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Timestamp: 2019-04-25 14:01:57+00:00

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Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 28 marzo 2019, n. 2075.
Sentenza 28 marzo 2019, n. 2075
sul ricorso numero di registro generale 6531 del 2018, proposto dalla Regione Puglia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Ma. Ro., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via (…);
C.B. Ci. di Ba. Ho. S.P.A, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Gi. Ab., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Ar. Sf. in Roma, via (…);
Azienda Sanitaria Locale di Bari, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Fi. Pa., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Al. Pl. in Roma, via (…);
So. srl, non costituita in giudizio.
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Sezione Seconda n. 00651/2018, resa tra le parti nel giudizio iscritto al n. 1008/2017 R.G.
Visti gli atti di costituzione in giudizio della società C.B. Ci. di Ba. Ho. S.P.A e altri;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 19 marzo 2019 il Cons. Umberto Maiello e uditi per le parti gli avvocati Gi. Pe. su delega dell’avv. Ma. Ro., Ga. Ca. su delega dell’avv. Fi. Pa. e l’avvocato dello Stato Sa. Fa.;
La Regione appellante chiede la riforma della sentenza n. 651/2018 del Tar per la Puglia, sede di Bari, Sez. II, nella parte in cui ha accolto il ricorso (n. 1008/2017 R.G.) proposto dalla società “CB. Ci. di Ba. Ho. spa” (d’ora in poi “CB.”) e, conseguentemente, ha annullato la delibera regionale n. 1299/2017, nonché, per invalidità derivata, le deliberazioni del direttore generale dell’ASL BA n. 1416 e n. 1417 del 04/08/2017, adottate in attuazione della menzionata delibera n. 1299/2017.
Si è costituita in giudizio l’ASL Bari che ha concluso per l’accoglimento dell’appello spiegato dalla Regione Puglia.
Resiste in giudizio la CB. che ha chiesto il rigetto dell’appello, riproponendo i motivi di doglianza rimasti assorbiti nella decisione di prime cure e, segnatamente, fermi i vizi di motivazione dedotti, l’incompetenza della Regione ad interferire sulla gestione dei volumi di prestazione da acquistare, competenza questa da intendersi riservata, ai sensi della legislazione regionale, alle ASL.
Si sono, altresì, costituiti in giudizio i Dicasteri intimati, senza però articolare difese.
Con ordinanza n. 4280 del 7.9.2018 la Sezione, adita in sede cautelare, ha accolto l’appello cautelare e, per l’effetto, ha sospeso l’esecutività della sentenza impugnata.
Ritiene, anzitutto, il Collegio, in aderenza ad un oramai consolidato indirizzo della Sezione, che l’iniziativa impugnatoria coltivata in prime cure fosse, in apice, preclusa dal contenuto dell’accordo sottoscritto dall’odierna appellata, idoneo a governare il rapporto tra le parti e qualificato, come di seguito meglio evidenziato, da un’espressa rinuncia alla proposizione di eventuali impugnazioni.
Segnatamente, la società CB., in data 11.8.2017, ha sottoscritto con l’ASL di Bari, ancorchè con successiva dichiarazione di riserva, il “”Contratto di adesione per la erogazione ed acquisto di prestazioni di ricovero da parte di Strutture della Ospedalità Privataoperanti in regime di accreditamento istituzionale riferito all’anno 2017”.
Tanto refluisce in negativo sulla stessa ammissibilità del ricorso azionato in primo grado avendo la ricorrente posto in essere un comportamento acquiescente rispetto al contenuto dei provvedimenti accettata mediante la stipula del contratto, ivi compresi gli atti determinativi di budget e tetti di spesa, che, quindi, non può più contestare.
Ciò nonostante, già all’indomani dell’approvazione della suddetta riforma, sono emersi dubbi e necessità di ulteriori chiarimenti sull’applicazione dei criteri in argomento onde rendere omogenei i relativi percorsi applicativi all’interno dell’intero territorio regionale; e ciò sia su sollecitazione delle ASL che da parte di alcuni operatori di cui la Regione Puglia ha fornito, già in primo grado, evidenza documentale.
Prendendo abbrivio dalle descritte emergenze istruttorie ritiene il Collegio che siano condivisibili le ragioni di doglianza articolate dalla Regione Puglia e compendiate nel mezzo qui in rilievo.
Di contro, siffatta misura, in piena coerenza con la sua ontologica vocazione strumentale, preludeva evidentemente all’obiettivo di riservare all’Amministrazione il necessario spatium deliberandi onde consentirle di svolgere il riesame delle scelte compiute al fine di saggiarne l’effettiva congruenza logica a fronte delle criticità rilevate e di cui sopra si è dato conto.
Infine, vanno qui scrutinati i motivi di doglianza rimasti assorbiti nella decisione di prime cure e riproposti dall’appellata. Segnatamente viene in rilievo – unitamente ai dedotti vizi di motivazione – l’eccepita incompetenza della Regione ad interferire nella gestione dei volumi di prestazione da acquistare siccome attività da intendersi riservata, ai sensi della legislazione regionale, alle ASL.
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 ottobre 2014, n. 4985....

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