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1 anno 5 - n 8 agosto 2011 Mensile a diffusione interna della Parrocchia Santa Caterina da Siena - Bisceglie (BAT) ITALIA. Copie stampate n. 300 circa a pagina 10 all interno... p7 veritas 1. La SUPERBIA p9 cultura & comunicazione Storie di crucchi e partigiani p11 liturgia Ferragosto o festa dell'assunta2 Rendiconto economico - Anno 2010 CCosì come prescrive il Codice di Diritto Canonico: Dei beni offerti dai fedeli alla Chiesa, gli amministratori rendano conto ai fedeli stessi secondo le norme da stabilirsi dal diritto particolare, si riporta il quadro riassuntivo dell attività amministrativa della parrocchia nell anno 2010, nell ottica della condivisione e della trasparenza.»»» don Michele Barbaro In data 22 febbraio 2011 il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici approva il seguente bilancio relativo alle entrate e uscite Per renderlo di facile comprensione si suddivide in una gestione ordinaria ed una straordinaria (quest ultima relativa esclusivamente alle entrate/uscite per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale). editoriale Entrate correnti (gestione ordinaria): Tot ,31 di cui: 885,00 derivanti dalle offerte in occasione di Battesimi 2270,12 derivanti dalle offerte in occasione di Prime Confessioni, Prime Comunioni e Cresime 1.510,00 derivanti dalle offerte in occasione di Matrimoni 2.000,00 derivanti dalle offerte in occasione di funerali 795,59 derivanti dalle offerte varie relativealle attività in parrocchia ,60 derivanti dalle offerte in occasione delle questue domenicali e settimanali Partite di giro: Tot ,00 derivanti dalle offerte in occasione delle questue domenicali nelle giornate diocesane, nazionali e mondiali di particolare interesse. Entrate in conto capitale (gestione straordinaria): Tot ,33 derivanti dalle offerte specifiche per la costruzione della chiesa, di cui: 0,00 come contributo diocesano Spese correnti (gestione ordinaria): Tot ,75 di cui: 941,00 per manutenzione e riparazioni ordinarie 6.603,94 per utenze Enel, Acquedotto, Eni, Fastweb 2.080,00 per assicurazione Rc, incendio 1.813,00 per il culto e le attività di evangelizzazione 2.153,00 per altre spese (metronotte, biblioteca, beneficenza) 1.081,81 per 5% come contributo alla diocesi per l anno 2010 Partite di giro: Tot ,00 per contributo in occasione delle giornate diocesane, nazionali e mondiali di particolare interesse. Spese in conto capitale (gestione straordinaria): Tot ,95 di cui: ,95 derivanti dalla rata annuale del mutuo e dei relativi interessi. Per quest ultima saremo impegnati anche per i prossimi 6 anni ,00 per altre spese p2 Quadro riassuntivo: Tot. Entrate ,64 Tot. Uscite ,70 Saldo netto passivo 5.198,06 Saldo passivo precedente ,79 Saldo passivo al 31/12/ ,85 La vicinanza di famiglie e istituzioni ecclesiastiche ci permette di coprire finanziariamente il disavanzo attraverso dei prestiti elargiti al fine di svolgere serenamente ogni attività parrocchiale. mensile a cura della parrocchia di Santa Caterina da Siena, via santa caterina, Bisceglie (Bt) tel/fax cell mail: Direttore Responsabile: don Michele Barbaro Coordinatore: Mauro Dell Olio Capo redattore: don Domenico Savio Pierro Hanno collaborato a questo numero: Ada Baldini, Caritas parrocchiale, Gino Colangelo, Carmela Gentile, Natalia Lamanuzzi, Luca La Notte, Claudia Lops, don Franco Lorusso, don Francesco Mastrulli, Luigi Palmiotti, Ambrogio Pellegrini, Mimmo Quatela Art director: Rossella Dell Olio Stampa: Eurografica s.n.c. - Bisceglie3 La Chiesa Parrocchia Santa Caterina da Siena - Bisceglie n 8 agosto 2011 è presente Giorno dopo giorno nella nostra città, Bisceglie, nascono e si sviluppano nuovi quartieri. La costruzione di palazzi, l insediamento di nuovi uffici, l apertura di negozi eccetera sono alla base di una zona cittadina in espansione, e da ciò spesso si evince la nascita e la presenza di nuove comunità parrocchiali. Nell ultimo periodo infatti a seguito dell aumento della popolazione due nuove parrocchie si sono aggiunte alle 12 già presenti sul territorio biscegliese: le parrocchie di Stella Maris e San Vincenzo. A riguardo di questa crescita di famiglie cristiane nella nostra città ho avuto il piacere di ascoltare il vicario mons. Francesco Lorusso, che con molta disponibilità e gentilezza ha espresso il suo parere in forma di intervista: «Lo scorso 2010 abbiamo avviato il processo di CHIE- SA MISSIONARIA SCUOLA DI COMUNIONE ed appunto in virtù di questo penso sia giusto che la Chiesa si rende presente là dove c è ne bisogno. Penso infatti che l Arcivescovo, da pastore attento, capite le esigenze della comunità del territorio, al fine di soddisfarle si sia impegnato per la nascita di queste parrocchie. La nascita di nuovi nuclei ecclesiali è un segnale positivo per la nuova evangelizzazione; là dove ci sono riuniti almeno due o tre nel nome di Gesù per pregare il Padre, lì Dio è in mezzo al suo popolo. Già da anni infatti si pensava, come diocesi e come zona pastorale di Bisceglie, proprio a una chiesa nell estensione dove ora sorge Stella Maris e nel gennaio di quest anno si capì che anche la zona 167 necessitava di una parrocchia. La chiesa di Stella Maris è stata affidata a don Francesco Dell Orco, mentre la nuova parrocchia di San Vincenzo de Paoli a Padre Onofrio Cannato, giovane prete di forte tempra missionaria e di spirito autenticamente vincenziano, ossia attento alle domande del territorio e vicino alle povertà umane. A entrambi va un grazie per la disponibilità ed un incoraggiamento per il loro impegno da preti di frontiera. Auspico a loro di poter fare di quelle chiese un nucleo di forza, di essere un punto di riferimento secondo lo spirito di San Vincenzo che per i poveri e gli emarginati ha sempre avuto una predilezione. Come vicario rivolgo l augurio di integrarsi nella pastorale diocesana e nel cammino di comunione che stiamo realizzando come pastorale di Bisceglie».»»» Natalia Lamanuzzi primo piano Una vista di Bisceglie dall'alto.4 Cristiano credente sempre, anche in vacanza. pastorale familiare Quest anno la nostra famiglia parrocchiale ha raggiunto le altitudini del Trentino, precisamente a Pozza di Fassa (TN), trascorrendo un lieto periodo di vacanza all insegna della convivenza fraterna. Provare ad evangelizzare chi si definisce credente cristiano senza aver compreso in realtà il significato del termine è come tentare un innesto su una pianta non compatibile, ad esempio un ulivo su un mandorlo. Per le persone l innesto cristiano è una possibilità laddove ci sia accoglienza e umiltà di cuore senza trascurare la speranza e la perseveranza di testimoniare con la nostra vita quanto sia meraviglioso farsi coinvolgere dalla Parola di Dio. L esperienza del campo famiglie parrocchiale rileva questa realtà: famiglie già inserite e famiglie nuove che si incontrano per vivere insieme una settimana intensa, sia dal punto di vista spirituale (la giornata era scandita da vari momenti di preghiera quali lodi, S. Messa, vespri e compieta) e sia sotto l aspetto più esplorativo della gita in montagna (passeggiate in quota, escursioni, visite guidate); non sono mancati momenti di agape fraterna attorno a grandi tavolate, dove abbiamo condiviso gioiosamente la mensa. Nella Val di Fassa, il bosco che porta al rifugio Gardeccia a quota 1949m evidenzia un analogia del popolo cristiano: le radici degli alberi ultrasecolari e di quelli più giovani sono magistralmente intrecciate in una gigantesca rete a maglie fitte a dimostrare quanto possa essere di vitale importanza la loro unione e la loro vicinanza. Certo è che il campo famiglie parrocchiale funge da cartina tornasole per chi vuol misurare effettivamente la propria maturazione cristiana; si partecipa anche per curiosità e per la spesa contenuta: il 50% degli aderenti, infatti, proviene da altre parrocchie o comunque non fa parte della nostra famiglia parrocchiale, poiché l invito è stato esteso ai parrocchiani, ai loro parenti e/o conoscenti. Le nostre due guide spirituali, don Michele e don Savio, hanno dimostrato come poter abbinare il nutrimento dello spirito e il ristoro del corpo e della mente senza alcuna difficoltà: il cristiano credente non smette di essere tale anche quando va in ferie. Un pensiero particolare è stato rivolto ai nostri fratelli Emma e Pasquale con i quali abbiamo condiviso precedenti esperienze di questo tipo e che ci hanno preceduto nel Regno dei Cieli: li abbiamo ricordati e sentiti vicini; anche a loro abbiamo rivolto la nostra preghiera.»»» la Famiglia parrocchiale p45 Ormai manca davvero poco: dal 15 al 22 agosto si terrà a Madrid l undicesimo incontro internazionale della Giornata Mondiale della Gioventù. Ma cos è la GMG. La GMG è un raduno di tutti i giovani, promosso dalla Chiesa Cattolica, su iniziativa del Papa. Questa si svolge secondo due modalità: a livello internazionale, ogni due-tre anni in una specifica città del mondo scelta dal Pontefice. A questo incontro partecipano i giovani provenienti da ogni parte del mondo; a livello diocesano, ogni anno, in occasione della Domenica delle Palme. Questo incontro è organizzato singolarmente da tutte le diocesi del mondo. L idea di una GMG nacque nel 1984, grazie a Giovanni Paolo II: fu proprio a Roma, infatti, che si svolse il primo incontro. Da quell anno in poi, l esperienza della GMG ha toccato tutto il mondo, dall Argentina alla Polonia, dagli USA alle Filippine, dalla Francia al Canada (ultima edizione per Giovanni Paolo II), fino ad arrivare a Colonia 2005 (la prima per Benedetto XVI), Sydney 2008 e Madrid L esperienza della GMG è qualcosa che tutti dovrebbero vivere: un intera settimana all insegna della preghiera, della condivisione e del divertimento con milioni di ragazzi provenienti da ogni parte del pianeta e con il Santo Padre! Le giornate che precedono la settimana della GMG sono dette le Giornate della Diocesi : in questi giorni, chi vuole può vivere un gemellaggio con le Diocesi del posto. Quest anno, ad esempio, la nostra Diocesi è stata assegnata a quella di Valencia: in questo modo, i giovani che parteciperanno alla GMG potranno partire prima e vivere una settimana ospitati dalle famiglie e vivendo la vita parrocchiale di quella città. Gli eventi veri e propri della GMG si apriranno il 16 agosto e andranno avanti fino al 22 agosto: le mattinate e i pomeriggi saranno animati dalla celebrazione della Santa Messa e dalle catechesi dei Vescovi; le serate invece saranno colorate dal Festival della Gioventù, un insieme di incontri, balli, spettacoli, concerti, esposizioni, visite guidate a musei e parchi. L arrivo del Papa è previsto il giorno 18: gli eventi della GMG andranno avanti fino a culminare nella Via Crucis e nella Veglia guidate dal Santo Padre. Ogni evento ha un suo tema: lo slogan per Madrid 2011 è Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede (cfr. Col. 2,7). è stato proprio Benedetto XVI ad illustrare ai giovani del mondo il tema, tramite un messaggio: ( ) Come le radici dell albero lo tengono saldamente piantato nel terreno, così le fondamenta danno alla casa una stabilità duratura. Mediante la fede, noi siamo fondati in Cristo (cfr Col 2,7), come una casa è costruita sulle fondamenta. ( ) Cari amici, costruite la vostra casa sulla roccia, come l uomo che ha scavato molto profondo. Cercate anche voi, tutti i giorni, di seguire la Parola di Cristo. Sentitelo come il vero Amico con cui condividere il cammino della vostra vita. Con Lui accanto sarete capaci di affrontare con coraggio e speranza le difficoltà, i problemi, anche le delusioni e le sconfitte. Vi vengono presentate continuamente proposte più facili, ma voi stessi vi accorgete che si rivelano ingannevoli, non vi danno serenità e gioia. Solo la Parola di Dio ci indica la via autentica, solo la fede che ci è stata trasmessa è la luce che illumina il cammino ( ). La GMG è un esperienza unica: a tutti coloro che vi parteciperanno va la nostra preghiera e il nostro sostegno, e a tutti coloro che purtroppo non potranno prendervi parte va il nostro incoraggiamento a parteciparvi nelle edizioni future!»»» Claudia Lops pastorale giovanile6 arte sacra p6 Arte sacra: l impegno dei laici nell ambito della chiesa locale di Bisceglie DDa oltre un trentennio, l Arcivescovo Mons. Giuseppe Carata si rese promotore della valorizzazione del patrimonio artistico dell Arcidiocesi (Trani, Bisceglie, Barletta), nominando le Commissioni Diocesane per l arte Sacra, che avevano il compito di salvare dipinti, argenti, patrimonio librario ed archivistico. A Bisceglie dal 1980 si insediò la Commissione formata dal dr. Giacinto La Notte, Luigi Palmiotti, il notaio Piero Consiglio. Questi volontari cittadini, su decreto dell Arcivescovo Carata, crearono la Pinacoteca dell arte Sacra oggi Museo Diocesano. L impegno dei laici ha dato il via ad altre istituzioni: l archivio Diocesano che raccoglie antifonari, codici miniati, pergamene e documenti provenienti dalle diverse parrocchie locali; la Biblioteca Arcivescovile, dotata di ottimi servizi d informatica, di oltre volumi e di un bibliotecario. Bisceglie conserva un patrimonio artistico d arte sacra che ben pochi conoscono. La parrocchia di Santa Caterina, con la sua biblioteca, offre un servizio a tutta la collettività. è sempre il volontariato a promuovere iniziative di tutela, ma non viene sostenuto sufficientemente dalle autorità cittadine. Le parrocchie devono promuovere ed incentivare l opera di salvaguardia, informando i visitatori, i fedeli per la conoscenza del Museo Diocesano e degli archivi. Il comune, a sua volta, dovrà sostenere economicamente le opere finalizzate alla valorizzazione (restauri, assunzioni di personale).»»» Luigi Palmiotti - Carmela Gentile La superbia Inizio di tutti i peccati è la superbia (Sir 10,15). La Sacra Scrittura ci attesta che la superbia (d ora in poi solo s.) è all origine di ogni atto disordinato dell uomo. È la madre di tutti i vizi. Essa non ha come mira un oggetto definito (come può essere in altri vizi come la gola o la lussuria) ma sembra essere implicita in ogni azione malsana. Infatti, la s. sembra agire dietro ogni peccato che, a sua volta, è sempre disprezzo di Dio. Superbo fu Lucifero, l angelo ribelle, quando aspirò ad essere come Dio. Superbi furono Adamo ed Eva quando con la loro prevaricazione osarono mettersi al posto di Dio nella scelta del bene e del male. Secondo S. Gregorio Magno ci sono 4 forme di s.: 1) chi ritiene di essere la ragione unica di ogni riuscita e delle proprie capacità; 2) chi, pur credendo in Dio, presume che in fondo tutto ciò che è ed ha sia unicamente da ascrivere a proprio merito; 3) chi si vanta di avere capacità che non ha; 4) chi disprezza coloro che non possiedono capacità e risultati da lui conseguiti. È chiaro che in ogni orgoglioso queste varie forme si mescolano e sono più o meno accentuate: in ogni caso, ciò che viene intaccata dalla s. è la giusta considerazione di essere creatura dipendente da Dio. L insidia della s. sta nel fatto che essa s incunea proprio nelle opere virtuose ed eccellenti, cioè è proprio l uomo che ambisce al bene che spesso si lascia possedere dall orgoglio e dalla vanagloria. È il desiderio sregolato di essere quello che non si è, di eccellere sugli altri o, comunque, di sopravvalutare quello che si è raggiunti. Più l uomo sale in dignità, responsabilità, meriti, titoli, prestigio, più può essere interessato da questo vizio che lo conduce a ostentare in maniera vana e inutile i propri presunti traguardi. Il7 , l eccessiva stima di sè. Jean-Auguste-Dominique Ingres, Napoleone sul trono imperiale (1806); Parigi, Musée de l'armée. superbo non cerca più l eccellenza della virtù e la gloria di Dio, bensì l eccellenza di se stessi. Il fatto è che questo spesso viene abilmente mascherato dall interessato ed, anzi, ormai preda di fantasiosa immaginazione, lo stesso superbo sguazza in questa ambiguità di fondo che lo rende ancora più arcigno e difficilmente scardinabile. Ma ignora il pericolo a cui va incontro: Quando sarai salito sino all apice delle virtù, allora avrai bisogno di molta sicurezza. Colui che cade dal basso si rialza subito, ma chi cade dall alto, rischia la morte (Evagrio Pontico). Stando ai maestri dello spirito, il superbo è di solito uomo profondamente triste, insoddisfatto, caratterizzato da acidità e giudizio malevolo verso gli altri. Inoltre, alla s. si associano l ipocrisia e la falsa umiltà. Infatti, la s. ha bisogno di essere mostrata ad altri, non può restare nascosta, per questo si trova a proprio agio nelle vesti dimesse dell umiltà, che costituisce anzi un ulteriore motivo di vanto. Se questo è vero, si consiglia di combattere la s. non con la semplice umiltà, che può essere inquinata e falsa, ma da qualcosa di più radicale e profondo: la carità. Solo se si ama davvero Dio e i fratelli si è umili e si evita il pericolo di pavoneggiarsi orgogliosamente e di disprezzare gli altri. Nell ambito psicologico, la s. è strettamente imparentata con il narcisismo che deriva da una educazione che non ha conosciuto sufficienti limiti e restrizioni nella fase infantile. Qui il ruolo dei genitori, specie del padre, è importante perché il figlio acquisti una sana stima di sé, costruita non evitando ma affrontando insieme i limiti e gli ostacoli. Se questo non funziona, a causa spesso della latitanza del padre, il bambino viziato cresce con una insicurezza strutturale e cercherà nella vita sempre conferme al suo valore e, non conoscendo i suoi effettivi limiti, non li ammetterà mai e sarà sempre schiavo del suo orgoglio. Per non parlare poi, delle aspettative eccessive dei genitori sui propri figli, anch esse foriere di personalità orgogliose ma fragili. Infine, la pena del superbo è la solitudine in quanto egli tende ad evitare ogni contatto con chi può metterlo in discussione: così rischia di svendere la ricchezza di ciò che gli è attorno per difendere gelosamente quel poco che ha acquisito e che, alla lunga, svanirà.»»» don Francesco Mastrulli p7veritas8 caritas Parrocchia Santa Caterina da Siena - Bisceglie n 8 agosto 2011 Vacanze: possibilità per pochi? p8 Il centro d ascolto Caritas della nostra parrocchia, come molte volte è stato ribadito, è un luogo presso il quale rivolgersi quando una famiglia o un single versa in condizioni disagiate. Con il passar del tempo diventa anche luogo di confidenze, di sfoghi circa le proprie frustrazioni, di ricerca di consigli e sovente ci si ferma a parlare di qualsiasi cosa, in questo periodo anche di come si trascorrono le vacanze estive, in tempo di crisi e di disagio economico. Vacanze, zero assoluto, non esistono! è la risposta che sintetizza il pensiero di tutte le famiglie che seguiamo o meglio, le famiglie con figli in età scolare, riferiscono che con le ferie scolastiche c è subito da pensare a comprare il corredo scolastico o rifornirsi di testi per il prossimo anno, per avere magari l occasione dei libri usati a metà prezzo. Le vacanze fuori città? Restano un sogno e magari un occhiata malinconica ai depliant che pubblicizzano villaggi e crociere, affissi sulle vetrine delle agenzie viaggio. Quando si può ci si sposta nelle località turistiche limitrofe per un solo giorno con al seguito il pranzo a sacco. Chi non può si accontenta... basta solo una pizza o una grigliata ogni tanto con i parenti o amici, per il mare lo si ha a disposizione gratis. Si sa i soldi non bastano mai, le bollette sono sempre puntuali, e non ci si può prendere il lusso di sperperare soldi in cose inutili. E gli anziani? Per loro la stagione estiva è un periodo difficile, per molti l estate vuol dire solo solitudine, i servizi sociali non funzionano a dovere, non si organizzano più soggiorni estivi per loro o per famiglie disagiate. Alcuni colgono l occasione di qualche sagra cittadina o di qualche evento gratuito per interrompere la solita routine. è triste pensare a questo scenario che in effetti è vita reale, raccontato con un po di tristezza e invidia ed è più assurdo quando vediamo in tv quegli yacht milionari ormeggiati di fronte a ville lussuose, in note località di villeggiatura, la cui spesa per il parcheggio portuale basterebbe a far sopravvivere una famiglia intera!!! O a quei locali affollatissimi, il cui ingresso equivale alla spesa mensile di un single che fa cento nodi come si suol dire, per arrivare a fine mese. Meditate gente, meditate! Chi ha troppo e chi niente... e si accontenta di quel poco che ha.»»» Caritas parrocchiale9 Storie di crucchi e partigiani: un romanzo ambientato nella Cittadella di 50 anni fa. S Storie di crucchi e partigiani è un libro davvero particolare perché può scatenare reazioni contrastanti; lo si può amare e conservare gelosamente come uno scrigno prezioso oppure lo si può trattare quasi con sdegno e archiviare in tutta fretta. Partiamo dal titolo: chi sono i crucchi? Sappiamo bene chi sono i partigiani, ma forse non tutti sanno che con il termine crucchi, ormai caduto in disuso, si indicavano in maniera dispregiativa i tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Conosciamo l autore: lui è Angelo Cassanelli, classe 1953, cresciuto nel nostro quartiere, dopo aver conosciuto da giovanissimo le realtà di Milano e Urbino, si trasferisce nel 1980 a Francoforte sul Meno (Germania) dove tuttora vive e insegna italiano nei corsi serali per adulti. Nel romanzo Cassanelli è personificato dal professor Angelo Di Bari che, durante la lezione, narra ai suoi studenti i momenti di fanciullezza vissuti in un quartiere di periferia di Bisceglie, un paese rurale sul litorale adriatico a una trentina di chilometri da Bari tra la fine degli anni 50 e l inizio degli anni 60. Il ricordo di questi momenti è tutto incentrato sulla figura di mba Pierèine u partiggièine, compare Piero il partigiano, chiamato così perché nel nord Italia aveva combattuto tra le file partigiane. È lui che riuniva i ragazzini della Cittadella per raccontare loro le storie di crucchi e partigiani ma anche i miti greci e le gesta di Che Guevara e di Federico II. Ad ascoltarlo, tra gli altri, mba Frènghe Tembiste, Tonine Pezzevecchie, Peppène u Prese, Franghine u Prevetìcchie e Lino (il piccolo Angelo) che sin dall inizio del libro appare il più sveglio e vivace della compagnia e che farà di Piero il partigiano un riferimento della sua vita. I racconti si stagliano sullo sfondo della Cittadella di allora; emerge la misera condizione dei contadini che l abitavano, la diceria e il colore delle donne nei vicoli e la presenza della Chiesa, troppo ingombrante per un appassionato comunista come Piero. Non mancano perciò epiteti poco lusinghieri nei confronti del parroco di Santa Caterina, don Michele Cafagna e l insofferenza verso le pie donne. Cassanelli delinea con dovizia di particolari i personaggi che popolano il quartiere e non risparmia al lettore la descrizione delle cinghiate dei padri, delle percosse subite dalle mogli e degli scontri tra le bande di ragazzini. Storie di crucchi e partigiani è allo stesso tempo un piccolo manualetto di storia (i racconti di Piero sono corredati da ampia bibliografia) e una sorta di Decameron ambientato nella Cittadella. Qualcuno potrà rimanere sconcertato davanti ad alcune descrizioni o volgarità ma accanto ai piacevoli quadretti di vita, ai simpatici ritratti di personaggi e ai deliziosi scorci che emergono da altre opere scritte da biscegliesi, è giusto che ci sia posto per un romanzo che, con un linguaggio politically incorrect, descriva la Bisceglie di un tempo. Ecco perché io mi pongo tra quelli che hanno amato questo libro; perché adesso il quadro è più completo e realistico e ora so che esistono certi aspetti della vita di un tempo di cui non si può avere nostalgia. Potete trovare il libro presso la Biblioteca don Michele Cafagna, sì, proprio nel luogo intitolato a quel prete tanto vituperato nel libro (scherzi della vita!) ma pur sempre situato nel cuore della Cittadella, dove gli abitanti erano persone semplici e oneste... e benché fossero tutti poveri e analfabeti, erano almeno solidali e complici e per questo si sentivano forti e imbattibili.»»» Luca La Notte Nella foto Angelo Cassanelli. cultura & comunicazione p910 Tra il serio e il faceto La famiglia è in crisi? Evviva la poligamia! movimenti p10 La famiglia è in crisi? I giovani non hanno voglia di sposarsi? Rimedio: oggi, promuoviamo la bigamia di fatto! Domani, perché no, la poligamia. Evviva il pluralismo familiare. Caro lettore, ti sembra questa una battuta, una barzelletta estiva, un modo per sedurre la tua attenzione? No, mio caro. Questo è ciò che succede oggi, e che potrà succedere domani, in Italia. Forse lo sfegatato antiberlusconiano che ti sta accanto, cremato (nel senso di: spalmato di crema solare) e sdraiato sul telo mare, penserà che si tratta dell ennesima boutade che riguarda il Cav. E invece no. Non l ha azzeccata. Si tratta dell ultima sentenza creativa di un organo giudiziario. Quindi, una cosa seria! Mica qui stiamo a dire castronerie. E sì, il sig. Caio, legalmente sposato secondo i canoni dell articolo 29 della Costituzione italiana, (stanco della solita moglie e/o alla ricerca di un nuovo amore e/o considerando troppo misero avere una sola famiglia) ha fatto il bis. Così mentre continuava ad avere normali legami con la sua famiglia vera (in giurisprudenza si dice more uxorio ) ha iniziato a convivere con un altra donna. Ma sai com è, una ciliegina tira l altra, l amore è... fecondo e nel giro di non molto tempo si è ritrovato ad avere anche una figlia dal secondo letto. Questa volta però, a Caio, sono sorti degli scrupoli e... non ha voluto riconoscere legalmente questa figlia. Quindi Caio aveva la famiglia A secondo costituzione e il nucleo B secondo... ( capriccio direbbero i benpensanti), provvedendo economicamente, da buon padre di famiglia (si fa per dire), ad entrambi. I giorni passano. Un brutto dì, il sig. Caio more a causa di un incidente stradale e l assicu- razione, come da contratto, risarcisce la famiglia vera. Apriti cielo, anche la convivente vuole avere la sua parte e fa ricorso. Ricorso sopra ricorso si arriva alla Corte di Cassazione, terza sezione civile, che emette la sentenza n Secondo te, caro lettore, i giudici della Suprema Corte che cosa hanno sentenziato? Che la famiglia vera è la sola ad avere diritto? E invece no! I giudici di Cassazione hanno sentenziato in modo salomonico che il risarcimento danni deve essere erogato in egual misura sia per la famiglia A che per il nucleo B, mettendo sullo stesso piano sia la famiglia legale che la convivenza senza legge. Evviva! Allora se non c è differenza tra le due cose, perché i giovani dovrebbero unirsi in matrimonio e assumersi responsabilità reciproche quando possono convivere senza obblighi, nemmeno quello di riconoscere i figli, e godere di tutti i diritti? Allora, che senso ha questa vecchia costituzione che riconosce solo la famiglia fondata sul matrimonio?! Boh? Non solo. Ma a sto punto, avere due famiglie contemporaneamente, dopo questa sentenza, diventa una sorta di bigamia legalizzata. E se uno, come me, amante della famiglia, in barba alla crisi economica, se ne costituisce tre o quattro o, perché porre limiti alla fantasia e al desiderio, quante gliene pare, che cosa succederebbe? Molto semplice: secondo questa sentenza, sarebbero tutte sullo stesso piano. Hanno ragione gli islamici, essi sono più evoluti: la poligamia, loro, la praticano da sempre! Evviva l Italia poligama!»»» Mimmo Quatela Comitato Progetto Uomo11 Ferragosto. o festa dell Assunta? Tiziano, Assunta (1518); pala d'altare; Venezia, Basilica di S. Maria Gloriosa dei Frari Oggi diciamo buon ferragosto. E diciamo bene. Ma, se il ferragosto è il tempo in cui tutti siamo in ferie, al mare, con un corpo abbronzato, efficiente è pur vero che questo edonismo che il mondo va predicando non ci garantisce una vita piena, che scavalca malattia e morte e ci ricrea vivi e giovani per l eternità. Nello stesso giorno infatti il mondo cristiano celebra la festa dell assunzione di Maria. L assunzione di Maria al cielo è un dogma cattolico nel quale viene affermato che Maria, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita immediatamente in Paradiso sia con l anima che con il corpo. Contempliamo questo mistero. La ragione umana non riesce a comprendere, solo la fede può spiegare. Facciamoci questa domanda: come ci saremmo comportati se avessimo potuto sceglierci la madre? Credo che avremmo scelto quella che abbiamo ma l avremmo colmata di ogni grazia. Così fece Gesù essendo onnipotente e sapiente. è un ragionamento che i fedeli hanno scoperto nel tempo. San Giovanni Damasceno diceva: Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte, che colei che aveva portato in seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina, che colei che aveva visto il figlio sulla croce, ricevendo nel corpo il dolore risparmiato nel parto lo completasse seduta alla destra del Padre, che la Madre di Gesù possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre sciava di Dio... Questo felice esito della vita terrena di Maria non riguarda, tuttavia, Lei sola, in Lei ha avuto principio quell opera di redenzione che deve nel disegno misericordioso e buono di Dio, raggiungere ognuno di noi. Tutto ciò che è buono, Dio ha pensato per le sue creature, in Maria si è realizzato in pienezza e perfezione grazie alla sua fedeltà in Cristo. Perciò il suo destino si lega indissolubile a quello del figlio come in terra così in cielo... E come l assunzione del Signore rivela che un corpo abita nella Trinità così l assunzione di Maria sarà il destino di ogni credente. Rivolgiamo la nostra preghiera a Maria: Cuore dolcissimo di Maria, dà forza e sicurezza al nostro cammino sulla terra: sii tu stessa il cammino perché tu conosci il sentiero più diretto e sicuro che conduce, per amor tuo, all amore di Gesù Cristo. Se dunque in campo laico tutti siamo ben lieti di vivere un tempo di riposo e di vacanza, e di dedicarci un giorno di festa estiva in senso pieno come quello del ferragosto, è altrettanto vero che come credenti siamo felici di vivere il tempo del pellegrinaggio terreno nell attesa di essere anche noi redenti, trasfigurati e glorificati da Dio come Maria e i Santi. Dedichiamoci sempre alla preghiera e alla carità perché come Maria siamo assunti nella sfera divina, dove la festa e il riposo in Dio saranno senza fine.»»» Gino Colangelo liturgia p11 Vedere altro
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