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Timestamp: 2020-08-11 07:31:35+00:00

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tema topic 26 luglio 2020 Jul 26, 2020
Studi - Attività produttive Studi - Attività produttive Studi - Finanze Studi - Finanze
Banche e mercati finanziari Banking and financial sector Fisco Tax policies Sviluppo economico e politiche energetiche Economic development and energy policies
Misure fiscali e finanziarie per l'emergenza Coronavirus null
Diverse misure di sospensione di adempimenti e di versamenti tributari sono state introdotte inizialmente per la cd. zona rossa di Lombardia e Veneto dal decreto-legge n. 9 del 2020 e, successivamente, sono state confermate ed estese a tutto il territorio nazionale dal decreto-legge n. 18 del 2020 (cd. decreto Cura Italia) per essere poi prorogate dal decreto legge Liquidità e dal decreto Rilancio.
I contribuenti che decidano di non avvalersi delle sospensioni possono chiedere che della circostanza sia data menzione (articolo 71 del decreto-legge n. 18 del 2020), che può essere utilizzata a fini commerciali e di pubblicità.
Da ultimo gli articoli 126 e 127 del decreto legge n. 34 del 2020, decreto Rilancio, hanno prorogato al 16 settembre 2020 i seguenti termini per la ripresa degli adempimenti e della riscossione dei versamenti sospesi:
versamenti tributari, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria per i comuni maggiormente colpiti dall'emergenza sanitaria (articolo 1, DM 24 febraio 2020 e articolo 5, del decreto legge 9 del 2020, abrogato e di cui sono salvi gli effetti);
ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi dal 2 marzo al 30 aprile, nonché Iva in scadenza nel mese di marzo 2020, a favore dei soggetti che operano in specifici settori (art. 61 decreto-legge n. 18 del 2020, Cura Italia);
ritenute, trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, nonché dell'Iva, per i mesi di aprile e maggio 2020 per alcuni operatori economici che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nonché per i soggetti economici che hanno intrapreso l'esercizio dell'attività dopo il 31 marzo 2020 (articolo 18 decreto Liquidità;);
ritenute su ricavi e compensi percepiti nel periodo tra il 17 marzo ed il 31 maggio dai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro (ritenute d'acconto sui redditi di lavoro autonomo nonché sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari, articolo 19 decreto Liquidità);
ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria per federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche (art. 61 del decreto Cura Italia);
ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché dell'Iva per i soggetti con ricavi o compensi fino a 2 milioni di euro e per i soggetti delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza (artt. 61 e 62 decreto Cura Italia);
Con Circolare 6/E del 23 Marzo 2020 l'Agenzia delle entrate ha reso i primi chiarimenti sulla sospensione dei termini e sull'accertamento con adesione. Ulteriori chiarimenti sono pubblicati nella circolare 8/E del 3 aprile 2020 e, con particolare riferimento al decreto-legge n. 23 del 2020, nella circolare n. 9/E del 13 aprile 2020. La circolare n. 10/E fornisce i primi chiarimenti sul rinvio delle udienze e la sospensione dei termini processuali a seguito dell'emergenza. Più di recente, l'Agenzia ha pubblicato un vademecum con le misure sul decreto Rilancio.
Con riferimento ai cd. avvisi bonari, il decreto Rilancio (articolo 144) prevede che siano considerati tempestivi, se eseguiti entro il 16 settembre 2020, i pagamenti in scadenza tra l'8 marzo e il giorno antecedente l'entrata in vigore del decreto. Tali pagamenti sono sospesi se con scadenza nel periodo compreso tra l'entrata in vigore del decreto e il 31 maggio 2020.
Il decreto Rilancio sospende inoltre (articolo 154, lettera a)) cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi, avvisi di addebito Inps, accertamenti dogane, ingiunzioni e accertamenti esecutivi degli enti locali scadenti nel periodo compreso tra l'8 marzo e il 31 agosto 2020; per i soggetti con residenza, sede legale o sede operativa nei comuni della c.d. zona rossa (allegato 1 del DPCM 1° marzo 2020), la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020. I pagamenti in scadenza nel periodo di sospensione devono essere effettuati entro il mese successivo al termine finale della sospensione e, pertanto, entro il 30 settembre 2020. Fino al 31 agosto 2020 sono sospese le notifiche delle cartelle e degli altri atti della riscossione per il recupero, anche coattivo, dei debiti scaduti prima dell'inizio del periodo di sospensione
Ai sensi dell'articolo 24 del decreto Rilancio (34 del 2020), non è dovuto il versamento del saldo 2019 e della prima rata dell'acconto 2020 relativi all'Irap. L'articolo 20 del decreto Liquidità (23 del 2020) consente ai contribuenti di calcolare gli acconti IRPEF, IRES e IRAP sulla base del cd. metodo previsionale (ovvero in base ai redditi che si prevede di ottenere nel periodo di impresa) in luogo del criterio storico (sulla base della dichiarazione dell'anno precedente), nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi, a specifiche condizioni.
I decreti emergenziali hanno introdotto numerose misure agevolative sotto forma di crediti d'imposta. Si ricorda in questa sede il credito di imposta per le spese sostenute per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all'estero, ove disdette (articolo 12-bis del decreto-legge n. 23 del 2020); durante l'esame in sede referente del decreto Rilancio, le relative risorse sono state incrementate di 30 milioni di euro per l'anno 2020 e l'incremento è stato destinato anche alle spese sostenute per le manifestazioni disdette in ragione dell'emergenza epidemiologica.
Si segnalano le seguenti misure agevolative:
un credito di imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro (articolo 64 del decreto-legge 18 del 2020 e articolo 30 del decreto legge n. 23 del 2020, ora confluito nell'articolo 125 del decreto-legge Rilancio che ha potenziato la misura e, durante l'esame in sede referente, l'agevolazione è stata estesa anche alle strutture alberghiere a carattere imprenditoriale in possesso di specifici requisiti di legge;
un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione versato per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, relativo ad immobili non abitativi destinati all'esercizio dell'attività d'impresa, anche agricola e, di lavoro autonomo (articolo 28 decreto Rilancio); in sede referente è stato esteso, anche se in misura minore, alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro ed elimina, per le imprese che hanno avviato l'attività nel 2019 e per alcuni comuni colpiti da eventi calamitosi (con stato di emergenza ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19), il vincolo della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi; è stato inoltre specificato che il credito d'imposta può essere ceduto al locatore in luogo del pagamento della corrispondente parte del canone, previo consenso del locatore;
l'ampliamento del c.d. tax credit per le edicole (articolo 98 del decreto-legge n. 18 del 2020);
la possibilità (articolo 122 decreto Rilancio), fino al 31 dicembre 2021, per i beneficiari dei crediti d'imposta per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 di optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, i quali possono utilizzare il credito ceduto anche in compensazione. Nel corso dell'esame in commissione è stato chiarito che la cessione può essere effettuata anche nei confronti del locatore o concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare;
il riconoscimento (articolo 176), per il periodo d'imposta 2020, ai nuclei familiari di un credito, fino ad un importo massimo di 500 euro, utilizzabile per il pagamento dei servizi offerti dalle imprese turistico ricettive, bed & breakfast e agriturismo. Esso è destinato ai nuclei familiari in possesso di una dichiarazione sostitutiva unica fornita dall'Inps e con ISEE non superiore a 40 mila euro.
Con riferimento al settore cinematografico il decreto Rilancio consente per il 2020 una maggiore flessibilità nella ripartizione delle risorse destinate ai crediti di imposta in tale settore, anche in deroga alle percentuali previste a regime (articolo 183, co. 7); rafforza il regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari (articolo 186); introduce un regime straordinario di forfettizzazione delle rese di giornali quotidiani e periodici, ai fini IVA (articolo 187); prevede un credito d'imposta, in via straordinaria per l'anno 2020, per le spese sostenute per l'acquisto, nel 2019, della carta utilizzata per la stampa di quotidiani e periodici (articolo 188) e un credito d'imposta, per il 2020, in favore di alcune imprese editrici di quotidiani e di periodici pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nel 2019 per l'acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale (articolo 190).
Con riferimento alle detrazioni fiscali, il decreto Rilancio dispone l'incremento della detrazione per l'ecobonus e sismabonus al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi (efficentamento energetico, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici), con fruizione in 5 rate annuali di pari importo o opzione per la trasformazione in credito d'imposta o sconto (articolo 119). Nel corso dell'esame in sede referente, il termine per fruire dell'agevolazione fiscale di riqualificazione energetica è stato esteso fino al 30 giugno 2022 per gli interventi effettuati dagli istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati ed è stato chiarito che, per le persone fisiche, le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici si applicano per gli interventi realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari.
Il decreto Rilancio consente per gli anni 2020 e 2021 di trasformare alcune detrazioni fiscali, alternativamente, in uno sconto pari al massimo al corrispettivo dovuto al fornitore o in credito d'imposta con possibilità di successiva cessione ad altri soggetti (articolo 121). Durante l'esame del provvedimento in Commissione è stato precisato che il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e che può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari; stato previsto che la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all'atto della cessione ad altri soggetti; è stata introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori.
In materia di Iva, si prevede la definitiva soppressione delle c.d. clausole di salvaguardia e dei relativi aumenti Iva e accise (articolo 123). Inoltre, fino al 31 dicembre 2020 sono esenti, con diritto alla detrazione dell'imposta pagata sugli acquisti, le cessioni di mascherine e di altri dispositivi medici e di protezione individuale. Dal 1° gennaio 2021 a tali cessioni si applica l'aliquota Iva del 5% (articolo 124 del decreto Rilancio).
Per il 2020 il decreto Rilancio eleva a un milione di euro il limite per la compensazione, in F24, dei crediti tributari (articolo 147) e consente di effettuare i rimborsi fiscali senza compensazione tra il credito d'imposta e il debito iscritto a ruolo (articolo 145).
Il medesimo decreto Rilancio rinvia al 1° gennaio 2021 le sanzioni per le violazioni riguardanti la memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, l'adeguamento dei registratori telematici per la trasmissione dei dati al Sistema tessera sanitaria (articolo 140), la cd. lotteria degli scontrini (articolo 141); l'avvio sperimentale della cd. precompilata Iva (articolo 142); l'integrazione dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di Interscambio (articolo 143), sulla quale era già intervenuto il decreto Liquidità con una prima semplificazione e dilazione delle scadenze (articolo 28).
Si ricordano inoltre le seguenti misure:
la sospensione, fino al 31 dicembre 2020, degli adempimenti necessari (quali il cambio di residenza) per godere delle agevolazioni fiscali connesse all'acquisto della prima casa (articolo 24 del decreto-legge n. 23 del 2020);
la neutralizzazione degli effetti fiscali delle cessioni di farmaci nell'ambito di programmi ad uso compassionevole, modalità con cui vengono attualmente ceduti i farmaci volti a contrastare il COVID 19 (articolo 27 del decreto-legge n. 23 del 2020), nonché la detraibilità a fini Iva delle erogazioni liberali in natura per finanziare interventi di contenimento e gestione dell'emergenza (articolo 12-quater del medesimo decreto-legge n. 23);
la digitalizzazione degli atti del processo tributario, anche se la controversia è stata avviata dalle parti con modalità cartacee (articolo 29 del decreto-legge n. 23 del 2020);
il rinvio al 1° gennaio 2021 della cd. plastic tax, imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), nonché della cd. sugar tax, imposta sul consumo delle bevande edulcorate: entrambe sono state introdotte dalla legge di bilancio 2020 (articolo 133);
l'abolizione della prima rata IMU per stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali o stabilimenti termali, così come per agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi, a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività. Nel corso dell'esame in V Commissione l'agevolazione è stata estesa agli immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni (articolo 177 del decreto Rilancio);
alcune modifiche alla disciplina dell'imposta di soggiorno e al contributo di sbarco o soggiorno e l'istituzione di un Fondo, per l'anno 2020, per il ristoro parziale dei comuni a seguito della mancata riscossione dell'imposta o del contributo (articolo 180 del decreto Rilancio);
l'esonero - dal 1° maggio al 31 ottobre 2020 – per gli esercizi di ristorazione dal pagamento della tassa o del canone dovuti per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap e Cosap) e l'istituzione di un fondo per il ristoro dei comuni. Nel corso dell'esame in sede referente sono stati esonerati dal pagamento della tassa per l'occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche o del relativo canone i titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l'utilizzazione del suolo pubblico per l'esercizio del commercio su aree pubbliche dal 1° marzo 2020 fino al 30 aprile 2020 (articolo 181 del decreto Rilancio);
l'anticipo, dal 1° gennaio 2021 al 1° gennaio 2020, dell'efficacia delle disposizioni riguardanti la rimodulazione dei termini delle dichiarazioni dei redditi, con l'eccezione per l'obbligo dell'Agenzia delle entrate di rendere disponibili i dati delle certificazioni pervenute esclusivamente nell'area autenticata, per le quali viene mantenuta l'efficacia dal 1° gennaio 2021. E' differito al 5 maggio 2020 il termine entro cui l'Agenzia mette a disposizione la dichiarazione dei redditi precompilata (art. 61-bis, D.L. 18 del 2020);
l'unificazione dei termini per l'approvazione degli atti deliberativi in materia di Tari e Imu al termine del 31 luglio 2020 concernente il bilancio di previsione (articolo 138 decreto-legge Rilancio);
In ragione dell'emergenza sono concessi specifici incentivi fiscali per le erogazioni liberali (articolo 66 del decreto-legge n. 18 del 2020), in denaro e in natura, effettuate per finanziare gli interventi di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, estesi anche alle erogazioni in favore di enti religiosi civilmente riconosciuti.
Con riferimento al settore dei giochi, il decreto-legge n. 18 del 2020 dispone la proroga del versamento del prelievo erariale unico e del canone accessorio sugli apparecchi c.d. Amusement With Prizes (AWP o new slot) e Video Lottery Terminal (VLT), del canone per la concessione della raccolta del Bingo, nonché la proroga dei termini per l'indizione, da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, di una gara per una serie di concessioni in materia di apparecchi da divertimento e intrattenimento e gioco a distanza, la proroga dei termini per l'indizione di gare per le scommesse e il Bingo, del termine per la sostituzione degli apparecchi da gioco e per l'entrata in vigore del Registro unico degli operatori del gioco pubblico (articolo 69). L'articolo 70 dispone, per l'anno 2020, l'incremento di otto milioni di euro delle risorse destinate alla remunerazione del lavoro straordinario del personale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ora confluito, quale articolo 31, nel decreto-legge n. 23 del 2020, il quale, tra l'altro, equipara i dipendenti dell'Agenzia agli ufficiali di polizia tributaria.
In materia di accise e dogana si segnalano le numerose misure disposte dal decreto Rilancio e, in particolare: il differimento di adempimenti e la rimessione in termini per i versamenti (artt. da 129 a 132); la proroga del pagamento dei diritti doganali in scadenza tra il 1° maggio (data in cui cessano gli effetti dell'art.92 del D.L. n.18 del 2020) e il 31 luglio 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi, per alcune categorie produttive in gravi difficoltà di carattere economico o sociale (articolo 161); le modifiche alla disciplina della rateizzazione del debito di accisa per il titolare di deposito fiscale (articolo 162); la proroga al 31 ottobre 2020 del pagamento dell'accisa sui prodotti da fumo e sui tabacchi da inalazione senza combustione, nonché dell'imposta di consumo sui prodotti liquidi da inalazione e sui prodotti accessori ai tabacchi da fumo, dovute per i mesi di aprile e maggio 2020 (articolo 163).
Le misure di sostegno economico alle imprese adottate con i decreti legge di marzo - maggio 2020 (D.L. n. 18/2020, D.L. n. 23/2020 e D.L. n. 34/2020) sono riconducibili essenzialmente alle seguenti principali direttrici di intervento: sostegno alla liquidità; sostegno all'export e all'internazionalizzazione; sostegno alla patrimonializzazione e interventi a fondo perduto; sospensione di taluni adempimenti e di versamenti tributari, nonché sgravi temporanei sui costi fissi delle bollette elettriche per le utenze non domestiche in bassa tensione; interventi per le imprese in crisi, per la riconversione industriale e i contratti di sviluppo; tutela del tessuto economico imprenditoriale nazionale attraverso modifiche, talune delle quali temporanee, all'esercizio di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica (cd. golden power). Pe una disamina delle modifiche alla cd. "golden power", si rinvia al successivo paragrafo "banche, finanze e mercati".
Alle micro piccole e medie imprese (MPMI) che autocertifichino di avere subito temporanea carenza di liquidità in seguito all'emergenza COVID è stata data in primo luogo la possibilità di usufruire di una moratoria ex lege sui finanziamenti in essere (articolo 56 del D.L. n. 18/2020, cd. "Cura Italia"). Si deve trattare di MPMI alle quali, al 17 marzo 2020 (entrata in vigore del D.L. n. 18) sono stati accordati mutui, finanziamenti a rimborso rateale, prestiti non rateali, linee di credito e le quali, alla stessa data non presentavano esposizioni classificabili, come deteriorate. La moratoria opera sino al 30 settembre 2020. Le banche e gli altri soggetti finanziatori possono accedere, su richiesta, ad una garanzia, pari al 33% degli importi, rilasciata da apposita sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI. La sezione è stata a tal fine inizialmente dotata di 1,73 miliardi di euro per il 2020 (l'importo è stato successivamente rideterminato in 1,43 miliardi dal D.L. n. 23/2020 e poi rifinanziato dal D.L. n. 34/2020, cfr. infra). Il regime di aiuto è stato approvato dalla Commissione europea il 25 marzo 2020.
Con il D.L. n. 23/2020 è stata disposta (articolo 37-bis, inserito nel corso dell'esame parlamentare del provvedimento), per le MPMI beneficiarie della moratoria, la sospensione fino al 30 settembre 2020 delle segnalazioni a sofferenza alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia e ai sistemi di informazione creditizia.
Si rinvia, sul punto, all' Addendum all'Accordo per il Credito 2019 stipulato il 22 maggio 2020 tra Confindustria, ABI e le altre Associazioni imprenditoriali. Le misure previste dall'Addendum (che di fatto estendo la portata della moratoria ex lege) potranno essere richieste fino al 30 giugno 2020
Il D.L. n. 23/2020 (articolo 1 e 13) ha poi delineato uno schema di garanzie straordinarie e transitorie sui finanziamenti bancari alle imprese, incentrato sul ruolo di SACE S.p.A. e del Fondo di garanzia delle PMI. L'intervento in garanzia di SACE, non si sovrappone a quello del Fondo di garanzia PMI, bensì lo completa, in quanto interviene per categorie di imprese medio grandi e comunque per imprese che hanno esaurito la loro capacità di accesso al Fondo di garanzia PMI. Le misure previste dall'articolo 1 e dall'articolo 13 del Decreto Legge 23/2020 sono state autorizzate dalla Commissione europea in data 14 aprile 2020 (SA56963).
L'articolo 1 del D.L. n. 23/2020, relativo alle garanzie rilasciate da SACE, è stato modificato in vari punti nel corso dell'esame del relativo Disegno di legge di conversione (che, come detto, è stato approvato in via definitiva in seconda lettura dal Senato il 5 giugno scorso A.S. 1829, ed è divenuto Legge n. 40/2020). Secondo la norma, SACE S.p.A concede - fino al 31 dicembre 2020 - garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma da questi concessi alle imprese con sede in Italia, colpite dall'epidemia Covid-19. Possono beneficiare dei finanziamenti garantiti le imprese di qualsiasi dimensione, ma, come accennato, le PMI devono aver pienamente utilizzato la loro capacità di accesso al Fondo centrale di garanzia per le PMI, nonché – secondo quanto introdotto in sede parlamentare – alle garanzie fornite da ISMEA relativamente alle imprese del settore agricolo, agroalimentare e della pesca. In sede parlamentare, sono state escluse dal beneficio le società che, direttamente o indirettamente, controllano o sono controllate da una società residente in un Paese o territorio non cooperativo a fini fiscali.
Gli impegni complessivamente assunti da SACE non devono superare i 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 miliardi destinati alle PMI, comprendendo tra queste i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA, nonché le associazioni professionali e le società tra professionisti (secondo quanto introdotto in sede di conversione). Gli impegni assunti da SACE sono garantiti dallo Stato e a tal fine è stato istituito un apposito Fondo a copertura dei relativi oneri statali presso il Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione iniziale pari a 1.000 milioni di euro per il 2020. Il Decreto legge n. 34/2020 ha consistentemente rifinanziato il Fondo, di 30.000 milioni di euro per l'anno 2020 (articolo 31).
La garanzia SACE è rilasciata entro il 31 dicembre 2020, per finanziamenti bancari accordati alle seguenti condizioni:
durata non superiore a 6 anni, con la possibilità di un preammortamento fino a 36 mesi (anziché 24 mesi come previsto dal testo originario);
impresa beneficiaria, che al 31 dicembre 2019 non rientrava nella categoria delle imprese in difficoltà, e che al 29 febbraio 2020 non aveva nei confronti del settore bancario esposizioni deteriorate;
importo del prestito garantito che, conformemente allo State Aid Temporary Framework europeo, non superiore al maggiore tra i seguenti elementi: 25 per cento del fatturato annuo relativo al 2019; doppio dei costi del personale relativi al 2019;
percentuale di copertura, che può essere del 70, 80 o 90 percento. Le percentuali sono inversamente proporzionali alla dimensione delle imprese.
assunzione da parte delle imprese beneficiarie di specifici impegni, tra i quali quello di gestire i livelli occupazionali tramite accordi sindacali e quello di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020,o,se la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni al momento della richiesta di finanziamento ha già avuto luogo, l'impegno a non distribuire dividendi viene assunto per i 12 mesi successivi alla richiesta. Inoltre, le imprese beneficiarie si devono impegnare a non delocalizzare gli stabilimenti produttivi;
destinazione del finanziamento a determinate tipologie di spese aziendali. Secondo quanto inserito in sede di esame parlamentare, il finanziamento deve essere destinato, per non più del 20 per cento dell'importo erogato, al pagamento di rate di finanziamenti, scadute o in scadenza nel periodo emergenziale il cui rimborso sia oggettivamente impossibile a causa dell'epidemia da COVID.
Le garanzie straordinarie SACE previste dall'articolo 1, si applicano, in quanto compatibili, anche alle cessioni dei crediti con garanzia di solvenza prestata dal cedente, effettuate dalle imprese beneficiarie a favore di banche e intermediari finanziari. Inoltre, SACE può concedere, fino al 31 dicembre 2020, garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti che sottoscrivono in Italia prestiti obbligazionari o altri titoli di debito emessi dalle imprese ai quali sia attribuito un rating pari a BB- o equivalente.
Fermo restando il limite massimo complessivo dei 200 miliardi di euro di esposizioni previsto dall'articolo 1, lo Stato può ache concedere garanzia su esposizioni di Cassa depositi e prestiti assunte o da assumere entro il 31 dicembre 2020 derivanti da garanzie su portafogli di finanziamenti concessi alle imprese con sede in Italia che abbiano sofferto di una riduzione del fatturato a seguito dell'emergenza epidemiologica da banche e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito.
Per facilitare l'accesso delle imprese alle garanzie di SACE, anche per contrastare tentativi di infiltrazione criminale, è prevista una specifica disciplina dell'autocertificazione. Il soggetto che eroga il finanziamento non è tenuto a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato (articolo 1-bis del D.L. n. 23/2020).
Il D.L. n. 34/2020 ha poi autorizzato la Società SACE a prestare garanzia a favore delle imprese di assicurazione del ramo credito sugli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali a breve termine maturati dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del decreto legge) fino al 31 dicembre 2020, entro il limite massimo di 2.000 milioni di euro. La garanzia opera in misura sul 90% degli indennizzi. Sugli impegni di SACE anche in questo caso opera la garanzia statale.
Le misure sopra esposte hanno dunque tutte carattere temporaneo. Il D.L. n. 23/2020 , purtuttavia, all'articolo 2, ha introdotto una nuova forma di operatività permanente di SACE. La Società viene autorizzata a rilasciare, a condizioni di mercato e in conformità alla normativa UE, garanzie in qualsiasi forma in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e di altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti, in qualsiasi forma, concessi alle imprese con sede in Italia, entro l'importo complessivo massimo di 200 miliardi di euro. Sugli impegni assunti da SACE opera la garanzia statale. La disciplina attuativa è rimessa ad una normativa secondaria non ancora adottata.
Con riguardo al Fondo di garanzia PMI, il D.L. n. 23/2020, all' articolo 13, introduce, fino al 31 dicembre 2020, un potenziamento e un'estensione dell'intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, in deroga alla disciplina ordinaria. Il D.L. n. 23 ha rafforzato ulteriormente - anche alla luce nuova disciplina sugli aiuti di Stato (State Aid Temporary Framework della Commissione europea) nel frattempo intervenuta - la disciplina già introdotta dall'articolo 49 del D.L. n. 18/2020, riproducendone l'impianto e parte dei contenuti. L'articolo 49 è stato, per coordinamento, abrogato. Si dà di seguito indicazione dei principali contenuti dell'operatività potenziata del Fondo, con le modifiche apportate in sede di conversione in legge del decreto legge n. 23, rinviando, per una analisi più approfondita al Dossier - n. 239/5 del Servizio Studi "Misure per le imprese e in materia di settori strategici, salute, lavoro, termini amministrativi e processuali. D.L. 23/2020 - A.S. 1829".
Fino al 31 dicembre 2020:
l'intervento del Fondo di garanzia PMI è a titolo gratuito (senza pagamento di commissioni);
l'importo massimo garantito è elevato fino a 5 milioni di euro per singola impresa beneficiaria, la cui attività sia stata danneggiata dall'emergenza COVID-19. Sono ammesse a garanzia non solo le PMI ma anche le imprese Mid-cap (fino a 499 dipendenti);
sono ammessi all'intervento in garanzia anche finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10 per cento del debito residuo. Per i finanziamenti con rinegoziazione deliberati successivamente alla conversione in legge del D.L. n. 23/2020, il credito aggiuntivo deve essere almeno pari al 25 per cento del debito residuo. Inoltre, nei casi di rinegoziazione, al finanziatore deve trasmettere al gestore del Fondo una dichiarazione che attesta la riduzione del tasso d'interesse applicata sul finanziamento garantito;
si prevede il prolungamento automatico della garanzia del Fondo in caso di sospensione del pagamento delle rate di ammortamento o della sola quota capitale correlata all'emergenza COVID-19;
si prevede l'accesso gratuito e automatico al Fondo, con copertura del 100 percento sia in garanzia diretta che in riassicurazione, per i nuovi finanziamenti di durata fino a 10 anni (e non più sei, come previsto prima dal testo originario del D.L. n. 23, prima dell'esame parlamentare) e di importo fino a 30.000 euro (e non più 25.000) concessi in favore di PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, nonché di associazioni professionali e società tra professionisti, agenti e subagenti di assicurazione e broker (secondo le modifiche introdotte in sede di conversione). Una quota parte delle risorse del Fondo, fino ad un importo di 100 milioni di euro è destinato alle predette operazioni di garanzia sui finanziamenti a favore degli enti del Terzo settore (previsione anch'essa introdotta nel corso dell'esame parlamentare);
si dispone l'incremento della percentuale di copertura della garanzia diretta dall'80 al 90 per cento dell'ammontare di ciascun finanziamento con durata fino a 72 mesi;
la copertura del Fondo in riassicurazione è elevata dal 90 al 100 per cento dell'importo garantito dai Confidi o da altro fondo di garanzia, o – secondo quanto introdotto in sede di conversione - dalle società cooperative abilitate all'esercizio del credito esclusivamente nei confronti dei propri soci ai sensi del TUB;
le percentuali di copertura del Fondo sono comunque elevate fino ai limiti massimi previsti dalla disciplina ordinaria (80 percento per garanzia diretta e 90 percento per riassicurazione), nelle more dell'autorizzazione UE e comunque per tutte le altre operazioni che superano i limiti di durata e importo sopra indicati, anche per durate superiori a dieci anni;
si ammette il cumulo tra la garanzia del Fondo con un'ulteriore garanzia sino alla copertura del 100 per cento del finanziamento concesso per i beneficiari con ammontare di ricavi non superiore a 3,2 milioni di euro;
l'accesso alla garanzia avviene senza applicazione del modello di valutazione del merito creditizio, ma sono in ogni caso escluse dalla garanzia le imprese che presentano esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria;
per i finanziamenti garantiti di importo superiore ai 25.000 euro è prevista la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi (secondo quanto inserito in sede parlamentare);
vi è la possibilità di cumulare la garanzia del Fondo con altre forme di garanzia, acquisite dal soggetto finanziatore per operazioni di importo superiore a 500 mila euro e durata minima di 10 anni nel settore turistico alberghiero – ivi incluso il settore termale - e delle attività immobiliari;
si riconosce, inoltre, un'operatività rafforzata del Fondo per le garanzie su portafogli di finanziamenti dedicati a imprese danneggiate dall'emergenza COVID-19.
Oltre alle misure straordinarie e transitorie, il D.L. n. 23/2020 interviene sul funzionamento del Fondo di garanzia PMI in via strutturale, ed in particolare:
anticipa dal 31 dicembre 2020 al 10 aprile 2020 la data in cui cessa, in taluni territori regionali, la limitazione dell'intervento del Fondo alle sole operazioni di controgaranzia
ammette che la dotazione del Fondo possa essere incrementata mediante versamento di contributi – oltre che da parte di banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, ovvero con l'intervento della SACE S.p.A. e della Cassa depositi e prestiti S.p.A. – anche da soggetti privati
prevede che le risorse del Fondo disponibili per il rilascio di garanzie su singole operazioni finanziarie, siano pari ad almeno l'85 per cento della dotazione e che dunque le garanzie su portafogli di finanziamenti nonché le garanzie su portafogli di minibond, siano concesse a valere sulla parte residua;
prevede che, per le imprese che accedono al Fondo di garanzia - qualora il rilascio della documentazione antimafia non sia immediatamente conseguente - l'aiuto è concesso all'impresa sotto condizione risolutiva
prevede la garanzia gratuita all'80 per cento del Fondo anche per gli operatori di micro credito (che siano MPMI), perché possano acquisire dal sistema bancario la provvista necessaria ad operare attraverso operazioni di micro credito (a loro volta garantibili dal Fondo all'80 per cento e senza valutazione) e eleva da 25 mila euro a 40 mila euro l'importo massimo delle operazioni di micro credito.
Il Fondo di garanzia PMI viene rifinanziato dal D.L. n. 23/2020 di 1.729 milioni di euro per l'anno 2020. Il recente D.L. n. 34/2020, cd. D.L. Rilancio, rifinanzia il Fondo di ulteriori 3.950 milioni di euro per il 2020, per le già previste finalità di potenziamento ed estensione del relativo ambito di operatività. Al fine di garantire una maggior efficienza nella gestione delle risorse del Fondo, adeguando le sue disponibilità al profilo temporale delle perdite attese, gli impegni a carico del Fondo stesso possono essere assunti anche a fronte di autorizzazioni di spesa pluriennali del bilancio dello Stato, in base alla valutazione della probabilità di escussione delle garanzie, articolata per annualità, effettuata dagli organi di gestione (articolo 31, comma 2, come modificato in sede di esame in prima lettura del D.L. n. 34/2020).
Le disposizioni transitorie sul Fondo di garanzia PMI dettate dal D.L. n. 23/2020 trovano applicazione, ai sensi del medesimo D.L., in quanto compatibili, anche alle garanzie rilasciate da ISMEA in favore delle imprese agricole e della pesca, nonché delle imprese forestali, dell'acquacoltura e dell'ippicoltura, dei consorzi di bonifica e dei birrifici artigianali. Per tali finalità, si assegna all'ISMEA 100 milioni di euro per l'anno 2020 (articolo 13, comma 11). Il recente D.L. n. 34/2020 (articolo 31, comma 3) assegna all'ISMEA ulteriori 250 milioni di euro per il 2020 .
Per l'attivazione delle misure sopra indicate, si rinvia al sito istituzionale del Fondo di garanzia PMI, in costante aggiornamento.
Quanto ai Confidi, il D.L. n. 23/2020 interviene con misure transitorie per la patrimonializzazione, nonché con misure strutturali subordinate all'autorizzazione delle Commissione UE.
In base a quanto introdotto in sede di esame parlamentare, ai Confidi si riconosce - previa autorizzazione UE – sino al 31 dicembre 2020, di imputare al fondo consortile, al capitale sociale, o ad apposita riserva, i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali costituiti da contributi pubblici, con esclusione di quelli derivanti dalle attribuzioni annuali di cui alla L. n. 108/1996, esistenti alla data del 31 dicembre 2019 (articolo 13). Inoltre, previa autorizzazione UE, la garanzia dei confidi, a valere sulle risorse dei fondi rischi di natura comunitaria, nazionale, regionale e camerale, può essere concessa sui finanziamenti erogati alle PMI per la quota dei finanziamenti stessi non coperta dalla garanzia del Fondo di garanzia PMI, ovvero di altri fondi di garanzia di natura pubblica. Tale previsione non è temporanea (articolo 13).
Infine, si autorizzano i Confidi (di cui all'articolo 112 del TUB, (D. Lgs. n. 385/1993) a detenere partecipazioni nelle società che esercitano attività di micro credito (articolo 13-ter).
Quanto alle misure di sostegno alla liquidità delle imprese, si segnala (art. 54, D.L. n. 18/2020 e articolo 12 D.L. n. 23/2020) il rifinanziamento, per 400 milioni di euro per il 2020, e il potenziamento dell'operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa (cd. "Fondo Gasparrini", di cui all'art. 2, co. 475 e ss., L. n. 244/2007), esteso (in via transitoria, fino al 31 dicembre 2020) ai lavoratori autonomi e liberi professionisti, inclusi imprenditori individuali e ai piccoli imprenditori ex art. 2083 cc.. Sul cd. "Fondo Gasparrini" e sulla sua operatività straordinaria e temporanea, si rinvia, per approfondimenti, al sito istituzionale del Ministero dell'economia e finanze, dipartimento del Tesoro.
Un ulteriore meccanismo a sostegno alla liquidità delle imprese opera attraverso Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. In particolare, il D.L. n. 18/2020 (articolo 57) ha ammesso la garanzia dello Stato per le esposizioni assunte dalla CDP, anche in forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, in favore di banche e altri soggetti che concedono finanziamenti a imprese che hanno subito una riduzione di fatturato a causa dell'emergenza. Deve trattarsi di imprese che operano in settori da individuare con decreto ministeriale e che non hanno accesso alla garanzia del Fondo PMI. La garanzia dello Stato è opera fino all'80% dell'esposizione assunta da CDP. La dotazione iniziale per il 2020 per la misura in esame è di 500 milioni di euro.
Il D.L. n. 18/2020 ha inoltre disposto la sospensione per l'anno 2020 delle rate dei mutui erogati dal Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura e le rate dei finanziamenti concessi con la garanzia del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell'usura (art. 54-quater, D.L. n. 18/2020). Tale Fondo viene poi rifinanziato di 10 milioni di euro, per l'esercizio 2020 (articolo 26-bis del D.L. n. 34/2020, inserito in sede di esame in prima lettura alla Camera del relativo disegno di legge di conversione).
Lo stesso D.L. ha previsto, per le imprese beneficiarie di mutui agevolati concessi da INVITALIA, ubicate nei territori dei primi comuni maggiormente colpiti dall'epidemia di COVID-19 (di cui all'Allegato 1 al D.P.C.M. 1 marzo 2020) la possibilità di beneficiare della sospensione di dodici mesi del pagamento delle rate con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020 e di un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento (nuovo art. 72-ter, che riproduce sostanzialmente il testo dell'art. 6 del DL 9/2020, poi confluito nel D.L. n. 18).
Si ricorda infine che il D.L. n. 34/2020 (articolo 115) interviene anche sulla problematica dei ritardi di pagamento verso le imprese da parte delle pubbliche amministrazioni, istituendo un Fondo, con una dotazione di 12 miliardi di euro per il 2020, per assicurare un'anticipazione di liquidità destinata al pagamento di debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili di Regioni, province autonome, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale.
I primi dati attuativi delle misure per la liquidità delle imprese sono stati forniti dal Ministro dell'economia e finanze, Roberto Gualtieri, nel corso dell'audizione presso la Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, il 4 giugno scorso.
Qui il link alla Relazione depositata dal Ministro su "L'applicazione delle misure riguardanti il settore bancario contenute nei decreti legge n. 18 e 23 del 2020, per il sostegno alle aziende ed imprese colpite dalla crisi conseguente alla pandemia sanitaria". In allegato al resoconto di seduta anche uno Report sulle garanzie richieste e concesse dal Fondo di garanzia PMI alla data del 3 giugno 2020.
Si rinvia, inoltre, alla Relazione annuale della Banca d'Italia, del 29 maggio 2020, ed in particolare agli approfondimenti su il credito alle piccole imprese prima e dopo la crisi finanziaria e le misure di sostegno finanziario alle imprese in risposta alla pandemia.
Infine, si rimanda alla Nota del Centro studi Confindustria del 19 giugno 2020, sulle risposte di bilancio all'emergenza Covid, nella quale è condotta un'analisi delle misure adottate dall'Italia e dai principali paesi europei ed extra europei.
Sostegno all'export e internazionalizzazione delle imprese
Quanto al sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione, viene riformato, con il D.L. n. 23/2020, il sistema della garanzia dello Stato sugli impegni assicurativi assunti da SACE, con l'introduzione di un nuovo sistema di coassicurazione. A decorrere dal 1° gennaio 2021, gli impegni derivanti dall'attività assicurativa della Società sono assunti dallo Stato e da SACE S.p.A. in una proporzione pari, rispettivamente, al 90 e al 10 per cento (articolo 2).
Inoltre, si dispone che SACE S.p.A. favorisca l'internazionalizzazione del settore produttivo italiano, privilegiando gli impegni nei settori strategici per l'economia italiana, nonché gli impegni per operazioni destinate a Paesi strategici per l'Italia. A tal fine, secondo le integrazioni apportate in sede di esame parlamentare, sono considerati strategici anche la filiera agricola nazionale, i settori del turismo e dell'agroalimentare italiano, il settore tessile, della moda e degli accessori, lo sviluppo di piattaforme per la vendita on line dei prodotti del made in Italy, le camere di commercio italiane all'estero, le fiere, i congressi e gli eventi, anche digitali, rivolti a sostenere lo sviluppo dei mercati, la formazione e il made in Italy nei settori dello sport, della cultura, dell'arte, della cinematografia, della musica, della moda, del design e dell'agroalimentare.
Quanto alla governance di SACE, il D.L. n. 23/2020 (articolo 3) interviene con la finalità esplicitata di rafforzarne il ruolo strategico nel sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione delle imprese e di rilancio degli investimenti. SACE è società a totale partecipazione di Cassa depositi e prestiti S.P.A., a sua volta controllata dallo Stato. A sua volta, SACE detiene il 76% di SIMEST, insieme alla quale costituisce il Polo dell'export e dell'internazionalizzazione del Gruppo Cassa depositi e prestiti. Il D.L. n. 23/2020 dispone in proposito che:
CDP S.p.A. concordi preventivamente con il MEF, sentito il MAECI, l'esercizio dei diritti di voto derivanti dalla partecipazione in SACE S.p.A.;
SACE S.p.A. non sia soggetta all'attività di direzione e coordinamento di CDP S.p.A., e deve consultare preventivamente:
il Ministero dell'economia e finanze (MEF) in ordine alle decisioni aziendali rilevanti ai fini dell'efficace attuazione delle misure di rilancio degli investimenti, con particolare riferimento alle decisioni relative all'assunzione di impegni e al recupero dei crediti;
il MEF e il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale in ordine alle decisioni aziendali rilevanti ai fini dell'efficace attuazione delle misure di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, con particolare riferimento alle decisioni relative all'assunzione di impegni e al recupero dei crediti (articolo 3).
Ulteriori interventi a sostegno dell'export e dell'internazionalizzazione delle imprese, settori fortemente colpiti dagli effetti dell'attuale pandemia, sono stati adottati con il D.L. n. 18/2020 e con il D.L. n. 34/2020. In particolare il D.L. n. 18/2020 (articolo 72) ha istituito un nuovo Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri, con una dotazione finanziaria iniziale di 150 milioni di euro per l'anno 2020, ulteriormente integrata di 250 milioni per l'anno 2020 dal recente D.L. n. 34/2020 (articolo 48).
Il Fondo è finalizzato alla realizzazione delle seguenti iniziative ed attività:
realizzazione, anche attraverso ICE, di una campagna straordinaria di comunicazione volta a sostenere le esportazioni italiane e l'internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare e negli altri settori colpiti dall'emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19;
potenziamento delle attività di promozione del sistema Paese realizzate, anche mediante la rete all'estero, dal MAECI e da ICE;
erogazione di cofinanziamenti a fondo perduto fino al cinquanta per cento dei finanziamenti concessi alle imprese che operano sui mercati esteri a valere sul Fondo di cui all'articolo 2, primo comma, del D.L. n. 251/1981 (cd. Fondo Legge n. 394/1981), rifinanziato anch'esso di complessivi 550 milioni per il 2020 (dagli art 56-bis e 72 del D.L. n. 18/2020) e potenziato nella sua operatività sino al 31 dicembre 2020 dal successivo D.L. n. 34/2020 (articolo 48). Nelle attività di cofinanziamento a fondo perduto non valgono più i limiti dei regimi di aiuti in de minimis, come specificato dal D.L. n. 34/2020 (articolo 48), ma, nella attuale situazione, fino al 31 dicembre 2020, i limiti più ampi di intervento consentiti dal Temporary Framework. Inoltre, i finanziamenti agevolati a valere sul Fondo Legge n. 394/1981 sono esentati, a domanda del richiedente, dalla prestazione della garanzia, in deroga alla vigente disciplina. La previsione si applica anch'essa alle domande di finanziamento presentate entro il 31 dicembre 2021.
stipula da parte del il MAECI, fino al 31 dicembre 2020, di convenzioni con enti pubblici e privati per l'acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di internazionalizzazione del sistema Paese (articolo 48 del D.L. n. 34/2020).
Inoltre, per gli interventi sopra indicati, nonché per quelli inclusi nel Piano straordinario per la promozione del Made in Italy, trovano applicazione fino al 31 dicembre 2020 le seguenti previsioni: a) i contratti di forniture, lavori e servizi possono essere aggiudicati con la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, di cui all'articolo 63, comma 6, del D.Lgs. n. 50/2016; b) il MAECI e ICE possono avvalersi, con modalità definite mediante apposita convenzione, e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa Spa – Invitalia.
Il D.L. n. 34/2020 (articolo 48) autorizza l'ICE ad assumere, nei limiti della dotazione organica, un contingente massimo di 50 unità di personale non dirigenziale con contratti di lavoro a tempo determinato della durata massima di 12 mesi, equiparato, ai fini economici, al personale appartenente alla terza area funzionale, posizione economica F1.
Infine, in sede di esame in prima lettura presso la Camera del decreto legge, è stata autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per il 2020 per lo sviluppo, da parte delle Camere di commercio italiane all'estero (CCIE), in stretto collegamento con le comunità di affari residenti all'estero, dei servizi di informazione, dell'export management e della promozione di contatti commerciali per le PMI, anche attraverso piattaforme digitali. A tal fine, sono incrementate, per l'importo sopra indicato, pari a 5 milioni di euro per il 2020, le risorse iscritte a bilancio statale nello stato di previsione della spesa del Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 1, comma 43, della legge n. 549/1995 (somme da ripartire destinate in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, cap. 2515/MISE) (articolo 48).
Sostegno alla patrimonializzazione delle imprese e interventi a fondo perduto
Le misure in questione sono state introdotte dal D.L. n. 34/2020 cd. "Decreto Rilancio", alla luce delle integrazioni intervenute alla disciplina del Quadro europeo degli aiuti di Stato ammissibili nell'attuale epidemia da COVID (cfr. Comunicazione della Commissione UE dell'8 maggio (C(2020 3156 final) ).
Nel dettaglio, è stato introdotto un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività d'impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, con contenuto ammontare di ricavi e fatturato; la misura del contributo è variabile in relazione al fatturato, con un valore minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche (articolo 25), oltre a misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni, sotto forma di: credito di imposta a fronte di investimenti in società italiane che hanno subito una riduzione dei ricavi; un credito d'imposta sulle perdite registrate nel 2020; un fondo per il sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, denominato Fondo Patrimonio PMI, finalizzato a sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione delle società di media dimensione, alle condizioni di legge (articolo 26).
Inoltre, si ricordano in questa sede le disposizioni che consentono a Cassa Depositi e Prestiti di costituire un patrimonio destinato, denominato "Patrimonio Rilancio", a cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell'economia e delle finanze, con risorse impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano. Nel corso dell'esame in sede referente è stato tra l'altro chiarito che, per la gestione del comparto riguardante i beni e i rapporti giuridici relativi agli interventi a favore delle società cooperative, CDP adotta modalità coerenti con la funzione sociale delle società cooperative, a carattere mutualistico e senza fine di speculazione privata; è stato inoltre rafforzato il ruolo di supervisione del Parlamento (articolo 27).
Il D.L. n. 34/2020 prevede poi molteplici interventi per il rafforzamento, anche patrimoniale, delle startup innovative. In particolare:
rifinanzia di 100 milioni per l'anno 2020 la misura "Smart&Start Italia", destinando le risorse ai finanziamenti agevolati per le startup;
stanzia 10 milioni di euro per l'anno 2020 per la concessione in favore delle startup innovative di contributi a fondo perduto finalizzati all'acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative;
rifinanzia di 200 milioni di euro per l'anno 2020 il Fondo di sostegno al venture capital;
interviene anche sotto il profilo fiscale: in particolare sul credito di imposta in ricerca e sviluppo, inserendo le spese per contratti di ricerca extra muros stipulati con le startup innovative, tra le spese che concorrono a formare, in modo maggiorato, la base di calcolo del credito d'imposta, per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare;
proroga di 12 mesi il termine di permanenza delle startup innovative nella sezione speciale del registro delle imprese;
riserva una quota pari a 200 milioni di euro delle risorse già assegnate al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, al rilascio delle garanzie in favore delle startup e delle PMI innovative
integra la disciplina agevolativa delle startup e PMI innovative innovative prevedendo incentivi fiscali in regime de minimis all'investimento in startup innovative (art. 38).
Viene poi istituito nello stato di previsione del MISE il Fondo per il trasferimento tecnologico, con una dotazione di 500 milioni di euro per il 2020, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all'utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle startup innovative e alle PMI innovative (art. 42).
Ulteriori contributi a fondo perduto sono stati introdotti, per taluni specifici settori economico produttivi, in sede di esame in prima lettura alla Camera del D.L. n. 34/2020. Si rammentano:
i contributi a fondo perduto per sostenere l'industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle startup che investono nel design e nella creazione; promuovere giovani talenti nel settore del tessile, nella moda e degli accessori che valorizzano prodotti del Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo. I contributi sono riconosciuti nella misura massima del 50 per cento delle spese (ritenute ammissibili) e nei limiti della spesa complessiva per lo Stato di 5 milioni per il 2020;
i contributi a fondo perduto - entro il limite di spesa complessivo di 5 milioni di euro per l'anno 2020 - a favore delle imprese dei settori ricreativi e dell'intrattenimento, nonché dell'organizzazione di feste e cerimonie (art. 25-bis);
il rifinanziamento di 2 milioni di euro per il 2021 della legge 9 luglio 1990, n. 188 per la tutela della ceramica artistica e tradizionale e della ceramica italiana di qualità, da destinare all'elaborazione e alla realizzazione di progetti finalizzati al sostegno e alla valorizzazione del settore, con modalità che verranno definite da un atto normativo secondario (art. 52-ter).
Interventi per le imprese in crisi, la riconversione industriale e i contratti di sviluppo
Numerosi interventi del D.L. n. 23/2020 sono poi volti a posticipare l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (al 1° settembre 2021) e a sospendere o semplificare gli obblighi per le società in perdita o in difficoltà (articoli 5-10). In particolare, si sospendono dal 9 aprile 2020 fino al 31 dicembre 2020, gli obblighi previsti dal codice civile per le società di capitali in tema di perdita del capitale sociale. È inoltre specificato che per il medesimo arco temporale non operino le cause di scioglimento delle società di capitali per riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale e delle cooperative per perdita del capitale.
Si prorogano di 6 mesi i termini di adempimento dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione che abbiano già conseguito l'omologa da parte del tribunale al momento dell'emergenza epidemiologica. Si sospende la procedibilità delle istanze finalizzate all'apertura del fallimento e delle procedure fondate sullo stato di insolvenza, presentate nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020.
Inoltre, il D.L. n. 34/2020 proroga di sei mesi i termini di esecuzione dei programmi di cessione o risanamento aziendale di talune società ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria aventi scadenza successiva al 23 febbraio 2020 e già autorizzati dal MISE, (art. 51). Lo stesso D.L. n. 34/2020 ha poi istituito presso il MISE un Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2020. Il Fondo è finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e delle società di capitali, aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in uno stato di difficoltà economico-finanziaria (art. 43).
Il D.L. n. 18/2020 ha poi rifinanziato di 400 milioni di euro per il 2020 la misura dei contratti di sviluppo (articolo 80). La Direttiva MISE del 15 aprile 2020 ha provveduto al riparto delle risorse.
Si segnala, infine, che il D.L. n. 18/2020 ha autorizzato il Commissario straordinario per l'emergenza epidemiologica ad erogare finanziamenti in favore delle imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, avvalendosi di INVITALIA quale soggetto gestore della misura. A tal fine è stata autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per il 2020 (articolo 5). Il regime di aiuto è stato autorizzato dalla Commissione UE (il 22 marzo 2020). L'Ordinanza del Commissario straordinario del 23 marzo 2020 (pubblicata in G.U. 24 marzo 2020) ha dato attuazione alla misura.
Le risorse sono state destinate alla concessione di agevolazioni ai programmi di investimento volti all'incremento della disponibilita' nel territorio nazionale di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale attraverso l'ampliamento della capacita' di una unita' produttiva esistente gia' adibita alla relativa produzione, la riconversione di una unita' produttiva esistente. Le agevolazioni consistono in un finanziamento agevolato in percentuale massima del 75% delle spese ammissibili. L'importo massimo delle agevolazioni concedibili, in termini di aiuto (inteso come Equivalente sovvenzione lorda), non puo' essere superiore a 800 mila aeuro, conformememte a quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 - COM (2020) 1863 final - « Temporary Framework for State aid measures to support the economy in the current COVID-19 outbreak».
Misure di sospensione di adempimenti e di versamenti tributari, e sgravi temporanei sulle bollette elettriche
Nel rinviare in merito alla sospensione di adempimenti e versamenti tributari al paragrafo di questo tema relativo alle misure fiscali, appare opportuno ricordare in questa sede la cancellazione – disposta dall'articolo 24 del D.L. n. 34/2020, cd. "Rilancio" - del versamento del saldo 2019 e della prima rata dell'acconto 2020 relativi all'Irap per tutte le imprese e lavoratori autonomi con fatturato annuo fino a 250 milioni di euro.
Quanto agli sgravi temporanei sul costo delle bollette elettriche per le PMI, il D.L. n. 34/2020 ha previsto che l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - ARERA, operi, per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, con propri provvedimenti, una riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come "trasporto e gestione del contatore" e "oneri generali di sistema". Per i soli clienti non domestici alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali saranno rideterminate al fine di ridurre la spesa applicando una potenza "virtuale" fissata convenzionalmente in 3 kW, senza che a ciò corrisponda alcuna limitazione ai prelievi da parte dei medesimi clienti. La riduzione opera nell'ambito del limite delle risorse stanziate, pari a 600 milioni di euro per l'anno 2020 (art. 30).
I regimi di aiuti e il nuovo quadro europeo
Le misure di sostegno alle imprese adottate dai decreti legge di marzo-maggio, sono, in prevalenza, di carattere straordinario e temporaneo (fino al 31 dicembre 2020) e autorizzate dalla Commissione UE alla luce del nuovo "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" cd. "Temporary Framework" (Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final e successive modifiche e integrazioni). Per un'analisi del nuovo quadro europeo, si rinvia all'apposito tema dell'attività parlamentare.
In questa sede, si ricorda che il D.L. n. 34/2020, cd. "Decreto Rilancio", traspone sostanzialmente nell'ordinamento interno il contenuto di varie sezioni del Temporary Framework, con le relative deroghe temporanee, tra cui la possibilità - per le imprese sulle quali grava l'obbligo di rimborsare aiuti illegali e incompatibili già ricevuti - di accedere ai regimi di aiuto adottati in via straordinaria, sia a livello nazionale sia a livello territoriale, per far fronte alle conseguenze della pandemia (le imprese vi accedono al netto dell'importo dovuto e non rimborsato, comprensivo degli interessi maturati fino alla data dell'erogazione (art. 53)). Gli aiuti concessi soggiacciono comunque agli obblighi di registrazione nel Registro nazionale aiuti di Stato (RNA), e, per il settore agricolo e ittico, nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e nel Sistema Italiano della Pesca e dell'Acquacoltura (SIPA). Si dispone che i registri vengano conseguentemente adeguati (art. 63-64).
Il D.L. cd. Rilancio definisce poi una cornice normativa (artt. 54- 62) entro la quale – previa notifica in via generale e conseguente autorizzazione della Commissione UE – anche le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio – a valere sulle risorse proprie e entro i limiti di indebitamento previsti dall'ordinamento contabile - hanno la facoltà di adottare regimi di aiuti alle imprese secondo i massimali e modalità definiti dal Quadro europeo. La disciplina quadro è stata recentemente autorizzata dalla Commissione UE.
Banche, finanze e mercati
I decreti emergenziali hanno altresì introdotto misure riguardanti il settore finanziario e dei mercati.
In primo luogo, decreto-legge n. 23 del 2020 ha modificato, nel quadro dell'emergenza pandemica, la disciplina dei poteri speciali del Governo (cd. golden power) nei settori considerati strategici. In particolare:
sono estese le ipotesi in cui vi è obbligo di notifica dell'acquisto, da parte di un soggetto esterno all'Unione europea, di partecipazioni di controllo di imprese che detengono beni e rapporti di rilevanza strategica per l'interesse nazionale, ulteriori rispetto a quelli nei settori della difesa, della sicurezza nazionale, dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni; per contenere gli effetti negativi dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, si estende temporaneamente - fino al 31 dicembre 2020 - l'ambito di applicazione degli obblighi di notifica e dei poteri speciali inerenti agli attivi strategici nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni, nonché agli ulteriori attivi strategici (articolo 15);
in caso di violazione degli obblighi di notifica stabiliti per specifici atti, delibere, operazioni o acquisti di partecipazioni relativi a imprese che svolgono attività di rilevanza strategica, si consente alla Presidenza del Consiglio può avviare anche d'ufficio il procedimento ai fini dell'eventuale esercizio dei poteri speciali per imporre il proprio veto alle predette operazioni, condizionarle ovvero opporsi nel caso di acquisto di partecipazioni (articolo 16);
viene modificata la disciplina gli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti (articolo 17);
l'ambito di applicazione della disciplina dei poteri speciali è esteso al settore sanitario, per quanto riguarda la produzione, l'importazione e distribuzione all'ingrosso di dispositivi medicali, medico chirurgici e di protezione individuale, nonché ai settori agroalimentare e siderurgico, anche al fine di perseguire il mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività sul territorio nazionale.
Il medesimo decreto legge n. 23 del 2020 ha introdotto ulteriori disposizioni:
- la possibilità, per le imprese ed enti operanti nei settori alberghiero e termale di effettuare la rivalutazione dei beni d'impresa e delle partecipazioni (articolo 6-bis, nonché per tutte le imprese (articolo 12-ter);
-la sospensione dei vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito, prevedendo che i protesti non sono trasmessi alle camere di commercio e che le iscrizioni nell'archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari sono cancellate (articolo 11);
- la sospensione dei mutui per le ditte individuali e gli artigiani che si applica anche ai mutui in ammortamento da meno di un anno (articolo 12);
- la possibilità per i Confidi di detenere partecipazioni negli operatori di microcredito (articolo 13-ter) e l'estensione dell'operatività del Fondo di garanzia per l'impiantistica sportiva e del Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi (articolo 14);
- la sospensione fino al 30 settembre 2020 delle segnalazioni a sofferenza alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia e ai sistemi di informazione creditizia, riguardanti le imprese di minore dimensione beneficiarie di alcune misure agevolative di natura creditizia (articolo 37-bis).
Con riferimento al settore bancario, si segnalano le norme del decreto Rilancio che permettono di modificare il regolamento dei titoli e dei contratti delle operazioni di cartolarizzazione di crediti in sofferenza assistiti da garanzia statale (GACS) per adeguarne la disciplina alle conseguenze dell'emergenza epidemiologica legata al COVID-19 (articolo 32); che autorizzano il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nonché per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da banche italiane a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca d'Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (erogazione di liquidità di emergenza - ELA), fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato (articoli 165-167). Si ricorda che il provvedimento disciplina anche il regime di sostegno pubblico per l'ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di piccole dimensioni, diverse dalle banche di credito cooperativo, ovvero di quelle con attività totali di valore pari o inferiore a 5 miliardi di euro (articolo 168-175).
Studi - Attività produttive
Gli aiuti di Stato nell’attuale epidemia da COVID: il nuovo quadro UE
Governance europea e nazionale su energia e clima: gli obiettivi 2030. Il Piano nazionale per l’energia ed il clima
La Fase 2 per le attività produttive nell'attuale emergenza epidemiologica da COVID
Turismo: riassetto delle competenze istituzionali e nuova disciplina sui pacchetti turistici
Start-up innovative, PMI innovative e incubatori certificati

References: articolo 5
 articolo 19
 articolo 30
 articolo 31
 articolo 13
 articolo 12
 art. 2083
 art. 72