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Uso foresteria, no delle Entrate alla cedolare secca. by Chiara Bianchi	in Prima pagina	on Gennaio 26, 2015	Visite: 5638	Valutazione attuale: 5 / 5	Valuta
Non c'è accordo tra il parere espresso dalla Commissione tributaria di Reggio Emilia e l'Agenzia delle Entrate, che aggiorna le faq relative alla cedolare secca con un quesito dedicato al contratto di affitto a uso foresteria. La risposta delle Entrate è negativa: non è possibile applicare il regime fiscale secco sui contratti di locazione conclusi con inquilini che siano una persona non fisica, bensì una attività di impresa o di lavoro autonomo che prende in affitto una casa perché vi abitino i suoi dipendenti e collaboratori. Il parere dell'Agenzie delle Entrate ribalta quanto espresso dalla Commissione tributaria di Reggio Emilia con la sentenza n. 470/03/14, depositata il 4 novembre scorso, secondo cui sarebbe legittimo applicare la cedolare secca nei casi di contratti di affitto ad uso foresteria.
Quest'ultimo altro non è che un tipo di contratto annoverato fra quelli cosiddetti "completamente liberi", nel quale l'inquilino è una società di capitali che prende in affitto un'abitazione da destinare ai propri dipendenti. Ma secondo il comma 6 art. 3 del Dlgs 23/2011 che ha istituito la cedolare secca, "le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 del presente articolo non si applicano alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate nell'esercizio di una attività d'impresa, o di arti e professioni". La stessa Agenzia delle Entrate ha in seguito pubblicato la Circolare 26/2011 recante i primi chiarimenti circa la cedolare secca dove specifica che "la possibilità di optare per il regime facoltativo di imposizione è riservata alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento di unità immobiliari abitative locate, che non agiscono nell'esercizio di un'attività di impresa, o di arti e professioni".
Tali requisiti sembrano sbarrare indiscutibilmente la possibilità di utilizzo del regime fiscale alternativo ai contratti ad uso foresteria; ma secondo l'interpretazione fornita a motivazione del ricorso nel caso della sentenza della Commissione tributaria di Reggio Emilia, la norma di legge non richiederebbe un attributo specifico per il locatario, che quindi potrebbe essere indifferentemente una persona fisica o un'impresa. Secondo tale ipotesi, i due aspetti citati dalla norma e, nel caso in questione, pienamente rispettati, sarebbero: la figura del proprietario, che dev'essere senza meno una persona fisica, e la destinazione dell'immobile, che deve essere a uso abitativo.
La sentenza dei giudici emiliani va tuttavia in contrasto con quanto legiferato fino a questo momento circa l'applicazione della cedolare secca e con l'interpretazione ribadita chiaramente e nuovamente dall'Agenzia delle Entrate nelle faq del proprio sito.
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Buongiorno, è passato un anno dagli ultimi commenti, qualche novità? incappo in questo problema...la ditta mi paga l'affitto, si intesta il contratto. Io però non riesco a trovare immobile adatto perchè la quasi totalità degli immobili in affitto da privati è con cedolare secca...e quindi niente foresteria.
Nessuna novità purtroppo, dovrebbe magari chiedere alla società di rimborsarle l'affitto gestendola fiscalmente come benefit e quindi intestarsi lei il contratto.
http://www.ipsoa.it/~/media/Quotidiano/2014/11/26/Cedolare-secca-anche-per-immobili-ad-uso-foresteria/14CTPRe470_03_2014%20pdf.ashx
Buongiorno Gentile Signora Isabella, ho appena parlato telefonicamente con il n.848800444 dell'Agenzia delle Entrate ed ho posto loro la questione facendo riferimento non alla Circolare del 2011 ma alla sentenza del 2014 e praticamente l'interlocutore ha riconosciuto che la Circolare del 2011 (pubblicata subito dopo l'introduzione della Cedolare) può essere superata da successive interpretazioni come quella di una Commissione Tributaria.. Le invio link di copia della sentenza. Con i miei più cordiali saluti
Buongiorno Gentile Signora Isabella.
La circolare dell'agenzia delle Entrate a mia conoscenza è la 26/2011 del 1° giugno 2011, mentre la sentenza della Commissione Tributaria di Reggio Emilia è successiva (4 novembre 2014). Mi può dire cortesemente che cosa c'è di nuovo dopo questa data? Comunque in quella 26/2011 al punto "ambito applicativo' recita:
che riguarda il punto 3) del mio secondo intervento. Chi non ha partita Iva non fa parte di questa categoria ( occorre mettersi dalla parte di chi deve pagare l'imposta.Cioè il locatore e non il locatario) Comunque chi si occupa di locazioni dovrebbe avvalersi anche di consulenze qualificate e supportate da associazioni tipo UPPI o altro che difendano gli interessi di piccoli proprietari. Ancora grazie e cordiali saluti
Di nuovo c'è la faq aggiunta dall'Agenzia delle Entrate di cui si parla nell'articolo. Quindi credo che le asssociazioni di categoria possano muoversi per chiedere ulteriori precisazioni in merito, nel frattempo il mediatore si pone sopra le parti e applica quanto previsto.
innanzitutto desidero ringraziare per la cortese e rapida risposta. Mi permetto però di obiettare che la legge non è chiara e che la prova sta nel fatto che una Commissione Tributaria ha dato ragione ad un contribuente difeso dallo studio Avv. Carnelutti di Roma. Infatti ci sono quattro tipi di contratto:
1)	Tra due persone fisiche
2)	Tra due persone giuridiche
3)	Tra persona giuridica e persona fisica (Società che dà in affitto a persona fisica)
4)	Tra persona fisica e persona giuridica (Società che prende in affitto per uso abitazione di un dipendente)
Nei primi tre casi penso sia chiaro: nel primo si ha diritto alla cedolare , nel secondo e terzo è chiaro che no.
Nel quarto caso invece le cose sono diverse e per me vale la pena discutere e andare anche fino in fondo. Un privato (persona fisica) non potrebbe avere più di un appartamento da dare in affitto senza dover rischiare di pagare il 43% di IRPEF sul 95% del canone malgrado il bene sia locato per uso abitazione. A mio parere c’è odore ‘incostituzionalità.
Buongiorno Giuseppe il suo contributo è più che valido ed in effetti la prima interpretazione permetteva nel 4° caso analizzato di applicare la cedolare secca; di fatto però la successiva circolare lo ha espressamente escluso e quindi se come avvocati si vogliono sollevare dubbi sulla costituzionalità di tale norma ben venga; da agenti immobiliari che devono consigliare i clienti credo sia meglio applicare la normativa al momento vigente.
Ma l'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso contro tale sentenza della Commissione Tributaria? Perché se non lo ha fatto deve rispettare la sentenza e basta , se invece ha fatto ricorso si aspetta la nuova sentenza e così fino alla Cassazione. O no.
Per ora gentile Giuseppe vale quanto legiferato e quindi l' esclusione dei contratti foresteria dall' applicazione della cedolare secca.
Quindi se l"inquilino e' un'azienda non posso optare x la cedolare secca?
Esatto, per la cedolare secca è necessario che il contratto sia stipulato tra privati per un immobile abitativo, ad uso abitativo.
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 art. 3
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