Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20020851/index.html
Timestamp: 2020-02-29 10:52:58+00:00

Document:
RS 0.672.948.71 Convenzione del 31 gennaio 2002 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica di Lettonia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l’evasione e l’elusione fiscali (con prot.)
tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica
di Lettonia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l’evasione e l’elusione fiscali1
Conclusa il 31 gennaio 2002
(Stato 3 settembre 2018)
desiderosi di sviluppare le loro relazioni economiche e di approfondire la collaborazione in materia fiscale,
decisi a concludere una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, senza creare opportunità di non imposizione o di ridotta imposizione mediante evasione o elusione fiscali (ivi comprese strutture volte a ottenere gli sgravi previsti dalla presente Convenzione a beneficio indiretto di residenti di uno Stato terzo),3
2. Sono considerate imposte sul reddito e sul patrimonio le imposte prelevate sul reddito complessivo, sul patrimonio complessivo o su elementi del reddito o del patrimonio, comprese le imposte sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili e le imposte sulle plusvalenze.
per quanto concerne la Lettonia:
l’imposta sul reddito delle società (uznemumu ienakuma nodoklis),
l’imposta sul reddito delle persone fisiche (iedzivotaju ienakuma nodoklis),
l’imposta sul reddito da patrimonio immobiliare (nekustama ipasuma nodoklis)
(qui di seguito indicate quali «imposta lettone»);
sul reddito (reddito complessivo, reddito da attività lucrativa, reddito del patrimonio, utili industriali e commerciali, utili di capitale e altri redditi), e
il termine «Lettonia» designa la Repubblica di Lettonia;
le espressioni «uno Stato contraente» e «l’altro Stato contraente» designano, secondo il contesto, la Lettonia o la Svizzera;
per quanto concerne la Lettonia, il Ministero delle finanze o il suo rappresentante autorizzato,
per quanto concerne la Svizzera, il capo del Dipartimento federale delle finanze o un suo rappresentante autorizzato;
l’espressione «istituzione di previdenza» designa tutti i piani, i sistemi, i fondi, le fondazioni, i trust o le altre istituzioni di uno Stato contraente che:
sottostanno alle prescrizioni di questo Stato e sono generalmente esentati dall’imposta sul reddito in questo Stato, e
servono essenzialmente all’amministrazione o al versamento di prestazioni di previdenza o al conseguimento di redditi a favore di una o più istituzioni di questo tipo.
2. Per l’applicazione della Convenzione da parte di uno Stato contraente, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione, le espressioni non diversamente definite hanno il significato che ad esse è attribuito nel momento in cui la Convenzione è applicata conformemente alla legislazione di detto Stato relativa alle imposte oggetto della Convenzione, tenuto conto che il senso attribuito a queste espressioni dalla legislazione fiscale applicabile in questo Stato prevale sul senso loro attribuito da un’altra legislazione di detto Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. II del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
2 Nuovo testo giusta l’art. III del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
3 Introdotta dall’art. IV del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione «residente di uno Stato contraente» designa ogni persona che, in virtù della legislazione di detto Stato, è assoggettata a imposta nello stesso Stato a motivo del suo domicilio, della sua residenza permanente, della sede della sua direzione, della sede della sua costituzione o di ogni altro criterio di natura analoga e comprende pure questo Stato e le sue suddivisioni politiche e i suoi enti locali. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono imponibili in questo Stato soltanto per i redditi che esse ritraggono da fonti situate in questo Stato o per il patrimonio ivi situato.
3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona diversa da una persona fisica è considerata residente di entrambi gli Stati contraenti, le autorità competenti degli Stati contraenti fanno il possibile per regolare la questione di comune accordo e per determinare il modo di applicazione della Convenzione a detta persona.1
1 Vedi tuttavia il n. 4 del Prot. qui appresso.
2. L’espressione «beni immobili» ha il significato che ad essa è attribuito dal diritto dello Stato contraente in cui i beni stessi sono situati. L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte vive o morte delle aziende agricole e forestali, i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la proprietà fondiaria, i diritti costitutivi o analoghi sull’acquisto di beni immobili, l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a canoni variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse naturali. Le navi e gli aeromobili non sono considerati beni immobili.
2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente e in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se il beneficiario effettivo dei dividendi è un residente dell’altro Stato contraente, l’imposta così applicata non può eccedere il 15 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi.
una società (diversa da una società di persone) che è residente dell’altro Stato contraente e, prima del pagamento dei dividendi, detiene direttamente almeno il 10 per cento del capitale della società che paga i dividendi per almeno un anno;
5. Ai fini del presente articolo il termine «dividendi» designa i redditi derivanti da azioni o da altre quote di partecipazione agli utili – ad eccezione dei crediti – nonché i redditi di altri diritti assoggettati al medesimo regime fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione fiscale dello Stato di cui è residente la società distributrice.
6. Le disposizioni dei paragrafi 1–3 non si applicano se il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato contraente, esercita nell’altro Stato contraente, di cui è residente la società che paga i dividendi, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata oppure una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricollega effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi sono applicabili le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
7. Qualora una società residente di uno Stato contraente ricavi utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi siano pagati a un residente di detto altro Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a una stabile organizzazione o a una base fissa situata in detto altro Stato, né prelevare alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi realizzati in detto altro Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. V del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
2. Tuttavia, tali interessi possono essere tassati anche nello Stato contraente dal quale essi provengono e in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se il beneficiario effettivo degli interessi è un residente dell’altro Stato contraente, l’imposta così applicata non può eccedere:
lo 0 per cento dell’ammontare lordo degli interessi, se gli interessi sono pagati da una società residente in uno Stato contraente a una società (diversa da una società di persone) che è residente dell’altro Stato contraente e beneficiaria effettiva degli interessi;
il 10 per cento dell’ammontare lordo degli interessi, in tutti gli altri casi.1
gli interessi provenienti da uno Stato contraente a titolo di mutuo, riconoscimento di debito o impegno analogo di questo Stato o da una sua suddivisione politica o un suo ente locale pagati a un beneficiario effettivo residente dell’altro Stato contraente sono imponibili solo in detto altro Stato;
gli interessi provenienti da uno Stato contraente pagati all’altro Stato contraente, a una sua suddivisione politica o un suo ente locale o alla Banca centrale di detto altro Stato contraente sono imponibili solo in detto altro Stato;
gli interessi provenienti da uno Stato contraente pagati a un residente dell’altro Stato contraente per un mutuo concesso, garantito o assicurato dall’altro Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale o da una base designata di comune accordo dalle autorità competenti dei due Stati contraenti attiva per conto di detto altro Stato, di una sua suddivisione politica o di un suo ente locale sono imponibili solo in detto altro Stato;
gli interessi provenienti da uno Stato contraente sono imponibili solo nell’altro Stato contraente se:
gli interessi sono pagati per un debito in relazione alla vendita a credito da parte di tale impresa di merci o di un equipaggiamento industriale, commerciale o scientifico a un’impresa del primo Stato, a meno che le vendite o i debiti vengano effettuati rispettivamente contratti tra persone collegate.
gli interessi provenienti da uno Stato contraente pagati a un’istituzione di previdenza dell’altro Stato contraente, che è la beneficiaria effettiva degli interessi, sono imponibili solo in detto altro Stato;
gli interessi provenienti da uno Stato contraente pagati a un residente dell’altro Stato contraente che è il beneficiario effettivo degli interessi sono imponibili solo in detto altro Stato se gli interessi sono pagati su un mutuo di qualsiasi natura garantito da una banca.
1 Nuovo testo giusta l’art. VI n. 1 del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
2 Introdotta dall’art. VI n. 2 del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
3 Introdotta dall’art. VI n. 2 del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
lo 0 per cento dell’ammontare lordo dei canoni, se i canoni sono pagati da una società residente in uno Stato contraente a una società (diversa da una società di persone) che è residente dell’altro Stato contraente e beneficiaria effettiva dei canoni;
il 5 per cento dell’ammontare lordo dei canoni, in tutti gli altri casi.1
1 Nuovo testo giusta l’art. VII del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o di altre attività di carattere indipendente sono imponibili soltanto in detto Stato. Nei casi che soddisfano una delle seguenti condizioni, i redditi sono imponibili anche nell’altro Stato:
1. Nonostante le disposizioni degli articoli 14 e 15, i redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni personali esercitate nell’altro Stato contraente in qualità di artista dello spettacolo, come artista di teatro, del cinema, della radio o della televisione, o in qualità di musicista nonché di sportivo, sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito proveniente da prestazioni personali esercitate da un artista o da uno sportivo in tale qualità è attribuito a una persona diversa dall’artista o dallo sportivo medesimo, detto reddito è imponibile, nonostante le disposizioni degli articoli 7, 14 e 15, nello Stato contraente dove dette prestazioni sono svolte.
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano ai redditi provenienti da attività esercitate in uno Stato contraente da artisti o sportivi se l’attività dell’artista o dello sportivo è finanziata direttamente o indirettamente, interamente o principalmente, da fondi pubblici dell’altro Stato contraente, di una sua suddivisione politica o di un suo ente locale. In questi casi i redditi sono imponibili solo nello Stato contraente in cui l’artista o lo sportivo è residente.1
1 Nuovo testo giusta l’art. VIII del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
a) I salari, gli stipendi e le rimunerazioni analoghe, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale a una persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a tale Stato, suddivisione politica o ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato contraente;
a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale, direttamente o mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a tale Stato, suddivisione politica o ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato contraente;
3. Il patrimonio costituito da navi e da aeromobili impiegati nel traffico internazionale da un’impresa di uno Stato contraente, e da beni mobili adibiti al loro esercizio, è imponibile soltanto in detto Stato contraente.
Art. 22a1Diritto ai benefici
1. Nonostante le altre disposizioni della presente Convenzione, un beneficio ai sensi della presente Convenzione non può essere concesso in relazione a redditi o elementi del patrimonio, se è ragionevole concludere, tenuti presenti tutti i fatti e tutte le circostanze determinanti, che l’ottenimento di tale beneficio era uno degli scopi principali di qualsiasi struttura od operazione che ha portato direttamente o indirettamente a tale beneficio, a meno che non sia provato che la concessione di tale beneficio in queste circostanze sarebbe conforme con l’oggetto e lo scopo delle pertinenti disposizioni della presente Convenzione.
2. Qualora in virtù del paragrafo 1 a una persona non è concesso un beneficio previsto dalla presente Convenzione, l’autorità competente dello Stato contraente che avrebbe altrimenti concesso tale beneficio deve considerare tale persona come avente diritto a questo o ad altri benefici in relazione a specifici redditi o elementi del patrimonio, se essa conclude, su richiesta della persona interessata e dopo aver valutato i fatti e le circostanze determinanti, che tali benefici sarebbero stati concessi a tale persona o a un’altra persona in assenza della struttura o dell’operazione di cui al paragrafo 1. L’autorità competente dello Stato contraente a cui è stata indirizzata la richiesta consulta l’autorità competente dell’altro Stato contraente prima di respingere una richiesta presentata da un residente di detto altro Stato in virtù del presente paragrafo.
1 Introdotto dall’art. IX del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
1. Per quanto concerne la Lettonia, la doppia imposizione è evitata nel modo seguente:
qualora un residente della Lettonia ritragga redditi o possieda un patrimonio che, giusta la presente Convenzione, sono imponibili in Svizzera, la Lettonia concede, qualora il suo diritto fiscale non contenga disposizioni più favorevoli:
In ambedue i casi, l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta lettone sul reddito o sul patrimonio, calcolata prima del computo, corrispondente ai redditi o al patrimonio imponibili in Svizzera;
qualora un’impresa residente di Lettonia riceva dividendi da un’impresa residente di Svizzera e possegga almeno il 10 per cento delle quote con diritto di voto di questa impresa, l’imposta pagata in Svizzera ai fini della lettera a) non comprende soltanto l’imposta pagata sui dividendi, bensì anche la quota relativa alle imposte sugli utili dell’impresa sui quali sono pagati i dividendi.
qualora un residente di Svizzera ritragga redditi o possieda un patrimonio che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Lettonia, la Svizzera esenta da imposta detti redditi o detto patrimonio, salve le disposizioni della lettera b), ma può, per determinare l’imposta inerente al rimanente reddito o patrimonio di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito o patrimonio in questione, senza tener conto dell’esenzione. Tuttavia, questa esenzione si applica agli utili di cui al paragrafo 4 dell’articolo 13 unicamente se ne è comprovata l’effettiva imposizione in Lettonia;
qualora un residente di Svizzera riceva dividendi, interessi o canoni che secondo le disposizioni degli articoli 10, 11 o 12 sono imponibili in Lettonia, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio, che può avere le seguenti forme:
computo dell’imposta pagata in Lettonia, giusta le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, che corrisponde al reddito imponibile in Lettonia, o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi, degli interessi o dei canoni di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Lettonia sull’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi o dei canoni.
qualora una società residente di Svizzera riceva dividendi da una società residente della Lettonia, fruisce, per quanto concerne la riscossione dell’imposta svizzera inerente a detti dividendi, dei medesimi vantaggi di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse residente di Svizzera.
1 Nuovo testo giusta l’art. X del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
1. Quando ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alla presente Convenzione, una persona può, indipendentemente dai mezzi giuridici previsti dalla legislazione nazionale di tali Stati contraenti, sottoporre il suo caso all’autorità competente dello Stato contraente di cui è residente o, se il suo caso rientra nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 dell’articolo 24, a quella dello Stato contraente di cui possiede la cittadinanza. Il caso deve essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione della misura che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione.
ogni questione irrisolta risultante dal caso deve essere sottoposta a procedura arbitrale se la persona lo richiede. Tuttavia, tali questioni irrisolte non possono essere sottoposte a procedura arbitrale se una decisione sulle stesse è già stata emessa da un organo giudiziario o amministrativo di uno dei due Stati. A meno che una persona direttamente interessata dal caso rifiuti l’accordo amichevole che attua il lodo arbitrale o che le autorità competenti e le persone direttamente interessate non giungano a un’altra soluzione entro sei mesi dalla notifica del lodo arbitrale, tale lodo sarà vincolante per entrambi gli Stati contraenti e sarà attuato a prescindere dai termini previsti dalle loro legislazioni nazionali. Le autorità competenti degli Stati contraenti regolano di comune accordo le modalità di applicazione del presente paragrafo.1
6. Gli Stati contraenti possono mettere a disposizione del tribunale arbitrale costituito secondo il paragrafo 5 le informazioni necessarie per l’esecuzione della procedura arbitrale. I membri di questo tribunale sono vincolati alle prescrizioni del segreto d’ufficio menzionate nel paragrafo 2 dell’articolo 26 della Convenzione.2
1 Introdotto dall’art. XI del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
2 Introdotto dall’art. XI del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
2. Le informazioni ottenute in virtù del paragrafo 1 da uno Stato contraente sono tenute segrete allo stesso modo di quelle ottenute in applicazione della legislazione di questo Stato e sono accessibili soltanto alle persone o autorità (comprese le autorità giudiziarie o gli organi amministrativi) incaricate dell’accertamento o della riscossione delle imposte di cui al paragrafo 1, dell’esecuzione o del perseguimento penale relativi a tali imposte oppure della decisione in merito a ricorsi concernenti tali imposte. Dette persone o autorità possono utilizzare le informazioni unicamente per questi fini. Possono rivelarle nell’ambito di una procedura giudiziaria pubblica o in una decisione giudiziaria. Nonostante le disposizioni precedenti, uno Stato contraente può utilizzare ad altri fini le informazioni ricevute, se ciò è previsto dalla legislazione di entrambi gli Stati e se l’autorità competente dello Stato richiesto ne ha approvato l’impiego.
1 Nuovo testo giusta l’art. XII del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).
2. Nonostante le disposizioni dell’articolo 4, ogni persona fisica che è membro di una missione diplomatica, di una rappresentanza consolare o di una delegazione permanente di uno Stato contraente, situate nell’altro Stato contraente o in uno Stato terzo, è considerata residente dello Stato accreditante ai fini della presente Convenzione, a condizione che:
1. I Governi degli Stati contraenti si notificheranno vicendevolmente l’adempimento dei presupposti costituzionali necessari per l’entrata in vigore della presente Convenzione.
2. Il presente Protocollo entrerà in vigore al momento in cui perverrà l’ultima delle notifiche di cui al paragrafo 1 e le sue disposizioni si applicheranno nei due Stati contraenti:
con riferimento alle imposte rimanenti sul reddito e sul patrimonio, agli anni fiscali che iniziano il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore della Convenzione.
Fatto in duplice esemplare a Berna, il 31 gennaio 2002, nelle lingue tedesca, lettone e inglese, tutti i testi facenti egualmente fede. In caso di divergenza d’interpretazione prevarrà il testo inglese.
Per la Repubblica di Lettonia:
in riferimento alla Convenzione tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica di Lettonia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l’evasione e l’elusione fiscali, i firmatari hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione:
1. Ad art. 3 par. 1 lett. a)
Resta inteso che il termine «Lettonia» non comprende le zone adiacenti alle acque territoriali lettoni, sulle quali la Lettonia secondo il proprio diritto nazionale e in accordo con il diritto internazionale può esercitare diritti per quanto concerne il fondo e il sottosuolo marini nonché le sue risorse naturali.
2. Ad art. 3 par. 1 lett. j)
per quanto concerne la Lettonia, tutte le istituzioni secondo:
la legge del 2 novembre 1995 sulle pensioni statali,
la legge del 5 giugno 1997 sui fondi pensionistici privati;
per quanto concerne la Svizzera, tutte le istituzioni secondo:
la legge del 25 settembre 19528 sulle indennità di perdita di guadagno,
la legge federale del 25 giugno 19829 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, comprese le istituzioni di previdenza non registrate che offrono piani di previdenza professionali, e le forme previdenziali riconosciute della previdenza individuale vincolata.
3. Ad art. 4 par. 1
Con riferimento al paragrafo 1 dell’articolo 4, resta inteso che l’espressione «residente di uno Stato contraente» designa in particolare:
le organizzazioni fondate e gestite per scopi religiosi, caritativi, scientifici, culturali, sportivi o educativi e che sono residenti in uno Stato contraente secondo la sua legislazione, nonostante il fatto che una parte o la totalità dei loro redditi o utili possano essere esenti da imposta secondo la legislazione interna di questo Stato.
4. Ad art. 4 par. 3
5. Ad art. 6
Se la proprietà di azioni o di altre quote sociali conferisce ai proprietari di queste azioni o quote sociali un diritto di usufrutto su beni immobili appartenenti alla società, resta inteso che i redditi derivanti dall’esercizio diretto, dalla locazione o dall’affitto nonché da ogni altra forma d’uso di questi diritti sono considerati come redditi provenienti da beni immobili.
6. Ad art. 7 par. 3
7. Ad art. 10 par. 2 e 3
Se la durata minima di detenzione di cui alla lettera a) del paragrafo 3 dell’articolo 10 non è stata rispettata al momento del pagamento dei dividendi e pertanto l’imposta di cui al paragrafo 2 dell’articolo 10 è stata trattenuta in occasione del pagamento, e se la durata minima di detenzione è rispettata successivamente, il beneficiario effettivo dei dividendi può chiedere il rimborso dell’imposta trattenuta.
8. Ad art. 11
Qualora, con riferimento ai paragrafi 2 e 3 dell’articolo 11, dopo la firma della presente Convenzione, la Lettonia dovesse convenire, mediante una Convenzione per evitare le doppie imposizioni o una modifica di una tale Convenzione, con uno Stato terzo che al momento della firma della presente Convenzione è membro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici, un’esenzione d’imposta o un’imposizione a un’aliquota inferiore rispetto a quella prevista dal paragrafo 2 per gli interessi pagati su un mutuo di qualsiasi natura garantito da una banca o su un debito in relazione alla vendita a credito di merci o di un equipaggiamento commerciale, industriale o scientifico da parte di un’impresa ad un’altra impresa ad essa associata, resta inteso che tale esenzione d’imposta o tale imposizione a un’aliquota inferiore si applichi automaticamente alla presente Convenzione – come se ciò fosse stato stabilito nei paragrafi 2 o 3 – a partire dal giorno in cui le disposizioni di una tale Convenzione o di una tale modifica di Convenzione o della presente Convenzione trovano applicazione, a seconda dell’evento che subentra da ultimo.
9. Ad art. 11 par. 3 lett. f)
Resta inteso che il termine «banca» designa una banca regolamentata secondo il diritto interno dell’altro Stato contraente.
10. Ad art. 12
Qualora, dopo la firma della presente Convenzione, la Lettonia dovesse convenire, mediante una Convenzione per evitare le doppie imposizioni o una modifica di una tale Convenzione, con uno Stato terzo che al momento della firma della presente Convenzione è membro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici, una definizione del termine «canoni» che esclude singoli diritti menzionati al paragrafo 3 o altri valori patrimoniali oppure dovesse convenire un’esenzione d’imposta per i canoni provenienti dalla Lettonia o una loro imposizione ad aliquote inferiori da quelle di cui al paragrafo 2, resta inteso che detta definizione più restrittiva, esenzione d’imposta e imposizione a un aliquota inferiore si applichino automaticamente alla presente Convenzione – come se ciò fosse stato stabilito nei paragrafi 2 o 3 – a partire dal giorno in cui le disposizioni di una tale Convenzione o di una tale modifica di Convenzione o della presente Convenzione trovano applicazione, a seconda dell’evento che subentra da ultimo.
11. Ad art. 18 e 24
Con riferimento agli articoli 18 e 24 resta inteso che i contributi versati da o per conto di una persona fisica che esercita un’attività in uno Stato contraente a un’istituzione di previdenza costituita e riconosciuta ai fini fiscali nell’altro Stato contraente, sono, per la determinazione dell’imposta dovuta dalla persona fisica nel primo Stato menzionato e per la determinazione degli utili delle imprese ivi imponibili, trattati allo stesso modo e soggetti alle stesse condizioni e limitazioni dei contributi versati a un’istituzione di previdenza riconosciuta ai fini fiscali nel primo Stato contraente, a condizione che, immediatamente prima di iniziare a esercitare la sua attività in questo Stato, la persona fisica non fosse un residente di detto Stato e fosse già affiliata a questa istituzione di previdenza.»
12. Ad art. 26
Resta inteso che nella domanda di assistenza amministrativa ai sensi dell’articolo 26 della Convenzione le autorità fiscali dello Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali dello Stato richiesto:
Resta inteso che il riferimento alle informazioni «verosimilmente rilevanti» ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni («fishing expedition») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile. Sebbene la lettera b) contenga importanti requisiti procedurali volti a impedire la «fishing expedition», i numeri (i)–(v) devono essere interpretati in modo da non ostacolare lo scambio effettivo di informazioni.
N. 2 dell’art. XIV del Protocollo del 2 novembre 20161
con riferimento alle imposte trattenute alla fonte, ai redditi pagati o accreditati il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore del Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento alle imposte rimanenti, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore del Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento ai paragrafi 5 e 6 dell’articolo 25, alle procedure amichevoli:
pendenti tra le autorità competenti degli Stati contraenti all’entrata in vigore del Protocollo (in questi casi il termine di tre anni di cui alla lettera b) del paragrafo 5 decorre dall’entrata in vigore del Protocollo), o
con riferimento all’articolo 26, alle informazioni riguardanti gli anni o gli esercizi fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore del Protocollo, o dopo tale data.
1RU 2018 3409; FF 2017 4467
RU 2003 965; FF 2002 4683
1 Nuovo testo giusta l’art. I n. 1 del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).2RU 2003 9643 Nuovo testo giusta l’art. I n. 2 del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).4 Aggiornato dall’art. XIII del Prot. del 2 nov. 2016, approvato dall’AF il 16 mar. 2018, in vigore il 3 set. 2018 (RU 2018 3409; FF 2017 4467).5 RS 831.106 RS 831.207 RS 831.308 RS 834.19 RS 831.40
RU 2003 965
Convenzione del 31 gennaio 2002 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica di Lettonia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l’evasione e l’elusione fiscali (con prot.)

References: Art. 22
 art. 3
 art. 3
 art. 4
 art. 4
 art. 6
 art. 7
 art. 10
 art. 11
 art. 11
 art. 12
 art. 18
 art. 26