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Circolare Legge di Stabilità Principali misure in materia di credito e finanza
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1 Circolare Legge di Stabilità Principali misure in materia di credito e finanza INDICE 1. Premessa 2. Garanzie pubbliche per l accesso al credito 3. Patrimonializzazione dei confidi 4. Operatività di Cassa Depositi e Prestiti 5. Pagamento dei debiti della PA 6. Anatocismo 7. Trasferibilità servizi di pagamento
2 2 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza 1. Premessa La legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2014), pubblicata nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2013, contiene importanti novità in materia di credito e finanza. In particolare, la Legge di Stabilità contiene disposizioni riguardanti: garanzie pubbliche per l accesso al credito; patrimonializzazione dei confidi; operatività di Cassa Depositi e Prestiti (CDP); pagamento dei debiti della PA; anatocismo; trasferibilità dei servizi di pagamento. I contenuti di tali disposizioni, in parte già anticipati con le circolari mensili in materia di credito e finanza di ottobre e novembre 2013, sono riassunti nei paragrafi che seguono. Si sottolinea che alcune delle misure introdotte prevedono l emanazione di apposite disposizioni attuative. In proposito, si segnala che Confindustria sta monitorando la definizione di tali provvedimenti al fine di verificarne i contenuti e di dare tempestiva informazione circa la loro adozione. 2. Garanzie pubbliche per l accesso al credito La Legge di Stabilità ha istituito, in linea con quanto proposto da Confindustria, il Sistema Nazionale di Garanzia (articolo 1, comma 48). Il Sistema è composto, oltre che dal Fondo di Garanzia per le PMI (già esistente e sul quale la Legge è intervenuta per stanziare nuove risorse e riformare l attuale governance), anche da due strumenti di nuova costituzione: la Sezione speciale del Fondo di Garanzia per le PMI dedicata ai "progetti di ricerca e innovazione"; il Fondo di Garanzia per la Prima Casa. Per quanto riguarda il Fondo di Garanzia per le PMI, con l obiettivo di aumentarne significativamente l operatività a partire dal 2014, la Legge di Stabilità ha previsto un rifinanziamento pari a circa 280 milioni per il 2014 (si tratta di un ammontare che si aggiunge ai residui del Fondo e ai 390 milioni circa stanziati dal DL Salva Italia) e 750 milioni per ciascuno degli anni 2015 e A tali risorse sono state poi aggiunte, dalla medesima Legge di Stabilità (articolo 1, comma 53), risorse provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per un ammontare pari a 600 milioni. Tali risorse dovrebbero essere destinate in prevalenza a operazioni realizzate da imprese del Mezzogiorno. In tema di risorse disponibili, va tuttavia sottolineato che dalle predette disponibilità, come anche più avanti si dirà, verranno distolti fondi per finanziare altri interventi: la Sezione speciale del Fondo di Garanzia per le PMI dedicata ai progetti di ricerca e innovazione; la patrimonializzazione
3 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza 3 dei confidi; la copertura delle perdite derivanti da una nuova linea di attività di Cassa Depositi e Presiti (CDP). Confindustria, pur valutando positivamente tali interventi che risultano sostanzialmente in linea con quanto proposto dalla Confederazione, ha comunque contestato la scelta di finanziarli con risorse del Fondo di garanzia per le PMI. Quest ultimo, visto il ruolo determinante svolto nel sostegno all accesso al credito per le PMI, deve infatti disporre di una dotazione capiente che assicuri piena continuità alla sua azione, anche nell ambito di un quadro di espansione del tasso di operatività. Al momento la dotazione del Fondo, che può essere aumentata attraverso risorse di enti pubblici anche provenienti da fondi strutturali, appare comunque sufficiente a sostenere un tasso di crescita dell attività in linea con le dinamiche registrate negli ultimi mesi del La Legge di Stabilità ha, inoltre, riformato la governance del Fondo. In particolare, la Legge affida l amministrazione del Fondo a un Consiglio di Gestione, composto esclusivamente da 4 rappresentanti del Governo, 1 delle Regioni e da due esperti in materia creditizia e di finanza d'impresa designati su indicazione delle Associazioni imprenditoriali. Tale Consiglio sostituirà l'attuale Comitato di Gestione del Fondo (che decadrà con l'adozione del provvedimento di costituzione del Consiglio di Gestione), composto da 21 componenti e nel quale Confindustria era rappresentata insieme ad altre nove associazioni imprenditoriali. La Legge ha poi istituito la Sezione speciale del Fondo di Garanzia per le PMI dedicata ai progetti di ricerca e innovazione". La Sezione - la cui creazione è stata proposta da Confindustria al fine di promuovere e sostenere, anche attivando risorse BEI, gli investimenti in innovazione delle imprese italiane - può concedere, a titolo oneroso, garanzie a copertura delle prime perdite registrate su portafogli di finanziamenti erogati tramite risorse della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), sia direttamente sia attraverso banche e intermediari finanziari. La Sezione può garantire le imprese di qualsiasi dimensione, ma con particolare riguardo a PMI, reti e raggruppamenti di imprese per la realizzazione di grandi progetti per la ricerca e l'innovazione industriale individuati sulla base di uno specifico accordo-quadro tra Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE), Ministero dell Economia e delle Finanze (MEF) e BEI. Sono garantibili portafogli che comprendano progetti di ammontare complessivo pari ad almeno 500 milioni. La sezione sarà dotata di 100 milioni di euro derivanti dalle disponibilità del Fondo di Garanzia per le PMI. Durante i lavori di definizione della Legge, Confindustria ha segnalato, come ricordato in precedenza, la necessità di non distogliere risorse dal Fondo di garanzia per le PMI. È stata inoltre segnalata, ai fini di un più forte impulso agli investimenti in ricerca e innovazione, l opportunità di uno stanziamento di importo superiore. In ogni caso, considerato un moltiplicatore prudente, l attuale dotazione della Sezione dovrebbe consentire di garantire finanziamenti per circa 1-2 miliardi di euro.
4 4 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza Le disponibilità della Sezione potranno comunque essere incrementate con risorse provenienti dalla programmazione dei fondi strutturali comunitari. Con decreto del MISE, di concerto con il MEF, verranno definiti i criteri e le modalità di concessione delle garanzie e di selezione dei progetti da includere nel portafoglio. Infine, la Legge di Stabilità ha previsto la creazione del Fondo di Garanzia per la Prima Casa. Il Fondo, presso il MEF, è dotato di 200 milioni annui per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 ed è destinato alla concessione di garanzie, a prima richiesta, su mutui ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari. Nel Fondo confluisce il Fondo per l accesso al credito per l acquisto prima casa da parte di giovani coppie (articolo 13, comma 13-bis del DL 112/2008), che cesserà la sua attività con l entrata in vigore dei provvedimenti che renderanno operativo il Fondo Prima Casa. La garanzia del Fondo è concessa nella misura massima del 50% della quota capitale dei finanziamenti connessi all'acquisto, ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica di abitazioni principali. Verrà data priorità di accesso a giovani coppie, nuclei familiari monogenitoriali con figli minori e giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro atipico. I criteri e le modalità di funzionamento del Fondo saranno definiti con uno o più decreti non regolamentari del MEF di concerto con il Ministro con delega alle politiche giovanili e con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti. 3. Patrimonializzazione dei confidi La Legge di Stabilità contiene misure volte a sostenere il rafforzamento patrimoniale dei confidi. In particolare, all articolo 1, commi 54 e 55, la Legge stabilisce: 1. che il MISE, di concerto con il MEF, definisca, attraverso un apposito decreto e previa notifica e autorizzazione da parte della Commissione europea, delle misure volte a sostenere: i processi di crescita dimensionale e di rafforzamento della solidità patrimoniale dei confidi vigilati (cosiddetti confidi 107); i confidi che realizzino operazioni di fusione finalizzate all'iscrizione nell'elenco dei confidi 107; i confidi che stipulino contratti di rete finalizzati al miglioramento dell efficienza ed efficacia operativa degli intermediari aderenti i quali, nel loro complesso, eroghino garanzie in misura pari ad almeno 150 milioni di euro. Per finanziare tali misure verrà utilizzata una somma pari a 225 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo di Garanzia per le PMI. Tale ammontare potrà essere inoltre incrementato da risorse messe a disposizione da regioni, enti pubblici, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e da quelle provenienti della programmazione europea
5 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza 5 2. che il sistema camerale destini 70 milioni di euro annui per il triennio al rafforzamento di tutti i confidi, inclusi anche i confidi non vigilati (cosiddetti confidi 106). Ai fini dell entrata in funzione delle predette misure e dell individuazione delle modalità operative e dei criteri di selezione dei confidi beneficiari, occorrerà attendere l emanazione di appositi provvedimenti attuativi; nel caso dell intervento finanziato con risorse camerali, le modalità di attuazione saranno contenute nel decreto del MISE che definisce la misura annuale dei diritti camerali. Inoltre, per quanto concerne la prima delle misure sopra indicate sarà necessario attendere gli esiti della procedura di notifica e autorizzazione da parte della Commissione europea. Con riferimento alla prima delle suddette disposizioni, occorre evidenziare che Confindustria - pur avendo inserito la patrimonializzazione dei confidi tra i temi prioritari segnalati a Governo e Parlamento in fase di definizione dei contenuti della Legge di Stabilità - ha fortemente criticato sia la scelta di sottrarre risorse dal Fondo di Garanzia per le PMI sia quella di destinare tali risorse anche ai confidi 106 che stipulino contratti di rete. Una scelta che si traduce nel perdurare di un meccanismo di distribuzione a pioggia che disperde risorse pubbliche. Al contrario Confindustria, che aveva chiesto risorse aggiuntive, auspicava che i fondi nazionali messi a disposizione dei confidi venissero concentrati sul sostegno degli intermediari più strutturati che realizzino processi di concentrazione. I confidi 106 e le loro reti - la cui utilità è indubbia - possono essere invece favorite attraverso le risorse erogate dal sistema camerale ai sensi della seconda delle misure sopra indicate. 4. Operatività di Cassa Depositi e Prestiti La Legge di Stabilità contiene alcune disposizioni volte ad ampliare l operatività di CDP al fine di sostenere l accesso al credito delle imprese. In particolare, l articolo 1, comma 42 della Legge modifica l articolo 3, comma 4-bis del DL 5/2009 che disciplina la concessione di finanziamenti alle PMI da parte di CDP utilizzando, per finalità di sostegno dell'economia, risparmio postale assistito dalla garanzia dello Stato. Attraverso la modifica apportata dalla Legge di Stabilità viene previsto che tali operazioni, realizzabili in via diretta ovvero attraverso intermediazione di banche (nel caso delle PMI solo attraverso l intermediazione di banche), possano essere effettuate anche a favore di tutte le imprese a prescindere dalle dimensioni (oggi CDP può fare operazioni a favore di grandi imprese solo se promosse da soggetti pubblici). È verosimile che attraverso tale modifica CDP - in linea con quanto previsto con il piano industriale approvato lo scorso 11 settembre - intenda costituire un Plafond dedicato alle Mid Cap in aggiunta all attuale Plafond PMI. Inoltre, l articolo 1, comma 46 della Legge stabilisce che CDP possa utilizzare risparmio postale per acquistare titoli emessi nell'ambito di
6 6 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza operazioni di cartolarizzazione aventi a oggetto crediti alle PMI. Tali operazioni potranno essere garantite dallo Stato. Attraverso tale disposizione si mira, in sostanza, a favorire la concessione di credito bancario aggiuntivo alle PMI. Va tuttavia rilevato, come anche in precedenza segnalato, che il comma 46 prevede che eventuali perdite derivanti da attività vengano coperte con le risorse dal Fondo di Garanzia per le PMI. Si tratta, come segnalato da Confindustria, di una previsione critica che va modificata al fine di non generare effetti negativi sull attività del Fondo di Garanzia per le PMI. Non è, infatti, previsto che il Fondo partecipi alla valutazione dei rischi assunti. Di conseguenza il Fondo stesso, non conoscendo le caratteristiche dell attività che verrà svolta da CDP e la rischiosità dei titoli acquisiti, non è in condizione di stimare l impatto in termini di perdite che si scaricheranno sul Fondo. 5. Pagamento dei debiti della PA La legge di Stabilità è intervenuta anche sul tema del pagamento dei debiti scaduti della PA (articolo 1, commi da 546 a 549). Al riguardo, la Legge ha previsto un ulteriore allentamento del Patto di Stabilità Interno per 500 milioni al fine di consentire agli enti territoriali di pagare, nel 2014, debiti in conto capitale: 1) certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012; 2) per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2012, ivi inclusi i pagamenti delle Regioni in favore degli enti locali e quelli delle province in favore dei comuni; 3) riconosciuti alla data del 31 dicembre 2012 ovvero che presentavano i requisiti per il riconoscimento di legittimità entro la medesima data. Gli enti dovranno chiedere i maggiori spazi finanziari entro il 14 febbraio 2014, inviando un apposita comunicazione alla Ragioneria Generale dello Stato. Il MEF ripartirà tali spazi tra gli enti territoriali richiedenti entro la fine di febbraio. 6. Anatocismo La Legge di Stabilità contiene una norma che, modificando l articolo 120 del Testo Unico Bancario, interviene in materia di anatocismo, ossia di capitalizzazione degli interessi. In particolare, la Legge dispone, all articolo 1, comma 629, che gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori, i quali, nelle successive operazioni di capitalizzazione, dovranno essere calcolati esclusivamente sul capitale originario. In tema di anatocismo, si ricorda che già il codice civile stabilisce che, in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possano produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore
7 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza 7 alla loro scadenza e, in ogni caso, solo se si tratta di interessi dovuti per almeno sei mesi (articolo 1283). Obiettivo della disposizione di modifica al TUB è evidentemente rafforzare le previsioni del codice civile che già circoscrivono la pratica di capitalizzazione degli interessi scaduti. Tuttavia, non risulta chiaro il coordinamento delle due norme. Pertanto, è fondamentale che il CICR, al quale è rimesso dall articolo 120 TUB il compito di stabilire modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni bancarie, fornisca un chiarimento sulla portata della norma e sul coordinamento della stessa con la suddetta disposizione del codice civile. Rimane fermo il principio, già presente nel precedente testo dell articolo 120 TUB, secondo cui gli interessi debitori e creditori debbano essere calcolati secondo la stessa periodicità. 7. Trasferibilità servizi di pagamento La Legge di Stabilità contiene, all articolo 1, commi 584 e 585, delle disposizioni volte a consentire il trasferimento dei servizi di pagamento connessi a un conto di pagamento ad altro prestatore di servizio di pagamento (banche e istituti di pagamento). In questo modo, il nuovo prestatore - quello di destinazione - subentra nei mandati di pagamento e incasso al prestatore di origine. Le condizioni applicate ai servizi di pagamento trasferiti sono concordate tra il prestatore di destinazione e il cliente. L operazione è effettuata senza spese aggiuntive e si deve perfezionare entro 14 giorni lavorativi dalla richiesta di trasferimento del cliente al nuovo prestatore. Obiettivo della norma è favorire efficienza e competitività dei servizi di pagamento. Tale obiettivo, che risponde allo stesso principio della portabilità dei mutui e della possibilità di trasferimento automatico delle domiciliazioni su un nuovo conto, è senz altro condivisibile sia nell ottica del cliente, a cui deve essere consentito il passaggio agevole a un offerta più vantaggiosa in termini economici o che soddisfi maggiormente le sue esigenze operative, sia nell ottica della banca, per cui rappresenta una spinta all aumento dell efficienza e una leva competitiva fondamentale per confrontarsi su un mercato sempre più integrato a livello europeo. Inoltre, la misura risulta pienamente in linea con l entrata in vigore della SEPA, che avverrà il 1 febbraio In proposito, si ricorda che a partire dalla suddetta data dovranno essere utilizzati bonifici e addebiti diretti SEPA al posto degli attuali bonifici e RID domestici. Tali strumenti presentano caratteristiche omogenee in tutta l Area unica dei pagamenti in euro e, in tal senso, favoriscono trasparenza, concorrenza di mercato e la trasferibilità stessa tra conti di pagamento. Le misure attuative di tale norma verranno stabilite con decreti del MEF, sentita Banca d'italia. Tali decreti, che indicheranno i servizi oggetto di trasferibilità e modalità e termini per il trasferimento, dovranno tener conto dei contenuti della proposta di direttiva comunitaria relativa alla trasparenza delle spese dei conti di pagamento, al trasferimento dei conti di pagamento e all accesso agli stessi conti di pagamento, attualmente all esame degli organi comunitari.
8 8 Legge di Stabilità 2014 Principali misure in materia di credito e finanza In particolare, dovrà essere chiarita la norma laddove richiede ai fini dell operazione di trasferimento l utilizzo di comuni protocolli tecnici interbancari italiani.

References: articolo 1
 articolo 1
 articolo 3
 articolo 1
 articolo 120
 articolo 1
 articolo 120
 articolo 120
 articolo 1