Source: https://docplayer.it/5739180-Lavoro-in-quota-definzione.html
Timestamp: 2019-10-15 14:10:14+00:00

Document:
LAVORO IN QUOTA: DEFINZIONE - PDF
Download "LAVORO IN QUOTA: DEFINZIONE"
Mirella Sacchi
2 LAVORI IN ALTEZZA - NORME DI RIFERIMENTO D.Lgs 81/2008 e s.m.i. In particolare Titolo IV Cantieri temporanei o mobili Capo II Norme per la prevenzione sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Il nuovo testo unico ha abrogato la precedente normativa in materia di lavori in altezza: DPR 547/55, DPR 164/56, D.LGS 626/94
3 LAVORO IN QUOTA: DEFINZIONE Art Definizioni Lavoro in quota: attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile < 2 m
4 LAVORO IN QUOTA: I PRINCIPI DI PREVENZIONE Art Obblighi del datore di lavoro nell uso di attrezzature per lavori in quota [1] Il datore di lavoro, qualora i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti criteri: a) priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; b) Dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi
5 LAVORO IN QUOTA: I PRINCIPI DI PREVENZIONE Realizzazione di posti di lavoro idoneamente protetti contro le cadute dall alto, anche per i lavori temporanei Utilizzo, per i lavori temporanei, di misure di protezione collettiva (opere provvisionali, ponteggi, ecc.) Utilizzo, per i lavori temporanei, di DPI anticaduta
6 PROTEZIONI PERMANENTI DEI LUOGHI DI LAVORO Nel caso in cui sulle coperture, su ripiani di lavoro, ecc., devono svolgersi dei lavori di manutenzione con una frequenza elevata, devono essere predisposti dei sistemi di protezione permanente quali parapetti o dispositivi analoghi. E questo il caso di interventi di manutenzione, regolazione da svolgersi frequentemente in luoghi di lavoro sopraelevati In questi casi è da evitare il ricorso a sistemi anticaduta individuali quali linee vita e/o punti di ancoraggio.
7 PROTEZIONI PERMANENTI DEI LUOGHI DI LAVORO p Allegato IV D.Lgs 81/2008 Le impalcature, le passerelle, i ripiani, le rampe di accesso, i balconi ed i posti di lavoro o di passaggio sopraelevati devono essere provvisti, su tutti i lati aperti, di parapetti normali con arresto al piede o di difesa equivalenti. Tale protezione non è richiesta per i piani di caricamento di altezza inferiore a m 2,00.
8 PROTEZIONI PERMANENTI DEI LUOGHI DI LAVORO p allegato IV D.Lgs 81/2008 Parapetto normale Deve soddisfare le seguenti condizioni: a ) costruito con materiale rigido e resistente; b ) abbia un'altezza utile di almeno un metro; c ) sia costituito da almeno due correnti, di cui quello intermedio posto a circa metà distanza fra quello superiore ed il pavimento; É considerato «parapetto normale con arresto al piede» il parapetto completato con fascia continua poggiante sul piano di calpestio ed alta almeno cm 15. É considerata equivalente ai parapetti, qualsiasi protezione, quale balaustrata, muro, ringhiera e simili, realizzante condizioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti, non inferiori a quelle presentate dai parapetti stessi.
9 PROTEZIONI PERMANENTI DEI LUOGHI DI LAVORO Altezza della tavola fermapiede Per l esecuzione di tutte le operazioni manutentive e di pulizia che non sono riconducibili a lavori rientranti nel campo di applicazione del Titolo IV, può essere sufficiente la fascia fermapiede alta 15 cm (punto Allegato IV), altrimenti la fascia fermapiede deve avere altezza non inferiore a 20 cm (allegato XVIII p ). Nel caso in cui sul luogo di lavoro sia presente una fascia fermapiede di 15 cm, prima dell esecuzione di lavori edili (o simili) la stessa dovrà essere integrata opportunamente.
11 OPERE PROVVISIONALI E PROTEZIONI COLLETTIVE Art. 122 Ponteggi e opere provvisionali Nei lavori in quota, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente ai punti 2, 3.1, 3.2 e 3.3 dell allegato XVIII.
12 OPERE PROVVISIONALI E PROTEZIONI COLLETTIVE Allegato XVIII Viabilità nei cantieri, ponteggi e trasporto dei materiali punto 2 - ponteggi punto castelli per elevatori punto impalcati e parapetti dei castelli punto montaggio degli elevatori
14 OPERE PROVVISIONALI E PROTEZIONI COLLETTIVE Parapetti dei ponteggi metallici fissi Art. 138 norme particolari Per i ponteggi metallici fissi sono possibili le seguenti deroghe rispetto a quanto previsto per i ponteggi in legno, a patto che queste siano previste dalla loro autorizzazione ministeriale: Altezza ultimo piano del parapetto non inferiore a 100 cm dall ultimo impalcato o dal piano di gronda Altezza del parapetto non inferiore a 95 cm Altezza della fascia fermapiede non inferiore a 15 cm
15 L art. 91 del D.Lgs 81/2008 richiede la predisposizione di un fascicolo con per la sicurezza nelle successive fasi di manutenzione dell opera secondo quanto indicato dall allegato XVI dello stesso decreto. Possono essere utilizzati anche dei sistemi di sicurezza smontabili e riutilizzabili circa 500 circa 250 circa 250 zona protetta dai parapetti A B C montante del parapetto e ancoraggio per arrotolatore Area di lavoro con collegamento dell'arrotolatore al piantone B zona con obbligo di utilizzo dell'imbracatura di sicurezza circa 500 canale di gronda
16 Gli schemi dei parapetti sono tratti dal catalogo ATLAS s.r.l.
17 OPERE PROVVISIONALI E PROTEZIONI COLLETTIVE Parapetti realizzati con montanti guardacorpo metallici Occorre fare riferimento all art. 122 D.Lgs 81/2008, all allegato XVIII e alle schede tecniche del costruttore. La realizzazione dei parapetti provvisori è normata UNI EN del novembre 2004 Parapetti provvisori. Specifica di prodotto, metodi di prova. (la norma è in inglese) Tale norma deve essere presa in considerazione da chi vuol progettarsi un parapetto provvisorio
18 DPI ANTICADUTA Art. 115 Sistemi di protezione contro le cadute dall alto Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva (art. 111 c.1 a) si devono utilizzare sistemi di protezione idonei per l uso specifico composti dai seguenti elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente: Assorbitori di energia, connettori, dispositivo di ancoraggio, cordini, dispositivi retrattili, guide o linee vita flessibili, guide o linee vita flessibili, guide o linee vita rigide, imbracature.
19 DPI ANTICADUTA Art. 115 Sistemi di protezione contro le cadute dall alto Il sistema di protezione deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.
20 p. 4.1 Allegato VI D.Lgs 81/2008 Sui ponti sviluppabili e simili gli operai addetti devono fare uso della cintura di idonea cintura i sicurezza L ARENA del 23/06/2006
22 DPI ANTICADUTA: dispositivi di ancoraggio (EN 795) Il dispositivo di ancoraggio consiste in un elemento o serie di elementi o componenti contenente uno o più punti di ancoraggio. Il punto di ancoraggio può essere strutturale (fisso) o mobile. ancoraggio strutturale: Elemento o elementi fissati in modo permanente a una struttura, a cui si può applicare un dispositivo di ancoraggio o un dispositivo di protezione individuale. punto di ancoraggio mobile: elemento mobile aggiuntivo montato sulla linea di ancoraggio o sulla rotaia di ancoraggio, a cui si può applicare il dispositivo di protezione individuale.
23 DPI ANTICADUTA: dispositivi di ancoraggio (EN 795) La UNI EN 795 classifica i dispositivi di ancoraggio in 5 classi Classe A : ancoraggio strutturale fisso Classe B : ancoraggio provvisorio portatile Classe C : linea di ancoraggio flessibile orizzontale Classe D : linea di ancoraggio rigida orizzontale Classe E : ancoraggio a corpo morto per superficie orizzontale
24 LAVORO IN QUOTA: IL SISTEMA DI ACCESSO Art. 111 D.Lgs 81/ Obblighi del datore di lavoro nell uso di attrezzature per lavori in quota 2] Il datore di lavoro sceglie il tipo più idoneo di sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell'impiego. Il sistema di accesso adottato deve consentire l'evacuazione in caso di pericolo imminente. Il passaggio da un sistema di accesso a piattaforme, impalcati, passerelle e viceversa non deve comportare rischi ulteriori di caduta.
25 SISTEMA DI ACCESSO: SCELTA DEL SISTEMA APPROPRIATO Tipo di accesso Frequenz a accesso Dislivello Durata Scala fissa con pedate ed alzate prossime allo standard Ponteggio con scala con pedate prossime allo standard Ponteggio / ponte su ruote con all interno una scala di salita Scala a mano opportunamente vincolata e posizionata Alta Alto - Medio Alta Alta Alto - Media Media Media - Bassa Alto - Media Media Bassa Basso Bassa
26 SISTEMA DI ACCESSO: SCALA FISSA A GRADINI Allegato IV D.Lgs 81/2008 [ ] Le scale fisse a gradini, destinate al normale accesso agli ambienti di lavoro, devono essere costruite e mantenute in modo da resistere ai carichi massimi derivanti da affollamento per situazioni di emergenza. I gradini devono avere pedata e alzata dimensionata a regola d'arte e larghezza adeguata alle esigenze del transito. [ ] Dette scale ed i relativi pianerottoli devono essere provvisti, sui lati aperti, di parapetto normale o di altra difesa equivalente. Le rampe delimitate da due pareti devono essere munite di almeno un corrimano.
27 SISTEMA DI ACCESSO: SCALA FISSA A GRADINI
28 SISTEMA DI ACCESSO: SCALA FISSA A PIOLI Allegato IV D.Lgs 81/2008 [ ] Le scale a pioli di altezza superiore a m 5, fissate su pareti o incastellature verticali o aventi una inclinazione superiore a 75 gradi, devono essere provviste, a partire da m 2,50 dal pavimento o dai ripiani, di una solida gabbia metallica di protezione avente maglie o apertura di ampiezza tale da impedire la caduta accidentale della persona verso l'esterno. [ ] La parete della gabbia opposta al piano dei pioli non deve distare da questi più di 60 cm. [ ] I pioli devono distare almeno 15 cm dalla parete alla quale sono applicati o alla quale la scala è fissata. [ ] Quando l'applicazione della gabbia alle scale costituisca intralcio all'esercizio o presenti notevoli difficoltà costruttive, devono essere adottate, in sostituzione della gabbia, altre misure di sicurezza atte ad evitare la caduta delle persone per un tratto superiore ad un metro.
29 SISTEMA DI ACCESSO: SCALA FISSA A PIOLI
30 SISTEMA DI ACCESSO: CASTELLO (TORRE CON SCALA) X parapetto (h 1 metro) costituito da due correnti e tavola fermapiede scaletta per l'accesso alla copertura (legata opportunamente) scaletta per l'accesso alla copertura ancoraggi ponteggio per mantenere la verticalità della struttura ed impedirne il robaltamento per azioni orizzontali parapetto (h 1 metro) costituito da due correnti e tavola fermapiede. Tale protezione dovrà essere presente su tutti lati prospicienti il vuoto, quindi anche sui lati interni dell'impalcato scaletta per l'accesso alla copertura X
31 SISTEMA DI ACCESSO: SCALA PORTATILE Almeno 1 m
32 SISTEMA DI ACCESSO: USO DI PIATTAFORMA ELEVATRICE
33 LAVORI SU COPERTURE NON PRATICABILI SPUNTI PER UN APPROCCIO SICURO AL PROBLEMA
34 Lavori speciali art. 148 del D.Lgs 81/2008 Prima di procedere alla esecuzione di lavori su tetti, lucernari, coperture simili, fermo restando l obbligo di predisporre misure di protezione collettiva deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di cinture di sicurezza.
35 Norma UNI 8088 Norma UNI 8088 Lavori inerenti le coperture dei fabbricati Criteri di sicurezza 2.2 Copertura praticabile Coperture sulla quale è possibile l accesso ed il transito di persone, anche con attrezzature portatili, senza predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza, in quanto non sussistono rischi di cadute di persone e/o cose dall alto né rischi di scivolamento in condizioni normali. 2.3 Copertura non praticabile Copertura sulla quale non è possibile l accesso o il transito di persone senza la predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza contro il pericolo di caduta di persone e/o di cose dall alto nè rischi e contro lo scivolamento.
36 Motivi di non praticabilità di una copertura Assenza o inadeguatezza del sistema di accesso Assenza o inadeguatezza della protezione anticaduta sui bordi Insufficiente portata del piano di calpestio rispetto al tipo di attività che si deve svolgere (peso delle persone, peso dei materiali, peso delle attrezzature) Presenza di aperture non protette Presenza di lucernari non portanti Presenza di aree di coperture non portanti accanto a zone portanti (es. tettoie a filo della copertura del capannone) Assenza di mezzi di sicurezza sulle coperture
37 Motivi di non praticabilità di una copertura
38 Cosa fare prima di accedere ad una copertura (non conosciuta) Raccogliere dal committente i dati circa la pedonabilità e praticabilità della copertura Procedere ad una accurata verifica dalla parte sottostante, per rilevare l eventuale presenza di lucernari non protetti, lucernari chiusi e altri elementi pericolosi. Nel caso di controsoffitti non accessibili, procedere se necessario allo smontaggio di alcuni tratti in modo da verificare l assenza di lucernari coperti. Procedere ad un ispezione della copertura da luogo sicuro, o da una piattaforma elevatrice In base ai dati raccolti, se la copertura non è pedonabile e praticabile definire le modalità operative e il sistema di sicurezza più idoneo per eseguire il lavoro.
39 Norma UNI 8088 Le misure previste Strutture costituite da solette con aperture Per la prevenzione degli infortuni conseguenti alla caduta dall alto attraverso le aperture, può essere adottata una delle soluzioni elencate per le strutture reticolari, ovvero può essere posto in opera un parapetto normale sul perimetro delle aperture stesse. Quanto sopra vale anche per le strutture a shed, relativamente alle finestrature
40 Norma UNI 8088 Le misure previste Mezzi personali di protezione Qualora non sia possibile realizzare uno degli apprestamenti precedentemente indicati per la prevenzione degli infortuni conseguenti alla caduta dall alto di persone sia attraverso le strutture sia dal perimetro, è necessario che gli operatori siano dotati e facciano uso di idonea cintura di sicurezza con bretelle, collegata a fune di trattenuta vincolata a parti stabili esistenti o da realizzare allo scopo
41 Le reti provvisorie non metalliche La costruzione, la scelta e l utilizzo delle reti di protezione anticaduta sono normate dalle seguenti norme tecniche: UNI EN (2003) Reti di sicurezza. Requisiti di sicurezza, metodi di prova UNI EN (2003) Reti di sicurezza. Requisiti di sicurezza per il montaggio delle reti di sicurezza. La circolare 13/1982 detta delle norme per l utilizzo delle reti, inspirandosi a norme tecniche francesi ormai superate dalle norme EN sopra riportate.
42 Impalcati di protezione sottostanti
43 Reti metalliche permanenti
44 Utilizzo di DPI anticaduta
45 Esecuzione di lavori dalla parte sottostante Taglio con cesoia manuale o con flex

References: Art. 122
 Art. 138
 art. 91
 art. 122
 Art. 115
 Art. 115
 Art. 111
 art. 148