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Timestamp: 2018-06-22 16:41:52+00:00

Document:
Niente multa per l'eccesso di velocità sulla superstrada se a rilevare l'infrazione è la polizia municipale
Luca Ricci il Ven Mag 31, 2013 11:14 pm
Art. 12. CdS - Espletamento dei servizi di polizia stradale
Luca Ricci il Ven Mag 31, 2013 11:24 pm
Art. 12. CdS
a) dal personale dell'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, dell'Amministrazione centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Dipartimento per i trasporti terrestri appartenente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e dal personale dell'A.N.A.S.;
Re: Niente multa per l'eccesso di velocità sulla superstrada se a rilevare l'infrazione è la polizia municipale
Luca Ricci il Sab Giu 01, 2013 12:16 am
Un autovelox nascosto su una strada extraurbana, un flash e la multa che arriva all'automobilista. Firmata polizia locale. Una prassi che secondo un Giudice di Pace di Camerino è illegale, visto che questa tipologia di strada, anche se interna all'agro del Comune, non è di competenza della polizia locale.
Secondo il Giudice onorario, come riporta lo "Sportello dei Diritti", i vigili urbani non avendo competenza su tutto il territorio nazionale come gli agenti della polizia di Stato, non risultano essere legittimati a svolgere il servizio di polizia stradale sulle strade extraurbane principali, che risultano equiparate alle autostrade. E ciò anche se il tratto di strada su cui viene rilevata la violazione del codice della strada ricade entro il "feudo" di competenza del Comune cui appartengono gli agenti della polizia municipale che ha provveduto all'accertamento.
Al contempo, per evitare l'annullamento del verbale, l'ente avrebbe dovuto provare la propria potestà giuridica nel tratto in questione.
Il giudice di pace ha, quindi, accolto le doglianze presentate nel ricorso ed ha annullato il verbale elevato per la violazione dell'articolo 142 comma 8 del codice della strada.
Nel caso di specie, se è pur vero, che la velocità rilevata di 110 chilometri l'ora contro i 90 consentiti, è anche fondamentale che la stessa fosse stata accertata su una superstrada che è gestita dall'Anas anche se il tratto in cui transita l'automobilista all'atto della condotta multata rientra nel territorio del Comune cui appartiene la polizia locale che eleva la contravvenzione.
Luca Ricci il Sab Giu 01, 2013 12:18 am
Competenza territoriale della Polizia Municipale quando opera fuori dai centri abitati o su strade di proprietà di enti diversi
(Cass. Civ., sez.II, 18 ottobre 2011, n. 21523)
1) Il tribunale di Locri con sentenza del 18 novembre 2008 rigettava l'appello proposto dal comune di Stignano avverso la …. per la riforma della sentenza resa l'11 ottobre 2006 dal giudice di pace di Stilo, con la quale era stata accolta l'opposizione proposta dalla parte opponente in relazione a sanzione amministrativa per violazione dell'art. 142 C.d.S., comma 8.
Il Tribunale rilevava che era stata indebitamente omessa la contestazione immediata dell'infrazione, obbligatoria ex art. 201 del codice della strada con la giustificazione - ritenuta insufficiente - dell'uso di apparecchiatura autovelox, gestita direttamente da organi di polizia, perchè il veicolo era a distanza dal posto di accertamento o comunque per l'impossibilità di fermarlo in tempo utile. Affermava che l'omissione è possibile sulle strade extraurbane, come quella de qua solo se preventivamente individuate con decreto prefettizio.
Rilevava inoltre che l'appellante non aveva provato l'esistenza del certificato di omologazione dell'apparecchio Velomatic 512, il quale non poteva pertanto costituire valida fonte di prova della trasgressione.
Riteneva, infine, sussistente la denunciata incompetenza della Polizia Municipale del Comune di Stignano, in quanto enti proprietari della strada ove è stata accertata la violazione sono la Provincia di Reggio Calabria e l'ANAS.
2) Il Comune ha proposto ricorso per cassazione notificato il 29 dicembre 2009. Parte opponente è rimasta intimata.
Il ricorso è stato in un primo tempo avviato alla trattazione in camera di consiglio, sulla base di relazione ex art. 380-bis cpc; indi, con ordinanza interlocutoria resa nella camera di consiglio del 3 dicembre 2009 ne è stato disposto il rinvio all'udienza pubblica, essendosi ravvisata l'esigenza di approfondire la questione della competenza della polizia municipale in ordine alla elevazione del verbale di contestazione su strada extraurbana statale ricadente nel territorio comunale.
3)Con il primo motivo, il Comune deduce violazione e falsa applicazione dell’articolo 4 del D.L. n. 121 del 2002, nonchè violazione degli artt. 142, 200 e 201 del codice della strada affermando che la disposizione dell'art. 4 del citato decreto non preclude la possibilità per gli agenti di polizia di procedere a rilevazione delle violazioni del limite di velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche tutte le volte in cui, non rientrando la strada tra quelle espressamente previste dalla citata disposizione e non essendo la strada stessa inclusa dal Prefetto nell'elenco delle strade in cui possono essere utilizzate dette apparecchiature, queste siano utilizzate direttamente dagli agenti stessi, i quali devono procedere a contestazione immediata, salvo il caso in cui ciò non sia possibile ai sensi dell'art. 201 del codice della strada e dell 'art. 384 reg. esec.;
evenienza, questa, che si era verificata nel caso di specie, come esposto in narrativa. Il Comune formula il seguente quesito di diritto:
Dica la Corte Suprema che gli agenti di polizia in servizio sulle strade per le quali non è applicabile la speciale disciplina di cui all’articolo 4 del D.L. n. 121 del 2002, convertito in L. n. 168 del 2002 (per l'assenza del decreto prefettizio ex art. 4, comma 2, cit.) possono parimenti procedere al rilevamento della velocità tenuta dai conducenti gli autoveicoli a mezzo apparecchiature elettroniche dagli stessi direttamente gestite (se pur con l'obbligo della immediata contestazione della velocità vietata, salvo però le eccezioni espressamente previste dall'art. 201 del codice della strada ed esemplificate dall'art. 384 reg. att.).
Connesso al primo è il secondo motivo, con cui si chiede alla Corte di stabilire che nel caso di accertamento della violazione dei limiti di velocità a mezzo autovelox (art. 142), da parte degli agenti di polizia che direttamente gestiscono l'apparecchiatura elettronica, è consentita la contestazione differita dell'infrazione quando si verificano le situazioni di impossibilità contemplate dall'art. 201 comma 1-bis lett. e); e ciò pur con l'obbligo della specificazione a verbale delle ostative ragioni, che se riconducibili a quelle tipizzate dall'art. 384 lett. e) del regolamento divengono insindacabili.
Entrambi i motivi sono manifestamente fondati, trovando applicazione il principio reiteratamente affermato da questa Corte, secondo cui il disposto ex art. 4, comma 1 del D.L. n. 121 del 2002, convertito, con modificazioni, nella L. n. 168 del 2002, integrato con la previsione del comma 2 dello stesso art. 4 - che indica, per le strade extraurbane secondarie e per le strade urbane di scorrimento, i criteri di individuazione delle situazioni nelle quali il fermo del veicolo, al fine della contestazione immediata, può costituire motivo d'intralcio per la circolazione o di pericolo per le persone, situazioni ritenute sussistenti a priori per le autostrade e per le strade extraurbane principali - evidenzia come il legislatore abbia inteso regolare l'utilizzazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle v iolazioni delle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 del codice della strada (limiti di velocità e sorpasso), tra l'altro, anche in funzione del comma 4 del medesimo art. 4, con il quale si esclude tout court l'obbligo della contestazione immediata. Ne consegue che la norma del predetto art. 4 non pone una generalizzata esclusione delle apparecchiature elettroniche di rilevamento al di fuori delle strade prese in considerazione, ma lascia, per contro, in vigore, relativamente alle strade diverse da esse, le disposizioni che consentono tale utilizzazione ma con l'obbligo della contestazione immediata, salve le eccezioni espressamente previste dall'art. 201 comma 1-bis (Cass., n. 376 del 2008; Cass., n. 1889 del 2008).
4) Terzo e quarto motivo, relativi all'omologazione dell'apparecchiatura utilizzata, denunciano rispettivamente:
a) violazione dell'art. 142 del codice della strada e violazione e falsa applicazione dell'art. 345 reg. esec. nonchè del decreto ministeriale del Ministero dei Lavori Pubblici 27 novembre 1989, n. 2971; b) vizi di motivazione in ordine alla ritenuta mancanza del certificato di omologazione.
La manifesta fondatezza del terzo motivo, che assorbe l'altra censura, risulta da un ormai consolidato orientamento di questa Corte. Il Comune chiede con il ricorso di ribadire che ai fini della sussistenza del requisito della omologazione dell'apparecchiatura elettronica utilizzata per la rilevazione della velocità e la contestazione dell'infrazione, osserva il ricorrente, ciò che rileva è che il modello di apparecchiatura sia omologato e non anche la singola specifica apparecchiatura in concreto usata.
Premesso che dalla sentenza impugnata risulta che nel caso di specie, lo stesso verbale di accertamento dava atto dell'esistenza di un decreto ministeriale di omologazione del tipo di apparecchiatura utilizzata, la Corte di Cassazione ha da tempo chiarito che la necessità di omologazione dell'apparecchiatura di rilevazione automatica, ai fini della validità del relativo accertamento, va riferita al singolo modello e non al singolo esemplare, come si desume, sul piano logico e letterale, dell’art. 345, comma 2, dal d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, così come modificato dell’art. 197 del d.P.R. 16 settembre 1996, n. 610, secondo cui non ciascun esemplare ma le singole apparecchiature devono essere approvate dal Ministero dei Lavori Pubblici (Cass., n. 29333 del 2008, ed ivi precedenti richiamati); il termine di validità dell'omologazione da parte dei competenti organi ministeriali attiene non ad un arco di tempo durante il quale l'apparecchiatura può essere validamente utilizzata ed oltre il quale tale utilizzazione non è più legittima - dacchè tale operatività, una volta omologato il modello, dipende soltanto dalla permanente funzionalità della singola apparecchiatura - ma ad un arco di tempo durante il quale le apparecchiature di quel modello possono continuare ad essere commercializzate dal costruttore (Cass., n. 29333 del 2008, cit.; Cass., n. 9950 del 2007); - in tema di rilevazione dell'inosservanza dei limiti di velocità dei veicoli a mezzo di apparecchiature elettroniche, nè il codice della strada, nè il relativo regolamento di esecuzione (ex art. 345 d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) prevedono che il verbale di accertamento dell'infrazione debba contenere, a pena di nullità, l'attestazione che la funzionalità del sin golo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso, giacchè, al contrario, l'efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica della velocità dei veicoli perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente congetturale, connesse all'idoneità della mancanza di revisione o manutenzione periodica dell'attrezzatura a pregiudicarne l'efficacia ex art. 142 del codice della strada (Cass., n. 29333 del 2008, cit.).
Corollario di questa affermazione è l'insussistenza di alcun ulteriore onere probatorio, a carico dell'Amministrazione, relativo alla perdurante funzionalità delle predette apparecchiature (Cass 17361/08).
5) Con il quinto motivo, che denuncia violazione dell'art. 12 comma 1, e dell’articolo 5 della legge n. 65 del 1986, nonché dell’articolo 13 della L. n. 689 del 1981, in relazione all'art. 360 n. 3 cpc, parte ricorrente si duole dell'errore commesso dal giudice del tribunale con il negare che sulle strade di proprietà statale o dell'Anas sia interdetta alla Polizia municipale l'attività di espletamento dei servizi di polizia stradale.
La censura, cui accede quesito sufficientemente concreto, perchè puntualizza specificamente i termini della controversia individuandola inequivocabilmente, è fondata.
5.1. - Dalla sentenza impugnata emerge che la violazione è stata accertata sul tratto della Statale n. 00 ricadente nel territorio del Comune di Stignano.
Si tratta di stabilire se la polizia municipale avesse la competenza all'accertamento delle violazioni commesse su detto tratto di strada.
Gli organi di polizia municipale, nel territorio di competenza, sono abilitati a compiere legittimamente la loro attività di accertamento istituzionale nell'ambito dell'espletamento dei servizi di polizia stradale, senza che abbia rilievo la circostanza relativa alla tipologia della strada che attraversa lo stesso, e quindi ben possono effettuare accertamenti e contestazioni di violazioni di norme del codice della strada anche quando il tracciato su cui si verifica l'infrazione sia una strada statale al di fuori del centro abitato.
A norma della L. n. 689 del 1981, art. 13, comma 3 all'accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di danaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria.
L'art. 57 cpp indica fra gli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria le guardie dei comuni, con competenza nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza.
Secondo l’articolo 4 della legge 7 marzo 1986, n. 65 (recante la legge quadro sull'ordinamento della polizia municipale), il personale che svolge servizio di polizia municipale, nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza, ha funzioni di polizia stradale (comma 1, lettera b), in correlazione con quanto stabilito dal codice della strada vigente, dovendosi ritenere rinvio formale e non recettizio quello contenuto in tale norma al codice della strada del 1959.
In base al disposto dell’articolo 3 della legge n. 65 del 1986, gli addetti al servizio di polizia municipale esercitano le loro funzioni istituzionali nel territorio di competenza.
Questa disciplina generale, che identifica l'ambito territoriale di competenza della polizia municipale con il territorio comunale, e che caratterizza la polizia locale per la dimensione territoriale comunale di esercizio delle funzioni (Corte cost., sentenza n. 740 del 1988), trova un puntuale riscontro nell'art. 12, comma 1, lett. e), attribuisce l'espletamento dei servizi di polizia stradale ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell'ambito del territorio di competenza, ed è richiamata dall'art. 22 reg. esec. C.d.S. del 1992, il quale dispone, al comma 3, che i servizi di polizia stradale sono espletati dagli appartenenti alle amministrazioni di cui all'art. 12 commi 1 e 2, in relazione agli ordinamenti ed ai regolamenti interni delle stesse.
Il comma 3 dell'art. 11, che in materia di servizi di polizia stradale (inclusi la prevenzione e l'accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale) li demanda al Ministro dell'interno, con la sola salvezza delle attribuzioni dei Comuni per quanto riguarda i centri abitati, non attiene alla delimitazione della competenza della polizia municipale in materia di servizi di polizia stradale, ma alla direzione e predisposizione dei relativi servizi, come è fatto palese dall'ultima parte del comma, che riserva in ogni caso al Ministero il coordinamento dei servizi.
Gli agenti ed ufficiali di polizia municipale, pertanto, in conformità della regola generale stabilita dall’articolo 13 della legge n. 689 del 1981, in tema di accertamento delle sanzioni amministrative pecuniarie, in quanto organi di polizia giudiziaria con competenza estesa all'intero territorio comunale, hanno il potere di accertare le violazioni in materia di circolazione stradale punite con sanzioni amministrative pecuniarie in tutto tale territorio, anche, quindi, su strade statali al di fuori del centro abitato. Ne deriva che, una volta stabilito che gli ufficiali e gli agenti della polizia municipale hanno tale potere nell'ambito dell'intero territorio comunale, gli accertamenti di violazioni del codice della strada da essi compiuti in tale territorio debbono ritenersi per ciò stesso legittimi sotto il profilo della competenza dell'organo accertat ore, restando l'organizzazione, la direzione e il coordinamento del servizio elementi esterni all'accertamento, ininfluenti su detta competenza.
In questo senso il Collegio, nell'accogliere la censura, intende dare continuità all'indirizzo costante di questa Corte, espresso da Sez. I, 1 marzo 2002, n. 3019, Sez. II, 11 luglio 2006, n. 15688, Sez. I, 19 ottobre 2006, n. 22366, e da ultimo ribadito da Sez. II, 28 aprile 2011, n. 9497 e n. 9498.
6. - Pertanto il ricorso deve essere accolto, con conseguente cassazione della sentenza impugnata.
Non apparendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa, ai sensi dell'art. 384 cpc può essere decisa nel merito, con il rigetto dell'opposizione originaria.
Parte opponente, in applicazione del principio della soccombenza, deve essere condannata al pagamento, in favore del Comune, delle spese dell'intero giudizio, liquidate come da dispositivo.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l'originaria opposizione. Condanna l'opponente al pagamento delle spese dell'intero giudizio.
Luca Ricci il Sab Giu 01, 2013 12:30 am
Art. 372. Regolamento di Attuazione
Disposizioni in ordine alla circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali
1. Sono vietate sull'autostrada competizioni motoristiche, nonchè riunioni, giuochi e gare sportive in genere. Sulle autostrade e nelle zone ad esse adiacenti o prospicienti sono vietate tutte quelle azioni o situazioni che possono procurare pericolo alla sicurezza della circolazione. L'ente proprietario o concessionario ingiunge al responsabile di eliminare la situazione di pericolo e, in caso di inottemperanza, si procede ai sensi del Capo I, Sezione II del Titolo VI del Codice.
2. In autostrada le esercitazioni di guida e le prove di esame per il conseguimento della patente di guida sono disciplinate con decreto del ministro dei Lavori pubblici di concerto con il ministro dei Trasporti e della Navigazione, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, in modo da salvaguardare in ogni caso la sicurezza della circolazione.
3. Per ragioni tecniche o di sicurezza, l'ente proprietario o concessionario può sospendere il traffico per tutte le categorie di veicoli o per alcune di esse su tratti dell'autostrada, ovvero può stabilire particolari modalità di uso di tratti dell'autostrada stessa, compreso l'attraversamento dei piazzali delle stazioni autostradali a particolari categorie di utenti e operatori autorizzati dall'ente proprietario.
4. Gli autoveicoli di cui all'articolo 54, comma 1, lettera a), del Codice non sono ammessi a circolare in autostrada o nelle strade extraurbane principali se non sono in grado, per costruzione, di sviluppare la velocità in piano di almeno 80 km/h. Il ministro dei Lavori pubblici può, ai sensi dell'articolo 142, comma 2, del Codice, fissare limiti minimi di velocità per altre categorie di veicoli di cui all'articolo 54 del Codice.
6. Gli accertamenti delle condizioni e dei limiti indicati nell'articolo 175 del Codice e nel presente articolo devono di regola essere effettuati all'ingresso nell'autostrada e il veicolo considerato non in regola non è ammesso alla circolazione su di essa. Se l'accertamento è fatto dopo l'ingresso, il veicolo non in regola deve lasciare l'autostrada alla prima uscita dopo il luogo dell'accertamento, sotto la sorveglianza dell'agente o funzionario accertatore.
Luca Ricci il Sab Giu 01, 2013 1:07 am
Luca Ricci il Sab Giu 01, 2013 1:09 am
<< Articolo 12 - CdS
2. La deroga alle norme di cui al comma 1 e consentita solo per specifiche situazioni allorquando particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche ed economiche non ne consentono il rispetto, sempre che sia assicurata la sicurezza stradale e siano comunque evitati inquinamenti.
7. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad effettuare rilevazioni del traffico per l'acquisizione di dati che abbiano validità temporale riferita all'anno nonchè per adempiere agli obblighi assunti dall'Italia in sede internazionale.
8. Ai fini dell'attuazione delle incombenze di cui al presente articolo, l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, di cui all'art. 35, comma 3, ha il compito di acquisire i dati dell'intero territorio nazionale, elaborarli e pubblicizzarli annualmente, nonchè comunicarli agli organismi internazionali. Detta struttura cura altresì che i vari enti ottemperino alle direttive, norme e tempi fissati nel presente articolo e nei relativi decreti.
Ultima modifica di Luca Ricci il Lun Giu 10, 2013 6:08 pm, modificato 1 volta
Luca Ricci il Sab Giu 01, 2013 1:11 am
Luca Ricci il Dom Giu 02, 2013 1:04 pm
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=A6C3QiDqELVDnwdot-j2BQ__.ntc-as4-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1996-12-04&atto.codiceRedazionale=096G0619&elenco30giorni=false
Vista la legge 13 giugno 1991, n. 190, ed in particolare l'art. 3,
il quale prevede che, con decreto del Presidente della Repubblica,
sono emanate norme regolamentari per l'esecuzione e l'attuazione del
generale del 6 luglio 1995;
Ritenuto di disattendere il parere del Consiglio di Stato in
taluni punti concernenti gli articoli 148 e 223, dovendosi ritenere
prevalenti le esigenze, nel primo caso, di snellire le procedure e,
nel secondo caso, di evitare il rischio di sottrazione del bene alle
procedure di confisca;
riunione del 2 agosto 1996;
Sulla proposta del Ministro dei lavori pubblici e del Ministro dei
1. All'articolo 2 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, sono
"1. Il decreto del Ministro dei lavori pubblici, di cui all'articolo
2, comma 8, del codice, per la classificazione amministrativa delle
strade statali esistenti alla data del 1 gennaio 1993, e' predisposto
dall'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza
stradale, sulla base degli elenchi previsti dalla legge 21 aprile
1962, n. 181, modificati ed aggiornati secondo i criteri di cui
all'articolo 2, commi 5, 6 e 7, del codice. Le strade statali
6 e 7, del codice";
b) Al comma 4 dopo le parole: "di classificazione" e' aggiunta la
seguente: "amministrativa"; le parole: "comma 8" sono sostituite
dalle seguenti: "comma 5" e le parole: "trenta giorni" sono
sostituite dalle seguenti: "un mese";
c) Ai commi 5 e 6 dopo le parole: "La classificazione" e'
inserita ogni volta la seguente: "amministrativa";
d) Al comma 8 le parole: "all'articolo 2, comma 8," sono
sostituite dalle seguenti: "all'articolo 13, comma 5," e dopo le
parole: "alla classificazione" sono aggiunte le seguenti:
"tecnico-funzionale";
e) Al comma 9, al secondo periodo, le parole: "comma 8" sono
sostituite dalle seguenti: "comma 5";
f) E' aggiunto in fine il seguente comma:
"10. I divieti e le prescrizioni, previste dal codice e dal presente
regolamento per le strade inserite negli itinerari internazionali, si
applicano unicamente a quelle gia' in possesso delle caratteristiche
richieste dagli accordi internazionali per tale classificazione."
Per nuovo codice della strada intendesi decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dal
decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360.
NOTE AL DECRETO
- Le disposizioni del regolamento per l'esecuzione e
l'attuazione delle disposizioni del Codice della strada
(D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) sono pubblicate nel supp.
ord. alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 303 del
28 dicembre 1992.
- L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce
- Il testo dell'art. 3 della legge 13 giugno 1991, n.
190 (Delega al Governo per la revisione delle norme
concernenti la disciplina della circolazione stradale) e'
"Art. 3. - 1. Entro il termine di cui all'art. 1 il
Governo, ai sensi dell'art. 17, comma 1, della legge 23
agosto 1988, n. 400, adotta norme regolamentari per
l'esecuzione e l'attuazione delle disposizioni del codice
della strada, con contestuale abrogazione del regolamento
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30
giugno 1959, n. 420, e delle altre norme regolamentari
incompatibili, e adeguando le disposizioni regolamentari
concernenti la segnalazione stradale alle norme contenute
nelle direttive comunitarie e agli accordi internazionali
in materia, fissando altresi' i criteri dell'uniforme
pianificazione cui debbono attenersi gli enti cui spetta
l'apposizione della segnaletica stradale e tenendo comunque
conto di quanto gia' disposto in attuazione dell'art.
19-bis del testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, introdotto
dall'art. 18 della legge 18 marzo 1988, n. 111.
2. Entro lo stesso termine di cui all'art. 1 i Ministri
competenti per materia, ai sensi dell'art. 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, adottano, con proprio
decreto, norme regolamentari per l'esecuzione l'attuazione
delle disposizioni del codice della strada che investano la
loro esclusiva competenza, nonche' norme regolamentari per
la riorganizzazione di uffici od organi, compresi quelli
delle aziende od amministrazioni autonome, dei rispettivi
dicasteri, in funzione delle nuove o diverse competenze ad
essi affidate. Potra' all'occorrenza essere prevista
l'istituzione di organismi consultivi e di studio necessari
per l'attuazione del codice della strada.
3. I regolamenti di cui ai commi 1 e 2 dovranno
ispirarsi ai criteri della efficienza e produttivita'
dell'amministrazione e della semplificazione e snellimento
delle procedure, riducendo al massimo, anche in funzione
della prevalente natura degli istituti e dei provvedimenti
l'intervento di piu' uffici nel procedimento ed eliminando
in ogni caso duplicazioni di competenze e di controlli".
- Il testo dell'art. 17, comma 1 della legge 23 agosto
"Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
pronunciarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreto legislativi;
quelli relativi a materie riservati alla competenza
e) l'organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavori
- La legge 21 aprile 1962, n. 181, reca: "Modifiche alla
legge 7 febbraio 1961, n. 59, concernente il riordinamento
strutturale e la revisione dei ruoli organici dell'Azienda
nazionale autonoma delle strade (ANAS)".
- Si riportano i commi 5, 6, 7 e 8 dell'art. 2 del nuovo
"5. Per le esigenze di carattere amministrativo e con
riferimento all'uso e alle tipologie dei collegamenti
svolti, le strade, come classificate ai sensi del comma 2
si distinguono in strade "statali", "regionali",
"provinciali" "comunali", secondo le indicazioni che
seguono. Enti proprietari delle dette strade sono
rispettivamente lo Stato, la Regione, la Provincia, il
Comune. Per le strade destinate esclusivamente al traffico
militare e denominante "strade militari", ente proprietario
e' considerato il Comando della Regione militare
6. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C
ed F, si distinguono in:
A - statali quando: a) costituiscono le grandi
direttrici del traffico nazionale; b) congiungono la rete
viabile principale dello Stato con quelle degli Stati
limitrofi; c) congiungono tra loro i capoluoghi di Regione
ovvero i capoluoghi di Provincia situati in Regioni
diverse, ovvero costituiscono diretti ed importanti
collegamenti tra strade statali; d) allacciano alla rete
delle strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i
centri di particolare importanza industriale, turistica e
climatica; e) servono traffici interregionali o presentano
particolare interesse per l'economia di vaste zone del
B - regionali quando allacciano i capoluoghi di
Provincia della stessa Regione tra loro o con il capoluogo
di Regione ovvero allacciano i capoluoghi di Provincia o
Comuni con la rete statale se cio' sia particolarmente
rilevante per ragioni di carattere industriale,
C - provinciali quando allacciano al capoluogo di
Provincia capoluoghi dei singoli Comuni della rispettiva
Provincia o piu' capoluoghi di Comuni tra loro ovvero
quando allacciano alla rete stradale o regionale i
capoluoghi di Comune se cio' sia particolarmente rilevante
per ragioni di carattere industriale, commerciale,
D - Comunali, quando congiungono il capoluogo del
comune con le sue frazioni o le frazioni fra loro, ovvero
che congiungono il capoluogo con la stazione ferroviaria,
tranviaria o automobilistica, con un aeroporto o porto
marittimo, lacuale o fluviale, con interporti o nodi di
scambio intermodale o con le localita' che sono sede
essenziali di servizi interessanti la collettivita'
comunale. Ai fini del presente codice, le strade
"vicinali" sono assimilate alle strade comunali.
7. Le strade urbane di cui al comma 2, lettere D, E e E,
sono sempre comunali, quando siano situate nell'interno dei
centri abitati, eccettuati i tratti interni di strade
statali, regionali o provinciali che attraversano centri
8. Il Ministero dei lavori pubblici, nel termine
indicato dall'art. 13, comma 5, procede alla
classificazione delle strade statali ai sensi del comma 5,
seguendo i criteri di cui ai commi 5, 6 e 7, sentiti il
Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio di
amministrazione dell'Azienda nazionale autonoma per le
strade statali, le Regioni interessate, nei casi e con le
modalita' indicate dal regolamento. Le Regioni, nel termine
e con gli stessi criteri indicati, procedono, sentiti gli
enti locali, alle classificazioni delle rimanenti strade ai
sensi del comma 5. Le strade cosi' classificate sono
iscritte nell'Archivio nazionale delle strade previsto
dall'art. 226".
- Il testo dell'art. 226 del nuovo Codice della strada
"Art. 226 (Organizzazione degli archivi e dell'anagrafe
nazionale). - 1. Presso il Ministero dei lavori pubblici,
e' istituito l'archivio nazionale delle strade che
comprende tutte le strade distinte per categorie, come
indicato nell'art. 2.
2. Nell'archivio nazionale, per ogni strada, devono
essere indicati i dati relativi allo stato tecnico e
giuridico della strada, al traffico veicolare, agli
incidenti e allo stato di percorribilita' anche da parte
dei veicoli classificati mezzi d'opera ai sensi dell'art.
54, comma 1, lettera n), che eccedono i limiti di massa
stabiliti nell'art. 62 e nel rispetto di limiti di massa
stabiliti nell'art. 10, comma 8.
3. La raccolta dei dati avviene attraverso gli enti
proprietari della strada, che sono tenuti a trasmettere
all'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza
stradale tutti i dati relativi allo stato tecnico e
giuridico delle singole strade; allo stato di
percorribilita' da parte dei veicoli classificati mezzi
d'opera ai sensi dell'art. 54, comma 1, lettera n), nonche'
i dati risultanti dal censimento del traffico veicolare, e
attraverso la Direzione generale della M.C.T.C. che e'
tenuta a trasmettere al suindicato Ispettorato tutti i dati
relativi agli incidenti registrati nell'anagrafe di cui al
4. In attesa dell'attivazione dell'archivio nazionale
delle strade, la circolazione dei mezzi d'opera che
eccedono i limiti di massa stabiliti nell'art. 62 potra'
avvenire solo sulle strade o tratti di strade non comprese
negli elenchi delle strade non percorribili che annualmente
sono pubblicati a cura del Ministero dei lavori pubblici
nella Gazzetta Ufficiale sulla base dei dati trasmessi
dalle societa' concessionarie, per le autostrade in
concessione; dall'A.N.A.S., per le autostrade e le strade
statali; dalle Regioni, per la rimanente viabilita'. Il
regolamento determina i criteri e le modalita' per la
formazione, la trasmissione, l'aggiornamento, e la
5. Presso la Direzione generale della M.C.T.C. e'
istituito l'archivio nazionale dei veicoli contenente i
dati relativi ai veicoli di cui all'art. 47, comma 1, punti
e), f), g), h), i), l), m), n).
6. Nell'archivio nazionale per ogni veicolo devono
essere indicati dati relativi alle caratteristiche di
costruzione e di identificazione, all'emanazione della
carta di circolazione e del certificato di proprieta', a
tutte le successive vicende tecniche e giuridiche del
veicolo, agli incidenti in cui il veicolo sia stato
7. L'archivio e' completamente informatizzato; e'
popolato ed aggiornato con i dati raccolti dalla Direzione
generale della M.C.T.C., dal P.R.A., dagli organi addetti
all'espletamento dei servizi di Polizia stradale di cui
all'art. 12, dalle compagnie di assicurazione, che sono
tenuti a trasmettere i dati, con le modalita' e nei tempi
di cui al regolamento al C.E.D. della Direzione generale
della M.C.T.C.
8. Nel regolamento sono specificate le sezioni
componenti l'archivio nazionale dei veicoli.
9. Le modalita' di accesso all'archivio sono stabilite
10. Presso la Direzione generale della M.C.T.C. e'
istituita l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida
ai fini della sicurezza stradale.
11. Nell'anagrafe nazionale devono essere indicati, per
ogni conducente, i dati relativi al procedimento di
rilascio della patente, nonche' a tutti i procedimenti
successivi, come quelli di rinnovo, di revisione, di
sospensione, di revoca, i dati relativi alle infrazioni
commesse alla guida di un determinato veicolo, agli
incidenti che si siano verificati durante la circolazione
ed alle sanzioni comminate.
12. L'anagrafe nazionale e' completamente
informatizzata; e' popolata ed aggiornata con i dati
raccolti dalla Direzione generale della M.C.T.C., dalle
Prefetture, dagli organi addetti all'espletamento dei
servizi di Polizia stradale di cui all'art. 12, dalle
compagnie di assicurazione, che sono tenuti a trasmettere i
dati con le modalita' e nei tempi di cui al regolamento al
C.E.D. della Direzione generale della M.C.T.C.
13. Nel regolamento per l'esecuzione delle presenti
norme saranno altresi' specificati i contenuti, le
modalita' di impianto, di tenuta e di aggiornamento degli
archivi e dell'anagrafe di cui al presente articolo.
Luca Ricci il Dom Giu 02, 2013 7:12 pm
Luca Ricci il Dom Giu 02, 2013 7:24 pm
Autovelox, «nulle le multe della Polizia muncipale sulle strade extraurbane». Una sentenza che varrà anche per Trani?
http://www.radiobombo.com/news/51896/trani/autovelox-nulle-le-multe-della-polizia-muncipale-sulle-strade-extraurbane-una-sentenza-che-varra-anche-per-trani-
Le multe per il superamento dei limiti di velocità sulle strade extraurbane, elevate dalla Polizia municipale a seguito di accertamento tramite autovelox , potrebbero essere nulle. Ad affermarlo è Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, di Lecce, che segnala «un’importante sentenza del Giudice di pace di Camerino – scrive in una nota -, la n. 842/12 della sezione civile, che ha bacchettato una prassi in voga tra molte amministrazioni comunali: quella di rilevare le infrazioni anche sulle strade che non sono sotto la loro competenza ma che ricadono nell’agro del comune. Secondo il Giudice onorario, infatti, i vigili urbani non avendo competenza su tutto il territorio nazionale come gli agenti della Polizia di Stato, non risultano essere legittimati a svolgere il servizio di polizia stradale sulle strade extraurbane principali, che risultano equiparate alle autostrade. E ciò anche se il tratto di strada su cui viene rilevata la violazione del codice della strada ricade entro il “feudo” di competenza del Comune cui appartengono gli agenti della polizia municipale che ha provveduto all’accertamento. Al contempo, per evitare l’annullamento del verbale, l’ente avrebbe dovuto provare la propria potestà giuridica nel tratto in questione. Il giudice di pace ha, quindi, accolto le doglianze presentate nel ricorso ed ha annullato il verbale elevato per la violazione dell’articolo 142 comma 8 del codice della strada. Nel caso di specie, se è pur vero, che la velocità rilevata di 110 chilometri l’ora contro i 90 consentiti, è anche fondamentale che la stessa fosse stata accertata su una superstrada che è gestita dall’Anas anche se il tratto in cui transita l’automobilista all’atto della condotta multata rientra nel territorio del Comune cui appartiene la polizia locale che eleva la contravvenzione».
È persuasiva, per Giovanni D’Agata, «la considerazione secondo cui l’amministrazione locale che non è né ente proprietario né gestore della superstrada non soltanto non ha titolo per svolgervi servizio di polizia stradale, né installare strumenti di rilevazione elettronica o segnaletica».
Peraltro, va ricordato che, sulla strada statale 16 bis, la Polizia locale di Trani svolge attività di rilevamento dei limiti di velocità su mandato del Prefetto di Barletta-Andria-Trani e non del sindaco. In questo caso, quindi, sembrerebbe che svolga il servizio quale organo “aggiuntivo” di polizia dello Stato e non quale corpo di polizia della municipalità. E su quel tratto di strada potrebbe provare, appunto, la «potestà giuridica».
Luca Ricci il Dom Giu 02, 2013 7:48 pm
COMPETENZA TERRITORIALE DEI CORPI DI POLIZIA MUNICIPALE SU STRADE NON COMUNALI
(Avvocato in Cosenza e dottorando di ricerca in “Impresa, Stato e Mercato” nell’Università della Calabria)
Un problema sul quale a lungo si sono interrogate giurisprudenza e dottrina riguarda la competenza dei corpi di polizia municipale sulle strade non appartenenti al demanio degli enti territoriali di afferenza.
L’articolo 12, comma primo, lettera e), del Codice della Strada faculta i corpi di polizia municipale allo svolgimento delle funzioni di polizia stradale nell’ambito dei territori di competenza.
Disposizione ricalcata dall’articolo 5, comma primo, lettera b), della Legge 07 marzo 1986 n. 65, secondo cui la polizia municipale svolge servizi di polizia stradale nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza.
Orbene, nell’ambito del territorio di competenza del corpo di polizia municipale non rientrano le strade non comunali ancorché queste il medesimo attraversino.
Pertanto il verbale di contestazione di illecito stradale formato da un corpo di polizia municipale a seguito di accertamento effettuato su strada statale ovvero provinciale ovvero regionale, ancorché attraversante il territorio dell’Amministrazione di afferenza, è viziato di incompetenza ed eccesso di potere.
La tesi testé illustrata è stata sostenuta dalla giurisprudenza di merito e di legittimità.
Quanto alla giurisprudenza di merito, si segnalano le sentenze n. 5017/2009[1] e n. 2643/2008[2] e n. 1575/2004[3] del Giudice di Pace del Mandamento di Cosenza, n. 5942/2008[4] e n. 3868/2008[5] del Giudice di Pace del Mandamento di Bari e 13 gennaio 2009 del Giudice di Pace del Mandamento di Caserta[6].
Quanto alla giurisprudenza di legittimità, notevole è la sentenza della Corte Suprema di Cassazione n. 5771/2008.
Vale la pena, comunque, di offrire una nozione del concetto di territorio.
Il territorio è lo spazio entro il quale un Ente esercita le proprie potestà.
Tale definizione è stata in realtà coniata con riguardo al territorio dello Stato; tuttavia la sua adattabilità alla nozione del territorio di Ente Locale risulta possibile in virtù della sentenza n. 1101/1984 del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana.
All’interno del territorio di un Ente Locale possono insistere beni la cui proprietà spetta ad altri soggetti.
Con riferimento alle strade, l’articolo 2 del Codice della Strada distingue tra strade statali, regionali, provinciali e comunali.
Per effetto del combinato disposto degli articoli 2, comma settimo, del Codice della Strada e 4, comma quarto, del relativo Regolamento (Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992 n. 495), le strade extraurbane (diverse dalle autostrade) statali e/o regionali e/o provinciali possono essere classificate come strade comunali soltanto ove attraversino comuni con popolazione superiore ai diecimila abitanti e comunque a seguito di apposita deliberazione da parte della Giunta Comunale, che attribuisce un toponimo a tali arterie e le include nell’elenco toponomastico (resta salvo pertanto il rispetto delle norme in materia di intitolazione di strade).
In difetto della deliberazione testé argomentata, anche le strade extraurbane (diverse dalle autostrade) statali e/o regionali e/o provinciali che attraversino comuni con popolazione superiore ai diecimila abitanti non assumono la classificazione di strade comunali (orientamento fatto proprio dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, con sentenza n. 762/1985).
Né tantomeno si può far valere la mappa catastale in contrasto (giusta sentenza n. 537/1978 del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sede di Napoli).
Sulla qualificazione dell’inclusione nella toponomastica comunale come indice presuntivo della comunalità di una strada, l’orientamento giurisprudenziale è pressoché conforme, come dimostrato dalla sentenza n. 34/2003 del Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna.
Pertanto una strada extraurbana (diversa da autostrada) statale e/o regionale e/o provinciale classificata come tale non è di proprietà comunale.
Il divisato principio è stato anche indirettamente affermato dalla giurisprudenza.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, con sentenza n. 423/1994, aveva affermato che un’Amministrazione Comunale è carente di potere su strade che non le appartengano.
La Corte Suprema di Cassazione, invece, con sentenza n. 11361/1996, aveva negato la responsabilità di un’Amministrazione Comunale per insidia causativa di sinistro stradale su arteria non comunale ancorchè attraversante il territorio dell'Ente.

References: Art. 12

Art. 12
 sentenza 
 sentenza 
 art. 201
 art. 380
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 sentenza 
 art. 345
 art. 142
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 372
 Articolo 12
in fine
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza