Source: https://renatodisa.com/2011/06/22/corte-di-cassazione-ii-sezione-sentenza-n-7468-depositata-il-31-marzo-2011-il-contratto-concluso-per-effetto-di-truffa-penalmente-accertata-di-uno-dei-contraenti-in-danno-dellaltro-e-non-gia-r/
Timestamp: 2017-12-13 22:50:04+00:00

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Corte di Cassazione, II sezione, sentenza n. 7468 depositata il 31 marzo 2011. Il contratto concluso per effetto di truffa, penalmente accertata, di uno dei contraenti in danno dell’altro è non già radicalmente nullo ma annullabile, ai sensi dell’art. 1439 c.c.
By Avv. Renato D'Isa on 22 giugno 2011 • ( Lascia un commento )
Corte di cassazione – Sezione II, Sentenza n. 7468 del 31.3.2011. Il contratto concluso per effetto di truffa, penalmente accertata, di uno dei contraenti in danno dell’altro è non già radicalmente nullo ma annullabile, ai sensi dell’art. 1439 c.c.
Così ha stabilito la II sezione della S.C. con la sentenza n. 7468/2011
La massima estratta dalla sentenza è la seguente:
Il contratto concluso per effetto di truffa, penalmente accertata, di uno dei contraenti in danno dell’altro è non già radicalmente nullo (ex art. 1418 c.c., in correlazione all’art. 640 c.p.), sebbene annullabile ai sensi dell’art. 1439 c.c., atteso che il dolo costitutivo del delitto di truffa non è ontologicamente, neanche sotto il profilo dell’intensità, diverso da quello che vizia il consenso negoziale, entrambi risolvendosi in artifizi o raggiri adoperati dall’agente e diretti ad indurre in errore l’altra parte e così a viziarne il consenso. Pertanto, con riguardo alla vendita, il soggetto attivo che riceve la cosa col consenso sia pur viziato dell’avente diritto, ne diviene effettivo proprietario, con il connesso potere di trasferirne il dominio al terzo e con la conseguenza che, a sua volta, quest’ultimo ove acquisti in buona fede ed a titolo oneroso, resta al riparo degli effetti dell’azione di annullamento, da parte del deceptus, ai sensi e nei limiti di cui all’art. 1445 (in relazione agli artt. 2652 n. 6, 2690 n. 3) cod. civ.
A sostegno dell’adottata sentenza, la corte territoriale evidenziava che l’eccezione di difetto di legittimazione attiva ad causarti sollevata da parte appellata era infondata (e non inammissibile ex art. 346 c.p.c. perché solo meglio specificata in secondo grado), traducendosi in una contestazione dell’effettiva titolarità sostanziale del diritto fatto valere in giudizio, posto che il —————- aveva affermato di esserne il titolare per acquisto fattone dal —————-; del pari riteneva infondata l’eccezione di non titolarità del bene da parte dell’attore anche nel merito, avendo lo stesso —————, responsabile del dipinto ex recepto (per la custodia) ed ex mandatu (perché ricevuto in conto vendita), corrisposto al ——————– il prezzo di cessione, come confermato dalla scrittura a sua firma del 20.7.1998, essendo irrilevante che al momento della cessione il venditore non disponesse del possesso del bene.
Categorie:Annullabilità, Cassazione civile 2011, Contratti - Obbligazioni, Contratto in generale, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze
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References: sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1418
 art. 346