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Timestamp: 2018-11-16 19:02:38+00:00

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Per il rilascio della licenza per l'esercizio di sale scommesse e di altri giochi leciti - Avvocato Renato D'Isa
Per il rilascio della licenza per l’esercizio di sale scommesse e di altri giochi leciti
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Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 27 luglio 2018, n. 4604.
Sentenza 27 luglio 2018, n. 4604
Per il rilascio della licenza per l’esercizio di sale scommesse e di altri giochi leciti, le Questure devono verificare, oltre ai requisiti richiesti dalla legislazione di pubblica sicurezza, anche il rispetto delle normative, regionali o comunali, in materia di distanze minime da luoghi considerati “sensibili”. Si tratta cioè di tutti quei luoghi (prioritariamente gli istituti scolastici) nei quali si presume la presenza di soggetti appartenenti alle categorie più vulnerabili (primariamente i giovani) rispetto alla tentazione del gioco d’azzardo ed all’illusione di poter conseguire attraverso di esso facili guadagni.
sul ricorso numero di registro generale 8564 del 2017, proposto da:
Ra. Al. in proprio e in qualità di legale rappresentante della Società To. Ga. S.r.l., rappresentato e difeso dall’avvocato Ci. Be., con domicilio eletto presso lo studio Fe. Ma. in Roma, Lungotevere (…);
Questura di Pisa non costituita in giudizio;
Comune di Pisa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Gi. Gi., Gl. La., Su. Ca., con domicilio eletto presso lo studio Gi. Le. in Roma, via (…);
della sentenza del T.A.R. TOSCANA – FIRENZE: SEZIONE II n. 00708/2017, resa tra le parti.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno e del Comune di Pisa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 19 luglio 2018 il Cons. Luigi Birritteri e uditi per le parti gli avvocati Gi. Za. su delega di Ci. Be. e l’Avvocato dello Stato Ti. Va.;
Con sentenza n. 708 del 18 maggio 2017 il Tar per la Toscana ha respinto il ricorso proposto da Al. Ra., in proprio e n. q. di amministratore unico della TO. GA. S.R.L., avverso il provvedimento del Questore di Pisa di diniego della chiesta autorizzazione per la “raccolta di giocate tramite apparecchi videoterminali di cui all’art. 110, comma 6 del T.U.L.P.S”, motivato sul presupposto della mancanza di idonea certificazione attestante che i locali in cui l’attività verrà esercitata rispettano le distanze da luoghi sensibili previste dalla Legge della Regione Toscana 18 ottobre 2013, n. 57.
Il primo giudice ha rilevato, per la parte che qui interessa, che “la questione dell’applicabilità anche da parte degli Organi del Ministero dell’Interno delle previsioni della L.R. n. 57/2013 è già stata affrontata dalla Sezione in numerose decisioni pervenendo alla conclusione che detta legge regionale è finalizzata alla prevenzione della ludopatia e quindi destinata alla soddisfazione di un interesse pubblico attinente alla materia sociale e sanitaria, e perciò deve essere applicata anche da parte degli organi del Ministero dell’Interno, Correttamente quindi la Questura di Pisa ha ritenuto che la normativa regionale dovesse applicarsi anche all’installazione degli apparecchi cosiddetti “Videolottery”: essa è infatti egualmente soggetta al rilascio della licenza come prevista dal citato articolo 88 del T.U.L.P.S., né l’attività in questione può essere ritenuta meramente accessoria all’autorizzazione originariamente rilasciata al locale poiché implica l’aggiunta di un quid pluris al medesimo, non compreso nella stessa.”.
Avverso tale decisione propone appello Al. Ra. reiterando l’eccezione di incompetenza del Questore nella specifica materia, trattandosi di diniego motivato per ragioni di salute e non di sicurezza pubblica, nonché l’eccepita circostanza che l’autorizzazione di polizia era già concessa e risalente (2003) e che la nuova richiesta avrebbe natura meramente accessoria rispetto all’attività di gioco già autorizzata e tuttora in atto.
Resistono in giudizio il Ministero dell’Interno e il Comune di Pisa, invocando il rigetto dell’appello proposto.
La sezione ha respinto la richiesta di sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata con ordinanza del 22 dicembre 2017.
Sempre in corso d’istruttoria il Questore – per il tramite di informazioni ottenute dalla Polizia Municipale del Comune di Pisa – ha accertato che i locali dell’azienda, sita in Via (omissis), non rispettano le distanze minime dai luoghi sensibili previste dall’art. 4 della L.R. cit. trovandosi a meno di 500 mt di distanza da un Istituto Scolastico.
In particolare l’art. 1 comma 936 della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) testualmente prevede che ” Entro il 30 aprile 2016, in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonchè i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età.”
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-27T10:20:06+00:0027 agosto 2018|Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2018, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti

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