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Timestamp: 2020-01-24 08:08:07+00:00

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circostanze aggravanti | 23 Ottobre 2014
Nessun aumento di pena per chi ruba il borsellino dalla macchina parcheggiata
L’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede non ricorre con riferimento né ad un borsellino contenente denaro, né a valige, lasciati a bordo di un mezzo parcheggiato.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 44035/14; depositata il 22 ottobre)
Rapina con un’arma giocattolo: la risata della vittima è già un’umiliazione sufficiente
Nel reato di rapina, non può essere riconosciuta l’aggravante per l’utilizzo di un’arma, se questa consiste in un oggetto privo di ogni possibilità di generare l’equivoco, come una pistola giocattolo da bambini.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 43880/14; depositata il 22 ottobre)
circostanze aggravanti | 03 Ottobre 2014
L’uso di assi chiodate non funzionale all’uccisione della vittima integra l’aggravante della crudeltà
di Gabriele Pellicioli
L’aggravante dell’aver agito con crudeltà verso la persona, di cui all’art. 61 n. 4 c.p., avendo natura soggettiva, richiede che la condotta dell’agente sia connotata da modalità tali da rendere evidente la volontà di infliggere alla vittima sofferenze aggiuntive che esulano dal normale processo di causazione dell’evento e che costituiscono un quid pluris rispetto all’attività necessaria ai fini della consumazione del reato, rendendo la condotta stessa particolarmente riprovevole per la gratuità e superfluità dei patimenti cagionati alla vittima con un’azione efferata, rivelatrice di un’indole malvagia e priva del più elementare senso d’umana pietà.
(Corte di Cassazione, Sez. I Penale, sentenza n. 40829/14; depositata il 2 ottobre)
Circostanze aggravanti | 12 Settembre 2014
Complice nella rapina: l’arma scotta, anche se non ce l’ha in mano
Nell’ipotesi di consumazione di una rapina a mano armata, tutti i compartecipi, quindi sia gli autori materiali sia coloro che prestano l’assistenza necessaria, rispondono anche del porto illegale di armi, in quanto l’ideazione dell’impresa criminosa comprende anche il momento rappresentativo del loro impiego e, di conseguenza, del porto abusivo delle stesse per realizzare la necessaria minaccia o violenza.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 37530/14; depositata il 12 settembre)
circostanze aggravanti | 07 Luglio 2014
Associazione mafiosa – metodo mafioso: non è un’endiadi
Si configura il reato di tentata estorsione aggravata, sulla base della l. n. 203/1991, quando alla condotta dell’agente sia ricollegabile il c.d. “metodo mafioso”, che non sussiste esclusivamente quando vi sia la presenza di un’associazione mafiosa alla base dell’azione, essendo sufficiente che la minaccia o la lesione assumano veste tipicamente mafiosa.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 29010/14; depositata il 4 luglio)
circostanze aggravanti | 23 Giugno 2014
Tentato omicidio: “Mi guardava strano” non è una giustificazione
La circostanza aggravante prevista dall’art. 61, numero 1, c.p. (motivi abietti o futili) sussiste quando la determinazione criminosa sia stata causata da uno stimolo esterno così lieve, banale e sproporzionato rispetto alla gravità del reato, da apparire assolutamente insufficiente a provocare l’azione delittuosa, tanto da potersi considerare, più che una causa determinante dell’evento, un mero pretesto per lo sfogo di un impulso criminale.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 26815/14; depositata il 20 giugno)
Circostanze aggravanti | 06 Maggio 2014
“La uccido solo se non torna con me”: i “se” e i “ma” non escludono la premeditazione
Non osta alla configurabilità dell’aggravante della premeditazione il fatto che il soggetto agente abbia condizionato l’attuazione del proposito criminoso alla mancata verificazione di un evento ad opera della vittima, quando la condizione risolutiva si pone come un avvenimento previsto, atto a far recedere la precisa e ferma risoluzione criminosa del reo.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 18332/14; depositata il 5 maggio)
Circostanze aggravanti | 18 Marzo 2014
Furto in tribunale: ladro sì, ma “nella norma”
L’aggravante della destrezza (art. 625, comma 1, n. 4, c.p.) non ricorre nel caso in cui il derubato si trovi in altro luogo, ancorché contiguo, rispetto a quello in cui si sia consumata l’azione furtiva o, comunque, si sia allontanato da esso, in quanto, in questo caso, la condotta non è caratterizzata da particolare abilità dell’agente nell’eludere il controllo di cui sia consapevole, ma dalla semplice temerarietà di cogliere un’opportunità in assenza di detto controllo.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 12473/14; depositata il 17 marzo)
Circostanze aggravanti | 19 Febbraio 2014
Basta essere considerati mafiosi per rischiare l’aggravante
In caso di richiesta estorsiva, l’aggravante di metodo mafioso non presuppone necessariamente l’esplicita menzione dell’associazione. Una condizione di assoggettamento ad un clan mafioso può essere espressa anche in forma indiretta o implicita.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 7558/14; depositata il 18 febbraio 2014)

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