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Timestamp: 2018-02-24 08:21:33+00:00

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Art. 497 cod. proc. civile: Cessazione dell'efficacia del pignoramento
Codice proc. civile Art. 497 cod. proc. civile: Cessazione dell’efficacia del pignoramento
Il pignoramento perde efficacia (1) quando dal suo compimento sono trascorsi quarantacinque giorni senza che sia stata richiesta l’assegnazione o la vendita.
Vendita: [v. 503]; Assegnazione: [v. 505].
(1) L’inefficacia del pignoramento non comporta l’invalidità del precetto; effettuato il pignoramento, il termine per la validità del precetto resta sospeso: pertanto, se il pignoramento perde efficacia successivamente alla sua effettuazione, si potrà utilizzare il tempo residuale di efficacia del precetto per promuovere un nuovo pignoramento. Si parla di tempo residuale perché i quarantacinque giorni di efficacia del precetto si sospendono e non si interrompono (nel quale ultimo caso, il termine riprenderebbe a decorrere per intero). Inoltre, il termine di 45 giorni, previsto da tale articolo, viene sospeso nel caso in cui in tale periodo venga proposta opposizione agli atti ese-cutivi [v. 628]. Il termine riprende a decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell’opposizione.
Cessazione dell’efficacia del pignoramento.
Termine; 2. Rilievo della tardività; 3. Inattività; 4. Casistitca.
Nel processo esecutivo, l’inosservanza del termine stabilito dall’art. 497 c.p.c. per il deposito dell’istanza di vendita determina l’inefficacia del pignoramento e l’estinzione del processo ai sensi dell’art. 630 c.p.c. La relativa eccezione va proposta non nel termine di cinque giorni dalla comunicazione del decreto che fissa l’udienza per sentire le parti sull’istanza, ma può essere proposta, prima di ogni altra difesa, nella stessa udienza. Cass. 16 giugno 2003, n. 9624.
Nella procedura di espropriazione immobiliare, ai fini dell’applicazione dell’art. 497 c.p.c. secondo il quale il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi novanta giorni senza che sia stata richiesta l’assegnazione o la vendita, è irrilevante che non sia stata ancora effettuata la trascrizione del pignoramento, poiché il termine di efficacia del pignoramento decorre dalla data della notificazione al debitore dell’atto di pignoramento e non da quella della sua trascrizione. Trib. Torino, 3 ottobre 2005; conforme Cass. 16 settembre 1997, n. 9321.
Nell’espropriazione immobiliare il giudice dell’esecuzione può, anche d’ufficio, rigettare l’istanza e disporre l’archiviazione della procedura qualora sia inutilmente decorso il termine assegnato al creditore procedente per il deposito della documentazione ipocatastale. Trib. Brindisi, 3 ottobre 1994; conforme Trib. Prato, 23 settembre 1993, contra: Cass. 28 novembre 1992, n. 12711, Trib. Monza, 22 novembre 1982.
L’omesso deposito dei documenti di cui all’art. 567 c.p.c. nel termine assegnato dall’art. 497 dello stesso codice per la istanza di vendita dei beni pignorati non determina, in mancanza di una espressa disposizione in tal senso, l’improcedibilità della esecuzione né può condurre, ove l’improcedibilità sia stata erroneamente dichiarata dal giudice di merito con provvedimento non impugnato, alla estinzione del procedimento, atteso che questa, nel vigente codice di rito, si ricollega, in materia di esecuzione forzata, solo alla rinuncia agli atti esecutivi (art. 629 c.p.c.) o alla inattività delle parti derivante dalla mancata prosecuzione o riassunzione del processo nel termine stabilito dalla legge o dal giudice (art. 630 c.p.c.) o dalla mancata comparizione all’udienza a norma dell’art. 631 c.p.c., sempre che l’estinzione sia eccepita dalle parti, e non al semplice decorso del tempo. Cass. 28 novembre 1992, n. 12711.
Premessa la competenza del giudice ordinario a conoscere della opposizione agli atti esecutivi proposta dal debitore di imposta ex art. 617 c.p.c. e l’ammissibilità della opposizione anche nella procedura esecutiva ex t.u. n. 639 del 1910, deve essere dichiarato nullo il pignoramento, eseguito dall’amministrazione finanziaria, e intervenuto dopo il decorso dei novanta giorni di cui all’art. 497 c.p.c. dalla notifica della ingiunzione fiscale. Pret. Pisa, 9 febbraio 1988.
È soggetto al regime di sospensione dei termini processuali nel periodo feriale il termine di efficacia del pignoramento di 90 giorni previsto dall’art. 497 c.p.c. Cass. 29 luglio 1986, n. 4841.
Rilievo della tardività.
L’art. 630, comma 2, c.p.c. prevedendo per la proposizione dell’eccezione il limite della prima difesa successiva al verificarsi dell’estinzione, preclude la deduzione del tardivo deposito dell’istanza di vendita dopo l’udienza in cui gli interessati sono stati convocati per essere sentiti sull’istanza. Cass. 16 giugno 2003, n. 9624.
I vizi dell’ordinanza di vendita, disposta dal giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 569 c.p.c., derivanti da vizi di atti prodromici, denunciati dall’esecutato - nella specie inefficacia del pignoramento, ai sensi dell’art. 497 c.p.c., per tardività dell’istanza di vendita, a sua volta viziata per non esser stato rispettato il termine previsto dall’art. 498 c.p.c. nell’avvisare il creditore iscritto - e non ancora decisi dal giudice dell’opposizione, possono esser fatti valere soltanto se detta ordinanza è stata anch’essa tempestivamente opposta, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., perché nel procedimento esecutivo vige il principio dell’autonomia delle singole fasi di esso. Cass. 15 novembre 2000, n. 14821.
Costituisce opposizione agli atti esecutivi quella che concerne la dedotta nullità dell’ordinanza di vendita per essere stata emessa in seguito ad istanza presentata dopo la scadenza del termine di efficacia del pignoramento. Cass. 21 febbraio 1977, n. 783.
Ove sussista contrasto tra la data di presentazione risultante dalla certificazione apposta dal cancelliere in calce all’istanza e quella risultante dal registro delle esecuzioni, occorre dare prevalenza alla prima, salva la proposizione di un’eventuale querela di falso, poiché le annotazioni contenute nel suddetto registro hanno una mera funzione ricognitiva dei dati risultanti dagli atti originari. Cass. 21 febbraio 1977, n. 783.
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 175, 289, 484, 497, 567 e 630 c.p.c., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui non prevede che la pluridecennale inattività del creditore procedente determina l’estinzione del procedimento esecutivo. Trib. Rieti, 10 marzo 1982.
La trascrizione del pignoramento immobiliare nei registri immobiliari è elemento necessario perché tale atto produca i suoi effetti, sicché la sua cancellazione, indipendentemente dalla validità o meno del titolo in base al quale essa è stata effettuata, impedisce di dare seguito all’istanza di vendita del bene immobile pignorato, giacché la cancellazione medesima opera come autonoma causa di estinzione della pubblicità, che ne fa venir meno gli effetti rispetto ad ogni interessato. Cass. 18 agosto 2011, n. 17377.

References: Art. 497
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 art. 617
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