Source: https://www.lexalimentaria.eu/2014-11-28-cattivo-stato-di-conservazione-degli-alimenti/
Timestamp: 2018-12-13 22:10:25+00:00

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CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI | Lex Alimentaria
CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI
L’anno 2014 si apre con una singolare sentenza della sezione III sul cattivo stato di conservazione degli alimenti, punito con la contravvenzione dell’art. 5, lett. (B), L. n. 283/1962. Una sentenza che si pone in netta discontinuità con l’orientamento precedente, per quanto attiene la qualificazione del reato in termini di “reato di danno”. Inoltre, la sentenza ignora del tutto i requisiti e le modalità di accertamento di un rischio alimentare, come fissati dal diritto europeo.
Una sentenza che si si augura, resti solo negli annali delle abnormità.
Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 17-01-2014) 10-02-2014, n. 6108
M.B. N. IL (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 1771/2009 TRIBUNALE di NOLA, del 11/04/2013;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/01/2014 la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUCA RAMACCI;
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. M. Fraticelli, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
1. Il Tribunale di Nola, in composizione monocratica, con sentenza dell’11.4.2013 ha condannato M.B. alla pena dell’ammenda riconoscendolo colpevole della contravvenzione di cui alla L. n. 283 del 1962, art. 5, lett. b), per aver detenuto per la vendita 3 cassette di verdure di vario tipo in cattivo stato di conservazione (in (OMISSIS)).
2. Con un unico motivo di ricorso deduce la violazione di legge ed il vizio di motivazione, lamentando che il giudice del merito sarebbe pervenuto all’affermazione di penale responsabilità sulla base di una motivazione meramente apparente, valorizzando la sola collocazione all’aperto degli alimenti, ritenuti esposti agli agenti atmosferici e senza considerare la presenza di segni evidenti della cattiva conservazione o l’inosservanza di particolari prescrizioni finalizzate alla preservazione delle sostanze alimentari.
Secondo le Sezioni Unite di questa Corte (SS.UU. n. 443, 9 gennaio 2002, citata anche nella sentenza impugnata) si tratta di un reato di danno, perchè la disposizione è finalizzata non tanto a prevenire mutazioni che nelle altre parti della L. n. 283 del 1962, art. 5, sono prese in considerazione come evento dannoso, quanto, piuttosto, a perseguire un autonomo fine di benessere, assicurando una protezione immediata all’interesse del consumatore affinchè il prodotto giunga al consumo con le cure igieniche imposte dalla sua natura. Conseguentemente, si è escluso che la contravvenzione si inserisca nella previsione di una progressione criminosa che contempla fatti gradualmente più gravi in relazione alle successive lettere indicate dall’art. 5, perchè, rispetto ad essi, è figura autonoma di reato, cosicchè, ove ne ricorrano le condizioni, può anche configurarsi il concorso (in senso conforme, Sez. 3^ n. 35234, 21 settembre 2007; difforme Sez. 3^ n. 2649, 27 gennaio 2004).

References: sentenza 
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Cass. 
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 art. 5
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