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Crocifisso, OK dall’Europa
La Grand Chambre ha assolto la presenza del crocifisso nelle scuole italiane dall’accusa di essere contro i diritti umani. Questo pronunciamento, unito alla recente sentenza della Cassazione contro il giudice Tosti, apre pagine di fiducia nel recupero del valore del cristianesimo, simboleggiato dalla croce, per il futuro dell’Europa.
Nel sito dell’Uaar (Unione atei agnostici razionalisti), i cui membri hanno promosso in Europa il ricorso, si leggono anche questi commenti dei simpatizzanti:
non ci rimangono che composite e creative bestemmie in faccia ai credenti, bestemmie che ovviamente non hanno nessun intento discriminatorio ma sono innegabilmente parte della cultura italiana. Bestemmie che oserei dire uniscono e non dividono. Bestemmie che sono simbolo di laicita’.
e un altro risponde: “Bestemmie che sono nostra libertà religiosa”.
La maggioranza dei commenti sono di delusione o riflessione polemica, ma proprio per questo spero che l’Uaar, se si vuole accreditare come movimento democratico, critichi queste posizioni offensive. Ora a un livello alto c’è stata una decisione importante, e non sarebbe male che chi in tutti questi anni ha sostenuto tesi di estremo laicismo potesse anche valutare di avere avuto torto.
Quello che mi aspetto ora da parte del governo, dopo le splendide sentenze del Consiglio di stato n. 56 del 2006, del Tar n. 1110 del 2005 e ora questa della CEDU, di fare chiarezza e richiedere l’esposizione del crocifisso in tutti i luoghi in cui non c’è più, per disattenzione o per posizioni laiciste. Forse non sarebbe davvero male che si facesse una nuova legge che superi le norme ancora in vigore degli anni 20 del ‘900. Una legge chiara che espliciti il valore culturale del simbolo e la sua importanza per la formazione delle nuove generazioni.
Riporto un passaggio splendido della sentenza del Consiglio di stato:
Questo articolo è stato pubblicato Friday, 18 March 2011 alle 20:04	e classificato in Laicità, Laicismo, Crocifisso. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
3 Commenti a “Crocifisso, OK dall’Europa”
29 March 2011 alle 15:18
Posso capire un ateo devoto, uno che non crede alla divinità di Gesù, promuovere e spalleggiare questa sentenza per ragioni di opportunità. Capisco molto meno un cristiano, uno che crede veramente che Gesù sia Figlio di Dio, sostenere con entusiasmo la necessità di esporre nelle aule delle scuole pubbliche la sua sembianza nell’atto di spirare su una croce. Lo capisco così poco fino al punto da ritenere molto probabile che chi lo veda necessario sia ateo rispetto almeno a questa assunzione di divinità: forse crederà in Dio, ma in un altro Dio. Leggendo poi tra gli scritti che descrivono l’operato di questa persona la cosa si fa men che meno comprensibile: immaginare Cristo predicare di muoversi per obbligare tramite lo Stato ad esporre la sua effigie nelle scuole dei ragazzi, mentre egli è sulla croce, mi costerebbe violenza all’intelletto e alla fantasia.
Detto ciò, in merito alla sentenza, ci può stare che parlare di violazione dei diritti umani sia un po’ oltre la misura dei parametri della Corte, ma al tempo stesso mi resta incomprensibile come le due sentenze, ed in modo così vicino all’essere state unanimi, possano essersi contraddette in maniera così frontale.
Comunque, in merito all’UAAR (alla luce della sentenza sono d’accordissimo, pur essendo uno che per propria sensibilità non bestemmia mai, che conseguenza indiretta della sentenza sia che in Italia debba aversi pieno diritto di bestemmiare il crocifisso, visto che si è ammesso che il crocifisso non condiziona o disturba la fede o la non fede), più che una pagina negativa per l’ateismo questa sentenza la trovo una pagina nera da dimenticare in primis per il vero cristianesimo, per come essa abbia vidimato la visione burocratica e idolatrica che deve essere consentito agli stati di promuovere e diffondere.
29 August 2011 alle 03:35
Che un non credente venga a parlarci di vero cristianesimo lo trovo ridicolo e risibile. Il diritto di bestemmiare non esiste, visto che è punito dal codice penale. Ed è un comportamento abbietto reclamare il diritto di bestemmiare! Dice bene San Paolo: “Si vantano di cose di cui si dovrebbero vergognare”. Ora la setta Uaar viene a fare proselitismo anche qui? Un VERO CRISTIANO non rimuove MAI un Crocifisso da un luogo dove c’è già, e non sono le turbe mentali e un odio soffocato di qualcuno a far cambiare idea ad un VERO CRISTIANO. Che crede che Gesù sia Dio e non solo un uomo illuminato. Applaudo la Sentenza e respingo ogni richiesta di “dialogo” da parte degli sconfitti.
18 October 2011 alle 14:54
Immagino che l’ultimo sia il commento di un VERO CRISTIANO, quindi il “vero cristianesimo” è quello che afferma: «respingo ogni richiesta di “dialogo” da parte degli sconfitti» (che però ricorderei che “saranno i primi”). Sarà d’accordo il proprietario di questo blog, che ospita senza cancellarli questi commenti “bestemmiatori”? Secondo me no, quindi nemmeno lui deve essere un VERO CRISTIANO così come innanzi definito. Prenditela con lui se si abbassa a questo livello di dialogo blasfemo, che poi in classe andrà certamente a propagandare, corrompendoli, con i giovani di scuola.

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