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Timestamp: 2020-03-31 17:13:59+00:00

Document:
stabilimento anteriore al 1988 rinnovo o richiesta di nuova autorizzazione alle emissioni?
Mia 83 il Ven Set 12, 2014 8:02 pm
Salve a tutti sono una nuova iscritta e da poco mi occupo di consulenze ambientali.
Al rientro dalle ferie devo occuparmi di un rinnovo (FORSE!) di un'autorizzazione alle emissioni in atmosfera ma ho seri dubbi sul tipo di istanza da fare, mi spiego meglio...
L'impianto è anteriore al 1988 ed è stato autorizzato nel 1996 ai sensi dell'art. 12 del D.P.R. 203/88 e D.P.R. 25/07/91 art.4.
La Ditta committente ha pertanto presentato istanza di rinnovo nel 2010 dato che ai sensi dell'art. 281, c. a) del D.Lgs. 152/2006 la domanda di autorizzazione, per stabilimenti anteriori al 1988, doveva essere presentata tra la data di entrata in vigore del 152/06 ed il 31/12/2011.
La domanda però è stata rigettata con provvedimento regionale in quanto "essendo l'impianto di frantumazione di pertinenza della cava, l'attività di frantumazione non può essere autorizzata alle emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione all'attività di cava da parte del competente settore regionale".
A prescindere dal rigetto dell'istanza per il quale è in atto un ricorso al TAR e diverse sentenze lo contraddicono, la mia intenzione è quella di presentare istanza per l'Autorizzazione Unica Ambientale.
L''art.10 del dpr 53/2013 recita:
c.1 i procedimenti avviati prima della data di entrata in vigore del presente regolamento sono conclusi ai sensi delle norme vigenti al momento dell'avvio dei procedimenti stessi.
c.2 L'autorizzazione unica ambientale può essere richiesta alla scadenza del primo titolo abilitativo da esso sostituito.
Alla luce del dpr 53/2013 e di quanto premesso, il procedimento è ancora in corso e quindi devo far riferimento al c.1 o posso richiedere un rinnovo considerando il titolo autorizzativi del 1996 scaduto e quindi riferirmi al c.2????
Spero di aver espresso al meglio la mia problematica.
Re: stabilimento anteriore al 1988 rinnovo o richiesta di nuova autorizzazione alle emissioni?
cescal64 il Ven Set 12, 2014 10:03 pm
uhm... forse non ho capito il quesito, ma se il soggetto dell'autorizzazione da chiedere/rinnovare è sempre e solo l'impianto di frantumazione, mi sembra che i casi siano due:
1- se il procedimento respinto per il rinnovo dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera è in fase di appello al TAR, credo che sia ancora "vivo", quindi non ha senso presentare una nuova domanda di qualunque tipo fino alla sentenza;
2- se il ricorso al TAR viene bocciato e/o è lasciato cadere, quindi il procedimento precedente è "morto", allora che senso ha ripresentare una domanda di AUA per una sola parte dell'impianto, che è già stata rigettata dalla regione (ed eventualmente dal TAR)?
Secondo me, o aspettano la sentenza convinti di essere dalla parte della ragione (anche se nel frattempo non so come si possano rispettare le precedenti condizioni per la gestione dell'impianto, dato che essendo ex art. 12 non so nemmeno se all'epoca fosse stato rilasciato un atto autorizzativo formale) o procedono come indicato dalla regione, regolarizzando cava ed impianto di frantumazione annesso... e, in questo caso, direi il più velocemente possibile !
Aurora Brancia il Ven Set 12, 2014 11:27 pm
Escludendo che stiano "cavando" in maniera abusiva, perchè non ha senso chiedere un'autorizzazione per un pezzo di attività inesistente, faccio presente che il fu 203/88 è assai morto, e al momento l'autorizzazione per le attività con emissioni di polveri non convogliate è stata sin dal 2010 regolamentata in maniera differente rispetto a prima.
Riferimento normativo, prima dell'entrata in vigore delle variazioni al 152/06 fatte con il 128/10 che essendo uscito ad agosto non se l'è filato nessuno, era l'art. 269 comma 12 del d.lgs 152/06 che diceva
Per le attività aventi ad oggetto i materiali polverulenti si applicano le norme di cui alla parte I dell'Allegato V alla parte quinta del presente decreto
Poi appunto questo comma 12 è stato abrogato, e il titolo stesso dell'art. 269 è passato da "autorizzazione alle emissioni in atmosfera" a "autorizzazione alle emissioni in atmosfera degli stabilimenti".
C'è però una infinita controversia sull'applicabilità della definizione di stabilimento come si trova ad oggi nell'art. 268 c. 1.h) ad una cava.
Infatti, sino all'agosto del 2010 l'attuale definizione di stabilimento era data per il termine "impianto" che oggi invece è definito (sempre art. 268 c.1 ma lettera l, adesso) come il dispositivo o il sistema o l'insieme di dispositivi o sistemi fisso e destinato a svolgere in modo autonomo una specifica attività, anche nell'ambito di un ciclo più ampio.
Però, l'Allegato V degli allegati alla Parte Quinta non è cambiato.
Se ben ricordo, c'è una sentenza del Tar Campania che specifica come l'attività di cava non possa essersi considerata "stabilimento" e che gli impianti ad essa cava asserviti siano appunto impianti, che non sono soggetti ad autorizzazione in quanto lo sono soltanto gli stabilimenti: e però, l'impianto deve comunque essere rispettoso delle indicazioni riportate in All. V, ma l'autorità che può emanare le prescrizioni per il contenimento delle polveri diventa la ASL come prevenzione sanitaria collettiva e non più la Regione/Provincia come contaminazione ambientale dell'aria. Se ci pensi, la cosa ha una logica: se lì ho quelle rocce, la polvere di quelle stesse rocce è normalissimo che ci sia, lì, e quindi non "contamina"... ce l'ha messa il Buon Dio!
Non mi meraviglierei, quindi, che tra l'istanza di rinnovo e la risposta sia intervenuto appunto il d.lgs. 128/10, e pertanto quello che intendeva dire la Regione (ma l'ha detto malissimo, da come ci copincolli) era che l'esistenza e relativa funzionalità dell'impianto erano strettamente correlate alla modalità di autorizzazione stessa dell'esercizio di cava, che è rilasciata sempre dalla regione (ogni regione ha le sue regole amministrative e il suo PRAE) ma da altri uffici.
Se è come dico/ipotizzo io, la causa al TAR verosimilmente la perdete pure, perchè la risposta dell'ufficio addetto alle autorizzazioni alle emissioni ha fatto e risposto esattamente quello che doveva.
Male, detto davvero di schifo, ma la risposta in sè ex lege era giusta.
Quindi, più che una AUA, che con le attività di cava non ci azzecca niente, verificate cosa c'è scritto nell'autorizzazione all'attività estrattiva, eventualmente andate in quell'ufficio specifico e chiedete se sia il caso di integrare in qualche modo. Per quel poco di esperienza che ho, tuttavia, scrivono sempre "come da progetto approvato", quindi se nel progetto ci avete messo il frantoio ok, siete anche già autorizzati purchè l'impianto sia conforme ad all. V, altrimenti occorrerà integrare.
>P.S.: tutto sto casotto, perchè l'avv. non si è andato a studiare bene la normativa applicabile e il vs. consulente neppure (se avete letto l'art. 281, perchè non vi siete andati a riguardare anche il 268 e 269?), perchè quel cacchio di 152 in 8 anni non so più quante volte me lo hanno cambiato ed a volte - cime questa - stravolto, e infine perchè la PA scrive in politichese stretto, invece che in italiano: sarebbe stato tanto più semplice per tutti, dirlo come te l'ho appena detto io.
Mia 83 il Sab Set 13, 2014 10:07 am
Alla luce delle vs osservazioni credo sia necessario chiarire che l'attività di cava è chiusa da anni e che l'art. 19 della L.R. campania n.54/1985 all'art.19 c.3 come sostituito dall'art.15 della L.R. Campania n.17/95 recita " che anche dopo la cessazione dell'attività di cava è fatta salva la facoltà di una diversa utilizzazione consentita dagli strumenti urbanistici vigenti, ne deriva che le vicende estintive che riguardano l'attività di cava non pregiudicano l'utilizzazione degli impianti funzionali alla coltivazione ove questi non siano in contrasto con la normativa urbanistica vigente". A conferma della possibilità di riutilizzo dell'impianto esiste anche una sentenza del Consiglio di Stato che si rifà proprio alla legge regionale.
Inoltre, la ditta acquisterebbe il materiale da lavorare da terzi, proveniente dalle cave limitrofe ed in merito esiste proprio un decreto regionale della campania che autorizza una ditta alla frantumazione e commercializzazione di materiale inerte acquistato da terzi presso un impianto ubicato all'interno di una cava per la quale vige un decreto di sospensione lavori.
A questo punto trattandosi di un impianto ai sensi dell'art.268 c.1 lett. l), come si inquadra tale attività ai fini dell'autorizzazione alle emissioni, considerando che il solo impianto , antecedente al 1988, è stato autorizzato con il fu 203/88???
Aurora Brancia il Sab Set 13, 2014 4:12 pm
Ciao Antoné ... ma che fai, mi becchi nel forum dove rispondo gratuitamente, così la perizia poi te la fai da sola?
La "Fu Cava" aveva la sua autorizzazione. Punto; morta, finita Cava.
Adesso, lì c'è una "attività di trasformazione dimensionale di inerti", giusto? Quindi, si applica solo l'Allegato V degli Allegati alla Parte quinta, a meno che non sia "uno stabilimento". Ma se è quello che penso io, non è uno stabilimento, è solo un'impianto e quindi NON soggetto ad autorizzazione.
Eppure, se l'avvocato è quello che penso io , ti assicuro che - sia pure a parole - gliel'avevo detto già 2 anni fa che l'art. 269 c.12 era morto pure lui anche nella sua forma "aggiornata" dal d.lgs. 4/08 che stroncava la necessità di autorizzazione alle emissioni in atmosfera per le attività di cava.
Mia 83 il Sab Set 13, 2014 6:44 pm
Mia 83 il Sab Set 13, 2014 6:53 pm
Art. 268 c.1 lett.h) stabilimento: il complesso unitario e stabile, che si configura come un complessivo ciclo produttivo, sottoposto al potere decisionale di un unico gestore, in cui sono presenti uno o più impianti o sono effettuate una o più attività che producono emissioni attraverso, per esempio, dispositivi mobili, operazioni manuali, deposizioni e movimentazioni. Si considera stabilimento anche il luogo adibito in modo stabile all'esercizio di una o più attività;(*)
Mi sembra di interpretare che l'area su cui si intende svolgere l'attività di frantumazione con l'impianto in oggetto si considera stabilimento pertanto soggetto ad autorizzazione. Mi sbaglio?
Mia 83 il Sab Set 13, 2014 6:59 pm
Scrivendo dal cellulare ho saltato un passaggio rispetto al post precedente ovvero che l'art.268 che ho riportato si riferisce all'ultimo aggiornamento del 2014.
Aurora Brancia il Sab Set 13, 2014 11:31 pm
e hai postato quello ultimo decorrente dal 21 agosto 2014, se proprio vuoi dirla tutta.
art. 268, c. 1. i) :
i) stabilimento anteriore al 1988: uno stabilimento che, alla data del 1° luglio 1988, era in esercizio o costruito in tutte le sue parti o autorizzato ai sensi della normativa previgente, e che è stato autorizzato ai sensi degli articoli 12 e 13 del d.P.R. 24 maggio 1988, n. 203
Nel 1988, quel posto dove c'è l'impianto era una cava, e anche allora una cava non era uno stabilimento.
Oggi, comunque, non c'è più la cava, che dava motivo di stare lì a quell'impianto dal 2008 sino a diciamo agosto 2014, un po' "con autorizzazione " e un po' senza in virtù della evoluzione delle normative specifiche per le attività minerarie ed estrattive, a livello sia nazionale che locale.
Forza, antonella, so che ce la puoi fare: sei arrivata sino a art. 268 c. 1 letterilla h). Quello di dopo te l'ho ricordato io, su bella, forza! ... Io non dico studiati tutte e 600 pagine in formato word a interlinea 1 impostazione di pagina comoda che è diventato quel bestio del 152, che mi stai troppo simpatica e non voglio che tu rischi il suicidio o la morte per disidratazione da vomito, ma qualche altro commillo e/o articolillo che ti illumineranno sul da farsi lo trovi, se continui a leggere.
Mia 83 il Mer Set 17, 2014 9:39 am
Ho seguito il consiglio della Dottoressa Brancia e continuando a leggere e rileggere la parte V del d.Lgs 152/06 e relativi allegati, si è consolidata l'idea che mi ero fatta inizialmente, ovvero: vero è che l'impianto esiste da prima del 1988 e che nel 1996 ha ottenuto l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera e successivamente, nel 2009, concessione edilizia in sanatoria, ma in effetti l'impianto in se non è stato ancora autorizzato! la mia idea quindi è che bisognerebbe presentare un'istanza ai sensi dell'art.208 del D.Lgs 152/06!
Tale articolo si riferisce però solo ai NUOVI IMPIANTI, e questo in oggetto è tutt'altro che nuovo!!!
Aurora Brancia il Gio Set 18, 2014 12:47 am
art. 208???
"208. Autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti" ???
Ma che, questi trattano rifiuti? E da quando? MA SONO IMPAZZITI???
Antoné, gioia bella, ma da come hai scritto pareva piuttosto che triturassero materiale di altre cave!
Scusa, eh, ma partiamo dall'inizio: lì questi signori, che PRIMA avevano una cava, OGGI che accidenti ci fanno? Risali tutta la trafila autorizzatoria di quello che si fa, perchè nemmeno un pisciatoio pubblico si può aprire senza la autorizzazione di competenza, vedi quale articolo si applica e quindi regolati.
Altrimenti, rinuncia.
P.S. ma tu sei una di quelle persone che quando hanno una rivista in mano la sfogliano a partire da dietro? un gambero della lettura?
Mia 83 il Ven Set 19, 2014 4:22 pm
Finalmente, con l'arrivo di altra documentazione che prima non avevo, sembra che il puzzle possa essere ricostruito...in effetti la ditta in questione manca della classificazione industria insalubre ai sensi dell'art.216 del T.Uu.SS.ll, dell'autorizzazione agli scarichi (anche se bisogna inquadrare meglio il ciclo produttivo per intensificare poi la competenza per il rilascio della relativa autorizzazione, ATO o comune) e dell'autorizzazione alle emissioni.
Dato che l'unica autorizzazione in possesso della ditta era quella alla emissioni, che non è stata rinnovata proprio perché non possedeva le altre credo che con istanza di AUA chiederemo rilascio autorizzazione scarichi ed emissioni ed in sede di cds la classificazione di industria insalubre dato che ho ritrovato diversi decreti in merito!
Pertanto si va con l'art.269 del d.lgs. 152/06!
Dott.ssa Brancia, crede che sia corretta come procedura?
Aurora Brancia il Ven Set 19, 2014 8:11 pm
... Industria insalubre, perchè? nemmeno autorizzazione agli scarichi? quali, inoltre, reflui civili o industriali o cosa?
Ma questi, come avrebbe detto la buonanima del mio genitore, "campano annascuso dd' 'o pataterno? "
In ogni caso, TU hai ricevuto la documentazione, io NO.
E ti risulta che io esprima pareri di fattispecie senza avere dati?
Come mi pare evidente, io ho risposto sin qui alle tue domande su questioni generali, ma:
1) era generica la domanda iniziale e
2) era fuorviante la implementazione successiva ("Inoltre, la ditta acquisterebbe il materiale da lavorare da terzi, proveniente dalle cave limitrofe")
3) era nuovamente imprecisa la successiva aggiunta, quella sull'art. 208
4) OGGI mi parli di industria insalubre e non mi dici nè di quale classe nè per quali lavorazioni...
Antonella, io sono bravina, ma neppure io sono mandrake, e soprattutto non lavoro con la palla di vetro.
Con ciò, terminata fase di sostegno a distanza
Ultima modifica di Aurora Brancia il Lun Set 22, 2014 9:42 am, modificato 1 volta
Mia 83 il Lun Set 22, 2014 9:25 am
Confesso che prima di ricevere tutta la documentazione le mie idee erano un po' confuse e mi dispiace di aver fornito informazioni fuorvianti!
Ho ancora tanto da studiare... e lei mi da sempre input stimolanti!
La ringrazio comunque per il supporto fornitomi!

References: art.4
 sentenza 
 art. 12
 art. 268
 sentenza 
 sentenza 

Art. 268

art. 268
 art. 268

art. 208