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Timestamp: 2017-10-18 15:00:21+00:00

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Esame avvocato 2010: tracce e soluzioni di diritto civile
Articolo del 14/12/2010 Autore Redazione Altri articoli dell'autore
ESAME AVVOCATO 2010 (14.12.2010):
Traccia di diritto civile n.1
La soluzione indicata in modo sintetico e schematico è solo una delle possibili; ha mero valore orientativo.
Il quesito sotteso alla traccia era essenzialmente: è giusta causa di recesso, ex art. 2237 comma 2 c.c., quella di Tizio? Giustifica il recesso, il fatto che il cliente (Beta) voglia affiancare a Tizio un altro professionista (Caio)?
Se si risponde positivamente, allora, Tizio avrà diritto ad avere da Gamma il rimborso ed il compenso, per l’attività svolta, ex art. 2237 comma 2 c.c.; se, diversamente, si risponde negativamente, allora Tizio non avrà diritto ad avere rimborso e compenso.
A favore della tesi positiva deporrebbero i rilievi che:
-normalmente l’attività professionale viene considerata come fiduciaria, con la conseguenza che se viene meno la fiducia (come dimostrabile dal fatto che Beta vuole affiancare Caio a Tizio), allora, si giustifica un recesso per giusta causa, in quanto viene meno un elemento fondamentale del rapporto giuridico;
-l’esecuzione del contratto è personale, ex art. 2232 c.c., ed al più è il prestatore d’opera che può scegliere eventuali “collaboratori”, ma non il cliente-committente (Beta).
Accogliendo la tesi positiva, pertanto, Tizio potrebbe chiedere il rimborso delle spese effettuate e la corresponsione del compenso, ex art. 2237 c.c.; difficilmente potrebbe chiedere anche il risarcimento del danno, perché a tal fine sarebbe necessario un inadempimento del committente (Beta), ex art. 1218 c.c., che non sussiste (non è inadempimento la comunicazione di voler affiancare un altro professionista), oltre al fatto che bisognerebbe provare il danno concretamente subito.
Tuttavia, sembra maggiormente condivisibile la tesi negativa, con la conseguenza che Tizio non potrà chiedere il rimborso ed il compenso, non trovando applicazione l’art. 2237 c.c.
A favore della tesi negativa depongo i rilievi che:
-viene comunicato a Tizio “l’intenzione di affiancargli” Caio; si tratta di una mera comunicazione, inidonea ad incidere direttamente sul contratto di prestazione intellettuale;
-non può qualificarsi come recesso giustificato quello determinato dalla volontà di affiancare altro professionista, sussistendo la libertà di scelta del contraente e, dunque, anche dell’esecutore dell’opera, ex art. 1322 c.c. ed art. 41 Cost.;
-la giusta causa di recesso attiene ad un evento esterno che rende non proseguibile il rapporto giuridico, diversamente dal caso in esame dove.
In questo senso, pertanto, è ingiustificato il recesso di Tizio, così redendo inapplicabile l’art. 2237 c.c., con la conseguenza pratica che costui non avrà diritto al compenso ed al rimborso delle spese (e neanche al risarcimento del danno); al più, saranno dovute le sole c.d. spese borsuali (ad esempio: spese inerenti di bollo).
Nello stesso senso si è espressa anche la giurisprudenza: è privo di giusta causa il recesso del dottore commercialista dal mandato professionale determinato esclusivamente dalla nomina di un ulteriore difensore di fiducia (App. Milano, 24 settembre 2008).
Traccia di diritto civile n. 2
Il quesito sottesa alla traccia era: vi è responsabilità dell’avvocato Sempronio, per aver omesso di informare circa la prescrizione il proprio cliente Gamma?
Se si risponde negativamente, allora, Gamma di certo dovrà pagare la prestazione a Sempronio con euro 12.000 come richiesti; se si risponde positivamente, allora, Gamma non dovrà pagare a Sempronio la prestazione d’opera intellettuale svolta.
In favore della tesi negativa, rileva che:
-l’obbligazione dell’avvocato è di mezzi e, dunque, non può essere chiamato a rispondere per l’avvenuto accoglimento dell’eccezione di prescrizione;
-lo stesso giudice in ordinanza aveva “parlato” di probabile “infondatezza dell’eccezione di prescrizione”;
-Gamma si è rifiutata di appellare, concretizzando l’eventuale danno;
-non c’è colpa;
-non era prevedibile, e dunque non c’è colpa, l’accoglimento dell’eccezione di prescrizione.
Accogliendo tale ricostruzione, Gamma dovrebbe pagare il compenso a Sempronio.
Tuttavia, è preferibile la tesi positiva, con la conseguenza che Gamma potrà esimersi dal pagare la retribuzione a Sempronio.
A favore della tesi positiva, depongono i rilievi che:
-l’obbligazione dell’avvocato è di mezzi in generale (soprattutto in fase giudiziale), ma non nei casi di pareri (stragiudiziali), dove può essere anche di risultato, perché la causa in concreto (intesa come scopo pratico) è quella di sapere tutto (informativa) su un certo problema giuridico; nel senso della natura giuridica dell’obbligazione da vedere in concreto depone la lettera dell’art. 1176 c.c., laddove si dice che la diligenza va valutata con riferimento “alla natura dell’attività esercitata”;
-non rileva l’affermazione del giudice in ordinanza, ma quanto detto in sentenza, perché questa incide sulla posizione giuridica sostanziale di Gamma;
-la scelta di non appellare da parte di Gamma non esclude la responsabilità di Sempronio, in quanto tale scelta è discrezionale, riguardando il diritto di difesa ex art. 24 Cost., e comunque, al più, riduce il quantum debeatur, ex art. 1227 c.c., ma non esclude l’an;
-è colpa non rilevare la prescrizione, che è questione non opinabile attenendo essenzialmente ad un dato oggettivo;
-è prevedibile l’accoglimento di un’eccezione di prescrizione;
-non informare il cliente è inesatto adempimento, ex art. 1218 c.c., vulnerando anche la diligenza richiesta, ex art. 1176 c.c.
Alla luce di tali rilievi, condivisi anche dalla giurisprudenza (Cassazione civile 16023/2002), pertanto, Sempronio sarà responsabile per inadempimento, con la conseguenza che Gamma potrà evitare di procedere al pagamento della prestazione, fatto salvo comunque l’eventuale risarcimento del danno, ex art. 1223 c.c.

References: art. 2237
 art. 2237
 art. 2232
 art. 2237
 art. 1218
 art. 1322
 art. 41
 art. 24
 art. 1227
 art. 1218
 art. 1176
 art. 1223