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Timestamp: 2019-05-26 06:13:08+00:00

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Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2007
La correzione degli errori Iva
La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi, attraverso la sentenza n. 21944/2007, sul delicato tema del termine entro il quale è possibile presentare una dichiarazione integrativa Iva dalla quale emerga un minor debito o un maggior credito di imposta - confermando, prima facie, la coincidenza dell’ultimo momento utile per operare la rettifica con quello di decadenza dal potere di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria - ma non sembra aver eliminato alcune incertezze di fondo che accompagnano la propria recente giurisprudenza sull’argomento.
Con Iva il rapporto tra AATO e gestore
Secondo la risoluzione n. 395/E le somme riscosse dal gestore del servizio idrico integrato a titolo di aumento cumulato delle tariffe, con il preciso scopo di finanziare un programma di interventi urgenti avviato per legge dall’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, devono essere assoggettate ad Iva in quanto costituiscono il corrispettivo dell’affidamento delle opere di futura realizzazione.La pronuncia, comunque interessante per via dell’oggetto, lascia spazio ad alcune osservazioni critiche.
Vendita di legname con Iva
La vendita, da parte di un ente pubblico non commerciale, di legname proveniente da piante abbattute per eventi meteorici o per interventi selvicolturali programmati rappresenta la fase terminale di una attività a carattere oggettivamente agricolo che viene resa senza manifestazione di poteri pubblicistici, da cui la necessità che i corrispettivi vengano assoggettati agli ordinari obblighi Iva previsti dal D.P.R. 633/72. E’ questa l’opinione espressa dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la risoluzione n. 352/E del 5 dicembre 2007.
Alle porte l’acconto Iva
Giovedì 27 dicembre scade il termine, per tutti i soggetti passivi Iva, per provvedere all’eventuale versamento in acconto dell’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’ultimo mese o trimestre dell’anno con possibilità di scelta di quello che, tra i differenti risultati ottenibili dall’applicazione dei vari metodi ammessi dalla normativa vigente, appare essere il più conveniente sotto il profilo economico e/o quello più gradito per mera semplicità di calcolo. Il criterio speciale dettato per coloro che esercitano una o più attività disciplinate dai regolamenti 24 ottobre 2000, numeri 366 e 370.
La Cassazione “cassa” la prassi
Lungi da tempo dal poter costituire un vincolo per il giudice tributario e, tanto meno, dall’essere considerate una fonte di diritto, le circolari e le risoluzioni hanno recentemente subito un duro ridimensionamento, anche pratico, ad opera dei giudici di legittimità e della sentenza numero 23031 del 2 novembre scorso, al punto da venire retrocesse dal rango di direttiva a valenza vincolante endogena, a quello di pura e semplice interpretazione da parte dell’organo centrale, al quale gli uffici periferici – e lo stesso soggetto emanante – possono sottrarsi. La stessa sentenza sembra porre, inoltre, un argine alla tesi di coloro che vorrebbero spingere la tutela del legittimo affidamento sino al punto da consolidare il mancato versamento di somme non richieste dalla prassi, ma invece dovute in base alla corretta lettura delle norme.
Arriva l’F24 “enti pubblici”
Il primo gennaio prossimo segnerà il debutto di un nuovo modello F24, specificamente dedicato agli enti pubblici, che dovrà essere utilizzato per il versamento delle ritenute e dell’Irap e, dunque, non in sostituzione, ma in combinazione con quello “normale”, già impiegato da comuni ed altre amministrazioni locali, in formato telematico, per il pagamento dell’Iva, di altri tributi e dei contributi.
Le aree in concessione sono locate
L’atto con il quale un ente pubblico economico concede il godimento di beni demaniali dietro versamento di un corrispettivo, senza rendere alcun servizio ulteriore rispetto a quello di mera autorizzazione all’utilizzo ed all’occupazione temporanea, è assimilabile, sul piano oggettivo, ad una locazione di immobili e, come tale, deve essere trattato ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Il principio è stato enunciato dalla Corte di Giustizia nella sentenza nel procedimento C-147/06, ma deve essere puntualmente esposto ed analizzato in quanto esiste il rischio di generalizzazioni che potrebbero indurre alla erronea convinzione che i giudici comunitari abbiano risolto l’annosa questione dell’applicazione o meno del tributo ai canoni di concessione.
Fondo 488: la “retroattività” è legittima
Gli enti farebbero bene a tenere in massima considerazione le istruzioni impartite dal Ministero dell’Interno con la circolare telegrafica numero 15/2007 del 25 luglio scorso e con la successiva nota giunta ai comuni proprio in questi ultimi giorni, entrambi riguardanti la partecipazione dei comuni al fondo istituito dalla legge 488/99, alla luce della modifica apportata dal comma 711 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007. La tesi dell'ANCI sulla non retroattività di tale norma, infatti, non pare condivisibile.
La numerazione delle fatture d’acquisto
Le società e gli enti che adottano un sistema di protocollazione dei documenti in arrivo possono omettere l’apposizione fisica del numero progressivo Iva sulle fatture originali di acquisto ricevute a condizione che sia assicurata la perfetta corrispondenza dei dati riportati tanto nel registro previsto dall’articolo 25 del D.P.R. 633/72, quanto in quello dei protocolli di arrivo. Tale facoltà è stata riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 318/2007 e, benché riferita al caso di una società, pare pacificamente estendibile a qualunque altro soggetto che operi con modalità e sistemi simili a quello concretamente adottato dall’interpellante e descritto nell’istanza.
Profili Iva delle associazioni intercomunali
Le attività poste in essere in esecuzione delle convenzioni che disciplinano il funzionamento delle associazioni intercomunali istituite per la gestione in forma congiunta di servizi e funzioni devono essere analizzate, quanto alla loro eventuale rilevanza ai fini Iva, in base alle regole generali del tributo. Ciò con la conseguenza che se l’ufficio comune incardinato presso l’ente capofila svolge prestazioni di servizi, in favore degli altri associati, a fronte di specifici corrispettivi, devono ritenersi integrati i requisiti previsti dagli articoli 3 e 4 del D.P.R. 633/72. L’interessante e condivisibile conclusione è contenuta nella risoluzione n. 314/E del 5 novembre scorso nella quale, per la prima volta, l’amministrazione finanziaria affronta questo particolare modello organizzativo.
Reverse per il subappalto della manutenzione fognaria
Il ricorso all’istituto dell’avvalimento nell’ambito delle gare indette dalle pubbliche amministrazioni non modifica la sostanza del rapporto intercorrente tra l’aggiudicatario e l’ausiliario, il quale continua ad essere inquadrato nello schema dell’appalto e, conseguentemente, può dare luogo all’applicazione del meccanismo del reverse charge. Il problema affrontato dall’Agenzia con la risoluzione n. 295/E conferma la possibile attrazione alla novella disposizione delle società partecipate cui sia stata commissioniata la gestione del patrimonio immobiliare di proprietà dell’amministrazione locale. Nella specie, la società affidataria della rete fognaria di un Comune aveva ricevuto in appalto la manutenzione straordinaria di un tratto, incaricando però un altro soggetto dell’esecuzione materiale dei lavori.
Gestione rifiuti e noleggio di attrezzature
Il noleggio di macchine operatrici per il caricamento dei rifiuti, nonché dei cassoni e delle apparecchiature per la compattazione e lo smaltimento dei medesimi, non possono ricondursi in alcuna delle attività incluse nella “gestione” di cui alla lettera d), comma 1, dell’articolo 183 del D. Lgs. n. 152 del 2006, a differenza delle prestazioni aventi ad oggetto la movimentazione dei materiali presso le piattaforme. Dal differente inquadramento – che costituisce la parte centrale della risoluzione n. 226/2007 – consegue anche un diverso trattamento Iva delle fattispecie.
Matrimoni civili: rimborsi senza Iva
Gli importi versati da chi intende contrarre matrimoni civili al di fuori dell’orario d’ufficio oppure chiede la celebrazione presso altra sede comunale staccata dal municipio non scontano l'Iva per carenza del presupposto soggettivo, in quanto i servizi cui essi si riferiscono non assumono autonoma rilevanza rispetto alla prestazione principale, a meno che non sia configurabile un’organizzazione specifica destinata allo scopo. Lo prevede la risoluzione n. 236/07. L’intervento, di grande interesse per il settore, è però caratterizzato da una sintesi espositiva che complica il tentativo di estrapolarne un criterio utilizzabile in termini generali o di principio. Il commento alla pronuncia, in parte anche critico.
L’appalto di servizi nelle RSA
Per l'Agezia non tutte le prestazioni commissionate da un Comune ad una cooperativa e da questa rese all’interno di una residenza sanitaria protetta possono beneficiare dell’aliquota minima, ancorché le stesse, se valutate nel loro complesso, configurino la sostanziale gestione di una struttura interamente dedicata all’assistenza socio sanitaria di persone svantaggiate. Ciò con evidenti conseguenze in termini di costi del servizio offerto dall’ente agli ospiti, tenuto conto che, in tale rapporto, si rende applicabile la previsione di esenzione di cui al numero 21 dell’articolo 10.
Enti locali e Iva: serve sempre l’organizzazione
La ricostruzione giuridica fornita dalla risoluzione 286 a proposito delle condizioni che devono sussistere affinché un ente non commerciale possa essere qualificato come un soggetto passivo ai fini dell’imposta sul valore aggiunto costituisce un netto avvicinamento della posizione dell’amministrazione finanziaria all’interpretazione da sempre offerta da questo sito a sostegno di una soluzione del problema delle amministrazioni locali - rispetto alle attività rese dietro corrispettivo, ma non contraddistinte da una apprezzabile organizzazione di fattori produttivi – che risulti affrancata da una improbabile ricerca del carattere dell’abitualità dell’attività.
Costruzione e gestione di parcheggi auto
E’ considerato soggetto passivo Iva l’ente non commerciale che procede alla costruzione ed alla successiva locazione di parcheggi pertinenziali edificati, ai sensi della legge Tognoli, su un terreno facente parte di un complesso immobiliare scolastico, mediante la stipulazione di contratti di appalto e l'accensione di un mutuo per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell'opera. Ciò si deve al fatto che – per quanto desumibile dall’analisi della risoluzione 286/E – l’attività programmata presuppone la predisposizione di un'apposita organizzazione di mezzi e risorse ovvero l'impiego e il coordinamento del capitale per fini produttivi nell'ambito di un operazione di rilevante entità economica.
Le ultime istruzioni sui rimborsi auto
A pochi giorni dalla scadenza per l’invio dell’istanza di rimborso dell’imposta non detratta sulle spese di acquisto ed impiego degli autoveicoli, fissata al prossimo 22 ottobre, l’Agenzia delle Entrate fornisce gli ultimi chiarimenti sui dubbi principali che, sino ad ora, hanno riguardato la procedura appositamente ideata dall’esecutivo allo scopo di disciplinare la restituzione del tributo, in deroga alle regole ordinarie previste dal D.P.R. 633/72. La circolare 55/E del 12 ottobre 2007, infatti, propone una analisi più completa e dettagliata delle varie ipotesi configurabili ed elimina alcune incertezze che, al lato pratico, avevano dissuaso molti contribuenti dall’invio della domanda.
Promozioni all’estero senza Iva italiana
L’attività di promozione all’estero di prodotti tipici locali, attraverso l’organizzazione di eventi quali seminari, degustazioni, e tour informativi, commissionata da una Regione ad una società nazionale non rientra nel campo di applicazione dell’imposta domestica, per carenza del presupposto territoriale, nel caso in cui la prestazione venga materialmente eseguita al di fuori dei confini nazionali. La conclusione proviene dalla lettura della risoluzione n. 230/E, ma quello che, a prima vista, appare come un vantaggio o una agevolazione, può invece trasformarsi in una complicazione o, peggio ancora, in un aggravio di spesa per l’ente.
Niente elenchi per i comuni
Ormai inatteso, ma forse per questo ancor più gradito, è arrivato l’esonero dei comuni e degli altri enti locali dall’obbligo di trasmissione degli elenchi clienti e fornitori, altrimenti in imminente scadenza – dato che l’invio del modello riferito alle operazioni realizzate nel periodo di imposta 2006 avrebbe avuto, quale termine massimo, il giorno 15 del mese in corso - sebbene non si tratti di una esclusione a regime, ma solo di una agevolazione temporanea legata all’applicazione del redivivo adempimento nel primo anno di validità.
Enti pubblici di servizi senza Iva differita
La disposizione relativa al differimento dell’esigibilità dell’imposta connesso all’effettuazione di cessioni e prestazioni di servizi nei confronti, tra gli altri, degli enti locali e delle aziende sanitarie, enunciata al quinto comma dell’articolo 6 del D.P.R. 633/72, non può essere applicata con riferimento a soggetti non espressamente indicati dal legislatore in quella sede, trattandosi di norma d’eccezione e, come tale, necessariamente oggetto di stretta interpretazione.
Fabbricati strumentali: cessione con inversione
A partire da lunedì scorso, 1° ottobre 2007, anche la cessione dei fabbricati strumentali rientrante nel regime di imponibilità in seguito all’esercizio dell’opzione da parte del venditore soggiace al criterio di inversione contabile con conseguenze che, rispetto agli enti locali, variano a seconda del tipo di operazione conclusa, ossia cessione, acquisto o passaggio interno alla sfera istituzionale. La novità è frutto del combinato disposto dal decreto dell’Economia del 25 maggio scorso, dal quinto comma dell’articolo 17 e dal numero 8-ter dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72.
Rimborsi ai comuni senza garanzie
I comuni e gli altri enti locali che, a norma dell’articolo 30 della legge Iva, procedono alla richiesta di rimborso del credito risultante dalla dichiarazione annuale ovvero dell’eccedenza trimestrale, possono essere esonerati dall’obbligo di presentazione delle garanzie di cui all’articolo 38-bis del D.P.R. n. 633/72. Il principio è espresso nella risoluzione n. 198/2007 e rappresenta una conferma di un precedente parere in cui l’allora Ministero delle Finanze aveva già ammesso la possibilità di riconoscere tale deroga ogni qualvolta il rimborso risulti effettuato in favore delle amministrazioni dello Stato.
Manifestazioni storiche nel regime speciale
Anche gli spettacoli di falconeria possono essere ricondotti nel genere delle rievocazioni storiche - laddove ovviamente vi sia utilizzazione di abiti e costumi d’epoca ovvero l’impiego di accompagnamento musicale con strumenti del tempo - e, quindi, essere assoggettati ad imposta, comunque dovuta in misura ordinaria, secondo le particolari disposizioni enunciate all’articolo 74-quater del D.P.R. 633/72. Tale precisazione, espressa nella risoluzione n. 258/E del 20 settembre scorso, permette di superare la mancanza di un richiamo specifico alle suddette manifestazioni nel corpo della tabella C allegata alla legge Iva ed impone, in via di principio, la certificazione dei corrispettivi a mezzo di apposito titolo di accesso emesso dagli apparecchi misuratori fiscali o dalle biglietterie automatizzate.
Il regime delle pulizie fognarie
La pulizia delle caditoie, delle griglie e del sistema di raccolta dei sottopassi e dei sovrappassi, nonché dei pozzetti rientra tra le prestazioni beneficiarie dell’aliquota ridotta al 10% - al pari di altre attività comunque previste, di norma, all’interno degli accordi convenzionali che regolano l’esecuzione del servizio di igiene ambientale - in quanto riconducibili al concetto di gestione dei rifiuti o degli impianti di smaltimento e depurazione. L’affermazione è contenuta nella risoluzione 240, la quale si preoccupa altresì di chiarire la sorte di ulteriori fattispecie, quali la rimozione del sedime dal fondo dei pozzetti stradali, la disostruzione dei sifoni e lo smaltimento dei relativi prodotti residui, l’adeguamento delle bocchette e la manutenzione delle etichette
Bonifiche ad aliquota ridotta
Gli interventi e tutte le attività in genere che siano necessarie al fine di effettuare la bonifica di un sito inquinato, purché inserite in un progetto regolarmente approvato dagli organi competenti, possono considerarsi quali opere, costruzioni e impianti ex articolo 4, secondo comma, lettera g), della legge n. 847 del 1964, con conseguente applicabilità alle fattispecie realizzate dell’aliquota ridotta del 10% prevista dal numero 127-septies della Tabella A, Parte III, allegata alla legge Iva. E’ questo il parere espresso dalla risoluzione 247/E del 12 settembre 2007.
Niente accessorietà per le opere di urbanizzazione
I corrispettivi previsti per la realizzazione delle opere di urbanizzazione connesse alla costruzione di un fabbricato avente le caratteristiche previste dalla cosiddetta legge “Tupini” non possono essere assoggettati all’aliquota minima prevista dal numero 39 della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. 633/72 dal momento che, in applicazione dei criteri e dei principi affermati dalla prassi e dalla giurisprudenza comunitaria, non è ravvisabile quel nesso di accessorietà che consentirebbe l’estensione ai primi del trattamento Iva proprio dell’edificio agevolato, in quanto operazione principale. In questi termini si è espressa la risoluzione n. 229/E, affrontando, peraltro, anche un altro aspetto di sicuro interesse degli enti locali, quale è certamente il comportamento che deve essere tenuto, nell’ambito di rapporti associativi tra il soggetto “capofila” e gli altri partecipanti all’accordo, in sede di riaddebito.
Esente l’assistenza “mobile”
Le prestazioni di natura assistenziale rese da una Onlus, per conto di un comune affidante, attraverso l’uso di cosiddette “unità di strada” - ossia a mezzo di veicoli appositamente attrezzati allo scopo e con impiego di personale specializzato - nei confronti delle categorie di soggetti svantaggiati individuate dall’articolo 10, numero 27-ter della legge Iva nazionale possono beneficiare del regime di esenzione, in quanto servizi considerati funzionalmente analoghi a quelli ambulatoriali o effettuati all’interno di comunità. A stabilirlo è la risoluzione n. 219/E.
I dubbi Irap per i contributi
Ancora pochi giorni, per gli enti locali che hanno optato per il calcolo dell’Irap con il metodo commerciale, per ultimare il controllo dei dati da indicare nella sezione II del quadro IQ al fine di pervenire all’esatta determinazione del risultato economico e, come ogni anno, occorre affrontare il non semplice problema del corretto trattamento dei contributi ricevuti, spesso dalla Regione competente, in relazione alle attività rilevanti Iva incluse nella scelta. Sulla questione potrebbe peraltro influire, seppure in maniera implicita ed indiretta, anche la recente risoluzione n. 210/E, emanata in data 08 agosto 2007 in materia di sovvenzioni pubbliche finalizzate alla ristrutturazione di immobili appartenenti al patrimonio privato/istituzionale, ma destinati ad essere utilizzati nelle attività commerciali.
Elenchi Iva: enti locali senza esonero
Rispettando le previsioni meno ottimistiche – che consideravano come improbabile l’esclusione degli enti locali dall’obbligo di trasmissione telematica degli elenchi clienti e fornitori - i comuni, le province e le regioni non sono state esonerate dal nuovo adempimento, in scadenza tra il 15 ottobre ed il 15 novembre a seconda del volume d’affari realizzato nel corso del 2006. L’emendamento all’articolo 15 del D.L. 81/07, inserito nella legge di conversione n 127/2007, ha infatti escluso determinati contribuenti ammessi alla contabilità semplificata nonché altri soggetti del settore non commerciale, puntualmente individuati, tra cui non figurano, però, le amministrazioni territoriali.
Immobili da rettificare se cambia destinazione
Il cambiamento di destinazione urbanistica di un immobile, da uso abitativo e pertinenziale ad altra e diversa finalità, determina il venir meno della condizione di diniego prevista dalla lettera i) dell’articolo 19 bis 1del D.P.R. 633/72 e legittima, di conseguenza, la detrazione dell’imposta non dedotta in origine all’atto del ricevimento delle fatture di acquisto, a titolo di acconto, come anche di saldo al momento della stipula del rogito. La conclusione è tratta dalla risoluzione 196 del 31 luglio scorso e merita di essere segnalata anche alla luce delle recenti modifiche apportate a livello normativo nel comparto immobiliare, le quali hanno sensibilmente ampliato le ipotesi nelle quali sorge l’obbligo o la facoltà di variare la misura della deduzione inizialmente operata.
Edilizia: il fisco spiega il reverse charge
L’applicazione delle nuove regole introdotte nel settore edilizio dall’articolo 44 della legge 296/2006 sta creando non poche difficoltà agli operatori potenzialmente o anche solo apparentemente interessati dalle modifiche, come testimoniano le numerose pronunce dell’amministrazione finanziaria – ben otto nel breve arco di tempo di sei mesi, da febbraio ad agosto dell’anno in corso – che hanno affrontato casi specifici di dubbia ricomprensione nel perimetro dell’inversione contabile, meglio conosciuta come procedura di “reverse charge"
Caparre fuori campo Iva
Il versamento di una somma a titolo di caparra non costituisce la remunerazione percepita dal ricevente per un servizio autonomo ed individuabile fornito alla controparte contrattuale, ma un risarcimento forfetario del danno, di modo che, nel caso in cui il primo risulti essere un soggetto passivo Iva, non si realizza il presupposto necessario affinché la dazione venga sottoposta ad imposizione quale corrispettivo di una generica prestazione resa nell’esercizio dell’attività professionale. E’ questo il giudizio espresso dalla Corte di Giustizia nell’ambito del procedimento nella causa C-277/05.
Contributi consortili ad Iva ordinaria
I servizi acquistati da un consorzio in esecuzione dei compiti demandati dai propri consorziati possono rappresentare o meno l’oggetto di un rapporto riconducibile alla figura ed al funzionamento del mandato senza rappresentanza, con conseguenze che producono effetti anche sul piano del trattamento tributario applicabile ai fini Iva alle somme ricevute a titolo di contributo. Ne è dimostrazione la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 176/E del 23 luglio scorso, laddove l'amministrazione afferma la sussistenza di una generica obbligazione complessa, come tale soggetta all’imposizione ordinaria.
Atti regionali ad Iva piena
Le prestazioni relative alla stampa degli atti e delle pubblicazioni istituzionali degli organi legislativi delle Regioni a statuto speciale, effettuate dalle tipografie convenzionate, non possono beneficiare dell’aliquota minima prevista dal numero 35) della Tabella A, parte II, del D.P.R. 633/72, in quanto norma a carattere agevolativo e, come tale, non suscettibile di applicazione analogica. Artefice della conclusione anzidetta la risoluzione 129/2007.
Spese auto e Iva: problemi aperti
La pubblicazione in data 26 giugno scorso dell’autorizzazione concessa all’Italia in materia di limitazione del diritto alla detrazione sui costi dei veicoli non interamente utilizzati a fini professionali ha determinato, a partire dalla suddetta data e senza ulteriori interventi normativi, la piena operatività della deroga nazionale contenuta alla lettera c) dell’articolo 19-bis 1 del D.P.R. 633/72. Il tenore letterale della decisione, unito alle considerazioni che giustificano l’adozione del provvedimento, nonché, infine, il rispetto delle regole generali di funzionamento del tributo, sollevano tuttavia alcuni interrogativi, ai quali dovrà fornire risposta l’amministrazione finanziaria. Anche gli enti locali, al pari di qualunque altro operatore economico professionale che utilizzi mezzi non destinati al trasporto esclusivo delle merci, possono trovare interesse verso la questione nella misura in cui abbiano acquistato o detengano (a seguito di contratto di noleggio a lungo termine o di leasing) autovetture impiegate nello svolgimento di attività commerciali.
Rimborso trimestrale in scadenza
Gli enti e le partecipate che intendono ottenere il rimborso del credito Iva relativo al secondo trimestre dell’anno, ovvero desiderano procedere alla compensazione del relativo importo con altri tributi e contributi, hanno ancora qualche giorno per presentare - in via esclusivamente telematica - il modello IVA-TR. Il secondo trimestre vede il debutto di una novità sul piano delle norme che disciplinano il rapporto tra il fisco debitore ed i contribuenti Iva, ossia la corsia preferenziale per il rimborso delle eccedenze trimestrali in favore di alcuni soggetti, tra cui quelli attivi nel recupero e nella preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici.
Iva ordinaria sulla lavanderia degli asili
I servizi di lavanderia resi dalle cooperative all’interno delle aziende sanitarie locali, degli asili nido e delle scuole materne, o comunque a favore dei soggetti che gestiscono tali strutture, non possono beneficiare del prelievo con aliquota minima – dal momento che non soddisfano tanto le condizioni oggettive, quanto quelle soggettive, necessarie al fine di essere qualificate come prestazioni di cui al numero 41-bis) della tabella A, parte II, allegata al D.P.R. 633/72 - e, pertanto, devono essere assoggettati alla tassazione in misura ordinaria. L’affermazione proviene dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la risoluzione 151/2007.
Licenze ed autorizzazioni senza Iva
Il rilascio, da parte dell’autorità nazionale di regolamentazione competente per l’assegnazione delle licenze per le telecomunicazioni mobili della terza generazione, mediante vendita all’asta di diritti d’uso delle frequenze, non costituisce un’attività economica ai sensi della direttiva 112/2006 e, di conseguenza, non rientra nella sfera di applicazione dell'Iva. Ad esprimersi in questi termini è la Corte di Giustizia nella sentenza depositata il 26 giugno scorso nei procedimenti C-284/04 e C-369/04, con una presa di posizione che suscita un certo stupore in quanto sconfessa apertamente la conclusione proposta dall’Avvocato Generale delle cause.
Con imposta l’appalto nei musei
Il corrispettivo unitario ed indistinto previsto da un contratto di appalto siglato tra un comune ed una cooperativa, avente ad oggetto la fornitura di personale idoneo a svolgere molteplici prestazioni in ambito museale – quali l’accoglienza ed il controllo dei visitatori, la segnalazione di cambiamenti ambientali, dello stato di conservazione dei beni mobili e immobili,di malfunzionamenti alle strumentazioni e agli impianti tecnici, nonché la gestione del guardaroba e le operazioni di facchinaggio e di pulizia – non può beneficiare del regime di esenzione previsto dalla legge Iva, con conseguente aggravio di spesa per l’ente in virtù dell’indetraibilità dell’imposta addebitata. Lo prevede la risoluzione n. 149 del 3 luglio scorso.
Coop-comuni: niente Iva sul passato
La norma enunciata al comma 331 della legge finanziaria 2007, che estende l’applicazione dell’Iva con aliquota minima del 4% ad alcune fattispecie elencate all’articolo 10, non ha natura interpretativa e, dunque, non permette – ma, anzi, esclude, proprio in ragione del carattere innovativo – l’addebito dell’imposta sulle prestazioni rese agli enti dalle cooperative sociali e dai primi già pagate sino a tutto il 31 dicembre scorso. Si apre quindi la strada per chiudere le liti sul pregresso ed, eventualmente, per chiedere il rimborso dell'imposta indebitamente pagata dai comuni.
Il conferimento alle aziende trasformate
Il conferimento di immobili comunali ad una società per azioni derivante dalla trasformazione di una azienda speciale, avvenuta ai sensi dell’articolo 115 del D. Lgs. 267/2000, può beneficiare dall’esenzione da imposta di registro solo in presenza di un nesso di contestualità o, quanto meno, di una connessione funzionale sotto il profilo giuridico-formale, tra l’operazione straordinaria ed il passaggio di proprietà dei beni. In base a questo criterio, rinveniente dalla risoluzione 135/2007, il conferimento “ritardato” rispetto alla modifica soggettiva determina la decadenza dal beneficio ed apre uno scenario nel quale diviene necessario esaminare la fattispecie anche sotto il profilo dell’Iva, atteso il noto principio di alternatività tra tali tributi .
Elenchi al via tra ottobre e novembre
E’ stato finalmente pubblicato il provvedimento che ha individuato i dati che dovranno essere contenuti negli elenchi clienti e fornitori, nonché, ovviamente, le modalità tecniche ed i termini relativi alla trasmissione, che avrà luogo solo ed esclusivamente in via telematica e, per il solo anno 2006, a scadenze posticipate e variabili. Il documento non contiene alcuna particolare agevolazione, eccezione o esonero soggettivo applicabile agli enti locali, i quali dovranno quindi districarsi, come di consueto, tra l’ampiezza e la genericità della lettera delle disposizioni ed una interpretazione logicamente “tagliata” sulle proprie peculiarità Iva.
Gli archivi e l’affidamento di servizi
L’affidamento a terzi di interventi di restauro, condizionamento, manutenzione, inventariazione, riproduzione e digitalizzazione del materiale documentario conservato negli archivi dello Stato e degli Enti pubblici in generale non configura, nel suo complesso, una prestazione di gestione di una struttura simile ad una biblioteca e, come tale, non può beneficiare del regime di esenzione stabilito dall’articolo 10, n. 22, del D.P.R. 633/72, ma deve essere assoggettato, singolarmente per ogni singolo servizio appaltato, ad imposta con aliquota ordinaria. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate ed è contenuto nella risoluzione n. 131/E del 6 giugno 2007.
Il conferimento “apre” l’Iva di gruppo
Le società “comunali” costituite allo scopo di ricevere aziende commerciali, anche se formalmente provenienti da altri soggetti partecipati e non direttamente dall’ente capofila, possono essere incluse nel perimetro di consolidamento dell’Iva di gruppo prescindendo dal limite temporale di cui all’articolo 2 del decreto 13 dicembre 1979, purché sia già stato presentato all’Ufficio locale delle entrate competente il Modello Iva 26. L’affermazione è contenuta nella risoluzione n. 132/E del 14 giugno scorso.
Il regime degli spettacoli sportivi gratuiti
Un’istanza di interpello presentata dalla società italiana artisti ed editori ha permesso all’Agenzia di fare chiarezza sulla disciplina ai fini Iva delle prestazioni spettacolistiche rese gratuitamente nell’ambito di eventi ai quali è comunque associato un incasso per effetto della vendita di biglietti ad alcuni spettatori e, quindi, nel contesto generale di alcune situazioni che, in verità, sono abbastanza diffuse nella realtà organizzativa di molte manifestazioni, a carattere non solo sportivo, promosse dagli enti locali e da associazioni non profit.
Lunedì prima scadenza per l’Irap
Mentre si discute ancora sui termini di presentazione del Modello Unico 2007, gli enti che hanno optato per il metodo commerciale si avvicinano alla prima scadenza utile, senza maggiorazioni di sorta, per il versamento del saldo 2006 e del primo acconto per l’esercizio in corso. Il termine è mobile e prevede, infatti, un primo appello per il giorno 18 del mese di giugno (in quanto il 16 cade di sabato) ed un secondo appuntamento per il 16 luglio prossimo, date alle quali occorre riferirsi in maniera differenziata a seconda del momento in cui interviene l’approvazione del bilancio. Nell’occasione occorrerà inoltre fare già i conti con le modifiche alla deducibilità delle spese relative agli impianti di telefonia stabilite nell’articolo 1, comma 401 e 402, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007).
Immobili strumentali locati a ritardo sanabile
I proprietari di immobili strumentali che hanno omesso di registrare i contratti di locazione già in essere al 4 luglio 2006, con le modalità e nei termini stabiliti dal provvedimento 14 settembre 2006 e che, conseguentemente, non hanno esercitato l'opzione per l'imponibilità ai fini Iva, possono procedere alla regolarizzazione della violazione mediante il ricorso all'istituto del ravvedimento operoso ed effettuare, all’atto stesso della trasmissione tardiva, anche la scelta per l'applicazione dell'imposta al canone concordato. Tale facoltà, espressamente riconosciuta dalla risoluzione 114/2007, permette di evitare l'applicazione del pro-rata per il biennio 2006 e 2007.
Costruzione ed acquisto di parcheggi
La costruzione di un parcheggio effettuata da una provincia su un terreno di proprietà di terzi, con successivo esercizio del diritto di ritenzione e conseguente versamento dell’indennizzo previsto dall’articolo 936 del codice civile, integra l’esercizio di un’attività a carattere commerciale in capo all’ente. Ne deriva che non potendosi al contempo riconoscere al quantum la natura di somma risarcitoria di un danno arrecato, sussistono entrambi i requisiti per ritenere dovuta l’Iva su tale importo. Sono queste le considerazioni più importanti alle quali è possibile pervenire al termine della lettura della risoluzione n. 117/2007.
Le società intercomunali di gestione immobiliare
Le risorse straordinarie versate ad una società interamente partecipata da alcuni comuni di una provincia allo scopo di realizzare gli interventi di manutenzione straordinaria, di recupero e di ristrutturazione del patrimonio immobiliare destinato all’edilizia residenziale pubblica ed affidato in gestione in base a contratto di servizio, nonché per effettuare nuove costruzioni, devono essere assoggettate ad imposta in quanto si configurano alla stregua di veri e propri corrispettivi per l’esecuzione delle obbligazioni assunte, in applicazione del disposto dell’articolo 3 del decreto 633/72. E’ questa l’opinione dell’Agenzia delle Entrate resa pubblica a mezzo della risoluzione 112/E del 23 maggio scorso.
La cessione di fabbricati non ultimati
La cessione di un fabbricato, sia a destinazione abitativa che commerciale, su cui siano stati realizzati lavori significativi di ristrutturazione, ma che, all’atto della vendita, risulti non ancora ultimato, non rientra nell’ambito di applicazione dei numeri 8-bis e 8-ter del primo comma dell’articolo 10 del decreto Iva e, per l’effetto, va in ogni caso assoggettata ad imposta, trattandosi di un’operazione che ha ad oggetto un bene che deve essere considerato ancora come appartenente al circuito produttivo. E' questo il parere espresso dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 91/E.
Rettifiche per vendita di beni ammortizzabili
La recente circolare 12/2007 in tema di rettifica della detrazione ha riproposto all’attenzione una norma molto spesso ignorata, contenuta al sesto comma dell’art. 19 bis 2 del D.P.R. 633/72. La questione merita di essere analizzata non solo perché può riguardare tutti gli enti locali all’atto dell’alienazione di cespiti già utilizzati nell’ambito di attività a carattere commerciale, ma anche perché l’applicazione concreta della disposizione si presta a due differenti interpretazioni, da cui derivano risultati sensibilmente diversi.
Senza Iva i contributi all’energia
Le somme corrisposte da un ente pubblico non commerciale ad alcune società del settore elettrico a titolo di premio/contributo per il raggiungimento di determinati standard qualitativi legati ai livelli di continuità del servizio non devono essere assoggettate ad imposta sul valore aggiunto in quanto non costituiscono il corrispettivo di una specifica prestazione resa in favore dell’erogante, ma rappresentano delle dazioni di denaro che, ai sensi dell’articolo 2 del D.P.R. 633/72, devono considerarsi fuori dall’ambito applicativo del tributo. Lo stabilisce la risoluzione 89/2007.
Antenne dei cellulari fuori campo Iva
Le somme versate ad un comune o ad un altro ente non commerciale da una società titolare di servizi di telefonia mobile a titolo di corrispettivo per l’installazione di antenne o altre apparecchiature analoghe non deve essere assoggettato ad imposta sul valore aggiunto per carenza del presupposto previsto dall’articolo 4 del decreto 633/72, a meno che l’intera operazione non si risolva nella semplice concessione su spazi immobiliari rientranti nel proprio patrimonio, ma richieda la realizzazione di una organizzazione imprenditoriale. Tale conclusione è ricavabile dalla risoluzione n. 90/E del 8 maggio 2007.
Le rettifiche per gli immobili
La dichiarazione Iva per il periodo 2006 - di prossima presentazione entro i termini che risulteranno al termine dell’annunciata proroga – costituisce il primo modello annuale all’interno del quale gli enti locali dovranno cimentarsi al fine di venire a capo della difficile opera di quantificazione dell’importo dell’eventuale rettifica richiesta dall’articolo 19 bis 2 in diminuzione dell’imposta già detratta sull’acquisto o costruzione di fabbricati gestiti in regime di rilevanza tributaria. L’incombenza trae origine dalle novità apportate dal decreto legge 223/2006 e dalle successive modifiche alla disciplina delle operazioni di locazione e di cessione degli immobili posseduti da imprese e professionisti - siano essi a destinazione abitativa piuttosto che di natura strumentale - ed è stata oggetto di chiarimenti nella circolare 12/2007.
Utilities: l’Iva riscossa va al comune
I concessionari dei servizi di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate degli enti locali che siano stati incaricati di svolgere tali attività con riferimento a fattispecie soggette ad Iva – in particolare alla tia ed ai canoni idrici - possono emettere fattura in nome del comune mandante, ma devono versare ad esso tutte le somme incassate dall’utenza per proprio conto, ivi compreso, quindi, anche il tributo gravante su dette prestazioni. Ciò dal momento che tutti i successivi obblighi previsti dal D.P.R. 633/72 - dalla registrazione dei documenti alla liquidazione e al versamento dell’imposta dovuta – incombono solo sul titolare del servizio. La precisazione è contenuta all’interno della risoluzione 82/E.
I problemi Iva dei rifiuti elettrici
L’applicazione dell’Iva alla complessa procedura di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici prevista dal D. Lgs. 151/2005 richiede un’attenta disamina delle norme contenute all’interno del nuovo codice ambientale, nonché, ovviamente, delle regole dettate dal D.P.R. 633/72. L’argomento è trattato dalla risoluzione 55/E e merita una certa attenzione in quanto può riguardare gli enti locali sotto una duplice veste, ossia in quella di cessionari di nuove apparecchiature ed in quella di esecutori materiali di prestazioni di raccolta, trasporto e smaltimento in forza di accordi di appalto siglati con i consorzi costituiti allo scopo.
Detraibile il credito della dichiarazione omessa
L'eccedenza deducibile maturata in un periodo d’imposta per il quale risulta omessa la relativa dichiarazione annuale può essere computata in detrazione, al più tardi, con la denuncia Iva relativa al secondo anno successivo a quello in cui tale diritto è sorto, fermo restando il potere/dovere dell'ufficio, nell'ambito del programma annuale dell'attività di controllo, di accertare l'esistenza del credito indicato nel modello a norma dell’articolo 55 del D.P.R. 633/72. Con questa importante enunciazione di principio, contenuta nella risoluzione n. 74/E del 19 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate mette fine ad una situazione di incertezza.
Medici e veterinari: rapporti con le strutture
I comuni che gestiscono residenze a carattere socio-sanitario o strutture di ricovero per animali non devono preoccuparsi, per espressa previsione legislativa, della modifica a scopo antielusivo apportata dalla finanziaria 2007 con riferimento all’obbligo, decorrente dal 1° marzo 2007, di riscossione accentrata dei compensi dovuti per attività di lavoro autonomo da parte di medici e paramedici che esercitano all’interno dei relativi locali. Un minimo di attenzione alla novità normativa deve essere invece prestato dalle società partecipate o associazioni cui sia stata eventualmente affidata la gestione di case di riposo o di canili che rendono servizi di pensione temporanea a pagamento.
Case di riposo: l’Iva sulla fisioterapia
Le prestazioni rese dai massofisioterapisti in possesso di un titolo conseguito in base ad un corso di formazione biennale non possono beneficiare del regime di esenzione Iva. E’ questa la conclusione cui perviene la risoluzione n. 70 /E emanata in data 13 aprile 2007 in risposta ad un'istanza di interpello. La questione può interessare anche gli enti locali, non essendo infrequente la gestione diretta di residenze sanitarie protette o di altri centri a carattere prevalentemente assistenziale, ossia di strutture in cui è normale il ricorso a figure professionali autonome operanti nel settore medico e paramedico.
Definizione triangolare per l’Iva indebita
La natura dei rapporti che nascono dall’effettuazione di un’operazione rilevante ai fini Iva è tale per cui il soggetto al quale venga addebitata un’imposta in realtà non dovuta non può comunque agire in via diretta nei confronti dell’amministrazione fiscale, allo scopo di ottenerne il recupero. L’impedimento dà luogo, pertanto, ad una definizione “triangolare” che la Corte di Giustizia – con la sentenza nel procedimento C-35/05 - ha recentemente affrontato prendendo a modello la soluzione più volte proposta e teorizzata dalla Corte di Cassazione, riconoscendone, peraltro, la sostanziale compatibilità con le regole comunitarie, con la sola eccezione di una precisazione di fondo legata alla impossibilità e/o alla eccessiva difficoltà di ripetere la somma da colui che l’aveva illegittimamente introitata a titolo di imposta.
L’acquisto di terreni edificabili da agricoltori
L’acquisto di terreni edificabili effettuato da un Comune nei confronti di soggetti che gestiscono un’impresa agricola in regime di esonero Iva sconta, al ricorrere di determinate condizioni, l’imposizione piena - ossia quella prevista nella misura del 20% del prezzo convenuto o dell’indennità di esproprio riconosciuta al proprietario – e segue regole particolari e diverse, quanto al relativo obbligo di documentazione fiscale, a seconda che l’ente cessionario agisca o meno nell’esercizio di un’attività a carattere commerciale. Lo spunto per trattare questo particolare argomento proviene dalla lettura della risoluzione n. 54/E.
Rimborsi infrannuali: telematica e nuovi modelli
Il 30 aprile prossimo scade il termine per la presentazione delle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre dell’anno ed è opportuno ricordare che il modello IVA TR approvato nel settembre 2006 è già stato superato da una nuova versione che deve essere utilizzata, appunto, a decorrere dal primo appuntamento utile per l’anno d’imposta 2007. Quale ulteriore novità nell’adempimento, è ora prevista anche la possibilità di ricorrere all’invio telematico del modello.
Niente reverse sugli imballaggi
Il meccanismo dell’inversione contabile previsto dal settimo comma dell’articolo 74 è applicabile solo alla cessione del materiale di imballaggio effettuata successivamente al relativo conferimento da parte del Comune o del gestore della raccolta differenziata dei rifiuti. Eventuali comportamenti tenuti in difformità a tale criterio non potranno essere considerati regolari, ancorché i medesimi non abbiano inciso, sul piano sostanziale, sulla tassazione finale e, dunque, non abbiano determinato alcuna alterazione del principio di neutralità dell’imposta. Lo stabilisce la risoluzione 38/E.
Le consulenze dei medici ASL
I medici dipendenti delle Aziende Sanitarie, che siano stati autorizzati a rendere prestazioni di consulenza di natura medico-legale a titolo personale - e, quindi, al di fuori dell’attività intramuraria - non devono mai assoggettare ad imposta sul valore aggiunto i compensi percepiti nell’ambito di incarichi provenienti dall’autorità giudiziaria penale, anche se abituali, a differenza di quanto accade nell’ipotesi di consulenze aventi finalità assicurative o amministrative. Lo prevede la risoluzione 42/2007.
Locazioni promiscue con Iva
Gli enti locali che conducono in locazione beni immobili strumentali destinati ad un utilizzo promiscuo – ossia impiegati, in parte, per lo svolgimento di attività a carattere commerciale ed, in parte, per la realizzazione di compiti rientranti nella sfera istituzionale – non possono beneficiare dell’esenzione del canone e devono pertanto scontare l’imposizione sull’intero importo concordato con il proprietario, subendo, di fatto, un aggravio di spesa. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la risoluzione n. 40/E del 9 marzo scorso.
Tempi e condizioni del rimborso annuale
A partire da quest’anno, i soggetti passivi che possiedono almeno uno dei requisiti elencati all’articolo 30 del D.P.R. 633/72, cui la legge subordina il riconoscimento del diritto al rimborso dell’eccedenza detraibile, hanno tempo per scegliere questa forma di recupero - in alternativa o in combinazione parziale con il riporto del credito all’anno successivo ovvero con l’istituto della compensazione – solo sino a tutto il 31 luglio, anziché il 31 ottobre, in virtù dell’anticipazione del termine finale di presentazione della dichiarazione annuale Iva, unificata o meno, disposta nel corso del 2006 dall’articolo 37 del decreto legge 223.
Esenti i contributi regionali alla formazione
I contributi erogati da una regione a fronte delle visite organizzate presso alcune aziende rientranti in un programma didattico avviato dal Ministero delle Politiche Agricole e rivolto agli alunni delle scuole possono beneficiare del regime di esenzione previsto dal numero 20 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72 in quanto ne risultano soddisfatti tutti i requisiti, sia quelli di ordine soggettivo che quelli di natura oggettiva. Il chiarimento proviene dalla risoluzione n.53/E.
Ultimi giorni per il contributo sulle tariffe
Come ogni anno, la fine del mese di marzo rappresenta un appuntamento importante per i comuni e gli altri enti locali in quanto coincide con la scadenza ultima per la presentazione della certificazione necessaria per partecipare al fondo istituito dalla legge 488/99 ed ottenere, in questo modo, il rimborso totale o parziale dell’Iva pagata ai soggetti cui è stata affidata la materiale esecuzione dei servizi pubblici locali, con la sola eccezione del trasporto. Le regole della partecipazione, la novità introdotta dalla finanziaria 2007, l'elenco delle attività ammissibili ed i problemi ancora aperti.
Il rapporto comune - società “in house”
Le società a responsabilità limitata costituite ai sensi degli articoli 113 e seguenti del D.Lgs. 267/2000, allo scopo di gestire alcuni servizi strumentali dell’ente di appartenenza, possiedono un’autonomia giuridica da cui deriva l’assunzione di una soggettività passiva Iva del tutto indipendente rispetto a quella assunta dal comune proprietario delle quote e, per l’effetto, anche la regolare applicazione del tributo alle operazioni attive realizzate dietro pagamento di una somma di denaro che ne rappresenti il corrispettivo. E' questa la conclusione raggiunta dalla risoluzione n. 37/E in data 8 marzo 2007.
Prima scadenza per l’imposta annuale
Si avvicina per tutti i soggetti passivi il momento di effettuare il pagamento - senza applicazione di interessi e maggiorazioni - dell’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale relativa all’esercizio 2006, in scadenza venerdì prossimo 16 marzo, naturalmente al netto delle somme eventualmente già versate in sede di liquidazione periodica mensile o trimestrale.
Rifiuti: rapporti Conai e cessione rottami
I comuni e le società che gestiscono il servizio di igiene urbana e che svolgono attività di raccolta differenziata dei rifiuti devono assoggettare ad aliquota ridotta le prestazioni di conferimento alle piattaforme facenti riferimento al Conai dei materiali che originano dagli imballaggi, mentre la vendita di quelli rimanenti, o non rientranti in tale categoria, a favore di raccoglitori autorizzati configura una cessione di beni per la quale risulta applicabile il regime di inversione contabile di cui all'articolo 74 della legge Iva. Ad esprimersi in questi termini è la risoluzione 29/E.
Mostre culturali, guide senza biglietto
Le prestazioni consistenti nelle visite guidate e quelle relative alla fornitura di audioguide non soggiacciono, ancorché rese nell’ambito di una mostra culturale, all’obbligo di rilascio del titolo di accesso attraverso gli appositi apparecchi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate e sono inoltre esonerate dall’emissione di qualunque documento avente valenza fiscale. E’ questa la conclusione della risoluzione n. 30/E che può riguardare anche gli enti locali, in quanto riferita ad una attività – vale a dire quella di organizzazione di eventi a carattere culturale – tipicamente svolta dai comuni, talvolta in autonomia ed altre volte in collaborazione con associazioni senza fini di lucro.
Le spese nelle esecuzioni immobiliari
I comuni che provvedono alla riscossione coattiva delle proprie entrate non tributarie a mezzo dell’ingiunzione fiscale di cui al R.D. 639/1910 e che giungono sino alla fase dell’esecuzione forzata devono considerare attentamente, in caso di credito riconducibile all’esercizio di un’attività commerciale – ad esempio il servizio idrico integrato o lo smaltimento dei rifiuti gestito in regime Tia – l’opportunità o la convenienza di richiedere al professionista delegato alla vendita del bene immobile, colpito dall’azione giudiziale, l’intestazione delle fatture relative agli oneri di procedura.
Rimborso auto al 40%
L’Agenzia delle Entrate gioca d’anticipo sull’autorizzazione comunitaria a stabilire una misura ridotta della percentuale di detrazione dell'imposta sul valore aggiunto assolta per gli acquisti di autoveicoli e fissa al 40% il forfait applicabile ai rimborsi che dovranno essere richiesti entro il 16 aprile prossimo a mezzo dell’apposita istanza indicata nel primo comma dell’articolo 1 del decreto 15 settembre 2006, n. 258, emanato ai fini dell’adeguamento dell’ordinamento giuridico nazionale alla sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-228/05.
“Caro” coop: rischi e difese dei comuni
La sostanziale retroazione della disposizione contenuta al comma 331 dell’articolo 1 della legge 296/2006, determinata dalla propria natura di interpretazione autentica, impone attente considerazioni sugli effetti dell’intervento legislativo nei confronti dei rapporti giuridici in essere o già conclusi alla data di entrata in vigore del provvedimento di fine anno, atteso che la norma non contiene alcuna previsione atta a disciplinare il trattamento delle prestazioni per le quali gli enti abbiano già provveduto al pagamento entro il 31 dicembre 2006.E’ dunque opportuno proporre alcuni spunti di riflessione e di possibile dialogo con le cooperative convenzionate, all’occorrenza utili anche al fine di contrastare comportamenti non corretti o di dirimere eventuali controversie generate da pretese inique.
Corsi e convegni: la detrazione per vitto e alloggio
I soggetti che prendono parte, anche in qualità di relatori, a convegni e corsi di formazione possono portare in detrazione l’imposta relativa alle spese di vitto ed alloggio connesse alla partecipazione, anche se sostenute nel giorno precedente e/o in quello successivo. Lo prevede circolare la 11/E. Nonostante le apparenze, la modifica in oggetto può avere impatto anche sugli enti locali, e ciò avuto riguardo alla duplice veste che gli stessi tendono ad assumere rispetto al presupposto di fondo della detrazione, vale a dire in considerazione tanto del ruolo di organizzatore dell’evento, quanto in quello di partecipante (naturalmente attraverso i propri dipendenti).
Spese per servizi: il nesso prevale sul tempo
L’imposta relativa agli acquisti di servizi effettuati nel momento in cui il committente esercita un’attività imprenditoriale non può essere portata in deduzione se le spese sono riferibili ad una situazione antecedente all’acquisizione dello status di soggetto passivo e non presentano, comunque, un nesso immediato e diretto con le operazioni imponibili realizzate. Il principio è espresso dalla Corte di Giustizia ed offre spunti di interesse anche per gli enti locali, giacché sembra incidere, oltre al caso delle prestazioni di depurazione e fognatura, nonché di igiene urbana in regime tariffario, anche sulla sorte dell’Iva versata ai fornitori in relazione alle spese di manutenzione su immobili o impianti dati in concessione a terzi.
I vari regimi delle cooperative
L’ultimo intervento del legislatore tributario nel variegato mondo delle cooperative ha sancito, forse definitivamente, l’assorbimento nel regime di imponibilità ad aliquota minima di alcune fattispecie che presentano, di per sé stesse, i presupposti oggettivi sufficienti a beneficiare dell’esenzione da imposta sul valore aggiunto ai sensi dei numeri 18, 19, 20, 21 e 27 ter dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72. Questo genere di scelta può comportare, sotto il profilo tecnico-giuridico, alcuni problemi interpretativi legati alla contemporanea applicabilità di due norme distinte alla medesima operazione. L'analisi delle diverse situazioni che possono verificarsi in concreto.
Imponibili le cessioni dei “dispensati”
Le cessioni effettuate dai soggetti passivi che hanno optato per la dispensa da adempimenti ex articolo 36 bis non possono essere assoggettate all'esenzione prevista dal numero 27 quinquies dell’articolo 10 e ciò anche in caso di contemporanea separazione facoltativa delle attività. Lo stabilisce la risoluzione n. 16/E, che può interessare anche gli enti locali che hanno adottato tale scelta gestionale in relazione, ad esempio, all’esercizio di strutture educative, culturali o socio-assistenziali, quali gli asili, le biblioteche e le case di riposo per anziani.
L’aumento dei costi delle cooperative
La finanziaria per il 2007 riserva una brutta sorpresa per tutti quei comuni - peraltro sempre più numerosi - che nel corso degli ultimi anni hanno affidato a cooperative, sociali e non, lo svolgimento di prestazioni esenti nei settori assistenziali, educativi e culturali, senza prevedere specificamente, nell’ambito della convenzione sottoscritta, che il compenso pattuito per l’opera svolta avrebbe dovuto intendersi comunque comprensivo degli eventuali oneri tributari. Artefice, o meglio responsabile, di quanto precede è il comma 331 dell’articolo 1 della legge 296/2006 il quale, con una norma interpretativa, parrebbe aver finalmente risolto ogni dubbio in proposito al trattamento Iva di determinate operazioni rese dai menzionati soggetti, riconducendolo all’imponibilità dei corrispettivi nella misura minima prevista dal n. 41 bis della Tabella A, parte II.
Acquisti degli “esenti”: il fisco va all’attacco
Incassato il parere della Corte di Giustizia e forte, ulteriormente, della revisione linguistica operata all’articolo 136 della direttiva 2006/112, l’amministrazione finanziaria affila le armi del contenzioso in essere con alcuni operatori, ivi compreso qualche ente locale gestore di case di riposo, che avevano adito le vie giudiziali di fronte al diniego di rimborso dell’imposta relativa agli acquisti di beni effettuati nell’esercizio di attività esenti. Gli uffici dell’Agenzia sono stati infatti invitati – a mezzo della circolare numero 3/E - a depositare, nei giudizi ancora pendenti, memorie aggiuntive in cui sia ribadita l’infondatezza dei ricorsi alla luce dei nuovi accadimenti sopra cennati.
I servizi telematici alle biblioteche
Le fatture emesse dai fornitori di servizi telematici nei confronti dei comuni che gestiscono biblioteche e musei non possono godere del regime di esenzione dall’imposta sul valore aggiunto riconosciuto dal numero 22 dell’articolo 10 del D.P.R. 633772 nei confronti delle operazioni rese da queste strutture, a ciò non rilevando il fatto che tali prestazioni possano considerarsi in qualche modo strumentali all’esercizio dell’attività culturale in quanto ne permettano lo svolgimento, alternativo o concorrente a quello offerto nei modi e nelle forme tradizionali, tramite sistemi informatici.
Le nuove regole dei comuni agricoli
Dal 1° gennaio si applicano le nuove regole stabilite dal collegato 2007 per il regime Iva agricolo. I Comuni che svolgono tale attività devono quindi tenere in debita considerazione le attuali previsioni, oggetto di chiarimenti nella circolare 1/E, specie se il volume d’affari riferito al 2006 risulta essere inferiore alla nuova soglia stabilita dal decreto. Nel silenzio dell’avente diritto, infatti, si resta vincolati alle speciali definizioni del neo introdotto regime di esonero. L'autofattura in caso di acquisto da soggetti coinvolti dal cambiamento (gestione delle mense scolastiche).
Farmacie comunali: trasmissione rinviata
Le farmacie comunali non sono ancora obbligate alla trasmissione telematica dei corrispettivi, ma nel momento in cui ciò avverrà non potranno comunque esimersi dal rilascio dello scontrino fiscale, salva l’adozione di appositi misuratori. Il nuovo adempimento è uno degli argomenti della circolare dell’Agenzia delle Entrate 1/E del 19 gennaio e dovrebbe interessare gli enti locali non soltanto per quello che attiene tale gestione, ma, più in generale, con riguardo a tutte le attività di servizi per le quali l’esonero da ogni forma di certificazione trova fondamento nell'articolo 22 del D.P.R. 633/72.
Edilizia: enti locali senza reverse charge
Gli enti locali che, agendo in qualità di soggetti passivi Iva, commissionano la costruzione di immobili destinati allo svolgimento di attività a carattere commerciale non devono osservare le nuove regole introdotte nel settore edilizio, al pari di quanto accade in caso di realizzazione di opere del genio civile. E’ questa una delle tante conclusioni che si ricavano dalla lettura della circolare n. 37/E del 29 dicembre 2006. potenzialmente interessante, invece, le eventuali partecipate affidatarie.
Pagamenti e compensazioni: al via le nuove regole
Scade domani, martedì 16 gennaio, il termine per il pagamento dell’Iva risultante a debito al termine della liquidazione periodica del mese di dicembre dell’anno scorso, al netto dell’eventuale acconto versato, ed anche i comuni devono fare i conti con le nuove regole di pagamento a mezzo F24 telematico introdotte con il comma 46 dell’articolo 37 del decreto 223/2006, ma poi rinviate, quanto alla relativa efficacia, al 1° gennaio 2007, nei confronti di alcune categorie di contribuenti, tra cui rientrano anche gli enti locali. In stand-by, invece, il limite alle compensazioni non autorizzate dal fisco.
Il regime della tutela della sicurezza
La risoluzione 143/2006 affronta il tema della tutela della sicurezza, insita nel servizio di verifica periodica su ascensori e montacarichi reso da organismi di diritto pubblico, giungendo ad una conclusione sostanzialmente corretta, ma che appare in contrasto con il parere offerto dalla stessa amministrazione finanziaria a proposito degli impianti termici.
Imponibili le verifiche Asl e Arpa sugli ascensori
Le somme corrisposte dagli utenti del servizio di verifica periodica su ascensori e montacarichi, effettuata da soggetti di diritto pubblico – tra cui le Aziende Sanitarie Locali e le Arpa – indicati dall'articolo 13 del D.P.R. 30 aprile 1999, n. 162, devono essere regolarmente assoggettate ad imposta sul valore aggiunto in misura ordinaria, non sussistendo alcuna condizione soggettiva di esclusione dal campo di applicazione del tributo ai sensi delle disposizioni comunitarie e nazionali. L’affermazione è estrapolata dalla risoluzione n. 143 emanata il 19 dicembre scorso dall’Agenzia delle Entrate.
Le Onlus e gli anziani disagiati
Il calcolo di prevalenza delle attività istituzionali rispetto a quelle connesse, da cui dipende la verifica di uno dei presupposti essenziali per l’attribuzione della qualifica di Onlus nei confronti di un ente gestore di una casa di riposo, deve tenere conto di profili del disagio personale ulteriori rispetto a quello meramente economico e, segnatamente, della gravità della condizione soggettiva di non autosufficienza. La precisazione, contenuta nella risoluzione 146/2006, incide, anche se in maniera indiretta, sul regime Iva delle operazioni rese da tali enti anche ai comuni.
La finanziaria chiarisce la legge 488/99
Tra le varie disposizioni dell’unico articolo della legge finanziaria 2007 che possono interessare gli enti locali merita sin d’ora segnalare l’integrazione apportata al testo del terzo comma dell’articolo 6 della legge 488/99 con l’evidente finalità di porre termine all’errato comportamento di quei comuni che, nell’individuare le spese ammissibili al riparto del fondo, non ponevano alcun rilievo alla circostanza che l’attività oggetto di esternalizzazione fosse precedentemente regolata con previsione o meno di una tariffa per l’erogazione del servizio all'utenza.

References: sentenza 
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