Source: http://www.carnesecchi.eu/Agostino_Carnesecchi.htm
Timestamp: 2017-11-21 17:17:30+00:00

Document:
Agostino Carnesecchi un fervente patriota
La piccola repubblica, nata nel febbraio 1849 a seguito dei grandi moti del 1848, che coinvolsero tutta Europa, ebbe come quest'ultimi vita breve (5 mesi, dal 9 febbraio al 4 luglio) a causa dell'intervento militare della Francia di Napoleone III, che per convenienza politica ristabilì l'ordinamento pontificio, in deroga ad un articolo della costituzione francese. Tuttavia quella della repubblica romana fu un'esperienza significativa nella storia dell'unificazione italiana (che rappresentava l'obiettivo della Repubblica), vide l'incontro e il confronto di molte figure di primo piano del Risorgimento accorse da tutta la Penisola, fra cui Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. In quei pochi mesi Roma passò dalla condizione di stato tra i più arretrati d'Europa a banco di prova di nuove idee democratiche, ispirate principalmente al mazzinianesimo, fondando la sua vita politica e civile su principi (quali, in primis, il suffragio universale maschile; il suffragio femminile in realtà non era vietato dalla Costituzione, ma le donne ne restarono escluse per consuetudineà‹[1]; l'abolizione della pena di morte e la libertà di culto), che sarebbero diventate realtà in Europa solo un secolo dopo.
http://cronologia.leonardo.it/gariba/gar26.htm
Dal libro Giuseppe Garibaldi e i suoi tempi
La notte del 19-20 maggio fu una delle più dolorose per Garibaldi.
E non teniamo conto nemmeno dei suoi dolori fisici che pure debbono essere stati acuti, perché il Ripari, quando la mattina dopo lo medicava per la ferita non rimarginata del 30 aprile, lo trovò "tutto una ammaccatura sulla parte destra; malleolo, ginocchio, avambraccio, cubito, spalla. E sul dorso della mano vi era l'impronta d'un ferro di cavallo."
Ma soffrire e tacere era una sua virtù particolare. E tutta la notte, sdraiato fra le viti sui colli Latini, soffriva e taceva. Né apriva bocca se non per sedare il tumulto fra i suoi legionari che con piglio audace gridavano: "A Velletri, a Velletri!".
Né mangiava, né dormiva, ma stava con l'orecchio teso sui rumori della vicina città e in attesa della risposta del messo speditovi alla ricerca di precise notizie.
E oltre il Dandolo, il Masina che vi era entrato all'alba tornò con la conferma che la città era vuota. Garibaldi, che uscendo da Roma si era ripromesso di circondare e fare prigioniero quell' esercito condotto da capi venali e vili, e di guadagnare i poveri soldati alla comune patria, di ravvivare l'insurrezione nel Regno, e, aiutato dai nobili patrioti calpestati dal re spergiuro, farne il caposaldo dell'unità d'Italia, ora vide con l'alba il sogno scomparso; sentì la propria impotenza e perfino inutilizzato per l' Italia il nobile ardore di tale e tanta gioventù bramosa di morire per essa!
"Una vittoria, una sola - egli andava ripetendo - e l' Italia sarebbe nostra."
E come poteva a lui mancare la vittoria? a lui che dieci anni più tardi la afferrò per la chioma con quegli stessi eroi che allora lo circondavano! - Amara notte quella, preludio di altre ancor più amare .
All'alba ricevette l'ordine di Roselli di mandare parte del suo corpo sulle orme dei fuggiaschi. E immediatamente gli scrisse la seguente lettera:
"Velletri, 20 maggio 1849.
Io approfitto della vostra compiacenza ad ascoltarmi, e vi espongo il mio parere. Voi avete mandato ad inseguire l'esercito napoletano da una forza nostra; ed é molto bene. Domani mattina dobbiamo con tutto il corpo dell'esercito prendere la strada di Frosinone e non fermarci fino a giungere sul territorio napoletano, le popolazioni del quale bisogna insurrezionare.
La divisione che seguirà la strada de Terracina non deve impegnarsi con forze superiori, e deve ripiegarsi sopra di noi in caso di urgenza; ciò che potrò farò anche attraverso le montagne, non impedito dal peso dell' artiglieria.
G. GARIBALDI".
23 maggio 1849 - Nella notte Garibaldi si trovava a Frosinone proseguendo verso sud per sconfiggere i Borboni;
26 maggio 1849 - A Ceprano e all'alba entrò nel Regno Borbonico e spediva Manara con i suoi bersaglieri lombardi a snidare i napoletani da Rocca d'Arce, fortissima posizione. Garibaldi,
credendo di trovare gli svizzeri a San Germano, comandò di avanzare il giorno dopo all'alba verso di essa e ai suoi ufficiali raccolti sulla piazza di Arce disse loro " Quì si
decidono i destini dell'Italia. Una battaglia vinta sotto Capua ci darà nelle mani l'Italia".
27 maggio 1849 - Mentre era pronto per partire alla volta verso San Germano ricevette una lettere in cui il Triunviro Mazzini lo richiamava a Roma. Garibaldi come sempre ubbidì, ma non, come crede il Guerzoni, "Con gioia"; ma invece con amarezza e con dolore (Archivi Saffi). E Garibaldi rispose: "Cittadino Triunviro Mazzini" egli scrive, "Mi conformerò agli ordini
perdendo, secondo l'opinione mia, tutto il frutto di questa spedizione" promette che " Invece di continuare per San Germano e Napoli, l'opinione popolare essendomi favorevolissima, mi
incamminerò per Sora e Aquila, ponendo in parte riparo al mal esito, e di quì a Terni, nell'intento di trovarmi sul fianco sinistro ed alle spalle degli Austriaci sempre che essi proseguono alla volta di Roma".
28 maggio 1849 - Garibaldi scrive ancora a Mazzini: " Avendo, dietro gli ordini, ritirato da Arce tutte le mie genti sono pronto ad eseguire il rimanente degli ordini".
http://www.roccadarce.com/DOCUMENTO%20INEDITO.htm
NINO BIXIO E' STATO TESTIMONIO DI NOZZE DI AGOSTINO
DOVEVA CONOSCERLO BENE
Penso che la cosa piu' probabile sia che lo avesse conosciuto nel 1860 come volontario nelle file garibaldine
Meno probabile e' che Agostino fosse andato con Garibaldi nel 1849
NINO BIXIO : Nel 1848 partecipò alla prima guerra di indipendenza, combattendo a Governolo, a Verona e a Treviso. Poi raggiunse Roma, al seguito di Giuseppe Garibaldi, dove tentò invano di difendere la neonata Repubblica Romana dall'attacco restauratore dei francesi. Condusse a termine varie azioni dimostrando una determinazione e un'audacia che rasentavano la temerarietà. Il 3 giugno 1849, respingendo l'assalto francese, si distinse guidando personalmente diversi contrattacchi alla baionetta. Per due volte i colpi francesi gli uccisero la cavalcatura e infine fu ferito in modo serio. La sua condotta gli valse una medaglia d'oro decretata dalla Repubblica Romana ed ebbe il personale elogio di Garibaldi che lo promosse sul campo al grado di maggiore. Venne sommariamente curato da Pietro Ripari e Agostino Bertani, riuscendo poi a raggiungere Genova, dove finalmente fu possibile estrarre la pallottola, rimasta conficcata nel fianco sinistro.
Un fervente patriota
pagina a cura del discendente Agostino Carnesecchi
Appartiene al nucleo dei Carnesecchi di Frosinone
Agostino non ha fatto parte della spedizione dei "Mille", ma probabilmente si è unito a loro quando questi sono giunti sulle sponde del Volturno , fermati dai Sabaudi, per impedire che entrassero nello stato Vaticano.
Vincenzo ( zio di Agostino il narratore ) di Udine racconta che lì abbia conosciuto la bisnonna Costanza Ascione, sposata con rito civile a Benevento o provincia, testimone di nozze Nino Bixio..
(Il lasciapassare inglese riferisce di un episodio del 1861).
Successivamente, come si rileva ha fatto parte del Corpo dei Volontari per la Libertà ( matricola 1160 ) comandati da Garibaldi,
nel 1866 alla 2a guera d'indipendenza contro gli Austriaci,
nel 1867 alla campagna di guerra nell'Agro Romano
e sempre nel 1867 alla tentata liberazione di Roma.
VEDI ALBERO GENEALOGICO DELLA DISCENDENZA DI AGOSTINO CARNESECCHI
Albero Genealogico di Agostino Carnesecchi
Queste genealogie hanno bisogno di essere completate
Agostino Carnesecchi ( nato a Ceprano- morto a Eboli 1906 ) + Costanza Ascione
Vedi la biografia di Agostino Carnesecchi
Spartaco ??
Gastone (nato a Cruccoli 1877 -morto nella guerra 15/18 residente a Milano
Licurgo (morto Avellino 1961 )
Dina residente a Milano , morta 1980 ???
Spartaco Carnesecchi
Gastone Carnesecchi
Licurgo Carnesecchi + Teresa Califano
Agostino nato e morto ad Eboli
Mario residente a Roma
Armando nato ad Auletta il 17/11/1918 morto ad Avellino 1986
Agostino Carnesecchi +……………………………..
Adele residente ad Eboli
Armando Carnesecchi (17/11/1918 --morto Avellino 1986 ) + Angelina Amodeo
Agostino nato ad Avellino 25/02/1953
Maria Rosaria residente a Latina
Lucia deceduta
Paola deceduta
Vincenzo Carnesecchi + ……………………….. residente ad Udine
Adelina Carnesecchi + -------------------------------
Agostino di Armando di Licurgo Carnesecchi + …………………………….
Anna nata a Varese 24/04/1985
Municipii hanno tutti eguali diritti: la loro indipendenza non è limitata che dalle leggi di utilità generale dello Stato.
ART. 1. - Sono cittadini della Repubblica:Gli originarii della Repubblica;Coloro che hanno acquistata la cittadinanza per effetto delle leggi precedenti;Gli altri Italiani col domicilio di sei mesi;Gli stranieri col domicilio di dieci anni;I naturalizzati con decreto del potere legislativo.
ART. 2. - Si perde la cittadinanza:Per naturalizzazione, o per dimora in paese straniero con animo di non piú tornare;Per l'abbandono della patria in caso di guerra, o quando è dichiarata in pericolo;Per accettazione di titoli conferiti dallo straniero;Per accettazione di gradi e cariche, e per servizio militare presso lo straniero, senza autorizzazione del governo della Repubblica; l'autorizzazione è sempre presunta quando si combatte per la libertà d'un popolo;Per condanna giudiziale.
ART. 4. - Nessuno può essere arrestato che in flagrante delitto, o per mandato di giudice, né essere distolto dai suoi giudici naturali. Nessuna Corte o Commissione eccezionale può istituirsi sotto qualsiasi titolo o nome.Nessuno può essere carcerato per debiti.
ART. 8. - L'insegnamento è libero.Le condizioni di moralità e capacità, per chi intende professarlo, sono determinate dalla legge.
ART. 14. - La legge determina le spese della Repubblica, e il modo di contribuirvi.Nessuna tassa può essere imposta se non per legge, nè percetta per tempo maggiore di quello dalla legge determinato.
TITOLO IIDELL'ORDINAMENTO POLITICO
TITOLO IIIDELL'ASSEMBLEA
ART. 20. - I Comizi generali si radunano ogni tre anni nel 21 aprile.Il popolo vi elegge i suoi rappresentanti con voto universale, diretto e pubblico.
ART. 21. - L'Assemblea si riunisce il 15 maggio successivamente all'elezione.Si rinnova ogni tre anni.
ART. 23. - L'Assemblea è indissolubile e permanente, salvo il diritto di aggiornarsi per quel tempo che crederà.Nell'intervallo può essere convocata ad urgenza sull'invito del presidente co' segretari, di trenta membri, o del Consolato.
ART. 24. - Non è legale se non riunisce la metà, piú uno dei suoi rappresentanti.Il numero qualunque de' presenti decreta i provvedimenti per richiamare gli assenti.
ART. 25. - Le sedute dell'Assemblea sono pubbliche.Può costituirsi in comitato segreto.
ART. 27. - Ogni arresto o inquisizione contro un rappresentante è vietato senza permesso dell'Assemblea, salvo il caso di delitto flagrante.Nel caso di arresto in flagranza di delitto, l'Assemblea che ne sarà immediatamente informata, determina la continuazione o cessazione del processo.Questa disposizione si applica al caso in cui un cittadino carcerato fosse eletto rappresentante.
TITOLO IVDEL CONSOLATO E DEL MINISTERO
ART. 33. - Tre sono i consoli. Vengono nominati dall'Assemblea a maggioranza di due terzi di suffragi.Debbono essere cittadini della repubblica, e dell'età di 30 anni compiti.
ART. 34. - L'ufficio dei consoli dura tre anni. Ogni anno uno dei consoli esce d'ufficio. Le due prime volte decide la sorte fra i tre primi eletti.Niun console può essere rieletto se non dopo trascorsi tre anni dacché uscí di carica.
ART. 35. - Vi sono sette ministri di nomina del Consolato:1. Degli affari interni;2. Degli affari esteri;3. Di guerra e marina;4. Di finanze;5. Di grazia e giustizia;6. Di agricoltura, commercio, industria e lavori pubblici;7. Del culto, istruzione pubblica, belle arti e beneficenza.
TITOLO VDEL CONSIGLIO DI STATO
TITOLO VIDEL POTERE GIUDIZIARIO
ART. 51. - Per le contese civili vi è una magistratura di pace.A
RT. 52. - La giustizia è amministrata in nome del popolo pubblicamente; ma il tribunale, a causa di moralità, può ordinare che la discussione sia fatta a porte chiuse.
ART. 55. - Un tribunale supremo di giustizia giudica, senza che siavi luogo a gravame, i consoli ed i ministri messi in istato di accusa. Il tribunale supremo si compone del presidente, di quattro giudici piú anziani della cassazione, e di giudici del fatto, tratti a sorte dalle liste annuali, tre per ciascuna provincia.L'Assemblea designa il magistrato che deve esercitare le funzioni di pubblico ministero presso il tribunale supremo.È d'uopo della maggioranza di due terzi di suffragi per la condanna.
TITOLO VIIDELLA FORZA PUBBLICA
TITOLO VIIIDELLA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE

References: ART. 1

ART. 2

ART. 4

ART. 8

ART. 14

ART. 20

ART. 21

ART. 23

ART. 24

ART. 25

ART. 27

ART. 33

ART. 34

ART. 35

ART. 51

ART. 55