Source: http://www.dirittoegiustizia.it/allegati/17/0000084303/Corte_di_Giustizia_UE_Quarta_Sezione_sentenza_27_marzo_2019_C_545_17.html
Timestamp: 2019-09-21 15:59:53+00:00

Document:
(Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 27 marzo 2019, C-545/17) - COMUNITARIO e INTERNAZIONALE | Diritto e Giustizia
Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 27 marzo 2019, C-545/1 (*)
«(16) (...) il mantenimento di una serie di servizi che possono essere riservati[,] nel rispetto delle norme del trattato [CE] e fatta salva l’applicazione delle norme di concorrenza, appare giustificato dalla necessità di consentire il funzionamento del servizio universale in condizioni di equilibrio finanziario(...)
(20) (...) per ragioni di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, gli Stati membri possono avere un interesse legittimo ad affidare ad uno o più organismi da loro designati la collocazione delle cassette postali destinate a raccogliere gli oggetti postali sulla via pubblica; (...) per le stesse ragioni essi hanno il diritto di scegliere l’organismo(...) o gli organismi responsabili per l’emissione di francobolli che rechino l’indicazione del paese d’origine nonché gli organismi responsabili per il servizio di corrispondenza registrata cui si ricorre nell’ambito di procedure giudiziarie o amministrative conformemente alla legislazione nazionale(...)».
«1. Nella misura necessaria al mantenimento del servizio universale, gli Stati membri hanno facoltà di continuare a riservare servizi al fornitore o ai fornitori del servizio universale. Questi servizi sono limitati alla raccolta, allo smistamento, al trasporto e alla consegna di invii di corrispondenza interna e di corrispondenza transfrontaliera in entrata, tramite consegna espressa o no, nell’ambito dei limiti di peso e di prezzo che seguono. Il limite di peso è di 100 grammi a decorrere dal 1° gennaio 2003 e di 50 grammi a decorrere dal 1° gennaio 2006. Tali limiti non si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2003 se il prezzo è pari o superiore a tre volte la tariffa pubblica per l’invio di corrispondenza nella prima categoria di peso della categoria più rapida e a partire dal 1° gennaio 2006 se il prezzo è pari o superiore a due volte e mezzo tale tariffa.
(16) Una completa apertura del mercato contribuirà ad espandere le dimensioni globali dei mercati postali e contribuirà a salvaguardare un’occupazione sostenibile e di qualità fra i fornitori del servizio universale, oltre a facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro presso altri operatori, presso nuovi operatori e nei settori economici connessi. (...)
(26) In alcuni Stati membri può essere necessario mantenere il finanziamento esterno dei costi netti residui del servizio universale. È pertanto opportuno precisare esplicitamente, nella misura in cui ciò è necessario e adeguatamente giustificato, le alternative disponibili per garantire il finanziamento del servizio universale, lasciando agli Stati membri la scelta dei meccanismi di finanziamento da utilizzare. (...) Gli Stati membri possono ricorrere ad altre forme di finanziamento ammesse dal diritto comunitario come stabilire, ove necessario, che i profitti derivanti da altre attività del fornitore o dei fornitori del servizio universale, che non rientrano in tale servizio, siano assegnati, per intero o in parte, al finanziamento dei costi netti del servizio universale, nella misura in cui ciò è conforme al trattato [CE]. (...)
(56) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire completare un mercato interno dei servizi postali della Comunità, garantire un livello comune del servizio universale per tutti gli utenti e fissare principi armonizzati per la regolamentazione dei servizi postali, non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato [CE]. (...)
6) invio postale: l’invio, nella forma definitiva al momento in cui viene preso in consegna dal fornitore di servizi postali. Si tratta, oltre agli invii di corrispondenza, di, ad esempio, libri, cataloghi, giornali, periodici e pacchi postali contenenti merci con o senza valore commerciale(...)».
20 Il sig. Pawlak, operaio agricolo, è stato vittima di un infortunio sul lavoro in seguito al quale ha chiesto un indennizzo alla Kasa Rolniczego Ubezpieczenia Społecznego (Fondo di previdenza sociale degli agricoltori, Polonia). Non soddisfatto della decisione del presidente della KRUS, ricevuta in risposta alla sua domanda, il sig. Pawlak ha presentato ricorso avverso la medesima decisione dinanzi al Sąd Rejonowy Poznań Grunwald (Tribunale circondariale di Poznań Grunwald, Polonia), il quale ha accolto il ricorso in questione.
2) In caso di risposta affermativa alla prima questione, se l’articolo 7, paragrafo 1, prima frase, della direttiva [modificata], in combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 3, TUE, debba essere interpretato nel senso che i vantaggi risultanti dal conferimento di un diritto speciale all’operatore designato, in violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, prima frase, della direttiva [modificata], devono essere estesi agli altri operatori postali, con l’effetto che anche la consegna di un atto processuale presso l’ufficio postale nazionale di un operatore che fornisce il servizio universale, diverso dall’operatore designato, debba essere ritenuta equivalente al deposito del suddetto atto presso l’organo giurisdizionale, secondo principi analoghi a quelli risultanti dalla [sentenza del 21 giugno 2007, Jonkman e a. (da C 231/06 a C 233/06, ECLI:EU:C:2007:373)].
30 Occorre precisare, al riguardo, che la direttiva 2008/6, al pari della direttiva 97/67 da essa modificata, è stata adottata sul fondamento di articoli del trattato CE divenuti, in seguito a modifiche, gli articoli 53, 62 e 114 TFUE, i quali sono tesi a conferire al legislatore dell’Unione una specifica competenza ad adottare misure volte a migliorare il funzionamento del mercato interno (sentenza del 5 ottobre 2000, Germania/Parlamento e Consiglio, C 376/98, EU:C:2000:544, punto 87).
31 Con l’ultima modifica della direttiva 97/67, da parte della direttiva 2008/6, il legislatore comunitario intendeva, secondo quanto disposto dai considerando 13 e 16 di quest’ultima, completare il processo di liberalizzazione del mercato dei servizi postali e confermare il termine ultimo per il completamento del mercato interno dei servizi postali, eliminando non solo gli ultimi ostacoli alla completa apertura del mercato in questione per taluni fornitori del servizio universale, ma altresì tutti gli altri ostacoli alla fornitura di servizi postali [v., in tal senso, sentenza del 16 novembre 2016, DHL Express (Austria), C 2/15, EU:C:2016:880, punto 26]. Il legislatore comunitario intendeva, allo stesso tempo, garantire un livello comune di servizio universale per tutti gli utenti e fissare principi armonizzati per la regolamentazione del settore postale, conformemente al considerando 56 della direttiva 2008/6.
43 Secondo la giurisprudenza della Corte, può ritenersi che una misura statale attribuisca un diritto esclusivo o speciale ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 1, TFUE allorché conferisce una tutela a un limitato novero di imprese ed è tale da incidere sostanzialmente sulla capacità delle altre imprese di esercitare l’attività economica di cui trattasi nello stesso territorio, in circostanze sostanzialmente equivalenti (sentenza del 12 dicembre 2013, SOA Nazionale Costruttori, C 327/12, EU:C:2013:827, punto 41 e giurisprudenza ivi citata).
44 È opportuno ricordare che l’articolo 106, paragrafo 1, TFUE, che non ha portata autonoma, osta, tramite il rinvio effettuato ad altri articoli del trattato FUE, a che gli Stati membri emanino e mantengano in vigore, nei confronti, in particolare, delle imprese cui riconoscono diritti speciali o esclusivi, una normativa nazionale contraria in particolare agli articoli 49 e 59 TFUE nonché alle norme sulla concorrenza previste dal trattato FUE (v., in tal senso, sentenze del 13 dicembre 2007, United Pan Europe Communications Belgium e a., C 250/06, EU:C:2007:783, punti 14, 15 e 17 nonché giurisprudenza ivi citata, e del 17 luglio 2008, ASM Brescia, C 347/06, EU:C:2008:416, punto 61).
52 Risulta infatti dalla giurisprudenza della Corte che gli Stati membri non avevano la facoltà di ampliare a loro piacimento i servizi riservati ai fornitori del servizio postale universale a norma dell’articolo 7 della direttiva 97/67, come modificata dalla direttiva 2002/39, in quanto un’estensione del genere era in contrasto con lo scopo della direttiva 97/67 così modificata, che mirava a stabilire la liberalizzazione graduale e controllata nel settore postale (v., in tal senso, sentenza del 18 dicembre 2007, Asociación Profesional de Empresas de Reparto y Manipulado de Correspondencia, C 220/06, EU:C:2007:815, punto 67 e giurisprudenza ivi citata).
59 Per quanto riguarda la questione se, con una norma di diritto nazionale come quella di cui al procedimento principale, lo Stato membro interessato conceda «diritti esclusivi o speciali» per l’instaurazione di servizi postali, è pacifico, in primo luogo, che la normativa in esame, qualificata come «legge» nella decisione di rinvio, costituisce un provvedimento di legge ai sensi della giurisprudenza della Corte relativa all’articolo 106, paragrafo 1, TFUE (v., in tal senso, sentenza del 13 dicembre 1991, GB Inno BM, C 18/88, EU:C:1991:474, punto 20).
60 In secondo luogo, quanto alla questione se un simile provvedimento di legge conferisca una tutela a un limitato novero di imprese, ai sensi della giurisprudenza risultante dalla sentenza del 12 dicembre 2013, SOA Nazionale Costruttori (C 327/12, EU:C:2013:827, punto 41), il giudice del rinvio precisa che solo l’operatore designato, in forza della legge postale, per fornire il servizio universale può beneficiare della norma di cui all’articolo 165, paragrafo 2, del kpc, la quale attribuisce un effetto giuridico favorevole all’invio, attraverso tale operatore o tale fornitore, di un atto processuale a un organo giurisdizionale.
63 In terzo luogo, quanto alla questione se una simile norma sia tale da incidere in modo sostanziale sulla capacità delle altre imprese di esercitare l’attività economica di cui trattasi nello stesso territorio, in circostanze sostanzialmente equivalenti, ai sensi della giurisprudenza derivante dalla sentenza del 12 dicembre 2013, SOA Nazionale Costruttori (C 327/12, EU:C:2013:827, punto 41), occorre rilevare, considerate le indicazioni contenute nella domanda di pronuncia pregiudiziale, che così avviene nel caso di specie.
72 Per quanto riguarda la finalità dell’articolo 8 della direttiva modificata, essa è enunciata al considerando 20 della direttiva 97/67, il quale prevede che «per ragioni di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, gli Stati membri possono avere un interesse legittimo ad affidare ad uno o più organismi da loro designati la collocazione delle cassette postali (...)[;] per le stesse ragioni essi hanno il diritto di scegliere l’organismo, o gli organismi responsabili per l’emissione di francobolli (...) nonché gli organismi responsabili per il servizio di corrispondenza registrata cui si ricorre nell’ambito di procedure giudiziarie o amministrative conformemente alla legislazione nazionale». Ne deriva che il succitato articolo 8, che è rimasto invariato nonostante le modifiche successive della direttiva 97/67, dev’essere interpretato nel senso che esso è inteso a consentire agli Stati membri, per quanto riguarda il servizio di posta raccomandata utilizzato nelle procedure giudiziarie, a derogare alla norma generale prevista all’articolo 7 della direttiva modificata per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza pubblica nonché nel caso in cui essi hanno un interesse legittimo.
74 Una simile interpretazione è confermata dagli obiettivi perseguiti dalla normativa nella quale si inserisce l’articolo 8 in questione. Come risulta, infatti, dai considerando 25 e 26 della direttiva 2008/6, quest’ultima ha la finalità di realizzare il mercato interno dei servizi postali nonché di porre fine al ricorso al settore riservato e ai diritti speciali come modo per garantire il finanziamento del servizio universale. Orbene, consentire a uno Stato membro di accordare un diritto esclusivo o speciale in un mercato liberalizzato, in assenza di qualsiasi giustificazione oggettiva, sarebbe contrario agli obiettivi in questione.
83 Va ricordato, al riguardo, che dalla giurisprudenza della Corte risulta che, nell’applicare il diritto interno, il giudice nazionale chiamato a interpretarlo deve procedere per quanto più possibile alla luce della lettera e dello scopo della direttiva di cui trattasi, onde conseguire il risultato perseguito da quest’ultima e conformarsi pertanto all’articolo 288, terzo comma, TFUE. L’esigenza di un’interpretazione conforme del diritto nazionale è inerente al sistema del Trattato, in quanto permette al giudice nazionale di assicurare, nell’ambito delle sue competenze, la piena efficacia del diritto dell’Unione quando risolve la controversia a esso sottoposta (sentenza del 19 gennaio 2010, Kücükdeveci, C 555/07, EU:C:2010:21, punto 48 e giurisprudenza ivi citata).
84 È altresì necessario rilevare che spetta ai giudici nazionali, tenendo conto di tutte le norme del diritto nazionale e applicando i metodi di interpretazione riconosciuti da quest’ultimo, decidere se e in quale misura una disposizione nazionale possa essere interpretata conformemente alla direttiva di cui trattasi senza procedere a un’interpretazione contra legem di tale disposizione nazionale (v., in tal senso, sentenza del 22 gennaio 2019, Cresco Investigation, C 193/17, EU:C:2019:43, punto 74 e giurisprudenza ivi citata).
85 Una simile interpretazione conforme trova, infatti, i suoi limiti nei principi generali del diritto dell’Unione, in particolare in quello della certezza del diritto, nel senso che essa non può servire da fondamento a un’interpretazione contra legem del diritto nazionale (v., in tal senso, sentenze del 16 luglio 2009, Mono Car Styling, C 12/08, EU:C:2009:466, punto 61 e giurisprudenza ivi citata, e del 19 aprile 2016, DI, C 441/14, EU:C:2016:278, punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
87 Orbene, nella sua giurisprudenza, la Corte ha riconosciuto l’importanza, nell’ordinamento giuridico dell’Unione, dell’osservanza dei termini processuali volti a garantire la certezza del diritto, evitando che atti dell’Unione produttivi di effetti giuridici vengano rimessi in discussione all’infinito, nonché dei requisiti di buona amministrazione della giustizia e di economia processuale (sentenza del 14 settembre 1999, Commissione/AssiDomän Kraft Products e a., C 310/97 P, EU:C:1999:407, punto 61). Le stesse considerazioni sono alla base del requisito dell’osservanza dei termini processuali previsti negli ordinamenti giuridici degli Stati membri.
89 In secondo luogo, quanto alla questione se la direttiva modificata possa essere invocata da parte di un’emanazione di uno Stato membro al fine di disapplicare, in una controversia contro un singolo, una disposizione del medesimo Stato membro contraria alla direttiva modificata, dalla giurisprudenza della Corte emerge che ammettere che un’emanazione di uno Stato membro possa opporre a un singolo le disposizioni di una direttiva che lo Stato in questione non ha correttamente recepito nel diritto nazionale equivarrebbe a consentire allo stesso Stato di trarre vantaggio dalla sua inosservanza del diritto dell’Unione (v., in tal senso, sentenze del 26 settembre 1996, Arcaro, C 168/95, EU:C:1996:363, punto 36 e giurisprudenza ivi citata, e del 12 dicembre 2013, Portgás, C 425/12, EU:C:2013:829, punti 24 e 25).

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 articolo 8
e contrario
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