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Timestamp: 2017-01-20 14:08:46+00:00

Document:
Conguaglio di fine anno 2010 dei contributi
previdenziali e assistenziali. Aliquote contributive per l�'anno 2011
SOMMARIO: Chiarimenti e precisazioni sulle operazioni di conguaglio di fine anno
per i datori di lavoro che operano con il flusso UniEmens. Aggiornamento delle
tabelle delle aliquote contributive
L'approssimarsi della fine dell'anno solare segna,
in genere, il momento in cui, per i datori di lavoro, occorre effettuare alcune
operazioni di conguaglio riferite ai contributi previdenziali e assistenziali.
Per effetto di talune normative particolari, infatti, può essere necessario:
- pervenire a una precisa quantificazione
dell'imponibile contributivo (art. 6 del D.Lgs n. 314/1997);
- applicare con esattezza le aliquote
correlate all'imponibile stesso;
- imputare, all'anno di competenza, gli
elementi variabili della retribuzione imponibile per i quali gli adempimenti
contributivi vengono assolti con la successiva denuncia del mese di gennaio
1. variabili della retribuzione (D.M. 7
ottobre 1993);
2. massimale contributivo e pensionabile
art. 2, c. 18 della legge n. 335/1995;
3. contributo aggiuntivo IVS 1%, art. 3-ter
della legge n. 438/1992;
4. conguagli sui contributi versati sui
compensi ferie a seguito fruizione delle stesse;
5. fringe benefits esenti non
superiori al limite di  258,23 nel periodo d'imposta (art. 51, c. 3 del T.U.I.R.);
8. conguagli per versamenti di quote di TFR
al Fondo di Tesoreria;
9. rivalutazione annuale del TFR conferito
In attuazione a quanto contenuto dalla
deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 5 del 26.3.1993, approvata con
D.M. 7.10.1993, i datori di lavoro potranno effettuare le operazioni di
conguaglio in argomento, oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre
2010 (scadenza 17/1/2011), anche con quella di competenza del mese di gennaio
2011 (scadenza 16/2/2011), attenendosi alle modalità indicate con
riferimento alle singole fattispecie.
Considerato, peraltro, che - con effetto dall�'anno
2007 - le suddette operazioni possono riguardare anche il TFR al Fondo di
Tesoreria e le misure compensative, si fa presente che le stesse potranno
avvenire anche con la denuncia di febbraio 2011 (scadenza 16 marzo 2011),
senza aggravio di oneri accessori. Resta fermo l'obbligo del versamento o del
recupero dei contributi dovuti sulle componenti variabili della retribuzione nel
mese di gennaio 2011.
Riguardo ad alcune categorie di dipendenti pubblici
ovvero al personale iscritto al Fondo Pensioni per le Ferrovie dello Stato, si
fa presente che la sistemazione della maggiorazione del 18 per cento prevista
dall�'art. 22 della legge n. 177/1976 potrà avvenire anche con la denuncia del
mese di febbraio 2011 (scadenza 16 marzo 2011).
La citata delibera del Consiglio di Amministrazione
n. 5 del 26/3/1993 ha stabilito che, qualora nel corso del mese intervengano
elementi o eventi che comportino variazioni nella retribuzione imponibile, può
essere consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in
occasione degli adempimenti e del connesso versamento dei contributi relativi al
mese successivo a quello interessato dall'intervento di tali fattori, fatta
salva, nell'ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione
di competenza dell'anno stesso e quella soggetta a contribuzione. Gli eventi o
elementi considerati sono:
- indennità economica di malattia o
maternità anticipate dal datore di lavoro per conto dell'INPS;
- riduzioni delle retribuzioni per
infortuni sul lavoro indennizzabili dall'INAIL;
Agli eventi di cui sopra possono considerarsi
assimilabili anche la indennità di cassa, i prestiti ai dipendenti ed i congedi
parentali in genere.
Tra le variabili retributive l�'Istituto ha, altresì,
ricompreso [1] i ratei di retribuzione del mese precedente (per effetto di
assunzione intervenuta nel corso del mese) successivi alla elaborazione delle
buste paga, ferma restando la collocazione temporale dei contributi nel mese in
cui è intervenuta l�'assunzione stessa.
Mentre, quindi, non occorre operare alcun accorgimento
se l�'assunzione è intervenuta nei mesi da gennaio a novembre, se la stessa
avviene a dicembre ed i ratei si corrispondono nella retribuzione di gennaio,
occorre evidenziare l�'evento nel flusso UNIEMENS.
Gli eventi o elementi che hanno determinato l'aumento o
la diminuzione delle retribuzioni imponibili, di competenza del mese di dicembre
2010, i cui adempimenti contributivi sono assolti nel mese di gennaio 2011,
vanno evidenziati nel flusso UNIEMENS valorizzando l�'elemento
<VarRetributive> di <DenunciaIndividuale>, allo scopo integrato, per
gestire le variabili retributive e contributive in aumento ed in diminuzione ed
anche gli imponibili negativi con il conseguente recupero delle
contribuzioni non dovute.
Si ricorda che, ai fini della imputazione nella
posizione assicurativa e contributiva del lavoratore, gli elementi variabili
della retribuzione sopra indicati si considerano secondo il principio della
competenza (dicembre 2010), mentre, ai fini dell'assoggettamento al regime
contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni, ecc.), si considerano
retribuzione del mese di gennaio 2011, salvo il caso di imponibile negativo in
relazione al quale la contribuzione non dovuta va recuperata nel suo effettivo
Anche ai fini della certificazione CUD/2011 e della
dichiarazione 770/2011, i datori di lavoro terranno conto delle predette
variabili retributive, nel computo dell�'imponibile dell�'anno 2010.
Si ribadisce che la sistemazione contributiva degli
elementi variabili della retribuzione (salvo quanto precisato per la
maggiorazione del 18% ex art. 22 L. 177/1976), deve avvenire entro il mese
successivo a quello cui gli stessi si riferiscono.
Per gestire le variabili retributive e contributive
in aumento e in diminuzione nonché per gli imponibili negativi, con il
conseguente recupero delle contribuzioni non dovute - a livello individuale -
deve essere compilato l�'elemento <VarRetributive> di
<DenunciaIndividuale> all�'uopo integrato, secondo le modalità contenute
nel documento tecnico, cui - quindi - si rimanda.
Esempio di variabile riferita all�'ipotesi di
assunzione nel mese di Dicembre.
Si ipotizzi il caso di un impiegato assunto
il 18 dicembre 2010, ad elaborazione delle paghe riferite al mese di dicembre
ormai chiusa, il cui rateo di retribuzione sia pari a  500,00.
L�'evento Assunzione viene
contabilizzato nella busta paga di gennaio 2011, nella quale la retribuzione
imponibile di gennaio pari, ad esempio, a  1.500,00 sarà aumentata dell�'importo
di  500,00 (per rateo del mese di dicembre), per un totale di  2.000,00.
Per quanto attiene al flusso UNIEMENS, per
il lavoratore in questione - entro la fine del mese di febbraio 2011 - devono
essere trasmesse due denunce:
- la prima, riferita a dicembre
20010, nella quale saranno valorizzati, oltre agli elementi identificativi del
lavoratore (<CFLavoratore>, <Cognome>, <Nome>,
<Qualifica1>, <Qualifica2>, <Qualifica3>, <TipoContribuzione>,
<CodiceComune>, <CodiceContratto>) anche gli elementi
<Assunzione> (<GiornoAssunzione> e <TipoAssunzione>),
<Imponibile> con valore pari a zero e <Settimana>
(<IdSettimana> e <TipoCopertura>);
- la seconda, riferita a
gennaio 2011, nella quale, nell�'elemento <Imponibile>, sarà riportato
il valore di  2.000 assoggettato al regime contributivo in vigore per l�'anno
2011, mentre - nell�'elemento VarRetributive>,<AnnoMeseVarRetr> -
sarà riportato 2010-12, nella <CausaleVarRetr> la causale AUMIMP e in
<ImponibileVarRetr> il valore  500.
Come noto, l'art. 2, comma 18 della legge n.
335/1995, ha stabilito un massimale annuo per la base contributiva e
pensionabile degli iscritti successivamente al 31.12.1995 a forme pensionistiche
obbligatorie privi di anzianità contributiva ovvero per coloro che optano per
il calcolo della pensione con il sistema contributivo, ai sensi dell�'art. 1,
comma 23 della legge n. 335/95, così come interpretato dall�'art. 2 del
decreto legge 28 settembre 2001, n. 355,
convertito con legge 27/11/2001, n. 417. Tale massimale  pari, l'anno 2010, a
 92.147,00 - deve essere rivalutato ogni anno in base all'indice dei prezzi
al consumo calcolato dall�'ISTAT.
Lo stesso trova applicazione per la sola aliquota di
contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l'aliquota aggiuntiva
dell'1% di cui all'art. 3-ter della legge n. 438/1992.
- il massimale non è frazionabile a mese e
ad esso occorre fare riferimento anche se l'anno solare risulti retribuito solo
- nel caso di rapporti di lavoro
successivi, le retribuzioni percepite in costanza dei precedenti rapporti, si
cumulano ai fini della applicazione del massimale. Pertanto il dipendente è
tenuto ad esibire ai datori di lavoro successivi al primo la certificazione CUD
rilasciata dal precedente datore di lavoro ovvero presentare una dichiarazione
- in caso di rapporti simultanei le
retribuzioni derivanti dai due rapporti si cumulano agli effetti del massimale.
Ciascun datore di lavoro, sulla base degli elementi che il lavoratore è tenuto
a fornire, provvederà a sottoporre a contribuzione la retribuzione corrisposta
mensilmente, sino a quando, tenuto conto del cumulo, venga raggiunto il
massimale. Nel corso del mese in cui si verifica il superamento del tetto, la
quota di retribuzione imponibile ai fini pensionistici sarà calcolata per i due
rapporti di lavoro in misura proporzionalmente ridotta;
- nel caso di coesistenza nell�'anno di
rapporti di lavoro subordinato e di rapporti di collaborazione coordinata e
continuativa o similari, che comportano l�'iscrizione alla Gestione Separata ex
lege n. 335/1995, ai fini dell�'applicazione del massimale, le retribuzioni
derivanti da rapporti di lavoro subordinato non si cumulano con i compensi
percepiti a titolo di collaborazione coordinata e continuativa.
2.1 Modalità operative per la gestione del massimale ex lege n. 335/95 dal
periodo gennaio 2010
Da gennaio 2010, per i lavoratori dipendenti
soggetti al massimale di cui all�'articolo 2, comma 18 della Legge n. 335/1995,
nel mese in cui si verifica il superamento del massimale, NON deve essere più
utilizzato il <tipo Contribuzione> 98 con l�'invio di due denunce
per lo stesso mese, come avveniva per l�'Emens. L�'imponibile da riportare nel
relativo elemento <Imponibile> di <Denuncia Individuale>, <Dati
Retributivi>, deve essere indicato nel limite del massimale, mentre la parte
eccedente il massimale deve essere riportata nell�'elemento
<EccedenzaMassimale> di <DatiParticolari> con la relativa
contribuzione minore. Nei mesi successivi al superamento del massimale, l�'imponibile
sarà pari a zero, mentre continuerà ad essere valorizzato l�'elemento
<EccedenzaMassimale>
Ai fini della compilazione del flusso, si rinvia a
quanto illustrato nel documento tecnico.
L'art. 3-ter della legge n. 438/1992 ha istituito,
in favore di quei regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a
carico dei lavoratori inferiori al 10%, un contributo nella misura dell'1% (a
carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione
pensionabile determinata ai fini dell'applicazione dell'art. 21, c. 6 della
legge 11.3.1988 n. 67.
Per l'anno 2010, tale limite è risultato pari a 
42.364,00 annui, corrispondenti a  3.530,00 mensili.
Si ribadisce che, ai fini del versamento del contributo
in trattazione, deve essere osservato il metodo della mensilizzazione del limite
della retribuzione; tale criterio, può rendere necessario procedere ad
operazioni di conguaglio, a credito o a debito del lavoratore, degli importi
dovuti a detto titolo.
Le operazioni di conguaglio si rendono, altresì,
necessarie nel caso di rapporti di lavoro simultanei, ovvero che si susseguono
nell'anno. In tale ultimo caso, le retribuzioni percepite in costanza di ciascun
rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione
Il dipendente è, quindi, tenuto ad esibire ai datori
di lavoro successivi al primo la prevista certificazione CUD (o dichiarazione
sostitutiva) delle retribuzioni già percepite. I datori di lavoro provvederanno
al conguaglio a fine anno (ovvero nel mese in cui si risolve il rapporto di
lavoro) cumulando anche le retribuzioni relative al precedente (o ai precedenti
rapporti di lavoro), tenendo conto di quanto gia trattenuto al lavoratore a
titolo di contributo aggiuntivo.
Nel caso di rapporti simultanei, in linea di massima,
sarà il datore di lavoro che corrisponde la retribuzione più elevata, sulla
base della dichiarazione esibita dal lavoratore, ad effettuare le operazioni di
conguaglio a credito o a debito del lavoratore stesso.
Qualora a dicembre 2010 il rapporto di lavoro sia in
essere con un solo datore, sarà quest'ultimo a procedere all'eventuale
conguaglio, sulla base dei dati retributivi risultanti dalle certificazioni
rilasciate dai lavoratori interessati.
3.1 Modalità operative per la gestione del contributo aggiuntivo 1% dal
Ai fini delle operazioni di conguaglio, si precisa
che, ove gli adempimenti contributivi vengano assolti con la denuncia del mese
di gennaio 2011, gli elementi variabili della retribuzione non incidono sulla
determinazione del tetto 2010 di  42.364,00. Ai fini del regime contributivo,
infatti, dette componenti vengono considerate retribuzione di gennaio 2011.
Per gestire la contribuzione aggiuntiva di 1% ex lege
n. 438/92, a livello individuale, deve essere compilato l�'elemento
<ContribuzioneAggiuntiva> di <DatiRetributivi>, all�'uopo
integrato, secondo le modalità illustrate nel documento tecnico.
d�'intesa con l�'Istituto, nel ribadire il principio che il periodo minimo di
quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie
non godute, ha precisato [2] che possono essere monetizzate, vale a dire
sostituite con apposita indennità:
- le ferie maturate e non godute fino al 29
aprile 2003 (entrata in vigore del D.Lgs n. 66/2003);
- le ferie maturate e non godute dal
lavoratore il cui rapporto di lavoro cessi entro l�'anno di riferimento;
- le settimane o i giorni di ferie previsti
dalla contrattazione collettiva in misura superiore al periodo minimo
Quanto, invece, alle quattro settimane di ferie
considerate dal legislatore, il Dicastero ha chiarito che le stesse, ove non
godute entro il termine dei diciotto mesi successivi all�'anno di maturazione,
ovvero nel diverso e più ampio termine fissato dalla contrattazione collettiva
[3], potranno essere fruite dal lavoratore anche successivamente, ove il datore
di lavoro a ciò acconsenta. Ciò a norma dell�'art. 2109 del c.c. il quale,
appunto, dispone che il momento di godimento delle ferie è stabilito dal
datore di lavoro che deve tener conto delle esigenze dell�'impresa e degli
interessi del lavoratore, ferme restando le conseguenze sanzionatorie
previste dal D.Lgs. n. 66/2003.
Con riguardo all�'adempimento dell�'obbligo
contributivo per le somme corrisposte o dovute per indennità sostitutiva delle
ferie, si confermano le istruzioni fornite nel tempo dall�'Istituto, che - sul
piano del momento impositivo e della collocazione temporale dei contributi -
- in presenza di una previsione legale
ovvero contrattuale collettiva che regolamenta il termine massimo di fruizione
delle ferie, la scadenza dell�'obbligazione contributiva per il compenso per
ferie non godute - e quindi la relativa collocazione temporale dei contributi -
coincide necessariamente con il predetto termine legale o contrattuale. Ne
consegue che il momento impositivo e la collocazione temporale dei contributi
dovuti sul compenso delle ferie non godute coincidono con il diciottesimo mese
successivo al termine dell�'anno solare di maturazione delle stesse o con il
più ampio termine contrattuale;
- i datori di lavoro sono, quindi, tenuti a
sommare alla retribuzione imponibile del mese successivo a quello di scadenza
anche l�'importo corrispondente al compenso ferie non godute, sebbene non
ancora realmente corrisposto in ragione dell�'espresso divieto di cui al c. 2
dell�'art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003. Detto criterio si applica anche ai periodi
di ferie ulteriori rispetto alle quattro settimane minime di legge;
- nel caso in cui le ferie vengano
effettivamente godute in un periodo successivo al versamento dei contributi
saranno applicati i principi contenuti nella circolare n. 15/2002.
L�'ipotesi di assoggettamento a contribuzione del
compenso per ferie non godute, ancorchè non corrisposto, rientra nelle
fattispecie contemplate dalla Deliberazione del Consiglio di Amministrazione
INPS n. 5 del 26.3.1993, approvata con D.M. 7.10.1993, i cui adempimenti
contributivi possono essere assolti nel mese successivo a quello in cui maturano
i compensi [4].
4.1. Ferie godute successivamente all�'assolvimento degli obblighi
L�'individuazione del momento in cui sorge l�'obbligo
contributivo sul compenso ferie non costituisce limite temporale al diritto del
lavoratore di fruire effettivamente delle stesse [5].
Può, quindi, verificarsi il caso in cui queste vengano
effettivamente godute in un periodo successivo a quello dell�'assoggettamento
contributivo. In tale ipotesi il contributo versato sulla parte di retribuzione
corrispondente al "compenso ferie" non è più dovuto e deve essere
recuperato a cura del datore di lavoro ed il relativo compenso deve essere
portato in diminuzione dell�'imponibile dell�'anno (ovvero del mese, dal 1°
gennaio 2005) al quale era stato imputato.
4.2. Modalità operative per il recupero dei contributi sul compenso ferie
non godute dal periodo gennaio 2010).
Il flusso UNIEMENS consente di gestire il recupero
della contribuzione versata sull�'indennità per il compenso ferie dal 1°
gennaio 2005. Conseguentemente, la procedura per il recupero della contribuzione
è stata notevolmente semplificata, in quanto - attraverso una specifica
variabile retributiva con la causale FERIE - si consente al datore di lavoro, al
momento della eventuale fruizione delle ferie da parte del lavoratore, di
modificare in diminuzione l�'imponibile dell�'anno e mese nel quale è stato
assoggettato a contribuzione il compenso per ferie non godute e,
contemporaneamente, di recuperare una quota o tutta la contribuzione già
Per le modalità di compilazione del flusso, si rinvia
a quanto all�'uopo illustrato nel documento tecnico.
L'art. 51 c. 3 del TUIR n. 917/1986 stabilisce che
non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti
e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore, nel
periodo di imposta, a  258,23 e che, se il valore in questione è superiore a
Nel caso in cui, in sede di conguaglio, il valore dei
beni o dei servizi prestati risulti superiore al predetto limite l'azienda
dovrà provvedere ad assoggettare a contribuzione il valore complessivo e non
solo la quota eccedente.
Per la determinazione del predetto limite si dovrà
tener conto anche di quei beni o servizi ceduti da eventuali precedenti datori
Ai soli fini previdenziali, in caso di superamento del
limite di  258,23, il datore di lavoro che opera il conguaglio provvederà al
versamento dei contributi solo sul valore dei fringe benefit da lui erogati
(ciò, diversamente da quanto avviene ai fini fiscali, dove sarà trattenuta
anche l�'IRPEF sul fringe benefit erogato dal precedente datore di lavoro) .
Per le operazioni di conguaglio i datori di lavoro si
- porteranno in aumento della retribuzione
imponibile del mese cui si riferisce la denuncia l'importo dei fringe benefit
dagli stessi corrisposti qualora, anche a seguito di cumulo con quanto erogato
dal precedente datore di lavoro, risulti complessivamente superiore a  258,23
nel periodo d'imposta e non sia stato assoggettato a contribuzione nel corso
dell'anno;
- provvederanno a trattenere al lavoratore
la differenza dell'importo della quota del contributo a carico dello stesso non
trattenuta nel corso dell'anno.
Ai fini della quantificazione forfetaria dell�'utilizzo
in forma privata dell�'autovettura - di proprietà del datore di lavoro (o
committente) e assegnata in uso promiscuo al lavoratore - il TUIR (art. 51, c.
4, lettera a) dispone che tale calcolo sia effettuato sulla base di una
percorrenza annua totale dell�'auto di 15.000 km e riferendone una parte di
essi all�'uso privato; la percentuale prevista dalla norma è 30% (15.000 x 30%
= 4.500 x valore km tariffe ACI = misura del fringe benefit).
Si rammenta che ai fini della determinazione in
denaro del compenso in natura relativo ai prestiti erogati ai dipendenti (art.
51, c. 4, lett. b) del T.U.IR.) si deve assumere il 50 per cento della
differenza tra l�'importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di
riferimento vigente al termine di ciascun anno e l�'importo degli interessi
calcolato al tasso applicato sugli stessi. Al riguardo si fa presente che,
attualmente, il tasso ufficiale di riferimento (TUR) vigente é pari a 1% [6].
8. Regime contributivo delle stock option.
Con la circolare n. 123/2009 e con il messaggio n.
25602/2010 sono state illustrate le novità introdotte - in materia di
imponibilità fiscale e contributiva delle stock option - dal Decreto Legge n.
112/2008, convertito con modificazioni dalla Legge n. 133/2009.
L�'art. 82,
comma 24-bis, del citato decreto ha - infatti - previsto, in deroga al principio
di armonizzazione delle basi imponibili fiscale e previdenziale, un regime di
esenzione contributiva per i redditi di lavoro dipendente derivanti
dall'esercizio di piani di stock option, che si applica a tutte le azioni
assegnate a partire dal 25 giugno 2008 (data di entrata in vigore del D.L. n.
112/2008), indipendentemente dalla data di adozione dei piani azionari.
Si ricorda che, ai fini dell'applicabilità del regime
esonerativo di cui trattasi:
- il piano azionario non deve essere
- l'attuazione del piano deve essere
subordinata al verificarsi delle condizioni in esso previste;
- il piano deve prevedere esclusivamente
l'assegnazione di titoli azionari.
Per le modalità di recupero della contribuzione
versata ma non dovuta sulle azioni assegnate dal 25 giugno 2008, si richiamano
le istruzioni fornite nel citato messaggio n. 25602/2010.
Al riguardo si precisa che, ove le operazioni di
recupero si riferiscono a lavoratori non più in forza alla data del 1 gennaio
2010, i datori di lavoro dovranno avvalersi della procedura delle
regolarizzazioni contributive (DM10/V) [7] e, contestualmente, riproporre il
flusso EMens del mese nel quale hanno provveduto al versamento della
contribuzione, valorizzando il corretto imponibile.
9. Conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria.
Con circolare n. 70 del 3 aprile 2007, è stata
illustrata la funzionalità del Fondo per l�'erogazione ai lavoratori
dipendenti del settore privato del trattamento di fine rapporto di cui all�'art.
2120 del codice civile (Fondo Tesoreria) e sono state altresì fornite le
istruzioni operative per il versamento delle quote di TFR dovute dalle aziende
destinatarie dalle disposizioni di cui ai commi 755 e successivi della legge
Nel rispetto della previsione di cui all�'articolo 1,
c. 4 del Decreto 30 gennaio 2007
 attuativo delle citate disposizioni - è stato in particolare chiarito che
il versamento delle quote di TFR va effettuato mensilmente, salvo conguaglio a
fine anno o alla cessazione del rapporto di lavoro.
In occasione delle operazioni di conguaglio, quindi, le
aziende devono provvedere alla sistemazione delle differenze a debito o a
credito eventualmente determinatesi in relazione alle somme mensilmente versate
al Fondo di Tesoreria e alla regolarizzazione delle connesse misure
9.1 Aziende costituite dopo il 31 dicembre 2006.
Nella citata circolare n. 70/2007 è stato chiarito
che per le aziende che iniziano l�'attività dopo il 31 dicembre 2006, gli
obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria scattano se, alla fine dell�'anno
solare (1° gennaio  31 dicembre), la media dei dipendenti occupati raggiunge
In tal caso le aziende sono tenute al versamento delle
quote dovute anche per i mesi pregressi, a far tempo da quello di inizio dell�'attività.
È stato, altresì, precisato che le aziende
interessate devono effettuare il versamento di quanto dovuto in sede di
conguaglio di fine anno, maggiorando l�'importo da versare del tasso di
rivalutazione, che - per l�'anno 2010 - è pari al 2,22%, calcolato fino alla
data di effettivo versamento.
Le aziende che, al 31.12.2010, hanno raggiunto il
limite dei 50 addetti, devono trasmettere l�'apposita dichiarazione entro il
termine di trasmissione della denuncia UNIEMENS relativa al mese di febbraio
2011 (31 marzo 2011).
9.2. Rivalutazione del TFR al Fondo di Tesoreria e imposta sostitutiva
Come noto, l�'articolo 2120 del c.c. stabilisce
che le quote annuali di trattamento di fine rapporto  ad eccezione di quella
maturata nell'anno - devono essere incrementate, al 31 dicembre di ogni anno,
con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75%
dell'aumento dell'indice accertato dall'ISTAT, rispetto al mese di dicembre
Anche il TFR versato al Fondo di Tesoreria deve essere
rivalutato alla fine di ciascun anno, ovvero alla data di cessazione del
rapporto di lavoro e tale incremento  al netto dell�'imposta sostitutiva -
deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore.
Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo
Sulle somme oggetto di rivalutazione, va versata all�'Erario
l�'imposta sostitutiva del 11% ex D. Lgs. n. 47/2000, che grava sul lavoratore.
I datori di lavoro possono conguagliare l�'importo
versato relativamente alla rivalutazione della quota di accantonamento maturato
presso il Fondo di Tesoreria entro il mese di dicembre 2010, salvo
conguaglio da eseguirsi entro il mese di febbraio 2011.
Per individuarne l�'ammontare, i datori di lavoro
potranno calcolare una presunta rivalutazione delle quote di TFR trasferite alla
Tesoreria, avvalendosi dell�'ultimo (o del penultimo) indice ISTAT. A tale
riguardo, si fa presente che il coefficiente valido per il mese di ottobre 2010
è 2,354565.
9.2.1. Adempimenti a carico del datore di lavoro.
Con riferimento ai lavoratori per i quali nell�'anno
2010 sono state versate quote di TFR al Fondo di Tesoreria, i datori di lavoro
dovranno determinare la rivalutazione ex art. 2120 c.c. (separatamente da quella
spettante sul TFR accantonato in azienda) e calcolare sulla stessa, con le
modalità previste dall�'Agenzia delle Entrate, l'imposta sostitutiva dell�'11%.
L'importo di quest'ultima sarà recuperato in sede di
Le somme eventualmente conguagliate in eccedenza a
titolo di imposta sostitutiva - sia all�'atto del versamento dell�'acconto che
in altre ipotesi - potranno in ogni caso essere restituite (vedi successivo
10. Modalità operative per la gestione del TFR al Fondo di Tesoreria dal
La gestione del TFR al Fondo di Tesoreria sul
flusso UNIEMENS, avviene attraverso la compilazione delle sezioni DENUNCIA
INDIVIDUALE e DENUNCIA AZIENDALE, secondo le modalità descritte nel documento
Nelle ipotesi di operazioni societarie, che
comportano il passaggio di lavoratori ai sensi dell'art. 2112 c.c., e nei casi
di cessione del contratto di lavoro, le operazioni di conguaglio dei contributi
previdenziali dovranno essere effettuate dal datore di lavoro subentrante,
tenuto al rilascio della certificazione CUD, con riferimento alla retribuzione
complessivamente percepita nell'anno, ivi incluse le quote retributive da
assoggettare allo sgravio sul II livello contrattuale [8], le erogazioni
liberali ed i fringe benefit.
Si richiama l�'attenzione dei datori di lavoro ad
utilizzare - nel caso di passaggio di lavoratori da una matricola all�'altra
(anche per effetto di operazioni societarie) - gli appositi codici
<TipoAssunzione> e <TipoCessazione> 2 e 2T, con l�'indicazione
della matricola di provenienza.
Come indicato al precedente punto 1.1., dal 1° gennaio
2010, il datore di lavoro subentrante potrà gestire correttamente le variabili
retributive utilizzando il nuovo elemento di <VarRetributive>, <InquadramentoLav>,
valorizzando l�'elemento <Matricola Azienda> con il codice dell�'azienda
12. Recupero del contributo di solidarietà del 10% ex lege n. 166/1991 su
contributi e somme accantonate a favore dei dipendenti per le finalità di
Come noto [9], sulle contribuzioni o somme a carico del
datore di lavoro destinate a realizzare le finalità di previdenza pensionistica
complementare, è dovuto il contributo di solidarietà previsto, nella misura
del 10 per cento, dall'articolo 9-bis del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103,
convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, n. 166.
Si ricorda - con l�'occasione  che, ai sensi di
quanto previsto dal comma 2 dell�'articolo 16 del D.Lgs. n. 252/2005, una percentuale pari all'1 per
cento del gettito del predetto contributo di solidarietà confluisce presso l�'apposito
Fondo di garanzia - ex articolo 5 del D.Lgs. n. 80/1992 - istituito mediante
evidenza contabile nell'ambito della gestione delle prestazioni temporanee
dell'INPS - apprestato contro il rischio derivante dall'omesso o insufficiente
versamento da parte dei datori di lavoro sottoposti a procedura di fallimento,
di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa ovvero di
Nelle ipotesi in cui, sia in occasione delle operazioni
di conguaglio che nel corso dell�'anno, si rendesse necessario effettuare
recuperi su detta contribuzione  a partire dalle denunce riferite al periodo
gennaio 2010 - i datori di lavoro possono avvalersi dei seguenti nuovi
codici causale:
L938 Rec.contr.solidarietà 10% ex art.16
Dlgs n. 252/2005 per i lavoratori iscritti al F.P.L.D nonché a tutti gli
altri Fondi gestiti dall�'INPS.
L939 Rec. di contr.solidarietà 10% ex
art. 16 Dlgs n. 252/2005 dirigenti industriali già iscritti all�'ex Inpdai,
per i dirigenti iscritti all�'ex INPDAI al 31.12.2002.
istituiti nell�'Elemento <Denuncia Aziendale>,
<AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UNIEMENS.
13. Aliquote contributive anno 2011. Aggiornamento delle tabelle.
Al fine di fornire le prime indicazioni in merito
agli aspetti contributivi dell�'anno 2011, si allegano le aliquote riguardanti
le aziende in genere. Al riguardo si fa presente che:
- nella predisposizione si è preso in considerazione
il quadro normativo che, nel prossimo anno, dovrebbe delinearsi a legislazione
vigente; eventuali novità, nonché l�'aggiornamento e inserimento dei minimali
contributivi, saranno oggetto di apposita successiva comunicazione;
- le tabelle riguardano le tipologie di aziende e di
lavoratori dipendenti più ricorrenti; le stesse, quindi, non esauriscono tutte
le fattispecie possibili in relazione a particolari inquadramenti aziendali e
situazioni soggettive dei lavoratori.
[1] Cfr. circolare n. 117 del 7
[2] Cfr. risposta ad una istanza di interpello n. 5221 del 26 ottobre 2006.
[3] Sul punto l�'art. 10, c. 1. del D.Lgs n. 66/2003, fa espressamente salvo quanto
previsto dalla contrattazione collettiva.
[4] Cfr. messaggio n. 101 del 13 giugno 2001.
[5] Cfr. circolare n. 186 del 7 ottobre 1999.
[7] Ai fini della compilazione del DM10/V dovranno essere utilizzati i codici
del quadro D L480" o "L481"per i dirigenti ex Inpdai.
[8] Per il 2010, ai fini dello sgravio, occorre attendere la pubblicazione sulla
GU del previsto DM.
[9] Cfr. circolare n. 98 del 2
- Pantigliate, 4 ore fa	Verifica Requisiti Contribuenti Minimi 2017
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References: art. 2
 art. 3
 art. 22
 art. 2120
 articolo 5
 art.16

art. 16