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Timestamp: 2018-02-21 09:22:13+00:00

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Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Tecnologie per i Beni Culturali (C.I.R.TE.BE.C.) - PDF
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Berto Berardino
1 Università di Sassari Università di Cagliari Regione Autonoma della Sardegna Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Tecnologie per i Beni Culturali (C.I.R.TE.BE.C.) Convenzione per l istituzione e il funzionamento del Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Tecnologie per i Beni Culturali (C.I.R.TE.BE.C.) TRA L Università degli Studi di Sassari, con sede legale a Sassari, Piazza Università n.21, Codice Fiscale e Partita IVA n , rappresentata dal Prof. Attilio Mastino, nato a Bosa (OR) il 29/07/1949, Rettore pro tempore dell Università stessa, domiciliato per la carica in Piazza Università n. 21, Sassari E L Università degli Studi di Cagliari, con sede legale a Cagliari, Via Università n.40, Codice Fiscale e Partita IVA n , rappresentata dal Prof.Giovanni Melis, nato a Cagliari (CA) il 12/12/1945, Rettore pro tempore dell Università stessa, domiciliato per la carica in Palazzo del Rettorato, Via Università n. 40, Cagliari Art. 1: Costituzione È costituito tra l Università degli Studi di Sassari e l Università degli Studi di Cagliari, il Centro Interuniversitario denominato Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Tecnologie per i Beni Culturali citato di seguito come Centro. A tale centro viene data, in acronimo, la denominazione C.I.R.TE.BE.C. Art. 2: Afferenze Afferiscono al Centro, in prima applicazione, i sottoindicati Dipartimenti delle Università convenzionate: - Dipartimento di Storia dell'università degli Studi di Sassari, - Dipartimento di Studi storici, geografici e artistici dell Università degli Studi di Cagliari - Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico Artistiche dell Università degli Studi di Cagliari. 1
2 L'afferenza di altri Dipartimenti delle Università convenzionate o di Università che volessero aderire alla convenzione può avvenire con delibera del Consiglio Direttivo, sentito il Comitato scientifico. Art. 2: Finalità del Centro Il Centro ha per scopo la promozione di ricerche e alti studi con particolare riguardo alla Archeologia, alla storia economico sociale, religiosa e artistica, geografica, antropologica etc. della Sardegna e degli altri stati gravitanti sull area mediterranea. A tal fine cura in modo particolare: 1. L'individuazione della documentazione archeologica e storica relativa a tali studi. 2. La costituzione di un Laboratorio storico archeologico, con un forte impianto tecnologico, per la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali. 3. La realizzazione di un ambiente di ricerca fortemente interdisciplinare, basato su una piattaforma tecnologica condivisa tra i ricercatori e i laboratori delle Università di Sassari e Cagliari, impegnati nella ricerca avanzata sui Beni culturali e nelle tecnologie ad essi applicate, con particolare riguardo alla diagnostica ed alla caratterizzazione dei materiali. 4. Il Censimento sistematico dei beni storici, archeologici, artistici e documentari materiali e immateriali e trasposizione cartografica e multimediale dei dati acquisiti culturali. 5. Il supporto specialistico permanente alle attività di valorizzazione del patrimonio storico culturale e identitario attraverso la elaborazione di modelli di studio e la realizzazione di progetti richiesti da committenti locali, nazionali e internazionali. 6. La costituzione di un Centro servizi internazionale finalizzato alla fornitura/affitto o vendita chiavi in mano di progetti di ricerca nell ambito dei beni archeologici, storici e e culturali. 7. La creazione di un archivio di documentazione digitale. 8. La promozione di corsi di formazione per laureandi e giovani ricercatori provenienti da università degli stati che si affacciano sul mare mediterraneo interessati alla storia e alla archeologia in tutti i suoi vari aspetti. 9. La pubblicazione, anche in forma periodica, dei risultati della propria attività. 10. L'organizzazione di convegni di studio. Il Centro si propone, in particolare, di: 1. Sviluppare l attività in settori strategici quali: la caratterizzazione, la diagnostica, la conservazione e il restauro dei beni culturali, la caratterizzazione dei materiali e dei documenti storici, artistici e archeologici (fittili, metalli, vetro, litici, malte, legno, pigmenti colorati, resti umani, faune e resti vegetali). 2. Considerare altresì oggetto di interesse dell attività i supporti scrittori di varia natura, la loro conoscenza ed il loro restauro, la composizione degli archivi orali, fotografici e video. 3. Acquisire e sviluppare tecnologie Laser Scanner e fotogrammetriche, delle indagini geofisiche, delle tecnologie di alta specializzazione come, ad esempio, la tomografia XR, la difrattometria e la fluorescenza ai raggi X, indispensabili per documentare siti, reperti archeologici, epigrafi, 2
3 monumenti e opere d arte, al fine di porre le basi di un consistente salto di qualità nella conoscenza dei beni culturali della Sardegna. 4. Sviluppare i settori del rilievo architettonico ed archeologico (topografia operativa, fotogrammetria digitale terrestre, posizionamento satellitare, laser scanning), le analisi territoriali (fotogrammetria aerea, telerilevamento da satellite, cartografia numerica) e spaziali (costruzione e gestione di basi di dati georeferenziate in ambiente G.I.S.). 5. Uniformare e completare il Censimento sistematico dei beni archeologici, storici, artistici, finalizzato alla costruzione di carte di valutazione del potenziale archeologico e storicomonumentale, a supporto della progettazione di opere pubbliche o private e della pianificazione urbanistica e territoriale. 6. Ottimizzare il potenziale dei ricercatori dei due Atenei della Sardegna in una prospettiva di convergenza interdisciplinare. 7. Ospitare ricercatori stranieri, nell ambito di progetti comuni di ricerca, attivando iniziative, scambi, rapporti. 8. Promuovere e sviluppare collaborazioni con altri atenei, istituzioni ed enti locali, associazioni di categoria, centri ed associazioni nazionali ed internazionali, che perseguano analoghe finalità di ricerca. 9. Promuovere e favorire contatti e collaborazioni con spin off accademici o universitari e con aziende, con particolare riferimento a quelle operanti nel settore su problematiche interdisciplinari di competenza del Centro. 10. Elaborare e svolgere consulenze, progetti di ricerca, di formazione e di intervento per enti pubblici e privati. 11. Promuovere e sostenere iniziative di studio e formazione quali ad esempio, corsi di alta formazione rivolti a personale interno ed esterno (master, dottorati di ricerca, corsi di perfezionamento e aggiornamento, nell ambito delle università convenzionate), anche con attribuzione di borse di studio post dottorali, di assegni e contratti di ricerca, laboratori, campagne di sensibilizzazione e/o educazione nelle scuole, testi scientifici e sussidi didattici, portali web e riviste. 12. Organizzare workshop, conferenze, seminari e convegni, anche in collaborazione con gli enti locali al fine di assicurare la massima diffusione dei dati acquisiti. 13. Valutare, dopo la istituzione formale dell Istituto universitario per la Tecnologia del Mediterraneo, la possibilità di far convergere il Centro CIRTEBEC all interno del nuovo Istituto. Art. 3: Sedi consorziate Università degli Studi di Sassari, con sede legale a Sassari, Piazza Università n.21, Sassari Università degli Studi di Cagliari, con sede legale a Cagliari, Via Università n.40, Cagliari Art. 4: Sede Amministrativa Il Centro ha sede, ai soli fini organizzativi e amministrativi, presso l'università degli Studi di Sassari. Tale sede amministrativa può essere cambiata previo accordo tra le Università convenzionate. Le attività scientifiche del Centro si svolgono presso le sedi delle Università aderenti a questa 3
4 convenzione, in base ai piani elaborati dal Consiglio Direttivo. A tal fine, nel caso le sue attività lo richiedano, il Centro può articolarsi ufficialmente in Sezioni costituite presso le singole Università aderenti. Il Centro, per le sue peculiari necessità, può avere sede di rappresentanza e può svolgere la sua attività anche presso gli immobili messi eventualmente a sua disposizione da Amministrazioni comunali della Sardegna e da altri Enti pubblici. Sono organi del Centro: a) Il Direttore b) Il Consiglio Direttivo c) Il Comitato scientifico Art. 5: Organizzazione del Centro d) i Responsabili delle Sezioni periferiche eventualmente costituite. Art. 6: Il Direttore Il Direttore è nominato dai Rettori delle due sedi consorziate, su designazione del Consiglio Direttivo che lo elegge al suo interno tra i professori di ruolo dei Dipartimenti di cui all art. 2., di norma seguendo il principio dell alternanza di sede; dura in carica un triennio a partire dal primo gennaio successivo alla data di elezione e la sua carica è rinnovabile una sola volta. Il Direttore: 1. rappresenta il Centro e ne coordina le attività; 2. vigila sull osservanza del presente statuto; 3. coordina e promuove le attività del Centro e del personale assegnato nonché dei gruppi di lavoro e dei collaboratori che fanno capo al Centro; 4. convoca e presiede il Consiglio Direttivo e il Comitato Scientifico, cura l esecuzione delle relative delibere; 5. sovrintende il personale e l attribuzione di incarichi di collaborazione professionale; 6. sovrintende e coordina la gestione amministrativa e contabile del Centro e ne assicura la regolarità; 7. provvede all acquisizione di quanto occorre per il funzionamento del Centro; 8. propone al Consiglio Direttivo ed al Comitato Scientifico, prima dell inizio dell esercizio, il programma di attività del Centro ed il relativo piano di spesa; 9. predispone al termine dell esercizio (a fine anno) il consuntivo e una relazione sull'attività svolta dal Centro, da trasmettere ai Rettori delle Università convenzionate al fine di valutarne efficacia ed efficienza; 10. nomina il Vice Direttore, su designazione del Consiglio Direttivo che lo elegge fra i propri componenti, seguendo il principio dell alternanza di sede; il vice Direttore lo sostituisce in caso di assenza o temporaneo impedimento; 11. convoca una riunione annua di tutti gli aderenti, con la partecipazione anche di coloro che non sono rappresentanti negli Organi del Centro; 12. Esercita tutte le altre attribuzioni demandate dalle norme vigenti. 4
5 Art. 7: Il Consiglio Direttivo Il Consiglio Direttivo è l organo di indirizzo, di programmazione, di coordinamento e di deliberazione delle attività del Centro. Il Consiglio Direttivo è composto complessivamente da 4 membri, 2 per ciascuna delle Università indicate all art. 1, designati dai rispettivi organi deliberanti. Il Consiglio Direttivo resta in carica tre anni a partire dal primo gennaio successivo alla data di elezione. I suoi membri possono essere rieletti. Il Consiglio Direttivo: 1. Elegge fra i suoi componenti il Direttore e lo designa per la nomina ai Rettori delle due sedi consorziate ; 2. approva, su proposta del Direttore e sentito il Comitato Scientifico, il programma di attività del Centro e il relativo piano di spesa; 3. approva i prospetti di bilancio preventivo e di conto consuntivo e un resoconto annuale delle attività e delle spese relative all esercizio precedente, predisposti dal Direttore; il resoconto deve essere trasmesso ai Rettori delle Università presenti in convenzione, per permettere una valutazione sull efficienza del Centro; 4. delibera sulla partecipazione al Centro di altri Dipartimenti, Scuole, Istituti o analoghi organi accademici di Università italiane o straniere e sull afferenza di studiosi italiani e stranieri le cui competenze siano riconosciute dal Consiglio Direttivo adeguate e rilevanti per la programmazione e la gestione dell attività del Centro; 5. propone agli Organi di governo degli Atenei le modifiche alle presenti norme di funzionamento, con delibera approvata da almeno 2/3 dei suoi membri; 6. approva l eventuale regolamento interno relativo alle attività del Centro; 7. nomina eventuali figure di ausilio alle attività del Centro previste dal regolamento del Centro; 8. esercita tutte le altre competenze richieste per il buon funzionamento del Centro e delibera su ogni altro argomento sottoposto al suo esame dal Direttore. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Direttore in seduta ordinaria almeno una volta l anno, per l approvazione delle attività del Centro, del relativo piano di spesa e del rendiconto consuntivo. E altresì convocato ogni volta che il Direttore lo reputi necessario o lo richieda un terzo dei suoi componenti. La convocazione deve essere fatta con un anticipo di almeno 15 giorni, anche a mezzo fax e/o e mail. Per la validità delle adunanze e delle deliberazioni è necessaria la presenza di almeno la metà dei suoi componenti; sono esclusi dal computo gli assenti giustificati. La partecipazione al Consiglio Direttivo non può essere oggetto di delega. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti. A parità di voti, prevale quello del Direttore. Art. 8: Il Comitato Scientifico Il Comitato Scientifico è l organo di consulenza che coopera alla formulazione delle linee generali di attività del Centro, esprimendo il suo parere. Il Comitato Scientifico è costituito, per un massimo di 10 componenti: 1. dal Direttore; 5
6 2. dai membri del Consiglio Direttivo; 3. da docenti, ricercatori e studiosi italiani e stranieri le cui competenze siano riconosciute dal Consiglio Direttivo come adeguate e rilevanti per la programmazione e la gestione dell attività del Centro. Il Comitato Scientifico sceglie, al proprio interno, un Presidente con funzioni di coordinamento. Il Comitato Scientifico decade automaticamente al decadere del Consiglio Direttivo che lo ha espresso. Il Comitato Scientifico è convocato almeno una volta l anno dal suo Presidente. La convocazione deve essere fatta con anticipo di almeno 15 giorni anche a mezzo fax e/o e mail. I membri del Comitato Scientifico partecipano alle riunioni a titolo gratuito. Art. 9: Sezioni periferiche Le Sezioni eventualmente costituite presso le Università aderenti svolgono i compiti istituzionali del Centro in conformità ai programmi di attività ed alle indicazioni del Consiglio Direttivo e del Direttore. Esse possono assumere ulteriori iniziative di carattere locale o speciale, che saranno preventivamente sottoposte al Consiglio Direttivo per la verifica di conformità ai fini istituzionali del Centro e di compatibilità con lo svolgimento dei compiti di cui al comma precedente. Le iniziative approvate sono inserite nei programmi di attività e sono considerate a tutti gli effetti attività proprie del Centro. Art. 10: Responsabile della Sezione Alle Sezioni eventualmente costituite è preposto come Responsabile il rappresentante di quella sede universitaria in seno al Consiglio Direttivo. Egli cura lo svolgimento dell'attività nell'ambito dei programmi e delle direttive degli organi del Centro e dispone dei fondi messi a disposizione delle Sezioni con le modalità di cui all'art. 13. Art. 11: Personale amministrativo e di ricerca Le Università aderenti, nei limiti dei mezzi a loro disposizione, possono: distaccare al Centro personale docente e non docente, previo loro consenso, secondo quanto previsto dall'art. 91 terzo comma del D.P.R. n. 382/80: mettere a disposizione locali ed attrezzature. Per lo svolgimento delle proprie attività il Centro può contare, oltre che sul predetto personale, anche su: a) comandi di professori di istituti di istruzione media previsti dall'art. 22 della Legge n 311 e dall'art. 115 del R. D n 1592; 6
7 b) utilizzazione temporanea di professori di Università straniere in base all'art. 97 del citato Regio Decreto o in base ai finanziamenti previsti dalle norme vigenti e dalla L. Regionale n. 7 c) utilizzazione di assegnisti di ricerca, dottorandi di ricerca, borsisti regionali, ministeriali, del CNR o da altri Enti italiani e stranieri. Art. 12: Convenzioni Il Centro, per lo svolgimento dei suoi compiti, può stabilire, anche attraverso apposite convenzioni, forme di collaborazione con altri organismi pubblici o privati, italiani o stranieri, che siano operanti nel proprio settore di ricerca o che siano comunque interessati alle finalità di cui all'art. 3. Art. 13: Finanziamenti e Amministrazione Il Centro opera mediante finanziamenti provenienti: da contributi della Regione Sardegna da eventuali contributi ordinari delle Università aderenti, erogati da esse direttamente o tramite i Dipartimenti di cui all'art. 2; dal MURST, dal Ministero dei Beni Culturali e da altri Ministeri nonché dal CNR per specifiche iniziative; dai fondi di ricerca delle Università convenzionate; da altri Enti o Fondazioni, pubblici e privati interessati alle sue attività di ricerca; dalla CEE, dalla European Science e da altri organismi internazionali. I fondi come sopra assegnati affluiscono all'università dove ha sede amministrativa il Centro, con vincolo di destinazione al Centro stesso. Per le modalità di gestione amministrativa e contabile si applicano le norme di cui al titolo V del D. P.R n 371 secondo il Regolamento di amministrazione, finanza e contabilità vigente presso l'università dove ha sede amministrativa. I beni infruttiferi acquisiti con fondi assegnati al Centro sono inventariati in apposito registro intestato a "Centro interuniversitario per la storia delle città campane nel Medioevo" presso la sede amministrativa del Centro. In caso di cessazione del Centro, i beni di cui sopra rimarranno di proprietà delle Università convenzionate o dei rispettivi Dipartimenti che li hanno già in carico. Gli eventuali contratti o convenzioni per il reperimento dei fondi di cui sopra sono stipulati dall'università dove ha sede amministrativa il Centro, secondo le vigenti normative. Il Consiglio Direttivo delibera sulle richieste di finanziamento e sulle proposte di convenzione e stabilisce se il finanziamento debba essere destinato ad attività unitarie del Centro ovvero in tutto o in parte a quelle delle singole Sezioni eventualmente costituite. 7
8 Il Consiglio Direttivo può anche deliberare che l'eventuale contributo ordinario delle Università aderenti sia messo a disposizione direttamente delle Sezioni periferiche. Delle relative somme dispone il Responsabile della Sezione. Art.. 14: Bilancio preventivo e consuntivo Il bilancio preventivo annuale indica le somme che saranno prevedibilmente impegnate nel corso dell'esercizio, la loro destinazione in attuazione del programma di attività e la loro eventuale ripartizione tra le Sezioni costituite. Il Consiglio Direttivo provvede, in corso di esercizio, alle variazioni che si rendono opportune. Il Direttore predispone al termine dell esercizio (a fine anno) il consuntivo e un resoconto annuale sull'attività svolta dal Centro e lo propone per l approvazione al Consiglio Direttivo; il resoconto deve essere trasmesso ai Rettori delle Università presenti in convenzione, per permettere una valutazione sull efficienza del Centro. Analoghi rendiconti vengono presentati preventivamente al Direttore dai Responsabili delle sezioni eventualmente costituite. Art. 15: Valutazione L attività del Centro è sottoposta ogni tre anni a valutazione da parte degli organi di governo delle Università convenzionate sulla base delle relazioni annuali predisposte di cui all art. 6 comma 2 punto 9, anche mediante l ausilio di esperti sui temi oggetto dell attività del Centro. Art. 16: Durata e recesso La convenzione costitutiva del Centro è stipulata inizialmente per una durata di sei anni, che è prorogata automaticamente di anno in anno. È ammesso il recesso di ciascun Dipartimento delle Università partecipanti, previa disdetta da inviare al Direttore almeno tre mesi prima della fine di ogni anno. I singoli professori e ricercatori che intendono recedere dal Centro devono presentare le dimissioni al Direttore del Centro a mezzo lettera raccomandata che ha effetto dal primo giorno successivo alla delibera del Consiglio Direttivo che indicherà, nell accettare le dimissioni, le modalità da seguire per eventuali contratti in atto di cui sia titolare il dimissionario. Art. 17: Disattivazione Il Centro può essere disattivato anticipatamente su proposta del Consiglio Direttivo con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti, previa delibera degli Organi di governo di tutti gli Atenei convenzionati. 8
9 Il Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico, può assumere motivata delibera di disattivazione anche di propria iniziativa, quando sulla base delle valutazioni di cui al precedente art. 13 ritenga che siano venute meno efficacia o non sia possibile raggiungere le finalità costitutive del Centro. Entro sei mesi dal verificarsi della causa di scioglimento anticipato dal Centro dovranno essere portate a termine le procedure di liquidazione della gestione amministrativo contabile. Nessun impegno o contratto potrà essere assunto dopo che il Consiglio Direttivo ha avanzato la proposta di scioglimento. Il Consiglio Direttivo proponendo lo scioglimento del Centro individua tra i Dipartimenti afferenti alle Università convenzionate, quelli destinatari dei beni e delle attrezzature eventualmente disponibili. Qualora impegni o contratti verso terzi comportassero l esigenza di un termine superiore ai sei mesi rispetto alla proposta di scioglimento, il Consiglio Direttivo indicherà le modalità da osservare per onorare gli impegni e i contratti relativi, o mediante trasferimento degli stessi a struttura disponibile con le doverose cautele verso i terzi interessati. Letto, confermato e sottoscritto Sassari, li Per l Università degli Studi di Sassari IL RETTORE Prof. Attilio Mastino Per l Università degli Studi di Cagliari IL RETTORE Prof. Giovanni Melis 9
CONVENZIONE PER L'ISTITUZIONE DEL CENTRO INTERUNIVERSITARIO DI EPIDEMIOLOGIA E FARMACOLOGIA PREVENTIVA TRA L Università degli Studi di Milano, rappresentata dal Rettore Prof. Enrico Decleva, debitamente

References: Art. 1
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 Art. 3
 Art. 4
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 Art. 6
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 Art. 7
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 Art. 8
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 Art. 10
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 Art. 12
 Art. 13
 Art. 15
 art. 6
 Art. 16
 Art. 17
 art. 13