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Timestamp: 2019-12-06 02:47:37+00:00

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L'ARAN su: Art.19 - Permessi Retribuiti Regioni e Autonomie Locali Art.19 del CCNL del 06/07/1995 - Comparto Regioni e Autonomie locali - Luglio 2013 _
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Decreto Legge 20_marzo 2014 n.34
Causa di servizio – Interrogazione alla Commissione Europea del S.U.L.P.L. -
Regione Campania - Regolamento della Polizia Locale della Campania - (testo finale per la successiva e conclusiva approvazione da parte della Giunta)_
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Comune di Napoli: Delibera di Giunta n.567/13 modifica del regolamento della Polizia Municipale "Utilizzo delle pettorine al posto della Uniforme".
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Documento Finale CC 8-11-2010
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Jobs Act I e II
Guida Turismo
Sulpl Campania (Sulp l
Comparto Regioni e Autonomie locali Luglio 2013
Introduzione......................................................................................................2 Permesso per lutto .............................................................................................4 Permesso per matrimonio ................................................................................. 11 Permesso per concorsi ed esami ........................................................................ 15 Permesso per particolari motivi personali o familiari ............................................. 19 Elementi comuni della disciplina in materia di permessi ........................................ 25 Trattamento economico del lavoratore ................................................................ 26
I permessi retribuiti per il personale delle Regioni e Autonomie locali
La concessione al dipendente di permessi retribuiti disciplinata in modo puntuale e rigoroso dall'art. 19 del CCNL del 6 luglio 1995. Si tratta di varie ma specifiche ipotesi, ciascuna caratterizzata da una propria particolare motivazione giustificativa e da una precisa durata temporale, in presenza delle quali il dipendente pu legittimamente assentarsi dal lavoro senza alcuna decurtazione del trattamento economico. In base a tale disciplina, il dipendente ha diritto a permessi retribuiti per i seguenti motivi: a) lutto; b) matrimonio; c) partecipazione a concorsi o esami; d) particolari motivi personali o familiari. ln relazione a ciascuna ipotesi, i permessi sono calcolati in giorni per anno e, pertanto, non sono in alcun modo frazionabili in ore lavorative cumulabili, salvo il solo caso, espressamente previsto dalla disciplina contrattuale (art. 19, comma 6, del CCNL del 6.7.1995), di quelli riconosciuti per lassistenza ai portatori di handicap grave, ai sensi dell'art. 33, comma 3, della legge n. 104/1992) 1. La variet dei casi configurati, anche sotto il profilo motivazionale, e il diverso grado di discrezionalit riconosciuto al datore di lavoro pubblico nella concessione dei permessi rendono opportuno la definizione di un quadro sistematico riassuntivo delle regole che presiedono la materia, anche sotto il profilo degli adempimenti procedurali da seguire, in modo da consentire, agli uffici di assegnazione del personale e a quelli preposti alla generale amministrazione del personale presso ciascun ente (Ufficio del personale o altra struttura organizzativa avente le medesime funzioni, prevista dallordinamento dellente), unapplicazione corretta e uniforme dellistituto. Infatti, trattandosi di una regolamentazione completa ed esaustiva, sono da escludere interventi modificativi della stessa non solo per opera della contrattazione integrativa (per la mancanza di un espresso rinvio in tal senso, come richiesto dallart. 40 del
Attualmente, anche dopo le nuove previsioni della L. n. 133/2008, ed in attesa di una nuova regolamentazione della contrattazione nazionale, il personale del Comparto Regioni Autonomie locali non pu fruire ad ore dei permessi retribuiti (ex art. 19, comma 2, del CCNL del 6.7.1995). Infatti, come evidenziato nella circolare n. 7/2008 del Dipartimento della funzione pubblica, la previsione dellart. 71, comma 4, della legge n. 133/2008 ha carattere solo programmatico, dato che, ai fini della sua effettiva applicazione, necessario il preventivo e necessario intervento della contrattazione collettiva nazionale in materia. La suddetta norma, come evidenziato nella medesima circolare, pu trovare applicazione solo nei casi nei quali i vigenti contratti collettivi gi prevedono lalternativit tra fruizione a giornata e quella ad ore, fissando il relativo monte ore.
d.lgs. n. 165/2001), ma anche per effetto di decisioni e comportamenti unilaterali del datore di lavoro pubblico. Di seguito sono riepilogate le diverse fattispecie considerate dalla disciplina contrattuale, con levidenziazione degli elementi che le caratterizzano e che rilevano ai fini del riconoscimento del beneficio al dipendente nonch degli aspetti procedurali da seguire.
Permesso per lutto
Questa tipologia di permesso retribuito prevista, nel rispetto del limite di tre giorni consecutivi per evento, per i casi di decesso: del coniuge; nel caso di separazione giudiziale, si pu ritenere che il coniuge abbia ancora diritto a fruire del suddetto permesso nel caso di decesso dellaltro coniuge, non essendo sciolto il vincolo coniugale ed essendo a tutti gli effetti giuridici ancora unito da matrimonio. Analogo criterio non pu essere seguito nel caso del dipendente divorziato che, in quanto tale, libero da ogni vincolo coniugale. Manca, quindi, in questultimo caso il presupposto previsto dalla disciplina contrattuale per la fruizione del permesso in questione; di parenti entro il secondo grado (genitori, figli, fratelli e sorelle, nonni, nipote come figlio del figlio); di affini entro il primo grado (suoceri, nuore, generi); del convivente.
Per stabilire il grado di parentela o affinit si fa riferimento alle norme contenute in materia negli artt. 76-78 del codice civile. La stabile convivenza dimostrata e accertata attraverso la presentazione, da parte dell'interessato, della specifica certificazione anagrafica. In considerazione della particolare formulazione testuale della clausola contrattuale (art. 19, comma 1, del CCNL del 6.7.1999: A domanda del dipendente sono concessi ), si deve ritenere che, in questa ipotesi (come nelle altre considerate nello stesso comma 1), essa abbia inteso riconoscere uno specifico diritto soggettivo a fruire del permesso a favore del dipendente, che ha unicamente l'onere di fornire la documentazione dell'evento luttuoso. Conseguentemente, ove si determini levento giustificativo del lutto, nelle diverse fattispecie considerate, il datore di lavoro pubblico non pu non riconoscere il permesso, non disponendo di alcun margine di valutazione discrezionale in materia, anche in presenza di particolari esigenze di servizio. In caso di evento luttuoso, tale particolare regolamentazione contrattuale (art. 18, comma 2, del CCNL del 14 settembre 2000) trova applicazione, in via esclusiva, in luogo delle diverse previsioni, dettate, nell'ambito dei congedi per eventi e cause particolari, dall'art. 4, comma 1, della legge n. 53/2000 e dal successivo regolamento di attuazione contenuto nel d.m. n. 278/2000 2.
Si tratta del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari sociali 21 luglio 2000, n. 278, contenente il Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'art. 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente congedi per eventi e cause particolari.
Infatti, le parti negoziali hanno ritenuto la stessa sicuramente pi favorevole per il dipendente rispetto a quella legale (sfera applicativa pi ampia per la considerazione di eventi luttuosi relativi a un diverso e pi ampio novero di parenti ed affini considerati; i tre giorni di permesso sono riconosciuti in relazione ad ogni singolo evento luttuoso). La circostanza che sia applicata solo la disciplina contrattuale, pertanto, non consente che, per le modalit di fruizione dei permessi per lutto, possa farsi riferimento anche e contemporaneamente alle statuizioni del d.m. n. 278/2000, poich queste si riferiscono solo agli specifici permessi del citato art. 4 della legge n. 53/2000. Non ipotizzabile, infatti, uneventuale soluzione volta a consentire e a sommare i profili di maggiore vantaggio della disciplina contrattuale con quelli di fonte legislativa, dato che, come detto, la prima ha gi inteso derogare in melius, sotto il profilo sostanziale, alle prescrizioni della seconda.
b) Modalit di fruizione
Le disposizioni contrattuali sopra citate si limitano a prevedere che in caso di lutto il dipendente abbia diritto a tre giorni di permesso retribuito per evento, senza disporre che i tre giorni debbano necessariamente decorrere dallevento luttuoso. Appare, dunque, coerente con la lettera della norma ritenere che il permesso possa essere fruito in occasione dellevento e, conseguentemente, con una decorrenza che pu anche essere spostata di qualche giorno rispetto allevento stesso. A titolo di esempio, si ritiene che se il dipendente subisce un lutto di venerd potr anche chiedere che il permesso decorra dal luned successivo. Se per egli chiede di fruire del permesso con decorrenza dal venerd, nei tre giorni dovranno inevitabilmente essere conteggiati anche il sabato e la domenica, visto che il citato CCNL prevede che i tre giorni sono consecutivi. E evidente, peraltro, che non possibile enucleare una soluzione generale valevole per tutte le possibili casistiche. Indubbiamente, la clausola contrattuale consente limitati spazi di flessibilit, che sono rimessi al buon senso delle parti del contratto individuale di lavoro, fermo restando la necessit di rispettare lo stretto collegamento tra levento lutto e la fruizione del permesso richiesto dalla disciplina contrattuale. Cos pu ritenersi ammissibile, accanto a quella sopra richiamata, lipotesi del lutto verificatosi nel pomeriggio del luned, quando il lavoratore ha gi reso la sua prestazione. In tal caso, il lavoratore potr chiedere di fruire del permesso dal successivo marted. Sulla base della espressa formulazione della clausola contrattuale (art. 19, comma 1, secondo alinea, del CCNL del 6.7.1995: tre giorni consecutivi per evento), in
materia non pu non trovare applicazione la regola della continuit della fruizione dei tre giorni di permesso. Conseguentemente, si deve: a) escludere ogni possibilit del lavoratore di avvalersi dei tre giorni in modo frazionato; b) ricomprendere, comunque, nei tre giorni anche quelli festivi, le festivit infrasettimanali e i giorni comunque non lavorativi, eventualmente ricadenti allinterno dei tre giorni. Neppure, come precedentemente evidenziato, possibile la fruizione a ore dei permessi per lutto. La fruizione in atto dei tre giorni di permesso per lutto non pu essere interrotta neppure per sopraggiunti motivi di servizio, con il riconoscimento del recupero compensativo delle giornate spettanti e non godute. Infatti, la disciplina contrattuale dellistituto ha inteso riconoscere al lavoratore uno specifico diritto soggettivo alla fruizione dei permessi di cui si tratta, senza in alcun modo prevedere, direttamente o indirettamente, alcuna possibilit del datore di lavoro pubblico di impedire, limitare o solo di ritardare lesercizio di questo diritto, anche in presenza di particolari e rilevanti ragioni organizzative e funzionali.
c) Particolari tipologie di rapporto di lavoro
I lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, in base allart. 7, comma 10, lett.c), del CCNL del 14.9.2000, non hanno diritto a fruire dei permessi retribuiti di cui allart. 19 del CCNL del 6.7.1995, salvo quelli previsti per il caso di matrimonio. Infatti, ad essi, sono riconosciuti solo permessi non retribuiti fino ad un massimo di quindici giorni complessivi. I medesimi lavoratori possono fruire comunque dei permessi previsti da specifiche disposizioni di legge per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati. Sulla base di tale lettura interpretativa, pertanto, i lavoratori a termine, in caso di lutto, possono avvalersi delle previsioni dellart. 4 della legge n. 53/2000, nel rispetto dei limiti, delle condizioni e delle modalit ivi previste e delle altre indicazioni contenute nel d.m. n. 278/2000.
Questa tipologia di permesso retribuito non trova applicazione neppure nei confronti del personale assunto con contratto di formazione e lavoro.
Infatti, lart. 3, comma 12, del CCNL del 14.9.2000, espressamente stabilisce che la disciplina normativa applicabile al personale con contratto di formazione e lavoro la medesima prevista per il personale con contratto di lavoro a termine, con le esclusioni ivi espressamente stabilite e che non riguardano in alcun modo il regime dei permessi. Conseguentemente, anche in questo caso, come in quello del contratto a termine, i lavoratori possono fruire solo delle previsioni dellart. 4 della legge n. 53/2000 e di quelle del d.m. n. 278/2000.
Rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale
Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, lart.6, comma 8, del CCNL del 14.9.2000 prevede, come regola generale, quella del necessario riproporzionamento per tutte le assenze dal servizio previste dalla legge e dal contratto collettivo, ivi comprese le ferie e le assenze per malattia. Tuttavia, tale regola deve essere intesa secondo i canoni generali della logica e della ragionevolezza. Essa sicuramente trova applicazione nei casi di assenze quantificate con riferimento ad un arco di tempo annuale (cos, ad esempio, nel caso dei permessi previsti per la partecipazione a concorsi ed esami per i quali sono previsti otto giorni annui oppure i tre giorni di permesso per motivi personali). La suddetta regola non si estende, invece, al caso dei permessi per lutto in quanto prevista una misura minimale unica (3 giorni) che riconosciuta al dipendente in relazione a ciascun evento luttuoso e non con riferimento alla durata annuale della prestazione. Conseguentemente, viene a mancare una quantificazione complessiva annua unica, idonea a consentire il riproporzionamento. Il lavoratore con rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, quindi, potr avvalersi per intero dei tre giorni di permesso per lutto.
Rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto
In questa particolare tipologia di rapporto di lavoro, lorario ridotto distribuito in modo tale da realizzare sia le condizioni tipiche del tempo parziale orizzontale (orario ridotto in tutti i giorni della settimana) sia quelle proprie del tempo parziale verticale (attivit lavorativa concentrata a tempo pieno in alcuni giorni della settimana, del mese o dellanno con conseguente assenza della prestazione lavorativa negli altri giorni).
Per la disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto trovano applicazione, in mancanza di disposizioni specifiche, le regole valevoli per il tempo parziale orizzontale e verticale in quanto, ovviamente, compatibili. Pertanto, in materia di assenze, poich larticolazione dellorario di lavoro non concerne tutti i giorni della settimana, deve farsi riferimento necessariamente alla disciplina propria del tempo parziale verticale, contenuta nellart. 6, comma 8, del CCNL del 14.9.2000, che in materia sancisce il principio di riproporzionamento di tutte le diverse ipotesi di legittima assenza dal lavoro (comprese le ferie) salvo le eccezioni ivi espressamente previste. Alla luce di quanto detto, il lavoratore con rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto potr avvalersi dei tre giorni di permesso per lutto analogamente a quanto avviene per il rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale.
Rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale
Secondo la regola, per questa particolare tipologia di rapporto di lavoro, gli istituti normativi attinenti alla disciplina del rapporto di lavoro trovano applicazione sostanzialmente secondo le medesime modalit previste per il personale a tempo pieno, poich per essi, generalmente, si fa riferimento alla nozione di giornata lavorativa, senza alcuna considerazione anche alla durata oraria della stessa. Il riproporzionamento si realizza solo attraverso il pagamento ridotto delle giornate di assenza. Pertanto, per tutte le assenze dal servizio, previste dalla legge o dalla contrattazione collettiva, i relativi istituti, ivi compreso il permesso per lutto, si applicano nella stessa durata e nella stessa quantit stabilita per il tempo pieno. A tale regolamentazione fanno eccezione i permessi riconosciuti ad ore, come i permessi per il diritto allo studio (art. 15 del CCNL del 14.9.2000). Ulteriore eccezione rappresentata dai permessi per particolari motivi personali o familiari, secondo quando si dir nellapposita sezione.
Lunica previsione in materia di permessi retribuiti per i dipendenti in telelavoro contenuta nellart. 1, comma 5, del CCNL del 14.9.2000, secondo il quale: Per effetto della distribuzione discrezionale del tempo di lavoro, non sono configurabili prestazioni aggiuntive, straordinarie notturne o festive n permessi brevi ed altri istituti che comportano riduzioni di orario. Tuttavia, questa peculiare regolamentazione trova applicazione solo nelle particolari ipotesi di permessi orari previsti dalla disciplina contrattuale, come si evince
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chiaramente dal riferimento ivi contenuto, a titolo esemplificativo, ai soli permessi brevi a recupero. Questa scelta limitativa delle parti negoziali trova la sua giustificazione nella circostanza che, in considerazione delle caratteristiche tipiche della prestazione in telelavoro, il dipendente interessato gode della pi ampia autonomia nella gestione del tempo e delle attivit lavorative e, quindi, nella distribuzione dellorario di lavoro nel corso di ciascuna giornata lavorativa. Conseguentemente, lo stesso non ha necessit di fruire dei permessi orari perch, in base alle regole, nella condizione di organizzare il suo tempo di lavoro nel modo ritenuto pi congruo rispetto alle proprie specifiche esigenze personali. Cos delimitata la evidenziare anche esempio, il diritto quelli di cui allart. portata dellart. 1, comma 5, del CCNL del 14.9.2000, si deve che nessuna altra clausola contrattuale esclude espressamente, ad dei dipendenti in telelavoro ai permessi giornalieri per lutto o a 19, comma 2, del CCNL del 6.7.1995 o alla legge n. 104/1992.
Infatti, ben pu accadere che il dipendente in telelavoro, come tutti gli altri lavoratori, abbia delle specifiche esigenze (cui si collega la concessione delle varie tipologie di permesso giornaliero), la cui soddisfazione richiede la non effettuazione della propria prestazione lavorativa nel corso dellintera giornata, con il venire meno anche dellobbligo di reperibilit telematica di cui si detto. In tali casi, pertanto, mancando espressi divieti in tale senso, il dipendente potr avvalersi delle diverse forme di permesso giornaliero previste per la generalit degli altri lavoratori, nel rispetto dei vincoli quantitativi e delle modalit di fruizione stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale o direttamente dalla legge. La fruizione dei permessi di cui si tratta pu avvenire sia nei giorni di rientro (come sembra ovvio) sia nei giorni di prestazione domiciliare.
d) Gli adempimenti amministrativi
Il dipendente interessato informa, sollecitamente, in considerazione della non prevedibilit dellevento ed anche in relazione alle caratteristiche del proprio orario di lavoro, lUfficio di appartenenza dellavvenuto evento luttuoso e la sua volont di avvalersi dei tre giorni di permesso retribuito, attraverso la presentazione di una formale richiesta. Tenuto conto delle concrete circostanze, in via eccezionale, la richiesta potr essere formalizzata, in forma scritta, anche successivamente al rientro in servizio del dipendente. In tal modo il dirigente della struttura ha la possibilit di disporre le necessarie misure organizzative per fronteggiare lassenza. La decorrenza del periodo di permesso sar determinata secondo i criteri sopra indicati.
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Il dirigente della struttura di appartenenza del dipendente comunica tempestivamente la fruizione del beneficio da parte del dipendente allUfficio del personale (o ad altra struttura organizzativa avente le medesime funzioni, prevista dallordinamento dellente), stante la generale competenza, di norma, riconosciuta a detto Ufficio in ordine allamministrazione complessiva degli istituti concernenti il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti in servizio, curando lattuazione di tutti gli adempimenti concernenti sia il trattamento giuridico sia economico. Entro i tre giorni successivi al rientro in servizio del dipendente, lUfficio di appartenenza dello stesso trasmette allUfficio del personale la richiesta di fruizione del permesso, sottoscritta dal dipendente e vistata dal dirigente responsabile, redatta utilizzando lo specifico modulo adottato a tal fine dallente. Alla richiesta il dipendente deve allegare la necessaria documentazione e cio il certificato di morte del familiare. In sostituzione del certificato di morte possibile presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante il decesso del familiare. Nel caso di decesso riguardante un affine o il convivente, ai sensi dellart. 46 lett. H) D.P.R. n. 445/2000, il decesso deve risultare non da dichiarazione sostitutiva di certificazione bens da dichiarazione sostitutiva di atto notorio. In generale, si ricorda che il dipendente pu produrre per fatti o qualit personali idonee ad essere documentate ai sensi dellart. 47 del D.P.R. n. 445/2000 dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notoriet concernenti stati, qualit o fatti che siano a diretta conoscenza dello stesso e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.
Per il caso del matrimonio, lart. 19, comma 3, del CCNL del 6.7.1995, riconosce al dipendente un periodo di permesso retribuito nel limite di quindici giorni consecutivi. Anche in questo caso la clausola contrattuale (Il dipendente ha altres diritto ad un permesso di 15 giorni..) configura in capo al dipendente un diritto soggettivo. Conseguentemente, la fruizione di questa tipologia di permesso, in presenza del presupposto giustificativo, non pu essere negata dal datore di lavoro pubblico, neppure in presenza di particolari esigenze organizzative ed operative. Nel caso di sdoppiamento temporale tra la celebrazione religiosa e quella civile del matrimonio, non si determina uno sdoppiamento del permesso che, invece, pu essere fruito dal dipendente una sola volta. In questa particolare ipotesi, sar il dipendente interessato a scegliere, tra le due possibilit, il periodo temporale di godimento del permesso. Secondo la giurisprudenza, il diritto al permesso non sorge quando sia celebrato il solo matrimonio religioso, senza trascrizione. In assenza di diverse indicazioni nella legge o nel contratto collettivo, il permesso per matrimonio spetta anche: al dipendente che, dopo averne gi fruito in occasione del primo matrimonio, rimasto vedovo, contratta successivamente un nuovo matrimonio; in caso di divorzio, quando venuto meno a tutti gli effetti civili quello precedente, il dipendente contragga un nuovo matrimonio.
In base alla disciplina contrattuale, il lavoratore ha diritto a fruire di quindici giorni consecutivi di permesso retribuito in occasione del matrimonio. La precisa formulazione della clausola contrattuale che, ai fini del riconoscimento del diritto, utilizza lespressione "in occasione del matrimonio", pone uno stretto collegamento tra levento matrimonio e la fruizione del permesso. Pertanto, deve escludersi che il permesso possa essere richiesto a notevole distanza temporale dallevento del matrimonio. Ammettendo tale ultima ipotesi, si realizzerebbe uno scollamento tra permesso ed evento giustificativo dello stesso. Ci non esclude qualche lieve margine di flessibilit applicativa. Cos nel caso di matrimonio celebrato nella giornata del sabato (non lavorativa), si pu
ragionevolmente ritenere che la fruizione del permesso possa decorrere anche dal successivo luned, essendo questo il primo giorno lavorativo utile. Ugualmente, si pu ritenere ammissibile unipotesi in cui il matrimonio venga celebrato nella giornata del luned pomeriggio ed il permesso decorra dal marted successivo. La disciplina contrattuale non autorizza in alcun modo la fruizione del matrimonio in via anticipata rispetto allevento giustificativo del matrimonio stesso. Con riferimento allo specifico punto dei modi di utilizzo dei giorni di permesso, si deve richiamare lattenzione sulla disposizione dellart. 19, comma 3, del CCNL del 6.7.1995 che prevede, espressamente, per il dipendente un permesso di 15 giorni consecutivi.. Conseguentemente, sulla base di tale precisa indicazione, si deve ritenere che si tratta di un periodo di permesso che, essendo unico e necessariamente continuativo: non pu essere in alcun modo fruito frazionatamente; comprende anche i giorni festivi (domeniche e festivit infrasettimanali) o comunque non lavorativi ricadenti allinterno dello stesso.
L'art. 7, comma 10, lett. c) del CCNL del 14.9.2000 prevede espressamente che al lavoratore assunto a termine spettano 15 giorni di permesso retribuito per matrimonio. La predetta clausola contrattuale non prevede alcun riproporzionamento o riduzione della durata del periodo di assenza con riferimento alla durata del rapporto a termine.
Poich, in base allart. 3, comma 12, del CCNL del 14.9.2000, la disciplina normativa applicabile al personale con contratto di formazione e lavoro la medesima prevista per il personale con contratto di lavoro a tempo determinato, si deve ritenere che anche a questa particolare categoria di personale debba essere riconosciuto il diritto a fruire del permesso per matrimonio, sulla base di quanto sopra detto proprio con riferimento al personale con contratto a tempo determinato ed alle previsioni dellart. 7, comma 10, lett. c) del CCNL del 14.9.2000.
Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, trova applicazione la specifica disciplina contenuta nellart. 6, comma 8, del CCNL del 14.9.2000, secondo la quale: la clausola per cui: Il permesso per matrimonio, lastensione facoltativa ed i permessi per maternit spettano per intero solo per i periodi coincidenti con quelli lavorativi . Tale clausola introduce una deroga alla regola generale della riduzione proporzionale del numero di assenze per servizio, proprie del rapporto a tempo parziale di tipo verticale, con esclusivo riferimento agli istituti ivi considerati, in considerazione della particolare motivazione sociale che ne alla base. Tale deroga, tuttavia, non piena e generale, valevole cio in ogni caso ed in ogni ipotesi di tempo parziale verticale, ma deve essere valutata in relazione a ciascuna fattispecie considerata. Infatti essa sta a significare che il periodo di assenza viene riconosciuto per intero ove le caratteristiche del rapporto a tempo parziale lo consentano, tenendo conto anche delle peculiarit dellistituto che viene in considerazione 3.
Qualche esempio pu chiarire la regola. Permesso per motivi matrimoniali di 15 giorni previsto dallart. 19, comma 3, del CCNL del 6.7.1995. Nel caso di rapporto a tempo parziale verticale al 50% su base annua con prestazione lavorativa concentrata in 6 mesi, ove il dipendente si avvale del permesso matrimoniale nellambito del periodo lavorativo semestrale, lo stesso potr fruire per intero dei quindici giorni previsti. Nel caso, invece, di rapporto a tempo parziale verticale con articolazione della prestazione lavorativa su alcuni giorni della settimana (ad esempio 3 giorni settimanali o anche alternati, nel senso del susseguirsi di un giorno lavorativo a un giorno non lavorativo) la situazione sar diversa. Infatti, il dipendente fruir dallintero periodo di 15 giorni (che infrazionabile) ma concretamente lo stesso beneficer effettivamente solo dei giorni di tale periodo coincidenti con i giorni per i quali era prevista la prestazione lavorativa. Pertanto, ipotizzando che i giorni lavorativi siano il luned, il marted ed il mercoled di ogni settimana, ove il dipendente si avvale dei quindici giorni di permesso matrimoniale con decorrenza dal luned 1.2.2002 avremo che: - il periodo di congedo (che continuativo ed abbraccia anche gli eventuali giorni festivi infrasettimanali i giorni comunque non lavorativi e le domeniche) inizia complessivamente e formalmente il luned 1 e si conclude il successivo luned 15; - allinterno di tale periodo, il dipendente effettivamente utilizza, come congedo, solo i giorni in cui era prevista leffettuazione della prestazione lavorativa (e cio i giorni 1,2,3,8,9,10 e 15 corrispondenti ai luned, marted e mercoled di ciascuna settimana, per i quali il lavoratore a tempo parziale deve rendere la sua prestazione; - quindi pur essendo stato fruito formalmente lintero periodo di permesso matrimoniale, solo in relazione ai succitati giorni 7 deve essere corrisposta la retribuzione; in quanto solo in relazione ad essi il lavoratore ha effettivamente usufruito del permesso retribuito, astenendosi dalla prestazione lavorativa dovuta (negli altri giorni, in considerazione del rapporto a tempo parziale verticale il lavoratore non era tenuto ad alcuna prestazione lavorativa).
Per le considerazioni espresse relativamente ai permessi per lutto, nella specifica sezione, ai titolari di questa tipologia di rapporto di lavoro il permesso per matrimonio riconosciuto nei medesimi termini e modalit per i lavoratori a tempo parziale di tipo verticale, come sopra descritte.
In presenza di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, il permesso per matrimonio spetta per intero, negli stessi termini e modalit previste per il personale a tempo pieno, per le considerazioni gi espresse relativamente al permesso per lutto, nella specifica sezione.
d) Adempimenti amministrativi
Per fruire del permesso il dipendente deve presentare all'ente una specifica richiesta in forma scritta. La richiesta viene formulata dal dipendente almeno 15 giorni prima della fruizione del beneficio, utilizzando lo specifico modulo adottato a tal fine dallente, con la necessaria specificazione della decorrenza del permesso. La stessa, indirizzata allUfficio del personale (o ad altra struttura organizzativa avente le medesime funzioni, prevista dallordinamento dellente), deve essere preventivamente vistata dal dirigente dellUfficio di appartenenza del dipendente, al fine di consentire ladozione delle necessarie misure organizzative. La richiesta di fruizione del permesso deve essere documentata dal dipendente, che deve presentare a tal fine il certificato di matrimonio ovvero la relativa dichiarazione sostitutiva di certificazione. Tale documentazione pu essere prodotta anche entro i 5 giorni successivi al rientro in servizio del dipendente.
Permesso per concorsi ed esami
La concessione di questi permessi finalizzata a consentire la partecipazione del dipendente come candidato, a concorsi od esami, entro il limite massimo di otto giorni in un anno. Lart. 19 del CCNL del 6.7.1995, nella sua generica formulazione, non pone alcuna indicazione vincolante in ordine alla tipologia di concorsi o esami che possono giustificare la fruizione degli otto giorni di permesso. Relativamente alla nozione di esami neppure pu ritenersi utilizzabile, a tal fine, lelencazione dei corsi e degli esami contenuti nellart. 15 del CCNL del 14.9.2000, in quanto tale articolo attiene alla disciplina del diverso istituto dei permessi per motivi di studio e non presenta alcun collegamento diretto con la regolamentazione di permessi di cui si tratta. In materia, quello che rileva che il dipendente produca unadeguata documentazione idonea a giustificare la richiesta e la fruizione del permesso. Anche in questo caso, sulla base di interpretazione anche sistematica della clausola contrattuale (lipotesi della partecipazione a concorsi ed esami, sotto il profilo formale, si collega, analogamente a quella del permesso per lutto, sempre alla previsione del primo periodo del comma 1 dellart. 19 del CCNL del 6.7.1995, secondo il quale A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi ..), il dipendente vanta, in presenza della fattispecie legittimante, un diritto alla fruizione del permesso, a prescindere da ogni valutazione del datore di lavoro, anche se fondata su esigenze di servizio. Anche questi particolari permessi non frazionatamente ad ore. possono in alcun modo essere fruiti
I permessi di cui si tratta possono essere utilizzati dal dipendente solo limitatamente alla giornate di svolgimento delle prove del concorso o dellesame, come espressamente precisato dalla disciplina contrattuale. Si deve escludere, quindi, che: nellambito dei suddetti permessi possano essere ricompresi anche i giorni di viaggio per raggiungere la sede dell'esame o del concorso; i permessi stessi possano essere utilizzati, anche cumulativamente in unico periodo, per preparare gli esami.
Si deve anche sottolineare che la disciplina contrattuale, in modo generico ed ampio, si limita a riconoscere al dipendente possibilit di fruire di una giornata di permesso (essendo come detto non frazionabile ad ore) purch giustificata dalla necessit di partecipare, in quella giornata, a concorsi o esami. Pertanto, in tale ambito, non assume e non pu assumere alcun rilievo lorario di lavoro effettuato dal dipendente nella giornata di svolgimento della prova concorsuale, in quanto non viene individuata dalla clausola contrattuale, quale condizione legittimante, la circostanza della coincidenza del predetto orario con quello di effettuazione del concorso. Alla luce di quanto detto, quindi, si ritiene che non vi siano ostacoli giuridici alla concessione del permesso di cui si tratta anche nella particolare fattispecie in cui la prova di esame, ad esempio, stabilita alle ore 16 ed il dipendente cessa la propria prestazione lavorativa in quel giorno alle ore 14. Si deve, infine, evidenziare anche che il personale, che gi fruisce dei permessi per il diritto allo studio, pu avvalersi, in aggiunta alle 150 ore annue individuali, anche dei permessi per esami previsti dallart. 19 del CCNL. Infatti, lart. 15, comma 8, del CCNL del 14.9.2000, espressamente prevede che il dipendente, per sostenere gli esami dei corsi di studio per i quali vengono concessi i permessi, pu utilizzare, ma solo limitatamente al giorno della prova, in aggiunta alle 150 ore individuali del c.d. diritto allo studio, anche i permessi per esami previsti dallart. 19 del CCNL del 6.7.1995.
I permessi per esami, come tutte le altre tipologie di permesso previste dallart. 19 del CCNL del 6.7.1995, non competono al personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, per le motivazioni espresse a proposito del permesso per lutto, nella specifica sezione, sulla base delle previsioni dellart. 7, comma 10, lett.c), del CCNL del 14.9.2000. Tuttavia, i lavoratori con contratto a termine, iscritti e frequentanti i corsi regolari di studio indicati nel comma 1 dellart. 10, della legge n. 300 del 1970, e i lavoratori studenti universitari, in virt dellespresso richiamo contenuto nello stesso art. 10, comma 2, della stessa legge, al fine di sostenere i relativi esami, possono comunque avvalersi dei particolari permessi ivi previsti. Infatti, la L. n. 300/1970, nellambito del rapporto di lavoro pubblico, trova applicazione, ai sensi dellart. 5, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, a prescindere dal numero dei dipendenti in servizio presso lente-datore di lavoro; si tratta di una
previsione di carattere generale che non risulta in alcun modo modificata o integrata da successive disposizioni di legge. Pertanto, stante lapplicabilit generale della L. n. 300/1970 ed alla luce dellart. 7, comma 10, del CCNL del 14.9.2000 (che fa salva per il personale a termine, tutte le ipotesi di assenza del lavoro stabilita da specifiche disposizioni di legge per i lavoratori dipendenti), il personale a termine pu certamente beneficiare dei permessi retribuiti di cui allart. 10 della L. n. 300/1970, limitatamente ai giorni in cui deve sostenere le prove desame.
Poich, come detto a proposito del permesso per lutto, nella specifica sezione, in base allart. 3, comma 12, del CCNL del 14.9.2000, la disciplina normativa applicabile al personale con contratto di formazione e lavoro la medesima prevista per il personale con contratto di lavoro a tempo determinato, si deve ritenere che a questa particolare categoria di personale non possa essere riconosciuto il diritto a fruire dei permessi per concorsi ed esami, secondo le indicazioni gi sopra fornite in materia, nella specifica sezione dedicata proprio al personale con rapporto di lavoro a termine.
Secondo la regola generale sancita nellart. 6, comma 8, del CCNL del 14.9.2000, in presenza di un rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, lente procede alla riduzione del numero dei giorni di assenza consentiti da disposizioni sia di legge che di contratto collettivo, in proporzione alle giornate di lavoro settimanali previste nellambito di tale tipologia di rapporto di lavoro nel contratto individuale sottoscritto con il dipendente. Tale regola non pu non trovare applicazione anche nel caso dei permessi per concorsi ed esami. Pertanto, il lavoratore con rapporto di lavoro a tempo parziale pu avvalersi dei suddetti permessi, ma non nella misura annua complessiva di 8 giorni, ma in quella derivante dallapplicazione della regola del riproporzionamento, di cui si detto 4.
Un esempio, potr chiarire la regola.
La disciplina contrattuale riconosce 8 giorni di permesso allanno per concorsi ed esami. Conseguentemente, da un punto di vista generale, il dipendente a tempo pieno normalmente matura 0,666 giorni al mese (8/12). Il dipendente a tempo parziale di tipo verticale con articolazione su 4 giorni settimanali maturer (art. 6, comma 8, del CCNL del 14.9.2000), nellambito di tale rapporto, i 4/5 di 0,666 e cio 0,533 giorni mensili, per un totale su base annua di 6 giorni (0,533x12; non si tiene conto del decimale in quanto inferiore a 5).
Per le considerazioni gi espresse relativamente ai permessi per lutto, nella specifica sezione, ai titolari di questa tipologia di rapporto di lavoro, i permessi per concorsi ed esami sono riconosciuti nei medesimi termini e modalit previste per i lavoratori a tempo parziale di tipo verticale, come sopra descritte.
In presenza di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, i permessi per concorsi ed esami spetta per intero, negli stessi termini e modalit previste per il personale a tempo pieno, per le considerazioni gi espresse relativamente al permesso per lutto, nella specifica sezione.
Per fruire del permesso, il dipendente presenta una specifica richiesta all'ente in forma scritta. La richiesta viene formulata dal dipendente almeno 7 giorni prima della fruizione del beneficio, utilizzando lo specifico modulo adottato a tal fine dallente, con la necessaria specificazione del motivo del permesso, della sua decorrenza e della durata complessiva dellassenza. La stessa, indirizzata allUfficio del personale (o ad altra struttura organizzativa avente le medesime funzioni, prevista dallordinamento dellente), deve essere preventivamente vistata dal dirigente dellUfficio di appartenenza del dipendente, al fine di consentire ladozione delle necessarie misure organizzative. La richiesta di fruizione del permesso deve essere documentata dal dipendente che deve presentare, a tal fine, unidonea documentazione (attestazione di partecipazione rilasciato dal soggetto presso la quale stato sostenuto lesame o si svolta la prova concorsuale, comprovante il giorno o i giorni della partecipazione stessa) che certifichi leffettivo verificarsi della fattispecie che d titolo al beneficio. Tale documentazione pu essere prodotta, entro i 3 giorni successivi al rientro in servizio del dipendente, allUfficio di appartenenza che ne curer limmediata trasmissione allUfficio del personale.
Permesso per particolari motivi personali o familiari
Si tratta di una tipologia di permesso che pu essere concesso al lavoratore in presenza di particolari motivi personali e familiari. In proposito, giova evidenziare che la dizione particolari utilizzata dalla clausola contrattuale non si presta ad essere intesa in senso eccessivamente e necessariamente restrittivo, quasi come sinonimo di gravi, come avveniva, nel precedente assetto pubblicistico, relativamente ai motivi che potevano giustificare la concessione del congedo straordinario, di cui allart. 37 del D.P.R. n. 3 del 1957 (T.U. delle disposizioni concernenti lo Statuto degli impiegati civili dello Stato). Piuttosto, si deve ritenere che tale qualificazione debba essere intesa in senso lato, come legittimante, cio, la possibilit del lavoratore di fruire dei permessi di cui si tratta, nei limiti quantitativi annuali previsti, tutte le volte che adduca, a giustificazione degli stessi, motivi che, oggettivamente e ragionevolmente, non possano essere ritenuti futili ed insignificanti con riferimento alla vita personale o familiare dello stesso. I giorni di permesso per particolari motivi personali o familiari sono solo tre per anno solare. Tale quantit complessiva rappresenta un limite massimo, qualunque siano gli eventi che possono giustificare la richiesta, e tale limite non pu essere in alcun modo derogato. A differenza di quanto previsto per le altre tipologie di permesso considerate nellart. 19, comma 1, del CCNL del 6.7.1995, per la fruizione di quelli in esame la clausola contrattuale (comma 2 del medesimo art. 19, del CCNL del 6.7.1995), nella sua chiara formulazione (A domanda del dipendente possono inoltre essere concessi.), non configura in materia un diritto soggettivo del dipendente ma solo una legittima aspettativa. Nell'ambito della complessiva disciplina dell'istituto, correlativamente, il datore di lavoro pubblico non in nessun caso obbligato a concedere il permesso. Questultimo, ben pu, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, anche negare la fruizione dello stesso in presenza di ragioni organizzative e di servizio ritenute prevalenti rispetto all'interesse del lavoratore evidenziato nella domanda. Sotto il profilo delle motivazioni, si evidenzia che la disciplina contrattuale, in relazione ai tre giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali, non ha stabilito alcuna precisa casistica per la loro fruizione n ha demandato tale compito alla contrattazione integrativa. Neppure pu il datore di lavoro pubblico, unilateralmente, specificare, in senso limitativo, le fattispecie legittimanti il possibile ricorso del dipendente allistituto.
Nella possibile casistica ricompresa certamente l'ipotesi della nascita del figlio, richiamata espressamente nello stesso art. 19, comma 2, del CCNL del 6.7.1995. Data lampiezza e la genericit della previsione contrattuale per particolari motivi personali o familiari, si ritiene che nellambito della stessa possano essere ricondotte tutte quelle specifiche situazioni del dipendente che, in relazione alla sua particolare condizione soggettiva, possa tradursi sostanzialmente in una forma di impossibilit a rendere la prestazione lavorativa (sciopero dei mezzi di trasporto; particolari situazioni metereologiche; ipotesi di lutto non rientranti tra quelle legittimanti il permesso dellart.19, comma 1, del CCNL del 6.7.1995; particolari bisogni di assistenza di familiari, ecc.).
I permessi di cui si tratta possono essere utilizzati, come gi anticipato, nella misura di tre giorni complessivi per anno solare. Essi possono essere utilizzati dal dipendente anche singolarmente ed in relazione ad eventi diversi nellanno, sempre che non sia superato il tetto massimo stabilito. Trattandosi di permessi giornalieri ed in mancanza di una regola espressa e specifica in tal senso 5, gli stessi non possono essere fruiti, frazionatamente, ad ore o a mezza giornata 6. Ai fini della concessione del permesso, il dipendente deve presentare una specifica richiesta al datore di lavoro pubblico. Spetta certamente a questo di valutare, nella sua discrezionalit, le esigenze addotte dal dipendente a sostegno della richiesta di assentarsi dal servizio in relazione alla eventuale sussistenza di ragioni di servizio ostative alla concessione del permesso. Non dispone, invece, il suddetto datore di lavoro, in materia, di un proprio e pieno potere di valutazione discrezionale sui motivi (contenuti o effettiva sussistenza o documentazione allegata) posti a base della richiesta, potendo solo, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, opporsi alla stessa, adducendo ragioni organizzative e di servizio ritenute come prevalenti rispetto alle altre.
In tal senso si evidenzia che il citato art. 19 del CCNL del 6.7.1995, al comma 6, prevede la fruizione ad ore dei permessi espressamente solo per la specifica fattispecie dei permessi per lassistenza ai portatori di handicap, ai sensi dellart. 33, comma 3, della legge n. 104/1992. Cfr. nota n.1 .
I permessi per particolari motivi personali o familiari non spettano ai lavoratori, per le motivazioni espresse a proposito del permesso per lutto, nella specifica sezione, sulla base delle previsioni dellart. 7, comma 10, lett. c), del CCNL del 14.9.2000. I suddetti lavoratori potranno avvalersi, per le proprie esigenze personali o familiari, o dei 15 giorni di permesso non retribuito previsti dalla disciplina contrattuale (dellart. 7, comma 10, lett. c), del CCNL del 14.9.20009) o di altri permessi previsti e disciplinati direttamente dalla legge per fattispecie analoghe (ad es. art. 4 della legge n. 53/2000).
I permessi di cui si tratta non spettano neppure ai titolari di un contratto di formazione e lavoro, per le motivazioni espresse a proposito del permesso per lutto, nella specifica sezione, sulla base delle previsioni dellart. 7, comma 10, lett.c), del CCNL del 14.9.2000 e dellart. 3, comma 12, del CCNL del 14.9.2000. Pertanto, in proposito, rilevano le medesime indicazioni sopra espresse riferimento al personale con contratto di lavoro a tempo determinato. con
Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, il dipendente ha certamente diritto a fruire dei permessi in esame, ma la quantit annuale degli stessi (tre giorni) dovr essere ridefinita, in base alla regola generale dellart. 6, comma 8, del CCNL del 14.9.2000, del necessario riproporzionamento di tutte le assenze dal servizio (previste dalla legge e dal contratto collettivo) in relazione alle giornate di lavoro prestate nellanno 7.
Un esempio, pu chiarire la portata applicativa della regola: la disciplina contrattuale riconosce per tale ipotesi 3 giorni allanno; conseguentemente il dipendente a tempo pieno normalmente matura 0,25 giorni al mese (3/12); un dipendente a tempo parziale di tipo verticale con articolazione della prestazione su 3 giorni settimanali maturer, in presenza di un orario di lavoro distribuito su sei giorni settimanali, ai sensi dellart. 6, c. 8, del CCNL del 14.9.2000, nellambito di tale rapporto i 3/6, la met, di 0,25 e cio 0,125 giorni mensili;
Per la disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto trovano applicazione, in materia di assenze (e quindi anche per i permessi per motivi personali o familiari), le medesime regole sopra esaminate relativamente al rapporto a tempo parziale di tipo verticale (riproporzionamento dei tre giorni), poich, come noto, anche in questo caso, larticolazione dellorario di lavoro per definizione non concerne tutti i giorni della settimana.
In presenza di tale tipologia di rapporto di lavoro, i tre giorni di permesso per motivi personali o familiari spettano per intero, negli stessi termini e modalit previste per il personale a tempo pieno, per le considerazioni gi espresse relativamente al permesso per lutto, nella specifica sezione.
Non sussistono ostacoli giuridici al riconoscimento dei tre giorni di permesso anche ai dipendenti in telelavoro, per le motivazioni e secondo le indicazioni riportate a proposito del permesso per lutto, nella specifica sezione.
Ai fini della concessione dei giorni di permesso per motivi personali o familiari, il dipendente deve presentare all'ente una specifica richiesta in forma scritta, utilizzando lapposito modulo a tal fine predisposto, compilato in modo chiaro e completo e recante lautorizzazione espressa, con firma leggibile, del dirigente dellUfficio di appartenenza del dipendente. Nella richiesta sar indicata anche la decorrenza e la durata del permesso. Il lavoratore deve motivare la propria richiesta di fruizione dei permessi in esame, evidentemente nel modo pi ampio possibile.
tenendo conto di 12 mesi di rapporto a tempo parziale, per tale periodo maturer 1,5 giorni di permesso (0,125x12); evidentemente, il numero dei giorni spettanti (sulla base di tale calcolo) potr essere diverso in presenza di una diversa distribuzione nellambito della settimana dellorario di lavoro ridotto per il dipendente a tempo parziale (come nel caso di una settimana lavorativa articolata su 5 giorni con la previsione della concentrazione della prestazione del lavoratore a tempo parziale in soli 3 giorni).
Infatti, in proposito, si deve ricordare che, nell'ambito della complessiva disciplina dell'istituto, il datore di lavoro pubblico (il dirigente dellUfficio di appartenenza) non obbligato a concedere il permesso, potendo, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, anche negare la fruizione dello stesso in presenza di ragioni organizzative e di servizio ritenute prevalenti rispetto all'interesse del lavoratore evidenziato nella domanda. Pertanto, pi sar motivata e giustificata la richiesta del dipendente tanto pi sar agevole la comparazione degli interessi contrapposti e la eventuale concessione del permesso. Essa viene presentata, secondo le regole generali, con congruo anticipo rispetto al momento della fruizione e comunque almeno due giorni prima, al fine di evitare che lassenza possa avere ricadute negative sullordinato svolgimento delle attivit dellufficio di appartenenza del dipendente. In casi limitati e di carattere straordinario, la cui valutazione rimessa al prudente apprezzamento del dirigente dellufficio di appartenenza, la richiesta potrebbe essere presentata anche nella stessa giornata in cui il dipendente intende avvalersi del permesso. Anche in questa specifica ipotesi, il dirigente dellufficio di appartenenza, ai fini dellautorizzazione, procede alla comparazione dellinteresse del dipendente con proprie esigenze organizzative, negando la fruizione del permesso retribuito, ove queste ultime debbano ritenersi prevalenti. Alla richiesta il dipendente allega la documentazione idonea ad attestante la effettiva sussistenza e la rilevanza dei particolari motivi che sono posti alla base della stessa. A tal fine, il dipendente produrr le eventuali certificazioni in suo possesso, le eventuali dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notoriet, nei casi in cui siano ammissibili sulla base della vigente legislazione oppure, al di fuori di tali casi, ogni altra tipologia di documentazione che, a giudizio del datore di lavoro, possa essere considerata utile da evidenziare il particolare motivo familiare o personale in relazione al quale viene effettuata la valutazione con il possibile rifiuto ma solo ove esso sia riconducibile esclusivamente a motivate esigenze di servizio. La richiesta del permesso, con lautorizzazione del dirigente dellufficio di appartenenza e la documentazione eventualmente allegata dal dipendente interessato, trasmessa immediatamente dallUfficio di appartenenza allUfficio del personale. Nel caso in cui la richiesta sia stata presentata nella stessa giornata di fruizione e la stessa per ragioni di necessit, nonostante la mancata formulazione in forma scritta, sia stata ugualmente autorizzata dal dirigente dellUfficio di appartenenza, questi ne dar immediata comunicazione allUfficio personale, con lindicazione della decorrenza e della durata.
In questa particolare ipotesi, al rientro in servizio, il dipendente procede alla formalizzazione della richiesta ed alla produzione di tutta la eventuale documentazione giustificativa.
Elementi comuni della disciplina in materia di permessi
I periodi di assenza riconducibili alle diverse tipologie di permesso retribuito sopra elencati si caratterizzano per i seguenti profili regolativi: non riducono le ferie; sono utili e quindi valutati agli effetti dellanzianit di servizio; sono interamente retribuiti; sono tra loro cumulabili nel corso dellanno solare, fermo restando che per ciascuna tipologia non pu essere superato il limite massimo stabilito di durata; nessuna delle tipologie di evento legittimante il permesso d luogo alla sospensione alle eventuali ferie in godimento; in caso di dipendenti assunti in corso di anno, per nessuna delle tipologie di permesso dellart. 19 del CCNL del 6.7.1995, si deve procedere al corrispondente riproporzionamento del numero dei giorni spettanti, data la mancanza di ogni previsione contrattuale espressa in tal senso e la circostanza che la fruizione degli stessi strettamente collegata esclusivamente allevento considerato.
Trattamento economico del lavoratore
Durante i periodi di permesso, qualunque sia la tipologia dello stesso tra quelle sopra elencate, con riferimento al trattamento economico fondamentale, al lavoratore, sulla base delle previsioni dellart. 19, comma 5, del CCNL del 6.7.1995 e della Tabella 1 allegata al medesimo CCNL, sono conservati: a) lo stipendio tabellare mensile, comprensivo dellindennit integrativa speciale, previsto per la posizione iniziale di categoria o per le altre posizioni di accesso previste all'interno delle categorie B e D (B3 e D3); b) il valore della posizione retributiva eventualmente acquisita dal lavoratore per effetto della progressione economica orizzontale; c) la retribuzione individuale di anzianit, eventualmente spettante al lavoratore; d) il valore della retribuzione di posizione, nel caso di personale incaricato di posizioni organizzative, secondo la disciplina degli artt. 8-11 del CCNL del 31.3.1999; e) gli altri eventuali assegni personali a carattere continuativo e non riassorbibile spettanti al lavoratore. Data la mancanza di un'espressa previsione contrattuale in tal senso, i giorni di permesso non incidono sulla tredicesima mensilit. Relativamente al trattamento accessorio, esclusi certamente i compensi occasionali e le indennit per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute (si tratta di compensi necessariamente legati alla effettiva presenza in servizio: indennit di turno, di reperibilit, di maneggio valori, ecc.), sono corrisposte al dipendente, anche durante la fruizione dei giorni di permesso, solo le indennit di carattere fisso e continuativo, in quanto corrisposte per dodici mensilit. Per la individuazione di tali indennit, utili indicazioni sono ricavabili dallart. 49 del CCNL del 14.9.2000, che individua le seguenti indennit che, essendo fisse e continuative e corrisposte per dodici mesi, sono utili come base di calcolo per il trattamento di fine rapporto di lavoro: a) l'indennit di direzione di 774,69 euro (L. 1.500.000), di cui allart. 17, comma 3, del CCNL dell1.4.1999; b) l'indennit di vigilanza di 1.110,84 e 780,30 euro annui lordi, di cui allart. 37, comma 1, lett. b), del CCNL del 6.7.1995, come integrato dallart. 16 del CCNL del 22.1.2004; c) l'indennit del personale educativo degli asili nido di 805,67 euro annui lordi (L. 1.560.000 annue lorde) (art. 37, c. 1, lett. c), CCNL 6 luglio 1995, come modificato dall'art. 6 CCNL 5 ottobre 2001); d) 'indennit del personale insegnante delle scuole materne, delle scuole elementari e delle scuole secondarie gestite dagli enti locali di 805,67 euro annui lordi, di cui allart. 37, comma 1, lett. d), del CCNL del 6 7.1995, come modificato dall' art. 6 del CCNL del 5.10.2001; e) l'indennit del personale docente comunale addetto al sostegno operante nelle scuole statali, di cui allart. 37, comma 1, lett. d), del CCNL del 6.7.1995, come
modificato dall' art. 6 del CCNL del 5 ottobre 2001, ed allart. 32-bis, CCNL 14 settembre 2000; f) l'indennit di 464,81 euro annui lordi (L. 900.000 annue lorde) per il personale docente dei centri di formazione professionale; g) l'indennit specifica per il personale appartenente alla ex terza e quarta qualifica professionale di 64,56 euro annui lordi (L. 125.000 annue lorde); h) lindennit di comparto.
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