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Timestamp: 2019-08-17 23:18:17+00:00

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Testo del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16 (in Gazzetta Ufficiale  -
serie generale - n. 54 del 6 marzo 2014), coordinato con la legge  di
alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in  materia  di  finanza
locale, nonche' misure volte a garantire la funzionalita' dei servizi
svolti nelle istituzioni scolastiche». (14A03580)
1. All'articolo 1, della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147  sono
a) al comma 677 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo  «Per  lo
stesso anno 2014, nella determinazione delle  aliquote  TASI  possono
essere superati i limiti stabiliti nel primo e nel  secondo  periodo,
per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille  a
condizione  che  siano  finanziate,  relativamente  alle   abitazioni
principali e alle  unita'  immobiliari  ad  esse  equiparate  di  cui
all'articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.  201,
detrazioni d'imposta o altre misure, tali  da  generare  effetti  sul
carico di imposta  TASI  equivalenti  (( o inferiori a ))  quelli
determinatisi  con  riferimento  all'IMU  relativamente  alla  stessa
tipologia  di  immobili,  anche  tenendo  conto  di  quanto  previsto
dall'articolo 13 del citato decreto-legge n. 201, del 2011;
(( b) il comma 688 e' sostituito dal seguente: «688. Il versamento della TASI e' effettuato, in deroga all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero tramite apposito bollettino di conto corrente postale al quale si applicano le disposizioni di cui al citato articolo 17, in quanto compatibili. Il versamento della TARI e della tariffa di natura corrispettiva di cui ai commi 667 e 668 e' effettuato secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, ovvero tramite bollettino di conto corrente postale o tramite le altre modalita' di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali. Con decreto del Direttore generale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' per la rendicontazione e trasmissione dei dati di riscossione, distintamente per ogni contribuente, da parte dei soggetti che provvedono alla riscossione, ai comuni e al sistema informativo del Ministero dell'economia e delle finanze. Il comune stabilisce le scadenze di pagamento della TARI, prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla TASI. Il versamento della TASI e' effettuato nei termini individuati dall'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23. E' consentito il pagamento della TARI e della TASI in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Il versamento della prima rata della TASI e' eseguito sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente; il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno e' eseguito, a conguaglio, sulla base degli atti pubblicati nel sito informatico di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e successive modificazioni, alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta; a tal fine il comune e' tenuto ad effettuare l'invio delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni, nonche' dei regolamenti della TASI, esclusivamente in via telematica, entro il 21 ottobre dello stesso anno mediante inserimento del testo degli stessi nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, per la pubblicazione nel sito informatico di cui al citato decreto legislativo n. 360 del 1998; in caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l'anno precedente. L'efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel predetto sito informatico. I comuni sono altresi' tenuti ad inserire nella suddetta sezione gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le indicazioni stabilite dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze, sentita l'Associazione nazionale dei comuni italiani. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale, per il primo anno di applicazione della TASI, il versamento della prima rata e' effettuato con riferimento all'aliquota di base di cui al comma 676, qualora il comune non abbia deliberato una diversa aliquota entro il 31 maggio 2014, e il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno e' eseguito a conguaglio sulla base delle deliberazioni del consiglio comunale, fermo restando il rispetto delle modalita' e dei termini indicati nei periodi precedenti. Per gli immobili adibiti ad abitazione principale, per il primo anno di applicazione della TASI, il versamento dell'imposta e' effettuato in un'unica rata, entro il termine del 16 dicembre 2014, salvo il caso in cui alla data del 31 maggio 2014 sia pubblicata nel sito informatico di cui al citato decreto legislativo n. 360 del 1998 la deliberazione di approvazione delle aliquote e delle detrazioni, determinando in questo caso le relative modalita' e aliquote. Ai fini di quanto previsto dai due periodi precedenti, il comune e' tenuto ad effettuare l'invio della predetta deliberazione, esclusivamente in via telematica, entro il 23 maggio 2014, mediante inserimento del testo della stessa nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale» )).
c) il comma 691 e' sostituito dal seguente: «691. I comuni possono,
in deroga all'articolo 52 del decreto legislativo n.  446  del  1997,
affidare, fino alla scadenza  del  relativo  contratto,  la  gestione
dell'accertamento e della riscossione della TARI, anche nel  caso  di
adozione della tariffa di cui ai commi 667  e  668,  ai  soggetti  ai
quali, alla data del 31 dicembre 2013, risulta affidato  il  servizio
di gestione dei rifiuti o di accertamento e riscossione  del  tributo
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.»;
(( c-bis) dopo il comma 728 e' inserito il seguente: «728-bis. A decorrere dall'anno d'imposta 2013, per i beni immobili sui quali sono costituiti diritti di godimento a tempo parziale, di cui all'articolo 69, comma 1, lettera a), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, il versamento dell'imposta municipale propria e' effettuato da chi amministra il bene. Questi e' autorizzato a prelevare l'importo necessario al pagamento dell'imposta municipale propria dalle disponibilita' finanziarie comuni attribuendo le quote al singolo titolare dei diritti con addebito nel rendiconto annuale» )).
d) il comma 731 e' sostituito  dal  seguente:  «731.  Per  l'anno
2014, e' attribuito ai comuni un contributo di 625 milioni  di  euro.
con il Ministro dell'interno, e' stabilita, secondo  una  metodologia
adottata sentita la Conferenza Stato citta' ed autonomie  locali,  la
quota del contributo di cui al periodo  precedente  di  spettanza  di
ciascun comune, tenendo  conto  dei  gettiti  standard  ed  effettivi
dell'IMU e della TASI.».
(( 1-bis. Per l'anno 2013, in deroga a quanto stabilito dall'articolo 14, comma 8, primo periodo, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e successive modificazioni, sono valide le delibere di istituzione o variazione dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche approvate entro i termini di legge e comunicate entro il 31 dicembre 2013 )).
2. All'onere di cui al comma 1, lettera d) si  provvede,  quanto  a
118,156 milioni  di  euro  mediante  corrispondente  riduzione  della
dotazione del Fondo di cui all'articolo  7-quinquies,  comma  1,  del
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 e quanto a  6,844  milioni  di  euro
strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,
3. Sono esenti dal tributo per i servizi  indivisibili  (TASI)  gli
immobili posseduti dallo Stato, nonche' gli immobili  posseduti,  nel
proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni,  dalle
ai compiti istituzionali. (( Sono altresi' esenti i rifugi alpini non custoditi, i punti d'appoggio e i bivacchi )). Si applicano, inoltre,
le esenzioni previste dall'articolo 7, comma 1, lettere b),  c),  d),
e), f), ed i) del decreto legislativo 30 dicembre 1992,  n.  504;  ai
fini dell'applicazione della lettera i)  resta  ferma  l'applicazione
delle disposizioni di cui all'articolo 91-bis  del  decreto-legge  24
4. Le procedure di cui ai commi da 722 a 727 dell'articolo 1  della
legge 27 dicembre 2013, n.  147,  si  applicano  a  tutti  i  tributi
locali. Con decreto del (( Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno )), sentita la Conferenza Stato
citta' ed autonomie locali, sono stabilite le  modalita'  applicative
1. All'articolo 1 della legge 27 dicembre  2013,  n.  147  sono  (( apportate )) le seguenti modificazioni:
(( a-bis) dopo il comma 568 sono inseriti i seguenti: «568-bis. Le pubbliche amministrazioni locali indicate nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e le societa' da esse controllate direttamente o indirettamente possono procedere: a) allo scioglimento della societa' controllata direttamente o indirettamente. Se lo scioglimento e' in corso ovvero e' deliberato non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, gli atti e le operazioni posti in essere in favore di pubbliche amministrazioni in seguito allo scioglimento della societa' sono esenti da imposizione fiscale, incluse le imposte sui redditi e l'imposta regionale sulle attivita' produttive, ad eccezione dell'imposta sul valore aggiunto. Le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. In tal caso i dipendenti in forza alla data di entrata in vigore della presente disposizione sono ammessi di diritto alle procedure di cui ai commi da 563 a 568 del presente articolo. Ove lo scioglimento riguardi una societa' controllata indirettamente, le plusvalenze realizzate in capo alla societa' controllante non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono deducibili nell'esercizio in cui sono realizzate e nei quattro successivi; b) all'alienazione, a condizione che questa avvenga con procedura a evidenza pubblica deliberata non oltre dodici mesi ovvero sia in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione, delle partecipazioni detenute alla data di entrata in vigore della presente disposizione e alla contestuale assegnazione del servizio per cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 2014. In caso di societa' mista, al socio privato detentore di una quota di almeno il 30 per cento alla data di entrata in vigore della presente disposizione deve essere riconosciuto il diritto di prelazione. Ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, le plusvalenze non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono deducibili nell'esercizio in cui sono realizzate e nei quattro successivi. 568-ter. Il personale in esubero delle societa' di cui al comma 563 che, dopo l'applicazione dei commi 565, 566, 567 e 568, risulti privo di occupazione ha titolo di precedenza, a parita' di requisiti, per l'impiego nell'ambito di missioni afferenti a contratti di somministrazione di lavoro stipulati, per esigenze temporanee o straordinarie, proprie o di loro enti strumentali, dalle stesse pubbliche amministrazioni» ));
b) al comma 569 le parole: «quattro  mesi»  sono  sostituite  dalle
c) al comma  620  le  parole  «Entro  il  28  febbraio  2014»  sono
sostituite dalle seguenti (( «Entro il 31 maggio 2014» ));
(( c-bis) al comma 621, secondo periodo, le parole: «entro il 30 giugno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 ottobre 2014»; c-ter) al comma 622, le parole: «Entro il 30 giugno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 31 ottobre 2014» ));
d) al comma  623  le  parole  «Entro  il  28  febbraio  2014»  sono
sostituite dalle seguenti «entro il 31 maggio 2014» e le  parole  «15
marzo 2014» sono sostituite dalle seguenti «15 giugno 2014»;
(( d-bis) al comma 645 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'utilizzo delle superfici catastali per il calcolo della TARI decorre dal 1° gennaio successivo alla data di emanazione di un apposito provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, previo accordo da sancire in sede di Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, che attesta l'avvenuta completa attuazione delle disposizioni di cui al comma 647» ));
(( e) al comma 649, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, nella determinazione della TARI, il comune disciplina con proprio regolamento riduzioni della quota variabile del tributo proporzionali alle quantita' di rifiuti speciali assimilati che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati. Con il medesimo regolamento il comune individua le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all'esercizio di dette attivita' produttive, ai quali si estende il divieto di assimilazione. Al conferimento al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani di rifiuti speciali non assimilati, in assenza di convenzione con il comune o con l'ente gestore del servizio, si applicano le sanzioni di cui all'articolo 256, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152» ));
(( e-bis) al comma 652 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle more della revisione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, al fine di semplificare l'individuazione dei coefficienti relativi alla graduazione delle tariffe il comune puo' prevedere, per gli anni 2014 e 2015, l'adozione dei coefficienti di cui alle tabelle 2, 3a, 3b, 4a e 4b dell'allegato 1 al citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, inferiori ai minimi o superiori ai massimi ivi indicati del 50 per cento e puo' altresi' non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del medesimo allegato 1»; e-ter) il comma 660 e' sostituito dal seguente: «660. Il comune puo' deliberare, con regolamento di cui all'articolo 52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997, ulteriori riduzioni ed esenzioni rispetto a quelle previste dalle lettere da a) a e) del comma 659. La relativa copertura puo' essere disposta attraverso apposite autorizzazioni di spesa e deve essere assicurata attraverso il ricorso a risorse derivanti dalla fiscalita' generale del comune»; e-quater) il comma 661 e' abrogato ));
f) il comma 669 e' sostituito dal  seguente  «669.  Il  presupposto
impositivo della TASI e' il possesso o  la  detenzione,  a  qualsiasi
titolo, di fabbricati, ivi compresa  l'abitazione  principale,  e  di
aree edificabili, come  definiti  ai  sensi  dell'imposta  municipale
propria, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli.»;
h) al comma 679 la lettera f) e' (( abrogata )).
(( 1-bis. Il comma 12-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, e' abrogato )).
((Art. 2 bis Bilancio di previsione 1. Il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali per l'esercizio 2014, di cui all'articolo 151 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e' ulteriormente differito al 31 luglio 2014.))
agosto 2000, n. 267, dopo il primo periodo e' aggiunto  il  seguente:
«Fino alla  scadenza  del  termine  per  impugnare  e,  nel  caso  di
esecutive intraprese nei confronti dell'ente sono sospese.».
(( 2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il comma 573 e' sostituito dai seguenti: «573. Per l'esercizio 2014, gli enti locali che hanno avuto il diniego d'approvazione da parte del consiglio comunale del piano di riequilibrio finanziario, come previsto dall'articolo 243-quater, comma 7, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e che non abbiano dichiarato il dissesto finanziario ai sensi dell'articolo 246 del medesimo testo unico, possono riproporre, entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all'articolo 243-bis del citato testo unico, e successive modificazioni, qualora sia stato certificato, nell'ultimo rendiconto approvato, che l'ente non si trova nella condizione di deficitarieta' strutturale, di cui all'articolo 242 del medesimo testo unico, e successive modificazioni, secondo i parametri indicati nel decreto del Ministro dell'interno previsto dallo stesso articolo 242. In pendenza del predetto termine di centoventi giorni non trova applicazione l'articolo 243-bis, comma 3, del citato testo unico. 573-bis. Per l'esercizio 2014, agli enti locali che abbiano presentato, nell'anno 2013, i piani di riequilibrio finanziario previsti dall'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, per i quali sia intervenuta una deliberazione di diniego da parte della competente sezione regionale della Corte dei conti ovvero dalle sezioni riunite, e' data facolta' di riproporre un nuovo piano di riequilibrio, previa deliberazione consiliare, entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Tale facolta' e' subordinata all'avvenuto conseguimento di un miglioramento, inteso sia come aumento dell'avanzo di amministrazione che come diminuzione del disavanzo di amministrazione, registrato nell'ultimo rendiconto approvato. Nelle more del termine previsto per la presentazione del nuovo piano di riequilibrio e sino alla conclusione della relativa procedura, non si applica l'articolo 243-quater, comma 7, del predetto testo unico. 573-ter. Nelle more del termine previsto per la presentazione del nuovo piano di riequilibrio di cui ai commi 573 e 573-bis, e sino alla conclusione della relativa procedura, le procedure esecutive, intraprese nei confronti dell'ente, sono sospese» )).
(( 2-bis. Al primo periodo del comma 10-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, dopo le parole: «anche se riconosciuti in bilancio in data successiva» sono aggiunte le seguenti: «, ivi inclusi quelli contenuti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, approvato con delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei conti» )).
3.   All'articolo   243-bis   del   testo   unico    delle    leggi
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni,  sono  apportate  le
a) al comma 1, l'ultimo periodo e'  sostituito  dal  seguente:  «La
predetta procedura non puo' essere iniziata qualora  sia  decorso  il
termine assegnato dal prefetto, con  lettera  notificata  ai  singoli
consiglieri, per la deliberazione del dissesto, di  cui  all'articolo
6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 »;
«9-bis. In deroga al comma 8, lettera g), e al comma 9, lettera d),
del presente articolo e all'articolo  243-ter,  i  comuni  che  fanno
ricorso  alla  procedura  di  riequilibrio  finanziario   pluriennale
prevista dal presente  articolo  possono  contrarre  mutui,  oltre  i
limiti di cui al comma 1 dell'articolo 204, necessari alla  copertura
di spese  di  investimento  relative  a  progetti  e  interventi  che
garantiscano l'ottenimento di  risparmi  di  gestione  funzionali  al
raggiungimento degli obiettivi  fissati  nel  piano  di  riequilibrio
finanziario pluriennale, per un importo non superiore alle  quote  di
0capitale dei mutui e  dei  prestiti  obbligazionari  precedentemente
contratti ed emessi, rimborsate nell'esercizio precedente.».
3-bis. Al primo periodo del comma 5 dell'articolo 243-bis del testo
unico delle leggi sull'ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le  parole:  «60  giorni»
sono sostituite dalle seguenti: «novanta giorni».
3-ter.  All'articolo  243-quater  del  testo  unico   delle   leggi
«7-bis. Qualora, durante la fase di attuazione del  piano,  dovesse
emergere, in sede di monitoraggio, un grado di  raggiungimento  degli
obiettivi  intermedi  superiore  rispetto  a  quello   previsto,   e'
riconosciuta  all'ente   locale   la   facolta'   di   proporre   una
rimodulazione dello stesso,  anche  in  termini  di  riduzione  della
durata del  piano  medesimo.  Tale  proposta,  corredata  del  parere
positivo dell'organo di  revisione  economico-finanziaria  dell'ente,
7-ter. In caso di esito positivo della procedura di  cui  al  comma
7-bis, l'ente locale provvede a rimodulare il piano  di  riequilibrio
approvato, in funzione della minore durata dello stesso.  Restano  in
ogni caso fermi gli obblighi posti a carico dell'organo di  revisione
economico-finanziaria previsti dal comma 6.».
3-quater. Al capo I del titolo VIII della parte seconda  del  testo
decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,   dopo   l'articolo
«Art. 243-sexies (Pagamento di  debiti).  -  1.  In  considerazione
dell'esigenza di dare prioritario impulso all'economia in  attuazione
dell'articolo 41 della Costituzione, le risorse provenienti dal Fondo
di rotazione di cui all'articolo 243-ter  del  presente  testo  unico
sono destinate esclusivamente al pagamento dei  debiti  presenti  nel
piano di riequilibrio finanziario  pluriennale  di  cui  all'articolo
2. Non sono ammessi atti  di  sequestro  o  di  pignoramento  sulle
risorse di cui al comma 1.» )).
4. All'articolo 259 del testo unico  delle  leggi  sull'ordinamento
degli enti locali di cui al decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.
«1-ter. Nei comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, nel
caso in cui  il  riequilibrio  del  bilancio  sia  significativamente
condizionato dall'esito delle misure di riduzione (( di almeno il 20 per cento )) dei costi dei servizi, nonche'  dalla  razionalizzazione
di tutti gli organismi e societa' partecipati,  laddove  presenti,  i
cui costi incidono sul bilancio dell'ente,  l'ente  puo'  raggiungere
l'equilibrio, in deroga alle norme vigenti, entro l'esercizio in  cui
si  completa  la  riorganizzazione  dei   servizi   comunali   e   la
razionalizzazione di tutti  gli  organismi  partecipati,  e  comunque
entro tre anni,  compreso  quello  in  cui  e'  stato  deliberato  il
dissesto. Fino al raggiungimento  dell'equilibrio  (( e per i tre esercizi successivi )), l'organo di  revisione  economico-finanziaria
dell'ente trasmette al Ministero dell'interno, entro 30 giorni  dalla
scadenza di ciascun esercizio,  una  relazione  sull'efficacia  delle
misure adottate e sugli obiettivi raggiunti nell'esercizio.».
(( 4-bis. Ai fini dell'attuazione dei piani di riequilibrio pluriennale di cui all'articolo 243-quater, commi 1 e 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e del piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio di cui all'articolo 16, comma 2, del presente decreto, le societa' controllate dagli enti locali interessati da tali piani applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 563, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, anche in deroga al principio della coerenza con il rispettivo ordinamento professionale )).
(( Art. 3 bis Fondo svalutazione crediti 1. Per l'anno 2014 il fondo svalutazione crediti di cui all'articolo 6, comma 17, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e all'articolo 1, comma 17, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successive modificazioni, non puo' essere inferiore al 20 per cento dei residui attivi, di cui ai titoli primo e terzo dell'entrata, aventi anzianita' superiore a cinque anni )).
alla contrattazione integrativa e all'utilizzo dei relativi fondi
regioni (( adottano )) misure di  contenimento  della  spesa  per  il
personale, ulteriori rispetto a quelle gia'  previste  dalla  vigente
normativa,  mediante  l'attuazione  di  piani   di   riorganizzazione
burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti  di  uffici
con la contestuale riduzione delle dotazioni organiche del  personale
dirigenziale (( in misura )) non inferiore al 20 per  cento  e  della
spesa complessiva del personale non dirigenziale (( in misura ))  non
inferiore al 10 per cento. Gli enti  locali  adottano  le  misure  di
razionalizzazione organizzativa garantendo in ogni caso la  riduzione
delle dotazioni organiche entro i parametri definiti dal  decreto  di
cui all'articolo 263, comma 2,  del  decreto  legislativo  18  agosto
2000, n. 267. Al fine di conseguire  l'effettivo  contenimento  della
spesa,  alle  unita'  di  personale   eventualmente   risultanti   in
soprannumero   all'esito   dei   predetti   piani   obbligatori    di
riorganizzazione si applicano le disposizioni previste  dall'articolo
con modificazioni, dalla legge 7 agosto  2012,  n.  135,  nei  limiti
temporali della vigenza  della  predetta  norma.  Le  cessazioni  dal
servizio conseguenti alle misure di cui  al  precedente  periodo  non
possono  essere  calcolate  come   risparmio   utile   per   definire
limitazioni del turn over. Le Regioni e gli enti  locali  trasmettono
entro il 31 maggio di ciascun anno alla Presidenza del Consiglio  dei
ministri  -  Dipartimento  della  funzione  pubblica,  al   Ministero
generale dello Stato e al Ministero dell'interno -  Dipartimento  per
una relazione illustrativa ed una relazione tecnico-finanziaria  che,
dell'adozione dei  piani  obbligatori  di  riorganizzazione  e  delle
specifiche misure previste dai medesimi  per  il  contenimento  della
(( 3. Fermo restando l'obbligo di recupero previsto dai commi 1 e 2, non si applicano le disposizioni di cui al quinto periodo del comma 3-quinquies dell'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, agli atti di costituzione e di utilizzo dei fondi, comunque costituiti, per la contrattazione decentrata adottati anteriormente ai termini di adeguamento previsti dall'articolo 65 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e successive modificazioni, che non abbiano comportato il riconoscimento giudiziale della responsabilita' erariale, adottati dalle regioni e dagli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilita' interno, la vigente disciplina in materia di spese e assunzione di personale, nonche' le disposizioni di cui all'articolo 9, commi 1, 2-bis, 21 e 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni. 3-bis. Al fine di prevenire l'insorgere di contenziosi a carico delle amministrazioni coinvolte, le regioni e gli enti locali che, nel periodo 2010-2013, hanno attivato, anche attraverso l'utilizzo dei propri organismi partecipati, anche superando i vincoli previsti dalla normativa vigente in materia di contenimento complessivo della spesa di personale limitatamente alla parte di spesa coperta dai finanziamenti regionali, iniziative di politica attiva del lavoro finalizzate alla creazione di soluzioni occupazionali a tempo determinato dei lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 280, possono, limitatamente al medesimo periodo, provvedere al pagamento delle competenze retributive maturate, nel rispetto del patto di stabilita' interno e nei limiti delle disponibilita' finanziarie, garantendo comunque la salvaguardia degli equilibri di bilancio, senza che cio' determini l'applicazione delle sanzioni previste dalla legislazione vigente. 3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3-bis sono limitate ai soli aspetti retributivi e non possono in alcun modo comportare il consolidamento delle posizioni lavorative acquisite in violazione dei vincoli di finanza pubblica. 3-quater. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 4, comma 8, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo 1, comma 209, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 )).
1. Al fine di favorire gli investimenti degli enti locali, per  gli
anni 2014 e 2015, i medesimi enti  possono  assumere  nuovi  mutui  e
accedere ad altre forme  di  finanziamento  reperibili  sul  mercato,
oltre i limiti di cui  al  comma  1  dell'articolo  204  del  decreto
quote  di  capitale  dei  mutui   e   dei   prestiti   obbligazionari
precedentemente  contratti  ed   emessi   rimborsate   nell'esercizio
2012, n. 228, i Comuni iscrivono  la  quota  dell'imposta  municipale
propria al netto dell'importo versato all'entrata del bilancio  dello
Stato. Per uniformarsi a tale principio, i comuni possono  effettuare
eventuali rettifiche contabili  per  l'esercizio  2013,  in  sede  di
approvazione del rendiconto  di  cui  all'articolo  227  del  decreto
1. Alla legge 27 dicembre 2013, n.  147  dopo  il  comma  729  sono
«729-bis. Al fine di assicurare la piu'  precisa  ripartizione  del
previste a legislazione vigente, entro  il  mese  di  marzo  2014  il
Ministero dell'economia e delle finanze provvede, sulla base  di  una
metodologia adottata sentita la Conferenza Stato citta' ed  autonomie
locali, alla verifica del  gettito  dell'imposta  municipale  propria
dell'anno 2013, con particolare riferimento alla distribuzione  degli
729-ter. Con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze da emanarsi entro il 31 marzo
2014 previa intesa presso  la  Conferenza  Stato-citta'  e  autonomie
locali, sono determinate le variazioni delle assegnazioni  del  fondo
di solidarieta' comunale per l'anno 2013, derivanti dalla verifica di
729-quater. In conseguenza delle variazioni relative all'annualita'
2013, di cui al comma 729-ter, per  i  soli  comuni  interessati,  il
termine previsto dall'articolo 227, del decreto  legislativo  n.  267
del 2000 e' differito al 30 giugno 2014. Nel caso in  cui,  all'esito
delle verifiche di cui al comma  729-bis,  il  Comune  sia  tenuto  a
versare ulteriori importi  al  fondo  di  solidarieta'  comunale,  in
assenza di impegni di spesa gia' contabilizzati dal comune  stesso  a
tale titolo,  tali  somme  possono  essere  imputate  quale  apposito
impegno di spesa sull'annualita' 2014.».
delle  Regioni  a  statuto  ordinario  ed  ai  comuni  della  Regione
Siciliana e della Regione Sardegna un importo, a titolo  di  anticipo
solidarieta'  comunale.  Ai  fini  di  cui  al  presente   comma   si
considerano validi i dati relativi agli importi spettanti  pubblicati
sul sito  internet  del  Ministero  dell'interno  alla  data  del  31
1. A decorrere  dall'anno  2014,  l'ammontare  delle  riduzioni  di
risorse di cui al comma 183 dell'articolo 2 della legge  23  dicembre
2009 n. 191 e' fissato in 7 milioni di euro per le province e in  118
milioni di euro per i comuni, da applicarsi, a  tutti  gli  enti,  in
proporzione alla popolazione residente. Sono soppressi  il  quinto  e
sesto periodo del comma 183 dell'articolo 2 della legge  23  dicembre
1. Per l'anno 2014, sono confermate le modalita'  di  riparto  alle
province del fondo sperimentale di riequilibrio gia' adottate (( con decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2012 )).  Alla  ricognizione
delle risorse da ripartire per l'anno 2014 a  ciascuna  provincia  si
provvede con decreto del Ministero dell'interno, di concerto  con  il
Ministero dell'economia e delle finanze. Salvo  quanto  previsto  dal
comma 2 dell'articolo 20, sono parimenti confermate, le riduzioni  di
risorse per la revisione della spesa di cui all'articolo 16, comma 7,
indicati nell'allegato 1 al presente decreto.
2.  Per  l'anno  2014  i  trasferimenti  erariali  non  oggetto  di
fiscalizzazione corrisposti  dal  Ministero  dell'interno  in  favore
delle province appartenenti alla regione  Siciliana  e  alla  regione
Sardegna  sono  determinati  in   base   alle   disposizioni   recate
dall'articolo 4, comma 6, del decreto-legge  2  marzo  2012,  n.  16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n.  44,  e
1. I commi 2, 3, 3-bis, dell'articolo 4, del decreto legislativo  6
«2. La relazione di fine  mandato,  redatta  dal  responsabile  del
presidente della provincia o dal sindaco non  oltre  il  sessantesimo
quindici giorni dopo la sottoscrizione  della  relazione,  essa  deve
risultare certificata dall'organo di revisione  dell'ente  locale  e,
nei tre giorni successivi la relazione  e  la  certificazione  devono
essere trasmesse dal presidente della provincia o  dal  sindaco  alla
fine  mandato  e  la  certificazione   sono   pubblicate   sul   sito
istituzionale della provincia o del comune da  parte  del  presidente
della provincia o del sindaco entro i sette  giorni  successivi  alla
data di certificazione effettuata dall'organo di revisione  dell'ente
locale, con l'indicazione della data  di  trasmissione  alla  sezione
parte degli organi di controllo interno avvengono entro venti  giorni
dal provvedimento di indizione  delle  elezioni  e,  nei  tre  giorni
successivi la  relazione  e  la  certificazione  sono  trasmesse  dal
presidente della provincia o dal sindaco alla  sezione  regionale  di
controllo della Corte dei conti. (( La relazione di fine mandato e' pubblicata )) sul sito istituzionale della  provincia  o  del  comune
entro  e  non  oltre  i  sette  giorni  successivi   alla   data   di
certificazione effettuata dall'organo di revisione dell'ente  locale,
con l'indicazione della data di trasmissione alla  sezione  regionale
di controllo della Corte dei conti.».
(( 1. All'articolo 15, comma 3, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: «successivi alla» sono sostituite dalle seguenti: «decorrenti dalla». 1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui per l'anno 2014 sul fondo istituito dall'articolo 41, comma 16-sexiesdecies.1, secondo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, sono destinate alla regione Emilia-Romagna quale contributo straordinario di 2 milioni di euro da impiegare per il finanziamento di interventi di completamento del passaggio dei comuni di San Leo, Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello, Casteldelci e Maiolo dalla regione Marche, provincia di Pesaro-Urbino, alla regione Emilia-Romagna, provincia di Rimini )).
1. Il finanziamento attribuito al Comune di Lampedusa  e  Linosa  a
valere sul Fondo di sviluppo delle isole minori,  per  le  annualita'
2008 e 2009, pari a euro 1.421.021,13  viene  interamente  erogato  e
destinato  alla  realizzazione  di  interventi  urgenti  del   Comune
destinati  a  far  fronte  alla  situazione  di  emergenza   connessa
all'accoglienza dei profughi e ai  bisogni  primari  della  comunita'
1. All'articolo 1, della legge  24  dicembre  2012,  n.  228,  sono
a) il comma 380-quater e' sostituito dal seguente: «380-quater. Con
riferimento ai comuni delle regioni a statuto ordinario,  il  10  per
cento dell'importo attribuito  a  titolo  di  Fondo  di  solidarieta'
comunale  di  cui  al  comma  380-ter  e'  accantonato   per   essere
redistribuito, con  il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri di cui alla lettera b) del medesimo  comma  380-ter,  tra  i
comuni sulla base delle  capacita'  fiscali  nonche'  dei  fabbisogni
standard  approvati  dalla   Commissione   tecnica   paritetica   per
l'attuazione del federalismo fiscale  di  cui  all'articolo  4  della
a quello di riferimento. Per  la  quota  del  Fondo  di  solidarieta'
comunale attribuita con il criterio di cui al periodo precedente  non
operano  i  criteri  di  cui  alla  lettera  b)  del  predetto  comma
380-ter.»;
b)  dopo   il   comma   380-quater   e'   inserito   il   seguente:
«380-quinquies. Ai fini dell'applicazione del  comma  380-quater,  le
modalita' e i criteri di attuazione (( sono stabiliti mediante intesa in sede di Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, da adottare entro il 15 aprile 2014 )). In caso di  mancata  intesa,  le  risorse
corrispondenti sono distribuite  per  l'anno  2014  con  la  medesima
metodologia applicata per il riparto del fondo di solidarieta' di cui
al comma  380-ter  e,  a  decorrere  dall'anno  2015,  in  base  alle
disposizioni del predetto comma 380-quater.».
1. Alla fine del comma 23 dell'articolo 31 della legge 12  novembre
2011, n. 183 e' aggiunto il seguente periodo: «Ai fini  del  presente
2009 dallo scorporo di province di nuova istituzione.».
(( 1-bis. In vista della futura trasformazione delle province in enti di secondo livello, nel caso in cui il comparto province consegua l'obiettivo di patto di stabilita' interno ad esso complessivamente assegnato per l'anno 2013, la sanzione di cui all'articolo 31, comma 26, lettera a), della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, si applica alle province che non rispettano il patto per l'anno 2013 nel senso che l'ente medesimo e' assoggettato alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico e comunque per un importo non superiore al 3 per cento delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo )).
1. Roma Capitale, (( entro centoventi giorni ))  dalla  data  di
entrata in  vigore  del  presente  decreto,  trasmette  al  Ministero
dell'interno, al Ministero dell'economia e  delle  finanze,  (( alle Camere e alla Corte dei conti )) un rapporto che  evidenzi  le  cause
della formazione del disavanzo di bilancio di  parte  corrente  negli
anni precedenti, (( anche con riferimento alle societa' controllate e partecipate da Roma Capitale )), nonche' l'entita' e la natura  della
massa debitoria da trasferire alla gestione  commissariale  ai  sensi
2.   Roma   Capitale   trasmette   contestualmente   al   Ministero
dell'interno, al Ministero dell'economia e  delle  finanze,  (( alle Camere e alla Corte dei conti )) un piano triennale per la  riduzione
del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di  bilancio  al  cui
interno sono indicate le misure per il contenimento dei  costi  e  la
valorizzazione degli attivi di Roma Capitale prevedendo a  tali  fini
l'adozione di specifiche azioni amministrative volte a:
a) applicare le disposizioni finanziarie e di bilancio,  nonche'  i
vincoli in materia di acquisto di beni e servizi e di  assunzioni  di
personale, previsti dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, a tutte  le
societa' controllate con esclusione di  quelle  quotate  nei  mercati
(( a-bis) operare la ricognizione di tutte le societa' controllate e partecipate da Roma Capitale, evidenziando il numero dei consiglieri e degli amministratori nonche' le somme complessivamente erogate a ciascuno di essi; a-ter) avviare un piano rafforzato di lotta all'evasione tributaria e tariffaria ));
b) operare la ricognizione dei costi unitari  della  fornitura  dei
c) operare una  ricognizione  dei  fabbisogni  di  personale  nelle
societa' partecipate, prevedendo per quelle in perdita il  necessario
riequilibrio   con   l'utilizzo   degli   strumenti   legislativi   e
contrattuali esistenti, (( ivi inclusa la mobilita' interaziendale )), nel quadro degli accordi  con  le  organizzazioni  sindacali,  (( nonche' dello strumento del distacco di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Il distacco e l'utilizzo di dirigenti e personale possono avvenire esclusivamente nei limiti della spesa consolidata accertata con riferimento all'anno precedente nel quadro degli accordi che saranno adottati con le organizzazioni sindacali ));
d) adottare modelli innovativi  per  la  gestione  dei  servizi  di
trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e  di  spazzamento
e)  procedere,  ove  necessario  per  perseguire  il   riequilibrio
finanziario del comune, (( alla fusione delle societa' partecipate che svolgono funzioni omogenee, alla dismissione o alla messa in liquidazione delle societa' partecipate che non risultino avere come fine sociale attivita' di servizio pubblico, nonche' alla valorizzazione e dismissione di quote del patrimonio immobiliare del comune; e-bis) responsabilizzare i dirigenti delle societa' partecipate, legando le indennita' di risultato a specifici obiettivi di bilancio )).
comma 3, del decreto legislativo  18  aprile  2012,  n.  61,  esprime
parere obbligatorio sulla predisposizione del piano triennale di  cui
al comma 2 (( del presente articolo e dei piani pluriennali di cui al sesto periodo del comma 196-bis dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, introdotto dal comma 5 del presente articolo )), e ne verifica l'attuazione,  tenendo  anche  conto  dei  maggiori
oneri connessi  al  ruolo  di  Capitale  della  Repubblica  ove  gia'
determinati ai sensi  dell'articolo  2  del  decreto  legislativo  18
aprile  2012,  n.  61.  Ove  i  maggiori  oneri   siano   determinati
successivamente alla approvazione del piano ai sensi del comma 4,  il
tavolo di cui al primo periodo esprime  il  proprio  parere  ai  fini
(( 4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Amministrazione capitolina, il piano triennale di cui al comma 2 e' approvato entro sessanta giorni dalla data di trasmissione del medesimo al Ministero dell'interno, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle Camere. Solo al fine di reperire le risorse volte a realizzare gli obiettivi del piano, il comune di Roma Capitale puo' utilizzare le entrate straordinarie, comprese le eventuali sanzioni ad esse collegate, per il riequilibrio di parte corrente, in deroga all'articolo 162 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 4-bis. Il comune di Roma Capitale provvede alle eventuali variazioni del bilancio di previsione in coerenza con il piano triennale approvato dalla giunta, nonche' con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri emanato successivamente ai sensi del comma 4. 4-ter. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Amministrazione capitolina, sono approvate, previo parere del tavolo di cui al comma 3, a condizione che siano prive di effetti sui saldi della finanza pubblica, modifiche al documento predisposto ai sensi dell'articolo 14, comma 13-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni. 4-quater. All'articolo 1, comma 10-bis, primo periodo, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ivi inclusi quelli contenuti nel piano di cui al comma 2 dell'articolo 16 del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16» )).
5. Al comma 196-bis dell'articolo 2 della legge 23  dicembre  2009,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le  eventuali  ulteriori  partite
debitorie rivenienti da obbligazioni od oneri del comune di Roma , (( ivi inclusi gli oneri derivanti dalle procedure di cui all'articolo 42-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, )) anteriori  al  28  aprile  2008,
alla cui individuazione si procede con  determinazioni  dirigenziali,
assunte  con  l'attestazione   dell'avvenuta   assistenza   giuridico
amministrativa  del   Segretario   comunale.   Roma   Capitale   puo'
riacquisire l'esclusiva titolarita' di crediti, inseriti nella  massa
attiva di cui al documento predisposto ai sensi del  citato  articolo
14, comma 13-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  verso  le
societa' dalla medesima partecipate anche  compensando  totalmente  o
parzialmente gli stessi con partite a  debito  inserite  nella  massa
passiva di cui al citato documento. Roma Capitale e'  autorizzata  ad
avvalersi di appositi piani pluriennali per il  rientro  dai  crediti
verso  le  proprie  partecipate  cosi'   riacquisiti.   Il   medesimo
Commissario straordinario e' autorizzato, altresi', ad inserire nella
massa passiva di cui al documento predisposto ai sensi  dell'articolo
14,  comma  13-bis,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,   n.   78,
somme introitate dalla gestione commissariale in forza del  contratto
di servizio di cui all'articolo 5  del  Decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri in data 5  dicembre  2008,  in  attuazione  di
quanto previsto dall'articolo 16, comma 12-octies, del  decreto-legge
agosto 2012, n. 135, ai fini del loro  reintegro  a  favore  di  Roma
Capitale, dedotte le  somme  a  qualsiasi  titolo  inserite,  dal  31
ottobre 2013 fino alla data di entrata in vigore  (( della presente disposizione )), nella medesima massa ed al fine del loro reintegro a
favore di Roma Capitale e che, pertanto, restano nella disponibilita'
della stessa.  Le  somme  di  cui  ai  periodi  precedenti  non  sono
stabilita' interno.».
(( 5-bis. Al fine di contribuire al superamento della crisi in atto nel ciclo di gestione integrata dei rifiuti nel territorio del comune di Roma Capitale, per assicurare l'attuazione degli interventi previsti dal Protocollo d'intesa «Patto per Roma» del 4 agosto 2012, previa validazione da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del programma di lavoro triennale «Raccolta differenziata», ivi previsto, opportunamente rimodulato sulla base delle risorse rese disponibili, sono finalizzate: a) nel limite di 6,5 milioni di euro per l'anno 2014 e di 7,5 milioni di euro per l'anno 2015, le risorse iscritte nel bilancio, per i medesimi esercizi, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; b) nel limite di 5,5 milioni di euro per l'anno 2014 e di 3 milioni di euro per l'anno 2015, le risorse finanziarie disponibili nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per i medesimi esercizi, a valere sull'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 2, comma 323, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 5-ter. Alla compensazione degli effetti finanziari, in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, derivanti dall'attuazione del comma 5-bis, lettera a), pari a 6,5 milioni di euro per l'anno 2014 e a 7,5 milioni di euro per l'anno 2015, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni )).
1. Per favorire il completamento  del  passaggio  delle  competenze
relative al trasporto pubblico locale ferroviario tra lo Stato  e  la
Regione  Valle  d'Aosta,  ai  sensi  dell'articolo  2   del   decreto
legislativo 26 ottobre 2010, n. 194, del conseguente Accordo  fra  lo
Stato e la Regione Valle d'Aosta stipulato in data 11  novembre  2010
come recepito dall'articolo 1, comma 160,  della  legge  13  dicembre
dell'importo  di  13,4  milioni  di   euro,   nell'anno   2014,   per
2. Qualora l'intesa tra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta di  cui
all'articolo 1, comma 515, della legge 27 dicembre 2013  n.  147  non
sia raggiunta entro il 30 giugno 2014, e  comunque  il  trasferimento
non aggravare la posizione debitoria nei confronti  del  gestore  del
della Regione Valle  d'Aosta  e'  escluso  dal  patto  di  stabilita'
interno nel limite di 9,6 milioni di euro per l'anno 2014 (( e di 23 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015 )).
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1,  pari  a  13,4
milioni di euro per l'anno 2014, si provvede, quanto a 4  milioni  di
euro, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del  fondo
Ministero e, quanto a 9,4 milioni di  euro,  mediante  corrispondente
4.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle  Finanze   e'   altresi'
autorizzato, nelle more del trasferimento completo  delle  competenze
alle  Regioni  a  Statuto  Speciale  e  dei   servizi   indivisi,   a
(( 4-bis. Al fine di consentire la prosecuzione degli interventi sulla rete ferroviaria nazionale e l'attuazione dei relativi programmi di investimento, fino alla conclusione della procedura di approvazione del contratto di programma-parte investimenti 2012-2016, da effettuare entro il termine massimo del 30 giugno 2014, i rapporti tra lo Stato e il gestore dell'infrastruttura sono regolati, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, sulla base di quanto stabilito dal contratto di programma 2007-2011 )).
5. Al fine di  consentire  l'avvio  dell'esecuzione  del  piano  di
rientro di cui all'articolo 16, comma 5, del decreto-legge 22  giugno
2012, n. 134, a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto-legge e fino al 30 giugno 2014,  non  e'  consentito
intraprendere e proseguire azioni esecutive, anche  concorsuali,  nei
confronti delle societa' di cui all'articolo 16, comma 7, del  citato
decreto-legge n. 83 del 2012, ne' sulle risorse di  cui  all'articolo
11, comma 13, del decreto-legge 28 giugno 2013,  n.  76,  convertito,
comma  9,  del  citato  decreto-legge  n.  83   del   2012,   nonche'
all'articolo 1, comma 9-bis, del decreto-legge 10  ottobre  2012,  n.
174, convertito, con modificazioni, dalla (( legge 7 dicembre 2012, n. 213 )),  destinate  alla  Regione   Campania.   I   pignoramenti
eventualmente eseguiti non vincolano gli  enti  debitori  e  i  terzi
pignorati, i quali possono disporre  delle  somme  per  le  finalita'
istituzionali delle societa' di cui al primo periodo.
Disposizioni  in  favore  dei  comuni   assegnatari   di   contributi
pluriennali di cui all'articolo 6 della legge 29  novembre  1984,  n.
stanziati per le finalita' di cui  all'articolo  6,  della  legge  29
novembre 1984, n. 798, che non hanno raggiunto l'obiettivo del  patto
di stabilita' interno non si applica la sanzione di cui al comma  26,
lettera d), dell'articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183  e,
la sanzione di cui al comma 26, lettera a), del citato  articolo  31,
si applica nel senso che  l'ente  medesimo  e'  assoggettato  ad  una
riduzione del fondo di solidarieta'  comunale  in  misura  pari  alla
differenza tra il risultato registrato  e  l'obiettivo  programmatico
delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo. In caso  di
incapienza dei predetti fondi, gli enti locali sono tenuti a  versare
(( 1-bis. Per i mutui contratti dagli enti locali antecedentemente al 1° gennaio 2005 con oneri a totale carico dello Stato, ivi compresi quelli in cui e' l'ente locale a pagare le rate di ammortamento con obbligo da parte dello Stato di rimborsare le rate medesime, il comma 76 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, si interpreta nel senso che l'ente locale beneficiario puo' iscrivere il ricavato dei predetti mutui nelle entrate per trasferimenti in conto capitale, con vincolo di destinazione agli investimenti. Considerati validi gli effetti di quanto operato fino al 31 dicembre 2013, a decorrere dall'anno 2014, nel caso di iscrizione del ricavato dei mutui di cui al primo periodo tra le entrate per trasferimenti in conto capitale con vincolo di destinazione agli investimenti, il rimborso delle relative rate di ammortamento da parte dello Stato non e' considerato tra le entrate finali rilevanti ai fini del patto di stabilita' interno )).
1. Il termine del 28 febbraio 2014, di cui  all'articolo  1,  comma
748, della legge 27 dicembre 2013, n.  147,  sia  nei  territori  nei
quali non e' attiva la convenzione Consip per l'acquisto dei  servizi
di pulizia e ausiliari nelle scuole, sia  nei  territori  in  cui  la
suddetta convenzione e' attiva, e' prorogato al  31  marzo  2014,  in
deroga al limite di spesa  di  cui  all'articolo  58,  comma  5,  del
dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. A tal fine il limite  di  spesa  di
cui al medesimo articolo 1 comma 748, terzo periodo, e'  incrementato
di euro 20 milioni per  l'esercizio  finanziario  2014.  Al  relativo
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  4  della  legge  18
(( 1-bis. All'articolo 18, comma 8-bis, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, dopo le parole: «degli anni 2014, 2015 e 2016» sono inserite le seguenti: «, in relazione all'articolo 2, comma 329, della legge 24 dicembre 2007, n. 244»; b) al secondo periodo, le parole: «sono definiti» sono sostituite dalle seguenti: «sono definite» e le parole: «nonche' gli istituti cui sono affidate tali attivita'» sono soppresse )).
2. All'articolo 18, comma 8-quinquies, del decreto-legge 21  giugno
2013, n. 98, le parole «28 febbraio 2014» , (( ovunque ricorrono )),
sono sostituite dalle seguenti: «30 aprile 2014».
Ulteriori disposizioni per favorire il superamento delle  conseguenze
del sisma nella regione Abruzzo dell'aprile 2009
1. Con riferimento all'esercizio finanziario  2013,  nei  confronti
del comune dell'Aquila non si applicano le misure di cui al comma  26
dell'articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183,  e  successive
modificazioni, ne' le ulteriori misure sanzionatorie  previste  dalle
2.  Al   fine   di   concorrere   ad   assicurare   la   stabilita'
dell'equilibrio  finanziario  nel  comune  dell'Aquila,  negli  altri
comuni del cratere di cui ai decreti del commissario  delegato  n.  3
del  16  aprile  2009  e  n.  11  del  17  luglio  2009,  pubblicati,
rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2009  e
n. 173 del 28 luglio 2009, e nella provincia dell'Aquila, per  l'anno
dall'articolo 16, commi 6 e 7, del decreto-legge 6  luglio  2012,  n.
(( Art. 20 bis Finanziamento del Fondo per le emergenze nazionali 1. Al comma 120 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo le parole: «programmazione 2007-2013,» sono inserite le seguenti: «una quota di 50 milioni di euro a valere sulla quota nazionale e' destinata al Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e» e dopo le parole: «dall'anno 2009» sono aggiunte le seguenti: «, individuati con provvedimento del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri» )).
sara' pre-sentato alle Camere per la conversione in legge.
|           Provincia            |             Anno 2014            |
|           AGRIGENTO            |             6.309.436            |
|          ALESSANDRIA           |            11.090.439            |
|            ANCONA              |            10.613.324            |
|            AREZZO              |             8.732.333            |
|        ASCOLI PICENO           |             4.929.274            |
|             ASTI               |             5.370.186            |
|           AVELLINO             |             7.962.256            |
|            BARI                |            30.125.857            |
|    BARLETTA-ANDRIA-TRANI       |             7.243.728            |
|           BELLUNO              |             5.160.365            |
|          BENEVENTO             |             6.967.338            |
|           BERGAMO              |            15.187.126            |
|           BIELLA               |             4.764.707            |
|           BOLOGNA              |            20.018.556            |
|           BRESCIA              |            21.228.877            |
|           BRINDISI             |             9.966.073            |
|           CAGLIARI             |            16.619.769            |
|         CALTANISSETTA          |             5.416.452            |
|          CAMPOBASSO            |             8.190.033            |
|      CARBONIA-IGLESIAS         |             3.861.369            |
|            CASERTA             |            17.682.418            |
|            CATANIA             |            26.605.724            |
|           CATANZARO            |            14.005.792            |
|            CHIETI              |             7.757.366            |
|            COMO                |            11.176.134            |
|           COSENZA              |            14.905.603            |
|           CREMONA              |             7.137.419            |
|           CROTONE              |             5.599.452            |
|            CUNEO               |            14.190.484            |
|            ENNA                |             3.312.504            |
|            FERMO               |             2.960.207            |
|           FERRARA              |             5.953.442            |
|           FIRENZE              |            24.018.671            |
|           FOGGIA               |            12.315.090            |
|        FORLI'-CESENA           |             7.460.049            |
|          FROSINONE             |            16.998.042            |
|           GENOVA               |            20.257.707            |
|          GROSSETO              |             6.266.195            |
|          IMPERIA               |             4.904.282            |
|          ISERNIA               |             3.691.583            |
|          LA SPEZIA             |             5.118.081            |
|           LATINA               |            13.346.321            |
|           LECCE                |            15.482.196            |
|           LECCO                |             7.960.884            |
|          LIVORNO               |             7.575.953            |
|           LODI                 |             5.363.183            |
|           LUCCA                |            10.780.136            |
|          MACERATA              |             7.163.679            |
|          MANTOVA               |             9.244.508            |
|           MASSA                |             4.919.702            |
|           MATERA               |             4.154.843            |
|      MEDIO CAMPIDANO           |             3.613.485            |
|          MESSINA               |            10.428.821            |
|           MILANO               |            53.848.308            |
|           MODENA               |            11.069.091            |
|     MONZA E DELLA BRIANZA      |             8.799.152            |
|           NAPOLI               |            43.732.934            |
|           NOVARA               |             8.548.660            |
|           NUORO                |             5.241.107            |
|          OGLIASTRA             |             2.433.739            |
|         OLBIA-TEMPIO           |             5.206.277            |
|           ORISTANO             |             5.354.321            |
|           PADOVA               |            14.266.771            |
|           PALERMO              |            25.861.029            |
|           PARMA                |             8.985.546            |
|           PAVIA                |            13.449.267            |
|           PERUGIA              |            12.939.020            |
|       PESARO E URBINO          |            10.785.563            |
|           PESCARA              |             5.946.576            |
|           PIACENZA             |             8.476.195            |
|            PISA                |            12.682.941            |
|           PISTOIA              |             4.742.177            |
|           POTENZA              |            16.020.608            |
|           PRATO                |             6.381.401            |
|           RAGUSA               |             6.071.930            |
|           RAVENNA              |             6.282.730            |
|        REGGIO CALABRIA         |            12.823.780            |
|         REGGIO EMILIA          |             9.927.689            |
|            RIETI               |             6.573.931            |
|            RIMINI              |             6.733.372            |
|            ROMA                |            79.332.441            |
|            ROVIGO              |             4.033.488            |
|            SALERNO             |            28.283.796            |
|            SASSARI             |             9.027.167            |
|            SAVONA              |             6.856.430            |
|            SIENA               |            10.561.909            |
|           SIRACUSA             |            10.452.508            |
|            SONDRIO             |             4.370.112            |
|            TARANTO             |            12.101.354            |
|            TERAMO              |             5.641.401            |
|            TERNI               |             4.749.010            |
|            TORINO              |            39.391.981            |
|            TRAPANI             |             8.055.923            |
|            TREVISO             |            15.246.615            |
|            VARESE              |            15.433.375            |
|            VENEZIA             |            15.941.283            |
|      VERBANO-CUSIO-OSSOLA      |             6.793.328            |
|            VERCELLI            |             6.101.547            |
|             VERONA             |            13.604.320            |
|          VIBO VALENTIA         |             5.139.635            |
|             VICENZA            |            15.008.825            |
|             VITERBO            |             8.581.983            |
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References: in fine
 articolo 17
in fine
in fine
 articolo 242
 Art. 3
in fine
 articolo
14
 articolo  31
 articolo 1
 Art. 20