Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/stato-insolvenza-non-occorre-l-accertamento-definitivo-del-credito
Timestamp: 2020-04-01 11:09:22+00:00

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STATO INSOLVENZA: non occorre l'accertamento definitivo del credito -
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Per ravvisare lo stato di insolvenza, ai fini della dichiarazione dei fallimento del debitore, non occorre l’accertamento definitivo del credito, essendo sufficiente la verifica di uno stato di impotenza economico-patrimoniale, idoneo a privare tale soggetto della possibilità di far fronte, con mezzi normali, ai propri debiti.
È questo il principio affermato da una recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Prima, Pres. Ceccherini  Rel. Nazzicone, con la sentenza n. 6911 del 07.04.2015, resa nell’ambito di un tema spesso affrontato nelle aule di giustizia a motivo di opposizione alle istanze di fallimento fondate su un unico credito, peraltro sub iudice, in quanto contestato.
Ed invero, la giurisprudenza è molte volte intervenuta per definire il concetto di insolvenza, indefettibile condizione per la dichiarazione di fallimento, e la sentenza in rassegna si inserisce in tale dibattito atteso che il quesito formulato alla Suprema Corte, riguardava proprio l’interrogativo “se l’inadempimento di un unico credito, contestato in sede giudiziale e quindi non definitivo, integri il presupposto oggettivo del fallimento“.
Orbene, sulla questione vi sono interpretazioni abbastanza convergenti, certune (come la sentenza della S.C. in commento), arricchite da precisazioni e chiarimenti, ma tutte caratterizzate da un denominatore comune: condizione imprescindibile per la dichiarazione di fallimento è una generale situazione di difficoltà economica riguardante l’impresa, non momentanea o transeunte, che indipendentemente dai motivi, genera la impossibilità di far fronte regolarmente alle obbligazioni assunte (cfr. Cass. n. 4789 del 04.03.2005; Cass. n. 5215 del 27.01.2008).
Ugualmente può dirsi allorché, pur in presenza di un credito contestato, detta impotenza possa ricavarsi da altri elementi come la chiusura di tutti i rapporti da parte degli istituti di credito o la presentazione di ricorsi monitori da parte degli stessi, elevazione di numerosi protesti, i quali danno contezza che la società versi in uno stato irreversibile di incapacità a far fronte ai propri impegni economici (Tribunale di Tivoli n. 33 del 21.07.2010). Da segnalare, in tale contesto, la particolare pronuncia del Tribunale di Mantova del 26.02.2015, secondo il quale “dinanzi ad un credito non portato da titolo definitivo e contestato dal debitore, la cui contestazione è sub judice, il Tribunale non può che rigettare l’istanza di fallimento in quanto è carente la prova della esistenza del credito che attribuisce all’istante la legittimazione ad attivare la procedura per la dichiarazione di fallimento e non potendo valutare il Giudice prefallimentare la fondatezza nel merito delle contestazioni stesse mosse alle ragioni del creditore“.
Purtuttavia, laddove dagli atti risultasse una situazione di insolvenza allarmante, desumibile dall’entità dei debiti risultanti dai bilanci e dalla pendenza di procedure esecutive immobiliari, il Tribunale non potrebbe dichiarare il fallimento ma dovrebbe trasmettere gli atti al P.M. per le conseguenti attività di competenza, ossia per la eventuale richiesta di fallimento ex art. 7 n. 2 Legge Fallimentare. Una decisione, questa, che appare abbastanza peculiare poiché se coincidente, nella prima parte, con il consolidato indirizzo giurisprudenziale, risulta isolata (a quanto consta) e contraria al prevalente orientamento della Cassazione (esplicitato anche attraverso la decisione in rassegna), che opina per la sussistenza dello stato di insolvenza nella ipotesi di specie, ricavabile da ulteriori elementi incidentalmente verificati a tal fine dal Giudice, sulla base degli elementi messi a sua disposizione, quali le esposizioni debitorie risultanti nei bilanci o la esistenza di plurimi protesti.
L’ACCERTAMENTO DELL’INSOLVENZA DEVE PERÒ ESSERE EFFETTUATO CON RIFERIMENTO ALLA SINGOLA SOCIETÀ
Sentenza | Cassazione Civile, Sezione Prima, Pres. Ceccherini  Rel. Di Virgilio | 28-04-2015 | n.8579
http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/scientia-decoctionis-desumibile-in-via-presuntiva-dallo-stato-d-insolvenza-del-gruppo.html
Sentenza | Cassazione civile, Sezione Terza, Pres. Petti  Rel. Ambrosio | 16-12-2014 | n.26361
Ordinanza | Tribunale Monza, Pres. Modignani  Rel. Mariconda | 22-12-2014
http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/insolvenza-in-corso-di-concordato-obbligo-di-segnalazione-a-sofferenza.html
Numero Protocolo Interno : 419/2015
Tags : 07.04.2015, 6914, accertamento definitivo credito, Cassazione Civile, dichiarazione fallimento, difficoltà economica, impresa, Pres. Ceccherini – Rel. Nazzicone, Sezione Prima, stato insolvenza

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 art. 7

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