Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/aprile01_1.htm
Timestamp: 2017-11-20 03:47:45+00:00

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- Come noto, l’esercizio in comune delle attività economiche è affidato all’utilizzazione di uno dei tipi di società regolati dal Titolo V del Libro V del codice civile, tutti riconducibili alla nozione unitaria di “società” dettata dall’attuale art.2247, il quale dispone che con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili (cfr, per tutti, DI SABATO, Manuale delle società, Torino, 1999, 3).
- Procedendo nell’esame delle singole norme, si osserva che all’art.2248 del codice civile si è ritenuto opportuno specificare che anche le persone fisiche coniugate possono partecipare a società di qualsiasi tipo, lasciando intendere che in tale caso si applicano agli atti amministrativi le regole dettate per il tipo societario prescelto. In particolare, la disciplina societaria rimane quella ordinaria, sia che la società sia costituita soltanto tra i coniugi, sia che ad essa partecipino, oltre ad uno o ad ambedue i coniugi, anche uno o più terzi, senza che a detta disciplina si possano sovrapporre le norme relative all’amministrazione dei beni rientranti nella comunione legale.
- Norma di assoluta rilevanza è, poi, il novellato art.2249 codice civile ai sensi del quale nei rapporti relativi alla società devono essere osservate le regole della correttezza.
Il riferimento ai “rapporti relativi alla società” non limita l’operatività della clausola all’esecuzione del contratto di società - come avverrebbe se ci si muovesse nell’orbita di cui all’art.1375 - ma ne sancisce e ne estende la portata anche a specifiche vicende che muovono da un “contatto sociale”, elevato a fonte di un rapporto obbligatorio.
- Nell’ambito delle disposizioni generali si è ritenuto necessario introdurre la norma secondo cui non può essere costituita una società al solo scopo del godimento di una o più cose (cfr, art.2250).
La disposizione novellata - che evidentemente risponde alla logica produttivistica delle attività economiche - nello stabilire che non si può dedicare un patrimonio al solo scopo di godimento, tende ad arginare la sottrazione dei patrimoni alla garanzia generale dei creditori, non ritenendosi meritevole di tutela l’esigenza di riservare certi beni solo ai creditori che la gestione di detti beni determina.
- L’individuazione di un tipo societario esclusivamente destinato alle attività non commerciali, e cioè essenzialmente alle attività agricole, conduceva alla individuazione della struttura base del fenomeno societario in un tipo – la società semplice – scarsamente utilizzato nella pratica e non necessario per il raggiungimento delle finalità di tutela dell’impresa agricola, le quali non rientrano nell’ambito del presente provvedimento.
- Con particolare riguardo, poi, alle norme in tema di conferimenti – elementi essenziali comuni a tutti i tipi di società, nel senso che non può darsi società se non in quanto i soci predispongano gli strumenti per l’esercizio in comune dell’attività economica - ed allo scopo di dirimere i dubbi e le problematiche applicative relative al possibile silenzio dell’atto costitutivo circa i conferimenti dovuti e la determinazione della parte spettante al socio d’opera negli utili e nelle perdite, si sono introdotte apposite previsioni residuali che individuano nel denaro l’entità conferibile e nella media dei valori dei conferimenti degli altri soci la parte spettante al socio d’opera (cfr, il novellato art. 2253 ai sensi del quale il socio è obbligato a eseguire i conferimenti determinati nell’atto costitutivo e che salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo i conferimenti devono farsi in denaro nonché cfr, art.2257, il quale, in merito alla disciplina sulla ripartizione degli utili e delle perdite, dispone che le parti spettanti ai soci negli utili e nelle perdite si presumono proporzionali al valore dei conferimenti. / Se questo non è determinato dall’atto costitutivo, esse si presumono uguali. / La parte spettante al socio che ha conferito la propria opera, se non è determinata dall’atto costitutivo, si presume uguale alla media dei valori dei conferimenti degli altri soci o, se la società si compone di due soci, al conferimento dell’altro socio. / Se l’atto costitutivo determina soltanto la parte di ciascun socio negli utili, nella stessa misura si presume che debba determinarsi la partecipazione alle perdite).
- Al fine di salvaguardare le caratteristiche fondamentali delle società di persone, si è introdotto il principio della indivisibilità della quota che, salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, è stabilito sia nel caso di trasferimento inter vivos sia in quello mortis causa, introducendo, per il caso di contitolarità, la figura del rappresentante comune (cfr, art.2268).
- Nel disegno di legge in esame, si è ritenuto, inoltre, di prendere posizione sul problema della distinta soggettività della società non con una norma particolare, bensì mediante previsioni introdotte nelle singole norme che regolamentano il riferimento di diritti ed obblighi alla società, come ad esempio, nel caso di scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio, laddove si è prescritto che la società è tenuta a procedere al pagamento. In particolare, il novellato art.2311, con riferimento alla liquidazione della quota del socio uscente, prescrive che il pagamento della quota spettante al socio deve essere fatto dalla società entro sei mesi dal giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto.
- Procedendo nell’esame delle singole norme, particolare rilevanza ha l’introduzione del riferimento alla spendita del nome della società, con l’imputazione alla società degli atti compiuti da coloro che hanno il potere di rappresentanza. In particolare, l’art.2282 dispone che la società acquista diritti ed assume obbligazioni per mezzo degli amministratori che ne hanno la rappresentanza e agiscono in suo nome; sta in giudizio nella persona dei medesimi.
- Al fine di colmare la mancanza, per le società di persone, di una disciplina tipica relativa alla invalidità della società, si è ritenuto di introdurre una previsione specifica (cfr, art.2264) che regolamenti le conseguenze della dichiarazione di nullità o della pronuncia di annullamento della società.
- Inoltre, sempre in analogia a quanto prescritto per le società di capitali – ed in particolare per la società per azioni all’art.2393 codice civile - il disegno di legge di riforma delle società personali ha riservato alla deliberazione dei soci l’azione di responsabilità contro gli amministratori prevedendo, in particolare, che l’azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa in seguito a deliberazione dei soci, anche se la società è in liquidazione, con la maggioranza determinata a norma dell’art.2272, secondo comma ossia con la maggioranza determinata secondo il valore dei rispettivi conferimenti o, in mancanza, secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili.
- Ed ancora. Si è ritenuto di modificare la disciplina relativa al procedimento di esclusione facoltativa dei soci (cfr, art.2309), in modo da contenere i possibili pericoli di abusi che una spregiudicata applicazione della norma attuale (cfr, art.2287 codice civile) può determinare.
- Il rispetto di fondamentali esigenze di serietà imprenditoriale e di informazione dei terzi, alla luce dell’attuazione del registro delle imprese, ha condotto ad attribuire un ruolo ancor più rilevante all’adempimento degli oneri pubblicitari già previsti nell’attuale disciplina. Ciò anche alla luce dell’introduzione della possibilità di partecipazione di società di capitali in società di persone, consentendosi così l’accesso per i soci della società partecipante e per i terzi alle necessarie informazioni relative alla società partecipata.
- Con riferimento alle vicende successive alla cancellazione della società dal registro delle imprese, dopo la regolare liquidazione, ovvero alla iscrizione della cessazione del singolo rapporto sociale, si è ritenuto opportuno fissare un limite temporale alla fallibilità, a tutela dell’interesse generale alla certezza delle situazioni giuridiche. In tal modo, si è esplicitata in parte la norma già enunciata dalla Corte Costituzionale nella recente pronuncia interpretativa n. 66/1999 di rigetto sull’art.147 L.F., accogliendo l’esigenza più volte evidenziata dalla dottrina e dalla giurisprudenza di non lasciare indefinitivamente assoggettabile alla procedura concorsuale tanto la società quanto il singolo socio (cfr, art.2304, terzo comma).
- Infine, relativamente alla disciplina della società in accomandita semplice (che resta sostanzialmente immutata), si sono rettificate talune espressioni poco lineari ed è stata introdotta la specificazione che i soci accomandanti partecipano all’approvazione del bilancio, per il rinvio operato dall’art.2320 all’art.2278 del codice civile (cfr, in argomento art.2320, terzo comma).
Per come emerge dalla relazione tecnico-normativa al disegno di legge recante la revisione delle disposizioni generali sulle società e la riforma delle società di persone, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 7 febbraio 2001, l’intervento normativo - che novella i capi I, II, III, e IV del Titolo V del Libro V del codice civile e che abroga la rubrica del Capo II del Titolo V del Libro V del codice civile “società semplice” - si colloca nell’ambito della più vasta riforma che ha investito le società di capitali e le società cooperative secondo lo schema del disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri il 26 maggio 2000 ed attualmente all’esame delle Commissioni Finanza e Giustizia della Camera dei Deputati (7123/C). In particolare, il disegno di legge delega 7123/C ha inteso portare avanti il disegno riformatore del diritto societario, delineando nuovi modelli per la società a responsabilità limitata e la società per azioni, in modo da predisporre una sovrastruttura giuridica regolatrice della forma societaria senza che la stessa possa essere di ostacolo alla esplicazione della capacità di impresa di produrre e di distribuire ricchezza.
Ne discende che, obiettivo dell’intervento è quello di aggiornare la disciplina delle società di persone, tenendo conto delle finalità complessive perseguite dal disegno di riforma del diritto societario, nonché delle esigenze degli imprenditori collettivi - destinatari diretti del provvedimento - di avere strumenti normativi agili e maggiormente aderenti alla realtà economica delle piccole imprese.

References: art.2247
 art.2249
 art.2250
 art. 2253
 art.2257
 art.2268
 art.2311
 art.2264
 art.2309
 art.2287
 art.2304
 art.2320