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Timestamp: 2018-07-21 22:51:27+00:00

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Annullabilità in concreto della fideiussione rilasciata da una società il cui amministratore sia anche amministratore della società garantita - Studio Legale Tidona e Associati
29 giugno 2017 | By Studio In Diritto bancario
“È annullabile ex art. 1394 c.c., in quanto rilasciata in conflitto di interessi, la fideiussione prestata da una società in favore di una banca per un importo notevolmente superiore al proprio capitale sociale e che sia stata sottoscritta per garantire un ingente debito contratto da altra società. Il conflitto di interessi non è escluso dalla circostanza che la società garante abbia sottoscritto il capitale sociale della società garantita”.
“Nel caso in cui una società abbia prestato fideiussione in favore di un’altra società il cui amministratore sia contemporaneamente amministratore della prima, l’esistenza di un conflitto d’interessi tra la società garante ed il suo amministratore, ai fini dell’annullabilità del contratto, non può essere fatta discendere genericamente dalla mera coincidenza nella stessa persona dei ruoli di amministratore delle due società, ma deve essere accertata in concreto, sulla base di una comprovata relazione antagonistica di incompatibilità degli interessi di cui siano portatori, rispettivamente, la società che ha prestato la garanzia ed il suo amministratore”.
Nella sentenza in commento il Giudice monocratico di Ancona ha ritenuto che nella fattispecie sussistesse il conflitto di interessi di cui all’art. 1394 c.c. tra la società garante (rappresentata) ed il proprio amministratore (rappresentante) – che aveva sottoscritto la fideiussione ed era al contempo consigliere di amministrazione e socio anche della società garantita – ed anche l’elemento concreto del conflitto, individuato nella ulteriore circostanza, oggettiva, che l’importo della garanzia concessa fosse notevolmente superiore al capitale sociale della stessa società garante.
“È annullabile, in quanto conclusa in conflitto d’interessi, la fideiussione prestata in favore di una banca da una società di capitali, per un importo superiore al capitale sociale che sia stata sottoscritta dall’amministratore per garantire il debito contratto da altra società del medesimo gruppo ed amministrata dalla stessa persona, che al momento della stipula si trovava già in stato di insolvenza, a nulla rilevando che l’atto sia stato autorizzato dall’assemblea totalitaria dei soci” (Cassazione, sez. III, sent. n. 20597 del 4/10/2010; sentenza richiamata nella parte motiva dal Tribunale di Ancona nella decisione in commento).
– Cass. civ., sez. I, sent. n. n. 17640 del 15/10/2012: “ Nel caso in cui una società abbia prestato fideiussione in favore di un’altra società il cui amministratore sia contemporaneamente amministratore della prima, l’esistenza di un conflitto d’interessi tra la società garante ed il suo amministratore, ai sensi dell’art. 1394 c.c. ed ai fini dell’annullabilità del contratto, non può essere fatta discendere da un’aprioristica considerazione della soggettiva coincidenza dei ruoli di amministratore delle due società, ma dev’essere accertata in concreto, sulla base di una comprovata relazione antagonistica di incompatibilità degli interessi di cui siano portatori, rispettivamente, la società che ha prestato la garanzia ed il suo amministratore, e della riconoscibilità della stessa da parte dell’altro contraente”.
– Cass. civ., sez. III, sent. n. 23300 dell’8/11/2007: “Il conflitto d’interessi idoneo, ex art. 1394 c.c., a produrre l’annullabilità del contratto, richiede l’accertamento dell’esistenza di un rapporto d’incompatibilità tra gli interessi del rappresentato e quelli del rappresentante, da dimostrare non in modo astratto od ipotetico ma con riferimento al singolo atto o negozio che, per le sue intrinseche caratteristiche, consenta la creazione dell’utile di un soggetto mediante il sacrificio dell’altro. Tale situazione, riferendosi ad un vizio della volontà negoziale, deve essere riscontrabile al momento perfezionativo del contratto, restando irrilevanti evenienze successive eventualmente modificative della iniziale convergenza d’interessi”.
[2] Cass. civ. sez. III, sent. n. 20597 del 4/10/2010: “Se il nodo centrale della controversia deve essere – individuato nello interesse tutelato, al momento in cui l’amministratore unico, agisce ma in cumulo di incarichi con le due società, la valutazione della rilevanza di una delibera illecita essendo contraria allo oggetto sociale e dannosa per i terzi creditori, ad eccezione della banca favorita, non era in termini di irrilevanza, ma doveva essere considerata come indice certo di un interesse conflittuale, per la incompatibilità delle esigenze tra le due entità societarie (vedi da ultima Cass. n. 23330/07)”.

References: art. 1394
 sentenza 
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 Cass. 
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