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Timestamp: 2016-12-08 22:28:05+00:00

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⭐MAG FIRENZE SOCIETA COOPERATIVA DISPENSE FORMATIVE
MAG FIRENZE SOCIETA COOPERATIVA DISPENSE FORMATIVE
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Agnello Cortese
1 MAG FIRENZE SOCIETA COOPERATIVA DISPENSE FORMATIVE2 PUNTI DI PARTENZA E PRINCIPI FONDATIVI Il percorso di Mag Firenze si è sviluppato a partire da due esperienze di microcredito di prossimità presenti a Firenze, il Fondo Etico e Sociale delle Piagge e il progetto SeMe, e da una riflessione profonda e critica sulle leggi e sui principi che regolano il mercato e l uso del denaro. Le leggi del mercato sembrano immobili e ineluttabili: pensiamo ad esempio alla legge della domanda e dell offerta. Il funzionamento del denaro e della finanza sembrano una cosa ovvia. In realtà queste leggi derivano dalle caratteristiche del mondo finanziario attuale: - Mancanza di trasparenza: non sappiamo da dove vengono e dove vanno i nostri soldi quando li depositiamo in una banca. Non possiamo influire sul modo in cui viene investito il nostro denaro (pensiamo ad esempio alle banche armate) - Nel campo finanziario non si ragiona per persone ma per quantità di denaro. Basti pensare per esempio al peso che può avere un solo socio se ha molto potere economico - Questo sistema esclude dal credito i 2/3 della popolazione mondiale - E un sistema ingiusto: il tasso di interesse è più alto quando il credito è richiesto da una persona povera. L inverso succede per le remunerazioni del capitale, un maggior interesse viene dato ha chi ha più capitale. - Il denaro va dove può produrre altro denaro. E l unico flusso che non deve chiedere permessi alle frontiere. Se sono le armi a produrre più denaro, allora il denaro va li. E chiaro che questo sistema è indifferente alla produzione di benessere per le persone di un paese, infatti produce solo altro denaro per alcune persone. - All interno di qualunque impresa attuale, il denaro ha acquisito un peso maggiore rispetto al lavoro e alle altre componenti. L idea di una finanza alternativa nasce da queste constatazioni. L idea che ci ha fatto muovere è stata quella di provare a far sì che al centro ci sia la persona, non il denaro. E far tornare il denaro ad essere uno strumento. Abbiamo ragionato a lungo sul lavoro e sulla giustizia finanziaria e sul modo di interrompere questo meccanismo di spoliazione secondo cui chi è povero diventa sempre più povero e chi è ricco diventa sempre più ricco. Proviamo allora a sintetizzare i principi che abbiamo definito come base del nostro progetto: - Divieto di produrre denaro dal denaro: da qui la necessità del tasso 0. - Trasparenza: deve essere chiaro da dove arriva, dove va e come viene utilizzato il denaro. - Centralità della persona e utilizzo del denaro come strumento. - Non utilizzo del sistema bancario. - L autogestione e la mutualità (Mutua Auto Gestione): per esempio, della destinazione del denaro decide l assemblea dei soci.3 - La convivialità: far prevalere la relazione, stare insieme, mangiare insieme ma anche non delegare a terzi attività che possiamo fare noi come gruppo. Da questa idea di convivialità deriva l organizzazione dei nodi sul territorio. - Metodo democratico: le decisioni vengono prese secondo il metodo del consenso. Si prende una decisione soltanto quando si è tutti d accordo. - Prossimità e relazione: niente operazioni stratosferiche ma mettere radici nel territorio. E non un progetto che ha un centro e una periferia: ma tutti debbano/possano dire il nostro progetto. Inoltre il sistema finanziario tradizionale funziona attraverso garanzie patrimoniali. Noi abbiamo messo subito in discussione questo principio: no garanzie patrimoniali, ma garanzie relazionali. Il credito è un diritto delle persone; chi chiede il prestito entra in un rapporto di responsabilità circolare e reciproca, si sente creduto e trova il terreno giusto per realizzare il proprio progetto. Una relazione responsabile, dunque, con imprese che chiedono un prestito dove accanto ad una istruttoria tecnica è necessario approfondire l impatto sociale, ambientale e politico del progetto da finanziare. Abbiamo stabilito anche da chi non accettare denaro: banche, società di capitali, cooperative troppo grandi. Per concludere una riflessione che riguarda il metodo di lavoro del gruppo di persone che decidono di impegnarsi in questo progetto. Il principio è l attenzione. C è la necessità di essere molto attenti a quello che si propone, come ci si guarda, come ci si ascolta, allo stile con cui si parla all interno del gruppo. Ci sono alcune parole chiave che emergono dagli incontri svolti fino ad oggi: luogo di ascolto profondo e luogo di scambio, molta fiducia, rispetto, comprensione, convivialità, informalità (cioè capacità di spogliarsi di un linguaggio specifico, lasciarsi contaminare dagli abiti degli altri, imparare un linguaggio che facilita la comunicazione), condivisione (come il lavoro svolto insieme durante l assemblea), essere ascoltati, attenzione all altro, farsi mettere in discussione. Il tasso zero Quali le ragioni etico - filosofiche per la condanna dell usura? Nei tempi antichi usura equivaleva a interesse, perché usura significava uso e per estensione usura veniva a indicare i frutti derivanti dall uso, i benefici conseguenti al prestito effettuato, insomma qualsiasi guadagno derivante dal prestito (usura lucratoria o lucrativa), e allora, come poteva il denaro autogenerarsi, produrre nuovi frutti, se era strumento di pagamento? ed inoltre, ed è il secondo punto, emerge il senso di ingiustizia del guadagno sul prestito: l idea che i contratti liberamente sottoscritti possano comunque contenere un latente elemento di coercizione sembra continuamente documentato nella tradizione cristiana. Molti ritenevano che ogni richiesta di denaro avvenisse in condizioni di necessità, a prescindere dalla situazione di chi richiedeva il prestito e dalle ragioni che lo muovevano. Quindi una condizione di bisogno economico ma anche un assenza di libertà contrattuale.4 Quali le ragioni di giustizia economico-finanziaria per la scelta del tasso zero? Se da un lato la moneta agevola lo scambio di beni e servizi, dall altro può anche ostacolarlo. Se rimane nelle mani di quelli che ne hanno di più di quanto in realtà ne abbiano bisogno, si crea una sorta di prelievo forzato, che costringe chi ha di meno rispetto al necessario a pagare una tassa a chi ne ha di più. Questo non è per niente un equo contratto sociale. Dai verbali delle riunioni del mercoledì - L idea che ci ha fatto muovere è stata quella di provare a far sì che al centro ci fosse la persona, non il denaro. E far tornare il denaro ad essere uno strumento. Abbiamo ragionato a lungo sul lavoro e sulla giustizia finanziaria e sul modo di interrompere questo meccanismo di spoliazione secondo cui chi è povero diventa sempre più povero. La crescita del denaro non è sostenibile all infinito. Ripercorre la stessa curva del tumore che alla fine distrugge l organismo stesso. La necessità economica (il debito globale eccede la ricchezza reale) e l impossibilità matematica di soddisfare il debito contratto maggiorato degli interessi (crescita esponenziale, tumorale ) creano una contraddizione foriera di conflitti planetari. Nel nostro sistema monetario consentiamo che un meccanismo occulto di redistribuzione trasferisca costantemente la ricchezza in modo iniquo da quelli che devono lavorare per vivere a quelli che invece vivono di rendita. Sempre più ingenti quantità di denaro sono concentrate nelle mani di sempre meno individui e gruppi di potere. Fino a quando ogni investimento deve competere con il potere del denaro di moltiplicarsi sul mercato finanziario, sarà difficile implementare su larga scala la maggior parte degli investimenti ecologici effettuati con l obiettivo di creare sistemi sostenibili (ad esempio fermare la crescita quantitativa ad un livello ottimale). Da quando non ci sarà più bisogno di ottenere alte rendite di capitale per essere in grado di rimborsare gli interessi, la spinta verso la sovrapproduzione e il sovra-consumo sarà considerevolmente ridotta. Un sistema monetario che si espande in modo corrispondente ai crescenti bisogni, ma che si ferma quasi automaticamente quando questi bisogni vengono soddisfatti, crea (creerebbe) una situazione vincente per tutti; questo sia nel lungo che nel breve periodo. Giustizia di genere Perché così poche donne lavorano nel mondo della finanza? Il grande spirito combattivo delle donne per l uguaglianza, che è in larga misura una questione economica, ha fatto sì che siano sdegnate davanti ai fenomeni che producono disuguaglianza, come i giochi finanziari. La maggior parte delle donne si rende conto, empiricamente, che se c è qualcuno che guadagna qualcosa senza lavorare, cioè attraverso l interesse, significa che qualcun altro deve aver lavorato per lui: in molti casi quell altro risulta essere proprio una donna. Le statistiche mondiali sulla distribuzione della ricchezza confermano un ingiustizia anche di genere. Gli uomini sono abituati a un modello piramidale della gerarchia di potere, con un vertice onnipotente ed una base senza potere. L interesse agisce come una sorta di strumento di redistribuzione monetaria, che funziona all incontrario: una sorta di tassazione della povertà che trasferisce ricchezza dai poveri ai ricchi.5 L interesse sul debito è uno dei più potenti strumenti al mondo di ridistribuzione della ricchezza, dai poveri verso i ricchi. E l inflazione a carico dei mutuanti? MAG Firenze lancia un modello rivoluzionario provvisto di nuovi optional, e per metterlo su strada occorre il propellente della gratuità per godere di nuovi panorami e paradigmi. Mag è un laboratorio avanzato di studi e ricerca, un avventura insomma ad alto interesse con altre remunerazioni che non la conservazione antinflazionistica del capitale investito nel progetto. Gli azionisti (nel senso di attivo agire) avranno rendimenti non misurabili in termini economico-finanziari, perché occorre comunque essere consapevoli che proprio attraverso la scelta del tasso zero contribuiamo (nel nostro piccolo, ma secondo me il movimento interest-free ha un futuro bellissimo) alla riduzione dell inflazione e dell erosione del valore della moneta.6 STRUTTURA DI MAG FIRENZE Come i principi possono diventare realtà Mag Firenze è una Cooperativa Finanziaria autogestita che opera sul territorio della provincia di Firenze e finanzia progetti che hanno una ricaduta sociale sul territorio. Abbiamo scelto la struttura di cooperativa perché tutte le persone che ne fanno parte possano avere uguale diritto di espressione/decisione (metodo democratico del consenso), indipendentemente dalle quote di capitale versato (le quote che possono essere versate variano da 25,00 a ,00). Questo perché uno dei principi fondamentali di Mag consiste nel mettere al centro la persona e non il suo denaro. Una cooperativa finanziaria può fare prestiti solo ai propri soci, quindi anche chi verrà finanziato dovrà essere socio di Mag e potrà partecipare alle decisioni con lo stesso diritto di voto. Questo impedisce e contrasta il formarsi di una struttura piramidale di potere. - E una cooperativa autogestita. Questo ci permette di non utilizzare il sistema bancario e di riprenderci il controllo del denaro per decidere autonomamente quale percorso debba fare. Altro principio fondamentale è infatti la trasparenza. La scelta di territorialità che è stata fatta, ovvero limitarsi alla provincia di Firenze, deriva dal principio di prossimità e relazione, cioè dalla necessità di avere relazioni dirette con chi richiede un prestito. Per questo si stanno anche strutturando i nodi territoriali, cioè dei gruppi di riferimento che sono in relazione con una piccola porzione di territorio. I protagonisti di Mag Firenze Per quello che riguarda la partecipazione al progetto, gli attori principali sono: I SOCI FINANZIATI: 1. Persone, imprese, realtà collettive, con idee e progetti da realizzare. 2. Esperienze di microcredito di prossimità che danno risposte concrete ai bisogni sociali. Le realtà associate a Mag Fiorenze che già operano nei vari territori sono: il progetto Seme nel Q2, il Fondo Etico alle Piagge, Il raggio nel Q3, MiMu nel Mugello, Micro1 nel Q1, Micropoli nell Empolese. I LAVORATORI MAG: attualmente tutto il lavoro è condotto da lavoratori non retribuiti, anche se il nostro obiettivo è poter assumere una o due persone con contratto part-time per svolgere un attività continuativa. In ogni caso rimarrà prezioso e indispensabile il lavoro volontario di persone appassionate, coinvolte e responsabili che mettano al servizio della cooperativa il loro tempo e le loro capacità (principio di autogestione e mutualità). In questo modo Mag riuscirà a risparmiare notevolmente sui costi. Da questo risulta chiaro quanto sia importante una partecipazione attiva al progetto.7 I SOCI FINANZIATORI: persone o realtà collettive che partecipano a Mag. Queste non finanziano con lo scopo di ricavare denaro (divieto di produrre denaro dal denaro) ma per costruire un sistema di finanza alternativa che riesca a ristabilire una giustizia sociale sul territorio. Inoltre in questo è implicita una critica al sistema bancario attuale. Chi può diventare socio Possono diventare soci di Mag Firenze tutte le PERSONE FISICHE; per le PERSONE GIURIDICHE abbiamo definito dei criteri di ammissione: rispetto dell ambiente, rispetto dei lavoratori, principio del non accumulo, definizione di obiettivi sociali esplicitati nello statuto, non avere rapporti con banche armate, non aderire per autopromuoversi. Infine l antifascismo è un requisito imprescindibile: intendendo per fascismo l intolleranza, l egoismo, la discriminazione, la prevaricazione. Chi non può diventare socio Pensiamo che le ISTITUZIONI pubbliche non debbano diventare soci per evitare rischi di strumentalizzazioni, anche se è possibile la collaborazione su specifici progetti. Abbiamo poi deciso di escludere BANCHE, FONDAZIONI BANCARIE e FINANZIARIE perché lo scopo di Mag è proprio l obiezione bancaria. Saranno poi esclusi i partiti politici perché non ci identifichiamo con un partito, le società di capitali perché riteniamo le persone più importanti del denaro e le cooperative troppo grandi che rischiano di far perdere il rapporto umano diretto. Per aderire al progetto Mag Firenze Per aderire a Mag Firenze occorre versare una o più quote di capitale sociale (il valore di una quota è pari a 25 euro). L'adesione al progetto Mag Firenze non e' un investimento, né un deposito su una specie di conto corrente. L'adesione deve fondarsi sulla convinzione che il denaro, fatto circolare in un circuito virtuoso, può produrre un economia di equità e giustizia dalla quale tutti traiamo un beneficio. Le quote sociali e il loro eventuale rimborso sono regolate dalle norme del codice civile che disciplinano le cooperative. L'assenza, tra gli obbiettivi, del profitto e dell'accumulo e la responsabilità reciproca che caratterizza i rapporti tra Mag e i soci finanziati caratterizza in ugual modo i rapporti tra Mag e i soci finanziatori. Per cui se un socio avesse una necessità economica urgente, Mag Firenze farà in modo di venire incontro alle esigenze dei soci, rendendo flessibile il vincolo temporale. Come soggetti di finanza critica e alternativa miriamo al massimo impiego del capitale. Crediamo che il denaro debba circolare e non essere accumulato e ci impegniamo a servirci delle banche solo quando è assolutamente inevitabile. Ad esempio, abbiamo scelto di utilizzare Banca Etica perchè tutti i movimenti del denaro devono passare da una banca, ma abbiamo anche definito che il rapporto reciproco sia senza alcun passaggio di denaro, ovvero non ci viene riconosciuto alcun interesse e allo stesso tempo le operazioni che facciamo sono a costo 0.8 Chi finanzieremo Bisogna fare prima di tutto una distinzione tra i finanziamenti che Mag fa direttamente e quelli che fa attraverso le associazioni di microcredito. I primi vengono fatti alle IMPRESE e verranno seguiti direttamente da Mag nell istruttoria, nell erogazione e nello sviluppo. Il finanziamento indiretto serva a supportare le associazioni di MICROCREDITO DI PROSSIMITÀ come Fondo Etico, Mimù, Seme, Raggio, Micro 1, Micropoli. Le persone finanziate instaurano un rapporto direttamente con l associazione di microcredito. In questo caso la Mag diventa solo l operatore finanziario. Quindi i soggetti restano separati mentre i capitali confluiscono in Mag Firenze. Si auspica che la presenza di Mag possa permettere la nascita di molti altri gruppi rivolti al microcredito. Criteri di finanziamento Abbiamo elaborato una serie di criteri sia per il microcredito che per le imprese. MICROCREDITO DI PROSSIMITÀ: è l attività di finanziamento che comporta finanziamenti di piccola entità rivolti a persone, associazioni e piccole attività imprenditoriali. Viene fatta attraverso le associazioni di microcredito e svolta secondo i seguenti criteri: prestiti di piccola entità a sostegno di soggetti nell ambito territoriale non si tratta di beneficenza: il denaro distribuito deve essere restituito per fornire ulteriore credito. Il credito comporta una responsabilità da parte di chi riceve e di chi elargisce il prestito. Le garanzie richieste sono relazionali e non patrimoniali. Le realtà di microcredito operano a livello locale, in un territorio circoscritto, al fine di favorire e promuovere le relazioni Il percorso del denaro deve essere trasparente: il denaro è raccolto direttamente dalle persone e dalle realtà collettive, non rimane fermo e viene ridistribuito nel territorio attraverso i prestiti. In questo senso escludiamo le associazioni molto grandi. Le realtà di microcredito privilegiano i circuiti finanziari alternativi e critici. Non dovrebbero esserci rapporti con le banche la dove possibile, cioè condividere l obiezione bancaria. I rapporti tra soci finanziati e finanziatori si basano su principi di reciprocità, fiducia e responsabilità. IMPRESE: in questo caso i criteri sono i seguenti: Valutazione della filiera produttiva, preferibilmente corta Disponibilità alla relazione Preferibilmente una struttura collettiva, perché è importante che anche all interno dell impresa ci sia cooperazione e non competizione9 Inclusione di persone svantaggiate Attenzione al contratto di lavoro Rispetto della dignità sindacale e personale Rispetto dell ambiente Sostenibilità economica del progetto Importo del prestito (massimo 10% del capitale disponibile, escluso quello depositato dalle realtà di microcredito) Ricaduta sociale sull ambiente e sul territorio Poiché il cuore, la chiave del progetto è il suo capitale relazionale i processi decisionali interni saranno fondati su relazioni di responsabilità reciproca e non su rapporti di forza. Il gruppo che gestisce l ordinaria amministrazione e che è chiamato a prendere delle decisioni è aperto e chi lo desidera può entrare a farne parte. I soci che hanno più tempo e più energie da dedicare a Mag Firenze non acquistano maggior potere, ma si assumono maggiori responsabilità. Come soggetti che fanno finanza reale e non virtuale, non abbiamo meccanismi moltiplicatori del credito. Possiamo prestare solo il denaro che è già stato restituito. Potrebbe pertanto essere necessario per erogare un nuovo prestito, attendere che il denaro necessario sia restituito dagli altri soci finanziati. Nonostante nella fase istruttoria venga svolta una valutazione articolata della sostenibilità del progetto e nonostante il rapporto di reciproca responsabilità tra finanziato e Mag Firenze potrebbero ugualmente presentarsi delle difficoltà. Le eventuali difficoltà di restituzione dei prestiti saranno affrontate tenendo presente che la relazione è il cuore di Mag Firenze e quindi: Non intendiamo avvalerci di assicurazioni che coprano il rischio d insolvenza. Tali assicurazioni anestetizzano e minimizzano la responsabilità della relazione. Potremo procedere a rinegoziare, su base fiduciaria, il prestito, allungandone il termine o diminuendo l importo delle rate. Potremo condividere con la realtà in difficoltà le nostre competenze sulla gestione d impresa (analisi di bilancio, strategia d impresa, ecc.). La realtà finanziata potrà acquisire le competenze necessarie per autogestire al meglio la propria attività ed anche la restituzione del prestito sarà facilitata. L esempio di Mag 6 (Reggio Emilia) è illuminante: un solo caso di mancata restituzione in 20 anni. E vero che il momento è difficile ma se le relazioni sono forti si cercano insieme le strade per superare le difficoltà.10 C È BISOGNO DEL TUO TEMPO, DELLA TUA TESTA, DELLE TUE MANI I nodi territoriali Riteniamo fondamentale la costituzione dei nodi territoriali perché crediamo che solo in ambiti territoriali piccoli e ben delimitati sia possibile generare e alimentare relazioni attive, vere e profonde. Punto di partenza: territorio, relazione, consenso, consapevolezza, partecipazione, responsabilità Cosa sono Gruppi di persone che in un determinato e circoscritto territorio si organizzano autonomamente per diffondere e promuovere il progetto Mag Firenze. Li abbiamo chiamati nodi territoriali perché dovrebbero essere i nodi di una rete diffusa in tutto il territorio provinciale. Il nodo contribuisce a rendere le persone non più spettatori ma attori di un processo di cambiamento. Un nodo dovrebbe avere autonomia ma non indipendenza: fondamentale è muoversi in una stessa direzione. Come si costituiscono Quando un gruppo di persone di una determinata zona decide di spendersi nel progetto. Le modalità organizzative possono essere varie (partecipanti di un Gas, cene in casa, incontri in luoghi pubblici, ecc.) ma innanzitutto è necessaria la creazione di relazioni tra le persone che compongono il gruppo, un percorso di riflessione sui principi ed i valori che hanno ispirato il progetto e sulla finanza critica, la formazione sulle modalità organizzative e di funzionamento del progetto. Il passaggio da gruppo a nodo presuppone quindi l acquisizione di una consapevolezza collettiva, la partecipazione attiva e concreta e l assunzione diretta di responsabilità. Quali sono le funzioni Un nodo territoriale rappresenta un punto di riferimento sul territorio. Le funzioni dei nodi sono: la promozione del progetto, finalizzata alla raccolta del denaro e alla diffusione di una cultura altra sull uso del denaro; l accompagnamento dei prestiti per impresa fatti in quel determinato territorio; il punto di partenza per la costituzione di un progetto di microcredito.11 SOSTENIBILITÀ DI MAG FIRENZE Per valutare la sostenibilità del progetto abbiamo utilizzato bilanci di previsione (quindi strumenti consoni alla materia, adeguati e concreti, con l esame analitico delle voci di spesa, incluso la taratura e la limatura delle cifre) attraverso confronti appassionati sulla scelta delle soluzioni che più realizzassero realistiche istanze di impeccabilità. Quindi dai numeri ai principi ed alle scelte che stanno alla base del progetto. RICAVI: a) recupero dai finanziati di spese amministrative di gestione pratiche b) introiti dai gruppi di microcredito per le spese di gestione dei prestiti c) accompagnamento e formazione dei soci finanziati d) autotassazione e) corsi su uso sostenibile del denaro e bilanci familiari COSTI: a) creazione di moneta sociale per una rete di beni e servizi, ovvero tesaurizzazione (in questo senso è un termine luminoso) di abilità/competenze b) grande sobrietà in riferimento alle spese di gestione (struttura leggera, e chi sa se la leggerezza non costituisca un contributo alla tutela dell ambiente) c) lavoro volontario, anche di professionisti Ecco alcune considerazioni sulle varie voci, in modo da apprezzarne la pregnanza e la difficoltà di percorrerne i crinali senza rischiare di cadere nell uno o nell altro versante. Ricavi da gestione pratiche: questa voce non determina una tassazione surrettizia di interessi, ovvero non sostituisce con uno spread denominato gestione pratiche l annunciato tasso zero, ma rappresenta esclusivamente i costi reali sostenuti. Formazione: esigenza di fornire contenuti di grande spessore e un livello che sia all altezza della novità del progetto. Ciò richiede una vivace e continua preparazione e una rete condivisa di competenze (sapere e originalità). Accompagnamento: chi non vede la delicatezza di questa funzione? Grande responsabilità di un accompagnamento solido, umano, competente e innovativo. Autotassazione: trattasi di un dover pagare per versare dei soldi o è qualcosa di più grande? Di un balzello o di una giustizia economica? Rete di beni e servizi: abilità e competenze, quelle di tutti. Realizzare un modello relazionale di tipo solidaristico, mettendo a servizio della comunità beni, esperienze, competenze e saperi specifici, resi reciprocamente sinergici con una metodologia di lavoro in team (dalla Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi, Messina).12 PUNTI DI FORZA 1. MAG è un'alternativa al sistema finanziario esistente, questo è un tema che da speranza alle persone che oggi non vedono alternative. 2. MAG è finanza partecipata. 3. La trasparenza del percorso finanziario: a differenza delle banche, i soci MAG hanno sempre la possibilità di sapere dove sono i loro soldi (con chi e come sono impiegati). 4. Il denaro è considerato come strumento per aiutarsi reciprocamente e per conoscersi. 5. Parlando di MAG, mettere davanti a tutto la parola relazione, prima ancora che cooperativa finanziaria. 6. Le decisioni sui prestiti sono prese in assemblea, reciprocamente, chi prende il prestito si sente responsabile di fronte a tutte le persone e tutti i componenti dell assemblea vengono responsabilizzati di fronte al prestito. 7. L accompagnamento del prestito (o meglio della/e persona/e che ha chiesto il prestito). 8. Presenza di vantaggi come soci MAG, anche per una futura rete di relazioni e di beni e servizi. Documenti analoghi
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