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Timestamp: 2018-09-24 01:28:51+00:00

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Sent. C. Cass. 26/01/2000, n. 863 | Bollettino di Legislazione Tecnica
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Sent. C. Cass. 26/01/2000, n. 863
1. Ingegneri e architetti - Onorario - Minimi tariffari - Inderogabilità ex L. 1976 n. 340 - Pattuizione in deroga - Validità.
1. La L. 5 maggio 1976 n. 340 (interpretata autenticamente dall'art. 6 della legge 1° luglio 1977 n. 404, nel senso di limitarne l'applicabilità ai soli rapporti tra privati) stabilendo l'inderogabilità dei minimi tariffari degli ingegneri ed architetti per prestazioni professionali, non comporta la nullità ai sensi dell'art. 1418 Cod. civ., nella carenza di una esplicita previsione in tal senso, del patto derogatorio degli anzidetti minimi tariffari, essendo dettati questi ultimi nell'interesse del decoro e della dignità delle singole categorie professionali (che può essere adeguatamente tutelato in sede disciplinare) e non in quello generale dell'intera collettività che è il solo idoneo ad attribuire carattere di imperatività al precetto con la conseguente sanzione della nullità delle convenzioni comunque ad esso contrarie. Ne discende la validità del patto in deroga ai minimi tariffari stipulato tra un ingegnere ed un comune, il quale ove si avvalga di un professionista esterno per la redazione di un progetto di una opera pubblica agisce nella veste di soggetto privato.
1a. (ING-ONO.5TONO.1s) Sulla inderogabilità dei minimi della tariffa professionale per ingegneri ed architetti ved. Cass. 26 ottobre 1998 n. 10661 R (L'inderogabilità dei minimi di tariffa va esclusa per prestazioni con onorari a discrezione ed anche per rapporti di collaborazione ex art. 409 n. 3 Cod. proc. civ. come quelli di una attività continuativa di perizie per una banca); Cass. 24 ottobre 1995 n. 11037R e 17 marzo 1993 n. 3167R e 26 ottobre 1992 n. 11625R e 28 aprile 1992 n. 5061R e 28 maggio 1988 n. 3659R (La regola dell'inderogabilità dei minimi tariffari di cui all'articolo unico della L. 5 maggio 1976 n. 340R è valida - secondo l'interpretazione autentica della L. 76/340 che è stata poi data dall'art. 6 L. 1° luglio 1977 n. 404R - solo per i rapporti fra i privati).
Sent. C. Cass. 26/10/1992, n. 11625
1. Ingegneri e architetti - Onorari - Minimi di tariffa - Inderogabilità ex L. 1976 n. 340 - Pattuizione in deroga - Nullità - Esclusione
1. In tema di compenso per l'opera professionale di ingegnere, l'inderogabilità dei minimi tariffari, disposta dall'art. unico L. 5 maggio 1976 n. 340 non implica di per sé, in difetto di espressa sanzione, la nullità dell'accordo con cui il cliente ed il professionista abbiano espressamente pattuito il compenso stesso in misura inferiore a detti minimi.
Sent. C. Cass. 28/04/1992, n. 5061
1. Ingegneri e architetti - Onorario - Minimi di tariffa - Inderogabilità - L. 1976 n. 340 - Riferimento ai soli rapporti tra privati - Convenzione di compenso per soli lavori topografia - Esclusione delle vocazioni per lavori di campagna - Legittimità.
1. Il principio stabilito dall'art. unico L. 5 maggio 1976 n. 340 dell'inderogabilità dei minimi di tariffa delle prestazioni professionali degli ingegneri ed architetti - applicabile, ai sensi dell'art. 6, 1° c. L. 1° luglio 1977 n. 404, esclusivamente ai rapporti fra privati - non è violato dalla convenzione che preveda a favore del professionista la liquidazione dei soli compensi per lavori topografici (artt. 43 e 44 della tariffa professionale) con esclusione pertanto dei compensi a vocazione (art. 33), per attività catalogata come «lavori di campagna», giacché la ratio della norma restrittiva dell'autonomia contrattuale delle parti è che il professionista non sia, per qualsiasi sua particolare ragione, indotto a prestare la sua attività a condizioni lesive della dignità della professione, ma non gli è inibito di non chiedere alcun compenso per determinate prestazioni professionali.
Sent. C. Cass. 23/05/2002, n. 7538
1. Ingegneri e architetti - Onorario - Minimi di tariffa - Inderogabilità ex L. 76/340 - Limiti ex art. 6 L. 77/404 - Interpretazione.
1. L'art. 6 della L. 1° luglio 1977 n. 404, che, interpretando autenticamente l'art. unico della L. 5 maggio 1976 n. 340 - la quale ha fissato il principio dell'inderogabilità dei minimi delle tariffe professionali degli ingegneri e degli architetti - ne ha limitato l'applicazione ai rapporti intercorrenti tra privati, deve essere inteso nel senso che, nei rapporti tra ente pubblico e professionista privato cui il primo abbia affidato la progettazione di un'opera pubblica, sono validi gli accordi che prescindono dai limiti minimi stabiliti dalle tabelle, salvo comunque, ove sia certa la natura onerosa del rapporto, il diritto del professionista alla percezione di una somma a titolo di compenso (che, nel contrasto tra le parti, deve essere determinata dal giudice, prescindendo dalle tabelle degli onorari), in quanto solo siffatta interpretazione consente di non snaturare la causa della prestazione incidendo sul sinallagma contrattuale. Ne consegue che deve ritenersi nulla la clausola contenuta in un capitolato che subordini l'obbligo del pagamento del compenso per la prestazione resa, a futuri ed incerti finanziamenti.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 409
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 6