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AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE TITOLI ABILITATIVI PER LE EMISSIONI IN ATMOSFERA - PDF
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Graziana Carnevale
1 AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE TITOLI ABILITATIVI PER LE EMISSIONI IN ATMOSFERA LE AUTORIZZAZIONI DI CARATTERE GENERALE E LE MODIFICHE APPORTATE DAL D.P.R. 59/2013 Area Funzionale Ambiente Servizio Emissioni in Atmosfera
2 Sezione 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA?
3 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? Art. 3, comma 1 del D.P.R. 59/2013 Salvo quanto previsto dall articolo 7, comma 1, i gestori degli impianti di cui all articolo 1 presentano domanda di autorizzazione unica ambientale nel caso in cui siano assoggettati, ai sensi della normativa vigente, al rilascio, alla formazione, al rinnovo o all aggiornamento di almeno uno dei seguenti titoli abilitativi: a) autorizzazione agli scarichi di cui al capo II del titolo IV della sezione II della Parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; b) comunicazione preventiva di cui all articolo 112 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per l utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste;
4 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? c) autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all articolo 269 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; d) autorizzazione generale di cui all articolo 272 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; e) comunicazione o nulla osta di cui all articolo 8, commi 4 o comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447; f) autorizzazione all utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99; g) comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
5 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? Art. 3, comma 3 del D.P.R. 59/2013 È fatta comunque salva la facoltà dei gestori degli impianti di non avvalersi dell autorizzazione unica ambientale nel caso in cui si tratti di attività soggette solo a comunicazione, ovvero ad autorizzazione di carattere generale, ferma restando la presentazione della comunicazione o dell istanza per il tramite del SUAP. Art. 7, comma 3 del D.P.R. 59/2013 È fatta salva la facoltà del gestore di aderire tramite il SUAP, ricorrendone i presupposti, all autorizzazione di carattere generale ai sensi dell articolo 272, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n Il SUAP trasmette, per via telematica, l adesione all autorità competente.
6 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? ATTENZIONE! Anche se l Azienda decide di non avvalersi dell AUA, dovrà comunque trasmettere l istanza di adesione all autorizzazione generale o le comunicazioni al SUAP: AZIENDA SUAP PROVINCIA
7 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? Stabilimento nel quale sono svolte solo le seguenti attività (art. 3 comma 3 del D.P.R. 59/2013): attività soggette ad autorizzazione di carattere generale per le emissioni in atmosfera; eventuali altre attività soggette solo a comunicazione. QUALE AUTORIZZAZIONE SCEGLIERE?
8 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? AUA Vantaggi la durata dell AUA è maggiore: 15 anni; l accorpamento di più titoli abilitativi in un unico atto permette una gestione più semplice (ad esempio si ha un unica scadenza). Svantaggi iter autorizzativo più complesso: l Azienda deve attendere il rilascio dell AUA per essere autorizzata alle emissioni in atmosfera; nella domanda di rilascio dell AUA devono essere richiesti tutti i titoli abilitativi necessari per lo svolgimento dell attività: i titoli non inclusi nella domanda decadono all atto del rilascio dell autorizzazione (salvo nuove disposizioni normative o chiarimenti).
9 1 Autorizzazione di carattere generale o AUA? AUTORIZZAZIONE DI CARATTERE GENERALE Vantaggi iter autorizzativo più semplice: in assenza di diniego all istanza di adesione, l Azienda risulta autorizzata alle emissioni in atmosfera dopo 45 giorni dalla presentazione della domanda al SUAP; la ditta non deve presentare una domanda che includa tutti i titoli abilitativi. Svantaggi la durata dell autorizzazione generale è inferiore rispetto a quella dell AUA: 10 anni; ciascun titolo abilitativo ha una propria scadenza che è determinata dalla normativa di settore.
10 Sezione 2 Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013
11 2 - Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Art. 7, comma 2 del D.P.R. 59/2013 Per gli stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente gli impianti e le attività di cui alla parte II dell allegato IV alla parte V del D.Lgs. 152/2006, nelle more dell adozione delle autorizzazioni di carattere generale previste dall articolo 272, c. 2, del medesimo decreto legislativo da parte dell autorità di cui all articolo 268, c. 1, lett. o) (autorità competente al rilascio dell autorizzazione: Regione o Provincia autonoma o diversa autorità indicata dalla legge regionale quale autorità competente al rilascio dell autorizzazione), i gestori degli stabilimenti interessati comunicano tramite il SUAP a tale autorità o ad altra autorità da questa delegata la propria adesione alle autorizzazioni generali riportate nell Allegato I al presente regolamento, il quale trova applicazione in ciascuna Regione sino all adozione della pertinente disciplina regionale.
12 2 - Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Art. 7 c. 3 - D.P.R. 59/2013 Le autorizzazioni generali adottate dalle autorità di cui all articolo 268, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sostituiscono, per il territorio interessato, quelle riportate nell Allegato I. Sono fatte comunque salve, fino alla scadenza, le adesioni alle autorizzazioni generali di cui all Allegato I. L allegato 1 del D.P.R. 59/2013 riporta 31 autorizzazioni di carattere generale relative ad alcune delle attività indicate nella parte II dell allegato IV alla parte V del D.Lgs.152/2006.
13 2 - Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Quale autorizzazione di carattere generale scegliere? 1. Consultare il sito istituzionale della Provincia di Udine alla seguente pagina: AUTORIZZAZIONIGENERALI.aspx 2. Verificare se è già stata adottata un autorizzazione di carattere generale per l attività o gli impianti dell Azienda: - in caso affermativo aderire alla corrispondente Determina Dirigenziale della Provincia di Udine; - altrimenti aderire alla corrispondente autorizzazione dell allegato I al D.P.R. 59/2013 (se presente); - oppure presentare domanda di AUA richiedendo il rilascio dell autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269 del D.Lgs. 152/2006.
14 2 - Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Autorizzazioni generali adottate della Provincia di Udine
15 2 - Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013 In relazione alle seguenti attività, per le quali la Provincia di Udine non ha adottato una Autorizzazione di carattere Generale, si può aderire alle autorizzazioni emanate dal Ministero dell'ambiente con il D.P.R. 59/2013: n) Laboratori orafi con fusione di metalli con meno di venticinque addetti; q) Produzione di sapone e detergenti sintetici prodotti per l igiene e la profumeria con utilizzo di materie prime non superiori a 200 kg/giorno; r) Tempra di metalli con consumo di olio non superiore a 10 kg/giorno; s) Produzione di oggetti artistici in ceramica, terracotta o vetro in forni in muffola discontinua con utilizzo nel ciclo produttivo di smalti, colori e affini non superiore a 50 kg/giorno;
16 2 - Le autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013 dd) Lavorazioni conciarie con utilizzo di prodotti vernicianti pronti all uso giornaliero massimo non superiore a 50 kg; ee) Fonderie di metalli con produzione di oggetti metallici giornaliera massima non superiore a 100 kg; ff) Produzione di ceramiche artistiche esclusa la decoratura con utilizzo di materia prima giornaliero massimo non superiore a 3000 kg; gg) Produzione di carta, cartone e similari con utilizzo di materie prime giornaliero massimo non superiore a 4000 kg. Sono state rilevate alcune incongruenze nelle autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013, pertanto saranno chiesti dei chiarimenti al Ministero dell Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
17 Sezione 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale
18 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale Domanda di adesione per autorizzazioni di carattere generale: MODULO DI ADESIONE ALLE AUTORIZZAZIONI DI CARATTERE GENERALE NO AUA!
19 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale TRASMETTERE LA DOMANDA DI ADESIONE AL SUAP INDICARE LE DETERMINE DIRIGENZIALI O LE AUTORIZZAZIONI DELL ALLEGATO 1 DEL D.P.R. 59/2013 CUI SI VUOLE ADERIRE Attenzione! I moduli presenti sul sito della Provincia vengono aggiornati periodicamente. Verificare sempre di avere l ultima versione.
20 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale Documentazione tecnica da allegare alla domanda di adesione alle autorizzazioni di carattere generale adottate dalla Provincia di Udine: relazione tecnica e allegati con le seguenti informazioni: indicazione del processo produttivo e delle attività che sono caratterizzate dai punti di emissione; indicazione della potenza termica nominale degli impianti termici presenti presso lo stabilimento e dei combustibili utilizzati; disegni, schede tecniche e dati tecnici degli impianti che producono emissioni in atmosfera; disegni, schede tecniche e dati tecnici dei sistemi di aspirazione ed abbattimento delle emissioni;
21 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale indicare se l accesso ai punti di campionamento avviene in sicurezza (specificando eventualmente le modalità); schede tecniche e di sicurezza dei prodotti utilizzati; estremi della vigente autorizzazione o della precedente adesione (in caso di trasferimento, di modifica sostanziale o di semplice richiesta di adesione per gli impianti/attività esistenti già autorizzati in via ordinaria secondo il D.P.R. 203/88 e secondo il D. Lgs. 152/06).
22 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale ATTENZIONE! Le schede delle relazioni tecniche semplificate che sono state predisposte per alcune attività possono sostituire la relazione tecnica, se compilate in modo chiaro e completo. Tuttavia in alcuni casi le schede potrebbero essere non sufficientemente esaustive. Valutare caso per caso l opportunità di integrare la relazione semplificata con una relazione descrittiva.
23 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale Elaborati grafici: planimetria generale dello stabilimento (in scala 1:100 oppure 1:200) recante indicazione: dei reparti e delle linee produttive con i relativi impianti; delle linee di aspirazione che collegano gli impianti produttivi ai sistemi di abbattimento; degli impianti di abbattimento; dei punti di emissione, numerati progressivamente. prospetti laterali dei condotti di emissione (in scala adeguata) con evidenziati i punti di campionamento realizzati secondo le vigenti norme tecniche (UNI EN 15259:2008 e UNI EN :2013);
24 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale estratto di mappa del Piano Regolatore Generale Comunale vigente, con la localizzazione della ditta sul territorio e con l indicazione della zona omogenea in cui ricade l attività; l estratto di mappa dovrà avere un raggio intorno allo stabilimento di almeno 300 metri; estratto di mappa della Carta Tecnica Regionale (scala 1:5.000) con la localizzazione della ditta. ATTENZIONE! Gli elaborati grafici devono essere datati e aggiornati alla data di presentazione della domanda, devono contenere l indicazione della scala di rappresentazione e dell orientamento e devono essere firmati dal legale rappresentante (o da un soggetto opportunamente delegato).
25 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale Documentazione tecnica da allegare alla domanda di adesione alle autorizzazioni di carattere generale del D.P.R. 59/2013: elaborati grafici: estratto della CTR, estratto del PRGC, planimetria dello stabilimento, prospetti laterali dei condotti di emissione; estremi della vigente autorizzazione o della precedente adesione (in caso di trasferimento, di modifica sostanziale o di semplice richiesta di adesione per gli impianti/attività esistenti già autorizzati in via ordinaria secondo il D.P.R. 203/88 e secondo il D. Lgs. 152/06); Questa documentazione viene richiesta anche nel caso di adesione alle autorizzazioni di carattere generale della Provincia di Udine.
26 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale Relazione tecnica recante: indicazione delle materie prime, delle fasi lavorative, delle emissioni e degli impianti di abbattimento utilizzati, secondo i modelli di relazione tecnica semplificata riportati nella corrispondente autorizzazione di carattere generale; indicazione degli impianti termici presenti presso lo stabilimento, dei combustibili utilizzati e della potenza termica nominale; indicazione dei dati tecnici minimi dei condotti di emissione: portata massima [Nm 3 /h]; temperatura di emissione [ C];
27 3 Aderire ad una autorizzazione di carattere generale sezione del condotto di emissione [m 2 ]; diametro/lato del condotto [m]; altezza del condotto di emissione da terra e rispetto al colmo del tetto [m]. I modelli di relazione tecnica semplificata non hanno una sezione per l inserimento di questi dati. schede tecniche e di sicurezza dei prodotti utilizzati; disegni e schede tecniche degli impianti che producono emissioni in atmosfera, dei sistemi di aspirazione e dei sistemi di abbattimento delle emissioni.
28 Sezione 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013
29 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Autorizzazione per laboratori orafi con fusione di metalli con meno di venticinque addetti allegato 1, lett. n) L autorizzazione è articolata nei seguenti paragrafi e sottoparagrafi: Cicli tecnologici ambito di applicazione: descrizione dell attività oggetto dell autorizzazione; fasi lavorative: elenco delle fasi lavorative che possono essere effettuate; materie prime: elenco delle materie prime che possono essere utilizzate; sostanze inquinanti e prescrizioni specifiche: indicazione dei valori limite di emissione per gli inquinanti prodotti da ciascuna fase e degli impianti di abbattimento da installare per rispettare i valori limite;
30 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 schede impianti di abbattimento: riassunto delle schede dei sistemi di abbattimento; soglia massima: condizioni che permettono alla Ditta di essere esonerata dall obbligo di effettuare i controlli analitici. Prescrizioni e considerazioni di carattere generale prescrizioni di carattere generale per la gestione delle emissioni prodotte e degli impianti; stoccaggio: prescrizioni per lo stoccaggio delle materie prime e dei prodotti; criteri di manutenzione: prescrizioni per la manutenzione degli impianti; messa in esercizio e a regime: adempimenti relativi alla messa in esercizio e a regime degli impianti;
31 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 modalità e controllo delle emissioni: prescrizioni per l effettuazione dei controlli analitici e la trasmissione dei risultati agli Enti competenti; metodologia analitica: indicazioni in relazione ai metodi di riferimento per l effettuazione dei controlli. Relazione tecnica semplificata (da compilare e allegare alla domanda di adesione o alla comunicazione di modifica) scheda delle materie prime: per l indicazione delle materie prime utilizzate e delle relative quantità; scheda delle fasi lavorative, delle emissioni e degli impianti di abbattimento: per l indicazione delle fasi lavorative effettuate, degli impianti utilizzati, delle emissioni e degli impianti di abbattimento installati.
32 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 RELAZIONE TECNICA SEMPLIFICATA Scheda materie prime: Indicazioni per la compilazione della scheda: materie prime: indicare le materie prime utilizzate; già utilizzata: indicare se la materie prima indicata era già in utilizzo (nel caso di attività esistente già autorizzata);
33 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 quantità in kg/anno: indicare la quantità (espressa in kg/anno) attuale e quella prevista di materie prime utilizzate; per i nuovi stabilimenti indicare solo la quantità annuale prevista; N.B.: nell ultima riga indicare il numero totale di addetti; qualora il numero di addetti sia inferiore o uguale a 6, la Ditta è esonerata dal rispetto delle prescrizioni di cui ai punti 9 e 10 del paragrafo «Prescrizioni e considerazioni di carattere generale» (effettuazione dei controlli analitici iniziali e periodici).
34 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Scheda fasi lavorative, emissioni, impianti di abbattimento: LA SCHEDA PERMETTE DI INDICARE I CONDOTTI DI EMISSIONE, MA NON LE LORO CARATTERISTICHE TECNICHE E GEOMETRICHE!
35 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Indicazioni per la compilazione della scheda: fasi lavorative: indicare le fasi lavorative effettuate; già effettuata: indicare se la fase lavorativa veniva già effettuata (nel caso di attività esistente già autorizzata) ; E n.: indicare l emissione connessa alla fase lavorativa ed il numero identificativo della stessa (esempio E1, E2 etc.). N.B.: dalla stessa lavorativa si possono generare più emissioni; nuova: indicare se l emissione è nuova; macchinari connessi: indicare i macchinari connessi ai condotti di emissione;
36 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 impianti di abbattimento: indicare se è prevista l installazione di un impianto di abbattimento. In caso affermativo va indicata la sigla del tipo di impianto. La sigla è riportata nelle schede identificative presenti alla fine dell allegato 1. ATTENZIONE! 1.Ad ogni tipologia di impianto di abbattimento è associata una sigla e una scheda identificativa. 2.Le SCHEDE IDENTIFICATIVE DEGLI IMPIANTI DI ABBATTIMENTO presenti nell allegato 1 al D.P.R. 59/2013 riportano le indicazioni sull utilizzo e i parametri progettuali e di esercizio di ogni impianto.
37 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Tabella delle sostanze inquinanti e delle prescrizioni: FASE A: MICROFUSIONE FASE B: PREPARAZIONE DELLE SUPERFICI MEDIANTE OPERAZIONI DI PULIZIA MECCANICA (SPAZZOLATURA, SMERIGLIATURA, GRANIGLIATURA, SABBIATURA ED ALTRE OPERAZIONI ASSIMILABILI) E: SALDATURA G: FINITURA E/O LUCIDATURA 1. LE SIGLE INDIVIDUANO GLI IMPIANTI DI ABBATTIMENTO CHE DOVRANNO OBBLIGATORIAMENTE ESSERE INSTALLATI AUTONOMAMENTE QUALORA NON SIA RISPETTATO QUANTO PREVISTO ALLE VOCI "LIMITI" E "NOTE" DELLA TABELLA. 2. I SISTEMI DI ABBATTIMENTO DOVRANNO ESSERE CONFORMI AI REQUISITI IMPIANTISTICI RIPORTATI NELLE SCHEDE.
38 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Riassunto delle schede degli impianti di abbattimento indicati nella tabella delle prescrizioni: Nella scelta del sistema di abbattimento più idoneo prestare particolare attenzione a quanto indicato nelle schede identificative ed in particolare nel campo "provenienza degli inquinanti".
39 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Schede identificative degli impianti di abbattimento: CONDENSATORI: Scheda CO.01 - Impianto a condensazione (condensatore a scambio diretto o indiretto) BIOFILTRI Scheda BF.01 - Impianto a biofiltrazione (biofiltro a tecnologia tradizionale) Scheda BF.02 - Impianto a biofiltrazione (biofiltro a tecnologia combinata) ABBATTITORI A CARBONI ATTIVI Scheda AC.RI.01 Abbattitore a carboni attivi - rigenerazione interna (adsorbitore a carboni attivi) Scheda AC.RE.01 Abbattitore a carboni attivi - riattivazione esterna
40 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Scheda AC.RE.02 Abbattitore a carboni attivi a strato sottile riattivazione esterna IMPIANTI A COALESCENZA: Scheda DC.CF.01 - Impianto a coalescenza con candele in fibra di vetro PRECIPITATORI ELETTROSTATICI: Scheda DC.PE.01 Precipitatore elettrostatico a secco (precipitatore elettrostatico a fili e piastre) Scheda DC.PE.02 Precipitatore elettrostatico a secco (precipitatore elettrostatico a fili e piastre) COMBUSTORI: Scheda PC.T.01 Combustione termica (combustore termico recuperativo)
41 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Scheda PC.T.02 Combustione termica (combustore termico rigenerativo) Scheda PC.C.01 Combustione catalitica (combustore catalitico) DEPOLVERATORI A SECCO: Scheda D.MM.01 Depolveratore a secco (ciclone e multiciclone preseparatore gravimetrico) Scheda D.MM.02 Depolveratore a secco (camera di calma) Scheda D.MF.01 Depolveratore a secco a mezzo filtrante (filtro a tessuto) Scheda D.MF.02 Depolveratore a secco a mezzo filtrante (filtro a cartucce) Scheda D.MF.03 Depolveratore a secco a mezzo filtrante (filtro a pannelli)
42 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 ABBATTITORI AD UMIDO: Scheda AU.SV.01 Abbattitore ad umido (scrubber Venturi o jet Venturi) Scheda AU.ST.02 Abbattitore ad umido scrubber a torre Scheda AU.ST.03 Abbattitore ad umido scrubber a torre (colonna a letti flottanti)
43 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Tipo di abbattitore Impiego SCHEDA D.MF.01 - DEPOLVERATORE A SECCO A MEZZO FILTRANTE Provenienza degli inquinanti INDICAZIONI IMPIANTISTICHE Filtro a tessuto Abbattimento di polveri - operazioni di stoccaggio, movimentazione, trasporto pneumatico, miscelazione, pesatura e confezionamento di materiali solidi polverulenti - operazioni di levigatura, sabbiatura, smerigliatura, carteggiatura, bordatura, taglio di superfici di vario tipo e materiale - operazioni di fusione di materiali metallici, vetrosi e di altro tipo - operazioni di combustione di materiale solido e rifiuti - operazioni di verniciatura con prodotti in polvere - operazioni di essiccazione di materiale solido o assimilabile - altre operazioni non espressamente indicate INDICAZIONE DEGLI INQUINANTI POTENZIALMENTE TRATTABILI E DEL POSSIBILE CAMPO DI APPLICAZIONE 1. Temperatura Compatibile con le caratteristiche del mezzo filtrante Compatibile con il punto di rugiada del flusso gassoso 2. Velocità di attraversamento < 0.04 m/s per materiale particellare con granulometria 10 μm 0,03 m/s per polveri con granulometria <10 μm 0,017 m/s per polveri da forni fusori, per amianto e per polveri non inerti 3. Grammatura tessuto 450 g/m2 INDICAZIONE DEI PARAMETRI MINIMI PROGETTUALI E DI ESERCIZIO 4. Umidità relativa Deve essere evitata la temperatura del punto di rugiada 5. Sistemi di controllo Manometro differenziale o eventuale pressostato differenziale con allarme ottico e/o acustico o rilevatore triboelettrico quando cambia il carico inquinante 6. Sistema di pulizia Scuotimento meccanico temporizzato per polveri con granulometria 50μm Lavaggio in controcorrente con aria compressa 7. Manutenzione Pulizia maniche e sostituzione delle stesse 8. Informazioni aggiuntive Porre attenzione alla classe di esplosività delle polveri da trattare ed alle caratteristiche di esplosività del flusso gassoso.
44 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Tipo di abbattitore Impiego Provenienza degli inquinanti Filtro a tessuto Abbattimento di polveri - operazioni di stoccaggio, movimentazione, trasporto pneumatico, miscelazione, pesatura e confezionamento di materiali solidi polverulenti - operazioni di levigatura, sabbiatura, smerigliatura, carteggiatura, bordatura, taglio di superfici di vario tipo e materiale - operazioni di fusione di materiali metallici, vetrosi e di altro tipo - operazioni di combustione di materiale solido e rifiuti - operazioni di verniciatura con prodotti in polvere
45 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/ operazioni di essiccazione di materiale solido o assimilabile - altre operazioni non espressamente indicate INDICAZIONI IMPIANTISTICHE 1. Temperatura Compatibile con le caratteristiche del mezzo filtrante. Compatibile con il punto di rugiada del flusso gassoso 2. Velocità di attraversamento 3. Grammatura tessuto < 0.04 m/s per materiale particellare con granulometria 10 μm 0,03 m/s per polveri con granulometria <10 μm 0,017 m/s per polveri da forni fusori, per amianto e per polveri non inerti 450 g/m2
46 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/ Umidità relativa Deve essere evitata la temperatura del punto di rugiada 5. Sistemi di Manometro differenziale o eventuale controllo pressostato differenziale con allarme ottico e/o acustico o rilevatore triboelettrico quando cambia il carico inquinante 6. Sistema di Scuotimento meccanico temporizzato per pulizia polveri con granulometria 50μm. Lavaggio in controcorrente con aria compressa. 7. Manutenzione Pulizia maniche e sostituzione delle stesse 8. Informazioni aggiuntive Porre attenzione alla classe di esplosività delle polveri da trattare ed alle caratteristiche di esplosività del flusso gassoso.
47 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Le schede dei sistemi di abbattimento allegate al D.P.R. 59/2013 sono molto simili a quelle presenti nella D.G.R. 30 maggio 2012 n. IX/3552 della Regione Lombardia «Caratteristiche tecniche minime degli impianti di abbattimento per la riduzione dell inquinamento atmosferico derivante dagli impianti produttivi e di pubblica utilità, soggetti alle procedure autorizzative di cui al D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. modifica e aggiornamento della D.G.R. 1 agosto 2003 n. 7/13943». ATTENZIONE! Poiché alcune schede del D.P.R. 59/2013 presentano dei refusi, si consiglia il confronto con le corrispondenti schede della Delibera per verificare la correttezza dei dati.
48 4 Un esempio di autorizzazione di carattere generale del D.P.R. 59/2013 Si sta valutando l opportunità di far approvare una Delibera di Giunta Provinciale che fornisca le linee guida per l individuazione delle caratteristiche minime degli impianti di abbattimento. La Delibera dovrebbe recare un allegato tecnico con schede analoghe a quelle appena esaminate. Le linee guida dovrebbero applicarsi nei seguenti casi: installazione di nuovi stabilimenti; adeguamento di impianti esistenti; situazioni di particolari criticità relative ad impianti già esistenti; recepimento di prescrizioni più restrittive in materia di emissioni in atmosfera, derivanti dall applicazione di piani e programmi di qualità dell aria.
49 Sezione 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative
50 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni per il posizionamento dei punti di campionamento: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: si fa riferimento alle norme tecniche in vigore al momento della pubblicazione della Determinazione Dirigenziale, fatti salvi gli eventuali aggiornamenti normativi. Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: si fa riferimento alla norma UNI 10169:2001 e successive eventuali integrazioni e modifiche e/o metodiche analitiche specifiche; laddove le norme tecniche non fossero attuabili, l esercente potrà applicare altre opzioni (opportunamente documentate) e, comunque, concordate con il Dipartimento ARPA competente per territorio.
51 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative ATTENZIONE Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: gli Enti con cui l Azienda si deve "relazionare" nell adempimento delle prescrizioni autorizzative sono la Provincia e il Comune. Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: gli Enti con cui l Azienda si deve "relazionare" nell adempimento delle prescrizioni autorizzative sono l Autorità competente (Provincia), il Comune e l ARPA. Pertanto le domande di adesione a queste autorizzazioni dovranno essere inoltrate anche al Dipartimento ARPA competente per territorio (dal SUAP o dalla Provincia).
52 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni per la messa in esercizio degli impianti: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: la messa in esercizio degli impianti deve essere comunicata con un anticipo di almeno 15 giorni; la comunicazione deve essere inviata alla Provincia ed al Comune competente. Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: la messa in esercizio degli impianti deve essere comunicata con un anticipo di almeno 15 giorni; la comunicazione deve essere inviata all Autorità competente di cui alla lettera o) dell art. 268 comma 1 del D.Lgs. 152/2006 (Provincia), al Comune e al Dipartimento ARPA competenti per territorio.
53 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni per la messa a regime degli impianti: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: la messa a regime degli impianti deve essere effettuata entro 90 giorni dalla data comunicata per la messa in esercizio; successivamente alla messa a regime e, comunque, entro il termine massimo di 30 giorni dalla stessa, devono essere effettuate le misure analitiche delle emissioni, ove previste; copia dei certificati analitici delle misure effettuate durante il primo autocontrollo deve essere inviata, entro 60 giorni dalla data del campionamento, alla Provincia;
54 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative la valutazione della conformità dei valori misurati rispetto ai valori limite di emissione deve essere eseguita secondo i criteri riportati nell allegato 6 alla parte V del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i; in particolare, le emissioni convogliate si considerano conformi ai valori limite se, nel corso di una misurazione, la concentrazione, calcolata come media di almeno tre campionamenti consecutivi e riferita ad un ora di funzionamento dell impianto nelle condizioni di esercizio più gravose, non supera il valore limite di emissione.
55 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: il termine massimo per la messa a regime degli impianti è stabilito in 3 mesi a partire dalla data di messa in esercizio; dalla data di messa a regime decorre il termine di 20 giorni nel corso dei quali l esercente è tenuto ad eseguire un ciclo di campionamento volto a caratterizzare le emissioni derivanti dagli impianti autorizzati; gli esiti delle rilevazioni analitiche devono essere presentati entro 60 giorni dalla data di messa a regime all Autorità competente (Provincia), al Comune e al Dipartimento ARPA competenti per territorio;
56 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative gli esiti delle rilevazioni devono essere accompagnati da una relazione finale che riporti la caratterizzazione del ciclo produttivo e delle emissioni generate, nonché delle strategie di rilevazione effettivamente adottate; il ciclo di campionamento deve permettere la definizione e la valutazione della quantità di effluente in atmosfera, della concentrazione degli inquinanti presenti ed il conseguente flusso di massa e deve essere effettuato nell arco di 10 giorni a partire dalla messa a regime dell attività secondo le modalità indicate nel punto 16 ("Metodologia analitica").
57 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni relative ai metodi di analisi e campionamento: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: di solito è presente una tabella che indica i metodi di misura da utilizzare, fatti salvi gli eventuali aggiornamenti normativi; Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: devono essere utilizzate le metodologie di campionamento ed analisi previste dal D.Lgs. 152/2006 o, comunque, dalle norme tecniche nazionali ed internazionali disponibili al momento dell effettuazione delle verifiche stesse; eventuali metodiche diverse o non previste dalle norme sopra citate dovranno essere preventivamente concordate con il responsabile del procedimento del Dipartimento ARPA competente per territorio.
58 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni relative ai controlli analitici periodici: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: dopo la campagna di rilevamenti iniziale, le Aziende devono effettuare controlli analitici periodici delle emissioni con frequenza solitamente quinquennale (in alcuni casi la frequenza può essere biennale o annuale). I risultati dei controlli dovranno essere conservati presso la sede in cui è localizzato l impianto ed essere tenuti a disposizione dell autorità competente per il controllo. Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: le verifiche successive a quelle di messa a regime devono essere eseguite con cadenza biennale a partire dalla data di messa a regime degli impianti. La relazione deve essere inviata al Dipartimento ARPA competente per territorio e tenuta a disposizione.
59 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni in caso di guasto degli impianti: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: in caso di guasto o anomalie agli impianti tali da non permettere il rispetto dei valori limite, l Azienda deve trasmettere apposita comunicazione, entro le otto ore successive al guasto o all anomalia, alla Provincia. Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: in caso di guasto o anomalie, l Azienda deve trasmettere apposita comunicazione, entro le otto ore successive all evento, all Autorità competente (Provincia), al Comune e al Dipartimento ARPA competenti per territorio.
60 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Prescrizioni per l invio dei dati relativi al consumo annuale di materie prime e ausiliarie (nei casi previsti): Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: l autorizzazione può prevedere che vengano registrate e inviate alla Provincia le quantità effettivamente utilizzate in un anno di determinate tipologie di prodotti (ad esempio: prodotti vernicianti o solventi etc.); il primo invio di questi di questi dati deve essere effettuato con diverse modalità a seconda che si tratti di impianti nuovi o già esistenti;
61 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative dopo il primo invio l Azienda dovrà provvedere a trasmettere, entro il 31 gennaio di ogni anno, i dati dei consumi effettivi nel corso dell anno precedente. ATTENZIONE: Ricordarsi di ottemperare a questa prescrizione!
62 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: i bilanci di massa relativi ai COV, qualora previsti, devono essere redatti con cadenza annuale (1 gennaio-31 dicembre) ed inviati al Dipartimento ARPA competente per territorio entro il 31 marzo dell anno successivo. non viene prescritto l invio di questi bilanci di massa all Autorità competente; inoltre non viene fornita alcuna indicazione in relazione alle modalità di registrazione e conservazione dei consumi di altre materie prime, il cui quantitativo determina o meno la possibilità di aderire ad una autorizzazione di carattere generale (es. legno).
63 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Scadenza dell autorizzazione: Autorizzazioni generali della Provincia di Udine: viene espressamente indicato che ciascuna autorizzazione ha una validità pari a 10 anni dalla data della sua pubblicazione; l autorizzazione si applica a chi vi ha aderito, anche se sostituita da successive autorizzazioni generali, per un periodo pari ai dieci anni successivi all adesione; almeno quarantacinque giorni prima della scadenza dei dieci anni il gestore dovrà presentare domanda di adesione all autorizzazione generale vigente, corredata dai documenti prescritti.
64 5 Adempimento delle prescrizioni autorizzative Autorizzazioni generali del D.P.R. 59/2013: anche se non è espressamente indicata la scadenza, si applica quanto riportato al comma 3 dell art. 272 del D.Lgs. 152/2006; pertanto anche queste autorizzazioni dovrebbero essere soggette a rinnovo dopo 10 anni; inoltre andranno applicate a chi ivi ha aderito, anche se sostituite da successive autorizzazioni generali, per un periodo pari a 10 anni successivi all adesione; almeno quarantacinque giorni prima della scadenza dei dieci anni il gestore dovrà presentare domanda di adesione all autorizzazione generale vigente, corredata dai documenti prescritti.
65 Variazione di titolarità di uno stabilimento (autorizzato prima dell entrata in vigore del D.P.R. 59/2013)
66 Variazione di titolarità di uno stabilimento Variazione di titolarità di uno stabilimento autorizzato alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 272 del D.Lgs. 152/2006 (non con l AUA) se la variazione riguarda solo la modifica della forma societaria (ad esempio: passaggio da s.n.c. ad s.r.l.) o, comunque, non comporta una modifica della Partita Iva è sufficiente che l Azienda trasmetta una comunicazione in carta semplice, ai fini dell aggiornamento dei dati relativi allo stabilimento; in tutti gli altri casi il nuovo gestore dovrà presentare una nuova istanza di adesione all autorizzazione di carattere generale.
67 Variazione di titolarità di uno stabilimento Variazione di titolarità di uno stabilimento autorizzato ai sensi dell art. 269 del D.Lgs. 152/2006 (non con l AUA) È NECESSARIO RICHIEDERE L AUA? NO! Il comma 3 dell art. 3 del D.P.R. 59/2013 prevede che i gestori degli impianti (soggetti all applicazione del Decreto) presentino domanda di AUA nel caso in cui siano assoggettati, ai sensi della normativa vigente, al rilascio, alla formazione, al rinnovo o all aggiornamento (a seguito di modifica sostanziale) di almeno uno dei titoli abilitativi indicati all art. 3 del Decreto stesso;
68 Variazione di titolarità di uno stabilimento la voltura di un autorizzazione rilasciata ai sensi dell art. 269 del D.Lgs. 152/2006 è un atto puramente amministrativo che non comporta la variazione dei contenuti tecnici dell autorizzazione già in essere; di conseguenza, al fine di regolarizzare la propria posizione, il nuovo gestore dovrà presentare domanda di voltura dell /delle autorizzazione/i già in essere come avveniva prima dell entrata in vigore del D.P.R. 59/2013; tutto questo a condizione che, in relazione allo stabilimento ed alle attività svolte, nulla sia variato rispetto a quanto dichiarato nella domanda presentata a suo tempo per ottenere l autorizzazione di cui si chiede la voltura.
69 Variazione di titolarità di uno stabilimento LA DOMANDA DI VOLTURA NON DEVE ESSERE TRASMESSA AL SUAP: VA INVIATA ALLA PROVINCIA E AL COMUNE! La modulistica per la domanda di voltura si trova sempre alla seguente pagina del sito istituzionale della Provincia di Udine: AUTORIZZAZIONIORDINARIE.aspx
70 GRAZIE PER L ATTENZIONE! ing. Gessica Calaz - tel. 0432/279846

References: Art. 3
 articolo 7
 articolo 1
 articolo 112
 articolo 269
 articolo 272
 articolo 8
 articolo 9
 Art. 3
 Art. 7
 articolo 272
 Art. 7
 articolo 272
 articolo 268
 Art. 7
 articolo 268
 art. 269
 art. 268
 art. 272
 art. 272
 art. 269
 art. 3
 art. 3
 art. 269