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Timestamp: 2016-12-06 11:20:04+00:00

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⭐Esempi di prove pratiche. Introduzione. Percorso V. Temi per Architetti sezione B. Temi per Pianificatori sezione B. Temi per Paesaggisti
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Mariana Fabbri
1 Parte II Esempi di prove pratiche Introduzione Percorso I Temi per Architetti sezione A Percorso II Temi per Architetti sezione B Percorso III Temi per Pianificatori sezione A Percorso IV Temi per Pianificatori sezione B Percorso V Temi per Paesaggisti2 3 Introduzione 1. Introduzione Come già accennato, la prova pratica riguarda tutte la categorie di candidati a eccezione di quella dei Conservatori dei beni architettonici e ambientali. La consultazione degli esempi di prove pratiche riportati in questa Parte assume grande importanza per la preparazione all esame per diverse ragioni: innanzitutto perché questa prova è la prima e quindi rappresenta il biglietto da visita del candidato; secondo perché solo il suo superamento con un voto minimo di sufficienza consente di accedere a quelle successive e, infine, perché è fondamentale per la professione di Architetto, Pianificatore, Paesaggista e Conservatore sapersi esprimere soprattutto con la rappresentazione grafica dei progetti. È bene avvertire subito che l elenco delle prove qui riportate non è esaustivo della vasta gamma di tracce assegnate e assegnabili nelle sedute d esame, ma se si considera che ognuna di esse può ritenersi flessibile e plurifunzionale, l insieme può coprire il ventaglio di possibilità di tematiche in cui si può imbattere all esame, tenendo in primo piano il tempo a disposizione per elaborarle. La lettura che si deve fare di questi grafici in fase di preparazione agli esami deve fondarsi su alcune considerazioni che partono dal fatto che la maggior parte di essi sono stati elaborati nelle stesse condizioni psicoemotive e logistiche di chi si accinge ad affrontare la medesima prova. Solo per comodità di consultazione tutte le proposte sono state suddivise tra le 6 figure professionali assegnando a ognuna di esse quei progetti in cui emerge la maggiore specificità disciplinare e la migliore competenza professionale. Stante, però, la grande labilità dei confini di competenza delle singole figure professionali, le proposte sono da considerarsi interscambiabili, nel senso che un tema di pianificazione può essere sviluppato anche da un Architetto, un Paesaggista o un Conservatore e/o viceversa. I temi e le soluzioni proposte per gli Architetti della sez. A (progettazione di un opera di edilizia civile o di intervento a scala urbana) sono state elaborate, per la maggior parte, negli anni tra il 2005 e il 2007 da partecipanti agli esami di abilitazione tenutisi presso l Università Federico II di Napoli. In quegli anni la Commissione esaminatrice fece una precisa scelta culturale assegnando temi ad alto potenziale creativo (anche se a discapito del tecnicismo), e selezionando i migliori per esporli in occasione di un4 130 Parte II Esempi di prove pratiche Convegno pubblico sul tema Idee di Architettura del dialogo per la città interetnica. Questo evento nacque dall esigenza di porre in evidenza il nuovo rapporto che si andava a istituire tra il ridisegno della Città futura, a forte caratterizzazione multietnica, e l offerta professionale di Architetti di nuova generazione. I temi riportati in questa Parte sono stati scelti tenendo conto di tre fattori fondamentali: il contenuto tematico, il luogo d insediamento del progetto; la creatività dell idea e l espressione sintetica della stessa. In dettaglio per la materia residenza i temi proposti riguardano alloggi a schiera, in linea, a blocco, a torre nonché residenze singole. Per l edilizia civile vengono proposte soluzioni per un centro sociale di quartiere, un centro di interscambio culturale, un centro di accoglienza turistica, una sede per un organo di stampa, nonché una sala polifunzionale, una stazione della metropolitana, un punto di ristoro, una scuola materna e una scuola bioclimatica, un teatro polifunzionale, un centro sociale per extracomunitari, un centro di documentazione musicale, un centro commerciale, un palazzo dell arte, una piazza telematica e una caserma dei carabinieri. Per l edilizia religiosa è stata sviluppata una chiesa cattolica, un insieme di spazi di preghiera per le religioni monoteistiche e uno spazio interculturale. Infine, vengono proposti temi particolari come un sovrapasso urbano, moduli spaziali per spazi di relazione, coperture in legno lamellare. Per gli Architetti della sez. B (sviluppo grafico di un progetto esistente o nel rilievo a vista) sono stati riportati alcuni temi riguardanti la tecnica del rilievo (sia a vista che geometrico) relativa a opere di architettura storiche e monumentali nonché di edilizia rurale. Per i Pianificatori della sez. A (analisi tecnica dei fenomeni della città e del territorio o la valutazione di piani e programmi di trasformazione urbana, territoriale e ambientale) le tipologie fondamentali riprendono la riqualificazione urbana, la riqualificazione ambientale, i piani urbanistici di diverso livello (generale e attuattivo). Per i Pianificatori territoriali della sez. B (analisi tecnica dei fenomeni della città e del territorio o la valutazione di piani e programmi) sono state riportate alcune analisi relative a insediamenti rurali in Campania. La prova pratica per i Paesaggisti (tecniche paesaggistiche ed ambientali) sviluppa tematiche a forte coinvolgimento del verde quali un giardino5 Introduzione 131 ecumenico, un memoriale, un arredo urbano e un recupero di architettura rurale. I grafici riportati hanno una stretta relazione con quanto riportato nei percorsi riguardanti i consigli e le prove, per cui essi vanno osservati e interpretati quali modelli di riferimento al di là delle specificità espressive del singolo candidato. Occorre considerare, infatti, che gli elaborati (redatti nelle stesse condizioni psico-logistiche in cui si troveranno i futuri candidati) vengono proposti senza alcuna modifica o alterazione per non sconvolgere l originalità e la positività del risultato. Così come è stato fatto per i percorsi riguardanti le prove d esame, anche in questo caso sono stati scelti esempi di prove pratiche per tutte le sei categorie di candidati. Ovviamente non è stato possibile esaurire tutte le possibili tipologie, ma il candidato potrà individuare, tra quelli selezionati, similitudini e raggruppamenti tra più proposte progettuali. In tal senso, la scelta delle tracce assegnate nelle varie sedute e sedi d esame ha privilegiato il loro contenuto pluriuso. I disegni presentati, inoltre, testimoniano una fase di passaggio, di transizione, e sicuramente di crisi dell insegnamento dell architettura: si avverte il distacco dal moderno con i suoi grandi maestri; il contemporaneo è una galassia troppo eterogenea, contraddittoria e frammentaria per diventare esempio. Nelle Facoltà di architettura italiane si vive una condizione di passaggio: alla necessità del rinnovamento non ha corrisposto una fase di sperimentazione sul campo sufficiente, per cui sono proprio i meno avvertiti a seguire astrattamente i dettami di qualche nuovo esponente star system dell architettura internazionale. A integrazione di questa prova pratica, il D.P.R. 328/2001 prevede per gli architetti delle sezioni A e B e per i Pianificatori territoriali della sezione B una prova scritta strettamente correlata alla prima per cui si è ritenuto utile riportare in questa Parte gli esempi relativi invece di inserirli nella successiva dedicata alla prova scritta.6 Percorso I Temi per Architetti sez. A 1. Tipologia residenziale Tema n. 1 - Edificio a blocchi Sintesi della traccia: Su un area di forma quadrangolare progettare delle residenze in edifici a blocchi ubicati intorno a una struttura di servizi di interesse comune (piazza, centro commerciale ecc.). (Disegni a cura dello Studio Cennamo)7 Percorso I Temi per Architetti sez. A 1338 134 Parte II Esempi di prove pratiche Tema n. 2 - Edificio a schiera tipo duplex Sintesi della traccia: Progetto di residenze a schiera tipo duplex con sottostanti garage da realizzarsi su terreno con pendenza tra il 15% e il 20%. Studiare anche la soluzione delle residenze ai termini della stecca. (Disegni a cura dello Studio Cennamo)9 Scheda n. 10 Il progetto del verde L arredo urbano L immagine di una città dipende da tanti fattori uno dei più evidenti è sicuramente l arredo urbano considerato, in termini riduttivi, come un semplice insieme di fioriere, lampioni dissuasori e gettacarte. Di pari importanza alla funzione estetica è la funzione di organizzazione dello spazio, creazione di percorsi, di aree di soste, divieti di parcheggio e, al contrario, inviti e obblighi a seguire percorsi preordinati. Tutte queste funzioni determinano la fruizione degli spazi urbani da parte dei cittadini e l immagine della città. Da qui quindi l importanza della progettazione dell arredo urbano non come disseminazione di oggetti nelle strade, ma come studio integrato tra aspetti estetici e funzionali all uso della città, con il fine ultimo di aumentare la qualità degli spazi pubblici. Estetica e funzione devono essere obiettivi inscindibili della progettazione e l arredo urbano diventa tessuto connettivo delle diverse aree urbane. L arredo urbano spesso non gode di particolare attenzione nelle nostre città e tende ad appiattirsi in standard piuttosto uniformi, dando un immagine qualitativa degli spazi per lo più monotona quando non sciatta. Il vandalismo, poi, si accanisce con scritte e danneggiamenti verso panchine e fioriere. L approccio alla progettazione dell arredo urbano può seguire due linee principali: uso di forniture standard già presenti sul mercato, o progettazione e disegno ex novo dei manufatti. In alcune grandi città europee, ma anche americane e asiatiche, la ricerca progettuale dell immagine della città è molto avanzata, per cui si preferiscono interventi progettuali su misura. Oggi il design in questo campo è Maria Rosaria Nojia Fig. 13 Componenti di arredo urbano, molto avanzato e si trovano prodotti veramente eccellenti sia dal punto di vista estetico, sia come materiali. Normative e sicurezza dell arredo urbano sono argomenti ancora non completamente messi a punto. Alcune norme stabiliscono i requisiti di sicurezza ad esempio per la stabilità delle panchine e delle pensiline, ma manca ancora un sistema di regole precise a causa della giovinezza di questa disciplina progettuale (fig. 13).10 11 Scheda n. 11 Il codice dei beni culturali e del paesaggio 1. Il Codice dei beni culturali La disciplina concernente la tutela dei beni culturali e ambientali è stata per molto tempo frammentata in varie leggi, alcune delle quali molto risalenti nel tempo. Le principali erano: la legge 1 giugno 1939, n in materia di beni culturali; la legge 25 giugno 1939, n in materia di beni ambientali; la legge 8 agosto 1985, n. 431, cosiddetta «legge Galasso». Tale frammentazione aveva portato molte difficoltà di coordinamento e interpretazione delle norme, cosicché nel 1999 il Governo, su delega del Parlamento aveva provveduto ad approvare il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, chiamato «Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali» allo scopo di accorpare in un unico testo normativo tutta la normativa prima sparsa in varie leggi e decreti. Successivamente il Testo Unico è stato abrogato dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 contenente il Codice dei beni culturali e del paesaggio (successivamente più volte modificato). Suo scopo è quello della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale in attuazione dell art. 9 della Costituzione, esso inoltre è improntato ad una maggiore semplificazione delle procedure e ad una rafforzata tutela realizzata anche attraverso il coinvolgimento degli enti locali. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici. Il Codice è diviso in quattro parti: Parte prima: Disposizioni Generali (artt. 1/9) definisce il patrimonio culturale e disegna il rapporto tra Stato e Regioni sulle competenze in materia di tutela e valorizzazione; Parte seconda: Beni culturali (artt. 10/130) individua i beni culturali disciplinandone la tutela (Titolo I); la fruizione e la valorizzazione (Titolo II); un ultimo Titolo (III) è dedicato a norme transitorie e finali di riferimento; Parte terza: Beni paesaggistici (artt.131/159) è dedicata ai beni paesaggistici con un unico Titolo riferito alla tutela e alla valorizzazione; Parte quarta: Sanzioni (artt. 160/181) disciplina le sanzioni amministrative e penali con riferimento alla parte seconda e alla parte terza del Codice; Parte quinta: Disposizioni transitorie, abrogazioni ed entrata in vigore (artt. 182/184).12 472 Parte IV Approfondimenti tematici 2. I beni culturali Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Sono inoltre beni culturali: le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle Regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico; gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle Regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico; le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle Regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico. Sono, invece, beni culturali, quando viene accertata la sussistenza dell interesse culturale: le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati; gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante; le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale; le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell arte, della scienza, della tecnica, dell industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose; le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica o etnoantropologica, rivestono come complesso un eccezionale interesse. Sono comprese tra le cose indicate: le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà; le cose di interesse numismatico che in rapporto all epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento abbiano carattere di rarità o di pregio; i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio; le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio; le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio; le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico; le pubbliche Documenti analoghi
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