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Timestamp: 2020-05-25 03:05:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2003 del 27/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2003 del 27/01/2011
Cassazione civile sez. III, 27/01/2011, (ud. 02/12/2010, dep. 27/01/2011), n.2003
avverso la sentenza n. 165/2009 del TRIBUNALE di LAMEZIA TERME del
21.1.09, depositata il 16/03/2009;
1. L’Enel Distribuzione s.p.a. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del 16 marzo 2009, con la quale il Tribunale di Lamezia Terme ha dichiarato inammissibile l’appello da essa proposto avverso la sentenza parziale e quella definitiva, con le quali il Giudice di Pace di Maida – investito da B.C. di una domanda di risarcimento danni nel limite della giurisdizione equitativa contro essa ricorrente, in relazione all’illegittimo impianto in un fondo di sua proprieta’ di quattro pali di sostegno per un elettrodotto ed alle sue conseguenze dannose, nonche’ della domanda riconvenzionale proposta dall’Enel, per ottenere l’accertamento dell’intervenuta usucapione della servitu’ di tenere i pali sul fondo o la costituzione coattiva del relativo diritto, con consequenziale richiesta di rimessione dell’intera controversia al tribunale, competente per materia sulla riconvenzionale – aveva, rispettivamente, dichiarato inammissibile e rimesso al tribunale la riconvenzionale e, in accoglimento della domanda principale, condannato l’Enel al pagamento a titolo risarcitorio di parte della somma richiesta.
A conclusione della illustrazione del motivo, si prospetta il seguente quesito di diritto ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c.: Dica la Ecc.ma Corte adita se, ai sensi dell’art. 339 c.p.c., nella formulazione ante D.Lgs. n. 40 del 2006, la sentenza del Giudice di Pace che abbia pronunciato, secondo equita’, sulla domanda principale di risarcimento danni, rimettendo al Tribunale quella, proposta in via riconvenzionale, e connessa alla principale di risarcimento danni, rimettendo al Tribunale quella, proposta in via riconvenzionale, e connessa alla principale ex art. 36 e 40 c.p.c., per la declaratoria dell’acquisto per usucapione del diritto di servitu’ di elettrodotto – sia impugnabile con atto di appello o, invece, con ricorso per cassazione.
b) tale conseguenza si puo’ escludere (in ossequio a Cass. sez. un. n. 13917 del 2006) solo nel caso in cui il. giudice di pace abbia risolto espressamente la questione del modo della decisione pronunciandosi sul punto e affermando che la regola di decisione sulla domanda principale e’ quella secondo equita’: in questo caso il mezzo di impugnazione esperibile era il ricorso per cassazione;
5.1. – Parte ricorrente va invitata a precisare le ragioni per cui fra la relata della notificazione del ricorso, avvenuta ai sensi della L. n. 53 del 1994, e la ricevuta di spedizione della relativa raccomandata da un lato, e l’avviso di ricevimento dall’altra, non via sia coincidenza quanto al comune.”.
2. Il Collegio – previo rilievo che nella memoria parte ricorrente ha fatto constare, cosa effettivamente rispondente al vero, che sull’avviso di ricevimento relativo alla notifica presso il difensore dell’intimata costituito nel giudizio di appello e’ indicato il c.a.p. di Maida, comune cui risulta riferita la ricevuta di spedizione, il che fornisce la precisazione richiesta nella relazione – condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla e’ necessario aggiungere.

References: Sentenza 
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 art. 36
 Cass. sez.