Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/115
Timestamp: 2018-07-21 00:01:51+00:00

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I. Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita. (1)
II. Il giudice può tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza.
(1) Articolo sostituito dall’art. 45, comma 14, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Principio di non contestazione – Applicabilità.
Il principio di non contestazione di cui all’art. 115 c.p.c., sintetizzando una tecnica di semplificazione della prova dei fatti dedotti, ha dignità di regola generale e, come tale, opera a pieno titolo anche nel processo di fallimento; anche se l'operatività in materia fallimentare è stata affermata solo in relazione al procedimento di opposizione allo stato passivo (salvo il potere del giudice delegato di sollevare a sua volta eccezioni in via officiosa: v. tra le altre Cass, sez. I, 16554/2015), niente induce a ritenere che lo stesso non abbia ad applicarsi al procedimento per dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Febbraio 2017, n. 5067. Segue...
Procedimento civile - Scelta del mezzo di impugnazione - Distinzione tra ordinanza di sentenza - Forma esteriore e denominazione data dal giudice - Irrilevanza - Prevalenza della sostanza sulla forma.
Principio di non contestazione - Significato di mancata contestazione..
Per stabilire se un provvedimento abbia carattere di ordinanza o di sentenza, e sia quindi soggetto ai mezzi di impugnazione stabiliti per l’uno o per l’altro provvedimento, non deve aversi riguardo alla forma esteriore od alla denominazione data dal Giudice, ma all’effetto giuridico sostanziale che esso é destinato a produrre, in base al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, con la conseguenza che si è in presenza di una sentenza quando il Giudice si pronuncia in via definitiva o non definitiva sul merito della controversia, sui presupposti o sulle condizioni processuali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Anche prima dell’introduzione nell’ordinamento del principio di non contestazione ad opera di Cass. Sez. Un. nn. 761/2002 e 11353/2004 e della modifica dell’articolo 115 comma 1 c.p.c. tramite la legge 69/2009, si era sempre ritenuto non contestato un fatto non solo nel caso di sua espressa ammissione, ma anche nel caso di contestazione di una parte sola delle circostanze dedotte, ed altresì nel caso di linea difensiva incentrata su argomenti incompatibili con il disconoscimento. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Giugno 2012. Segue...
Responsabilità medica – Riparto dell’onere probatorio e di allegazione tra paziente e medico – Obbligo di allegazione specifica gravante sul paziente.
Responsabilità medica – Riparto dell’onere probatorio e di allegazione tra paziente e medico – Onere di allegazione specifica – Stretto collegamento con il principio di non contestazione.
Procedimento civile – Onere della prova – Consulenza tecnica d’ufficio “investigativa” – Inammissibilità – Contrasto con i principi generali del processo civile..
Il paziente che agisce in giudizio facendo valere la responsabilità contrattuale del medico e/o della struttura sanitaria è tenuto ad allegare non un qualsiasi inadempimento, ma quell’inadempimento specifico che costituisce causa (o concausa) efficiente del danno. (Luca Caputo) (riproduzione riservata)
L’onere di allegazione da parte del paziente dev’essere specifico anche alla luce dell’operatività nel nostro ordinamento del principio di non contestazione codificato dall’art. 115 c.p.c.. (Luca Caputo) (riproduzione riservata)
Non è ammissibile una consulenza tecnica d’ufficio di tipo “investigativo” che demandi al consulente d’ufficio la ricerca del possibile errore posto in essere dal medico in sede di intervento, che era onere della parte allegare: diversamente, si rischierebbe di innestare uno strumento “inquisitorio” all’interno del processo civile con conseguente realizzazione di un grave ed irrimediabile vulnus al principio dispositivo che governa il processo civile. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 24 Aprile 2012. Segue...
Prova - Principio di causalità in sede penale in sede civile - Distinzione - Principio del più probabile che non - Prova oltre il ragionevole dubbio.
Processo civile - Principio di non contestazione - Applicazione alle cause promosse prima dell'entrata in vigore della L. n. 69/2009..
La causalità civilistica deve essere distinta da quella penalistica, nel senso che nella prima, diversamente che nella seconda, vige il principio del ‘più probabile che non’, mentre nel processo penale opera la regola della prova ‘oltre il ragionevole dubbio’, stante la diversità dei valori in gioco nei due tipi di processi, ciò che giustifica una differenza negli standard probatori ed il diverso livello di incertezza da assumersi come ragionevolmente accettabile. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Il principio di non contestazione, pur se codificato legislativamente solo con la L. n. 69/2009 tramite la modifica dell’art. 115 c.p.c., in base alla precedente consolidata interpretazione della Corte di Cassazione opera anche con riferimento alle cause promosse prima dell’entrata in vigore della norma, che va quindi ricostruita come ricognizione di un precetto già sancito in via interpretativa. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 23 Febbraio 2012. Segue...
Onere di contestazione – Art. 115 c.p.c. – Contestazione in Appello per la prima volta – Tardività..
La contestazione, ex art. 115 c.p.c., deve essere tempestiva. La contestazione tardiva (vale a dire la contestazione successiva ad un fatto originariamente incontestato), in quanto comportamento che può provenire esclusivamente dalla parte (che inizialmente non aveva contestato), può essere assimilata all’eccezione in senso stretto: conseguentemente la contestazione successiva di fatti rimasti incontestati deve ritenersi inammissibile, salva la rimessione, ex art. 153 c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 14 Ottobre 2011. Segue...
Onere di contestazione – Art. 115 c.p.c. introdotto dalla Legge 69/2009 – Portata Innovativa – Esclusione – Portata Interpretativa – Sussiste.
Onere di contestazione – Art. 115 c.p.c. – Mancata Contestazione del Pagamento..
Il potere di contestazione “si consuma” nello stesso modo in cui “si consuma”, secondo il rito prescelto, il potere di allegazione consentito alle parti. Ciò vuol dire che, nel rito ordinario, la contestazione svolta per la prima volta in appello è tardiva e, dunque, improduttiva di effetti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
La recente modifica dell’art. 115 c.p.c. ha portata interpretativa e non già innovativa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Se il debitore allega il pagamento e il creditore non lo contesta, questo è da intendersi provato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 Giugno 2011. Segue...
Procedimento civile - Onere di contestazione a carico del convenuto a natura interpretativa ai nonni innovativa della recente modifica all'articolo 115 c.p.c. - Principio connaturato al sistema di preclusioni - Consumazione del potere di contestazione..
Già prima della recente modifica dell’art 115 c.p.c. - da ritenersi di portata interpretativa e non già innovativa – la Corte di Cassazione ha ritenuto vi fosse a carico del convenuto un vero e proprio onere di contestazione, con la conseguenza che il giudice, in materia di diritti disponibili, deve ritenere sussistente, senza alcun bisogno di prova, non solo il fatto costitutivo non contestato ma anche tutti gli altri fatti allegati in giudizio, ivi compresi quelli che rilevano solo ai fini probatori. Questo principio è del resto connaturato al sistema di preclusioni cui è improntato il processo civile, il quale comporta che il potere di contestazione “si consumi” nello stesso modo in cui “si consuma”, secondo il rito prescelto, il potere di allegazione consentito alle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 Giugno 2011. Segue...
Processo civile – Principio di non contestazione – Fatti sui quali la parte rimane silente – Termine per la contestazione – Prima occasione processuale utile..
In virtù del principio di non contestazione previsto dall'art. 115, c.p.c., devono ritenersi pacifici non solo i fatti esplicitamente o implicitamente ammessi, ma anche quelli su cui la controparte rimanga silente. La contestazione deve intervenire nella prima occasione processuale utile o, al più tardi, con la prima memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c., così da consentire all'altra parte, nella seconda memoria, di formulare le proprie istanze istruttorie alla luce di ciò che si sia vista o meno contestare. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Gennaio 2011. Segue...
Procedimento civile - Onere della contestazione - Specificità - Valutazione in concreto del grado di specificità della allegazione della contestazione - Genericità della contestazione - Conseguenze - Relevatio ab onere probandi - Fattispecie in tema di revocatoria fallimentare..
La parte nei cui confronti vengano allegati determinati fatti in modo analitico e specifico ha l'onere, qualora detti fatti rientrino nella sua sfera di conoscibilità, di contestarli in modo altrettanto specifico, fornendo la propria versione ed indicando fatti diversi, contenenti precisi riferimenti, che li smentiscano. Tenendo presente che il grado di specificità della contestazione deve essere valutato in concreto in relazione alle singole controversie - potendo variare a seconda del livello di conoscenza del fatto da parte del soggetto nei cui confronti è allegato e a seconda della precisione del fatto allegato dalla controparte - una contestazione generica produce l'effetto, proprio per la sua genericità, di determinare una relevatio ab onere probandi e di rendere i fatti allegati pacifici. (Fattispecie in tema di revocatoria fallimentare precedente la riforma). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Gennaio 2011. Segue...
Procedimento civile - Principio della non contestazione - Specificità della contestazione - Specificità dell'allegazione - Livello di conoscenza del fatto - Rilevanza..
Il grado di specificità della contestazione che, ai sensi dell'articolo 115, codice di procedura civile, consente di ritenere contestati e quindi non pacifici i fatti affermati dall'altra parte, deve essere proporzionato alla specificità dell'allegazione e varia a seconda del livello di conoscenza del fatto da parte del soggetto nei cui confronti è allegato. Laddove è possibile, il fatto è specificamente contestato se si indicano fatti diversi o logicamente incompatibili o sufficientemente circostanziati. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 24 Novembre 2010. Segue...
Contratto per cui richiesta la forma scritta ad probationem – Possibilità di prova in virtù dell’omessa contestazione – Principio della non contestazione – Sussiste. (14/09/2010).
A differenza di quanto accade nel caso della forma scritta ad substantiam, quando la legge richiede la forma scritta a fini probatori, tale onere non attiene alla validità del contratto bensì alla dimostrazione giudiziale della sua stipulazione e del suo contenuto. Ciò comporta, evidentemente, delle limitazioni per chi intende avvalersi in sede processuale di quel contratto, in quanto l’interessato non potrà ricorrere a tal fine alla prova per testimoni e per presunzioni, potendo solo utilizzare gli strumenti del giuramento o della confessione giudiziale o stragiudiziale in surroga alla copia scritta del negozio.
Tali principi normativi, tuttavia, devono essere letti alla luce della giurisprudenza formatasi in materia di non contestazione (oggi consacrata nella nuova formulazione dell’art. 115, codice procedura civile, come novellato dalla legge 69/2009): se, infatti, il fatto non contestato è fatto che non ha bisogno di prova, è evidente che diventa irrilevante la modalità con cui il fatto stesso deve essere dimostrato secondo le ordinarie regole istruttorie, prendendo queste ultime ad operare solo nel caso in cui vi sia necessità in giudizio di provare una determinata circostanza e, quindi, nel caso in cui quella circostanza sia contestata dal soggetto gravato dal relativo onere. Diverso sarebbe stato, evidentemente, il caso in cui la forma scritta fosse stata pretesa dal legislatore ad substantiam: in tal caso, infatti, la forma scritta è elemento costituivo del contratto (art. 1325, codice civile) il cui difetto ne comporta la nullità (art. 1418, codice civile); il che legittima l’impossibilità di surroga della forma scritta con la semplice non contestazione, operante sul piano probatorio (processuale) e non della validità (sostanziale) del negozio (Nel caso di specie, il giudice ha ritenuto che la “non contestazione” sui fatti indicati possa esonerare le parti dal rispetto dell’art. 1988, codice civile, secondo cui, nell’ambito del rapporto tra assicuratore e assicurato, il contratto di assicurazione si prova per iscritto). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 30 Giugno 2010. Segue...
Processo civile – Principio della non contestazione – Ratio – Principio di economia processuale – Conseguenze della non contestazione – Presunzione iuris et de iure – Indagine sul significato concreto e del reale atteggiamento della parte. (31/03/2010).
Il principio di contestazione impone al giudice di porre a fondamento della decisione i fatti non contestati in modo specifico dalla controparte sulla considerazione che: a) le parti hanno l'onere di collaborare attivamente a circoscrivere la materia controversa; b) l’art. 88 c.p.c. impone alle parti di comportarsi con lealtà e probità; c) il principio di economia processuale impone al giudice di evitare l’assunzione di prove superflue. Mentre i primi due principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità incidono sul dovere di comportamento processuale delle parti, imponendo loro di evitare contestazioni pretestuose (oggi “sanzionabili” anche attraverso il nuovo comma IV dell’art. 96 c.p.c.), il principio di economia processuale (che trova il suo fondamento nella ragionevole durata del processo, sancita dall’art. 111 Cost.) è la vera ragione sottesa all’onere di contestazione. La legge, imponendo un onere di contestazione a carico delle parti, consente di dare un’interpretazione giuridicamente rilevante al silenzio, sul presupposto che ove la parte non ottemperi al suddetto onere, manifesta una sostanziale acquiescenza alle allegazioni in fatto della controparte. Tenuto conto del principio dispositivo, che informa il nostro diritto processuale civile, ne consegue la formazione, tra le parti, di un tacito accordo sul fatto. Ad evitare che il principio di non contestazione, introdotto per diminuire i costi e i tempi del processo, possa avere conseguenze opposte, una volta che la non contestazione si è perfezionata, non si può più tornare indietro, né è ammessa la prova che la parte non intendeva prestare acquiescenza alle allegazioni avversarie. La presunzione di non contestazione, cioè, è una presunzione iuris et de iure, che non ammette prova contraria, una volta che si è perfezionata attraverso la mancata specifica contestazione dei fatti allegati dalla controparte processuale. Ciò non significa, peraltro, che il principio di non contestazione debba avere solo un sostrato formale (o formalistico), in quanto è necessario che la presunzione di non contestazione corrisponda ad un concreto atteggiamento della parte e, dunque, all’assenza di contrasto tra l’allegazione in fatto di una parte e le allegazioni dell’altra. Tribunale Mondovì, 12 Marzo 2010. Segue...
Processo civile – Principio di non contestazione – Cause contumaciali – Non operatività – Contestazione generica – Efficacia nei confronti delle parti e dei terzi – Applicazione ai fatti principale e secondari – Efficacia nei confronti della parte destinataria dell’allegazione – Diritti non disponibili – Esclusione..
Il principio di non contestazione non opera nelle cause contumaciali; non può essere aggirato da una contestazione generica; riguarda non solo l’attore, ma anche il convenuto ed i terzi; è esteso non solo ai fatti principali, ma anche ai fatti secondari; s’applica solo ai fatti od alle situazioni riferibili alla parte destinataria dell’allegazione, non anche a quelli sicuramente da essa non conosciuti; non si applica alle controversie in cui si tratta di diritti non disponibili ed ai contratti per i quali è prescritta la forma scritta. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Febbraio 2010, n. 0. Segue...
Processo civile – Principio di non contestazione – Applicazione alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore della L. 69/2009..
Il principio di non contestazione, pur se codificato legislativamente solo con la L. n. 69/12009 tramite la modifica dell’art. 115 codice procedura civile, aveva in realtà già da diversi anni trovato cittadinanza nell’ordinamento, in virtù di un’interpretazione sistematica ormai consolidata da parte della Suprema Corte; pertanto, l’intervento legislativo non può essere ricostruito come una vera e propria modifica normativa, ma piuttosto come una mera ricognizione di un precetto già sancito in via interpretativa sulla base del dato normativo pregresso, con la conseguenza che il principio, così come ricostruito dalla giurisprudenza a partire dal 2002, deve essere utilizzato anche nella decisione delle controversie cui la novella del 2009 non è ratione temporis applicabile. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Febbraio 2010, n. 0. Segue...
Consulenza tecnica d’ufficio – Acquisizione di notizie e documenti non autorizzati - Nullità – Sussistenza.
Notizie reperibili in internet – Notizie di comune esperienza – Fatto notorio – Esclusione..
Deve essere dichiarata la nullità della consulenza tecnica d’ufficio nella parte in cui riporti notizie e documentazione in mancanza dei presuppositi di cui all’art. 198 c.p.c. (consenso delle parti all’esame di documenti non prodotti in causa) o dell’art. 2711 c.c. (richiesta di acquisizione da parte dell’ufficio)
Le notizie reperibili in internet non costituiscono di per sè nozioni di comune esperienza, secondo la definizione dell’art. 115 ult. co. c.p.c., norma che, derogando al principio dispositivo, deve essere interpretata in senso restrittivo. Può, infatti, ritenersi "notorio" solo il fatto che una persona di media cultura conosce in un dato tempo e in un dato luogo, mentre le informazioni pervenute da internet, quand’anche di facile diffusione ed accesso per la generalità dei cittadini, non costituiscono dati incontestabili nelle conoscenze della collettività. Tribunale Mantova, 16 Maggio 2006. Segue...

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Art. 115
 art. 115
 art. 153
 Art. 115
 Art. 115
 art. 183