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1 Editoriale n 7 Anno LIX - Agosto 2009 Gli effetti collaterali del qualunquismo di Enrico Gavarini - Segretario generale FABI Analizzando le recenti elezioni di giugno emergono alcuni dati incontrovertibili e preoccupanti. Primo fra tutti: la scarsa affluenza alle urne. Il voto, ritenuto sino a pochi anni or sono, un dirittodovere, si è trasformato, in maniera strisciante, in un fastidio per l elettorato, e non solo per quello italiano. In Europa hanno scelto di votare solo il 43% degli aventi diritto. In Italia il 65% ha votato per le Europee, ma i tre referendum proposti, per una serie di ragioni, non hanno superato il 25% degli aventi diritto e, nelle provinciali, secondo i dati del Ministero dell Interno, il dato percentuale è inferiore al 46%. Nella società del tutto presto e subito anche il voto politico affonda evidentemente nel mare del diffuso qualunquismo. Purtroppo, il massiccio abbandono delle urne elettorali, rischia di inaridire i principi stessi della democrazia, tanto che, l interesse per la cura della cosa pubblica appartiene ormai, in molti Paesi, sempre più ad un oligarchia. Manca, purtroppo, una forte, generalizzata spinta emotiva verso l impegno sociale. Mancano, purtroppo, o si sono affievoliti, ideali e valori. Così, i politici si accusano fra loro, mentre la gente accusa i politici, in un giuoco a somma zero, privo di sbocchi. I sociologi affermano, che proseguendo lungo questa china, corriamo il rischio di assuefarci al peggio, cedendo per stanchezza o per disillusione inevitabilmente ai cosiddetti poteri forti. Non è un caso che la crisi finanziaria sia già stata dimenticata e che i soliti avidi gnomi siano già tornati sul ponte di comando dei nostri destini. L imperativo categorico, per smentire i sociologi ed invertire la tendenza, è di ricostruire, mattone dopo mattone, la società dei diritti e dei doveri, non solo attraverso epidermici fenomeni di giovanilismo mediatico, ma attraverso una fervida, reale, partecipazione alla vita pubblica, ai vari livelli, anche nel sindacato, riverniciando di fresco i valori in cui riconoscersi, che sono la base da cui partire per costruire programmi politici seri, utili e credibili. Sommario Filo Diretto Attualità / 4 L'etica dei comportamenti di Mauro Pampana Dossier Previdenti nella crisi 8 di Bruno Mangiatordi Focus 11 Dottor benessere Sindacato e Servizi Filo diretto / Giuliano De Filippis V. Presidente CASDIC Attualità / Herkules contro tutti Attualità / Sindacato, la nuova comunicazione corre su Facebook Attualità / Nuovo look per una tradizione 15 che continua Legale / Spia spione? Banche di Credito Cooperativo / I rimborsi chilometrici da luglio a dicembre Fisco / Delegare o non delegare? Questo è il dilemma Contrattualistica / Le nuove tabelle retributive Non solo Banca 28 Percorsi / Il gran fascino aretino Cuore FABI / Le case delle adulte Bambine FABI Giovani / La FABI ricomincia dagli under 40 Internazionale e progetti / Famiglia e lavoro verso l'equilibrio Salute / Caldo e afa: come difendersi? Spazio aperto / Mussolini e il generale Spazio donna / La violenza ha mille volti Segnalibro / Relazioni industriali e contrattazione collettiva di Luca Riciputi Avviso ai naviganti / di Bruno Pastorelli L'angolo del sociologo / I Supermarket Bancari di Domenico Secondulfo Altroturismo / Migneco, un artista tra Sicilia ed Europa di Arturo Altroturismo / I misteri delle piramidi di Arturo 34 Il cartellone di Agosto / di Autolycus Supplemento al numero odierno di MF/Milano Finanza - Il quotidiano dei mercati finanziari - Spedizione in A.P. 45% art. 1 c. 1 L. 46/04, DCB Milano. Direttore responsabile Paolo Panerai. Registrazione Tribunale di Milano n. 266 del 14/4/1989. pag 6 Filo diretto De Filippis V. Presidente Casdic pag 28 FABIdonna Persecuzioni sessuali, si volta pagina Direttore responsabile Paolo Panerai Direttore comitato di direzione Enrico Gavarini Direttore editoriale Lando Maria Sileoni Comitato di direzione Gianfranco Amato Carmelo Benedetti Mauro Bossola Franco Casini Giuliano De Filippis Enrico Gavarini Valerio Poloni Lando Maria Sileoni Matteo Valenti Capo redattore Lodovico Antonini N 7 ANNO LIX - Agosto 2009 pag 12 Solidarietà La casa delle adulte bambine PREVIDENTI NELLA CRISI pag 8 Enrico Gavarini Gli effetti indesiderati del qualunquismo Collaboratori Costantino Cipolla, ordinario di sociologia Università di Bologna Marco De Marco, docente di informatica generale Università Cattolica - Milano Luciano Quaranta, direttore della Clinica oculistica Università degli Studi di Brescia Luca Riciputi, esperto risorse umane e consulente aziendale Pampana pag 4 pag 4 IL RICHIAMO DEL PAPA LAVORO DECENTE PER TUTTI Domenico Secondulfo, Ordinario di Sociologia Generale Università di Verona Maddalena Sorrentino, docente di informatica generale, Università Cattolica - Milano Illustrazioni: Roberto Mangosi Editing: Mariapaola Diversi Grafica: Majakovskij comunicazione Via Cardarelli, Viterbo DTP: ER Creativity - Alessandro Villa Direzione, Redazione, Amministrazione Roma - Via Tevere 46 Telefoni: /2/3/4 Fax: Stampa Elcograf, Beverate di Brivio (Lc) LA FABI SU INTERNET - Edizione web: pag 32 Filo Diretto ATTUALITA' ETICA, SOLIDARIETÀ, DIGNITÀ AL CENTRO DELL ENCICLICA SOCIALE CARITAS IN VERITATE L'etica dei comportamenti Il capo del personale del Banco di Brescia commenta l alto richiamo di Papa Benedetto XVI. Mauro Pampana * PREMESSA La missione della Chiesa è essenzialmente religiosa e soprannaturale ( non è d ordine politico, economico e sociale ). Benché ben visibile come istituzione, la Chiesa è una comunità di fede, di speranza e di carità che si prefigge, quale fine ultimo, la salvezza di tutti gli uomini. La sua natura religiosa non la separa dal tempo e dalla storia, ma, anzi, proprio in questa si realizza, tanto che la sua missione è anche quella di animare e perfezionare l ordine temporale con lo spirito evangelico. Perciò il messaggio evangelico non vale soltanto, per i Cristiani, ma per tutti gli uomini di buona volontà Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell uomo è, effettivamente, una sola, quella divina. (Gaudium et spes). Inscindibile è il legame tra l annuncio del Vangelo e la liberazione dell uomo, che deve tradursi nei valori, nel linguaggio, nei simboli, nel costume, nella cultura che muta secondo i tempi. Di fronte all evoluzione dei tempi la Chiesa ha, dunque, il diritto/dovere di pronunciarsi in materia sociale - come ora fa Benedetto XVI - perché tale diritto deriva dalla sua stessa missione, quella di annunciare il Vangelo. L'ENCICLICA CARITAS IN VERITATE L Enciclica Caritas in veritate è stata scritta da Benedetto XVI per chiedere un economia a misura d uomo e dare voce a chi non l ha, a chi non può essere ascoltato perché emarginato. Esce rafforzato, dalle parole del Papa, l imperativo della pari dignità di tutte le persone e della solidarietà. Sarebbe riduttivo affermare, allora, che la Caritas in veritate provi ad indicare la strada per uscire da questa drammatica crisi. Di più: essa delinea la direzione e le condizioni per un diverso sviluppo. La verità dello sviluppo consiste nella sua integralità: se non è di tutto l uomo e di ogni uomo lo svilup- * Mauro Pampana è V. Direttore Centrale, Responsabile della Direzione Risorse Umane del Banco di Brescia Gruppo UBI Banca. Ha operato nel settore industriale e nel terziario. Laureato in Giurisprudenza, sposato con Paola, ha una figlia, Caterina. È stato insignito dell Onorificenza Pontificia della Gran Croce di Cavaliere dell Ordine di San Gregorio Magno, per il sostegno dato alle opere ed alla diffusione della dottrina sociale cattolica. IL CAMMELLO E LA CRUNA DELL AGO La FABI è un sindacato apolitico ed aconfessionale, tuttavia, abbiamo sentito forte l esigenza di dare spazio a questo commento dell importante enciclica, che il Papa ha voluto diffondere in un momento di grave crisi economico-sociale globale, risultato anche di una profonda caduta di valori. Il termine etica, dopo gli scandali planetari ed i crolli dei santuari dell economia di mercato, è diventato di moda anche tra banchieri e finanzieri. Ma, purtroppo, ben sappiamo che il loro è spesso solo un modo gattopardesco di mimetizzarsi, per adeguarsi al momento, in attesa di tempi migliori. Anzi, peggio: sappiamo che per molti di loro l etica è non di rado un semplice mezzo per giustificare i fini. Pur con quest amara convinzione, ci auguriamo che i manager che decidono a tavolino il destino di migliaia di lavoratori, i potenti che muovono cifre superiori ai bilanci di gran parte dei paesi del Sud del mondo, decretando la sorte di migliaia di famiglie o di intere nazioni, i signori delle banche, i guru della finanza, soprattutto quelli - fra tutti - che si dicono cristiani, leggano attentamente e con cuore aperto le parole del Pontefice, prima di pigiare i bottoni nelle loro lontane e fredde stanze. Se lo facessero - ne siamo certi sentirebbero il peso delle loro enormi responsabilità e, forse, potrebbero intraprendere un cammino di conversione, cioè potrebbero cambiare se stessi ed il loro modo di vivere in mezzo ad altri uomini come loro. Allora il mondo sarebbe migliore e la società più giusta. Ed anche a loro sarebbe consentito di passare dalla cruna dell ago. Lando Sileoni Segretario Generale Aggiunto FABI 43 Filo Diretto Benedetto XVI ha scritto quest enciclica per chiedere un economia a misura d uomo e dare voce a chi non l ha, a chi non può essere ascoltato perché emarginato. po non è vero sviluppo (paragrafo 18) scrive il Papa richiamandosi alla Populorum progressio di Paolo VI. Bisogna onestamente riconoscere, infatti, le carenze dell azione dei Governi di fronte ai limiti ed alla precarietà di uno sviluppo incentrato su basi instabili e, perciò, incapace di essere duraturo. Già Pio XI nell Enciclica Caritate Christi compulsi (maggio 1932) anticipava nessuna forza organizzatrice potrà mai condurre le condizioni sociali a pacifica soluzione se prima, nel campo stesso dell economia, non trionfi la legge morale basata su Dio e sulla coscienza. E proseguiva. questo è il valore fondamentale di ogni valore, tanto nella vita politica, quanto nella vita economica delle nazioni. Perciò gli uomini di buona volontà, in modo particolare i cristiani, non sono soltanto i destinatari di ogni enciclica ed in particolare, della dottrina sociale della Chiesa, ma anche attivi protagonisti. Tutti, infatti, mediante le cosiddette scelte ordinarie e le azioni quotidiane possono contribuire a rendere credibile il proprio vissuto e, quindi, ad edificare le opere della fede. Nella Caritas in Veritate alcune indicazioni spiccano in fase diagnostica. In primo luogo, l esortazione a considerare il nesso tra etica della vita ed etica sociale, nella certezza che non può avere solide basi una società che - mentre afferma valori, quali la dignità della persona, la giustizia e la pace - si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata scrive il Papa riferendosi ancora alla Populorum progressio. In secondo luogo spicca l esortazione alla fraternità. Al paragrafo n. 36, Benedetto XVI richiama la grande sfida che abbiamo davanti a noi (...) Nei rapporti mercantili il principio di gratuità e la logica del dono come espressione della fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica. E prosegue. ciò è un esigenza dell uomo nel momento attuale, ma anche un esigenza della stessa ragione economica. Si tratta di un esigenza ad un tempo della carità e della verità. Le parole del Papa oltre che sull opportunità, certamente condivisa, di rivedere le regole dell economia, suscitano, poi, urgenti interrogativi sulla capacità degli strumenti dell economia di realizzare e conseguire le sue finalità principali: 1) le risorse disponibili in natura vanno utilizzate con efficienza e cura massime; 2) occorre garantire la più equilibrata crescita economica per un benessere duraturo; 3) occorre che, a tutti gli uomini, venga assicurata la distribuzione del benessere e l estensione dei suoi benefici. Ebbene: poiché queste finalità non sono state raggiunte, anziché ricorrere ad espedienti,occorre applicare veramente le leggi dell economia e non aggirarle. Con efficacia l Enciclica parla di degrado umano determinato dall eccessiva deregolamentazione del lavoro che rischia di fare scadere l uomo a mezzo di crescita economica in piena balia del mercato. Ma il mercato non funziona se non praticando le regole della fiducia e della solidarietà. La fiducia deriva dal comportamento personale che ha sempre e solo origine nell individuo. È il comportamento etico a generare fiducia (che non può essere imposta né derivare solo dalla legge). Ecco dove risiede il valore dell agire personale. Dalla lettura sistematica dell enciclica sociale consegue che il cristiano deve agire in unità di vita, cioè, in definitiva, deve tenere lo stesso comportamento in casa, al lavoro, in comunità, e non deve limitarsi a L enciclica denuncia senza mezzi termini il degrado umano determinato dall eccessiva deregolamentazione del lavoro che rischia di fare scadere l uomo a mezzo di crescita economica in piena balia del mercato. considerare la fede come solo fatto di coscienza. La Chiesa, evangelizzando, insegna che la fede riguarda il comportamento sia individuale sia sociale ed invita a seguire Cristo, chiedendo a ciascun uomo, credente e non credente, responsabilità nella pratica effettiva delle proprie singole attività. Il Papa - eccetto forme di alta chiamata e vocazione - ci ricorda che non è lecito fuggire da questo mondo, ma che bisogna starci cercando di fare delle proprie attività mezzo di apostolato. Insomma: bisogna concretamente calare l etica in quello che si fa, 54 Filo Diretto Non può avere solide basi una società che - mentre afferma valori, quali la dignità della persona, la giustizia e la pace - si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata. Ringrazio Mauro Pampana ha detto Lando Sileoni, Segretario Generale Aggiunto FABI - un dirigente di banca che ha sempre messo al primo posto, nella gestione del Personale, il fattore umano. Così facendo, ha ottenuto importanti risultati sul piano organizzativo ed economico e si è guadagnato, al contempo, la stima dei lavoratori e del sindacato. Per questo Mauro Pampana è stato invitato a scrivere sulla gloriosa testata sindacale de La Voce dei Bancari, per il suo modo diverso e più umano d intendere le relazioni sindacali, pur nel rispetto dei diversi ruoli. Prova che obiettivi aziendali e dignità dei lavoratori non sono in conflitto. evitando che l etica, soprattutto in politica ed economia, divenga mero scudo, cioè un mezzo per giustificare i fini. La morale cristiano/cattolica non fa confusione tra fini e mezzi. La vita dell uomo ha un senso preciso ed il fine è la salvezza che si ottiene agendo nel mondo. Oltre al corretto utilizzo dei beni della terra,occorre il corretto utilizzo del capitale e, specie, del capitale decisivo, quello umano che è fatto di idee e che va sempre più alimentato perché cresca in virtù e conoscenza. Per l etica cristiana il capitale si produce attraverso l esercizio della virtù e non con abusi e sfruttamento (E. Gotti Tedeschi). La morale cristiano/cattolica ha fiducia nell uomo, la vita del quale ha un senso soprannaturale, e crede nella sua libertà responsabile. Capitalismo, economia, globalizzazione, per se stessi, sembrano elementi neutrali. In realtà, la valutazione della loro moralità è funzione di chi, come e per quali fini li impiega. L etica è personale non collettiva Ecco perché ciascun uomo, con la sua responsabile azione individuale, dovrebbe contribuire alla trasformazione del mondo, vivendoci ed operandoci senza cesure e separazioni tra fede e comportamento. Dare un significato profondo alla propria vita, farlo con impegno, nella quotidianità del proprio lavoro, capire la razionalità del senso religioso: la chiamata umana è parte di quella divina. Il lavoro, in quanto componente essenziale della condizione umana, riempie di senso la nostra esistenza e ci richiama ancora una volta all esercizio della solidarietà. L esercizio della solidarietà umana e cristiana, alle quali la Chiesa sollecita ogni uomo e che essa intensamente - promuove, nasce dalla ferma determinazione d impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siamo veramente responsabili di tutti. (Sollicitudo rei socialis, Giovanni Paolo II). L impegno per il bene del prossimo presuppone una vera disponibilità a perdersi a favore dell altro, invece di sfruttarlo, e a servirlo, invece di opprimerlo per il proprio torna- conto. Il Samaritano si accostò a Lui a terra, ferito. Così Egli si è fatto vicino a tutti noi, donandoci la Sua misericordia, che è la più alta vetta della carità, è Dio stesso: Deus caritas est. CONCLUSIONE Molto si potrebbe aggiungere ed altri, certamente, parleranno con miglior voce. Attraverso la stesura di queste note ho cercato, soprattutto, di cogliere i riflessi dell enciclica sull azione personale, sulla lezione che, individualmente, possiamo trarre - anche nel nostro lavoro quotidiano - dalle affermazioni di Benedetto XVI. Esse, però, hanno rappresentato un occasione affascinante anche per alzare lo sguardo, per meditare sulla dottrina, sugli insegnamenti del magistero, specie laddove evocano i segni dei tempi, cioè i doveri, i bisogni, le vie aperte all avvenire della Società. Tuttavia questi segni profetici, nella continuità della Tradizione, per essere compresi, andrebbero letti con profonda umiltà del cuore. Ricorda la Glossa (una delle opere sulle quali si fondava l insegnamento teologico nel Medioevo): Grandissimo peccato è la superbia; chi ne è esente, è esente da ogni vizio. La virtù che si contrappone alla superbia, alla presunzione ed all arroganza è l umiltà, mirabilmente testimoniata da Maria. Come scrive San Bonaventura da Bagnoregio (anche) la dottrina più alta non vale quanto l umiltà del cuore. L uomo non può arrogarsi di usare l intelletto per scoprire arcani mondi, quando lo spirito non si sia prima inchinato, in perfetta devozione, a chi conosce la ragione di tutte le cose. Allora, davvero, la carità si compiace della verità. LE PAROLE DEL PAPA: le risorse disponibili in natura vanno utilizzate con efficienza e cura massime; occorre garantire la più equilibrata crescita economica per un benessere duraturo; occorre che, a tutti gli uomini, venga assicurata la distribuzione del benessere e l estensione dei suoi benefici. 65 Dossier CHIAROSCURO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE di Bruno Mangiatordi * * Bruno Mangiatordi è Commissario della Covip, l Autorità di vigilanza sui fondi pensione, dal Precedentemente, come funzionario e in seguito dirigente del Ministero dell Economia ha collaborato in posizioni di responsabilità al programma di privatizzazioni del Tesoro ed ha ricoperto incarichi presso la Banca mondiale e la Banca Interamericana di sviluppo. PREVIDENTI NELLA CRISI I dati Covip indicano una sostanziale tenuta del flusso di adesioni alla previdenza complementare. Aumenta però il numero dei riscatti per perdita dei requisiti e degli iscritti silenti o che interrompono i versamenti. Si ridimensiona così il livello di copertura del sistema. Preoccupanti appaiono poi le decisioni di investimento dei lavoratori più anziani, che spesso hanno aderito a fondi azionari o bilanciati. Necessario che i fondi pensione si dotino di strumenti adeguati per aiutare gli iscritti a operare scelte razionali. 86 Dossier Dai dati presentati nei giorni scorsi dalla Covip emerge un quadro in chiaroscuro dell andamento della previdenza complementare nel L incremento del 6 per cento delle adesioni (al netto delle uscite dal sistema) risulta in linea con quello registratosi negli anni precedenti il 2007, anno nel quale la percentuale di nuove iscrizioni raggiunse un livello molto maggiore (circa il 50 per cento) a seguito della campagna per il conferimento del Tfr ai fondi pensione. Una caduta di tensione era pressoché inevitabile dopo la grande popolarità del tema suscitata da spot pubblicitari e, soprattutto, dalla concretezza della decisione sulla allocazione del Tfr. 430mila nuove iscrizioni rappresentano però un dato significativo: nel pieno di una crisi straordinaria come quella iniziata nella seconda metà del 2008, il flusso delle adesioni non ha registrato un sostanziale arresto. CHI ESCE DAL SISTEMA Volendo guardare oltre i problemi, già altre volte trattati da chi scrive, della scarsa capacità espansiva di cui soffre, in modo ormai cronico, il settore della previdenza complementare nelle piccole imprese, tra i giovani, nel mondo del lavoro femminile e in quello del lavoro autonomo, nel Mezzogiorno e, infine, tra i dipendenti pubblici (tutti segmenti dove le adesioni continuano a essere di numero assai esiguo), vengono in evidenza alcuni elementi di analisi su cui è opportuno richiamare l attenzione degli osservatori e dei policy maker. Un primo dato riguarda le uscite dal sistema. Nel 2008 si contano circa 140mila riscatti per perdita dei requisiti di partecipazione, pari al 3 per cento del totale degli iscritti. Èun fenomeno che, se pur non del tutto imputabile a situazioni di disoccupazione o a protratti periodi di cassa integrazione (sono infatti da considerare in questa platea anche gli iscritti che cambiano lavoro), si segnala sia per il suo carattere strutturale - la cifra dei riscatti è coerente con la serie storica, considerando l aumento degli iscritti - sia perché rappresenta di per sé un chiaro indice della difficoltà di molti lavoratori a restare nel sistema in momenti di disagio economico. Un secondo dato riguarda l interruzione dei versamenti e le posizioni nulle o irrisorie (in entrambi i casi ci si riferisce a dati di stock e non di flusso). Ben 520mila iscritti a forme di previdenza complementare risultano non versanti. Sono concentrati per il 24 per cento nei Pip e per il 44 per cento nei fondi aperti; la restante quota è equamente distribuita tra fondi negoziali e fondi preesistenti. In questo modo, pur considerando la possibilità che il dato evidenzi duplicazioni nelle iscrizioni, sembra manifestarsi una disaffezione di cui occorrerebbe investigare le cause. La stessa cosa può dirsi per i 130mila aderenti con posizioni accumulate nulle o irrisorie, oltre la metà dei quali risulta iscritta a fondi aperti. In sintesi, il 13 per cento del totale degli iscritti alla previdenza complementare e circa il 30 per cento degli iscritti complessivi a fondi aperti e Pip appartiene a una di queste due categorie. Siamo di fronte a numeri che in una certa misura ridimensionano il livello di copertura raggiunto dal sistema. Un terzo dato, in controtendenza rispetto ai precedenti, riguarda i lavoratori silenti che hanno aderito a fondi pensione soltanto per non aver esercitato un opzione esplicita riguardo alla destinazione del loro Tfr. Nel 2008 il numero degli iscritti appartenenti a tale categoria è in netta crescita. Su un totale di circa 150mila nuove adesioni ai fondi negoziali, un terzo è imputabile al conferimento tacito del Tfr. Una percentuale nettamente superiore a quella registratasi nel 2007 che era residuale e comunque inferiore al 5 per cento. È triplicato anche il numero dei lavoratori iscritti d ufficio a FondInps, passati da 7mila nel 2007 a circa 20mila nel La crescita del numero dei silenti testimonia l importanza dell informazione come fattore condizionante. Scelte rilevanti come quella riguardante l allocazione del Tfr dipendono in larga misura dalla efficacia della comunicazione posta in essere. DOVE SI INVESTE Un ulteriore insieme di dati sui quali conviene riflettere va ascritto al capitolo dell impatto della crisi dei mercati su alcune categorie di iscritti ai fondi pensione. Alcuni elementi di forte preoccupazione riguardano, in particolare, le scelte di investimento dei lavoratori più anziani. Guardando alla composizione degli iscritti per tipologia di comparto e classe di età, si nota, infatti, che nei fondi negoziali circa il 40 per cento degli aderenti nella fascia tra i 60 e i 65 anni risultava nell anno 2008 iscritta a comparti rischiosi: bilanciati (in cui la componente azionaria si aggira intorno al 30 per cento) e, sia pure in minima parte, azionari. Tale tendenza è ancora più marcata nei fondi aperti nei quali gli iscritti a linee azionarie risultavano pari al 22 per cento del sotto gruppo degli ultrasessantenni, mentre un altro 28 per cento degli stessi risultava iscritto a linee bilanciate. Inevitabilmente, il rovescio dei mercati finanziari ha investito il risparmio previdenziale di questi aderenti in maniera pesante; è peraltro evidente che, data la loro età e il carattere profondo della crisi, ben difficilmente avranno la possibilità di recuperare le perdite subite. Il dato richiama a una forte responsabilità l intero sistema dei fondi pensione che non è stato in grado di aiutare gli iscritti in questione a operare scelte razionali. Né varrebbe obiettare che la responsabilità delle scelte di investimento compete all iscritto e che lo stesso dovrebbe essere in grado di guardare correttamente al proprio interesse. Tutte le indagini condotte in Italia, e ancor più all estero, sulla capacità di valutazione del rischio finanziario da parte degli individui sottolineano la grave carenza di conoscenze che caratterizza la stragrande maggioranza della popolazione. È dunque assolutamente inderogabile l esigenza che i fondi pensione si dotino di strumenti adeguatamente configurati (linee di default life cycle, questionari di auto valutazione della propensione al rischio, servizi di consulenza) in grado di prevenire esiti che in futuro, quando il sistema sarà maturo e il risparmio accumulato durante tutto l arco di una vita ben maggiore di quello medio attuale, potrebbero creare drammi individuali e sociali inaccettabili 97 FOCUS Dottor benessere Test genetici, check-up metabolico, valutazione dell età biologica, ultrasuoni e cure dolci per contrastare l invecchiamento corporeo, programmi nutrizionali su misura, massaggi energetici e assistenza dello psicologo emozionale. Le medical spa uniscono tecniche mediche ed estetiche per ritrovare l equilibrio psico-fisico Test genetici, check-up metabolico, valutazione dell età biologica, ultrasuoni e cure dolci per contrastare l invecchiamento corporeo, programmi nutrizionali su misura senza dimenticare i massaggi energetici e l assistenza dello psicologo emozionale. Seguendo l antico adagio che ritiene la bellezza specchio di un buono stato di salute, le medical spa, lungi dal rappresentare semplici luoghi di remise en forme, si affermano come autentiche cliniche del benessere. Improntati al ritrovamento dell equilibrio psico-fisico, questi centri dispongono di équipe di medici specializzati, fisioterapisti, nutrizionisti, trainer e professionisti del benessere che aiutano a prevenire le malattie e a contrastare problemi estetici e funzionali. Villa Borghese Institute di Roma coniuga in un unica struttura dipartimenti di chirurgia e medicina estetica, alimentazione, anti-aging, bellezza e benessere. Oltre alla spa vera e propria, l istituto è dotato di quattro sale operatorie, 15 camere di degenza, laboratorio di analisi, studi medici e vasca terapeutica. «Nell ambito della medicina estetica sono due i trattamenti più innovativi introdotti di recente», spiega la dottoressa Daniela Natale, direttore del Villa Borghese Institute, «il primo sfrutta una tecnologia cosmetica basata su una macchina generatrice di un flusso continuo di ossigeno iperbarico, in grado di veicolare una miscela di sostanze fra cui vitamine e acido ialuronico. Questo sistema rappresenta un alternativa non invasiva alle punturine, con effetto lifting immediato». Un altra tecnica prevede il prelievo di fibroblasti, cellule tipiche del tessuto connettivo, che vengono depositati e coltivati in laboratorio. Dopo alcuni mesi è possibile, tramite infiltrazione, reintrodurli per contrastare il rilassamento cutaneo del viso, sollecitando la produzione di collagene. I fibroblasti possono anche essere crioconservati per avere un deposi- to di cellule giovani da utilizzare in futuro. I principi della medicina cinese abbinati alle più moderne tecnologie della medicina occidentale sono invece alla base del metodo elaborato da Henri Chenot. I suoi trattamenti, sperimentabili presso l Espace di Merano e l Espace Vitalité dell Albereta Relais& Chateaux di Erbusco (Bs), ruotano intorno ai principi della eliminazione delle tossine, causa di molti disturbi organici, alla stimolazione per un corretto apporto nutritivo cellulare e alla rigenerazione per riparare i danni organici. Fra le analisi diagnostiche è previsto un check-up bioenergetico, finalizzato a rivelare alterazioni dei flussi energetici collegati alle funzioni vitali del corpo e quindi a prevenire disturbi non ancora conclamati. Non solo quindi maschere e massaggi estetici, visto che nelle spa Henri Chenot viene praticata anche la riflessologia plantare, l agopuntura, la riabilitazione posturale e un massaggio energetico eseguito manualmente con l ausilio di campane di vetro, per rigenerare muscoli e tessuti. Molto più di una semplice remise en forme. Informazioni genetiche combinate ad indagini biochimiche, strumentali e anamnestiche concorrono alla definizione del protocollo diagnostico, validato scientificamente e clinicamente, proposto da FlyLife, realtà che fornisce il servizio di medical spa presso varie strutture ricettive come l hotel Kempinski Giardino di Costanza di Mazara del Vallo, oltre a disporre di cliniche a Milano, Venezia e a breve anche a Roma, Torino e Palermo. «Il nostro rappresenta un modello di medicina preventiva predittiva che intende comprendere qual è lo stato di salute iniziale di un soggetto e i suoi possibili fattori di rischio individuali. Tutto ciò al fine di definire un intervento multidisciplinare per prevenire malattie cronico-degenerative e rallentare il processo di invecchiamento, anche attraverso un educazione a stili di vita più sani», spiega Ivan Marandola, amministratore delegato di FlyLife. Dopo la compilazione via web di questionari analitici su abitudini di vita e storia clinica, il paziente viene sottoposto a una fase diagnostica con esami di laboratorio e strumentazioni innovative, il meno possibile invasivi. Fra questi, un sofisticato test genetico che contribuisce a chiarire eventuali predisposizioni verso una possibile patologia. I test biochimici utilizzano un numero elevato di marcatori per valutare per esempio il quadro cardiovascolare, metabolico, ormonale e lo stress ossidativo. La terapia, prescritta dal team medico e seguita da un costante monitoraggio, incide sulle abitudini di vita, l alimentazione e l attività fisica prevedendo, se necessario, l utilizzo di specifici integratori e ormoni sostitutivi. La scuola delle gambe e del cuore e la nutrizione razionale rappresentano invece speciali percorsi terapeutici, messi a punto presso la medical spa dell hotel Capri Palace di Anacapri in collaborazione con alcune università italiane. «Nella nostra clinica del benessere sono disponibili trattamenti frutto di una continua ricerca medico sperimentale», spiega il professore Francesco Canonaco, direttore medico scientifico della Capri beauty farm. «La scuola delle gambe è una metodica da me brevettata, composta da trattamenti complementari fra loro basati su acqua e fanghi ricchi di principi attivi, per migliorare la contrattilità delle pareti venose favorendo la circolazione e l azione lipolitica». Il mare e i suoi benefici sono infine al centro delle cure proposte dal Tombolo Talasso resort di Marina di Castagneto Carducci. «La talassoterapia è una branca della medicina termale che sfrutta l azione singola o combinata degli elementi marini: acqua, clima, alghe, sabbia e fanghi», spiega il dottor Fausto Bonsignori, direttore sanitario del centro, «agendo in tre differenti momenti, ovvero la prevenzione, la cura e la riabilitazione». La talassoterapia possiede precise indicazioni terapeutiche in dermatologia per le reumoartropatie, le patologie vascolari e dell apparato respiratorio, la riabilitazione fisioterapica ed è applicata anche in medicina estetica. 118 Sindacato & Servizi filo diretto Rinnovato il Consiglio d'amministrazione Giuliano De Filippis V. Presidente CASDIC Il Segretario Amministrativo Nazionale della FABI eletto all importante incarico nella Cassa Nazionale di Assistenza Sanitaria del Credito. di Lodovico Antonini Nella foto Giuliano De Filippis, Segretario Nazionale Amministrativo FABI e neo Vice Presidente di CASDIC, la Cassa Nazionale di Assistenza del Credito Il 23 giugno scorso è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione della CASDIC, la Cassa Nazionale di Assistenza Sanitaria per il Personale Dipendente del Settore del Credito, e il collega Giuliano De Filippis, Segretario Nazionale Amministrativo della FABI, è stato eletto Vice Presidente di questo importante Organismo. La CASDIC non persegue fini di lucro ed ha lo scopo di far conseguire ai propri iscritti ed ai familiari aventi diritto, anche mediante ricorso a contratti con Enti, Società o Istituti Assicurativi, ovvero con altre Casse o Fondi, un concorso alle spese sostenute per fruire di prestazioni sanitarie fornite da soggetti non operanti nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, ovvero erogate nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in ottemperanza a disposizioni di legge e/o di contratti o accordi collettivi nazionali ed intese aziendali. La Cassa, sempre esclusa ogni finalità di lucro e sempre con finalità esclusivamente assistenziale, si prefigge lo scopo di fornire, in presenza di un numero sufficiente di aventi diritto interessati, polizze assicurative collettive a copertura dei rischi da infortuni e morte. La CASDIC, nata nel 1992 per dare risposte alle esigenze di quei lavoratori che non sono tutelati da istituti di assistenza aziendale, è regolata da accordo nazionale sindacale sottoscritto dall Associazione Bancaria Italiana (ABI), dalla FABI e dalle altre Organizzazioni Sindacali. La CASDIC opera al fine di consentire ai bancari di ottenere una maggiore quantità e qualità di prestazioni sanitarie e di servizi a costi competitivi. Rispetto all'ipotesi di sottoscrizione diretta di una polizza sanitaria da parte dell'azienda o del dipendente, la creazione del sistema di assistenza sanitaria integrativa CASDIC offre al settore del credito un significativo risparmio di oneri (fiscali e contributivi) sia per l'azienda sia per il lavoratore, come previsto dall art. 51 del TUIR che stabilisce non imponibile il contributo/premio versato dal datore di lavoro o dal lavoratore a Cassa / Fondo avente esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto/accordo/regolamento aziendale. L'iscrizione alla Cassa comporta notevoli vantaggi anche fiscali e previdenziali per l'impresa aderente. I contributi, infatti, relativi all'erogazione di prestazioni sanitarie versati alle compagnie di assicurazione tramite la Cassa sono considerati costo per lavoro dipendente e, quindi, esenti da qualsiasi tassazione (IRPEG) ai sensi del TUIR (art.6 - comma 2). Inoltre, detti contributi sono soggetti ai fini previdenziali, al solo contributo di solidarietà del 10%. Recentemente è diventata operativa la copertura assicurativa per Long Term Care per l intera categoria del settore ABI. Il termine (LTC), mutuato dalla lingua anglosassone, sta ad indicare cure di lungo periodo. Ci si riferisce, pertanto, a soggetti colpiti da eventi invalidanti, tali da generare uno stato di non autosufficienza, caratterizzata dall impossibilità di condurre una vita autonoma. Purtroppo, ad un aumento della vita media corrisponde un incremento dei casi di non autosufficienza. Era necessario dare risposte concrete a questa problematica, che ha una rilevanza sociale diffusa, mentre l intervento della sanità pubblica è carente o del tutto insufficiente. La CASDIC ha optato giustamente per questa forma innovativa di tutela, secondo il principio del secondo pilastro da affiancare all intervento statale, per il quale bisogna chiedere comunque un deciso ampliamento ha dichiarato il neo eletto Giuliano De Filippis, che ha così commentato la sua elezione: La Vice Presidenza della CASDIC rappresenta un ulteriore conferma del prestigio e della stima che la FABI ha acquisito all interno del settore del credito. La mia designazione, unanime da parte delle OO.SS., che ringrazio, è motivo di orgoglio e testimonianza dell ottimo lavoro che la Segreteria Nazionale FABI sta svolgendo. 129 Sindacato & Servizi Attualità Bayern Landesbank vuol mandare a casa metà dei dipendenti Herkules contro tutti Centinaia di lavoratori in ansia a causa del piano di ristrutturazione. La situazione deve cambiare da subito, avverte Lando Sileoni. di Lodovico Antonini Si fa presto a dire duemilacento esuberi, soprattutto se si confronta questo con i numeri ben superiori dei grandi gruppi bancari europei ed internazionali. Ma se si pensa che l intero gruppo Bayern Landesbank conta addetti, si ha subito l esatta percezione dell altissima, incredibile percentuale di persone che - secondo l azienda dovrebbero lasciare il loro posto di lavoro. Hypo Group è un azienda austriaca, che di rado è balzata agli onori della Nicoletta Simonetti cronaca. Appartiene alla Bayern LB., banca tedesca, che secondo le indicazioni dello stesso governo di Berlino dovrà seguire il programma di ristrutturazione denominato Herkules, ulteriormente appesantito dalla crisi finanziaria internazionale. In Italia, Hypo Alpe Adria Bank conta 27 sportelli e circa 550 addetti. La sede è a Tavagnacco, in provincia di Udine, dove lavora più della metà dei dipendenti. Le notizie rimbalzate dalla sede austriaca e dalla proprietà hanno colto di sorpresa sia i lavoratori sia i sindacati, che non avevano avuto alcuna informazione preventiva e che, anzi, tranquillizzati dai buoni bilanci del ramo italiano dell azienda, mai avrebbero potuto immaginare di finire nel tritacarne della ristrutturazione e dei tagli indiscriminati. Quali sono le ragioni che secondo il parere del sindacato presiedono alle annunciate decisioni dell azienda? Lo chiediamo alla responsabile dell Organo di coordinamento delle RSA FABI di Hypo Alpe Adria Bank Spa, Nicoletta Simonetti. In realtà, non le sappiamo nemmeno noi, visto il gioco di scatole cinesi in cui è racchiusa la proprietà. Nei recenti incontri con la Direzione Italiana, alla luce dell avvio delle trattative per la definizione del primo Contratto Integrativo Aziendale, la stessa ha precisato che le dinamiche della ristrutturazione sono accentrate presso la proprietà e l Italia, per il momento, ha ricevuto unicamente disposizioni di contenimento dei costi ed aumento della redditività. Come dire, la solita solfa che le banche ripropongono in tutte le realtà, senza sforzarsi di pensare ad innovative politiche di rilancio. Allo stato attuale, nessuno sa dire se i tagli riguarderanno anche l Italia ed in che misura. E ciò, a dispetto dei tranquillizzanti dati dei bilanci del ramo italiano di Hypo Bank, lascia i lavoratori in una situazione di precarietà e d incertezza sul futuro. L avvio delle relazioni sindacali aziendali e il riconoscimento alla FABI dell ottimo lavoro da sempre svolto in Azienda, fanno ben sperare che la Banca si renda disponibile a un dialogo proficuo che, riconoscendo il ruolo del sindacato, lo coinvolga nella gestione di questa fase difficoltosa. Attualmente le maggiori preoccupazioni riguardano le sorti dei moltissimi addetti impiegati a tempo determinato con contratti a scadenza la prossima fine anno. Altre importanti priorità delle RSA sono la prossima nomina degli RLS a tutela delle norme di legge sulla sicurezza e la salute dei lavoratori e l attento monitoraggio della gestione del personale e delle pressioni commerciali. È giunto il momento, anche in Hypo Bank di siglare il contratto integrativo aziendale indiscutibile istituto normativo per i lavoratori. Abbiamo anche deciso di rivolgerci direttamente al presidente del gruppo tedesco di cui facciamo parte conclude la Simonetti - ed allo stesso ministero delle finanze bavarese. Ora stiamo a vedere se arriveranno le risposte attese dai lavoratori e dalle loro famiglie. Sulla vicenda della Hypo Bank è intervenuto anche Lando Sileoni, Segretario generale aggiunto della FABI, che ha espresso solidarietà ai lavoratori in ansia per il loro futuro: La Segreteria nazionale segue da vicino quanto sta accadendo in Hypo Bank. Possiamo assicurare che noi saremo sempre a fianco dei colleghi e che agiremo per la miglior tutela dei loro diritti, intervenendo in tutte le sedi opportune Se le cose non cambiano immediatamente, metteremo la lente d ingrandimento dei media nazionali su Hypo Bank. 1310 Sindacato & Servizi ATTUALITà La FABI al World Communicators Forum 2009 di UNI Global Union Sindacato, la nuova comunicazione corre su Facebook Innovazione e futuro di Internet: nel 2004 è nato un nuovo fenomeno della Rete, quello del Web 2.0, che vede nei Social Network l apogeo del nuovo modo di comunicare. di Pietro Gentile, Web 2.0 Content Manager & Social Network Strategist del Centro Studi Pietro Desiderato Il termine network sociale era poco conosciuto ai più, fino al Infatti, il fenomeno denominato in inglese online social network, era relegato allo studio di pochi professionisti interessati ad uno strumento di comunicazione in rapida diffusione, ma ancora di complessa difficoltà nella sua identificazione. Grazie alla diffusione virale del più famoso network sociale, Facebook, avvenuta in pochi mesi, l argomento ha raggiunto i media tradizionali, occupando a volte anche le prime pagine dei giornali più famosi e prestigiosi, per non parlare dell eco mediatica generata dalle tv generaliste, che amplificano l interesse per il fenomeno, soprattutto quando questo genera effetti imprevisti. In realtà, Facebook è solamente la punta dell iceberg di un fenomeno quello dei social networks in grande espansione da almeno quattro anni. Consci di ciò, le organizzazioni sindacali di tutto il mondo, riunite nel sindacato mondiale dei servizi UNI Global Union a cui la FABI aderisce dal 1987 per essere sempre al passo con lo sviluppo inarrestabile di Internet, organizzano dal 2001 il Forum Mondiale della Comunicazione. Con lo sviluppo dei social networks e la sempre più importante influenza dei mezzi di comunicazione online, dal 2007 l evento è divenuto annuale e con una sempre più elevata partecipazione delle rappresentanze di tutto il mondo, assumendo quindi una valenza a livello globale. Il Forum si colloca nell ambito di una strategia denominata Unions 2.0, volendo quindi enfatizzare come per il Web 2.0 la nascita di un nuovo modello di comunicazione e di relazione sia tra lavoratori, sia tra organizzazioni sindacali. L edizione 2009 del Communicators Forum si è svolta a Protaras in Cipro: più di cento delegati provenienti da quasi 40 nazioni, in rappresentanza dei cinque continenti, sono stati ospitati nelle strutture del sindacato cipriota dei Bancari ETYK. I delegati provenivano prevalentemente dai settori media, bancario e informatico. Il momento clou del Forum, che ha avuto luogo dal 10 al 12 giugno, è stato l intervento di Matthew McGregor, Direttore di Blue State Digital, gli organizzatori della campagna Web 2.0 del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. McGregor ha illustrato quali sono state le soluzioni di successo che, grazie a nuovi siti Web 2.0 quali YouTube, Facebook, LinkedIN, Flickr e Twitter, usati in modo combinato (creando, quindi, il cosiddetto mash-up), hanno permesso negli Stati Uniti, in pochi mesi, ad un semisconosciuto senatore di colore di sedere sulla poltrona più importante del mondo. Obama ha, infatti, raccolto attraverso Internet e i social networks un consenso popolare così ampio (ed un equivalente quantità ingente di fondi, attraverso una miriade di microdonazioni), tale da surclassare in termini di carisma ed aspettative qualsiasi presidente che lo abbia preceduto. Tutto ciò non sarebbe potuto accadere solamente quattro anni fa. Oggi, Blue State Digital sta organizzando la comunicazione del sindacato dei bancari inglesi UNITE che, proprio nei giorni scorsi, ha lanciato una campagna mediatica Web 2.0 contro la Royal Bank of Scotland: nonostante la grave crisi in cui si trova, l istituto anglosassone, dopo aver licenziato persone in un anno, nel tentativo di far tornare i conti in attivo, si permette di annunciare l elargizione all Amministratore Delegato di un premio del valore di 16 milioni di dollari Ma, se la testimonianza americana ha rappresentato l esempio più interessante del modo in cui il Web 2.0 potrà nei prossimi anni rivoluzionare l intera società mondiale, l Italia non deve sentirsi in ritardo o addirittura esclusa da questa grande innovazione. Pochi sanno che, proprio nel 2007, la prima manifestazione sindacale virtuale al mondo è partita dall Italia ed in particolare dalla sede IBM di Vimercate. Grazie all organizzazione internazionale gestita da Uni Global Network, i lavoratori IBM di tutto il mondo hanno manifestato in contemporanea su Second Life il 27 settembre 2007, supportando la richiesta di rinnovo del contratto integrativo avanzata da parte dei colleghi italiani. Nei giorni successivi, la 1411 Sindacato & Servizi ATTUALITà La sala con i partecipanti al forum che si è tenuto a Cipro e a cui hanno partecipato più di 100 delegati provenienti dai cinque continenti notizia della prima manifestazione virtuale al mondo ha letteralmente fatto il giro del pianeta ed è stata riportata dai principali quotidiani e dalle televisioni, in particolare statunitensi. Nelle settimane successive, l allora Amministratore Delegato di IBM Italia rassegnò le dimissioni e nei giorni successivi fu rapidamente firmato il nuovo contratto integrativo e concesso il premio di rendimento richiesto. A Cipro era presente l ideatore di tale campagna, un geniale informatico italiano che a ragion veduta si può definire il primo vero sindacalista virtuale della storia del nostro paese. La FABI non è sicuramente rimasta indietro, anzi, al Communicators Forum di Cipro la nostra delegazione ha presentato la sua strategia Web 2.0, inziata in sordina per svilupparsi con sempre maggiore enfasi nei prossimi mesi. Sicuramente Facebook potrà essere un valido punto di partenza, essendo già stato adottato da varie realtà tra cui Fabi- Plus, ma sarà necessario utilizzare anche e soprattutto social networks più professionali e meno soggetti alle serie problematiche legate alla privacy, tra i quali annoveriamo Ning, su cui sarà basata la community FABI di Intesa Sanpaolo, e LinkedIN per connettere in futuro in modo professionale i rappresentanti sindacali. Nel corso del Forum di Cipro, Uni Global Network ha rilasciato lo studio dal titolo "Industrial Relations and Social Dialogue in the Web 2.0 World", documento estremamente importante per disegnare le linee guida che ogni organizzazione sindacale al mondo dovrebbe seguire per realizzare la propria strategia comunicativa Web 2.0. Nella ricerca sono, infatti, indicate non solo le enormi potenzialità dei nuovi strumenti web, ma anche i possibili rischi che dovranno essere tenuti in considerazione nello sviluppare la propria strategia. L esempio classico è quello di alcune grandi corporation americane, tra cui la ormai tristemente famosa Wal-Mart, dove l associazionismo e l attivismo sindacale non sono tollerati: Wal-Mart ha potuto raccogliere su Facebook, attraverso la libera consultazione dei gruppi ad orientamento sindacale, i nominativi di tutti gli attivisti sindacali all interno della corporation, attuando poi azioni repressive nei loro confronti (http://apps.facebook.com/causes/685?m=de0957a2). Ma le luci prospettate dal Web 2.0, per quanto riguarda una società maggiormente consapevole dei propri diritti a livello globale, sono superiori alle ombre legate all utilizzo distorto di tale mezzo: i recenti trascorsi relativi alle elezioni in Iran ci hanno ormai illuminato sul fatto che nessuno stato illiberale come nessuna corporation che si comporti in modo unfair nei confronti dei propri dipendenti e, in generale, dei propri stakeholder, potranno sottrarsi in futuro al giudizio globale di una società sempre più interconnessa e consapevole dei suoi diritti. Links: La FABI di Vercelli cambia sede Nuovo look per una tradizione che continua Uffici pratici, moderni e funzionali per servire meglio gli iscritti. Dopo otto anni di permanenza nella sede di Via G. Ferraris, la FABI di Vercelli ha deciso di trasferirsi nei locali della nuova sede di Via F.lli Bandiera, al civico n. 4 (Galleria Viotti). Abbiamo scelto di aprire i nostri uffici in pieno centro, nel cuore della città, a pochi passi da tutti gli sportelli bancari, per potere essere più vicini ai colleghi, che pure avranno la possibilità di raggiungerci facilmente per le consulenze ed i servizi di cui necessitano ha dichiarato il segretario coordinatore, Giuseppe Vaccaro. I nuovi uffici più pratici, moderni e funzionali consentono alla FABI vercellese di offrire una migliore accoglienza ai vari utenti e spazi idonei a soddisfare le esigenze degli iscritti. La piccola cerimonia d inaugurazione ha visto la presenza delle autorità cittadine, religiose e di numerosi rappresentanti delle strutture FABI di Piemonte e Valle d Aosta, oltreché ovviamente dei quadri sindacali locali. Agli amici di Vercelli gli auguri di buon lavoro della nostra Redazione e di tutta la FABI. 1512 Sindacato & Servizi LEGALE La violazione della corrispondenza da parte del datore di lavoro Spia spione? I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei propri dipendenti, salvo casi eccezionali e nel rispetto di determinate regole (Garante), ma non commettono reato (Corte di Cassazione). Dall apparente contraddizione si esce solo con un disciplinare d azienda concordato col sindacato. D o m a n d a D Sono una collega iscritta alla Fabi e lavoro presso un ufficio di direzione generale di una banca popolare; a causa del mio lavoro sono titolare di una casella posta elettronica aziendale.vorrei sapere se il mio datore di lavoro può accedere al contenuto della casella o vi è qualche legge che lo vieta espressamente. (lettera firmata) Spett.le La Voce dei Bancari Mensile di FABI Federazione Autonoma Bancari Italiani Via Tevere n Roma Data.. R i s p o s t a R Nella pronuncia del 19 dicembre 2007 n.47096, la Corte di Cassazione Penale, sezione V, ha affrontato il problema della legittimità della condotta di un superiore gerarchico che prende cognizione del contenuto della corrispondenza di posta elettronica di un suo dipendente. La Corte si chiede se, nel caso preso in esame, venga realizzata la fattispecie di reato della violazione di corrispondenza descritta nell art.616 del codice penale, che incrimina la condotta di chi prende cognizione di una corrispondenza chiusa a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime. La fattispecie di cui sopra trova applicazione, per espressa previsione del 4 comma del medesimo articolo, anche alla materia dell informatica, con la conseguenza che anche con riferimento alla posta elettronica è configurabile il richiamato reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza. La Suprema Corte si sofferma, quindi, in particolare sul concetto di corrispondenza chiusa ed afferma che la condotta di presa di cognizione è punita, in assenza di sottrazione e/o distruzione, solo con riferimento ad una corrispondenza chiusa. Se, al contrario, si tratta di corrispondenza aperta è richiesta ai fini dell incriminazione la sottrazione di essa al destinatario o, comunque, la distrazione dalla sua destinazione. Quanto detto e considerato ha spinto la Corte a vagliare la portata del concetto di corrispondenza chiusa, nella materia della posta informatica e telematica (di cui al Suo quesito). Ora, la Corte ritiene che nel caso di specie, la corrispondenza può essere considerata e qualificata chiusa nei confronti di coloro che non sono legittimati all accesso al sistema informatico di ricezione e invio della posta elettronica, perché è la legittimazione all uso del sistema informatico ad abilitare il singolo alla conoscenza delle informazioni in esso custodite. Secondo questo ragionamento, dunque, se il sistema è protetto da una password di accesso, la corrispondenza in esso contenuta è legittimamente conoscibile da parte di coloro che dispongono legittimamente della chiave informatica di accesso, con la conseguenza che nei confronti di tali soggetti la corrispondenza non è da ritenersi chiusa, ma aperta. La circostanza che il superiore gerarchico disponga della password di accesso al sistema di posta informatica del dipendente esclude che la stessa possa essere considerata chiusa nei suoi confronti e, pertanto, non è possibile contestare allo stesso il reato di cui all art.616 codice penale. Fra l altro, la Corte osserva anche che la prassi della conoscenza delle password poste a protezione dei dati personali è in linea con il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 1 marzo 2007 n.13, che autorizza i dirigenti aziendali ad accedere al computer in dotazione ai propri dipendenti, qualora essi siano a conoscenza delle relative condizioni di accesso. La sentenza Cassazione Penale sez. V, 19 dicembre 2007 n Il datore di lavoro che accede alla posta elettronica contenuta su una casella informatica aziendale di un dipendente non commette il reato di violazione di corrispondenza di cui all art.616 cod. pen., in quanto l esistenza di una chiave di accesso, legittimamente a disposizione del datore di lavoro, non vale a qualificare detta corrispondenza come chiusa. L art. 616 codice penale Art Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni. Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza" si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telema- Il/La sig./sig.ra., iscritto/a alla FABI (tessera n. ), pone un quesito sul seguente argomento inerente al proprio rapporto di lavoro: Firma del lavoratore. I dati della presente scheda saranno oggetto di trattamento informatico e manuale da parte della rivista La Voce dei Bancari per le seguenti finalità: a) analisi giuridico-legale; b) risposta al quesito; c) pubblicazione in forma anonima sulla rivista La Voce dei Bancari del quesito e della risposta. Titolare del trattamento dei dati è la rivista La Voce dei Bancari e responsabile è il Direttore della rivista, Paolo Panerai. Le chiediamo di prestare il consenso per il trattamento dei dati anche sensibili contenuti nella presente scheda e nell allegato promemoria, per finalità editoriali relativamente alla pubblicazione di quesiti e di risposte su La Voce dei Bancari. Firma del lavoratore N.B. Si informano i lettori che la Redazione si riserva di rispondere e di pubblicare solo i quesiti e le risposte di interesse generale tica, ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza (1). (1) Comma così sostituito dall'art. 5, L. 23 dicembre 1993, n Il Garante per la protezione dei dati personali Sintesi del Provvedimento del 1 marzo 2007 n.13 L intervento del Garante della privacy è stato diretto a contemperare le esigenze dei datori di lavoro ad evitare che in azienda vi sia un uso improprio degli strumenti elettronici aziendali e gli abusi da parte dei dipendenti, con l esigenza di questi ultimi alla garanzia che sul luogo di lavoro vi sia una adeguata tutela della propria sfera di riservatezza (il così detto bilanciamento degli interessi). Il Garante ha statuito che i datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la na- 1613 Sindacato & Servizi LEGALE vigazione in Internet dei propri dipendenti, salvo casi eccezionali e nel rispetto di determinate regole. Per garantire che non vi siano controlli mirati sui lavoratori e, quindi, una lesione della loro sfera di riservatezza, con la contestuale necessità di prevenire un uso distorto di Internet e della posta elettronica, il datore di lavoro deve adottare opportune misure organizzative e tecnologiche, nonché accorgimenti preventivi, in modo da ridurre al minimo l uso dei dati riferiti ai lavoratori e tali misure preventive sono da preferire rispetto a controlli e misure repressive successive. Il Garante raccomanda ai datori di lavoro l adozione di un c.d. disciplinare interno, definito con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali aziendali, in cui sono specificate le regole per l uso di Internet e della posta elettronica e la possibilità di eventuali controlli; il tutto deve essere portato a conoscenza dei dipendenti o mediante affissione in bacheca o attraverso comunicazione personale ai singoli lavoratori. Ad esempio: - quali comportamenti non sono tollerati rispetto alla navigazione in Internet (scaricare musica o filmati) - rispetto alla posta elettronica, se ed entro quali limiti può essere utilizzata per fini personali - quali informazioni sono registrate e conservate e quali persone vi hanno accesso - entro quali limiti e con che modalità il datore di lavoro si riserva di fare controlli conformi alla legge - quali conseguenze, anche di tipo disciplinare, potranno seguire nel caso si accerti un utilizzo improprio di Internet e della posta elettronica. Con riferimento specifico alla posta elettronica, il datore di lavoro può: - valutare la possibilità di attribuire al dipendente un altro indirizzo per un uso privato - rendere gli indirizzi di posta elettronica condivisi tra più lavoratori - concedere al lavoratore la possibilità di individuare un lavoratore c.d. fiduciario che, in caso di sua assenza improvvisa, sia deputato a leggere la posta elettronica e ad inoltrare alla direzione quella ritenuta fondamentale per l attività lavorativa - consentire l inserimento nei messaggi di un avviso circa la natura non personale della comunicazione. Viene, infine, ribadito che è fatto divieto di fare controlli mirati sulla navigazione in Internet e sull uso della posta elettronica (divieto contenuto nello Statuto dei lavoratori all art 4 comma 1, controllo a distanza dei lavoratori) I controlli sul rispetto del codice aziendale sono ammessi purché indiretti, non lesivi dei diritti e delle libertà dei lavoratori e, comunque, ispirati ai principi di pertinenza, non eccedenza e di gradualità. In ogni caso, i controlli legittimi devono essere svolti solo da soggetti preposti al trattamento dei dati incaricati per esempio alla manutenzione dei sistemi, che ovviamente potranno svolgere solo attività strettamente necessarie al raggiungimento delle finalità, senza poter realizzare di fatto controlli a distanza, assolutamente vietati. BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO I rimborsi chilometrici da luglio a dicembre Quando il dipendente usa la sua auto privata Le aziende che non hanno un parco autovetture o non ne hanno di disponibili, possono richiedere al dipendente di utilizzare la propria autovettura per lo svolgimento di un determinato incarico (articolo 60 del CCNL). Pur non avendo il dipendente nessun obbligo ad usare la propria autovettura, nel caso di utilizzo l azienda deve rimborsare i chilometri percorsi sulla base degli importi previsti dall accordo 4 aprile Tale accordo introduce un meccanismo di adeguamento semestrale, sulla base delle tabelle ACI, con effetto dal 1 gennaio e dal 1 luglio di ogni anno. Per il semestre 1 luglio 31 dicembre 2009 le misure sono indicate nella tabella che segue: fasce di cilindrata valori Valori % di aumento attuali dal al autovetture fino a cc 0,36 0,35-2,7% autovetture da a cc 0,43 0,41-4,6% autovetture da a cc 0,51 0,49-3,9% autovetture oltre cc 0,57 0,55-3,5% Nuovi livelli reddituali per il periodo 1 luglio giugno 2010 assegno per il nucleo familiare A decorrere dal 1 luglio 2009 sono stati rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei. La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1 luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'istat, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente. In base ai calcoli effettuati dall'istat, la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l'anno 2007 e l'anno 2008 è risultata pari al 3,2%. In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito in vigore per il periodo 1 luglio giugno 2009 con il predetto indice. Collegandosi all URL 81%20del% _Allegato%20n%201.xls, è possibile stampare le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1 luglio 2009 al 30 giugno 2010 alle diverse tipologie di nuclei familiari. Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. Le Sedi sono invitate a portare a conoscenza dei datori di lavoro, delle relative associazioni di categoria, dei consulenti del lavoro e degli Enti di Patronato, con ogni possibile sollecitudine, il contenuto della presente circolare, che dovrà essere distribuita unitamente alle tabelle allegate. 1714 Sindacato & Servizi Fisco i lettori chiedono l'esperto risponde Fisco e dintorni Delegare o non delegare? Questo è il dilemma Tutto ciò che si deve sapere per delegare correttamente nelle assemblee di condominio di Leonardo Comucci - Esperto Fiscale Nella foto Leonardo Comucci Nella nostra consueta rubrica, approfittando anche dell estate, affrontiamo un argomento non proprio attinente alla materia fiscale, ma che suscita continuamente degli interrogativi. Quante volte vi è capitato di non poter partecipare personalmente ad un assemblea di condominio e di aver avuto la necessità di delegare qualcuno? Proviamo a fornirvi qualche veloce risposta sugli interrogativi più comuni. Ad esempio: quante deleghe possono essere conferite ad un singolo soggetto? I condomini possono farsi rappresentare dall Amministratore del condominio? E possiamo continuare con un altro interrogativo comune sia per chi delega, sia per chi è delegato: qual è la disciplina applicabile ai rapporti tra rappresentante intervenuto in assemblea e condomino rappresentato? Potremmo finire domandandoci anche che forma deve avere la delega Per rispondere correttamente, dobbiamo premettere che la materia è regolata solo dall art. 67 delle disposizioni attuative del codice civile. Il pri- mo comma di questo articolo stabilisce espressamente che ogni condomino può intervenire all assemblea anche a mezzo di rappresentante. Tale disposizione è definita inderogabile dal successivo art. 72, per cui qualunque previsione di segno contrario, contenuta in un regolamento di condominio o in un atto d acquisto o deliberata in assemblea, deve ritenersi nulla. Ovviamente, però, ciò non può tradursi in mancanza di limiti; anzi, secondo la giurisprudenza, infatti, un regolamento di condominio di origine anche assembleare può limitare il numero delle deleghe e indicare i soggetti ai quali la delega può o non può essere conferita. Per completare la risposta al nostro primo quesito, ne deriva che laddove il regolamento di condominio nulla disponga in proposito, non vi è alcun limite alle deleghe che possono essere conferite ad un singolo soggetto qualunque. Un analogo discorso può farsi anche in merito alla possibilità da parte dei condomini di farsi rappresentare in assemblea dall amministratore. Conformemente a quanto già esposto, deve ritenersi che, in difetto di espresso divieto contenuto nel regolamento di condominio, l amministratore può legittimamente rappresentare in assemblea i condomini che lo hanno delegato. Tuttavia, ciò non toglie che ragioni di opportunità suggeriscano all amministratore, in tutti i casi in cui i condomini siano chiamati a valutare il suo operato o, comunque, vi sia una situazione di conflitto di interessi, di astenersi dalla votazione. Sulla disciplina applicabile ai rapporti tra il rappresentante intervenuto in assemblea e il condomino rappresentato, la giurisprudenza ha chiarito che, in difetto di norme particolari, tali rapporti debbano ritenersi disciplinati dalle regole generali sul mandato, con la conseguenza che solo il condomino delegante o quello che si ritenga falsamente rappresentato sono legittimati a far valere gli eventuali vizi della delega o la carenza del potere di rappresentanza, e non anche gli altri condomini estranei a tale rapporto (in tal senso si è espressa più volte la Corte di Cassazione). Ciò vuol dire che solo l interessato potrà impugnare la delibera assembleare che il mandatario, con il proprio operato, ha contribuito ad assumere. Rimarrà, ovviamente, la facoltà agli altri condomini di chiedere nei confronti del falso rappresentante il risarcimento dei danni per aver confidato nell operato di una delibera, poi dichiarata invalida. Più complessa è, invece, la questione di un eventuale delega vincolata, cioè della delega che espressamente indica al delegato il voto da esprimere su ogni Le risposte ai mille interrogativi di chi non può partecipare personalmente alle assemblee di condominio. argomento posto all ordine del giorno. In tale ipotesi, fra l altro, si pone anche un altro quesito: gli altri condomini estranei al rapporto delegante/delegato potrebbero far valere eventuali vizi della delega, atteso che in sede assembleare ciascun condomino avrebbe la possibilità di verificare le indicazioni in essa contenute? Alla luce del più recente orientamento giurisprudenziale, sembrerebbe prevalere la risposta negativa; tuttavia, permangono alcuni dubbi su questo argomento. Concludiamo questa nostra breve guida sulle deleghe nelle assemblee di condominio affrontando l argomento della forma della delega. Sul punto è stato precisato che il potere di rappresentanza possa essere attribuito anche verbalmente. E ciò, con riferimento sia agli atti di ordinaria amministrazione, sia a quelli di straordinaria amministrazione. Per chiarezza del delegante e del delegato, il consiglio è comunque sempre quello di procedere ad un eventuale delega in forma scritta. Chi avesse quesiti di carattere generale attinenti la materia fiscale, può inviarli al numero di FAX15 Sindacato & Servizi CONTRATTUALISTICA Le nuove tabelle retributive I prossimi aumenti previsti per il 2009 avranno decorrenza dal 1 ottobre (+ 1,58%) e dal 1 dicembre (+ 0,75%) per un complessivo annuo del 3,08%. C on il 1 luglio 2009 le buste paga dei bancari (settori ABI, Federcasse e Riscossione) avranno un aumento dello 0,75% sulle voci stipendio, scatti di anzianità e importo ex ristrutturazione tabellare. Analogo aumento è previsto per l assegno ex ristrutturazione tabellare derivante dall accorpamento dei gradi per gli ex funzionari, e per l assegno ex differenza valore scatto per i dipendenti delle BCC/CRA. Tabelle in vigore dal 1 luglio 2009 (paga base + scatti di anzianità + importo ex ristrutturazione tabellare) scatto Area/liv QD4 3798, , , , , , , , , ,50 QD3 3217, , , , , , , , , ,52 QD2 2872, , , , , , , , , , , , ,86 QD1 2702, , , , , , , , , , , , ,62 III , , , , , , , , , , , , ,17 III , , , , , , , , , , , , ,75 III , , , , , , , , , , , , ,49 III , , , , , , , , , , , , ,36 II , , , , , , , , , , , , ,62 II , , , , , , , , , , , , ,77 II , , , , , , , , , , , , ,67 Gua 1657, , , , , , , , , , , , ,87 Aus 1613, , , , , , , , , , , , ,77 Aumento della paga base e degli scatti di anzianità dal 1 luglio 2009 scatto Area/liv QD4 28,27 29,06 29,85 30,64 31,43 32,22 33,01 33,80 34,59 35,38 QD3 23,94 24,73 25,52 26,31 27,10 27,89 28,68 29,47 30,26 31,05 QD2 21,38 21,73 22,08 22,43 22,78 23,13 23,48 23,83 24,18 24,53 24,88 25,23 25,58 QD1 20,12 20,47 20,82 21,17 21,52 21,87 22,22 22,57 22,92 23,27 23,62 23,97 24,32 III 4 17,65 18,00 18,35 18,70 19,05 19,40 19,75 20,10 20,45 20,80 21,15 21,50 21,85 III 3 16,41 16,76 17,11 17,46 17,81 18,16 18,51 18,86 19,21 19,56 19,91 20,26 20,61 III 2 15,49 15,84 16,19 16,54 16,89 17,24 17,59 17,94 18,29 18,64 18,99 19,34 19,69 III 1 14,68 15,03 15,38 15,73 16,08 16,43 16,78 17,13 17,48 17,83 18,18 18,53 18,88 II 3 13,79 14,09 14,39 14,69 14,99 15,29 15,59 15,89 16,19 16,49 16,79 17,09 17,39 II 2 13,26 13,51 13,76 14,01 14,26 14,51 14,76 15,01 15,26 15,51 15,76 16,01 16,26 II 1 12,88 13,13 13,38 13,63 13,88 14,13 14,38 14,63 14,88 15,13 15,38 15,63 15,88 Gua 12,34 12,52 12,70 12,88 13,06 13,24 13,42 13,60 13,78 13,96 14,14 14,32 14,50 Aus 12,01 12,18 12,35 12,52 12,69 12,86 13,03 13,20 13,37 13,54 13,71 13,88 14,05 1916 Sindacato & Servizi F CUORE FABI Sindacato solidale La delegazione della FABI e della Croce Rossa ricevute dal sindaco di Kaunas (al centro dietro la bandiera italiana). Al suo fianco destro la signora Marita Folonari, V. Presidente del Consiglio di sorveglianza di Ubi Banca. Dietro il sindaco, la signora Francesca Faissola, consorte del presidente dell'abi. Alla sua destra Mauro Bossola, Segretario generale aggiunto FABI e poi Sergio Paterlini, il promotore dell'iniziativa. Le case della adulte Bambine Grazie all impegno della Fabi, a Kaunas, in Lituania, verrà realizzato un edificio che accoglierà le ragazze orfane maggiori di 18 anni. Costrette a lasciare gli orfanotrofi non appena diventano maggiorenni, le giovani sono incapaci di provvedere a loro stesse e nel 90% dei casi, dopo essere rimaste incinte, vengono abbandonate. Per scongiurare ciò, saranno ospitate nella struttura fino a quando non avranno trovato una sistemazione dignitosa e un lavoro. di Flavia Gamberale Molte di loro forse non finiranno più in un club privè a vendere le loro forme acerbe al miglior offerente. Oppure tra le grinfie di qualche uomo che le ingravida e poi le abbandona. Ad accogliere le ragazze lituane senza famiglia, costrette per legge a lasciare gli orfanotrofi al compimento del 18esimo anno d età, sarà presto una grande casa progettata proprio per salvarle dalla strada. Un comprensorio di 16 mini appartamenti, circondato da metri quadri di giardino: sorgerà a Kaunas, seconda città della Lituania per numero d abitanti. Un centro unico nel suo genere dato che nella repubblica baltica non ne esistono di simili. A rendere possibile tutto questo è stata proprio la FABI. In particolare, l attivissimo Sergio Paterlini, del Sab di Brescia, che ha stabilito rapporti con l amministrazione comunale della cittadina lituana ed è riuscito ad ottenere la concessione per edificare la casa famiglia e l impegno del sindaco a farsi carico della gestione del centro una volta realizzato. A finanziare l opera sarà l associazione no profit Prosolidar, a cui aderiscono i sindacati bancari e l Abi, e la FABI attraverso un contributo volontario dei suoi iscritti. Il costo dell edificio si aggira intorno ai 400mila euro, una spesa più che sostenibile,se si pensa che gli associati a Prosolidar e gli iscritti alla FABI sono migliaia e migliaia e, dunque, basta che ognuno di loro doni pochi euro per raccogliere quella somma di denaro, dice Sergio Paterlini. Le imprese edili che potrebbero effettuare i lavori sono già state individuate, adesso mancano solo i soldi. A Kaunas c è grande interesse per questa iniziativa. La casa famiglia rappresenterebbe, infatti, un rifugio per tutte quelle ragazze orfane di genitori che compiuti i 18 anni vengono abbandonate a se stesse e che hanno già il destino segnato. Le statistiche nazionali, del resto, parlano chiaro: una volta uscite dall orfanotrofio nel quale sono cresciute, il 90% di loro molla gli studi, sempre il 90% nei primi 24 mesi rimane incinta - e nel 50% dei casi alla giovane viene tolta la patria potestà sul figlio - mentre il 15% non trova niente di meglio da fare che prostituirsi per mantenere se stessa. È un autentica emergenza sociale, spiega Paterlini. Le ragazze, anche se maggiorenni, sono praticamente delle bambine: cresciute sotto una campana di vetro, si ritrovano dall oggi al domani senza alcun punto di riferimento. Sono sole, sprovvedute, non sanno dove andare e come mantenersi. Così finiscono per cedere alle lusinghe del primo che incontrano, di cui puntualmente restano incinte Poi vengono abbandonate. Molte di loro, in preda alla disperazione, si danno all alcoolismo o si suicidano. Si genera così un vero e proprio circolo vizioso: le giovani partoriscono bambini ai quali non sono in grado di provvedere e che, perciò, a loro volta finiscono negli orfanotrofi. Ben sono gli orfani in Lituania e la gran parte di loro è figlio di ragazze madri povere e sbandate, a cui è stata tolta la patria potestà. L ex repubblica sovietica, paese ancora economicamente arretrato, ma che con l ingresso in Unione europea sta pian piano risalendo la china, pullula di storie di questo genere. Storie a cui la casa famiglia, firmata FABI cercherà in parte di dare un lieto fine. Paterlini è consapevole che la rea- 2017 Sindacato & Servizi F CUORE FABI lizzazione di una struttura di assistenza sociale, come quella pensata dalla nostra organizzazione, non basterà ad arrestare il triste fenomeno. Però, sottolinea, rappresenterà un primo passo per richiamare l attenzione su questo problema e sensibilizzare le istituzioni. La speranza che a Kaunas è già una certezza - è che presto nelle varie città della Lituania siano costruite molte altre strutture sullo stesso modello. Un po come è accaduto per i centri anziani. Fino a qualche anno fa in Lituania non esistevano. Poi, noi della FABI, abbiamo finanziato la costruzione della prima struttura deputata ad accogliere vecchietti senza casa e, nel giro di 8 anni, ne sono sorte diverse altre in tutto il territorio, fatte edificare e gestite dalle amministrazioni comunali. Nella casa famiglia di prossima realizzazione le ragazze potranno rimanere finché non avranno trovato un lavoro o una sistemazione dignitosa. Ad aiutarle ci penserà uno psicologo e a vigilare sulle giovani sarà una famiglia che farà loro da tutrice e vivrà nella stessa loro casa. A fine giugno, una delegazione Fabi, composta dal segretario generale aggiunto Mauro Bossola e dall immancabile Sergio Paterlini, è volata in Lituania per incontrare di persona il sindaco di Kaunas, Kupcinskas, e la responsabile del Tribunale dei minori, la dottoressa Daugeliene. Durante l incontro, le autorità locali si sono ufficialmente prese l impegno di gestire la casa famiglia. E naturalmente hanno ringraziato commossi la nostra delegazione, accompagnata dal gruppo della Croce rossa di Brescia e dalla moglie di Corrado Faissola, presidente dell Abi. È stato molto emozionante incontrare la responsabile del Tribunale dei minori di Kaunas, la dottoressa Daugeliene, ricorda Paterlini, io la conoscevo già, ed è proprio grazie a lei che sono venuto a conoscenza del dramma delle ragazze orfane sole e ai margini della società. La scoperta di quel mondo nascosto di femminilità violata e di disperazione è stata del tutto causale. Ero in Lituania per un progetto di solidarietà di tutt altro tipo. Stavo nell ufficio della dottoressa Daugeliene quando a un tratto irrompe nella stanza una ragazza in lacrime. È bionda, trasandata, indossa un abito sdrucito e non fa altro che piangere e urlare. Dopo che si era calmata, mi avvicino alla dottoressa e mi faccio spiegare il motivo per cui la giovane si dispera. Lei mi dice che la ragazza è maggiorenne ed è stata appena cacciata dall orfanotrofio in cui viveva. Non ha soldi, non sa dove andare e ha paura di doversi prostituire per racimolare del denaro. Da quel momento, ho cominciato a interessarmi alle sorti di queste giovani e a voler fare qualcosa per loro. La casa famiglia è, dunque, il frutto di questo strano incontro con una biondina senza nome. Quando penso alla struttura che stiamo per costruire il mio pensiero va subito a lei, confessa Paterlini. Una casa che ospita degli orfani a Kaunas. La delegazione della FABI e della Croce Rossa hanno voluto rendersi conto della situazione per progettare nuovi interventi di solidarietà. 2118 Sindacato & Servizi fabi giovani "Piccoli" sindacalisti crescono La FABI ricomincia dagli under 40 A tu per tu con i componenti del Coordinamento giovani, che ci raccontano la loro storia e le idee, i sogni, le prospettive del sindacato che verrà. Le sfide del domani? Stabilizzare i precari, introdurre più tutele e aumentare i contributi previdenziali per chi ha un contratto atipico. Dobbiamo adottare la logica del network dice Paola Cogli, coordinatrice Giovani - aprirci alle organizzazioni sindacali degli altri Paesi e puntare sulla formazione. di Flavia Gamberale Paola Cogli, 3 8 a n n i, t o r i n e s e. G a v e t t a, dedizione per il proprio lavoro, conoscenza degli argomenti, oltre alla giovane età: questi i numeri che l hanno portata a diventare coordinatrice nazionale di FABI Giovani. Entrata in Cassa di risparmio di Torino (che adesso fa parte del Gruppo Unicredit) a 20 anni, Paola si è subito appassionata alle tematiche sindacali. Ho avuto la fortuna di conoscere dei colleghi della FABI che mi hanno spronato a impegnarmi. Ho cominciato così a lavorare per la Rsa della mia filiale, a fare la procacciatrice di iscritti, fino a quando nel 2000 sono entrata nell esecutivo del Coordinamento Giovani. Penso che fare veramente il sindacalista significhi mettersi di continuo in gioco, avere un forte senso della giustizia, una cultura civile ben radicata dentro di sé e, soprattutto, una preparazione tecnica non indifferente. Bisogna studiare, aggiornarsi costantemente. Parole condivisibili, eppure le nuove generazioni mai come oggi nutrono un così palpabile disinteresse verso il sindacato e la sua attività. Cosa pensi a riguardo? Purtroppo i giovani, a differenza dei loro padri, non sono stati abituati a lottare per veder riconosciuti i propri diritti, perché in un certo senso li hanno ereditati dai loro genitori. Li danno per scontati, sono quindi mediamente individualisti, cresciuti a pane e telefilm americani, con il mito del successo facile. Sarebbe quindi, adesso più che mai, compito della scuola e del sindacato instillare in loro una solida cultura civile e dei diritti. Quali sono le sfide che la FABI dovrà affrontare nel prossimo futuro? Bisogna costruire quadri sindacali validi implementando la formazione, solo così, formando sindacalisti preparati, potremmo ben rappresentare i lavoratori e renderci credibili ai loro occhi. Dobbiamo, inoltre, adottare la logica del network. Il sindacato deve dialogare con gli organismi esterni alla sua organizzazione: con le associazioni, i media, la politica, i Forum, come ad esempio quello dei Giovani, a cui la nostra delegazione ha recentemente partecipato. Non solo. Nell epoca del villaggio globale è anche opportuno che il sindacato apprenda le lingue straniere. Mai come adesso, con la progressiva internazionalizzazione dei gruppi bancari, abbiamo il dovere di confrontarci con le organizzazioni sindacali degli altri Paesi. Dobbiamo cercare di imparare il più possibile anche da loro. Giuseppe Angelini, 41 anni, palermitano. Lui, dipendente del Banco di Sicilia dal 91, è approdato in FABI per colpa (o per merito) di un direttore generale che lo aveva pesantemente demansionato. Da un ingiustizia subita in prima persona è così nato l interesse per i diritti sindacali. Dopo quella brutta esperienza, ho scelto d impegnarmi in prima linea a favore dei lavoratori. In FABI ho trovato persone capaci che hanno saputo valorizzare le mie qualità. Come sindacalista, ho anche messo a frutto i miei studi in Giurisprudenza e la mia abilitazione di avvocato. Componente dell esecutivo del Coordinamento nazionale Giovani, ma ancora per poco, precisa, per raggiunti limiti d età, Giuseppe pensa che le nuove sfide della FABI siano tutte da giocare sul terreno dei contratti flessibili. Il sindacato deve lottare per estendere le tutele anche alle nuove generazioni assunte con contratti atipici o d apprendistato. Stefano Fontana, quasi 41 anni, trentino. Dipendente della Cassa rurale di Trento, ha mosso i primi passi da sindacalista nella Rsa della sua filiale per entrare poi nel direttivo provinciale della FABI trentina, diventarne segretario e occupare una poltrona nell esecutivo nazionale del Coordinamento Giovani. Il segreto della sua carriera in FABI? Mi è sempre piaciuto rendermi utile e risolvere i problemi dei lavoratori. Amo, inoltre, il contatto con la gente, fare il sindacalista è, insomma, nel mio Dna. Le sfide future del sindacato? Dare più tutele ai giovani, soprattutto sul fronte previdenziale, chiedere per loro un aumento della contribuzione alle aziende e lavorare anche per difendere le lavoratrici madri e permettere loro di conciliare i tempi di lavoro con quelli della famiglia. Francesca Azimonti, 28 anni, di Busto A r s i z i o ( Va r e s e ). Ha preso la tessera della FABI appena assunta alla Banca Popolare di Milano di Busto Arsizio, nel Prima ha svolto il ruolo di rappresentante sindacale all interno della sua azienda, poi nel 2006 è entrata a far parte dell esecutivo del Coordinamento giovani ed è diventata vice presidente della Commissione lavoro del Forum nazionale Giovani. Ho 2219 Sindacato & Servizi fabi giovani scelto di impegnarmi nel sindacato, perché è una delle poche realtà che mette al centro la persona e i suoi bisogni. Inoltre, penso che confrontarmi costantemente con sindacalisti più grandi ed esperti di me rappresenti una grande occasione di crescita umana e professionale. La priorità della FABI nel prossimo futuro per Francesca è essenzialmente una: Deve battersi affinché i precari, che sono in gran parte giovani, vengano stabilizzati dalle aziende. Senza stabilità economica non c è futuro. Davide Natale, 36 anni, bolognese. Dipendente della Banca Popolare di Milano di Bologna, è giovane, ma ha già 15 anni di esperienza come sindacalista. Sono entrato in FABI nel 94, sono segretario provinciale di Bologna e segretario del Coordinamento Bpm. L ingresso nel sindacato per lui è stato uno sbocco naturale. Vengo da una famiglia di sindacalisti e sono cresciuto a pane e vertenze, inoltre di carattere sono una persona amante della giustizia. Le sfide della FABI che verrà? Dobbiamo batterci affinché la società e i servizi si adeguino alle esigenze dei lavoratori, che sempre più saranno inquadrati con contratti atipici. Ad esempio, un lavoratore flessibile dovrà nel prossimo futuro aver accesso a mutui e finanziamenti. Infine, credo che sia venuta l ora, soprattutto alla luce della crisi attuale, di debellare la logica del profitto a breve termine. Karen Zanier, 32 anni, di Udine. Laureata in Lettere Moderne, ha alle spalle un master in gestione e analisi della comunicazione aziendale e una miriade di lavori precari, che si sono conclusi solo nel 2002, quando è stata assunta a tempo indeterminato alla Helpphone di Udine, call center dell Istituto centrale delle banche popolari italiane. Mi sono avvicinata alla FABI dopo aver avuto un esperienza di lavoro negativa. Praticamente, il mio capo non voleva pagarmi. Il suo impegno in FABI è cominciato nella Rsa del call center per proseguire poi a livello nazionale nel Coordinamento Giovani. Apprezzo soprattutto la correttezza e l altruismo dei sindacalisti della nostra organizzazione, merce rara in questo mondo. Le priorità del sindacato nel prossimo futuro? Senz altro mantenere i posti di lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi e chiedere maggiori tutele per tutti i lavoratori con contratti atipici. Elisa Gallinaro, 29 anni, veneziana. Dipendente della Cassa di Risparmio di Venezia, si reputa una sindacalista nell anima. Per carattere sono sempre stata portata ad interessarmi dei problemi collettivi, per questo appena entrata in banca, mi sono iscritta alla FABI. All inizio ho lavorato nella Rsa e poi sono passata al Coordinamento giovani. Ho scelto questa organizzazione perché ha il merito di parlare chiaro, forma seriamente i propri quadri, comunica molto bene con i lavoratori e lascia molto spazio alle persone meritevoli. E la FABI di domani come vorresti che fosse? Vorrei che continuasse a puntare sulla formazione e sulla comunicazione. Solo i sindacalisti preparati, al passo con la modernità e abili nel comunicare hanno un futuro, soprattutto di questi tempi. Federico Baldo, 36 anni, veneziano d origine ma vicentino d adozione. Assunto nel 2002, dopo un anno e mezzo di stage, presso la Banca Antonveneta di Vicenza, ha subito abbracciato l attività sindacale in FABI diventando prima dirigente provinciale, poi rappresentante sindacale per la provincia vicentina in Antonveneta, in seguito, componente del Coordinamento giovani. Attualmente è in procinto di entrare nel direttivo del Sab di Vicenza. Sono un sindacalista figlio d arte. Nella mia famiglia ho un nonno e una zia che si sono impegnati nel sindacato, anche se non nel settore bancario. Caratterialmente, sono un tipo che non sopporta le ingiustizie, forse per questo mi sono iscritto alla FABI. Le priorità del sindacato di domani? Impegnarsi affinché ai sindacalisti venga, al prossimo rinnovo contrattuale, garantita la possibilità di far carriera in banca. Poi fare in modo che per i giovani laureati siano previsti scatti professionali automatici. Mattia Pari, 25 anni, riminese. È entrato nella banca UGF (ex Unipol) di Rimini nel 2005 a soli 21 anni e, nel 2006, si è iscritto alla FABI. Da quel momento ad oggi ha fatto incetta di incarichi sindacali: è nella delegazione trattante di UGF e nel direttivo provinciale FABI di Rimini. È segretario provinciale e fa parte del Coordinamento giovani. È molto importante che il sindacato si apra agli under 40, in modo tale da rappresentare tutte le fasce d età. Sindacalista a tempo pieno ( sono disponibile 24 ore su 24 ), Mattia pensa che le sfide della FABI di domani siano due. C è una sfida quotidiana, che consiste nel risolvere giorno per giorno i problemi dei singoli colleghi, e una sfida sul futuro, che consiste nel riuscire a prevedere i bisogni dei lavoratori. Il sindacato deve essere insomma veggente. Un altro obiettivo imprescindibile è quello di limitare il precariato, che rappresenta un limite alla possibilità di progettare il futuro. Marco Boz, 35 anni, genovese. Dipendente della Banca Carige di Genova dal 1999, è stato folgorato sulla via del sindacato, grazie a una collega della FABI, Flavia Musso. Appena entrato in banca mi colpì subito per la sua abnegazione, perché non aveva alcun senso di sudditanza verso i capi e sapeva risolvere qualsiasi problema del lavoratore. Così, spinto da una sorta di senso di emulazione, nel 2000 mi sono iscritto alla FABI. Ho iniziato l attività sindacale collaborando con la RSA, poi sono diventato segretario RSA e, infine, segretario provinciale. La missione del sindacato nel prossimo futuro? Marco non ha dubbi: Farsi portavoce presso le banche di una cultura dello sviluppo sostenibile. Paolo Baldassarra, 35 anni, di Altamura (Bari). Dipendente della banca Popolare di Puglia e Basilicata di Altamura, è iscritto alla FABI dal 96. Ha iniziato collaborando con il SAB di Bari, poi nel 2001 ha ottenuto il primo incarico nella RSA di Gravina di Puglia e, infine, è approdato nel direttivo provinciale. Ho intrapreso l attività sindacale un po per quella sorta di filantropia che mi contraddistingue, un po perché aiutare un lavoratore mi dà quasi più soddisfazioni che il lavoro di bancario. Le sfide del sindacato nel prossimo futuro? Riacquistare credibilità, portando risultati concreti in sede di contrattazione, quello che insomma la FABI ha sempre fatto e che, quindi, deve continuare a fare. Purtroppo, negli ultimi anni, il sindacato è stato il bersaglio di duri e ingiustificati attacchi da parte della 2320 Sindacato & Servizi F internazionale e progetti politica, attacchi a cui si può e si deve rispondere solo facendo bene il proprio lavoro. Simona Ortolani, 36 anni, bolognese. Appena assunta alla Carisbo di Bologna, nel 97, si è iscritta alla FABI. Solo nel 2008, però, ha cominciato a fare sindacato attivamente entrando nella RSA della sua azienda. Ho iniziato l attività sindacale perché mi gratifica l idea di fare qualcosa di positivo per i miei colleghi e perché sono una persona che ama impegnarsi, prendersi delle responsabilità anziché lamentarsi. Per Simona, la FABI del futuro dovrà soprattutto promuovere l occupazione Visto che i posti di lavoro andranno via via riducendosi, a causa della progressiva automatizzazione dei processi produttivi. Credo inoltre che, sempre più, si dovrà puntare a promuovere la formazione tra i colleghi per garantire loro una crescita professionale all interno della banca. Maria Cristina Bacchetta, 34 anni, novarese. Dipendente della banca Unicredit di Novara, è entrata in FABI nel 2008 e, da gennaio, fa parte della RSA della sua banca. Ha un passato di illustratrice ( Prima di essere assunta in banca lavoravo per il cinema d animazione ), ma non si sente assolutamente una lavoratrice frustrata. Proprio grazie al suo impegno in FABI che le dà ogni giorno stimoli nuovi molto più che il lavoro di bancaria. La vocazione sindacale poi, in un certo senso, mi è stata trasmessa, dato che mio padre faceva il sindacalista all Enel. La FABI del futuro? Deve tutelare i giovani con contratti atipici: è questa a mio avviso la priorità. Simona Misticoni, 29 anni, torinese. Dipendente della banca Intesa Sanpaolo di Grugliasco (Torino), è iscritta alla FABI dal 2003 e fa parte della RSA della sua azienda. Sono entrata in FABI perché mi entusiasma l idea di fare qualcosa di buono per gli altri soprattutto in questo mondo dove non si fa niente per niente. E poi perché i sindacalisti della nostra organizzazione hanno una marcia in più rispetto agli altri. Gli obiettivi della FABI che verrà? Sicuramente dovremo batterci affinché le aziende diano la precedenza i precari nelle assunzioni, perché i giovani che versano in una condizione di eterno precariato lavorativo possono soltanto generare un mondo precario, privo di punti fermi e di valori. Un altro passo avanti per la parità donna-uomo Famiglia e lavoro verso l'equilibrio Europa, firmato tra le parti sociali europee il nuovo accordo quadro sul congedo parentale Le parti sociali europee hanno stipulato un nuovo accordo quadro che allunga la durata del congedo parentale da tre a quattro mesi. Tocca ora alla Commissione trasformare le nuove disposizioni in una direttiva valida per tutti i paesi membri. La durata del congedo parentale viene innalzata da tre a quattro mesi per ogni genitore. Si applica a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla forma del loro contratto. Offre la possibilità ai genitori che ritornano al lavoro dopo il congedo parentale di chiedere l adattamento delle loro condizioni di lavoro e dà maggiore protezione contro il licenziamento e contro ogni trattamento sfavorevole. È quanto prevede il nuovo accordo quadro stipulato dalle parti sociali europee, frutto di sei mesi di negoziati, che rispecchia i cambiamenti della società e del mondo del lavoro dopo la firma del primo accordo quadro sul congedo parentale, avvenuta nel I negoziati sono iniziati nel settembre 2008 e si sono conclusi nel marzo La Commissione europea informa una nota deve ora esaminare le disposizioni dell accordo: entro l estate proporrà al Consiglio l attuazione dell accordo tramite direttiva in applicazione delle disposizioni del trattato in merito al dialogo sociale. Vladimír Špidla, commissario responsabile per l occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, ha sottolineato: Questo accordo è la prova che il partenariato sociale europeo funziona e produce risultati concreti per i lavoratori e le imprese in Europa. Quest intesa affronta concretamente uno degli obiettivi prioritari per la parità delle donne e degli uomini, a riprova della volontà di trovare soluzioni per migliorare l equilibrio tra vita familiare e vita professionale, tenendo nel contempo conto della diversità dei quadri normativi nazionali, delle pratiche e delle tradizioni. 24 Vedere altro
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 art. 51
 art.616
 art.616
 sentenza 
 art.616
 art. 616
 art. 67
 art. 72
 articolo 8
 ART. 8
 Art. 39
 Art. 39