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LA NORMATIVA NAZIONALE SULL INQUINAMENTO ACUSTICO - PDF
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1 LA NORMATIVA NAZIONALE SULL INQUINAMENTO ACUSTICO PREMESSA LA LEGGE QUADRO N. 447 DEL 26/10/95 I DUE DECRETI APPLICATIVI PIU IMPORTANTI GLI ALTRI DECRETI SANZIONI E CONTROLLI IL CODICE CIVILE E IL CODICE PENALE ALLEGATI: - ELENCO DELLA PRINCIPALE NORMATIVA VIGENTE IN MATERIA D INQUINAMENTO ACUSTICO - LEGGE QUADRO SULL INQUINAMENTO ACUSTICO N. 447/95 Autore: Dr. Bruno Sacchi
2 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 2 di 2 PREMESSA Il problema dell inquinamento acustico in Italia è stato affrontato a partire dal 1991 con l uscita del DPCM 1/3/91 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno. Bisogna attendere però fino al 1995 per vedere finalmente pubblicata la Legge Quadro sulla problematica rumore: la Legge Quadro n. 447 del 26/10/95. Nel corso di questi ultimi anni sono stati emessi numerosi decreti applicativi della L.Q. anche se non tutti quelli previsti. Il ritardo è stato anche di anni. La pubblicazione dei decreti non ha risolto però completamente le difficoltà nel gestire i problemi perché la loro applicazione non sempre è stata soddisfacente, sia per le difficoltà delle nuove disposizioni talvolta anche complesse, sia per le numerose contraddizioni e inesattezze in essi contenute. L insieme di questi aspetti non ha certo facilitato il compito degli enti pubblici coinvolti. Inoltre i decreti pubblicati non hanno annullato le vecchie disposizioni di legge contenute nel codice civile o nel codice penale e che erano state sistematicamente utilizzate prima degli anni 90. Tutto questo ha reso ancora più confusa la situazione. Né i cittadini né i soggetti pubblici preposti al controllo dell inquinamento acustico sapevano e sanno sempre come comportarsi nelle situazioni di disturbo causato da rumori molesti. Infine occorre ricordare che in Italia esiste il decreto legislativo n. 277 del 15/08/91 per la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall esposizione professionale al rumore. Gli scopi di questo decreto sono totalmente differenti da quelli della legge quadro. Per le ditte, l ottemperanza agli obblighi previsti dal D.L.vo 277/91, non è in alcun modo garanzia del contestuale rispetto dei limiti di tutela della popolazione dal rumore. LA LEGGE QUADRO N. 447 DEL 26/10/95 Questa legge stabilisce come deve essere gestito, da chi e attraverso quali strumenti l inquinamento acustico in Italia. E importante sottolineare che questo problema è stato affrontato prevedendo il passaggio attraverso questi tre momenti fondamentali: In fase progettuale preventiva, ad esempio chiedendo di realizzare la classificazione acustica del territorio, o facendo valutare l impatto acustico delle sorgenti di rumore, o facendo valutare preliminarmente il clima acustico per alcuni tipi di nuovi insediamenti abitativi, oppure definendo le caratteristiche dei requisiti acustici passivi degli edifici In fase di controllo e verifica, ad esempio fissando i limiti da rispettare e le metodologie da seguire per la loro verifica, o individuando i soggetti a cui spetta la responsabilità amministrativa e le sanzioni amministrative da applicare per chi non rispetta i limiti e altre ancora. In fase di risanamento acustico, ad esempio prevedendo l adozione di piani pluriennali per il contenimento delle emissioni sonore prodotte dalle infrastrutture dei trasporti, oppure facendo prescrivere l adozione di piani di risanamento per il rientro nei limiti previsti dalla classificazione acustica del territorio e altre ancora.
3 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 3 di 3 La Legge Quadro nell articolo 3 fissa le competenze dello Stato. Le principali sono riportate in Tabella 1. Esse hanno avuto implicazioni importanti che hanno influenzato, attraverso i decreti già emanati, il lavoro e le attività degli enti locali e dell ARPA in materia dell inquinamento acustico. In particolare nella Tabella 2 è stato riportato lo stato attuale delle leggi e dei decreti finora pubblicati a livello nazionale. Nell elenco non è presente il DPCM 1/3/91 poiché in Lombardia, dopo la pubblicazione della Legge Regionale n. 13 del 10/08/01 e della successiva DGR 12/07/02 n. 7/9776, è stata resa obbligatoria la classificazione acustica del territorio comunale da parte di tutti i comuni lombardi entro il 15/7/2003. Nei comuni che non si adegueranno, oltre che pagare una sanzione amministrativa, la Regione nominerà un commissario. Questo fatto renderà il DPCM citato non più applicabile. TABELLA 1: Principali competenze dello stato previste dalla legge quadro 447/95 nel campo dell inquinamento acustico. Determinare i valori limite di emissione, immissione, attenzione e qualità del rumore. Determinare i requisiti acustici delle sorgenti sonore, compresi i sistemi di allarme (anche antifurto con segnale acustico) e i sistemi di refrigerazione. Determinare i requisiti acustici passivi degli edifici e i loro componenti (per ridurre l esposizione umana al rumore). Determinare le tecniche di rilevamento e misurazione dell'inquinamento acustico, tenendo conto delle peculiari caratteristiche del rumore emesso dalle infrastrutture del trasporto. Determinare i requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante o di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi. Determinare i criteri di misurazione del rumore emesso da imbarcazioni e aeromobili e delle relative discipline per il contenimento dell inquinamento acustico. Predisporre campagne di informazione del consumatore e di educazione scolastica. Coordinare e definire la normativa tecnica generale per il collaudo, l'omologazione, la certificazione e la verifica periodica dei prodotti, ai fini del contenimento e dell'abbattimento del rumore. Indicare i criteri di progettazione, esecuzione, e ristrutturazione delle costruzioni edilizie, di infrastrutture dei trasporti, ai fini della tutela dell'inquinamento acustico.
4 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 4 di 4 TABELLA 2: Principale normativa nazionale nel campo dell inquinamento acustico Riferimento Data pubblicazione Titolo del decreto L.Q. n. 447 del G.U n. 254 Legge quadro sull inquinamento acustico DM G.U n. 52 Applicazione del criterio differenziale agli impianti a ciclo produttivo continuo. DM G.U n. 267 Metodologia di misura del rumore aeroportuale. DPCM G.U n. 280 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. DPCM G.U n. 297 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici. DPR n. 496 del G.U n.20 Regolamento recante norme per la riduzione dell inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili. DM G.U n. 76 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico DPCM G.U n. 120 Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l esercizio dell attività di tecnico competente in acustica, ai sensi dell art. 3, comma 1, lettera b), e dell art. 2, commi 6, 7 e 8, della legge 26 ottobre 1995, n DPR n. 459 del G.U n. 2 Regolamento recante norme di esecuzione dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario. L. n. 426 del G.U n. 291 Nuovi interventi in campo ambientale (Solo l articolo 4 contiene alcune modifiche alla legge quadro n. 447/95). L. n. 448 del G.U n. Misura di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo (solo l articolo 60 modifica il testo dell articolo 10 della legge sull inquinamento acustico 447/95) DPCM G.U n. 153 Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi d intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi. DM G.U n. 225 Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggioper il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti, nonché criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico. DM G.U n. 289 Procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti. DPCM G.U n.291 Conferma del trasferimento programmato dei voli da Linate a Malpensa, a norma dell art. 6, comma 5, lella legge n. 349/86. DPR G.U n. 496 Regolamento recante modificazioni al DPR n. 496 del concernente il divieto di voli notturni. DM G.U n. 60 Ripartizione del traffico aereo sul sistema aeroportuale di Milano. DECRETO G.U n. 285 Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore. DPR n. 304 del G.U n. 172 Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell articolo 11 della legge 26 novembre 1995 n. 447.
5 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 5 di 5 I DUE DECRETI APPLICATIVI PIU IMPORTANTI Molte delle competenze della Tabella 1 hanno ormai trovato una loro specifica risposta nei decreti elencati in Tabella 2, ma sicuramente i due decreti con maggiori ripercussioni sugli enti pubblici e sul territorio sono due: 1. DPCM Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore 2. DM Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico Grazie a questi due decreti vengono fissati i limiti sull inquinamento acustico da rispettare in Italia e le modalità per eseguire i rilievi fonometrici. A causa dei numerosi riferimenti a grandezze da misurare o a particolari termini utilizzati nella successiva descrizione, è necessario anticipare una serie di definizioni contenute, tra l altro, nei vari decreti. Rumore residuo (rumore di fondo) Rumore ambientale Livello differenziale Sorgenti Sonore Fisse Sorgenti Sonore Mobili Il livello di rumore che si misura quando si esclude la specifica sorgente disturbante. Non deve contenere eventi atipici Il livello di rumore prodotto dall insieme di tutte le sorgenti di rumore compresa ovviamente quella disturbante Differenza tra i livelli dei rumori ambientale e residuo Gli impianti tecnici degli edifici e le altre installazioni unite agli immobili anche in via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; comprese le infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali ed agricole; i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti di movimentazione merci, i depositi dei mezzi di trasporto di persone e merci; le aree adibite ad attività sportive e ricreative. Tutte le sorgenti sonore escluse dalla definizione precedente I tempi di riferimento da considerare sono differenziati nel corso della giornata in due fasi. Periodo diurno Periodo notturno: Periodo della giornata compreso tra le ore 6:00 e le ore 22:00 Periodo della giornata compreso tra le ore 22:00 e le ore 06:00 del giorno dopo
6 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 6 di 6 I comuni devono eseguire la classificazione acustica del proprio territorio considerando in ogni zona i seguenti limiti: Valore riferito alle singole sorgenti fisse o mobili, è controllato Limite di emissione in corrispondenza degli spazi utilizzati da persone o comunità. Limite di immissione assoluto Valore riferito al rumore immesso nell ambiente esterno dall insieme di tutte le sorgenti. Deve essere verificato per il periodo di riferimento considerato. Limite d attenzione Limite di qualità Analogo al limite d immissione assoluto, ma valutato sul lungo periodo; il superamento di tale limite comporta l adozione di un Piano di Risanamento Acustico. Valore da perseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge 447/95. A seconda della situazione contingente del territorio (infatti la classificazione acustica deve essere coordinata con gli strumenti urbanistico già esistenti), considerando anche il possibile sviluppo del proprio territorio, il comune dovrà essere diviso in zone con le seguenti caratteristiche: TABELLA 3: definizione delle classi acustiche in cui viene diviso il territorio comunale CLASSE I - aree particolarmente protette: Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II - aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: Rientrano in questa classe le aree interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali. CLASSE III - aree di tipo misto: Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici. CLASSE IV - Aree di intensa attività umana: Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie. CLASSE V - Aree prevalentemente industriali: Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. CLASSE VI - Aree esclusivamente industriale: Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi.
7 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 7 di 7 I valori dei limiti da rispettare nelle varie classi sono i seguenti: TABELLA 4.1: valori limite di emissione Leq in db(a) Classe di destinazione d'uso del territorio Tempo di riferimento diurno (6:00-22:00) notturno (22:00-6:00) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree d'intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali TABELLA 4.2: valori limite di immissione - Leq in db(a) Classe di destinazione d'uso del territorio Tempo di riferimento diurno (6:00-22:00) notturno (22:00-6:00) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree d'intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali TABELLA 4.3: valori di attenzione - Leq in db(a) Classe di destinazione d'uso del territorio Tempo di riferimento diurno (6:00-22:00) notturno (22:00-6:00) 1 ora 16 ore 1 ora 8 ore I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree d'intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali TABELLA 4.4: valori di qualità - Leq in db(a) Classe di destinazione d'uso del territorio Tempo di riferimento diurno (6:00-22:00) notturno (22:00-6:00) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree d'intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali 70 70
8 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 8 di 8 Oltre ai limiti di zona riportati nella pagina precedente il DPCM 14/11/97 fissa anche un altro limite molto cautelativo nei confronti della popolazione all interno della propria abitazione, il limite di immissione (differenziale). Questo limite è uguale per tutte le classi. Fa eccezione la classe VI, nella quale non è applicabile, in quanto al suo interno non è prevista la presenza d abitazioni. Il limite differenziale impone che la differenza tra il rumore ambientale (rumore prodotto da tutte le sorgenti attive in una zona compresa la sorgente disturbante) e il rumore residuo (rumore prodotto da tutte le sorgenti attive in una zona ad esclusione della sorgente disturbante) non superi i 5 db(a) durante il periodo diurno e i 3 db(a) durante il periodo notturno. Poiché si tratta di un criterio molto restrittivo, l introduzione del limite è accompagnata da una clausola di esclusione: se il rumore ambientale misurato all interno di un edificio è inferiore ad una certa soglia, il limite non è applicabile ed ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile. La soglia d applicabilità varia in funzione del periodo di riferimento (notturno o diurno) e in funzione della apertura o meno delle finestre dell abitazione. Infatti se il rumore disturbante proviene dall esterno, il rumore ambientale misurabile all interno di un locale dipende dello stato d apertura o di chiusura dei serramenti esterni. La griglia delle soglie di applicabilità del limite differenziale è riportata nella Tabella 5. TABELLA 5: livelli minimi di rumore ambientale per l applicabilità del limite d immissione differenziale Periodo diurno (6:00-22:00) Periodo notturno (22:00-6:00) Finestre aperte 50 db(a) 40 db(a) Finestre chiuse 35 db(a) 25 db(a) Al fine d evitare eccessive restrizioni, il limite differenziale d immissione non può essere applicato alla rumorosità prodotta dalle seguenti sorgenti, la cui rumorosità è normata con altre disposizioni: infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; servizi ed impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso. I valori limite differenziali di immissione da rispettare sono così definiti nel periodo diurno (6:00-22:00): nel periodo notturno (22:00-6:00): 5 db(a) 3 db(a)
9 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 9 di 9 Non sempre i valori misurati sono confrontati direttamente coi limiti. La presenza di particolari caratteristiche del rumore emesso dalla sorgente disturbante comporta correzioni di questo tipo: Componenti impulsive (rumore ripetitivo e violento) Componenti tonali (energia sonora concentrata su almeno una frequenza) Componenti tonali a bassa frequenza (inferiore a 200 Hz) Durata del rumore per un tempo totale compreso tra 15 e 60 minuti (solo periodo diurno) Durata del rumore per un tempo totale compreso tra 0 e 15 minuti (solo periodo diurno) + 3 db(a) + 3 db(a) + 3 db(a) 3 db(a) 5 db(a) Nel decreto16/3/98 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico vengono descritte e fissate le modalità, le condizioni per una corretta rilevazione dei livelli sonori prodotti dalle sorgenti di rumore (sia fisse che mobili) presenti sul territorio, e in particolare: Gli strumenti e i sistemi di misura devono essere sempre tarati. Per questo motivo devono sempre essere controllati ogni due anni da laboratori accreditati (certificato di taratura) La strumentazione prima e dopo ogni ciclo di misura deve essere controllata con un calibratore di classe 1. Le due calibrazioni debbono differire di più di 0.5 db. Le modalità di misura all interno degli ambienti abitativi (all. B comma 5). In particolare è necessario sempre eseguire le misure sia a finestre aperte che chiuse per individuare quale la situazione più gravosa. Le modalità di misura all esterno degli edifici (all. B comma 6). Le condizioni atmosferiche/meteorologiche durante i rilievi affinché le misure siano valide (all. B comma 7). Come evidenziare una componente impulsiva nel rumore misurato (all. B comma 8 e 9). Il modo per evidenziare una componente tonale nel rumore misurato, anche a basse frequenze (all. B comma 10 e 11). La metodologia di misura del rumore ferroviario (all. C comma 1). La metodologia di misura del rumore stradale (all. C comma 2). Infine nell allegato D vengono elencate quali sono le informazioni minime da inserire nel rapporto sull intervento fonometrico in genere eseguito dal tecnico competente. GLI ALTRI DECRETI Dopo avere descritto in modo specifico i due decreti più importanti, vale la pena di citare e descrivere brevemente i principali decreti pubblicati nel corso di questi anni, trascurando quelli che non si riferiscono alle peculiari caratteristiche del territorio cremonese, come la non presenza di aeroporti importanti o di piste motoristiche di grosso impatto ambientale.
10 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 10 di 10 DM Applicazione del criterio differenziale agli impianti a ciclo continuo Questo breve decreto ha avuto implicazioni notevoli, sottraendo di fatto dal rispetto del criterio differenziale gli impianti a ciclo continuo esistenti al momento della sua pubblicazione. Per questi impianti gli unici limiti da rispettare sono quelli per l ambiente esterno: limiti di zona, in assenza di classificazione acustica; limiti di emissione, in presenza di classificazione. DPCM Determinazione dei requisiti acustici degli edifici Il decreto presenta diversi errori e inesattezze tecniche che ne hanno notevolmente ostacolato l applicazione. Disattenderne le prescrizioni potrebbe avere conseguenze spiacevoli per costruttori e per gli uffici comunali, qualora l acquirente di una nuova abitazioni decidessero di chiedere un risarcimento per acquistato una casa priva delle caratteristiche acustiche previste dal DPCM. DPCM Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l esercizio dell attività di tecnico competente in acustica, ai sensi dell art. 3, comma 1, lettera b), e dell art. 2, commi 6, 7 e 8, della legge 26 ottobre 1995, n. 447 Legge Quadro sull inquinamento acustico. Viene sancita di fatto l importanza della figura del tecnico competetene che assumerà, grazie anche alle Leggi Regionali, una centralità nel processo di controllo, verifica e bonifica delle sorgenti di rumore presenti sul territorio, ma anche nella stesura della documentazione prevista dai vari decreti. Ogni regione ha poi pubblicato sui propri bollettini ufficiali le modalità per avere il riconoscimento di questa qualifica. Semestralmente viene pubblicato sul B.U.R.L. l elenco aggiornato dei tecnici competenti in Lombardia. DPCM Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi d intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi *. É un decreto in cui il ruolo del tecnico competente assume un ruolo fondamentale visto che è lui che deve fornire il supporto tecnico al gestore del locale o dell esercizio per la realizzazione della documentazione prevista dal Decreto. La relazione prodotta deve essere a disposizione dell autorità competente, ma se anche dimostrasse il rispetto dei limiti contenuti nel DPCM stesso, non garantirebbe automaticamente il rispetto all esterno del locale dei limiti previsti per la popolazione. DECRETO Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore. È un documento che non può essere utilizzato appieno visto che non è ancora uscito il decreto più importante sui limiti delle infrastrutture stradali. Il concetto importante contenuto in esso, e da sottolineare, è che gli obblighi e gli oneri, derivanti dall attività di risanamento, spettano alle società e gli enti gestori delle infrastrutture dei trasporti (compresi comuni e provincia e regione). * La frase e nei pubblici esercizi è stata eliminata dall Art.7 della Legge n. 179 del 31/7/2002 Disposizioni in materia ambientale
11 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 11 di 11 SANZIONI E CONTROLLI In conclusione è importante sottolineare quali sono gli strumenti che la L.Q n. 447 mette in mano agli amministratori locali per imporre il rientro nei limiti consentiti ai soggetti che producono inquinamento acustico (ditte, discoteche, attività produttive e commerciali in genere). Situazioni eccezionali ed urgenti per la tutela della salute pubblica o dell ambiente (Art. 9) Chiunque non ottemperi al provvedimento legittimamente adottato dall autorità competente a cui si riferisce la situazione sopra riportata (Art. 10 comma 1). Chiunque, nell esercizio o nell impiego di una sorgente fissa o mobile di emissioni sonore, supera i valori di emissione o di immissione (Art. 10 comma 2) La violazione.. delle disposizione dettate in applicazione della presente legge dallo Stato, dalle regioni, dalle provincie e dai comuni è punita (Art. 10 comma 3) Il sindaco, il presidente della provincia, il presidente della giunta regionale, il prefetto, il Ministro dell ambiente nell ambito delle proprie competenze possono emettere Ordinanze contingibili ed urgenti Sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1032 a (fatto salvo quanto prescritto dall Art. 650 del Codice Penale) Sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 516 a Sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 258 a Si ricorda infine che il comune esercita funzioni amministrative relative sull osservanza delle prescrizioni attinenti il contenimento dell inquinamento acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse (Art. 14 comma 2 lettera b della L.Q. n. 447), mentre le amministrazioni provinciali, al fine di esercitare le funzioni di controllo e di vigilanza per l attuazione della presente legge in ambiti territoriali ricadenti nel territorio di più comuni ricompresi nella circoscrizione provinciale, utilizzano le strutture delle agenzie regionali dell ambiente (Art. 14 comma 1 della L.Q. n. 447).
12 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 12 di 12 IL CODICE CIVILE E IL CODICE PENALE Prima che fossero pubblicate le leggi sull inquinamento acustico, a partire dal DPCM 1/3/91, in Italia gli unici strumenti utilizzabili per la tutela della popolazione dall inquinamento acustico erano i regolamenti locali d igiene, l articolo 659 del codice penale e l art. 844 del codice civile. L entrata in vigore delle nuove leggi non ha però annullato i due articoli dei due codici che di fatto sono ancora in vigore e che anzi in questi anni sono ancora ampiamente utilizzati. Vediamo prima di tutto cosa riportano: Art. 844 del Codice Civile Immissioni. Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell applicare questa norma l autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un terminato uso Art. 659 del Codice Penale Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici è punito con l arresto fino a tre mesi o con l ammenda fino a lire Si applica l ammenda da lire a lire a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell autorità (T.U. di P.S. 66). Entrambi gli articoli mantengono comunque la loro peculiare caratteristica di applicabilità in situazioni in cui la legge quadro 447 avrebbe scarsa, se non nessuna, possibilità di ottenere un risultato a favore delle persone disturbate a fronte di un reale disagio: 1. Litigi tra vicinato, anche condomini, in cui il rumore è solo uno degli aspetti, legati principalmente alla maleducazione o all inciviltà di alcune persone che abitano vicino ad altre. E legato ad attività ludiche, hobbystiche o semplicemente di vita negli appartamenti, come l utilizzo di sciacquoni o condizionatori privati. 2. Disturbo della quiete pubblica, legato ad un comportamento non corretto ed estemporaneo di persone, soprattutto durante la notte, che avviene spesso in modo casuale ed in cui non è necessario eseguire rilevazioni visto che basta constatare il disturbo. Nel primo caso è ovvio che non potendo utilizzare il limite differenziale all interno delle abitazioni per questo tipo di problemi, a causa di quanto detto a pag. 10, non esiste altra possibilità che
13 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 13 di 13 l applicazione del limite di zona. Il problema è che esso vale solo negli spazi utilizzati da persone o comunità. La sua misurazione è da riferirsi inoltre a tutto il periodo diurno o notturno, a seconda di quando avviene il disturbo. Questo comporta una spalmatura dell evento sonoro disturbante su tutto il periodo con probabile non superamento dei limiti di emissione (vedi classificazione acustica). Per queste situazioni è quindi più vantaggioso, per i lamentanti, rifarsi all applicazione dell art. 844 del Codice Civile. E ovvio che esistono anche altre forme di confronto per ricomporre la situazione, ad esempio per mezzo della conciliazione del giudice di pace o utilizzando le assemblee condominiali, o altre ancora. In alcuni situazioni limite il caso 1 può però ricadere nel caso 2 e quindi vediamo che cosa comporta. Il caso 2 è da considerare quando il fenomeno acustico è talmente insopportabile o violento che l unico modo per riportare la situazione alla normalità è far effettuare da parte delle forze dell ordine un intervento deciso e veloce, che non richiede tra l altro l utilizzo di strumentazione di misura. Infatti la polizia, i carabinieri o i vigili urbani sulla base dell art. 659 del codice penale, una volta constatato il reale disturbo imporranno la sua immediata cessazione. In conclusione lasciando l utilizzo di questi due articoli solo ai casi citati, l applicazione della legge quadro e dei suoi decreti applicativi sembra essere effettivamente la via più veloce e incisiva per risolvere i problemi legati all inquinamento acustico. L uscita, infine, dell importante decreto sull infrastrutture stradali permetterebbe anche di avere a disposizione l ultimo strumento mancante per la verifica e il controllo delle sorgenti presenti sul territorio aventi un maggior impatto sulla popolazione.
14 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 14 di 14 ELENCO DELLA PRINCIPALE NORMATIVA VIGENTE IN MATERIA D INQUINAMENTO ACUSTICO (aggiornato 20/5/2003) Normativa statale DPCM 1 marzo 1991: Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno G.U. 8 marzo 1991 serie g. n. 57 DM 11 dicembre 1996: Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo G.U. 4 marzo 1997 serie g. n. 52 DM 31 ottobre 1997: Metodologia di misura del rumore aeroportuale G.U. 15 novembre 1997 serie g. n. 267 DPCM 14 novembre 1997: Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore G.U. 1 dicembre 1997 serie g. n. 280 DPCM 5 dicembre 1997: Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici G.U. 22 dicembre 1997 serie g. n. 297 DPR 11 dicembre 1997: Regolamento recante norme per la riduzione Dell inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili G.U. 26 gennaio 1998 serie g. n. 20 DM 16 marzo 1998: Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico G.U. 1 aprile 1998 serie g. n. 76 DPCM 31 marzo 1998: Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l esercizio dell attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell art.3 comma 1, lettera b), e dell art. 2 commi 6,7,8, della legge 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull inquinamento acustico G.U. 26 maggio 1998 serie g. n. 120 DPR 18 novembre 1998 n. 459: Regolamento recante norme di esecuzione dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario G.U. 4 gennaio 1999 serie g. n. 2 DPCM 16 aprile 1999 n. 215: Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi G.U. 2 luglio 1999 serie g. n. 153 Abroga il DPCM 18 settembre 1997 Determinazione dei requisiti delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante DM 20 maggio 1999: Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti nonché criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico G.U. 24 settembre 1999 serie g. n. 225
15 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 15 di 15 DPR 9 novembre 1999: Regolamento recante modificazioni al DPR 11 dicembre 1997 n. 496, concernente il divieto di voli notturni G.U. 17 dicembre 1999 serie g. n. 295 DM 3 dicembre 1999: Procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti G.U. 10 dicembre 1999 serie g. n. 289 DM 3 marzo 2000: Ripartizione del traffico G.U. 13 marzo 2000 serie g. n. 60 DM 29 novembre 2000: Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore G.U. 6 dicembre 2000 serie g. n. 285 DPR 3 aprile 2001 n. 304: Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell articolo 11 della Legge 26 novembre 1995, n. 447 G.U. 26 luglio 2001 serie g. n. 172 Normativa Regione Lombardia Legge Regionale 10 agosto 2001 n. 13: Norme in materia di inquinamento acustico B.U.R.L. 13 agosto 2001 n. 33, 1 Suppl. Ord. DGR 16 novembre 2001 n. 7/6906 : Criteri di redazione del piano di risanamento acustico delle imprese da presentarsi ai sensi della legge n. 447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico articolo 15, comma 2, e della legge regionale 10 agosto 2001, n. 13 Norme in materia di inquinamento acustico, articolo 10, comma 1 e comma 2 B.U.R.L. 10 dicembre 2001 n. 50, Serie ordinaria DGR 8 marzo 2002 n. 7/8313: Legge n. 447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e L.R. 10 agosto 2001 n. 13 Norme in materia di inquinamento acustico. Approvazione del documento Modalità e criteri di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico B.U.R.L. 18 marzo 2002 n. 12, Serie ordinaria DGR 12 luglio 2002 n. 7/9776: Legge n. 447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e l.r. 10 agosto 2001 n. 13 Norme in materia di inquinamento acustico. Approvazione del documento Criteri tecnici di dettaglio per la redazione della classificazione acustica del territorio comunale B.U.R.L. 15 luglio 2002 n. 29, Serie ordinaria DGR 13 dicembre 2002 n. 7/11582: Legge n. 447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e l.r. 10 agosto 2001 n. 13 Norme in materia di inquinamento acustico. Approvazione del documento Linee guida per la redazione della relazione biennale sullo stato acustico del comune B.U.R.L. 30 dicembre 2002 n. 53, Serie ordinaria
16 La Normativa Nazionale sull inquinamento acustico Pagina 16 di 16 LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull inquinamento acustico (G.U. 30 ottobre 1995, n. 254, S.O. Se. G.)

References: articolo 3
 art. 3
 art. 2
 articolo 11
 articolo 4
 articolo 60
 articolo 10
 art. 6
 articolo 11
 art. 3
 art. 2
 Art.7
 Art. 650
 articolo 659
 art. 844
 Art. 844
 Art. 659
 art. 844
 art. 659
 art.3
 art. 2
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 15
 articolo 10