Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_tub/83
Timestamp: 2019-12-09 23:15:16+00:00

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Infatti, il petitum sostanziale a base di detta iniziativa non potrebbe che refluire, indirettamente, ma al tempo stesso inequivocabilmente, nell'ambito dell'accertamento di una passività a carico della procedura di liquidazione coatta amministrativa ove pure nella prospettiva di neutralizzare, attraverso il pur evocato istituto delle compensazioni, il controcredito della procedura alla restituzione degli importi erogati a titolo di finanziamenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 30 Aprile 2019. Segue...
Liquidazione coatta bancaria – Intermediazione finanziaria – Collocamento di azioni – Violazione degli obblighi informativi – Domanda proposta nei confronti della Banca in LCA – Improcedibilità ex art. 83 TUB.
Liquidazione coatta amministrativa – Liquidazione Banche Venete ex D.L. 99/2017 – Applicabilità dell’art. 43 L.F. – Interruzione automatica del processo.
L'art. 43 comma 3 l.f. - interruzione di diritto (c.d. "automatica") dei processi pendenti per effetto della dichiarazione di fallimento è applicabile anche alla procedura di liquidazione coatta amministrativa bancaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 04 Dicembre 2018. Segue...
Procedimento d’urgenza diretto ad ottenere la cancellazione della segnalazione in centrale rischi - Sopravvenuta liquidazione coatta amministrativa della banca segnalante - Improcedibilità del procedimento cautelare ai sensi dell’art. 83, comma 3, t.u.b.
La domanda ex art. 700 c.p.c. con la quale si chieda di ordinare alla banca segnalante di cancellare ogni segnalazione pregiudizievole per la ricorrente presso una centrale rischi va dichiarata improcedibile, a seguito della liquidazione coatta amministrativa dell’istituto di credito, ai sensi dell’art. 83, comma 3, t.u.b., atteso che quest’ultima norma preclude l’introduzione e la prosecuzione di qualsiasi azione e deve pertanto ritenersi che operi anche per le azioni cautelari. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 27 Luglio 2018. Segue...
Domanda di accertamento dell’illegittimità della segnalazione in centrale rischi – Sua improcedibilità ai sensi dell’art. 83, comma 2, t.u.b a seguito della liquidazione coatta amministrativa della banca segnalante – Esclusione in virtù di una lettura costituzionalmente orientata di tale norma.
Diversamente opinando, un’interpretazione rigida e letterale dell’art. 83 TUB si risolverebbe in una palese violazione dell’art. 3, dell’art. 24 e dell’art. 111 Cost, ma anche e soprattutto dell’art. 6 CEDU, profilo, questo, che esporrebbe lo Stato (ed i suoi giudici) a responsabilità per violazione diretta della Convenzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 21 Giugno 2018. Segue...
Fondi di investimento immobiliari chiusi - Liquidazione coatta amministrativa - Legittimazione a stare in giudizio della società di gestione - Esclusione.
A seguito della sentenza del tribunale che ha dichiarato la liquidazione coatta amministrativa del Fondo di investimento immobiliare chiuso, la gestione del Fondo non è più attribuita alla società di gestione, bensì agli organi di liquidazione coatta amministrativa del Fondo nominati dalla Banca d’Italia: da ciò discende l’improseguibilità della domanda proposta dall’attore nell’ambito del presente giudizio nei confronti della società di gestione del risparmio, la quale, a seguito del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, non è più legittimata a stare in giudizio in nome e per conto del Fondo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Marzo 2015. Segue...
Fondo comune di investimento immobiliare tipo chiuso - Segregazione patrimoniale - Autonoma soggettività giuridica - Esclusione - Capacità di stare in giudizio autonomamente - Esclusione
Fondo comune di investimento immobiliare tipo chiuso - Liquidazione ex articolo 57 TUF - Improseguibilità delle azioni.
Ancorché i Fondi comuni di investimento immobiliare di tipo chiuso abbiano un patrimonio separato rispetto a quello della società che li gestisce, essi sono privi di autonoma soggettività giuridica e non hanno, pertanto, la capacità di stare in giudizio autonomamente, sicché legittimata ad agire in giudizio per far accertare diritti di pertinenza del patrimonio immobiliare del Fondo è la società di gestione (Cass. 15 luglio 2010, n. 16605). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Dalla data di insediamento degli organi della liquidazione nominati dalla Banca d'Italia non può essere proseguita alcuna azione nei confronti del fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Luglio 2014. Segue...
Azione di adempimento di canoni di contratto di affitto di azienda - Competenza per territorio ai sensi dell'art. 83 d.lgs. n. 385 del 1993 - Esclusione - Fondamento.
L'azione per il pagamento dei canoni di affitto di un'azienda, proposta da una società di gestione del risparmio in liquidazione coatta amministrativa, non può ritenersi compresa fra "le azioni civili di qualsiasi natura derivanti dalla liquidazione", per le quali il secondo inciso dell'art. 83, comma 3, d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (applicabile alle SGR in forza del richiamo di cui all'art. 57 del d.lgs. 24 febbraio 1988, n. 58) prevede che "è competente esclusivamente il tribunale del luogo dove la banca ha la sede legale", con la conseguenza che tale azione è soggetta alle regole di competenza ordinarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 Ottobre 2012, n. 17793. Segue...
Domanda di sfratto per morosità - Competenza per territorio del giudice dove ha sede la società, ex art. 57 d.lgs. n. 58 del 1998 - Esclusione - Giudice competente - Criteri.
Banca convenuta in revocatoria posta a sua volta in liquidazione coatta amministrativa - Competenza funzionale - Conflitto tra il tribunale competente ai sensi dell'art. 24 legge fall. e quello competente ai sensi dell'art. 83 T.U.B. - Esclusione - Fondamento.
Nel caso in cui il convenuto in revocatoria sia una banca, posta a sua volta in liquidazione coatta amministrativa, il potenziale conflitto tra la competenza del tribunale fallimentare, ai sensi dell'art. 24 legge fall., che ha dichiarato il fallimento dell'attore e quella prevista dall'art. 83 T.U.B. che ha dichiarato il fallimento del convenuto, deve essere risolto nel senso che il primo resta competente a decidere circa l'inefficacia dell'atto, mentre le pronunzie consequenziali alla dichiarazione d'inefficacia competono al secondo tribunale, secondo le modalità stabilite per l'accertamento del passivo e dei diritti dei terzi; infatti, la separazione, ai fini della competenza, tra le pronunzie di accertamento e quelle di condanna pecuniaria è frutto del principio per il quale la temporanea improponibilità o improseguibilità afferisce solo alle azioni di condanna. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Agosto 2011, n. 17443. Segue...
La banca cessionaria (ai sensi dell'art. 90 del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385) delle attività e delle passività di altra banca - posta in liquidazione coatta amministrativa in epoca successiva a sentenza non definitiva di primo grado la quale abbia affermato la sussistenza di rapporti di lavoro in capo alla banca, poi assoggettata alla procedura concorsuale, abbia dichiarato la illegittimità dei licenziamenti intimati ai lavoratori e abbia rimesso alla sentenza definitiva del giudizio la determinazione delle loro spettanze - è legittimata, ai sensi dell'art. 111 cod. proc. civ., a proporre appello avverso tale sentenza e a chiedere che il giudice del gravame stabilisca, con riferimento alla pronuncia di primo grado, in quali rapporti e in quali limiti sia succeduta alla cedente e sia tenuta verso i lavoratori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 Aprile 2002, n. 4735. Segue...
In caso di sottoposizione della società datrice di lavoro a liquidazione coatta amministrativa, deve distinguersi - anche nel caso delle imprese bancarie, per cui la materia è disciplinata dall'art. 83 del D.Lgs. n. 385 del 1993 -, tra le domande del lavoratore che mirano a pronunce di mero accertamento (per esempio in ordine alla pregressa esistenza del rapporto di lavoro) oppure costitutive (per esempio, di annullamento del licenziamento e reintegrazione nel posto di lavoro) e domande dirette alla condanna al pagamento di somme di denaro (anche se accompagnate da domande di accertamento aventi funzione strumentale). Per le prime va riconosciuta, così come nel caso del fallimento, la perdurante competenza del giudice del lavoro, mentre per le seconde opera - invece che, come in caso di fallimento, l'attrazione della domanda nel foro fallimentare - la regola della improponibilità o improseguibilità della domanda, per difetto temporaneo di giurisdizione, durante la fase amministrativa di accertamento dello stato passivo davanti ai competenti organi della procedura di liquidazione coatta, ferma restando l'assoggettabilità del provvedimento attinente allo stato passivo ad opposizione o impugnazione davanti al tribunale fallimentare. (Fattispecie relativa ad impugnativa di licenziamento limitata all'accertamento dell'illegittimità del licenziamento e alla conseguente richiesta di reintegrazione nel posto di lavoro). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 21 Novembre 2000, n. 14998. Segue...

References: art. 83
 art. 700
 sentenza 
 articolo 57
 art. 57
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza