Source: http://www.grandeoriente-democratico.com/Il_giornalista_sui_generis_Giovanni_Florio_I_Renzi_e_la_Massoneria.html
Timestamp: 2017-07-28 06:36:57+00:00

Document:
Il giornalista sui generis Giovanni Florio, I Renzi e la Massoneria
Capita che un certo Giovanni Florio, giornalista sui generis (visto l’andamento zoppicante dei suoi ragionamenti e le molte imprecisioni contenute nell’unico suo articolo che finora abbiamo avuto la ventura di leggere) che scrive per la testata “LETTERA43” (www.lettera43.it), abbia appunto vergato un pezzo dove si avventura a trattare di cose massoniche, nonostante un evidente analfabetismo storico-culturale sul tema.
“I Renzi e l’ombra della massoneria”, articolo del 20 marzo 2014 by Giovanni Florio per LETTERA43 (clicca per leggere),
rilanciato in
“FIRENZE, IL BALLO DEL MASSONE – DAI RENZI AI VERDINI, TUTTI COL GREMBIULINO E COMPASSO? – SUL WEB LEGGENDE E COMPLOTTISMI SUL PRESUNTO LEGAME TRA IL PADRE DEL PREMIER E VERDINI”, pezzo per DAGOSPIA del 20 marzo 2014 (clicca per leggere).
Giovanni Florio, giornalista appunto sui generis, è omonimo di quel Giovanni Florio (1553-1625) o John Florio (nella versione inglesizzata del suo nome) che fu importante letterato e linguista in terra inglese, dove ebbe anche modo di fare amicizia con un filosofo assai caro alla Libera Muratoria e a GOD in particolare, e cioè Giordano Bruno (1548-1600).
Un’omonimia che non rappresenta in alcun modo una qualche affinità di spessore culturale: tanto il Giovanni Florio cinquecentesco era persona dotta e incline all’acribia filologica e linguistica (a lui si deve un fondamentale e fortunatissimo Dizionario inglese-italiano, A World of Words del 1598, così come una celebre e fondamentale traduzione degli Essais di Michel de Montaigne, pubblicata nel 1603 come Florio’s translation of Montaigne’s Essays), così il Giovanni Florio che scrive per LETTERA43 ha la prosa tipica del cronista superficiale, impreciso e inelegante, che pretende di discettare de omnibus, nonostante evidenti limiti critici ed ermeneutici.
Come che sia, veniamo a una disamina dello pseudo-articolo del giornalista sui generis Giovanni Florio.
Scrive Florio:
“Storia di compassi e grembiulini dietro l’asse Renzi-Berlusconi (sotto forma di Denis Verdini)? La rete complottista si è già messa in moto e non ha dubbi: la strana intesa è pura loggia di rito fiorentino.
Complottismi e dietrologie massoniche affascinanti, ma senza uno straccio di prova.”
Ora, non sappiamo quali siano “i siti di controinformazione” nei quali Tiziano Renzi, papà di Matteo, è definito “gran signore della Massoneria in Toscana”.
Se invece di abbeverarsi scriteriatamente a tali siti, Florio si fosse documentato seriamente e/o magari avesse interpellato Noi o altri soggetti “addetti ai lavori” dell’ambiente massonico, magari avrebbe avuto adeguati lumi per rischiarare la sua ignoranza sesquipedale.
Tiziano Renzi non è affatto un “gran signore della Massoneria in Toscana”; anzi, non è stato mai nemmeno iniziato massone…Piuttosto, Tiziano Renzi ha coltivato e coltiva amicizie con ambienti massonici toscani. Il che, comunque, è abbastanza significativo.
E tali frequentazioni latomistiche le ha coltivate tanto per sé che per conto terzi, laddove fra i terzi ci riferiamo anche al figlio Matteo, durante la prima fase della sua ascesa politica sul territorio fiorentino.
Denis Verdini vanta invece effettivamente un’antica affiliazione massonica ma, al contrario di quanto afferma il povero e confuso Giovanni Florio, se è vero che in un articolo-intervista di qualche anno fa per Repubblica, Alberto Statera attribuì a Raffi una qualche notazione ambigua a proposito di “Verdini massone”, proprio il quasi ex Gran Maestro del GOI (a partire da aprile 2014 sarà sostituito dal Fratello Stefano Bisi) successivamente, smentì di essere a conoscenza della cifra latomistica o meno di Verdini, dichiarando comunque che non gli risultava si trattasse di un affiliato di Palazzo Giustiniani.
Tale smentita è stata reiterata varie volte nel corso del tempo, l’ultima esattamente un mese fa, come appare lampante dalla lettura di un comunicato pubblicato sul Sito ufficiale del GOI, www.grandeoriente.it:
“Renzi-Grillo: Gran Maestro Raffi (Grande Oriente d’Italia) al leader M5S, “io con Verdini non ho mai avuto niente a che spartire”, comunicato pubblicato il 21 febbraio 2014 (clicca per leggere)
Caro Giovanni Florio, quando si vuole scrivere un articolo di giornalismo serio, ci si informa altrettanto seriamente sulle cose che si raccontano, e non si ciancia a vanvera, tanto per sentito dire, senza controllare attentamente le fonti cui si mettono in bocca determinate affermazioni.
Tuttavia, come dicevamo sopra, Denis Verdini è stato effettivamente iniziato massone nel passato, ma in un contesto (fra i tanti che vanta la storia della Massoneria italiana) infra-massonico alquanto riservato, “irregolare e coperto”, in cui ebbe un qualche ruolo e peso anche il Gran Maestro del GOI Armando Corona e di cui è improbabile (ma non impossibile) che Gustavo Raffi nulla sappia.
D’altronde, si noti la finezza ambigua dello stesso Raffi, il quale nel suo comunicato del 21 febbraio 2014 (cfr. “Renzi-Grillo: Gran Maestro Raffi (Grande Oriente d’Italia) al leader M5S, “io con Verdini non ho mai avuto niente a che spartire”, comunicato pubblicato il 21 febbraio 2014 (clicca per leggere), non dice “escludo categoricamente che Denis Verdini sia mai stato tra i nostri iscritti”, bensì:
"Io con Denis Verdini non ho mai avuto niente a che spartire e non mi risulta che sia mai stato tra i nostri iscritti". ,
con il sottinteso messaggio che, anche se Verdini fosse stato “iniziato, affiliato e iscritto” in qualche forma eterodossa e coperta, Lui Raffi non ha nulla da spartire con la cosa e comunque non ne è a conoscenza, ufficialmente…
Ma di questa storia della cifra massonica di Verdini, se e quando ne avremo voglia, parleremo più diffusamente e con dovizia di particolari in un'altra circostanza.
Passiamo oltre a torniamo ai contenuti del mediocre e sciatto articolo di Giovanni Florio per LETTERA43.
Florio concludeva i passaggi appena citati su Renzi Senior, Verdini, la P3 etc., dicendo, con riferimento alle narrazioni di non meglio specificati “siti di controinformazione”, :
“Complottismi e dietrologie massoniche affascinanti, ma senza uno straccio di prova”.
Poi, proseguiva, assimilando tali narrazioni “controinformative” anche al nostro Gran Maestro Gioele Magaldi, asserendo:
“Così come la testimonianza di un massone sui generis come Gioele Magaldi, fondatore del Grande Oriente Democratico che vede massoni e trame occulte di grembiulini un po’ ovunque. «L’aspirante massone Matteo Renzi sta bussando alle porte dei templi dinanzi a cui sono eretti due Guardiani della Soglia d’eccezione: il Venerabilissimo Fratello Mario Draghi e il non meno Venerabile Fratello Giorgio Napolitano». Infatti, «mentre per i rapporti con i massonacci toscani e italioti bastano i legami trasversali di suo papà Tiziano Renzi e qualche buon ufficio dell’altrettanto trasversale Denis Verdini, per chiunque, specie se dalla provincia, voglia accedere alle stanze di comando del Progetto in corso di ristrutturazione politico-economica dell’Italia, è d’uopo baciare la sacra pantofola del Fratello Draghi e il sacro anello del Fratello Napolitano. L’aspirante apprendista Matteo Renzi lo sa e si regola di conseguenza, provvedendo anche a sguinzagliare i fidi Marco Carrai, Davide Serra & Company a rassicurare, promettere, genuflettersi e omaggiare chi di dovere, in giro per l’ecumene globalizzata».
Allora, anzitutto chi offre una informazione sciatta, imprecisa e priva di prove è proprio il giornalista sui generis Giovanni Florio, il quale ha scritto a proposito di Raffi e Verdini delle cose false (l’abbiamo appena dimostrato), senza darsi minimamente la pena di controllare con serietà e scrupolo quanto asserisce intorno ai due personaggi e a proposito di inesistenti conferme di Raffi riguardo all’affiliazione massonica di Verdini.
Dopo di che, vorremmo spiegare al povero Florio che le “prove”, come dice lui, hanno senso soprattutto in determinati contesti.
In Tribunale, oppure in sede di scrittura di un saggio scientificamente orientato, è senz’altro necessario apportare documenti e/o testimonianze documentali intorno alle affermazioni che vengano fatte.
Ecco perché, ad esempio, nel corposo studio di Gioele Magaldi, MASSONI. Società a responsabilità illimitata, di prossima uscita per CHIARELETTERE, la narrazione è puntellata costantemente di riferimenti precisi e rigorosi a fonti e a testimonianze documentali.
Non appena sarà disponibile in libreria, consigliamo caldamente a Giovanni Florio (che di Massoneria nulla sa e nulla capisce, ma si arrischia a scriverne evidenziando presunzione, oltre che ignoranza asinina) di leggere questo interessante libro di Magaldi e magari di regalarne una copia anche al suo direttore Paolo Madron.
Oppure Madron pensava davvero che, intervistando il massone piduista di medio spessore Luigi Bisignani (in un fortunato libro sempre pubblicato per Chiarelettere: L’uomo che sussurra ai potenti), avrebbe potuto spiegare in modo esauriente il back-office del potere, anche soltanto con riferimento alla penisola italica?
La pretesa di Madron appare simile a quella di chi volesse ricostruire le più importanti dinamiche di potere dell’Impero napoleonico a partire dalle memorie di qualche ufficiale di grado inferiore inquadrato nelle armate bonapartiste.
Né il piduista Bisignani, e nemmeno Licio Gelli e Umberto Ortolani – che della P2 erano i leaders- sono stati mai ammessi ai salotti più esclusivi dell’aristocrazia massonica sovranazionale. Ergo, per comprendere e raccontare il potere ai suoi massimi livelli euro-atlantici occorre non soltanto avere una sufficiente attrezzatura storico-critica e socio-antropologica (strumentazioni che non appartengono né a Madron né a Bisignani), ma anche interpellare le memorie e le testimonianze di ben altri personaggi rispetto all’ex giornalista e faccendiere milanese… alcuni dei quali personaggi, infatti, hanno rilasciato testimonianze giurate e clamorose che compariranno appunto nel libro di Gioele Magaldi, Massoni. Società a responsabilità illimitata. Il Back-Office del Potere come non è stato mai raccontato, Chiarelettere.
D’altra parte, andando oltre Madron e Bisignani a tornando al problema delle “prove” evocate da Florio, facciamo notare che laddove non si sia né in un contesto giudiziario né all’interno di una saggistica scientificamente orientata, la narrazione non necessita di essere appesantita con note a piè di pagina, bibliografia, puntuale riferimento a documenti e testimonianze.
Piuttosto, la ricostruzione narrativa e l’ermeneutica delle dinamiche del potere (per sua natura massonico in epoca moderna e contemporanea, ma questo sfugge all’insipiente Florio, il quale ignora la matrice costitutivamente libero-muratoria dell’establishment euro-atlantico dalla fine del XVIII secolo ad oggi) che quotidianamente offriamo Noi redattori e collaboratori di “Grande Oriente Democratico” sul nostro Sito ufficiale www.grandeoriente-democratico.com (e che Florio attribuisce impropriamente al solo Magaldi), ha il medesimo valore di suggestione critica – bisognosa di adeguati e puntuali approfondimenti in altra sede- offerta quotidianamente o periodicamente da altri media.
Noi suggeriamo e argomentiamo delle chiavi di lettura dell’attuale società globalizzata o della micro-società italica, al lume delle nostre conoscenze, cognizioni e posizioni critiche, offrendo talora anche informazioni ignote ai più. Dopo di che, ciascuno potrà tranquillamente confrontare le nostre narrazioni con altre concorrenti e diverse e con il proprio bagaglio critico, cercando conferme o smentite alla plausibilità/veridicità di quanto da Noi e da altri asserito.
Tuttavia, forse la qualità dei ragionamenti, delle argomentazioni e delle informazioni offerte da Noi di GOD ha un tasso di acribia, di serietà, di ariosità e spessore culturale che in genere manca alla gran parte degli operatori mediatici italioti dell’etere e della carta stampata…
Accantonato il problema pretestuoso e fuorviante delle “prove” (come se qualcuno, sulle testate italiane, avesse mai fornito la prova scientifica che, ad esempio, il Deficit di Bilancio o il Debito Pubblico siano un fardello sulle spalle delle nuove generazioni e un impedimento per la prosperità…o che Mario Draghi sia il salvatore della zona euro…tutte affermazioni ripetute acriticamente e dogmaticamente in coro da fior di presuntivamente autorevoli opinionisti, economisti, giornalisti e altri consimili menestrelli di regime…), veniamo ad altre sconclusionate affermazioni del giornalista sui generis Giovanni Florio.
Florio definisce “massone sui generis” il Fratello Magaldi.
Perché “sui generis”?
Rinviamo codesto pseudo-giornalista di LETTERA43 alla lettura di
Biografia Ufficiale (provvisoria) di Gioele Magaldi (clicca per leggere).
Di qui e da una serie di altre “prove incrociate” facilissime da esperire, il povero Florio potrà apprendere che il Fratello Magaldi è stato regolarmente iniziato massone a 26 anni e mezzo (1998) presso una delle logge più prestigiose del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la Har Tzion/Monte Sion n.705 all’Oriente di Roma. In questa stessa loggia Magaldi ha ricoperto diverse cariche interne sino a divenirne Maestro Venerabile nel 2005. Parallelamente, Gioele Magaldi ha anche fatto un brillantissimo percorso nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, sino a pervenire nel giro di pochissimi anni (2002-2006) al 30° grado (Grande Eletto Cavaliere Kadosh) di tale Rito di perfezionamento massonico…e sarebbe probabilmente divenuto uno dei più giovani Sovrani Grandi Ispettori Generali italiani (33°grado del R.S.A.A.), se Gustavo Raffi non avesse fatto di tutto per sospenderlo ed espellerlo dal GOI (ma la questione è tuttora passibile di giudizio nelle sedi appropriate) in virtù delle vibranti critiche e denunce al regime raffiano che Magaldi ha portato avanti coraggiosamente da diversi anni a questa parte, dopo essere stato addirittura uno specialissimo golden boy dello stesso Gustavo Raffi e del suo Gran Segretario Giuseppe Abramo.
Fatto sta che, a partire dal 2010, Gioele Magaldi – insieme ad altri Fratelli del GOI- ha costituito il Movimento massonico d’opinione “Grande Oriente Democratico”, entità massonica “liquida” e non strutturata burocraticamente che, tuttavia, nel giro di pochi anni, da importante gruppo dissidente interno ed esterno a Palazzo Giustiniani, ha ampliato di molto il suo raggio d’azione ed è divenuto uno dei più ragguardevoli epicentri del circuito massonico euro-atlantico progressista in via di ri-organizzazione.
E a gennaio 2014, in omaggio alle richieste provenienti da fratelli massoni progressisti di diverse latitudini planetarie, Magaldi (per 4 anni restio sul punto, preferendo essere appellato semplicemente come leader o portavoce di GOD) ha accettato di essere designato ufficialmente come “Gran Maestro del Grande Oriente Democratico” (vedi Gioele Magaldi accetta di essere denominato pubblicamente Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, dopo le richieste in tal senso giuntegli da ambienti massonici progressisti nazionali e internazionali e dagli stessi Fratelli di GOD, anche in vista della imminente costituzione di un circuito di UR-LODGES all'Obbedienza di un Grande Oriente d'Europa e dotate di un Rito Europeo Universale (R.E.U.), clicca per leggere).
Adesso, il massone a tutti gli effetti e a viso aperto (e niente affatto sui generis) Gioele Magaldi è impegnato con tanti altri fratelli dei circuiti massonici progressisti sovranazionali nella costruzione di nuove forme organizzative per la Massoneria del XXI secolo, provvedendo anche a riformare rituali e costituzioni ritenute ormai anacronistiche ed esaurite nella propria funzione storica.
Proseguendo con le affermazioni sgangherate dello pseudo-giornalista Giovanni Florio, notiamo che costui ritiene che
“Gioele Magaldi, fondatore del Grande Oriente Democratico che vede massoni e trame occulte di grembiulini un po’ ovunque,
sia anche l’estensore di questi passaggi riportati fra virgolette:
. «L’aspirante massone Matteo Renzi sta bussando alle porte dei templi dinanzi a cui sono eretti due Guardiani della Soglia d’eccezione: il Venerabilissimo Fratello Mario Draghi e il non meno Venerabile Fratello Giorgio Napolitano». Infatti, «mentre per i rapporti con i massonacci toscani e italioti bastano i legami trasversali di suo papà Tiziano Renzi e qualche buon ufficio dell’altrettanto trasversale Denis Verdini, per chiunque, specie se dalla provincia, voglia accedere alle stanze di comando del Progetto in corso di ristrutturazione politico-economica dell’Italia, è d’uopo baciare la sacra pantofola del Fratello Draghi e il sacro anello del Fratello Napolitano. L’aspirante apprendista Matteo Renzi lo sa e si regola di conseguenza, provvedendo anche a sguinzagliare i fidi Marco Carrai, Davide Serra & Company a rassicurare, promettere, genuflettersi e omaggiare chi di dovere, in giro per l’ecumene globalizzata».
In realtà, questi passaggi non sono a firma e a cura del Fratello Magaldi, bensì opera redazionale collettiva di alcuni di Noi e tratti, se non ricordiamo male, dal seguente contributo:
L’aspirante massone Matteo Renzi blandisce il massone reazionario Mario Draghi e cerca l’accordo con il massone reazionario Giorgio Napolitano, mentre si consuma una guerra civile tra renziani, lettiani e altre tribù piddine… (clicca per leggere), un contributo poi integrato nel corso del tempo da ulteriori interventi come:
L’aspirante massone Matteo Renzi, Dagoreport e i reali rapporti del premier italiano con i massoni oligarchici Mario Draghi e Giorgio Napolitano. Parte I (clicca per leggere)
L’aspirante massone Matteo Renzi, La Gabbia di Gianluigi Paragone, Nessuno, Dagoreport, e i reali rapporti del premier italiano con i massoni oligarchici Mario Draghi e Giorgio Napolitano (clicca per leggere).
Non che il Fratello Magaldi non abbia magari condiviso buona parte dei nostri ragionamenti (in questo caso riteniamo di si, ma la cosa non è scontata e spesso le posizioni di redattori e collaboratori di GOD sono non soltanto diversificate fra loro, ma anche parzialmente divergenti da quelle del nostro Gran Maestro), ma appare piuttosto scorretto attribuirgli opinioni e affermazioni che non sono a sua esplicita firma e che invece costituiscono il frutto di uno sforzo redazionale collettivo di altri Fratelli di area GOD.
D’altronde, su Matteo Renzi et similia il Gran Maestro Magaldi si è espresso anche apertis verbis, ad esempio, in
Dunque, se il giornalista sui generis Giovanni Florio vuole citare correttamente determinate affermazioni da attribuire a Magaldi, si ascolti tale intervista radiofonica e tragga da li i suoi report.
Florio, peraltro, sostiene che il Gran Maestro Magaldi
“vede massoni e trame occulte di grembiulini un po’ ovunque,”
Francamente, sia che Florio si riferisca a interventi redazionali attribuibili al lavoro collettivo di GOD, sia che abbia a mente interviste varie rilasciate effettivamente da Gioele Magaldi, non capiamo come mai egli possa usare il termine “trame occulte”…
Specialmente Magaldi ci tiene spesso a confutare la ratio narrativa di complottisti, cospirazionisti, contro-informatori, etc., illustrando con chiarezza e pacatezza che le dinamiche del potere nel mondo moderno e contemporaneo non sono affatto occulte né riducibili “ad unum” (come sempre finiscono per fare i teorici del complotto, immaginando una cupola elitaria e coesa di uomini che tutto vedono e provvedono).
Semmai, insegna Magaldi, appare altrettanto ingenua delle “teorie complottiste” l’idea di altri- che complottisti non sono- i quali sembrano quasi escludere la “progettualità riservata e dissimulata” dall’agire umano e pensano che il reale svolgimento delle dialettiche per il potere fra gruppi di interesse (nazionali e sovranazionali) avvenga secondo la retorica narrativa che ne viene offerta quotidianamente per mezzo di uffici stampa, dichiarazioni ufficiali, pantomime mediatiche ad uso del popolo bue.
Ma allora, se cosi fosse, perché mai dovrebbe esistere il “segreto di Stato”? Perché mai le manovre più delicate della diplomazia non vengono comunicate all’opinione pubblica? Perché mai le nazioni e persino le corporations private si dotano di sofisticatissimi servizi di intelligence e di spionaggio? Perché mai politici, militari, industriali, diplomatici e giornalisti vengono spessi colti a mentire o a dissimulare nell’esercizio delle proprie funzioni?
Evidentemente, tanto nella vita pubblica che privata, gli esseri umani sono adusi tanto a dire la verità che a dissimularla o a ometterla, a secondo delle circostanze.
Ed esistono progetti di potere palesi ed altri più riservati e dissimulati, senza scomodare la categoria dell’”occulto”, sempre un po’ ambigua e ridondante.
Noi di GOD- e con Noi il Fratello Magaldi- con riferimento agli aspetti più riservati e dissimulati (rispetto all’opinione pubblica) dei conflitti per l’”egemonia” tra gruppi di interesse (privato e pubblico), parliamo preferibilmente di “Back-Office del Potere”, una dimensione sostanziale della dialettica tra players contrapposti sul piano politico, economico-finanziario, diplomatico, ideologico, culturale e militare, etc., dove viene meno la retorica rassicurante e banalizzante, offerta a piene mani ai media da parte degli addetti stampa dei vari potenti e potentati.
I massoni e le “trame dei grembiulini sono un po’ dovunque”?
Ma, caro Florio, hai studiato un po’ di storia, un po’ di sociologia, un po’ di antropologia?
Secondo te chi ha costruito la società moderna e contemporanea, abbattendo l’Ancien Régime?
Secondo te chi ha edificato la società aperta “popperiana”, laica e liberale, fondata su stato di diritto e democrazie parlamentari?
Chi ha strutturato e implementato l’idea stessa della società globalizzata?
Studia, indaga, approfondisci, compara, controlla, rivisita, erudisciti e poi, magari, comincerai a capire che gli stessi architetti e progettisti del mondo moderno e contemporaneo (con tutte le sue luci e le sue ombre) hanno mantenuto comunque il controllo della loro “creazione”, sebbene non esista un establishment globale monolitico ma, anzi, esso sia oggi più che mai attraversato da tensioni profonde e laceranti.
In conclusione, caro Giovanni Florio, non si tratta di vedere “massoni e trame di grembiulini un po’ dovunque”…La prospettiva va semmai rovesciata: “ovunque si tratti di potere solido, sostanziale e non effimero, egemone a livello sovranazionale, li si trovano determinate aristocrazie massoniche, progressiste o conservatrici-reazionarie”.
Ma di questo, magari, così come della peculiare cifra di “aspirante massone” che abbiamo utilizzato per definire Matteo Renzi, parleremo in un altro contributo che pubblicheremo dopo questo, chiudendo definitivamente i conti con la tua insipienza di “giornalista sui generis”. Ciò, naturalmente, nella speranza che tu possa migliorare col tempo, imparando a colmare la tua ignoranza in materia di Massoneria e ad emendare un certo stile sciatto, pressapochistico e sgangherato dei tuoi pseudo-articoli.

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