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Timestamp: 2013-12-08 13:22:37+00:00

Document:
EUR-Lex - 32007R0863 - IT
GU L 199 del 31.7.2007, pagg. 30–39 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
di entrata in vigore: 20/08/2007; entrata in vigore data della pubblicazione + 20 vedi art. 14
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2006/0401 Def
decisione Consiglio; reso 12/06/2007
12006E251 12006E066 Seleziona i documenti che hanno per base giuridica il presente atto
32004R2007 modifica cancellazione articolo 1.4 dal 01/08/2007
32004R2007 modifica sostituzione articolo 10 dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 10 BI dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 10 QUATER dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta ART10 TER dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 1 BI dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 2.1 dal 01/08/2007
32004R2007 modifica sostituzione articolo 8.3 dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 BI dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 NONIES dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 OCTIES dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 QUATER dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 QUINQUIES dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 SEPTIES dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 SEXIES dal 01/08/2007
32004R2007 modifica aggiunta articolo 8 TER dal 01/08/2007
52006PC0401 approvazione Modificato da:
rettificato da 32007R0863R(01) Atti citati:
32007R0863 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
(1) Il 26 ottobre 2004, il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 2007/2004 che istituisce un’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea [2] ("l’Agenzia").
(2) Fatto salvo l’articolo 64, paragrafo 2, del trattato, lo Stato membro che si trovi in circostanze tali da richiedere una maggiore assistenza tecnica e operativa alle frontiere esterne può, a norma degli articoli 7 e 8 del regolamento (CE) n. 2007/2004, chiedere assistenza all’Agenzia sotto forma di coordinamento quando sono coinvolti altri Stati membri.
(3) Una gestione efficace delle frontiere esterne attraverso controlli e sorveglianza contribuisce alla lotta contro l’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani nonché alla prevenzione di qualsiasi minaccia alla sicurezza interna, all’ordine pubblico, alla sanità pubblica e alle relazioni internazionali degli Stati membri. Il controllo di frontiera è interesse non solo dello Stato membro alle cui frontiere esterne viene effettuato, ma anche di tutti gli Stati membri che hanno abolito i controlli alle frontiere interne.
(4) Il controllo delle frontiere esterne è di competenza degli Stati membri. Tenuto conto delle sollecitazioni alle frontiere esterne a cui gli Stati membri devono fare fronte periodicamente, soprattutto dell’afflusso massiccio alle frontiere esterne di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel territorio degli Stati membri, può essere necessario assistere gli Stati membri fornendo loro risorse, e soprattutto personale, in misura adeguata e sufficiente.
(5) Le possibilità di cui si dispone attualmente per fornire un’assistenza pratica efficace nel quadro dei controlli delle persone alle frontiere esterne e della sorveglianza di tali frontiere a livello europeo non sono ritenute sufficienti, soprattutto nei casi in cui gli Stati membri si trovino a far fronte a un afflusso massiccio di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel territorio degli Stati membri.
(6) Uno Stato membro dovrebbe pertanto avere la possibilità di chiedere, nel quadro dell’Agenzia, l’invio nel proprio territorio di squadre di intervento rapido alle frontiere, composte da esperti di altri Stati membri opportunamente addestrati, affinché assistano temporaneamente le sue guardie di frontiera. L’invio di squadre di intervento rapido alle frontiere contribuirà ad accrescere la solidarietà e la reciproca assistenza tra Stati membri.
(7) L’invio di squadre di intervento rapido alle frontiere allo scopo di fornire sostegno per un periodo di tempo limitato ha luogo in situazioni urgenti ed eccezionali. Tali situazioni si verificano quando uno Stato membro si trovi a fare fronte ad un afflusso massiccio di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel suo territorio, afflusso che richiede un’azione immediata, e qualora l’invio di squadre di intervento rapido alle frontiere contribuisca a fornire una risposta efficace. Le squadre di intervento rapido alle frontiere non sono intese a fornire assistenza a lungo termine.
(8) Le squadre di intervento rapido alle frontiere dipenderanno dalle funzioni, dalla disponibilità e dalla frequenza d’invio previste. Per assicurare l’efficacia di funzionamento delle squadre d’intervento rapido alle frontiere, gli Stati membri dovrebbero mettere a disposizione un numero adeguato di guardie di frontiera (il "pool d’intervento rapido") che rispecchi in particolare la specializzazione e l’entità del corpo di guardie di frontiera d’appartenenza. Gli Stati membri dovrebbero perciò istituire pool nazionali di esperti per contribuire ad una maggiore efficacia del presente regolamento. Le diverse dimensioni degli Stati membri e le specializzazioni tecniche delle loro organizzazioni di guardie di frontiera dovrebbero essere prese in considerazione dall’Agenzia.
(9) Le migliori pratiche esistenti in molti Stati membri dimostrano che la conoscenza dei profili (competenze e qualifiche) delle guardie di frontiera disponibili, prima dell’invio, contribuisce in misura significativa a un’efficiente pianificazione e conduzione delle operazioni. È opportuno quindi che l’Agenzia stabilisca i profili e il numero complessivo di guardie di frontiera da mettere a disposizione per le squadre di intervento rapido alle frontiere.
(10) Dovrebbe essere istituito un meccanismo per la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere, che offra sia all’Agenzia sia agli Stati membri una flessibilità sufficiente e garantisca un livello elevato di efficienza ed efficacia nello svolgimento delle operazioni.
(11) L’Agenzia dovrebbe tra l’altro coordinare la composizione, la formazione e l’invio delle squadre di intervento rapido alle frontiere. È pertanto necessario introdurre nuove disposizioni nel regolamento (CE) n. 2007/2004 per quanto riguarda il ruolo dell’Agenzia rispetto a dette squadre.
(12) Quando uno Stato membro si trovi a far fronte ad un afflusso massiccio di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel suo territorio, o ad un’altra situazione di emergenza che incida in misura sostanziale sull’adempimento dei compiti nazionali, esso può astenersi dal mettere a disposizione le proprie guardie di frontiera.
(13) Per collaborare efficacemente con le guardie nazionali di frontiera, è opportuno che durante la missione nello Stato membro che ha chiesto assistenza i membri delle squadre possano svolgere compiti di controllo delle persone alle frontiere esterne e di sorveglianza di tali frontiere.
(14) Analogamente, per rendere più efficaci le operazioni congiunte coordinate dall’Agenzia, è opportuno che agli agenti distaccati di altri Stati membri sia temporaneamente concesso di svolgere compiti di controllo delle persone alle frontiere esterne e di sorveglianza di tali frontiere.
(15) È pertanto altresì necessario introdurre nuove disposizioni nel regolamento (CE) n. 2007/2004 per quanto riguarda i compiti e le competenze degli agenti inviati nel territorio di uno Stato membro su richiesta di quest’ultimo nel quadro dell’Agenzia.
(16) Il presente regolamento contribuisce alla corretta applicazione del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) [3]. A tal fine, nell’effettuare le verifiche e la sorveglianza di frontiera, i membri delle squadre e gli agenti distaccati non dovrebbero esercitare verso le persone discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Tutte le misure adottate in esecuzione dei loro compiti e nell’esercizio delle loro funzioni dovrebbero essere proporzionate agli obiettivi perseguiti con tali misure.
(17) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali ed osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Esso dovrebbe essere attuato nel rispetto degli obblighi degli Stati membri in materia di protezione internazionale e di non respingimento.
(18) Il presente regolamento dovrebbe essere attuato nel pieno rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale del mare, in particolare per quanto riguarda la ricerca e il salvataggio.
(19) La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati [4], si applica al trattamento di dati personali da parte degli Stati membri in applicazione del presente regolamento.
(20) Per quanto riguarda l’Islanda e la Norvegia, il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi dell’accordo concluso dal Consiglio dell’Unione europea con la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen [5] che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, punto A, della decisione 1999/437/CE del Consiglio [6] relativa a talune modalità di applicazione dell’accordo.
(21) Per quanto riguarda la Svizzera, il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen, che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, punto A, della decisione 1999/437/CE, in combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 1, delle decisioni del Consiglio 2004/849/CE [7] e 2004/860/CE [8].
(22) A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata e non è soggetta alla sua applicazione. Dato che il presente regolamento si basa sull’acquis di Schengen in forza delle disposizioni del titolo IV della parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca, a norma dell’articolo 5 di detto protocollo, decide, entro un periodo di sei mesi dalla data di adozione del presente regolamento, se intende recepirlo nel proprio diritto interno.
(23) Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui il Regno Unito non partecipa, a norma della decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen [9]. Di conseguenza, il Regno Unito non partecipa all’adozione del presente regolamento, non è da esso vincolato e non è soggetto alla sua applicazione.
(24) Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui l’Irlanda non partecipa, a norma della decisione 2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell’Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen [10]. Di conseguenza, l’Irlanda non partecipa all’adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata e non è soggetta alla sua applicazione.
(25) Le disposizioni dell’articolo 6, paragrafi 8 e 9, del presente regolamento, in quanto relative all’accesso al sistema di informazione Schengen, sono disposizioni basate sull’acquis di Schengen o altrimenti a esso correlate ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2003 e dell’articolo 4, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2005,
1. Il presente regolamento istituisce un meccanismo volto a fornire assistenza operativa rapida per un periodo limitato allo Stato membro che ne faccia richiesta e che si trovi a fare fronte a sollecitazioni urgenti ed eccezionali, specie in caso di afflusso massiccio alle frontiere esterne di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel territorio dello Stato membro, attraverso la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere (di seguito "squadre"). Il presente regolamento definisce inoltre i compiti che devono essere svolti e le competenze che devono essere esercitate dai membri delle squadre nelle operazioni condotte in uno Stato membro diverso dal loro.
1) "Agenzia": l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea;
2) "membri delle squadre": le guardie di frontiera di Stati membri che operano nelle squadre di intervento rapido alle frontiere e non appartengono allo Stato membro ospitante;
3) "Stato membro richiedente": lo Stato membro le cui autorità competenti chiedono all’Agenzia di inviare squadre di intervento rapido alle frontiere nel suo territorio;
4) "Stato membro ospitante": lo Stato membro nel cui territorio è inviata una squadra di intervento rapido alle frontiere;
5) "Stato membro di origine": lo Stato membro di cui un membro della squadra è guardia di frontiera.
1) all’articolo 1 il paragrafo 4 è soppresso;
1) "frontiere esterne degli Stati membri": le frontiere terrestri e marittime degli Stati membri e i loro aeroporti e porti marittimi, cui si applicano le disposizioni del diritto comunitario in materia di attraversamento delle frontiere esterne da parte delle persone;
2) "Stato membro ospitante": lo Stato membro nel cui territorio è inviata una squadra di intervento rapido alle frontiere o ha luogo un’operazione congiunta o un progetto pilota;
3) "Stato membro di origine": lo Stato membro di cui un membro della squadra o l’agente distaccato è guardia di frontiera;
4) "membri delle squadre": le guardie di frontiera di Stati membri che operano in una squadra di intervento rapido alle frontiere e non appartengono allo Stato membro ospitante;
5) "Stato membro richiedente": lo Stato membro le cui autorità competenti chiedono all’Agenzia di inviare squadre di intervento rapido alle frontiere nel suo territorio;
6) "agenti distaccati": gli agenti dei servizi della guardia di frontiera di Stati membri diversi dallo Stato membro ospitante che partecipano alle operazioni congiunte e ai progetti pilota.";
3) all’articolo 2, paragrafo 1, è inserita la lettera seguente:
"g) invia squadre di intervento rapido alle frontiere negli Stati membri a norma del regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell' 11 luglio 2007, che istituisce un meccanismo per la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere e modifica il regolamento (CE) n. 2007/2004 limitatamente a tale meccanismo e disciplina i compiti e le competenze degli agenti distaccati [].
4) all’articolo 8 il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
"3. L’Agenzia può acquistare attrezzature tecniche di controllo e di sorveglianza delle frontiere esterne a uso dei propri esperti e nel quadro delle squadre di intervento rapido alle frontiere per la durata della loro missione.";
Su richiesta di uno Stato membro che si trovi a far fronte a sollecitazioni urgenti ed eccezionali, specie in caso di afflusso massiccio alle frontiere esterne di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel territorio di tale Stato membro, l’Agenzia può inviare per un periodo limitato nel territorio dello Stato membro richiedente una o più squadre di intervento rapido alle frontiere (di seguito "le squadre"), per la durata necessaria, a norma dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 863/2007.
e) la composizione delle squadre;
2. Il consiglio di amministrazione stabilisce le regole specifiche per il pagamento della diaria ai membri delle squadre.";
6) l’articolo 10 è sostituito dai seguenti:
1. Gli agenti distaccati sono in grado di svolgere tutti i compiti e di esercitare tutte le competenze per i controlli di frontiera o la sorveglianza di frontiera a norma del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) [], e che sono necessari per raggiungere gli obiettivi di detto regolamento.
[1] Parere del Parlamento europeo del 26 aprile 2007 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 12 giugno 2007.
[7] Decisione 2004/849/CE del Consiglio, del 25 ottobre 2004, relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, nonché all’applicazione provvisoria di alcune disposizioni dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen (GU L 368 del 15.12.2004, pag. 26).
[8] Decisione 2004/860/CE del Consiglio, del 25 ottobre 2004, relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, nonché all’applicazione provvisoria di alcune disposizioni dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen (GU L 370 del 17.12.2004, pag. 78).
[9] GU L 131 dell’1.6.2000, pag. 43.
[] GU L 199 del 31.7.2007, pag. 30..";
[] GU L 105 del 13.4.2006, pag. 1."

References: art. 14
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 articolo 2
 articolo 8
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