Source: http://www.gadit.it/articolo/23056
Timestamp: 2018-12-15 02:39:19+00:00

Document:
T.A.R. Lombardia Milano Sez. II, Sent., 25-02-2011, n. 579 Collocamento – Gadit
Il sig. N.M. presentava istanza di emersione ex art. 1ter della legge 102/2009, per attività di assistenza a favore di soggetti non autosufficienti, con riguardo al lavoratore A.A.S..
Gli stessi erano convocati presso lo Sportello Unico della Prefettura di Pavia, per la sottoscrizione del contratto di soggiorno ed in quella sede veniva esibito il certificato medico attestante la non autosufficienza del soggetto assistito, ai sensi del comma 7° del citato art. 1ter.
La Prefettura, tuttavia, rilevato che il certificato non era rispettoso dei requisiti di legge – non essendo stato redatto da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) – trasmetteva preavviso di rigetto della domanda di emersione, ai sensi dell’art. 10bis della legge 241/1990, che non era però riscontrato dall’interessato.
Con successivo provvedimento del 26.5.2010, la Prefettura di Pavia disponeva il rigetto dell’istanza di emersione, mentre con ulteriore decreto del 2.11.2010, il Questore di Pavia respingeva la domanda di permesso di soggiorno per lavoro subordinato, presentata dal sig. A.S..
Contro i suindicati provvedimenti era proposto il presente ricorso, con domanda di sospensione.
Si costituiva in giudizio il Ministero dell’Interno, chiedendo il rigetto del gravame.
All’udienza cautelare del 24.2.2011, il Presidente dava avviso della possibilità di una sentenza in forma semplificata e la causa passava in decisione.
Il ricorso appare infondato, per le ragioni che seguono.
L’art. 1ter della legge 102/2009, di conversione del decreto legge 78/2009, al comma 7°, prevede che il datore di lavoro, in caso di domanda di emersione per assistenza di soggetti non autosufficienti, presenti allo sportello unico "a pena di inammissibilità della dichiarazione di emersione, una certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale", attestante la limitazione dell’autosufficienza.
La norma, assolutamente ragionevole, obbedisce all’evidente finalità di accertare realmente gli asseriti stati di non autosufficienza, per evitare facili elusioni alla disciplina sull’emersione.
Nel caso di specie, risulta provato e non smentito dal ricorrente, che il certificato presentato il 4.5.2010, giorno di convocazione presso lo sportello unico, era privo dei requisiti di legge, tanto è vero che lo stesso ufficio, il giorno seguente (5.5.2010), inviava all’esponente un preavviso di rigetto ex art. 10bis legge 241/1990 (cfr. doc. 4 del ricorrente), ove era chiaramente indicato che il certificato medico non poteva reputarsi valido.
Tale comunicazione, regolarmente ricevuta il 12.5.2010 (cfr. ancora il citato doc. 4), non era però in alcun modo riscontrata, sicché doverosamente la Prefettura e successivamente il Questore di Pavia, hanno adottato gli atti impugnati, i quali devono ritenersi provvedimenti vincolati per l’Amministrazione dell’Interno.
Ciò premesso, non sussistono i vizi lamentati dall’esponente, né in relazione alla presunta violazione del menzionato art. 1ter, né con riguardo all’art. 10bis, che è stato regolarmente applicato dall’Amministrazione, visto che il procedimento di emersione non può reputarsi concluso prima che siano stati esaminati tutti i documenti necessari, fra i quali il certificato medico, prodotto in data 4.5.2010.
Quanto all’istanza di riesame del 3.12.2010, successiva ai provvedimenti impugnati, la stessa non è certo idonea a scalfire la legittimità dei provvedimenti medesimi, che risultano adottati – per le ragioni sopra esposte – nel rispetto delle disposizioni di legge.
L’eventuale inerzia dell’Amministrazione su tale istanza dovrà essere denunciata – sussistendone ovviamente i presupposti – nelle forme previste dall’ordinamento (cfr. art. 31 del D.Lgs. 104/2010, codice del processo amministrativo).
Sussistono, per la natura della controversia e delle parti coinvolte, giuste ragioni per compensare le spese di causa.

References: art. 1
 art. 1
 sentenza 
 art. 10
 art. 1
 art. 31