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Timestamp: 2018-12-10 07:30:57+00:00

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I termini di cui all'art. 13 della legge fondamentale in materia di espropri segnano il limite per la giuridica esistenza e validità della dichiarazione di pubblica utilità in osservanza del principio stabilito nell'art. 42 della Costituzione secondo il quale la proprietà privata può essere sacrificata solo in relazione ad interessi generali concreti ed attuali e non per esigenze future.
La legge 25 giugno 1865, n. 2359 del 1865, art. 13, per evitare che si protragga indefinitamente l'incertezza sulla sorte dei beni espropriandi e nel contempo, che si eseguano opere non più rispondenti, per il decorso del tempo, all'interesse generale, ha attribuito ai proprietari una garanzia fondamentale, in omaggio al principio di legalità e tipicità del procedimento ablativo, disponendo al primo comma che nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera devono essere fissati quattro termini (e cioè quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stabilendo altresì al terzo comma 3 che "trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace".
La fissazione dei termini di inizio e compimento dei lavori di realizzazione dell'opera pubblica e della procedura espropriativa per l'acquisizione delle aree, risponde ad una necessità di rilievo costituzionale, consistente nel porre un limite al potere espropriativo affinché non avvenga che l'amministrazione mantenga a suo arbitrio ed a tempo indefinito i beni espropriabili in una situazione di soggezione e di incertezza. Tale previsione, richiesta dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13 a proposito della dichiarazione di pubblica utilità esplicita, trova applicazione anche nella dichiarazione di pubblica utilità implicita ed in quella ex lege.
La fissazione dei termini, di inizio e compimento dei lavori di realizzazione dell'opera pubblica e della procedura espropriativa, oltre alla esigenza di garanzia della proprietà privata, risponde alla speculare esigenza di assicurare che l'opera corrisponda ad un interesse diretto ed attuale. Il fatto che l'obbligo di stabilire dei termini risponda ad una garanzia costituzionale è stato messo in evidenza dalla stessa Cor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ionale, che riguardo ad una legge regionale che non prevedeva i termini di espropriazione, ha ravvisato la violazione dell'art. 42 Cost., comma 3 rilevando come l'assenza dei termini dimostri che l'espropriazione non è finalizzata ad una esigenza dotata di quella concretezza "che valga a far considerare necessario e tempestivo il sacrificio della proprietà privata nell'ora presente" (Corte cost. 6.7.1966, n. 90).
Mentre i termini iniziali per le espropriazione e/o per i lavori sono di natura ordinatoria e/o acceleratoria, per cui la loro violazione non comporta l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità: 1) il termine del compimento delle procedure espropriative, in attuazione dell'art. 42, comma 3, della Costituzione, ha lo scopo di evitare che i beni di proprietà privata rimangano soggetti alla possibilità di essere espropriati per un tempo indeterminato; 2) invece, il termine per il compimento dei lavori ha la funzione di tutelare l'interesse pubblico alla concreta realizzazione dell'opera pubblica, cioè a dimostrare l'effettiva serietà dell'azione amministrativa.
L'indicazione dei termini per l'inizio e per il compimento delle espropriazioni e dei lavori, ai sensi dell'art. 13... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della legge 25 giugno 1865 n. 2359, assolve ad una insostituibile funzione garantistica, intesa a provare l'attualità dell'interesse pubblico che si intende soddisfare, nonché l'effettività e la serietà del progetto che si intende realizzare.
I termini entro i quali devono iniziarsi e completarsi le espropriazioni ed i lavori svolgono una funzione di garanzia che, nel caso di quelli per la procedura espropriativa, attiene allo svolgimento delle procedure amministrative per giungere all'adozione del giusto decreto di espropriazione, assicurando al proprietario che l'amministrazione espropriante persegua l'interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell'opera anche sotto il profilo della correttezza, dell'adeguatezza, della tempestività e della economicità del procedimento amministrativo.
L'indicazione dei termini per il compimento dei lavori e delle espropriazioni può essere eseguita a monte dal legislatore, ed una volta per tutte; anche detta apposizione preventiva persegue (a maggior ragione) la funzione inderogabile di sottrarre alla P.A. il potere discrezionale di mantenere in stato di soggezione i beni espropriabili per un tempo indeterminato, onde non lasciare il proprietario indefinitamente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a vicenda ablatoria, ed è nel contempo salvaguardato l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un arco di tempo valutato congruo per il perseguimento dell'interesse collettivo.
Nelle materie di pubblica utilità ex lege non è rimessa all'arbitrio dell'Amministrazione la scelta del "se" e "quando" procedere all'azione ablatoria. La giurisprudenza tradizionale insegnava che il primo atto concreto in cui materialmente si radicava la procedura conforme al modello ablatorio legale doveva fissare i termini richiesti dall'art. 13 della legge fondamentale del 1865 ed escludeva, correlativamente, che l'onere potesse essere assolto mediante atti successivi, seppure in via di convalida o sanatoria.
La previsione di cui all'art.13 L. n. 2359/1865 costituisce un precetto posto dalla legge ed indirizzato all'Amministrazione al fine di porre un vincolo alla discrezionalità dei suoi poteri, la cui violazione integra gli estremi della violazione di legge in quanto vizio di legittimità dell'atto amministrativo.
Nel sistema normativo di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, i termini (iniziale e finale) dei lavori e degli espropri fissati dall'Autorità espropriante in funzione di autolimitazione del propri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...latorio, conservano tuttora rilievo, atteso che siffatti termini acquisiscono riverberi di certezza, in funzione di garanzia dell'interesse sostanziale del privato ablato, stabilendo la cadenza temporale entro cui l'occupazione anticipata può aver luogo ed il decreto di esproprio deve essere adottato, valendo, così, ad evitare che i beni del soggetto espropriando si trovino in uno stato di soggezione a tempo indeterminato.
La previsione di cui all'art.13 della Legge n.2359/1865 costituisce un precetto posto dalla legge ed indirizzato all'Amministrazione al fine di porre un vincolo alla discrezionalità dei suoi poteri, la cui violazione integra gli estremi della violazione di legge in quanto vizio di legittimità dell'atto amministrativo.
La ratio dell'indicazione dei termini per l'inizio ed il compimento dei lavori e delle espropriazioni, di cui all'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359, è quella di limitare nel tempo l'esposizione del diritto di proprietà al potere espropriativo della pubblica Amministrazione.
La dichiarazione di pubblica utilità è il provvedimento atto a degradare il diritto di proprietà ad interesse legittimo e ad attribuire all'ente espropriante la potest&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriativa, la quale, proprio in ragione della sua diretta incidenza su di un diritto particolarmente tutelato dall'ordinamento come il diritto di proprietà, può essere esercitata solo nell'arco temporale all'uopo indicato in funzione della specifica opera da realizzare e dei tempi a ciò necessari.
Ai sensi dell'art. 13 L. n. 2359/1865 nella dichiarazione di pubblica utilità debbono essere rispettati i termini entro i quali dovranno cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori. Il rispetto dei termini prescritti svolge, invero, una funzione garantistica, costituendo riprova dell'attualità dell'interesse pubblico da soddisfare e della serietà del relativo progetto, evitando di esporre "sine die" il diritto di proprietà al potere espropriativo della p.a..
L'individuazione dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 è richiesta per la giuridica esistenza e validità della dichiarazione di pubblica utilità, giacché l'ablazione della proprietà privata, alla luce dei principi desumibili dall'art. 42 Cost., può giustificarsi solo in presenza di interessi generali concreti ed attuali e non già per esigenze future ed ipotetiche.
L'ind... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i termini per il compimento delle espropriazioni e dell'opera, indicazione richiesta dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, è rispondente alla necessità di rilievo costituzionale (art. 42 Cost., comma 3), di limitare il potere discrezionale della P.A., non esercitabile senza limiti temporali, al fine di evitare di mantenere i beni espropriati in stato di soggezione a tempo indeterminato, nonché all'ulteriore finalità di tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un arco di tempo valutato congruo per l'interesse generale.
L'indicazione dei termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e dell'opera, richiesta dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13 risponde alla necessità di rilievo costituzionale (art. 42 Cost., comma 3), di limitare il potere discrezionale della pubblica amministrazione, al fine di evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato, nonché all'ulteriore finalità di tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un arco di tempo valutato congruo per l'interesse generale per evidenti ragioni di serietà dell'azione amministrativa
La funzione assegnata ai termini per l'avvio ed il completamento dei lavori e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edure espropriative è quella di assicurare la corrispondenza al superiore interesse pubblico del sacrificio imposto ai privati, da cui la necessità della loro indicazione sin dal primo atto della procedura, onde confermare l'attualità e la concretezza dell'opera progettata e non meramente ed ipoteticamente prevista.
L'art. 13 della legge n. 2359 del 1865, al fine di evitare da un lato il protrarsi dell'incertezza sulla sorte dei beni espropriandi e dall'altro l'esecuzione di opere non più rispondenti, per il decorso del tempo, all'interesse generale, aveva disposto, al comma 1, che nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera dovevano essere fissati i termini di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori, ed aveva stabilito, nel comma 3, che, trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventava inefficace.
I termini ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r il compimento dei lavori e delle espropriazioni assolvono una funzione diversa da quello di durata dell'occupazione temporanea, in quanto condizionano la giuridica esistenza e la validità della dichiarazione di p.u., assolvendo all'esigenza di consentire che la potestà espropriativa possa esplicare la finalità di rendere possibile la realizzazione di un'opera di riconosciuto interesse pubblico e, quindi, di porre il proprietario dell'immobile in condizione di subire un procedimento ablativo legittimo.
La dichiarazione di pubblica utilità ha efficacia limitata nel tempo, in quanto tutte le operazioni previste debbono esaurirsi nel triennio (o quinquennio) seguente l'approvazione del progetto e ciò vale sia per i termini fissati discrezionalmente secondo l'art.13 della legge fondamentale n.2359 del 1865, quanto per il termine fissato dall'art. 1 comma 3 legge n.1 del 1978, adempiendo la funzione di garantire che l'opera corrisponda ad un interesse pubblico diretto e attuale e servire ad uno scopo di utilità generale. Nelle ipotesi di superamento dei suddetti termini la dichiarazione diviene inefficace.
La L. n. 2359 del 1865, art. 13, onde evitare che si protragga indefinitamente l'incertezza sulla sorte dei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...priandi, e nel contempo, che si eseguano opere non più rispondenti, per il decorso del tempo all'interesse generale, ha attribuito ai proprietari una garanzia fondamentale, in omaggio al principio di legalità e tipicità del procedimento ablativo, disponendo nel comma 1 che nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera devono essere fissati quattro termini (e cioè quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori); e stabilendo, nel comma 3, che "trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace".
Come precisato dal costante orientamento giurisprudenziale, l'ordinamento richiede che la situazione transitoria e di incertezza circa la sorte dell'immobile, dopo la dichiarazione di pubblica utilità, sia circoscritta nel tempo dalla predeterminazione di scadenze entro cui deve essere completata l'opera pubblica e, soprattutto, la procedura espropriativa, ai sensi dell'art.13 della legge n.2359/1865, cosicché è necessario che il procedimento sia ben definito temporalmente.
La L. n. 2359 del 1865, art. 13, onde evitare che si protragga indefinitamente l'incertezza sulla sorte dei beni espropriandi, e nel contempo, che si e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re non più rispondenti, per il decorso del tempo, all'interesse generale, ha attribuito ai proprietari una garanzia fondamentale ulteriore, in omaggio al principio di legalità e tipicità del procedimento ablativo, disponendo nel comma 1 che nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera devono essere fissati quattro termini (e cioè quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori).
La prefissione dei termini iniziali e finali per l'esecuzione dei lavori e per lo svolgimento delle procedure espropriative imposta dall'art. 13 L. n. 2359/1865 ha evidenti finalità di garanzia in quanto volta ad evitare che il bene del privato sia lasciato indefinitamente esposto alla vicenda ablatoria per un interesse non più concreto ed attuale.
I termini relativi al compimento dei lavori e delle espropriazioni, condizionano la giuridica esistenza e l'efficacia stessa della dichiarazione di p.u. ed assolvono alla finalità di assicurare in concreto che il suo sacrificio avvenga per esigenze effettive e specifiche, indispensabili in quel momento, e non in vista di una futura e soltanto ipotetica utilizzazione al servizio di specifici fini generali, ma privi di attualità e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ezza.
Non riveste rilevanza alcuna la mancata coincidenza del termine di conclusione dei lavori e del termine di completamente della procedura espropriativa, essendo evidente che gli stessi assolvono a finalità distinte.
La funzione dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 è, fra l'altro, quella di comprovare che è attuale e concreto l'interesse della p.a. di procedere all'espropriazione e che altrettanto attuale e seria è la volontà di realizzare le opere progettate. Ciò in quanto sarebbe contrario ai princìpi costituzionali se i beni di un privato rimanessero vincolati a tempo indeterminato senza che neppure la p.a. sappia se e quando ne farà realmente uso.
I termini previsti dall'art. 13 della legge n. 2359 del 1865 per il compimento dei lavori e delle espropriazioni, condizionano la giuridica esistenza e la validità stessa della dichiarazione di p.u., assolvendo all'esigenza di consentire che la potestà espropriativa possa esplicare la finalità di rendere possibile la realizzazione di un'opera di riconosciuto interesse pubblico e, quindi, di porre il proprietario dell'immobile in condizione di subire un procedimento ablativo legittimo.
Il ter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per l'espropriazione e il termine finale per l'esecuzione dei lavori rispondono a due diverse finalità: 1) il termine del compimento delle procedure espropriative, in attuazione dell'art. 42, comma 3, della Costituzione, ha lo scopo di evitare che i beni di proprietà privata rimangano soggetti alla possibilità di essere espropriati per un tempo indeterminato; 2) il termine per il compimento dei lavori ha la funzione di tutelare l'interesse pubblico alla concreta realizzazione dell'opera pubblica, cioè a dimostrare l'effettiva serietà dell'azione amministrativa.
I termini di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865 assolvono alla essenziale funzione di circoscrivere temporalmente la pubblica utilità dichiarata.
Il termine per la conclusione della procedura espropriativa, sia nella previsione dell'art. 13 della legge fondamentale n. 2359 del 1865, sia in quella del testo unico del 2001, costituisce in primo luogo una guarentigia posta dalla legge a difesa del privato espropriando, onde evitare l'inutile ed eccessivo protrarsi – in danno di tale soggetto – di una situazione di incertezza giuridica e di mancata disponibilità del bene. In questo senso il termine de quo, riveste carattere sostan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rentorio" (nel senso dell'illegittimità dell'atto tardivamente adottato).
La prefissione di termini ex art. 13 L.n. 2359/1865 risponde alla necessità, di rilievo costituzionale (art.42 comma 3 della Cost.), di limitare il potere discrezionale della pubblica amministrazione, al fine di evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato ed all'ulteriore finalità di tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un arco di tempo valutato congruo per l'interesse generale, per evidenti ragioni di serietà dell'azione amministrativa.
La disposizione della L. n. 2359 del 1865, art. 13 garantisce che l'espropriazione avvenga per esigenze effettive e specifiche, le quali soltanto giustificano il sacrificio della proprietà privata in quel momento, e sono necessariamente parametrate al tempo.
L'indicazione dei termini di inizio e fine dei lavori e della procedura espropriativa, assolve alla funzione garantista di dare dimostrazione dell'attualità dell'interesse pubblico che si intende soddisfare, nonché dell'effettività e serietà del progetto che si intende realizzare.
La procedura espropriativa nel suo complesso ed i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in cui essa si articola, devono essere ancorati a termini certi e predeterminati, finalizzati all'assolvimento di una funzione di garanzia sia per il proprietario dell'area da espropriare sia per l'Amministrazione procedente.
L'atto dichiarativo di pubblica utilità deve contenere necessariamente l'indicazione dei termini iniziali e finali per il completamento dei lavori e delle espropriazioni, a garanzia del proprietario espropriato che subisce l'affievolimento del proprio diritto.
I termini i relativi al compimento dei lavori e delle espropriazioni previsti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, condizionano la giuridica esistenza e la validità stessa della dichiarazione di p.u. ed assolvono all'esigenza di consentire che la potestà espropriativa possa esplicare la finalità sua propria (rendere possibile la realizzazione di un'opera di riconosciuto interesse pubblico) e quindi di porre il proprietario dell'immobile in condizione di dover subire un procedimento ablativo (legittimo), ma non anche di costituire un titolo per l'apprensione o il godimento del bene altrui.
I termini della dichiarazione di pubblica utilità sono volti ad assicurare che il trasferimento coattivo dell'immobile ed il conseguen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io della proprietà privata garantita dall'art. 42 Cost., avvengano in vista di specifiche ed effettive esigenze e non già per un'utilizzazione del bene futura ed ipotetica, priva di attualità e concretezza, con conseguente perdita del potere espropriativo una volta intervenuta la scadenza.
La L. n. 2359 del 1865, art. 13, onde evitare che si protragga indefinitamente l'incertezza sulla sorte dei beni espropriandi, e nel contempo, che si eseguano opere non più rispondenti, per il decorso del tempo, all'interesse generale, ha disposto, a garanzia dei proprietari, al comma 1 che nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera siano fissati quattro termini (quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori) e nel comma 3, che "trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace".
La fissazione dei termini iniziali e finali dei lavori e del procedimento espropriativo (ex art. 13 L. n. 2359/1865) ha assunto, con l'entrata in vigore della Costituzione, rilevanza costituzionale, essendo stata collegata direttamente al principio per cui, siccome la proprietà privata può essere espropriata esclusivamente per motivi di interesse gene... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...42 Cost., comma 3), tale possibilità è connaturata solo all'esigenza che l'espropriazione avvenga per esigenze effettive e specifiche.
L'ordinamento richiede che la situazione transitoria e di incertezza circa la sorte del bene, dopo la dichiarazione di pubblica utilità, debba essere limitata nel tempo dalla predeterminazione di termini precisi entro cui debbono iniziarsi e completarsi i lavori dell'opera pubblica e le operazioni di espropriazione.
La fissazione dei termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e dei lavori attiene ai presupposti di costituzionalità dell'istituto, ispirandosi alla necessità che l'incertezza sulla sorte dei beni espropriandi non abbia a protrarsi per un periodo di tempo indeterminato e che il trasferimento coattivo della proprietà avvenga in vista di esigenze effettive e specifiche, serie ed urgenti, non già di future e solo ipotetiche utilizzazioni del bene per fini di interesse generale privi di attualità e concretezza.
La previsione di cui all'art.13 della L. n. 2359/1865 costituisce un precetto posto dalla legge ed indirizzato all'Amministrazione al fine di porre un vincolo alla discrezionalità dei suoi poteri.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'entrata in vigore della Costituzione, ha assunto rilevanza costituzionale la disposizione dell'art. 13 della L. n. 2359 del 1865, collegata dalla Consulta direttamente al principio che, siccome la proprietà privata può essere espropriata esclusivamente per motivi di interesse generale (art. 42 Cost., comma3), tale possibilità è connaturata solo all'esigenza che l'espropriazione avvenga per esigenze effettive e specifiche.
L'indicazione dei termini di inizio e di compimento dei lavori e delle espropriazioni, ai sensi dell'art. 13 della L. n. 2359/1865, assolve notoriamente ad un'insostituibile funzione garantistica, diretta a provare l'attualità dell'interesse pubblico che si intende soddisfare, nonché l'effettività e la serietà del progetto che si intende realizzare.
Ai termini prescritti dall'art. 13 della L. n. 2359/1865, è devoluta la funzione di evitare che il trasferimento coattivo dell'immobile ed il conseguente sacrificio della proprietà privata avvengano in vista non di esigenze effettive e specifiche, ma di una futura e solo ipotetica utilizzazione del bene al servizio di fini di interesse generale, perciò privi di attualità e concretezza.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er il compimento dei lavori e delle espropriazioni sono richiesti della L. n. 2359 del 1865, art. 13 ai fini della giuridica esistenza e validità della dichiarazione di pubblica utilità, in osservanza del principio generale contenuto nell'art. 42 Cost., in base al quale l'espropriazione della proprietà privata può essere giustificata solo in relazione ad interessi generali concreti ed attuali e non già per esigenze future ed ipotetiche.
La fissazione, nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera, dei termini di cui all'art. 13 della legge n. 2359 del 1865, è richiesta per la giuridica esistenza e validità della dichiarazione medesima giacché l'ablazione della proprietà privata, alla luce dei principi desumibili dall'art. 42 Cost., può giustificarsi solo in presenza di interessi generali concreti ed attuali e non già per esigenze future ed ipotetiche.
La L. n. 2359 del 1865, art. 13, impone la fissazione, nell'atto che dichiara un'opera di pubblica utilità, dei termini, entro i quali dovranno cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori; detta prescrizione è collegata direttamente al principio che, siccome la propriet&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...può essere espropriata esclusivamente per motivi di interesse generale (art. 42 Cost., comma 3), tale possibilità è connaturata all'esigenza che l'espropriazione avvenga per esigenze effettive e specifiche, attuali e concrete.
In tema di procedure ablatorie, in forza di una tradizione normativa risalente alla fondamentale legge del 1865, la procedura nel suo complesso ed i vari atti in cui essa si articola, devono essere ancorati a termini certi e predeterminati; la funzione assolta da siffatti termini è quella di evitare che la proprietà venga a trovarsi in uno stato di permanente soggezione e di incertezza con la conseguenza che ciascun atto deve essere compiuto entro un termine perentorio che necessariamente deve essere fissato nell'atto che lo precede.
L'esigenza di delimitare nel tempo l'esercizio della potestà di espropriazione si pone con particolare vigore nell'ipotesi che la dichiarazione di pubblica utilità sia contenuta direttamente nella legge o si riferisca a determinate categorie di opere, quando manchi, cioè, uno specifico atto amministrativo che dichiari la pubblica utilità. L'esigenza è quella della fissazione dei termini per l'inizio e l'ultimazione delle esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dei lavori, secondo una regola fondamentale, sancita dalla L. n. 2359/1865, art. 13.
L'indicazione dei termini per l'inizio e il compimento delle espropriazioni e dei lavori ex art. 13 della L. n. 2359/1865, assolve ad una insostituibile funzione garantistica diretta a provare l'attualità dell'interesse pubblico che si intende soddisfare, nonché l'effettività e la serietà del progetto che si intende realizzare.
La disposizione di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13 che dispone che nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell'opera devono essere fissati quattro termini (e cioè quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori) e che "trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace" ha assunto rilevanza costituzionale, essendo stata collegato direttamente al principio ex art. 42 Cost. per cui il sacrificio della proprietà privata deve essere collegato ad uno specifico fine di interesse generale attuale e concreto.
L'art. 13 L. 2359/1865 prevede che la dichiarazione di pubblica utilità stabilisca i termini entro i quali dovranno cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori, individuando ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nico atto che deve fissare entrambi i termini: espropriazioni e lavori. I lavori non hanno una funzione strumentale alle espropriazione ed anzi generalmente si svolgono prima che intervenga l'espropriazione definitiva; la relativa previsione assume pertanto rilevanza autonoma rispetto alla espropriazione.
La dichiarazione di pubblica utilità ha l'effetto di assoggettare il bene al procedimento espropriativo, ponendolo in stato di precarietà: la contestuale fissazione dei termini ai sensi dell'art. 13 della legge 2359/1865 ha lo scopo di tutelare il diritto di proprietà dell'espropriando, attinendo agli stessi presupposti di costituzionalità dell'espropriazione.
L'indicazione dei termini di pubblica utilità di cui all'articolo 13 della L. 2359/1865, assolve ad una insostituibile funzione garantistica, per cui i termini devono necessariamente essere indicati anche quando la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da eseguire derivi direttamente dalla legge.

References: art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
e contrario
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 42