Source: http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/25-06-2019/direttiva-concernente-%E2%80%9Cchiarimenti-e-linee-guida-materia-di
Timestamp: 2020-04-02 16:31:44+00:00

Document:
Direttiva concernente “Chiarimenti e linee guida in materia di collocamento obbligatorio delle categorie protette. Articoli 35 e 39 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 - Legge 12 marzo 1999, n. 68 - Legge 23 novembre 1998, n. 407 - Legge 11 marzo 2011, n. 25”.
La direttiva è stata registrata dalla Corte dei Conti il 9 agosto 2019, Reg.ne Succ. n. 1708
Pubblicata nella G.U. 11 settembre 2019, n. 213
Direttiva n.1/2019 reg. (PDF)
DIRETTIVA N.1/2019
Oggetto: Chiarimenti e linee guida in materia di collocamento obbligatorio delle categorie protette. Articoli 35 e 39 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 - Legge 12 marzo 1999, n. 68 - Legge 23 novembre 1998, n. 407 - Legge 11 marzo 2011, n. 25.
SEZIONE PRIMA: LEGGE 12 MARZO 1999, N. 68. NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI E DELLE CATEGORIE PROTETTE DI CUI ALL’ARTICOLO 18, COMMA 2
4.5.2 Convenzioni ai sensi dell’articolo 11 della legge 68/1999 – Intesa C.U. del 16 novembre 2006. Svolgimento di tirocini formativi o di orientamento
6.3.1 Ministeri
 Sezione prima: Legge 12 marzo 1999, n. 68. Norme per il diritto al lavoro dei disabili e congiunti superstiti di cui all’articolo 18, comma 2;
 Sezione seconda: Legge 23 novembre 1998, n. 407. Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
 Sezione terza: Le categorie protette equiparate alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata dell’articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407.
Si richiama sinteticamente l’elenco dei soggetti interessati, come individuato dal predetto articolo 1, evidenziando che i requisiti richiesti dal legislatore, e accertati dagli organi competenti 1, si configurano come necessari per poter vantare il diritto soggettivo al collocamento obbligatorio nell’ambito della quota d’obbligo prevista esclusivamente per le persone con disabilità:
a) persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile nonché alle persone nelle condizioni di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222 2 ossia gli assicurati la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle loro attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo. Rientrano in quest’ultima categoria i soggetti che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità e ai quali, pertanto, è stata accertata dall’INPS una riduzione a meno di un terzo della capacità di lavoro, a causa di infermità o di un difetto fisico o mentale;
c) persone non vedenti o sordomute 3 di cui alle leggi 27 maggio 1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e successive modificazioni. Restano ferme le norme speciali vigenti in materia, così come richiamate dall’articolo 1, comma 3, della predetta legge 68/1999 per i
1 Vedi dPCM 13 gennaio 2000 - Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili, a norma dell'articolo 1,
comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68. (G.U. n. 43 del 22.02.2000), in riferimento alle visite sanitarie di accertamento degli invalidi civili.
Per gli invalidi del lavoro, nonché per gli invalidi di guerra e per servizio indicati dalla norma saranno sufficienti le certificazioni rilasciate
rispettivamente dall'Inail e dalle Commissioni mediche.
2 In base alle modifiche apportate dall'articolo 2, comma 1, d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 che modifica l'articolo 1, comma 1, lettera a),
3 Si veda, altresì, la legge 20 febbraio 2006, n. 95, recante "Nuova disciplina in favore dei minorati auditivi."
centralinisti telefonici non vedenti 4 , per i massaggiatori e massofisioterapisti non vedenti, per i terapisti della riabilitazione non vedenti, per gli insegnanti non vedenti ed, infine, per i sordi;
Le persone beneficiarie, come sopra individuate, che risultano disoccupate 5 e aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative, si iscrivono nell'apposito elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato nel cui ambito territoriale si trova la residenza dell'interessato, il quale può, comunque, iscriversi nell’elenco di altro servizio nel territorio dello Stato, previa cancellazione dall’elenco in cui era precedentemente iscritto 6.
Possono ottenere l’iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio le persone in età lavorativa, che abbiano cioè compiuto i sedici anni di età e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile prevista dall’ordinamento per il settore pubblico 7.
Rimangono fermi i requisiti generali di accesso all’impiego pubblico di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 1994, n. 487 8, nonché quelli specifici eventualmente previsti dal bando di concorso, con le precisazione che seguono. In particolare, l’età minima necessaria per l’accesso al pubblico impiego è fissata a 18 anni. Tale limite è da ritenere vigente e si deve escludere che sia stato abrogato. Ai sensi dell’articolo 3, comma 6, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (secondo cui “la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età,
4 Secondo la l. 113/1985, i datori di lavoro pubblici sono tenuti ad assumere, per ogni ufficio, sede o stabilimento dotati di centralino
telefonico, un privo della vista iscritto all'albo professionale. In caso di più di un posto di lavoro, il 51 per cento dei posti è riservato ai
centralinisti telefonici privi della vista. Si rinvia al D.M. 10 gennaio 2000 in materia di individuazione di qualifiche equipollenti a quella del
centralinista telefonico non vedente, ai fini dell'applicazione della legge 29 marzo 1985, n. 113, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 45,
comma 12, della L. 17 maggio 1999, n. 144.
5 Si ricorda che Io stato di disoccupazione, in base all'articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, è la condizione dei soggetti
privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13 del
medesimo d.lgs. 151/2015, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di
politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego. Le informazioni in merito alla dichiarazione di disponibilità al lavoro (DID) si
rinvia al seguente link: https: //www.anpal.gov.it/cittadini/servizi/dichiarazione-di-disponibilita-al-lavoro. Il recente decreto-legge 28
gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, all'articolo 4, comma 15-quater, dispone che per le finalità
di cui al medesimo decreto e ad ogni altro fine, si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente
o autonomo corrisponde a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
6 La previsione è contenuta nell'articolo 8 della legge 68/1999, così come modificato dall'articolo 7, comma 1, lett. a), d.lgs. 14 settembre
2015, n. 151, a decorrere dal 24 settembre 2015, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 43, comma 1 del medesimo d.lgs. 151/2015.
7 L'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 2000, n. 333 "Regolamento di esecuzione della L. 12 marzo 1999, n. 68,
recante norme per il diritto al lavoro dei disabili" dispone che "Possono ottenere l'iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio le
persone disabili, di cui all'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, che abbiano compiuto i quindici anni di età e che non abbiano raggiunto
l'età pensionabile prevista dall'ordinamento, rispettivamente per il settore pubblico e per il settore privato". Si ritiene che l'età minima
necessaria per l'iscrizione negli elenchi del collocamento sia da intendersi pari a sedici anni, atteso che, per effetto dell'articolo 1, comma 622,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l'età per l'accesso al lavoro è elevata da quindici a sedici anni.
8 Decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 1994, n. 487 "Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche
amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi".
salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell'amministrazione”), il limite di età abolito è da intendere solo come il limite massimo, non anche come il limite minimo 9.
Si sottolinea che, alla data di scadenza del bando, l’iscrizione nell’elenco dei centri per l’impiego e, conseguentemente, lo stato di disoccupazione è presupposto necessario, per il riconoscimento del titolo alla riserva di posti, nei limiti della complessiva quota d’obbligo, calcolata in senso più favorevole alle categorie protette all’atto dell’emanazione del bando o dell’assunzione effettiva, ove non siano state avviate altre procedure di copertura della quota, e fino ad un massimo del cinquanta per cento dei posti messi a concorso 10 computando anche le altre riserve previste dalla legge 11.
2. all’atto dell’assunzione o nell’arco di vigenza della graduatoria vi siano ulteriori scoperture della quota d’obbligo 12.
9 V. Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 8 giugno 2010, n. 3642 (conferma T.A.R. Lazio- Roma, sez. I-bis, n. 9864 del 2009) in cui si precisa che
l'articolo 2 del d.P.R. n. 3/1957 fissa l'età minima di 18 anni non già per il solo accesso ai pubblici impieghi, ma a monte per la partecipazione
ai relativi concorsi, in quanto dispone che "i requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di
concorso per la presentazione della domanda di ammissione". Analogamente l'articolo 2 del d.P.R n. 487/1994 fissa i requisiti per l'accesso ai
pubblici impieghi civili nelle amministrazioni dello Stato, e indica l'età minima di 18 anni. È dunque previsto il limite minimo di età di 18 anni
non solo per l'accesso ai pubblici impieghi nello Stato, ma anche per la partecipazione al concorso, dovendo tale requisito essere posseduto
alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione al concorso.
V. anche Corte cost., 30 dicembre 1997, n. 466, secondo cui l'età minima deve essere posseduta alla data di scadenza del termine per la
10 L'articolo 7, comma 2, della legge 68/1999, prevede che nelle procedure concorsuali "i lavoratori disabili iscritti nell'elenco di cui all'articolo
8, comma 2, della presente legge hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d'obbligo e fino al cinquanta per cento dei
posti messi a concorso". Dal testo della norma si deduce che lo stato di disoccupazione ("disabili iscritti nell'elenco") è presupposto per
avvalersi del diritto alla riserva dei posti. Si ricorda che nei pubblici concorsi la riserva dei posti può essere prevista solo dalle pubbliche
amministrazioni che non hanno coperto la quota d'obbligo dell'articolo 3 della legge 68/1999 e nei limiti di completamento della stessa,
fermo restando che, nella singola procedura di reclutamento, la riserva non può essere superiore al cinquanta per cento dei posti messi a
11 Consiglio di Stato sez. VI, 12/04/2013, n.1992 "( .. .) il Collegio deve rilevare che dal combinato disposto degli artt. 7, comma 2, 8, comma 2 e
16, comma 2 della citata l. n. 68 del 1999 discende che il requisito della disoccupazione, che trova il suo presupposto nell'iscrizione negli appositi
elenchi, deve sussistere al momento della presentazione della domanda e può non sussistere al momento dell'assunzione ( .. .)".
12 Tribunale Roma sez. lav., 12/07/2018 - "Il principio secondo cui, in sede di nuove assunzioni (che nel caso della Pubblica Amministrazione
avvengono necessariamente attraverso una procedura concorsuale), debba comunque rispettarsi la quota di riserva prevista dall'articolo 3 della
L. n. 68/1999 non è che una conseguenza necessaria dell'obbligo di avere alle proprie dipendenze una determinata percentuale di lavoratori
disabili. È evidente quindi che allorché la base di calcolo di detta percentuale si amplia, per effetto di nuove assunzioni, si amplierà
proporzionalmente anche il numero dei dipendenti disabili che l'amministrazione datrice di lavoro deve avere alle proprie dipendenze."
13 Articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 482 recante "Disciplina generale delle assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e
le aziende private".
La disciplina della quota d’obbligo disposta dalla legge 68/1999 realizza un intervento sulle aliquote fissate dalla previgente normativa 13, che prevedeva criteri e modalità diverse di assunzioni obbligatorie dei soggetti appartenenti alle categorie protette. La vecchia disciplina, tra l’altro, non definiva criteri puntuali di distribuzione del collocamento obbligatorio sul territorio nazionale, a discapito di un’omogenea applicazione geografica dei benefici contemplati dalla normativa.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 9, comma 6, della l. 68/1999, i datori di lavoro pubblici sono tenuti ad inviare in via telematica agli uffici competenti un prospetto informativo 14 dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all’articolo 3, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili. Si rimanda, a tal proposito, alla Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 22 gennaio 2010, n. 2 in tema di “Assunzioni obbligatorie. Prospetto informativo di cui al novellato articolo 9, comma 6, della legge 12 marzo 1999, n. 68. Indicazioni operative”, nonché alla richiamata nota DFP prot. n. 7571 del 10 luglio 2018.
14 Decreto MLPS 22 novembre 1999 - "Disciplina della trasmissione dei prospetti informativi da parte dei datori di lavoro soggetti alla
disciplina in materia di assunzioni obbligatorie di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68" e decreto MLPS 2 novembre 2010 con oggetto
"Disposizioni riguardanti il prospetto informativo disabili".
I dipendenti a tempo determinato sono computati ai fini della determinazione della quota di riserva se titolari di contratto a termine di durata superiore a sei mesi. La fissazione di un termine minimo di durata del contratto di lavoro evidenzia la necessità di computare l’aliquota d’obbligo sul personale stabile dell’amministrazione. Il riferimento al personale stabile come base di computo dell’aliquota assume rilievo ai fini delle modalità di copertura della quota d’obbligo che, in base ad un criterio di ragionevole corrispondenza, deve necessariamente essere assolta con assunzioni a tempo indeterminato 15. Ciò è del resto in linea con le finalità del collocamento obbligatorio, come inserimento stabile dei soggetti disabili nel mondo del lavoro, e con l’obbligo permanente delle amministrazioni di avere alle proprie dipendenze soggetti appartenenti alla categoria tutelata. In considerazione di ciò si determinerebbe, peraltro, una violazione dell’articolo 36 del d.lgs. 165/2001 che individua, quale presupposto necessario per la stipula di rapporti di lavoro con contratto a termine, la temporaneità o l’eccezionalità dell’esigenza.
La possibilità di assumere personale con disabilità a tempo determinato, in ogni caso, non è del tutto esclusa dalla legge 68/1999, fermo restando che ai fini dell’adempimento dell’obbligo occupazionale la durata del contratto non può essere inferiore ai sei mesi. In particolare, l’articolo 11 prevede che i datori di lavoro possano stipulare convenzioni con i Centri per l’impiego che abbiano ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali previsti dalla legge e che possono tra l’altro prevedere l’assunzione con contratto di lavoro a termine dei soggetti disabili. Nella fattispecie il ricorso al tempo determinato appare giustificato dalla procedura prevista per la stipula della convenzione che, richiamando la competenza del Centro per l’impiego, assicura la tutela e garanzia della persona con disabilità come contraente debole del rapporto di lavoro, nel rispetto dell’obiettivo primario della convenzione che rimane quello dell’inserimento lavorativo e del conseguimento dell’occupazione stabile 16.
15 Cassazione civile sez. lav.16 agosto 2004, n. 15951 "In relazione alla disciplina delle assunzioni obbligatorie di personale protetto, dettata
dalla l. 2 aprile 1968 n. 482, applicabile "ratione temporis" ai fatti di causa, non è ammissibile l'utilizzazione di contratti di lavoro a termine per
coprire la quota d'obbligo, che va computata sul personale stabile dell'impresa, sicché tale quota deve essere necessariamente coperta con
assunzioni a tempo indeterminato."
16 Cassazione civile sez. lav. 31 maggio 2010, n. 13285 "In caso di assunzione con contratto a tempo determinato di un disabile psichico sulla
base di specifica previsione della convenzione stipulata tra l'impresa che assume e la p.a. ai sensi dell'articolo 11 l. 12 marzo 1999 n. 68, non è
richiesta l'indicazione nel contratto di lavoro delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano
l'apposizione del termine."
A ciò si aggiunga che, secondo la giurisprudenza costituzionale, l’articolo 38, comma 3, Cost. consente un regime di favore nei confronti delle persone con disabilità, derogando al principio di uguaglianza e buon andamento degli uffici pubblici previsti dagli artt. 3 e 97 della Costituzione, solo per favorire l’accesso delle persone con disabilità agli uffici pubblici. Nel bilanciare gli interessi in gioco, la Costituzione consente la prevalenza del principio di solidarietà su quelli di uguaglianza e merito per quanto riguarda il diritto al lavoro, ma non anche per la progressione in carriera delle persone con disabilità già occupate 17.
17 Corte Costituzionale, 11 maggio 2006, n. 190: "La legge ordinaria che, oltre a favorire l'accesso dei disabili al lavoro, ne agevola la carriera,
produce una irragionevole compressione dei principi dell'eguaglianza e del merito, a danno dell'efficienza e del buon andamento della pubblica
amministrazione. Inoltre, l'equilibrio tra i due interessi pubblici - quello che riguarda l'eguaglianza e il buon andamento degli uffici pubblici e
quello che attiene alla tutela dei disabili - è stabilito dall'art. 38 Cost., che consente di derogare al primo solo per favorire l'accesso dei disabili
agli uffici pubblici, non la loro progressione. Va pertanto dichiarata l'illegittimità costituzionale - per violazione degli artt. 3, 38 e 97 Cost. -
dell'art. 8-bis, D.L. n. 136 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 186 del 2004, secondo cui le riserve di posti previste dalla legge n.
68 del 1999 si applicano alle procedure concorsuali relative al reclutamento dei dirigenti scolastici, incluse quelle per il conferimento degli
incarichi di presidenza annuali". Il principio generale si ritiene applicabile con riferimento al personale di ogni categoria protetta.
Altresì, per ragioni di omogeneità tra i criteri di computo e quelli necessari per verificare il rispetto della quota d’obbligo, si ritiene ammissibile l’assunzione di categorie protette in regime di part-time nonché il conteggio della percentuale di prestazione lavorativa ai fini della copertura della predetta quota, secondo le modalità specificate dal citato l’articolo 9 del d.lgs. 81/2015 18. La circolare n. 41 del 26/6/2000 del MLPS stabilisce che per quanto riguarda il computo dei lavoratori disabili occupati part-time a copertura della quota di riserva dovrà considerarsi singolarmente l’orario prestato da ciascun lavoratore rapportato al normale orario a tempo pieno con arrotondamento ad unità qualora l’orario prestato sia superiore al 50% dell’orario ordinario. Ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del dPR 333/2000 i datori di lavoro pubblici o privati che occupano da 15 a 35 dipendenti, che assumono un lavoratore disabile, con invalidità superiore al 50 per cento o ascrivibile alla quinta categoria, in base alla tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1997, n. 246, con contratto a tempo parziale, possono computare il lavoratore medesimo come unità, a prescindere dall'orario di lavoro svolto. Ciò appare una deroga all’articolo 9 del d.lgs. 81/2015 in favore degli enti di piccole dimensioni.
18 Cassazione civile sez.lav. 29 novembre 1990, n. 11474 "Con riguardo al rapporto di lavoro degli invalidi ed assimilati assunti ai sensi della l.
2 aprile 1968 n. 482 (disciplina generale delle assunzioni obbligatorie) l'iniziale impiego a tempo parziale, anziché a tempo pieno, del prestatore
d'opera invalido o assimilato assunto a seguito di collocamento obbligatorio costituisce legittima esplicazione dell'esercizio dell'autonomia
negoziale delle parti, non essendo vietata la limitazione convenzionale dell'orario di lavoro e non essendo al riguardo stabilita, dalla disciplina
protettiva di cui alla citata legge, alcuna particolare regolamentazione dei rapporti di lavoro instaurati in forza di essa."
a) lavoratori assunti al di fuori delle procedure di collocamento obbligatorio dei disabili che, in costanza di rapporto di lavoro, divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia, con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 60 per cento (invalidi civili), a meno che l’inabilità non sia stata determinata da violazione, da parte del datore di lavoro delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro (articolo 4, comma 4, legge 68/1999 e articolo 3, comma 2, dPR 333/2000). Si veda l’articolo 2 dell’Accordo, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, e gli Enti locali concernente “Problematiche interpretative in materia della legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” - Repertorio atti n. 184/CU - del 21 dicembre 2017. Rientrano in tale categoria anche i militari giudicati non idonei al servizio con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 60 per cento accertata dalla competente Commissione di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001 n. 461 19;
c) i lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, nel caso in cui abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, o con disabilità intellettiva e psichica, con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dagli organi competenti (articolo 4, comma 3-bis, legge 68/1999 20). Si veda l’articolo 2 dell’Accordo, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, e gli Enti locali concernente “Problematiche interpretative in materia della legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” - Repertorio atti n. 184/CU - del 21 dicembre 2017.
Inoltre, si ricorda che l’articolo 21 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 21 dispone che i soggetti con disabilità con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunti presso gli enti pubblici come vincitori di concorso o ad altro titolo, hanno diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili. La previsione normativa disciplina la mobilità del personale con disabilità all’interno della stessa amministrazione, prevedendo che le persone con disabilità, come sopra individuate, hanno la precedenza in sede di trasferimento a domanda.
Altresì, relativamente alla quota d’obbligo riservata alle persone con disabilità ed alla tipologia di soggetti da farvi rientrare, si ricorda che la legge 25 marzo 2011, n. 25 22, all’articolo unico prevede, tra l’altro, che le quote di riserva e le assunzioni obbligatorie di cui al suddetto articolo 3 della legge 68/1999 debbano essere destinate esclusivamente a beneficio dei lavoratori disabili, senza possibilità di computo nella predetta quota di assunzioni obbligatorie riferite ad altre categorie protette, non rientranti tra i disabili.
19 Recante "Regolamento recante semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio,
per la concessione della pensione privilegiata ordinaria e dell'equo indennizzo, nonché per il funzionamento e la composizione del comitato per le
pensioni privilegiate ordinarie".
2° Comma inserito dall'articolo 4, comma 1, d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151, a decorrere dal24 settembre 2015, ai sensi di quanto disposto
dall'articolo 43, comma l del medesimo d.lgs. 151/2015 e, successivamente, così modificato dall'articolo 5, comma l, lett. a), d.lgs. 24
settembre 2016, n. 185, a decorrere dall'8 ottobre 2016, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 6, comma l del medesimo d.lgs. 185/2016.
21 La legge reca la "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
2z La legge 25 marzo 2011, n. 25, recante "Interpretazione autentica del comma 2 dell'articolo l della legge 23 novembre 1998, n. 407, in
materia di applicazione delle disposizioni concernenti le assunzioni obbligatorie e le quote di riserva in favore dei disabili".
Tuttavia, in base al comma 4 dell’articolo 15, legge 68/1999 23, trascorsi sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere soggetti appartenenti alle categorie protette, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili al datore di lavoro, la quota dell’obbligo di cui all’articolo 3, il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento, a titolo di sanzione amministrativa, al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili dell’articolo 14, di una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all'articolo 5, comma 3-bis, della richiamata legge, al giorno per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata.
23 Comma così modificato dall'articolo 5, comma 1, lett. b), n. 1, d.lgs. 24 settembre 2016, n. 185.
la chiamata numerica per le categorie e i profili per cui è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo in base all’art. 35, comma 2, del d.lgs. 165/2001;
il concorso (con riserva di posti) per le altre qualifiche secondo l’articolo 16 della legge 68/1999;
le convenzioni ai sensi dell’articolo 11 della medesima legge 68/1999.
In particolare, anche dopo l’entrata in vigore del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, del 2 agosto 2007 recante “Individuazione delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante”, la predetta visita dovrà essere richiesta, prima del reclutamento, nei confronti di tutti i lavoratori invalidi, qualunque sia il tipo e il grado di invalidità. L’obbligo di richiedere la predetta visita prima dell’assunzione è da ritenere attuale in considerazione della vigenza dell’articolo 32, comma 7, del DPR 487/1994. Peraltro con la stessa visita medica l’amministrazione verifica l’effettivo possesso del requisito soggettivo dell’appartenenza alle categorie protette di cui all’articolo 1 della legge 68/1999 che, unitamente allo stato di disoccupazione e all’iscrizione nelle apposite liste di collocamento, legittima l’accesso al reclutamento obbligatorio nella forma dell’avviamento o in quella del concorso con riserva. Del resto, dal mancato controllo potrebbe derivare che posti riservati agli appartenenti alle categorie protette, in attuazione dei doveri di solidarietà sociale dell’articolo 2 della Costituzione e del diritto degli inabili all’avviamento di cui all’articolo 38 della Costituzione, siano occupati da soggetti non più in possesso del requisito soggettivo richiesto per averne diritto 24.
24 V. TAR Brescia, Lombardia, 11 gennaio 2000, n. 4, Consiglio di Stato V, 18 settembre 32003, n. 5297.
Le richieste di avviamento da parte delle amministrazioni devono essere rese pubbliche mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4^ serie speciale – “Concorsi ed esami”.
Per le categorie ed i profili per cui è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo è consentita la chiamata nominativa - tramite lo strumento delle convenzioni stipulate ex articolo 11 della legge n. 68/1999 - per l’assunzione dei disabili psichici 25, nei termini sotto indicati. Si richiama l’attenzione sull’importanza di favorire l’inserimento anche di questa categoria di persone con disabilità.
25 La previsione relativa all'assunzione dei disabili psichici, mediante richiesta nominativa tramite convenzione, è contenuta esplicitamente
nell'articolo 9, comma 4 della legge 68/1999.
Per questo, per poter configurare un vero e proprio obbligo di assunzione della persona con disabilità disoccupato, è comunque necessario che la quota di riserva non sia già esaurita 26.
Non si computano nella riserva dei posti prevista nel concorso gli appartenenti alle categorie delle persone con disabilità vincitori del concorso 27.
Relativamente alla riserva si ricorda, inoltre, che la disciplina sul collocamento dei disabili è sempre stata interpretata dalla giurisprudenza alla luce di due canoni fondamentali, quali rispettivamente quello del favor disabilis, che è diretto a tutelare quanto più possibile il diritto al lavoro dei disabili, e quello del carattere auto esecutivo della disciplina, che si applica in ogni caso indipendentemente dalla formula contenuta nel bando di concorso 28. Anche in questo caso vale il limite della quota d’obbligo per cui la riserva non prevista dal bando si applica ex lege alla procedura concorsuale nei limiti degli adempimenti assunzionali di cui all’articolo 3 della legge 68/1999.
Nei concorsi pubblici ad un solo posto, ferma restando la partecipazione aperta a tutti, il posto unico bandito rimane riservato al disabile 29 che risulti idoneo, atteso l’obbligo di copertura della quota.
26 T.A.R. Roma Lazio, Sez. III, 5 dicembre 2005, n. 12937; Cons. Stato, Sez. VI, 10 marzo 2003, n. 1271.
27 T.A.R. Roma Lazio sez. III, 11 febbraio 2010, n. 1980 "Non sono computabili ai fini della saturazione dell'aliquota per le assunzioni delle
categorie protette riservatarie i posti di coloro che, pur appartenenti alle categorie predette, siano risultati vincitori di concorso per merito
proprio e che abbiano ricevuto il riconoscimento dopo la nomina.".
28 T.A.R. Lecce Puglia sez. Il, 07 settembre 2010, n. 1926 "La riserva di posti in favore dei soggetti indicati dalla l. 2 aprile 1968 n. 482, ha lo
scopo di favorire e tutelare il concreto collocamento al lavoro di coloro che rappresentano una categoria c.d. debole, in considerazione di
menomazioni fisiche contratte in particolari circostanze, nell'evidente presupposto che costoro abbiano particolari difficoltà nel reperire
un'occupazione, ne deriva l'attribuzione di un carattere cogente alle citate disposizioni, per cui la riserva opera anche se il bando di concorso non
l'ha prevista e si applica necessariamente anche alle selezioni per soli titoli, comunque preordinate all'assunzione." e anche T.A.R. Catanzaro
Calabria sez. II, 13 gennaio 2010, n. 4
29 Cons. Stato, Sez. IV, 10 aprile 2006, n. 1984 "Nell'ambito della disposizione della legge 12 marzo 1999, n. 68, secondo cui i lavoratori disabili
delle categorie protette hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d'obbligo e fino al cinquanta per cento dei posti
messi a concorso, il limite della metà dei posti risulta naturalmente e ragionevolmente operativo solo laddove i posti banditi siano più di uno e,
per converso, non applicabile nei concorsi ad un solo posto, nell'ambito dei quali il diritto del disabile idoneo non è subordinato ad altra
condizione che quella della disponibilità di quota percentuale sulla pianta organica."
Pertanto, le amministrazioni che non abbiano coperto la quota d’obbligo, nei limiti necessari a garantirne il completamento, possono assumere le persone con disabilità idonee nella graduatoria di merito, secondo quanto già precedentemente specificato 30.
In termini generali, secondo l’articolo 1, comma 361, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 31, così come modificato dall’articolo 14-ter, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, le graduatorie possono essere utilizzate anche per effettuare - entro i limiti percentuali previsti dalle vigenti disposizioni, ovvero a copertura della quota d’obbligo, e, comunque, in via prioritaria rispetto alle convenzioni di cui all’articolo 11 della legge 68/1999 - le assunzioni obbligatorie di cui agli articoli 3 e 18 della legge 68/1999, nonché quelle dei soggetti titolari del diritto al collocamento obbligatorio di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 407/1998, sebbene collocati oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso.
30 V. T.A.R. Catanzaro Calabria, Sez. II, 9 febbraio 2010, n. 127: "La disposizione è stata letta dalla giurisprudenza amministrativa nel senso di
ritenere superflua la permanenza del requisito della disoccupazione fino alla data di assunzione, ferma rimanendo la necessità del possesso e
della documentazione dello stesso con riguardo alla scadenza del termine finale per la presentazione delle domande di partecipazione al
concorso (in questo senso, tra le altre, Consiglio Stato, VI, 23 febbraio 2004, n. 712; Cds), secondo una valutazione assiologia di bilanciamento dei
diversi interessi coinvolti condiviso dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 190/2006)."
31 Secondo cui: "Fermo quanto previsto dall'articolo 35, comma 5-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le graduatorie dei concorsi
per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo l, comma 2, del medesimo decreto legislativo sono
utilizzate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso.::.,
4.5.2 CONVENZIONI AI SENSI DELL’ARTICOLO 11 DELLA LEGGE 68/1999 – INTESA C.U. DEL 16 NOVEMBRE 2006.
sostituire il reclutamento mediante avviamento per le qualifiche più basse, in un’ottica di adempimento programmato della copertura della quota cadenzato a seconda degli obblighi occupazionali, oppure in ragione delle qualifiche diversificate da assumere in funzione del fabbisogno.
effettuare un reclutamento mirato, con modalità selettive, riconducibili al concorso, per le qualifiche per le quali è richiesto un titolo di studio superiore alla scuola dell’obbligo. In tal senso interviene l’articolo 3, comma 9, lettera c) della legge 19 giugno 2019, n. 56, recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo”, che, nel modificare l’articolo 39, comma 1, del d.lgs. 165/2001, prevede che “Le amministrazioni pubbliche promuovono o propongono, anche per profili professionali delle aree o categorie previste dai contratti collettivi di comparto per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo e nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 35, comma 3, del presente decreto, programmi di assunzioni ai sensi dell’articolo 11 della legge 12 marzo 1999, n. 68, destinati ai soggetti titolari del diritto al collocamento obbligatorio previsto dagli articoli 3 e 18 della medesima legge n. 68 del 1999 e dall’articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407”. In questa circostanza si richiama l’attenzione dell’amministrazione a ricorrere a questo strumento come soluzione ultima e dunque residuale, attesa la sua straordinarietà e l’esigenza di salvaguardare l’interesse dell’amministrazione al buon andamento ed all’imparzialità, a valle quindi della verifica della possibilità di coprire la quota d’obbligo mediante utilizzo delle graduatorie relative a concorsi pubblici.
l’assunzione con contratto di lavoro a termine;
i lavoratori disabili che presentano una riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 67% o invalidità ascritta dalla prima alla quarta categoria del testo unico delle pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1978 e successive modificazioni ed integrazioni;
B) orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di guerra e di servizio 32, diretta ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per la medesima causa;
32 Si ricorda che l'articolo 6, del decreto·legge 6 dicembre 2011, n. 2011, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
"Ferma la tutela derivante dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti
dell'accertamento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell'equo
indennizzo e della pensione privilegiata. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica nei confronti del personale
appartenente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non
si applica, inoltre, ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta
data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda, nonché ai procedimenti instaurabili d'ufficio per eventi occorsi prima
della predetta data".
Resta fermo che i soggetti appartenenti alla categoria delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata 33, alle categorie a queste equiparate e alla categoria degli orfani di Rigopiano possono essere iscritti al predetto elenco anche se non in possesso dello stato di disoccupazione.
33 V. art. 1 del dPR 333/2000 e art. 1, comma 2, legge 407/1998.
Non si tralascia di evidenziare che in base alle considerazioni precedentemente svolte relativamente ai disabili, cui si rimanda, anche il collocamento obbligatorio dei soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge 68/1999 riguarda esclusivamente le qualifiche non dirigenziali 34.
Si tratta delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata ed, in particolare dei soggetti di cui all’articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302 35, cui fa rinvio l’articolo 1, comma 2, della suddetta legge 407/1998, nonché il coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi per il verificarsi delle fattispecie di cui al primo articolo 36.
34 Ai sensi dell'articolo 18, comma 2, della L. n. 68 del 1999, gli orfani dei caduti per causa di lavoro hanno diritto al collocamento obbligatorio
(id est: assunzione) fino al raggiungimento della quota d'obbligo dell'1% dei posti da coprire, ma con esclusione di quelli destinati a dirigenti.
35 In particolare i soggetti di cui all'art. 1 della legge 302/1990 sono i seguenti:
• chiunque subisca un'invalidità permanente, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di
atti di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, a condizione che il soggetto leso non abbia concorso alla commissione degli atti
medesimi ovvero di reati a questi connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di procedura penale;
fatti delittuosi commessi per il perseguimento delle finalità delle associazioni di tipo mafioso di cui all'articolo 416-bis del codice penale,
purché si realizzino le seguenti condizioni:
a) il soggetto leso non abbia concorso alla commissione del fatto delittuoso lesivo ovvero di reati che con il medesimo siano connessi ai sensi
b) il soggetto leso risulti essere, del tutto estraneo ad ambienti e rapporti delinquenziali, salvo che si dimostri l'accidentalità del suo
coinvolgimento passivo nell'azione criminosa lesiva, ovvero risulti che il medesimo, al tempo dell'evento, si era già dissociato o comunque
estraniato dagli ambienti e dai rapporti delinquenziali cui partecipava;
operazioni di prevenzione o repressione dei fatti delittuosi di cui ai precedenti due punti, a condizione che il soggetto leso sia del tutto
estraneo alle attività criminose oggetto delle operazioni medesime.
• chiunque, fuori dai casi di cui al comma 3, subisca un'invalidità permanente, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza
dell'assistenza prestata, e legalmente richiesta per iscritto ovvero verbalmente nei casi di flagranza di reato o di prestazione di soccorso, ad
ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria o ad autorità, ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, nel corso di azioni od operazioni di cui al
presente articolo, svoltesi nel territorio dello Stato.
36 V. art. 3 legge 206/2004.
chiamata diretta per i profili professionali del personale contrattualizzato fino all’ottavo livello retributivo ovvero, secondo l’attuale sistema di classificazione professionale, nei profili professionali dell’Area II per cui è richiesto un titolo di studio superiore alla scuola dell’obbligo o nella posizione economica iniziale dei profili di Area III, nel rispetto del titolo di studio richiesto;
qualifiche basse, per cui è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, con le modalità previste per i Ministeri;
qualifiche alte, per cui è richiesto un requisito per l’accesso dall’esterno superiore alla scuola dell’obbligo, fermo restando che i soggetti considerati godono del diritto di precedenza rispetto ad ogni altra categoria e di preferenza a parità di titoli rispetto alla riserva prevista dal bando di concorso ai fini della copertura delle quote d’obbligo.

References: articolo 1
 Articolo 12
 articolo 9
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 11
 art. 1
 art. 1
 articolo 36
 art. 3