Source: https://it.scribd.com/document/91136479/AGCOM-Delibera-73-11-cons-2011
Timestamp: 2019-11-14 10:51:03+00:00

Document:
SalvaSalva AGCOM Delibera_73_11_cons_2011 per dopo
Osservatorio_Trimestrale_2011_06_30_-_Prova_Sito_rev_b_2_Sola_lettura_modalità_compatibilità
73/11/CONS Approvazione del regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori e individuazione delle fattispecie di indennizzo automatico ai sensi dellarticolo 2, comma 12, lett. g), della legge 14 novembre 1995, n. 481 LAUTORITA, Nella sua riunione di Consiglio del 16 febbraio 2011; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante "Istituzione dell'Autorit per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo", ed in particolare larticolo 1, commi 6, lettera a), n.14, 11, 12 e 13; VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante "Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilit. Istituzione delle Autorit di regolazione dei servizi di pubblica utilit" ed in particolare larticolo 2, comma 12, lett. g); VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni; VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante il Codice delle comunicazioni elettroniche, ed in particolare larticolo 84; VISTO il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il Codice del consumo, e successive modificazioni ed integrazioni; VISTO il regolamento concernente lorganizzazione e il funzionamento dellAutorit per le garanzie nelle comunicazioni, approvato con delibera n. 316/02/CONS del 9 ottobre 2002, e successive modificazioni ed integrazioni; VISTA la delibera n. 179/03/CSP del 24 luglio 2003, recante "Approvazione della direttiva generale in materia di qualit e carte dei servizi di telecomunicazioni ai sensi dellarticolo 1, comma 6, lettera b), numero 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 21 agosto 2003, n. 193; VISTA la delibera n. 173/07/CONS del 22 maggio 2007, recante "Approvazione del regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazione e utenti ", ed i relativi allegati, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 120 del 25 maggio 2007; CONSIDERATO che lapplicazione del regolamento approvato con la delibera n. 173/07/CONS ha evidenziato, nellambito dellattivit di definizione delle
controversie tra utenti ed operatori, lesigenza di assicurare uniformit di trattamento delle varie fattispecie di disservizio, individuando un adeguato criterio minimo di calcolo per gli indennizzi applicabili in sede di definizione delle controversie, indipendentemente dalloperatore interessato, nonch di prevedere unadeguata sperequazione di tale misura a seconda della gravit del pregiudizio arrecato; RITENUTO, pertanto, di individuare una serie di misure compensative minime specifiche per ciascuna delle fattispecie di disservizio individuabili in base alle disposizioni del Codice delle comunicazioni elettroniche ed alle delibere di questa Autorit; RITENUTO, inoltre, in applicazione del disposto dellarticolo 2, comma 12, lett. g) della legge 14 novembre 1995, n. 481, di individuare tra le predette fattispecie quelle per le quali la corresponsione dellindennizzo debba avvenire in maniera automatica, precisando altres modalit di corresponsione dellindennizzo che ne garantiscano leffettivit e la tempestivit; VISTA la delibera n.124/10/CONS del 16 aprile 2010, recante Consultazione pubblica sulladozione di un regolamento in materia di indennizzi applicabili nei rapporti tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche ed i contributi prodotti dai soggetti partecipanti; CONSIDERATO, in particolare, quanto segue: I. La consultazione pubblica I. i. I soggetti partecipanti Con delibera n. 124/10/CONS del 16 aprile 2010 lAutorit ha approvato un primo schema di Regolamento concernente gli indennizzi applicabili ai rapporti tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche, sottoposto a consultazione pubblica. Numerosi sono stati gli operatori partecipanti alla consultazione, anche in forma associativa; di contro tra le Associazione di consumatori solo Cittadinanzattiva ha prodotto le proprie osservazioni nellambito della consultazione, mentre Federconsumatori si espressa sulla base del comunicato stampa diramato dallAutorit. Anche diversi utenti, sebbene per la maggior parte con argomentazioni identiche o meramente ripetitive di ununica posizione, hanno inteso inviare il proprio contributo. In particolare alla consultazione hanno partecipato con propri contributi i seguenti soggetti: Telecom Italia S.p.A. (di seguito Telecom), H3G S.p.A. (di seguito H3G), Tiscali Italia S.p.A. (di seguito Tiscali), Wind Telecomunicazioni S.p.A. (di seguito Wind), Vodafone Omnitel N.V. (di seguito Vodafone), Opitel S.p.A. (di seguito Opitel), Welcome Italia S.p.A. (di seguito Welcome), Poste Mobile, S.p.A. (di seguito Poste Mobile), Sky Italia S.r.l. (di seguito Sky), Teleunit S.p.A. (di seguito Teleunit), TWT S.p.A., Assotelecomunicazioni (di seguito Asstel), @iip Associazione Italiana Internet
73/11/CONS
Provider (di seguito AIIP), nonch lAssociazione di consumatori Cittadinanza attiva, COOP Italia, Federalberghi ed alcuni singoli utenti. LAssociazione Federconsumatori ha presentato le proprie osservazioni prima dellavvio della consultazione. A seguito della produzione dei contributi scritti, pubblicati sul sito web dellAutorit, si sono tenute le audizioni dei soggetti che ne hanno fatto richiesta. La fase di consultazione si conclusa il 25 giugno 2010. I. ii. Sintesi dei contributi pervenuti. Considerazioni generali. In via preliminare tutti gli Operatori hanno manifestato perplessit sullesistenza del potere dellAutorit di regolamentare il quantum degli importi da indennizzare per ciascuna tipologia di disservizio, suggerendo, invece, la previsione di semplici raccomandazioni o criteri-guida. E stato eccepito, inoltre, che il potere dimporre agli Operatori prestazioni di tipo patrimoniale dovrebbe essere espressamente previsto dalla legge, ex articolo 23 della Costituzione, pertanto, la quantificazione degli importi da erogare spetterebbe esclusivamente ai soggetti esercenti il servizio. Opitel ha evidenziato che nel Regolamento non si riscontra alcun criterio di calcolo per la misura degli indennizzi, che appaiono avere dei valori tuttaltro che irrilevanti, sia per il valore unitario che per quello complessivo, privo di un tetto massimo. Con riferimento alla soglia minima di valore degli indennizzi, Asstel manifesta il proprio dissenso, sostenendo che essa potrebbe incentivare gli Operatori ad adottare un comportamento illegittimo consistente nel portare i tempi di riparazione/prestazione del servizio al limite equivalente a quello di soglia. Ad esempio, la previsione di una soglia minima di euro 100,00 per un disservizio per il quale previsto un indennizzo giornaliero pari ad euro 10,00 potrebbe generare un incentivo economico (implicito) a riparare il disservizio al decimo giorno. Di contro, si auspica lintroduzione di tetti massimi per gli indennizzi. Poste Mobile sostiene che i costi dindennizzo sono eccessivamente onerosi, soprattutto per gli Operatori Virtuali, i quali hanno ridotta capacit di spesa e di recupero, e si pongono in contrasto con i generali principi di concorrenza. Dello stesso avviso anche lAIIP. Gli utenti intervenuti alla consultazione pubblica, in linea generale, chiedono allAutorit di aumentare tutte le misure minime di indennizzo e di eliminare i tetti massimi; propongono, indi, di armonizzare lintera materia fissando una misura base minima di euro 10,00 al giorno applicabile per ogni tipo di inadempimento e disservizio e di euro 20,00 per i contratti privati di abbonamento post pagati; di euro 30,00 o 40,00 giornalieri per i contratti affari. I. iii. Osservazioni sulle singole disposizioni del Regolamento. In ordine ai singoli articoli del Regolamento sono state avanzate le seguenti osservazioni: Articolo 1. Definizioni
La societ Sky manifesta le proprie riserve riguardo alla lettera d), che facendo riferimento alloperatore inteso anche come impresa autorizzata a fornire un servizio radiotelevisivo a pagamento si pone in contrasto con le finalit del Regolamento che concerne gli operatori di comunicazioni elettroniche. Oltretutto, questa definizione difforme rispetto a quella contenuta nel Codice delle Comunicazioni. Quanto alla lettera c), Sky osserva che linclusione della persona giuridica nellalveo della definizione di utente, finisce per estendere illegittimamente la tutela del consumatore, che per definizione la persona fisica che utilizzano un servizio di comunicazione elettronica per scopi non riferibili allattivit lavorativa, commerciale o professionale svolta.
Articolo 2. Ambito di applicazione e finalit 1. Il presente regolamento stabilisce la misura minima unitaria per il calcolo degli indennizzi applicabili nellambito delle controversie tra operatori e utenti finali, relative alle disposizioni di cui al Capo IV del Titolo II del Codice. 2. E fatta salva la possibilit per gli operatori di prevedere nelle proprie condizioni di contratto importi unitari maggiori di quelli indicati nel presente regolamento, ovvero ulteriori casi di indennizzo. Gli operatori concordano sulla riferibilit di tale articolo alla sola fase conflittuale, riferita alle controversie gi insorte tra operatori e clienti; diversamente, infatti, si lederebbe la libert contrattuale delle parti, in quanto verrebbero determinati parametri contrattuali in via amministrativa. Vodafone suggerisce linserimento dellastratta possibilit per gli operatori di concordare con gli utenti misure alternative agli indennizzi, nonch linserimento nelle Condizioni di contratto di importi unitari di indennizzo diversi rispetto a quelli previsti dal Regolamento. Poste Mobile chiede di tener conto della differenza tra operatori di rete ed operatori virtuali, considerato che questi ultimi per erogare i servizi di telefonia devono avvalersi dellinfrastruttura dei MNO e dei servizi da questi resi a livello di wholesale. La responsabilit delloperatore virtuale, nella maggior parte dei casi, si estrinseca nei confronti dellutente solo nel puntuale rispetto degli obblighi informativi previsti dalla disciplina regolamentare vigente a tutela dellutenza, non potendosi addossare alloperatore virtuale una responsabilit per la condotta delloperatore di rete, in assenza della concreta possibilit di gestione delle attivit. Diversamente si darebbe luogo ad unipotesi di responsabilit oggettiva. Secondo lAIIP le disposizioni presenti nel Regolamento violano la normativa di settore, discostandosi dal parametro normativo che ne dovrebbe costituire il fondamento. Oltretutto, limposizione di indennizzi di eguale importo per tutti gli operatori, a prescindere dalla loro dimensione, violerebbe larticolo 3 della Costituzione, nonch il principio di concorrenzialit.
Articolo 3. Indennizzi automatici Comma 1. Gli operatori sono tenuti a corrispondere in maniera automatica gli indennizzi di cui ai successivi articoli 4, 5 e 7, mediante accredito sulla prima fattura emessa successivamente allaccertamento del disservizio. Tutti gli operatori convengono di eliminare la dicitura indennizzo automatico in quanto lindennizzo dovrebbe essere comunque preceduto da una segnalazione dellutente cui faccia seguito una verifica delloperatore. Solo col contraddittorio tra utente e operatore/i interessato/i possibile individuare loperatore effettivamente responsabile. In particolare, Wind sottolinea che lunico caso di indennizzo automatico previsto nel settore energetico e non pu essere applicato analogicamente al settore delle telecomunicazioni. Secondo Telecom Italia un indennizzo automatico potrebbe riconoscersi solo nel caso in cui vi sia un pacifico riconoscimento da parte delloperatore della propria esclusiva responsabilit nel disservizio, a valle di un reclamo dellutente. Ritiene, altres, opportuno distinguere anche la tipologia di utenti per le modalit di riaccredito, es. clienti post-pagati e clienti prepagati. Opitel ritiene applicabile il meccanismo dellautomatismo con riferimento alla liquidazione dellindennizzo solo dopo che sia stata aperta la segnalazione dal cliente ed accertata la responsabilit delloperatore di accesso. Gli operatori, poi, concordano nel ritenere pi appropriato il riaccredito sulla prima fattura utileemessa successivamente allaccertamento del disservizio. Anche lAIIP contesta luso della parola automatico riferita allindennizzo, giacch lautomaticit non pu escludere il concetto di auto-responsabilit in forza del quale lutente finale tenuto ad esercitare il proprio diritto al ristoro entro il termine di prescrizione; peraltro, la corresponsione dellindennizzo presuppone comunque unattivit di accertamento da parte delloperatore. LAssociazione in questione rileva anche la contraddittoriet della norma in esame che, se da un lato qualifica gli indennizzi automatici ex art. 2, comma 12 lett. g) L.481/95 dallaltro, pretende di determinare limporto anche degli indennizzi "a richiesta", in forza della predetta disposizione legislativa. Comma 2. Qualora la somma da corrispondere a titolo di indennizzo sia superiore allimporto della prima fattura utile, la parte in eccesso corrisposta mediante assegno o bonifico bancario, alle coordinate fornite dallintestatario, entro il termine di sessanta giorni dallaccertamento. Vodafone consiglia lintroduzione della dicitura e tenuto conto del ciclo di fatturazione del cliente subito dopo linciso 60 gg. dallaccertamento del disservizio.
Comma 4. In caso di inottemperanza a quanto disposto dai commi da 1 a 3, fermo restando lavvio dei conseguenti procedimenti sanzionatori, loperatore sar tenuto a corrispondere gli indennizzi in misura pari al doppio di quella prevista. Vodafone e Wind sollecitano leliminazione di tale comma. Wind in particolare ritiene che sia necessario prevedere un previo meccanismo di sollecito alloperatore responsabile. Cittadinanza attiva propone di inserire un canale di segnalazione ad hoc per la comunicazione delle inottemperanze (es. e-mail, numero telefonico, etc.). Secondo Asstel tale articolo suscita dubbi di proporzionalit sia per lentit della maggiorazione dellindennizzo in caso di utenza business, sia per lavvio di un procedimento sanzionatorio, nonch per lobbligo di un indennizzo pari al doppio di quello previsto nei casi di inottemperanza in tema di indennizzi automatici. Anche Opitel ribadisce che lavvio di un procedimento sanzionatorio in capo agli operatori per il caso di inottemperanza alle presenti prescrizioni possa influire sui tempi di attivazione, incentivando gli operatori ad allungare i termini massimi previsti dal contratto. Comma 5. In tutti gli altri casi lindennizzo corrisposto su richiesta dellutente, con le stesse modalit e nei medesimi termini di cui ai commi precedenti, fatto salvo lobbligo per gli operatori di fornire una risposta scritta, in caso di rigetto della richiesta, entro il termine stabilito dalle condizioni contrattuali ai sensi dellarticolo 8 della delibera 179/03/CSP. Vodafone suggerisce leliminazione dellinciso con le stesse modalit e nei termini di cui ai commi precedenti e lintroduzione dopo la dicitura risposta scritta dellespressione o comunque tracciabile, ad esempio tramite il servizio di SMS. Wind, Telecom ed Asstel, in considerazione di quanto disposto dallarticolo 2, che si riferisce espressamente alla fase di definizione delle controversie tra operatori ed utenti, propongono leliminazione dellintero comma 5, che afferisce ad un momento antecedente. Comma 6. In caso di cessazione del rapporto contrattuale tra le parti, ovvero su espressa richiesta dellutente se la somma da indennizzare superiore ad euro 50,00, la corresponsione dellindennizzo avviene a mezzo assegno o bonifico bancario entro sessanta giorni dallaccertamento del disservizio, ai sensi del comma 1, ovvero dalla relativa richiesta. Telecom suggerisce di innalzare la soglia di 50,00 euro e di lasciare alloperatore la facolt di scelta delle modalit di accredito dellindennizzo. Articolo 4. Indennizzo per omessa o ritardata attivazione del servizio
Comma 1. Nel caso di ritardo nellattivazione del servizio rispetto al termine massimo previsto dal contratto, ovvero di ritardo nel trasloco dellutenza, gli operatori sono tenuti a corrispondere un indennizzo pari ad euro 7,50 per ogni giorno di ritardo. In generale gli operatori evidenziano lopportunit di introdurre la dicitura: per cause imputabili alloperatore. La maggior parte degli operatori concorda sulla necessit di prevedere un tetto massimo dindennizzo. Vodafone, invece, ritiene che limporto debba essere lasciato alla discrezione degli operatori, come gi previsto nelle Carte Servizi. Wind precisa che il riferimento al doppio/quadruplo dellindennizzo arbitrario e viola il principio di proporzionalit e che larticolo in commento andrebbe riferito solo al servizio fisso; suggerisce un tetto massimo di euro 500,00. Telecom evidenzia la necessit di definire la tipologia di servizi cui applicare il presente articolo e suggerisce di ricomprendervi solo i servizi di fonia vocale base e servizi Adsl. Inoltre, gioverebbe precisare se i giorni per i quali si calcola lindennizzo siano lavorativi o solari. Gli operatori chiedono di tener conto delle ipotesi dei servizi intermedi Wholesale di Telecom i cui tempi di fornitura superano gli SLA di servizio previsti nelle offerte (rifiuto di Telecom, LNA, guasto dellOLO, area non aperta al servizio WLR, limiti di capacit di evasione di Telecom, linea in trasformazione, etc.). Lo stesso dicasi per il caso di omessa attivazione di servizi a seguito di rifiuto da parte di Telecom, in cui lindennizzo sarebbe addirittura controproducente. A ci si aggiungano i casi di rifiuto dellattivazione per motivi tecnici o assenza/insufficienza di risorse rete; nonch, i casi di omessa/ritardata attivazione addebitabile ai clienti (es. dati errati, indisponibilit alla ricezione di un apparato, indisponibilit allattivazione presso la propria sede, ) in cui loperatore recipient non ha responsabilit e lindennizzo si risolverebbe in un ingiustificato arricchimento per lutente. In particolare Wind esprime perplessit circa lapplicabilit del meccanismo di indennizzo automatico alle fattispecie di passaggio tra operatori, in considerazione delle diverse ipotesi di impedimento che si possono verificare in concreto (errata comunicazione del codice migrazione, linea in trasformazione, trasloco in corso, linea cessata o in cessazione, rifiuto per risorsa non disponibile) e del fatto che esse non determinano interruzione del servizio, comunque attivo con loperatore donating. Precisa, poi, che lattuale sistema di penali previsto in caso di disservizi causati dalloperatore di accesso insoddisfacente, e chiede un tavolo tecnico per lintroduzione del diritto di rivalsa nei confronti dellimpresa di trasmissione o di distribuzione. Comma 2. Lindennizzo applicato anche in caso di mancato rispetto degli oneri informativi circa i tempi della realizzazione dellintervento o gli eventuali impedimenti, ovvero di affermazioni non veritiere circa lesistenza di impedimenti tecnici o amministrativi.
Secondo Telecom tale comma ambiguo in quanto sembrerebbe voler introdurre unautonoma fattispecie di omissione/ritardo connessa allattivazione e ne suggerisce la soppressione. Vodafone contesta lintero comma in considerazione del fatto che il ritardo causato da motivi tecnici non pu giustificare lindennizzo automatico. Opitel manifesta perplessit sulla terminologia adoperata per gli oneri informativi e per i tempi di realizzazione del servizio. In particolare, non chiaro se si faccia riferimento a linee gi esistenti o solo allallaccio di una nuova linea. Comma 3. Se il ritardo riguarda servizi accessori, gli importi di cui al comma 1 sono ridotti ad un terzo. Gli operatori suggeriscono di esplicitare le tipologie di servizi accessori. Inoltre alcuni operatori fanno notare che in molti casi i servizi accessori hanno un costo molto basso, proponendo pertanto la riduzione della misura unitaria. Gli utenti intervenuti, di contro, suggeriscono una misura minima di indennizzo fissata in euro 6,00 al giorno, senza limiti massimi. Articolo 5. Indennizzo per sospensione o cessazione del servizio Comma 1. Nel caso di sospensione o cessazione amministrativa di uno o pi servizi avvenuta senza che ve ne fossero i presupposti, ovvero in assenza del previsto preavviso, gli operatori sono tenuti a corrispondere un indennizzo, per ciascun servizio non supplementare, pari ad euro 10,00 per ogni giorno di sospensione, e comunque non inferiore ad euro 100,00. Telecom invita a descrivere le fattispecie di sospensione e cessazione amministrativa. H3G e Wind propongono di fissare il tetto massimo di euro 500,00; H3G suggerisce di distinguere le fattispecie di disservizio vocale mobile da quello fisso. Vodafone, invece, rileva che la previsione di una soglia minima di indennizzo che non tenga conto della proporzionalit del pregiudizio arrecato, appaia eccessivamente sfavorevole nei confronti degli operatori, se non addirittura controproducente per gli utenti giacch gli operatori non sarebbero interessati a ridurre i tempi di riattivazione sapendo che comunque dovranno corrispondere una somma equivalente a 10 gg. di disservizio. Propone, altres, di precisare che lassenza del preavviso previsto pu avvenire anche tramite contatto telefonicoe di eliminare linciso servizio non supplementare. Opitel ritiene tale articolo ambiguo, sia perch non indicato chi debba accertare la presenza dei presupposti per la sospensione o cessazione amministrativa sia perch non chiaro quali siano i criteri per la determinazione dei presupposti ritenuti adeguati. Comma 2. Se la sospensione o cessazione riguarda solo servizi accessori, gli importi di cui al comma 1 sono ridotti ad un quarto.
Per le ragioni suesposte Telecom chiede la soppressione di detto comma. Articolo 6. Indennizzo per malfunzionamento del servizio Comma 1. In caso di completa interruzione del servizio per motivi tecnici sar dovuto un indennizzo, per ciascun servizio non supplementare, non inferiore ad euro 5,00 per ogni giorno di interruzione. H3G suggerisce la fissazione di un limite massimo dindennizzo per evitare pratiche elusive, nonch un limite massimo di tempo di irregolarit del servizio superato il quale, il cliente non avr diritto a richiedere ulteriori accrediti. Telecom, nellesprimere la necessit di definire la casistica dei servizi cui si riferisce il presente articolo - proponendone lapplicazione ai soli casi di servizi di telefonia vocale base e adsl - indicando i guasti di rete o guasti di apparati di terminazione di rete installati presso la sede del cliente finale, non dipendenti da cause di forza maggiore o da terzi. Quanto al periodo utile per il calcolo dellindennizzo, ritiene opportuno far riferimento alla prima segnalazione dellutente ed al netto dei giorni contrattualmente previsti per la riparazione, preferibilmente tenendo conto dei giorni solari successivi allo SLA. Anche Vodafone ed Opitel osservano che ladozione di tempi massimi contrattualmente vincolanti per la riparazione di malfunzionamenti implica necessariamente che leventuale indennizzo debba essere corrisposto per ogni giorno di ritardo nella sua riparazione oltre il tempo contrattualmente previsto. Comma 2. Nel caso di irregolare o discontinua erogazione del servizio, gli operatori sono tenuti a corrispondere un indennizzo pari ad euro 2,50 per ogni giorno di malfunzionamento, fatta salva lapplicazione del comma 1 in caso di completa interruzione del servizio. Gli operatori chiedono di precisare la distinzione tra irregolarit e discontinuit del servizio, segnalando che tale terminologia non sia appropriata in quanto non oggettivamente accertabile. Vodafone precisa che il malfunzionamento da prendere in considerazione sia quello effettivo pertinente la rete delloperatore di riferimento. Ci comporta che lindennizzo non pu essere automatico senza prima aver riscontato la responsabilit delloperatore. Wind rileva che il malfunzionamento vada comunque letto in combinato disposto con le Delibere dell'Autorit in materia di qualit e servizio; evidenzia in ogni caso unincongruenza con la delibera n. 244/08/CSP che prevede unicamente la possibilit di recedere senza penali dal contratto. Cittadinanza attiva propone di raddoppiare la misura dellindennizzo per entrambe le fattispecie.
Comma 3. Se il malfunzionamento dovuto al ritardo, imputabile alloperatore, nella riparazione del guasto, lindennizzo applicabile allintero periodo intercorrente tra la proposizione del reclamo e leffettivo intervento tecnico da parte delloperatore. Vodafone fa notare che la gestione di un malfunzionamento, qualora non automaticamente rilevato, richiede unattivit di verifica da parte delloperatore (segnalazione del cliente, analisi disservizio, misure idonee) e propone di eliminare lultimo comma. Secondo Telecom per una maggior tutela dellutente sarebbe preferibile prevedere che lindennizzo si calcoli a partire dal giorno successivo a quello in cui sono scaduti i termini contrattuali massimi previsti per la riparazione. Gli operatori danno atto che relativamente alla fonia fissa ed allaccesso ad internet le Carte servizi gi prevedono lobbligo di fissare un tempo massimo per la riparazione del guasto, oltrepassato il quale il cliente pu chiedere un indennizzo. Articolo 7. Indennizzo per omessa o ritardata portabilit del numero Comma 1. Nelle ipotesi di procedure di portabilit del numero non concluse nei termini stabiliti dalla disciplina di settore, loperatore responsabile del ritardo sar tenuto a corrispondere allutente interessato un indennizzo pari ad euro 5,00 per ogni giorno di ritardo, ferma restando lapplicazione degli articoli 5 e 6 in caso di sospensione o cessazione del servizio. Tutti gli operatori ritengono che occorra evitare il cumulo di indennizzi (come nel caso di ritardo della portabilit e contestuale sospensione o cessazione del servizio) pertanto, vanno specificate le ipotesi di disservizio. Convengono, altres, sulla difficolt didentificare loperatore responsabile e chiedono la convocazione di un tavolo tecnico. H3G sostiene che lindennizzo automatico non sia praticabile per la MNP, in quanto difficile individuare la responsabilit di un singolo operatore dal momento che la responsabilit coinvolge pi operatori, salvo casi eccezionali. Vodafone suggerisce lintegrale cancellazione dellarticolo 7, in particolar modo per la portabilit del numero mobile. TWT eccepisce che larticolo in questione, cos strutturato, rischia di dar vita a forme di responsabilit oggettiva. Cittadinanzattiva suggerisce la previsione di un indennizzo pari al doppio nel caso in cui il ritardo superi il decimo giorno. Articolo 8. Indennizzo per attivazione o disattivazione non richiesta della prestazione di carrier selection o carrier pre-selection Comma 1. In caso di attivazione o disattivazione non richiesta della prestazione di carrier selection o carrier pre-selection, loperatore responsabile sar tenuto a corrispondere allutente interessato un indennizzo pari ad euro 2,50 per ogni giorno di
attivazione o disattivazione, fermo restando il diritto allo storno dei corrispettivi addebitati per il traffico generato con loperatore responsabile ed il rimborso degli eventuali oneri aggiuntivi. Gli operatori chiedono una precisazione in merito alla tipologia di prestazioni oggetto della disciplina (ad es. tutti i servizi di carrier selection o carrier pre-selection, nonch di Unbundling Local Loop, Wholesale Line rental, Number Portability). Si ribadisce la richiesta di un tavolo tecnico per lindividuazione delle responsabilit dei soggetti coinvolti, nonch degli oneri aggiuntivi da rimborsare. Opitel rileva leccessiva onerosit della previsione in esso contenuta, in quanto non chiaro quale sia il pregiudizio ulteriore arrecato al cliente tale da giustificare un indennizzo, visto che i costi verrebbero comunque stornati e visto che il cliente avr anche generato traffico per il quale non verser alcun corrispettivo. Articolo 9. Indennizzo per attivazione di servizi non richiesti Comma 1. Nel caso di attivazione di servizi accessori o di profili tariffari non richiesti, fatto salvo il diritto degli utenti ad ottenere lo storno o il ricalcolo degli addebiti fatturati, gli operatori sono tenuti a corrispondere un indennizzo pari ad euro 1,00 per ogni giorno di attivazione, e comunque non inferiore ad euro 50,00. Gli operatori chiedono di specificare la tipologia, es. numeri a valore aggiunto, dialers, aggiunta di canoni per particolari tariffazioni oppure segreterie telefoniche o ladsl, di cui non ci sia prova della richiesta dellabbonato, pratica che costituisce una vera e propria modifica unilaterale del rapporto contrattuale da parte delloperatore. Opitel invita a considerare che la possibilit di modificare unilateralmente le condizioni economiche al cliente consentita dalla vigente normativa e non , quindi, pensabile che in tali casi loperatore sia obbligato ad indennizzare il cliente. H3G sottolinea che dal momento che lAutorit non distingue tra servizio di base vocale o prestazione accessoria, lindennizzo debba essere ridotto. Vodafone e Tiscali rilevano lopportunit di eliminare la soglia minima di indennizzo. Wind, mentre suggerisce un tetto massimo di 500,00 euro, sostiene che un tetto minimo causi la disincentivazione della risoluzione del disservizio, in quanto limporto minimo dovuto anche per un singolo giorno di attivazione non richiesta equivarrebbe a quello dovuto nel caso di 50 gg. di indebita attivazione; in breve, il quantum dovuto sarebbe il medesimo sia in caso di risoluzione solerte che in quello di dilazione della risoluzione. Per Cittadinanza attiva limporto minimo dovrebbe essere innalzato ad euro 100,00. Federconsumatori propone limporto di 5,16 euro. Gli utenti ritengono di dover specificare i servizi accessori e primari; fanno notare anche la mancata previsione di indennizzi per il caso di rimodulazioni o modifiche unilaterali peggiorative; ribadiscono lopportunit di introdurre un indennizzo minimo unitario come specificato in calce allart. 4. Articolo 10. Indennizzo in caso di perdita della numerazione
Comma 1. Nel caso in cui lutente perda la titolarit del numero telefonico precedentemente assegnato per fatto imputabile alloperatore avr diritto ad un indennizzo, fatto salvo il riconoscimento del maggior danno, pari ad euro 100,00 per ogni anno di precedente utilizzo. A tal proposito gli operatori chiedono di inserire anche la frase Tale indennizzo riconosciuto previo reclamo dato per iscritto dallutente. Vodafone, invece, sostiene che tale indennizzo sia sproporzionato ed iniquo e ne propone la riduzione ad euro 50,00, fino ad un massimo di euro 200,00. Gli operatori evidenziano, altres, lopportunit di indicare che il riconoscimento del maggior danno possa essere ottenuto innanzi allAutorit giudiziaria competente. Wind ritiene ingiustificato il rapporto di proporzionalit tra il ristoro disposto in favore dellutente ed il numero di anni in cui il cliente ha utilizzato una data numerazione. Cittadinanzattiva propone di innalzare la soglia minima di indennizzo da 100,00 a 200,00 euro. Articolo 11. Indennizzo per mancata o errata indicazione negli elenchi telefonici pubblici Comma 1. Lomesso o errato inserimento dellutente negli elenchi di cui allarticolo 55 del Codice comporta il diritto ad un indennizzo, fatto salvo il riconoscimento del maggior danno, pari ad euro 200,00 per ogni anno di disservizio. Comma 2. Il medesimo indennizzo applicato per lomesso aggiornamento dei dati in caso di modifica o di giustificata tempestiva richiesta da parte dellinteressato. Gli operatori ritengono che gli indennizzi proposti non siano proporzionati; invitano, altres, a considerare che il disservizio possa essere arrecato anche da fenomeni di portabilit della numerazione, per i quali leffettiva responsabilit non sarebbe facile da accertare. Wind ritiene iniqua la misura dellindennizzo, fissata in euro 200,00 ed inoltre suggerisce di prevedere che nel caso in cui responsabile dellomessa pubblicazione negli elenchi telefonici sia il gestore dei dati personali, sia questi ad indennizzare il cliente. Opitel chiede di tener conto delle date entro le quali viene fatta lestrazione dei nominativi dei clienti che fanno richiesta di inserimento o modifica negli elenchi. Tali date sono diverse a seconda del tipo di elenco, ed i clienti potrebbero farne richiesta in un momento successivo alla loro chiusura, con conseguente irresponsabilit degli operatori. Articolo 12. Indennizzo per mancata o ritardata risposta ai reclami Comma 1. Qualora loperatore non fornisca adeguata risposta al reclamo, anche ai sensi dellarticolo 3, comma 5, entro i termini stabiliti dalla carta dei servizi o dalle
delibere dellAutorit sar tenuto a corrispondere al cliente un indennizzo pari ad euro 2,00 per ogni giorno di ritardo, e comunque non inferiore ad euro 20,00 e non superiore ad euro 400,00. Comma 2. Lindennizzo di cui al comma 1 verr computato in misura unitaria a prescindere dal numero di utenze interessate ed anche in caso di reclami reiterati o successivi, purch riconducibili al medesimo disservizio. Vodafone propone di limitare le ipotesi di indennizzo ai casi per i quali sia stato proposto un reclamo vero e proprio e non a qualsivoglia richiesta di informazioni o segnalazione, nonch di prendere in considerazione non tanto ladeguatezza della risposta quanto il mancato riscontro; si ritiene, inoltre, eccessiva la misura fissata per il tetto minimo. Telecom chiede di mantenere la situazione come attualmente prevista nei propri contratti, invitando a prendere come riferimento quanto disposto nella propria Carta servizi che, ad es. per le utenze mobili, prevede una somma da calcolarsi sul canone base di abbonamento mensile del piano tariffario prescelto e comunque non inferiore ad euro 5,16 per ogni cinque giorni lavorativi di ritardo. Wind osserva che la previsione di un tetto minimo rischia di incentivare forme di gestione non efficiente della segnalazione; suggerisce, altres, la possibilit di rendere noto al cliente il riscontro al reclamo anche tramite SMS. Federconsumatori propone un indennizzo di 5,16 euro per ogni giorno di ritardo e di eliminare la soglia minima e massima perch in contrasto con la delibera n. 179/03/CSP; segnala, inoltre, che lammontare di 2,00 euro peggiorativa rispetto ad alcune previsioni gi esistenti. Articolo 13. Principio di equit e proporzionalit Comma 1. La liquidazione degli indennizzi deve ispirarsi a criteri di equit e proporzionalit. Secondo lAIPP, il principio di proporzionalit di fatto non rispettato, in quanto loperatore dovrebbe essere lasciato libero di fissare gli importi da corrispondere, seppur nei casi individuati dallAutorit. Gli utenti sul punto contestano in toto la fissazione di un tetto massimo di indennizzo e suggeriscono leliminazione integrale degli articoli 12 e 13. Comma 3. Se lutenza interessata dal disservizio di tipo affari, nei casi indicati dagli articoli da 4 a 7 gli importi liquidati a titolo di indennizzo dovranno essere computati in misura pari al doppio; nelle ipotesi di cui agli articoli 10 ed 11 lindennizzo verr applicato in misura pari al quadruplo. A tal proposito, gli operatori ritengono che taluni importi siano troppo onerosi, specie quelli che concernono i servizi accessori, molto spesso forniti gratuitamente o a costi molto contenuti. In ogni caso, qualora si volesse procedere ad una specifica
regolamentazione sarebbe opportuno indicare i limiti minimi e massimi. Precisano che la mancata previsione di un limite massimo agli importi da corrispondere a titolo di indennizzo contrasta con leffettiva applicazione di criteri di equit. Telecom ed Opitel suggeriscono di eliminare la differenzazione tra tipologie di clientela, considerato che il Regolamento disciplina gli indennizzi e non il risarcimento del danno. Wind ritiene che la previsione del doppio/quadruplo introduca unipotesi di responsabilit oggettiva che di fatto viola il principio di proporzionalit; chiede anche che sia precisato il concetto di utenza affari. La maggior parte degli operatori chiede linserimento dellinciso fatta salva la possibilit per loperatore di concordare con lutente misure alternative a quanto previsto dal Regolamento. Comma 4. Alle fattispecie di inadempimento o disservizio non contemplate dal presente regolamento lAutorit applica, nella definizione delle controversie, la misura di indennizzo giornaliero previsto per i casi similari dal presente provvedimento, avuto riguardo alla gravit dellinadempimento e secondo i criteri di cui al comma 1. Ove non risulti possibile ricorrere alla applicazione per analogia prevista dal primo periodo, lindennizzo sar computato in misura giornaliera pari alla met del canone mensile stabilito per il servizio oggetto del disservizio. Wind, Tiscali e lAIIP criticano lintero principio di applicazione analogica, chiedendo che le fattispecie previste siano assolutamente tassative. Tutti gli operatori concordano nel cancellare lultimo periodo. LAIIP osserva che il Regolamento dovrebbe seguire una linea unitaria prevedendo un unico importo di indennizzo senza distinguere tra le diverse fattispecie al fine di assicurare una parit di trattamento delle varie fattispecie di disservizio. Federalberghi segnala la necessit di introdurre altre ipotesi di disservizi che non sembrano essere presi in considerazione dal Regolamento, come ad esempio il servizio conta-scatti, in caso di portabilit o migrazione, necessario per la struttura operativa ricettiva. Articolo 14. Esclusione degli indennizzi 1. Nei casi in cui lutente finale abbia utilizzato i servizi di comunicazione elettronica in maniera anomala o, comunque, non conforme alla causa o alle condizioni del contratto stipulato, sono esclusi gli indennizzi previsti dal presente regolamento per i disservizi conseguenti o, comunque, collegati al predetto utilizzo. 2. Salvo casi eccezionali, sintende come anomalo il traffico dal quale deriva un vantaggio complessivo in termini di autoricarica superiore ad euro trecento mensili. Vodafone e Wind suggeriscono di ampliare laccezione di traffico anomalo sino a ricomprendere tutto il traffico dal quale derivi un vantaggio al cliente e, quindi, non solo
in modalit autoricarica ma tutto il traffico derivante dalla violazione delle condizioni generali di contratto. Anche gli altri operatori rimarcano lopportunit di dare una definizione pi generica per luso anomalo dei servizi, inteso in modo pressoch identico da tutti gli operatori come lutilizzo del servizio dal quale derivi direttamente o indirettamente, anche non esclusivamente, un vantaggio economico per lutente finale. Welcome Italia ritiene inadeguata la previsione di un indennizzo che prescinda completamente dalla spesa complessiva sostenuta dal cliente per i servizi ricevuti (es. canone corrisposto), nonch divergente rispetto alla pregressa prassi applicata dallAutorit. Rinnova linvito ad unattenta valutazione dellesistenza o meno di una qualche proporzionalit tra gli indennizzi in oggetto e le corrispondenti penali a carico del fornitore di rete. Rileva, altres, leccessiva onerosit degli importi minimi previsti per le utenze affari. In ultimo, invita a precisare le singole cause di esclusione ai sensi dellarticolo 14, e se lindennizzo automatico o meno, e chiede di ricomprendere anche le ipotesi di cause imputabili al cliente, terzi, e forza maggiore. Per gli utenti intervenuti alla consultazione tale articolo illegittimo, discriminatorio e contraddittorio, perch disciplina ex post a distanza di vari anni dalla stipula di contratti prepagati un indebito limite di 300,00 euro di traffico mensile, lasciando fuori ad es. le autoricariche ricevute dagli utenti oltre tale ipotizzato limite e che sono contrattualmente previste inter partes. Discriminatorio perch tutela il solo pregiudizio relativo a diritti e compensi sinallagmatici contrattuali corrispettivi degli utenti, senza che venga intaccata la qualificazione di anomalo o indebito per i corrispondenti compensi contrattuali sinallagmatici degli operatori e da costoro incassati sullintero traffico ricevuto su tali contratti dutenza da altri operatori fissi/mobili. Comma 3. Fermo restando quanto previsto dallart. 640 ter del codice penale per il reato di frode informatica, luso di cui al comma 1 costituisce causa legittima di risoluzione del contratto, azionabile dalloperatore previa contestazione scritta allutente e immediata sospensione del servizio interessato. Relativamente alla risoluzione del contratto per il caso di fenomeni fraudolenti, H3G ritiene che andrebbe privilegiata la tempestivit dellintervento senza imporre alloperatore la comunicazione preventiva in caso di sospensione del servizio. Comma 4. Loperatore che ometta nel tempo di rilevare luso di cui al comma 1 o che, avutane conoscenza, non risolva il contratto ai sensi del comma 3, non pu invocare le esclusioni previste dal presente articolo per la liquidazione degli indennizzi relativi alla sospensione o interruzione dei servizi e alla gestione dei reclami. Vodafone e lAIIP ritengono questo comma privo di ragionevolezza e ne chiedono la cancellazione. I. iv. Osservazioni conclusive sullentrata in vigore del Regolamento.
A conclusione delle proprie osservazioni, numerosi operatori hanno evidenziato che il Regolamento sottoposto a consultazione non prevede alcuna tempistica di entrata in vigore; a tal riguardo gli operatori ritengono congruo un periodo di vacatio non inferiore a 10/12 mesi. II. Valutazioni dellAutorit in ordine ai risultati della consultazione pubblica. II.i. La base giuridica del provvedimento Lapprovazione del regolamento trova la sua principale e pi recente base giuridica nellarticolo 84 del Codice, a mente del quale lAutorit, ai sensi dellarticolo 1, commi 11, 12 e 13 della legge 31 luglio 1997, n. 249, adotta procedure extragiudiziali trasparenti, semplici e poco costose per lesame delle controversie in cui sono coinvolti i consumatori e gli utenti finali, relative alle disposizioni di cui al presente Capo, tali da consentire un'equa e tempestiva risoluzione delle stesse, prevedendo nei casi giustificati un sistema di rimborso o di indennizzo. Ebbene con il Regolamento di cui allallegato A alla presente delibera (di seguito il Regolamento) questa Autorit, proprio in attuazione del summenzionato dettato normativo, individua i casi giustificati per i quali, in sede di definizione delle controversie, applicare le misure di indennizzo minimo stabilite nel medesimo provvedimento. Daltronde, la legge 481 del 1995, allarticolo 2, comma 12, tra le funzioni affidate alle Autorit al fine di tutelare gli interessi degli utenti di servizi di pubblica utilit annovera quella di controllare lo svolgimento dei servizi con poteri di ispezione, di accesso, di acquisizione della documentazione e delle notizie utili, determinando altres i casi di indennizzo automatico da parte del soggetto esercente il servizio nei confronti dell'utente ove il medesimo soggetto non rispetti le clausole contrattuali o eroghi il servizio con livelli qualitativi inferiori a quelli stabiliti nel regolamento di servizio. Tale norma, pertanto, giustifica anche il potere dellAutorit di stabilire ipotesi di indennizzo automatico, non sussistendo alcun impedimento (di natura sostanziale, relativo, cio, alla natura dei servizi resi, o giuridica, quale lasserita abrogazione implicita della norma) a che questa Autorit dia attuazione ad una previsione legislativa tuttora in vigore ed applicabile a tutte le Autorit di regolazione per i servizi di pubblica utilit. Pi in generale, poi, va rammentato che la Direttiva comunitaria n. 2002/22/CE (c.d. direttiva Servizio Universale) riconosce nelle premesse limportanza di assicurare adeguata informativa agli utenti circa la misura degli indennizzi previsti, sottolineando che i consumatori dovrebbero beneficiare di un livello minimo di certezza del diritto nelle loro relazioni contrattuali con il proprio fornitore diretto di servizi telefonici, garantita dal fatto che i termini del contratto, le condizioni, la qualit del servizio, le modalit di rescissione del contratto e di cessazione del servizio, le misure di indennizzo e le modalit di risoluzione delle controversie sono precisate nel contratto stesso. Il che giustifica la previsione di un preciso obbligo informativo a carico degli
operatori, i quali saranno chiamati ad adeguare i propri documenti contrattuali e le pagine web con apposite comunicazioni alla clientela circa le ipotesi di indennizzo automatico e le modalit per richiedere la liquidazione degli indennizzi nelle altre fattispecie. II.ii. Oggetto del Regolamento e ambito di applicazione Il Regolamento stabilisce la misura minima unitaria per il calcolo degli indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra operatori e utenti finali, relative alle disposizioni di cui al Capo IV del Titolo II del Codice. Pertanto esso, lungi dallinterferire nel rapporto negoziale tra gli operatori ed i propri clienti, si limita a prefissare la misura degli indennizzi che la stessa Autorit, o i Corecom delegati allo svolgimento di tale funzione, saranno chiamati ad applicare nellattivit di definizione delle controversie tra utenti ed operatori. Lo scopo dellintervento regolamentare, infatti, proprio quello di creare un sistema di indennizzi che garantisca, nella fase di definizione delle controversie, certezza del diritto e, al contempo, unadeguata sperequazione tra le varie fattispecie di disservizio sottoposte al vaglio dellAutorit. Pertanto, nei rapporti con i propri utenti ciascun operatore rester libero di prevedere ed applicare importi unitari di indennizzo diversi da quelli del presente regolamento. Ma vi di pi. Rispetto alla versione del regolamento sottoposta a consultazione si ritiene di dover specificare che in sede di definizione delle controversie troveranno applicazione gli importi del Regolamento solo qualora loperatore non abbia gi corrisposto gli indennizzi ai sensi delle norme contrattuali prima della instaurazione della controversia, o si sia impegnato a farlo in sede conciliativa; in caso contrario il calcolo degli indennizzi avverr comunque sulla base degli importi contrattualmente stabiliti. Tale specifica si rende opportuna proprio al fine di scongiurare la possibilit che le controversie siano instaurate, ovvero che ragionevoli proposte di indennizzo da parte degli operatori nel corso della procedura di conciliazione siano rifiutate, al solo fine di ottenere in sede di definizione gli importi maggiori stabiliti dal Regolamento. Analogamente si far riferimento agli indennizzi contrattualmente stabiliti qualora gli importi unitari risultino superiori rispetto a quelli (minimi) fissati dal Regolamento. Con riferimento allambito di applicazione soggettivo del Regolamento, non si ritiene di poter condividere le perplessit avanzate in ordine alla estensione della disciplina del Regolamento anche alle imprese autorizzate a fornire un servizio radiotelevisivo a pagamento. A ben vedere, infatti, come sopra specificato, il Regolamento stabilisce i criteri per la definizione, in sede di decisione delle controversie tra utenti ed operatori, degli indennizzi applicabili alle varie ipotesi di disservizio. Ebbene, non essendo revocabile in dubbio che anche le controversie tra utenti e fornitori di servizi televisivi a pagamento rientrino tra quelle di competenza di questa Autorit ed a maggior ragione quelle che vedono coinvolta la societ SKY Italia S.r.l., stante anche la giurisprudenza amministrativa in tema di Carte dei servizi e lesistenza di una precisa disposizione in tal senso nella decisione della Commissione europea del 2 aprile 2003 relativa al caso
COMP/M.2876, poi tradotta nella delibera di questa Autorit n. 334/03/CONS - e dunque siano assoggettate alla disciplina del Regolamento di cui alla delibera n. 173/07/CONS, non si comprende perch ad esse non dovrebbe applicarsi il Regolamento de quo, che ne naturale complemento, alla luce dellarticolo 84 del citato decreto legislativo 259/2003. II.iii. Individuazione della misura per il calcolo degli indennizzi Lattivit di definizione delle controversie tra utenti ed operatori ha fatto emergere, nel corso degli anni, lesigenza di assicurare, per un verso, uniformit di trattamento delle varie fattispecie di disservizio indipendentemente dalloperatore interessato, individuando un adeguato criterio minimo di calcolo per gli indennizzi dovuti, e, dallaltro, di prevedere unadeguata sperequazione a seconda della gravit della violazione sanzionata. Sotto il primo profilo va rilevato che, fino ad ora, lindividuazione degli indennizzi applicabili alle singole fattispecie era completamente rimesso agli operatori, esponendo cos il sistema ad un duplice rischio: a) quello della disuguaglianza di trattamento, per cui la stessa fattispecie pu essere indennizzata in misura anche notevolmente differente a seconda delloperatore coinvolto; b) quello della possibile inadeguatezza della somma stabilita. A ben vedere, dunque, non pu condividersi lassunto per il quale la previsione di misure minime di indennizzo uguali per tutti gli operatori, a prescindere dalle diverse situazioni patrimoniali, creerebbe uningiustificata disparit di trattamento, in contrasto con le norme sulla concorrenza. A ben vedere, infatti, diversamente da quanto sostenuto in alcuni contributi alla consultazione pubblica, prevedere misure compensative diverse per fattispecie identiche, solo sulla base del differente operatore coinvolto, darebbe luogo ad una -questa volta s- ingiustificata disparit di trattamento tra gli utenti dei diversi operatori. N va dimenticato, daltronde, che lapplicazione delle misure di indennizzo che qui si vanno a prefissare resta una mera eventualit, che ciascun operatore pu evitare riconoscendo spontaneamente, ove giustificato, gli indennizzi contrattualmente sanciti. Relativamente, invece, al profilo della necessaria sperequazione tra le differenti ipotesi di disservizio, nel corso dellattivit di definizione delle controversie stata rilevata linadeguatezza del sistema compensatorio delineato dagli operatori rispetto alla variet di fattispecie risultanti dalla pratica applicazione del quadro normativo e regolamentare, il che ha comportato la necessit, ai fini della decisione della vertenza, di un costante ricorso allapplicazione analogica, con risultati non sempre soddisfacenti. A ben vedere, infatti, gli operatori, nelle proprie condizioni contrattuali, hanno limitato lindividuazione di misure indennizzatorie ad alcune fattispecie principali (ad es. sospensione ingiustificata del servizio o ritardo nella attivazione della linea o nella riparazione dei guasti), lasciando scoperte numerose ipotesi di violazione degli obblighi contrattuali, alle quali, in assenza di apposita previsione, si stati costretti, finora, ad applicare, sebbene meno gravi, gli stessi importi stabiliti per quelle di cui sopra.
Cos, a titolo esemplificativo, si arrivati ad indennizzare la mancata risposta ad un reclamo applicando gli stessi criteri di calcolo dellindennizzo pro die della sospensione del servizio, giungendo a soluzioni in molti casi eccessivamente penalizzanti. Si ritiene opportuno, pertanto, offrire una soluzione alle suesposte problematiche, individuando una serie di misure compensative minime specifiche per ciascuna delle fattispecie individuabili in base alle disposizione del Codice delle comunicazioni elettroniche, cercando di garantire unadeguata sperequazione a seconda della gravit del pregiudizio arrecato. In tale esercizio non si pu non ispirarsi ai principi di proporzionalit, adeguatezza ed equit, tenendo presenti altres le esigenze di semplificazione ed uniformit sopra richiamate. Rispetto agli importi sottoposti a consultazione, sulla base di quanto emerso in tale sede, si ritiene di dover prevedere un lieve aumento per le fattispecie di maggiore pregiudizio per lutenza (ad es. omessa o ritardata attivazione del servizio), ed invece una minima riduzione per le fattispecie di minore impatto (servizi accessori o mancata risposta al reclamo), in passato oggetto di ricorsi ricorrenti e preordinati da parte di alcuni utenti. Si ritiene opportuno, al fine di un razionale inquadramento delle fattispecie di indennizzo, prevedere solo quattro valori unitari per il calcolo degli indennizzi da applicare a seconda della gravit del pregiudizio arrecato da ciascuna ipotesi di disservizio. Su tali premesse, dunque, va individuata la misura di indennizzo per le ipotesi di disservizio pi gravi, quali la ritardata attivazione del servizio e lingiustificata sospensione amministrativa dello stesso, potendosi considerare lingiusta privazione del servizio telefonico o di connessione ad internet la fattispecie pi pregiudizievole che si possa verificare nei rapporti tra operatori ed utenti. Sulla scorta di tali considerazioni, ed operando una mediazione tra i valori contrattualmente previsti dagli operatori (mediamente intorno ad euro 6,00) e quelli ritenuti congrui dagli utenti e dalle Associazioni rappresentative dei consumatori, pu ritenersi ragionevole e proporzionato fissare in euro 7,50 pro die lindennizzo per i disservizi pi gravi. In ragione di tale valore massimo, pu procedersi allindividuazione degli ulteriori valori minimi applicabili alle fattispecie meno gravi, riducendo detto importo proporzionalmente e fissando cos tali valori in euro 5,00, 2,50 e 1,00. Il parametro di euro 5,00 potr trovare applicazione qualora siano riscontrate notevoli turbative nella fruizione del servizio (come nel caso di interruzione del servizio per motivi tecnici, di mancata portabilit del numero per le utenze fisse o di attivazione di servizi principali non richiesti), mentre il parametro di euro 2,50 appare adeguato a compensare quei disservizi che non impediscono o intralciano il regolare utilizzo del servizio, ma comunque comportano delle forme di interferenza suscettibili di arrecare un qualche pregiudizio. Simili disservizi possono essere rinvenuti nella ritardata attivazione del servizio nei passaggi tra operatori o nellattivazione o disattivazione non richiesta della prestazione di carrier selection o carrier pre-selection. In tali fattispecie, infatti, lutente continua ad usufruire del servizio senza interruzioni, sebbene con modalit diverse da quelle volute. A dette ultime ipotesi si ritiene di dover equiparare il
caso di ritardata portabilit del numero mobile atteso il minor pregiudizio che esso comporta in relazione alla diversa ipotesi di mancata portabilit del numero fisso. Infine, in ottica sperequativa, si ritiene congruo limitare lindennizzo, qualora i disservizi afferiscano a servizi accessori, alla maggior somma tra la met del canone mensile del servizio interessato dal disservizio e la somma di euro 1,00. Per i servizi diversi da quello di comunicazione telefonica o di accesso ad internet, infatti, non pu stabilirsi una misura idonea di compensazione se non rifacendosi al canone corrispettivo mensile per il servizio ( lecito dedurre, invero, che pi il cliente disposto a pagare per un determinato servizio accessorio, pi, evidentemente, tale servizio pu considerarsi importante, e dunque pregiudizievole la relativa mancata fornitura); in alternativa, nelle ipotesi di servizi gratuiti, pu utilizzarsi come parametro la somma di euro 1,00. Tale ultimo criterio di calcolo pu trovare applicazione anche per le fattispecie di mancata risposta al reclamo da parte degli operatori, ove il pregiudizio pu considerarsi di entit sensibilmente inferiore rispetto ai casi pi gravi sopra richiamati. Daltro canto, relativamente alla mancata risposta ai reclami non va dimenticato che nei casi in cui linerzia delloperatore rispetto ad un reclamo comporti conseguenze pi gravi della semplice incertezza su una determinata situazione, il sistema offre strumenti ulteriori per unadeguata soluzione. Ad esempio, se la rimostranza attiene alla sospensione del servizio, lutente potr comunque adire lAutorit per ottenere un provvedimento temporaneo di ripristino. O, pi in generale, se lincertezza determinata dalla mancata risposta al reclamo provoca pregiudizi tali da rendere necessario un pronto accertamento, ebbene lutente avr comunque la possibilit di porre fine a tale situazione di incertezza avviando la procedura per la risoluzione della controversia. Un criterio a parte va poi individuato per quei casi in cui il parametro di calcolo dellindennizzo non pu essere individuato su base giornaliera, come per le ipotesi di errato o mancato inserimento dei dati sugli elenchi telefonici, o per quelle di perdita della numerazione per fatto imputabile alloperatore. Per la prima fattispecie, infatti, il calcolo dellindennizzo non potr che essere parametrato agli anni di perduranza del disservizio, stante la cadenza annuale di pubblicazione degli elenchi. Pertanto si ritiene congruo fissare la misura dellindennizzo applicabile a tale fattispecie in euro 200,00 per ogni anno di disservizio, in considerazione del fatto che a meno di una grave incuria da parte delloperatorepresumibilmente tali disservizi sono destinati ad esaurirsi in un solo anno, e dunque la predetta somma risulta ragionevolmente congrua a coprire non solo il pregiudizio subito dallutente in termini di perdita di contatti, ma anche le spese necessarie alla risoluzione dellinconveniente. Per le ipotesi, poi, di perdita della titolarit del numero, la differenza risiede nella portata sostanzialmente irreversibile del disservizio, per cui anche in tale ipotesi non potrebbe trovare applicazione un parametro compensatorio giornaliero; tuttavia appare sicuramente appropriato prevedere che lindennizzo venga proporzionato al pregiudizio arrecato, misurabile in base agli anni di precedente utilizzo della numerazione. E presumibile e ragionevole, in effetti, che pi a lungo un soggetto ha utilizzato un numero di utenza telefonica, e maggiore sar il danno derivante dalla perdita della titolarit di tale numero. Pertanto si ritiene di poter fissare il parametro di riferimento
per simili ipotesi indennizzatorie in euro 100,00 per ogni anno di precedente utilizzo della numerazione, stabilendo altres un limite massimo, che si ritiene congruo e proporzionato stabilire nella misura di euro 1.000,00. II.iv. Individuazione dei tetti massimi e della misura minima degli indennizzi La richiesta, avanzata da alcuni operatori, di fissare dei tetti massimi agli indennizzi stabiliti dal Regolamento appare palesemente in contrasto con il principio di proporzionalit a suo tempo statuito dalla delibera n. 179/03/CSP e qui ribadito, e dunque non pu essere accolta. Tuttavia, si ritiene opportuno stabilire, per le motivazioni gi in parte illustrate in precedenza, un limite massimo per lindennizzo da riconoscersi nelle ipotesi di pregiudizio pi attenuato, quali la ritardata attivazione o la sospensione di servizi accessori, nonch la mancata risposta ai reclami. Per simili fattispecie, ove lindennizzo giornaliero stato individuato nella maggior somma tra la met del canone mensile ed euro 1,00, appare giustificato fissare in euro 300,00 il tetto massimo per lindennizzo. Tale somma, in effetti, equivale ad un disservizio protratto per circa dieci mesi, termine oltre il quale non pu pi ritenersi motivata linerzia dellutente, che avrebbe, come sopra rimarcato, gli strumenti facilmente accessibili per porre rimedio alla situazione per lui pregiudizievole. A maggior ragione per i servizi gratuiti le suesposte motivazioni rendono ragionevole abbassare il tetto massimo indennizzabile alla soglia di euro 100,00. Con riferimento, invece, alla fissazione per talune fattispecie di misure minime di indennizzo, indipendentemente dalla durata del servizio, le osservazioni degli operatori circa la potenziale pericolosit di simili previsioni appaiono degne di accoglimento. In effetti, come ampiamente illustrato delle memorie prodotte, le soglie minime di indennizzo, invece di rappresentare un incentivo alla risoluzione tempestiva dei disservizi potrebbero divenire, al contrario, motivo di inerzia da parte delloperatore, il quale, una volta verificatosi un disservizio, potrebbe essere portato a prolungare i tempi di riparazione fino al limite temporale corrispondente alla soglia minima di indennizzo. Alla luce di tali considerazioni, dunque, si ritiene di eliminare dal Regolamento le ipotesi di indennizzi minimi. II.v. Individuazione delle fattispecie di indennizzo Il Regolamento individua, sulla base delle disposizioni di cui al Capo IV del Codice delle comunicazioni elettroniche ovvero della delibera n. 179/03/CSP, alcune fattispecie di disservizio, quantificando i relativi importi minimi unitari per la liquidazione dellindennizzo. La prima fattispecie quella relativa al ritardo nellattivazione di nuove linee, ovvero nel trasloco di unutenza, per la quale si ritiene congruo stabilire un indennizzo minimo unitario pari ad euro 7,50 pro die. Nel caso, invece, di attivazione di servizi a seguito di un passaggio tra operatori, poich il disservizio arrecato minore, non dovendosi verificare interruzioni del servizio, la
misura compensativa va ridotta ad un quarto, mentre se il servizio oggetto della ritardata attivazione da intendersi come accessorio, come gi esplicitato, lindennizzo sar calcolato sulla base del canone mensile, ovvero, se superiore, applicando la misura di euro 1,00. La seconda ipotesi, per la quale sono previste le medesime misure indennizzatorie di quella che precede, contempla i casi di sospensione del servizio non causata da motivi tecnici, bens volontariamente disposta dagli operatori per motivi legati al rapporto con il proprio cliente, ad esempio per asserita morosit. Pertanto, qualora gli addebiti mossi allutente si rivelassero infondati in fatto (ad esempio perch lutente ha pagato quanto dovuto, ma risulta moroso per mancata registrazione del pagamento) ovvero la sospensione fosse disposta in assenza dei requisiti necessari (ad esempio il preavviso di sospensione o la comunicazione di cessazione) lutente avrebbe diritto a ricevere un indennizzo nella misura sopra richiamata. La terza fattispecie riguarda i casi di malfunzionamento, che possono essere distinti in tre diverse tipologie di disservizio: a) completa interruzione del servizio per motivi imputabili alloperatore, che, essendo la pi grave, merita un indennizzo minimo pari ad euro 5,00 per ogni giorno dinterruzione ed a prescindere dal termine stabilito in contratto per la riparazione del guasto; b) irregolare (e dunque non conforme agli standard contrattuali) o discontinua erogazione del servizio, per la quale, stante la minore pregiudizialit rispetto alla completa interruzione si giustifica la riduzione della misura indennizzatoria alla met; c) ritardata riparazione di un malfunzionamento, che determina lapplicazione della misura compensativa con riferimento non alle sole giornate di disservizio, bens allintero periodo intercorrente tra la data di segnalazione del disservizio e quella di effettivo intervento tecnico. La quarta fattispecie, per la quale si ritiene di prevedere un indennizzo minimo giornaliero pari ad euro 5,00, (la met nel caso di utenze mobili) afferisce ai ritardi nella portabilit del numero, fermo restando che qualora nel corso della procedura si determini linterruzione del servizio si rientrerebbe nellambito di applicazione della precedente fattispecie. La successiva ipotesi, per la quale si ritiene congruo prevedere un indennizzo pari ad euro 2,50 pro die, investe i casi di attivazione o disattivazione delle prestazioni di carrier selection e carrier pre-selection. La somma inferiore stabilita, come gi anticipato, si giustifica al considerare che in simili ipotesi di disservizio il cliente continua ad esse servito, seppure con modalit diverse da quelle pattuite. Diversamente, nel caso di attivazione o disattivazione non richiesta di servizi in ULL o Number portablity trover applicazione la disposizione seguente, generalmente dedicata allattivazione di servizi non richiesti, per i quali si ritiene di dover stabilire misure di indennizzo diverse a seconda della natura dei servizi attivati (euro 5,00 per i servi non accessori, euro 1,00 per i servizi accessori ed i semplici profili tariffari). Delle due successive fattispecie (perdita della numerazione e mancato o errato inserimento negli elenchi pubblici) si gi detto in precedenza, per cui qui varr richiamare quanto gi illustrato in proposito. Infine, si ritiene opportuno disciplinare espressamente la fattispecie concernente lomessa o ritardata risposta ad un reclamo, per la quale si ritiene equo e proporzionale
stabilire un indennizzo minimo unitario pari ad euro 1,00 per ogni giorno di ritardo nella risposta, con il limite di euro 300,00. Si ritiene altres opportuno stabilire un criterio univoco per il calcolo dellindennizzo nelle ipotesi di reclami reiterati oppure relativi a pi utenze. In via residuale, pur potendosi ritenere lelenco di fattispecie del Regolamento tendenzialmente esaustivo, si ritiene opportuno prevedere una norma di chiusura che disciplini le ipotesi non rientranti tra quelle espressamente individuate. II.vi. Principio di equit e proporzionalit In applicazione dei pi volte richiamati principi di proporzionalit ed equit, si ritiene ragionevole differenziare le misure degli indennizzi applicabili alla clientela business, da intendersi come quei soggetti che stipulano il contratto per finalit professionali o imprenditoriali. Ebbene non sembra potersi dubitare del fatto che per tali tipologie di clientela i disservizi che comportano assenza del servizio sono suscettibili di arrecare pregiudizi economici sicuramente superiori rispetto ad un cliente-consumatore, tanto da giustificare lapplicazione delle misure minime dindennizzo in misura doppia. Ancor pi marcata, poi, si fa la differenza con riferimento alle ipotesi di omessa o errata indicazione negli elenchi o di perdita della titolarit della numerazione; in tali ipotesi, infatti, il pregiudizio economico per lutente professionista appare di tutta evidenza, tanto da giustificare lapplicazione degli indennizzi in misura pari al quadruplo di quella stabilita per le utenze consumer. II.vii. Esclusione degli indennizzi Nel caso in cui il disservizio lamentato sia derivato da un utilizzo improprio, ovvero fraudolento, del servizio, la responsabilit del disservizio medesimo non pu che essere addebitata allutente, con conseguente esclusione del diritto ad essere indennizzato. In particolare, in ossequio al principio della buona fede nellesecuzione del contratto, non pu ritenersi compatibile con un uso normale delle utenze mobili il traffico giornaliero finalizzato ad autoricarica superiore a due ore di conversazione ed a 50 sms o mms; pertanto al superare tali limiti in caso di sospensione della linea non potr essere riconosciuto alcun indennizzo. Va evidenziato, tuttavia, che il medesimo principio di buona fede vale anche per gli operatori, i quali, a loro volta, non potranno invocare lesclusione degli indennizzi come sopra illustrata qualora non abbiano provveduto per tempo a rilevare e sanzionare i comportamenti anomali. II.viii. Ipotesi di indennizzo automatico In via preliminare va evidenziato che la norma relativa agli indennizzi automatici, di cui allarticolo 3 della bozza di regolamento allegata alla delibera n. 124/10/CONS per la consultazione pubblica, stata espunta dal Regolamento e collocata allinterno della presente delibera, allarticolo 2.
Tale scelta determinata dalla considerazione, di natura sistematica, che la disposizione in parola attiene non alla fase di definizione delle controversie, come il resto delle disposizioni del Regolamento, ma riveste carattere generale ed investe i rapporti tra utenti ed operatori a prescindere dallesistenza di un contenzioso. Daltronde, come sopra rammentato, anche il referente legislativo di tale disposizione diverso, non essendo rinvenibile nellarticolo 84 del Codice delle comunicazioni, bens nellarticolo 2 della legge 481/95. Venendo al merito della disposizione, in attuazione di quanto stabilito dalla norma da ultimo citata il Regolamento individua alcune fattispecie per le quali lindennizzo deve avvenire in maniera automatica, e quindi a prescindere da unapposita richiesta di indennizzo da parte dellinteressato. In pratica, per tali determinate fattispecie, per le quali lindividuazione del disservizio da parte delloperatore particolarmente agevole, questi chiamato a provvedere alla corresponsione dellindennizzo a prescindere da unapposita richiesta in tal senso, ma al solo accertamento, su segnalazione dellutente interessato, di aver provocato un disservizio. Si tratta, in particolare, dei casi di omessa o ritardata attivazione del servizio -con esclusione dei casi di passaggio tra operatori- ovvero di sospensione o cessazione ingiustificata del servizio, per i quali, appunto, previsto che lindennizzo sia corrisposto tramite accredito in fattura o liquidato entro un periodo prestabilito. Rispetto al testo sottoposto a consultazione si ritiene di dover eliminare dal novero delle fattispecie dindennizzo automatico quella relativa ai ritardi nellespletamento delle procedure di portabilit del numero, mentre per la fattispecie di ritardata attivazione del servizio si ritiene di dover escludere i casi di ritardo nellattivazione del servizio per cambio di operatore. Tali esclusioni sono dettate dalla valutazione, suggerita dalle osservazioni degli operatori, circa lobbiettiva difficolt dimputazione delle responsabilit in tutte le procedure in cui necessaria la collaborazione di due o pi operatori, con il rischio di vanificare lintento, sotteso allintroduzione del meccanismo automatico dindennizzo, di agevolare gli utenti nellattuazione del proprio diritto a ricevere gli indennizzi, deflazionando il contenzioso. Daltro canto non pu non tenersi conto, come ampiamente illustrato in sede di consultazione pubblica, che allo stato attuale la quasi totalit dei passaggi di utenti tra diversi operatori vede comunque coinvolta anche la divisione Rete delloperatore di accesso, il che comporta delle conseguenze non solo in termini di difficolt nellaccertamento della responsabilit per eventuali disservizi o ritardi, ma anche di natura competitiva, che portano a ritenere la previsione di automatismi nellindennizzo difficilmente attuabili, quando non addirittura potenzialmente anticompetitivi, in tutte le ipotesi sopra richiamate. Tali considerazioni, daltronde, rendono opportuno il differimento dellentrata in vigore del solo meccanismo dindennizzo automatico fino al mese di dicembre 2011 onde consentire, con listituzione di un apposito tavolo tecnico, la predisposizione degli strumenti regolamentari e negoziali necessari a far si che la nuova modalit automatica dindennizzo non si risolva in un pregiudizio per gli operatori anche in caso di responsabilit attribuibili a soggetti diversi.
Di contro, non si ritiene opportuno rinviare lentrata in vigore delle disposizioni del regolamento, in quanto non hanno impatto tecnico sugli operatori, mentre ad assentire un periodo di adeguamento per gli adempimenti di ordine informativo correlati agli indennizzi automatici provvede larticolo 4, comma 2. Si ravvisa, inoltre, lopportunit di eliminare la previsione della liquidazione da parte dellAutorit di un indennizzo in misura doppia in caso di mancato rispetto dellautomatismo, essendo una simile eventualit gi presidiata da un adeguato disincentivo sanzionatorio (articolo 98, comma 16, del decreto legislativo 259/2003). Infine si ritiene opportuno specificare che il pagamento delle somme dovute debba avvenire tramite assegno o bonifico bancario qualora il rapporto tra le parti sia ormai cessato, ovvero, per somme superiori ad euro 100,00 (il testo in consultazione proponeva la soglia di 50,00 euro, ma si ritiene pi congrua la nuova soglia, anche in considerazione dei costi di emissione degli assegni), su richiesta dellutente. II.ix. Ipotesi di rimborso automatico Larticolo 11, comma 1, della delibera n. 179/03/CSP stabilisce chegli organismi di telecomunicazioni rimborsano allutente le somme erroneamente addebitate. Se gli errati addebiti riguardano una pluralit di utenti, gli organismi di telecomunicazioni effettuano automaticamente il rimborso ai relativi abbonati o, in caso di servizi prepagati, informano gli utenti della possibilit di richiederlo. Ebbene tale generica previsione dellobbligo di rimborso a carico degli operatori, peraltro prevista in maniera automatica solo nei confronti degli abbonati, ha reso molto complessa lattivit di verifica da parte dellAutorit circa leffettivo rispetto di detto obbligo. Inoltre nellattuale formulazione nulla si dispone per le ipotesi, in concreto verificatesi, di addebiti verso una moltitudine di soggetti indeterminati, per i quali si rendesse impossibile la puntuale restituzione a ciascun cliente coinvolto. Pertanto si ritiene opportuno modificare la predetta disposizione regolamentare, stabilendo che lobbligo di restituzione automatica sia esteso a tutte le tipologie di clienti, con obbligo dinformativa a questa Autorit, la quale potr, in caso di somme erroneamente riscosse e non rimborsate, prevedere forme alternative e generalizzate di restituzione delle eventuali eccedenze. VISTA la proposta della Direzione tutela dei consumatori; UDITA la relazione dei Commissari Michele Lauria e Antonio Martusciello, relatori ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento per l'organizzazione ed il funzionamento dellAutorit; DELIBERA Articolo 1 (Adozione del regolamento)
1. LAutorit adotta, ai sensi dellarticolo 84 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, il regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori. 2. Il testo del regolamento di cui al comma 1 riportato nellallegato A alla presente delibera e ne costituisce parte integrante ed essenziale. Articolo 2 (Indennizzi automatici) 1. Gli operatori sono tenuti a corrispondere in maniera automatica, a seguito di segnalazione del disservizio da parte dellutente, gli indennizzi contrattualmente previsti per le fattispecie individuate agli articoli 3, comma 1, e 4 del Regolamento di cui allarticolo 1, mediante accredito a partire dalla prima fattura emessa successivamente allaccertamento del disservizio, fatte salve le ipotesi riconducibili a caso fortuito o forza maggiore. Il predetto accertamento dovr essere compiuto entro il termine di 45 giorni dalla ricezione della segnalazione del disservizio da parte dellutente. 2. Qualora la somma da corrispondere a titolo dindennizzo sia superiore allimporto della prima fattura utile, la parte in eccesso, se superiore ad euro 100,00, corrisposta mediante assegno o bonifico bancario, alle coordinate fornite dallintestatario, entro il termine di trenta giorni dallemissione della fattura. 3. Per le utenze con pagamento anticipato del traffico la corresponsione avviene mediante accredito del corrispettivo, con contestuale avviso allutente dellavvenuto accredito, anche tramite sms o email. 4. In caso di cessazione del rapporto contrattuale tra le parti, ovvero su espressa richiesta dellutente se la somma da indennizzare superiore ad euro 100,00, la corresponsione dellindennizzo avviene a mezzo assegno o bonifico bancario entro sessanta giorni dallaccertamento del disservizio, ai sensi del comma 1. 5. In caso di inottemperanza a quanto disposto dai commi da 1 a 4 sar applicabile la sanzione prevista dallarticolo 2, comma 20, lettera c) della legge 14 novembre 1995, n. 481. Articolo 3 (Modifiche alla delibera n. 179/03/CSP) 1. Larticolo 11, comma 1, secondo periodo, della delibera n.179/03/CSP sostituito dal seguente: Se gli errati addebiti riguardano una pluralit di utenti, gli operatori effettuano automaticamente il rimborso nei confronti dei propri clienti informandone contestualmente lAutorit, che pu stabilire modalit di restituzione generalizzata nel caso di eventuali somme residue. Articolo 4 (Informazioni agli utenti)
1. Gli operatori sono tenuti ad informare gli utenti, mediante apposita comunicazione da pubblicare sui rispettivi siti web e nelle condizioni di contratto, in ordine alle fattispecie per le quali previsto lindennizzo automatico ed ai relativi importi, nonch alle modalit per richiedere gli indennizzi non automatici. 2. Entro trenta giorni dallentrata in vigore delle disposizioni in materia di indennizzi automatici, ai sensi dellarticolo 5 comma 3 della presente delibera, gli operatori sono tenuti aggiornare i propri siti web ed i documenti contrattuali con le informazioni di cui al comma 1. Articolo 5 (Entrata in vigore e disposizioni transitorie) 1. La presente delibera entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 2. Le disposizioni contenute nel Regolamento concernenti la liquidazione da parte dellAutorit o dei Corecom degli indennizzi in sede di definizione delle controversie sono applicate ai procedimenti di definizione per i quali la relativa istanza sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore della presente delibera. 3. Entro il 1 gennaio 2012 gli operatori sono tenuti a corrispondere gli indennizzi in misura automatica ai sensi dellarticolo 2. A tal fine entro sessanta giorni dallentrata in vigore della presente delibera convocato un tavolo tecnico per il coordinamento della fase di attuazione delle nuove disposizioni. La presente delibera pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sul sito web e nel Bollettino ufficiale dellAutorit. Roma, 16 febbraio 2011 IL PRESIDENTE Corrado Calabr I COMMISSARI RELATORI Michele Lauria Antonio Martusciello Per attestazione di conformit a quanto deliberato PER IL SEGRETARIO GENERALE Antonio Perrucci
Documenti simili a AGCOM Delibera_73_11_cons_2011
PDF Tariffa Tim

References: articolo 23
 Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3
 art. 2
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5