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Timestamp: 2020-07-14 14:01:13+00:00

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UTTEROL: 2013
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OMETTERE L'ACCESSO AGLI ATTI PUO' COMPORTARE IL REATO DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO
Corte di Cassazione Penale n. 45629/2013, sez. VI del 13/11/2013
Secondo la giurisprudenza di questa Corte, che il Collegio condivide, ai fini della integrazione del delitto di omissione di atti d'ufficio, è irrilevante il formarsi del silenzio-rifiuto entro la scadenza del termine di trenta giorni dalla richiesta del privato. Ne consegue che il "silenzio-rifiuto" deve considerarsi inadempimento e, quindi, come condotta omissiva richiesta per la configurazione della fattispecie incriminatrice (Cass. Sez. 6, n. 7348 del 24/11/2009, dep. 2010, Di Venere, rv. 246025; Sez. 6, n. 5691 del 06/04/2000, Scorsone, Rv. 217339).
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I RIPOSI E LE FESTIVITA’ (di Bruno Olivieri)
Pubblicato da Bruno Dott, Olivieri
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Etichette: Cartella clinica
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tratto da www.adods.org al seguente link: http://www.adods.org/4/post/2013/09/september-21st-2013.html
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RISPONDE DI OMICIDIO COLPOSO IL MEDICO CHE NON SI OPPONE ALLE DIMISSIONI DEL PAZIENTE DALL'OSPEDALE DISPOSTA DAL DIRETTORE DEL REPARTO
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Etichette: Medico
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CARTELLA ESATTORIALE E' NULLA SE NON VENGONO RIPORTATE LE CAUSALI DELLE SOMME PRETESE
La questione posta con il mezzo, sembra doversi esaminare, tenendo conto, anzitutto, del pacifico e consolidato orientamento giurisprudenziale, per cui in ipotesi di liquidazione di imposta, ai sensi degli artt. 36 bis del dpr n. 600/1973 o 54 bis del dpr n. 633/1972, la cartella di pagamento costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere adeguatamente motivata, nonché della puntualizzaziene desumibile dal principio, successivamente affermato, secondo cui “La cartella esattoriale deve contenere indicazioni sufficienti a consentire alla contribuente l'agevole identificazione della causale delle somme pretese dall’Amministrazione Finanziaria ed erroneamente il Giudice di merito afferma <l'equipollenza tra la corretta indicazione di tali elementi nell’atto impugnato e la conoscenza che, di fatto, di essi abbia avuto il contribuente>, giacchè nessuna equipollenza assume rilievo, essendo piuttosto necessario il corretto adempimento dell'obbligo di motivazione del ruolo e della cartella” (Cass. n. ll466/2011).
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La Cortedi Cassazione, con l’ordinanza n. 15723 del 21 giugno 2013, ha condannato l’'INPS al trattamento di malattia negato al lavoratore sul presupposto dell'ingiustificatezza dell'assenza dal domicilio del lavoratore, non reperito in occasione della visita fiscale. Il lavoratore, però, presenta un certificato medico che, seppur generico, attesta la sua presenza dal medico curante presso il quale questi si era recato quando non era stato trovato al domicilio.
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CONCORSI PUBBLICI - 1886 CARABINIERI NUTRONO SPERANZE CONCRETE
DECRETO LEGGE SULLA RAZIONALIZZAZIONE NELLA P.A. – NUTRONO SPERANZA I VINCITORI DI CONCORSO TAGLIATI FUORI DALLA SPENDING REVIEW.
I vincitori di concorso non assunti a causa della spending review hanno finalmente la possibilità di essere chiamati ed essere incorporati nei rispettivi posti. Si leggeva molto sul web sulle discussioni afferenti al mancato assorbimento degli aspiranti Carabinieri (1886) che venivano lasciati fuori dalla spending review. Nella riunione del Consiglio dei Ministri n. 21, del 26 agosto 2013 si è data finalmente una chiara direttiva sulla razionalizzazione delle assunzioni nella P.A. e sulla mobilità degli stessi dipendenti pubblici. Sul contrasto al fenomeno del precariato il Consiglio dei Ministri ha statuito la necessità di assumere prioritariamente i vincitori di concorso degli idonei appartenenti alle graduatorie approvate dal 1 gennaio 2008. Si auspica sia un'interpretazione estensiva che vada ad assimilare anche il Comparto militare e FF.PP., anch'esso toccato dagli anzidetti tagli. Le decisioni assunte nella riunione sono state successivamente emanate con il D.L. n. 101 del 31 agosto 2013, ove, nell'art. 4, meglio si potrà leggere nel merito (Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego). Non si potrà altresì far a meno di notare la disposizione inerente l'assunzione di nuove mille unità in seno al Corpo dei Vigili del Fuoco.
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Etichette: Verbali - contestazione immediata
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L'INPS E' TENUTA AD EROGARE LA PENSIONE DI REVERSIBILITA' IN AGGIUNTA ALL'INTEGRAZIONE AL MINIMO DELLA PENSIONE DIRETTA
Corte di Cassazione Sezione civile, lavoro n. 13233/2013 del 28/5/2013
Questa Corte ha più volte osservato che le pensioni godute dallo stesso soggetto, che siano erogate da uno stesso istituto assicuratore o da istituti diversi, una quale pensione diretta e l'altra quale pensione ai superstiti, ineriscono a rapporti ben distinti, e questa distinzione si estende anche alle eventuali integrazioni al minimo, costituenti accessori della pensione in relazione a cui sono
dovute o di fatto sono corrisposte. Ne consegue che, in caso di riconoscimento della integrazione al minimo della pensione per cui questo beneficio effettivamente spetti, in base all'art. 6, terzo comma, del D.L. 12 settembre 1983 n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983 n. 638, non e esclusa l’operatività delle norme limitative della ripetizione, quali l’art. 52 della legge 9 marzo 1989 n. 88 e l’art 1, comma duecentosessantatreesimo, della legge 23 dicembre 1996 n. 662 con riferimento alle somme che siano state erroneamente corrisposte a titolo di integrazione (anche per gli stessi periodi) su un'altra pensione (Cass. 27 aprile 2001 n. 6142; Cass. 12 maggio 2001 n. 6618; Cass. 18 dicembre 2001 n. 15996; Cass. 7 febbraio 2008 n. 2868; Cass. 17 ottobre 2011 n. 21427).
Ne consegue la inoperatività della compensazione, ed a maggior ragione di quella impropria, stante la distinzione dei rapporti.
Non avendo l’INPS neppure dedotto, e tanto meno provato, che nella specie l’indebita percezione sia derivata da dolo dell’assicurata (ex art. 52 L. n. 88/89), il ricorso deve pertanto respingersi.
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Convenne innanzi al Pretore di Bologna il Corpo di Polizia Municipale di omissis chiedendone la condanna al risarcimento dei danni patiti per la violazione della sua privacy, nella somma di L. 5.500.000. A suo dire il 26 aprile 1998 un apparecchio autovelox aveva ritratto la sua vettura con a bordo una sua cliente e la foto era stata allegata alla notifica del verbale della infrazione ai limiti di velocità, e, dopo la notifica effettuata presso la sua abitazione, la documentazione era stata consegnata irregolarmente nelle mani della moglie, che aveva chiesto il ritiro. Di qui la turbativa della pace domestica e familiare. E la riferibilità all'Ente di appartenenza dell'agire anzidetto, nei suoi profili di accertamento-contestazione-notificazione, e non certo al Ministero dell'Interno - è completata dalla indiscutibile legittimazione del Sindaco-Comune per i procedimenti di opposizione ex lege n. 689 del 1981, al verbale di contestazione redatto dagli agenti della Polizia Municipale (Cass. 17189/2007 - 21624/2006).
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La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, con la sentenza 22158 del 23 maggio 2013 ha ritenuto configurabile il reato di truffa a carico della società fornitrice dell' autovelox, usato in maniera occulta e non visibile agli automobilisti. L' illegittimità dell'apparecchiatura e configurabile dal posizionamento effettuato in maniera tale da essere accultato agli stessi automobilisti e, seppur le numerose circolari ministeriali siano state , nel merito, esaustive, alcuni comuni , pur di far cassa, continuano a violare le prescrizione riguardanti il loro uso . Gli atuovelox, in sostanza, devono essere visibili e debitamente segnalati, poiché, secondo la Corte di Cassazione si potrebbe incorrere nel reato di truffa. Per la la S.C. è legittimo il sequestro dell'apparecchiatura poiché esiste un "rapporto di strumentalità tra i beni sequestrati e il reato di truffa per cui si procede" .
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AVVOCATI - PARCELLA CONDIZIONATA DALL'ESITO DELLA CAUSA
Una sentenza della Corte di cassazione n. 4781/2013 ha stabilito che l'avvocato ha diritto al compenso solo se assicura al cliente una possibilità di vittoria, non dovrebbe avere diritto alla parcella qualora l'attività da questi svolta si riveli, sotto l'aspetto processuale, totalmente infruttuosa. Basta quindi assumere ugualmente incarichi anche quando vi sia una congrua possibilità di una positiva risoluzione della controversia.
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MILITARE NATO DI STANZA IN ITALIA – GIURISDIZIONE - FATTO NON PREVISTO DALLA SUA LEGGE NAZIONALE COME REATO – PRECISAZIONE DELLA GIURISDIZIONE
Tratto dal sito http://www.adods.org/news.html
La Corte di Cass. Penale quinta sez. sentenza n. 46340 ud. 19 settembre 2012 in un procedimento relativo ad una operazione di c.d. “estraordinary rendition” eseguita con il concorso di personale militare statunitense, ha affermato che, nel caso di sequestro di persona effettuato in territorio italiano da militare straniero di stanza in Italia, sussiste, ai sensi dell’art. VII comma 2 lett. b) della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 (c.d. Convenzione NATO-SOFA), la giurisdizione esclusiva dell’autorità giudiziaria italiana qualora il fatto non sia previsto come reato dalla legge nazionale del suddetto militare. Nella medesima occasione la Corte ha altresì stabilito che l’apposizione del segreto di Stato intervenuta successivamente alla legittima acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria delle notizie cui lo stesso si riferisce non ne determina l’inutilizzabilità ai fini del giudizio.
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IL GOVERNO E L'ODIO SOCIALE - LASCIA A CASA 1886 ASPIRANTI CARABINIERI
http://www.video.mediaset.it/video/quinta_colonna/full/357875/puntata-del-12-novembre.html
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Il tar del Lazio, con sentenza n. 1431/2013, interviene sulla controversia sorta fra alcuni poliziotti ed il Ministero della Giustizia, riguardante la spettanza del doppio buono pasto qualora manchi la mensa e ci si trovi innanzi ad una situazione di prorogato servizio. Nella fattispecie, la permanenza in servizio prorogata di ulteriori 3 ore, oltre il turno giornaliero di 9, spetta, in assenza della mensa, un ulteriore buono pasto, non superiore a n. 25 mensili, oltre all'indennità di disagio pari ad Euro 15,00 (2010) nei limiti degli stanziamenti di bilancio.
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 ART. 42