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Timestamp: 2018-06-25 15:24:16+00:00

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863.- LA LEGISLATURA HA OLTREPASSATO E NON RISPETTA I TERMINI DELLA PROROGATIO | Mario Donnini in Associazione Europa Libera
863.- LA LEGISLATURA HA OLTREPASSATO E NON RISPETTA I TERMINI DELLA PROROGATIO
19 dicembre 2016 Senza categoriagendiemme
QUESTO PARLAMENTO, NEL RIGOROSO RISPETTO DELL’ART. 138, ERA LEGITTIMATO A MODIFICARE LA COSTITUZIONE
La Costituzione del 1947 fu approvata con 458 voti contro 62 da un’Assemblea Costituente
espressa e legittimata dai cittadini.
La riforma costituzionale è stata approvata da un Parlamento di nominati dai partiti, delegittimato
da una sentenza della Corte Costituzionale che lo ha giudicato non rappresentativo della sovranità
popolare a causa del Porcellum con cui è stato eletto. Riforma approvata dal Senato il 13 ottobre
con 178 voti su 321 senatori (143 tra assenti contrari e astenuti); alla Camera il
367 voti favorevoli, 194 contrari e 5 astenuti
Tre elementi rendono illegittimo il procedimento di revisione costituzionale:
12.1.2016 alla
1) LA SENTENZA n.1/2014 DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Con questa sentenza la Corte costituzionale dichiarò l’incostituzionalità del Porcellum sulla base del quale la XVII legislatura era stata costituita, con conseguente illegittimità dl composizione del parlamento.
Avrebbe quindi dovuto essere intuitivo all’allora Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio che un Parlamento nel quale perdurava la «eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa» non poteva considerarsi legittimato a procedere a revisioni costituzionali. Non solo i 150 voti dovuti al premio di maggioranza avrebbero dovuto essere redistribuiti, ma anche il risultato elettorale di tutti i partiti risultava inficiato a causa delle liste bloccate.
Altra soluzione poteva essere quella di andare a nuove elezioni o con il cosidetto consultellum (il porcellum ripulito dalla Corte)utilizzabile fin da subito, o con un sistema proporzionale con soglie di sbarramento e possibilità di esprimere una preferenza.
Ma, ammesso pure che le nuove elezioni non potessero essere indette nei primi mesi del 2014 perché lo scioglimento delle Camere avrebbe complicato la crisi finanziaria in atto, appare chiara la forzatura istituzionale di procedere ad una revisione costituzionale di così ampia portata da parte di un Parlamento delegittimato quanto meno politicamente, con parlamentari non eletti ma “nominati” grazie al Porcellum, insicuri di essere rieletti e perciò ricattabili ed esposti alla mercé del migliore offerente. Il che è dimostrato dal record, nella XVII legislatura, di passaggi da un gruppo parlamentare all’altro «con 325 migrazioni tra Camera e Senato in poco più di due anni e mezzo, per un totale di 246 parlamentari coinvolti»
2) NON RISPETTO DEI TERMINI DELLA PROROGATIO
La sentenza affermava anche che le Camere, elette appunto con una legge dichiarata incostituzionale, avrebbero potuto continuare ad esercitare le loro funzioni sulla base di un principio
La ratio dell’incostituzionalità del Porcellum era stata individuata dalla Corte costituzionale nella «eccessiva divaricazione tra la compressione dell’organo di rappresentanza politica (…) e la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto».
implicito all’ordinamento giuridico, ovvero il principio fondamentale della continuità dello Stato. ma in quel momento c’erano ancora ricorsi pendenti davanti alla Giunta delle elezioni della Camera, le elezioni non rappresentavano quindi un rapporto esaurito e le sentenze della Corte sono retroattive con il limite dei rapporti esauriti)In via di principio le sentenze che dichiarano l’incostituzionalità di una legge sono retroattive, vale a dire hanno effetto sui rapporti giuridici sorti in passato ma ancora pendenti. Il giorno dopo la pubblicazione della sentenza il magistrato che deve giudicare su un dato rapporto deve applicare non la legge dichiarata incostituzionale ma la normativa risultante dalla sentenza della Consulta.
3) VENIR MENO DELLA LEGITTIMITA’ POLITICA
Altra questione è che il Parlamento è stato delegittimato politicamente. Non avendo forza rappresentativa, ne deriva che Governo e maggioranza parlamentare dovevano muoversi con circospezione: ferma restando l’attività di controllo e quella legislativa ordinaria politicamente rilevante esistevano però paletti per l’approvazione di leggi costituzionali.
Con quale forza rappresentativa e quindi con quale forza politica questo Parlamento ha approvato la riforma costituzionale e modificato nei fatti la forma di governo?
L’Italicum poi ha sostanzialmente riprodotto le norme delPorcellum: una lista, in sede di ballottaggio, con il solo 20 o 25% dei voti, potrebbe grazie al premio di maggioranza conseguire la maggioranza dei seggi, in contrasto con la sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale.
C’è di più. Grazie all’Italicum il rapporto tra legge costituzionale e legge elettorale è stato invertito costituendone il “perno”. È infatti l’Italicum, approvato per primo, ad individuare il vero obiettivo del combinato “legge costituzionale – legge elettorale”, e cioè verticalizzareil potere e gestirlo senza ostacoli e limiti da parte di nessuno, cittadini compresi.
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 SENTENZA 
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