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Timestamp: 2020-08-10 16:26:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 34381 del 23/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34381 del 23/12/2019
Cassazione civile sez. VI, 23/12/2019, (ud. 23/10/2019, dep. 23/12/2019), n.34381
sul ricorso 33889-2018 proposto da:
M.G., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
LUIGI SAVOCA;
COMUNE ZAFFERANA ETNEA, in persona del Sindaco pro tempore,
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato ANGELO RUSSO;
avverso la sentenza n. 760/2018 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
depositata il 22/09/2018;
partecipata del 23/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIA
La Corte d’appello di Catania confermava la sentenza del giudice di primo grado che aveva rigettato la domanda proposta da M.G. nei confronti di Comune di Zafferana Etnea, presso il quale la ricorrente aveva prestato servizio in forza di una serie di reiterati contratti di lavoro a tempo determinato stipulati senza soluzione di continuità dal 3/6/2002 al 31/12/2011, diretta ad ottenere la conversione del rapporto di lavoro in rapporto a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni derivanti dall’abusiva reiterazione dei contratti a termine, in violazione del diritto comunitario;
rilevava la Corte che il diniego di conversione del rapporto era conforme ai principi enunciati dalla Corte di legittimità (SU 5072/2016) e che non poteva addivenirsi alla invocata pronuncia di condanna del Comune alla erogazione dell’indennizzo L. n. 183 del 2010, ex art. 32, comma 5, non essendo configurabile l’illegittimità dei contratti reiteratamente stipulati perchè giustificati dalle ragioni di emergenza connesse all’esigenza di fronteggiare la situazione derivante dal sisma che aveva colpito i territori alle pendici dell’Etna, nei quali rientrava in Comune di Zafferana Etnea;
avverso la sentenza propone ricorso per cassazione M.G. sulla base di unico articolato motivo;
il Comune resiste con controricorso;
con l’unico, articolato motivo, la ricorrente, tra l’altro, si duole che sia stata rigettata la richiesta di risarcimento del danno, pur essendo acclarato che si era verificata una costante reiterazione dei contratti a termine per un periodo di oltre otto anni;
il descritto profilo di censura involge la questione dell’applicabilità del principio in forza del quale il danno comunitario presunto nel settore pubblico, ai sensi della L. n. 183 del 2010, art. 32, discende dall’abusivo utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, indipendentemente dall’accertamento della nullità del termine (cfr. Cass. n. 31174/2018) nell’ipotesi speciale di utilizzo dei contratti a termine contemplata dal D.P.C.M. del 29/10/2002, connessa all’esigenza di fronteggiare le evenienze derivanti dal sisma dell’ottobre 2002, che aveva colpito i territori di alcuni comuni alle pendici dell’Etna, tra i quali quello di Zaffarana;
poichè, in assenza di precedenti, la questione assume valenza nomofilattica, è necessaria la rimessione della causa alla quarta sezione per la trattazione in pubblica udienza.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 32
 Cass.