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Timestamp: 2020-07-10 03:57:36+00:00

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Concordato preventivo | Pag. 3
1. La proposta di concordato preventivo nella quale sia previsto, con riferimento ai creditori ipotecari, un pagamento
inferiore al valore di realizzo in sede concordataria degli immobili gravati, ma corrispondente al presumibile ed nferiore realizzo degli stessi in sede fallimentare, con destinazione del surplus al pagamento degli altri creditori, contrasta con il divieto di alterare le cause di prelazione, atteso che in tale ipotesi il maggior valore ricavabile nel concordato non è assimilabile a finanza esterna, ma rappresenta risorse endogene, con la conseguenza che l’intero ricavato della vendita deve essere destinato al soddisfacimento dei creditori muniti di cause di prelazione sugli specifici cespiti.
Trib. Bergamo 26 aprile (data della decisione), decr. - Pres. ed Est. Vitiello
1. Durante il periodo di concordato con riserva, il Tribunale può autorizzare il debitore, ai sensi dell’art. 161 settimo comma l.fall., alla definizione di un accertamento con adesione con l’Agenzia delle entrate qualora la stessa comporti un considerevole vantaggio per la massa dei creditori e non implichi alcun rischio di alterazione dell’ordine della cause di prelazione.
Art. 163bis
3. La vendita competitiva, ai sensi dell'articolo 163bis l. fall., di beni dell'impresa proponente può rientrare nel novero degli atti di straordinaria amministrazione a carattere di urgenza di cui all’art. 161, settimo comma, l.fall. e può essere autorizzata anche durante la fase di concordato c.d. con riserva (nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato la vendita in blocco delle merci in ragione della loro rapida obsolescenza e dei relativi costi di mantenimento).
4. Nell’ipotesi di contratti preliminari, aventi ad oggetto la cessione di singoli beni ricollegabili alla normale e caratteristica attività di gestione dell’impresa, stipulati dal debitore prima della domanda di concordato preventivo, non si applica la disciplina del procedimento competitivo nelle offerte concorrenti ex art. 163bis l.
Trib. Rovigo 4 maggio 2016, decr. - Pres. D’Amico - Est. Bettio - Cassa di Risparmio del Veneto c. fall. L. L. s.r.l.
1. Nell’ipotesi in cui, alla domanda di concordato preventivo, abbia fatto seguito la dichiarazione di fallimento, l’applicabilità del principio della consecuzione delle procedure concorsuali non è rimessa all’avvenuta ammissione
o meno del debitore al concordato, ma alla sussistenza ab origine dello stato d’insolvenza che ha dato luogo al fallimento; ne consegue che l’art. 45 l.fall., richiamato nel concordato preventivo dall’art. 169 l.fall., è applicabile a far tempo dalla domanda di concordato anche qualora essa sia stata dichiarata inammissibile ex art. 162 l.fall., con dichiarazione di fallimento.
Trib. Monza 19 aprile 2016, decr. - Pres. Buratti - Est. Crivelli - Grafinda S.p.A.
1. I contratti di anticipazione bancaria in conto corrente sono caratterizzati dal fatto che, a seguito dell’erogazione dell’anticipazione, il cliente è tenuto a rimborsarla, mentre la banca è tenuta a dare esecuzione al mandato che, pur in rem propriam, è però anche nell’interesse del cliente quale mezzo per rientrare dell’anticipazione ricevuta; detto rapporto ha carattere unitario, giacché il mandato costituisce la controprestazione dell’anticipazione, garantendo alla banca il rientro, con la conseguenza che si tratta di prestazioni indissolubilmente connesse e che ad esse, se ancora in essere all’atto del concordato preventivo, è applicabile l’art. 169bis l.fall., ad eccezione dell’ipotesi in cui all’anticipazione abbia fatto riscontro la cessione del credito, nel qual caso la prestazione del cliente si esaurisce attraverso l’atto di cessione.
App. Napoli 11 febbraio 2016 - Pres. Cultrera - Est. Serrao d’Aquino - Battiloro Forniture Eletteriche Generali s.r.l. (avv. C. Iannace) c. Fall. Battiloro Forniture Eletteriche Generali s.r.l. ed altri
1. Il fideiussore del debitore proponente il concordato, non ancora escusso, essendo opportuno evitare incrementi
del passivo, con conseguente alterazione delle maggioranze, non può partecipare al voto
Trib. Benevento 21 aprile 2016 (data della decisione), decr. - Pres. ed Est. Monteleone - Olio Dante S.p.A. 1. Ai fini dell’autorizzazione alla stipula di finanziamenti prededucibili ai sensi dell’art, 182quinquies, primo comma, l.fall., il requisito della funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori non è ancorato al rispetto della garanzia patrimoniale generale dei creditori, ma si risolve nel considerare che il piano sottostante gli accordi, basato sulla prosecuzione dell’impresa, non può prescindere dai finanziamenti esterni (nella specie, il finanziamento risultava funzionale all’esercizio dell’attività aziendale e necessario per la sua prosecuzione).
1. Il reclamo avverso il decreto di omologa del concordato preventivo, emesso in presenza di opposizione, può essere proposto unicamente dall’opponente/soccombente e non anche da qualunque altro interessato; il termine per il reclamo è di giorni trenta e decorre dallanotificazione del decreto a cura della parte, secondo il modello delineato dall’art. 739, secondo comma, c.p.c.
1. La dichiarazione di fallimento del debitore ammesso al concordato preventivo omologato è giuridicamente possibile anche in mancanza di previa risoluzione del concordato preventivo, nel caso in cui risulti, tramite una valutazione ex post e in concreto svolta dal tribunale in sede di giudizio prefallimentare e in eventuale antitesi rispetto al giudizio ex ante e in astratto compiuto in sede concordataria sulla fattibilità economica del piano, che l’accordo non ha risolto la situazione di insolvenza, ovvero la stessa sia sopraggiunta nella fase di esecuzione del concordato.
Massimario giurisprudenziale in tema di concordato preventivo (06/05/2016)
- Trib. Bergamo 28 gennaio 2016, decr. - Pres. ed Est. Vitiello - C. Paolo P. S.p.a.
Le linee di credito autoliquidanti rientrano nel novero dei contratti pendenti, in quanto non interamente eseguiti da entrambe le parti e, di conseguenza, nel concordato preventivo possono essere sospesi e/o sciolti ai sensi dell’art. 169 bis l.fall.
- Trib. Massa 1° febbraio 2016, decr. - Pres. ed Est. Fabbrizzi - Begas Energy Internationa S.r.l. in liquidazione
Nel concordato preventivo con riserva può trovare applicazione l’istituto della sospensione dei contratti pendenti, in tal senso deponendo la portata semantica delle espressioni terminologiche impiegate nel comma 1 dell’art. 169 bis l.fall., la finalità protettiva del patrimonio del debitore perseguita dalla norma e la reversibilità degli effetti, del tutto compatibili con i possibili scenari nei quali è suscettibile di evolversi la domanda prenotativa.
La sospensione del contratto dal quale sorgono obbligazioni garantite da un contratto autonomo di garanzia non provoca la sospensione della garanzia che lo correda, stante l’indipendenza ed autonomia dei due rapporti giuridici che esclude il principio di accessorietà ordinariamente immanente al contratto di fideiussione.
- Trib. Verona 15 gennaio 2016, decr. - Pres. ed est. Platania - G.M. S.r.l.
- Trib. Rovigo 9 marzo 2016, decr. - Pres. D’Amico - Est. Martinelli
Il compimento di atti in frode ai creditori provoca la revoca del concordato preventivo anche se le iniziative assunte dagli amministratori, si siano rivelate dannose per la stessa società, a nulla rilevando la circostanza che la debitrice abbia provveduto alla sostituzione dell’organo gestorio autore del fatto illecito o che sia in seguito mutata la compagine sociale.
Sentenze Tribunali di merito in tema di concordato preventivo (25/04/2016)
In sede di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall. il sindacato del tribunale non può essere diverso da quello elaborato dalla giurisprudenza in tema di concordato preventivo, in particolar modo qualora non siano state proposte opposizioni e, quindi, nessuno si sia attivato per far valere ragioni ostative all’omologazione; ne consegue che il tribunale non può negare l’omologa sulla base di ragioni attinenti all’aspetto prettamente economico, ritenendo l’accordo inidoneo a conseguire la propria causa concreta secondo valutazioni di tipo meramente probabilistico
e non basate su dati emergenti prima facie da cui poter desumerne una assoluta e manifesta inidoneità dell’accordo a soddisfare, in particolare, i creditori non aderenti.
Trib. Benevento 4 febbraio 2016, decr. - Pres. ed Est. Monteleone
Il debitore può essere autorizzato dal tribunale a contrarre nuovi finanziamenti prededucibili, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 182 quinquies l.fall., qualora la mancata fruizione di tali finanziamenti comporti un pregiudizio irreparabile per la società a causa della probabile interruzione delle forniture, dell’addebito certo di penali e dei rischi di contestazioni di inadempimento da parte delle committenze.
Trib. Milano 23 dicembre 2015 in funzione di G.U. - Est. D’Aquino
In tema di effetti del concordato preventivo per i creditori, la regola stabilita dall’art. 184, comma 2, l.fall., in forza della quale, salvo patto contrario, il concordato della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, si applica anche quando i soci siano, al contempo, fideiussori della società, senza che assuma rilevanza il momento (anteriore o posteriore all’assunzione della posizione di socio), in cui sia stata contratta la garanzia fideiussoria.
Composizione della crisi (L. n. 3/2012)
Trib. Rimini 15 dicembre 2015 (data della decisione), ord. - G.E. Polchi
Ai sensi dell’art. 10, comma 2, lett. c), L. n. 3/2012, sino al momento in cui il provvedimento di omologa diventa definitivo, i creditori aventi titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali, né disporre sequestri conservativi, né acquistare diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo.
Massime giurisprudenza di merito in tema di concordato preventivo (7/3/2016)
1. Qualora la proposta di concordato sia sottoposta a condizioni, gli eventi futuri ed incerti devono essere valutati compiutamente dall’asseveratore, il quale deve esprimere un giudizio di verosimiglianza in ordine al fatto che essi possano in futuro realmente realizzarsi.
2. Il nuovo disposto del comma 4 dell’art. 160 l.fall. secondo cui, in ogni caso, la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari deve essere interpretato nel senso che il debitore deve proporre fondatamente il pagamento di tale percentuale, laddove per fondatamente deve intendersi una prospettazione a metà strada fra il concetto di garanzia e quello della ragionevole previsione; spetterà poi al Tribunale verificare che la proposta contenga l’assicurazione di detto soddisfacimento sulla base di un piano che non possa essere qualificato come manifestamente inidoneo a raggiungere tale obiettivo.
3. La L. n. 3/2012 che ha esteso espressamente i benefici di cui alla L. n. 44/1999 (disposizioni concernenti il
fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura), al “fallito”, non contempla analoga previsione
per l’impresa in concordato preventivo; ne consegue che la sospensione dei termini ex art. 20, L. n. 40/1999, come modificata dalla L. n. 3/2012, non può trovare applicazione alle procedure di concordato preventivo, trattandosi non di procedura liquidatoria forzosa ma di mezzo di risoluzione negoziale della crisi dell’imprenditore.
In caso di concordato con riserva ex art. 161, comma 6, l.fall., qualora vi sia necessità di salvaguardare l’integrità e il valore del ramo aziendale al fine della migliore soddisfazione dei creditori, il Tribunale può autorizzare in via d’urgenza l’affitto del ramo di azienda e differire ad un momento successivo l’esperimento di una procedura
competitiva per l’individuazione di altro soggetto affittuario, ferma restando in ogni caso la necessità di esperire procedure competitive al momento della vendita dell’azienda (nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato la stipula dell’affitto di azienda con assunzione a carico dell’affittuario degli oneri per la manutenzione straordinaria necessari per la prosecuzione dell’attività produttiva che altrimenti sarebbe stata compromessa).
Trib. Modena 18 gennaio 2016, decr. - Est. Galli – Impresa di Costruzioni S. dott. ing. V.S. geom. G. S.p.a.
Il contratto di consorzio costituito in forma societaria è astrattamente suscettibile di scioglimento ex art. 169 bis l.fall. qualora vi siano prestazioni ineseguite e lo scioglimento sia funzionale alla procedura di concordato.
2. In ipotesi di controversia sulla determinazione dell’equo indennizzo ex art. 169 bis l.fall. la competenza a decidere spetta al giudice ordinario nell’ambito di un normale giudizio di cognizione, potendo il giudice delegato intervenire in via provvisoria soltanto nei limiti e per gli effetti di cui all’art. 176 l.fall. ammettendo in tutto o in parte il credito contestato ai soli fini del voto, senza che ciò pregiudichi la pronuncia definitiva sulla sussistenza del credito stesso.
Trib. Como 12 ottobre 2015 (data della decisione) in funzione di giudice unico - Est. Petronzi - SACE SRV S.r.l. (avv.ti A. Noseda - G. Giusti) c. S.r.l. (avv.ti B. Inzitari - G. Pozzoli)
Il disposto dell’art. 184 l.fall., che esclude l’effetto esdebitatorio del concordato per i terzi che si sono obbligati direttamente con i creditori del debitore ammesso alla procedura, sussistendo la medesima ratio, è applicabile anche nel caso di terzo datore di ipoteca; quest’ultimo, pertanto, non può invocare la falcidia concordataria nei confronti del creditore ipotecario che dovrà quindi essere soddisfatto nei limiti della capienza del bene ipotecato.
Raccolta di massime di sentenze della Corte di Cassazione e dei Tribunali di merito in tema di concordato preventivo
Cass. Civ., SS.UU., 20 marzo 2015, n. 5685 - Pres. Rovelli - Est. Ragonesi - P.M. Apice - Termoidraulica B.C.
(Avv. Solenni) c. Fallimento EDIL 2000 costruzioni S.n.c. di S. A. & I. (Avv. Falconi Amorelli)
Vedi Cass. 27 luglio 1998, n. 7366; Cass. 6 ottobre 2005, n. 19508; Cass. 4 luglio 2012, n. 11154
In tema di impresa artigiana, i criteri richiesti dall’art. 2083 c.c., ed in genere dal codice civile, valgono per l’identificazione dell’impresa artigiana nei rapporti interprivati, mentre quelli posti dalla legge speciale (L. 8 agosto 1985, n. 443) sono, invece, necessari per fruire delle provvidenza previste dalla legislazione (regionale) di sostegno, sicché l’iscrizione all’albo di un’impresa artigiana, effettuata ai sensi dell’art. 5 della ricordata L. n. 443 del 1985, non spiega alcuna influenza ai fini dell’applicazione dell’art. 2751 bis, n. 5, c.c. - nel testo vigente “ratione temporis”, prima della novella introdotta dal D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla L. n. 35 del 2012 - dettato in tema di privilegi, dovendosi, a tal fine, ricavare la relativa nozione alla luce dei criteri fissati, in via generale, dall’art. 2083 c.c. Ne consegue che, per accertare la ricorrenza della qualità di piccolo imprenditore, occorre valutare l’attività svolta, il capitale impiegato, l’entità dell’impresa, il numero dei lavoratori, l’entità e la qualità della produzione, i finanziamenti ottenuti e tutti quegli elementi atti a verificare se l’attività venga svolta con la prevalenza del lavoro dell’imprenditore e della propria famiglia, mentre risulta irrilevante il superamento delle soglie di fallibilità, ex art. 1, comma 2, l.fall., nel testo novellato dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, non sussistendo più alcun collegamento tra la condizione di piccolo imprenditore e i presupposti per il fallimento.
Cass. Civ., Sez. III, 20 marzo 2015, n. 5586 - Pres. Spirito - Est. Travaglino - P.M. Fresa - P.A. (Avv. Carpentieri)
c. Curatela Fallimento di D.S.G. (Avv. Marino)
Nel giudizio di revocazione ordinaria di un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore, qualora sopravvenga il fallimento di questi, il curatore può subentrare nell’azione in forza della legittimazione accordatagli dall’art. 66 l.fall., accettando la causa nello stato in cui si trova, sicché trattandosi di azione che il curatore trova nella massa fallimentare e si identifica con quella che i creditori avrebbero potuto esperire prima del fallimento, la prescrizione decorre anche nei confronti della curatela, ai sensi dell’art. 2903 c.c., dalla data dell’atto impugnato, mentre il compimento di un atto interruttivo della stessa da parte di uno dei creditori, cui il curatore sia subentrato ex art. 66 cit., giova alla massa fallimentare.
Cass. Civ., Sez. VI, 1°, 5 marzo 2015, n. 4524 - Pres. Di Palma - Est. Cristiano - Unicredit S.p.a. (Avv. Quintarelli) c. Vinicola San Prospero S.r.l. (Avv. Cenni)
Vedi Cass. 5 settembre 1998, n. 08827; Cass. 27 febbraio 2013, n. 4959
Il creditore che impugna lo stato passivo ai sensi dell’art. 98, comma 3, l.fall. è portatore non solo dei propri interessi, ma anche di quelli di tutti gli altri creditori e, pertanto, è legittimato ad esercitare tutte le azioni volte ad escludere o postergare i crediti ammessi, ivi compresa l’azione revocatoria ordinaria, non potendo l’inerzia del curatore - che abbia omesso di far valere, in via di eccezione, la revocabilità del credito o della garanzia in sede di accertamento del passivo o che non abbia impugnato il provvedimento di rigetto dell’eccezione regolarmente proposta - pregiudicare le ragioni degli altri, incolpevoli, creditori.
Cass. Civ., Sez. I, 25 marzo 2015, n. 6019 - Pres. Forte - Est. Bisogni - P.M. Zeno - M.A. (Avv. Stoduto) c. Fallimento
Medical Instrument Group S.r.l.
Vedi Cass. 28 luglio 2010, n. 17685
Nella determinazione degli onorari spettanti ai consulenti va applicato il criterio delle vacazioni, anziché quello a percentuale, non solo quando manca una specifica previsione della tariffa, ma altresì quando, in relazione alla natura dell’incarico ed al tipo di accertamento richiesti dal giudice, non sia logicamente giustificata e possibile un’estensione analogica delle ipotesi tipiche di liquidazione secondo il criterio della percentuale (nella specie, la S.C., in applicazione del principio esposto, ha confermato la decisione con cui il giudice di merito ha escluso l’applicazione degli artt. 3 e 4 del D.M. 30 maggio 2002 per la liquidazione del compenso ad un consulente tecnico d’ufficio, incaricato di accertare, previa classificazione dei bilanci sociali e nell’ambito di un’azione di responsabilità proposta ex art. 146 l.fall., il momento in cui la società avrebbe perduto il capitale sociale e i danni arrecati dalle nuove operazioni compiute dopo lo scioglimento).
Cass. Civ., Sez. I, 4 marzo 2015, n. 4398 - Pres. Ceccherini - Est. Didone - P.M. Velardi - Ortona Navi S.r.l. (Avv.
Pimpini Ficcadenti) c. Centrobanca S.p.a. (Avv. Tarzia) -
Banca di Credito Finanziario e Mobiliare
Cassazione Civile, Sez. I, 9 dicembre 2015, n. 24861 - Pres. Ceccherini - Est. Didone - P. c. Fallimento Inteco S.r.l., P. F., A. R. (legge fallimentare artt. 65, 67; cod. civ. artt. 2438, 2476, 2709)
Dichiarati inefficaci dal giudice di merito i pagamenti eseguiti dalla società in favore dei soci della stessa e a titolo di restituzione dei conferimenti in conto capitale o assimilati, dai medesimi disposti a titolo di sostegno al capitale di rischio, la Corte ribadisce la correttezza del principio per cui la erogazione di somme che, al di là del nomen, sia fatta dai soci alla società da essi partecipata o avviene a titolo di mutuo (e allora si costituisce l’obbligo per la società di restituirle ad una data scadenza) oppure il versamento è destinato ad essere iscritto non tra i debiti, bensì in apposita riserva in conto capitale o per simili poste. In tale seconda ipotesi, non si dà luogo ad alcun credito esigibile, se non per effetto dello scioglimento della società e nei soli limiti dell’attivo proveniente dal bilancio di liquidazione, un rimborso più simile al capitale di rischio che a quello di credito, qualificandosi per la postergazione della sua restituzione rispetto al soddisfacimento dei creditori sociali e per la posizione del socio quale residual claimant.
Trib. Forlì 9 novembre 2015 (data della decisione), decr. - Est. Pazzi
Non può ritenersi inefficace ex art. 168, comma 3, l.fall. l’iscrizione ipotecaria avvenuta nei novanta giorni anteriori alla presentazione di una prima domanda di concordato, poi dichiarata inammissibile ex art. 173 l.fall., seguita a distanza di un notevole lasso di tempo da una successiva domanda di concordato.
App. Firenze 29 settembre 2015 - Pres. De Simone - Est. Monti - Costruzioni S.r.l. in liquidazione (Avv. Vivaldi) c. Fall. Costruzioni S.r.l. in liquidazione (avv. Bottoni).
In tema di poteri del tribunale in sede di omologazione del concordato preventivo, va riconosciuta la sindacabilità non solo della c.d. “fattibilità giuridica”, che si traduce nella legittimità della proposta già oggetto dei poteri valutativi del tribunale, ma altresì la c.d. “fattibilità economica”, la quale non si sovrappone al giudizio di convenienza demandato dal legislatore esclusivamente ai creditori, ma afferisce alla probabilità basilare di adempimento della proposta, la quale non deve essere omologata in caso di inadempimento sicuro allo scopo di salvaguardare lo scopo essenziale della procedura concorsuale di definire la crisi dell’impresa.

References: Art. 163
 art. 163
 art. 162
 art. 182
 art. 20
 art. 161
 art. 169
 art. 169

Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1

Cass. 
 art. 66

Cass. 
 Cass. 
 Cass. 

Cass. 
 Cass. 
 art. 146

Cass. 
 art. 168
 art. 173