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Timestamp: 2020-08-14 01:05:07+00:00

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PARERE N. 199 DEL 5/12/2012
PREC 220/12/S
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla [omissis] – [omissis]– “Affidamento del servizio di pulizia” Lotto 1 – Presidio [omissis]”- Lotto 2 [omissis]-. Importo a base di gara € 198.000,00 – S.A. [omissis]– [omissis]
Condanna penale per reato estinto o abrogato. Dichiarazione non dovuta anche se prescritto nel bando. Artt. 38 co. 2 e 46 co. 1 bis D.Lgs. 163/2006. Legittima esclusione per incompletezza della dichiarazione circa le condanne penali subite – illegittima esclusione per omessa indicazione violazione obblighi pagamento imposte e tasse, non definitivamente accertata. Art. 38 co. 1 lett. g) e co. 2 D.Lgs. 163/2006.
In data 21 agosto 2012 è pervenuta l’istanza indicata in epigrafe con la quale la [omissis]– [omissis], in persona del suo legale rappresentante pro tempore, ha chiesto un parere in merito alla legittimità delle giustificazioni addotte, nell’ambito della procedura in oggetto, dalla prima e dalla seconda classificata in merito ai requisiti soggettivi di cui all’art. 38 D.Lgs. 163/2006.
In particolare, la stazione appaltante, in sede di aggiudicazione provvisoria ed ai fini di quella definitiva, allo scopo di verificare il possesso dei requisiti prescritti dal bando di gara per l’operatore economico risultato aggiudicatario ([omissis]) e per il secondo classificato ([omissis]), ha accertato che:
Per [omissis], prima classificata, il legale rappresentante della ditta aveva dichiarato che “nei propri confronti non è stata emessa sentenza di condanna passata in giudicato/decreto penale diventato irrevocabile/sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 c.p.p. per reati gravi in danno dello Stato o della comunità che incidono sulla moralità professionale”.
Tuttavia, dalla verifica effettuata, è risultato che il certificato del casellario giudiziale evidenzia reati risalenti al 1987, 1988 e 1989 depenalizzati/abrogati cui era stato loro applicato il beneficio della non menzione; per un altro reato, poi, risalente al 1997, il legale rappresentante aveva ottenuto il beneficio della sospensione condizionale della pena ex art. 163 c.p..
La stazione appaltante aveva previsto, con nota a piè pagina, di “indicare se patteggiato, estinto o altro; indicare anche le sentenze riportanti il beneficio di non menzione”.
La ditta ha giustificato la condotta omissiva ritenendo che i reati omessi “fossero vetusti da oltre 20 anni, oltreché prescritti”.
per [omissis], seconda classificata, la ditta non risultava in regola con gli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse. Infatti, risulta che al momento dell’invio della domanda di partecipazione (26.03.2012) era stata notificata alla ditta una cartella esattoriale pervenuta in data 23.02.2012. Sostiene tuttavia la ditta che essendo ancora in corso il termine di 60 gg. per la sua impugnazione, non era tenuta ad alcuna dichiarazione. Inoltre, la società avrebbe pagato la cartella in data 03.08.2012.
In seguito all’istruttoria procedimentale, formalmente avviata in data 15 ottobre 2012, è pervenuta una memoria di [omissis] nonché da parte di [omissis].
La prima questione che viene qui in rilievo concerne la verifica del possesso dei requisiti soggettivi ex art. 38 comma 1 lett. c) e comma 2 da parte della ditta aggiudicataria provvisoria ([omissis]).
Il bando di gara - al punto 3.1. e 4.1. - si limita a rinviare ai requisiti di cui all’art. 38 D.Lgs. 163/2006.
L’art. 38 comma 1 lett. c) stabilisce che “ 1. Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti:
c) nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale; è comunque causa di esclusione la condanna, con sentenza passata in giudicato, per uno o più reati di partecipazione a un'organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti dagli atti comunitari citati all'articolo 45, paragrafo 1, direttiva Ce 2004/18…”
Il comma 2 dell’art. 38, stabilisce che “2. Il candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità' alle previsioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , in cui indica tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione. Ai fini del comma 1, lettera c), il concorrente non è tenuto ad indicare nella dichiarazione le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa, ne' le condanne revocate, ne' quelle per le quali e' intervenuta la riabilitazione”.
Ne deriva che la previsione della stazione appaltante che, con nota a piè pagina, aveva richiesto ai concorrenti di “indicare se patteggiato, estinto o altro…”, si pone in contrasto con la norma di legge e, quindi, essendo nulla ai sensi dell’art. 46 comma 1 bis D.Lgs. 163/2006, non può essere considerata ai fini dell’esclusione.
Pertanto non hanno alcun rilievo escludente di [omissis] le condanne del rappresentante legale per i reati risalenti al 1987, 1988 e 1989 e depenalizzati/abrogati.
Per quanto riguarda il reato di violazione agli obblighi di assistenza familiare per il quale è intervenuta sentenza di condanna in data 14 marzo 1997, come da certificato del casellario giudiziale, si fa preliminarmente presente che quest’ultimo non rientra tra quelli espressamente richiamati all’art. 38, comma 1, lett) c. del D.lgs. n. 163/2006.
Tuttavia, con determinazione n. 1 del 2012, confermando le indicazioni già fornite in una precedente determinazione (1/2010), l’Autorità, ha specificato che il legislatore nel puntualizzare al comma 2 dell’art. 38 le cause di esclusione di cui al comma 1 lettera c) ha definitivamente chiarito che spetta all’amministrazione il giudizio sulla gravità delle eventuali condanne riportate, con la conseguenza che è obbligo del concorrente dichiarare tutti i pregiudizi penali subiti, non competendo a quest’ultimo effettuare valutazioni in ordine alla gravità del reato ascrittogli o del pregiudizio penale riportato perché ciò si risolverebbe nella privazione, in capo alla stazione appaltante, di conoscenze indispensabili per delibare in ordine alla incidenza del precedente riportato sulla moralità professionale e sulla gravità del medesimo. Tale obbligo non sussiste nei casi in cui il reato commesso sia stata depenalizzato o dichiarato estinto e nei casi in cui sia intervenuta la riabilitazione o la condanna sia stata revocata. Ne discende che, al di là dei casi appena richiamati, in ipotesi di omessa dichiarazione di condanne riportate è legittimo il provvedimento di esclusione non dovendosi configurare in capo alla stazione appaltante l’ulteriore obbligo di vagliare la gravità del precedente penale di cui è stata omessa la dichiarazione e conseguendo il provvedimento espulsivo alla omissione della prescritta dichiarazione (cfr Consiglio di Stato, sez III, sentenza del 4 gennaio 2012, n. 8, Consiglio di Stato, sez , sentenza del 22 novembre 2011, n. 6153)”.
Sempre con riferimento al comma 2 dell’art. 38, con la recentissima determinazione n. 4/2012, si è ribadito che la dichiarazione da rendere ai fini dell’attestazione del possesso dei requisiti di ordine generale deve essere completa e, con particolare riferimento alla lettera c) del comma 1 dell’art. 38, deve contenere tutte le sentenze di condanna subite, a prescindere dalla entità del reato e/o dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete esclusivamente alla stazione appaltante. Pertanto, oltre all’ipotesi di falsità, l’omissione o l’incompletezza delle dichiarazioni da rendersi ai sensi dell’art. 38, costituiscono di per sé motivo di esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica anche in assenza di una espressa previsione del bando di gara. (cfr parere AVCP 16 maggio 2012, n. 74 e Cons. St., sez III, 3 marzo 2011, n. 1371).
Tornando al caso di specie, quindi, la [omissis] avrebbe dovuto indicare nella dichiarazione resa ai sensi dell’art. 38, comma 2 anche la condanna subita nel 1997 e ciò nonostante il generico richiamo nel bando ai requisiti di cui all’art. 38, con la conseguenza che esclusivamente per tale omissione e non per la mancata indicazione delle condanne penali per reati estinti o abrogati, la stazione dovrebbe disporne l’esclusione.
La seconda questione che viene in rilievo concerne la verifica del possesso dei requisiti soggettivi ex art. 38 co. 1 lett. g) in capo alla ditta seconda classificata ([omissis]).
L’art. 38 comma 1 lett. g) stabilisce che “ 1. Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti: g) che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti”.
Il co. 2 precisa poi che “costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle relative all'obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili”.
Nel caso di specie, al tempo dell’invio della domanda di partecipazione (26.03.2012), il debito erariale afferente alla cartella esattoriale pervenuta in data 23.02.2012 non era di certo esigibile, non essendo ancora scaduti i 60 giorni per la sua impugnazione. Per tale ragione non è configurabile in capo alla ditta [omissis] un onere dichiarativo in tal senso, né una causa di esclusione sostanziale.
Il principio è stato sostenuto anche dalla giurisprudenza. In particolare, secondo il T.A.R. Catania Sicilia,sez. IV, 21 febbraio 2011, n. 420 “Con riferimento al requisito della regolarità fiscale per la partecipazione ai pubblici appalti, l'art. 38, del d.lgs. n. 163 del 2006 dispone che sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti che hanno commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse , secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti; conseguentemente la violazione fiscale provoca l'esclusione dalla gara quando sia definitivamente accertata, vale a dire sia divenuta incontestabile per decisione giurisdizionale o per intervenuta inoppugnabilità; solo allora, infatti, l'inadempimento tributario è indicativo del mancato rispetto degli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse , per cui non è sufficiente la circostanza che il concorrente sia destinatario di una cartella esattoriale, attesa la necessità non solo che la pendenza con il fisco sia stata debitamente accertata dai competenti organi come esistente ad una determinata data, ma anche che la pretesa tributaria si sia consolidata in favore della Amministrazione finanziaria per l'inutile decorso del termine di impugnazione”. Inoltre, risulta che la ditta abbia poi pagato la cartella in data 03.08.2012, ossia prima che la stazione appaltante contestasse il requisito.
Conseguentemente deve ritenersi che [omissis] non era tenuta ad indicare la violazione, non definitivamente accertata, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, e, quindi, non può per tale motivo essere esclusa.
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la [omissis] non era tenuta ad indicare le condanne penali per reati estinti o abrogati, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 38 comma 2 e 46 comma 1 bis D.Lgs. 163/2006, ma deve essere esclusa dalla gara per aver reso comunque una dichiarazione incompleta circa le condanne penali riportate; che [omissis] non può essere esclusa non essendo tenuta ad indicare la violazione, non definitivamente accertata, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse.

References: art. 6
 Art. 38
 sentenza 
 art. 163
 art. 38
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38