Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19972-del-05-10-2016
Timestamp: 2020-07-06 13:10:58+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 19972 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19972 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 15/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19972
sul ricorso 17524-2015 proposto da:
DI BLASI INDUSTRIALE SRL in persona dell’Amministratore unico e
VIA CASETTA MATTEI 239, presso lo studio dell’avvocato SERGIO
TROPEA, rappresentata e difesa dagli avvocati GIOVANNA FONDACARO,
ANTONINO RECCA, giusta procura a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 1713/34/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI PALERMO SEZIONE DISTACCATA di CATANIA del 07/05/2014,
La contribuente Di Blasi Industriale srl ricorre nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, che resiste con controricorso, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia – sez. stacc. Catania – n. 1713/34/14, depositata il 21 maggio 2014, con la quale, confermando la pronuncia di primo grado, è stato respinto il ricorso della contribuente avverso il provvedimento di recupero di credito d’imposta L. n. 388 del 2000, ex art. 8 ritenuto indebitamente portato in compensazione negli anni d’imposta (OMISSIS).
La CTR affermava di non ravvisare elementi idonei a modificare il giudizio espresso dai giudici di primo grado che, fondatamente, avevano ritenuto esente da censure il comportamento dell’Ufficio il quale, sulla base di un processo verbale di constatazione, aveva notificato alla società il provvedimento di recupero del credito, indicando dettagliatamente gli importi oggetto del provvedimento e la relativa causale, mentre la contribuente non aveva documentato le proprie controdeduzioni sull’operato dell’Ufficio.
Con particolare riguardo alla fattura n. (OMISSIS), il cui recupero veniva specificamente censurato nell’impugnazione della contribuente, il giudice di appello ribadiva che risultava inequivocabile la consegna dei beni in data anteriore all’entrata in vigore della normativa agevolativa, con conseguente legittimità del provvedimento di recupero del credito. Concludeva, dunque, nel senso che, a fronte dei rilievi contenuti nell’avviso di accertamento, le circostanze evidenziate dalla ricorrente, oltre a non essere adeguatamente provate, non risultavano convincenti. La contribuente ha altresì depositato memoria difensiva.
Con l’unico motivo di ricorso la contribuente denunzia l’omesso esame di un fatto decisivo per la controversia ex art. 360 c.p.c., n. 5), deducendo che la CTR aveva omesso di considerare l’errore dell’Ufficio, che non aveva recepito gli esiti della verifica come rappresentati nello stesso processo verbale di constatazione, recuperando l’intero importo del credito fruito dalla società, ivi compresa la porzione di esso che gli stessi verificatori avevano riconosciuta spettante e legittimamente fruita.
Risulta infatti dal contenuto della sentenza impugnata, e del resto dallo stesso tenore del ricorso della contribuente, che la pronunzia della CTR di reiezione dell’appello della contribuente sia stata fondata sulle stesse questioni di fatto poste a base della pronunzia di primo grado, vale a dire la legittimità e fondatezza del provvedimento di recupero, in quanto adeguatamente e specificamente motivato, e l’inconsistenza delle deduzioni della contribuente.
Il motivo è inammissibile anche sotto altro profilo, in quanto, nei termini in cui è formulato, non censura l’omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, ma evidenzia, piuttosto, una insufficiente motivazione, non più censurabile alla luce del nuovo disposto dell’art. 360 codice di rito, comma 1, n. 5 (Cass. Ss.Uu. n. 8053/2014), lamentando in effetti che la CTR non abbia valutato in modo adeguato le risultanze istruttorie ed in particolare la discordanza tra gli accertamenti contenuti nel pvc ed il contenuto del provvedimento di recupero.
Le risultanze istruttorie e la carenza dei presupposti del credito recuperato dall’Ufficio nei confronti della Di Blasi srl risultano peraltro presi in considerazione dal giudice, che ha specificamente esaminato il contenuto del provvedimento di recupero impugnato e, con valutazione di fatto riservata al giudice di merito, nel confermare la valutazione del primo giudice, ha affermato che l’Ufficio aveva dettagliatamente indicato gli importi posti a fondamento del provvedimento, mentre le deduzioni della contribuente, oltre a non essere adeguatamente provate, si rivelavano non convincenti.
Non assume invece carattere di essenzialità e non può dunque, di per sè, considerarsi ” un fatto decisivo” ex art. 360 c.p.c., n. 5), la discordanza tra il contenuto del processo verbale di constatazione ed i rilievi cristallizzati nell’avviso di accertamento, ben potendo del tutto legittimamente l’avviso di accertamento discostarsi dalle indicazioni del pvc.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 360
 sentenza 
 art. 360