Source: http://www.ispesl.it/dml/leo/DLG257.asp
Timestamp: 2013-06-19 01:47:24+00:00

Document:
INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica - DML - L.e.o. - Aree di ricerca - Sistemi di registrazione cancerogeni occupazionali - Normativa - DLGS 257/2006
Aree di ricerca / Sistemi di registrazione cancerogeni occupazionali /
Normativa / DLGS 257/2006
DLGS 257/2006
Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro (GU n. 211 del 11-9-2006) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit� europee. Legge comunitaria 2004;
Vista la direttiva 2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 marzo 2003, che modifica
la direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una esposizione all'amianto durante il lavoro;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni 2�, 11�, 12� e 14� del Senato della Repubblica, nonche'
delle Commissioni riunite XI e XII e della Commissione XIV della Camera dei deputati;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, della salute, dello sviluppo economico, per gli affari regionali e le autonomie locali e per
le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione;
Il titolo del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, di seguito denominato decreto legislativo n. 626 del 1994
e' sostituito dal seguente:Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE,
89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE e 2003/18/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.
Dopo il titolo VI del decreto legislativo n. 626 del 1994 e' inserito il seguente
Titolo VI- bis - Protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all'esposizione ad Amianto.
Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, le norme del presente titolo si applicano alle rimanenti attivit� lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonche' bonifica delle aree interessate. Art. 59-ter - Definizioni
Se vi e' il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, applica le
disposizioni previste dal presente titolo.
Art. 59-quinquies - Valutazione del rischio	Nella valutazione di cui all'articolo 4, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell'esposizione e le misure preventive e protettive da attuare.	Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensit� e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione all'amianto non e' superato nell'aria dell'ambiente di lavoro, non si applicano gli articoli 59-sexies, 59-quinquiesdecies e 59-sexiesdecies, comma 2, nelle seguenti attivit�:
brevi attivit� non continuative di manutenzione durante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili;
La Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, provvede a definire orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensit�, di cui al comma 2.
Prima dell'inizio dei lavori di cui all'articolo 59-bis, il datore di lavoro presenta una notifica all'organo di vigilanza competente per territorio.
attivit� e procedimenti applicati;
Il datore di lavoro provvede affinche' i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso, a richiesta, alla documentazione oggetto della notifica di cui ai commi 1 e 2.
Il datore di lavoro, ogni qualvolta una modifica delle condizioni di lavoro pu� comportare un aumento significativo dell'esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto, effettua una nuova notifica.	Art. 59-septies - Misure di prevenzione e protezione
In tutte le attivit� di cui all'articolo 59-bis, l'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite fissato nell'articolo 59-decies, in particolare mediante le seguenti misure:
il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto deve essere limitato al numero pi� basso possibile;
i processi lavorativi devono essere concepiti in modo da evitare di produrre polvere di amianto o, se ci� non e' possibile, da evitare emissione di polvere di amianto nell'aria;
i rifiuti devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il pi� presto possibile in appropriati imballaggi chiusi su cui sar� apposta un'etichettatura indicante che contengono amianto. Detti rifiuti devono essere successivamente trattati ai sensi della vigente normativa in materia di rifiuti pericolosi.
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 59-quinquies, comma 2, per tutte le attivit� di cui all'articolo 59-bis, il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinche':
i luoghi in cui si svolgono tali attivit� siano:
siano messi a disposizione dei lavoratori adeguati indumenti di lavoro o adeguati dispositivi
detti indumenti di lavoro o protettivi restino all'interno dell'impresa. Essi possono essere
trasportati all'esterno solo per il lavaggio in lavanderie attrezzate per questo tipo di operazioni, in contenitori chiusi, qualora l'impresa stessa non vi provveda o in caso di utilizzazione di indumenti monouso per lo smaltimento secondo le vigenti disposizioni;
l'equipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati e controllato e pulito dopo ogni utilizzazione; siano prese misure per riparare o sostituire l'equipaggiamento difettoso prima di ogni utilizzazione.
Al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato all'articolo 59-decies e in funzione dei
risultati della valutazione iniziale dei rischi, il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria del luogo di lavoro. I risultati delle misure sono riportati nel documento di valutazione dei rischi.
Il campionamento deve essere rappresentativo dell'esposizione personale del lavoratore alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto.
Il prelievo dei campioni deve essere effettuato da personale in possesso di idonee qualifiche nell'ambito del servizio di cui all'articolo 8. I campioni prelevati sono successivamente analizzati ai sensi del decreto del Ministro della sanit� in data 14 maggio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario n. 178 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 251 del 25 ottobre 1996.
La durata dei campionamenti deve essere tale da consentire di stabilire un'esposizione rappresentativa, per un periodo di riferimento di otto ore tramite misurazioni o calcoli ponderati nel tempo.
Il conteggio delle fibre di amianto e' effettuato di preferenza tramite microscopia a contrasto di fase, applicando il metodo raccomandato dall'OMS (Organizzazione mondiale della sanita) nel 1997 o qualsiasi altro metodo che offra risultati equivalenti.
Ai fini della misurazione dell'amianto nell'aria, di cui al comma 1, si prendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri e una larghezza inferiore a tre micrometri e il cui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1.
Art. 45-decies - Valore limite
Il valore limite di esposizione per l'amianto e' fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. I datori di lavoro provvedono affinche' nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell'aria superiore al valore limite.
Quando il valore limite fissato al comma 1 viene superato, il datore di lavoro individua le cause del superamento e adotta il pi� presto possibile le misure appropriate per ovviare alla situazione. Il lavoro pu� proseguire nella zona interessata solo se vengono prese misure adeguate per la protezione dei lavoratori interessati.
Per verificare l'efficacia delle misure di cui al comma 2, il datore di lavoro procede immediatamente ad una nuova determinazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria.
In ogni caso, se l'esposizione non pu� essere ridotta con altri mezzi e per rispettare il valore limite e' necessario l'uso di un dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie; tale uso non pu� essere permanente e la sua durata, per ogni lavoratore, deve essere limitata al minimo strettamente necessario.
Nell'ipotesi di cui al comma 4, il datore di lavoro, previa consultazione con i lavoratori o i loro rappresentanti, assicura i periodi di riposo necessari, in funzione dell'impegno fisico e delle condizioni climatiche.
Nel caso di determinate operazioni lavorative in cui, nonostante l'adozione di misure tecniche preventive per limitare la concentrazione di amianto nell'aria, e' prevedibile che l'esposizione dei lavoratori superi il valore limite di cui all'articolo 59-decies, il datore di lavoro adotta adeguate misure per la protezione dei lavoratori addetti, ed in particolare le
fornisce ai lavoratori un adeguato dispositivo di protezione delle vie respiratorie e altri dispositivi di protezione individuali e ne esige l'uso durante tali lavori;
provvede all'affissione di cartelli per segnalare che si prevede il superamento del valore limite di esposizione;
adotta le misure necessarie per impedire la dispersione della polvere al di fuori dei locali o luoghi di lavoro;
consulta i lavoratori o i loro rappresentanti di cui all'articolo 18 sulle misure da adottare prima di procedere a tali attivit�.
I lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto possono essere effettuati solo da imprese rispondenti ai requisiti di cui all'articolo 30, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Il datore di lavoro, prima dell'inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonche' dai mezzi di trasporto, predispone un piano di lavoro.
Il piano di cui al comma 2 prevede le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell'ambiente esterno.
rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto prima dell'applicazione delle tecniche di demolizione, a meno che tale rimozione non possa costituire per i lavoratori un rischio maggiore di quello rappresentato dal fatto che l'amianto o i materiali contenenti amianto vengano lasciati sul posto;
fornitura ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuale;
verifica dell'assenza di rischi dovuti all'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro, al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto;
adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all'articolo 59-decies, delle misure di cui all'articolo 59-undecies, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico;
natura dei lavori e loro durata presumibile;
tecniche lavorative adottate per la rimozione dell'amianto;
Copia del piano di lavoro e' inviata all'organo di vigilanza, almeno trenta giorni prima dell'inizio
L'invio della documentazione di cui al comma 5 sostituisce gli adempimenti di cui all'articolo 59-sexies.
Il datore di lavoro provvede affinche' i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso alla documentazione di cui al comma 4.
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 21, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, prima che essi siano adibiti ad attivit� comportanti esposizione ad amianto, nonche' ai loro rappresentanti, informazioni su:
i rischi per la salute dovuti all'esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto;
le specifiche norme igieniche da osservare, ivi compresa la necessit� di non fumare;
le modalit� di pulitura e di uso degli indumenti protettivi e dei dispositivi di protezione individuale;
le misure di precauzione particolari da prendere nel ridurre al minimo l'esposizione;
l'esistenza del valore limite di cui all'articolo 59-decies e la necessit� del monitoraggio ambientale.
Oltre a quanto previsto al comma 1, qualora dai risultati delle misurazioni della concentrazione di amianto nell'aria emergano valori superiori al valore limite fissato dall'articolo 59-decies, il datore di lavoro informa il pi� presto possibile i lavoratori interessati e i loro rappresentanti del superamento e delle cause dello stesso e li consulta sulle misure da adottare o, in caso d'urgenza, li informa delle misure adottate.
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 22, il datore di lavoro assicura che tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenenti amianto ricevano una formazione sufficiente ed adeguata, ad intervalli regolari.
le propriet� dell'amianto e i suoi effetti sulla salute, incluso l'effetto sinergico del tabagismo;
le operazioni che possono comportare un'esposizione all'amianto e l'importanza dei controlli preventivi per ridurre al minimo tale esposizione;
l'eliminazione dei rifiuti;
la necessit� della sorveglianza medica.
Possono essere addetti alla rimozione e smaltimento dell'amianto e alla bonifica delle aree interessate i lavoratori che abbiano frequentato i corsi di formazione professionale di cui all'articolo 10, comma 2, lettera h), della legge 27 marzo 1992, n. 257.
Fermo restando l'articolo 59-quinquies, comma 2, i lavoratori esposti ad amianto sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 16.
periodicamente, almeno una volta ogni tre anni o con periodicit� fissata dal medico competente con adeguata motivazione riportata nella cartella sanitaria, in funzione della valutazione del rischio e dei risultati della sorveglianza medica;
all'atto della cessazione dell'attivit� comportante esposizione, per tutto il tempo ritenuto
opportuno dal medico competente;
all'atto della cessazione del rapporto di lavoro ove coincidente con la cessazione dell'esposizione all'amianto. In tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore
le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare ed all'opportunit� di sottoporsi a successivi accertamenti.
Gli accertamenti sanitari devono comprendere almeno l'anamnesi individuale, l'esame clinico generale ed in particolare del torace, nonche' esami della funzione respiratoria.
Il medico competente, sulla base dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e dello stato di salute del lavoratore, valuta l'opportunit� di effettuare altri esami quali la citologia dell'espettorato, l'esame radiografico del torace o la tomodensitometria.
Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 59-quinquiesdecies, provvede
ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio, secondo quanto previsto dall'articolo 17, comma 1, lettera d). Il datore di lavoro, per il tramite del servizio di prevenzione e protezione, comunica al medico competente i valori di esposizione individuali, al fine del loro inserimento nella cartella sanitaria e di rischio.
Oltre a quanto previsto al comma 1, il datore di lavoro, iscrive i lavoratori esposti nel registro
di cui all'articolo 70, comma 1.
Il datore di lavoro, su richiesta, fornisce agli organi di vigilanza e all'ISPESL copia dei documenti di cui ai commi 1 e 2.
Il datore di lavoro, in caso di cessione del rapporto di lavoro, trasmette all'ISPESL la cartella
sanitaria e di rischio del lavoratore interessato, unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 2.
L'ISPESL provvede a conservare i documenti di cui al comma 4 per un periodo di quaranta anni dalla
cessazione dell'esposizione.
Nei casi accertati di mesotelioma asbesto-correlati, trovano applicazione le disposizioni contenute nell'articolo 71, con la costituzione di un apposito registro nazionale presso l'ISPESL.
All'articolo 89 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, sono apportate le seguenti modificazioni:
al comma 1, dopo le parole 49-quinquies, commi 1 e 6 sono inserite le seguenti:
59-quinquies, commi 1 e 3;
al comma 2, lettera a), dopo le parole 56, comma 2; 58 sono inserite le seguenti:
59-sexies, commi 1, 2 e 4;
59-nonies, comma 1; 59-decies; 59-undecies;
59-duodecies, commi da 1 a 4; 59-terdecies;
59-quaterdecies; 59-quinquiesdecies, commi 1, 2 e 3;
59-sexiesdecies, commi 1, secondo periodo, e 2;
al comma 2, lettera b), dopo le parole 56, comma 1; 57 sono inserite le seguenti:
59-quater, comma 1; 59-octies;
al comma 2, dopo la lettera b-bis) e' aggiunta la seguente:
al comma 3, dopo le parole 11 sono inserite le seguenti: 59-nonies, comma 3;
59-sexiesdecies, commi 3 e 4;
Art. 4- Clausola di cedevolezza
In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione le norme del titolo VI-bis del decreto legislativo n. 626 del 1994, e successive modificazioni, introdotte dall'articolo 2, afferenti a materie di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, che non abbiano ancora provveduto al recepimento della direttiva 2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 marzo 2003, si applicano fino alla data
di entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili
dal medesimo titolo.
Art. 5- Abrogazioni
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni di
cui al Capo III del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277. Art. 6- Invarianza degli oneri
All'attuazione degli articoli dal 59-bis al 59-septiesdecies del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal presente decreto, le Amministrazioni pubbliche provvedono nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio e con le dotazioni umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Modello Dlgs. 257/2006
Modello per i lavoratori esposti ad amianto Dlgs. 257/2006
INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro - Laboratorio Epidemiologia - 2a Edizione - Aggiornamento documenti 2010 - Visitatori 393477

References: Art. 59

Art. 59
	Art. 59

Art. 45

Art. 4

Art. 5
 Art. 6