Source: http://dioni.altervista.org/dioni_0300.html
Timestamp: 2017-07-23 22:53:14+00:00

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Condanne confermate dalla cassazione per i vertici della polizia nel processo per il pestaggiodi 60 no-global e gli arresti illegali di altri 93 manifestanti alla scuola Diaz di Genova durante il G8 del 2001.Le condanne confermate riguardano le accuse di falso nei confronti dei vertici della polizia coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali. La Suprema corte, invece, ha dichiarato prescritte le condanne per le lesioni inflitte dai celerini. È stata così sostanzialmente confermata, nella parte più rilevante, quella relativa ai falsi verbali e alla catena di comando alla scuola Diaz, la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Genova il 18 maggio del 2010. Complessivamente i 25 imputati hanno un totale di 85 anni di pena. Per tutti c'è il condono di tre anni e nessuno rischia il carcere. Ma la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici farà scattare la sospensione dal servizio.Le condanne. In pratica, a parte la condanna per Vincenzo Canterini, ex dirignte del reparto mobile di Roma, che aveva cinque anni di reclusione che verranno ridotti per la prescrizione del reato di lesioni, per gli altri dirigenti, rimangono inalterate le pene del verdetto d'appello. Convalidate in particolare le condanne a 4 anni per Francesco Gratteri, attuale capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia; a 4 anni per Giovanni Luperi, vicedirettore Ucigos ai tempi del G8, oggi capo del reparto analisi dell'Aisi. Tre anni e 8 mesi sono stati invece inflitti a Gilberto Caldarozzi, attuale capo servizio centrale operativo. «La sentenza della Corte di Cassazione di oggi va rispettata come tutte le decisioni della Magistratura. Il ministero dell'Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte», ha dichiarato il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. «La sentenza della Cassazione - aggiunge - mette la parola fine a una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane in questi 11 anni». «Questo non significa che ora si debba dimenticare. Anzi - prosegue il ministro Cancellieri - il caso della Diaz deve restare nella memoria. Ma proprio le definitive parole dei giudici ci devono spingere a guardare avanti sicuri che le Forze di Polizia sono per i cittadini italiani una garanzia per la sicurezza e per la democrazia».«L'Istituzione accoglie la sentenza della magistratura con il massimo dovuto rispetto e ribadisce l'impegno a proseguire nel costante miglioramento del percorso formativo relativo al complesso campo dell'ordine e della sicurezza pubblica. Esprime apprezzamento e orgoglio per la maturità, l'onestà, la dedizione e l'entusiasmo con cui quotidianamente il paese viene servito dalle donne e dagli uomini delle forze di polizia», ha detto il Capo della Polizia, Antonio Manganelli.I reati prescritti. Sono otto i capisquadra del VII Nucleo Speciale della Squadra Mobile di Roma nei confronti dei quali la Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato di lesioni. Si tratta degli agenti di polizia Tucci, Cenni, Basili, Ledoti, Compagnone, Stranieri, Lucaroni e Zaccaria. A quanto si è appreso nei loro confronti, data la dichiarazione di prescrizione, non dovrebbe scattare la pena accessoria della condanna all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.I risarcimenti. Adesso le vittime del pestaggio, circa 60 persone, hanno la strada aperta per ottenere i risarcimenti dovuti e il ministero dell'Interno aprirà i procedimenti disciplinari a carico dei 25 imputati, anche quelli prescritti. Il dispositivo è molto lungo e complicato, questa è la sintesi.«Giustizia è fatta: ci sono voluti 11 anni per arrivare a questo verdetto e la Cassazione è stata coraggiosa. Mai, nelle democrazie occidentali, si è arrivati ad una condanna per funzionari della Polizia di così alto livello». Così l'avvocato Emanuele Tambuscio, legale di alcuni no-global picchiati alla Diaz, ha commentato il verdetto della Suprema Corte.«Resta una pagina nera». «La catena di comando è stata condannata e questo è un grande risultato, imane però il dato di fatto che quella notte alla scuola Diaz è stata una pagina nera per la democrazia italiana e il Parlamento non ha nemmeno fatto una Commissione di inchiesta per individuare le responsabilità politiche», dice il commento dell'avvocato Francesco Romeo, difensore di alcune vittime del pestaggio alla Diaz.«Una notizia positiva. Succede di rado, ma quando accade bisogna accoglierla con soddisfazione. Vuol dire che in questo Paese c'è ancora un barlume di giustizia», dice Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane morto nel luglio 2001 durante gli scontri al G8. «Ora speriamo che ci siano altre pagine di questo genere. Cercheremo in tutti i modi - aggiunge - di ottenere verità e giustizia anche sull'assassinio di Carlo».Secondo Amnesty International, la sentenza è «importante» perché «finalmente e definitivamente, anche se molto tardi, riconosce che agenti e funzionari dello stato si resero colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani di persone che avrebbero dovuto proteggere». «Tuttavia - prosegue l'organizzazione di difesa dei diritti umani in una nota - i fallimenti e le omissioni dello stato, nel rendere pienamente giustizia alle vittime delle violenze del G8 di Genova, sono di tale entità, che queste condanne lasciano comunque l'amaro in bocca: arrivano tardi, con pene che non riflettono la gravità dei crimini accertati e che in buona parte non verranno eseguite a causa della prescrizione».«La nube tossica che per 11 anni ha coperto la mattanza alla Diaz si è dissolta», afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà. «La Cassazione ci dice, con sentenza definitiva - prosegue il leader di Sel - che a Genova nel luglio 2001 i tutori della legge si trasformarono in carnefici di ragazzini. Per me, lo dico con viva emozione, è un raggio di verità e giustizia che illumina una pagina buia della storia italiana».
Fonte: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/diaz_condannati_i_vertici_della_polizia_i_funzionari_saranno_sospesi/notizie/206607.shtml
"I filmati di quella mattanza parlano chiaro, manifestanti incappucciati che parlano con le forza dell'ordine lasciati liberi di devastare e scorrazzare per la citta, in tutta risposta la polizia che attacca gente che non c'entra niente con i black block.Voi direte ecco i soliti commenti del complottista....ma guardate che delle forze dell'ordine che arrivano a falsificare delle moltov per poter fare irruzione , non credo abbiano molti scrupoli a mandare a avanti arieti per creare scontri, detto questo in uno stato civile gente cosi veniva arrestata e buttavano via la chiave, qui siamo felici per una condanna con la prescrizione."
"Chi ha picchiato non pagherà, i politici non pagheranno. E'una pagina orrenda, di una gestione macellaia, di frustrazione e di vendetta, sfogata bestialmente contro inermi. I parlamentari che operarono in cabina di regia, invece dormiranno sonni tranquilli. E i black blok, che nessuno fermò, senza sapere chi fossero e da dove provenissero, scomparsi."

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