Source: http://www.wittgenstein.it/2012/10/22/laria-che-tirava-a-laquila/
Timestamp: 2017-02-25 09:10:19+00:00

Document:
L'aria che tirava a L'Aquila - Wittgenstein
L’aria che tirava a L’Aquila
Ripeto, io non lo so se la sentenza dell’Aquila sia giusta o sbagliata: mi pare esagerata e non mi convincono diverse cose – per prima l’uguale e indistinta condanna per tutti gli imputati – ma penso che la questione sia molto complessa e coinvolga competenze e approcci diversi, e che andranno lette le motivazioni, e che nessuno di quelli che commentano ne sappia un decimo dei giudici che hanno studiato la questione (sulla frequente fallacia dei giudici, però, ho ampie esperienze).
Quello che so è che vedo molti giudizi e opinioni sommari, superficiali e presuntuosi. O semplicemente precipitosi, magari in buona fede. Per fare capire di cosa si parla a chi pensa che agli imputati sia stato contestato di “non aver previsto il terremoto”, metto qui una nota intervista fatta a uno degli imputati una settimana prima della scossa fatale: come si vede, si spinge ben oltre il dire “non possiamo sapere cosa succederà”; è invece molto rassicurante, usa espressioni precise come “non c’è un pericolo” (lasciamo perdere la cosa del vino, imbeccata dal giornalista, ma a cui si poteva rispondere più sobriamente), è attivamente tranquillizzante e insomma rende assolutamente credibile che molti cittadini dell’Aquila poi abbiano detto di essere stati spinti a dormire nelle loro case da comunicazioni come questa (mentre altri dormivano in macchina o andavano sulla costa). E come è vero che nessuno poteva seriamente dire che ci sarebbe stato un terremoto forte, vero è anche che nessuno poteva seriamente dire “non c’è un pericolo”. Invece venne detto e venne suggerito. Ripeto, che questo meriti una condanna, e una condanna così grave, io non lo so e se dovessi esprimere anch’io un’opinione da bar sulla base del poco che so, direi di no. Direi-di-no. Ma vediamo almeno di capire di cosa si discute.
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Cosa si poteva dire, a L’AquilaAnna Meldolesi, che da due giorni sta scrivendo sul Corriere della Sera del processo alla Commissione Grandi Rischi sul terremoto abruzzese, ha incollato su Twitter - dove ne stavamo discutendo - cosa avrebbe detto allora al posto della Commissione un esperto con cui ha parlato. Si chiama Peter Sandman, è americano ed è "specialista della [...]
Sulle condanne per L’AquilaLeggo già sciocchezze sulle condanne in primo grado della Commissione Grandi Rischi "perché non ha previsto il terremoto". A conferma dell'insistenza dello "straw man argument" nel dibattito su ogni cosa. Scrive invece su Twitter il sempre accurato Paolo Attivissimo.
Sentenza #terremoto L'Aquila: non correte a giudicarla. Chi era al convegno #CICAP2012 sa che non sono accusati [...]
10 commenti su “L’aria che tirava a L’Aquila”	lucinio23 ottobre 2012 at 00:57	Però, se dovessi basarmi solo su questa intervista, francamente non rileverei grandi responsabilità. La frase chiave mi pare dove dice più o meno che “gli scienziati mi dicono che questi continui fenomeni sono favorevoli, perchè permettono di SCARICARE L’ENERGIA…ecc.ecc.” Quindi, è sì rassicurante, ma solo perchè a sua volta è stato rassicurato.
Essendo lui, come dice all’inizio, un “operativo” della protezione civile e non uno scienziato che seguiva l’evento, il suo compito era predisporre le misure idonee in caso di una emergenza. Ma circa la possibilità che tale emergenza avvenisse, ne sapeva più o meno quanto chiunque altro.
Se gli scienziati (poi bisogna vedere chi, e come, e se è vero) lo avevano rassicurato, non si capisce su quali basi lui invece avrebbe dovuto di testa sua fare allarmismo. Sebbene mi sembri un pò strana quella rassicurazione degli scienziati.
Comunque, al di là di ogni altra considerazione, è certo che da qui in poi, se questa sentenza dovesse essere confermata negli altri gradi di giudizio , quale esperto o studioso potrebbe mai accettare di collaborare ulteriormente con la parte pubblica, rischiando in proprio su una questione che è universalmente ritenuta imprevedibile come il momento in cui si scatenerà un terremoto? A meno ovviamente di non prospettare sempre e comunque l’ipotesi peggiore.
E neppure così sarebbe al sicuro, perchè come c’è il disastro colposo, mi pare ci sia pure il reato di procurato allarme, se poi questo dispettoso di terremoto rifiuta di scatenarsi.
Un bel risultato, niente da dire…Da domani ogni volta che sentirò una dichiarazione di un esperto in Tv, mi dovrò chiedere se sta dicendo quanto pensa e sa, o semplicemente quanto gli sembra più opportuno per pararsi il deretano.
Francesco23 ottobre 2012 at 01:10	La cosa che non mi torna è che i geologi non perdono un’occasione, tranne questa, per ribadire che il fatto che i terremoti non si possono prevedere significa che si deve valutare sempre con grande precisione l’effetto che un terremoto avrebbe ed essere preparati per quando si presenta.
Qui invece il massimo organo di consulenza su quali siano le misure da prendere si è buttato sulla previsione di eventi futuri.
È vero che la probabilità di un grande sisma non era aumentata dalla sequenza di piccole scosse, ma è sempre stata piuttosto alta e il territorio piuttosto vulnerabile (almeno così risulterebbe da alcuni documenti in mano alla commissione e citati nel processo).
A questo punto il dovere della commissione sarebbe stato di dire qualcosa come: “il rischio non è più alto che un anno (o dieci anni) fa, ma già allora si sarebbero dovuti prendere (e in parte sono stati presi) questi provvedimenti: […]. Fatelo ora e nel frattempo organizzatevi così: […]”.
Poi non so se questo avrebbe salvato qualcuno, i giudici hanno detto di si, io mi fido poco, ma non mi pare inverosimile (e probabilmente avrebbe permesso a chi si è salvato di essere più organizzato, anche solo tenendo dei vestiti pesanti in auto).
Massimo7223 ottobre 2012 at 07:46	È corretto attendere le motivazioni della sentenza, ma a me rimane comunque il dubbio sul fatto che anche si fosse agito diversamente il numero delle vittime non sarebbe diminuito.
Dato che i terremoti non si possono prevedere, l’evento sarebbe potuto accadere nel giro di pochi giorni (come e’ successo) o dopo molti mesi. Tutte le persone de L’Aquila avrebbero dovuto dormire in macchina per mesi? È se dopo uno o due mesi qualcuno fosse tornato a casa e pochi giorni dopo fosse venuto il terremoto, di chi sarebbe stata la colpa?
Secondo me molti hanno cercato di spostare la colpa sulla commissione, perché è intervenuta nei giorni immediatamente precedenti, mentre le ‘colpe’ reali (scusate il termine) sono nei politici, nella popolazione, nelle istituzioni che per anni nulla hanno fatto per mettere in sicurezza case e costruzioni o predisporre interventi e procedure in caso di terremoto.
Ricordiamo che poco distante ci fu un terremoto molto distruttivo ad inizio secolo, quindi che l’Abruzzo fosse una regione ad alto rischio sismico si sapeva.
Infine, nulla e’ stato fatto per politici e tecnici che avevano ‘ridotto’ il rischio sismico de L’Aquila?
Carlo M23 ottobre 2012 at 08:45	Sarà anche uno straw man argument (espressione che va tanto di moda), ma nonostante le tue puntualizzazioni dire che gli esperti sono stati condannati per non aver previsto il terremoto non è così sbagliato. Invece di “rassicurare” avrebbero dovuto “allarmare”? Annunciare in diretta tv che effettivamente c’era un pericolo? Consigliare un’evacuazione? Queste decisioni avrebbero potuto prenderle solo se fossero stati certi al 100 per cento che il terremoto di sarebbe verificato in quel preciso momento e con quella intensità. Mentre è probabile che De Bernardis fosse seriamente convinto, sulla base dei dati fornirgli, che non ci fossero seri pericoli.
Sicché, in buona sostanza, a me l’accusa qui pare proprio quella di non aver previsto il terremoto.
ilbarbaro23 ottobre 2012 at 09:11	Mi auguro non dobbiate mai trovarvi con la terra sotto i piedi che trema per un mese e mezzo di seguito, perché, se così fosse, è proprio dagli “scienziati” che vi aspettate di sapere cosa fare, visto che hanno la pretesa di dircelo per qualsiasi cosa. Forse perché molti di loro sostengono che la scienza faccia previsioni non giochi ai dadi. Perfino gli economisti si considerano “scienziati”, anche se le loro “previsioni” sono sempre… a posteriori.
E se gli “scienziati” di turno non si limitano a dire o non dicono proprio “non sappiamo” ma “state a casa, NON succederà niente” fanno una previsione.
Semmai, perché non commentiamo il fatto che nessuno di loro, salvo uno, è stato presente alle udienze?
stefanom23 ottobre 2012 at 10:10	Praticamente sono stati condannati per mancato procurato allarme.
giaimeddu23 ottobre 2012 at 12:23	Io concordo con Massimo72, ad eccezione del fatto che spero che questo non sia l’unico caso in cui si prendono in esame delle responsabilità. Il fatto che il territorio non fosse a norma è assodato (altrimeni i palazzi non sarebbero venuti giù così, no?) e qualcuno sarà pur responsabile. E sulla sentenza in esame, secondo me la difesa che così più nessuno prenderà incarichi pubblici è fallace perché, se si richiede un parere scientifico, la risposta deve essere scientifica. Se le conclusioni della Commissione fossero state simili a quelle che prospetta Francesco, staremmo commentando un’altra sentenza?
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