Source: http://www.gliappalti.it/motivi-di-esclusione/
Timestamp: 2020-01-21 17:25:36+00:00

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motivi di esclusione | gliappalti.it
Gli enti appaltanti hanno a disposizione l’articolo 80 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016 con il quale, è possibile prevenire gli atti illeciti. Questa norma, l’articolo 80 del codice, elenca i requisiti di ordine generale che l’operatore economico deve possedere. Se la tua intenzione è partecipare a una gara di appalto, non puoi ignorare i “motivi di esclusione” per il motivo che, nel caso di esclusione per mancanza dei requisiti di ordine generale vi può essere l’escussione della cauzione provvisoria. Oltre a questa norma, esiste un altro motivo di esclusione dalle gare di appalto che non è molto conosciuto dagli operatori economici e che riguarda la presenza di ex dipendenti pubblici nell’organico aziendale; in quest’ultimo caso, la norma cui fare riferimento è il decreto legislativo 165 del 30 marzo 2001 che ti ho riportato a fine pagina.
Se nell’organizzazione di un soggetto economico vi è la presenza di persone propense ad aggirare la legge, ciò determina il provvedimento di esclusione dalla gara di appalto. Come si può intuire non è semplice applicare in modo rapido le norme del predetto articolo 80, per il motivo che l’ente aggiudicatore dispone quasi sempre di uno scarso organico con il quale, oltre a valutare i numerosi documenti depositati, deve verificare attraverso le banche dati a suo disposizione se fra i partecipanti ad una gara vi siano persone che abbiano commesso reati più o meno gravi e giusto per un esempio, ti riporto una sintesi dei principali reati :
– i reati in associazione per delinquere in genere o di tipo mafioso;
– concussione e corruzione, istigazione alla corruzione;
– turbata libertà degli incanti (le aste pubbliche);
– inadempimento di contratti di pubbliche forniture;
– frode nelle forniture, omissione dell’iscrizione nel registro imprese;
– aver commesso reati per usura, ricettazione, estorsione;
– reati per rapina, sequestro di persona a scopo di estorsione;
– riciclaggio di proventi di attività criminose;
– mancato pagamento d’imposta, tasse, contributi previdenziali;
– lo sfruttamento del lavoro minorile, la tratta di esseri umani;
– inadempienze in tema di sicurezza dei lavoratori.
Tieni presente che l’elenco di cui sopra non è esaustivo ed i motivi di esclusione si estendono anche ai soggetti che operano in sub appalto e pur essendoci dei problemi organizzativi le verifiche ci sono e lo strumento di esclusione è valido ed utilizzabile in tutta la procedura. In particolare, il comma 14 specifica che “non possono essere affidatari di subappalti e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti per i quali ricorrano i motivi di esclusione previsti dal presente articolo.” Questo significa che ti devi tutelare nel caso in cui ritieni opportuno affidare una parte del contratto in sub appalto, giusto per non avere problemi con il committente. A questo punto, ti riporto il testo dell’art. 80 del D.lgs. 50/2016.
Articolo 80 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016.
Il testo è aggiornato con le ultime modifiche e integrazioni:
Vigente al 26 settembre 2019
– 1). Costituisce motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione, la condanna con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all’articolo 105, comma 6, per uno dei seguenti reati:
– 2). Costituisce altresì motivo di esclusione la sussistenza, con riferimento ai soggetti indicati al comma 3, di cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4, del medesimo decreto. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 88, comma 4-bis, e 92, commi 2 e 3, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, con riferimento rispettivamente alle comunicazioni antimafia e alle informazioni antimafia. ((Resta fermo altresì quanto previsto dall’articolo 34-bis, commi 6 e 7, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
– 3). L’esclusione di cui ai commi 1 e 2 va disposta se la sentenza o il decreto ovvero la misura interdittiva sono stati emessi nei confronti:
– del titolare o del direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; di un socio o del direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo;
– dei soci accomandatari o del direttore tecnico, se si tratta di società in accomandita semplice;
– dei membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, ivi compresi institori e procuratori generali, dei membri degli organi con poteri di direzione o di vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo, del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con un numero di soci pari o inferiore a quattro, se si tratta di altro tipo di società o consorzio.
In ogni caso l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata; l’esclusione non va disposta e il divieto non si applica quando il reato è stato depenalizzato ovvero quando è intervenuta la riabilitazione ovvero, nei casi di condanna ad una pena accessoria perpetua, quando questa è stata dichiarata estinta ai sensi dell’articolo 179, settimo comma, del codice penale ovvero quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in caso di revoca della condanna medesima.
– 4). Un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia contributiva e previdenziale quelle ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), di cui al decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero delle certificazioni rilasciate dagli enti previdenziali di riferimento non aderenti al sistema dello sportello unico previdenziale. Il presente comma non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, purché il pagamento o l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande.
– 5). Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d’appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all’articolo 105, comma 6, qualora:
b) l’operatore economico sia stato sottoposto a fallimento o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in corso nei suoi confronti un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo restando quanto previsto dall’articolo 110 del presente codice e dall’articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
c-quater) l’operatore economico abbia commesso grave inadempimento nei confronti di uno o più subappaltatori, riconosciuto o accertato con sentenza passata in giudicato;
– 6). Le stazioni appaltanti escludono un operatore economico in qualunque momento della procedura, qualora risulti che l’operatore economico si trova, a causa di atti compiuti o omessi prima o nel corso della procedura, in una delle situazioni di cui ai commi 1,2,4 e 5.
– 7). Un operatore economico, o un subappaltatore, che si trovi in una delle situazioni di cui al comma 1, limitatamente alle ipotesi in cui la sentenza definitiva abbia imposto una pena detentiva non superiore a 18 mesi ovvero abbia riconosciuto l’attenuante della collaborazione come definita per le singole fattispecie di reato, o al comma 5, è ammesso a provare di aver risarcito o di essersi impegnato a risarcire qualunque danno causato dal reato o dall’illecito e di aver adottato provvedimenti concreti di carattere tecnico, organizzativo e relativi al personale idonei a prevenire ulteriori reati o illeciti.
– 8). Se la stazione appaltante ritiene che le misure di cui al comma 7 sono sufficienti, l’operatore economico non e’ escluso della procedura d’appalto; viceversa dell’esclusione viene data motivata comunicazione all’operatore economico.
– 9). Un operatore economico escluso con sentenza definitiva dalla partecipazione alle procedure di appalto non può avvalersi della possibilità prevista dai commi 7 e 8 nel corso del periodo di esclusione derivante da tale sentenza.
– 10). Se la sentenza penale di condanna definitiva non fissa la durata della pena accessoria della incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, la durata della esclusione dalla procedura d’appalto o concessione è:
a) perpetua, nei casi in cui alla condanna consegue di diritto la pena accessoria perpetua, ai sensi dell’articolo 317-bis, primo periodo, del codice penale, salvo che la pena sia dichiarata estinta ai sensi dell’articolo 179, settimo comma, del codice penale;
b) pari a sette anni nei casi previsti dall’articolo 317-bis, secondo periodo, del codice penale, salvo che sia intervenuta riabilitazione;
– 10-bis). Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 10, se la pena principale ha una durata inferiore, rispettivamente, a sette e cinque anni di reclusione, la durata della esclusione è pari alla durata della pena principale. Nei casi di cui al comma 5, la durata della esclusione è pari a tre anni, decorrenti dalla data di adozione del provvedimento amministrativo di esclusione ovvero, in caso di contestazione in giudizio, dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. Nel tempo occorrente alla definizione del giudizio, la stazione appaltante deve tenere conto di tale fatto ai fini della propria valutazione circa la sussistenza del presupposto per escludere dalla partecipazione alla procedura l’operatore economico che l’abbia commesso.
– 11). Le cause di esclusione previste dal presente articolo non si applicano alle aziende o società sottoposte a sequestro o confisca ai sensi dell’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 o degli articoli 20 e 24 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159, ed affidate ad un custode o amministratore giudiziario o finanziario, limitatamente a quelle riferite al periodo precedente al predetto affidamento.
– 12). In caso di presentazione di falsa dichiarazione o falsa documentazione, nelle procedure di gara e negli affidamenti di subappalto, la stazione appaltante ne dà segnalazione all’Autorità che, se ritiene che siano state rese con dolo o colpa grave in considerazione della rilevanza o della gravità dei fatti oggetto della falsa dichiarazione o della presentazione di falsa documentazione, dispone l’iscrizione nel casellario informatico ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto ai sensi del comma 1 fino a due anni, decorso il quale l’iscrizione è cancellata e perde comunque efficacia.
– 13). Con linee guida l’ANAC, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, può precisare, al fine di garantire omogeneità di prassi da parte delle stazioni appaltanti, quali mezzi di prova considerare adeguati per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui al comma 5, lettera c), ovvero quali carenze nell’esecuzione di un procedente contratto di appalto siano significative ai fini del medesimo comma 5, lettera c).
– 14). Non possono essere affidatari di subappalti e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti per i quali ricorrano i motivi di esclusione previsti dal presente articolo.
Motivi di esclusione per l’art. 53 del D.Lgs. 165/2001.
Abbiamo visto che se il concorrente di una gara di appalto o concessione non ha i requisiti di ordine generale, art. 80 del decreto legislativo 50/2016, le stazioni appaltanti possono procedere con l’esclusione. Oltre a questa norma, esiste un altro motivo di esclusione dalle gare di appalto che non è molto conosciuto dagli operatori economici e che riguarda la presenza di ex dipendenti pubblici nell’organico aziendale del concorrente alla gara di appalto. Infatti, nei bandi di gara o concessione non sempre si specifica che il concorrente deve rispettare anche le norme generali in tema di ordinamento del lavoro delle amministrazioni pubbliche, con riferimento all’art. 53, comma 16-ter, del D.Lgs. 165/2001. Questa norma riguarda la posizione lavorativa degli ex dipendenti pubblici che hanno svolto mansioni di responsabilità con poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni dunque, si tratta di ex funzionari ad alto livello o che hanno svolto mansioni di responsabilità. Fatta questa precisazione, ti riporto il testo dell’art. 53, comma 16-ter, del decreto legislativo 165/2001:
Vigente al: 4-10-2017
“16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti.”

References: articolo 80

Articolo 80
 sentenza 
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 art. 80