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COSE' IL CREDITO AL CONSUMO
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Cosimo Angeli
1 2 3 4 COSE' IL CREDITO AL CONSUMO Per credito al consumo si intende un credito finalizzato all'acquisto di beni e servizi o per soddisfare esigenze di natura personale (ad esempio: prestito personale, cessione del quinto dello stipendio) concesso ad una persona fisica (consumatore). L'acquisto di un elettrodomestico a rate rientra nella fattispecie del credito al consumo. E' quindi un'attività di finanziamento che si rivolge alle persone fisiche, ai consumatori e alle famiglie. Il credito al consumo consente di rateizzare il pagamento di un bene al momento dell'acquisto. Non costituisce credito al consumo il prestito concesso per esigenze di carattere professionale del consumatore (ad esempio: acquisto di un'autovettura da utilizzare per il trasporto dei dipendenti della propria impresa) Viceversa, il finanziamento per la ristrutturazione della casa o un mutuo non vi appartengono in quanto sono inquadrati come finanziamenti per sostenere le spese di investimento della famiglia (ristrutturazione, acquisto immobile ecc). 04 Obbligo del consumatore a) nel caso di dilazione di pagamento, a corrispondere il prezzo al venditore di beni o servizi alle date convenute; b) nel caso di concessione di un prestito, a restituire l'importo concesso (capitale erogato) e a pagare gli interessi calcolati sulla base di un parametro finanziario (tasso di interesse). L'adempimento dell'obbligo di restituire il capitale e di corrispondere gli interessi avviene in modo graduale nel tempo attraverso versamenti periodici chiamate rate, il cui pagamento è di regola mensile. Il consumatore cui è stato concesso il prestito è tenuto a pagare le spese necessarie per la conclusione del contratto. La dilazione di pagamento del prezzo viene concessa dai venditori di beni e di servizi. Il prestito viene accordato invece dalle banche oppure dagli intermediari finanziari; quest'ultimi, come le banche possono concedere finanziamenti in diverse forme - mutuo, credito al consumo, locazione finanziaria - ma, diversamente dalle banche, non raccolgono risparmio nella forma di depositi.5 Nelle forme del finanziamento, il credito al consumo, di norma, ha una durata variabile da 12 mesi a 72 mesi e non è assistito da garanzia reale (ad esempio: pegno sul bene acquistato) o personale (ad esempio: fideiussione). Nella prassi, il contratto può essere concluso presso gli esercizi commerciali convenzionati con le banche o gli intermediari finanziari dietro presentazione di documenti, tra i quali l'ultima busta paga. Il bene oggetto di acquisto viene in genere messo subito a disposizione del consumatore mentre le banche e gli intermediari finanziari possono riservarsi di accordare il finanziamento entro un breve lasso di tempo. Chi eroga il credito al consumo Banche e intermediari finanziari autorizzati Il credito al consumo è un'attività finanziaria delle banche e degli intermediari finanziari iscritti negli appositi registri. E' molto importante non confondere il credito al consumo con i prestiti tra privati. Il credito al consumo può essere concesso esclusivamente da soggetti autorizzati per legge. Come viene offerto il credito al consumo L'accensione del finanziamento spesso coincide con la decisione di acquisto di un bene. Gli esercenti ed i negozi sono convenzionati con società finanziarie per consentire ai loro clienti di coprire il pagamento della spesa di consumo tramite un finanziamento. L'accensione del credito al consumo è comunque soggetto alla presentazione di titoli di garanzia da parte del consumatore (es. ultima busta paga). E' inoltre necessario non essere iscritto nella lista dei cattivi pagatori. Il diritto di recesso Il consumatore può recedere dal contratto di credito entro quattordici giorni; il termine decorre dalla conclusione del contratto o, se successivo, dal momento in cui il consumatore riceve tutte le condizioni e le informazioni previste ai sensi dell'articolo 125-bis, comma 1 del Codice del consumo. (diversi e più ampi termini sono stabiliti per i contratti distanza. Vedi l'art. 67 duodecies del Codice del consumo). 056 Il consumatore che recede: a) ne dà comunicazione al finanziatore inviandogli una comunicazione secondo le modalità prescelte nel contratto tra quelle previste dall'articolo 64, comma 2, del Codice del consumo; b) se il contratto ha avuto esecuzione in tutto o in parte, entro trenta giorni dall'invio della comunicazione prevista dalla lettera a), restituisce il capitale e paga gli interessi maturati fino al momento della restituzione, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto. Inoltre, rimborsa al finanziatore le somme non ripetibili da questo corrisposte alla pubblica amministrazione. 06 CARTA DI CREDITO La carta di credito è una forma di finanziamento che prevede la messa a disposizione a favore del cliente di una somma di denaro, detto anche fido, che può essere utilizzata a sua discrezione (es. acquisto di beni/servizi, acquisizione disponibilità liquide), con l'obbligo di restituzione attraverso rimborsi periodici in una o più soluzioni. I pagamenti effettuati dal cliente, una volta coperti gli interessi maturati ricostituiscono in tutto o in parte la disponibilità del fido che può quindi essere nuovamente utilizzato. Le carte di pagamento sono tessere plastificate che consentono di effettuare pagamenti senza l'utilizzo del contante. Esse sono divenute nel tempo la modalità di pagamento più diffusa per gli acquisti di beni e servizi presso gli esercizi convenzionati, in Italia e all'estero, ma anche per quelli effettuati tramite Internet e, talvolta, per via telefonica. Possono anche essere utilizzate per prelevare contante presso gli sportelli automatici (ATM), in Italia e all'estero, digitando un codice segreto (PIN). In caso di smarrimento o furto della carta, è possibile bloccare il suo utilizzo telefonando a un apposito numero verde. E' necessario bloccare immediatamente la carta di pagamento qualora venga persa o sottratta. Le carte di pagamento vengono tradizionalmente distinte in carte di credito, di debito e prepagate. La carta di credito viene rilasciata al richiedente sulla base di un contratto stipulato con la banca o la società emittente; questa invia al titolare l'elen-7 co (estratto conto) degli acquisti effettuati a scadenze fisse (di solito mensili). Il titolare è tenuto a restituire alla banca o alla società emittente l'impor to complessivo degli acquisti effettuati in un'unica soluzione il mese successivo, senza spese di interessi; in genere ciò avviene attraverso l'addebito automatico del proprio conto corrente. Se il contratto lo prevede il pagamento può avvenire ratealmente; in questo caso viene addebitato un interesse ad un tasso definito contrattualmente. L'uso della carta di credito avviene in genere attraverso l'apposizione della propria firma, conforme a quella apposta sul retro della carta, sulla ricevuta di pagamento. La carta viene rilasciata dalla banca o dalla società emittente dopo una valutazione della solvibilità del cliente, cioè della sua capacità a restituire le somme che, pur se per un breve lasso di tempo, gli vengono anticipate. La carta di debito viene, di norma, rilasciata da una banca su sua iniziativa o su richiesta del proprio cliente che deve necessariamente detenere un conto corrente. La carta consente di effettuare un'ampia gamma di servizi di pagamento presso gli ATM (ad esempio: visualizzazione saldo conto, ricariche telefoniche, ecc.). Le operazioni di pagamento o di prelievo di contante sono addebitate nel conto corrente del titolare pressoché contestualmente alla transazione effettuata. Pertanto, nel momento di utilizzo della carta di debito, deve essere disponibile sul conto corrente ad essa collegato il controvalore dell'acquisto effettuato e/o della somma prelevata in contanti. Le carte prepagate sono quelle che incorporano un potere d'acquisto pagato in via anticipata dal portatore della carta all'emittente, senza altro requisito di solvibilità o di detenzione di conti correnti. Il potere di acquisto caricato sulla carta è spendibile presso: l'emittente stesso (carte monouso), che fornisce in proprio beni o servizi (ad esempio: pedaggi autostradali, servizi di telefonia) ovvero una molteplicità di esercenti (dette carte multiuso o borsellini elettronici). La scelta di quale carta utilizzare dipende da molti fattori, tra i quali: la loro accettazione da parte dei fornitori di beni e servizi, la valutazione dei relativi costi di utilizzo, l'esigenza di dilazionare gli esborsi, il livello di sicurezza delle diverse carte in relazione a dove esse sono utilizzate (presso esercizi commerciali o in Internet). L'ESTRATTO CONTO NEL DETTAGLIO Le banche e le società finanziarie emittenti provvedono con scadenze fisse 078 (di solito mensili) a inviare al titolare della carta l'estratto conto contenente informazioni sugli acquisti effettuati (denominazione dell'esercente, data e importo della transazione). Il titolare è tenuto pagare il relativo importo in un'unica soluzione senza ulteriori oneri e, di regola, attraverso l'addebito del proprio conto corrente in un giorno del mese successivo a quello in cui sono stati effettuati i pagamenti. Il contratto con l'emittente può anche prevedere il regolamento rateale degli acquisti effettuati. In questo caso il titolare è tenuto al pagamento di interessi stabiliti in percentuale delle somme spese. I rimborsi, in questo caso, avvengono tramite pagamento di rate mensili, comprensive degli interessi dovuti. L'importo delle rate, al netto degli interessi, si aggiunge al credito non utilizzato e ricrea parte della disponibilità di spesa del cliente. Tale procedura di reintegro del limite di spesa si definisce credito a rotazione (revolving credit). Il titolare della carta è tenuto al pagamento di un canone annuo il cui importo varia a seconda delle diverse carte; non sono previste commissioni di uso della carta per le singole operazioni di pagamento effettuate. Nel caso di smarrimento o furto della carta, le società emittenti consentono ai titolari di bloccare l'uso della carta telefonando ad un apposito numero verde. E' necessario dare immediata comunicazione della perdita della carta poiché solo dal momento della ricezione da parte dell'emittente di tale comunicazione il rischio di pagamenti illeciti si trasferisce dal titolare della carta all'emittente della stessa. 08 LE CARTE DI DEBITO NEL DETTAGLIO La carta di debito non è una forma di credito al consumo. Essa è uno strumento di pagamento tradizionalmente emesso da banche nel momento in cui il cliente apre il conto corrente o successivamente. Anche per la carta di debito la banca si riserva di valutare la possibilità di emetterla, considerato il rischio che non vi siano fondi sufficienti sul conto del titolare della carta al momento dell'addebito delle operazioni effettuate. Nell'ambito di determinati importi di utilizzo giornalieri e mensili, la carta di debito consente al titolare di effettuare, in Italia e all'estero (se la carta è collegata a circuiti internazionali), prelievi di contante da sportelli automatici9 (ATM) di qualunque banca aderente al circuito e pagamenti presso gli esercenti dotati di apparecchiature elettroniche (POS) senza utilizzare il contante. Nel caso di approvvigionamento di contante presso gli sportelli ATM della banca emittente, i limiti di prelievo sono fissati in autonomia dalla medesima banca in funzione del profilo del cliente. Le operazioni di prelievo di contante e di pagamento con carte di debito sono addebitate sul conto corrente del titolare pressoché contestualmente alle transazioni effettuate. Tali operazioni avvengono a valere della disponibilità finanziaria (definita provvista) costituita da fondi in essere al momento della transazione ovvero da una linea di fido preventivamente accordata dalla banca. Per effettuare tali operazioni, il titolare deve digitare un codice segreto numerico (PIN) associato alla carta, adottando le precauzioni di sicurezza utili a prevenire che qualcun altro possa venire a conoscenza del codice. E' consigliabile mantenere sempre separato il PIN dalla carta di debito. Nei primi anni in cui le carte di debito sono divenute operative, esse svolgevano solo la funzione di prelievo da ATM offrendo ai titolari la possibilità di approvvigionarsi di contante in un arco di tempo più ampio di quello dell'apertura dei tradizionali sportelli bancari e su tutto il territorio nazionale. L'elevata diffusione delle carte in circolazione ha successivamente indotto gli emittenti ad ampliare il ventaglio di servizi offerti ai titolari attraverso gli ATM. Oggi i servizi a cui si può accedere utilizzando la carta di debito sugli ATM sono molteplici e vanno dalla possibilità di effettuare il pagamento della ricarica delle carte telefoniche dei cellulari alla visualizzazione dei prodotti offerti dalla banca. Anche per le carte di debito, il titolare della carta paga, in genere, un canone annuo (di importo più contenuto di quello delle carte di credito) a volte compreso nelle spese fisse di conto corrente; non sono previste commissioni per l'uso della carta nella funzione di pagamento. L'utilizzo della carta comporta normalmente per il titolare una serie di commissioni per il prelievo di contante presso ATM che non appartengono al circuito della banca emittente o per prelievi di valuta all'estero. Come per quelle di credito, le banche consentono ai titolari di carta di debito di 0910 bloccarne l'uso in caso di furto o smarrimento telefonando ad un apposito numero verde. Anche in questo caso, dal momento della comunicazione dell'evento alla banca emittente si trasferisce alla stessa il rischio di pagamenti illeciti. È necessario dare immediata comunicazione della perdita della carta. 10 LE CARTE PREPAGATE NEL DETTAGLIO La carta prepagata è uno strumento rilasciato a fronte di un versamento anticipato di fondi effettuato all'emittente. Come tale essa non è una forma di credito al consumo in quanto essa incorpora il potere d'acquisto pagato in via anticipata dal titolare della carta. Viene emessa da banche, nel caso in cui la carta sia spendibile presso una molteplicità di esercenti (carta a spendibilità generalizzata), ovvero direttamente da fornitori di beni e servizi (es. pedaggi autostradali, servizi di telefonia); in questo ultimo caso, la carta può essere utilizzata esclusivamente per il pagamento di acquisti effettuati presso lo stesso emittente (carta fidelity o monouso). Per il rilascio della carta prepagata non è necessaria la titolarità di un conto corrente né viene effettuata da parte dell'emittente una valutazione di solvibilità del prenditore della carta. Sul mercato sono disponibili sia carte "anonime" sia carte "nominative". Le carte anonime possono essere non ricaricabili e sono avvalorabili fino a 150 euro oppure ricaricabili. Queste ultime rappresentano una novità introdotta, a partire dal 29 dicembre 2007, da un provvedimento dettato in materia di contrasto al riciclaggio. La loro caratteristica essenziale è quella di avere un limite massimo di caricamento pari a euro in un anno; tuttavia, il cliente deve farsi comunque identificare nel caso in cui ottenga il rimborso o effettui il prelievo di un importo pari o superiore a euro ovvero effettui una transazione di importo superiore a euro. Le carte nominative, invece, possono essere sempre ricaricabili fino a un valore massimo stabilito di volta in volta dall'emittente. Quale che sia la tipologia di carta prepagata, il cliente ha sempre diritto al rimborso totale degli importi presenti sulla carta stessa al netto di un'eventuale somma trattenuta dall'emittente a titolo di commissione. La carta prepagata a spendibilità generalizzata può essere acquistata presso la11 banca emittente che, a fini distributivi, si può avvalere anche di altri soggetti autorizzati (ad esempio: promotori finanziari, altre banche, soggetti convenzionati quali i tabaccai). La carta prepagata può essere utilizzata per effettuare operazioni di pagamento presso negozi o via internet; la carta prepagata può essere abilitata anche alle operazioni di prelievo. Queste ultime avvengono generalmente tramite sportelli automatici (ATM). Se la carta è collegata ad un circuito internazionale, le operazioni di pagamento e di prelievo possono essere effettuate anche all'estero. Tali operazioni vanno a diminuire, contestualmente alle transazioni, l'importo delle somme precedentemente versate dal cliente. La digitazione di un codice segreto (PIN) è sempre richiesta per le operazioni di prelievo. Alcuni emittenti richiedono tale digitazione anche per le operazioni di pagamento superiori a determinati importi. Generalmente sono previsti presidi di sicurezza a tutela del titolare della carta in caso di furto o smarrimento della stessa (ad esempio: blocco carta). La carta prepagata è in genere utilizzata se non si dispone o non si vuole usare un conto corrente bancario o postale, se non si dispone dei requisiti per possedere una carta di credito, per effettuare acquisti via internet o telefonici, limitando in questo caso i rischi di frodi all'importo caricato sulla carta (che è generalmente inferiore ai limiti massimi di spesa previsti per le carte di credito e di debito); per il pagamento di beni e servizi di importo contenuto. CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO O DELLA PENSIONE La Cessione del Quinto, utilizzata per bisogni personali e della propria famiglia, viene qualificata come operazione di "credito al consumo" e come tale tutela il consumatore con specifici diritti in materia di trasparenza bancaria al fine di assicurare una scelta consapevole. La cessione del quinto dello stipendio, è una particolare forma di prestito personale, il cui rimborso avviene attraverso l'addebito della rata sulla busta paga o pensione. La rata non può eccedere un quinto dello stipendio (cioè il 1112 20%) netto del dipendente e viene pagata direttamente alla finanziaria o alla banca dall'azienda per la quale si lavora o dall'inps/inpdap (nel caso di una cessione del quinto della pensione). Possono accedere a tale forma di finanziamento i dipendenti pubblici statali, i dipendenti di aziende private che abbiano comunque un contratto di lavoro a tempo indeterminato e i pensionati. In alcuni casi possono accedervi anche i lavoratori a progetto ma la durata del finanziamento non dovrà eccedere quella del contratto a termine. A differenza di altre forme di finanziamento, la cessione del quinto dello stipendio non richiede particolari garanzie se non la certezza determinata dalla retribuzione mensile del richiedente. In media, l'importo minimo totale richiedibile è di 1.500, mentre l'importo massimo richiedibile è di e la durata del prestito varia tra 2 e 10 anni. Anche la cessione del quinto comunque è assistita da garanzie, alcune delle quali imposte dalla legge. TRA QUESTE: a) l'importo mensile della rata viene trattenuto direttamente dallo stipendio del dipendente e versato dal datore di lavoro al finanziatore; b) il lavoratore deve stipulare una polizza assicurativa per il rischio vita e/o rischio impiego che tutela il finanziatore nel caso di morte o di perdita del lavoro; c) il finanziatore ha il privilegio sul TFR per i dipendenti privati. Il costo delle coperture e degli oneri accessori previsti grava sul lavoratore. 12 Cosa fare prima di concludere un Contratto? Prima di stipulare il contratto è opportuno verificare che il modulo contrattuale sia compilato in ogni sua parte. In particolare, devono essere indicate la banca o l'intermediario finanziario per conto del quale opera il soggetto proponente (agente in attività finanziaria o mediatore creditizio) e la compagnia di assicurazione che rilascia la polizza. Il consumatore ha diritto di ricevere, prima della conclusione del contratto, un foglio denominato "Informazioni Europee di base sul Credito ai Consumatori" che riporta tutte le informazioni sul finanziamento, dalle carat-13 teristiche tecniche del prodotto ai suoi costi. Il consumatore può inoltre richiedere una copia del contratto di cessione del quinto in modo da poterlo leggere attentamente prima di firmarlo ed accettarlo. Mai firmare contratti o documenti "in bianco" o parzialmente completi ed assicurarsi che sulla documentazione proposta siano chiaramente individuabili il soggetto erogante (es. la banca o finanziaria) e la compagnia assicurativa coinvolta. I Costi È importante avere presente che la concessione di questo tipo di finanziamenti richiede numerosi adempimenti amministrativi che le banche/società finanziarie spesso delegano alle loro reti di vendita, a volte lunghi ed articolati (se ad esempio intervengono agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi), con notevoli costi aggiuntivi, di fatto a carico dei consumatori richiedenti. È opportuno pertanto che, prima di richiedere la cessione del quinto, il dipendente/pensionato sia consapevole del costo complessivo del finanziamento e, a tal fine, verifichi il TAEG applicato. Tale indicatore misura, infatti, in termini percentuali, il costo totale del finanziamento, comprensivo degli oneri (spese) da sostenere in aggiunta agli interessi sul prestito medesimo (quali spese di istruttoria e commissioni); è poi importante verificare se nel TAEG sia ricompreso anche il costo della polizza assicurativa. La stipula di convenzioni tra il datore di lavoro/ente pensionistico e la banca/società finanziaria consente lo svolgimento dei medesimi adempimenti anche attraverso l'utilizzo di collegamenti telematici; in questi casi, il costo finale delle operazioni per il cliente-consumatore risulta sensibilmente più contenuto. Il modulo "Informazioni Europee di base sul Credito ai Consumatori" riporta in dettaglio tutti i costi connessi al finanziamento richiesto. Il diritto di recesso Certamente si. Il diritto di recesso è la facoltà di "ripensamento" concessa al consumatore di interrompere il contratto di finanziamento senza il consenso della banca o dell'intermediario finanziario erogante. È senza penali e senza 1314 obbligo di fornire spiegazioni. Tale facoltà può essere esercitata entro e non oltre 14 giorni dalla firma del contratto, inviando all'ente erogante una comunicazione secondo quanto indicato nel contratto. Il diritto di recesso va comunicato formalmente al finanziatore e se il finanziamento è già stato erogato si hanno 30 giorni di tempo, dall'invio della comunicazione, per restituire capitale e interessi maturati sino al momento della restituzione e calcolati secondo quanto previsto dal contratto. Il cliente deve inoltre rimborsare al finanziatore l'imposta sostitutiva da questi corrisposta al datore di lavoro/ente pensionistico. Abbiamo detto quindi che il consumatore ha la possibilità di estinguere anticipatamente il finanziamento restituendo in anticipo il prestito versando al finanziatore il capitale residuo, gli interessi e gli altri oneri maturati fino a quel momento. Diritto alla tutela Nel caso di controversie viene seguito il normale processo previsto per i reclami. Qualora sorgessero problemi non risolvibili direttamente con il finanziatore, esiste la procedura dei reclami, attraverso questo strumento il consumatore, trascorsi 30 giorni dal reclamo stesso, può rivolgersi all'arbitro Bancario Finanziario (ABF): è veloce, facile ed economico. 14 ISC (INDICATIVO SINTETICO DI COSTO) Indice fondamentale per valutare la convenienza di alcune forme di credito, come i mutui e il credito al consumo. Rappresenta l'unica forma di calcolo da considerare per i costi del cliente e deve recepire tutte le forme di esborso, dal tasso di interesse alle commissioni, dai costi amministrativi a tutte le voci di prelievo. Va indicato per legge in tutti i documenti ufficiali (contratto, comunicazioni periodiche, pubblicità). Durante la crisi, per l'impennata dei tassi interbancari dovuta al prosciugamento della liquidità, l'isc di molti prestiti a tasso variabile è salito in modo considerevole mettendo in crisi molte famiglie debitrici. Dal 29 luglio scorso la Banca d'italia ha fissato nuove regole di trasparenza nei rapporti tra banche e clienti che cambieranno il modo di comunicare.15 PRESTITO I prestiti si distinguono in: prestito finalizzato o rateale e prestito personale. Il prestito finalizzato o rateale è un prestito che si ottiene presso i punti vendita di beni e/o servizi ed è strettamente legato all'acquisto che si sta effettuando. In questo caso non si ottiene una somma di denaro ma, invece di pagare tutto in contanti al momento dell'acquisto, si paga a rate il prezzo del bene e/o servizio. Il Prestito personale è un finanziamento senza obbligo di destinazione erogato direttamente a favore del cliente e rimborsabile a rate prestabilite. Il cliente può utilizzare i fondi richiesti per svariati fini (ad es. realizzare un progetto). Il finanziamento presenta un tasso di interesse fisso ed il rimborso avviene solitamente con cadenza mensile. Il prestito personale rientra all'interno della categoria dei prodotti di "credito al consumo", se il finanziamento è compreso fra i 200 ed i euro. Il prestito personale consiste nell'erogazione da parte di intermediari finanziari di finanziamenti non finalizzati, ovvero privi di destinazione specifica. Ciò significa che il soggetto finanziato può utilizzare la somma ricevuta come meglio crede. Il cliente si impegna a restituire la somma erogata secondo un piano di ammortamento finanziario, di norma a tasso fisso e rate costanti, a scadenze concordate. Ogni rata è composta di due parti: a) la quota capitale, che fa riferimento alla restituzione del capitale finanziato; b) la quota interessi (via via decrescente), ovvero quella parte che concerne la corresponsione degli interessi, calcolati sul debito residuo. Un prestito personale può risultare assistito da garanzie, a tutela del creditore, nel caso in cui il soggetto finanziato risulti insolvente. Prestito finalizzato Il finanziamento è acceso per rateizzare l'acquisto di un determinato bene. Per questa sua caratteristica il prestito finalizzato può essere accesso anche presso un negoziante. Questa tipologia di credito al consumo ha lo scopo di incentivare l'acquisto di un bene, consentendo al consumatore di sostenere una spesa di acquisto che altrimenti non avrebbe potuto sostenere. In questi casi il tasso d'interesse applicato può essere molto basso (es. prestiti a tasso 1516 zero) per decisione stessa del venditore che si accolla l'onere del finanziamento verso l'istituto che eroga il credito. Prestito non finalizzato Il finanziamento è acceso per consegnare al debitore una determinata somma di denaro. Questa tipologia di credito è assimilato alla categoria del prestito personale e non è quindi considerato una forma di credito al consumo. Può essere acceso direttamente presso gli uffici della banca o dell'intermediario finanziario. Il tasso di interesse applicato a questa tipologia di finanziamento è più elevato rispetto ad un mutuo, in quanto il rischio del debito è maggiore e non sussistono garanzie oltre al reddito del contraente debitore. Nel caso dei mutui, invece, il valore dell'immobile acquisto è garanzia del prestito stesso. 16 SOVRAINDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE Per sovraindebitamento si intendono tutti gli impegni finanziari contratti a qualsiasi titolo e per i quali non esiste una sicurezza di copertura economica. Ci si riferisce pertanto a cittadini che non solo sono in difficoltà oggi, ma che saranno chiamati ad onorare, nei prossimi mesi od anni, impegni e scadenze con grande difficoltà: infatti, in base al reddito da pensione, salario o attività professionale, difficilmente saranno in grado di onorare i loro debiti. Sul versante dell'indebitamento, si rilevano comportamenti che talvolta configurano atti al limite della legalità come il proliferare di agenzie che garantiscono prestiti rapidi a condizioni apparentemente vantaggiose, cioè indipendentemente dalla propria storia passata. La tendenza ad esempio a scoraggiare i cittadini dal pagare in contanti o dal versare anticipi, offrendo invece la possibilità di spostare nel tempo anche l'inizio delle rate, altera a vantaggio del venditore il rapporto consumatori/consumi e incentiva forme di indebitamento troppo disinvolto, che in altri paesi si sono dimostrate non solo il fattore di crisi economica e sociale, ma anche di conseguente rovina e disperazione per i cittadini. Esaminando le vie attraverso le quali si sviluppa il crescente sovraindebitamento ci si è imbattuti,17 come già accennato, nel proliferare dei nuovi "Monte dei pegni", che in molte realtà hanno proliferato e sono meglio conosciuti attraverso sedi magari modeste contraddistinte dalla scritta "compro e vendo oro". Basta poi verificare come le tabelle del "compro e vendo oro" si completino con una parte meno evidenziata per capire che si tratta di attività molto complesse e "a tutto campo". Non siamo di fronte a "mercatini" dove si aliena solo l'oro dei tanti, piccoli e ormai dimenticati regalini di una vita, come potrebbe apparire a prima vista. Si passa ben presto alla fase più impegnativa dei pegni. In pegno si lasciano non solo oggetti di valore, ma anche polizze da smobilizzare o titoli da incassare. Il cittadino che entra nel circuito del sovraindebitamento può essere paragonato, un po', al passeggero che sale in corsa su un autobus senza conoscerne la precisa destinazione. E' ovvio che esistono persone che scoprono che la destinazione è sbagliata quando ormai è troppo tardi per scendere dall'autobus. Dagli studi compiuti emerge con grande forza l'esigenza di maggiore chiarezza e trasparenza e anche di maggiore serietà da parte di chi è autorizzato ad erogare prestiti. Non sempre infatti le condizioni evidenziate nei tanti spot pubblicitari sono del tutto veritiere. Va tenuto conto che, oltre a vere e proprie truffe, ci riferiamo a condizioni contrattuali solo parzialmente vere e quindi tali da trarre in inganno. Esistono ad esempio forme di pubblicità, che magari rispettano formalmente la legge, ma non certamente l'etica e che, quindi, possono essere definite come sostanzialmente ingannevoli. L'esperienza insegna che nella spirale del sovraindebitamento si cade spesso anche per un'incapacità a leggere e padroneggiare correttamente la realtà. Non indicare, ad esempio, i casi di prestito che rendono obbligatoria l'assicurazione sulla vita da parte di chi vi ricorre rappresenta una omissione grave, in quanto si mette il cittadino nella condizione di considerare la restituzione del prestito molto meno onerosa di quanto poi sarà in concreto. Se nel caso di un prestito, come di una vendita rateale o addirittura di un mutuo, il cittadino non viene aiutato a capire quali obblighi dovrà sopportare, si alimenta una forma di sovraindebitamento "alla cieca", che poi non potrà essere gestita correttamente. 1718 LE QUATTRO CAUSE DEL SOVRAINDEBITAMENTO Sovraindebitamento volontario. Si tratta di una tendenza comune che può avere un individuo ad indebitarsi, ed è tipico di chi sovrastima le proprie risorse o sottostima l'onere dei rimborsi. Si tratta di un atteggiamento tipico del consumatore particolarmente suscettibile ed esposto alle campagne pubblicitarie rivolte alla promozione del credito al consumo. Cause occasionali. Sono scatenate da motivi contingenti, come la perdita del lavoro, un evento improvviso, l'andamento economico del Paese o, per gli imprenditori, da cause derivanti dalla situazione finanziaria della propria impresa. Fattori temporali. Si tratta di una situazione abbastanza tipica in Italia, a cui le famiglie arrivano con il passare del tempo e che sono strettamente correlate alla composizione del nucleo familiare stesso: la presenza di persone anziane o di adulti non lavoratori portano la famiglia ad indebitamento superiori alla soglia di sostenibilità. Fattori misti. E' una situazione in cui le famiglie si trovano sempre più spesso, spinte da cause da rintracciarsi nel sovraindebitamento volontario, nelle cause occasionali e in quelle temporali. Si tratta di una delle situazioni più difficili da individuare, in quanto le varie cause scatenanti, prese singolarmente, possono essere anche di minima entità, ma hanno un fattore moltiplicante molto elevato. In questi casi è molto importante individuare comportamenti anomali all'interno della propria famiglia, come l'acquisto di beni molto costosi da parte di soggetti con un reddito non in linea con il valore del bene stesso. Una di queste 4 cause, o una commistione di queste cause, può portare ad inscrivere i membri della famiglia all'interno delle banche dati come cattivi pagatori, rendendo le future operazioni finanziarie dell'intera famiglia, come ad esempio un mutuo o un semplice finanziamento, molto gravose e impegnative da ottenere. 1819 RIMBORSO DELLE RATE Quando ottiene un prestito il consumatore si impegna a rimborsarlo con puntualità; per questo, se dovessero sorgere problemi in merito, è meglio segnalarli subito alla banca o alla finanziaria. Pagare in ritardo le rate, comporta, tra le altre cose, la segnalazione nei SIC (sistemi di informazioni creditizie), e questo può rendere più difficile ottenere nuovi prestiti in futuro. Tramite il credito rateale, il cliente ottiene il finanziamento di un importo determinato e definisce fin dalla stipula del contratto in quante rate rimborsarlo. Se il tasso d'interesse è fisso, anche l'onerosità della singola rata è fissata ex ante e non modificabile; caso diverso è di tasso d'interesse variabile. L'importo delle rate è modificabile, in base all'andamento dei tassi, rimanendo fissato nel numero. La vendita a rate è, pertanto, una forma di finanziamento diretta ai consumatori privati (ciò distingue il credito rateale dal leasing, che può essere stipulato da professionisti e imprenditori). Nella vendita a rate si ha un immediato passaggio di proprietà del bene (anche se, è opportuno ricordarlo, tale passaggio resta "condizionato" al regolare pagamento delle rate) dal fornitore del bene (venditore) all'utilizzatore (acquirente e soggetto finanziato). Il consumatore è tenuto a comunicare tempestivamente al finanziatore il cambiamento di alcuni suoi dati personali, quali la residenza o il domicilio, nonché le eventuali difficoltà che gli impediscono di pagare puntualmente anche una sola rata, per agevolare la soluzione dei problemi ed evitare il rischio di contenzioso o l'intervento delle società di recupero crediti. Il consumatore ha la facoltà di estinguere anticipatamente il prestito, in qualsiasi momento, saldando le rate residue, gli interessi e gli oneri maturati fino al momento dell'estinzione, oltre ad un compenso che deve mantenersi nei limiti previsti dalla legge, ma solamente se previsto nel contratto. Il consumatore deve ricordare che il contratto di vendita e quello di finanziamento sono due contratti distinti e separati. Quindi, qualora il bene/servizio per il cui acquisto è stato concesso il finanziamento risulti difettoso e qualora lo stesso non venga consegnato/erogato, l'acquirente deve informare repentinamente la banca o la finanziaria, ma senza sospendere mai il pagamento delle rate. Anche nel caso in cui il consumatore, dopo avere sottoscritto un contratto 1920 d'acquisto fuori dai locali commerciali (cioè in casa propria, per telefono, per strada, per televisione, etc.) richiedendo contestualmente un finanziamento per pagare il bene o il servizio, abbia un ripensamento o instauri una controversia con il venditore, ha l'obbligo di informare il finanziatore del problema insorto senza mai interrompere il pagamento dei rimborsi; in caso contrario, infatti, diventerebbe inadempiente nei confronti del creditore. 20 SIC (SISTEMI DI INFORMAZIONI CREDITIZIE) I SIC raccolgono nelle loro banche dati informazioni sui contratti di finanziamento stipulati tra consumatori, banche e società di intermediazione finanziaria; sono gli stessi istituti finanziari a trasmettere mensilmente ai SIC i dati sulle richieste di finanziamento e sul loro pagamento. Quindi viene segnalato non solo quando il consumatore ottiene il finanziamento, ma anche quando ne fa richiesta senza ottenerlo e, naturalmente, la regolarità o meno del pagamento delle rate. Tali informazioni verranno classificate come "di tipo positivo" o "di tipo negativo", in base all'andamento del piano di rimborso del finanziamento (puntualità o ritardi nei pagamenti delle rate). I SIC vengono consultati esclusivamente dalle banche e dalle società di intermediazione finanziaria prima di concedere un finanziamento ai propri clienti, per verificare se hanno già richiesto qualche credito e "controllare", così, la loro solvibilità ed affidabilità, per essere certi, cioè, che, una volta concesso il credito, i consumatori siano in grado di restituirlo. In altre parole, banche o finanziarie a cui sarà chiesto un prestito, un finanziamento, una carta di credito, ecc., anche per acquistare a rate un bene di consumo, potranno sapere se il consumatore ha presentato ad altri istituti una recente richiesta di f inanziamento, se ha in corso altri prestiti o finanziamenti e se paga regolarmente le rate. Condizione necessaria ed indispensabile affinché banche e finanziarie possano accedere ai dati del consumatore è l'esistenza di una richiesta di finanziamento o l'erogazione di un credito allo stesso. I dati non possono essere consultati per altri fini, come iniziative di marketing (cioè per promuovere, pubblicizzare o vendere prodotti o servizi). I SIC devono trattare esclusivamente Vedere altro
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