Source: http://www.trentinosolidale.it/chi-siamo/statuto/
Timestamp: 2019-02-23 21:27:27+00:00

Document:
STATUTO – Trentinosolidale
STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “TRENTINOSOLIDALE ONLUS”
in vigore dal 30 aprile 2016
Ai sensi della legge 266 del 1991 e delle norme del codice civile in tema di associazioni, è costituita, l’Associazione di volontariato denominata TRENTINOSOLIDALE Onlus, sede è nel Comune di TRENTO. L’Associazione, con delibera consigliare, potrà istituire sezioni, sedi secondarie e succursali in Italia e all’estero.
Essa opera nel territorio della Provincia di Trento, in ambito nazionale e internazionale.
L’Associazione “TRENTINOSOLIDALE Onlus” non ha scopo di lucro e fonda la propria attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato. Essa persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale in ambito locale, nazionale e internazionale.
Sostenere Associazioni ed Organismi operanti nei settori della solidarietà sociale, locale, nazionale e internazionale;
Fornire aiuto diretto ai soggetti ed alle popolazioni che sono in condizioni di disagio: economico, sociale, politico, alimentare, sanitario e ambientale;
Sensibilizzare l’opinione pubblica locale nazionale ed internazionale in ordine a problematiche correlate al disagio sociale.
Per raggiungere gli scopi suddetti l’Associazione “TRENTINOSOLIDALE Onlus” potrà svolgere le seguenti attività:
predisporre e realizzare progetti di solidarietà sociale, locale, nazionale ed internazionale in favore di persone e popolazioni in difficoltà; collaborare con Associazioni ed Organismi non-profit per la promozione e la realizzazione di progetti nell’ambito delle proprie finalità istituzionali;
eventi di informazione e sensibilizzazione, sui temi della solidarietà e della cooperazione internazionale; campagne ed iniziative di raccolta fondi (fundraising), in proprio o in favore di Enti non-profit e operanti nei settori della solidarietà sociale ed internazionale
collaborare con Enti pubblici e privati interessati a vario titolo alle materie oggetto del presente statuto.
TITOLO II – NORME SUL RAPPORTO ASSOCIATIVO
Art. 4 – Norme sull’ordinamento interno
L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati; le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono essere eletti.
Gli Enti sono rappresentati dal rispettivo Presidente o da altro consigliere da questi delegato.
Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse può fare domanda scritta al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione.
In tale domanda deve essere precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto sociale, i regolamenti interni, le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea e a partecipare alla vita associativa.
Contro l’eventuale diniego, che deve essere motivato, l’interessato può proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.
Le domande di ammissione a socio presentate da soggetti minorenni dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà genitoriale. Il genitore, che sottoscrive la domanda, rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’Associazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne.
I soci, in regola con il versamento della quota annuale, hanno il diritto di voto in assemblea. Essi hanno altresì il diritto di elettorato attivo e passivo. Ciascun socio maggiore di età ha diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti, e per la nomina degli organi elettivi dell’Associazione.
Il diritto di voto sarà riconosciuto al socio minorenne al raggiungimento della maggiore età.
Tutti i soci hanno il diritto di essere informati sulle attività ed iniziative dell’Associazione e di prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’Ente.
L’attività degli aderenti non può essere in alcun modo retribuita, salvo il rimborso delle spese sostenute per l’attività prestata, analiticamente documentate e preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo.
L’Associazione può, con esclusivo riferimento a soggetti terzi, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, sempre che l’apporto dell’attività degli aderenti permanga prevalente.
per mancato pagamento della quota associativa nei termini previsti dal Consiglio;
per recesso volontario. Ogni socio può in ogni momento esercitare il diritto di recesso, il quale ha effetto a decorrere dal momento della ricezione della comunicazione scritta da parte del Consiglio Direttivo;
per esclusione. Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione dell’associato per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione o per persistenti violazioni degli obblighi statutari. Contro il provvedimento di esclusione, che deve essere motivato, è possibile proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.
Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto all’associato gli addebiti mossi, consentendogli facoltà di replica. Fino alla data di convocazione dell’Assemblea, ai fini del ricorso, il socio interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso: egli può comunque partecipare alle riunioni assembleari ma non ha diritto di voto.
Art. 10 – L’Assemblea: composizione, modalità di convocazione, partecipazione e funzionamento
Essa è convocata dal Presidente, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio; è inoltre convocata tutte le volte che sia necessario, anche su richiesta della maggioranza dei consiglieri o quando ne faccia domanda motivata almeno un quinto dei soci.
La convocazione può avvenire, per lettera raccomandata, email – posta elettronica certificata – o altro strumento tecnologico che ne certifichi l’avvenuto invio. Essa deve pervenire ai soci almeno otto giorni prima della data della riunione.
La convocazione deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione e gli argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione non può essere fissata lo stesso giorno stabilito per la prima convocazione.
L’associato ha diritto ad un solo voto e può intervenire personalmente o tramite delega di altro associato. Sono ammesse al massimo due deleghe.
Per le votazioni si procede normalmente con voto palese, o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno un decimo dei presenti. Per l’elezione delle cariche sociali e comunque nei casi di nomine riguardanti le persone, si procede mediante il voto a scrutinio segreto.
Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal segretario o da un componente dell’Assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore, ed è conservato nella sede dell’Associazione.
Art. 11 – Assemblea ordinaria: poteri e regole di voto
discutere e approvare il bilancio predisposto dal Consiglio Direttivo;
approvare il programma delle attività sociali;
discutere e decidere su ogni argomento posto all’ordine del giorno
Art. 12 – Assemblea straordinaria: poteri e regole di voto
Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria, in prima convocazione, delibera in presenza di almeno tre quarti degli associati con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno un terzo dei soci e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Art. 13 – Il Consiglio Direttivo: composizione e durata in carica
Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea ordinaria ed è composto da un numero di membri, compreso il Presidente, che può variare da tre a sette, secondo quanto stabilito dall’Assemblea elettiva.
I consiglieri durano in carica tre anni e sono rieleggibili una sola volta. Possono essere revocati dall’Assemblea, con le maggioranze previste dall’Assemblea ordinaria.
Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno, un vice-Presidente, un Segretario e un Tesoriere.
Art. 14 – Consiglio Direttivo: poteri, modalità di convocazione e funzionamento
Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente Statuto. Può adottare regolamenti per il funzionamento dell’Associazione, i quali devono essere comunicati alla prima Assemblea successiva all’adozione. Può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.
La convocazione è fatta mediante avviso scritto, per lettera, email o altro strumento tecnologico a ciò abilitato, il quale deve pervenire ai consiglieri almeno quattro giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i consiglieri.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti. Le votazioni si effettuano con voto palese, tranne nei casi di votazioni riguardanti le persone, dove si procede mediante il voto a scrutinio segreto.
Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante, il quale va poi conservato nella sede dell’Associazione.
Art. 15 – Sostituzione dei consiglieri
Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più consiglieri decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione nominando il primo dei non eletti. In caso di impossibilità o rifiuto il Consiglio nominerà il secondo, poi il terzo e così via fino ad esaurimento della lista dei non eletti. In caso di esaurimento del numero dei non eletti, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione mediante cooptazione; qualora ciò non fosse possibile, il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea, la quale provvede alla sostituzione.
I Consiglieri cooptati rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale deciderà sulla loro eventuale conferma.
Art. 16 – Il Presidente: poteri e durata in carica
Resta in carica tre anni ed è rieleggibile una sola volta; può essere revocato solamente con delibera assembleare, con le stesse maggioranze previste all’atto della nomina.
Art. 17 – Il Revisore unico
Il Revisore unico è l’organo di controllo contabile dell’Associazione.
E’ eletto dall’Assemblea dei soci tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’Associazione.
Il Revisore rimane in carica 3 anni ed è rieleggibile.
Il Revisore controlla l’amministrazione dell’Associazione dal punto di vista finanziario, e in particolare, la corrispondenza del bilancio alle scritture contabili.
Il Revisore partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, alle quali presenta la relazione annuale sul bilancio preventivo e consuntivo. Ha diritto di accesso alla documentazione dell’associazione rilevante ai fini dell’espletamento del proprio mandato.
TITOLO IV – NORME SUL PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE
I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo.
L’esercizio sociale coincide con l’anno solare – 01.01/31.12.
Alla fine di ogni esercizio il Consiglio direttivo procederà alla formazione del bilancio, che dovrà essere approvato, con le maggioranze di cui all’articolo 11, dall’Assemblea da convocarsi entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Il bilancio dovrà essere depositato presso la sede dell’Associazione nei dieci giorni che precedono l’Assemblea convocata per la sua approvazione ed ogni associato, previa richiesta scritta, potrà prenderne visione.
TITOLO V – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE E DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO
Art. 21 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio
L’Assemblea che delibera lo scioglimento nomina anche uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio residuo, il quale dovrà comunque essere devoluto ad altra Organizzazione di volontariato operante in settore analogo o similare.
Il Consiglio Direttivo, eletto nel corso del 2015, rimarrà in carica fino a naturale scadenza del mandato.
Trento, 30 aprile 2016

References: Art. 4

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 21