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Timestamp: 2020-01-26 18:42:08+00:00

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370. ALBERTI Leonis Baptistae, De re aedificatoria, Lib. X, Fiorentiae 1486, in fol. Editio princeps.
Questa edizione originale pregiatissima è impressa con bellissimi caratteri in carta buonissima La faccia del primo foglietto è bianca e a retro sta la dedica fatta dal Poliziano a Lorenzo de Medici. Nel secondo foglietto comincia il testo: Leonis Baptistae Alberti de re aedificatoria incipit, lege feliciter. Nel penultimo foglietto: Laus Deo honor et gloria. Leonis Baptistae Alberti florentini viri clarissimi de re aedificatoria opus elegantiisimum et quam maxime utile, Florentia, accuratissime impressum opera Magistri Nicolai Laurentiii Alamanni, anno salutis milesimo octuagesimo quinto; quarto Kalendas Januarias. Nell’ultimo foglietto sono 32 versi di Battista Siculo in onore dell’autore e a tergo il registro dei fogli. Esemplare in vit. dor. con custodia.
373. ALBERTI Leon Battista, I dieci libri dell’architettura, nuova edizione da la latina ne la volgar lingua 66tradotti da Pietro Lauro Modenese, Venezia, Valgrisio, 1546, in 8.
Elegante edizione in caratteri corsivi, di 248 foglietti d stampa.
377. ALBERTI Leon Baptistae, Los diez libros de architectura traduzidos de latin en romance. Madrid 1582 in 8.
L’edizione fu eseguita in casa di Alonsa Gomez, stampatore reale, ma il privilegio per la stampa fu concesso a Francesco Loçano. Non vi sono tavole in questa versione.
379. De ALBERTIS Baptistae poetae laureati, De Amore liber optimus feliciter incipit (e in fine) Baptistae de Albertis poeta laureati opus de Amore utilissimum feliciter finit 1471.
380. De ALBERTIS, Bap. de Alb. poet. Laur., Opus preclarum in amoris remedio feliciter incipit: e in fine: Baptistae de Albertis poetae laureati opus in Amoris remedio utilissimum feliciter finit 1471.
Questi due opuscoli sono estesi in italiano, quantunque, il titolo sia espresso in latino. Questa è l’edizione originale dell’Hecatomphila e della Deifira in caratteri rotondi a 25 righe per pagina. Ciascuno dei due volumetti rilegati in ini solo conta 20 foglietti. Tanto il titolo, che il finale colla data è stampato in maiuscole. Santander opina che possano essere stampati questi due opuscoli a Venezia da Clemente Padovano, ch’egli denomina il Guttemberg dell’Italia. Vero è che sono d’un estrema rarità e preziosità. Il nostro esemplare è di prima bellezza in vit.
381. ALBERTI Leonis Baptistae, Opera, sive de cotnmodis, atque incommodis litterarum, de iure, trivia, canis, apologi 100, editio princeps: sine loco et anno et impressoris nomine.
Tacciono di quest’edizione i bibliografi De Bure, Brunet, Santander e motti altri da me consultati. Il primo foglietto non contiene cbe le prime -quattro parole da noi qui sopra indicate. A tergo comincia una dedicatoria di tutti questi opuscoli di Girolamo Massaimi a Roberto Pucci, la quale finisce col 4 foglietto, enumerando molte opere dell’Alberti, così facendo il suo elogio. Si vede da questa che era già stampato il trattato dell’architettura iamdiu edititum; ma non pare che gli altri opuscoli fossero pubblicati. A tergo del 4 foglietto comincia il testo e continua per altri 48 foglietti, nell’ultimo de’ quali è l’Errata e a tergo alcuni versi in lode dell’autore di Antonio Sabino imolese. Probabilmente il libro è stampato a Firenze. Il carattere è rotondo e assai bello. L’esemplare è intonso e conservatissimo, leg. ol.
382. ALBERTI Leonis Baptistae Viri Clarissimi Fiorentini , 68 Trivia senatoria in 8 sine loco et anno. Trivia vuol dire Discorsi da Senatori che si estraggono a sorte con una specie di giuoco.
383. ALBERTI Leonis Baptistae florentini, Momus, Romae, ex aedibus Jacobi Mazocchii, 1520, editio princeps, in 4 parv.
Sul frontispizio è l’arme del Cardinale Pietro Accolti anconetano, cui il Mazocchi dedica l’edizione. A tergo del frontespizio è il motu proprio di Leone X. Il secondo foglietto contiene la dedicatoria in bellissimi caratteri rotondi più piccoli di quelli del testo. Immediatamente segue il testo, diviso in quattro libri e compreso in 96 foglietti di stampa, sull’ultimo de’ quali è la data. Altri due foglietti seguono; dei quali uno contiene l’errata e l’altro è bianco: sono quindi in tutto 100 foglietti. Esemplare bellis. in mar. dor.
384. ALBERTI Leonis Baptistae florentini, De Principe, libri quatuor (in fine). Romae, apud Stephanum Guilleretum, Kal. Novembribus 1520, in 4, mag. ediztio princeps.
A tergo del frontespizio sono 18 versi endecasillabi di Giano Vitali romano a Giovan Matteo Giberto, intitolandogli il libro. 69Segue nel secondo foglietto il privilegio di Leon X. A tergo è una lettera di Rinaldo Conte della Genga a Matteo Giberto; indi comincia il testo, che occupa 44 foglietti di stampa, senza che le pagine siano numerate.
Questo è lo stesso libro che il Momus, mutato titolo; vale a dire una specie di satira sul gusto dell’Asino d’Oro d’Apuleio. Ma fu nello stesso anno carpito al papa il privilegio con tutte le riserve a favore degli stampatori a cagione della varietà del titolo e difficilmente si può giudicare qual fosse prima stampata delle due edizioni.
386. ALBERTI messer Leon Battista fiorentino, Hecatomphila, nella quale ne insegna l’ingegnosa arte d’amore, mostrandone il perito modo d’amare, ove di semplici e rozzi, saggi e gentili ne fa divenire: in Venezia 1545, senza nome di stampatore, in 8.
390. ALBERTOLI Giocondo, Ornamenti diversi, inventati, disegnati ed eseguiti; incisi da Giacomo Mercoli, Milano 1782, in fol. grand.
Questa è la prima parte dell’opera che usci separatamente molti anni prima delle altre e non lauto per il disegno, rame per l’intaglio tutte le opere di questi autori possono ritenersi per ciò che siasi finora operato di meglio in questo genere. Le tavole di questa prima parte (dedicata all’architetto Piermarini) sono 24 e di prima impressione.
392. ALBERTOLI Giocondo, Miscellanea pei giovani studiosi del disegno, pubblicata, in Milano l’anno 1796 in gr.fol, dedicata a D. Lodovico Galeazzo Busca Arconati Visconti.
Questa è la terza parte dell’opera che contiene XX tavole, le quali possono riputarsi le più belle di tutta l’opera. Lavorò in questa oltre al Mercoli, per intagliare le tavole, anche Rafaello Albertolli nipote di Giocondo.
394. ALBERTOLI Ferdinando, Porte di città e fortezze, depositi sepolcrali ed altre principali fabbriche pubbliche e private di Michele Sammicheli, misurate, disegnate ec., Milano 1816, in fol. grande.
Tav. 30 disegnate con molta diligenza ed intagliate alla maniera di disegni acquarellati.
395. ALDRICH Henry, The elements of civil architecture according to Vitruvuis and other ancients and the most approved practice of modern authores especially Palladio, Oxford 1789, in 4. Translated by Phil. Smyth., etc.
Settantasei pagine sono occupate da un’introduzione del traduttore. L’opera è divisa in due parti, arricchite di 55 tavole, piene di monumenti antichi, e moderni. In fine è prodotto il testo originale latino dell’amore, il quale occupa sole 54 pagine.
396. ALDRICH Henry, The elements of civil architecture according to Vitruvius and other ancients teè most approved practice of modern authores especially Palladio, Translated by the Rev. Philip. Smyth. Second edition, Oxford 1818, in 8, fig.
Le tavole sono le stesse della prima edizione, e avanti il frontespizio è il ritratto dell’autore.
400. ANTOLINI Giovanni, Idee elementari d’architettura civile per le scuole del disegno, Bologna 1813, in fol. fig., M. 85.
Opera stampata con molto decoro, piena di buoni principi; con 24 tav. intagliate diligentemente in contorni.
404. ARCHITETTURA (Volume di) civile, militare, idraulica, meccanica, balistica ec. Con numerose tavola MS. della fine del sec. XVI, in fol.
405. L’ART de dessiner proprement les plans, profils, élévations, soit d’architecture militaire ou civile avec tous les secrets pour faire les couleurs et la manière de s’en servir, Paris 1697, piccolo in 12.
Con una tavola al principio d’architettura civile ed una al fine d’architettura militare. Il libro è a guisa di dizionario colle materie disposte alfabeticamente.
407. d’AVILER, Dictionnaire d’architecture civile, et idraulique et des arts, qui en dependent, ouvrage servant de suite au cours d’architecture du même auteur, Paris 1755, en 4.
Con frontispizio di Bouchardon al primo vol. e più di cento tavole in rame. La miglior opera che in questa materia escisse in Francia in quel tempo.
408. BALDO Bernardino, Scamilli impares vitruviani, Augustae Vindelicorum 1612, in 4, fig.
409. BALDO Bernardino, Accedit de verborum vitruvianorum significatione et vita Vitruvii eodem auctore et de maculis solaribus (stesso luogo ed anno).
Comparvero questi tre opuscoli (ma rilegati in questo volume) separatamente; nel primo de’ quali confutansi le opinioni del Filandro, del Barbaro, del Bertano. Unita al commento sui vocaboli da una vita di Vitruvio, che non sappiamo quanto esser possa attendibile.
410. BALDO Bernardino, Altro esemplare dello stesso, che apparteneva al Tuano, leg. mar. dor.
415. BARDET de Villeneuve, Traité d’architecture civile à l’usage des ingénieurs, à la Haye 1740, in 8, fig. Con 12 grandi tavole intagliate in rame.
Si attiene l’autore ai trattati del Vignola e dello Scamozzi.
420. BAROZIO Giacomo da Vignola, Gli ordini dell’architettura, Venezia, Remondini, in 8, in 51 tav. in rame.
Edizione appena servibile per i poveri e da consumarsi nelle scuole, M. 62.
427. BELLI Silvio. Quattro libri geometrici. Il primo del misurar colla vista; gli altri tre sono della proporzione e proporzionalità, Venezia 1595 in 4, pic. fig.
Le opere di Silvio Belli sono pregiatissime per la scienza e chiarezza delle esposizioni. Le tavole sono intagliate in legno e benissimo disegnate. Da una famiglia d’artisti di tanto sapere, dalla quale esci anche l’insigne Valerio fratello del matematico, non potevano ottenersi che ottime produzioni.
428. BERTANO Giovan Batista, Gli oscuri e difficili passi dell’opera di Vitruvio, Mantova, per Venturino Rufinello, 1558, colla figura dell’Ercole in principio del volume, in fol. fig.
Esemplare di singolar rarità. Nondimeno ci conviene osservare che questa figura non ha che fare né col volume, né col numero delle carte, essendo solamente intagliata da Giorgio Mantovano sul disegno di Giovan Battista Bertano. In fatti il registro delle carte indica che il primo foglio A è foglio solo, che gli altri sono duerni, e l’E è terzo. Il nostro esemplare è nuovo e slegato, e si verifica come l’altra parte del primo foglio è bianca: oltre di che avendo fatte verificazioni su di altri esemplari ben conservati, quella prima carta è sempre bianca, e quand’anche siavi per vaghezza aggiunta la stampa dell’Ercole, questa è sempre tirata in altra qualità di carte ed eccede dal numero indicato nel registro. Le tavole sono intagliate in legno e collocate fra il testo. L’esemplare debb’essere di 28 carte compresa la prima bianca e l’Ercole è un di più.
431. BIBIENA Ferdinando Galli, Architetture e prospettive dedicate a S. M. Carlo VI imperatore de’ Romani, Augusta 1740, in fol.
Lo sforzo della scienza di questo sommo prospettico non basta a rendere tollerabile il pessimo gusto delle sue macchine e decorazioni. In questo volume oltre a 41 tavole delle quali è formato, trovansi alla fine alcuni suoi disegni originali.
433. BLONDEL François, Résolution des quatre principaux problèmes d’architecture dediée à M. Colbert, Paris 1673, in fol. max.
Opera in cui Blondel fece conoscere la forza della sua istruzione nella matematica applicata alle arti ec. con 8 tavole di figure e dimostrazioni.
434. BLONDEL François, Cours d’architecture enseigné dans l’Accademie Royale d’Architecture, Paris 1698, in fol., 2 vol. fig. Seconde édition augmentée et corrigée.
Opera assai ben immaginata ed eseguita, ove sono instituiti sulle tavole intagliate i confronti delle varie proporzioni e dottrine di Vitruvio, Vignola, Palladio e Scamozzi e Serlio e Barbaro, e Filandro. Opera dotta e superiormente bene disegnata e stampata con gran numero di tavole in rame riportate fra il testo. Esemplare magnifico in mar. dor.
436. BLONDEL François, Discours sur la necessité de l’etude de l’Architetture, Paris, chez Jombert 1764, in 12.
437. BLONDEL François, De l’utilité de joindre à l’etude de l’architecture celui des sciences et de arts qui lui sont relatifs, Paris 1771, in 8.
Quest’opuscolo è estratto dal terzo volume del Corso d’Architettura di questo autore.
438. BLONDEL François, Discours sur l’architecture avec deux lettres, la première sur un projet d’hotel pour la ville de Paris, la seconde sur differens moyens propres à encourager les artistes, Paris, chez Jombert, 1771, en 8.
441. BONARROTI Michel Angelo, Le porte di Roma nuo 79vamente ed esattamente disegnate ed intagliate, Bologna 1787, in fol. fig.
Uno scolaro del Bibiena, par nome Giovanni Lodovico Quadri, lasciò per morte incompleto il lavoro, che fu fatto terminare da Pio Panfili a spese di Lelio dalla Volpe editore. L’opera è scarsa, eseguita con poco gusto. Dopo il frontespizio è un avviso che istruisce di quanto sopra; indi il ritratto del Buonarroti e sette tavole.
448. De BOUELLES Charles, Aggiuntovi: Peleiier Jacques médecin et mathematicien de l’usage de la geometrie, Paris 1573, in 4, fig.
449. BRANCA Giovanni, Manuale di architettura con figure delineate da Filippo Vasconi, Roma 1718, in 12.
450. BRANCA Giovanni, Lo stesso corretto ed accresciuto, Roma 1772, in 8 pic.
Queste due edizioni sono la seconda e la quarta, essendo comparsa la prima nel 1619 vivente l’autore: comodo e facile fu per gli scolari riputato questo manuale e di poca spesa e perciò ristampato più volte. L’opera è divisa in sei libri, con un’appendice di aforismi in materia idraulica e le tavole son 28.
453. BRUNO Spinelli Giovan Battista, La stessa opera: seconda impressione con l’aggiunta della seconda parte contenente altri documenti sopra le fabbriche, Bologna 1708, in 4.
454. BRUNO Spinelli Giovan Battista, La stessa riprodotta da Guido Angelotti, Bologna 1765, in 4.
Libro assai ben fatto per dar un’ idea del prezzo de’ materiali e della relazione, che ha questo Col il valore della mano d’opera con multi utili ragguagli.
455. BULLANT Maître Jean, Reigle generale d’architecture de cinq manières de colonnes, livre enrichi de plusieurs autres, à l’example de l’antique, à Rouen 1647, in fol. fig.
Sono 30 fogli che compongono il libro; e le tavole assai ben disegnate e intagliate in legno sono frapposte al testo. L’opera fu scritta nel 1564 e pubblicata in quel tempo. Questa seconda edizione non è però comune, né senza pregio e l’autore si mostra inteso delle dottrine vitruviane profondamente.
456. BULLET, L’architecture pratique qui comprende le detail du Toisé et du Devis des ouvrages de massonerie, charpenterie, menuiserie ec., Paris 1691, in 8.
Con un frontespizio figurato e molte tavole in rame di bell’intaglio inserite fra il testo. Opera utile per le pratiche e i costumi e le leggi in materia edificatoria.
457. CALDERARI Otone, Disegni e scritti di architettura, vol. 2, Vicenza 1808 a 1815, fol. max. fig.
459. CALEPIO Nicolino, Elementi d’architettura civile, Bergamo 1784, in 8, fig.
Opera elementare di poco conto.
460. CAMUSE de Mezieres, Le genie de l’architecture, ou l’analogie de celle art avec nos sensations, Paris 1780, en 8.
Libretto esteso con qualche gusto, atto a intrattenere su questo argomento anche chi non conosca, o non voglia applicarsi allo studio profondo dell’architettura.
461. CAPRA Alessandro architetto e cittadino cremonese, La nuova architettura famigliare, Bologna 1678, in 4, fig.
Prima edizione con molte tavole intagliate in legno fra il testo.
464. CARLETTI Nicolo, Istituzioni d’architettura civile, vol. 2, Napoli 1772, in 4, fig.
Sono in quest’opera 21 tavole cosi mal intagliate che non possono guidare che con incertezza la gioventù i precetti sono sani per l’arte, falsi pel gusto e gli esempi non atti ad alcuna pratica lineare.
465. CATANEO Pietro, I quattro primi libri d’architettura, Venezia, in casa de’ figliuoli di Aldo, 1554, in f. fig.
466. CATANEO Pietro, Aggiuntovi: Verantii Fausti siceni machinae novae rum declaratione latina, italica, hispanica, gallica et germanica, Venetiis, cum privilegiis, sine anno et impressoris nomine.
Sono 49 tavole; aggiuntovi altre macchine e disegni vari.
467. CATANEO Pietro, Lo studio d’architettura civile sopra gli ornamenti di porte e finestre di Domenico de’ Rossi, italiano e tedesco. Auspurg senz’anno, in fol. fig. tavole 53.
Il Veranzio non debb’essere di molto antica impressione 83poiché dimostra le nuove Procuratie in una tavola della Piazza S. Marco di Venezia edificate col terzo piano ec. e quasi potrebbe determinarsi l’epoca, se il disegno è abbastanza fedele, giacché non vedesi la loggietta alla torre. Singolare è però il porsi lungo questa Piazza tre fontane, che egli pretendeva potere far sorgere d’acqua dolce con poco dispendio. Le tavole sono di meschino intaglio e le nozioni non troppo chiare e precise, non senza però qualche finezza di accorgimento.
468. CATANEO, I quattro primi libri d’architettura, Venezia, in casa dei figliuoli di Aldo, 1554, in fol. fig.
471. Du CERCEAU Jacobi Andronetii, De architectura opus ec., Lutetiae Parisiorum 1559, in fol. fig. Prima edizione.
Questo libro contiene i piani e i disegni di 50 differenti edifici, al qual libro è aggiunta una collezione di 25 archi trionfali antichi e moderni dello stesso autore pubblicati nell’anno 1549, e da’ bibliografi non citati.
472. Du CERCEAU Jacobi Andronetii, Livre d’architecture contenant les plans et desseings de 50 bastimens tous differens ec., Paris, par Benoist Prevon, 1559.
Le 50 tavole di nitido intaglio sono tutte precedute dalle dichiarazioni impresse con tipi eleganti. Tutte le opere dì questo autore sono da tenersi in maggior pregio della più parte di quelle che vennero dopo di lui. Riguardessi questo volume, come la prima parte del suo Trattato architettonico, a cui si accompagni il seguente.
473. Du CERCEAU Jaques Androuet, Second livre d’architecture contenant plusieurs ordonances de cheminées, lucarnes, portes, fenêtres etc. Avec les desseins de dix sepultures toutes differentes, Paris, de l’imprimerie d’Andre Wechel, 1561, in fol. fig., sonovi 74 disegni intagliati in rame.
Questo libro un po’ bizzarro nelle invenzioni conserva ancora alquanto del buono stile che fioriva allora più che in ogni tempo posteriore in Francia.
474. Du CERCEAU Jaques Androuet, Les plus excellents bâtimens de France, au quel sont designés les plans de 15 bastimens et de leur contenu, ensemble les élévations et singularitée d’un chascun, 2 vol., Paris 1607, legati in uno in fol. fig.
Allettanti edifici sono illustrati nel secondo volume: opera che comprende quanto di più insigne produssero le arti in Francia nell’aureo secolo di Francesco, piena di preziose nozioni relative agli artisti di quell’età. Le tavole sono in rame, o intagliate con gusto.
478. Le CLERC, Traité de geometrie théorique, et pratique à l’usage des artistes, Paris 1774, in 8. Con 53 tavole in rame, il numero delle quali ricomincia ad ogni capitolo.
479. CLERMONT, L’arithmétique militaire, ou l’arithmétique pratique, divisée en trois parties, Paris 1733, in 4. — Aggiuntovi: la Geometrie pratique de l’ingenieur, ou l’art de mésurer: dediée a M. de Vauban, Paris 1733, in 4. Con 27 Tavole intagliate in rame.
482. COURTONE, Architecture moderne, ou l’art de bien bâtir pour toutes sortes de personnes, vol. 2, in 4, Paris 1728, fig., chez Jombert.
Opera divisa in cinque parti, il cui secondo volume è tutto consecrato a cento cinquanta tavole intagliate in rame. L’epoca infelice pel gusto rende l’opera di mediocre pregio ec. Il nome di Courtone non è nel frontespizio e l’opera è annunciata anonima, ma trovasi segnato sotto alcune delle stampe.
483. CRISTIANI Gir. Franc., Dell’utilità e della dilettazione de’ modelli. Dissertazione, Brescia 1765, in 4. — Aggiuntovi: Altra dissertazione per confutare le idee innate, letta in Brescia in un’accademia letteraria, 1766, ivi. — Dell’armonica proporzione d’applicarsi all’architettura civile. Due dissertazioni epistolari a M. G. Bottari, 1767, ivi. — Allegazione legale idrostatica in una causa ver 86tente tra li Sigg. Parisi e Colle di Roveredo , 1771, in 4, ivi.
484. CRISTIANI, Trattato delle misure d’ogni genere, antiche e moderne: con note letterarie e fisicomatematiche, a giovamento di qualunque architetto, Roma 1760, in 4, fig.
Tutte le opere di questo sommo matematico e ingegnere sono da tenersi in pregio fra le migliori di questo genere.
486. DECHALES Claudii Francisci, Cursus seu mundus mathematicus, ubi de architectura civili et militari, de perspectiva et alia, Lugduni 1690, in fol. fig., vol. 4.
Trattasi in quest’opera di prospettiva, di architettura, del taglio delle pietre, e di tutto ciò che può aver derivazione o sussidio dagli studi matematici. Ma nulla potrebbero apprendervi quelli clic non avessero ricevute buone instituzioni, poiché ciò che riguarda le belle arti è cosa accessoria e di cattivo gusto.
488. DESGODETS, Les loix des bâtiments suivant le contarne de Paris. Avec les notes de M. Goupy: nouvelle édition augmentée de la conference des contùmes sur chaque article, Paris 1768, in 8.
Ottimo libro, che presso d’ogni nazione sarebbe, utile secondo i diversi codici di legislazione, a fine di evitare ogiù sorta di contestazione, che deriva dall’ignorare i costumi e le leggi intorno gli edifici.
490. DERAND Francois, L’architecture des voutes, ou l’art des traits et coupé des voutes, Paris, chez Sebastien Cramoisy, 1643, in fol. fig.
Opera estesa con molta prolissità e complicazione e con infinito numero di dimostrazioni e figure in tavole 121, alla quale bisogna accordate un merito distinto per le grandi cognizioni pratiche e matematiche in essa raccolte.
494. DURAND J. N. L., Précis des leçons d’architecture données à l’Ecole Polytechnique, 2 vol. in 4, Paris 1830.
In questi due volumi contengonsi 64 tavole intagliate a contorni da Normand con moltissime figure in piccole dimensioni. L’autore segue un modo d’instituzioni suo nuovo e particolare, che servir potrebbe con qualche modificazione a indurre utili varietà nel sistema generale di questi insegnamenti.
499. ESSAI sur l’architecture, Paris 1753, in 8.
Operetta assai ben ordinata e piena di critica, ove la verit89à è sviluppata senza false prevenzioni né orgoglio nazionale.
502. FÉLIBIEN, Des principes de l’architecture, de la sculpture, de la peinture et des autres arts, qui en dépendent, avec un dictionaire des termes propres à chacune de ces arts, Paris, chez Coignard, 1690 en 4, fig.
Esemplare magnifico in mar. dor. della biblioteca di Colbert cui venne l’opera intitolata; con 65 tavole di bellissimo intaglio e le vignette incise da le Clerc. In tutte le opere di questo autore avvi una giudiziosa scelta di cognizioni, e molto gusto anche nella maniera di esporle.
505. FOSSATI Giorgio. Storia dell’architettura nella quale, oltre le vite degli architetti, si esaminano l’o90rigine e i progressi dell’arte, adorna di molte tavole, t. I., Venezia 1747, in 8, fig.
Non apparve alla luce che questo solo tomo, il quale, come confessa l’autore nella sua prefazione, non è che una traduzione dell’opera di Félibien sull’architettura, a cui aggiunse molti rami, promettendo altri temi in seguito di suo conio, che non videro mai la luce. Le tavole, rappresentano molti dei principali edifici del mondo, sono 32.
512. GALILEI Galileo, Le operazioni del compasso geometrico e Militare. Dedicato al Seren. Principe di Toscana D. Cosano de’ Medici, Padova 1606, in fog. p. fig.
Edizione stampata in numero di soli 60 esemplari. Le ragioni della quale scarsezza di copie l’autore fa conoscere in un avviso ai discreti lettori.
514. GALLACINI Teofilo, Aggiuntevi: le Osservazioni di Antonio Visentini architetto veneto, che servono di continuazione al trattato del Gallacini, Venezia 1772, in fol. fig.
Scrisse il Gallacini la sua opera nella metà del 1600 e sebbene vi si trenino cose argute, non sono dettate da un discernimento troppo fino. Le tavole in rame sono inserite fra il testo. Non può negarsi che non siano però in questo libro utilissime riflessioni, ma oro misto a molta scoria. Il Visentini poi architetto di gusto depravato, sebbene pienissimo di cognizioni pratiche, aggiunse un libro inferiore di molto ali opera del Gallacini: poiché cercò gli errori in opere eseguite da architetti assai di lui peggiori, come dalle tavole di questo libro può vedersi, censurando con molta ragione i diffetti più palesi, che non meritavano certamente l’onore della critica.
516. GIARDINI Giovanni da Forlì, Disegni diversi inven93tati, e delineati per lampadi, candelabri ed altri simili arredi, Roma 1714, in fol.
L’epoca infelice per le opere di gusto, in cui furono pubblicati questi disegni intagliati da Massimilno Limpach di Praga, basta per relegare quest’opera fra i monumenti, che nella storia dell’arte attestano il decadimento a cui soggiacque in quel secolo: sono 100 tavole intagliate in rame.
518. GRAPALDI Francisci Maria, De partibus aedium, editio princeps, sine loco et anno.
Nella prima carta sono due epigrammi l’uno del Beroaldo, l’altro del Grapaldi a Orlando Pallavicino: segue un secondo foglietto colla dedica allo stesso Pallavicino; e incomincia subito il testo diviso in due libri. In fine termina con un indirizzo dello stampatore Angelo Ugoletto parmense al lettore. Senza che siavi espressamente segno di luogo, ed anno e di contro nell’ultimo foglietto sono 8 versi di Bernardino Sassoguidano modenese e la marca dell’Ugoletto. Sono in tutto 194 foglietti di stampa in bei caratteri rotondi, esemplare bellissimo in mar. dor. di un’opera da tenersi in pregio.
519. GRAPALDI Francisci Maria, De partibus aedium cum additamentis: Franciscus Ugoletus parmensis impressit anno 1506, die decimo Maii, in 4, parv.
Sono in questa seconda edizione aggiunte le tavole delle materie che occupano 15 foglietti.
520. GRAPALDI Francisci Maria, Idem, addita modo verborum explicatione, Parma, per accuratissimos impressores Octavianiun Saladum et Franciscum Ugoletum, 1516, in 4 parv.
In questa edizione è aggiunta la spiegazione dei vocaboli a maniera di lessico, che incomincia dal foglio 135 e va sino al fine al 265. Edizione completa.
521. GRAPALDI Francisci Maria, Idem. Basilea, apud Joan. Valderianum, 1553, in 4. par. 93
522. GRAPALDI, Idem, Basilea, ex officina Valderiana, 1541, in 4 par.
Queste due ultime edizioni non sono che ristampe della seconda di Parma del l506.
523. GROHMANN J. G., Recueil de dessins d’une exécution peu dispendieuse contenants des plans des petites maisons de campagne, pavillons, temples, hermitages etc. etc., à Venise, chez Remondini, 1805, in 4, fig., M. 92.
Quest’opera è fatta per la costruzione dei giardini moderni detti all’inglese e contiene 37 tavole intagliate in rame senza alcun testo.
527. HALL James, Essay on the origin and principles of gothic architecture, London 1813, in 4, fig.
L’opera è stampata magnificamente e comprende 60 tavole intagliate con brio, compresovi il frontespizio.
529. HUBK, Réflexions sur l’architecture, Konisberg 1765, in 8.
Opuscoletto esteso con molta indipendenza e nessuna servilità di opinioni.
531. JOMBERT, Architecture moderne ou l’art de bien bâtir puur toute sorte de personnes, 2 vol. en 4. 1728, fig., chez Jombert.
Quest’opera non è che la riproduzione di quella di Briseux.
533. JONES, The designs consisting in plans and elevations for public and private buildings pubblished by William Kent with some additional designs, vol. 2 legati in uno, London 1770, in fol. mass. fig.
Questo architetto a giusto titolo può dirsi il Palladio dell’Inghilterra, la quale troppo presto si scostò dalla purità del suo stile: 73 tavole contiene il primo volume: e 63 il secondo, nelle quali si vede come avrebbe potuto gareggiare l’anglica colla romana magnificenza; se per bizzarria di novità non si fosse abbandonata troppo presto l’ultima direzione che questo maestro aveva data a simili studi.
534. JOUSSE Mathurin, Le secret d’architecture découvrant fidellement les traits géometriques, coupés et debolement nécessaires dans les bâtimens; à la Flêche 1642, in fol. fig.
Opera stimata per le cognizioni profonde di pratica e di matematica applicata all’architettura, ritenuta anche rara dal de Bure. Le tavole in legno sono inserite fra il testo: nulla 95verte su ciò che è delineazione degli ordini, o parti orna mentali dell’architettura.
535. Izzo S. I. Jo. Bapt., Elementa architecturae civilis in usum Collegii Theresiani, Vindobonae 1764, in 8, fig. con 30 tavole in rame. Opera superficiale e di cattivo gusto.
539. LABACCO, Libro appartenente all’architettura, impresso in Roma in casa nostra negli anni del Signore 1559, con 36 carte delle quali una forma le dedicatorie e altre tre esprimono i privilegi in fol. fig.
È da notarsi che la data è contraffatta.
543. LAVALLÉE Poussin, Nouvelle collection d’arabesques propres à la decoration des appartemens dessinées à Rome par L. P., et autres celebres artistes modernes et gravées par Guyot, Paris, chez Treuttel et Wurtz etc., in 4, gr. fig.
Sono in quaderni di quattro stampe per ciascuno, componenti la collezione di 40 tavole con pochi cenni illustrativi e una notizia istorica sugli arabeschi del Sig. Alessandro Lenoir.
544. LAUDROMO Sitonio, Saggio dell’architettura civile, ovvero regole pratiche di capimastri e padroni di fabbriche. Edizione seconda, Milano 1770, in 8.
Libro pieno di pratiche e avvertenze per le comodità interne negli edifici.
545. LAUGIER, Essai sur l’architecture: nouvelle édition avec un dictionnaire des termes et des planches qui en facilitent l’explication, Paris 1733, en 8, fig.
Con un avvertimento di 32 pagine l’autore risponde in questa seconda edizione alle censure crudeli che erano state pubblicate intorno l’opera sua in un opuscolo examen d’un essai sur l’architecture. A noi sembra che questo saggio sia pieno di utili avvertenze, ma forse per alcune sincerità andava a ferire con qualche forza alcuni artisti di cattivo gusto (che in quel tempo non mancavano) e si dolsero senza misura della sempre odiata verità.
547. LEONCINI Giuseppe, Instrutioni architettoniche pratiche concernenti le parti principali degli edifici delle case, secondo la dottrina di Vitruvio e d’altri autori, Roma 1697, in 8, fig.
Libretto curioso, e non comune, con poche tavole collocate tra il testo.
549. LODOLI (Carlo P.), Elementi dell’architettura lodoliana, ossia l’arte del fabbricare con solidità scientifica e con eleganza non capricciosa. Lib. II, vol. I, Roma 1786. Non fu mai stampato che il primo volume, M. 15.
Opera singolare: sotto il ritratto dell’autore vennero incise queste parole forse il Socrate architetto. Questo frate pieno d’ingegno, di critica, di bizzaria, compose sempre lo sue opere a maniera di apologi e di satire: e comincia anche qui con un apologo che l’autore indirizza a chi vorrà sentenziare il suo libro prima di leggerlo: poi si giustifica d’aver scritto sull’architettura senza essere architetto. Vedi all’artic. Descrizione.
552. MARCHETTI Giovanni, Trattato del compasso di proporzione, Milano 1759, ad istruzione del Collegio de’ nobili di Milano, in 8. fig. con una gran tavola in fine.
554. MARGARITA Philosophica Ubi de architectura et alia. Argentinae 1512, in 4, fig. – Accedit Boetii libri duo de arithmetica, Venetiis 1488. Editio Princeps.
555. MAROT Jean, Recueil des plans, profils et élévations des plusieurs palais, chàteaux, eglises, sépultures, grottes et autels bâtis dans Paris, senza data, in fol. pic. fig.
Prima edizione delle opere architettoniche di questo autore: freschissimo esemplare contenente 125 tavole.
558. MARQUEZ D. Pietro Gias., Due antichi monumenti d’architettura messicana illustrati, Roma 1804, in 8, fig.
Con 4 tavole in rame.
559. MARQUEZ D. Pietro Gias., Delle ville di Plinio il giovine con un’appendice sugli atrii della S. Scrittura e gli scamilli impari di Vitruvio, Roma 1796, in 4, fig.
In quest’ultimo opuscolo l’interpretazione degli scannili troverà certamente pochi seguaci.
561. MARQUEZ D. Pietro Gias., Esercitazioni architettoniche sopra gli spettacoli degli antichi con un’appendice sul bello in generale, Roma 1808, in 4, fig.
Con 27 figure dimostrative, in 3 grandi tavole. Questo dot100to Messicano sparse una copiosissima erudizione in tutte te sue opere, che meritano di stare fra le più utili e istruttive in queste materie.
562. MASI Girolamo, Teoria e pratica di architettura civile per istruzione della gioventù, specialmente romana, Roma 1788, in fol. fig.
Sonovi tredici gran tavole al fine, precedute da un dizionario compendioso d’architettura civile. Trattasi la materia per costituire un buon pratico, e non perdutisi di vista tutte le istruzioni teoriche, tutte le misure delle varie nazioni comparate, tutte le indicazioni succinte degli autori di questa materia; in fine può dirsi essere un eccellente libro elementare in un senso diverso affatto dalle altre instituzioni.
564. MÉMOIRES critiques d’architecture contenantes l’idée de la vraye et de la fausse architecture; une instruction sur les trompéries des ouvriers, une dissertatition sur la formation des mineraux et leur emploi, sur la qualità de la fumée et de la manière d’y remédier et sur d’autres matières non encore éclaircies, Paris 1702, en 12.
Libretto piccantissimo e pieno di sali e di critica singolare.
565. MILIZIA Francesco, Roma, delle belle arti del dise 101gno: parte prima: dell’architettura civile, Bassano 1787, in 8.
566. MILIZIA Francesco, Principi d’architettura civile, 1785, vol. 3 in 8, fig.
Con otto tavole in rame. Opera piena di critica approfonditissima e scritta con libertà di pensare e sapere sommo.
567. MILIZIA Francesco, Indice di figure relative ai principi d’architettura civile, disegnate ed incise in 27 tavole da Giovan Battista Cipriani sanese, Roma 1800, in 8 fig. – Aggiuntevi: Notizie di Francesco Milizia scritte di lui medesimo con un catalogo delle sue opere, dai torchi remondinani, 1804.
Giovan Battista Cipriani fu assistito e diretto dall’autore per il disegno e intaglio di queste tavole che deggiono applicarsi, 10 al primo tomo dell’Architettura civile, 12 al secondo e 5 al terzo, oltre le 8 che a quest’ultimo ne ha date lo stesso Milizia.
568. >MISCELLANEA di molte stampe d’ornamenti, di figure ec.
Comincia col libro dei grotteschi di Simone Vovet intagliati da Dovigny. Poi gli ornati di Ducerrean intagliati da Poilly, gli ornati di Raffaello pubblicati da la Guertiere, i fregi del Mitelli; le Bar [...] de Pieret e molte statue e figure prese da Rafaello pubblicate da Mariette; in tutto dugento [...].
575. Le MUET, Maniere de bâtir pour toute sortes de personnes, Paris, chez Jombert et Barbou, senza data, in fol. fig.
Falsamente questa si intitola egualmente seconda edizione, quantunque quattro almeno deggiono averla preceduta. Dopo il frontespizio è il ritratto dell’autore e seguono poi le tavole d’altro intaglio unite al testo, parimente inciso in rame. Le tavole sono 106 e forse gli editori intesero di dirla seconda edizione, in riguardo agiuntagli, mentre in tutte le precedenti avevano servito le tavole originali.
578. NAVONE Giovan Domenico e Cipriani Giovan Battista, Nuovo metodo per apprendere le teorie e le pratiche dell’architettura civile sopivi una nuova raccolto dei più cospicui esemplari di Roma, misurati, ed incisi collo annotazioni dell’Abb. Niccola Mari, Roma, dai torchi di Luigi Perego Salvioni, Parte I, 1794, in fol. fig.
La bella esecuzione dei prospetti e delle piante lascia bramare una maggiore precisione nelle tavole dei dettagli, che sono prodotti con qualche negligenza e in piccola forma sono in tutto 55 tavole.
579. NELLI Giovan Battista, Discorsi di architettura: colla vita del medesimo e due ragionamenti sopra le cupole di Alessandro Cecchini, Firenze 1753, in 4, fig.
Col ritratto dell’autore, e tre tavole in rame. Questi discorsi sono pieni di dottrine, e i ragionamenti sulle cupole egualmente rendono ragione d’interessantissimi artifici.
581. NOBILE (Pietro), Progetti di monumenti architettonici immaginati pel trionfo degli alleati nel 1814, Trieste detto anno, in 4, M. 25.
583. OPERNORD, Livre contenant 12 cartouches propres aux édifìces et aux ouvrages de tous les beaux arts, in fol. obl.
Trovansi queste unite in un volume con altre tavole di decorazioni d’interne parti negli edifici di un gusto detestabile.
584. De l’ORME Philibert, Le premier tome de l’architecture, Paris, chez Morél, 1568, in fol. fig.
Questo contiene 19 libri d’architettura di questo autore e deve riguardarsi come opera completa, giacché le traité de la Charpente forma un trattato separato, sebbeue potesse intitolarsi il secondo tomo di quest’opera. Questo architetto è il padre dell’arte in Francia e il migliore scrittore in questa materia; nella quale col progresso dell’età peggiorò il gusto, quantunque i modi di esecuzione si perfezionassero, il libro è buono, e le tavole copiosissime in legno sono di bellissima esecuzione, massimamente i capitelli corinti e le trabeazioni ornate, che sebbene intagliate in legno si direbbero incise in rame: sono queste frapposte alla bella edizione del testo. L’opera è dedicata Caterina dei Medici, madre di Carlo IX. Magnifico e raro esemplare.
585. De l’ORME Philibert, Nouvelles inventions pour bien bastir et à petits frais trouvées à Agueres. Paris 1578, in fol. fig.
Opera dedicata a Carlo IX con un bellissimo ritratto dell’autore in legno. Questo è il trattato della Charpente, meritamente stimato come una delle più belle produzioni dell’autore e del secolo, con bellissime tavole in legno fra il testo. In fine: Paris, de l’imprimerie de Hieroime de Marnef et Giul. Cavellat, 1576.
588. OSII Theodati, De architecturae et agrimensurae nobilitate, Mediolani 1639, in 8.
Opuscoletto in caratteri corsivi.
590. OZANAM, L’usage d’un compas de proportion avec un traité de la division des champs, à la Haye 1691, in 12. fig.
Con una tavola. L’autore è abbastanza raccomandabile per se stesso.
591. PACIOLO frate Luca di Borgo S. Sepolcro, Summa de arithmetica, geometria, proporzioni e pro-portionalità, Venezia, per Paganino, 1494, in f. fig.
Sul frontespizio sia il sommario dell’opera, e dietro un indirizzo a Marco Sanudo inviandogli il libro dedicato già al Duca d’Urbino, come in seguito vedesi per la lettera italiana e latina ove sono infinite cognizioni d’artisti allora viventi.
Seguono poi altri sommari delle cinque parti dell’opera e la tavola delle materie e il testo procede poi per 224 fogli oltre i prolegomeni. Il trattato di geometria colle figure impresse sui margini ricomincia con nuovo numero di tavole dall’1 sino al foglio 76, ove è il privilegio e il registro.
599. PALLADIO, Le thermes des Romains publiées de nouveau avec quelques observations par Octave Bertotti Scamozzi d’après l’exemplaire du Lord Comte de Burlingthon, imprimé à Londre en 1732, Vicence, chez François Modena, 1785.
Questo può servire e trovasi spesso accompagnato come quinto volume di Palladio. Vedi anche all’articolo Pianta e facciata del Palazzo Banuzzi.
600. PANSUAHON, Recueil des profils d’architecture, ouvrage divisé en deux cahiers, Paris, en 4, fig.
Il primo contiene 23 tavole con profili esterni di trabeazioni di vari ordini. Il secondo altrettante tavole con profili, relativi ad interne decorazioni mobiliarie.
601. PATTE, Mémoires sur les objets les plus importants de l’architectur, Paris 1769, in 4, gr. fig.
Opera con 27 tavole in rame, che aggirasi in molte utili 109 pratiche e previdenze. Quest’architetto fu scrittore di molto accorgimento.
602. Le PAUTRE Jean, Oeuvres d’Architecture à Paris, chez Jean Mariette, in fol., 3 vol. fig.
603. Le PAUTRE Jean, Sepultures et epitaphes nouvellement inventés et gravées par lui (tav. 22), à Paris, chez Mariette, in fol. p. fig.
Nei primi tre volumi, pubblicati da Mariette, sono raccolti i più bizzarri ornamenti d’ogni genere; e targhe e vasi e vedute e candelieri e tutto ciò che a una ricca fantasia può venire in capo, intagliati con grazia all’acqua forte: contengono questi oltre 650 tavole.
604. LE PAUTRE Antoine. Le Oeuvres d’architecture, à Paris, chez Jombert, 1652, in fol. fig.
Nel principio è un bel frontespizio figurato e un ritratto dell’autore. Contiene il volume 60 tavole precedute dal testo: sebbene il gusto di questo autore non fosse il più puro, nullameno è meno guasto che non poteva attendersi dal tempo; e le sue incisioni e i suoi ornamenti hanno un sapore e una grazia a loro particolare.
— PÉLETIER. Vedi tle BoueUes.
610. PIACENZA Pietro Giovanni, Discussione ragionata di due questioni architettoniche tratte dal 3 libro di Vitruvio, 1793 Milano, in 4 fig.
Vertono le discussioni sui scamilli, e sul capitello ionico con cinque tavole in rame, nelle quali chiaramente dimostra il suo assunto, che sia in relazione a quanto scrisse il Bertano.
612. POLENI Joannis, Exercitationes vitruvianae primus commentarius criticus de Vitruvii decem librorum editionibus, Patavii 1739 e 1741, in 4, mag. Vedi anche: Sexti Julii Frontini commentarmi: Patavii 1712, in 4, fig.
613. POLIPHILI (Francisci Columnae), Hypnerotomachia, ubi humana omnia nonnisi somnium esse docet etc. (opus a Leonardo Grasso Veronensi editum), Venetiis, mense Decembris, 1499, in aedibus Aldi Manutii, in fol. fig.
Prima edizione intatta, di margine massimo, esemplare di prima conservazione, ore tutte le figure e quella del sagrifizio a Priapo sono intatte. Legato con somma magnificenza in cuoio di Russia dorato.
614. POLIPHILI (Francisci Columnae), La stessa. Ristampato di nuovo e ricorretto con somma diligenza a maggior commodo dei lettori, in Venezia nell’anno 1545, in casa de’ figliuoli di Aldo. Esemplare non mancante di alcuna delle prerogative del primo per conservazione e magnificenza; ed intonso.
Questi due esemplari sono i più belli che da noi siansi veduti 111 di questa elegantissima e poetica finzione. La lettera b che si nova in diverse tavole, fece credere ad alcuni che queste fossero di Giovanni Bellino o di Gentile Bellino, e fra gli altri cosi opinò il Federici sulle memorie trevigiane. L’abate Zani al contrario adduce motivi congetturali per crederle del Bonconsigli e cita altre opere di quello stile, ove trovasi questa lettera preceduta da una J e seguita da un V; il che si accorda coll’uno e coll’altro maestro, poiché il nome di Giovanni era loro comune Joannis e la patria Venezia del primo e Vicenza del secondo, comincia per V; ma non ci sembra potere farsi altra induzione ben chiara, se non che la scuola di dove li disegni escirono è per lo stile certamente veneziana: e notaremo che per gli intagli in legno non occorreva loro maggior lavoro che non sarebbe occorso disegnare in carta, tracciando sulle tavolette pochi tratti di penna: puri meccanici intagliatori operavano il rimanente: onde anche uomini sommi prestavansi a quest’cura con pocchissima perdita del loro tempo. Questo cenno risponderà a molle obbiezioni che potrebbero farsi.
615. POLIPHILE, Hypnerotomachie ou discours du songe de Poliphile deduisant comme amour le combat a l’occasion de Polia, nouvellement traduit de langage italien en françois, Paris, pour Jacques Kerwer, 1554, in fol. fig.
Questa versione preparata dal cardinale di Lenoncourt fu pubblicata da Giovanni Martino la prima volta nel 1346 ed una posteriore a questa nostra nel 1561. Dopo il frontespizio figurato a tergo sta un avviso al lettore, indi segue la dedica, poi un secondo indirizzo ai lettori del traduttore. Alcuni versi nel 4 foglietto e la tavola dei capitoli in altri due fogli: dal numero 1 al numero 157 procede il testo in altrettanti foglietti; in fine Imprimé pour Jacques Kerwer marchant libraire par Marin Massellin le XXII Decembre l’an 1553. Le tavole in legno sono assai ben intagliate massimamente quelle ove trovansi paesaggi ed animali: alcune poche sono anche tratte dell’edizione originale. Esemplare magnifico in vit. dor.
616. POLIPHILE, La stessa versione senza alcuna differenza dalla precedente edizione, al fine imprimé pour Jacques Kerwer par Jean le Blanc le 11 Julliet 1561.
Magnifico esemplare colle pagine lineate in rosso.
617. POLIPHILE, Le tableau des riches inventions convertes du voile des feintes amoureuses qui son representées dans le songe de Poliphile desvoilées des ombres du songe et subtilement exposées par Beroalde, Paris, chez Mat. Guillemont, 1600, in fol. fig.
Dopo il frontispizio elegantemente figurato e intagliato in 112 rame, segue un discorso per l’intelligenza del medesimo elio occupa 10 foglietti e tre foglietti in versi in onore dell’autore; e segue la tavola dei capitoli. In tutto i prolegomeni seno f. 18. Comincia il testo dal fol. 1 al 154 e finisce con 6 fogli di tavole delle materie. Le tavole in legno sono tratte dall’edizione del 1554 e la versione stessa in più luoghi va di pari passo con quella. Crediamo inutile l’indicare come in tutte queste edizioni di Polifilo figurate, le tavole dei Priapi siano intatte: il che qualche volta non succede anche in bellissimi esemplari.
619. POLIPHILE, Le songe, traduction libre de l’italien par G. le Grand, Parme 1811, par Bodoni, 2 vol. en 4.
La versione rende quest’opera d’un gusto nuovo e singolare: con osservazioni del traduttore. Si può difficilmente trovare un’eleganza tipografica che eguagli questa edizione.
620. POLIPHILE, Songe de Poliphile traduction libre de l’italien par le même, 2 vol. en 12, Paris, chez Didot, 1804.
Elegantissima edizione, leg. in vit. dorato.
621. POST Pierre, Les ouvrages d’architecture, a Leyda 1713, in fol. fig.
Opera che si presenta con apparenza d’eleganza e di lusso, ma che esponendo le sole fabbriche dell’Olanda non riesce molto istruttiva. Ogni edificio o separatamente illustrato e preceduto con frontespizio a parte. Comincia colla casa del Principe Maurizio di Nassau. La sala d’Orange, la casa di Swanenburg, la casa di Ryxdorp, il palazzo pubblico di Mastricht 113, la casa del peso di Gonda e un libro in fine di 23 camini di sua intenzione. Tutto meno che mediocre.
623. PREISLER (Justin), Ornamenti d’architettura, Norimberga 1734, in 4, fig. in tedesco.
Sono 14 tavole con 26 porte intagliate in rame dalle quali Dio salvi ogni cristiano dal divenir eretico passandovi sotto.
624. PRETI Francesco-Maria, Elementi d’architettura, Venezia 1770, in fol. fig. in 4. Colle tavole, che presentano la pianta, spaccato e prospetto del teatro di Castel Franco da lui edificato.
Il celebre C. Riccati fece la prefazione a questi elementi e ci fa conoscere che l’autore era un pratico materiale chiamato dalla natura alle più felici disposizioni per quest’arte, come il Ferracina nacque Meccanico, il Marchiori scultore ec. Ebbe in fatti bisogno che i suoi scritti venissero ripuliti d’altra penna ec.
625. PRETI Francesco-Maria, Ragionamento sopra i principi d’architettura, Padova 1795, in fol. pic.
630. RÉPERTOIRE des artistes, ou recueil des diverses pieces modernes d’architecture et nouvelles inventions de portes, chéminées, ornements et autres; ouvrage pour servir de suite aux oeuvres d’architecture de Jean le Pautre, par Charles Antoine Jombert, 1763 Paris, 2 vol. in fol.
631. REVESI Bruti Ottavio, Archisesto per formar con facilità li cinque ordini d’architettura, Vicenza 1627, in fol. fig.
Oltre la tavola che rappresenta l’archisesto vi sono 49 tavole di operazioni in tutti gli ordini disegnate e intagliate con gusto ed intelligenza profonda dell’arte. Il meccanismo però suggerito dall’architetto poco fu messo in pratica, poiché è un gran perditempo e non compensa della lentezza dell’opera colla precisione, che in tanti altri modi si può ottenere.
632. RIEGER Cristiano, Universae architecturae civilis elementa brevibus recentiorum observationibus illustrata, Vindobonae 1756, in 4, fig.
Edizione di bella esecuzione per la carta e pei tipi, con 15 tavole e il frontespizio figurato colla veduta di Vienna. I precetti dell’autore però non sono da valutarsi, pel gusto barbaro che domina in tutte le cose da lui disegnate.
634. RONDELEX Jean, Traité théorique et pratique de l’art de bâtir,vol. 4, Paris 1708, in 4, grande figurato.
Opera assai ben concepita ed eseguita, con vastità di cognizioni in ognuno dei rami relativi all’architettura con 180 grandi tavole. Estendesi nella parte dei legnami mobiglie, ferramenti, tagli di pietre, scelte de’ materiali ed è forse la più ampia che abbracci tutte le utili pratiche per l’arte edificatoria.
636. ROSSI Domenico, Studio d’architettura civile, V Cataneo Pietro, cui va unito.
637. Del ROSSO Giuseppe, Ricerche sull’architettura egiziana e su ciò che i Greci pare abbiano preso da quella nazione, in risposta al quesito della R. Accademia delle iscrizioni e belle lettere di Parigi proposto per l’anno 1785, Firenze 1787, in 8.
Opera divisa in due parti, nella prima raccolgonsi le notizie storielle e ciò che riguarda l’architettura egizia; e nella seconda si riconosce il passaggio dall’architettura egiziana alla greca.
Le ROUX G. B., Vedi Boissard Robert, nouveaux lambris de Galerie etc.
638. De la RUE J. B., Traité de la coupé des pierres, ou métode facile et abrégé pour se perfectionner en cette science, Paris, chez Jombert, 1764, in fol. fig.
Opera magnifica, in cui renne ben esaurita e chiaramente quest’importante materia con dotte illustrazioni e 80 tavole in rame. In fine è un trattato di stereotomia applicato all’uso del taglio delle pietre ec.
639. RUGGERI Ferdinando, Studio di architettura civile sopra gli ornamenti di porte e finestre colle misure 116 tratte dalle fabbriche più insigni di Firenze, Firenze 1728, vol. 3, in fol. mass.
Quest’opera serve ad illustrare i monumenti dell’architettura toscana in un’epoca sola, poiché non vengono prodotti i monumenti di quelle prime età alle quali siamo debitori del risorgimento delle arti. 80 tavole ha il primo volume, in egual numero il secondo e 77 il terzo; un semplice elenco la precede senza alcun ragguaglio storico o discussione critica.
641. RUSCONI Giovanni Antonio, Lo stesso nuovamente ristampato e accresciuto della pratica degli orologi solari, Venezia 1660, appresso Niccolini.
Il merito singolare di questa pregiatissima operetta consiste nelle tavole intagliate in legno con infinito gusto. L’edizione del Giolito ha il sommo avvantaggio della freschezza delle stampe.
642. SAGGIO sopra l’architettura gotica, Livorno 1766, in 8.
Opuscoletto di 32 pagine scritto con critica e profondità di cognizioni.
643. SALIMBENI Leonardo, Degli archi e delle volte, libri sei, Verona 1787, in 4, fig.
La materia è esaurita con profondità di cognizioni matematiche in quanto alle pressioni, non applicata però agli esempi storici nella pratica dell’arte.
644. SALVIATI Josephe pittore, Regola di far perfettamente col compasso la voluta et del capitello ionico et d’ogni altra sorta, in Vinetia, per Francesco Marcolini, 1552.
Non nono questi che quattro foglietti di stampa estremamente rari. Nella prima pagina sta il descritto frontespizio in un’antiporta figurata; la seconda è bianca; la terza contiene la dedica a monsig. Barbaro; la quarta la voluta intagliata; la quinta e la sesta la regola per delinearle; la settima un’altra figura intagliata della voluta; l’ottava ed ultima in mezzo a un cartellone intagliato l’epigrafe Soli Deo honor et gloria; in Vinegia, Giugno 1552.
645. SALVIATI Giuseppe, Regola di far perfettamente 117 compasso la voluta del capitello ionico, Venezia 1552, in fol., M. 83.
Questa non è che la ristampa del rarissimo opuscolo riprodotta per cura del Prof. Giovan Antonio Selva in Padova nel 1814. Vedi all’Articolo Selva.
646. SAMBIN Hugues, De la diversité des termes dont on use en architecture, reduict en ordre, à Lyon 1572, par Jean Durand, in fot. fig.
Produce l’autore intagliate in legno 36 figure di cariatidi o termini, la metà d’uomini, l’altra di donne, adattati agli ordini d’architettura nei più stravaganti modi, colle loro trabeazioni ornate. Anche il frontespizio è figurato. Il libro è di 76 pagine intitolato al Maresciallo Chabot.
648. SANTINI Angelo, Regole e avvertimenti pratici per fabbricar con sodezza, Ferrara 1770, in 8.
Sono poche osservazioni pratiche unite a molte altre geometriche riflessioni estranie al soggetto.
649. SANVITALI Federico, Elementi d’architettura civile opera postuma divisa in tre parti, Brescia 1765, in 4, fig. M. 5.
Non sonovi che quattro tavole al fine, ove sono epilogate in intaglio le nozioni elementari.
653. SCAMOZZI, L’architettura universale di nuovo ristampata con vari disegni in rame, Venezia 1694, in fol. fig., presso Girolamo Albrizzi.
Questa è precisamente l’edizione che fu intitolata al Cardinal Panfilio coi rami dell’edizione di Piazzola, li quali non sono in alcun modo da compararsi a quelli della prima edizione. Di queste due ristampe e di questa ultima in ispecie pochi bibliografi ne hanno contezza.
654. SCAMOZZI Vincent, Les cinq ordres d’architecture tirés du sixieme livre de son idée generale d’architecture avec les planches originales par Augustin Charles d’Aviler architecte, Paris, chez Coignard, 1685, in fol.
Questa versione fatta giudiziosamente da un nomo profondo nella materia si è resa rara oltre modo per le scarso numero degli esemplari, o pel consumo che ne fu fatto.
655. SCAMOZZI Vincent, Oeuvres d’architecture contenues dans son Idée de l’architectiire universelle, dont le sixieme livre, qui contient le cinq ordres a été traduit en français par Augustin Charles d’Aviler, et le reste traduit nouvellement par Samuel du Ry, à Leide, chez Pierre Vander, 1713, en fol. fig.
Esaurita l’edizione del sesto libro stampata a Parigi venne eseguita questa in Olanda, aggiungendovi il transunto degli altri libri. Fu poi arricchita d’una quantità di monumenti che avevano servito in altre opere d’antichità fendendosi 119 così il libro più interessante in apparenza e con oggetti che l’autore avrebbe altramente delineati.
656. SCAMOZZI Vincenzo architetto vicentino, Discorsi sopra le antichità di Roma con 40 tavole in rame, Venezia, presso Francesco Ziletti, 1583, in fol. p. fig.
Queste tavole alla pittoresca vennero intagliate da Giovan Battista Pittoni vicentino. Non fu mai fatta alcuna seconda edizione di quest’opera che ritiensi fra libri che hanno pregio anche di rarità.
657. SCAMOZZI Vincenzo, Sommario del viaggio, materie, fabbriche notabili da Parigi sino in Italia per la via de Nancy, l’anno 1600.
Questa è una copia legalmente estratta dal manoscritto originale esistente in casa Tornieri a Vicenza, ove sono accuratamente disegnate tutte le fabbriche e piante, come nell’originale, in 25 disegni a penna. Partì lo Scamozzi li 14 Marzo, ed arrivò li 11 Maggio a piccole giornate. Vedi Vitruvio coi commentari del Barbaro 1567.
659. SCHEINER Cristoforo, Pratica del parallelogrammo da disegnare, di nuovo data in luce da Giulio Troili, Bologna 1653, in 8, fig.
Con due tavole che esprimono il pantografo e il modo di usarne. Noti può dirsi questa una versione, ma piuttosto un estratto dei precedente.
660. SEGUIN, Manuel d’architecture, ou principes des operations primitives de cette art, Paris 1786, in 8, fol.
Versa questo trattato particolarmente sul calcolo delle superficie e dei solidi circolari, sul giro delle curve e sull’estrarre le radici quadrate e cubiche con nuovi e semplici metodi. Con 10 tavole al fine.
661. SELVA Giovanni Antonio, Delle differenti maniere di descrivere la voluta ionica e particolarmente della regola trovata dal Salvimi con alcune riflessioni sul capitello ionico: Dissertazione, Padova 1814, fol. fig., M. 83.
Quest’opera è con molto giudizio studiata ed esposta ed 120 onora l’autore più d’ogni altra sua produzione. Riproduce anche il raro opuscolo del Salviati col fac simile delle tavole in legno: e aggiunge quanto la sana critica dell’arte poteva suggerirgli; con sei tavole in rame al fine.
671. SERLIO, Lo stesso libro extraordinario, Lione 1560. Vedi Labacco, cui va unito.
673. SERLIO Sebastiano, Tercero y quarto libro de architettura 123 traduzido de toscano en lengua castellana per Francesco de Villalpando architetto, Toledo 1573, in fol. fig. In fine aqui fenesce el libro quarto de Sebastian Serlio bolonés. Y fue impresso en Toledo en Casa de Joan de Ayala anno 1573.
Le tavole in legno sono tutte imitato materialmente e calcate su quelle delle anteriori edizioni venete.
676. STEINGRUBER Jean David, Livre d’architecture civile. Stampato in tedesco e in francese, senza data di luogo e di anno: contenente disegni di fabbriche di barbaro gusto ed invenzione per insegnare gli elementi dell’architettura, in fol. obl.
678. TARUFFI Andrea, Breve discorso intorno l’architettura 124 e il modo per levare il fumo alli cammini, Bologna 1724, in 12 fig.
Con una tavola intagliata in legno. Aggiunto un secondo discorso sopra gl’incendi che alle volte succedono nelle case ed altri luoghi.
679. TEMPLES anciens et modernes, ou observations historiques et critiques sur le plus célebres monumens de l’architecture grecque et gothique : par M. L. M., Londres 1774, en 8, fig.
Questo libro colla data di Londra è stampato a Parigi, ma con moltissima eleganza sopra tutto per l’esatto disegno delle sette bellissime tavole disegnate da Dumont e intagliate da Sellier. L’opera è piena di critica e di dottrina, né se ne conosce su questa materia una che sia più concisa e più saggiamente imaginata ed eseguita di questa.
680. TOMMASIO (Christ), Non Ens actionis forensis contra aedificatitem ex emulatione, Halae Magdeb. 1735, in 4, M. 45.
681. VALTURII Roberti, De re militari lib. XII, Verona anno D. 1472, in fol. fig.
Edizione prima e rara di questo libro; legato in mar dor. Il nostro esemplare combina colla descrizione datane dal de Bure e da altri bibliografi, cominciando coi quattro foglietti Elencus ossia Index rerum, indi la prefazione che incomincia Credo equidem e il fine ove sono li 32 versi latini, i quali cominciano Valturii nostrae Princeps altissime linguae, e terminano Teque sequi ec. indi: Johannes ex Verona oriundus Nicalai Cyrurgie meidici filius, Artis impressorias magister, hunc de re militari librum elegantissimum litteris et figuratis signis, sua in Patria, impressit an. 1472.
La preziosità singolare di questo libro è nelle stampe in legno eseguite probabilmente da Matteo Pasti Veronese, il quale unitamente a Vittore Pisano detto Pisanello, pur veronese, lavorò molto per li Malatesti di Rimino: e per conseguenza anche questi disegni che illustrarono un’opera di autore Ariminese dedicata a Sigismondo Pandolfo Malatesta possono essere stati eseguiti da uno di quegli artefici, che erano per l’ingegno loro non, solo più chiari in Verona, dove il libro venne stampato, ma anche più accetti a que’ Mecenati sotto il cui dominio ogni ramo d’arte e di lettere godeva di nobilissima protezione. 82 sono le stampe sparse fra il testo, alcune delle quali difficili e complicate per la prospettiva, sono mirabilmente disegnate, in tutto ciò che alla figura umana appartiene: non veggiamo che siasi eseguita cosa migliore in quell’epoca, in cui le scuote della Germania vantavano uomini chiari e contendevano all’Italia il primato nel 125 le arti dell’intaglio e della stampa. L’Esopo del Tuppo è di gran lunga inferiore in merito di disegno, quantunque prodotto una dozzina d’anni dopo e ragionevolmente tengasi in tanto pregio. Aggiungiamo che lo stesso Valturio era disegnatore, come il riferiscono alcune lettere dal Battara riportate nella Raccolta Milanese: ma appunto esaminando le tavole del Valturio trovatisi differenze notabili fra alcune che possono essere tracciate da un ingegnere semplicemente e altre da un peritissimo artista. Oltre di che, giova notare la molta somiglianza, che passa tra alcuni disegni di queste figure e lo stile delle opere di scultura, che veggiamo in alcuni bellissimi medaglioni di Matteo Pasto e di Vettor Pisano, i quali erano in quell’età insigni nell’arte di modellare, dipingere, disegnate ec. Poco o nulla sul merito di queste tavole si estendono gli scrittori. Il Papilou ne tace, il sig. Ottley indica qualche cosa sull’assertiva data dal Maffei nella sua Verona illustrata e si riporta al fac simile che il sig Dibdin ha dato nella Spenceriana.
682. VASCONI Filippo, Studiò d’architettura civile , Roma, in fol., senz’anno.
683. VEGETII Flavii Renati, De re militari lib. IV. correcti a Godescalco Stewechio: accesserunt sex Jul. Frontini stratagematon lib. IV., Aelianus de instruendis aciebus; Modestus de vocabulis rei militaris. Castrametatio Rom. ex Polibio, et alia ec., Lugd. Bat., Plantin. , 1592, in 8. — Aggiugnesi a questo: Godescalchi Stewechii commentarius ad Flavii Vegetii Renati de Re militari libros. Eodem loco et anno fig .
684. VEGETU Renati, De re militari quatuor. Accedunt Frontini de Stratagematis. Eliani, de instruendis aciebus. Modesti de vocabulis rei militaris. Item picturae bellicae centum viginti passim Vegetio adiectae , Parisis 1553, in fol. fig.
685. VEGETII Flavii et Julii Frontini, Nec non alia veterum scripta de re militari , Lugd. Bat. 1644, in 12. VIGNOLA, Vedi Barozio . 126
686. VINGBOONS Philippe, Oeuvres d’architecture contenant les desseins des principaux bâtimens dans le dernier agrandissement de la ville d’Amsterdam , 2 vol. rel. in 1 tom., à la Haye 1786.
Opera di gusto infelice con 74 tavole in rame. Questo libro unito a quello di Pietro Post possono dare un’adeguata idea degli edifici olandesi in generale.
687. VIOLA Zanini padovano pittore e architetto, Dell’architettura , Libri due, Padova, presso Fran. Bolzetta, 1639, in 4, fig. prima edizione.
688. VIOLA Zanini, La stessa . Aggiuntovi: il modo di levare il fumo alli camini sì fatti, come da farsi , da Andrea Minorelli perito pubblico della città di Padova, Pad. 1677, in 4, fig.
689. VINCI Giovan Battista, Saggio di architettura civile con alcune cognizioni comuni a tutte le belle arti , Roma 1795, in 8, M. 87. — VISENTINI Antonio, Vedi Gallacini cui va unito .
690. VITTORE Bernardo Antonio, Istruzioni elementari per indirizzo de’ giovani allo studio dell’architettura civile , vol. 4, fig., Lugano 1760 a 1766, in 4.
Il primo volume contiene le istruzioni elementari divise in tre libri. Il secondo è formato da 100 tavole in rame relative a quel tomo. Il terzo contiene le istruzioni diverse per l’architetto civile divise in due libri. Il quarto è formato da 111 tavole di doppia grandezza relative al volume terzo. La prima parte dell’opera è dedicata alla Maestà di Dio; la seconda alla Vergine Maria: opera indigesta, farraginosa e di pessimo gusto.
691. VITRUVII (Marci), De architectura libri decem . Codex membranaceus com litteris aureopictis. Saeculi XIV.
Il codice è composto da 124 foglietti; sonovi alcune poche figure e i vocaboli greci al margine. Fu confrontato e corrisponde, con piccolissime varietà e non essenziali, ai due principali della Vaticana e per la bellissima sua conserva 127 zione, e prima legatura e lettere aurate, e nitidezza di pergamene il riteniamo di non comune preziosità.
692. VITRUVII M., De architectura libri tres . Codex membranaceus in fol.
Questo codice che non giunge se non a tutto il terzo libro è stato cominciato col massimo lusso ed eleganza, essendo la prima pagina interamente scritta a lettere d’oro e le due seguenti alternate in oro in lapis lazzuli e in porpora: tutto il resto del codice in minio e in nero, è della massima bellezza: non è però anteriore al XV secolo. Era nella biblioteca del Duca di Cassano.
693. VITRUVII L. Pollionis, De architectura libri decem, editio princeps.
Nel principio è la lettera di Giovanni Sulpizio al lettore: segue l’indice: poi la lettera del Cardinal Riario a Giovanni Sulpizio: vengono i dieci libri di Viuuvio: che finiscono con una carta di errata col registro. In fine Sexti Iulii Frontini Consularis de acques quae in urbem influunt; libellus mirabilis. Dell’ultima carta è il registro dei fogli, in fol., senza luogo ed anno. Questa è la più rara e pregiata edizione di quest’opera per esser la prima non solo, ma perché il suo testo è bastantemente corretto: esemplare magnifico in vit. dor. Era della biblioteca Corsini.
694. VITRUVII L. Pollionis, De architectura libri decem sexti Julii Frontini de aquaeductibus liber unus: Angeli Polidani opusculum: quod Panepistemen inscribitur: Angeli Policiani in priora Analytica praelectio, cui titulus est Lamia. Florentiae impressum anno a Natali Christiano 1496, in fol.
Non si può indovinare l’editore, né lo stampatore di questo testo, in cui trovansi alcuni poche varietà dell’edizione principe ec. Tre o quattro figure di semplici quadrati non bastano a poter dillo fra Vitruvii figurali: alcuni erroneamente un tempo lo riputarono prima edizione. L’anno di stampa trovasi dopo il X libro prima degli opuscoli e del Frontino. Il testo è preceduto da due soli foglietti colle tavole dei capitoli e il frontespizio. In tutto il volume sono 86 foglietti. Esemplare di bellissima conservazione.
695. VITRUVII L. Pollionis, De Architectura libri decem . Accedunt Cleonidae Harmonicum Introdoctorium, Frontini de aquaeductibus. Policiani opuscula, impressimi, Venetiis, per Simonem Papiensem, dictum Bevilacqua, 1497, in fol.
Le poche varianti che incontranti in questa edizione dalla 128 precedente di Toscana non sono prese da alcun codice, né in alcun motto comprovate, ma dettate da semplici conghietture: in tutto rassomiglia l’edizione fiorentina e non conosciamo se alcun uomo di profonda dottrina ne procurasse la ristampa. Sono questi 91 foglietti di stampa per l’aggiunta del Cleonide. L’anno di stampa sta dopo il decimo libro di Vitruvio.
696. VITRUVIUS Marcus, Per iucundum solito castigatior factus cum figuris et tabula, ut iam legi et intelligi possit , Venetiis, 511 diligentia Joan. de Tridino alias tacuino, in fol. fig.
È da notarsi, per ben conoscere gli esemplari completi di questa edizione, che dopo l’errata corrige debbono esservi nove carte di indici di vocaboli, le quali non sono in tutti gli esemplari, come ne fa fede altro esemplare, di altre mancante, essendosi posta la data immediatamente sotto l’errata, con altri caratteri, come se il libro fosse completo. Non è comune trovare esemplari in gran margine e intatti come questo nostro: le figure intagliate in legno sono inserite nel testo. Fra Giocondo insigne architetto fu primo a commentare il testo di Vitruvio mediante l’esposizione delle figure, e lo dedicò a Giulio II. Ma si permise molte conghietture, molte alterazioni del testo e viene dai critici tacciato di soverchio e temerario arbitrio vulnerando un classico prezioso.
697. VITRUVIUS Marcus, Iterum et Frontintis a Jucundo revisi repurgatique quintum ex collatione licuit , Florentiae, sumptibus Philippi de Giunta, 1513, in 8, fig.
698. Di L. VITRUVIO Pollione, De architectura libri dece traducti de latino in vulgare affigurati ; commentati et con mirando ordine insigniti: per il quale facilmente potrai trovare la moltitudine degli abstrusi et reconditi vocaboli a li soi loci, et in epsa tabula cum summo studio expositi et enucleati ad immensa utilitate de ciascuno studioso et benivolo di epsa opera. Cum gratia et privilegio: Gotardus de Ponte.
A tergo di questo frontespizio seguono i privilegi di Leon X 129 e Francesco I. Indi in sei susseguenti foglietti le tavole dei vocaboli e dei capitoli. Nell’ottavo foglio è l’orazione di Luigi Pirovano ai patrizi e al popolo di Milano, da cui si riconosce che avanti di stampare questa traduzione, fu data a rivedere ed emendare a Mauro Bono bergamasco, uomo in quest’arte esperto: a tergo di quest’indirizzo è la prefazione o dedica a Francesco re di Francia e duca di Milano, stesa da Agostino Gallo novocomense, regio Referendario in Milano. Dopo questi otto fogli comincia l’opera cosi Di Lucio Vitruvio Pollione, a Cesare Angusto, de Architectura incomenza il primo libro. Translato in vulgare. sermone commentato ed figurato do Cesare Cesariano cittadino mediolanense professore di architettura; con moltissime note ripiene di cognizioni in materia di arte e gran numero di tavole intagliate in legno, fra le quali gli antichi disegni dell’alzato e pianta del duomo di Milano. Continua il testo per cento ottanta tre fogli, nell’ultimo de’ quali finis. Qui finisce l’opera, preclara de L. Vitr. Pol. de Architectura, traducta de latino in vulgare, historiata e commentata a spese e istanzia del magnifico D. Augustino Gallo cittadino comense, e r. referendario ec. e del nobile D. Alvisio Pirovano patricio milanese. ec. ec. Impressa nell’amena et delectevole citade de Como per magistro Goiardo da Ponte citadino milanese nell’anno di N. S. G. Cristo 1521. 25 mensis Julii regnante il Christianissimo re di Francia Francisco Duca de Milano etc. tic. A tergo è il registro de’ fogli: l’ultimo foglio poi contiene la tavola degli errori e una protesta singolare del Gallo e del Pirovano contro il Cesariano che partì da Como, lasciando i suoi mecenati nell’imbroglio della stampa e della revisione, dopo consegnatoli manoscritto: ragione per cui ebbero bisogno dell’aiuto di Benedetto Giovio e Mauro Bono per condurre una sì laboriosa edizione. Gli esemplari di bella conservazione sono rari; difficilmente si conosce il più insigne di questo nostro, che apparteneva al Tuano.
699. VITRUVII, De architectura libri decemi , Florentiae, per heredes Philippi Iuntae, 1522, in 12, fig.
700. VITRUVII, De architectura lib. X, summa diligentia recogniti, cum nonnullis figuribus hoc signo * positis , 1523, in 8, fig.
701. VITRUVII, Altro esemplare dello stesso, preceduto da questi opuscoli ; Flaviiis Vegetius, vir illustris de re militari. Sextus Julius Frontinus, de re militari. Aelianus, de instruendis aciebus. Modestus, libellus de vocabulis rei militaris 1523, ec.
Esemplare bellissimo d’antica legatura appartenne al cav. Maderna architetto.
702. VITRUVII, De architectura lib. X. Cum summa diligentia recogniti et non nullis figuris sub hoc signo * positis , sine loco 1523, in 8.
Onde e novissime illustrazioni, correzioni e figure magistralmente segnate sui margini. Non abbiamo altro che conghietture da poter difficilmente azzardare sulla mano che con somma dottrina lo impreziosì, poiché sebbene apparisca evidentemente scrittura del XVI secolo, non avvi indizio dell’autore. Alcune emende e varianti sono giustificate non solo ma non trovansi prodotte in alcuno dei commentatori che hanno scritto in quest’opera. Vedesi che questi conosceva le lettere greche e latine infinitamente: e il lavoro è per lo più esteso in italiano purgatissimo. Nitidi sono i caratteri: in principio sono 3 pagine di minutissima forma intorno i pesi e misure. E non abbiamo trovato confrontare queste note se non colle dottrine palladiane in tutti i luoghi che coincidono sullo stesso argomento.
703. VITRUVII, De Architectura traducto di latino in vulcare dal vero esemplare con le figure a li soi loci con mirando ordine insignito . Versione di Francesco Lutio Durantino, Venezia, in le case di Giovan Antonio e Pietro fratelli da Sabio, 1524, in fol. fig.
Dopo il frontespizio riquadrato da un ornamento è la lettera del Durantino a’ lettori, indi la tavola dei vocaboli e quella dei capitoli. In tutto i prolegomeni sono foglietti 22, compreso quello dell’errata che precede il testo, il quale è di 110 foglietti con tavole in legno.
704. VITRUVII, Altro esemplare simile al precedente .
705. VITRUVII, De architectura . Dal vero esemplare latino nella volgare lingua tradotto e con le figure ai suoi luoghi con mirando ordine insignito (versione di Fran 131 cesco Lutio Durantino), in Vinegia, Zoppino, 1535, in fol. fig.
706. VITRUVIO commentato e in volgar lingua rapportato per Giovan Battista Caporali di Perugia , stampato in Perugia nella stamperia del Conte Jano Bigazzini, 1536, in fol. pic. fig.
707. M. VITRUVII Pollionis, Viri suae professionis peritissimi . De Architectura lib. X. Cum notis Philandri et Sexti Jul. Frontini de aquaeductibus, et Nicolai Cusani de staticis monumentis: Argentorati ex officina Knoblochiana, 1543, in 4, fig.
708. VITRUVII (M.) Pollioni,. In decem libros adnotationes Guglielmi Philandri , Roma, per Andream Dossena, 1544, in 8, fig.
709. VITRUVII, De architectura adnotationes Guglielmi Philandri , Parisiis 1545, in 8, fig.
710. VITRUVE M. Pollion, Architecture, ou art de bien bastir: mis de la latin en français par Jean Martin secretaire du Cardinal Lenoncourt , Paris 1547, chez Jacques Gazeau, in fol. fig.
711. VITRUVII Marci Pollionis, Viri suae professionis peritissimi , De architectura libri decem cum notis Philandri, et Sexti Julii Frontini de aquaeductibus, et Nicolai Cusani de staticis experiinentis. Argentorati, ex officina Knoblochiana, 1550, in 4, par. fig.
712. VITRUVII Marci Pollionis, De architectura libri decem ad Caesarem Augustum cum notis Philandri, Lugduni, apud Tornesium , 1552, in 4, fig.
713. VITRUVII M., I dieci libri dell’architettura tradotti et commentati da Monsig. Barbaro eletto Patriarca di Aquileia, Vinegia , per Francesco Marcolini con privilegi, 1556, in fol. fig.
714. VITRUVIUM In Marcum, De architectura adnotatio 133 nes Guillelmi Philandri , Venetiis, ex officina Stella, 1557, fig. in 8.
715. VITRUVE, Epitome, ou extrait abregé de dix livres d’architecture de M. Vitruve Pollion par Jean Gardet Bourbonnois et Dominique Bertin Parisien , Paris 1565, en 4 pet. fig.
Edizione noti diversa da quella, del 1559 se non pel frontespizio. L’estratto si fonda sulla versione di Jean Martin, le figure sono infelici assai e il meglio consiste nelle annotazioni ai tre primi libri che vengono dopo l’epitome, estese da Gardet, nelle quali riempie il vuoto dell’altro collaboratore.
716. VITRUVII M. Pollionis, De architectura libri decerti cum commentariis Danielis Barbari multis aedificiorum, horologiorum et machinarum descriptionibus auctis et illustratis ; apud Franciscum Senensem et Jo. Crugher Germanum, 1567, in fol.
717. VITRUVIO M., I dieci libri dell’architettura tradotti e commentati da Mons. Daniele Barbaro , Venezia, per Francesco de Franceschi e Giovanni Crugher alemanno, 1567, in 4, fig.
718. VITRUVIO M., I dieci libri tradotti e commentati dal Barbaro , Venezia, appresso il Franceschi, 1567, in 4, fig.
Questo è l’esemplare autografo mi quale studiò per diver 134 si anni Vincenzo Scamozzi, ed è tutto postillato di sua mano con incredibile ricchezza di osservazioni criticale e preziosissime: sonovi pagine intere d’illustrazioni e da questo prezioso manoscritto sarebbesi tratta una nuova e singolar edizione, in cui si sarebbero viste in conflitto le opinioni degli uomini più dotti. Leggesi infine: «Fine sia alla fatica fatta da me Vincenzo Scamozzi vicentino nel leggere Vitruvio, commentato da Monsig, Daniele Barbaro eletto Patriarca d’Aquileia, per la terza volta, con l’havere notato tutte le cose notabili ed in tutto ho trovalo come nelle postille margine si vedi a perla prima lettera notato. E questo principiai li 4 aprile 1574 sino al di d’oggi li 2 Luglio 1574, il che posso dire la prima volta che io il lessi, haverlo udito, la seconda, la quale fu senza il comento del Zoppino, averlo goduto; e la terza che è questa, averlo giudicato: nel che ho conosciuto quanto sia da seguirlo a chi vuole di tal fatica haver meritevol frutto e così ogni studio voglio in esso porre, trovando che egli ha ragionato di tutte, o almeno le più difficili e bisognevoli parti dell’architettura e bisogni dell’architetto il che se molti conoscessero, non così facilmente si vanterebbero di essere architetti, che appena sanno quello che gli appartiene. Vincenzo Scamozzi Vicentino.» Questo esemplare appartenne all’architetto Selva, dopo la cui morte fu acquistato dal conte Rizzo Patarol, il quale veggendo che poteva con decoro illustrare questa nostra serie di vitruviane preziosità, ce ne fece con nobilissima munificenza il generosissimo dono, sebbene sia egli fornito d’altre molte sontuosità in materia di libri i più ricercati.
719. M. VITRUVII Pollion, Architecture ou art de bien bâtir , mis de latin en françois par Jean Martin secretaire du Cardinal de Lenoncourt, Paris, chez Jeròme de Marnef et Guillaume Gaveilat, in fol. fig., 1572.
720. VITRUVIO Marco, I dieci libri d’architettura tradotti e commentati dal Barbaro , Venezia, per il Franceschi, 1584, in 4, fig.
Quest’edizione non è che un’esatta riproduzione dell’altra italiana del 1567 e colle stesse figure in legno.
721. VITRUVII Marci Pollionis, De architectura libri decem cura notis Philandri , apud Tornesium 1586, Lugduni, in 4, fig.
722. VITRUVII Marci Pollionis, Genevae 1586, in 4, fig.
Questi due esemplari l’uno colta data di Ginevra, l’altro 135 con quella di Lione, sono una medesima e sola edizione, la quale esattamente corrisponde a quella del 1552, prodotta dallo stesso Tornesio, colle medesime figure.
723. M. VITRUVIO, I dieci libri dell’architettura tradotti in tedesco dal Rivio , Basilea 1614, in foglio figurato.
726. VITRUVII Marci Pollionis, De architectura libri decemn cum notis variorum et alia commentaria a Jo 136 anne de Laet collecta et illustrata : Amstelodami, Elzevir, 1649 in fot. parv. fig.
727. VITRUVE, Les dix livres d’architecture corrigés et traduits nouvellement en français avec des notes et des figures par Claude Perrault , Paris chez Coignard, 1663, in fol. fig. premiere edition.
728. VITRUVE, Abregé des dix livres d’architecture de Vitruve par Perrault , Paris, chez Coignard, 1674, in 8, figurato.
729. VITRUVIE, L’architecture generale de Vitruve reduite en abregé par M. Perrault , Amsterdam 1681, in 8 fig.
730. VITRUVE, Les X livres d’architecture corrigés et traduits nouvellement en françois , avec des notes et des figures, seconde édition revue, corrigée et augmentée par M. Perrault ec., Paris, chez Coignard, 1684, in fol. fig.
731. VITRUVIO (di) Compendio dell’architettura di M. Perrault di nuovo compendiata e ristretta da C. C. C. con figure in rame delineate e intagliate da Filippo Vasconi , Venezia presso Girolamo Albrizzi, 1711, in 8, fig.
732. VITRUVIO, L’Architettura generale ridotta in compendio dal Sig. Perrault tradotta dal francese , Venezia 1747, in 12, fig.
733. VITRUVIO Pollione, L’architettura colla traduzione italiana e commento del Mar. Bernardo Galliani , Napoli 1768, in fol. fig.
734. M. VITRUVIO Pollion, Los diez libros de architectura traducidos del latin, y commentados por D. Joseph Ortiz y Sanz , en Madrid, en la imprenta Real, 1787, in fol.
Aveva già questo commentatore dato altri saggi dei suoi studi vitruviani e dopo l’edizione del Galliani volle presentare nella stessa forma con più lusso il Vitruvio alla Spagna. Il testo pei tipi, i 56 disegni per le incisioni, la carta, tutto contribuì allo splendore di questa edizione: si attenne l’autore molto alle versioni di Perrault e del Galliani.
735. VITRUVIO Marco Pollione, L’architettura tradotta e commentata dal Marchese Bernardo Galliani . Edizione seconda ricorretta dagli errori della prima e corredata degli stessi rami, Napoli 1790, presso i fratelli Terres, in fol.
736. VITRUVIUS M. Pollio, The architecture traslated from the original latin by W. Newton architect , London 1791, 2 vol. in fol. fig.
737. L’ARCHITETTURA Generale di Vitruvio . Ridotta in compendio dal Sig. Perrault, tradotta dal francese, Venezia, Zatta, 1794, in 8, fig.
738. M. VITRUVIO Pollio, De architectura lib. X , vol. 2 in 4, Lipsia 1796, in tedesco.
Questa è una delle edizioni prodotte e commentate da Augusto Rode, cui va aggiunto un Lessico vitruviano.
739. M. VITRUVIO Pollio, De architectura lib. X illustrati et esplicati ab Augusto Rode : addito Lexicon Vitruvianum gallice, italice, anglice, Berolini 1800, in 4.
740. M. VITRUVIO Pollio, Formae ad esplicandos Marci Vitruvii decem libros , Berolini 1801, in fol.
741. M. VITRUVIO Pollio, ARCHITETTURA di Vitruvio Pollione . Libri X restituiti nell’italiana lingua da Baldassare Orsini vol. 2 legati in un tomo, Perugia 1802, in 8, fig.
742. M. VITRUVIO Pollio, Dizionario universale d’architettura e dizionario vitruviano , accuratamente ordinati da Baldassare Orsini, tomi 2, legati in uno, Perugia 1801, in 8, fig.
Ventitré tavole ineleganti intagliate in rame trovatisi nel 139 Vitruvio. L’edizione non è pregievole. L’Orsini avea molte cognizioni, una critica poco flessibile e nessun gusto. I due dizionari poi sono ben compilati e possono essere utili alti studiosi dell’arte.
743. MARCI Vitruvii Pollionis, De architectura libri decem cura notis Jo. Gol. Schneider , Lipsia 1807 a 1808, vol. 3, in 4 carta grande.
Questa laboriosissima e preziosa opera di un dottissimo commentatore può molto servire all’erudizione degli studiosi, ma non è altrettanto utile e chiara per gli architetti, che bramano giugnere diritto allo scopo, su di che sono ritardati molto per la privazione delle figure.
744. VITRUVIO, (of) Civil architecture comprising those books of the author which relate to the public and private edifices of the ancients : translated by William Wilkins M. A. F. A. S. Illustrated by numerous engravings etc., London, Longman, 1812, in fol. fig.
745. VEDREMAN Joannes, Architectura , Antuerpia 1577 in fol. fig. M. 91, in lingua olandese.
746. VEDREMAN Joannes, Architecture traduite du bas allemand en français par Kemp , Anversae 1677.
747. VEDREMAN Joannes, Architectura . Stampato in lingua olandese, in Anversa, presso Giovanni de Jode, 1598, in fol. fig.
748. WEIDLERO (Jo. Frid.), Dissertatio iuridica de usu remedii contra aedificantem ad aemulationem , Vitembergae 1732, in 4, M. 45.

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