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Timestamp: 2019-05-23 16:46:16+00:00

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Daspo. No alle eccezioni di legittimità dopo la convalida del provvedimento | Studio Legale Parenti
Daspo. No alle eccezioni di legittimità dopo la convalida del provvedimento
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Corte di Cassazione, sentenza n. 6075 del 10.02.2015
Il primario può incorrere nel reato di “rifiuto di atti urgenti” di cui all’art. 328 co. 1 c.p., se non provvede alla esatta formazione della cartella clinica, di cui è tenuto ad accertare completezza.
E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza in esame, in parziale accoglimento del ricorso presentato dal responsabile di un reparto sanitario, condannato ex art. 328 co. 1 c.p., per aver omesso la compilazione di un rilevante numero di cartelle cliniche.
Con la pronuncia in esame, la Cassazione ha confermato innanzitutto la qualificazione giuridica dei fatti contestati, pacificamente integranti la fattispecie di cui all’art. 328 c.p. (per cui ha tuttavia dichiarato l’intervenuta prescrizione).
Ciò, in considerazione della natura di atto pubblico della cartella clinica e della circostanza che la responsabilità della sua definitiva ed ufficiale formazione è rimessa al responsabile del reparto e nella specie, al primario, quale pubblico ufficiale tenuto, con la sua sottoscrizione, ad accertane la completezza e regolarità.
La Suprema Corte ha poi sottolineato la rilevanza della cartella clinica, avente la fondamentale funzione di ricostruire ex post, l’appropriatezza degli interventi effettuati sul paziente.
E’ dunque finalizzata a garantire il diritto alla salute nella sua accezione più ampia, inteso anche come dovere informativo nei confronti del paziente, circa quanto effettivamente eseguitogli e somministratogli durante il ricovero.
Corte di Cassazione, sentenza n. 4949 del 03.02.2015
Il controllo sulla legittimità formale dei provvedimenti del Questore limitativi della responsabilità personale, si esaurisce con la convalida da parte del Gip, di modo che non possono più trovare accoglimento eventuali eccezioni di legittimità, proposte successivamente alla convalida medesima
E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione con la sentenza in oggetto, rigettando il ricorso proposto avverso la sentenza della Corte d’Appello con cui veniva affermata la condanna penale di un soggetto, per non aver ottemperato ad un provvedimento del Questore, impositivo dell’obbligo di presenziare presso il Comando dei Carabinieri, in occasione di competizioni calcistiche.
Nella sentenza in esame, la Cassazione ha motivato il proprio rigetto, adducendo che, superata la necessaria fase di convalida giurisdizionale del provvedimento amministrativo dinnanzi al Gip, non sono più proponibili – come invece è avvenuto nel caso di specie – ulteriori eccezioni relative alla legittimità del provvedimento medesimo.
Ha specificato infatti la Suprema Corte, che in tema di reati concernenti l’inosservanza dei provvedimenti del Questore, impositivi del divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive e dell’obbligo di comparizione presso un ufficio di polizia durante le manifestazioni medesime, il controllo sulla legittimità formale di essi, si esaurisce nella fase della convalida da parte del Gip.
Conseguentemente, l’omessa presentazione in tale sede, delle eccezioni relative alla legittimità del provvedimento di specie, o il rigetto delle stesse da parte del giudice e, poi, eventualmente, dalla Corte di Cassazione, attribuisce al provvedimento amministrativo convalidato, una sorta di giudicato interno, non più censurabile in sede cognitiva.
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 328
 sentenza 
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 sentenza