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Timestamp: 2020-07-15 11:32:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14421 del 09/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14421 del 09/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 09/06/2017, (ud. 10/05/2017, dep.09/06/2017), n. 14421
sul ricorso 27165-2010 proposto da:
M.S., elettivamente domiciliato in ROMA VIA LEVICO
9, presso lo studio dell’avvocato BENITO BENEVENTANO DELLA CORTE,
rappresentato e difeso dall’avvocato GIOVANNI VANADIA giusta delega
AGENZIA DELLE ENTRATE DI CATANIA;
avverso la sentenza n. 113/2010 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
M.S., socio della M. di M.S. &amp; c. s.a.s., propone tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 113/18/10 del 18 marzo 2010 con la quale la commissione tributaria regionale di Palermo Sez. Staccata di Catania, rigettando sia l’appello principale proposto dal contribuente che quello incidentale proposto dall’Agenzia delle Entrate Ufficio di Caltagirone, ha confermato l’importo del reddito di partecipazione nel 25 per cento del reddito imponibile della società determinato in primo grado in Euro 151.982, posto che tale reddito era stato rettificato dall’Ufficio da Euro 15.982,00 ad Euro 289.667; ciò in relazione alla circostanza, ritenuta corretta, che il prezzo degli agrumi acquistati a peso non può essere conforme al prezzo degli agrumi acquistati a corpo sugli alberi. L’agenzia delle entrate ha depositato procura.
1. Il ricorso, proposto avverso sentenza pubblicata successivamente alla data del 4 luglio 2009, pur risultando articolato in motivi che si concludono con quesiti, non è soggetto alla disciplina di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ. (L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 5 e art. 47 che ha abrogato l’art. 366 bis cod. proc. civ.).
2. Con il primo motivo di ricorso Sebastiano M. lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio riferendosi quasi esclusivamente all’avviso di accertamento impugnato.
3. Con il secondo motivo il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36 in relazione all’art. 360 cod. proc. civ., comma 1, nn. 3 e 4 riferendosi al vizio di nullità della sentenza impugnata per essere stata omessa l’indicazione delle ragioni di diritto poste a sostegno della decisione attraverso il mero rinvio apodittico all’operato dei primi giudici.
4. Con il terzo motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 2313 cod. civ. in relazione alla circostanza che gli avvisi di accertamento sarebbero stati irritualmente notificati alla società ed ai singoli soci e non alla sola società ed al socio accomandatario.
7. In tal caso, secondo la giurisprudenza in esame, la ricomposizione dell’unicità della causa attua il diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo (derivante dall’art. 111 Cost., comma 2 e dagli artt. 6 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali), evitando che con la (altrimenti necessaria) declaratoria di nullità ed il conseguente rinvio al giudice di merito, si determini un inutile dispendio di energie processuali per conseguire l’osservanza di formalità superflue, perchè non giustificate dalla necessità di salvaguardare il rispetto effettivo del principio del contraddittorio (v. ex plurimis, Cass. n. 3830/2010).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 58
 art. 47
 art. 360
 art. 36
 sentenza 
 Cass.