Source: https://www.iusetnorma.it/costituzione_statuti/statuti/friuli_venezia_giulia.asp
Timestamp: 2020-05-31 09:37:08+00:00

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Statuto Regione Friuli Venezia Giulia - Ius et Norma
STATUTI REGIONALI - FRIULI VENEZIA GIULIA
Il Friuli-Venezia Giulia è costituito in Regione autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione, secondo il presente Statuto.
La Regione comprende i territori delle attuali province di Gorizia e di Udine e dei comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico.
Ferme restando le disposizioni sull’ uso della bandiera nazionale, la Regione ha un proprio gonfalone ed uno stemma approvato con decreto del Presidente della Repubblica.
In armonia con la Costituzione, con i principi generali dell’ordinamento giuri dico della Repubblica (1), con le norme fondamentali delle riforme economicosociali e con gli obblighi internazionali dello Stato, nonché nel rispetto degli interessi nazionali e di quelli delle altre Regioni, la Regione ha potestà legislativa nelle seguenti materie:
14) istituzioni culturali, ricreative e sportive; musei e biblioteche di interesse locale e regionale.
(1) Le parole "ordinamento giuridico della Repubblica" hanno sostituito le parole "ordinamento giuridico dello Stato" per effetto dell’art. 5, comma 1, lett. b), della l. cost. 2/2001.
(2) L’art. 5, comma 1, della l. cost. 23 settembre 1993, n. 2, ha aggiunto il n. 1-bis all’art. 4. Per l’attuazione delle norme di cui al suddetto n. 1-bis, vedi il d.lgs. 2 gennaio 1997, n. 9.
[1) elezioni del Consiglio regionale, in base ai principi contenuti nel capo secondo del titolo terzo;] (1)
[5) ordinamento e circoscrizione dei Comuni;] (2)
8) ordinamento delle Casse di risparmio, delle Casse rurali; degli Enti aventi carattere locale o regionale per i finanziamenti delle attività economiche nella Regione;
9) istituzione e ordinamento di Enti di carattere locale o regionale per lo studio di programmi di sviluppo economico;
15) istruzione artigiana e professionale successiva alla scuola obbligatoria;
22) opere di prevenzione e soccorso per calamità naturali.
(1) Numero abrogato dall' art. 5, comma 1, lett. c), della l. cost. 2/2001.
(2) L’art. 5, comma 2, della l. cost. 2/1993, ha abrogato il n. 5 dell’art. 5. Per L’attuazione delle norme di cui al suddetto n. 1-bis, vedi il d.lgs. 9/1997.
1) scuole materne; istruzione elementare; media; classica; scientifica; magistrale;
tecnica ed artistica;
3) antichità e belle arti tutela del paesaggio, della flora e della fauna, oltre che
nelle altre materie per le quali le leggi dello Stato attribuiscano alla Regione questa
1) all’approvazione dei bilanci di previsione e dei rendiconti consuntivi;
2) alla contrattazione dei mutui ed alla emissione dei prestiti indicati nell’articolo 52;
3) all’istituzione di nuovi Comuni ed alla modificazione della loro circoscrizione e denominazione, intese le popolazioni interessate.
La Regione esercita le funzioni amministrative nelle materie in cui ha potestà legislativa a norma degli articoli 4 e 5, salvo quelle attribuite agli enti locali dalle leggi della Repubblica.
La Regione ha facoltà di concorrere con propri contributi allo sviluppo dell’istruzione universitaria, nell’ambito della Regione stessa.
Lo Stato può, con legge, delegare alla Regione, alle Province ed ai Comuni
l’esercizio di proprie funzioni amministrative.
Le Amministrazioni statali centrali, per l’esercizio nella Regione di funzioni di loro competenza, possono avvalersi degli uffici della amministrazione regionale, previa intesa tra i Ministri competenti ed il Presidente della Regione .(1)
Nei casi previsti dai precedenti commi, l’onere delle relative spese farà carico allo Stato.
(1) Parole così sostituite dall' art. 5, comma 1, lett. a) della l. cost. 2/2001. Ai sensi di questa stessa norma, le parole "Presidente della Regione" sostituiscono le seguenti: "Presidente della Giunta regionale" e "Presidente della Giunta", ovunque ricorrano.
Organi della Regione - Costituzione e attribuzioni
Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione. (1)
In armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e con l’osservanza di quanto disposto dal presente Titolo, la legge regionale, approvata dal Consiglio regionale con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, determina la forma di governo della Regione e, specificatamente, le modalità di elezione del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e degli assessori, i rapporti tra gli organi della Regione, la presentazione e l’approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con le predette cariche, nonché l’esercizio del diritto di iniziativa popolare delle leggi regionali e la disciplina del referendum regionale abrogativo, propositivo e consultivo. Al fine di conseguire l’equilibrio della rappresentanza dei sessi, la medesima legge promuove condizioni di parità per l’accesso alle consultazioni elettorali. Le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio regionale comportano lo scioglimento del Consiglio stesso e l’elezione contestuale del nuovo Consiglio e del Presidente della Regione se eletto a suffragio universale e diretto. Nel caso in cui il Presidente della Regione sia eletto dal Consiglio regionale, il Consiglio è sciolto quando non sia in grado di funzionare per l’impossibilità di formare una maggioranza entro sessanta giorni dalle elezioni o dalle dimissioni del Presidente stesso. (2)
La legge regionale di cui al secondo comma non è comunicata al Commissario del Governo ai sensi del primo comma dell’articolo 29. Su di essa il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla sua pubblicazione. (2)
La legge regionale di cui al secondo comma è sottoposta a referendum regionale, la cui disciplina è prevista da apposita legge regionale, qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti del Consiglio regionale. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. (2)
Se la legge è stata approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio regionale, si fa luogo a referendum soltanto se, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, la richiesta è sottoscritta da un trentesimo degli aventi diritto al voto per l’elezione del Consiglio regionale. (2)
(1) Le parole e il Presidente della Regione hanno sostituito le parole ed il suo Presidente per effetto dell'art. 5, comma 1, lett. d), della l. cost. 2/2001.
(2) Gli attuali commi secondo, terzo, quarto e quinto sono stati aggiunti dall' art. 5, comma 1, lett. d), della l. cost. 2/2001.
Il numero dei consiglieri regionali è determinato in ragione di uno ogni 20.000 abitanti o frazioni superiori a 10.000 abitanti, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento. (1)
(1) Articolo così sostituito dall' art. 5, comma 1, lett. e), della l. cost. 2/2001. Si riporta di seguito il testo previdente dell’articolo 13:
Il Consiglio regionale è eletto a suffragio universale diretto, uguale e segreto, con sistema
proporzionale e con utilizzazione dei voti residui in sede regionale, secondo le norme stabilite con legge regionale.
La Regione è ripartita in circoscrizioni elettorali rispettivamente corrispondenti ai circondari attualmente soggetti alla giurisdizione dei tribunali di Trieste, Gorizia, Udine, Tolmezzo e Pordenone. Il comune di Duino-Aurisina è aggregato alla circoscrizione di Trieste ed i comuni di Erto-Casso e di Cimolais sono aggregati alla circoscrizione di Pordenone.
Il numero dei consiglieri regionali è determinato in ragione di uno ogni 20.000 abitanti o frazioni superiori a 10.000 abitanti, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento.".
Il Consiglio regionale è eletto per cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delle elezioni.(1)
Le elezioni del nuovo consiglio sono indette dal Presidente della Regione e potranno aver luogo a decorrere dalla quarta domenica precedente e non oltre la seconda domenica successiva al compimento del periodo di cui al precedente comma .(1)
Il decreto di indizione delle elezioni deve essere pubblicato non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data stabilita per la votazione .(1)
Il nuovo Consiglio si riunisce entro i venti giorni dalla proclamazione degli eletti su convocazione del Presidente della Regione in carica .(1)
(1) Gli originari primi tre commi del presente articolo sono stati sostituiti prima dall?art. 2 della l. cost. 23 febbraio 1972, n. 1, e poi con gli attuali commi primo, secondo, terzo e quarto dall'art. 2 della l. cost. 12 aprile 1989, n. 3. Vedi anche l'articolo 4 della l. cost 1/1972, che così dispone:
Finché non sia riunita la nuova Assemblea regionale siciliana e non siano riuniti i nuovi Consigli regionali della Sardegna, della Valle d?Aosta, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, sono prorogati i poteri, rispettivamente, della precedente Assemblea e dei precedenti Consigli regionali.
L’ufficio di consigliere regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere, di un altro Consiglio regionale, di un Consiglio provinciale, o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a 10 mila abitanti, ovvero di membro del Parlamento europeo .(1)
[Altri casi di incompatibilità ed i casi di ineleggibilità sono stabiliti con legge dello Stato.] (2)
(1) Parole aggiunte dall?art. 5, comma 1, lett. f), della l. cost. 2/2001.
(2) Comma abrogato dall? art. 5, comma 1, lett. g), della l. cost. 2/2001.
Essi non possono essere perseguiti per le opinioni espresse ed i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Prima di essere ammessi all’esercizio delle loro funzioni, ciascun consigliere regionale presta giuramento, secondo la seguente formula:
Il Consiglio regionale procede, come primo suo atto, alla costituzione dell’Ufficio di Presidenza, con la elezione del Presidente, di due vice-presidenti e di segretari, secondo le norme che saranno stabilite nel regolamento interno del Consiglio.
L’elezione del Presidente ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio; dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza relativa dei voti validi espressi.
Subito dopo la costituzione dell’Ufficio di Presidenza, i consiglieri regionali sono assegnati a Commissioni permanenti istituite, a norma di regolamento, per il preventivo esame dei disegni di legge.
Agli altri membri del Consiglio regionale è attribuita, con legge regionale, una indennità di presenza per i giorni di seduta dell’Assemblea e delle Commissioni.
Il Consiglio si riunisce, inoltre, quando il Presidente lo ritenga opportuno. Il Presidente deve convocarlo entro quindici giorni, quando ne faccia richiesta il Presidente della Regione o un quarto dei consiglieri.
L’ordine del giorno del Consiglio regionale è preventivamente comunicato al Commissario del Governo.
Il Consiglio regionale approva, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Regione, il proprio regolamento interno.
Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrari alla
Costituzione o al presente Statuto, o gravi violazioni di legge, o quando non
corrisponda all’invito del Governo della Repubblica di sostituire la Giunta regionale
o il Presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Può altresì essere sciolto per ragioni di sicurezza nazionale [o quando non sia in grado di funzionare.] (1)
Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini, eleggibili al Consiglio regionale, che provvede all’ordinaria amministrazione, di competenza della Giunta, ed agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio.
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica e con l’osservanza delle forme di cui al terzo comma è disposta la rimozione del Presidente della Regione, se eletto a suffragio universale e diretto, che abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o reiterate e gravi violazioni di legge. La rimozione può altresì essere disposta per ragioni di sicurezza nazionale (2).
(1) Parole soppresse dall' art. 5, comma 1, lett. h), della l. cost. 2/2001.
(2) Comma aggiunto dall' art. 5, comma 1, lett. i), della l. cost. 2/2001.
L’invito a sostituire la Giunta regionale o il Presidente della Regione (1), previsto dal primo comma dell’articolo 22, è rivolto al Presidente del Consiglio regionale, per il tramite del Commissario del Governo, con provvedimento motivato, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dei Ministri.
(1) Parole così sostituite dall? art. 5, comma 1, lett. l), della l. cost. 2/2001.
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative, attribuite alla Regione, e le
altre funzioni, conferitegli dalla Costituzione, dal presente Statuto e dalle leggi dello
L’esercizio provvisorio può essere deliberato dal Consiglio regionale con legge e per un periodo non superiore a quattro mesi.
Il Consiglio regionale, entro il 31 luglio, esamina ed approva il conto consuntivo della Regione per l’esercizio trascorso. Il conto consuntivo è diviso nello stesso modo in cui è diviso il bilancio di previsione.
I progetti sono inviati, dal Presidente della Regione , al Governo per la presentazione alle Camere.
Il Consiglio regionale può anche presentare voti alle Camere e al Governo della Repubblica.
L’iniziativa delle leggi regionali, sotto forma di progetti redatti in articoli, appartiene alla Giunta, a ciascun membro del Consiglio ed agli elettori, in numero non inferiore a 15 mila.
Ogni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione, ed approvato dal Consiglio, articolo per articolo e con votazione finale.
Nel caso di rinvio della legge, ove il Consiglio regionale l’approvi di nuovo con maggioranza assoluta dei suoi componenti, la legge stessa è promulgata, se, entro 15 giorni dalla nuova comunicazione, il Governo della Repubblica non promuova la questione di legittimità davanti alla Corte Costituzionale, o quella di merito, per contrasto di interessi, davanti alle Camere.
La promulgazione di una legge dichiarata urgente dal Consiglio regionale, a maggioranza assoluta dei componenti, qualora il Governo della Repubblica espressamente lo consenta, può intervenire anche prima dei termini stabiliti dall’articolo precedente.
La legge regionale è promulgata dal Presidente della Regione con la formula:
«Il Consiglio regionale ha approvato, il Presidente della Regione promulga la seguente legge». Al testo della legge, segue la formula: «La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione».
La legge regionale è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Friuli-Venezia Giulia, ed entra in vigore il 15° giorno successivo alla pubblicazione, salvo che non sia fissato nella legge stessa un termine diverso.
La legge regionale è sottoposta a referendum popolare per l’abrogazione totale o parziale qualora ne facciano richiesta almeno 20.000 elettori o due Consigli provinciali.
Le altre modalità per l’attuazione del referendum sono determinate dalla legge regionale prevista dall’articolo 5 del presente Statuto.] (1)
(1) Articolo abrogato dall? art. 5, comma 1, lett. m), della l. cost. 2/2001.
La Giunta regionale è composta del Presidente e degli assessori. Un assessore assume le funzioni di Vicepresidente.
L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio regionale. (1)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 5, comma 1, lett. n), della l. cost. 2/2001. Si riporta di seguito il testo previdente dell’articolo 34:
La Giunta regionale è eletta dal Consiglio con le modalità stabilite negli articoli seguenti ed è costituita dal Presidente e da assessori effettivi, in numero non superiore a 10. Gli assessori supplenti, in numero non superiore a 4, sostituiscono gli effettivi in caso di assenza o di impedimento.
In caso di vacanza della Giunta o di una parte di essa, il Consiglio è convocato entro 15 giorni per la rinnovazione o per la integrazione; la Giunta resta in carica, per l’amministrazione ordinaria, fino alla elezione della nuova.".
[Art. 35
Il Presidente della Giunta regionale è eletto dal Consiglio nel suo seno dopo la costituzione dell’Ufficio di Presidenza, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei componenti assegnati, e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa dei voti validamente espressi.] (1)
(1) Articolo abrogato dall' art. 5, comma 1, lett. m), della l. cost. 2/2001.
[Art. 36
La Giunta regionale è eletta dal Consiglio nel suo seno, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei suoi componenti e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa dei voti validamente espressi.] (1)
La Giunta regionale o uno o più dei suoi componenti, salvo il caso previsto dall’art. 22, possono essere revocati dal Consiglio, su mozione motivata, presentata da almeno un sesto dei componenti del Consiglio, e votata, per appello nominale, a maggioranza assoluta dei componenti stessi.
La mozione di revoca deve essere posta in discussione entro sette giorni, ma non prima di tre giorni dalla presentazione.] (1)
(1) Articolo abrogato dall? art. 5, comma 1, lett. m), della l. cost.. 2/2001.
Alle dimissioni, alla revoca o al decesso del Presidente della Giunta regionale conseguono, di diritto, le dimissioni dell’intera Giunta.] (1)
Le dimissioni rassegnate dagli assessori sono accolte dal Presidente della Giunta regionale, che ne dà comunicazione al Presidente del Consiglio regionale.] (1) (1) Articolo abrogato dall' art. 5, comma 1, lett. m), della l. cost. 2/2001.
L’Ufficio di Presidente della Regione o di assessore è incompatibile con qualunque altra carica pubblica.
Al Presidente della Regione ed agli assessori è attribuita con legge regionale una indennità di carica.
Il Presidente della Regione :
a) rappresenta la Regione, convoca e presiede la Giunta regionale e ne dirige e coordina l’attività, sopraintende agli uffici e servizi regionali;
b) promulga le leggi regionali ed emana, con proprio decreto, i regolamenti deliberati dalla Giunta;
c) esercita le altre attribuzioni che gli sono conferite dalle leggi e dallo Statuto regionale.
Il Presidente della Giunta con decreto da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale della Regione, provvede alla designazione dell’assessore effettivo che deve sostituirlo in caso di assenza o impedimento, all’assegnazione degli assessori ai singoli assessorati o ad altri eventuali incarichi ed a regolare le supplenze. (1)
Il Presidente della Regione interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri per essere sentito, quando sono trattate questioni che riguardano particolarmente la Regione.
Il Presidente della Regione presiede alle funzioni amministrative il cui svolgimento è stato affidato dallo Stato alla Regione a norma del primo e del secondo comma dell’articolo 10, uniformandosi alle istruzioni impartite dalle Amministrazioni centrali statali.
Il Presidente della Regione risponde della attività diretta all’esercizio delle funzioni indicate nel primo comma verso il Consiglio regionale e verso il Governo della Repubblica.
I provvedimenti emanati dalla Regione in base all’articolo 10 non sono definitivi.
[Art. 46
Spetta alla Giunta regionale: deliberare i regolamenti per la esecuzione delle leggi approvate dal Consiglio regionale; esercitare l’attività amministrativa per gli affari di interesse regionale e deliberare i contratti della Regione, salve le attribuzioni riservate agli assessori in base al primo comma dell’articolo 34; amministrare il patrimonio della Regione e controllare la gestione dei servizi pubblici regionali affidati ad aziende speciali; predisporre il bilancio preventivo e presentare annualmente il conto consuntivo; deliberare in materia di liti attive e passive, rinunce e transazioni; esercitare le altre attribuzioni ad essa demandate dal presente Statuto o da altre leggi.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'art. 5, comma 1, lett. m), della l. cost. 2/2001.
La Giunta regionale deve essere consultata ai fini della istituzione, regolamentazione e modificazioni dei servizi nazionali di comunicazione e dei trasporti che interessano in modo particolare la Regione.
Finanze Demanio e patrimonio della Regione
1) sei decimi del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ;
2) quattro decimi e mezzo del gettito dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche ;
3) sei decimi del gettito delle ritenute alla fonte di cui agli articoli 23, 24, 25 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ed all’articolo 25-bis aggiunto allo stesso decreto del Presidente della Repubblica con l’articolo 2, primo comma, del decreto legge 30 dicembre 1982, n. 953, come modificato con legge di conversione 28 febbraio 1983, n. 53 ;
4) otto decimi del gettito dell’imposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa all’importazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dell’articolo 38 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni ;
5) nove decimi del gettito dell’imposta erariale sull’energia elettrica, consumata nella regione;
6) nove decimi del gettito dei canoni per le concessioni idroelettriche;
7) nove decimi del gettito della quota fiscale dell’imposta erariale di consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei tabacchi consumati nella regione.
La devoluzione alla regione Friuli- Venezia Giulia delle quote dei proventi erariali indicati nel presente articolo viene effettuata al netto delle quote devolute ad altri enti ed istituti . (1)
(1) In base a quanto previsto dall?art. 63, comma 5, dello Statuto, il presente articolo è stato sostituito dall’ art. 1 della legge 6 agosto 1984, n. 457 ed è stato quindi Ulteriormente modificato dall’art. 1, comma 146, della legge 23 dicembre 1996, n.662 e, da ultimo, dall?art 30, comma 10, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Le entrate della Regione sono anche costituite dai redditi del suo patrimonio o da
tributi propri che essa ha la facoltà di istituire con legge regionale, in armonia col
sistema tributario dello Stato, delle Province e dei Comuni.
La Regione ha facoltà di emettere prestiti interni da essa garantiti, per provvedere
investimenti in opere permanenti per un importo annuale non superiore alle sue entrate ordinarie, salve le autorizzazioni di competenza del Ministro per il tesoro e del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio disposte dalle leggi vigenti.
La Regione collabora all’accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio. (1)
A tal fine la Giunta regionale ha facoltà di segnalare, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui scade il termine per l’accertamento, agli uffici finanziari dello Stato nella regione, dati, fatti ed elementi rilevanti per la determinazione di un maggiore imponibile, fornendo ogni idonea documentazione atta a comprovarla .(1)
Gli uffici finanziari dello Stato nella regione sono tenuti a riferire alla Giunta regionale i provvedimenti adottati in base alle indicazioni dalla stessa ricevute.(1)
(1) Gli attuali commi primo, secondo e terzo hanno sostituito l’originario comma primo per effetto dell’art. 2 della l. 457/1984, in base a quanto previsto dall'art. 63, comma 5, dello Statuto.
Allo scopo di adeguare le finanze delle Province e dei Comuni al raggiungimento delle finalità ed all’esercizio delle funzioni stabilite dalle leggi, il Consiglio regionale può assegnare ad essi annualmente una quota delle entrate della Regione.
Sono trasferiti alla Regione e vanno a far parte del patrimonio indisponibile i seguenti beni dello Stato:
3) le cave e torbiere, quando la disponibilità è sottratta al proprietario del fondo.
Sono trasferiti alla Regione i beni immobili patrimoniali dello Stato, che si trovano nel territorio della Regione, disponibili alla data di entrata in vigore del presente Statuto.
Con legge regionale possono essere istituiti, nell’ambito delle circoscrizioni provinciali, circondari per il decentramento di funzioni amministrative.
È istituito, nella Regione, un Commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione stessa. Il Commissario è un funzionario dello Stato avente qualifica non inferiore a direttore generale o equiparata, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri.
1) coordina, in conformità alle direttive governative, l’esercizio delle attribuzioni dello Stato nella Regione;
2) vigila sull’esercizio da parte della Regione, delle Province e dei Comuni delle funzioni delegate dallo Stato, e comunica eventuali rilievi ai Capi delle rispettive Amministrazioni;
Disposizioni integrative, transitorie e finali
L’iniziativa per le modificazioni appartiene anche al Consiglio regionale. (1)
I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale, che esprime il suo parere entro due mesi. (1)
Le modificazioni approvate non sono comunque sottoposte a referendum nazionale. (1)
Le disposizioni contenute nel titolo IV possono essere modificate con leggi ordinarie, su proposta di ciascun membro delle Camere, del Governo e della Regione, e, in ogni caso, sentita la Regione.
(1) Commi inseriti dall? art. 5, comma 1, lett. o), della l. cost. 2/2001.
Con decreti legislativi, sentita una Commissione paritetica di sei membri, nominati tre dal Governo della Repubblica e tre dal Consiglio regionale, saranno stabilite le norme di attuazione del presente Statuto e quelle relative al trasferimento all’Amministrazione regionale degli uffici statali che nel Friuli-Venezia Giulia adempiono a funzioni attribuite alla Regione.
Con le norme da emanarsi nei modi previsti dall’articolo 65 ed entro il termine di quattro mesi dalla prima elezione del Consiglio regionale, sarà istituito, nell’ambito della provincia di Udine, un circondario corrispondente al territorio attualmente soggetto alla giurisdizione del tribunale di Pordenone ed al territorio dei comuni di Erto-Casso e Cimolais, per il decentramento di funzioni amministrative.
Con le stesse norme saranno decentrati, con specifica attribuzione di competenza, in detto circondario, gli uffici statali non trasferibili all’Amministrazione regionale, ivi compresi quelli dell’Amministrazione dell’interno, delle finanze, della pubblica istruzione, dei lavori pubblici, del lavoro e della previdenza sociale e quelli degli enti parastatali.
I Comuni del detto circondario sono costituiti in consorzio generale per esercitare funzioni delegate ai sensi dell’articolo 11.
Con legge regionale saranno stabilite le modalità per l’inquadramento nei ruoli organici della Regione del personale indicato dall’articolo 67.
Con legge della Repubblica saranno emanate, entro quattro mesi dall’entrata in vigore del presente Statuto, le norme per la elezione e la convocazione del primo Consiglio regionale con i criteri stabiliti nell’articolo 13.
Le spese relative al primo impianto dell’organizzazione regionale sono anticipate dallo Stato sulle quote dei proventi spettanti alla Regione, in conformità dell’articolo 49.
Fino a quando non sarà diversamente disposto con legge della Repubblica, i poteri di amministrazione del Commissario generale del Governo per il territorio di Trieste - esclusi quelli spettanti al Prefetto e quelli trasferiti alla Regione - saranno esercitati dal Commissario del Governo nella Regione. Al Commissario del Governo nella Regione sono inoltre devolute le attribuzioni indicate nella legge 27 giugno 1955, n. 514, e successive proroghe, per la gestione dei fondi di bilancio destinati alle esigenze del predetto territorio.
Il fondo destinato per l’esercizio 1962-63 alle esigenze del territorio di Trieste, dedotto l’ammontare della spesa sostenuta annualmente per il personale assunto dal Governo militare alleato, in relazione alla legge 22 dicembre 1960, n. 1600, è consolidato per dieci esercizi a decorrere dal 1962-63.
Il Commissario del Governo nella Regione ripartisce i fondi di sua competenza, su parere conforme di una Commissione composta del sindaco di Trieste, del presidente della provincia di Trieste e di cinque consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Trieste e nominati dal Consiglio regionale con voto limitato.
Alla stessa Commissione il Commissario del Governo potrà chiedere pareri non vincolanti per le sue altre attribuzioni amministrative in ordine al territorio di Trieste.
Con legge della Repubblica, entro un anno dall’entrata in vigore del presente Statuto, saranno emanate norme per l’istituzione dell’ente del porto di Trieste e per il relativo ordinamento.
Per completezza, si riporta di seguito anche il testo delle disposizioni transitorie e finali di cui agli articoli 5, commi 2 e 3 e 6, comma 5, della legge costituzionale n. 2/2001.
2. Fino alla data di entrata in vigore della legge prevista dall’articolo 12 dello Statuto speciale della Regione Friuli -Venezia Giulia, come modificato dal comma 1 del presente articolo, il Presidente della Regione è eletto a suffragio universale e diretto. L’elezione è contestuale al rinnovo del Consiglio regionale. Entro dieci giorni dalla proclamazione il Presidente eletto nomina gli assessori e può successivamente revocarli; attribuisce ad uno di essi le funzioni di Vicepresidente.
Se il consiglio regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti una mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, presentata da almeno un quinto dei consiglieri e messa in discussione non prima di tre giorni dalla sua resentazione, entro tre mesi si procede a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione. Si procede parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione in caso di dimissioni, impedimento permanente o morte del Presidente. Fermo quanto disposto al comma 3, le disposizioni di cui al presente comma non si applicano al Consiglio regionale in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Se non è altrimenti disposto dalla legge regionale prevista dal citato articolo 12 dello Statuto speciale della Regione Friuli- Venezia Giulia, al Consiglio regionale in carica continuano ad applicarsi le disposizioni statutarie vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
3. Qualora si debba procedere ai sensi del comma 2 e alla data di convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale non siano state approvate le conseguenti modificazioni alla legge elettorale regionale, ai sensi del citato articolo 12 dello Statuto speciale della Regione Friuli - Venezia Giulia, per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni delle leggi della Repubblica che disciplinano l’elezione dei Consigli delle Regioni a statuto ordinario. Le circoscrizioni elettorali previste da tali disposizioni sono rispettivamente orrispondenti ai circondari attualmente soggetti alla giurisdizione dei tribunali di Trieste, Gorizia, Udine, Tolmezzo e Pordenone. Il Comune di Duino Aurisina è aggregato alla circoscrizione di Trieste e i comuni di Erto-Casso e di Cimolais sono aggregati alla circoscrizione di Pordenone. Per i consiglieri che sono eletti con sistema maggioritario, la circoscrizione è formata dal territorio dell’intera Regione. Sono candidati alla Presidenza della Regione i capilista delle liste regionali. E’ proclamato eletto Presidente della Regione il candidato capolista che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Il Presidente della Regione fa parte del Consiglio regionale. La disposizione di cui al quattordicesimo comma dell’articolo 15 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, introdotto dal comma 2 dell’articolo 3 della legge 23 febbraio 1995, n. 43, e la disposizione di cui al penultimo periodo del presente comma si applicano anche in deroga al numero dei consiglieri regionali stabilito dall’articolo 13 dello Statuto, come sostituito dal comma 1 del presente articolo. E’ eletto alla carica di consigliere il candidato capolista alla carica di Presidente della Regione che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente.
L’Ufficio centrale regionale riserva, a tale fine, l’ultimo dei seggi eventualmente spettanti alle liste circoscrizionali collegate con il capolista della lista regionale, proclamato alla carica di consigliere, nell’ipotesi prevista al numero 3) del tredicesimo comma dell’articolo 15 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, introdotto dal comma 2 dell’articolo 3 della legge 23 febbraio 1995, n. 43; o altrimenti il seggio
attribuito con il resto o con la cifra elettorale minore, tra quelli delle stesse liste, in sede di collegio unico regionale per la ripartizione dei seggi circoscrizionali residui.
Qualora tutti i seggi spettanti alle liste collegate siano stati assegnati con quoziente intero in sede circoscrizionale, l’Ufficio centrale regionale procede all’attribuzione di un seggio aggiuntivo, del quale si deve tenere conto per la determinazione della conseguente quota percentuale di seggi spettanti alle liste di maggioranza in seno al Consiglio regionale. A questa elezione continuano ad applicarsi, in via suppletiva ed in quanto compatibili con le disposizioni della legge 17 febbraio 1968, n. 108, e
successive modificazioni, e della legge 23 febbraio 1995, n. 43, le disposizioni delle leggi della Regione Friuli-Venezia Giulia per l’elezione del Consiglio regionale, limitatamente alla disciplina dell’organizzazione amministrativa del procedimento elettorale e delle votazioni.
5. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Governo provvede a compilare, esclusa qualsiasi facoltà di apportare modifiche o variazioni, il nuovo testo dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, quale risulta dalle disposizioni contenute nella legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, nella legge costituzionale 23 febbraio 1972, n. 1, nella legge 6 agosto 1984, n. 457, nella legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3, nella legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, e nella legge 23 dicembre 1996, n. 662, rimaste in vigore, e da quelle di cui all’articolo 5 della presente Legge costituzionale.

References: art. 5
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 articolo 12
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