Source: https://alcolismo.info/informazioni-sull-alcool/alcool-lavoro-e-leggi.htm
Timestamp: 2020-08-04 11:50:21+00:00

Document:
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha varato Il "Piano d'Azione Europeo per la Salute". Tra i suoi "Obiettivi Generali" si evidenzia la necessità di "Ridurre i rischi di problemi alcolcorrelati che possono verificarsi in una serie di ambienti quali la casa, il luogo di lavoro, la comunità o ambienti in cui l’alcool viene consumato." Un obiettivo ambizioso e lungimirante, che mira a ridurre drasticamente anche le conseguenze che queste dipendenze generano.
La legge quadro 125/01 denominata "Legge Quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati" all’art.15 stabilisce la pericolosità dell’alcol rispetto alla salute e all’incolumità dei lavoratori e ne stabilisce il divieto di consumo in quelle attività che sono riconosciute a elevato rischio di infortunio.
Il successivo decreto di regolamento e le leggi del 2003 indicano le categorie di lavoratori per cui vige il divieto di assunzione e somministrazione di alcol. Il DLGS 81/08 richiede i controlli.
Il tema dell'alcool ha un'ampia rispondenza sul piano della normativa nazionale. Il Codice Penale, ad esempio, regolamenta non solo la somministrazione delle bevande ma anche l'aspetto della imputabilità dello stato di ebbrezza. Qui di seguito presentiamo alcuni articoli del Codice Penale tra i più significativi.
Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 94 C.P. - Ubriachezza Abituale.
Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 94 C.P. - Art.688 C.P. - Ubriachezza.
La legge punisce con un'ammenda (da €. 51,00 a €. 309,00) chiunque sia colto in stato di ubriachezza manifesta in luogo pubblico o aperto al pubblico. La pena viene aumentata se l'ubriachezza è abituale.
Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 689 C.P. - Somministrazione di Bevande Alcoliche a Minori o a Infermi di Mente.
La norma prevede il divieto, da parte di un esercente di un locale pubblico, di somministrare bevande alcoliche ai minori di 16 anni o a persone che appaiono in condizioni mentali tali da pregiudicare le loro capacità di intendere e di volere. La violazione di tale norma è punita con la pena pecuniaria da €. 516,00 a €. 2.582,00 o con la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni o quella del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a 6 mesi; la pena è aumentata se dal fatto deriva ubriachezza.
La condanna comporta inoltre la sospensione dell'esercizio.
Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 690 C.P. - Determinazione in Altri dello Stato di Ubriachezza.
Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 691 C.P. - Somministrazione di Bevande Alcoliche a Persone in Stato di Manifesta Ubriachezza.
Alcool, Lavoro e Leggi - Legge n° 214 del 1 Agosto 2003.
Alcool, Lavoro e Leggi - Alcool e guida.
La guida in stato di ebbrezza costituisce reato, sanzionato dall'art. 186 del Decreto Legislativo n.285 del 1992 del Codice della Strada e successive modificazioni. Il tasso alcolemico nel sangue che determina lo stato di ebbrezza è superiore a 0,5 grammi per litro.
L'art. 186 stabilisce che: è VIETATO guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.
Le sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza, elencate nel comma 2 art.186, sono state recentemente inasprite dal Decreto Legislativo 3 Agosto 2007 n.117, recante "Disposizioni urgenti modificative del Codice della Strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione", al fine di contenere il crescente tasso di incidentalità sulle strade.
Tali sanzioni introducono una differenziazione dei livelli di alcolemia riscontrata nel sangue:
tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: è prevista un'ammenda da € 1.500 a € 6.000, l'arresto da tre mesi ad un anno e la sospensione della patente da 1 a 2 anni.
Per quanto riguarda l'assunzione o l'abuso di alcool e la normativa sul lavoro, la legge italiana (art. 42 del DPR n. 303 del 19 marzo 1956) stabilisce il divieto di somministrare bevande alcoliche all'interno delle aziende, ad eccezione di modiche quantità nelle mense durante l'ora dei pasti.
La legge 626 del 17 settembre 1994, tutelando i lavoratori dai rischi connessi all'attività lavorativa, prevede che i datori di lavoro applichino tutte le misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tenendo conto delle alterazioni psicofisiche che l'alcool determina in chi lo assume, è chiaro che sia il datore di lavoro che ogni lavoratore dovrebbero vigilare affinchè a causa del consumo di alcolici, non si generino situazioni di grave rischio per l'incolumità propria ed altrui.
L'articolo 15 (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro) della Legge Quadro in materia di alcool e problemi alcolcorrelati n.125 del 30 marzo 2001 prevede il divieto di assunzione e somministrazione di qualsiasi bevanda alcolica nelle attività lavorative soggette ad elevato rischio di infortunio o rivolte a garantire la sicurezza, l'incolumità o la salute di altri. Successivamente, con provvedimento del 16 marzo 2006, è stato emanato un decreto attuativo che individua dettagliatamente quali siano le categorie di lavoratori a cui la norma precedente fa riferimento.

References: Art. 94
 Art. 94
 Art.688
 Art. 689
 Art. 690
 Art. 691
 art.186