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Timestamp: 2020-07-04 11:28:08+00:00

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Considerazioni sui §§ 104 e 67 dell' Organon: esempio di casi di emergenza – Dott. R. Orsi | Scuola di Medicina Omeopatica di Verona
Considerazioni sui §§ 104 e 67 dell’ Organon: esempio di casi di emergenza – Dott. R. Orsi
Considerazioni sui §§ 104 e 67 dell’ Organon. Difficoltà, ostacoli e limiti dell’Omeopatia Veterinaria: l’esempio dei casi d’emergenza nella clinica dei piccoli animali. – Roberto Orsi, DMV
§146 – 285. : “…l’uso giudizioso delle medicine”
Il § 104 è successivo ad alcuni paragrafi dedicati alle Malattie Epidemiche. E’ degno di nota che nel § 103 Hahnemann stabilisce che applicava questo metodo anche per riconoscere e trattare le Malattie Croniche, pertanto tale metodo deve essere applicato anche per lo studio ed il trattamento dei Miasmi. Non solo, ma anche alle malattie acute.
§ 104, seconda parte
Nota § 148 : LA PRIMA DIFFICOLTA’ E’ IN NOI
1. Ma questa faticosa, talvolta molto faticosa, ricerca e selezione del rimedio omeopatico più adatto sotto ogni punta di vista a ciascun stato morboso, è un’operazione che, nonostante tutti gli ammirabili libri per facilitarla, ancora richiede lo studio delle stesse fonti originali, e allo stesso tempo una gran quantità di cautela, che devono avere la loro miglior ricompensa nella consapevolezza di aver svolto fedelmente il nostro dovere.
Buoni sintomi à buoni rimedi
Cattivi sintomi à cattivi rimedi
Pochi sintomi à ???
§ 172-173 e seguenti sono dedicati ai casi defettivi. I casi iperacuti e d’emergenza possono considerarsi casi defettivi
Questa molto spesso è la regola nei casi d’emergenza, a differenza degli stati acuti in cui generalmente sono presenti più sintomi.
Tuttavia fin da adesso si può affermare che nei casi d’emergenza questi pochi sintomi sono sufficienti per scegliere un buon rimedio in un’alta percentuale di casi.
Quali sono i limiti dell’Omeopatia?
RELATIVI AL PAZIENTE :
Sintomi insufficienti, sia per qualità che per quantità
Energia Vitale del malato incapace di avere una reazione
Scarsa conoscenza e preparazione teorico-pratica
Scarsa fiducia nelle sue reali possibilità
Fiducia eccessiva
“Paura” della diagnosi clinica e della prognosi
“Sindrome della giornata no”
RELATIVI AL METODO :
§ 278 …Hahnemann dà poche informazioni ulla scelta delle potenze
Pazienti che hanno un simillimum non ancora identificato o sottoposto a proving; rimedi senza provings affidabili, o del tutto senza provings; tecnica insufficiente
I limiti dell’Omeopatia sono proporzionali alla condizione del malato, e in particolare da due fattori decisivi:
Curabilità della lesione, e sua estensione
Capacità del corpo a reagire contro la malattia, e cioè: condizione della sua Forza Vitale
Affidabilità e compliance del proprietario
Assenza di veri sintomi soggettivi (solo mediati dal proprietario e da noi)
Spesso anche i sintomi oggettivi sono mediati (per es. Modalità) e non sotto la nostra diretta osservazione.
Da Hahnemann sappiamo che i casi acuti (quelli veri, non sintomi di stati miasmatici cronici) sono autolimitanti, terminando con la guarigione o con la morte
I casi da E.R. sono :
Molto spesso esitano nella morte se non trattati
Quando avvengono la Dynamis è sopraffatta da un fattore potente, di solito (ma non sempre) esogeno
Da “Medicina d’Urgenza e Terapia Intensiva del cane e del gatto”, 2002, F.Viganò :
Se l’organismo ha ricevuto uno shock potente ed improvviso (ESOGENO O ENDOGENO) ed è in uno stato da E.R., si può logicamente supporre che la sua Forza Vitale sia drammaticamente diminuita (direttamente o indirettamente), restringendo così il campo d’azione dell’Omeopatia in tali casi.
lim Om – X = lim Dyn – X’
Dallo studio della Dottrina sappiamo (o dovremmo sapere) come comportarsi di fronte ad un caso acuto o cronico. Ma i casi d’emergenza sono ai limiti estremi degli stati acuti. Poco è stato scritto sul trattamento omeopatico dei casi d’emergenza, probabilmente perché necessitano di un trattamento speciale e di una adeguata responsabilità. In letteratura omeopatica si possono trovare molti casi d’emergenza risolti positivamente, da parte sia dei maestri classici sia dai moderni.
In letteratura si trova scritto che:
La scelta fra trattamento farmacologico o omeopatico non deriva dalla patologia in atto, ma dalla bravura dell’omeopata.
Il limite è la capacità terapeutica dell’omeopata, NON dell’Omeopatia.
In casi d’emergenza, con alto rischio di morte o di lesioni organiche irreversibili, prima bisogna tentare con l’Omeopatia, per la sua assenza di effetti collaterali (???)
Cos’è la cosa migliore in questi casi? O meglio,che cosa è più utile fare? E poi, che cosa è etico fare? E cosa corrisponde meglio alle Leggi dell’Omeopatia? Subito stabilizzazione e chirurgia? Usare anche uno o più rimedi ? Repertorizzare ? Come considerare la scelta o l’approvazione del proprietario al nostro operato? Come valutare in seguito l’evoluzione del caso?
Per chiarirsi le idee e porre le basi per una discussione, cito le opinioni di alcuni Maestri classici e contemporanei.
Da “Lesser writings” del Kent
“Spesso mi viene chiesto cosa deve farsi in casi di grande sofferenza per un sollievo immediato. A quelli che desiderano un’informazione affidabile, e che vogliono agire in accordo con i nostri principi, io dico, prendete i sintomi di ciascun singolo caso e selezionate il rimedio capace di produrre sintomi simili…
Il rimedio omeopatico è tutto ciò di cui, chi sa come usarlo, necessita per alleviare i più gravi dolori.”
Da “Child birth emergencies and homeopathy” di Yingling
“Con l’uso dell’Omeopatia pura la gran maggioranza dei casi che risultano nella perdita della vita o in dolori atroci a causa di presupposte irregolarità delle parti (madre-feto) dovrebbero terminare felicemente e facilmente. Tutto ciò di cui si ha bisogno è fiducia e conoscenza da parte del medico che assiste.”
“In questi casi d’emergenza la natura parla chiaramente. Più grande è il pericolo di vita, più la natura parla chiaro. E in maniera simile, maggiore è il pericolo di vita, più velocemente il rimedio agirà. Questo è un fatto confermato dall’ esperienza dei migliori terapeuti”
Yingling consiglia l’uso delle alte potenze, che raramente necessitano di una ripetizione di dose.
Da “Some emergencies of general practice” di Borland
“In un caso d’emergenza dobbiamo agire subito, poiché non possiamo sprecare del tempo alla ricerca di un rimedio”
… La fiducia dell’omeopata deve essere assoluta e si deve evitare ogni titubanza al capezzale del paziente.
… La mente deve stare completamente al servizio di quel problema e cercando, sicuramente troverà la strada più adatta secondo la logica che la ragione gli segnala …
Sia che si debba agire lentamente sia urgentemente, “la strada da seguire è esattamente la stessa, sebbene il tempo per percorrerla sia diverso”.
La conoscenza dei policresti è quasi sempre sufficiente affinchè possiamo risolvere o iniziare la risoluzione ed orientarci verso gli altri medicamenti del caso presentato.
In caso d’insuccesso: siamo soggetti in tutto alla nostra impotenza di umani ed anche particolarmente alla possibile incapacità dell’organismo malato.
Se la prescrizione di un omeopata fallisce in uno di questi casi, è per deficienza ben correggibile del medico e mai del metodo.
Nel caso si fosse seguito un metodo non omeopatico … sebbene sia certo che i sintomi furono soffocati, che sono stati soppressi i più dolorosi o quelli di maggior preoccupazione per il malato (e contagiosamente per il medico), non è difficile dedurre sulla base della nostra scienza vasta e costantemente dimostrata (in tutto l’universo), che si avrà un risultato posteriore che supererà l’importanza e la trascendenza del “presente” di quel malato e che nella maggior parte dei casi, pensandoci bene, sarà più conveniente, tanto per l’individuo quanto per la specie, la persistenza del sintomo piuttosto che il successo del momento. (*)
* Effettivamente, se il medico vede e gli interessa soltanto l’immediato, allora non merita di avere un titolo tanto nobile, sarà appena un praticante accomodante, una talpa della medicina che lascia alla posterità problemi di più complessa risoluzione di quelli che gli è toccato conoscere. Quel medico non ha riconosciuto il suo dovere davanti all’umanità.
Il malato è in pericolo di vita;
Il malato è molto sofferente e non può più sopportare i suoi dolori;
Da “Homeopathic treatment of acute cardio-respiratory failure”
di Farokh Master
Un’ottima conoscenza delle procedure di Terapia Intensiva;
Focalizzare l’attenzione sui sintomi oggettivi del malato;
Intraprendere il trattamento di questi malati sotto la guida e con la fiducia di un medico del reparto
La mancanza di letteratura omeopatica su questo argomento
La mancanza d’esperienza su questo argomento nelle nuove generazioni d’omeopati.
Da “Manuale di Terapia Omeopatica” di R. Morrison, 1998
Nei suoi libri non ho trovato niente su questo argomento.
Parlando con la collega dr.ssa M.L. Molinari, sua allieva, mi ha detto che:
“per lui l’Omeopatia è la sola risorsa per i casi d’emergenza, è l’unico modo per dare un “input” alla Forza Vitale del malato, altrimenti incapace di reagire; se la crisi è superata con l’Allopatia, il profondo disordine della sua Forza Vitale persisterà molto a lungo con gravi conseguenze, e il malato avrà pochissime possibilità di recuperare uno stato di salute nel suo futuro”.
DOGMATICI : Kent, Borland, Yingling, Ortega, Vithoulkas (?)
Il trattamento dei casi E.R.
Ci sono tre approcci al problema “cosa fare in questi casi?” :
Il dogmatico: solo Omeopatia!, in accordo con l’ortodossia delle Leggi dell’Omeopatia,
Il menefreghista : niente Omeopatia, solo Allopatia!,
Il compromesso: impiego di Omeopatia e Allopatia
clienti: SEMPRE, SUBITO, CON MEZZI APPROPRIATI.
Quali sono le situazioni cliniche che potrebbero giustificare l’uso combinato di Omeopatia e Allopatia? Alcuni esempi:
Squilibri Acido-Base and Elettrolitici
Oliguria – Anuria
Gravi disordini circolatori cardiaci
Lesioni occupanti spazio in torace
Trauma craniocerebrale / spinale
Il rapporto rischio / beneficio della terapia deve essere più piccolo di uno.
Cioè, il rischio che noi corriamo deve essere più basso del beneficio che pensiamo di ottenere (primum non nocere).
B. Solo con Allopatia
C. Con Omeopatia & Allopatia
Troppo dogmatismo e rigidità
Casistica troppo scarsa di casi risolti
I possibili vantaggi dell’Allopatia sono completamente perduti
Per raggiungere l’esperienza richiesta probabilmente molte morti
Rischio di denuncia di malpractice.
Coerenza con tutto il corpus dell’Omeopatia e con l’insegnamento dei Maestri
RAPPORTO R / B > 1
Il malato riceve un pesante carico farmacologico
L’utile stimolo sulla Forza Vitale rappresentato da un rimedio ben scelto viene completamente a mancare
Rischi & fattori negativi :
Mancanza di letteratura
Solo esperienze personali e buon senso
Conoscenza e padronanza di entrambe le tecniche
Difficile valutatione dei risultati (cosa ha curato ?), quasi impossibile una valutazione dei risultati.
il malato riceve un aiuto materiale ed energetico, giustificato dallo stato contingente di grande ed improvviso squilibrio della sua Dynamis (ciò soddisfa particolarmente il mio senso del dovere)
RAPPORTO R / B < 1
nota a A. solo con Omeopatia
Se il malato si salva e guarisce, tutto OK. Ma se muore si potrebbe ipotizzare che abbiamo sprecato il nostro tempo con l’Omeopatia, e non possiamo giustificarci solo dicendo che tanto era destino che finisse così … Si potrebbe anche pensare in tal caso che forse se avessimo usato gli usuali protocolli delle emergenze il nostro paziente avrebbe potuto essere salvato … e così potremmo sperimentare una spiacevole sensazione: RIMORSO per non aver compiuto pienamente il nostro dovere. Si può obiettare che questo rimorso può sempre avvenire quando decidiamo di usare l’Omeopatia nel trattare un caso acuto o cronico ed abbiamo un insuccesso. Ma in questi casi il rischio di morte è molto più basso, ed in caso d’insuccesso abbiamo praticamente sempre tempo sufficiente per rimediare, tempo che semplicemente non abbiamo affatto quando si fallisce un caso d’emergenza con l’Omeopatia.
Ma cosa dice Hahnemann riguardo i casi d’emergenza?
Nel § 67, nota 1, Hahnemann dice :
Solo nei casi più urgenti, dove il pericolo di vita e la morte imminente non permettono il tempo per l’azione del rimedio omeopatico – non ore, talvolta nemmeno un quarto d’ora, e appena dei minuti – in accidenti improvvisi che avvengono in individui precedentemente sani – per esempio, in corso d’asfissia e morte apparente da folgorazione da soffocamento, annegamento ecc. – è ammissibile e giudizioso, in ogni caso come misura preliminare, stimolare l’irritabilità e la sensibilità (la vita fisica) con un palliativo, per esempio con leggere scosse elettriche, con clisteri di caffè forte, con odori stimolanti, graduale applicazioni di calore ecc.
Quando questa stimolazione viene effettuata, il gioco degli organi vitali di nuovo riprende nei suoi modi di salute precedente, poiché qui non c’è una malattia (*) da essere rimossa, ma semplicemente un’ostruzione e una soppressione della forza vitale in salute.
Hahnemann parla di accidenti (asfissia, folgorazione, congelamento ecc.), NON di malattie acute gravi
Hahnemann dice di usare un palliativo (che è un farmaco o un trattamento che allieva le sofferenze senza trattare la causa di queste)
Ma se in questi casi non c’è malattia, questo implica che tutto il corpus dell’Omeopatia Hahnemanniana ( § 2 : il più alto ideale di cura è la rapida, gentile e permanente restaurazione della salute, o la rimozione e l’annulllamento della malattia …) può non applicarsi, almeno nella sua totalità, in questi casi.
Se Hahnemann consigliava nei casi d’emergenza clisteri di caffè forte, io penso che in tali casi possiamo sentirci autorizzati ad impiegare anche l’Omeopatia
E tuttavia nella nota della nota di quel § 67 (v. dopo) Hahnemann chiarisce il suo modo di pensare, affermando rigidamente che QUESTA ECCEZIONE NON DEVE MAI DIVENIRE UNA SCUSA PER MISCHIARE I DUE SISTEMI.
Probabilmente si era reso conto di star facendo un’affermazione pericolosa concedendo l’uso dei palliativi in casi d’emergenza, che poteva divenire una specie di crepa nei suoi ragionamenti, su cui avrebbero potuto far leva i suoi avversari, minando il suo intero sistema.
“Ma quando in simili casi di traumi l’intero organismo vivente richiede, come sempre fa, un aiuto dinamico attivo per porlo in una situazione per realizzare il lavoro della guarigione … allora vengono a richiedersi i servizi del medico dinamico e della servizievole omeopatia”
E nella Nota 1 al § 7 dice di porre attenzione alle cause occasionali di malattia, e di rimuoverle al più presto.
§ 13 : “ Di conseguenza la malattia, che non cade nel campo della manuale chirurgia, non è da considerare (come avviene per gli allopati) come un quid (materia peccans) separato dall’organismo vivente e dal principio dinamico che lo vivifica, …”
Ho sintetizzato in un algoritmo i passi che che necessariamente dobbiamo compiere nella gestione dei pazienti critici, allo scopo di veder come alla moviola le tappe del nostro cammino.
Poiché la scelta di un rimedio può essere fatta praticamente in molti casi molto velocemente, talvolta in pochi minuti,, PRIMA dare il rimedio, e DOPO questo tutto il resto (fluidi ecc.)
Talvolta possiamo avere il felice evento di compiere un piccolo miracolo sotto i nostri occhi …
Come già detto, spesso i pochi sintomi presentati sono sufficienti per la scelta di un buon rimedio. In questo siamo aiutati dal fatto che i più comuni rimedi per l’emergenze sono facilmente riconoscibili (per es. Aconitum, ecc.)
Questo fatto non ci deve pregiudicare un uso giudizioso del Repertorio, talvolta indispensabile.
Come si può dire che in tali casi l’Omeopatia ha funzionato?
Se un improvviso, duraturo ed inaspettato miglioramento avviene prima di un qualsiasi intervento farmacologico, ovviamente siamo autorizzati a dirlo.
Dobbiamo essere più prudenti in caso di terapia combinata.
La Legge di Hering e le Dodici Osservazioni Prognostiche del Kent vanno prese cum grano salis nel giudicare i miglioramenti di questi casi.
ma quando un animale ti dice: “Che è successo? Che è successo? Io son qui, e la vita è bella!”, ebbene, anche in questi casi combinati si può presumere che l’Omeopatia abbia funzionato …
Quale potenze impiegare?
Nella mia esperienza, le alte potenze (1000 o più alte), e le LM in pazienti deboli (cuccioli, anziani, malati cronici), ma molto utili in ogni caso nella mia casistica di questi due ultimi anni.
Ripetizione frequente della dose (talvolta minuti)
Le preparazioni liquide (gocce, non granuli o globuli) sono pratiche e veloci da dare per os (se possibile direttamente sotto la lingua). Poiché sono idroalcoliche, diluirle specie nel gatto per evitare scialorrea.
Alcuni farmaci possono essere date insieme/ contemporaneamente al rimedio?
Sì, per es. in casi di sepsi (SIRS), fluidi / antibiotici & Opium / Pyrogenium ecc.
Generalmente il proprietario non è presente, quindi non vede cosa stiamo facendo.
Tuttavia abbiamo il dovere di informarlo pienamente.
Utile un documento scritto in cui dichiariamo la nostra libertà terapeutica e che stiamo agendo “in scienza e coscienza”.
Fare molta attenzione a quei sintomi mentali o generali che identificano le relazioni di un organismo altamente stressato con l’ambiente.
Se si impiega il Repertorio considerare la rubrica ** FACE, expression **

References: §146
 § 104
 § 103

§ 104
 § 148

§ 172

§ 278
 § 67
 § 2
 § 67
 § 7

§ 13