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Timestamp: 2020-07-08 22:30:01+00:00

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Affidamento interno di progettazione | gliappalti.it
Affidamento interno di progettazione
servizi tecnici, servizi di architettura e ingegneria
Le regole per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria sono disciplinate dall’articolo 23 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016, il codice dei contratti pubblici. Questa norma si collega ad altre disposizioni del codice che sono:
– art. 24, progettazione interna esterna alle amministrazioni;
– art. 31, ruolo e funzioni del responsabile del procedimento;
– art. 46, affidamento servizi di architettura, ingegneria e tecnici;
– art. 83, criteri di selezione e soccorso istruttorio;
– art. 95, sui criteri di aggiudicazione dell’appalto;
– art. 157 sulla tematica degli incarichi di progettazione.
linee guida ANAC per il D.lgs 50 del 2016
Definizione di servizio tecnico.
Come accennato in premessa, il tema è piuttosto complesso. Il primo punto lo dedichiamo alla definizione data dal codice dei contratti pubblici, nel merito di “servizio di architettura e ingegneria”:
vigente al 3 ottobre 2019
Professionalità interne dell’ente pubblico.
Se le stazioni appaltanti hanno nel proprio interno dipendenti qualificati, il comma 2 dell’art. 23 del codice specifica che la progettazione dei lavori deve essere affidata alle professionalità esistenti:
“comma 2.
Per la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale, storico-artistico, conservativo, nonché tecnologico, le stazioni appaltanti ricorrono alle professionalità interne, purché in possesso di idonea competenza nelle materie oggetto del progetto o utilizzano la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee di cui agli articoli 152, 153, 154, 155, 156 e 157. Per le altre tipologie di lavori, si applica quanto previsto dall’articolo 24.”
Cenni sul rapporto di lavoro.
Nel caso che la progettazione sia affidata a personale interno, queste persone devono essere abilitate all’esercizio della professione, assunti con un regolare contratto di lavoro. Inoltre, il codice dei contratti pubblici fissa alcuni limiti:
“comma 3.
I progetti redatti dai soggetti di cui al comma 1, lettere a), b) e c), sono firmati da dipendenti delle amministrazioni abilitati all’esercizio della professione.
I pubblici dipendenti che abbiano un rapporto di lavoro a tempo parziale non possono espletare, nell’ambito territoriale dell’ufficio di appartenenza, incarichi professionali per conto di pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, se non conseguenti ai rapporti d’impiego.”
Altri incarichi di progettazione e connessi.
E’ vietato l’affidamento di attività di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, collaudo, indagine e attività di supporto per mezzo di contratti a tempo determinato o altre procedure diverse da quelle previste dal presente decreto.”
Il codice specifica che il progetto di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, direzione dei lavori, gli incarichi di supporto tecnico ed amministrativo, competono normalmente agli enti pubblici, come previsto dall’art. 24 (comma 3, vedi sopra) e dal comma 1 che ti riporto qui sotto:
“comma 1.
d) dai soggetti di cui all’articolo 46.”
Omogeneità del procedimento.
I progetti sono generalmente studiati da un soggetto o da team di persone coadiuvati da un responsabile con solide competenze. L’art. 23 al comma 12 indica che “le progettazioni definitiva ed esecutiva sono, preferibilmente, svolte dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza al procedimento.” Naturalmente, è salva la possibilità di affidamento esterno della progettazione se l’ente pubblico non dispone nel suo interno personale abilitato assunto con un contratto continuativo. Qui sotto si riporta il testo dell’art. 23 comma 12:
“comma 12.
Le progettazioni definitiva ed esecutiva sono, preferibilmente, svolte dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza al procedimento. In caso di motivate ragioni di affidamento disgiunto, il nuovo progettista deve accettare l’attività progettuale svolta in precedenza. In caso di affidamento esterno della progettazione, che ricomprenda, entrambi livelli di progettazione, l’avvio della progettazione esecutiva è condizionato alla determinazione delle stazioni appaltanti sulla progettazione definitiva. In sede di verifica della coerenza tra le varie fasi della progettazione, si applica quanto previsto dall’articolo 26, comma 3.”
Polizza assicurativa del progettista.
Tutti i professionisti abilitati hanno una polizza assicurativa che li tutela contro i rischi derivanti dalla loro attività. Il comma 4 dell’art. 24 del codice stabilisce che la polizza assicurativa professionale è a carico della stazione appaltante se il progettista è un suo dipendente e nel caso di affidamento della progettazione esterna, la polizza assicurativa è a carico del professionista esterno incaricato.
“comma 4.
Sono a carico delle stazioni appaltanti le polizze assicurative per la copertura dei rischi di natura professionale a favore dei dipendenti incaricati della progettazione. Nel caso di affidamento della progettazione a soggetti esterni, le polizze sono a carico dei soggetti stessi.“
Su questi argomenti, l’Agenzia anti corruzione è intervenuta per chiarire alcuni aspetti, con la linea guida n.1, collegati al seguente link:
linea guida n. 1

References: art. 24
 art. 31
 art. 46
 art. 83
 art. 95
 art. 157