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Timestamp: 2018-07-21 02:02:31+00:00

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Demolizione totale e difformità parziale
È illegittimo l’ordine di demolizione dell’intero edificio se le difformità parziali riscontrate sono identificabili, e si può ripristinare quanto legittimamente costruito.
Consiglio di Stato, Sezione VI, 23 giugno 2015, n. 3179
La sentenza ha precisato che la “rimozione” delle difformità rispetto al progetto deve essere interpretata in base ai princìpi di proporzionalità e di ragionevolezza.
Scelta urbanistica ambientale e motivazione
La nuova destinazione urbanistica meno favorevole al proprietario, se è stata determinata da prescrizioni di carattere ambientale, non richiede una motivazione specifica.
Consiglio di Stato, Sezione IV, 23 giugno 2015, n. 3142
La sentenza ha precisato che tale motivazione non era necessaria, perché la nuova destinazione non edificatoria non dipendeva da autonoma e discrezionale valutazione del soggetto che aveva la potestà pianificatoria. La sentenza solleva però qualche dubbio, sia in riferimento all’art. 3 della l. 241/1990, sia perché si trattava di una destinazione urbanistica “peggiorativa”.
Esclusione per cause relative all’ “esecuzione”
È illegittima l’esclusione di una società a causa di negligenza o malafede nell’ “esecuzione” di precedenti appalti, se la negligenza o malafede riguardavano una “turbativa d’asta” del legale rappresentante.
Consiglio di Stato, Sez. V, 18 giugno 2015, n. 3107
La causa di esclusione prevista dall’articolo 38, comma 1, lett. f) del Dlgs 163/2006 prevede la “negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni”, e secondo i Giudici questa norma non può essere interpretata estensivamente, sino a comprendere comportamenti che “turbano” l’asta nel momento della “trattativa”, e non in quello successivo dell’“esecuzione”.
Necessità di una nuova Commissione
È illegittima la riammissione di una ditta che era stata illegittimamente esclusa, se tale riammissione è deliberata dalla stessa Commissione di gara.
Tar Lombardia - Milano, Sezione IV, 19 giugno 2015, n. 1424
La sentenza ha motivato che in quest’ipotesi la Commissione non avrebbe avuto la necessaria serenità di giudizio per valutare le offerte tecniche, ed era quindi necessaria la nomina di una nuova Commissione con un’integrale diversa composizione.
Anomalia ed utile molto ridotto
Non sono anomale le offerte di due società che presentavano un margine di utile molto basso (rispettivamente da: 1% - 0,36 e da: 4 a 1,19).
Consiglio di Stato, Sez. IV, 23 giugno 2015, n. 3137
Tale utile, pur essendo ridotto, era sufficiente a garantire la sostenibilità economica dell’appalto, e nell’attuale situazione economica anche un utile modesto consente di mantenere operativa la società.
Affidamento diretto senza gara
È legittimo l’affidamento diretto e senza gara alle associazioni di volontariato “convenzionate” per il servizio di trasporto sanitario d’urgenza ed emergenza.
Consiglio di Stato, Sezione III, 26 giugno 2015, n. 3208
La sentenza ha ritenuto che questa deroga alle regole dell’evidenza pubblica fosse giustificata. Si è richiamata la sentenza della Corte di Giustizia UE, Sezione V, 11 dicembre 2014, C-113/13, e si è precisato che l’art. 75 ter della legge della regione Liguria n. 41/2006 non contrasta con i princìpi comunitari, perché è rivolta a realizzare i princìpi di solidarietà ed efficienza economica, obiettivi che sono valorizzati dal diritto dell’Unione europea.
Ad un esposto - denuncia alla Direzione del lavoro
La Società contro la quale è stato presentato un esposto - denuncia alla Direzione territoriale del lavoro, ha diritto di accedere a questo esposto.
Tar Liguria, Sez. II, 22 giugno 2015, n. 602
L’accesso è giustificato dal diritto alla difesa della Società, perché questo esposto - denuncia potrebbe determinare un procedimento sanzionatorio.
Agli atti delle presenze in servizio
Un Dirigente Inps ha diritto ad accedere agli atti che attestavano la sua presenza in servizio, nell’ipotesi di un giudizio della Corte dei conti per omesso controllo o vigilanza di Uffici zonali dell’Inps che provvedevano al pagamento delle pensioni.
Tar Lazio - Roma, Sez. III quater, 22 giugno 2015, n. 8546
La sentenza ha precisato che la domanda del Dirigente era giustificata dal fatto che essa era rivolta alla difesa dei propri interessi, perché il Dirigente aveva la responsabilità di Uffici collocati in più sedi, e la documentazione delle sue presenze era determinante per la sua difesa in giudizio.
Distribuzione degli “spazi” di una Stazione ferroviaria
È legittima la richiesta di accesso proposta da un’Associazione di consumatori agli elaborati ed ai grafici in possesso delle “Grandi Stazioni spa”, relativi alla distribuzione degli spazi della Stazione ferroviaria centrale di Milano.
Tar Lombardia - Milano, Sez. I, 23 giugno 2015, n. 1454
La richiesta era giustificata dalla verifica dell’equilibrata distribuzione e proporzione degli spazi pubblici destinati all’utilizzo da parte dei viaggiatori, e degli spazi pubblici destinati ad usi commerciali e pubblicitari.
Il recupero di somme indebitamente corrisposte ai dipendenti, ai sensi dell’art. 2033 del Codice civile, è un diritto-dovere della pubblica amministrazione, e tale recupero va esercitato in riferimento alle somme “nette” percepite.
Corte dei conti, Sez. reg. controllo per il Lazio, deliberazione del 15 giugno 2015, n. 125
La deliberazione della Sezione di controllo della Corte dei conti ha precisato che le ritenute fiscali ed assistenziali non sono confluite nel patrimonio dei dipendenti, e non sono quindi ripetibili.
Striscione di protesta sulla cupola di S. Pietro
È illegittimo il decreto che vieta ad un cittadino di tornare nel Comune di Roma, perché ha esposto sulla cupola di S. Pietro uno striscione, nel quale vi era una scritta di protesta contro la legge sulle concessioni demaniali marittime.
Tar Lazio - Roma, Sez. I ter, 26 giugno 2015, n. 8712
La sentenza ha precisato che la legge (art. 1, comma 1 d.lgs. 159/2011) prevede il foglio di via per coloro che sono dediti alla commissione di “reati” che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica. Nel caso di specie, il provvedimento non era penalmente rilevante, e non rientrava in alcuna delle categorie stabilite nel d.lgs. 159/2011.
Commissione giudicatrice senza alcuna donna
La composizione di una Commissione giudicatrice di un concorso pubblico che non abbia tra i suoi componenti alcuna donna, può essere contestata soltanto da possibili “beneficiarie” della regola delle pari opportunità.
La sentenza - che può sollevare qualche dubbio - ha anche precisato che la violazione di questa regola non vizia le operazioni concorsuali, e può avere rilievo soltanto se si riscontra un comportamento discriminatorio contro le concorrenti di sesso femminile.
Indicata soltanto nel successivo giudizio
È illegittimo un diniego la cui motivazione è stata espressa soltanto nel successivo giudizio davanti al Giudice amministrativo.
Tar Puglia - Lecce, Sez. II, 26 giugno 2015, n. 2175
L’integrazione della motivazione di un atto amministrativo non può avvenire mediante le argomentazioni difensive svolte nel processo, ma può eventualmente essere effettuata con un successivo atto amministrativo, emanato dall’organo competente.
Due licenze se i locali sono separati da una strada
È legittimo il divieto di proseguire la somministrazione di cibi e bevande se i locali, dove si svolge l’attività, sono situati in due immobili distinti, separati da una strada.
Tar Veneto, Sez. III, 25 giugno 2015, n. 725
La sentenza ha precisato che era necessaria un’ulteriore licenza per l’attività di somministrazione svolta nel secondo immobile.
Sospensione del provvedimento che lo ha sospeso dalla carica
È sospesa sino alla decisione della Corte costituzionale, l’efficacia del provvedimento del Prefetto di Napoli che ha sospeso dalla carica il Sindaco di Napoli.
Tribunale di Napoli, Sez. I civile, ordinanza 25 giugno 2015, n. 14976
L’ordinanza ha ritenuto che l’applicazione retroattiva della “Legge Severino” (cioè del Dlgs 31 dicembre 2012, n. 235) era in contrasto con gli artt. 2; 4, comma 2; 51, comma 1; e 97, comma 2 della Costituzione. Si deve però aggiungere che il Tribunale di Napoli non ha sollevato l’eccezione di costituzionalità, ed ha invece deciso questa sospensione, richiamando l’ordinanza del Tar Campania - Napoli, Sez. I, 30 ottobre 2014, n. 1801, senza tenere conto di altra ordinanza delle Sezioni unite della Cassazione 28 maggio 2015, che aveva affermato che su questa materia vi era la giurisdizione dell’Autorità giudiziaria ordinaria. L’ordinanza del Tribunale di Napoli fa quindi sorgere dei dubbi, ed è opportuno che la Corte costituzionale chiarisca questo complicato “intreccio” di competenze giurisdizionali.

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