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Documento per la consultazione Obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring - PDF
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1 Documento per la consultazione Obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring Con il presente documento si sottopongono a consultazione pubblica alcune modifiche alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico (Provvedimenti della Banca d'italia del 3 aprile 2013) relative agli obblighi antiriciclaggio applicabili al debitore ceduto nell ambito delle operazioni di cessioni di crediti in massa. Le modifiche chiariscono che il ceduto non è cliente, nemmeno occasionale, della società cessionaria; pertanto, le operazioni dallo stesso effettuate non vanno sottoposte ad adeguata verifica né registrate in Archivio Unico Informatico. Considerato il carattere limitato dell intervento normativo prospettato, il termine per la consultazione è fissato al 19 settembre Osservazioni, commenti e proposte possono essere trasmessi, entro tale data, alternativamente agli indirizzi: Banca d'italia, Servizio Regolamentazione e Analisi Macroprudenziale, Divisione Regolamentazione I, via Milano , Roma; I commenti ricevuti saranno pubblicati sul sito web della Banca d Italia al termine della consultazione. I partecipanti alla consultazione possono chiedere che, per esigenze di riservatezza, i propri commenti non siano pubblicati oppure siano pubblicati in forma anonima; il generico disclaimer di confidenzialità eventualmente presente in calce alle comunicazioni inviate via mail non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti. I commenti pervenuti oltre il termine sopra indicato non saranno presi in considerazione. Agosto 2014
2 RELAZIONE ILLUSTRATIVA Ai sensi dei provvedimenti della Banca d Italia del 3 aprile 2013 in materia di adeguata verifica della clientela e di Archivio Unico informatico (AUI), le operazioni di factoring comportano per il cessionario gli obblighi di svolgere l adeguata verifica e di effettuare la registrazione in AUI, oltre che dei creditori cedenti, anche dei debitori ceduti limitatamente a coloro che effettuano pagamenti aventi importo pari o superiore a euro ( 1 ). Non sono invece soggetti a questi obblighi né il rapporto con il debitore ceduto in quanto tale ( 2 ) né in applicazione della regola generale - i pagamenti provenienti dai debitori ceduti aventi importo inferiore a euro ( 3 ). Con riguardo agli adempimenti previsti per i debitori ceduti (adeguata verifica e registrazione in AUI dei pagamenti di importo pari o superiore a euro), sono state segnalate alla Banca d Italia difficoltà di ordine pratico da parte delle società di factoring nell adempiere agli obblighi di adeguata verifica e di registrazione in AUI. Secondo quanto rappresentato, infatti, le società di factoring non avrebbero solitamente rapporti diretti con i debitori ceduti né potrebbero avvantaggiarsi di forme di identificazione eventualmente svolte dai creditori originari, in quanto questi sono per lo più società commerciali non sottoposte ad obblighi antiriciclaggio. E stata quindi chiesta l eliminazione degli obblighi di adeguata verifica e di registrazione in AUI dei dati dei debitori ceduti nell ambito di operazioni di factoring. La Banca d Italia ha verificato se vi siano i margini per una revisione della disciplina secondaria che, pur riducendo gli oneri a carico delle società di factoring, non si traduca in un abbassamento dei presidi antiriciclaggio del sistema italiano. Gli approfondimenti condotti hanno messo in evidenza che: le società di factoring incontrano oggettive difficoltà nell acquisire il documento di identità del debitore; il principale rischio di riciclaggio nel factoring è connesso alle truffe conseguenti alla mancanza di un reale rapporto commerciale tra cedente e ceduto (cfr. comunicazione UIF del 16 marzo 2012); tale rischio è efficacemente presidiato attraverso l adeguata verifica del creditore cedente (unica controparte contrattuale del factor) accompagnata dal monitoraggio dei pagamenti ricevuti dai debitori ceduti (ancorché non sottoposti ad adeguata verifica); in numerosi paesi europei le società di factoring non sono obbligate a sottoporre ad adeguata verifica i debitori ceduti, ma solo a monitorarne l operatività al fine di cogliere eventuali elementi di sospetto. Alla luce degli approfondimenti condotti, sono state ipotizzate le seguenti modifiche ai provvedimenti del 3 aprile 2013: ( 1 ) Cfr. Parte VI, Sez. II, del Provvedimento in materia di adeguata verifica e art. 3, comma 4, del Provvedimento AUI. ( 2 ) Cfr. la lettera x del Glossario del Provvedimento in materia di adeguata verifica e l art. 3, comma 4, del Provvedimento AUI, in base al quale fermo restando l obbligo di registrazione dell operazione, non costituisce rapporto continuativo ( ) il rapporto con il debitore ceduto nei contratti di factoring, ad eccezione del caso in cui sia concessa una dilazione di pagamento. ( 3 ) Cfr. artt. 15 e 36 del d.lgs. n. 231/
3 a) la lettera c del Glossario del Provvedimento 3 aprile 2013 in materia di adeguata verifica della clientela viene modificata al fine di chiarire che i debitori ceduti nell ambito di operazioni di factoring non sono considerati clienti, nemmeno occasionali, delle società cessionarie, a meno che non intervenga un accordo tra creditore cessionario e debitore ceduto (ad es. una dilazione di pagamento); b) conseguentemente, viene eliminato, all art. 3, co. 4, del Provvedimento 3 aprile 2013 in materia di registrazione in AUI, l alinea che escludeva dagli obblighi di registrazione in AUI i rapporti tra creditore cessionario e debitore ceduto nelle operazioni di factoring; l esenzione discenderà infatti direttamente dalla circostanza che il debitore ceduto non è più considerato cliente del creditore cessionario
4 1. MODIFICHE AL PROVVEDIMENTO RECANTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DI ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA, AI SENSI DELL ART. 7, COMMA 2, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 NOVEMBRE 2007, N OMISSIS- Glossario Ai fini delle presenti istruzioni si intendono per: -OMISSIS c) cliente : il soggetto che instaura rapporti continuativi o compie operazioni con i destinatari (*); in caso di rapporti o operazioni cointestati a più soggetti, si considera cliente ciascuno dei cointestatari; (*) Ai fini del presente Provvedimento i debitori ceduti nell ambito di operazioni di factoring non sono considerati clienti, nemmeno occasionali, delle società cessionarie, a meno che non intervenga un nuovo accordo tra creditore cessionario e debitore ceduto, anche in forma di dilazione di pagamento
5 2. MODIFICHE AL PROVVEDIMENTO RECANTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE PER LA TENUTA DELL ARCHIVIO UNICO INFORMATICO E PER LE MODALITÀ SEMPLIFICATE DI REGISTRAZIONE DI CUI ALL ARTICOLO 37, COMMI 7 E 8, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 NOVEMBRE 2007, N. 231 Art. 3 (Rapporti continuativi). - OMISSIS 4. Fermo restando l obbligo di registrazione dell operazione, non costituisce rapporto continuativo: - la sottoscrizione di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR); - l investimento in strumenti finanziari derivati; - l investimento in pronti contro termine; - la sottoscrizione di certificati di deposito, di buoni fruttiferi postali, di prestiti obbligazionari, di titoli del debito pubblico e di titoli analoghi; - l emissione di carte di debito e di credito da parte di banche, Poste Italiane S.p.A., IMEL e IP accessorie al conto di cui il titolare della carta risulta intestatario o delegato; - l accensione di rapporti strumentali all esecuzione della prestazione dei servizi di investimento di cui all art. 1 del TUF; - l acquisto di crediti effettuato nell ambito di operazioni di cartolarizzazione disciplinate dalla legge 30 aprile 1999, n. 130; - il deposito di titoli al portatore effettuati presso la sede sociale o le banche indicate nell avviso di convocazione, ai sensi dell art del codice civile, per consentire la partecipazione alle assemblee sociali; - i pagamenti effettuati presso società che svolgono il servizio di riscossione dei tributi. - il rapporto con il debitore ceduto nei contratti di factoring, ad eccezione del caso in cui sia concessa una dilazione di pagamento

References: art. 3
 art. 3
 art. 3
 ART. 7
 ARTICOLO 37
 Art. 3
 art. 1