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Timestamp: 2020-08-12 19:13:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22607 del 10/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22607 del 10/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 10/09/2019, (ud. 21/05/2019, dep. 10/09/2019), n.22607
sul ricorso 24647-2018 proposto da:
O.L., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
difeso dagli avvocati TIZIANA ARESI, MASSIMO CARLO SEREGNI;
avverso il decreto n. R.G. 7441/2018 del TRIBUNALE di BRESCIA,
Il Tribunale di Brescia, con il decreto del 26/4/2018 in epigrafe indicato, ha rigettato la domanda di riconoscimento della protezione internazionale presentata da O.L., proveniente dalla Nigeria. Questi ha proposto ricorso per cassazione il 23/7/2018 con due mezzi; il Ministero dell’Interno è rimasto intimato.
1. Con il primo motivo si denuncia la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, concernente i criteri di valutazione delle dichiarazioni rese dal richiedente e l’onere di acquisizione di informazioni circa i fatti pertinenti il Paese di origine, invocando anche l’applicazione del principio dell’onere della prova attenuato.
Con il secondo motivo si denuncia la violazione del D.Lgs. n. 205 del 2008, art. 8, lamentando che l’esame delle domande del richiedente non era avvenuto previa acquisizione e considerazione di informazioni precise ed aggiornate circa la situazione generale esistente nel Paese di origine del richiedente, caratterizzata da una degenerazione socio-politica della Nigeria e dalla recrudescenza della violenza. A sostegno si invoca una serie di decisioni di merito che avevano riconosciuto tale situazione e, conseguentemente, la protezione internazionale.
2. I motivi, da trattarsi congiuntamente per connessione, sono palesemente inammissibili.
Giova rimarcare che il Tribunale ha ripercorso il racconto del ricorrente – che aveva riferito con una articolata narrazione di avere assistito all’omicidio del suo capo, un omicidio a suo dire politico, e di essere fuggito perchè gli autori del fatto lo ricercavano – e ne ha messo in evidenza, attraverso una puntuale analisi delle dichiarazioni rese sia presso la Commissione che dinanzi al Tribunale, le contraddizioni e le incongruenze, concludendo per la totale inattendibilità delle stesse, se non quanto all’omicidio, quanto alla presenza del richiedente al momento dello stesso o al fatto che egli fosse ricercato come testimone scomodo.
I sintetici motivi, quantunque prospettino una violazione di legge, non si confrontano affatto con la statuizione impugnata, ma si limitano a proporre una elencazione di principi giurisprudenziali e ad invocare in modo generico l’applicazione delle norme, senza illustrare -con riferimento alla concreta fattispecie – in cosa sia consistita la violazione attribuita al giudicante di merito (Cass. n. 5001 del 02/03/2018; Cass. n. 24298 del 29/11/2016).
A ciò va aggiunto che il ricorrente vanamente invoca l’attenuazione dell’onere probatorio a carico del richiedente la protezione, desumibile dal D.Lgs. n. 251 del 2017, art. 3, comma 5 in particolare, avendo l’interessato pur sempre l’onere di compiere ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda (art. 3, comma 5, lett. a), solo nel quale caso (e in presenza delle ulteriori condizioni poste dalla norma) è possibile considerare “veritieri” i fatti narrati.
La valutazione di non credibilità del racconto, che integra la ratio decidendi della sentenza impugnata, costituisce un apprezzamento di fatto che è riservato al giudice di merito, al quale compete di valutare se le dichiarazioni del richiedente la protezione siano coerenti e plausibili (lett. c), ma pur sempre a fronte di dichiarazioni sufficientemente specifiche e circostanziate (Cass. n. 27503 del 30/10/2018) e che è censurabile in cassazione esclusivamente sul piano motivazionale (Cass. n. 3340 del 5/2/2019).
Quanto alla richiesta di protezione umanitaria, in disparte dagli effetti del D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 10 dicembre 2018, n. 132 art. 1, comma 1, risulta dirimente il difetto di qualsivoglia allegazione individualizzante in punto di vulnerabilità, senza che la insussistenza dei presupposti accertata dal Tribunale trovi una adeguata e puntuale replica nell’illustrazione del motivo di ricorso.
Prive di rilievo risultano infine le pronunce di merito che hanno riconosciuto la protezione internazionale a favore di altri richiedenti nigeriani, attesa la autonomia della valutazione individualizzata delle posizioni personali.
Non si provvede sulle spese di giudizio stante l’assenza di attività difensiva della controparte.

References: Sentenza 
 art. 3
 art. 8
 Cass. 
 art. 3
 sentenza 
 art. 1