Source: http://www.tusciaweb.it/notizie/2011/maggio/13_21gradoli.htm
Timestamp: 2019-08-19 13:55:48+00:00

Document:
Tribunale - Sentenza dopo circa 5 ore di camera di consiglio
Viterbo - 13 maggio 2011 - ore 13,28
Sentenza per il duplice omicidio di Gradoli - I video del processo - Cliccami
Ala e i suoi legali
Paolo e i suoi legali
Esposito stringe la mano al suo avvocato Mario Rosati
I giudici della Corte d'Assise, presidente Maurizio Pacioni, a latere Eugenio Turco
La Corte al completo
Elena Nekifor, madre di Ala e Tatiana, e la sorella Olga
Il pm Renzo Petroselli e i legali di parte civile Luigi Sini e Claudia Polacchi
Il pm ascolta la sentenza
L'avvocato di parte civile per Elena Nekifor Luigi Sini
- Processo Gradoli, Paolo e Ala condannati all'ergastolo (video).
Carcere a vita. Isolamento diurno per un anno. Interdizione perpetua dai pubblici uffici. Pubblicazione della sentenza a Gradoli, Viterbo e Santafiora.
E poi provvisionale di 50mila euro ciascuno e pagamento delle spese legali. Un anno e sei mesi a Esposito per l'accusa di pedopornografia e decadenza della patria potestà sulla bimba avuta da Tatiana.
Questa la sentenza emessa per Paolo Esposito e Ala Ceoban, condannati dalla Corte d'Assise di Viterbo per il duplice omicidio di Tatiana ed Elena, madre e figlia scomparse da Gradoli nel 2009.
La camera di consiglio della Corte d'Assise presieduta da Maurizio Pacioni è durata circa cinque ore.
Alle 13,15 i giudici hanno sciolto le riserve e sono entrati in aula, accolti dal silenzio tombale della folla.
L'imputato Paolo Esposito ha stretto la mano al suo avvocato Mario Rosati per tutta la lettura della sentenza, fissando inebetito i giudici. Poi, fuori, è scoppiato in un pianto a dirotto insieme al suo legale.
"Non ce l'aspettavamo - ha dichiarato alla fine Rosati -. Per avere un'idea più chiara dovremo leggere le motivazioni. Adesso è il momento di leccarsi le ferite. Speriamo che arrivi anche quello di dare i pugni".
Il suo collega Enrico Valentini assicura che non finirà qui. "Le sentenze non si commentano: si impugnano - ha dichiarato Valentini ai giornalisti in aula -. Ricorreremo in appello e dovranno fornirci una perfetta ricostruzione del delitto. Chi ha ucciso, chi ha collaborato, dove e quando".
Dello stesso avviso anche il difensore di Ala, Pierfrancesco Bruno, rispettoso della decisione della Corte, "anche se i dubbi sull'impianto accusatorio restano".
Piena soddisfazione per i legali di parte civile Claudia Polacchi e Luigi Sini, per i quali la sentenza è "la fine di una fase". "Abbiamo creduto fin dal primo momento che ci fossero gli elementi per una condanna. Un primo passo è stato fatto, anche se è minuscolo, in confronto alla tragedia di Elena e Tania".
Il pm Renzo Petroselli sorride e cita una frase del giuramento dei giudici popolari: "Perché la sentenza sia quale la società l'attende, affermazione di verità e giustizia. E mi sembra che oggi giustizia sia stata fatta" (video).

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