Source: http://cappelli.blogautore.repubblica.it/2015/10/31/bimba-con-due-mamme-il-via-libera-dal-tribunale/
Timestamp: 2017-03-23 00:13:29+00:00

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Bimba con due mamme: il via libera dal Tribunale - LoveIsLove - Blog - Repubblica.it
Il Tribunale per i Minorenni di Roma per la seconda volta emette una sentenza in cui riconosce alla compagna della madre biologica l’adozione della bambina nata con la procreazione assistita «grazie a un progetto di genitorialità condivisa». La sentenza arriva in un momento incandescente: si sono appena conclusi i lavori del Sinodo della famiglia, la proposta di legge Cirinnà, compresa la stepchild adoption, è bloccata in Parlamento dove sta subendo una progressiva spoliazione. Il Consiglio di Stato ha deciso per la cancellazione dei registri delle unioni civili perché mancherebbe il prerequisito della diversità tra i sessi. I ministri Alfano e Orlando litigano sulle adozioni nelle coppie omosessuali, con Alfano che afferma: «Ogni bambino deve avere una mamma e un papà».
E il Tribunale per i Minorenni di Roma presieduto da una donna — madre e nonna — la giudice Melita Cavallo, con questa sentenza oggi dice ancora una volta a chiare lettere che no, un bambino non deve necessariamente avere una mamma e un papà: può avere anche due mamme. Perché per i giudici, che hanno «posto l’attenzione solo sul benessere e la tutela di un sano sviluppo psicologico della piccola Irene (nome di fantasia, ndr) l’unico pregiudizio nel percorso di crescita» della bambina va rintracciato nel convincimento ancora presente in parte della società, esclusivamente fondato, questo sì, su pregiudizi e condizionamenti. Cui questo Tribunale, quale organo superiore di tutela del benessere psicofisico dei bimbi, non può e non deve aderire stigmatizzando una genitorialità “diversa”, ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta in quanto tale».
Una bella bacchettata sulle mani di governo e parlamento, insomma. Tirata grazie a una sentenza “blindata” da perizie di ogni tipo e da argomentazioni giurisprudenziali che smontano pezzo per pezzo tutte le obiezioni del pm. Il tribunale ha infatti richiesto una Ctu, una consulenza tecnica svolta da uno psicologo, per «un’approfondita indagine psicodiagnostica sull’aspirante madre adottiva». Ha stabilito anche che il servizio adozioni del municipio di appartenenza dovesse «redigere una relazione sulle condizioni di vita delle due donne, sul loro rapporto con la bambina, sulle figure familiari di supporto, sul suo inserimento a scuola». I consulenti hanno trovato «una bambina serena, molto dolce, gioiosa e intelligente, che può contare su esperienze affettive calde e affidabili». E il perito ha concluso che «l’adeguatezza genitoriale presuppone la presenza necessaria di funzioni e responsabilità specifiche che non dipendono dall’essere madre-padre,uomo-donna. Nel caso in oggetto l’esame delle competenze genitoriali è positivo e il giudizio clinico è assolutamente favorevole».
Il Collegio, a partire da queste perizie, ha poi affrontato la giurisprudenza:«Nella normativa di settore non v’è divieto alcuno per la persona singola, quale che sia il suo orientamento sessuale, ad adottare». La legale della ricorrente, Titti Carrano, ha richiesto infatti l’adozione “in casi particolari”, prevista dall’articolo 44 della legge 184/83, che viene concessa «nel preminente interesse del minore». E nella sentenza il Tribunale argomenta che il fatto che non ci sia il riconoscimento e la tutela di uno dei due genitori — in questo caso quello non biologico che di fatto ha con il bambino «un rapporto del tutto equivalente » — è una «discriminazione».
Il Collegio ha sottolineato anche come il fatto che le due donne non sono coniugate non sia importante: la famiglia deve infatti «possedere i caratteri dell’adeguatezza, da individuarsi in concreto sulla base dell’interesse del minore». D’altra parte la stabilità del vincolo matrimoniale, argomentano i giudici, «è oggi messa in discussione dall’elevatissima percentuale di separazioni e divorzi». Una lettura in senso diverso, si legge ancora, «sarebbe contraria alla ratio legis, al faro costituzionale, nonché ai principi di cui alla Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali, cui l’Italia fa parte». Per i bambini, insomma, è importante «la qualità dell’ambiente famigliare che i genitori forniscono loro, indipendemente dal fatto che essi siano dello stesso sesso».
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7 commenti vincenzodatorino 1 novembre 2015 alle 15:11 Concordo pienamente con attentox. Si fa finta che l'ideologia gender sia una invenzione , mentre separando indebitamente il sesso dal genere lo si conferma. E' una certezza che anche i figli adottati con esperienze sia positive che negative cercano poi la madre.Nessuno può negare che vi sia questa naturale e normale esigenza.Lo steso Elton John disse che temeva il momnto in cui avrebbe dovuto dire aln figlio chi era la madre. E noi diamo due madri? Già, se ho ben capito si tratta di lesbiche,cosa che dovrebbe indurre anche solo con il buon senso evitare una adozione , poichè non è educativa la situazione in barba a leggi assurde ed inumane. Qui, come in alti casi, siamo solo di fronte ad egoismi senza preoccuparsi dei traumi certi per questi questi figli. Non è amore! E' omofobia? Allora i Platone Aristotele ecc. erano omofobi, quando scrivono chiaro che l'omossessaulità è contro natura! La natura ha un suo chiaro significato che richiede la complementarietà e la generazione.Chi è che ha i pregiudizi? Ci stiamo imbarbarendo. Ideologia brutalmente imposta. Rispettiamo le scelte sessuali, ma non diventiamo improvvisamente senza senno.
Maria 1 novembre 2015 alle 08:08 Un bambino ha bisogno solo di persone che gli vogliano bene. Non ha importanza se sono omosessuali, donne, etero o uomini. E' l'amore ha fare una famiglia quello che è!
Fabrizio Ammollo 31 ottobre 2015 alle 23:14 L'interesse del minore la legge dice che lo si valuta di caso in caso e così mi sembra sia stato fatto. Il fatto che abbia due genitori dello stesso sesso è un mero DETTAGLIO rispetto al fatto che beneficia di benessere psico fisico cioè serenità ed amore. Certa gente oscurantista pur di non mettere neppure in discussione le proprie convinzioni questa bambina la vorrebbe vedere triste se non peggio.
attentox 31 ottobre 2015 alle 21:49 È strano osservare che le persone si preoccupano dell'interesse dei bambini decretando che non è loro "interesse" sapere chi è il loro padre biologico, che non è loro "interesse" crescere relazionandiosi a una figura maschile e una femminile. Beati voi per le vistre certezze, io, di fronte a questi bambini, vivo una grande inquietudine.
Paola 31 ottobre 2015 alle 16:28 Quella bambina ha due genitori, due mamme. Fino a questa sentenza uno dei due genitori era invisibile, non aveva alcun diritto -e alcun dovere - nei confronti della sua famiglia, di sua figlia. Questa famiglia è reale, esiste, perché continuare a negarla? Non capisco, potrà non essere d'accordo, ma ci sono centinaia e centinaia di bambini nel nostro Paese che hanno due mamme o due papà. A lei, personalmente, il riconoscimento che siano una famiglia, la possibilità di vedere riconosciuto il ruolo genitoriale da un punto di vista legale e amministrativo per entrambi i genitori cosa toglie? Continuare a negare loro diritti non li farà sparire dal suolo italico ...
anna 31 ottobre 2015 alle 16:16 "Il sentimento della maggioranza della società" se lo tenga la maggioranza della società, se fosse contro quelli con i capelli rossi o gli obesi o i mancini, sarebbe sbagliato questo sentimento.
In questo caso singolo si è deciso nell'interesse dell'adottante che fosse meglio avere due genitori invece che uno. Se ci fosse stato un padre, neanche sarebbe stata fatta la domanda di adozione.
Anche il sinodo recentemente ha stabilito che si decide caso per caso. Figuriamoci in un tribunale laico che deve fare il meglio possibile per i minori e per le famiglie. In questo caso l'interesse della bambina è di essere ufficialmente e legalmente figlia anche dell'altra genitrice. Buon per loro. Sentimenti contrari sono menagrami, secondo me.
attentox 31 ottobre 2015 alle 15:37 Strano paese il nostro, ma in realtà è in buona compagnia, in cui su una questione cosí profonda e radicata nel nostro essere come la genitorialità, debba essere un giudice a fare legge, anche contro il sentimento della maggioranza della società. Si parla poi di sentenza "blindata" da perizie come se la questione del bene di un bambino possa essere ridotto a fatto puramente tecnico. Con la "tecnica" non se ne viene a capo, esistono pile di studi scientifici anche contro l'opinione di quel perito!. Questa sentenza, come altre, è una ulteriore conferma della presenza di una fortissima pressione politica, ideologica, culturale e mediatica operata da una minoranza intelligente e agguerrita. Il loro scopo è affermare i diritti degli omosessuali ben oltre quello che sarebbe giusto, superando i limiti della natura umana fino a negare, di fatto, l'importanza della differenza sessuale.
Cosí, con una sentenza di quà, qualche fiaba per bimbi di là, due personaggi "giusti" in uno sceneggiato tv, vorrebbero far passare la loro linea senza ammettere che vogliono propinarci una visione del mondo e dell'uomo molto particolare e molto poco condivisa. Se non vi piace chiamarla "ideologia gender" trovategli un altro nome ma siate onesti non dite che è tutto "normale" che non "esiste" alcuna ideologia!

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