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Banca d’Italia: slide del convegno “Le società di servizi e l’azione di contrasto del riciclaggio in Italia” (2 dicembre 2014)
Posted by Agatino Grillo on Wednesday, 3 December 2014
Il 27 novembre 2014 si è tenuto in Banca d’Italia il convegno “Le società di servizi e l’azione di contrasto del riciclaggio in Italia” allo scopo di fornire una sede di confronto sui profili applicativi del quadro normativo in materia e sui rischi connessi alla gestione del contante.
Hanno partecipato il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Unità d’Informazione Finanziaria, la Guardia di Finanza, la Direzione Investigativa Antimafia e l’Autorità giudiziaria, le Associazioni di categoria delle società di servizi e la società Fidelitas.
Programma pdf 109 kB
Un bilancio dell’azione di controllo della Banca d’Italia a due anni dall’entrata in vigore della normativa italiana - Profili di attenzione ai fini del contrasto al riciclaggio pdf 1 MB - Enrica Teresa Vignoli, Servizio Cassa generale - Banca d’Italia
L’attività di controllo della Banca d’Italia in materia di contrasto al riciclaggio. Profili di rischio derivanti dalla esternalizzazione della gestione del contante da parte del sistema bancario pdf 373 kB - Michele Carofiglio, Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio - Banca d’Italia
L’attività di controllo del Ministero dell’Interno sugli istituti di vigilanza gestori del contante pdf 5 MB - Vincenzo Acunzo, Ministero dell’Interno
Gli obblighi antiriciclaggio delle società di servizi e, in particolare, l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette pdf 175 kB - Luca Criscuolo, Unità d’Informazione Finanziaria
L’evoluzione del ruolo delle società di servizi pdf 769 kB - Paolo Spollon, Rappresentante delle associazioni degli Istituti di vigilanza e gestione del contante
La gestione del rischio di riciclaggio: i presidi approntati da una società di servizi pdf 2 MB - Gianluca Fusar Poli e Francesco Gamba, Fidelitas Spa
L’azione di contrasto del riciclaggio: i controlli della Guardia di Finanza sulle società di servizi pdf 4 MB - Giancarlo Franzese, Guardia di Finanza
La criminalità organizzata e il riciclaggio. Riflessioni sull’uso del contante pdf 2 MB - Omar Pace, Direzione Investigativa Antimafia
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Banca d’Italia, Ignazio Visco: “Contrasto all’economia criminale: precondizione per la crescita economica” (7 novembre 2014)
Posted by Agatino Grillo on Monday, 10 November 2014
Fonte: sito di Banca d'italia
L’adozione di comportamenti coerenti con il rispetto della legalità è un elemento fondamentale nella valutazione di vigilanza degli intermediari
Il 7 novembre 2014 il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha tenuto a Milano l’intervento di apertura del convegno “Contrasto all'economia criminale: precondizione per la crescita economica” organizzato dalla Banca d'Italia e dalla Fondazione CIRGIS - Ricerche giuridiche iniziative scientifiche.
Il testo dell’intervento di Visco è disponibile sul sito della Banca d’Italia (pdf, 64 K 11 pp.).
Il Governatore ha esordito ricordando che “legalità, buona legislazione, regolazione efficace delle attività economiche, pubblica amministrazione efficiente sono le principali componenti di un sistema istituzionale in grado di favorire innovazione e imprenditorialità e rimuovere rendite di posizione e restrizioni alla concorrenza.
Il rispetto della legalità, in particolare, svolge un ruolo fondamentale: la criminalità organizzata, la corruzione e l’evasione fiscale non solo indeboliscono la coesione sociale, ma hanno anche effetti deleteri sull’allocazione delle risorse finanziarie e umane e sull’efficacia delle riforme in atto. Rendono impossibile la costituzione di un ambiente favorevole all’attività d’impresa, e quindi all’occupazione, e riducono le possibilità di crescita dell’economia”.
Visco ha ulteriormente sottolineato che “un’amministrazione pubblica trasparente ed efficiente costituisce un primo requisito indispensabile per combattere la corruzione e l’uso improprio delle risorse pubbliche” rimarcando che “tra il 2007 e il 2011, allo stanziamento dei fondi strutturali europei si è associato in Italia un aumento significativo dei reati di corruzione”.
Nel seguito la parte del discorso di Ignazio Visco relativo all’antiriciclaggio.
Banca d’Italia su antiriciclaggio e autoriciclaggio
(da pag 8 a pag 11 de)
Il sistema nazionale di prevenzione del riciclaggio ha fatto registrare un complessivo rafforzamento dei poteri delle autorità e un progressivo ampliamento della platea dei soggetti destinatari degli obblighi, che si è estesa dagli intermediari bancari e finanziari agli operatori non finanziari e ai professionisti in grado di individuare comportamenti anomali.
In questo ambito la Vigilanza della Banca d’Italia e l’Unità di informazione finanziaria (UIF) collaborano con le altre autorità per assicurare presidi efficaci contro il riciclaggio che transita attraverso il sistema finanziario e gli altri operatori.
L’attività di vigilanza della Banca d'Italia, che include regolamentazione, acquisizione di informazioni, analisi, ispezioni, gestione delle crisi aziendali e sanzioni, è finalizzata ad assicurare la “sana e prudente gestione dei soggetti vigilati”, la stabilità complessiva, la competitività del sistema finanziario e l’osservanza delle disposizioni in materia creditizia.
Il rispetto della legalità nell’attività finanziaria è un presupposto della sana e prudente gestione delle istituzioni finanziarie.
A loro volta, intermediari sani e prudenti costituiscono una barriera contro la penetrazione criminale nell’economia legale.
L’adozione di comportamenti coerenti con il rispetto della legalità è un elemento fondamentale nella valutazione di vigilanza degli intermediari.
La normativa di vigilanza, in linea con quella europea e internazionale, prevede specifici strumenti a presidio del rispetto della legalità da parte degli intermediari finanziari.
Ciascun intermediario è tenuto a istituire una funzione di compliance, per prevenire il rischio di incorrere in violazioni di regole.
Viene richiesto agli intermediari di promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto, non solo formale, delle norme.
La collaborazione della Banca d’Italia con l’Autorità giudiziaria è ampia e continua: nel 2013 abbiamo inoltrato all’Autorità 249 segnalazioni; nei primi 9 mesi del 2014, sono state 108.
In molti casi abbiamo fornito “assistenza tecnica” con consulenze e perizie: nel 2013 sono stati conferiti 63 incarichi di consulenza a dipendenti della Banca; nei primi nove mesi del 2014, gli incarichi sono stati 53.
Un confronto anche critico, nel rispetto dei diversi ruoli, su questioni interpretative costituisce una componente importante di questa collaborazione, nel comune interesse di individuare le strategie migliori e i modi più corretti di contrastare illeciti penali e amministrativi.
La Banca d’Italia realizza anche un’attività più specifica di verifica antiriciclaggio, nell’ambito della quale (d’intesa con le altre autorità di vigilanza) emana nei confronti dei soggetti vigilati disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela, registrazione dei dati in un archivio unico informatico, organizzazione delle procedure e dei controlli interni.
Un monitoraggio continuo degli intermediari finanziari viene attuato per assicurare il rispetto di queste disposizioni.
Per l’individuazione degli intermediari da sottoporre ai controlli di vigilanza in tema di antiriciclaggio viene utilizzato un approccio basato sul rischio (che tiene in considerazione diversi parametri, quali la struttura societaria, le aree di attività, i contesti ambientali in cui gli intermediari operano), in linea con le indicazioni degli organismi internazionali.
L’azione di controllo si declina attraverso la vigilanza informativa/cartolare e quella ispettiva (nel 2013, sono state realizzate 184 ispezioni a spettro esteso; sono stati inoltre effettuati 3 accertamenti mirati di compliance, 3 verifiche di breve durata presso Istituti di pagamento e 78 accessi ispettivi presso sportelli bancari).
Nel 2013, di tutte le segnalazioni inoltrate all’Autorità giudiziaria oltre il 30 per cento ha riguardato violazioni della normativa antiriciclaggio.
Con l’analisi finanziaria delle operazioni sospette segnalate da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori non finanziari, la UIF approfondisce ogni fatto che potrebbe essere correlato con il riciclaggio o il finanziamento del terrorismo.
Nel corso del 2013 ha ricevuto oltre 64.000 segnalazioni di operazioni sospette (dalle 12.500 del 2007), soprattutto da parte di banche e intermediari finanziari, per un importo complessivo di circa 84 miliardi di euro; si prevede che nell’anno in corso le segnalazioni superino le 70.000 unità.
Le analisi della UIF sono dirette a valutare la fondatezza del sospetto, attraverso l’accertamento dell’origine e della destinazione dei fondi.
I risultati vengono trasmessi al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e alla Direzione investigativa antimafia, con esiti importanti sul piano degli accertamenti investigativi.
Tra la UIF e le procure impegnate nella repressione dei fenomeni di criminalità finanziaria vi è un intenso scambio di informazioni.
Nel 2013, le richieste di documenti da parte dell’Autorità giudiziaria sono state oltre 200; hanno superato le 130 nel primo semestre di quest’anno.
Con riferimento alla dimensione internazionale del riciclaggio, gli scambi informativi con l’ampia rete delle unità d’informazione finanziaria costituite negli altri paesi agevolano le rogatorie giudiziarie e il blocco all’estero di fondi di provenienza illecita.
Si è anche ampliata la collaborazione della UIF con le autorità di vigilanza e controllo e con le amministrazioni pubbliche.
Il protocollo d’intesa perfezionato il 30 luglio scorso tra la UIF e l’Autorità nazionale anticorruzione costituisce un importante strumento per il contrasto del riciclaggio dei proventi della corruzione.
Sul piano delle strategie di prevenzione, è stata inoltre avviata una fruttuosa collaborazione tra la UIF e il Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia (nota 21).
Essa è volta allo sviluppo di nuove metodologie d’indagine e all’approfondimento di aspetti rilevanti dell’attività finanziaria illecita, con l’obiettivo di affinare le tecniche di analisi delle operazioni sospette e diffondere poi dati statistici, studi e documentazione su aspetti rilevanti per i compiti istituzionali dell’UIF.
In linea con le prescrizioni internazionali, quest’anno l’Italia ha anche provveduto all’elaborazione dell’Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo condotta sotto l’egida del Comitato di Sicurezza Finanziaria.
Il documento, che verrà presentato a breve, fornisce un quadro della solidità dei presidi di prevenzione e repressione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; l’esame approfondito delle minacce di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo che gravano sul nostro ordinamento consente di individuare le aree sulle quali deve soprattutto concentrarsi l’attenzione delle autorità.
L’analisi contribuirà alla valutazione del Fondo monetario internazionale, attualmente in corso, sull’adeguatezza e l’effettiva applicazione della normativa italiana contro il riciclaggio.
È tuttavia importante completare l’apparato repressivo con strumenti normativi che assicurino la possibilità di perseguire più efficacemente reati oggi diffusi, ancorché di difficile emersione, come la corruzione e l’evasione fiscale.
In molte occasioni la Banca d’Italia ha segnalato l’urgenza di introdurre nell’ordinamento il reato di auto-riciclaggio.
In particolare, la definizione di un’adeguata fattispecie penale consentirebbe di punire efficacemente gli autori dei reati di evasione fiscale, truffa e corruzione i cui comportamenti in vario modo ostacolano l’individuazione della provenienza delittuosa del denaro.
Alla pena per questi reati presupposti si sommerebbe quella per il riciclaggio dei loro proventi, sottraendoli alla prescrizione.
Già nel 2005 il Fondo monetario internazionale aveva raccomandato l’introduzione dell’auto-riciclaggio come mezzo per combattere in modo più incisivo alcuni reati come l’evasione fiscale.
Da allora, anche il Gruppo d’azione finanziaria internazionale ha più volte indicato l’assenza del reato come un vulnus per il sistema italiano.
Il disegno di legge approvato dalla Camera e ora in seconda lettura al Senato prevede pene detentive per chi – avendo commesso un delitto – impiega i proventi con la finalità di ostacolare l’identificazione del reato presupposto.
Esclude quindi la punibilità in caso di mero impiego di tali proventi.
Il testo rappresenta un compromesso tra diverse posizioni, anche molto distanti.
Non esclude che ulteriori misure, volte a colpire comportamenti in ambiti specifici, siano introdotte in futuro.
Una rapida approvazione della legge sarebbe comunque un primo, importante, passo dopo anni di discussione.
21) A. Cassetta, C. Pauselli, L. Rizzica e M. Tonello, “Financial flows to tax havens: determinants and anomalies”, Quaderni dell’antiriciclaggio, Analisi e studi, 1, marzo 2014.
Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, “Contrasto all’economia criminale: precondizione per la crescita economica”, 7 novembre 2014 (pdf, 64 K, 11 pp.)
Banca d’Italia: “Protocollo di intesa con Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per la tutela dei consumatori di banche e finanziarie” (21 ottobre 2014)
Banca d’Italia. Staffetta con la Bce. Addio vigilanza, si starà di più in casa (Corriere Economia, 20 ottobre 2014)
Vigilanza: “Banchieri, stipendi al setaccio. Stretta su bonus e liquidazioni” (Il Corriere della Sera, 16 ottobre 2014)
Italiani sempre più tutelati nei confronti degli intermediari finanziari (Italia Oggi, 29 settembre 2014)
Banca d’Italia: Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario – anno 2013 (22 settembre 2014)
MEF: l’attività di vigilanza antiriciclaggio nel 2013 – sintesi (23 settembre 2014)
Banca d’Italia: “Disposizioni di vigilanza antiriciclaggio per operazioni di factoring” (19 agosto 2014)
Fiduciarie, arriva la vigilanza Bankitalia (Italia Oggi, 17 luglio 2014)
Convegno: “Dall’antiriciclaggio all’autoriciclaggio” – disponibili le slide (Milano, 18 giugno 2014)
Banca d’Italia: “Il sistema dei controlli interni in materia di antiriciclaggio” (27 giugno 2014)
Banca d’Italia: “La nuova vigilanza bancaria europea e l’Italia” (19 giugno 2014)
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Posted by Agatino Grillo on Tuesday, 21 October 2014
Fonte: sito Banca d’Italia (pdf)
Il 20 ottobre la Banca d’Italia ha reso noto di aver stipulato un protocollo di intesa con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di tutela dei consumatori nel mercato bancario e finanziario.
Di seguito una sintesi del “protocollo”
Protocollo di intesa tra la Banca d'Italia e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di tutela dei consumatori nel mercato bancario e finanziario
Art. 2. Attività di cooperazione
1. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM,) e la Banca d’Italia cooperano nelle seguenti forme:
a) coordinamento degli interventi istituzionali su settori di comune interesse;
b) segnalazione dell’AGCM alla Banca d’Italia di casi in cui, nell’ambito di procedimenti di competenza dell’AGCM medesima, emergano ipotesi di eventuali violazioni da parte degli operatori delle norme alla cui applicazione è preposta la Banca d’Italia;
c) segnalazione della Banca d’Italia all’AGCM di casi in cui, nell’ambito di procedimenti di competenza della Banca d’Italia medesima, emergano ipotesi di eventuali fattispecie di pratiche commerciali scorrette relative ai settori creditizio e finanziario.
2. In particolare, la Banca d’Italia e l’AGCM cooperano nello svolgimento delle rispettive funzioni istituzionali attraverso i seguenti strumenti:
a) costituzione di un gruppo di lavoro permanente sull’attuazione del presente Protocollo, anche al fine di promuovere il confronto tra le Autorità su tematiche di comune interesse inerenti alla tutela dei consumatori nei rapporti con gli intermediari bancari e finanziari;
b) scambio reciproco di documenti e informazioni - secondo modalità pratiche da concordare sui procedimenti avviati da ciascuna Autorità nell’esercizio dei poteri indicati in premessa.
Art. 3. Parere
1. Al termine dell’istruttoria svolta ai sensi del regolamento sulle procedure, l’AGCM chiede alla Banca d’Italia il parere di cui all’articolo 27, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, trasmettendo altresì la documentazione rilevante. La Banca d’Italia si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta di parere e della relativa documentazione.
2. Nell’ipotesi in cui vengano presentati impegni da parte del professionista, l’AGCM, ove non ritenga la pratica commerciale manifestamente grave e scorretta ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del Consumo, ovvero non ritenga manifestamente inidonei gli impegni proposti, invia la relativa documentazione alla Banca d’Italia, che rilascia il parere di cui al comma precedente entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta di parere e della connessa documentazione.
3. In base a quanto previsto nell’articolo 27, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il rispetto della regolazione vigente da parte del professionista esclude, limitatamente a tale profilo, la configurabilità di una condotta contraria alla diligenza professionale.
4. Decorso il termine per il rilascio del parere, l’AGCM può adottare il provvedimento di sua competenza.
Art. 4. Segreto d’ufficio
1. Le informazioni e i documenti comunicati da un’Autorità all’altra restano sottoposti al segreto d’ufficio secondo le disposizioni previste dalla normativa vigente per l’Autorità che li ha comunicati per prima.
2. In ogni caso, ciascuna Autorità, in sede di trasmissione delle informazioni o dei documenti, fa presente all’altra il trattamento della riservatezza applicato agli stessi.
Art. 5. Comunicazioni tra le Autorità
1. Al fine di ridurre i tempi di trasmissione, le comunicazioni tra le Autorità possono essere anticipate via fax o via e-mail.
Art. 6. Servizi o Unità interne competenti
1. Ai fini dell’attuazione del presente Protocollo, sono competenti per l’AGCM la Direzione Credito della Direzione Generale per la tutela del consumatore, per la Banca d’Italia il Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria.
Art. 7. Integrazioni e modifiche
1. Entro un anno dalla data di sottoscrizione del Protocollo le Autorità avviano il processo di revisione del presente Protocollo. Resta ferma la possibilità di apportare, di comune accordo, anche prima di quella data, integrazioni e modifiche per tenere conto di nuove disposizioni normative o di ulteriori aspetti che potranno emergere nel corso della collaborazione, nonché dell’esigenza di precisare strumenti e modalità della collaborazione stessa.
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e Banca d’Italia, “Protocollo di intesa tra la Banca d'Italia e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di tutela dei consumatori nel mercato bancario e finanziario” (pdf, 79 K, 4 pp.)
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Posted by Agatino Grillo on Wednesday, 24 September 2014
La Banca d’Italia ha pubblicato (pdf, 6,5 M, 135 pp.), la relazione sull’attività svolta nel 2013 dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
La relazione descrive il funzionamento del sistema e illustra, con riferimento al quarto anno di attività, gli andamenti aggregati dei dati relativi ai ricorsi pervenuti, ai ricorrenti, agli esiti delle procedure, agli intermediari interessati.
I dati statistici confermano la tendenza, già emersa negli anni precedenti, all’aumento dei volumi operativi.
Nell’anno sono giunti a decisione più di 6.300 ricorsi, circa 2.000 in più rispetto al 2012.
Nel 70 per cento dei casi l’esito è stato favorevole per i clienti, con accoglimento totale o parziale delle richieste formulate (36 per cento dei casi) ovvero con dichiarazione della cessazione della materia del contendere, conseguente alla soddisfazione del ricorrente nel corso della procedura (34 per cento).
Premessa alla relazione ABF 2013
Il documento è articolato in cinque capitoli. Il primo, preceduto da una breve introduzione sul ruolo dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), illustra il funzionamento del sistema. Vengono descritti, con riferimento al quarto anno di attività, gli aspetti salienti circa la composizione e il funzionamento dei Collegi, i compiti svolti dalle strutture di supporto della Banca d’Italia, anche con riferimento alla comunicazione esterna, le novità normative e i collegamenti con gli altri sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie operanti a livello europeo.
Il secondo capitolo riporta i dati statistici su ricorsi, esito delle decisioni e attività dei Collegi nel 2013 e nei primi sei mesi dell’anno in corso.
Nel terzo capitolo sono descritte le tematiche più rilevanti affrontate nel 2013 e alcune questioni che riguardano i confini della “giurisdizione” dell’Arbitro. Prime informazioni sul contenzioso emerso nel 2014 sono contenute nel quarto capitolo.
Per agevolare la diffusione delle decisioni, già pubblicate in forma anonima sul sito internet dell’ABF, nel quinto capitolo vengono illustrate alcune pronunce adottate nel corso del 2013 relative ai principali prodotti e servizi. Il capitolo è corredato di riquadri dedicati alle decisioni del Collegio di coordinamento. Completano la Relazione un’Appendice statistica sul contenzioso affluito all’Arbitro nel corso dell’anno, e alcuni prospetti che riepilogano la composizione dei Collegi territoriali e del Collegio di coordinamento.
Indice della relazione ABF 2013
1. L’ATTIVITÀ DELL’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO
Che cos’è l’ABF
Il quarto anno di funzionamento
La composizione e il funzionamento dei Collegi territoriali e del Collegio di coordinamento
Le Segreterie tecniche e la struttura centrale di coordinamento della Banca d’Italia
Le iniziative per favorire la conoscenza dell’attività dell’ABF
Risoluzione stragiudiziale delle liti transfrontaliere: la rete Fin-Net
2. DATI SUI RICORSI E SULL’ANDAMENTO OPERATIVO
Gli andamenti aggregati
Le tipologie di intermediari
L’andamento operativo
Alcuni dati sui primi sei mesi del 2014
3. LE DECISIONI DEI COLLEGI: PRINCIPALI TEMATICHE AFFRONTATE NEL 2013
L’anatocismo e il piano di ammortamento alla francese
La cessione del quinto dello stipendio e della pensione
L’estinzione anticipata dei finanziamenti
Le segnalazioni ai sistemi privati di informazione creditizia
I confini dell’attività dell’ABF
4. PRIME INFORMAZIONI SU QUESTIONI AFFRONTATE NELL’ANNO IN CORSO
Gli interessi di mora e l’usura
Le moratorie e il calcolo degli interessi
Il credito al consumo e la risoluzione del contratto di vendita
La mancata partecipazione dell’intermediario al procedimento
La richiesta di documentazione da parte del condomino
5. RASSEGNA DELLE DECISIONI DEI COLLEGI
Vicende del contratto: condotta precontrattuale, forma scritta, ius variandi, recesso
Richiesta di esibizione della documentazione bancaria
Cointestazione del conto
Esecuzione di incarichi per conto del cliente
Decesso del titolare del conto
Depositi bancari e buoni postali fruttiferi
Mutui e altri finanziamenti
Esecuzione del contratto ed estinzione anticipata
Segnalazioni da parte dei Prefetti
Iscrizioni nelle banche dati
Sistemi privati di informazione creditizia
Orientamenti in tema di procedura
Preventivo reclamo
Termine annuale per la presentazione del ricorso
Effetti preclusivi derivanti da altri procedimenti di risoluzione delle controversie
COMPOSIZIONE DEI COLLEGI TERRITORIALI E DEL COLLEGIO DI COORDINAMENTO
Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario Numero 4 - 2013, 22 settembre 2014 (pdf, 6,5 M, 135 pp.)
Con i ricorsi all’ABF scatta la vigilanza di Banca d'Italia (Il Sole 24 Ore Plus, 8 giugno 2013)
Banca d’Italia: rese note le prime decisioni adottate dall’ABF
Banca d'Italia: Relazione sull'attività dell'Arbitro Bancario Finanziario – anno 2011 (1° agosto 2012)
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Posted by Agatino Grillo on Tuesday, 23 September 2014
Fonte: sintesi del capitolo “4. L’attività di Vigilanza” della “Relazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria. Valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”, Anno 2013 (qui in pdf , 674 K 19 pp.). Qui per leggere l'intera "Relazione"
4. L’attività di vigilanza
4.1. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla UIF
4.2. L’attività di vigilanza dalla Banca d’Italia
4.2.1. Accertamenti ispettivi di carattere generale
4.2.2. Accertamenti mirati presso direzioni generali
4.2.3. Le verifiche presso le dipendenze delle banche
4.2.4. I controlli di vigilanza cartolare
4.2.5. Le procedure sanzionatorie
4.2.6. I risultati dell’attività di vigilanza
4.3. L’attività di vigilanza di Consob e Ivass
4.4. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla Guardia di Finanza
Il decreto legislativo 231/2007 stabilisce un’articolata ripartizione dei compiti di controllo tra la UIF, le autorità di vigilanza e gli organi investigativi.
Di seguito si riportano gli esiti delle attività di vigilanza e controllo effettuate nel corso del 2013 nonché gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche eseguiti dalla Guardia di finanza e dalla Direzione investigativa antimafia.
L’attività ispettiva è esercitata dalla UIF, attraverso ispezioni di carattere generale e di tipo mirato (nota 43), nei confronti di soggetti la cui selezione avviene sulla base di criteri collegati al rischio.
Nel 2013 la UIF ha effettuato complessivamente 21 ispezioni di carattere generale e 12 ispezioni di tipo “mirato”.
Le verifiche sono state svolte su intermediari caratterizzati da specificità operative o da scostamenti rispetto ai livelli di collaborazione attesi.
Gli accertamento generali sono stati svolti, in collaborazione con l’IVASS, presso un’impresa assicurativa.
Verifiche generali sono state effettuate anche nel comparto del risparmio gestito, ove sono state riscontrate carenze nella collaborazione attiva derivanti da disfunzioni nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, specie con riferimento a soggetti nei cui confronti l’intermediario aveva maturato una conoscenza solo formale o comunque non idonea a definire correttamente il profilo di rischio.
Analoghe criticità nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica e conseguenti carenze nella capacità di rilevazione delle operazioni sospette sono state riscontrate nell’operatività bancaria on-line.
Gli accertamenti ispettivi di carattere mirato hanno riguardato l’approfondimento di operazioni collegate a rapporti intrattenuti dalle banche con particolari categorie di soggetti (curatele fallimentari, “compro-oro”) ovvero caratterizzati da un consistente utilizzo di banconote di grosso taglio. Una specifica attenzione è stata dedicata anche ad anomale operazioni di intermediazione in titoli da parte di società estere in contropartita con banche e intermediari finanziari italiani.
Nel 2013 è proseguito il programma di ispezioni sull’utilizzo anomalo delle carte di pagamento e sulla gestione dei relativi flussi informativi e finanziari (nota 44).
In tale ambito operativo sono emerse carenze operative suscettibili di minare il corretto adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette.
È stata, inoltre, rilevata un’ampia casistica di utilizzi delle carte da parte di soggetti diversi dal titolare, desunti dalla contemporanea effettuazione di operazioni in luoghi geograficamente distanti; frequente è risultato il caso di clienti titolari presso uno stesso intermediario di un numero molto elevato di carte di pagamento, specie prepagate, in assenza di limiti al numero di carte detenibili.
L’anomala frequenza dell’operatività richiede, per essere individuata, l’adozione di adeguate procedure di rilevazione automatica.
Tuttavia gli applicativi utilizzati dagli intermediari non sempre ricomprendono dati presenti nei sistemi gestionali che risultano essenziali per intercettare le irregolarità (l’ora esatta delle operazioni, i punti di prelevamento o ricarica); tali carenze impediscono l’identificazione di comportamenti rilevanti quali l’utilizzo in sequenza di più carte riconducibili a una pluralità di soggetti presso ricorrenti punti vendita, ATM o POS installati presso determinati esercenti.
Carenze sono state riscontrate nelle procedure di controllo sulla veridicità dei dati forniti dalla clientela, sulla concentrazione di operazioni in contanti poste in essere presso singoli punti operativi esterni e sui collegamenti tra operazioni di prelevamento e di accreditamento tra più carte.
Dall’attività ispettiva condotta dalla UIF, sono emersi fatti di possibile rilievo penale che sono stati oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria, nonché violazioni di natura amministrativa per le quali sono stati trasmessi al MEF i relativi verbali di contestazione per lo svolgimento del successivo iter istruttorio.
La UIF ha, inoltre, avviato 29 procedimenti amministrativi diretti all’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per l’omessa segnalazione di operazioni sospette, contestando operazioni non segnalate per un importo complessivo di circa 67,8 milioni di euro.
L’Unità ha altresì curato l’istruttoria di 7 procedimenti sanzionatori per violazione dell’obbligo di dichiarazione riguardante operazioni di trasferimento o commercio di oro di valore pari o superiore a 12.500 euro. Nello stesso anno è stata predisposta l’istruttoria di 7 procedimenti sanzionatori per violazione dell’obbligo di congelamento di fondi e di risorse economiche a carico dei soggetti destinatari.
Da gennaio a dicembre 2013 sono stati condotti complessivamente 184 accertamenti ispettivi di carattere generale (cd. “a spettro esteso”) presso intermediari45 distinti, per tipologia, in:
15 gruppi bancari (di cui 1 follow up);
122 banche;
11 società di intermediazione mobiliare;
9 società di gestione del risparmio;
15 società finanziarie iscritte nell'elenco speciale ex articolo 107 TUB;
7 società finanziarie iscritte nell'elenco generale ex articolo 106 TUB;
4 istituti di pagamento;
1 istituto di moneta elettronica.
Gli accertamenti ispettivi hanno individuato le seguenti disfunzioni:
a) ritardi o carenze nell’adempimento degli obblighi relativi all’attività di adeguata verifica della clientela (41 rilievi);
b) mancata osservanza degli obblighi di conservazione dei documenti e di registrazione delle transazioni in AUI, quali omesse o tardive registrazioni, duplicazioni o errate imputazioni delle causali o della titolarità delle operazioni, ovvero mancata o errata rappresentazione dei dati anagrafici (8 rilievi). Nella maggior parte dei casi le disfunzioni sono risultate riconducibili a problematiche di natura tecnico-procedurale; è stata riscontrata, in taluni casi, la violazione degli obblighi di conservazione delle informazioni raccolte per adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela;
c) criticità inerenti alle segnalazioni di operazioni sospette (37 casi);
d) anomalie concernenti la limitazione all’uso del contante e titoli al portatore (3 casi);
e) manchevolezze nel rispetto degli obblighi in materia di organizzazione e controlli antiriciclaggio ( nota 47);
f) anomalie riguardo ai presidi organizzativi volti al contrasto del finanziamento al terrorismo (1 caso).
(l'articolo continua, clicca qui)
Read more about MEF: l’attività di vigilanza antiriciclaggio nel 2013 – sintesi (23 settembre 2014)
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Posted by Agatino Grillo on Tuesday, 19 August 2014
Fonte: sito di Banca d’Italia
Il 19 agosto 2014 la Banca d’Italia ha pubblicato il documento in consultazione “Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring” (pdf, 147 K, 5 pp.).
Il termine per la consultazione è fissato al 19 settembre 2014
Di seguito la premessa al documento.
Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring - Premessa
Con il presente documento si sottopongono a consultazione pubblica alcune modifiche alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico (Provvedimenti della Banca d'Italia del 3 aprile 2013) relative agli obblighi antiriciclaggio applicabili al debitore ceduto nell’ambito delle operazioni di cessioni di crediti in massa.
Le modifiche chiariscono che il ceduto non è cliente, nemmeno occasionale, della società cessionaria; pertanto, le operazioni dallo stesso effettuate non vanno sottoposte ad adeguata verifica né registrate in Archivio Unico Informatico.
Considerato il carattere limitato dell’intervento normativo prospettato, il termine per la consultazione è fissato al 19 settembre 2014.
Osservazioni, commenti e proposte possono essere trasmessi, entro tale data, alternativamente agli indirizzi:
Banca d'Italia, Servizio Regolamentazione e Analisi Macroprudenziale, Divisione Regolamentazione I, via Milano 53 - 00184, Roma;
servizio.ram.regolamentazione1@bancaditalia.it
I partecipanti alla consultazione possono chiedere che, per esigenze di riservatezza, i propri commenti non siano pubblicati oppure siano pubblicati in forma anonima; il generico disclaimer di confidenzialità eventualmente presente in calce alle comunicazioni inviate via mail non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti.
I commenti pervenuti oltre il termine sopra indicato non saranno presi in considerazione.
Banca d’Italia, “Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring”, 19 agosto 2014 (pdf, 147 K, 5 pp.)
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Posted by Agatino Grillo on Monday, 14 July 2014
Fonte: sito Unione Fiduciaria
Il 18 giugno 2014 a Milano presso la sede della Banca d’Italia, Via Cordusio 5, si è tenuto il convegno “Dall’antiriciclaggio all’autoriciclaggio”.
Qui il programma completo (doc, 51 K, 2 pp.)
Elenco dei relatori e (ove disponibili) delle relative slide
Apertura dei lavori, Dott. Giuseppe SOPRANZETTI, Direttore della Sede di Milano della Banca d’Italia
Il quadro normativo internazionale e i suoi riflessi nella disciplina nazionale, Avv. Francesco DE PASQUALE , Membro Centro Studi Antiriciclaggio & Compliance (doc, 63 K, 2 pp.)
L’introduzione nel nostro ordinamento del reato di auto riciclaggio, Dott. Nicola MAINIERI, Banca d’Italia (ppt, 17 slide, 616 K)
Gli articoli 648-bis e 648-ter : i reati presupposto e i delitti fiscali, Dott. Antonio PASTORE, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano
Le responsabilità di banche, fiduciarie, intermediari e del loro personale, Prof. Avv. Emanuele FISICARO, Presidente Centro Studi Antiriciclaggio & Compliance
L’Unità di Informazione Finanziaria e le segnalazioni di operazioni sospette, Dott. Luca CRISCUOLO, Titolare Divisione Normativa e Rapporti Istituzionali UIF (ppt , 299 KB, 21 slide)
Gli adempimenti degli intermediari alla luce del nuovo contesto normativo e dell’introduzione del reato di auto riciclaggio, Dott. Michele MUSCOLO, Amministratore Delegato Generfid
L’individuazione del titolare effettivo: obblighi antiriciclaggio e tutela della privacy anche alla luce della Voluntary Disclosure, Avv. Fabrizio VEDANA, Vice Direttore Generale Unione Fiduciaria S.p.A. (ppt, 33 slide 522 K)
Articoli collegati su "Unione Fiduciaria"
Unione Fiduciaria: nuove regole sul sistema dei controlli interni (La mia Finanza, 2 ottobre 2013)
Unione Fiduciaria: slide convegno “nuove regole sul sistema dei controlli interni” (15 ottobre 2013)
Read more about Convegno: “Dall’antiriciclaggio all’autoriciclaggio” – disponibili le slide (Milano, 18 giugno 2014)
UIF: presentazione “Rapporto annuale” sull’attività svolta nel 2013 (9 luglio 2014)
Posted by Agatino Grillo on Tuesday, 8 July 2014
Il Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (UIF), Claudio Clemente, presenterà il Rapporto annuale sull'attività svolta nel 2013 mercoledì 9 luglio alle 10:30 presso il Centro Convegni della Banca d'Italia in via Nazionale 190/d. Sarà possibile seguire l'evento in diretta streaming sul sito web della Banca d'Italia.
(qui la registrazione video )
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MEF: antiriciclaggio - Circolare esplicativa su comunicazione ex art 51 comma 1 dlgs 231/07 (11 ottobre 2012) (31,269)
Bribery Act: linee guida sulle procedure anticorruzione del Ministero della Giustizia inglese (14 agosto 2011) (30,714)
Banca d’Italia: aggiornamento del Testo Unico Bancario (TUB) (29,205)

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 articolo 107
 articolo 106