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Timestamp: 2018-04-19 21:15:33+00:00

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LE PRESTAZIONI DA LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE NEL 2014 | LaborTre
9 luglio 2014 · di Labortre	· in L'approfondimento, Prestazioni occasionali.	·
di Francesco Geria – Consulente del Lavoro
Art. 2222 codice civile e seg. ;
D. Lgs n. 276 del 10 settembre 2003;
Art. 67 comma 1, lett. l) TUIR Dpr 917 del 22 dicembre 1986;
Art. 71 comma 2) TUIR Dpr 917 del 22 dicembre 1986.
La prestazione da lavoro autonomo occasionale si inserisce tra i contratti d’opera previsti e disciplinati dall’artt. 2222 e seg. del codice civile.
La fattispecie non è riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato ma ad un’attività nella quale il prestatore si obbliga, dietro corrispettivo, ad eseguire un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione e senza sottostare ai poteri disciplinari e gerarchici propri di un datore di lavoro.
Qualsiasi attività di lavoro autonomo occasionale, per sua natura, è caratterizzata dall’assenza di continuità, abitualità, professionalità e coordinazione.
La prestazione da lavoro autonomo occasionale di sua natura può essere utilizzata in tutti gli ambiti economici. Risulta oltremodo corretto utilizzare la prestazione con criterio prudenziale in particolare nelle attività a carattere manuale e a bassa professionalità.
Non possono prestare attività di lavoro occasionale: i dipendenti pubblici salvo esplicita autorizzazione delle proprie amministrazioni, coloro che sono iscritti ad albi che esercitano professioni intellettuali, coloro che appartengono a commissioni e ad organi di amministrazione, chi lavora presso enti sportivi legalmente riconosciuti.
Affinché un’attività di lavoro autonomo possa rientrare tra quelle di tipo occasionale è necessario il rispetto di alcuni requisiti:
5.000 € di reddito nel corso di un periodo d’imposta, come limite complessivo con riferimento alla totalità dei committenti;
durata massima di 30 giorni di prestazione nel corso dell’anno solare con lo stesso committente.
Nel caso in cui i due requisiti sopra indicati risultassero violati la prestazione potrà risultare comunque legittima ma sarà assoggettabile alla disciplina contributiva della Gestione Separata Inps per la parte eccedente i 5.000,00 o per la sua totalità nel caso di superamento dei 30 gg.
Il prestatore autonomo occasionale non risulta soggetto agli obblighi contabili e non è tenuto all’attivazione di una posizione IVA. Risulta oltremodo non obbligatoria l’iscrizione ad un albo professionale salvo il caso in cui la stessa prestazione sia svolta da un professionista abilitato per attività riconducibili alla sua professione.
DIFFERENZE CON COLLABORAZIONI OCCASIONALI E LAVORO ACCESSORIO
Le collaborazioni occasionali (mini co.co.pro. – mini co.co.co.) risultano attratte alle prestazioni assimilate da lavoro dipendente di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR 917/1986.
Tali prestazioni rimango assoggettabili nella loro totalità alla Gestione Separata Inps. Nel caso in cui i limiti di 5.000,00 di reddito annuo o di prestazione oltre i 30 gg, le stesse saranno riconducibili alle collaborazioni coordinate e continuative anche a progetto ai sensi del D.lgs 276/2003 art. 61.
Le collaborazioni occasionali prevedono inoltre l’osservanza di tutti gli adempimenti relativi alla comunicazione preventiva ai centri per l’impiego, alla tenuta del LUL e all’iscrizione assicurativa antinfortunistica Inail.
L’attuale art. 70 e segg. del D.lgs 10 settembre 2003 n. 276, definisce prestazione di lavoro accessorio l’attività lavorativa che non dà luogo ad un compenso annuale superiore ad un certo limite massimo stabilito dalla legge.
Il Ministero del Lavoro con la Circolare 4/2013 ha precisato che il lavoro accessorio può essere destinato soltanto a favore dell’utilizzatore e non è utilizzabile quando c’è un intermediario tra il prestatore e l’utilizzatore finale, come nei casi dell’appalto e della somministrazione.
L’attuale disciplina non prevede vincoli o requisiti soggettivi, di settore, di attività o di durata. Risulta comunque utile rifarsi alla sostanza del rapporto al fine di non incorrere in regimi abusivi di tale istituto.
L’INPS, con la Circolare 28 del 26 Febbraio 2014 ha comunicato i nuovi importi economici che costituiscono i limiti validi per l’anno 2014:
ogni prestatore di lavoro nel corso dell’anno solare, potrà percepire compensi per attività di lavoro accessorio per un importo massimo pari a 5.050,00 euro netti, (6.740,00 euro lordi) considerando i compensi percepiti da tutti i committenti;
ogni prestatore di lavoro nel corso dell’anno solare, potrà percepire compensi per attività di lavoro accessorio per un importo massimo di 2.020,00 euro netti (2.690,00 euro lordi) da parte di un singolo committente imprenditore commerciale o professionista;
per le attività svolte nel settore agricolo il singolo committente può corrispondere al prestatore fino a 5.050,00 euro netti (6.740,00 euro lordi).
I redditi dal lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati tra i “Redditi diversi” ex art. 67, c.1, lettera l) del TUIR 917/1986 e così definiti:
redditi derivati da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.
Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale risultano assoggettate, ai sensi del D.p.r. 600/73, alla ritenuta d’acconto del 20% all’atto dell’erogazione del compenso e a cura del committente.
Nel caso in cui i compensi occasionali siano corrisposti a soggetti non residenti gli obblighi fiscali si assolvono applicando e versando una ritenuta a titolo a titolo d’imposta nella misura del 30%. Tale ritenuta va calcolata sulla parte imponibile dei compensi, escludendo gli eventuali rimborsi spese non soggetti ad Irpef ed essendo a titolo d’imposta deve intendersi definitiva e quindi non va conguagliata in nessuna dichiarazione dei redditi.
I compensi di lavoro autonomo occasionale non sono assoggettati all’Irap ex art. 3 del D.Lgs 15 dicembre 1997 n. 446.
L’obbligo fiscale per il committente si assolve applicando e versando una ritenuta d’acconto nella misura del 20% – cod. tributo 1040 e alla redazione del modello 770, compilando la sezione “Comunicazione dati certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”.
Il prestatore dovrà indicare le somme percepite nella dichiarazione annuale dei redditi tra i redditi da lavoro autonomo occasionale al quadroRL di UNICO PF ( o modello 730), nel quale deve essere indicato l’importo del reddito lordo e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita. I soggetti che hanno percepito soltanto redditi di lavoro autonomo occasionale sotto i 4.800 euro lordi hanno la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi .
Il committente deve certificare al prestatore, entro il 28 febbraio di ogni anno, le somme corrisposte e assoggettate a ritenuta d’acconto.
L’art. 71, c. 2 del TUIR dispone che l’imponibile fiscale sia ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.
In merito ai rimborsi spesa, recentemente l’Agenzia delle Entrate con risoluzione N. 49/E/13, ha chiarito che ove per il prestatore di lavoro occasionale non sia previsto alcun compenso, ma soltanto un rimborso spese collegate all’attività svolta, queste non debbano essere assoggettate a ritenuta d’acconto.
NORMATIVA CONTRIBUTIVA E PREVIDENZIALE
A decorrere dal 1 gennaio 2004 l’iscrizione alla Gestione Separata INPS dei collaboratori è obbligatoria soltanto e qualora i compensi corrisposti eccedano la quota di 5.000 euro annui tenendo conto della globalità di tutti i committenti.
L’onere contributivo è posto per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico del prestatore.
L’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese poste a carico del committente.
I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo al primo incarico, iscriversi alla Gestione Separata, a meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti.
Adempimenti contributivi:
Per i compensi complessivamente percepiti nell’arco dell’anno superiore a 5.000 euro il versamento della contribuzione alla Gestione Separata Inps avverrà con le modalità e nei termini previsti per le collaborazioni coordinate e continuative anche a progetto.
Le aliquote contributive applicate, stabilite con la Legge n. 247 del 24.12.2007 risultano essere le seguenti:
ANNO 2014 – ALIQUOTE GESTIONE SEPARATA INPS
SOGGETTI Aliquota ordinaria IVS Aliquota aggiuntiva Aliquota totale
Soggetti non iscritti ad altra cassa di previdenza obbligatoria 28% 0,72% 28,72%
Soggetti iscritti ad altra cassa di previdenza obbligatoria 22% 0% 22%
Soggetti percettori di pensioni 22% 0% 22%
I prestatori devono iscriversi alla Gestione Separata Inps tramite il sito ufficiale www.inps.it
Inoltre gli stessi devono comunicare ai committenti interessati, all’inizio del loro rapporto o durante lo svolgimento della prestazione, il superamento della soglia dei € 5.000,00. Se tale soglia fosse superata con il concorso di più compensi nello stesso mese, ciascun committente concorrerà in misura proporzionale, in base al rapporto tra il suo compenso ed il totale di quelli erogati nel mese.
NORMATIVA ASSISTENZIALE INAIL
I prestatori d’opera occasionale non sono soggetti alla normativa assistenziale Inail prevista dal D.P.R. n. 1124/65.
INDENNITA MALATTIA – MATERNITA – ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE
Con messaggio n. 12768 del 22 maggio 2007 I’INPS ha chiarito che ai lavoratori occasionali non spetta l’indennità di malattia. La stessa Circolare esclude i percettori di compensi da lavoro autonomo occasionale dal diritto alle prestazioni economiche relative ad eventi di maternità, congedo parentale, assegno al nucleo familiare.
INDENNITA’ SOSTEGNO AL REDDITO
Le giornate di attività svolte a titolo di lavoro autonomo occasionale non sono utili né per il diritto né per la misura alle prestazioni di sostegno al reddito a seguito di disoccupazione. Inoltre, poiché le prestazioni occasionali non possono essere ricondotte al rapporto di lavoro subordinato, risultano escluse dall’applicazione della normativa in materia di cassa integrazione guadagni.
PERDITA’ DELLO STATO DI DISOCCUPAZIONE
Nel vigente ordinamento non si riscontra una precisa indicazione che permetta di chiarire se i redditi diversi provenienti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale implichino la perdita dello stato di disoccupazione o meno. Si evidenzia tuttavia che, la recente circolare Inps 142/2012, conferma il mantenimento della neo introdotta indennità Aspi nel caso in cui dalla prestazione di lavoro autonomo derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione (redditi di lavoro autonomo non superiori a € 4.800,00 annui)
CONTRATTO DI PRESTAZIONE D’OPERA AUTONOMA OCCASIONALE
AI SENSI ART. 2222 C.C.
Luogo, lì …………………
…………………… in qualità di Titolare / legale rappresentante ……………………………………………………. con sede ………………………………………… codice fiscale …………………………………..;
………………………………………… nato a ……………………… (…) il ……………………… e domiciliato in ……………………………………………(….) Via ………………………………. n. ….., codice fiscale ………………………………………..
il committente conferisce al …………………….. l’incarico di espletare la seguente prestazione d’opera …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………;
il Sig. ………………………… si obbliga a compiere il servizio di cui al punto precedente con lavoro proprio o prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, restando obbligato soltanto al conseguimento del risultato, senza che debba osservare alcuna direttiva specifica né rispondere in via gerarchica al committente o ad alcun membro dell’organizzazione aziendale;
il corrispettivo pattuito risulta essere di € ……………….. (in lettere) sul quale verrà effettuata una ritenuta fiscale a titolo di acconto del 20% all’atto del pagamento;
la presente prestazione dovrà essere svolta nel periodo dal ……………………..al ………………………
il materiale necessario per l’esecuzione del servizio potrà essere fornito dal prestatore d’opera;
ogni e qualsiasi spesa sostenuta dal prestatore d’opera nell’esecuzione del presente contratto resterà a suo integrale carico, essendosene tenuto conto nel determinare la misura del corrispettivo;
il Sig. …………………………..dovrà procedere all’esecuzione del servizio, secondo le condizioni stabilite dal presente contratto e a regola d’arte, entro e non oltre il termine pattiziamente perentorio ed essenziale del ……………………………., trascorso inutilmente il quale il committente potrà recedere dal contratto stesso, salvo il suo diritto al risarcimento dei danni;
se l’esecuzione del servizio diventasse impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti, il prestatore d’opera avrà diritto ad un compenso per il lavoro prestato in relazione all’utilità della parte compiuta.
Firma del committente Firma del prestatore d’opera
BOZZA RICEVUTA COMPENSO
…………………………. nato a ……………………………..(….) il ……………………………. e domiciliato in …………………………………….. (…) in via ………………………………… n. ….. codice fiscale ……………………………….;
di ricevere da …………………………….. rappresentato dal legale rappresentate …………………………….. con sede in ……………………………. (….) Via …………………………. n. 57 c.f e p.iva n. ………………….. quale compenso per l’ incarico ………………………………………………………..
Competenze concordate Euro ……….
Ritenuta d’acconto 20% Euro ……..
Netto a pagare Euro ……..
non è assoggettato a contributo previdenziale in quanto nel corso dell’anno solare il totale dei compensi ricevuti a titolo di collaborazione occasionale non supera i 5.000,00 euro. In fede
Luogo e data, lì ……………………….
BOZZA CERTIFICAZIONE
Ditta o Società:
CERTIFICAZIONE DEI SOSTITUTI D’IMPOSTA AI SENSI DELL’ART.4 COMMI 6-TER E 6-QUATER DEL DPR 322/98
Percipiente:
Redditi erogati nell’anno:
Netto corrisp.:
Contributi Previdenz.:
Somme non Ritenute:
Causale: M – Prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, obblighi di fare, di non fare
Le ritenute operate sono state versate all’Erario a norma di legge.
ESEMPIO CONTEGGI REDDITO LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE
Compenso lordo € 4.000,00 –
Ritenuta acconto 20% € 800,00 =
Netto corrisposto € 3.200,00
Compenso lordo € 6.000,00 –
Ritenuta acconto 20% € 1.200, 00 –
(1/3 di 28,72% su € 1.000) € 95.70 =
Netto corrisposto € 4.704,30
NB: Il Committente dovrà versare quale contribuzione totale € 287,20 (1.000,00 x 28,72%) di cui 2/3 a proprio carico ( 1.000,00 x 2/3 di 28,72%).
Compenso lordo € 6.000,00 +
Spese sostenute € 80,00 =
Totale lordo € 6.080,00 –
Ritenuta acconto 20% su € 6.000,00 € 1.200, 00 –
Ritenuta previdenziale (1/3 di 28,72% su € 1.000) € 95.70 =
Netto corrisposto € 4.784,30
Compenso corrisposto da più committenti nello stesso mese e superamento della soglia di esenzione contributiva.
Committente 1 Committente 2
Compenso lordo corrisposto € 4.500,00 – € 4.500,00 –
Ritenuta acconto del 20% € 900,00 – € 900,00 –
Ritenuta previdenziale su € 4.500,00 + € 4.500 – € 5.000,00 e in proporzione tra i committenti = 4.000,00 x1/3 di 28,72%x 50%€ 191,40 = € 191,40 =
Compenso netto € 3.408,60 € 3.408,60
Ritenuta previdenziale su € 4.500,00 + € 4.500 – € 5.000,00 e in proporzione tra i committenti = 4.000,00 x1/3 di 28,72%x 50% € 191,40 = € 191,40 =
← CIGS E CONTRATTI DI SOLIDARIETA’: DISCIPLINA ESTESA AI PARTITI POLITICI.
SGRAVI CONTRIBUTIVI SECONDO LIVELLO 2013: ISTANZE ENTRO IL 9 AGOSTO. →
221 risposte a “LE PRESTAZIONI DA LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE NEL 2014”
Alexxx 20 ottobre 2016 alle 18:24 · · Rispondi →
Salve avrei bisogno di alcune informazioni grazie,
io ho lavorato 2 anni con ritenuta d’acconto con la stessa azienda mi davano 800 euro netto al mese . Ora che mi hanno lasciato a casaho diritto a la liquidazione? Oppure un qualche compenso per il tempo di servizio?
Labortre 2 novembre 2016 alle 23:03 · · Rispondi →
se la sua attività era svolta con prestazione di lavoro autonomo (anche occasionale) non vi è alcun diritto a liquidazioni o altre indennità di fine prestazione. Sarà da valutare se l’attività svolta sia ricomprendibile tra quelle come dipendente e quindi è necessaria l’assistenza di un professionista o un sindacato.

References: Art. 2222

Art. 67

Art. 71
 art. 61
 art. 70
 art. 67
 art. 3
 ART. 2222