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Decisione N del 16 settembre PDF
Decisione N del 16 settembre 2016
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1 COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) LAPERTOSA (MI) ORLANDI (MI) MINNECI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) FERRARI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari (MI) TINA Membro designato da Associazione rappresentativa dei clienti Relatore (MI) FERRARI Nella seduta del 12/07/2016 dopo aver esaminato: - il ricorso e la documentazione allegata - le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione - la relazione della Segreteria tecnica FATTO Il ricorrente lamenta il blocco, a suo dire ingiustificato, di un conto corrente acceso presso la banca resistente e di cui è cointestatario assieme ad altre quattro persone. Tale conto presenta un saldo attivo di ,00, somma che è stata trasferita per errore da un conto corrente personale del ricorrente e che sarebbe dovuta confluire su un conto intestato esclusivamente al ricorrente sempre presso la banca convenuta. Il ricorrente si duole inoltre della mancata esecuzione di un ordine di bonifico di ,00 verso un conto personale del ricorrente medesimo. Anche l ordine di retrocessione al conto personale del ricorrente presso un altra banca (banca Alfa) delle somme erroneamente trasferite è rimasto ineseguito. La resistente ha giustificato la propria condotta adducendo problematiche inerenti la c.d. adeguata verifica. Secondo il ricorrente, tale giustificazione è infondata per le seguenti ragioni. L identità dell ordinante i due bonifici, nonché la provenienza delle somme trasferite, erano e sono ben note: il ricorrente ha infatti effettuato il trasferimento dal suo conto esclusivo presso la banca Alfa. Pag. 2/6
2 Il trasferimento, tramite i due bonifici, al conto cointestato è frutto di un errore d individuazione del conto corrente. Il ricorrente, nella veste di ordinante, credeva di trasferire le somme ad un altro suo conto esclusivo presso la banca convenuta, conto in realtà ormai chiuso. Il ricorrente ha pieni poteri sul conto cointestato. In ossequio al disposto degli artt. 18 e 23 del d.lgs. n. 231/2007, la banca avrebbe dovuto restituire le somme al conto corrente di partenza (in questo caso quello personale del ricorrente) o eventualmente liquidarne il relativo importo tramite bonifico su conto corrente indicato dal cliente e non trattenere le somme bloccandone la relativa disponibilità. Alla luce di quanto sopra, il ricorrente chiede il risarcimento del danno subito come lucro cessante a causa del grave inadempimento della banca convenuta, quantificato in ,00 (importo già scontato, ai fini conciliativi, rispetto all ammontare del pregiudizio sofferto), impregiudicata ogni altra pretesa. Nelle proprie controdeduzioni, la banca resistente afferma che in data 4/4/2013 confluiva la somma di ,00 su un conto cointestato al ricorrente e altre quattro persone. Con tale importo, venivano aperti 10 buoni a risparmio da ,00 ciascuno con scadenza giugno In data 21/6/2013, sempre presso la resistente, affluivano sul predetto conto ulteriori ,00. In data 6/9/2013, il ricorrente chiedeva un bonifico di ,00 verso l estero. La banca convenuta non eseguiva la disposizione perché il conto non era in regola per la c.d. adeguata verifica delle identità e documenti di tutti i cointestatari ai sensi della normativa antiriciclaggio. Seguiva una corrispondenza con il ricorrente il quale, non soddisfatto delle informazioni ricevute, decideva di presentare ricorso all ABF. Ciò premesso, il ricorrente pretendeva la messa a disposizione della cifra disponibile e poi dell'intera somma affluita sul conto cointestato a prescindere dall esistenza di una carenza documentale dovuta al decesso, a luglio 2013, di una cointestataria, creando l obbligo di apertura di una pratica di successione. La specifica qualità dell erede della de cuius (trattasi di un associazione) ha richiesto tempo per l acquisizione completa della documentazione e delle autorizzazioni. Se la banca avesse dato corso alle disposizioni di bonifico del ricorrente, sarebbe stata sottratta la quota ereditaria spettante all associazione. Inoltre, l attuale legislazione prescrive obblighi stringenti per le banche al fine di esercitare un controllo sui soggetti che operano in denaro e strumenti finanziari, particolarmente con operazioni da e per l estero. A tal fine, l attuale legislazione prevede controlli periodici e l aggiornamento dei dati, inclusi quelli relativi ai documenti di identificazione dei correntisti per giungere alla c.d. adeguata verifica della qualità del soggetto titolare o contitolare del rapporto. Tanto più che anche una eventuale interpretazione estensiva che avesse consentito a tutti i cointestatari di disporre della somma facendola affluire verso un unico rapporto avrebbe avuto bisogno anche del consenso dell associazione erede della de cuius, ma questa avrebbe potuto agire in qualità di erede solo al termine delle procedure di accettazione e ingresso nell eredità. Nel momento in cui le somme sono confluite sul conto cointestato (aprile e giugno 2013), il cointestatario poi deceduto (a luglio) era ancora in vita e il conto cointestato era regolare. Dopo il decesso, il ricorrente cercava di disporre delle somme depositate. Pag. 3/6
3 Come già accennato, l associazione ha accettato e acquisito l eredità e, a seguire, il conto è stato estinto e la provvista residua accreditata in un nuovo conto corrente intestato ai superstiti. Pertanto, al termine della vicenda di carattere documentale e successorio, l importo è rimasto nella disponibilità di tutti i cointestatari e non solo del ricorrente. L intera vicenda è la riprova che i sistemi di controllo adottati dalla banca convenuta, la cautela e la diligenza operata nella gestione della questione funzionano e sono posti a garanzia dei singoli correntisti ai quali viene evitato un eventuale problematico rapporto con richieste all Autorità, quanto a tutela generale stante anche la percezione negativa di certe tipologie di reati che confidano proprio nell assenza o nella lacunosità dei controlli bancari. In sede di replica alle controdeduzioni, il ricorrente, per il tramite del proprio legale, afferma quanto segue. - ribadisce di aver disposto due bonifici da un proprio conto presso la banca Alfa ad un conto cointestato a sé e altre quattro persone acceso presso la banca convenuta; il primo bonifico ad aprile 2013 per e il secondo a giugno 2013 per l importo di ribadisce altresì che il 6 settembre 2013 ha disposto un bonifico di a valere sul conto cointestato e a favore di un conto personale ma tale disposizione non è stata eseguita dalla banca convenuta. - la banca convenuta giustificava il proprio operato affermando che l intervenuto decesso di uno dei cointestatari (la sorella del ricorrente) imponeva di aprire una pratica di successione e quindi il blocco totale del conto corrente. Inoltre, adduceva problematiche relative alla c.d. adeguata verifica e ciò sulla base dell avvenuta scadenza del documento di identità della de cuius. - il decesso della cointestataria è avvenuto ben dopo la scadenza del documento di identità della stessa. Ben prima della morte della cointestataria, infatti, la banca convenuta era già in possesso di un documento scaduto ma tale circostanza ha iniziato a rappresentare un problema solo una volta inoltrato il sopra citato ordine di bonifico verso l estero. - la sussistenza di un patto di cointestazione del conto a firma disgiunta prescinde e supera le esigenze dettate dalle pratiche successorie, imponendo la prevalenza dei diritti facenti capo in base al contratto ai singoli cointestatari del conto e legittima la attuazione degli stessi. - in base alla normativa in tema di adeguata verifica, la convenuta avrebbe dovuto, al limite, restituire le somme al cliente ordinante il bonifico e non trattenere le somme bloccandone la disponibilità. - il rifiuto opposto dalla banca convenuta alla richiesta di disponibilità della somma e di sblocco del conto integra un inadempimento contrattuale che ha cagionato al ricorrente un danno ingiusto sia sotto il profilo del danno emergente (spese legali e procedimentali) sia sotto il profilo del lucro cessante, rappresentato dalla mancata disponibilità, per oltre due anni, della cospicua somma di ,00 appartenente al ricorrente medesimo e rimasta inspiegabilmente immobilizzata sul conto cointestato. - alla luce di quanto sopra, il ricorrente insiste con la domanda formulata in sede di ricorso. In sede di controreplica, la banca resistente afferma quanto segue: - alla luce delle repliche è quindi pacifico che gli importi depositati sul conto corrente appartengono a tutti gli intestatari del medesimo uno dei quali è deceduto prima dell ordine di bonifico disposto dal ricorrente il 6/9/2013; Pag. 4/6
4 - il problema della successione è collaterale e integrativo a quello centrale e essenziale dell assolvimento di un obbligo sancito da una legge inderogabile finalizzata a individuare e perseguire eventuali reati; - uno di tali obblighi è il costante aggiornamento della documentazione dei titolari dei rapporti nell ambito della c.d. adeguata verifica. Nel caso di specie, la presenza di un documento di identità scaduto ha avuto effetto bloccante su una operazione che rientra tra quelle particolarmente monitorate essendo relativa al trasferimento di una ingente somma ad un conto estero; - il ricorrente richiama la possibilità che i titolari di un conto sottoposto a blocco per adeguata verifica dispongano di trasferire la somma presso un altro rapporto in altra banca; - in tal caso era comunque necessaria una disposizione congiunta dei titolari e quindi anche dell associazione erede della de cuius; - il ricorrente non ha fornito alcuna documentazione a supposto della richiesta di risarcimento del danno per mancato utilizzo di denaro; - l intermediario ribadisce quindi le conclusioni espresse in sede di controdeduzioni e insiste per il rigetto del ricorso. L intermediario chiede pertanto il rigetto del ricorso. DIRITTO Il Decreto Legislativo n. 231 del 21 novembre 2007 (Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione) impone l acquisizione da parte dell intermediario di informazioni riferite al cliente e al rapporto in essere quali, ad esempio, lo scopo del rapporto continuativo e, dall altro, lo svolgimento di un controllo costante nel corso del rapporto (art. 18); parallelamente l art. 21 del decreto sancisce che I clienti forniscono, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie e aggiornate per consentire ai soggetti destinatari del presente decreto di adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. Ora, qualora i soggetti destinatari della disciplina non siano in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela ovvero non siano in grado di ottenere le informazioni richieste dall art. 18 del decreto sul cliente e sulla natura e scopo del rapporto continuativo l art. 23, comma 1, del medesimo decreto inibisce all intermediario, di eseguire operazioni, potendo anche porre fine al rapporto continuativo o alla prestazione professionale già in essere. È di cristallina evidenza che la natura della disciplina antiriciclaggio impone obblighi inderogabili e cogenti sia in capo agli intermediari sia in capo ai loro clienti, obbligando questi ultimi ad una condotta informativa attiva. Ebbene, è a questo punto evidente che, nella vicenda all origine della presente controversia, non può ravvisarsi alcuna condotta dell intermediario che possa essere oggetto di censura, avendo costui agito in piena conformità a quanto previsto dalla normativa di settore. Pag. 5/6
5 PER QUESTI MOTIVI Il Collegio non accoglie il ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 Pag. 6/6
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References: art. 21
 art. 18
 art. 23
 art. 8
 Art. 1
 art. 8
 art. 8
 Art. 1
 Art. 119