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⭐S E N T E N Z A N. 318/A/2013. nei giudizi in materia di responsabilità amministrativa iscritti ai nn. 4279
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1 R E P U B B L I C A I T A L I A N A In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE D APPELLO PER LA REGIONE SICILIANA composta dai magistrati: dott. Salvatore CILIA dott. Salvatore CULTRERA dott. Pino ZINGALE dott. Valter DEL ROSARIO dott. Giuseppa CERNIGLIARO Presidente Consigliere Consigliere relatore Consigliere Primo Referendario ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A N. 318/A/2013 nei giudizi in materia di responsabilità amministrativa iscritti ai nn del registro di segreteria promossi ad istanza di GIALLOMBARDO Stefano, LA ROCCA Giuseppe e SERIO Francesco Mariano, tutti rappresentati e difesi dall avv. Stefano Polizzotto, per la riforma della sentenza n. 2339/2012 emessa dalla Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana. Visti gli atti introduttivi dei giudizi tutti depositati il 7 novembre Visti gli atti e documenti tutti del fascicolo processuale. Uditi alla pubblica udienza del 22 ottobre 2013 il relatore Consigliere Pino Zingale, l avv. Stefano Polizzotto per gli appellanti ed il P.M. nella persona del Vice Procuratore Generale Maria Rachele Aronica. F A T T O Con comunicazione ex art. 129 disp. Att. c.p.p., la Procura della 12 Repubblica di Termini Imerese informava il Pubblico Ministero presso questa Corte dell esecuzione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall esercizio del pubblico ufficio o servizio per un periodo di mesi due, applicata con ordinanza del GIP (1259/03 R.G.N.R.-1922/03 R. GIP del ) per i delitti di truffa aggravata, a carico di CANZONE Giuseppe e LA ROCCA Giuseppe, dirigenti medici in servizio presso il reparto ostetricia e ginecologia dell ospedale S. Cimino di Termini Imerese. In prosieguo lo stesso P.M. penale comunicava di aver esercitato l azione penale nei confronti dei dirigenti medici CANZONE Giuseppe, LA ROCCA Giuseppe, GIALLOMBARDO Stefano, SERIO Francesco Mariano e PETTA Giuseppe, tutti responsabili di fattispecie monosoggettive continuate di truffa aggravata commesse in danno della AUSL n. 6 di Palermo per aver violato quali dirigenti medici in servizio presso il reparto ostetricia e ginecologia dell ospedale S. Cimino di Termini Imprese, ad eccezione del Dott. PETTA in servizio presso il reparto ortopedia e traumatologia, il rapporto di esclusività con la AUSL n. 6, ente che con specifici vincoli e obblighi li aveva autorizzati ad esercitare attività professionale all esterno della struttura pubblica o, solo per il Dott. PETTA, all interno del presidio ospedaliero S. Cimino di Termini Imerese. Le condotte illecite accertate nei confronti dei soggetti sopra indicati venivano compendiate nella richiesta di rinvio a giudizio in due distinte fattispecie di truffa aggravata, l una inerente la omessa fatturazione e la violazione del rapporto di esclusività, l altra inerente il computo del 23 monte-ore mensile, nei confronti dei medici coinvolti in entrambe le fattispecie (capi A, B per CANZONE; capi C, D per LA ROCCA; capi E, F per GIALLOMBARDO); ad altri si contestava solo la omessa fatturazione e la violazione del rapporto di esclusività (capo G per SERIO). Inoltre, l omessa fatturazione e la violazione del rapporto di esclusività veniva contestata, al capo E) anche a PETTA Giuseppe, dirigente medico in servizio presso il reparto di ortopedia, sul quale le indagini dei NAS erano state svolte nella fase originaria degli accertamenti, in concomitanza con quelle esperite nei confronti del Dott. Mannino. La richiesta di rinvio a giudizio del PM, veniva accolta con decreto del GUP che, in data , disponeva il giudizio per tutti gli imputati innanzi al competente Tribunale di Termini. In evasione di una specifica richiesta del P.M. contabile, il direttore generale dell AUSL n. 6 trasmetteva una dettagliata relazione con atti allegati (prot /DG datato ), con la quale veniva quantificato, per ciascuno dei soggetti imputati, l importo complessivo del danno arrecato all Azienda e per il quale l ente danneggiato ha adottato costituzione in mora in data , integrata con la successiva del Il P.M. citava in giudizio i presunti responsabili, contestando un danno erariale per violazione dolosa del rapporto sinallagmatico instaurato con l Amministrazione, quantificato nella differenza tra quanto percepito in rapporto di esclusività e quanto avrebbero dovuto percepire in regime di non esclusività, l unico regime compatibile con l esercizio dell attività 34 professionale extramuraria, dai medesimi, illecitamente, esercitata. Tale danno veniva calcolato dall amministrazione danneggiata nella citata relazione trasmessa dalla AUSL n. 6 (prot /DG datato ), sommando per ciascun medico e ciascun anno l indennità di esclusività alla retribuzione di risultato ( entrambe voci retributive dovute solo ai medici in rapporto di esclusività) e considerando che termine finale del conteggio è considerato il dicembre di ogni anno nel quale sono stati svolti gli accertamenti (ciò in quanto, in virtù delle disposizioni contrattuali vigenti, non è possibile modificare il rapporto lavorativo nel corso dell anno) come qui di seguito indicato. Conseguentemente: CANZONE LA ROCCA SERIO GIALLOMBARDO PETTA , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,51 768,48 768,48 768,48 768,48 768,48 768,48 768,48 768,48 768,48 768, , , , , , , , , , , , , ,38 Oltre al danno erariale per violazione dolosa del rapporto sinallagmatico, il PM imputava anche il danno erariale per artificiosa alterazione del debito orario, contestato a CANZONE, LA ROCCA, GIALLOMBARDO, rispettivamente ai capi B), D), F) e, dall ente 45 danneggiato, quantificato rispettivamente in: * CANZONE Giuseppe: euro 654,27 * LA ROCCA Giuseppe: euro 537,09 * GIALLOMBARDO Stefano: euro 195,79. Alla luce delle superiori considerazioni, e specificando che sono state rielaborate le somme operate dalla AUSL nella citata nota del , il danno complessivo veniva complessivamente determinato, secondo il P.M., in euro ,53 e singolarmente imputato, a titolo di dolo o, in via subordinata, di colpa grave, come segue: CANZONE Giuseppe: euro , , ,27 = euro ,11 LA ROCCA Giuseppe: euro , , ,09 = euro ,29 SERIO Francesco Mariano: euro , ,91 = euro ,23 GIALLOMBARDO Stefano: euro , , ,79 = euro ,02 PETTA Giuseppe: euro , ,08 = euro ,88 oltre, per tutti, rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giudizio, queste ultime in favore dello Stato. Il processo penale, nelle more, veniva definito con sentenza n. 271/2011 del Tribunale di Termini Imerese, divenuta irrevocabile in data Alla luce anche della sentenza predetta, i Giudici di prime cure rinvenivano la responsabilità amministrativa dei convenuti per avere 56 violato l obbligo di esclusività imposto dalla legge ed, al contempo, beneficiato del trattamento economico più favorevole previsto per i sanitari legati da rapporto di esclusività con la AUSL, trattamento economico più favorevole dallo stesso legislatore ricondotto al rapporto di esclusività, ed il conseguente danno è stato quantificato dall amministrazione danneggiata nella citata relazione trasmessa dalla AUSL n. 6 (prot /DG datato ), sommando per ciascun medico e ciascun anno l indennità di esclusività alla retribuzione di risultato (entrambe voci retributive dovute solo ai medici in rapporto di esclusività) e considerando che termine finale del conteggio è considerato il dicembre di ogni anno nel quale stono stati svolti gli accertamenti (ciò in quanto, in virtù delle disposizioni contrattuali vigenti, non è possibile modificare il rapporto lavorativo nel corso dell anno) nei termini sopra già specificati. Inoltre, i primi Giudici rilevavano, dall esame dei prospetti allegati all informativa resa dai NAS di Palermo alla Procura della Repubblica di Termini Imerese n. 1/ del , che (per i convenuti CANZONE, GIALLOMBARDO, LA ROCCA e SERIO), sulla base delle dichiarazioni rese a s.i.t. (sommarie informazioni testimoniali) dalle loro pazienti, gli accertamenti della attività intramoenia non fatturata si erano svolti fino al settembre 2003, mentre nessun accertamento ha riguardato il In conseguenza disponevano doversi defalcare, in loro favore, la quota di danno contestato relativa al Inoltre, con riferimento a PETTA, osservavano risultare, dalla citata 67 sentenza penale n. 271/2011, che i fatti a lui addebitati sarebbero stati accertati solo relativamente al novembre 2002 (così modificata l'originaria rubrica all'udienza del ); in conseguenza, mancando in atti riscontri relativi al protrarsi dell attività contestata dal PM anche per gli anni successivi al 2002, disponevano doversi defalcare, in suo favore, la quota di danno contestato relativa al 2003 e 2004, mentre la quota di danno relativa al 2002 doveva essergli addebitata per intero tenuto conto che il termine finale del conteggio deve considerarsi il dicembre di ogni anno nel quale stono stati svolti gli accertamenti (ciò in quanto, in virtù delle disposizioni contrattuali vigenti, non è possibile modificare il rapporto lavorativo nel corso dell anno). Infine, i Giudici di prime cure accoglievano l eccezione di prescrizione, in quanto una parte della prestazione medica dalla quale deriverebbe il danno si era verificata dal gennaio 2001 al luglio 2002, mentre il primo atto di messa in mora è del 30 luglio 2007 e, di conseguenza, veniva dichiarata prescritta quella parte del danno che si era concretizzata prima del quinquennio precedente al (data del primo atto di messa in mora). Il danno imputabile ai convenuti veniva, pertanto, rideteminato come segue: per CANZONE Giuseppe: euro , ,70 (ind. escl. Anno 2001) 5.735,74 (7/12 ind. escl. anno 2002) 1.757,17 (retr. risult. Anno 2001) 448,28 (7/12 retr. risult. Anno 2002) ,77 (ind. escl. Anno 2004) ,12 (retr. risult. Anno 2004)= ,06; 78 per LA ROCCA Giuseppe: euro , ,74 (ind. escl. Anno 2000) ,83 (ind. escl. Anno 2001) 7.832,90 (7/12 ind. escl. anno 2002) 2.083,01 (retr. risult. Anno 2001) 448,28 (7/12 retr. risult. Anno 2002) = ,45; per SERIO Francesco Mariano: euro , ,83 (ind. escl. Anno 2000) ,83 (ind. escl. Anno 2001) 7.832,90 (7/12 ind. escl. anno 2002) 1.394,44 (retr. risult. Anno 2000) 2.182,51 (retr. risult. Anno 2001) 448,28 (7/12 retr. risult. Anno 2002) = ,45; per GIALLOMBARDO Stefano: euro , ,83 (ind. escl. Anno 2000) ,83 (ind. escl. Anno 2001) 7.832,90 (7/12 ind. escl. anno 2002) 1.394,44 (retr. risult. Anno 2000) 2.182,51 (retr. risult. Anno 2001) 448,28 (7/12 retr. risult. Anno 2002) = ,45; per PETTA Giuseppe: euro , ,70 (ind. escl. Anno 2000) ,70 (ind. escl. Anno 2001) 5.747,40 (7/12 ind. escl. anno 2002) 1.394,44 (retr. risult. Anno 2000) 2.182,51 (retr. risult. Anno 2001) 448,28 (7/12 retr. risult. Anno 2002) ,70 (ind. escl. Anno 2003 ) - 768,48 (retr. risult. Anno 2003) ,17 (retr. risult. Anno 2004)= 4.425,00. Avverso al suddetta sentenza hanno interposto appello solo GIALLOMBARDO, LA ROCCA e SERIO. Non risulta presentato gravame da parte di PETTA e CANZONE, nei cui confronti, pertanto, la sentenza è passata in giudicato. GIALLOMBARDO, LA ROCCA e SERIO hanno interposto appello, 89 tutti rappresentati e difesi dall avv. Stefano Polizzotto, deducendo: a) erroneità della sentenza in relazione alla violazione del vincolo di esclusività ed in relazione alla qualificazione del danno; b) erroneità delle sentenza in relazione alla mancanza del dolo e colpa grave; c) erroneità della sentenza in ordine alla quantificazione del danno erariale. Per tutti è stato invocato l esercizio del potere riduttivo. Per il solo LA ROCCA la difesa ha dedotto un errore materiale di calcolo (somma delle singole voci) sulla quantificazione del danno, risultante in ,17 anziché, correttamente, ,45. La Procura Generale ha depositato ritualmente le proprie conclusioni, con le quali ha chiesto il rigetto del gravame, aderendo, però, alla richiesta di correzione di errore materiale per il LA ROCCA. Alla pubblica udienza di discussione del 22 ottobre 2013, l avv. Polizzotto, per gli appellanti, ed il P.M. hanno ulteriormente illustrato e confermato le domande ed eccezioni di cui agli atti scritti. D I R I T T O Preliminarmente, trattandosi di appelli avverso una stessa sentenza, i gravami vanno riuniti ai sensi dell art. 335 c.p.c. Nel merito gli appelli appaiono infondati. Con il primo motivo di appello è stata censurata l erroneità della sentenza per quanto attiene alla violazione del vincolo di esclusività ed alla qualificazione del danno. Come correttamente evidenziato dai Giudici di prime cure, dalle 910 acquisizioni documentali e dalle dichiarazioni rese dalle pazienti ai NAS (informativa prot. 1/ del e informativa prot. 1/130-1 del indirizzate alla Procura della Corte dei conti), emerge con chiarezza che i medici LA ROCCA, GIALLOMBARDO e SERIO percepivano il maggior trattamento economico previsto per coloro che avevano optato per il regime di esclusività con l ente, avendo, pure, richiesto ed ottenuto, con delibera del direttore generale della AUSL 6, l autorizzazione ad espletare attività professionale nei luoghi, nei giorni, negli orari e con le tariffe stabilite nel provvedimento autorizzatorio, che, in considerazione della carenza di locali nella struttura pubblica, li autorizzava a svolgere le visite presso studi e ambulatori esterni. E emerso, del pari che, in contrasto con i provvedimenti autorizzatori e con il regolamento dell attività libero professionale intramoenia adottato con delibera del D.G. n. 397 del , i predetti seguivano le pazienti durante la loro gravidanza sottoponendole a visite periodiche presso gli studi privati, omettendo di fatturare con il bollettario aziendale la visita e percependo i compensi, anche maggiori rispetto a quelli autorizzati, senza versare la quota di spettanza alla AUSL 6, eseguendo esami strumentali avvalendosi della struttura pubblica anche per le prestazioni che non venivano fatturate e seguendo le pazienti durante il parto anche se non erano di turno. Per i soggetti legati da rapporto d impiego con la struttura pubblica la legge ha previsto (art. 4, comma 7, l. 30 dicembre 1991 n. 412, c.d. legge finanziaria per l anno 1992; art. 1, comma 5, l. 23 dicembre 1996 n.662, 1011 c.d. legge finanziaria per l anno 1997), alternativamente, un regime di libera professione extramurario, ove il rapporto di impiego con la struttura pubblica è a tempo parziale e caratterizzato dalla possibilità di svolgere attività professionale come libero professionista al di fuori della struttura pubblica (attività extramoenia), oppure un regime di libera professione intramurario, caratterizzato da un rapporto di esclusività, a tempo pieno, con il servizio sanitario nazionale e dalla possibilità di svolgere, al di fuori del monte ore di lavoro, attività quale libero professionista all interno della struttura sanitaria con delle tariffe prestabilite (attività intramoenia ordinaria ). Successivamente, stante la carenza di spazi nelle strutture pubbliche, è stata ammessa l attività intramoenia straordinaria, autorizzabile dal direttore generale presso spazi sostitutivi esterni (quali gli stessi studi privati dei medici richiedenti). La legge finanziaria per il 1997 ha ribadito la incompatibilità tra rapporto a tempo pieno con il servizio sanitario nazionale ed esercizio dell attività professionale al di fuori della struttura pubblica di appartenenza, prevedendo che.. l'opzione per l'esercizio della libera professione intramuraria da parte del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, da espletare dopo aver assolto il debito orario, è incompatibile con l'esercizio di attività libero professionale. L'attività libero professionale da parte dei soggetti che hanno optato per la libera professione extramuraria non può comunque essere svolta presso le strutture sanitarie pubbliche, diverse da quella di appartenenza ( art. 1, comma 5, l. 23 dicembre 1996 n.662). 1112 La legge finanziaria per il 1999, inoltre, ha demandato alla contrattazione collettiva la regolamentazione degli aspetti economici del rapporto dei sanitari che optavano per il regime extramurario (art. 72, comma 4, l. 23 dicembre 1998 n. 448), prevedendo, comunque, delle decurtazioni di retribuzione per i soggetti in regime extramurario..in attesa della disciplina contrattuale di cui al comma 4, a decorrere dal 1 luglio 1999, nei confronti dei dirigenti che hanno optato per l'esercizio della libera attività professionale extramuraria la retribuzione variabile di posizione è comunque ridotta del 50 per cento e non si dà luogo alla retribuzione di risultato. ( art. 72, comma 5, l. 23 dicembre 1998 n. 448). La stessa legge ha previsto degli incentivi economici per i dirigenti del ruolo sanitario che optassero per l'esercizio della libera professione intramuraria (art. 72, comma 6, l. 23 dicembre 1998 n. 448), e ribadiva, al contempo, per costoro, il divieto di effettuare..alcuna altra attività sanitaria resa a titolo non gratuito.. ; alla violazione degli obblighi connessi all'esclusività delle prestazioni, erano ricondotte ferree sanzioni quali, la risoluzione del rapporto di lavoro.., e..la restituzione dei benefici economici ricevuti, connessi al rapporto di esclusività (art. 72, comma 7, l. 23 dicembre 1998 n. 448). Con delibera del Direttore generale della AUSL n. 6 n. 397 del , avente ad oggetto adozione regolamento attività libero professionale intramoenia della dirigenza del ruolo sanitario, si prevedeva che tutti i dirigenti del ruolo sanitario, previa esplicita richiesta, potessero svolgere attività professionale intramoenia nelle strutture individuate dalla direzione generale, nei limiti e con le modalità 1213 previste nel regolamento medesimo. Con il d.lvo 19 giugno 1999, n. 229 il legislatore integrava quindi la Disciplina della dirigenza medica e delle professioni sanitarie contemplata dall art. 15 del d.lvo 30 dicembre 1992, n. 502 ed enunciava, all art.15 quinquies (del d.lvo 502/92, come integrato dal d.lvo 229/99) le Caratteristiche del rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti sanitari. Con circolare n dell 8 settembre 1999 del settore Affari del personale della AUSL n. 6, intervenuta per conformarsi alle novità introdotte dal d.lvo 229/99, si prevedeva un meccanismo di silenzioassenso, secondo il quale tutti i dirigenti in servizio alla data del si sarebbero considerati in regime di esclusività, a meno che non avessero esplicitato l opzione per il regime extramurario di non esclusività. Sulla base di tale articolato percorso normativo, i Giudici di prime cure hanno ritenuto che l autorizzazione all esercizio dell attività intramuraria richiesta e ottenuta, unitamente alla mancata esplicitazione, a seguito del d.lvo 229/99 e della citata circolare n dell 8 settembre 1999, dell opzione per il regime di non esclusività, ed all esercizio di attività professionale presso un luogo non autorizzato e in violazione del regolamento interno sull attività intramoenia, abbiano reso evidente che il rapporto di lavoro degli appellanti doveva qualificarsi come esclusivo (regime intramurario) e come tale è stato retribuito. Non può revocarsi in dubbio, come vorrebbero, invece, gli appellanti, che nel loro comportamento si sia concretizzata una grave e consapevole 1314 (dolosa) violazione degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro esclusivo che intercorreva con la AUSL n. 6, avendo essi, indebitamente, percepito il trattamento economico previsto per i dirigenti medici in rapporto di esclusività. Il seguire le pazienti sottoponendole a visite periodiche presso gli studi privati ed omettendo di fatturare con il bollettario aziendale la visita pur percependo i compensi, anche maggiori rispetto a quelli autorizzati, senza versare la quota di spettanza alla AUSL 6, non può ridursi ad una mera irregolarità contabile, come vorrebbe la difesa degli appellanti, ma integra la violazione dell obbligo di esclusività imposto dalla legge (cfr. Corte dei conti, Sez. Toscana, n. 279/2013). Si tratta di un comportamento ontologicamente incompatibile con quella dell intramoenia (anche allargata), che denota la volontà del soggetto di svolgere un attività libero professionale piena, in totale autonomia, pur percependo il trattamento economico più favorevole previsto per i sanitari legati da rapporto di esclusività con la AUSL, trattamento economico più favorevole dallo stesso legislatore ricondotto al rapporto di esclusività. La circostanza che i predetti abbiano, in effetti, ottenuto l autorizzazione allo svolgimento dell intramoenia allargata non altera i termini della questione, in quanto quell autorizzazione, per svolgere i propri effetti, presuppone che siano rispettati tutti i vincoli ed obblighi ad essa connessi, la cui violazione, anche di uno solo di essi e per un singolo caso, determina l interruzione della sinallagmaticità della prestazione e la violazione in radice del rapporto. 1415 Di conseguenza, correttamente i primi giudici hanno qualificato come danno erariale la differenza tra quanto percepito da LA ROCCA, GIALLOMBARDO e SERIO in rapporto di esclusività e quanto costoro avrebbero dovuto percepire in regime di non esclusività, l unico regime compatibile con l esercizio dell attività professionale extramuraria, dai medesimi illecitamente esercitata. Né appare sostenibile che gli appellanti non fossero pienamente coscienti di violare un preciso obbligo loro imposto dallo stato giuridico rivestito e dal rapporto di impiego con la P.A. Le dichiarazioni rese dai testi in sede penale e gli accertamenti ivi svolti depongono chiaramente nel senso di un vero e proprio sistema piegato all interesse personale del singolo medico che nell appartenenza alla struttura pubblica intravedeva solo l opportunità per un più agevole sviluppo delle propria attività privata, piuttosto che il rigoroso adempimento delle obbligazioni connesse a tale status. Tale danno, poi, risulta correttamente calcolato dall amministrazione danneggiata nella citata relazione trasmessa dalla AUSL n. 6 (prot /DG datato ), sommando per ciascun medico e ciascun anno l indennità di esclusività alla retribuzione di risultato (entrambe voci retributive dovute solo ai medici in rapporto di esclusività) e considerando che il termine finale del conteggio va fissato al dicembre di ogni anno nel quale sono stati svolti gli accertamenti (atteso che, in virtù delle disposizioni contrattuali vigenti, non è possibile modificare il rapporto lavorativo nel corso dell anno). I Giudici di prime cure, poi, per gli odierni appellanti, sulla base delle 1516 dichiarazioni rese a s.i.t. dalle loro pazienti e degli accertamenti della attività intramoenia non fatturata svolta fino al settembre 2003, hanno defalcato, in loro favore, la quota di danno contestato relativa al 2004, come pure dichiarato la prescrizione del danno verificatosi dal gennaio 2001 al luglio In tale contesto, però, appare fondata la domanda dell appellante LA ROCCA Giuseppe, relativamente alla determinazione del danno, che è stato correttamente determinato nella prima parte motiva della sentenza ( ,45), salvo, poi, ad essere erroneamente riportato in seguito e nel dispositivo in ,17. Appare evidente l errore materiale nel quale è incorso il primo Giudice, riconosciuto anche dalla Procura Generale che ha aderito alla richiesta di rimodulazione del condannatorio. Sul punto, pertanto, il gravame merita accoglimento. La presenza, infine, dell elemento doloso esclude, per tutti gli appellanti, per pacifica giurisprudenza di questa Corte, che possa farsi applicazione del potere riduttivo. La condanna alle spese segue la soccombenza. P. Q. M. La Corte dei conti - Sezione Giurisdizionale d appello per la Regione Siciliana, definitivamente pronunciando, previa riunione in rito, in parziale accoglimento dell appello proposto da LA ROCCA Giuseppe, ridetermina il danno a lui addebitabile in ,45, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali, nei termini di legge. Rigetta, per tutti, nel resto l appello e, per l effetto, conferma la 1617 sentenza impugnata. Condanna gli appellanti, in parti uguali tra loro, al pagamento in favore dello Stato delle spese del presente grado di giudizio che si liquidano in complessivi 1.343,14 (milletrecentoquarantatre/14). Ordina che, ai sensi dell art.24 del R.D. 12 agosto 1933, n.1038, copia della presente sentenza sia trasmessa dalla segreteria in forma esecutiva all ufficio del Pubblico Ministero, affinché quest ultimo ne curi l inoltro alle Amministrazioni interessate per l esecuzione in conformità a quanto disposto dal D.P.R. 24 giugno 1998, n.260. Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 22 ottobre L ESTENSORE F.TO (Pino Zingale) IL PRESIDENTE F.TO (Salvatore Cilia) Depositata in segreteria nei modi di legge Palermo, 11/11/2013 Il Direttore della Segreteria F.TO (Nicola Daidone) 17 Documenti analoghi
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References: sentenza 
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 sentenza 
 art. 1
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 art. 15
 art.15
 sentenza 
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 art.24
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 art. 186
 sentenza 
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 Sentenza 
 Cass. 

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 art. 1915
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