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Timestamp: 2019-01-17 17:31:52+00:00

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﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 5 novembre 2014
Mercoledì 5 novembre 2014. — Presidenza del vicepresidente Roberta AGOSTINI indi del presidente Francesco Paolo SISTO. — Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno, Gianpiero Bocci.
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017.
Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017.
La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 4 novembre.
Roberta AGOSTINI, presidente, avverte che il termine per la presentazione di emendamenti ai provvedimenti in titolo è scaduto oggi alle ore 10 e che sono stati presentati quattro emendamenti al disegno di legge di stabilità (vedi allegato 1) e due emendamenti al disegno di legge di bilancio (vedi allegato 2).
Emanuele COZZOLINO (M5S) ricorda che è sempre opportuno valutare la legge di stabilità nel suo complesso al fine di poter dare un giudizio, politico o tecnico che sia, definitivo della manovra nel suo impianto. Dovendo però occuparsi in questa sede solo delle parti di competenza della I Commissione, ritiene doveroso concentrare il suo intervento su un unico punto delle misure della legge di stabilità che riguardano la Commissione medesima. Questo perché, a suo avviso, si tratta del punto politico di gran lunga più rilevante per esprimere un giudizio sulla legge di stabilità. Si riferisce al taglio di risorse che viene operato nel triennio 2015-2017 nei confronti del ministero dell'interno, pari a 100 milioni per ciascuno dei tre anni. Una cifra totale che di per sé fa del ministero dell'interno il terzo ministero tra quelli più «salassati» dalle riduzioni di spesa disposte dall'articolo 24 del provvedimento in esame. Se si analizza nello specifico su quali missioni e programmi va ad incidere il taglio di 100 milioni di euro operato, ci si rende conto che il 74 per cento di queste riduzioni, dunque circa 74 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio, sono sottratti alla missione Ordine Pubblico e sicurezza. Andando ancora più nello specifico, evidenzia che di questi circa 74 milioni di euro di tagli, circa 43 milioni di euro di tagli sono operati sul programma Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, mentre altri 27 milioni sono sottratti al programma Pianificazione e coordinamento Forze di Polizia. Ovviamente anche la missione Prevenzione del rischio e soccorso pubblico paga un suo obolo, seppure in misura ridotta, ma comunque sempre intorno ad un taglio di circa 18 milioni di euro. Segnala, al riguardo, che la I Commissione ha diverse competenze, ma è evidente che il principale interlocutore istituzionale è il ministero dell'interno. Alla luce di questi tagli che la legge di stabilità opera, ai quali se ne aggiungono di ulteriori in altre parti dell'articolato, sottolinea che il suo giudizio, sia politico che tecnico, non può che essere fortemente negativo nei confronti di una simile operazione che non si può neppure minimamente giustificare alla luce della revisione della spesa.
Questi tagli, a suo avviso, costituiscono l'ennesima dimostrazione della totale inadeguatezza rispetto al suo ruolo del ministro dell'interno Alfano che non si è accorto di quello che dal ministero dell'economia e delle finanze tagliavano oppure che si è in presenza di una «tassa politica», che materialmente pagheranno le forze dell'ordine in termini di minori mezzi e i cittadini in termini di minore sicurezza, che il ministro Alfano è felice di pagare al Governo a causa del «guinzaglio lungo» che il presidente del Consiglio gli concede per iniziative come, ad esempio, quella della lettera ai prefetti sulle unioni di fatto tra persone dello stesso sesso, o per lo spazio concesso sul jobs act a qualcuna delle posizioni del nuovo centro destra. Concludendo, preannuncia che il suo giudizio sulle relazioni che saranno presentate in Commissione sarà fortemente negativo segnalando, inoltre, che i tagli di cui ha parlato per il prossimo triennio dimostrano, per quanto riguarda il suo gruppo, tutta la validità dell'iniziativa da loro intrapresa e che oggi si concluderà nella sfiducia al ministro Alfano.
Marilena FABBRI (PD) interviene per porre alcuni spunti di riflessione su alcune norme specifiche del disegno di legge di stabilità.
In particolare, con riguardo alle disposizioni sulla proroga del blocco stipendiale per tutto l'anno 2015 per i dipendenti della pubblica amministrazione, osserva che, pur nella condivisione dell'obiettivo del contenimento della spesa pubblica, è una manovra che incide su stipendi medio-bassi. Si tratta inoltre di un trattamento iniquo che interviene su situazioni diseguali, in quanto non parametrate alle mansioni svolte ma all'ente datore di lavoro. Si potrebbe, a suo avviso, utilizzare l'anno ulteriore di proroga del blocco stipendiale per compiere un'istruttoria su tutti i diversi trattamenti al fine di una loro unificazione.Pag. 8
Pur nel rispetto di quanto deciso dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 223 del 2012, non condivide l'esclusione dei magistrati dalle misure di blocco stipendiale. Sarebbe stato più opportuno, a suo avviso, chiedere al Consiglio superiore della magistratura di prendere decisioni autonome, nella considerazione della necessità di sacrifici per tutte le categorie rispetto alla crisi in cui versa il Paese.
Con riguardo all'inserimento in busta paga del trattamento di fine rapporto, rileva che potrebbe configurarsi una violazione del principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione, in quanto applicato ai soli lavoratori del settore privato e non anche a quelli del settore pubblico, anch'essi in grave difficoltà economica.
Esprime, quindi, un apprezzamento per le disposizioni dei commi da 6 a 10 dell'articolo 38 del disegno di legge di stabilità, che rimettono l'onere delle spese delle sedi giudiziarie a carico dello Stato a partire dal 1o settembre 2015, sottraendole al bilancio degli enti locali. Avrebbe tuttavia preferito uno sforzo ulteriore da parte del Governo con l'anticipo dell'entrata in vigore della norma al 1o gennaio 2015, data la spesa consistente a carico dei Comuni che, ad esempio, per Bologna ammonta a circa 45 milioni di euro. Ricorda che la norma vigente è nata in un periodo storico antecedente all'istituzione della Repubblica, in una situazione in cui i Comuni non disponevano di una loro autonomia finanziaria e le loro entrate provenivano direttamente dallo Stato.
Roberta LOMBARDI (M5S) invita il rappresentante del Governo, ove non lo avesse già fatto, a prendere atto delle sue osservazioni svolte nella seduta di ieri in merito al comma 14 dell'articolo 21 del disegno di legge di stabilità, norma, a suo avviso, di carattere ordinamentale ed estranea al contenuto proprio della legge di stabilità. Ricorda che, nella seduta di ieri, ha evidenziato che la disposizione appena citata si connota per la sua indeterminatezza, in quanto potrebbe essere riferita a qualsiasi fattispecie di impiego del personale del comparto sicurezza, in deroga a quanto previsto dagli accordi contrattuali vigenti, ed ha, altresì, ricordato che esiste un contenzioso di cause pendenti che verrebbe cancellato dall'approvazione della norma in oggetto.
Aggiunge che intende chiedere spiegazioni al Governo circa la previsione di cui all'articolo 21, comma 3, del disegno di legge di stabilità. Tale norma, a suo avviso, prevede, così come formulata, il blocco dei meccanismi di adeguamento retributivo nei confronti del personale non contrattualizzato di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001 anche per il 2015. Per lo stesso personale (escluso quello di cui alla legge n. 27 del 1981, vale a dire i magistrati) la norma prevede, altresì, la proroga nel 2015 del blocco della progressione automatica degli stipendi. Osserva che, in sostanza, anche il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio. Ritiene che volendo considerare che la disposizione si rivolge ai soli dirigenti della Polizia di Stato (e non ai direttivi e al personale degli altri ruoli), in relazione al fatto che vi è un rinvio anche al secondo periodo dell'articolo 9, comma 21, del decreto-legge n. 78 del 2010, che congela le classi e scatti di stipendio legati a meccanismi di progressione automatica, segnala che l'ordinamento della Polizia di Stato prevede tali progressioni automatiche degli stipendi non solo per il personale dirigente, ma anche il restante personale. Ritiene, pertanto, necessario chiarire il significato di tale disposizione poiché il citato rinvio all'articolo 9, comma 21, del decreto-legge n. 78 del 2010, avrebbe come conseguenza una produzione di effetti negativi non solo sul personale dirigente ma anche in tutti i casi di progressione automatica degli stipendi sganciata dalle progressioni di carriera. Ricorda che sono, invece, fatte salve le progressioni di carriera comunque denominate e i passaggi tra aree.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) chiede al Governo di fornire precisazioni con riferimento all'articolo 43 del Pag. 9disegno di legge di stabilità, che interviene sulla disciplina vigente dei servizi pubblici locali. Al riguardo, fa presente che tale disposizione prevede, al comma 1, n. 1, l'obbligo per gli enti locali di partecipare agli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali o omogenei, con la finalità di incentivare i processi di aggregazione tra soggetti operanti nei servizi pubblici locali di rilevanza economica e di rafforzamento della gestione industriale dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica. In proposito, evidenzia l'opportunità di coordinare tale disposizione con quanto disposto dal comma 90, dell'articolo 1, della legge n. 56 del 2014, ai sensi del quale le funzioni di organizzazione dei servizi a rete di rilevanza economica sembrano attribuite in via esclusiva alle province.
Rileva, inoltre, come non si comprenda la ratio per cui si prevedono tagli in egual misura per le province e per le città metropolitane, in contrasto con quanto prevede la predetta legge n. 56, che attribuisce nuove competenze alle città metropolitane.
Andrea GIORGIS (PD) chiede alcuni chiarimenti al Governo, al fine di comprendere maggiormente la portata e gli effetti di specifiche disposizioni del disegno di legge di stabilità.
Ad esempio, con riferimento alla proroga del blocco dei contratti e dei livelli stipendiali dei dipendenti della pubblica amministrazione, non è chiaro, a suo avviso, a quali categorie si estenda la disposizione del comma 3 dell'articolo 21 che pone, come dato di diritto insuperabile, il trattamento economico dei magistrati ordinari.
Ricorda come nel decreto legislativo n. 165 del 2001 l'elenco fosse esaustivo, comprendendo anche i dipendenti della Banca d'Italia e della Consob, mentre nel caso del decreto-legge n. 78 del 2010 l'elenco fosse più restrittivo. Chiede al Governo se nella disposizione del comma 3 dell'articolo 21 siano ricomprese Banca d'Italia, Consob e altre istituzioni similari e, se non fosse così, chiede di conoscere le ragioni della loro esclusione.
Con riguardo all'esclusione dall'applicazione delle disposizioni citate dei magistrati, ritiene che la sentenza n. 223 del 2012 della Corte costituzionale non rappresenti un limite invalicabile a un intervento sul trattamento economico di questi ultimi. Invita a riflettere sul rapporto tra imparzialità, indipendenza e trattamento economico e ricorda come l'articolo 97 della Costituzione riferisca il principio di imparzialità a tutti i dipendenti della pubblica a amministrazione e non solo ai magistrati. Inoltre ritiene che il considerare l'imparzialità garantita da un trattamento economico fuori dai parametri della crisi economica in cui ci troviamo, sia una tesi non sostenibile, oltre ad essere offensiva nei confronti dei magistrati. Esplicitare meglio che la preoccupazione sulla propria indipendenza debba riguardare tutti i dipendenti pubblici eviterebbe confusione e non rappresenterebbe al contrario una sottostima del principio d'imparzialità.
Desidera chiedere un chiarimento al Governo anche sulla portata delle disposizioni dei commi 20 e 21 dell'articolo 28 del disegno di legge di stabilità riguardo agli enti di ricerca sottoposti al controllo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. In particolare, gradirebbe conoscere se si tratti di norme di carattere economico oppure ordinamentale perché in quest'ultimo caso si porrebbero dubbi sulla loro ammissibilità all'interno del testo della legge di stabilità.
Chiede un ultimo chiarimento al Governo riguardo alla norma che sancisce stanziamenti da parte dello Stato alle Regioni per il finanziamento delle scuole paritarie. Osserva che potrebbe essere connotata come una disposizione che, da una parte, fornisce alle Regioni un contributo con finalità vincolata e che, dall'altra, stabilisce un contributo diretto alle scuole paritarie e non indiretto come nel caso di un contributo per i trasporti o per i libri scolastici.
Il sottosegretario Gianpiero BOCCI, con riferimento alle ultime due questioni segnalate dal deputato Giorgis, concernenti gli enti di ricerca vigilati dal MIUR e le scuole paritetiche, fa presente che esse rientrando specificamente nella competenza del ministero della cultura.
Evidenzia, poi, un elemento di novità, costituito dal fatto che per la prima volta un Governo riconosce la professionalità delle Forze dell'ordine, attuando il superamento del blocco economico per le progressioni in carriera.
Risponde, inoltre, alla domanda posta circa le categorie alle quali si applica il blocco economico della contrattazione nel pubblico impiego, facendo presente che tale blocco opera «nei confronti del personale non contrattualizzato in regime di diritto pubblico (professori e ricercatori universitari, dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate), restando ferma la sua inapplicabilità al personale di magistratura di cui alla legge n. 27 del 1981, nel rispetto della sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012.
Per quanto concerne, inoltre, la questione dell'equiparazione delle province e delle città metropolitane rispetto ai tagli, rileva che effettivamente si tratta di un tema in discussione nell'ambito un tavolo avviato in questi giorni con l'UPI e con l'ANCI, per cui potrebbero essere apportate delle modifiche nel prosieguo della sessione di bilancio.
Replica altresì al rilievo formulato dal deputato Cozzolino, volto a stigmatizzare la riduzione degli stanziamenti del ministero dell'interno, con le conseguenza che possono derivarne in termini di tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, evidenziando che si tratta di un intervento non di mera spending review bensì volto a realizzare una riorganizzazione dei servizi sul territorio, alla luce della quale le preoccupazioni sollevate non avrebbero ragione di esistere.
Dorina BIANCHI (NCD), relatore, passando all'espressione dei pareri sugli emendamenti riferiti al disegno di legge di stabilità 2015, esprime parere contrario sull'emendamento Matteo Bragantini 2679-bis/I/17.1; invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, i presentatori dell'emendamento Lauricella 2679-bis/I/21.1. Esprime parere favorevole sull'emendamento Fiano 2679-bis/I/21.2, nonché parere favorevole sull'emendamento Francesco Sanna 2679-bis/I/25.1, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Il sottosegretario Gianpiero BOCCI esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti Matteo Bragantini 2679-bis/I/17.1, Lauricella 2679-bis/I/21.1 e Fiano 2679-bis/I/21.2 e si rimette al giudizio della Commissione sulla proposta di riformulazione dell'emendamento Francesco Sanna 2679-bis/I/25.1 avanzata dal relatore.
Dorina BIANCHI (NCD), relatore, passando all'espressione dei pareri sugli emendamenti riferiti al disegno di legge di bilancio, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Gigli 2680/I/Tab.8.1 e Lattuca 2680/I/Tab.8.2.
Roberta AGOSTINI, presidente, sospende brevemente la seduta, per consentire al relatore di svolgere un'interrogazione a risposta immediata in Assemblea.
La seduta, sospesa alle 15.15, riprende alle 15.50.
Roberta AGOSTINI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Matteo Bragantini 2679-bis/I/17.1: si intende che vi abbia rinunciato.
Giuseppe LAURICELLA (PD) chiede al relatore e al Governo la ragione per cui non è stato espresso parere favorevole sul suo emendamento 2679-bis/I/21.1, meramente interpretativo di una norma contenuta nel decreto-legge n. 90 del 2014, concernente lo scorrimento delle graduatorie delle Forze di polizia penitenziaria.
Dorina BIANCHI (NCD), relatore, fa presente che la programmazione delle assunzioni è già stata completata sulla base della normativa corrente.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Lauricella 2679-bis/I/21.1 e Fiano 2679-bis/I/21.2 (vedi allegato 1).
Francesco SANNA (PD) accetta la proposta di riformulazione del suo emendamento 2679-bis/I/25.1, avanzata dal relatore in sede di espressione dei pareri sugli emendamenti presentati.
La Commissione approva l'emendamento Francesco Sanna 2679-bis/I/25.1 (Nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Roberta LOMBARDI (M5S), intervenendo per dichiarazione di voto sugli identici emendamenti Gigli 2680/I/Tab.8.1 e Lattuca 2680/I/Tab.8.2, dichiara l'astensione da parte del suo gruppo in quanto, pur condividendo la finalità di tali proposte emendative, è comunque contrario a qualsiasi ipotesi di taglio lineare.
La Commissione respinge gli emendamenti Gigli 2680/I/Tab.8.1 e Lattuca 2680/I/Tab.8.2.
Roberta AGOSTINI, presidente, essendosi concluso l'esame degli emendamenti, rinvia il seguito dell'esame dei provvedimenti in titolo ad altra seduta.
Mercoledì 5 novembre 2014.

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e contrario
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