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Timestamp: 2019-05-22 17:55:15+00:00

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Diritti Umani e Obiettivi di Sviluppo del Millennio
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Diritti Umani e Obiettivi
di Sviluppo del Millennio
Diritti e promesse interdipendenti
“A metà strada dal 2015, termine ultimo
per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio, ci troviamo di fronte ad una situazione di
emergenza . Milioni di persone sono ancora intrappolate
nella morsa della povertà estrema e della fame.
Visto che celebriamo il 60° anniversario della
Dichiarazione Universale dei diritti umani, dobbiamo
ricordarci che lo sviluppo non dovrebbe essere un privilegio
di pochi, ma un diritto di tutti”.
Un’introduzione agli obiettivi di Sviluppo
del Millennio e ai Diritti Umani
li Obiettivi di Sviluppo del Millennio
derivano da un impegno politico
che i leader mondiali hanno preso
per combattere la povertà estrema nel corso dello storico Vertice del Millennio delle
Nazioni Unite. Allo stesso Vertice, i leader
hanno ribadito la loro responsabilità nell’assicurare la piena realizzazione dei Diritti
Umani. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e i Diritti Umani hanno sostanzialmente
obiettivi comuni: preservare e proteggere
la dignità umana. Allo stesso modo, vi sono
molti e diversi fattori che contribuiscono
alla povertà: ingiustizie e discriminazioni
restano presenti, e queste rappresentano
sempre una negazione dei Diritti Umani. È
per questo motivo che vi è una forte interrelazione fra l’assicurare i Diritti Umani e il
raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio. A ciascuno degli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio corrisponde un dovere, parametro o norma iscrivibile ai Diritti
Umani. Oltre questa forte interrelazione, vi
sono molti elementi complementari fra gli
Obiettivi del Millennio ed i Diritti Umani.
Innanzitutto, i Diritti Umani rappresentano
una base giuridica per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Al contempo, gli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio, in quanto impegni
internazionali assunti ai massimi livelli politici, possono garantire un processo politico
di alto profilo attraverso cui realizzare progressivamente i Diritti Umani. Più specificamente, gli impegni politici degli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio e gli obblighi giuridici
dei trattati sui Diritti Umani sono entrambi
strumenti che obbligano i governi a render
conto delle loro azioni. Tuttavia i diritti umani non hanno ancora svolto un ruolo significativo nel promuovere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e nell’influire sulle azioni
ad essi collegate.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono
stati per lo più perseguiti in maniera isolata
dagli impegni assunti nella Dichiarazione del
Millennio in termini di diritti umani. Alcune
voci hanno criticato gli Obiettivi, contestando il fatto che non siano stati concepiti rispettando gli standard stabiliti per i diritti
umani e che non sia stata riservata sufficiente attenzione al tema delle donne, ai gruppi
emarginati e alle ingiustizie perpetrate delle
autorità nazionali e mondiali. Proprio come
accade per i benefici legati allo sviluppo, l’attuazione dei diritti umani rimane fuori dalla
portata delle fasce più deboli come poveri
ed esclusi. La dura realtà è che, malgrado
l’esistenza di leggi adeguate sui diritti umani,
la povertà di massa e la privazione continuano ad essere una piaga mondiale. La sfida è,
quindi, quella di assicurare che il potere normativo dei diritti umani e la forza trainante,
politica e pratica, degli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio camminino di pari passo e che
le diverse parti lavorino assieme per garantire che i governi rispettino gli impegni politici
e gli obblighi giuridici assunti in sede internazionale. In questo modo essi possono lavorare per un obiettivo comune: dignità umana
e un mondo libero da povertà e ingiustizia.
La Dichiarazione del Millennio e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
Nel settembre del 2000, 189 leader mondiali si sono riuniti presso le Nazioni Unite
per il Vertice del Millennio e hanno adottato la Dichiarazione del Millennio, con la quale si sono fermamente impegnati a liberare gli altri esseri umani dalle “abiette e disumane condizioni della povertà estrema”, a “liberare l’intera umanità dalle carenze” e a
rendere “il diritto allo sviluppo una realtà per tutti”. Queste solenni promesse sono la
base del patto globale per combattere insieme la pover tà, la fame, le disuguaglianze di
genere, il degrado ambientale, l’HIV/AIDS e assicurare l’accesso all’istruzione e all’acqua potabile, nonché alla sanità, entro il 2015. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
comprendono questa ampia gamma di impegni.
A metà strada dal raggiungimento degli
Obiettivi, come il Segretario Generale delle
Nazioni Unite ha recentemente ricordato,
dobbiamo confrontarci con un’emergenza
sul fronte dello sviluppo. Anche se molti paesi sono sulla giusta strada per raggiungere alcuni Obiettivi, continuano ad esistere
ancora grandi disuguaglianze all’interno dei
contesti nazionali e tra i vari paesi. La discriminazione e la violazione dei diritti umani
sono spesso parte del problema, condannando così intere popolazioni alla povertà.
ritti umani. Questo ci porta alle seguenti
Chi vince e chi perde nella nostra ricerca per raggiungere gli Obiettivi?
Quali voci sono state ascoltate?
Quale visione dello sviluppo stiamo portando avanti, se essa non privilegia le comunità più povere o le parti della popolazione che subiscono discriminazioni?
I benefici derivanti lo sviluppo possono
essere realmente sostenuti, se i diritti
non sono ancorati alle leggi e alle istituzioni e se i garanti non sono ritenuti
responsabili dei propri risultati?
Nella Dichiarazione del Millennio e in occasione del Vertice mondiale del 2005, i
leader mondiali hanno riconosciuto esplicitamente le strette connessioni fra sviluppo,
diritti umani, pace e sicurezza. In molti casi Navanethem Pillay
gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono Alto Commissariato delle Nazioni Unite
ancora perseguiti in maniera isolata dai di- per i diritti umani
Garantire l’istruzione primaria universale
Promuovere la parità di genere e il ruolo delle donne
Promuovere una partnership globale per lo sviluppo
Lo sviluppo umano è molto di più degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Tuttavia gli
Obiettivi forniscono un importante parametro per valutare i progressi verso la creazione
di un nuovo, più giusto, meno impoverito e insicuro ordine mondiale.
Report sullo sviluppo Umano, 2005
Gli Obiettivi sono quantificati, hanno una scadenza e sono focalizzati su aspetti chiave dello
sviluppo e sulla definizione di partenariato tra paesi sviluppati e in via di sviluppo. Ad ogni
modo, essi non sono un fine in sé, ma parametri di valutazione per il progresso verso gli
obiettivi generali della Dichiarazione del Millennio: sradicare la povertà umana e combattere le disuguaglianze.
Tutti i paesi devono rendere conto annualmente al Gruppo di Sviluppo delle Nazioni Unite
sullo stato delle loro politiche e azioni concrete per attuare gli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio. Inoltre, al Vertice del Millennio + 5 delle Nazioni Unite del 2005, i pesi in via
di sviluppo sono stati chiamati a predisporre entro il 2006 dei piani di sviluppo di medio
termine modulati sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
I Diritti Umani sono degli standard morali e giuridici adottati a livello internazionale che si
traducono in diritti civili, culturali, economici, politici e sociali dei singoli individui. I Diritti
Umani hanno un valore intrinseco e strumentale. Questo perché realizzarli ha valore in sé,
ma la loro applicazione genera valore aggiunto per il fatto di generare e permettere sviluppo. Gli stati si impegnano alla realizzazione dei Diritti Umani attraverso la firma e la ratifica
di trattati internazionali. Per questo motivo, i Diritti Umani sono obblighi giuridicamente vincolanti che possono venir contestati sulla base della dichiarazione Universale
dei Diritti Umani a seguito di un processo di adattamento del diritto internazionale nel
sistema giuridico nazionale. In seguito all’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR) nel 1948 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, oggi
considerata diritto consuetudinario nel diritto internazionale e, quindi automaticamente
vincolante anche a livello nazionale, la comunità internazionale in sede Nazioni Unite ha
adottato i seguenti trattati sui Diritti Umani:
•Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR).
•Convenzione internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR).
•Convenzione internazionale per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione
razziale (ICERD).
•Convenzione internazionale per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro la donna (CEDAW).
•Convenzione internazionale contro la tortura ed altre forme di trattamenti o punizioni
crudeli, inumane e degradanti (CAT).
•Convenzione sui diritti dei bambini (CRC).
•Convenzione internazionale sui diritti dei lavoratori immigrati e i membri delle loro
famiglie (MWC).
•Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.
•Convenzione Internazionale sulla protezione di ogni persona dalle sparizioni forzate.
I diritti umani racchiudono una serie di importanti caratteristiche: sono universali, inalienabili,
vincolanti a livello giuridico e fondati sulla dignità e l’uguaglianza di tutti gli essere umani. Non
vi è un ordine gerarchico tra i diritti: sono tutti uguali e indivisibili. Inoltre i diritti umani sono
interdipendenti e legati reciprocamente; il diritto di libera espressione, ad esempio, dipende
dalla libertà dalla fame e viceversa. Il Premio Nobel Amartya Sen, economista indiano che ha
studiato i meccanismi alla base della povertà, ha affermato che nessuna grave carestia si è mai
avuta nei paesi democratici dove esiste la libertà d’espressione.
I diritti umani hanno propri contenuti e richieste specifiche; il diritto alla salute, ad esempio,
chiede che l’assistenza sanitaria sia disponibile, accessibile economicamente ed adeguata.
In risposta ai diritti esistono obblighi corrispondenti da parte del garante d quest’ultimo
di solito è rappresentato dallo Stato ed ha i seguenti doveri:
•rispettare i diritti umani evitando di interferire con essi.
•tutelare i diritti umani assicurandosi che gli attori privati non interferiscano con essi
•attuare i diritti umani adottando misure adeguate.
•garantire i diritti umani senza alcun tipo di discriminazione.
Molti trattati raccomandano agli stati di utilizzare tutte le risorse disponibili per garantire
il rispetto dei diritti umani anche fuori la propria giurisdizione. Inoltre esiste un maggiore
riconoscimento giuridico delle responsabilità dei soggetti non statali in termini di diritti
umani, sia a livello nazionale che internazionale.
Interrelazioni fra i Diritti Umani
e gli Obiettivi di Sviluppo
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e i Diritti Umani hanno essenzialmente un comune
obiettivo, ovvero preservare e proteggere la dignità umana attraverso il raggiungimento
di una vasta gamma di diritti civili, culturali, economici politici e sociali. Esistono, pertanto,
ampie e profonde connessioni fra i Diritti Umani e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio,
riassunte nella tabella seguente.
Sia gli Obiettivi che i diritti umani sono sostenuti da una struttura internazionale, con
periodiche relazioni di monitoraggio a livello nazionale ed internazionale. Il quadro internazionale e nazionale dei diritti umani è più elaborato e ogni importante documento internazionale e regionale è supportato da un comitato esperto, una commissione o una Corte
che ne monitorano l’attuazione. Nel contempo l’impegno politico assunto per gli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio ha portato maggiore attenzione sulla questione della povertà a
livello politico e a benefici reali per le popolazioni povere in molti paesi.
Target 1.A: Ridurre della metà la Diritto a standard di vita adeguati
percentuale di popolazione che vive Diritto alla previdenza sociale
con meno di un dollaro al giorno (fra
il 1990 e il 2015).
Umani: articoli 22, 25
ICESCR articoli 6, 9, 11
Target 1.B: Garantire una piena e Diritto al lavoro
produttiva occupazione e un lavoro
dignitoso per tutti, compresi donne
ICESCR articolo 6
Target 1.C: Ridurre della metà la Diritto al cibo
percentuale di popolazione che soffre la fame (fra il 1990 e il 2015).
Umani articolo 25(1)
ICESCR articolo 11
Target 2.A: Assicurare che, entro il Diritto all’educazione
2015, tutti i bambini, sia maschi che
femmine, possano terminare un ciclo completo di scuola primaria.
Umani, articolo 25 (1)
ICESCR articoli 13, 14
CRC articolo 28 (1) (a)
CEDAW articolo 10
ICERD articolo 5(e)
Target 4.A: Ridurre di due terzi en- Diritto alla vita
tro il 2015 la mortalità dei bambini
al di sotto dei cinque anni.
Target 3.A: Eliminare la disparità Diritto delle donne all’eguaglianza
dei sessi nell’istruzione primaria e
secondaria preferibilmente per il
2005, e per tutti i livelli di insegnamento entro il 2015.
Umani, articoli 25
CRC articoli 6, 24 (2) (a)
ICESCR articolo 12(2)(a)
Target 5.A: Ridurre di tre quarti Diritto alla vita
entro il 2015 il tasso di mortalità
Target 5.B: Rendere possibile, entro il 2005, l’accesso universale ai
sistemi di salute riproduttiva.
ICESCR articolo 12
CRC articolo 24
CEDAW articolo 12
ICERD articolo 5(e) (iv)
Target 6.A: Bloccare la diffusione Diritto alla salute
dell’HIV/AIDS entro il 2005 e invertirne la tendenza attuale.
Target 6.B: Garantire entro il 2010
l’accesso universale alle cure contro
l’HIV/AIDS a tutti coloro che ne abbiano bisogno.
Target 6.C: Bloccare entro il 2015
l’incidenza della malaria e di altre
malattie importanti e a invertire la
tendenza attuale.
Target 7.A: Integrare i principi di Diritto alla salute ambientale
sviluppo sostenibile nelle politiche e
nei programmi dei paesi; invertire la
tendenza attuale di perdita di risorse
Target 7.B: Ridurre il processo di
perdita della biodiversità raggiungendo, entro il 2010, una riduzione
significativa del fenomeno.
Target 7.C: Ridurre della metà, entro Diritto all’acqua e ai servizi igienici
il 2015, la percentuale di popolazione senza accesso all’acqua potabile e
agli servizi igienici di base.
Target 7.D: Ottenere un migliora- Diritto ad un alloggio adeguato
mento significativo della vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli entro l’anno 2020.
ICESCR articolo 11(1)
ICERD articolo 5(e) (iii)
Promuovere un partenariato globale per lo sviluppo
Target 8.A: Sviluppare al massimo Diritto allo sviluppo
un sistema commerciale e finanziario
aperto, prevedibile, non discriminatorio e fondato su regole.
I Carta delle Nazioni Unite articoli
1(3), 55 e 56
Umani, articoli 22 e 28
Target 8.B: Tenere conto dei bisogni Obblighi internazionali per i diritti ICESCR articoli 2 (1), 11 (1), 15(4), 22 e 23
CRC articoli 4, 24 (4), 28 (3)
speciali dei paesi meno sviluppati (com- economici, sociali e culturali
presi l’accesso senza dazi e quote vincolanti, alleggerimento del debito e aiuti
pubblici per lo sviluppo più massicci).
Target 8.C: Rivolgersi ai bisogni speciali degli Stati in via di sviluppo senza accesso al mare o dei piccoli paesi
insulari in via di sviluppo.
Target 8.D: Occuparsi in maniera
globale del problema del debito dei
Target 8.E: In cooperazione con le Diritto alla salute
aziende farmaceutiche, rendere le
medicine essenziali disponibili ed
economicamente accessibili nei paesi in via di sviluppo.
ICESCR articoli 2 (1) e 12
CRC articoli 4 e 24
Target 8.F: In cooperazione con il Diritti economici, sociali e culturali
settore privato, rendere disponibili i
benefici delle nuove tecnologie.
Complementarietà fra Diritti Umani
e Obiettivi di Sviluppo del Millennio
e da un lato gli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio rappresentano un impegno al massimo livello politico, il riconoscimento e la tutela dei Diritti Umani
sono sancite da obblighi giuridici internazionali di natura vincolante. La diversa natura dei due gruppi di norme è in ultima
analisi una fonte di forza.
coMe i Diritti uMani poSSono rafforzare gLi obiettivi Di SviLuppo DeL MiLLennio
• Il contenuto di alcuni Obiettivi di Sviluppo del Millennio non è del tutto coerente con
i diritti umani. Per esempio, gli obiettivi relativi all’emancipazione delle donne sono
abbastanza limitati, anche se nel 2007 è stato aggiunta una nuova finalità riguardante
la salute riproduttiva. Anche il target 7.D, che prevede un miglioramento delle condizioni di vita dei 100 milioni di persone che vivono in baraccopoli, è molto poco
ambizioso; un approccio fondato sui diritti umani porrebbe una maggiore enfasi sul
diritto di tutti a possedere una casa. La Dichiarazione del Millennio ha fatto appello ad
un commercio libero ed equo, mentre gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio parlano
solo di commercio libero. Un approccio basato sui diritti umani assicurerebbe che gli
obiettivi adottati a livello nazionale siano in linea con gli obblighi assunti da quel determinato paese nell’ambito del trattato sui diritti umani.
• Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio si propongono di realizzare, in un determinato
arco di tempo, progressi tangibili e misurabili relativi alla riduzione della povertà e allo
sviluppo umano. Si tratta di un elemento di complementarietà che evidenzia quanto,
nel corso del raggiungimento degli stessi Obiettivi sarà necessario assicurare i diritti
minimi universali.
• Mentre gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio si propongono di ridurre la povertà e di
affrontare le diverse espressioni di povertà nei paesi poveri, i Diritti Umani afferiscono
alle cause strutturali della povertà, tra cui le discriminazioni, la rappresentatività e la
scarsità di meccanismi di responsabilità dei governi nei confronti dei cittadini.
• Non vincolanti sotto il profilo del diritto internazionale,tuttavia, per ciascun Obiettivo esiste una corrispondente norma cogente attinente al corpo giuridico dei Diritti
Umani che rappresenta un’autorevole fonte giuridica per il raggiungimento del medesimo Obiettivo.
• Se da un lato gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono orientati al raggiungimento
di risultati concreti e misurabili, i Diritti Umani che stanno alla base degli Obiettivi
ricordano ai politici che il processo attraverso il quale gli Obiettivi vengono raggiunti
è importante tanto quanto il risultato in sé. In particolare, l’approccio sul quale si basano i Diritti Umani implica che ogni singolo individuo ha il diritto di partecipare alle
decisioni politiche e all’attuazione dei programmi.
coMe gLi obiettivi Di SviLuppo DeL MiLLennio poSSono Supportare La reaLizzazione
• Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio rappresentano un’opportunità unica per diffondere la consapevolezza sull’urgenza di eliminare la piaga della povertà, dando così
maggiore attenzione alla violazione dei diritti economici e sociali.
• Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio rappresentano dei parametri per misurare la
progressiva realizzazione dei Diritti Umani. Gli Obiettivi contribuiscono a chiarire il
concetto di realizzazione progressiva dei diritti.
• Nonostante la natura giuridica vincolante dei Diritti Umani, essi sono spesso violati,
particolarmente in quegli ambienti nei quali i sistemi giudiziari non forniscono un’adeguata protezione alla popolazione. In tale contesto, richiedere ed affermare i diritti
rende necessario un processo politico. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio offrono
un processo politico basato sull’impegno preso ai massimi livelli di potere, grazie al
quale i diritti possono venire rivendicati.
• Gli sforzi internazionali volti al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
hanno portato al reperimento di risorse a favore dei Paesi in Via di Sviluppo che vengono
quindi utilizzate per assicurare anche una progressiva affermazione dei Diritti Umani.
In tali condizioni la sfida è quella di inserire efficacemente un approccio dei diritti umani nei
processi legati agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. I diritti umani offrono il contesto e la lente
attraverso cui guardare gli Obiettivi. Questi ultimi non devono significare assistenza o carità, ma
attuazione dei diritti e riconoscimento delle cause strutturali alla base della povertà.
Il 31 dicembre 2006, la Corte Suprema dell’India ha emesso un’ordinanza con cui si richiedeva
l’allocazione di risorse finanziarie dello stato e del governo centrale per garantire un nutrimento
supplementare per i bambini estremamente malnutriti, per le donne in gravidanza, per le infermiere e le adolescenti. In tale ordinanza, la Corte Suprema fa continuo riferimento ad un rapporto che sottolinea la scarsa probabilità che l’India riesca a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio relativi alla fame, e in particolare con riferimento agli Obiettivi di dimezzare la percentuale di bambini malnutriti e di popolazione al di sotto del livello minimo di consumo.
Attuazione degli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio e dei Diritti Umani
ata la complementarietà tra i Diritti Umani e gli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio, il sistema giuridico dei Diritti Umani ha il potenziale di aumentare
considerevolmente lo sviluppo di programmi e le politiche indirizzate al raggiungimento degli Obiettivi.
La modalità chiave con cui l’approccio dei Diritti Umani può potenziare l’attuazione degli Obiettivi, sono i seguenti: Sulla base delle complementarietà tra i Diritti Umani e gli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio, l’approccio fondato sui Diritti Umani ha il potenziale
di aumentare in modo considerevole lo sviluppo di programmi e politiche finalizzate al
L’approccio dei diritti umani allo sviluppo vede la povertà come il risultato di esclusione
e mancanza di empowerment. La povertà non è semplicemente l’assenza di beni materiali
e di opportunità come avere un impiego o il possedere attività produttive e risparmi. Il
concetto di povertà comprende anche la mancanza di beni fisici e sociali come salute,
integrità fisica, libertà dalla paura e dalla violenza, integrazione sociale, identità culturale,
competenze organizzative, capacità ad esercitare influenza politica e possibilità di vivere
con dignità e rispetto.
Adattando l’approccio dei diritti umani agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
possono essere riconosciuti quattro punti chiave.
Allineare ai diritti umani gli Obiettivi e le priorità definite a livello nazionale
Essere trasformazionali e non tecnocratici
Fissare come priorità i diritti all’interno delle scelte politiche e dell’assegnazione delle risorse
Sostenere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
1. Allineare ai diritti umani gli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio e le priorità
definite a livello nazionale
ello spirito della Dichiarazione del
Millennio e nei processi di attuazione, le Nazioni Unite hanno incoraggiato i paesi ad adattare ogni Obiettivo al livello dei target e degli indicatori.
Esiste oggi un maggior accordo di propositi
al fine di armonizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio con le esistenti misure
sui diritti umani. Il diritto internazionale sui
diritti umani non solo anticipa gli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio, ma vincola giuridicamente gli Stati ad attuare i diritti, in
maniera appropriata nei diversi contesti nazionali. Di seguito alcuni importanti passi da
Adattare i Target
Alcuni Obiettivi sono compatibili con i diritti
umani oltre che con le priorità nazionali, ma
alcuni di essi necessitano di importanti modifiche per assicurare maggiore coerenza. Una
pubblicazione dell’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i diritti umani “Claming
the MDGs” fornisce un’analisi su ogni Obiet-
tivo e può contribuire a guidare tale processo. Ad esempio l’indicatore dell’Obiettivo 3
richiede che tutti i bambini siano in grado
di completare l’istruzione primaria, mentre
gli accordi sui diritti umani impongono in
aggiunta che essa sia gratuita, obbligatoria e
di qualità. Risultati graduali saranno possibili
solo dove i governi non dispongono delle risorse necessarie per garantire i diritti umani
di tutti; dovrebbe essere attuato un piano a
livello nazionale per mostrare come i diritti
possono essere garantiti.
Gli Stati sono stati, inoltre, incoraggiati ad
introdurre target aggiuntivi o perfino obiettivi a livello locale e nazionale per affrontare
nel miglior modo il tema dei diritti umani. In
Mongolia, infatti, sono state approvate leggi
aggiuntive per creare un Obiettivo di Sviluppo del Millennio 9 su governo democratico e diritti umani con specifici target ed
indicatori da attuare in determinati periodi di tempo. Nuovi target possono essere
adottati col fine di raggiungere determinati
gruppi emarginati e fasce svantaggiate.
Istruzione primaria gratuita in Kenia
L’educazione gratuita di base è diventata una questione politica durante le elezioni nazionali del 2003, grazie alla campagna di sostegno per il diritto all’educazione primaria
portata avanti da un gruppo di pressione della società civile, chiamato Elimu Yetu. Il gruppo
ha condotto una campagna intitolata “Bisogni Fondamentali come Diritti Fondamentali”.
Ha sostenuto, in particolar modo, il diritto all’istruzione, sottolineando come questo fosse
un diritto fondamentale. Nel dicembre del 2003, a una settimana dalla sua costituzione, il
nuovo governo keniota ha reso gratuita l’istruzione, dando immediatamente a centinaia di
migliaia di bambini la possibilità di frequentare le scuole elementari. Tuttavia, nonostante il
sostegno di alcuni donatori, numerosi insediamenti rurali e molte regioni povere non hanno ancora accesso alle scuole pubbliche gratuite e sono costrette a pagare per frequentare
Integrare gli esclusi
Aderire a un approccio basato sui diritti
umani non significa solo porre i diritti umani
come obiettivo ma porre le condizioni per
cui sia più semplice attuarli. Le barriere di
discriminazione formali ed informali devono essere rimosse e occorre portare avanti
azioni concrete contro la discriminazione.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio si
concentrano in modo esplicito su tre gruppi
emarginati – bambini, abitanti delle baraccopoli e giovani – ma altri gruppi come minoranze, popolazioni indigene, anziani, disabili,
portatori del virus HIV, migranti, rifugiati e
profughi interni hanno bisogno di interventi mirati in relazione al contesto. Inoltre i
target devono essere adattati e diversificati per assicurare che sia data in concreto
sufficiente attenzione ai diritti dei gruppi
Dare priorità ai diritti delle donne nei
Grazie ad un approccio basato sui diritti umani è possibile garantire che tutti gli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio siano
sufficientemente incentrati sui diritti delle
donne, comprendendo quei diritti sanciti
dalla Convenzione sull’eliminazione di ogni
forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW, 1979). Nel 1995 con
la Dichiarazione di Beijing i governi hanno
sottolineato come l’empowerment e la piena partecipazione delle donne siano fondamentali per i processi di sviluppo. Anche
se l’Obiettivo di Sviluppo 3 si riferisce in
maniera specifica all’uguaglianza fra i sessi
e all’empowerment delle donne, il relativo
target che prevede il raggiungimento della
parità nella scuola primaria e secondaria
è molto limitato. Il Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per le donne ha chiesto
che il tema dell’uguaglianza tra i sessi attraversi trasversalmente tutti gli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio, e ha esposto come
poterlo fare nella pubblicazione “Pathway
to Gender Eqality”. Inoltre molte organizzazioni non governative e organizzazioni delle
donne hanno avanzato importanti proposte
sulle modalità d’azione.
Garantire indicatori legati ai Diritti Umani
L’attuale lista mondiale degli indicatori relativi agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
è basata sui dati esistenti e sul tentativo di
rendere gestibile questa lista.
Tuttavia gli indicatori di sviluppo inseriti in
un approccio basato sui diritti umani metterebbero in risalto più chiaramente la diversificazione dei dati in considerazione del
genere e dell’appartenenza a gruppi svantaggiati e aggiungerebbero indicatori complementari per misurare i target esistenti .
Ad esempio l’indicatore per il target 7.D
che prevede il miglioramento delle condizioni di vita nelle baraccopoli e misura la
proporzione di popolazione urbana che vive
nelle baraccopoli, potrebbe essere integrata
da indicatori che tengano in considerazione
la sicurezza dei diritti sulla terra e la tutela
dallo sfratto forzato - elementi chiave del
diritto all’alloggio e delle buone pratiche
per il miglioramento delle condizioni di vita
nelle baraccapoli.
I paesi sono stati, inoltre, invitati a utilizzare
indicatori aggiuntivi appropriati ai contesti
Malaysia: dati diversificati e partnership
La Malaysia ha compiuto notevoli passi avanti verso il raggiungimento degli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio, tuttavia persistono ancora disuguaglianze per i gruppi etnici e nelle
zone rurali inaccessibili. Il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite in Malaysia ha stretto
accordi con le parti interessate e le istituzioni nazionali per diversificare gli indicatori degli
Obiettivi. L’analisi ha rilevato la necessità di politiche di sviluppo mirate e ha dotato l’UNDP
Malaysia di un valido strumento statistico con il quale promuovere i principi di uguaglianza
e di non discriminazione. I risultati sono stati rilevati attraverso diversi mezzi di comunicazione e inseriti nella stesura del piano di sviluppo nazionale del paese. Questi sforzi hanno
contribuito a mettere in evidenza i dati relativi ai gruppi indigeni, al principio di giustizia e
alla riduzione delle disuguaglianze nel piano di sviluppo nazionale.
UNDP, HURILINK: Human Rights and MDGs, www.hurilink.org
2. Essere trasformazionali e non tecnocratici
diritti umani sono legati essenzialmente al
concetto di empowerment, considerato
come lo sviluppo delle capacità delle persone a partecipare, negoziare, influenzare, controllare ed esigere istituzioni che rispondano
del proprio operato. È necessario riconoscere le persone come gli agenti principali dello
sviluppo e renderle parte della trasformazione
delle strutture e del superamento degli ostacoli che hanno portato alla povertà. Occorre
contestare approcci allo sviluppo tecnocratici,
che vanno dall’alto verso il basso, e fare proprio
un approccio trasformazionale che abbia una
visione più ampia della povertà e ne affronti le
vere cause, comprese le disparità di potere. Un
aumento degli aiuti per l’istruzione potrebbe
non raggiungere i bambini più poveri, se essi
provengono da un gruppo etnico o da una regione con scarso potere politico e che non ha
influenza sulla distribuzione di questi fondi.
mi di sviluppo”. I processi di partecipazione
devono, pertanto, essere analizzati in modo
critico secondo alcuni parametri: (a) accordo
reciproco sugli standard minimi per il processo
di partecipazione; (b) partecipazione degli individui nella progettazione, nell’attuazione e nel
monitoraggio delle strategie di sviluppo che li
coinvolgono; (c) inclusione reale delle donne
e dei gruppi emarginati; (d) divieto di rapporti
di potere ambigui tenuti da parte di élite e del
relativo rafforzamento degli stessi; (e) garanzia
che il processo sia trasparente e l’informazione accessibile; (f) meccanismi di responsabilità
che assicurino che il processo partecipatorio
rispetti gli standard minimi richiesti.
Brasile: Una voce nel bilancio
Numerosi comuni in Brasile utilizzano il bilancio
partecipativo. Questo modello nasce a Porto
Alegre in Brasile nel 1989. All’inizio di ogni anno
Allo stesso modo vi è una forte necessità di le assemblee di quartiere stabiliscono le priorità
un approccio basato sui diritti umani rivolto di bilancio ed eleggono 44 membri per il Consialla partecipazione; questo significa rispetto glio del bilancio partecipativo che ha il compito
concreto dei diritti civili e politici come dirit- di trattare con le autorità locali. Gli stanziamenti
to al voto, libertà di espressione e libertà di di bilancio sono decisi inoltre dall’unione “delassociazione. La partecipazione è un principio le preferenze individuali dei cittadini con criteri
chiave della realizzazione dei diritti economici, quantitativi oggettivi”. A distanza di dieci anni
sociali e culturali e del diritto allo sviluppo. Ad 40.000 residenti hanno preso parte alla proceesempio il Protocollo sui Diritti delle Donne dura ottenendo risultati come crescita dal 78
in Africa afferma che “la partecipazione delle al 99 per cento dell’ erogazione domestica di
donne sarà assicurata a tutti livelli nel conce- acqua, ampliamento dal 46 per cento a quasi
pimento, nei processi decisionali, nell’attuazio- l’83 per cento delle reti fognarie e raccolta dei
ne e nella valutazione di politiche e program- rifiuti per tutti i residenti.
3. Dare priorità ai diritti umani nelle scelte
politiche e nell’assegnazione delle risorse
“La necessità di compromessi è spesso un’esigenza esagerata
ed è in genere basata su un ragionamento elementare.
Inoltre anche quando è necessario affrontare dei compromessi,
questi possono essere ragionevolmente e giustamente indirizzati
verso un approccio inclusivo che tenga in equilibrio interessi diversi,
piuttosto che dare priorità a un gruppo rispetto ad un altro
con troppa semplicità”.
Un approccio basato sui diritti umani non stabilisce automaticamente scelte politiche o
l’assegnazione dettagliata delle risorse, ma valuta la partecipazione alle decisioni su questioni simili, in particolare in riferimento agli esclusi e fornisce un modello in cui tali scelte
possono essere valutate e sviluppate includendo i seguenti principi:
Anche se le politiche e i programmi finalizzati alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio possono essere pianificati con buone intenzioni, come qualsiasi progetto di
sviluppo se non sono progettati con attenzione, possono violare i diritti umani. La costruzione di una grossa diga favorisce il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
in termini di fornitura di acqua e di un impiego salariato per gli abitant, ma tali interventi
possono violare il diritto al lavoro, all’alloggio e al cibo dei contadini, dei pastori e delle
popolazioni che vivono nella regione e possono compromettere la biodiversità.
Peraltro tali violazioni non possono essere registrate nel monitoraggio dei progressi attraverso i target degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, dato che il gruppo o la regione
non farebbero parte dei target stessi. Per questa ragione nei processi di attuazione degli
Obiettivi il principio di “non nuocere” diventa cruciale.
Evitare misure regressive
Secondo il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali una
politica o un provvedimento che porta ad un rallentamento nell’attuazione dei diritti deve
avere una forte giustificazione. Un programma sociale può, ad esempio, essere sostituito
con un altro che risponde meglio agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, e tale intervento
può collidere con il divieto di adottare misure regressive. Questo potrebbe essere il caso
di un programma chiuso incentrato su un gruppo emarginato o mirato al raggiungimento
minimo di un diritto economico, sociale e culturale, dato che qualunque cambiamento in
un nuovo ambiente politico richiede molta attenzione per garantire il rispetto dei diritti
umani durante tutto il processo. In alcuni paesi è stata condotta una Valutazione dell’impatto sociale e della povertà per misurare le ripercussioni di scelte politiche differenti tra loro,
sebbene la portata dei diritti umani debba ancora essere compresa totalmente.
Politiche adeguatamente mirate
Le politiche adottate per il raggiungimento degli Obiettivi devono riflettere obiettivi in
linea con i diritti umani e devono essere valutate seguendo questo parametro. Per esempio,
nella valutazione delle politiche e dell’assegnazione delle risorse, è necessario riscontrare
un’attenzione prioritaria a quelle fasce di popolazione che subiscono forme multiple di
discriminazione, come le donne rurali di una minoranza etnica. La Corte Costituzionale del
Sud-Africa ha constatato, sulla base del diritto all’alloggio, che il Programma del Governo
in situazioni di emergenza non aveva tenuto conto di alcuni gruppi emarginati, i quali rappresentano un’ampia parte della popolazione.
Il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio richiede ovviamente delle risorse aggiuntive: finanziarie, umane, tecniche, naturali ed informatiche. Nella maggior parte
dei casi la capacità di far rispettare, proteggere e realizzare i diritti da parte del garante
richiede un periodo di tempo prolungato. In un contesto di ricostruzione delle istituzioni,
come nelle zone post conflitto, sia le istituzioni statali che le istituzioni con un ruolo di
assistenza e di monitoraggio hanno bisogno di un congruo sostegno. Le proposte che contemplano l’introduzione di tasse, privatizzazione o liberalizzazione del commercio devono
essere valutate con attenzione dato il loro potenziale impatto negativo sui diritti umani. Il
Fondo Monetario Internazionale ha manifestato la preoccupazione che un incremento su
scala degli aiuti possa portare ad un calo dei tassi di cambio o ad un aumento d’inflazione,
e ha spesso raccomandato che gli aiuti siano destinati all’estinzione del debito o all’incremento delle riserve valutarie. Tuttavia alcuni studi portati avanti dalle organizzazioni della
società civile hanno criticato il FMI per aver imposto obiettivi di inflazione eccessivamente
conservativi e un tetto ai livelli salariali, in riferimento al flusso degli aiuti legati agli Obiettivi del Millennio. Il FMI ha ribadito di essere flessibile su questi temi più di quanto venga
solitamente ritratto.
Valutare scelte politiche fondate sui diritti umani: Nazioni Unite e Cile sul tema
Il Cile è stato uno dei primi paesi a privatizzare il suo sistema di previdenza sociale, introducendo i contributi individuali.
Nel 2004 il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti Economici, Sociali e Culturali ha manifestato la preoccupazione che il nuovo sistema non risponda ad alcuni standard in termini
di diritti umani. È stato rilevato che non sia stato garantito un sistema di previdenza sociale
efficace ad un ampio segmento della popolazione, in particolare per quelle fasce di popolazione che lavorano in un contesto di economia sommersa o non sono in grado di versare
sufficienti contributi. La maggior parte delle donne (compreso il 40 per cento delle donne
lavoratrici) non hanno avuto accesso al sistema e quindi non hanno diritto alle indennità
d’anzianità previste. Il Comitato ha raccomandato che il Cile adotti misure efficaci per
garantire a tutti i lavoratori il diritto ad un sistema previdenziale adeguato.
4. Sostenere gli Obiettivi di Sviluppo
derire ad un approccio basato sui diritti umani significa fare proprio il principio secondo cui i bisogni umani fondamentali non sono una questione di carità
ma di giustizia, e pertanto dovrebbero essere rappresentati da standard precisi
e preferibilmente vincolanti a livello giuridico. Questa visione fornirebbe un mandato
inequivocabile ai funzionari pubblici e la possibilità da parte di coloro che rivendicano i
diritti di avere garanti che rispondano delle proprie azioni. Puntare su standard giuridici
è, inoltre, fondamentale per favorire la diffusione degli Obiettivi stessi ed evitare che
eventuali leggi possano limitare le relative attività. Ad esempio alcune leggi governative
troppo restrittive hanno impedito che programmi di miglioramento delle condizioni di
vita nelle baraccopoli venissero ampliati. I paesi, quindi, devono garantire una struttura
giuridica efficace che riconosca i diritti umani e fornisca meccanismi di supporto agli
stessi. Esempi:
Fornire meccanismi di controllo efficaci
Nella maggior parte dei tentativi riusciti in termini di responsabilità dei soggetti coinvolti, si sono ottenuti utilizzando numerosi strumenti . Se da un lato gli stati rappresentano
i garanti primari in termini di diritti umani, dall’altro altri garanti come imprese, donatori
e organizzazioni intergovernative devono considerarsi allo stesso modo responsabili del
rispetto di tali diritti. Gli standard relativi ai diritti umani prevedono la creazione di meccanismi di risarcimento giudiziari o semi-giudiziari che si pronuncino sugli aventi diritto,
rispondano alle violazioni e garantiscano una reale responsabilità dei soggetti coinvolti.
Sono inoltre di fondamentale importanza anche i mezzi non giudiziari: mediatori, organi
previsti dal trattato, procedure parlamentari, enti nazionali per i diritti umani, la rete e
la mobilitazione della società civile, la pressione dei media e i meccanismi locali come i
Garantire sostenibilità e proteggere i vantaggi che derivano dagli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio
Per una buona pratica di sviluppo occorre garantire la sostenibilità degli interventi tutelando i vantaggi economici che ne derivano, attraverso meccanismi formali ed informali.
Costruire un pozzo per un villaggio non può essere considerato sostenibile se i benefici
del progetto vanno nelle tasche delle elite locali o se non è stata affrontata la questione
centrale della proprietà della terra. Per evitare, quindi, ripercussioni sui benefici che ne
derivano, i paesi devono assicurarsi che i diritti umani siano inseriti solidamente nella
struttura giuridica e istituzionale e nelle norme sociali e culturali. Nei paesi in cui la
sostenibilità dei benefici che derivano dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio è legata
al sostegno a medio termine da parte dei donatori, questi ultimi devono impegnarsi nel
garantire un sostegno prolungato, fino a quando il paese non potrà procurarsi le risorse
necessarie da fonti interne o da altre fonti.
Diritti riconosciuti giuridicamente
L’Atto per i servizi idrici del Sud Africa (South African Water Services Act) ha stabilito
l’obbligo da parte delle autorità locali di sviluppare e realizzare programmi di accesso
all’acqua pulita più ampi e più accessibili e chiede di colmare il divario fra l’accesso alle
risorse idriche e l’allaccio alla rete fognaria. Nel 1992 la Corte Suprema indiana ha
deliberato che il diritto all’istruzione gratuita per i bambini fino ai 14 anni è una parte
fondamentale del diritto costituzionale alla vita; dopo una campagna portata avanti dalla
società civile, la quale ha attraversato tutto il paese, la Costituzione Indiana è stata modificata rendendo questo diritto esplicito e superando lo stesso modello legislativo. Da
un lato la legge è stata criticata per la mancata legislazione sugli standard minimi previsti,
ma dall’altro ha dato il via ad importanti progressi nel paese.
Un partenariato globale fondato
’enorme divario fra il potenziale sviluppo
e i risultati concreti ha portato alla decisione a livello mondiale di ampliare e
approfondire la cooperazione internazionale.
La Dichiarazione Universale sui Diritti Umani
del 1948 e la Dichiarazione sul Diritto allo Sviluppo del 1986 riconoscono l’attuazione dei
diritti umani come una responsabilità comune.
Inoltre la Dichiarazione del Millennio riconosce che “in aggiunta alle responsabilità individuali nei confronti delle nostre società, abbiamo una responsabilità collettiva di affermare i
principi di dignità umana, uguaglianza e
giustizia a livello mondiale”.
no numerosi indicatori per il raggiungimento
di questi Obiettivi, dall’altro mancano target
concreti per i paesi sviluppati, come la riduzione delle barriere commerciali, l’incremento del
volume degli aiuti e l’alleggerimento del debito.
In seguito sono stati stabiliti alcuni impegni per
favorire una cooperazione più efficace, ma è
stata trascurata l’esigenza di punti di riferimento più chiari e di azioni urgenti e concrete.
Gli standard legati ai diritti umani prevedono
responsabilità vincolanti a livello giuridico da
parte degli Stati, al fine di collaborare e sostenersi reciprocamente. I target dell’Obiettivo 8
devono, perciò, essere interpretati per quanto
possibile in un contesto di rispetto dei diritti
L’obiettivo 8, quindi, si rivolge umani. Ad esempio gli accordi commerciali
a tutti gli Obiettivi di Sviluppo non devono limitare o inibire la capacità di
del Millennio e prevede alcu- un paese di garantire la piena attuazione dei
ni impegni specifici come in- diritti umani. Anche se la Dichiarazione del
cremento degli aiuti, Millennio ha auspicato ad un sistema comaccesso al mer- merciale equo e nel target 12 degli Obiettivi
cato dei paesi di Sviluppo non viene citato quest’aspetto,
più poveri, sarà, tuttavia, inserito nella pratica. Condizioni
disponi- commerciali eque, implicite nella Dichiaraziobilità dei ne di Doha, devono essere attuate in buona
farmaci fede e devono essere stabiliti degli standard
essenziali, per ridurre le barriere del protezionismo nel
trasmissio- commercio agricolo. Un approccio basato sui
ne delle tecno- diritti umani significa, inoltre, guardare verso
logie, e tiene in con- quei paesi in via di sviluppo che ci rimettesiderazione l’esigenze rebbero in termini di liberalizzazione del
degli Stati senza accesso mercato agricolo e verso i piccoli agricoltori
al mare o dei piccoli che sarebbero costretti da soggetti più forti a
paesi insulari. Tuttavia lasciare le proprie terre a causa dell’aumento
se da un lato esisto- del valore dei terreni agricoli.
Accesso ai farmaci essenziali e l’accordo TRIPs
Le Filippine hanno ridotto il costo dei farmaci attraverso l’emanazione del Generics Act
del 1988 e l’importazione dall’India di farmaci a costi più bassi; tuttavia la maggioranza
degli abitanti non può ancora permettersi i medicinali anche dopo questi interventi. Le
trattative sugli accordi di libero scambio con alcuni paesi possono compromettere le
misure adottate per la circolazione dei farmaci generici. Un paese partner ha, in passato,
stretto accordi di libero scambio più rigidi degli accordi sui diritti di proprietà intellettuale connessi al commercio (acronimo inglese TRIPs) dell’Organizzazione mondiale per
il commercio, i quali permettono licenze obbligatorie e importazioni parallele nell’interesse pubblico. Le organizzazioni non governative hanno sottoposto la questione al
Comitato sui diritti del fanciullo durante i suoi accertamenti nelle Filippine. Il Comitato
ha raccomandato che le Filippine “sfruttino – nelle trattative per l’accordo di libero
scambio – tutte le flessibilità riaffermate nella Dichiarazione di Doha e i meccanismi a
sua disposizione per garantire l’accesso a farmaci a prezzi contenuti, in particolare per i
poveri e per la maggior parte dei bambini a rischio e i loro genitori.
Per nessun altro gruppo di persone l’esistenza e la giusta applicazione della legge
di diritto e dei diritti umani è così importante se non per i poveri e per le persone
emarginate. Le stesse persone per cui è più
importante il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Non c’è alcun
dubbio che il raggiungimento e soprattutto il sostegno degli Obiettivi non sarebbe
possibile senza l’esistenza di una struttura
fondata sui diritti umani.
con traguardo o finalità, ovviamente questo
va fatto anche nella tabella.
2) Duty bearer l’ho tradotto con garante,
ma non so se è corretto in questo contesto
3) Secure tenure l’ho tradotto con diritto
a possedere una casa a pag. 9 e successivamente con “sicurezza dei diritti sulla terra”
4) Disaggregating data tradotto con diversificazione dei dati
5) in alcuni casi ho inserito tra parentesi gli
acronimi inglesi ma forse non sono necessari
6) ho sottolineato anche alcune frasi di cui
non ho compreso a fondo il significato
1) Come d’accordo il termine target non
l’ho tradotto, ma credo si possa tradurre
Lavorare per il raggiungimento degli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio e per la realizzazione
Unire gli sforzi per assicurare la realizzazione dei Diritti Umani e l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, offre l’opportunità unica di lavorare verso il comune obiettivo
della dignità umana e un mondo senza povertà e ingiustizia. Così facendo, si garantisce a
diversi gruppi l’opportunità di collaborare - attivisti dei Diritti Umani, attivisti di giustizia
sociale, unioni di commercianti, associazioni di fede. Queste collaborazioni rafforzano la
nostra comune ricerca di vita dignitosa per tutte le donne, uomini e bambini.
Per nessun altro gruppo di persone l’esistenza e la giusta applicazione della legge di diritto e dei diritti umani è così importante se non per i poveri e per le persone emarginate.
Le stesse persone per cui è più importante il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio. Non c’è alcun dubbio che il raggiungimento e soprattutto il sostegno degli
Obiettivi non sarebbe possibile senza l’esistenza di una struttura fondata sui diritti umani.
Unisciti e agisci ora per assicurare la realizzazione dei Diritti Umani e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015!
“Sono assolutamente convinto del fatto che la Dichiarazione del Millennio
e gli Obiettivi, se interpretati ed utilizzati propriamente,
possono garantire una potentissima opportunità per convertire
i Diritti Umani da aspirazioni a realtà. Allo stesso modo,
assicurare che gli Obiettivi siano ancorati al quadro dei Diritti Umani
è l’unico modo per assicurare che gli stessi Obiettivi siano
in maniera inclusiva e sostenibile.
Pertanto, gli Obiettivi del Millennio e i Diritti Umani sono interdipendenti
e si rinforzano reciprocamente”.
Direttore della Campagna del Millennio delle Nazioni Unite
LA CAMPAGNA DEL MILLENNIO DELLE NAZIONI UNITE
CAMPAGNA GLOBALE
UFFICIO DELL’ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE
La Campagna del Millennio collabora con paesi di tutto il mondo per aiutare individui e
società civili a chiedere conto ai propri governanti degli impegni presi verso gli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio e a lottare per ottenere diritti umani per ogni individuo.
Noi crediamo che gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio possano essere raggiunti entro il
2015 se e solo se ogni cittadino è informato sulle promesse e gli impegni sottoscritti dal
proprio governo e, al tempo stesso, attivo nel chiedere che essi vengano mantenuti.
Ricorda! Noi siamo la prima generazione con la tecnologia, le risorse e le competenze per poter eliminare la povertà. Dobbiamo agire ora! Unisciti a noi!
Per maggiori informazioni sulla Campagna del Millennio delle Nazioni unite
• visita www.campagnadelmillennio.it
• scrivi a [email protected]
L’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani rappresenta l’impegno a livello mondiale per la piena realizzazione degli ideali universali della dignità umana
. L’Alto Commissariato possiede un mandato unico assegnato dalla comunità internazionale per la promozione e la tutela di tutti i diritti umani. L’Alto Commissario per i diritti umani è il principale funzionario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il quale ha il compito di
dirigere le attività dell’Ufficio e di portare avanti l’impegno delle Nazioni Unite in termini
di diritti umani. L’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani
si propone come guida, lavora in modo obiettivo, educa ed intraprende azioni adeguate al
fine di rendere autonomi gli individui e supporta i paesi nella difesa dei diritti umani.

References: articolo 6
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 articolo 28
 articolo 10
 articolo 5
 articolo 12
 articolo 12
 articolo 24
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 articolo 5
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