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Timestamp: 2020-08-15 11:41:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9037 del 07/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9037 del 07/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 07/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.07/04/2017), n. 9037
sul ricorso 9037/1012 proposto da:
S.M.C., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
avverso la sentenza n. 362/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 01/09/2011 R.G.N. 481/2010.
che con sentenza in data 1.9.2011 la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in riforma della sentenza del Tribunale di Terni, che aveva parzialmente accolto il ricorso, ha ritenuto la legittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro intercorsi fra l’appellante e S.M.C., assistente scolastico, e ha respinto le domande di conversione del rapporto e di risarcimento del danno;
che avverso tale sentenza S.M.C. ha proposto ricorso affidato a due motivi, articolati in più punti, al quale ha opposto difese il MIUR con controricorso;
che secondo la ricorrente la normativa speciale, in quanto in insanabile contrasto con le previsioni del D.Lgs. n. 368 del 2001, è stata da quest’ultimo abrogata, in forza della norma di chiusura dettata dall’art. 11 dello stesso decreto e comunque il sistema del reclutamento del personale a termine della scuola viola la direttiva richiamata in rubrica, perchè consente la reiterazione del contratto a tempo determinato in assenza di ragioni oggettive, non potendosi ritenere tali le esigenze di contenimento della spesa pubblica, e senza porre alcun limite al numero dei rinnovi o alla durata massima dei contratti;
che del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 10, comma 4 bis, introdotto dal D.L. n. 70 del 2011, non può, ad avviso della ricorrente, avere natura interpretativa, perchè così qualificato violerebbe il richiamato art. 6, e comunque si pone in contrasto con la clausola di non regresso prevista dall’art. 8 dell’accordo quadro;
che questa Corte, con le sentenze pronunciate all’udienza del 18.10.2016 (dal n. 22552 al n. 2255)(7 e numerose altre conformi), ha affrontato tutte le questioni che qui vengono in rilievo e, dopo avere ricostruito il quadro normativo e dato atto del contenuto delle pronunce rese dalla Corte di Giustizia (sentenza 26 novembre 2014, Mascolo e altri, relativa alle cause riunite C-22/13; C-61/13; C-62/13; C-63/13; C-418/13), dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 187 del 20.7.2016) e dalle Sezioni Unite di questa Corte (sentenza n. 5072 del 15.3.2016) ha affermato i seguenti principi di diritto:
che comunque il Ministero, nella memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 1, ha dedotto che la ricorrente è stata definitivamente immessa nei ruoli con decorrenza dal 1 settembre 2011 e la circostanza è stata confermata dalla S. che ha dichiarato di essere stata stabilizzata “ma non per effetto della legge buona scuola”;
che la S., quindi, non ha allegato danni diversi e ulteriori rispetto alla mancata conversione del rapporto, sicchè, una volta affermata la adeguatezza della stabilizzazione, in linea con quanto ritenuto dalla Corte di Giustizia (essendo venuto meno ogni carattere aleatorio della misura), non vi è spazio alcuno per l’accoglimento della domanda, alla luce del principio di diritto enunciato alla lettera F;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 10
 art. 6
 art. 380