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Timestamp: 2017-11-20 03:36:26+00:00

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Pubblicato da partecipazionedemocrazia
DIATRIBA ZUGLIANO-THIENE: LA NOSTRA POSIZIONE
In queste ultime settimane il Giornale di Vicenza ha più volte riferito sui rapporti tra i comuni di Thiene e Zugliano, usando termini quali “scontro”, “liti”, “diatriba”…
Noi consiglieri comunali di Zugliano del gruppo di Partecipazione e Democrazia prendiamo le distanze da queste baruffe. Questo clima non può che alimentare ulteriori conflittualità a danno finale dei cittadini.
Tanto più che, è bene ricordarlo, a non dialogare sono esponenti Pdl e Lega di Zugliano contro Lega e Pdl di Thiene. Due comuni confinanti, con possibili interessi comuni, dovrebbero cercare di confrontarsi in modo costruttivo, perché questo braccio di ferro corre il rischio di trasformarsi in cattiva amministrazione.
Noi siamo sempre stati contrari alla lottizzazione Rozzola. Sia perché danneggia i centri di Grumolo e Centrale facendoli gravitare verso Thiene; sia per l’enorme sacrificio di territorio che la realizzazione di questo piano comporterà. Il Sindaco Leonardi infatti dimentica di dire che, a suo tempo, per evitare la cava, erano stati concessi 80.000 mq di edificabile ma venivano preservati 140.000 mq di verde pubblico. Ora invece, grazie soprattutto al suo impegno, anche l’ area di verde pubblico è diventata edificabile, non certo per esigenze abitative dei cittadini di Zugliano…
Da parte nostra, abbiamo fatto tutto il possibile per contrastare o modificare questo progetto: oltre alla nostra ferma opposizione in Consiglio, abbiamo cercato sempre di informare la popolazione con periodici e volantini fino a promuovere anche una raccolta di firme. Abbiamo anche sollevato forti perplessità sull’inusuale procedura di approvazione del piano. Tutto inutile.
Alla luce degli ultimi accadimenti, e del giusto timore esternato dal Comune di Thiene per un considerevole aumento di traffico nella zona, ci chiediamo perché Thiene non sia intervenuta a tempo debito, quando è stato presentato il PATI, facendo fronte comune con noi. La Giunta e il Consiglio di Zugliano hanno il pieno diritto di decidere sul proprio territorio ma, se Thiene fosse intervenuta prima, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Infine vogliamo far notare che si è messa sul piatto della controversia la bretella stradale della futura circonvallazione est come se fosse merce di scambio o ricatto politico, una questione invece in buona parte indipendente dalla lottizzazione di via Lavarone.
A questo proposito, riteniamo che la bretella est sia un’opera importante ma che sia opportuno prima concludere la tangenziale ovest e verificarne l’efficienza.
Sulla bretella est ci vogliono scelte condivise tra le amministrazioni dei territori coinvolti. Non si può pensare a una sua realizzazione solo nel tratto di competenza di Zugliano.
Per questo auspichiamo e proponiamo che si torni a dialogare e a confrontarsi in modo costruttivo.
I Consiglieri del Gruppo “Partecipazione e Democrazia”
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CONSIDERAZIONI SULL’APPROVAZIONE DEL PIANO ROZZOLA
In merito all’approvazione del Piano Rozzola, al di là dei dubbi sulla procedura seguita, nella sostanza riteniamo di dover ancora una volta, con tristezza, fare alcune meste considerazioni.
Questa operazione parte alla fine degli anni ’90 e nasce come “male minore” per evitare una cava, la quale – ora è evidente, ma già da allora era molto più che un sospetto – serviva solo come grimaldello per “aprire” al cambio di destinazione dell’area per poter lottizzare.
Ora che siamo alle battute finali di questa amara vicenda, e amara non lo dico solo per la responsabilità di amministratore quale sono stato chiamato con il voto dei cittadini, ma anche per la mia personale esperienza per cui vivendo nei pressi di quell’area ho chiaro il vissuto passato e presente trascorso in quei campi. Alla fine di questa vicenda, quindi, sottolineiamo ancora una volta come la politica amministrativa di questi anni non abbia saputo preservare il territorio dall’ennesimo assalto.
Chi rappresenta la ditta Selene, i soci più o meno noti, alcuni molto facoltosi, non hanno certo avanzato questa proposta perché, di concerto con gli amministratori hanno a cuore la crescita del nostro paese. Ciò mi sembra evidente. Riteniamo che questa operazione andava contrastata in tutti i modi e non “sposata” totalmente allo scopo di fare cassa. Gli investimenti strutturali (scuole e altro) si dovrebbero fare, oculatamente si si decide di farli, intaccando al minimo il territorio già duramente provato e cementificato.
Consideriamo grave il fatto che Sindaco e Giunta e – è giusto ricordarlo – anche vari nostri concittadini, considerino quell’area periferica rispetto al nostro territorio comunale, quindi passibile di trasformazione, senza preoccuparsi di cosa succederà lì dal punto di vista della viabilità e della qualità della vita, tanto il problema sarà dei thienesi.
E’ grave che il Comune di Thiene si sia mosso con notevole ritardo per cercare di contrastare questa mega-lottizzazione che andrà d’un sol colpo a occupare più di 200.000 metri quadrati di territorio, per 1.134 abitanti previsti. E’ bene ricordare che l’allora sindaco Schnek è stato uno dei principali sponsor di questa operazione.
Mi chiedo anche come sia stato possibile che la Regione non abbia potuto/saputo/voluto intervenire, soprattutto quando – a suo tempo – si trattava di approvare il PATI. Me lo chiedo retoricamente perchè è abbastanza evidente che in gioco qui c’erano degli interessi enormi. Interessi di cavatori, di investitori finanziari, di immobiliaristi… Insomma interessi di gente che sa aprire tante porte.
Con tristezza ancora una volta la politica strizza l’occhio ai forti, e si dimostra debole con i forti che portano a casa con successo questa mega operazione.
Per concludere un ultima osservazione. Ritengo che con l’approvazione di questo Piano dimostriamo come siamo ancora incapaci di guardare al nostro territorio con una logica di lungo termine, pensando a cosa lasciamo in eredità ai nostri figli e nipoti.
Articolo pubblicato da “Il Giornale di Vicenza”……
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INTERVENTO SULL’ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO SUL CROCIFISSO
La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, come evidenziato anche nell’ordine del giorno di questa sera, sembra essere “provvisoria, non coercitiva, non definitiva”, e ha trovato unanimi le principali forze politiche nell’esprimere perplessità.
Nessuno mette in dubbio che la sentenza contenga delle riflessioni e delle motivazioni quanto meno dubbie e comunque criticabili. Anche noi, infatti, riteniamo che il crocifisso, come simbolo in sé, ma soprattutto per il messaggio che rappresenta, non possa assolutamente essere identificato come un elemento turbativo delle coscienze o lesivo della libertà personale. Esso fa parte della storia, della cultura e del costume del nostro Paese. Ma soprattutto è importante perché riassume in sé il messaggio evangelico. Un messaggio di accoglienza, perdono, giustizia, solidarietà, tolleranza e rispetto per ogni persona umana.
Principi di cui anche la nostra Costituzione è intrisa. Giusto, pertanto, che la comunità cattolica italiana non condivida questa pronuncia che tradisce e travisa questo messaggio. Giusto, in linea di massima, anche il ricorso che verrà presentato presso le opportune sedi dal Governo italiano.
Profondamente sbagliata, invece, è la volontà manifestata da alcuni partiti di utilizzare questa occasione per strumentalizzare politicamente la questione. E’ addirittura imbarazzante constatare che il tentativo di cavalcare il comprensibile turbamento sociale provocato dalla sentenza , accaparrando così simpatie e consensi, provenga proprio da quelle forze politiche che fanno dell’intolleranza, del rifiuto a priori del diverso e della banalizzazione di complessi problemi di integrazione sociale, i loro cavalli di battaglia, quanto meno nei loro slogan più incisivi e martellanti. Trasmettere continuamente un messaggio in palese contrasto con i più elementari insegnamenti della Chiesa, assecondando e stimolando paure e malcontenti popolari, e poi ergersi a paladini del Crocifisso, anzi a crociati, è inaccettabile.
Il Crocifisso non è un’ampolla d’acqua del Po’ e nemmeno una qualsiasi bandiera. Il Crocifisso è di tutti coloro che credono nei valori che esso rappresenta. Non può essere “tirato per la giacchetta” per interessi di campo.
Quest’ordine del giorno ci spinge comunque a compiere alcune considerazioni.
Don Primo Mazzolari, ancora negli anni ’50, insegnava ai propri parrocchiani scrivendo: “Protestiamo perché qualcuno ha mancato di riverenza alla statua del santo, che è di legno. Non protestiamo quando vengono profanate le immagini vive del Cristo, che sono i poveri”…
Parole profetiche. Assistiamo a una grande corsa di politici e partiti (in particolare la Lega) a difendere il valore del crocifisso “di legno” per poi, in modo contraddittorio, vedere profanati aspramente i crocifissi “di carne”, per usare le parole di don Mazzolari.
Si respingono barconi di disperati in fuga da guerre, dittature e fame in ottemperanza al decreto sicurezza, ma in contrasto con le norme internazionali sul diritto d’ asilo.
Nel Comune di Coccaglio in provincia di Brescia, i clandestini verranno probabilmente cacciati in nome del Natale. E’ stata proposta infatti l’operazione “White Christmas” per un bianco Natale senza irregolari. Fino al 25 dicembre, per disposizione comunale, i Vigili andranno casa per casa a controllare gli extracomunitari. “Iniziativa lodevole e da imitare” ha dichiarato il ministro Maroni l’altro ieri. “Un’idea assurda che va contro lo spirito del Natale che è di fatto di accoglienza e di condivisione” risponde il vescovo Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio dei migranti. La CEI risponde in modo ancora più netto: “E’ una proposta aberrante”.
L’amministrazione Leghista di San Martino all’Adige in provincia di Mantova, espone un manifesto dove si legge: “Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all’ufficio di polizia municipale o all’ufficio anagrafe”; questo è senso civico a senso unico: perché non vediamo analoghi inviti di sindaci e amministrazioni che si rivolgono ai cittadini invitandoli a denunciare chi inquina, a denunciare imprenditori e politici corrotti, a denunciare truffatori ed evasori fiscali, a denunciare chi assume e paga in nero, chi affitta case fatiscenti a prezzi esorbitanti, chi usa violenza dentro le mura domestiche, ecc. ecc.
Non possiamo inoltre tacere su quanto affermato dal ministro La Russa dai microfoni di Rai Uno. Rivolto a quanti vogliono togliere il crocifisso, ha esclamato per tre volte “Possono morire, possono morire, possono morire!” a cui è seguito l’applauso dei presenti alla trasmissione… Gli ha risposto don Renato Sacco, presidente di Pax Christi : ”È aberrante ascoltare frasi come le Sue… Sono l’espressione di una religione che non è la mia. O, forse, è proprio l’espressione di una religione che non c’entra con la fede in Gesù Cristo. Una religione civile. E la cosa mi sembra molto pericolosa”.
E’ in atto una autentica criminalizzazione dell’intera categoria degli stranieri: tutti equiparati indistintamente a dei delinquenti o a dei fondamentalisti, anche chi lavora regolarmente, versa puntualmente le tasse, accudisce i nostri anziani, compie i lavori più umili che noi rifiutiamo di svolgere, è amico dei nostri figli perché è cresciuto in Italia e ha frequentato la loro stessa classe, riconosce Cristo come uno dei più grandi profeti del Corano e non avrebbe timore di festeggiarne la nascita a Natale.
Manifestare, per chi crede, la propria fede non significa ostentarla ma viverla e questo dovrebbe essere ancor più valido per chi è impegnato in politica. Troppe volte si vedono atteggiamenti e prese di posizione pubbliche, seguiti purtroppo da comportamenti privati contrari a quanto appena affermato.
“Dovremmo ricordacelo tutti noi, “cristiani ad orologeria” – scrivono due parroci sulla Voce dei Berici – “Per essere credibili nella difesa del crocifisso, dovremmo rispettarne con coerenza il messaggio. Nella sua interezza. Anche quando è scomodo, controcorrente. Su quella croce, ancora oggi sono inchiodati tanti “poveri Cristi”, ai margini della società. Abbiamo tolto loro diritti e dignità, respingendoli o sfruttandoli, dalle nostre terre o case. Non c’è nulla di più ipocrita, tanto meno di cristiano, che strumentalizzare la croce, per affermare un’identità, in opposizione ad altre”.
Condividiamo appieno queste parole.
La nostra posizione è chiara: sì alla legalità e al rispetto delle leggi da parte di tutti, cittadini e stranieri. No a discriminazioni, strumentalizzazioni e facili populismi. Siamo pertanto contrari a qualsiasi iniziativa di natura partitica, diretta o indiretta.
La diocesi di Padova, nel comunicato dei giorni scorsi, aspramente criticato dai vertici padovani della Lega Nord, diceva: “La sentenza ha scatenato una ridda di commenti, di prese di posizione e talora anche di gesti pubblici simbolici contro la decisione della Corte di Strasburgo. Alcuni atti plateali non sono però condivisibili dalla comunità cristiana: il crocifisso non va strumentalizzato, né può essere usato in alcuna battaglia; né contro alcuna persona. La storia lo ha insegnato”.
Noi condividiamo queste affermazioni per cui l’atteggiamento che vedremmo più opportuno sarebbe quello di fare silenzio.
Ciò nonostante intendiamo proporre un’ integrazione all’Ordine del Giorno. Proponiamo che accanto alle motivazioni storiche e culturali che il Crocifisso rappresenta, venga affermato il messaggio che esso porta di giustizia, solidarietà, tolleranza e rispetto fra diverse culture e religioni.
di inserire, fra le considerazioni che vengono fatte, dopo “.. per la maggioranza delle nostre genti” le parole: – “il Crocifisso porta in sé un messaggio di accoglienza, giustizia, solidarietà, tolleranza e rispetto per ogni persona e la sua presenza nelle aule scolastiche simboleggia la fratellanza e l’ integrazione fra gli alunni di diversa origine, cultura e religione”;
di togliere “ preoccupato che avanti di questo passo …” e sostituire con – “convinto che il Crocifisso esposto nelle aule scolastiche non sia causa di divisioni ma di fratellanza ed integrazione fra gli alunni”;
sostituire il punto n. 1 con – “ A non accogliere eventuali richieste di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche e metterlo in quelle eventualmente sprovviste”.
In caso contrario non intendiamo partecipare al voto.
Il “Piano casa” è esattamente l’antitesi della Pianificazione del territorio. Viene autorizzata una costruzione massiccia sul territorio, non in funzione delle reali esigenze abitative delle comunità, ma allo scopo di rilanciare l’economia in un momento di crisi. Si sospende di fatto l’applicazione di tutte le regole e dei limiti fino ad ora imposti dalla legge e dagli strumenti urbanistici a tutela e salvaguardia del territorio e dei diritti degli altri cittadini. E’ come se, per curare una malattia improvvisa, il medico autorizzasse l’ammalato ad assumere qualsiasi medicina, farmaco o sostanza, senza curarsi minimamente delle controindicazioni e delle conseguenze negative e deleterie permanenti anche se facilmente prevedibili.
Tutta la produzione pianificatoria dei vari PAT e PATI di recentissima istituzione, con le varie direttrici preferenziali di sviluppo individuate dalle famose “freccette”, gli accordi con i privati dell’ art. 6 della legge, i Piani di interventi sui quali le amministrazioni si sono buttate consumando energia e soldi dei cittadini, vengono d’un tratto svuotati di valore. Sul territorio vengono scaricate le vere o presunte esigenze dell’attuale congiuntura economico-sociale, senza curarsi delle conseguenze.
Il legislatore cerca ora di contenere gli effetti di un provvedimento di tale portata limitandone l’applicazione ad un biennio, e demandando al buon senso e alla responsabilità delle amministrazioni locali la scelta e l’imposizione di “ulteriori limiti”. Il legislatore, cioè, dopo aver previsto la costruzione in deroga nella sua massima potenzialità, scarica sui Comuni la facoltà di ridurre e limitare nei loro territori le condizioni stabilite dalla legge. In buona sostanza: se il territorio e l’ambiente risulterà compromesso, la colpa sarà tutta del Comune che aveva la possibilità di salvaguardarlo modificando la legge e non l’ha fatto!
Questa, in buona sostanza, è la situazione. La scelta è demandata al Comune. Auspichiamo, quindi, che questa amministrazione nel deliberare in merito, consideri esclusivamente le reali esigenze abitative e di esercizio delle attività produttive dei propri amministrati.
La nostra proposta……..
LA CUBATURA DEL CERCHIO
Ci troviamo in un momento in cui la crisi mondiale ci invita a riflettere: qualcuno sostiene che basterebbe ricominciare a consumare di più, per produrre di più e per tornare a guadagnare di più. Ma l’apparente aumento della ricchezza nell’era industriale si è basata sull’utilizzo di carburanti terrestri (petrolio, carbon fossile, suolo, ecc.) in notevole conflitto con il Sistema Ambiente. Talmente in conflitto che si è generato un’enorme surplus di beni durevoli rispetto alle risorse, facendo entrare l’Italia, al 21 settembre 2009, in riserva energetica: abbiamo già consumato quest’anno più di quanto il nostro Sistema Ambiente possa sostenere. La produzione di una certa quantità di beni è indispensabile nello sviluppo umano, ma il surplus altro non è che lo spreco di risorse energetiche e ambientali in capitale.
Per valore economico e impegno di suolo la casa è il più ingombrante dei beni durevoli. L’Italia detiene il record delle case sfitte in Europa: al nord si tratta del 19 % sul totale degli appartamenti contro una media europea dell’11,8% (dati di Cecodhas del 2005). Vado a controllare nel mio paese: solo in via don G.Zonta, sulle due palazzine prospicienti, su 30 appartamenti venduti 15 sono vuoti. Quante altre situazioni simili a Grumolo, Centrale e Zugliano?
Altri dati: secondo le analisi di Nomisma, circa il 60% del numero totale di case compravendute nel primo semestre 2009 è stato acquistato in contanti, mentre il numero dell’erogazione dei mutui da parte delle banche ha subito un forte rallentamento a causa della crisi.
Questo significa che ad acquistare casa oggi è soprattutto chi sposta gli investimenti finanziari nel mattone (anche investimenti finanziari illegali perché legati all’evasione fiscale che rientreranno con lo scudo). Saranno soprattutto seconde,terze,quarte case.
Ora veniamo al dunque: cosa ha spinto questa Amministrazione a incrementare la vendita di terreno edificabile dagli 80.000 mq iniziali agli attuali 205.000 mq? E’ solo per soddisfare la necessità di casa degli abitanti di Zugliano?
Difficile pensarlo, dato che la popolazione di Zugliano è aumentata di circa 1.000 persone in 20 anni, mentre in 205.000 mq possono essere costruite case per almeno altri 1.000 abitanti. Sommando poi sia gli appartamenti sfitti sia gli ampliamenti concessi dall’ultimo piano regolatore, avremo un surplus abitativo per i prossimi 20-30 anni. E poi non si parla mai di edilizia popolare.
Forse la risposta è molto più semplice e ” italiana”: mancando l’ICI e venendo meno i trasferimenti dallo stato centrale, gli oneri di urbanizzazione saranno indispensabili per coprire il disavanzo di bilancio. Ma di questo passo non ne usciremo più. Quel poco di buono che doveva insegnarci questa crisi (il ridimensionamento dello stile di vita per uno sfruttamento sostenibile delle risorse) verrà così vanificato.
La città come cerchio era per i greci simbolo di stabilità, armonia e condivisione; la Domus Aurea, grande struttura circolare , nelle intenzioni dell’imperatore, doveva rappresentare Roma stessa e il mondo intero. Certo di anni ne sono passati, lo sviluppo economico ha portato benessere anche se in maniera diseguale, ma in quanto a stabilità, armonia e condivisione…
Davide Manzardo
III° CONSIGLIO COMUNALE
Lo scorso 30 settembre abbiamo avuto il 3° Consiglio Comunale. All’ordine del giorno c’erano ben 13 punti.
I primi quattro punti discussi (tre interrogazioni e una mozione) sono stati presentati dal nostro gruppo e riguardavano rispettivamente:
2– Interrogazioni relative ai dissesti idrogeologici di Via Montecucco e di via Grumalto. Queste interrogazioni le abbiamo presentate qualche giorno prima dei tristi fatti di cronaca accaduti a Messina. In Via Montecucco dove esiste un problema di dissesto già da tempo, la giunta ha risposto che sono stati appena stanziati 110.000 euro per i lavori di assestamento (il primo stralcio); mentre per quanto riguarda il dissesto di Via Grumalto non si interviene ancora in quanto si spera in un finanziamento della Provincia; il sindaco ha detto che una delle difficoltà è che la strada interessata non risulta nelle mappe comunali. Ci è stato detto che comunque la perizia effettuata non evidenzia pericolosità, salvo che non piova copiosamente (!).
3– La terza interrogazione riguardava il trattamento dell’eternit negli edifici sul territorio comunale. In sostanza si chiedeva alla giunta se non ritenesse opportuno favorire/incentivare i cittadini che devono smaltire piccole quantità di eternit, magari favorendo un’uscita unica della ditta specializzata nella raccolta (oltrechè informare della pericolosità di tale materiale). Abbiamo fatto presente che forme analoghe di incentivazione sono state proposte per es. nel comune di Piovene (in questi giorni abbiamo appreso che anche il comune di Lugo ha deciso un’iniziativa in tal senso…). L’assessore Zavagnin ha risposto che esistono degli obblighi e delle procedure stabilite dalla legge, che il comune passa tutte le informazioni a chi deve smaltire ma non si ritiene di incentivare la raccolta dei privati da parte del comune.
4- La mozione riguardava la proposta che abbiamo fatto alla giunta di prevedere una difesa antigrandine in modo da tentare di prevenire in futuro i copiosi danni che si sono verificati a Zugliano dopo soprattutto la tempestata di agosto. Abbiamo presentato la proposta sperimentale che alcuni comuni della zona (ma anche di molte altre aree del nord italia) stanno attuando: l’installazione di rampe/cannoni ad onda d’urto che di fatto “neutralizzano” la grandine. Con una variazione temporale (noi chiedevamo entro un anno) rispetto alla proposta originaria la maggioranza ha accettato la nostra proposta che è stata votata all’unanimità. Si tratterà nelle prossime stagioni di valutare l’efficacia di queste rampe, visto che sono previsti in aumento fenomeni meteo di questo tipo.
6- E’ stata poi presentata la “VARIAZIONE DI BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO 2009”. C’era cioè bisogno di rimpinguare le casse comunali in quanto con le spese previste non si riusciva ad arrivare a fine anno. Le voci più importanti riguardano le maggiori spese per
ILLUMINAZIONE PUBBLICA (+20.000 EURO)
SMALTIMENTO RIFIUTI (+10.000 EURO)
MANUTENZIONE STRAORDINARIE (+20.000)
e minori entrate rispetto alle previsioni:
MINORI CONTRIBURI DALLO STATO (- 70.000 EURO)
MENO SANZIONI AMMINISTRATIVE (MULTE e VIOLAZIONI AMMIN.) (-14.000 E.)
7– Si è passati poi alla “RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI”
Cioè un elenco delle opere pubbliche fin qui effettuate e di opere che sono già in programma. Sulle opere già realizzate c’è già stata ampia risonanza pre-elettorale. Per quanto riguarda le nuove opere sono previste:
Percorso ciclo-pedonale “Le Fontane” (a Zugliano, per raggiungere Villa Giusti)
Miglioramento impianti sportivi. Sistemazione esterna (4° stralcio)
Asfaltature strade comunali
Impianto termico scuole medie (termosifoni)
Ripristino dissesti franosi (Via Montecucco)
8– E’ stata approvata (all’unanimità, anche con il nostro voto favorevole) la convenzione per il servizio di PROTEZIONE CIVILE tra i comuni di Fara e Zugliano. Si uniranno energie, personale e mezzi. La nuova sede sarà ”Casa Crestani”, a fianco del Municipio di Zugliano. Coloro che sono interessati potranno iscriversi (18 anni e buona salute) presso gli uffici comunali (chiedere di Mariano Dal Zotto).
9– Sono state approvate all’unanimità tre varianti al Piano Regolatore che riguardavano l’ampliamento parziale di tre ditte di Zugliano.
10-Infine si doveva approvare il Collaudo effettuato da un tecnico incaricato di Sarcedo relativo ai lavori eseguiti per la realizzazione di un PERCORSO PEDONALE a San Biagio.
Eravamo andati a vedere questi lavori e non ci sembravano assolutamente rispondenti al progetto (che prevedeva 10 cm. di stabilizzato e delle caditoie per l’acqua piovana. Noi abbiamo trovato 4 caditoie completamente ostruite di materiale e nessuna traccia dello stabilizzato…). Abbiamo dichiarato che era nostra intenzione dare voto contrario. Abbiamo anche mostrato le foto effettuate sul posto. A questo punto la maggioranza, ragionevolmente, ha ritenuto opportuno proporre di ritirare il punto all’ordine del giorno. Seguiremo la vicenda per capire come andrà a finire.
Per il gruppo di minoranza
Costruire Cittadinanza
IoDemocratico
Z.O.E.S.
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