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Timestamp: 2019-11-16 01:06:45+00:00

Document:
Tassazione Dati e Bitcoin in Germania. Uscito il circolare 2018 in Germania
Secondo quanto annunciato dalla Corte Europeo, le Bitcoins non sarebbero da intendere quali oggetti ai sensi dell’art 14 del MwStSysRL (Direttive sul sistema di imposta sul valore aggiunto), fungendo questi soltanto come metodo di pagamento e dunque essendo equiparabilli a moneta convenzionale. Per tale motivo quei fatturati risultanti incerti, corrisponderebbero soltanto a prestazioni di servizio, come affermato nell’ art 24 MwStSysRL, e non di distribuzione. Il sig. Hedqvist e contraenti trattavano per mezzo del corrispettivo conio; la controprestazione consiste dell’arco di tempo del cambio di valuta. In tal modo la fattispecie coincide con la sentenza della corte Europea pronunciata il 14.07.1998 (C-172/96 – Corte Europea 1998, I-4387 “First National Bank”). Nel caso concreto si tratterebbe di una prestazione a titolo oneroso. La Corte Europea si è pronunciata inoltre in riferimento all’art 135 comma 1 lettere d-f del MwStSysRL circa lo sgravio fiscale, seppur lo scopo di tale legge consista nel superamento di complicazioni dell’indagine sull’imponibile e della tassa sul valore aggiunto detraibile. La Corte nega l’applicazione dell’art 135 comma 1 lettera d-f MwStSysRL, il quale alleggerisce i movimenti d’affari in operazione di conferimento e nel movimento di conti correnti, pagamenti e bonifici, cosí come anche di credito, assegni e altro genere di titoli commerciali con a motivazione secondo cui le Bitcoins sono un, per cosí dire, metodo di pagamento contrattuale. Rinnegata è anche la caratteristica delle Bitcoins quali note di credito ai sensi dell’art. 135 comma 1 lettera f MwStSysRL. Con ciò la Corte Europa conferma l’applicazione dell’art. 135 comma 1 lettera e MwStSysRL, ovvero al fine dello sgravio fiscale a favore di fatturati che si rifanno a valute estere, banconote e monete, le quali a loro volta sono regolari mezzi di pagamento. Tale norma secondo ratio legis dovrebbe venir applicata alle Bitcoins, servendo questi a nessun altro scopo se non a quello di fungere da metodo di pagamento (dovesse anche non trattarsi di tale).
2. Circolare del Ministero della Finanza del 07/02/2018 Germania
La Circolare del Ministero Federale della Finanza tira le conclusioni in riferimento alla sentenza della Corte Europea nella causa “Hedqvist”. Nella circolare le valute virtuali vengono equiparati ai regolari metodi di pagamento, per quanto queste vengano riconosciute ed utilizzate per analogia come alternativo metodo di pagamento contrattuale immediato tra utenti finanziari. In questo caso le Bitcoins vengono trattate in qualità di onere. In tal modo il loro utilizzo viene equiparato ai metodi di pagamento convenzionali. In caso di pagamento in Bitcoin l’onere della parte pagante si orienta in base al valore opposto nel conio dello stato membro, in cui la prestazione ha luogo e nel momento in cui essa viene realizzata. L’applicazione analoga dell’art. 91 comma 2 MwStSysRL prevede che il cambio avvenga nell’ultimo tasso di vendita pubblicata (per esempio su internet per mezzo di portali di cambio). Quest’ultimo deve essere documentato dall’impresa pagante.
Così si esprime dunque il Ministero Federale della Finanza con la circolare circa i seguenti punti:
Wallet: L’acquisto è imposto a detrazione fiscale, fino a quando è posta una tassa sull’acquisto del wallet. Questa rappresenta un altro servizio prestato per vie elettroniche ai sensi del § 3a comma 5 frase 2 nr. 3 UStG (legge relativo all’imposta sull’entrata), il quale servizio risulta essere soggetto a tassazione secondo § 3a comma 2 frase 1 UStG.
Mining: si tratta di una pratica non imponibile. La concezione di nuove Bitcoins attraverso la soluzione di algoritmi matematici non ha luogo in ambito del rapporto di scambio di prestazioni. Nella circostanza in cui la tassa di transazione debba essere pagata, si parla in questo caso di una prestazione volontaria non piú legata alle prestazioni dei miner.
Piattaforma di commercio: l’attività di una piattaforma di commercio diventa imponibile, nel momento in cui per l’acquisizione e alienazione di bitcoins, il titolare mette a disposizione degli utenti di mercato la piattaforma di commercio online, quale piazza di mercato tecnica. Si tratta della realizzazione del mero sviluppo informatico, per cui il § 4 Nr.8 UStG non prevede alcuno sgravio fiscale. Provvede il titolare della piattaforma all’acquisto e alla vendita di Bitcoins in qualità di mediatore a titolo personale, si giunge allora ad uno sgravio fiscale ai sensi del § 4 Nr. 8 lettera b UStG.
3. Altre valute virtuali
Le altre valute virtuali verranno equiparate ai metodi di pagamento regolari sino a quando i compartecipi della transazione riconoscono e accettano tali valute in qualità di alternativo metodo di pagamento contrattuale e indiretto, e le stesse servono ad alcun altro scopo, se non all’impiego quale metodo di pagamento.
4. Integrazione dell’UStAE (Regolamento sull applicazione Iva)
Nella sezione 4.8.3, dopo il comma 3 è stato aggiunto il seguente nuovo comma, 3a: “Le cosiddette valute virtuali (criptovalute,, per esempio le bitcoins) vengono equiparate al regolari metodi di pagamento, per quanto esse sono state accettate dai compartecipi alla transazione quali alternativi metodi di pagamento contrattuali e indiretti e, tali “valuti virtuali”, servono all’esclusivo impiego come metodo di pagamento (cfr. Sentenza della Corte Europea nella gazzetta tributaria federale, BStBl II 2018, 211). Ciò non ha validità per le poste in denaro nei giochi virtuali (cosiddetta moneta da gioco o Ingame-moneta, spesso coinvolta nei giochi online).”

References: sentenza 
 sentenza 
 § 3
 § 3
 § 4
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 Sentenza