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Timestamp: 2016-12-06 01:01:01+00:00

Document:
Decreto ministeriale 15 Maggio 2007, n. 79
Regolamento recante norme per l'individuazione dei
requisiti di professionalità e di onorabilità dei soggetti che svolgono
funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso le forme
pensionistiche complementari, ai sensi dell'articolo 4, comma 3, del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252
GU 143 del 22/06/2007
a) al rappresentante legale, ai componenti
degli organi di amministrazione, degli organi di controllo e al responsabile
delle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo 3, comma 1, lettere
da a) a g), e comma 2, del decreto n. 252
del 2005, costituiti nelle forme di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto
b) al responsabile delle forme
pensionistiche complementari di cui all'articolo 3, comma 1, lettera g), del
decreto n. 252 del 2005, costituite
internamente agli enti di diritto privato di cui ai decreti legislativi 30
giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996, n. 103;
c) al responsabile e ai membri degli
organismi di sorveglianza dei fondi pensione aperti di cui all'articolo 12 del
decreto n. 252 del 2005;
d) al responsabile delle forme
pensionistiche individuali di cui all'articolo 13 del decreto n. 252 del 2005;
e) al rappresentante legale, ai componenti
delle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo 20 del decreto n. 252 del 2005, dotate di soggettività
f) al responsabile e ai membri degli
organismi, comunque denominati, di rappresentanza degli iscritti alle forme
pensionistiche complementari di cui all'articolo 20 del decreto n. 252 del 2005, costituite nell'ambito del
patrimonio di una singola società o ente;
g) ai membri del comitato di
amministrazione e al responsabile della forma pensionistica complementare di cui
all'articolo 9 del decreto n. 252 del
Art. 2. - Requisiti di professionalità
1. Il rappresentante legale, i componenti degli
organi di amministrazione e degli organismi di sorveglianza, il responsabile
delle forme pensionistiche complementari, i membri degli organismi, comunque
denominati, di rappresentanza degli iscritti alle forme pensionistiche
complementari di cui all'articolo 20 del decreto n. 252 del 2005, costituite nell'ambito del
patrimonio di una singola società o ente, nonché i membri del comitato di
amministrazione della forma pensionistica complementare di cui all'articolo 9
del predetto decreto, sono nominati secondo criteri di professionalità e
competenza fra persone che abbiano maturato un'esperienza complessiva di almeno
un triennio attraverso l'esercizio di:
a) attività di amministrazione, di
controllo o di carattere direttivo presso enti o imprese del settore bancario,
b) attività di amministrazione, di
controllo, o di carattere direttivo presso forme pensionistiche complementari;
c) attività professionali in materie
attinenti al settore previdenziale, bancario, finanziario o assicurativo; d)
e) funzioni dirigenziali presso enti
pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore
previdenziale, bancario, finanziario o assicurativo, ovvero, con esclusivo
riferimento alle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo 3, comma
2, del decreto n. 252 del 2005,
funzioni dirigenziali anche presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che
non hanno attinenza con i predetti settori, purché dette funzioni comportino la
gestione di risorse economico-finanziarie;
f) funzioni di amministrazione, di
indirizzo, di controllo o di carattere direttivo presso enti previdenziali o
altri organismi con finalità previdenziali;
g) attività di amministrazione, di
controllo o di carattere direttivo presso imprese diverse da quelle indicate
nella lettera a), ovvero funzioni di amministratore, di carattere direttivo o di
partecipazione a organi collegiali presso enti ed organismi associativi, a
carattere nazionale, di rappresentanza di categoria, comparto o area
contrattuale, nonché a organismi e comitati di settore che svolgono funzioni
similari nell'ambito della pubblica amministrazione, purché le persone in
possesso delle predette esperienze professionali abbiano frequentato corsi di
formazione di cui all'articolo 3 in un periodo non antecedente a tre anni dalla
2. Almeno la metà dei componenti il consiglio di
amministrazione, il responsabile e il legale rappresentante della forma
pensionistica complementare, nonché i componenti dell'organo di amministrazione
ai quali siano conferite deleghe, devono avere almeno uno dei requisiti di cui
alle lettere da a) a f) del comma 1. Nel caso in cui la composizione degli
organi di amministrazione debba rispettare il criterio della partecipazione
paritetica di rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, ai sensi
dell'articolo 5, comma 1, del decreto n. 252
del 2005, almeno la metà dei membri eletti o nominati in rappresentanza di
ciascuna delle due componenti di cui sopra deve essere in possesso di almeno uno
dei requisiti di cui alle lettere da a) a f).
3. Almeno un componente effettivo ed uno supplente
degli organi di controllo delle forme pensionistiche complementare sono scelti
tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il
Ministero della giustizia e aver esercitato l'attività di controllo legale dei
conti per un periodo non inferiore a tre anni. I restanti componenti devono
essere iscritti nel predetto registro ovvero essere in possesso di almeno uno
dei requisiti di cui al comma 1, lettere da a) a f). Qualora il controllo
contabile sia esercitato dall'organo di controllo, esso deve essere
integralmente composto da persone iscritte nel registro dei revisori contabili
istituito presso il Ministero della giustizia, fermo restando che almeno un
componente effettivo ed uno supplente devono aver esercitato l'attività di
controllo legale dei conti per un periodo non inferiore a tre anni.
Art. 3. - Caratteristiche dei corsi
1. Ai fini di cui all'articolo 2, comma 1, lettera
g), rileva la frequenza di corsi professionalizzanti promossi e organizzati da
facoltà universitarie, anche in collaborazione con enti e organizzazioni
operanti nel settore della previdenza complementare, che presentino le seguenti
a) articolazione dei corsi su tutti i
principali aspetti giuridici, economici, finanziari e organizzativi attinenti
alla previdenza complementare;
b) durata almeno semestrale e numero totale
di ore di insegnamento non inferiore a 150;
c) affidamento delle lezioni a docenti
universitari ed esperti del settore, al fine di fornire conoscenze sia teoriche
che pratico-operative;
d) previsione di una prova finale ad esito
della quale viene rilasciata ai partecipanti un'attestazione in cui è
certificata la rispondenza dell'attività espletata alle caratteristiche
indicate nelle lettere a), b) e c) e la proficuità della partecipazione.
Art. 4. - Situazioni impeditive
1. Le cariche di
legale rappresentante, di componente dell'organo di amministrazione o di
controllo, di membro dell'organismo di sorveglianza e di responsabile di forme
pensionistiche complementari, di membro degli organismi, comunque denominati, di
rappresentanza degli iscritti alle forme pensionistiche complementari di cui
all'articolo 20 del decreto n. 252 del
2005, costituite nell'ambito del patrimonio di una singola società o ente,
nonché di componente del comitato di amministrazione della forma pensionistica
complementare di cui all'articolo 9 del predetto decreto, non possono essere
ricoperte da coloro che, per almeno i due esercizi precedenti l'adozione dei
relativi provvedimenti:
a) hanno svolto attività di
amministrazione, direzione o controllo in forme pensionistiche complementari o
imprese operanti nel settore bancario, finanziario, mobiliare o assicurativo
sottoposte a procedure di amministrazione straordinaria o di liquidazione coatta
b) hanno svolto attività di
amministrazione, direzione o controllo in altre imprese sottoposte a fallimento
o a procedure equiparate;
c) hanno svolto funzioni presso imprese
destinatarie, in relazione a reati da loro commessi, delle sanzioni interdittive
di cui all'articolo 9, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 8
d) siano stati destinatari dei
provvedimenti di cui all'articolo 19-quater, comma 3, del decreto n. 252 del 2005.
2. Ai fini di cui al comma 1, le frazioni di un
esercizio superiori a sei mesi equivalgono a un esercizio intero.
3. L'impedimento di cui al comma 1 non opera nel caso
in cui l'organo competente all'accertamento dei requisiti di professionalità di
cui all'articolo 6, comma 1, valuti, sulla base di adeguati elementi e secondo
un criterio di ragionevolezza e proporzionalità, l'estraneità dell'interessato
ai fatti che hanno determinato la crisi dell'ente o dell'impresa. A tal fine
rilevano, fra gli altri, quali elementi probatori, l'assenza di provvedimenti
sanzionatori ai sensi della normativa previdenziale, bancaria, finanziaria e
assicurativa, l'assenza di provvedimenti assunti ai sensi dell'articolo 2409 del
codice civile, nonché l'assenza di condanne con sentenza anche provvisoriamente
esecutiva al risarcimento dei danni in esito all'esercizio dell'azione di
responsabilità ai sensi del codice civile.
4. Ricorrendo le situazioni di cui al comma 1, i
soggetti interessati sono tenuti a darne comunicazione alla forma pensionistica
complementare presso la quale svolgono funzioni di amministrazione, direzione o
controllo, eventualmente evidenziando con idonei elementi, ai fini della
valutazione di cui al comma 3, la propria estraneità ai fatti che hanno
determinato la crisi della forma pensionistica complementare o dell'impresa.
5. L'organo competente ad accertare i requisiti di
professionalità assume le relative determinazioni in ordine alla sussistenza
delle situazioni impeditive di cui al presente articolo, dandone comunicazione
alla COVIP. Nelle more della valutazione, che deve intervenire entro trenta
giorni dalla presentazione degli elementi all'organo competente a valutare i
requisiti di professionalità, l'esponente della forma pensionistica
complementare è sospeso dalle funzioni.
6. L'impedimento ha la durata di tre anni dall'adozione
dei provvedimenti di cui al comma 1. Il periodo è ridotto a un anno nelle
ipotesi in cui il provvedimento di avvio della procedura sia stato adottato su
istanza dell'imprenditore o degli organi di amministrazione dell'impresa o della
forma pensionistica complementare o in conseguenza della segnalazione
Art. 5. - Requisiti di onorabilità, cause di
ineleggibilità e di incompatibilità
1. Le cariche di legale rappresentante, di
componente dell'organo di amministrazione o di controllo, di membro
dell'organismo di sorveglianza e di responsabile di forme pensionistiche
complementari, di membro degli organismi, comunque denominati, di rappresentanza
degli iscritti alle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo 20
del decreto n. 252 del 2005, costituite
nell'ambito del patrimonio di una singola società o ente, nonché di componente
del comitato di amministrazione della forma pensionistica complementare di cui
all'articolo 9 del predetto decreto, non possono essere ricoperte da coloro che:
a) si trovano in una delle condizioni di
ineleggibilità o decadenza previste dall'articolo 2382 del codice civile e, per
quanto concerne gli organi di controllo, si trovano in una delle condizioni di
ineleggibilità o decadenza previste dall'articolo 2399 del codice civile;
b) sono stati sottoposti a misure di
prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, o della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni
ed integrazioni, salvi gli effetti della riabilitazione;
c) sono stati condannati con sentenza di
primo grado o irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione:
1) a pena detentiva per uno dei
reati previsti dalle norme che disciplinano l'attività di previdenza
complementare, bancaria, finanziaria, mobiliare e assicurativa, dalle norme in
materia di mercati e strumenti finanziari e di strumenti di pagamento, ovvero
per i reati di riciclaggio e di usura;
2) a pena detentiva per uno dei
reati previsti nel titolo XI del libro V del codice civile e nel regio decreto
del 16 marzo 1942, n. 267;
3) alla reclusione per un tempo
non inferiore a un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, la
fede pubblica, il patrimonio, l'ordine pubblico, l'economia pubblica ovvero per
un delitto in materia tributaria o previdenziale;
4) alla reclusione per un tempo
non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo.
2. Le cariche di cui al comma 1 non possono essere
ricoperte da coloro ai quali sia stata applicata in via definitiva su richiesta
delle parti una delle pene previste dal comma 1, lettera c), salvo il caso
dell'estinzione del reato.
3. Per le forme pensionistiche di cui agli articoli 12
e 13 del decreto n. 252 del 2005 è
fatto salvo quanto previsto dall'articolo 5, commi 2 e 4, del predetto decreto,
in materia di cause di incompatibilità. E' fatto altresì salvo quanto disposto
dall'articolo 8, comma 8, del decreto del Ministro del tesoro 21 novembre 1996,
Art. 6. - Accertamento dei requisiti e delle
1. La sussistenza dei requisiti e l'assenza delle
situazioni impeditive di cui agli articoli 2, 4 e 5, è accertata dall'organo di
amministrazione della forma pensionistica complementare ovvero, nel caso di
forme pensionistiche complementari attuate mediante la costituzione di apposito
patrimonio di destinazione ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto n. 252 del 2005, o di forme pensionistiche
complementari di cui all'articolo 20 del decreto medesimo, costituite
nell'ambito del patrimonio di una singola società o ente, dall'organo di
amministrazione dell'ente o società nel cui ambito è costituito il patrimonio
2. La verifica dei requisiti e delle situazioni di cui
sopra deve essere effettuata anche in caso di rinnovo delle cariche.
3. Con riferimento alle fattispecie disciplinate in
tutto o in parte da ordinamenti stranieri l'accertamento della sussistenza delle
situazioni e dei requisiti prescritti dal presente regolamento è effettuato
dall'organo competente sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale.
4. Il difetto dei requisiti o la sussistenza delle
situazioni impeditive di cui al presente regolamento determina la decadenza
dalla carica. Essa è dichiarata dall'organo competente all'accertamento entro
trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. In caso
di inerzia la decadenza è dichiarata dalla COVIP.
5. La COVIP emana istruzioni in ordine alla
documentazione idonea a consentire l'accertamento circa la sussistenza dei
requisiti e l'insussistenza delle situazioni impeditive anche in riferimento
alle certificazioni previste dal decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490.
Art. 7. - Sospensione dalle cariche
1. Costituiscono cause di sospensione dalle
funzioni di legale rappresentante, di componente dell'organo di amministrazione
o di controllo, di membro dell'organismo di sorveglianza, di responsabile di
forme pensionistiche complementari, di membro degli organismi, comunque
patrimonio di una singola società o ente, nonché di componente del comitato di
del predetto decreto:
a) la condanna con sentenza non definitiva
per uno dei reati di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c);
b) l'applicazione su richiesta delle parti
di una delle pene di cui all'articolo 5, comma 2, con sentenza non definitiva;
c) l'applicazione provvisoria di una delle
misure previste dall'articolo 10, comma 3, della legge 31 maggio 1965, n. 575,
come sostituito dall'articolo 3 della legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive
d) l'applicazione di una misura cautelare
di tipo personale.
2. Al ricorrere delle condizioni di cui al comma 1,
l'organo di cui all'articolo 6, comma 1, dichiara la sospensione dalla carica
3. Nel caso in cui sia disposta la sospensione, gli
organi competenti alla nomina deliberano entro sessanta giorni in ordine
all'eventuale revoca dalla carica del soggetto interessato. Qualora non si
proceda alla revoca, l'esponente sospeso è reintegrato nelle sue funzioni.
Nelle ipotesi previste dalle lettere c) e d) del comma 1, la sospensione si
applica in ogni caso per l'intera durata delle misure ivi previste.
Art. 8. - Entrata in vigore e norme
1. Sono abrogati gli articoli 4, 7 e 14 del decreto
n. 211 del 1997 e il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
20 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 luglio 2003, n. 155.
2. Per i soggetti di cui all'articolo 1 in carica alla
data di entrata in vigore del presente decreto, la mancanza dei requisiti di
professionalità introdotti con il presente decreto e non previsti dalla
normativa previgente non rileva per il mandato residuo, salvo il caso in cui gli
stessi requisiti vengano a mancare successivamente alla data di entrata in
vigore del decreto medesimo.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4
 sentenza 

Art. 5
 sentenza 

Art. 6

Art. 7
 sentenza 
 sentenza 

Art. 8