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La Società Operaia di Mutuo Soccorso della fedelissima Città Reale di Castronovo di Sicilia
Pubblicato il 21 giugno 2014 da orizzontisicani — Nessun commento ↓
di GIUSEPPE BENINCASA JR – Le Società di Mutuo Soccorso nacquero alla fine del XVIII secolo come associazioni volontarie con lo scopo di migliorare le condizioni materiali e morali di tutti gli ordini di lavoratori. All’atto della loro nascita, probabilmente ebbero come modello ispiratore i “Collegia et Corpora Opificum” dell’Antica Roma, le quali già allora rappresentavano una primordiale forma di associazionismo solidale per affrontare i disagi dovuti a vecchiaia, malattie, invalidità o povertà.
In era medievale, nei secoli XIII e XIV, si diffusero in tutta Europa, e soprattutto in Italia, le Corporazioni d’arti e mestieri. Le Corporazioni riunivano in forma associazionistica persone che svolgevano la stessa attività economica, ma la loro connotazione era più legata ad uno spirito protezionistico degli interessi corporativistici che ad aspetti di solidarietà e mutuo soccorso. I mutamenti culturali e sociali dovuti alla Rivoluzione Industriale e quelli politici della Rivoluzione Francese, portarono alla scomparsa di questa forma associativa e alla nascita di nuove forme come le Società di Mutuo Soccorso, le quali oltre che alla salvaguardia degli interessi economici corporativistici si ponevano obiettivi di mutuo soccorso tra gli associati. In Italia però tale forme di associazionismo non attecchì capillarmente fino alla seconda metà del XIX secolo. A favorirne la diffusione furono, da un lato le idee mazziniane e dall’altro, per motivi ben diversi e poco idealistici, i governi sabaudi.
Mazzini infatti sosteneva che fosse un bene che le “genti” dello stesso mestiere si unissero in forme associative solidali in cui fosse prevista l’autotassazione degli aderenti per la creazione di casse di previdenza e di assistenza.
Della stessa convinzione erano le idee di Carlo Alberto di Savoia , il quale nell’ordinamento dello Stato avvertiva la necessità dell’istituzione di casse di beneficenza e carità per gli operai e da essi stessi alimentate con i loro contributi. Ciò avrebbe portato ad un disimpegno dello Stato da ogni onere sociale ed economico connessi con le classi dei lavoratori.
Dopo l’Unita d’Italia le idee mazziniane e quelle savoiarde di associazionismo solidale, convergendo su questa materia, furono fortemente incoraggiate e sostenute. Così si assistette alla nascita in tutto Regno delle Società Operaie di Mutuo Soccorso (SOMS).
In Sicilia ebbero fin dall’inizio una forte diffusione, soprattutto in quelle aree dove maggiore era la presenza di una classe operaia, come ad esempio le zone minerarie dell’Agrigentino.
Nella Città di Castronovo si erano già avuti nei secoli precedenti alcuni esempi di istituzioni benemerite che avevano come scopo il soccorso nella povertà e nella malattia dei bisognosi. Il Monte di Pietà (risalente ai primi anni del XIV secolo), lo Spedale Civico (1549) o la Colonna Frumentaria (1801), create dai ceti dominanti dei Nobili o degli Ecclesiastici, erano infatti istituzioni per la beneficenza e per il soccorso dei ceti più deboli. Ma, benché fossero animate da spirito cristiano e caritatevole, non erano state istituite per riscattare i ceti più deboli dalla povertà o dall’ignoranza e tantomeno per curarne gli interessi.
Quindi la Società Operaria possedeva, fin dalla nascita, elementi di distinzione e di particolarità che rappresentavano una vera rivoluzione per le precedenti istituzioni di benemerenza della città.
Rifacendosi ai principi ispiratori e agli statuti delle principali SOMS, il 4 settembre del 1880 venne fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso della fedelissima Città Reale di Castronovo.
Osservanti dei doveri morali delle SOMS, tra i primi obblighi che si diedero i soci fondatori ci furono: l’osservanza della vita onesta, laboriosa e morale, l’allontanamento dalle bische, dai lupanari, dalle discordie, dalle bettole, dai vizi, dagli abusi del vino e dei liquori, la reciproca assistenza e soccorso morale e materiale pei soci ammalati, impotenti al lavoro proficuo, indigenti o privi di lavoro.[…].
I soci fondatori acquistarono a proprie spese i locali dell’Antico Casino, appartenuto all’aristocrazia locale, lo corredarono di nuovi arredi e ne fecero la loro sede istituzionale.
Ma ancora più degno di nota fu il loro successivo impegno per promuovere l’istruzione nelle classi meno abbienti, quelle che per censo ne erano naturalmente escluse. E a tal fine si adoperarono per fondare delle scuole serali che consentissero l’istruzione dei figli dei soci e dei contadini. E con l’aiuto dei professori Viola, Lo Cicero e Ninetti che offrirono la loro opera, costituirono tre scuole: una scuola di arti e mestieri; una seconda classe elementare per gli analfabeti; una terza classe elementare per imparare a leggere, a scrivere e fare di calcolo.
Tutt’oggi, a menzione di queste classi, si usa dire in maniera un po’ denigratoria e di sfottò “… sei andato a scuola dal maestro Ninetti?”. In questo detto probabilmente non si voleva sminuire il valore dell’istruzione profusa ma sottolinearne la povertà di mezzi dell’istituzione stessa e degli scolari a cui si rivolgeva. Eppure non si può restare indifferenti per questa pregevole iniziativa volta al riscatto della popolazione più umile e misera a cui da secoli veniva preclusa ogni forma di scolarizzazione. E non possiamo apprezzare meglio l’importanza sociale della Società Operaia, almeno nelle sue originarie intenzioni, se non leggendone gli articoli dello statuto che i soci fondatori si diedero. Ne riportiamo qui di seguito una significativa, a nostro avviso, selezione.
Estratto dallo Statuto della Società Operaia di Mutuo Soccorso della Città di Castronovo
Capitolo II–dell’ammissione od espulsione dei soci.
art.16-Saranno poi espulsi dalla Società quei soci che verranno condannati per furto, truffa, attentato alla morale o all’ordine pubblico, per omicidio premeditato, e per altro delitto che la pubblica opinione giudicherà infamante.
Art.17–Saranno pure espulsi dalla Società quei soci sia reali, mensili od onorari che brigheranno segretamente per avere cariche nella Società, che semineranno germi di discordia fra i soci, che cercheranno di turbare la quiete e la pace e che vorrebbero far valere a loro privati fini la forza materiale e morale della Società.
Capitolo III–Diritti e doveri degli associati.
Art.19– Ogni socio ammesso in Società giurerà sul suo onore fedeltà verso la stessa scrupolosa osservanza delle sue leggi e menare una vita laboriosa e di onesto cittadino; tale giuramento sarà prestato in Assemblea ed avrà una copia dello Statuto.
Art.20– E’ obbligo assoluto d’ogni socio astenersi dai giuochi di azzardo, non fare abusi di vino o liquori, non frequentare bettole, non bazzicare bische, né partecipare o essere causa di qualunque disordine.
Art.25– La Società avrà cura dell’istruzione letteraria e morale dei soci, dei loro doveri, vigilerà a che ogni socio adempia l’obbligo di buon padre di famiglia, che faccia bene educare ed istruire i propri figli per quanto le sue forze lo consentano. Essi stessi, se analfabeti, cureranno di frequentare le scuole Comunali almeno le serali, ed all’uopo, se la Società ne ha i mezzi, impianterà nel seno della stessa una scuola per la loro istruzione. Al riguardo curerà provvedere dell’occorrente i figli poveri dei soci, e come sprone allo studio darà dei premi a coloro che ne saranno meritevoli.
Art.26– Ogni socio ha il diritto di far conoscere alla Società quei soci che non sono degni di appartenervi per la loro riprovevole condotta, e ciò per decoro del corpo, se però le accuse sono calunniose, il calunniatore sarà espulso dalla Società e non vi potrà più appartenere.
Capitolo IV– Dei sussidi.
art 27.- Ogni socio ha diritto ai soccorsi materiali e morali della Società nei casi seguenti: a) nei casi di malattia il medico gratuito per sé e famiglia che seco lui convive. b) I farmaci pel solo socio bisognoso. c) Un sussidio confacente al di lui sostentamento giornaliero durante il tempo di sua malattia e convalescenza.[…]
Art.28-In caso di malattia grave o lunga di un socio, il Presidente Direttivo avrà cura di pubblicarne il nome nella sala della Società, e tutti i soci sono obbligati visitarlo ed assisterlo a turno.[…]
Art.29– Se qualche sventura o infortunio colpirà qualche socio non imputabile a colpa dello stesso, sarà dalla Società soccorso e difeso con tutti quei mezzi che il caso richiede.
Art.30– Non avranno diritto ai soccorsi stabiliti negli articoli 27,28 e 29 i soci ammalati per abuso di vino e liquori, per mali venerei, per mal costume, per risse o altro, salvo il caso non trattasi di legittima difesa.
Art.31– Ogni socio che farà eroica azione, o presenterà nuove invenzioni, o modo di perfezionare un’arte o mestiere si avrà un premio che la Società crederà confacente.
Art.33– La famiglia del socio defunto ha diritto infra un mese dalla morte del loro congiunto al 50% delle tasse mensili pagate a contare dal giorno della sua ultima ammissione come socio: più a lira una pagabile da ciascun socio che vi si trova alla sua morte.[…]
Capitolo VII– Relazioni esterne della Società.
Art.68– La Società si ha una bandiera propria coi colori nazionali e col simbolo della fratellanza. Essa sarà affidata ad apposito portabandiera.
Art.69– La Società potrà scegliere una festa propria in memoria della fondazione di essa; e come tale sceglie il giorno otto di settembre che ricorre la festività di Maria SS.di Piedigrotta.[…]
Art.70– La Società ha lo scopo del mutuo soccorso e sarà estranea a qualunque politica che potrebbe essere ritenuta contraria alle leggi ed al Governo.
Art.71- Il presente Statuto è legge fondamentale di questa Società Operaia di Mutuo Soccorso e non va soggetto né a variazioni né a modifiche e tutti i soci presenti e futuri sono tenuti a riconoscerlo e scrupolosamente a rispettarlo
Leggere lo Statuto ancora oggi a distanza di oltre un secolo, non può che lasciarci stupiti per la integerrima moralità che i soci dovevano avere e per gli obiettivi che essi si ponevano. Ai giorni nostri una tale Istituzione così moralistica e altamente meritoria può sembrare forse anacronistica, ma ora così come allora uno sguardo ai quei principi morali e solidaristici sarebbe tanto importante quanto necessario per il progresso morale, sociale ed economico della nostra società. E per dare giusto onore e merito a quegli uomini che hanno contribuito con il loro impegno ed abnegazione al progresso della Città di Castronovo, è nostro desiderio riportarne i nomi così come si leggono dallo Statuto e che la loro opera sia di esempio per tutti coloro che ai giorni nostri antepongono i propri meschini interessi al bene comune e, miopi, non riescono a guardare al di là del loro orticello e per esso tramano, si sconfessano, si vendono. Per questa misera gente che i nomi di quelle degne persone suonino e servano da monito.
Soci Fondatori della Società Operaia di Mutuo Soccorso della Città Reale di Castronovo di Sicilia:
1.Anzalone Giuseppe fu Francesco; 2. Arnone Gaetano fu Salvatore; 3.Celauro Giuseppe di Biagio; 4.Caruso Giuseppe fu Bernardo; 5. Chibbaro Antonino fu Giovanni; 6. Colombo Giuseppe fu Antonino; 7. Conti Antonino di Giuseppe; 8.Conti Giuseppe fu Vitale;9.Di Buono Giuseppe fu Giuseppe; 10. Drago Antonino fu Francesco; 11.Gattuso Calogero di Salvatore; 12.Gattuso Giovanni fu Girolamo; 13.Giordano Antonino fu Salvatore; 14. Giudice Dott. Ignazio fu Giovanni;15.Licata Francesco fu Giuseppe; 16.Licata Giovanni fu Giuseppe; 17.Licata Luigi fu Giuseppe; 18.Lapone Antonino fu Giuseppe; 19.LIbrera Antonino fu Luigi; 20.Lino Giovanni di Francesco; 21.Lino Giuseppe fu Giuseppe; 22.Manto Salvatore fu Salvatore; 23. Militello Pietro fu Arcangelo;24. Milone Francesco fu Gabriele; 25.Pace Francesco fu Mariano; 26.Pace Michele fu Mariano; 28.Padrenostro Onofrio fu Luigi; 29. Pellitteri Rosario fu Calogero; 30.Rizzuto Giuseppe fu Antonino; 31.Riina Illuminato fu Calogero; 32.Riina Salvatore fu Calogero; 33. Romano Francesco fu Pietro; 34.Romano Giuseppe fu Pietro; 35.Scaglione Rosario fu Rosario; 36.Scibetta Salvatore fu Paolino; 37.Tirrito Francesco fu Vittorio; 38.Tirrito Luigi fu Vittorio; 39.Vinci Angelo fu Antonio; 40.Vinci Calogero fu Antonio; 41.Chibbaro Giuseppe fu Giovanni; 42.Pace Vitale fu Mariano; 43. Sesta Calogero fu Andrea; 44.Conti Vitale di Salvatore; 45.Conti Bernardo di Giuseppe; 46.Caruso Calogero fu Giuseppe; 47.Onorato Mariano fu Salvatore; 48.Sinatra Gaetano fu Rosario; 49.Anzalone Calogero fu Francesco; 50.Chibbaro Luigi fu Giovanni; 51.Sac.Giuseppe Traina; 52.Nicolosi Calcedonio di Francesco; 53.Giuseppe Traina fu Castrenze; 54.Anzalone Antonino fu Francesco;55.Terruso Biagio.
Questo articolo è pubblicato in Castronovo di Sicilia, DE CIVITATE CASTRONOVO DI GIUSEPPE BENINCASA JR da orizzontisicaniQuesto è il suo link permanente.

References: art.16

Art.17

Art.19

Art.20

Art.25

Art.26

Art.28

Art.29

Art.30

Art.31

Art.33

Art.68

Art.69

Art.70

Art.71