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Timestamp: 2013-06-20 01:39:27+00:00

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Assemblea nazionale - Costituzione del 4 ottobre 1958
> Italiano > Costituzione del 4 Ottobre 1958
La presente traduzione in lingua italiana � stata eseguita sotto la responsabilit� congiunta della Direzione della comunicazione e dell’informazione del Ministero degli Esteri, del Consolato Generale di Francia a Milano e del Servizio degli Affari Europei dell’Assemblea nazionale. Solo il testo francese fa fede.
1� Le versioni in carattere corsivo degli artt. 11, 71-1 e 73 della Costituzione entrano in vigore alle condizioni stabilite dalla legge e dalle leggi organiche necessarie alla loro applicazione in virt� dell'articolo 46 della legge costituzionale n� 2008-724 del 23 luglio 2008;
2� (Articolo 65)
3� (Articolo 88-5)
INDICE DEI TITOLI DELLA COSTITUZIONE
TITOLO I - Della sovranità (art. 2 a 4)
TITOLO II - Il Presidente della Repubblica (art. 5 a 19)
TITOLO III - Il Governo (art. 20 a 23)
TITOLO IV - Il Parlamento (art. 24 a 33)
TITOLO V - Rapporti tra il Parlamento e il Governo (art. 34 a 51-2)
TITOLO VI - Dei trattati ed accordi internazionali (art. 52 a 55)
TITOLO VII - Il Consiglio costituzionale (art. 56 a 63)
TITOLO VIII - Dell'autorità giudiziaria (art. 64 a 66-1)
TITOLO IX - L'Alta Corte di giustizia (art. 67 e 68)
TITOLO X - Della responsabilità penale dei membri del Governo (art. 68-1 a 68-3)
TITOLO XI - Il Consiglio economico e sociale (art. 69 a 71)
TITOLO XI BIS - Il difensore dei diritti
(art. 71-1)
TITOLO XII - Delle collettività territoriali (art. 72 a 75-1)
TITOLO XIII - Disposizioni transitorie relative alla Nuova Caledonia (articoli 76 a 77)
TITOLO XIV - Della Francofonia e degli accordi di associazione (articoli 87 a 88)
TITOLO XV - Dell'Unione europea (articoli 88-1 a 88-7)
TITOLO XVI - Della Revisione (art. 89)
TITOLO XVII - Abrogato
PREAMBOLO Il Popolo francese proclama solennemente la sua fedelt� ai diritti dell’uomo e ai principi della sovranit� nazionale definiti dalla Dichiarazione del 1789, confermata ed integrata dal preambolo della Costituzione del 1946 e ai diritti e doveri definiti nella Carta dell’ambiente del 2004.
Sulla base di questi principi e di quello della libera determinazione dei popoli, la Repubblica offre ai territori d’oltremare che manifestano la volont� di aderirvi nuove istituzioni fondate sull’ideale comune di libert�, di eguaglianza e di fraternit� e concepite ai fini della loro evoluzione democratica.
Articolo 1 La Francia � una repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura l’eguaglianza dinanzi alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di origine, di razza o di religione. Essa rispetta tutte le convinzioni. La sua organizzazione � decentrata.
La legge promuove l’uguaglianza di accesso delle donne e degli uomini ai mandati elettorali e alle funzioni elettive, nonch� alle responsabilit� professionali e sociali.
TITOLO I : Della sovranit� Articolo 2 Lingua ufficiale della Repubblica � il francese.
L’emblema nazionale � la bandiera tricolore, blu, bianca e rossa.
L’inno nazionale � la "Marseillaise".
Articolo 3 La sovranit� nazionale appartiene al popolo che la esercita per mezzo dei suoi rappresentanti e mediante referendum.
Nessuna frazione del popolo n� alcun individuo pu� attribuirsene l’esercizio.
Articolo 4 I partiti e i gruppi politici concorrono alla espressione del voto. Essi si formano ed esercitano la loro attivit� liberamente. Devono rispettare i principi della sovranit� nazionale e della democrazia.
Essi contribuiscono all’attuazione del principio enunciato al secondo comma dell’articolo 1�, alle condizioni stabilite dalla legge.
La legge garantisce le espressioni pluraliste delle opinioni e l’equa partecipazione dei partiti e gruppi politici alla vita democratica della Nazione. TITOLO II : Il Presidente della Repubblica Articolo 5 Il Presidente della Repubblica garantisce il rispetto della Costituzione. Mediante il suo arbitrato, assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuit� dello Stato.
Articolo 6 Il Presidente della Repubblica � eletto per cinque anni a suffragio universale diretto.
Non si possono esercitare pi� di due mandati consecutivi.
Articolo 7 Il Presidente della Repubblica � eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Se tale maggioranza non viene conseguita al primo scrutinio, si procede ad una nuova votazione il quattordicesimo giorno successivo. Possono presentarsi soltanto i due candidati che, qualora si siano ritirati i candidati pi� favoriti, abbiano raccolto il maggior numero di voti al
L’elezione del nuovo Presidente ha luogo non meno di venti giorni e non pi� di trentacinque giorni prima della scadenza dei poteri del Presidente in carica.
Nel caso di vacanza o quando l’impedimento � dichiarato definitivo dal Consiglio costituzionale, lo scrutinio per l’elezione del nuovo Presidente ha luogo, tranne in caso di forza maggiore riconosciuto dal Consiglio costituzionale, non meno di venti giorni e non pi� di trentacinque giorni dall’inizio della vacanza o della dichiarazione del carattere definitivo dell’impedimento.
Se, nei sette giorni che precedono il limite ultimo del deposito delle presentazioni delle candidature, una delle persone che, meno di trenta giorni prima di quella data, ha annunciato pubblicamente la sua decisione di essere candidata decede o si trova impedita, il Consiglio costituzionale pu� decidere di rinviare l’elezione.
Se, prima del primo scrutinio, uno dei candidati decede o ha qualche impedimento, il Consiglio costituzionale decide il rinvio dell’elezione.
In caso di decesso o di impedimento di uno dei due candidati pi� favoriti al primo scrutinio prima di eventuali ritiri, il Consiglio costituzionale dichiara la necessit� di dover procedere nuovamente al complesso delle operazioni elettorali; lo stesso avviene in caso di decesso o d’impedimento di uno dei due candidati rimasti in lizza per il secondo scrutinio.
In ogni caso, il Consiglio costituzionale � chiamato in causa alle condizioni previste al secondo comma dell’articolo 61 cui di seguito o a quelle stabilite per la presentazione di un candidato dalla legge organica prevista all’articolo 6 di cui sopra.
Il Consiglio costituzionale pu� prorogare i termini massimi previsti dai commi terzo e quinto senza che lo scrutinio possa aver luogo pi� di trentacinque giorni dopo la data della decisione del Consiglio costituzionale. Se l’applicazione delle disposizioni del presente comma ha come effetto quello di rinviare l’elezione ad una data posteriore alla scadenza dei poteri del Presidente in carica, questi continua ad esercitare le proprie funzioni fino alla proclamazione del suo successore.
Gli articoli 49 e 50 e l’articolo 89 della Costituzione non sono applicabili durante la vacanza della Presidenza della Repubblica n� durante il periodo che decorre fra la dichiarazione del carattere definitivo dell’impedimento del Presidente della Repubblica e l’elezione del suo successore.
Articolo 8 Il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro. Egli pone fine alle sue funzioni all’atto della presentazione delle dimissioni del Governo.
Articolo 10 Il Presidente della Repubblica promulga le leggi entro quindici giorni dalla trasmissione al Governo della legge definitivamente approvata.
Articolo 11 Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo durante le sessioni o su proposta congiunta delle due assemblee, pubblicate sul Journal Officiel, pu� sottoporre a referendum ogni disegno di legge concernente l’ordinamento dei pubblici poteri, le riforme relative alla politica economica o sociale della Nazione ed ai servizi pubblici che vi concorrono, o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato che, senza essere contrario alla Costituzione, potrebbe comunque incidere sul funzionamento delle istituzioni.
Quando il referendum porta all’adozione del disegno di legge, il Presidente della Repubblica promulga la legge entro quindici giorni dalla proclamazione dei risultati della consultazione. Articolo 11 ([1])
Il Presidente della Republica, su proposta del Governo durante le sessioni o su proposta congiunta delle due assemblee, pubblicata sul Journal Officiel, pu� sottoporre a referendum ogni disegno di legge concernente l’organizzazione dei pubblici poteri, le riforme relative alla politica economica, sociale o ambientale della Nazione ed ai servizi pubblici che vi concorrono, o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato che, senza essere contrario alla Costituzione, potrebbe comunque incidere sul funzionamento delle istituzioni.
Quando il referendum � indetto su proposta del Governo, questi fa, davanti a ciascuna assemblea, una dichiarazione che � seguita da dibattito.
Un referendum che verta su un argomento tra quelli indicati al primo comma pu� essere organizzato su iniziativa di un quinto dei membri del Parlamento, sostenuto da un decimo degli elettori iscritti alle liste elettorali. Tale iniziativa prende la forma di una proposta di legge e non pu� avere ad oggetto l’abrogazione di una disposizione legislativa promulgata da meno di un anno.
Le condizioni della presentazione e quelle alle quali il Consiglio costituzionale controlla il rispetto delle disposizioni del comma precedente vengono determinate con legge organica.
Se la proposta di legge non � stata esaminata dalle due assemblee entro il termine stabilito dalla legge organica, il Presidente della Repubblica la sottopone al referendum.
Se la proposta di legge non � adottata dal popolo francese, nessuna nuova proposta di referendum che verta sullo stesso argomento pu� essere presentata prima che siano trascorsi due anni dalla data della consultazione elettorale.
Se il risultato del referendum conduce all’adozione del disegno o della proposta di legge, il Presidente della Repubblica promulga la legge nei quindici giorni successivi la proclamazione dei risultati della consultazione.
Articolo 12 Il Presidente della Repubblica, sentito il Primo ministro e i Presidenti delle assemblee, pu� sciogliere l’Assemblea nazionale.
L’Assemblea nazionale � convocata di pieno diritto il secondo gioved� successivo alle elezioni. Se la convocazione cade in periodo diverso da quello previsto per la sessione ordinaria, una sessione della durata di quindici giorni ha luogo di diritto.
Non si pu� procedere ad un nuovo scioglimento durante l’anno che segue dette elezioni.
Il Presidente della Repubblica firma le ordinanze ed i decreti deliberati in Consiglio dei Ministri.
I consiglieri di Stato, il Gran Cancelliere della L�gion d’honneur, gli ambasciatori ed inviati straordinari, i consiglieri della Corte dei conti, i prefetti, i rappresentanti dello Stato nelle collettivit� d’oltremare disciplinate dall’articolo 74 ed in Nuova Caledonia, gli ufficiali generali, i rettori delle accademie, i direttori delle amministrazioni centrali sono nominati con delibera del Consiglio dei ministri.
Una legge organica determina le altre cariche alle quali si provvede con delibera del Consiglio dei ministri e le condizioni in cui il potere di nomina del Presidente della Repubblica pu� essere dallo stesso delegato ed esercitato in suo nome.
Una legge organica determina gli incarichi o funzioni, diversi da quelli di cui al terzo comma, per i quali, in ragione della loro importanza per la garanzia dei diritti e delle libert� o della vita economica e sociale della Nazione, il potere di nomina del Presidente della Repubblica si esercita dietro parere espresso della commissione permanente competente di ciascuna assemblea. Il Presidente della Repubblica non pu� procedere ad una nomina qualora la somma dei voti negativi espressi in ciascuna commissione rappresenti almeno i tre quinti dei suffragi espressi in seno alle due commissioni. La legge stabilisce le commissioni permanenti competenti a seconda degli incarichi o funzioni.
Articolo 14 Il Presidente della Repubblica accredita gli ambasciatori e gli inviati straordinari presso gli Stati esteri; gli ambasciatori e gli inviati straordinari stranieri sono accreditati presso di lui.
Articolo 15 Il Presidente della Repubblica � il capo delle Forze armate. Presiede i consigli e i comitati superiori della Difesa nazionale.
Articolo 16 Quando le istituzioni della Repubblica, l’indipendenza della nazione, l’integrit� del territorio o l’esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali � interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle circostanze dopo aver ufficialmente consultato il Primo ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio costituzionale.
L’Assemblea nazionale non pu� essere sciolta durante l’esercizio dei poteri eccezionali.
Passati trenta giorni di esercizio dei poteri eccezionali, il Consiglio costituzionale pu� essere incaricato dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, il Presidente del Senato, sessanta deputati o sessanta senatori, di verificare se le condizioni di cui al primo comma sussistano. Il Consiglio si pronuncia nel pi� breve tempo possibile tramite un parere pubblico. Procede di pieno diritto a tale esame e si pronuncia alle stesse condizioni allo scadere dei sessanta giorni di esercizio dei poteri eccezionali e in ogni altro momento oltre tale durata.
Articolo 17 Il Presidente della Repubblica ha il potere di concedere la grazia a titolo individuale
Articolo 18 Il Presidente della Repubblica comunica con le due assemblee del Parlamento mediante messaggi di cui � data lettura e che non danno luogo a dibattito.
Pu� intervenire di fronte al Parlamento riunito in seduta comune a tal fine. Il suo intervento pu� dar luogo, in sua assenza, ad un dibattito cui non segue alcun voto.
Fuori sessione, le Assemblee parlamentari sono riunite espressamente a tale effetto.
Articolo 19 Gli atti del Presidente della Repubblica diversi da quelli previsti dagli articoli 8 (primo comma), 11, 12, 16, 18, 54, 56 e 61 sono controfirmati dal Primo ministro e, se del caso, dai ministri responsabili.
Articolo 20 Il Governo determina e dirige la politica nazionale.
Articolo 21 Il Primo ministro dirige l’azione del Governo. � responsabile della Difesa nazionale. Assicura l’esecuzione delle leggi. Fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 13, esercita il potere regolamentare e attribuisce le cariche civili e militari.
Pu�, a titolo eccezionale, sostituirlo nella presidenza di un Consiglio dei ministri dietro delega espressa e per un ordine del giorno determinato.
Articolo 22 Gli atti del Primo ministro sono controfirmati, se del caso, dai ministri incaricati della loro esecuzione.
Articolo 23 Le funzioni di membro del Governo sono incompatibili con l’esercizio del mandato parlamentare, delle funzioni di rappresentanza professionale a carattere nazionale, di qualsiasi impiego pubblico o attivit� professionale.
La sostituzione dei membri del Parlamento ha luogo in conformit� alle disposizioni dell’articolo 25.
TITOLO IV : Il Parlamento Articolo 24 Il Parlamento vota le leggi. Controlla l’azione del Governo. Valuta le politiche pubbliche.
I deputati dell’Assemblea nazionale, il cui numero non pu� eccedere cinquecentosettantasette, sono eletti a suffragio diretto.
Il Senato, il cui numero dei membri non pu� eccedere trecentoquarantotto, � eletto a suffragio indiretto. Esso assicura la rappresentanza delle collettivit� territoriali della Repubblica.
Una legge organica stabilisce la durata dei poteri di ciascuna assemblea, il numero dei suoi membri, le loro indennit�, le condizioni di eleggibilit�, e il regime delle ineleggibilit� e delle incompatibilit�.
Essa stabilisce altres� le condizioni per l’elezione delle persone chiamate ad assicurare, in caso di vacanza del seggio, la sostituzione dei deputati e dei senatori fino al rinnovo generale o parziale dell’assemblea di appartenenza ovvero la loro sostituzione temporanea in caso di loro accettazione di incarichi di governo.
Una commissione indipendente, la cui composizione, regole di organizzazione e di funzionamento sono stabilite con legge, si pronuncia con un parere pubblico sui progetti di testo e proposte di legge delimitanti i collegi per l’elezione dei deputati o che modifichino le ripartizione dei seggi dei deputati o dei senatori.
Articolo 26 Nessun membro del Parlamento pu� essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per opinioni o voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni.
Nessun membro del Parlamento pu� essere soggetto, in materia penale, ad arresto o a qualsiasi altra misura privativa o restrittiva della libert� senza l’autorizzazione dell’ Ufficio di presidenza dell’assemblea di appartenenza. Detta autorizzazione non � richiesta in caso di flagranza o di condanna definitiva.
La detenzione, le misure privative o restrittive della libert� o l’azione penale nei confronti di un membro del Parlamento sono sospese per la durata della sessione qualora l’assemblea alla quale appartiene lo richieda.
Articolo 27 Il mandato imperativo � nullo.
La legge organica pu� autorizzare eccezionalmente la delega del voto. In tal caso nessuno pu� ricevere in delega pi� di un mandato.
Articolo 28 Il Parlamento si riunisce di pieno diritto in una sessione ordinaria che ha inizio il primo giorno lavorativo di ottobre e si conclude l’ultimo giorno lavorativo di giugno.
La sessione ordinaria in ciascuna assemblea non pu� superare i centoventi giorni di seduta. Le settimane di seduta sono stabilite da ciascuna assemblea.
Il Primo ministro, consultato il Presidente dell’assemblea interessata, o la maggioranza dei membri di ciascuna assemblea, pu� decidere la convocazione di giorni supplementari di seduta.
Articolo 29 Il Parlamento si riunisce in sessione straordinaria su richiesta del Primo Ministro o della maggioranza dei membri componenti l’Assemblea nazionale, su un ordine del giorno determinato.
Quando la sessione straordinaria � tenuta su richiesta dei membri dell’Assemblea nazionale, il decreto di chiusura ha effetto solo dopo che il Parlamento abbia esaurito l’ordine del giorno per il quale � stato convocato e al pi� tardi il dodicesimo giorno successivo a quello della prima seduta.
Articolo 30 Esclusion fatta dei casi in cui il Parlamento si riunisce di pieno diritto, le sessioni straordinarie sono aperte e chiuse con decreto del Presidente della Repubblica.
Articolo 31 I membri del Governo hanno accesso alle due assemblee. Sono ascoltati quando lo richiedono.
Articolo 32 Il Presidente dell'Assemblea nazionale � eletto per la durata della legislatura. Il Presidente del Senato � eletto dopo ogni rinnovo parziale.
Articolo 33 Le sedute delle due assemblee sono pubbliche. Il resoconto integrale dei dibattiti � pubblicato nel Journal Officiel.
TITOLO V : Rapporti tra il Parlamento e il Governo Articolo 34 La legge stabilisce le norme concernenti :
- i diritti civili e le garanzie fondamentali accordate ai cittadini per l’esercizio delle pubbliche libert�; la libert�, il pluralismo e l’indipendenza dei media; gli obblighi imposti dalla Difesa nazionale ai cittadini relativamente alla loro persone ed ai loro beni ;
- la cittadinanza, lo stato e la capacit� delle persone, il regime matrimoniale, le successioni ed elargizioni ;
- la descrizione dei reati nonch� delle pene applicabili; la procedura penale; l’amnistia; la creazione di nuovi ordini giurisdizionali e lo stato giuridico dei magistrati ;
- la base imponibile, l’aliquota e le modalit� di riscossione delle imposte di ogni tipo; il regime di emissione della moneta.
- il sistema elettorale delle assemblee parlamentari delle assemblee locali e delle istanze rappresentative dei francesi stabiliti fuori di Francia nonch� le condizioni di esercizio dei mandati elettorali e delle funzioni elettive dei membri delle assemblee deliberanti delle collettivit� territoriali; ;
- la creazione di categorie di enti pubblici ;
- le garanzie fondamentali riconosciute ai funzionari civili e militari dello Stato ;
- le nazionalizzazioni di imprese e i trasferimenti di propriet� di imprese del settore pubblico al settore privato.
- dell’organizzazione generale della Difesa nazionale ;
- della autonomia amministrativa delle collettivit� territoriali, delle loro competenze e risorse ;
- dell’insegnamento ;
- della tutela dell’ambiente ;
- del regime della propriet�, dei diritti reali e degli obblighi civili e commerciali ;
- del diritto del lavoro, del diritto sindacale e della previdenza sociale.
Articolo 34-1
Le assemblee possono votare risoluzioni alle condizioni stabilite con legge organica.
Sono irricevibili e non possono essere iscritte all’ordine del giorno le proposte di risoluzione nei cui confronti il Governo ritenga che la loro adozione o rigetto possa essere di natura tale da mettere in causa la sua responsabilit� o che esse contengano ingiunzioni nei suoi confronti.
Il Governo informa il Parlamento della sua decisione di far intervenire le forze armate all’estero, al pi� tardi tre giorni dopo l’inizio dell’intervento. Il Governo specifica gli obiettivi perseguiti. Tali informazioni possono dar luogo a dibattito senza che si proceda ad alcuna votazione.
Se la durata dell’intervento supera i quattro mesi, il Governo sottopone il suo prolungamento all’autorizzazione del Parlamento. Pu� chiedere all’Assemblea Nazionale di decidere in ultima istanza.
Se il Parlamento non � in sessione allo scadere dei quattro mesi, si pronuncia all’apertura della sessione seguente. Articolo 36
Lo stato d’assedio � decretato dal Consiglio dei ministri.
I testi in forma legislativa esistenti in tali materie possono essere modificati mediante decreto, sentito il parere del Consiglio di Stato. Qualora tali testi fossero approvati dopo l’entrata in vigore della presente Costituzione potranno essere modificati con decreto solo dopo che il Consiglio costituzionale abbia dichiarato che essi sono di natura regolamentare, in virt� del comma precedente.
Il Governo pu�, per l’esecuzione del suo programma, richiedere al Parlamento l’autorizzazione ad emanare con ordinanze, entro un termine stabilito, provvedimenti su misure che sono normalmente riservate alla legge.
Dette ordinanze sono deliberate dal Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato. Esse entrano in vigore con la loro pubblicazione, ma decadono se il progetto di legge di ratifica non � presentato al Parlamento entro la data stabilita dalla legge di autorizzazione. Possono essere ratificate solo espressamente.
L’iniziativa delle leggi appartiene congiuntamente al Primo ministro e ai membri del Parlamento.
I disegni di legge sono deliberati dal Consiglio dei ministri sentito il Consiglio di Stato e presentati alla presidenza di una delle due assemblee. I disegni di legge finanziaria e di finanziamento della previdenza sociale sono presentati in primo luogo all’Assemblea nazionale. Fatto salvo il primo capoverso dell’articolo 44, i progetti di legge il cui oggetto principale riguardi l’organizzazione delle collettivit� territoriali sono presentati prima al Senato.
Alle condizioni previste dalla legge, il Presidente di una assemblea pu� sottoporre per parere al Consiglio di Stato, prima del suo esame in commissione, una proposta di legge depositata da uno dei suoi membri, a meno che quest’ultimo non vi si opponga.
Le proposte e gli emendamenti formulati dai membri del Parlamento non sono accettabili allorquando la loro adozione abbia per conseguenza una diminuzione delle entrate pubbliche, ovvero la creazione o l’aggravio di un onere pubblico.
Se nel corso dell’iter legislativo risulta che una proposta o un emendamento riguardino una materia non riservata alla legge, o siano in contrasto con una delega accordata in virt� dell’articolo 38, il Governo o il Presidente dell’Assemblea incaricata possono opporre l’irricevibilit�.
La discussione dei disegni e delle proposte di legge verte, in aula, sul testo adottato dalla commissione che ne � investita in applicazione dell’art. 43 ovvero, in mancanza, sul testo di cui l’Assemblea � stata investita.
La discussione in aula, in prima lettura, di un disegno o di una proposta di legge pu� aver luogo, dinanzi alla prima assemblea investita, solo dopo lo scadere del termine di sei settimane successive al suo deposito. Pu� aver luogo, dinanzi alla seconda assemblea investita, solo allo scadere del termine di quattro settimane a partire dalla sua trasmissione.
Il comma precedente non si applica se sia stata avviata la procedura accelerata alle condizioni di cui all’articolo 45. Non si applica altres� ai disegni di legge finanziaria, ai disegni di legge di finanziamento della previdenza sociale ed ai disegni relativi allo stato di crisi.
I disegni e le proposte di legge sono inviati per l’esame ad una delle commissioni permanenti il cui numero � limitato a otto per ciascuna assemblea.
Se il Governo o l’assemblea che ne � investita ne fanno richiesta, i disegni e le proposte di legge sono inviati per l’esame ad una commissione espressamente istituita a tal fine.
I membri del Parlamento e il Governo hanno diritto di presentare emendamenti. Tale diritto si esercita in aula o in commissione secondo le condizioni stabilite dai regolamenti delle assemblee, nel quadro stabilito con legge organica.
Dopo l’apertura del dibattito, il Governo pu� opporsi all’esame degli emendamenti che non siano stati precedentemente sottoposti alla commissione.
Ogni disegno o proposta di legge � esaminato successivamente nelle due assemblee del Parlamento in vista dell’adozione di un identico testo. Fatta salva l’applicazione degli articoli 40 e 41, un emendamento � ricevibile in prima lettura se presenta un collegamento, anche indiretto, con il testo depositato o trasmesso.
Quando, per disaccordo tra le due assemblee, un disegno o una proposta di legge non risulta adottato dopo due letture da parte di ciascuna assemblea, o, se il Governo ha deciso di avviare la procedura accelerata senza che le Conferenze dei presidenti vi si siano opposte congiuntamente, dopo una sola lettura da parte di ciascuna di esse, il Primo ministro o, per una proposta di legge, i Presidenti delle due assemblee che agiscono congiuntamente, hanno la facolt� di convocare una commissione mista paritetica incaricata di proporre un testo sulle disposizioni rimaste in sospeso.
Il testo elaborato dalla commissione mista pu� essere sottoposto dal Governo all’approvazione delle due assemblee. Non sono ammessi emendamenti, se non dietro assenso del Governo.
Se la commissione mista non raggiunge l’accordo su un testo comune o se il testo non � adottato alle condizioni previste dal comma precedente, il Governo pu�, dopo una nuova lettura da parte della Assemblea nazionale e del Senato, richiedere all’Assemblea nazionale di decidere in via definitiva. In tal caso, l’Assemblea nazionale pu� riprendere il testo elaborato dalla commissione mista, ovvero l’ultimo testo da essa votato, eventualmente come modificato da uno o pi� emendamenti adottati dal Senato.
Il disegno o la proposta non possono, in prima lettura, essere sottoposti alla decisione ed al voto delle assemblee prima che siano trascorsi i termini stabiliti dal terzo comma dell’articolo 42. Tuttavia, se la procedura accelerata � stata avviata alle condizioni di cui all’articolo 45, il disegno o la proposta non possono essere sottoposti alla decisione della prima assemblea investita prima che siano trascorsi quindici giorni dalla sua presentazione.
E’ applicabile la procedura di cui all’articolo 45. Tuttavia, in mancanza di accordo fra le due assemblee, il testo � adottato dalla Assemblea nazionale in ultima lettura solo con la maggioranza assoluta dei suoi membri.
Le leggi organiche relative al Senato devono essere votate nello stesso testo dalle due assemblee.
Se l’Assemblea nazionale non si pronuncia in prima lettura nel termine di quaranta giorni dalla presentazione di un disegno di legge, il Governo ne investe il Senato che deve deliberare nel termine di quindici giorni. Si procede quindi secondo le modalit� previste all’articolo 45.
Se la legge finanziaria che stabilisce le entrate e le spese di un esercizio non � presentata in tempo utile per essere promulgata prima dell’inizio dell’esercizio stesso, il Governo richiede con urgenza al Parlamento l’autorizzazione a riscuotere le imposte e stanzia con decreto i fondi relativi agli impegni di spesa gi� approvati.
Articolo 47-1.
Se l’Assemblea nazionale non si � pronunciata in prima lettura entro un termine di venti giorni dalla presentazione di un disegno, il Governo incarica il Senato il quale deve deliberare entro il termine di quindici giorni. Si procede successivamente alle condizioni previste all’articolo 45.
I termini previsti al presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non � in sessione e, per ciascuna assemblea, nel corso delle settimane durante le quali le stesse hanno deciso di non tenere seduta, in conformit� al secondo comma dell’articolo 28.
La Corte dei Conti assiste il Parlamento nel controllo dell’azione del Governo. Assiste il Parlamento ed il Governo nel controllo della esecuzione della legge finanziaria e dell’applicazione delle leggi di finanziamento della previdenza sociale nonch� nella valutazione delle politiche pubbliche. Contribuisce, tramite le sue relazioni, rese pubbliche, alla informazione dei cittadini.
Fatta salva l’applicazione degli ultimi tre commi dell’articolo 28, l’ordine del giorno � stabilito da ciascuna assemblea.
Due settimane di seduta su quattro sono riservate in via prioritaria, e secondo l’ordine stabilito dal Governo, all’esame dei testi e ai dibattiti di cui esso richieda l’iscrizione all’ordine del giorno. Inoltre, l’esame dei progetti di legge finanziaria, dei progetti di leggi di finanziamento della previdenza sociale, e fatte salve le disposizioni del comma successivo, dei testi trasmessi dall’altra assemblea trascorse almeno sei settimane, dei progetti relativi allo stato di crisi e alle richieste di autorizzazione quali previste dall’articolo 35 �, su richiesta del Governo, iscritto in via prioritaria all’ordine del giorno.
Una settimana de seduta su quattro � riservata in via prioritaria e nell’ordine stabilito da ciascuna assemblea al controllo dell’azione del governo e alla valutazione delle politiche pubbliche. Una settimana di seduta su quattro � riservata in via prioritaria, e nell’ordine stabilito da ciascuna assemblea, all’iniziativa dei gruppi dell’opposizione dell’assemblea interessata e a quella dei gruppi minoritari.
Almeno una seduta a settimana, anche durante le sessioni straordinarie di cui all’articolo 29, � riservata in via prioritaria alle interrogazioni dei membri del Parlamento ed alle risposte del Governo.
Il Primo ministro, dietro deliberazione del Consiglio dei ministri, impegna dinanzi all’Assemblea nazionale la responsabilit� del Governo sul suo programma o eventualmente su una dichiarazione di politica generale.
L’Assemblea nazionale chiama in causa la responsabilit� del Governo mediante la votazione di una mozione di sfiducia. Tale mozione � ammissibile solo se sottoscritta da almeno un decimo dei membri dell’Assemblea nazionale. La votazione pu� aver luogo trascorse quarantotto ore dalla presentazione della mozione. Sono computati solo i voti favorevoli alla mozione di sfiducia che � approvata a maggioranza dei membri componenti l’Assemblea nazionale. Salvo il caso previsto al comma sottostante, un deputato non pu� essere firmatario di pi� di tre mozioni di sfiducia nel corso di una stessa sessione ordinaria e di non pi� di una nel corso di una stessa sessione straordinaria.
Il Primo ministro pu�, dietro deliberazione del Consiglio dei ministri, impegnare la responsabilit� del Governo dinanzi all’Assemblea nazionale sul voto di un progetto di legge finanziaria o di finanziamento della previdenza sociale. In tal caso, detto progetto � considerato adottato, salvo il caso in cui una mozione di sfiducia, presentata nel termine di ventiquattro ore, venga votata alle condizioni previste dal comma precedente. Il Primo Ministro pu�, inoltre, ricorrere a tale procedura per un altro disegno o per una proposta di legge a sessione.
Il Primo ministro ha facolt� di chiedere al Senato l’approvazione di una dichiarazione di politica generale.
Articolo 50 Se l’Assemblea nazionale adotta una mozione di sfiducia, respinge il programma o una dichiarazione di politica generale del Governo, il Primo ministro deve presentare al Presidente della Repubblica le dimissioni del Governo.
Articolo 50-1 Dinanzi all’una o l’altra assemblea, il Governo pu�, di sua iniziativa o su richiesta di un gruppo parlamentare ai sensi dell’articolo 51-1, fare, su un argomento determinato, una dichiarazione che dia luogo a dibattito e pu�, se cos� decide, essere oggetto di una votazione senza impegnare la sua responsabilit�.
La chiusura della sessione ordinaria o delle sessioni straordinarie � ritardata di diritto per consentire, ove necessario, l’applicazione dell’articolo 49. A tal fine, possono essere tenute di diritto sedute supplementari.
Articolo 51-1 Il regolamento di ciascuna assemblea stabilisce i diritti dei gruppi parlamentari costituiti al suo interno. Riconosce diritti specifici ai gruppi di opposizione dell’assemblea interessata cos� come ai gruppi minoritari.
Articolo 51-2 Per l’esercizio delle missioni di controllo e di valutazione di cui al primo comma dell’articolo 24, � possibile istituire commissioni di inchiesta in ciascuna assemblea per raccogliere, alle condizioni previste dalla legge, elementi di informazione.
TITOLO VI : Dei trattati ed accordi internazionali Articolo 52 Il Presidente della Repubblica negozia e ratifica i trattati.
Articolo 53 I trattati di pace, i trattati di commercio, i trattati o accordi relativi all’organizzazione internazionale, quelli che impegnano le finanze dello Stato, quelli che modificano disposizioni di natura legislativa, quelli relativi allo status delle persone e quelli che comportano cessione, scambio o aggregazione di territori, possono essere ratificati o approvati solo in virt� di una legge.
Articolo 53-1 La Repubblica pu� stipulare, con gli Stati europei legati da identici impegni in materia d’asilo e di tutela dei diritti dell’uomo e delle libert� fondamentali, accordi che fissino le rispettive competenze riguardo all’esame delle richieste d’asilo presentate.
Articolo 53-2 La Repubblica pu� riconoscere la giurisdizione della Corte Penale Internazionale alle condizioni di cui al trattato firmato in data 18 luglio 1998.
Qualora il Consiglio costituzionale, incaricato dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro, dal Presidente di una delle due assemblee, da sessanta deputati o sessanta senatori, dichiari che un impegno internazionale contiene clausole contrarie alla Costituzione, l’autorizzazione a ratificare o ad approvare l’impegno internazionale in questione pu� intervenire solo dopo revisione della Costituzione.
Articolo 54 Qualora il Consiglio costituzionale, incaricato dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro, dal Presidente di una delle due assemblee, da sessanta deputati o sessanta senatori, dichiari che un impegno internazionale contiene clausole contrarie alla Costituzione, l’autorizzazione a ratificare o ad approvare l’impegno internazionale in questione pu� intervenire solo dopo revisione della Costituzione.
I trattati o accordi regolarmente ratificati o approvati hanno, una volta pubblicati, efficacia superiore a quella delle leggi, con riserva, per ciascuno accordo o trattato, della sua applicazione dall’altra Parte.
Articolo 56 Il Consiglio costituzionale comprende nove membri, il cui mandato dura nove anni e non � rinnovabile. Il Consiglio costituzionale si rinnova per un terzo ogni tre anni. Dei suoi membri, tre sono nominati dal Presidente della Repubblica, tre dal Presidente dell’Assemblea nazionale, tre dal Presidente del Senato. La procedura di cui all’ultimo comma dell’articolo 13 � applicabile a tali nomine. Le nomine effettuate dal Presidente di ciascuna assemblea sono sottoposte esclusivamente al parere della commissione permanente competente dell’assemblea interessata.
Articolo 61 Le leggi organiche, prima della loro promulgazione, le proposte di legge di cui all’articolo 11 prima di essere sottoposte a referendum, e i regolamenti delle assemblee parlamentari, prima della loro entrata in vigore, devono essere sottoposti al Consiglio costituzionale che si pronuncia sulla loro conformit� alla Costituzione.
Articolo 61-1
Qualora, in occasione di un procedimento in corso dinanzi ad una giurisdizione, si sostenga che una disposizione di legge porti pregiudizio ai diritti e alle libert� garantiti dalla Costituzione, il Consiglio costituzionale pu� essere incaricato di tale questione su rinvio del Consiglio di Stato o della Corte di Cassazione che si pronuncia entro un termine stabilito.
Articolo 62 Una disposizione dichiarata incostituzionale in virt� dell’articolo 61 non pu� essere promulgata n� applicata.
Una disposizione dichiarata incostituzionale in virt� dell’articolo 61-1 � abrogata a partire dalla pubblicazione della decisione dle Consiglio Costituzionale o in altra data successiva quale stabilita da tale decisione. Il Consiglio Costituizonale stabilisce le condizioni ed i limiti ai quali gli effetti prodotti da tale disposizione possono essere rimessi in causa.
Una legge organica determina le norme d’organizzazione ed di funzionamento del Consiglio costituzionale, la procedura per adirlo e, in particolare, i termini per investirlo delle contestazioni elettorali.
Il Presidente della Repubblica � garante dell’indipendenza dell’autorit� giudiziaria.
Articolo 65 ([1])
Il Consiglio superiore della magistratura comprende due sezioni, una competente per i magistrati giudicanti, l’altra per i magistrati della procura.
La sezione competente per i magistrati giudicanti � presieduta dal primo presidente della Corte di Cassazione. Comprende, inoltre, cinque magistrati giudicanti ed un magistrato della procura, un consigliere di Stato, designato dal Consiglio di Stato, un avvocato e sei personalit� qualificate non appartenenti n� al Parlamento n� all’ordine giudiziario,n� all’ordine amministrativo. Il Presidente della Repubblica, il Presidente dell’Assemblea nazionale e il Presidente del Senato designano, ciascuno, due personalit� qualificate.La procedura prevista all’ultimo comma dell’articolo 13� applicabile alla nomina di personalit� qualificate. Le nomine effettuate dal Presidente di ciascuna assemblea del Parlamento sono sottoposte esclusivamente al parere della commissione permanente competente ( per materia) dell’assemblea interessata.
La sezione competente per i magistrati della procura � presieduta dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Comprende, inoltre, cinque magistrati della procura ed un magistrato giudicante, nonch� il consigliere di Stato, l’avvocato e le sei personalit� qualificate citate al secondo comma.
La sezione del Consiglio superiore della magistratura competente per i magistrati giudicanti formula proposte per le nomine dei magistrati giudicanti nella Corte di cassazione, di Primo presidente di Corte d’appello e di Presidente di tribunale di grande istanza. Gli altri magistrati giudicanti sono nominati su suo parere conforme.
La sezione del Consiglio superiore della magistratura competente per i magistrati della procura d� il proprio parere sulle nomine relative ai magistrati della procura.
La sezione del Consiglio superiore della magistratura competente per magistrati giudicanti delibera come consiglio di disciplina dei magistrati giudicanti. In tale caso essa si compone, oltre ai membri citati al secondo comma ,del magistrato giudicante membro della sezione competente per i magistrati della procura.
La formazione del Consiglio superiore della magistratura competente per i magistrati della procura d� il proprio parere sulle sanzioni disciplinari che li riguardino. In tale caso essa si compone, oltre ai membri citati al terzo comma, del magistrato della procura membro della sezione competente per i magistrati giudicanti.
Il Consiglio superiore della magistratura si riunisce in formazione plenaria per rispondere alle richieste di parere formulate dal Presidente della Republica ai sensi dell’articolo 64. Si pronuncia, con la stessa formazione, sulle questioni relative alla deontologia dei magistrati e su ogni altra questione relativa al funzionamento della giustizia se cos� investito dal Ministro della Giustizia. La formazione plenaria consiste di tre dei cinque magistrati giudicanti citati al secondo comma, tre dei cinque magistrati della procura di cui al terzo comma, e del consigliere di Stato, l’avvocato e le sei personalit� qualificate di cui al secondo comma. E’ presieduta dal Primo presidente della Corte di Cassazione, che pu� sostituire il Procuratore generale presso tale tribunale.
Tranne che in materia disciplinare, il Ministro della Giustizia pu� partecipare alle sedute delle sezioni del Consiglio superiore della Magistratura.
Il Consiglio superiore della Magistratura pu� essere adito da una parte in giudizio alle condizioni stabilite con legge organica
Le modalit� d’applicazione del presente articolo sono stabilite con legge organica.
Articolo 66 Nessuno pu� essere detenuto arbitrariamente.
L’autorit� giudiziaria, garante della libert� individuale, assicura il rispetto di questo principio alle condizioni previste dalla legge.
Articolo 66-1
Articolo 67 Il Presidente della Repubblica non � responsabile degli atti compiuti in quanto tale, su riserva dei provvedimenti esplicitati negli articoli 53-2 e 68.
Non puo’ essergli richiesto, durante il suo mandato e di fronte a nessuna giurisdizione o autorit� amministrativa francese di testimoniare. Egli non puo’ essere oggetto di un’azione in giustizia, di un’indagine, di un atto di istruzione giudiziaria o di citazione. Sono sospesi nei suoi riguardi tutti i termini di prescrizione o di decadenza.
Articolo 68 Il Presidente della Repubblica puo’ essere destituito solo in caso di mancanza ai propri doveri incompatibile con l’esercizio del proprio mandato. La destituzione viene pronunciata dal Parlamento riunito in Alta Corte di Giustizia.
L’Alta Corte � presieduta dal Presidente dell’Assemblea nazionale. Essa delibera entro un mese, con voto a scheda segreta, sulla eventuale destituzione. La sua decisione ha effetto immediato.
Le decisioni prese in applicazione del presente articolo richiedono una maggioranza dei due terzi dei rappresentanti che compongono l’assemblea interessata o l’Alta Corte di Giustizia. E’ vietato delegare il proprio voto. Vengono scrutinati unicamente i voti favorevoli alla proposta di riunione dell’Alta Corte di giustizia o alla destituzione. Una legge organica stabilisce le condizioni di modifica del presente articolo.
I membri del Governo sono penalmente responsabili degli atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni e qualificati come reati nel momento in cui sono commessi.
La Corte di giustizia della Repubblica � vincolata dalla descrizione dei reati nonch� dalla determinazione delle pene previste dalla legge.
La Corte di giustizia della Repubblica comprende quindici giudici: dodici parlamentari, eletti nel proprio seno e in numero uguale, dall’Assemblea nazionale e dal Senato dopo ogni rinnovo generale o parziale delle assemblee stesse e tre magistrati giudicanti della Corte di cassazione, di cui uno presiede la Corte di giustizia della Repubblica.
Chiunque si ritenga leso da un reato commesso da un membro del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni pu� sporgere denuncia presso un’apposita commissione delle istanze.
Detta commissione ordina l’archiviazione della procedura, oppure la trasmissione della stessa al Procuratore generale presso la Corte di cassazione ai fini del ricorso alla Corte di giustizia della Repubblica.
Il Procuratore generale presso la Corte di cassazione pu� altres� presentare ricorso d’ufficio alla Corte di giustizia della Repubblica su parere favorevole della commissione delle istanze.
Il Consiglio economico, sociale e ambientale, su richiesta del Governo, d� il proprio parere sui disegni di legge, ordinanze e decreti, nonch� sulle proposte di legge che gli sono sottoposte.
Un membro del Consiglio economico, sociale e ambientale pu� essere designato dallo stesso ad esporre dinanzi alle assemblee parlamentari il parere del Consiglio sui progetti o le proposte che gli sono sottoposti.
Il Consiglio economico, sociale e ambientale pu� essere adito, attraverso una petizione alle condizioni stabilite con legge organica. Una volta esaminata la petizione, informa il Governo ed il Parlamento dei seguiti che propone vi si diano.
Il Consiglio economico, sociale e ambientale pu� essere consultato dal Governo e dal Parlamento su qualsiasi problema di carattere economico, sociale o ambientale. Il Governo pu� altres� consultarlo in merito ai disegni di legge di programmazione che definiscano gli orientamenti pluriannuali della finanza pubblica. Qualsiasi piano o disegno di legge programmatica a carattere economico, sociale o ambientale � ad esso sottoposto per il parere.
La composizione del Consiglio economico, sociale e ambientale, il cui numero di membri non pu� superare i centotrentatre, e le norme del suo funzionamento sono stabilite con legge organica.
TITOLO XI BIS : Il difensore dei diritti
Articolo 71-1([1])
Il Difensore dei diritti vigila sul rispetto dei diritti e delle libert� da parte delle amministrazioni dello Stato, le collettivit� territoriali, gli istituti pubblici e di qualsiasi organismo incaricato di una missione di servizio pubblico, o al quale una legge organica abbia attribuito competenze.
Pu� essere adito, alle condizioni stabilite con legge organica, da chi si senta leso dal funzionamento di un servizio pubblico o di uno degli organi di cui al primo comma. Pu� convocarsi d’ufficio.
La legge organica definisce le attribuzioni e le modalit� di intervento del Difensore dei diritti. Stabilisce le condizioni alle quali il Difensore pu� essere assistito da un collegio per l’espletamento di alcune delle sue attribuzioni.
Il Difensore dei diritti � nominato dal Presidente della Repubblica per un mandato di sei anni non rinnovabile, in seguito all’applicazione della procedura di cui all’ultimo comma dell’articolo 13. Le sue funzioni sono incompatibili con quelle di membro del Governo e di membro del Parlamento. Le altre forme di incompatibilit� sono stabilite con legge organica.
Il Difensore dei diritti rende conto della sua attivit� al Presidente della Repubblica ed al Parlamento.
Articolo 72 Le collettivit� territoriali della Repubblica sono i comuni, i dipartimenti, le regioni, le collettivit� a statuto particolare e le collettivit� d’oltremare disciplinate dall’articolo 74. Qualsiasi collettivit� territoriale � creata per legge, se del caso in luogo di una o pi� delle collettivit� di cui al presente capoverso.
Le collettivit� territoriali sono preposte ad adottare le decisioni relative all’insieme delle competenze che possono meglio essere attuate al loro livello.
Alle condizioni previste dalla legge, tali collettivit� si amministrano liberamente tramite consigli eletti e dispongono di un potere regolamentare per l’esercizio delle loro competenze.
Alle condizioni previste con legge organica, e tranne qualora siano in causa le condizioni essenziali di esercizio di una libert� pubblica o di un diritto costituzionalmente garantito, le collettivit� territoriali o loro raggruppamenti possono, laddove, a seconda del caso, la legge o il regolamento lo prevedano, derogare, a titolo sperimentale e per un oggetto ed una durata limitati, alle disposizioni di legge o di regolamento che disciplinano l’esercizio delle loro competenze.
Nessuna collettivit� territoriale pu� esercitare forme di tutela su un’altra. Tuttavia, laddove l’esercizio di una competenza richieda il concorso di pi� collettivit� territoriali, la legge pu� autorizzare una di esse o uno dei loro raggruppamenti ad organizzare le modalit� della loro azione comune.
Articolo 72-1
La legge stabilisce le condizioni alle quali gli elettori di ogni collettivit� territoriale possono, esercitando il diritto di petizione, richiedere l’iscrizione all’ordine del giorno dell’assemblea deliberante della stessa di una questione che ricada nell’ambito della sua competenza.
Alle condizioni previste dalla legge organica, i progetti di delibera o di atto ricadenti nell’ambito delle competenze di una collettivit� territoriale possono, su iniziativa di quest’ultima, essere sottoposti, tramite referendum, alla decisione degli elettori di tale collettivit�.
Articolo 72-2
Il gettito fiscale e le altre risorse proprie delle collettivit� territoriali rappresentano, per ogni categoria di collettivit�, una parte determinante dell’insieme delle loro risorse. La legge organica fissa le condizioni alle quali tale norma trova attuazione.
I trasferimenti di competenze tra Stato e collettivit� territoriali sono accompagnati dall’attribuzione di risorse equivalenti a quelle che erano stabilite per il loro esercizio. La creazione o estensione di competenze la cui conseguenza sia quella di aumentare le spese delle collettivit� territoriali � accompagnata dalle risorse stabilite dalla legge.
La legge prevede meccanismi di perequazione destinati a favorire l’eguaglianza tra le collettivit� territoriali.
Articolo 72-3 La repubblica riconosce, in seno al popolo francese, le popolazioni d’oltremare, in un ideale comune di libert�, uguaglianza e fraternit�.
La Guadalupa, la Guyana, la Martinica, La R�union, Mayotte, Saint-Barth�lemy, Saint Martin, Saint-Pierre e Miquelon, le isole Wallis e Futuna e la Polinesia francese sono disciplinate dall’articolo 73 per quanto riguarda i dipartimenti e le regioni d’oltremare, nonch� per le collettivit� locali create in applicazione dell’ultimo capoverso dell’articolo 73, e dall’articolo 74 per le altre collettivit�.
Articolo 72-4
Nessun cambiamento, per tutta o parte di una delle collettivit� di cui al secondo capoverso dell’articolo 72 – 3, da uno verso l’altro dei regimi previsti dagli articoli 73 e 74 pu� essere apportato senza che il preventivo assenso degli elettori della collettivit� o della parte di collettivit� interessata non sia stato accertato conformemente alle condizioni stabilite nel paragrafo seguente. Tale cambiamento di regime � stabilito con legge organica.
Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo nel corso delle sessioni o su proposta congiunta delle due assemblee, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, pu� determinare di consultare gli elettori di una collettivit� territoriale situata oltremare su una questione relativa alla sua organizzazione, alle sue competenze ovvero al suo regime legislativo. Se la consultazione verte su un cambiamento tra quelli previsti al paragrafo precedente ed � organizzata su proposta del governo, quest’ultimo rende una dichiarazione, di fronte a ciascuna assemblea, cui segue un dibattito.
Articolo 73 Nei dipartimenti e nelle regioni d’oltremare, le leggi e regolamenti sono applicabili di pieno diritto. Essi possono essere oggetto di adattamenti in considerazione delle caratteristiche e vincoli particolari di tali collettivit�.
Tali norme non possono riguardare la cittadinanza, i diritti civili, le garanzie delle libert� pubbliche, lo status e la capacit� delle persone, l’organizzazione della giustizia, il diritto penale, la procedura penale, la politica estera, la difesa, la sicurezza e l’ordine pubblico, la moneta, il credito ed i cambi, nonch� il diritto elettorale. Tale elenco potr� essere precisato ed integrato con legge organica.
La disposizione di cui ai due paragrafi precedenti non � applicabile al dipartimento ed alla regione di La R�union.
La creazione con legge di una collettivit� che si sostituisca ad un dipartimento o ad una regione d’oltremare, ovvero l’istituzione di una assemblea deliberante unica per tali due collettivit� non pu� intervenire senza che sia stato accertato, secondo le forme di cui al secondo capoverso dell’articolo 72-4, il consenso degli elettori iscritti nell’ambito di tali collettivit�.
Articolo 73([1]) Nei dipartimenti e nelle regioni d’oltremare, le leggi e regolamenti sono applicabili di pieno diritto. Essi possono essere oggetto di adattamenti in considerazione delle caratteristiche e vincoli particolari di tali collettivit�.
Tali adattamenti possono essere stabiliti dalle collettivit� stesse nelle materie in cui esse esercitano le loro competenze, a condizione che vi siano abilitate, a seconda del caso, per legge o per regolamento.
In deroga al primo capoverso e per tenere conto delle loro specificit�, le collettivit� disciplinate dal presente articolo possono essere autorizzate a seconda del caso, per legge o per regolamento, a stabilire esse stesse le norme applicabili sul loro territorio, per un numero limitato di materie che possano ricadere nel campo della legge o del regolamento.
Articolo 74 Le collettivit� d’oltremare disciplinate dal presente articolo hanno uno statuto che tiene conto degli interessi propri di ciascuna di esse in seno alla Repubblica.
Tale statuto � definito con legge organica, adottata dietro parere dell’assemblea deliberante, che stabilisce :
- le condizioni alle quali le leggi ed i regolamenti vi trovano applicazione ;
- le competenze della collettivit�; fatte salve quelle da essa gi� esercitate, il trasferimento di competenze dello Stato non pu� riguardare le materie elencate al quarto capoverso dell’articolo 73, quali precisate ed integrate, se del caso, con legge organica ;
- le norme di organizzazione e funzionamento delle istituzioni della collettivit� ed il regime elettorale della sua assemblea deliberante ;
- le condizioni alle quali le sue istituzioni sono consultate sui progetti e proposte di legge e sui progetti di ordinanza o di decreto che comportino disposizioni particolari per la collettivit�, nonch� sulla ratifica o approvazione di impegni internazionali conclusi nelle materie che ricadano nella sua competenza ;
- il Consiglio di Stato esercita uno specifico controllo giurisdizionale su alcune categorie di atti dell’assemblea deliberante prodotti in virt� delle competenze che essa esercita nel campo della legge ;
- l’assemblea deliberante pu� modificare una legge promulgata posteriormente all’entrata in vigore dello statuto della collettivit�, qualora il Consiglio costituzionale, adito a tal fine dalle autorit� della collettivit�, abbia constatato che la legge � intervenuta nell’ambito di competenza di quella collettivit� ;
- la collettivit� pu� adottare misure giustificate da necessit� locali in favore della sua popolazione, in materia di accesso all’impiego, diritto di stabilimento per l’esercizio di una attivit� professionale o di protezione del patrimonio fondiario ;
- la collettivit� pu� partecipare, sotto il controllo dello Stato, all’esercizio delle competenze che quest’ultimo mantiene, nel rispetto delle garanzie accordate all’intero territorio nazionale per l’esercizio delle libert� pubbliche.
Le altre modalit� di organizzazione particolare delle collettivit� che ricadano nell’ambito del presente articolo sono definite e modificate con legge dietro consultazione della loro assemblea deliberante.
Articolo 74-1
Nelle collettivit� d’oltremare di cui all’articolo 74, nonch� in Nuova Caledonia, il governo pu�, con decreto, estendere, nelle materie che rimangono di competenza dello Stato, con i necessari adattamenti, le disposizioni aventi natura legislativa in vigore nel territorio metropolitano, o adattare le disposizioni aventi natura legislativa in vigore alla organizzazione particolare della collettivit� interessata, salvo che la legge non abbia espressamente escluso, per le disposizioni in causa, il ricorso a tale procedura.
Articolo 75 I cittadini della Repubblica che non hanno lo status civile di diritto comune, e di cui all’articolo 34, conservano lo status personale fino a rinunzia.
Articolo 75-1
Le lingue regionali fanno parte del patrimonio della Francia.
Articolo 76 Le popolazioni della Nuova Caledonia sono chiamate a pronunciarsi entro il 31 dicembre 1998 sulle clausole dell’accordo sottoscritto a Noum�a il 5 maggio 1998 e pubblicato sul Journal Officiel della Repubblica Francese in data 27 maggio 1998.
Sono ammesse a partecipare allo scrutinio le persone che soddisfino le condizioni stabilite dall’articolo 2 della legge n� 88-1028 del 9 novembre 1988.
Le misure necessarie all’organizzazione dello scrutinio sono adottate per decreto in sede di Consiglio di Stato deliberato dal Consiglio dei Ministri.
Articolo 77 Previa approvazione dell’accordo mediante consultazione cosi come stabilito dall’articolo 76, la legge organica, adottata dietro parere dell’assemblea deliberante della Nuova Caledonia, determina, al fine di assicurare l’evoluzione della Nuova Caledonia conformemente alle linee guida definite in quell’accordo e secondo le modalit� necessarie alla sua realizzazione :
- le competenze dello Stato che saranno trasferite, in via definitiva, alle istituzioni della Nuova Caledonia, i tempi e le modalit� di questi trasferimenti, nonch� la ripartizione dei costi ;
- le regole di organizzazione e di funzionamento delle istituzioni della Nuova Caledonia e in particolare le condizioni a cui talune categorie di atti dell’assemblea deliberante della Nuova Caledonia, potranno essere sottoposte al vaglio del Consiglio costituzionale prima della pubblicazione ;
- le norme relative alla cittadinanza, al sistema elettorale, all’occupazione e allo stato civile consuetudinario ;
- le condizioni e le scadenze entro cui le popolazioni interessate della Nuova Caledonia saranno tenute a pronunciarsi in merito al conseguimento della piena sovranit�.
Per la definizione del corpo elettorale chiamato a eleggere i rappresentanti delle assemblee deliberanti della Nuova-Caledonia e delle sue provincie, la tabella a cui fanno riferimento sia l’accordo menzionato all’articolo 76 che agli articoli 188 e 189 della legge organica n�99-209 del 19 marzo 1999 relativa alla Nuova-Caledonia � la tabella redatta in occasione dello scrutinio previsto nel suddetto articolo 76 che include anche le persone non ammesse a parteciparvi.
Articoli 78 a 87 abrogati
TITOLO XIV : Della Francofonia e degli accordi di associazione
Articolo 87 La Repubblica partecipa allo sviluppo della solidariet� e della cooperazione tra gli Stati e i popoli che condividono l’uso della lingua francese.
Articolo 88 La Repubblica pu� concludere accordi con quegli Stati che desiderano associarsi ad essa ai fini del loro progresso civile.
TITOLO XV : Dell'Unione europea
La Repubblica partecipa all’Unione europea, costituita da Stati che hanno scelto liberamente di esercitare in comune alcune delle loro competenze in virt� del trattato sull’Unione europea e del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, quali risultanti dal trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007.
Articolo 88-2 La legge stabilisce le norme relative al mandato d’arresto europeo in applicazione degli atti adottati dalle istituzioni dell’Unione europea.
Con riserva di reciprocit� e secondo le modalit� previste dal trattato sull’Unione europea firmato il 7 febbraio 1992, il diritto di voto e di eleggibilit� alle elezioni amministrative pu� essere accordato solo ai cittadini dell’Unione che risiedono in Francia. Detti cittadini non possono tuttavia accedere alla carica di sindaco o di vice-sindaco n� partecipare alla designazione degli elettori senatoriali e all’elezione dei senatori. Una legge organica votata negli stessi termini dalle due assemblee stabilisce le condizioni di applicazione del presente articolo.
Articolo 88-4 Il Governo sottopone all’Assemblea nazionale ed al Senato, non appena sono stati trasmessi al Consiglio dell’Unione Europea, i progetti di atti legislativi europei e gli altri disegni o proposte di atti dell’Unione europea.
Conformemente alle modalit� stabilite dal regolamento di ciascuna assemblea, possono essere adottate risoluzioni europee, all’occorrenza al di fuori delle sessioni, sui disegni o le proposte di cui al primo comma, nonch� su qualsiasi documento proveniente da una delle istituzioni dell’Unione Europea.
E’ costituita una commissione incaricata degli affari europei in ciascuna assemblea parlamentare.
Articolo 88-5([1])
I progetti di legge che autorizzano la ratifica di un trattato relativo all’adesione di uno Stato all’Unione europea vengono sottoposti a referendum dal Presidente della Repubblica.
Tuttavia, con il voto su una mozione adottata nello stesso testo da ciascuna assemblea alla maggioranza di tre quinti, il Parlamento pu� autorizzare l’adozione del disegno di legge secondo la procedura prevista al terzo comma dell’articolo 89.
L’Assemblea nazionale o il Senato possono esprimere un parere motivato sulla conformit� di un progetto d’atto legislativo europeo al principio di sussidiariet�. Il parere � inviato dal Presidente dell’assemblea chiamata ad esprimersi ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea. Ne viene informato il Governo.
Ogni assemblea pu� presentare ricorso dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro un atto legislativo europeo per violazione del principio di sussidiariet�. Tale ricorso � trasmesso dal Governo alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
A tal fine, possono essere adottate risoluzioni, ove occorra al di fuori delle sessioni, secondo modalit� d’iniziativa e di discussione stabilite dal regolamento di ciascuna assemblea. Se la richiesta � formulata da sessanta deputati o sessanta senatori, il ricorso interviene de jure.
Attraverso la votazione di una mozione adottata nello stesso testo dall’Assemblea nazionale e dal Senato, il Parlamento pu� opporsi ad una modifica delle regole di adozione di atti dell’Unione Europea nei casi previsti, in virtu’ della revisione semplificata dei trattati o della cooperazione giudiziaria civile, dal trattato sull’Unione europea e dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea, quali risultanti dal trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007.
Articolo 89 L’iniziativa della revisione della Costituzione spetta congiuntamente al Presidente della Repubblica, su proposta del Primo ministro, e ai membri del Parlamento.
Il progetto o proposta di revisione deve essere esaminato alle entro i termini stabiliti al terzo comma dell’articolo 42 e votato dalle due assemblee nello stesso testo. La revisione � definitiva dopo essere stata approvata con referendum.
Tuttavia, il progetto di revisione non � sottoposto a referendum quando il Presidente della Repubblica decide di sottoporlo al Parlamento convocato in seduta comune; in tal caso, il progetto di revisione � approvato solo se ottiene la maggioranza dei tre quinti dei voti espressi. L’Ufficio di Presidenza del Parlamento in seduta comune � quello dell’Assemblea nazionale.
Nessuna procedura di revisione pu� essere avviata o proseguita quando � in corso una violazione dell’integrit� del territorio.
TITOLO XVII Abrogato.
che le risorse e gli equilibri naturali hanno determinato l’apparizione dell’umanit� ;
che il futuro e l’esistenza stessa dell’umanit� sono indissociabili dal suo ambiente naturale ;
che l’ambiente � patrimonio comune degli esseri umani ;
che la diversit� biologica, la realizzazione della persona e il progresso delle societ� umane risultano alterati da certi modi di consumo o di sfruttamento delle risorse naturali che la tutela dell’ambiente deve essere perseguita di pari passo con gli altri interessi fondamentali della Nazione ;
che al fine di perseguire uno sviluppo sostenibile, le scelte compiute per rispondere ai bisogni del presente non devono compromettere la capacit� delle generazioni future e degli altri popoli di dare risposta ai loro specifici bisogni,
Articolo 3. Ogni individuo ha il dovere, nei termini definiti dalla legge, di prevenire o, in mancanza, limitare gli eventuali danni che lui stesso arrecherebbe all’ambiente. Articolo 4. Ogni individuo deve contribuire alla riparazione dei danni da lui provocati all’ambiente, allecondizioni definite dalla legge.
Articolo 5. Se la realizzazione di un danno nei confronti dell’ambiente, per quanto lo stato delle conoscenze scientifiche possa essere incerto, ne arrecasse un deterioramento grave e irreversibile, le autorit� pubbliche garantiranno, in ragione del principio di precauzione e nell’ambito del loro raggio d’azione, l’applicazione delle procedure di valutazione dei rischi e l’adozione di provvedimenti provvisori e specifici al fine di ovviare al danno.
Articolo 7. Ogni individuo ha il diritto, nelle condizioni e nei limiti definiti dalla legge, di accedere alle informazioni relative all’ambiente in possesso delle autorit� pubbliche e di partecipare all’elaborazione delle decisioni pubbliche che hanno un impatto sull’ambiente.
([1]) Vedi avvertenza.

References: Articolo 1
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Articolo 3

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 Articolo 5

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Articolo 8

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Articolo 11
e contrario
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