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Timestamp: 2019-06-25 02:17:50+00:00

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indennità di espropriazione e di occupazione, indennità di esproprio, aree edificabili, art. 5 bis
La riscontrata natura edificabile del suolo comporta l'indennizzo secondo il valore venale, e la rideterminazione dell'indennità di occupazione, senza applicazione del criterio riduttivo della semisomma, di cui all... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., dichiarato incostituzionale dalla sentenza 347/07.
Il criterio riduttivo introdotto dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis è venuto meno per effetto della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale che, accogliendo il dubbio sollevato con tre distinte ordinanze di rimessione, ne ha dichia... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gittimità per contrasto con l'art. 117 Cost., a tenore del quale la legislazione statale deve essere rispettosa degli obblighi internazionali dello Stato.
Il criterio indennitario riduttivo di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, è venuto meno per effetto della sentenza 348 del 2007 della Corte Costituzionale la quale, accogliendo il dubbio sollevato dalla Corte di Cassazione con tre distinte ordinanze di rimessione, ne ha dichiarato l'illegittimità per contrasto con l'art. 117 Cost., a tenore del quale la legislazione statale deve essere rispettosa degli obblighi internazionali dello Stato.
La Corte costituzionale (che pure, in precedenza, aveva ritenuto costituzionalmente legittimi i criteri di cui al D.L. n. 333 del 1992), facendo leva sul nuovo art. 117, primo comma, Cost. e utilizzando gli obblighi internazionali come "norme interposte" nel giudizio di costituzionalità delle leggi così integrando il parametro costituzionale, ha dichiarato l' illegittimità costituzionale delle disposizioni del 1992 (sent. n. 348 e 349 del 2007).
Il criterio riduttivo introdotto dal D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, commi 1 e 2, convertito con modificazione dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, è venu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... effetto della sentenza n. 348 del 2007 della Corte Costituzionale, la quale ne ha dichiarato l'illegittimità per contrasto con l'art. 117 Cost..
Il criterio indennitario di cui al D.L. 11 Luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, convertito in L. 8 Agosto 1992, n. 359, è venuto meno per effetto della censura d'illegittimità costituzionale (Corte costituzionale, 24 ottobre 2007, n. 349).
Il criterio riduttivo introdotto dall'art. 5 bis, 1 e 2 comma, d.l. 11 luglio 1992 n. 333 convertito con modificazione dalla L. 8 agosto 1992 n. 359 è venuto meno per effetto della sentenza n. 348 del 2007 della Corte Costituzionale, che ne ha dichiarato l'illegittimità per contrasto con l'art. 117 Cost.
La pronuncia di incostituzionalità dell'art. 5 bis L. n. 359/2992 di cui alla sentenza n. 348/2007, viene in rilievo una volta che sia stata già accertata la natura edificabile delle aree, posto che tale pronuncia attiene ai criteri di determinazione dell'indennità per le aree aventi tale natura.
La Corte costituzionale con la sentenza n. 348/2007 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dei commi 1 e 2 dell'art. 5 bis L. n. 359/1992 per violazione dell'art. 117 primo comma della... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne, in relazione all'art. 1 del primo Protocollo CEDU, poiché l'indennizzo, a cui lo Stato è tenuto in caso di espropriazione, non può ritenersi legittimo se non consiste in una somma che si ponga in rapporto ragionevole con il valore del bene.
Con sentenza n. 348/2007 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. 11 Luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, commi 1 e 2, convertito con modificazioni in L. 8 Agosto 1992, n. 359, affermando che un'indennità "congrua, seria ed adeguata" non può adottare il valore di mercato del bene come mero punto di partenza per calcoli successivi che si avvalgono di elementi del tutto sganciati da tale dato.
Alla luce della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, l'indennizzo assicurato all'espropriato dall'art. 42 Cost., comma 3, seppure non debba consistere nell'integrale riparazione della perdita subita, non può essere fissato, nondimeno, in misura irrisoria o meramente simbolica, ma deve rappresentare un serio ristoro, espressione di un ragionevole legame con il valore venale, come prescritto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007 ha ritenuto l'incostituzionalit&a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'art. 5 bis L. n. 359/1992, laddove determina l'indennità di esproprio sulla base della media tra il valore venale del bene espropriato ed il decuplo del reddito dominicale rivalutato.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 348/2007, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. n. 333/1992, art. 5 bis, commi 1 e 2, convertito, con modificazioni, nella L.n. 359/1992; ciò in quanto la norma censurata, nel prevedere un'indennità oscillante, nella pratica, tra il 50 ed il 30 per cento del valore di mercato del bene, non supera il controllo di costituzionalità in rapporto al ragionevole legame con il valore venale, prescritto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo e coerente, del resto, con il serio ristoro richiesto dalla giurisprudenza della stessa Corte Costituzionale.
La disposizione di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis è inapplicabile a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza CCost 348/2007, ai sensi dell'art. 136 Cost. e dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...del 1953, art. 30, comma 3. Inapplicabile ratione temporis - semmai - può essere la L. n. 244 del 2007, rivivendo le procedure soggette al regime pregresso, l'art. 39 della legge fondamentale sulle espropriazioni del 1865.
Correttamente non è applicato, in presenza di un rapporto non esaurito, il criterio riduttivo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, non essendo consentita l'applicazione di una disposizione dichiarata illegittima perché incostituzionale nell'ambito di un giudizio in corso, avente per altro ad oggetto la determinazione del prezzo di una cessione da commisurarsi alla "giusta" indennità, che, anche per effetto della pronuncia della Corte costituzionale n. 348 del 2007, deve essere determinata in base al valore di mercato dei beni in questione.
Non può dubitarsi della correttezza della commisurazione dell'indennità al valore di mercato del bene che tenga conto conto dell'abrogazione dei criteri riduttivi di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis abrogati per effetto della nota pronuncia della Corte costituzionale n. 348 del 2007.
Il criterio di bilanciamento di valori, enunciato dalla Corte Cost. con la sentenza n. 10 del 2015, per cui possono ravvisarsi ulterio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla retroattività delle decisioni d'illegittimità costituzionale, la cui individuazione "ascrivibile all'attività di bilanciamento tra valori di rango costituzionale", la Corte stessa ha ritenuto di riservare in via esclusiva alla competenza di essa Corte Costituzionale, non è invocabile ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, non avendo la Consulta ritenuto di effettuare detto bilanciamento in seno alla sentenza n. 348 del 2007.
Benchè il contrasto dell'art. 5 bis DPR 327/2001 con la Costituzione, stante la contrarietà della stessa all'art 1 Primo Protocollo CEDU così come interpretato dalla Corte di Strasburgo, sia sorto in precedenza rispetto alla pronuncia della Consulta (Sent. Corte Cost n. 348/2007), è a partire dalla pubblicazione della sentenza, che sorge un ordine d'inapplicabilità della norma illegittima, rivolto non solo ai rapporti futuri ma anche a quelli sorti nel passato, purché ancora pendenti e non esauriti. Non è possibile, infatti, applicare in via diretta i principi della CEDU, risultando, viceversa, indispensabile l'intervento della Corte Costituzionale.
La sentenza della Corte costituzionale n. 348/2007 non &egra... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ile laddove i privati proprietari, una volta ricevuta notizia della quantificazione dell'indennità provvisoria d'esproprio da parte dell'Amministrazione, avendo ben ponderato rischi e benefici, hanno deciso di addivenire alla cessione volontaria del terreno, sottoscrivendo pertanto la cessione volontaria stilata in forza e nel rispetto della disciplina all'epoca vigente, dando atto del contestuale trasferimento della proprietà dei terreni e del pagamento integrale dell'indennità stabilita con rilascio di quietanza liberatoria ad ogni effetto di legge. Trattasi, in tale circostanza, di "atti negoziali che rendono la situazione giuridica insensibile alla sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale" (Cass. 7398/1994) e cioè di atti negoziali i cui effetti si sono completamente esauriti in un momento antecedente alla sentenza della Consulta.
Non può prescindersi dalla sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 qualora non risulti essersi formato il giudicato in merito alle concrete modalità di determinazione dell'indennità, attesa l'efficacia della stessa nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di occupazione, la quale non potrebbe certamente esser... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...da norme dichiarate incostituzionale.
Qualora non si sia formato il giudicato in merito alle concrete modalità di determinazione dell'indennità, non può prescindersi dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007, attesa l'efficacia della stessa nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di espropriazione, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, non può prescindersi, qualora non sia sia formato il giudicato in merito alle concrete modalità di determinazione delle indennità, da detta pronuncia, attesa l'efficacia della stessa nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di espropriazione, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
La declaratoria d'illegittimità costituzionale, ad opera della sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale, del D.L. n. 333 del 1992, art. 5 bis, convertito, con modifiche, nella L. n. 359 del 1992, determina la ce... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... efficacia erga omnes con effetto retroattivo della norma relativamente a situazioni o rapporti cui sarebbe ancora applicabile la norma stessa, di talchè, ove sia ancora in discussione, nei giudizi pendenti, la congruità dell'attribuzione indennitaria, i relativi rapporti di credito non possono più essere regolati dalla norma dichiarata incostituzionale, a nulla rilevando l'anteriorità dell'espropriazione rispetto all'introduzione del parametro costituzionale per contrasto col quale la disposizione citata è stata espunta.
La sentenza della Corte costituzionale n. 348/07, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, ha efficacia nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di espropriazione, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, nel caso di rapporti non ancora definitivamente esauriti, la stima dell'indennità deve essere effettuata utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39, applicandosi la menzionata pronuncia d'illegittimità. Deve ricorrer... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rio del valore venale anche se la domanda introduttiva dell'espropriato non abbia sollevato questione sulla legge applicabile, ma abbia contestato la quantificazione in concreto dell'importo liquidato in base ai criteri all'epoca vigenti, posto che in ordine all'individuazione del criterio legale di stima non è concepibile la formazione di un giudicato autonomo, né l'acquiescenza allo stesso, dato che il bene della vita alla cui attribuzione tende colui che impugna la stima è l'indennità, liquidata nella misura di legge, non già l'indicato criterio legale.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 non trova applicazione in ipotesi di mancata proposizione dell'opposizione alla stima, che, comportando il definitivo consolidamento dell'indennità determinata dalla Commissione provinciale, esclude la possibilità di rimetterne in discussione l'importo, nonostante l'intervenuta dichiarazione d'illegittimità costituzionale dei criteri in base ai quali ha avuto luogo la liquidazione; nessun rilievo può assumere, in contrario, l'avvenuta proposizione della domanda di pagamento della differenza non versata dall'espropriante, la quale, riguardando esclusivamente la fase esecutiva del rapporto indennitario, come co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... a seguito della mancata impugnazione della stima compiuta dalla Commissione, non consente di ritenere tuttora pendente una controversia in ordine alla misura dell'indennità.
Dagli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007 che, come è noto, ha abrogato i criteri riduttivi di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, non può prescindersi, qualora non si sia formato il giudicato in merito alle concrete modalità di determinazione dell'indennità, attesa l'efficacia della stessa nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di espropriazione, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
Nel giudizio di legittimità, instaurato a seguito di ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello che ha liquidato l'indennità in base al criterio riduttivo di stima stabilito dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2, dichiarato incostituzionale con la sentenza Corte Cost. n. 348/2007, è applicabile il criterio del valore venale pieno del fondo tratto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39, non solo quando il ricorrente sollevi questioni sulla legge applicabile, o invochi espressamente quest'ultimo parametro, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ando contesti la quantificazione in concreto dell'indennità anche esclusivamente in relazione al profilo della congruità del prezzo di mercato attribuito all'immobile espropriato.
Della dichiarazione d'incostituzionalità del D.L. n. 333/1992, art. 5-bis, conv. in L. n. 359/1992 e della conseguente inapplicabilità, deve tenersi conto, pur se l'illegittimità della norma è stata riferita dalla sentenza Corte cost. n. 348/2007, al nuovo testo dell'art. 117 Cost. introdotto con L. cost. 18 ottobre 2001, n. 3, quindi successivamente (nel caso di specie) all'espropriazione. La sentenza dichiarativa dell'illegittimità costituzionale si traduce in un ordine rivolto, tra l'altro, ai giudici, di non applicare più la norma illegittima: ciò significa che gli effetti della sentenza di accoglimento non riguardano soltanto i rapporti che sorgeranno in futuro, ma anche quelli che sono sorti in passato, purché non si tratti di rapporti esauriti.
La sentenza n. 348 del 2007 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis d.l. 333/1992 , senza indicare alcun limite, espresso o implicito, alla generale operatività dei suoi effetti, atteso quanto previsto dall'art. 136 Cost. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...n. 87 del 1953, art. 30, comma 3, ai rapporti non esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia di incostituzionalità.
La sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis ha efficacia nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione delle indennità di occupazione e di espropriazione, le quali non potrebbero certamente essere regolate da norme dichiarate incostituzionali.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale, i precedenti criteri riduttivi non possono più trovare applicazione, ai sensi dell'art. 136 Cost. e della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale.
In materia espropriativa, qualora l'intervento normativo o costituzionale abbia inciso in modo potenzialmente favorevole ad una delle parti, occorre che la stessa ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...atto acquiescenza ad una pronuncia determinativa dell'indennità (o del risarcimento per occupazione illegittima). Il principio è applicabile nei confronti dell'espropriante, del quale si è reiteratamente affermato non potesse avvalersi degli effetti riduttivi della prestazione indennitaria conseguenti all'entrata in vigore del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359, o del comma 7 bis, della stessa disposizione, come introdotto dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 65, ove la causa sia ancora in corso a seguito dell'impugnazione dell'espropriato.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale delle norme di determinazione riduttiva dell'indennità di esproprio per i suoli edificabili (D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, commi 1 e 2; D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359), detti criteri riduttivi non possono più trovare applicazione, ai sensi dell'art. 136 Cost. e della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale.
Trova applicazione la sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 qualora, al momento in cui la stessa è intervenuta,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...so la controversia sulla misura dell'indennità. Nè può ritenersi che sul criterio di stima sia maturato il giudicato, dato che il bene della vita alla cui attribuzione tende l'opponente alla stima è l'indennità, liquidata nella misura di legge, non già il criterio legale, così che l'impugnazione del credito indennitario rimette in discussione proprio il criterio legale utilizzato dalla sentenza determinativa dell'indennità, ed il relativo capo, fondandosi sulla premessa dell'applicabilità dell'art. 5 bis, non è suscettibile, venuta meno tale premessa, di conservare la natura e gli effetti di un'autonoma statuizione.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 348/07 ha efficacia nei giudizi, in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
La sola presenza di censure sulla liquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo o del risarcimento, rende contestata da parte dell'espropriato detta statuizione e consente, provvedendo sul ricorso, di dare ingresso al nuovo criterio di indennizzo-risarcimento emergente dopo l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...348 e 349 del 2007 della Corte Costituzionale (il valore venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39).
La sentenza della Corte costituzionale n. 348/2007, atteso il disposto della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, ha efficacia riguardo ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale; ne consegue che nella specie diventa applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39. La pronuncia d'llegittimità costituzionale non si applica ai soli rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo.
Gli effetti della dichiarazione dell'illegittimità costituzionale del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, commi 1 e 2 e D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359), riguardano il rapporto non ancora esaurito per essere ancora in corso, al momento in cui è intervenuta la sentenza n. 348/07, la controversia sulla misura dell'indennità.
La Corte costituzionale con la sentenza n. 348/2007 ha dichiarato l'illegittimità costituzi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, commi 1 e 2. Tale pronunzia, atteso il disposto della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, ha efficacia riguardo ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La pronuncia di illegittimità costituzionale non si applica ai soli rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale del D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, commi 1 e 2, per effetto della sentenza Corte cost. 24.10.2007, n. 348, detta norma non può più trovare applicazione, ai sensi dell'art. 136 Cost. e della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale.
Per effetto della norma intertemporale di cui al comma 90 dell'art. 2 L. n. 244/1990, lo "ius superveniens" costituito dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89, che prevede la riduzione del 25% dell'indennità allorché l'espropriazione sia finalizzata ad interventi di riforma economico – sociale, si applica retroattivamente ai "... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i espropriativi in corso e non anche ai giudizi in corso".
La sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, esclude l'applicabilità della norma dichiarata incostituzionale con effetto retroattivo, con l'unico limite delle situazioni consolidate per essersi il relativo rapporto definitivamente esaurito, potendosi legittimamente considerare esauriti, peraltro, i soli rapporti rispetto ai quali si sia formato il giudicato o si sia verificato un altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero si siano verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 349 del 2007 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. 8 agosto 1992, n. 359, art. 5 bis, comma 7 bis, nella parte in cui prescriveva un criterio riduttivo rispetto a quello del valore venale del bene ablato, non è più possibile applicate il predetto criterio riduttivo, a meno che il rapporto non sia esaurito in modo definitivo. Ne consegue che deve ricorrersi al criterio del valore venale anche se l'impugnazione avverso la sentenza determinativa de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...à non abbia sollevato questione sulla legge applicabile, ma abbia contestato la quantificazione in concreto dell'importo liquidato, posto che in ordine all'individuazione del criterio legale di stima non è concepibile la formazione di un giudicato autonomo, né l'acquiescenza allo stesso, dato che il bene della vita alla cui attribuzione tende l'opponente alla stima è l'indennità, liquidata nella misura di legge, non già indicato criterio legale.
Anche la sola presenza di censure sulla liquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo, rende contestata da parte dell'espropriato detta statuizione e consente, provvedendo sul ricorso, di dare ingresso al nuovo criterio di indennizzo emergente dopo la sentenza 348 del 2007 della Corte Costituzionale (per le espropriazioni anteriori alla entrata in vigore della nuova disciplina ex D.P.R. n. 327 del 2001 ancora il valore venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39).
Se nel corso del giudizio di opposizione alla stima sia sopravvenuta la dichiarazione di illegittimità costituzionale (sentenza n. 348 del 2007) del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 - bis, commi 1 e 2, convertito, con modific... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la L. 8 agosto 1992, n. 359, e se con la domanda riconvenzionale anche l'espropriato abbia contestato la quantificazione in concreto dell'indennità, sia pure con riferimento all'apportata decurtazione del 40%, e, dunque, il rapporto non possa considerarsi esaurito, essendo ancora in corso la controversia sulla misura dell'indennizzo in questione, deve darsi ingresso all'applicazione del criterio a lui più favorevole del valore venale del bene.
La presenza di censure sulla liquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo, e non solo di quelle direttamente impingenti sulla legittimità della norma, rendono contestata da parte dell'espropriato detta statuizione e consentono di dare ingresso al nuovo criterio di indennizzo emergente dopo la sentenza 348 del 2007 della Corte Costituzionale.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, qualora il rapporto non possa considerarsi esaurito in modo definitivo per l'impugnazione da parte dei proprietari che ha impedito la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennit&agr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...done in discussione l'ammontare ancora dovuto, e da essi ritenuto incongruo.
Solo la presenza di censure sulla liquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo, rende contestata da parte dell'espropriato detta statuizione e consente, provvedendo sul ricorso, di dare ingresso al nuovo criterio di indennizzo emergente dopo la sentenza 348 del 2007 della Corte Costituzionale. La censura attingente il diritto al maggior danno ex art. 1224 c.c. rende viceversa insensibile allo jus superveniens.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 348 del 2007, non sono più applicabili i criteri indennitari di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo o perché la controversia sia stata definita con sentenza passata in giudicato, ovvero perché vi ostino preclusioni processuali, decadenze o prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
L'art. 5 bis L. n. 359/1992 dichiarato in contrasto con la carta fondamentale, non può più produrre alcun effetto mancando ogni statuizione in tal senso dal... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... del giudice delle leggi che ne ha rilevato la incostituzionalità.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 ha efficacia nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione della indennità, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 ha efficacia nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di espropriazione, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 348/07, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis, commi 1 e 2, L. n. 359/1992, ha efficacia nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007 spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, rendendo inapplicabili i criteri di liquidazione dell'indennità previsti per l'espropriazione delle aree edificabili dalle disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittim... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Deve ricorrersi al criterio del valore venale del bene anche se il ricorso avverso la sentenza determinativa dell'indennità non abbia sollevato questione sulla legge applicabile, ma si sia limitato a contestare la quantificazione in concreto dell'indennità, con riferimento all'ulteriore decurtazione del 40% ex art. 5 bis L. n. 359/1992.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte Costituzionale, n. 348/2007, non è più applicabile l'art. 5 bis L. n. 359/1992, con l'unico limite delle situazioni consolidate, per essersi il relativo rapporto definitivamente esaurito, per avvenuta formazione del giudicato, o per essersi verificate preclusioni o decadenze previste dalla legge.
La dichiarazione d'incostituzionalità della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, ha eliminato la norma dall'ordinamento con effetto "ex tunc", con la conseguenza che essa non è più applicabile alla fattispecie sorta in epoca anteriore alla pubblicazione della pronunzia ma non ancora esaurita per avvenuta formazione del giudicato sulla misura dell'indennità, impedita dal motivo d'impugnazione con il quale ne è contesta la quant... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
Pur se la censura è limitata a contestare l'operata decurtazione del 40%, la stessa rimette in discussione il criterio legale utilizzato per determinare l'indennità; ne consegue l'applicabilità al rapporto controverso della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007.
A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, torna nuovamente applicabile l'art. 39 L. n. 2359/1865, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, il criterio riduttivo introdotto dal D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis non può trovare ulteriormente applicazione, salvo che il rapporto non debba considerarsi esaurito, per l'intervenuta formazione del giudicato o per effetto di altri eventi cui l'ordinamento ricollega il consolidamento del rapporto stesso, o ancora per l'avvenuta verificazione di preclusioni processuali, oppure di decadenze o prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
L'impugnaz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pronuncia sull'indennità, sia pure limitatamente alla parte in cui ha operato la decurtazione del 40%, rimette in discussione l'intero capo della sentenza, la cui ratio decidendi riposa sull'applicabilità del criterio di stima previsto dall'art. 5-bis del D.L. n. 333 del 1992; ne consegue l'inapplicabilità del meccanismo riduttivo di cui alla norma citata, per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 è efficace nei confronti dei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte Cost. n. 348/2007, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2, non è più applicabile il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla citata norma e torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
Alla declaratoria d'illegittimità costituzionale dell'art.5 bis L. n. 359/1992 (sentenza della Corte Costituzionale n. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nsegue la cessazione della sua efficacia "erga omnes", con effetto retroattivo su tutti i rapporti o situazioni giuridiche pendenti.
La declaratoria d'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis L. n. 359/1992 determina la cessazione di efficacia della norma "erga omnes", con effetto retroattivo, relativamente a situazioni o rapporti cui sarebbe ancora applicabile la norma stessa, cosicché, ove sia ancora in discussione, nei giudizi pendenti, la congruità dell'attribuzione indennitaria, i relativi rapporti di credito non possono più essere regolati dalla norma dichiarata incostituzionale, a nulla rilevando l'anteriorità dell'irreversibile trasformazione del fondo rispetto all'introduzione del parametro costituzionale per contrasto col quale la disposizione citata è stata espunta.
L'art. 5 bis, comma 1 L. n. 359/1992 a seguito della sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale, non può più trovare applicazione, salvi i casi nei quali la determinazione dell'indennità sia divenuta irrevocabile per la formazione di un giudicato o per l'accordo intervenuto tra le parti.
Nei rapporti non esauriti, per essere ancora in corso la controversia sulla misur... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nnità, deve ricorrersi, per effetto della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, al criterio del valore venale del bene anche se il ricorso avverso la sentenza determinativa dell'indennità non abbia sollevato questione sulla legge applicabile, ma si sia limitato a contestare la quantificazione in concreto dell'indennità, con riferimento all'ulteriore decurtazione del 40%.
La sopravvenuta dichiarazione d'illegittimità costituzionale dei criteri di liquidazione dell'indennità di espropriazione per effetto della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, comporta che essa debba commisurarsi di regola in una misura pari al valore venale del bene, anche per le espropriazioni anteriori alla pronuncia del giudice delle leggi in cui la relativa indennità non sia divenuta definitiva anche per accettazione o acquiescenza delle parti.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza Corte Cost. n. 348/2007 non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, qualora il rapporto non possa considerarsi esaurito in modo definitivo per l'impugnazione da parte dei proprietari che ha impedito la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendone in ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... l'ammontare ancora dovuto, e da essi ritenuto incongruo.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, non è più ammessa l'applicazione del meccanismo riduttivo previsto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, operando con effetti immediati e retroattivi nell'ordinamento, si applica immediatamente a tutte le fattispecie non esaurite, ivi inclusi i giudizi in corso.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione Corte Cost. n. 348/2007, non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovv... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
L'impugnazione del credito indennitario, pur se limitato all'applicazione dell'ulteriore decurtazione del 40%, rimette in discussione il criterio legale utilizzato dal giudice di merito fondato sull'applicazione della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis; ne consegue che per effetto della sentenza della corte cost. n. 348/2008, non è più applicabile il criterio indennitario introdotto dalla citata norma, non potendosi il rapporto considerarsi esaurito.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte Cost. n. 348/2007, non è più applicabile il criterio indennitario introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo o perché la controversia sia stata definita con sentenza passata in giudicato, ovvero perché vi ostino preclusioni processuali, decadenze o prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
L'impugnazione che abbia posto in discussione l'ammontare ancora dovuto dell'indennit&a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... se limitata all'applicazione dell'ulteriore decurtazione del 40%, introduce dibattito sul criterio legale utilizzato dal giudice di merito applicando la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis; ne consegue che per effetto della sentenza della corte cost. n. 348/2008, non è più applicabile il criterio indennitario introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, non potendosi il rapporto considerarsi esaurito.
La censura riguardante un aspetto della liquidazione dell'indennità di esproprio relativo alla corretta applicazione dei criteri previsti dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis e che pone quindi in discussione la sua determinazione, impedisce il formarsi del giudicato sul punto e consente pertanto l'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/07, attesa l'efficacia retroattiva di una tale pronuncia nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione di detta indennità, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.
La sentenza Corte Cost. n. 348/2007 è efficace nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di espropriazione che, ovviamente, non potrebbe essere regolata da criteri previsti da una norma dichiarata incosti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Qualora il rapporto non possa considerarsi esaurito in modo definitivo per effetto dell'impugnazione da parte dei proprietari della quantificazione dell'indennità che ne ha impedito la definitiva ed immodificabile determinazione, ponendone in discussione l'ammontare ancora dovuto, non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, non potendo questo trovare applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte Cost. n. 348/2007.
Dal giorno della pubblicazione della sent. Corte Cost. n. 348/2007, la norma di cui all'art. 5 bis commi 1 e 2 della L. n. 359/1992, non può più trovare applicazione nei giudizi pendenti in cui sia ancora in discussione la congruità delle indennità, non potendo certamente il relativo rapporto essere regolato da una norma dichiarata incostituzionale e, come tale, espunta quindi dall'ordinamento.
La sentenza Corte Cost. n. 348/2007 produce i suoi effetti nei giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, ove sia ancora in discussione, nei giudizi pendenti, la congruità dell'attribuzione indennitaria, i relat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i di credito non possono più essere regolati dall'art. 5 bis del D.L. n. 333/1992 convertito, con modifiche, nella L. n. 359 del 1992.
La pronuncia della Corte costituzionale n. 348 del 2007 è inapplicabile alle situazioni consolidate (nel caso di specie per effetto dell'intervenuta acquiescenza alla statuizione giudiziale sull'iindennità).
Qualora sulla pronuncia concernente l'ammontare dell'indennità di espropriazione si sia formato il giudicato, la fattispecie rientra nell'ambito dei rapporti esauriti, ai quali non si estendono gli effetti della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis L. n. 359/1992 (sent. Corte Cost. n. 348/2007).
Per effetto della pubblicazione della sentenza della Cort Cost. n. 348/2007, qualora il rapporto non possa considerarsi esaurito in modo definitivo per effetto dell'impugnazione da parte dei proprietari che ha impedito la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendone in discussione l'ammontare ancora dovuto, non non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Cost. n 348/2007... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ve; più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n.359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte Cost. n. 348/2007, non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo introdotto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
La sentenza della della Corte Cost. n. 348/2007, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis commi 1 e 2, ha, in base ai princip... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... effetto retroattivo nei confronti dei giudizi pendenti in cui sia ancora in discussione la congruità dell'indennità, non potendo certamente i relativi rapporti di credito essere regolati da una norma dichiarata incostituzionale.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sent. Corte Cost. n. 348/2007, non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, a meno che il rapporto non sia ormai esaurito in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
In materia espropriativa, le modifiche introdotte nel sistema normativo, per effetto degli interventi della Corte Costituzionale, possono giovare solo a favore di chi non ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...quiescenza, nel corso del giudizio, alla determinazione indennitaria. Qualora solo l'ente espropriante,con le sue impugnazioni abbia sempre posto in discussione la determinazione indennitaria nelle varie fasi del giudizio, lo stesso può aspirare a un risultato inferiore (a sé più favorevole) di quello risultante dalla sentenza oggetto d'impugnazione.
La contestazione sulla liquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo, anche indiretta o "trasversale", deve provenire, per consentire l'ingresso anche in sede di impugnazione dello jus superveniens, emergente dopo la sentenza 348 del 2007 della Corte Costituzionale, dall'espropriato, posto che la impugnazione del solo espropriante non è idonea a impedire la formazione del giudicato e trova il solo limite nella esclusione di alcuna reformatio in pejus.
Nonostante l'impugnazione proposta dall'Ente espropriante contro il capo della sentenza che ha liquidato l'indennità, va escluso che la situazione processuale determinatasi nei confronti degli espropriati, che, viceversa, hanno prestato acquiescenza, possa essere incisa dalla sopravvenuta dichiarazione d'incostituzionalità della norma applicat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ce del merito: infatti, attesi i principi della domanda e della corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato, mentre l'eventuale accoglimento del ricorso dell'Ente avrebbe comportato una riforma in peius della statuizione, ovvero una diminuzione della somma riconosciuta, il rigetto dell'impugnazione non avrebbe mai potuto condurre ad una maggiorazione di detta somma.
Il principio per cui il giudizio di opposizione alla stima dell'indennità non si configura come un giudizio di impugnazione dell'atto amministrativo ma introduce un ordinario giudizio sul rapporto, che non si esaurisce nel mero controllo delle determinazioni adottate in sede amministrativa, ma è diretto a stabilire il "quantum" dell'indennità, effettivamente dovuto, nel quale il giudice compie la valutazione in piena autonomia, va coordinato con quello della domanda, per cui, in presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione può concludersi con una statuizione più favorevole all'espropriante opponente, ma non può determinare un importo maggiore, a meno che non vi sia domanda riconvenzionale della controparte espropriata, pure rivolta alla determinazione della giusta indennità.
In ipotesi in cui gli espropriati non ab... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nato la decisione di merito, nella parte in cui ha liquidato l'indennità in base ai criteri di cui al D.L. n. 333 del 1992, il venir meno dell'applicabilità di tale disposizione non giustifica la cassazione della sentenza impugnata dal solo soggetto espropriante, essendosi al riguardo determinata una preclusione che ne impedisce la modificazione in senso sfavorevole al ricorrente, ma impedisce soltanto l'accoglimento del motivo d'impugnazione da quest'ultimo proposto sulla base della norma dichiarala costituzionalmente illegittima.
L'indennità determinata dal giudice di merito, pur risultando contrastante con i criteri vigenti a seguito dell'abrogazione, per effetto della decisione 349/2007 della Corte Costituzionale, della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, non può essere modificata in peggio per il Comune ricorrente, qualora il ricorso sia stato proposto unicamente da questo, in forza del corollario generale che regola il rapporto tra i due gradi del giudizio di merito, nonché quello di legittimità in relazione a quello di merito, nel senso che i motivi dell'impugnazione costituiscono il limite alla cognizione devoluta al giudice di essa, con conseguente divieto della riforma in peggio pur nell'ambito dello stesso capo.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... In assenza d'impugnazione (appello o ricorso incidentale) della parte parzialmente vittoriosa, la decisione del giudice non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può, quindi, dare luogo alla "reformatio in peius" in danno del primo.
Sebbene nelle more del giudizio la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 348 del 2007, abbia dichiarato l'illegittimità costituzionale dei criteri di commisurazione dell'indennità di esproprio per le aree edificabili, di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, ivi compresa la decurtazione del 40%, il fatto che il ricorso sia stato proposto dall'amministrazione comunale e non anche dall'espropriata, comporta che la decisione non possa essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e, quindi, preclude la "reformatio in peius" in danno del primo.
Il fatto che il ricorso sia stato proposto dall'amministrazione e non anche dai proprietari espropriati, comporta che la decisione non possa essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... sentenza impugnata, e, quindi, preclude la "reformatio in peius" in danno del primo ed in particolare di dare ingresso alle sopravvenute innovazioni normative, per le quali all'espropriato spetta un indennizzo di entità superiore a quella determinata dalla sentenza impugnata (nel caso di specie per effetto della sentenza Corte Cost. n. 348/2007).
In ipotesi in cui la determinazione dell'indennità sia stata opposta dal solo espropriante, la mancata impugnazione da parte del soggetto espropriato impedisce l'applicazione del criterio più gravoso del valore di mercato di cui all'art. 39 L. n. 2359/1965 conseguente alla dichiarazione d'illegittimità del criterio di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992; resta fermo il limite massimo di stima del fondo espropriato e della relativa indennità fissato dal giudice di merito.
Il divieto di reformatio in peius impedisce di procedere all'aumento dell'indennizzo (nel caso di specie) per effetto dell'intervenuta sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, nell'acquiescenza sul punto dei danneggiati.
In ipotesi in cui la determinazione dell'indennità sia stata opposta dal solo espropriante, la mancata impugnazione da parte del soggetto espropriato impedisc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione del criterio più gravoso del valore di mercato conseguente alla dichiarazione di illegittimità del criterio di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992; dal principio del divieto di reformatio in peius consegue che le indennità rimarrebbero contenute entro i limiti della stima effettuata con il precedente criterio e con il risultato di rendere del tutto inutile il nuovo giudizio avanti al giudice di rinvio.
Per rispetto del divieto della reformatio in peius, la quantificazione dell'indennità da effettuarsi sulla base dei nuovi criteri risarcitori conseguenti alla sentenza della Corte Cost. n 348/2007, in ipotesi di ricorso del solo espropriante, deve essere comunque contenuto entro i limiti della stima eseguita in base al criterio dichiarato incostituzionale.
In ipotesi in cui sia ancora in contestazione la congruità dell'attribuzione indennitaria, per effetto di opposizione alla stima da parte del soggetto obbligato, la mancata impugnazione da parte del soggetto beneficiario dell'indennità impedisce l'applicazione dei nuovi criteri indennitari, conseguenti alla sentenza della Corte cost. n. 348/2007, comportanti la riconduzione dell'indennità al valore pieno di mercato; ciò in conseguenza del p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l divieto di reformatio in peius nei giudizi di impugnazione.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità dei canoni legali previsti per i suoli edificabili (Corte costituzionale, 24 ottobre 2007, n. 348) ed agricoli (Corte costituzionale 10 giugno 2011, n. 181), in pendenza di opposizione alla stima trova applicazione lo jus superveniens conseguito a tali pronunce; pertanto la sentenza che abbia fatto applicazione dei criteri dichiarati illegittimi va cassata, con rinvio, per la rideterminazione dell'indennità secondo i nuovi parametri legali.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007, il criterio del valore venale di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39 quale ius superveniens, va applicato ai giudizi in corso, anche in sede di legittimità, ogni volta che i motivi di impugnazione investano direttamente la legge regolatrice dell'indennizzo o anche solo riguardino i presupposti di fatto della liquidazione indennitaria.
Per ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la sentenza della sent. della Corte cost. n. 348/2007, in ipotesi in cui il ricorso per Cassazione abbia impedito il passaggio in giudicato, la determinazione dell'indennità non può essere vagliata con riferimento alla norma contenuta nel D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, ma tenendo conto del mutato quadro normativo e quindi con riguardo esclusivamente al valore venale del bene.
Lo ius superveniens, sia quando tragga origine da una pronuncia della Corte Costituzionale che quando derivi dall'introduzione di una nuova norma regolatrice del rapporto controverso, trova ingresso nel giudizio di rinvio e consente alle parti di modificare le precedenti conclusioni alla luce del nuovo assetto normativo formatosi (salvo il limite del divieto di reformatio in peius). Ciò comporta che, a seguito della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, deve aversi riguardo non più ai criteri stabiliti dalla normativa pregress... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; ai criteri dettati dall'art. 2, comma 89, della L. 244/07.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, l'indennità d'espropriazione, sia essa effettiva o virtuale, deve essere determinata sulla base del valore venale del bene, secondo il canone fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39; tale canone rappresenta l'unico parametro che l'ordinamento prevede in linea generale ed al quale deve attenersi il giudice del rinvio.
La sentenza Corte Cost. n. 348/2007 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2 ha, in base ai principi generali, effetto retroattivo sui giudizi pendenti in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di esproprio; tale conclusione non puo' trovare ostacolo nella struttura "chiusa" dei giudizio di rinvio di cui all'art. 394 c.p.c., non potendo il giudice applicare una norma dichiarata incostituzionale nel contesto di una questione non ancora coperta da una decisione definitiva.
La declaratoria di incostituzionalità dell'art. 5 bis commi 1 e 2 della L. n. 359/92 e 5 bis comma 7 bis stessa legge, operata delle sentenze della Corte Cost. n. 348/2007 e n. 349/2007, impone al Giudice de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... uniformarsi ad essa, discostandosi dal "principio del diritto" enunciato dalla Corte remittente, con conseguente integrazione dell'indennizzo espropriativo e del risarcimento del danno nel caso di occupazione illegittima, correlati al valore venale del terreno edificatorio.
Lo ius superveniens (sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 con conseguente applicabilità nei giudizi in corso del criterio di cui all'art. 39 L. n. 2359/1865), che imporrebbe il pagamento del valore venale delle aree comunque superiore a quello liquidato sulla base di criteri dichiarati illegittimi, comporta l'inammissibilità del ricorso proposto dall'Amministrazione avverso la stima giudiziale dell'indennità; l'Amministrazione ricorrente che deve corrispondere l'indennità non avrebbe infatti alcun interesse a una nuova determinazione, perché il prezzo da pagare sarebbe in ogni caso molto maggiore di quello fissato con l'indennità.
INDENNITÀ DI ESPROP... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> ART. 5 BIS --> COSTITUZIONALITÀ --> AMBITO TEMPORALE DELLA INCOSTITUZIONALITÀ --> SVINCOLO INDENNITÀ
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, nel caso di rapporti non ancora definitivamente esauriti la stima dell'indennità deve essere effettuata utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39. Non costituisce fatto giuridico idoneo a valere come causa di esaurimento del rapporto nemmeno la riscossione che, nel corso del giudizio per la determinazione degli indennizzi in questione ed anteriormente alla proposizione del gravame, l'espropriato abbia compiuto, ancorché senza espressa riserva d'impugnazione, delle somme per tali titoli depositate dall'espropriante presso la Cassa DDPP in ossequio all'ordine contenuto nella sentenza provvisoriamente esecutiva che detti indennizzi abbia determinato.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> ART. 5 BIS --> COSTITUZIONALITÀ --> AMBITO TEMPORALE DELLA INCOSTITUZIONALITÀ --> TRA DELIBERAZIONE E PUBBLICAZIO... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
Lo ius superveniens (nel caso di specie per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007), va applicato, previa adozione di ordinanza, ai sensi del combinato disposto dell'art. 359 c.p.c., comma 1, art. 356 c.p.c., comma 1, e art. 279 c.p.c., comma 1, anche dopo la deliberazione in camera di consiglio, che è atto privo di rilevanza giuridica esterna, e prima della pubblicazione, che invece segna il momento di giuridica esistenza della sentenza civile (esclusi i casi in cui vi è obbligo di lettura del dispositivo in udienza).
Qualora la sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, commi 1 e 2, convertito, con modificazioni, dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, sia intervenuta tra decisione e data di deposito della sentenza il giudice (Corte di Appello) non può farsi applicazione dell'art. 5 bis cit, ormai travolto dalla declaratoria d'illegittimità costituzionale, ma della L. n. 2359 del 1865, art. 39.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> ART. 5 BIS --> COSTITUZIONALITÀ --> REGIME TRANSITORIO[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...> Qualora il rapporto non sia esaurito, per esser ancora dibattuta in giudizio la determinazione dell'indennità, che non può certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali (criterio indennitario dimidiato), deve trovare applicazione, per la determinazione dell'indennità, il criterio generale del valore di mercato del bene espropriato previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39 ancora vigente e destinato ad operare in linea generale in ogni tipo di espropriazione, anche per la sua corrispondenza con la riparazione integrale, garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione Europea, nell'interpretazione offerta dalla CEDU.
Nei giudizi aventi ad oggetto la determinazione dell'indennità di espropriazionedi suoli edificabili, relativi a procedimenti in cui la dichiarazione di pubblica utilità sia stata emessa prima del 30 giugno 2003, data di entrata in vigore del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, una volta venuto meno - a seguito della sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale - il criterio di indennizzo di cui al D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, convertito, con modificazioni, nella L. 8 agosto 1992, n. 359, trova applicazione il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 gi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...n. 2359, art. 39.
Dopo la declaratoria d'incostituzionalità dei primi due commi della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis ad opera della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, sostanzialmente corrispondente con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore di mercato del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stato abrogato dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, in quanto detta norma fa espressamente salvo quanto previsto dall'art. 57, comma 1 (oltre che dall'art. 57 bis) il quale esclude l'applicazione del T.U. relativamente ai progetti per i quali, alla data di entrate in vigore dello stesso decreto sia intervenuta la dichiarazione di pubblic... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave;, indifferibilità ed urgenza dell'opera, ribadendo che continuano ad applicarsi tutte le normative vigenti a tale data, fra cui, pertanto, quella contenuta nella Legge Generale n. 2359 del 1865, art. 39.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 348/07, torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore di mercato del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stato abrogato dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, relativamente ai progetti per i quali alla data di entrate in vigore dello stesso decreto sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell'opera, per i quali continuano ad applicarsi tutte le normative vigenti a tale data, fra cui, pertanto, quella contenuta nella Legge Generale n. 2359 del 1865, art. 39.
Dopo la sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 va applicato nei giudizi in corso inerenti a rapporti non esauriti il criterio del valore pieno di mercato dei terreni ablati, contemplato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39 in luogo dei criteri previsti dal T.U. di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37 nel testo innovato ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... 244 del 2007, art. 2.
Una volta venuto meno - a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, il criterio riduttivo dell'indennizzo di cui al D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis aggiunto dalla legge di conversione L. n. 359 del 1992, torna nuovamente applicabile - sia ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione che ai fini di quella di occupazione temporanea - il criterio generale del valore venale del bene fissato dalla L. n. 2359/1865, art. 39 mentre lo "ius superveniens" costituito dalla L. n. 244/2007, art. 2, commi 89 e 90, si applica solo ai procedimenti espropriativi e non anche ai giudizi in corso. Pertanto gli indennizzi già determinati col criterio riduttivo venuto meno per incostituzionalità, vanno ricalcolati in base al pieno valore venale del fondo occupato ed espropriato.
Una volta venuto meno - a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007 - il criterio riduttivo dell'indennizzo di cui al D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis aggiunto dalla legge di conversione L. n. 359 del 1992, torna nuovamente applicabile - sia ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione che ai fini di quella di occupazione temporanea - il cr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rale del valore venale del bene fissato dalla L. n. 2359/1865, art. 39 mentre lo "ius superveniens" costituito dalla L. n. 244/2007, art. 2, commi 89 e 90, si applica solo ai procedimenti espropriativi e non anche ai giudizi in corso.
A seguito della sentenza della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dei primi due commi del D.L. n. 333 del 1992, art. 5 bis (cfr. Corte cost., sent. n. 348/2007), rivive il criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 non potendo trovare applicazione, nelle procedure espropriative per le quali la dichiarazione di pubblica utilità sia intervenuta in epoca anteriore all'entrata in vigore del D.P.R. 327/2001, i criteri previsti dall'art. 37, commi 1 e 2, di tale decreto (a loro volta, peraltro, modificati dalla L. 244/2007, n. 244, art. 2, comma 89), riferibili, ai sensi dell'art. 57 del medesimo decreto, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 302, art. 1 ai soli procedimenti avviati in epoca successiva alla predetta data.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007, torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore di mercato del bene, gi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...evisto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stato abrogato dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, in quanto detta norma fa espressamente salvo quanto previsto dall'art. 57, comma 1 (oltre che dall'art. 57 bis) il quale esclude l'applicazione del T.U. relativamente ai progetti per i quali alla data di entrate in vigore dello stesso decreto sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell'opera.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007 torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore di mercato del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stato abrogato dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, in quanto detta norma fa espressamente salvo "quanto previsto dall'art. 57, comma 1 (oltre che dall'art. 57 bis) il quale esclude l'applicazione del T.U. relativamente ai progetti per i quali alla data di entrate in vigore dello stesso decreto sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell'opera.
Risulta confor... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o normativo conseguente alla pronuncia della Corte Costituzionale n. 348 del 2007, la statuizione che abbia commisurato l'indennità al valore di mercato dei terreni.
A seguito dell'illegittimità del criterio riduttivo, di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, la stima del terreno edificabile deve essere eseguita sulla base del suo valore venale, in base alla Legge fondamentale in materia di espropriazione per pubblica utilità, art. 39.
Alla sopravvenuta declaratoria d'incostituzionalità dei criteri riduttivi di determinazione dell'indennità di espropriazione delle aree edificabili (Sent. Corte Cost. n. 348/2007), consegue la necessità di determinare sia detto indennizzo che quello ad esso parametrato, da occupazione temporanea legittima, in base al valore pieno di mercato delle aree edificabili ablate e occupate.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, rendendo inapplicabili i criteri di liquidazione dell'indennità previsti per l'espropriazione delle aree edificabili dalle disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime, con la conseguente reviviscenza del cr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
La sopravvenuta declaratoria d'incostituzionalità dei criteri riduttivi di determinazione dell'indennità di espropriazione delle aree edificabili di cui al D.L. n. 333 del 1992, art. 5 bis, impone di determinare detto indennizzo in base al valore pieno di mercato delle aree ablate.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 diventa applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39; si tratta, infatti, dell'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, destinato a trovare applicazione in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo che un'apposita norma provveda diversamente.
Ai fini della determinazione dell'indennità con il criterio delle aree edificabili, va tenuto conto che a seguito della dichiarazione d'incostituzionalità del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359 (Corte cost. 24.10.2007, n. 348), rivive la L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, e va, quindi, fatto riferimento al valore di mercato.
Una volta espunto - a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... sentenza 348/2007 della Corte costituzionale - il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
Una volta espunto dall'ordinamento il criterio riduttivo introdotto dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provveda diversamente.
Per i procedimenti espropriativi pur successivi all'1.7.2003 ma definiti prima della entrata in vigore della novella di cui alla L. n. 244 del 2007, art. 2 comma 89, non può che darsi ingresso al criterio del valore venale pieno (rispettoso della pronunzia di Corte Cost. 348 del 2007) di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39.
Per effetto della pronunzia C.C. 348/2007, per le controversie non definite è applic... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rametro del valore venale pieno L. n. 2359 del 1865, ex art. 39.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 deve applicarsi il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39; si tratta, infatti, dell'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, destinato a trovare applicazione in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo che un'apposita norma provveda diversamente.
Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 348/2007 diventa applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, destinato a trovare applicazione in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo che un'apposita norma provveda diversamente.
Dopo sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, sostanzialmente corrispondente con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del P... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...llegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
Il criterio di calcolo riduttivo di cui all'art.5 bis della Legge n.359 del 1992 non è più applicabile a seguito della declaratoria d'incostituzionalità (Corte Cost. dec. n. 349/2007), ragion per cui è stato ripristinato l'originario criterio di stima dell'indennizzo dovuto al proprietario che ha subito l'occupazione acquisitiva, corrispondente al valore venale pieno dell'immobile espropriato (art. 39 della legge n. 2359). L'applicazione di questo criterio è stata del resto ribadita dall'art. 2, comma 89, sub e) della legge n. 244 del 2007, che ha modificato l'art. 55 del D.P.R. n. 327 del 2001.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, rivive il criterio del valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
La sentenza della Corte costituzionale n. 348/2007 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, commi 1 e 2, atteso il disposto della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, ha efficacia riguardo ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale; ne consegue che, in tali ipotesi, deve applica... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...erio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, destinato a trovare applicazione in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo che un'apposita norma provveda diversamente.
Una volta espunto dall'ordinamento il criterio riduttivo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.
Dopo la declaratoria d'incostituzionalità dei primi due commi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992 ad opera della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 sostanzialmente corrispondente con la riparazione integrale... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
Dopo la declaratoria d'incostituzionalità dei primi due commi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992 ad opera della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 sostanzialmente corrispondente con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
La norma contenuta nel comma 1 dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, essendo stata annullata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 348 del 2007, non può trovare applicazione. L'indennità deve essere determinata tenendo conto del mutato quadro normativo, in cui per la determinazione dell'indennità di espropriazione trova applicazione il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
La presenza di doglia... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo, rende contestata da parte dell'espropriato detta statuizione e consente, accogliendo le pertinenti censure o provvedendo sul ricorso, di dare ingresso al nuovo criterio di indennizzo emergente dopo la sentenza 348 del 2007 della Corte Costituzionale (per le espropriazioni anteriori alla entrata in vigore della nuova disciplina ex D.P.R. n. 327 del 2001 ancora il valore venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39).
Nei giudizi di determinazione dell'indennità di espropriazione pendenti alla data di pubblicazione della sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale, non è ammissibile riferirsi al criterio previsto dall'art. 5 bis, commi 1 e 2 del D.L. 11 luglio 1992, n. 333 ma, nell'attesa di una nuova disciplina legislativa, si ha la reviviscenza dell'art. 39 della legge sulle espropriazioni n. 2359 del 1865, per cui deve applicarsi il criterio del valore venale.
Una volta espunto - a seguito della declaratoria d'illegittimità costituzionale di cui alla sentenza 348/2007 della Corte costituzionale - il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5-bis, torna nuovamente applicabile i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.
La sentenza della Corte Cost. 348/2007 spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, con la conseguente reviviscenza del criterio del valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40.
A seguito della 348 del 2007 della Corte Costituzionale per le espropriazioni anteriori all'entrata in vigore della nuova disciplina ex D.P.R. n. 327 del 2001, trova ingresso il criterio del valore venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39, senza la dimidiazione e senza la decurtazione del 40%, entrambe previste da norme irrimediabilmente travolte.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348 del 2007, l'indennità d'espropriazione, sia essa effettiva o virtuale, deve essere determinata sulla base del valore venale del bene, secondo il can... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... dalla L. n. 2359/1865, art. 39, non abrogato dall'art. 58 del D.P.R. n. 327/2001, che rappresenta l'unico parametro che l'ordinamento prevede in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo previsione contraria, anche in considerazione della sua corrispondenza con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla CEDU, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
A seguito della sentenza c.c. 348/2007, la materia indennitaria è rimasta disciplinata, fino all'entrata in vigore della L. n. 244 del 2007, dall'articolo 39 della L. n. 2359 del 1865 che prendeva in considerazione il valore venale del bene.
A seguito della declaratoria d'illegittimità costituzionale di cui alla sentenza 348/2007 della Corte costituzionale, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provved... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...amente.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/1992 torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore venale del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico ancora rinvenibile nell'ordinamento, per effetto del combinato disposto degli artt. 58 e e 57 comma 1 DPR 327/2001.
Dopo la declaratoria d'incostituzionalità dei primi due commi, art. 5 bis L. n. 359/1992, ad opera della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, sostanzialmente corrispondente con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
In conseguenza dell'inapplicabilità della L. n. 244/1990 art. 2, comma 90, ai giudizi in corso non può discendere l'applicazione dei criteri riduttivi previsti dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis a seguito della pronuncia d'incostituzionalità, ad opera d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ecisione n. 348 del 2007, dei primi due commi di tale disposizione.
A seguito della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, sostanzialmente corrispondente con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 348 del 2007 torna nuovamente applicabile, sia ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione come parametro di riferimento per l'individuazione dell'entità del risarcimento danno in caso si occupazione appropriativa, che ai fini di quella di occupazione temporanea, il criterio generale del valore venale del bene fissato dall'art. 39 L. n. 2359/1865.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore venale del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nibile nell'ordinamento, non essendo stato abrogato dal T.U. approvato con D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, in quanto detta norma fa espressamente salvo quanto previsto dall'art. 57, comma 1 (oltre che dall'art. 57 bis).
A seguito della declaratoria d'incostituzionalità dei primi due commi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, ad opera della sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, è tornato a trovare applicazione ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, il criterio del valore venale del bene previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
A seguito della dichiarazione di illegittimità dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore venale del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
Con sentenza n. 348 del 2007 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il criterio riduttivo dell'indennizzo di cui al D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis convertito, con modificazioni nella L. 8 agosto 1992, n. 359, per cui sia ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione che ai fini della determinazione dell'indennità di occupazione temporane... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ovamente applicazione il criterio generale del valore venale del bene fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/07, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis, commi 1 e 2, L. n. 359/1992, torna nuovamente applicabile per la determinazione dell'indennizzo, con riferimento ai procedimenti in cui la dichiarazione di P.U. è anteriore all'entrata in vigore del DPR 327/2001, il criterio generale del valore venale del bene, già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità dell'art. 5 bis D.L. n. 333 del 1992 per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007, rivive il criterio del valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359.
Le disposizioni del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, commi 1 e 2 (T.U. espropriazioni), si applicano soltanto nelle procedure espropriative soggette al predetto T.U. cioè quelle in cui la dichiarazione di pubblica utilità è intervenuta dopo la sua entrata in vigore (30 giugno 2003), secondo le previsioni dell'art. 57, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 302 - mentre, nelle procedure sogget... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e pregresso, rivive la L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, e va, quindi, fatto riferimento al valore di mercato.
La sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, rendendo inapplicabili i criteri di liquidazione dell'indennità previsti, per l'espropriazione delle aree edificabili, dalle disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime, con la conseguente reviviscenza del criterio del valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359.
Una volta espunto, a seguito della declaratoria di incostituzionalità, il criterio di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
A seguito della sentenza resa dalla Corte Costituzionale n. 348/2007, venuto meno il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. n. 2359/1865 , art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo diversa previsione di apposita norma.
Qualora la procedura espropriativa sia soggetta al regime giuridico anteriore all'entrata in vigore del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della determinazione dell' indennità di esproprio, va fatta applicazione, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007, della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che commisura tale indennità al valore di mercato del bene.
Venuto meno il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
Una volta venuto meno, a seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale, il criterio di liquidazione previsto dal D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, l'indennità di espropriazione per le aree edificabili dev'essere commisurata, ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, al valore venale dell'immobile.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 348 del 2007, che ha dichiarato l'illeg... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, commi 1 e 2, (conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359), il criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione, applicabile ai giudizi in corso, va ancorato al valore venale del bene.
A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, dal giorno successivo alla pubblicazione della declaratoria di incostituzionalità è ripristinato l'originario criterio di stima dell'indennizzo dovuto al proprietario corrispondente al valore venale pieno dell'immobile espropriato (L. n. 2359 del 1865, art. 39).
L'indennità di esproprio deve essere configurata, dopo l'abrogazione del criterio di stima di cui all'art. 5 bis D.lgs 332/92, ex L. 244/2007, nell'intero valore venale del bene espropriato.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della declaratoria d'incostituzionalità, non è più possibile applicare il meccanismo riduttivo previsto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992, ma è necessario ricorrere nuovamente al criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
La situazione in tema di determinazione dell'indennità di esproprio e di risarcimento del danno ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... di occupazioni illegittime si connota in ogni caso con riferimento al valore di mercato del bene, posto che, per i suoli edificabili, a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale (Corte Costituzionale sentenza n. 348/2007) dei primi due commi dell'art. 5 bis legge 8.8.1992 n. 359, l'indennità suddetta deve ritenersi pari al valore di mercato del suolo, in quanto rivive, in attesa di una nuova disciplina legislativa, l'art. 39 legge n. 2359/1865.
A seguito della declaratoria d'incostituzionalità del criterio riduttivo di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, anche per la sua corrispondenza con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.
Una volta venuto meno il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5-bis per effetto della sentenza delle Corte Costituzionale n. 348/2007, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 g... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... n. 2359, art. 39.
Una volta venuto meno - a seguito della declaratoria d'illegittimità costituzionale di cui alla sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale - il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
La censura in ordine all'avvenuta decurtazione del 40% dell'indennità di esproprio fa sì che l'intera questione relativa alla determinazione della predetta indennità sia ancora pendente, non essendo sul punto intervenuto alcun giudicato; ne consegue, per effetto della sentenza della Cort Cost. n. 348/2007, l'applicabilità dell'art. 39 L. 25 giugno 1865, n. 2359.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 27 ottobre 2007 n. 348, che ha dichiarato illegittimo il criterio di determinazione dell'indennità di cui alle L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, si impone, per le procedure ablative in corso alla data della sentenza del giudice della legge, l'applicazione della L. n. 2359 del 1865, art. 39 e la determinazione dell'indennità di espropriazione nel valore di mercato delle aree ablate.
Per ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la sentenza Corte Cost. n. 348/2007 doveva ritenersi che, essendo venuto meno il criterio previsto dall'art. 5 bis l. 359/1992 dichiarato incostituzionale, l'indennità di espropriazione doveva essere determinata in misura pari al valore venale dell'area, come già previsto dall'art. 39 della legge sulle espropriazioni n. 2359/1865.
A seguito dell'illegittimità costituzionale dei criteri pregressi di liquidazione della relativa indennità (C.C. n. 348/2007), per le espropriazioni in cui la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da realizzare sia anteriore all'entrata in vigore del D.P.R. n. 327 del 2001 cui è inapplicabile l'art. 37 di tale decreto, va applicata la legge fondamentale sull'espropriazione già vigente (L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39), mentre per le espropriazioni in cui la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da realizzare sia successiva, il dovuto deve calcolarsi in base alla norma citata del novello testo unico, come modificata dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89.
A seguito della declaratoria d'illegittimità costituzionale di cui alla sentenza 348/2007 della Corte costituzionale del criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.
Qualora, a seguito di impugnazione, sia ancora in discussione non solo l'ammontare dell'indennità ancora dovuta, ritenuto incongrua, ma la stessa applicabilità del criterio legale di stima applicato dalla norma caducata per effetto della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, ne consegue l'applicabilità del criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, l'unico che l'ordinamento sancisce in linea generale per ogni ipotesi o tipo di espropriazione.
Venuto meno - a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale di cui alla sentenza n. 348/2007 della Corte Costituzionale, il criterio riduttivo di indennizzo di cui all'art. 5 - bis della legge 359 del 1992, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dall'art. 39 della legge 25 giugno 1865 n. 2359.
A seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale, di cui alla sent. Corte Cost. n. 348/2007, del criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...-bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che riespande la sua efficacia per colmare il vuoto prodotto nell'ordinamento dall'espunzione del criterio dichiarato incostituzionale
A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale n. 348/2007, torna nuovamente applicabile, per la determinazione dell'indennizzo, il criterio generale del valore venale del bene già previsto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unico ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stato abrogato per effetto del combinato disposto degli artt. 57 e 58 DPR 327/2001.
Alla stregua della sentenza della Corte costituzionale del 24 ottobre 2007, n. 348, che ha dichiarato incostituzionale l'art. 5 bis L. n. 359/1992, il criterio di calcolo dell'indennità di esproprio di area edificabile deve essere rapportato al valore di mercato dell'immobile espropriato.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2 per effetto della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, torna nuovamente applicabile il criterio generale di liquidazione dell'indennizzo in misura pa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e venale dei beni già fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 non abrogato, per effetto del combinato disposto dell'art. 58 ed art. 57 DPR 327/2001.
Una volta venuto meno, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale di cui alla sentenza 348/2007 della Corte costituzionale, il criterio riduttivo di indennizzo di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, nei giudizi in corso in cui è in discussione la determinazione dell'indennità, il criterio applicabile è quello del valore venale previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39 che costituisce l'unica norma ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stata abrogata dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, che fa espressamente salvo "quanto previsto dall'art. 57, comma 1".
Considerato che l'art. 5 bis, commi 1 e 2 L. 359/92 è stato espunto dall'ordinamento con effetto "ex tunc" a seguito della pronun... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ittimità costituzionale di cui alla sentenza della Corte Costituzionale 348/2007, ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio di area edificabile deve applicarsi il criterio del valore di mercato dettato dall'art. 39 della L. 2359 del 1865, in ipotesi in cui non trovi applicazione, "ratione temporis" l'art. 37 D.P.R. 327/2001.
La dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis, L. n. 359/1992 ha determinato la cessazione dell'efficacia erga omnes con effetto retroattivo della norma, con conseguente non applicabilità della stessa ove sia ancora in discussione la congruità dell'attribuzione indennitaria; ne consegue per tali rapporti la reviviscenza del criterio generale dell'indennizzo, pari al valore venale, di cui all'art. 39 L. n. 2359/1865.
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007, torna nuovamente applicabile, nei giudizi pendenti in cui sia ancora in discussione la congruità dell'indennità di esproprio, il criterio generale del valore venale del bene fissato dalla L. 15 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che costituisce l'unica norma ancora rinvenibile nell'ordinamento, non essendo stata abrogata dal T.U. approvato con D.P.R. n. 327 del 2001, art. 5... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...spressamente salvo "quanto previsto dall'art. 57, comma 1".
L'impugnazione del credito indennitario, pur se limitato all'applicazione dell'ulteriore decurtazione del 40% di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, rimette in discussione il criterio legale utilizzato dal giudice di merito il cui relativo capo della sentenza riposi sulla premessa dell'applicabilità della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis; venuta meno detta premessa, infatti non è suscettibile di conservare la natura e gli effetti di un'autonoma statuizione.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, non abrogato per effetto del combinato disposto artt. 58 e 57 comma 1 DPR 327/2001.
A seguito della sentenza Corte Cost. n. 348/2007, essendo venuto meno il criterio previsto dall'art. 5 bis L. n 359/1992, l'indennità di espropriazione doveva essere determinata in misura pari al valore venale dell'area, come già previsto dall'art. 39 della L. n. 2359/1865.

References: art. 5
 sentenza 
 art. 5
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 sentenza 
 art. 117
 art. 5
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 art. 5
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 art. 5
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 art. 1224
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 art. 356
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 ART. 5
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 art. 39
 art. 58
 art. 39
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 art. 39
 art. 37
 art. 2
 sentenza 
 art. 5
 art. 39
 art. 2
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 art. 5
 art. 39
 art. 2
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 art. 58
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