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Timestamp: 2020-02-27 07:16:41+00:00

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Statuto Regione Lombardia - Ius et Norma
STATUTI REGIONALI - LOMBARDIA
con la maggioranza assoluta dei suoi componenti ha approvato
Nessuna richiesta di referendum e` stata presentata
promulga la seguente legge statutaria:
Art. 1 – (La Regione Lombardia)
Art. 2 – (Elementi qualificativi della Regione)
Art. 3 – (Sussidiarieta` )
Art. 4 – (Autonomie territoriali)
Art. 5 – (Autonomie funzionali e sociali)
Art. 6 – (Rapporti internazionali e comunitari)
Art. 7 – (Solidarieta` interregionale)
Art. 8 – (Partecipazione)
Art. 9 – (Pubblicita` e trasparenza)
Art. 10 – (Ricerca e innovazione)
Art. 11 – (Uguaglianza fra uomini e donne. Pari opportunita` )
TITOLO II – ORGANI DELLA REGIONE
Art. 12 – (Consiglio regionale)
Art. 13 – (Consigliere regionale)
Art. 14 – (Funzioni del Consiglio regionale)
Art. 15 – (Presidente del Consiglio regionale)
Art. 16 – (Ufficio di presidenza)
Art. 17 – (Gruppi consiliari)
Art. 18 – (Commissioni consiliari)
Art. 19 – (Commissioni d’inchiesta)
Art. 20 – (Indagini conoscitive)
Art. 21 – (Programmazione dei lavori)
Art. 22 – (Autonomia del Consiglio regionale)
Art. 23 – (Audizione dei rappresentanti degli enti)
CAPO II – Il Presidente della Regione
Art. 24 – (Elezione del Presidente della Regione)
Art. 25 – (Funzioni del Presidente della Regione)
Art. 26 – (Mozione di sfiducia)
SEZIONE II – La Giunta regionale
Art. 27 – (Giunta regionale)
Art. 28 – (Funzioni della Giunta regionale)
Art. 29 – (Censura verso uno o piu` assessori)
Art. 30 – (Proroga delle funzioni)
TITOLO III – ATTIVITA` NORMATIVA DELLA REGIONE
CAPO I – Fonti e potesta` normativa
Art. 31 – (Legge regionale statutaria)
Art. 32 – (Potesta` legislativa e regolamentare della Regione)
Art. 33 – (Regolamento generale del Consiglio regionale)
Art. 34 – (Iniziativa delle leggi regionali)
Art. 35 – (Fasi del procedimento legislativo)
Art. 36 – (Partecipazione al procedimento legislativo)
Art. 37 – (Promulgazione e pubblicazione)
Art. 38 – (Legge regionale di iniziativa degli enti locali)
Art. 39 – (Legge regionale comunitaria)
Art. 40 – (Legge per il riordino normativo)
CAPO IV – Procedimento di approvazione dei regolamenti
Art. 41 – (Regolamenti delegati)
Art. 42 – (Regolamenti regionali)
Art. 43 – (Emanazione ed entrata in vigore dei regolamenti della Regione)
CAPO V – Qualita` , controllo e valutazione
Art. 44 – (Qualita` e impatto della normazione)
Art. 45 – (Comitato paritetico di controllo e valutazione)
TITOLO IV – AMMINISTRAZIONE REGIONALE
Art. 46 – (Principi generali dell’azione amministrativa)
Art. 47 – (Organismi di studio e di ricerca)
Art. 48 – (Enti del sistema regionale)
Art. 49 – (Ordinamento degli uffici regionali)
TITOLO V – PARTECIPAZIONE E STRUTTURE
DELLA SUSSIDIARIETA`
Art. 50 – (Iniziativa legislativa popolare. Diritto di petizione)
Art. 51 – (Referendum abrogativo)
Art. 52 – (Referendum consultivo)
Art. 53 – (Referendum territoriale)
Art. 54 – (Consiglio delle autonomie locali)
TITOLO VI – FINANZA E PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Art. 55 – (Autonomia finanziaria della Regione e partecipazione
alla perequazione nazionale)
Art. 56 – (Programmazione regionale)
Art. 57 – (Provvedimenti finanziari)
Art. 58 – (Controlli)
Art. 59 – (Commissione garante dello Statuto)
Art. 60 – (Funzioni della Commissione garante dello Statuto)
Art. 61 – (Difensore regionale)
Art. 62 – (Comitato regionale per le comunicazioni)
Art. 63 – (Consiglio per le pari opportunita` )
Art. 64 – (Procedimento di approvazione dello Statuto)
Art. 65 – (Entrata in vigore)
1. La Lombardia e` Regione autonoma della Repubblica italiana in armonia con la Costituzione e secondo i principi dello Statuto. Esprime e promuove in modo unitario gli interessi delle comunita` che insistono sul suo territorio, nel rispetto dei principi dello stato di diritto, democratico e sociale.
2. La Lombardia e` costituita dai territori delle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona,
Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese e dei comuni in esse compresi.
3. Capoluogo della Regione e` Milano, la cui funzione di citta` metropolitana e` disciplinata dalla legge.
1. La Regione riconosce la persona umana come fondamento della comunita` regionale e ispira ogni azione al riconoscimento e al rispetto della sua dignita` mediante la tutela e la promozione dei diritti fondamentali e inalienabili dell’uomo.
2. La Regione promuove la liberta` dei singoli e delle comunita` , il soddisfacimento delle aspirazioni e dei bisogni materiali e spirituali, individuali e collettivi,
e opera per il superamento delle discriminazioni e delle disuguaglianze civili, economiche e sociali.
3. La Regione esprime l’autonomo governo della comunita` lombarda. Garantisce la partecipazione dei singoli cittadini, delle formazioni sociali ed economiche e degli enti locali all’organizzazione politica, economica e sociale della Regione, per rendere effettivi l’esercizio dei diritti e l’adempimento dei doveri.
c) sostiene il lavoro, in tutte le sue forme e modalita` , come espressione della persona; opera perche´ il diritto al lavoro si realizzi in condizioni di stabilita` , sicurezza, equa retribuzione, mansioni adeguate al livello di studio, di competenza e di esperienza possedute;
d) riconosce nella Chiesa cattolica e nelle altre confessioni religiose, riconosciute dall’ordinamento, formazioni sociali in cui si svolge la personalita` dell’individuo e orienta la sua azione alla cooperazione con queste, per la promozione della dignita` umana e il bene della comunita` regionale;
e) promuove le condizioni per rendere effettiva la liberta` religiosa, di pensiero, di parola, di insegnamento, di educazione, di ricerca, nonche ´ l’accesso ai mezzi di comunicazione;
f) persegue, sulla base delle sue tradizioni cristiane e civili, il riconoscimento e la valorizzazione delle identita` storiche, culturali e linguistiche presenti sul territorio;
h) promuove, nel rispetto delle diverse culture, etnie e religioni, politiche di piena integrazione nella societa` lombarda degli stranieri residenti, in osservanza delle norme statali e comunitarie;
i) riconosce l’impresa, nelle sue diverse forme, come fondamento, insieme al lavoro, del sistema economico e produttivo lombardo e come strumento della promozione dello sviluppo territoriale; ne agevola l’attivita` in costante rapporto con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali; promuove la responsabilita` sociale delle imprese;
j) riconosce il valore e la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualita` e senza fini di lucro e adotta le misure idonee a promuoverne lo sviluppo;
k) tutela l’ambiente e preserva le risorse naturali, protegge la biodiversita` e promuove il rispetto per gli animali, cura la salubrita` dell’aria e dell’acqua, assicura il carattere pubblico dell’acqua, anche a garanzia delle generazioni future;
o) promuove azioni per rendere effettivi i diritti delle persone in condizioni di disabilita`;
p) promuove politiche volte a garantire il pluralismo e l’imparzialita` dell’informazione.
(Sussidiarieta` )
1. La Regione riconosce e promuove il ruolo delle autonomie locali e funzionali e ispira la sua azione legislativa e amministrativa al principio di sussidiarieta`.
2. La Regione, in attuazione del principio di sussidiarieta` orizzontale, riconosce e favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, delle famiglie, delle formazioni e delle istituzioni sociali, delle associazioni e degli enti civili e religiosi, garantendo il loro apporto nella programmazione e nella realizzazione dei diversi interventi e servizi pubblici, con le modalita` stabilite dalla legge regionale.
3. La Regione pone a fondamento della propria attivita` di governo il principio della leale collaborazione con lo Stato, con gli enti locali e con le autonomie funzionali e sociali.
1. La Regione, nel rispetto dei principi di sussidiarieta` , differenziazione e adeguatezza, esercita esclusivamente le funzioni amministrative che richiedono un esercizio unitario.
2. Con legge regionale e` conferita ai comuni, alle province e alla citta` metropolitana ogni funzione di interesse locale, salvo il conferimento di ulteriori funzioni.
3. La Regione, anche attraverso la valorizzazione delle comunita` montane, incentiva e disciplina l’esercizio in forma associata delle funzioni di piu` enti, e in particolare dei comuni di piccole dimensioni e di quelli situati nelle zone montane o economicamente svantaggiate; riconosce la specificita` dei territori montani e prevede politiche di intervento al fine di assicurarne le opportunita` di sviluppo.
4. La legge regionale disciplina l’esercizio dei poteri sostitutivi in caso di inattivita` o inadempienza degli enti locali in ordine alle funzioni loro conferite dalla Regione.
1. La Regione riconosce e promuove il ruolo delle autonomie funzionali come soggetti esponenziali di comunita` aggregate intorno a interessi pubblici di rilevanza regionale e coordina la sua azione legislativa e amministrativa con le attivita` da queste svolte sul territorio.
1. La Regione, nell’ambito delle sue attribuzioni e nei limiti consentiti dalla Costituzione, sviluppa rapporti internazionali con Stati esteri, con altri soggetti di diritto internazionale pubblico ed enti territoriali interni ad altro Stato; promuove l’affermazione del principio di sussidiarieta` e riconosce il principio di autodeterminazione dei popoli previsto dalla Carta delle Nazioni Unite.
2. La Regione concorre al processo di integrazione europea e si impegna a favorire, in collaborazione con le altre Regioni europee, la piena realizzazione dei principi dell’autonomia, dell’autogoverno e delle identita` regionali anche nell’ambito dell’Unione europea.
4. La Regione sostiene, sia nell’ambito dei programmi comunitari che nelle altre forme ammesse dalla Costituzione, la cooperazione transfrontaliera e interterritoriale europea e ne favorisce lo sviluppo, nell’interesse della comunita` regionale e delle sue attivita` politiche, economiche, sociali e culturali.
5. La Regione sostiene e valorizza le comunita` dei lombardi nel mondo.
(Solidarieta` interregionale)
1. La Regione, compatibilmente con le sue finalita`primarie e nel rispetto degli interessi essenziali dei propri cittadini, concorre al superamento degli squilibri territoriali, economici, sociali e culturali esistenti nelle varie aree del Paese e all’affermazione delle loro rispettive autonomie, in osservanza dei principi di responsabilita` e trasparenza.
a) promuove la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, e il partenariato con le forze sociali ed economiche per la formazione delle politiche e per l’esercizio delle funzioni legislative e amministrative;
b) favorisce la piu` ampia diffusione tra i cittadinidei risultati delle sue attivita` legislative e amministrative, utilizzando adeguate risorse informative e tecnologiche.
3. La Regione promuove processi partecipativi valorizzando le iniziative autonome, quelle dei soggetti sociali organizzati e quelle delle competenze diffuse nella comunita` regionale.
(Pubblicita` e trasparenza)
1. La Regione assume i principi di pubblicita` e trasparenza come metodo della propria azione legislativa e amministrativa e come strumento per consentire l’effettiva partecipazione dei cittadini alla attivita` della Regione e alla formazione delle politiche regionali.
2. La legge regionale promuove la semplificazione amministrativa e disciplina le forme e le condizioni della partecipazione e dell’accesso dei cittadini, singoli e associati, ai procedimenti e agli atti, anche attraverso il piu` ampio ricorso alle tecnologie informatiche.
1. La Regione riconosce il ruolo centrale e trainante della ricerca scientifica e dell’innovazione per il conseguimento dei propri obiettivi in tutte le sfere della vita economica e sociale e opera per valorizzarne il potenziale, in collaborazione e dialogo con le universita` , i centri di ricerca, le comunita` tecnico- scientifiche e professionali.
2. La Regione valorizza, promuove e incentiva l’innovazione tecnica, scientifica e produttiva, gli investimenti e le iniziative nel campo della ricerca di base e applicata, nonche´ quanto necessario al raggiungimento di risultati di eccellenza in tali ambiti, ivi compresi gli aspetti attinenti la formazione delle decisioni e la loro divulgazione.
(Uguaglianza fra uomini e donne.Pari opportunita`)
1. La Regione riconosce, valorizza e garantisce le pari opportunita` tra uomini e donne in ogni campo, adottando programmi, leggi, azioni positive e iniziative atte a garantire e promuovere la democrazia paritaria nella vita sociale, culturale, economica e politica.
2. Al fine di conseguire l’equilibrio della rappresentanza di donne e uomini negli organi elettivi, la legge regionale promuove condizioni di parita` per l’accesso alle cariche elettive, ai sensi degli articoli 51 e 117, settimo comma, della Costituzione.
3. La Regione promuove il riequilibrio tra entrambi i generi negli organi di governo della Regione e nell’accesso agli organi degli enti e aziende dipendenti e delle societa` a partecipazione regionale per i quali siano previste nomine e designazioni di competenza degli organi regionali.
1. Il Consiglio regionale e` composto da ottanta consiglieri, fatti salvi gli effetti dell’applicazione della legge elettorale.
2. Il Consiglio regionale e` eletto a suffragio universale e diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Lombardia.
3. Il sistema di elezione, le cause di ineleggibilita` , di incompatibilita` e di decadenza dei consiglieri sono stabiliti con legge regionale, approvata a maggioranza dei componenti del Consiglio, in armonia con la Costituzione e nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato. La legge garantisce la rappresentanza in Consiglio di tutti i territori provinciali.
1. Il consigliere regionale rappresenta la comunita` regionale ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
2. Il consigliere regionale non puo` essere chiamato a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle sue funzioni.
3. I consiglieri entrano nell’esercizio delle funzioni all’atto della proclamazione.
4. Alla convalida dell’elezione dei consiglieri provvede il Consiglio regionale sulla base di una relazione della Giunta delle elezioni, eletta nella prima seduta del Consiglio secondo le norme stabilite dal regolamento generale.
5. I consiglieri, secondo le procedure stabilite dal regolamento generale, hanno diritto di esercitare l’iniziativa delle leggi e di ogni altro atto di competenza del Consiglio, di formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni, di ottenere direttamente dagli uffici regionali, da istituzioni, enti, aziende o agenzie regionali, dalle societa` e fondazioni partecipate dalla Regione, informazioni e copia di atti e documenti utili all’esercizio del loro mandato, sui quali sono tenuti al segreto nei casi previsti dalla legge.
6. Il regolamento generale disciplina l’obbligo di risposta immediata alle interrogazioni, nonche´ il diritto dei consiglieri ad ottenere risposte in tempi certi alle interrogazioni e alle interpellanze presentate.
7. Ai consiglieri sono corrisposte le indennita` stabilite dalla legge regionale.
1. Il Consiglio regionale esercita la funzione legislativa attribuita dalla Costituzione alla Regione, concorre alla determinazione dell’indirizzo politico regionale ed esplica le funzioni di controllo sull’attivita` della Giunta, nonche´ ogni altra funzione conferitagli da norme costituzionali, statutarie e da leggi dello Stato e della Regione.
2. Il Consiglio esercita altresi` la funzione di controllo sull’attuazione delle leggi e di valutazione degli effetti delle politiche regionali.
d) eleggere i delegati della Regione per l’elezione del Presidente della Repubblica;
g) deliberare in merito all’iniziativa e alla conclusione dell’intesa con lo Stato di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione;
h) deliberare, su proposta del Presidente della Regione, gli obiettivi generali di sviluppo economico- sociale e territoriale della Regione e i relativi piani settoriali e intersettoriali aventi carattere pluriennale;
j) istituire e modificare con legge i tributi e le imposte regionali, nonche´ ogni altra prestazione personale e patrimoniale;
l) istituire con legge enti, anche economici, dipendenti dalla Regione, aziende, autorita` amministrative e agenzie regionali;
m) dettare le norme generali per la partecipazione della Regione ad associazioni, fondazioni e societa` , anche a carattere consortile, ovvero per la promozione della costituzione di tali enti, determinando le competenze della Giunta e del Consiglio;
n) ratificare con legge le intese della Regione con altre Regioni, nonche´, nel rispetto delle leggi dello Stato, gli accordi con Stati e le intese con enti territoriali interni ad altri Stati;
p) deliberare le designazioni e le nomine negli organi di revisione di enti, aziende, agenzie e altri soggetti dipendenti dalla Regione o a partecipazione regionale, nonche´ le designazioni e le nomine dei rappresentanti del Consiglio nei casi espressamente previsti dallo Statuto e dalla legge;
q) valutare la rispondenza dell’attivita` del Presidente della Regione e della Giunta, nonche´ degli enti di cui all’articolo 48, agli obiettivi della programmazione economica, sociale e territoriale, ai principi di trasparenza, imparzialita` ed economicita` , e ai propri atti d’indirizzo politico.
1. Il Presidente del Consiglio regionale e` eletto a scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio nelle prime tre votazioni;
dalla quarta votazione e` sufficiente la maggioranza assoluta.
2. Il Presidente rappresenta il Consiglio regionale;
lo convoca, lo presiede e ne dirige i lavori; programmale attivita` del Consiglio unitamente all’Ufficio di presidenza e alla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari; rappresenta il Consiglio in giudizio per gli atti rientranti nell’autonomia del Consiglio; mantiene i rapporti con i gruppi consiliari ed esercita le altre funzioni previste dallo Statuto e dal regolamento generale.
1. L’Ufficio di presidenza e` composto dal Presidente del Consiglio regionale, da due Vice Presidenti e da due Segretari eletti dal Consiglio a scrutinio segreto e con voto limitato in modo che siano rappresentate le minoranze. Le modalita` di elezione sono disciplinate dal regolamento generale.
3. L’Ufficio di presidenza garantisce e tutela le prerogative e i diritti dei consiglieri, assicura il rispetto dei diritti delle minoranze, assegna ai gruppi consiliari i mezzi necessari per l’espletamento delle loro funzioni ed esercita le altre funzioni previste dallo Statuto e dal regolamento generale.
3. La Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari collabora con il Presidente del Consiglio regionale e l’Ufficio di presidenza per l’organizzazione delle attivita` e dei lavori consiliari.
1. Il Consiglio regionale istituisce commissioni permanenti composte in relazione alla consistenza numerica dei gruppi consiliari, secondo le modalita` stabilite nel regolamento generale.
2. Le commissioni consiliari permanenti esercitano le funzioni consultiva, referente, redigente e deliberante secondo le modalita` previste dal regolamento generale.
4. Nell’ambito delle materie di rispettiva competenza, le commissioni esercitano la vigilanza e il controllo sull’attuazione delle deliberazioni consiliari e dei piani e programmi regionali, sull’amministrazione regionale, sulla gestione del bilancio e del patrimonio regionale, sull’esercizio delle funzioni conferite agli enti locali, sul funzionamento degli enti di cui all’articolo 48, riferendone al Consiglio periodicamente; a tal fine possono acquisire atti e documenti e convocare i titolari degli uffici.
6. Le commissioni possono procedere ad audizioni dei soggetti di cui agli articoli 3, 4, 5 e 8, secondo le modalita` previste dal regolamento generale.
1. Le commissioni svolgono indagini conoscitive dirette ad acquisire notizie e documenti di interesse per l’attivita` del Consiglio regionale e, a tal fine, procedono all’audizione e alla consultazione di tutti i soggetti che possono fornire elementi utili all’attivita`di indagine.
1. L’attivita` del Consiglio regionale e delle commissioni e` organizzata secondo il metodo della programmazione, sulla base delle norme del regolamento generale.
4. Il Consiglio regionale istituisce, con legge regionale, appositi uffici e organismi di studio e di ricerca che collaborano direttamente con i singoli consiglieri e con i gruppi consiliari al fine di garantire l’efficiente ed efficace svolgimento della loro attivita` , nonche´ di assicurare l’effettiva indipendenza e autonomia del mandato.
1. La legge regionale stabilisce per quali nomine di cui all’articolo 28, comma 1, lettera h), il soggetto nominato e` chiamato, entro trenta giorni, dalla commissione consiliare competente per illustrare il proprio curriculum e per esporre gli obiettivi e le linee d’azione relativi all’incarico ricevuto.
1. Il Presidente della Regione e` eletto a suffragio universale e diretto contestualmente all’elezione del Consiglio regionale secondo le modalita` stabilite dalla legge elettorale.
2. Il Presidente e` componente del Consiglio regionale.
Dalla data di proclamazione del Presidente cessano la Giunta regionale e il Presidente in carica.
1. Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica generale della Giunta e ne e` responsabile.
2. Il Presidente promulga le leggi ed emana i regolamenti della Regione; indice i referendum previsti
dallo Statuto; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica; esercita le altre funzioni che gli sono attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi.
4. Il Presidente nomina e revoca i componenti della Giunta regionale, e tra essi il Vice Presidente, i quali sono responsabili nei confronti del Presidente.
I componenti della Giunta possono essere nominati anche al di fuori del Consiglio regionale tra i cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilita` e di compatibilita` alla carica di consigliere regionale.
5. Il Presidente puo` nominare fino a quattro sottosegretari per farsi coadiuvare nello svolgimento dei compiti inerenti al mandato. I sottosegretari partecipano alle sedute della Giunta, pur non facendone parte. La legge regionale ne fissa le indennita`.
1. Il Consiglio regionale puo` esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Regione mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta. La mozione deve essere messa in discussione non prima di tre giorni e non oltre venti dalla presentazione.
1. La Giunta regionale e` l’organo esecutivo della Regione; e` composta dal Presidente e da un numero massimo di sedici assessori.
3. Le indennita` del Presidente e degli assessori sono stabilite con legge regionale.
a) provvede all’attuazione del programma di governo;
b) da` esecuzione alle deliberazioni del Consiglio regionale;
c) esercita la potesta` regolamentare nei casi e con i limiti previsti nel Titolo III;
d) esercita l’attivita` di alta amministrazione per gli affari di interesse regionale;
e) predispone annualmente il bilancio preventivo, il conto consuntivo e ogni altro atto di
f) regola l’esercizio della propria attivita` interna;
g) delibera i giudizi di legittimita` costituzionale e i conflitti di attribuzione, dandone comunicazione al Consiglio regionale e al Consiglio delle autonomie locali; delibera in merito alle liti attive e passive, con facolta` di attribuzione alla dirigenza;
h) nomina e designa i rappresentanti della Regione in enti, aziende, agenzie e altri soggetti dipendenti dalla Regione o a partecipazione regionale, compresi quelli in organi di sorveglianza nelle societa` con sistema duale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 14, comma 3, lettera p). Le modalita` con le quali sono scelti i rappresentanti della minoranza, quando ne sia prevista la presenza, sono stabilite dal regolamento generale del Consiglio.
Le nomine e le designazioni sono comunicate al Consiglio regionale;
i) vigila sull’attivita` dei soggetti di cui all’articolo 48;
l) esercita le altre attribuzioni ad essa demandate dallo Statuto o dalle leggi e adotta ogni
altro provvedimento per il quale la legge assegni, in via generale, la competenza alla Regione.
(Censura verso uno o piu` assessori)
1. Il Consiglio regionale esprime la censura nei confronti di uno o piu` assessori mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei consiglieri regionali e approvata per appello nominale a maggioranza dei componenti.
2. La mozione non puo` essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
3. A seguito dell’approvazione di una mozione di censura, il Presidente della Regione riferisce al Consiglio regionale sulle decisioni di competenza.
b) le funzioni del Presidente e della Giunta regionale sono prorogate fino alla proclamazione
del nuovo Presidente della Regione, limitatamente all’ordinaria amministrazione e agli atti indifferibili;
ATTIVITA` NORMATIVA DELLA REGIONE
Fonti e potesta` normativa
1. Lo Statuto e` approvato, secondo le procedure di cui all’articolo 64, con legge regionale statutaria che assume numerazione autonoma rispetto a quella delle leggi regionali.
(Potesta` legislativa e regolamentare della Regione)
1. L’esercizio della potesta` legislativa spetta al Consiglio regionale e non puo` essere delegato.
2. Il regolamento generale disciplina le attivita` del Consiglio regionale nel rispetto delle prerogative delle minoranze, avendo particolare riguardo alla programmazione dei lavori consiliari.
3. Il regolamento generale e` approvato dal Consiglio regionale a maggioranza dei componenti nella votazione finale.
4. Il regolamento generale e` pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo, salvo che sia stabilito un termine diverso.
2. L’iniziativa e` esercitata mediante presentazione al Presidente del Consiglio regionale di testi redatti in articoli e corredati da una relazione illustrativa.
2. Il regolamento generale stabilisce le modalita` con le quali ciascuna commissione e` tenuta ad informare dei progetti di legge ad essa assegnati gli enti e le associazioni individuati dal suo ufficio di presidenza, secondo criteri fissati nello stesso regolamento generale, nonche´ le modalita` della loro audizione.
1. La legge regionale e` promulgata dal Presidente della Regione entro quindici giorni dalla sua approvazione con le formule previste da legge regionale.
2. La legge regionale e` pubblicata entro cinque giorni dalla promulgazione ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo, salvo che la legge stessa stabilisca un termine diverso.
1. Qualora su una proposta di iniziativa di consigli comunali e provinciali che rappresentino la
maggioranza degli elettori non sia stata presa alcuna decisione entro sei mesi dalla presentazione, la proposta stessa e` sottoposta nella prima seduta all’esame del Consiglio regionale nel testo dei proponenti e su di essa il Consiglio delibera con precedenza su ogni altro argomento.
1. La Regione adegua il proprio ordinamento a quello comunitario anche attraverso apposita legge regionale, con la quale si provvede a dare diretta attuazione alla normativa comunitaria. La legge dispone inoltre che all’attuazione si possa provvedere nell’ambito dei principi da essa determinati con regolamenti regionali, indicando altresi` gli atti normativi comunitari da attuare per via amministrativa.
3. Il progetto di legge regionale comunitaria e` presentato annualmente dal Presidente della Regione.
Esso e` approvato dal Consiglio nell’ambito di una sessione dei lavori a cio` espressamente riservata secondo le disposizioni del regolamento generale che garantiscono la piena informazione del Consiglio regionale e il suo diretto coinvolgimento nella procedura.
4. Eguale e diretto coinvolgimento del Consiglio regionale e` assicurato con riguardo alla definizione della posizione della Regione nella formazione degli atti comunitari e statali di adeguamento al diritto comunitario.
5. Qualora l’adeguamento ad atti normativi o a sentenze degli organi giurisdizionali comunitari debba avvenire entro una scadenza anteriore alla data presunta di entrata in vigore della legge comunitaria regionale, gli atti normativi regionali conseguenti all’iniziativa del Presidente della Regione sono approvati secondo le modalita` stabilite dal regolamento generale.
1. Il Consiglio regionale puo` disporre il riordino di una materia determinata, individuando gli atti normativi da coordinare e stabilendo i principi e i criteri direttivi del riordino, nonche´ il termine entro il quale il Presidente della Regione e` tenuto a presentare una proposta di legge redatta in articoli.
2. La proposta di legge e` trasmessa alla commissione competente ed e` approvata dal Consiglio regionale, dopo la discussione generale, con la sola votazione finale.
1. L’esame e l’approvazione dei regolamenti delegati dallo Stato spettano al Consiglio regionale secondo le disposizioni del regolamento generale, che puo` anche deferirli alla commissione consiliare competente; resta in ogni caso l’obbligo per il Consiglio di esprimersi sui regolamenti delegati con la votazione finale.
3. Il Consiglio regionale, a maggioranza dei componenti, puo` attribuire alla Giunta regionale l’approvazione dei regolamenti delegati; la Giunta provvede, previo parere obbligatorio della commissione consiliare competente.
Qualita`, controllo e valutazione
(Qualita` e impatto della normazione)
1. I testi normativi sono improntati alla chiarezza, alla semplicita` e al rispetto della qualita` della normazione.
2. Il Comitato propone, d’intesa con le commissioni consiliari, l’inserimento nei testi di legge di clausole valutative, nonche´ l’effettuazione di missioni valutative.
1. L’amministrazione regionale opera sulla base del principio di legalita` , in virtu` dei poteri conferiti dalle leggi e dallo Statuto.
2. La Regione impronta l’attivita` amministrativa ai principi di imparzialita` , buon andamento, trasparenza, efficacia, efficienza ed economicita`.
4. La programmazione e` il metodo dell’attivita` regionale e ne determina gli obiettivi annuali e pluriennali, nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento statale e comunitario.
5. E`assicurato il contraddittorio degli interessati alla formazione dei provvedimenti ed e` prevista l’individuazione
del responsabile della correttezza e della celerita` del procedimento, la cui conclusione e` garantita entro un termine certo. La legge regionale predispone strumenti di tutela dei cittadini per i casi di omissione o ritardo nell’adozione dei provvedimenti richiesti.
6. Nell’ordinamento dei servizi che dipendono dalla Regione e` assicurata la liberta` di scelta del cittadino a parita` di condizioni di accesso nel caso dei servizi essenziali.
1. L’amministrazione regionale cura la raccolta e la elaborazione dei dati e delle informazioni utili all’esercizio delle attivita` di governo e amministrazione della Regione. Mette a disposizione del Consiglio regionale e dei singoli consiglieri, nei modi e nelle forme stabilite dalla legge regionale, dati e informazioni necessari all’esercizio delle funzioni loro riservate dallo Statuto.
1. Le funzioni amministrative riservate alla Regione possono essere esercitate anche tramite enti dipendenti, aziende, agenzie e altri organismi, istituiti e ordinati con legge regionale e sottoposti al controllo e alla vigilanza della Regione. Ad essi sono destinate le risorse organizzative ed economiche per le proprie attivita` , svolte con direzione e responsabilita`
autonome nell’ambito degli indirizzi assegnati.
2. I bilanci degli enti di cui al comma 1 sono sottoposti al Consiglio regionale nei termini, nelle forme e con gli effetti stabiliti dalla legge regionale di contabilita` .
3. I soggetti di cui al comma 1 informano periodicamente il Consiglio regionale dell’attivita` svolta e dello stato di attuazione degli indirizzi stabiliti dal documento di programmazione economico-finanziaria regionale, secondo quanto stabilito dalla legge che individua le modalita` con cui la Giunta trasmette al Consiglio un documento che illustra in modo aggregato i dati contabili a consuntivo degli enti del sistema regionale.
2. E`applicato il principio della distinzione tra i compiti di indirizzo degli organi di direzione politica e i compiti di gestione amministrativa dei dirigenti.
3. La legge disciplina l’esercizio delle funzioni dei dirigenti, i requisiti professionali necessari, le modalita` per il conferimento e la revoca degli incarichi, nonche´ le responsabilita` per i risultati della gestione.
PARTECIPAZIONE E STRUTTURE DELLA SUSSIDIARIETA`
(Iniziativa legislativa popolare.Diritto di petizione)
1. La legge regionale disciplina l’iniziativa popolare per la formazione delle leggi, in conformita` all’articolo 34.
2. Non e` ammessa l’iniziativa popolare in materia statutaria, elettorale, finanziaria, tributaria, di bilancio, di ratifica di accordi con Stati esteri e di intese con enti territoriali interni ad altro Stato o con altre Regioni.
3. Sull’ammissibilita` delle proposte decide la Commissione garante dello Statuto.
1. E`indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge regionale, di un regolamento regionale o di un atto generale della Regione, quando la relativa richiesta rechi le firme autenticate di almeno trecentomila elettori del Consiglio regionale, o sia proposta da almeno quattro consigli provinciali o cinque consigli comunali che rappresentino almeno un decimo della popolazione della Regione, o centocinquanta consigli comunali quale che sia il numero di abitanti da essi rappresentati.
3. Non e` ammesso il referendum per l’abrogazione di disposizioni riguardanti le materie di cui all’articolo 50, comma 2.
4. Non e` ammesso referendum per l’abrogazione dei regolamenti in materia di legislazione esclusiva dello Stato, delegati ai sensi dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione.
5. Sull’ammissibilita` del referendum decide laCommissione garante dello Statuto secondo le modalita`previste dalla legge.
6. La proposta sottoposta a referendum e` approvata se al voto partecipano almeno due quinti del corpo elettorale ed e` raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
7. In caso di esito sfavorevole non puo` proporsi richiesta di referendum per l’abrogazione della medesima legge, del medesimo regolamento e atto generale della Regione, prima che siano trascorsi cinque anni.
8. La legge regionale disciplina le modalita` di attuazione del referendum abrogativo.
1. Il Consiglio regionale, a maggioranza dei due terzi dei componenti, puo` deliberare l’indizione di referendum consultivi su questioni di interesse regionale, o su provvedimenti interessanti popolazioni determinate.
2. La legge regionale determina le modalita` di attuazione del referendum consultivo.
1. Il Consiglio delle autonomie locali e` costituito da un numero di componenti non superiore a quarantacinque, in rappresentanza degli enti locali e delle loro organizzazioni maggiormente rappresentative, secondo i principi della rappresentativita` territoriale e della equilibrata presenza dei comuni in base alla consistenza demografica. Il Consiglio dura in carica per l’intera legislatura regionale. La composizione, l’organizzazione e il funzionamento del Consiglio sono disciplinati dalla legge.
2. Il Consiglio delle autonomie locali, secondo le modalita` e nei termini stabiliti dalla legge, esprime parere obbligatorio:
4. In caso di parere negativo sui progetti di legge il Consiglio regionale puo` discostarsi a maggioranza dei componenti.
5. La legge puo` individuare ulteriori provvedimenti di carattere generale per i quali sia previsto un previo parere obbligatorio da parte del Consiglio delle autonomie locali.
6. Il Consiglio delle autonomie locali puo` , informandone il Consiglio regionale, segnalare alla Giunta eventuali lesioni dell’autonomia locale da parte di leggi e regolamenti dello Stato, anche al fine della proposizione del giudizio di legittimita` costituzionale di cui all’articolo 127, secondo comma,della Costituzione.
8. Il Consiglio delle autonomie locali si riunisce in composizione integrata da un massimo di quindici rappresentanti delle autonomie funzionali e sociali, per esprimere parere sullo Statuto, sul programma regionale di sviluppo e i suoi aggiornamenti, sui piani e programmi relativi all’innovazione economica e tecnologica, all’internazionalizzazione e alla competitivita` . Su tali atti il Consiglio regionale e la Giunta possono discostarsi dal parere con motivazione espressa in relazione ai rilievi formulati.
1. La Regione ha autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Stabilisce e applica tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, in vista delle proprie necessita`
e alla luce del migliore interesse della comunita` lombarda. Dispone di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al proprio territorio.
3. La Regione concorre al fondo perequativo nazionale per la realizzazione degli obbiettivi di solidarieta` interregionale nel rispetto della Costituzione e secondo i principi fondamentali della legge statale.
1. La Regione, attraverso gli strumenti della programmazione economica e finanziaria, definisce gli obiettivi per gli interventi e determina i programmi, i progetti e le azioni secondo le modalita` stabilite dalla legge.
2. La Regione realizza la programmazione economica e finanziaria attraverso il bilancio di previsione pluriennale e annuale, nonche´ attraverso gli strumenti previsti dalla legge regionale di contabilita`.
3. Tutte le somme assegnate a qualsiasi titolo alla Regione confluiscono senza vincolo di destinazione nel bilancio regionale secondo le modalita` disciplinate dalla legge.
4. La Regione puo` ricorrere all’indebitamento contraendo mutui, emettendo obbligazioni e facendo ricorso ad altre forme di raccolta finanziaria, solo per finanziare spese d’investimento, nei limiti e con le modalita` stabilite dalla legge regionale.
1. Il bilancio annuale di previsione e il bilancio pluriennale predisposti secondo le disposizioni della legge regionale di contabilita` , in coerenza con gli elementi e gli obiettivi contenuti nei documenti di programmazione finanziaria, sono approvati dal Consiglio regionale in sessioni di bilancio disciplinate dal regolamento generale.
2. Nelle sessioni di bilancio sono ugualmente deliberati dal Consiglio la legge finanziaria, il conto consuntivo, la legge di assestamento e gli altri provvedimenti stabiliti dalla legge regionale di contabilita`.
4. L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare.
Il bilancio di previsione annuale e quello pluriennale, per un periodo minimo di tre anni e massimo di cinque, sono deliberati dalla Giunta entro il trenta settembre dell’anno precedente e approvati entro il trentuno dicembre dal Consiglio regionale.
5. L’esercizio provvisorio del bilancio puo` essere autorizzato con legge per periodi complessivamente non superiori a quattro mesi.
1. La legge regionale determina modalita`, strumenti e procedure per il controllo, al fine di garantire la legittimita` , la regolarita` e la correttezza dell’azione amministrativa e di verificarne l’efficienza, l’efficacia, la trasparenza e l’economicita`.
1. La Commissione garante dello Statuto e` organo regionale autonomo e indipendente di valutazione della conformita` dell’attivita` regionale allo Statuto.
2. E`formata da cinque componenti, di cui quattro eletti dal Consiglio regionale e uno dal Consiglio delle autonomie locali con la maggioranza dei due terzi dei rispettivi componenti nelle prime tre votazioni;
3. La legge istitutiva, approvata a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio regionale, determina i requisiti per l’accesso all’incarico, le modalita` e i limiti di esercizio delle funzioni, le cause di ineleggibilita` e incompatibilita` , il trattamento economico, assicurando l’effettiva autonomia e indipendenza dei componenti della Commissione.
b) si pronuncia sulla compatibilita` statutaria della proposta di regolamento generale del Consiglio;
d) esprime parere, con le modalita` e nei termini stabiliti dalla legge, sulla conformita` allo Statuto dei progetti di legge su richiesta della Giunta, di un terzo dei componenti del Consiglio regionale o della commissione consiliare competente, ovvero della maggioranza del Consiglio delle autonomie locali;
f) esprime parere sull’interpretazione dello Statuto,anche in relazione ad eventuali conflitti di competenza tra gli organi della Regione, su richiesta del Presidente della Regione, della Giunta o di un terzo dei componenti del Consiglio regionale;
2. Il Consiglio regionale puo` discostarsi dal parere di cui alla lettera d) a maggioranza assoluta dei componenti.
1. Il Difensore regionale e` organo indipendente della Regione.
a) tutela i diritti e gli interessi dei cittadini singoli e associati all’interno dei procedimenti regionali, verificando e promuovendo la conoscenza, la trasparenza, la legalita` , il buon andamento e l’imparzialita` ;
3. Il Difensore adempie alle sue funzioni garantendo la tutela non giurisdizionale dei diritti e degli interessi e svolgendo attivita` di mediazione.
4. Il Difensore e` scelto tra soggetti con esperienza nei campi del diritto, dell’economia e dell’organizzazione pubblica, ed e` eletto con voto segreto dal Consiglio regionale con la maggioranza dei due terzi dei componenti nelle prime tre votazioni; dalla quarta votazione e` sufficiente la maggioranza assoluta.
5. Il Difensore dura in carica sei anni e non e` rieleggibile.
6. Il Difensore interviene d’ufficio o su richiesta dei soggetti che vi hanno interesse e riferisce periodicamente sulla sua attivita` al Consiglio e alla Giunta regionale.
7. La legge, approvata a maggioranza dei componenti del Consiglio regionale, determina i limiti e le modalita` dell’esercizio delle funzioni, i requisiti per
l’accesso all’incarico, le cause di ineleggibilita` e incompatibilita`, il trattamento economico del Difensore, assicurandone l’effettiva autonomia e indipendenza.
(Consiglio per le pari opportunita` )
1. E` istituito presso il Consiglio regionale un organismo autonomo denominato Consiglio per le pari opportunità.
2. La composizione e le funzioni del Consiglio per le pari opportunita` sono stabilite dalla legge regionale.
3. Il Consiglio per le pari opportunita` effettua la valutazione dell’applicazione delle norme antidiscriminatorie e degli strumenti di programmazione
e legislazione generale e settoriale per verificare l’attuazione del principio di parita` e opera per la diffusione della cultura della parita` in Lombardia.
1. Lo Statuto e` approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge regionale statutaria, ai sensi dell’articolo 123 della Costituzione.
3. Lo Statuto, a seguito della seconda deliberazione del Consiglio regionale, e` pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ai fini della decorrenza dei termini di cui all’articolo 123, secondo e terzo comma, della Costituzione.
4. Lo Statuto e` sottoposto a referendum qualora, entro tre mesi dalla pubblicazione di cui al comma 3, ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori del Consiglio regionale o un quinto dei componenti del Consiglio. Lo Statuto sottoposto a referendum e` promulgato e pubblicato se approvato dalla maggioranza dei voti validamente espressi.
5. La legge regionale definisce le procedure per l’espletamento del procedimento referendario e le relative formule di promulgazione e pubblicazione.
6. Lo Statuto e` pubblicato entro cinque giorni dalla promulgazione ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
La presente legge e` pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E`fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge statutaria della Regione Lombardia.
(Approvata dal Consiglio regionale con le deliberazioni 13 marzo 2008, n. VIII/558 e 14 maggio 2008, n. VIII/615)

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65