Source: https://beta.e-justice.europa.eu/171/IT/victims__rights__by_country?ITALY&init=true&idSubpage=2&member=1
Timestamp: 2020-04-09 21:23:32+00:00

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Come posso essere coinvolto nel giudizio di primo grado?
Come posso richiedere il risarcimento del danno o ricevere una compensazione dallo Stato?
Sono straniero. Come sono tutelati i miei diritti ed interessi?
Puoi partecipare al giudizio di primo grado sia come “persona offesa dal reato” - senza uno specifico status giuridico nel procedimento – sia costituendoti parte civile (1). In ogni caso, hai il diritto di essere informato sulla data dell’udienza attraverso un servizio formale di notificazione,indipendentemente dal tuo ruolo nel procedimento.
Se sei stato danneggiato dal reato puoi costituirti parte civiledopo che il pubblico ministero abbia esercitato l'azione penale, ossia abbia formulato l'imputazione, e sino al momento in cui il giudice, nel corso della prima udienza del giudizio dibattimentale, non abbia ultimato la verifica della regolare costituzioni delle parti, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento.
Già come persona offesa puoi presentare memorie ed indicare elementi di prova in ogni stato e grado del giudizio, ma a tale facoltà non corrisponde alcun obbligo del giudice di provvedere. Invece, al diritto della parte civile di presentare, mediante deposito in cancelleria, memorie o richieste scritte, fa riscontro un obbligo del giudice di pronunciarsi sulle stesse entro un determinato termine, a pena di responsabilità per diniego di giustizia.
Sia che tu sia parte civile o meno, non hai l’obbligo di presenziare alle udienze dibattimentali.
Se ti costituisci parte civile hai il diritto di partecipare, fare proposte o proporre istanze, chiedere l’ammissione di prove, condurre l’esame e/o il controesame dei testimoni, avere accesso agli atti e ai documenti del processo, di ottenere interpretazione e/o traduzione dei documenti di causa senza costi a tuo carico, ecc. I tuoi diritti possono essere esercitati nel procedimento dai prossimi congiunti –genitori, figli/e, fratelli e sorelle, zii/e, e nipoti. In qualità di parte civile hai il diritto di essere assistito da un avvocato difensore (2).
In ogni caso, dopo la formulazione dell’imputazione a carico dell’imputato, potrai essere convocato come testimone in giudizio e sarai tenuto a testimoniare con l’obbligo di dire la verità.
In caso di condanna otterrai il rimborso delle spese legali da parte del condannato. Le spese sono rimborsate dall’imputato anche in caso di ritiro della querela, salvo il caso di differenti accordi tra te e l’autore del reato. Puoi ricevere un risarcimento dallo Stato solo se il tuo reddito è al di sotto di una determinata soglia, secondo dei rigidi requisiti previsti dalla legge.
Se il reato ha causato solo un danno lieve o costituito solo un comportamento isolato del reo, possono essere istituiti procedimenti penali speciali di fronte al giudice di pace. In questi casi è possibile il’esercizio dell’azione penale mediante una istanza diretta a tale giudice (comprensiva di un’istanza sull’ammissione delle prove, testimonianze, ecc.). Notizia di tali istanze è trasmessa al pubblico ministero, che può sia fornire parere contrario che confermare la decisione di esercitare l’azione penale.
Quando sei chiamato a testimoniare durante il giudizio hai il dovere di presentarti in udienza e di riferire al giudice ciò che sai sulla vicenda. Puoi rifiutarti di testimoniare solo se sei un parente dell’imputato ovvero se dalla deposizione potrebbe derivare una responsabilità penale a tuo carico. Puoi rifiutarti di rispondere alle domande che ti obbligherebbero a rivelare un segreto professionale a cui sei tenuto in ragione di un’arte o di una professione. Il giudice è tenuto ad informarti che hai il diritto di rifiutare di rendere dichiarazioni come testimone in questi casi.
Quando rendi testimonianza nel corso del giudizio puoi inoltre beneficiare di una serie di misure protettive, tra cui, per esempio:
Deporre dietro un paravento o attraverso un sistema di video-conferenza, specialmente nei procedimenti contro reati sessuali o delitti di mafia;
Deporre nel corso di una udienza a “porte chiuse”.
Se sei una “vittima vulnerabile”, cioè vittima di reati quali la tratta di persone, reati sessuali o legato alla pedofilia, puoi chiedere che l'intero dibattimento si svolga a porte chiuse; non ti verranno fatte domande sulla tua vita privata e sessuale, a meno che non siano essenziali per accertare i fatti oggetto di causa; su richiesta dell'indagato, dell'imputato, o del PM (nell'ultimo caso, anche su sollecito della persona offesa), la tua testimonianza può essere assunta in incidente probatorio anche al di fuori delle ipotesi di non rinviabilità dell'atto.
Se sei minorenne, sarai esaminato in un’udienza chiusa al pubblico e l'esame testimoniale sarà condotto dal giudice e non dalle parti (Accusa e Difesa), in deroga al tipico modulo dell'esame incrociato. Se sei una “vittima vulnerabile” il giudice, per tua tutela, potrà stabilire particolari modalità attraverso cui procedere all'incidente probatorio, anche stabilendo che l'assunzione della prova avvenga in luogo diverso dal tribunale, ad esempio, nell'abitazione del minore o in altra struttura specializzata di assistenza..
Se sei un minore vittima di abusi sessuali, non ti verranno fatte domande sulla tua vita privata e sessuale, a meno che non siano essenziali per accertare i fatti oggetto di causa.
Indipendentemente dal tuo ruolo nel processo, (come “parte civile” o come “persona offesa” dal reato), puoi essere assistito da un avvocato difensore (2).
Se ti sei costituito parte civile (1) puoi accedere al gratuito patrocinio. Tale servizio è disponibile se il tuo reddito durante l’anno solare precedente non eccedeva 10.628,16 €.
Il processo può svolgersi “a porte chiuse” quando la pubblicità può mettere a repentaglio la tua incolumità. Se stai testimoniando in un procedimento relativo ad abusi sessuali puoi chiedere che l’udienza di assunzione della testimonianza si tenga a “porte chiuse”.
Se sei vittima di un crimine di mafia o di usura, ti sarà dato accesso a linee telefoniche dedicate per rivolgervi all’autorità. Se sei vittima di un reato di mafia potrai essere incluso in un programma di protezione per testimoni.
Se sei vittima di un reato sessuale o di un crimine di mafia, puoi rifiutare il contatto diretto con l’imputato durante il processo e testimoniare dietro un paravento o attraverso un sistema di video-conferenza.
Il tuo viso e la tua voce potranno essere camuffati all’imputato e al pubblico, specialmente nel caso in cui tu sia un minorenne che rende testimonianza in procedimenti riguardanti abusi sessuali. Se sei minorenne la testimonianza è sempre raccolta in una udienza a porte chiuse.
Se sei vittima di un reato o erede di una vittima che si è costituita o intende costituirsi parte civile (1), hai diritto di richiedere il risarcimento dei danni all’imputato. In caso di condanna devi provare il danno determinandone l’ammontare che richiedi a titolo di risarcimento. Devi specificare l’ammontare esatto dei danni richiesti in una richiesta scritta, che verrà depositata alla fine del processo.
In qualità di vittima che vanta un risarcimento dei danni subiti come conseguenza del reato potrai anche chiedere il risarcimento attraverso un procedimento civile. Nel processo civile devi provare il fatto di reato di cui sei stato vittime. Se l’autore è già stato condannato, con sentenza definitiva, in sede penale, puoi usare la sentenza di condanna come prova. Un’azione civile non è invece ammissibile nei procedimenti penali contro i minori.
Il danneggiato può scegliere di agire nel giudizio penale, costituendosi parte civile, ovvero di chiedere il risarcimento al giudice civile. E' però inammissibile il contemporaneo esercizio dell'azione civile in sede penale e in sede civile.
L'azione civile proposta davanti al giudice civile può essere trasferita nel processo penale fino a quando in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito anche non passata in giudicato. Tuttavia l'azione civile prosegue in sede civile se non è trasferita nel processo penale o è stata iniziata quando non è più ammessa la costituzione di parte civile.
Se l'azione è proposta in sede civile nei confronti dell'imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado, il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla legge.
Parallelamente alla richiesta dei danni all’autore del reato, puoi richiedere un risarcimento allo Stato o ad un ente pubblico, spesso governato indirettamente dallo Stato.
Se è improbabile, o difficile, assicurarsi il risarcimento dal reo, come nel caso di terrorismo, crimini di mafia, usura, o incidenti stradali, puoi accedere ai Fondi di Solidarietà dello Stato che garantiscono un “indennizzo”.
Se sei vittima di terrorismo e hai subìto una disabilità permanente che ha ridotto almeno dell’80% la tua capacità lavorativa, come diretta conseguenza dell’atto terroristico, hai diritto a dieci anni di contributi pensionistici, per aumentare il livello della tua pensione in proporzione alla tua anzianità, e a pagamenti da un fondo separato per la stessa cifra.
Se hai subìto una disabilità permanente equivalente all’80% o più della vostra capacità lavorativa come conseguenza di un atto di terrorismo o simili, verrai considerato a tutti i fini giuridici come un invalido di guerra. Inoltre ti verrà immediatamente attribuita una pensione d’invalidità, calcolata sulla base del tuo ultimo salario percepito. Se sei erede di una vittima che è morta come conseguenza di un tale reato, hai egualmente diritto di ricevere tale pensione. Queste pensioni non possono essere soggette a nessuna riduzione di legge.
Se, come conseguenza di ferite o minacce causate da azioni terroristiche o atti simili, soffri o hai sofferto un’invalidità permanente per non meno di un quarto della tua capacità lavorativa, ti verrà attribuita in aggiunta ai benefici sovrascritti, una speciale, non reversibile, indennità vitalizia di 1.033 € al mese. Se sei eredi (coniuge, minori, figli maggiorenni, genitori, fratelli/sorelle, e coloro che vivevano con la persona in questione e che dipendevano economicamente da essa) di tale vittima, puoi approfittare dello stesso diritto e riceverai due anni di pagamenti, inclusa la tredicesima, della sovra menzionata pensione.
Se sei vittima di un reato di terrorismo e atti simili, puoi accedere ai fondi statali per l’assistenza psicologica per te e la tua famiglia.
Per favore, consulta l foglio informativo sul risarcimento del danno alle vittime di reato in Italia (disponibile in Italiano, Inglese e altre lingue) elaborato dall’European Judicial Network.
Nei procedimenti per reati perseguibili d’ufficio, non hai alcun diritto di richiedere e ottenere la chiusura del procedimento medesimo.
Nei procedimenti per reati perseguiti a querela puoi rinunciare alla querela nel corso del processo o finanche in grado d’appello. Nel caso di ritiro della querela i costi di procedura e le spese legali devono essere pagati dall’autore del reato, salvi diversi accordi tra te e costui.
Una procedura di conciliazione è prevista dalla legge nei procedimenti penali riguardanti i reati minori di fronte al giudice di pace:
Un accordo tra voi e il presunto autore del reato può indurre il giudice di pace a dichiarare il reato non più punibile, se il giudice è soddisfatto della modalità con le quali l’imputato ha riparato il danno attraverso il risarcimento alla vittima. Il processo può essere sospeso per non più di tre mesi quando l’imputato richiede un termine per poter provvedere al risarcimento;
Il giudice di pace può tentare la conciliazione tra te e l’imputato qualora il reato appartenga alla categoria di delitto perseguibile a querela. Per facilitare la conciliazione in questa fase, il giudice di pace può sospendere il procedimento per un periodo non superiore ai 2 mesi.
Ulteriori opzioni sono disponibili per raggiungere la conciliazione tra te e il minorenne autore di reato. Il tribunale minorile può:
chiudere il procedimento contro il minore imputato quando il reato ha causato un danno minimo agli interessi tutelati dalla legge. In tal caso, il tribunale può ascoltare precedentemente la tua opinione e decidere se una qualche forma di conciliazione con l’imputato possa condurre alla risoluzione del procedimento;
Sospendere il procedimento e ordinare la messa alla prova dell’autore di reato. Se tale “messa alla prova” ha successo il procedimento verrà chiuso. L’ordine di messa alla prova potrebbe includere l’invito ad adoperarsi per risarcire il danno causato e per raggiungere una conciliazione.
Secondo la legge, è anche possibile un “patteggiamento” (Applicazione della pena su richiesta delle parti) tra il pubblico ministero e l’imputato. Questo procedimento può essere disposto per reati punibili con la reclusione non superiore a sette anni e mezzo. Poichè non potrai prendere parte direttamente al patteggiamento, è comunque opportuno che tu ne conosca gli effetti:
La sentenza di condanna a seguito di patteggiamento, tale condanna non vale come prova di commissione del reato nel procedimento civile di danno;
Nel caso di patteggiamento (sia esso intervenuto nel corso delle indagini preliminari o in udienza preliminare), il giudice non può decidere sull’azione civile e dovrai quindi instaurare una autonoma causa in sede civile per ottenere il risarcimento. Sarai comunque rimborsato delle spese fatte per la costituzione di parte civile dall’’imputato (incluse le spese sostenute durante le indagini preliminari) per un ammontare definito dal giudice.
Se sei straniero e ti sei costituito parte civile (1), hai diritto all’interprete/traduttore a spese dello Stato.
Codice di Procedura Penale – in Italiano
Codice penale – in Italiano
Legge 13 agosto 1980, n. 466, Speciali elargizioni a favore di categorie di dipendenti pubblici e di cittadini vittime del dovere o di azioni terroristiche – in Italiano
Legge 20 ottobre 1990, n. 302, Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalita’ organizzata – in Italiano
Legge 8 agosto 1995, n. 340, Estensione dei benefici di cui agli articoli 4 e 5 della Legge 20 Ottobre 1990, n. 302, ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 27 giugno 1980 – in Italiano
Legge 23 novembre 1998, n. 407, Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata – in Italiano
Legge 23 febbraio 1999, n. 44, Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura – in Italiano
Legge 22 Dicembre 1999, n. 512, Istituzione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo Mafioso – in Italiano
Legge 24 dicembre 2003, n. 369, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 novembre 2003, n. 337, recante disposizioni urgenti in favore delle vittime militari e civili di attentati terroristici all'estero – in Italiano
Legge 3 agosto 2004, n. 206, Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice – in Italiano
2. Avvocato Difensore

References: e contrario
 sentenza 
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