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Timestamp: 2016-12-07 12:27:43+00:00

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Art. 603 cod. proc. penale: Rinnovazione dell'istruzione dibattimentale
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. Quando una parte, nell’atto di appello o nei motivi presentati a norma dell’articolo 585 comma 4, ha chiesto la riassunzione di prove già acquisite nel dibattimento di primo grado o l’assunzione di nuove prove, il giudice, se ritiene di non essere in grado di decidere allo stato degli atti, dispone la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale.
Giurisprudenza annotataRinnovazione dell'istruzione dibattimentale
Cassazione penale sez. II 22 dicembre 2014 n. 1947 La regola stabilita dall'art. 603 comma 1 c.p.p., secondo cui la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale deve essere contenuta nell'atto di appello o comunque nei motivi aggiunti che devono essere presentati entro il termine previsto dall'art. 585 comma 4, c.p.p., ha riguardo alla riassunzione di prove già acquisite nel dibattimento di primo grado o di prove nuove ma pur sempre preesistenti o scoperte prima della definizione del giudizio e non anche alle prove sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado di cui all'art. 603 comma 2 c.p.p. (Rigetta, Ass.App. Caltanissetta, 11/02/2013)
Cassazione penale sez. I 12 novembre 2014 n. 50893 Il giudice di appello, a seguito di parziale rinnovazione dell'istruttoria conseguente a giudizio di primo grado svoltosi con le forme del rito abbreviato, può disporre l'acquisizione di atti tempestivamente presentati al P.M. durante la fase delle indagini preliminari ed erroneamente confluiti in altro procedimento penale. (In motivazione la Corte ha pure rilevato che la difesa dell'imputato non aveva eccepito alcunché, nel corso del giudizio d'appello, in merito alla disposta acquisizione d'ufficio). (Rigetta, App. Cagliari, sez. dist. Sassari, 14/11/2013 )
Cassazione penale sez. IV 07 novembre 2014 n. 6724 Sono utilizzabili, senza alcuna violazione dell'art.195, comma 1, c.p.p., le dichiarazioni "de relato" qualora nel giudizio di primo grado la difesa non si sia avvalsa del diritto di esaminare la fonte della testimonianza indiretta; d'altra parte, la facoltà riconosciuta alla parte di richiedere nel giudizio di appello l'integrazione dell'istruttoria dibattimentale non può valere a consentire l'esercizio tardivo del diritto di accesso alla fonte del testimone indiretto e, pertanto, detta richiesta deve essere valutata secondo i criteri posti dall'art. 603 c.p.p. (Rigetta, App. Milano, 25/05/2010 )
Cassazione penale sez. V 22 ottobre 2014 n. 50346 Il giudice del rinvio, investito del processo a seguito di annullamento pronunciato dalla Corte di cassazione, non è tenuto a riaprire l'istruttoria dibattimentale ogni volta che le parti ne facciano richiesta, poiché i suoi poteri sono identici a quelli che aveva il giudice la cui sentenza è stata annullata, sicché egli deve disporre l'assunzione delle prove indicate solo se le stesse sono indispensabili ai fini della decisione, così come previsto dall'art. 603 c.p.p., oltre che rilevanti, secondo quanto statuisce l'art. 627, comma 2, c.p.p. (Annulla con rinvio, Ass.App. Milano, 25/06/2013)
Cassazione penale sez. V 30 settembre 2014 n. 52208 Il giudice di appello, per riformare in "peius" una sentenza assolutoria, è obbligato - in base all'art. 6 Cedu, così come interpretato dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso Dan c/Moldavia - alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale per assumere direttamente la deposizione del testimone ritenuto inattendibile in primo grado, le cui dichiarazioni siano decisive per l'affermazione della responsabilità dell'imputato, pur in presenza di ulteriori significative emergenze istruttorie. (Annulla con rinvio, App. Salerno, 14/11/2013 )
Cassazione penale sez. fer. 11 settembre 2014 n. 53562 L'eventuale integrazione probatoria officiosa disposta nell'ambito del giudizio d'appello, instaurato a seguito d'impugnazione avverso la sentenza emessa a seguito di giudizio abbreviato, trova un solido riferimento normativo nell'art. 603, comma 3, c.p.p. che attribuisce al giudice di secondo grado, anche in detta sede, il potere di disporre la motivata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in presenza di un'assoluta esigenza probatoria. Il valore probatorio dell'elemento da acquisire va assunto nell'oggettiva e sicura utilità/idoneità del probabile risultato probatorio ad assicurare il completo accertamento dei fatti rilevanti nel giudizio, nell'ambito dell'intero perimetro disegnato per l'oggetto della prova dalla disposizione generale di cui all'art. 187 c.p.p..
Cassazione penale sez. I 03 luglio 2014 n. 38699 L'imputato condannato in contumacia, che sia stato restituito nel termine per impugnare la sentenza di primo grado per non aver avuto effettiva conoscenza del giudizio a suo carico a causa della mancata conoscenza incolpevole della citazione a giudizio, ha diritto di ottenere in appello la rinnovazione della istruzione dibattimentale, trattandosi dell'unica interpretazione degli art. 175 e 603 c.p.p. conforme agli art. 24 e 111 cost., nonché all'art. 6 Cedu, così come interpretato dalla sentenza della Corte EDU del 25 novembre 2008 nel caso Cat Berro c. Italia. (Annulla con rinvio, App. Bologna, 09/04/2013 )
Cassazione penale sez. III 24 giugno 2014 n. 39898 Restituzione al rimettente degli atti relativi alle q.l.c. degli art. 175, 178, comma 1, lett. c), 179 e 604 c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3, 24, 111 e 117, comma 1, cost. (in relazione all'art. 6 Cedu), nella parte in cui non prevedono che la mancata conoscenza del procedimento, da parte dell'imputato restituito nel termine per proporre impugnazione, determini la nullità della sentenza appellata, ovvero del decreto di rinvio a giudizio o di citazione a giudizio con nullità derivata di detta sentenza, e imponga conseguentemente la trasmissione degli atti al giudice di primo grado; nonché, “in aggiunta o in alternativa”, degli art. 175 e 603 c.p.p., censurati, in riferimento ai medesimi parametri, nella parte in cui non consentono all'imputato, restituito nel termine per non aver avuto conoscenza del procedimento, di avvalersi in modo pieno, in grado di appello, delle facoltà previste dagli art. 438, 444, 468, 491 e 555 c.p.p. Successivamente all'ordinanza di rimessione, è intervenuta la l. 28 aprile 2014 n. 67, la quale ha modificato in modo particolarmente incisivo la disciplina del processo penale senza la presenza dell'imputato e, in particolare, tre delle cinque norme censurate dal rimettente (art. 175, 603 e 604 c.p.p.), mutando radicalmente, altresì, il panorama normativo di riferimento, sicché si rende necessario un nuovo esame della rilevanza delle sollevate questioni.
Corte Costituzionale 28 maggio 2014 n. 149 Art. precedente
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 art. 175
 art. 24
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 art. 175
 art. 3
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 art. 175
 art. 438