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Azione nonviolenta - dicembre 2013, anno 50, numero 600 | PDF Flipbook
dicembre 2013 Anno 50 n. 600 12 Rivista mensile fondata da Aldo Capitini nel 1964 13 1964 1974 1984 1994 2004 2014 Cinquant’anni e oltre contributo € 3,00 ne tie ce n Co indi 013 l’ 2-2 1 20 Redazione via Spagna 8 - 37123 Verona
Direzione, Redazione, Amministrazione Via Spagna, 8 - 37123 Verona (Italy) Tel. e Fax (++39) 045 8009803 E-mail: www.nonviolenti.org Editore Movimento Nonviolento (Associazione di Promozione Sociale) Codice fiscale 93100500235 Partita Iva 02878130232 Rivista mensile del Movimento Nonviolento di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo. Numero 12 • Dicembre 2013 Direttore Mao Valpiana Amministrazione Piercarlo Racca Indice 3	La durata è la forma delle cose Mao Valpiana 4	Cominciamo dal disarmo: le proposte della nonviolenza Movimento Nonviolento 7	Il nostro programma politico: disarmo unilaterale e difesa civile Mao Valpiana 8	Lista d’onore dei prigionieri di coscienza per la pace 2014 12	Una voce che viene dal fondo del pozzo a cura della Redazione 14	La miglior difesa è la pace Nicola Lapenta 16	Indice di Azione nonviolenta. Anni 2012-2013 Caterina Del Torto, Elisa Santagata, Irene Peretti 24	La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo Firmatari Arena di Pace 2014 26	OSSERVATORIO INTERNAZIONALE	Un altro oleodotto minaccia il Canada 27	RELIGIONI E NONVIOLENZA	Non c’è pace mondiale senza pace religiosa 28	MUSICA Alzare gli occhi e cantare con fede 29	LIBRI	La persuasione contro la banalità 30	CINEMA	La politica per il potere o per il bene collettivo? 30	IL CALICE	In punta di piedi Hanno collaborato alla redazione di questo numero: Elena Buccoliero, Enrico Pompeo, Sergio Albesano, Paolo Predieri, Ilaria Nannetti, Caterina Bianciardi, Enrico Peyretti, Christoph Baker, Gabriella Falcicchio, Francesco Spagnolo, Roberto Rossi, Daniele Taurino, Mauro Biani (disegni). Impaginazione e stampa (su carta riciclata) a cura di Scripta s.c. via Albere 18 - 37138 Verona tel. 045 8102065 - fax 045 8102064 idea@scriptanet.net - www.scriptanet.net Direttore responsabile Pietro Pinna Adesione al Movimento Nonviolento Per iscriversi o versare contributi al Movimento Nonviolento utilizzare il conto corrente postale 18745455 intestato a Movimento Nonviolento - oppure per bonifico bancario utilizzare il Codice IBAN: IT 35 U 07601 11700 000018745455. Nella causale specificare “Contributo di adesione al MN”. L’adesione al MN (€ 60,00) comprende l’invio di Azione Nonviolenta. Abbonamento annuo € 32,00 da versare sul conto corrente postale 18745455 intestato ad Movimento Nonviolento, oppure per bonifico bancario utilizzare il Codice IBAN: IT 35 U 07601 11700 000018745455. Nella causale specificare “Abbonamento ad AN”. 5 per mille Nella dichiarazione dei redditi vi invitiamo a destinare il 5x1000 al Movimento Nonviolento, indicando il codice fiscale 93100500235 ISSN: 1125-7229 Associato all’USPI, Unione Stampa Periodica Italiana Iscrizione Registro Nazionale della Stampa n. 3091 vol. 31 foglio 721 del 4/4/1991 Registrazione del Tribunale di Verona n. 818 del 7/71988 Spedizione in abbonamento postale. Poste Italiane s.p.a. – DL 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB VERONA. Tassa pagata/Taxe perçue. Pubblicazione mensile, dicembre 2013, anno 50 n. 600, fascicolo 436 Un numero arretrato contributo € 4,00 comprese le spese di spedizione. Chiuso in tipografia il 5 dicembre 2013 Tiratura in 1500 copie. Sostieni il Movimento Nonviolento con l’opzione 5x1000 codice fiscale 93100500235 In copertina: Cinquant’anni e oltre
1964-2014 La durata è la forma delle cose di Mao Valpiana* Il primo numero di Azione nonviolenta porta la data del 10 gennaio 1964. Mezzo secolo fa. Venne annunciato come “Numero unico in attesa dell’autorizzazione a periodico mensile del Movimento Nonviolento per la pace – l’abbonamento costerà mille lire”. Il numero era “a cura di Aldo Capitini” e il Comitato di redazione formato da Giuseppe Francone, Pietro Pinna, Luisa Schippa. L’amministrazione, la redazione e la direzione trovavano sede a Perugia in “via dei Filosofi 33, ultimo piano”, la casa di Capitini. Vale la pena ripassare gli argomenti trattati in quel primo fascicolo: - l’illustrazione delle attività svolte dal Gruppo di azione diretta nonviolenta; - i buddhisti nel Viet-Nam del Sud; - la nonviolenza in azione per una nuova società; - i principi della nonviolenza; l’elenco delle riviste per la pace e la nonviolenza nel mondo; - recensioni di libri e articoli sulla nonviolenza; - una bibliografia gandhiana; - la rubrica delle lettere al direttore. Vennero anche annunciati i titoli di alcuni articoli che avrebbero trovato pubblicazione nei numeri successivi: - Kennedy; - la lotta dei negri in America; - il neutralismo; - campagne nonviolente in Inghilterra; - svolgimenti del gandhismo; - gli obiettori di coscienza nelle prigioni italiane; - tecniche del metodo nonviolento; - l’educazione alla pace; - nonviolenza e dialogo; - vittorie senza violenza; - la guerra chimica e batteriologica; - la nonviolenza e il diritto; - la lotta nel Sud-Africa. Da allora in poi Azione nonviolenta ha mantenuto l’impegno con i propri lettori. Sono usciti regolarmente 600 fascicoli, mese dopo mese, anno dopo anno, decennio dopo decennio, rispettando “il programma” che lo stesso Capitini aveva delineato: “Con Azione nonviolenta poniamo un centro di questo lavoro. Esso sarà informativo. Fornendo notizie su tutto ciò che avviene nel mondo con attinenza al metodo nonviolento; sarà teorico, perché esaminerà le ragioni e tutti i problemi, anche i più tormentosi, di questo metodo; sarà pratico-informativo, perché illustrerà via via le tecniche di questo metodo, in modo che diventi palese quanto esse sono ricche e complesse e possono ancora accrescersi infinitamente, perché la nonviolenza è infinita e creativa nel suo sviluppo. Azione nonviolenta riferirà su libri e articoli concernenti la nonviolenza e la pace; manterrà sempre aperto il dibattito con quesiti e risposte. E vuole anche essere fatta da tutti, nel senso che esaminerà volentieri proposte, suggerimenti, articoli che riceverà, come si augura fin da ora di essere aiutata nella diffusione capillare, nella raccolta di abbonamenti e di offerte per le gravi spese.” Ora, dopo cinquant’anni, Azione nonviolenta deve fare i conti con un momento di difficoltà economica (calo degli abbonamenti, crescita dei costi) e quindi di “crisi”. Ma il Movimento Nonviolento, che della rivista è l’Editore, vuole interpretarla come una “crisi di crescita”. Per questo Azione nonviolenta, anziché chiudere, come purtroppo stanno facendo troppe riviste, intende rilanciare, rinnovarsi e raddoppiare. Nel 2014 uscirà sia in versione cartacea (seppur con periodicità allungata) che in versione telematica; avremo dunque due nuove redazioni, che si integreranno per fornire ai lettori aggiornamenti quotidiani nell’edizione in rete e approfondimenti tematici nel fascicolo che i lettori riceveranno a casa. Ai lettori chiediamo solo un po’ di pazienza; per avviare il nuovo processo ci vorrà qualche mese... La scommessa riuscirà solo ed esclusivamente se chi ci legge deciderà di essere protagonista del futuro di Azione nonviolenta, diventandone comproprietario, tramite la quota di abbonamento. È questo il primo passo da compiere subito per rendere possibile il 2014 della nostra rivista. Il filosofo francese Henri Bergson disse che “la durata è la caratteristica della coscienza”. Durata vuol dire che l’io vive il presente e sta nel presente con la memoria del passato e l’anticipazione del futuro. Passato e futuro possono vivere soltanto in una coscienza che li salda nel presente. Azione nonviolenta è stata la coscienza della nonviolenza organizzata nel nostro paese, assolvendo il doppio compito di essere lo specchio di quanto produce il movimento stesso, e nel contempo proporre iniziative e stimoli. Il nostro passato di cinquant’anni è la garanzia migliore su cui costruire il futuro della nuova rivista. Azione nonviolenta ora è nelle tue mani... * direttore 3
Cominciamo dal disarmo: le proposte della nonviolenza... 24° Congresso del Movimento Nonviolento Torino, 31 gennaio - 1 e 2 febbraio 2014 Cari amici e compagni del Movimento Nonviolento, molte cose sono accadute nel mondo e nel nostro Paese dal Congresso di Brescia nel quale, a fine 2010, in risposta ad un razzismo dilagante, ci eravamo impegnati, nella proposta della nonviolenza per la “città aperta”, sviluppata successivamente attraverso molte inziative locali, formative, politiche e culturali. Oggi, mentre una grave crisi economica, ecologica e sociale investe il pianeta, è in atto dall’agenda della politica, per cui tutto può essere tagliato tranne che cacciabombardieri e portaerei. Dentro questo scenario, il Movimento Nonviolento – pur nella limitatezza dei propri mezzi – ha svolto un importante impegno aperto e costruttivo, del quale queste sono state le tappe più significative: -	co-promozione della Marcia della pace per la fratellanza dei popoli – Perugia-Assisi, 2011 -	Festa per i 50 anni del Movimento Nonviolento – Verona, 2012 -	manifestazione e visita all’ex carcere militare di Peschiera del Garda – 2012 -	co-promozione del Convegno di per i 40 anni della legge sull’OdC – Firenze, 2012 -	co-costruzione del 2 Giugno Festa della Repubblica che ripudia la guerra – Roma, 2013 -	potenziamento dell’impegno nella Rete Disarmo e nella Campagna No-F35 – 20112013 -	manifesto e coordinamento nazionale delle iniziative per il 2 ottobre – 2012/2013 -	interlocuzione con l’intergruppo parlamentare per la pace – 2013 -	nascita di nuovi Centri territoriali attivi sul territorio italiano E ne sta già preparando molte altre: dalla costruzione di una campagna delle Reti per la difesa civile non armata e nonviolenta all’Arena di pace e disarmo per il 25 aprile (“oggi la liberazione si chiama nonviolenza, la resistenza si chiama disarmo”), da una nuova Festa della Repubblica che ripudia la guerra alla Festa per i 50 anni di Azione nonviolenta, al rilancio della nostra rivista nella versione cartacea alla quale affiancare una versione on line. Il disarmo, che non può essere solo militare, ma dev’essere anche politico e culturale, è il filo rosso di questo impegno che continua. Insieme alla necessità di un ripensamento di fondo sul senso stesso della difesa e della 4 una corsa globale agli armamenti senza precedenti; ad essa si aggiunge in Italia anche una crisi politica e istituzionale della quale non si intravede alcuno sbocco positivo. Eppure, l’Italia, ultima in tutti gli indicatori europei di benessere e di civiltà (lavoro e istruzione tra tutti), è nuovamente tra le prime dieci potenze militari globali. Una cultura neobellicista ha rimosso il disarmo
Congresso MN sicurezza: la sicurezza, interna e internazionale, è quella fornita da imponenti sistemi d’arma a capacità nucleare e da portaerei che li trasportano per gli oceani in missioni di guerra, contrarie allo spirito ed alla lettera della Costituzione, oppure è quella fondata su una ricostruita coesione sociale, sulla difesa dei diritti costituzionali costantemente minacciati e taglieggiati da politiche antisociali, sulla capacità di promuovere politiche di pace nel Mediterraneo e nel mondo? Si tratta di questioni che riguardano l’essenza stessa della democrazia. Il complesso militare-industriale internazionale orienta le scelte dei governi, difendendo se stesso dalla “minaccia della pace”, indirizzando pesantemente la spesa pubblica per la guerra e a vantaggio delle commesse militari. In Italia i suoi veti condizionano la prassi democratica e controllano i voti parlamentari, fino a portare i partiti a contraddire le affermazioni fatte in campagna elettorale, rendendo intangibile la spesa per gli armamenti, come accade per la vicenda dei caccia-F35. Il popolo ed i suoi rappresentanti sono sempre più espropriati da decisioni già prese, anche in sedi internazionali, come per la base Dal Molin di Vicenza, o il Muos di Niscemi o l’ammodernamento delle testate nucleari presenti sul territorio italiano, in violazione del Trattato di non proliferazione. Nonostante ciò, continua ad essere presente in Italia un significativo movimento dal basso che si impegna per la decrescita e la conversione ecologica dell’economia, il disarmo e la tutela dei territori dagli scempi delle grandi opere e delle servitù militari, i beni comuni e la democrazia partecipativa, i diritti dei più deboli e la solifarietà internazionale. Insomma, c’è ancora e, in qualche modo resiste, quella che Aldo Capitini definiva l’”Italia nonviolenta”. Di questa Italia il Movimento Nonviolento costituisce parte fondamentale, tanto più incisiva quanto più attivamente sostenuta dagli amici della nonviolenza, che convochiamo a Torino nel nostro XXIV Congresso nazionale “Cominciamo dal disarmo. Le proposte della nonviolenza” . La Presidenza, la Segreteria, il Comitato di Coordinamento del Movimento Nonviolento INDICAZIONI LOGISTICHE PER PARTECIPARE AL CONGRESSO Luogo: il congresso si terrà nei locali del Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi 13 – 10122 Torino – Tel. 011 532824. Siamo nel centro storico di Torino, zona pedonale, non accessibile alle auto. Come arrivare: in treno dalle stazioni di Torino Porta Nuova (autobus 11 o tram 4); da Torino Porta Susa (tram 13 o autobus 56). A piedi da entrambe le stazioni 15 minuti. Per chi arriva in auto (autostrada da Piacenza) consigliamo di lasciarla parcheggiata in piazza Caio Mario e proseguire con il tram 4. Per chi arriva in auto (autostrada Milano) consigliamo di lasciarla nei parcheggi all’uscita dell’autostrada e proseguire con il tram 4. I parcheggi in centro sono tutti a pagamento. Pernottamenti - in albergo (prezzi da 70-75 euro camera doppia) vicino alla stazione di Torino Porta Nuova: Albergo Bologna – C.so Vittorio Emanuel 60 - 011 5620193; Albergo Roma – P.za Carlo Felice 60 – 011 5612772 questo albergo offre anche “camere turistiche” a 60 euro; Hotel Ibis Styles (011 5620653). Per le camere singole i prezzi sono 45-55 euro. - in ostello: open 11 – C.so Venezia 11 (011 250535), camere con bagno: doppie euro 49, triple euro 58, quadruple euro 74. Camera doppia uso singola euro 35. Posto letto in camera collettiva euro 19,50. La dotazione di asciugamani (facoltativa) costa 2,50 euro. Sito web dell’ostello: www.cooperativadoc.it Dall’ostello alla sede del congresso autobus 11 (frequenza ogni 12 minuti – tempo di percorrenza 10 minuti). L’ostello è raggiungibile dalla stazione di Torino Porta Nuova con l’autobus 11 e dalla stazione di Torino Porta Susa con l’autobus 10, fermata stazione Dora GTT; dall’aeroporto di Torino con il treno GTT. In auto possibilità di parcheggio nelle vie adiacenti. - alberghi vicino alla sede del congresso (prezzi da 7090 euro camera doppia): Le petit hotel (011 5612626); Hotel Dogana Vecchia (011; 4366752); Antico Distretto, dista 1 Km. (camere doppie 60 euro) Tel. 011 5213713. Per tutte queste soluzioni potete prenotare con booking.com o venere.com a prezzi spesso più convenienti che non l’accesso diretto. - in sede potete dormire gratuitamente con il vostro sacco a pelo e materassino. Pasti I pasti saranno liberi in quanto nelle vie adiacenti la sede congressuale ci sono molte possibilità di pranzare con 8-10 euro. Trasporti in città: il biglietto di trasporto urbano costa euro 1,50 vale 90 minuti, il biglietto giornaliero costa euro 5 e vale 24 ore, il biglietto 2 giorni costa euro 7,50 e vale 48 ore, il biglietto 3 giorni costa euro 10 e vale 72 ore. I biglietti si acquistano nelle edicole, tabaccai, bar. 5
24° CONGRESSO NAZIONALE del MOVIMENTO NONVIOLENTO COMINCIAMO DAL DISARMO… le proposte della Nonviolenza TORINO, 31 GENNAIO / 1-2 FEBBRAIO 2014 Sala Gabriella Poli c/o Centro Studi Sereno Regis - Via Garibaldi 13 Programma Venerdì 31 gennaio: -	ore 15.30 Percorsi di Pace (visita guidata di alcune tappe della città) -	ore 18.00 “L’Europa che vogliamo” disarmo, difesa, diritti, democrazia... Roberto Burlando (economista), Francesco Vignarca (RID), Paolo Bergamaschi (funzionario Parlamento europeo), Roberto Palea (Mfe), saranno intervistati da Mao Valpiana -	ore 15.00 ripresa lavori, interventi, formazione delle commissioni -	ore 16.00 lavori delle commissioni 1.	Diritti/doveri (Daniele Taurino) 2.	Disarmo (Massimiliano Pilati) 3.	Democrazia (Elena Buccoliero) 4.	Decrescita/semplicità volontaria/stili di vita (Raffaella Mendolia) -	ore 21.30 proiezione del docu/film “in marcia”. 50 anni del Movimento Nonviolento, di Roberto Rossi e Roberta Mani Sabato 1 febbraio: -	ore 10.00 accoglienza -	ore 10.30 relazione della segreteria (Pasquale Pugliese) e della presidenza (Mao Valpiana) -	ore 11.30 interventi e dibattito sulle relazioni -	ore 13.00 pausa pranzo Domenica 2 febbraio -	ore 9.00 presentazione dei lavori delle commissioni, dibattito, presentazione mozioni -	ore 11.00 votazione delle mozioni congressuali, nomine e adempimenti. -	ore 14.00 termine e chiusura del 24° congresso nazionale È tempo di rinnovare l’adesione al Movimento Nonviolento Al Congresso possono partecipare ed intervenire tutti, ma solo gli iscritti possono votare e quindi decidere il programma politico nonviolento ed assumersene la responsabilità 60,00 € sul CCP n. 18745455 IBAN: IT 35 U 07601 11700 0000 18745455 6 Versamento comprensivo dell’invio della rivista e detraibile dalla dichiarazione dei redditi
Congresso MN Il nostro programma politico: disarmo unilaterale e difesa civile Al Congresso di Torino sceglieremo mezzi e fini per scrivere il futuro del Movimento Nonviolento di Mao Valpiana* Ed eccoci ormai alle porte del ventiquattresimo congresso nazionale del Movimento Nonviolento. Scuola di partecipazione, responsabilità, condivisione, democrazia. Mica poco. Il dibattito precongressuale svoltosi su queste pagine avrebbe sicuramente potuto esprimere molto di più, se anche altri aderenti al MN si fossere espressi oltre ai pochi che l’hanno fatto, tuttavia alcuni elementi fondamentali sono emersi (in particolare nell’articolo del Segretario Pasquale Pugliese “Note sparse verso il 24° Congresso del Movimento Nonviolento” pubblicato sul numero di agosto-settembre 2013 da pag. 3 a pag. 7, che consiglio di rileggere). Il Congresso è il momento in cui coloro che scelgono con l’adesione di “essere” il Movimento Nonviolento si incontrano, si confrontano e decidono insieme il programma su cui lavorare nei prossimi tre anni.; è anche il momento dei bilanci, delle verifiche delle cose fatte, dei successi e degli insuccessi; infine è il momento in cui ci si conta e delle valutazioni sulle energie e le forze reali a disposizione. Abbiamo individuato nel “disarmo” la parolachiave del prossimo congresso. È stato questo, infatti, il filo conduttore del nostro agire recente e presente. Lo abbiamo detto già dal palco della marcia Perugia-Assisi del 2011, quella del cinquantesimo della prima edizione di Capitini: “Per cominciare, dobbiamo partire da noi stessi, ognuno di noi deve fare il proprio disarmo. Un disarmo unilaterale, un disarmo culturale. Fare cadere i muri dentro le nostre teste. Spezzare il proprio fucile. Non aspettiamo che siano gli altri a disarmare, incominciamo noi! Questo è l’orizzonte che ci ha mostrato Aldo Capitini, questo è il varco attuale della storia che Capitini ha indicato dalla Rocca di Assisi cinquant’anni fa. Il Movimento Nonviolento, da lui fondato, prosegue il cammino nella direzione di una politica nonviolenta per l’opposizione integrale alla guerra”. Il cammino, per noi, è proseguito con il coinvolgimento diretto nella campagna contro gli F35 e dunque in una partecipazione attiva nella Rete Italiana Disarmo. Abbiamo poi promosso, con le principali associazioni aderenti alla Conferenza nazionale degli Enti di servizio civile, il convegno sui 40 anni dell’obiezione di coscienza, che ha lanciato l’Alleanza per il servizio civile, inteso come elemento della difesa civine non armata e nonviolenta. Proprio a seguito di questo il Movimento Nonviolento ha svolto il ruolo di “cerniera” tra le associazioni del disarmo (Rid) e le associazioni del servizio civile (Cnesc), che ha costituito la base operativa per l’organizzazione del “2 giugno, Festa della Repubblica che ripudia la guerra”, e successivamente del “2 ottobre, giornata internazionale della nonviolenza”, e quindi del “4 novembre, giornata di lutto e di impegno contro la guerra”. Tre ricorrenze e tre mobilitazioni nonviolente su tutto il terrotorio nazionale che hanno coinvolto centinaia di gruppi locali in tutte le regioni d’Italia. Ora dobbiamo guardare avanti. Il nostro programma politico (il disarmo unilaterale come atto concreto per il ripudio della guerra, e dunque l’abolizione delle spese militari per la costruzione di una difesa civile non armata e nonviolenta) è molto ambizioso, ma è ciò che dobbiamo fare anche per dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione (ripudio guerra, difesa civile). Dobbiamo chiederci su quali forze possiamo contare per raggiungere i nostri obiettivi. Certamente saranno fondamentali le alleanze che sapremo mettere in campo (e dunque la nostra capacità di dialogo) ma non possiamo prescindere dalla necessità di rafforzamento della nostra esile organizzazione, pur salvaguardando la leggerezza che vogliamo mantenere. L’autorevolezza data dai tanti lustri di ininterrotta militanza, va ora coniugata con la capacità di attirare nuove energie. Radici solide e freschi germogli, sono il segreto della salute di ogni pianta. * presidente 7
Lista d’onore dei prigionieri di coscienza per la Pace 2014 Ogni anno, in ogni paese del mondo, migliaia di persone vengono incarcerate per motivi di coscienza, per aver fatto azioni nonviolente contro la guerra, o per aver obiettato al servizio militare armato. La War Resisters Internationale (l’Internazionale dei Resistenti alla Guerra, cui il Movimento Nonviolento è affiliato ed è la sezione italiana), stila ogni anno l’elenco dei prigionieri di cui riesce ad avere notizie certe. Pubblichiamo i nomi dei detenuti, divisi per paese, e vi invitiamo a scrivere loro, anche come pressione su chi li ha condannati. È importante far sapere ai governi di quei paesi, che i “prigionieri per la pace” non sono soli. Sotto ogni nome il periodo di detenzione (inizio e fine pena), seguito dall’indirizzo del carcere cui inviare la posta; infine il motivo della condanna (la sigla OC sta per Obiettore di Coscienza). Sosteniamo questi “detenuti per la pace” inviando loro la nostra concreta solidarietà e riconoscenza, con lettere o cartoline di saluti e auguri. Buon anno nuovo! Per l’invio di cartoline o lettere: •	inviare sempre corrispondenza in busta (anche le cartoline); •	scrivere sulla busta nome e indirizzo del mittente; •	essere colloquiali e creativi: mandare foto della propria vita, disegni; •	dire ai prigionieri che cosa si fa per fermare la guerra e i suoi preparativi; •	non scrivere alcunché che possa procurare guai al destinatario; •	pensare a che genere di cosa si desidererebbe ricevere se si fosse in prigione; •	non iniziare con “Che bravo sei, non potrei mai fare qualcosa del genere!”; •	non aspettarsi che il prigioniero risponda; •	ricordarsi: l’anno prossimo potrebbe toccare a noi … Nota: Non abbiamo gli indirizzi completi per tutti i prigionieri, ma pur sempre per molti. Scrivete a quelli con indirizzo completo. Se è indicato un numero per un prigioniero, indicatelo nell’indirizzo. Armenia Ashot Voskanyan 02.02.2011 - 01.02.2014 Erebuni Penal Institutions, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 36 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) Artur Advan 07.07.2011 - 06.01.2014 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 30 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) Vahagn Margaryan 07.07.2011 - 06.01.2014 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 30 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) Garegin Avetisyan 19.07.2011 - 18.01.2014 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 30 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) OC Testimone di Geova. Incarcerato per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1). In attesa di giudizio. Maksim Khudoyan 06.08.2012 - 06.02.2015 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 30 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) Gevorg Sahakyan 23.08.2012 - 23.08.2014 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 24 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) Anania Grigoryan 15.11.2012 - 15.11.2014 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 24 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) il 28.06.2012 e incarcerato dopo fallimento di un appello il 15.11.12 Artsrun Khachatryan 26.11.2012 - 26.05.2015 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia OC Testimone di Geova. Condannato a 30 mesi per rifiuto di prestare servizio militare (art. 327, § 1) il 8 Harutyun Khachatryan 27.07.2011 Nubarashen Penal Institution, Yerevan, Armenia
War Resisters’ International 10.07.2012 e incarcerato dopo fallimento di un appello il 26.11.2012. Per info individuali (nella sequenza qui sopra):http://wri. irg.org/node/14025, -42, -44, -46, 20450, -2, -763, -4. Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Kibreab Fessejaye 27.12.2005 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Bereket Abraha Oqbagabir 01.01.2006 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Amanuel Abraham 01.01.2007 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Per info individuali (nella sequenza qui sopra):http:// wri.irg.org/node/20504, /22613, /3254, -7, -9, -61, -3, -5, -7, -9, -71, -3, -7. Yosief Fessehaye 01.01.2007 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. già carcerato per qualche tempo nel 2007 - date esatte sconosciute. Yoel Tsegezab 26.08.2008 Meitir Camp, Meitir Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Nehemiah Hagos 26.08.2008 Meitir Camp, Meitir Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Samuel Ghirmay 01.03.2009 Meitir Camp, Meitir Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Già detenuto per un periodo nel marzo 2009. Azerbaijan Karen Harutyunnyan 30.12.2011 - 30.06.2014 ---OC Testimone di Geova. Condannato a 30 mesi per rifiuto di prestare servizio militare obbligatorio nell’entità non riconosciuta del Nagorno-Karabakh. Cina Liu Yuandong 23.02.2013 Tianhe District Detention Centre, Guangzhou, China In detenzione amministrativa dal 23 feb. u.s. dopo aver partecipato a una protesta contro i test nucleari della Nord-Corea. Amnesty International ha detto che Liu Yuandong è a rischio di tortura. Eritrea Paulos Eyassu 24.09.1994 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Negede Teklemariam 24.09.1994 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Isaac Mogos 24.09.1994 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Aaron Abraha 09.05.2001 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Mussie Fessehaye 01.07.2003 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Ambakom Tsegezab 01.02.2004 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Bemnet Fessehaye 01.02.2005 Sawa Camp, Sawa, Eritrea Testimone di Geova. Carcerato per obiezione di coscienza al servizio militare. Henok Ghebru 01.02.2005 - India Irom Sharmila Chanu 06.11.2000 -	Il 2 novembre 2000 Irom Sharmila Chanu, poetessa di Manipur, decise di attuare uno sciopero della fame dopo che l’Esercito Indiano aveva massacrato dieci civili a Malom, Manipur. Il 6 novembre 2000 fu arrestata dalla polizia e accusata di tentato suicidio ai sensi della sezione 307 del Codice Penale indiano. Il 21 novembre 2000 le inserirono un sondino di plastica nel naso per la nutrizione liquida forzata. È così sopravvissuta con una dieta liquida e in pieno isolamento come carcerata d’alta sicurezza per l’ultima decina d’anni. Viene regolarmente rilasciata ogni anno solo per essere nuovamente arrestata. 9
Israele Bar Ahronovitch 13.11.2013 - 02.12.2013 Military Prison #6, Military Postal Code 01860, IDF Israel Prima carcerazione. 20 giorni per rifiuto di arruolarsi nell’apparato militare israeliano. Arrestato il 20 dicembre 2011, indagato per associazione alla KCK (Unione Comunitaria Kurda). Ismail Yıldız è giornalista, e ha dichiarato la sua obiezione di coscienza in prigione, il 27 febbraio 2012. Ali Fikri Isik 27.02.2013 - 14.03.2014 Edirne Military Prison Sukru Pasa Kislasi Askeri Cezaevi, Edirne/TURKEY Seconda detenzione. Condannato a 1 anno e 15 giorni per diserzione. Corea del Sud Yang Yoon-Mo (#301) 01.02.2013 - 01.08.2014 Jeju Prison, 161 Ora-2 dong, Jeju City, Jeju Special Self-Governing Island [isola di Jeju a statuto speciale, ndt], 690-162, South Korea 18 mesi di carcerazione a seguito di azione diretta nonviolenta al cantiere della base navale del villaggio di Gangjeong, Isola di Jeju. Song Gang ho (#409) 01.07.2013 Jeju Prison, 161 Ora-2 dong, Jeju City, Jeju Special Self-Governing Island, 690-162, South Korea In attesa di giudizio a seguito di azione diretta nonviolenta al cantiere della base navale del villaggio di Gangjeong, Isola di Jeju. Park do hyeon (#535) 01.07.2013 Jeju Prison, 161 Ora-2 dong, Jeju City, Jeju Special Self-Governing Island, 690-162, South Korea In attesa di giudizio a seguito di azione diretta nonviolenta al cantiere della base navale del villaggio di Gangjeong, Isola di Jeju. Per info individuali (nella sequenza qui sopra):http:// wri.irg.org/node/14002, -4, -7, -9, /9226, 22696, /21167, 22706, -8. Kim moo seok (#805) 13.08.2013 - 12.02.2015 Southern Seoul Prison, P.O Box 165, Geumcheon-gu, Seoul, Republic of Korea, 153-600 18 mesi di carcerazione per rifiuto di intraprendere servizio militare obbligatorio nella Repubblica di Corea. Kim Eun hye (#12) 08.10.2013 - 07.07.2014 Jeju Prison, 161 Ora-2 dong, Jeju City, Jeju Special Self-Governing Island, 690-162, South Korea 8 mesi di carcerazione a seguito di azione diretta nonviolenta al cantiere della base navale USA sull’isola di Jeju. Kang bu eon (#582) 08.11.2013 - 07.05.2014 Jeju Prison, 161 Ora-2 dong, Jeju City, Jeju Special Self-Governing Island, 690-162, South Korea 6 mesi di carcerazione per azione diretta nonviolenta al cantiere della base navale USA sull’isola di Jeju. Turkmenistan Zafar Abdullaev 06.03.2012 - 06.03.2014 Seydi Labour Camp Turkmenistan 746222 Lebap vilayet Seydi uchr. LBK/12 OC Testimone di Geova. Condannato a 2 anni di carcere per rifiuto del servizio militare. Navruz Nasyrlaev 01.05.2012 - 30.04.2014 Seydi Labour Camp Turkmenistan 746222 Lebap vilayet Seydi uchr. LBK/12 OC Testimone di Geova. Condannato a 2 anni di carcere per rifiuto del servizio militare Dovran Matyakubov 24.12.2012 - 24.12.2014 OC Testimone di Geova. Condannato a 2 anni di carcere per rifiuto del servizio militare. Questa è una seconda detenzione – la prima era di 18 mesi. Yadgarbek Sharipov 25.12.2012 - 25.12.2013 OC Testimone di Geova. Carcerato per 1 anno per rifiuto del servizio militare. Matkarim Aminov 08.01.2013 - 08.01.2015 OC Testimone di Geova. Condannato a 2 anni di carcere per rifiuto del servizio militare. Questa è una seconda detenzione – la prima era di 18 mesi. Per info individuali (nella sequenza qui sopra):http:// wri.irg.org/node/22714, -10, -12; 14632, 21385; 15047, 9638, 20230, 21300, 20232. Arslan Dovletov 09.01.2013 - 09.07.2014 OC Testimone di Geova. Carcerato per 18 mesi per rifiuto del servizio militare. Atamurat Suvkhanov 03.04.2013 - 12.03.2014 Seydi Labour Camp Turkmenistan 746222 Lebap vilayet Seydi uchr. LBK/12 OC Testimone di Geova. Seconda condanna al carcere, carcerato per 1 anno. Amirlan Tolkachev 10.07.2013 - 09.01.2015 Seydi Labour Camp Turkmenistan 746222 Lebap vilayet Seydi uchr. LBK/12 OC Testimone di Geova. Prima condanna al carcere, carcerato per 18 mesi. Turchia 10 Ismail Yıldız 20.12.2011 Kocaeli 1 Nolu F Tipi, Yüksek Güvenlikli Kapalı Ceza ve İnfaz Kurumu A7\20 Koğuşu İzmit – Kocaeli, TC
War Resisters’ International United States of America Rafil Dhafir (11921-052) 26.04.2000 - 26.04.2022 Federal Medical Center Devens, P.O. Box 879, Ayer, MA 01432, USA 22 anni per imputazioni risultanti dall’aver fornito aiuto umanitario e finanziario a irakeni in violazione delle sanzioni USA. Chelsea (in precedenza Bradley) Manning 15.05.2010 - 20.08.2048 JRCF, 830 Sabalu Road, Fort Leavenworth, KS 66027 35 anni di carcere [dalla sentenza del 2013, ndt] per spionaggio, furto e altre accuse [minori]. Norman Edgar Lowry Jr. (KN9758) 01.08.2011 - 31.08.2018 SCI Dallas, 1000 Follies Rd., Dallas, PA 18612, USA Condannato per una terza intrusione all’ufficio di reclutamento militare di Lancaster, Pennsylvania. Comminati da uno a sette anni di reclusione col 31.08.2018 come ultima data di rilascio. Shakir Hamoodi (21901-045) 07.04.2012 - 07.04.2015 USP Leavenworth, POB 1000, Leavenworth, KS 66048, USA Accordo su ammissione di colpevolezza per aver violato le sanzioni USA del 1991-2003 fornendo assistenza economica personale alla famiglia e ad amici residenti in Iraq. Brian Church (2012-0519002) 18.05.2012 P.O. Box 089002, Chicago, IL 60608, USA. Carcerato per carichi pendenti relativi a proteste al vertice NATO di Chicago del 16-17 maggio 2012, e trattenuto per cauzione per libertà provvisoria di 150.000– 1.500.000 $. Jared Chase (2012-0519003) 18.05.2012 P.O. Box 089002, Chicago, IL 60608, USA	Carcerato per carichi pendenti relativi a proteste al vertice NATO di Chicago del 16-17 maggio 2012, e trattenuto per cauzione per libertà provvisoria di 150.000– 1.500.000 $. Brent Betterly (2012-0519001) 18.05.2012 P.O. Box 089002, Chicago, IL 60608, USA. Carcerato per carichi pendenti relativi a proteste al vertice NATO di Chicago del 16-17 maggio 2012, e trattenuto per cauzione per libertà provvisoria di 150.000– 1.500.000 $. Mark Neiweem (2012-0520023) 18.05.2012 P.O. Box 089002, Chicago, IL 60608, USA. Carcerato per carichi pendenti relativi a proteste al vertice NATO di Chicago del 16-17 maggio 2012, e trattenuto per cauzione per libertà provvisoria di 150.000– 1.500.000 $. Per info individuali (nella sequenza qui sopra):http:// wri.irg.org/node/21302, /8107, /22286; /3314, /11621, /14704, /20676, -9, -81, -3, -5. Justin Colby 22.03.2013 - 22.12.2013 Fort Carson COLBY, Justin, 1450 Alder Rd., Box 339536, Joint Base Lewis-McChord, WA 98433-9536 Condannato a 9 mesi di carcere per diserzione fra schieramenti successivi in Iraq. Kimberly Rivera 29.04.2013 - 28 02.2014 Dichiaratasi colpevole per due capi d’imputazione: diserzione; condannata a 10 mesi di carcere. Gregory Boertje-Obed 05.08.2013 Irwin County Detention Center, 132 Cotton Drive, Ocilla, GA 31774. Carcerato in attesa di sentenza il 28.01.2014 per azione in gruppo di Transform Now Plowshares [Trasformare (in) Vomeri Adesso, ndt], a seguito d’imputazione per sabotaggio e depredazione di proprietà governativa al complesso armiero nucleare Y-12 a Oak Ridge, Tennessee, il 28.07.2012. Megan Rice 05.08.2013 Irwin County Detention Center 132 Cotton Drive, Ocilla, GA 31774. Carcerato in attesa di sentenza il 28.01.2014 per azione in gruppo di Transform Now Plowshares [Trasformare (in) Vomeri Adesso, ndt], a seguito d’imputazione per sabotaggio e depredazione di proprietà governativa al complesso armiero nucleare Y-12 a Oak Ridge, Tennessee, il 28.07.2012. 22614 05.08.2013 Irwin County Detention Center 132 Cotton Drive, Ocilla, GA 31774. Carcerato in attesa di sentenza il 28.01.2014 per azione in gruppo di Transform Now Plowshares [Trasformare (in) Vomeri Adesso, ndt], a seguito d’imputazione per sabotaggio e depredazione di proprietà governativa al complesso armiero nucleare Y-12 a Oak Ridge, Tennessee, il 28.07.2012. Michael Walli 05.08.2013 Irwin County Detention Center 132 Cotton Drive, Ocilla, GA 31774. Carcerato in attesa di sentenza il 28.01.2014 per azione in gruppo di Transform Now Plowshares [Trasformare (in) Vomeri Adesso, ndt], a seguito d’imputazione per sabotaggio e depredazione di proprietà governativa al complesso armiero nucleare Y-12 a Oak Ridge, Tennessee, il 28.07.2012. Gerald Ebner 02.09.2013 - 01.03.2014 FMC Lexington Satellite Camp, POB 14525 Lexington, KY 40512 Sei mesi di detenzione per ingresso abusivo al centro di comando nucleare alla base Air Force di Offutt presso Omaha, Nebraska, durante un’azione testimoniale alla Festa dei Santi Innocenti il 28 dicembre 2012. Per info individuali (nella sequenza qui sopra):http:// wri.irg.org/node/21509, 20380, 22609, -12, -14, 14058, 22617. War Resisters’ International, 5 Caledonian Rd, London N1 9DX, Britain tel +44-20-7278 4040 & +44-20-3355 2364, skype: warresisters, fax +44-20-7278 0444 email info@wri-irg.org (encryption key), web http://wri-irg.org (Traduzione a cura di Miki Lanza) 11
Una voce che viene dal fondo del pozzo Intervista a Nicola Gobbi e Jacopo Frey* a cura della Redazione “Alla sua morte nel 1995, Alexander Langer è stato messo in un pozzo, dimenticato dai più, recalcitranti a ricordare personaggi che volutamente non ricercano posizioni di primo piano sulla scena pubblica e che preferiscono tessere reti e fare una politica, soprattutto di pace, concreta. con il nostro fumetto noi abbiamo cercato di tirarlo fuori da quel pozzo”. Con queste parole Nicola Gobbi, disegnatore di Ancona, inizia a raccontarci di “In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer” (Comma 22, 2013), una particolare biografia a fumetti del pacifista ed ambientalista suditirolese di cui spesso abbiamo parlato sulle pagine della nostra rivista, che ha da poco pubblicato assieme allo sceneggiatore e storico Jacopo Frey, anche lui anconetano, dopo essere stati premiati nel 2012 nella sezione libro del concorso nazionale per giovani autori “Reality draws”, bandito dall’Associazione Mirada di Ravenna, organizzatrice del Festival del fumetto di realtà Komikazen. Viene da chiedersi come mai due giovani, lontani per appartenenza geografica e generazionale dal percorso di Alexander Langer, abbiano scelto un personaggio del genere per una graphic novel. Come mai questa scelta e da dove nasce l’idea di raccontare l’impegno di Langer per la pace e la convivenza? Jacopo: L’idea di provare a fare una biografia a fumetti su Langer nasce da me e dai miei studi. Per alcuni lavori all’università, mi ero spesso confrontato con il lungo ‘68 italiano e con la cosiddetta stagione dei movimenti: il dissenso cattolico e la sinistra extraparlamentare prima, il riflusso e la scoperta di nuove forme di impegno come la pace e l’ambientalismo. In tutti questi passaggi, c’era una figura che tornava spesso: Alexander Langer. Mi sono così avvicinato ai suoi scritti e al suo pensiero: ho scoperto così un attivista politico molto lucido capace di rinnovarsi, senza però mai tradire la sua profonda coerenza. Così, ho deciso di parlarne a Nicola, con cui da tempo collaboravo, e abbiamo pensato di provare a raccontarla con un fumetto, nostra storica passione comune. Nicola: Come tanti, anche io non conoscevo Langer e, pur interessandomi alla storia contemporanea e alla politica non avevo mai sentito parlare. Quando Jacopo me ne ha parlato per la prima volta pensavo che sarebbe stato difficile farne un fumetto: non riuscivo a vedere l’avventura, necessaria per un racconto a fumetti, e vedevo la sua vita come molto improntata alla battaglia intellettuale. Mi sono presto reso conto dell’errore: parlando con chi l’ha conosciuto e leggendo alcuni dei suoi testi ho scoperto una persona molto attiva e dotata soprattutto di una grande sensibilità. Alla fine quindi come avete impostato questo lavoro? Già solo sfogliando le prime pagine, “In fondo alla speranza” non si presenta con la struttura di una tradizionale biografia.. Jacopo: Raccontare una vita così densa e ricca come quella di Langer era difficile da ridurre in un albo a fumetti. Così, aiutati e consigliati dal nostro editore Daniele Brolli, abbiamo deciso di operare una scelta: quale aspetto ci avrebbe permesso di riflettere meglio su quella che è stata una delle migliori caratteristiche di Alex, ovvero la capacità di mettersi in dubbio e domandare prima di agire? La nostra risposta è stata la lotta per la pace e la convivenza, che dubbi e incertezze hanno seminato in Langer e in tanti che come lui si sono spesi per la pace in Jugoslavia. Nicola: Per tradurre in fumetti questa riflessione, abbiamo pensato ad una storia che fosse sia un “normale” racconto a fumetti basato sulle avventure di un personaggio sia un’occasione di riflessione sui nodi della partecipazione e delle difficoltà di operare per la pace in un contesto di guerra. La storia si basa infatti sul viaggio in un paese di guerra di Alex (soprannome usato da Langer per togliere imbarazzi linguistici), che molto ricorda i Balcani dove lui fu attivo dallo scoppio dei primi conflitti fino alla sua morte nel 1995, improvvisato portalettere che cerca prima di *Autori del libro a fumetti In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer (Comma 22, 2013) 12
Alex Langer tutto di rimaner vivo nei pericoli di un viaggio in solitaria, ma anche di mantener vivi i contatti fra le persone come maniera di favorire la convivenza. Nel vostro lavoro ci sono elementi che tornano: il pozzo – che, come confermano gli autori, si richiama all’articolo di Alex “Una voce dal pozzo” del 1995 – e le lettere, ma anche le foglie che assieme al colore grigio danno al fumetto un’atmosfera autunnale. C’è molta malinconia nel vostro racconto di Langer, che in realtà era una persona spiritosa e capace di sostenere gli altri in momenti di difficoltà. Nicola: Dell’aspetto malinconico e dell’atmo- sfera generalmente autunnale del nostro lavoro ci siamo resi conti solo quando abbiamo riletto il fumetto e ne abbiamo iniziato a parlare: ci siamo resi così conto di aver filtrato gli ultimi difficili anni di Alex e i suoi dubbi sull’impegno con gli occhi di due giovani degli anni “Zero”, cresciuti nella difficoltà di partecipare e in una crisi non solo economica, ma anche sociale e politica. Nel fumetto abbiamo così costruito un nostro Alex, che guarda al mondo con occhi più vicini alla nostra sensibilità che a quella della generazione che ha vissuto il sogno del cambiamento degli anni Settanta. Ciò che vorremmo è che i lettori, come noi, costruiscano un proprio Alex e lo facciano uscire anche loro dal pozzo. 13
La miglior difesa è la pace di Nicola Lapenta* A guardare fuori dai balconi sembra ormai superato e sbiadito il tempo della Pace. Le bandiere arcobaleno, simbolo della grande mobilitazione popolare contro le guerre in Afghanistan e Iraq, sembrano un ricordo lontano. E la voce di quel movimento che seppe portare in piazza milioni di persone per dire no alla guerra? Nell’arcipelago della pace l’orizzonte non è affatto piatto. Una brezza gentile e costante continua a soffiare in tante direzioni. A livello internazionale nell’ambito delle Nazioni Unite si sta sviluppando un’ampia riflessione sul tema del riconoscimento del Diritto degli individui o e dei popoli alla Pace, Una possibile ricaduta di ciò che esprime questa elaborazione si concretizza anche nella presenza di operatori di pace civili in zone di conflitto e nelle esperienze di difesa nonviolenta realizzate anche attraverso il Servizio Civile all’Estero, in modo particolare con i progetti Caschi Bianchi. In Italia, in modo particolare con l’impegno della Rete Disarmo, si è riusciti a sollevare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sul tema della riforma dello strumento militare e sull’acquisto degli F35. Il lavoro realizzato dalla campagna, chiaro e solidamente documentato, ha offerto all’opinione pubblica un quadro finalmente chiaro dei costi, economici e sociali, delle opzioni “armate”. Nell’ambito del Servizio Civile uno spiraglio di speranza si è aperto grazie al Comitato DCNAN e all’UNSC che hanno permesso la realizzazione di una sperimentazione sul tema della difesa civile non armata e nonviolenta attraverso il servizio civile in Albania, col progetto “Caschi Bianchi oltre le vendette”. La sensazione complessiva è che a fronte di alcuni ottimi risultati questi temi facciano fatica a raccogliere un interesse che vada oltre gli addetti ai lavori. L’esigenza è invece quella di lavorare per fare in modo che pace e nonviolenza recuperino spazio nell’agenda di chi ha responsabilità educative, sociali e politiche perché possano essere un volano utile ad alimentare la ricostruzione di un tessuto umano e sociale sempre più lacerato. Una solidarietà che può connotare positivamente quella difesa della Patria che è prerogativa di ogni cittadino e che si può e si deve realizzare sempre più per strade nonviolente e partendo da ciascuno di noi. Mutuando il titolo da un famoso motto popolare, il convegno “La miglior difesa è la Pace! (promuovere la pace è difendera la patria?)”, promosso dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che si terrà a Rimini dal 13 al 15 febbraio 2014, prende le mosse da questo panorama per sforzarsi di immaginare le rotte future che si potranno percorrere, forti delle esperienze già in essere. La tre giorni sarà aperta da una tavola rotonda serale basta su testimonianze e che metterà al centro il ruolo dei civili in contesti conflittuali. A caratterizzare la giornata succes- * Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII 14 discussione promossa dalla società civile con la Dichiarazione di Santiago e poi ribadito dal Consiglio dei Diritti Umani che con la risoluzione 20/15 istituisce un gruppo di lavoro intergovernativo guidato dal Costa Rica.
Difesa Civile siva saranno gruppi di lavoro nei quali ci si confronterà su tre nuclei tematici che contribuiscono a comporre quel mosaico plurale in cui si declinano numerose esperienza di pace e nonviolenza: economia, conflitto ed educazione. La conclusione e la sintesi dei lavori, nella mattinata del 15 Febbraio, è affidata ad una sessione plenaria. Una proposta articolata che toccherà i temi dell’economia armata e delle opportunità offerte dalla scelta di politiche di pace, le idee per la creazione e l’implementazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del conflitto come opportunità educativa che contribuisca alla riscoperta dell’agire cooperativo, le potenzialità di tutti i cittadini di essere operatori di pace nei propri territori. Ci sarà spazio anche per l’arte e la cultura con un San Valentino all’insegna della Pace con la serata del 14 Febbraio che sarà animata da uno speciale evento artistico. Un programma ricco che, negli auspici degli organizzatori, vuole contribuire a dare ancora più corpo e direzione a quella gentile brezza di pace, ché permetta a quelle bandiere arcobaleno, spesso riposte, di tornare a sventolare, nella vita quotidiana di ciascuno di noi. 15

References: art. 1
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