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TEMI Un glossario comune di riferimento - PDF
TEMI Un glossario comune di riferimento
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Ottavia Tommasi
1 TEMI Un glossario comune di riferimento Fulvio Adobati Seeta Maggi, Andrea Azzini, Michela Lazzarini, Filippo Carlo Pavesi (cultori della materia) Corso di Geografia Antropica A.A. 2013/2014 Università degli Studi di Bergamo Paesaggio Ambiente - Territorio Paesaggio ambiente e territorio costituiscono concetti differenti, non rappresentano oggetti tra loro diversi, ma piuttosto una sorta di occhiali attraverso i quali leggiamo un unico grande oggetto: lo spazio in cui viviamo Scazzosi L Politiche e culture del paesaggio Esperienze internazionali a confronto Le relazioni tra territorio e paesaggio come proiezioni dei rapporti tra cultura e natura Turri E Il paesaggio come teatro 12 Il concetto di ambiente è legato prioritariamente a una lettura di carattere ecologico-naturalistico che mette a fuoco l interrelazione tra uomo e natura, dove l uomo sta dentro in quanto componente di un complesso sistema di relazioni Il concetto di territorio è legato prioritariamente a una lettura degli aspetti funzionali dei luoghi(abitare, produrre, muoversi ecc ) Il concetto di paesaggio racchiude in sé molte letture, da quelle estetichepercettive a quelle simboliche, da quelle storiografiche a quelle funzionaliste, concetto che contiene già una forte connotazione culturale che presuppone lo sguardo degli uomini nel leggere i luoghi e la presenza dell opera umana che li ha trasformati. Ogni elemento costitutivo dei luoghi può essere letto dal punto di vista ecologicoambientale(habitat), dal punto di vista funzionale e da quello paesistico. AMBIENTE 23 AMBIENTE 1972 Stoccolma - Svezia Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente Umano 113 nazioni si incontrano e redigono un piano d'azione con 109 raccomandazioni. Viene inoltre adottata una Dichiarazione recante 26 principi su diritti e responsabilità dell'uomo in relazione all'ambiente, tra cui: la libertà, l'uguaglianza e il diritto ad adeguate condizioni di vita le risorse naturali devono essere protette, preservate, opportunamente razionalizzate per il beneficio delle generazioni future la conservazione della natura deve avere un ruolo importante all'interno dei processi legislativi ed economici degli Stati 1980 Strategia Mondiale per la conservazione "Per affrontare le sfide di una rapida globalizzazione del mondo una coerente e coordinata politica ambientale deve andare di pari passo con lo sviluppo economico e l'impegno sociale". Gli obiettivi delineati: mantenimento dei sistemi vitali e dei processi ecologici essenziali conservazione della diversità genetica utilizzo sostenibile delle specie e degli ecosistemi. 34 1992 Conferenza di Rio de Janeiro Conferenza sull'ambiente e lo Sviluppo conservare, tutelare e ripristinare la salute e l'integrità dell'ecosistema terrestre consentire una lotta più efficace ai problemi del degrado ambientale " la ricerca di un equilibrio sostenibile tra attività agricola e risorse naturali è auspicabile da un punto di vista ambientale e agricoloeconomico. " Turismo "se il turismo è pianificato e controllato adeguatamente, può senz'altro favorire lo sviluppo regionale e la protezione dell'ambiente." 1997 Protocollo di Kyoto Con il Protocollo di Kyoto i paesi industrializzati si impegnarono a ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra almeno del 5,2% rispetto al Per l Italia l obiettivo fissato è del 6,5%.(rispetto al 1990) Tale protocollo è finalizzato alla riduzione dei gas responsabili dell'effetto serra. Tra questi gas troviamo: biossido di carbonio(co2)(responsabile del 60% dell'effetto serra) metano(ch4)(responsabile del 20% dell'effetto serra) protossido di azoto(n2o) idrocarburi fluorati e perfluorati(hfc e PFC) esafluoruro di zolfo(sf6) 4 5 I meccanismi flessibili di Kyoto Il Protocollo prevede tre principali meccanismi flessibili, basati sul principio che ogni riduzione delle emissioni è efficace indipendentemente dal luogo in cui avviene: Joint Implementation(JI): se due Paesi industrializzati o economie in transizione, che hanno sottoscritto impegni di riduzione, realizzano un progetto volto a ridurre le emissioni di gas serra, il Paese investitore potrà utilizzare i crediti ottenuti dalla riduzione effettuata nel Paese ospite per adempiere al proprio obbligo di riduzione e vendere eventuali crediti in eccesso. Clean Development Mechanism(CDM): a differenza dei progetti JI, i progetti CDM vengono realizzati in Paesi in via di sviluppo che non hanno impegni di riduzione. In questo caso, quindi, i diritti di emissione non vengono trasferiti, bensì creati e riconosciuti all investitore. Commercio dei diritti di emissione (IET International EmissionsTrading): i Paesi industrializzati che si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra possono scambiarsi diritti di emissione in eccesso, in un apposito mercato delle emissioni. È possibile scambiare anche, in certi limiti, i crediti provenienti da progetti CDM/JI. In parallelo all emissionstrading tra gli Stati sono nati anche schemi di capand tradenazionali e regionali che stabiliscono un limite massimo di emissioni per i settori più emittenti. 5 6 67 78 TERRITORIO 89 Territorio, alcune definizioni Area geografica delimitata e controllata da un individuo o da un gruppo di individui al fine di influenzare o controllare persone, fenomeni o relazioni localizzati al suo interno. (Pettinelli, politologo) Spazio la cui configurazione e i cui confini diventano il principio strutturante di comunità politiche e il modo discriminante di controllare una popolazione, di imporle un autorità, di informare e influenzare il suo comportamento (Badie, politologo) Spazio prodotto dall azione di un attore sintagmatico (che realizza un programma) (Raffestin, geografo) Spazio Territorio Il territorio come prodotto storico di processi co-evolutivi di lunga durata fra insediamento umano e ambiente, fra natura e cultura. La prospettiva geografica nell analisi dei processi di territorializzazione Cos è la territorializzazione: l'insieme delle procedure simboliche e materiali per mezzo delle quali i gruppi umani addomesticano la natura si tratta di una serie di atti/azioni, attraverso le quali l'ambiente viene socializzato, diventa qualcosa di conosciuto(e perciò non più da temere) il territorio viene trasformato in un patrimonio culturale da cui le collettività traggono le risorse fisiche e simboliche necessarie alla loro vita 910 Strutturazione: La strutturazione è un modo di organizzare il territorio secondo una certa finalità, in base ad elementi-nodi con specifica localizzazione e qualità -, reti articolazione dei flussi relazionali- e maglie compartimentazioni territoriali: un ambito confinato. Lo scopo è la creazione di un sistema per il governo della complessità. I nodi contenuti in una struttura possono essere a loro volta strutture. Ad esempio la città è una struttura geografica, ma è un nodo della struttura territoriale stato. Partecipano di questo aspetto tutti gli organi che in vario modo organizzano la vita economica, sociale, politica, operando il controllo e la gestione del territorio. Reificazione(realizzazione di opere) è il processo del controllo pratico sullo spazio; implica la mobilitazione di energia e un adeguata abilità tecnica, ma anche il quadro sociale e giuridico che la renda possibile. Con la reificazione l'uomo trasforma lo spazio, lo addomestica, tende a creare oggetti, cose artificiali di cui conosce, avendole fatte lui, sia la genesi che il funzionamento. I componenti del primitivo ambiente naturale quindi scompaiono o assumono nuovi lineamenti: muta il paesaggio. La società, secondo i propri progetti, trasforma materialmente il territorio e realizza un aumento di complessità (lo scarto tra possibilità e scelta effettiva). Le trasformazioni del territorio, come la tecnologia, rendono possibile alle società umane di sottrarsi sempre più al determinismo ambientale: ad es una bonifica rende possibile la coltivazione di un terreno prima paludoso. 1011 Denominazione(dare i nomi agli oggetti sulla superficie terrestre). Attraverso questa azione si "trasforma" un punto della superficie terrestre in un luogo : "designando tratti della superficie terrestre, l'attore crea identità, ossia complessifica il mondo dotandolo di attributi nuovi: i nomi "prima" non esistevano né, soprattutto, esistevano i fenomeni nella forma in cui essi li rappresentano"... "L'atto denominativo... è un lavoro sociale che realizza strategie cognitive e comunicative" Turco, 1988, p.82. Questa azione sembra una cosa ingenua, in realtà non lo è perché, attraverso un artefatto intellettuale si ottiene il controllo simbolico sullo spazio. PAESAGGIO 1112 Alcune definizioni Paesaggio parola che serve a designare la cosa e al tempo stesso l immagine della cosa (Humboldt); Sistema di ecosistemi interagenti che si ripetono in un intorno (Gibelli); Espressione dinamica ed evolutiva dei processi d interazione tra sistemi sociali e ambientali storicamente determinati il paradigma paesistico va oltre il contributo, pur decisivo, del paradigma scientifico, inducendo a confrontarsi con i processi di identificazione, di appropriazione, di autorappresentazione e di significazione che hanno storicamente coinvolto e che tuttora coinvolgono comunità più o meno ampie nella produzione del paesaggio (Gambino); Componente percettiva del territorio; iconema come unità elementare di percezione, come segno all interno di un insieme organico di segni, come sineddoche; (Turri) Paesaggio come teatro nel quale individui e società recitano le loro storie, in cui compiono le loro gesta ( ) come attori che trasformano, in senso ecologico, l ambiente di vita, imprimendovi il segno della propria azione, e come spettatori che sanno guardare e capire il senso del loro operare sul territorio (Turri); 1213 La Costituzione della Repubblica Italiana Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. La legge 1497 del 1939 ora art. 139 del DLgs 490/1999 I paesaggi sono riconosciuti come singolarità estetiche. L'art. 139 del DLgs 490 riguarda (art.1): 1) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica; 2) le ville, i giardini e i parchi che, non contemplati dalle leggi per la tutela delle cose d'interesse artistico o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza; 3) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale; 4) le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di queste bellezze. È chiaro dalle categorie di beni meritevoli di tutela elencati nell'articolo di legge, che con essa si siano voluti tutelare gli aspetti estetici, sia come singolarità (bellezze naturali, singolarità geologiche, ville, giardini o parchi non soggetti a vincolo artistico -storico, complessi di immobili caratteristici), sia come unità visuali (ancora i giardini e parchi e i complessi di cose immobili visti al loro interno e soprattutto le bellezze panoramiche e i punti di vista o belvedere). La legge prescrive che il vincolo venga applicato ai singoli beni o complessi con atto amministrativo. 1314 1415 La legge 431 del 1985 ora art. 146 del DLgs 490/1999 I paesaggi sono visti come categorie perentorie. La legge 431, recepita nel DLgs 490. Estende apoditticamente il vincolo di cui alla legge del 1939 ad ampie categorie di beni, indipendentemente dal loro valore paesaggistico o comunque ambientale e prescrive che le Regioni formino dei piani paesistici o dei piani territoriali aventi valori di piani paesistici con cui devono normare le aree vincolate dalla legge, senza possibilità di ridefinirne i perimetri secondo altre assegnazioni di valore a) territori costieri per una profondità di 300 m dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; b) territori contermini ai laghi compresi in una fascia dellaprofondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; c) fiumi, torrenti e corsi d'acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche e relative sponde per una fascia di 150 m; d) montagne sopra i nelle Alpi e negli Appennini; e) ghiacciai e circhi glaciali; f) parchi e riserve nazionali e regionali e territori di protezione esterna ai parchi; g) territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi da incendi e quelli sottoposti a vincoli di rimboschimento; h) aree assegnate alle università agrarie e zone gravate da usi civici; i) zone umide comprese nell'elenco di cui alla Convenzione di Ramsar; l) vulcani; m) zone di interesse archeologico archeologico; n) i beni di cui al numero 2 dell articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n e cioè le ville, giardini e parchi non soggetti a vincolo artistico-storico che si distinguono per non comune bellezza. 1516 Convenzione europea del paesaggio Firenze, 20 ottobre 2000 "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni; 1617 e b. "Politica del paesaggio" designa la formulazione, da parte delle autorità pubbliche competenti, dei principi generali, delle strategie degli orientamenti che consentano l'adozione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare gestire e pianificare il paesaggio; c. "Obiettivo di qualità paesaggistica" designa la formulazione da parte delle autorità pubbliche competenti, per un determinato paesaggio, delle aspirazioni delle popolazioni per quanto riguarda le caratteristiche paesaggistiche del loro ambiente di vita; d. "Salvaguardia dei paesaggi" indica le azioni di conservazione e di mantenimento degli aspetti significativi o caratteristici di un paesaggio, giustificate dal suo valore di patrimonio derivante dalla sua configurazione naturale e/o dal tipo d'intervento umano; e. "Gestione dei paesaggi" indica le azioni volte, in una prospettiva di sviluppo sostenibile, a garantire il governo del paesaggio al fine di orientare e di armonizzare le sue trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali; f. "Pianificazione dei paesaggi" indica le azioni fortemente lungimiranti, volte alla valorizzazione, al ripristino o alla creazione di paesaggi. 1718 18 Documenti analoghi
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 art. 139
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 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 Articolo 36
 Art. 73
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 Art. 2
 Art. 3