Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=214
Timestamp: 2020-02-20 00:16:26+00:00

Document:
Sentenza 214/2010 (ECLI:IT:COST:2010:214)
Massime: 34744 34745 34746 34747
Massima n. 34744 Massima successiva
Oggetto del giudizio - Identificazione in base alla sola ordinanza di rimessione - Impossibilità di esaminare gli autonomi vizi eccepiti dalle parti del giudizio di legittimità costituzionale in relazione a parametri non invocati dal rimettente.
Nel giudizio incidentale di costituzionalità non possono essere esaminati gli autonomi vizi eccepiti dalle parti, ma non dal giudice a quo, sicché nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 4, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1973, n. 26 (Norme in materia di circoscrizioni comunali), impugnato in riferimento all'art. 133 Cost., non può divenire oggetto di scrutinio la censura formulata dalla parte ricorrente nel processo principale e relativa alla dedotta violazione dell'art. 3 Cost., parametro non invocato dal rimettente.
Sul punto, v., ex plurimis, la citata sentenza n. 362/2008.
Massima n. 34745 Massima successiva Massima precedente
Comuni, province e città metropolitane - Norme della Regione Puglia in materia di circoscrizioni comunali - Modifica della circoscrizione territoriale come effetto di permuta o di cessione di terreni concordata tra Comuni confinanti - Adozione con decreto del Presidente della Regione su conforme deliberazione della Giunta regionale - Elusione della speciale procedura prescritta dall'art. 133, secondo comma, Cost., che esige inderogabilmente la consultazione delle popolazioni interessate e l'approvazione di un'apposita legge regionale - Illegittimità costituzionale.
È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 133, secondo comma, Cost., l'art. 5, comma 4, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1973, n. 26 (Norme in materia di circoscrizioni comunali), aggiunto dall'art. 1 della legge regionale n. 28 del 1986, il quale prevede che, quando la modifica della circoscrizione territoriale ha luogo per effetto di permuta e/o di cessione di terreni fra comuni contermini che, d'accordo, ne regolino anche i rapporti patrimoniali ed economico-finanziari, alle istanze dei comuni interessati provvede il Presidente della Giunta regionale con proprio decreto, su conforme deliberazione della Giunta medesima. Il legislatore regionale, distaccandosi sia dalla disciplina statale in materia di enti locali sia dalla corrispondente normativa statutaria, ha eluso la speciale procedura delineata dall'evocato parametro costituzionale, che - a garanzia della partecipazione popolare al procedimento e della necessaria assunzione di responsabilità da parte del massimo organo rappresentativo della Regione - prescrive inderogabilmente, per la modifica delle circoscrizioni comunali, come per il mutamento di denominazione e l'istituzione di nuovi Comuni, il referendum consultivo delle popolazioni interessate e l'approvazione di un'apposita legge regionale, non consentendone in nessun caso, neppure per le ipotesi ritenute di minor rilievo, la surroga con altri elementi procedimentali.
Sull'obbligatorietà del referendum previsto dall'art. 133, secondo comma, Cost. e sulla relativa finalità di garantire l'esigenza partecipativa delle popolazioni interessate, v. le citate sentenze n. 237/2004, n. 94/2000, n. 433/1995, n. 279/1994, n. 107/1983 e n. 204/1981.
legge della Regione Puglia 20/12/1973 n. 26 art. 5 co. 4
legge della Regione Puglia 30/09/1986 n. 28 art. 1
Costituzione art. 133
decreto legislativo 18/08/2000 n. false art. 15
legge 22/05/1971 n. false art. 63
statuto regione Puglia art. 19 co. 2
Massima n. 34746 Massima successiva Massima precedente
Comuni, province e città metropolitane - Norme della Regione Puglia sul referendum abrogativo e consultivo - Permuta del territorio tra due o più Comuni confinanti - Criterio di individuazione delle popolazioni interessate al referendum , ove manchi l'accordo dei Comuni coinvolti - Illegittimità costituzionale, in via consequenziale, dell'art. 21, comma 4, lett. f ), della legge regionale n. 27 del 1973, limitatamente alle parole «quando manca l'accordo dei Comuni interessati».
La dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 5, comma 4, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1973, n. 26 (Norme in materia di circoscrizioni comunali), aggiunto dall'art. 1 della legge regionale n. 28 del 1986, comporta, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 21, comma 4, lett. f), della legge regionale 20 dicembre 1973, n. 27 (Norme sul referendum abrogativo e consultivo), come modificato dall'art. 2 della legge regionale n. 26 del 1986, limitatamente alle parole «quando manca l'accordo dei Comuni interessati», poiché tale previsione fa corpo con la norma impugnata, producendo unitamente ad essa, quanto alle parole colpite dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale, l'effetto di escludere il referendum in caso di modifica della circoscrizione territoriale a seguito di permuta del territorio concordata fra due o più Comuni contermini.
legge della Regione Puglia 20/12/1973 n. 27 art. 21 co. 4
legge della Regione Puglia 30/09/1986 n. 26 art. 2
Massima n. 34747 Massima precedente
Comuni, province e città metropolitane - Norme della Regione Puglia in materia di circoscrizioni comunali - Procedura per la modifica della circoscrizione territoriale - Esclusione della consultazione popolare in caso di accordo tra i Comuni interessati - Illegittimità costituzionale, in via consequenziale, dell'art. 5, comma 2, della legge regionale n. 26 del 1973, limitatamente alle parole «In caso di accordo tra i comuni interessati si prescinde dalla consultazione popolare.».
La dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 5, comma 4, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1973, n. 26 (Norme in materia di circoscrizioni comunali), aggiunto dall'art. 1 della legge regionale n. 28 del 1986, comporta, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 5, comma 2, della medesima legge regionale, come modificato dall'art. 4 della legge regionale n. 6 del 2010, limitatamente alle parole «In caso di accordo tra i comuni interessati si prescinde dalla consultazione popolare.». Non osta, a tal fine, che la disposizione dichiarata illegittima in via consequenziale sia sopravvenuta allo stesso giudizio a quo, poiché il relativo apprezzamento della Corte non presuppone la rilevanza delle norme per la decisione del processo principale, ma cade sul rapporto con cui esse si concatenano nell'ordinamento, con riguardo agli effetti prodotti dalle sentenze dichiarative di illegittimità costituzionali. In quest'ottica, il citato art. 4 riproduce il medesimo vizio di incostituzionalità da cui è affetta la norma impugnata dal rimettente, sotto il profilo della sottrazione al referendum della procedura di modifica della circoscrizione territoriale in caso di accordo tra Comuni, ponendosi con quest'ultima in un rapporto tale per cui la dichiarazione di incostituzionalità della disposizione censurata non sarebbe da sé sola idonea a rimuovere integralmente un vizio in parte riprodotto dalla successiva legislazione.
legge della Regione Puglia 20/12/1973 n. 26 art. 5 co. 2
legge della Regione Puglia 25/02/2010 n. 6 art. 4

References: sentenza 
 art. 5
 art. 1
 art. 133
 art. 15
 art. 63
 art. 19
 art. 21
 art. 2
 art. 4
 art. 5
 art. 4