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Timestamp: 2018-08-20 00:51:05+00:00

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REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano. La Corte di Appello di Firenze S E N T E N Z A. Svolgimento del processo - PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano La Corte di Appello di Firenze Sezione lavoro nelle persone dei Magistrati: Dott. Raffaele Bazzoffi Dott. Fausto Nisticò Dott. Vincenzo Nuvoli Presidente Consigliere Consigliere rel. ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A all udienza del 22 novembre 2011 nella causa iscritta al n. 953 del Ruolo generale dell anno 2009 promossa da con l Avv. appellante contro Istituto nazionale per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (I.N.A.I.L.) con l Avv. G. Quartararo appellato Svolgimento del processo S. R. ha proposto appello avverso la sentenza n. 601 in data del Tribunale di Firenze, in funzione di giudice del lavoro, con la quale è stata respinta la domanda di condanna al pagamento della rendita per malattia professionale nella misura del 25%. L INAIL si è costituito, chiedendo il rigetto del gravame.
2 Disposto il rinnovo della C.T.U. medico-legale, all odierna udienza la causa è stata discussa e decisa come da dispositivo, del quale è stata data lettura. Motivi della decisione La C.T.U. medico-legale espletata nel presente grado di giudizio (cfr. relazione dr. P. R. depositata in data ), all esito di analisi approfondita e condotta alla stregua dei migliori criteri della scienza medica (in base ai dati obiettivi emersi dagli esami clinici e dall anamnesi di parte ricorrente), con motivazione esente da vizi logici od argomentativi, ha concluso che parte ricorrente è affetta da asbestosi di origine professionale, che ha determinato postumi permanenti nella misura del 6% con decorrenza dal febbraio Le conclusioni peritali possono essere poste a base della decisione, in quanto: la C.T.U. medico-legale espletata in primo grado, pur avendo accertata l esposizione dell appellante a fibre di asbesto, e la loro presenza nelle vie respiratorie, aveva escluso la connessione con la broncopneumopatia da cui questi è affetto; la C.T.U. medico-legale rinnovata nella presenta fase, tenendo in considerazioni gli elementi acquisiti (quadro patologico compatibile con asbestosi di grado lieve, cessazione da lungo tempo di altro fattore patogeno fumo, esposizione ad asbesto), ha invece formulato una valutazione di ragionevole probabilità della sussistenza della malattia professionale, con minimo danno funzionale; tenuto conto della cessazione da lungo tempo di ulteriori fattori patogeni, la valutazione probabilistica formulata dal C.T.U. è pienamente attendibile; 2
3 per consolidata giurisprudenza, In tema di accertamento della sussistenza di una malattia professionale non tabellata e del relativo nesso di causalità (nella specie, esposizione al fumo passivo) - posto che la prova, gravante sul lavoratore, deve essere valutata in termini di ragionevole certezza, nel senso che, esclusa la rilevanza della mera possibilità dell'origine professionale, questa può essere ravvisata in presenza di un notevole grado di probabilità - il giudice può giungere al giudizio di ragionevole probabilità sulla base della consulenza tecnica d'ufficio che ritenga compatibile la malattia non tabellata con la "noxa" professionale utilizzando, a tale scopo, anche dati epidemiologici, per suffragare una qualificata probabilità desunta anche da altri elementi. In tal caso, il dato epidemiologico (che di per sé attiene ad una diversa finalità) può assumere un significato causale, tant'è che la mancata utilizzazione di tale dato da parte del giudice, nonostante la richiesta della difesa corroborata da precise deduzioni del consulente tecnico di parte, è denunciabile per cassazione. (Cass n. 3227); mentre In materia di malattia professionale, per l'accertamento dell'eziologia professionale della patologia contratta trova applicazione il criterio secondo il quale deve ritenersi acquisita la prova del nesso causale nel caso sussista un'adeguata probabilità, sul piano scientifico, della risposta positiva, non occorrendo una assoluta certezza, e ciò non a causa dell'incompletezza delle prove fornite riguardo ad elementi strettamente fattuali, ma per ragioni intrinseche alla variabilità e non completa prevedibilità delle reazioni dei soggetti umani ai fattori potenzialmente incidenti sul loro stato di salute e alla limitata possibilità di identificare anche "ex post" quali siano stati i fattori causali che concretamente abbiano operato, tanto più che, in applicazione dell'art. 41 cod. pen., va riconosciuta efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito alla produzione dell'evento, salvo il limite derivante dall'intervento di un fattore esterno all'attività lavorativa che sia di per sé sufficiente a produrre l'infermità e a far degradare altre evenienze a mere occasioni. (Nella specie, in applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha cassato 3
4 la sentenza impugnata che aveva attribuito al tabagismo efficacia causale della neoplasia polmonare, senza approfondire se l'esposizione ai fumi di fonderia di fusione dell'acciaio, sprigionanti sostanze tossiche, avesse avuto un ruolo concausale). (Cass n. 1135). La contestazione di parte appellante in ordine all entità dei postumi non è condivisibile, in quanto la relazione peritale, richiamando i risultati degli esami clinici effettuati, ha precisato che essi risultano compatibili con interstiziopatia asbestosica, peraltro di lieve incidenza funzionale. Alla stregua delle conclusioni peritali, in riforma della sentenza di primo grado l INAIL va condannato alla corresponsione dell indennizzo in capitale, ex art. 13 d. lgs n. 38, nella misura del 6%; sulle relative differenze arretrate competono interessi legali (ex art. 16, VI co., L. 412/1991) con decorrenza dal 121 giorno dalla domanda amministrativa e dalle singole scadenze a esso successive, fino al saldo. Considerata la complessità e controvertibilità della fattispecie, sono ravvisabili giusti motivi ex art. 92 c.p.c. per la compensazione per ½ delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio, e l INAIL va condannato al pagamento del residuo ½, liquidato per tale quota come da dispositivo, con distrazione a favore del difensore, dichiaratosi antistatario; vanno poste a carico di parte appellata le spese di C.T.U. di entrambi i gradi di giudizio, liquidate come in atti. P.Q.M. La Corte, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza, eccezione e deduzione: in accoglimento dell appello proposto da S. R. avverso la sentenza n. 601 in data del Tribunale di Firenze, in funzione di giudice del lavoro, condanna l INAIL al pagamento, a favore di parte ricorrente, dell indennizzo in capitale per inabilità permanente nella misura del 6%, oltre interessi legali sui relativi arretrati con 4
5 decorrenza dal 121 giorno dalla domanda amministrativa, e dalle singole scadenze successive, fino al saldo; compensa per ½ le spese processuali di entrambi i gradi di giudizio, e condanna l INAIL al pagamento, a favore di parte ricorrente, del residuo ½, liquidato per tale quota in 600,00 per diritti, 700,00 per onorari, oltre spese generali, IVA e CAP, disponendone la distrazione a favore del difensore antistatario; pone a carico dell INAIL le spese di C.T.U. di entrambi i gradi di giudizio, liquidate come in atti. Firenze, 22 novembre 2011 Il Consigliere est. (Dott. Vincenzo Nuvoli) Il Presidente (Dott. Raffaele Bazzoffi) 5
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