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⭐Il nuovo fronte a mare di Levanto
Il nuovo fronte a mare di Levanto
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Eugenia Spano
1 Il nuovo fronte a mare di Levanto (Documento di indirizzo approvato dal Consiglio comunale il 24 marzo 2003) Gli obiettivi strategici La trasformazione del fronte a mare nel tratto dell ex viadotto ferroviario e la sua integrazione con il tessuto urbano rappresentano uno degli obiettivi strategici individuati da questa amministrazione comunale. Indicata come priorità nelle linee programmatiche di governo dell Ente presentate al Consiglio comunale e ripreso nei documenti ufficiali di indirizzo (primo fra tutti il Piano Urbanistico Comunale), costituisce lo scenario di riferimento per una nuova stagione di programmazione e progettazione. Unitamente a questo scenario, sempre più si è delineato l orizzonte di un'integrazione della costa con l entroterra attraverso la valorizzazione e lo sviluppo compatibile dei centri storici e della vallata. Questa linea di sviluppo ha trovato già avviato un percorso significativo nella condivisione degli obiettivi da parte della comunità locale ed ha ottenuto un primo riscontro importante nel progetto Terre di Mare, approvato all unanimità da questo Consiglio comunale e presentato per i finanziamenti previsti nel "Nuovo Obiettivo 2". Gli strumenti Il tema della grande trasformazione urbana del fronte a mare è stato impostato nella precedente legislatura: in tale prospettiva si è costituita la Società di trasformazione urbana Levante Sviluppo S.p.A. e si è avviata una stringente trattativa con "Metropolis S.p.A." per l acquisizione in proprietà del manufatto ex FF.SS.. E necessario qui richiamare le due esigenze di natura strategica che portarono a compiere questi atti. La prima, di politica urbanistica, è stata quella di affrontare in termini unitari la valorizzazione del fronte a mare che dalla Pietra, attraversando il centro, conduce a Vallesanta, e realizzare un collegamento pedonale e ciclabile verso ponente utilizzando le vecchie gallerie ferroviarie per collegare le spiaggette e consentire una più agevole fruizione dello straordinario patrimonio ambientale esistente in quel tratto costiero. La seconda esigenza imponeva che questa grande trasformazione avvenisse attraverso l utilizzo di strumenti operativi innovativi come la STU. Levanto è stato tra i primi Comuni in Italia a tentare un esperienza come questa, al fine di coinvolgere l ente pubblico ed i privati in un progetto di sviluppo che non gravasse sulle esigue finanze comunali, ma anzi nel tempo fosse capace di realizzare utili da reinvestire nel processo di integrazione dell entroterra con la costa. Il tutto senza mai perdere di vista la funzione ordinatrice e di indirizzo che il Comune persegue con la sua quota nella "Levante sviluppo s.p.a.". Anche dopo la prossima apertura ai capitali privati e le conseguenti modifiche nella composizione dell azionariato, questa funzione permarrà per assicurare il perseguimento dei fini di interesse pubblico sopra richiamati. Gli studi e le indicazioni scaturite Dopo la sua costituzione, la "Levante Sviluppo s.p.a.", d intesa con l amministrazione comunale, ha avviato due studi preliminari: il primo, finalizzato ad individuare l utilizzo dell ex viadotto ed il suo inserimento paesistico, affidato al Dipartimento di Ingegneria Idraulica Ambientale e di Rilevamento del Politecnico di Milano; il secondo, mirato ad uno2 studio geomorfologico e geologico marino del golfo in funzione di uno sviluppo della nautica a Vallesanta, commissionato al Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse dell Università di Genova. In particolare, gli esiti di quest ultimo studio consentono oggi di poter formulare un indirizzo strategico sul modello cui si deve configurare l area nautica di Vallesanta, che riorganizzando complessivamente sia la parte a terra (terrapieno e volumi che scaturiranno dallo svuotamento del viadotto) sia lo specchio acqueo prospiciente, assuma le caratteristiche e la funzione di porto a secco. Questa scelta impone una conseguente progettualità e modelli di gestione innovativi e sostenibili, che garantiscano l'esistenza di una struttura per la nautica minore di grande qualità ed efficienza, pienamente compatibile e coerente con la presenza del nostro territorio nel sistema del Parco Nazionale e della Riserva Marina delle 5 Terre. In questo senso, tale struttura si prefigura come un centro servizi a sostegno della fruizione del tratto di mare e costiero a levante e a ponente del golfo di Levanto. La pianificazione strategica del Comune di Levanto ha in questi ultimi anni sviluppato con coerenza e linearità una progettualità turistica e territoriale finalizzata allo sviluppo integrato del sistema delle strutture ricettive, alla diversificazione ed all integrazione dell offerta turistica, allo sviluppo dell accessibilità costiera secondo i temi obiettivi specifici richiamati dal PTC provinciale e dagli altri strumenti di programmazione territoriale. L attuazione e la programmazione di queste scelte strategiche hanno delineato, con sempre maggiore chiarezza, una nuova consapevolezza progettuale ed una nuova scala territoriale di riferimento nella convergenza e nell integrazione con il "sistema Parco Cinque Terre", tracciando a questo livello la verifica di compatibilità e sostenibilità degli interventi e sviluppando la dimensione complessiva degli indirizzi strategici coerentemente con queste previsioni. In questo senso, la stessa costituzione del Sistema turistico locale "Levanto - Cinque Terre" esprime il riconoscimento di quanto il territorio e le comunità locali abbiano saputo esprimere nella comune convergenza ed identità di vedute. In riferimento al tema della nautica e della struttura portuale, il Piano Territoriale di Coordinamento provinciale considera il tratto costiero di Levanto come un caso esemplare nel contesto regionale e provinciale, in riferimento sia alla qualità del suo patrimonio territoriale sia alla valorizzazione turistica del Parco Nazionale delle Cinque Terre, di cui Levanto è considerato la porta naturale. Le considerazioni sulla problematica dell area a mare di Vallesanta hanno contraddistinto il dibattito levantese per oltre 40 anni, evidenziando spesso la necessità di valutare attentamente la capacità di assorbimento ambientale (e quindi di studiarne collocazione, forme e dimensioni ipotizzabili) per non incorrere nel rischio di destabilizzarne gli equilibri ambientali, economici e sociali. Lo studio sull'ambiente marino condotto dall'università di Genova ha riportato alcune considerazioni sulla compatibilità ambientale delle soluzioni prospettate per la nautica nello specchio acqueo del nostro golfo, evidenziando una situazione di criticità e sensibilità della costa levantese, sia per la presenza della formazione vegetale sommersa di Posidonia oceanica, sia in riferimento al rischio di intaccare la consistenza degli arenili. In questo contesto ed alla luce degli studi geo-marini e delle valutazioni conseguenti, l unica possibilità ragionevole per una risposta concreta alle necessità della nautica appare la riorganizzazione complessiva dell area di Vallesanta e dello specchio acqueo prospiciente esclusivamente come porto a secco. Il momento della scelta Forti di questi studi e queste approfondite analisi tecniche, adesso, trascorsi quarant'anni da quel lontano 1962 in cui lo Stato classificò la baia di Levanto come porto rifugio3 innescando un lungo dibattito che non è mai sfociato in una scelta definitiva, riteniamo che i tempi per operare questa scelta consapevole e motivata siano ormai maturi. Il percorso Nell agosto 2001 la "Levante Sviluppo s.p.a." ha presentato alla giunta municipale e al Consiglio comunale, al Consiglio di amministrazione dell'azienda speciale e alla popolazione le prime linee progettuali del "waterfront" di Levanto, a seguito del quale sono state avviate riflessioni che la giunta ha sintetizzato in alcune indicazioni dell aprile 2002 che hanno portato alla elaborazione del progetto preliminare secondo i contenuti illustrati ai consiglieri comunali il 21 agosto Preliminarmente il documento è stato sottoposto alla valutazione di una pre-conferenza dei servizi, con la partecipazione di funzionari della Provincia della Spezia, della Regione Liguria e della Sovrintendenza, con l obiettivo sia di avviare una valutazione di merito sia di definire il percorso amministrativo e procedurale che consentirà, nel quadro di quanto previsto dal progetto speciale del Piano urbanistico comunale, la definizione urbanistica dell area interessata. Nei mesi di settembre ed ottobre il progetto è stato presentato in una pubblica assemblea e reso disponibile in più forme, per una più ampia e partecipata conoscenza e valutazione, a cui hanno fatto seguito incontri specifici con le Associazioni del commercio, turismo e artigianato, con gli operatori di Vallesanta ed il consorzio nautico, con gli esercenti attività sul mare e sugli arenili, i gestori degli stabilimenti balneari ed infine i proprietari e coloro che esercitano attività commerciali negli immobili a più diretto contatto con il compendio dell ex viadotto FF.SS. Il 16 settembre 2002, con il rogito notarile stipulato a Genova, si è conclusa la lunga trattativa con Metropolis: a fronte di un esborso pari a 600 milioni di lire, la comunità di Levanto, 33 anni dopo il passaggio dell ultimo treno, è diventata proprietaria della più grande risorsa pubblica locale finora inutilizzata e della più grande nuova opportunità di sviluppo ancora possibile sul lungomare: ben mq. di superficie scoperta (di cui circa con volumi ricavabili all interno del terrapieno) dal confine con Bonassola sino alla località Prealba e circa 900 mc. di immobili esistenti. Gli approfondimenti seguiti a questa fase di ampia informazione, primi fra tutti i lavori della Commissione comunale al territorio, consentono di formulare le opportune valutazioni sull'indirizzo progettuale presentato, per arrivare così alle fasi successive secondo le intese emerse nella pre-conferenza di servizi del 30 Luglio Le conclusioni E pienamente condivisibile la visione di un viadotto come ampia e lunga passeggiata a mare che, collegata omogeneamente con quella della Pietra, esprima qualità architettoniche e pregio paesistico e si configuri come un autentico microcosmo del paesaggio levantese. In particolare, il progetto delle aree a giardino dovrà offrire un campionario di flora autoctona, con valenze anche didattiche, sul modello dell orto botanico, realizzato utilizzando materiali per l arredo e percorsi che raccontino la straordinaria ricchezza di pietre locali (marmo rosso e pietra verde, arenarie). E condivisibile la proposta di utilizzare il più possibile la volumetria del viadotto, e non solo per il maggiore vantaggio economico che questa comunità può trarne, ma anche e soprattutto per potenziare ed ospitare servizi (principalmente legati alle attività balneari) e pubblici esercizi rivolti prevalentemente ai giovani; sviluppare superfici di natura commerciale adeguatamente posizionate in prossimità dell area della nautica e di piazzetta della Marina; creare parcheggi pubblici a rotazione e box da cedere ai privati per consentire di togliere le auto dalla superficie del rilevato ferroviario ed estendere4 definitivamente l area pedonale all area compresa tra le vie Rimembranza, Jacopo, Staglieno, C.so Italia, C.so Roma. In continuità alla riqualificazione del centro storico, un area interamente a traffico limitato e/o pedonale, da Via Garibaldi e C.so Roma sino al mare, sarà così restituita alla collettività. In questa prospettiva, i lotti centrali, destinati ad ospitare parcheggi/box, presentano così evidenti interazioni con il tessuto urbano circostante e così marcate implicazioni sulla viabilità complessiva dell'area che sembra opportuno rimandare una valutazione definitiva ad una fase successiva di maggior dettaglio progettuale. Le fasi di attuazione L attuazione della fase progettuale esecutiva dovrà necessariamente attivarsi per lotti funzionali, all interno di uno scenario univoco ed omogeneo di riferimento per il quale l attuale livello di proposta appare delinearne i requisiti necessari. La completa realizzazione di tutto il progetto, finalità della "Levante Sviluppo s.p.a.", implica un cronoprogramma degli interventi con i relativi piani di fattibilità ed economici finanziari a corredo ed integrazione della proposta progettuale definitiva. Di pari passo con l'attuazione degli interventi, il Comune conferirà alla "Levante sviluppo s.p.a.", con idonea convezione, le parti di viadotto oggetto della trasformazione. Si ritiene che il lotto di Vallesanta debba essere avviato per primo, secondo l indicazione del modello gestionale di porto a secco espressa in questo documento. L Azienda speciale Levanto affronterà, d intesa con la "Levante sviluppo s.p.a.", tutte le modifiche necessarie all'organizzazione del lavoro degli operatori dell area nautica per le zone di arenile e rilevato in concessione. Questo primo lotto dovrà includere la nuova viabilità di accesso e la sua integrazione con l assetto viario esistente nei punti di intersezione con il tessuto urbano. Per la fattibilità dell opera dovranno essere prioritariamente valutate forme di coinvolgimento degli operatori nautici attuali e/o potenziali, preferibilmente associati. A questo proposito, si valuta positivamente la recente esperienza espressa dal consorzio nautico. Contestualmente all attuazione del primo lotto occorre realizzare lo studio di fattibilità della viabilità alternativa in direzione Mesco, che assume valenza strategica ed indice di priorità per la definizione complessiva dello scenario del nuovo fronte a mare di Levanto. L attuazione di questa scelta potrà consentire l abbattimento degli archi del viadotto perlomeno nel tratto da Piazza Agnelli a Piazza della Loggia. Area nautica di Vallesanta e viabilità del Mesco, nella loro contrapposizione territoriale agli opposti estremi del nostro golfo, segnano le condizioni indispensabili per una progettazione compiuta di un nuovo fronte a mare e rappresentano, contestualmente, i due elementi di riferimento che, secondo gli indirizzi contenuti in questo documento e dopo anni di confronti e dibattiti, l amministrazione ritiene obiettivi imprescindibili ed oltremodo attuali per la riorganizzazione complessiva della Levanto del domani. Il secondo lotto che si ritiene di dover avviare è quello di Piazzetta della Marina, con la creazione di un nuovo passaggio pedonale di più ampio respiro ed una maggiore apertura verso il mare dell attuale sottopasso. Rispetto alla proposta, si ritiene di poter andare alla progettazione definitiva ed alla conseguente realizzazione della strada di Piazzetta della Marina, unitamente alla trasformazione in volumi commerciali e per servizi del tratto verso il torrente Ghiararo. Il lotto relativo a Piazzetta della Marina, per il suo forte coinvolgimento nella vita del paese, dovrà tendenzialmente essere realizzato direttamente dalla "Levante sviluppo s.p.a.", al fine di superare l attuale degrado architettonico e strutturale dell area. I nuovi spazi commerciali legati a questo intervento di riqualificazione urbana dovranno, comunque,5 essere prioritariamente proposti agli esercenti le attività prospicienti Corso Italia, evidenziando sempre più gli elementi di raccordo e non quelli di contrasto con la dinamica di recupero del centro storico, che ha come obiettivo primario l insediamento e la promozione delle attività commerciali. Relativamente al versante Casinò, si evidenzia la necessità di un riesame della proposta, al fine di prevedere una risalita da piazzetta Agnelli di maggior respiro rispetto alla struttura originaria, senza tuttavia compromettere l attuale spazio di incontro rappresentato dalla piazza medesima. La diversa articolazione della risalita avrà come conseguenza la produzione di volumi che dovranno essere prevalentemente orientati a fornire adeguati spazi per servizi, in primis quelli a supporto dello stabilimento balneare Casinò. La diversa espansione dello stabilimento, con lo spostamento ad est delle cabine, la fusione con il vicino stabilimento Minetti, l utilizzo come reception dei locali ex sede della Delegazione di spiaggia (trasferita in Vallesanta), ne consentirà una più facile e razionale fruizione pubblica, rendendo elementi centrali della nuova struttura l edificio e la piscina del Casinò. Per quanto riguarda il tratto a ponente della piazzetta della Marina, il progetto definitivo dovrà richiamare le caratteristiche inconfondibili dell'architettura ligure e dovrà porsi l obiettivo del migliore inserimento possibile delle nuove strutture nel contesto urbano tipico della nostra cittadina. A questo fine, unitamente agli studi per un piano del colore e delle facciate, dovranno attivarsi tutte quelle prescrizioni normative ed urbanistiche necessarie per una complessiva riorganizzazione, consentendo altresì la formazioni di spazi e volumi commerciali sulla superficie del rilevato che, nell unitarietà del linguaggio architettonico e nella perfetta integrazione con il complessivo progetto del fronte a mare, prevedano la riqualificazione dei volumi che insistono sull arenile. Una nuova fase programmatica Il 30 agosto 1998 il Consiglio comunale aveva approvato gli indirizzi strategici dell'amministrazione legati agli interventi inseriti nei Contratti d'area, alla realizzazione dell'area artigianale di Gallona, alla partecipazione di Levanto al "sistema Parco nazionale delle Cinque Terre", alla costituzione della "Levante sviluppo s.p.a." e ai conseguenti progetti della pista ciclabile e del lungomare. In questo quinquennio quasi tutti quegli indirizzi hanno visto avviarsi le fasi progettuali o sono già in via di realizzazione. Mancano solamente, per alcuni problemi sorti recentemente, la realizzazione del depuratore consortile con Bonassola e il recupero delle gallerie. Ora che si può considerare chiusa quella fase progettuale, occorre continuare a perseguire con la stessa determinazione lo sviluppo socio-economico del nostro paese concentrando l attenzione su una trasformazione del fronte a mare improntata ad un intervento unitario, di elevato livello qualitativo e di grande respiro, che sostenga infrastrutturalmente le rinate aspettative di crescita manifestate dalle attività produttive e imprima nuovo slancio ad un offerta turistica che si muove sempre più decisamente verso l integrazione tra mare, centro storico e vallata. Levanto, 10 febbraio 2003 Documenti analoghi
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