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Timestamp: 2017-05-27 22:37:00+00:00

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31 luglio 2012 - Nota ANCE su Formazione by Studiosicurezza - issuu
Nota ANCE 31 Luglio 2012
“Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2, e 37, comma 2, del
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni e integrazioni” concernente le
attività di formazione in materia di salute e sicurezza per datori di lavoro (ove, quando consentito
per legge, decidano di svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione),
lavoratori, dirigenti e preposti.Il 25 luglio 2012 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano ha approvato il documento “Adeguamento e linee applicative degli accordi ex
articolo 34, comma 2, e 37, comma 2, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive
modificazioni e integrazioni” concernente le attività di formazione in materia di salute e sicurezza per
datori di lavoro (ove, quando consentito per legge, decidano di svolgere direttamente i compiti del
servizio di prevenzione e protezione), lavoratori, dirigenti e preposti.
L’obiettivo del documento è di completare e chiarire quanto delineato dagli accordi del 21 dicembre
2011 (cfr. documenti Ance “Formazione dei datori di lavoro. Accordo in Conferenza Stato-Regioni” del
giorno 22 dicembre 2011 e “Formazione lavoratori, preposti e dirigenti. Accordo in Conferenza StatoRegioni" del 23 dicembre 2011), fornendo, alle aziende ed agli organi di vigilanza, prime indicazioni
essenziali per l’organizzazione, la realizzazione e la verifica di attività formative pienamente coerenti
con la vigente normativa.
Il documento è diviso in sezioni come di seguito articolate:
- Efficacia degli accordi.
- Collaborazione degli organismi paritetici alla formazione.
- Formazione in modalità e-learning.
- Disciplina transitoria e riconoscimento della formazione pregressa.
- Aggiornamento della formazione.
- La formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
- Decorrenza dell’aggiornamento per ASPP e RSPP esonerati ai sensi del comma 5 dell’articolo 32 del
d. lgs. n. 81/2008.
Si riporta l’analisi degli aspetti più importanti evidenziati in ciascuna sezione.
Formazione dei lavoratori autonomi ai sensi dell’articolo 21 del “testo unico” di salute e sicurezza: il
documento recante le linee applicative ribadisce che le previsioni di cui all’accordo ex art. 37 del “testo
unico” di salute e sicurezza non hanno efficacia obbligatoria ma sono dirette a fornire ai soggetti di cui
all’art. 21 utile parametro di riferimento per la formazione.
E’ altresì obbligatoria altra formazione rispetto a quella oggetto di regolamentazione da parte
dell’accordo ex art. 37 qualora quest’ultima derivi da disposizioni di legge speciali rispetto alla
previsione generale dell’art. 21 comma 2 (è ad esempio il caso della formazione dei lavori in ambienti
confinati obbligatoria anche per i lavoratori autonomi).
Formazione di dirigenti e preposti: rispetto a tali figure l’applicazione dell’accordo ex art. 37 è
facoltativa ma costituisce tuttavia un principio di prova in ordine al rispetto delle previsioni normative. Il
datore di lavoro può comunque ottemperare all’obbligo di garantire “adeguata e specifica” formazione
anche per mezzo di attività formativa progettata e/o realizzata in modo difforme rispetto ai contenuti
dell’accordo ex art. 37
Formazione distinta da quella prevista dai Titoli successivi al I: le linee applicative ribadiscono un
principio di ordine generale secondo cui la formazione sulla base dell’accordo ex art. 37 del “testo
unico” di salute e sicurezza esaurisce l’obbligo formativo a carico del datore di lavoro a meno chequest’ultimo non sia tenuto a far frequentare corsi regolamentati da disposizioni aventi le caratteristiche
delle norme speciali contenuti nei titoli successivi al I o in altre norme di legge che individuano percorsi
formativi ad hoc. E’ il caso della formazione ex art. 73 comma 5 del “testo unico” di salute e sicurezza
sulle attrezzature di lavoro, della formazione ex art. 136 comma 6 del “testo unico” di salute e sicurezza
per i montatori di ponteggi, della formazione di cui all’art. 258 del “testo unico” di salute e sicurezza in
relazione ai lavoratori esposti o potenzialmente esposti ad amianto).
L’estensore delle linee applicative chiarisce che non costituiscono norme speciali, a titolo
esemplificativo, quelle di cui all’art. 169 comma 1 lettera b) in materia di movimentazione manuale dei
carichi o di cui all’art. 177 comma 1 lettera b) in materia di videoterminali dal momento che tali
contenuti non sono stati specificati dal legislatore e faranno parte della “formazione specifica” ex art. 37.
Integrazione dei contenuti con la valutazione del rischio: il documento ribadisce che il percorso
delineato dall’accordo è minimo e tuttavia sufficiente rispetto al dato normativo salvo che non debba
essere integrato sulla base della valutazione dei rischi o nei casi previsti dalla legge (nel caso di
introduzione di nuove procedure di lavoro o nuove attrezzature).
Classificazione dei lavoratori:qualora nelle aziende esistano soggetti esposti a diverse condizioni di
rischio si possono prevedere corsi di diversa durata avendo a riferimento la valutazione del rischio
tenendo conto delle attività concretamente svolte dai soggetti medesimi.
Contratto di somministrazione di lavoro:l’accordo ex art. 37 del “testo unico” di salute e sicurezza
ribadisce che somministratori e utilizzatori hanno facoltà di regolamentare in via contrattuale le modalità
di adempimento degli obblighi di legge specificando che essi possono “concordare che la formazione
generale sia a carico del somministratore e quella specifica di settore a carico dell’utilizzatore”.
Le linee applicative ribadiscono l’importanza che il “testo unico” attribuisce agli organismi paritetici
costituiti nell’ambito di associazione di datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale (art. 2 comma 1 lett. ee) d. lgs. n. 81/08 e s.m.i.) firmatarie di un
Un datore di lavoro che richiede la collaborazione di tali organismi deve verificare che questi abbiano
tali caratteristiche. Qualora un datore scegliesse di dare mandato ad un ente formatore, può richiedere a
quest’ultimo di inviare, per suo conto, la richiesta di collaborazione all’organismo paritetico.
L’estensore del documento chiarisce che la norma non impone al datore di lavoro di effettuare la
formazione necessariamente con gli organismi paritetici summenzionati, quanto di mettere i medesimi a
conoscenza della volontà di svolgere la formazione al fine di poter ricevere proposte al riguardo.
Tali organismi devono svolgere l’attività di supporto sia nel territorio che nel settore di attività del datore
di lavoro. Il territorio di riferimento può essere individuato nella provincia. Laddove il sistema di
pariteticità non sia articolato a livello provinciale ma sia presente a livello regionale, la collaborazione
opererà a tale livello. Qualora gli organismi non siano presenti né a livello provinciale né regionale, il
datore di lavoro si rivolgerà ad un organismo che opera ad un livello superiore.
Nel caso di aziende con più sedi ubicate in differenti contesti territoriali, l’organismo di riferimento può
essere individuato avendo riguardo alla sede legale dell’impresa.
Il documento recante le linee applicative puntualizza che il ministero del lavoro non accredita gli
organismi paritetici né riconosce capacità di rappresentanza in base a protocolli o codici del ministero
del lavoro stesso. Allo stesso modo non ha alcuna valenza l’inoltro eventuale, al Ministero, di
documentazione finalizzata al citato accreditamento.
L’accordo ex art. 34 precisa che gli organismi paritetici sono soggetti formatori per i datori di lavoro
qualora effettuino le “attività formative o di aggiornamento direttamente o avvalendosi di strutture
formative di loro diretta emanazione”.
Pertanto gli organismi paritetici debbono svolgere attività di formazione direttamente o per mezzo di
strutture formative proprio o almeno partecipate, senza poter procedere all’utilizzo di strutture esterne se
non accreditate ai sensi dell’intesa del 20 marzo 2008 in Conferenza Stato Regioni e pubblicata nella
gazzetta ufficiale del 23 gennaio 2009. Inoltre gli organismi paritetici non possono procedere ad alcun“accreditamento” della formazione svolta da altri soggetti, la quale, quindi, non ha alcuna rilevanza
relativamente al rispetto delle disposizioni di legge e di quelle di cui agli accordi del 21 dicembre.
Per quanto riguarda la richiesta di collaborazione agli organismi paritetici il documento chiarisce che,
qualora l’organismo risponda entro quindici giorni, il datore di lavoro terrà conto della risposta senza
che tuttavia ciò significhi che la formazione debba essere svolta necessariamente con l’organismo
paritetico, qualora la risposta comprenda una proposta di svolgimento presso l’organismo della attività di
formazione, né che le indicazioni debbano essere obbligatoriamente seguite nella realizzazione
dell’attività formativa.
Tale indicazione non tiene conto delle specificità del settore edile e limita il ruolo fondamentale degli
organismi paritetici riconosciuto dal “testo unico”, come ribadito anche dalle stesse linee applicative.
Come è noto, il comparto edile ha un sistema paritetico consolidato e pienamente operativo a livello
territoriale, finanziato da un apposito contributo a carico delle imprese edili e finalizzato ad erogare
servizi alle imprese stesse, tra cui la formazione dei propri lavoratori.
L’Ance, pertanto, interverrà nelle sedi opportune per ribadire la necessità che l’attività dell’organismo
paritetico non sia limitata alla semplice conoscenza da parte dello stesso del percorso formativo che il
datore di lavoro intende avviare per i propri lavoratori, ma che venga riconosciuto all’organismo
paritetico un ruolo attivo e partecipativo nell’organizzazione della formazione.
L’estensore delle linee applicative ha fornito alcune specifiche sulla formazione e-learning.
Ha chiarito ad esempio alcuni aspetti sulla figura del tutor che non deve garantire una costante presenza
quanto una disponibilità ad intervenire con modalità e tempi predefiniti.
Inoltre ha sottolineato la necessità di dare presenza di prove e verifica finale.
E’ stato comunque ribadito che tale tipologia di formazione è riferita a:
- Accordo ex articolo 34: modulo normativo e gestionale (1 e 2), non anche, quindi, quello tecnico e
relazionale (3 e 4), aggiornamento quinquennale e verifiche sul mantenimento delle competenze
- Accordo ex articolo 37: formazione generale per i lavoratori (4 ore), tutta la formazione dei dirigenti
(16 ore), la parte individuata ai punti da 1 a 5 della formazione dei preposti e i corsi di aggiornamento
(punto 9), ai quali si aggiungono progetti formativi sperimentali eventualmente individuati per lavoratori
e preposti da Regioni e Province autonome.
In ordine alla parte di formazione che si svolge via e-learning, va evidenziato che non è consentito
erogare la formazione per mezzo della semplice trasmissione di lezioni “frontali” a distanza, ma devono
essere riscontrabili requisiti di interattività della formazione e presenza di soggetti (tutor e/o docenti) in
possesso di determinate caratteristiche.
Quanto, infine, alle verifiche di apprendimento, la previsione relativa alla verifica finale “in presenza”
deve essere intesa nel senso che non sia possibile la verifica del completamento del percorso in modalità
telematica, come consentito per le verifiche intermedie, ma in presenza fisica, da attuarsi anche per il
tramite della videoconferenza.
Le linee applicative chiariscono che tutti i riferimenti all’entrata in vigore e quelli alla pubblicazione
degli accordi vanno sempre riferiti all’11 gennaio 2012, ossia alla data di pubblicazione degli accordi ex
art. 34 e ex art. 37 del “testo unico”.
Limitatamente ad una fase di prima applicazione, sono stati previsti degli esoneri dalla frequenza dei
corsi, qualora la frequenza, secondo le vecchie regole, sia svolta per i datori entro e non oltre sei mesi
dall’11 gennaio 2012 e per i lavoratori, dirigenti e preposti, entro e non oltre dodici mesi dall’11 gennaio
2012 e purché i corsi siano stati organizzati ed approvati “formalmente e documentalmente” prima
dell’11 gennaio 2012.
L’evidenza formale del corso si concretizza ad esempio in una richiesta di finanziamento o di
riconoscimento avanzata per un determinato corso, un bando, un programma puntuale di attività cherisulti da un accordo collettivo o da un verbale di riunione periodica. In tal modo non vengono
penalizzati i datori che hanno progettato e pianificato alla data dell’11 gennaio corsi di formazione,
investendo risorse o condivise con parti sociali e/o rappresentanze dei lavoratori.
La documentazione non necessita di data certa, ma il datore deve dimostrare che tali corsi erano in fase
avanzata di pianificazione e realizzazione.
Le linee applicative chiariscono che il termine di riferimento per il completamento del percorso
formativo particolare ed aggiuntivo da preposto è di 18 mesi e non di 12 mesi come erroneamente
indicato al punto 11 lettera a) ultimo periodo dell’accordo ex art. 37.
Il termine per il completamento del percorso formativo per i dirigenti che hanno fatto in passato corsi
secondo il DM 16 gennaio 1997 o secondo il modulo A per ASPP/RSPP, è di 18 mesi, a meno di accordi
aziendali. In tal caso il termine è di 12 mesi a partire dall’11 gennaio 2011.
Per il personale di nuova assunzione, l’avvio del corso per dirigente o preposto, deve essere previsto
anteriormente o contestualmente all’assunzione o adibizione a compiti di dirigente o preposto. Nel caso
in cui il datore non riesca a rispettare tali termini, evidenziandone le motivazioni, completerà il percorso
formativo entro 60 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.
Tutta la formazione pregressa, per essere riconosciuta, deve essere comprovata con idonea
documentazione e/o attraverso qualsiasi mezzo idoneo allo scopo.
In difetto, i corsi devono essere svolti nel più breve tempo possibile nel rispetto delle modalità di cui
all’accordo ex art. 37 e quelli di dirigente e preposto nel termine di 18 mesi.
Al fine di fornire dei crediti formativi è opportuno che venga sempre rilasciata copia degli attestati
relativi alla formazione effettuata.
A seguito dell’emanazione delle linee applicative, sono stati aggiornati gli schemi a blocchi che l’Ance
aveva realizzato a seguito della pubblicazione degli accordi del 21 gennaio e che riassumono alcuni degli
aspetti summenzionati, quali la disciplina transitoria. Tali schemi sono riportati in allegato.
L’obbligo di aggiornamento può essere ottemperato in una unica occasione o anche per mezzo di attività
che siano distribuite nell’arco temporale di riferimento (ossia nel quinquennio).
Anche in quest’ultimo caso i cinque anni decorrono a partire dall’11 gennaio 2012 e quindi sempre
considerando il quinquennio successivo. Quindi la prossima scadenza per i soggetti già formati alla data
di pubblicazione dell’accordo, sarà l’11 gennaio 2017.
Per i soggetti formati successivamente all’11 gennaio 2012, il termine iniziale per il calcolo del
quinquennio per l’aggiornamento è quello della data dell’effettivo completamento del corso.
Le linee applicative specificano che si può ottemperare all’obbligo di aggiornamento svolgendo una
parte non superiore ad un terzo del percorso di aggiornamento (pertanto 2 ore) per mezzo anche della
partecipazione a convegni e seminari purché trattino delle materie di cui ai punti 7 e 9 rispettivamente
dell’accordo ex art. 34 e dell’accordo ex art. 37 e che prevedano la verifica finale di apprendimento.
Le restanti 4 ore devono essere svolte secondo le modalità stabilite dagli accordi.
Quanto all’aggiornamento dei preposti, le 6 ore quinquennali (che comprendono le 6 ore di
aggiornamento quali lavoratori) devono essere svolte avendo riguardo ai compiti in materia di salute e
In riferimento alla formazione del preposto, la formazione particolare ed aggiuntiva costituisce credito
formativo permanente fino a quando la posizione del preposto rimane analoga nell’ambito
dell’organizzazione di riferimento. Il credito viene meno se la posizione del preposto muta e in tal caso
deve svolgere la formazione particolare ed aggiuntiva, legata al ruolo svolto in azienda, come preposto.
In riferimento al datore di lavoro che svolge il ruolo di RSPP le linee applicative chiariscono che, in caso
di nuova attività, è tenuto a completare il percorso formativo entro e non oltre novanta giorni dalla data
di inizio della propria attività.
La formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezionePer quanto riguarda la formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e degli
addetti (di seguito RSPP e ASPP), con l’accordo sancito in conferenza Stato Regioni il 5 ottobre 2006
era stata stabilita la data del 14 febbraio 2012 come data entro la quale tali soggetti che beneficiavano
dell’esonero dalla frequenza del modulo B sulla base dei crediti professionali pregressi dovevano
completare l’aggiornamento del corso. Ad oggi molti ASPP/RSPP non sono riusciti a completare
l’aggiornamento entro tale data.
Per questi RSPP/ASPP (e per quelli che in futuro non dovessero riuscire a completare l'aggiornamento
nei 5 anni previsti) l’estensore delle linee applicative chiarisce che è sospesa l’operatività e quindi non
sono in grado di esercitare i propri compiti fintanto che non venga completato l’aggiornamento per il
monte ore mancante, riferito al quinquennio appena concluso.
Il completamento dell’aggiornamento consente di riacquisire la fruibilità del credito relativo al modulo B
(si ricorda che il modulo A e C costituiscono credito formativo permanente) consentendo ad
ASPP/RSPP di recuperare tale operatività.
Decorrenza dell’aggiornamento per ASPP e RSPP esonerati ai sensi del comma 5 dell’articolo 32
del d. lgs. n. 81/2008
Per i soggetti esonerati dal frequentare il modulo B ai sensi dell’art. 32 comma 5 del d. lgs. n. 81/08[1]
l’obbligo di aggiornamento decorre dalla data di entrata in vigore dello stesso ossia il 15 maggio 2008 e
pertanto il percorso andrà concluso entro il 15 maggio 2013.
La decorrenza del quinquennio entro cui terminare l’aggiornamento nel caso di conseguimento di laurea
di cui al comma 5 dell’art. 32 viene considerata a partire dalla data di conseguimento della laurea.[1] Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23, e della
laurea magistrale LM26 di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca in data 16 marzo
2007, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui
al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000,
pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero nella classe 4 di cui al
decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001,
pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre lauree e lauree
magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale
ai sensi della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma
2, primo periodo. Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.All pages:12345InfoSaveLikeShareDownloadMore31 luglio 2012 - Nota ANCE su Formazione Published on Sep 6, 2012 Chiarimenti dell'ANCE su Formazione e Sicurezza sui luoghi di lavorostudiosicurezzaFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

References: articolo 34

articolo 34
 art. 37
 art. 37
 art. 37
 art. 37
 art. 37
 art. 73
 art. 136
 art. 37
 art. 37
 art. 34
 articolo 34
 articolo 37

art. 34
 art. 37
 art. 37
 art. 37
 art. 34
 art. 37