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Timestamp: 2020-08-15 14:19:37+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23331 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23331 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 06/10/2017, (ud. 09/02/2017, dep.06/10/2017), n. 23331
sul ricorso 18778-2010 proposto da:
LAGHETTO CONGLOMERATI SRL, in persona dell’Amm.re unico e legale
rappresentata e difesa dagli avvocati EDOARDO VINCIGUERRA, FILIPPO
avverso la sentenza n. 46/2010 della COMM.TRIB.REG SEZ.DIST. di
LATINA, depositata il 29/03/2010;
2)udito per il ricorrente l’Avvocato BACOSI che ha chiesto
DE AUGUSTINIS Umberto, che ha concluso per l’accoglimento del
2. Sulla base del p.v.c. redatto dalla Guardia di Finanza, l’Agenzia delle entrate emetteva avviso di accertamento contestando alla società contribuente la violazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 66, comma 3, e art. 75, comma 1, per avere proceduto alla indebita deduzione delle perdite predette, provvedendo a rettificare la dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 1996.
In proposito, questa Corte, con la sentenza n. 16330 del 2005, ha affermato il principio secondo cui la deduzione dal reddito delle perdite su crediti deve avvenire nel rispetto del criterio della competenza, che non consente all’impresa, una volta che se ne determinino i presupposti, il rinvio dell’imputazione ad esercizio successivo. In particolare, si è rilevato che il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 66, comma 30 – che prevede la deduzione delle perdite su crediti, quali componenti negative del reddito d’impresa, se risultano da elementi certi e precisi e, in ogni caso, se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali – va interpretato nel senso che l’anno di competenza per operare la deduzione deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che il credito non può più essere soddisfatto, perchè in quel momento si materializzano gli elementi “certi e precisi” della sua irrecuperabilità; diversamente opinando si rimetterebbe all’arbitrio del contribuente la scelta del periodo d’imposta più vantaggioso per operare la deduzione, snaturando la regola espressa dal principio di competenza, che rappresenta invece criterio inderogabile ed oggettivo per determinare il reddito d’impresa. Cass. n. 8821 del 2012, nel ribadire il principio di diritto sopra richiamato, ha espressamente affermato, con riferimento alla procedura concorsuale del concordato preventivo, che qualora il debitore sia sottoposto a detta procedura, la perdita deve essere dedotta per intero nell’esercizio in cui è stata emesso il decreto di ammissione alla procedura medesima, non essendo possibile frazionarlo pro quota negli esercizi successivi.
Compensa tra le parti le spese dei gradi di merito e condanna la controricorrente al pagamento, in favore dell’Agenzia delle entrate, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 600,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 66
 art. 75
 sentenza 
 art. 66
 Cass.