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Timestamp: 2018-02-19 14:09:47+00:00

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processo Archivi - Studio Legale Sdanganelli & AssociatiStudio Legale Sdanganelli & Associati
Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 10 luglio 2015, n. 14475. In appello, i documenti sono nuovi se non sono stati mai prodotti nell’intero processo.
Pubblicato il 13 luglio 2015 da uxs04548
L’art. 345, terzo comma, c.p.c. (nel testo introdotto dall’art. 52 della legge 26 novembre 1990, n. 353, con decorrenza dal 30 aprile 1995), deve essere interpretato nel senso che, i documenti allegati alla richiesta di decreto ingiuntivo, anche qualora non siano stati nuovamente prodotti nella fase di opposizione, non possono essere considerati nuovi e pertanto, se allegati all’atto di appello contro la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, devono essere ritenuti ammissibili. La formula ampia scelta dal legislatore induce a ritenere che i documenti devono essere nuovi rispetto all’intero processo, non devono, cioè, essere mai stati prodotti in precedenza. I documenti prodotti in allegato alla richiesta di decreto ingiuntivo e rimasti a disposizione della controparte almeno sino alla scadenza del termine per proporre opposizione (in base a quanto disposto dall’art. 638, terzo comma, c.p.c.) e quindi esposti al contraddittorio delle parti, non possono essere qualificati nuovi nei successivi sviluppi del processo.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato allegati, ammissibilità, appello, art. 638 c.p.c., art.345 c.p.c., decreto ingiuntivo, documenti, fase monitoria, inammissibilità, nuovi, opposizione, processo
Pubblicato il 5 giugno 2015 da uxs04548
Il Consiglio di Stato apre alla notifica del ricorso introduttivo a mezzo PEC. Nota a: Consiglio di Stato sez.VI^, sentenza 28.5.2015 n. 2682*
Scritto in onore di Antonio Romano, per i 50 anni di Avvocatura.
Sommario: 1. Lo stato della normativa sul processo amministrativo telematico; 2. Strumenti di notificazione tradizionale e PEC; 3. La notificazione del ricorso introduttivo è compatibile con l’attuale quadro normativo.
1) La sentenza in commento ha il pregio di dissolvere i dubbi disseminati da alcune decisioni del giudice amministrativo[1], taluna favorevole, talaltra contraria alla immediata precettività, in materia di notificazione del ricorso introduttivo del processo, della disciplina fissata negli articoli 1 e 3 bis della l. 53/94, nel testo modificato dall’art. 25 comma, 3, lett. a) della l. 12 novembre 2011, n. 183, che affida all’avvocato il compito di“eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale […] a mezzo della posta elettronica certificata. La decisione del Consiglio di Stato dovrebbe por fine alla eccessiva prudenza di un orientamento che, in attesa delle regole tecniche ministeriali propulsive del processo amministrativo telematico (PAT) annunciato dall’art. 13 dell’Allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Codice del Processo Amministrativo – CPA), ha tracciato alcune linee per dissuadere dall’impiego della PEC nella notificazione del ricorso introduttivo, ipotizzando la nullità della notificazione, sanabile con la costituzione del convenuto, e, di rado, riconoscendo la rinnovazione della notificazione per errore scusabile[2]. L’impatto delle tesi restrittive sulle modalità di esercizio del diritto di difesa del soggetto che instaura l’azione giudiziaria non è privo di rilevo se si pone mente al fatto che la scelta dello strumento notificatorio è salvaguardata secondo un’impostazione orientata in conformità all’art.24 Cost. ed ai principi di uguaglianza e non discriminazione contenuti nel nostro ordinamento[3]
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato amministrativo, codice, consiglio di stato, Costituzione, legge n.53/94, notificazione, notifiche, nullità, pec, postale, processo, sanatoria, sdanganelli, servizio, validità

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 638
 art.345
 sentenza 
 sentenza