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Timestamp: 2017-07-20 17:31:18+00:00

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Titolo I Risultati differenziali e gestione previdenziali
L'art. 3, comma 2 della legge 335/95 stabilisce che l'importo annuo da trasferire all‟INPS dal
bilancio dello Stato, ai sensi dell‟articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, venga incrementato
annualmente in base alle variazioni dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai
ed impiegati, aumentato di un punto percentuale.
Con lo stesso criterio viene adeguata la somma fissata dall'art. 59, comma 34 della legge 449/97 a
titolo di concorso dello Stato all'onere pensionistico derivante dalle pensioni di invalidità liquidate
anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 12 giugno 1984, n. 222, nonché la somma
relativa ai trasferimenti alla gestione ex-INPDAP presso l‟INPS di cui all‟articolo 2, comma 4, della
legge 12 novembre 2011 , n. 183, per l'anno 2014.
Pertanto, sono stati adeguati gli importi fissati per l'anno 2013 dall'art. 1, commi 2 e 3 della legge
24 dicembre 2012, n. 228, in coerenza con i contenuti della Nota di aggiornamento al Documento di
Economia e Finanza 2013, nella misura del 3,0% per il 2013 e dell‟1,6% per il 2014.
Conseguentemente, applicando l'incremento di un punto percentuale alle predette variazioni dei
prezzi, si ottiene per l'anno 2014 un incremento pari a 539,55 milioni di euro per quanto concerne
la somma da trasferire ai sensi dell'art. 37 della legge 88/89, di 133,32 milioni di euro per la
somma da trasferire ai sensi dell'art. 59, c. 43 della legge 449/97, e di 61,02 milioni di euro per la
somma da trasferire ai sensi dell‟articolo 2, comma 4, della legge 12 novembre 2011 , n. 183.
Per quanto riguarda le somme da ripartire tra le gestioni con conferenza dei servizi, tali somme sono
da considerare al netto del trasferimento della somma attribuita alla gestione dei coltivatori diretti,
coloni e mezzadri per i trattamenti liquidati prima del 1 gennaio 1989, pari a 649,90 milioni di euro,
e delle somme attribuite a fondo minatori ed ex-Enpals, pari rispettivamente a 3,08 e 71,45 milioni
Gestioni previdenziali
(adeguamento ISTAT)
I predetti oneri trovano copertura, in quanto il miglioramento dei saldi delle gestioni previdenziali
conseguente all‟incremento delle somme di cui ai commi 1 e 2 determina corrispondenti minori
esigenze di trasferimenti dovuti, a diverso titolo, alle medesime gestioni previdenziali.
Pertanto, l‟effetto complessivo sui saldi di finanza pubblica è il seguente:
Comma 3 -La norma dispone una regolazione di effetti contabili, riferita ai risultati dell‟ultimo
bilancio consuntivo approvato dall‟INPS (2012), intesa ad assicurare il coordinamento tra il
bilancio dello Stato e le scritture contabili del predetto istituto; risulta quindi evidente che essa non
determina alcun effetto di maggiore onerosità né sul bilancio dello Stato nè sul Conto delle
Pubbliche Amministrazioni. Infatti, da un lato, la norma dispone l‟imputazione di somme già
trasferite all‟INPS e non utilizzate; dall‟altro lato, si osserva che i maggiori importi corrisposti
Gestione di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per il finanziamento degli interventi
relativi al sostegno della maternità e della paternità di cui alla legge 8 marzo 2000, n. 53, sono già
stati considerati, nell‟ambito dei complessivi risultati e previsioni del predetto Conto delle
In particolare, per le maggiori esigenze finanziarie della Gestione di cui all'articolo 37 della legge 9
marzo 1989, n. 88, per il finanziamento degli interventi relativi al sostegno della maternità e della
paternità di cui alla legge 8 marzo 2000, n. 53, per l‟anno 2012, la norma prevede di utilizzare, per
un importo di 571,021 milioni di euro, le risorse che risultano, sulla base del consuntivo 2012
dell‟INPS, accantonate in specifici Fondi, in quanto trasferite alla medesima gestione in eccedenza
rispetto agli oneri consuntivati per prestazioni e provvidenze varie.
Titolo II Risorse per lo sviluppo e finanziamento di esigenze indifferibili
(Risorse per lo sviluppo)
Comma 1 - La legge di stabilità per il 2014 deve determinare la dotazione finanziaria del Fondo
Sviluppo e coesione, stanziando risorse adeguate per le esigenze dell‟intero periodo di
programmazione, sulla base della quantificazione proposta dal Ministro delegato, compatibilmente
con il rispetto dei vincoli di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, provvedendo alla
ripartizione della dotazione finanziaria per quote annuali, collegate all‟andamento stimato della
Il dimensionamento del Fondo va affrontato in correlazione sia agli obiettivi di sviluppo che a quelli
di finanza pubblica. Tenuto conto dell‟attuale contesto, a differenza di quanto accaduto nei
precedenti cicli di programmazione, nei quali il dimensionamento annuale era stato fissato allo
0,6% del PIL, si propone l‟identificazione di una soglia annuale più contenuta, pari allo 0,5%, parte
della quale da confermarsi a metà del ciclo di programmazione. L‟applicazione della percentuale
dello 0,5% al valore del PIL 2012, pari a circa 1.566 miliardi di euro, porta a valutare in 7.830
milioni di euro la dotazione media annuale del Fondo che, su un ciclo di programmazione di durata
di 7 anni, determinerebbe un ammontare per l‟intero periodo pari a circa 54.810 milioni di euro.
Per assicurare l‟efficienza delle scelte, operate dai diversi soggetti attuatori, è opportuno che, in
questa prima fase, una parte delle risorse stimate necessarie per l‟intero periodo di programmazione
non sia garantita dall‟immediata iscrizione in bilancio. Tale quota, pari a circa il 20% (10.962
milioni), è da subordinare ad una verifica di metà periodo, da effettuare in preparazione della legge
di stabilità per il 2019, sull‟effettivo utile impiego delle prime risorse assegnate.
In conseguenza di quanto sopra, la prima quota da iscrivere in bilancio, ammonta a 43.810 milioni
di euro, in linea peraltro con il valore del Fondo che si è riusciti ad assicurare, nonostante le
riduzioni connesse con la crisi internazionale e le correlate esigenze di finanza pubblica, per il ciclo
di programmazione in corso.
L‟articolazione annuale del triennio 2014-2016 è la seguente : 50 milioni per l‟anno 2014, 500
milioni per l‟anno 2015, e 1.000 milioni per l‟anno 2016. Per gli anni successivi la quota annuale è
determinata ai sensi dell‟articolo 11, comma 3, lettera e), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Commi 2-5 -Si autorizza la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2014 e di 43,5 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2015 e 2016, a valere sulle risorse del Fondo di rotazione di cui all‟articolo
5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, per finanziare Progetti pilota per il riequilibrio dell‟offerta dei
servizi di base delle Aree interne del Paese con riferimento prioritariamente ai servizi di trasporto
pubblico locale, di istruzione e socio-sanitari, secondo i criteri e le modalità attuative previste
dall‟accordo di Partenariato per l‟utilizzo dei fondi a finalità strutturale assegnati all‟Italia per il
ciclo di programmazione 2014-2020.
Comma 6 - La disposizione autorizza la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014
e 2015 e di 100 milioni di euro per l’anno 2016, per finanziare i Contratti di Sviluppo di cui
all‟art. 43 .d.l. 112 del 2008, nel settore industriale, ivi inclusi quelli relativi alla trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli, ed i Contratti di Sviluppo in ambito turistico. Le risorse
saranno utilizzate esclusivamente per l‟erogazione di finanziamenti agevolati, in modalità rotativa,
senza effetti in termini di indebitamento netto.
Comma 7 La disposizione autorizza la spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2014 e 50 milioni
di euro per l’anno 2015 per incrementare la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile. Le
risorse saranno utilizzate per l‟erogazione di finanziamenti agevolati, in modalità rotativa, senza
effetti in termini di indebitamento netto.
Comma 8 - La disposizione autorizza la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2014 per
incrementare la dotazione del Fondo rotativo di cui all‟articolo 2, comma 1, del D.L. n. 251 del
1981 conv. in legge n. 394 del 1981 destinato ad interventi per favorire l‟internazionalizzazione
delle imprese italiane. Le risorse saranno utilizzate per l‟erogazione di finanziamenti agevolati, in
modalità rotativa, senza effetti in termini di indebitamento netto.
Comma 9 -Il comparto delle industrie aerospaziale, elettronica e della difesa ad alta tecnologia
costituisce un insostituibile volano per lo sviluppo del patrimonio tecnologico di punta del Paese. Il
costante allineamento di tale comparto all‟evoluzione della tecnologia consente di mantenere
adeguata la competitività a livello internazionale e di trasferire innovazione ai settori maturi del
sistema produttivo nazionale. I programmi di ricerca e sviluppo in questa area sono caratterizzati da
costi e durata tali che non possono essere sostenuti finanziariamente solo dagli operatori industriali,
ma richiedono il sostegno strutturale dello Stato.
La legge 808/85 ha consentito all‟industria italiana di recuperare in larga misura ritardi rispetto alla
concorrenza europea (che già dagli anni ‟60 si avvale di un forte sostegno pubblico), e ha reso
possibile sviluppare e consolidare un patrimonio tecnologico nazionale confrontabile con quello
franco-britannico.
In questa logica sono stati promossi numerosi significativi programmi tra i quali: grandi radar del
controllo aereo (idonei a soddisfare le esigenze sia del traffico aereo sia della difesa), sistemi ad ala
rotante (funzionali ad applicazioni per la difesa e per il trasporto civile); tecniche innovative di
impiego di materiali compositi per grandi strutture aeronautiche (ormai essenziali per i velivoli non
solo militari ma anche civili).
Gli interventi della legge 808/85 sono, in sostanza, finanziamenti a tasso zero, che, una volta
concluso l‟iter delle erogazioni (15 anni mediamente) vengono restituiti dalle imprese, secondo un
piano di ammortamento. Le restituzioni vengono effettuate sul capitolo 3597 (entrate
extratributarie). La norma consente di “rimettere in circolo” le risorse finanziarie derivanti dalle
restituzioni dei finanziamenti da parte delle imprese, consentendone la riassegnazione sui capitoli di
spesa della legge 808/85 per finanziare nuovi programmi.
Si stima un onere pari a 30 milioni di euro, corrispondente all‟importo iscritto sul predetto capitolo
di entrata nel disegno di legge di bilancio 2014-2016 e in linea con il valore delle restituzioni degli
Comma 10 - La norma prevede che gli interventi per l‟accesso al mercato dei capitali (articolo 66,
comma 3 legge n. 289/2002) gestito da ISMEA attraverso il Fondi di Capitali di Rischio siano
prioritariamente destinati alle imprese agricole ed agroalimentari condotte da giovani.
La disposizione non comporta effetti negativi sulla finanza pubblica.
Comma 11 - La norma prevede che, nell‟ambito delle operazioni di dismissione di terreni
demaniali agricoli e a vocazione agricola, di cui all‟articolo 66 del D.L. n. 1 del 2012, anche i
terreni appartenenti a Regioni, Province e Comuni possano formare oggetto delle operazioni di
riordino fondiario di cui all‟articolo 4 della legge n. 441 del 1998, a favore dei giovani imprenditori
Comma 12 La disposizione individua i criteri cui gli enti proprietari si devono attenere per l‟affitto
o la concessione di terreni agricoli a giovani imprenditori agricoli, fermo restando, in ogni caso, che
l‟assegnazione non può avvenire ad un canone inferiore rispetto a quello base indicato nell‟avviso
pubblico o nel bando di gara, al fine di assicurare comunque la tutela dell‟interesse all‟economico
utilizzo dei beni pubblici. La previsione, pertanto, non determina nuovi o maggiori oneri per la
Comma 13 - Viene autorizzata l‟iscrizione nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo
economico di tre contributi pluriennali di durata ventennale, rispettivamente dell‟importo di 80
milioni di euro a decorrere dall‟anno 2014, di 120 milioni di euro a decorrere dall‟anno 2015 e di
140 milioni di euro a decorrere dall‟anno 2016.
Comma 14 - La norma è finalizzata al rifinanziamento del Programma TETRA, già finanziato con
la legge n. 228 del 2012, art 1 comma 209 (legge di stabilità 2013), per euro 50 milioni per l‟anno
2014 e 70 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020.
Il programma TETRA per le forze di Polizia ha per obiettivo la realizzazione di un sistema digitale
di radiocomunicazioni (conforme al cosiddetto standard Tetra) idoneo ad assicurare l‟ottimale
coordinamento tra pattuglie dispiegate sul territorio e le sale operative. Con tale progetto si intende
porre in essere una rete ad estensione nazionale in grado di fornire a Polizia di Stato, Carabinieri,
Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale una connessione integrata e protetta
(che le organizzazioni malavitose non sono in grado di intercettare ).
Comma 15 -La modifica dell‟art. 3, comma 4-bis, del DL n. 5/2009 è volta all‟ ampliamento del
finanziamento da parte di CDP a tutte le categorie di imprese (comprese quindi anche le grandi,
attualmente escluse). L‟intervento di CDP continua ad essere effettuato in via indiretta. La
disposizione non comporta effetti negativi sulla finanza pubblica.
(Finanziamenti per infrastrutture e trasporti)
Il comma 1 autorizza la spesa di 335 milioni di euro per l’anno 2014 per garantire la
manutenzione straordinaria della rete stradale in gestione ad ANAS nonché per consentire la
prosecuzione degli interventi in corso di realizzazione previsti dai contratti di programma già
sottoscritti con la Società.
Il comma 2 autorizza la spesa complessiva di 340 milioni - in ragione di 50 milioni per il 2014,
di 170 milioni per il 2015 e di 120 milioni di euro il 2016 - per il finanziamento del secondo
stralcio del Macrolotto 4 parte seconda dell‟asse autostradale Salerno-Reggio Calabria, con
riferimento al tratto fra il viadotto Stupino escluso e lo svincolo di Altilia incluso (dal Km 280+350
al Km 286+050 circa, per un‟estesa totale di 5,650 Km), che si collega al Macrolotto 4b già
realizzato che arriva fino a Falerna. L‟intervento rappresenta il lotto più urgente tra quelli che
compongono i 58 Km di autostrada non ancora ammodernata, caratterizzata da una diffusa
instabilità dei versanti.
Il comma 3 autorizzata la spesa di 200 milioni di euro il 2014, 100 milioni di euro per il 2015, 71
milioni di euro per il 2016 e 30 milioni di euro per il 2017: a) per consentire la prosecuzione dei
lavori finalizzati alla messa in esercizio del sistema MO.S.E. previsti dal 43° Atto attuativo alla
Convenzione generale sottoscritta tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato
alle Acque di Venezia e il Consorzio Venezia Nuova; b) per consentire, con apposito Atto
aggiuntivo alla Convenzione vigente, la contrattualizzazione degli ulteriori interventi necessari per
la funzionalità del sistema. Le risorse aggiuntive previste dalla disposizione sono quindi necessarie
per mettere in funzione le barriere mobili entro il 2017, come da cronoprogramma.
Il comma 4, autorizza, per l‟ anno 2014, la spesa di 500 milioni di euro da destinare alla
manutenzione straordinaria della rete ferroviaria nazionale prevista per l‟anno 2014 dal contratto di
programma RFI 2012- 2014 – parte servizi.
Il comma 5 autorizza la spesa complessiva di 100 milioni di euro, di cui 50 milioni per l'anno 2015
e 50 milioni per l'anno 2016, a completamento della copertura finanziaria del progetto preliminare
della tratta Cancello-Frasso Telesino e variante alla linea Roma-Napoli, via Cassino, sita nel
comune di Maddaloni, della linea ferroviaria AV/AC Napoli-Bari e per consentire la celere
presentazione al CIPE del progetto definitivo entro il 30 settembre 2014.
Il comma 6 è volto a consentire, con le modalità previste dalle lettere b) e c) del comma 232 e dai
commi 233 e 234 dell‟articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, l‟avvio dei seguenti
- completamento dell‟asse ferroviario AV/AC Brescia –Verona-Venezia. Tale opera risponde a
due distinte ed improcrastinabili finalità: rendere funzionale il collegamento Milano–Verona
rendendo in tal modo fluido un asse allo stato saturo (248 treni/giorno); risolvere le emergenze
presenti in particolare in due nodi strategici del Corridoio Comunitario Mediterraneo (ex
Corridoio 5) quali quelli di Brescia e di Verona;
- realizzazione delle tratte intermedie dell‟asse AV/AC Napoli–Bari. Per la realizzazione dell‟asse
in questione sono utilizzabili risorse per un valore globale nel tratto iniziale Napoli – Frasso
Telesino di 1,5 miliardi di euro, e sono di prossimo avvio i lavori del nodo di Bari.
A tal fine, la disposizione autorizza un contributo pluriennale di 120 milioni di euro annui dal
2015 al 2029, da erogare direttamente al beneficiario, ai sensi dell‟articolo 30, comma 3, lettera b)
della legge n. 196/2009.
Il comma 7 autorizza la spesa di 50 milioni per l’anno 2014 e 150 milioni per ciascuno degli
anni 2015 e 2016, per l‟adeguamento del tracciato e la velocizzazione della linea ferroviaria
Bologna–Lecce, asse chiave per il collegamento tra l‟area settentrionale e quella meridionale del
Paese, disponendo contestualmente che gli interventi possono essere contrattualizzati da RFI nelle
more dell‟approvazione del contratto di programma 2012-2016.
Il comma 8 incrementa la dotazione del fondo per il miglioramento della mobilità dei pendolari
istituito dall‟articolo 1, comma 1031, della legge n. 296 del 2006 di 100 milioni di euro per
ciascuno degli anni del triennio 2014 – 2016, da destinare all‟acquisto di materiale rotabile su
gomma, e di 200 milioni di euro per l’anno 2014 da destinare all‟acquisto di materiale rotabile
ferroviario. Tale autorizzazione si rende necessaria al fine di consentire un progressivo
miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi offerti, in linea con il processo di
razionalizzazione ed efficientamento previsto ai sensi dell‟articolo 16-bis del d.l. n. 95 del 2012.
Tale processo può contribuire, in modo strutturale, ad una progressiva ottimizzazione dell‟utilizzo
delle risorse di parte corrente destinata al settore.
Il fondo contribuisce all‟acquisto di veicoli nuovi nella misura massima del 75 per cento del costo.
Si genera, pertanto, un investimento complessivo minimo di 300/0,75 = 400 milioni di euro per
l‟anno 2014 (di cui circa 133 milioni per il materiale rotabile su gomma e circa 267 milioni per il
materiale rotabile ferroviario) e di 100/0,75 = circa 133 milioni di euro per gli anni 2015 e 2016
(materiale rotabile su gomma).
Per quanto sopra al riparto delle risorse tra le Regioni si provvede entro il 30 giugno di ciascun anno
del triennio 2014-2016 con le procedure previste dall‟art. 1, comma 1032 della legge n. 296 del
2006 in base al carico medio per servizio registrato nell‟anno precedente.
Viene inoltre prevista l‟esclusione delle spese delle Regioni per tale finalità dal patto di stabilità
interno, nel limite del 50% dell‟assegnazione di ciascuna regione per l‟anno 2014 e integralmente
per gli anni 2015 e 2016.
Il comma 9 autorizza, in aggiunta alle risorse già previste a legislazione vigente, la spesa di 330
milioni di euro per l’anno 2014 per misure di sostegno al settore dell‟autotrasporto merci, con pari
effetti sui saldi di finanza pubblica.
La ripartizione del suddetto importo verrà effettuata con decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, di concerto con il Ministro dell‟economia e finanze.
Comma 10 - La disposizione autorizza la spesa di 20,75 milioni di euro per l’anno 2014 per il
completamento del Piano nazionale banda larga (Autorizzazione della Commissione europea
all‟aiuto di Stato n. SA.33807 (11/N) relativo al Piano Nazionale Banda Larga dell‟Italia), ad
integrazione dello stanziamento di cui all‟art. 14, comma 1, d.l. n. 179 del 2012, che era stato
ridotto di tale importo ad opera dell‟art. 61, comma 1, lettera c), d.l. n. 69 del 2013.
Comma 11 - Per il completamento dei pagamenti relativi ad opere pubbliche affidate al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti a seguito della cessazione dell‟intervento straordinario nel
Mezzogiorno e relative alla gestione separata e dei progetti speciali di cui al D.Lgs 3 aprile 1993, n.
96, è iscritto nello stato di previsione del predetto ministero un fondo con una dotazione finanziaria
pari a 80 milioni nel 2014 e 70 milioni nel 2015.alla gestione separata e dei progetti speciali in
attuazione del trasferimento delle competenze al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
(Misure in materia di ambiente e tutela del territorio)
Comma 1- La disposizione introduce un meccanismo di destinazione delle risorse disponibile a
progetti immediatamente cantierabili; in tal senso accanto alla possibilità di aggiornamento degli
accordi di programma, si prevedono tempistiche stringenti di finalizzazione delle risorse da parte
dei Commissari straordinari. Nel complesso le risorse finalizzate ad interventi contro il dissesto
idrogeologico, interessate dalla norma in esame sono quelle giacenti sulle contabilità speciali
intestate ai Commissari per oltre 600 milioni e quelle previste dalle delibere CIPE 6 ed 8 del 2012
pari complessivamente ad 804 milioni di euro. Tali risorse devono essere disponibili alla data del 1°
gennaio 2014 ovvero privi di impegni giuridicamente vincolanti in coerenza con quanto previsto,
sia pure con ambito applicativo non totalmente sovrapponibile, dalle citate delibere.
In relazione alle risorse disponibili, la disciplina prevede un meccanismo di revoca agganciato alla
mancata gara ovvero al mancato affidamento dei lavori volto a permettere una rifinalizzazione
delle risorse verso altri interventi contro il dissesto idrogeologico.
La norma prevede altresì la proroga della figura dei Commissari, in coerenza con il percorso sopra
descritto e, al fine della tracciabilità dei flussi finanziari concernenti le opere realizzate, la
previsione che il monitoraggio avvenga ai sensi del decreto legislativo 229 del 2011.
La disposizione prevede una autorizzazione una spesa per di 30 milioni di euro per l’anno 2014,
50 milioni di euro per l’anno 2015 e 100 milioni di euro per l’anno 2016 che incrementa la
dotazione delle risorse complessive per interventi contro il dissesto di celere realizzazione.
Il comma 2 (risorsa idrica) prevede l‟istituzione di un apposito fondo da destinare al
finanziamento di un piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica, finalizzato al
potenziamento della capacità di depurazione dei reflui urbani. Il piano individua gli interventi
necessari ed i soggetti attuatori nonché le modalità di erogazione dei finanziamenti per fasi di
avanzamento che devono corrispondere ad una percentuale non inferiore al 20 per cento del costo
complessivo dell‟intervento. La dotazione del fondo nel triennio 2014-2016 e di 10 milioni di euro
per l’esercizio 2014, 30 milioni di euro per l’esercizio 2015 e 50 milioni di euro per l’esercizio
2016 la cui ripartizione viene effettuata sentita la Conferenza Stato- regioni.
Il comma 3 - prevede l‟istituzione di un fondo per il finanziamento di un piano straordinario di
bonifica delle discariche abusive individuate dalle autorità statali in relazione alla procedura di
infrazione comunitaria n.2003/2007, la cui dotazione è pari ad euro 30 milioni di euro per
ciascuno degli esercizi 2014 e 2015. Le modalità di approvazione del piano e di erogazione delle
risorse sono le stesse previste dal comma 2. Sono fatte salve le responsabilità del soggetto autore
della contaminazione e del proprietario delle aree, fermo restando il dovere dell‟autorità competente
di procedere alla ripetizione delle spese sostenute per gli interventi di messa in sicurezza, nonché
degli ulteriori interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale. Non si rilevano effetti
finanziari ulteriori rispetto a quelli descritti.
(Misure fiscali per il lavoro e le imprese)
Comma 1 - La proposta normativa in esame dispone, modificando l‟articolo 13 del TUIR, un
incremento delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente.
Le detrazioni in oggetto sono rimodulate nella maniera seguente:
Reddito (euro)
Importo della detrazione (euro)
Oltre 8.000 fino a 15.000
1.520+(1.840-1.520)*[1-(rdt- 8.000)/(15.000-8.000)]
Oltre 15.000 fino a 55.000
1.520*[1-(rdt-15.000)/(55.000-15.000)]
La legislazione vigente prevede le seguenti detrazioni:
1.338+(1.840-1.338)*[1-(rdt-8.000)/(15.000-8.000)]
1.338*[1-(rdt-15.000)/(55.000-15.000)]
L‟analisi degli effetti sul gettito è stata condotta mediante il modello di microsimulazione
Irpef basato sui dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012. I singoli redditi (ad
eccezione delle rendite su base catastale) sono estrapolati all‟anno di riferimento.
In base alle elaborazioni, condotte ponendo a confronto per ogni soggetto l‟imposizione
derivante dalla normativa in esame con l‟imposizione a legislazione vigente, si stima una perdita di
gettito Irpef di competenza annua di circa–1.702,8 milioni di euro a decorrere dal 2014. Si stima
inoltre una perdita di gettito di addizionale regionale e comunale rispettivamente di circa -23 e -6,3
Considerato che la norma entra in vigore a partire dall‟anno 2014 si stimano i seguenti
effetti finanziari di cassa (in milioni di euro):
-1.560,9
-1.702,8
-1.734,0
-1.732,1
Comma 2 - La disposizione è diretta a prevedere con effetto dal 1° gennaio 2014, con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, su delibera dell'INAIL, la riduzione degli oneri contributivi per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000
milioni di euro per l‟anno 2014, 1.100 milioni di euro per l‟anno 2015 e 1.200 milioni di euro a
decorrere dall‟anno 2016, tenendo conto degli andamenti degli eventi in relazione al rispetto della
normativa generale sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Dalla disposizione conseguono pertanto le seguenti minori entrate contributive e il relativo impatto
in termini di indebitamento netto, tenendo conto dell‟effetto fiscale indotto (computato con il
meccanismo acconto/saldo):
(- effetti negativi per la finanza pubblica):
Al lordo effetti fiscali
Al netto effetti fiscali
In considerazione dei risultati gestionali dell‟ente e dei relativi andamenti prospettici, per effetto
della riduzione delle entrate contributive per l‟INAIL conseguenti alla disposizione in esame è
riconosciuto allo stesse ente da parte del bilancio dello Stato un trasferimento pari a 500 milioni di
euro annui per l‟anno 2014, 600 milioni di euro per l‟anno 2015 e 700 milioni di euro per l‟anno
2016. Pertanto in termini di saldo netto da finanziare la disposizione comporta una maggiore spesa
per trasferimenti all‟INAIL nei termini sopra indicati.
Comma 3 - La disposizione modifica i commi da 4-quater a 4-septies dell‟articolo 11 del D. lgs. n.
446/1997, introducendo, a regime, un sistema di integrale defiscalizzazione ai fini Irap degli oneri
classificabili alla voce di cui alla lettera B, numeri 9) e 14), dell‟articolo 2425 del codice civile,
sostenuti dai soggetti passivi Irap che incrementano, a decorrere dal periodo d‟imposta in corso al
31 dicembre 2014, il numero dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, rispetto
al numero dei lavoratori mediamente occupati con il medesimo contratto, nel periodo d‟imposta
Tale deduzione spetta per il periodo d‟imposta in cui è avvenuta l‟assunzione con contratto a
tempo indeterminato e per i due successivi, per un importo annuale non superiore a 15.000 euro per
ciascun nuovo dipendente assunto.
Nella determinazione della base imponibile Irap per i contribuenti che fruiscono della
agevolazione sul cuneo fiscale sono deducibili, sulla base dell‟art. 11 comma 1 lett a), i contributi
previdenziali, assistenziali ed i contributi per le assicurazioni obbligatorie contri gli infortuni sul
lavoro, oltre ad una deduzione fissa pari a 7.500 euro per ogni lavoratore ed in misura di anno. Tale
ulteriore deduzione è incrementata a 15.000 euro se il lavoratore è impiegato nelle Regioni
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Inoltre, è prevista una
ulteriore deduzione pari a 6.000 euro nel caso di lavoratori di sesso femminile e per i lavoratori con
In base al modello di microsimulazione Irap per l‟anno d‟imposta 2014, è stato stimato che
il costo del lavoro non deducibile e capiente nella base imponibile ai fini Irap è pari a 23.000 euro
per ogni lavoratore a tempo indeterminato.
Inoltre, considerando che il costo medio del lavoro per i nuovi assunti sia inferiore alla
media delle retribuzioni del totale degli impiegati a tempo indeterminato, si stima che il costo del
lavoro non ancora dedotto per tale tipologia di lavoratori sia di circa 15 mila euro, pari esattamente
alla ulteriore deduzione prevista.
Con riferimento alla stima del numero di lavoratori che potrebbero essere oggetto di
agevolazione fiscale, è stato considerato un numero di nuovi assunti pari a 135.000, ovvero la stessa
platea che in base al modello Irap 2006 ha fruito di una analoga agevolazione. La deduzione spetta
per il periodo d‟imposta in corso a quello in cui avviene l‟assunzione e per i due successivi.
Conseguentemente, ai fini dell‟impatto sul gettito fiscale si stima una perdita pari a 85
milioni di euro di competenza a partire dall‟anno d‟imposta 2015 (135.000 x 15.000 x 4,2%),
mentre per il primo anno di applicazione, per ragguagliare la deduzione annua di 20.000 euro
all‟effettivo periodo di lavoro, si è considerato metà dell‟importo nell‟anno di assunzione e quindi
per l‟anno d‟imposta 2014 è stimata una perdita di gettito di competenza pari a 42,5 milioni di euro
(85 mln x 50%).
La competenza assumerebbe il seguente andamento:
Di cassa, con anticipo dell‟acconto dell‟85% per ogni anno sul maggior risparmio:
Comma 4 - La disposizione è diretta a prevedere, con effetto dal 1° gennaio 2014 e con riferimento
alle trasformazioni di contratto a tempo indeterminato decorrenti dalla predetta data, la soppressione
della limitazione del periodo di sei mesi in relazione al quale l‟impresa che trasforma un contratto
da tempo determinato a tempo indeterminato può beneficiare, a normativa vigente (articolo 2,
comma 30 della legge 92/2012) della restituzione del contributo addizionale di 1,4% dovuto per
ASPI sulle retribuzioni relative ai rapporti di lavoro a tempo determinato.
Tenuto conto di quanto già scontato in relazione alla restituzione del contributo per il periodo di 6
mesi e in coerenza con le basi tecniche nella relazione tecnica in sede di legge 92/2012 dalla
disposizione conseguono le seguenti minori entrate contributive:
(- effetti negativi per la finanza pubblica,):
Commi 5 - L‟articolo 1 del decreto-legge n. 201/2011 ha disposto, a partire dal 2011, l‟esclusione
dalla base imponibile IRPEF/IRES del rendimento nozionale riferibile ai nuovi apporti di capitale di
rischio ed agli utili reinvestiti in riserve di capitale (per i soggetti IRES). Per le società di persone e
le imprese individuali rileva invece l‟intero patrimonio netto.
La disposizione in esame eleva in via progressiva il rendimento nozionale riferibile ai nuovi apporti
di capitale di rischio ed agli utili reinvestiti in riserve di capitale (per i soggetti IRES; per le società
di persone e le imprese individuali rileva invece l‟intero patrimonio netto) dall‟attuale 3% al 4% per
il periodo di imposta 2014, al 4,50% per il periodo 2015 e al 4,75% dal 2016.
Dall‟elaborazione dei dati provvisori delle dichiarazioni dei redditi UNICO2012, relativo al primo
anno di applicazione della misura in esame, è emerso quanto segue:
Effetti IRES (Società di capitali + enti non commerciali): il reddito esente ai fini
ACE ha ridotto l‟imponibile di circa 784 milioni di euro da parte di circa 166 mila
società di capitali e gruppi fiscali, con conseguente perdita effettiva di gettito IRES
di circa 215,6 milioni di euro. A ciò si aggiunge la perdita di gettito derivante dagli
enti non commerciali, di circa 0,16 milioni di euro da parte di 17 soggetti.
Effetti addizionale IRES (settore energetico): il reddito esente ai fini ACE ha ridotto
l‟imponibile dell‟addizionale di circa 47 milioni di euro, con conseguente perdita
effettiva di gettito da addizionale IRES (al 10,5%) di circa 4,9 milioni di euro.
Effetti IRPEF (Società di persone + imprese individuali): nel caso in cui il
contribuente, a legislazione vigente, abbia dichiarato un reddito ai fini ACE (di cui al
rigo RF55, colonna 4, che rappresenta il rendimento nozionale dell‟esercizio nei
limiti del reddito di specie per le società di persone o di cui al rigo RS37, colonna 4,
che rappresenta il rendimento nozionale dell‟esercizio per l‟imprenditore
individuale) è stata calcolata la minore IRPEF derivante, applicando il particolare
meccanismo previsto al quadro RN delle persone fisiche – righi RN04 e RN05 - di
progressività per scaglioni del risparmio di imposta per ogni imprenditore
individuale o socio di società di persone (percettore di reddito di partecipazione). Il
reddito esente ai fini ACE, di circa 829 milioni di euro da parte di circa 80 mila
società di persone ed a circa 352 milioni di euro da parte di circa 47 mila
imprenditori individuali, ha comportato una perdita effettiva di gettito IRPEF di circa
223,5 milioni di euro a carico degli imprenditori individuali e dei soci persone fisiche
delle imprese in forma associata.
Sulla base di quanto effettivamente emerso nel primo anno di applicazione e:
applicando per le società di capitali a tale perdita l‟andamento di crescita percentuale
stimato per gli esercizi successivi in sede di RT originaria (più accentuato nei primi
quattro anni, un 5 per cento per due esercizi – 2015 e 2016 - per poi andare a regime)
applicando, invece, da subito una crescita annua del 5% per le imprese individuali ed
in forma associata (in quanto commisurato all‟intero patrimonio netto)
utilizzando la simulazione originale per determinare l‟incremento relativo di perdita
di gettito derivante dall‟aumento del tasso di remunerazione prima dal 3 per cento al
4 per cento nel 2014 e successivamente al 4,5 per cento nel 2015 ed al 4,75% dal
considerando le variazioni del risparmio di imposta a partire dal 2014,
si ottiene la stima degli effetti finanziari di seguito riportata.
Al riguardo si evidenzia che, ai fini della stima degli effetti di gettito di cassa, si è tenuto conto del
fatto che la normativa proposta prevede esplicitamente che i contribuenti, nella determinazione
dell‟acconto dovuto per i primi anni di imposta, non possono utilizzare il cd. metodo previsionale
con riferimento al nuovo rendimento nozionale ma debbono fare riferimento esclusivamente al
metodo “storico”, riferendosi quindi al risparmio di imposta conseguente al rendimento nozionale
dell‟anno di imposta precedente a quello con riferimento al quale stanno determinando l‟acconto.
Pertanto, nel 2014 faranno riferimento al 2013 (rendimento del 3%) mentre, in sede di
determinazione del versamento dell‟acconto 2015, faranno riferimento alla competenza 2014
(rendimento nozionale del 4%).
-1.357,7
-1.298,8
-1.642,4
-1.541,9
-1.617,6
-1.883,1
-387,5
-1812,2
-1926,8
-438,2
-1.449,6
Ires ordinaria
Addizionale energetica
IRPEF soc. di persone + ditte ind.
-1.160,4
-2.300,9
-2.258,4
-2.400,9
-716,5
Legislazione proposta
Effetto netto complessivo
Comma 7 La presente proposta normativa modifica le aliquote di detrazione per interventi di
efficienza energetica e ristrutturazione edilizia e proroga quelle per l'acquisto di mobili. Le
detrazioni spettanti vanno ripartite in 10 quote annuali di pari importo.
In particolare fissa per le spese relative agli interventi di efficienza energetica le seguenti aliquote:
a) 65 per cento per le spese sostenute nell‟anno 2014;
b) 50 per cento per le spese sostenute nell‟anno 2015.
Nel caso in cui tali spese siano sostenute per interventi su parti comuni degli edifici condominiali le
aliquote sono stabilite come segue:
a) 65 per cento, per le spese sostenute fino al primo semestre 2015;
b) 50 per cento, per le spese sostenute dal secondo semestre 2015 fino al primo
Per le spese relative agli interventi di ristrutturazione edilizia, fino ad un ammontare complessivo
delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, vengono fissate le seguenti aliquote:
a) 50 per cento, per le spese sostenute nel 2014;
b) 40 per cento, per le spese sostenute nel 2015.
Per le spese riguardanti interventi di ristrutturazione edilizia, relativi all'adozione di misure
antisismiche fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità
immobiliare, vengono fissate le seguenti aliquote:
a) 65 per cento, per le spese sostenute nel 2014;
b) 50 per cento, per le spese sostenute nel 2015.
Per coloro che usufruiscono delle suddette detrazioni per ristrutturazione edilizia viene inoltre
prorogata per l‟anno 2014 la detrazione del 50% per le ulteriori spese documentate sostenute per
l‟acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all‟arredo dell‟immobile oggetto di
ristrutturazione su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
Relativamente alle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, la legislazione vigente
prevede, dal 1° gennaio 2014, una detrazione dall‟imposta lorda pari al 36% delle spese per
recupero edilizio e per riqualificazione energetica, fino ad un ammontare complessivo delle stesse
non superiore a 48.000 euro. Per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali è
prevista una detrazione pari al 65% fino al 30 giugno 2014.
Le stime sono state ottenute applicando la metodologia consolidata utilizzata nella RT a corredo
dell‟ultima norma di proroga delle detrazioni in esame (art. 14 del D.L. n. 63 del 4 giugno 2013).
Per quanto riguarda le spese in esame è stato quindi considerato un ammontare base di spesa annua
pari a 4.500 milioni di euro (in base alle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili risulta una spesa
effettuata per l‟anno 2011 di circa 3.500 milioni di euro). Sulla base di dati pubblicati da ENEA
risulta che la spesa per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali è di ammontare
trascurabile. Ai fini prudenziali si stima un ammontare annuo di tale spesa pari al 5% del totale
della spesa suindicata, quindi di circa 225 milioni di euro.
In base alla metodologia citata, l‟ammontare di spesa annua di 4.500 milioni di euro è stimato, per
un‟aliquota di detrazione pari al 55%, come il risultato della somma di 2.250 milioni di euro di
spesa base (che sarebbe comunque effettuata anche con la detrazione del 36%) e di ulteriori 2.250
milioni di euro di spesa incrementale (dipendente quindi, entro determinati limiti, dall‟incremento
di aliquota della detrazione). Ai fini della presente stima si ipotizza quindi che la spesa incrementale
relativa alla detrazione del 65% sia pari a quella relativa alla detrazione del 55% e che si riduca
linearmente in maniera proporzionale alla riduzione di aliquota rispetto a quella del 55%. Si ottiene
quindi una spesa annua per il 2014 pari a 4.500 milioni di euro (2.250 di base (di cui 112,5 relativa
ai condomini) e 2.250 di spesa incrementale (di cui 112,5 relativa ai condomini)), mentre per il
2015 pari a 3.908 milioni di euro (2.250 di base (di cui 112,5 relativa ai condomini) e 1.658 di spesa
incrementale (di cui 83 relativa ai condomini)). Per il 2016 si stima una spesa annua, relativa ai
condomini, pari a 195,5 milioni di euro (di cui 112,5 di spesa base e 83 di spesa incrementale).
Le suddette spese annue sono state rapportate ai periodi di vigenza dei singoli provvedimenti.
Considerando, per la spesa base, una ulteriore percentuale di detrazione di 29 punti rispetto a quelli
previsti a legislazione vigente e, per la spesa incrementale, una percentuale di detrazione di 65
punti, si stima per il 2014 un minor gettito IRPEF pari a 206,2 milioni di euro annui ((2.137,5 x
29% + 2.137,5 x 65%) : 10 + (112,5 x 6/12 x 29% + 112,5 x 6/12 x 65%) : 10). Analogamente, per
il 2015 si stima un minor gettito IRPEF pari a 116,8 milioni di euro annui ((2.137,5 x 14% + 1.575
x 50%) : 10 + (112,5 x 6/12 x 14% + 83 x 6/12 x 50%) : 10 + (112,5 x 6/12 x 29% + 112,5 x 6/12 x
65%) : 10). Per il 2016 si stima un minor gettito IRPEF pari a 2,9 milioni di euro annui (112,5 x
6/12 x 14% + 83 x 6/12 x 50%) : 10).
La norma proposta, come evidenziato nelle precedenti Relazioni Tecniche, è suscettibile di
determinare un effetto indotto correlato alla spesa aggiuntiva stimato per il 2014 e per il 2015
(applicando percentuali analoghe a quelle adottate per stime precedenti) in circa 548,4 e 418,2
milioni di euro, cui corrisponde, utilizzando un‟aliquota pari al 10%, una base emersa netta
dell‟IVA di 498,6 e 380,2 milioni di euro rispettivamente. Applicando ai predetti ammontari
un‟aliquota IVA del 10% e un‟aliquota media delle imposte dirette pari al 30% (somma delle
aliquote medie IRPEF/IRES del 26% e IRAP del 4%), si stima un incremento di gettito conseguente
all‟effetto incentivante sugli investimenti legato all‟introduzione della norma, pari per il 2014 a
+49,9 milioni di IVA e +149,6 milioni di IRPEF/IRES/IRAP e per il 2015 a +38 milioni di IVA e
+114 milioni di IRPEF/IRES/IRAP. Per il 2016, con le stesse modalità, si stima un incremento di
gettito di +0,9 milioni di IVA e +2,8 milioni di IRPEF/IRES/IRAP.
L‟effetto positivo determinato dal maggior gettito fiscale si rende maggiormente apprezzabile nei
primi anni, mentre quello negativo determinato dalle minori entrate dovute alle detrazioni si diluisce
negli anni successivi. Questo perché le maggiori entrate IVA e IRPEF/IRES/IRAP incidono per
intero per ogni esercizio finanziario mentre le minori entrate dovute alle detrazioni, essendo
rateizzate per dieci anni, si ripartiscono e si cumulano nel tempo. Risulta pertanto il seguente effetto
complessivo, in termini finanziari, rappresentato in tabella (milioni di euro):
-408,6
-410,6
+207,4
Con riferimento alle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia la legislazione
vigente prevede, dal 1° gennaio 2014, una detrazione dall‟imposta lorda pari al 36% delle spese per
non superiore a 48.000 euro.
dell‟ultima norma di proroga delle detrazioni in esame (art. 16 del DL n. 63 del 4 giugno 2013).
Per le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio è stato quindi considerato un
ammontare base di spesa annua, come risultante dai dati delle dichiarazioni dei redditi delle persone
fisiche dell‟anno di imposta 2011, pari a 8.521 milioni di euro. Per un‟aliquota di detrazione apri al
50%, tale importo è stato incrementato di 2.130 milioni di euro (+25%) per tener conto dell‟effetto
incentivante dell‟agevolazione. Ai fini della presente stima si ipotizza che tale spesa incrementale si
riduca linearmente in maniera proporzionale alla riduzione di aliquota rispetto a quella del 50%. Si
ottiene quindi una spesa annua per il 2014 pari a 10.651 milioni di euro (8.521 di base e 2.130 di
spesa incrementale), mentre per il 2015 pari a 9.130 milioni di euro (8.521 di base e 609 di spesa
incrementale).
Considerando, per la parte di spesa base, una ulteriore percentuale di detrazione di 14 punti rispetto
a quelli previsti a legislazione vigente e, per la restante parte, una percentuale di detrazione di 50
punti, si stima per il 2014 un minor gettito IRPEF pari a 225,8 milioni di euro annui ((8.521 x 14%
+ 2.130 x 50%) : 10). Analogamente, per il 2015 si stima un minor gettito IRPEF pari a 58,4 milioni
di euro annui ((8.521 x 4% + 609 x 40%) : 10).
Applicando una analoga metodologia alle spese per interventi antisismici di cui alla presente
proposta normativa, si stima una spesa annua per tali interventi di circa 256 milioni di euro per il
2014 (213 di base e 43 di spesa incrementale) e di circa 234 milioni di euro per il 2015 (213 di base
e 21 di spesa incrementale). Considerando, per la parte di spesa base, l‟ulteriore percentuale di
detrazione di 15 punti rispetto a quelli previsti per le altre tipologie e, per la restante parte, una
percentuale di detrazione di 65 punti, si stima per il 2014 un minor gettito IRPEF pari a 6 milioni di
euro annui ((213 x 15% + 43 x 65%) : 10). Analogamente, per il 2015 si stima un minor gettito
IRPEF pari a 3,2 milioni di euro annui ((213 x 10% + 21 x 50%) : 10).
La norma proposta, come evidenziato nelle precedenti citate Relazioni Tecniche, è suscettibile di
(applicando percentuali analoghe a quelle adottate per stime precedenti) in circa 543,2 e 157,3
dell‟IVA di 493,8 e 143 milioni di euro rispettivamente. Applicando ai predetti ammontari
+49,4 milioni di IVA e +148,1 milioni di IRPEF/IRES/IRAP e per il 2015 a +14,3 milioni di IVA e
+42,9 milioni di IRPEF/IRES/IRAP.
-375,6
-325,6
Per quanto riguarda la stima della detrazione del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per
l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di
ristrutturazione, sono stati presi in considerazione i dati e la metodologia utilizzati nella stima
contenuta nella RT di accompagnamento all‟introduzione dell‟articolo 16 del decreto legge 4
giugno 2013, n. 63.
Poiché la norma in esame fissa una validità dell‟agevolazione per l‟intero anno, un tetto massimo di
spesa di 10.000 euro e 10 quote annuali, si ipotizza che la spesa oggetto della nuova detrazione sia
di circa 938,4 milioni di euro, per una rata annua di detrazione di circa 46,9 milioni di euro (938,4 x
50% / 10).
Si stima, inoltre, che la norma sia suscettibile di determinare un effetto indotto del 10%
incrementando gli investimenti nel settore, e che questo generi maggiori introiti per l‟erario in
termini di IVA e di imposte dirette. A partire dell‟ammontare della spesa totale sopra determinata,
applicando la medesima metodologia utilizzata nella succitata RT si stima un incremento di gettito
IVA pari a circa +16,3 milioni di euro ed un incremento di gettito conseguente all‟effetto
incentivante sugli investimenti legato all‟introduzione della norma, pari a circa +11,5 milioni di
euro di IRPEF/IRES/IRAP.
Il gettito in termini di cassa sarà il seguente (milioni di euro):
dal 2017 al
Si indica, nella tabella che segue, gli effetti finanziari complessivi derivanti dalla disposizione in
-781,1
-668,3
-666,2
Commi 8 – 15 -La proposta normativa concede la possibilità di rivalutare i beni d‟impresa e le
partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge 2000, n. 342, e successive modificazioni,
ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività di impresa,
risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2012, a fronte del pagamento di una imposta
sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali
addizionali con la misura del 16 per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni
non ammortizzabili. Il saldo attivo di rivalutazione risultante può essere affrancato mediante
pagamento di una imposta sostitutiva del 10 per cento.
I maggiori valori si considerano fiscalmente riconosciuti a partire dal periodo di imposta 2016
(terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita) e il
versamento deve avvenire in tre rate annuali di pari importo sia per la rivalutazione che per
l‟affrancamento del saldo attivo, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle
imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è
eseguita (pertanto di cassa da giugno 2014).
A tale riguardo si osserva come la stima degli effetti di gettito attribuibili al provvedimento sia
basata sui dati effettivi di gettito e di adesione riscontati con riferimento alla legge n. 266/2005,
ultimo provvedimento del genere (dati F24, dati UNICO2006 società di capitali e società di
In base a tali dati è emerso che le società di capitali e società di persone hanno rivalutato circa 30,8
miliardi di euro di beni ammortizzabili, circa 3 miliardi tra beni non ammortizzabili e partecipazioni
ed infine hanno affrancato circa 5 miliardi di euro di saldo attivo di rivalutazione: il gettito
complessivo da rivalutazione/riconoscimento in una unica soluzione, nel 2006 è stato pari ad oltre
3,9 miliardi di euro mentre dal 2006 al 2008 – era infatti rateizzato – il gettito da imposta sostitutiva
sul saldo attivo di rivalutazione è stato pari ad oltre 500 milioni di euro.
Ai fini della presente stima si è ipotizzato che, dato il particolare periodo di crisi e di illiquidità e
tenuto altresì conto del fatto che le nuove aliquote sono superiori a quanto al tempo previsto e pari
al 16% per i beni ammortizzabili ed al 12% per quelli non ammortizzabili e per le partecipazioni (il
saldo attivo resta invece al 10%), l'adesione possa essere inferiore di circa il 15% di quella effettiva
riscontrata al tempo.
Il gettito da imposta sostitutiva sui maggiori valori dei beni ammortizzabili, stimato in circa 776
milioni di euro, è pertanto pari al 16% del 15% di circa 32 miliardi di euro (dato 2005 estrapolato
all‟universo dei contribuenti), cui si si aggiunge anche quello relativo alla imposta sostitutiva sui
beni non ammortizzabili, sulle partecipazioni e dal riconoscimento del saldo attivo di rivalutazione,
stimato nello stesso modo: la perdita di gettito conseguente (a partire dal 2016) è attribuibile a due
Maggiori ammortamenti fiscali ai fini IRES/IRPEF ed IRAP, in dieci anni ed alle aliquote
del 23% e del 4,2%, in misura rispettivamente di circa 32 mld X 15% / 10 X 23% = - 111
milioni di euro e di circa 32 mld X 15% / 10 X 4,2% = -20,4 milioni di euro;
Minori plusvalenze imponibili sui beni non ammortizzabili e le partecipazioni, ipotizzando
che la cessione avvenga in misura pari ad un decimo l‟anno e che sarebbero state imponibili
in cinque anni ai fini IRES (ai fini IRAP plusvalenze solo sui beni non ammortizzabili e
niente rateizzazione in cinque anni): la stima ai fini IRES di circa 3 mld X 15% / 10 / 5 X
23% = -2,2 milioni di euro ogni anno mentre ai fini IRAP è di circa 2,8 mld X 15% / 10 X
4,2% = -1,8 milioni di euro l‟anno.
Di seguito si indicano gli effetti finanziari derivanti dalla disposizione in esame:
Minori entrate IresIrpef
Minori entrate Irap
Commi 16 – 18 - L‟art. 23, commi da 12 a 15, del decreto legge n. 98/2011 ha esteso le ipotesi di
affrancamento dei maggiori valori contabili emersi in seguito ad operazioni straordinarie anche ai
maggiori valori impliciti nelle partecipazioni di controllo, purché tali valori siano iscritti in via
autonoma nel bilancio consolidato a titolo di avviamento, marchi d‟impresa e altre attività
La norma ha inteso eliminare una penalizzazione per quei soggetti che effettuano operazioni
di acquisizione di aziende ma con modalità diverse rispetto a quelle tradizionali e che non iscrivono
maggiori valori in modo autonomo nei bilanci individuali (acquisto di partecipazioni vs
aggregazioni aziendali). Tuttavia, tale previsione, con le modifiche ed integrazioni di cui all‟articolo
20 Legge n. 201/2011, ha riguardato esclusivamente l‟affrancamento per le operazioni effettuate
sino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011.
La disposizione in esame stabilisce che tale facoltà di affrancamento sia “a regime”,
analogamente a quanto previsto per fusioni, scissioni e conferimenti di azienda dall‟art. 176, comma
2-ter del Tuir e dall‟art. 15, commi 10, 11 e 12 del decreto legge n. 185/2008.
Dai dati dei versamenti dell‟imposta sostitutiva relativa ai commi 10-bis e 10-ter
dell‟articolo 15 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 risultano 3,9 miliardi di euro nel 2011 e
2,1 miliardi di euro nel 2013 (prima rata di tre rate di pari importo): ne consegue che l‟imposta
sostitutiva attribuibile al riallineamento dei valori relativi alle operazioni straordinarie effettuate
fino al 31 dicembre 2011 è pari a circa 10,2 miliardi di euro.
Tuttavia, ai fini della presente stima, proprio alla luce del massiccio ricorso da parte di tutti i
contribuenti potenzialmente interessati riscontrato con riferimento a tutti gli esercizi fino al 2011,
appare prudente ritenere in via di esaurimento l‟interesse ed il potenziale ancora inespresso,
stimando pertanto una adesione in misura più limitata.
Nello specifico si ipotizza per il primo anno di nuova applicazione, relativo alle operazioni
del 2012 ma “riconosciute” nel 2013 e del 2013, una imposta pari al 5% dello stock (500 milioni di
euro, quindi) mentre il flusso annuo di imposta sostitutiva per gli esercizi successivi viene indicato
in misura di circa 100 milioni di euro l‟anno a fronte di un importo assoggettato ad imposta
sostitutiva al 16%.
Per quanto concerne il maggior credito di imposta sulle DTA IRES ex art.2 commi 55-59
D.L. n. 225/2010, in via prudenziale si è proceduto utilizzando un dato relativo ad una altra
fattispecie, anch‟essa potenzialmente foriera di DTA: il peso relativo delle svalutazioni crediti
eccedenti il limite effettuate da parte di banche in perdita nella dichiarazione Unico 2012,
riscontrando un peso del 35%. Si stima pertanto un credito DTA di competenza 2013 per un
importo massimo pari a circa 500 / 16% X 35% X 27,5% = -300,8 milioni di euro mentre quello per
gli anni successivi è pari a circa 100 / 16% X 35% X 27,5% = -60,2 milioni di euro. L‟utilizzo del
credito DTA, in quanto anticipo degli effetti di recupero delle DTA, riduce gli effetti negativi IRES
conseguenti all‟ammortamento dei maggiori valori nella stessa misura del 35%.
Ne consegue l‟emersione di perdite di gettito IRES ed IRAP nei 10 esercizi successivi, a
partire dal terzo periodo di imposta, conseguenti alle maggiori deduzioni per quote di
ammortamento per circa (500 / 16%) /10 X 27,5% X (1 – 35%) = -55,9 milioni di euro ai fini IRES
e per circa (500 / 16%) /10X 5,51% = -17,2 milioni di euro ai fini IRAP di competenza dal 2016.
Nel 2017 la perdita lorda è rispettivamente pari a circa ((500 + 100) / 16%) /10 X 27,5% X (1 –
35%) = -67 milioni di euro ai fini IRES e per circa ((500 + 100) / 16%) /10X 5,51%= -20,7 milioni
di euro ai fini IRAP.
Di competenza l‟andamento del gettito si stima essere il seguente:
Credito di imposta DTA
Minore IRES
Minore IRAP
In termini di cassa si ipotizza che il credito di imposta sia spendibile dall‟anno successivo a
quello nel quale si rileva la perdita di impresa, in via prudenziale inoltre si ipotizza che il credito di
imposta che emerge complessivamente sulle operazioni straordinarie di cui ai commi 10 bis e 10 ter
dell‟articolo 15 del D.L. 185/2008 sia immediatamente spendibile/utilizzabile in compensazione
ancorché la rilevanza fiscale degli ammortamenti decorra a partire dal 2016.
Di cassa, con un acconto IRES/IRPEF del 75% ed IRAP dell‟85% si ottiene:
Commi 19 – 22 -La disposizione in esame introduce per i soggetti che operano nei settori bancario,
finanziario ed assicurativo , a partire dal periodo di imposta 2013, la deducibilità fiscale in 5 anni ai
fini IRES ed IRAP , delle rettifiche su crediti e delle perdite su crediti derivanti da elementi certi e
precisi. Inoltre estende le ipotesi in cui si considerano soddisfatti i requisiti per la deducibilità delle
perdite su crediti anche all‟ipotesi di cancellazione dei crediti dal bilancio redatto secondo i principi
contabili nazionali: pertanto anche per i soggetti non IAS le perdite su crediti derivanti dalla
cancellazione del credito dal bilancio diventano deducibili in unico esercizio.
Effetti sul gettito
Rettifiche su
deducibilità nel
limite dello 0,30%
deducibilità in 5
eccedenza riportata
agli esercizi
successivi con
deducibilità in 18
Perdite ex 101,
La disposizione vale anche ai fini IRAP consentendo la deducibilità sia delle perdite su
crediti da “cancellazione” sia delle svalutazioni producendo maggiori valori deducibili, negli anni
successivi si avranno comunque minori perdite su crediti deducibili ai fini IRAP come conseguenza
della deduzione delle rettifiche con un effetto positivo sul gettito stimato nel 20% annuo.
Per quanto riguarda le perdite su crediti per i soggetti non IAS l‟effetto in termini di gettito
dovrebbe essere di entità trascurabile, considerata la circostanza che per tali soggetti già oggi in
alcuni casi le perdite da cancellazione sono deducibili immediatamente: è il caso, ad esempio, della
cessione di un credito a istituto bancario.
Ai fini della stima degli effetti di gettito sono stati utilizzati i dati contenuti nel prospetto dei
crediti di cui al quadro RS del modello di dichiarazione Unico 2012 società di capitali ed enti
commerciali, dai quali emerge per le sole banche:
un importo complessivo di svalutazioni crediti civilistiche per circa 13,7 miliardi di
euro relativi a 664 soggetti;
un importo complessivo di svalutazioni crediti fiscali deducibili nell‟anno (nei limiti
pertanto dello 0,3% dei crediti) di circa 4,7 miliardi di euro;
una eccedenza, fiscalmente deducibile nei 18 esercizi successivi, di circa 9,1 miliardi
Le perdite su crediti da elementi certi e precisi sono state stimate in circa 3,7 miliardi di
euro. E‟ stata effettuata una simulazione su diversi anni ipotizzando costanti nel tempo i dati
rilevati, e stimando le deduzioni fiscali a legislazione vigente e le deduzioni a legislazione proposta
per i diversi anni considerati.
A. Impatto della proposta che prevede Deducibilità vigente 3700 3700 3700 3700 3700 3700 3700 3700 3700 3700
la deducibilità in 5 anni delle perdite
740 1480 2220 2960 3700 3700 3700 3700 3700 3700
ex 101, comma 5 ora dedotte
-2960 -2220 -1480 -740
B. Impatto della proposta che prevede Deducibilità vigente 4701 4701 4701
deducibilità in 5 anni delle
svalutazioni ex art. 106, comma 3
940 1880 2821
entro il limite dello 0,30%, ora
-3761 -2821 -1880
C. Impatto della proposta che prevede Deducibilità vigente
svalutazioni che eccedono la soglia
dello 0,30% ora dedotte in 18 anni
IRES - differenziale di deducibilità
IRAP- differenziale di deducibilità
1183 2367
1183 2038
-5537 -3002 -467 2068 4602 4274 3945 3616 3287 2959
Deducibilità vigente
3353 6706 10059 13412 16765 16765 16765 16765 16765 16765
Ai fini della stima si è tenuto conto, altresì, del fatto che in base a specifica elaborazione,
circa il 35% delle eccedenze fiscalmente riportabili nei 18 esercizi successivi risulta attribuibile a
soggetti bancari in perdita fiscale. Tale circostanza concorre a generare, sia a legislazione vigente
che a legislazione proposta, crediti di imposta per Deferred Tax Assets (stante il permanere della
indeducibilità piena nell‟esercizio determinata dal riporto ai 4 esercizi successivi). Si è pertanto
tenuto conto, nella determinazione del differenziale di deducibilità IRES relativo al passaggio dal
riporto in 18 anni alla deducibilità in cinque esercizi, di una “capienza” nel reddito del 65%.
In base ai differenziali indicati l‟andamento di gettito di competenza, applicando l‟aliquota
IRES del 27,5% ed IRAP del 5,51% (al netto della quota trasformata in credito di imposta ex DTA,
il 2,3% calcolata sui soggetti in perdita IRAP - cfr. infra), è il seguente:
A. Impatto della proposta che prevede la
deducibilità in 5 anni delle perdite ex
101, comma 5 ora dedotte nell'anno
B. Impatto della proposta che prevede
deducibilità in 5 anni delle svalutazioni
ex art. 106, comma 3 entro il limite
dello 0,30%, ora dedotte
C. Impatto della proposta che prevede
che eccedono la soglia dello 0,30% ora
dedotte in 18 anni
IRES - impatto sul gettito (A + B + C)
Impatto complessivo IRES + IRAP
(*) dal secondo anno le perdite su crediti sono dedotte all'80% per tenere conto della deduzione delle rettifiche su crediti.
Di cassa,con le percentuali di acconto utilizzate del 75% ai fini IRES e del 85% ai fini
IRAP, l‟andamento è il seguente:
Ai fini della stima degli effetti di gettito sono stati utilizzati i dati ricavati dal prospetto dei
crediti di cui al quadro RS e dal quadro RF del modello di dichiarazione Unico 2012 società di
capitali ed enti commerciali, dai quali emerge per le sole assicurazioni:
un importo complessivo di svalutazioni crediti civilistiche per circa 465,8 milioni di
euro relativi a 142 soggetti;
un importo complessivo di svalutazioni crediti fiscali deducibili nell‟anno (nei
limiti pertanto dello 0,3% dei crediti) di circa 14 milioni di euro;
una eccedenza, fiscalmente deducibile nei 18 esercizi successivi, di circa 452
E‟ stata effettuata una simulazione su diversi anni ipotizzando costanti nel tempo i dati rilevati,
stimando le deduzioni fiscali a legislazione vigente e le deduzioni a legislazione proposta per i
diversi anni considerati.
A. Impatto della proposta che prevede
ex art. 106, comma 3 entro il limite dello
0,30%, ora dedotte
dedotte ora dedotte nei 18 esercizi
IRES - differenziale di deducibilità (A
In base ai differenziali indicati l‟andamento di gettito di competenza, all‟aliquota IRES del
27,5% ed IRAP al 6,82%, è il seguente:
deducibilità in 5 anni delle svalutazioni ex
art. 106, comma 3 entro il limite dello
dedotte nei 18 esercizi successivi.
IRES - impatto sul gettito (A + B)
-59 -78 -97 -90 -83 -76 -69
-19 -25 -32 -32 -32 -32 -32
-78 -103 -128 -122 -115 -108 -101
Di cassa,con le percentuali di acconto utilizzate in via generale del 75% ai fini IRES e del
85% ai fini IRAP , l‟andamento è il seguente:
0 -38 -55 -73 -92 -111 -85 -78 -71 -64
0 -12 -18 -24 -31 -37 -32 -32 -32 -32
-98 -123 -148 -116 -109 -103
Ai fini della stima degli effetti di gettito sono stati utilizzati i dati del prospetto dei crediti di
cui al quadro RS del modello di dichiarazione Unico 2012 società di capitali ed enti commerciali,
dai quali emerge per i soli intermediari finanziari:
un importo complessivo di svalutazioni crediti civilistiche per circa 4.1 miliardi di euro
relativi a 1.047 soggetti;
pertanto dello 0,3% dei crediti) di circa 839 milioni di euro;
una eccedenza, fiscalmente deducibile nei 18 esercizi successivi, di circa 3.264 milioni
E‟ stata effettuata una simulazione su diversi anni ipotizzando i dati rilevati costanti nel
tempo e stimando le deduzioni fiscali a legislazione vigente e le deduzioni a legislazione proposta
per l‟arco temporale considerato.
A. Impatto della proposta che prevede Deducibilità vigente
839 839 839 839 839 839 839 839 839 839
168 336 503 671 839 839 839 839 839 839
-671 -503 -336 -168
B. Impatto della proposta che prevede Deducibilità vigente
907 1088 1269 1451 1632
653 1306 1958 2611 3264 3264 3264 3264 3264 3264
653 1124 1596 2067 2539 2357 2176 1995 1813 1632
621 1260 1899 2539 2357 2176 1995 1813 1632
821 1641 2462 3282 4103 4103 4103 4103 4103 4103
In base ai differenziali indicati l‟andamento di gettito di competenza, all‟aliquota media
IRES del 23% ed IRAP al 4,2%, è il seguente:
A. Impatto della proposta che
prevede deducibilità in 5 anni delle
B. Impatto della proposta che
Impatto complessivo IRES +
(*) dal secondo anno le perdite su crediti sono dedotte all'80% per tenere conto della deduzione delle
rettifiche su crediti.
Di cassa, con le percentuali di acconto utilizzate del 75% ai fini IRES e del 85% ai fini
IRAP , l‟andamento è il seguente:
7 -253 -400 -547 -694 -511 -469 -427 -386
-98 -133 -167 -202 -172 -172 -172 -172
Complessivamente l’andamento di cassa della proposta normativa per banche,
intermediari finanziari ed assicurazioni è il seguente:
-5 -867 -1730 -2593 -1703 -1564 -1425 -1286
0 -410 -630 -852 -1073 -1295 -1106 -1106 -1106 -1106
Totale IRES + IRAP
-635 -1720 -2803 -3888 -2808 -2669 -2531 -2392
Comma 23 - La disposizione in esame interviene in ordine alle novità fiscali introdotte dai commi
da 488 a 490 dell‟articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che prevedono l‟applicazione
dell‟aliquota Iva del 10% in luogo del 4%, per le prestazioni di assistenza e sicurezza sociale rese
dalle cooperative e dai loro consorzi, contenute nel n. 41-bis della Tabella A, parte II, allegata al
DPR 26 ottobre 1972.
In particolare, la norma in oggetto prevede il ripristino dell‟aliquota IVA del 4% per le
prestazioni socio sanitarie, di cui alla tabella A) del DPR 633/1972 parte terza (beni e servizi
assoggettati ad aliquota del 10%), per le sole cooperative sociali.
In sede di relazione tecnica al provvedimento originario, è stato stimato che il passaggio dal
4 al 10% dell‟aliquota Iva delle prestazioni in esame comportava un incremento di gettito 153
milioni di euro su base annua.
Considerando che il peso delle cooperative sociali nei settori socio sanitari ed educativi è
circa l‟85%, ne consegue che il ripristino dell‟aliquota al 4% determinerà una perdita di gettito di
circa 130 milioni di euro su base annua a decorrere dal 2014.
Comma 24 -La disposizione in esame prevede, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31
dicembre 2013, la deducibilità dell‟onere corrispondente alle somme restituite al soggetto erogatore,
se assoggettate a tassazione in anni precedenti.
In particolare, la norma prevede la facoltà, per il contribuente, di portare in deduzione dal
reddito complessivo dei periodi d‟imposta successivi l‟ammontare, in tutto o in parte, non dedotto
nel periodo d‟imposta di restituzione o, in alternativa, di chiedere il rimborso dell‟imposta
corrispondente all‟importo non dedotto.
Al riguardo, si evidenzia che la disposizione in esame non comporta effetti in termini di
Comma 25 - La norma istituisce presso il Ministero dello sviluppo economico una cabina di regia
per monitorare e coordinare gli interventi previsti a legislazione vigente per le crisi d‟impresa. La
cabina di regia è presieduta dal Ministro dello sviluppo economico o dal Sottosegretario di Stato
dallo stesso delegato ed è composta da rappresentanti delle competenti strutture amministrative
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell‟economia e delle finanze, nonché da
rappresentanti della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni
datoriali di categoria maggiormente rappresentative sul territorio nazionale. La cabina di regia si
avvale della Struttura per le crisi d‟impresa già istituita e operante presso il Ministero dello sviluppo
La norma non determina alcun onere aggiuntivo per il bilancio dello Stato in quanto ai componenti
della Cabina di regia non spettano compensi o rimborsi e le risorse per il funzionamento della
Struttura per le crisi d‟impresa sono già iscritte in bilancio a legislazione vigente sul capitolo 2246
del Ministero dello sviluppo economico. Infine le funzioni di segreteria sono assicurate dal predetto
Ministero nell‟ambito della propria dotazione organica e finanziaria.
(Misure di carattere sociale)
Comma 1 - La disposizione è diretta a incrementare nell‟ambito del Fondo sociale per
l‟occupazione e la formazione le risorse destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in
deroga per l‟anno 2014 per 600 mln di euro.
Da ciò derivano per l‟anno 2014 maggiori oneri sul SNF (saldo netto da finanziare) per 600 mln di
euro e sull‟indebitamento netto in termini di maggiori prestazioni sociali per 360 mln di euro, atteso
che gli oneri per contribuzione figurativa (stimabili in 240 mln di euro, circa il 40% dell‟importo
complessivo) hanno riflesso sul 2014 solo in termini di SNF.
La disposizione prevede altresì il rifinanziamento di interventi finalizzati alla proroga al 2014 di
misure in materia di contratti di solidarietà di cui all‟articolo 5, commi 5 e 8, della legge n. 236/1993
e di proroghe a 24 mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività, di
cui all‟articolo 1, comma 1, del DL 249/2004, convertito con modificazioni, dalla legge n. 291/2004,
per rispettivamente 40 mln di euro e per 50 mln di euro a carico del Fondo sociale per l‟occupazione
e la formazione nei limiti, quindi, di risorse già programmate e, quindi, senza nuovi o maggiori oneri
In sintesi dalla complessiva disposizione derivano i seguenti effetti negativi per la finanza pubblica:
Indebitamento netto: maggiore spesa per prestazioni sociali per 360 milioni di euro per l‟anno 2014;
Saldo netto da finanziare: maggiore spesa per trasferimenti a INPS per 600 milioni di euro per l‟anno
Comma 2 - La disposizione è diretta a prevedere con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1°
gennaio 2014 l‟incremento del contingente numerico dei lavoratori autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione di cui all‟articolo 1 comma 231 lettera b) legge 228/2012 come
indicato nell‟articolo 9 del relativo decreto interministeriale del 22 aprile 2013. Il predetto
incremento del contingente numerico consente di dare attuazione ad un‟interpretazione estensiva
della disposizione esplicitata in sede di approvazione del decreto attuativo, con particolare
riferimento ai soggetti coloro i quali, hanno ripreso l‟attività lavorativa anche prima del 4 dicembre
Sulla base dei dati amministrativi dell‟INPS l‟incremento del contingente numerico necessario è pari
a 6.000 unità dalle quali conseguono sulla base degli stessi elementi amministrativi i seguenti oneri in
termini di maggiore spesa pensionistica (tenuto conto che per una parte dei soggetti interessati si è
parzialmente consumato il periodo del potenziale beneficio):
La disposizione provvede altresì a coordinare il conseguente incremento dei limiti di spesa di cui
all‟articolo 1, comma 234 della legge n. 228/2012 nonché l‟indicazione degli importi complessivi
destinati alle diverse misure di salvaguardia riportati al comma 235 dell‟articolo 1 della stessa legge
n. 228/2012 ai fini dell‟applicazione della procedura ivi prevista.
Comma 3 - Per l‟anno 2014 è incrementata la spesa di 250 milioni per gli interventi di pertinenza
del Fondo per le non autosufficienze, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi
laterale amiotrofica.
Comma 4 -L‟art. 23, comma 11, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, recante “Disposizioni
urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di
rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario” convertito, con modificazioni, nella
legge 7 agosto 2012, n. 135, ha istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il
Fondo nazionale per l‟accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Il medesimo comma 11 afferma altresì che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede
annualmente, con proprio decreto e nei limiti delle risorse di cui al citato fondo, alla copertura dei
costi sostenuti dagli enti locali per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Il fondo è stato istituito al fine di consentire il superamento della situazione di emergenza
umanitaria relativa all‟eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord e garantire
una gestione ordinaria dell‟accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
il Fondo per l‟accoglienza dei minori stranieri non accompagnati contribuisce alla copertura di una
quota parte delle spese sostenute dagli enti locali per l‟erogazione di servizi di accoglienza rivolti ai
minori stranieri non accompagnati, attraverso un meccanismo di riparto delle risorse finanziarie a
beneficio dei Comuni che hanno segnalato e preso in carico minori stranieri non accompagnati.
Il fondo per l‟accoglienza dei minori stranieri non accompagnati costituisce uno strumento per
capitalizzare le metodologie e le procedure elaborate ed utilizzate in occasione dell‟emergenza Nord
Africa, al fine di stabilizzare un sistema più efficace ed efficiente di accoglienza dei minori non
accompagnati in situazioni ordinarie. Esso risponde inoltre all‟impegno assunto dal Governo in sede
di Conferenza unificata (riunione del 30 marzo 2011) di individuare risorse stabili e pluriennali
destinate al sostegno dell‟accoglienza dei minori nelle comunità attraverso i Comuni.
La consistente presenza di minori stranieri non accompagnati sul territorio italiano rappresenta un
aspetto specifico del fenomeno migratorio. Nell‟ultimo decennio, infatti, la situazione dei flussi
migratori si è modificata e l‟Italia è diventata un Paese d‟immigrazione anche per i minori non
accompagnati. In particolare è stato registrato un aumento significativo della presenza di minori
provenienti dai territori dell‟Africa e del Medio Oriente, che conoscono tuttora una grave situazione
di instabilità politica.
Pertanto, per fronteggiare le esigenze sopra descritte, l‟autorizzazione di spesa relativa al fondo
nazionale per l‟accoglienza dei minori stranieri non accompagnati è incrementata di 20 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016.
Comma 5 -La norma dispone la proroga delle disposizioni relative al riparto della quota del cinque
per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche in base alle scelte del contribuente, che si
applicano anche relativamente all'esercizio finanziario 2014, con riferimento alle dichiarazioni dei
redditi 2013, sia per quanto riguarda le disposizioni finanziarie, sia per quanto riguarda le modalità
applicative e i termini di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 aprile
2010. A tal fine, viene indicato in euro 400.000.000 il limite di spesa per la liquidazione della
suddetta quota del 5 per mille IRPEF per l'anno 2014.
Comma 6 - La norma è finalizzata al rifinanziamento delle disposizioni in materia di lavori
socialmente utili, integrazione salariale e formazione professionale per complessivi euro 100
milioni per l‟anno 2014, di cui 99 milioni di euro per le finalità di cui al comma 1, dell‟articolo 3,
del decreto legge n. 67 del 1997, relativo agli interventi in favore del comune e della provincia di
Napoli e del comune di Palermo, ed un milione di euro per la concessione di un contributo ai
comuni con meno di 50.000 abitanti per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili con oneri
a carico del bilancio comunale da almeno otto anni così come previsto dall‟articolo 2, comma 552,
della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008).
Comma 7- La disposizione è diretta a modificare l‟articolo 81, comma 32 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al fine di
superare la Procedura di infrazione 2013/4009 concernente la non conformità della disposizione che
limita il contributo previsto dalla Carta Acquisti ai soli residenti di cittadinanza italiana con la
Direttiva 2003/109/CE. Pertanto, al fine di superare le censure della Commissione UE si rende
necessario estendere la concessione della Carta Acquisiti ai cittadini comunitari ovvero familiari di
cittadini italiani o comunitari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del
diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini stranieri in possesso di
permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. La norma prevede altresì il
rifinanziamento del fondo relativo al programma carta acquisti di cui all‟art. 81, comma 29 e
seguenti, del decreto-legge n.112/2008 per l‟anno 2014. La disposizione prevede inoltre che con
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il Ministero dell'economia e
delle finanze, sia determinata una quota del Fondo da riservare all‟estensione su tutto il territorio
nazionale, non già coperto, della sperimentazione di cui all‟articolo 60 del DL n. 5/2012, convertito
con modificazioni dalla legge n. 35/2012. Con il medesimo decreto sono stabilite le modalità di
prosecuzione del programma carta acquisti, di cui all‟articolo 81, comma 29 e seguenti, del decretolegge n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008, in funzione dell‟evolversi
delle sperimentazioni in corso, nonché il riparto delle risorse ai territori coinvolti nell‟estensione
della sperimentazione di cui al presente comma.
In ogni caso si fa presente che le erogazioni effettuate non potranno superare lo stanziamento che si
configura come un limite di spesa sia con riferimento al programma carta acquisti, c.d. “ordinaria”
sia con riferimento alla sperimentazione di cui all‟articolo 60 del DL n. 5/2012, convertito con
modificazioni dalla legge n. 35/2012
Pertanto dalla disposizione conseguono maggiori oneri, sia in termini di SNF (saldo netto da
finanziare) sia in termini di indebitamento netto (maggiori prestazioni sociali), pari a 250 mln di
euro per l‟anno 2014.
Comma 8 -La disposizione è finalizzata all‟incremento di 10 milioni di euro annui dal 2014 al 2016
delle risorse da iscrivere sul Fondo nazionale contro la violenza di genere istituito all‟articolo 1,
comma 1261, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Le risorse sono necessarie a garantire la prevenzione e il contrasto e la lotta contro la violenza
sulle donne e la violenza domestica; in particolare, i nuovi finanziamenti saranno utilizzati per la
creazione di rifugi adeguati, facilmente accessibili ed in numero sufficiente per offrire un alloggio
sicuro alle vittime di violenza domestica, per la creazione di centri per le vittime della violenza
sessuale e degli stupri, nonché per l‟assistenza continua, gratuita e telefonica alle vittime di
Comma 9 -Il Ministero della salute è competente dal 1980 in materia di assistenza sanitaria da e
per l‟estero, cioè di “mobilità sanitaria” internazionale.
Per far fronte alle seguenti attività:
regolazione dei rapporti economici finanziari con gli Stati dell‟UE in materia di assistenza
sanitaria ai cittadini italiani all‟estero in applicazione dei regolamenti comunitari;
regolazione dei rapporti economici finanziari derivanti dagli accordi bilaterali in materia di
assistenza sanitaria con gli Stati non appartenenti all‟UE.
Lo stanziamento è incrementato di euro 121 milioni per l‟anno 2014.
Comma 10 - La decisione della Corte Europea dei Diritti dell‟Uomo del 3 settembre 2013 ha
stabilito che gli arretrati relativi alla rivalutazione dell‟indennità integrativa speciale di cui
all‟indennizzo ex lege 210/1992 devono essere erogati dal momento del riconoscimento
dell‟indennizzo. Detto dispositivo stabilisce che “l'Italia, in cooperazione con il Comitato dei
Ministri, dovrà fissare entro 6 mesi dall'esecutività della sentenza, un termine di natura
obbligatoria nel corso del quale si impegna a garantire ,attraverso misure giuridiche ed
amministrative appropriate, la realizzazione effettiva e rapida dei diritti in oggetto, specificamente
attraverso il pagamento della rivalutazione dell'IIS a tutti i beneficiari dell'indennità di cui alla
L.210/92 a partire dal momento in cui quest'indennità è stata riconosciuta e indipendentemente dal
fatto che l'interessato abbia o meno introdotto un apposito procedimento”.
A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale con la sentenza 293/2011, si è provveduto
all‟adeguamento dell‟indennizzo vitalizio di circa 9.000 soggetti beneficiari della legge 210/92 di
competenza statale che, pertanto, percepiscono a decorrere dal 2012 l‟indennizzo rivalutato anche
per la componente IIS. La citata decisione della Corte Europea determina un ulteriore fabbisogno di
finanziamento per i 9.000 indennizzati di competenza statale.
A tal fine lo stanziamento è incrementato di euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Comma 11 - La norma dispone il rifinanziamento del Fondo per la distribuzione di derrate
alimentari alle persone indigenti, di cui all‟articolo 58, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012,
n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 , n. 134 per l‟importo di 5 milioni di
(Norme in materia di interventi UE)
Comma 1 - Alla copertura degli oneri relativi alla quota di cofinanziamento nazionale pubblica
relativa agli interventi cofinanziati dall‟Unione europea per il periodo di programmazione
2014/2020, a valere sulle risorse dei fondi strutturali, del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale (FEASR) e del Fondo per gli affari marittimi e per la pesca (FEAMP), a titolarità delle
Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, concorre il Fondo di rotazione di cui
alla legge 16 aprile 1987, n. 183, nella misura massima del 70% degli importi previsti nei piani
finanziari dei singoli programmi. La restante quota del 30% fa carico ai bilanci delle Regioni e
delle predette Province Autonome, nonché degli eventuali altri organismi pubblici partecipanti ai
Comma 2 Per gli interventi di cui al comma 1, a titolarità delle Amministrazioni centrali dello
Stato, alla copertura degli oneri relativi alla quota di cofinanziamento nazionale pubblica si
provvede, integralmente, con le disponibilità del Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987,
n. 183.
Comma 3 Il Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183/1987 concorre, nei limiti delle proprie
disponibilità, al finanziamento degli oneri relativi all‟attuazione degli interventi complementari
rispetto ai programmi cofinanziati dai Fondi strutturali UE 2014/2020, inseriti nell‟ambito della
programmazione strategica definita con l‟Accordo di partenariato 2014/2020 siglato con le Autorità
comunitarie. Al fine di massimizzare le risorse destinabili agli interventi complementari di cui al
presente comma, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano possono concorrere al
finanziamento degli stessi con risorse a carico dei propri bilanci.
Comma 4 Il Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183/1987 è autorizzato, nel limite di 500 milioni
di euro annui a valere sulle proprie disponibilità, a concedere anticipazioni delle quote comunitarie
e di cofinanziamento nazionale dei programmi a titolarità delle Amministrazioni centrali dello
Stato cofinanziati dall‟Unione europea con i fondi strutturali, Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo rurale e del Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca, nonché dei programmi
complementari di cui al comma 3 del presente articolo. Le risorse così anticipate vengono
reintegrate al Fondo, per la parte comunitaria, a valere sui successivi accrediti delle corrispondenti
risorse UE in favore del programma interessato. Per la parte nazionale, le anticipazioni sono
reintegrate al Fondo a valere sulle quote di cofinanziamento nazionale riconosciute per lo stesso
programma a seguito delle relative rendicontazioni di spesa. Per i programmi complementari, le
anticipazioni sono reintegrate al Fondo a valere sulle quote riconosciute per ciascun programma a
seguito delle relative rendicontazioni di spesa.
Comma 5 Il recupero, nei confronti delle Amministrazioni e degli altri Organismi titolari degli
interventi, delle risorse precedentemente erogate dal Fondo di rotazione di cui alla legge n.
183/1987, può essere effettuato, fino a concorrenza dei relativi importi, anche mediante
compensazione con altri importi spettanti alle medesime Amministrazioni ed Organismi, sia per lo
stesso che per altri interventi, a carico delle disponibilità del predetto Fondo di rotazione.
Comma 6 Il monitoraggio degli interventi cofinanziati dall‟Unione europea per il periodo
2014/2020, a valere sui Fondi strutturali, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca (FEAMP), nonché degli
interventi complementari previsti nell‟ambito dell‟Accordo di partenariato finanziati dal Fondo di
rotazione della legge n. 183/1987, ai sensi del comma 3 del presente articolo, è assicurato dal
Ministero dell‟Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato –
IGRUE, attraverso le specifiche funzionalità del proprio sistema informativo. A tal fine, le
Amministrazioni centrali, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano assicurano, per
gli interventi di rispettiva competenza, la rilevazione dei dati di attuazione finanziaria, fisica e
procedurale a livello di singolo progetto, secondo le specifiche tecniche definite congiuntamente tra
il MEF – IGRUE e le Amministrazioni centrali dello Stato responsabili del coordinamento per i
singoli Fondi (FESR, FSE, FEASR, FEAMP).
Comma 7 All‟art. 5, comma 2, del decreto Legislativo 30 giugno 2011, n. 123 è aggiunta la
h) contratti passivi, convenzioni, decreti ed altri provvedimenti riguardanti interventi a titolarità
delle Amministrazioni centrali dello Stato, cofinanziati in tutto o in parte con risorse dell‟Unione
europea, ovvero aventi carattere di complementarietà rispetto alla programmazione UE, giacenti
sulla contabilità del Fondo di rotazione di cui all‟art. 5, della legge n. 183/1987. Restano ferme le
disposizioni della legge 1041/1971 per la rendicontazione dei pagamenti conseguenti agli atti
assoggettati al controllo di cui al periodo precedente.
Comma 8 Le amministrazioni statali titolari di programmi di sviluppo cofinanziati con fondi
comunitari che intendano ricorrere ad una centrale di committenza, ai sensi dell‟articolo 33 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, per le acquisizioni di beni e di servizi finalizzate
all‟attuazione degli interventi relativi ai detti programmi si avvalgono di Consip S.p.A., stipulando
apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti. Le restanti amministrazioni titolari di
programmi di sviluppo cofinanziati hanno facoltà di avvalersi di Consip ai sensi e con le modalità di
cui al precedente periodo.
Comma 9 A valere sulle disponibilità del fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183,
sono destinate, fino al limite di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016,
risorse a favore delle azioni di cooperazione allo sviluppo realizzate dal Ministero degli affari esteri,
in coerenza ed a complemento della politica di cooperazione dell'Unione europea. Le somme
annualmente individuate sulla base delle azioni finanziabili ai sensi del presente comma, sono
versate dal fondo di rotazione all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al pertinente
capitolo di spesa del Ministero degli Affari Esteri che provvede al relativo utilizzo in favore delle
azioni stesse.
Comma 10 - La normativa dispone che al pagamento delle somme di denaro conseguenti alle
pronunce di condanna emesse nei confronti dello Stato per mancato o ritardato recepimento
nell'ordinamento di direttive o di altri provvedimenti dell'Unione europea la Presidenza del
Consiglio dei Ministri provvede a valere sullo stanziamento appositamente iscritto nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze; prevede, altresì, che nei confronti dei relativi
titoli giudiziari si applicano le disposizioni previste dalla normativa citata in materia di esecuzione
forzata, in particolare riguardanti l‟impignorabilità e le procedure relative.
Dal presente articolo non derivano oneri per la finanza pubblica.
(Rifinanziamento di esigenze indifferibili e ulteriori interventi)
Comma 1 - La disposizione prevede, ai fini della proroga per l‟anno 2014 della partecipazione
italiana a missioni internazionali di pace, l‟integrazione del Fondo di cui all‟articolo 1, comma
1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, di 765 milioni di euro per l‟anno 2014, con pari effetti
su tutti i saldi di finanza pubblica.
Comma 2 - La disposizione permette, in combinato disposto al rifinanziamento previsto in Tabella
E per 300 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015, aggiuntivi rispetto all‟autorizzazione di
spesa di cui all‟articolo 7 bis, comma 1 del decreto legge 43 del 2013, la prosecuzione degli
interventi relativi alla ricostruzione privata nei comuni dell‟Aquila e del cratere del sisma 2009,
tenuto conto che delle maggiori esigenze che si concentreranno negli anni indicati.
In analogia a quanto già previsto con la citata disposizione, al fine di permettere un‟erogazione dei
contributi coerente con i profili di spesa effettivi, si prevede la presentazione da parte degli enti
locali del fabbisogno per il 2014 unitamente alla dimostrazione dell‟utilizzo delle risorse
Fabricio Villalta Acurio
gabrielamina
jersonbb
Coro Polifonico Salvo D'Acquisto 7 dicembre
Blood Glucose Monitoring System DANA Cheker

References: art.2
 art. 106
 art. 106
 art. 106

art. 106
 sentenza