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Decreto del fare: le novità introdotte nella giustizia civile (l'opposizione a decreto ingiuntivo) - Iapicca.com -
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6 Luglio 2013 Michele Iapicca Civile, Consumatori, News
Secondo il sito web del Governo Italiano, il c.d. Decreto del fare (D.L. 69 del 21/06/2013 – in GU n. 144 del 21/06/2013), prevede misure urgenti per il rilancio economico del Paese, misure che investono anche il campo della Giustizia civile (NDR: chissà dove hanno visto una urgenza tale da giustificare un Decreto Legge – a mio avviso dovrebbero studiare un po’ di Diritto Costituzionale, perché mancano proprio le basi).
Secondo il Governo, lo stato della giustizia civile costituisce, senza dubbio, uno dei fattori esogeni di svantaggio competitivo per la società italiana, in particolare per chi produce e lavora.
Siamo al 158° posto nel mondo nell’indice di efficienza di recupero del credito a causa dei tempi lunghi e 1.210 giorni è la durata media dei procedimenti civili per il recupero crediti.
Allarmante è, inoltre, il numero di condanne riportate dallo Stato per violazione del termine della ragionevole durata dei processi.
– Il ripristino – per diminuire il numero dei procedimenti giudiziari in entrata – della mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause, con l’esclusione (richiesta dall’avvocatura) delle controversie per danni da circolazione stradale, il netto contenimento dei costi per la mediazione e l’adeguato coinvolgimento della classe forense;
– l’istituzione di stage di formazione presso gli uffici giudiziari dei tribunali. I giovani laureati in Giurisprudenza più meritevoli (valutati in funzione della media degli esami fondamentali e dalla media di laurea) potranno completare la predetta formazione presso i predetti uffici giudiziari, che si potranno avvalere del loro qualificato contributo;
– l’istituzione di un contingente di 400 giudici non togati per lo smaltimento del contenzioso pendente presso le Corti di Appello;
– l’istituzione della figura di assistentedi studio presso la Corte di cassazione: 30 magistrati ordinari già in ruolo potranno essere assegnati dal CSM alle sezioni civili della Corte di Cassazione, per conseguire un aumento della produttività del settore, contrastando l’attuale tendenza ad un aumento delle pendenze (nel 2012 sono risultati quasi 100.000 processi pendenti).
– la possibilità – nell’ambito dei processi di divisione di beni in comproprietà (notoriamente lunghi) – di attribuire la delega a un notaio nominato dal giudice delle operazioni di divisione, quando ci sia accordo tra i comproprietari sulla necessità di divisione del bene.
– La concentrazione esclusiva presso i Tribunali e le Corti di appello di Milano, Roma e Napoli delle cause che coinvolgono gli investitori esteri (senza sedi stabili in Italia) con lo scopo di garantire una maggiore prevedibilità delle decisioni e ridotti costi logicistici.
– La revisione del cosiddetto concordato in bianco. Lo strumento è stato introdotto nel 2012 per consentire all’impresa in crisi di evitare il fallimento e di salvare il patrimonio dalle aggressioni dei creditori con la massima tempestività (depositando cioè al tribunale una domanda non accompagnata dalla proposta relativa alle somme che si intendono pagare ai creditori). Per impedire condotte abusive di questo strumento (cioè domande dirette soltanto a rinviare il momento del fallimento, quando lo stesso non è evitabile) emerse dai primi rilievi statistici, si dispone che l’impresa non potrà più limitarsi alla semplice domanda iniziale in bianco, ma dovrà depositare, a fini di verifica, l’elenco dei suoi creditori (e quindi anche dei suoi debiti). Il Tribunale potrà, inoltre, nominare un commissario giudiziale, che controllerà se l’impresa in crisi si sta effettivamente attivando per predisporre una compiuta proposta di pagamento ai creditori. In presenza di atti in frode ai creditori, il Tribunale potrà chiudere la procedura;
– nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la previsione che il giudice quando è presentata opposizione a decreto ingiuntivo debba fissare la prima udienza non oltre 30 giorni e, in quella sede, decidere sulla provvisoria esecuzione.
Nell’art. 78 del Decreto del Fare (rubricato ‘Misure per la tutela del credito'2), è previsto:
– “All’articolo 645 cpc, secondo comma, è aggiunto il seguente periodo: “L’anticipazione di cui all’articolo 163-bis, terzo comma cpc, deve essere disposta fissando udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire”;
– all’articolo 648 cpc, primo comma, le parole “con ordinanza non impugnabile” sono sostituite dalle seguenti parole: “provvedendo in prima udienza, con ordinanza non impugnabile”.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai procedimenti instaurati, a norma dell’articolo 643, ultimo comma, del codice di procedura civile, successivamente all’entrata in vigore del presente decreto.”
Di conseguenza, nei giudizi avviati dopo l’entrata in vigore del decreto del fare, qualora l’opponente abbia notificato un atto di citazione in opposizione superando di molto il termine minimo a comparire ex art. 163-bis, terzo comma c.p.c., il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, può chiedere al Tribunale che l’udienza per la comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall’attore.
In questo caso l’anticipazione verrà disposta fissando una udienza senza superare i 30 giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire.
La modifica ha innovato anche il regime delle impugnazioni delle decisioni sulla provvisoria esecuzione (adottabili in prima udienza), che oggi sono rese con ordinanza impugnabile.
L’articolo ha un senso nei giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, rito ordinario, quando l’attore in opposizione notifica atto di citazione con invito a comparire che supera di molto (ovviamente al solo fine di procrastinare la soddisfazione di legittime esigenze creditorie del ricorrente), il termine di 90 gg fissato dal 163 bis cpc.
Ma per i giudizi di lavoro?
Molte volte capita che il ricorso in opposizione, depositato nel termine di 40 giorni, provoca la fissazione di una udienza di comparizione non determinata né scelta dal ricorrente (ma dal Giudice del Lavoro secondo le esigenze del ruolo). Nei Tribunali nostrani, dal deposito del ricorso alla fissazione della prima udienza, possono passare anche 10 mesi.
In quei casi, ovviamente, la norma non può trovare applicazione (con grande vantaggio per i datori di lavoro che, legittimamente, possono dilatare i tempi della prima udienza e differire la pronuncia sulla provvisoria esecuzione).
Ma nei giudizi dinanzi al Gdp?
La norma non specifica la procedura da seguire nei giudizi dinanzi al Gdp, per i quali, ovviamente, tutti i termini sono ridotti della metà.
Ad avviso di chi scrive, sarebbe stata opportuna una precisazione riservata ai giudizi dinanzi al Gdp perché, per come noto, i termini di costituzione dell’attore in opposizione non sono rigidi come nei giudizi dinanzi al Tribunale (l’attore può costituirsi fino alla udienza di citazione).
Quindi, se l’attore, che ha citato superando il termine minimo dell’art. 163 bis ridotto alla metà (45 giorni) non si costituisce subito, dovrà essere il convenuto a costituirsi in giudizio per chiedere all’Ufficio del Gdp adito, l’anticipazione dell’udienza. Tutto ciò dovrà avvenire senza poter conoscere il fascicolo dell’attore sulla cui base è stata formulata l’opposizione, con grave violazione del diritto di difesa.
Questo è il prezzo che si deve pagare quando chi propone le modifiche alla procedura civile, non è un operatore del diritto.
Le altre modifiche.
Il decreto contiene anche altre misure giudiziarie (Capo IV artt. 75 e segg.), in particolare dedicate a 3 la partecipazione del PM nei giudizi dinanzi alla Corte di Cassazione con modifica degli artt. 70, 380 bis e 390 cpc, sulla divisione a domanda congiunta dinanzi al Notaio 4 con introduzione del nuovo articolo 791 bis cpc.
Le modifiche continuano con la conciliazione giudiziale 5 che introduce l’art. 185 bis cpc consentendo al Giudice di anticipare le sorti del giudizio (vera e propria follia procedurale) con la formulazione di una proposta che se non accettata dalle parti senza giusto motivo, potrà causare al rinunciante anche gravi conseguenze.
Il capo IV termina con le norme volte alla semplificazione delle motivazioni nelle sentenze civili 6 e con la introduzione del foro inderogabile per la competenza territoriale nelle cause in cui è parte una società straniera senza sede stabile in Italia (con la ovvia esclusione delle cause che riguardano i rapporti tra queste società ed i consumatori – oltre che per le procedure fallimentari, ecc.) 7
1. DL 69/13 Art. 78 (Misure per la tutela del credito)
a) all’articolo 645, secondo comma, e’ aggiunto il seguente
periodo: “L’anticipazione di cui all’articolo 163-bis, terzo comma,
deve essere disposta fissando udienza per la comparizione delle parti
non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a
comparire”;
b) all’articolo 648, primo comma, le parole “con ordinanza non
impugnabile” sono sostituite dalle seguenti parole: “provvedendo in
prima udienza, con ordinanza non impugnabile”.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai
procedimenti instaurati, a norma dell’articolo 643, ultimo comma, del
codice di procedura civile, successivamente all’entrata in vigore del
presente decreto. [↩]
2. Art. 75
(Intervento del pubblico ministero nei giudizi civili dinanzi alla
corte di cassazione)
a) all’articolo 70, il secondo comma e’ sostituito dal seguente:
“Deve intervenire nelle cause davanti alla corte di cassazione nei
casi stabiliti dalla legge.”;
b) all’articolo 380-bis, secondo comma, il secondo periodo e’
sostituito dal seguente: “Almeno venti giorni prima della data
stabilita per l’adunanza, il decreto e la relazione sono notificati
agli avvocati delle parti i quali hanno facolta’ di presentare
memorie non oltre cinque giorni prima, e di chiedere di essere
sentiti, se compaiono.”;
c) all’articolo 390, primo comma, le parole “o sia notificata la
richiesta del pubblico ministero di cui all’articolo 375” sono
sostituite dalle seguenti: “o siano notificate le conclusioni scritte
del pubblico ministero nei casi di cui all’articolo 380-ter”.
giudizi dinanzi alla corte di cassazione instaurati a decorrere dal
trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto.[↩]
3. Art. 76
1. Al codice di procedura civile, dopo l’articolo 791, e’ aggiunto
“791-bis (Divisione a domanda congiunta) Quando non sussiste
controversia sul diritto alla divisione ne’ sulle quote o altre
questioni pregiudiziali gli eredi o condomini e gli eventuali
creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto
l’opposizione alla divisione possono, con ricorso congiunto al
tribunale competente per territorio, domandare la nomina di un notaio
avente sede nel circondario al quale demandare le operazioni di
divisione. Se riguarda beni immobili, il ricorso deve essere
trascritto a norma dell’articolo 2646 del codice civile. Si procede a
norma degli articoli 737 e seguenti. Il giudice, con decreto, nomina
il notaio eventualmente indicato dalle parti e, su richiesta di
quest’ultimo, nomina un esperto estimatore.
Quando risulta che una delle parti di cui al primo comma non ha
sottoscritto il ricorso, il notaio rimette gli atti al giudice che,
con decreto, dichiara inammissibile la domanda e ordina la
cancellazione della relativa trascrizione. Il decreto e’ reclamabile
a norma dell’articolo 739.
Il notaio designato, sentite le parti e gli eventuali creditori
iscritti o aventi causa da uno dei partecipanti che hanno acquistato
diritti sull’immobile a norma dell’articolo 1113 del codice civile,
nel termine assegnato nel decreto di nomina predispone il progetto di
divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili e
da’ avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della
vendita. Alla vendita dei beni si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni relative al professionista delegato di cui al Libro
III, Titolo II, Capo IV. Entro trenta giorni dal versamento del
prezzo il notaio predispone il progetto di divisione e ne da’ avviso
alle parti e agli altri interessati.
Ciascuna delle parti o degli altri interessati puo’ ricorrere al
Tribunale nel termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione
dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto
di divisione. Sull’opposizione il giudice procede secondo le
disposizioni di cui al Libro IV, Titolo I, Capo III bis; non si
applicano quelle di cui ai commi secondo e terzo dell’articolo
702-ter. Se l’opposizione e’ accolta il giudice da’ le disposizioni
necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette
le parti avanti al notaio.
Decorso il termine di cui al quinto comma senza che sia stata
proposta opposizione, il notaio deposita in cancelleria il progetto
con la prova degli avvisi effettuati. Il giudice dichiara esecutivo
il progetto con decreto e rimette gli atti al notaio per gli
adempimenti successivi.”. [↩]
4. Art. 77
a) dopo l’articolo 185 e’ inserito il seguente:
“185-bis. (Proposta di conciliazione del giudice) – Il giudice,
alla prima udienza, ovvero sino a quando e’ esaurita l’istruzione,
deve formulare alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il
rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza
giustificato motivo, costituisce comportamento valutabile dal giudice
ai fini del giudizio.”;
b) all’articolo 420, primo comma, primo periodo, dopo la parola
“transattiva” sono aggiunte le parole “o conciliativa”; allo stesso
comma, secondo periodo, dopo la parola “transattiva” sono aggiunte le
parole “o conciliativa”.[↩]
5. Art. 79
1. All’articolo 118 delle disposizioni per l’attuazione del codice
di procedura civile, il primo e il secondo comma sono sostituiti dal
seguente comma: “La motivazione della sentenza di cui all’articolo
132, secondo comma, numero 4), del codice consiste nella concisa
esposizione dei fatti decisivi e dei principi di diritto su cui la
decisione e’ fondata, anche con esclusivo riferimento a precedenti
conformi ovvero mediante rinvio a contenuti specifici degli scritti
difensivi o di altri atti di causa. Nel caso previsto nell’articolo
114 del codice debbono essere esposte le ragioni di equita’ sulle
quali e’ fondata la decisione.”. [↩]
6. Art. 80
(Foro delle societa’ con sede all’estero)
1. Per tutte le cause civili nelle quali e’ parte, anche nel caso
di piu’ convenuti ai sensi dell’articolo. 33 del codice di procedura
civile, una societa’ con sede all’estero e priva nel territorio dello
Stato di sedi secondarie con rappresentanza stabile, che secondo gli
ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale e nel
rispetto delle disposizioni normative speciali che le disciplinano
dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari di seguito
elencati, sono inderogabilmente competenti:
a) gli uffici giudiziari di Milano per gli uffici giudiziari
ricompresi nei distretti di Brescia, Genova, Milano, Torino, Trento e
Bolzano (sezione distaccata), Trieste, Venezia;
b) gli uffici giudiziari di Roma per gli uffici giudiziari
ricompresi nei distretti di Ancona, Bologna, Cagliari, Sassari
(sezione distaccata), Firenze, L’Aquila, Perugia, Roma;
c) gli uffici giudiziari di Napoli per gli uffici giudiziari
ricompresi nei distretti di corte d’appello di Bari, Caltanissetta,
Campobasso, Catania, Catanzaro, Lecce, Taranto (sezione distaccata),
Messina, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Salerno.
2. Quando una societa’ di cui al comma 1 e’ chiamata in garanzia,
la cognizione cosi’ della causa principale come dell’azione in
garanzia, e’ devoluta, sulla semplice richiesta della societa’
stessa, con ordinanza del giudice, all’ufficio giudiziario compente a
norma del medesimo comma.
3. Le norme ordinarie di competenza restano ferme per i giudizi
relativi ai procedimenti esecutivi e fallimentari, nei casi di
intervento volontario, e nei giudizi di opposizione di terzo. Resta
altresi’ ferma la disposizione di cui all’articolo 25 del codice di
4. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
alle cause di cui agli articoli 25, 409 e 442 del codice di procedura
civile, e alle cause di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai giudizi
instaurati a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.[↩]
Decreto del fare: le novità introdotte nella giustizia civile (l’opposizione a decreto ingiuntivo) | IWTT

References: art. 163
 articolo 791
 Art. 78
 Art. 75
 Art. 76
 Art. 77
 Art. 79
 sentenza 
 Art. 80