Source: https://www.art643.org/I-Casi/articleType/ArticleView/ArticleID/86/PageID/89
Timestamp: 2019-08-24 07:53:32+00:00

Document:
Il caso Paul Kesseng > Associazione Nazionale Vittime Errori Giudiziari 89
richiesta di revisione ex art. 630 comma 1 lett. c) c.p.p.
Il sottoscritto PAUL NOUK A’ KESSENG, nato a Douala (Camerun) il 26/01/1979, rappresentato e difeso da Avv. Antonio Petroncini e Avv. Gabriele Magno del Foro di Bologna, difensori di fiducia e procuratori speciali come da nomina e procura speciale in calce al presente atto che pure sottoscrivono,
Ai sensi dell’art. 630 comma 1 lett. c) c.p.p.
- nei confronti di Paul Kesseng è stata emessa sentenza di condanna n 751/01 Reg. Sent. dal Tribunale di Lodi in data 28/06/2001, divenuta irrevocabile il 02/11/2001, nel procedimento penale n. 539/01 R.G. Trib. e n. 3906/00 R.G.N.R.;
- Kesseng è stato ritenuto responsabile:
del delitto previsto e punito dagli artt. 609 bis comma 2 n. 1) e 609 ter comma 1 n. 1) c.p., per avere, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica di Xxxxxxxxxxx, di anni dodici (attesa la giovane età della stessa e lo stato patologico da cui è affetta rappresentato da crisi epilettiche, emiparesi dx e ritardo cognitivo di medio grado) indotto la predetta a subire atti sessuali, consistiti nel penetrarla vaginalmente, in San Giuliano Milanese il 22 agosto 2000;
- Kesseng è stato condannato ad anni 6 di reclusione, ed Euro 60.000 di multa, usufruendo del beneficio della liberazione anticipata della pena è uscito dal carcere in data 12/10/2005
- in data 14/07/2005 veniva proposta istanza di revisione alla Corte d’Appello di Brescia per la scoperta di nuove prove dopo la sentenza di condanna;
- in data 26/07/2005, la Corte d’appello di Brescia dichiarava inammissibile la domanda, ritenendo non valida e comunque insufficiente la nuova prova acquisita (la ritrattazione di Ako Michel, il convivente della madre della minore, nonché cugino di Kesseng);
- durante il periodo trascorso dall’ultima richiesta di revisione sono state scoperte nuove prove, diverse da quelle già presentate con la precedente istanza e mai acquisite nel procedimento penale in cui è stato condannato Kesseng; sono stati altresì rilevati nuovi elementi a sostegno delle prove presentate con la precedente istanza di revisione;
il sottoscritto propone richiesta di revisione per i seguenti
svolgimento del fatto e dell’intera vicenda processuale
Secondo la ricostruzione fatta in sentenza di primo grado, la condotta delittuosa di cui si sarebbe reso responsabile Paul Kesseng è riconducibile ad unico episodio a danno della minorexxxxxxxxxxx.
Il giorno martedì 22 agosto 2000, nel primo pomeriggio, Paul Kesseng, residente a Pavia, si sarebbe recato a casa del cugino AKO MICHEL, in quel di San Giuliano Milanese. Si precisa che Paul Kesseng, all’epoca dei fatti, era regolare sul territorio, lavorava ed era giunto in Italia qualche tempo prima per intraprendere la carriera calcistica. Nel primo periodo trascorso in Italia, Kesseng aveva trovato ospitalità da Ako Michel, suo connazionale cui è legato da rapporti di parentela. La coabitazione era terminata a seguito di banali incomprensioni.
Il giorno 22 agosto 2000, nell’appartamento era presente soltanto la minore XXXXXXXXXXX, figlia di AKO Michel e di NJIOH Solange Catherine, mentre i genitori si trovavano al lavoro. Poco dopo l’arrivo di Kesseng,xxxxxxxxxxx si sarebbe recata in bagno e, mentre era intenta a lavarsi (farsi il bidet, secondo il racconto della minore), sarebbe stata raggiunta da Kesseng, il quale, dopo avere utilizzato i servizi per urinare, si sarebbe diretto verso la ragazzina, che era nel frattempo rimasta in bagno continuando a lavarsi, e prendendola da tergo la avrebbe penetrata vaginalmente. Kesseng avrebbe interrotto l’atto sessuale, a causa del dolore provato dalla ragazzina, che nell’occasione perdeva sangue; Kesseng, poi, si sarebbe allontanato, intimando axxxxxxxxxxx di non riferire il fatto ai genitori.
La ricostruzione del post factum assume contorni piuttosto sospetti ed anomali.
Xxxxxxxxxxx non informava subito dell’episodio i genitori, bensì attendeva quattro giorni, precisamente sabato 26 agosto, per riferire l’accaduto.
Inoltre, la ragazzina non si confidava con la madre, come sarebbe parso naturale data la peculiarità della violenza subita e la delicatezza dell’argomento, ma preferiva rivolgersi ad Ako Michel, il “padre”. Quello stesso giorno, Ako Michel convocava Kesseng nella propria abitazione per procedere ad un confronto conxxxxxxxxxxx; il giorno seguente, domenica 27 agosto, Kesseng veniva di nuovo convocato, unitamente alla fidanzata Gladys ed al di lui fratello Barthelemy, per un ulteriore confronto con la ragazzina.
Soltanto in questa occasione, domenica 27 agosto e dunque a cinque giorni di distanza dal fatto, la madre dixxxxxxxxxxx apprendeva l’episodio, che evidentemente fino a quel momento le era stato taciuto.
L’accertamento medico cui finalmente è stata sottopostaxxxxxxxxxxx avveniva ad una settimana di distanza dal fatto; infatti, la visita risale a martedì 29 agosto 2000 e da essa emergeva l’ “imene semilunare con incisura fino alla base di impianto, friabilità della forchetta ed esito cicatriziale di data recente in sede perineale, in diretta continuità con l’ostio vaginale”, dunque un quadro clinico compatibile con un atto di penetrazione. Essendo trascorso tanto tempo dal fatto, non è stato possibile procedere ad accertamenti circa la natura della penetrazione, se fosse dovuta ad un rapporto sessuale consenziente oppure violento, nè su tracce di liquidi biologici dell’autore dell’atto sessuale.
Peraltro, il giorno 29 agosto 2000, già avvisato chexxxxxxxxxxx era stata sottoposta a visita medica, Kesseng spontaneamente si recava presso gli uffici della Questura di Pavia per esporre la propria versione dei fatti, anticipando alla P.G. che Ako Michel ravvisava in lui l’autore della violenza sessuale a danno dixxxxxxxxxxx. Paul Kesseng ha quindi anticipato la denuncia della famiglia Ako, assumendo un comportamento in contrasto con lo status di autore del reato.
In data 1 settembre 2000, un paio di giorni dopo la denuncia di Kesseng, Ako Michel e la moglie Njoh Catherine si presentavano presso la stazione dei Carabinieri di S. Giuliano Milanese per la denuncia nei confronti di Paul Kesseng. Ruolo di rilevo è stato quello di Ako Michel nell’intera vicenda; Ako Michel non si è limitato ad esporre i fatti la prima volta, bensì in data 7 settembre 2000 si è ripresentato alla Questura di Milano, aggiungendo nuovi particolari, come da verbale di sommarie informazioni. Successivamente, Ako Michel si presentava per denunciare le minacce telefoniche di cui sarebbe stato vittima nonché il clima ostile della comunità camerunense nei suoi confronti.
In data 7 settembre 2000, in sede di indagini preliminari, si procedeva a raccogliere la testimonianza di Xxxxxxxxxxx, alla presenza di una psicologa, dell’interprete e dell’ufficiale di P.G. Vice Ispettore Fraboni.
In data 7 ottobre 2000, si procedeva al fermo di Paul Kesseng; il Giudice per le indagini preliminari applicava la misura della custodia cautelare presso la Casa Circondariale di Lodi. Si noti che Paul Kesseng, nonostante fosse a conoscenza di quanto Ako Michel stesse facendo a suo danno e delle gravi accuse a lui rivolte, evidentemente sicuro della propria innocenza, non ha abbandonato la città cosicché, a distanza di un mese dalla denuncia, è stato possibile eseguire la misura cautelare.
In data 18 dicembre 2000, si svolgeva l’incidente probatorio al fine di effettuare l’esame testimoniale della minore. In data 20 marzo 2001, si teneva l’udienza preliminare, che si concludeva con il rinvio a giudizio di Paul Kesseng.
Il giudizio di primo grado si esauriva rapidamente, essendo stati acquisiti agli atti del dibattimento i verbali con le informazioni rese da diversi testi in sede di indagine; alla udienza del 28 giugno 2001, il Tribunale di Lodi pronunciava nei confronti di Kesseng la sentenza di condanna a sei anni di reclusione.
Avverso la sentenza di primo grado non è stato proposto appello e, dunque, la condanna è diventata definitiva in data 02/11/2001.
Paul Kesseng, godendo del beneficio della liberazione anticipata, è stato rimesso in libertà in data 12/10/2005
Esistenza di nuove prove scoperte dopo la sentenza di condanna, ex art. 630, comma 1, lett. c) c.p.p. e dopo la precedente istanza di revisione.
Paul Kesseng ha sempre negato con veemenza ogni responsabilità per l’episodio di violenza ai danni dixxxxxxxxxxx; per trovare conferme della propria innocenza, anche dopo avere scontato la condanna in carcere ed essere tornato in libertà, Kesseng si è messo alla ricerca di nuove prove che, se raccolte durante il procedimento penale, probabilmente avrebbero cambiato l’esito della intera vicenda processuale.
Rivolgendosi al programma televisivo di Mediaset “Le Iene”, che trasmette anche servizi giornalistici di rilievo sociale, Kesseng ha trovato la disponibilità e l’interessamento necessari a raccogliere elementi probanti la veridicità delle sue affermazioni.
L’inchiesta è stata condotta dall’inviato di “Le Iene” direttamente a Douala, in Camerun, città d’origine della famiglia di Kesseng e di Ako Michel; il quadro che emerge conferma quanto già indicato nella precedente istanza di revisione: la credibilità delle testimonianze rese in sede processuale, soprattutto da Ako Michel fervente accusatore di Kesseng, ne esce fortemente ridimensionata.
Si allega alla presente istanza il filmato che è stato trasmesso dal programma “Le Iene” nella puntata del 29/05/2006 e che mostra in sintesi le novità scoperte attraverso l’indagine compiuta a Douala (All. ).
L’inchiesta condotta in loco ha portato sia alla scoperta di un elemento nuovo rispetto a quanto emerso in sede processuale ed ulteriore a quanto presentato nella precedente istanza di revisione - la testimonianza di Vincent – sia alla scoperta di elementi che confermano quanto già emerso dalla precedente istanza di revisione – falsità in atti da parte di Ako Michel; tutti elementi che minano la credibilità dell’intera vicenda a carico di Kesseng.
a) Testimonianza di Vincent Ngot, conoscente di kesseng e di ako michel
A Douala è stato possibile incontrare il Sig. Vincent, amico di Paul e di Ako Michel, che nel 2000 si trovava in Italia per motivi lavorativi. Si riporta di seguito la trascrizione della sua testimonianza, nella traduzione in italiano (Vincent, infatti, ha reso l’intervista in lingua francese), che riporta un episodio cui ha assistito nel 2000, il medesimo anno in cui sarebbe avvenuto il fatto contestato a Kesseng:
“Io sono venuto in Italia per i miei affari. Ako mi ha invitato a casa sua. Io sono sceso di sotto per andare a comprare le sigarette. Quando sono risalito, ho trovato Ako sulla figlia. Quando gli ho chiesto “Cosa fai?”, mi ha risposto “E’ normale…la madre come la figlia”. Io ho domandato alla piccola “Cosa fai con tuo padre?”. Lei mi ha detto “Tu credi che io sia una bambina?” ”. Il racconto prosegue, spiegando i motivi per cui Vincent all’epoca non si presentò alla polizia per descrivere l’accaduto: “Non ero bene informato. Non sono andato alla polizia perché avevo interpellato la famiglia, la moglie e le ho detto che Ako era andato a letto con sua figlia davanti a me, dunque era lei che doveva andare dalla polizia, non io perché io non sapevo…avevo paura che mi arrestassero”.
Ora Vincent si è mostrato disponibile a venire in Italia ed a rendere testimonianza sull’episodio cui ha assistito personalmente.
Il racconto è rilevante poiché dimostra che tra Ako Michel exxxxxxxxxxx c’è stato almeno un rapporto sessuale, quello cui ha assistito Vincent; inoltre, la tranquillità dell’atteggiamento degli stessi Ako exxxxxxxxxxx innanzi alle domande di Vincent fa ritenere che rapporti di quel genere fossero abituali.
Tale episodio, senza dubbio grave, va riferito ad un quadro complessivo particolare: Ako Michel NON è il padre naturale dixxxxxxxxxxx, la quale è figlia soltanto di Njoh Solange Catherine, exxxxxxxxxxx NON è nata nel 1988, ma in epoca anteriore, dunque nel 2000 aveva un’età superiore a dodici anni. Si tenga anche conto dell’ambiente culturale da cui proviene la famiglia Ako; trattasi di una realtà in cui le ragazze cominciano ad avere rapporti sessuali piuttosto precocemente. Quanto emerso spiegherebbe il dato clinico della lacerazione dell’imene, come risulta dalla visita ginecologica effettuata suxxxxxxxxxxx.
Non paiono esservi dubbi sulla genuinità della testimonianza resa da Vincent, che non ha motivi di rancore nei confronti di Ako tali da giustificare una menzogna; infatti, i rapporti tra Vincent ed Ako erano buoni, tanto che quest’ultimo era stato tra gli invitati alle nozze di Vincent (come risulta dallo stesso filmato allegato ove viene mostrata la foto di Ako presente al matrimonio di Vincent). Peraltro, Vincent si è fatto avanti spontaneamente, dopo avere saputo della vicenda processuale di Kesseng, mentre ben avrebbe potuto continuare a restare nell’ombra poiché nessuno era a conoscenza di quanto Vincent aveva visto nel 2000.
b) Esistenza di nuovi elementi a sostegno delle prove scoperte dopo la sentenza di condanna e già oggetto della precedente richiesta di revisione
In data 14/07/2005, poco prima che Kesseng fosse scarcerato, è stata presentata istanza di revisione con cui si produceva un importante documento: trattasi di un atto formato dal “Commissaire de la Securitè Publique” a Douala (Camerun) in data 25 luglio 2001, ma trasmesso alla ambasciata del Camerun in Italia soltanto di recente, sul finire del 2004 (All. ).
Questo atto rappresenta il verbale di dichiarazioni rese da Ako Michel nell’ambito di un procedimento penale pendente nei suoi confronti a Douala (per cui è stato successivamente condannato). Da tale documento emerge che:
Ako Michel NON è il padre naturale dixxxxxxxxxxx, la quale è nata dall’unione di Njoh Solange Catherine con il precedente marito Njoh Benoit, poi defunto. A conferma di tale elemento la nonna materna, la madre di Njoh Solange Catherine: “quando quest’ultimo [Ako Michel] ha conosciuto sua figlia, la nominata Njoh Solange Catherine, essa era madre di due bambini a suo carico, legittimamente riconosciuti dal defunto marito … il padre legittimo si chiamava Njoh Benoit e NON Ako Michel” (pag 2 del documento);
Ako Michel è stato indagato (e successivamente condannato) per i reati di falso ed uso di falso in atto pubblico, avente ad oggetto i certificati di nascita dei due figli della compagna Njoh Solange Catherine, tra cuixxxxxxxxxxx appunto. Si legge nel verbale che “il nominato Ako Michel ha ammesso i fatti e precisato che effettivamente questi due atti di nascita, fatti redigere da lui stesso, sono falsi. Conferma che è su richiesta di sua moglie e con la sua complicità che ha prodotto questi due documenti falsi, allo scopo di facilitare la partenza dei bambini per l’Italia”. In realtà, coloro che conoscevano Ako sapevano che Ako Michel non era il padre naturale dixxxxxxxxxxx e lo avevano riferito in sede di indagine, circostanza che non è mai stata verificata (vedasi s.i.t. di Barthelemy Kesseng, fratello di Paul, Gladys Azeh, la ragazza di Paul, Guillaume Mbo, collega di Paul; nonché il verbale di denuncia del 28/08/2000 di Paul Kesseng);
Marie NON è nata il 01/05/1988, come risulta dai certificati prodotti dalla famiglia, ma è nata in epoca anteriore e nel 2000 aveva dunque più di 12 anni. La nonna materna ha chiarito, infatti, che quando Ako Michel e Njoh Catherine si conobbero,xxxxxxxxxxx era già nata. Risulta dal certificato di matrimonio che Ako Michel e Njoh Catherine si sono sposati nel 1985, dunque la data di nascita dixxxxxxxxxxx è da collocare prima di quell’evento; ne consegue che nel 2000xxxxxxxxxxx aveva almeno 15 anni;
Ako Michel ha RITRATTATO la propria testimonianza ed ha ritirato le accuse nei confronti di Paul Kesseng. Questo è senza dubbio il dato più rilevante dell’intera vicenda. Si legge nel verbale che Ako Michel “precisa che il motivo, l’oggetto dell’incarcerazione di suo cugino Nouk A’ Kesseng Paul, accusato di stupro in Italia, e del quale lui è l’autore dell’arresto, non è fondato. Che è per un forma di gelosia in rapporto al successo personale e considerevole di suo cugino Paul in Italia, che ha inventato questo motivo con la complicità di alcuni suoi amici poliziotti italiani, i quali lo avrebbero aiutato attraverso dei mezzi mafiosi, costituendo un dossier in cui sembrerebbe che la, diciamo, sua figlia, la nominataxxxxxxxxxxx di anni 12, per servire per l’imputazione di Nouk A’ Kesseng Paul, accusandolo di stupro. Ammettendo i fatti, il nominato Ako Michel, presenta le sue scuse, si condanna da solo per l’azione compiuta e cioè per avere usato sua figlia come esca per imprigionare suo cugino Nouk, promette di rivolgersi alle autorità giudiziarie italiane al suo ritorno in Italia per la liberazione di quest’ultimo”.
E’ stato lo stesso Ako Michel, innanzi le autorità del suo Paese, il Camerun, a confermare quanto da sempre sostenuto da Paul Kesseng, cioè che l’episodio della violenza era stato costruito per motivi di gelosia. Questa dichiarazione risalente al 2001, quando già Kesseng era stato condannato e scontava la sua pena in carcere, purtroppo è pervenuta a conoscenza della difesa con grande ritardo.
Comunque, anche a volere ignorare la ritrattazione di Ako Michel (), emerge da elementi certi ed oggettivi che la credibilità dei componenti della famiglia Ako, che è stata alla base della sentenza di condanna, è da mettere in discussione (). Il fatto che Ako Michel abbia taciuto il vero legame conxxxxxxxxxxx e che non si sia fatto scrupolo di falsificare i certificati di nascita ridimensiona notevolmente la figura di Ako Michel, il quale – giova ricordarlo – ha avuto un ruolo di primo piano nell’impianto accusatorio a carico di Kesseng. Ne consegue che la scarsa credibilità dei testi della famiglia Ako inficia la credibilità degli elementi probatori: diviene poco credibile che la ragazza si sia confidata con Ako Michel e non con la propria madre, il genitore naturale; è poco credibile in generale Ako Michel che, avendo mentito ripetutamente alla autorità giudiziaria sulla propria paternità e resosi responsabile di falsità in atti, può avere mentito anche su altri elementi dell’intera vicenda. Il fatto, poi, che Ako Michel exxxxxxxxxxx non siano legati da alcun vincolo di sangue e chexxxxxxxxxxx nel 2000 avesse almeno 15 anni conferisce credibilità, qualora vi fossero dubbi, alla testimonianza di Vincent. Peraltro, l’ipotesi che Ako Michel avesse avuto rapporti sessuali conxxxxxxxxxxx e che, forse, avesse voluto rivolgere le accuse verso il nipote Paul per allontanare i sospetti da sé era già stata prospettata nella precedente istanza di revisione.
L’inchiesta condotta dai redattori della trasmissione “Le Iene” a Douala ha raccolto elementi a riscontro di quanto emerso nel verbale del “Commissaire de la Securitè Publique”:
dalla verifica condotta presso l’archivio dell’Ospedale di Douala, è emerso che nel registro delle nascite il giorno 01/05/1988 non risulta il nome dixxxxxxxxxxx, né alcun ricovero da parte della di lei madre Njoh Solange Catherine. Dunque,xxxxxxxxxxx NON è nata il giorno 01/05/1988. Peraltro, il certificato di nascita dixxxxxxxxxxx sarebbe falso sotto due aspetti: manca il numero che viene apposto dagli archivisti su ogni certificato di nascita (definito nell’intervista il “numero de declaration”) e la firma apposta in calce è falsa, poiché sarebbe una imitazione della firma del medico che sigla i certificati;
presso il locale ufficio di Polizia di Douala è stato confermato dal personale (Ispettore Lewala Severin) l’esistenza di un procedimento “contro Ako Michel e Njioh Solange per falso e uso di falso in atto pubblico”, come risulta anche dai registri; il personale interpellato ha precisato che il procedimento penale si è concluso con una condanna a carico di Ako Michel il quale è considerato un “ricercato”, essendosi sottratto alla esecuzione della pena. A tutt’oggi, Ako Michel non è rintracciabile né in Italia, né in Camerun;
un’ulteriore indagine ha scoperto la falsità del certificato di matrimonio tra Ako Michel e Njoh Solange Catherine: il numero 146/85 apposto sul documento non trova corrispondenza nel registro dei matrimoni poiché con quel numero è iscritta un’altra coppia. Dunque, anche questo documento è stato falsificato.
È solo il caso di osservare che i nuovi elementi ora emersi consentono di ritenere venuta meno la credibilità dixxxxxxxxxxx. Basti considerare che la stessa ha sicuramente mentito quando ha riferito che Ako Michel era suo padre ed ha poi taciuto il fatto di avere avuto con lo stesso rapporti sessuali. Tutto l’impianto della sentenza di condanna di Kesseng risulta quindi irrimediabilmente minato, atteso che la -presunta- credibilità della minore ne costituisce il perno fondamentale.
Anche il riscontro medico comprovante l’avvenuta penetrazione sessuale dixxxxxxxxxxx perde di significato vista la nuova prova che dimostra come la stessa abbia avuto precedenti rapporti sessuali con il suo – finto – padre Ako Michael.
A parere dei sottoscritti richiedenti, gli elementi sopraesposti sono tali da poter portare alla dimostrazione che Paul Kesseng deve essere prosciolto ai sensi dell’art. 530 c.p.p. .
Ulteriori conferme potranno poi derivare dalla audizione dei nuovi testi ora emersi, in particolare di:
Vincent Ngot, residente a Douala (Camerun) nel quartire Kotto;
Ispettore Lewala Severin rintracciabile presso il Commissariato di Polizia di Douala
Pertanto, per i motivi sopra esposti si
Che la Ecc.ma Corte d’Appello di Brescia voglia provvedere alla revisione del processo definitosi con sentenza di condanna n. 751/01 Reg. Sent. nei confronti di Paul Nouka’ Kesseng, con valutazione delle nuove prove scoperte a seguito della sentenza e con nuovo esame delle prove già esistenti in atti, ma non valutate o erroneamente valutate;
Avv. Gabriele Magno Avv. Antonio Petroncini
e procura speciale
Il sottoscritto PAUL NOUK A’ KESSENG, nato a Douala (Camerun) il 26/01/1979 condannato con sentenza n 751/01 Reg. Sent. emessa dal Tribunale di Lodi in data 28/06/2001 nel procedimento penale n. 539/01 R.G. Trib. e n. 3906/00 R.G.N.R.,
propri difensori di fiducia e procuratori speciali l’Avv. Antonio Petroncini, con Studio a Bologna in Viale Panzacchi n.19, e l’Avv. Gabriele Magno, con Studio a Bologna in Via dell'Orso n.10, entrambi del Foro di Bologna, conferendo ai medesimi, anche disgiuntamente, ogni più ampio potere di legge ai sensi degli artt. 96 e segg. c.p.p, ivi compreso quello di proporre la richiesta di revisione ai sensi degli artt. 630 e 633 c.p.p. e delegandoli espressamente al deposito del sopraesteso atto.
All. – Sentenza del Tribunale di Lodi del 28/06/2001.
All – Dichiarazione di Paul Nouk A’ Kesseng del 28/08/2000.
All. – Precedente istanza di revisione del 14/07/2005
All. – Ordinanza di inammissibilità del 26/07/2005
All. – Registrazione della trasmissione “Le Iene” in onda il 29/05/2006, in file formato…..
All. – Verbale di Ako Michel del “Commisaire de Securitè Publique” di Douala, in lingua francese e con traduzione in italiano.

References: art. 630
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 630
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza