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Timestamp: 2020-05-29 07:34:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 305 del 10/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 305 del 10/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/01/2017, (ud. 03/11/2016, dep.10/01/2017), n. 305
sul ricorso 2436-2015 proposto da:
D.L.D., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
MARISA VITA e NICOLA PARAGLIOIA giusta procura in calce al ricorso;
GENERALI ITALIA S.P.A., GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA;
avverso la sentenza n. 9163/2014 del TRIBUNALE di NAPOLI, emessa il
16/05/2014 e depositata il 17/06/2014;
03/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ULIANA ARMANO.
1.: D.L.D. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Napoli pubblicata il 17-6-14 che ha confermato la sentenza di primo grado di rigetto della domanda di risarcimento danni da lui proposta nei confronti della Giunta regionale della Campania e della Generali Italia s.p.a..
Il ricorso è soggetto alla disciplina dettata dall’art. 360 bis, 375, 376 e 380 bis c.p.c., come formulati dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, e può essere trattato in camera di consiglio e dichiarato inammissibile.
2.. Con il primo motivo di ricorso si denunzia erronea interpretazione dei fatti di causa ed delle risultanze probatorie; con il secondo motivo si denunzia erronea ed omessa valutazione della documentazione prodotta;con il terzo motivo si denunzia omessa insufficiente contraddittoria motivazione.
3. I tre motivi si esaminano congiuntamente per la stretta connessione logico giuridica che li lega e sono inammissibili
Si ricorda che la sentenza impugnata è stata pubblicata il 17-6-2014 e di conseguenza alla stessa si applica la nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
La riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 delle preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione. Cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014.
Si propone pertanto l’inammissibilità del ricorso.
Il Collegio riunito in camera di consiglio condivide la ragioni in fatto ed in diritto esposte nella relazione e dichiara inammissibile il ricorso. Nulla spese stante l’assenza dell’intimata.

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