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Quando il territorio fa la differenza Autonomia, risorse
PubblicatoMarcellino Fabbri
Presentazione sul tema: "Quando il territorio fa la differenza Autonomia, risorse"— Transcript della presentazione:
Quando il territorio fa la differenza Autonomia, risorseCIDI 19/07/2010 Quando il territorio fa la differenza Autonomia, risorse Emanuele Barbieri 1 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 1
dal punto di vista tradizionale (interno al sistema) CIDI 19/07/2010 Il processo formativo dal punto di vista tradizionale (interno al sistema) Docenti Competenze professionali organizzazione Attitudine Motivazione Impegno Classe o scuola Alunni Risultati Ordinamenti scolastici Obiettivi di apprendimento Indicazioni nazionali 2 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione Emanuele Barbieri 2
Impostazione tradizionaleCIDI 19/07/2010 Impostazione tradizionale Orientata al controllo del processo Sostanzialmente autoreferenziale Scarsa valutazione esplicita delle variabili esterne Emanuele Barbieri 3 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 3
CONSEGUENZE Attenzione ossessiva agli atti normativi: ordinamentiCIDI 19/07/2010 CONSEGUENZE Attenzione ossessiva agli atti normativi: ordinamenti obiettivi di apprendimento, indicazioni governance come declinazione delle competenze (non degli obiettivi) Scarsa correlazione tra risultati e interventi correttivi Emanuele Barbieri 4 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 4
Il punto di vista esterno - 1CIDI 19/07/2010 Il punto di vista esterno - 1 Attenzione ai risultati Relazione tra livelli di istruzione e sviluppo Relazione tra contesti territoriali e risultati scolastici Rapporto tra spesa e risultati scolastici Emanuele Barbieri 5 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 5
Il punto di vista esterno - 2 (Alcuni riferimenti internazionali)CIDI 19/07/2010 Il punto di vista esterno - 2 (Alcuni riferimenti internazionali) Rapporto USA 1983 (UNA NAZIONE A RISCHIO) I rapporti annuali OCSE Le indagini PIRLS (competenze nella lettura a 9-10 anni) Le indagini TIMMS (competenze in matematica e scienze in 4° elementare e 3° media) Le indagini PISA (sugli studenti di 15 anni con focus in lettura e comprensione testi, competenze matematiche, competenze scientifiche) Emanuele Barbieri 6 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 6
Il punto di vista esterno -3 (Alcuni riferimenti nazionali)CIDI 19/07/2010 Il punto di vista esterno -3 (Alcuni riferimenti nazionali) Rapporto sulla scuola della Fondazione Giovanni Agnelli Il capitale umano (Cipollone e Sestito) Dati MIUR (La scuola in cifre; Alunni, classi insegnanti) Indagini Istat Quaderno Bianco Rilevazioni Invalsi Da dove vengono le competenze degli studenti? I divari territoriali nell’indagine OCSE PISA 2003 ( M. Bratti, D. Checchi , A. Filippin) Emanuele Barbieri 7 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 7
Territorio RISULTATI SCUOLA Valore sociale dell’istruzioneCIDI 19/07/2010 Valore sociale dell’istruzione Territorio ss Capacità di motivazione del contesto (capitale sociale) SCUOLA RISULTATI Risorse per l’istruzione Emanuele Barbieri 8 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 8
L’educazione si realizza per lo più in forma implicita. CIDI 19/07/2010 L’educazione si realizza per lo più in forma implicita. … gli uomini sono animali che imparano principalmente osservando gli altri – cioè registrando che cosa i loro simili apprezzano, che cosa disprezzano, come si comportano nella propria vita quotidiana e, specialmente, quali mosse fanno quando sanno di non essere osservati. Questa è la ragione per cui non mi stanco di invocare scuole – o più propriamente, comunità scolastiche – che incarnino certi valori, e insegnanti che impersonino certe virtù. Lo stesso vale per i media, per le famiglia e per altre influenti istituzioni educative. Howard Gardner Emanuele Barbieri 9 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 9
CIDI 19/07/2010 Il sistema di istruzione italiano ha compiuto uno sforzo notevole per colmare un divario storico. Emanuele Barbieri 10 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 10
I problemi di efficacia e di equità della scuola italiana CIDI 19/07/2010 I problemi di efficacia e di equità della scuola italiana Media risultati Italia in OCSE PISA sulla scala complessiva della literacy scientifica Le macroaree geografiche utilizzate per la stratificazione del campione sono: Nord Ovest: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria Nord Est: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio - Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia - Sud Isole: Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna Emanuele Barbieri 11 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 11
I nipoti sono più istruiti dei nonni e le ragazze ce l’hanno fatta. CIDI 19/07/2010 I nipoti sono più istruiti dei nonni e le ragazze ce l’hanno fatta. Ma le buone intenzioni del nostro sistema finiscono qui. … nel complesso la nostra scuola sembra riprodurre la stessa iniquità, generazione dopo generazione, senza per questo essere particolarmente efficace. Le pari opportunità di accesso all’istruzione secondaria e terziaria sono ben lungi dall’essere garantite e le pari opportunità di successo formativo, ritenute ormai un diritto di ogni studente in molti paesi avanzati, cominciano appena a farsi strada tra gli obiettivi del nostro sistema scolastico. (dal Rapporto sulla scuola in Italia 2010 della Fondazione Giovanni Agnelli) Il paragrafo successivo porta il sottotitolo “dimmi in che scuola vai e ti dirò chi sei” Emanuele Barbieri 12 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 12
Prime considerazioni sui risultati sulle indagini internazionaliCIDI 19/07/2010 Prime considerazioni sui risultati sulle indagini internazionali La differenza dei risultati del sistema di istruzione italiano, articolati per aree geografiche e per tipologia di istituti, è comparabile con le differenze tra i diversi paesi che partecipano all’indagine OCSE – PISA Il sistema risulta complessivamente iniquo e quindi inefficace L’obiettivo di cui si occupa la ricerca TALIS (portare tutti a elevati livelli di istruzione) appare molto lontano Emanuele Barbieri 13 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 13
La scuola primaria va bene; CIDI 19/07/2010 Notazione a margine La scuola primaria va bene; la scuola secondaria di primo grado, meno bene; i dati delle scuole secondarie superiori destano preoccupazione. Per l’università, da “Il capitale umano” di Cipollone e Sèstito emerge: sotto i 45 anni la percentuale degli italiani laureati è metà rispetto ai francesi e agli spagnoli, e poco superiore ai turchi; il nostro sistema economico non sembra preoccupato da questi dati; dalla seconda metà degli anni 80 si è avuta una diminuzione dei salari in ingresso dei giovani laureati, non compensata da una crescita delle retribuzioni al progredire della loro vita lavorativa; si alimenta così un circolo vizioso: il sistema non incentiva al studio, le imprese hanno poche persone capaci di innovare e adottare quelle tecnologie che ne sosterrebbero la crescita. Emanuele Barbieri 14 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 14
Elementi di riflessione dall’indagine OCSE – PISACIDI 19/07/2010 Elementi di riflessione dall’indagine OCSE – PISA Esiste una forte correlazione tra i risultati conseguiti dagli studenti e: la scuola frequentata (indirizzo e collocazione territoriale); i livelli di sviluppo economico del territorio; la spesa per l’istruzione sostenuta dalle Regioni e dagli Enti locali; li tassi di scolarizzazione della popolazione adulta; le caratteristiche socio-culturali familiari. In Italia, il 52,1% della varianza totale (indice delle differenze tra i valori) è spiegato dalle differenze esistenti tra le diverse scuole frequentate dagli studenti, mentre la media OCSE è pari al 33,1%. Emanuele Barbieri 15 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 15
CIDI 19/07/2010 Impatti marginali in punti PISA (nelle competenze scientifiche) dei fattori individuali, di scuola e territoriali Elaborazione su dati OCSE – PISA nel Rapporto sulla scuola in Italia 2010 della Fondazione Giovanni Agnelli Categorie di confronto: istituti professionali; scuole del Sud Emanuele Barbieri 16 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 16
A proposito della elevata diversità internaCIDI 19/07/2010 A proposito della elevata diversità interna delle competenze degli studenti del sistema scolastico italiano, il Quaderno bianco sulla scuola afferma: “il contesto personale – ossia le condizioni economico sociali delle famiglie – spiega comunque solo in parte il divario fra Nord, Centro e Sud”. Sono i fattori di contesto territoriale, legati cioè - a parità degli altri fattori - alla collocazione di una scuola in una data area del paese, a influenzare fortemente l’efficacia educativa. Emanuele Barbieri 17 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 17
Nella stessa pubblicazione viene riportato uno studio CIDI 19/07/2010 Nella stessa pubblicazione viene riportato uno studio (Bratti e altri 2007), sui dati OCSE PISA 2003 relativi alle competenze in matematica, dal quale emerge che se si potesse pienamente interpretare il divario sulle competenze in matematica come effetto casuale di due fattori (la dotazione delle risorse e la capacità di impiego delle stesse), si avrebbe che la differenza tra Nord e Sud è associata per: il 60% al divario di risorse del contesto territoriale; il 25% alla minore efficienza nell’uso delle risorse; il 10% alla dotazione di risorse di scuola; il 5% alla dotazione di risorse individuali (5%) Emanuele Barbieri 18 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 18
CIDI 19/07/2010 Tre livelli di fattori che spiegano le differenze di punteggio PISA in scienze dal Rapporto sulla scuola in Italia 2010 della Fondazione Giovanni Agnelli Regione 1 Scuola 1 Studente 1 Studente 2 Studente n Scuola 2 Scuola n Regione 15% Scuola 37% Studente 48% Emanuele Barbieri 19 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 19
20 20 CIDI 5.05.2009 Tecnodid@formazione 19/07/2010 Emanuele BarbieriEB tassi di scolarizzazione 20
21 21 CIDI 5.05.2009 Tecnodid@formazione 19/07/2010 Emanuele BarbieriEB tassi di scolarizzazione 21
22 22 CIDI 5.05.2009 Tecnodid@formazione 19/07/2010Fonte: elaborazione su certificati di conto consuntivo – da rapporto sulla scuola della Fondazione Giovanni Agnelli Emanuele Barbieri 22 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 22
Il costo di un punto PISA CIDI 19/07/2010 Il costo di un punto PISA Spesa pubblica cumulata/punti Pisa; media in lettura matematica e scienze; valori in euro. FONTE: elaborazioni su Rendiconto generale dello Stato, bilanci della Regioni, conti consuntivi di Comuni e Prince, e OCSE – Rapporto sulla scuola in Italia 2010 – Veneto Puglia Lombardia Piemonte	123 Emilia-Romagna	125 CENTRO	125 Liguria	126 Friuli Venezia Giulia	126 Campania	126 ITALIA	127 Sicilia	130 Basilicata	144 Sardegna	148 Trentino Alto Adige	165 I dati vanno analizzati con attenzione: l’ottima performance del Veneto deriva essenzialmente dal denominatore ( 552 punti PISA) ; il risultato della Puglia da un valore basso del numeratore (spesa cumulata per alunno per punto PISA 119 €/punto, anche se i risultati non sono esaltanti : 441 punti). Sardegna e Basilicata: costi elevati (essenzialmente a carico dello Stato) e scarsi risultati. Trentino Alto Adige: buoni risultati ma costi molto elevati. Per la Valle d’Aosta manca il campione Pisa. Centro: Toscana, Umbria, Marche e Lazio Spesa cumulata per studente in Italia € Emanuele Barbieri 23 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 23
Livelli di istruzione della popolazione adulta e risultati scolasticiCIDI 19/07/2010 Livelli di istruzione della popolazione adulta e risultati scolastici Emanuele Barbieri 24 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 24
Il senso delle indagini nazionali e internazionaliCIDI 19/07/2010 Il senso delle indagini nazionali e internazionali I dati esposti non vanno assunti come spiegazione dei fatti. Le correlazioni statistiche non sono di tipo deterministico. Offrono l’opportunità di guardare i problemi della scuola da un altro punto di vista. Ogni relazione evidenziata da indagini internazionali o nazionali richiede approfondimenti e verifiche più ravvicinate per comprenderne meglio le cause e ipotizzare eventuali rimedi. Dovrebbero offrire piste di lavoro ai decisori politici dei diversi livelli di governo del sistema. Emanuele Barbieri 25 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 25
Saltano alcune relazioni tradizionaliCIDI 19/07/2010 Saltano alcune relazioni tradizionali I risultati delle indagini internazionali prescindono dagli ordinamenti e dai sistemi di governo dell’istruzione caratteristici dei diversi paesi. I risultati della scuola italiana sono molti diversificati: a parità di ordinamenti e curricoli (divario nord- sud); a parità di assetto di governo (divario tra tipologie di istituto). I rimedi ai problemi della scuola vanno ricercati (anche) in altre direzioni. Emanuele Barbieri 26 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 26
Rapporto scuola territorioCIDI 19/07/2010 Rapporto scuola territorio Il rapporto scuola e territorio (area geografica e collocazione della scuola) assume un significato decisivo (sia in senso positivo che negativo). Il “capitale sociale” di alcuni territori sembra completamente esaurito. L’educazione implicita (Gardner) che trasmettono questi territori contrasta con le finalità istituzionali della scuola. La scuola rappresenta, in alcune realtà, una delle poche istituzioni su cui puntare per la crescita del senso civico e per sviluppo civile ed economico di quelle realtà. Emanuele Barbieri 27 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 27
Un modo diverso di concepire l’esercizio delle competenzeCIDI 19/07/2010 Un modo diverso di concepire l’esercizio delle competenze I diversi livelli istituzionali che hanno competenze in materia di istruzione le devono esercitare con una rinnovata attenzione ai risultati: Definire di obiettivi (compresi quelli di convergenza interna) ; Individuare le strutture, i processi e le risorse necessarie a realizzare gli obiettivi; Valutare il loro grado di raggiungimento; Predisporre le condizioni per gli interventi necessari a correggere gli scostamenti tra obiettivi e risultati. Emanuele Barbieri 28 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 28
Stato, Regioni, Enti localiCIDI Stato, Regioni, Enti locali Lo Stato, in relazione alle proprie competenze, oltre a definire gli obiettivi di apprendimento e i criteri di valutazione, deve porsi il problema di: individuare gli interventi necessari a migliorare l’efficacia complessiva del sistema; ridurre i caratteri di iniquità e gli squilibri tra le diverse aree geografiche. Le Regioni, in collaborazione con le Province e i Comuni, in relazione, in particolare, alle competenze in materia di programmazione dell’offerta formativa e di orientamento scolastico e professionale, devono cercare di: ridurre le diseguaglianze nei risultati di apprendimento, legate alla scelta degli indirizzi e degli istituti di istruzione secondaria superiore. 19/07/2010 Emanuele Barbieri 29 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 29
Una nuova cultura di governoCIDI 19/07/2010 Le scuole Necessario rimettere al centro Le caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti I bisogni formativi concretamente rilevati Il processo di apprendimento Le pratiche della rendicontazione e dell’autovalutazione Una nuova cultura di governo Nazionale – regionale – locale - di scuola La ricostituzione di un nuovo capitale sociale facendo leva sulla scuola Emanuele Barbieri 30 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 30
Norme generali sull'istruzioneCIDI La sentenza 200/ Norme generali sull'istruzione La sentenza richiama quanto già previsto dagli articoli 33 e 34 della Costituzione. …. “Sul punto deve, invero, rilevarsi come il legislatore costituzionale abbia inteso individuare già negli artt. 33 e 34 della Costituzione le caratteristiche basilari del sistema scolastico, relative”: a) alla istituzione di scuole per tutti gli ordini e gradi; b) al diritto di enti e privati di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato; c) alla parità tra scuole statali e non statali sotto gli aspetti della loro piena libertà e dell'uguale trattamento degli alunni; d) alla necessità di un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuola o per la conclusione di essi; e) all'apertura delle scuola a tutti; f) alla obbligatorietà e gratuità dell'istruzione inferiore; g) al diritto degli alunni capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi; h) alla necessità di rendere effettivo quest'ultimo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. 31 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 31
CIDI La sentenza 200/ Ulteriori materie riconducibili alla categoria norme generali vengono individuate nei contenuti della legge 53/2003. Per necessità di sintesi, si richiamano, in particolare: definizione generale e complessiva del sistema educativo di istruzione e formazione le finalità ed articolazioni cicliche del sistema educativo; regolazione accesso al sistema e diritto-dovere alla sua fruizione; i piani di studio e programmi dei vari cicli e delle articolazioni interne; . prove di passaggio ai diversi cicli; gli standard minimi formativi, richiesti per la spendibilità nazionale dei titoli professionali; i “percorsi” tra istruzione e formazione; la valutazione periodica degli apprendimenti e del comportamento degli studenti, da parte degli insegnanti; i principi della valutazione complessiva del sistema; l’alternanza scuola-lavoro i principi di formazione degli insegnanti. 32 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 32
CIDI La sentenza 200/ La medesima sentenza aggiunge: “inoltre, in via interpretativa, sono, in linea di principio, considerate norme generali sull'istruzione anche” quelle sull'autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche (art. 21, legge 59/97) ; quelle sull'assetto degli organi collegiali territoriali della scuola (d. l.gvo 233/99 attuativo art. art. 21, legge 59/97); quelle sulla parità scolastica e sul diritto allo studio e all'istruzione (legge 62/200); 33 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 33
CIDI La sentenza 200/2009 – 6 Dopo l’ elencazione, una prima conclusione utile anche per la valutazione di altre norme : “Il complesso delle suindicate fonti legislative rappresenta, per la sua valenza sistematica volta a definire espressamente l'ambito materiale di intervento esclusivo dello Stato, un significativo termine di riferimento per valutare se nuove disposizioni, contenute in altre leggi, possano essere qualificate allo stesso modo.” Rimanda, inoltre, alla sentenza n. 279 del 2005, «le norme generali in materia di istruzione sono quelle sorrette, in relazione al loro contenuto, da esigenze unitarie e, quindi, applicabili indistintamente al di là dell'ambito propriamente regionale”. La Corte ha, quindi, fornito un elenco di materie e indicato criteri per stabilire quali interventi legislativi siano classificabili come “norme generali sull’istruzione” 34 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 34
Potestà regolamentare dello StatoCIDI La sentenza 200/ Potestà regolamentare dello Stato La sentenza aggiunge … “le disposizioni contenenti norme generali sull'istruzione possono legittimamente prevedere l'emanazione di regolamenti statali proprio perché adottati nell'ambito di una competenza legislativa esclusiva dello Stato” 35 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 35
Principi fondamentaliCIDI La sentenza 200/ Principi fondamentali I principi fondamentali, anch’essi di competenza esclusiva dello Stato, si distinguono dalle norme generali in quanto i primi “fissano criteri, obiettivi, direttive o discipline, finalizzate ad assicurare la esistenza di elementi di base comuni sul territorio nazionale in ordine alle modalità di fruizione del servizio dell'istruzione, ma da un lato, non sono riconducibili a quella struttura essenziale del sistema d'istruzione che caratterizza le norme generali sull'istruzione, dall'altro, necessitano, per la loro attuazione (e non già per la loro semplice esecuzione), dell'intervento del legislatore regionale il quale deve conformare la sua azione all'osservanza dei principi fondamentali stessi.” 36 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 36
Ulteriori titoli di legittimazione dello StatoCIDI La sentenza 200/ Ulteriori titoli di legittimazione dello Stato Ulteriori titoli di legittimazione dello Stato a dettare norme in materia possono, inoltre, essere rinvenuti nella competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettere g) (ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali); lettera l) in materia di ordinamento civile relativamente, in particolare, alla disciplina privatistica del rapporto di lavoro del personale della scuola. 37 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 37
Livelli essenziali delle prestazioniCIDI La sentenza 200/2009 – 10 Livelli essenziali delle prestazioni Lo Stato ha competenza legislativa esclusiva anche nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale. Non vi è dubbio che tra i suddetti “diritti civili e sociali” rientrano anche quelli connessi al sistema dell'istruzione, con riferimento ai quali deve essere garantito un adeguato livello di fruizione delle prestazioni formative sulla base di standard uniformi applicabili sull'intero territorio nazionale; ferma comunque la possibilità delle singole Regioni, nell'ambito della loro competenza concorrente in materia, di migliorare i suddetti livelli di prestazioni e, dunque, il contenuto dell'offerta formativa, adeguandola, in particolare, alle esigenze locali. 38 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 38
Le competenze delle RegioniCIDI Le competenze delle Regioni esclusive in materia di istruzione e formazione professionale concorrenti in materia di istruzione Art. 138 d.l.vo 112/98 - (Deleghe alle Regioni) a) la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istituzione e formazione professionale; b) la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a); c) la suddivisione, sulla base anche delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa; d) la determinazione del calendario scolastico; e) i contributi alle scuole non statali; f) le iniziative e le attività di promozione relative all'ambito delle funzioni conferite. 39 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 39
Le competenze delle Province e dei Comuni -1CIDI Le competenze delle Province e dei Comuni -1 D.L.vo 112 Art …. sono attribuiti alle alle Province, in relazione all'istruzione secondaria superiore, e ai Comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola: a)l'istituzione, l'aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione; b)la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche; c) i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio; d) il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, d'intesa con le istituzioni scolastiche; e) la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti; f) le iniziative e le attività di promozione relative all'ambito delle funzioni conferite; g) la costituzione, i controlli e la vigilanza, ivi compreso lo scioglimento, sugli organi collegiali scolastici a livello territoriale. 40 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 40
Le competenze delle Province e dei Comuni -2CIDI Le competenze delle Province e dei Comuni -2 2. I Comuni, anche in collaborazione con le comunità montane e le Province, ciascuno in relazione ai gradi di istruzione di propria competenza, esercitano, anche d'intesa con le istituzioni scolastiche, iniziative relative a: a) educazione degli adulti; b) interventi integrati di orientamento scolastico e professionale; c) azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione; d) azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola; e) interventi perequativi; f) interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute; 3. La risoluzione dei conflitti di competenze è conferita alle Province, a eccezione dei conflitti tra istituzioni della scuola materna e primaria, la cui risoluzione è conferita ai Comuni. 41 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 41
Istruzione e formazione professionale Legge 40 2007 CIDI Istruzione e formazione professionale Legge Art Disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnico-professionale e di valorizzazione dell'autonomia scolastica. …………….. 1. Fanno parte del sistema dell'istruzione secondaria superiore di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali di cui all'articolo 191, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, tutti finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. 42 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 42
Bozza di accordo tra Stato e RegioniI capitoli della bozza individuazione degli ambiti della funzione normativa statale; conferimento di funzioni amministrative e servizi pubblici statali nelle materie dell’istruzione e dell’istruzione e formazione professionale; trasferimento dei beni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie; organizzazione e gestione dei dati relativi al sistema educativo (con ciò intendendosi il sistema composto dall’istruzione e dall’istruzione e formazione professionale); sperimentazione di nuovi modelli organizzativi, sulla base dei principi e dei criteri stabiliti dalle leggi n. 244/2007 e n. 133/2008. CIDI 43 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 43
Autonomia scolastica- 1Le scuole autonome progettano e realizzano l’offerta formativa Sono autonomie funzionali a cui la Repubblica affida il compito di attuare, in rapporto diretto con alunni, famiglie e territorio, la funzione istituzionale dell’istruzione. Le ISA hanno il compito di definire e realizzare l'offerta formativa nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli Enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione a tal fine le Istituzioni scolastiche interagiscono tra loro e con gli Enti locali Emanuele Barbieri 44 44
Autonomia scolastica- 22. Il Piano dell'offerta formativa (art. 3 DPR 275/99) è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell'articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa. … 4. ………il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli Enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell'offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all'atto dell'iscrizione. 45 Emanuele Barbieri 45
(Autonomie Funzionali) progettano e realizzano l’offerta formativaAutonomia scolastica- 3 Le scuole (Autonomie Funzionali) progettano e realizzano l’offerta formativa Diritto all’istruzione Successo formativo 46 Emanuele Barbieri 46
Autonomia scolastica- 4 Vincoli Parametri regolatorifunzioni delegate alle Regioni compiti e funzioni trasferiti agli Enti locali obiettivi nazionali del sistema di istruzione esigenze e attese degli Enti locali esigenze e attese dei contesti sociali, culturali ed economici del territorio. Le scuole (Autonomie Funzionali) progettano e realizzano l’offerta formativa programmazione territoriale dell'offerta formativa Diritto all’istruzione Successo formativo esigenze e attese delle famiglie Ordinamenti Risorse esigenze formative degli alunni concretamente rilevate 47 Emanuele Barbieri 47
Autonomia scolastica- 5Gli spazi dell’autonomia scolastica La citata sentenza n. 13 del 2004 della Corte Costituzionale afferma , tra l'altro che, pur non potendo risolversi l'autonomia nella incondizionata libertà di autodeterminazione, essa esige "che a tali istituzioni (le scuole n.d.r.) siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell'esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare" 48 Emanuele Barbieri 48
L’autonomia didattica art. 21, c, 9., l.59/97Autonomia scolastica- 6 L’autonomia didattica art. 21, c, 9., l.59/97 Finalità: Perseguimento degli obiettivi generali del sistema di istruzione Ambiti decisionali scelta libera e programmata di metodologie e strumenti organizzazione e tempi di insegnamento, da adottare nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l’eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel rispetto delle esigenze formative degli studenti Vincoli Il rispetto della libertà di insegnamento Il rispetto della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie Il rispetto del diritto ad apprendere Il monte ore annuale complessivo previsto per ciascun curriculum Il monte ore previsto per ciascuna delle discipline ed attività indicate come fondamentali di ciascun tipo o indirizzo di studi L’obbligo di adottare strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi 49 Emanuele Barbieri 49
Autonomia organizzativa (comma 8 art. 21, l. 59/97)Autonomia scolastica- 7 Autonomia organizzativa (comma 8 art. 21, l. 59/97) Finalità Efficienza ed efficacia del servizio scolastico Integrazione e miglior utilizzo delle strutture finanziarie e tecnologiche Introduzione delle tecnologie innovative Coordinamento con il contesto territoriale Ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane, materiali e temporali Flessibilità e diversificazione Ambiti decisionali Superamento dei vincoli in materia di: Unità oraria della lezione Unitarietà del gruppo classe Modalità di organizzazione e di impiego dei docenti Vincoli i giorni di attività didattica annuale previsti a livello nazionale la distribuzione dell’attività didattica in non meno di 5 giorni a settimana gli obblighi complessivi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti (con possibilità di una programmazione plurisettimanale) 50 Emanuele Barbieri 50
Autonomia Finanziaria (l. 59/97, art. 21 c. 5).Autonomia scolastica- 8 Autonomia Finanziaria (l. 59/97, art. 21 c. 5). Alle istituzione scolastiche autonome per il funzionamento amministrativo e didattico è attribuita una dotazione finanziaria senza altro vincolo di destinazione che quello dell'utilizzazione prioritaria per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie di ciascuna tipologia e di ciascun indirizzo di scuola. Tale dotazione si suddivide in assegnazione ordinaria e assegnazione perequativa 51 Emanuele Barbieri 51
CONSIGLIO DI ISTITUTO ATTUAZIONE ATTUAZIONEINDIRIZZO OBIETTIVI e STANDARD NAZIONALI ESIGENZE LOCALI BISOGNI E DOMANDE ESPRESSE DALLE DIVERSE COMPONENTI DIRIGENTE SCOLASTICO CONSIGLIO DI ISTITUTO INDIRIZZI COLLEGIO DEI DOCENTI PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA ATTUAZIONE ATTUAZIONE 52 Emanuele Barbieri 52
ATTUAZIONE DIRIGENTE SCOLASTICO STRUTTURA INTERMEDIA COLLEGIO DOCENTIDIMENSIONE ORGANIZZATIVA DIMENSIONE PEDAGOGICO-DIDATTICA DIMENSIONE AMMINISTRATIVA FUNZIONI DELEGATE DAL D. S. DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI E AMMINISTRATIVI SEGRETERIA COLLEGIO DOCENTI ARTICOLATO IN COMMISSIONIE E/O DIPARTIMENTI 53 Emanuele Barbieri 53
La prima parte della Costituzione - 1CIDI La prima parte della Costituzione - 1 Art. 33 L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. 54 Emanuele Barbieri EB tassi di scolarizzazione 54
La prima parte della Costituzione -2CIDI La prima parte della Costituzione -2 Art. 34. La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. Emanuele Barbieri 55 EB tassi di scolarizzazione 55
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 art. 21
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 Art. 138
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 Art. 33
 Art. 34