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Timestamp: 2020-08-12 00:50:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2639 del 30/01/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2639 del 30/01/2019
Cassazione civile sez. trib., 30/01/2019, (ud. 20/12/2018, dep. 30/01/2019), n.2639
sul ricorso iscritto al n. 8323/2012 R.G. proposto da:
avverso la sentenza n. 45 della Commissione Tributaria Regionale
1. l’Agenzia delle Entrate ricorre con cinque motivi contro la società Tortuga s.r.l. per la cassazione della sentenza n.45 della Commissione Tributaria Regionale della Liguria, depositata il 29/6/2011 e non notificata, che, in controversia relativa all’impugnativa dell’avviso, emesso a modifica ed annullamento del precedente, di accertamento per maggiori Irpeg, Irap ed Iva per l’anno di imposta 2005, ha rigettato l’appello principale dell’Ufficio ed accolto l’appello incidentale della società contribuente, annullando l’avviso di accertamento impugnato;
2. in particolare, con la sentenza impugnata, la C.T.R. della Liguria (di seguito C.T.R.) esponeva in fatto che sulla base delle risultanze del P.V.C. della Polizia Tributaria dell’11/3/2005, in esito a verifiche ed indagini bancarie, l’Ufficio aveva accertato maggiori ricavi pari ad Euro 723.908,00 per l’anno d’imposta 1999; che con istanza di accertamento con adesione la società contribuente aveva depositato la C.T.U. redatta dal consulente d’ufficio nell’ambito del giudizio penale, sulla base della quale l’Agenzia delle Entrate aveva emesso un nuovo avviso di accertamento, in annullamento del precedente, rideterminando il maggior reddito in Euro 214.560,00;
il giudice di appello, tanto premesso, riteneva in diritto che il secondo avviso di accertamento, sostitutivo del primo, non fosse sorretto da adeguata motivazione, che era onere dell’Amministrazione finanziaria provare la riconducibilità delle movimentazioni sui conti correnti bancari dei soci alla società, che non fosse rilevante il condono tombale richiesto dai soci nei confronti della società, nè l’esito del giudizio penale, concluso con sentenza di proscioglimento nei confronti della società;
4. il ricorso è stato fissato per la camera di consiglio del 20 dicembre 2018, ai sensi dell’art. 375, u.c. e dell’art. 380 bis 1 c.p.c., il primo come modificato ed il secondo introdotto dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, conv. in L. 25 ottobre 2016, n. 197.
con il terzo motivo, la ricorrente denunzia l’omessa motivazione su di un fatto decisivo e controverso, in relazione all’art.360, comma 1, n. 5, laddove la C.T.R., dopo aver affermato l’autonomia del processo tributario rispetto a quello penale, dichiara di aver tenuto in giusto conto la sentenza penale di proscioglimento nei confronti della società, senza chiarire in che termini l’esito del giudizio penale abbia esplicato efficacia sul distinto piano impositivo dell’avviso di accertamento;
con il quarto motivo, la ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 32, 38 e 39, nonchè del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51 e 54, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3;
secondo la ricorrente, il giudice di appello, dopo aver giustamente rilevato che il condono “tombale” nei confronti dei soci non si estende alla società, avrebbe errato nell’affermare che l’Ufficio ha l’onere di provare che i movimenti sul conto corrente dei soci siano riconducibili ad operazioni collegate alla società, in violazione della presunzione di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51;
con il quinto motivo, la ricorrente denunzia l’omessa motivazione su di un fatto decisivo e controverso, in relazione all’art. 360, comma 1, n. 5, consistente nell’omessa considerazione, ai fini della riconducibilità delle movimentazioni bancarie del socio legale rappresentante alla società, della ristretta base familiare della società (il socio e legale rappresentante e la moglie detenevano il 53% delle quote, i figli il 45%, un altro parente l’1% ed un solo soggetto estraneo all’ambito familiare 11%);

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 51
 art. 32
 art. 51