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Timestamp: 2020-02-17 03:31:34+00:00

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Art. 78 codice di procedura penale - Formalità della costituzione di parte civile - Brocardi.it
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Articolo 78 Codice di procedura penale
Formalità della costituzione di parte civile
Dispositivo dell'art. 78 Codice di procedura penale
b) le generalità dell'imputato nei cui confronti viene esercitata l'azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo [66 c.p.p.];
d) l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda [163 n. 4 c.p.c.];
2. Se è presentata fuori udienza, la dichiarazione deve essere notificata, a cura della parte civile, alle altre parti e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione [85 c.p.p.].
3. Se la procura non è apposta in calce o a margine della dichiarazione di parte civile, ed è conferita nelle altre forme previste dall'articolo 100, commi 1 e 2, essa è depositata nella cancelleria o presentata in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione della parte civile (1) (1) (2) (3).
(1) Se la costituzione di parte civile è stata ammessa in primo grado allora non può costituire motivo di impugnazione non essendo contestabile nei gradi successivi.
(2) Tale comma è stato sostituito dall'art. 13, comma 2, l. 16 dicembre 1999, n. 479. Il testo previgente recitava: «3. La procura conferita nelle forme previste dall'articolo 100 comma 1 è depositata nella cancelleria o presentata in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione di parte civile.».
(3) Si veda l'art. 13, comma 4, l. 16 dicembre 1999, n. 479, così come modificato dall'art. 3, d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv. in l. 5 giugno 2000, n. 144 in base al quale «La disposizione di cui al comma 3 [art. 78, comma 3] si applica anche alle procure conferite prima della data di entrata in vigore della presente legge».
Spiegazione dell'art. 78 Codice di procedura penale
L'atto di costituzione di parte civile è un atto fondamentale perchè consente la persona offesa di acquisire un ruolo nel processo divenendone parte attiva. Per tali motivi la norma in commento si occupa di disciplinare le formalità relative alla costituzione di parte civile.
Premesso che, per quanto concerne la legitimatio ad causam, l'articolo 74 stabilisce che l'azione civile di cui all'articolo 185 del codice penale possa essere esercitata dal danneggiato e dai suoi eventuali successori universali, e questo sia nei confronti dell'imputato che del responsabile civile, la dichiarazione deve essere depositata nella cancelleria del giudice che procede o presentata direttamente in udienza, e deve contenere, a pena di inammissibilità:
le generalità della persona fisica o la denominazione dell'associazione o dell'ente e le generalità del suo legale rappresentante;
le generalità dell'imputato;
il nome ed il cognome del proprio difensore, unitamente all'indicazione della procura;
l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda, vale a dire la ricostruzione dei fatti ed il nesso causale tra la condotta dell'imputato ed il danno procurato;
Per costituirsi in giudizio tramite difensore è necessaria la procura speciale la cui sottoscrizione deve obbligatoriamente essere autenticata anche dal difensore medesimo. La procura, anche se non apposta in calce o a margine ai sensi del II comma dell'art. 100, può essere apposta su di un foglio distinto purchè sia esplicitato l'atto e il procedimento cui si allega; può altresì essere conferita in un contesto distinto da quello dell'atto cui si riferisce e, conseguentemente, può essere depositata in cancelleria oppure presentata unitamente all'atto di costituzione in udienza.
Posto che la presentazione in udienza vale come notifica alle altre parti processuali, se la dichiarazione di costituzione di parte civile viene presentata fuori udienza è necessaria la notifica, a cura della parte civile, alle altre parti (compreso il pubblico ministero.
L'ultimo comma si occupa della procura, prevedendo che se essa non è apposta in calce o a margine della dichiarazione di parte civile, deve essere depositata unitamente alla dichiarazione di costituzione di parte civile.
Massime relative all'art. 78 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 52435/2017
L'omessa indicazione della data di conferimento della procura speciale al difensore della parte civile non determina alcuna incertezza in ordine allo "ius postulandi" dello stesso, posto che l'art. 78, comma 3, cod. proc. pen. prevede espressamente che, qualora non venga apposta in calce o a margine dell'atto di costituzione di parte civile, la procura può essere presentata direttamente in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione, sicché in tal caso la data che fa fede è quella di deposito.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 52435 del 16 novembre 2017)
Cass. pen. n. 9933/2015
Nel caso di fatto diverso a seguito di contestazione suppletiva effettuata dal P.M. in udienza, la parte civile già costituita non deve rinnovare la costituzione, ma può limitarsi a modificare nelle conclusioni la domanda già proposta sia con riferimento alla "causa petendi", che al "petitum".
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9933 del 9 marzo 2015)
Cass. pen. n. 3797/2015
Il difensore dell'imputato non è ricompreso tra le "altre parti" cui deve essere notificato, ai sensi dell'art. 78, comma secondo, cod. proc. pen., l'atto di costituzione di parte civile presentato fuori udienza, posto che nel vigente codice di rito la nozione di "parte" deve intendersi riferita ai soggetti, attivo e passivo (pubblico ministero e imputato), dell'azione penale, nonché ai soggetti dell'eventuale azione civile proposta in sede penale (parte civile, responsabile civile, persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3797 del 27 gennaio 2015)
Cass. pen. n. 43481/2014
È ammissibile la costituzione di parte civile, ancorché la sottoscrizione del difensore sia apposta esclusivamente in calce alla procura speciale rilasciata dalla persona offesa e non alla dichiarazione di costituzione sottoscritta dal solo interessato, considerato che essa è sufficiente ad integrare il requisito della sottoscrizione del difensore in calce all'atto di costituzione, previsto dall'art. 78, comma primo, lett. e) cod. proc. pen.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 43481 del 17 ottobre 2014)
Cass. pen. n. 7038/2011
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7038 del 23 febbraio 2011)
Cass. pen. n. 38535/2008
La costituzione di parte civile richiede, anche nel giudizio direttissimo, il rispetto delle formalità previste dalla legge, consistenti nel deposito in cancelleria o nella presentazione in udienza dell'apposita dichiarazione. (La Corte ha precisato che è illegittima la costituzione per mezzo della mera rappresentazione informale dell'intento di costituirsi).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 38535 del 10 ottobre 2008)
Cass. pen. n. 12212/2005
Ai fini dell'ammissibilità della costituzione di parte civile, visto il disposto dell'articolo 78, comma 1, lettera d), c.p.p., non è sufficiente far riferimento all'avvenuta commissione di un reato, ma è necessario richiamare le «ragioni» in forza delle quali si pretende che dal reato siano scaturite conseguenze pregiudizievoli, nonché il «titolo» che legittima a far valere la pretesa: in tale prospettiva, relativamente a vicenda relativa a un omicidio colposo conseguente a incidente stradale commesso in danno del figlio, deve ritenersi logicamente ed esaustivamente indicativa della legittimazione e della causa petendi sottostante la richiesta di risarcimento in sede penale, quanto meno in ordine al danno morale, la costituzione di parte civile di soggetto che si dichiari come «padre» della vittima (nella specie, con il supporto di un atto notorio), pur non deducendo e spendendo la qualità di erede della medesima.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 12212 del 30 marzo 2005)
Cass. pen. n. 27767/2004
La sottoscrizione del difensore, in calce o a margine dell'atto di costituzione di parte civile, ancorchè successiva alla data in esso figurante, assolve, oltre che alla funzione di cui all'art. 78, comma primo, lett. e), c.p.p., anche a quella di autenticazione della firma del danneggiato sulla procura speciale, quando a questa si faccia riferimento nell'atto di costituzione ed entrambi gli atti siano poi depositati nella medesima data.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 27767 del 21 giugno 2004)
Cass. pen. n. 39695/2002
In tema di costituzione di parte civile, l'inosservanza della prescrizione dell'art. 78 c.p.p., che richiede a pena di inammissibilità l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda, è ravvisabile solo ove, in base alla dichiarazione, non sia individuabile, neppure per relationem all'addebito elevato con l'imputazione, il rapporto tra fatto-reato e danno lamentato, che deve invece essere specificato quando il danno viene ricollegato a reati di pericolo e, comunque, quando il danneggiato non si identifichi con la persona offesa (in applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto affetta da inammissibilità la costituzione di parte civile priva di legitimatio ad causam di coloro che avevano affidato l'esecuzione di lavori di progettazione a persone che abusivamente esercitavano la professione di architetto).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39695 del 23 novembre 2002)
Cass. pen. n. 13815/1999
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 13815 del 2 dicembre 1999)
Cass. pen. n. 684/1999
In tema di costituzione di parte civile, l'adempimento delle prescrizioni di cui alla lettera d) dell'art. 78 c.p.p. (esposizione delle ragioni che giustificano la domanda) risulta adeguatamente realizzato dal richiamo al capo di imputazione, il quale, se correttamente formulato, include gli elementi di fatto a fondamento della legittimazione attiva e di ogni ragione giustificativa della domanda. (Nella fattispecie, la Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, il quale aveva lamentato che, nella fase di merito, era stata ammessa la costituzione di parte civile, nonostante la mancata esposizione delle ragioni della domanda).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 684 del 23 ottobre 1999)
In tema di costituzione di parte civile, l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda, richiesta a pena di inammissibilità della stessa, deve servire solo a individuare la pretesa fatta valere in giudizio e non già ad enucleare le ragioni atte a determinarne l'accoglimento. Ne consegue che l'impegno argomentativo necessario a giustificare l'esercizio dell'azione civile nel processo penale dipende dalla natura delle imputazioni e dal rapporto tra i fatti lamentati e la pretesa azionata sicché, allorquando detto rapporto sia immediato, come nel caso in cui si lamenti ingiuria o minaccia, si deve ritenere che ai fini dell'esposizione della causa petendi sia sufficiente il mero richiamo al fatto descritto nel capo di imputazione.
Cass. pen. n. 496/1999
La costituzione di parte civile ammessa in primo grado non è contestabile nei gradi successivi e non può, pertanto, essere oggetto di impugnazione. Ciò perché la questione concernente l'inosservanza delle disposizioni relative alla rappresentanza della parte civile è preclusa se non proposta subito dopo che sia stato compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 496 del 16 gennaio 1999)
Cass. pen. n. 5270/1997
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 5270 del 5 giugno 1997)
Cass. pen. n. 5047/1997
L'art. 78, comma primo, lett. e), c.p.p., richiede, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del difensore in calce all'atto di costituzione di parte civile: a tal fine deve ritenersi sufficiente la sottoscrizione apposta dal difensore in calce al mandato conferitogli dalla parte privata ai fini di detta costituzione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5047 del 29 maggio 1997)
Cass. pen. n. 8723/1996
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 8723 del 26 settembre 1996)
La questione concernente l'inosservanza delle disposizioni relative alla rappresentanza della parte civile è preclusa se non proposta subito dopo che sia stato compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti.
L'ordinanza decisoria delle questioni preliminari è suscettibile di impugnazione congiuntamente alla sentenza, salvo che la legge disponga altrimenti, in virtù del disposto dell'art. 586 c.p.p. Conseguentemente, l'imputato ha il diritto di impugnare la ordinanza che abbia respinto le eccezioni formulate in ordine alla costituzione di parte civile ai sensi dell'art. 491 c.p.p., unitamente alla sentenza resa, ove questa sia da lui impugnabile. (Fattispecie relativa a pronuncia di condanna alla pena e ai danni civili, per il delitto di ingiuria).
Cass. pen. n. 11357/1993
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 11357 del 13 dicembre 1993)

References: Articolo 78

Articolo 78

Cass. 
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