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Timestamp: 2020-05-26 21:13:33+00:00

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Scritto da Pietro Perziani on 30 Marzo 2019 . Postato in Il dirigente e lo staff
Nel Titolo III dei CCNL 2002/2005 e 2006/2009 viene normato il rapporto di lavoro; nell’ipotesi di accordo 2016/2018 nel Titolo III vengono raggruppate diverse materie, il rapporto di lavoro viene trattato nei Capi I e II; questa la sinossi dell’Indice dei tre contratti:
Titolo III–Capo I e II -Rapporto di lavoro
Art. 10 - Assunzione in servizio
Art. 12 Linee generali in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali
Art. 12 - Contratto individuale di lavoro
Art. 13 - Personale in particolari condizioni di stato
Art. 15 - Impegno di lavoro
Art. 16 - Ferie e festività
Art. 13 Ferie e festività
Art. 17 - Mutamento dell’incarico
Art. 9 - Mutamento dell’incarico
Art. 14 Ferie e riposi solidali
Art. 18 - Mobilità professionale
Art. 19 - Incarichi aggiuntivi
Art. 20 - Verifica dei risultati e valutazione del dirigente
Art. 21 - La formazione del dirigente
Art. 24 Linee guida generali in materia di formazione
Procediamo nell’analisi affrontando i diversi argomenti, così come definiti nella rubrica dei diversi articoli.
L’Assunzione in servizio
Il tema dell’assunzione in servizio viene trattato solo nel CCNL 2002/2005:
Art. 10-Assunzione in servizio
1. Il dirigente scolastico è assunto dall'Amministrazione a tempo indeterminato, a seguito dell'espletamento delle procedure di reclutamento previste dalla legislazione vigente.
2. l’Amministrazione, prima di procedere all’assunzione, invita l’interessato a presentare la documentazione prescritta dal bando di concorso, assegnandogli un termine non inferiore a 30 giorni, che può essere prorogato a 60 giorni in casi particolari e a richiesta dell’interessato medesimo. Contestualmente l’interessato è tenuto a dichiarare sotto la propria responsabilità di non avere altri rapporti di impiego pubblico o privato, salvo quanto previsto dal comma 9 del successivo art. 14, e di non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità richiamate dall’art. 53 del D.lgs. n.165/2001. In caso contrario, l’interessato dovrà produrre esplicita dichiarazione di opzione per il rapporto di lavoro esclusivo con la nuova Amministrazione che procede all’assunzione.
Nel testo vengono definite le modalità per l’assunzione in servizio del dirigente, che avviene a tempo indeterminato per effetto delle procedure di reclutamento previste dalle norme vigenti.
Il conferimento dell’incarico viene trattato nel CCNL 2002/2006:
Art. 11-Conferimento dell’incarico
2. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato; l'affidamento e l'avvicendamento degli incarichi, per le tipologie previste dalle norme vigenti, avvengono nel rispetto di quanto previsto dal D. lgs. n.165/2001.
3. Il procedimento di definizione e di conferimento dell'incarico deve precisare, contestualmente o attraverso il richiamo delle direttive emanate dall'organo di vertice, la natura, l'oggetto, i programmi da realizzare e gli obiettivi da conseguire in coerenza con il POF della specifica Istituzione scolastica, sentito anche il dirigente scolastico, i tempi di loro attuazione, le risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione, la durata dell'incarico ed il trattamento economico complessivo.
4. L’incarico è conferito dal Direttore scolastico regionale nell'ambito della dotazione dei rispettivi ruoli regionali della dirigenza con le modalità e alle condizioni previste dal D.lgs. n.165/2001. Ai dirigenti scolastici utilizzati presso l'Amministrazione centrale e regionale gli incarichi sono conferiti dai responsabili dei relativi Uffici.
Deve essere assicurata, da ciascun Ufficio Scolastico regionale, la pubblicità ed il continuo aggiornamento degli incarichi conferiti e dei posti dirigenziali vacanti e ciò anche al fine di consentire agli interessati l'esercizio del diritto a produrre eventuali domande per l'accesso a tali posti dirigenziali vacanti.
c) conferimento di nuovo incarico e assegnazione degli incarichi ai dirigenti scolastici che rientrano, ai sensi delle disposizioni vigenti, dal collocamento fuori ruolo, comando o utilizzazione, ivi compresi gli incarichi sindacali e quelli all’estero. A tal fine, gli interessati dovranno presentare domanda al competente Ufficio scolastico regionale in tempo utile, tenendo conto del termine fissato al comma 3 del presente articolo;
8. I responsabili dei singoli Uffici Scolastici regionali effettueranno, con le procedure e i criteri di cui all'art. 20, entro tre mesi dalla scadenza naturale del contratto individuale, una valutazione complessiva dell'incarico svolto. Qualora, nell'ambito dei criteri generali di cui al comma 4, non venga confermato lo stesso incarico precedentemente ricoperto e non vi sia una espressa valutazione negativa ai sensi del citato art. 20, sono tenuti ad assicurare al dirigente, nell’ambito degli incarichi disponibili, un incarico di norma equivalente. Per incarico equivalente s’intende quello cui corrisponde almeno un’analoga retribuzione di posizione.
9. Nelle ipotesi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino la modifica o la soppressione dell'ufficio dirigenziale ricoperto, si provvede ad una nuova stipulazione dell'atto di incarico, tenendo conto, per quanto possibile, delle preferenze del dirigente interessato.
Dell’argomento non si parla nel CCNL 2006/2009, mentre viene ripreso nel CCNL 2016/2018:
Art. 11-Linee generali in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali
1. Tutti i dirigenti, appartenenti al ruolo dell’amministrazione e a tempo indeterminato, hanno diritto ad un incarico dirigenziale.
2. L’incarico dirigenziale è conferito, con provvedimento dell’amministrazione, nel rispetto delle vigenti norme di legge in materia, in osservanza dei principi di trasparenza che le stesse prevedono.
Nel CCNL 2016/2018, il conferimento dell’incarico riguarda tutti i Dirigenti dell’Area, per cui è abbastanza generico:
-tutti i dirigenti hanno diritto ad un incarico
-l’incarico viene conferito nel rispetto delle norme vigenti, in particolare di quelle sulla trasparenza
-a tal fine, le Amministrazioni rendono note il numero e le caratteristiche delle posizioni dirigenziali disponibili, esplicitano i criteri di scelta ed acquisiscono la disponibilità dei dirigenti interessati
-al conferimento dell’incarico accede un contratto individuale, in cui viene definito il trattamento economico
-gli incarichi sono conferiti a tempo determinato e la durata è fissata nel rispetto delle norme vigenti.
Queste norme erano previste anche nel CCNL 2006/2009, che rimane comunque in vigore per quanto attiene lo specifico dei Dirigenti Scolastici; in particolare:
-nel conferimento dell'incarico vanno precisati i programmi da realizzare e gli obiettivi da conseguire in coerenza con il POF della specifica Istituzione scolastica
-nella definizione dei programmi e degli obiettivi va consultato il dirigente scolastico interessato (Cosa mai fatta…)
-nel conferimento dell’incarico l’Amministrazione deve seguire un preciso ordine, indicato al comma 5
-gli incarichi vanno conferiti entri il 15 luglio
-l’incarico svolto è soggetto a valutazione; in caso di mancata conferma, al Dirigente va conferito un incarico equivalente, salvo valutazione negativa.
Il tema del contratto individuale di lavoro viene trattato nel CCNL 2002/2005, all’art. 12; l’argomento è ripreso dal CCNL 2006/2009, all’art. 6, dove vengono sostituiti gli ultimi tre commi del testo del contratto precedente; di conseguenza, questo il testo coordinato dei due contratti:
CCNL 2002/2005 e CCNL 2006/2009 (TESTO COORDINATO)
Art. 12 ed Art.6- Contratto individuale di lavoro
- la data d’inizio del rapporto;
- la qualifica, il trattamento economico fondamentale, di posizione e di risultato;
- la sede di lavoro;
- le possibili cause di risoluzione del rapporto di lavoro.
2. Il contratto individuale specifica che il rapporto di lavoro è regolato dai contratti collettivi nel tempo vigenti anche per quanto concerne le cause di risoluzione e i relativi termini di preavviso. Costituisce in ogni modo causa di risoluzione del contratto, senza obbligo di preavviso, l'annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce il presupposto.
3. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 13 del CCNL dell’11/4/2006, ai fini dell’articolazione delle funzioni dirigenziali e delle connesse responsabilità, cui è correlata la retribuzione di posizione, si tiene conto dei seguenti criteri generali concernenti le oggettive caratteristiche delle istituzioni scolastiche:
5. I criteri di cui al precedente comma 3 possono essere integrati in sede di contrattazione integrativa a livello regionale con altri legati alle specifiche realtà locali”.
Questo è il testo oggi vigente, perché l’argomento non viene ripreso nel CCNL 2016/2018.
Il testo integrato stabilisce che nel contratto individuale di lavoro vanno indicati la data d’inizio del rapporto, la qualifica e il trattamento economico fondamentale, di posizione e di risultato, la sede di lavoro, le possibili cause di risoluzione del rapporto di lavoro; vanno anche indicate le cause e le modalità di risoluzione del rapporto di lavoro.
Il CCNL indica poi i criteri generali per l’articolazione delle posizioni dirigenziali, che sono di tre tipi:
a) criteri attinenti alla dimensione dell’istituzione scolastica (numero degli alunni, numero dei docenti, numero del personale ATA);
b) criteri attinenti alla complessità dell’istituzione scolastica (pluralità di gradi di istruzione, pluralità di indirizzi);
Il CCNL specifica infine che i criteri generali sopra indicati possono essere integrati in sede di contrattazione integrativa regionale; problema: il CCNL 2016/2018 non prevede più questo livello di contrattazione!
Viene normata la posizione dei Dirigenti Scolastici che, a vario titolo e momentaneamente, non prestano servizio presso un’istituzione scolastica, ma presso altre istituzioni o enti.
L’argomento viene trattato nel CCNL 2002/2005 e nel CCNL 2006/2009, il testo base è l’art. 13 del CCNL 2002/2005, perché il CCNL 2006/2009 non fa altro che aggiungere un comma al testo precedente.
Questo il testo coordinato dei due contratti:
Art. 13 e Art. 7 – Personale in particolari posizione di stato
1. Per i dirigenti ai quali, in base e nei limiti stabiliti dalle norme vigenti e in particolare dall’art. 26, comma 8, della legge n. 448/98, vengono assegnate dall'Amministrazione centrale o regionale del MIUR funzioni di collaborazione in strutture di staff e in servizi di consulenza, studio, ricerca e supporto alle istituzioni scolastiche autonome, anche con riferimento ai processi di innovazione in atto, l’apposito incarico viene conferito dai responsabili degli Uffici presso i quali detto personale è utilizzato, in base ai seguenti criteri generali:
b) posizione nell'ambito dell'organizzazione dell'Amministrazione;
2. Trova applicazione per i tipi di incarichi di cui al comma 1 il d.lgs. n.165/2001, nonché, in quanto applicabili, i criteri generali richiamati dall'art. 11.
3. Si applica a tutto il personale compreso nell'Area V l'art. 18, comma 4, del CCNQ 7.8.1998 relativo alle modalità di utilizzo dei distacchi, delle aspettative e dei permessi.
4. Il periodo trascorso dal personale compreso nell'Area in posizione di comando, distacco, esonero, aspettativa sindacale, utilizzazione e collocamento fuori ruolo, con retribuzione a carico dell'Amministrazione del MIUR, è valido a tutti gli effetti come servizio di istituto, anche ai fini dell'accesso al trattamento economico accessorio. A detto personale competono, pertanto, tutte le voci retributive, ivi compresa la retribuzione di posizione (parte fissa e parte variabile) e di risultato. A decorrere dal 1° settembre 2006 la retribuzione di posizione (parte variabile) e quella di risultato sono previste nell’identica misura di quella attribuita nella sede di titolarità. I dirigenti ricevono un incarico nominale per la durata corrispondente al comando. Le sedi affidate per incarico nominale diventano disponibili per altro incarico.
Dell’argomento non si fa cenno nel CCNL 2016/2018, per cui quello appena indicato è il testo oggi vigente.
Anche in questo caso, l’argomento viene trattato nel CCNL 2002/2005 e nel CCNL 2006/2009, mentre non viene affrontato nel CCNL 2016/2018; il testo base è l’art. 14 del CCNL 2002/2005, perché il CCNL 2006/2009 non fa altro che sostituire l’ultimo comma, il 9.
Art. 14 e Art. 8 – Periodo di prova
3. Il periodo di prova è sospeso in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Nell'ipotesi di malattia il dirigente scolastico ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 18 mesi, decorso il quale il rapporto può essere risolto, salvo quanto previsto dall’art. 25, comma 8. Nell'ipotesi di infortunio sul lavoro o malattia derivante da causa di servizio trova applicazione l'art. 26.
9. In caso di mancato superamento della prova, il dirigente può rientrare, a domanda, nell’Amministrazione del comparto di provenienza, sulla base della disciplina prevista dal relativo CCNL. Il dipendente viene collocato nel comparto, nella posizione economica e nel profilo professionale rivestito in precedenza”.
Di nuovo, il testo appena riportato è quello oggi vigente, dato che il CCNL 2016/2018 non si occupa dell’argomento.
Il tema è trattato solo nel CCNL 2002/2005; questo il testo:
Art. 15-Impegno di lavoro
1. In relazione alla complessiva responsabilità per i risultati, il dirigente organizza autonomamente i tempi ed i modi della propria attività, correlandola in modo flessibile alle esigenze della Istituzione cui è preposto e all'espletamento dell'incarico affidatogli.
Il dirigente non deve timbrare il cartellino, organizza autonomamente il proprio tempo di lavoro in rapporto alle esigenze di servizio.
L’argomento è trattato nel CCNL 2002/2005 all’art.16, ma il tema viene ripreso per intero dal CCNL 2016/2018, all’art. 13, per cui è questo il testo oggi vigente:
Art. 13-Ferie e festività (Ex art. 16 CCNL 2002/2005)
1.Il dirigente ha diritto, in ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie retribuito.
4. Per i dirigenti assunti per la prima volta in una pubblica amministrazione, a seconda che l’articolazione oraria sia su cinque o su sei giorni, la durata delle ferie è rispettivamente di 26 e di 30 giorni lavorativi, comprensivi delle due giornate previste dai commi 2 e 3.
8. Il dirigente che ha usufruito delle assenze retribuite di cui all’art. 15 conserva il diritto alle ferie.
10. Le ferie maturate e non godute per esigenze di servizio sono monetizzabili solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle vigenti norme di legge e delle relative disposizioni applicative.
12. In caso di indifferibili esigenze di servizio o personali che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell'anno, le ferie dovranno essere fruite entro il primo semestre dell'anno successivo. In caso di esigenze di servizio assolutamente indifferibili, tale termine può essere prorogato fino alla fine dell’anno successivo.
13. Le ferie sono sospese da malattie adeguatamente e debitamente documentate che si siano protratte per più di tre giorni o abbiano dato luogo a ricovero ospedaliero. E’ cura del dirigente informare tempestivamente l’amministrazione, al fine di consentire alla stessa di compiere gli accertamenti dovuti. Le ferie sono altresì sospese per lutto nell’ipotesi di cui all’art. 15, comma 1, lett. b.
14. Fatta salva l’ipotesi di malattia non retribuita di cui all’art. 21, comma 2, il periodo di ferie non è riducibile per assenze dovute a malattia o infortunio, anche se tali assenze si siano protratte per l'intero anno solare. In tal caso, il godimento delle ferie avverrà anche oltre il termine di cui al comma 12.
16. Nel caso dei dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica, i riferimenti all’ “anno”, contenuti nei precedenti commi 1, 5, 6, 7, 12 e 14, devono essere intesi, rispettivamente, all’ “anno scolastico” e all’ “anno accademico”.
La normativa che regola le ferie vale per tutti i Dirigenti dell’Area C; al comma 16 si precisa che per i Dirigenti Scolastici e i Dirigenti Afam il riferimento non è all’anno solare, ma all’anno scolastico o all’anno accademico.
Il CCNL 2016/2018 introduce anche una nuova fattispecie, quella delle ferie e dei riposi solidali:
Art. 14-Ferie e riposi solidali
a) le giornate di ferie, nella propria disponibilità, eccedenti le quattro settimane annuali di cui il lavoratore deve necessariamente fruire ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 66/2003 in materia di ferie; tali giornate eccedenti sono quantificate in 8 giorni sia nel caso di articolazione dell’orario di lavoro su 5 giorni sia nel caso di articolazione su 6 giorni;
b) le quattro giornate di riposo per le festività soppresse di cui all’art. 13 (ferie e festività).
2. Il dirigente che si trovi nelle condizioni di necessità considerate nel comma 1, può presentare specifica richiesta all’amministrazione, reiterabile, di utilizzo di ferie e giornate di riposo per un una misura massima di 30 giorni per ciascuna domanda, previa presentazione di adeguata certificazione, comprovante lo stato di necessità delle cure in questione, rilasciata esclusivamente da idonea struttura sanitaria pubblica o convenzionata.
3. Ricevuta la richiesta, l’amministrazione rende tempestivamente nota a tutti i dirigenti l’esigenza, garantendo l’anonimato del richiedente.
7. Il richiedente può fruire delle giornate cedute, solo a seguito dell’avvenuta completa fruizione delle giornate di ferie o di festività soppresse allo stesso spettanti, nonché delle assenze retribuite di cui all’art. 15, comma 1, lett. c).
Perché la disciplina delle ferie e dei riposi solidali possa essere applicata ai Dirigenti Scolastici e ai Dirigenti Afam, è necessario che il MIUR emani delle disposizioni applicative che assicurino la continuità del servizio.
Il mutamento dell’incarico
Del mutamento dell’incarico si occupa l’art. 14 del CCNL 2002/2005, che però viene sostituito in toto dall’art. 9 del CCNL 2006/2009; dato che il CCNL 2016/2018 non si occupa dell’argomento, la normativa vigente è quella dell’appena citato art. 9 del CCNL 2006/2009:
Art. 9-Mutamento dell’incarico
a) esperienze professionali e competenze maturate, desumibili anche dall’applicazione delle procedure di cui all’art. 20 del CCNL dell’11-4-2006; il dirigente che ha ottenuto il mutamento dell'incarico in applicazione del presente criterio non ha titolo a formulare ulteriori richieste per tutta la durata dell’incarico stesso;
b) va riconosciuta un’ulteriore priorità, a parità di condizioni, a chi abbia maturato nell’attuale sede di servizio un maggior numero di anni e/o si impegni a permanere per almeno due incarichi consecutivi nella sede richiesta, con espressa rinuncia ad avvalersi della facoltà di chiedere mutamento dell’incarico.
4. Su richiesta del dirigente scolastico alla scadenza del suo incarico, previo assenso del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di provenienza e con il consenso del dirigente dell’Ufficio scolastico della regione richiesta, è possibile procedere ad una mobilità interregionale fino al limite del 30% complessivo dei posti vacanti annualmente. La richiesta deve essere presentata entro il mese di maggio di ciascun anno e l’esito comunicato entro il successivo 15 luglio. Nell’ipotesi di cui al presente comma, il mutamento d’incarico, ove concesso, non può nuovamente essere richiesto nell’arco di un triennio dall’incarico conferito.
Il mutamento dell’incarico è possibile a richiesta del Dirigente, nel rispetto di particolari condizioni.
Il tema della mobilità professionale è trattato nel CCNL 2002/2005, ma è stato superato dalla normativa susseguente, per cui oggi non è più in vigore.
L’argomento è trattato nel CCNL 2002/2005, all’art. 19, e viene parzialmente modificato dal CCNL 2006/2009, all’art.10, per cui questo è il testo coordinato oggi vigente:
Art. 19 e Art. 10 – Incarichi aggiuntivi
3. Qualora gli incarichi aggiuntivi siano assunti sulla base di deliberazioni degli organi scolastici competenti, per l'attuazione di iniziative e per la realizzazione di programmi specifici con finanziamenti esterni, il compenso è determinato in una quota, da corrispondere direttamente, pari all'80 %. Il residuo 20% confluisce ai fondi regionali in attuazione del principio di onnicomprensività della retribuzione.
4. Allo scopo di remunerare il maggiore impegno e responsabilità dei dirigenti che svolgono incarichi aggiuntivi diversi da quelli previsti dai commi 1, 2 e 3, e debitamente autorizzati previa valutazione da parte del Direttore Generale regionale della compatibilità dell’incarico, viene loro direttamente corrisposta una quota, in ragione del proprio apporto, pari al 30% della somma complessiva; il residuo 70% confluisce ai fondi regionali in attuazione del principio di onnicomprensività della retribuzione. In questi casi l’Amministrazione, nell’autorizzare questa tipologia di incarichi aggiuntivi, avrà cura di precisare all’Ente erogatore del compenso la procedura ed il capitolo su cui dovrà essere versato tassativamente ed a cura dell’Ente stesso il compenso per l’incarico aggiuntivo”.
5. Nell'attribuzione degli incarichi aggiuntivi, gli Uffici scolastici regionali seguono criteri che tengono conto degli obiettivi, priorità e programmi assegnati al dirigente, del relativo impegno e responsabilità, delle capacità professionali dei singoli, assicurando altresì il criterio della rotazione.
Gli incarichi aggiuntivi sono di diversa natura:
-incarichi assegnati dal MIUR che il Dirigente deve obbligatoriamente accettare; i compensi sono percepiti per intero dal Dirigente
-le “opere di ingegno”, che non devono essere autorizzate e i cui compensi sono percepiti per intero dal Dirigente
-incarichi assunti sulla base di delibere degli OO:CC. Della scuola; i compensi sono percepiti per l’80% dal Dirigente, mentre il 20% va versato nel FUN
-incarichi aggiuntivi diversi da quelli di cui ai commi precedenti; vanno autorizzati dall’Amministrazione e al Dirigente spetta il 30% del compenso, mentre il 70% va versato nel FUN.
Il tema viene affrontato solo all’art. 21 del CCNL 2002/2005; la normativa è stata superata dalle successive disposizioni di legge, per cui non è più in vigore.
L’argomento è stato trattato dall’art. 21 del CCNL 2002/2005 ed è stato ampiamente ripreso dall’ art. 24 del CCNL 2016/2018, per cui si deve ritenere che sia questo il testo oggi in vigore:
Art. 24-Linee guida in materia di formazione
4. Gli interventi formativi, secondo le singole finalità, hanno sia contenuti di formazione al ruolo sia contenuti specialistici in correlazione con specifici ambiti e funzioni su cui insiste l’azione dirigenziale.
5. L’amministrazione, secondo i rispettivi strumenti di bilancio e le specifiche sfere di autonomia e di flessibilità organizzativa ed operativa, definisce annualmente la quota delle risorse da destinare ai programmi di aggiornamento e di formazione dei dirigenti, nel rispetto dei limiti finanziari di cui al comma 3, tenendo conto dei propri
obiettivi di sviluppo organizzativo, dell’analisi dei fabbisogni formativi e delle direttive generali in materia di formazione.
6. Le politiche formative della dirigenza sono definite da ciascuna amministrazione in conformità alle proprie linee strategiche e di sviluppo. Le iniziative formative sono realizzate, singolarmente o d’intesa con altre amministrazioni, anche in collaborazione con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, le Università ed altri soggetti pubblici o privati. Le attività formative devono tendere, in particolare, a rafforzare la sensibilità innovativa dei dirigenti e la loro attitudine a gestire iniziative di miglioramento volte a caratterizzare le strutture pubbliche in termini di dinamismo e competitività.
10. Al finanziamento delle attività di formazione si provvede con una quota annua non inferiore all’1% del monte salari relativo al personale destinatario del presente CCNL, comunque nel rispetto dei vincoli previsti dalle vigenti disposizioni di legge in materie. Ulteriori risorse possono essere individuate considerando i risparmi derivanti dai piani di razionalizzazione e i canali di finanziamento esterni, comunitari, nazionali o regionali.
Dato che la normativa appena menzionata riguarda tutti i Dirigenti e le diverse amministrazioni dell’Area C, sicuramente il tema verrà ripreso in sede di confronto tra Amministrazioni e OO.SS., per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici in tra OO.SS. e MIUR.

References: Art. 10

Art. 12

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 13

Art. 17

Art. 9

Art. 14

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 24

Art. 10
 art. 14

Art. 11
 art. 20

Art. 11

Art. 12
 Art.6

Art. 13
 Art. 7

Art. 14
 Art. 8

Art. 15

Art. 13
 art. 16

Art. 14
 art. 9

Art. 9

Art. 19
 Art. 10
 art. 24

Art. 24