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Timestamp: 2020-08-05 19:53:20+00:00

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Home -> Consulenze del lavoro -> Vincitori dei concorsi regioni e dagli enti locali devono permanere nella sede di prima destinazione
Salve, sono un'infermiera neoassunta asl XXXXXXXXX. Sto per firmare il contratto a tempo indeterminato per vincita di concorso pubblico.
Risiedo in Puglia e ho un fratello autistico che ha invalidità e accompagnamento. Sono la sua tutrice legale e i miei genitori hanno entrambi più di 65 anni.
Mi chiedevo, siccome nel contratto mettono il blocco della mobilità per 5 anni, c'è la possibilità di avere un avvicinamento per me che devo assistere mio fratello?
Sì, è possibile derogare al vincolo quinquennale di prima assegnazione, secondo le norme della legge 104/92, esattamente come accade da anni per tutte le amministrazioni statali (INPS, Agenzia entrate etc etc).
La legge 26/2019 di conversione del decreto legge 4/2019 introduce una novità rilevante per la gestione del personale alle dipendenze di regioni (ASL) ed enti locali.
L' articolo 14-bis della legge 26/2019, infatti, inserisce all'interno dell'articolo 3 del decreto legge n. 90/2014, convertito in legge 114/2014, un nuovo comma 5-septies, ai sensi del quale «i vincitori dei concorsi banditi dalle regioni e dagli enti locali, anche se sprovvisti di articolazione territoriale, sono tenuti a permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni. La presente disposizione costituisce norma non derogabile dai contratti collettivi».
È piuttosto evidente la stretta somiglianza di questa disposizione con quella contenuta, da ben prima, nel comma 5-bis, dell' articolo 35 del dlgs 165/2001: «I vincitori dei concorsi devono permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni. La presente disposizione costituisce norma non derogabile dai contratti collettivi».
Il comma 5 bis del dlgs 165/2001 si applica alle amministrazioni dello Stato.
Il nuovo articolo 14 bis della legge 26/2019 si applica invece alle regioni, ASL ed enti locali … ma non rappresenta una novità per il nostro ordinamento … si tratta di un'estensione della normativa prevista già da molti anni per le amministrazioni dello Stato.
Si tratta di una norma, a detta del legislatore, “non derogabile dai contratti collettivi” … quindi una regola generale derogabile dalle norme speciali come la legge 104/1992, giacché la norma speciale deroga quella generale.
La legge n. 104 del 1992, art. 33, comma 5 è norma speciale, quindi idonea a derogare il vincolo generale dei 5 anni di permanenza nella prima sede di assegnazione.
La realtà è sotto gli occhi di tutti … mi riferisco a quanto accade da anni presso le Amministrazioni dello Stato!!!
Vorrei evidenziare inoltre l'Ordinanza 16 gennaio - 1° marzo 2019, n. 6150 della Corte di Cassazione che statuisce quanto segue: in riferimento alla L. n. 104 del 1992, art. 33, comma 5, nel testo anteriore alle modifiche di cui alla L. n. 53 del 2000, la norma di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 5, sul diritto del genitore o familiare lavoratore "che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato" di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, è applicabile non solo all'inizio del rapporto di lavoro mediante la scelta della sede ove viene svolta l'attività lavorativa, ma anche nel corso del rapporto mediante domanda di trasferimento. La ratio della norma è infatti quella di favorire l'assistenza al parente o affine handicappato, ed è irrilevante, a tal fine, se tale esigenza sorga nel corso del rapporto o sia presente all'epoca dell'inizio del rapporto stesso.
Ordinanza 16 gennaio - 1° marzo 2019, n. 6150 della Corte di Cassazione
LEGGE 11 agosto 2014, n. 114 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari.

References: articolo 14
 articolo 35
 articolo 14
 art. 33
 art. 33
 art. 33