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Timestamp: 2020-07-10 10:38:03+00:00

Document:
Lawbrary | LPAM - Legge federale concernente la procreazione con assistenza medica
Metodi di procreazione con assistenza medica
Principi generali(3 - 7)
Obbligo d'autorizzazione(8 - 14)
Valutazione(14 - 14)
Uso del patrimonio germinale(15 - 17)
Dono di sperma(18 - 27)
Commissione nazionale di etica(28 - 28)
Disposizioni penali(29 - 38)
Modifica del diritto vigente(39 - 39)
Disposizioni transitorie(40 - 43)
Referendum ed entrata in vigore(44 - 44)
1La pre­sen­te leg­ge di­sci­pli­na le con­di­zio­ni d'ap­pli­ca­zio­ne all'es­se­re uma­no dei me­to­di del­la pro­crea­zio­ne con as­si­sten­za me­di­ca.
2Tu­te­la la di­gni­tà uma­na, la per­so­na­li­tà, non­ché la fa­mi­glia, e vie­ta ap­pli­ca­zio­ni abu­si­ve del­la bio­tec­no­lo­gia e dell'in­ge­gne­ria ge­ne­ti­ca.
3Pre­ve­de l'isti­tu­zio­ne di una Com­mis­sio­ne na­zio­na­le di eti­ca.
Nel­la pre­sen­te leg­ge si in­ten­de per:
me­to­di di pro­crea­zio­ne con as­si­sten­za me­di­ca (me­to­do di pro­crea­zio­ne): me­to­di me­dian­te i qua­li una gra­vi­dan­za non è con­se­guen­te a rap­por­to ses­sua­le, ben­sì se­gna­ta­men­te ad in­se­mi­na­zio­ne, fe­con­da­zio­ne in vi­tro con tra­sfe­ri­men­to di em­brio­ni, non­ché tra­sfe­ri­men­to di ga­me­ti;
in­se­mi­na­zio­ne: in­tro­du­zio­ne ar­ti­fi­cia­le di sper­ma­to­zoi ne­gli or­ga­ni ge­ni­ta­li fem­mi­ni­li;
fe­con­da­zio­ne in vi­tro: fu­sio­ne di un oo­ci­ta con sper­ma­to­zoi all'ester­no del cor­po ma­ter­no;
tra­sfe­ri­men­to di ga­me­ti: in­tro­du­zio­ne ar­ti­fi­cia­le di sper­ma­to­zoi e oo­ci­ti nell'ute­ro o in una del­le tu­be del­la don­na;
cel­lu­leger­mi­na­li(ga­me­ti): sper­ma­to­zoi e oo­ci­ti;
cel­lu­le del­la via ger­mi­na­le: ga­me­ti (in­clu­se le cel­lu­le pri­mi­ti­ve), oo­ci­ti im­pre­gna­ti e cel­lu­le em­brio­na­li il cui ma­te­ria­le ge­ne­ti­co può es­se­re tra­smes­so al­la di­scen­den­za;
im­pre­gna­zio­ne: in­tro­du­zio­ne di uno sper­ma­to­zoo nel pla­sma dell'oo­ci­ta, se­gna­ta­men­te me­dian­te in­se­mi­na­zio­ne, tra­sfe­ri­men­to di ga­me­ti o fe­con­da­zio­ne in vi­tro;
oo­ci­ta im­pre­gna­to: oo­ci­ta fe­con­da­to pri­ma del­la fu­sio­ne dei nu­clei;
em­brio­ne: frut­to ri­sul­tan­te do­po la fu­sio­ne dei nu­clei e si­no al­la con­clu­sio­ne dell'or­ga­no­ge­ne­si;
fe­to: frut­to ri­sul­tan­te do­po la con­clu­sio­ne dell'or­ga­no­ge­ne­si e si­no al­la na­sci­ta;
ma­dre so­sti­tu­ti­va: nell'am­bi­to di un me­to­do di pro­crea­zio­ne, don­na di­spo­sta a con­ce­pi­re un bam­bi­no e a con­dur­re a ter­mi­ne la gra­vi­dan­za, non­ché do­po il par­to a con­se­gna­re de­fi­ni­ti­va­men­te il neo­na­to a ter­zi;
l. clo­na­zio­ne: ri­pro­du­zio­ne ar­ti­fi­cia­le di es­se­ri ge­ne­ti­ca­men­te iden­ti­ci;
for­ma­zio­ne di chi­me­re: unio­ne di cel­lu­le to­ti­po­ten­ti pro­ve­nien­ti da due o più em­brio­ni, ge­ne­ti­ca­men­te di­ver­gen­ti, fi­no ad ot­te­ne­re un com­ples­so cel­lu­la­re. Per to­ti­po­ten­te s'in­ten­de una cel­lu­la del­lo sta­dio em­brio­na­le, che pos­sie­de la fa­col­tà di tra­sfor­mar­si in qual­sia­si cel­lu­la spe­ci­fi­ca;
for­ma­zio­ne di ibri­di: in­tro­du­zio­ne di uno sper­ma­to­zoo non uma­no in un oo­ci­ta uma­no o di uno sper­ma­to­zoo uma­no in un oo­ci­ta non uma­no.
1I me­to­di di pro­crea­zio­ne si pos­so­no ap­pli­ca­re sol­tan­to se il be­nes­se­re del na­sci­tu­ro ri­sul­ti ga­ran­ti­to.
2I me­to­di di pro­crea­zio­ne si pos­so­no ap­pli­ca­re uni­ca­men­te al­le cop­pie:
con le qua­li in­sor­ge un rap­por­to di fi­lia­zio­ne nel sen­so de­gli ar­ti­co­li 252-263 del Co­di­ce ci­vi­le (CC)1; e
che a ra­gio­ne dell'età e del­la si­tua­zio­ne per­so­na­le so­no in gra­do di prov­ve­de­re al man­te­ni­men­to e all'edu­ca­zio­ne del na­sci­tu­ro, pre­su­mi­bil­men­te si­no al rag­giun­gi­men­to del­la mag­gio­re età.
3Gli sper­ma­to­zoi do­na­ti si pos­so­no usa­re sol­tan­to tra co­niu­gi.
4È vie­ta­to l'uso di ga­me­ti do­po il de­ces­so del­la per­so­na dal­la qua­le pro­ven­go­no. So­no ec­cet­tua­ti gli sper­ma­to­zoi pro­ve­nien­ti da do­na­to­ri di sper­ma.3
5È vie­ta­to l'uso di oo­ci­ti im­pre­gna­ti o em­brio­ni in vi­tro do­po il de­ces­so di un mem­bro del­la cop­pia in­te­res­sa­ta.4
2 La mod. giu­sta il n. 20 dell'all al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013, con­cer­ne sol­tan­to il te­sto te­de­sco (RU 2011 725; FF 2006 7001).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
La do­na­zio­ne di oo­ci­ti ed em­brio­ni non­ché la ma­ter­ni­tà so­sti­tu­ti­va so­no inam­mis­si­bi­li.
Art. 5 Condizioni di ammissibilità dei metodi di procreazione
Un me­to­do di pro­crea­zio­ne può es­se­re ap­pli­ca­to sol­tan­to nei ca­si in cui:
si in­ten­da ri­me­dia­re al­la ste­ri­li­tà di una cop­pia, do­po che gli al­tri me­to­di di trat­ta­men­to sia­no fal­li­ti o ri­sul­ta­ti sen­za pro­ba­bi­li­tà di riu­sci­ta; o
non si pos­sa evi­ta­re al­tri­men­ti il pe­ri­co­lo di tra­smet­te­re ai di­scen­den­ti una ma­lat­tia gra­ve.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
Art. 5a Esame del patrimonio genetico di gameti o di embrioni in vitro e loro selezione
1L'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di ga­me­ti e la lo­ro se­le­zio­ne al fi­ne di in­flui­re sul ses­so o su al­tre ca­rat­te­ri­sti­che del na­sci­tu­ro so­no am­mes­si uni­ca­men­te per in­di­vi­dua­re ca­rat­te­ri­sti­che cro­mo­so­mi­che su­scet­ti­bi­li di in­fluen­za­re la ca­pa­ci­tà di svi­lup­po del fu­tu­ro em­brio­ne o se non si può evi­ta­re al­tri­men­ti il pe­ri­co­lo di tra­smet­te­re la pre­di­spo­si­zio­ne a una ma­lat­tia gra­ve. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 22 ca­po­ver­so 4.
2L'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di em­brio­ni in vi­tro e la lo­ro se­le­zio­ne in ba­se al ses­so o ad al­tre ca­rat­te­ri­sti­che so­no am­mes­si sol­tan­to nei ca­si in cui:
non si può evi­ta­re al­tri­men­ti il pe­ri­co­lo che si an­ni­di nell'ute­ro un em­brio­ne con una pre­di­spo­si­zio­ne ere­di­ta­ria a una ma­lat­tia gra­ve;
è pro­ba­bi­le che ta­le ma­lat­tia gra­ve si ma­ni­fe­sti pri­ma dei 50 an­ni;
non è di­spo­ni­bi­le una te­ra­pia ef­fi­ca­ce e ap­pro­pria­ta per lot­ta­re con­tro ta­le ma­lat­tia gra­ve; e
la cop­pia co­mu­ni­ca per scrit­to al me­di­co di non po­ter ra­gio­ne­vol­men­te cor­re­re il pe­ri­co­lo di cui al­la let­te­ra a.
3L'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di em­brio­ni in vi­tro e la lo­ro se­le­zio­ne in ba­se al ses­so o ad al­tre ca­rat­te­ri­sti­che so­no inol­tre am­mes­si per in­di­vi­dua­re ca­rat­te­ri­sti­che cro­mo­so­mi­che su­scet­ti­bi­li di in­fluen­za­re la ca­pa­ci­tà di svi­lup­po dell'em­brio­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
Art. 5b Consenso della coppia
1Si pos­so­no ap­pli­ca­re me­to­di di pro­crea­zio­ne sol­tan­to se la cop­pia in­te­res­sa­ta ha da­to il suo con­sen­so scrit­to do­po es­se­re sta­ta suf­fi­cien­te­men­te in­for­ma­ta e con­si­glia­ta. Do­po tre ci­cli di trat­ta­men­to in­frut­tuo­si, la cop­pia de­ve rin­no­va­re il con­sen­so; de­ve pri­ma di­spor­re di un con­gruo tem­po di ri­fles­sio­ne.
2Il con­sen­so scrit­to del­la cop­pia è ri­chie­sto an­che in ca­so di riat­ti­va­zio­ne di em­brio­ni con­ser­va­ti e oo­ci­ti im­pre­gna­ti.
3Se un me­to­do di pro­crea­zio­ne pre­sen­ta un ri­schio ele­va­to di gra­vi­dan­za plu­ri­ma, il trat­ta­men­to può es­se­re pra­ti­ca­to sol­tan­to se la cop­pia si di­chia­ra di­spo­sta ad ac­cet­ta­re an­che un'even­tua­le gra­vi­dan­za plu­ri­ma.
1Pri­ma dell'ap­pli­ca­zio­ne di un me­to­do di pro­crea­zio­ne, il me­di­co in­for­ma in mo­do suf­fi­cien­te la cop­pia in­te­res­sa­ta:1
sul­le di­ver­se cau­se del­la ste­ri­li­tà;
la pro­ce­du­ra me­di­ca, le pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so e i pe­ri­co­li;
il ri­schio di un'even­tua­le gra­vi­dan­za plu­ri­ma;
i ca­ri­chi fi­si­ci e psi­co­lo­gi­ci pos­si­bi­li; e
su­gli aspet­ti giu­ri­di­ci e fi­nan­zia­ri.
2Du­ran­te il col­lo­quio di con­su­len­za van­no in­di­ca­te in mo­do ap­pro­pria­to an­che al­tre pos­si­bi­li­tà di or­ga­niz­za­re la vi­ta e di esau­di­re il de­si­de­rio di ave­re fi­gli.
3Tra il col­lo­quio di con­su­len­za e il trat­ta­men­to de­ve tra­scor­re­re un tem­po di ri­fles­sio­ne con­gruo, di re­go­la quat­tro set­ti­ma­ne. Va in­di­ca­ta la pos­si­bi­li­tà di far ca­po a una con­su­len­za in­di­pen­den­te.
4Pri­ma, du­ran­te o do­po il trat­ta­men­to si de­ve of­fri­re un ac­com­pa­gna­men­to psi­co­lo­gi­co.
Art. 6a Obblighi supplementari d'informazione e di consulenza
1Pri­ma dell'ap­pli­ca­zio­ne di un me­to­do di pro­crea­zio­ne che pre­ve­de l'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di cel­lu­le ger­mi­na­li o em­brio­ni in vi­tro o la se­le­zio­ne di sper­ma­to­zoi do­na­ti e in­te­so a evi­ta­re la tra­smis­sio­ne di una ma­lat­tia gra­ve, il me­di­co prov­ve­de af­fin­ché al­la cop­pia, ol­tre all'in­for­ma­zio­ne e al­la con­su­len­za di cui all'ar­ti­co­lo 6, sia for­ni­ta una con­su­len­za ge­ne­ti­ca non di­ret­ti­va da par­te di una per­so­na com­pe­ten­te. La cop­pia in­te­res­sa­ta de­ve es­se­re suf­fi­cien­te­men­te in­for­ma­ta su:
la fre­quen­za e la gra­vi­tà del­la ma­lat­tia in que­stio­ne, la pro­ba­bi­li­tà che si ma­ni­fe­sti e le sue pos­si­bi­li for­me;
le mi­su­re pro­fi­lat­ti­che o te­ra­peu­ti­che per lot­ta­re con­tro ta­le ma­lat­tia;
i pos­si­bi­li mo­di di or­ga­niz­za­re la vi­ta con un fi­glio af­fet­to da ta­le ma­lat­tia;
il va­lo­re in­di­ca­ti­vo e il ri­schio di er­ro­re dell'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co;
i ri­schi che il me­to­do può pre­sen­ta­re per i di­scen­den­ti;
le as­so­cia­zio­ni di ge­ni­to­ri di bam­bi­ni di­sa­bi­li, i grup­pi di mu­tua as­si­sten­za non­ché i cen­tri d'in­for­ma­zio­ne e i con­sul­to­ri di cui all'ar­ti­co­lo 17 del­la leg­ge fe­de­ra­le dell'8 ot­to­bre 20042 su­gli esa­mi ge­ne­ti­ci sull'es­se­re uma­no (LE­GU).
2La con­su­len­za tie­ne con­to uni­ca­men­te del­la si­tua­zio­ne in­di­vi­dua­le e fa­mi­lia­re del­la cop­pia in­te­res­sa­ta e non di in­te­res­si so­cia­li ge­ne­ra­li.
3Il me­di­co se­le­zio­na uno o più em­brio­ni da im­pian­ta­re nell'ute­ro do­po ave­re con­dot­to un ul­te­rio­re col­lo­quio di con­su­len­za.
4Il me­di­co è te­nu­to a do­cu­men­ta­re i col­lo­qui di con­su­len­za.
Art. 6b Protezione e comunicazione dei dati genetici
La pro­te­zio­ne e la co­mu­ni­ca­zio­ne dei da­ti ge­ne­ti­ci so­no di­sci­pli­na­te da­gli ar­ti­co­li 7 e 19 LE­GU2.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, con ef­fet­to dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
1Ne­ces­si­ta di un'au­to­riz­za­zio­ne can­to­na­le chiun­que:
ap­pli­ca me­to­di di pro­crea­zio­ne;
pren­de in con­se­gna ga­me­ti, oo­ci­ti im­pre­gna­ti o em­brio­ni in vi­tro al­lo sco­po di con­ser­var­li o pro­cu­ra sper­ma­to­zoi do­na­ti, sen­za ap­pli­ca­re egli stes­so me­to­di di pro­crea­zio­ne.
2I la­bo­ra­to­ri che ese­guo­no esa­mi del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 5a nell'am­bi­to di me­to­di di pro­crea­zio­ne ne­ces­si­ta­no di un'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 LE­GU2.
3L'in­se­mi­na­zio­ne con sper­ma­to­zoi del part­ner non sog­gia­ce ad au­to­riz­za­zio­ne.
1L'au­to­riz­za­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a è ri­la­scia­ta sol­tan­to a me­di­ci.1
2I me­di­ci de­vo­no:2
di­spor­re del­la ne­ces­sa­ria for­ma­zio­ne ed espe­rien­za nei me­to­di del­la pro­crea­zio­ne con as­si­sten­za me­di­ca;
of­fri­re ga­ran­zia di un'at­ti­vi­tà di­li­gen­te e con­for­me al­la leg­ge;
as­si­cu­ra­re al­le per­so­ne in cu­ra, uni­ta­men­te ai col­la­bo­ra­to­ri, una con­su­len­za e cu­re com­ple­te me­di­che, so­cio-psi­co­lo­gi­che, non­ché ine­ren­ti al­la bio­lo­gia del­la pro­crea­zio­ne;
di­spor­re del­le at­trez­za­tu­re di la­bo­ra­to­rio ne­ces­sa­rie;
prov­ve­de­re se­con­do lo sta­to del­la scien­za e del­la pra­ti­ca a una con­ser­va­zio­ne dei ga­me­ti, de­gli oo­ci­ti im­pre­gna­ti e de­gli em­brio­ni in vi­tro.
3Se nell'ap­pli­ca­zio­ne di un me­to­do di pro­crea­zio­ne è esa­mi­na­to il pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di ga­me­ti o di em­brio­ni in vi­tro, i me­di­ci de­vo­no inol­tre:
di­mo­stra­re di pos­se­de­re suf­fi­cien­ti co­no­scen­ze nel set­to­re del­la ge­ne­ti­ca me­di­ca; e
as­si­cu­ra­re che il me­to­do e la col­la­bo­ra­zio­ne con i la­bo­ra­to­ri in­te­res­sa­ti cor­ri­spon­da­no al­lo sta­to del­la scien­za e del­la pra­ti­ca.4
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
Art. 10 Conservazione e mediazione di gameti, oociti impregnati ed embrioni in vitro
1L'au­to­riz­za­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b è ri­la­scia­ta sol­tan­to a me­di­ci.2
2I me­di­ci de­vo­no:3
as­si­cu­ra­re, uni­ta­men­te ai col­la­bo­ra­to­ri, una se­le­zio­ne ac­cu­ra­ta dei do­na­to­ri di sper­ma; e
1I ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 pre­sen­ta­no ogni an­no un rap­por­to all'au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te.1
2Il rap­por­to in­for­ma su:2
il nu­me­ro e il ge­ne­re dei trat­ta­men­ti;
il ge­ne­re del­le in­di­ca­zio­ni;
l'uso de­gli sper­ma­to­zoi do­na­ti;
il nu­me­ro del­le gra­vi­dan­ze e l'esi­to cor­ri­spet­ti­vo;
la con­ser­va­zio­ne e l'uso di ga­me­ti, oo­ci­ti im­pre­gna­ti ed em­brio­ni in vi­tro;
il nu­me­ro de­gli em­brio­ni in so­vran­nu­me­ro.
3Il rap­por­to non de­ve con­te­ne­re in­di­ca­zio­ni che per­met­ta­no di ri­sa­li­re a de­ter­mi­na­te per­so­ne.
4L'au­to­ri­tà can­to­na­le pre­po­sta all'au­to­riz­za­zio­ne tra­smet­te i da­ti all'Uf­fi­cio fe­de­ra­le di sta­ti­sti­ca, che li va­lu­ta e pub­bli­ca.4
1L'au­to­ri­tà pre­po­sta all'au­to­riz­za­zio­ne con­trol­la che:
le con­di­zio­ni per il ri­la­scio dell'au­to­riz­za­zio­ne sia­no adem­piu­te;
gli ob­bli­ghi ed even­tua­li one­ri sia­no ri­spet­ta­ti.
2Ef­fet­tua ispe­zio­ni e a ta­le sco­po può ac­ce­de­re a fon­di, sta­bi­li­men­ti e lo­ca­li. Il ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne, su ri­chie­sta, de­ve for­ni­re gra­tui­ta­men­te all'au­to­ri­tà pre­po­sta all'au­to­riz­za­zio­ne le in­for­ma­zio­ni e i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri non­ché qual­sia­si al­tro ge­ne­re di so­ste­gno.
3L'au­to­ri­tà pre­po­sta all'au­to­riz­za­zio­ne può pren­de­re tut­ti i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per l'ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge. In ca­so di gra­vi in­fra­zio­ni al­la pre­sen­te leg­ge può in par­ti­co­la­re vie­ta­re l'uso di lo­ca­li o di im­pian­ti, chiu­de­re azien­de e so­spen­de­re o re­vo­ca­re au­to­riz­za­zio­ni.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le può de­le­ga­re com­pi­ti ese­cu­ti­vi, in par­ti­co­la­re com­pi­ti di con­trol­lo, a or­ga­niz­za­zio­ni e a per­so­ne di di­rit­to pub­bli­co o pri­va­to. Prov­ve­de a fi­nan­zia­re i com­pi­ti de­le­ga­ti.
1 Abro­ga­to dal n. 87 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197 1069; FF 2001 3764).
Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le di­spo­si­zio­ni d'ese­cu­zio­ne con­cer­nen­ti il ri­la­scio e la re­vo­ca dell'au­to­riz­za­zio­ne, non­ché il rap­por­to e la vi­gi­lan­za.
Sezione 2a: Valutazione
1L'UF­SP prov­ve­de af­fin­ché gli ef­fet­ti del­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge che con­cer­no­no l'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co de­gli em­brio­ni in vi­tro e la lo­ro se­le­zio­ne sia­no va­lu­ta­ti.
2La va­lu­ta­zio­ne ri­guar­da in par­ti­co­la­re:
la cor­ri­spon­den­za, da un la­to, del­le in­di­ca­zio­ni re­la­ti­ve a me­to­di di pro­crea­zio­ne con esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di em­brio­ni al fi­ne di evi­ta­re la tra­smis­sio­ne del­la pre­di­spo­si­zio­ne a una ma­lat­tia gra­ve no­ti­fi­ca­te in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 11 ca­po­ver­so 2 let­te­ra b con, dall'al­tro, le con­di­zio­ni di am­mis­si­bi­li­tà di cui all'ar­ti­co­lo 5a ca­po­ver­so 2;
la ri­le­va­zio­ne del nu­me­ro di cop­pie e dei me­to­di pra­ti­ca­ti, non­ché dei ri­sul­ta­ti ot­te­nu­ti;
i pro­ces­si nel qua­dro dell'ese­cu­zio­ne e del­la vi­gi­lan­za;
le ri­per­cus­sio­ni sul­la so­cie­tà.
3I ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 so­no te­nu­ti a for­ni­re all'UF­SP e al­la per­so­na in­ca­ri­ca­ta di rea­liz­za­re la va­lu­ta­zio­ne, su ri­chie­sta e in for­ma ano­ni­ma, i da­ti ne­ces­sa­ri al­la va­lu­ta­zio­ne.
4Con­clu­sa la va­lu­ta­zio­ne, il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell'in­ter­no pre­sen­ta un rap­por­to al Con­si­glio fe­de­ra­le e gli sot­to­po­ne pro­po­ste per il se­gui­to.
1I ga­me­ti si pos­so­no con­ser­va­re sol­tan­to pre­vio con­sen­so scrit­to del­la per­so­na dal­la qua­le pro­ven­go­no e per la du­ra­ta mas­si­ma di cin­que an­ni. Se ta­le per­so­na ne fa ri­chie­sta, la du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne è pro­ro­ga­ta di cin­que an­ni al mas­si­mo.1
2Una du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne più lun­ga può es­se­re con­cor­da­ta con per­so­ne che in­ten­do­no con­ser­va­re i pro­pri ga­me­ti in vi­sta del­la pro­crea­zio­ne di di­scen­den­ti, per­ché si sot­to­pon­go­no a un trat­ta­men­to me­di­co op­pu­re eser­ci­ta­no at­ti­vi­tà ta­li da po­ter cau­sa­re la ste­ri­li­tà o dan­neg­gia­re il pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co.
3La per­so­na dal­la qua­le pro­ven­go­no i ga­me­ti può re­vo­ca­re per scrit­to, in qual­sia­si mo­men­to, il pro­prio con­sen­so al­la lo­ro con­ser­va­zio­ne e uso.
4I ga­me­ti van­no di­strut­ti im­me­dia­ta­men­te nei ca­si di re­vo­ca del con­sen­so o di sca­den­za del ter­mi­ne di con­ser­va­zio­ne.
Art. 16 Conservazione di oociti impregnati e di embrioni in vitro
1Gli oo­ci­ti im­pre­gna­ti e gli em­brio­ni in vi­tro si pos­so­no con­ser­va­re so­lo se:2
la cop­pia in­te­res­sa­ta dà il pro­prio con­sen­so scrit­to; e
la con­ser­va­zio­ne ser­ve a cau­sa­re una fu­tu­ra gra­vi­dan­za.
2La du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne è li­mi­ta­ta a cin­que an­ni. Se la cop­pia in­te­res­sa­ta ne fa ri­chie­sta, la du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne è pro­ro­ga­ta di cin­que an­ni al mas­si­mo.4
3Ognu­no dei due part­ner può, in qual­sia­si mo­men­to, re­vo­ca­re per scrit­to il pro­prio con­sen­so.
4In ca­so di re­vo­ca del con­sen­so o di sca­den­za del ter­mi­ne di con­ser­va­zio­ne gli oo­ci­ti im­pre­gna­ti e gli em­brio­ni in vi­tro van­no di­strut­ti im­me­dia­ta­men­te. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge del 19 di­cem­bre 20035 sul­le cel­lu­le sta­mi­na­li.6
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
7 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, con ef­fet­to dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
1Du­ran­te un ci­clo di trat­ta­men­to, all'ester­no del cor­po ma­ter­no può es­se­re svi­lup­pa­to al mas­si­mo il nu­me­ro di oo­ci­ti uma­ni ne­ces­sa­rio ai fi­ni del­la pro­crea­zio­ne con as­si­sten­za me­di­ca o dell'esa­me del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co de­gli em­brio­ni; non pos­so­no in ogni ca­so es­se­re svi­lup­pa­ti più di 12 oo­ci­ti.1
2L'em­brio­ne de­ve svi­lup­par­si all'ester­no del cor­po ma­ter­no sol­tan­to quan­to in­di­spen­sa­bi­le per po­ter­si an­ni­da­re nell'ute­ro.
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, con ef­fet­to dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
1 Gli sper­ma­to­zoi do­na­ti si pos­so­no usa­re sol­tan­to nell'am­bi­to dei me­to­di am­mes­si di pro­crea­zio­ne, non­ché per sco­pi con­sen­ti­ti per scrit­to dal do­na­to­re.
2Pri­ma del do­no di sper­ma il do­na­to­re dev'es­se­re in­for­ma­to per scrit­to sul­la si­tua­zio­ne giu­ri­di­ca, se­gna­ta­men­te sul di­rit­to che avrà il na­sci­tu­ro di con­sul­ta­re i do­cu­men­ti re­la­ti­vi al do­no (art. 27).
1I do­na­to­ri deb­bo­no es­se­re scel­ti ac­cu­ra­ta­men­te se­con­do cri­te­ri me­di­ci; se­gna­ta­men­te si de­vo­no eli­mi­na­re, per quan­to pos­si­bi­le, i ri­schi per la sa­lu­te del­la don­na che ri­ce­ve gli sper­ma­to­zoi do­na­ti. Non so­no per­mes­si al­tri cri­te­ri di scel­ta.
2 Il do­na­to­re de­ve sem­pre met­te­re gli sper­ma­to­zoi a di­spo­si­zio­ne di un so­lo cen­tro; ne dev'es­se­re av­ver­ti­to in mo­do espli­ci­to pri­ma del do­no.
1 Si pos­so­no pro­cu­ra­re sper­ma­to­zoi do­na­ti sol­tan­to al­le per­so­ne au­to­riz­za­te ad ap­pli­ca­re me­to­di di pro­crea­zio­ne; van­no inol­tre ac­clu­si i da­ti es­sen­zia­li pre­vi­sti dall'ar­ti­co­lo 24 ca­po­ver­so 2.
2Chi pren­de in con­se­gna sper­ma­to­zoi do­na­ti de­ve as­si­cu­rar­si che sia ri­spet­ta­to l'ar­ti­co­lo 22 ca­po­ver­so 2.
Il do­no di sper­ma­to­zoi è di per sé gra­tui­to.
1È vie­ta­to usa­re sper­ma­to­zoi di di­ver­si do­na­to­ri all'in­ter­no di un ci­clo.
2Gli sper­ma­to­zoi di un do­na­to­re si pos­so­no usa­re per la pro­crea­zio­ne di ot­to fi­gli al mas­si­mo.
3Tra le per­so­ne che do­na­no cel­lu­le ger­mi­na­li in vi­sta dell'ap­pli­ca­zio­ne di un me­to­do di pro­crea­zio­ne non pos­so­no sus­si­ste­re im­pe­di­men­ti al ma­tri­mo­nio se­con­do l'ar­ti­co­lo 95 del CC1.
4Nel­la scel­ta de­gli sper­ma­to­zoi do­na­ti si pos­so­no pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne sol­tan­to il grup­po san­gui­gno e la com­pa­ti­bi­li­tà del­le ca­rat­te­ri­sti­che fi­si­che dell'uo­mo con il qua­le va in­stau­ra­to un rap­por­to di fi­lia­zio­ne.
1Il fi­glio con­ce­pi­to me­dian­te do­no di sper­ma­to­zoi se­con­do la pre­sen­te leg­ge non può im­pu­gna­re il rap­por­to di fi­lia­zio­ne ri­spet­to al ma­ri­to del­la ma­dre. L'azio­ne di con­te­sta­zio­ne pro­mos­sa dal ma­ri­to è ret­ta dal CC1.
2L'azio­ne di pa­ter­ni­tà (art. 261 segg. CC) con­tro il do­na­to­re è esclu­sa qua­lo­ra il fi­glio sia sta­to con­ce­pi­to me­dian­te do­no di sper­ma­to­zoi; l'azio­ne è tut­ta­via am­mis­si­bi­le se il do­no de­gli sper­ma­to­zoi è ef­fet­tua­to scien­te­men­te pres­so una per­so­na che non è ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne per i me­to­di di pro­crea­zio­ne o per la con­ser­va­zio­ne e la me­dia­zio­ne di sper­ma­to­zoi do­na­ti.
1Chi pren­de in con­se­gna o usa sper­ma­to­zoi do­na­ti de­ve do­cu­men­tar­ne il do­no in mo­do at­ten­di­bi­le.
2In me­ri­to al do­na­to­re van­no re­gi­stra­ti in par­ti­co­la­re i da­ti se­guen­ti:
co­gno­me e no­me, da­ta e luo­go di na­sci­ta, luo­go di do­mi­ci­lio, luo­go d'ori­gi­ne o na­zio­na­li­tà, pro­fes­sio­ne e for­ma­zio­ne;
da­ta del do­no de­gli sper­ma­to­zoi;
ri­sul­ta­ti dell'esa­me me­di­co;
da­ti ri­guar­dan­ti le ca­rat­te­ri­sti­che fi­si­che.
3In me­ri­to al­la don­na che ri­ce­ve gli sper­ma­to­zoi do­na­ti, non­ché in me­ri­to al ma­ri­to van­no re­gi­stra­ti i da­ti se­guen­ti:
co­gno­me e no­me, da­ta e luo­go di na­sci­ta, luo­go di do­mi­ci­lio, luo­go d'ori­gi­ne o na­zio­na­li­tà;
da­ta dell'uso de­gli sper­ma­to­zoi.
1Im­me­dia­ta­men­te do­po la na­sci­ta del bam­bi­no il me­di­co cu­ran­te de­ve tra­smet­te­re i da­ti giu­sta l'ar­ti­co­lo 24 all'Uf­fi­cio fe­de­ra­le del­lo sta­to ci­vi­le (Uf­fi­cio).
2Qua­lo­ra il me­di­co non fos­se a co­no­scen­za del­la na­sci­ta, i da­ti van­no tra­smes­si im­me­dia­ta­men­te do­po il ter­mi­ne cal­co­la­to del­la na­sci­ta, sem­pre­ché non sia ac­cer­ta­to l'esi­to in­frut­tuo­so del trat­ta­men­to.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie in me­ri­to al­la pro­te­zio­ne dei da­ti.
L'Uf­fi­cio con­ser­va i da­ti per la du­ra­ta di 80 an­ni.
1Il fi­glio che ab­bia com­piu­to il 18° an­no d'età può chie­de­re all'Uf­fi­cio in­for­ma­zio­ni sui da­ti ri­guar­dan­ti le ca­rat­te­ri­sti­che fi­si­che e le ge­ne­ra­li­tà del do­na­to­re (art. 24 cpv. 2 lett. a e d).
2Per al­tro, può chie­de­re in qual­sia­si mo­men­to in­for­ma­zio­ni su tut­ti i da­ti del do­na­to­re (art. 24 cpv. 2), sem­pre­ché pos­sa far va­le­re un in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne.
3Pri­ma che l'Uf­fi­cio ri­la­sci in­for­ma­zio­ni sul­le ge­ne­ra­li­tà, il do­na­to­re de­ve es­ser­ne in­for­ma­to, nel­la mi­su­ra pos­si­bi­le. Se il con­tat­to per­so­na­le con il fi­glio è ri­fiu­ta­to, que­sto de­ve es­ser­ne in­for­ma­to e re­so at­ten­to ai di­rit­ti del­la per­so­na­li­tà del do­na­to­re e ai di­rit­ti di pro­te­zio­ne del­la sua fa­mi­glia. Se il fi­glio man­tie­ne la sua do­man­da con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 1, le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste gli so­no ri­la­scia­te.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le può af­fi­da­re il di­sbri­go del­le do­man­de d'in­for­ma­zio­ne a una com­mis­sio­ne fe­de­ra­le spe­cia­liz­za­ta.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le isti­tui­sce una Com­mis­sio­ne na­zio­na­le di eti­ca.
2La Com­mis­sio­ne se­gue l'evo­lu­zio­ne del­la me­di­ci­na uma­na nel cam­po del­la tec­no­lo­gia del­la pro­crea­zio­ne e del­la in­ge­gne­ria ge­ne­ti­ca, e fun­ge da con­su­len­te eti­co nel­le re­la­ti­ve que­stio­ni so­cia­li, giu­ri­di­che e di scien­ze na­tu­ra­li.
3Spet­ta­no al­la Com­mis­sio­ne se­gna­ta­men­te i com­pi­ti se­guen­ti:
ela­bo­ra­re di­ret­ti­ve com­ple­ti­ve del­la pre­sen­te leg­ge;
ri­le­va­re la­cu­ne nel­la le­gi­sla­zio­ne;
far da con­su­len­te, a ri­chie­sta, all'As­sem­blea fe­de­ra­le, al Con­si­glio fe­de­ra­le e ai Can­to­ni;
in­for­ma­re il pub­bli­co in me­ri­to a sco­per­te im­por­tan­ti e pro­muo­ve­re la di­scus­sio­ne di que­stio­ni eti­che in se­no al­la so­cie­tà.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce gli al­tri com­pi­ti del­la Com­mis­sio­ne nell'am­bi­to del­la me­di­ci­na uma­na ed ema­na le di­spo­si­zio­ni d'ese­cu­zio­ne.
Art. 29 Produzione abusiva di embrioni
1Chiun­que pro­du­ce un em­brio­ne me­dian­te im­pre­gna­zio­ne, nell'in­ten­to di usar­lo o di per­met­ter­ne l'uso per uno sco­po di­ver­so da quel­lo di cau­sa­re una gra­vi­dan­za, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2È pa­ri­men­ti pu­ni­bi­le chi con­ser­va un oo­ci­ta im­pre­gna­to o un em­brio­ne in vi­tro nell'in­ten­to di usar­lo o di per­met­ter­ne l'uso per uno sco­po di­ver­so da quel­lo di cau­sa­re una gra­vi­dan­za.
1Chiun­que la­scia svi­lup­pa­re un em­brio­ne all'ester­no del cor­po ma­ter­no per un pe­rio­do che ec­ce­de il tem­po nel qua­le è an­co­ra pos­si­bi­le l'an­ni­da­men­to nell'ute­ro è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.1
2È pa­ri­men­ti pu­ni­bi­le chi tra­sfe­ri­sce un em­brio­ne uma­no su un ani­ma­le.
1Chiun­que ap­pli­ca un me­to­do di pro­crea­zio­ne a una ma­dre so­sti­tu­ti­va è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.1
2È pa­ri­men­ti pu­ni­bi­le chi fa da me­dia­to­re per ma­ter­ni­tà so­sti­tu­ti­ve.
Art. 32 Abuso di patrimonio germinale
1Chiun­que pro­vo­ca un'im­pre­gna­zio­ne o un sus­se­guen­te svi­lup­po fi­no al­lo sta­dio di em­brio­ne, usan­do pa­tri­mo­nio ger­mi­na­le ri­ca­va­to da un em­brio­ne o fe­to, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Chiun­que alie­na per com­pen­so o ac­qui­sta pa­tri­mo­nio ger­mi­na­le uma­no o pro­dot­ti di em­brio­ni o fe­ti è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
3Se il col­pe­vo­le ha agi­to per me­stie­re, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria. Con la pe­na de­ten­ti­va è cu­mu­la­ta una pe­na pe­cu­nia­ria.
Art. 33 Esame del patrimonio genetico e selezione di gameti o di embrioni in vitro
Chiun­que, nell'am­bi­to di un me­to­do di pro­crea­zio­ne, esa­mi­na il pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di ga­me­ti o di em­brio­ni in vi­tro e li se­le­zio­na in ba­se al ses­so o ad al­tre ca­rat­te­ri­sti­che sen­za che si in­ten­da, con ta­le pro­ce­du­ra, ri­me­dia­re al­la ste­ri­li­tà o evi­ta­re di tra­smet­te­re ai di­scen­den­ti la pre­di­spo­si­zio­ne a una ma­lat­tia gra­ve, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Art. 34 Applicazione senza consenso o autorizzazione
1Chiun­que ap­pli­ca un me­to­do di pro­crea­zio­ne sen­za il con­sen­so del­la per­so­na dal­la qua­le pro­ven­go­no i ga­me­ti, o del­la cop­pia in­te­res­sa­ta, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2È pa­ri­men­ti pu­ni­bi­le chi, sen­za au­to­riz­za­zio­ne o in vir­tù di un'au­to­riz­za­zio­ne ot­te­nu­ta tra­mi­te in­di­ca­zio­ni fal­la­ci, ap­pli­ca me­to­di di pro­crea­zio­ne, con­ser­va o pro­cu­ra per me­dia­zio­ne ga­me­ti, oo­ci­ti im­pre­gna­ti o em­brio­ni in vi­tro op­pu­re pre­scri­ve esa­mi del pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di em­brio­ni in vi­tro.
1Chiun­que in­ter­vie­ne sul pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co di una cel­lu­la del­la via ger­mi­na­le o di una cel­lu­la em­brio­na­le, mo­di­fi­can­do­ne l'in­for­ma­zio­ne ge­ne­ti­ca, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.1
2È pa­ri­men­ti pu­ni­bi­le chi usa per un'im­pre­gna­zio­ne una cel­lu­la ger­mi­na­le il cui pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co è sta­to ar­ti­fi­cial­men­te mo­di­fi­ca­to, o un oo­ci­ta im­pre­gna­to, mo­di­fi­ca­to nel me­de­si­mo mo­do, per l'ul­te­rio­re svi­lup­po fi­no a di­ve­ni­re un em­brio­ne.
3Il ca­po­ver­so 1 non è ap­pli­ca­bi­le se la mo­di­fi­ca­zio­ne di cel­lu­le del­la via ger­mi­na­le è fe­no­me­no con­co­mi­tan­te, ri­sul­tan­te ine­vi­ta­bil­men­te da una che­mio­te­ra­pia o da una ra­dio­te­ra­pia, op­pu­re da un al­tro prov­ve­di­men­to me­di­co al qua­le si sot­to­po­ne una per­so­na.
1Chiun­que pro­du­ce un clo­ne, una chi­me­ra o un ibri­do è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.1
2È pa­ri­men­ti pu­ni­bi­le chi tra­sfe­ri­sce una chi­me­ra o un ibri­do in una don­na o in un ani­ma­le.
Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te,
in vio­la­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­si 2 let­te­ra a e 3, ap­pli­ca a una don­na un me­to­do di pro­crea­zio­ne;
usa ga­me­ti pro­ve­nien­ti da una per­so­na de­fun­ta, sal­vo che si trat­ti di sper­ma­to­zoi di un do­na­to­re de­fun­to;
usa oo­ci­ti im­pre­gna­ti o em­brio­ni in vi­tro pro­ve­nien­ti da una cop­pia di cui un mem­bro è de­ce­du­to;
usa oo­ci­ti do­na­ti, svi­lup­pa un em­brio­ne me­dian­te oo­ci­ti e sper­ma­to­zoi do­na­ti o tra­sfe­ri­sce a una don­na un em­brio­ne do­na­to;
ap­pli­ca me­to­di di pro­crea­zio­ne sen­za in­di­ca­zio­ne con­sen­ti­ta;
in vio­la­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 15, 16 e 42, con­ser­va pa­tri­mo­nio ger­mi­na­le;
in vio­la­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 17 ca­po­ver­so 1, svi­lup­pa em­brio­ni;
in qua­li­tà di do­na­to­re, met­te sper­ma­to­zoi a di­spo­si­zio­ne di di­ver­si ti­to­la­ri di un'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1;
in vio­la­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 22 ca­po­ver­si 1-3, usa sper­ma­to­zoi do­na­ti;
non re­gi­stra in mo­do cor­ret­to o suf­fi­cien­te i da­ti pre­scrit­ti dall'ar­ti­co­lo 24,
è pu­ni­to con la mul­ta si­no a 100 000 fran­chi.4
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
3 Abro­ga­ta dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, con ef­fet­to dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
4 Nuo­vo te­sto del­la com­mi­na­to­ria giu­sta il n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re dal 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
Il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio dei rea­ti se­con­do la pre­sen­te leg­ge spet­ta­no ai Can­to­ni.
1 La mod. può es­se­re con­sul­ta­ta al­la RU 2000 3055.
1Chiun­que ab­bi­so­gna di un'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 de­ve pre­sen­ta­re en­tro tre me­si dall'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te, la do­man­da con ac­clu­si i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri.
2Chi non pre­sen­ta la do­man­da en­tro i ter­mi­ni fis­sa­ti de­ve so­spen­de­re l'at­ti­vi­tà.
1Gli ar­ti­co­li 18 e 24-27 si ap­pli­ca­no an­che se sper­ma­to­zoi do­na­ti pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge sia­no sta­ti usa­ti sol­tan­to do­po.
2Ne­gli al­tri ca­si, i me­di­ci che han­no ap­pli­ca­to me­to­di di pro­crea­zio­ne con ga­me­ti do­na­ti so­no te­nu­ti a da­re in­for­ma­zio­ni in ap­pli­ca­zio­ne ana­lo­gi­ca dell'ar­ti­co­lo 27.
1 Chiun­que, all'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, con­ser­va em­brio­ni de­ve co­mu­ni­car­lo en­tro tre me­si all'au­to­ri­tà pre­po­sta all'au­to­riz­za­zio­ne. È ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 11.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2003, in vi­go­re fi­no al 31 dic. 2008 (RU 2003 3681; FF 2003 1045).
Il rap­por­to di va­lu­ta­zio­ne e le pro­po­ste di cui all'ar­ti­co­lo 14a ca­po­ver­so 4 so­no sot­to­po­sti al Con­si­glio fe­de­ra­le per la pri­ma vol­ta al più tar­di cin­que an­ni do­po l'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 12 di­cem­bre 2014.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 12 dic. 2014, in vi­go­re fi­no al 1° set. 2017 (RU 2007 3641; FF 2013 5041).
BIV-FINMA Ordinance of the Swiss Financial Market Supervisory

References: Art. 5

Art. 5

Art. 5

Art. 6

Art. 6

Art. 10

Art. 16

Art. 29

Art. 32

Art. 33

Art. 34