Source: http://www.studiopaggetti.it/2018/10/11/legge-9-gennaio-1991-norme-per-lattuazione-del-piano-energetico-nazionale-in-materia-di-uso-razionale-dellenergia-di-risparmio-energetico-e-di-sviluppo-delle-fonti-rinnovabili-di-energia/
Timestamp: 2020-07-13 09:02:03+00:00

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LEGGE 9 GENNAIO 1991 – NORME PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO ENERGETICO NAZIONALE IN MATERIA DI USO RAZIONALE DELL’ENERGIA, DI RISPARMIO ENERGETICO E DI SVILUPPO DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA – Studio Paggetti srl
TITOLO I Norme in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.
Art. 1. (Finalita’ ed ambito di applicazione)
1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell’energia, di ridurre i consumi di energia e di migliorare le condizioni di compatibili- ta’ ambientale dell’utilizzo dell’energia a parita’ di servizio reso e di qualita’ della vita, le norme del presente titolo favoriscono ed incentivano, in accordo con la politica energetica della Comunita’ econo- mica europea, l’uso razionale dell’energia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell’utilizzo di manufatti, l’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la riduzione dei consumi specifici di energia nei processi produttivi, una piu’ rapida sostituzione degli impianti in particolare nei settori a piu’ elevata intensita’ energetica, anche attraverso il coordinamento tra le fasi di ricerca applicata, di sviluppo dimostrativo e di produzione industriale.
3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili di energia o assimilate: il sole, il vento, l’energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali. Sono considerate altresi’ fonti di energia assimilate alle fonti rinnovabili di energia: la cogenerazione, intesa come produzione combinata di energia elettrica o meccanica e di calore, il calore recuperabile nei fumi di scarico e da impianti termici, da impianti elettrici e da processi industriali, nonche’ le altre forme di energia recuperabile in processi, in impianti e in prodotti ivi compresi i risparmi di energia conseguibili nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici con interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti. Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e successive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge 9 settembre 1988, n.397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n.475. 4. L’utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 e’ considerata di pubblico interesse e di pubblica utilita’ e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche.
1. Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’articolo 1, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, il Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, il Ministro dei lavori pubbli- ci, il Ministro dei trasporti, il Ministro dell’ambiente, il Ministro delle partecipazioni statali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza almeno trien- nale, direttive per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione, del recupero e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e del contenimento dei consumi energetici.
1. Per lo sviluppo di attivita’ aventi le finalita’ di cui all’articolo 1, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede a stipulare con l’ENEA un accordo di programma, con validita’ triennale, ove sono stabiliti gli obiettivi, i tempi di attuazione e le previsioni di spesa dei progetti relativi al programma medesimo per un ammontare complessivo non superiore al 10 per cento degli stanziamenti previsti dalla presente legge.
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), l’ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono emanate norme che, anche nel quadro delle indicazioni e delle priorita’ della legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni ed integrazioni, definiscono i criteri generali tecnico-costruttivi e le tipologie per l’edilizia sovvenzionata e convenzionata nonche’ per l’edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti, che facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1 e al titolo II. Tali norme sono aggiornate, secondo la medesima procedura, ogni due anni.
2. Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in relazione agli obiettivi di cui all’articolo 1, emana con decreto la normativa tecnica al cui rispetto e’ condizionato il rilascio delle autorizzazioni e la concessione e l’erogazione di finanziamenti e contributi per la realizzazione di opere pubbliche.
4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il CNR, gli enti energetici, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonche’ le associazioni di categoria interessate e le associazioni di istituti nazionali operanti per l’uso razionale dell’energia, sono emanate norme per il contenimento dei consumi di energia, riguardanti in particolare progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici, e i seguenti aspetti: determinazione delle zone climatiche; durata giornaliera di attivazione nonche’ periodi di accensione degli impianti termici; temperatura massima dell’aria negli ambienti degli edifici durante il funzionamento degli impianti termici; rete di distribuzione e adeguamento delle infrastrutture di trasporto, di ricezione e di stoccaggio delle fonti di energia al fine di favorirne l’utilizzazione da parte degli operatori pubblici e privati per le finalita’ di cui all’articolo 1.
5. Per le finalita’ di cui all’articolo 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa con il Ministro dei trasporti, sono emanate norme per il contenimento dei consumi energetici in materia di reti e di infrastrutture relative ai trasporti nonche’ ai mezzi di trasporto terrestre ed aereo pubblico e privato.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d’intesa con l’ENEA, individuano i bacini che in relazione alle caratteristiche, alle dimensioni, alle esigenze di utenza, alla disponi- bilita’ di fonti rinnovabili di energia, al risparmio energetico realizzabile e alla preesistenza di altri vettori energetici, costitui- scono le aree piu’ idonee ai fini della fattibilita’ degli interventi di uso razionale dell’energia e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.
b) l’individuazione dei bacini energetici territoriali; c
) la localizzazione e la realizzazione degli impianti di teleriscalda- mento;
e)la destinazione delle risorse finanziarie, secondo un ordine di priorita’ relativo alla quantita’ percentuale e assoluta di energia risparmiata, per gli interventi, di risparmio energetico;
f) la formulazione di obiettivi secondo priorita’ di intervento;
g)le procedure per l’individuazione e la localizzazione di impianti per la produzione di energia fino a dieci megawatt elettrici per impianti installati al servizio dei settori industriale, agricolo, terziario, civile e residenziale, nonche’ per gli impianti idroelettrici.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano le aree che risultano idonee alla realizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento nonche’ i limiti ed i criteri nel cui ambito le amministrazioni dello Stato, le aziende autonome, gli enti pubblici nazionali o locali, gli istituti di previdenza e di assicu- razione, devono privilegiare il ricorso all’allaccio a reti di teleriscaldamento qualora propri immobili rientrino in tali aree.
1. Il limite stabilito dall’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, non si applica alle imprese produttrici e distributrici a condizione che l’energia elettrica prodotta venga distribuita entro i confini territoriali dei comuni gia’ serviti dalle medesime imprese produttrici e distributrici alla data di entrata in vigore della presente legge.
1. Al fine di incentivare la realizzazione di iniziative volte a ridurre il consumo specifico di energia, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’utilizzo delle fonti di energia di cui all’articolo 1, nella climatizzazione e nella illuminazione degli ambienti, anche adibiti ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, nell’illuminazione stradale, nonche’ nella produzione di energia elettrica e di acqua calda sanitaria nelle abitazioni adibite ad uso civile e ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, possono essere concessi contributi in conto capitale nella misura minima del 20 per cento e nella misura massima del 40 per cento della spesa di investimento ammissibile documentata per ciascuno dei seguenti interventi:
e) installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; per tali interventi il contributo puo’ essere elevato fino all’80 per cento;
f) installazione di sistemi di controllo integrati e di contabilizzazione differenziata dei consumi di calore nonche’ di calore e acqua sanitaria di ogni singola unita’ immobiliare, di sistemi telematici per il controllo e la conduzione degli impianti di climatizzazione nonche’ trasformazione di impianti centralizzati o autonomi per conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 1;
g) trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gas per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dotati di sistema automatico di regolazione della temperatura, inseriti in edifici composti da piu’ unita’ immobiliari, con determinazione dei consumi per le singole unita’ immobiliari, escluse quelle situate nelle aree individuate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’articolo 6 ove siano presenti reti di teleriscaldamento;
1. La concessione e la erogazione dei contributi previsti dagli articoli 8, 10 e 13 e’ delegata alle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il Ministro del tesoro, emana, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le direttive per uniformare i criteri di valutazione delle domande, le procedure e le modalita’ di concessione e di erogazione dei contributi da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto nell’istruttoria di propria competenza dei tempi di realizzazione delle singole iniziative, dei consumi di energia preesistenti, dei benefici energetici attesi, della quantita’ di energia primaria risparmiata per unita’ di capitale investito, nonche’: per gli interventi di cui all’articolo 8, della tipologia degli edifici e dei soggetti beneficiari dei contributi con priorita’ per gli interventi integrati; per gli interventi di cui all’articolo 10, dell’obsolescenza degli impianti e dell’utilizzo energetico dei rifiuti; per gli interventi di cui all’articolo 13, della tipologia delle unita’ produttive e delle potenziali risorse energetiche del territorio.
5. I fondi assegnati alle singole regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano sono improrogabilmente impegnati mediante appositi atti di concessione dei contributi entro centoventi giorni dalla ripartizione dei fondi. I fondi residui, per i quali le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non hanno fornito la documentazione relativa agli atti di impegno entro i trenta giorni successivi, vengono destinati dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con proprio provvedimento ad iniziative inevase dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano sulla base delle percentuali di ripartizione gia’ adottate dal CIPE ai sensi del comma 4.
6. Per il primo anno di applicazione della presente legge il termine di cui al comma 3 e’ fissato al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della stessa e la nuova ripartizione dei fondi residui di cui al comma 5 riguarda anche eventuali fondi residui trasferiti alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per le medesime finalita’ sulla base della normativa previgente la presente legge e non impegnati entro il termine di centoventi giorni di cui al medesimo comma 5.
7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, avvalendosi anche dell’ENEA ai sensi dell’articolo 16, comma 3, provvedono ad accertare l’effettivo conseguimento del risparmio energetico, attraverso idonei strumenti di verifica con metodo a campione e/o secondo criteri di priorita’ In caso di esito negativo delle verifiche le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ne danno informazione immediata al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e provvedono all’immediata revoca totale o parziale dei contributi concessi ed al recupero degli importi gia’ erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di pagamento, con le modalita’ di cui all’articolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Le somme recuperate sono annualmente ripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con le modalita’ di cui al comma 4. 8. Per i pareri delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dalla presente legge, decorso il termine per l’emanazione dell’atto cui il parere e’ preordinato, l’autorita’ competente puo’ provvedere anche in assenza dello stesso.
Art. 10 (Contributi per il contenimento dei consumi energetici nei settori industriale, artigianale e terziario)
1. Al fine di conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 1 nei settori industriale, artigianale e terziario e nella movimentazione dei prodotti possono essere concessi contributi in conto capitale fino al 30 per cento della spesa ammissibile preventivata, per realizzare o modificare impianti fissi, sistemi o componenti, nonche’ mezzi per il trasporto fluviale di merci.
Art. 11. (Norme per il risparmio di energia e l’utilizzazione di fonti rinnovabili di energia o assimilate)
1. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano, alle province ed ai comuni e loro consorzi e associazioni, sia direttamente sia tramite loro aziende e societa’, nonche’ alle imprese di cui all’arti- colo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’arti- colo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, ad imprese e a consorzi tra imprese costituiti ai sensi degli articoli 2602 e seguenti del codice civile, a consorzi costituiti tra imprese ed Ente nazionale per l’ener- gia elettrica (ENEL) e/o altri enti pubblici, possono essere concessi contributi in conto capitale per studi di fattibilita’ tecnico-economica per progetti esecutivi di impianti civili, industriali o misti di produ- zione, di recupero, di trasporto e di distribuzione dell’energia derivan- te dalla cogenerazione, nonche’ per iniziative aventi le finalita’ di cui all’articolo 1 e le caratteristiche di cui ai commi 2 o 3 del presente articolo, escluse le iniziative di cui agli articoli 12 e 14.
2. Il contributo di cui al comma 1 e’ concesso con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti i Ministri dell’ambiente, per le aree urbane e dei trasporti, nel limite massimo del 50 per cento della spesa ammissibile prevista sino ad un massimo di lire cinquanta milioni per gli studi di fattibilita’ tecnico-economica e di lire trecento milioni per i progetti esecutivi purche’ lo studio sia effettuato secondo le prescrizioni del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e l’impianto abbia le seguenti caratteristiche minime:
3. Ai soggetti di cui al comma 1 possono altresi’ essere concessi contributi in conto capitale per la realizzazione o la modifica di impianti con potenza uguale o superiore a dieci megawatt termici o a tre megawatt elettrici relativi a servizi generali e/o al ciclo produttivo che conseguano risparmio di energia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia e/o un migliore rendimento di macchine e apparecchiature e/o la sostituzione di idrocarburi con altri combustibili. Il limite suddetto non si applica nel caso di realizzazione di nuovi impianti, quando cio’ deriva da progetti di intervento unitari e coordinati a livello di polo industriale, di consorzi e forme associative di impresa.
7. La realizzazione degli impianti di teleriscaldamento, ammissibili ai sensi dell’articolo 6, da parte di aziende municipalizzate, di enti pubblici, di consorzi tra enti pubblici, tra enti pubblici ed imprese private ovvero tra imprese private che utilizzano il calore dei cicli di produzione di energia delle centrali termoelettriche nonche’ il calore recuperabile da processi industriali possono usufruire di contributi in conto capitale fino al 50 per cento del relativo costo. L’ENEL e’ tenuto a fornire la necessaria assistenza per la realizzazione degli impianti ammessi ai contributi con diritto di rimborso degli oneri sostenuti.
8. I contributi di cui al comma 7 sono erogati dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
1. Alle aziende pubbliche e private e loro consorzi, ed a consorzi di imprese ed enti pubblici possono essere concessi contributi in conto capitale per la progettazione e la realizzazione di impianti con caratteristiche innovative per aspetti tecnici e/o gestionali e/o organizzativi, che utilizzino fonti rinnovabili di energia e/o combusti- bili non tradizionali ovvero sviluppino prototipi a basso consumo spe- cifico ovvero nuove tecnologie di combustione, di gassificazione, di liquefazione del carbone e di smaltimento delle ceneri, nonche’ iniziative utilizzanti combustibili non fossili la cui tecnologia non abbia raggiunto la maturita’ commerciale e di esercizio. Sono ammessi altresi’ ai contri- buti sistemi utilizzanti le fonti rinnovabili di energia di origine solare finalizzati a migliorare la qualita’ dell’ambiente e, in partico- lare, la potabilizzazione dell’acqua.
Art. 13.(Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili di energia nel settore agricolo)
1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’articolo 1 nel settore agricolo, possono essere concessi alle imprese agricole singole o asso- ciate, a consorzi di imprese agricole, ovvero a societa’ che offrono e gestiscono il servizio-calore, che prevedano la partecipazione dell’ENEL e/o di aziende municipalizzate e/o di altri enti pubblici, contributi in conto capitale per la realizzazione di impianti con potenza fino a dieci megawatt termici o fino a tre megawatt elettrici per la produzione o il recupero di energia termica, elettrica e meccanica da fonti rinnovabili di energia, nella misura massima del 55 per cento della spesa ammessa, elevabile al 65 per cento per le cooperative.
Art. 14. (Derivazioni di acqua. Contributi per la riattivazione e per la costruzione di nuovi impianti)
1. Ai soggetti che producono energia elettrica per destinarla ad usi propri o per cederla in tutto o in parte all’ENEL e/o alle imprese produt- trici e distributrici di cui all’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, alle condizioni previste dalla vigente normativa, nonche’ alle predette imprese produttrici e distributrici, possono essere concessi contributi in conto capitale per iniziative:
b) di costruzione di nuovi impianti nonche’ di potenziamento di impianti esistenti, che utilizzino concessioni di derivazioni di acqua.
3. La domanda di ammissione al contributo di cui al comma 1, corredata dagli elementi tecnico-economici, dal piano finanziario, dal piano di manutenzione e di esercizio, nonche’ da ogni elemento relativo agli eventuali atti di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, ivi comprese le valutazioni ambientali, e’ presentata al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, alla regione o alla provincia autonoma di Trento o di Bolzano a seconda della competenza dell’impianto.
1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 sono concessi anche per iniziative oggetto di locazione finanziaria, effettuate da societa’ iscritte nell’albo istituito presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno del 12 novembre 1986, in attuazione dell’articolo 9, comma 13, della legge 1 marzo 1986, n. 64.
2. Le procedure e le modalita’ di concessione ed erogazione dei contributi di cui al comma 1, nonche’ le modalita’ di controllo del regolare esercizio degli impianti incentivati, saranno determinate in apposita convenzione da stipularsi tra il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e le societa’ di cui al comma 1.
Art. 16. (Attuazione della legge)
1. Competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano 1. Le regioni emanano, ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, norme per l’attuazione della presente legge.
2. Resta ferma la potesta’ delle province autonome di Trento e di Bolzano di emanare norme legislative sul contenimento dei consumi energetici e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia nell’ambito delle materie di loro competenza, escluse le prescrizioni tecniche rispondenti ad esigenze di carattere nazionale contenute nella presente legge e nelle direttive del CIPE.
3. Su richiesta delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano l’ENEL, l’Ente nazionale idrocarburi (ENI), l’ENEA, il CNR e le universita’ degli studi, in base ad apposite convenzioni e nell’ambito dei rispettivi compiti istituzionali, assistono le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nell’attuazione della presente legge. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i comuni, singoli o associati, possono dotarsi di appositi servizi per l’attuazione degli adempimenti di loro competenza previsti dalla presente legge.
2. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di intesa con il Ministro del tesoro puo’ promuovere, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, apposite convenzioni con istituti di credito, istituti e societa’ finanziari al fine di facilitare l’accesso al credito per la realizzazione delle iniziative agevolate ai sensi della presente legge.
3. Nell’ambito delle proprie competenze e su richiesta del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, l’ENEA, effettua verifiche a campione e/o secondo criteri di priorita’ circa l’effettiva e completa realizzazione delle iniziative di risparmio energetico agevolate ai sensi degli articoli 11, 12 e 14. In caso di esito negativo delle verifiche l’ENEA da’ immediata comunicazione al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato che provvede alla revoca parziale o totale dei contributi ed al recupero degli importi gia’ erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di pagamento, con le modalita’ di cui all’articolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
Art. 18. (Modalita’ di concessione ed erogazione dei contributi)
1. Per i contributi di cui agli articoli 11, 12 e 14 le modalita’ di con- cessione ed erogazione, le prescrizioni tecniche richieste per la stesura degli studi di fattibilita’ e dei progetti esecutivi, le prescrizioni circa le garanzie di regolare esercizio e di corretta manutenzione degli impianti incentivati, nonche’ i criteri di valutazione delle domande di finanziamento sono fissati con apposito decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Ai fini dell’acquisizione dei contributi di cui al comma 1, le spese sostenute possono essere documentate nelle forme previste dall’articolo 18, quinto comma, della legge 26 aprile 1983, n. 130. Agli adempimenti necessari per consentire l’utilizzo di tali facolta’, si provvede in conformita’ a quanto disposto dall’articolo 18, sesto comma, della legge 26 aprile 1983, n. 130, a cura del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
3. Su tutti i contributi previsti dalla presente legge possono essere concesse anticipazioni in corso d’opera garantite da polizze fidejussorie bancarie ed assicurative emesse da istituti all’uopo autorizzati, con le modalita’ ed entro i limiti, fissati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Nell’ambito delle proprie competenze l’ENEA provvede sulla base di apposite convenzioni con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano a realizzare idonee campagne promozionali sulle finalita’ della presente legge, all’aggiornamento dei tecnici di cui al comma 1 e a realizzare direttamente ed indirettamente programmi di diagnosi energetica.
1. Alla possibilita’ di fruire delle agevolazioni previste dalla presente legge sono ammesse anche le istanze presentate ai sensi della legge 29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, per iniziative rientranti fra quelle previste dagli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 che non siano ancora state oggetto di apposito provvedimento di accoglimento o di rigetto.
Art. 22. (Riorganizzazione della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica, si prov- vede alla ristrutturazione ed al potenziamento della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base del Ministero dell’indu- stria, del commercio e dell’artigianato. Si applicano, salvo quanto espressamente previsto dalla presente disposizione, le norme di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche per le successive modifiche dell’ordinamento della medesima Direzione generale.
A tal fine le relative dotazioni organiche sono aumentate, per quanto riguarda le qualifiche dirigenziali di non piu’ di undici unita’ con specifica professionalita’ tecnica nel settore energetico, e per il restante personale di non piu’ di novanta unita’, secondo la seguente articolazione:
i) n. 10 posti di II livello. 2.
Con il decreto di cui al comma 1 puo’ essere altresi’ prevista presso la Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base la costituzione di un’apposita segreteria tecnico-operativa, costituita da non piu’ di dieci esperti con incarico quinquennale rinnovabile per non piu’ di una volta scelti fra docenti universitari, ricercatori e tecnici di societa’ di capitale – con esclusione delle imprese private – specificamente operanti nel settore energetico, di enti pubblici e di pubbliche amministrazioni, con esclusione del personale del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Il trattamento economico degli esperti di cui al presente comma e’ determinato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di intesa con il Ministro del tesoro, in misura non inferiore a quello spettante presso l’ente o l’amministrazione o l’impresa di appartenenza.
I dipendenti pubblici sono collocati fuori luogo per l’intera durata dell’incarico o nell’analoga posizione prevista dai rispettivi ordinamenti.
3. Limitatamente al personale delle qualifiche non dirigenziali, alle assunzioni conseguenti all’aumento delle dotazioni organiche di cui al comma 1 puo’ procedersi a decorrere dal 1 gennaio 1991, e solo dopo aver attuato le procedure di mobilita’ di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1988, n. 325, e successive modificazioni, ed alla legge 29 dicembre 1988, n. 554, e successive modificazioni e integrazioni, o comunque dopo novanta giorni dall’avvio di dette procedure. Nel biennio 1991-1992 puo’ procedersi a tali assunzioni esclusivamente nel limite annuo del 25 per cento e complessivo del 33 per cento dei relativi posti, restando comunque i posti residui riservati per l’intero biennio alla copertura mediante le predette procedure di mobilita’
Art. 23. (Abrogazione espressa di norme e utilizzazione di fondi residui.)
2. Le somme destinate ad incentivare gli interventi di cui alla legge 29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonche’ quelle di cui all’articolo 15, comma 37, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, che alla data di entrata in vigore della presente legge non sono state ancora trasferite alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano o non sono state ancora formalmente impegnate dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato per gli interventi di propria competenza, possono essere utilizzate rispettivamente per le finalita’ di cui agli articoli 8, 10 e 13 e per quelle di cui agli articoli 11, 12 e 14.
3. Alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 spettanti alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano si provvede con le procedure e le modalita’ di cui all’articolo 9. Alla ripartizione delle restanti somme fra i vari interventi si provvede, tenendo conto delle proporzioni fissate al comma 2 dell’articolo 38, con le modalita’ di cui ai commi 6 e 7 del medesimo articolo 38.
1. Il contributo previsto a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la realizzazione dei progetti indicati nel programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno approvato dal CIPE con deliberazione del 11 febbraio 1988 e’ sostituito o integrato per la percentuale soppressa o ridotta per effetto dei regolamenti del Consiglio delle Comunita’ europee n. 2052 del 24 giugno 1988, n. 4253 del 19 dicembre 1988 e n. 4254 del 19 dicembre 1988 con un contributo dello Stato a carico degli stanziamenti di cui al comma 3 pari alla differenza tra il 50 per cento della spesa ammessa per ogni singola iniziativa alle agevolazioni di cui all’articolo 11 della legge 28 novembre 1980, n. 784, e successive modificazioni e integrazioni, e il contributo concesso a carico del FESR.
2. Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, d’intesa con il Ministro del tesoro, nonche’ con la Cassa depositi e prestiti per la concessione ed erogazione dei finanziamenti, provvede a disciplinare con decreto la procedura per l’applicazione delle agevolazioni nazionali e comunitarie agli interventi di cui al comma 1.
3. All’avvio del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno relativo al primo triennio approvato dal CIPE con deliberazione del 11 febbraio 1988, si fa fronte con lo stanziamento di lire 50 miliardi autorizzato dall’articolo 19 della legge 26 aprile 1983, n. 130, e con lo stanziamento di lire 730 miliardi autorizzato dal decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, integrato di lire 300 miliardi con l’articolo 15, comma 36, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni.
6. Previa deliberazione del programma per la metanizzazione del territorio della Sardegna di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonche’ del sistema di approvvigionamento del gas metano di cui al comma 5, il CIPE stabilisce una prima fase stralcio in conformita’ al programma deliberato, per la realizzazione di reti di distribuzione che potranno essere provvisoriamente esercitate mediante gas diversi dal metano, nelle more della esecuzione delle opere necessarie per l’approvvigionamento del gas metano.
TITOLO II Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici
Art. 25. (Ambito di applicazione.)
1. Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia negli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione d’uso, nonche’, mediante il disposto dell’articolo 31, l’esercizio e la manuten- zione degli impianti esistenti.
1. Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale. Gli inter- venti di utilizzo delle fonti di energia di cui all’articolo 1 in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione spe- cifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordi- naria di cui agli articoli 31 e 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457. L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi, e’ considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario gia’ in opera.
4. Ai fini di cui al comma 3 e secondo quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 4, sono regolate, con riguardo ai momenti della progettazione, della messa in opera e dell’esercizio, le caratteristiche energetiche degli edifici e degli impianti non di processo ad essi associati, nonche’ dei componenti degli edifici e degli impianti.
6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia, sia rilasciata dopo la data di entrata in vigore della presente legge, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unita’ immobiliare.
1. I consumi di energia termica ed elettrica ammessi per gli edifici sono limitati secondo quanto previsto dai decreti di cui all’articolo 4, in particolare in relazione alla destinazione d’uso degli edifici stessi, agli impianti di cui sono dotati e alla zona climatica di appar- tenenza.
3. La documentazione di cui al comma 1 deve essere compilata secondo le modalita’ stabilite con proprio decreto dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
4. Una copia della documentazione di cui al comma 1 e’ conservata dal comune ai fini dei controlli e delle verifiche di cui all’articolo 33.
Art. 29. (Certificazione delle opere e collaudo)
Art. 30. (Certificazione energetica degli edifici)
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consi- glio di Stato, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il Ministro dei lavori pubblici e l’ENEA, sono emanate norme per la certificazione energetica degli edifici. Tale decreto individua tra l’altro i soggetti abilitati alla certificazione.
1. Durante l’esercizio degli impianti il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume la responsabilita’, deve adottare misure necessa- rie per contenere i consumi di energia, entro i limiti di rendimento previsti dalla normativa vigente in materia.
1. Ai fini della commercializzazione, le caratteristiche e le prestazioni energetiche dei componenti degli edifici e degli impianti devono essere certificate secondo le modalita’ stabilite con proprio decreto dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1. Il comune procede al controllo dell’osservanza delle norme della presente legge in relazione al progetto delle opere, in corso d’opera ovvero entro cinque anni dalla data di fine lavori dichiarata dal commit- tente.
3. In caso di accertamento di difformita’ in corso d’opera, il sindaco ordina la sospensione dei lavori.
4. In caso di accertamento di difformita’ su opere terminate il sindaco ordina, a carico del proprietario, le modifiche necessarie per adeguare l’edificio alle caratteristiche previste dalla presente legge.
2. Il proprietario dell’edificio nel quale sono eseguite opere difformi dalla documentazione depositata ai sensi dell’articolo 28 e che non osserva le disposizioni degli articoli 26 e 27 e’ punito con la sanzione amministrativa in misura non inferiore al 5 per cento e non superiore al 25 per cento del valore delle opere.
3. Il costruttore e il direttore dei lavori che omettono la certificazione di cui all’articolo 29, ovvero che rilasciano una certificazione non veritiera nonche’ il progettista che rilascia la relazione di cui al comma 1 dell’articolo 28 non veritiera, sono puniti in solido con la sanzione amministrativa non inferiore all’1 per cento e non superiore al 5 per cento del valore delle opere, fatti salvi i casi di responsabilita’ penale.
4. Il collaudatore che non ottempera a quanto stabilito dall’articolo 29 e’ punito con la sanzione amministrativa pari al 50 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale.
5. Il proprietario o l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne e’ assunta la responsabilita’, che non ottempera a quanto stabilito dall’articolo 31, commi 1 e 2, e’ punito con la sanzione amministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinque milioni. Nel caso in cui venga sottoscritto un contratto nullo ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 31, le parti sono punite ognuna con la sanzione amministrativa pari a un terzo dell’importo del contratto sottoscritto, fatta salva la nullita’ dello stesso.
6. L’inosservanza delle prescrizioni di cui all’articolo 32 e’ punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire cinque milioni e non superiore a lire cinquanta milioni, fatti salvi i casi di responsabilita’ penale.
8. L’inosservanza, della disposizione che impone la nomina, ai sensi dell’articolo 19, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, e’ punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire dieci milioni e non superiore a lire cento milioni.
Art. 36. (Irregolarita’ rilevate dall’acquirente o dal conduttore)
1. Qualora l’acquirente o il conduttore dell’immobile riscontra difformita’ dalle norme della presente legge, anche non emerse da eventuali precedenti verifiche, deve farne denuncia al comune entro un anno dalla constatazione, a pena di decadenza dal diritto di risarcimento del danno da parte del committente o del proprietario.
3. La legge 30 aprile 1976, n. 373, e la legge 18 novembre 1983, n. 645, sono abrogate. Il decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1977, n. 1052, si applica, in quanto compatibile con la presente legge, fino all’adozione dei decreti di cui ai commi 1, 2 e 4 dell’articolo 4, al comma 1 dell’articolo 30 e al comma 1 dell’articolo
TITOLO III Disposizioni finali Art. 38 (Ripartizione fondi e copertura finanziaria)
1. Per le finalita’ della presente legge e’ autorizzata la spesa di lire 427 miliardi per il 1991, 992 miliardi per il 1992 e 1.192 miliardi per il 1993. Il dieci per cento delle suddette somme e’ destinato alle finalita’ di cui all’articolo 3 della presente legge.
2. Per le finalita’ di cui agli articoli 11, 12 e 14 e’ autorizzata la spesa di lire 267,5 miliardi per il 1991, di lire 621,6 miliardi per il 1992 e di lire 746,4 miliardi per il 1993, secondo la seguente ripartizione:
3. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 1, secondo periodo, e 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando le proiezioni dell’accantonamento “Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonche’ dell’articolo 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988”.
4. Per le finalita’ di cui agli articoli 8, 10 e 13 e’ autorizzata la spesa di lire 116,8 miliardi per il 1991, di lire 271,2 miliardi per il 1992 e di lire 326,4 miliardi per il 1993.
5. All’onere derivante dall’attuazione del comma 4, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993 al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991 all’uopo parzialmente utilizzando le proiezioni dell’accantonamento “Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonche’ dell’articolo 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988”.
8. Il Ministro del tesoro e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 39 (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore, salvo quanto previsto dall’articolo 37, il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Data a Roma, addi’ 9 gennaio 1991
TABELLA A (Articolo 8) REGOLE TECNICHE PER GLI INTERVENTI DI CUI ALL’ARTICOLO 8 NEL CASO DI EDIFICI ESISTENTI
L’intervento deve comportare un aumento della resistenza termica della superficie trattata almeno pari a R = a (t (m2 C h/kcal), (t e’ il salto termico di progetto definito dall’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica n.1052 del 28 agosto 1977, e “a” e’ il coefficiente indicato di seguito per i diversi interventi · Sottotetti a=0,1 · Terrazzi e porticati a=0,04 · Pareti d’ambito isolate all’esterno a=0,04 · Pareti d’ambito isolate nell’intercapedine senza limitazione · Pareti d’ambito isolate all’interno a=0,04 Doppi vetri Ammessi all’incentivo solo nelle zone climatiche D, E ed F, del territorio nazionale come definite dal decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 10 marzo 1977 e purche’ sia assicurata una tenuta all’aria dei serramenti corrispondente almeno ad una permeabilita’ all’aria inferiore a 6 m cubi/ora per metro lineare di giunto apribile e di 20 m3/ora per m2 di superficie apribile in corrispondenza di un differenziale di pressione di 100 Pascal Tubature di adduzione dell’acqua calda Ammessa all’incentivo solo la spesa di fornitura e posa del materiale isolante (non le eventuali opere murarie).
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TERRAZZE A TASCA PRIVATE →

References: Art. 1

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 18

Art. 22

Art. 23
 articolo 38

Art. 25

Art. 29

Art. 30
 articolo 31

Art. 36
 Art. 38
 Art. 39
 ART. 181