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Timestamp: 2019-03-19 22:47:45+00:00

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Art. 404 - 432 Libro I Codice Civile Vicolo Italia
Codice Civile -> Libro I -> 404 - 432
La persona che, per effetto di una infermit� ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilit�, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, pu� essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.
Art. 405 - Decreto di nomina dell'amministratore di sostegno. Durata dell'incarico e relativa pubblicit�
Il decreto che riguarda un minore non emancipato pu� essere emesso solo nell'ultimo anno della sua minore et� e diventa esecutivo a decorrere dal momento in cui la maggiore et� � raggiunta.
Se l'interessato � un interdetto o un inabilitato, il decreto � esecutivo dalla pubblicazione della sentenza di revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione.
Qualora ne sussista la necessit�, il giudice tutelare adotta anche d'ufficio i provvedimenti urgenti per la cura della persona interessata e per la conservazione e l'amministrazione del suo patrimonio. Pu� procedere alla nomina di un amministratore di sostegno provvisorio indicando gli atti che � autorizzato a compiere.
1) delle generalit� della persona beneficiaria e dell'amministratore di sostegno;
2) della durata dell'incarico, che pu� essere anche a tempo indeterminato;
4) degli atti che il beneficiario pu� compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno;
5) dei limiti, anche periodici, delle spese che l'amministratore di sostegno pu� sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o pu� avere la disponibilit�;
6) della periodicit� con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l'attivit� svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
Se la durata dell'incarico � a tempo determinato, il giudice tutelare pu� prorogarlo con decreto motivato pronunciato anche d'ufficio prima della scadenza del termine.
Il decreto di apertura dell'amministrazione di sostegno, il decreto di chiusura ed ogni altro provvedimento assunto dal giudice tutelare nel corso dell'amministrazione di sostegno devono essere immediatamente annotati a cura del cancelliere nell'apposito registro. Il decreto di apertura dell'amministrazione di sostegno e il decreto di chiusura devono essere comunicati, entro dieci giorni, all'ufficiale dello stato civile per le annotazioni in margine all'atto di nascita del beneficiario. Se la durata dell'incarico � a tempo determinato, le annotazioni devono essere cancellate alla scadenza del termine indicato nel decreto di apertura o in quello eventuale di proroga.
Il ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno pu� essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, ovvero da uno dei soggetti indicati nell'articolo 417.
Se il ricorso concerne persona interdetta o inabilitata il medesimo � presentato congiuntamente all'istanza di revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione davanti al giudice competente per quest'ultima.
Il ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno deve indicare le generalit� del beneficiario, la sua dimora abituale, le ragioni per cui si richiede la nomina dell'amministratore di sostegno, il nominativo ed il domicilio, se conosciuti dal ricorrente, del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario.
Il giudice tutelare provvede, assunte le necessarie informazioni e sentiti i soggetti di cui all'articolo 406; in caso di mancata comparizione provvede comunque sul ricorso. Dispone altres�, anche d'ufficio, gli accertamenti di natura medica e tutti gli altri mezzi istruttori utili ai fini della decisione.
Il giudice tutelare pu�, in ogni tempo, modificare o integrare, anche d'ufficio, le decisioni assunte con il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno.
La scelta dell'amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario. L'amministratore di sostegno pu� essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacit�, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In mancanza, ovvero in presenza di gravi motivi, il giudice tutelare pu� designare con decreto motivato un amministratore di sostegno diverso. Nella scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Il giudice tutelare, quando ne ravvisa l'opportunit�, e nel caso di designazione dell'interessato quando ricorrano gravi motivi, pu� chiamare all'incarico di amministratore di sostegno anche altra persona idonea, ovvero uno dei soggetti di cui al titolo II al cui legale rappresentante ovvero alla persona che questi ha facolt� di delegare con atto depositato presso l'ufficio del giudice tutelare, competono tutti i doveri e tutte le facolt� previste nel presente capo.
Il beneficiario conserva la capacit� di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore di sostegno.
Il beneficiario dell'amministrazione di sostegno pu� in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.
L'amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere nonch� il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso. In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l'interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti di cui all'articolo 406 possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti.
L'amministratore di sostegno non � tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico � rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.
All'amministratore di sostegno si applicano altres�, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 596, 599 e 779.
Il giudice tutelare, nel provvedimento con il quale nomina l'amministratore di sostegno, o successivamente, pu� disporre che determinati effetti, limitazioni o decadenze, previsti da disposizioni di legge per l'interdetto o l'inabilitato, si estendano al beneficiario dell'amministrazione di sostegno, avuto riguardo all'interesse del medesimo ed a quello tutelato dalle predette disposizioni. Il provvedimento � assunto con decreto motivato a seguito di ricorso che pu� essere presentato anche dal beneficiario direttamente.
Gli atti compiuti dall'amministratore di sostegno in violazione di disposizioni di legge, od in eccesso rispetto all'oggetto dell'incarico o ai poteri conferitigli dal giudice, possono essere annullati su istanza dell'amministratore di sostegno, del pubblico ministero, del beneficiario o dei suoi eredi ed aventi causa.
Le azioni relative si prescrivono nel termine di cinque anni. Il termine decorre dal momento in cui � cessato lo stato di sottoposizione all'amministrazione di sostegno.
L'istanza � comunicata al beneficiario ed all'amministratore di sostegno.
Il giudice tutelare provvede altres�, anche d'ufficio, alla dichiarazione di cessazione dell'amministrazione di sostegno quando questa si sia rivelata inidonea a realizzare la piena tutela del beneficiario. In tale ipotesi, se ritiene che si debba promuovere giudizio di interdizione o di inabilitazione, ne informa il pubblico ministero, affinch� vi provveda. In questo caso l'amministrazione di sostegno cessa con la nomina del tutore o del curatore provvisorio ai sensi dell'articolo 419, ovvero con la dichiarazione di interdizione o di inabilitazione.
Capo II - Della interdizione, della inabilitazione e della incapacit� naturale
Il maggiore di et� e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermit� di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ci� � necessario per assicurare la loro adeguata protezione.
Il maggiore di età infermo di mente, lo stato del quale non è talmente grave da far luogo all'interdizione, può essere inabilitato [417 ss., 429].
Possono infine essere inabilitati il sordomuto e il cieco dalla nascita o dalla prima infanzia, se non hanno ricevuto un'educazione sufficiente, salva l'applicazione dell'articolo 414 quando risulta che essi sono del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi.
Il minore non emancipato può essere interdetto o inabilitato nell'ultimo anno della sua minore età. L'interdizione o l'inabilitazione ha effetto dal giorno in cui il minore raggiunge l'età maggiore [421].
Art. 417 - Istanza d'interdizione o di inabilitazione
L'interdizione o l'inabilitazione possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado dal tutore o curatore ovvero dal pubblico ministero.
Art. 418 - Poteri dell'autorit� giudiziaria
Promosso il giudizio di interdizione, pu� essere dichiarata anche d'ufficio l'inabilitazione per infermit� di mente.
Se nel corso del giudizio di interdizione o di inabilitazione appare opportuno applicare l'amministrazione di sostegno, il giudice, d'ufficio o ad istanza di parte, dispone la trasmissione del procedimento al giudice tutelare. In tal caso il giudice competente per l'interdizione o per l'inabilitazione pu� adottare i provvedimenti urgenti di cui al quarto comma dell'articolo 405.
Non si può pronunziare l'interdizione o l'inabilitazione senza che si sia proceduto all'esame dell'interdicendo o dell'inabilitando [c.p.c. 714].
Dopo l'esame, qualora sia ritenuto opportuno, può essere nominato un tutore provvisorio all'interdicendo o un curatore provvisorio all'inabilitando [c.p.c. 714 ss.].
Art. 420 - (Internamento definitivo in manicomio) Abrogato
Nella sentenza che rigetta l'istanza d'interdizione o d'inabilitazione, può disporsi che il tutore o il curatore provvisorio rimanga in ufficio fino a che la sentenza non sia passata in giudicato [c.p.c 324].
Nella scelta del tutore dell'interdetto e del curatore dell'inabilitato il giudice tutelare individua di preferenza la persona pi� idonea all'incarico tra i soggetti, e con i criteri, indicati nell'articolo 408.
L'inabilitato pu� continuare l'esercizio dell'impresa commerciale soltanto se autorizzato dal tribunale su parere del giudice tutelare. L'autorizzazione pu� essere subordinata alla nomina di un institore.
Nessuno � tenuto a continuare nella tutela dell'interdetto o nella curatela dell'inabilitato oltre dieci anni, ad eccezione del coniuge, della persona stabilmente convivente, degli ascendenti o dei discendenti.
Nella sentenza che pronuncia l'interdizione o l'inabilitazione, o in successivi provvedimenti dell'autorit� giudiziaria, pu� stabilirsi che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'interdetto senza l'intervento ovvero con l'assistenza del tutore, o che taluni atti eccedenti l'ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'inabilitato senza l'assistenza del curatore.
Possono essere annullati su istanza dell'inabilitato o dei suoi eredi o aventi causa gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione fatti dall'inabilitato, senza l'osservanza delle prescritte formalit�, dopo la sentenza d'inabilitazione o dopo la nomina del curatore provvisorio, qualora alla nomina sia seguita l'inabilitazione.
Gli atti compiuti da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace d'intendere o di volere al momento in cui gli atti sono stati compiuti, possono essere annullati su istanza della persona medesima o dei suoi eredi o aventi causa, se ne risulta un grave pregiudizio all'autore [1425 ss.].
L'annullamento dei contratti non può essere pronunziato se non quando, per il pregiudizio che sia derivato o possa derivare alla persona incapace d'intendere o di volere o per la qualità del contratto o altrimenti, risulta la malafede dell'altro contraente [1425].
Resta salva ogni diversa disposizione di legge [120, 591 n. 3, 775; trans. 130].
Quando cessa la causa dell'interdizione o dell'inabilitazione, queste possono essere revocate su istanza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado o degli affini entro il secondo grado, del tutore dell'interdetto, del curatore dell'inabilitato o su istanza del pubblico ministero [c.p.c. 720].
Alla sentenza di rievoca dell'interdizione o dell'inabilitazione si applica l'articolo 423.
Art. 431 - Decorrenza degli effetti della sentenza di revoca.
La sentenza che revoca l'interdizione o l'inabilitazione produce i suoi effetti appena passata in giudicato [c.p.c. 324].

References: Art. 405
 sentenza 

Art. 417

Art. 418

Art. 420
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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Art. 431
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