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Timestamp: 2019-05-22 13:03:55+00:00

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trevius – Isola di Mon
Marzo 16, 2018trevius
A oriente della piazza principale di Minur, sorge l’imponente palazzo della Federazione Umana del Commercio.
Come recita lo Statuto del Clan, la Federazione “accetta come membri solo individui di razza umana, senza esclusioni di età o sesso, ma non sono ammessi coloro che hanno ricevuto condanne per omicidio e i seguaci di divinità considerate malvagie”.
Non sono inoltre ammessi individui di razze semi-umane (come mezz’elfi o mezz’orchi), umanoidi o simili a quella umana (mezz’uomini).
Lo scopo della Federazione è ”la pace, la prosperità e l’armonia tra le razze. Il ruolo fondamentale per ottenere questo risultato, è affidato alla diplomazia e all’arte del commercio” (articolo 1 dello Statuto).
Risulta quindi subito chiaro l’aspetto unico e peculiare del Clan: non semplicemente una aggregazione di persone accomunate dalla stessa razza, ma anche da un grande scopo comune: la pace, nel suo senso più ampio.
LE CARICHE DELLA GERARCHIA ATTUALE
LA STRUTTURA DELLA FEDERAZIONE
LA SEDE DI MINUR
Le sue radici affondano nel passato quando, a Beltalas, tre potenti famiglie aristocratiche si dividevano e contendevano il controllo della città e delle sue ricchezze.
Beltalas era allora una città portuale ricca e prosperosa, centro commerciale con il lontano Continente.
Le tre casate si chiamavano Leonforti, il cui blasone era costituito da un leone “stante” giallo su campo verde, Altifalchi, che avevano un falco rampante rosso su campo oro e infine Spadafera, rappresentati da due lame bianche incrociate su campo azzurro.
C’era un equilibrio, seppur teso e dinamico, tra le tre famiglie, che permetteva alla città di prosperare.
Tutto finì nel 1200 dfM, quando i corsari del nord, i feroci e sanguinari Berking, decisero di attaccare in massa la città.
Fino ad allora le loro navi avevano singolarmente ingaggiato i mercantili e le navi da battaglia di Beltalas, ma ora si erano mossi grazie da un’unica forza ed un’unica guida.
La città era impreparata ad una simile guerra e gli attriti tra le tre famiglie contribuirono notevolmente alla sua capitolazione.
Pochi profughi sfuggirono al massacro dirigendosi verso sud guidati da altrettanti pochi superstiti di due casati, quello dei Leonforti e quello degli Altifalchi.
La fuga terminò sulle placide acque del lago Teriador; qui, i sopravvissuti, memori degli errori che avevano condotto alla rovina la loro città, decisero di fondare un unico clan.
Naque quella che è conosciuta ora come Federazione Umana del Commercio, avente come simbolo un leone alato rosso rampante su campo metà oro e metà verde, summa dei due animali, simbolleggiante l’unione indissolubile tra quelle che ora erano diventate due borgate.
Della casata degli Spadafera si è persa ogni traccia, con la caduta di Beltalas, fino ad oggi.
Una Federazione pronta a sfruttare le vie di comunicazioni terrestre e marittima per commerciare, a mediare a livello politico, grazie al suo potere economico, tra i diversi clan, a lottare contro i pregiudizi esistenti tra le varie razze al fine di favorire una pacifica convivenza e un fertile scambio commerciale.
Nostro principale obiettivo è la pace, in quanto solo con la pace l’economia può prosperare.
La guerra viene ritenuta necessaria solo come estrema soluzione per la difesa dei nostri diritti e di quelli degli altri clan.
Cariche della gerarchia Attuale
E’ la carica più alta del Consiglio, eletta in modo collegiale dai membri delle Borgate.
E’ a Capo della Federazione Umana del Commercio, responsabile presso il Patriarca e le altre cariche di Minur delle scelte e delle azioni del Clan. Ha il compito di tenere sotto controllo tutte le attività del Clan, da quelle puramente commerciali fino all’esercito. Per questo motivo, risulta di fondamentale importanza avere spiccate doti comunicative, organizzative e una conoscenza approfondita di tutte le leggi commerciali in vigore tra le mura cittadine. Viene eletto solitamente con cadenza semestrale, in rari casi di emergenza la carica può durare anche un anno interno prima di essere rieletta formalmente.
L’Ambasciatore è il responsabile dei rapporti con gli altri Clan e Gilde di Minur ed, eventualmente, con il Patriarcato. Ha il compito di restare in comunicazione con gli ambasciatori delle altre razze, di promuovere le attività del proprio Clan e gettare le basi per nuovi accordi. Segue la volontà del Doge ed è principalmente con lui e con il Mastro che si confronta e si tiene aggiornato. Per il ruolo che ricopre deve avere spiccate doti comunicative e diplomatiche, oltre che una conoscenza approfondita delle dinamiche sociali legate alle altre razze presenti in città.
Il Mastro è il responsabile di tutte le attività commerciali della Federazione e viene scelto direttamente dal Doge. Si preoccupa di tenere in ordine la merce nel magazzino interno al palazzo del Clan, di rendicontare i movimenti commerciali di tutti i mercanti e di mantenere vivi i rapporti commerciali con gli altri mercanti presenti non solo tra le mura cittadine ma dell’intera regione del Teriador.
Ha il compito di segnalare al Doge (o al Consiglio delle Borgate) eventuali mercanti particolarmente dotati ed avanzare una loro candidatura a cariche gerarchicamente superiori. Segue la volontà del Doge ed è principalmente con lui, con l’ambasciatore e con il tesoriere che si confronta e si tiene aggiornato sulle dinamiche cittadine ed economiche. Ha spiccate doti organizzative e strategiche unite ad un’approfondita conoscenza dei mercati razziali.
E’ il responsabile dei rapporti con gli altri maghi sia della città di Minur che dell’intera regione del Teriador e consigliere per tutti gli aspetti legati alle arti arcane, magiche e sovrannaturali. Viene nominato direttamente dal Doge e si occupa principalmente di riferire a quest’ultimo tutto ciò che di misterioso o occulto avviene in città. Tra le sue principali caratteristiche c’è sicuramente una conoscenza approfondita delle arti arcane, ma soprattutto una forte consapevolezza nel loro utilizzo, dovuto ai tanti anni di studio e dedizione.
E’ il coordinatore delle attività culturali e artistiche della città di Minur e viene nominato direttamente dal Doge. Ha il compito di organizzare eventi legati alla musica e al ballo, cerimonie o eventi di qualunque genere sia interni al Clan che in collaborazione con gli enti presenti in città (come ad esempio il teatro). Lavora a stretto contatto anche con il tesoriere, a cui rendiconta le possibile spese e/o guadagni legati alla sua attività.
Di mente aperta e larghe vedute, il Mecenate ha una solida preparazione culturale nei più svariati campi: dall’arte alla letteratura passando per i giochi. E’ sicuramente una figura asettica rispetto alle altre cariche della scala gerarchica della Federazione del Commercio, ma non per questo meno importante.
E’ il responsabile dei fondi del Clan, che amministra su ordine del Consiglio. Viene nominato direttamente dal Doge, a cui consegna periodicamente dei rapporti sullo stato attuale dei fondi a disposizione della Federazione Umana del commercio. Tra le sue mansioni, inoltre, rientra segnalare la presenza di eventuali anomalie del budget, di gestire le paghe degli altri confederati, tra cui coloro che fanno parte del Corpo delle Guardie e di confrontarsi con il Mastro, responsabile di tutte le attività commerciali. Ha uno spiccato senso del dovere unito ad una vera e propria attitudine verso le faccende burocratiche. Nel caso in cui avvenissero dei furti o improvvisi smarrimenti di fondi sarà il primo a pagarne le conseguenze.
Viene considerato tale il membro che del Clan che abbia maturato <u>almeno</u> un mese di partecipazione attiva alle dinamiche sociali. Anche se è la figura con meno responsabilità nella scala gerarchica del Clan, questo non vuol dire che sia meno importante, anzi, vedendola sotto la giusta prospettiva è il vero motore che alimenta tutte le attività commerciali del Clan. La sua nomina è legata all’approvazione del Mastro, o in sua assenza dal Doge, che gestisce e coordina tutti coloro che ricoprono questo ruolo. A seconda della sua esperienza sul campo potrà svolgere la propria attività di vendita/acquisto di merce in totale autonomia o affiancando un altro mercante più esperto. Tra le sue mansioni obbligatorie rientra avvisare il Mastro, tramite un rapporto completo (via missiva, verbale o con un messaggio nella bacheca interna al magazzino) di ogni ordine (inteso come richiesta di merce da parte di un cittadino) sia in entrata che in uscita.
“La Federazione è una oligarchia di ispirazione democratica. Alla base del Clan vi sono i propri membri, suddivisi in Borgate” (articolo 2 dello Statuto). Appare quindi chiara l’importanza delle Borgate, all’interno della Federazione. Le Borgate attuali, che prendono il nome dalle famiglie fondatrici, sono due: Leonforti e Altifalchi. Ciascuna Borgata può avere delle leggi interne, ma devono ovviamente essere subordinate a quelle del Clan.
L’organo principale che regola e controlla la Federazione Umana è il Consiglio delle Borgate, che detiene il potere legislativo, esecutivo e giudiziario dell’intero Clan.
Ciascuna Borgata elegge il proprio capo, che prende il titolo di Anaco, e che entra a far parte del Consiglio delle Borgate, con diritto di voto. Ciascun Anaco è responsabile delle scelte e dell’andamento della propria Borgata.
Il Doge è eletto invece in modo collegiale da tutti i membri del Clan. E’ lui il Capo della Federazione Umana del Commercio, ed è responsabile presso il Patriarca e le altre cariche di Minur delle scelte e delle azioni del Clan.
La borgata degli Altifalchi
Un falco coraggioso si erge illuminato da un’alba dorata, pronto ad affrontare con determinazione e coraggio le insidie del mondo.
Forse era questo lo spirito che aveva spinto quel piccolo gruppo di borghesi che, riuniti in delle stanze di un casale nella campagna di Beltalas, avevano deciso di organizzarsi come gilda del commercio.
Ci sono documenti sopravvissuti all’esodo che ricordano con fervore le prime vittorie sul campo del commercio contro i sempre insidiosi Spadafera o delle scaramucce e delle brevi alleanze con i focosi ma poco astuti Leonforti.
Si narra che una sera, durante una cena ufficiale per sancire un progetto con questa famiglia che consisteva in un lungo viaggio per acquistare delle spezie e delle pelli a oriente, l’anaco degli Altifalchi, un certo Petrus, riuscì a guadagnare, giocando a carte, il cavallo tanto amato dall’anaco dei Leonforti.
L’evento passò alla storia per l’inimicizia che creò tra i due, culminata il giorno in cui i corsari del nord, i feroci e sanguinari Berking, decisero di attaccare in massa la città.
Se gli Altifalchi e i Leonforti fossero stati più uniti, sarebbero riusciti a organizzare una difesa probabilmente sufficiente a salvare la città.
Cosa dire degli Altifalchi attuali?
Ben poco o niente rimane dell’epoca passata, con le sue vittorie e le sue sconfitte.
Una nuova alba dorata ha battezzato questi commercianti che, ora nella città di Minur e all’interno della Federazione, stanno rendendo onore al passato superando le inimicizie per il bene comune: il guadagno.
Un guadagno ottenuto anche grazie alla loro innata determinazione.
La borgata dei Leonforti
Tra le borgate di maggior potere nella vecchia città portuale di Beltalas il suo blasone è costituito da un leone “stante” giallo su campo verde. Dopo l’attacco dei corsari Berking, che terminò in un bagno di sangue e la città data alle fiamme, Belgarian, figlio di una prestigiosa dignitaria uccisa nell’attacco, ed un pugno di fidati compagni scappò verso l’interno dell’isola, e la sua fuga ebbe termine nella città di Minur; qui lui, i suoi compagni ed i sopravvissuti della Borgata degli Altifalchi, consci che fu la poca unione tra le diverse fazioni di mercanti ad aver condotto alla rovina la loro città, decisero di fondare un unico clan, un clan aperto a tutti gli umani desiderosi di unirsi sotto lo stesso tetto protettivo.
Nacque così la Federazione.
Alla rinata borgata dei Leonforti, Belgarian e compagni tentarono di dare un’impronta politica ben precisa, ovvero mirata alla intermediazione tra tutte le razze al fine di garantire il più possibile la pace nella loro nuova patria. Un clan privo di odi razziali e disposto al dialogo con tutti.
Comunque ambiziosa e alla ricerca di nuove vie commerciali, anche al di fuori dell’isola.
La loro merce è di vario tipo, ma ponendo particolare attenzione ai preziosi (metalli e tessuti).
Amanti del bello, si propongono come maggiori promotori di attività culturali e artistiche.
La borgata degli Spadafera
E’ una delle antiche Borgate di Beltalas, ma sembra che nessuno Spadafera sia sopravvissuto al saccheggio della città costiera, e attualmente questa Borgata non esiste più.
I mercanti della Federazione gestiscono la compravendita delle merci, sia con i cittadini che direttamente con gli altri Clan e Gilde di Minur e lavorano per lo sviluppo del commercio (e, più in generale, per il benessere della propria Borgata e del Clan). Possono essere coordinati da un Mastro, che è il responsabile del commercio, incaricato direttamente dal Doge.
La Federazione è l’unico Clan di Minur ad avere rapporti commerciali frequenti con le altre città dell’isola (in particolare, Anuril e Portoga).
Giungendo nel vicolo della mercanzia, ci si trova davanti un imponente costruzione. Un palazzo di pietra grigia alto una quindicina di metri e dalle pareti che raggiungono uno spessore di due metri. L’entrata del palazzo è costituita da un arco di pietra al centro della facciata.
Per arrivare al livello dell’ingresso si devono salire tre gradini e, superato l’arco di pietra, ci si viene a trovare in una sorta di vestibolo ricavato, in parte, nell’intercapedine delle mura per una profondità, di circa 4 metri per i 4 metri d’ampiezza dell’arco stesso.
Questo locale è adibito a posto di guardia e vi si trovano sempre due guardie (queste si alternano, durante l’intero arco delle ventiquattrore, per un totale di otto guardie suddivise in quattro turni di sei ore).
Sempre in questo locale trova posto la bacheca, una grossa asse di legno alla quale i confederati affiggono messaggi e comunicazioni varie. L’ingresso vero e proprio è delimitato da una grande porta a due battenti, di legno massiccio finemente intarsiato che, durante il giorno, rimane aperta, anche d’inverno.
Una volta oltrepassata questa porta si accede ad un grande salone.
Un’ampia vetrata a sinistra della porta d’ingresso (guardando in direzione nord), e altre due sulla parete opposta, forniscono tutta la luce necessaria durante il giorno. All’imbrunire, la luce è ottenuta per mezzo delle oltre cento candele del grosso lampadario di cristallo che troneggia nel bel mezzo del soffitto. Tale soffitto si trova ad un’altezza di quattro metri, e la magnificenza degli stucchi che ne incorniciano la volta è attenuata da alcune piccole macchie di umidità.
Al centro della parete ovest si trova un caminetto con la cappa rivestita di legno sulla quale trovano posto trofei di caccia conquistati dai primi confederati. Il fuoco nel caminetto, che diffonde il suo piacevole calore per tutto il salone, è tenuto perennemente acceso durante l’inverno e, a volte, fino a primavera inoltrata date le condizioni meteorologiche dell’isola che sono particolarmente rigide. Al lato sinistro del caminetto si apre una porta che permette l’accesso agli altri locali dell’edificio.
La parete est è, invece, quasi interamente occupata da una maestosa scalinata di marmo che, salendo per alcuni gradini verso est, piega poi a nord portando al piano superiore. Nella parete rimane appena lo spazio, a destra della scalinata, in cui trova posto una porticina che collega il salone con il cortile interno. Il dislivello è colmato da tre stretti gradini. Per il resto, le pareti sono ornate da arazzi decisamente ben fatti, con scene bucoliche e di vita quotidiana.
Questo salone è il centro delle attività della Federazione. Qui si tengono le riunioni alle quali partecipano tutti i confederati. Qui vengono accolti gli ospiti e i molti salottini lungo le pareti e vicino al caminetto, sono degli angoli confortevoli dove conversare e dove assaggiare vini e liquori, che fanno bella mostra di sé su un piccolo tavolino. In questo locale vengono svolti anche gli uffici delle varie cariche del clan. A tale scopo trovano posto, nella parte centrale del salone, i tavoli da lavoro del Doge, del Conestabile e degli Anachi.
La porta alla sinistra del caminetto conduce ad un lungo corridoio, che segue un percorso a “C”, sul quale si affacciano le cucine, una sala da pranzo arredata sobriamente dove i confederati consumano i loro pasti, una sala da pranzo solo poco più spartana destinata al personale, quattro camere da letto per eventuali ospiti e, per ultimo, un locale adibito a lavanderia dove si danno da fare le donne che tengono in ordine e pulito l’intero palazzo. In fondo al corridoio si trova un’altra porta che sfocia nel cortile. Alla base di questa porta si trovano tre gradini che portano al livello del terreno.
Nel cortile, addossati alla parete sud, vi sono i quartieri delle guardie mentre sulla parete est vi sono le stalle.
All’interno della cucina, sul lato nord a sinistra di un caminetto che sfrutta la stessa canna fumaria di quello presente nel salone, si trova una porta che si apre su una scala in muratura che scende al livello inferiore diramandosi in due direzioni, est ed ovest.
Al primo piano, si trovano gli alloggi delle massime cariche della Federazione.
La porzione adibita ad appartamenti, nel suo complesso, assume, come per il piano sotterraneo, la forma di una “L” capovolta. Le due ali prendono nome dalle due borgate fondatrici della Federazione stessa e dal fatto che, qui, gli Anachi di tali borgate hanno i loro appartamenti.
L’ala nord è detta dei Leonforti mentre quella ovest è detta degli Altifalchi. Al punto d’incontro delle due ali, nell’angolo nord-ovest, vi sono gli appartamenti del Doge. Partendo dagli appartamenti del Doge e andando verso est si incontrano gli appartamenti dell’Anaco dei Leonforti, quelli del Conestabile, la sala del consiglio.
Sempre partendo dagli appartamenti del Doge e andando verso sud si incontrano gli appartamenti dell’Anaco degli Altifalchi, del Mago e due sale per eventuali ospiti di riguardo.
Piano inferiore (magazzino)
Ai piedi dei due rami della scala si trovano due porte. Quella ad est si apre sui magazzini della Federazione. Quella ad ovest porta alle cantine. L’insieme dei magazzini e delle cantine formano una “L” capovolta.
I magazzini occupano uno spazio pari a quello del salone che si trova esattamente sopra. Qui vengono stoccate le merci dei traffici commerciali. In alto si aprono, a distanza regolare nelle pareti, delle bocche di lupo che danno una certa luce ma che devono essere aiutate da un certo numero di lampade ad olio fissate sui pilastri di sostegno.
Le cantine coprono uno spazio pari a quello occupato dai locali soprastanti: cucine, sale da pranzo, lavanderia e camere degli ospiti. I locali, freschi ed asciutti, sono ingombri di botti e tini di ogni dimensione. Lungo le pareti gli scaffali sono pieni di bottiglie impolverate dal tempo. vengono conservati ad invecchiare vini e liquori tra i più pregiati dell’isola. Anche qui, ad assicurare la luce, vi sono bocche di lupo e lampade ad olio.
Articolo 1 – Gli intenti
La Federazione Umana del Commercio è un Clan del Patriarcato di Minur, e ha come scopo principale la pace, la prosperità e l’armonia tra le razze e gli abitanti della città di Minur. Il ruolo fondamentale per ottenere questo risultato, è affidato alle arti della diplomazia e del commercio.
Corollario 1.1: la Federazione si propone verso le altre razze come componente in grado di avvicinare culture e tradizioni diverse. Non nega a nessuna razza di parlamentare, tranne a quelle storicamente nemiche degli umani, come i pelleverde.
Corollario 1.2: la Federazione ha tra i propri obiettivi anche la valorizzazione dei propri membri, e quindi della cultura e dell’arte umana in tutti i suoi aspetti.
Articolo 2 – La struttura del Clan
La Federazione Umana è una oligarchia, e alla base del Clan vi sono i propri membri, suddivisi in Borgate. Le Borgate riuniscono i membri del Clan in base al lavoro, agli interessi e alle preferenze dei singoli membri.
Corollario 2.1: le Borgate attuali, che prendono il nome dalle famiglie fondatrici, sono due: Leonforti e Altifalchi. Ciascuna borgata può avere un suo statuto o delle leggi interne, ma ciascuna norma deve essere subordinata al presente Statuto, e a quello del Corpo di Guardia.
Corollario 2.2: eventuali proposte per la creazione di nuove Borgate dovranno essere presentate per iscritto da almeno quattro membri (che faranno parte della nuova Borgata, se approvata), e votate con il metodo di approvazione di un Articolo dello Statuto. Se approvata, la Borgata dovrà al più presto procedere all’elezione del nuovo Anaco
Corollario 2.3: se una Borgata dovesse scendere sotto la soglia minima dei tre membri, il Consiglio può decidere la sospensione temporanea di quella Borgata, con un voto unanime, e comunque per un periodo non superiore ai tre mesi. Durante tale periodo, i membri della Borgata sospesa posso unirsi temporaneamente ad altre Borgate, oppure rimanere indipendenti. Al termine della sospensione, il Consiglio deve prendere una decisione, in mancanza della quale la Borgata va considerata ripristinata. Una Borgata ripristinata deve al più presto procedere all’elezione del nuovo Anaco.
Articolo 3 – Il Consiglio delle Borgate
L’organo principale che regola e controlla la Federazione Umana è il Consiglio delle Borgate, che detiene, insieme al Doge, il potere all’intero Clan.
Ciascuna Borgata elegge, in modo diretto e tra tutti i propri membri, il capo della propria Borgata, che prende il titolo di Anaco. Ciascun Anaco fa parte del Consiglio ed è responsabile delle scelte e dell’andamento della propria Borgata.
La carica più alta del Consiglio è eletta da tutti i membri delle Borgate, e prende il titolo di Doge. E’ il Capo della Federazione Umana del Commercio, responsabile presso il Patriarca e le altre cariche di Minur delle scelte e delle azioni del Clan.
Le cariche di Doge e Anaco hanno durata semestrale. Dopo tale periodo, il Consiglio rimane in carica in modo provvisorio, e deve indire nuove elezioni.
La carica di Doge non è compatibile con quella di Anaco, se non nei casi stabiliti diversamente per legge.
Corollario 3.1: il Consiglio delle Borgate può prendere decisioni esclusivamente se i membri con diritto di voto sono riuniti al completo. E’ il Doge che decide data e ora del Consiglio. In alternativa, il Consiglio può prendere decisioni tramite missive o singoli colloqui, a patto che comunque tutti i membri del Consiglio con diritto di voto siano informati, e che tutti diano il proprio giudizio sulla questione.
Corollario 3.2: se un membro del Consiglio è impossibilitato a partecipare attivamente alla vita del Clan per più di un mese, può essere destituito tramite semplice richiesta, da un qualunque membro della Federazione.
Corollario 3.3: un membro del Consiglio può essere destituito dal voto unanime di tutti gli altri membri del Consiglio stesso, ma solo per problemi gravi e eccezionali. Tale decisione deve essere resa nota ai membri della Federazione tramite i normali mezzi di comunicazione del Clan (bacheca e missive personali), e il Doge (o il Sovrintendente) dovrà indire al più presto nuove elezioni per rieleggere il Consiglio, nella sua totalità.
Corollario 3.4: un membro del Consiglio delle Borgate può avere un solo voto nel Consiglio, indipendentemente da qualunque situazione.
Corollario 3.5: il Doge o un Anaco può essere sostituito tramite delega, da un altro membro del Clan che non sia già nel Consiglio, in modo provvisorio, al massimo per un mese, e solo a patto che questa delega sia stata preventivamente avallata dal Consiglio delle Borgate. La decisione deve essere resa nota ai membri della Federazione tramite i normali mezzi di comunicazione del Clan (bacheca e missive personali).
Corollario 3.6: qualunque membro del Clan può partecipare alle riunioni del Consiglio, se invitato da uno qualunque dei suoi membri.
Corollario 3.7: al termine del mandato, il Consiglio deve essere rieletto nella sua totalità. Questo vale anche per coloro che dovessero essere stati eletti successivamente.
Corollario 3.8: eventuali dimissioni di un membro del Consiglio, per essere valide, devono essere accettate dal Consiglio stesso.
Corollario 3.9: in caso di parità, il voto del Doge (o del Sovrintendente) è quello decisivo.
*OT: ferie escluse… 😉
Articolo 4 – Le altre cariche
A discrezione del Doge, possono essere nominate altre cariche: il Conestabile, il Magician, il Mecenate, l’Ambasciatore, il Mastro, il Tesoriere e i Mercanti (questi ultimi possono essere nominati anche dal Mastro)
Tali cariche possono essere affidate solo a membri della Federazione, e non hanno diritto di voto nel Consiglio.
Chi è stato Doge per almeno dodici mesi continua a fare parte del Consiglio con la carica vitalizia di Consigliere, salvo rinuncia e finché rimane membro del Clan. Tale carica è senza diritto di voto.
Corollario 4.1: il Conestabile è il capo del Corpo di Guardia della Federazione, di cui ha il controllo diretto, e di cui è responsabile presso il Consiglio. Il Magician è il responsabile dei rapporti con gli altri maghi e consigliere per tutti gli aspetti legati alle arti magiche e sovrannaturali. Il Mecenate è il coordinatore delle attività culturali e artistiche, e deve agire in sintonia con gli altri suoi pari delle Gilde e Clan di Minur. L’Ambasciatore è, insieme al Doge, il responsabile dei rapporti con il Patriarcato e con gli altri Clan e Gilde di Minur. Il Mastro è il responsabile delle attività commerciali e del magazzino, e coordina i mercanti nel loro lavoro. Il Tesoriere è il responsabile dei fondi del Clan, che amministra su ordine del Consiglio. I Mercanti gestiscono la compravendita delle merci e lavorano per lo sviluppo del commercio, e più in generale per il benessere della propria Borgata e del Clan.
Corollario 4.2: le cariche possono essere tolte o riassegnate in qualunque momento per ordine del Doge, che deve dare una motivazione ufficiale al Consiglio nel più breve tempo possibile. Al momento dell’elezione di un nuovo Doge, una carica già assegnata in precedenza è considerata ancora effettiva, se non è diversamente specificato dal Doge stesso.
Corollario 4.3: il Doge può nominare temporaneamente altre cariche, che però devono essere ratificate a maggioranza semplice dal Consiglio. Eventuali cariche sostitutive o inferiori, come per esempio un vice-Ambasciatore o un aiuto-Mastro, non necessitano della ratifica del Consiglio.
Corollario 4.4: in mancanza della nomina di una carica, tale carica si considera a tutti gli effetti nella mani del Doge.
Articolo 5 – I membri del clan
Ogni membro della Federazione è prima di tutto un cittadino di Minur e, in quanto tale, riconosce gli Organi, le Cariche e le Leggi del Patriarcato di Minur.
La Federazione accetta come membri solo individui di razza umana, o semi-umana, senza esclusioni di età o sesso. E’ il Consiglio delle Borgate a decidere sull’ammissione di nuovi membri nel Clan.
Corollario 5.1: il Consiglio può decidere che un nuovo membro del Clan debba trascorrere un periodo di prova, comunque non superiore ai tre mesi, al termine del quale il Consiglio dovrà prendere una decisione definitiva.
Corollario 5.2: un candidato all’ammissione nel Clan deve superare due prove: una scritta e una orale. Queste prove devono essere esaminate, direttamente, da almeno un membro del Consiglio delle Borgate.
Corollario 5.3: mezz’uomini e mezz’elfi possono essere ammessi in Federazione, seguendo le consuete procedure di ammissione.
Corollario 5.4: il Consiglio delle Borgate può decidere per l’espulsione di un membro della Federazione (che non faccia parte del Consiglio), dandone motivazione al resto del Clan nel più breve tempo possibile.
Corollario 5.5: è possibile, per un candidato respinto o espulso, ripresentare la propria domanda di ammissione alla Federazione, dopo un mese dalla precedente decisione del Consiglio.
Corollario 5.6: il Doge o il Consiglio possono decidere di sospendere un membro del Clan, per un periodo di tempo non superiore ai due mesi, prima di prendere una decisione definitiva sulla sua permanenza nel Clan. Durante la sospensione, sono interrotte automaticamente anche tutte le sue funzioni o cariche.
Corollario 5.7: l’appartenenza a una gilda di Minur non pregiudica l’ingresso al Clan, ma deve essere valutata dal Consiglio come un impedimento a lavorare pienamente per il benessere della Federazione.
Articolo 6 – Appartenenza a una Borgata
L’appartenenza a una Borgata presuppone la fedeltà al proprio Anaco, comunque subordinata a quella verso il Doge. L’ammissione a una Borgata conferisce il diritto di voto per l’elezione dell’Anaco della Borgata.
Solo un membro della Federazione può richiedere l’ammissione a una Borgata, che deve essere avallata dal proprio Anaco.
Corollario 6.1: un nuovo membro del Clan deve scegliere la Borgata di appartenenza entro tre mesi dall’ingresso nel Clan, pena l’esclusione dal Clan.
Corollario 6.2: la richiesta di ammissione può essere ripresentata, dopo una risposta negativa, a qualunque Borgata, ma non prima di un mese dalla precedente decisione.
Articolo 7 – La scala gerarchica
In caso di vuoto di potere, la carica più alta del Clan deve agire in modo da sopperire al più presto a tale mancanza. Per vuoto di potere si intende la mancanza definitiva di un membro del Consiglio.
La scala gerarchica delle cariche della Federazione è la seguente: Doge, Anaco della Borgata del Doge, Anaco delle Borgate Fondatrici (partendo da quella con il numero maggiore di membri), Anachi di eventuali altre Borgate (in ordine di anzianità della Borgata), altri membri del Consiglio (in ordine di anzianità), Ambasciatore, Conestabile, Mastro, Magician, Mecenate, Tesoriere, altre cariche in ordine di anzianità, membro più anziano della Federazione. Questa scala gerarchica va intesa solo per attribuire un potere limitato e temporaneo, in attesa che venga ristabilita la normalità, ovvero la piena funzionalità del Consiglio delle Borgate.
Chi detiene il potere in vece del Doge, prende temporaneamente il nome di Sovrintendente della Federazione.
Corollario 7.1: per “mancanza definitiva” si intende la morte da almeno dieci giorni, la scomparsa da almeno un mese, le dimissioni, la destituzione da parte del resto del Consiglio o la palese impossibilità prendere parte alla vita politica del Clan (rapimento, malattia inguaribile, disturbi mentali, vecchiaia, prigionia).
Articolo 8 – Le elezioni
La durata delle votazioni è stabilita, prima dell’inizio delle elezioni, dal Consiglio delle Borgate uscente, e non può essere cambiata una volta avviate le elezioni. Deve essere minimo di due giorni, e massimo di dieci. Lo spoglio viene eseguito dal Consiglio delle Borgate uscente, ma qualunque membro del Clan può essere presente, se lo desidera.
Corollario 8.1: il sistema di voto può essere segreto o palese, nei modi e nei tempi decisi dal Consiglio, ma resi evidenti a tutti i membri della Federazione tramite un editto posto nell’apposita bacheca, almeno due giorni prima dell’inizio delle votazioni.
Corollario 8.2: l’elezione del Doge avviene normalmente prima di quelle per eleggere gli Anachi delle Borgate.
Corollario 8.3: nel caso in cui due candidati ottengano lo stesso numero di voti, sarà eletto quello da più tempo in Federazione.
Corollario 8.4: le elezioni del Consiglio avvengono normalmente nel periodo dei solstizi d’estate e d’inverno. Nel caso in cui un membro del Consiglio non concluda il proprio mandato, e manchino più di tre mesi alle prossime elezioni, il Doge (o il Sovrintendente) deve indire al più presto nuove elezioni per sopperire alla carica mancante. Se, viceversa, mancassero meno di tre mesi, il Doge (o il Sovrintendente) può decidere se indire le elezioni oppure assumere temporaneamente il ruolo del membro non più presente (ma non ne può gestire il voto).
Corollario 8.5: sono automaticamente candidati alle elezioni per la carica di Doge, sia il Doge uscente che gli Anachi di tutte le Borgate.
Corollario 8.6: ogni carica, seppur uscente, rimane in carica fino a che non sia avvenuto l’effettivo passaggio delle consegne.
Corollario 8.7: se un candidato non specifica palesemente il proprio voto, questo si considera conferito a sostegno della propria candidatura.
Articolo 9 – Lo Statuto
Ogni cambiamento di un qualunque Articolo del presente Statuto, deve essere approvato dal voto unanime del Consiglio delle Borgate. Inoltre, deve essere approvato almeno da metà dei membri della Federazione o, in alternativa, dall’unanimità dei membri che hanno espresso il voto. L’ultimo stadio è la ratifica dello Statuto, da parte del Doge, che deve prendere atto dell’avvenuta votazione e firmare in calce al nuovo Statuto.
Fanno eccezione i Corollari, per cui è sufficiente una votazione del Consiglio, a maggioranza semplice.
Nessuna legge può avere effetto retroattivo.
Corollario 9.1: la validità di una legge è immediata dal momento della ratifica (per un Articolo) o della votazione del Consiglio (per un Corollario), a meno che non sia descritto diversamente nella legge stessa.
Corollario 9.2: qualunque cambiamento dello Statuto deve essere immediatamente portato a conoscenza di tutti i membri della Federazione, tramite i normali mezzi di comunicazione del Clan (bacheca e missive personali).
Articolo 10 – Lo Stato di Emergenza
Per Stato di Emergenza si intende un periodo anomalo e temporaneo, non superiore ai due mesi, in cui tutti i poteri della Federazione sono accentrati esclusivamente nelle mani della più alta carica della Federazione, che prende il nome di Reggente. Durante questo periodo, vige la Legge Marziale.
Solo il Doge, o comunque la carica più alta della Federazione, può richiedere lo Stato di Emergenza al Consiglio.
E’ possibile dichiarare lo Stato di Emergenza solo in alcune situazioni, particolarmente gravi e eccezionali, come la guerra o altre calamità. Al termine dello Stato di Emergenza si devono indire nuove votazioni, per eleggere il Consiglio delle Borgate nella sua totalità.
Corollario 10.1: il Consiglio può decidere di dichiarare lo Stato di Emergenza anche se non è nella totalità dei suoi componenti, ma la decisione deve essere comunque unanime tra i presenti.
Corollario 10.2: eventuali articoli o corollari aggiunti, modificati o cancellati dal Reggente durante lo Stato di Emergenza, sono da considerare in modo esclusivamente temporaneo, e perdono efficacia al termine dello Stato di Emergenza.
Articolo 11 – Gli spazi territoriali
La Federazione riconosce la sovranità e le leggi di Minur entro i propri territori, ma detiene il potere assoluto nei propri territori e negli spazi diplomatici concessi al Clan nella città di Minur. Entro questi confini, il presente Statuto è legge, insieme allo Statuto del Corpo di Guardia.
Corollario 11.1: attualmente, sono considerate territorio della Federazione tutte le sale all’interno del Palazzo dell’Ambasciata della Federazione, a partire dagli scalini del Vicolo della Mercanzia.
Articolo 12 – Il Corpo di Guardia
La Federazione persegue la pace, e ripudia la guerra come risoluzione delle controversie tra i Clan. Possiede però un Corpo di Guardia, principalmente per scopi difensivi o contro minacce esterne.
Corollario 12.1: per entrare nel Corpo di Guardia si deve sostenere un colloquio con il Conestabile, che può decidere di far sostenere delle prove. Le cariche e le mansione all’interno del Corpo di Guardia sono gestite dal Conestabile, in assoluta libertà. L’unico atto dovuto è, se richiesto, una formale spiegazione al Consiglio delle Borgate o al Doge.
Corollario 12.2: per la regolamentazione del Corpo di Guardia valgono le regole dello Statuto del Corpo di Guardia, a patto che questo non sia in conflitto con il presente Statuto.
Articolo 13 – L’economia
I guadagni dei singoli membri del Clan, ottenuti nell’ambito del proprio lavoro per il Clan, sono proprietà della Federazione, e andranno equamente divisi, per permettere uno sviluppo del Clan, secondo i criteri decisi dal Consiglio delle Borgate.
Le perdite andranno invece rifondate alla Federazione nel minor tempo possibile.
Corollario 13.1: il Consiglio può chiedere un rendiconto economico ai mercanti, o ad altri membri del Clan, in qualunque momento.
Articolo 14 – Le onorificenze
Un membro della Federazione che si è distinto per meriti particolari (artistici, militari, economici o diplomatici) può essere insignito con la Croce d’Argento di Minur. Per azioni di valore eroico o di assoluta rinomanza, può essere assegnata la Croce d’Oro di Beltalas.
Corollario 14.1: è il Consiglio delle Borgata ed assegnare le onorificenze. Per la Croce d’Argento il Consiglio decide a maggioranza semplice, per quella d’Oro all’unanimità.
Articolo 15 – Gli stemmi
Lo stemma della Federazione, ovvero il simbolo del Clan, è un Grifone rosso rampante, in campo verde, con una banda obliqua gialla.
Corollario 15.1: ogni membro del Clan deve avere sempre con sé un simbolo di riconoscimento del Clan, tranne in casi particolari e eccezionali.
Corollario 15.2: lo stemma della Borgata dei Leonforti è un leone giallo, su campo verde.
Corollario 15.3: lo stemma della Borgata degli Altifalchi è un falco rampante rosso, su campo oro.
Per qualunque caso non contemplato dal presente Statuto, decide sempre il Consiglio delle Borgate, a maggioranza semplice. Se questo non fosse possibile, la decisione ricade sulla più alta carica del Clan.
Minur, 27/1/506
Test che gli aspiranti confederati devono consegnare compilato al Doge o ad un suo rappresentante.
OT: Questo test vuole essere un modo per comprendere l’attitudine al gioco di coloro che chiedono di essere ammessi al clan, e per capire quanto i PG sarebbero adatti alle attività della Federazione e al tipo di gioco che propone; le domande sono da considerare come parte integrante del gioco, quindi IT, ovvero come se fossero scritte davvero sul foglio consegnato in gioco al tuo PG. Fa eccezione l’ultima domanda, che è invece di carattere OT (come tutto ciò che è scritto in corsivo). Cerca di non essere troppo sintetico nelle tue risposte. Grazie 😉
Data = ….
Nome = …..
Età = ……
Sei sulla via del ritorno di un viaggio commerciale per la Federazione, con la mansione di “consigliere” del mercante, che è a capo della carovana. Viaggiate su un paio carri, e in compagnia di una ventina di altri umani, ma almeno metà di loro non sono soldati di professione, pur avendo armi con sé (sono scout, mercanti, cortigiani…). Viaggiate da molto tempo e da stamattina NON avete più una sola goccia d’acqua; ora siete arrivati ad un pozzo da cui attingere acqua e che è l’unica fonte di acqua potabile entro molti chilometri, ma è presente già un gruppo di persone. Ti rendi conto che sono guerrieri, una quindicina, forse mercenari, tra loro due mezz’orchi (per natura, non molto socievoli). Non sembrano felici di vedervi. Il mercante a capo della carovana ti chiede consiglio… Cosa gli suggerisci? Per rispondere, usa il discorso diretto, come se parlassi al mercante che ti ha chiesto aiuto.
Entri in una taverna, sconosciuta e piena di gente, per incontrare un amico, ma lui non c’è ancora. Cosa fai nell’attesa?
Il Capo della tua Borgata ti ha convocato. Ti affida la missione di scortare tre carri di merci verso una città, lontana 4 o 5 giorni di cammino. Sai che il territorio è pericoloso, per vari motivi. Ti vengono affidati sotto il tuo comando 10 uomini (oltre ai guidatori dei carri), in base alle tue esigenze. Chi scegli, cosa porti con te (personalmente), come pensi di attraversare il territorio, quando?… Descrivi il tuo piano, immaginando anche i pericoli che potreste incontrare, e come cercheresti di superarli.
Stai trasportando delle merci, e il tuo gruppo si ritrova in un luogo inospitale, a qualche giorno dalla città più vicina. Alcuni dei tuoi compagni sono stati colti improvvisamente da una “strana” malattia, non mortale di per se stessa ma, unita alla durezza del viaggio, potrebbe rivelarsi fatale per molti di loro. D’altronde, le merci che trasportate hanno un notevole valore economico, e il tempo è denaro. Il capo della carovana è morto due giorni fa in uno scontro con degli orchetti: adesso sei tu il capo. Cosa fai?
Sei in piazza. Vedi un nano e un drow insultarsi, e imbracciare le proprie armi, minacciosi. Non c’è nessun altro in vista, oltre a voi tre. Cosa fai?
Quali sono le tue abilità, le tue passioni e le tue aspirazioni? Hai avuto altre esperienze lavorative o comunque formative? Sei membro di qualche gilda (se sì, quale e con che ruolo)? Hai o hai avuto problemi con la legge (se sì, che tipo di problemi e perché)?
A che ruolo aspiri in Federazione? Hai già una Borgata di preferenza (se sì, quale e perché)?
crivi un buon motivo per cui, secondo te, la Federazione farebbe bene a prenderti come membro del Clan.
OT: racconta il background del tuo personaggio. Tieni conto che queste informazioni non sono di carattere IT, quindi nessuno dei nostri PG le conoscerà, anche se alcuni giocatori le leggeranno. Inoltre cerca di attenerti all’ambientazione del gioco. Se ritieni necessario fare riferimento a luoghi o zone geografiche, fai in modo che questi siano esistenti nella geografia dell’Isola di Mon.
Il Corpo di Guardia è un’emanazione della Federazione Umana del commercio di Minur ed è sottoposto all’autorità della Federazione.
Ne consegue che i membri della Guardia sono sottomessi alle sue leggi e che, per farne parte, devono essere, prima di tutto, membri della Federazione. Il compito principale del Corpo di Guardia è quello di difendere la Federazione e i suoi interessi.
Per adempiere a tale compito i Soldati, anche divisi in squadre, verranno impiegati per pattugliare la città, scortare convogli e all’occorrenza partecipare ad operazioni militari di attacco e difesa.
Un gruppo di Soldati sarà destinato alla difesa permanente dei membri del Consiglio. Per adempiere a questo compito di prioritaria importanza, l’Ufficiale incaricato avrà facoltà di scegliere personalmente i membri del gruppo.
Il capo delle guardie si chiama Conestabile.
E’ il capo supremo del Corpo delle Guardie e viene scelto direttamente dal Doge.
Allo scopo di farsi consigliare su questioni di particolare gravità e ogni qualvolta lo ritenga necessario, potrà convocare il Consiglio militare formato dal Primo Ufficiale, dai Sotto Ufficiali e da lui stesso presieduto. Ha la facoltà di degradare un suo sottoposto, per insubordinazione o mancanza di rispetto da parte di questo. In quanto membro del Clan e nel caso in cui ve ne fosse bisogno può portare avanti trattative commerciali, come un normale mercante, rendicontanto periodicamente al Mastro tutte le attività in corso e concluse.
Coordina le attività delle guardie della Federazione Umana del Commercio, aiuta a stabilire i turni per la protezione del Palazzo che ospita il Clan e funge da supporto al Conestabile nelle operazioni militari di attacco e difesa. Si occupa di scortare le alte cariche del Clan quando vi potrebbe essere pericolo per la loro incolumità. Ha il compito di motivare i suoi sottoposti e ricercare, con costanza, figure da promuovere al ruolo di Sotto Ufficiale. Può proporre al Conestabile la candidatura di nuove reclute da inserire nel Corpo delle Guardie. La sua figura si contraddistingue per spiccate doti strategiche, organizzative e di combattimento. Ha il compito di sostituire temporaneamente il Conestabile, nel caso in cui quest’ultimo venisse a mancare.
E’ un soldato che ha sviluppato una discreta esperienza nel suo ruolo. Si contraddistingue per doti organizzative, per la sua disponibilità e versatilità rispetto alle mansioni che gli vengono assegnate dal Primo Ufficiale. Inizia ad intraprendere piccole attività in maniera autonoma e mostra una spiccata capacità di adattamento unita ad una crescente conoscenza di strumenti di battaglia. A seconda della sua indole e delle sue caratteristiche può essere scelto per ricoprire uno dei seguenti ruoli:
– Sotto Uff. Di Arruolamento
– Sotto Uff. Istruttore
– Sotto Uff Di Fureria
Indicato più semplicemente come “Soldato”, è l’elemento alla base dell’Esercito. Viene considerato tale il membro arruolato da almeno un mese che abbia partecipato attivamente ai turni di guardia e ad operazioni semplici di pattugliamento. Quando se ne presentino le condizioni, il Primo Ufficiale, o il Conestabile stesso, potrebbe sceglierlo e promuoverlo alla carica di Sotto Ufficiale, valutando la sua esperienza e gli obiettivi raggiunti.
Vengono considerati in questo ruolo i membri appena arruolati al Corpo delle Guardie. Solitamente affiancano le guardie durante i turni e i pattugliamenti, al solo scopo di fare esperienza. Non agiscono mai in piena autonomia e devono svolgere tacitamente tutte le mansioni che gli vengono attribuite dai superiori.
Definizione della Gilda
Il corpo di Guardia è un’emanazione della Federazione e, come Gilda, è sottoposta alla sua autorità. Ne consegue che i membri del Corpo sono sottomessi alle leggi della Federazione e che, per farne parte, è necessario fare parte della Federazione.
Il compito principale del Corpo di Guardia è quello di difendere la Federazione e i suoi interessi.
Per adempiere a tale compito i Soldati, anche divisi in squadre, verranno impiegati per pattugliare la città, scortare convogli e all’occorrenza partecipare ad operazioni militari di attacco e difesa. Tali operazioni militari dovranno essere autorizzate dal Doge.
Un gruppo di Soldati sarà destinato alla difesa permanente dei membri del Consiglio. Per adempiere a questo compito di prioritaria importanza, l’Ufficiale incaricato avrà facoltà di scegliere personalmente i membri del gruppo (due o tre elementi, secondo disponibilità).
Gerarchia e struttura
La struttura è composta da tre livelli gerarchici: al livello più alto c’è il Conestabile che è sottoposto all’autorità del Doge.
Al secondo livello ci sono gli Ufficiali che sono sottoposti all’autorità del Conestabile.
Al terzo livello ci sono i Soldati che sono sottoposti all’autorità degli Ufficiali, loro diretti superiori, e del Conestabile.
Il Conestabile è il capo supremo delle guardie della Federazione. Allo scopo di farsi consigliare su questioni di particolare gravità e, comunque, ogni qual volta lo ritenga necessario, potrà convocare il Consiglio militare formato dagli Ufficiali, e da lui stesso presieduto. La riunione del Consiglio militare potrà essere invocata anche da uno qualsiasi degli Ufficiali che abbia importanti questioni da sottoporre al Consiglio stesso. Ne farà richiesta al Conestabile che convocherà il Consiglio militare.
Ruoli, Carriera e avanzamenti
Il ruolo di Conestabile viene assegnato, come da Statuto della federazione, dal Doge.
Gli Ufficiali, invece, vengono scelti tra i membri del Corpo (anche quando questi fossero membri onorari) dal Conestabile.
I Soldati sono alla base del Corpo di Guardia. Vengono considerati tali i membri arruolati da almeno un mese. Quando se ne presentino le condizioni, il Conestabile sceglierà tra questi gli Ufficiali, valutando l’esperienza ed i meriti del singolo Soldato.
Vengono considerati Reclute i membri appena arruolati.
Il Conestabile ha il compito di comandare e motivare il Corpo mantenendolo unito. Gli Ufficiali avranno il comando diretto sui Soldati, per le missioni assegnate loro dal Conestabile o intraprese autonomamente.
A discrezione del Conestabile, dove esistano le condizioni, ad alcuni Ufficiali potranno essere assegnate, oltre alle normali funzioni di comando, le mansioni di Ufficiale d’arruolamento, Ufficiale istruttore, Ufficiale della guardia e Ufficiale di fureria.
I Soldati e le Reclute sottostanno agli ordini che gli vengono impartiti dagli Ufficiali loro diretti superiori ma anche impartiti dal Conestabile stesso.
La segnalazione di candidati per il Corpo deve essere fatta al Conestabile o ad un eventuale Ufficiale di arruolamento designato dal Conestabile. Lo stesso candidato potrà proporsi al Conestabile o all’Ufficiale di arruolamento.
Il Conestabile o l’Ufficiale di arruolamento si farà carico di valutare il candidato tramite un colloquio e sulla base delle informazioni a suo carico che, nel frattempo, avrà raccolto. Quando il Conestabile o l’Ufficiale di arruolamento riterrà idoneo il candidato, lo arruolerà direttamente come recluta. Se l’arruolamento sarà operato dall’Ufficiale di arruolamento, questi avvertirà il Conestabile che ratificherà l’arruolamento della Recluta.
La ferma ha una durata di sei mesi e potrà essere reiterata previa richiesta al Conestabile.
Nel Corpo di Guardia non sono accettati i maghi. Prerequisito è quello di appartenere alla Federazione.
I membri, finché sono nell’organico, non potranno far parte di nessuna altra Gilda o corporazione. Questo vuol dire che, al candidato che appartenga già ad una Gilda, verrà richiesto di lasciare tale Gilda.
Si fa eccezione per gli Ufficiali che, nel momento in cui rendessero manifesto il desiderio di entrare a far parte dell’Ordine dei cavalieri di Therion, conserverebbero il grado di Ufficiale (carica onoraria) e potranno essere considerati Ufficiali istruttori non in servizio attivo.
Danno luogo all’allontanamento immediato dal Corpo motivi quali la grave insubordinazione verso i superiori e la codardia. Il Milite che per tre volte viene richiamato all’osservanza degli ordini e delle gerarchie, verrà accusato di grave insubordinazione. A seconda della gravità dell’insubordinazione, è a discrezione del superiore infliggere, all’atto dei primi due richiami, un periodo di sospensione dal servizio attivo. Verrà congedato con vergogna il Milite che si macchierà di atti di viltà, dopo che questi saranno giudicati tali dal Consiglio militare che, per l’occasione, fungerà da Tribunale militare.
Oltre all’allontanamento dal Corpo, ai periodi di sospensione dal servizio attivo, al congedo con vergogna citati nell’articolo 10, esistono due reati punibili con la pena capitale. L’alto tradimento e la diserzione. Il Milite che si macchiasse di tali crimini, verrà giudicato dal Consiglio militare che, per l’occasione, fungerà da Tribunale militare, e condannato a morte.
Saranno previste delle onorificenze per coloro che si distingueranno in particolari compiti e situazioni.
Febbraio 7, 2018trevius
Dicembre 30, 2015trevius
Associazioni e Costumi
Non ci sono cariche militari nel clero di Tabata. Si tratta di singoli individui, che quale che sia la loro occupazione portano avanti una ricerca personale ed interiore, che può condurli alle vette più alte della gerarchia della Dea, come farli rimanere al massimo Guide per tutta una vita. Il percorso interiore che portano avanti, infatti, non si misura in base alla carriera svolta in ambito clericale, e sono numerosi coloro che non crescono mai oltre un certo livello di gerarchia.
Le promozioni interne ai Collegi passano quasi tutte per la segnalazione di un erudito e la successiva approvazione (a volte passando per esami o prove) dei piani alti del Collegio.
La segnalazione di un erudito è anche l’unica cosa che può condurre un monaco di Tabata al collegio della Sapienza. Chiunque sia considerato un candidato dovrà superare un esame per Collegio. Nel caso della Terra e dell’Aria se ne occuperanno le consulte più vicine, ma sarà poi necessario all’aspirante un pellegrinaggio fino a Portoga, per confrontarsi con il Consiglio dell’Acqua, e ad Anuril per affrontare l’esame del Fuoco. L’ordine in cui tali esami vanno affrontati non è prestabilito.
Si può entrare nel Collegio della Sapienza a qualunque livello. Un erudito può segnalare un allievo di particolare talento, un collegiante di spiccate intuizioni, o un altro erudito di lungimirante saggezza. A qualunque livello vi si entri, il processo per salire di grado, da quel momento in poi, è lungo e complicato. Ma i membri del Collegio della Sapienza sono sommamente rispettati da tutti i sacerdoti, e sono coloro che guidano l’Ordine tutto, quando sono necessarie decisioni unanimi.
Collegio della Terra
Pone al centro dei suoi studi l’ambiente e la natura, intesa come regni animale e vegetale, e le conoscenze relative ed utili allo sfruttamento di tali risorse. Il monaco saprà riconoscere, curare e coltivare le piante; saprà riconoscere, curare e, secondo i casi, addomesticare gli animali con i quali, grazie all’approccio spirituale e in misura dell’amore che effettivamente nutre per loro, potrà sviluppare un minimo grado d’empatia. Il monaco di questo collegio svilupperà un certo grado di sensibilità con l’ambiente naturale e in generale con la materia vivente. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore verde o marrone.
Collegio dell’Acqua
L’osservazione dell’Elemento sia in ambito spirituale che pratico ebbe primaria influenza nella definizione dell’orientamento degli studi in seno a questo collegio. Che la fertilità delle terre fosse cagionata dall’acqua era fatto evidente, e dopo aver osservato che tutti i semi e i nutrimenti sono umidi, s’ipotizzò che le piante e gli animali non fossero altro che acqua condensata, e che acqua sarebbero tornati ad essere. Ciò spinse i monaci a riconoscere nell’Elemento la sorgente di tutta la vita, e quindi anche dell’anima. Assunta quale simbolo di purezza spirituale, che monda l’anima dalle macchie terrene così come purifica il corpo liberandolo da infezioni e malattie, l’Acqua ispirò i membri a porre come fulcro dei propri studi ed interessi l’uomo, tanto nella sua dimensione spirituale, attraverso il pensiero filosofico, quanto in quella materiale, attraverso lo studio anatomico e la ricerca nell’arte medica. Lo studio degli astri e le loro influenze sugli uomini nonché sul mondo, direttamente collegate con le maree e con i flussi degli oceani, fondamenti delle scienze della navigazione e dell’orientamento in mare, rimasero quali argomenti di studio del collegio, da sempre legato profondamente al mare ed alle sue creature. In campo pratico l’arte della costruzione delle navi, come dei mulini e degli acquedotti.
I monaci praticano la medicina sempre curando l’aspetto spirituale, oltre che quello fisico, sviluppando un certo grado di sensibilità alle proprietà terapeutiche di tutte le cose. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, usano indossare una tunica o un mantello di colore blu o viola.
Collegio del Fuoco
Il Fuoco è calore, l’energia che penetra tutto, che anima tutti i corpi fisici, e che i monaci consideravano come il più straordinario dei poteri occulti della natura. La proprietà dell’elemento di essere il solo agente capace di compiere la trasmutazione dei metalli, indusse l’Ordine alla formulazione di un nuovo collegio che pose inizialmente al centro dei suoi studi l’arte della forgia. In seno al collegio si diffuse quindi lo studio e la definizione degli elementi del regno minerale, e le loro innumerevoli combinazioni. Questi studi portarono alla formulazione dei primi processi alchemici, da cui prese corpo il nuovo corso del Collegio del Fuoco, che si occupa di tutto quello che concerne il mondo dell’arcano. Un mondo tanto mutevole, quanto inafferrabile e pericoloso. La magia, l’alchimia e la ritualistica arcana, e tutto quello che queste discipline possono generare, comprese creature dalle origini misteriose, sono argomenti di studio di questo collegio.
Il monaco di questo collegio svilupperà un certo grado di sensibilità al potenziale esoterico di tutti gli elementi del regno minerale. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore rosso o arancione.
Collegio dell’Aria
L’Aria è il respiro della vita, circola e penetra la Terra, fa bruciare il Fuoco, aderisce all’Acqua con cui si mescola. Il Collegio dell’Aria pone al centro dei suoi studi il prodotto delle facoltà della mente e dell’intelletto sia intuitivo che razionale, quale ne sia la forma espressiva. La parola, la scrittura, la poesia, la letteratura e tutte le arti, in particolare musica e canto, l’architettura, lo studio dei numeri, l’artigianato, la storia. Ma anche la comunicazione, gli scambi culturali, le usanze dei diversi popoli e i relativi linguaggi.
I monaci di questo collegio, quando cercano ispirazione, comunicazione o una mente ben focalizzata, usano spesso respirare, come fosse una meditazione, e cantare; essi svilupperanno un certo grado di sensibilità alle energie di natura spirituale. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore giallo o azzurro.
Le arti approfondite dal Collegio dell’Aria sono variegate e spaziano dalla pittura, alla scultura, alla musica, all’architettura, alla letteratura, allo studio delle lingue dei differenti popoli e razze di Mon, all’artigianato, alla matematica, alla storia e alle tradizioni e usanze diffuse in tutta l’isola.
A questo Collegio è possibile accedere solo previa segnalazione di un erudito. I membri di questo Collegio sono considerati dei luminari, oltre che delle guide spirituali; a loro, come dunque al Consiglio della Sapienza, composto dai Primi Sapienti e dal Figlio della Dea, spetta l’opera d’interpretazione dei segni della Dea, l’espressione del suo messaggio. In seno al Collegio della Sapienza sono presenti delle correnti di pensiero, derivate dall’influenza, seppur indiretta, dei collegi minori. Un tempo forte quella di Terra e Acqua, tale influenza è oggi maggiormente esercitata dai collegi di Aria e Fuoco. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore bianco.
Gerarchia comune per i quattro Collegi
Allievo de***
Muove i primi passi nel clero di Tabata. Può essere affiliato a un collegio anche subito, ma solitamente trascorre il primo periodo nel Tempio assistendo collegianti e guide e cercando di intuire quali campi siano davvero di interesse per lui, nel contempo dedicando gran parte del suo tempo all’apprendimento dei dogmi della Dea.
Collegiante de ***
Intrapresa senza alcun dubbio la strada di Tabata, un collegiante è colui che, superato il primo apprendistato, si affilia a uno dei Collegi iniziando la sua carriera, e cominciando ad esplorare, sotto la guida dei suoi maestri, il campo in cui ha deciso di muoversi. Non è raro che già a questi livelli i monaci più volenterosi intraprendano ricerche personali, pur continuando a seguire il normale corso di studi indicato loro dalle guide.
Guida de ***
Raggiunto questo traguardo, il sacerdote di Tabata è considerato un maestro, e il suo ruolo nel clero è sia quello di proseguire nei suoi studi, e nella diffusione della conoscenza, sia quello di educare coloro che presto seguiranno la sua strada. Non solo guida spirituale, il sacerdote di questo livello è anche vero e proprio insegnante in quelle materie di cui si è interessato. In ognuno dei Collegi, è colui che può far richiesta di affiliazione, per un proprio allievo, alle autorità preposte. Nel caso dell’Aria e della Terra la decisione viene presa dalla Consulta cittadina, nel caso del Collegio del Fuoco, la richiesta va inviata ad Anuril, alla Prima Fiamma, mentre per l’Acqua è tradizione che decida il Monaco più anziano presente in città.
Erudito de ***
Gli Eruditi sono coloro che passati oltre il livello delle Guide sono ormai grandi esperti della propria materia, e sono esentati dal seguire passo passo i collegianti per potersi dedicare con calma alle proprie ricerche. Non è raro che membri del clero di questo livello facciano grandi scoperte, individuino nuove specie animali o vegetali, o portino alla luce segreti rimasti sepolti. Molti di costoro allargano il giro delle loro conoscenze, cambiando collegio, puntando in genere all’ingresso in quello della Sapienza.
Ognuno dei quattro collegi da questo livello in poi evolve differentemente.
Ogni Tempio di Tabata ha una Consulta della Terra, composta di solito dagli Eruditi e dal Pastore.
Il Pastore è la carica più importante del Collegio della terra e viene eletto dagli eruditi. Un Pastore non viene eletto in base alle sue conoscenze, né in base al suo potere, ma unicamente in base alla sua saggezza. Non è considerato superiore agli Eruditi, ne viene semplicemente considerato il degno rappresentante. E’ la figura preposta alla guida del Collegio, colui a cui gli altri confratelli affidano l’Ordine, confidando nella sua esperienza e nel buon senso di cui deve dar prova.
Il Collegio dell’acqua si affida in ogni cittadina ad un Consiglio che ricalca quello principale, la cui sede è Portoga. Gli Eruditi dell’Acqua, difatti, eleggono fra loro tre cariche cittadine, denominate solitamente il Tridente di Tabata, che guidano il Collegio dell’Acqua cittadino. Le cariche sono quella di Primo Fanone, Secondo Fanone e Terzo Fanone. In genere la definizione di Primo, Secondo e Terzo è legata unicamente all’età dei tre, dato che la tradizione stabilisce che sia il più anziano a essere denominato Primo, e via così. I Primi Fanoni, una volta trascorsi tre anni in carica, come i più anziani, hanno l’obbligo di lasciare la cittadina e trasferirsi a Portoga, entrando a far parte del Consiglio dell’Acqua e contribuendo a guidare l’Ordine di Tabata. In genere il Monaci dell’Acqua devono essere un certo numero, in città, prima che sentano l’esigenza di eleggere un Tridente di Tabata. I fanoni sono considerati allo stesso livello gerarchico e guidano il Collegio assieme, affidandosi a votazioni qualora le decisioni siano in forse.
Le decisioni del collegio del fuoco vengono prese dal Sommo Fruitore, in assenza del quale, il potere passa al Consigliere della Fiamma. Sta a quest’ultimo, per tradizione, seguire i passaggi di collegio delle guide e stabilire gli esami per chi entra in quello del Fuoco.
Consigliere della Fiamma
Il consigliere della Fiamma è colui che nel collegio del Fuoco viene considerato il più saggio e autorevole tra i membri del collegio, nonché il confratello di più rinomata esperienza. Prima guida spirituale, si tratta di una carica che raramente viene tolta, e il più delle volte si protrae fino alla morte del Consigliere stesso.
Sommo Fruitore del Fuoco
La carica del Sommo Fruitore viene assegnata di solito a colui che viene individuato tra gli Eruditi come il maggior sapiente in campo arcano. Solitamente, di conseguenza, il Fruitore è un mago o uno stregone e solo raramente un sacerdote vero e proprio. E’ considerato il custode della conoscenza del Collegio. Dal Concilio dei Sommi Fruitori che si riunisce ad Anuril una volta ogni cinque anni, si elegge la Prima Fiamma, guida dell’Ordine di Tabata per il Collegio del Fuoco.
La Consulta è composta dagli Eruditi e dal Custode.
Il Custode dell’Aria è contemporaneamente l’Erudito più importante del Collegio che il sacerdote più vicino alla Dea. Difficile che sia altro che un chierico. A lui è anche affidato il dovere/diritto di mantenere attivo un resoconto storico della cittadina in cui vive, resoconto che viene trascritto in un tomo storico, che per tradizione non cambia mai fino al suo completamento. Di questo manoscritto, che è la memoria storica della zona, è egli il Custode, e non vi può scrivere nessun altro al di fuori di lui. I tomi vengono poi custoditi con cura, una volta terminati.
Il collegio della Sapienza è formato, oltre che dalle cariche classiche, dai Primi Sapienti, e dal Figlio della Dea.
Un Primo Sapiente è un confratello che abbia raggiunto il livello di Erudito in tutti e quattro i collegi, superando quattro esami per accedere alla Sapienza. Sono conoscitori profondi delle meccaniche del mondo, ricercatori, scienziati, grandi maghi o viaggiatori. La carica di Primo Sapiente è vitalizia. Si tratta di figure quasi venerate dagli altri sacerdoti, essendo considerati monaci quasi alla fine del loro percorso interiore.
I Primi Sapienti hanno il dovere di seguire il Figlio della Dea ovunque lui decida di vivere, restare a sua disposizione, e condurre lì i propri studi, anche se niente impedisce loro di assentarsi per viaggi ed esplorazioni.
Tra di loro viene nominato il Figlio della Dea, altra carica vitalizia. Quando un Figlio della Dea muore, i Primi Sapienti si rinchiudono in isolamento per una settimana, digiunando e meditando, alla fine della quale si riuniscono decidendo a maggioranza chi fra di loro è destinato a diventare il nuovo Figlio. Tradizione vuole che Tabata stessa invii loro le visioni necessarie a comprendere quel che è giusto, nella settimana di ascetismo. Se succede che i voti siano pari, i monaci si rinchiudono nuovamente per un’altra settimana, alla fine della quale si ritrovano. E via così.
Il Figlio della Dea è la guida somma dell’Ordine, considerato un illuminato al termine del proprio percorso interiore cui sono concessi anni supplementari su questa terra per condividere la propria consapevolezza con i fratelli e guidarli per quanto possibile. Si dice che abbia vita breve per questo, ed è vero, ma più banalmente questo dipende dall’età avanzata cui ascendono alla carica.
Il Figlio della Dea è libero di scegliere dove vivere dalla nomina in poi, così com’è libero in qualsiasi momento di richiamare una riunione dei Collegi, da lui presieduta, e dare delibere, o dichiarare lo stato d’emergenza per l’Ordine, stato in cui tutti e cinque i collegi vengono affidati temporaneamente alla guida sua e dei Primi Sapienti
Breve storia dell’Ordine Monacale di Tabata
Dalla rivelazione della Dea alla stirpe degli uomini, innumerevoli anni trascorsero prima che i fedeli del culto istruissero l’Ordine Monacale; di quel tempo non rimane memoria, se non nella mente degli Dei.
Si sa comunque, dai più antichi documenti conservati ad oggi gelosamente dai monaci, da sempre impegnati nella duplice missione della ricerca della conoscenza e della conservazione della stessa, che la nascita dell’Ordine risale ai tempi in cui la società degli uomini era ormai ben consolidata sul territorio dell’isola di Mon, ma il cui sapere era relativamente giovane. La definizione dei vari collegi in seno all’Ordine avvenne in tempi diversi, parallelamente al naturale sviluppo delle conquiste del sapere umano. Nei primi secoli dalla sua fondazione furono quindi istruiti; il Collegio della Terra, il cui sapere rispondeva alle esigenze di prima necessità della stirpe, legate principalmente all’agricoltura, e il Collegio dell’Acqua che, essendo tra gli aspetti più importanti dell’elemento la sua capacità di fecondare la terra e fornire il sostentamento indispensabile al nutrimento, pose il volgere delle stagioni al centro dei suoi studi, da cui l’osservazione degli astri e della loro influenza sul mondo. Dopo alcuni secoli, e precisamente quando l’uomo ebbe scoperto i metalli e le loro proprietà, nacquero il Collegio del Fuoco, inizialmente orientato allo studio delle tecniche nell’arte della forgia, e il Collegio dell’Aria, che pose al centro dei suoi studi le facoltà della mente e dell’intelletto sia intuitivo che razionale, quindi le arti e l’artigianato. Ultimo ad essere istruito fu il Collegio della Sapienza, destinato ad accogliere la somma espressione del sapere e della spiritualità dell’Ordine Monacale. L’approccio spirituale ad ognuno degli Elementi ispirò profondamente i monaci, influenzandone sempre il percorso di studio in seno ai relativi collegi.
Dicembre 23, 2015trevius

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15