Source: http://docplayer.it/1845681-Spett-le-gas-plus-storage-s-r-l-sede-amministrativa-via-nazionale-2-43045-fornovo-di-taro-pr.html
Timestamp: 2016-10-24 23:48:47+00:00

Document:
⭐Spett.le GAS PLUS STORAGE S.r.l. Sede amministrativa Via Nazionale, Fornovo di Taro (PR)
Spett.le GAS PLUS STORAGE S.r.l. Sede amministrativa Via Nazionale, Fornovo di Taro (PR)
Download "Spett.le GAS PLUS STORAGE S.r.l. Sede amministrativa Via Nazionale, 2 43045 Fornovo di Taro (PR)"
Eva Gianni
1 Spett.le GAS PLUS STORAGE S.r.l. Sede amministrativa Via Nazionale, Fornovo di Taro (PR) On.le MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DIPARTIMENTO PER L'ENERGIA Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche Stoccaggio gas naturale, cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica Via Molise, ROMA On.le MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Direzione Generale per le valutazioni ambientali Sistemi di valutazione ambientale Via Colombo, ROMA Spett.le REGIONE MARCHE Servizio Ambiente e paesaggio Valutazione di Impatto Ambientale Via Tiziano, ANCONA Spett.le PROVINCIA di ASCOLI PICENO Serv. Tutela Ambientale, Rifiuti, Energia, Acqua e Risorse Naturali V.le della Repubblica, Ascoli Piceno Spett.le COMUNE di SAN BENEDETTO DEL TRONTO V.le A. De Gasperi, San Benedetto del Tronto (AP) Spett.le COMMISSIONE CONSULTIVA COMUNALE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO V.le A. De Gasperi, San Benedetto del Tronto (AP)2 OGGETTO: D.Lgs. 152/2006 art.23, comma 2, L.R. 7/2004 art.17, Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Società Gas Plus progetto: Stoccaggio di gas naturale in strato da denominarsi San Benedetto Stoccaggio. RICHIESTA INTEGRAZIONI La Società Gas Plus ha comunicato alla Regione Marche con nota rif. 05 MI DU/CT/fm DEL acquisita la Prot. della Regione Marche del n /r_marche/grmvaa_08/a, di avere presentato al Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed alle altre Amministrazioni interessate la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza statale, ai sensi dell art.23 del D.Lgs. 152/2006, per la realizzazione di una centrale di stoccaggio di gas naturale. Ai sensi dell art.25 comma 2 del D.Lgs. 152/2006 la Regione Marche, secondo le modalità stabilite dall art. 17 della L.R. 7/2004 dovrà esprimere parere di competenza. Con nota prot. n DEL 01/09/2010 il competente ufficio della Regione Marche ha comunicato ai soggetti interessati l avvio del procedimento regionale ed ha convocato una conferenza dei servizi per il giorno 23/09/2010. In sede di conferenza dei servizi la ditta ha illustrato ai presenti il progetto e gli elaborati ambientali di VIA. Con nota prot. n.4519 del 05/10/2010 (prot. regionale n del 23/11/2010) la Provincia di Ascoli Piceno, genio Civile, ha trasmesso il proprio contributo. Con nota prot. n del 18/11/2010 (prot. regionale n del 23/11/2010) la Provincia di Ascoli Piceno, Servizio Tutela Ambientale, ha trasmesso il proprio contributo. Con nota prot. n del 29/11/2010 (prot. regionale n del 02/12/2010) il Dipartimento Provinciale di Ascoli Piceno dell ARPAM ha trasmesso il proprio contributo. Con del 30/11/2010 acquisita al protocollo regionale n del 06/12/2010) il Comitato di Indirizzo della Riserva Naturale Regionale della Sentina ha trasmesso la delibera n.38 del 26/11/2010 contenente il proprio parere. Con lettera raccomandata (prot. n del 09/12/2010) la Regione Marche ha richiesto delle integrazioni alla documentazione presentata. Con lettera (prot. DVA del 31/01/2011) il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha richiesto delle integrazioni alla documentazione presentata. Con comunicazione (prot. DG/PBAAC/ /24927) il Ministero dei Beni e le Attività Culturali ha richiesto delle integrazioni alla documentazione presentata.3 Con comunicazione (prot. N.13-FO DU/CT/fm del 04/08/2011) la Ditta Gas Plus ha fornito la documentazione richiesta dalla Regione Marche, dal Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali. Facendo seguito ai contatti intercorsi con la Prefettura di Ascoli Piceno, alla luce delle procedure di valutazione della documentazione presentata, le scriventi associazioni: RICHIEDONO Le seguenti integrazioni e chiarimenti rispetto alla documentazione presentata dalla Ditta Gas Plus S.R.L. 1 ASPETTI SANITARI 1.1 nel documento fornito dal Proponente Quadro di Riferimento Ambientale, nominato QdR_Ambientale_rev04.pdf si presenta una valutazione delle caratteristiche di qualità dell aria ambiente nell'area interessata tramite rilevazioni effettuate mediante unità mobile nel periodo Gennaio 2010; nel paragrafo viene riportato che la frazione PM 10 delle polveri totali sospese che comprende il particolato inferiore a 10 µm, ossia la polvere inalabile, in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso e laringe), ha superato il limite giornaliero (50 µg/m 3) in 6 giorni su 7 raggiungendo il massimo di 71 µg/m 3, evidenziando così l'attuale condizione ambientale fortemente compromessa dell'area dove la centrale di stoccaggio in oggetto si andrà a collocare; 1.2 nella documentazione fornita dal Proponente mancano le stime degli inquinanti imputabili ai gas di emergenza emessi dalla torcia (alta 18 metri) e bruciati dalla relativa fiamma pilota, accesa 365 giorni l'anno; 1.3 nella documentazione fornita dal Proponente mancano le stime degli inquinanti imputabili ai gas di emergenza espulsi dalla candela fredda di emergenza (alta 30 metri); 1.4 nel documento fornito dal Proponente Quadro di Riferimento Ambientale, nominato QdR_Ambientale_rev04.pdf si presenta una valutazione dello stato di salute della popolazione nell area interessata; nel paragrafo viene riportato che Dall analisi dei dati si evidenzia che le principali cause di morte sia a livello regionale che provinciale, sono riconducibili in primo luogo alle patologie del sistema circolatorio e successivamente alle neoplasie ; 1.5 l articolo 5 del Codice deontologico, obbliga ogni medico a a considerare l ambiente nel quale l uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini e a promuovere una cultura civile tesa all utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile ; 1.6 innumerevoli studi epidemiologici assunti dalla stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dimostrano la pericolosità ed il rapporto causa-effetto del particolato fine e ultrafine o micropolveri (=PM). Già per le PM10 è stata dimostrata una relazione diretta con i dati di mortalità cardiogena e respiratoria della popolazione esposta alle polveri (Donaldson K, MacNee W. 2001, Potential mechanisms of adverse pulmonary and cardiovascular effects of particulate air pollution (PM10), Int J Hyg Environ Health. Jul;203(5-6):411-5.; Francesca D, PhD; Roger D. Peng, PhD; Michelle4 L. Bell, PhD; Luu Pham, MS; Aidan McDermott, PhD; Scott L. Zeger, PhD; Jonathan M. Samet, MD - JAMA. 2006;295: ); 1.7 più piccole sono le PM più gli effetti dannosi sono maggiori, dato che è dimostrato che le PM con diametro inferiore a 0,65 millimicron riescono ad attraversare la barriera alveolare, in pochissimo tempo, per entrare nel circolo sanguigno e quindi arrivare a tutti gli organi interni ed innescare così patologie, quindi non solo malattie polmonari ma anche a distanza; 1.8 l effetto immediato delle PM si vede cercando l incidenza della malattie cardiovascolari (ictus ed infarti del miocardio) come riportato da studi pubblicati sulla rivista internazionale Stroke del 15 febbraio 2007 o dagli studi riportati dal IV rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica pubblicato nel giugno 2008 (2 Edizione) o ancora, da altri risultati riportati da un altra rivista internazionale come Circulation dove si legge che un aumento di 10 mcg/m3 delle PM2,5 è associato ad un aumento del 18% di morti per cardiopatie ischemiche addirittura del 22%, nei non fumatori; 1.9 la stessa rivista scientifica più prestigiosa a livello mondiale: The Lancet, nel novembre 2006 pubblicò un articolo a firma della Harvard School of Public Health, dal titolo: A Silent Pandemic: Industrial Chemicals Are Impairing the Brain Development of Children Worldwide (La pandemia silenziosa: sostanze chimiche industriali stanno danneggiando lo sviluppo del cervello dei bambini nel mondo). Denunciando, in questo articolo, come l esposizione nella prima infanzia, a sostanze chimiche industriali presenti nell ambiente dei feti e dei bambini, possono danneggiare il cervello in via di sviluppo e portando a patologie del neurosviluppo: autismo, disturbo da deficit dell attenzione e ritardo mentale; 1.10 per le micropolveri non esistono filtri al mondo che riescano a trattenere polveri che abbiano un diametro inferiore ad un micron, l unica soluzione è produrne meno possibile; 1.11 le PM si misurano ancora a peso, ma se si misurassero secondo la superficie, con un semplice calcolo matematico di volumi e di superficie, si constaterebbe che una micropolvere di 10 micron (PM10) sviluppa una superficie 10 volte inferiore rispetto a tutte le micropolveri PM1 (diametro di 1 micron) che riempirebbero il suo volume; questo fatto è straordinariamente importante perché tutte le micropolveri, altro non sono, che il veicolo attraverso il quale vengono trasportate all interno del nostro organismo (via inalatoria, via digerente, ma anche transcutanea) tutte quelle sostanze tossiche non biodegradabili (xenobiotici) prodotti da combustioni, traffico e tante altre attività antropiche, diossine, furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti (piombo, cromo, cadmio, arsenico, mercurio, tallio); 1.12 nella prefazione di Progetto Ambiente e Tumori (2011) di Dominique Belpomme, presidente dell ARTAC (Association for Research and Treatments Against Cancer) di Francia, si riporta May this special issue convince oncologists and researchers that the current paradigm linking the origin of cancers to lifestyle alone is only partially true; and that, in addition to the carcinogenic role of tobacco addiction, environmental pollution by xenochemicals, radiation and microorganisms are probably the major cause of the presently observed growing incidence of cancer in Europe as well as in most areas in the world, (Possa questa pubblicazione speciale convincere oncologi e ricercatori che lo schema corrente del legame tra stile di vita ed origine del cancro è solo una verità parziale; e che in aggiunta al ruolo carcinogeno del tabacco, gli xenobiotici contenuti nelle emissioni in ambiente, radiazioni e microrganismi, sono probabilmente la maggior causa della crescita che stiamo osservando attualmente riguardo all incidenza del cancro in Europa e nella maggior parte delle aree del mondo) +Ambiente+e+Tumori/1,5352,0,5 si invita il Proponente a: 1.13 precisare quali siano le misure previste per minimizzare le emissioni in atmosfera sia durante il periodo di esercizio, che durante il periodo di costruzione dello stabilimento e di perforazione dei 6 pozzi, in modo da evitare un carico inquinante non accettabile in un'area densamente abitata e fortemente compromessa dalla presenza di polveri sottili. 2 ASPETTI GEOLOGICO-TECNICI 2.1 "L'esperienza ha dimostrato che gli impianti di stoccaggio sotterraneo del gas possono creare un serio rischio di esplosione e incendio, e non dovrebbero essere situati sotto i centri abitati. E' virtualmente impossibile assicurare che il gas non migrerà verso la superficie". E ancora: "La vita operativa di un impianto di stoccaggio sotterraneo del gas non supera di norma i 50 anni: Tuttavia anche se l'impianto non avesse perdite ad inizio attività, probabilmente le avrà con il tempo. La questione importante non è se l'impianto di stoccaggio avrà perdite, ma piuttosto quando le avrà (Gurevich et al., 1993); si invita il Proponente a: 2.2 precisare attraverso opportune cartografie di dettaglio, i limiti e gli elementi entro i quali viene definito il reservoir nelle tre dimensioni, con particolare attenzione alla chiusura sul lato sud, sia per l uso iniziale, sia nell ipotesi di un futuro ampliamento in tutta la concessione come previsto da progetto; inoltre, considerato che: 2.3 presentare una cartografia dettagliata (rapporto di scala massimo 1:5.000, sistema di coordinate Gauss-Boaga Fuso EST o in alternativa WGS 84 fuso 33N), delle lineazioni tettoniche, faglie e fratture presenti nel territorio interessato dalla proiezione sulla superficie topografica del reservoir utilizzato come serbatoio di stoccaggio con un buffer di 2Km, sia nell ipotesi di uso iniziale, che per eventuali, futuri ampliamenti in tutta la concessione come previsto da progetto; 2.4 presentare una cartografia dettagliata (rapporto di scala massimo 1:5.000, sistema di coordinate Gauss-Boaga Fuso EST o in alternativa WGS 84 fuso 33N) del posizionamento previsto dal Vs. progetto, di ogni singolo strumento di rilevazione di gas, nel territorio interessato dalla proiezione sulla superficie topografica del reservoir utilizzato come serbatoio di stoccaggio, sia nell ipotesi di uso iniziale che per eventuali, futuri ampliamenti in tutta la concessione come previsto da progetto; 2.5 realizzare uno studio del numero di edifici (e di abitanti) coinvolti dalla presenza di fratture e/o faglie proiettate sulla superficie topografica, valutate considerando un buffer di 100m dalla singola lineazione; 2.6 presentare un documento progettuale per la valutazione periodica della subsidenza, su tutto il territorio interessato dalla proiezione sulla superficie topografica del reservoir utilizzato come serbatoio di stoccaggio, sia nell ipotesi di uso iniziale che per eventuali futuri ampliamenti, con un buffer di almeno 2Km; detto progetto dovrà prevedere almeno due misurazioni l anno con accuratezza millimetrica, attraverso metodologie laser-scanner o equivalenti;6 2.7 presentare un documento progettuale per la realizzazione di soluzioni ingegneristiche efficaci, atte ad assicurare l isolamento della centrale di stoccaggio e di tutti i suoi elementi strutturali dai prossimi episodi di esondazione dei locali corsi d acqua. 3 ASPETTI RELATIVI ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA 3.1 la dispersione degli inquinanti è fortemente condizionata dalle condizioni meteorologiche (stabilità atmosfera, velocità vento, precipitazioni) nell area di studio; 3.2 l area di studio mostra particolari caratteristiche orografiche; 3.3 la situazione post operam per le emissioni atmosferiche viene fatta dal Proponente nel paragrafo del documento di integrazione INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, indicando che i Surface data (dati orari di superficie), principali parametri meteorologici rilevati a 10 m dal suolo, inseriti in input in AERMET sono quelli della stazione meteo di Falconara Marittima; 3.4 la città di Falconara Marittima dista in linea d aria dall area di studio oltre 90 Km e che quindi le analisi relative al punto precedente non possono essere considerate significative; 3.5 il modello ibrido AERMOD dovrebbe essere impiegato solo se entro il dominio di calcolo la differenza tra la quota orografica massima e quella minima non eccede i 250 m (come indicato nelle norme di attuazione del Piano per il risanamento della qualità dell aria dell ARPA Regione Lazio); 3.6 le emissioni gassose in atmosfera ad impatto odorigeno possono limitare fortemente l'utilizzo del territorio come espresso nella Linea guida per la caratterizzazione e l'autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno della Regione Lombardia; si invita il Proponente a: 3.7 produrre una previsione della dispersione degli inquinanti in atmosfera più specifica per l area in questione, prestando particolare attenzione ai dati anemometrici (direzione e intensità del vento). 4 ASPETTI RELATIVI ALLA VALUTAZIONE DANNI 4.1 "L'esperienza ha dimostrato che gli impianti di stoccaggio sotterraneo del gas possono creare un serio rischio di esplosione e incendio, e non dovrebbero essere situati sotto i centri abitati. E' virtualmente impossibile assicurare che il gas non migrerà verso la superficie" (Gurevich et al., 1993); si invita il Proponente a: 4.2 produrre adeguata valutazione economica di tutti gli eventuali danni procurabili alla salute delle persone e degli animali, all integrità delle cose, degli immobili, nonché del territorio, in qualche modo riconducibili alla progettazione, costruzione ed esercizio7 dello stabilimento in oggetto, commisurata al valore umano/animale/economico/ambientale del massimo danno procurabile; 4.3 valutare quantitativamente come cambierebbero il rischio collettivo ed il rischio individuale nell'area sovrastante il reservoir dello stoccaggio sotterraneo e nelle zone limitrofe, in caso di realizzazione dello stabilimento in oggetto; in particolare, lo studio deve evidenziare se è possibile escludere la presenza di rischi per l incolumità delle persone, degli animali, delle cose, degli immobili e del territorio. 5 ASPETTI RELATIVI ALLA PROGETTAZIONE (OPZIONE ZERO - SCENARIO NAZIONALE) 5.1 nel documento di integrazione fornito dal Proponente INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, nominato 101SBT-01-GCO- RE-00001_Rev00.pdf si presenta la descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, ovvero la descrizione delle conseguenze ambientali, sociali ed economiche del non fare l'opera, sviluppate confrontando lo stato preesistente del territorio con lo scenario futuro conseguente all inserimento del nuovo stabilimento, su uno scenario a grande scala (a livello nazionale) e uno scenario locale direttamente interessato dalla costruzione dell opera; 5.2 per lo scenario relativo all'opzione zero, la descrizione delle conseguenze nazionali viene fatta dal Proponente nel paragrafo del documento di integrazione INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, dichiarando che l opzione zero risulterebbe penalizzante in quanto non contribuirebbe a soddisfare il sempre crescente fabbisogno energetico e, in particolare, la crescente richiesta nazionale di gas naturale ; 5.3 nell'anno 2010 il bilancio energetico italiano mostra che il 36,17% di tutto gas naturale consumato è stato trasformato in energia elettrica, ovvero 30,059 miliardi di metri cubi su un totale di 83,097 miliardi di metri cubi consumati (Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie - Bilancio Energetico Nazionale 2010); 5.4 nel documento di VIA fornito dal Proponente STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE - Stima degli Impatti, nominato Stima_Impatti_rev07 si presenta nel paragrafo 10.6 una stima dei consumi elettrici annui pari a 80 milioni di kwh; 5.5 nel documento di integrazione fornito dal Proponente RECEPIMENTO DELLE INTEGRAZIONI NEL PROGETTO RELAZIONE, nominato 101SBP-01-PSA-RE _Rev00.pdf viene indicata la nuova modalità di riscaldamento del gas estratto al fine di rigenerarlo tramite 2 riscaldatori elettrici; nel paragrafo 2.2 viene indicato che la potenza elettrica nominale complessiva di ciascun riscaldatore è pari a circa 2,5 MW, senza però indicare la stima dei consumi elettrici annui dei 2 riscaldatori; 5.6 per lo scenario relativo all'opzione zero, la descrizione delle conseguenze nazionali viene fatta dal Proponente nel paragrafo del documento di integrazione INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, dichiarando che dal punto di vista energetico, il nostro paese appare in stretta dipendenza dai paesi fornitori di idrocarburi e di gas naturale. Il Libro verde sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico mette in luce la preoccupante dipendenza dalle importazioni di gas da fonti esterne all'unione Europea (UE). Più del 40% del nostro consumo di gas naturale è importato e secondo le previsioni questa dipendenza potrebbe raggiungere il 70% nel La possibilità di stoccare il gas rappresenta,8 quindi, una strategia di notevole efficacia per l ottimizzazione delle immissioni in rete e indirettamente per una migliore gestione economica del settore ; 5.7 i dati dell'anno 2009 forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico presentano 5 progetti per nuovi gasdotti nazionali (TAP Grecia-Albania-Italia, IGI Interconnector Italia-Grecia, Interconnectirol Italia-Austria, GALSI Algeria-Italia, TGL Germania- Austria-Italia) per una capacità nominale annua totale che va dai 38,7 ai 50,7 miliardi di metri cubi di gas naturale; 5.8 i dati di febbraio 2011 forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico presentano 11 progetti per nuovi rigassificatori (Brindisi, Gioia Tauro, Toscana offshore, Rosignano, Porto Empedocle, Rada di Augusta/Melilli/Priolo, Taranto, Zaule, Trieste offshore, Porto Recanati, Portovenere) per una capacità annua totale di 84,75 miliardi di metri cubi di gas naturale; 5.9 secondo le stime dell'eni i consumi di gas metano del 2020 arriveranno a circa 98 miliardi di metri cubi (http://factbook.eni.com/factbook.php?a=download_orig&lang=it); si invita il Proponente a: 5.10 fornire dettagliata documentazione riguardo ai consumi elettrici annui dei 2 riscaldatori elettrici necessari per il riscaldamento del gas estratto e quindi dettagliata documentazione sul totale dei consumi elettrici annui delle attrezzature che costituirebbero lo stabilimento in oggetto; 5.11 fornire dettagliata documentazione riguardo alla descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, illustrando a livello nazionale l'ambito dello stoccaggio come soluzione al crescente fabbisogno energetico, tenendo conto delle logiche che porterebbero al seguente percorso a spirale: trasformazione di una rilevante porzione del gas naturale importato in energia elettrica nelle centrali termoelettriche, di questa produzione elettrica una considerevole quota verrebbe utilizzata dallo stabilimento in oggetto per stoccare nel sottosuolo una parte del restante gas naturale importato, il quale a sua volta, dopo essere stato estratto e rigenerato con dispendio di energia elettrica, verrebbe utilizzato anche per una ulteriore produzione di energia elettrica nelle centrali termoelettriche; 5.12 fornire dettagliata documentazione riguardo alla descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, illustrando a livello nazionale l'ambito dello stoccaggio come alternativa alla dipendenza dalle importazioni di gas naturale, nonché come contributo al fabbisogno energetico nazionale, tenendo conto dell'aumento della potenziale capacità di approvvigionamento che il Ministero dello Sviluppo Economico sta proponendo alla Nazione attraverso i progetti di 5 nuovi gasdotti e di 11 nuovi rigassificatori; si tratta di un incremento di circa 130 miliardi di metri cubi annui, a fronte di un consumo nel 2010 di circa 83 miliardi di metri cubi, soddisfatti al 100% dalle infrastrutture già presenti sul territorio nazionale; 6 ASPETTI RELATIVI ALLA PROGETTAZIONE (OPZIONE ZERO - SCENARIO LOCALE) 6.1 nel documento di integrazione fornito dal Proponente INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, nominato 101SBT-01-GCO- RE-00001_Rev00.pdf si presenta la descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, ovvero la descrizione delle conseguenze ambientali, sociali ed economiche del non fare l'opera, sviluppate confrontando lo stato preesistente del territorio con lo scenario futuro9 conseguente all inserimento del nuovo stabilimento, su uno scenario a grande scala (a livello nazionale) e uno scenario locale direttamente interessato dalla costruzione dell opera; 6.2 il decreto legislativo 152/2006 Norme in materia ambientale nell'articolo 24 dichiara che per ciascun progetto siano valutati gli effetti diretti ed indiretti della sua realizzazione sull'uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull'aria, sul clima, sul paesaggio e sull'interazione tra detti fattori, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale ; 6.3 per lo scenario relativo all'opzione zero, la descrizione delle conseguenze culturali e simboliche locali viene fatta dal Proponente nel paragrafo del documento di integrazione INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, dichiarando che nell area è da tempo iniziato lo sfruttamento del giacimento di gas metano, dunque l attività estrattiva rappresenta parte importante della coscienza culturale, lavorativa e simbolica dell area ; 6.4 la città di San Benedetto del Tronto è una località di mare non solo dal punto di vista geografico, ma anche dal punto di vista culturale, ne è prova l'attività turistica che tanto ha influenzato lo sviluppo cittadino negli ultimi 50 anni, così come la secolare tradizione legata alla pesca ed, infine, la tradizione culinaria, compendio dei prodotti della pesca e dell'agricoltura, quest'ultimi provenienti dalle vicinissime colline; 6.5 la città di San Benedetto del Tronto è riunita sotto vari simboli, chiaramente legati alla cultura, alla storia, alle attività e al territorio locale; nota come Riviera delle Palme, ha ovviamente sia il simbolo della palma, che quello della spiaggia e del lungomare; come città marinara ha il simbolo del faro e della lancette (antica barca da pesca); legato alla storia della città, c'è il simbolo della Torre dei Gualtieri (o Torrione) e della Cattedrale di Santa Maria della Marina; 6.6 per lo scenario relativo all'opzione zero, la descrizione delle conseguenze economiche locali viene fatta dal Proponente nel paragrafo del documento di integrazione INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, indicando unicamente che L opzione zero vedrà l esaurirsi dell attività estrattiva di gas naturale da giacimento dell attuale centrale di trattamento, senza una riconversione dell area in attività produttiva con conseguente coinvolgimento di altre attività economiche al contorno, senza quindi fornire alcun dettaglio né di queste attività economiche al contorno, né di tutte attuali attività economiche del territorio non collegate all'attuale impianto di estrazione e/o alla futura centrale di stoccaggio; 6.7 la città di San Benedetto del Tronto non presenta una zona industriale, questo è frutto di una scelta che la città ha sostenuto e mantenuto durante i decenni della sua espansione urbanistica, anche tramite i piani regolatori generali; rispetto alla specializzazione economica del territorio (terziario ad indirizzo commerciale e turistico), infatti una zona industriale sarebbe entrata in contraddizione e in conflitto con buona parte delle attività economiche locali; 6.8 l'assoluta convinzione dei cittadini e delle amministrazioni locali che la vera ricchezza risiede nelle peculiarità naturali del territorio, a tutela delle quali è stato istituito sia il Parco Marino del Piceno, un'area marina protetta lungo la costa del Piceno, che la Riserva Naturale Regionale Sentina, una zona umida protetta di grande importanza a livello biologico e avifaunistico, uno degli ultimi ambienti umidi di sosta nella migrazione dell'avifauna tra la foce del Po e il Gargano; 6.9 la presenza nel quartiere dove risiederebbe lo stabilimento di impianti sportivi multidisciplinari (campo di calcio, tensostruttura, palestra, pista di pattinaggio), considerabile una vera e propria cittadella dello sport a dimostrazione della volontà dei cittadini, degli imprenditori e delle amministrazioni di rendere San Benedetto del Tronto10 sempre più una città di servizi, nettamente distante dall'immagine generalmente riconducibile ad un area industriale; 6.10 per lo scenario relativo all'opzione zero, la descrizione delle conseguenze ambientali locali viene fatta dal Proponente nel paragrafo del suddetto documento di integrazione INTEGRAZIONI AL SIA PARTE I richieste del MATTM e della Regione Marche, illustrando unicamente gli ambiti di emissione di rumore, di uso del suolo e di paesaggio, ignorando completamente l'ambito del sottosuolo; si invita il Proponente a: 6.11 fornire dettagliata documentazione riguardo alla descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, illustrando a livello locale l'ambito culturale e l'ambito simbolico dell'area interessata, prendendo atto che la superficie di questa area non può essere limitatamente intesa come l'area dove lo stabilimento si andrà a collocare (comprensiva delle zone limitrofe), ma deve necessariamente estendersi alla superficie di tutta la città, in quanto l'ambito culturale e l'ambito simbolico hanno confini dettati soprattutto dalla storia e dall'antropizzazione del territorio; 6.12 fornire dettagliata documentazione riguardo alla descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, illustrando a livello locale l'ambito delle attività economiche, sia collegate all'attuale impianto di estrazione e/o alla futura centrale di stoccaggio, sia non collegate all'attuale impianto di estrazione e/o alla futura centrale di stoccaggio, prendendo atto che la zona interessata non può essere limitatamente intesa come l'area dove lo stabilimento si andrà a collocare (comprensiva delle zone limitrofe), ma deve necessariamente estendersi alla superficie di tutta San Benedetto del Tronto, in quanto l'ambito economico di una città a vocazione turistica è vincolato dalla propria immagine e dalla propria reputazione, le quali si sono formate negli anni dall'insieme di tutti gli elementi, sia positivi che negativi del posto; 6.13 fornire dettagliata documentazione riguardo alla descrizione dello scenario relativo all'opzione zero, illustrando a livello locale l'ambito del sottosuolo. Documenti analoghi
punt energia I NUOVI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI: LINEE GUIDA PER I COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO PROVINCIA DI COMO Assessorato Ecologia e Ambiente I nuovi regolamenti edilizi comunali Progetto a cura Dettagli Le ricadute degli inceneritori sull ambiente
07>12 Le ricadute degli inceneritori sull ambiente Il monitoraggio nei pressi dell impianto del Frullo di Bologna Volume 1 inceneritori ambiente Quaderni di Moniter Collana di documentazione a cura di Dettagli Il consumo di suolo in Italia. Edizione 2015
Il consumo di suolo in Italia Edizione 2015 Rapporti 218/2015 Informazioni legali L Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e le persone che agiscono per conto dell Istituto Dettagli L'impatto delle misure di riduzione delle emissioni di CO2 sull'attività economica e il lavoro in Europa
L'impatto delle misure di riduzione delle emissioni di CO2 sull'attività economica e il lavoro in Europa Rapporto nazionale finale Italia da parte della Direzione generale Ambiente della Commissione europea Dettagli Gli incentivi per la produzione di biometano
QUADERNI DELLE AGROENERGIE.02. Gli incentivi per la produzione di biometano UNA NUOVA OPPORTUNITÀ PER LA VALORIZZAZIONE DELLE BIOMASSE AGRICOLE QUADERNI DELLE AGROENERGIE.02. GLI incentivi per la produzione Dettagli CONFERENZA DI SERVIZI (ai sensi del titolo III L.R.9/99, del DLgs 152/06 e del DLgs 387/03)
CONFERENZA DI SERVIZI (ai sensi del titolo III L.R.9/99, del DLgs 152/06 e del DLgs 387/03) Regione Emilia-Romagna Autorità di Bacino Fiumi Romagnoli Direzione Regionale per i Beni Culturali e del Paesaggio Dettagli Consiglio Nazionale delle Ricerche. Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle
Consiglio Nazionale delle Ricerche Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia Giugno 2007 Relazione per la VIII Commissione permanente della Dettagli Una Costituzione Energetica per l Italia. P. Totaro, F. Pascoli, E. Brandmayr, M. Samengo
Una Costituzione Energetica per l Italia P. Totaro, F. Pascoli, E. Brandmayr, M. Samengo Una Costituzione Energetica per l Italia Autori: Pierluigi Totaro Francesco Pascoli Enrico Brandmayr Mirta Samengo Dettagli Life 02 ENV/IT/000023. Provincia di Cremona Settore Ambiente
Life 02 ENV/IT/000023 Provincia di Cremona Settore Ambiente a cura di: Provincia di Cremona Settore Ambiente Via Dante, 134-26100 Cremona Tel. 0372-406672 Fax 0372-406461 agenda21@provincia.cremona.it Dettagli ISTANZA CONCESSIONE DI COLTIVAZIONE D.30.B.C-MD PROGETTO OMBRINA MARE presentato dalla società Mediterranean Oiland Gas (MOG)
OSSERVAZIONI SULLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE: ISTANZA CONCESSIONE DI COLTIVAZIONE D.30.B.C-MD PROGETTO OMBRINA MARE presentato dalla società Mediterranean Oiland Gas (MOG) Chieti lì 29 gennaio 2010 Dettagli ASSESSORADU DE S INDÚSTRIA ASSESSORATO DELL INDUSTRIA PIANO ENERGETICO ED AMBIENTALE DELLA REGIONE SARDEGNA 2014-2020 PROPOSTA TECNICA
ASSESSORADU DE S INDÚSTRIA ASSESSORATO DELL INDUSTRIA PIANO ENERGETICO ED AMBIENTALE DELLA REGIONE SARDEGNA 2014-2020 PROPOSTA TECNICA GENNAIO 2014 Gruppo di lavoro: Assessorato Industria Servizio Energia Dettagli LA SCUOLA CHE VOGLIAMO
LA SCUOLA CHE VOGLIAMO SPUNTI, ORIENTAMENTI, INDICAZIONI OPERATIVE PER LA COSTRUZIONE/RISTRUTTURAZIONE DI SCUOLE A MISURA DI BAMBINO a cura di Maria Grazia Sapia (Responsabile Ambiente Società Italiana Dettagli Comitato CNEL ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere
Consiglio Nazionale dell Economa e del Lavoro Istituto Nazionale di Statistica Comitato CNEL ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere 12 domini del BES Selezione degli indicatori 14 giugno 2012 Dettagli Allegato A PIANO D AZIONE PER L ENERGIA
Allegato A INDICE 1 STRUMENTI PER LA PROGRAMMAZIONE ENERGETICA REGIONALE...3 1.1 PREMESSA...3 1.2 IL...4 1.3 ARTICOLAZIONE DEL PIANO E SCENARI DI RIFERIMENTO...7 1.4 I CONTRIBUTI DEGLI STAKEHOLDER TECNICI...8 Dettagli UN INTRODUZIONE ALL AGENDA 21 LOCALE a cura di Gabriele Bollini, Gianfranco Bologna, Andrea Calori e Michele Merola
UN INTRODUZIONE ALL AGENDA 21 LOCALE a cura di Gabriele Bollini, Gianfranco Bologna, Andrea Calori e Michele Merola 1. Introduzione 1.1. Quello che vorremmo fosse realtà: il progetto locale La costruzione Dettagli Cave 2020 Sustainable Energy Action Plan
Cave 2020 Sustainable Energy Action Plan Piano d azione per l energia sostenibile (immagine di copertina) Bozza in consultazione 1 Documento approvato con Delibera del Consiglio Comunale n del /12/2012. Dettagli MELFI. Città di Melfi
Comune di REGIONE BASILICATA PROVINCIA DI POTENZA MELFI Progetto per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi ed annesso impianto di trattamento da ubicarsi nel Comune di Melfi Dettagli L aria che respiro. L inquinamento atmosferico locale e globale. Dal cittadino alle Istituzioni: insieme per migliorare la qualità dell aria
L inquinamento atmosferico locale e globale L aria che respiro Dal cittadino alle Istituzioni: insieme per migliorare la qualità dell aria www.regione.lombardia.it L aria che respiro L inquinamento atmosferico Dettagli Segni 2020 Sustainable Energy Action Plan
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL INDUSTRIA PIANO D AZIONE REGIONALE PER LE ENERGIE RINNOVABILI SARDEGNA Documento di indirizzo sulle fonti energetiche rinnovabili GENNAIO 2012 1 Redazione Dettagli Rapporto di Monitoraggio Ambientale
PO FESR 2007-2013 Regione Siciliana Rapporto di Monitoraggio Ambientale Giugno 2012 Assessorato Regionale Territorio e Ambiente Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Dipartimento Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II TESI DI LAUREA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ELETTRONICA TESI DI LAUREA FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, GENERAZIONE DISTRIBUITA E CELLE AD IDROGENO: STATO Dettagli eni in Basilicata Local Report 2013
eni in Basilicata Local Report 2013 Siamo un impresa integrata nell energia, impegnata a crescere nell attività di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas Dettagli ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Via Vitaliano Brancati, 48 00144 Roma www.isprambiente.gov.it
Informazioni legali L istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e le persone che agiscono per conto dell Istituto non sono responsabili per l uso che può essere fatto delle informazioni Dettagli WIND PER L AMBIENTE. MARA Direzione Legal Affairs
WIND PER L AMBIENTE MARA Direzione Legal Affairs WIND PER L AMBIENTE 97 5.1 La politica ambientale WIND adotta un approccio integrato alla sostenibilità, per questo motivo gli obiettivi e le azioni di Dettagli PIANO TRIENNALE DELLA RICERCA DI SISTEMA ELETTRICO E PIANO OPERATIVO ANNUALE
MINISTERO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE Direzione Generale per l Energia e le Risorse Minerarie PIANO TRIENNALE DELLA RICERCA DI SISTEMA ELETTRICO E PIANO OPERATIVO ANNUALE Documento proposto al Ministero Dettagli COMUNE DI TORRI DI QUARTESOLO
COMUNE DI TORRI DI QUARTESOLO Baseline Emission Inventory Indice, acronimi e definizioniemission INVENTORY COMUNE DI TORRI DI QUARTESOLO ACRONIMI 6 DEFINIZIONI 7 INTRODUZIONE 11 STRATEGIA GENERALE E VISION Dettagli FER. Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE
Produzione energetica per uno sviluppo ecosostenibile FER PRODUZIONE ENERGETICA PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE Negli ultimi anni la necessità dell utilizzo e dello sviluppo di energie alternative e rinnovabili Dettagli Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici
Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE PUBBLICA (12 SETTEMBRE 2013) Sommario INTRODUZIONE 1 IMPATTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E VULNERABILITÀ Dettagli STRATEGIE ENERGETICHE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
WWF ITALIA STRATEGIE ENERGETICHE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE STRATEGIE ENERGETICHE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE Scenari energetici e protocollo di Kyoto Scenari energetici e protocollo a cura di di Kyoto Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: art.23
 art.17
 art.23
 art.25
 art. 17
 articolo 5