Source: http://jus-euroregionale.org/c/?p=52&lang=it
Timestamp: 2018-04-21 17:35:16+00:00

Document:
relativa al periodo: 01.01.2011 – 01.05.2011
Giurisprudenza amministrava
Elisabeth Alber, Maria Bertel, Cristina Fraenkel-Haeberle, Anna Gamper, Esther Happacher, Camillo Lutteri, Francesco Palermo, Christian Ranacher, Jens Woelk, Carolin Zwilling. Non si assume responsabilità per le informazioni.
Su iniziativa dell’Associazione Eureregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo, si pubblica per la prima volta questa Newsletter semestrale e bilingue sulle novità in materia giuridica relativi al Land Tirol e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Oltre a una rassegna commentata della legislazione e della giurisprudenza, la Newsletter contiene commenti, indicazioni di dottrina e annunci di convegni su temi di rilievo per il diritto della e nella Euroregione Tirolo-Alto Adige/Südtirol-Trentino.
Corte cost. (VfGH), 26 febbraio 2011, A 13/09, Spese cliniche supplementari (decisione intermedia), in www.ris.bka.gv.at/Vfgh/):
E’ fondata la pretesa del Land Tirolo nei confronti della Federazione al rimborso delle cd. spese cliniche supplementari (intese come quei costi aggiuntivi derivanti dalla creazione, dall’equipaggiamento, dall’ampliamento e dalla gestione di ospedali pubblici per il fatto che questi siano anche cliniche universitarie, con funzioni di ricerca e didattica, come nel caso della clinica di Innsbruck).
In particolare, la Corte ha per la prima volta esplicitamente affermato (per un riconoscimento implicito v. già VfSlg 2604/1953), che i soggetti della perequazione finanziaria possono, a specifiche condizioni, stipulare tra loro accordi vincolanti sull’accertamento e la liquidazione delle rispettive pretese perequative. Detti accordi hanno natura pubblicistica e come tali si applica loro la presunzione di correttezza e obbiettività per soddisfare i criteri di cui al § 2 della legge costituzionale finanziaria (F-VG). Possono essere fatti valere attraverso un ricorso alla Corte costituzionale ai sensi dell’art. 137 della costituzione federale (B-VG).
Corte costituzionale (VfGH), 9. marzo 2011, G 287/09, Crocifisso nelle scuole materne, in www.ris.bka.gv.at/Vfgh/):
L’obbligo di esposizione del crocifisso nelle scuole materne della Bassa Austria ai sensi della relativa legge regionale del 2006 non viola la costituzione federale; il ricorso individuale è ammissibile nonostante la frequenza della scuola materna nel caso di specie fosse facoltativa; non si configura una preferenza dello stato per una specifica convinzione religiosa; assenza di obblighi a comportamenti dettati da norme religiose; assenza di violazione del divieto di indottrinamento; rigetto parziale del ricorso individuale; assenza di obbligo di partecipare alle feste religiose.
Legge regionale sulla polizia (modifica), LGBl Nr 2/2011:
La legge contiene una nuova disciplina relativa alle case chiuse per una lotta più efficace alla prostituzione illegale, in patricolar modo quella esercitata in casa. Si attenua il precedente divieto assoluto di creazione di luoghi controllati per l’esercizio della prostituzione in conseguenza della giurisprudenza della Corte costituzionale (VfGH 23.9.2010, G 218/09, rinvenibile in www.ris.bka.gv.at/Vfgh/) e l’inasprimento della disciplina relativa alla custodia di cani pericolosi, atttraverso la previsione della possibilità di introdurre un obbligo di guinzaglio e/o museruola per i cani apparentemente pericolosi, al fine di prevenire lesioni alle persone.
Ordinamento dei comuni del Tirolo (modifica), LGBl Nr 3/2011, Statuto comunale di Innsbruck (modifica), LGBl Nr 4/2011:
Le riforme riguardano la delimitazione degli ambiti di competenza del Comune in relazione ai compiti spettantigli in base alla legge regionale tirolese sulla disciplina fondiaria del 1996.
Legge sui dipendenti pubblici del Land (modifica), LGBl Nr 14/2011, Legge sui collaboratori a contratto (modifica), LGBl Nr 15/2011, Legge sui dipendenti comunali 1970 (modifica), LGBl Nr 16/2011, Legge sui collaboratori a contratto dei comuni (modifica), LGBl Nr 17/2011, Legge sui collabratori a contratto della città di Innsbruck (modifica), LGBl Nr 18/2011:
Contengono gli adeguamenti annuali degli stipendi.
Legge tirolese sui contributi alle vittime e agli invalidi di guerra, Legge tirolese sugli spettacoli (modifica), LGBl Nr 24/2011, Legge tirolese sull’imposta sulle maggiorazioni (nuova), LGBl Nr 25/2011, Legge tirolese sulle manifestazioni (modifica) LGBl Nr 31/2011:
Contengono adeguamenti conseguenti alla nuova disciplina sul gioco d’azzardo (cd. piccolo gioco d’azzardo).
Fondo di mantenimento della Hofkirche (cancellazione), LGBl Nr 26/2011:
Dispone la cancellazione del fondo per il mantenimeno della Hofkirche e l’abrogazione della relativa legge.
Legge tirolese sullo smaltimento dei rifiuti (modifica), LGBl Nr 28/2011:
Attuazione della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti. Contiene una parziale liberalizzazione del cd. obbligo di messa a disposizione (Andienungszwang).
Legge tirolese di adeguamento alla legge sulle unioni civili registrate, LGBl Nr 30/2011:
Oltre agli adeguamenti conseguenti alla legge federale sulle unioni civili registrate (Eingetragene Partnerschaft-Gesetz – EPG, BGBl I Nr 135/2009), che riguardano 25 leggi regionali, specie in materia di rapporto di lavoro, legislazione sociale e diritto delle professioni, contiene anche adeguamenti alla disciplina di diverse leggi regionali per consentire il riconoscimento di qualifiche professionali ottenute all’estero. In particolare, anche in attuazione della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento dei titoli professionali e, in riferimento alle guide alpine, anche una liberalizzazione dell’accesso alla professione eliminando il precedente requisito della cittadinanza dello Stato.
Legge tirolese sulle case di cura (modifica), LGBl Nr 32/2011:
Riguarda essenzialmente la nuova disciplina dell’accertamento delle esigenze delle case di cura che operino ricoveri e ambulatori privati a seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE, causa C-169/07, Hartlauer (rinvenibile alla pagina della Corte di Giustizia: http://curia.europa.eu/jcms/jcms/j_6/).
Legge regionale sui collaboratori a contratto (modifica), LGBl Nr 33/2011:
A seguito della sentenza della Corte di Giustizia in causa C-486/08, Zentralbetriebsrat der Landeskrankenhäuser Tirols (rinvenibile in: http://curia.europa.eu/jcms/jcms/j_6/), dispone le necessarie modifiche per adeguare la disciplina al diritto dell’UE.
Legge tirolese sul sussidio di assistenza (modifica), LGBl Nr 38/2011:
Contiene adeguamenti in materia assistenziale in analogia alla recente riforma della relativa legge federale (Bundespflegegeldgesetz, BGBl I Nr 111/2010).
Legge sul servizio sanitario comunale (modifica), LGBl Nr 39/2011:
Nuova disciplina del servizio medico di distretto, introducendo un nuovo sistema di medici di distretto a contratto, in sostituzione dei precedenti medici distrettuali legati ai comuni da un rapporto di lavoro dipendente, con diritto alla pensione anche se non a retribuzione continuativa.
Legge sull’informazione ambientale (modifica), LGBl Nr 41/2011, Legge tirolese sull’utilizzo dell’informazione (modifica), LGBl Nr 42/2011:
Si cancella la disposizione sulla competenza del senato amministrativo indipendente in composizione monocratica, a seguito di una pronuncia di incostituzionalità della Corte costituzionale relativa ad una analoga disposizione contenuta nella legge tirolese sull’assistenza di base (decisione 2.10.2010, G 6/10, rinvenibile in: www.ris.bka.gv.at/Vfgh/).
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2011:
Modalità di riparto dei fondi per lo sviluppo dei comuni siti nelle regioni Veneto e Lombardia confinanti con le provincie autonome di Trento e Bolzano (in attuazione dell’accordo di Milano del 30 novembre 2009 disciplina l’erogazione dei contributi delle province autonome per i comuni confinanti; dal 2010 è prevista l’erogazione di 40 milioni di euro annui per provincia).
(g.u. 22 marzo 2011, n. 66)
Decreto del Presidente della Repubblica 3 febbraio 2011:
Determinazione della quota variabile per gli anni 2000-2005 spettante alle province autonome di Trento e di Bolzano (in attuazione dell’accordo di Milano del 30 novembre 2009, disciplina l’erogazione alle province autonome degli arretrati 2000 – 2005 della quota variabile, per un importo complessivo di circa 1.400 milioni di euro).
(g.u. 13 aprile 2011, n. 85)
GIURISPRUDENZA COSTITUTIONALE
Ordinanza n. 11/2011:
Ammissibilità di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in seguito ad un referendum relativo al distacco dei Comuni di Cortina d’Ampezzo, di Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia dalla Regione Veneto e loro aggregazione alla Regione autonoma Trentino Alto-Adige, ai sensi dell’art. 132, secondo comma, della Costituzione.
Sentenza n. 89/2011:
Giudizio di legittimità costituzionale in via principale sull’art. 7, comma 2, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 8 febbraio 2010, n. 4 (Istituzione e disciplina del Consiglio dei Comuni), promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Sentenza n. 62/2011:
Costruzione di un’autostrada che interessi la provincia di Trento e un’altra regione – è necessaria un’intesa con la provincia, in base (fra l’altro) alle norme d’attuazione dello statuto.
Sentenza n. 109/2011:
Rischio idrogeologico – è riconducibile alle competenze provinciali in materia di calamità e di utilizzazione delle acque pubbliche – gli interventi statali devono rispettare le procedure concordate previste dalle norme d’attuazione dello statuto.
Sentenza n. 112/2011:
Risorse geotermiche – ferma la loro proprietà provinciale, sono riconducibili alla materia delle miniere, di competenza primaria provinciale, vincolata però dai principi di riforma, legati ad aspetti che riguardano le competenze statali sull’ambiente e sull’energia.
Sentenza n. 129/2011:
Rapporti fra piano provinciale di mobilità e valutazione ambientale strategica – espressione di pareri procedimentali secondo termini diversi da quelli statali – questione inammissibile perché prospettata genericamente.
Ordinanza n. 148/2011:
Legge provinciale sulla tutela della salute – è estinto il giudizio sulla costituzionalità di alcune sue disposizioni, dato che un’altra legge provinciale – successivamente – le ha modificate.
Sentenza n. 151/2011:
Tutela dei funghi e della fauna – non è riportabile alle competenze provinciali in materia di parchi e di caccia, derivanti dallo statuto speciale, ma alla competenza esclusiva statale sulla tutela dell’ambiente – le province, quindi, possono intervenire solo per elevare gli standard di tutela, esercitando altre loro competenze.
Legge provinciale 17.1.2011, n. 1:
Modifiche di leggi provinciali in vari settori e altre disposizioni.
Legge provinciale 24 gennaio 2011, n. 2:
Modifica della legge provinciale 8 febbraio 2010 n. 4 “Istituzione e disciplina del Consiglio dei Comuni”, riguardo alla richiesta di referendum abrogativo.
Sentenza n. 1/2011:
Ricorso promosso dai consiglieri provinciali Dello Sbarba e Heiss per, tra l’altro, l’accesso ai documenti amministrativi relativi a contratti conclusi dalla SEL S.p.a.
Sentenza n. 175/2011:
Ricorso per annullamento degli atti amministrativi relativi alla costruzione di una strada forestale nel Comune di Badia – Antersac promosso da WWF Italia ONG Onlus.
Legge provinciale 2 marzo 2011, n. 1:
Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità. Coordina organicamente gli strumenti e le politiche di sostegno per la famiglia.
Legge provinciale 7 marzo 2011, n. 2:
Approvazione del rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2009.
Legge provinciale 7 marzo 2011, n. 3:
Modificazioni della legge sui contratti e sui beni provinciali: assegnazione dei fondi rustici. Favorisce l’affitto di fondi rustici di proprietà pubblica, anche attraverso modalità agevolate di individuazione dell’affittuario.
Legge provinciale 16 marzo 2011, n. 4:
Disposizioni per la promozione e diffusione dell’amministrazione di sostegno a tutela delle persone fragili. Senza interferire nella competenza statale, promuove l’azione dell’amministratore di sostegno con interventi formativi e informativi.
Legge provinciale 16 marzo 2011, n. 5:
Modificazioni della legge provinciale sui trasporti: interventi a favore dei disabili. Agevola i disabili sotto il profilo del controllo all’accesso ai mezzi di trasporto pubblico.
Legge provinciale 4 aprile 2011, n. 6:
Sviluppo del settore termale trentino e modificazioni della legge provinciale sulla ricettività turistica. Ridisegna in modo organico il settore del termalismo, sia sotto il profilo organizzativo che sotto quello turistico.
Legge provinciale 7 aprile 2011, n. 7:
Modificazioni della legge provinciale sui lavori pubblici, della legge provinciale sulla ricerca e della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino). Riordina organicamente la disciplina sugli appalti provinciali, con regole in parte nuove rispetto alla legislazione nazionale; segue alla sentenza della corte costituzionale n. 45 del 2010.
Sentenza n. 11/2011:
Recupero ambientale dell’area “ex cava Monte Zaccon” nel comune di Roncegno Terme.
Sentenza n. 20/2011:
Respinge un ricorso contro l’esclusione dalla procedura selettiva per l’assunzione di un giornalista presso l’ufficio stampa del consiglio provinciale di Trento.
Sentenza 10.02.2011, n. 41:
Respinge un ricorso contro l’affidamento del servizio resocontazione stenografica delle sedute del consiglio provinciale di Trento.
Sentenza n. 59/2011:
Respinge un ricorso contro una circolare del servizio libro fondiario della provincia di Trento che limita la consultazione del libro fondiario presso gli uffici tavolari mediante terminale video.
Sentenza n. 95/2011:
Respinge un ricorso del FAI contro l’approvazione del progetto definitivo per la costruzione del nuovo polo giudiziario di Trento.
Respinge un ricorso contro l’adozione definitiva della variante al P.R.G. di Trento per la riqualificazione urbana di Trento Nord.
Sentenze n. 83/2011; n. 93/2011; n. 94/2011; n. 114/2011; n. 127/2011:Serie di decisioni – importanti per l’impatto sul sistema organizzativo dell’istruzione – riguardanti l’aggiornamento e/o l’approvazione delle graduatorie provinciali per titoli degli insegnanti delle scuole trentine.
Un punto di sintesi sull’attuazione della riforma istituzionale nel Trentino (Comunità di Valle)
A quasi cinque anni dal suo avvio il processo di attuazione della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino) è ancora in corso. La tabella di marcia (così come si poteva costruire alla luce del disegno originario) ha subito una serie di difficoltà e di rallentamenti dovuti a vari fattori, fra i quali si possono ricordare questi:
l’oggettiva complessità della legge di riforma (anche nei suoi contenuti normativi e di fattibilità) che coinvolge l’intero sistema pubblico trentino in una radicale revisione dei rapporti fra la provincia e gli enti locali, con lo scopo principe di trasferire parte consistente delle funzioni amministrative provinciali ai comuni e alle comunità, nuovi enti locali sostitutivi dei comprensori;
la necessità di dare attuazione ad alcune correzioni e integrazioni legislative che hanno via via modificato – anche su aspetti di rilievo – alcuni contenuti organizzativi e strutturali della legge. In particolare vanno ricordate la l.p. n. 15/2009, che ha introdotto nell’organizzazione delle comunità la conferenza dei sindaci e ha previsto un sistema misto di elezione dell’assemblea, e la l.p.n. 26/2010, che ha modificato le procedure di revisione degli statuti;
l’oggettiva difficoltà di un processo di attuazione che è venuto a coinvolgere soggetti, ambiti e strumenti diversi; che ha richiesto (e sta richiedendo) una delicata azione di indirizzo e coordinamento sia a livello istituzionale che funzionale; che condiziona in vario modo le stesse politiche pubbliche e le scelte strategiche provinciali, il tutto in un contesto economico e finanziario oggi più critico che nel passato;
un corposo dibattito politico e istituzionale – intervenuto sia a livello locale che provinciale – che ha accompagnato criticamente il processo di riforma, innestando sovente elementi di criticità e di contrasto che ne mettevano volta per volta in discussione e in dubbio alcuni aspetti, anche strategici; gli aspetti più problematici sono risultati derivare dal rapporto fra comuni e comunità;
una limitata conoscenza e partecipazione della popolazione ai processi di riforma (affiorata, ad esempio, nella scarsa affluenza in sede di elezioni delle assemblee delle comunità), assieme ad una certa resistenza ad adeguarsi ai nuovi contenuti di riforma, riscontrabile anche a livello poltico-istituzionale.
I passaggi di maggior rilievo in cui si è articolato questo complesso (e ancora incompleto) processo di attuazione riguardano sia l’organizzazione del nuovo sistema di governo, sia le scelte relative al concreto riparto delle funzioni amministrative fra provincia ed enti locali. Uno sguardo di estrema sintesi mette in rilievo questi aspetti:
1. sotto il profilo dei contenuti strategici o fondamentali va ricordato che la riforma istituzionale:
punta a limitare il centralismo provinciale, attribuendo alle autonomie locali (comuni e/o comunità) parti consistenti delle funzioni e dei poteri amministrativi della provincia, superando in parte il principio statutario del parallelismo delle funzioni (art. 18 statuto speciale, che rimane comunque invariato) a favore del principio costituzionale della sussidiarietà;
prevede la sostituzione dei comprensori (enti operativi delegatari di limitate competenze provinciali, con scarsi poteri decisionali) con le comunità (enti locali obbligatori, a struttura associativa, titolari di funzioni, di poteri e di autonomia politica); l’autonomia istituzionale e politica delle comunità è avvalorata dalla natura prevalentemente elettiva dell’organo assembleare; le comunità sono viste anche come lo strumento per superare l’eccessiva frammentazione dei comuni trentini;
organizza il nuovo sistema di riparto delle funzioni e dei poteri pubblici sulla base di un complesso regime, che vede mantenute in capo alla provincia solo una serie di funzioni strategiche (prevalentemente normative, programmatorie, di indirizzo e controllo) oltre che una serie di compiti che rimangono necessariamente riservati al livello provinciale, mentre colloca a livello locale (comuni e/o comunità) la residua parte delle funzioni e dei compiti amministrativi, con i relativi poteri decisionali, pianificatori e gestionali; ove occorra prevedendo anche ambiti organizzativi o funzionali differenziati (come nel caso dei territori del comune di Trento e limitrofi);
prevede da un lato la creazione di nuovi strumenti istituzionali di raccordo e di codecisione (come il consiglio delle autonomie locali, la conferenza permanente, il metodo delle intese e degli accordi) idonei a garantire un’armonica composizione degli interessi e delle scelte strategiche; dall’altro il mantenimento in capo alla provincia di una forte regia dei processi di cambiamento (poteri di indirizzo, di decisione dei tempi e dei modi dei trasferimenti delle competenze etc.), sostenuta da un’ancora più forte regia in materia di finanza locale, che si estende anche agli indirizzi e ai controlli necessari per garantire il rispetto del patto di stabilità (il tutto rafforzato – da ultimo – nelle nuove regole sui rapporti finanziari, scaturite dall’accordo di Milano del novembre 2009);
2. sotto il profilo dell’attuazione organizzativa dei nuovi soggetti e strumenti si osserva che:
all’individuazione dei territori e alla elaborazione degli statuti è seguita la costituzione delle sedici comunità. Su questo punto sono da ricordare almeno tre cose. 1) la fase dell’individuazione dei territori (e delle comunità) ha visto una coda contenziosa: un’impugnativa da parte di alcuni comuni di un territorio (innestata su un referendum locale) è stata respinta dal Tar di Trento; il ricorso lamentava anche l’incompetenza provinciale in materia di ordinamento dell’ente intermedio a fronte della competenza regionale statutaria in materia di enti locali; per il momento il tema è accantonato, ma non risulta del tutto neutralizzato. 2) il secondo aspetto di rilievo è dato dalla sostituzione – avvenuta nel corso del 2009 – del sistema di elezione dei componenti delle assembee – originariamente di tipo solo indiretto – con un nuovo sistema di elezione misto (il presidente e i 3/5 dei membri dell’assemblee sono eletti direttamente a suffragio universale). 3) fatalmente il procedimento di costituzione delle comunità e dei relativi organi, così come le date d’avvio delle relative funzioni, ne è uscito ritardato, non uniforme e disarticolato nei tempi e nei contenuti, essendo le comunità il cui territorio corrisponde a quello dei relativi comprensori arrivate al traguardo dell’operatività prima delle altre;
approvati gli statuti ed elette le relative assemblee, si è proceduto alla costituzione di tutti gli organi delle comunità, con la loro sostituzione con quelli delle comunità (entro dicembre 2010). E’ stabilito che i comprensori sono soppressi con il trasferimento delle funzioni alle comunità: ad oggi questo risultato riguarda dieci comunità; le altre stanno adottando gli atti fondamentali propedeutici al trasferimento delle funzioni;
3. sotto il profilo del trasferimento delle funzioni amministrative:
alle comunità costituite e organizzate nei loro organi e atti fondamentali sono state per il momento trasferite solo le competenze già attribuite ai corrispondenti comprensori (assistenza scolastica, assistenza e beneficienza pubblica compresi i servizi socio assistenziali, edilizia abitativa pubblica e sovvenzionata) oltre alle funzioni in materia di urbanistica stabilite dalla legge urbanistica provinciale (che però richiede la predisposizione di nuovi strumenti di pianificazione) e naturalmente la competenza in materia di programmazione economica;
al momento non sono trasferite altre funzioni.
I tasselli che mancano non sono pochi: alcuni di essi sono già in fase di attuazione, altri sono solo impostati, altri ancora attendono di essere definiti.
La fase costituente delle comunità non risulta ancora pienamente completata per tutte: per cui alcune comunità non hanno ancora avuto trasferito il primo nucleo di funzioni.
Nelle intenzioni di chi ha la regia del processo di attuazione della legge di riforma istituzionale dovrebbe ora seguire una fase più operativa, finalizzata a creare e far funzionare gli strumenti (fra cui risorse e personale) e le organizzazioni necessari a supportare l’esercizio delle competenze, vecchie e nuove.
Fare previsioni sul completamento del processo non è facile, perché pesano condizioni e vincoli di vario tipo (politici, istituzionali, giuridici, organizzativi, funzionali e finanziari). Se non interverranno nuovi intoppi, è ragionevole ipotizzare che un buono stadio di attuazione di questa riforma strategica non potrà consolidarsi prima della fine della corrente legislatura.
Teoria e prassi del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT). Il caso dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino (15.6.2011)
EURAC SCIENCE CAFE in tema di federalismo fiscale (15.6.2011)
Sabanadze Natalie/Palermo Francesco (cur.), National Minorities in Inter-State Relations (Leiden, Nijhoff: 2011).
Greco Guido (cur.), Il sistema della giustizia amministrativa negli appalti pubblici in europa. Quaderni della rivista italiana di diritto pubblico comunitario (Milano, Giuffrè: 2010).
Schmid Sebastian et al (cur.), Auf dem Weg zum hypermodernen Rechtsstaat? Tagung der Österreichischen Assistentinnen und Assistenten Öffentliches Recht, vol.1 (Wien, Sramek Verlag: 2011).
Sonntag Niklas, Präventive Normenkontrolle in Österreich. Schriften zum Internationalen und Vergleichenden Öffentlichen Recht, vol. 15 (Wien/Baden-Baden, facultas.wuv/Nomos: 2011).

References: § 2
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