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Timestamp: 2020-08-05 08:52:23+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22017 del 03/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22017 del 03/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/09/2019, (ud. 16/04/2019, dep. 03/09/2019), n.22017
sul ricorso 16656-2018 proposto da:
difeso dall’avvocato CORRADO POLITI;
avverso la sentenza n. 2051/2017 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
depositata il 22/11/2017;
I.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della corte d’appello di Catanzaro che, confermando la decisione di primo grado, le ha negato la protezione internazionale e umanitaria;
col primo motivo la ricorrente denunzia la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 2, 3, 5,6 e 14, e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, oltre che il vizio di motivazione, per avere l’impugnata sentenza basato la valutazione negativa della credibilità personale su parametri diversi da quelli previsti per legge, senza approfondire d’ufficio la situazione della Nigeria a proposito dell’esistenza di sette o società segrete e dell’effettivo potere di controllo sociale su di esse, e senza tener conto della natura politica delle persecuzioni sfociate nell’uccisione del padre e del marito di essa ricorrente nel contesto di una violenza diffusa e incontrollabile;
il motivo è inammissibile, avendo la corte d’appello svolto l’approfondimento richiesto sotto entrambi i profili;
essa, in base alle consultate fonti di conoscenza, ha escluso che la setta degli (OMISSIS) fosse attiva nella regione di riferimento con modalità coerenti al narrato della ricorrente, e da ciò ha dedotto la contraddittorietà delle dichiarazioni di questa a proposito del tipo di minaccia asseritamente ricevuta; dopo di che ha sottolineato che la situazione conflittuale della Nigeria non caratterizzava l’area posta a sud del paese (Edo State), di provenienza della ricorrente medesima;
tanto la corte territoriale ha fatto con motivazione completa e funzionale a giustificare l’esito degli accertamenti in senso opposto a quanto postulato dalla ricorrente; cosicchè la doglianza sintetizzata nel suddetto primo motivo si infrange, infine, con l’accertamento di fatto, del quale suppone la rivisitazione;
col secondo motivo la ricorrente deduce la violazione del t.u. imm., art. 5, in ordine al mancato riconoscimento, nel menzionato contesto generale, dei presupposti della protezione umanitaria; anche il secondo motivo è inammissibile;
l’impugnata sentenza ha affermato che nessuna ipotetica situazione di vulnerabilità soggettiva era stata in effetti dedotta dalla richiedente su un piano distinto da quello afferente la condizione di conflitto interno della Nigeria, condizione, codesta, da ritenere inesistente per quanto già esposto;
a fronte di tale specifica ratio, l’odierna censura si rivela apodittica, non essendo stata indicato in qual senso e in quale atto una diversa situazione era stata allegata.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 sentenza 
 art. 5
 sentenza