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Timestamp: 2020-04-07 13:10:46+00:00

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06 2002 | Edscuola
30 giugno Modifiche Programma Annuale
L’art. 6 del DI 44/01 prevede che il consiglio d’istituto verifichi, entro il 30 giugno di ogni anno, le disponibilità finanziarie dell’istituto nonché lo stato di attuazione del programma annuale per apportare le modifiche che si rendano necessarie, sulla base di un apposito documento predisposto dal dirigente scolastico.
Si conclude nel giugno 2002 l’esperienza triennale degli incarichi di funzione obiettivo, un’innovazione prevista dal Contratto Nazionale di Lavoro del 1999 (per il quadriennio 1998-2001) e giudicata in termini assai controversi dagli operatori scolastici (si veda in proposito il sondaggio condotto da Educazione&Scuola nel maggio del 2001 che rivela un giudizio quasi equamente suddiviso tra “favorevoli” e “contrari”).
In previsione delle prossime “mosse” contrattuali, la valutazione dovrà essere assai più articolata e ponderata.
Si fa strada l’idea di una conferma di questa tipologia di incarichi, magari con maggiori flessibilità ed autonomia nelle scelte delle scuole ed una possibile soglia di accesso alla funzione (competenze, curriculum, ecc.).
Giunge utile, in questa fase di transizione tra vecchio e nuovo contratto, una recente pubblicazione dell’IRRE Piemonte a cui il Ministero dell’Istruzione aveva commissionato azioni di monitoraggio e di verifica sulle funzioni obiettivo. Il testo presenta i report dei monitoraggi, sitografie e bibliografie, ricostruzioni normative, profili di ricerche e saggi interpretativi.
Dal testo: R. Barbero – P. Nervo (a cura di), Funzioni obiettivo e nuove professionalità, Irre Piemonte, Tecnodid, Napoli, 2002, riproduciamo per la rubrica Riforme On Line il saggio di Giancarlo Cerini, Funzioni obiettivo: una storia “dentro” l’autonomia.
Si chiudono le attività di formazione a distanza per i docenti con funzione obiettivo e per i neo assunti condotte dall’INDIRE in Rete (vd.: PuntoEdu).
La Formazione a distanza dei Docenti Neoassunti è stata un’esperienza…
Funzioni obiettivo: una storia “dentro” l’autonomia
nota 28 giugno 2002, Prot. n° 3114/A2/bis
2° Concorso Enigmistica Classica per le Scuole. Comunicazione vincitori
nota 28 giugno 2002, Prot. n. 1871/DIP./Segr.
“La cardiologia tra i banchi di scuola”
L’art 4., comma 2, dell’OM 44/02, stabilisce che le graduatorie degli aspiranti ad un incarico di presidenza, approvate dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale o suo delegato sono pubblicate all’albo entro il 28 giugno.
direttiva 27 giugno 2002, n. 74
Obiettivi formativi assunti come prioritari per l’A.S. 2002/2003 riguardanti il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario
decreto interministeriale 25 giugno 2002 (in GU – 4a serie speciale – n. 59 del 26-7-2002)
Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’ammissione alle scuole di specializzazione per le professioni legali per l’anno accademico 2002-2003
nota 25 giugno 2002, Prot.n. 11799
Celebrazioni ufficiali italiane per la giornata mondiale dell’alimentazione 2002. Concorso “l’acqua, fonte di sicurezza alimentare”
nota 22 giugno 2002, Prot.n.1689
nota 21 giugno 2002, Prot. n. 127/VM
nota 20 giugno 2002, Prot. Uff. I n.368
Apertura anno scolastico 2002/2003
nota 20 giugno 2002, Prot. 11458
Istituti paritari – Pagamento compensi e indennità esami anno scol. 2001/2002
decreto legge 20 giugno 2002, n. 121 (in GU 21 giugno 2002, n. 144)
L’art. 1, comma 7, del CCDN sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie – firmato il 29 maggio 2002 – stabilisce che:” Al fine di assicurare omogeneità degli adempimenti su tutto il territorio nazionale il termine entro il quale devono essere presentate le domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria è fissato, per tutto il personale docente ed educativo, alla data del 20 giugno 2002.
Il termine per la presentazione delle domande da parte del personale A.T.A. è fissato al decimo giorno successivo alla data di pubblica dei relativi trasferimenti (NdR: rispettivamente 5 e 15 luglio 2002).”
CM 63/02 (CCDN Utilizzazioni 2002-2003)
CCDN sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie
ordinanza 19 giugno 2002
legge 18 giugno 2002, n.136 (in GU 8 luglio 2002, n. 158)
circolare 18 giugno 2002, n. 71, Prot. n.1602
Contratto integrativo nazionale per il personale dell’area V della dirigenza scolastica relativo al periodo 1.9.2000 – 31.12.2001 – Ipotesi di accordo del 28.5.2002
nota 18 giugno 2002, Prot. n. 1555
Indennità di funzioni superiori ex art. 69 del C.C.N.L. del comparto scuola sottoscritto il 4 agosto 1995
nota 18 giugno 2002, Prot. n. 1714/DIP/UO2
nota 18 giugno 2002, Prot. N. 2707/A /3
Direttiva n. 70 del 17.6.2002, riguardante i criteri e le modalità per il rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute dal personale docente
direttiva 17 giugno 2002, n. 70
Rimborso delle spese di autoaggiornamento, debitamente documentate, sostenute dai docenti
nota 17 giugno 2002, Prot. n. 1832 / Uff. VI
Errata corrige alla C.M. 69, prot.1827/VI, del 14 giugno 2002
17 – 30 giugno Esami
L’art. 4 dell’OM 59/01 prevede per il 19 giugno 2002 l’inizio, con la prova scritta di Italiano, degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d’istruzione secondaria superiore per 463.500 studenti (174.000 per i licei; 195.800 per i tecnici; 75.800 per i professionali e 16.900 per gli artistici) e 22.450 commissioni, coordinate da 5.300 presidenti.
Gli esami di Stato nel mese di giugno si svolgono, in ragione di quanto previsto dall’art 12 dell’OM 43/02, secondo il seguente calendario:
17 – 18 giugno Riunione preliminare delle Commissioni d’esame (art. 13, OM 43/02)
Il 18 giugno il ministro interviene a chiusura del forum sugli esami di Stato; riportiamo di seguito il suo contributo:
(Roma, 18 Giugno 2002) Siamo ormai alla vigilia delle prove scritte dell’esame di Stato. Questo forum, che è stato importante, ricco di apporti e assolutamente libero, può trovare una sua conclusione in alcune osservazioni e rassicurazioni.
La sezione del forum dedicata al rapporto dell’esame con la didattica ha fornito interessanti indicazioni e confortanti conferme della volontà dei docenti di pervenire, più che a una somma, a una sintesi dei saperi. Non a caso, in alcuni interventi si sottolinea la positiva esperienza delle codocenze e si fa richiamo al confronto interdisciplinare mirante all’interazione tra le discipline. L’Esame di Stato, nella diversificazione delle prove, è visto come momento ultimo e qualificante del percorso quinquennale dell’alunno e della sua esperienza.
La sezione del forum riservata al dibattito sulla composizione delle commissioni e la grande questione della “oggettività” della valutazione delle prove d’esame meritano una risposta chiara. Personalmente, sono convinta che gli insegnanti siano aggiornati sui corretti strumenti di valutazione e che la loro onestà professionale li spinga ad applicarli in egual modo sia quando si trovano nella condizione di “esterni” sia quando conducono gli esami da commissari “interni”. Insomma, credo si possa essere d’accordo sul fatto che la valutazione è “seria” non se viene effettuata da un docente piuttosto che da un altro, ma se viene svolta con strumenti seri.
Un altro ordine di considerazioni riguarda le scuole autonome. Esse saranno valutate da un servizio nazionale con criteri validi per tutto il paese (su questi sta lavorando una commissione che presto presenterà i risultati della sperimentazione effettuata in quasi tremila istituti), ma devono in primo luogo imparare ad autovalutarsi. La composizione tutta interna della commissione per l’esame di Stato non è che uno dei passi di questo processo.
Desidero concludere con alcune rassicurazioni. In un forum analogo aperto due anni fa alcuni docenti e dirigenti scolastici si dichiaravano convinti che “la migliore commissione d’esame” fosse “il consiglio di classe” anche perché sostenevano, in base alla loro esperienza, che “spesso l’esame viene visto con terrore non dagli studenti impreparati o poco studiosi, ma da quelli abituati a studiare con costanza e dedizione”. Ho voluto citare le parole provenienti dal mondo della scuola perché proprio queste parole, scritte ben prima della introduzione delle attuali innovazioni, rappresentano bene lo spirito con cui vorrei che si guardasse all’esame di Stato di quest’anno.
Sarà un esame con un volto meno arcigno, più umano, ma al tempo stesso più equo. I candidati – soprattutto quelli che studiano “con costanza e dedizione” – saranno rasserenati dalla presenza di docenti che conoscono. Questi ultimi, a loro volta, saranno aiutati nel giudizio dalla conoscenza diretta del metodo seguito e del modo in cui hanno aiutato i propri alunni a organizzare il loro patrimonio di conoscenze e a costruire la loro personalità civile e umana.
Permettetemi infine di porgere un saluto sincero a coloro che sono intervenuti e che hanno aiutato tutti noi a operare in modo più adeguato per il comune obiettivo del miglioramento della scuola italiana. Da ultimo, alla vigilia di un esame, non posso non rivolgere un augurio di buon lavoro ai commissari e ai presidenti e uno di buona riuscita a tutti gli studenti.
19 giugno Svolgimento della prima prova scritta (art. 15, OM 43/02).
(Roma, 19 giugno 2002) Nella prima prova scritta degli esami di Stato le scelte degli studenti di tutti gli indirizzi di studio vedono al primo posto, come per gli anni scorsi, il saggio breve e l’articolo di giornale, seguito dal tema di ordine generale, dall’analisi del testo e dal tema storico. Si conferma anche quest’anno la omogeneità delle scelte in tutti gli indirizzi, nei licei come negli istituti tecnici, nei professionali e negli artistici, sia pure con diverse percentuali.
Le nuove tipologie di scrittura, soprattutto saggio breve ed articolo di giornale, hanno superato di gran lunga tutte le altre. L’argomento storico, generalmente poco presente nelle scelte degli studenti, si colloca all’ultimo posto. La lirica di Quasimodo proposta all’analisi del testo è stata scelta prevalentemente nei licei, con punte decisamente superiori a quelle dello scorso anno. Quest’anno, comunque, si rileva un deciso aumento del numero degli studenti dei licei artistici e degli istituti professionali che hanno preferito l’analisi del testo. È questo un segnale decisamente positivo per un tipo di scrittura che è la più accreditata e diffusa nei sistemi scolastici europei.
Tra i quattro ambiti previsti per il saggio breve e l’articolo di giornale, le preferenze degli studenti sono andate a Conoscenza, lavoro e commercio nell’era di Internet e a Poeti e paesaggio natìo.
20 giugno Svolgimento della seconda prova scritta, grafica o scritto-grafica (art. 15, OM 43/02).
21 giugno Entro questa data ciascuna classe-commissione definisce collegialmente la struttura della terza prova scritta, in coerenza con il documento del consiglio di classe
24 giugno La commissione decide il testo della terza prova scritta.
Svolgimento della terza prova scritta (art. 15, OM 43/02).
(Roma, 24 giugno 2002) Si è svolta oggi la terza prova scritta degli esami di Stato, che com’è noto, viene predisposta, per ciascuna classe, dalla Commissione esaminatrice secondo una delle otto modalità previste dalla legge e che anche quest’anno coinvolge cinque discipline.
Nella scelta delle Commissioni si collocano al primo posto i quesiti a risposta aperta che raggiungono il 42,4%, con un picco del 51% nei licei. Al secondo posto si conferma, con una percentuale del 19,7%, la presenza dei test, che nello scorso anno avevano però ottenuto un consenso maggiore. Al terzo e al quarto posto si sono attestati rispettivamente la tipologia mista di quesiti a risposta singola e di test, che è però in prima posizione negli istituti professionali, e la trattazione sintetica di argomenti.
Mancano dall’indagine le scelte relative ai licei artistici e agli istituti d’arte, dove la seconda prova dura da tre a cinque giorni e dove, pertanto, la terza prova si svolgerà a partire da metà settimana.
Dalle scelte delle Commissioni emerge una sostanziale conferma di tendenza rispetto agli orientamenti registrati nello scorso anno. Mentre viene confermato il carattere di sintesi pluridisciplinare tipico di questa prova, si registra la sia pur lieve regressione dei test, ritenuti, a parere di studenti e docenti, poco significativi ai fini di un adeguato accertamento di conoscenze e competenze disciplinari tra loro integrate.
Dalle rilevazioni compiute dagli Ispettori negli istituti sede d’esame è emerso che la stragrande maggioranza dei candidati ha ritenuto la terza prova formulata in maniera chiara e aderente al programma svolto. Tempestive e sufficienti sono risultate inoltre le informazioni fornite dalle Commissioni e ben proporzionato il tempo assegnato. La prova si è svolta in piena regolarità e serenità.
Totale classi: 22.021 Sono state escluse le classi dell’Istruzione artistica
Situazione relativa al 71,6 % delle classi
Riportiamo di seguito tabelle e grafici (fonte MIUR e UIL Scuola) relativi a
la distribuzione dei 395.391 studenti frequentanti le quinte classi delle scuole secondarie statali nel corrente anno scolastico 2001-2002
gli esiti degli Esami di Stato nel passato anno scolastico 2000-2001
la scelta della tipologia della terza prova a livello regionale e nazionale nell’a.s. 2001-2002 (campione del 71,6% delle Commissioni):
Studenti Quinte
Ist. e Sc. magistrali
Ist. Profesionali
Ist. d’Arte
Esiti esami 2000/2001
diplomati non dipl. diplomati non dipl. diplomati non dipl. diplomati non dipl.
Licei classici 99,3 0,7 96,9 3,1 65,2 34,8 98,8 1,2
Licei scientifici 99,2 0,0 97,4 2,6 72,9 27,1 98,5 1,5
Licei artistici 98,4 1,6 93,4 6,6 79,5 20,5 96,8 3,2
Ist. e sc. magistrali 97,8 2,2 97,2 2,8 81,0 19,0 96,6 3,4
Ist. Tecnici 97,3 2,7 94,3 5,7 57,6 42,4 95,2 4,8
Ist. Prof.li 96,2 3,8 95,5 4,5 76,1 23,9 95,0 5,0
Ist. d’Arte 98,4 1,6 95,3 4,7 78,1 21,9 97,6 2,4
97,8 2,2 95,4 4,6 68,4 31,6 96,4 3,6
Terze Prove Scritte – 2002
Regione Tip.A
Trattazione sintetica di argomenti Tip.B
Quesiti a risposta singola Tip.C
Quesiti a scelta multipla Tip.D
Problemi a soluzione rapida Tip.E
Casi pratici o professionale Tip.F
Sviluppo di progetto Tip.G
Tipologia B + Tipologia C Tip.H
Abruzzo 18,4% 46,7% 19,0% 0,5% 0,0% 0,3% 15,1% 0,0%
Basilicata 20,0% 20,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 60,0% 0,0%
Calabria 15,9% 25,5% 24,8% 0,2% 2,4% 0,0% 30,3% 0,9%
Campania 7,4% 31,1% 37,7% 1,3% 2,3% 0,1% 20,1% 0,0%
Emilia Romagna 17,7% 54,7% 4,1% 1,3% 4,6% 1,1% 16,2% 0,2%
Friuli 20,8% 46,7% 12,1% 2,1% 0,5% 0,8% 16,9% 0,3%
Lazio 24,1% 36,7% 23,5% 0,0% 0,0% 0,0% 15,7% 0,0%
Liguria 8,9% 55,6% 7,5% 2,3% 1,4% 0,5% 23,8% 0,0%
Lombardia 19,0% 53,7% 6,8% 18,1% 0,3% 1,0% 0,5% 0,6%
Marche 5,4% 66,2% 12,3% 0,0% 6,9% 0,0% 9,2% 0,0%
Molise 8,7% 28,8% 41,3% 1,0% 0,0% 1,0% 19,2% 0,0%
Piemonte 17,8% 54,4% 7,5% 0,4% 0,6% 0,1% 18,4% 0,8%
Puglia 13,7% 35,6% 24,1% 0,9% 0,0% 0,0% 24,0% 1,8%
Sardegna 25,4% 26,1% 20,7% 1,1% 3,7% 1,1% 20,6% 1,3%
Sicilia 9,2% 18,6% 50,0% 1,2% 2,0% 1,3% 17,5% 0,2%
Toscana 12,0% 47,3% 13,5% 0,7% 1,6% 0,6% 24,3% 0,0%
Trentino Alto Adige 12,6% 56,6% 5,1% 4,6% 1,1% 0,0% 19,4% 0,6%
Umbria 12,7% 41,1% 17,8% 0,0% 1,2% 1,5% 25,7% 0,0%
Veneto 14,6% 64,6% 4,2% 0,3% 1,2% 0,3% 14,5% 0,3%
Trattazione sintetica di argomenti 1424 700 206 0 2330
Quesiti a risposta singola 2924 2752 1008 0 6684
Quesiti a scelta multipla 606 1656 837 0 3099
Problemi a soluzione rapida 83 193 114 0 390
Casi pratici o professionali 1 93 163 0 257
Sviluppo di progetto 4 47 37 0 88
Tipologia B + Tipologia C 626 1310 911 0 2847
Testo di riferimento 8 37 25 0 70
Totale 5676 6788 3301 0 15765
Tipologia terza prova Istruzione Classica Istruzione Tecnica Istruzione Professionale Istruzione Artistica Totale
Trattazione sintetica di argomenti 25,1% 10,3% 6,2% 0,0% 14,8%
Quesiti a risposta singola 51,5% 40,5% 30,5% 0,0% 42,4%
Quesiti a scelta multipla 10,7% 24,4% 25,4% 0,0% 19,7%
Problemi a soluzione rapida 1,5% 2,8% 3,5% 0,0% 2,5%
Casi pratici o professionali 0,0% 1,4% 4,9% 0,0% 1,6%
Sviluppo di progetto 0,1% 0,7% 1,1% 0,0% 0,6%
Tipologia B + Tipologia C 11,0% 19,3% 27,6% 0,0% 18,1%
Testo di riferimento 0,1% 0,5% 0,8% 0,0% 0,4%
Totale 100,0% 100,0% 100,0% 0,0% 100,0%
Spot Esami 2002
circolare 14 giugno 2002, n. 69
Sentenza del T.A.R. Lazio – sezione III bis – Valutazione del servizio di insegnamento prestato dai docenti specializzati nelle SSIS
circolare 14 giugno 2002, n. 68
Graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo per l’a.s. 2002/2003 – Presentazione domande
14 – 20 giugno SSIS e Graduatorie Permanenti
Con la CM 69/02 (rettificata dalla nota 17 giugno 2002, prot. n. 1832 / Uff. VI) il MIUR accoglie la Sentenza del TAR Lazio del maggio us sulla valutazione del servizio de docenti specializzati nelle SSIS.
Il DD 29.05.02 prevede che coloro che stanno ancora frequentando i corsi per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento presso le Scuole di Specializzazione all’Insegnamento Secondario (S.S.I.S) che si concludono con lo svolgimento degli esami finali tra il 1° giugno 2002 e il 20 luglio 2002, possono presentare, al Centro per i servizi amministrativi del capoluogo di ciascuna provincia entro il 20 giugno 2002, domanda di inserimento in coda alla terza fascia delle graduatorie permanenti, costituite in applicazione del DD 12.02.02.
nota 13 giugno 2002, Prot. n. 1802
Personale ATA – Assunzioni a tempo determinato fino alla nomina degli aventi diritto per l’anno scolastico 2001-2002
nota 13 giugno 2002, Prot. n.371
L. n. 124\99 – art. 8 – Trasferimento di personale e funzioni A.T.A. dagli Enti Locali allo Stato – Contratti di appalto per la gestione di alcuni servizi ausiliari (pulizia): indicazioni operative per la prosecuzione dell’attività
Assegnazione di dirigenti e di docenti per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica
circolare 12 giugno 2002, n. 67
Esami di Stato dell’anno scolastico 2001-2002. Compensi alle Commissioni esaminatrici
nota 12 giugno 2002, Prot. n. 2913/A2
8° Concorso Europeo del Giovane Consumatore
nota 12 giugno 2002, Prot. n. 2915/A2
Concorso nazionale “Pensa a cosa mangi”
12 giugno Diploma ISEF e Laurea
Il 12 giugno la 7a Commissione Senato approva definitivamente il DdL A.S. 1356, Equiparazione tra diploma in educazione fisica e laurea in scienze delle attività motorie e sportive, già approvato dalla 7a Commissione Camera in sede legislativa il 23 aprile us.
(Roma, 13 giugno 2002) Il diploma Isef è stato equiparato alla laurea in scienze motorie. Questo è quanto prevede la legge approvata in base ad un’intesa raggiunta in Parlamento dal Sottosegretario all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca, Stefano Caldoro, sulla proposta che vedeva come primo firmatario l’on. Santulli.
La nuova legge consente ai diplomati Isef l’accesso sia ai pubblici concorsi, sia alle attività professionali, sia ai master, sia alle lauree specialistiche universitarie secondo le valutazioni autonome dei singoli atenei in ordine al riconoscimento di crediti formativi.
Viene così superato il vuoto normativo legato alla fase transitoria dall’Isef ai corsi di laurea in scienze motorie, assicurando agli studenti un percorso di certezza normativa ed un sbocco professionale e lavorativo.
nota 11 giugno 2002, Prot. n. 1302
O.M. n. 44 del 17 aprile 2002 – Conferimento incarichi di presidenza – Chiarimenti
nota 11 giugno 2002, Prot. n. 1496
nota 11 giugno 2002, Prot. n.113/VM
Organici di diritto del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario – Anno Scolastico 2002/2003
decreto legge 10 giugno 2002 (in GU 11 giugno 2002, n. 135)
08 – 30 giugno Termine attività educative e didattiche
L’art. 3 dell’OM 59/01 prevede:
08 giugno 2002: termine delle lezioni nella scuola di base, ivi comprese le classi di scuola elementare e media funzionanti secondo il preesistente ordinamento e nella scuola secondaria superiore;
30 giugno 2002: termine delle attività educative nella scuola dell’infanzia e delle attività didattiche, comprensive degli scrutini e degli esami nella scuola di base, ivi comprese le classi di scuola elementare e media funzionanti secondo il preesistente ordinamento e nella scuola secondaria superiore.
nota 7 giugno 2002, Prot. n. 358
Personale ATA – Termini per le operazioni di mobilità per l’a.s. 2002/2003
07 – 30 giugno Adozione Libri di Testo
Entro il 30 giugno 2002 (come da proroga del MIUR ai termini stabiliti dal DD 13.02.02 e dalla nota 23 maggio 2002, prot.n. 2509) le istituzioni scolastiche devono fornire al MIUR i dati riguardanti la spesa complessiva sostenuta per la dotazione libraria da ogni classe della scuola secondaria di primo grado e dalle classi dei primi due anni di corso della scuola secondaria superiore.
La CM 13/02 stabilisce che entro il 7 giugno 2002 le scuole debbano trasmettere copia degli elenchi dei testi adottati all’AIE – Associazione Italiana Editori, Via delle Erbe, n. 2 – 20121 Milano, utilizzando gli appositi modelli inviati dalla stessa AIE, per il tramite degli Uffici Scolastici Regionali.
Le scuole possono avvalersi di uno strumento di lavoro on-line, coperto da password, che consente l’accesso via Internet alle informazioni relative al catalogo aggiornato dei testi scolastici con il prezzo di listino comunicato dagli editori e di trasmettere, al sito www.adozioniaie.it, i dati relativi alle adozioni disposte.
PON Scuola 2000-2006 – Interventi di verifica e valutazione qualitativa “AUDIT”
La CM 50/02 stabilisce che i dirigenti scolastici ed i docenti, compreso il personale educativo, interessati alle assegnazioni per la realizzazione dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica, debbano inviare domanda all’ufficio centrale o regionale presso il quale chiedono l’assegnazione entro il termine stabilito dallo stesso ufficio e comunque non oltre il 5 giugno 2002.
nota 4 giugno 2002, Prot. n° 2755/A2
3° Concorso Narrativa Poliziesca e di Fantascienza, PREMIO STANLEY e PREMIO ROGER
04 – 26 giugno Attività Sindacale
26: CCNQ Definizione Comparti Contrattazione 2002-05
26: CCNL Formazione Professionale
06, 14, 21: CCNL, organici, piano pluriennale investimenti e ricadute riforma (tavolo permanente)
20: formazione personale ATA
05, 19: sequenza contrattuale dirigenza scolastica all’estero
06, 18: trattamento accessorio personale comma 4, art. 18 CCNL secondo biennio economico 2000/01
17: CCNI Area V Dirigenti Scolastici
06: CIN Integrazione Fondo Istituzione Scolastica
04, 06: compensi Esami di Stato
05: CCNI Rimborso Autoaggiornamento
04: bando di concorso per Dirigenti Scolastici
03 – 19 giugno Riforme e Controriforme
Il 19 giugno 2002, la 1a Commissione Affari Costituzionali del Senato, esprime parere non ostativo al DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale.
Dopo l’opuscolo informativo sulla riforma predisposto per le famiglie (“Una scuola per crescere“), il MIUR distribuisce entro giugno “Una scuola per crescere. Ragioni e Sfide del Cambiamento” dedicato ai docenti.
(Roma, 14 giugno 2002) Prosegue l’attività di dialogo e informazione avviata nei mesi scorsi dal Ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti. Dopo l’uscita del libretto di presentazione del disegno di legge delega dedicato alle famiglie, il Ministero ha preparato un fascicolo che raccoglie norme, informazioni, dati, schede e tabelle del sistema scolastico italiano e dei cambiamenti già in corso, oltre al testo del disegno di legge delega in discussione al Senato.
Il fascicolo contiene una lettera del Ministro Moratti rivolta al personale della scuola, in cui spiega che “questa iniziativa si vuole inserire nel processo di costante dialogo che ho deciso di instaurare con tutti i protagonisti della scuola”.
Il libretto, intitolato “Una scuola per crescere. Ragioni e sfide del cambiamento”, è in distribuzione e sarà disponibile per tutti i docenti presso le scuole entro la fine di giugno.
Dopo la chiusura del dibattito in 7a Commissione Senato sul disegno di legge delega proposto dalla maggioranza e sul progetto di legge presentato dall’opposizione, il ministro firma due protocolli di intesa con Regione Lombardia (3 giugno 2002) e Provincia autonoma di Trento (12 giugno 2002) per una prima applicazione della riforma.
Di seguito il comunicato stampa del MIUR sull’accordo con la Provincia di Trento:
(Roma, 12 giugno 2002) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Letizia Moratti e Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento, hanno firmato un protocollo di accordo con cui si propone a tutte le scuole trentine, dalle materne agli istituti superiori, l’avvio sperimentale dell’intera proposta di riforma contenuta nel disegno di legge delega in discussione al Senato. L’accordo affronta i seguenti temi:
– la riorganizzazione del primo ciclo (elementari e medie), dove la Provincia di Trento è già intervenuta con la generalizzazione dell’insegnamento di una lingua comunitaria già dalla prima elementare;
– il dimensionamento dei piani di studio, a partire da una minimo di 25 ore di insegnamento (oggi la media delle ore di insegnamento è superiore alle 30 settimanali), in tutti i cicli di istruzione;
– la sostituzione dell’esame di Stato alla fine del primo ciclo con un rigoroso sistema di valutazione;
– l’istituzione del “sistema dei licei”, con riferimento ai licei tecnologico, economico ed artistico;
– l’introduzione nei piani di studio, per la prima volta nel sistema scolastico italiano, di un’area di discipline opzionali (a scelta degli studenti), che consentirà agli studenti, assistiti dagli insegnanti tutor, di progettare con una ragionevole autonomia il loro percorso scolastico;
– l’integrazione dell’istruzione professionale con la formazione, in un quadro di significativo potenziamento degli standard culturali di tale percorso, che lo rende sostanzialmente equivalente per qualità ed esiti a quello dell’istruzione;
– l’avvio di esperienze e sperimentazioni di alternanza scuola – lavoro;
– la modifica dell’esame di Stato conclusivo del ciclo secondario, che prevederà già dal prossimo anno scolastico 2002/2003 accanto alle solite prove scritte, una prova a carattere strutturato. L’accordo sarà seguito nella sua attuazione da un gruppo di lavoro misto della Provincia di Trento – Miur.
circolare 3 giugno 2002, n. 62
Permessi sindacali – Comparto Ministeri – Anno 2002
nota 3 giugno 2002, Prot. n. 9680
Nulla osta per candidati esterni detenuti
03 – 27 giugno Parlamento
Aula 26 La Camera approva definitivamente il DdL AC 1534-B, Delega per la riforma dell’organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché di enti pubblici (già approvato dal Senato il 20 marzo 2002)
Aula 17, 18, 19 Il 19 giugno 2002 l’Aula approva definitivamente il DdL AC 1696/B, Riordino della dirigenza statale (già approvato dal Senato il 17 aprile 2002)
Aula 04 Il 4 giugno 2002 la Camera approva il DdL su Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo
Aula 05 Interrogazioni a risposta immediata
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, ministro, onorevoli colleghi, la non applicazione della legge n. 30 del 2000 e il disegno di legge delega di riforma della scuola hanno creato una situazione di grave incertezza nelle scuole e l’iter di discussione avviato al Senato non fa certo intravedere soluzioni soddisfacenti e di facile e prossima realizzazione. Eppure il ministro ha pensato di potersi rivolgere alle famiglie: per rassicurarle? Ha pensato di farlo con un opuscolo inserito in quotidiani e settimanali ad alta tiratura, che illustra una riforma che non c’è ancora e che, nonostante ciò, viene presentata come se fosse già tradotta in un provvedimento legislativo e quindi immediatamente attuabile. È informazione questa? Ma se anche lo fosse, in che poco conto si tiene il lavoro del Parlamento che non si è ancora pronunciato in merito in nessuno dei due rami?
Noi vogliamo prescindere dal tema della liceità di tale iniziativa, ma non possiamo non chiederci quanto sia costata e da quale capitolo di spesa siano stati reperiti i fondi. (…)
LETIZIA MORATTI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla riforma degli ordinamenti scolastici, prima ancora che fosse presentato il disegno di legge attualmente all’esame del Senato, è stata attuata un’opera sistematica di disinformazione, sia da parte di esponenti dell’opposizione che da alcuni gruppi di docenti fortemente sindacalizzati. Quest’opera di disinformazione è stata fatta sulla stampa e anche con un’azione di volantinaggio nelle scuole con notizie distorte e non vere. Tale opera di disinformazione è continuata anche dopo la presentazione del disegno di legge e si è giunti a invitare presidi e docenti ad attuare la legge n. 30 del 2000 che, come è noto, manca dei relativi atti applicativi, e a non tener conto delle indicazioni del ministero.
In tale contesto era preciso dovere del Governo e del ministero fornire ad oltre 8 milioni di studenti e alle relative famiglie un’informazione puntuale, chiara e completa sul riordino degli ordinamenti scolastici. Tale riforma è interesse di tutta la società, pertanto siamo sorpresi che l’opposizione chieda notizia su capitoli di spesa e costi – peraltro esigui – su un’iniziativa di informazione doverosa che attiene ai grandi processi di innovazione della scuola.
Inoltre, nella lettera introduttiva da me inviata agli studenti, ai docenti e alle famiglie, ho precisato che il dibattito parlamentare, sicuramente contribuirà a migliorare e ad arricchire il progetto in corso di esame in Parlamento. Ho anche aggiunto che questa guida rappresenta uno strumento di comunicazione e di dialogo, quel dialogo che, da sempre, ha cercato di instaurare con tutto il mondo della scuola. Peraltro, è noto che nel ministero vi è un’apposita direzione generale competente sulla comunicazione che ha il compito istituzionale di diffondere informazioni sulla scuola alla società.
Anche i precedenti governi, in più occasioni ed in particolare per quanto riguarda l’articolazione dei cicli, hanno usato strumenti analoghi con gli stessi obiettivi, come risulta dal materiale diffuso a suo tempo nelle scuole e a mezzo stampa dalla stessa direzione generale. La stampa e la distribuzione dell’opuscolo sono state realizzate a cura del Poligrafico dello Stato e la distribuzione è avvenuta utilizzando le tradizionali vie di collegamento con le scuole. Tutta l’azione effettuata in via preventiva e quella che seguirà è destinata a soddisfare i bisogni degli studenti, dei docenti, dei genitori che devono tutti capire quali sono i processi di cambiamento in corso nella scuola. (…)
GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, onorevole ministro, fa un po’ impressione sentir parlare di disinformazione da parte di un membro di un Governo il cui Presidente del Consiglio detiene la totalità dei mezzi di informazione in questo paese e a fronte del quale gruppi di studenti, docenti, singoli cittadini, esercitando il loro sacrosanto diritto – dire quasi dovere – di discutere, di valutare e di pensare e provano a capire quale sia il futuro della loro scuola.
Se abbiamo presentato questa interrogazione – e al riguardo la sua risposta è veramente insoddisfacente – è perché non neghiamo la legittimità della comunicazione istituzionale che, come lei ha ricordato, è stata portata avanti anche dal nostro precedente Governo; ciò però avviene su capitoli di bilancio delegati alla comunicazione istituzionale. In questo caso, invece, vi è il sospetto che i fondi necessari siano stati reperiti utilizzando capitoli destinati alla scuola pubblica italiana, dunque vi è già un problema di carattere economico. Inoltre, la comunicazione istituzionale avviene quando il Governo ha adottato dei provvedimenti, sui quali vi sono prove certe riguardo ai numeri, alle cifre. Quando invece il Governo non ha adottato provvedimenti ciò che contrabbanda per informazione, di fatto è propaganda, è tentativo di costruzione di consenso preventivo intorno ad una proposta che ancora deve compiere tutto il proprio iter.
Lei poteva informare gli italiani e mi fa piacere che abbia parlato di doverosa informazione alla famiglia e agli studenti, ma lei doveva spiegare agli studenti il motivo per cui sono stati tagliati 34 mila posti concernenti la docenza nelle scuole: questo è un fatto! Si sarebbe trattato di informazione se si fossero spiegate le ragioni di questo fatto. Perché tagliate le risorse all’edilizia scolastica? Perché cambiate la fisionomia degli esami di maturità attraverso quell’aberrante legge finanziaria che cambia le commissioni e quindi abbassa il valore legale del titolo di studio? Di questo voi avreste dovuto dare comunicazione agli italiani, ma siccome in questo caso vi sono i fatti che parlano, cioè le leggi, avete preferito parlare di una riforma non ancora attuata saltando, tra l’altro, Parlamento e parti sociali.
7a in sede referente, DdL AC 495, 736, 965 e 2113, Diritto allo studio e Parità scolastica
7a 20, 25 in sede referente, A C 2238, Disposizioni concernenti la scuola, l’università e la ricerca scientifica (già approvato dal Senato)
7a 20, 27 in sede referente, DdL AC 1773 e 2009, Regolarizzazione delle iscrizioni a diplomi universitari e di laurea per l’anno accademico 2000-2001 Il 27 giugno la Commissione delibera di adottare la proposta di legge n. 1773 quale testo base per il seguito dell’esame in sede referente.
7a 26 Risoluzioni Insegnanti di Sostegno
7a 12, 26, 27 Nuovo schema di regolamento in materia di autonomia delle Accademie e dei Conservatori, ai sensi della legge 21 dicembre 1999, n. 508
7a 18, 19 Proposta di nomina del professor Elio Bava a presidente dell’Istituto elettrotecnico nazionale “Galileo Ferraris” di Torino
7a 18 in sede referente, DdL AC 2556, Ratifica Convenzione riconoscimento titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europeaIl 18 giugno le Commissioni 3a e 7a deliberano, all’unanimità, di conferire il mandato ai relatori a riferire in senso favorevole all’Assemblea sul disegno di legge AC 2556 del Governo
7a 18 in sede referente, DdL AC 2209, Riorganizzazione degli Istituti italiani di cultura all’estero
7a 11, 12 Il 12 giugno 2002 la Commissione esprime parere favorevole sulla proposta di nomina della professoressa Stefania Fuscagni a presidente dell’INDIRE
7a 04, 11 alla I Commissione, DdL AC 1696/B, Riordino della dirigenza statale (già approvato dal Senato il 17 aprile 2002)L’11 giugno 2002 la Commissione esprime parere favorevole alla I Commissione
11a 12, 19 DdL Insegnanti di religione cattolica (DdL AC 561, 580, 737, 909, 1433, 1487, 1493, 1908/L, 1972, 2480)
1a 19 La Commissione esprime parere non ostativo al DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale
1a 26 La Commissione approva l’Indagine Conoscitiva sugli effetti nell’ordinamento delle revisioni del Titolo V della Parte II della Costituzione
7a 25, 27 parere alla 1a Commissione, DdL Costituzionale AS 1187, Modifiche dell’articolo 117 della Costituzione
(25.06.02) Il relatore COMPAGNA riferisce sul disegno di legge, ricordando che le competenze delle regioni nell’ambito del sistema scolastico, secondo l’originaria formulazione dell’articolo 117 della Costituzione, erano limitate al canale della formazione professionale, in relazione al quale veniva loro attribuita la potestà legislativa concorrente. Tuttavia, risale soltanto al 1977, grazie al decreto del Presidente della Repubblica n. 616, la connessione fra regioni e sistema della formazione professionale. Da allora la storia di tale connessione è stata contrassegnata da un costante disagio causato sia dal contrasto tra regioni e Pubblica istruzione, che non ha voluto in alcun modo trasferire l’istruzione professionale di Stato al sistema regionale, sia dalla difficoltà a trovare una soluzione che consentisse di utilizzare le qualifiche professionali come titoli di accesso al mercato del lavoro.
Il settore dell’istruzione professionale inoltre ha finito per essere schiacciato dalla discussione sull’innalzamento dell’obbligo scolastico e la riforma della secondaria superiore, per poi, dagli anni Ottanta, essere sottoposto a una critica serrata dovuta in parte alle difficoltà da parte delle regioni di dare nuovo impulso alle strutture ereditate dal Ministero del lavoro e in parte agli sprechi e agli usi impropri delle risorse per la formazione che avevano provocato non pochi scandali in quasi tutte le regioni italiane.
La riforma del Titolo V della Costituzione, conseguenza dell’approvazione della legge costituzionale n. 3 del 2001, ha decisamente rafforzato il ruolo delle regioni nel sistema dell’istruzione e in merito all’impatto che il nuovo dettato costituzionale ha sul comparto della scuola il relatore rinvia alle considerazioni svolte dal ministro La Loggia in Commissione in occasione dell’audizione tenuta nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, nel corso della quale lo stesso Ministro ha esposto le sue osservazioni anche per quanto concerne il settore dell’istruzione.
Il relatore si sofferma poi sul disegno di legge costituzionale in titolo, che modifica l’articolo 117 della Costituzione, inserendo un ulteriore comma dopo il quarto, ove si stabilisce che le regioni attivano la competenza legislativa esclusiva in alcune materie che, sebbene articolate in quattro punti, fanno in realtà riferimento a tre settori: sanità, istruzione e polizia. Il settore dell’istruzione attiene in effetti a due dei campi di intervento elencati rispettivamente alla lettera b), riguardante l’organizzazione scolastica e la gestione degli istituti scolastici e di formazione, e alla lettera c), concernente la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione. Peraltro, se il provvedimento richiama il comparto dell’istruzione in due diverse lettere, gli specifici settori su cui si dovrebbe esercitare la potestà legislativa regionale esclusiva sono ben tre, vale a dire l’organizzazione scolastica, la gestione degli istituti e la predisposizione dell’offerta formativa per la parte di competenza regionale.
La relazione introduttiva al disegno di legge, pur non avendo valore normativo, precisa poi qualcosa in più rispetto al testo del provvedimento. Vi si legge infatti che la legislazione statale dovrà definire esclusivamente le norme generali in materia di ordine degli studi, standard di insegnamento e condizioni per il conseguimento e la parificazione dei titoli di studio, dovendo inoltre assicurare l’omogeneità complessiva degli studi nel senso di contemperare i “saperi” comuni con i “saperi” locali. Sempre secondo la relazione, è invece in capo alle regioni la potestà legislativa esclusiva sui tre aspetti esplicitati nell’unico articolo del disegno di legge, ovvero organizzazione, gestione e programmazione di specifico interesse regionale.
Egli segnala inoltre che le regioni italiane, chiamate ad esprimersi sul provvedimento in oggetto in sede di Conferenza unificata, si sono apertamente spaccate, producendo due documenti diversi e in larga parte divergenti: uno favorevole al testo governativo e sottoscritto da Abruzzo, Calabria, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto; l’altro, di avviso sfavorevole al progetto, e condiviso da Emilia-Romagna, Campania, Marche, Toscana e Umbria.
Il relatore sottolinea quindi che il nuovo comma che si vorrebbe introdurre all’articolo 117 comporta alcune innovazione lessicali, che riguardano due diversi profili: la qualificazione della competenza legislativa regionale quale “esclusiva” (definizione finora riservata dalla Costituzione alla potestà statale) e l’uso dell’espressione “le regioni attivano la competenza”. Sotto il primo aspetto, sorge il problema di chiarire se vi sia una differenziazione fra questa competenza esclusiva e quella residuale generale delle regioni di cui al comma quarto dell’articolo 117, posto che l’interpretazione prevalente ritiene che tale potestà legislativa regionale residuale e generale incontri gli stessi (e quei soli) limiti che vengono fissati dalla Costituzione per la potestà legislativa esclusiva dello Stato, vale a dire il rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Se dunque si volesse intendere un concetto diverso nel richiamare esplicitamente una competenza esclusiva, non sarebbe chiara la differenziazione rispetto alla competenza generale residuale attribuita alle regioni dal già ricordato comma quarto dell’articolo 117.
Quanto al verbo “attivare”, non appare univocamente certo se – ed eventualmente in cosa – l’attivazione sia diversa dall’avere una competenza ed esserne titolare. Inoltre, la formulazione della disposizione in oggetto non sembra porre un obbligo a carico delle regioni, configurando piuttosto un potere/dovere di attivare la predetta competenza da parte degli enti regionali. Per questi motivi, potendo alcune regioni attivare la competenza e altre no, è stato anche prefigurato il rischio di disuguaglianze a livello nazionale nelle materie contemplate dalla riforma costituzionale in esame. Ma del resto è proprio del federalismo, se correttamente inteso, essere caratterizzato da diversità e disuguaglianze.
Ancora dal punto di vista della lettera delle disposizioni recate dall’atto n. 1187, egli rileva poi come meriti un’opportuna riflessione il ricorso alla semplice dizione “Le regioni”, sorgendo la questione se il riferimento valga solo per quelle a statuto ordinario o anche per quelle a statuto speciale. Se infatti non vi sono ragioni rinvenibili per le quali le cinque autonomie differenziate e le province autonome dovrebbero avere ambiti di minore incidenza nelle materie indicate dal disegno di legge rispetto a quelli assegnati alle regioni ordinarie, è altresì vero che la legge costituzionale n. 3 del 2001, nel modificare il Titolo V, ha ritenuto di esplicitare, all’articolo 10, che le disposizioni da quel testo introdotte si sarebbero applicate anche alle regioni a statuto speciale; ciò che non è espressamente detto invece nel provvedimento in esame.
Da ultimo, il relatore pone in evidenza il carattere fortemente innovativo della riforma costituzionale proposta con il presente disegno di legge, che andrebbe ad aggiungersi alle già significative innovazioni che il nuovo Titolo V della Costituzione ha introdotto in un comparto tradizionalmente contrassegnato da un accentuato centralismo. Egli rileva tuttavia che sarebbe stato più opportuno che nel processo avviato negli ultimi anni e diretto a correggere e modificare la richiamata tradizione centralistica in campo scolastico fosse stato assegnato un ruolo di maggiore momento al Ministero competente per l’istruzione, in modo da privilegiare gli aspetti di merito rispetto al profilo metodologico di cui si è reso interprete il Ministero per le riforme istituzionali.
7a 12, 19, 20 Nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di autonomia statutaria e regolamentare delle istituzioni di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508
7a 05, 07, 12 in sede delibertante, DdL A.S. 1356, Equiparazione tra diploma in educazione fisica e laurea in scienze delle attività motorie e sportiveE’ fissato per venerdì 7 giugno, alle ore 12, il termine per la presentazione degli emendamenti
Il 12 giugno 2002 la Commissione accoglie senza emendamenti il DdL A.S. 1356, Equiparazione tra diploma in educazione fisica e laurea in scienze delle attività motorie e sportive
7a 12 Il 12 giugno 2002 la Commissione esprime parere favorevole sulla proposta di nomina del Presidente dell’Istituto elettrotecnico nazionale “Galileo Ferraris” di Torino
7a 05 Il 5 giugno 2002 la Commissione esprime parere favorevole alla proposta di nomina della professoressa Stefania Fuscagni a Presidente dell’Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa con 11 voti favorevoli e 2 astenuti
7a 04 Interrogazioni
Il sottosegretario Valentina APREA risponde all’interrogazione n. 3-00385 del presidente Asciutti ed altri, sulla valutazione dei titoli del personale docente ed educativo ai fini dell’inserimento nelle graduatorie permanenti. Al riguardo, la rappresentante del Governo precisa che la legge 19 novembre 1990, n. 341, recante riforma degli ordinamenti didattici universitari, nell’istituire le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) finalizzate alla formazione degli insegnanti di scuola secondaria, ha anche previsto che l’esame finale sostenuto al termine dei corsi ha valore di esame di Stato ed abilita all’insegnamento per le aree disciplinari cui si riferiscono i relativi diplomi.
Sottolinea poi che il decreto interministeriale 24 novembre 1998, recante norme transitorie per il passaggio al sistema universitario di abilitazione all’insegnamento nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica, ha successivamente specificato che, nei concorsi a cattedre per titoli ed esami nella scuola secondaria e in quelli per soli titoli, i relativi bandi di concorso debbono attribuire a coloro che abbiano concluso positivamente la specifica scuola di specializzazione un punteggio aggiuntivo rispetto a quello spettante per l’abilitazione conseguita secondo le norme previgenti all’istituzione delle SSIS e più elevato rispetto a quello attribuito per la frequenza ad altre scuole e corsi di specializzazione e perfezionamento universitari.
Rileva inoltre che il decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240, convertito nella legge 27 ottobre 2000, n. 306, recante disposizioni urgenti per l’avvio dell’anno scolastico 2000-2001, ha stabilito che l’esame di Stato che si sostiene al termine del corso svolto da dette scuole di specializzazione ha valore di prova concorsuale ai fini dell’inserimento nelle graduatorie permanenti previste dalla legge n. 124 del 1999 e ha demandato ad un decreto interministeriale i criteri e le modalità di costituzione delle commissioni, sia di ammissione alla scuola di specializzazione sia di esami finali, nonché la definizione del punteggio da attribuire al risultato finale sia ai fini dell’inserimento nelle graduatorie permanenti sia ai fini dell’esito del concorso per esami e titoli, richiedendo che detto punteggio fosse coerente con quanto previsto dall’articolo 3 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 novembre 1998 suindicato. Detto regolamento, adottato con decreto interministeriale 4 giugno 2001, ha quindi previsto, all’articolo 8, che ai fini dell’inserimento nelle graduatorie permanenti al candidato abilitato presso le SSIS viene attribuito un punteggio aggiuntivo rispetto a quello spettante per l’abilitazione conseguita pari a 30 punti. Tale punteggio è del tutto congruo in relazione al livello del percorso seguito dagli specializzati (due anni di corso intensivo, verifiche intermedie, tirocinio ed esami finali) e alla preparazione di alto profilo sia a livello teorico che pratico che i corsisti acquisiscono.
Quanto poi alla decisione di consentire agli abilitati a seguito della frequenza delle SSIS di cumulare i 30 punti predetti con il punteggio previsto per il servizio di insegnamento prestato durante la frequenza dei corsi, essa era motivata in relazione al principio giuridico consolidato per cui i servizi effettivamente prestati, a prescindere dalle variabili legate alla natura, alle caratteristiche ed alla durata del rapporto di lavoro, debbono essere valutabili.
Il Sottosegretario ricorda poi che il tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio, con sentenza del 20 maggio scorso, ha ritenuto del tutto legittima e congrua l’attribuzione del punteggio aggiuntivo di 30 punti, rispetto a quello dell’abilitazione, per gli specializzati. Lo stesso TAR ha invece ritenuto illegittima la tabella di valutazione dei titoli, approvata con decreto ministeriale 12 febbraio 2002, n. 11, nella parte in cui consente il cumulo, oltre al punteggio aggiuntivo predetto, anche dei punti per i servizi di insegnamento prestati durante lo svolgimento del corso di specializzazione all’insegnamento secondario. In proposito, va sottolineato che il TAR, con la sentenza sopra richiamata, ha esaminato l’intera materia dell’inserimento nelle graduatorie permanenti degli specializzati dalle SSIS, affermando la piena legittimità di tutti i relativi provvedimenti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con la sola eccezione dell’aspetto relativo alla cumulabilità del servizio prestato durante i corsi. Pertanto, l’Amministrazione non interporrà appello e sta provvedendo a modificare in senso conforme alla pronuncia le graduatorie permanenti. Infatti con una prossima ordinanza ministeriale, presumibilmente si stabilirà che coloro che frequentano i corsi di specializzazione non potranno prestare contemporaneamente servizio di insegnamento. Ella rileva infine come le eccezioni espresse dal predetto TAR trovino corrispondenza nella formulazione dell’articolo 5 del disegno di legge n. 1306, riguardante la riforma scolastica, che prevede appunto lo svolgimento del tirocinio dopo il conseguimento della laurea specialistica.
Il presidente ASCIUTTI ringrazia il Sottosegretario per la sua risposta e osserva tuttavia che l’intero meccanismo dell’attribuzione dei punteggi e dell’inserimento nelle graduatorie permanenti dovrà essere rivisto alla luce dell’esperienza concernente le SSIS, in modo da sciogliere il nodo del doppio canale di reclutamento e di garantire a tutti pari opportunità. Per tali ragioni egli si dichiara parzialmente soddisfatto.
Il sottosegretario Valentina APREA risponde poi all’interrogazione n. 3-00422 della senatrice Acciarini, sull’inserimento nella terza fascia delle graduatorie permanenti di coloro che frequentano corsi per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, evidenziando che la questione ivi rappresentata è stata risolta nel senso auspicato dalla senatrice interrogante.
Infatti, tenuto conto che da parte di numerose SSIS è stata fatta presente l’impossibilità di anticipare i tempi già programmati per la conclusione dei corsi e lo svolgimento degli esami finali, in modo da consentire agli abilitandi di rispettare il termine del 31 maggio 2002, con decreto direttoriale del 29 maggio 2002 è stato consentito a coloro che concludono gli esami finali tra il 1° giugno 2002 ed il 20 luglio 2002 l’inserimento nelle graduatorie permanenti. Detto inserimento potrà avvenire nel doveroso rispetto delle posizioni dei candidati che, nei termini previsti dal decreto direttoriale del 12 febbraio 2002, conseguono e dichiarano il possesso dei requisiti di partecipazione alle procedure.
Pertanto, con il predetto decreto è stato consentito a coloro che frequentano corsi destinati a concludersi entro il 20 luglio 2002 di presentare domanda per l’inserimento nella graduatoria permanente. Tale inserimento è previsto dallo stesso decreto in una prima fase, con riserva, in una graduatoria provvisoria in coda alla terza fascia delle graduatorie permanenti, costituite ai sensi del predetto decreto del 12 febbraio 2002, con l’attribuzione del punteggio minimo previsto dalla tabella annessa al decreto stesso. Peraltro, a conclusione del corso, previa documentazione del punteggio conseguito, nelle graduatorie definitive il personale medesimo consegue il punteggio spettante sulla base della stessa tabella in relazione alla votazione con la quale ha conseguito l’abilitazione.
La senatrice ACCIARINI ringrazia il Sottosegretario per la risposta fornita alla sua interrogazione e per l’attenzione posta al problema da lei sollevato, ritenendo che il Governo stia affrontando in maniera corretta la questione dello svolgimento di corsi di specializzazione e della successiva valutazione, anche in considerazione della sentenza del TAR del Lazio ricordata poc’anzi in occasione della risposta alla precedente interrogazione. Tuttavia, proprio in riferimento ad alcune anticipazioni rilasciate dalla stessa rappresentante del Governo relativamente al problema affrontato dall’interrogazione del presidente Asciutti, la senatrice invita ad adottare un’opportuna cautela prima di prevedere il divieto di svolgere il servizio di insegnamento durante il periodo di frequenza dei corsi di specializzazione.
Il sottosegretario Valentina APREA risponde infine all’interrogazione n. 3-00403 della senatrice Acciarini, sull’ordinanza ministeriale 21 maggio 2001, n. 90, concernente le istruzioni operative per gli scrutini e gli esami relativi all’anno scolastico 2000-2001 nei confronti degli allievi in situazioni di handicap. In merito a tale interrogazione, ella osserva che le preoccupazioni della senatrice interrogante non hanno ragione di essere, in quanto l’ordinanza in parola conferma che gli studenti, che seguono un percorso formativo individualizzato e che sono ammessi agli esami di licenza media, sostengono prove differenziate idonee a valutare il loro progresso in rapporto alle potenzialità ed ai livelli di apprendimento iniziali, conseguendo, pertanto, nel caso di esito positivo delle prove, il diploma.
La stessa ordinanza ministeriale, peraltro, ha aggiunto a tale previsione una ulteriore ipotesi, offrendo agli allievi che non raggiungono gli obiettivi previsti dal percorso formativo individualizzato la possibilità di essere egualmente ammessi agli esami per conseguire un attestato di credito formativo, con il quale proseguire nella frequenza delle scuole secondarie superiori, sia pure al solo fine del riconoscimento di crediti formativi.
D’altra parte, occorre tener presente che il diploma di licenza media si consegue al termine di un esame di Stato e che ad esso, stante il vigente sistema del valore legale dei titoli di studio, sono connessi specifici contenuti formativi.
La senatrice ACCIARINI ritiene che la risposta del Governo non abbia del tutto affrontato la questione sollevata dall’interrogazione in oggetto. Il profilo più problematico, infatti, attiene all’attestato di credito formativo che i centri provinciali del lavoro, sulla base della normativa vigente, non considerano titolo di studio. Ciò risulta penalizzante per gli studenti interessati, che vengono quindi considerati in possesso della solo licenza elementare.
Tale meccanismo appare pertanto come un canale d’uscita dalla scuola media di livello secondario. Sarebbe allora importante sapere quanti sono coloro che utilizzano effettivamente questa possibilità di proseguire nella frequenza delle scuole secondarie superiori e quali siano i rapporti che intercorrono fra questi studenti e i centri provinciali del lavoro. Ella raccomanda infine al Governo una rapida soluzione del problema, anche allo scopo di prevenire i prevedibili ricorsi in sede giurisdizionale delle famiglie interessate.
28 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 9,55 a Palazzo Chigi per l’esame del seguente ordine del giorno:
– un decreto-legge che conferma l’efficacia della disciplina processuale vigente in materia di difesa d’ufficio e di procedimenti civili davanti al tribunale per i minorenni, fino all’entrata in vigore della nuova normativa (in fase di avanzata definizione) e comunque non oltre il 30 giugno 2003; (…)
su proposta del Presidente del Consiglio: (…)
– nomina a consiglieri della Corte dei conti del generale di Corpo d’armata Aldo CARLESCHI, del consigliere parlamentare dott. Roberto MILANESCHI e del dirigente di prima fascia dott. Romano DI GIACOMO;
– nomina del prof. Elia BAVA a Presidente dell’Istituto elettrotecnico nazionale “Galileo Ferraris” di Torino, nonché avvio della procedura per la nomina della prof.ssa Maria Cristina PEDICCHIO a Presidente del Consorzio obbligatorio per l’impianto, la gestione e lo sviluppo dell’Area per la ricerca scientifica e tecnologica nella provincia di Trieste.
Il Consiglio dei Ministri, sentito dal Presidente Berlusconi in ordine alla proposta di revoca della nomina dell’On. Vittorio Sgarbi a Sottosegretario di Stato ai Beni e Attività culturali, ha espresso unanime avviso favorevole, avendo collegialmente ritenuto che sono venute meno le condizioni per la permanenza dell’On. Sgarbi nella carica e nelle funzioni di Sottosegretario di Stato.
– due disegni di legge finalizzati a:
1) consentire l’utilizzazione di specifici stanziamenti (previsti dalla Finanziaria 2002) in favore delle Università e degli Istituti universitari non statali, legalmente riconosciuti, per assicurare l’uniformità di trattamento in tema di diritto agli studi (erogazione di borse di studio), nonché delle Istituzioni statali di alta formazione artistica e musicale per indifferibili interventi nel settore edilizio;
2) determinare il valore legale dei nuovi diplomi accademici di primo e secondo livello, rilasciati dalle Accademie e dai Conservatori, sia ai fini dell’ammissione ai corsi di laurea e laurea specialistica in ambito universitario, che dell’accesso ai pubblici concorsi. Il medesimo valore legale viene attribuito anche ai titoli rilasciati secondo l’ordinamento previgente la riforma. Si prevede altresì che i diplomi rilasciati dalle predette Istituzioni prima della riforma mantengano la loro validità per l’accesso all’insegnamento, nonché ai corsi ed alle scuole di specializzazione; (…)
Su proposta del Ministro Moratti, il Consiglio ha poi deliberato la nomina della prof.ssa Renata FUSCAGNI a Presidente dell’Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa – INDIRE e l’avvio della procedura per la nomina del prof. Renato D’ANGIO’ a Presidente dell’Ente nazionale assistenza magistrale – ENAM. Inoltre, su proposta del Ministro Urbani, il Consiglio ha anche deliberato la proroga fino al 31 dicembre 2002 dell’incarico di Commissario straordinario della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) conferito al prof. Mauro MASI. (…)
14 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 10,05 a Palazzo Chigi
(…) Il Consiglio, previa relazione del Ministro La Loggia, ha approvato un disegno di legge che adegua l’ordinamento della Repubblica al nuovo Titolo V della Costituzione.
Il provvedimento, a seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001, è volto ad individuare alcune disposizioni necessarie per conformare l’ordinamento vigente alle nuove norme costituzionali immediatamente applicative nonché, sulla base di espressa previsione costituzionale, per disciplinare alcuni settori.
In particolare il provvedimento intende: a) individuare i vincoli derivanti alle potestà legislative statali e regionali dal primo comma dell’articolo 117 della Costituzione; b) regolare i rapporti tra legislazione statale e regionale delegando, inoltre, il Governo ad emanare decreti legislativi di ricognizione dei principi fondamentali vigenti nelle materie di legislazione concorrente; c) disciplinare la potestà statutaria e regolamentare degli enti locali; d) definire, in attuazione dell’articolo 117, comma quinto, la partecipazione delle Regioni alla formazione degli atti comunitari; e) dettare, in attuazione dell’articolo 117, commi quinto e nono, le norme procedurali relative all’attuazione ed all’esecuzione degli Accordi internazionali, nonché individuare i casi e le forme relative alla possibilità che le Regioni concludano accordi con Stati ed intese con enti territoriali interni ad altro Stato; f) dare attuazione all’articolo 118 della Costituzione in ordine all’esercizio delle funzioni amministrative provvedendo a dettare la disciplina per i trasferimenti delle risorse relative alle funzioni che la nuova legge costituzionale attribuisce alle autonomie; g) attribuire alla Corte dei conti la verifica del rispetto degli equilibri di bilancio degli enti territoriali, nonché il controllo successivo sulla gestione, ed attribuire alle Regioni la possibilità di richiedere ulteriori forme di collaborazione alle Sezioni regionali della Corte dei conti, che, sono integrate con due componenti designati dalla Regione e dalle Autonomie locali; h) definire, ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione, le procedure idonee a garantire l’esercizio dei poteri sostitutivi, prevedendo l’eventuale adozione di provvedimenti; i) precisare che nelle materie di legislazione concorrente ed esclusiva regionale non possono essere più adottati atti di indirizzo e coordinamento; l) prevedere che la Corte Costituzionale, per le leggi regionali o statali impugnate, debba fissare l’udienza di merito entro i trenta giorni dal deposito del ricorso e che il dispositivo della sentenza sia depositato entro 15 giorni dall’udienza; m) istituire la figura del Rappresentante dello Stato per lo svolgimento, a seguito della soppressione della figura del Commissario del Governo, delle funzioni statali residuali non riconducibili a quelle indicate negli articoli della Costituzione abrogati; n) demandare alle Commissioni paritetiche previste dagli Statuti speciali la redisposizione delle norme di attuazione per la definizione dei beni e delle risorse da trasferire nelle materie che, ai sensi dell’articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, sono attribuite alle Regioni a Statuto speciale in quanto non già contemplate dai rispettivi Statuti.
Sul disegno di legge è stato acquisito il parere della Conferenza unificata e della Corte dei conti. (…)
6 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 10,10 a Palazzo Chigi per l’esame del seguente ordine del giorno:
su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro Moratti:
– un decreto-legge che consente per talune professioni (agronomo e dottore forestale, architetto, assistente sociale, biologo, chimico, geologo, ingegnere e psicologo) di sostenere le imminenti prove degli esami di Stato secondo le modalità in vigore prima della recente riforma in materia. Sono inoltre confermate per l’anno accademico 2002-2003 le modalità di selezione utilizzate nel precedente anno per l’ammissione alle scuole di specializzazione concernenti le professioni legali, per le quali è allo studio una rivisitazione delle attuali procedure di valutazione. E’ prevista altresì la possibilità di espletare il tirocinio per l’accesso alle professioni di ragioniere e dottore commercialista per i nuovi laureati e laureati specialisti nelle discipline economiche, in attesa della regolamentazione dei relativi Ordini. E’ infine prorogata la durata in carica dei componenti dei consigli provinciali, regionali e nazionali degli Ordini professionali, fino all’entrata in vigore dell’emanando regolamento che definirà le nuove procedure elettorali e comunque non oltre il 30 giugno 2003; (…)
Previa ampia illustrazione del Ministro Maroni, il Consiglio ha preso in esame e condiviso il Piano nazionale d’azione per l’occupazione 2002 (NAP), che costituisce il documento di monitoraggio delle politiche del lavoro che l’Italia deve presentare annualmente alla Commissione Europea. Il Piano è’ stato redatto secondo la “griglia” indicata dalla stessa Commissione, derivante dagli orientamenti della Strategia europea per l’occupazione, di comune accordo tra Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, le Amministrazioni dello Stato direttamente interessate (Economia, Istruzione, Università e Ricerca scientifica, Attività produttive, Ambiente, Funzione pubblica, Innovazione e tecnologie, Pari Opportunità), le Regioni, le Province e le Autonomie locali. Il NAP 2002 tiene conto anche delle osservazioni delle parti sociali, come richiesto esplicitamente dalla predetta Strategia europea per l’occupazione.
Il Piano, sottolineando le criticità del mercato del lavoro in Italia, riconferma le azioni poste in essere per innalzare il tasso di occupazione e accrescere la qualità del lavoro; in particolare, prevede:
– misure di carattere straordinario per la rapida emersione di una quota rilevante di economia sommersa;
– riforma del sistema educativo-formativo per accrescere il livello e le competenze delle persone;
– riforma del mercato del lavoro per allargare le possibilità di accesso al lavoro, sviluppare le politiche di occupabilità e coniugare politiche di flessibilità con sicurezza per i lavoratori.
Grande rilevanza assumono le azioni volte ad accrescere il tasso di occupazione delle donne e degli anziani, cui sono rivolti i due provvedimenti chiave della strategia del Governo: il disegno di legge sul mercato del lavoro e quello in materia previdenziale.
Il Governo intende ribadire che gli obiettivi della Strategia europea per l’occupazione possono essere conseguiti con la realizzazione di percorsi formativi che consentano l’acquisizione di un insieme di conoscenze e di competenze capaci di elevare e approfondire la preparazione culturale di tutti i giovani e gli adulti per renderne, al tempo stesso, più agevole l’ingresso nel mondo del lavoro. E’ stato altresì riconfermato l’obiettivo di legare la sua azione a target quantitativi, come più volte richiesto dall’Unione europea: un tasso di occupazione generale del 58,5% nel 2005 (+ 4 punti percentuali rispetto al 2002), un target per l’occupazione femminile del 46% (+ 5 punti percentuali), un target per l’occupazione degli anziani del 40% (+12 punti percentuali). Tali obiettivi ambiziosi, ma realistici, permangono al di sotto degli obiettivi medi dell’Unione europea.; va comunque evidenziato che per la prima volta vengono fissati dall’Italia. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 12,35..

References: art. 69

Sentenza 
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 art. 8
 art. 18
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