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Commerciale - Palermo - Studio Notarile - Notaio Sireci
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Aggiornato: 18 ore 11 min fa
Il 14 settembre 2019 entra in vigore la seconda direttiva europea in tema di servizi di pagamento (la c.d. PSD2) con la quale viene ridisegnato il meccanismo di accesso alle informazioni sul conto corrente e potenziata la sicurezza degli utenti.
Concordato preventivo: no alla sospensione della prescrizione
Nel concordato preventivo l’unica disposizione che si occupa della prescrizione è l’art. 168, comma 2, l.fall., a mente del quale le prescrizioni rimangono sospese e le decadenze non si verificano; infatti, non trova applicazione l’art. 94 l.fall Il problema che si pone è se nel concordato preventivo con cessione di beni trovi applicazione o meno nei rapporti tra creditori e debitore in crisi, l’art. 2941, n. 6, c.c. Le cause di sospensione sono collegate a situazioni di impossibilità di fatto, o di difficoltà ad esercitare il diritto in ragione di particolari rapporti tra le parti. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 20642 della Cassazione del 31 luglio 2019.
Il creditore sociale non può iscrivere ipoteca sui beni del socio senza un titolo ad hoc
Il creditore sociale titolato, secondo la sentenza n. 21768/2019 della Cassazione civile, anche se può agire in executivis nei confronti del socio illimitatamente responsabile, non può iscrivere ipoteca sui beni del socio avvalendosi del titolo giudiziale ottenuto nei confronti della società.
Pagamento tramite addebito diretto SEPA: non subordinabile al requisito del domicilio
In tema di pagamenti transfrontalieri tra privati stabiliti negli Stati Ue, la Corte di Giustizia ha dichiarato che non è legittimo l’inserimento di una clausola contrattuale che subordini al requisito del domicilio sul territorio nazionale la possibilità di pagare tramite addebito diretto SEPA (schema istituito a livello Ue). Il principio è contenuto nella “sentenza Verein für Konsumenteninformation” in base alla quale, più precisamente, il regolamento (UE) n. 260/2012 (bonifici e addebiti diretti in euro) non ammette l’inserimento in un contratto di una clausola che escluda il pagamento mediante addebito diretto denominato in euro effettuato attraverso l’addebito diretto SEPA, qualora il pagatore non abbia il proprio domicilio nello stesso Stato membro in cui il beneficiario ha stabilito la sede delle sue attività. Il caso concreto riguarda la richiesta di domicilio in Germania rivolta dalle ferrovie statali tedesche (Deutsche Bahn) ai clienti che desiderino pagare mediante addebito diretto.
La frode sportiva entra nel novero dei reati presupposto del d. Lgs. 231/01 e dunque l’ente di appartenenza risponderà direttamente per le illecite manipolazioni delle competizioni sportive commesse dai propri dirigenti. Per evitare le gravi sanzioni previste, le società sportive professionistiche dovranno dotarsi di un idoneo modello di gestione che preveda regole interne atte a scongiurare la commissione di frode, nonché di un adeguato Organismo di Vigilanza. Una buona occasione per la modernizzazione di un settore così importante.
Il 26 giugno 2019 è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni, nonchè le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, adottata all’esito dei negoziati e dei triloghi sulla originaria Proposta COM (2016) 723 final del 22 novembre 2016.
Pignoramento di quote: solo il socio può esercitare l’azione di revoca dell’amministratore
In caso di pignoramento di quote sociali, la legittimazione all’esercizio dell’azione di responsabilità, ivi compresa la revoca cautelare, spetta al socio, non potendo il custode della quota agire nell’interesse della società ed a tutela del patrimonio della stessa. Questo è quanto disposto dall’ordinanza del 18 luglio 2019 del Tribunale di Catania.
Le condizioni per la segnalazione alla CRIF S.p.A in caso di ritardi nei pagamenti
Il Tribunale di Mantova, con sentenza depositata il 2 luglio 2019, ha disposto che deve essere segnalato alla CRIF s.p.a anche il semplice ritardo nel pagamento delle rate mensili ed anche per importi modesti.
Il coobbligato contrattuale è parte oppure fideiussore: tertium non datur
In ambito contrattuale plurisoggettivo le parti sono obbligati solidali oppure fideiussori. Non è invece prevista dal nostro Ordinamento la qualità del mero coobbligato da intendersi come colui che, pur non essendo parte contraente e dunque titolare degli effetti del negozio, assumerebbe l’obbligo di garantire l’adempimento altrui, senza però esserne fideiussore. In questi termini si è espresso il Tribunale di Firenze, con sentenza del 24 maggio 2019.
Compila male il modulo F24: banca deve risarcire danno per comunicazione non tempestiva
Secondo l’ordinanza n. 20640/2019 della Cassazione civile, la Banca deve risarcire il danno per comunicazione intempestiva al cliente che ha compilato male l’F24. Il rapporto con il correntista è regolato dalle disposizioni sul mandato, la cui disciplina prescrive al mandatario di informare il mandante anche della mancanza/inidoneità dei documenti occorrenti per l'espletamento dell'incarico.
Scientia decoctionis rileva la condizione professionale dell’accipiens
Secondo la Cassazione, ordinanza 27 agosto 2019, n. 21749, la scientia decoctionis in capo al terzo, come effettiva conoscenza dello stato di insolvenza va accertata conferendo rilevanza peculiare della condizione professionale dell'accipiens, onde la misura della diligenza esigibile da quel soggetto va riferita alla categoria di appartenenza dello stesso e all'onere di informazione tipico del relativo settore di operatività.
Abuso di informazioni privilegiate: illegittimo applicare retroattivamente la confisca per equivalente
Dalla declaratoria di incostituzionalità dell'art. 9, comma 6, della legge n. 62 del 2005 discende che è illegittimo il provvedimento un provvedimento adottato dalla Commissione nazionale per le società e la Borsa - CONSOB con il quale è applicata in via retroattiva la sanzione accessoria della confisca per equivalente ai fatti di abuso di informazioni privilegiate commessi dall'insider secondario in epoca antecedente l'introduzione della suddetta misura (Cass. Civ., Sez. II, 22/8/2019, n. 21585).
Nomina del liquidatore giudiziale: come impugnare il provvedimento in sede contenziosa?
Il socio è privo dell’interesse ad agire in sede contenziosa per far dichiarare l’illegittimità del decreto camerale di nomina del liquidatore di una società, potendo tale domanda essere avanzata soltanto in via strumentale rispetto ad una richiesta di revoca del liquidatore ovvero di contestazione dell’operato di quest’ultimo. Questo è quanto disposto dalla sentenza del 16 maggio 2019 del Tribunale di Ancona.
Usura: la Cassazione chiude la porta alla teoria della sommatoria
La suprema Corte, con la sentenza n. 17447/2019, nega cittadinanza al c.d. criterio della sommatoria tra interessi di mora e interessi convenzionali, siccome in quanto i due paradigmi sono destinati ad essere applicati in via alternativa tra di loro.
Investimenti speculativi: come valutare la responsabilità dell’intermediario finanziario
Nella negoziazione di strumenti finanziari la disciplina comunitaria e nazionale impongono all’intermediario di trasferire le sue conoscenze al cliente al fine di conciliare autodeterminazione della scelta e consapevolezza del volere. Questo è il punto cardine per comprendere se la scelta di investimento del cliente sia consapevole. Così si è espresso il Tribunale di Roma nella sentenza n. 3632/2019 qui annotata accogliendo la domanda di un esecutore testamentario di condanna dell’intermediario al risarcimento del danno per alcuni investimenti compiuti dal de cuius.
Mutui: i tassi moratori non vanno sommati aritmeticamente a quelli corrispettivi
Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 11 giugno 2019, si pronuncia nuovamente sulla questione se ai fini della determinazione del TEG e della verifica del superamento del tasso soglia dei tassi di interesse pattuiti, possa o meno operarsi il cumulo del tasso corrispettivo e del tasso moratorio.
Ammissibile la connessione tra più procedure di soluzione della crisi presentate da snc e soci
Gio, 08/22/2019 - 00:00
Il decreto 27 giugno 2019 del Tribunale di Rimini affronta il tema della configurabilità (ammettendola) di una connessione – o, per utilizzare le parole del Tribunale di Rimini, di un “collegamento negoziale” – tra più procedure di soluzione della crisi contestualmente presentate da una società di persone (ex art. 182-bis l.f.) e dai soci illimitatamente responsabili (ex artt. 6 ss. della L. 3/2012). In particolare, è stato sottoposto al Tribunale il caso di un accordo di ristrutturazione dei debiti presentato da una Snc, che garantiva la soddisfazione dei creditori ad esso aderenti destinando loro le risorse ricavate nell’ambito di due diverse procedure di composizione della crisi promosse dai soci illimitatamente responsabili. Il Tribunale, rilevato il collegamento negoziale tra le tre procedure, ha omologato l’accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l.f., nonché - con decreti diversi e coevi a quello che qui si annota - le procedure di composizione della crisi presentate dai soci della società. Il decreto in commento costituisce un inedito esempio di utilizzo congiunto - pur nella formale distinzione delle singole domande e procedure - di istituti previsti da fonti normative differenti, finalizzato al risanamento di un’unica complessa situazione debitoria. Ciò induce, però, a riflettere su quale sia la portata che, in un caso simile, debba assumere la valutazione sull’attuabilità dell’accordo, richiesta dall’art. 182-bis l.f., da parte del professionista attestatore e del Giudice Delegato, e induce a chiedersi se vi sia un limite oltre il quale il “collegamento negoziale” fra un accordo di ristrutturazione e le procedure concorsuali ad esso collaterali renda il primo inammissibile.
Il curatore fallimentare si vede sottrarre beni da una misura cautelare: quali i rimedi?
La Corte, con il decreto del 5 giugno 2019, “rimette in discussione” la posizione rigida in tema di diritti di impugnativa del curatore fallimentare avverso i provvedimenti di sequestro adottati in sede penale.
Intermediazione finanziaria: la valutazione di “adeguatezza” e “appropriatezza” dell'investimento
Nell’ambito del contratto quadro la banca assume l’obbligo di fornire consulenza al cliente in ordine ai suoi investimenti. La valutazione di adeguatezza costituisce un momento cruciale dell’esplicazione della consulenza; attraverso tale valutazione, infatti, il cliente riceve dall’intermediario, soggetto professionale ed esperto, tutti quegli elementi che lo possono indirizzare, sulla base delle informazioni ricevute, verso una decisione consapevole e ponderata. Questi sono i punti toccati dalla sentenza del 10 maggio 2019 del Tribunale di Bolzano.

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 art. 182
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