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Timestamp: 2020-07-14 07:55:37+00:00

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Home Condominio Condominio Natura del sottotetto Occupazione del singolo condomino
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 8 maggio 2017, n. 11184
Secondo la giurisprudenza di questa Corte, condivisa dal Collegio, l’utilizzazione in via esclusiva di un bene comune da parte del singolo condomino in assenza del consenso degli altri condomini, ai quali resta precluso l’uso, anche solo potenziale, della “res”, determina un danno “in re ipsa”, quantificabile in base ai frutti civili tratti dal bene dall’autore della violazione
– La vicenda oggetto della causa trae origine dai lavori con i quali (OMISSIS), proprietaria di un appartamento all’ultimo piano facente parte del Condominio dell’edificio di via (OMISSIS), occupo’ una parte del sottotetto del fabbricato, ponendolo in collegamento col proprio appartamento attraverso una scala interna realizzata praticando un’apertura nella soletta del detto sottotetto.
– La Corte di Appello di Milano, in riforma della pronuncia di primo grado, accogliendo le domande proposte dal Condominio nei confronti della (OMISSIS), dichiaro’ la natura condominiale del sottotetto e l’illegittimita’ delle opere eseguite dalla (OMISSIS), condannando quest’ultima alla rimozione di tali opere, al ripristino dello stato dei luoghi e al risarcimento del danno (liquidato in Euro 4.000,00).
– Per la cassazione della sentenza di appello ricorre (OMISSIS) sulla base di tre motivi.
– Col primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex articolo 360 c.p.c., n. 3), nonche’ l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio (ex articolo 360 c.p.c., n. 5), per avere la Corte di Appello erroneamente interpretato gli atti negoziali prodotti (atto costitutivo del condominio, regolamento contrattuale condominiale, titoli di provenienza della proprieta’ della (OMISSIS)), pervenendo cosi’ alla conclusione del difetto di un titolo che stabilisse la natura giuridica del sottotetto e della necessita’ di fare ricorso al criterio sussidiario della destinazione oggettiva del bene all’uso comune.
– Il secondo motivo – col quale si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex articolo 360 c.p.c., n. 3), nonche’ l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio (ex articolo 360 c.p.c., n. 5), per avere la Corte di Appello omesso di dichiarare il difetto di legittimazione attiva del condominio, senza considerare che quest’ultimo aveva esercitato l’azione di rivendicazione relativamente ad una porzione di stabile esclusa dalle parti comuni – rimane assorbito nel rigetto della prima censura.
– Col terzo motivo, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex articolo 360 c.p.c., n. 3), per avere la Corte di Appello condannato la (OMISSIS) al risarcimento del danno per l’occupazione del sottotetto, in assenza della prova di qualsiasi pregiudizio economico ed erroneamente ritenendo che il danno fosse in re ipsa.
– Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, articolo 1, comma 17, applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto dopo il 30 gennaio 2013), sussistono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte del ricorrente, a norma dello stesso articolo 13, comma 1 bis.
Delibere condominiali maggioranze condomino conflitto interessi

References: Sentenza 
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