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Timestamp: 2019-10-14 18:54:01+00:00

Document:
Anche stavolta i legali che curano il tema del diritto allo studio sono giunti per primi ad ottenere il riconoscimento di un titolo di laurea estero in Italia con l'annullamento del Regolamento d'Ateneo che negava il riconoscimento.
Il T.A.R. Calabria ha infatti accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ha ordinato all'Univerità di valutare il titolo estero di un laureato in Odontoiatria.
Ad essere annullato non è un mero provvedimento di diniego rivolto ad un singolo studente ma l'intero regolamento accademico di riconoscimento dei titoli esteri.
Secondo il T.A.R. di Catanzaro (est. Tallaro) "l’art. 1, paragrafo a.2) del decreto del Rettore dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro del 18 giugno 2012, n. 517, recante il “Regolamento di Ateneo sul riconoscimento dei titoli accademici ed abbreviazione del corso di studio; riconoscimento percorso formativo e trasferimento presso l’UMG”, è "in contrasto con gli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all'insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l'11 aprile 1997, la cui ratifica è stata autorizzata e resa esecutiva in Italia con l. 11 luglio 2002, n. 148".
L'Ateneo è stato condannato a "valutare il titolo da costui posseduto alla luce degli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all'insegnamento superiore nella Regione europea".
"Si tratta", commenta l'Avvocato Santi Delia, "di una nuova affermazione del diritto all'istruzione ed alla circolazione dei titoli di studio in tutta l'area EUROPEA (e non solo comunitaria e quindi anche Albania, Serbia, etc..) che si affianca alla battaglia, ormai da anni condotta al fianco di migliaia di giovani costretti ad andare all'estero per studiare ed a cui, persino al ritorno, viene negato il riconoscimento di anni di studio e impegno che tutti gli altri paesi stranieri invece promuovono a pieno titolo". "La prova documentale che quel titolo abbia lo stesso valore di quelli italiani", continua l'Avv. Bonetti, "è che lo stesso Ateneo, a seguito dell'ordine cautelare del T.A.R., ha ammesso il ricorrente al V anno convalidando l'intero percorso".
E' un'altra vittoria per un'istruzione di respiro davvero internazionale, europea e senza barriere.
T.A.R. CALABRIA, Sez. II, 23 febbraio 2015, n. 306
Per maggiori informazioni sui ricorsi contattateci agli indirizzi info@avvocatomichelebonetti,it oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Il TAR Lazio ha accolto il ricorso dell’UDU Palermo per circa 50 ricorrenti che chiedevano l’ingresso al corso di laurea in scienze della formazione. Sebbene le università potessero contenere almeno i posti messi a bando, veniva introdotta dal Ministero una soglia minima di punti da ottenere al test per entrare all’università.
“Tutti i candidati che non avevano ottenuto almeno 55 punti, non potevano entrare nonostante i posti liberi; è la prossima scelta ministeriale che ha deciso di passare da un numero programmato ad un numero chiuso.” – a parlare è l’Avvocato dell’U.D.U., Michele Bonetti, che ha curato il ricorso insieme all’Avv. Santi Delia - “In tal modo anche se i posti sono 250, se nessun candidato raggiunge i 55 punti si chiude addirittura il corso.”
Prosegue Bonetti “E’ il superamento del meccanismo della programmazione dell’accesso all’università in virtù dei posti disponibili, preludio a finti atenei di élite senza alcuna volontà di diffondere la cultura. La soglia di 55 punti è altissima e in molti test i ragazzi non raggiungono mai questo punteggio. Vi è dunque la chiara volontà di bloccare l’accesso al sapere”
Il TAR Lazio, sezione III bis, ha accolto il ricorso dichiarando illegittima questa soglia di sbarramento di 55 punti, ammettendo in sovrannumero tutti coloro che avevano fatto ricorso a prescindere dal punteggio.
sabato 21 febbraio 2015 sarò per la prima volta a Sassari.
Alle ore 15.00 si terrà una riunione con i precari dell’Università degli Studi di Sassari che intendono impugnare i contratti a tempo determinato, tipologia contrattuale tipicamente utilizzata dall’Ateneo di Sassari ed, a mio avviso, illegittima.
Alle 17.30 seguirà la riunione con tutti gli studenti sassaresi e sardi per discutere del prossimo scioglimento della riserva inerente i ricorsi pendenti, presenti e passati, e di tutte le problematiche connesse ai contenziosi (trasferimenti dall’estero, passaggi ad anni successivi al primo, rinunce, ecc.).
Dulcis in fundo, la riunione delle 18.45 in poi con gli aspiranti specializzandi sardi ove affronteremo, oltre lo stato dei ricorsi di primo e secondo grado, la tematica dell’istituendo coordinamento dei ricorrenti e gli scenari che potrebbero aprirsi anche con il prossimo ed imminente concorso.
Vi aspetto tutti a Sassari in via Besta, presso la Parrocchia di San Paolo.
ancora un mio editoriale sul Sole 24 Ore; la questione è quella della stabilizzazione dei precari della scuola a seguito della Corte di Giustizia; affronto la questione con spirito critico e con la lucidità di sempre, non escludendo una sanatoria legislativa per tutti i soggetti in possesso dei requisiti indicati dalla Corte di Giustizia.
Di seguito lo stesso testo in forma piu estesa a questo link, vi sono ulteriori FAQ per Vostra comodità allegate alle pagine.
A chi è rivolto.Tutti i docenti (Abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato con una amministrazione scolastica nel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.
Obiettivo del ricorso.Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l'intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine. Cosa più importante rimane la richiesta di stabilizzazione, in merito alla quale si è già espresso con sentenza il Tribunale di Fermo su ricorsi da noi proposti, nonchè il Tribinale di Napoli in diverse occasioni.
1. La lettera di impugnazione: ATTENZIONE: se ha già inviato la lettera come da istruzioni di Adida o dellaVoce dei Giusti, vada al punto 2. altrimenti: apra l'allegato "Lettera d'impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto.
2.La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.
3. L'incarico professionale: l'incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file "patto di quota lite 2014" e poi lo compili e lo firmi.
5.Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 700,00 se il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99. In caso contrario dovrà versare la somma di euro 959,00 comprensiva di Contributo Unificato. Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: "Ricorso GDL 2014 + il nominativo del ricorrente".
Cosa inviare via Mail: ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO GDL 2014 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"
ATTENZIONE: L'INDIRIZZO MAIL E'Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO "RICORSO GDL 2014 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"
Lo studio dell'Avv. Bonetti, la Voce dei Giusti e Adida rimangono a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Il Tribunale del Lavoro di Roma, I sezione, Giudice Dott. Massimo Pagliarini, ha accolto 50 ricorsi di insegnanti precari della scuola, patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia per le associazioni Adida e la Voce dei Giusti.
Il Tribunale del Lavoro romano ha dichiarato l’illegittimità dei contratti a termine quando superano complessivamente i 36 mesi ed ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare 12 mensilità in via equitativa.
Per gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia "è un’importante vittoria, poiché proviene da uno dei principali Tribunali del Lavoro nazionali e, oltre alle 12 mensilità, paragona finalmente l’importanza del lavoro dei precari a quella di coloro che hanno il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non da ultimo, il Ministero è stato condannato, in una bella e lunga sentenza del Giudice Pagliarini, anche alle spese legali. Ora si auspica che il Ministero decida di affrontare almeno questa situazione, sanando la posizione di mille ricorrenti i cui ricorsi sono in via di definizione, senza ulteriori aggravi economici per lo Stato".
Consulta la Rassegna Stampa in allegato.
Il Consiglio di Stato in sede consultiva, dopo le numerose vittorie sui ricorsi presentati per l'ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, apre anche le porte ai ricorrenti di Professioni Sanitarie. Sono recentissimi, infatti, gli ultimi provvedimenti che consentiranno, nei prossimi giorni, le immatricolazioni con riserva di studenti che, a causa delle numerose irregolarità riscontrate, non erano stati ammessi al corso di laurea prescelto.
Nel provvedimento, l'On.le Collegio, ha ravvisato in particolar modo "profili di fondatezza con riguardo al motivo che censura la violazione dell'anonimato concorsuale", confermando le nostre eccezioni sulla concretezza di tale vizio.
E' una nostra importantissima vittoria che segna un altro fondamentale traguardo nella nostra battaglia contro il numero chiuso e, nelle prossime settimane, i ricorrenti potranno iniziare le procedure di immatricolazione presso gli Atenei prescelti.
ricorsi straordinari
Il T.A.R. Lazio, dopo la tanto artatamente pubblicizzata sentenza sul caso Sassari, accoglie il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ripercorrendo in maniera approfondita e dettagliata il caso anonimato.
Il T.A.R., ove pendono tutti i ricorsi degli studenti, ha in particolare ricordato e confermato la fondatezza del vizio dell'anonimato, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato, di qualche giorno antecedente rispetto al peculiare caso Sassari, n. 15/2015.
Come abbiamo sempre affermato, in un quadro giurisprudenziale assai frastagliato, ove, allo stato, assistiamo ad oltre 200 provvedimenti a noi favorevoli della Sezione consultiva, a due sentenze di merito del Consiglio di Stato ed a oltre 60 provvedimenti cautelari dello stesso Consiglio di Stato tutte che affermano e confermano la fondatezza del vizio, oltre alle centinaia di ordinanze e le decine di sentenze del T.A.R. Lazio, del T.A.R. Palermo, del C.G.A. e di altri T.A.R., una sola sentenza (il caso Sassari) non può essere presa a modello per imbastire una campagna del terrore nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Il contenzioso ha, in se, un'alea ineliminabili. Decidono Giudici e quindi persone sulla base del loro personale e libero convincimento.
Questa sentenza, assieme alle altre, dimostra che non v'è altra strada da percorrere se non quella della ferma determinazione nella conferma delle nostre tesi che, con tutte le nostre forze, proveremo sempre a difendere a difesa dei nostri ragazzi e del loro diritto allo studio. Proprio in tal senso, e sempre con invito a tutti i ricorrenti a consolidare la propria posizione con lo studio ed il superamento degli esami, nello stesso giorno, altra sezione del T.A.R. Lazio, sempre in accoglimento del nostro ricorso, ha confermato l'immatricolazione a suo tempo adottata nei confronti dei nostri ricorrenti in virtù del consolidamento, grazie agli anni di studio, della loro posizione.
Entrambe le tesi (anonimato e consolidamento), quindi, sono state accolte.
Secondo il T.A.R. Lazio, "le concrete modalità di svolgimento delle prove preselettive in questione hanno rivelato una effettiva violazione di tali principi" (...) "in quanto ai candidati è stata consegnata una scheda risposte, unitamente ad una scheda anagrafica, tutte recanti il medesimo codice alfanumerico, già di per sé idoneo ad identificare i candidati".
Ed invero, nel caso specifico, il codice di identificazione (“codice a barre di identificazione univoca”, risulta impresso: a) sui moduli delle risposte; b) sull’elenco delle domande; c) sulla scheda anagrafica, in attuazione della stessa lex specialis (D.M. 12 giugno 2013 che, peraltro, espressamente prevede sotto altri profili il rigoroso rispetto del principio dell’anonimato (cfr. art. 9, punto p) del richiamato D.M.).
Orbene, tali modalità erano state già stigmatizzate da alcune decisioni del giudice di primo grado e di quello di appello, secondo cui secondo cui “la presenza di un codice a barre (con l’indicazione sottostante del numero di codice), riportato sia sulla scheda anagrafica di ciascun concorrente, sia sui modelli di questionario a ciascun concorrente consegnati, rende in astratto possibile l’identificabilità dell’autore della prova, anche dopo la conclusione della prova medesima, persino nel momento successivo delle operazioni di esame e valutazione dei questionari. Anche se l’attribuzione di punteggio alla prova è rigorosamente legata al numero di risposte esatte contenute nell’elaborato di ciascun candidato, l’anonimato dell’elaborato (cioè la non identificabilità dell’autore prima dell’attribuzione del punteggio) resta un valore tutelabile, soprattutto allo scopo di prevenire ed evitare eventuali manipolazioni dell’esito della prova. Tale valore è da ritenersi effettivamente tutelato dalle puntuali e minute prescrizioni contenute nelle vigenti disposizioni e norme di settore, che - quando sono integrate da disposizioni di auto-regolamento, come nel caso di specie - non consentono però, in via di principio, procedure tali da rendere possibile a un qualsivoglia addetto alla vigilanza o membro della commissione di seguire la traccia dell’elaborato, identificandone l’autore, come avviene quando la tracciabilità sia consentita dall’identificazione del candidato mediante i codici a barre e numerico, riportati sia sulla scheda recante i dati anagrafici del medesimo (esibita sul banco durante la prova, per consentire alla vigilanza il controllo costante dell’identità del candidato), sia sul modello di questionario consegnato a ciascun candidato. E’ appena il caso di aggiungere che la regola dell’anonimato dei concorrenti sia espressione di un più generale principio di garanzia dell’imparzialità amministrativa” (T.A.R. Molise, 4 giugno 2013, n. 396; C.G.A.R.S., 10 maggio 2013, n. 466; Consiglio di Stato, Sez. II, par. 14 ottobre 2013, n. 4233).
Successivamente, sono intervenute le pronunzie dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha definitivamente chiarito che “nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione” (20 novembre 2013, nn. 26, 27 e 28) e che “l’esigenza dell’anonimato si traduce infatti a livello normativo in regole che, per quanto ora rileva, tipizzano rigidamente il comportamento dell’Amministrazione imponendo (come fa ad es. il D.M. 10.6.2010 per la selezione in controversia) una serie minuziosa di cautele e accorgimenti prudenziali, inesplicabili se non sul presupposto dell’intento del Legislatore di qualificare la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’ interesse pubblico primario al cui perseguimento tali procedure selettive risultano finalizzate. Allorché l’Amministrazione si scosta in modo percepibile dall’osservanza di tali vincolanti regole comportamentali si determina quindi una illegittimità di per se rilevante e insanabile, venendo in rilievo una condotta già ex ante implicitamente considerata come offensiva in quanto appunto connotata dall’attitudine a porre in pericolo o anche soltanto minacciare il bene protetto dalle regole stesse” (20 novembre 2013, nn. 26, 27, 28).
La Sezione, pertanto, si è conformata ai principi di diritto ivi enunciati, recependoli dopo ampio approfondimento nel merito (T.A.R. Lazio, Sez. III, 24 giugno 2014, n. 6681; 18 luglio 2014, n. 7752) anche nelle successive pronunzie cautelari (ex multis T.A.R. Lazio, Sez. III, 18 luglio 2014, n. 3332).
Infine, più di recente, con la decisione n.15/2015 del 5.01.2015 il Consiglio di Stato, sez.VI, ha posto in evidenza che “nella delicata fase della correzione della prova da parte del consorzio Cineca, il codice apposto sulla scheda dei test, in quanto corrispondente a quello stampigliato sulla scheda anagrafica dei candidati, ben avrebbe potuto consentire l’associazione dell’elaborato al nominativo di ciascun candidato; il che è sufficiente a ritenere violato il principio di imparzialità e trasparenza nello svolgimento delle prove selettive ad evidenza pubblica, la cui osservanza va osservata in astratto, senza cioè prova concreta della sua violazione, come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ”.
In conclusione il ricorso, unitamente ai motivi aggiunti, deve essere accolto, con annullamento delle graduatorie impugnate limitatamente alla parte in cui esclude i ricorrenti o li ammette “con riserva”, con consequenziale accoglimento della domanda volta all’ ammissione dei ricorrenti, in soprannumero, ai corsi di laurea di cui trattasi senza pregiudizio dei candidati utilmente inseriti in graduatoria (cfr. T.A.R. Cagliari, n.230/2013; T.A.R Lombardia, Brescia, sez. II, n. 1352 del 16 luglio 2012; Tar Campania, Napoli, sezione quarta n. 5051 del 28 ottobre 2011; T.A.R. Toscana, sez. I, n. 1105 del 27/6/2011; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, n. 457 del 28/2/2012; T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, n. 1528 del 28 agosto 2008; T.A.R. Lombardia, Brescia, ordinanza cautelare n. 972 del 15 dicembre 2011).
T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 10 febbraio 2015, n. 2407, T.A.R. Lazio, Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 2420.
Vi informiamo che giovedì 5 febbraio 2015 presso l'Auditorium del Campus dell'Università degli studi di Tor Vergata, in via di Passo Lombardo n. 341, si terrà un incontro per tutti i ricorrenti con l'Avv. Michele Bonetti, il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra, Alessio Portobello dell'esecutivo dell'UDU, il responsabile dell'Udu Roma David De Concilio e Paolo Cornetti.
L'Unione degli Universitari ha già inoltrato per tramite dell'Avv. Michele Bonetti una richiesta al Ministero di passaggio agli anni successivi, che verrà meglio discussa durante l'incontro.
L'incontro inizierà alle ore 15:00 per tutti i ricorrenti ma anche per gli studenti ammessi al test che ad oggi non riescono a passare al secondo anno o ad anni successivi mentre, dalle ore 16:30, la riunione sarà incentrata sugli aspetti comuni a tutti i ricorrenti, saranno discussi tutti i punti dei Vostri ricorsi e l'Avvocato sarà a disposizione per rispondere a tutte le Vostre domande.
Viste le numerose richieste ed il contingente momento, alle ore 17:30 tratteremo la questione dei Medici specializzandi.
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 art. 9