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LE INDAGINI AMBIENTALI PRELIMINARI E LA GESTIONE DEI MATERIALI DA SCAVO - PDF
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1 Settore Bonifiche. Bonifiche ed edilizia: criticità ed opportunità LE INDAGINI AMBIENTALI PRELIMINARI E LA GESTIONE DEI MATERIALI DA SCAVO Il raccordo tra i temi ambientali e gli interventi edilizi: adempimenti, criticità e opportunità Milano, 6 ottobre 2015 Luigia Dal Puppo Responsabile del Servizio Indagini Ambientali e 1
2 Rilievo e IAP rilievo topografico, per conoscere forma e posizione di un area per conoscere la natura e le proprietà del volume di sottosuolo preso in esame per conoscere forma di edifici e lotti rilevo e prove geotecniche rilievo diretto planoaltimetrico del fabbricato e del lotto Indagine Preliminare Ambientale (IAP) dello stato di salubrità di suolo e sottosuolo per individuare eventuali contaminazioni Lo stato ambientale di suolo e sottosuolo non è visibile e dipende da comportamenti e fatti avvenuti nel passato. Lo strumento per la sua valutazione sono le IAP 2
3 Il luogo delle IAP Località, zona Per il cittadino Per i proprietari Indirizzo: via e numero civico Superficie fondiaria e territoriale Per l urbanistica Per gli aspetti edilizi Lotto edificabile Dati catastali: Foglio mappali subalterni Per gli aspetti giuridici, fiscali e civilistici SITO Per gli aspetti ambientali Definizione dal D.lgs. 152/2006 s.m.i. art comma a: SITO: l area o porzione di territorio, geograficamente definita e determinata, intesa nelle sue diverse matrici ambientali (suolo, materiali di riporto, sottosuolo ed acque sotterranee) e comprensiva delle eventuali strutture edilizie e impiantistiche presenti 3
4 Quando è necessaria la IAP Prevista dal regolamento edilizio (art. 10) Prevista dal regolamento di igiene (artt , ) in contraddittorio con ARPA dietro presentazione di un piano di indagine Prevista dal PdR del PGT per cambi d uso (art. 5) Richiesta dal Comune per la perequazione dell area e rilascio relativi diritti edificatori Richiesta dal Comune, nelle Convenzioni, ai fini delle cessioni Richiesta dai progettisti (per evitare sorprese!) La notifica di una potenziale contaminazione è obbligatoria (l omissione è un reato), le sorprese possono far fallire i progetti 4
5 Le IAP Le Indagini Ambientali preliminari sono un atto di parte, atto a verificare la sussistenza dei presupposti ambientali per lo sviluppo di un area (ovvero la non sussistenza di passività ambientali). Deve essere tecnicamente corretta e ragionevolmente esaustiva. Indagini parziali (i.e. posizioni marginali) o tecnicamente fuorvianti (i.e. set analitici troppo scarsi, campioni compositi) aggravano l iter e allungano tempi e costi. Le IAP comprendono il test di cessione del riporto, se presente e se esposto a dilavamento. Indicazioni minime per buona norma tecnica: utilizza i servizi territorio Bonifiche 5
6 L indagine storica Le attività che sono state presenti nel sito sono alla base di una corretta IAP, e sono ricostruite attraverso una indagine storica degli usi e delle trasformazioni. Dagli anni 90 è stato istituito il SUAP (Sportello unico attività produttive ). Per avere segnalazione di attività produttive insalubri e registrate ci si può rivolgere a 6
7 I punti di indagine Si tratta di analizzare il suolo e il sottosuolo, solitamente con carotaggi e trincee, in base agli usi pregressi e alla dimensione del sito, per aver la migliore campionatura statistica e per diminuire la probabilità di avere sorprese durante il cantiere. 7
8 Rinvenimenti occasionali Permane sempre l obbligo di comunicare agli Enti preposti in merito al rinvenimento di eventuali potenziali contaminazioni che dovessero emergere durante i lavori (ad esempio serbatoi interrati dismessi da rimuovere) 8
9 Le contaminazioni Le Indagini Ambientali preliminari individuano le passività ambientali di suolo e sottosuolo. I valori di contaminazione delle matrici ambientali al di sopra dei quali è necessaria l avvio della procedura di bonifica sono definiti Tabella 1 dell Allegato 5 alla parte Quarta del Titolo V del D.lgs. 152/06 s.m.i. : Valori di concentrazione limite accettabili nel suolo e nel sottosuolo riferiti alla specifica destinazione d uso dei siti da bonificare 9
10 CSC I valori della Tabella 1 sono divisi in colonna A (per siti ad usi residenziale e verde pubblico e privato ) e colonna B (per siti ad usi commerciale/industriale). La Tabella 2 definisce i limiti della concentrazione della contaminazione nelle acque sotterranee. \ 10
11 Cambi di destinazioni d uso nel Comune di Milano PGT art. 5 comma 1: Nel TUC le destinazioni funzionali sono liberamente insediabili [ ] Sono fatte salve le limitazioni all insediamento su siti contaminati [ ] comma 3: [ ] preventivamente all esecuzione di cambi d uso significativi ai fini degli obiettivi di qualità dei suoli su immobili o parti di essi o parti di essi [ ] dovrà essere condotta una indagine. Regolamento edilizio art. 10 comma 1: Al fine di garantire la tutela ambientale del territorio devono essere sottoposte a IAP: a ) le aree dove storicamente si sono svolte attività industriali in genere [ ] b) le aree e gli immobili con destinazioni produttive, industriali o artigianali da convertire a usi di tipo residenziale, verde pubblico o assimilabili [ ] 11
12 Cambi di destinazioni d uso nel Comune di Milano Regolamento d Igiene Cessazione dell attività insalubre di I classe I titolari delle industrie insalubri di I classe, devono almeno 15 giorni prima della prevista dismissione o cessazione di lavorazione insalubre che abbia comportato detenzione di sostanze e/o rifiuti pericolosi, darne comunicazione al Sindaco indicando i sistemi previsti per la disattivazione degli Impianti, stoccaggio, alienazione ovvero smaltimento delle sostanze e/o rifiuti. Il Sindaco, su proposta del Responsabile del Servizio n. 1 del U.S.S.L., prescrive l effettuazione di verifiche atte ad accertare sussistenza di residuali rischi o fattori di nocività ovvero contaminazioni nonché di conseguenti interventi - dove necessario- di messa in sicurezza e/o bonifica Aree industriali dismesse Per le aree industriali dismesse all entrata in vigore del presente regolamento il sindaco potrà - su richiesta del Responsabile del Servizio n. 1 del U.S.S.L.,- subordinare il riutilizzo o la rioccupazione alle verifiche atte ad accertare sussistenza di rischi o fattori di nocività ovvero contaminazioni nonché alla presentazione ed eventualmente esecuzione di piano di bonifica. Il proprietario dell area ovvero chi ne ha la disponibilità dovrà comunque anche in caso di non utilizzo o rioccupazione - provvedere alla messa in sicurezza e/o bonifica degli impianti, attrezzature e materiali presenti nell area nonché a realizzare gli interventi idonei a impedire l accesso agli estranei con l obbligo di mantenere in efficienza i dispositivi attuali. 12
13 Usi pregressi e IAP Il regolamento edilizio prescrive, all art. 10, che tutte le aree dove si sono svolte attività industriali in genere devono essere sottoposte a IAP in caso di conversione a destinazione d uso diversa o da riqualificare attività industriali e produttive insalubre di 1 classe insalubre di 2 classe non insalubre Indagini in contraddittorio con Arpa IAP specifica in autonomia IAP in autonomia presentazione di Piano di Indagini da seguire con Arpa presentazione esiti IAP con DSAN 13
14 La dichiarazione sostitutiva di atto notorio Gli esiti sono presentati dalla parte con dichiarazione sostitutiva di atto notorio (DSAN), a garanzia della veridicità. La Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio non è una semplice paginetta! Deve essere inviata a tutti i destinatari. La DSAN deve essere compilata in ogni sua parte ed essere completata con gli allegati. 14
15 Serbatoi interrati dismessi I serbatoi interrati dismessi rientrano nella disciplina dei rifiuti e come tali devo essere rimossi. Sono considerati fonte di potenziale contaminazione E un rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o l obbligo di disfarsi tutto ciò di cui ci si vuole o deve disfarsi (art.183 D.lgs.152/06 s.m.i.) L impossibilità alla rimozione deve essere dimostrata con le NTC08 (in seguito NTC15) simulando la rimozione con precisa documentazione strutturale e disegni in pianta e in sezione della posizione del serbatoio rispetto alle strutture edilizie, a firma di professionista abilitato. 15
16 procedura rimozione serbatoi Il Regolamento Edilizio in vigore dal 26 novembre 2014, all'art. 10 comma 6 prevede che "In caso di presenza di serbatoi interrati dismessi o da dismettere di qualsiasi tipologia, gli stessi devono essere asportati in via preliminare alla suddetta indagine, salvo i casi di comprovata impossibilità tecnica alla rimozione". Alla dismissione di un serbatoio interrato o al momento del suo rinvenimento, il responsabile deve: darne comunicazione al Comune - Settore Bonifiche ai sensi e per gli effetti dell'art del Regolamento di Igiene, trasmettendola anche, per conoscenza, ad ARPA; procedere con l'asportazione e smaltimento del serbatoio dismesso e delle parti impiantistiche afferenti; effettuare le necessarie misure di prevenzione (come definite dall'art. 240 comma 1 lett. i) Dlgs 152/06) e dar corso a interventi di Messa in Sicurezza di Emergenza o Urgenza (MISE/MISU) laddove né ricorra la necessità in base alle evidenze riscontrate in corso d'opera; realizzare l'indagine ambientale prevista dall'art. 242 comma 2 e renderne gli esiti in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, riferendo inoltre sulle misure di prevenzione, emergenza o urgenza adottate. Qualora l'esito dell'indagine mostri la piena conformità alle CSC l'intervento potrà ritenersi concluso, fermi restando i potenziali controlli che l'amministrazione Comunale potrà disporre ai sensi del citato comma 2. Qualora l'esito dell'indagine mostri invece una potenziale contaminazione, l'amministrazione Comunale darà comunicazione di avvio del procedimento di bonifica con contestuale richiesta di una proposta per il prosieguo dell'iter (ai sensi della procedura ordinaria ex art. 242 o delle procedure semplificate ex artt. 242bis o 249). Eventuali impedimenti che rendano impossibile la rimozione devono essere documentati ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni - DM 14/1/2008 e s.m.i., con relazione inoltrata in forma di perizia asseverata a firma di professionista abilitato. In ogni caso è comunque necessario dar corso ad una accurata indagine di suolo e sottosuolo e ai successivi adempimenti, sopra descritti. Restano fermi tutti gli adempimenti di competenza di altri Enti, per aspetti diversi da quelli sopra descritti. 16
17 La gestione dei materiali da scavo e infine, si scava! 17
18 La gestione dei materiali da scavo I volumi SUE di Milano in un anno tratta >1.000 interventi edilizi maggiori e >3.500 interventi minori (più > CIAL) => circa 1 Piano scavo al giorno (in regime di 186) I costi economici Costo di smaltimento terre CER circa /m³ Costo approvvigionamento terra da riempimento circa /m³ Gli impatti ambientali Capacità di trasporto di un camion circa 15 m³/carico Le discariche di terra non hanno senso Le implicazioni economiche e ambientali sono ENORMI 18
19 La gestione dei materiali da scavo L art. 65 del RE non disciplina nulla di diverso dai disposti normativi nazionali. In sintesi sono tre i possibili scenari di gestione: A Milano è richiesto di indicare la modalità di gestione prescelta nei titoli edilizi o in variante ad essi Sottoprodotti (ex art. 186 TUA) art. 41bis DL 69/13 DM 161/12 impiego come TRS Materiali da scavo Non rifiuti art. 185 TUA c. 1-c rinterro nel sito Utilizzo Rifiuti parte IV TUA Norme di settore Recupero / EoW + altri Rifiuti 19
20 La gestione dei materiali da scavo Sottoprodotto (ex art. 184 bis TUA): in deroga al regime dei rifiuti assimilato a una merce/prodotto impiego come terra per colmate/rilevati o in processo produttivo (in sostituzione del prodotto/materia prima) Per materiali da scavo vige l unica norma speciale attualmente esistente. 20
21 Modulo per Arpa Necessario inviare DSAN ad ARPA (vedi art. 41bis DL 69/13 Fare ) e cc allo Sportello Unico Edilizia (modulo scaricabile da 7 pagine) 21
22 La gestione dei materiali da scavo Non rifiuto ab origine (ex art. 185 TUA): escluso a priori al regime dei rifiuti è una movimentazione di cantiere impiego come terra per ritombamenti/colmate/rilevati Non è necessario alcun adempimento, ma assunzione di responsabilità 22
23 La gestione dei materiali da scavo Rifiuto (ex art. 183 TUA, volontà di disfarsene): incluso per scelta (talvolta obbligata) nel regime dei rifiuti movimentato con FIR può essere avviato a recupero (NON discariche, se possibile!) Necessari tutti gli adempimenti e sottoposto a tutte le limitazioni derivanti dalle norme sui rifiuti 23
24 Contatti Per comunicazioni ufficiali è attiva la casella PEC del Settore: Per comunicazioni informali è attiva la casella mail del Settore: Per informazioni sulle tematiche di competenza del Settore è attivo, da mercoledì 22 aprile 2015, uno sportello informazioni dedicato. Lo sportello, presso la sede comunale di Via Bernina 12 - piano terra, è aperto tutti i mercoledì dalle ore 9.00 alle (prenotazioni direttamente sul posto, negli stessi orari di apertura, mediante ritiro numero di prenotazione da totem automatico). I modelli scaricabili sono periodicamente aggiornati, si prega pertanto di verificare e utilizzare sempre l'ultima versione disponibile. 24
25 Settore Bonifiche. Andando insieme verso una città migliore, Grazie per l attenzione Luigia Dal Puppo Responsabile del Servizio Indagini Ambientali e del Settore Bonifiche Comune di Milano via Bernina Milano
COMUNE DI BARANZATE (Provincia di Milano) < Area Gestione del Territorio > INDICAZIONI OPERATIVE DI RACCORDO TRA I PROCEDIMENTI EDILIZI/URBANISTICI ED I PROCEDIMENTI RELATIVI ALLE INDAGINI AMBIENTALI PRELIMINARI,

References: art. 5
 art. 10
 art. 10
 art. 242
 art. 65
 art. 186
 art. 41
 art. 185
 art. 184
 art. 41
 art. 185
 art. 183