Source: http://win.ingegnerianet.it/manuale_jasp/struttura.php
Timestamp: 2018-07-19 02:14:44+00:00

Document:
Il menù struttura contiene i seguenti comandi:
Pareti Triangolari
Beam per piano verticale
Pareti per piano verticale
Svincoli Pilastri
Svincoli Travi
Svincoli Pareti WCM
Svincoli beam per p.v.
Permette l'inserimento dei dati generali della struttura, in particolare:
Provincia: Provincia.
Comune: Comune.
Latitudine [°]: Il software propone la latitudine del centro del comune indicato. Tale dato può essere cambiato spuntando la Check Box .
Longitudine [°]: Il software propone la longitudine del centro del comune indicato. Tale dato può essere cambiato spuntando la Check Box .
Altitudine s.l.m. [m] : Il software propone l'altitudine sul livello del mare del centro del comune indicato. Tale dato può essere cambiato spuntando la Check Box .
Con il pulsante Google Maps è possibile avviare il browser e visualizzare il punto scelto con Google Maps
Con il pulsante Tuttocittà è possibile avviare il browser e visualizzare il punto scelto con tuttocitta.it
Con il pulsante In.Link è possibile importare il link preso da tuttocitta.it o da Google Maps
copiando il link ed incollandolo nella apposita maschera tramite i pulsanti [ctrl]+[v] il software importerà la latitudine e la longitudine del centro della pianta visualizzata.
Tipo di opera: Tipo di opera come riportato §2.4.1 delle NTC18
Vita nominale Vn [anni]: La vita nominale come riportata al §2.4.1 delle NTC18. Tale parametro può essere modificato dall'utente spuntando la Check Box .
Permette l'inserimento dei fili fissi (o montanti) della struttura. Il fini sono individuati dalle coordinate (x,y) ed indicano le rette verticali lungo le quali vanno disposti i pilastri.
L'inserimento di un filo avviene mediante l'individuazione dei parametri:
x [m]: Ascissa del filo.
y [m]: Ordinata del filo.
allin.: Allineamento di default dei pilastri, delle travi e delle parati agganciate al filo.
angolo [°]: Rotazione dell'allineamento. Ha senso solo per gli allineamenti diversi dal "5) +"
Il pulsante new inserisce un nuovo filo. Dopo la scrittura dei valori premere ok per confermare.
Il pulsante del cancella il filo corrente. La cancellazione di un filo comporta la cancellazione di tutte le travi e di tutti i pilastri che hanno un estremo appartenente al filo.
Per modificare un filo selezionare una cella della tabella inferiore. Tutti i dati della riga vengono inseriti nella parte superiore della maschera ed è quindi possibile modificare i parametri che si desidera. Per confermare le modifiche premere ok
La pianta della struttura nella parte destra della maschera è navigabile con il mouse e con i pulsanti della barra degli strumenti , in particolare premere:
per ingrandire (cliccare poi sul punto da ingrandire);
per rimpicciolire (cliccare poi sul punto da rimpicciolire);
per spostare (cliccare, tenere poi il tasto sinistro del mouse premuto e trascinare);
per ingrandire una finestra a scelta (selezionare una finestra con il tasto sinistro del mouse);
per misurare la distanza tra 2 punti. La misura viene visualizzata in tempo reale nella barra di stato, in basso a destra.
per tornare alla vista globale;
Per ingrandire e rimpicciolire è sempre possibile utilizzare la rotella del mouse.
Per l'input e la modifica sono presenti i seguenti pulsanti:
Seleziona. Cliccando su di un punto dello schermo il software individua il filo più vicino e lo carica nella tabella e nella maschera di sinistra.
Sfondo on-off. Attiva la visualizzazione di un dxf di sfondo. Jasp visualizza solo gli oggetti linea e multilinea. Non è possibile visualizzare altri tipi di oggetti e blocchi inseriti nel disegno.
Copia. Dopo aver selezionato il comando copia bisogna selezionare una finestra grafica con il tasto sinistro del mouse. Il software individua i fili contenuti all'interno della finestra e mostra la seguente maschera:
A questo punto è possibile indicare i parametri della copia e confermare l'operazione
Sposta. Dopo aver selezionato il comando sposta bisogna selezionare una finestra grafica con il tasto sinistro del mouse. Il software individua i fili contenuti all'interno della finestra e mostra la seguente maschera:
A questo punto è possibile indicare i parametri dello spostamento e confermare l'operazione.
Cancella. Cancella un insieme di fili. Dopo aver selezionato il comando cancella bisogna selezionare una finestra grafica con il tasto sinistro del mouse. Il software individua i fili contenuti all'interno della finestra e mostra la maschera di richiesta di conferma dell'operazione.
x-y. Carica nella maschera sinistra le coordinate individuate con il click del mouse. Con questo pulsante è possibile individuare i punti in cui inserire i fili fissi direttamente dal dxf di sfondo. A tale scopo con il pulsante è possibile definire il tipo di snap da utilizzare.
opzioni. All'avvio del comando compare il seguente menu:
Snap sfondo dxf permette di scegliere lo snap da utilizzare per il comando , in particolare:
Punti esterni: il comando individua i punti iniziali e finali delle linee
Punto centrale: il comando individua i punti centrali delle linee
Intersezione: il comando individua i punti di intersezione tra 2 linee
Nessuno: snap disattivati. Il punto individuato dal comando è esattamente quello su cui si clicca.
Nuovo Sfondo dxf: carica un nuovo file dxf di sfondo. Lo sfondo dxf deve essere disegnato in metri ed il disegno dxf deve essere posizionato, sul foglio di disegno, pei pressi del punto (0,0).
Stacca sfondo dxf: Rimuove lo sfondo dxf dalla memoria centrale (RAM).
Importa fili dxf: Importa automaticamente i fili fissi da un file dxf. Jasp individua come fili fissi i seguenti punti:
L'intersezione di due linee appartenenti al layer nominato "FILI"
I punti di inserimento dei blocchi con nome "FILO", appartenenti a qualunque layer.
Per poter utilizzare il comando l'utente deve quindi modificare con un cad il dxf di origine in uno dei seguenti modi:
Inserendo un nuovo layer nominato "FILI" ed individuando i fili da inserire con due linee che si incrociano. Ogni coppia di linee del dxf è utilizzata dal programma per individuare un solo filo. Non è possibile utilizzare una stessa linea per individuare più fili.
Creando un blocco nominato "FILO" ed inserendolo in corrispondenza dei punti da individuare, tenendo conto che Jasp inserisce i fili fissi nei punti di inserimento del blocco.
Griglia: Permette di scegliere l'approssimazione delle coordinate dei fili fissi. Ha effetto sia sull'importazione automatica dei fili che sul comando
Permette l'inserimento dei piani della struttura. Un piano è caratterizzato dalla quota z.
L'inserimento di un piano avviene mediante l'individuazione dei parametri:
z [m]: Quota del piano.
Esteso: Deve essere selezionato per gli impalcati, non per gli interpiani. Se è selezionato il software considera l'eccentricità accidentale del centro di massa nell'analisi simica.
Rigido: Se spuntato il software utilizza il modello master-slave per modellare la rigidezza del solaio nel proprio piano. L'utilizzo di tale modello congiuntamente al piano termico crea tensioni elevate. L’utilizzo del modello con impalcato infinitamente rigido è un retaggio del passato, quando il numero dei gradi di libertà era un problema[5]. Attualmente tale modello deve essere utilizzato con estrema cautela perché può portare diversi problemi[6] senza fornire nessun vantaggio[5]. In caso in cui il modello master-slave non venga utilizzato Jasp, per modellare la rigidezza di un solaio nel proprio piano, inserisce una coppia di bielle per ogni solaio.
È possibile inserire, modificare o cancellare un piano. La cancellazione di un piano comporta la cancellazione di tutte le travi e di tutti i pilastri che hanno un estremo appartenente al piano cancellato.
Le quote dei piani possono non essere crescenti con la numerazione. È possibile, per esempio, che il piano 5 sia ad una quota inferiore del piano 1.
Cliccando sul pulsante copia piano appare la maschera seguente:
Questa maschera permette di copiare tutti gli elementi da un piano ad un altro piano. Tutti gli elementi precedentemente appartenenti al piano destinazione saranno cancellati. Dopo aver premuto il pulsante copia il piano destinazione sarà, par quanto possibile identico al piano origine.
Un nodo è individuato dall' intersezione di un piano e di un filo. La seguente maschera permette per ogni nodo: di modificare la quota, di settare i vincoli e di modificare la lunghezza della mesh degli elementi shell uniti al nodo.
Scegliere il piano nella parte superiore operando sulla comboBox . Scegliere successivamente il nodo selezionando una riga della tabella.
Per ogni nodo è possibile inserire i seguenti parametri:
Δz [m]: Altezza relativa del nodo rispetto al piano di appartenenza.
Vincolo: Spuntando la check box è possibile inserire il vincolo selezionandolo dall'archivio "Vincoli"
Se la check box non è spuntata il vincolo è scelto in automatico dal software, in particolare è
"1) incastrato" se il nodo appartiene al piano zero e non vi siano travi o piastre convergenti nel nodo.
"4) Sx=0;Sy=0" se il nodo è collegato ad un elemento di Winkler (trave, piastra o plinto)
"2) libero" negli altri casi.
In pratica i pilastri e le pareti che hanno il nodo inferiore a quota zero, e non poggiano su travi o piastre sono considerati incastrati alla base. Inoltre, per poter eseguire una corretta analisi dinamica, per i nodi di fondazione è bloccato lo scorrimento lungo x e lungo y.
Lung.Max.Mesh [m]: La dimensione massima della mesh della piastra o della parete nel nodo.
Gruppo Rigido: Indica il nodo master a cui è legato il nodo corrente. È possibile specificare più nodi master per uno stesso piano. Usare 0 per indicare che il nodo non è agganciato ad alcun nodo master.
Verif Res: Verifica resistenza.
Default: Jasp effettua la verifica di resistenza del nodo se prevista della Norma.
Sì: Il programma effettua comunque la verifica di resistenza.
No: Il programma non effettua la verifica di resistenza per il nodo selezionato.
Nella barra degli strumenti, oltre che ai comandi precedentemente illustrati, è presente il comando:
Copia proprietà. Il comando copia le proprietà dell'oggetto selezionato in precedenza, mediante la tabella posta a sinistra o mediante il pulsante seleziona, su di un insieme di nodi. Dopo aver selezionato il comando copia proprietà bisogna selezionare una finestra grafica con il tasto sinistro del mouse. Il software individua i nodi contenuti all'interno della finestra e mostra la maschera.
Nella maschera è possibile selezionare con le check-box le proprietà da copiare sugli elementi selezionati e confermare l'operazione
Permette l'inserimento dei pilastri della struttura.
Scegliere il piano nella parte superiore operando sulla comboBox .
Il piano scelto è il piano a cui appartiene il nodo superiore (nodo iniziale) di tutti i pilastri che compaiono nella tabella inferiore.
L'inserimento di un pilastro avviene mediante l'individuazione dei seguenti parametri:
Filo: Filo a cui appartiene il pilastro.
P.Inf: Piano inferiore (finale) del pilastro. Il piano iniziale è quello selezionato nella parte superiore della maschera. La casella può essere:
Deselezionata : Il piano inferiore del pilastro è scelto in automatico dal software. (consigliato).
Selezionata : l'utente può impostare il piano inferiore.
Sezione: Sezione scelta nell'archivio delle "Sezioni Beam".
Rotazione [°]: L' angolo di rotazione espresso in gradi.
Δx[cm]: Delta x del pilastro. Di default il valore è calcolato in funzione dell'allineamento del filo (menù struttura/fili) e della sezione del pilastro. Per modificare il valore di default spuntare la check-box
Δy[cm]: Delta y del pilastro. Di default il valore è calcolato in funzione dell'allineamento del filo (menù struttura/fili) e della sezione del pilastro. Per modificare il valore di default spuntare la check-box
L0x/L: Rapporto tra lunghezza libera d'inflessione secondo l'asse x del pilastro e la lunghezza del pilastro.
L0y/L: Rapporto tra lunghezza libera d'inflessione secondo l'asse y del pilastro e la lunghezza del pilastro.
Jasp propone i valori per L0x/L e L0y/L considerando i vincoli cedevoli e considerando il pilastro "incastrato -incastrato [caso f)] " oppure con un estremo libero [caso g)] . L0/L è calcolato utilizzando le formule proposte dall'EC2-2005 §5.8.3.1. Gli altri casi sono a cura dell'utente che potrà impostare, qualora lo ritenga necessario, i valori più idonei.
Telai a nodi fissi [caso f)] :
Telai a nodi mobili [caso g)]:
k1 e k2 sono le flessibilità relative alla rotazione degli incastri di estremità ed è posto k1 = k2 = 0,1 come indicato al punto 5.8.3.2 (3) del EC2-2005
0,5 < L0/L < 1
L0/L > 2
Nella barra degli strumenti, oltre ai comandi precedentemente illustrati, sono presenti i comandi:
Copia su altro piano. Il comando copia gli oggetti selezionati su di un altro piano. Dopo aver selezionato il comando bisogna selezionare una finestra grafica con il tasto sinistro del mouse. Il software individua i pilastri presenti all'interno della finestra e mostra la maschera.
Nella maschera è possibile selezionare il piano destinazione su cui copiare gli oggetti selezionati. Inoltre spuntando la check-box è possibile passare, dopo l'operazione di copia, alla visualizzazione del piano destinazione.
filo. Selezionando il pulsante filo e cliccando su di un punto dello schermo il software individua il filo più vicino e lo carica nel campo Filo della maschera di sinistra.
Copia armatura. Il comando copia l’armatura del pilastro selezionato in precedenza mediante la tabella posta a sinistra o mediante il pulsante seleziona su altri pilastro. Dopo aver selezionato il comando copia armatura bisogna selezionare una finestra grafica con il tasto sinistro del mouse. Il software individua i pilastri contenuti all'interno della finestra e mostra la maschera.
Le staffe sono sempre copiate dal pilastro origine ai pilastri destinazione. L’armatura longitudinale è copiata solo se il pilastro origine ha la stessa tipologia di sezione del pilastro destinazione.
Permette l'inserimento delle travi della struttura.
Il piano scelto è il piano a cui appartiene il primo estremo di tutte le travi che compaiono nella tabella inferiore
L'inserimento di una trave avviene mediante l'individuazione dei seguenti parametri:
Filo Iniziale: Filo iniziale della trave.
Filo Finale: Filo finale della trave.
P.Fin: Piano finale della trave. Il piano iniziale è quello selezionato nella parte superiore della maschera.
Rotazione [°]: Angolo di rotazione della trave. Deve essere compreso tra -45° e +45°.
Δxi[cm]: Delta x del primo nodo della trave.
Δyi[cm]: Delta y del primo nodo della trave.
Δzi[cm]: Delta z del primo nodo della trave. Per le travi in calcestruzzo armato non è possibile specificare tale valore.
Δxf[cm]: Delta x del secondo nodo della trave.
Δyf[cm]: Delta y del secondo nodo della trave.
Δzf[cm]: Delta z del secondo nodo della trave. Per le travi in calcestruzzo armato non è possibile specificare tale valore.
Di default i valori Δxi, Δyi, Δxf, Δyf, sono calcolati in funzione dell'allineamento del filo (menù struttura/fili) e della larghezza della trave. Per modificare il valore di default spuntare la check-box relativa.
Nella barra degli strumenti, oltre che ai comandi precedentemente illustrati, sono presenti i comandi:
filo iniziale. Selezionando il pulsante filo iniziale e cliccando su di un punto dello schermo il software individua il filo più vicino e lo carica nel campo Filo Iniziale della maschera di sinistra.
filo finale. Selezionando il pulsante filo finale e cliccando su di un punto dello schermo il software individua il filo più vicino e lo carica nel campo Filo Finale della maschera di sinistra.
Copia armatura. Il comando copia l’armatura della trave di origine nelle travi di destinazione. La copia avviene solo se la trave origine e le travi destinazione appartengono ad una travata (vedere menù esecutivi/definizione travate). In caso di armatura asimmetrica la posizione dell’armatura è riferita all’orientamento della trave.
La selezione degli oggetti, prevista per i comandi , può essere fatta in 2 modi.
trascinando il cursore da sinistra a destra il software seleziona tutti gli oggetti interamente contenuti nella finestra.
trascinando il cursore da destra a sinistra il software individua gli oggetti contenuti anche solo parzialmente nell'area della finestra.
Permette l'inserimento di elementi di tipo biella nella struttura. La maschera per l'inserimento delle bielle è identica a quella per l'inserimento delle travi. Le bielle inserite mediante tale maschera sono di seguito chiamate anche bielle esplicite, perché inserite direttamente dall'utente.
Permette l'inserimento di elementi di tipo rigel, cioè un elemento rettilineo a 2 nodi infinitamente rigido, nella struttura. La maschera per l'inserimento delle bielle è identica a quella per l'inserimento delle travi, tranne che per il tipo di sezione che non deve essere specificata. Gli elementi rigel di Jasp sono privi di massa.
Permette l'inserimento delle piastre della struttura.
Il piano scelto è il piano a cui appartengono i primi 2 nodi di tutte le piastre che compaiono nella tabella inferiore
L'inserimento di una piastra avviene mediante l'individuazione dei seguenti parametri:
Filo 1 : Filo del nodo 1 della piastra
Filo 2 : Filo del nodo 2 della piastra
Filo 3 : Filo del nodo 3 della piastra
Filo 4 : Filo del nodo 4 della piastra
Piano 3 e 4 : Piano dei nodi 3 e 4.
Sezione: Sezione scelta nell'archivio delle "Sezioni Shell".
Δz [cm]: Abbassamento della piastra rispetto al piano individuato dai nodi. Di default i 4 nodi individuano il paino l’estradosso della piastra. Inserendo un Δz negativo è possibile abbassare ulteriormente la piastra.
Cer 1°L : Cerniera 1°Lato. Se spuntato il software inserisce dei vincoli interni di tipo cerniera lungo il 1° lato della piastra.
Cer 2°L : Cerniera 2°Lato. Se spuntato il software inserisce dei vincoli interni di tipo cerniera lungo il 2° lato della piastra.
Cer 3°L : Cerniera 3°Lato. Se spuntato il software inserisce dei vincoli interni di tipo cerniera lungo il 3° lato della piastra.
Cer 4°L : Cerniera 4°Lato. Se spuntato il software inserisce dei vincoli interni di tipo cerniera lungo il 4° lato della piastra.
I fili 1,2 e 3 non devono essere allineati.
Gli angoli interni della piastra devono essere ≤ di 180°
Per inserire una piastra triangolare bisogna assegnare lo stesso filo al 3° ed al 4° nodo della piastra.
Se piastre sono modellate come elementi finiti di tipo "Shell". La meshatura è effettuata in automatico del programma.
Gli elementi shell utilizzati sono:
Shell Triangolare[2]: Elemento bidimensionale triangolare con 3 nodi (corrispondenti ai 3 vertici) ottenuto dall’unione di un elemento lastra CST (Constant Strain Triangle) con 6 gdl e di un elemento piastra sottile di Kirchhoff DKT (Discrete Kirchhoff Triangle) [3] con 9 gdl.
Shell Rettangolare[2]: Elemento bidimensionale rettangolare con 4 nodi (corrispondenti ai 4 vertici) ottenuto dall’unione di un elemento lastra LSR (Linear Strain Rectangle) con 8 gdl e di un elemento piastra sottile di Kirchhoff ACM (Elemento Adini-Clough-Melosh, 1961-1963 ) con 12 gdl.
Jasp utilizza gli elementi rettangolari quando possibile, altrimenti utilizza gli elementi triangolari.
Nota bene: Per ottenere una buona modellazione i triangoli non devono avere angoli molto piccoli. L'ideale sarebbe avere tutti triangoli equilateri. Modelli FEM con mesh triangolari con angoli < 30° sono sconsigliate.
Filo n . Selezionando il pulsante Filo n e cliccando su di un punto dello schermo il software individua il filo più vicino e lo carica nel campo Filo n della maschera di sinistra
Permette l'inserimento delle pareti.
Il piano scelto è il piano a cui appartengono i nodi superiori di tutte le pareti che compaiono nella tabella.
L'inserimento di una parete avviene mediante l'individuazione dei seguenti parametri:
Filo iniziale: Filo iniziale della parete.
Filo finale: Filo finale della parete.
Piano.inf: Piano inferiore della parete. Il piano superiore è quello selezionato nella parte superiore della maschera. La casella può essere:
Deselezionata : Il piano inferiore della parete è scelto in automatico dal software (consigliato).
Δxi[cm]: Delta x rispetto al filo iniziale.
Δyi[cm]: Delta y rispetto al filo iniziale.
Δxf[cm]: Delta x rispetto al filo finale.
Δyf[cm]: Delta y rispetto al filo finale.
A seconda della scelta fatta nella definizione della sezione parete, le pareti sono modellate con uno dei seguenti modelli:
Modello WCM[1][4], ovvero pilastro e 4 link rigidi. Il software, per creare il modello, inserisce, in automatico, un filo centrale e modella la parete con un beam di Tymošenko. Se esiste un filo inserito dall'utente, posto al centro tra i fili iniziali e finali, Jasp lo utilizzerà per creare la struttura, ed inserirvi il pilastro che modella la parete.
Modello con shell (ovvero lastra + piastra).
Nota: Il comando copia armatura funziona solo per pareti WCM
Permette l'inserimento delle pareti triangolari.
Il piano scelto è il piano a cui appartiene il primo nodo per tutte le pareti che compaiono nella tabella inferiore
Filo 1: Filo 1 della parete.
Filo 2: Filo 2 della parete.
Filo 3: Filo 3 della parete.
Piano.2: Piano 2, che con il filo 2 individua il secondo nodo della parete.
Piano.3: Piano 3, che con il filo 3 individua il terzo nodo della parete.
Sezione: Sezione scelta nell'archivio delle "Sezioni Shell ".
Δxi[cm]: Delta x rispetto al filo 1.
Δyi[cm]: Delta y rispetto al filo 1.
Δxf[cm]: Delta x rispetto al filo 2.
Δyf[cm]: Delta y rispetto al filo 2.
Permette l'inserimento dei plinti della struttura.
Il piano scelto è il piano a cui appartengono tutti i plinti che compaiono nella tabella inferiore.
L'inserimento di un plinto avviene mediante l'individuazione dei seguenti parametri:
Filo: Filo a cui è collegato il plinto.
Tipologia plinto: Tipologia di plinto scelta dall'archivio dei plinti.
Delta Loc: Se spuntato indica al programma che i valori Δx e Δy sono riferiti al sistema locale del plinto.
Δx[cm]: Delta x del plinto.
Δy[cm]: Delta y del plinto.
Attraverso questa maschera è possibile inserire nella struttura sia plinti diretti sia plinti su pali.
Plinto diretto: Per il calcolo della struttura di elevazione è modellato con un elemento rigel e un vincolo cedevole.
Plinto su pali: Per il calcolo della struttura di elevazione il plinto su pali è modellato un elemento rigel ed un vincolo cedevole. Per il calcolo delle sollecitazioni interne e per la sua verifica il plinto su pali è modellano come una piastra infinitamente rigida su tanti vincoli cedevoli quanti sono i pali.
Permette l'inserimento dei pali singoli della struttura.
Il piano scelto è il piano a cui appartengono tutti i pali che compaiono nella tabella inferiore.
L'inserimento di un palo avviene mediante l'individuazione dei seguenti parametri:
Filo: Filo a cui è collegato il palo.
Palo: Tipologia di palo scelta dall'archivio dei pali.
Δx[cm]: Delta x del palo.
Δy[cm]: Delta y del palo.
Δz[cm]: Delta z del palo. Se non specificato il programma lo pone pari delle travi o delle piastre collegate al nodo.
Per il calcolo della struttura di elevazione il Palo è modellato con un elemento rigel ed un vincolo cedevole. Per il calcolo delle sollecitazioni interne e per la sua verifica il palo è modellato con una modello FEM ad hoc. Per i dettagli della modellazione dei pali vedere il paragrafo riguardante la verifica dei cedimenti dei pali.
Permette l’inserimento degli elementi beam in un piano verticale.
All'avvio del comando compare la schermata di scelta del telaio verticale.
Per scegliere il telaio bisogna definire:
filo Sx: il filo iniziale sinistro del telaio
filo Dx: il filo finale destro del telaio
delta. Un filo è considerato appartenente al telaio se dista meno di delta dal segmento che unisce il filo iniziale del filo finale.
Dopo aver scelto il telaio compare la maschera seguente.
L’inserimento di un elemento beam avviene mediante l’individuazione dei seguenti parametri:
N: Parametro di sola lettura. In questo campo viene mostrato il numero univoco con cui Jasp identifica l'elemento beam nell'intera struttura.
Piano Ini: Piano iniziale della trave o del pilastro
Filo Ini: Filo iniziale della trave o del pilastro
Piano Fin: Piano finale della trave o del pilastro
Filo Fin: Filo finale della trave o del pilastro
Sezione: Sezione scelta nell’archivio delle "Sezioni Beam".
Rot [°]: Rotazione dell'elemento beam rispetto al piano verticale scelto.
Δui [cm]: Spostamento dell'estremo iniziale rispetto all'asse orizzontale del piano verticale scelto.
Δzi [cm]: Spostamento dell'estremo iniziale rispetto all'asse verticale.
Δvi [cm]: Spostamento dell'estremo iniziale rispetto all'asse perpendicolare entrante nel piano verticale scelto.
Δuf [cm]: Spostamento dell'estremo finale rispetto all'asse orizzontale del piano verticale scelto.
Δzf [cm]: Spostamento dell'estremo finale rispetto all'asse verticale.
Δvf [cm]: Spostamento dell'estremo finale rispetto all'asse perpendicolare entrante nel piano verticale scelto.
L’inserimento di una parete avviene mediante l’individuazione dei seguenti parametri:
N: Parametro di sola lettura. In questo campo viene mostrato il numero univoco con cui Jasp identifica l'elemento parete nell'intera struttura.
Piano 1 : Piano del 1° nodo della parete
Filo 1 : Filo del 1° nodo della parete
Piano 2 : Piano del 2° nodo della parete
Filo 2 : Filo del 2° nodo della parete
Piano 3 : Piano del 3 ° nodo della parete
Filo 3 : Filo del 3 ° nodo della parete
Tri: Se spuntata la parete è triangolare.
Se la parete è triangolare il primo nodo deve avere una quota maggiore degli altri due e il secondo filo deve essere diverso dal primo.
Se la parete è quadrangolare è sempre disposta tra due piani e due fili. In questo caso il piano inferiore deve essere indicato come “Piano 3”, il “Filo 3” deve coincidere con il “Filo 2” e il “Piano 2 ” deve coincidere con il “Piano 1 ”
Sezione: Sezione scelta nell’archivio delle "Sezioni Shell ".
Δu1 [cm]: Spostamento del 1° nodo rispetto all'asse orizzontale del piano verticale scelto.
Δv1 [cm]: Spostamento del 1° nodo rispetto all'asse perpendicolare entrante nel piano verticale scelto.
Δu2[cm]: Spostamento del 2° nodo rispetto all'asse orizzontale del piano verticale scelto.
Δv2 [cm]: Spostamento del 2° nodo rispetto all'asse perpendicolare entrante nel piano verticale scelto.
Permette l’inserimento delle cerniere interne negli elementi travi.
La modalità di inserimento delle cerniere per le travi è identica a quella per i pilastri.
Svincoli Pareti
Permette l’inserimento delle cerniere interne negli elementi parete WCM.
Con questa maschera è possibile specificare i seguenti parametri:
Vincolo Inf. Interno: Vincolo inferiore interno. Normalmente di tipo incastro. Il sistema di riferimento del vincolo interno coincide con quello dell’asta utilizzata per modellare la parete WCM. Il sistema di riferimento locale (x’,y’,z’) del pilastro utilizzato per la modellazione della parete ha l’origine al centro dei nodi superiori. L’asse x’ è rivolto verso il basso e coincide con l'asse z. L’asse y’ è orizzontale ed è orientato dal filo con il numero più piccolo al filo con il numero più grande. Nell'esempio in figura l'asse y' va dal filo 1 al filo 5. L'asse z’ è orizzontale ed è perpendicolare a y'.
Nei campi Cerniera Pla.Sup, Cerniera Pla.Centr, Cerniera Pla.Inf è possibile specificare le cerniere plastiche da utilizzare nell'analisi pushover. Le cerniere plastiche sono definibili dal menù archivio/pushover/cernere plastiche. Nel caso in cui si scelga la cerniera "2) Default" Jasp gestirà in automatico la presenza e le caratteristiche della cerniera plastica.
Vincolo Ini. Interno: Vincolo iniziale interno. Normalmente di tipo incastro. Il sistema di riferimento del vincolo interno coincide con quello dell’asta.
Vincolo Fin. Interno: Vincolo finale interno. Normalmente di tipo incastro. Il sistema di riferimento del vincolo interno coincide con quello dell’asta.
[1]: Beyer-Dazio-Priestley, "Seismic design of torsionally eccentric buildings with U-shaped RC walls", 2008, par.2.3.1, pag.17 - IUSS Press
[2]: G Toniolo P.G. Malerba, "Metodi di discretizzazione dell’analisi strutturale", 1981 – Masson Italia
[3]: Jean-Louis Batoz, “An explicit formulation for an efficient triangular plate-bending element”, 1982 - International Journal for Numerical Methods in Engineering
[4]: Fardis, Carvalho, Elnashai, Faccioli, Pinto, Plumier "Guida all'Eurocodice 8" 2011, §4.6.3 pag 80, EPC editore
[5]: Paolo Rugarli "Calcolo strutturale con gli elementi finiti " 2004, §7.2.4 pag 202, EPC editore
[6]: A.Perretti, A.Ghersi, P.Sattamino, A.Brenna "La validazione del calcolo strutturale eseguito con il computer" 2007, §3.9 pag 111, Maggioli editore
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References: §2
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