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Timestamp: 2020-08-04 23:58:49+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 6725 del 24/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6725 del 24/03/2011
Cassazione civile sez. III, 24/03/2011, (ud. 28/10/2010, dep. 24/03/2011), n.6725
LA CAFFETTERIA ESPOSITO ANNA & C. S.A.S. (OMISSIS), in persona
del suo legale rappresentante p.t., socio accomandatario, Sig.ra
E.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA AUGUSTO
RIBOTI 21, presso lo studio dell’avvocato VITALI ALFREDO,
rappresentata e difesa dall’avvocato CAIA FRANCESCO giusta delega a
PICCOLO ANTONIO S.R.L. (OMISSIS), in persona dell’amministratore
unico Sig. P.F., elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA NOMENTANA 299, presso lo studio dell’avvocato DE TILLA ROBERTO,
che la rappresenta e difende giusta delega a margine del
INIZIATIVE IMMOBILIARI S.R.L. (OMISSIS), in persona del Dott.
S.E. (Consigliere) elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
DELLE TRE MADONNE 16, presso lo studio dell’avvocato RICCIO
GIANFRANCO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
TROPIANO MARIA giusta delega in calce al controricorso;
P.F., UNIPOL BANCA S.P.A.;
avverso la sentenza n. 2768/2005 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
SEZIONE SECONDA CIVILE, emessa il 30/092005, depositata il 18/10/2005
R.G.N. 5499/2004;
udito l’Avvocato TROPIANO MARIA;
RUSSO Rosario Giovanni che ha concluso con l’accoglimento del
Nel marzo del 2004 il tribunale di Napoli respinse la domanda della s.a.s. La Caffetteria con la quale la sua titolare, E.A., in qualita’ di subconduttrice della conduttrice Antonio Piccolo srl di un immobile composto da tre vani ad uso commerciale, aveva chiesto il riconoscimento del relativo diritto di prelazione e di riscatto in conseguenza dell’alienazione dei locali a terzi da parte della proprietaria Iniziative Immobiliari srl.
Ritenne in particolare il tribunale la inoperativita’ della L. n. 392 del 1978, art. 32 in quanto, nonostante la concordata facolta’ del conduttore di sublocare, non risultava provata, nella specie, la contestuale cessione dell’azienda, onde l’attrice, nella veste di subconduttrice dell’immobile, non poteva essere riconosciuta titolare dei diritti di prelazione e riscatto spettanti al conduttore.
La sentenza fu impugnata da E.A. dinanzi alla corte di appello di Napoli, la quale ne rigetto’ il gravame.
Ricorre l’appellante per la cassazione della pronuncia della corte partenopea con 2 motivi di doglianza.
Resistono con controricorso la srl Iniziative Immobiliari e P. A., che ha depositato memoria illustrativa.
Con il primo motivo, si denuncia violazione e falsa applicazione di norme di diritto (L. n. 392 del 1978, artt. 21, 36, 38, 39; art. 1595 c.c.); omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su di un punto decisivo della controversia.
Il motivo – che lamenta, dell’impugnata sentenza, una omessa individuazione dell’utilizzatore diretto del bene quale esercente l’attivita’ commerciale protetta a fronte dell’ulteriore circostanza rappresentata dalla rinuncia del conduttore alla prelazione – e’ privo di pregio.
Esso si infrange, difatti, sul corretto impianto motivazionale adottato dal giudice d’appello nella parte in cui ha condivisibilmente ritenuto che la quaestio iuris da risolvere, nella specie, fosse quella volta a stabilire se al subconduttore competano, a seguito dell’instaurarsi del rapporto di sublocazione, gli stessi diritti precedentemente spettanti al conduttore – sulla incontestata premessa della inesistenza di una contestuale cessione di azienda -, risolvendola (previa esclusione in fatto di ogni fenomeno interpositorio tra locatore originario, conduttore e subconduttore) nel senso che il rapporto di sublocazione non fa venir meno la continuita’ della locazione originaria con il conduttore, onde l’impossibilita’ di riconoscere (ad eccezione dell’ipotesi di cessione di azienda) un diritto paritario della subconduttrice rispetto a quello del conduttore (che aveva svolto nei locali una sua propria e diversa attivita’ commerciale), al di la’ ed a prescindere dalla (irrilevante in parte qua) rinuncia da parte di quest’ultimo al diritto di prelazione.
La motivazione, esente da vizi logico – giuridici, merita integrale conferma.
Con il secondo motivo, si denuncia l’omessa ed erronea valutazione sulla sussistenza della manifesta fondatezza della illegittimita’ costituzionale della L. n. 392 del 1978, art. 38 con riferimento agli artt. 2, 3, 35, 41 e 42 Cost..
Il motivo e’ anch’esso infondato.
La corte d’appello ha correttamente ravvisato nella non coincidenza tra titolarita’ della locazione e titolarita’ dell’attivita’ commerciale esercitata (di cui all’art. 38 della legge sull’equo canone) l’ostacolo non eludibile alla astratta predicabilita’ di una disparita’ di trattamento per situazioni analoghe alla stregua di un tertium comparationis nella specie neanche del tutto correttamente individuato, cio’ che rende manifestamente infondata la questione di costituzionalita’ si’ come rappresentata dalla difesa della ricorrente.
La disciplina delle spese (che possono per motivi di equita’ essere in questa sede compensate) segue come da dispositivo.
LA CORTE rigetta il ricorso e compensa le spese del giudizio di cassazione tra tutte le parti costituite.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 1595
 art. 38