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PIANO DI SETTORE AGRICOLO NORME TECNICHE - PDF
PIANO DI SETTORE AGRICOLO NORME TECNICHE
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1 1 Riserva Naturale Torbiere del Sebino Comuni di Corte Franca, Iseo e Provaglio d Iseo Provincia di Brescia Comunità Montana del Sebino Bresciano PIANO DI SETTORE AGRICOLO NORME TECNICHE DELLA RISERVA NATURALE TORBIERE DEL SEBINO Gianpietro Bara dottore agronomo Via Baratti, 7 Lodetto di Rovato (BS) Tel cell e.mail web COLLABORATORI DI STUDIO Alessandra Duina pianificatore territoriale 20 DICEMBRE 2012
2 2 Presidente Sig. Giovanni Lecchi Responsabile Tecnico ed Amministrativo Geom. Giuliana Aste Ufficio Ente delle Torbiere Luisa Gavazzi Sindaci RICCARDO VENCHIARUTTI Rappresentante del Comune di Iseo GIUSEPPINA MARTINELLI Rappresentante del Comune Provaglio d'iseo GIUSEPPE FORESTI Rappresentante del Comune Corte Franca DANIELE MOLGORA Rappresentante della Provincia di Brescia GIUSEPPE RIBOLA Rappresentante Comunità Montana Sebino Bresciano Consiglio di Gestione GIOVANNI LECCHI Rappresentante del Comune di Provaglio d'iseo MONICA NAPOLITANO Rappresentante del Comune di Iseo SANDRA NABONI Rappresentante del Comune di Corte Franca SARA SOROSINA Rappresentante Provincia di Brescia e Comunità Montana SAMUELE PEZZOTTI Rappresentante della Regione Lombardia C.T.S. Prof. Carlo Andreis (botanico) Dott. Giovanni Loris Alborali (ittiologo) Dott. Luca Longo (ornitologo)
3 3 INDICE PARTE I - DISPOSIZIONI GENERALI... 4 ART. 1 PRINCIPI ISPIRATORI, NATURA GIURIDICA ED EFFICACIA... 4 ART. 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 4 ART. 3 OBIETTIVI E CONTENUTI DEL PSA... 4 ART. 4 ELABORATI DEL PIANO DI SETTORE AGRICOLO... 4 ART. 5 RIFERIMENTI FINANZIARI... 4 PARTE II - CRITERI DI INTERVENTO PER LE ATTIVITA AGRICOLE E FORESTALI... 5 ART. 6 MODALITÀ DI INTERVENTO... 5 ART. 7 INDICAZIONI TECNICHE PER L ATTIVITÀ AGRICOLA... 5 ART. 8 DIVIETI... 5 ART. 9 POSSIBILITÀ DI DEROGA... 6 ART. 10 INDICAZIONI PER LE ATTIVITÀ ZOOTECNICHE... 6 ART. 11 FOTOVOLTAICO... 6 ART. 12 UTILIZZO PRODOTTI FITOSANITARI... 6 ART. 13 ATTIVITÀ FLOROVIVAISTICA... 7 ART. 14 BROLI E GIARDINI... 7 NEL CASO ALL INTERNO DEI BROLI SIANO PRESENTI COLTIVAZIONI AGRICOLE DI QUALSIASI TIPOLOGIA, QUESTE SONO SOGGETTE A TUTTE LE NORME PREVISTE PER I TERRENI AGRICOLI ART. 15 CONVERSIONE A PRATI POLIFITI... 7 ART. 16 REALIZZAZIONE DI AREE DI INTERESSE ECOLOGICO... 7 PARTE III TUTELA DELLA VEGETAZIONE... 7 ART. 17 OGGETTO DELLA SALVAGUARDIA... 7 DEFINIZIONE DI PIANTE TUTELATE... 7 ART ABBATTIMENTI... 7 RILASCIO DI AUTORIZZAZIONI NEL CASO DI ABBATTIMENTI... 7 ART. 19 INTERVENTI DI LOTTA OBBLIGATORIA... 9 ART CONTROLLO DELLA VEGETAZIONE SPONTANEA PARTE IV: DISPOSIZIONI PER TIPOLOGIE DI INTERVENTO SUL PAESAGGIO AGRARIO...11 ART. 21 MODIFICHE DELL ASSETTO FONDIARIO ART. 22 INTERVENTI DI FORESTAZIONE ART FILARI ART MOVIMENTI TERRA E SCAVI ART SISTEMAZIONE TERRITORIALE ART COMPONENTI DEL PAESAGGIO E ELEMENTI DELLA RETE ECOLOGICA ART PRESCRIZIONI PARTE V SANZIONI E NORME FINANZIARIE...15 ART SANZIONI ART VIGILANZA ART NORME TRANSITORIE E FINALI ART ENTRATA IN VIGORE ELENCO ALLEGATI ALLEGATO 1 - INDICAZIONI PER LA COSTITUZIONE ED IL MANTENIMENTO DEI PRATI PERMANENTI ALLEGATO 2 - RICHIESTA DI ABBATTIMENTO ALLEGATO 3 - METODI DI STIMA DEL VALORE ORNAMENTALE DEGLI ALBERI E DEI DANNI ARRECATI AGLI STESSI ALLEGATO 4 - NORME SULL'USO SICURO E SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI... 26
4 4 PARTE I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Principi ispiratori, natura giuridica ed efficacia 1. Il Piano di Settore Agricolo, di seguito denominato PSA è redatto secondo le disposizioni del comma 1 e 2, dell art. 20 della L.R. 86/83 e costituisce l atto di programmazione del settore agro-silvo-colturale della Riserva Naturale Torbiere del Sebino, di seguito denominata Riserva. 2. Il PSA a) regolamenta le attività agricole e l uso del territorio agricolo all interno della Riserva; b) programma gli interventi a sostegno delle attività agricole presenti all interno della Riserva; c) definisce i criteri per la tutela degli habitat e degli elementi del paesaggio. 3. Fatta salva ogni deroga prevista dalla normativa vigente, ogni soggetto interessato ed i Comuni si adeguano alle disposizioni delle presenti norme regolamentari. Art. 2 Ambito di applicazione Le norme del PSA si applicano alle aree agricole entro i limiti della Riserva. Art. 3 Obiettivi e contenuti del PSA 1. Il PSA ha come obiettivo primario la tutela degli habitat, perseguendo azioni mirate allo sviluppo sostenibile delle produzioni agricole presenti ed alla salvaguardia del paesaggio agrario. 2. In particolare gli obiettivi del PSA sono: a) adeguare le attività agricole a nuove tecnologie produttive rispettose dell ambiente, anche in riferimento ai principi generali di politica comunitaria; b) individuare possibili ruoli multifunzionali complementari a quello produttivo; c) tutelare gli elementi vegetazionali di alto interesse naturalistico e paesistico esistenti, nonché programmare il potenziamento e l arricchimento complessivo del patrimonio naturalistico, in relazione ai diversi ambienti e territori; d) salvaguardare e riqualificare il paesaggio agrario e il patrimonio storico-culturale del territorio rurale; Art. 4 Elaborati del Piano di Settore Agricolo 1. Il PSA è composto dai seguenti elaborati: a) Relazione Generale b) Norme Regolamentari c) Cartografia di sintesi - Tav. 1: Carte dell uso del suolo e localizzazione aziende che diversificano attività agricola; - Tav. 2: Carta del sistema poderale delle aziende agricole; - Tav. 3: Carta della delimitazione del bosco, tipologie forestali e trasformabilità. 2. I dati e i contenuti delle cartografie costituiscono la base conoscitiva per un adeguata gestione della zona agricola e per la formazione degli atti di programmazione e aggiornamento del PSA; tali dati vengono arricchiti ed aggiornati mediante il Sistema Informativo Territoriale della Riserva. Nel caso di norme che riguardano la verifica di distanze, quanto rappresentato in cartografia andrà puntualmente verificato con misure in loco. Art. 5 Riferimenti finanziari 1. La Riserva, per il raggiungimento degli obiettivi del PSA, provvede con propri finanziamenti nel rispetto delle leggi vigenti nazionali, comunitarie e utilizzando, inoltre, risorse finanziarie messe a disposizione dalla Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione. I suddetti finanziamenti sono soggetti al rispetto degli Orientamenti comunitari in materia di Aiuti di Stato all agricoltura. 2. Per sostenere le attività agricole interne alla Riserva si assumono i contenuti programmatici del Piano di Sviluppo
5 5 Rurale della Regione Lombardia (PSR), quale strumento applicativo del Regolamento CE 1257/99 e del Regolamento CE 1750/99 sullo Sviluppo Rurale e dei Piani Agricoli Triennali della Regione. PARTE II - CRITERI DI INTERVENTO PER LE ATTIVITA AGRICOLE E FORESTALI Art. 6 Modalità di intervento 1. La Riserva individua, per la valorizzazione e lo sviluppo compatibile delle attività agricole, i seguenti strumenti: a) diffusione di tecniche agronomiche a minor impatto ambientale: agricoltura integrata, biologica e d informazione sulle opportunità di accesso ai contributi offerti dalle normative comunitarie, nazionali e regionali, anche attraverso corsi di formazione rivolti agli agricoltori; b) diffusione della certificazione paesistico-ambientale per le aziende agricole impegnate nel migliorare il paesaggio e l ambiente della Riserva, attraverso il mantenimento e l incremento delle formazioni arboree e arbustive ai margini degli appezzamenti, di superfici prative e boscate e di zone umide. Essa sarà evidenziata attraverso specifiche tabellazioni all ingresso dell azienda secondo le modalità definite dalla riserva; c) creazione di marchi di riconoscimento dell ubicazione del prodotto realizzato all interno della Riserva. Lo stesso marchio potrà riprodurre l eventuale certificazione di riconoscimento di produttore di agricoltura integrata e biologica ; d) sostegno a progetti mirati alla valorizzazione dei paesaggi rurali e naturali; Art. 7 Indicazioni tecniche per l attività agricola 1. Il PSA recepisce le indicazioni contenute nel Piano di Sviluppo Rurale (PSR) (e successivi) della Regione Lombardia, quale strumento applicativo del Regolamento CE 1257/99 e del Regolamento CE 1750/99 sullo Sviluppo Rurale. 2. L imprenditore agricolo nell ambito della Riserva dovrà attenersi alle regole della buona pratica agricola contenute nel PSR citato. 3. La Riserva, ai fini di incentivare su tutto il territorio lo sviluppo di un agricoltura ecocompatibile, promuove i contenuti dei disciplinari di produzione previsti nel PSR della Regione Lombardia (Misura f, Azione B - agricoltura integrata, Azione E - agricoltura biologica) nonché le Norme Tecniche di Difesa delle Colture e Controllo delle Infestanti pubblicate sul BURL n. 9 del 23/2/2004 e delle successive modifiche. Art. 8 Divieti Nelle aree agricole della riserva è vietato: 1. ridurre le superfici a prato permanente; 2. la lavorazione del terreno dei prati permanenti, fatte salve quelle connesse al rinnovo e/o infittimento del cotico erboso e alla gestione dello sgrondo delle acque; 3. convertire i prati permanenti in seminativo, colture orticole, colture specializzate (oliveti, vigneti, ) o colture legnose a rapido accrescimento; 4. convertire i seminativi in colture specializzate (oliveti, vigneti, ) e/o colture legnose a rapido accrescimento; 5. convertire gli incolti in seminativo, colture orticole, colture specializzate (oliveti, vigneti, ) o colture legnose a rapido accrescimento; 6. impiantare vivai ed ampliare quelli esistenti; 7. reimpiantare colture specializzate (oliveti, vigneti, ), ad eccezione dei casi di possibile deroga di cui al successivo art.9; 8. trasformare i boschi se non per pubblica utilità; 9. effettuare lavorazioni del terreno, concimazioni organiche e minerali, trattamenti fitosanitarii e diserbanti per una fascia di m 30 dalle sponde degli specchi d acqua. Nelle fasce di divieto, ove tecnicamente possibile, è necessaria una copertura vegetale permanente anche spontanea ed è raccomandata la costituzione di siepi e/o fasce boscate tampone.
6 6 10. utilizzare fanghi di depurazione; 11. utilizzare compost; 12. apportare al sistema terreno-pianta quantità di elementi nutritivi attraverso concimi chimici superiori agli asporti delle colture, maggiorati delle possibili perdite, fatto salvo i casi in cui si evidenzia dalle indagini analitiche la scarsa presenza di fosforo e potassio. Devono essere impiegati fertilizzanti azotati nel rispetto del bilancio d azoto calcolato secondo quanto previsto nell allegato III parte C della DGR 2208/2011 escludendo comunque apporti azotati superiori a 170 kg/ha per anno di azoto al campo. 13. pacciamare con teli non biodegradabili; 14. l impiego di organismi geneticamente modificati; 15. realizzare cumuli temporanei di letame nei terreni non destinati all attività agricola ad una distanza inferiore di m. 40 dalle sponde degli specchi d acqua ed ove la falda sia ad una quota inferiore a m.5 dal piano di campagna; i cumuli devono inoltre essere realizzati in modo tale da evitare di essere fonte di inquinamento per la fuoriuscita di percolati e da garantire le necessarie condizioni microaerobiche all interno della massa. 16. installare serre, tunnel ed ombrari anche temporanei; 17. bruciare stoppie e paglie; 18. effettuare livellamenti non strettamente connessi all attività agricola (vedi art.24); 19. eliminare i terrazzamenti esistenti, delimitati a valle da un muretto a secco oppure da una scarpata inerbita; 20. sfalcio o altre operazioni equivalenti (da realizzarsi almeno 1 volta all anno), nel periodo compreso tra il 15 marzo e il 15 agosto di ogni anno, ad esclusione di: - oliveti, con riferimento al mantenimento delle piante in buone condizioni vegetative; - vigneti, come individuati ai sensi dell articolo 75 del regolamento (CE) n. 555/2008 e successive modifiche ed integrazioni, con riferimento al mantenimento delle piante in buone condizioni vegetative; - prato, come definito ai sensi dell articolo 2 lettera c) del regolamento (CE) n. 1120/09; - erbai e prati avvicendati. Le operazioni di sfalcio o trinciatura, da eseguirsi in deroga alle epoche prestabilite, al fine di evitare la fioritura delle piante infestanti e quindi la successiva disseminazione è comunque vietato, salvo diversa indicazione dell autorità di gestione dell area. Art. 9 Possibilità di deroga Il divieto di reimpiantare colture specializzate di cui al precedente Art.8 comma 6 potrà essere derogato dalla Riserva nel caso s intenda reimpiantare una coltura specializzata presente alla data di approvazione del presente piano, previa presentazione di specifico progetto agronomico, alle seguenti condizioni: a. Non sia previsto un incremento della superficie; b. Non sia previsto il cambio di coltura (non è possibile ad es. passare da vigneto ad oliveto e viceversa); c. Obbligo di convertire le tecniche di coltivazione secondo modalità biologiche; Art. 10 Indicazioni per le attività zootecniche Le attività zootecniche svolte all interno della Riserva dovranno attuarsi nel rispetto delle leggi e delle direttive comunitarie vigenti in materia, in attuazione alle leggi nazionali e regionali attuative. Art. 11 Fotovoltaico Gli impianti fotovoltaici potranno essere realizzati unicamente sulle coperture degli edifici e posati secondo uno schema geometrico regolare. Si vieta espressamente la localizzazione a terra di impianti fotovoltaici in aree agricole e in aree di pregio paesaggistico e naturalistico al fine di evitare la diffusione di distese di impianti impattanti sul sistema paesaggio della Riserva. Art. 12 Utilizzo prodotti fitosanitari Nell ambito della Riserva l utilizzo dei prodotti fitosanitari segue le prescrizioni di cui all allegato 4.
7 7 E vietato l utilizzo di fitofarmaci classificati come: - Molto Tossici (T+) e Tossici (T) per le coltivazioni agricole professionali. - Molto Tossici (T+) e Tossici (T) Nocivi (Xn) e Irritanti (XI) per le coltivazioni agricole non professionali (hobbisti), parchi e giardini. Art. 13 Attività florovivaistica Ad integrazione di quanto contenuto nell art del Piano gestione della Riserva, l attività florovivaistica è subordinata alla predisposizione di un piano di coltivazione annuale redatto da tecnico abilitato che programmi i seguenti interventi: a. Piano di difesa fitoiatrica e diserbo impiegando nella minore quantità possibile (quindi solo se necessario e alle dosi minori), i prodotti a minor impatto verso l uomo e l ambiente scelti fra quelli aventi caratteristiche di efficacia sufficienti ad ottenere la difesa delle produzioni. b. Piano di concimazione che deve attuare il principio del bilancio degli elementi fertilizzanti. E vietato apportare al sistema terreno-pianta quantità di elementi nutritivi attraverso concimi chimici superiori agli asporti delle colture, maggiorati delle possibili perdite, fatto salvo i casi in cui si evidenzia dalle indagini analitiche la scarsa presenza di fosforo e potassio. Per l attività florovivaistica valgono comunque tutte le disposizioni generali previste per le zone agricole. Art. 14 Broli e giardini E fatto obbligo per i conduttori di broli e giardini di adottare tecniche di gestione ecocompatibili. Nel caso all interno dei broli siano presenti coltivazioni agricole di qualsiasi tipologia, queste sono soggette a tutte le norme previste per i terreni agricoli. Art. 15 Conversione a prati polifiti Per favorire la conversione delle superfici coltivate in prati polifiti, vengono fornite linee operative e tecniche colturali per il perseguimento degli obiettivi della Riserva. Preliminarmente dovrà essere presentato alla Riserva un progetto dettagliato delle tecniche che si adotteranno (allegato n.1) con particolare riferimento alla composizione floristica dei miscugli di semente prescelti. Art. 16 Realizzazione di aree di interesse ecologico Le aziende agricole della Riserva, che conducono terreni anche al di fuori della stessa, per la realizzazione degli adempimenti previsti dalla nuova politica comunitaria (greening) dovranno destinare prioritariamente i terreni agricoli entro i limiti della Riserva per il perseguimento degli obiettivi ecologici. PARTE III TUTELA DELLA VEGETAZIONE La presente parte detta le disposizioni per la salvaguardia e la corretta gestione del verde esistente nella Riserva. ART. 17 Oggetto della salvaguardia Definizione di piante tutelate a) Sono considerate "piante tutelate" e pertanto oggetto della presente Norma, tutte le piante (alberi ed arbusti) indipendentemente dalla dimensione; b) Le richieste d intervento su piante tutelate possono essere presentate da enti pubblici o privati che per qualsiasi motivo devono eseguire lavorazioni che possono interferire con esse. ART Abbattimenti Rilascio di autorizzazioni nel caso di abbattimenti Sono soggetti a richiesta di autorizzazione tutti gli abbattimenti di alberi ed arbusti tutelati ai sensi dell art. 17 non effettuati direttamente dalla Riserva, ad eccezione degli ordinari tagli colturali (ad. Esempio ceduazione periodica). Sono esclusi da tali norme gli abbattimenti ordinati da sentenze giudiziarie.
8 8 a) Per richiedere l'autorizzazione all'abbattimento di "piante tutelate" è necessario che l interessato presenti apposita domanda al competente ufficio della Riserva con le seguenti indicazioni obbligatorie: specie botanica e dimensione (altezza e diametro a 1 m di altezza dal suolo) delle piante che si intendono abbattere e di tutte quelle presenti nello stesso luogo oggetto di intervento; luogo ed esatta ubicazione delle piante, con planimetria 1 in scala adeguata, tale da permettere l'identificazione delle stesse; motivi dettagliati per i quali si intende richiedere l'abbattimento; eventuale disponibilità del richiedente ad effettuare il reimpianto con nuovi alberi; tempi e modalità di abbattimento; specie da utilizzare per la sostituzione, modalità e interventi agronomici da effettuare (sostituzione del terreno di coltivo, estirpazione delle ceppaie, etc.) in caso di reimpianto; modalità per la sostituzione. b) Il richiedente può, inoltre, allegare alla domanda un'apposita perizia tecnico-forestale effettuata da un dottore agronomo o un dottore forestale al fine di meglio precisare i motivi per i quali richiede l'abbattimento e per individuare specie e posizione delle eventuali piante che si intendono collocare al posto di quelle da togliere. c) La perizia tecnico-forestale effettuata da un dottore agronomo o dottore forestale, di cui al comma precedente, è obbligatoria nei seguenti casi: alberi di dimensioni grandi o eccezionali: diametro del fusto misurato ad 1 m di altezza maggiore di 70 cm di per gli alberi di 1 e 2 grandezza e maggiore di 40 cm per gli alberi di 3 e 4. piante specificatamente tutelate da appositi provvedimenti (es. alberi monumentali ). d) Alla domanda vanno allegate una o più fotografie a stampa nitide a colori che identifichino con esattezza tutte le singole piante per le quali si chiede l'abbattimento; e) Solo per gli esemplari morti è sufficiente l invio agli uffici della Riserva, di una comunicazione corredata da documentazione fotografica; f) Il richiedente deve presentare le necessarie autorizzazioni ai sensi di eventuali altre norme vigenti 2 ; g) La Riserva rilascia l'autorizzazione o il diniego entro quaranta giorni dal ricevimento della domanda. Entro tale termine, qualora i motivi addotti per l'abbattimento non risultino evidenti, il competente ufficio della Riserva potrà esigere (con una motivazione adeguata) dal richiedente l'effettuazione di una perizia tecnico-forestale, anche asseverata, elaborata da un Dottore Agronomo o da un Dottore Forestale. Dalla data di presentazione da parte del richiedente delle modifiche o integrazione richieste decorrono altri venti giorni entro i quali il competente ufficio del comune dovrà concedere o negare l'autorizzazione; h) Il ritiro dell'autorizzazione è subordinato al versamento dei diritti di Segreteria, che verranno fissati con apposito atto; i) Nel caso di abbattimenti soggetti ad autorizzazione, gli alberi eliminati devono essere sostituiti, in conformità a quanto riportato nell'autorizzazione, salvo diversa prescrizione della Riserva; j) Le sostituzioni dovranno avere un valore almeno corrispondente al valore ornamentale dell albero da abbattere e dovranno essere mantenute gratuitamente per 1 anno dalla ripresa vegetativa successiva alla messa a dimora. Alberi non attecchiti dovranno essere sostituiti. Per le sostituzioni si calcola nuovamente il periodo di gratuita manutenzione; k) I soggetti pubblici o privati che richiedano l'abbattimento di alberi di proprietà della Riserva sono tenuti a versare anticipatamente alla Riserva una somma pari al valore ornamentale della pianta da abbattere, calcolato secondo la metodologia descritta nell allegato N.3 Tale importo verrà svincolato all accertamento dell attecchimento delle piante posate in sostituzione, al termine del periodo di gratuita manutenzione descritto al punto precedente; l) Fatti salvi i casi particolari debitamente documentati, gli abbattimenti non dovranno essere eseguiti nel periodo compreso tra marzo e luglio in cui avviene la riproduzione dell avifauna; m) In caso di diniego 3 dell'autorizzazione, l'avente titolo potrà rinnovare l'istanza di abbattimento ogni qualvolta si verificassero o si sospettassero nuove alterazioni della pianta o trasformazioni del sito di impianto tali da far ragionevolmente temere per la stabilità o la salute delle pianta stessa 4 ; 1 ovvero una cartina, anche tracciata a mano, purché precisa e utile anche per controlli dopo l'abbattimento. 2 vedasi il Decreto Ministeriale 24 febbraio 2012.
9 9 n) Costituiscono consone motivazioni per concedere l'abbattimento di piante i seguenti casi 5 : sostituzione graduale di alberi in un popolamento coetaneo o para-coetaneo, maturo o stramaturo 6 ; eliminazione di specie esotiche 7 in interventi di rinaturalizzazione; eliminazione di specie estranee al contesto in interventi di ripristino storico; pianta sita a distanza troppo breve dal confine di proprietà o da edifici 8 ; diradamento al fine di togliere le piante aduggiate 9 e/o soprannumerarie 10; reale necessità (tecnicamente senza alternative) di provvedere a scavi che lesionerebbero gravemente la pianta; reale necessità non eliminabile di provvedere a drastiche potature che rischierebbero di innescare fenomeni di degradazione del legno 11 e/o di compromettere seriamente l'architettura 12 della pianta; pericolo immediato o mediato di schianto della pianta o di parte di essa; pianta morta o deperente per malattie, attacchi parassitari, ferite o drastiche potature. o) Non sono soggetti ad autorizzazione gli abbattimenti facenti parte di progetti di riqualificazione del verde, approvati dalla Riserva, nonché interventi entro le aree a bosco. ART. 19 Interventi di lotta obbligatoria In conseguenza delle disposizioni nazionali, dovranno essere rispettate le seguenti norme di Lotta Obbligatoria. D.M. 29 febbraio 2012 : Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fi mbriata. (Modalità tecniche di applicazione sono riportate, limitatamente al territorio della Regione Lombardia, nella D.D.G. del 09/04/99 n ) Gli abbattimenti delle piante infette vanno effettuati nei periodi asciutti dell anno, secondo le prescrizioni del Servizio Fitosanitario Regionale. Si procederà a partire dalle piante di rispetto verso quelle sicuramente malate o morte, avendo cura di ridurre al massimo il rischio di dispersione della segatura (impiegando, ove possibile motoseghe attrezzate per il recupero della segatura o ricoprendo il terreno con robusti teli di plastica, oppure facendo ricorso ad aspiratori, bagnando eventualmente la segatura con soluzioni disinfettanti). Dopo il taglio delle piante, le ceppaie dovranno essere totalmente estirpate con cavaceppi o ruspe. E consentito anche solo il taglio del ceppo e delle radici affioranti ad almeno 20 cm sotto il livello del suolo seguito dalla disinfezione delle buche con appositi prodotti fungicidi o, in caso di impossibilità, il taglio al livello del suolo devitalizzando poi la parte residua delle radici con idonei diserbanti ed anticrittogamici uniti a mastici o colle viniliche. Trasporto e smaltimento del legname infetto: se i residui degli abbattimenti non vengono distrutti sul posto, il loro trasporto dovrà avvenire nel più breve tempo possibile su camion telonati o comunque avendo cura di coprire accuratamente il carico. I mezzi che effettuano il trasporto devono essere muniti di apposita autorizzazione rilasciata dal Servizio Fitosanitario Regionale. Al Servizio Fitosanitario dovranno inoltre essere comunicate le modalità di smaltimento del legname infetto: distruzione con il fuoco sul luogo dell abbattimento o in area limitrofa ma lontana da altri platani, incenerimento mediante combustione in inceneritori o centrali termiche, smaltimento in discarica con immediata copertura, conferimento a industrie per la trasformazione in carta, cartone o pannelli, o per il trattamento Kiln Dried. Potature dei platani: Nelle zone focolaio da cancro colorato gli interventi di potatura e recisione radicale sono vietati fino alla completa eliminazione dei focolai di infezione. I tagli saranno limitati esclusivamente ai casi in cui le piante risultino pericolose per la pubblica incolumità e dovranno essere effettuati coprendo le superfici, con diametro pari o superiore a 10 cm, con prodotti o mastici contenenti fungicidi, disinfettando, inoltre, nel passaggio da una pianta vedasi il già citato Decreto Ministeriale 17 aprile 1998 sul platano. Ministeriale 17 aprile 1998 sul platano. da un fulmine o da una grave malattia. 5 si tratta di un elenco indicativo, non esaustivo. 6 cioè formato da alberi molto vecchi: il popolamento andrebbe quindi "svecchiato" gradualmente. 7 cioè specie estranee all'ecosistema, anche se tipiche di altri ambienti italiani o europei. 8 per le piante situate a distanza troppo breve dal confine di proprietà, dovrà essere osservata dalla Riserva particolare cautela, nel caso in cui tale distanza risulti inferiore a quella prevista dal Codice Civile, a causa di frazionamenti della proprietà successivi alla data d'impianto. 9 pianta coperta e ombreggiata da piante vicine, al punto da causarne il deperimento o la crescita molto irregolare. 10 in numero eccessivo; accade spesso quando si mettono a dimora molti alberi giovani vicini tra loro: col tempo crescono e si danno fastidio l'un l'altro. 11 a seguito di ferite di rami, di radici o del tronco, il legno viene spesso attaccato da funghi ("muffe") che provocano in maniera lenta ma inesorabile la marcescenza del legno interno (carie), causando la rottura di rami o dell'intera pianta, anche a distanza di decenni dalla ferita. Sintomi premonitori sono la formazione di cavità e la comparsa di funghi sull'albero; poiché il legno interno ha funzioni di sostegno ma non di trasporto della linfa, la chioma rimane spesso verde e rigogliosa, rendendo la malattia subdola e pericolosa. 12 cioè la forma, naturale o artificiale, della pianta.
10 10 all altra, gli attrezzi di taglio con sali quaternari di ammonio all 1% o con soluzioni di ipoclorito di sodio al 2% o con alcool etilico al 60%. Nelle zone indenni e nelle zone di contenimento, abbattimenti, potature, recisioni radicali possono essere effettuati, previa comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio. D.M. 356 del 10 settembre Lotta obbligatoria contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora) nel territorio della Repubblica. Qualora sia accertata la presenza della batteriosi e ne sia stata data segnalazione al Servizio Fitosanitario Regionale, andranno asportate entro il più breve tempo possibile tutte le parti infette, tagliando ad almeno 50 cm sotto l alterazione visibile, o andrà eliminata l intera pianta in caso di infezione sull asse principale. Gli attrezzi (coltelli, forbici, ecc.) usati per le ispezioni e per la rimozione delle parti colpite o sospette vanno sempre disinfettati ogni volta con ipoclorito di sodio al 2 %, alcool etilico al 60 % o benzalconio cloruro allo 0,1-0,3%; tutti gli organi asportati vanno bruciati. D.M. 29 novembre 1996 Lotta obbligatoria contro il virus della Vaiolatura delle drupacee (Sharka) E fondamentale l impiego di materiale vivaistico esente dal virus. D.M. 17 aprile 1998 Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa pityocampa E fondamentale l asportazione meccanica e la distruzione dei nidi invernali (ove questi siano raggiungibili), oltre all utilizzo di trappole a feromoni sia per il monitoraggio della popolazione del fitofago (individuazione dei periodi di volo e di ovideposizione) che per la cattura massale dei maschi. Le trappole, del tipo ad imbuto, vanno installate verso la metà di giugno in posizione medio-alta. Per gli interventi di cattura massale in parchi e giardini si consigliano 6-8 trappole per ettaro, distanti tra loro metri, mentre nelle pinete, occorre installare una trappola ogni 100 metri lungo il perimetro e le strade d accesso. In caso di necessità di trattamento insetticida, utilizzare prodotti a base di Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki, da distribuire contro le larve giovani verso fine agosto - inizio settembre. D.M. 22 novembre 1996 Lotta obbligatoria contro l insetto fitomizio Matsucoccus feytaudi (Ducasse) L eventuale presenza di focolai e di casi sospetti deve essere prontamente segnalata al Servizio Fitosanitario Regionale: si rammenta infatti che quando gli attacchi interessano ampi fronti, l avanzata della cocciniglia diviene inarrestabile. D.M. 7 febbraio 2011: Misure di emergenza per il controllo del Punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE e sue modifiche. Il presente decreto ha lo scopo di impedire l'introduzione e la diffusione all'interno del territorio della Repubblica italiana del Punteruolo rosso della palma, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). La lotta contro l'insetto Rhynchophorus ferrugineus e' obbligatoria nel territorio della Repubblica italiana al fine di contrastarne l'insediamento e la diffusione. Circolare della Regione Lombardia del 13/4/1991 lotta all Infantria americana (Hyphantria cunea). Qualora sia necessario intervenire con trattamenti, questi dovranno essere di tipo biologico. Direttiva 2009/7/CE della Commissione, del 10 febbraio 2009, che modifica gli allegati I, II, IV e V della direttiva 2000/29/CE del Consiglio concernente: misure di protezione contro l introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità, inserendo la Paysandisia archon nell allegato II, parte A, sezione II, lettera a) punto 10; Decreto del MIPAAF del 07/09/2009 di recepimento della Direttiva 2009/7/CE della Commissione del 10 febbraio 2009, che modifica gli allegati I, II, IV e V del Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214, inserendo dell allegato II, parte A, sezione II: organismi nocivi di cui deve essere vietata l'introduzione e la diffusione in tutti gli stati membri se presenti su determinati vegetali o prodotti vegetali, alla lettera a) punto 10, la Paysandisia archon. Attenersi a tutte le eventuali altre leggi regionali e nazionali in materia di lotta obbligatoria a fitopatie specifiche e a insetti fitofagi qui non riportati.

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 13
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 ART. 19
 ART. 21
 ART. 22
 Art. 1
 art. 20
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 art.9
 art.24
 articolo 75
 articolo 2
 Art. 9
 Art.8
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 ART. 17
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 ART. 19