale facoltà è stata esercitata dal Gruppo entro i termini previsti mediante comunicazione inviata alla Banca d Italia. Schema relativo alle caratteristiche degli strumenti di capitale I prospetti a seguire sono strutturati sulla base degli schemi contenuti all interno del Regolamento di Esecuzione (UE) n del 20 dicembre 2013, che stabilisce le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda l informativa sui requisiti di Fondi Propri degli enti ai sensi del Regolamento n. 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio. In particolare, l Allegato II del citato Regolamento di Esecuzione prevede uno specifico modello per la disclosure delle principali caratteristiche degli strumenti di capitale. 1. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1) Il Capitale primario di classe 1prima dei filtri prudenziali è costituito dai seguenti elementi positivi o negativi: capitale sociale sovrapprezzi di emissione riserve al netto di quelle negative azioni proprie in portafoglio 10
11 altri elementi di conto economico accumulate interessi di minoranza I filtri prudenziali del CET1 sono costituiti dai seguenti elementi: copertura dei flussi di cassa (cash flow hedge) utili sulle proprie passività valutate al fair value dovute al proprio merito creditizio utili di fair value derivanti dal rischio di credito proprio correlato a passività derivate rettifiche di valore di vigilanza Le detrazioni dal CET1 sono costituite da: avviamento altre attività immateriali attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee al netto delle relative passività fiscali Altri elementi negativi Agli elementi sopraelencati vengono aggiunti gli impatti sul CET1 dovuti al regime transitorio. 2. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 AT1) Il capitale aggiuntivo di classe 1 è costituito da: Capitale versato (azioni di risparmio) Sovrapprezzo di emissione su azioni di risparmio Strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering) Impatti sul AT1 dovuti al regime transitorio Viene inoltre compresa nell AT1 la quota di interessi di terzi computabile per effetto di disposizioni transitorie. Di seguito si riportano le principali caratteristiche dello strumento di capitale aggiuntivo di classe 1 computato. 11
12 Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente Banca Carige S.p.A. 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) XS Legislazione applicabile allo strumento Italiana e Inglese Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale aggiuntivo di classe milioni di euro sono stati riclassificati in capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Non ammissibile 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)consolidamento Singolo ente e consolidato Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) Bond - Art. 51 e 484 CRR 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 100 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 04/12/ lrredimibile o a scadenza Irredimibile 13 Data di scadenza originaria privo di scadenza Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso Cedole/dividendi Sì 4/12/2018 alla pari; è prevista l'opzione di rimborso anticipato legata ad eventi fiscali e regolamentari trimestralmente il 4/3, 4/6, 4/9 e 4/12 di ogni anno a partire dal 4/12/ Dividendi/cedole fissi o variabili Fissi poi variabili 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato 8.338% fino al 4/12/2018; in seguito Euribor 3 Mesi bps 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" No 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) Pienamente discrezionale Pienamente discrezionale 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso Sì 22 Non cumulativo o cumulativo Non cumulativo 23 Convertibile o non convertibile Non convertibile 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 Meccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) Upper Tier II 36 Caratteristiche non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie SI 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi Mancato rispetto lettera g) e n) dell'art. 52 della CRR (1) "N/A" se l'informazione non si applica 3. Capitale di classe 2 (Tier 2 T2) Il Capitale di classe 2 è costituito da: 12
13 Strumenti di T2 propri Strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering) Impatti sul T2 dovuti al regime transitorio Viene inoltre compresa nel T2 la quota di interessi di terzi computabile per effetto di disposizioni transitorie. Di seguito si riportano le principali caratteristiche degli strumenti di Capitale di classe 2 computati. Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente Banca Carige S.p.A. 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) IT Legislazione applicabile allo strumento Italiana Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)conso- Singolo ente e consolidato lidamento Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Bond art. 62 CRR 95 riacquisti e ammortamento 9 Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 100 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 29/12/ lrredimibile o a scadenza A scadenza 13 Data di scadenza originaria 29/12/ Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza 15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso N/A Cedole/dividendi 17 Dividendi/cedole fissi o variabili Variabili 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato Euribor 3 mesi bps 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" No 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso No No N/A Obbligatorio Obbligatorio 22 Non cumulativo o cumulativo Cumulativo 23 Convertibile o non convertibile Non convertibile 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 M eccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) Lower Tier II 36 Caratteristi che non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie NO 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi - (1) "N/A" se l'informazione non si applica 13
14 Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente BANCA CARIGE SpA 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) XS Legislazione applicabile allo strumento INGLESE - ITALIANA Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)conso- Singolo ente e consolidato lidamento Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Bond art. 62 CRR 20 ammortamento 9 Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 100 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 29/06/ lrredimibile o a scadenza A SCADENZA 13 Data di scadenza originaria 29/06/ Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza 15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso N/A Cedole/dividendi 17 Dividendi/cedole fissi o variabili fissi 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato 6,14% 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" NO 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso NO 22 Non cumulativo o cumulativo N/A No N/A OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO 23 Convertibile o non convertibile NON CONVERTIBILE 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 M eccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) SENIOR 36 Caratteristi che non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie NO 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi - (1) "N/A" se l'informazione non si applica 14
15 Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente BANCA CARIGE SpA 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) XS Legislazione applicabile allo strumento INGLESE - ITALIANA Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)conso- Singolo ente e consolidato lidamento Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Bond art. 62 CRR 8 ammortamento 9 Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 100 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 30/06/ lrredimibile o a scadenza A SCADENZA 13 Data di scadenza originaria 30/06/ Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza 15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso N/A Cedole/dividendi 17 Dividendi/cedole fissi o variabili fissi 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato 5,70% 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" No 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso NO 22 Non cumulativo o cumulativo N/A No N/A OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO 23 Convertibile o non convertibile NON CONVERTIBILE 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 M eccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) SENIOR 36 Caratteristi che non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie NO 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi - (1) "N/A" se l'informazione non si applica 15
16 Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente BANCA CARIGE SpA 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) XS Legislazione applicabile allo strumento INGLESE - ITALIANA Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)conso- Singolo ente e consolidato lidamento Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Bond art. 62 CRR 9 Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 100 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 17/09/ lrredimibile o a scadenza A SCADENZA 13 Data di scadenza originaria 17/09/ Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza 15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso N/A Cedole/dividendi 17 Dividendi/cedole fissi o variabili fissi 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato 5,70% 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" N/A 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso No 22 Non cumulativo o cumulativo N/A 50 No N/A OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO 23 Convertibile o non convertibile NON CONVERTIBILE 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 M eccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) SENIOR 36 Caratteristi che non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie NO 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi - (1) "N/A" se l'informazione non si applica 16
17 Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente BANCA CARIGE SpA 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) XS Legislazione applicabile allo strumento INGLESE - ITALIANA Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)conso- Singolo ente e consolidato lidamento Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Bond art. 62 CRR 9 Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 100 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 20/12/ lrredimibile o a scadenza A SCADENZA 13 Data di scadenza originaria 20/12/ Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza 15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso N/A Cedole/dividendi 17 Dividendi/cedole fissi o variabili Fissi 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato 7,321% 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" N/A 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso No 22 Non cumulativo o cumulativo N/A 200 No N/A N/A OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO 23 Convertibile o non convertibile NON CONVERTIBILE 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 M eccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) SENIOR 36 Caratteristi che non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie NO 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi - (1) "N/A" se l'informazione non si applica 17
18 Lo strumento di Capitale di classe 2 oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering) ha le seguenti caratteristiche: Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale (1) 1 Emittente BANCA CARIGE SpA 2 Identificativo unico {ad es., identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) XS Legislazione applicabile allo strumento INGLESE - ITALIANA Trattamento regolamentare 4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 5 Disposizioni post transitorie del CRR Non ammissibile 6 Ammissiblie a livello di singolo ente/(sub-)consolidamento l di singolo ente e di (sub-)conso- Singolo ente e consolidato lidamento Tipo di strumento (i tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) 8 Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferìmento per la segnalazione) Bond art. 62 e 484 CRR 61 riacquisti e ammortamento 9 Importo nominale dello strumento euro a Prezzo di emissione 99,86 9b Prezzo di rimborso Classificazione contabile Passività - Costo Ammortizzato 11 Data di emissione originaria 07/06/ lrredimibile o a scadenza A SCADENZA 13 Data di scadenza originaria 07/06/ Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'auto- rità di vigilanza 15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e importo del rimborso SI 7/6/2011 alla pari; è previsto inolre il rimborso anticipato legato ad eventi fiscali 16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso trimestralmente il 7/3, 7/6, 7/9 e 7/12 di ogni anno alla pari Cedole/dividendi 17 Dividendi/cedole fissi o variabili VARIABILI 18 Tasso della cedola ed eventuale indice correlato CEDOLE INDICIZZATE EURIBOR3M bps 19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" NO 20a Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) 20b Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) 21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso NO 22 Non cumulativo o cumulativo N/A OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO 23 Convertibile o non convertibile NON CONVERTIBILE 24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione N/A 25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A 26 Se convertibile, tasso di conversione N/A 27 Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa N/A 28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel qual e la conversione è possibile N/A 29 Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel qual e viene convertito N/A 30 M eccanismi di svalutazi one (write down) N/A 31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) N/A 32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale N/A 33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea N/A 34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizi one del meccanismo di rivalutazione N/A 35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)) SENIOR 36 Caratteristi che non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie SI 37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi Mancato rispetto lettera h) dell'art. 63 della CRR (1) "N/A" se l'informazione non si applica Si segnala che nel grandfathering del T2 sono inclusi anche 48 milioni dello strumento di AT1 non computabili nel Capitale aggiuntivo di classe 1. 18
19 INFORMATIVA QUANTITATIVA art. 437 / 492 CRR 3.1 Composizione dei Fondi propri al 30 giugno 2015 Totale 30/06/2015 A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima dell' applicazione dei filtri prudenziali di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effeti del regime transitorio ( A+/- B) D. Elementi da dedurre dal CET E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di disposizioni transitorie F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) (C- D+/-E) G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie H. Elementi da dedurre dall' AT1 - I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell' AT1 per effetto di disposizioni transitorie L. Totale capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) (G-H+/-I) M. Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie N. Elementi da dedurre dal T2 - O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-),inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusinel T2 per effetto di disposizioni transitorie P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 -T2) (M-N+/-O) Q. Totale fondi propri (F+L+P) La dotazione patrimoniale del Gruppo beneficia del positivo esito dell aumento di capitale sociale di 850 milioni conclusosi a fine giugno, del riassetto delle minorities in Cassa di Risparmio di Savona SpA e Cassa di Risparmio di Carrara SpA che sono state riacquistate con un aumento di capitale riservato alle Fondazioni azioniste e della cessione del Gruppo Assicurativo perfezionatasi in data 5 giugno u.s. Le minusvalenze sterilizzate su titoli di debito emessi da Amministrazioni Centrali di paesi appartenenti all Unione Europea inclusi nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita ammontano a 14,7 milioni di euro. Se non fosse stata adottata la suddetta opzione, il CET1 sarebbe diminuito di 5,9 milioni e l AT1 di 8,8 milioni. 19
20 Si rileva che a seguito dell avvenuta cessione delle società facenti parte del Gruppo Assicurativo (Carige Vita Nuova SpA, Carige Assicurazioni SpA, Assi 90 Srl, Dafne Immobiliare Srl e I.H. Roma Srl) l area di consolidamento adottata ai fini della redazione della Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015 coincide con l area di consolidamento adottata ai fini prudenziali. 3.2 TAVOLA DI RICONCILIAZIONE TRA LE VOCI DELLO STATO PATRIMONIALE PRUDENZIALE UTILIZZATE PER IL CALCOLO DEI FONDI PROPRI E I FONDI PROPRI REGOLAMENTARI Voci dell'attivo 30/06/2015 Impatto su Impatto su Impatto su Impatto complessivo Perimetro prudenziale CET1 AT1 T2 Fondi Propri 130. Attività immateriali ( ) ( ) di cui: - avviamento (77.087) (77.087) 140. Attività fiscali (37.405) (37.405) a) correnti b) anticipate (37.405) (37.405) di cui alla L. 214/ Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (1.098) - - (1.098) di cui altre attività immateriali (1.098) (1.098) Totale dell'attivo ( ) - - ( ) Voci del passivo e del patrimonio netto 30/06/2015 Impatto su Impatto su Impatto su Impatto complessivo Perimetro prudenziale CET1 AT1 T2 Fondi Propri 30. Titoli in circolazione Riserve da valutazione: ( ) (80.661) (72) (73.106) attività finanziarie disponibili per la vendita (*) (72) copertura di flussi finanziari ( ) - - perdite attuariali nette (91.989) (91.989) (91.989) partecipazioni valutate al patrimonio netto Riserve Sovrapprezzi di emissione Capitale Azioni proprie (-) (15.572) (15.572) (15.572) 210. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) Utile (perdita) d'esercizio (+/-) Totale del passivo e del patrimonio netto Impatto complessivo Altri elementi a quadratura dei Fondi Propri Impatto CET1su Impatto AT1 su Impatto T2 su Fondi Propri variazione del proprio merito creditizio (31.340) (31.340) rettifiche di valore di vigilanza (4.784) (4.784) Totale altri elementi a quadratura dei fondi propri (36.124) - - (36.124) TOTALE FONDI PROPRI (*) compreso il relativo di cui delle riserve su attività in via di dismissione 20
21 MODELLO TRANSITORIO PER LA PUBBLICAZIONE DELLE INFORMAZIONI SUI FONDI PROPRI (dati espressi in migliaia di euro) Capitale primario di classe 1 : strumenti e riserve (A) IMPORTO ALLA DATA DELL'INFORMATIVA (B) ARTICOLO DI RIFERIMENTO DEL REGOLAMENTO (UE) N. 575/2013 (C) IMPORTI SOGGETTI AL TRATTAMENTO PRE- REGOLAMENTO (UE) No 575/2013 TRATTAMENTO O IMPORTO RESIDUO PRESCRITTO DAL REGOLAMENTO (UE) No 575/ Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo (1), 27, 28, 29, Elenco EBA 26 (3) di cui: strumenti di primo tipo Elenco EBA 26 (3) 2 Utili non distribuiti (1) (c) 3 5 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve, includere gli utili e le perdite non realizzati ai sensi della disciplina contabile applicabile) Interessi di minoranza (importo consentito nel capitale primario di classe 1 consolidato) (1) , 479, Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari Capitale primario di classe 1: rettifiche regolamentari 7 Rettifiche di valore aggiuntivo (importo negativo) , Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (1) (b), 37, 472 (4) 10 Attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura,escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al netto delle passività fiscali dove siano soddisfatte le condizioni di cui all' articolo 38 (3)) (importo negativo) (1) (c), 38, 472 (5) Riserve di valore equo relative agli utili e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa (a) 14 Utili o perdite sulle passività valutate al valore equo dovuti all'evoluzione del merito di credito (b) 16 Strumenti propri di capitale primario di classe 1 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente (importo negativo) (1) (f), 42, 472 (8) 21
22 26 Rettifiche regolamentari applicabili al capitale primario di classe 1 in relazione agli importi soggetti a trattamento pre-crr a Rettifiche regolamentari relative a utili o perdite non realizzati ai sensi degli articoli 467 e di cui: utili netti non realizzati su titoli di debito riferiti ad emittenti diversi da Ammnistrazioni Centrali appartenenti all'ue di cui: utili netti non realizzati su titoli di capitale di cui:perdite nette non realizzate su titoli di debito emessi da Amministrazioni Centrali appartenenti all'ue Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) Capitale primario di classe 1 (CET1) Capitale aggiuntivo di classe 1: strumenti 30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo , di cui: classificati come patrimonio netto ai sensi della disciplina contabile applicabile Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484 (4) e le relative riserve sovrapprezzo azioni, soggetti a eliminazione progressiva dal capitale aggiuntivo di classe 1 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale aggiuntivo di classe 1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi (3) , 86, di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva (3) 36 Capitale aggiuntivo di classe 1 prima delle rettifiche regolamentari Capitale aggiuntivo di classe 1: rettifiche regolamentari 41c 43 Importo da detrarre dal o da aggiungere al capitale aggiuntivo di classe 1 in relazione ai filtri e alle deduzioni aggiuntivi previsti per il trattamento pre-crr Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) , 468, Capitale aggiuntivo di classe Capitale di classe 1 (T1= CET1 + AT1)

References: art. 433
 art. 16
 art. 435
 art. 436
 art. 436
 art. 437
 Art. 51
 art. 62
 art. 62
 art. 62
 art. 62
 art. 62
 art. 62
 art. 437
 articolo 38