Source: http://www.avvgennarodenatale-salerno.com/2010/06/
Timestamp: 2018-03-24 17:43:42+00:00

Document:
Comune di Guantanamela, in persona del Sindaco lrpt, dom.to per la carica in Guantanamela (SA) alla Piazza Municipio n. 1
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/09/2010 05:25:00 PM
L’avv. Gennaro De Natale, in giudizio ex art. 86 cpc, con studio in Salerno alla via Ogliara, n. 36
- che l’istante ha ricevuto ha ricevuto incarico dal Sig. Ovidio Tiziano di agire in giudizio nei confronti della ____________, per ottenere la restituzione di somme non dovute;
- che la causa era di valore inferiore ad € 1.032.,00, quindi esente da spese, soprattutto in ordine a quella di notifica, anche per la citazione dei testimoni e, conseguentemente, sia sulla busta contenente l’atto, che sull’avviso di ricevimento, era stata apposta, a cura dell’Ufficiale Giudiziario, ben visibile, la dicitura “ATTO ESENTE”;
- che da qualche tempo, l’avviso di ricevimento di avvenuta notifica ritorna al mittente con la dicitura “emessa CAD, € 3,40” o “emessa CAN, € 2,80, a cura dell’Ufficio Postale del destinatario dell’atto, laddove CAD è acronimo di Comunicazione di Avvenuto Deposito, mentre CAN, Comunicazione di Avvenuta Notifica;
- che per ritirare tale avviso di ricevimento,l’istante ha dovuto pagare la somma di € 2,80;
- che tale comportamento delle Poste Italiane S.p.A. è assolutamente illegittimo, in quanto in contrasto con l’art. 8, comma 7, legge n. 890 del 20/11/1982 e successive modificazioni, laddove è previsto che “i costi derivanti dalla spedizione della raccomandata e del relativo avviso di ricevimento di cui al secondo comma dell’art. 18 della legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni, sono posti a carico del mittente indicato nell’avviso di ricevimento stesso, secondo le previsioni tariffarie vigenti, fatti salvi i casi di esenzione delle spese di notifica previsti dalle leggi vigenti”;
- che la Circolare delle Poste Italiane S.p.A. del 22/06/1999, prot. N. 16780 prevede che, per gli atti esenti, l’avviso inerente alla seconda racc.ta dovrà comunque essere restituito alla parte che richiesto la notifica, ma le spese di tale invio non devono essere poste a carico di detto destinatario (con il sistema della tassa a carico) bensì a carico dell’Erario, con addebito sul conto con pagamento differito intestato all’Ufficio NEP, che ha provveduto all’inoltro della prima raccomandata;
- che sempre secondo la predetta Circolare, tutti gli Uffici NEP provvedono ad apporre sulle buste verdi, concernenti tali atti esenti, un timbro recante la dicitura “ATTO ESENTE”, di guisa che l’operatore postale, che accetterà la racc.ta comunicazione di avvenuto deposito, predisposta dal portalettere per gli atti non potuti recapitare, non dovrà provvedere alla tassazione del relativo avviso di ricevimento, bensì provvederà a farne copia, che tasserà con segnatasse o impronta Hasler per l’importo dovuto e trasmetterà con mod. 77 all’Ufficio Postale che ha accentato l’atto originario, per l’addebito delle relative tasse sul conto differito intestato all’Ufficio NEP mittente;
- che il comma 2 –quater dell’art. 36 l. 28 febbraio 2008, n. 31, che ha convertito con modifiche il decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248 (cd. Decreto mille proroghe) ha aggiunto dopo il quinto comma dell’art. 7 della l. 28 novembre 1982, il seguente: “Se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell’atto l’agente postale dà notizia al destinatario medesimo dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo raccomandata (cosiddetta CAN), ed ha abrogato i commi 3 e4 del predetto art. 7;
- che anche questo secondo tipo di racc.ta segue la disciplina dettata per la CAD;
- che l’istante, in qualità di difensore antistatario, ha pagato € 2,80 per il ritiro della CAD (non dovuto) alla Poste Italiane S.P.A., per poter ritirare l’avviso di ricevimento relativo all’atto giudiziario esente n. 6110/AGP,che si deposita in copia. Tanto premesso l’istante
Poste Italiane S.p.A., in persona LRPT con sede legale in Roma – Viale Europa n. 190, invitandola a comparire innanzi al Giudice di Pace di Salerno all’udienza del 30 maggio 2009, locali soliti, ora di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:
1) dichiarare illegittimo il pagamento preteso dalla società convenuta per la causale di cui in premessa;
2) per l’effetto, condannare Poste Italiane S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t. al pagamento in favore dell’attore della somma indebitamente percepita, così come indicata nella premessa del presente atto, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.
Ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 488/99 e succ. mod. , l’istante dichiara di contenere la domanda entro il limite complessivo di € 1.032,00.
Con riserva di precisare e modificare le conclusioni ex art. 319 cpc, si invita la convenuta a costituirsi in giudizio, con avvertenza che, in difetto , sarà dichiarata la sua contumacia e che, in tal caso, l’emananda sentenza sarà considerata come emessa in legittimo contraddittorio, e che la costituzione fuori del termine comporterà la decadenza di cui all’art. 167 cpc, per cui non potrà proporre domanda riconvenzionali, chiamare i terzi in causa, indicar mezzi di prova o produrre documenti.
In via istruttoria, si chiede ammettersi prova testi con riserva di indicare testi e circostanze all’udienza ex art. 320 cpc, in base al comportamento che terrà la convenuta.
Si allegano Copia dell’avviso di ricevimento dell’atto giudiziario
Salerno, 12 Marzo 2009
Poste Italiane S.p.A. – in persona del lrpt – con sede legale in Viale Europa, 190 – 00144 Roma
Per: *********, rappresentata e difesa dall’avv. Gennaro De Natale;
Contro: Poste Italiane SpA.
1) L’attore, nel riportarsi a tutto quanto dedotto, eccepito e prodotto, rileva che l’amministrazione della giustizia ha richiesto un parere all’Avvocatura Generale dello Stato che, con nota n. 25247 del 24/9/2008, ha risposto che nel caso di notifiche a persone giuridiche, ed in particolare alle società di capitali, vige il principio dell’immedesimazione organica in virtù del quale la consegna degli atti eseguita a mani di uno dei soggetti elencati dall’art. 145 cpc esaurisce le formalità volute dalla legge.
Pertanto l’emissione della C.A.N. non deve essere eseguita quando l’atto giudiziario risulti indirizzato a persona giuridica e la relativa consegna dell’atto sia stata fatta nelle mani di persona diversa dal legale rappresentante.
2) Quanto alla eccezione di prescrizione del diritto sollevata da parte convenuta, vi è da precisare che alla situazione in esame non può applicarsi la fattispecie prevista dall’art. 2951 cc: tale norma, infatti, stabilisce che si prescrivono in un anno i diritti relativi al contratto di trasporto (il diritto alla spedizione ed il diritto al corrispettivo), mentre nel presente giudizio si verte in materia di ripetizione di indebito ex art. 2033 cc.
L'azione di ripetizione dell'indebito oggettivo di cui all'art. 2033 cc è un'azione soggetta al termine di prescrizione decennale; tale principio è stato anche ribadito dalla giurisprudenza nei seguenti termini: In materia di somme indebitamente corrisposte, l’atto di recupero costituisce ripetizione di indebito oggettivo, come tale sottoposto a prescrizione decennale ex art. 2946 cc (TAR Toscana, 26/04/2005, n. 1874).
La prescrizione stabilita dall’art. 2951, pertanto, cc non è applicabile al caso in esame; qui, infatti, non si verte sui diritti derivanti dal contratto di trasporto, ma si verte in materia di prestazione non dovuta, si chiede la restituzione di una somma che, in base alle leggi vigenti in materia ed illustrate nella documentazione allegata in atti, non doveva essere corrisposta, trattandosi di materia esente da spese.
1) Accogliere la domanda proposta e, per l’effetto, condannare la convenuta alla restituzione, in favore dell’attore, della somma di euro 2,80 per le causali dedotte in narrativa;
2) Condannare la convenuta al pagamento delle spese di giudizio, con attribuzione al sottoscritto procuratore anticipante.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/06/2010 08:27:00 PM
Etichette: c.a.d., c.a.n., cad, can, poste, ripetizione indebito
Il Sig. Marcello Tizio, rapp.to e difeso dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di procura a margine del presente atto;
- Che l'istante è titolare di n. 2 Polizze Assicurative -Ramo Infortuni- n.ri 123456789 - 987654321; accese presso la BANCA di Pollena Trocchia, C.so Vittorio Emanuele n.172.
- Che, in data 02/03/2003, l'istante rimaneva vittima di un infortunio a causa del quale riportava gravi lesioni con conseguente notevole riduzione della efficienza psico-fisica, come risulta da documentazione medica;
- Che, conformemente a quanto stabilito nelle condizioni generali di polizza, l'istante denunciava l'evento alla Compagnia Assicuratrice chiedendo il risarcimento dei danni subiti;
- Che, con racc.ta del 3/3/2004, l'istante rinnovava la suddetta richiesta senza ottenere alcunché, per cui necessita ricorrere alla presente procedura;
- Che a tanto intende provvedere il Sig. Marcello Tizio nella qualità di cui sopra non essendo addivenuto a tutt'oggi ad una soluzione bonaria della vertenza. Tutto ciò premesso, il Sig. Marcello Tizio, come in atti rapp.to, difeso e dom.to
quale proprio arbitro il Dott. Leonida, con studio in Salerno alla via S. Crispino, presso l'Azienda Ospedaliera S. Pancrazio, Dipartimento di Medicina Legale e delle Assicurazioni, e, nel contempo, con il presente atto,
la TRIS Ass.ni SpA, in persona del legale rappresentante pt, con sede in (20122) Milano, al C.so Turchia n. 23, a compiere la propria elezione di arbitro a norma dell'art. 810 cpc.
Si precisa che il presente atto vale anche come costituzione in mora.
Salerno, 18 Maggio 2004
TRIS Ass.ni SpA, in persona del legale rappresentante pt, con sede in (20122) Milano, al C.so Turchia n. 23,
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/05/2010 08:32:00 PM
In nome e per conto della Sig.ra Vispa Teresa, che mi ha conferito incarico, ed elettivamente domiciliata presso il mio studio, comunico quanto segue.
In data 14/4/2010, alle ore 15,00 circa, una incaricata della ECR SpA ha telefonato (tramite cellulare n. 346/5819xxx) alla Sig.ra Vispa Teresa, dom.ta in Quarrata (PT) alla via Tresoldi n. 62, e, non trovandola in casa, ha riferito al marito, Sig. Pinco Pallino, che dovevano provvedere immediatamente al pagamento di un presunto debito nei confronti della Fastweb, altrimenti sarebbe stato richiesto in tempi brevi il fermo amministrativo dell’auto.
Orbene, il comportamento della ECR SpA e dei suoi dipendenti è illegittimo per i seguenti motivi.
1) La comunicazione telefonica della incaricata ECR SpA è stata congegnata in maniera subdola, tale da indurre il destinatario a credere che in breve tempo sarebbe stato attivato un procedimento coattivo di esazione del debito. Si precisa che la ECR non è in possesso di nessun titolo esecutivo, né giudiziale né stragiudiziale, e non ha neanche attivato la procedura di conciliazione prevista per le controversie in materia di telecomunicazioni.
Il comportamento posto in essere da ECR risulta oltremodo grave, scorretto e sleale, poiché essa ha prospettato al consumatore un gravissimo pregiudizio come conseguenza dell’inadempimento.
Le modalità utilizzate per reclamare il pagamento dell’importo contestato pregiudicano il diritto dei consumatori alla correttezza ed equità nei rapporti negoziali. Infatti, tali società di recupero crediti non possono assolutamente ottenere il fermo amministrativo dei veicoli di proprietà del debitore. Tali prassi, ormai generalizzate, si basano sull’abuso della buona fede da parte dei consumatori e/o debitori.
2) I suddetti comportamenti sono stati considerati invasivi e lesivi della dignità personale da un provvedimento del 30/11/2005 del Garante per la Privacy, che ha definito illecite le sollecitazioni di pagamento rivolte a persone diverse dal debitore, anche se conviventi.
Per tutto quanto sopra esposto, si chiede alle Autorità destinatarie della presente, anche e soprattutto in considerazione della situazione di carattere generale, in grado di coinvolgere un gran numero di consumatori, di adottare i provvedimenti opportuni, sanzionando gli autori dei summenzionati comportamenti.
Si diffida, infine, la ECR SpA dal reiterare simili condotte, con avvertimento che, in caso di recidiva, si adirà la competente Autorità Giudiziaria per le statuizioni del caso.
Tel/Fax 089.28.21.92 - Cell. 338.28.35.380 email: gedenata@libero.it
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/02/2010 01:02:00 PM

References: art. 86
 art. 7
 art. 319
 sentenza 
 art. 320
 art. 2033
 art. 2946