Source: http://www.sicet.it/pages/normativa/leggi/leggi_nazionali/legge_203-82.htm
Timestamp: 2015-03-30 07:02:45+00:00

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1. Affitto a coltivatore diretto. – La durata dei contratti di affitto a coltivatore diretto, compresi quelli in corso e quelli in regime di proroga, � regolata dalle norme della presente legge.
2. Durata dei contratti in corso. – Per i contratti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge (1) e per quelli in regime di proroga, la durata � fissata in sei anni per i rapporti di cui all'articolo 3 e in
dieci anni se il rapporto ha avuto inizio prima dell'annata agraria 1939-1940, o nel corso della medesima; undici anni se il rapporto ha avuto inizio nelle annate agrarie comprese fra quelle 1940-1941 e 1944-1945; tredici anni se il rapporto ha avuto inizio nelle annate agrarie comprese fra quelle 1945-1946 e 1949-1950; quattordici anni se il rapporto ha avuto inizio nelle annate agrarie comprese fra quelle 1950-1951 e 1959-1960; quindici anni se il rapporto ha avuto inizio successivamente all'annata agraria 1959-1960.
La durata prevista dal comma precedente decorre dalla entrata in vigore della presente legge (2) (1-2) V. art. 63 e relativa nota.
3. Affitto particellare. - Al fine di soddisfare le particolari esigenze delle imprese agricole dei territori dichiarati montani ai sensi della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, le regioni sono delegate a determinare, sentito il parere delle comunit� montane, in base alla natura del terreno, alla sua estensione, al livello altimetrico ed alle destinazioni o vocazioni colturali, le zone ricomprese in tali territori, quali delimitati ai sensi della predetta legge 3 dicembre 1971, n. 1102, nelle quali la durata minima dei nuovi contratti di affitto, stipulati dopo l'entrata in vigore della presente legge (1), � ridotta a sei anni, quando oggetto del contratto siano uno o pi� appezzamenti di terreno non costituenti, neppure unitamente ad altri fondi condotti dall'affittuario, una unit� produttiva idonea ai sensi dell'articolo 31 della presente legge.
4. Rinnovazione tacita. - In mancanza di disdetta di una delle parti, il contratto di affitto si intende tacitamente rinnovato per il periodo minimo, rispettivamente, di quindici anni per l'affitto ordinario e di sei anni per l'affitto particellare, e cos� di seguito.
5. Recesso dal contratto di affitto e casi di risoluzione. - L'affittuario coltivatore diretto pu� sempre recedere dal contratto col semplice preavviso da comunicarsi al locatore, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno un anno prima della scadenza dell'annata agraria [344; c.c, 1631].
La risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto pu� essere pronunciata nel caso in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del canone, alla normale e razionale coltivazione del fondo, alla conservazione e manutenzione del fondo medesimo e delle attrezzature relative, alla instaurazione li razione di rapporti di subaffitto o di sub concessione [344].
Prima di ricorrere all'autorit� giudiziaria, il locatore � tenuto a contestare all'altra parte, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'inadempimento e ad illustrare le proprie motivate richieste. Ove il conduttore sani l'inadempienza entro tre mesi dal ricevimento di tale comunicazione, non si d� luogo alla risoluzione del contratto,
La morosit� del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto ai sensi del secondo comma del presente articolo quando si concreti nel mancato pagamento del canone per almeno una annualit�. � in ogni caso applicabile il terzo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508.
6. Definizione di coltivatore diretto. – Ai fini della presente legge sono affittuari coltivatori diretti coloro che coltivano il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia, semprech� tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella occorrente per le normali necessit� di coltivazione del fondo, tenuto conto, agli effetti del computo delle giornate necessarie per la coltivazione del fondo stesso, anche dell'impiego delle macchine agricole.
Il lavoro della donna � considerato equivalente a quello dell'uomo.
7. Equiparazione ai coltivatori diretti. – Sono equiparati ai coltivatori diretti, ai fini della presente legge, anche che le cooperative costituite dai lavoratori agricoli e i gruppi di coltivatori diretti, riuniti in forme associare, che si propongono e attuano la coltivazione diretta dei fondi, anche quando la costituzione in forma associativa e cooperativa � avvenuta per conferimento da parte dei soci di fondi precedentemente affittati singolarmente.
Sono inoltre equiparati ai coltivatori diretti, ai fini della presente legge, i laureati o diplomati di qualsiasi scuola di indirizzo agrario o forestale e i laureati in veterinaria per le aziende a prevalente indirizzo zootecnico, in et� non superiore ai cinquantadue anni, che si impegnino ad esercitare in proprio la coltivazione dei fondi, per almeno nove anni.
Il Ministro dell'agricoltura e delle foreste � autorizzato a stabilire provvisoriamente con decreto, sulla base delle indicazioni della commissione tecnica centrale (2), sentite le regioni e le organizzazioni professionali maggiormente rappresentative, e comunque non oltre il termine di un anno dall'entrata in vigore della presente legge (3), i coefficienti di moltiplicazione da applicare alle sole province o zone, qualit� e classi di terreni per le quali siano stati riconosciuti valori catastali effettivamente sottovalutati o sopravalutati.
(2) V. art. 6 1. 11 febbraio 1971, n. 11, e art. I2 1. 1� settembre 1973, n. 814.
9. Tabella per l'equo canone. – Il primo capoverso dell'alt. 3 della legge 10 dicembre 1973, n. 814, � sostituito dal seguente: " La commissione tecnica provinciale determina ogni tre anni, almeno sei mesi prima dell'inizio dell'annata agraria, le tabelle per i canoni di equo affitto per zone agrarie omogenee ".
Nella determinazione dei coefficienti di cui ai commi precedenti, le commissioni tecniche provinciali devono aver presente la necessit� di assicurare in primo luogo una equa remunerazione del lavoro dell'affittuario e della sua famiglia. Le commissioni tengono anche conto degli apporti di capitali dell'affittuario, dei costi di produzione, della esigenza di riconoscere un compenso ai capitali investiti e degli altri apporti del locatore.
10. Procedure per la determinazione dell'equo canone (1). – La commissione tecnica provinciale determina, entro il 31 maggio di ogni anno, coefficienti di adeguamento dei canoni, in aumento o in diminuzione, tenuto conto dei criteri previsti dall'articolo precedente nonch� del mutamento di valore della lira secondo gli indici ISTAT per i prezzi alla produzione dei prodotti agricoli.
(1) V. art. I3 1. 12 giugno 1962, n. 567; art. 41
1. 11 febbraio 1971, n. 11;
11. Composizione delle commissioni tecniche provinciali. – La delega di funzioni attribuita alle regioni a statuto ordinario dal quarto comma dell'articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, � estesa alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano.
dal capo dell'ispettorato provinciale dell'agricoltura o da, un suo rappresentante; da quattro rappresentanti dei proprietari che affittano fondi rustici ad affittuari coltivatori diretti; da un rappresentante di proprietari che affittano fondi rustici ad affittuari non coltivatori diretti; da quattro rappresentanti di affittuari coltivatori diretti; da un rappresentante di affittuari non coltivatori diretti; da due esperti in materia agraria iscritti negli albi degli agronomi e dei periti agrari, designati uno dalle organizzazioni dei proprietari dei fondi rustici e uno dalle organizzazioni degli affittuari.
12. Funzionamento delle commissioni tecniche provinciali. – La commissione tecnica provinciale � presieduta dal capo dell'ispettorato provinciale dell'agricoltura o da un suo rappresentante.
Le deliberazioni sono valide quando siano adottate con l'intervento della met� pi� uno dei componenti ed a maggioranza assoluta dei presenti.
14. Regolamento di casi particolari. – La commissione tecnica provinciale � competente a determinare il canone sulla base dei criteri generali della presente legge, sentito il parere della commissione tecnica centrale nonch� quello della commissione censuaria provinciale, qualora manchino tariffe e redditi dominicali corrispondenti a particolari qualit� di colture. Se la commissione tecnica centrale o la commissione censuaria provinciale non esprimono il parere entro centoventi giorni dalla richiesta, la commissione tecnica provinciale provvede ugualmente alla determinazione del canone.
La commissione tecnica provinciale � altres� competente a stabilire particolari criteri per la determinazione del canone per i contratti di affitto aventi per oggetto colture effettuate in serra fissa, tenuto conto della diversit� delle colture praticate e degli apporti
del locatore e dell'affittuario anche per i terrazzamenti predisposti per le colture floricole. Nei territori del catasto derivante dall'ex catasto austro-ungarico, fino alla revisione e all'aggiornamento delle tariffe catastali, si applicano le tabelle determinate in base alle disposizioni di cui alla legge 12 giugno 1962, n. 567, vigenti nell'annata agraria anteriore all'entrata in vigore della legge 11 febbraio 1971, n. 11, rivalutate in base al tasso di svalutazione della lira nel frattempo intervenuta. Sui valori cos� ottenuti si opera una riduzione pari al venti per cento.
15. Conguaglio per alcune annate agrarie. - Salvo quanto disposto dal terzo comma dell'articolo 1 della legge 10 maggio 1978, n. 176, e successive modificazioni, il conguaglio dei canoni per le annate agrarie da 1970-1971 a 1976-1977 � dovuto in base ai coefficienti di seguito stabiliti:
per il triennio 1971-1972, 1972-1973 e 1973-1974, sessantacinque volte per gli affittuari coltivatori diretti e settantacinque volte per gli affittuari non coltivatori diretti; per il triennio 1974-1975, 1975-1976 e 1976-1977, settantacinque volte per gli affittuari coltivatori diretti e ottantacinque volte per gli affittuari non coltivatori diretti.
16. Miglioramenti, addizioni e trasformazioni (1). – Ciascuna delle parti pu� eseguire opere di miglioramento fondiario, addizioni e trasformazioni degli ordinamenti produttivi e dei fabbricati rurali, purch� le medesime non modifichino la destinazione agricola del fondo e siano eseguite nel rispetto dei programmi regionali di sviluppo oppure, ove tali programmi non esistano, delle vocazioni colturali delle zone in cui � ubicato il fondo [172,3-7, 202].
La parte che intende proporre la esecuzione delle opere di cui al primo comma, in mancanza di un preventivo accordo, deve comunicare all'altra parte e all'ispettorato provinciale dell'agricoltura, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, corredata di progetto di massima, la natura, le caratteristiche e le finalit� delle opere di cui si chiede l'esecuzione all'altra parte.
L'ispettorato provinciale dell'agricoltura, non appena ricevuta la comunicazione di cui al comma precedente, convoca le parti, che possono farsi assistere dalle rispettive organizzazioni professionali, ai fini di tentare un accordo in ordine alla proposta e ai connessi regolamenti di rapporti tra le parti. Nel caso in cui non si raggiunga tale accordo, l'ispettorato, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, si pronuncia, motivando, in senso favorevole o contrario in ordine alle opere richieste di cui al primo comma, riscontrata anche la congruit� delle medesime; indica altres� eventuali modificazioni tecniche al progetto presentato ed assegna, in caso di giudizio favorevole, un termine per l'inizio e la ultimazione delle opere.
In caso di dichiarazione negativa o di silenzio, l'affittuario pu� procedere senz'altro, anche se la proposta delle opere di cui al primo comma � stata fatta dal locatore, alla esecuzione delle medesime. Qualora il proprietario comunichi di voler eseguire direttamente le opere di cui al primo comma con le eventuali modifiche stabilite dall'ispettorato, deve iniziare ed ultimare le relative opere entro i termini assegnati dall'ispettorato stesso.
Se il proprietario non da inizio alle opere di cui al primo comma o non le ultima entro i termini di cui al comma precedente, l'affittuario pu� eseguirle a sue spese. L'affittuario � tenuto a comunicare, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al proprietario e all'ispettorato la sua decisione di surrogarsi al locatore nella esecuzione o nel completamento delle opere [19(1)].
17. Regime dei miglioramenti, delle addizioni e trasformazioni (1). – Il locatore che ha eseguito le opere di cui al primo comma dell'articolo 16 pu� chiedere all'affittuario l'aumento del canone corrispondente alla nuova classificazione del fondo ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, come modificato dall'articolo 18 della presente legge.
L'affittuario che ha eseguito le opere di cui al primo comma dell'articolo 16 ha diritto ad una indennit� corrispondente all'aumento del valore di mercato conseguito dal fondo a seguito dei miglioramenti da lui effettuati e quale risultante al momento della cessazione del rapporto, con riferimento al valore attuale di mercato del fondo non trasformato. Le parti possono convenire la corresponsione di tale indennit� anche prima della cessazione del rapporto [201].
Se non interviene accordo in ordine alla misura dell'indennit� prevista dal comma precedente, essa � determinata, a richiesta di una delle parti, dall'ispettorato provinciale dell'agricoltura, la cui deliberazione, agli effetti dell'articolo 634 del codice di procedura civile, costituisce prova scritta del credito per l'indennit� stessa.
All'affittuario compete la ritenzione del fondo fino a quando non gli sia stata versata dal locatore l'indennit� fissata dall'ispettorato oppure determinata con sentenza definitiva dall'autorit� giudiziaria.
Nel caso di vendita del fondo prima del pagamento all'affittuario della indennit� di cui al comma precedente, il proprietario � tenuto a dichiarare, nell'atto di vendita, l'esistenza dell'obbligazione nei confronti dell'affittuario per effetto delle opere di cui al primo comma dell'articolo 16, restando in tale caso liberato dall'obbligazione stessa.
Ove per l'espletamento delle opere di cui al primo comma dell'articolo 16 si rendano necessari permessi, concessioni, autorizzazioni da parte della pubblica amministrazione e nel caso in cui sia possibile ottenere finanziamenti pubblici, ai sensi delle norme vigenti in materia, per l'esecuzione delle opere stesse, l'affittuario pu� provvedere direttamente a proporre le relative istanze ed a percepire i finanziamenti, dandone comunicazione al locatore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Nella determinazione dell'indennit� di cui al secondo comma, i finanziamenti pubblici fatti propri dall'affittuario, che non abbia la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153, non sono computati.
18. Miglioramenti eseguiti dal proprietario. – II terzo comma dell'art. 4 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, � sostituito dai seguenti:
" Nei casi di miglioramenti eseguiti dal proprietario del fondo, che non giustifichino una modifica della qualit� e della classe catastale, le commissioni tecniche provinciali stabiliscono criteri e misure di aumento del canone proporzionati all'incremento di produttivit� del fondo conseguente all'investimento eseguito.
(1) II comma precedente, cio� il comma 2, dell'alt. 41. 11 febbraio 1971, n. 11, � del seguente tenore: " Qualora la qualit� e la classe catastale dei terreni componenti il fondo risultassero mutate, si potranno chiedere la revisione e il nuovo classamento e, una volta accolta dagli uffici competenti la domanda relativa, si potr� determinare il canone dovuto sulla base dei redditi dominicali relativi alle nuove qualit� e classi catastali e dei coefficienti per le categorie corrispondenti, a decorrere dalla data della domanda di revisione catastale".
19. Facolt� dell'affittuario di eseguire piccoli miglioramenti. - L'affittuario pu� eseguire piccoli miglioramenti in deroga alle procedure previste dall'articolo 16, previa comunicazione da inviarsi al concedente, venti giorni prima della esecuzione delle opere, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Per piccolo miglioramento si intende quello che venga eseguito dall'affittuario con il lavoro proprio e della propria famiglia e che non comporti trasformazioni dell'ordinamento produttivo, ma sia diretto a rendere pi� agevoli e produttivi i sistemi di coltivazione in atto.
20. Diritto di ritenzione. - II giudice, con riguardo alle condizioni economiche del locatore, pu� disporre il pagamento rateale, entro cinque anni, della indennit� di cui al secondo comma dell'articolo 17 da corrispondersi dal locatore medesimo all'affittuario, ordinando comunque la prestazione di idonee garanzie e il pagamento degli interessi legali oltre al risarcimento del danno derivante dalla eventuale svalutazione monetaria intervenuta tra la data dell'accertamento del diritto e quella del pagamento della somma dovuta.
Se nel giudizio di cognizione o nel processo di esecuzione � fornita prova della sussistenza in generale delle opere di cui al primo comma dell'articolo 16, all'affittuario compete la ritenzione del fondo fino a quando non sia stato soddisfatto il suo credito, salvo che il locatore non presti idonea garanzia da stabilirsi dall'autorit� giudiziaria su istanza del locatore medesimo.
21. Nullit� del subaffitto o della subconcessione. Diritto di surroga. – Sono vietati i contratti di subaffitto, di sublocazione e comunque di subconcessione dei fondi rustici (1).
La violazione del divieto, ai fini della dichiarazione di nullit� del subaffitto o della subconcessione, della risoluzione del contratto di affitto e della restituzione del fondo, pu� essere fatta valere soltanto dal locatore, entro quattro mesi dalla data in cui ne � venuto a conoscenza. Se il locatore non si avvale di tale facolt�, il subaffittuario o il sub-concessionario subentra nella posizione giuridica dell'affittuario o del concessionario.
Se il locatore fa valere i propri diritti, il subaffittuario o il subconcessionario ha facolt� di subentrare nella posizione giuridica dell'affittuario o del concessionario per tre annate agrarie a partire dalla scadenza di quella in corso e comunque per una durata non eccedente quella del contratto originario.
(1) V. artt. 1624 e 1649 c.c.; nonch� art. 21 l. 11 febbraio 1971, n. 11.
22. Computo della durata del contratto. - La durata minima dei contratti di affitto a conduttore non coltivatore diretto, prevista dall'articolo 17 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, � di quindici anni e decorre dalla data di inizio dell'ultimo contratto in corso tra le parti, sia nel caso di nuova convenzione sottoscritta sia nel caso di tacita rinnovazione e proroga del precedente contratto.
Qualora l'affittuario non coltivatore diretto sia imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153, non � operante il disposto di cui al quarto comma dell'articolo 1 della legge 22 luglio 1966, n. 606. In tale ipotesi, per i contratti in corso la durata non pu� comunque essere inferiore a quella minima stabilita per i contratti d'affitto in corso a coltivatore diretto.
Il terzo comma dell'articolo 1 della legge 22 luglio 1966, n. 606, � abrogato.
La conversione in affitto � estesa ai contratti di compartecipazione agraria, esclusi quelli stagionali, ai contratti di soccida con conferimento di pascolo e ai contratti di soccida parziaria, ove vi sia conferimento di pascolo, quando l'apporto del bestiame da parte del soccidante � inferiore al venti per cento del valore dell'intero bestiame conferito dalle pani (2).
(3) Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo " nella patte in cui prevede la possibilit� di esercitare la conversione anche nel caso in cui il concedente sia imprenditore a titolo principale o abbia dato adeguato apporto alla condirezione dell'impresa " (Corte cost., sent. 7 maggio 1984, n. 138). V. ora artt. 2-4 1. 14 febbraio 1990, n. 29. Per la qualit� di imprenditore a titolo principale v. artt. 12 e 13 1. 9 maggio 1975, n. 153, in attuazione delle direttive del Consiglio delle Comunit� Europee per la riforma dell'agricoltura,
28. Conversione a richiesta del concedente. — Se la conversione � chiesta dal concedente, entro l'annata agraria successiva il mezzadro, colono, compartecipante o soccidario deve comunicare al concedente, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, se aderisca o meno alla richiesta di conversione.
a) quando, all'atto della presentazione della domanda di conversione, nella famiglia del mezzadro, colono, compartecipante o soccidario non vi sia almeno una unit� attiva che si dedichi alla coltivazione dei campi o all'allevamento del bestiame, di et� inferiore ai sessanta anni [341a];
b) quando, sempre al momento in cui viene richiesta la conversione, il mezzadro, colono, compartecipante o soccidario dedichi all'attivit� agricola, nel podere o fondo oggetto del contratto, o in altri da lui condotti, meno dei due terzi del proprio tempo di lavoro complessivo [33 ,341b].
30. Disposizioni particolari. - Il concedente a mezzadria, colonia, compartecipazione, imprenditore a titolo principale ai sensi dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153, ha facolt� di proporre al concessionario forme associative secondo le norme e con i benefici di cui al secondo comma dell'articolo 36 della presente legge; anche in presenza di due soli soci. Tali forme associative non possono avere durata inferiore ai nove anni .
Se il concessionario non accetta la proposta pu� chiedere la conversione in affitto (1), che ha luogo alle seguenti condizioni:
Nei casi contemplati dal presente articolo al mezzadro, colono, compartecipante, che non chiede la conversione, � riconosciuto un aumento della quota dei prodotti e degli utili a lui spettanti per legge, contratto collettivo, consuetudine, pari al dieci per cento della produzione lorda vendibile.
(1) Comma dichiarato costituzionalmente illegittimo " nella parte in cui prevede la possibilit� di esercitare la conversione anche nel caso in cui i] concedente sia imprenditore a titolo principale o abbia dato adeguato apporto alla condirezione dell'impresa " (Corte cost., sent. 7 maggio 1984, n. 138).
31. Unit� produttive insufficienti. -Qualora il fondo o il podere oggetto del contratto associativo non costituisca, nelle sue attuali condizioni o a seguito della realizzazione di un piano di sviluppo aziendale, una unit� produttiva idonea [3] a consentire, per condizioni obiettive di redditivit� o produttivit�, la formazione di una impresa agricola valida sotto il profilo tecnico ed economico, la conversione del contratto di mezzadria, colonia, compartecipazione o soccida in affitto, prevista dall'articolo 25, non ha luogo [341 lett. b].
Per unit� produttiva idonea deve intendersi quella capace di assicurare, alla data della conversione, una produzione annuale media, dedotte le spese di coltivazione, escluse quelle di manodopera, pari almeno alla retribuzione annuale di un salariato fisso comune occupato in agricoltura, quale risulta dai patti sindacali vigenti nella zona.
Concorrono al raggiungimento dell'unit� produttiva idonea, oltre il fondo oggetto della conversione, anche gli altri fondi condotti a qualsiasi titolo dal concessionario; nel caso di cui all'articolo 33, concorrono anche tutti gli appezzamenti che compongono l'azienda pluripoderale per i quali venga richiesta la conversione. L'accertamento dell'idoneit� � effettuato dall'ispettorato provinciale dell'agricoltura nel cui ambito territoriale � sito il fondo oggetto di conversione.
� altres� idonea l'unit� produttiva che sia dichiarata tale dall'ispettorato sulla base di un piano di sviluppo aziendale, presentato dalla parte interessata, in grado di assicurare la produzione prevista dal secondo comma. Le determinazioni dell'ispettorato sono adottate entro novanta giorni dalla richiesta.
Nel caso previsto dal comma precedente, la conversione del contratto associativo in affitto ha luogo al termine dell'annata agraria in corso alla data della decisione dell'ispettorato ed il proponente � tenuto a realizzare il piano entro il termine fissato dall'ispettorato medesimo.
52. Aziende pluripoderali. - Nel caso in cui il podere o il fondo faccia parte di un complesso costituito da pi� poderi o fondi, la conversione ha luogo in favore dei richiedenti, singoli o associati. La richiesta pu� essere avanzata anche da uno solo dei coltivatori per il fondo da lui condotto.
Per l'utilizzazione economica e l'eventuale gestione degli impianti e delle attrezzature esistenti al servizio dell'intero complesso aziendale possono essere stipulate dalle parti, con l'assistenza delle rispettive organizzazioni professionali a rappresentanza nazionale, apposite convenzioni. In caso di mancato accordo, ciascuna delle parti pu� proporre un piano di utilizzazione delle attrezzature all'ispettorato provinciale dell'agricoltura che, nel termine di novanta giorni, sentiti gli interessati e le loro organizzazioni, decide con provvedimento motivato.
Qualora il podere o fondo oggetto della domanda di conversione si estenda su una superficie del complesso aziendale e sia in esso intercluso, � data facolt� al concedente di dare in affitto al concessionario, in alternativa, terreni, siti fuori o ai margini dell'azienda, di corrispondente valore e con analoghe caratteristiche culturali.
33. Conversione in affitto richiesta da pi� concessionari. - Nella ipotesi di aziende pluripoderali di cui all'articolo 52 e nel caso in cui un'unica azienda agricola od un'unica propriet� fondiaria siano suddivise in pi� appezzamenti di terreno ciascuno dei quali sia oggetto di un autonomo contratto associativo, qualora la conversione in affitto di tali contratti sia richiesta da pi� concessionari associati tra loro, l'unit� produttiva da prendere in considerazione ai fini della valutazione di idoneit�, secondo il criterio di cui all'articolo 31, � costituita dalla complessiva superficie agricola oggetto delle domande di conversione.
Nei casi previsti dal comma precedente, in deroga a quanto stabilito dalla lettera
b dell'articolo 29, � sufficiente, per far luogo alla conversione in affitto, che ciascun concessionario richiedente la trasformazione sia lavoratore agricolo abituale.
(1) Articolo cos� aggiunto ad opera dell'art. 5, 1� comma, 1. 14 febbraio 1990, n. 29.
b) dieci anni nel caso in cui la conversione, ancorch� richiesta dal concessionario, non possa aver luogo in presenza della causa impeditiva prevista dall'articolo 31 ovvero in presenza della causa di esclusione prevista dalla lettera
b dell'articolo 29 (1).
In tutti i casi previsti dal comma precedente, la durata � computata a far tempo dal termine dell'annata agraria successiva all'entrata in vigore della presente legge (2).
Restano tuttavia valide le clausole contrattuali verbali o scritte che prevedano una pi� lunga durata del rapporto associativo. Sono altres� valide le clausole perfezionate con gli accordi di cui all'art. 45 (3).
(2) V. alt. 63 e relativa nota. (3) Periodo cos� aggiunto ad opera dell'art. 61. 14 febbraio 1990, n. 29.
35. Prelazione per l'acquisto delle scorte. - Nel caso di vendita di scorte vive o mone o, nella soccida, di capi di bestiame, il concessionario o il concedente ha il diritto di prelazione nell'acquisto, anche parziale. Il concessionario pu� pagare il prezzo anche in quattro rate trimestrali con gli interessi legali. Il diritto di prelazione deve essere esercitato entro il termine perentorio di quindici giorni dalla comunicazione scritta, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
35bis.(1). Scorte. — Avvenuta la conversione del contratto in affitto, qualora il concedente non abbia liberato il fondo dalla propria parte di scolte vive e morte e, nella soccida, dal bestiame di sua propriet�, il concessionario pu� continuare a goderne, pagando una maggiorazione del canone legale dovuto, pari al sei per cento del valore di tali beni.
2. In mancanza di accordo delle parti e su richiesta di almeno una di esse, tale maggiorazione � determinata alla data di conversione, ed in seguito ogni tre anni dall'ispettorato provinciale dell'agricoltura o dall'organo regionale corrispondente.
(1) Articolo cos� aggiunto ad opera dell'art. 7 1. 14 febbraio 1990, n. 29.
37. Modificazioni della quota di riparto. — Al mezzadro, colono, compartecipante o soccidario che non pu� ottenere, o che comunque non richiede, la conversione del contratto in affitto � riconosciuto un aumento della quota dei prodotti e degli utili alla quale ha diritto per legge, patto individuale, contratto collettivo o consuetudine, pari al sei per cento della produzione lorda vendibile (1).
Nei casi previsti dal comma precedente, il colono, compartecipante o soccidario ha diritto ad una quota non inferiore al sessanta per cento della produzione lorda vendibile, semprech� partecipi o intenda partecipare a non meno del cinquanta per cento delle spese di conduzione, escluse quelle per la mano d'opera estranea.
42. Diritto di ripresa. - Per tutti i contratti agrari previsti dalla presente legge in corso, o in regime di proroga, alla data di entrata in vigore della medesima (1), il concedente che sia divenuto proprietario dei fondi da almeno un anno, anche successivamente alla data suddetta, pu� ottenere per s�, o per un componente la propria famiglia che ne abbia i requisiti, la risoluzione anticipata del contratto, previa disdetta, da intimare, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno tre anni prima della fine dell'annata agraria in cui avverr� il rilascio del fondo da parte del concessionario, purch� concorrano congiuntamente, nel soggetto per il quale � esercitata la ripresa, le seguenti condizioni:
b) che abbia nella propria famiglia, al momento della intimazione della disdetta, almeno una unit� attiva coltivatrice diretta di et� inferiore ai cinquantacinque anni;
d) che non sia nel godimento, a qualsiasi titolo, di altri fondi che, con le colture in atto, possono assorbire pi� della met� della forza lavorativa sua e della famiglia.
Il presente articolo si applica anche a favore del concedente coltivatore diretto che sia emigrato per ragioni di lavoro in Italia o all'estero da meno di cinque anni purch� sussistano le condizioni indicate nel comma precedente. In tale ipotesi la disdetta deve essere inviata almeno due anni prima della fine dell'annata agraria in cui avverr� il rilascio del fondo da parte del concessionario.
Nell'ipotesi in cui il soggetto per il quale � stata esercitata la ripresa non adempia all'obbligo di cui alla lettera c del primo comma, il concessionario ha diritto, a sua scelta, al risarcimento dei danni o al ripristino del contratto anche nei confronti dei terzi, fatto sempre salvo il risarcimento del danno.
43. Indennizzo in favore dei concessionari. — In tutti i casi di risoluzione incolpevole di contratti di affitto, di mezzadria, di colonia, di compartecipazione e di soccida con conferimento di pascolo di cui all'articolo 25, agli affittuari coltivatori diretti, agli affittuari non coltivatori diretti, ai mezzadri, ai coloni, ai compartecipanti e ai soccidari spetta, a fronte dell'interruzione della durata del contratto, un equo indennizzo [c.c. 1638] il cui ammontare, in mancanza di accordo fra le parti, � stabilito dal giudice [282].
Nella determinazione della misura dell'indennizzo il giudice tiene conto della produttivit� del fondo, degli anni per i quali ai sensi della presente legge il rapporto sarebbe dovuto proseguire e di tutti gli altri elementi ricorrenti nella specie.
La misura dell'indennizzo, nel caso di contratto di affitto, non pu� essere superiore a dodici annualit� del canone n� inferiore al canone relativo alle annualit� residue di durata del contratto, purch� non superiore a dodici; nel caso di contratto di mezzadria, colonia, compartecipazione e soccida non pu� superare l'ammontare delle ultime cinque quote annuali di riparto percepite dal mezzadro, dal colono, dal compartecipante o dal soccidario n� pu� essere inferiore all'ammontare delle quote di riparto relative alle annualit� contrattualmente residue, purch� non superiori a cinque.
44. Disposizioni in favore di piccoli concedenti. — A partire dall'anno 1982, a favore dei piccoli concedenti di terreni gi� affittati ovvero di terreni per i quali ha luogo la conversione in affitto ai sensi della presente legge, opera una detrazione dell'imposta sui redditi delle persone fisiche pari al dieci per cento della parte del reddito afferente ai fondi in questione.
Sono considerati piccoli concedenti i proprietari di terreni che abbiano un reddito catastale non superiore a lire tremila ed un reddito complessivo netto, ai fini dell'imposta sulle persone fisiche, di entit� non superiore a lire cinque milioni.
45. Efficacia degli accordi. — L'ultimo comma dell'articolo 23 della 1. 11 febbraio 1971, n. 11 � sostituito dal seguente: " Sono validi tra le parti, anche in deroga alle norme vigenti in materia di contratti agrari, gli accordi, anche non aventi natura transattiva, stipulati fra le parti stesse in materia di contratti agrari con l'assistenza delle rispettive organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, tramite le loro organizzazioni provinciali, e le transazioni stipulate davanti al giudice competente. Nelle province di Trento e Bolzano l'assistenza pu� essere prestata anche dalle organizzazioni professionali agricole provinciali ".
� fatto comunque divieto di stipulare contratti di mezzadria, colonia parziaria, di compartecipazione agraria, esclusi quelli stagionali e quelli di soccida. E fatto altres� divieto di corrispondere somme per buona entrata (1).
46. Tentativo di conciliazione. Disposizioni processuali. — Chi intende proporre in giudizio una domanda relativa a una controversia in materia di contratti agrari � tenuto a darne preventivamente comunicazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all'altra parte e all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio.
Nel caso in cui il tentativo di conciliazione non si definisca entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al primo comma, ciascuna delle parti � libera di adire l'autorit� giudiziaria competente.
Quando l'affittuario viene convenuto in giudizio per morosit�, il giudice, alla prima udienza, prima di ogni altro provvedimento; concede al convenuto stesso un termine, non inferiore a trenta e non superiore a novanta giorni, per il pagamento dei canoni scaduti, i quali, con l'instaurazione del giudizio, vengono rivalutati, fin dall'origine, in base alle variazioni della lira secondo gli indici ISTAT e maggiorati degli interessi di legge. Il pagamento entro il termine fissato dal giudice sana a tutti gli effetti la morosit�.
Costituisce grave ed irreparabile danno, ai sensi dell'articolo 373 del codice di procedura civile, anche l'esecuzione di sentenza che privi il concessionario di un fondo rustico del principale mezzo di sostentamento suo o della sua famiglia, o possa risultare fonte di serio pericolo per l'integrit� economica dell'azienda o per l'allevamento di animali.
Il rilascio del fondo a seguito di giudizio pu� avvenire solo al termine dell'annata agraria durante la quale � stata emessa sentenza esecutiva.
(1) L'art. 26 1. 11 febbraio 1971, n.11, cos� dispone; " Tutte le controversie relative all'attuazione della presente legge e delle altre leggi o norme sull'affitto sono di esclusiva competenza delle sezioni specializzate agrarie di cui alla legge 2 marzo 1963, n. 320.
Sono altres� devoluti alla competenza delle sezioni specializzate agrarie i provvedimenti cautelari, di cui al capo III, titolo I del libro IV del codice di procedura civile, relativi a controversie di competenza delle stesse sezioni.
48. Impresa familiare coltivatrice. -Il rapporto di mezzadria e, in presenza di impresa familiare [c.c 230 bis] coltivatrice, il rapporto di colonia parziaria e quello di affitto ed ogni altro rapporto agrario intercorrono tra concedente e famiglia coltivatrice, la quale � rappresentata nei confronti del concedente, se questi lo richiede, da uno dei suoi familiari.
Il rapporto continua anche con un solo familiare, purch� la sua forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella occorrente per le normali necessit� di coltivazione del fondo.
Qualora non sussista impresa familiare, il contratto pu� essere ceduto dal concessionario, anche senza il consenso del locatore, ad uno o pi� componenti la propria famiglia che continuino la diretta conduzione o coltivazione del fondo, purch� gi� svolgano da almeno tr� anni attivit� agricola a titolo principale.
49. Diritti degli eredi. - Nel caso di morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, quelli tra gli eredi che, al momento dell'apertura della successione, risultino avere esercitato e continuino ad esercitare su tali fondi attivit� agricola, in qualit� di imprenditori a titolo principale ai sensi dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153, o di coltivatori diretti, hanno diritto a continuare nella conduzione o coltivazione dei fondi stessi anche per le porzioni ricomprese nelle quote degli altri coeredi e sono considerati affittuari di esse. Il rapporto di affitto che cos� si instaura tra i coeredi � disciplinato dalle norme della presente legge, con inizio dalla data di apertura della successione.
L'alienazione della propria quota dei fondi o di parte di essa effettuata da parte degli eredi di cui al comma precedente � causa di decadenza dal diritto previsto dal comma stesso.
In caso di morte dell'affittuario, mezzadro, colono, compartecipante o soccidario, il contratto si scioglie alla fine dell'annata agraria in corso, salvo che tra gli eredi vi sia persona che abbia esercitato e continui ad esercitare attivit� agricola in qualit� di coltivatore diretto o di imprenditore a titolo principale, come previsto dal primo comma.
50. Terreni oggetto di concessione edilizia. — Per i terreni che, in conformit� a strumenti urbanistici vigenti, siano soggetti ad utilizzazione diversa da quella agricola, il proprietario o l'avente titolo che abbia ottenuto la concessione ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10 (1), pu� ottenere il rilascio dell'area necessaria alla realizzazione dell'opera concessa, dei relativi servizi e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Copia della raccomandata deve essere contestualmente inviata all'ispettorato provinciale dell'agricoltura, il quale convoca le parti, compie i necessari accertamenti ed effettua la stima delle colture in atto e delle opere di cui al primo comma dell'articolo 16. La stima deve essere comunicata alle parti entro trenta giorni dal ricevimento della copia della raccomandata da parte dell'ispettorato ed � definitiva.
E in facolt� dell'affittuario coltivatore diretto, mezzadro, colono o compartecipante o del rappresentante delle relative imprese familiari coltivatrici, se presenti, di chiedere, in alternativa alle somme di cui al comma precedente, le indennit� previste dal secondo comma dell'articolo 17 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, ivi compresa la maggioranza del cinquanta per cento di cui all'articolo 12 della legge medesima.
II rilascio deve avvenire decorsi trenta giorni dall'eseguito pagamento di quanto previsto nel quinto comma o dalla notificazione dell'effettuato deposito bancario della somma in caso di mancato ritiro. Ove il rilascio non sia stato effettuato entro il termine suddetto, il richiedente pu� ottenerlo con provvedimento di urgenza ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, presentando la relativa istanza entro trenta giorni dalla scadenza del termine stesso.
Restano ferme, anche per quanto attiene agli indennizzi, le norme sulla espropriazione per pubblica utilit�.
51. Utilizzazione agricola di terreni demaniali e patrimoniali. - L'ultimo comma dell'articolo 22 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, � sostituito dal seguente:
" Qualora vi sia una pluralit� di richieste si procede alla concessione mediante sorteggio, dovendosi per� riconoscere preliminarmente la preferenza ai coltivatori singoli o associati, insediati su fondi contigui al bene in oggetto delle concessione. Nei contratti agrari relativi a fondi rustici costituenti aziende agrarie annesse alle universit�, istituti universitari, istituti tecnici agrari ed istituti professionali per l'agricoltura sono valide le clausole particolari previste per consentire lo svolgimento delle attivit� di ricerca, didattiche e scientifiche degli enti ed istituti suddetti sui terreni a ci� destinati ".
52. Terreni montani destinati ad alpeggio. - Per i terreni montani destinati ad alpeggio, quando sussistano edifici ed attrezzature per l'alloggio del personale e per il ricovero del bestiame, possono essere stipulati contratti di affitto di durata inferiore a quella stabilita dall'articolo 1, purch� non inferiore a sei anni.
53. Rapporti regolati dalla presente legge. — La presente legge si applica a tutti i rapporti, comunque in corso, anche se oggetto di controversie che non siano state definite con sentenza passata in giudicato, salvo che la sentenza sia gi� esecutiva, oppure con transazione stipulata in conformit� al disposto dell'articolo 23 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, ad eccezione di quanto previsto nel primo comma dell'articolo 42 della presente legge.
Ai fini del decorso del termine quadriennale di cui al primo comma dell'articolo 25, non si computa il periodo durante il quale sono pendenti giudizi di nullit�, di annullamento, di risoluzione, di opposizione alla proroga dei contratti agrari associativi nonch� giudizi dinanzi ai tribunali amministrativi regionali.
Ai rapporti di miglioria di cui all'articolo 1 della legge 25 febbraio 1963, n. 327, e ai rapporti analoghi esistenti nell'intero territorio nazionale, sino a quando non abbiano raggiunto la durata indicata in tale articolo, si applicano le norme della presente legge semprech� pi� favorevoli alle condizioni pattizie e consuetudinarie esistenti.
55. Adeguamento dei rapporti esistenti. — Per i rapporti di mezzadria e colonia parziaria con clausola migliorataria trasformati in affitto il reddito dominicale da prendere a base per la determinazione del canone e per i coefficienti di moltiplicazione � quello relativo alla qualit� e classe di coltura esistenti all'inizio del rapporto.
56. Contratti per i quali � esclusa l'applicazione della presente legge. — Le disposizioni della presente legge non si applicano ai contratti agrari di compartecipazione limitata a singole coltivazioni stagionali n� alle concessioni per coltivazioni intercalari n� alle vendite di erbe di durata inferiore ad un anno quando si tratta di terreni non destinati a pascolo permanente, ma soggetti a rotazione agraria (1).
58. Inderogabilit� delle norme della presente legge e abrogazione di tutte le disposizioni incompatibili. - Tutte le norme previste nella presente legge sono inderogabili. Le convenzioni in contrasto con esse sono nulle di pieno diritto e la loto nullit� pu� essere rilevata anche d'ufficio, salvo il disposto degli articoli 45 e 51 (1).
60. Delega al Governo. - II Governo della Repubblica � autorizzato ad emanare, entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge (1), sentito il parere delle Commissioni permanenti delle due Camere, competenti per materia, un testo unico di tutte le disposizioni legislative in vigore in materia di contratti agrari. Nella formazione del testo unico il Governo provvede al coordinamento delle norme suddette, apportandovi, ove necessario ai fini del coordinamento stesso, le occorrenti modificazioni.
62. Revisione degli estimi. Imposte sui terreni. - Ancorch� intervenga la revisione degli estimi catastali, per la determinazione del canone continua a prendersi a base il reddito dominicale stabilito a norma del regio decreto-legge 4 aprile 1939, n. 589, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 1939, n. 976, sino all'entrata in vigore di una nuova legge che disciplini la materia.

References: art. 63
 art. 6
 art. 41
 sentenza 
 art. 21
 sentenza 
 sentenza 
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