Source: http://www.fondazioneinsieme.it/legge-74-1987.html
Timestamp: 2020-07-10 05:19:36+00:00

Document:
﻿ LEGGE 6 MARZO 1987, n. 74
LEGGE 6 MARZO 1987, n. 74 (GU n. 058 del 11/03/1987)
1. All' articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, la lettera b) del numero 1 è sostituita dalla seguente:
"b) a qualsiasi pena detentiva per il delitto di cui all'articolo 564 del codice penale e per uno dei delitti di cui agli articoli 519, 521, 523 e 524 del codice penale, ovvero per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione."
1. All' articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, la lettera c) del numero 1 è sostituita dalla seguente:
"c) a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio."
1. All'articolo 3, numero 1, lettera d), della legge 1 dicembre 1970, n. 898, sono soppresse le parole: "anche adottivo".
1. All'articolo 3, numero 2, lettera b), della legge 1 dicembre 1970, n. 898, le parole: "anteriormente all'entrata in vigore della presente legge da almeno due anni" sono sostituite dalle seguenti: "almeno due anni prima del 18 dicembre 1970".
1. Il primo capoverso della lettera b) del numero 2 dell' articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dal seguente:
1. All' articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, sono soppresse le parole costituenti il secondo capoverso della lettera b) del numero 2:
1. All' articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:
"g) E' passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della legge 14 aprile 1982, n. 164".
1. L' articolo 4 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dal seguente:
"art. 4. - 1. la domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio oppure, nel caso di irreperibilità o di residenza all'estero, al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, nel caso di residenza all'estero di entrambi i coniugi, a qualunque tribunale della repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.
a) la indicazione del giudice;
5. Il presidente del tribunale fissa con decreto in calce al ricorso, nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, la data dell'udienza di comparizione di coniugi innanzi a sè e il termine per la notificazione del ricorso e del decreto. nomina un curatore speciale quando il convenuto è malato di mente o legalmente incapace.
6. Tra la data della notificazione del ricorso e del decreto e quella dell'udienza di comparizione devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile ridotti alla metà.
8. Se il coniuge convenuto non compare o se la conciliazione non riesce, il presidente, sentiti, qualora lo ritenga strettamente necessario anche in considerazione della loro età, i figli minori, dà, anche d'ufficio, con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nello interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione delle parti dinanzi a questo. la ordinanza del presidente può essere revocata o modificata dal giudice istruttore a norma dell' articolo 177 del codice di procedura civile . si applica l'articolo 189 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile.
9. Nel caso in cui il processo debba continuare per la determinazione dell'assegno, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio. avverso tale sentenza è ammesso solo appello immediato. appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di cui all' articolo 10.
13. La domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio che indichi anche compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici, è proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. il tribunale, sentiti i coniugi, verificata l'esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni all'interesse dei figli, decide con sentenza. qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli siano in contrasto con gli interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al comma ottavo del presente articolo."
1 . Il secondo comma dell'articolo 5 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dai seguenti:
1. Il quarto comma dell' articolo 5 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dai seguenti:
su accordo delle parti la corresponsione può avvenire in unica soluzione ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. in tal caso non può essere proposta alcuna successiva domanda di contenuto economico. i coniugi devono presentare all'udienza di comparizione avanti al presidente del tribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune. in caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull'effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria".
1. L'articolo 6 della legge 1 dicembre 1970 n. 898, è sostituito dal seguente:
"art. 6. - 1. l'obbligo, ai sensi degli articoli 147 e 148 del codice civile, di mantenere, educare ed istruire i figli nati o adottati durante il matrimonio di cui sia stato pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili, permane anche nel caso di passaggio a nuove nozze di uno o di entrambi i genitori. 2. Il tribunale che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio dichiara a quale genitore i figli sono affidati e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Ove il tribunale lo ritenga utile all'interesse dei minori, anche in relazione all'età degli stessi, può essere disposto l'affidamento congiunto o alternato.
6. L'abitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore cui vengono affidati i figli o con il quale i figli convivono oltre la maggiore età. in ogni caso ai fini dell'assegnazione il giudice dovrà valutare le condizioni economiche dei coniugi e le ragioni della decisione e favorire il coniuge più debole. l'assegnazione, in quanto trascritta, è opponibile al terzo acquirente ai sensi dell' articolo 1599 del codice civile .
8. In caso di temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori, il tribunale procede allo affidamento familiare di cui all' articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184 .
9. Nell'emanare i provvedimenti relativi allo affidamento dei figli e al contributo per il loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell'accordo fra le parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo, ed emessi dopo l'assunzione di mezzi di prova dedotti dalle parti o disposti d'ufficio dal giudice, ivi compresa, qualora sia strettamente necessario anche in considerazione della loro età, l'audizione dei figli minori.
10. All'attuazione dei provvedimenti relativi all'affidamento della prole provvede il giudice del merito, e, nel caso previsto dal comma ottavo, anche d'ufficio. a tal fine copia del provvedimento di affidamento è trasmessa, a cura del pubblico ministero, al giudice tutelare.
12. In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all'altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l'avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio. la mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto."
1. Il terzo comma dell' articolo 8 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dai seguenti:
qualora il credito del coniuge obbligato nei confronti dei suddetti terzi sia stato già pignorato al momento della notificazione, all'assegnazione e alla ripartizione delle somme fra il coniuge cui spetta la corresponsione periodica dell'assegno, il creditore procedente e i creditori intervenuti nell'esecuzione, provvede il giudice dell'esecuzione.
lo stato e gli altri enti indicati nell'articolo 1 del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, approvato con decreto del presidente della repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, nonché gli altri enti datori di lavoro cui sia stato notificato il provvedimento in cui è stabilita la misura dell'assegno e l'invito a pagare direttamente al coniuge cui spetta la corresponsione periodica, non possono versare a quest'ultimo oltre la metà delle somme dovute al coniuge obbligato, comprensive anche degli assegni e degli emolumenti accessori.
per assicurare che siano soddisfatte o conservate le ragioni del creditore in ordine all'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6, su richiesta dell'avente diritto, il giudice può disporre il sequestro dei beni del coniuge obbligato a somministrare l'assegno. le somme spettanti al coniuge obbligato alla corresponsione dello assegno di cui al precedente comma sono soggette a sequestro e pignoramento fino alla concorrenza della metà per il soddisfacimento dell'assegno periodico di cui agli articoli 5 e 6".
1. L' articolo 9 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dal seguente:
"art. 9. - 1. Qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del pubblico ministero, può, su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti lo affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 5 e 6.
4. Restano fermi, nei limiti stabiliti dalla legislazione vigente, i diritti spettanti a figli, genitori o collaterali in merito al trattamento di reversibilità. 5. Alle domande giudiziali dirette al conseguimento della pensione di reversibilità o di parte di essa deve essere allegato un atto notorio, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 , dal quale risultino tutti gli aventi diritto. in ogni caso, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica la tutela, nei confronti dei beneficiari, degli aventi diritto pretermessi, salva comunque l'applicabilità delle sanzioni penali per le dichiarazioni mendaci."
1. E' abrogato l'articolo 11 della legge 1 dicembre 1970, n. 898.
1. L' articolo 12 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, è sostituito dal seguente:
"art. 12. - 1. le disposizioni del codice civile in tema di riconoscimento del figlio naturale si applicano, per quanto di ragione, anche nel caso di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio."
1. Alla legge 1 dicembre 1970, n. 898, è aggiunto il seguente articolo:
"art. 12-bis. - 1. il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dello articolo 5, ad una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza.
2. tale percentuale è pari al quaranta per cento dell'indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio."
"art. 12-ter. - 1. In caso di genitori rispetto ai quali sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, la pensione di reversibilità spettante ad essi per la morte di un figlio deceduto per fatti di servizio è attribuita automaticamente dall'ente erogante in parti uguali a ciascun genitore.
3. Analogamente si provvede, in presenza della predetta sentenza, per la pensione di reversibilità spettante al genitore del dante causa secondo le disposizioni di cui agli articoli 83 e 87 del decreto del presidente della repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092."
"art. 12-quater. - 1. per le cause relative ai diritti di obbligazione di cui alla presente legge è competente anche il giudice del luogo in cui deve essere eseguita la obbligazione dedotta in giudizio."
1. Tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di cui agli articoli 5 e 6 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, sono esenti dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.
1. Alla legge 1 dicembre 1970, n. 898 , è aggiunto il seguente articolo:
"art. 12-quinquies. - 1. allo straniero, coniuge di cittadina italiana, la legge nazionale del quale non disciplina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, si applicano le disposizioni di cui alla presente legge."
"art. 12-sexies. - 1. al coniuge che si sottrae all'obbligo di corresponsione dell'assegno dovuto a norma degli articoli 5 e 6 della presente legge si applicano le pene previste dall' articolo 570 del codice penale ."
1. Il primo comma dell' articolo 89 del codice civile è sostituito dal seguente:
"non può contrarre matrimonio la donna, se non dopo trecento giorni dallo scioglimento, dallo annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. sono esclusi dal divieto i casi in cui lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio siano stati pronunciati in base all'articolo 3, numero 2, lettere b) ed f), della legge 1 dicembre 1970, n. 898, e nei casi in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza, anche soltanto a generare, di uno dei coniugi".
1. Fino all'entrata in vigore del nuovo testo del codice di procedura civile, ai giudizi di separazione personale dei coniugi si applicano, in quanto compatibili, le regole di cui all' articolo 4 della legge 1 dicembre 1970, n. 898 , come sostituito dall'articolo 8 della presente legge.
3. La impugnazione delle sentenze di separazione personale e di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio pubblicate prima dell'entrata in vigore della presente legge resta regolata dalla legge anteriore.
Lavori preparatori senato della repubblica (atto n. 150): presentato dalla senatrice marinucci mariani ed altri il 15 settembre 1983. Assegnato alla seconda commissione (giustizia), in sede referente, l'8 novembre 1983, con parere della commissione prima. Esaminato dalla seconda commissione il 15 dicembre 1983; 25 luglio 1984; 26 settembre 1984; 10, 31 ottobre 1984; 11 dicembre 1984; 19 giugno 1985; 11 luglio 1985; 20 novembre 1986; 20 gennaio 1987. Relazione scritta annunciata il 12 febbraio 1987 (atto n. 150/a - Relatore: sen. lipari). Esaminato in aula il 17 febbraio 1987 e approvato il 18 febbraio 1987, in un testo unificato con atti numeri 244, 388, 840, 852, 979, 1040. Camera dei Deputati (atto n. 4475): assegnato alla IV Commissione (giustizia), in sede legislativa, il 3 marzo 1987. esaminato dalla IV Commissione e approvato il 3 marzo 1987.
DATA A ROMA, ADDÌ 6 MARZO 1987

References: articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
in fine
 sentenza 
 articolo 4
 articolo 177
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 10
 articolo 5
 articolo 1599
 articolo 2
 articolo 8
 articolo 9
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 12
 sentenza 
 articolo 5
 sentenza 
 articolo 570
 articolo 89
 articolo 4