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Relazione sulle Politiche di Remunerazione - PDF
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1 SOCIETÀ CATTOLICA DI ASSICURAZIONE Società cooperativa con sede legale in Verona, Lungadige Cangrande n. 16 Capogruppo del Gruppo Cattolica Assicurazioni, iscritto all Albo dei Gruppi Assicurativi 019 Codice Fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Verona Albo Imprese di Assicurazione Albo Cooperative A Relazione sulle Politiche di Remunerazione
2 * * * Il Consiglio di Amministrazione, ai sensi del Regolamento ISVAP n. 39 del 9 giugno 2011 e della Delibera CONSOB n del 23 dicembre 2011, che ha modificato il Regolamento Emittenti in esecuzione delle disposizioni di cui all art. 123ter del Testo Unico per la Finanza, su conforme parere del Comitato per la Remunerazione, ha adottato la proposta di Relazione sulle Politiche di Remunerazione, messa a disposizione nei termini e nelle modalità previste dalla vigente normativa e di seguito riportata, di cui si propone l approvazione all Assemblea convocata per il 24/26 aprile * * * 2
3 Società Cattolica di Assicurazione Politiche di Remunerazione 2014 Regolamento ISVAP n giugno 2011 Edizione Marzo
4 SOMMARIO PARTE I POLITICHE DI REMUNERAZIONE 5 SEZIONE 1 INTRODUZIONE ALLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE 5 Art 1.1 Premessa 5 Art 1.2 Definizioni 6 Art 1.3 Principi di riferimento e linee guida 7 Art 1.4 Ambito di applicazione 8 Art 1.5 Nozione di Remunerazione 8 Art 1.6 Identificazione del Personale e del Risk Taking Staff 8 SEZIONE 2 GOVERNANCE DELLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE 10 Art 2.1 Ruoli, funzioni e organi aziendali coinvolti nel processo retributivo 10 Art 2.2 Ruolo dell Assemblea 10 Art 2.3 Ruolo del Consiglio di Amministrazione 10 Art 2.4 Ruolo del Comitato per la Remunerazione 11 Art 2.5 Ruolo del Comitato Controllo e Rischi 12 Art 2.6 Ruolo dell Alta Direzione 12 Art 2.7 Ruolo della Funzione Risorse Umane 13 Art 2.8 Ruolo della Funzione Revisione Interna 13 Art 2.9 Ruolo della Funzione Compliance 13 Art 2.10 Ruolo della Funzione Risk Management 14 Art 2.11 Ruolo delle Funzioni Pianificazione e Controllo di Gestione, Amm. e Bilancio, Attuariato 14 SEZIONE 3 POLITICHE DI REMUNERAZIONE 15 Art 3.1 Remunerazione degli Amministratori e degli Organi di Controllo 15 Art 3.2 Remunerazione del Personale 17 Art 3.3 Remunerazione di altri soggetti 20 Art 3.4 Comunicazione del Sistema MbO e degli esiti agli interessati 21 Art 3.5 Verifiche sulle Politiche di Remunerazione 22 Art 3.6 Informativa all Assemblea 23 PARTE II RELAZIONI INFORMATIVE SULLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE 24 SEZIONE 4 ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE 2013 E LINEE EVOLUTIVE Art 4.1 Principi dell attuazione delle Politiche di Remunerazione 24 Art 4.2 Remunerazione Amministratori e Organo di Controllo nel Art 4.3 Remunerazione del Personale nel Art 4.4 Remunerazione di altri soggetti nel Art 4.5 Remunerazione Amministratori e Organi di Controllo Linee Evolutive Art 4.6 Remunerazione del Personale Linee evolutive per il Art 4.7 Remunerazione Delle Funzioni Di Controllo Interno Linee Evolutive Per Il Art 4.8 Remunerazione di altri soggetti Linee evolutive per Il Art. 4.9 Verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo 28 SEZIONE 5 RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE EX ART. 123TER DEL TESTO UNICO DELLA INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA E RELATIVE DISPOSIZIONI ATTUATIVE 29 Art 5.1 Premessa alla Relazione sulla Remunerazione 29 Art 5.2 Sezione I 29 Art 5.3 Sezione II 29 Allegato 1 Compensi corrisposti ai componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo, al Direttore Generale e agli altri Dirigenti con responsabilità strategiche 31 Allegato 2 Piani di Incentivaione monetari a favore di Componenti edll Organo di Amministrazione e degli altri Dirigenti con responsabilità strategiche 39 Allegato 3 Partecipazioni dei componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo, dei Direttori Generali e degli altri Dirigenti con responsabilità strategiche 40 4
5 PARTE I POLITICHE DI REMUNERAZIONE SEZIONE 1 INTRODUZIONE ALLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE ART 1.1 PREMESSA La Società Cattolica di Assicurazione, di seguito Cattolica o la Società, con delibera dell Assemblea Ordinaria dei Soci del 26 aprile 2014 prima e seconda convocazione ha adottato le Politiche di Remunerazione contenute nel presente documento (di seguito anche le Politiche ) relative agli organi sociali e al Personale, così come definito ai sensi dell articolo 2, I, f) del Regolamento ISVAP n. 39, 9 giugno 2011, e ad altri soggetti contemplati quali destinatari di principi generali da parte del Regolamento stesso. Le Politiche sono state predisposte in conformità al Regolamento ISVAP n. 39, 9 giugno 2011, relativo alle Politiche di Remunerazione nelle imprese di assicurazione (di seguito anche il Regolamento ) e alla luce delle indicazioni fornite da IVASS con lettera al mercato del 9 aprile Il presente documento ha quindi l obiettivo di definire le finalità, i principi e i criteri adottati da Cattolica in merito alle proprie Politiche di Remunerazione. Il Consiglio di Amministrazione si attiene a tali finalità, principi e criteri con il supporto delle funzioni aziendali competenti nella declinazione operativa delle stesse, assicurando la corretta attuazione delle Politiche da parte di tutti i soggetti rilevanti e il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali rilevanti, conformemente al dettato dell Art. 7 del citato Regolamento. Il presente documento, in coerenza con le previsioni del Regolamento, definisce tra l altro: I criteri e il processo d individuazione del Personale ; Il modello di governance adottato in merito alle Politiche di Remunerazione; Lo schema di retribuzione, per ciascuna tipologia di soggetti cui il Regolamento si rivolge, con particolare riferimento alla componente variabile; I soggetti coinvolti e le relative attività necessarie alla determinazione della retribuzione variabile; I processi di comunicazione interna e d informativa all Assemblea; I soggetti coinvolti e le relative attività necessarie alla verifica, validazione e revisione periodica delle Politiche di Remunerazione. Il presente documento è articolato in due parti e cinque sezioni. La prima parte, dedicata alle Politiche; la seconda parte, dedicata alle relazioni sull attuazione delle stesse, ai fini del Regolamento ISVAP n. 39 e del Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria. La prima parte si articola in tre sezioni che, nel loro insieme, costituiscono le Politiche della Società in materia di remunerazione. La seconda parte si sviluppa in due sezioni che costituiscono le relazioni informative circa diversi aspetti riguardanti l applicazione delle stesse, rispondendo così a obblighi informativi nei confronti dell Assemblea dei Soci e delle Autorità di Vigilanza. S illustra di seguito, nel dettaglio, il contenuto di ciascuna sezione: Sezione 1 Introduzione alle Politiche di Remunerazione, che illustra le definizioni utilizzate, la specificazione dell ambito di applicazione (tra cui, i criteri e il processo d individuazione del Personale ) e i principi generali adottati. Tale sezione è stata redatta anche in ottemperanza alla Delibera CONSOB n del 23 dicembre 2011 che ha integrato il Regolamento Emittenti emanato da CONSOB in esecuzione di quanto previsto all Art.123ter del Testo Unico per la Finanza d.lgs. 58/1998, trattando parte dei contenuti richiesti alla Sezione I dello schema di relazione previsto nella citata Delibera; Sezione 2 Governance delle Politiche di Remunerazione, che definisce i ruoli degli organi sociali e delle funzioni aziendali interessate dalle Politiche. Tale sezione è stata redatta anche in ottemperanza alla succitata Delibera CONSOB n , trattando parte dei contenuti richiesti alla Sezione I della Relazione sulla Remunerazione; 5
6 Sezione 3 Politiche di Remunerazione, che descrive la struttura remunerativa dei soggetti disciplinati dal Regolamento, i processi di comunicazione interna e d informativa all Assemblea. Tale sezione è stata redatta anche in ottemperanza alla succitata Delibera CONSOB n , trattando i contenuti richiesti alla Sezione I e alla Sezione II prima parte della Relazione sulla Remunerazione; Sezione 4 Relazione sull attuazione delle Politiche di Remunerazione 2013 e linee evolutive proposte per il 2014, relazione che dettaglia gli interventi effettuati dalla Società per il 2013 in merito alle remunerazioni dei soggetti disciplinati dal Regolamento, e riporta le linee evolutive che si intendono adottare per il 2014; Sezione 5 Relazione sulla Remunerazione ex Art. 123ter del Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria e relative disposizioni attuative, che riprende i contenuti richiesti dalla succitata Delibera CONSOB n già trattati nelle precedenti sezioni del documento e dà evidenza delle informazioni richieste alla Sezione II seconda parte della Relazione sulla Remunerazione. Si segnala ai sensi dell Art. 24, comma I, lett. d) del Regolamento che le presenti Politiche sono state aggiornate rispetto alla versione approvata dall Assemblea nel 2013, anche alla luce delle evidenze emerse dopo un primo biennio di applicazione e in virtù delle raccomandazioni ricevute dalla Funzioni di Controllo (Art. 4.9 Verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo). In estrema sintesi le modifiche hanno riguardato, oltre a precisazioni e integrazioni di ordine formale e di coordinamento: L ampliamento del perimetro societario; Precisazioni in merito ai criteri di assegnazione di una tantum. ART 1.2 DEFINIZIONI Ai fini delle presenti Politiche si adottano le seguenti definizioni: Alta Direzione identifica le figure dell Amministratore Delegato, del Direttore Generale del Condirettore Generale e del Vice Direttore Generale; Personale identifica l insieme di dipendenti così come definiti alla lettera f) dell Art. 2, comma I, del Regolamento ISVAP n. 39, 9 giugno 2011 e cioè: «i direttori generali, i dirigenti con compiti strategici, i responsabili e il personale di livello più elevato delle funzioni di controllo interno e le altre categorie del personale, la cui attività può avere un impatto significativo sul profilo di rischio dell impresa. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione identificano, formalizzando e motivando le relative scelte, le categorie di soggetti la cui attività può avere tale impatto, tenendo conto, tra l altro, della posizione rivestita, del grado di responsabilità, del livello gerarchico, dell attività svolta, delle deleghe conferite, dell ammontare della remunerazione corrisposta, della possibilità di assumere posizioni di rischio, generare profitti o incidere su altre poste contabili per importi rilevanti»; Risk Taking Staff identifica, all interno della più ampia categoria Personale sopra descritta, i soggetti che possono avere un impatto significativo sul profilo di rischio dell impresa, nel Gruppo Cattolica sono definiti tali taluni Dirigenti cui sia stata attribuita procura; Management by Objectives (MbO) sistema incentivante basato sulla valutazione delle prestazioni applicabile al Personale correlato ai risultati raggiunti a fronte di obiettivi prefissati. Il sistema prevede che per ogni soggetto destinatario di un piano MbO siano definiti e comunicati i rispettivi indicatori oggettivamente misurabili su cui sarà valutata la prestazione lavorativa. Tale valutazione costituisce il driver per la determinazione della componente variabile della remunerazione; Key Performance Indicators (KPIs) misure quantitative, identificate e definite in anticipo, utilizzate per la costruzione dei piani MbO e volte a rendere oggettivamente misurabile il raggiungimento effettivo degli obiettivi assegnati; 6
7 Differimento posticipazione, in un arco temporale prestabilito, della corresponsione di parte della componente variabile della remunerazione rispetto all esercizio di competenza, la cui erogazione è soggetta al regime di Malus di seguito indicato; Bonus remunerazione variabile eventualmente erogata al raggiungimento degli obiettivi previsti nel sistema MbO; Malus clausola contrattuale che prevede la possibilità di non erogare in tutto o in parte la retribuzione variabile differita eventualmente maturata, qualora, trascorso il periodo di differimento, sia verificato il non raggiungimento dei KPIs ovvero qualora si sia verificato un significativo deterioramento della situazione patrimoniale o finanziaria dell impresa; Clawback clausola contrattuale che prevede la possibilità di chiedere la restituzione, in tutto o in parte, dei compensi erogati sulla base di risultati che si siano rivelati non duraturi o effettivi per effetto di condotte dolose o gravemente colpose; Retribuzione Annua Lorda (RAL) somma della retribuzione annua fissa (pari alla somma delle quattordici mensilità ex CCNL e di eventuali remunerazioni tipiche che possano essere considerate fisse); Funzioni di Controllo Interno funzioni Revisione Interna, Risk Management e Compliance di cui al Regolamento ISVAP n. 20, 26 marzo 2008; Codice di Autodisciplina Codice di Autodisciplina delle società quotate approvato nel Dicembre 2011 dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana S.p.A., ABI, ANIA, Assogestioni, Assonime e Confindustria. ART 1.3 PRINCIPI DI RIFERIMENTO E LINEE GUIDA In conformità con le disposizioni del Regolamento, tutti coloro che svolgono un ruolo importante nella gestione ovvero nel controllo dell impresa devono essere remunerati coerentemente con i principi generali posti all Art. 4, Principi generali, che recita testualmente: «Le imprese adottano Politiche di Remunerazione coerenti con la sana e prudente gestione del rischio e in linea con gli obiettivi strategici, la redditività e l equilibrio dell impresa nel lungo termine. Le imprese evitano Politiche di Remunerazione basate in modo esclusivo o prevalente sui risultati di breve termine, tali da incoraggiare un eccessiva esposizione al rischio». La remunerazione degli amministratori e dei dirigenti, in particolare degli amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche, deve essere quindi stabilita tenendo conto dell esigenza di potersi avvalere delle professionalità necessarie per una gestione profittevole e sostenibile. È peraltro necessario assicurare la coerenza delle Politiche di Remunerazione con la politica di gestione del rischio della Società. Sono a tal fine previsti nei sistemi d incentivazione indicatori che hanno l obiettivo di guidare i comportamenti dei dipendenti in relazione alle tipologie di rischio tipiche del settore. Inoltre, in coerenza con la propria storia, la natura societaria e i principi che ne ispirano l attività nella determinazione delle Politiche di Remunerazione, Cattolica punta a raccordare e rispettare anche i seguenti principi: Tendenza a trattamenti economici uniformi in presenza di ruoli e responsabilità equivalenti; Tendenza all equilibrio del livello retributivo aziendale con quello del mercato di riferimento; Continuità e gradualità nell applicazione del sistema premiante che orienti i risultati e i comportamenti agiti nel medio lungo periodo. Quanto sopra, nella convinzione che, attraverso la definizione e l applicazione di Politiche di Remunerazione coerenti con i suddetti principi, sia possibile: Contribuire a creare valore nel medio lungo termine per tutti gli stakeholders; Favorire la realizzazione delle strategie di business di medio lungo termine declinate nei piani strategici/industriali; 7
8 Salvaguardare l immagine e la reputazione della Società in linea con quanto disposto nel proprio Codice di Comportamento; Motivare amministratori, manager e collaboratori a rispondere con professionalità adeguata agli obiettivi che la Società si è posta, favorendone il pieno raggiungimento. Le presenti Politiche di Remunerazione costituiscono strumento d indirizzo e coordinamento per tutte le Società Controllate del Gruppo, confermando tale aspetto il ruolo della Capogruppo nel definire, formulare e identificare linee guida e criteri applicabili e di valutazione, valevoli per l intero Gruppo, coerentemente con quanto disposto, in termini generali, all Art e ss. del Codice Civile, e in conformità con quanto stabilito all Art. 5 del Regolamento Isvap, n. 39/2011. Nella predisposizione delle Politiche di Remunerazione per il Personale, l Alta Direzione della Società si è avvalsa del supporto della società esterna NEXT CONSULTING s.r.l. ART 1.4 AMBITO DI APPLICAZIONE Destinatari delle presenti Politiche sono come espressamente richiesto dal Regolamento i componenti del Consiglio di Amministrazione, i componenti del Collegio Sindacale, il Personale (come sopra definito al punto 1.2) e gli altri soggetti previsti dal Regolamento: attuario incaricato, intermediari assicurativi e riassicurativi, fornitori di servizi esternalizzati. ART 1.5 NOZIONE DI REMUNERAZIONE Ai fini del presente documento si considera remunerazione ogni forma di pagamento o beneficio corrisposto, direttamente o indirettamente, anche con strumenti finanziari o beni in natura ( fringe benefits ), a fronte delle prestazioni di lavoro o dei servizi professionali resi dai destinatari delle Politiche alla Compagnia. Per remunerazione variabile s intende ogni pagamento o beneficio legato alla performance comunque misurata (obiettivi di reddito, volumi, ecc.). Sono esclusi comunque i pagamenti che si riferiscono a istituti previsti da contratti nazionali e integrativi quali, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, il trattamento di fine rapporto per i dipendenti stabilito dalla normativa generale in tema di rapporti di lavoro, le prestazioni previdenziali integrative e i premi variabili aziendali. ART 1.6 IDENTIFICAZIONE DEL PERSONALE E DEL RISK TAKING STAFF Ai fini delle presenti politiche per Personale s intendono i dipendenti e i collaboratori dell impresa come definiti alla lettera f) dell Art. 2, comma I, del Regolamento: il Personale è pertanto un insieme circoscritto di soggetti, destinatari delle Politiche di Remunerazione. Questo insieme di destinatari delle Politiche è costituito, per espressa previsione regolamentare da: Direttori Generali; Dirigenti con compiti strategici; Responsabili e personale di livello più elevato delle funzioni di controllo interno; E da: «le altre categorie del personale, la cui attività può avere un impatto significativo sul profilo di rischio dell impresa». Quest ultima categoria, definita nelle presenti Politiche risk taking staff, differentemente dalle altre che automaticamente rientrano nella definizione di Personale, in quanto la norma espressamente le include, deve essere identificata dalle imprese secondo criteri oggettivi. 8
9 A tal fine, le presenti Politiche prevedono un processo d identificazione del risk taking staff, ossia di quei soggetti, o categorie di soggetti, la cui attività può avere tale impatto, tenendo conto, tra l altro, della posizione rivestita, del grado di responsabilità, del livello gerarchico, dell attività svolta, delle deleghe conferite, dell ammontare e articolazione della remunerazione corrisposta, della possibilità di assumere posizioni di rischio, generare profitti o incidere su altre poste contabili per importi rilevanti. Il processo d individuazione dei soggetti rientranti nel risk taking staff ha quindi la finalità di specificare i principi e i criteri presi in considerazione dalla Società nel definire i soggetti coinvolti e le relative attività e responsabilità, al fine di pervenire alla definizione complessiva del Personale destinatario delle Politiche di Remunerazione. La Società identifica quindi, con periodicità almeno annuale, i ruoli e le categorie di soggetti che rientrano nella nozione di risk taking staff. Gli esiti del processo di periodica individuazione del Personale (risk taking staff e altre categorie già individuate dalla normativa con precisione) destinatario delle politiche sono resi noti, motivati e formalizzati nel documento di attuazione delle Politiche di Remunerazione trasmesso annualmente all Assemblea Ordinaria, ai sensi dell Art. 24, comma II, del Regolamento. La fase istruttoria del processo d individuazione e revisione del risk taking staff vede coinvolte, a diverso titolo, le seguenti funzioni per le attività ivi indicate: Funzione Risk Management: partecipa alla definizione dei criteri d individuazione del risk taking staff; Funzione Risorse Umane: partecipa alla definizione dei criteri d individuazione del risk taking staff, raccoglie le informazioni e i dati necessari e predispone l elenco dei soggetti rientranti nella categoria di risk taking staff per la proposta al Consiglio di Amministrazione; Funzione di Compliance: partecipa alla definizione dei criteri d individuazione del risk taking staff; Funzione Revisione Interna: verifica la corretta attuazione del processo e relaziona al Consiglio di Amministrazione. Compete infine al Consiglio di Amministrazione individuare, mediante specifica deliberazione, il Personale, e, in particolare, la categoria del risk taking staff. 9
10 SEZIONE 2 GOVERNANCE DELLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE ART 2.1 RUOLI, FUNZIONI E ORGANI AZIENDALI COINVOLTI NEL PROCESSO RETRIBUTIVO La determinazione e approvazione delle Politiche di Remunerazione e le attività di controllo della corretta attuazione delle stesse implicano responsabilità precise e comportamenti attivi per una serie di soggetti, nello specifico: Assemblea dei Soci Consiglio di Amministrazione Comitato per la Remunerazione Comitato Controllo e Rischi Alta Direzione Funzione Risorse Umane Funzione Revisione Interna Funzione Compliance Funzione Risk Management Funzione Pianificazione e Controllo di Gestione Funzione Amministrazione e Bilancio Funzione Attuariato Tali soggetti sono coinvolti a vario titolo nei processi di definizione, verifica, approvazione e attuazione delle Politiche di Remunerazione, e nel sistema generale di governance in materia di remunerazione. ART 2.2 RUOLO DELL ASSEMBLEA L Assemblea ha come da Statuto sociale la competenza per l approvazione delle Politiche di Remunerazione a favore degli organi sociali e del Personale, oltre a stabilire i compensi spettanti agli organi dalla stessa nominati. In particolare, l Art. 27 dello Statuto prevede che sia di competenza dell Assemblea ordinaria, in conformità alla normativa per tempo vigente: ( ) la determinazione, per l esercizio in corso, dei compensi dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo nonché dell indennità di presenza di cui all Art. 45 dello Statuto medesimo; La determinazione della retribuzione annuale dei componenti effettivi del Collegio Sindacale all atto della relativa nomina e per l intero periodo di durata del loro ufficio; L approvazione delle Politiche di Remunerazione a favore degli organi sociali della Società e del Personale, inclusi i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari ( ). Si segnala che l Assemblea in data 24/26 aprile 2014 delibererà in merito alla proposta di prevedere una periodicità triennale nella fissazione dei compensi del Consiglio di Amministrazione, con conseguente modifica degli artt. 25, 27 e 45 dello Statuto, in correlazione all attuale regime di nomina dello stesso Consiglio di Amministrazione con rinnovo integrale triennale. ART 2.3 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Il Consiglio di Amministrazione, conformemente a quanto previsto all Art. 7 del Regolamento, è responsabile della definizione e revisione delle Politiche di Remunerazione della Società, portandole all approvazione dell Assemblea. Il Consiglio di Amministrazione inoltre si dota dei flussi informativi necessari ad assicurare la verifica della corretta applicazione delle medesime. Infine, il Consiglio di Amministrazione: Delibera in merito alla ripartizione del compenso complessivamente approvato dall Assemblea per i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo; Delibera, sentito il parere del Collegio Sindacale e del Comitato per la Remunerazione, la remunerazione degli Amministratori investiti della carica di Presidente, Vice Presidente, Segretario, Amministratore Delegato, ove nominato, e di altre particolari cariche, quali in particolare quelle previste da codici di autodisciplina; Approva annualmente un documento costituente l informativa all Assemblea dei Soci ex Art. 24 del Regolamento; 10
11 Assicura la corretta applicazione delle Politiche di Remunerazione, con il supporto delle funzioni di Controllo Interno (avvalendosi eventualmente anche del supporto del Comitato Controllo e Rischi) e della Funzione Risorse Umane; Garantisce che i processi decisionali relativi alle Politiche di Remunerazione siano chiari, documentati e trasparenti e includano misure atte a evitare conflitti d interesse. ART 2.4 RUOLO DEL COMITATO PER LA REMUNERAZIONE Il Comitato per la Remunerazione, istituito con delibera del relativo Consiglio di Amministrazione in data 23 marzo 2001, ha funzioni istruttorie, consultive e propositive riguardo alle Politiche di Remunerazione e alla remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, ferme le attribuzioni riconosciute all Amministratore Delegato e/o ad altri Comitati istituiti nell ambito del Consiglio di Amministrazione della Società. Il Comitato è composto di tre Amministratori, non esecutivi e in maggioranza riconosciuti come indipendenti dalla Società ai sensi del Codice di Autodisciplina delle società quotate di Borsa Italiana. E previsto che il presidente sia scelto tra gli amministratori qualificati dalla Società come indipendenti ai sensi del Codice di Autodisciplina. Al Comitato, tra l altro, compete: Valutare periodicamente l adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica generale adottata per la remunerazione degli amministratori esecutivi, degli altri amministratori investiti di particolari cariche e dei dirigenti con responsabilità strategiche, avvalendosi a tale ultimo riguardo delle informazioni fornite dall Amministratore Delegato; formula al Consiglio di Amministrazione proposte in materia; Presentare al Consiglio di Amministrazione proposte sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione; monitora l applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio stesso verificando, in particolare, l effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance; Formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in ordine al compenso da riconoscere agli esponenti e dirigenti con speciali funzioni, nonché ai componenti di comitati e organismi; Valutare periodicamente i criteri adottati per la remunerazione degli organi sociali delle società controllate e formula al Consiglio di Amministrazione pareri e raccomandazioni in materia; Effettuare gli eventuali specifici approfondimenti di volta in volta richiesti dal Consiglio di Amministrazione o dall Amministratore Delegato in materia di remunerazioni; Istruire le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione concernenti le proposte in materia di compensi, remunerazioni e incentivi da sottoporre all Assemblea dei Soci; Secondo quanto previsto dalla procedura per la gestione delle operazioni con le parti correlate, esprimere il parere preventivo di cui all Art. 7 del Regolamento Consob per le decisioni relative all assegnazione di remunerazioni e benefici economici, sotto qualsiasi forma, ai componenti degli organi di amministrazione e ai dirigenti con responsabilità strategiche, diversi da quelli deliberati dall Assemblea dei Soci; Formulare parere preventivo sul contenuto della relazione sulla remunerazione da fornire al pubblico ai sensi delle vigenti disposizioni e su ogni altro documento informativo sempre destinato al pubblico concernente la materia della remunerazione; Svolgere gli ulteriori compiti, funzioni e attività che gli sono attribuiti dal Consiglio di Amministrazione ovvero ai sensi di previsioni di legge o regolamentari. Si segnala che, attesa l intervenuta approvazione da parte dell Assemblea del 26 aprile 2014 delle Politiche di Remunerazione nei termini previsti dall Art.13, 3 comma, lett. b) del Regolamento CONSOB n del 12 Marzo 2010 in tema di operazioni con parti correlate, e le relative procedure applicative a suo tempo approvate dal Consiglio, le decisioni relative all assegnazione di remunerazioni e benefici economici, sotto qualsiasi forma, ai componenti degli 11
12 organi di amministrazione e ai dirigenti con responsabilità strategiche sono escluse dall applicazione della procedura in tema di operazioni con parti correlate. In attuazione di quanto previsto nel Regolamento è stato previsto che competa al Comitato anche: Verificare la proporzionalità delle remunerazioni degli amministratori esecutivi tra loro e rispetto al personale dell impresa; Verificare, nel caso che l impresa si avvalga di consulenti esterni per la determinazione delle politiche di remunerazione, che gli stessi non prestino contemporaneamente altri servizi di consulenza agli amministratori o ai soggetti coinvolti nel processo decisionale. Il Comitato si riunisce con frequenza adeguata allo svolgimento delle proprie funzioni e ogniqualvolta il Presidente del Comitato stesso lo ritenga opportuno. La convocazione è effettuata dal Presidente del Comitato almeno tre giorni prima di quello fissato per la riunione. Nei casi di urgenza il termine può essere abbreviato a un giorno. Il Comitato è validamente costituito quando v intervenga la maggioranza dei suoi componenti. Nessun Amministratore prende parte alle riunioni del Comitato in cui sono formulate le proposte al Consiglio di Amministrazione concernenti la propria remunerazione. Le riunioni del Comitato sono presiedute dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal componente più anziano d età, che coordina i lavori. Il Comitato nomina un Segretario scelto anche al fuori dei propri componenti. Il Comitato assume le determinazioni di competenza secondo il metodo collegiale e a maggioranza dei componenti presenti. In caso di parità, prevale la posizione espressa dal Presidente della riunione del Comitato. Di ogni riunione è redatto un verbale a cura del Presidente della seduta e del Segretario. I verbali delle riunioni, una volta approvati dal Comitato, saranno a disposizione del Consiglio di Amministrazione e raccolti in apposito libro, la cui tenuta è a cura del Segretario del Comitato. I pareri del Comitato saranno resi noti ai competenti organi deliberativi a cura del Presidente del Comitato stesso. ART 2.5 RUOLO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI Il Comitato Controllo e Rischi, istituito come Comitato Controllo Interno con delibera del Consiglio di Amministrazione di Cattolica in data 23 Marzo 2001 e ridenominato nella seduta consiliare del 19 Dicembre 2012 in adeguamento a quanto previsto dall edizione 2011 del Codice di Autodisciplina, sulla base anche delle risultanze dell attività della Funzione di Revisione Interna, fornisce al Comitato per la Remunerazione e al Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dell autonomia dello stesso, il proprio parere in merito all individuazione del Personale e al processo di calcolo ed erogazione della retribuzione variabile, in applicazione delle Politiche di Remunerazione della Società. In generale, il Comitato Controllo e Rischi, nel rispetto delle reciproche competenze e attribuzioni, collabora con gli altri organi e servizi di controllo esterno o interno previsti nonché, attraverso l Alta Direzione, con la struttura della Società. Inoltre, d intesa con i Consigli delle varie società del Gruppo Cattolica e nel rispetto delle loro autonomie, promuove tali funzioni anche nei confronti delle controllate, al fine di migliorare il complessivo sistema di controllo, anche attivando opportuni scambi di esperienze e conoscenze. ART 2.6 RUOLO DELL ALTA DIREZIONE L Alta Direzione, oltre a dare attuazione, per quanto di competenza, secondo le linee guida del Consiglio di Amministrazione, alle Politiche approvate dall Assemblea dei Soci, assicura che a livello di Gruppo i criteri e i principi per la definizione delle Politiche di Remunerazione siano in linea con quanto stabilito, valutandone la coerenza con gli obiettivi approvati dal Consiglio di Amministrazione, anche con riferimento alla remunerazione dell attuario incaricato, degli intermediari assicurativi e riassicurativi e dei fornitori di servizi esternalizzati. 12
13 ART 2.7 RUOLO DELLA FUNZIONE RISORSE UMANE Le Politiche di Remunerazione del Personale sono coordinate per il Gruppo Cattolica Assicurazioni dalla Funzione Risorse Umane di Gruppo, secondo quanto indicato nella Sezione 4 del presente documento relativa all attuazione delle Politiche. Pertanto, nei confronti del Personale interessato dal Regolamento e nel rispetto delle indicazioni ricevute dall Alta Direzione e delle disposizioni dell Art. 7 del Regolamento, la Funzione Risorse Umane: Partecipa al processo d identificazione del Personale e, all interno di questo, del risk taking staff curandone la formalizzazione; Definisce la struttura della retribuzione variabile e le modalità di erogazione con apposito regolamento; Contribuisce all identificazione e definisce, con il supporto delle Funzioni Compliance, Risk Management e Pianificazione e Controllo di Gestione, ciascuna per la parte di competenza, i KPIs e la proposta dei relativi livelli target; Comunica ai destinatari dell MbO i criteri utilizzati per il calcolo della retribuzione variabile e il livello di obiettivi raggiunto per l esercizio; Verifica il raggiungimento degli obiettivi di performance per il calcolo della retribuzione variabile, sulla base dei dati forniti e validati, secondo i relativi ambiti di attività, dalle Funzioni Compliance, Risk Management, Pianificazione e Controllo di Gestione, Amministrazione e Bilancio e Attuariato. ART 2.8 RUOLO DELLA FUNZIONE REVISIONE INTERNA La Funzione Revisione Interna, nel rispetto dei principi d indipendenza della funzione previsti dalla normativa e dagli standard internazionali di audit, verifica la corretta applicazione delle Politiche di Remunerazione deliberate dall Assemblea sulla base delle linee guida stabilite dal Consiglio di Amministrazione. In particolare, riferendo al Consiglio di Amministrazione: Verifica che l individuazione del Personale sia avvenuta secondo i criteri previsti nelle Politiche; Verifica la corretta applicazione dei criteri e dei processi definiti nelle Politiche; Verifica, anche con tecnica campionaria, che le componenti variabili della retribuzione siano state erogate nel rispetto delle Politiche di Remunerazione; Verifica che i flussi informativi relativi agli indicatori utilizzati ai fini della determinazione della componente variabile siano corretti e integri e sottoposti ad adeguate procedure di validazione; Pianifica all interno del piano di audit annuale verifiche, anche parziali, sui processi di definizione ed erogazione della remunerazione ai dipendenti, utilizzando i criteri di priorità; Comunica il risultato delle proprie verifiche, oltre che al Comitato per la Remunerazione, nell ambito della propria reportistica periodica, agli usuali destinatari dei rapporti di audit tra i quali il Comitato Controllo e Rischi, per i fini di cui all Art. 2.5 del presente documento e specificatamente al Consiglio di Amministrazione, affinché quest ultimo possa valutare la tenuta generale del modello adottato ovvero la necessità di apportare eventuali modifiche alle Politiche di Remunerazione da sottoporre all Assemblea dei Soci; Verifica che le Funzioni Risorse Umane, Compliance e Risk Management abbiano rilasciato parere non negativo alla revisione delle Politiche proposte dal Consiglio di Amministrazione all Assemblea. ART 2.9 RUOLO DELLA FUNZIONE COMPLIANCE La Funzione Compliance, nel rispetto dei principi d indipendenza della funzione, contribuisce all identificazione degli indicatori di rischio concernente la sfera dei rischi di non conformità, legali e dei rischi reputazionali a essi associati (con particolare attenzione ai profili connessi ai rapporti con la clientela), proponendo all Alta Direzione livelli target 13
14 per gli stessi coerenti con le strategie e le politiche di assunzione, valutazione e gestione dei rischi deliberate annualmente dal Consiglio di Amministrazione. Oltre a ciò, la Funzione verifica ex ante la conformità interna ed esterna delle Politiche di Remunerazione e riferisce sugli esiti delle verifiche svolte al Consiglio di Amministrazione, per l adozione di eventuali misure correttive alle Politiche stesse. In particolare, riferendo al Consiglio di Amministrazione: Verifica ex ante che le politiche proposte e le procedure adottate siano adeguate a prevenire il rischio di non conformità; Verifica ex ante che le procedure adottate a supporto e in esecuzione delle Politiche di Remunerazione siano coerenti con la normativa di settore; Verifica preventivamente che ogni nuovo pacchetto retributivo concordato per soggetti rientranti nella categoria del Personale sia conforme alle politiche adottate; Individua e propone indicatori di rischio per i rischi di competenza; Verifica preliminarmente, sotto il profilo della conformità alle normative pro tempore vigenti, e al Codice di Comportamento adottato e ad altri eventuali Codici cui la Società aderisca, ivi compreso il Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana, ogni proposta di modifica alle Politiche di Remunerazione e alle connesse procedure attuative; In caso di revisione delle Politiche di Remunerazione, verifica la completezza e la conformità delle stesse ai sensi del precedente punto e formula suggerimenti prima dell approvazione della delibera del Consiglio di Amministrazione di proposta all Assemblea; In caso di revisione delle Politiche di Remunerazione, formula specifiche valutazioni sull idoneità delle Politiche di Remunerazione atte a evitare situazioni di conflitto d interesse; Supporta le Funzioni Risorse Umane, Risk Management e Pianificazione e Controllo di Gestione nella corretta identificazione e definizione d indicatori di performance, che tengano in considerazione «criteri non finanziari che contribuiscono alla creazione di valore per l impresa, quali la conformità alla normativa esterna e interna e l efficienza della gestione del servizio alla clientela». ART 2.10 RUOLO DELLA FUNZIONE RISK MANAGEMENT La Funzione Risk Management, riferendo al Consiglio di Amministrazione, concorre, nel rispetto dei principi d indipendenza della funzione, alla definizione d indicatori di rischio, così che gli obiettivi di performance tengano conto dei rischi. Inoltre, valuta i rischi connessi all adozione delle Politiche di Remunerazione e la coerenza complessiva delle Politiche di Remunerazione rispetto alla propensione al rischio definita dal Consiglio di Amministrazione. ART 2.11 RUOLO DELLE FUNZIONI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE, AMM. E BILANCIO, ATTUARIATO Le Funzioni Pianificazione e Controllo di Gestione, Amministrazione e Bilancio e Attuariato sono coinvolte, ciascuna per le proprie competenze, nel processo di verifica del raggiungimento degli obiettivi, comunicando e certificando alla Funzione Risorse Umane il dato numerico relativo a ciascun indicatore precedentemente individuato e inserito nel sistema MbO. La Funzione Pianificazione e Controllo di Gestione è inoltre coinvolta nel processo di determinazione degli indicatori di performance di competenza e dei relativi valori target. 14
15 SEZIONE 3 POLITICHE DI REMUNERAZIONE ART 3.1 REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI E DEGLI ORGANI DI CONTROLLO AMMINISTRATORI Gli Amministratori sono distinti tra esecutivi (titolari di deleghe gestionali) e non esecutivi; in Cattolica è qualificato come esecutivo il solo Amministratore Delegato. La remunerazione degli Amministratori è conforme a quanto previsto all Art. 45 dello Statuto della Società. Amministratori non esecutivi: la remunerazione di base degli Amministratori, indipendenti e non, è stabilita dall Assemblea in cifra fissa complessiva predeterminata per ciascun esercizio, che è poi ripartita individualmente con deliberazione del Consiglio di Amministrazione. È inoltre prevista un indennità di presenza individuale per la partecipazione a ogni seduta, anch essa fissata dall Assemblea. Detta remunerazione, che fatto salvo quanto infra precisato costituisce la remunerazione degli amministratori non esecutivi, tiene principalmente conto dell impegno profuso, dei risultati conseguiti, delle responsabilità assunte con l incarico e non è espressamente legata ai risultati economici futuri della Società e/o al raggiungimento di obiettivi specifici preventivamente indicati rispettivamente dal Consiglio o dagli organi delegati. Si segnala che finora, secondo lo statuto pro tempore vigente, i compensi e le remunerazioni degli organi sociali sono stati stabiliti annualmente dall Assemblea di bilancio e che per l Assemblea del 24/26 aprile 2014 è prevista la proposta di una modifica statutaria che consente una cadenza deliberativa triennale in linea con le nuove tempistiche di nomina del Consiglio di Amministrazione. Inoltre, per gli Amministratori che svolgono particolari cariche all interno del Consiglio Presidente, Vicepresidenti e Segretario del Consiglio è prevista una remunerazione aggiuntiva, anch essa stabilita in cifra fissa predeterminata. Per la partecipazione alle attività dei Comitati interni al Consiglio di Amministrazione costituiti dalla Società è prevista una remunerazione determinata in cifra fissa maggiorata per l Amministratore che copre il ruolo di Presidente del Comitato oltre all indennità di presenza individuale per la partecipazione a ogni seduta del Comitato stesso. L emolumento complessivamente riconosciuto ai componenti il Comitato Esecutivo è fissato dall Assemblea annualmente e ripartito individualmente con deliberazione del Consiglio di Amministrazione. Non è prevista per gli Amministratori non esecutivi alcuna forma di remunerazione variabile e pertanto non si prevedono Key Performance Indicators, né, conseguentemente, modalità di differimento del pagamento, né clausole di malus e/o di clawback. Non sono previste, inoltre, forme di remunerazione basate su strumenti finanziari o benefici di natura non monetaria. È prevista la copertura assicurativa per la responsabilità civile degli stessi, avendo la Società assunto in merito specifica delibera assembleare. Per gli Amministratori non esecutivi, in caso di cessazione anticipata dell incarico, non è prevista nessuna indennità. Eventuali eccezioni alla remunerazione degli Amministratori non esecutivi rispetto ai criteri generali descritti nel presente paragrafo sono proposte dal Comitato per la Remunerazione al Consiglio di Amministrazione e approvate in Assemblea. Amministratore Delegato: per l Amministratore Delegato, unico componente del Consiglio qualificato come esecutivo, è prevista la suddivisione della remunerazione in una componente fissa e una variabile, espressa come percentuale della remunerazione annua fissa. La componente variabile è suddivisa in due parti: una componente legata al raggiungimento di risultati di breve periodo (annuali) e la restante correlata, invece, a risultati di medio lungo periodo. La percentuale effettivamente erogabile dipenderà dal livello di effettivo raggiungimento degli obiettivi. 15
16 Una parte della remunerazione relativa agli obiettivi di breve periodo è differita, per ciascuna quota annuale, all anno successivo all esercizio di riferimento. L erogazione è subordinata alla conferma, nell anno successivo a quello di riferimento, dell effettivo raggiungimento degli obiettivi e al conseguimento nell anno di differimento di un utile sufficientemente e concretamente distribuibile della Capogruppo. In caso di mancato conseguimento di un utile distribuibile, l importo differito sarà riportato nell anno successivo; sarà possibile il riporto per un solo esercizio. La componente variabile di medio lungo periodo matura con il conseguimento del livello minimo degli obiettivi assegnati per ciascun esercizio del periodo e del target di solvibilità minima finale ed è liquidata alla fine del periodo pluriennale di riferimento, che sarà correlato alla durata del mandato dell Amministratore Delegato. L erogazione della quota di bonus di medio lungo periodo è subordinata al conseguimento negli anni di osservazione dei target prefissati relativi agli obiettivi per l intero periodo di osservazione. L erogazione sarà subordinata al conseguimento nell anno in cui si conclude il periodo di osservazione di un utile sufficientemente e concretamente distribuibile della Capogruppo. In caso di mancato conseguimento di un utile distribuibile, il bonus di medio lungo periodo sarà riportato nell anno successivo; sarà possibile il riporto per un solo esercizio. Si precisa che è facoltà del Consiglio di Amministrazione, acquisito il parere del Collegio Sindacale e del Comitato per la Remunerazione, considerare raggiunto l obiettivo ove il mancato raggiungimento sia dipeso da circostanze non prevedibili ed esogene rispetto alla gestione dell impresa. Il Piano d incentivazione della Società prevede una clausola di restituzione (c.d. clawback) di quanto erogato a titolo di retribuzione variabile di breve periodo, conformemente al disposto dell Art. 13 del Regolamento IVASS, 9 giugno 2011, n. 39. In caso di cessazione anticipata dall incarico la componente variabile di breve periodo maturata sarà integralmente riconosciuta, mentre la componente variabile di medio lungo periodo sarà erogata in misura proporzionale alla durata dell incarico rispetto al periodo pluriennale di riferimento, sempre che siano stati raggiunti gli obiettivi di breve periodo riferiti al periodo di osservazione sino al momento della cessazione. Alla cessazione dell incarico, l indennità prevista per l Amministratore Delegato uscente sarà pari a due volte l emolumento complessivo erogabile annuo, comprensivo delle quote variabili, previsto al momento della cessazione medesima. L importo non sarà dovuto qualora la cessazione dall incarico derivi da revoca delle deleghe, o da revoca dell amministratore, in entrambi i casi per giusta causa, o da dimissioni volontarie (salvo il caso in cui le dimissioni derivino da giusta causa addebitabile alla Società) ORGANI DI CONTROLLO Gli emolumenti per i componenti il Collegio Sindacale sono preventivamente determinati a forfait. Non sono previste né componenti di remunerazione variabile o comunque legate ai risultati, né forme di remunerazione basate su strumenti finanziari. È prevista, come per gli Amministratori, la copertura assicurativa per la responsabilità civile degli stessi. 16
17 ART 3.2 REMUNERAZIONE DEL PERSONALE PARTE GENERALE Destinatari delle Politiche Coerentemente con quanto disposto dal Regolamento, e la definizione che lo stesso dà di Personale, destinatari delle Politiche di Remunerazione sono: Direttore Generale e altri Dirigenti strategici (Direttore Generale, Condirettori Generali e Vice Direttori Generali); Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno e personale di livello più elevato delle stesse funzioni; risk taking staff, costituito da: o Dirigenti cui sia stata attribuita procura, specificamente individuati dal Consiglio di Amministrazione sulla base del loro ruolo nel conseguimento degli obiettivi e sul livello di rischio assunto dall impresa (di seguito definiti, solo ai fini delle presenti Politiche, Dirigenti di Primo Livello ); o Alcuni altri Dirigenti cui sia stata attribuita procura, identificati quali altre categorie del Personale, la cui attività può avere un impatto significativo sul profilo di rischio dell impresa (di seguito definiti Dirigenti di Secondo Livello ). Componenti della Remunerazione La remunerazione del Personale cui sia riconosciuto l accesso al Piano d incentivazione variabile denominato MbO è composta da una componente fissa e una componente variabile, eventualmente erogata in virtù dell applicazione del sistema MbO, denominata bonus. Le due componenti sono adeguatamente bilanciate in funzione degli obiettivi strategici e della politica di gestione del rischio della Società. La componente fissa è sufficiente a remunerare la prestazione nel caso in cui la componente variabile della remunerazione non fosse erogata a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi. L MbO prevede una percentuale predeterminata della Retribuzione Annua Lorda (di seguito RAL ), pari al massimo al 20%, nei limiti di quanto rinegoziato rispetto alle posizioni in essere all approvazione da parte dell Assemblea, il 26 aprile 2014, delle Politiche. La percentuale eventualmente erogata (bonus) dipende dal livello di effettivo raggiungimento degli obiettivi. Per tutti i Dirigenti sono previsti inoltre benefici non monetari. Per alcuni di essi sono previsti l assegnazione di un autovettura aziendale a uso promiscuo, così come definito dalla Car Policy della Società, e un trattamento supplementare, rispetto a quello previsto da CCNL, in tema di previdenza integrativa, assistenza sanitaria e assistenza sociale. Per il Direttore Generale, attesa l assimilazione alla figura degli Amministratori prevista dal Codice Civile, è prevista la copertura assicurativa per la responsabilità civile che potrà essere estesa anche ai Condirettori Generali. Caratteristiche del sistema MbO Il sistema MbO si articola in cancelli d ingresso e obiettivi ed è differentemente sviluppato secondo la categoria dei destinatari delle Politiche. Gli obiettivi assegnati sono coerenti con quelli definiti nel budget e nei piani pluriennali pro tempore adottati dalla società e prevedono anche obiettivi individuali che prevedono aspetti non finanziari e quindi legati, principalmente, all efficientamento gestionale e allo sviluppo dei collaboratori della propria area di riferimento. La società non utilizza strumenti finanziari nei propri Piani d incentivazione. Il bonus è erogato in proporzione all effettivo conseguimento dell obiettivo, comunque superato un livello minimo (c.d. floor) adeguatamente sfidante. Il piano d incentivazione della Società prevede, per tutti i Dirigenti, una clausola di restituzione (c.d. clawback) di quanto erogato a titolo di retribuzione variabile di breve periodo, conformemente al disposto dell Art. 13 del Regolamento ISVAP n.39. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi è eseguita alla fine dei relativi periodi di riferimento. 17
18 È facoltà degli organi competenti di deliberare sulle retribuzioni dei Dirigenti, secondo le relative procedure, tener conto, ai fini della valutazione del grado di conseguimento degli obiettivi, di circostanze verificate non prevedibili, esogene alla Società, sentite in merito, per le rispettive aree di competenza le funzioni, Risk Management e Compliance. È altresì facoltà degli organi competenti di: Deliberare motivatamente l erogazione di una tantum al Personale in virtù di eventuali casi di applicazione in virtù di eventi di natura non ordinaria, come possono essere, a puro titolo di esempio: motivi di salute, azioni di retention di personale qualificato o come corrispettivo per le c.d. noncompete clause; Deliberare motivatamente l erogazione al Personale di eventuali una tantum per merito. In particolare, per i Dirigenti Strategici, qualora l una tantum risulti superiore al 20% della Retribuzione Annua Lorda, si prevede che il Consiglio di Amministrazione acquisisca il parere del Comitato per la Remunerazione. Deliberare, in aggiunta al sistema incentivante su base annua denominato MbO, su sistemi incentivanti legati a progettualità straordinarie (cfr MbO Dirigenti Strategici e di Primo Livello, MbO Dirigenti di Secondo Livello). La scheda contenente gli obiettivi e il relativo Regolamento del Piano di Incentivazione sono formalmente consegnati dalla Funzione Risorse Umane secondo le politiche vigenti alla data di assegnazione degli stessi obiettivi, restando inteso che qualora l Assemblea deliberasse modifiche delle Politiche che abbiano un impatto su aspetti rilevanti la Funzione Risorse Umane provvederà con la massima sollecitudine alle necessarie azioni correttive. Il processo di verifica dei risultati è affidato alla Funzione Risorse Umane, che si avvarrà del supporto e dei flussi informativi delle Funzioni Pianificazione e Controllo di Gestione, Risk Management e Compliance per le rispettive aree di competenza, riferendone agli organi competenti per deliberare in merito alla remunerazione del Dirigente interessato MBO DEI DIRIGENTI STRATEGICI E DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO Condizione base (cancello d ingresso) per la corresponsione del premio è il conseguimento di un utile distribuibile della Capogruppo (utile civilistico netto con possibilità di distribuire dividendi). Il sistema prevede obiettivi che si articolano in: Obiettivi di performance che tengano conto del rischio; Obiettivi di compliance; Obiettivi di efficientamento gestionale e sviluppo dei collaboratori; e in: Obiettivi solidali; Obiettivi di area; Obiettivi individuali. L MbO è ulteriormente suddiviso in due parti: Una legata al raggiungimento di risultati di breve periodo (annuali); Una correlata, invece, a risultati di medio lungo periodo. Una parte dell MbO di breve periodo è differita nell anno successivo a quello del periodo di maturazione (ossia l esercizio successivo a quello di erogazione della quota upfront). L erogazione è subordinata alla conferma dell effettivo raggiungimento degli obiettivi e al conseguimento nell anno di differimento di un utile distribuibile della Capogruppo (utile civilistico netto con possibilità di distribuire dividendi). In caso di mancato conseguimento di un utile distribuibile, l importo differito è riportato nell anno successivo; sarà possibile il riporto per un solo esercizio. L erogazione della quota di bonus di medio lungo periodo è subordinata al conseguimento negli anni di osservazione dei target prefissati relativi agli obiettivi per l intero periodo di osservazione. 18
19 L erogazione è subordinata al conseguimento nell anno in cui si conclude il periodo di osservazione di un utile distribuibile della Capogruppo (utile civilistico netto con possibilità di distribuire dividendi). In caso di mancato conseguimento di un utile distribuibile, il bonus di medio lungo periodo sarà riportato nell anno successivo; è possibile il riporto per un solo esercizio. Gli obiettivi sono misurati con indicatori quantitativi e sintetici. Sono inoltre previsti, in aggiunta al sistema incentivante MbO, sistemi incentivanti legati a progettualità straordinarie che possono essere definite e completate durante l esercizio di riferimento, o, al massimo, nel primo semestre dell esercizio successivo. Tali sistemi incentivanti legati appunto a progetti straordinari prevedono l assegnazione di obiettivi stabiliti ex ante il cui raggiungimento porta al conseguimento di un bonus, nella misura massima del 20% della Retribuzione Annua Lorda, di cui il 70% erogato nell esercizio di completamento del progetto, e il restante 30% nel successivo, verificato il consolidamento dei risultati ottenuti. In caso di cessazione dell incarico prima della conclusione del periodo di differimento per gli obiettivi di breve gli organi competenti provvedono a determinare la remunerazione dei Dirigenti interessati e approvare, nel rispetto delle procedure applicabili, l entità dell eventuale misura della liquidazione delle quote di bonus differito, tenuto anche conto delle motivazioni sottostanti la cessazione dell incarico MBO DEI DIRIGENTI DI SECONDO LIVELLO Anche in questo caso condizione base (cancello d ingresso) per la corresponsione del premio è il conseguimento di un utile distribuibile della Capogruppo (utile civilistico netto con possibilità di distribuire dividendi). Il sistema prevede obiettivi che si articolano in: Obiettivi di performance che tengano conto del rischio; Obiettivi di compliance; Obiettivi di efficientamento gestionale e sviluppo dei collaboratori ; E in: Obiettivi solidali; Obiettivi di area; Obiettivi individuali. L MbO è legato, in questo caso, esclusivamente al raggiungimento di risultati di breve periodo (annuali). Gli obiettivi sono misurati con indicatori quantitativi e sintetici. Il sistema MbO del Dirigente Preposto è coerente con il suo ruolo di presidio dell affidabilità dell informazione economicofinanziaria. Infine, si rileva che il sistema MbO assegnato ai Responsabili delle Funzioni Pianificazione e Controllo, Amministrazione e Bilancio e Attuariato, in considerazione del loro ruolo tanto nella definizione degli indicatori che nella fornitura a consuntivo dei dati utili alla verifica del raggiungimento degli obiettivi, ha caratteristiche particolari tali da garantire la gestione di eventuali conflitti d interesse. Sono inoltre previsti, in aggiunta al sistema incentivante MbO, sistemi incentivanti legati a progettualità straordinarie che possono essere definite e completate durante l esercizio di riferimento, o, al massimo, nel primo semestre dell esercizio successivo. Tali sistemi incentivanti legati appunto a progetti straordinari prevedono l assegnazione di obiettivi stabiliti ex ante il cui raggiungimento porta al conseguimento di un bonus, nella misura massima del 20% della Retribuzione Annua Lorda, di cui il 70% erogato nell esercizio di completamento del progetto, e il restante 30% nel successivo, verificato il consolidamento dei risultati ottenuti MBO DEI RESPONSABILI E DEL PERSONALE DI LIVELLO PIÙ ELEVATO DELLE FUNZIONI DI CONTROLLO INTERNO Per le Funzioni di Controllo Interno uno schema d incentivazione è riconosciuto esclusivamente per i Responsabili. Non è previsto un cancello d ingresso e il sistema prevede obiettivi che si articolano in: obiettivi di area e obiettivi individuali. L MbO è legato esclusivamente al raggiungimento di risultati di breve periodo (annuali) e connessi alle responsabilità dei destinatari nell ambito del Sistema dei Controlli Interni a fronte di obiettivi stabiliti annualmente. 19
20 ART 3.3 REMUNERAZIONE DI ALTRI SOGGETTI REMUNERAZIONE DELL ATTUARIO INCARICATO I compensi dell attuario incaricato, che è un professionista esterno alla struttura, sono definiti ed erogati, in misura fissa, esclusivamente in base alla complessità e gravosità dell impegno svolto. Per completezza informativa, si descrive di seguito la remunerazione dei soggetti di cui agli artt. 21 e 22 del Regolamento (Intermediari assicurativi e riassicurativi e fornitori di servizi esternalizzati) INTERMEDIARI ASSICURATIVI E RIASSICURATIVI All interno del Gruppo sono presenti diverse categorie di soggetti che rientrano in questa categoria. Nello specifico: AGENTI DI ASSICURAZIONE le Politiche di Remunerazione attuate nei confronti della rete agenziale, ricalcano sostanzialmente quanto praticato in genere dal mercato assicurativo e si articolano nelle seguenti componenti : Remunerazione degli affari assicurativi acquisiti secondo aliquote provvigionali ricomprese in tabelle standard predeterminate e stabili nel tempo; Piani d incentivazione personalizzati pluriennali legati alla realizzazione degli obiettivi previsti dai programmi di sviluppo della produzione e ai connessi obiettivi di profittabilità; Rappel/contest vertenti su iniziative commerciali mirate i cui obiettivi sono comunque legati alla profittabilità; Contributi per la gestione amministrativa dei sinistri e altri contributi legati alla performance in termini di tempestività e di correttezza dell attività amministrativa; Contributi d inserimento per subagenti, rilasciati soltanto alla presenza di andamenti tecnici positivi e produttività. BROKER i broker sono remunerati coerentemente con le previsioni normative vigenti. In particolare si tiene conto delle previsioni dell Art. 2, comma I, lett. t), del Regolamento ISVAP n. 5, 16 Ottobre 2006 che definisce: «mediatori o broker: gli intermediari che agiscono su incarico del cliente e che non hanno poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione o di riassicurazione». In virtù di tale ruolo del broker le forme di remunerazione sono standard e basate cioè su tabelle provvigionali predeterminate, in cui le aliquote: sono fisse, si riferiscono ai rami tecnici di bilancio e sono in linea con quelle di mercato. INTERMEDIARI ASSICURATIVI ISCRITTI ALLA SEZIONE D DEL RUI la remunerazione di tali soggetti è basata su compensi provvigionali riconosciuti esclusivamente in relazione alla fase d intermediazione dei prodotti assicurativi collegata alla presentazione, promozione e conclusione dei contratti assicurativi così come formalizzato nei singoli incarichi d intermediazione. Le provvigioni, determinate sul premio calcolato al netto delle imposte e dei contributi per istituti terzi ove previsto, sono oggetto di monitoraggio e rivisitazione periodica, tipicamente annuale. Le condizioni economiche convenute sono adeguate alla natura e all oggetto dell incarico, e conformi agli standard di mercato. Gli importi provvigionali risultano altresì coerenti con le condizioni e i rapporti commerciali intrattenuti con altri intermediari della medesima tipologia e risultano essere in linea con la sana e prudente gestione del rischio della Compagnia, e ciò in conformità alle vigenti disposizioni in materia, nonché agli artt. 4 e 21 del Regolamento IVASS n. 39/2011. INTERMEDIARI RIASSICURATIVI come previsto dalla prassi del mercato, la remunerazione di tali soggetti è definita dal riassicuratore e non dalla società cedente. 20

References: art. 123
 Art. 4
 ART. 123
 articolo 2
 Art. 7
 Art.123
 Art. 123
 Art. 24
 Art. 2
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 2
 Art. 24
 Art. 27
 Art. 45
 Art. 7
 Art. 24
 Art. 7
 Art.13
 Art. 7
 Art. 2
 Art. 45
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 2