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Timestamp: 2013-05-23 05:59:38+00:00

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ANNO LIX - 2008 - N1 | Rivista giuridica del lavoro
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corte costituzionale Lavoro a termine licenziamento lavoro Licenziamento individuale retribuzione discriminazione risarcimento del danno contratto collettivo Lavoro pubblico lavoro subordinato osservatorio rapporto di lavoro contratto a termine legge e autonomia collettiva sicurezza sociale condotta antisindacale giurisprudenza subordinazione contrattazione collettiva ANNO LIX - 2008 - N1 Trimestrale Gennaio - Marzo2008
Il tema: l'emersione dal lavoro neroClaudio Treves:
La lotta al lavoro nero tra...
Sanzioni promozionali e indici di...
Franco Scarpelli:
Il contrasto al lavoro irregolare, tra...
Lorenzo Zoppoli:
Unione europea e lavoro sommerso: nuove...
SaggiAdalberto Perulli:
Giorgio Frontini:
Dinamiche di sviluppo della...
Law shopping e autotutela sindacale...
Aurora Vimercati:
Dimensioni delle imprese e diritti di...
L’accettazione di illecite condizioni...
Angelica Brandi:
Scuola paritaria e abilitazione...
Elena Pietanza:
L'alterazione della periodicità...
Violazione della clausola di durata...
L’adattamento dell’organizzazione...
La «disciplina aggiuntiva» del...
Appalto di servizi e somministrazione...
Enrico Barraco:
Trasferimento di ramo d’azienda: la...
Antonietta Guerra:
La dottrina e la giurisprudenza in tema...
Stella Laforgia:
Intenzionalità, responsabilità e...
I confini del diritto di critica...
Infortunio in itinere e ultrattività...
Dirigenza pubblica e disabilità...
Permessi ex art. 33 della legge n....
Il tema: l'emersione dal lavoro nero
La lotta al lavoro nero tra legislazione, repressione e politiche di sostegno Scritto da: Claudio Treves
SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Il sommerso: la colpa è dei diritti? — 3. La piattaforma sindacale, l’azione del governo Prodi e i compiti per il futuro.
Al di là del lavoro sommerso Scritto da: Alessandro Bellavista
SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Cultura delle regole e lavoro sommerso. — 3. La necessità di una tecnica di normazione ponderata. — 4. L’esigenza di una partecipazione diffusa alla gestione dei processi di emersione. Il ruolo dei soggetti collettivi. — 5. Il decreto «milleproroghe».
Sanzioni promozionali e indici di congruità nelle politiche di contrasto al lavoro irregolare Scritto da: Vito Pinto.
SOMMARIO: 1. Inquadramento del problema e proposta ricostruttiva. 2. Il contrasto al lavoro irregolare nella legge regionale Puglia 26 ottobre 2006, n. 28. 3. Segue: gli indici di congruità. 4. Segue: i datori di lavoro assoggettati alla verifica di congruità. 5. Segue: i procedimenti di verifica della congruità e di giustificazione della non congruità. 6. La disciplina nazionale di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, e le successive modificazioni. 7. Implicazioni della ricostruzione proposta. In particolare, le questioni di legittimità costituzionale.
Il contrasto al lavoro irregolare, tra sanzioni e regole di responsabilità Scritto da: Franco Scarpelli
SOMMARIO: 1. La crescente attenzione al fenomeno del lavoro irregolare. 2. Strumenti e primi risultati dell’attività di contrasto ed emersione, nella XV legislatura. A) Vigilanza e sanzioni. 3. Segue: B) Il provvedimento di sospensione dell’attività. 4. Segue: C) Le procedure di emersione. 5. Spezzare i legami di connivenza; aumentare la percezione del rapporto danni/vantaggi sociali. 6. Lavoro nero e comportamenti degli operatori del contenzioso del lavoro. 7. La regolarità come presupposto di accesso alle attività economiche: il Durc. ...
Unione europea e lavoro sommerso: nuove attenzioni e vecchie contraddizioni Scritto da: Lorenzo Zoppoli
Efficacia e diritto del lavoro Scritto da: Adalberto Perulli
SOMMARIO: 1. Le origini: verità ed efficacia. — 2. L’efficacia come valore condizionato. — 3. Razionalità ed efficacia. — 4. Efficacia economica: l’analisi economica del diritto. — 5. Le declinazioni dell’efficacia: efficacia e ragioni valutative. — 6. Efficacia e nuova regolazione. — 7. Efficacia ed efficienza economica del diritto. — 8. La funzione antropologica del diritto: per un mondo comune giustificabile.
Dinamiche di sviluppo della legislazione fallimentare, interessi tutelati e salvaguardia dei livelli occupazionali Scritto da: Giorgio Frontini
SOMMARIO: 1. Sviluppo industriale e individuazione normativa degli interessi collegati alla crisi d’impresa. — 2. La dimensione della grande impresa quale punto di riferimento per la risposta normativa ai problemi della crisi industriale, Linee generali della lettura evolutiva del r.d. n. 267 del 1942. — 3. Linee essenziali della concezione del fallimento nella riforma del 2005. — 4. Esercizio provvisorio e continuazione dell’impresa nella riforma.
legislazione fallimentare
Il casoOsservatorio: sicurezza socialeOsservatorio sulla Corte CostituzionaleRapporto di lavoroControversie di lavoroDiritto sindacaleSicurezza socialeIl caso
Law shopping e autotutela sindacale nell’Unione Europea	Sentenza:
Corte di Giustizia Ce, N.C-341/2005-18 Dicembre 2007
Corte di Giustizia Ce, N.C-348/2005-11 Dicembre 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: Unione europea law shopping autotutela sindacale SOMMARIO: 1. La legittimazione del law shopping alla ricerca di condizioni normative e contrattuali di lavoro più favorevoli per le imprese — 2. Il diritto di sciopero quale diritto comunitario fondamentale pari-ordinato alle libertà economiche del Trattato Ce — 3. Le condizioni e i limiti del ricorso a forme di autotutela collettiva avverso le pratiche di dumping sociale. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia Ce, N.C-341/2005-18 Dicembre 2007
N:C-341/2005 - 18 Dicembre 2007)
Pres. Skouris, Est. Löhmus, Avv. Gen. Mengozzi – Laval und Partneri Ltd. c. Svenska Byggnadsarbetareföbundet, Svenska Byggnadsarbetareföbundets avdelning 1, Byggettan, Svenska Elektriker-förbundet.
Note: Law shopping e autotutela sindacale nell’Unione EuropeaParole chiave: autotutela sindacale :: law shopping :: Unione europea :: Sciopero – Libera prestazione dei servizi – Direttiva n. 96/71/Ce – Contratto collettivo del settore edilizio dello Stato ospitante privo di efficacia erga omnes – Diritto delle organizzazioni sindacali di ricorrere a sciopero e azioni collettive per indurre l’impresa straniera ad applicare il contratto collettivo del settore – Contrasto con l’art. 49 TCe e Direttiva n. 96/71.
Gli artt. 49 Ce e 3 della Direttiva n. 96/71/Ce, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che, in uno Stato membro in cui le condizioni di lavoro e di occupazione relative alle materie di cui all’art. 3, n. 1, comma 1, lett. a-g, della stessa Direttiva sono contenute in norme legislative, a eccezione dei minimi salariali, un’organizzazione sindacale possa, mediante un’azione collettiva sotto forma di blocco dei cantieri, tentare di indurre un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro ad avviare con essa una trattativa sulle retribuzioni da pagare ai lavoratori distaccati, nonché a sottoscrivere un contratto collettivo del quale talune clausole stabiliscono, ...
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di Giustizia Ce, N.C-348/2005-11 Dicembre 2007
N:C-348/2005 - 11 Dicembre 2007)
Pres. Skouris, Est. Schintgen, Avv. Gen. Poiares Maduro – International Transport Workers’ Federation, Finnish Seamen’s Union c. Viking Line Abp, Ou Viking Line Eesti.
Note: Law shopping e autotutela sindacale nell’Unione EuropeaParole chiave: autotutela sindacale :: law shopping :: Unione europea :: Sciopero – Diritto di stabilimento – Trasporti marittimi – Diritto delle organizzazioni sindacali di ricorrere a sciopero e azioni collettive per dissuadere un’impresa a registrare una nave con la bandiera di un altro Stato membro – Contrasto con l’art. 43 TCe.
L’art. 43 Ce deve essere interpretato nel senso che, in linea di principio, non è esclusa dall’ambito di applicazione di tale articolo un’azione collettiva intrapresa da un sindacato o da un raggruppamento di sindacati nei confronti di un’impresa privata al fine di indurre quest’ultima a sottoscrivere un contratto collettivo il cui contenuto sia tale da dissuaderla dall’avvalersi della libertà di stabilimento.
L’art. 43 Ce conferisce a un’impresa privata diritti opponibili a un sindacato o a un’associazione di sindacati.
L’art. 43 Ce deve essere interpretato nel senso che azioni collettive finalizzate a indurre un’impresa privata stabilita in un certo Stato membro a sottoscrivere
un contratto collettivo di lavoro con un sindacato avente sede nello stesso Stato...
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Osservatorio: sicurezza sociale
ANNO LIX - 2008 - N1	SOMMARIO: 1. Lavori socialmente utili e Regione Sicilia. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Osservatorio sulla Corte Costituzionale
Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2007 - Rapporto di lavoro	Articolo scritto da:
ANNO LIX - 2008 - N1	SOMMARIO: 1. Illegittimità costituzionale della legge regionale siciliana di incremento del trattamento economico dei lavoratori socialmente utili priva della determinazione dell’impegno di spese e della relativa copertura. — 2. Competenza dello Stato nella determinazione dei «blocchi» delle assunzioni nelle amministrazioni regionali deficitarie. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Rapporto di lavoro
Dimensioni delle imprese e diritti di partecipazione: note a margine di un provvedimento in materia di occupazione giovanile	Sentenza:
Corte di Giustizia Ce, N.C-385/2005-18 Gennaio 2007
Aurora Vimercati Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: imprese e diritti di partecipazione 1. — Il caso — Con la sentenza 18 gennaio 2007, causa C-385/05 (Cgt, Cfdt et al. contro Primo ministro francese), la Corte di Giustizia europea si è pronunciata sulla compatibilità con il diritto comunitario di un provvedimento adottato dal governo francese nell’ambito delle politiche mirate a favorire l’occupazione giovanile. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia Ce, N.C-385/2005-18 Gennaio 2007
N:C-385/2005 - 18 Gennaio 2007)
Sez. II – Pres. Timmermans, Est. Shintgen, Avv. Gen. Mengozzi – Confédération générale du travail-Cgt (avv. A.
Lyon-Caen), Confédération française démocratique du travail-Cfdt, Confédération française de l’encadrement-Cfe-Cgc, Confédération française des travailleurs chrétiens-Cftc (avv. H. Masse-Dessen), Confédération générale du travail-Force ouvrière (avv. T. Haas) c. Premier Ministre, Ministre de l’Emploi, de la Cohésion sociale et du Logement (Repubblica francese).
Note: Dimensioni delle imprese e diritti di partecipazione: note a margine di un provvedimento in materia di occupazione giovanileParole chiave: Aurora Vimercati :: imprese e diritti di partecipazione :: Licenziamenti collettivi – Politica sociale – Direttive n. 98/59/Ce e n. 2002/14/Ce – Informazione e consultazione dei lavoratori – Calcolo delle soglie di lavoratori impiegati – Normativa nazionale francese – Esclusione dei lavoratori di età inferiore ai ventisei anni – Contrasto con il diritto comunitario.
L’art. 3, n. 1, della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 11 marzo, n. 2002/14/Ce, che istituisce un quadro generale relativo all’informazione e consultazione dei lavoratori nella Comunità, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale la quale esclude, ancorché temporaneamente, una determinata categoria di lavoratori dal calcolo del numero di lavoratori impiegati a norma di tale disposizione. Allo stesso modo, l’art. 1, n. 1, lett. a, della Direttiva n. 98/59/Ce, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale la quale esclude, ancorché temporaneamente, ...
L’accettazione di illecite condizioni lavorative non esclude il delitto di estorsione	Sentenza:
Cassazione, N.36642, Sez. II pen.-21 Settembre 2007 - 5 Ottobre 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: estorsione 1. — Il fatto all’origine del giudizio della Corte — Secondo la sentenza 5 ottobre 2007, n. 36642, emanata dalla seconda Sezione penale della Corte di Cassazione, il comportamento del datore di lavoro il quale, approfittando di una marcata posizione di forza nel rapporto contrattuale, «costringe» il lavoratore alla conclusione di un contratto, le cui sottostanti condizioni siano difformi e lesive del patrimonio giuridico che gli fa capo, costituisce reato, integrando il delitto di «estorsione». articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.36642, Sez. II pen.-21 Settembre 2007 - 5 Ottobre 2007
N:36642, Sez. II pen. - 21 Settembre 2007 - 5 Ottobre 2007)
Sez. II penale – Pres. Rizzo, Est. Ambrosio,P.M.Cetrangolo (concl. diff.) – L. e altri ricorrenti. Conf. App. Cagliari, Sez. distaccata di Sassari, 21 gennaio 2003.
Note: L’accettazione di illecite condizioni lavorative non esclude il delitto di estorsioneParole chiave: estorsione :: Contratto di lavoro – Condizioni di lavoro ingiuste – Accettazione – Difformità dal contratto collettivo – Estorsione – Sussistenza – Estremi.
Un accordo contrattuale tra datore e prestatore di lavoro, nel senso dell’accettazione da parte di quest’ultimo di percepire una paga inferiore ai minimi retributivi o non parametrata alle effettive ore lavorative, non esclude, di per sé, la sussistenza dei presupposti dell’estorsione mediante minaccia, in quanto anche uno strumento teoricamente legittimo può essere usato per scopi diversi da quelli per cui è apprestato e può integrare, al di là della mera apparenza, una minaccia ingiusta, perché è ingiusto il fine a cui tende, e idonea a condizionare la volontà del soggetto passivo, ... Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Scuola paritaria e abilitazione all’insegnamento	Sentenza:
Cassazione, N.8905-13 Aprile 2007
Angelica Brandi Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: scuola paritaria abilitazione all’insegnamento Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato da una lavoratrice, titolare dell’insegnamento di scienze giuridiche ed economiche in un corso serale comunale, avverso la decisione della Corte d’Appello di Firenze che, riformando la sentenza di primo grado, aveva negato il suo diritto a essere inserita nella graduatoria di cui alla selezione indetta dal Comune di Firenze per il passaggio nel ruolo di un istituto tecnico industriale legalmente riconosciuto. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.8905-13 Aprile 2007
N:8905 - 13 Aprile 2007)
Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Balletti, P.M. Nardi (conl. conf.) – S. (avv. Pettini) c. Comune di Firenze (avv.ti Peruzzi e Lorizio).
Note: Scuola paritaria e abilitazione all’insegnamentoParole chiave: scuola paritaria :: abilitazione all’insegnamento :: Impiego pubblico – Istituti superiori e università – Personale – Domanda di «docente esterno» per l’inserimento nella graduatoria di selezione per l’insegnamento in scuola secondaria superiore pubblica – Applicabilità ratione temporis della legge n. 62 del 2000 – Disciplina prevista nell’art. 1 di detta legge – Conseguimento di ap-
posito titolo abilitativo alla data di entrata in vigore della stessa legge – Necessità – Conseguenze – Fattispecie.
Affinché gli appartenenti al personale degli insegnanti ricompresi nella categoria dei «docenti esterni» potessero essere inseriti nella graduatoria per le selezioni ai fini del passaggio nel ruolo dei docenti delle scuole secondarie superiori pubbliche era necessario, con riferimento all’applicabilità ratione temporis della legge n. 62 del 2000, che, al momento dell’entrata in vigore di detta legge, gli aspiranti fossero necessariamente muniti di apposito titolo di abilitazione, come previsto dall’art. 1, comma 4, della stessa legge, mentre la specifica deroga contemplata dal comma 4-bis del citato art. 1 era da considerarsi estensibile ai soli docenti già in servizio presso le anzidette scuole secondarie nei termini dalla medesima legge sanciti. ...
L'alterazione della periodicità ebdomadaria del riposo: condizioni di legittimità e conseguenze economiche	Sentenza:
Cassazione, N.8709-11 Aprile 2007
Elena Pietanza Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: riposo settimanale La sentenza in epigrafe affronta l’annosa questione concernente le condizioni di legittimità dello slittamento del riposo settimanale oltre il settimo giorno e le relative conseguenze economiche per il lavoratore interessato. A tale proposito, la Corte ripropone posizioni in parte già consolidate, in parte ancora in via di consolidamento, inclini a una interpretazione restrittiva della derogabilità del principio generale della periodicità ebdomadaria del riposo (soprattutto per quanto attiene alle fonti a ciò legittimate) ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.8709-11 Aprile 2007
N:8709 - 11 Aprile 2007)
Sez. Lav. - Pres. Mercurio, Est. Balletti, P. M. Fedeli - A. e altri (avv. Trioni) c. Sar (avv.ti Pessi, Gentile e Greppi). Cass. App. Genova 13 marzo 2004.
Note: L'alterazione della periodicità ebdomadaria del riposo: condizioni di legittimità e conseguenze economicheParole chiave: riposo settimanale :: Riposo settimanale – Cadenza ebdomadaria del riposo – Derogabilità – Limiti – Inadempimento contrattuale – Risarcimento del danno – Criteri di determinazione – Onere della prova.
L’attribuzione patrimoniale spettante al lavoratore a causa della perdita della cadenza settimanale del riposo, ex art. 36, comma 3, Cost. – avente natura risarcitoria di un danno (usura psico-fisica) correlato a un inadempimento del datore di lavoro –, deve essere stabilita dal giudice secondo una motivata valutazione che tenga conto della gravosità delle varie prestazioni lavorative e di eventuali strumenti e istituti affini della disciplina collettiva, nonché di clausole collettive che disciplinino il risarcimento riconosciuto al lavoratore nell’ipotesi de qua, non confondendosi siffatto risarcimento con la maggiorazione contrattualmente prevista per la coincidenza di giornate di festività con la giornata di riposo settimanale...
Violazione della clausola di durata minima garantita e risarcimento per il licenziamento illegittimo	Sentenza:
Tribunale Modena, N.-13 Luglio 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: licenziamento illegittimo La sentenza in commento ripropone un tema – quello del rilievo della pattuizione di una clausola di stabilità volta a garantire la durata minima del rapporto di lavoro – già più volte affrontato anche dalla recente giurisprudenza di legittimità (Vedi, da ultimo, Cass., Sez. lav., 7 settembre 2005, n. 17817, in q. Riv., 2006, II, p. 275; Cass., Sez. lav., 14 ottobre 2005, n. 19903, in Riv. it. dir. lav., 2006, II, p. 617) ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Modena, N.-13 Luglio 2007
N: - 13 Luglio 2007)
Sez. lav. – Est. C. Ponterio – Gschwandler A. J. D. (avv.ti Martinelli, Conti e Moratti) c. Martini Spa (avv.ti Montuschi e Michinelli).
Note: Violazione della clausola di durata minima garantita e risarcimento per il licenziamento illegittimoParole chiave: licenziamento illegittimo :: Licenziamento individuale – Illegittimità – Clausola di stabilità – Clausola penale – Risarcimento – Liquidazione – Limiti.
La clausola penale concordata dalle parti assolve alla funzione di liquidazione preventiva del danno da inadempimento e vale inoltre a rafforzare il vincolo contrattuale. Essa, proprio in quanto liquidazione anticipata e convenzionale del danno, è dovuta indipendentemente dalla prova di effettiva esistenza del danno e quindi nessun rilievo può attribuirsi all’aliunde perceptum, pure eccepito da parte convenuta. Deve escludersi la possibilità di cumulare la penale con il risarcimento per l’illegittimo licenziamento. La pretesa in tal senso avanzata è anzitutto in contrasto con la disciplina codicistica e, in particolare, con la previsione dell’art. 1384 cod. civ. secondo cui la clausola penale ha l’effetto di limitare il risarcimento alla prestazione promessa.
L’adattamento dell’organizzazione aziendale come conseguenza diretta di un obbligo contrattuale assunto in sede collettiva	Sentenza:
Tribunale Genova, N.-11 Mag 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: obblighi contrattuali 1. — Introduzione — La decisione in commento è frutto di un ricorso d’urgenza operato ex art. 700 cod. proc. civ., volto all’accertamento del diritto di una lavoratrice alla modifica dell’orario di lavoro, con riconoscimento del tempo parziale al rientro dal periodo di astensione obbligatoria per maternità, e alla relativa condanna del datore di lavoro a provvedere in tal senso, attraverso l’applicazione di una norma del Ccnl stipulato per il settore commercio. ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Genova, N.-11 Mag 2007
N: - 11 Mag 2007)
Sez. lav. – Est. Basilisco – X (avv.ti Gobessi e Parodi) c. Y Spa (avv. Dosio).
Note: L’adattamento dell’organizzazione aziendale come conseguenza diretta di un obbligo contrattuale assunto in sede collettivaParole chiave: obblighi contrattuali :: Lavoro a tempo parziale – Trasformazione del tempo pieno in tempo parziale per ragioni familiari – Fungibilità dei lavoratori – Sussistenza del fumus boni iuris – Procedimento ex art. 700 cod. proc. civ.
La disposizione di cui all’art. 57-bis del Ccnl del commercio ha carattere imperativo per il datore di lavoro; in particolare, l’uso dell’indicativo è espressivo dell’obbligo imposto dalla norma al destinatario corrispondente al diritto del lavoratore di ottenere una riduzione di orario, al sussistere del presupposto numerico e di fungibilità. L’ordinamento riconosce alla lavoratrice madre un diritto non condizionato dal suo stato familiare.
La previsione del rientro in servizio entro alcune settimane e la documentata impossibilità di fare altrimenti fronte, da allora, all’assistenza della figlia integrano il pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile al diritto in questione. (1)
La «disciplina aggiuntiva» del contratto a termine per il settore delle poste e la direttiva 1999/70/Ce	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: Poste Italiane 1. — Le due sentenze in breve — Le due sentenze in epigrafe riguardano la legittimità di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato stipulati da Poste Italiane Spa ai sensi dell’art. 2, comma 1-bis, del d.lgs. n. 368/2001, introdotto con l’art. 1, comma 558, della legge 23 dicembre 2005 (d’ora in poi finanziaria 2006). Come è noto, il decreto, attuando la Direttiva n. 1999/70/Ce, ha ri-regolato la disciplina del contratto a tempo determinato, fino ad allora contenuta essenzialmente nella legge n. 230/1962... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Foggia, N.-11 Aprile 2007
Appalto di servizi e somministrazione di manodopera	Sentenza:
Tribunale Roma, N.6269-7 Marzo 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: appalto di servizi somministrazione di manodopera 1. — La sentenza si segnala per lo sforzo interpretativo di distinguere tra appalti cd. labour intensive e appalti specialistici in cui ciò che rileva è il know how dell’impresa appaltatrice. La sentenza mostra altresì come nonostante i numerosi contributi interpretativi della dottrina, appare ancora insidioso il ricorso all’appalto di servizi soprattutto endo-aziendali e come la distinzione tra appalto lecito e somministrazione di lavoro sia in realtà fondata su impalpabili distinzioni. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Roma, N.6269-7 Marzo 2007
N:6269 - 7 Marzo 2007)
Sez. Lav. - Est. Delle Donne – V. e altri (avv. Spinosa) c. Acea Spa (avv. Maresca).
Note: Appalto di servizi e somministrazione di manodoperaParole chiave: appalto di servizi :: somministrazione di manodopera :: Appalto – Somministrazione di manodopera – Distinzione – Appalto di servizi – Caratteri essenziali della fattispecie – Carenza – Apparato sanzionatorio.
Ai sensi dell’art. 29 del d.lgs. n. 276/03, l’organizzazione dei mezzi ben può consistere nella sola organizzazione del lavoro senza l’impiego di rilevanti capitali e attrezzature, ma ciò soltanto quando il tipo di opera o di servizio da realizzare siano tali per cui debba ritenersi principale o prevalente l’organizzazione del lavoro rispetto all’impiego di macchinari e attrezzature. (1)
Ai fini della genuinità dell’appalto, va distinto il contratto di appalto concernente lavori per i quali sia rilevante l’utilizzo di attrezzature e beni strumentali da quello in cui tale rilevanza non via sia. (2)
Trasferimento di ramo d’azienda: la nuova nozione tra flessibilità e vincoli giuridici	Sentenza:
Tribunale Padova, N.-5 Febbraio 2007
Enrico Barraco Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: trasferimento di ramo d'azienda 1. — La fattispecie— I ricorrenti deducevano di aver tutti lavorato alle dipendenze di una ben nota azienda nazionale operante nel settore della telefonia mobile; che con missive di pari data la datrice di lavoro comunicava loro che, con decorrenza dal mese di giugno 2003, avrebbero operato nell’ambito della nuova struttura operativa
Facility Management; ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Padova, N.-5 Febbraio 2007
La dottrina e la giurisprudenza in tema di interpretazione del contratto collettivo	Sentenza:
Cassazione, N.5287-8 Marzo 2007
Antonietta Guerra Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: contratto collettivo 1. — Al vaglio della Corte, nel caso in esame, era l’interpretazione dell’art. 2 dell’Accordo sindacale del 30 maggio 1996 (con tale Accordo era stato istituito un Fondo aggiuntivo di previdenza aziendale) secondo il quale «la ripartizione delle riserve matematiche e la conseguente attribuzione a ciascun dipendente avverrà considerando, oltre alla retribuzione, l’anzianità effettiva di servizio, sempre al 31 dicembre 1994, con i seguenti pesi: per anzianità da 0 a 10 anni, peso 0,5; per anzianità da 11 a 20 anni, peso 0,75; per anzianità oltre 20 anni, peso 1,2». articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.5287-8 Marzo 2007
N:5287 - 8 Marzo 2007)
Sez. lav. – Pres. Mercurio, Est. Cuoco, P.M. Fedeli – Z. A. (avv. Lucchetti) c. Unicredit Banca Spa (avv.ti
Persiani e Piccininno). Conf. App. Ancona 20 febbraio 2003.
Note: La dottrina e la giurisprudenza in tema di interpretazione del contratto collettivoParole chiave: contratto collettivo :: Controversie di lavoro – Contratto collettivo – Interpretazione – Criterio letterale – Preminenza – Esclusione – Ricorso al criterio dell’interpretazione complessiva delle clausole – Condizioni.
Nell’ambito dei canoni di interpretazione delineati dagli artt. 1362 ss. cod. civ. e, in particolar modo, nell’interpretazione delle norme dei contratti collettivi di lavoro di diritto comune, non esiste un principio di gerarchia tra i canoni ermeneutici, né tanto meno un preteso principio dell’autosufficienza del criterio letterale in ragione di una affermata chiarezza delle espressioni adottate nel testo contrattuale. La lettera, infatti, costituisce solo una preliminare presa di cognizione (di cui l’art. 1362 segnala l’insufficienza con la precisazione che «l’interprete non deve limitarsi al senso letterale delle parole»), che deve essere integrata attraverso gli ulteriori strumenti previsti dall’art. 1363, quali la connessione delle singole clausole...
Intenzionalità, responsabilità e ponderazione degli interessi contrapposti nella condotta antisindacale	Sentenza:
Stella Laforgia Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: condotta antisindacale 1. — Introduzione — Preliminarmente, si procede alla illustrazione delle condotte antisindacali che formano oggetto dei tre provvedimenti in commento. In ordine cronologico, il Tribunale di Roma, nel decreto del 13 dicembre 2006, si occupa della condotta posta in essere da Alitalia Spa che ha negato per due volte all’organizzazione sindacale ricorrente (Sult) di indire nuove assemblee sindacali, assumendo che fosse già esaurito il monte-ore annuo dalla disciplina legale (art. 20 Stat. lav.), e contrattuale (art. 27, comma 8, Ccnl 1988). articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.9250-18 Aprile 2007
I confini del diritto di critica sindacale	Sentenza:
Tribunale Fermo, N.-4 Giugno 2007
Teresa Schiavone Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: diritto di critica sindacale Il fatto che ha dato origine alla vicenda processuale riguarda l’affissione da parte del Sindacato Pensionati Italiani – Lega Distrettuale di Porto Sant’Elpidio di alcuni manifesti il cui contenuto è stato ritenuto diffamatorio dal notaio Rossi, citato nel manifesto stesso. Il manifesto oggetto di giudizio denuncia alcune delle criticità dell’attuale sistema pensionistico, avuto riguardo in particolare alla situazione dei giovani lavoratori «precari». In particolare, le questioni segnalate sono due: ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Fermo, N.-4 Giugno 2007
(Tribunale Fermo
Pres. Mazzagreco, Est. Scolaro – Sindacato Pensionati Italiani – Lega Distrettuale di Porto Sant’Elpidio (avv.ti Alleva e Boldrini) c. R. A. (avv. Polisena).
Note: I confini del diritto di critica sindacaleParole chiave: diritto di critica sindacale :: Attività sindacale – Libertà di manifestazione del pensiero – Diritto di critica sindacale – Legittimità e limiti – Dovere di rispettare l’altrui onore e reputazione – Diffamazione – Non sussiste.
In tema di diffamazione il diritto di critica si concretizza nell’espressione di un giudizio o, più genericamente, di un’opinione che, come tale, non può pretendersi rigorosamente obiettiva, posto che la critica, per sua natura, non può che essere fondata su un’interpretazione, necessariamente soggettiva, di fatti e di comportamenti. Tuttavia, per l’irrinunciabile rispetto che è dovuto alla persona, tale critica – per quanto aspra possa essere – non può giammai trasmodare nell’attacco alla sfera privata o al patrimonio morale dell’interlocutore, degradando in gratuiti personalismi o nella mera denigrazione personale. ...
Infortunio in itinere e ultrattività temporale della fattispecie normativa	Sentenza:
Cassazione, N.15973-18 Luglio 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: infortunio in itinere Con ricorso al giudice del lavoro il sig. N. L. chiedeva che l’incidente stradale occorsogli mentre alla guida della propria auto ritornava dal luogo di lavoro alla propria abitazione fosse qualificato come infortunio in itinere e che gli venisse riconosciuta la relativa rendita. Il giudice del lavoro riteneva che il nesso di causalità fosse stato interrotto da una sosta voluttuaria a un bar sito lungo il percorso; tale sentenza veniva confermata dalla Corte d’Appello di Genova. ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.15973-18 Luglio 2007
N:15973 - 18 Luglio 2007)
Sez. lav. – Pres. E. Mercurio, Est. A. De Matteis, P.M. F. Pivetti (conf.) – N. L. (avv. G. Rimmaudo) c. Inail (avv.ti La Peccerella e Romeo).
Note: Infortunio in itinere e ultrattività temporale della fattispecie normativaParole chiave: infortunio in itinere :: Infortunio in itinere – Interruzione nesso di causalità – Sosta voluttuaria – Rischio elettivo – Configurabilità – Disciplina ante d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 – Criterio interpretativo.
In tema di «infortunio in itinere», l’interruzione non necessitata, quale una sosta voluttuaria al bar, va inquadrata nel rischio elettivo, nell’ambito del percorso che costituisce l’occasione di lavoro, in quanto dovuta a libera scelta del lavoratore, che comporta la permanenza o meno della copertura assicurativa a seconda delle caratteristiche della sosta alla stregua delle due condizioni, indicate dalla giurisprudenza costituzionale, delle dimensioni temporali e dell’aggravamento del rischio. La valutazione delle circostanze di fatto dell’interruzione non necessitata è compito del giudice del merito, il quale potrà adottare criteri quali il tempo della
sosta in termini assoluti, ...
Dirigenza pubblica e disabilità sopravvenuta: un’ipotesi di mancata tutela	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: disabilità A distanza di meno di un anno ci troviamo nuovamente a commentare una sentenza della Suprema Corte in materia di legge n. 104, avente origine da fasi di merito incardinate davanti al Tribunale e alla Corte d’Appello di Trento (Si veda S. Assennato, Diritto, aspettativa o potenzialità nella tutela del lavoro dei disabili, in q. Riv., 2006, p. 551).
articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Cassazione, N.14624-22 Giugno 2007
Permessi ex art. 33 della legge n. 104/92: continuità dell’assistenza e lontananza geografica	Sentenza:
Tribunale Velletri, N.-27 Ottobre 2007
ANNO LIX - 2008 - N1	Parole chiave: permessi L’art. 33 della legge n. 104/92 così dispone: «1. (abrogato ex art. 86 del d.lgs. n. 151 del 26 marzo 2001). 2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a 3 anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito
fino al compimento del terzo anno di vita del bambino. 3. Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità,
... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Velletri, N.-27 Ottobre 2007
N: - 27 Ottobre 2007)
Sez. lav. – Est. Pellettieri – C. C. (avv.ti G. Sante e Silvia Assennato) c. Asl Roma H (avv. Rosatelli).
Note: Permessi ex art. 33 della legge n. 104/92: continuità dell’assistenza e lontananza geograficaParole chiave: permessi :: Portatori di disabilità – Permessi – Benefìci legge n. 104/92 – Requisiti – Sistematicità e adeguatezza dell’assistenza – Irrilevanza della distanza tra la sede di lavoro e la residenza del disabile – Effetti (art.
33, comma 5, legge n. 104/92).
Una ragionevole interpretazione dell’art. 33, legge n. 104/92, anche nella scorta della più recente giurisprudenza della Suprema Corte recepita nella Circolare Inps n. 90 del 23 maggio 2007, conduce a ritenere che gli unici requisiti richiesti affinché il lavoratore possa usufruire dei permessi previsti in tale norma, debbano considerarsi la sistematicità e l’adeguatezza dell’assistenza offerta dal lavoratore medesimo alla persona con disabilità grave in relazione alle esigenze di quest’ultima, sistematicità e adeguatezza che non possono essere esclusi né dagli impegni di lavoro di colui che deve prestare assistenza, né dall’eventuale distanza intercorrente tra la sede di lavoro e la residenza del disabile. (1)

References: art. 33
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 Cass. 
 art. 36
 sentenza 
 art. 700
 art. 700
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 33
 art. 86
 art. 33