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Timestamp: 2019-05-26 05:03:50+00:00

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Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2004
Iva e finanziaria 2005
Il testo del disegno di legge della manovra finanziaria per l'anno 2005, nella versione approvata dal Senato in data 16 dicembre, presenta alcune conferme o differenze di rilievo in ambito Iva rispetto al documento licenziato dalla Camera in data 17 novembre. Tra queste spiccano, per stretta connessione con la realtà degli enti locali, una disposizione relativa alle prestazioni sociali, assistenziali ed educative rese dalle cooperative ed una riguardante, tra gli altri i gestori di acquedotti e del servizio di smaltimento rifiuti.
Aspetti fiscali del road pricing
La prassi esistente non è idonea a definire in termini compiuti ed accettabili il trattamento ai fini Iva delle somme riscosse dai comuni che hanno avviato o hanno intenzione di avviare progetti di regolamentazione dell’accesso dei veicoli nelle zone a traffico limitato tramite imposizione del pagamento di un pedaggio. La questione rimane ancora aperta ad ogni possibile soluzione, che dovrà essere analizzata caso per caso e, comunque, avendo riguardo non solo alla normativa nazionale, ma anche alla sentenza della Corte di Giustizia UE in data 12 settembre 2000 nella causa C-358/97.
La prassi ed il “road pricing”: problema irrisolto
L’imposizione di un pedaggio per l’accesso al centro urbano, vale a dire di un quantum definibile come un corrispettivo, impone alcune riflessioni in ordine alla eventuale applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, applicazione che, a seconda delle circostanze concrete, potrebbe rivelarsi anche conveniente. Occorre perciò capire se l’eventuale adozione di un Piano Urbano del Traffico che preveda una simile misura possa, in linea di principio, rappresentare lo svolgimento di un’attività rilevante ai fini Iva, tenuto altresì conto dei presupposti indicati rispettivamente agli articoli 3 e 4 del D.P.R. 633/72 nonché, soprattutto, del contenuto del quinto comma dell’articolo 4 della sesta direttiva.
Energia ad aliquota agevolata
Le erogazioni previste nei contratti di servizio energia possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 10% anche qualora la fornitura avvenga all’interno di locali privi di specifici contatori per la misurazione dei consumi relativi all’uso domestico, purché risulti comunque soddisfatta l’esigenza di distinguere in maniera oggettiva i diversi impieghi. Lo stabilisce la risoluzione 150/E in data 15 dicembre 2004. L'esame della prassi precedente.
I servizi sotto costo
La sesta direttiva non contiene alcuna disposizione che subordini la qualificazione di una operazione economica come negozio a titolo oneroso alla circostanza che la stessa venga posta sul mercato ad un prezzo superiore o inferiore al suo costo. Con questa conclusione nella causa C-412/03 l’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia risolve una questione che presenta punti di contatto con il tema della soggettività passiva degli enti locali rispetto alle attività svolte dietro previsione di corrispettivi minimi.
Le scelte per il 2005
Lo svolgimento di attività esenti ex articolo 10 del D.P.R. 633/72 e di attività commerciali in genere obbliga l’ente locale ad effettuare calcoli di convenienza economica ponendo a confronto i risultati ottenibili, sotto il profilo fiscale, dall’eventuale esercizio delle opzioni consentite dalla normativa vigente ai fini Iva ed Irap.
Soggetti obbligati e calcolo dell’acconto Iva
Lunedì 27 dicembre giungono a conclusione gli appuntamenti fiscali per il 2004 con il pagamento dell’acconto d’imposta relativo all’ultimo periodo dell’anno, così come disposto dall’articolo 6, commi da 2 a 5 quater, della legge 29 dicembre 1990 n. 405, la quale, a decorrere dall’ormai lontano 1991, ha introdotto l’obbligo generalizzato di anticipare all’erario un importo variabile a seconda del metodo scelto tra quelli alternativi consentiti.
Deducibilità Irap delle spese per disabili
Gli enti che hanno optato per il calcolo dell’Irap sulle attività commerciali in base allo stesso metodo previsto per gli imprenditori possono portare in deduzione, con riferimento ai costi sostenuti per il personale disabile, sia le spese inerenti i soggetti individuati dall’articolo 1 della legge n. 68 del 1999, sia quelle relative a coloro che, al momento dell’assunzione, effettuata prima dell’entrata in vigore del predetto provvedimento, erano in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge n. 82 del 1968. Lo prevede la risoluzione 142/E in data 26 novembre 2004.
Case di riposo: le condizioni per essere ONLUS
Le case di riposo possono essere ricondotte nella categoria delle ONLUS a condizione che vengano soddisfatti i criteri individuati nella circolare 48/2004 e riguardanti, nella sostanza, l’entità del corrispettivo pagato direttamente dall’assistito. Tale qualifica presenta aspetti di rilievo anche nel settore Iva, laddove si consideri che gli enti gestori possono rendere anche alcuni servizi non rientranti nel numero 21 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, ma nel successivo numero 27-ter, peraltro recentemente interessato da una pronuncia che ne ha riconosciuto l’applicabilità anche al caso degli appalti e delle convenzioni in genere.
Rettifica impossibile se l’ente era pubblica autorità
Un ente di diritto pubblico che acquista un bene d’investimento destinandolo all’esercizio di attività escluse da tassazione, perché rese nella veste di pubblica autorità, e, successivamente, ne muta l’impiego al fine di realizzare, tramite esso, operazioni soggette ed imponibili, non ha diritto a rettificare l’imposta pagata in relazione a tale spesa in quanto, all’atto del suo sostenimento, non aveva agito in qualità di soggetto passivo. Lo sostiene l'Avvocato Generale Jacobs nelle conclusioni presentate il 18 novembre scorso nella causa C 378/02.
Consorzi comunali: parcheggi con Iva/2
Il dettaglio della risoluzione 134/2004 ed il commento alle relative affermazioni e conclusioni. Le possibili ragioni che hanno indotto un consorzio tra enti locali a formulare un'istanza di interpello che, solo in apparenza, si presenta destinata ad un esito negativo assolutamente scontato. La pronuncia sembra peraltro disconoscere, anche se solo incidentalmente, la tesi del mantenimento della soggettività passiva dell’ente affidante attraverso la previsione di una forma di compartecipazione agli introiti derivanti dalla gestione.
Consorzi comunali: parcheggi con Iva/1
I proventi incassati da un consorzio costituito tra enti locali allo scopo di gestire, tra le altre cose, le aree di parcheggio insistenti sul territorio di uno dei comuni partecipanti, devono essere regolarmente assoggettati ad imposta sul valore aggiunto, essendo pienamente sussistenti sia il presupposto soggettivo ex articolo 4 del D.P.R. 633/72 che quello oggettivo previsto dall’articolo 3 del medesimo decreto. Ad affermarlo è l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 134/E in data 15 novembre 2004 emessa in risposta ad una istanza di interpello.
Assistenza esente: come eliminare le irregolarità
Il cambio di rotta dell’Agenzia sul tema delle prestazioni assistenziali rese ai comuni sulla base di contratti di appalto o di convenzioni genera inevitabili perplessità sulle conseguenze fiscali derivanti dagli errati addebiti di imposta, e ciò sia per i soggetti che hanno reso i servizi che per quelli che li hanno commissionati. Nel silenzio della circolare 43/2004 si forniscono alcuni chiarimenti utili ad eliminare le irregolarità compiute da entrambe le parti. Gli effetti della pronuncia anche sulle cooperative ex numero 41-bis) della Tabella A destinatarie dell’aliquota ridotta.
Prestazioni assistenziali: esente anche l’appalto
L’Agenzia delle Entrate ha rivisto il proprio orientamento sull’ambito applicativo della disposizione enunciata al numero 27-ter dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72 e, avvalorando le perplessità più volte avanzate dalle pagine di questo sito a commento di alcune recenti risoluzioni, ha ammesso che il regime di esenzione possa estendersi alle prestazioni ivi indicate anche qualora effettuate in esecuzione di contratti di appalto, convenzioni o contratti in genere stipulati con soggetti terzi.
Detrazione possibile anche se cessa l’attività
Le conclusioni depositate dall’Avvocato Generale Jacobs nella causa C 32/03 potrebbero risultare decisive, ovviamente qualora condivise dai giudici della Corte di Giustizia, nell’ambito della contrastata questione degli affidamenti dei servizi pubblici locali e, più precisamente, della detrazione dell’imposta sulle spese rimaste a carico degli enti concedenti anche dopo il passaggio della gestione.
Affidamenti: la detrazione sulle spese già sostenute
I limiti o le incertezze delle teorie che tentano di giustificare il mantenimento in capo al comune dello status di soggetto passivo Iva allo scopo di sottoporre a tassazione il canone concessorio concordato - rese insidiose dalla difficile valutazione del carattere, autoritativo o meno, dell’attività svolta dall'ente - inducono piuttosto ad adottare comportamenti maggiormente consoni con le statuizioni della sentenza della Corte UE nel procedimento C-137/02. Tale pronuncia permette anche di proporre alcuni suggerimenti utili al fine di sbloccare situazioni di stallo causate dalla reiterata, ma non condivisa, richiesta di emettere fattura con applicazione dell'imposta.
Detrazione e gestioni affidate: soluzione UE
Ancora una volta i principi generali dell’imposta sul valore aggiunto trovano spazio ed evidenza all’interno dei lavori degli organi di giustizia sovranazionali e, nell'occasione, nell'ambito delle conclusioni depositate dall’Avvocato Generale Jacobs nella causa C 32/03. Il parere appare destinato, in caso di accoglimento, a chiudere definitivamente ogni discussione sulla tormentata questione degli effetti dell’affidamento dei servizi pubblici locali sul diritto alla detrazione. Il punto della situazione, con l'esame delle teorie soggettiviste e di quelle, più sicure, ricavabili dal materiale giurisprudenziale comunitario.
Agevolazioni Iva: conta la registrazione
L'obbligazione tributaria nascente dalle norme del D.P.R. 633/72 è una fattispecie a formazione progressiva e può dirsi conclusa solo con la registrazione della fattura da parte del cedente o prestatore, poiché è con essa che si fissano definitivamente, verso l'amministrazione finanziaria creditrice dell'imposta, tutti gli elementi, del rapporto giuridico tributario. Il principio è contenuto nella sentenza della Corte di Cassazione n. 05075/2003 depositata in data 12 marzo 2004 e merita di essere segnalato perché nel caso esaminato coinvolge anche uno degli aspetti fondamentali del tributo, ossia la detrazione.
Agevolato lo spurgo dei pozzi
L’attività di spurgo dei pozzi neri può beneficiare dell'aliquota ridotta al 10%, ma solo a condizione che venga venga resa con le particolari modalità individuate nella risoluzione n. 130 del 20 ottobre 2004. La pronuncia suscita un certo interesse non soltanto perché può riguardare i comuni che ancora gestiscono direttamente il sevizio di igiene urbana, ma anche perché il parere espresso dall’Agenzia delle Entrate sembra puntualizzare una precedente presa di posizione dell’ex Ministero delle Finanze.
La locazione di posti barca
La nozione di “locazione ed affitto di immobili” di cui all’articolo 13, parte B, lettera b) della sesta direttiva comprende tanto la locazione, come posto barca, di una determinata area circoscritta in un bacino portuale, quanto quella di uno spazio delimitato per il rimessaggio a terra, ma, in entrambi i casi, i corrispettivi percepiti da un soggetto passivo non sfuggono all’imposizione a causa della deroga prevista dal numero 2 della stessa lettera, ai sensi della quale la locazione delle aree destinate a parcheggio di veicoli viene esclusa dall’esonero.
Dichiarazione Iva: la rettifica della detrazione
Si avvicina l’appuntamento con la trasmissione telematica del modello Unico 2004 e, come ogni anno di questi tempi, si pone il problema di effettuare un ultimo controllo dei relativi dati. Poiché uno degli aspetti più controversi dell’applicazione dell’Iva negli enti locali riguarda il passaggio a soggetti terzi della gestione dei servizi aventi natura commerciale e sono molti i comuni che, nel corso del 2003, hanno posto in essere operazioni di tal genere, è possibile ipotizzare due soluzioni alternative: quella più drastica, ossia ignorare del tutto il criticabile orientamento espresso nella risoluzione 339/2002 (ma con il rischio di sanzioni) ovvero quella “cautelare”, che prevede, invece, la trasmissione di un modello che recepisce gli effetti del pronunciamento, ma con continuo monitoraggio dell’evoluzione della questione ed eventuale proposizione di una dichiarazione integrativa entro il termine massimo ammesso.
La tenuta dei registri Iva
Le modalità di tenuta dei registri previsti dagli articoli 23, 24 e 25 del D.P.R. 633/72 alla luce delle semplificazioni introdotte circa tre anni fa dalla cosiddetta legge dei “cento giorni” e delle interpretazioni che, nel frattempo, sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate. I dubbi attengono, sostanzialmente, due aspetti: il criterio da seguire per la numerazione delle pagine e la possibilità di adottare, tenuto anche conto della eliminazione dell’obbligo della bollatura iniziale, sistemi di elaborazione estremamente semplificati che prevedano l’impiego di programmi di uso comune, quali, ad esempio, Microsoft Excel.
Finanziaria 2005: novità e conferme
Il testo del disegno di legge della manovra finanziaria per l’anno 2005, nella versione approvata il 29 settembre e trasmessa alla Camera per l'esame, contiene, come di consueto, una combinazione di novità e di proroghe, anche in materia di imposta sul valore aggiunto che, avendo portata generale, possono riguardare anche gli enti locali.
Rifiuti: la Cassazione fa chiarezza
La sentenza 18412/2004 della Cassazione si sofferma sul carattere dell’attività svolta dai Comuni in caso di gestione diretta del servizio e pone le basi per una revisione dell’attuale orientamento sul trattamento fiscale della cosiddetta tariffa Ronchi, da sempre discussa per via dell’impatto che si avrebbe sull’utenza qualora si ritenesse corretto applicare l’imposta sul valore aggiunto.
Imponibile lo smaltimento rifiuti delle aziende in moratoria
Il principio della moratoria fiscale di cui al D.L. 331/1993 non si applica, quanto al settore dell'imposta sul valore aggiunto, nei confronti delle prestazioni di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani effettuate dalle aziende speciali e dalle società per azioni istituite ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142 sulle autonomie locali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza 18412/2004 con la quale è stato negato il diritto al rimborso delle somme versate all’erario in via cautelare.
Crediti infrannuali: approvato il modello unico
L'entrata in vigore del decreto di approvazione del modello per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale porta a completa definizione la revisione dell’istituto avviata con il D.P.R. 16 aprile 2003 n. 126, determinando il superamento della attuale procedura basata sulla presentazione di una domanda in forma libera. Le istruzioni al modello parrebbero inoltre consentire alcune considerazioni in merito a questioni aperte o dibattute che attengono, principalmente, il caso degli acquisti di beni ammortizzabili.
Omessa dichiarazione: rimborso possibile
La mancata presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa ad un periodo di imposta in cui il soggetto passivo ha maturato un’eccedenza rimborsabile non determina la perdita del credito, ma comporta l’obbligo di attivarsi attraverso un’istanza che deve pervenire all’amministrazione finanziaria entro il ristretto termine biennale previsto in via residuale ed a pena di decadenza dall’articolo 21 del D.Lgs. 546/96 in materia di contenzioso tributario. Lo stabilisce la Suprema Corte nella sentenza n. 16477/2004 depositata il 20 agosto scorso.
Profili fiscali dei “gemellaggi”
I "gemellaggi" con altri comuni europei rappresentano una delle iniziative promozionali più diffuse. Poiché l'evento prevede spesso la partecipazione di cittadini che si fanno carico delle spese necessarie per l’organizzazione del viaggio, l'ente deve valutare gli aspetti fiscali che, a certe condizioni, risultano connessi all’attività svolta. Ciò vale non solo per la verifica del presupposto soggettivo, ma anche per la gestione del tributo, tenuto conto che il regime speciale previsto dall’articolo 74 ter ha un campo di applicazione più ampio rispetto alle sole agenzie di viaggio, al punto da includervi qualunque soggetto – pubblico o privato - che organizzi giri turistici.
La scadenza delle fatture passive
Le fatture passive pervenute all’ente in relazione ad acquisti di beni e servizi impiegati nelle attività commerciali e non ancora transitate dalla contabilità Iva per errore, dimenticanza o temporaneo smarrimento, possono essere tranquillamente registrate dagli enti locali – e la relativa imposta portata in detrazione – nonostante nel frattempo ne sia intervenuto il pagamento, purché ciò avvenga entro il termine massimo stabilito dall’articolo 19 del D.P.R. 633/72 e, dunque, anche a distanza di parecchi anni dal momento di ricevimento del documento.
La dichiarazione definitiva “fissa” il rimborso
L’amministrazione finanziaria non può negare il rimborso spettante al contribuente in base alle dichiarazioni annuali Iva regolarmente presentate se, entro il termine di decadenza previsto dalla legge per far valere il proprio potere di accertamento, non provvede a rettificare gli importi ivi indicati.Il principio è espresso nella recente sentenza della Corte di Cassazione n. 15529 del 7 aprile 2004, depositata in data 11 agosto 2004 e possiede un’evidente portata generale.
L’omessa autofatturazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 15509, depositata in data 11 agosto 2004, ha affrontato un problema particolarmente delicato e riguardante l’obbligo di emissione di autofattura che incombe sul cessionario o committente soggetto passivo nazionale qualora il cedente o prestatore sia un soggetto non residente e non abbia provveduto né alla nomina di un rappresentante fiscale né, ricorrendone i presupposti, alla identificazione diretta.
Gli effetti dell’allargamento della UE
L’allargamento del territorio dell’Unione Europea ha modificato il regime tributario delle transazioni commerciali concluse con imprenditori residenti o domiciliati all’interno dei nuovi paesi aderenti. Una delle conseguenze di maggior rilievo riguarda le operazioni che, anteriormente al 1° maggio 2004, dovevano essere considerate come importazioni e che, adesso, costituiscono invece acquisti intracomunitari. Ne deriva l'opportunità di esaminare la disciplina e gli adempimenti previsti dal D.L. 331/93 con riferimento agli enti locali.
Il ritiro dei rifiuti di vetro
Il ritiro del rifiuto di imballaggio di vetro proveniente dalla raccolta differenziata, dietro pagamento di un corrispettivo quantificato in base alla quantità e qualità del materiale consegnato dal gestore, non può essere considerato come un’operazione avente ad oggetto la “cessione” dei rottami, ma rappresenta una prestazione di servizi soggetta ad aliquota ridotta. La conclusione è contenuta nella risoluzione n. 115/E e presenta elementi di interesse anche rispetto all'ipotesi della gestione diretta. Dalla lettura del provvedimento emergono però alcune incongruenze che destano dubbi e perplessità sulla correttezza del ragionamento svolto dall’amministrazione finanziaria.
Il regime agricolo
La legge Iva prevede, per alcuni comparti produttivi, alcune deroghe alle ordinarie regole che governano i meccanismi di funzionamento del tributo. In particolare, l’articolo 34 disciplina le specifiche modalità di tassazione delle operazioni riconducibili all’esercizio dell’attività agricola nonché dell’allevamento e della pesca. Gli aspetti essenziali del regime speciale al cui interno possono rientrare anche gli enti locali.
Editoria gratuita senza istruzioni
Avrebbe potuto e dovuto essere l’occasione buona per tentare di risolvere uno dei problemi più complessi in materia di imposta sul valore aggiunto applicata agli enti locali. La risoluzione n. 112/E in data 5 agosto 2004 si è infatti occupata di editoria gratuita o esercitata dietro previsione di corrispettivi non sufficienti a garantire la copertura integrale dei costi da parte di un ente non commerciale, ma lo ha fatto in maniera soltanto parziale.
L’esproprio di terreni agli imprenditori individuali
Il compimento anche di un solo affare può determinare l'attribuzione della qualità di imprenditore quando il suo svolgimento si prolunghi nel tempo snodandosi attraverso una serie complessa di operazioni economiche successive e distinte tra loro, e si trasformi perciò in una vera e propria attività imprenditoriale. Il principio è espresso nella sentenza della Corte di Cassazione n. 12377 depositata in data 6 luglio 2004 e può aiutare a risolvere le incertezze che originano dagli espropri effettuati a danno di operatori economici individuali dotati di partita Iva.
Detrazione indebita: il condono salva il rimborso
La Cassazione ha fissato un importante principio in tema di definizione dei vari rapporti giuridici tra le parti di un’operazione rilevante ai fini Iva e l’amministrazione finanziaria nel caso in cui l’acquirente di un bene o il committente di un servizio indebitamente assoggettato al tributo abbia provveduto a chiudere la propria posizione nei confronti del fisco tramite adesione a forme di condono tombale. Il caso esaminato dai giudici di legittimità è oggetto della sentenza n. 12719 del 27 gennaio 2004 depositata in data 9 luglio scorso.
Lo smobilizzo del patrimonio immobiliare
Il trattamento tributario delle cessioni di immobili da parte delle aziende sanitarie locali deve essere deciso in base ai medesimi criteri applicabili agli enti locali, in quanto entrambi soggetti non aventi quale oggetto principale od esclusivo lo svolgimento di attività commerciali e quindi destinatari del principio generale stabilito dal quarto comma dell’articolo 4 del D.P.R. 633/72.
Crediti trimestrali: compensazione con limite
I soggetti che hanno i requisiti per chiedere il rimborso trimestrale dell'eccedenza detraibile possono ricorrere all’istituto della compensazione, ma, in tale caso, avendo riguardo al limite annuo di 516.456,90 euro. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa emesso in risposta ad alcuni dubbi apparsi sulla stampa specializzata in merito alla possibilità di utilizzare il credito infrannuale nel modello F 24 senza tener conto della soglia massima annuale.
Le sovvenzioni escluse
L’erogazione di contributi e sovvenzioni in favore di soggetti passivi esula dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto qualora il prezzo effettivamente praticato dai beneficiari per la cessione del bene o la prestazione del servizio cui sono connesse le provvidenze non risulti inferiore a quello di mercato. Il principio è enunciato nella sentenza della Corte di Giustizia UE in data 15 luglio 2004 nella causa C-381/01.
Appalti: la tassazione delle clausole penali
La clausola penale inserita ai sensi di legge in un contratto di appalto di lavori con le amministrazioni dello Stato non deve essere assoggettata ad Iva, ma ad imposta di registro ed in base alla medesima disciplina prevista per gli atti sottoposti a condizione sospensiva. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 91/E in data 16 luglio 2004, anche se il riferimento normativo adoperato non convince appieno.
Il prestito di personale dipendente da parte di un soggetto passivo non costituisce un’operazione rilevante per carenza del presupposto oggettivo in tutte quelle circostanze in cui, per effetto dell’accordo tra le parti sul titolo e sull’entità dell’importo riconosciuto, non può configurarsi l’esistenza di un corrispettivo. Anche un comune può realizzare un prestito produttivo di conseguenze in ambito Iva, giacché è sufficiente, affinché ciò accada, che i dipendenti temporaneamente distaccati risultino normalmente impiegati nello svolgimento di una attività rilevante ai fini del tributo. L’esempio più evidente è certamente quello dell’affidamento del servizio idrico. I limiti dell'esclusione secondo la prassi.
Sponsor in natura: l’Agenzia non convince
Si conclude, con oggi, lo speciale approfondimento sul tema delle sponsorizzazioni ai comuni ed agli altri enti locali che trae spunto dalla divulgazione della corrispondenza intercorsa tra l'Aran e l’Agenzia delle Entrate e la cui importanza si deve principalmente al fatto che, seppur non recepita all’interno di una risoluzione o circolare, essa costituisce l’unico punto di riferimento di fonte amministrativa per gli operatori. Le considerazioni che riguardano, soprattutto, il presupposto oggettivo.
Sponsor: il parere dell’Agenzia
Il testo degli unici documenti ufficiali attualmente disponibili sull’argomento delle sposnsorizzazioni agli enti locali ed il relativo commento da parte dall'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.
Le sponsorizzazioni in natura
Il crescente ricorso alla conclusione di accordi di sponsorizzazione tra enti locali e partner privati ha aumentato l’interesse degli operatori nei confronti della disciplina fiscale del rapporto sinallagmatico derivante da questa sostanziale forma di finanziamento, come dimostrano due distinti interventi dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle politiche fiscali, rispettivamente con lettera del 23 settembre 2002 n. 150657 e lettera del 27 gennaio 2003, n. 606.
Regime rottami: i chiarimenti del fisco
L’Agenzia ha dedicato un’ampia parte della circolare n. 28/2004 ai chiarimenti sul nuovo regime tributario della cessione di rottami introdotto con decorrenza dal 2 ottobre 2003. Il provvedimento riconosce il diritto alla detrazione da parte del cedente, ma tace sulla possibilità di operare la rettifica ex articolo 19 bis 2 del D.P.R. 633/72 e sulle relative modalità, che dovrebbero già interessare il modello Iva 2004. I profili di convenienza dei comuni operanti nel settore e non ammessi, in vigenza delle disposizioni abrogate, a beneficiare del diritto alla deduzione dell’imposta addebitata in via di rivalsa dai fornitori.
Esecuzioni musicali al 20%
Gli enti che organizzano spettacoli con presenza di complessi musicali non possono chiedere l’applicazione dell’aliquota ridotta al 10%, salvo il caso in cui le prestazioni artistiche o tecniche ricevute non siano strumentali alla realizzazione di eventi di natura teatrale. La conclusione è espressa nella risoluzione n. 83/2004. L'importanza del provvedimento qualora si opti per l’ingresso gratuito del pubblico.
Le agevolazioni per le mostre
L’ingresso alle mostre deve essere certificato a mezzo degli appositi misuratori fiscali o delle biglietterie automatizzate, salvo non ricorra la deroga prevista per i soggetti con volume d’affari inferiore a 50.000 euro, ma può beneficiare dell’esenzione allorché l’evento organizzato presenti le caratteristiche delineate dalla prassi con riferimento alla locuzione “e simili” contenuta all'articolo 10 del D.P.R. 633/72. Il chiarimento è contenuto nella risoluzione n. 85/2004 ed appare ancor più importante se trasposto nel settore degli enti locali, laddove il D.P.R. 696/96 esonera tutte le operazioni realizzate, ivi comprese quelle imponibili.
Spettacoli: il nuovo limite dei contribuenti “minori”
Dal 1° gennaio 2004 le semplificazioni e le agevolazioni previste nel settore degli spettacoli in favore degli operatori cosiddetti “minori” devono seguire una disciplina differenziata a seconda del volume d’affari realizzato nell’esercizio precedente, il quale, a partire appunto da tale data, non è più il medesimo a seconda che si faccia riferimento all’articolo 74-quater, comma 5, del D.P.R. 633/72 ovvero all’articolo 8 del D.P.R. 30 dicembre 1999, n. 544.
Assistenza esente: limiti soggettivi
Le prestazioni socio assistenziali beneficiano dell’esenzione solo se rese dai soggetti individuati dal legislatore nazionale nell’esercizio del potere discrezionale riconosciuto dalla sesta direttiva, da cui la conseguente imponibilità delle operazioni realizzate da una società costituita tra un comune ed una comunità montana per la gestione di tali servizi. La precisazione è contenuta nella risoluzione n. 81/2004, oggetto di analisi e commento.
Esistono alcune norme di carattere generale contenute nel testo del D.P.R. 633/72 che, per svariate ragioni, risultano poco conosciute e, ancor meno, applicate. Fra queste anche la disposizione enunciata al terzo comma dell’articolo 3, nella parte in cui viene previsto l’assoggettamento ad imposta delle prestazioni rese gratuitamente per finalità estranee all’esercizio d’impresa, dal momento che si tratta di una situazione non del tutto infrequente, soprattutto nell’ambito di alcune attività esercitate dai comuni, quali la gestione di palestre ed impianti sportivi, la locazione di spazi all'interno di cinema e teatri, il trasporto degli alunni ed il servizio di mense scolastiche.
Gli introiti provenienti dalle cave
La valutazione del profilo soggettivo dell’ente locale con riferimento alla cessione diretta dei materiali di cava ovvero in ipotesi di concessione a favore di terzi. La prassi e la giurisprudenza sull'argomento.
Cassazione: allarme rimborsi
Il divieto di restituzione previsto dall’articolo 1, comma 14, del decreto legge 417/91 – che, come noto, ha chiarito, in via di interpretazione autentica, che le concessioni di aree, di loculi cimiteriali e di altri manufatti per la sepoltura non costituiscono attività commerciale agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto - è incompatibile con la normativa comunitaria. A stabilirlo è la Corte di Cassazione in una sentenza con la quale è stata contestualmente riconosciuta la legittimità di una richiesta di rimborso avanzata dall’utente di un comune.
Errori ed omissioni dichiarative: le conseguenze sui rimborsi
La recente sentenza della Cassazione che ha riconosciuto il diritto a rettificare il modello Iva entro il termine quadriennale previsto per l’accertamento ha destato l’interesse di alcuni enti che stanno incontrando difficoltà ad ottenere il rimborso dell’eccedenza detraibile per effetto di irregolarità sostanzialmente riconducibili all’ipotesi dell’omesso invio della dichiarazione annuale, da cui avrebbe dovuto emergere tale diritto, nonché a quella del mancato riporto del credito.
Alla cassa per l’Irap non retributiva
I comuni che si apprestano ad approvare il bilancio consuntivo entro la fine di questo mese hanno un appuntamento fiscale ormai imminente: si tratta del termine ultimo per poter effettuare il pagamento del saldo a titolo di imposta regionale sulle attività produttive dovuta in relazione alle attività commerciali esercitate nel corso del 2003 nonché del primo acconto riguardante il periodo di imposta 2004.
Affidamento gestione: l’aiuto della Corte UE
Ancora una volta la lettura delle decisioni della Corte di Giustizia UE e delle motivazioni che ne sono alla base potrebbe rivelarsi determinante al fine di trovare una soluzione certa e ragionevole alla controversa questione delle conseguenze indotte dal passaggio della gestione di attività rilevanti ai fini Iva nell’ambito dei rapporti che legano gli enti locali ai soggetti, partecipati e non, destinatari della concessione.
Iva ridotta sulle spese elettorali
Per effetto della legge 8 aprile 2004, n. 90, i candidati alle elezioni – sia politiche che amministrative - e con essi le liste, i partiti ed i movimenti politici, possono chiedere la riduzione dell’aliquota gravante su alcune prestazioni di servizi relativi alla partecipazione attiva agli eventi elettorali. Il provvedimento risulta peraltro oggetto di alcuni chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 19/2004 . Le possibili implicazioni per gli enti locali rispetto alla fattispecie dell'affitto dei locali per lo svolgimento di manifestazioni.
Integrativa Iva: termine quadriennale
La sentenza 4238/2004 della Corte di Cassazione ha fornito una lettura delle norme in materia di emendabilità delle dichiarazioni fiscali apparentemente destinata a modificare l’orientamento formatosi sulla base delle precedenti pronunce. Di rilievo, in particolare, l’ammissione della facoltà per i soggetti passivi Iva di integrare a proprio favore la dichiarazione annuale entro il medesimo termine quadriennale stabilito dall’articolo 57 del D.P.R. 633/72.
Compensi ai revisori: dubbi risolti?
A distanza di circa quattro mesi dall’entrata in vigore della legge finanziaria per il 2004 e della conseguente modifica apportata al testo della lettera f) del comma 1 dell'articolo 50 del testo unico delle imposte sui redditi, la questione dell’eventuale rimborso dell’imposta sul valore aggiunto indicata sulle parcelle dei commercialisti revisori degli enti già emesse e pagate al 31 dicembre 2003 è forse giunta al suo epilogo grazie alle risposte fornite dall’Agenzia nella risoluzione 68/E emanata il 10 maggio scorso.
I beni destinati alle attività esenti
Un articolo apparso sul Sole 24 Ore del 27 aprile scorso ha attirato l’attenzione di alcuni enti sull’esistenza di un contenzioso avviato con successo da alcuni soggetti impegnati nello svolgimento di attività esenti per il riconoscimento del diritto al rimborso dell’imposta versata ai propri fornitori. La questione muove dalla lettura di una norma della sesta direttiva che, essendo stata effettivamente tradotta in termini non del tutto puntuali, parrebbe prestarsi a due differenti interpretazioni, con esiti alquanto differenti. Un argomento già affrontato su questo sito.
Attività esenti accessorie
La sentenza 29 aprile 2004 della Corte di Giustizia ha stabilito a quali condizioni le concessioni di prestiti da parte di una holding alle società partecipate debbano essere considerate come operazioni esenti accessorie e, per questo motivo, escluse dal calcolo del pro-rata. A tale fine si richiede che le stesse implichino un uso estremamente limitato di beni o di servizi assoggettati ad imposta, non essendo per conto decisivo, ma puramente indiziario, il confronto con l'entità dei redditi provenienti dalle attività imponibili.
I finanziamenti alle partecipate
Una sentenza della Corte UE in data 29 aprile 2004 fissa alcuni principi di carattere generale utili a comprendere gli effetti ai fini Iva della erogazione, da parte delle cosiddette “holding”, di finanziamenti a titolo oneroso a soggetti partecipati. Le possibili conseguenze nei confronti dei comuni titolari di azioni e quote in soggetti giuridici appositamente costituiti per affidare a terzi la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica, posto che i giudici comunitari hanno dato rilievo all'intento di garantire la redditività dei capitali investiti, prescindendo dal fatto che tali prestiti siano concessi a titolo di sostegno economico ovvero a titolo di investimento di eccedenze di tesoreria o, ancora, per altra ragione.
Aziende di soggiorno: spettacoli senza semplificazioni
Il regime agevolato di certificazione dei corrispettivi previsto per le società ed associazioni sportive dilettantistiche non può essere esteso ad altri soggetti, se non in base ad una espressa previsione normativa, come accade nei confronti delle associazioni pro-loco. Ne consegue che le aziende di soggiorno soggiacciono all’obbligo di installazione degli appositi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate richiesti, in via generale, a tutti i soggetti che organizzano attività di spettacolo o intrattenimento. La conclusione è contenuta nella risoluzione n. 63/0024.
La somma addebitata per il ritardo nell’adempimento, secondo gli accordi contrattuali, non deve essere assoggettata ad Iva in quanto l’operazione si presenta carente, a prescindere dallo status del soggetto committente, del presupposto oggettivo previsto dall’articolo 3 del D.P.R. 633/72, di cui la disposizione recata al successivo articolo 15, primo comma, n. 1) non rappresenta altro che una conseguenza. E’ questo, in estrema sintesi, il tenore dell’intervento dell’Agenzia avvenuto con la risoluzione n. 64 in data 23 aprile 2004.
Smaltimento rifiuti e Corte UE
Gli echi della prima giurisprudenza di merito sulla natura tributaria della tariffa Ronchi continuano ad alimentare il dibattito sulle possibili conseguenze della definitiva prevalenza dell’uno o dell’altro orientamento sul trattamento di tale entrata comunale ai fini Iva. Resta il fatto che il servizio di nettezza urbana dovrebbe essere esaminato anche alla luce delle condizioni soggettive poste dalla Sesta Direttiva Cee, le quali, se interpretate secondo gli usuali canoni adottati dai giudici comunitari, dovrebbero risolvere alla radice ogni questione, stabilendo la non debenza dell’imposta ed il conseguente diritto alla sua restituzione agli aventi causa.
Credito Iva infrannuale: istanza entro il 30 aprile
Il 30 aprile prossimo scade il termine ultimo per la presentazione all'ufficio competente dell’istanza prevista dal D.M. 23 luglio 1975 da parte dei soggetti passivi che, a prescindere dalla periodicità delle liquidazioni, hanno maturato nel corso del primo trimestre solare del 2004 un’eccedenza d’imposta detraibile che, in base al combinato disposto del secondo comma dell’articolo 38-bis del D.P.R. 633/72 e del terzo comma dell’articolo 8 del D.P.R. 542/99, può essere chiesta a rimborso ovvero compensata.
Iva ridotta sulla macellazione
I servizi di macellazione resi nell’ambito della gestione di un mattatoio devono essere assoggettati ad aliquota ridotta del 10%, in osservanza del principio contenuto al terzo comma dell’articolo 16 del D.P.R. 633/72 - essendo questa la misura dell’imposta gravante sulla cessione del bene cui si riferiscono le operazioni atte a realizzare il passaggio dalla materia prima al prodotto finito - mentre analoga riduzione non può essere ammessa nei confronti degli eventuali servizi sanitari resi, a loro volta soggetti, al contrario, ad imposizione in misura ordinaria.
L’appalto dell’asilo nido
Il corrispettivo riconosciuto da un comune ad una cooperativa sociale in conseguenza di un contratto di appalto avente per oggetto le prestazioni di gestione dell’asilo comunale deve considerarsi esente da imposta nonostante l’appaltatore svolga diverse tipologie di servizi rientranti nella previsione di cui al n. 41-bis), parte seconda della Tabella A. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate ed è espresso nella risoluzione 60/E.
La gestione del patrimonio immobiliare di proprietà degli enti non commerciali è una delle attività che suscita il maggior interesse degli addetti ai lavori in considerazione della complessa valutazione dei profili tributari connessi, soprattutto per ciò che attiene la possibile assunzione della soggettività passiva ai fini Iva. In questa ottica ha destato perplessità una recente risoluzione in cui l’Agenzia ha sostenuto la rilevanza delle locazioni e cessioni realizzate da un ente previdenziale in esecuzione delle proprie finalità istituzionali.
Contributi erogati a consorzi
L'imponibilità o l'esclusione da imposta dei contributi percepiti da un soggetto passivo Iva dipende dall'analisi del contratto o delle norme che regolano i rapporti tra le parti e dalla eventuale sussistenza di un nesso sinallagmatico tra le somme erogate ed il comportamento chiesto al beneficiario. Con questa premessa di principio la recente risoluzione n.42/E ha affrontato e risolto il caso di un consorzio misto pubblico-privato.
Il delicato tema della soggettività passiva degli enti non commerciali si accresce di un nuovo spunto interpretativo ad opera della risoluzione 38/E nella quale si sostiene che la sussistenza del presupposto di cui al quarto comma dell’articolo 4 del D.P.R. 633/722 non possa prescindere dall’esistenza di una struttura organizzata per lo svolgimento di un’attività a carattere commerciale.
Il servizio reso da alcune cooperative sociali a favore di un comune e consistente nella gestione di docce pubbliche può fruire dell’aliquota ridotta al 4% solo qualora sia rivolto in via esclusiva alle categorie di soggetti svantaggiati enunciati al numero 41-bis della Tabella A, parte seconda, allegata al D.P.R. 633/72. Lo stabilisce la risoluzione 41/E che, al tempo stesso, ammette la natura sanitaria del servizio.
Case di riposo ed asili nido
Le prestazioni socio-assistenziali ed educative rese da una cooperativa non sociale e non onlus a favore di un comune che gestisce alcune case di riposo ed asili nido possono beneficiare dell’aliquota agevolata del 4%. Identico favore deve essere concesso alle cooperative aventi invece i requisiti previsti dalla legge 381/1991, sebbene per esse vada inoltre negata la possibilità, qualora ritenuta più conveniente, di fruire dell’esenzione ex articolo 10, n. 27 ter, della legge Iva.
La risoluzione 36/2004
La risoluzione 36/2004 in materia di gestione dei parcheggi pubblici presenta un certo interesse generale in quanto oltre a riconoscere, seppur solo implicitamente, che l’atto concessorio non deve essere oggetto di un'acritica valutazione giuridica che lo conduca, quasi per stessa definizione, nell’alveo dei contratti ad oggetto pubblico, ammette anche la possibilità di valutare il profilo soggettivo tributario dell’ente in un contesto più ampio rispetto a quello strettamente operativo, cioè a quello che presuppone l’impegno diretto nella produzione del servizio.
Parcheggi in concessione: canoni senza Iva
Secondo la risoluzione 36/004 la concessione ad una società dei parcheggi insistenti su aree pubbliche, siano esse demaniali o patrimoniali, ovvero all’interno di infrastrutture, non configura un’operazione rilevante ai fini Iva, ancorché realizzata a titolo oneroso e quindi dietro versamento di un canone, qualora una o più clausole contenute nell’atto di affidamento si contraddistinguano per il carattere autoritativo dell’azione dell’ente concedente, trattandosi di qualità che determina la mancanza del presupposto soggettivo per effetto delle disposizioni comunitarie contenute nella sesta direttiva.
Secondo la sentenza n. 1863/2004 della Corte di Cassazione la spettanza del diritto alla detrazione dell’imposta sulle fatture d’acquisto è intimamente e funzionalmente collegata all’inerenza del bene o servizio all’esercizio di un’attività d’impresa, ma non richiede, in aggiunta a tale condizione, che il soggetto passivo abbia effettivamente compiuto operazioni attive. Tale principio – il quale va tuttavia opportunamente coordinato con l’insegnamento della giurisprudenza comunitaria, che ne delimita, di fatto, l’ambito di validità - può aprire prospettive interessanti nel campo della costituzione di società da parte degli enti locali.
Spettacoli: le attività marginali
Secondo l’Agenzia delle Entrate il limite dei ricavi previsto ai fini dell’esonero dall’obbligo di installazione degli appositi misuratori fiscali di cui al D.M. 13 luglio 2000 per la certificazione dei corrispettivi derivanti dallo svolgimento di attività di intrattenimento deve essere considerato in maniera autonoma rispetto ad altre attività eventualmente esercitate dal soggetto passivo, ma a condizione che le stesse siano tenute con contabilità separate ex articolo 36 del D.P.R. 633/72.
Il nuovo articolo 21
Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 52 del 20 febbraio 2004, avvenuta il 29 febbraio scorso, il legislatore nazionale ha sostituito interamente il testo dell’articolo 21 del D.P.R. 633/72 con una nuova formulazione che recepisce le previsioni contenute nella direttiva 2001/115/CE. Il raffronto tra il vecchio ed il nuovo testo della disposizione e le novità di maggior rilievo.
Concessionari: senza Iva l’aggio accollato al debitore
Il versamento della quota di aggio posta a carico del debitore moroso non costituisce pagamento di una prestazione rilevante ai fini Iva, ma una mera movimentazione finanziaria non soggetta al tributo ex articolo 2 D.P.R. 633/72. Il commento alla risoluzione 24/2004 che nulla dice, però a proposito degli effetti dell'eventuale applicazione dell'imposta sul compenso che remunera il servizio di riscossione reso agli enti: l'esatto adempimento del concessionario ed i possibili riflessi sulla liquidazione relativa alle attività commerciali per le quali il concessionario si attiva nella fase di incasso dei corrispettivi.
Rottami: la rettifica della detrazione
Il cambiamento di regime fiscale delle operazioni di cessione di rottami ed altri materiali di recupero avvenuta a far data dal 2 ottobre 2003 è in grado di determinare, ricorrendo certe condizioni, una rettifica della detrazione che può riguardare sia i beni che i servizi acquistati in epoca antecedente alla modifica normativa. L'analisi di tale facoltà, che viene condotta avendo anche riguardo ai possibili effetti sul diritto in questione del differimento dell’esigibilità al momento del pagamento da parte dell'ente locale.
Rottami e modello Iva 2004
Tra le varie novità dello scorso esercizio - ovviamente recepite dalle istruzioni al Modello Iva 2004 - vale la pena segnalare quella che ha modificato il regime fiscale ai fini Iva del commercio dei rottami. L’intervento, avvenuto ad opera dell’articolo 35 del D.L. 269/2003, ha infatti eliminato ogni distinzione di carattere soggettivo e/o oggettivo, consentendo l’accesso generalizzato ed incondizionato al diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti di beni e servizi impiegati nell’attività in questione.
Le istruzioni sui condoni
Mentre appare ormai certo che anche il termine del 16 marzo prossimo non sarà l’ultimo della lunga stagione delle sanatorie fiscali avviata con la legge 289/2002, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 7/E esplicativa del complesso intreccio di disposizioni che normano la materia delle definizioni agevolate in campo tributario. L’analisi dei chiarimenti forniti dall’amministrazione finanziaria sui punti più controversi, naturalmente per quanto di concreto interesse per gli enti locali, ivi comprese anche le regole da seguire per il calcolo della rateazione.
Le esenzioni comunitarie
Nessun soggetto passivo che svolga attività esenti può chiedere ai propri fornitori di fatturare senza applicazione dell’imposta la cessione di beni destinati ad essere impiegati in tale ambito, invocando, a questo proposito, l’immediata operatività nel nostro ordinamento della norma contenuta alla lettera c) della parte B dell’articolo 13 della VI Direttiva.
Variazioni Iva: le altre procedure concorsuali
L’ipotesi del fallimento del debitore non esaurisce certamente il ventaglio delle circostanze che possono dare luogo alla rettifica prevista dall’articolo 26 del D.P.R. 633/72. L'analisi delle altre procedure concorsuali: dall'esclusione dell'amministrazione controllata e di quella delle grandi imprese in crisi alle ipotesi concordatarie, fallimentare e preventiva, per finire con la liquidazione coatta amministrativa.
Il primo acconto Irap
La prossima scadenza del versamento del primo acconto mensile relativo all’Irap dovuta per il 2004 fornisce lo spunto per svolgere alcuni approfondimenti utili agli uffici cui compete la relativa determinazione e gestione, in modo particolare per ciò che attiene la scelta fra i criteri applicabili nei confronti delle attività commerciali, la quantificazione della base imponibile retributiva e le modalità di pagamento.
L’insolvenza del debitore dell’ente
Il secondo comma dell’articolo 26 del D.P.R. 633/72 prevede un'importante facoltà che presenta una certa attinenza con le recenti notizie di cronaca in quanto permette ai soggetti passivi di recuperare almeno una parte dell’esposizione vantata nei confronti del debitore che sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Il diritto in questione è oggetto di una circolare ministeriale che, integrando una formulazione letterale della norma abbastanza generica, è opportuno conoscere onde meditare con accortezza le scelte da intraprendere e, in ogni caso, evitare di incorrere in errori.
Utilities e rifiuti: come evitare l’anticipo dell’Iva
L'approssimarsi dell’ennesima scadenza per l’adozione della tariffa Ronchi aveva riportato, prima che intervenisse l'ennesima proroga, l'attenzione sulle disposizioni del D.P.R. 633/72 che disciplinano il momento di effettuazione dell’operazione nonché quello di esigibilità dell’imposta, creando una situazione di generalizzata preoccupazione nei confronti di un impianto normativo che sembrerebbe costringere i comuni gestori dei servizi regolati dal decreto 24 dicembre 2000 ad “anticipare”, sempre e comunque, il versamento all’erario dell’imposta applicata sul corrispettivo spettante rispetto al momento in cui ha luogo il pagamento da parte dell’utente, per effetto dell'emissione delle bollette. L'analisi del problema, il fondamento dei timori ed una possibile soluzione.
La cessione di beni mobili strumentali
Gli adempimenti che incombono sugli enti locali in caso di vendita di beni mobili strumentali, ossia di qualunque bene materiale che sia stato utilizzato nell’esercizio di un’attività, sia essa istituzionale oppure a carattere commerciale. Il caso del precedente uso promiscuo, dell’acquisto da privati o del passaggio tra i due settori. Le cessioni esenti e quelle di autoveicoli.
Versamenti: sanatoria più ampia sulle omissioni
La sanatoria sul mancato versamento di imposte e ritenute ha trovato, grazie alle disposizioni della legge finanziaria per il 2004, una significativa estensione oggettiva e temporale rispetto alle previsioni (prorogate) della legge 289/2002 che permette a tutti i soggetti passivi tributari che siano incorsi in tale violazione di definire la propria posizione non soltanto in relazione ad omissioni realizzate nel corso del 2002 e del 2003 ma, per di più, a prescindere dalla circostanza che le irregolarità commesse negli esercizi precedenti risultino o meno da dichiarazioni presentate entro il 31 ottobre 2002.
Revisori: gli incarichi già retribuiti o fatturati
La modifica introdotta dalla legge finanziaria ha risolto ogni dubbio in ordine alla attuale corretta classificazione dei redditi derivanti dall'incarico di revisore, ma lascia aperta la questione delle prestazioni effettuate sino al 31 dicembre 2003, posto che il testo della norma non permette di capire con certezza se la stessa abbia natura innovativa ovvero interpretativa. E’ peraltro pacifico che, agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, le perplessità possano permanere con esclusivo riguardo ai mandati già retribuiti o comunque fatturati a tale data.
Revisori con Iva: novità o conferma?
Tra le varie misure previste dalla legge finanziaria per il 2004 merita di essere segnalata la modifica della lettera f) del primo comma dell’articolo 47 del T.U.I.R. in tema di qualificazione del reddito derivante da taluni incarichi svolti, tra gli altri, nei confronti dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni. La nuova formulazione della norma, infatti, consente di superare la situazione di grave incertezza nella quale i professionisti nominati dai comuni allo scopo di esercitare l’attività di revisione economico-finanziaria dell’ente hanno dovuto dibattersi nell’ultimo triennio in seguito alla discutibile posizione assunta sull’argomento da parte dell’amministrazione finanziaria. Rimane tuttavia da capire il trattamento che deve essere riservato ai comportamenti pregressi e, dunque, da stabilire se la disposizione in esame abbia natura innovativa o interpretativa. Le conseguenze dell'una o dell'altra soluzione per il revisore e per l'ente locale.
Il rimborso annuale
Il mese di gennaio rappresenta un momento di riflessione per tutti i soggetti passivi che, in base alla propria contabilità, risultino a credito di imposta nell’ultima liquidazione periodica dell’esercizio precedente e che non siano intenzionati ad avvalersi della facoltà di riporto all’anno successivo ovvero dell’istituto della compensazione. Il 2 febbraio prossimo, infatti, scatta il termine iniziale per inoltrare al concessionario competente l’apposita istanza con la quale viene chiesto il rimborso Iva spettante in base alle disposizioni del D.P.R. 633/72
La firma degli atti e delle denunce fiscali
Tra gli atti che impegnano l’amministrazione comunale o provinciale verso l’esterno la cui adozione è devoluta dall’articolo 107 del decreto legislativo 267/2000 ai dirigenti non figurano quelli che importano o possono importare anche il potere di rappresentanza dell’ente, che rimane quindi riconosciuto al solo Sindaco o Presidente della Provincia in base alle previsioni contenute nella legge 142/1990.
Condoni fiscali: proroga ed estensione
Criticate dalla dottrina, le regolarizzazioni disposte dalla legge 289/2002 sembrano, per tutta risposta, non voler trovare mai fine ed anzi, con il comma 44 dell’articolo 2 della legge 350/2003 (legge finanziaria per il 2004), hanno esteso il loro ambito di applicazione anche al periodo d’imposta 2002. Tutto ciò a breve distanza dal provvedimento (il decreto 269/2003) che aveva già introdotto l'ennesima proroga dei termini per perfezionare le sanatorie "originarie" utilizzabili per gli anni fino al 2001.
Le settimane che hanno preceduto la chiusura dell’anno si sono distinte per una particolare concomitanza di interventi attinenti la materia fiscale - cui non ha fatto di certo eccezione il settore dell’imposta sul valore aggiunto – solo in parte riconducibili alle previsioni contenute nella legge finanziaria.
Gestione discariche: il tributo speciale
I soggetti che svolgono attività di stoccaggio definitivo dei rifiuti solidi devono assolvere all’obbligo di rivalsa del tributo speciale di cui all’articolo 3 della legge n. 549 del 1995 – e, conseguentemente, emettere fattura con indicazione della relativa imposta - nei confronti delle imprese di “intermediazione di rifiuti” solo qualora nel contratto con i produttori non sia rinvenibile alcuna clausola che consenta di inquadrare il rapporto nello schema giuridico del mandato, sia esso con o senza rappresentanza. La conclusione proviene dall’Agenzia delle Entrate ed è contenuta nella risoluzione n. 224/E in data 15 dicembre 2003.

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