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Timestamp: 2017-02-28 17:38:42+00:00

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PROVIDUNE (LIFE07NAT/IT/000519) Conservazione e ripristino di habitat dunali nei siti delle Province di Cagliari, Matera, Caserta PROGETTO DEFINITIVO - PDF
PROVIDUNE (LIFE07NAT/IT/000519) Conservazione e ripristino di habitat dunali nei siti delle Province di Cagliari, Matera, Caserta PROGETTO DEFINITIVO
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1 Provincia di Matera PROVIDUNE (LIFE07NAT/IT/000519) Conservazione e ripristino di habitat dunali nei siti delle Province di Cagliari, Matera, Caserta Interventi nel SIC IT BOSCO PANTANO DI POLICORO E COSTA IONICA FOCE SINNI Comune di Policoro e Rotondella PROGETTO DEFINITIVO Allegato: 1.4 Tavola: Scala: Disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici Data: Giugno 2012 Responsabili per la progettazione definitiva CRITERIA s.r.l. _ Città:RIcerche:TERritorio:Innovazione:Ambiente via Cugia, Cagliari (Italy) tel fax Arch. Paolo Falqui Direttore Tecnico Dott. Geol. Maurizio Costa Dott. Biol. Patrizia Sechi UNICA Provincia di Cagliari Provincia di Caserta Provincia di Matera TECLA2 PROVINCIA DI CAGLIARI Committente Responsabile Unico del Procedimento Dott. Alberto Sanna Soggetto responsabile per la progettazione definitiva ed esecutiva CRITERIA s.r.l. _ Città:RIcerche:TERritorio:Innovazione:Ambiente via Cugia, Cagliari (Italy) tel fax Coordinamento generale e tecnico-scientifico Arch. Paolo Falqui, Direttore Tecnico e direzione tecnico operativa, Dott. Geol. Maurizio Costa, direzione tecnico operativa, aspetti geologici, ambientali e progettazione delle opere naturalistiche Dott. Biol. Patrizia Sechi, aspetti biotici e naturalistici, supporto alla progettazione Esperti di settore e progettazione Ing. Francesca Etzi, progettazione delle opere naturalistiche e delle infrastrutture Ing. Mauro Medici, supporto alla progettazione e verifica strutturale delle passerelle in legno Arch. Sebastiano Gaias (studio Gaias), coordinatore della sicurezza in fase di progettazione Aspetti specialistici e valutazione Dott. Nat. Valentina Lecis, valutazione aspetti biotici e naturalistici Dott. Geol. Pisu Silvia, valutazione aspetti geologici e geomorfologici Dott. Pian.Terr. Luca Picciaredda, caratterizzazione territoriale e paesaggistica Dott. Cinzia Marcella Orrù, cartografia e GIS 13 Progetto definitivo Disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici Sommario 1 Premessa Schede tecniche delle opere di ingegneria naturalistica (Azione C1) OIN_01 Viminata basale OIN_02 Barriera verticale con cordone di fascine OIN_03 Eradicazione Agave americana OIN_04 Abbattimento di alberi adulti OIN_05a Pannelli informativi monitori OIN_05b Pannelli informativi e didattici inseriti in una struttura in legno Schede tecniche delle opere di infrastrutturazione (Azione C3) InA 01 Dissuasori (palo-corda-palo) InA_02 Passerella sovraelevata in legno... 194 1 Premessa Il presente progetto relativo agli interventi di Conservazione e ripristino di habitat dunali nei Siti delle Provincie di Cagliari, Matera e Caserta ed in particolare del Sito di Importanza Comunitaria di Bosco Pantano di Policoro e Costa Ionica Foce Sinni (IT ), è stato redatto sulla base del Documento Preliminare alla Progettazione del Progetto Providune, delle Azioni preparatorie consistenti in studi botanici, sedimentologici e geomorfologici, nonché in analisi degli impatti antropici sugli habitat dunali, effettuati all interno del progetto LIFE e del Progetto Preliminare. Il presente documento precisa, sulla base delle specifiche tecniche, i contenuti prestazionali tecnici degli elementi compresi nel progetto, facendo particolare attenzione alle descrizioni sotto il profilo estetico, dimensionale, dei materiali utilizzati e degli esiti attesi dalle diverse tipologie di intervento. Inoltre, vengono fornite prime indicazioni sulle modalità di posa in opera delle diverse tipologie di manufatto, che verranno approfondite successivamente con gli elaborati del progetto esecutivo. I contenuti del disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici, che accompagna il progetto, scaturiscono dai rilievi in campo, dalla analisi delle interferenze tra manufatto e processi portanti del dominio meteomarino, nonché dall analisi dei dati tematici di settore (geologici, geomorfologici e botanici) riportati nelle relazioni specialistiche allegate e a cui si rimanda per gli approfondimenti (1.3.1 Relazione geologica; Stralcio studi botanici del progetto LIFE; Stralcio studi sedimentologici e dinamica marino costiera del progetto LIFE). Gli interventi adottati, riguardanti l Azione C1 e l Azione C3, sono descritti di seguito, organizzati per tipologia: in primo luogo gli interventi compresi all interno dell Azione C1 Opere di ingegneria naturalistica, successivamente gli interventi ricompresi nell Azione C3 Interventi di infrastrutturazione degli accessi alla spiaggia e delimitazioni delle aree dunali e retrodunali. 15 2 Schede tecniche delle opere di ingegneria naturalistica (Azione C1) 2.1 OIN_01 Viminata basale Protezione del piede dunale mediante barriera basale in legno costituita da viminata, inclinata di circa 60 rispetto al piano orizzontal e e seminterrata. La viminata viene utilizzata con una duplice funzione di protezione del piede della duna e di delimitazione degli accessi. Ambito d intervento Lungo il fronte dunare nel tra il settore 1 e 2, viene posizionata longitudinalmente alla linea di riva in prossimità delle zone in cui il processo di scalzamento del piede dunale risulta evidente, determinando l arretramento della duna. Obiettivo L opera sarà in grado di svolgere un azione efficace sia di smorzamento dei flutti montanti dei frangenti favorendo la deposizione della sabbia; inoltre crea la possibilità di trattenere frazioni organiche spiaggiate con effetti positivi anche sulla vegetazione pioniera. In tal modo svolge un ruolo articolato ed estremamente funzionale di protezione e consolidamento del piede dunale o della porzione sommitale della spiaggia. Un obiettivo secondario è quello di delimitazione delle zone di accesso, in sostituzione della recinzione semplice. Breve descrizione dell intervento Trattasi di una barriera inclinata di 60 sul piano orizzontale formata da una struttura portante composta da un palo tutore infisso nella sabbia e uno con funzione di controventatura. La struttura portante sarà giuntata con viti a legno in acciaio inox e legature in corda di canapa. Alla struttura portante è giuntata la barriera costituita da doppio modulo, interno ed esterno, costituito da una stuoia di canne con legature di corda di canapa ogni 30 cm e fissata tramite verghe in legno al palo tutore. 26 Figura 1 Sezione trasversale della viminata basale Figura 2 Stesura della stuoia di canna con biorete di ricopertura. Materiali impiegati - Pali in castagno, diametro 10 cm e lunghezza 200cm; - Controventatura con palo di castagno. Diametro 10 cm e lunghezza 200 cm; - Stuoia in canna del diametro di mm, lunghezza pari a 150 cm e altezza 165 cm; - Verghe in legno delle dimensioni 2x4x210 cm; - Viti a legno in acciaio inox, DN 6 mm e L=120 mm; - Viti a legno in acciaio inox, DN 10 mm e L=200 mm; - Corda in canapa, spessore 8mm 37 Modalità di realizzazione Per il posizionamento della viminata basale è necessario realizzare una trincea di profondità pari ad almeno 1 m e lunghezza pari alla lunghezza del modulo di viminata. Vengono infissi i pali tutori e quelli di controventatura, il modulo strutturale è disposto con un passo di circa 150 cm. I pali vengono fissati congiuntamente grazie a viti a legno in acciaio inox e legature di corda di canapa. La viminata viene realizzata con doppia barriera di stuoie di canne fissate al palo tutore con verghe di legno, poste verticalmente, e chiodature in acciaio inox. Le stuoie di canne, preparate in precedenza, sono tenute insieme da legature verticali ogni 30 cm tramite corda di canapa, cosi da rendere la barriera più resistente. La trincea di posa dei pali viene poi chiusa e vengono poi ricoperte le stuoie con piccoli cumuli di sabbia. Risultati attesi Limitazione dell erosione basale del piede della duna da parte dei frangenti; protezione del piede dunare da parte della fruizione antropica; aumento dei processi deposizionali sul piede dunale e sviluppo della berma vegetata. 48 2.2 OIN_02 Barriera verticale con cordone di fascine La barriera verticale è costituita da pali infissi e un cordone di fascine avvolto nella biorete, è utilizzato negli ambiti di retrospiaggia per permettere la ricucitura di tratti a vegetazione diradata, chiusura dei varchi e dei sentieri, contro lo scalzamento marino. Ambito d intervento Viene utilizzato negli ambiti di retroduna in cui sono presenti varchi tra la vegetazione esistente, sentieri che causano calpestio incontrollato di aree a forte naturalità, e in cui sono presenti fenomeni derivati dallo scalzamento marino. Obiettivo Favorisce la protezione del piede dunale e dei varchi interdunali nei confronti dell azione di scalzamento marino e in contemporanea favorire la sedimentazione di materiale sabbioso trasportato dal wash-over. Creare una barriera che eviti il passaggio pedonale e che permetta alla vegetazione la ricucitura dei tratti degradati. Breve descrizione dell intervento Trattasi di una struttura completamente biodegradabile, costituita da palo infisso in legno di castagno cui viene legato e fissato un cordone formato da fascine costituite da 5 verghe di materiale vivo, avvolte con geotessile in fibra di cocco. La fascina è tenuta insieme da corda di canapa, che viene utilizzata anche per il fissaggio del cordone al palo infisso. La biorete che avvolge il cordone di fascine viene inoltre fissata al suolo tramite un picchetto in legno di castagno, in modo da rendere la struttura più stabile. Figura 3 Sezione della barriera verticale con cordone di fascine 59 Figura 4 - Prospetto della barriera con cordone di fascine Materiali impiegati - Palo in legno di castagno, diametro 10 cm e lunghezza pari a 100/120 cm; - Corda di canapa, spessore 8 mm; - Picchetto in legno, lunghezza 70 cm e diametro 3-5 cm; - Geotessile in fibra di cocco a maglia rettangolare, spessore 5 mm; - Fascina composta da 5 verghe di materiale vivo, tenute insieme con legature di corda di canapa. Modalità di realizzazione - Preparazione del piano di posa della barriera verticale, con pulitura del terreno e spianamento manuale del tratto interessato; - Formazione di solchi profondi circa cm 50 tramite trivella manuale o apposita attrezzatura meccanica; - Posizionamento di pali di castagno con un passo di circa cm 100, infissi per una profondità pari a circa 50 cm; - Formazione del cordone di fascine, con legature in corda di canapa e avvolgimento delle fascine con geotessile in fibra di cocco; - Posizionamento del cordone di fascine adagiato al palo infisso e fissaggio complessivo della struttura con corda di canapa; - Fissaggio del geotessile al suolo, per migliorarne la stabilità, con picchetti in legno; - Stabilizzazione della struttura con piccoli spostamenti di sabbia in loco. Risultati attesi Ricucitura della vegetazione esistente e riduzione del calpestio all interno delle aree di retroduna. Progressione del piede della duna e aumento della pendenza del profilo di 610 retrospiaggia. Progressivo deposito della sabbia a ridosso della barriera dovuto all intensivo wash-over. 711 2.3 OIN_03 Eradicazione Agave americana Ambito d intervento Questo intervento andrà effettuato nelle aree individuate nella planimetria di progetto, in cui sono presenti specie alloctone erbacee tali da far diminuire il grado di naturalità degli habitat presenti nel sito oltre che creare competizione con le specie autoctone e di interesse comunitario. Obiettivo Ciò che si dovrebbe ottenere con questo intervento è il controllo della diffusione dell Agave americana. e la sua eliminazione totale dal territorio, aiutando la ripresa della vegetazione autoctona con interventi di ripopolamento mediante semina di specie autoctone o similari, per evitare processi di erosione delle dune, possibili al momento dell eradicazione. Breve descrizione dell intervento Le operazioni sono da eseguirsi manualmente con attrezzi idonei, incluso l'allontanamento delle parti vegetali, nei settori non direttamente esposti all azione erosiva del vento. L eradicazione manuale è la tecnica di rimozione perseguibile e meno impattante nell area d intervento, perché consente di attivare una rimozione molto selettiva e ben controllata, sempre se eseguita e condotta da personale esperto o ben formato. Figura 5 Esemplare di Agave americana presente nel SIC Modo di realizzazione Si è valutata la presenza di un esemplare di Agave ogni 1600 mq, pertanto si considerano circa 55 esemplari. L eradicazione avviene tramite lo strozzamento delle radici e il 812 trascinamento della pianta con un mini-trattore fino allo sradicamento completo, dopo di che la pianta viene lasciata in sito a decomporsi. Risultati attesi Si prevede che con questo tipo di intervento si possa giungere al contenimento della diffusione del Agave americana. L intervento risulterà perfettamente riuscito nel caso in cui ci sia una ripresa della vegetazione autoctona spontanea. 913 2.4 OIN_04 Abbattimento di alberi adulti Per abbattimento s intende l eliminazione di un esemplare arboreo e/o arbustivo o di un alberatura cui non segue l impianto di altrettanti elementi nello stesso sito. Ambito d intervento Nel caso del progetto in oggetto si eseguiranno due tipologie differenti di abbattimenti: - diradamenti selettivi d intensità variabile a carico del soprassuolo arboreo superiore, finalizzati all eliminazione di esemplari di Pino d Aleppo, specie infestanti che compromettono la crescita degli esemplari di ginepro esistenti, di diametro inferiore agli 8 cm. Con densità pari a un esemplare ogni 130/140 mq; - diradamenti selettivi d intensità variabile a carico del soprassuolo arboreo superiore, finalizzati all eliminazione di esemplari di Pino d Aleppo, di diametro superiore agli 8 cm. Con densità pari a un esemplare ogni 1000 mq; Obiettivo Per quanto riguarda i tagli da effettuarsi all interno dell area individuata nella planimetria di progetto tra il settore 1 e 2, a carico di esemplari di Pino d Aleppo, le motivazioni che hanno determinato la scelta progettuale derivano dallo stato della vegetazione autoctona presente, che rischia di subire danni alla crescita e il deperimento finale. Breve descrizione dell intervento Gli abbattimenti devono avvenire in condizioni di sicurezza sia per l operatore sia per le cose, la vegetazione e lo stato dei luoghi. Gli abbattimenti da eseguirsi nel presente progetto sono individuati come interventi per l eliminazione di specie aliene infestanti. Trattasi di esemplari di Pino d Aleppo di diametro pari o inferiore agli 8 cm con una alta densità nell area individuata ed esemplari con diametro superiore agli 8 cm la cui densità risulta inferiore rispetto alla tipologia precedente, localizzate in aree in cui la vegetazione autoctona risulta molto fitta. L azione da eseguirsi è assimilabile al taglio e diradamento di vegetazione arbustiva. Salvo casi di pericolo imminente, gli abbattimenti di alberi non possono effettuarsi nel periodo di riproduzione dell avifauna (marzo - agosto). Materiali impiegati - Motosega - Leva di abbattimento 1014 - Roncola, accetta, seghe per legno, cesoie e qualunque altro arnese per la migliore riuscita del taglio e del diradamento. Modalità di realizzazione Per il taglio di alberi di diametro superiore agli 8 cm, la tecnica da seguirsi è quella dell abbattimento controllato secondo la direzione naturale di caduta. Le fasi da seguire sono: - Pulitura del tronco e della base dell albero da eventuali ostacoli; - Stabilire le dimensioni della tacca di direzione, queste devono essere pari a ¼ del diametro per il taglio orizzontale, il taglio obliquo deve partire da un altezza pari alle dimensioni della tacca orizzontale e incontrarsi con il taglio precedente, cosi da ottenere un taglio a 45 ; una volta dimensionata la tacca si può procedere con il taglio; - Eseguire i 2/3 del taglio di abbattimento lasciando intatta la cerniera; - Inserire nel taglio la leva di abbattimento ed eseguire il resto del taglio di abbattimento in posizione inclinata con lo scopo di far incrociare i due tagli ed essere certi di tagliare tutte le fibre; - Con l aiuto della leva far cadere l albero. L albero verrà lasciato a decomporsi direttamente nel punto di caduta. Per quanto riguarda invece gli abbattimenti degli esemplari di Pino d Aleppo con diametro inferiore agli 8 cm la procedura è più semplice dal punto di vista teorico, ma più complicato dal punto di vista pratico. Trattasi di esemplari molto più piccoli, massimo 3 metri di altezza, che risultano spesso in stretta connessione con la vegetazione autoctona, pertanto sarà necessario procedere come segue: - Selezione degli individui su cui procedere con il taglio; - Sfoltimento della chioma tramite forbici, cesoie ecc.. - Taglio del tronco alla base; - Incisione del fusto con un taglio a X per far seccare la pianta; - Pulizia dell area in cui è avvenuto il taglio da aghi, foglie, pigne ecc.. cosi che non possano nascere nuovi esemplari della specie aliena. Risultati attesi - Salvaguardia della vegetazione autoctona presente all interno delle aree di intervento; - Sicurezza delle aree di accesso pedonali autorizzate; - Favorire la stabilità ecologico-strutturale e i processi di rinaturalizzazione. 1115 2.5 OIN_05a Pannelli informativi monitori Ambito d intervento I pannelli informativi monitori dovranno localizzarsi in prossimità di aree in cui fosse necessario dare indicazioni sui comportamenti da seguire o informare su aspetti di particolare importanza per la salvaguardia degli ambiti in oggetto. La localizzazione verrà definita all interno del progetto esecutivo o in fase di esecuzione in aree a scelta della D.L., a seconda dei contenuti che verranno esplicitati all interno dei pannelli stessi. Obiettivo L obiettivo è quello di informare i fruitori dell area degli atteggiamenti da seguire durante il passaggio in comporti di notevole sensibilità. Inoltre dovranno essere specificati quali comportamenti potrebbero essere dannosi per il sistema ambientale che si sta cercando di salvaguardare. Breve descrizione dell intervento Il posizionamento di pannelli informativi monitori permetterà la sensibilizzazione dei turisti e degli abitanti di Policoro e dei centri limitrofi che frequentano i compendi sabbiosi interessati dal progetto. Le informazioni riguarderanno principalmente le motivazioni dell intervento, i comportamenti da adottare in prossimità delle aree più sensibili, gli accorgimenti da seguire durante il passaggio in aree potenzialmente pericolose, le precauzioni e i divieti. I contenuti dei pannelli dovranno essere redatti dai progettisti e consegnati all impresa direttamente in fase di esecuzione. L impresa dovrà occuparsi solo della stampa e del loro posizionamento. Figura 6 Tipologia del pannello informativo monitore 1216 Materiali impiegati - palo in legno di castagno (diam. 10 cm e L= 200 cm) - supporto ligneo per leggio (60x45x2 cm) - pannello informativo-monitore in forex - piastra di fissaggio in acciaio inox - barra filettata con dado in acciaio inox (DN=4 mm; L= 2-4 cm) - vite a legno in acciaio inox di fissaggio del pannello in forex Modo di realizzazione Infissione del palo di sostegno in castagno, previa realizzazione di foro di diametro cm 20 e profondità di circa 100 cm, da effettuarsi manualmente o con apposita attrezzatura meccanica. Fissaggio del supporto ligneo grazie all inserimento della piastra di ancoraggio cilindrica e ancoraggio tramite barre filettate in acciaio inox. Posizionamento del pannello forex sul supporto ligneo, stampato con colori ad alta resistenza UV e fissaggio con viti a legno in acciaio inox. Risultati attesi Sensibilizzazione dei fruitori dell area, verso gli aspetti naturalistico-ambientali di grande pregio, verso la necessità di circoscrizione del passaggio in aree delimitate, cosi da preservare le aree sensibili che si sta cercando di salvaguardare e bloccare parte dei fenomeni erosivi in atto. 1317 2.6 OIN_05b Pannelli informativi e didattici inseriti in una struttura in legno Ambito d intervento L intervento prevede la realizzazione di materiale informativo, rivolta alle differenti tipologie di utenza, da installare nelle principali porte di accesso al SIC e nei settori ambientali. maggiormente sensibili, che pertanto necessitano di una maggiore attenzione da parte dei fruitori dell area. Obiettivo L obiettivo è rappresentare il Sito su base cartografica includente le principali infrastrutture, strutture di accessibilità, fruizione, informazione e aree di particolare interesse. Inoltre informare i fruitori dell area delle peculiarità del luogo e delle motivazioni per cui risulta necessario seguire comportamenti che ne permettano la tutela. Breve descrizione dell intervento Il posizionamento di pannelli informativi monitori permetterà la sensibilizzazione dei turisti e degli abitanti di Policoro e dei centri limitrofi che frequentano i compendi sabbiosi interessati dal progetto. Le informazioni riguarderanno principalmente le motivazioni dell intervento, le peculiarità dei luoghi che si percorrono con foto riguardanti le specie autoctone o le porzioni di territorio ad alta sensibilità ed più elevato grado di tutela. I contenuti dei pannelli dovranno essere redatti dai progettisti e consegnati all impresa direttamente in fase di esecuzione. L impresa dovrà occuparsi solo della stampa e del loro posizionamento. I pannelli saranno posizionati su supporti lignei, con struttura come da tavole progettuali. 1418 Figura 7 Tipologia del pannello informativo didattico 1519 Materiali impiegati - Struttura in legno di castagno scortecciato e impregnato in autoclave per uso esterno, composta da montanti in legno certificato 10 x 10 cm e traversi in legno 4 x 10 cm e pali infissi di lunghezza pari a 180/200 cm - supporto ligneo per pannello 100x140 cm - tettoia in legno - pannello informativo-monitore in forex 100x140 cm (spessore 20 mm) stampato con colori ad alta resistenza UV Modo di realizzazione Realizzazione dei fori per il posizionamento dei pali infissi, tramite trivella manuale per la posa in opera di pali di castagno di lunghezza pari a 180/200 cm; Montaggio della struttura lignea di protezione del pannello in forex, da ancorarsi ai pali infissi; Posizionamento del pannello forex sul supporto ligneo, stampato con colori ad alta resistenza UV e fissaggio con viti a legno in acciaio inox. Risultati attesi Sensibilizzazione dei fruitori dell area, verso gli aspetti naturalistico-ambientali di grande pregio, verso la necessità di circoscrizione del passaggio in aree delimitate, cosi da preservare le aree sensibili che si sta cercando di tutelare con il progetto in oggetto. 1620 3 Schede tecniche delle opere di infrastrutturazione (Azione C3) 3.1 InA 01 Dissuasori (palo-corda-palo) Ambito d intervento Settore peridunale di immediato retrospiaggia, in prossimità del piede del fronte dunare, tenuto conto delle aree di sviluppo potenziale delle dune embrionali. Obiettivo - Ostacolare l accesso indiscriminato e la frequentazione in genere dell ambito dunare; - Permettere lo sviluppo delle dune embrionali e la stabilizzazione del piede dell avanduna. Breve descrizione dell intervento I comportamenti che causano il degrado dell ambito dunare, cosi come le conseguenze che subisce l ambiente in cui stiamo progettando, sono già stati analizzati nelle precedenti tipologie di recinzione. La posa in opera di dissuasori protettivi, determinando un effetto dissuasivo al passaggio pedonale, dovrebbe agevolare la naturale tendenza dell avanduna all accrescimento e alla progradazione. In questo modo si asseconderebbe la duna verso il raggiungimento del suo profilo di equilibrio e una maggiore stabilizzazione del piede. Tale sviluppo potenziale complessivo verso la spiaggia, si può raggiungere attraverso stadi evolutivi graduali e calibrati nel tempo ed in anni successivi, riposizionando i dissuasori a seconda della progradazione del piede della duna verso la spiaggia. 1721 Figura 8 Prospetto e sezione dei dissuasori palo-corda-palo Materiali impiegati Pali in legno di castagno impregnato, diametro di 10 cm e lunghezza 2,00 metri Corda in canapa dello spessore di 1,5 cm e portata pari a 50 kg Modo di realizzazione I pali di sostegno infissi nel terreno aventi il diametro di cm 10, vengono piantati nella sabbia a circa cm 200 l'uno dall'altro, previa apertura di buche alla distanza massima di cm 200, di larghezza pari a cm e profondità pari a cm 100 mediante trivella manuale o idonea attrezzatura meccanica. Il palo infisso verrà forato a circa 10 cm dalla sommità, cosi da poter passare la corda e fissarla alle estremità. La corda non dovrà essere tesa, ma dovrà formare un arco verso il suolo. Il tutto realizzato secondo i particolari progettuali allegati al progetto. Risultati attesi - Accrescimento e progradazione del piede del fronte dunare; - Raggiungimento del profilo di equilibrio del sistema dunare; - Consolidamento dell avanduna. 1822 3.2 InA_02 Passerella sovraelevata in legno Ambito d intervento Le aree di intervento in cui normalmente vengono posizionate le passerelle sono le aree dunali che, a causa del continuo passaggio incontrollato e non regolato, stanno subendo degrado dovuto al calpestio delle specie vegetali presenti e all appianamento della superficie della duna stessa. Pertanto il posizionamento di passerelle dovrebbe consentire un più agevole accesso in spiaggia, cosi da regolarizzarlo. Si è prevista una struttura leggera e che fosse poco impattante, cosi da permettere l accrescimento indisturbato della vegetazione limitrofa. Obiettivo L obiettivo è quello di facilitare l accesso in spiaggia, limitando i percorsi percorribili a quelli dotati di passerella, cosi da indirizzare i flussi pedonali verso le aree infrastrutturate ed evitando il passaggio nelle aree più naturali. Inoltre, essendo la passerella sopraelevata di circa 20 cm dal livello della sabbia, la vegetazione autoctona potrebbe riappropriarsi anche di quegli spazi in cui il calpestio non avrebbe permesso la crescita di alcun tipo di vegetazione. Breve descrizione dell intervento La scelta progettuale è stata indirizzata a soddisfare tre principali requisiti: il minor impatto visivo e paesaggistico, semplicità costruttiva e manutentiva, nonché la sicurezza nella loro percorrenza. Pertanto le passerelle in legno larice, non saranno dotate, là dove la normativa lo permette, di parapetto, verranno in alcuni casi affiancate da dissuasori che evitino il passaggio nelle zone sensibili ai lati delle passerelle. Il sistema costruttivo è stato pensato in modo da garantire una facile manutenzione ordinaria, che con lo smontaggio del salvapasso superiore permetta la sostituzione del tavolato di calpestio. A proposito del tavolato di calpestio, in legno larice, si è progettata una soluzione con tavole maschiate (vedi tav. 2.7 Particolari costruttivi della passerella di accesso alla spiaggia) per evitare il posizionamento di viti direttamente sul piano di calpestio, limitando gli ancoraggi alla zona sagomata del tavolato e al salvapasso laterale. I tratti finali delle passerelle verranno raccordate con la quota della spiaggia tramite un modulo inclinato (con pendenza massima dell 8%) che permetta la percorrenza anche a persone diversamente abili. La testa della passerella sarà invece realizzata eseguendo un piccolo scavo di alloggiamento della trave principale, che verrà ancorata al suolo tramite una barra a filettatura continua come da tavole progettuali. 1923 Figura 9 Sezione trasversale della passerella sopraelevata 2024 Figura 10 Particolare costruttivo del giunto tra palo, trave e corrente Materiali impiegati - palo infisso in legno larice, dimensioni 16 x 16 x 150 cm - trave in legno larice, sagomata agli estremi, dimensioni 16 x 18 x 142 cm - correnti in legno larice, dimensioni 10 x 16 x 200 cm - piano di calpestio (legno larice) in tavole maschiate della dimensione 15 x 4 x 164 cm - salvapasso in legno larice con profilo a L, h= 7 cm e l= 11 cm - vite a legno in acciaio inox filettate con testa esagonale, DN= 10 mm e l= 200 mm - vite a legno in acciaio inox filettate con testa svasata, DN= 6 mm e l= 60 mm - vite a legno in acciaio inox filettate con testa esagonale, DN= 4 mm e l= 60 mm - giunto di ancoraggio del tavolato con profilo a U - piastra di ancoraggio con profilo ad L in acciaio inox - vite a legno in acciaio inox filettate con testa esagonale, DN= 6 mm e l= 60 mm - barra filettata con bullone di fissaggio, DN= 6 mm e l= 120 mm e piastra in acciaio inox rettangolare - giunto di ancoraggio tra trave e corrente, con profilo a U rovesciata, fissato tramite viti a legno - vite a legno in acciaio inox, DN= 10 mm e l= 180 mm - cuneo in legno 2125 - vite a legno in acciaio inox filettata, DN= 8 mm e l= 100 mm, che fissa le ali della piastra in acciaio inox (13) - giunto di ancoraggio tra trave e corrente, con profilo a U rovesciata, fissato tramite viti a legno, per giuntura i correnti inclinati - giunto di ancoraggio tra trave e corrente, con profilo a U rovesciata, fissato tramite viti a legno, per trave di ancoraggio al suolo di inizio e fine passerella Ancoraggio al suolo della testata della passerella - barra filettata (DN=20 mm; L= 800 mm) - dado di ancoraggio - ancoraggio ad espansione. Modalità di realizzazione Le procedure per la messa in opera della passerella consistono nel posizionamento dei pali di sostegno per tutta la lunghezza della passerella, cosi da determinare in cantiere quale sarà la sua reale localizzazione, previo picchettamento della posizione del palo seguendo le tavole di progetto (Planimetria dei fili fissi delle passerelle di accesso alla spiaggia) da allegare al progetto esecutivo. I pali verranno posizionati, previa realizzazione del foro di infissione, in modo tale da risultare fuori terra per circa cm. Si procederà nella fase successiva per piccoli tratti, mettendo in opera prima le travi e poi i correnti in legno. Le travi verranno poste in opera ed ancorate al palo nelle estremità tramite la vite a legno in acciaio inox di lunghezza di mm 200. Dopo di che verranno messi in opera i correnti trasversali, iniziando da quello centrale che verrà ancorato alla trave longitudinale con un giunto con profilo ad U rovesciata, la sella verrà poggiata sulla trave longitudinale e vi verranno posizionati sopra i correnti trasversali. L ancoraggio avverrà tramite l utilizzo di viti a legno filettate in acciaio inox, in testa alla trave longitudinale e nella parte inferiore ai correnti trasversali. I correnti laterali sono invece fissati alla trave, internamente, con una piastra di ancoraggio con profilo ad L, fissata tramite viti a legno e una barra filettata passante. Al di sopra di questa struttura portante viene posto il tavolato di calpestio, realizzato con tavole dal profilo maschiato, ancorato in corrispondenza dei tre correnti trasversali con un giunto con profilo a U e viti a legno. Ed infine viene posizionato il salvapasso con profilo ad L, fissato ad ogni tavola del piano di calpestio tramite una vite a legno. I moduli di passerella che risultano in pendenza ed il modulo di cambio pendenza da piano a inclinato, avranno nella trave centrale un giunto speciale identico al primo ma con le ali su cui poggiano i correnti trasversali, a differenti altezza, vedi particolare C e D nella Tav Vedere altro
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 Art. 2
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