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Timestamp: 2020-07-11 22:06:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20433 del 11/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20433 del 11/10/2016
Cassazione civile sez. lav., 11/10/2016, (ud. 21/06/2016, dep. 11/10/2016), n.20433
B.V. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
G. PAISIELLO 26 INTERNO A/7, presso lo studio dell’avvocato BEATRICE
AURELI, che lo rappresenta e difende, giusta delega in atti;
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, LUIGI
avverso la sentenza n. 373/2015 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 21/04/2015, R.G. N. 15/2015;
21/06/2016 dal Consigliere Dott. FEDERICO BALESTRIERI;
Deve pregiudizialmente rilevarsi che i documenti contenuti nella nota di deposito del 22 giugno 2015 sono inammissibili ex art. 372 c.p.c., essendo ammesso nel giudizio di legittimità solo il deposito dei documenti/non prodotti nei precedenti gradi del giudizio, che riguardano la nullità della sentenza impugnata e l’ammissibilità del ricorso o del controricorso.
1.-Con il primo motivo il ricorrente denuncia la violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro; del L. n. 300 del 1970, artt. 3, 5 e 8; dell’Autorizzazione n. 6/2012 del Garante della Privacy, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.
Deve del resto rimarcarsi che, come notato dalla sentenza impugnata, questa Corte ha espressamente stabilito che le disposizioni della L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 5, in materia di divieto di accertamenti da parte del datore di lavoro sulle infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente e sulla facoltà dello stesso datore di lavoro di effettuare il controllo delle assenze per infermità solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, non precludono al datore medesimo di procedere, al di fuori delle verifiche di tipo sanitario, ad accertamenti di circostanze di fatto atte a dimostrare l’insussistenza della malattia o la non idoneità di quest’ultima a determinare uno stato d’incapacità lavorativa e, quindi, a giustificare l’assenza, confermando così la sentenza di merito che aveva ritenuto legittimi gli accertamenti demandati, dal datore di lavoro, a un’agenzia investigativa, e aventi a oggetto comportamenti extralavorativi, che assumevano rilievo sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro (Cass. 26.11.14 n. 25162).
2.- Con il secondo motivo il ricorrente denuncia una carente “e comunque insufficiente e contraddittoria motivazione a proposito della denunciata illegittimità dei controlli a mezzo agenzia investigativa, ex art. 360 c.p.c., n. 5”; “la inutilizzabilità della loro testimonianza perchè le loro dichiarazioni debbono intendersi emesse a pagamento e contrarietà ai principi in ordine alla testimonianza stessa ex art. 246 c.p.c. e ss., nonchè ex art. 115 c.p.c. e ss.. Violazione in ogni cosa degli atti compiuti e invalidità derivata pure ex art. 360 c.p.c., n. 4”.
Il ricorrente in sostanza lamenta ancora l’illegittimità del controllo avvenuto tramite agenzia investigativa, l’inattendibilità delle deposizioni testimoniali dei relativi autori, nonchè delle altre deposizioni testimoniali escusse.
Premesso infatti che lo stesso ricorrente neppure chiarisce perchè le testimonianze degli investigatori, che svolsero, come visto, un legittimo controllo per conto della società autostrade per l’Italia, dovrebbero ritenersi inattendibili, deve rimarcarsi che tale censura, impingendo direttamente nel merito e nella valutazione dell’istruttoria espletata, è inammissibile per contrasto coll’art. 360 c.p.c., comma 1, novellato n. 5, che, secondo le sezioni unite di questa Corte, introduce nell’ordinamento un vizio specifico che concerne l’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che se esaminato avrebbe determinato un esito diverso della controversia). L’omesso esame di elementi istruttori non integra di per sè vizio di omesso esame di un fatto decisivo, se il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, benchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (Cass. sez. un. 22 settembre 2014 n. 19881).
Il motivo non rispetta il dettato di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, novellato n. 5, limitandosi in sostanza a richiedere un mero ed inammissibile riesame delle circostanze di causa, ampiamente valutate dalla Corte di merito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 372
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 art. 360
 art. 246
 art. 115
 art. 360
 sentenza 
 sentenza