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Timestamp: 2019-11-15 13:30:20+00:00

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SEPARAZIONE BOLOGNA TRASFERIMENTO IMMOBILI NELLA SEPARAZIONE - Avvocato a Bologna
SEPARAZIONE BOLOGNA TRASFERIMENTO IMMOBILI NELLA SEPARAZIONE
SEPARAZIONE BOLOGNA TRASFERIMENTO IMMOBILI NELLA SEPARAZIONE COME E COSA FARE?
sapevi che con la separazione si possono traferire immobili tra coniugi o genitori figli, è una cosa molto utile e fa risparmiare
SEPARAZIONE BOLOGNA TRASFERIMENTO IMMOBILI NELLA SEPARAZIONE COME E COSA FARE?I coniugi che intendono raggiungere un accordo di separazione o divorzio riguardante, oltre che i rapporti personali, anche quelli economici, possono scegliere di trasferire la proprietà o altri diritti reali (ad esempio quello di abitazione) su beni immobili in favore di uno di loro o di uno o più figli.
I coniugi che intendono raggiungere un accordo di separazione o divorzio riguardante, oltre che i rapporti personali, anche quelli economici, possono scegliere di trasferire la proprietà o altri diritti reali (ad esempio quello di abitazione) su beni immobili in favore di uno di loro o di uno o più figli.
Si tratta questi di accordi molto convenienti sotto il profilo economico in quanto:
– consentono (in molti, ma non tutti i casi) di evitare il ricorso al notaio
– godono di una disciplina fiscale molto vantaggiosa.
La giurisprudenza ha reiteratamente affermato che l’obbligo di mantenimento dei figli minori, o maggiorenni non autosufficienti, può essere adempiuto dai genitori in sede di separazione personale o divorzio (id est: di cessazione degli effetti civili del matrimonio) mediante un accordo – formalmente rientrante nelle previsioni, rispettivamente, degli art. 155 c.c., comma 7, art. 158 c.c., comma 2, e dell’art. 711 c.c., comma 3, e della L. n. 898 del 1970, art. 4, comma 8, e art
. 6, comma 9 – il quale, anzichè attraverso una prestazione patrimoniale periodica, od in concorso con essa, attribuisca o li impegni ad attribuire ai figli la proprietà di beni mobili od immobili, e che tale accordo non realizza una donazione, in quanto assolve ad una funzione solutoria – compensativa dell’obbligatone di mantenimento, in quanto costituisce applicazione del principio, stabilito dall’art. 1322 c.c., della libertà dei soggetti di perseguire con lo strumento contrattuale interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico (cfr., Cass. 2 febbraio 2005 n. 2088; Cass. 17 giugno 2004 n. 11342; Cass. 21 dicembre 1987 n. 9500).
In tale caso l’accordo comporta l’immediata e definitiva acquisizione al patrimonio dei figli della proprietà dei beni che i genitori, od il genitore, abbiano loro attribuito o si siano impegnati ad attribuire e, in questo secondo caso, il correlativo obbligo, sanzionato in forma specifica dall’art. 2392 c.c., trova il suo titolo nell’accordo che estingue la prestazione di mantenimento, nei limiti costituiti dal valore dei beni attribuiti o da attribuire, convenzionalmente liquidata e sostituita dall’impegno negoziale de quo (cfr., Cass. 5 settembre 2003 n. 12939).
Invero in base all’impianto complessivo dell’art. 711 c.p.c., (in combinato disposto con l’art. 158 c.c., comma 1), il procedimento in detta norma descritto da vita ad una fattispecie complessa nella quale il contenuto del regolamento concordato tra i coniugi, se trova la sua fonte nel relativo accordo, acquista però efficacia giuridica soltanto in seguito al provvedimento di omologazione, cui compete l’essenziale funzione di controllare che i patti intervenuti tra i coniugi siano conformi agli interessi superiori della famiglia (Cass. 5 gennaio 1984 n. 14). Nel caso in cui, nell’ambito di un accordo destinato a disciplinare una separazione consensuale, sia inserita anche una convenzione avente una sua autonomia, in quanto non immediatamente riferibile nè collegata al contenuto necessario del regime di separazione, si tratta di compiere una indagine ermeneutica, nel quadro dei principi di cui all’art. 1362 c.c., e segg., diretta a stabilire se a quella convenzione possa essere riconosciuta autonoma validità ed efficacia, infatti, alle pattuizioni convenute dai coniugi prima del decreto di omologazione e non trasfuse nell’accordo omologato, può riconoscersi validità solo quando assicurino una maggiore vantaggiosità all’interesse protetto dalla norma (ad esempio concordando un assegno di mantenimento in misura superiore a quella sottoposta ad omologazione), o quando concernano un aspetto non preso in considerazione dall’accordo omologato e sicuramente compatibile con questo in quanto non modificativo della sua sostanza e dei suoi
Di Sergio Armaroli|2019-06-17T15:38:55+02:00Maggio, 2019|Senza categoria|

References: art. 155
 art. 158
 art. 4
 Cass. 
 Cass. 
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