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Timestamp: 2019-11-17 01:57:34+00:00

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Obiezione di coscienza. Legge 1998 3e 2007
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Obiezione di coscienza - Legge 8 luglio 1998 n. 230 modificata il 2 agosto 2007 n. 130
Riporto qui la legge 230 con gli articoli modificati dalla nuova legge, pubblicata nella G.Uff. 22 agosto 2007 n. 194 (modifiche in rosso).
Art. 1. 1. I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle liberta' di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria e ordinato ai fini enunciati nei "Principi fondamentali" della Costituzione. Tale servizio si svolge secondo le modalità e le norme stabilite nella presente legge.
Art. 2. 1. Il diritto di obiezione di coscienza al servizio militare non è esercitabile da parte di coloro che:
a) risultino titolari di licenze o autorizzazioni relative alle armi indicate negli articoli 28 e 30 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche ed integrazioni, ad eccezione delle armi e dei materiali esplodenti privi di attitudine a recare offesa alle persone ovvero non dotati di significativa capacità offensiva, individuati con decreto del Ministro dell’interno, sentita la commissione consultiva centrale per il controllo delle armi di cui all’articolo 6 della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni. Ai cittadini soggetti agli obblighi di leva che facciano richiesta di rilascio del porto d'armi per fucile da caccia, il questore, prima di concederlo, fa presente che il conseguimento del rilascio comporta rinunzia ad esercitare il diritto di obiezione di coscienza;
Le frasi in rosso sono state aggiunte dalla legge di modifica del luglio 2007.
Sono un fulgido esempio dell'attività dei nostri parlamentari che non sanno bene di che cosa stanno parlando. La legge modifica l’articolo 2 in cui erano stabiliti i requisiti per poter fare obiezioni di coscienza, escludendone chi avesse avuto licenza in materia di armi o di esplosivi. È chiaro che la norma, ormai che è stata tolta la leva obbligatoria, ha perso ogni importanza e che la modifica potrebbe servire solo in caso di una improbabile mobilitazione generale. Il legislatore poi, pur in presenza di una legge chiarissima (la legge 110/1975 e s. m.) in cui si stabilisce la differenza fra armi e non armi, si immagina che vi possano essere altre misteriose armi che “non sono dotate di significativa capacità offensiva”, non ne sa indicare alcuna caratteristica, ma incarica il Ministero di farne un elenco. Sarà veramente interessante vedere che cosa ne esce fuori!
La frase riferita agli esplodenti è ancora più ridicola in quante presuppone che vi siano degli esplodenti non di libera vendita, ma per cui occorre essere in possesso di licenze di PS e che siano privi di idoneità ad offendere o che difettano di “significativa capacità offensiva”. Un esplosivo se non è offensivo non è un esplosivo. L’unica categoria di materie esplodenti che nello immaginario collettivo non fa danni (salvo qualche morto, qualche mano e qualche occhio a capodanno e carnevale!) sono gli artifici pirotecnici non di libera vendita; ed allora bastava dirlo.
Non perdo tempo a commentare la frase "armi ed esplodenti PRIVI di attitudine a recare offesa alle persone" perché è uan contraddizione in termini; non può esistere un oggetto definibile come arma che non si idoneo ad offendere. Sarebbe come le legge consentisse di usare "lo zucchero, purché non sia dolce" .
Il legislatore sapeva così bene che cosa stava facendo che non ha eliminato la frase successiva in cui ancora si parla di obbligo di leva.
La modifica riguarda esclusivamente coloro che non rinunzieranno allo status di obiettori e quindi è puramente toerica. Chi è stato obiettore seriamente e non per fare il furbo, di sicuro non è interessato neppure alle armi scarsamente offensive; gli altri correranno a rinunziare allo status di obiettore.
Chi rinunzia allo status di obiettore sarà equiparato a chi ha prestato servizio militare.
Non è riguardoso dei diritti dei cittadini che essi vengano rimessi all'arbitrio di un decreto ministeriale.
4. In caso di richiamo per mobilitazione dei cittadini che abbiano prestato il servizio militare di leva, a tale richiamo sono soggetti anche i cittadini che abbiano prestato servizio civile quando per essi siano sopravvenute le condizioni ostative previste dall'articolo 2 ovvero quando essi abbiano rinunziato allo status di obiettore di coscienza ai sensi del comma 7-ter.
NOTA al comma 5: e' una formulazione ridicola; si rinunzia ad uno status favorevole, non ad uno sfavorevole; la legge parte dal presupposto che essere obiettore comporta delle limitazioni e il precedente legislatore aveva per l'appunto considerato l'obiezione come un comportamento da cui distogliere; logica voleva che all'obiettore pentito si chiedesse un comportamento attivo di ripensamento, di "abiura" e non solo una dichiarazione troppo comoda: sarebbe come se la condannato che deve andare in carcere, si chiedesse di "rinunziare alla pena"! .
Come minimo il legislatore avrebbe dovuto richiedere una dichiarazione di ravvedimento e obbligare tutti i "pentiti" a seguire un corso al TSN ed essere così in grado di maneggiare un'arma in caso di mobilitazione generale.
6. A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato detenere ed usare le armi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), nonché assumere ruoli imprenditoriali o direttivi nella fabbricazione e commercializzazione, anche a mezzo di rappresentanti, delle predette armi, delle munizioni e dei materiali esplodenti. I trasgressori sono puniti, qualora il fatto non costituisca più grave reato, con le pene previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, per detenzione abusiva di armi e munizioni e, inoltre, decadono dai benefici previsti dalla presente legge. È fatto divieto alle autorità di pubblica sicurezza di rilasciare o di rinnovare ai medesimi qualsiasi autorizzazione relativa all'esercizio delle attività di cui al presente comma.
NOTA al comma 6:
La norma precedente era chiara: all’obiettore era vietato detenere ed usare armi da sparo diverse da quelle ad aria compressa, di qualsiasi potenza, e di quelle ad avancarica di qualsiasi tipo. Ora diventa vietato detenere ed usare armi di cui il ministero con suo decreto dichiari che“non sono dotate di significativa capacità offensiva”. In teoria quindi si aprono varie ipotesi: a) il Ministero segue i suoi bassi istinti e dice che qualsiasi arma va vietata a tutti e quindi, ma maggior ragione agli obiettori; b) lascia le cose come erano; c) stabilisce che gli obiettori possono usare solo le armi liberalizzate (e quindi restringe le precedenti facoltà); d) colto da magnanimità dice gli obiettori, oltre alle armi che già possono detenere ed usare ora, possono anche usare e detenere armi sportive di calibro non superiore al .22.
Come si vede brutte prospettive perché gli obiettori continueranno a non poter andare a caccia e a non poter fare tiro sportivo con la maggior parte delle armi.
Se poi il ministero seguisse le ipotesi a) e c) gli obiettori vedrebbero persino restringersi le loro facoltà e dovrebbero cedere le armi che hanno legittimamente acquistato in forza della legge … che li sfavoriva !.
La norma nulla dice sul porto delle armi da fuoco non liberalizzate e che venissero consentite agli obiettori; è probabile quindi che il Ministero concluda che il porto rimane loro precluso anche in futuro.
Unico modo per superare l’ostacolo sarà quindi la rinunzia allo status di obiettore a norma del comma 7 ter. In tal caso non si applica più alcuna restrizione in materia di armi ed esplosivi.
7-ter. L’obiettore ammesso al servizio civile, decorsi almeno cinque anni dalla data in cui è stato collocato in congedo secondo le norme previste per il servizio di leva, può rinunziare allo status di obiettore di coscienza presentando apposita dichiarazione irrevocabile presso l’Ufficio nazionale per il servizio civile, che provvede a darne tempestiva comunicazione alla Direzione generale delle pensioni militari, del collocamento al lavoro dei volontari congedati e della leva di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 216».
2. Il decreto del Ministro dell’interno di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), della legge 8 luglio 1998, n. 230, come modificata dal comma 1, lettera a), del presente articolo, è adottato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Fino all’entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno di cui al comma 2, si applicano le disposizioni dell’articolo 2, comma 1, lettera a), primo periodo, della legge 8 luglio 1998, n. 230, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.
NOTA: significa che agli obiettori che vogliano restare tali, le restrizioni in materia di armi continuano ad applicarsi ancora per 120 giorni dalla entrata in vigore della legge (circa fino a metà dicembre 2007) Per gli altri, esse vengono meno subito dopo la presentazione della rinunzia allo status di obiettore.
Con circolare 557/PAS.10880-12982(5)del 22 novembre 2007 il Ministero ha scritto che " a parere di quest’Ufficio appare possibile consentire, a favore degli obiettori di coscienza che non abbiano ottenuto la prevista revoca dello status, la detenzione e l’uso delle sole armi a modesta capacità offensiva individuate dal D.M. 362/2001, mentre, per tutti coloro che esibiranno la “presa d’atto” rilasciata dal citato Ufficio, le SS.LL. potranno procedere al rilascio delle richieste licenze in materia di armi o esplosivi".
Al solito non hanno capito nulla e grufolano compiaciuti nella loro insulsa burocrazia in danno del cittadino.
Scrivono che l'obiettore, per ritornare cittadino normale deve attendere ed esibire la "presa d'atto" dell’Ufficio nazionale per il servizio civile". Peccato che la legge non preveda nessuna presa d'atto e che quindi il cittadino corre il rischio di attendere anni. Peccato che ignorino che le informazioni da una PA non le deve richiedere il cittadino, ma la stessa PA!
Scrivono che, bontà loro, l'obiettore può fin d'ora continuare a detenere armi liberalizzate. E sparano ignorantesche cavolate perchè: I) Le armi sono state liberalizzate dalla legge 256/1999 e non certo da un decreto ministeriale! 2) L'obiettore può PER LEGGE detenere ogni tipo di arma ad aria compressa e ogni tipo di arma ad avancarica; è vero che il regolamento da emanare potrbebe modificare questa situazione ma: a) deve essere emanato il regolamento e non basta certo una circolare; b) non credo che una legge fatta per agevolare gli obiettori possa, per mezzo di stravaganti interpretazioni del ministero, trasformarsi in una legge ancora più vessatoria di prima, che tolga loro i diritti che già avevano acquisiti. In altre parole: sarebbe una enormità giuridica se la legge venisse interpretata nel senso che gli obiettori non possono più detenere le armi che la legge del 1999 consentiva loro! La modifica è stata fatta per ampliare i loro diritti, non per limitarli.
QUESTO ERA IL TESTO DELLA LEGGE PRIMA DELLA MODIFICA :
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.163 del 15 luglio 1998
Art. 1. 1. I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle liberta' di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria e ordinato ai fini enunciati nei "Principi fondamentali" della Costituzione. Tale servizio si svolge secondo le modalita' e le norme stabilite nella presente legge.
Art. 2. 1. Il diritto di obiezione di coscienza al servizio militare non e' esercitabile da parte di coloro che:
Art. 3. 1. Nel bando di chiamata di leva predisposto dal Ministero della difesa deve essere fatta esplicita menzione dei diritti e dei doveri concernenti l'esercizio dell'obiezione di coscienza.
Art. 15. 1. L'obiettore ammesso al servizio civile decade dal diritto di prestarlo o di portarlo a compimento esclusivamente quando sopravvengano o siano accertate le condizioni ostative indicate all'articolo 2.
Nota: il richiamo all'art. 2 comma 1 lett.a) significa, in pratica, che l'obiettore può detenere ed usare solo repliche di armi ad avancarica (lett.h) e armi ad aria compressa e strumenti lanciarazzi (terzo comma art. 2 L. 110). Sono ora divenute di libera detenzione per tutti le armi ad aria compressa con potenza inferiore a 7,5 Joule e le repliche d avancarica monocolpo. Perciò si può dire che ora la norma si limita a consentire agli obiettori di usare e detenere armi ad aria compressa di potenza superiore a 7,5 J. Per queste armi può ottenere la carta verde; se sono classificate come sportive anche la licenza di trasporto. Non può usare armi comuni da sparo da fuoco neppure in poligono del TSN
Art. 23. 1. La legge 15 dicembre 1972, n. 772, e successive modifiche ed integrazioni, è abrogata.
Questi sono gli articoli della nuova legge sull'obiezione di coscienza che interessano chi ha a che fare con le armi. Del tutto ridicola la disposizione che obbliga il questore ad informare sulle conseguenze di legge chi richiede la licenza di caccia, dimenticandosi di tutti coloro che richiedono altri tipi di licenze!
Pare del tutto incostituzionale la norma che consente di sottrarsi al servizio militare e al servizio civile solo dichiarando di avere problemi di coscienza, ricevendo una condanna simbolica a meno di tre mesi di reclusione, mentre chi si sottrae al servizio militare perché ha male ai piedi o teme il nonnismo, si prende la condanna e in più deve finire il servizio.
La legge è illogica, e forse incostituzionale, là dove considera manifestazione di animo efferato l'aver richiesto una licenza di armi per il tiro sportivo. quando mai uno sport dimostra una volontà militaresca e guerrafondaia? Idem per coloro che abbiano richiesto di fare il servizio militare nel Corpo forestale. E' vero che questo corpo una volta fu inquisto per aver cercato di fare un colpo di stato usando il concime chimico come esplosivo, ma si pensava che un po' di senso del ridicolo fosse entrato nell'animo dei nostri legislatori.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 15
 art. 2

Art. 23