Source: https://antonellamascia.wordpress.com/2010/08/10/espropri-la-cedu-condanna-ripetutamente-litalia-per-violazione-dellarticolo-1-del-protocollo-n-1-uniformandosi-ai-principi-stabiliti-nella-sentenza-di-grande-camera-guiso-gallisay/
Timestamp: 2019-04-22 00:13:16+00:00

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Espropri, la CEDU condanna ripetutamente l’Italia per violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 uniformandosi ai principi stabiliti nella sentenza di Grande Camera Guiso-Gallisay | Diritti fondamentali, quale tutela?
Strasburgo, 10 agosto 2010 – Il 27 e il 29 luglio 2010 la CEDU ha emesso ventuno sentenze contro l’Italia per violazione del diritto al rispetto della proprietà privata (articolo 1 del Protocollo n. 1).
Sono tutti casi di esproprio in cui la CEDU ha accertato l’incompatibilità con il principio di legalità. I casi si uniformano tutti ai principi fissati dalla sentenza di Grande Camera della CEDU per il caso Guiso-Gallisay c. Italia del 22 dicembre 2009.
Per questi ventuno casi l’Italia è stata condannata a pagare globalmente la somma di 1.757.546,38 euro.
I casi trattati sono stati i seguenti:
– Dora Chirò c. Italia, ricorso n. 65272/01, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 141.000 euro, danni morali per 10.000 euro e 20.000 per spese e competenze;
– Chirò e altri c. Italia, (n. 1), ricorso n. 63620/00, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 40.000 euro, danni morali per complessivi 20.000 e 20.000 euro per spese e competenze legali;
– Chirò e altri c. Italia (n. 2), ricorso n. 65137/01, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 8.000 euro, danni morali per 10.000 euro e 20.000 euro per spese e competenze legali;
– Chirò e altri c. Italia, (n. 4), ricorso n. 67196/01, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 1.000 euro, danni morali per 5.000 euro e 20.000 euro per spese e competenze legali;
– Chirò e altri c. Italia, (n. 5) ricorso n. 67197/01, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 73.000 euro, danni morali per 20.000 euro e 20.000 per spese e competenze legali;
– Gravina c. Italia, ricorso n. 60124/00, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 22.000 euro, danni morali per 10.000 euro e 2.000 euro per spese e competenze legali;
– La Rosa e Alba c. Italia, (n. 1), ricorso n. 176/04, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 146.000 euro, danni morali per 20.000 euro e spese e competenze legali per 25.000 euro;
– La Rosa e Alba c. Italia, (n. 3), ricorso n. 58386/00, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 121.000 euro, danni morali per 20.000 euro, e 15.000 euro per spese e competenze legali;
– La Rosa e Alba e tre altri c. Italia, (n. 5), ricorso n. 63239/00, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 193.000 euro, danni morali per 20.000 euro e 20.000 per spese e competenze legali;
– Maselli c. Italia, (n. 2), ricorso n. 61211/00, sentenza del 27 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 3.000 euro, danni morali per 5.000 euro e 20.000 euro per spese e competenze legali;
– Maselli c. Italia, ricorso n. 63866/00, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali e morali per un importo pari a 15.000 euro e 30.000 per spese e competenze;
– Rosa e Alba c. Italia,(n. 6), ricorso n. 63240/00, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 177.000 euro, danni morali per complessivi 20.000 e 15.000 euro per spese e competenze legali;
– Rosa e Alba c. Italia, (n. 7), ricorso n. 63241/00, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 161.963,11 euro, danni morali per complessivi 20.000 e 15.000 euro per spese e competenze legali;
– Colacrai c. Italia (n. 1), ricorso n. 63296/00, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 4.000 euro, danni morali per 10.000 euro e 30.000 euro per spese e competenze legali;
– Fiore c. Italia, ricorso n. 63864/00, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 5.000 euro, danni morali per 10.000 euro e 30.000 euro per spese e competenze legali;
– Carla Binotti c. Italia, ricorso n. 63632/00, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto alla ricorrente danni materiali per 286.000 euro, danni morali per 15.000 euro e 20.000 per spese e competenze legali;
– Laura Binotti c. Italia, ricorso n. 71603/01, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto alla ricorrente danni materiali per 18.363,85 euro, danni morali per 20.000 euro e 20.000 euro per spese e competenze legali;
– De Sciscio c. Italia, ricorso n. 176/04, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 6.000 euro, danni morali per 7.000 euro e spese e competenze legali per 25.000 euro;
– Zaffuto e altri c. Italia, ricorso n. 12894/04, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 500 euro, danni morali per 1.250 euro, e 15.000 euro per spese e competenze legali;
– Lo Bue e altri c. Italia, ricorso n. 12912/04, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto ai ricorrenti danni materiali per 1.000 euro, danni morali per 2.000 euro e 15.000 per spese e competenze legali;
– Ceglia c. Italia, ricorso n. 21457/04, sentenza del 29 luglio 2010, in cui la CEDU ha riconosciuto al ricorrente danni materiali per 1.000 euro, danni morali per 5.000 euro e 8.432,53 euro per spese e competenze legali.
← La CEDU applica per la prima volta il nuovo criterio di ricevibilità introdotto dal Protocollo n. 14 e previsto all’art. 35 § 3 lettera b) della Convenzione
Espulsioni verso la Tunisia a rischio tortura, la CEDU comunica all’Italia il caso MANNAI →

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