Source: http://soluzionemulta.it/motivi-di-ricorso-contro-la-multa-con-autovelox/
Timestamp: 2018-08-17 13:28:40+00:00

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da Soluzione Multa | Giu 14, 2018 | Autovelox, Come contestare una multa, Ricorso Multa | 0 commenti
In questo articolo analizzeremo alcuni dei motivi di ricorso contro la multa con autovelox che consentono di presentare ricorso contro il verbale.
Tuttavia si tratta di un elenco che non comprende tutti i motivi che consento di ottenere l’annullamento della multa emessa con autovelox, pertanto se il verbale presenta dei vizi che non rientrano nell’elenco di motivi di ricorso contro la multa con autovelox, questo potrebbe presentare altri vizi sui quali fondare il ricorso.
In questo caso il consiglio è quello di far osservare il verbale ad occhi esperti che visionano ogni giorno decine di verbali cliccando sul tasto “Si, voglio la consulenza” alla fine dell’articolo.
Motivo #1 – La multa è nulla se l’autovelox non è tarato
A seguito della sentenza n. 113 del 18 giugno 2015 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, deve ritenersi valido il principio secondo cui tutte le apparecchiature di misurazione devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento.
Nello specifico la richiamata sentenza della Corte Costituzionale ha esteso l’obbligo di taratura periodica anche agli autovelox mobili, poiché per i dispositivi utilizzati nelle postazioni fisse (o cosiddetti automatizzati) tali verifiche erano già previste sulla base dei principi stabiliti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2005.
Pertanto se l’autovelox utilizzato per rilevare l’infrazione non è stato sottoposto alle operazioni di taratura è possibile contestare il verbale per il superamento del limite di velocità.
La Corte Costituzionale nella sentenza che ha esteso l’obbligo di taratura periodica a tutti i dispositivi utilizzati per l’accertamento del superamento dei limiti di velocità (autovelox) non ha precisato ogni quanto tempo devono essere effettuate le operazioni di verifica e taratura.
Sul punto si è pronunciato il Tribunale di Treviso con la sentenza 2670/2016 il quale ha affermato che per stabilire ogni quanto tempo le amministrazioni devono procedere alla taratura dell’autovelox è necessario fare riferimento alla “norma tecnica”, ovvero è necessario fare riferimento al manuale di utilizzo del dispositivo utilizzato per la rilevazione.
Stando ai manuali d’istruzione degli autovelox più diffusi, per garantire i requisiti di conformità del dispositivo di rilevazione della velocità la taratura deve essere effettuata ogni anno.
Questa interpretazione è stata ritenuta corretta ed il Decreto ministeriale 282 del 13 giugno 2017 prevede che:
In caso di ricorso sarà la pubblica amministrazione a dover fornire la prova di aver sottoposto l’autovelox a taratura producendo le attestazione della ditta autorizzata ad effettuare le operazioni di verifica.
La mancata produzione in giudizio della documentazione attestante il compimento delle operazioni di verifica e taratura dell’autovelox rende il verbale viziato e pertanto – come affermato dal Giudice di Pace di Pavia con la sentenza n. 68 del 31 gennaio 2018 – lo stesso deve essere annullato.
Motivo #2 – La multa con autovelox è nulla se non è indicata l’ordinanza prefettizia che ne autorizza l’uso
Nella sentenza n. 26441/2016 la Corte di Cassazione ha affermato che se nel verbale è assente l’indicazione dell’ordinanza del Prefetto che ha autorizzato la rilevazione la multa è incompleta e può essere annullata.
Tuttavia è necessario fare delle precisazioni poiché secondo l’art. 4 della Legge 168/2002, che regola i controlli di velocità effettuati con autovelox, la contestazione differita della violazione del limite di velocità – cioè senza l’obbligo di fermare immediatamente l’automobilista – è possibile solo sulle autostrade e sulle strade extra urbane principali.
Mentre sulle strade “urbane ad alto scorrimento” e sulle strade “extraurbane ordinarie” la rilevazione dell’infrazione in assenza di contestazione immediata può essere effettuata solo se autorizzata dal Prefetto con un apposita ordinanza.
Con la sentenza richiamata, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo cui: la multa per eccesso rilevata con autovelox su strada “urbana ad alto scorrimento” o “extraurbana secondaria” è nulla se non contiene gli estremi del decreto Prefettizio.
Motivo #3 – La multa è nulla se il fotogramma ritrae due o più veicoli
Se il fotogramma relativo all’infrazione ritrae più veicoli oltre a quello dell’automobilista multato, questo non può essere utilizzato per contestare l’infrazione poiché non esiste prova certa che sia stato proprio il veicolo dell’automobilista ad aver superato il limite di velocità.
In questi casi è quindi possibile contestare il verbale sulla base dell’inidoneità del fotogramma a provare il superamento del limite di velocità, questo perché in caso di dubbio per la presenza di più veicoli, ai sensi dell’articolo 7, comma 10, d.lgs. n. 150/2011, il giudice è tenuto ad accogliere il ricorso (si applica sostanzialmente il principio di presunzione di non colpevolezza sancito dal diritto penale, materia dalla quale la materia sanzionatoria, proprio in quanto nascente da leggi di depenalizzazione, ha ereditato numerosi principi).
Questo è quanto affermato anche dal Giudice di Pace di Bari, il quale nella sentenza n. 4344 del 17 giugno 2008 ha affermato che:
Il Giudice di Pace ha poi precisato che:
Una foto scattata dal summenzionato strumento, a due auto, che transitano in direzioni contrapposte nello stesso momento e nello stesso luogo, non può essere posta a base di una verbale di contestazione perché, una delle due, potrebbe transitare a velocità ridottissima oppure, potrebbe verificarsi che le due velocità si sommino e tanto perché il rilevatore, pur scattando la foto, non è in grado di comprovare l’infrazione, non potendo dimostrare quale delle due auto è in violazione
Quindi se il fotogramma scattato dall’autovelox ritrae più veicoli è possibile contestare il verbale, proprio per questo motivo, molto spesso sono gli stessi agenti accertatori a scartare le fotografie scattate dall’autovelox perché non idonee a fornire margini di certezza sull’infrazione stradale.
Tuttavia in alcuni casi le amministrazioni confidando nel fatto che qualcuno degli automobilisti ritratto nel fotogramma pagherà la sanzione procedono comunque alla notifica dei verbali.
Motivo #4 – La multa con autovelox è nulla se notificata oltre 90 giorni dopo l’infrazione
Secondo quanto disposto dall’art. 201 del Codice della Strada:
Questa norma consente la notifica oltre il termine di 90 giorni solo in caso di difficoltà nell’identificazione del conducente, ma molti Comuni hanno fatto di questa eccezione una regola.
Le amministrazioni molto spesso allungano i tempi per la comunicazione della multa al trasgressore facendo decorrere il termine di 90 giorni non dal momento dell’infrazione, ma un momento successivo
Ad esempio per le multe elevate con autovelox dal momento della visione del fotogramma giustificando questo comportamento con l’impossibilità di notificare tutti i verbali entro i termini per l’alto numero delle infrazioni.
Il ministero dell’Interno con la nota numero di protocollo 0016968 del 7 novembre 2014 ha fornito una interpretazione più restrittiva della norma che stiamo analizzando, precisando che:
Le ragioni che possono legittimare gli enti cui appartengono gli organi accertatori a superare tali limiti non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne.
La nota prosegue poi con l’ analisi dell’ art. 201 C.d.S. sottolineando che:
La disposizione, , costituisce un’ ulteriore conferma dell’ assunto che, in linea di principio e salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi, il dies a quo per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione.
Pertanto la multa con autovelox può essere notificata oltre 90 giorni dopo l’infrazione soli in caso di difficoltà nell’identificazione del conducente.
La terza sezione del TAR della Lombardia, con la sentenza n. 1267/2017, confermando l’interpretazione fornita dal Ministero dell’ Interno e rilevando che la prassi adottata dal comune di Milano di indicare nei verbali di accertamento una dicitura errata con riferimento ai tempi di notifica è illegittima ha precisato che:
Tale interpretazione è stata Confermata anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 7066/2018, nella quale con riferimento ai tempi di notifica delle multe con autovelox è stato ribadito che la notifica deve avvenire entro 90 giorni dall’infrazione e non dal momento in cui l’agente ha visualizzato il fotogramma.
Alla luce di questi orientamenti è possibile affermare che la multa con autovelox notificata oltre 90 giorni dopo l’infrazione è illegittima e può essere contestata.
In questo articolo abbiamo elencato alcuni dei motivi di ricorso contro la multa con autovelox.
Nello specifico abbiamo chiarito che:
■ La multa con autovelox deve essere annullata se il certificato di taratura non è depositato in giudizio
Se, sulla base delle considerazioni fatte in questo articolo, hai la certezza che la multa con autovelox presenta uno dei vizi elencati esitare a presentare ricorso al prefetto o – in via alternativa – al giudice di pace.
Tuttavia anche se il verbale presenta dei vizi che non rientrano in questo breve elenco di motivi di ricorso contro la multa con autovelox, questo potrebbe presentare altri vizi sui quali fondare il ricorso.
Pertanto il consiglio è quello di far osservare il verbale ad occhi esperti che visionano ogni giorno decine di verbali clicca sul tasto “Si, voglio la consulenza” e fai analizzare il verbale da uno dei nostri specialisti.

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