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Timestamp: 2020-08-14 19:25:48+00:00

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Monetizzazione congedo - Pagina 4 - GrNet.it
Messaggio da panorama » dom gen 27, 2019 4:26 pm
Messaggio da panorama » sab mar 30, 2019 9:03 pm
Messaggio da Filippogianni » sab mar 30, 2019 9:26 pm
Mah si arriva al punto da fare ricorso per mancata carta igienica.
Ogni amministrazione sembra un feudo con padri e padroni. Eppure la normativa sul congedo ordinario e chiara l'impida cristallina .
Riformato 2014 fatta richiesta immediata pagamento congedo maturato e non fruito pagato tutto dopo soli 11 mesi.
Messaggio da panorama » sab apr 27, 2019 8:34 pm
L'Amministrazione perde l'appello proposto.
1) - licenza ordinaria, non fruita, relativamente all'anno 1997
2) - è stato posto in congedo a causa di infermità dal 21.11.1997, dopo aver prestato servizio sino al 28.3.1997, data in cui è stato posto in aspettativa per infermità.
3) - La tesi favorevole, cui il Collegio aderisce, sviluppa l’opzione ermeneutica che ha portato a considerare maturate le ferie anche nel periodo di infermità per malattia, cioè in assenza di attività di servizio, giungendo ad affermare che quando il mancato godimento delle ferie non è imputabile all’interessato non preclude l’insorgenza del diritto alla percezione dell’emolumento sostitutivo (Consiglio di Stato, Sez, VI, 7 maggio 2001, n. 2520).
SENTENZA sede di CONSIGLIO DI STATO, sezione SEZIONE 2, numero provv.: 201902446
N. 02446/2019 REG. PROV. COLL.
N. 03041/2008 REG. RIC.
sul ricorso numero di registro generale 3041 del 2008, proposto da
Ministero dell’Economia e delle Finanze - Comando Generale Guardia di Finanza, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Stamegna Antonio, rappresentato e difeso dall'avvocato Giuseppe Vona, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Nicolò Porpora, 9;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 01369/2007, resa tra le parti, concernente il diritto alla corresponsione dell’indennità sostitutiva della licenza ordinaria.
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Stamegna Antonio;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 2 aprile 2019 il Cons. Paolo Giovanni Nicolò Lotti e uditi per le parti l’avv. Vona e l’Avv.to dello Stato De Luca.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Roma, Sez. II, con la sentenza 14 febbraio 2007, n. 1369, ha accolto il ricorso proposto dall’attuale parte appellata, Brigadiere Antonio Stamegna, per l’annullamento della determinazione con cui il Comando della nona Legione della Guardia di Finanza ha rigettato l'istanza tesa ad ottenere la corresponsione dell'indennità sostitutiva della licenza ordinaria, non fruita, relativamente all'anno 1997, condannando l’Amministrazione alla corresponsione di detta indennità.
- non può ritenersi che l'art. 47, comma 7, d.P.R. n. 395-1995 arrivi ad escludere radicalmente la corresponsione dell'indennità sostitutiva del congedo ordinario non fruito;
- deve essere sottolineato che il citato art. 47, comma 5, laddove prevede l'irrinunciabilità della licenza ordinaria presuppone che il mancato godimento della stessa sia imputabile ad una scelta volontaria dell'interessato, per cui, allorché una simile situazione non è riscontrabile, in quanto il mancato godimento della licenza de qua è dipesa da una situazione di impossibilità estranea alla sfera giuridica dell'interessato (come è in caso di malattia), non può non riconoscersi il diritto del militare ad ottenere la corresponsione dell'indennità sostitutiva;
- trattandosi nella fattispecie in esame di un credito retributivo risalente al 1997, dalla data di maturazione dello stesso fino al soddisfo è dovuta, ai sensi dell'art. 22 comma 36 L. 23 dicembre 1994 n. 724, la maggior somma fra rivalutazione monetaria e interessi.
L’Amministrazione appellante contestava la sentenza del TAR deducendone l’erroneità.
Si costituiva il Comune appellato, chiedendo la reiezione dell’appello.
All’udienza pubblica del 2 aprile 2019 la causa veniva trattenuta in decisione.
1. Il Collegio rileva che il Brigadiere della Guardia di Finanza Antonio Stamegna, odierno appellante, in servizio presso la Tenenza di Fondi (LT), è stato posto in congedo a causa di infermità dal 21.11.1997, dopo aver prestato servizio sino al 28.3.1997, data in cui è stato posto in aspettativa per infermità.
Con provvedimento dell'allora Nona Legione, l'Amministrazione ha rigettato l'istanza tesa ad ottenere la corresponsione dell'indennità sostitutiva della licenza ordinaria non fruita, relativamente all'anno 1997, corresponsione che è controversa e che è oggetto del presente giudizio.
2. Il d.P.R. n. 395-1995, che disciplina la materia, introduce, per il solo personale appartenente alle Forze di polizia ad ordinamento civile, la monetizzazione delle ferie maturate e non godute, ribadendo, all'art. 14, comma 7, l'irrinunciabilità al suddetto congedo.
Il successivo comma 14, ai sensi dell’art 55 d.P.R. n. 254-1999, è applicabile al personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e stabilisce che, qualora il congedo ordinario non sia stato fruito dal dipendente per documentate esigenze di servizio, si debba procedere al pagamento sostitutivo delle ferie non godute.
L’art. 55, comma 2, d.P.R. n. 254-1999 precisa che al pagamento del compenso sostitutivo si deve procedere anche nelle ipotesi in cui la licenza ordinaria non sia stata fruita per decesso o cessazione dal servizio per infermità.
Si ammette, quindi, il pagamento del congedo ordinario non fruito nella sola ipotesi in cui, all'atto della cessazione dal servizio, detto congedo non sia stato fruito per documentate esigenze dì servizio.
Il predetto d.P.R. del 1999 è posteriore all’epoca dei fatti qui oggetto del giudizio; tuttavia, la stessa regola era già stata anticipata dal provvedimento di concertazione 20 luglio 1995, riguardante le Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza.
3. Infatti, come è noto, l'art. 14 d.P.R. n. 395-1995 incorpora l'accordo sindacale 20 luglio 1995 (riguardante il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile: Polizia di Stato, Corpo di polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato); era, peraltro, applicabile all’epoca dei fatti, anche il provvedimento di concertazione 20 luglio 1995, riguardante le Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza), che ha parimenti introdotto la monetizzazione delle ferie maturate e non godute in tali ultimi ambiti.
Nel ribadire, al comma 7, l'irrinunciabilità riguardo al suddetto congedo, al successivo art. 14, comma 14, del d.P.R. del 1995 ha previsto che si possa ammettere il pagamento del congedo ordinario non fruito nella ipotesi che, all'atto della cessazione dal servizio, detto congedo non sia stato fruito per documentate esigenze di servizio (cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 26 gennaio 2009, n. 339).
Ulteriori deroghe sono state successivamente introdotte dall'art. 18, d.P.R. n. 254-1999 (recepimento dell'accordo sindacale per le Forze di polizia), che ha previsto la possibilità della monetizzazione del congedo ordinario e non fruito in caso di decesso, cessazione dal servizio per infermità o dispensa disposta dopo il collocamento in aspettativa per infermità.
4. Il Collegio ritiene, pur a fronte di un panorama giurisprudenziale eterogeneo, che tale norma si espressiva di un principio più generale di riconoscimento del diritto alla computabilità, ai fini del calcolo del periodo di licenza ordinaria, dei giorni in cui il dipendente non abbia prestato servizio in quanto collocato in aspettativa per infermità, vale a dire per fatto a lui non imputabile (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 9 novembre 2004, n. 8245).
Rispetto a tale situazione e con riferimento al più vasto ambito del rapporto di pubblico impiego, la giurisprudenza è per lo più giunta al riconoscimento del diritto alla computabilità, ai fini del calcolo del periodo di congedo ordinario, dei giorni in cui il dipendente pur se non abbia prestato servizio in quanto collocato in aspettativa per infermità, vale a dire per fatto a lui non imputabile (Consiglio di Stato, Sez VI, 26 maggio 1999, n. 670)
Meno denso è il panorama giurisprudenziale per l’ipotesi del riconoscimento del compenso sostitutivo delle ferie non godute, e ritenute maturate nel periodo di aspettativa per infermità.
La tesi favorevole, cui il Collegio aderisce, sviluppa l’opzione ermeneutica che ha portato a considerare maturate le ferie anche nel periodo di infermità per malattia, cioè in assenza di attività di servizio, giungendo ad affermare che quando il mancato godimento delle ferie non è imputabile all’interessato non preclude l’insorgenza del diritto alla percezione dell’emolumento sostitutivo (Consiglio di Stato, Sez, VI, 7 maggio 2001, n. 2520).
Fatta questa premessa, non è condivisibile il principio secondo cui il compenso per le ferie non godute sia necessariamente connesso esclusivamente a “documentate esigenze di servizio”, per le quali la prestazione lavorativa è stata effettuata su richiesta dell’Amministrazione che ha impedito il godimento delle ferie maturate (cfr. la già citata Consiglio di Stato, sez. IV, 9 novembre 2004, n. 8245).
Infatti, in tali ipotesi, il dipendente, in quanto in congedo per infermità, non potrebbe mai ottenere il conseguente compenso sostitutivo, ove tali ferie non vengano godute, in antitesi con il riconoscimento normativo sopra indicato, anticipato, come detto, dal provvedimento di concertazione 20 luglio 1995, riguardante le Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza), applicabile nel caso di specie, ratione temporis.
5. Nel caso di aspettativa per infermità, è pur vero che diritto al congedo ordinario e compenso sostitutivo non sono le due facce inscindibili di una stessa situazione giuridica, talché al primo in ogni caso si deve sostituire l’altro.
Il primo, infatti, è un diritto incondizionatamente protetto dalla norma costituzionale, salvo che non sia imputabile al dipendente il mancato godimento (art. 36 Cost).
Il secondo spetta nei limiti in cui è normativamente riconosciuto, traducendosi in un onere ulteriore per l’Amministrazione.
Nel caso di specie, tuttavia, si ripete, ai sensi del provvedimento di concertazione 20 luglio 1995, riguardante le Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza), si devono considerare maturate le ferie anche nel periodo di infermità per malattia, cioè in assenza di attività di servizio, poiché il mancato godimento delle ferie non è imputabile all’interessato e ciò non preclude l’insorgenza del diritto alla percezione dell’emolumento sostitutivo.
Paolo Giovanni Nicolo' Lotti Gianpiero Paolo Cirillo
Messaggio da panorama » ven mar 13, 2020 12:28 am
Il Tar di Bari accoglie il ricorso del collega PolStato,
1) - in quanto posto in aspettativa per malattia fino alla cessazione del servizio per raggiunti limiti di età.
un totale di giorni 135, di cui
giorni 45 relativamente all'anno 2011 (oltre giorni 8 di recuperi compensativi non fruiti),
giorni 45 relativamente all'anno 2012 (oltre giorni 4 ex L. 937/77),
giorni 30 relativamente all'anno 2013 (oltre giorni 3 ex L. 937/77).
Iscritto il: dom giu 28, 2015 4:34 pm
Messaggio da Azzurro59 » ven mar 13, 2020 11:24 am
salve, in pensione dal 1° ottobre 2019 per raggiunti limiti di età, avevo un residuo di circa 50 gg. non usufruiti per sopravvenuta malattia, mi sono stati regolarmente monetizzati il successivo mese di dicembre.- una volta tanto il tutto è avvenuto in tempi ragionevoli.-

References: SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 47
 sentenza 
 art. 14