Source: http://www.studiolegaleverde.it/index.php/2018/10/18/la-diffamazione-a-mezzo-facebook/
Timestamp: 2019-08-22 05:57:35+00:00

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La diffamazione a mezzo Facebook – Studio Legale Verde – Campobasso e Pescara
L’oramai risalente avvento dei social network ha portato ad un cambio delle abitudini di vita ed in primis del modo di comunicare. Ciò ha fatto sì che determinate tipologie di reati abbiano trovato nuovi sbocchi interpretativi e siano tutt’ora al centro del dibattito giuridico, sia dottrinale, sia nei suoi risvolti pratici e quotidiani, discussi nelle aule dei Tribunali.
Ad oggi, la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca ‘facebook‘ integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595, comma 3, cod. pen..
Bisogna dunque fare molta attenzione nei propri comportamenti “virtuali”, si pensi infatti che anche chi semplicemente aggiunga un commento al post diffamatorio contraddistinto del medesimo tenore, può essere perseguito poiché il suo contributo può essere indice di una maggior diminuzione della reputazione della nella considerazione dei consociati: “in tema di diffamazione, la reputazione di una persona che per taluni aspetti sia già stata compromessa può divenire oggetto di ulteriori illecite lesioni in quanto elementi diffamatori aggiunti possono comportare una maggior diminuzione della reputazione della nella considerazione dei consociati” (Cass. 7/12/2004 n. 47452). Recentemente è stato proprio il Tribunale di Campobasso – Sezione penale ad affermare tale principio con sentenza 2 ottobre 2017 n. 396, la quale a sostegno cita numerose sentenze della Suprema Corte ricordando come: “la condotta di postare un commento sulla bacheca facebook realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo realizzato, a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica” (cfr. Cass. 1.03.2016 n. 8328; Cass. 2/01/2017 n. 50) ma anche che: “la libertà di pensiero, garantita dall’art. 21 Cost., ha i suoi limiti naturali che sono costituiti dal rispetto altrui e dalla tutela dell’ordine pubblico e del buon costume. Per quanto riguarda il rispetto del diritto altrui la facoltà di manifestazione del pensiero trova un preciso limite nel diritto di ogni cittadino all’integrità dell’onore, del decoro, della reputazione. La libertà di pensiero trova un limite nella legge penale, essendo la diffamazione un atto illecito e non una manifestazione della libertà di pensiero” (Sentenza n. 811 del 16.10.1972). Difatti, “in tema di diffamazione la reputazione non risiede in uno stato o in un sentimento individuale, indipendente dal mondo esteriore, nè tantomeno nel semplice amor proprio: la reputazione è il senso della dignità personale nell’opinione degli altri, un sentimento limitato all’idea di ciò che, per la comune opinione, è socialmente esigibile in un dato momento storico” (Cass. 24.03.1995 n. 3247).
I seguenti commenti diffamatori in particolare sarebbero da considerarsi “in tema di diffamazione, la reputazione di una persona che per taluni aspetti sia già stata compromessa può divenire oggetto di ulteriori illecite lesioni in quanto elementi diffamatori aggiunti possono comportare una maggior diminuzione della reputazione nella considerazione dei consociati” (Cass. 7/12/2004 n. 47452).
Spesso, infatti, si pensa ai social network come un limbo speciale che esula dalla realtà quotidiana e non si dà peso all’utilizzo che ne viene fatto. Così facendo, alcune persone possono attuare comportamenti da “leoni da tastiera” comunicando con pensieri, immagini o frasi che mai esternerebbero in pubblico. Il rispetto della Legge e prima ancora dell’educazione e dell’etica, però, va attuato in ogni momento della propria vita, anche quando non si ha la percezione di essere sotto lo sguardo diretto ed il controllo di altre persone.
art. 234 c.p.p., art. 595 c.p., art. 595 c.p. comma 3, avvocato molise, avvocato penalista, bacheca, codice penale, commenti, diffamazione, diffamazione a mezzo facebook, diffamazione a mezzo internet, diritto penale, educazione, etica, facebook, instagram, legge, leoni da tastiera, migliore consulenza, migliore consulenza penale, offesa, percezione denigratoria, post diffamatorio, prova documentale, pubblicazione, rimozione post, screenshot, social, social network, stato, tribunale di Campobasso

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 

art. 234
 art. 595
 art. 595