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Timestamp: 2020-02-22 07:58:47+00:00

Document:
PDL 3309
N. 3309
Il 27 marzo 1980 i radicali iniziarono a raccogliere le firme necessarie per indire un referendum abrogativo popolare per la smilitarizzazione del Corpo della guardia di finanza. La campagna ebbe successo, con oltre settecentocinquantamila firme raccolte, autenticate e certificate, rispetto alle cinquecentomila necessarie, ma la Corte costituzionale, con la sentenza 13 febbraio 1981, n. 29, di
chiarò il quesito inammissibile, motivando la sua decisione in base all'inosservanza dei princìpi - non previsti dall'articolo 75 Costituzione, ma elaborati dalla giurisprudenza della stessa Corte contro la Costituzione, riservandosi con ciò uno spazio abnorme di discrezionalità - dell'univocità, coerenza, chiarezza e semplicità del quesito.
Il Corpo della guardia di finanza trae le sue attuali natura e strutturazione dalla legge 23 aprile 1959, n. 189, la quale, nel suo primo articolo, recita che il Corpo della guardia di finanza «dipende
direttamente e a tutti gli effetti dal Ministro per le finanze.
La militarizzazione del Corpo, avvenuta nel 1907 solo perché la Corte sabauda necessitava di un forte incremento del potenziale delle Forze armate in vista dell'ormai prossima espansione coloniale - la bandiera di combattimento fu assegnata nel 1911, all'inizio della campagna di Libia - fu confermata e resa definitiva dal regime fascista, e la citata legge n. 189 del 1959 non ha modificato questo assetto: le leggi fasciste furono utilizzate dalla classe dirigente della neonata Repubblica, senza una vera, necessaria, effettiva soluzione di continuità, ai fini del mantenimento del proprio potere sostanziale. È evidente la contraddizione di una Forza armata che non dipende dal Ministero della difesa, ma da quello dell'economia e delle finanze: costituzionalmente i compiti di polizia o qualsiasi altro compito di natura non difensiva del territorio devono rientrare nelle competenze civili e in questo senso sono andate le riforme della Polizia di Stato, della polizia municipale e del Corpo della polizia penitenziaria. L'Italia rimane invece l'unico Paese membro dell'Unione europea nel quale un Corpo di verificatori fiscali è stato inserito tra le Forze destinate all'addestramento alla guerra, sia pure a scopi non offensivi. Al vertice di questo Corpo di fiscalisti in divisa viene posto per legge un generale proveniente dall'Esercito, il quale - come è logico aspettarsi - il più delle volte non ha alcuna competenza specifica in materie giuridiche ed economiche. Lo status militare delle Fiamme gialle impedisce inoltre a questi lavoratori italiani in divisa di esercitare i diritti sindacali costituzionalmente riconosciuti, essendo state interpretate le limitazioni previste per i militari così restrittivamente da tradursi in una vera e propria negazione di diritti.
La smilitarizzazione del Corpo della guardia di finanza è il passo essenziale da compiere se si vuole abbassare la barriera di segretezza che separa l'operato del Corpo dalla coscienza di tutti i cittadini. La segretezza, se da un lato può rappresentare una forma di tutela dei cittadini e rispondere a comprensibili esigenze d'ufficio, da un altro lato è, invece, uno strumento multiuso nelle mani di taluni settori dell'amministrazione, con il rischio che questi si trasformino in veri e propri poteri occulti. Gli innumerevoli scandali che si ripetono da anni e anni rivelano le vere ragioni che stanno alla base della difesa ad oltranza dello status militare ad opera di larga parte dei vertici del Corpo: esso rappresenta la vera fonte del loro potere e la sopravvivenza dei loro privilegi personali, per la conservazione dei quali è necessario che il Corpo della guardia di finanza rimanga chiuso in se stesso e sia impermeabile a qualsiasi contatto con la realtà esterna. È proprio la mancanza di trasparenza all'interno della struttura militare ad aver favorito lo sviluppo di gravi deviazioni, destabilizzanti il Corpo della guardia di finanza e le stesse istituzioni dello Stato, come la cronaca continuamente ci conferma.
La riforma punta anche a dare al Corpo della guardia di finanza, attraverso il riassetto delle strutture territoriali e dell'organigramma, una maggiore efficienza e funzionalità. Infatti l'attuale organizzazione del Corpo della guardia di finanza vede una grande proliferazione di comandi e di incarichi.
Capo I AMMINISTRAZIONE DELLA POLIZIA TRIBUTARIA E COORDINAMENTO CON LE FORZE DI POLIZIA
Art. 1. (Istituzione del Corpo della polizia tributaria).
Art. 4. (Impiego per l'ordine e la sicurezza pubblica).
1. Per i compiti di cui al comma 4 dell'articolo 1 il Corpo della polizia tributaria concorre con contingenti mobili istituiti presso i nuclei provinciali di cui all'articolo 17.
2. Le aliquote di personale da assegnare ai contingenti di cui al comma 1 sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e
con il Ministro dell'interno, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 6. (Ufficiali ed agenti della polizia tributaria).
Art. 7. (Ufficiali ed agenti della polizia giudiziaria).
1. Sono ufficiali di polizia giudiziaria i dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti e gli appartenenti al Corpo della polizia tributaria ai quali l'ordinamento
dello stesso Corpo riconosce tale qualità.
Capo II ORDINAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA POLIZIA TRIBUTARIA
Art. 8. (Dipartimento della polizia tributaria).
8. Il Corpo della polizia tributaria ha un proprio consiglio di amministrazione presieduto dal Ministro dell'economia e delle finanze o, per delega, da un Sottosegretario di Stato, composto dal direttore generale del dipartimento della polizia
tributaria, dal vice direttore generale, da quattro dirigenti generali del Corpo con maggiore anzianità di nomina nella qualifica più elevata, nonché dai rappresentanti dei ruoli del personale nominati secondo criteri analoghi a quelli previsti per la Polizia di Stato.
4. Qualora l'incarico di cui al comma 3 sia conferito ad un pubblico dipendente, è necessario il preventivo nulla osta da parte dell'amministrazione di appartenenza.
g) reparti mobili, istituiti alle dipendenze dei nuclei provinciali, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno;
2. Il CED provvede alla raccolta, elaborazione, classificazione e conservazione in archivi magnetici delle informazioni e dei dati nonché alla loro comunicazione ai soggetti autorizzati, indicati all'articolo 13, secondo i criteri e le norme tecniche fissati da una commissione presieduta dal dirigente preposto all'ufficio di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 9, costituita con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
1. In ogni capoluogo di regione è istituita una divisione regionale con compiti di coordinamento e di direzione dei nuclei provinciali, dei nuclei subprovinciali e delle direzioni regionali dei servizi tecnico-logistico-amministrativi di cui agli articoli 15 e seguenti.
1. Al nucleo speciale di polizia valutaria del Corpo della polizia tributaria di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 11, si applicano le disposizioni normative e regolamentari vigenti in materia, purché non in contrasto con i princìpi generali contenuti nella presente legge.
2. Al nucleo di cui al comma 1 è preposto un dirigente con grado non inferiore a quello di primo dirigente, alle cui dipendenze operano funzionari con il grado non inferiore a commissario di terza qualifica, di cui all'articolo 23, comma 1, lettera a), che hanno il compito di dirigere e di organizzare quanto attiene al servizio d'istituto.
3. Presso ogni nucleo provinciale è istituito un servizio tecnico-logistico-amministrativo per fare fronte ai compiti di cui al comma 1 nell'ambito territoriale di competenza. Il servizio dipende dalla direzione
regionale di cui all'articolo 15 competente per territorio.
4. Al servizio di cui al comma 3 è preposto un funzionario con grado non inferiore a commissario di terza qualifica di cui all'articolo 23, comma 1, lettera a).
1. Per esigenze particolari, legate alla conformazione socio-economica del territorio, sono istituiti nuclei subprovinciali di polizia tributaria alle dipendenze dei nuclei provinciali. L'organizzazione e le dotazioni di personale e di mezzi dei nuclei subprovinciali sono stabiliti con il regolamento di cui all'articolo 21.
3. Nel caso in cui particolari esigenze lo richiedano, è istituita una sezione tecnico-logistico amministrativa subprovinciale, diretta da un funzionario con qualifica non inferiore al grado di ispettore.
2. Le sezioni operative di cui al comma 1 sono dirette da funzionari con grado non inferiore a commissario di prima qualifica di cui all'articolo 23, comma 1, lettera a).
2. I reparti mobili, oltre ad assolvere servizi di sicurezza e di sorveglianza presso ogni sede della polizia tributaria, possono essere chiamati a concorrere in operazioni di ordine e sicurezza pubblica ai sensi degli articoli 2 e 16 della legge 1 aprile 1981, n. 121.
4. I reparti mobili sono diretti da funzionari con grado non inferiore a commissario di prima qualifica di cui all'articolo 23, comma 1, lettera a); il personale dipendente proviene da sezioni speciali di allievi-agenti ausiliari, istituite in seno ad ogni istituto di istruzione per allievi-agenti ove è ammesso personale di leva.
2. Per lo svolgimento dei propri compiti il Corpo della polizia tributaria dispone di un servizio navale e di un servizio aereo organizzato secondo le disposizioni contenute nel regolamento di cui al comma 1.
Art. 22. (Regolamento di servizi).
3. Nel periodo intercorrente fra la data di entrata in vigore della presente legge e quella di entrata in vigore del regolamento di servizio di cui al comma 1, si applicano, per quanto non previsto dalla medesima legge e purché non in contrasto con le disposizioni contenute nella legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, le disposizioni vigenti in materia.
ORDINAMENTO DEL PERSONALE DELLA POLIZIA TRIBUTARIA
Art. 23. (Delega al Governo).
4) ruolo dei commissari: commissario di prima qualifica, commissario di seconda qualifica, commissario di terza qualifica e commissario di quarta qualifica;
3) al personale appartenente al ruolo degli ispettori sono attribuite specifiche funzioni inerenti all'attività istituzionale di cui al comma 2 dell'articolo 3, con particolare riguardo all'attività investigativa; tale personale svolge inoltre funzioni di polizia giudiziaria, con particolare riguardo all'attività investigativa; sono altresì ad esso attribuite funzioni di direzione,
di indirizzo e di coordinamento di unità operative e la responsabilità per le direttive e le istruzioni impartite nelle predette attività e per i risultati conseguiti. In caso di temporanea assenza o di impedimento, gli ispettori possono sostituire il titolare nella direzione di uffici e nel comando di reparti; essi svolgono, in relazione alla professionalità posseduta, compiti di formazione e di istruzione del personale del Corpo della polizia tributaria; gli ispettori superiori, in particolare, oltre a quanto previsto dal presente numero, sono preposti, di norma, al comando di sezioni o di unità operative o di addestramento ed espletano mansioni la cui esecuzione richiede continuità di impiego per elevata specializzazione e capacità di utilizzazione di strumentazioni tecnologiche;
4) al personale appartenente al ruolo dei commissari sono attribuiti le specifiche funzioni indicate al numero 3), nonché la direzione di uffici e il comando di reparti, implicanti un responsabile apporto professionale e la valutazione di opportunità nell'ambito di direttive ricevute;
5) al personale appartenente al ruolo dei dirigenti sono attribuite, oltre alle funzioni previste per i dirigenti della Polizia di Stato ai sensi della legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, le funzioni dei dirigenti civili dello Stato, nonché le funzioni la cui previsione si renda eventualmente necessaria nel contesto del nuovo ordinamento della polizia tributaria. Ai dirigenti superiori e ai dirigenti generali non sono attribuite le qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria;
d) suddivisione del personale che svolge attività tecnico-logistico-amministrative anche di carattere esecutivo, in ruoli da determinare in relazione alle
funzioni attribuite e ai contenuti di professionalità richiesti;
e) gli inquadramenti nei ruoli di cui alla tabella A allegata alla presente legge devono essere effettuati sulla base dell'anzianità di servizio maturata dal momento d'iscrizione al rispettivo ruolo di appartenenza secondo i seguenti criteri:
7) il personale del disciolto Corpo della guardia di finanza cui è riconosciuta
l'appartenenza al ruolo dirigenziale, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, è inquadrato nel ruolo dei dirigenti con la medesima anzianità di servizio e di grado rivestito, secondo le disposizioni previste per il personale della Polizia di Stato di pari livello, grado e qualifica;
1) nel limite del 70 per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ciascun anno, mediante superamento di un corso di aggiornamento e di formazione professionali,
della durata di sei mesi, al quale sono ammessi a partecipare, a domanda e in relazione all'anzianità posseduta, gli assistenti con almeno un anno di anzianità nel grado, distintamente per contingenti;
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati, ai sensi dell'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il parere delle competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica con le procedure di cui al comma 4 del medesimo articolo 14 della legge n. 400 del 1988.
d) al personale direttivo del Corpo della polizia tributaria è attribuito lo stesso trattamento economico spettante al personale direttivo delle corrispondenti qualifiche della Polizia di Stato ai sensi della legge 1o aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, e alle altre disposizioni vigenti in materia;
3. Le delegazioni previste dall'articolo 95 della legge 1o aprile 1981, n. 121, sono integrate dal Ministro dell'economia e delle finanze e dal Sottosegretario di Stato, da questi designato, dal direttore generale del dipartimento della polizia tributaria e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale del personale del medesimo Corpo.
Capo IV NORME DI COMPORTAMENTO POLITICO. RAPPRESENTANZE E DIRITTI SINDACALI
Art. 27. (Norme di comportamento politico. Rappresentanze e diritti sindacali).
4. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sulla base di accordi stipulati tra una delegazione composta dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, che la presiede, e dal Ministro dell'economia e
delle finanze o dai Sottosegretari di Stato da essi delegati, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale del personale del Corpo della polizia tributaria, sono disciplinate le seguenti materie:
e) i criteri generali per la formazione e l'aggiornamento professionali;
5. Nell'ambito e nei limiti fissati dalla disciplina emanata a seguito degli accordi di cui al comma 4 sono adottati accordi decentrati stipulati tra una delegazione presieduta dal Ministro dell'economia e delle finanze, o da un Sottosegretario di Stato da questi delegato, e composta dal direttore generale del dipartimento della polizia tributaria, o da un suo delegato, da rappresentanti dei titolari degli uffici centrali e periferici di cui all'articolo 11, nonché da una delegazione composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale del personale del medesimo Corpo.
7. Per quanto non espressamente stabilito dalla presente legge si applica il testo
unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni.
CAPO V AMMISSIONE, ISTRUZIONE E FORMAZIONE DEL PERSONALE
Art. 28. (Nomina ad agente).
4. Alla struttura e all'organizzazione degli istituti e delle scuole di cui al comma 2 si provvede con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Sulla base delle direttive impartite dal direttore generale del dipartimento della polizia tributaria, la programmazione e il coordinamento delle attività di formazione e di aggiornamento dell'istituto per ispettori e sovrintendenti e della scuola per allievi-agenti di polizia tributaria sono affidati ad una commissione paritetica, istituita con provvedimento della stesso direttore generale del dipartimento, composta da rappresentanti dell'amministrazione della polizia tributaria e da rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale del personale del Corpo della polizia tributaria.
Art. 32. (Fondo di assistenza per i finanzieri).
1. Il Fondo di assistenza per i finanzieri, istituito dalla legge 20 ottobre 1960, n. 1265, e successive modificazioni, muta la propria denominazione in fondo di assistenza.
3. Entro il medesimo termine di cui al comma 2, il Governo provvede, con apposito provvedimento, ad apportare le modifiche necessarie alla legislazione vigente conseguenti alla nuova denominazione disposta ai sensi del comma 1.

References: sentenza 

Art. 1

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 22

Art. 23
 articolo 14

Art. 27

Art. 28

Art. 32