Source: http://sguardisuigeneris.blogspot.com/2011/03/
Timestamp: 2017-10-19 16:31:53+00:00

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Sguardi sui Generis: marzo 2011
Lunedì 29 marzo si è tenuto, a palazzo Lascaris, il consiglio regionale con all'ordine del giorno, tra gli altri punti, la discussione sulla relazione presentata dal difensore civico sulla delbera Ferrero.
Il difensore si pronunciava dopo che il suo intervento era stato richiesto da circa 400 donne: si trattava quindi del primo momento istituzionale in cui il suo parere veniva portato a conoscenza dei consiglieri regionali.
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2 Aprile, incontro "GUERRIERE SENSIBILI. SULLA FORZA FEMMINILE"
Perché negli ultimi vent'anni le fiction, soprattutto cinematografiche, si sono affollate di donne violente? Dall'assassina psicopatica di Basic instinct, alle guerriere wuxiapian, passando per le vendicatrici dello stupro subito, i personaggi femminili sembrano avere ormai percorso tutte le sfumature della violenza. Che significato ha tutto ciò, e perché adesso? Da queste domande partiva il numero della rivista DWF "I giorni dell'ira" (2, 2009) a cura della filosofa Federica Giaridini e della storica Emma Schiavon. Se da una parte infatti i personaggi femminili violenti sembrano rappresentare delle figure - spauracchio, volte ad additare le nefaste conseguenze della libertà femminile, dall'altra il piacere e il sollievo provato da molte donne nella visione di queste pellicole sembra alludere a una nuova forza femminile che non trova altrimenti una propria codificazione. Il percorso di indagine è stato di recente proseguito da Federica Giardini con un gruppo di giovani studiose romane, che si sono proposte di indagare il tema della forza specificamente femminile attraverso una rilettura dei classici del femminismo. E' di prossima uscita il testo "Guerriere sensibili. Della forza femminile", a cura di Federica Giardini, che sarà presentato, nelle sue linee generali, durante l'incontro.
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La prossima riunione sarà lunedì 28 marzo, aula UniLotta, palazzo nuovo.
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SEMINARIO D’AUTOFORMAZIONE: I CORPI DEL REATO, SESSUALITA’ E SICUREZZA NELLE SOCIETA’ DEL RISCHIO
In continuità con il percorso seminariale da cui è nato il laboratorio Sguardi sui Generis abbiamo deciso di proporre, anche quest’anno, alcuni appuntamenti seminariali. Il primo si è tenuto il 15 marzo, in collaborazione con il Cirsde: nostra graditissima ospite è stata la sociologa del diritto Anna Simone che ha presentato, nella prima parte dell’incontro, il suo ultimo libro :‹‹I corpi del reato: sessualità e sicurezza nelle società del rischio››. Al termine della presentazione c’è stato un dibattito molto interessante, a cui è seguita la seconda parte, strutturata intorno ad un workshop incentrato sui cosiddetti luoghi di sospensione del diritto (C.I.E., caserme…) in cui abbiamo analizzato insieme alcune ordinanze amministrative, strumento di governance territoriale, che Anna Simone sviscera in maniera estremamente approfondita nel suo testo.
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COSA SI CELEBRA INSIEME ALL'UNITÀ D'ITALIA? NOTE SUL 17 MARZO
17 marzo 2011: si celebra in grande stile il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l'origine e la formazione del paese inteso come stato-nazione moderno. A Torino – la città in cui viviamo, per nascita, per adozione o anche solamente di passaggio – la ricorrenza appare particolarmente sentita, fosse anche solo per volere istituzionale. Ai balconi numerosi tricolori, qualche volto dipinto per le strade, un calendario fitto di iniziative.
Torino, la città del fordismo e del modernismo architettonico, il luogo in cui il tempo, la vita e lo sviluppo urbanistico sono stati scanditi dalla fabbrica, dal lavoro salariato e dalle lotte.
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I CORPI DEL REATO.
SESSUALITÀ E SICUREZZA NELLE SOCIETÀ DEL RISCHIO
Che rapporto intercorre tra corpi, norme sociali e norme giuridiche? Come mai la sicurezza è diventata “securitarismo”? Perché continuano ad essere cavalcate forme di discriminazione basate sulle condotte sessuali? Nelle società del rischio il potere politico tende ad inglobare il sistema giuridico e il sistema culturale sino a trasformare l'emergere di nuove soggettività e le relative lotte per i diritti in meri “corpi del reato”. L'analisi di alcuni fatti sociali legati alla sessualità e alla sicurezza – dalla norma eterosessuale alla violenza di genere, dalle ordinanze amministrative dei sindaci ai Cie – mette in luce come la crisi dello stato di diritto e del garantismo penale si traduca spesso in razzismo e sessismo eccedendo persino la centenaria storia dei diritti fondamentali.
Discussione con Anna Simone
Sociologa del diritto e docente presso l'Università di Napoli
Autrice del libro I corpi del reato. Sessualità e sicurezza nelle società del rischio, Mimesis, Milano, 2010.
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Retro del volantino che verrà distribuito in piazza l'8 marzo a Torino.
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Questa mattina i maggiori quotidiani nazionali riportavano la notizia degli abusi sessuali subiti da una giovane donna in una caserma nella periferia romana. Trattenuta dopo un arresto per furto, la notte tra il 23 e il 24 febbraio la donna è stata stuprata da un carabiniere e da un vigile urbano mentre altri due carabinieri stavano a guardare. I quattro uomini sono ora indagati per violenza sessuale, ma già si scatenano le retoriche autoassolutorie.
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L'8 marzo, giornata internazionale delle donne, non è certamente un'occasione di festa, ma piuttosto un momento di lotta e di rivendicazione di diritti.
In questi ultimi anni abbiamo deciso di essere sempre in piazza contro ogni tentativo di limitare la nostra libertà di scelta come donne in tutti gli ambiti della nostra vita, per rivendicare autonomia, indipendenza e per ribadire che siamo in grado di scegliere da sole come gestire i nostri corpi, i nostri desideri, la nostra sessualità, senza ingerenze né dello Stato né del Vaticano.
In Piemonte, a partire dal famigerato Patto per la vita e per la famiglia siglato da Cota nella scorsa campagna elettorale con alcuni dei settori più conservatori della nostra città fino all'approvazione della Delibera Ferrero, ci troviamo di fronte ad un ulteriore attacco al principio di autodeterminazione che si inserisce in un contesto più generale di riscrittura, disciplinamento e imposizione di modelli sociali, economici, culturali che fanno delle donne delle eterne incapaci, delle donne e degli uomini dei precari a vita, di tutte e tutti noi dei consumatori di una sanità privata e a pagamento. Rimandiamo al mittente tutte le politiche che pretendono di far pagare a noi il prezzo del fallimento di un sistema economico e politico in profonda crisi.
AUTODETERMINAZIONE E'...
...lottare contro la Delibera Ferrero che permette ai volontari del Movimento per la vita, associazione cattolica antiabortista, di entrare nei consultori pubblici per influenzare le scelte delle donne.
...è pretendere e difendere sanità e servizi pubblici contro la privatizzazione e i pesanti tagli voluti dal governo.
...è decidere se, con chi, quando diventare madre, senza criminalizzazioni, né sensi di colpa e moralismi.
...è poter scegliere ed esprimere liberamente la propria sessualità
...è poter dire di NO a chiunque senza pagarne il prezzo con la violenza.
...è lottare contro ogni forma di violenza di genere, fuori e dentro casa.
...è lottare per far valere i propri diritti di lavoratrici e lavoratori.
...è poter decidere sul proprio futuro senza essere schiacciate/i da ricatti e precarietà.
...è lottare affinchè non venga fatta pagare a noi la crisi che altri hanno scatenato.
...è lottare per garantire a tutte e tutti libero accesso ad un'istruzione pubblica, gratuita, qualificata.
...è vivere, esistere, muoversi liberamente, senza dover dipendere da un pezzo di carta con il rischio di essere rinchiuse/i in un lager di stato.
...è guardare i popoli in lotta del nord-Africa e voler essere con loro nel desiderare e costruire un futuro diverso
...è difendere la propria terra da speculazioni, devastazioni e sfruttamento.
AUTODETERMINAZIONE E'...consapevolezza, coscienza...
Assemblea per l'autodetermin-azione, Laboratorio Sguardi sui Generis, MeDeA, Collettivo femminista Rossefuoco, Csoa Gabrio, Csoa Askatasuna, Ksa, Cua, Col.Po, A.L.A.T.O., Csa Murazzi, Sinistra Critica Torino
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PRIMO MARZO 2011 SIAMO CON I MIGRANTI E LE MIGRANTI DELLA NOSTRA CITTÀ!!
In questa giornata di sciopero e di lotta siamo in piazza insieme ai migranti e alle migranti, per denunciare le forme di sfruttamento che colpiscono il loro lavoro. I fatti di Rosarno dello scorso anno sono ormai lontani dal clamore della cronaca, ma sappiamo che per moltissimi/e migranti le condizioni non sono cambiate. Al contrario, le leggi razziali in vigore nel nostro paese non fanno che peggiorare la situazione: con il ricatto della clandestinità non si fa che alimentare il lavoro nero e lo sfruttamento di uomini e donne ridotti/e a mera forza lavoro.
...Contro ogni ricatto
Pubblicato da Sguardi sui Generis a 11:09 0 commenti

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