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Timestamp: 2018-11-19 13:29:23+00:00

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Danni rca: rifiuto ingiustificato convenzione negoziazione assistita - Iussit.com
25 ottobre 2018 Giudice di Pace, Giurisprudenza civile
Giudice di Pace di Napoli, Sez. II, sentenza del 2 ottobre 2018 – – – Risarcimento danni da circolazione stradale – apertura sportello – responsabilità – proponibilità – procedibilità – incoerenza sistemica di due condizioni che gravano sulla stessa materia suscettibili di pregiudicare la celerità del giudizio – eccezione di mancata negoziazione da parte dell’impresa assicurativa – conseguente concessione termine ed invito alla negoziazione assistita – rifiuto ingiustificato alla stipula della convenzione da parte di quest’ultima – condanna (a carattere sanzionatorio, ammissibile anche ex officio) ex art. 96 c.p.c., comma 3 (al fine di contrastare azioni dilatorie)
Giudice di Pace di Napoli, Sez. II, Avv. Felice Alberto D’Onofrio
sentenza del 2 ottobre 2018
Risarcimento danni da circolazione stradale – apertura sportello – responsabilità – proponibilità – procedibilità – incoerenza sistemica di due condizioni che gravano sulla stessa materia suscettibili di pregiudicare la celerità del giudizio – eccezione di mancata negoziazione da parte dell’impresa assicurativa – conseguente concessione termine ed invito alla negoziazione assistita – rifiuto ingiustificato alla stipula della convenzione da parte di quest’ultima – condanna (a carattere sanzionatorio, ammissibile anche ex officio) ex art. 96 c.p.c., comma 3 (al fine di contrastare azioni dilatorie)
Nella sentenza il GdP osserva: È singolare che nella stessa materia si verifichi la contemporanea presenza di una condizione di proponibilità, costituita nel caso di specie dalla preventiva richiesta di risarcimento e di una condizione di procedibilità. In particolare l’improcedibilità dell’azione (Vd. es. art. 412/bis, 443 cpc), si ha quando la norma pone in limine litis un ostacolo provvisorio alla prosecuzione del processo, e non consente che sia proseguito e concluso con una decisione di merito finché l’ostacolo non sia rimosso mentre l’azione deve essere considerata improponibile quando una norma pone un ostacolo insormontabile alla proposizione del giudizio avanti la A.G. . Nel caso di specie, tuttavia, il legislatore, onde evitare che contrariamente alle sue buone intenzioni, come purtroppo spesso avvenuto, la condizione di procedibilità, si risolva paradossalmente e perniciosamente in un ulteriore allungamento dei tempi ha previsto, questa volta, opportunamente, un’apposita norma di salvaguardia statuendo all’art 4 dl 132-14 che “la mancata risposta all’invito entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli articoli 96 e 642, primo comma, del codice di procedura civile”
“il rifiuto a stipulare la convenzione appare ingiustificato considerato che la convenuta impresa assicurativa, che pure aveva proposto l’eccezione, nella fase successiva non ha inteso iniziare nessun confronto con la parte attrice, il quale non necessariamente avrebbe dovuto concludersi con l’accordo di cui all’ art 5 “
Il Giudice di Pace di Napoli Avv. Felice Alberto D’Onofrio, II Sezione,ha pronunziato la seguente
nel procedimento incardinato con RG.N.xxxx-17, riservato all’udienza del giorno 21-09-18
Meviax Ax c.f…. , el.te dom.ta in Napoli, alla via …, presso lo studio dell’Avv. Bx Cxx, difensore in virtù di mandato a margine dell’ atto di citazione (attrice)
Tiziax Dx (convenuta)
ZZZZ Ass.ni spa, in persona del l. r. el.te dom.to in Napoli, alla via …, presso lo studio dell’ Avv. Bx Cxx, difensore in virtù di mandato a margine dell’atto di citazione (convenuta)
Con atto di citazione ritualmente notificato, l’istante, chiamava in giudizio le parti convenute, rispettivamente proprietario ed assicuratore della vettura Fiat 500 tg. …, per sentirle condannare al risarcimento dei danni subiti in occasione del sinistro avvenuto in data 28-02-15, alle ore 14,00 circa, in Napoli, alla via Nnn. Incardinatasi la lite si costituiva la impresa assicurativa che impugnava la domanda chiedendone il rigetto mentre l’altra convenuta sebbene ritualmente citata rimaneva contumace, indi concesso il termine per l’esperimento della negoziazione assistita che non andava a buon fine, ammessa ed espletata la prova testimoniale, disposta ctu, precisate le conclusioni di cui in epigrafe, la causa veniva riservata a sentenza.
In via preliminare va osservato che la domanda è proponibile invero l’attore ha versato in atti messa in mora recapitata alla ZZZZ arl in data 08-07-16. La richiesta di risarcimento contiene l’indicazione di codice fiscale, descrizione del fatto, entità delle lesioni, dichiarazione ex art 142 dlgs 209-05.
La ratio della normativa prevista dal dlgs 209/05 è quella di consentire all’ assicuratore di poter disporre di tutti gli elementi per formulare l’ offerta di cui all’ art. 148 comma 2. Tuttavia, a fronte di una messa in mora incompleta l’art. 148 comma 5, prevede espressamente che l’assicuratore, ove non possa per tale incompletezza formulare congrua offerta di risarcimento, debba richiedere al danneggiato, entro trenta giorni dalla sua ricezione, le necessarie integrazioni.
Non può, dunque, ricorrere alcun effetto interruttivo atteso che lo stesso, come previsto dal comma 5, è collegato alla richiesta di informazioni da parte dell’ assicuratore, che nel caso di specie non è stata documentata. Nel caso di specie, peraltro è pacifico, ed emerge dagli atti di causa, che l’attrice si sia sottoposta agli accertamenti medici da parte del consulente della impresa assicurativa dott. Hxx. Ai fini della procedibilità va osservato che risulta proposto il tentativo di negoziazione assistita ex art 3 dl 132-14 con invito alla negoziazione assistita recapitato ad entrambe le parti.
Per quanto concerne la legittimazione delle parti, intesa come titolarità del rapporto controverso, a differenza della legitimatio ad causam, si configura come una questione che attiene al merito della lite e rientra nel potere dispositivo e nell’onere deduttivo e probatorio della parte interessata (ex multis Cass. n. 21192/06, Cass. n. 4796/06, trib. Napoli XI del 28-02-06); risulta provata per presunzioni e per tabulas. Nel merito va osservato che la fattispecie dedotta in giudizio rientra nella previsione di cui all’ art. 2054 comma 1 cc che presume la responsabilità del conducente del veicolo investitore.
Ebbene l’assunto attoreo è stato confermato dall’ escussione del teste la cui deposizione è verosimile non essendo emersi elementi di sospetto nè contrari riscontri. Exx Fx, indifferente, infatti, confermava le circostanze esposte nell’atto introduttivo riferendo, in particolare, che all’altezza dell’orto botanico, una ragazza che stava passeggiando in direzione di via Sss,” veniva colpita al volto dallo sportello lato passeggero di un’auto modello fiat 500 di colore scuro”; che in conseguenza dell’impatto finiva al suolo; che sanguinava dal labbro e lamentava dolori alla bocca, che presentava una ferita, ed ai denti anteriori. D’altra parte nulla è stato dimostrato dalla convenuta a fronte della contestazione della domanda mentre il convenuto è rimasto contumace. Ebbene la contumacia può concorrere insieme ad altri elementi a formare il convincimento del giudice (Cass. n. 7739/07). Appare chiara dunque, la esclusiva responsabilità del convenuto, alla luce degli elementi probatori emersi dall’istruttoria ed in mancanza della prova liberatoria di cui al richiamato art. 2054 comma 1 c.c., in ordine alla produzione dell’evento dannoso di cui alla fattispecie dedotta in giudizio, per aver il conducente del veicolo antagonista violato le norme di prudenza e di comportamento dettate dal codice della strada. A fronte di quanto contestato dalla ZZZZ, il ctu ha adeguatamente e puntualmente risposto alle osservazione del fiduciario della impresa assicurativa in ordine alla sussistenza del nesso di causalità confermato sulla scorta della documentazione di tre strutture sanitarie tra cui il referto del Pronto Soccorso Ospedale Loreto. Alla luce di tali risultanze va, quindi, liquidato il danno biologico inteso quale lesione al diritto alla salute concretatesi nella menomazione della integrità psico-fisica della persona (a prescindere dalla capacità di produrre reddito) la cui ingiustizia e risarcibilità dipende dal combinato disposto degli artt. 32 c e 2043 cc. La liquidazione avviene tenuto conto della certificazione medica e delle consulenze di parte versate in atti (entrambe contenute nel fascicolo di parte attrice), della comune esperienza, delle norme di cui agli artt.2056 e 1226 c.c. nonchè dell’ art 139 dlgs. 209-05. E pertanto sulla scorta della ctu, che questo giudicante ritiene redatta con scrupolo e precisione, vanno riconosciuti una invalidità temporanea parziale al 50% di gg. 15; una invalidità temporanea parziale al 20% di giorni 15; una I.P. pari al 01% (con adozione della tabella ex lege 57/01 nonchè ex art 139 dlgs. 209-05 come aggiornata con D.M. Sviluppo Economico), un danno morale da calcolarsi nella misura di ¼ del danno biologico, euro 2850,00 per il danno emergente. E dunque (Danno biologico permanente € 691,26, Invalidità temporanea parziale al 50% € 351,60, Invalidità temporanea parziale al 20% € 93,76, Danno morale (25%) € 172,82, Spese mediche € 2.850,00) va liquidata la somma complessiva di euro € 4.159,44. Gli interessi sono dovuti sulla somma liquidata, prima devalutata, in base agli indici istat, al momento del fatto e successivamente rivalutata anno per anno a partire dalla data del sinistro fino alla data di pubblicazione della presente sentenza. Dalla pubblicazione della sentenza decorrono gli interessi sulla somma liquidata all’attualità. L’attrice richiedeva infine la condanna alla responsabilità aggravata della convenuta ai sensi dell’art 132-14 avendo rifiutato di stipulare la convenzione di negoziazione assistita. Sul punto va osservato che la normativa prevede che le parti convengono “di cooperare in buona fede e lealtà”, al fine di risolvere in via amichevole una controversia, tramite l’assistenza di avvocati. L’istituto è stato introdotto per tentare di risolvere stragiudizialmente le controversie, al fine di decongestionare le aule giudiziarie ed abbreviare i tempi di risoluzione delle liti, in osservanza del superiore interesse pubblico alla celerità della giustizia tutelato dall’art. 111 Cost. . Va, tuttavia, evidenziata la peculiarità della normativa per cui su colui che “ intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti” gravano contemporaneamente sia una condizione di proponibilità che di procedibilità. Infatti, il legislatore con una scelta di dubbia coerenza sistemica, logicità ed efficacia, ha aggiunto la negoziazione assistita al previgente dlgs. 209-05 (il quale già prevedeva il meccanismo dello “spatium deliberandi” , la formulazione dell’offerta ovvero il suo rifiuto…) senza preoccuparsi di coordinare le due normative, abrogando o modificando alcuni degli articoli (ad esempio il 145-148-149-287…) del codice delle assicurazioni. È singolare che nella stessa materia si verifichi la contemporanea presenza di una condizione di proponibilità, costituita nel caso di specie dalla preventiva richiesta di risarcimento e di una condizione di procedibilità. In particolare l’improcedibilità dell’azione (Vd. es. art. 412/bis, 443 cpc), si ha quando la norma pone in limine litis un ostacolo provvisorio alla prosecuzione del processo, e non consente che sia proseguito e concluso con una decisione di merito finché l’ostacolo non sia rimosso mentre l’azione deve essere considerata improponibile quando una norma pone un ostacolo insormontabile alla proposizione del giudizio avanti la A.G. . Nel caso di specie, tuttavia, il legislatore, onde evitare che contrariamente alle sue buone intenzioni, come purtroppo spesso avvenuto, la condizione di procedibilità, si risolva paradossalmente e perniciosamente in un ulteriore allungamento dei tempi ha previsto, questa volta, opportunamente, un’apposita norma di salvaguardia statuendo all’art 4 dl 132-14 che “la mancata risposta all’invito entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli articoli 96 e 642, primo comma, del codice di procedura civile”. Ebbene in questo quadro, va valutato il comportamento della convenuta, che dopo aver tempestivamente eccepito ai sensi dell’ art 3 comma 1 (l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza) la mancata ottemperanza dell’attore, al disposto di cui al citato articolo, con conseguente concessione dei termini e fissazione di nuova udienza da parte del sottoscritto giudicante, ricevuto l’invito, con pec del 05-04-18 (cfr. fasc. parte attrice) del suo procuratore, dichiarava seccamente di non poter aderire sia “in virtù delle eccezioni di cui alla comparsa conclusionale e sia per il merito dell’evento di cui è causa”. E dunque, il rifiuto a stipulare la convenzione appare ingiustificato considerato che la convenuta impresa assicurativa, che pure aveva proposto l’eccezione, nella fase successiva non ha inteso iniziare nessun confronto con la parte attrice, il quale non necessariamente avrebbe dovuto concludersi con l’accordo di cui all’ art 5 anzi ha opposto un deciso rifiuto. Peraltro, la giurisprudenza di merito si è espressa più volte sul punto. Invero per il Tribunale di Verona non è sufficiente ad evitare la sanzione neanche l’adesione se la stessa si è esplicitata solo nella risposta positiva all’invito alla negoziazione assistita e non con comportamenti concreti volti a dimostrare l’effettiva volontà di comporre la controversia (Tribunale Verona, ordinanza 17/11/2015). Il Tribunale di Torino, sez. III civile, sentenza 18/01/2017 n° 214 ha ribadito che in caso di mancato riscontro all’invito alla negoziazione assistita della parte risultata in giudizio del tutto soccombente, ben può il giudice condannarla al pagamento di una somma equitativamente determinata ex officio ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3; condanna che ha natura sanzionatoria ed officiosa, non corrisponde ad un diritto di azione della parte vittoriosa e può essere liquidata anche in assenza della prova di un danno subito dalla controparte. Nel caso di specie, pertanto, la domanda va accolta, e la convenuta va condannata, equitativamente ex art. 96 capoverso a corrispondere a titolo di responsabilità aggravata la ulteriore somma equitativamente determinata di euro 250,00. Le spese di giudizio vanno parimenti poste a carico dei convenuti soccombenti e liquidate come in dispositivo.
Il Giudice di Pace di Napoli, II Sezione, definitivamente pronunziando sulla domanda proposta cosi provvede:
-dichiara l’esclusiva responsabilità del conducente del veicolo antagonista nella produzione dell’evento dannoso dedotto in giudizio;
-condanna, per l’effetto, i convenuti al pagamento, in solido, in favore dell’istante della somma di euro 4159,44 a titolo di risarcimento danni , oltre interessi legali dall’evento come calcolati nella parte motiva;
-condanna la convenuta ZZZZ arl, in persona del l. r. , a corrispondere in favore dell’attrice la somma di euro 250,00 ex art 96 comma 3 cpc;
-condanna, altresì, i predetti convenuti, in solido, al pagamento in favore dell’Avv. Bx Cxx, distrattario, delle spese di lite che liquida in euro 50,00 per spese (non risulta versato il contributo unificato) oltre al rimborso di quelle di ctu, euro 1205,00 per competenze legali oltre rimborso spese forfettarie, cpa, iva.
Avv. Felice A. D’Onofrio
Pubblicata il 2/10/2018
apertura sportello, art. 96 c.p.c., danno biologico, lesioni, negoziazione assistita, procedibilità, proponibilità, risarcimento danni, spatium deliberandi
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References: sentenza 
 art. 96

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 art. 96
 sentenza 
 art. 412
 art. 148
 Cass. 
 Cass. 
 art. 2054
 art. 2054
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 art. 96
 art. 96