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Timestamp: 2020-02-25 21:36:57+00:00

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la prova di spaccio di sostanze stupefacenti pubblica accusa | Studio Legale De Lalla
La prova dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Inizio Difesa in tema di spaccio di sostanze stupefacenti ex DPR 309/1990., Sentenze della Corte di Cassazione., Topnews. Tutte le news in ordine di pubblicazione. La prova dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Come è noto, la Legge punisce la detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio(intendendo con tale termine anche la cessione a titolo puramente gratuito).
Anche la mera detenzione non finalizzata alla cessione a terzi ma solo per uso personale è illegale ma la risposta dell’ordinamento è “solo” amministrativa e non penale (potendo comportare la revoca della patente, del porto d’armi, del passaporto etc.).
L’art. 73 del DPR 309/1990 (il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) prevede che la detenzione finalizzata allo spaccio sia punita con la pena da otto a vent’anni di reclusione; mentre in caso di modica quantità e/o di impiego di mezzi “rudimentali” impiegati per l’attività di cessione (art. 73 comma 5 DPR 309/1990) la pena detentiva è da uno a sei anni (rilevanti in entrambi i casi la pena pecuniaria).
In questa sede trattiamo un aspetto un aspetto centrale dell’ipotesi accusatoria in commento; ovvero la prova della effettiva finalità di spaccio della sostanza rinvenuta nella disponibilità dell’incolpato.
La circostanza – come detto – è di centrale importanza poiché la legge penale prevede la punizione solo nel caso in cui la detenzione sia finalizzata alla cessione; qualora il possesso della droga sia prodromico all’uso solo personale, non è prevista alcuna pena detentiva ma la risposta dell’ordinamento sarà come detto solo in sede esclusivamente amministrativa.
Ebbene, la finalità – elemento costitutivo del reato di cessione – deve essere dimostrata dalla pubblica accusa e, quindi, non sarà onere delle difesa dimostrare che lo stupefacente trovato nella disponibilità dell’accusato è per il solo uso personale.
E’ ovvio che il rilievo di tale aspetto difensivo è discriminante quando l’accertamento processuale riguarda fattispecie contraddistinte da un possesso che per le modalità e quantità può essere interpretato astrattamente sia quale attività di spaccio sia quale attività di conservazione per il successivo uso personale.
Va da sé che nel caso in cui l’attività dell’accusato non possa essere in alcun modo interpretata (ad es: il soggetto è osservato dalle forze dell’ordine mentre effettivamente vende lo stupefacente a terzi) o la quantità rinvenuta non può essere logicamente finalizzata al solo uso personale (come nel caso di colui che conserva in casa qualche chilo di droga..), la prova della “finalizzazione” allo spaccio è in re ipsa e l’accusa avrà già raggiunto la rappresentazione della colpevolezza con l’osservazione dell’attività di vendita ed il rinvenimento della droga.
Diverso, evidentemente, sarà il caso in cui un soggetto è sorpreso detenere una quantità di stupefacente che – effettivamente – si potrebbe prestare anche ad un uso “solitario” anche se protratto per più occasioni.
Vale la pena accennare che la riforma legislativa che ha individuato le c.d. tabelle del consumo medio non ha mutato sostanzialmente tale assetto processuale poiché la Giurisprudenza ha specificato come il mero superamento dei valori indicati nelle predette tabelle non implica automaticamente lo spaccio poiché – hanno specificato i Giudici – devono essere valutati attentamente altri indici quali ad es: le modalità di conservazione della sostanza (se frazionata o meno), il rinvenimento di materiale per il confezionamento, la disponibilità di materiale per la pesatura e per il “taglio”, la purezza della sostanza (da tagliare o già tagliata) e la disponiblità economioca dell’agente.
Il dovere della Pubblica Accusa di provare la finalità di spaccio quale elemento costitutivo del reato è stato anche recentemente ribadito nella Sentenza della sezione VI^ della Corte di Cassazione (n. 19047, 10 gennaio – 2 maggio 2013) che così ha statuito:
Ai fini della configurabilità del reato previsto dall’articolo 73 del Dpr 9 ottobre 1990 n. 309 non è la difesa a dover dimostrare l’uso personale della droga detenuta, ma è invece l’accusa, secondo i principi generali a dover provare la detenzione della droga per uso diverso da quello personale. Infatti, la destinazione della sostanza allo “spaccio” è elemento costitutivo del reato di illecita detenzione della stessa e, come tale, deve essere provata dalla pubblica accusa, non spettando all’imputato dimostrare la destinazione all’uso personale della sostanza stupefacente di cui si stato trovato in possesso.
(la massima della Sentenza è stata estrapolata da “Guida al diritto” numero 25 del 15 giugno 2013).
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18 Gennaio 2014 @ 09:38
Buongiorno, avvocato, ho seguito il link proveniente da ilgiorno.it/milano. Ho letto questo articolo con grande interesse e devo proprio ringraziarla per la chiarezza. Da genitore di due ragazzi rispettivamente un 16enne ed una 14enne cerco di stare molto attento a questi dettagli che possono aiutarmi a capire se fanno usi particolari… grazie per le sue pubblicazioni, aiutano moto.
30 Aprile 2014 @ 15:01
Salve avvocato le spiego in breve la mia situazione sono stato accusato di spaccio nel 2012 solo poki mesi fa come hanno chiuso le indagini per altre persone sono stato coinvolto anche io quando e capitato mela prendevo solo per un mio uso personale pero mi viene contestata che una sera del carnevale la spacciavo in un locale quando non e assolutamente vero si sono basati sul l accusa dalle registrazioni ambientali che molte frasi dice incomprensibile io sono sicurissimo della mia assoluta estraneta dei fatti il mio avvocato di fiducia vuole chiedere il rito abbreviato pero non ne sono molto convinto lei cosa ne pensa?? Ora come ora sono sotto controllo da uepe che a richiesta del gip a voluto una valutazione del mio proseguimento per un altra condanna che a breve finiro di scontare . E lo stesso uepe a fatto una relazione che sto seguendo le prescrizioni alla perfezzione e visto che questa storia e del 2012 non vorree che gravi sulla vecchia condanna
1 Maggio 2014 @ 07:05
Ho letto con molta attenzione la Sua mail.
Lei comprenderà l’impossibilità per il sottoscritto di pronunciarsi in questa sede posta la complessità della vicenda. Sicuramente, il Collega che l’assiste di fiducia e che conosce tutta la vicenda (e tutti gli atti processuali) saprà darLe il consiglio migliore.
Mi limito ad osservare che nel Suo caso la richiesta del Giudizio Abbreviato deve passare necessariamente per l’attenta analisi del contenuto delle conversazioni intercettate: mi sembra di capire che quelle sono il perno dell’accusa nei Suoi confronti (o, almeno, così mi sembra di capire leggendo il Suo messaggio).
Credo sia necessario – ma sicuramente il Collega sul punto è stato già chiaro – sia ascoltare le bobine che La riguardano, sia leggere i c.d. brogliacci e le eventuali trascrizioni integrali.
Dopo questa analisi si valuteranno gli altri atti: se il contraddittorio e l’audizione di persone informate sui fatti non potrebbero far migliorare il quadro indiziario nei Suoi confronti (ovvero renderlo meno grave ed univoco) allora si può vagliare la possibilità di un rito alternativo come l’abbreviato (da non escludere, in ogni caso, la possibilità di condizionarlo all’assunzione di una prova a Suo favore).
Altro non posso aggiungere avendo solo un’ informazione del tutto parziale.
1 Novembre 2014 @ 09:08
Buongiorno avvocato, volevo farle una domanda… sono stato preso x strada con 9gr di stupefacente x il mio solo uso personale e non per lo spaccio, nn mi hanno trovato ne soldi, ne bilancini, ne sostanze di taglio e nemmeno materiali x il confezionamento… ora sn ai domiciliari dopo il processo per direttissima e ho un’altra udienza tra 1 mese “ho già un precedente penale x essermi trovato coinvolto nel momento sbagliato e nel posto sbagliato”! ora quello che voglio sapere gentilmente, da come ho potuto leggere, nel suo articolo si parla di spaccio solo qnd si hanno le prove che io mi davo a questa attività! quindi anche cn questo quantitativo, dichiarato per uso personale, posso andare incontro ad una condanna?? io sono sicurissimo che nn ci sn prove che possano portare all’attività di spaccio xkè non esiste proprio e la sostanza era x il mio fabbisogno! Spero che riuscirò ad avere un suo parere! Buona giornata!
1 Novembre 2014 @ 09:29
devo dire che così come mi racconta i fatti – e senza aver visionato nemmeno un atto del suo processo! – mi sembra che effettivamente non ci siano troppi elementi che depongano per lo spaccio oltre il possesso della piccola dose trovatale addosso (non ho compreso se di cocaina o altro).
Sarebbe interessante sicuramente leggere l’ordinanza che ha applicato la misura cautelare in atto.
Così come sarebbe importante sapere quale è il peso netto della sostanza.
Così come è importante sapere quale è il precedente e che esito ha avuto (credo che si tratti di una pena sospesa) e sapere quanto tempo addietro è stata inflitta la condanna.
Ma sono circostanze che sicuramente il suo difensore ha potuto valutare.
Come le ho detto, la lettura dell’ordinanza è fondamentale per comprendere in base a quali elementi il giudice ha ritenuto fondata l’accusa ovvero ha ritenuto che ci siano i gravi indizi di colpevolezza del reato di spaccio (poiché, diversamente, se non avesse ritenuto che ci fossero indizi gravi, non avrebbe applicato la misura).
Ora non vi è molto tempo trattandosi di una direttissima; ma sarebbe magari utile valutare se fare un esame del capello per dimostrare che lei usa la sostanza
Certo il fatto che lei la usi non elimina che possa averla avuta per spacciarla; ma certamente dimostrare scientificamente che lei la assume magari da tempo aiuta in un processo di questo tipo.
Un altro punto fondamentale è dimostrare che lei aveva un reddito per acquistarla. E’ stato documentato?
Ricordi, che in questi processi la finalità di spaccio è una circostanza che deve essere provata dall’accusa.
Se ciò non avviene non ci sono gli estremi del reato contestato.
L’ordinanza di applicazione della misura – ancora una volta – le potrà dare la traccia del percorso logico giuridico seguito dal giudice nella valutazione degli indizi a suo carico.
1 Novembre 2014 @ 12:43
La ringrazio per la sua risposta Avvocato de Lalla. Mi è stato convalidato l’arresto e l’applicazione degli arresti domiciliari per il mio stato di tossicodipendenza e per il mio precedente penale rendono concreto il pericolo che di commissione di analoghi reati. son risalente al novembre 2012 quando una conoscente che stava facendo da corriere mi ha coinvolto con la scusa di accompagnarla perchè non sapeva la strada, solo arrivati a destinazione ho capito cosa stesse succedendo e sono rimasto con lei. Per fortuna lei mi ha levato dai guai dicendo che io ero li solo per accompagnarla però nel momento in cui non sono sceso dall’auto sono diventato suo complice. Purtroppo non ho un reddito dimostrabile visto che lavoro occasionalmente in nero come bracciante agricolo, imbianchino, diciamo quello che trovo e a giornata. la sostanza in questione è ero ed era divisa in 2 buste, una da 8gr e una da 1gr… la perquisizione in casa ovviamente è stata di esito negativo visto che non spaccio stupefacenti! secondo quanto letto, secondo lei, ci sono i presupposti per l’accusa di provare lo spaccio di sostanze stupefacenti??
2 Novembre 2014 @ 09:39
Ho letto la sua mail.
Devo però precisarLe che NON posso in alcun modo – né voglio – sostituirmi al Collega che La difende.
Sicuramente è in ottime mani.
Devo dirLe che:
– il precedente (ormai passato in giudicato);
– l’assenza di reddito;
Certo non aiutano in un processo del genere.
Bisognerebbe valorizzare sicuramente il Suo stato di tossicodipendenza ed eventualmente – se lo ha – il Suo attuale percorso per la disintossicazione.
Altro non posso dirLe poiché – ripeto – non conosco nessun atto del Suo procedimento.
I miei auguri per la soluzione della vicenda.
2 Novembre 2014 @ 12:44
Capisco Avvocato de Lalla, la ringrazio per le sue risposte e per il suo augurio sulla vicenda. Vorrei farle un’ultima domanda, documentandomi sul web è in corso un decreto sull’amnistia e Indulto, quello che non capisco è, vale anche per chi è ai domiciliari e per questo tipo di reato? spero di non disturbarla.
5 Novembre 2014 @ 10:29
E’ impossibile sapere se e quando sarà emanato tale tipo di provvedimento.
Né – del resto – se sarà compreso il reato per il quale Lei è stato condannato.
Lo stato di detenzione domiciliare non è solitamente ostativo alla concessione del beneficio.
amin bajtit ha detto:
3 Maggio 2015 @ 18:01
ieri sera sono stato fermato da due agenti in borghese.. in caserma mi hanno perquisito e non hanno rinvenuto nulla, soltanto i miei soldi che erano nel portafoglio.. loro mi accuaano di spaccio ma senza prove sto impazzendo la prego mi aiuti..loro ner verbale hanno scritto che i soldi erano accartocciati in tasca mentre non era vero.. ah io ho una pena sospesa sulla fedina per tuttaltro reato cosa può succedere?
Ho letto con attenzione la Sua mai.
le informazioni che mi da non sono molte ma mi limito a fare alcune osservazioni:
– il fatto di avere con sé dei soldi accartocciati o meno non è indice di aver venduto o ceduto della droga.
– se la droga non è stata trovata;
– se non l’hanno osservata durante l’attività di spaccio di cui l’accusano
allora francamente mi sembra che non ci siano elementi davvero per indagarla né tanto meno per condannarla anche se ha una pena sospesa (peraltro anche per un reato diverso mi dice).
Non ho capito comunque se è stata formalizzata l’attività l’accusa con l’elevazione di un verbale di identificazione.
In quel caso Le consiglio di nominare un difensore e di eleggere domicilio presso il suo studio.
12 Aprile 2016 @ 23:13
Buona sera Avvocato,il mese scorso sono stato chiamato in caserma dei carabinieri che mi accusavano di aver acquistato un piccolo quantitativo di hashish e mostrandomi alcune frammentarie immagini riprese da uno smartphone le quali non sembravano rivelare un gran che anche se non so se volutamente non mi siano state mostrate tutte o meno magari per bluffare ma dalle immagini che mi hanno mostrato non si vedeva nulla di certo,sono preoccupato per questa situazione soprattutto per la patente visto che ci lavoro,il fatto è che non hanno ne sequestrato ne verbalizzato nulla al momento ma mi hanno convocato solo il giorno dopo in caserma accusandomi di acquisto di sostanze per uso personale e rivolgendomi minacce se non avessi firmato contro un tizio che avevano arrestato per spaccio e successivamente facendomi sottoscrivere una dichiarazione in merito a situazioni di consumo di svariati anni fa.Che cosa potrebbe succedere,la ringrazio in anticipo,buona serata
18 Aprile 2016 @ 16:22
Mi racconta un episodio davvero singolare.
Mi sembra di capire che lei mi riferisca di essere stato costretto a sottoscrivere una dichiarazione nella quale accuserebbe un soggetto che lei sa essere innocente nel senso che lei non ha avuto mai a che fare con quell’individuo che i Carabinieri al contrario ritengono che sia uno spacciatore e che nella fattispecie le abbia venduto della sostanza.
Francamente mi preoccuperei più che per la patente per il fatto che lei un domani potrà essere chiamato a testimoniare contro il “tizio” e che lei si troverà nella scomoda situazione di accusare un innocente o riferire che i CC l’avrebbero “costretta a firmare” (ipotesi questa…mi scusi…che ritengo davvero di rara verificazione).
Pe quanto riguarda la dichiarazione in merito a “situazioni di consumo di svariati anni fa” mi scusi…ma non capisco di cosa si tratti.
In ogni caso, se non le hanno contestato alcunché in quella sede non credo che le contesteranno nulla in seguito sebbene il consumo di sostanze stupefacenti sia contestabile in via amministrativa ex art. 75 Legge 309/1990.
12 Dicembre 2016 @ 10:52
Buongiorno avvocato , piu’ di sei mesi fa’ ho fatto degli acquisti online di stupefacenti.il mio uso era per avere maggiore eccitazione sessuale visto l’assenza di desiderio dovuta ad una cura con antidepressivo.sono agli arresti domiciliari pero dovro’ andare in tribunale perche’ sono accusato di spaccio che non ho mai fatto.cosa puo’ succedermi?
13 Dicembre 2016 @ 10:22
è un quesito davvero da amplissimo raggio ed è abbastanza difficile essere esauriente.
Posso dirle che sicuramente avrà un processo ma non ci vuole certo un difensore per dirle questa banalità.
Le conseguenze dipendono da molti fattori:
– la natura della sostanza;
– il quantitativo della stessa;
– se lei ha o meno precedenti penali;
– che rito sceglierà per farsi giudicare.
Mi dice che lei è ai domiciliari: per questa causa? o per altro procedimento penale?
in ogni caso le consiglio VIVAMENTE di porre le domande che mi ha fatto la suo attuale difensore che conosce sicuramente tutta la vicenda dagli atti.
Tenga presente che la finalità di spaccio è una prova che deve essere onere dell’Accusa portare in giudizio.
Naturalmente, la quantità della sostanza (da valutarsi con la natura della stessa) è un indice importante per verificare se si tratta o meno di un acquisto per uso personale.
Eventualmente contatti lo Studio privatamente.
22 Dicembre 2016 @ 03:20
Vorrei avere delle informazioni, a febbraio il mio compagno ha avuto un art.75 per un spinello, da lì siamo andati in questura e abbiamo risolto.in data del 19/12/16 i carabinieri si sono presentati per una perquisizione senza mandato di quali i tre Carabinieri uno con divisa altri 2 no… trovando al mio compagno 1,7gr di hashish per uso personale, sulle carte della caserma hanno scritto che la perquisizione è stata fatta per urgenza di spaccio, ma a casa mia non entra qualunque persona solo familiari e 3 amici contati per stare con noi e il nostro Bambino, il mio compagno fa solo lavoro e casa,ma il problema che loro dicono che uno di questi amici e pregiudicato… per questo mi e stato fatto una perquisizione senza mandato per l’urgenza di spaccio senza nessuna prova!lei che mi consiglia di fare… contattare un avvocato in questo caso?
23 Dicembre 2016 @ 08:34
la disciplina sugli stupefacenti della Legge 309/1990 prevede che si possa operare una perquisizione domiciliare anche senza decreto del PM nel momento in cui vi sia pericolo che in un dato luogo si spacci droga. Si tratta di una eccezione alla normale disciplina delle perquisizioni.
Nel caso del Suo compagno, direi che il quantitativo ritrovato NON è in linea con una attività di spaccio anche perché non sono stati ritrovati né soldi né strumenti per il confezionamento né per la pesatura.
Direi però in ogni caso che varrebbe la pena di verificare se il suo compagno è indagato anche se non credo.
lo può fare depositando in tribunale – con o senza difensore – una istanza ex art. 335 c.p.p. che serve proprio per verificare se un individuo è iscritto o meno nel registro degli indagati.
Spero di averle chiarito in parte la situazione.
28 Dicembre 2016 @ 18:48
nel dicembre 2015 sono stato fermato ad un controllo della Polizia stradale mentre percorrevo in auto, come passeggero, una strada statale diretto verso la mia città e sono risultato in possesso di 2,5g di hashish, 4,5g di marijuana e 0.99g di cocaina (quest’ultima divisa in tre involucri, uno di questi con una quantità minore di stupefacente rispetto agli atri due), sono stato denunciato per spaccio anche se non avevo con me ingenti quantità di denaro o altro che potesse rappresentare indizio di spaccio; mi sono rivolto a un avvocato. Solo al terzo incontro con l’avvocato, dopo aver pattuito e in parte pagato il suo tariffario, sono stato da questi informato della possibilità, in quanto incensurato, di richiedere la “messa alla prova” e convinto fosse la soluzione migliore le pratiche sono state avviate, ho quindi scelto un’associazione dove svolgere servizio di volontariato e presto il giudice dovrà pronunciarsi.
Ora a distanza di un’anno le pratiche vanno avanti ma io non sono più molto convinto che la MAP sia stata la scelta giusta, mi sembra che richiederla equivalga ad un’ammissione di colpevolezza ed inoltre rimarrei segnalato alle forze dell’ordine per detenzione ai fini di spaccio e ho già potuto constatare che ogni qualvolta vengo fermato per un controllo scatta la perquisizione del mezzo, anche quando mi trovo a viaggiare con persone che preferirei non venissero a conoscenza di queste mie vicende personali. Sto meditando sia preferibile affrontare il processo per dimostrare la mia estraneità allo spaccio e la destinazione dello stupefacente ad un uso personale. Lei cosa mi consiglia?
Grazie, gentili saluti.
ho letto la sua lunga mail.
Devo premettere un aspetto importante: NON ho letto gli atti e Lei è assistito da un Collega sicuramente preparato ed all’altezza quindi credo che egli sia il più qualificato per riflettere con Lei delle strategie processuali.
Per quanto riguarda il Suo quesito posso fare alcune osservazioni:
1) chiedere la messa alla prova significa effettivamente accettare la contestazione che non equivale ad ammettere però perché una persona accusata può scegliere la messa alla prova anche solo per evitare il processo e non necessariamente per ammettere gli addebiti.
2) la denuncia compare sullo SDI che è il Sistema Di Indagine delle forze di polizia. La segnalazione compare sempre e, per assurdo, anche se Lei dovesse essere assolto, l’accusa (ed anche l’assoluzione) comparirebbero comunque ad ogni interrogazione della banca dati da parte delle forze dell’ordine. Sta poi all’operatore scegliere se effettuare perquisizioni o meno.
3) le hanno trovato addosso diverse qualità di droga sebbene non in quantità incompatibile con un uso personale. Certo il frazionamento della cocaina non depone a suo favore. Bisognerebbe provare che lei è un consumatore (con una analisi del capello ad esempio) e documentare la possibilità per lei di impiegare del denaro per pagare la droga (ad esempio con le buste paga). Se poi nell’immediatezza del fatto hanno eseguito una perquisizione domiciliare e questa è stata negativa, è possibile sostenere in giudizio – ma lo dico con beneficio di inventario non avendo visto nemmeno un atto, ripeto – che la detenzione NON era a fini di spaccio.
Altro non posso aggiungere.
previous post: Stalking, art. 612 bis c.p.: la prova dello stato di grave turbamento della vittima.
next post: La circonvenzione di persona incapace art. 643 c.p..

References: Sentenza 
 Sentenza 
 art. 75
 art.75
 art. 335
 art. 612
 art. 643