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Timestamp: 2020-01-17 12:55:39+00:00

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Recensioni dalla Stampa al 2 aprile 2011
ItaliaOggi - 23 marzo 2011
“Il 42% dei laureati triennali trova lavoro dopo un anno. A mille euro”
░ Il dato, contenuto nel Rapporto Stella (rilevazione annuale, curata dal Consorzio CILEA, sul profilo dei neodottori laureati in alcuni degli atenei lombardi) riguarda la Lombardia; per chi consegue la laurea specialistica, la percentuale sale al 61,2%.
Si tratta di una rilevazione su oltre 12.228 laureati triennali e 6210 dottori specialistici dell’ano 2009, degli atenei milanesi Statale e Bicocca e delle università di Brescia e Pavia…. Il salario medio mensile del 25,3% di questi neodottori di laurea breve si aggira tra 1000 e 1250 euro, e tra 1250 e 1500 per il 25,4%; resta almeno un quarto di chi lavora, tra 500 e 1000 euro. I laureati +2 fanno registrare mediamente dati migliori…. I laureati magistrali si trovano, per oltre la metà, nella fascia tra 1000 e 1500 euro mensili… Questi aspetti salariali fanno registrare alcune preoccupanti differenze di genere. Se nella triennale, la forbice salariale tra uomini e donne (62 euro in Lombardia contro 74 euro come dato nazionale) è decisamente calata rispetto allo scorso anno, fra i neodottori specialisti, con l’innalzarsi degli stipendi si notano maggiori discriminazioni…
domani Arcoiris TV – 24 marzo 2011
“Vivalascuola: appunti d’assessore tra cifre e finestre sociali”
░ Una serie lunga di argomenti, interessanti appunti, in stile diretto, di Donato Salzarulo, pubblicati anche in “America del SudInchieste. La mia Scuola”. Ne diamo solo alcuni brani.
– Tempo di bilanci previsionali. Mentre scrivo, siamo alla quinta riunione di Giunta. Nella prima, il ragioniere la mise giù dura. Le entrate correnti per il 2011 diminuiranno di oltre due milioni e mezzo di euro. …Guardo la cifra dell’impegnato 2011 della Pubblica istruzione: euro 2.252.510; la confronto col totale dell’impegnato 2010: 2.973.211,45… Dio mio, mancano all’appello oltre 720.000 euro!… Se voglio offrire gli stessi servizi dell’anno scolastico in corso, se voglio continuare a fornire libri di testo, refezione, pre e post-scuola, centri ricreativi, assistenza ai disabili, trasporti, ecc. ecc. dove li vado a prendere? Ammesso pure che i miei colleghi siano di buon cuore e che, d’accordo sulla priorità programmatica della scuola, destinino i 380 mila euro alla Pubblica istruzione, la cifra mancante resta rilevante. E il mio collega ai Servizi sociali non è messo meglio di me. Tra l’impegnato 2010 e 2011 ha quasi 1 milione e mezzo in meno… Non c’è nulla da fare. Ci guardiamo negli occhi. O ci attrezziamo per i miracoli e diventiamo santi o ci armiamo di bisturi sociali e studiamo da chirurghi…. E’ giusto che io aumenti le tariffe degli asili nido, della mensa scolastica, del pre e post-scuola e dei centri ricreativi, quando miliardi e miliardi di euro finiscono nelle tasche di cricche corrotte e corruttrici? Ha senso organizzare assemblee di utenti e cittadini e star lì a spiegare per ore ed ore le difficoltà di bilancio e la necessità, se desideriamo conservare i servizi, di aumentare le tariffe, quando i soldi dei contribuenti vengono sprecati in modo sciagurato, irresponsabile e criminoso? Molti penseranno che siamo come gli altri. Forse ci metteranno nel mazzo. Siamo la “casta” che se ne frega delle condizioni materiali dei cittadini e delle loro famiglie. «Ragioniere, come posso far quadrare i conti?…» «Assessore, si limiti alle spese obbligatorie, a quelle previste da precise norme di legge…». D’accordo, ammettiamo di poter tagliare pre-post scuola e centri ricreativi che sarebbero facoltativi, ma l’assistenza ai disabili? Il trasporto? Gli arredi scolastici? Il contributo per registri e stampati? Il sostegno alla programmazione didattica ed educativa? I libri di testo? Il diritto allo studio? Che facciamo? Torniamo al Patronato scolastico?…
– Qualche giorno fa mi ha chiesto un incontro un professore dell’Università di Milano-Bicocca. Scopo: illustrarmi le iniziative di formazione dell’Ateneo destinate agli insegnanti dei diversi ordini scolastici. Ascolto con interesse e, intanto, sfoglio il depliant con i temi degli aggiornamenti seminariali. Leggo alcuni titoli: LIM, Classi virtuali e “libri misti”; Insegnare con passione, insegnare con l’immaginazione; L’identificazione precoce degli indicatori di rischio cognitivo ed emotivo; Cultura civica e ruolo della scuola; Appassionare alla storia: è possibile?; Pratiche filosofiche a scuola… Che bello! Ecco dove mi sentirei vivo, altro che star qui a subire tagli e a far quadrare conti che non quadrano. A molti di questi seminari, se potessi, mi iscriverei subito. Per un po’ mi sembrerebbe di tornar giovane. Sto evadendo, lo capisco. Ho in testa un’opprimente nuvola di piombo. Mi sento ripiegato, costretto a difendere il terreno con le unghie. Ma forse nemmeno il professore che mi sta di fronte sta molto bene. Lo capisco, quando ringraziandolo per l’illustrazione e complimentandomi per l’ottima iniziativa, gli aggiungo che io, però, non posso fare granché perché, «sa professore, tra tagli e patti di stabilità ci stanno strangolando e la situazione finanziaria del Comune…» «Sì, lo so… Anche l’Università non è che stia bene. Facciamo questi corsi per cercare nuova utenza…» A questo punto, un’atmosfera solidale, si instaura tra di noi. Gli riassumo ciò che realisticamente posso fare: a) diffondere il depliant nelle scuole, sottolineando l’importanza dei temi affrontati; b) parlarne al prossimo incontro coi dirigenti scolastici del territorio per eventuali convenzionamenti e progetti. Infine, mi lascio andare ad una confessione: come assessore, ad esempio, mi piacerebbe tanto dotare tutte le classi di scuola elementare e media di LIM perché, non è che io creda ai miracoli tecnologici, ma mi pare giusto adeguare le aule, intese come ambienti di apprendimento, alle nuove tecnologie. Non dico mandare in cantina tutte le lavagne di ardesia e sostituirle con quelle interattive, ma o
allocarle, almeno, a fianco. Il prof. coglie subito la palla al balzo. Se si mette giù un progetto, qualche soluzione si potrebbe trovare, ricorrendo, magari, a uno sponsor e chiedendo l’aiuto delle famiglie. Uno spiraglio…. Ci salutiamo, con l’impegno di risentirci. Per un po’ ho dimenticato le angustie quotidiane e respirato sulle alture della ricerca educativa e dei problemi della pratica didattica.
– “Scuola e cultura”: due parole grandi come grattacieli. La seconda, tra l’altro, contiene la prima come in una scatola cinese. “Con la cultura non si mangia”; prossimo alla laurea, il giovane studente universitario, che introduce il dibattito, cita Tremonti. Poi accenna ai tagli all’istruzione, all’università, alla ricerca (cita la cifra di un miliardo e mezzo l’anno); al federalismo di cui tanto si discute nei palazzi romani e assai meno tra cittadini ed elettori; infine domanda: con tutti questi tagli come possono i Comuni conservare un livello alto dei servizi?… La domanda è rivolta a me e al collega assessore di Carugate. La sede è quella della Biblioteca Civica di questo Comune e l’iniziativa alla quale sono stato invitato è promossa dalle forze politiche di centro sinistra. Sono lì anche perché dirigente scolastico, persona che respira, quindi, quotidianamente aria di scuola…. Ma questa società cosa chiede alla scuola? Che pasta d’uomo e di cittadino dovrebbe formare? Quali facoltà potenziare e sviluppare? Non è facile rispondere alle domande. Nella scuola, quando va bene, si trasmettono contenuti disciplinari in contesti affettivi e relazionali. Si parla di strategie didattiche, obiettivi, metodi, sussidi. Il buon insegnamento dovrebbe mirare a formare apprendisti di lingua, matematica, storia, geografia, chimica, fisica, ecc. Dopo tanti anni di permanenza nelle aule, dovrebbero venir fuori persone desiderose di diventare matematici, scrittori, ricercatori, scienziati, ecc. Invece, no. Interrogato, un ragazzino quasi certamente da grande vorrebbe fare il calciatore, l’attore, il cantante, il presentatore televisivo o qualche altro mestiere legato a profili sociali di successo; geologo, astronomo, botanico o filologo romanzo neanche a parlarne. La scuola si sente invasa da una società che propugna soltanto relazioni mercantili e utilitarie. Che vorrebbe ridurla ad azienda. L’efficienza, l’efficacia, il calcolo economico, d’accordo. Ma l’educazione, l’istruzione, la formazione non sono merce. Non tutto nella vita è mercato…. Un Comune come Cologno, fino a qualche anno fa, sosteneva la scuola fornendo servizi (pre-post, refezione, assistenza educativa per i diversamente abili, ecc.) e integrando il curricolo scolastico con proposte musicali, teatrali e di educazioni varie: motoria, stradale, ambientale, ecc. Oggi tutto questo sta diventando finanziariamente impossibile. I Comuni, prima di spendere soldi per fare proposte educative devono assicurare il rinnovo degli arredi scolastici e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici. Prima i cosiddetti “compiti d’istituto”, poi… Poi, niente! …
beta.partitodemocratico.it – 24 marzo 2011
“La notte bianca per illuminare la scuola”
░ Articolo di Giovanni Belfiori, Coordinatore Dipartimento Scuola P.D.
Venerdì 8 aprile a Bologna, Milano, Torino e Napoli un evento grande per passione e organizzazione: l'Italia dice sì al futuro, e guarda oltre i tagli, le denigrazioni, le battute infelici di un ministro e un governo capaci solo di demolire. La scuola pubblica può rinascere, e il PD vuole raccogliere idee e contributi per cambiare insieme. Astiosamente il governo continua il suo tentativo di demolizione della scuola pubblica, ma con caparbietà il mondo della scuola resiste. Resiste e progetta il futuro, un futuro assai prossimo, dove il bilancio dell'istruzione non sia considerato una spesa di cui, bene o male, non si può fare a meno, ma un investimento vero, di cui vantarsi, perché è la scuola la nostra assicurazione per il presente e per l'avvenire. Un altro tassello della nostra 'resistenza' lo incaselleremo venerdì 8 aprile quando a Bologna (dove sarà presente il segretario Pd Bersani), Napoli, Milano e Torino metteremo in piazza problemi e sogni, prospettive e idee del mondo della scuola. In queste quattro città -e nelle altre che si vorranno unire- dalle 20 fino a tarda ora, andrà in scena un girotondo di interventi di artisti, intellettuali, politici, e le voci della scuola -insegnanti, studenti, genitori- perché è l'Italia intera a non rassegnarsi, a volere tenacemente guardare oltre. L'intera serata sarà trasmessa da Youdem Tv, i contributi e gli interventi saranno pubblicati nel blog www.lanottebiancadellascuola.it, oltre che in questa nostra pagina e in quella Facebook Area Scuola PD….
Avvenire - 25 marzo 2011
“DISAL: presto l’OK al concorso per i presidi”
░ Un concorso troppo a lungo rimandato, per ragioni di pubblica economia, ma che va fatto prima che le scuole (in atto, circa 1500) risentano eccessivamente dell’affidamento in reggenza.
Imminente il via libera al concorso per i dirigenti scolastici. Ad annunciarlo è l’associazione professionale Disal, sul proprio sito… I posti messi a concorso dovrebbero essere attorno ai 2300… l’attesa del concorso è tra i temi del sedicesimo convegno nazionale che la Disal ha aperto ieri, a Vibo Equense, in provincia di Napoli.
LA STAMPA - 25 marzo 2011
“La difficile arte di ricordare”
░ Il web che fornisce un’enciclopedia sempre a portata di mano e le nuove tecnologie impigriscono in cervello. Come tenerlo attivo?
Internet sta cambiando il nostro modo di pensare, sostiene Nicholas Carr, autore del volume “The shallows”. Gli stimoli continui e superficiali a cui ci sottopone provocano un continuativo stato di distrazione… Soltanto quando ci concentriamo su una informazione per volta siamo in grado di associarla in maniera significativa al bagaglio di conoscenza sistemato nella memoria… Il nocciolo della questione sembra risiedere nello stimolo creativo della memoria. E non importa se proviene da un libro, da una lista della spesa o da uno schermo del computer.
ItaliaOggi - 25 marzo 2011
“Visita fiscale, basterà un click”
░ Il presidente dell’INPS, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, fa il punto sulla riforma dei certificati medici online.
Ancora pochi giorni, e la visita fiscale per il lavoratore in malattia sarà pressoché istantanea, prenotabile online da parte dell’azienda (o dall’INPS) con un sistema sul modello dei radiotaxi, in grado di trovare in tempo reale il medico disponibile più vicino…. Con la visita fiscale informatizzata, il medico invia via web all’Inps il certificato di malattia, che l’INPS rende immediatamente disponibile al datore di lavoro. A quel punto si può decidere di inviare una visita di controllo, e con un click si immette la richiesta in un circuito di medici. Il più vicino all’abitazione del dipendente malato potrà accettare la chiamata.
Il Sole 24Ore – 26 marzo 2011
“Un disastro annunciato”
░ Guido Gentili, per la rubrica “Conti pubblici & istruzione”, spiega la “sentenza sfonda bilancio”, del giudice Marcello Basilico (tribunale di Genova, sentenza 520/2011) che riconosce un risarcimento di circa 30mila euro a ciascuno dei 15 precari della scuola (con tre annualità di contratto a termine) che hanno fatto ricorso contro il Miur per la mancata trasformazione del contratto a t.d., in contratto a t.i. (immissione in ruolo). Il magistrato ha applicato la direttiva europea 1999/70/CE (immediatamente precettiva, prevalente sulle leggi nazionali) che all’art.5 obbliga gli Stati membri a contenere come eccezionali (non sistematici) i contratti a t.d. Il sistema del precariato, per risparmiare sul costo del lavoro nella scuola diventa un boomerang sul Governo. Luciano Chiappetta, direttore generale del personale Miur annunzia che il ministero ricorrerà in appello, e aggiunge incautamente una locuzione che ha due significati: “…. per andare fino in fondo”.
Era attesa che scoppiasse. E’ accaduto a Genova, dove il tribunale del lavoro ha stabilito un maxirisarcimento di 500mila euro per i 15 precari della scuola che hanno fatto ricorso contro il Miur. A suo modo una bomba normativa: se è vero che non cambia la natura del rapporto di lavoro (a t.d.), è altrettanto vero che il risarcimento del danno (pari, per ogni lavoratore a 15 mensilità, con tanto di ricostruzione della carriera), per la mancata immissione in ruolo, non ha precedenti. Non c’è bisogno di un matematico per capire che se questa del maxirisarcimento si confermerà come la linea maestra dei tribunali nelle migliaia di vertenze che i precari della scuola hanno avviato, per il Miur si aprirebbero le porte di un clamoroso default. Si calcola che siano circa 150mila i lavoratori con un contratto a t.d. potenzialmente interessati a ricorrere alla magistratura. Potrebbero, insomma, ballare, per i conti pubblici, qualcosa come più di 4 miliardi di euro….. Il giudice a stabilito, per i 15 lavoratori precari, il riconoscimento degli stessi diritti economici del personale di ruolo (percorso di carriera e anzianità professionale).
“Un esercito di 500mila supplenti”
░ In questo articolo, che riprende l’argomento del precedente, Luigi Illiano inserisce la cifra 500mila supplenti considerando la somma tra i 230mila abilitati e un altro gruppo, valutato approssimativamente, di non abilitati. Non è una scelta che contribuisce a chiarire il problema.
… ogni anno sono quasi 200mila gli incarichi annuali distribuiti per permettere alla scuola di funzionare. Poi ci sono centinaia di migliia di supplenze brevi… Un esercito dai grandi numeri che Viale Trastevere conta di assumere entro sette-otto anni, secondo quanto affermato dalla Gelmini lo scorso 9 marzo durante un question time alla Camera. Scommessa non facile da vincere se si considera che le assunzioni scattano al ritmo di 10mila insegnanti l’anno. Inoltre, la proiezione sul numero dei precari viene fatta sulla base degli attuali iscritti nelle GaE, e non si considera i laureati che si abiliteranno grazie al regolamento sulla formazione iniziale, ai quali è data la possibilità di conseguire l’abilitazione frequentando l’anno di TFA e matureranno l’aspettativa di entrare nelle graduatorie…
Il Mattino - 28 marzo 2011
“Precari e disabili: i giudici bocciano la Gelmini”
░ Cattive notizie dalle aule giudiziarie per il ministro Gelmini.
Il tribunale di La Spezia ha individuato una condotta discriminatoria del Ministro per l’istruzione che ha ridotto le ore di insegnamento di sostegno a favore di uno studente disabile. Il giudice ha condannato il Miur a ripristinare le ore di sostegno e a pagare le spese processuali. Sentenza che segue a quella del lavoro del Tribunale di Genova che ha condannato il Miur a risarcire 500mila euro a 15 precari che avevano presentato ricorso per la mancata stabilizzazione.
Corriere della sera - 29 marzo 2011
“Precari, i ricorsi valgono sei miliardi”
░ Dopo la sentenza spacca bilancio emessa dal tribunale del lavoro di Genova, i responsabili del disastro, insieme a sindacalisti che hanno sonnecchiato per anni e adesso hanno le idee chiarissime, cercano affannosamente il rimedio per evitare che circa 150mila precari pretendano dai giudici la tutela dei propri diritti (costo per l’erario, circa 5 miliardi). Come al solito, nell’articolo si dimentica quale sia stato il ruolo dell’Anief a monte della valanga. Tra le ipotesi di soluzione v’è, è vero, un pacchetto di assunzioni, ma il lupo perde il pelo, ma non il vizio, e i responsabili del disastro pensano a ricorrere in appello contro la sentenza di Genova, come ad esorcizzare il problema. La tutela dei diritti dei precari è un effetto incidentale; importante è minimizzare i ricorsi: non lo voglio capire che i lavoratori che prestano uno stesso servizio hanno tutti, quale che sia il tipo di contratto, gli stessi diritti. L’articolo di Lorenzo Salvia prospetta alcune cifre:
Lombardia: quasi 92mila iscritti nelle GaE; 28.500 posti in organico;
Piemonte: quasi 44500 iscritti nelle GaE; 10200 posti in organico;
Liguria: 14mila iscritti nelle GaE; oltre 3700 posti in organico;
Toscana: 37mila200 iscritti nelle GaE; 11.400 posti in organico;
Umbria: oltre 9500 iscritti nelle GaE; 3300 posti in organico;
Lazio: 59mila iscritti nelle GaE; oltre 21600 posti in organico;
Sardegna: 19900 iscritti nelle GaE; oltre 5700 posti in organico;
Campania: 78mila iscritti nelle GaE; quasi 32600 posti in organico;
Sicilia: 65560 iscritti nelle GaE; quasi 33.500 posti in organico;
Calabria: 28.600 iscritti nelle GaE; oltre 12mila posti in organico;
Basilicata: oltre 3200 iscritti nelle GaE; 8200 posti in organico;
Puglia: 51400 iscritti nelle GaE; oltre 18560 posti in organico;
Molise: quasi 4mila iscritti nelle GaE; 1750 posti in organico;
Marche: quasi 17.200 iscritti nelle GaE; quasi 6300 posti in organico;
Abruzzo: oltre 15mila iscritti nelle GaE; 5250 posti in organico;
Emil.Romag.: 39720 iscritti nelle GaE; 14460 posti in organico;
Veneto: oltre 48mila iscritti nelle GaE; oltre 14200 posti in organico
Friuli V.G.: 12600 iscritti nelle GaE; 3320 posti in organico.
La stima fatta dai tecnici del Miur dice che, se il caso Genova dovesse fare scuola, il costo sarebbe compreso tra i 4 e i 6 miliardi… Il verdetto di Genova è solo l’inizio: la Flc CGIL segue 40mila persone che stanno pensando ad un ricorso simile… Il governo sta pensando come intervenire… Scontata la decisione di fare appello contro la sentenza… La richiesta avanzata a Tremonti è … un corposo pacchetto di assunzioni fatte pescando nelle liste dei precari. Una soluzione che taglierebbe il numero dei possibili ricorrenti e, almeno in teorie, potrebbe essere fatta quasi a costo zero… In tutto sono circa 50mila i posti che vengono assegnati, fin dall’inizio dell’a.s., ai precari… Perché non vengono assunti a tempo indeterminato ? Finora il ministro dell’economia ha sempre negato l’ok perché un contratto a t.d. è flessibile, può essere tagliato, a differenza di un contratto a t.i. Ma la sentenza di Genova cambia le carte in tavola perché potrebbe essere meno costoso assumere ora che risarcire dopo….
Tempi – 30 marzo 2011
“Una nuova uguaglianza”
░ Presentiamo alcuni passaggi dell’appello del Ministro mirante ad emancipare la politica scolastica da scelte strumentali;da parte di tutti si riconosca l’esistenza dei problemi e si agisca in modo consequenziale.
I problemi, quali li vede il Ministro, sarebbero: l’elefantiasi del sistema pubblico di istruzione (“una quantità di persone più elevata, ad esempio, di tutti i militari che compongono l’esercito degli USA…”), dipendenti che si ostinano “a resistere a sussidiarietà, flessibilità e pluralismo”, e sindacati che difendono “sempre e solo l’esistente”.
…. La realtà è questa: il nostro sistema pubblico di istruzione è composto da 10800 scuole, distribuite in circa 45mila plessi, 800mila insegnanti, 200mila bidelli, 10800 dd.ss., per un totale di oltre un milione di addetti…. rappresentiamo la più numerosa comunità scolastica europea. Purtroppo non primeggiamo altrettanto nella quantità di risorse destinate all’istruzione, né per la qualità e l’innovazione che riusciamo a produrre…. L’autonomia scolastica e la parità purtroppo esistono ancora solo sulla carta… Insomma, avere oltre un milione di dipendenti e un sistema che si ostina a resistere a sussidiarietà, flessibilità e pluralismo, significa impegnare risorse per una quantità di persone più elevata, ad esempio, di tutti i militari che compongono l’esercito degli USA…. I sindacati dovrebbero aiutare il cambiamento, non difendere sempre e solo l’esistente, in nome di posizioni acquisite e di un potere di interdizione esercitato talvolta come arma di ricatto e blocco di ogni innovazione. Basta dunque con i messaggi falsi e sbagliati. Basta con le contrapposizioni faziose… Noi abbiamo il dovere di fare in modo che studenti e insegnanti non siano più l’oggetto di uno squallido livellamento, ma il soggetto di una nuova uguaglianza.
Corriere della sera – 30 marzo 2011
“Il Miur e i ricorsi da evitare. Vanno assunti 65milaprecari”
░ La sentenza di Genova ha dato una scossa alla Ministro; 65mila precari verrebbero assunti in ruolo entro il 2015; sono quelli che hanno già maturato tre anni di servizio. Che ne pensa il ministro del Tesoro?
I conti sono stati rifatti: alla fine i tecnici del Miur hanno scoperto che la situazione è meno pesante del previsto. Sarebbero 65mila e non 150mila gli insegnanti precari con almeno tre contratti annuali di fila. E che quindi potrebbero presentare un ricorso simile a quello vinto a Genova da 15 docenti….La soluzione ? L’assunzione dei precari, per gradi, coprendo quelle cattedre che ogni anno vengono assegnate stabilmente proprio con contratti a termine. Posti che non rimangono scoperti all’improvviso, per una malattia o una maternità, ma che sono vuoti fin dall’estate… I posti disponibili, per questa strada, sono circa 50mila.
Non è esclusa una soluzione alternativa, quella di un disegno di legge che vada contro la direttiva della UE….
Il Messaggero – 30 marzo 2011
“Docenti, tornano i concorsi, ecco il piano del Miur”
░ Il miur è stretto da mille problemi e cerca di tamponare concedendo il minimo possibile: l’aggiornamento delle graduatorie si fa; ma forse nella sola provincia originaria; alle sentenze dei giudici del lavoro favorevoli ai precari si porrà rimedio forse con assunzioni degli aventi diritto (tre anni di servizio annuale continuativi), sui posti vacanti, ma in un quadriennio. Basterà a fermare i ricorsi ? Più lungimirante, invece, è la decisione di bandire i concorsi a cattedra, ma anche qui con una limitazione: si bandiranno solo quelli per le graduatorie esaurite e per un numero di posti effettivamente necessari.
….I concorsi devono ripartire perché ci sono materie, quelle tecniche e scientifiche) per le quali, sopratutto al Nord, non ci sono più docenti in graduatoria… Spiegano al Miur: “I concorsi servono, e saranno a cattedra”: i posti saranno banditi in base alle necessità, per evitare che si crei altro precariato. Le selezioni, poi, saranno su base territoriale: potrebbero essere regionali, provinciali o per reti di scuole. Sarà tassativo restare un numero di anni (indicativamente 5) nella zona in cui si viene assunti…..
la Repubblica – 30 marzo 2011
“Atenei, così la Gelmini smarrisce i 6 miliardi stanziati dall'Europa”
░ A fronte dei tagli, il Ministero sta per lasciare non spesi fondi Ue: scadranno tra poco più di un anno; e Bruxelles ha bocciato anche le modalità di gestione. Riportiamo passi dall’articolo di Corrado Zunino.
ROMA - Il ministero dei tagli, la Pubblica istruzione che con l'ultima riforma ha portato via 400 milioni all'università italiana, non sa spendere 6,2 miliardi che l'Europa ci offre chiedendoci di investirli nel futuro. Sono i fondi Pon (Programma operativo nazionale) sulla Ricerca e competitività, i più grandi tra i fondi strutturali Ue, previsti per l'arco temporale 2007-2013…. Accade che nel solco degli obiettivi di Lisbona, la grande assise europea del Duemila che avrebbe voluto trasformare in dieci anni l'Europa "nella più competitiva e dinamica economia della conoscenza", l'Unione europea abbia messo nella disponibilità del ministero delle Finanze (Tremonti) e operativamente del Miur (Gelmini) 6,2 miliardi da destinare alla ricerca e sviluppo in quattro regioni a reddito basso: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. I luoghi attraverso i quali questi denari avrebbero dovuto essere impegnati sono individuati innanzitutto nelle università, leve, sostiene l'Europa, di buona produttività, presidi di un'economia fondata sulla ricerca…. Il problema è che gli impegni di spesa sono partiti con tre anni di ritardo, nel 2009, e le percentuali dei fondi fin qui utilizzate sono davvero basse, residuali… Il sottosegretario all'Istruzione, il lucano Guido Viceconte, alla Camera ha confermato "una serie di slittamenti del programma e il suo significativo ritardo"… La macroscopica opportunità sprecata diventa ancora più stridente se si pensa che, oggi, ogni anno, 24 mila studenti meridionali decidono di iscriversi in un'università al Nord e 15 mila laureati del Sud ogni stagione si trasferiscono alla conclusione degli studi.
Corriere della sera – 31 marzo 2011
“Tutti di ruolo, nessuno inamovibile. Una proposta sul nodo dei precari”
░ Una lettera dell’accademico giuslavorista, senatore del PD, Piero Ichino spiega il “costoso inganno” della sanatoria dei precari. Eravamo fermi alle cifre sul costo della casta.
Caro Direttore, la direttiva europea n.70 del 1999 vieta agli Stati membri di consentire che il contratto a termine sia utilizzato come strumento ordinario di assunzione dei lavoratori; e impone comunque la parità di trattamento tra assunti a termine e assunti a tempo indeterminato. In applicazione di questa norma, il tribunale di Genova ha condannato lo Stato italiano… Il rischio per le casse esauste dello Stato è elevatissimo perché i lavoratori di serie b e di serie c, nella scuola, sono oltre 150mila. Come se ne esce ? Per ottemperare alla direttiva europea occorrerebbe stabilizzare tutti quanti. Questo, però, alle condizioni attuali è impossibile non solo perché costerebbe troppo ma anche perché il rapporto di impiego “di ruolo” è troppo rigido per potersi applicare a tutti…. C’è un modo solo per uscirne, ridefinire la disciplina dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, per tutte le nuove assunzioni….: solo questo può evitare una grandine di ricorsi giudiziali destinati a moltiplicare gli effetti della sentenza di Genova…. Si calcola che i “precari permanenti” nel comparto pubblico siano oltre 500mila…. La direttiva europea, del resto, è vincolante anche per il comparto privato… Se la questione è dappertutto la stessa, anche la soluzione dev’essere la stessa: un nuovo diritto del lavoro….

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 Sentenza 
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