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Timestamp: 2019-07-20 09:35:42+00:00

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LEGGE N. 833, 23 DICEMBRE 1978
(Gazzetta Ufficiale n. 360 del 28.12.78, Suppl. Ordinario)
ARTICOLO 1 - I PRINCIPI
LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL'INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA' MEDIANTE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E' COSTITUITO DAL COMPLESSO DELLE FUNZIONI, DELLE STRUTTURE, DEI SERVIZI E DELLE ATTIVITA' DESTINATI ALLA PROMOZIONE, AL MANTENIMENTO ED AL RECUPERO DELLA SALUTE FISICA E PSICHICA DI TUTTA LA POPOLAZIONE SENZA DISTINZIONE DI CONDIZIONI INDIVIDUALI O SOCIALI E SECONDO MODALITA' CHE ASSICURINO L'EGUAGLIANZA DEI CITTADINI NEI CONFRONTI DEL SERVIZIO. L'ATTUAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE COMPETE ALLO STATO, ALLE REGIONI E AGLI ENTI LOCALI TERRITORIALI, GARANTENDO LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI.
IL CONSEGUIMENTO DELLE FINALITA' DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO E' ASSICURATO MEDIANTE:
1) LA FORMAZIONE DI UNA MODERNA COSCIENZA SANITARIA SULLA BASE DI UN'ADEGUATA EDUCAZIONE SANITARIA DEL CITTADINO E DELLE COMUNITA';
4) LA RIABILITAZIONE DEGLI STATI DI INVALIDITA' E DI INABILITA' SOMATICA E PSICHICA;
5) LA PROMOZIONE E LA SALVAGUARDIA DELLA SALUBRITA' E DELL'IGIENE DELL'AMBIENTE NATURALE DI VITA E DI LAVORO;
6) L'IGIENE DEGLI ALIMENTI, DELLE BEVANDE, DEI PRODOTTI E AVANZI DI ORIGINE ANIMALE PER LE IMPLICAZIONI CHE ATTENGONO ALLA SALUTE DELL'UOMO, NONCHE' LA PREVENZIONE E LA DIFESA SANITARIA DEGLI ALLEVAMENTI ANIMALI ED IL CONTROLLO DELLA LORO ALIMENTAZIONE INTEGRATA E MEDICATA;
7) UNA DISCIPLINA DELLA SPERIMENTAZIONE, PRODUZIONE, IMMISSIONE IN COMMERCIO E DISTRIBUZIONE DEI FARMACI E DELLA INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUGLI STESSI DIRETTA AD ASSICURARE L'EFFICACIA TERAPEUTICA, LA NON NOCIVITA' E LA ECONOMICITA' DEL PRODOTTO;
8) LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E PERMANENTE NONCHE' L'AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO CULTURALE DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
c) LE SCELTE RESPONSABILI E CONSAPEVOLI DI PROCREAZIONE E LA TUTELA DELLA MATERNITA' E DELL'INFANZIA, PER ASSICURARE LA RIDUZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO CONNESSI CON LA GRAVIDANZA E CON IL PARTO, LE MIGLIORI CONDIZIONI DI SALUTE PER LA MADRE E LA RIDUZIONE DEL TASSO DI PATOLOGIA E DI MORTALITA' PERINATALE ED INFANTILE;
d) LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELL'ETA' EVOLUTIVA, GARANTENDO L'ATTUAZIONE DEI SERVIZI MEDICO-SCOLASTICI NEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE PUBBLICA E PRIVATA DI OGNI ORDINE E GRADO, A PARTIRE DALLA SCUOLA MATERNA, E FAVORENDO CON OGNI MEZZO L'INTEGRAZIONE DEI SOGGETTI HANDICAPPATI;
e) LA TUTELA SANITARIA DELLE ATTIVITA' SPORTIVE;
g) LA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE, PRIVILEGIANDO IL MOMENTO PREVENTIVO E INSERENDO I SERVIZI PSICHIATRICI NEI SERVIZI SANITARI GENERALI IN MODO DA ELIMINARE OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE E DI SEGREGAZIONE, PUR NELLA SPECIFICITA' DELLE MISURE TERAPEUTICHE, E DA FAVORIRE IL RECUPERO ED IL REINSERIMENTO SOCIALE DEI DISTURBATI PSICHICI;
ARTICOLO 3 - PROGRAMMAZIONE DI OBIETTIVI E DI PRESTAZIONI SANITARIE
LA LEGGE DELLO STATO, IN SEDE DI APPROVAZIONE DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALLO ARTICOLO 53 , FISSA I LIVELLI DELLE PRESTAZIONI SANITARIE CHE DEVONO ESSERE, COMUNQUE, GARANTITE A TUTTI I CITTADINI.
ARTICOLO 4 - UNIFORMITA' DELLE CONDIZIONI DI SALUTE SUL TERRITORIO NAZIONALE
CON DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, SONO FISSATI E PERIODICAMENTE SOTTOPOSTI A REVISIONE I LIMITI MASSIMI DI ACCETTABILITA' DELLE CONCENTRAZIONI E I LIMITI MASSIMI DI ESPOSIZIONE RELATIVI AD INQUINANTI DI NATURA CHIMICA, FISICA E BIOLOGICA E DELLE EMISSIONI SONORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO, ABITATIVI E NELL'AMBIENTE ESTERNO.
ARTICOLO 5 - INDIRIZZO E COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA' AMMINISTRATIVE REGIONALI
LA FUNZIONE DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA' AMMINISTRATIVE DELLE REGIONI IN MATERIA SANITARIA, ATTINENTE AD ESIGENZE DI CARATTERE UNITARIO, ANCHE CON RIFERIMENTO AGLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA NAZIONALE, AD ESIGENZE DI RIGORE E DI EFFICACIA DELLA SPESA SANITARIA NONCHE' AGLI IMPEGNI DERIVANTI DAGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI E COMUNITARI, SPETTA ALLO STATO E VIENE ESERCITATA, FUORI DEI CASI IN CUI SI PROVVEDA CON LEGGE O CON ATTO AVENTE FORZA DI LEGGE, MEDIANTE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, D'INTESA CON IL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
FUORI DEI CASI IN CUI SI PROVVEDA CON LEGGE, O CON ATTO AVENTE FORZA DI LEGGE, L'ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DI CUI AL PRECEDENTE COMMA PUO' ESSERE DELEGATO DI VOLTA IN VOLTA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA (CIPE), PER LA DETERMINAZIONE DEI CRITERI OPERATIVI NELLE MATERIE DI SUA COMPETENZA, OPPURE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, D'INTESA CON IL MINISTRO DELLA SANITA' QUANDO SI TRATTI DI AFFARI PARTICOLARI.
IL MINISTRO DELLA SANITA' ESERCITA LE COMPETENZE ATTRIBUITEGLI DALLA PRESENTE LEGGE ED EMANA LE DIRETTIVE CONCERNENTI LE ATTIVITA' DELEGATE ALLE REGIONI.
IN CASO DI PERSISTENTE INATTIVITA' DEGLI ORGANI REGIONALI NELLO ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DELEGATE, QUALORA L'INATTIVITA' RELATIVA ALLE MATERIE DELEGATE RIGUARDI ADEMPIMENTI DA SVOLGERSI ENTRO TERMINI PERENTORI PREVISTI DALLA LEGGE O RISULTANTI DALLA NATURA DEGLI INTERVENTI, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', DISPONE IL COMPIMENTO DEGLI ATTI RELATIVI IN SOSTITUZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.
IL MINISTRO DELLA SANITA' E LE AMMINISTRAZIONI REGIONALI SONO TENUTI A FORNIRSI RECIPROCAMENTE ED A RICHIESTA OGNI NOTIZIA UTILE ALLO SVOLGIMENTO DELLE PROPRIE FUNZIONI.
ARTICOLO 6 - COMPETENZE DELLO STATO
b) LA PROFILASSI DELLE MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE, PER LE QUALI SIANO IMPOSTE LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA O MISURE QUARANTENARIE, NONCHE' GLI INTERVENTI CONTRO LE EPIDEMIE E LE EPIZOOZIE;
c) LA PRODUZIONE, LA REGISTRAZIONE, LA RICERCA, LA SPERIMENTAZIONE, IL COMMERCIO E L'INFORMAZIONE CONCERNENTI I PRODOTTI CHIMICI USATI IN MEDICINA, I PREPARATI FARMACEUTICI, I PREPARATI GALENICI, LE SPECIALITA' MEDICINALI, I VACCINI, GLI IMMUNOMODULATORI CELLULARI E VIRALI, I SIERI, LE ANATOSSINE E I PRODOTTI ASSIMILATI, GLI EMODERIVATI, I PRESIDI SANITARI E MEDICO-CHIRURGICI ED I PRODOTTI ASSIMILATI ANCHE PER USO VETERINARIO;
d) LA COLTIVAZIONE, LA PRODUZIONE, LA FABBRICAZIONE, L'IMPIEGO, IL COMMERCIO ALL'INGROSSO, L'ESPORTAZIONE, L'IMPORTAZIONE, IL TRANSITO, L'ACQUISTO, LA VENDITA E LA DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI O PSICOTROPE, SALVO CHE PER LE ATTRIBUZIONI GIA' CONFERITE ALLE REGIONI DALLA LEGGE 22 DICEMBRE 1975, N. 685 ;
f) L'ELENCAZIONE E LA DETERMINAZIONE DELLE MODALITA' DI IMPIEGO DEGLI ADDITIVI E DEI COLORANTI PERMESSI NELLA LAVORAZIONE DEGLI ALIMENTI E DELLE BEVANDE E NELLA PRODUZIONE DEGLI OGGETTI D'USO PERSONALE E DOMESTICO; LA DETERMINAZIONE DELLE CARATTERISTICHE IGIENICO-SANITARIE DEI MATERIALI E DEI RECIPIENTI DESTINATI A CONTENERE E CONSERVARE SOSTANZE ALIMENTARI E BEVANDE, NONCHE' DEGLI OGGETTI DESTINATI COMUNQUE A VENIRE A CONTATTO CON SOSTANZE ALIMENTARI;
h) LA DETERMINAZIONE DI INDICI DI QUALITA' E DI SALUBRITA' DEGLI ALIMENTI E DELLE BEVANDE ALIMENTARI;
k) I CONTROLLI SANITARI SULLA PRODUZIONE DELLA ENERGIA TERMOELETTRICA E NUCLEARE E SULLA PRODUZIONE, IL COMMERCIO E L'IMPIEGO DELLE SOSTANZE RADIOATTIVE;
o) L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA', SECONDO LE NORME DI CUI ALLA LEGGE 7 AGOSTO 1973, N. 519, ED ALLA PRESENTE LEGGE;
q) LA FISSAZIONE DEI REQUISITI PER LA DETERMINAZIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI DEGLI OPERATORI SANITARI; LE DISPOSIZIONI GENERALI PER LA DURATA E LA CONCLUSIONE DEI CORSI; LA DETERMINAZIONE DEI REQUISITI NECESSARI PER LA AMMISSIONE ALLE SCUOLE, NONCHE' DEI REQUISITI PER L'ESERCIZIO DELLE PROFESSIONI MEDICHE E SANITARIE AUSILIARIE;
t) IL RICONOSCIMENTO DELLE PROPRIETA' TERAPEUTICHE DELLE ACQUE MINERALI E TERMALI E LA PUBBLICITA' RELATIVA ALLA LORO UTILIZZAZIONE A SCOPO SANITARIO;
u) LA INDIVIDUAZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE DEL BESTIAME PER LE QUALI, IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, SONO DISPOSTI L'OBBLIGO DI ABBATTIMENTO E, SE DEL CASO, LA DISTRUZIONE DEGLI ANIMALI INFETTI O SOSPETTI DI INFEZIONE O DI CONTAMINAZIONE; LA DETERMINAZIONE DEGLI INTERVENTI OBBLIGATORI IN MATERIA DI ZOOPROFILASSI; LE PRESCRIZIONI INERENTI ALL'IMPIEGO DEI PRINCIPI ATTIVI, DEGLI ADDITIVI E DELLE SOSTANZE MINERALI E CHIMICO-INDUSTRIALI NEI PRODOTTI DESTINATI ALLA ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA, NONCHE' QUELLE RELATIVE ALLA PRODUZIONE E ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DI QUESTI ULTIMI PRODOTTI;
z) I SERVIZI SANITARI ISTITUITI PER LE FORZE ARMATE ED I CORPI DI POLIZIA, PER IL CORPO DEGLI AGENTI DI CUSTODIA E PER IL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO, NONCHE' I SERVIZI DELL'AZIENDA AUTONOMA DELLE FERROVIE DELLO STATO RELATIVI ALL'ACCERTAMENTO TECNICO-SANITARIO DELLE CONDIZIONI DEL PERSONALE DIPENDENTE.
ARTICOLO 7 - FUNZIONI DELEGATE ALLE REGIONI
a) LA PROFILASSI DELLE MALATTIE INFETTIVE, DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO 6 , LETTERA B);
b) L'ATTUAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI DISPOSTI DALL'AUTORITA' SANITARIA STATALE AI SENSI DELLA LETTERA U) DEL PRECEDENTE ARTICOLO 6;
c) I CONTROLLI SULLA PRODUZIONE, DETENZIONE, COMMERCIO E IMPIEGO DEI GAS TOSSICI E DELLE ALTRE SOSTANZE PERICOLOSE;
d) IL CONTROLLO DELL'IDONEITA' DEI LOCALI ED ATTREZZATURE PER IL COMMERCIO E IL DEPOSITO DELLE SOSTANZE RADIOATTIVE NATURALI ED ARTIFICIALI E DI APPARECCHI GENERATORI DI RADIAZIONI IONIZZANTI; IL CONTROLLO SULLA RADIOATTIVITA' AMBIENTALE;
LE REGIONI PROVVEDONO ALL'APPROVVIGIONAMENTO DI SIERI E VACCINI NECESSARI PER LE VACCINAZIONI OBBLIGATO E IN BASE AD UN PROGRAMMA CONCORDATO CON IL MINISTERO DELLA SANITA'.
IL MINISTERO DELLA SANITA' PROVVEDE, SE NECESSARIO, ALLA COSTITUZIONE ED ALLA CONSERVAZIONE DI SCORTE DI SIERI, DI VACCINI, DI PRESIDI PROFILATTICI E DI MEDICINALI DI USO NON RICORRENTE, DA DESTINARE ALLE REGIONI PER ESIGENZE PARTICOLARI DI PROFILASSI E CURA DELLE MALATTIE INFETTIVE, DIFFUSIVE E PARASSITARIE.
LE REGIONI ESERCITANO LE FUNZIONI DELEGATE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO MEDIANTE SUBDELEGA AI COMUNI.
IN RELAZIONE ALLE FUNZIONI ESERCITATE DAGLI UFFICI DI SANITA' MARITTIMA, AEREA E DI FRONTIERA E DAGLI UFFICI VETERINARI DI CONFINE, DI PORTO E DI AEROPORTO, IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO UN ANNO DALLA ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, UNO O PIU' DECRETI PER RISTRUTTURARE E POTENZIARE I RELATIVI UFFICI NEL RISPETTO DEI SEGUENTI CRITERI:
a) SI PROCEDERA' AD UNA NUOVA DISTRIBUZIONE DEGLI UFFICI NEL TERRITORIO, ANCHE ATTRAVERSO LA COSTITUZIONE DI NUOVI UFFICI, IN MODO DA ATTUARE IL PIU' EFFICIENTE ED AMPIO DECENTRAMENTO DELLE FUNZIONI;
b) IN CONSEGUENZA, SARANNO RIDETERMINATE LE DOTAZIONI ORGANICHE DEI POSTI PREVISTI DALLA TABELLA XIX, QUADRI B, C E D, ALLEGATA AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 1972, N. 748, NONCHE' LE DOTAZIONI ORGANICHE DEI RUOLI DELLE CARRIERE DIRETTIVE, DI CONCETTO, ESECUTIVE, AUSILIARIE E DEGLI OPERATORI, PREVEDENDO, PER LA COPERTURA DEI POSTI VACANTI, CONCORSI A BASE REGIONALE.
L'ESERCIZIO DELLA DELEGA ALLE REGIONI, PER LE FUNZIONI INDICATE NEL QUARTO COMMA, IN DEROGA ALL' ARTICOLO 34 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616 , SI ATTUA A PARTIRE DALL'1 GENNAIO 1981.
ARTICOLO 8 - CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE
E' ISTITUITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE CON FUNZIONI DI CONSULENZA E DI PROPOSTA NEI CONFRONTI DEL GOVERNO PER LA DETERMINAZIONE DELLE LINEE GENERALI DELLA POLITICA SANITARIA NAZIONALE E PER L'ELABORAZIONE E LA ATTUAZIONE DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE.
IL CONSIGLIO E' SENTITO OBBLIGATORIAMENTE IN ORDINE AI PROGRAMMI GLOBALI DI PREVENZIONE ANCHE PRIMARIA, ALLA DETERMINAZIONE DEI LIVELLI DI PRESTAZIONI SANITARIE STABILITI CON LE MODALITA' DI CUI AL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 3 E ALLA RIPARTIZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI CUI ALL' ARTICOLO 51 , NONCHE' ALLE FASI DI ATTUAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E ALLA PROGRAMMAZIONE DEL FABBISOGNO DI PERSONALE SANITARIO NECESSARIO ALLE ESIGENZE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
ESSO PREDISPONE UNA RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO SANITARIO DEL PAESE, SULLA QUALE IL MINISTRO DELLA SANITA' RIFERISCE AL PARLAMENTO ENTRO IL 31 MARZO DI OGNI ANNO.
IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', PER LA DURATA DI UN QUINQUENNIO, E' PRESIEDUTO DAL MINISTRO DELLA SANITA' ED E' COMPOSTO:
b) DA TRE RAPPRESENTANTI DEL MINISTERO DELLA SANITA' E DA UN RAPPRESENTANTE PER CIASCUNO DEI SEGUENTI MINISTERI: LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE; PUBBLICA ISTRUZIONE; INTERNO; DIFESA; TESORO; BILANCIO E PROGRAMMAZIONE ECONOMICA; AGRICOLTURA E FORESTE; INDUSTRIA, COMMERCIO E ARTIGIANATO; MARINA MERCANTILE; DA UN RAPPRESENTANTE DESIGNATO DAL MINISTRO PER IL COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE PER LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA;
c) DAL DIRETTORE DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA', DAL DIRETTORE DELLO ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO, DA UN RAPPRESENTANTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE E DA DIECI ESPERTI IN MATERIA SANITARIA DESIGNATI DAL CNEL, TENENDO PRESENTI I CRITERI DI RAPPRESENTATIVITA' E COMPETENZE FUNZIONALI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
PER OGNI MEMBRO EFFETTIVO DEVE ESSERE NOMINATO, CON LE STESSE MODALITA' SOPRA PREVISTE, UN MEMBRO SUPPLENTE CHE SUBENTRA IN CASO DI ASSENZA O IMPEDIMENTO DEL TITOLARE.
L'ARTICOLAZIONE IN SEZIONI, LE MODALITA' DI FUNZIONAMENTO E LE FUNZIONI DI SEGRETERIA DEL CONSIGLIO SONO DISCIPLINATE CON REGOLAMENTO EMANATO DAL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO STESSO.
ARTICOLO 9 - ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'
L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' E' ORGANO TECNICO-SCIENTIFICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DOTATO DI STRUTTURE E ORDINAMENTI PARTICOLARI E DI AUTONOMIA SCIENTIFICA. ESSO DIPENDE DAL MINISTRO DELLA SANITA' E COLLABORA CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI, TRAMITE LE REGIONI, E CON LE REGIONI STESSE, SU RICHIESTA DI QUESTE ULTIME, FORNENDO NELL'AMBITO DEI PROPRI COMPITI ISTITUZIONALI LE INFORMAZIONI E LE CONSULENZE EVENTUALMENTE NECESSARIE. ESSO ESPLICA ATTIVITA' DI CONSULENZA NELLE MATERIE DI COMPETENZA DELLO STATO, DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO 6 DELLA PRESENTE LEGGE, AD ECCEZIONE DI QUELLE PREVISTE DALLE LETTERE G), K), M) E N). LE MODALITA' DELLA COLLABORAZIONE DELLE REGIONI CON L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' SONO DISCIPLINATE NELL'AMBITO DELL'ATTIVITA' GOVERNATIVA DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO DI CUI ALL' ARTICOLO 5 .
L'ISTITUTO, PER L'ASSOLVIMENTO DEI PROPRI COMPITI ISTITUZIONALI, HA FACOLTA' DI ACCEDERE AGLI IMPIANTI PRODUTTIVI NONCHE' AI PRESIDI E SERVIZI SANITARI PER COMPIERVI GLI ACCERTAMENTI E I CONTROLLI PREVISTI DALL' ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1973, N. 419 . TALE FACOLTA' E' INOLTRE CONSENTITA ALL'ISTITUTO SU RICHIESTA DELLE REGIONI.
L'ISTITUTO, IN ATTUAZIONE DI UN PROGRAMMA PREDISPOSTO DAL MINISTRO DELLA SANITA', ORGANIZZA, IN COLLABORAZIONE CON LE REGIONI, LE UNIVERSITA' E LE ALTRE ISTITUZIONI PUBBLICHE A CARATTERE SCIENTIFICO, CORSI DI SPECIALIZZAZIONE ED AGGIORNAMENTO IN MATERIA DI SANITA' PUBBLICA PER GLI OPERATORI SANITARI CON ESCLUSIONE DEL PERSONALE TECNICO- INFERMIERISTICO; ESSO INOLTRE APPRONTA ED AGGIORNA PERIODICAMENTE L'INVENTARIO NAZIONALE DELLE SOSTANZE CHIMICHE CORREDATO DALLE CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE E TOSSICOLOGICHE NECESSARIE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SANITARIO CONNESSO ALLA LORO PRESENZA NELL'AMBIENTE; PREDISPONE I PROPRI PROGRAMMI DI RICERCA TENENDO CONTO DEGLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA NAZIONALE E DELLE PROPOSTE AVANZATE DALLE REGIONI. TALI PROGRAMMI SONO APPROVATI DAL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
L'ISTITUTO SVOLGE L'ATTIVITA' DI RICERCA AVVALENDOSI DEGLI ISTITUTI PUBBLICI A CARATTERE SCIENTIFICO E DELLE ALTRE ISTITUZIONI PUBBLICHE OPERANTI NEL SETTORE; POSSONO INOLTRE ESSER CHIAMATI A COLLABORARE ISTITUTI PRIVATI DI RICONOSCIUTO VALORE SCIENTIFICO.
CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO, VERRANNO DETERMINATI GLI ORGANICI E I CONTINGENTI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'.
IL SECONDO COMMA DELLO ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1973, N. 519 , E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
LA SUDDIVISIONE DELL'ISTITUTO IN LABORATORI, IL LORO NUMERO E LE LORO COMPETENZE SONO STABILITE CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', SU PROPOSTA DEL COMITATO SCIENTIFICO E DEL COMITATO AMMINISTRATIVO SECONDO LE MODALITA' PREVISTE DALLO ARTICOLO 62 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1973, N. 519 _.
LA LETTERA B), PRIMO COMMA, DELL' ARTICOLO 13 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1973, N. 519 , E' SOSTITUITA DALLA SEGUENTE:
b) DA DIECI ESPERTI NOMINATI PER TRE ANNI CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA' TRA PERSONALITA' OPERANTI NELL'AMBITO DI UNIVERSITA' E ISTITUTI A CARATTERE SCIENTIFICO, ITALIANI ED EVENTUALMENTE STRANIERI, O NELL'AMBITO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE, E DA DIECI ESPERTI DI NAZIONALITA' ITALIANA NOMINATI PER TRE ANNI, CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', TRA PERSONALITA' OPERANTI NELL'AMBITO DELLE UNIVERSITA' E DEI PRESIDI IGIENICO-SANITARI REGIONALI. TALI ESPERTI SONO NOMINATI SU PROPOSTA DEL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE_.
ARTICOLO 10 - L'ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE
ALLA GESTIONE UNITARIA DELLA TUTELA DELLA SALUTE SI PROVVEDE IN MODO UNIFORME SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE MEDIANTE UNA RETE COMPLETA DI UNITA' SANITARIE LOCALI.
L'UNITA' SANITARIA LOCALE E' IL COMPLESSO DEI PRESIDI, DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI DEI COMUNI, SINGOLI O ASSOCIATI, E DELLE COMUNITA' MONTANE I QUALI IN UN AMBITO TERRITORIALE DETERMINATO ASSOLVONO AI COMPITI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE.
SULLA BASE DEI CRITERI STABILITI CON LEGGE REGIONALE I COMUNI, SINGOLI O ASSOCIATI, O LE COMUNITA' MONTANE ARTICOLANO LE UNITA' SANITARIE LOCALI IN DISTRETTI SANITARI DI BASE, QUALI STRUTTURE TECNICO-FUNZIONALI PER L'EROGAZIONE DEI SERVIZI DI PRIMO LIVELLO E DI PRONTO INTERVENTO.
ARTICOLO 11 - COMPETENZE REGIONALI
b) UNIFICARE L'ORGANIZZAZIONE SANITARIA SU BASE TERRITORIALE E FUNZIONALE ADEGUANDO LA NORMATIVA ALLE ESIGENZE DELLE SINGOLE SITUAZIONI REGIONALI.
LE REGIONI SVOLGONO LA LORO ATTIVITA' SECONDO IL METODO DELLA PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE E DELLA PIU' AMPIA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, IN ARMONIA CON LE RISPETTIVE NORME STATUTARIE. A TAL FINE, NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI REGIONALI DI SVILUPPO, PREDISPONGONO PIANI SANITARI REGIONALI, PREVIA CONSULTAZIONE DEGLI ENTI LOCALI, DELLE UNIVERSITA' PRESENTI NEL TERRITORIO REGIONALE, DELLE ORGANIZZAZIONI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE DELLE FORZE SOCIALI E DEGLI OPERATORI DELLA SANITA', NONCHE' DEGLI ORGANI DELLA SANITA' MILITARE TERRITORIALMENTE COMPETENTI.
a) L'USO DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE MILITARI IN FAVORE DELLE POPOLAZIONI CIVILI NEI CASI DI CALAMITA', EPIDEMIE E PER ALTRI SCOPI CHE SI RITENGANO NECESSARI;
b) L'USO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI AL FINE DI CONTRIBUIRE AL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE DEI MILITARI.
LE REGIONI, SENTITI I COMUNI INTERESSATI, DETERMINANO GLI AMBITI TERRITORIALI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, CHE DEBBONO COINCIDERE CON GLI AMBITI TERRITORIALI DI GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI.
ALL'ATTO DELLA DETERMINAZIONE DEGLI AMBITI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE, LE REGIONI PROVVEDONO ALTRESI' AD ADEGUARE LA DELIMITAZIONE DEI DISTRETTI SCOLASTICI E DI ALTRE UNITA' DI SERVIZIO IN MODO CHE ESSI, DI REGOLA, COINCIDANO.
ARTICOLO 12 - ATTRIBUZIONI DELLE PROVINCE
ARTICOLO 13 - ATTRIBUZIONI DEI COMUNI
I COMUNI ESERCITANO LE FUNZIONI DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE IN FORMA SINGOLA O ASSOCIATA MEDIANTE LE UNITA' SANITARIE LOCALI, FERME RESTANDO LE ATTRIBUZIONI DI CIASCUN SINDACO QUALE AUTORITA' SANITARIA LOCALE.
I COMUNI, SINGOLI O ASSOCIATI, ASSICURANO, ANCHE CON RIFERIMENTO ALLA LEGGE 8 APRILE 1976, N. 278 , E ALLE LEGGI REGIONALI, LA PIU' AMPIA PARTECIPAZIONE DEGLI OPERATORI DELLA SANITA', DELLE FORMAZIONI SOCIALI ESISTENTI SUL TERRITORIO, DEI RAPPRESENTANTI DEGLI INTERESSI ORIGINARI DEFINITI AI SENSI DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132 , E DEI CITTADINI, A TUTTE LE FASI DELLA PROGRAMMAZIONE DELL'ATTIVITA' DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E ALLA GESTIONE SOCIALE DEI SERVIZI SANITARI, NONCHE' AL CONTROLLO DELLA LORO FUNZIONALITA' E RISPONDENZA ALLE FINALITA' DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E AGLI OBIETTIVI DEI PIANI SANITARI TRIENNALI DELLE REGIONI DI CUI ALL' ARTICOLO 55 . DISCIPLINANO INOLTRE, ANCHE AI FINI DEI COMPITI DI EDUCAZIONE SANITARIA PROPRI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE, LA PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI DIRETTAMENTE INTERESSATI ALL'ATTUAZIONE DEI SINGOLI SERVIZI.
ARTICOLO 14 - UNITA' SANITARIE LOCALI
L'AMBITO TERRITORIALE DI ATTIVITA' DI CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE E' DELIMITATO IN BASE A GRUPPI DI POPOLAZIONE DI REGOLA COMPRESI TRA 50. 000 E 200. 000 ABITANTI, TENUTO CONTO DELLE CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE E SOCIOECONOMICHE DELLA ZONA.
NEL CASO DI AREE A POPOLAZIONE PARTICOLARMENTE CONCENTRATA O SPARSA E ANCHE AL FINE DI CONSENTIRE LA COINCIDENZA CON UN TERRITORIO COMUNALE ADEGUATO, SONO CONSENTITI LIMITI PIU' ELEVATI O, IN CASI PARTICOLARI, PIU' RISTRETTI.
NELL'AMBITO DELLE PROPRIE COMPETENZE, L'UNITA' SANITARIA LOCALE PROVVEDE IN PARTICOLARE:
f) ALL'IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO, NONCHE' ALLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI;
g) ALLA MEDICINA DELLO SPORT E ALLA TUTELA SANITARIA DELLE ATTIVITA' SPORTIVE;
p) ALLA PROFILASSI E ALLA POLIZIA VETERINARIA; ALLA ISPEZIONE E ALLA VIGILANZA VETERINARIA SUGLI ANIMALI DESTINATI AD ALIMENTAZIONE UMANA, SUGLI IMPIANTI DI MACELLAZIONE E DI TRASFORMAZIONE, SUGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE, SULL'ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA E SULLE MALATTIE TRASMISSIBILI DAGLI ANIMALI ALL'UOMO, SULLA RIPRODUZIONE, ALLEVAMENTO E SANITA' ANIMALE, SUI FARMACI DI USO VETERINARIO;
q) AGLI ACCERTAMENTI, ALLE CERTIFICAZIONI ED A OGNI ALTRA PRESTAZIONE MEDICO-LEGALE SPETTANTI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, CON ESCLUSIONE DI QUELLE RELATIVE AI SERVIZI DI CUI ALLA LETTERA Z) DELL' ARTICOLO 6 .
ARTICOLO 15 - STRUTTURA E FUNZIONAMENTO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI
L'UNITA' SANITARIA LOCALE, DI CUI ALL' ARTICOLO 10 , SECONDO COMMA, DELLA PRESENTE LEGGE, E' UNA STRUTTURA OPERATIVA DEI COMUNI, SINGOLI O ASSOCIATI, E DELLE COMUNITA' MONTANE.
ORGANI DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE SONO:
L'ASSEMBLEA GENERALE E' COSTITUITA:
a) DAL CONSIGLIO COMUNALE SE L'AMBITO TERRITORIALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE COINCIDE CON QUELLO DEL COMUNE O DI PARTE DI ESSO;
b) DALL'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ASSOCIAZIONE DEI COMUNI, COSTITUITA AI SENSI DELL' ARTICOLO 25 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 LUGLIO 1977, N. 616 , SE L'AMBITO TERRITORIALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE CORRISPONDE A QUELLO COMPLESSIVO DEI COMUNI ASSOCIATI;
c) DALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLA COMUNITA' MONTANA SE IL SUO AMBITO TERRITORIALE COINCIDE CON QUELLO DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE. QUALORA IL TERRITORIO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE. QUALORA IL TERRITORIO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE COMPRENDA ANCHE COMUNI NON FACENTI PARTE DELLA COMUNITA' MONTANA, L'ASSEMBLEA SARA' INTEGRATA DA RAPPRESENTANTI DI TALI COMUNI.
IN ARMONIA CON LA LEGGE 8 APRILE 1976, N. 278 , IL COMUNE PUO' STABILIRE FORME DI PARTECIPAZIONE DEI CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI ALL'ATTIVITA' DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E QUANDO IL TERRITORIO DI QUESTE COINCIDE CON QUELLO DELLE CIRCOSCRIZIONI PUO' ATTRIBUIRE AI CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI POTERI CHE GLI SONO CONFERITI DALLA PRESENTE LEGGE.
L'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ASSOCIAZIONE DEI COMUNI DI CUI ALLA LETTERA B) DEL PRESENTE ARTICOLO E' FORMATA DAI RAPPRESENTANTI DEI COMUNI ASSOCIATI, ELETTI CON CRITERI DI PROPORZIONALITA'. IL NUMERO DEI RAPPRESENTANTI VIENE DETERMINATO CON LEGGE REGIONALE.
IL COMITATO DI GESTIONE COMPIE TUTTI GLI ATTI DI AMMINISTRAZIONE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE. GLI ATTI RELATIVI ALL'APPROVAZIONE DEI BILANCI E DEI CONTI CONSUNTIVI, DEI PIANI E PROGRAMMI CHE IMPEGNINO PIU' ESERCIZI, DELLA PIANTA ORGANICA DEL PERSONALE, DEI REGOLAMENTI, DELLE CONVENZIONI, SONO PREDISPOSTI DAL COMITATO DI GESTIONE E VENGONO APPROVATI DALLE COMPETENTI ASSEMBLEE GENERALI.
LE COMPETENZE DEL COMITATO DI GESTIONE E DEL SUO PRESIDENTE SONO ATTRIBUITE RISPETTIVAMENTE, ALLA GIUNTA E AL PRESIDENTE DELLA COMUNITA' MONTANA, QUANDO IL TERRITORIO DI QUESTA COINCIDA CON L'AMBITO TERRITORIALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE. LA LEGGE REGIONALE DETTA NORME PER L'ORGANIZZAZIONE, LA GESTIONE E IL FUNZIONAMENTO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DEI LORO SERVIZI E, IN PARTICOLARE, PER:
1) ASSICURARE L'AUTONOMIA TECNICO-FUNZIONALE DEI SERVIZI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE, IL LORO COORDINAMENTO E LA PARTECIPAZIONE DEGLI OPERATORI, ANCHE MEDIANTE L'ISTITUZIONE DI SPECIFICI ORGANI DI CONSULTAZIONE TECNICA;
2) PREVEDERE UN UFFICIO DI DIREZIONE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE, ARTICOLATO DISTINTAMENTE PER LA RESPONSABILITA' SANITARIA ED AMMINISTRATIVA E COLLEGIALMENTE PREPOSTO ALL'ORGANIZZAZIONE, AL COORDINAMENTO E AL FUNZIONAMENTO DI TUTTI I SERVIZI E ALLA DIREZIONE DEL PERSONALE. PER IL PERSONALE PREPOSTO ALL'UFFICIO DI DIREZIONE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE LE NORME DELEGATE DI CUI AL TERZO COMMA DEL SUCCESSIVO ARTICOLO 47 , DEVONO PREVEDERE SPECIFICI REQUISITI DI PROFESSIONALITA' E DI ESPERIENZA IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DI ORGANIZZAZIONE SANITARIA;
3) PREDISPORRE BILANCI E CONTI CONSUNTIVI DA PARTE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE, SECONDO QUANTO PREVISTO DAL PRIMO COMMA DELL'ARTICOLO 50;
4) EMANARE IL REGOLAMENTO ORGANICO DEL PERSONALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE E LE PIANTE ORGANICHE DEI DIVERSI PRESIDI E SERVIZI, ANCHE CON RIFERIMENTO ALLE NORME DI CUI ALL'ARTICOLO 47;
5) PREDISPORRE L'ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI PRESIDI E DEI SERVIZI MULTIZONALI DI CUI AL SUCCESSIVO ARTICOLO 18 , FERMO IL PRINCIPIO DELL'INTESA CON I COMUNI INTERESSATI.
LA LEGGE REGIONALE STABILISCE ALTRESI' NORME PER LA GESTIONE COORDINATA ED INTEGRATA DEI SERVIZI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE CON I SERVIZI SOCIALI ESISTENTI NEL TERRITORIO.
ARTICOLO 16 - SERVIZI VETERINARI
LA LEGGE REGIONALE STABILISCE NORME PER IL RIORDINO DEI SERVIZI VETERINARI A LIVELLO REGIONALE NELL'AMBITO DI CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE O IN UN AMBITO TERRITORIALE PIU' AMPIO, TENENDO CONTO DELLA DISTRIBUZIONE E DELLE ATTITUDINI PRODUTTIVE DEL PATRIMONIO ZOOTECNICO, DELLA RIPRODUZIONE ANIMALE, DELLA DISLOCAZIONE E DEL POTENZIALE DEGLI IMPIANTI DI MACELLAZIONE, DI LAVORAZIONE E DI CONSERVAZIONE DELLE CARNI E DEGLI ALTRI PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE, DELLA PRODUZIONE DEI MANGIMI E DEGLI INTEGRATORI, DELLE ESIGENZE DELLA ZOOPROFILASSI, DELLA LOTTA CONTRO LE ZOONOSI E DELLA VIGILANZA SUGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE. LA LEGGE REGIONALE INDIVIDUA ANCHE LE RELATIVE STRUTTURE MULTIZONALI E NE REGOLA IL FUNZIONAMENTO AI SENSI DELL' ARTICOLO 18 .
ARTICOLO 17 - REQUISITI E STRUTTURA INTERNA DEGLI OSPEDALI
GLI STABILIMENTI OSPEDALIERI SONO STRUTTURE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DOTATE DEI REQUISITI MINIMI DI CUI ALL' ARTICOLO 19, PRIMO COMMA, DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132 .
LE REGIONI NELL'AMBITO DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA DISCIPLINANO CON LEGGE L'ARTICOLAZIONE DELL'ORDINAMENTO DEGLI OSPEDALI IN DIPARTIMENTI, IN BASE AL PRINCIPIO DELL'INTEGRAZIONE TRA LE DIVISIONI, SEZIONI E SERVIZI AFFINI E COMPLEMENTARI, A QUELLO DEL COLLEGAMENTO TRA SERVIZI OSPEDALIERI ED EXTRA OSPEDALIERI IN RAPPORTO ALLE ESIGENZE DI DEFINITI AMBITI TERRITORIALI, NONCHE' A QUELLO DELLA GESTIONE DEI DIPARTIMENTI STESSI SULLA BASE DELLA INTEGRAZIONE DELLE COMPETENZE IN MODO DA VALORIZZARE ANCHE IL LAVORO DI GRUPPO. TALE DISCIPLINA TIENE CONTO DI QUANTO PREVISTO ALL' ARTICOLO 34 DELLA PRESENTE LEGGE.
ARTICOLO 18 - PRESIDI E SERVIZI MULTIZONALI
LA LEGGE REGIONALE INDIVIDUA, NELL'AMBITO DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, I PRESIDI E I SERVIZI SANITARI OSPEDALIERI ED EXTRA-OSPEDALIERI CHE, PER LE FINALITA' SPECIFICHE PERSEGUITE E PER LE CARATTERISTICHE TECNICHE E SPECIALISTICHE, SVOLGONO ATTIVITA' PREVALENTEMENTE RIVOLTE A TERRITORI LA CUI ESTENSIONE INCLUDA PIU' DI UNA UNITA' SANITARIA LOCALE E NE DISCIPLINA L'ORGANIZZAZIONE.
LA STESSA LEGGE ATTRIBUISCE LA GESTIONE DEI PRESIDI E DEI SERVIZI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA ALLA UNITA' SANITARIA LOCALE NEL CUI TERRITORIO SONO UBICATI E STABILISCE NORME PARTICOLARI PER DEFINIRE:
a) IL COLLEGAMENTO FUNZIONALE ED IL COORDINAMENTO DI TALI PRESIDI E SERVIZI CON QUELLI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI INTERESSATE, ATTRAVERSO IDONEE FORME DI CONSULTAZIONE DEI RISPETTIVI ORGANI DI GESTIONE;
c) LA TENUTA DI UNO SPECIFICO CONTO DI GESTIONE ALLEGATO AL CONTO DI GESTIONE GENERALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE COMPETENTE PER TERRITORIO;
d) LA COMPOSIZIONE DELL'ORGANO DI GESTIONE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE COMPETENTE PER TERRITORIO E LA SUA EVENTUALE ARTICOLAZIONE IN RIFERIMENTO ALLE SPECIFICHE ESIGENZE DELLA GESTIONE.
ARTICOLO 19 - PRESTAZIONI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI
LE UNITA' SANITARIE LOCALI PROVVEDONO AD EROGARE LE PRESTAZIONI DI PREVENZIONE, DI CURA, DI RIABILITAZIONE E DI MEDICINA LEGALE, ASSICURANDO A TUTTA LA POPOLAZIONE I LIVELLI DI PRESTAZIONI SANITARIE STABILITI AI SENSI DEL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 3 .
AI CITTADINI E' ASSICURATO IL DIRITTO ALLA LIBERA SCELTA DEL MEDICO E DEL LUOGO DI CURA NEI LIMITI OGGETTIVI DELL'ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI.
GLI UTENTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SONO ISCRITTI IN APPOSITI ELENCHI PERIODICAMENTE AGGIORNATI PRESSO L'UNITA' SANITARIA LOCALE NEL CUI TERRITORIO HANNO LA RESIDENZA.
GLI UTENTI HANNO DIRITTO DI ACCEDERE, PER MOTIVATE RAGIONI O IN CASI DI URGENZA O DI TEMPORANEA DIMORA IN LUOGO DIVERSO DA QUELLO ABITUALE, AI SERVIZI DI ASSISTENZA DI QUALSIASI UNITA' SANITARIA LOCALE.
I MILITARI HANNO DIRITTO DI ACCEDERE AI SERVIZI DI ASSISTENZA DELLE LOCALITA' OVE PRESTANO SERVIZIO CON LE MODALITA' STABILITE NEI REGOLAMENTI DI SANITA' MILITARE.
GLI EMIGRATI, CHE RIENTRINO TEMPORANEAMENTE IN PATRIA, HANNO DIRITTO DI ACCEDERE AI SERVIZI DI ASSISTENZA DELLA LOCALITA' IN CUI SI TROVANO.
ARTICOLO 20 - ATTIVITA' DI PREVENZIONE
LE ATTIVITA' DI PREVENZIONE COMPRENDONO:
a) LA INDIVIDUAZIONE, L'ACCERTAMENTO ED IL CONTROLLO DEI FATTORI DI NOCIVITA', DI PERICOLOSITA' E DI DETERIORAMENTO NEGLI AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO, IN APPLICAZIONE DELLE NORME DI LEGGE VIGENTI IN MATERIA E AL FINE DI GARANTIRE IL RISPETTO DEI LIMITI MASSIMI INDEROGABILI DI CUI ALL'ULTIMO COMMA DELL' ARTICOLO 4 , NONCHE' AL FINE DELLA TENUTA DEI REGISTRI DI CUI AL PENULTIMO COMMA DELL' ARTICOLO 27 ; I PREDETTI COMPITI SONO REALIZZATI ANCHE MEDIANTE COLLAUDI E VERIFICHE DI MACCHINE, IMPIANTI E MEZZI DI PROTEZIONE PRODOTTI, INSTALLATI O UTILIZZATI NEL TERRITORIO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE IN ATTUAZIONE DELLE FUNZIONI DEFINITE DALL' ARTICOLO 14 ;
c) LA INDICAZIONE DELLE MISURE IDONEE ALL'ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO ED AL RISANAMENTO DI AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO, IN APPLICAZIONE DELLE NORME DI LEGGE VIGENTI IN MATERIA, E L'ESERCIZIO DELLE ATTIVITA' DELEGATE AI SENSI DEL PRIMO COMMA, LETTERE A), B), C), D) ED E) DELL' ARTICOLO 7 ;
f) LA VERIFICA, SECONDO LE MODALITA' PREVISTE DALLE LEGGI E DAI REGOLAMENTI, DELLA COMPATIBILITA' DEI PIANI URBANISTICI E DEI PROGETTI DI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI E DI ATTIVITA' PRODUTTIVE IN GENERE CON LE ESIGENZE DI TUTELA DELL'AMBIENTE SOTTO IL PROFILO IGIENICO-SANITARIO E DI DIFESA DELLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE E DEI LAVORATORI INTERESSATI.
NELLO ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AD ESSE ATTRIBUITE PER L'ATTIVITA' DI PREVENZIONE LE UNITA' SANITARIE LOCALI, GARANTENDO PER QUANTO ALLA LETTERA D) DEL PRECEDENTE COMMA LA TUTELA DEL SEGRETO INDUSTRIALE, SI AVVALGONO DEGLI OPERATORI SIA DEI PROPRI SERVIZI DI IGIENE, SIA DEI PRESIDI SPECIALISTICI MULTIZONALI DI CUI AL SUCCESSIVO ARTICOLO 22 , SIA DEGLI OPERATORI CHE, NELL'AMBITO DELLE LORO COMPETENZE TECNICHE E FUNZIONALI, EROGANO LE PRESTAZIONI DI DIAGNOSI, CURA E RIABILITAZIONE.
GLI INTERVENTI DI PREVENZIONE ALL'INTERNO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO, CONCERNENTI LA RICERCA, L'ELABORAZIONE E L'ATTUAZIONE DI MISURE NECESSARIE ED IDONEE A TUTELARE LA SALUTE E L'INTEGRITA' FISICA DEI LAVORATORI, CONNESSE ALLA PARTICOLARITA' DEL LAVORO E NON PREVISTE DA SPECIFICHE NORME DI LEGGE, SONO EFFETTUATI SULLA BASE DI ESIGENZE VERIFICATE CONGIUNTAMENTE CON LE RAPPRESENTANZE SINDACALI ED IL DATORE DI LAVORO, SECONDO LE MODALITA' PREVISTE DAI CONTRATTI O ACCORDI COLLETTIVI APPLICATI NELL'UNITA' PRODUTTIVA.
ARTICOLO 21 - ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI PREVENZIONE
IN RELAZIONE AGLI STANDARDS FISSATI IN SEDE NAZIONALE, ALL'UNITA' SANITARIA LOCALE SONO ATTRIBUITI, CON DECORRENZA 1 GENNAIO 1980, I COMPITI ATTUALMENTE SVOLTI DALL'ISPETTORATO DEL LAVORO IN MATERIA DI PREVENZIONE, DI IGIENE E DI CONTROLLO SULLO STATO DI SALUTE DEI LAVORATORI, IN APPLICAZIONE DI QUANTO DISPOSTO DALL' ARTICOLO 27 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616 .
PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI E LA SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE LE UNITA' SANITARIE LOCALI ORGANIZZANO PROPRI SERVIZI DI IGIENE AMBIENTALE E DI MEDICINA DEL LAVORO ANCHE PREVEDENDO, OVE ESSI NON ESISTANO, PRESIDI ALL'INTERNO DELLE UNITA' PRODUTTIVE.
IN APPLICAZIONE DI QUANTO DISPOSTO NELL'ULTIMO COMMA DELL'ARTICOLO 27 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616, SPETTA AL PREFETTO STABILIRE, SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, QUALI ADDETTI AI SERVIZI DI CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE, NONCHE' AI PRESIDI E SERVIZI DI CUI AL SUCCESSIVO ARTICOLO 22 ASSUMANO AI SENSI DELLE LEGGI VIGENTI LA QUALIFICA DI UFFICIALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA, IN RELAZIONE ALLE FUNZIONI ISPETTIVE E DI CONTROLLO DA ESSI ESERCITATE RELATIVAMENTE ALL'APPLICAZIONE DELLA LEGISLAZIONE SULLA SICUREZZA DEL LAVORO.
AL PERSONALE DI CUI AL COMMA PRECEDENTE E' ESTESO IL POTERE D'ACCESSO ATTRIBUITO AGLI ISPETTORI DEL LAVORO DALL' ARTICOLO 8 , SECONDO COMMA, NONCHE' LA FACOLTA' DI DIFFIDA PREVISTA DALLO ARTICOLO 9 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 MARZO 1955, N. 520 .
CONTRO I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DAL PERSONALE ISPETTIVO, NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI CUI AL TERZO COMMA, E' AMMESSO RICORSO AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE CHE DECIDE, SENTITE LE ORGANIZZAZIONI DEI LAVORATORI E DEI DATORI DI LAVORO.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PUO' SOSPENDERE L'ESECUZIONE DELL'ATTO IMPUGNATO.
ARTICOLO 22 - PRESIDI E SERVIZI MULTIZONALI DI PREVENZIONE
LA LEGGE REGIONALE, IN RELAZIONE ALLA UBICAZIONE ED ALLA CONSISTENZA DEGLI IMPIANTI INDUSTRIALI ED ALLE PECULIARITA' DEI PROCESSI PRODUTTIVI AGRICOLI, ARTIGIANALI E DI LAVORO A DOMICILIO:
a) INDIVIDUA LE UNITA' SANITARIE LOCALI IN CUI SONO ISTITUITI PRESIDI E SERVIZI MULTIZONALI PER IL CONTROLLO E LA TUTELA DELL'IGIENE AMBIENTALE E PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI;
b) DEFINISCE LE CARATTERISTICHE FUNZIONALI E INTERDISCIPLINARI DI TALI PRESIDI E SERVIZI MULTIZONALI;
c) PREVEDE LE FORME DI COORDINAMENTO DEGLI STESSI CON I SERVIZI DI IGIENE AMBIENTALE E DI IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO DI CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE.
I PRESIDI E I SERVIZI MULTIZONALI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE SONO GESTITI DALL'UNITA' SANITARIA LOCALE NEL CUI TERRITORIO SONO UBICATI, SECONDO LE MODALITA' DI CUI ALL' ARTICOLO 18 .
ARTICOLO 23 - DELEGA PER LA ISTITUZIONE DELL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO
IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON I MINISTRI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DELL'INDUSTRIA, COMMERCIO E ARTIGIANATO E DELL'AGRICOLTURA E FORESTE, UN DECRETO AVENTE VALORE DI LEGGE ORDINARIA PER LA ISTITUZIONE DELL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO, DA PORRE ALLE DIPENDENZE DEL MINISTRO DELLA SANITA'. NEL SUO ORGANO DI AMMINISTRAZIONE SONO RAPPRESENTANTI I MINISERI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DELL'INDUSTRIA, COMMERCIO E ARTIGIANATO E DELL'AGRICOLTURA E FORESTE, UN DECRETO AVENTE VALORE DI LEGGE ORDINARIA PER LA ISTITUZIONE DELL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO, DA PORRE ALLE DIPENDENZE DEL MINISTRO DELLA SANITA'. NEL SUO ORGANO DI AMMINISTRAZIONE SONO RAPPRESENTATI I MINISTERI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DELL'INDUSTRIA, COMMERCIO E ARTIGIANATO E DELL'AGRICOLTURA E FORESTE ED I SUOI PROGRAMMI DI ATTIVITA' SONO APPROVATI DAL CIPE, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
L'ESERCIZIO DELLA DELEGA DEVE UNIFORMARSI AI SEGUENTI PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI:
a) ASSICURARE LA COLLOCAZIONE DELL'ISTITUTO NEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PER TUTTE LE ATTIVITA' TECNICO- SCIENTIFICHE E TUTTE LE FUNZIONI CONSULTIVE CHE RIGUARDANO LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI E DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO;
b) PREVEDERE LE ATTIVITA' DI CONSULENZA TECNICO-SCIENTIFICA CHE COMPETONO ALL'ISTITUTO NEI CONFRONTI DEGLI ORGANI CENTRALI DELLO STATO PREPOSTI AI SETTORI DEL LAVORO E DELLA PRODUZIONE.
ALL'ISTITUTO SONO AFFIDATI COMPITI DI RICERCA, DI STUDIO, DI SPERIMENTAZIONE E DI ELABORAZIONE DELLE TECNICHE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO IN STRETTA CONNESSIONE CON L'EVOLUZIONE TECNOLOGICA DEGLI IMPIANTI, DEI MATERIALI, DELLE ATTREZZATURE E DEI PROCESSI PRODUTTIVI, NONCHE' DI DETERMINAZIONE DEI CRITERI DI SICUREZZA E DEI RELATIVI METODI DI RILEVAZIONE AI FINI DELLA OMOLOGAZIONE DI MACCHINE, DI IMPIANTI, DI APPARECCHI, DI STRUMENTI E DI MEZZI PERSONALI DI PROTEZIONE E DEI PROTOTIPI.
L'ISTITUTO SVOLGE, NELL'AMBITO DELLE PROPRIE ATTRIBUZIONE ISTITUZIONALI, ATTIVITA' DI CONSULENZA NELLE MATERIE DI COMPETENZA DELLO STATO DI CUI ALL' ARTICOLO 6 , LETTERE G), I), K), M), N), DELLA PRESENTE LEGGE, E IN TUTTE LE MATERIE DI COMPETENZA DELLO STATO E COLLABORA CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI TRAMITE LE REGIONI E CON LE REGIONI STESSE, SU RICHIESTA DI QUESTE ULTIME, FORNENDO LE INFORMAZIONI E LE CONSULENZE NECESSARIE PER L'ATTIVITA' DEI SERVIZI DI CUI AGLI ARTICOLI 21 E 22.
LE MODALITA' DELLA COLLABORAZIONE DELLE REGIONI CON L'ISTITUTO SONO DISCIPLINATE NELL'AMBITO DELL'ATTIVITA' GOVERNATIVA DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO DI CUI ALL' ARTICOLO 5 .
L'ISTITUTO HA FACOLTA' DI ACCEDERE NEI LUOGHI DI LAVORO PER COMPIERVI RILEVAMENTI E SPERIMENTAZIONI PER L'ASSOLVIMENTO DEI PROPRI COMPITI ISTITUZIONALI. L'ACCESSO NEI LUOGHI DI LAVORO E' INOLTRE CONSENTITO, SU RICHIESTA DELLE REGIONI, PER L'ESPLETAMENTO DEI COMPITI PREVISTI DAL PRECEDENTE COMMA.
L'ISTITUTO ORGANIZZA LA PROPRIA ATTIVITA' SECONDO CRITERI DI PROGRAMMAZIONE. I PROGRAMMI DI RICERCA DELL'ISTITUTO RELATIVI ALLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE E DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO SONO PREDISPOSTI TENENDO CONTO DEGLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA NAZIONALE E DELLE PROPOSTE DELLE REGIONI.
L'ISTITUTO, ANCHE AI FINI DEI PROGRAMMI DI RICERCA E DI SPERIMENTAZIONE, OPERA IN STRETTO COLLEGAMENTO CON L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' E COORDINA LE SUE ATTIVITA' CON IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE E CON IL COMITATO NAZIONALE PER L'ENERGIA NUCLEARE. ESSO SI AVVALE INOLTRE DELLA COLLABORAZIONE DEGLI ISTITUTI DI RICERCA DELLE UNIVERSITA' E DI ALTRE ISTITUZIONI PUBBLICHE. POSSONO ESSERE CHIAMATI A COLLABORARE ALL'ATTUAZIONE DEI SUDDETTI PROGRAMMI ISTITUTI PRIVATI DI RICONOSCIUTO VALORE SCIENTIFICO. L'ISTITUTO CURA ALTRESI' I COLLEGAMENTI CON ISTITUZIONI ESTERE CHE OPERANO NEL MEDESIMO SETTORE.
LE QUALIFICHE PROFESSIONALI DEL CORPO DEI TECNICI E RICERCATORI DELL'ISTITUTO E LA SUA ORGANIZZAZIONE INTERNA, DEVONO MIRARE A REALIZZARE L'OBIETTIVO DELLA UNITARIETA' DELLA AZIONE DI PREVENZIONE NEI SUOI ASPETTI INTERDISCIPLINARI. L'ISTITUTO COLLABORA ALLA FORMAZIONE ED ALL'AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI DEI SERVIZI DI PREVENZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
L'ISTITUTO PROVVEDE ALTRESI' AD ELABORARE I CRITERI PER LE NORME DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI INTERESSANTI LE MACCHINE, GLI IMPIANTI E LE ATTREZZATURE SOGGETTE AD OMOLOGAZIONE, DI CONCERTO CON I SERVIZI DI PROTEZIONE CIVILE DEL MINISTERO DELL'INTERNO.
NULLA E' INNOVATO PER QUANTO CONCERNE LE DISPOSIZIONI RIGUARDANTI LE ATTIVITA' CONNESSE CON L'IMPIEGO PACIFICO DELL'ENERGIA NUCLEARE.
ARTICOLO 24 - NORME IN MATERIA DI IGIENE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO E DI VITA E DI OMOLOGAZIONI
IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', CON IL CONCERTO DEI MINISTRI COMPETENTI, UN TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO, CHE RIORDINI LA DISCIPLINA GENERALE DEL LAVORO E DELLA PRODUZIONE AL FINE DELLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI, NONCHE' IN MATERIA DI OMOLOGAZIONI, UNIFICANDO E INNOVANDO LA LEGISLAZIONE VIGENTE TENENDO CONTO DELLE CARATTERISTICHE DELLA PRODUZIONE AL FINE DI GARANTIRE LA SALUTE E L'INTEGRITA' FISICA DEI LAVORATORI, SECONDO I PRINCIPI GENERALI INDICATI NELLA PRESENTE LEGGE.
1) ASSICURARE L'UNITARIETA' DEGLI OBIETTIVI DELLA SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO E DI VITA, TENENDO CONTO ANCHE DELLE INDICAZIONI DELLA CEE E DEGLI ALTRI ORGANISMI INTERNAZIONALI RICONOSCIUTI;
4) PREVEDERE LA DETERMINAZIONE DEI REQUISITI FISICI E DI ETA' PER ATTIVITA' E LAVORAZIONI CHE PRESENTINO PARTICOLARE RISCHIO, NONCHE' LE CAUTELE ALLE QUALI OCCORRE ATTENERSI E LE RELATIVE MISURE DI CONTROLLO;
5) DEFINIRE LE PROCEDURE PER IL CONTROLLO DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI, PER GLI ACCERTAMENTI PREVENTIVI E PERIODICI SULLO STATO DI SICUREZZA NONCHE' DI SALUTE DEI LAVORATORI ESPOSTI A RISCHIO E PER L'ACQUISIZIONE DELLE INFORMAZIONI EPIDEMIOLOGICHE AL FINE DI SEGUIRE SISTEMATICAMENTE L'EVOLUZIONE DEL RAPPORTO SALUTE-AMBIENTE DI LAVORO;
a) GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITA' PER LA PROGETTAZIONE, LA REALIZZAZIONE, LA VENDITA, IL NOLEGGIO, LA CONCESSIONE IN USO E L'IMPIEGO DI MACCHINE, COMPONENTI E PARTI DI MACCHINE, UTENSILI, APPARECCHIATURE VARIE, ATTREZZATURE DI LAVORO E DI SICUREZZA, DISPOSITIVI DI SICUREZZA, MEZZI PERSONALI DI PROTEZIONE, APPARECCHIATURE, PRODOTTI E MEZZI PROTETTIVI PER USO LAVORATIVO ED EXTRA LAVORATIVO, ANCHE DOMESTICO;
b) I CRITERI E LE MODALITA' PER I COLLAUDI E PER LE VERIFICHE PERIODICHE DEI PRODOTTI DI CUI ALLA PRECEDENTE LETTERA A);
7) STABILIRE I REQUISITI AI QUALI DEVONO CORRISPONDERE GLI AMBIENTI DI LAVORO AL FINE DI CONSENTIRNE L'AGIBILITA', NONCHE' L'OBBLIGO DI NOTIFICA ALL'AUTORITA' COMPETENTE DEI PROGETTI DI COSTRUZIONE, DI AMPLIAMENTO, DI TRASFORMAZIONE E DI MODIFICA DI DESTINAZIONE DI IMPIANTI E DI EDIFICI DESTINATI AD ATTIVITA' LAVORATIVE, PER CONTROLLARNE LA RISPONDENZA ALLE CONDIZIONI DI SICUREZZA;
10) STABILIRE LE PRECAUZIONI E LE CAUTELE DA ADOTTARE PER EVITARE L'INQUINAMENTO, SIA INTERNO CHE ESTERNO, DERIVANTE DA FATTORI DI NOCIVITA' CHIMICI, FISICI E BIOLOGICI;
11) INDICARE I CRITERI E LE MODALITA' PER PROCEDERE, IN PRESENZA DI RISCHIO GRAVE ED IMMINENTE, ALLA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITA' IN STABILIMENTI, CANTIERI O REPARTI O AL DIVIETO D'USO DI IMPIANTI, MACCHINE, UTENSILI, APPARECCHIATURE VARIE, ATTREZZATURE E PRODOTTI, SINO ALLA ELIMINAZIONE DELLE CONDIZIONI DI NOCIVITA' O DI RISCHIO ACCERTATE;
12) DETERMINARE LE MODALITA' PER LA PRODUZIONE, L'IMMISSIONE SUL MERCATO E L'IMPIEGO DI SOSTANZE E DI PRODOTTI PERICOLOSI;
14) STABILIRE LE MODALITA' PER LA DETERMINAZIONE E PER L'AGGIORNAMENTO DEI VALORI- LIMITE DEI FATTORI DI NOCIVITA' DI ORIGINE CHIMICA, FISICA E BIOLOGICA DI CUI ALL'ULTIMO COMMA DELL' ARTICOLO 4 , ANCHE IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI;
17) GARANTIRE IL NECESSARIO COORDINAMENTO FRA LE FUNZIONI ESERCITATE DALLO STATO E QUELLE ESERCITATE NELLA MATERIA DALLE REGIONI E DAI COMUNI, AL FINE DI ASSICURARE UNITA' DI INDIRIZZI ED OMOGENEITA' DI COMPORTAMENTI IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE NELL'APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO;
a) I CRITERI DIRETTIVI, LE MODALITA' E LE FORME PER L'OMOLOGAZIONE DEI PROTOTIPI DI SERIE E DEGLI ESEMPLARI UNICI NON DI SERIE DEI PRODOTTI DI CUI AL PRECEDENTE NUMERO 6), LETTERA A), SULLA BASE DI SPECIFICHE TECNICHE PREDETERMINATE, AL FINE DI GARANTIRE LE NECESSARIE CARATTERISTICHE DI SICUREZZA;
c) LE PROCEDURE E LE METODOLOGIE PER I CONTROLLI DI CONFORMITA' DEI PRODOTTI AL TIPO OMOLOGATO.
LE NORME DELEGATE DETERMINANO LE SANZIONI PER I CASI DI INOSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEL TESTO UNICO, DA GRADUARE IN RELAZIONE ALLA GRAVITA' DELLE VIOLAZIONI E COMPORTANTI COMUNQUE, NEI CASI PIU' GRAVI, L'ARRESTO FINO A SEI MESI E L'AMMENDA FINO A LIRE 10 MILIONI.
SONO ESCLUSE DALLA DELEGA LE NORME IN MATERIA DI PREVENZIONE CONTRO GLI INFORTUNI RELATIVE: ALL'ESERCIZIO DI SERVIZI ED IMPIANTI GESTITI DALLE FERROVIE DELLO STATO, ALL'ESERCIZIO DI SERVIZI ED IMPIANTI GESTITI DAL MINISTERO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI, ALL'ESERCIZIO DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA, AEREA ED INTERNA; NONCHE' LE NORME IN MATERIA DI IGIENE DEL LAVORO RELATIVE AL LAVORO A BORDO DELLE NAVI MERCANTILI E DEGLI AEREOMOBILI.
ARTICOLO 25 - PRESTAZIONI DI CURA
LE PRESTAZIONI CURATIVE COMPRENDONO LA ASSISTENZA MEDICO-GENERICA, SPECIALISTICA, INFERMIERISTICA, OSPEDALIERA E FARMACEUTICA.
L'ASSISTENZA MEDICO- GENERICA E PEDIATRICA E' PRESTATA DAL PERSONALE DIPENDENTE O CONVENZIONATO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE OPERANTE NELLE UNITA' SANITARIE LOCALI O NEL COMUNE DI RESIDENZA DEL CITTADINO.
IL RAPPORTO FIDUCIARIO PUO' CESSARE IN OGNI MOMENTO A RICHIESTA DELL'ASSISTITO O DEL MEDICO; IN QUEST'ULTIMO CASO LA RICHIESTA DEVE ESSERE MOTIVATA.
L'ASSISTENZA MEDICO SPECIALISTICA E' PRESTATA DI NORMA PRESSO GLI AMBULATORI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE DI CUI L'UTENTE FA PARTE O PRESSO GLI AMBULATORI CONVENZIONATI AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE. LE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE POSSONO ESSERE EROGATE ANCHE A DOMICILIO DELL'UTENTE IN FORME CHE CONSENTANO LA RIDUZIONE DEI RICOVERI OSPEDALIERI.
LE PRESTAZIONI DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO SONO FORNITE, DI NORMA, PRESSO LE STRUTTURE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DI CUI L'UTENTE FA PARTE, O PRESSO LE STRUTTURE CONVENZIONATE AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE, O PRESSO GLI OSPEDALI PUBBLICI E GLI ISTITUTI CONVENZIONATI DEL TERRITORIO. DETTI PRESIDI DEBBONO RISPONDERE A REQUISITI MINIMI DI STRUTTURAZIONE, DOTAZIONE STRUMENTALE E QUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL PERSONALE, AVENTI CARATTERISTICHE UNIFORMI PER TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE SECONDO UNO SCHEMA TIPO.
L'ASSISTENZA OSPEDALIERA E' PRESTATA DI NORMA ATTRAVERSO GLI OSPEDALI PUBBLICI E GLI ALTRI ISTITUTI CONVENZIONATI ESISTENTI NEL TERRITORIO DELLA REGIONE DI RESIDENZA DELL'UTENTE.
NELL'OSSERVANZA DEL PRINCIPIO DELLA LIBERA SCELTA DEL CITTADINO AL RICOVERO PRESSO GLI OSPEDALI PUBBLICI E GLI ALTRI ISTITUTI CONVENZIONATI, LA LEGGE REGIONALE, IN RAPPORTO AI CRITERI DI PROGRAMMAZIONE STABILITI NEL PIANO SANITARIO NAZIONALE, DISCIPLINA I CASI IN CUI E' AMMESSO IL RICOVERO IN OSPEDALI PUBBLICI, IN ISTITUTI CONVENZIONATI O IN STRUTTURE OSPEDALIERE AD ALTA SPECIALIZZAZIONE UBICATE FUORI DEL PROPRIO TERRITORIO, NONCHE' I CASI NEI QUALI POTRANNO ESSERE CONSENTITE FORME STRAORDINARIE DI ASSISTENZA INDIRETTA.
ARTICOLO 26 - PRESTAZIONI DI RIABILITAZIONE
LE PRESTAZIONI SANITARIE DIRETTE AL RECUPERO FUNZIONALE E SOCIALE DEI SOGGETTI AFFETTI DA MINORAZIONI FISICHE, PSICHICHE O SENSORIALI, DIPENDENTI DA QUALUNQUE CAUSA, SONO EROGATE DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI ATTRAVERSO I PROPRI SERVIZI. L'UNITA' SANITARIA LOCALE, QUANDO NON SIA IN GRADO DI FORNIRE IL SERVIZIO DIRETTAMENTE, VI PROVVEDE MEDIANTE CONVENZIONI CON ISTITUTI ESISTENTI NELLA REGIONE IN CUI ABITA L'UTENTE O ANCHE IN ALTRE REGIONI, AVENTI I REQUISITI INDICATI DALLA LEGGE, STIPULATE IN CONFORMITA' AD UNO SCHEMA TIPO APPROVATO DAL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
SONO ALTRESI' GARANTITE LE PRESTAZIONI PROTESICHE NEI LIMITI E NELLE FORME STABILITE CON LE MODALITA' DI CUI AL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 3 .
CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, SONO APPROVATI UN NOMENCLATORE-TARIFFARIO DELLE PROTESI ED I CRITERI PER LA SUA REVISIONE PERIODICA.
ARTICOLO 27 - STRUMENTI INFORMATIVI
LE UNITA' SANITARIE LOCALI FORNISCONO GRATUITAMENTE I CITTADINI DI UN LIBRETTO SANITARIO PERSONALE. IL LIBRETTO SANITARIO RIPORTA I DATI CARATTERISTICI PRINCIPALI SULLA SALUTE DELL'ASSISTITO ESCLUSI I PROVVEDIMENTI RELATIVI A TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI DI CUI AL SUCCESSIVO ARTICOLO 33 . L'UNITA' SANITARIA LOCALE PROVVEDE ALLA COMPILAZIONE ED ALL'AGGIORNAMENTO DEL LIBRETTO SANITARIO PERSONALE, I CUI DATI SONO RIGOROSAMENTE COPERTI DAL SEGRETO PROFESSIONALE. TALI DATI CONSERVANO VALORE AI FINI DELL'ANAMNESI RICHIESTA DALLA VISITA DI LEVA. NEL LIBRETTO SANITARIO SONO RIPORTATI, A CURA DELLA SANITA' MILITARE, GLI ACCERTAMENTI E LE CURE PRATICATE DURANTE IL SERVIZIO DI LEVA.
IL LIBRETTO E' CUSTODITO DALL'INTERESSATO O DA CHI ESERCITA LA POTESTA' O LA TUTELA E PUO' ESSERE RICHIESTO SOLO DAL MEDICO, NELL'ESCLUSIVO INTERESSE DELLA PROTEZIONE DELLA SALUTE DELL'INTESTATARIO.
CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, E' APPROVATO IL MODELLO DEL LIBRETTO SANITARIO PERSONALE COMPRENDENTE LE INDICAZIONI RELATIVE ALL'EVENTUALE ESPOSIZIONE A RISCHI IN RELAZIONE ALLE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO.
CON LO STESSO PROVVEDIMENTO SONO DETERMINATE LE MODALITA' PER LA GRADUALE DISTRIBUZIONE A TUTTI I CITTADINI DEL LIBRETTO SANITARIO, A PARTIRE DAI NUOVI NATI.
CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITI IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI LAVORATORI DIPENDENTI ED AUTONOMI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE E LE ASSOCIAZIONI DEI DATORI DI LAVORO, VENGONO STABILITI I CRITERI IN BASE AI QUALI, CON LE MODALITA' DI ADOZIONE E DI GESTIONE PREVISTE DALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA, SARANNO COSTITUITI I REGISTRI DEI DATI AMBIENTALI E BIOSTATISTICI, ALLO SCOPO DI PERVENIRE A MODELLI UNIFORMI PER TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE.
I DATI COMPLESSIVI DERIVANTI DAI SUINDICATI STRUMENTI INFORMATIVI, FACENDO COMUNQUE SALVO IL SEGRETO PROFESSIONALE, VENGONO UTILIZZATI A SCOPO EPIDEMIOLOGICO DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' OLTRE CHE PER L'AGGIORNAMENTO ED IL MIGLIORAMENTO DELL'ATTIVITA' SANITARIA DA PARTE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DELLE REGIONI E DEL MINISTERO DELLA SANITA'.
ARTICOLO 28 - ASSISTENZA FARMACEUTICA
L'UNITA' SANITARIA LOCALE EROGA L'ASSISTENZA FARMACEUTICA ATTRAVERSO LE FARMACIE DI CUI SONO TITOLARI ENTI PUBBLICI E LE FARMACIE DI CUI SONO TITOLARI I PRIVATI, TUTTE CONVENZIONATE SECONDO I CRITERI E LE MODALITA' DI CUI AGLI ARTICOLI 43 E 48.
GLI ASSISTITI POSSONO OTTENERE DALLE FARMACIE DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, SU PRESENTAZIONE DI RICETTA COMPILATA DAL MEDICO CURANTE, LA FORNITURA DI PREPARATI GALENICI E DI SPECIALITA' MEDICINALI COMPRESI NEL PRONTUARIO TERAPEUTICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
L'UNITA' SANITARIA LOCALE, I SUOI PRESIDI E SERVIZI, COMPRESI QUELLI DI CUI ALLO ARTICOLO 18 , E GLI ISTITUTI ED ENTI CONVENZIONATI DI CUI AI SUCCESSIVI ARTICOLI 41 , 42, 43, POSSONO ACQUISTARE DIRETTAMENTE LE PREPARAZIONI FARMACEUTICHE DI CUI AL SECONDO COMMA PER LA DISTRIBUZIONE AGLI ASSISTITI NELLE FARMACIE DI CUI SONO TITOLARI ENTI PUBBLICI E PER L'IMPIEGO NEGLI OSPEDALI, NEGLI AMBULATORI E IN TUTTI GLI ALTRI PRESIDI SANITARI. LA LEGGE REGIONALE DISCIPLINA L'ACQUISTO DI DETTI MEDICINALI E DEL RESTANTE MATERIALE SANITARIO DA PARTE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DEI LORO PRESIDI E SERVIZI, NONCHE' IL COORDINAMENTO DELL'ATTIVITA' DELLE FARMACIE COMUNALI CON I SERVIZI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE.
ARTICOLO 29 - DISCIPLINA DEI FARMACI
LA PRODUZIONE E LA DISTRIBUZIONE DEI FARMACI DEVONO ESSERE REGOLATE SECONDO CRITERI COERENTI CON GLI OBIETTIVI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, CON LA FUNZIONE SOCIALE DEL FARMACO E CON LA PREVALENTE FINALITA' PUBBLICA DELLA PRODUZIONE.
a) PER LA DISCIPLINA DELL'AUTORIZZAZIONE ALLA PRODUZIONE E ALLA IMMISSIONE IN COMMERCIO DEI FARMACI, PER I CONTROLLI DI QUALITA' E PER INDIRIZZARE LA PRODUZIONE FARMACEUTICA ALLE FINALITA' DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE;
b) PER LA REVISIONE PROGRAMMATA DELLE AUTORIZZAZIONI GIA' CONCESSE PER LE SPECIALITA' MEDICINALI IN ARMONIA CON LE NORME A TAL FINE PREVISTE DALLE DIRETTIVE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA;
d) PER LA INDIVIDUAZIONE DEI PRESIDI AUTORIZZATI E PER LA DEFINIZIONE DELLE MODALITA' DELLA SPERIMENTAZIONE CLINICA PRECEDENTE LA AUTORIZZAZIONE ALLA IMMISSIONE IN COMMERCIO;
e) PER LA BREVETTABILITA' DEI FARMACI;
g) PER LA REGOLAMENTAZIONE DEL SERVIZIO DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUI FARMACI E DELL'ATTIVITA' DEGLI INFORMATORI SCIENTIFICI;
ARTICOLO 30 - PRONTUARIO FARMACEUTICO
IL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, APPROVA CON PROPRIO DECRETO IL PRONTUARIO TERAPEUTICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, PREVIA PROPOSTA DI UN COMITATO COMPOSTO:
DAL MINISTRO DELLA SANITA', CHE LO PRESIEDE;
DAL DIRETTORE GENERALE DEL SERVIZIO FARMACEUTICO DEL MINISTERO DELLA SANITA';
DAL DIRETTORE DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA';
DAI DIRETTORI DEI LABORATORI DI FARMACOLOGIA E DI CHIMICA DEL FARMACO DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA';
DA SETTE ESPERTI DESIGNATI DAL MINISTRO DELLA SANITA', SCELTI FRA DOCENTI UNIVERSITARI DI FARMACOLOGIA, DI CHIMICA FARMACEUTICA O MATERIE AFFINI, DI PATOLOGIA O CLINICA MEDICA E FRA MEDICI E FARMACISTI DIPENDENTI O CONVENZIONATI CON LE STRUTTURE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE;
DA DUE ESPERTI DI ECONOMIA SANITARIA DESIGNATI DAL MINISTRO DELLA SANITA', SU PROPOSTA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE;
IL COMITATO DI CUI AL PRECEDENTE COMMA E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', ED E' RINNOVATO OGNI TRE ANNI.
IL PRONTUARIO TERAPEUTICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEVE UNIFORMARSI AI PRINCIPI DELL'EFFICACIA TERAPEUTICA, DELLA ECONOMICITA' DEL PRODOTTO, DELLA SEMPLICITA' E CHIAREZZA NELLA CLASSIFICAZIONE E DELL'ESCLUSIONE DEI PRODOTTI DA BANCO.
IL MINISTRO DELLA SANITA' PROVVEDE ENTRO IL 31 DICEMBRE DI OGNI ANNO AD AGGIORNARE IL PRONTUARIO TERAPEUTICO CON LA PROCEDURA DI CUI AL PRIMO COMMA.
FINO ALL'APPROVAZIONE DEL PRONTUARIO TERAPEUTICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, RESTA IN VIGORE IL PRONTUARIO DI CUI ALL' ARTICOLO 9 DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264 , CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 17 AGOSTO 1974, N. 386.
ARTICOLO 31 - PUBBLICITA' ED INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUI FARMACI
AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SPETTANO COMPITI DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUI FARMACI E DI CONTROLLO SULL'ATTIVITA' DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA DELLE IMPRESE TITOLARI DELLE AUTORIZZAZIONI ALLA IMMISSIONE IN COMMERCIO DI FARMACI.
E' VIETATA OGNI FORMA DI PROPAGANDA E DI PUBBLICITA' PRESSO IL PUBBLICO DEI FARMACI SOTTOPOSTI ALL'OBBLIGO DELLA PRESENTAZIONE DI RICETTA MEDICA E COMUNQUE DI QUELLI CONTENUTI NEL PRONTUARIO TERAPEUTICO APPROVATO AI SENSI DELL' ARTICOLO 30 .
SINO ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA DISCIPLINA GENERALE DEI FARMACI DI CUI ALL' ARTICOLO 29 , IL MINISTRO DELLA SANITA' DETERMINA CON PROPRIO DECRETO I LIMITI E LE MODALITA' PER LA PROPAGANDA E LA PUBBLICITA' PRESSO IL PUBBLICO DEI FARMACI DIVERSI DA QUELLI INDICATI NEL PRECEDENTE COMMA, TENUTO CONTO DEGLI OBIETTIVI DI EDUCAZIONE SANITARIA DI CUI AL COMMA SUCCESSIVO E DELLE DIRETTIVE IN MATERIA DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA.
IL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, VISTE LE PROPOSTE DELLE REGIONI, TENUTO CONTO DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE E VALUTATE LE OSSERVAZIONI E PROPOSTE CHE PERVERRANNO DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' E DAGLI ISTITUTI UNIVERSITARI E DI RICERCA, NONCHE' DALL'INDUSTRIA FARMACEUTICA, PREDISPONE UN PROGRAMMA PLURIENNALE PER L'INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUI FARMACI, FINALIZZATO ANCHE AD INIZIATIVE DI EDUCAZIONE SANITARIA E DETTA NORME PER LA REGOLAMENTAZIONE DEL PREDETTO SERVIZIO E DELL'ATTIVITA' DEGLI INFORMATORI SCIENTIFICI.
NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE IMPRESE DI CUI AL PRIMO COMMA, NEL RISPETTO DELLE PROPRIE COMPETENZE, SVOLGONO INFORMAZIONE SCIENTIFICA SOTTO IL CONTROLLO DEL MINISTERO DELLA SANITA'.
IL PROGRAMMA PER L'INFORMAZIONE SCIENTIFICA DEVE, ALTRESI', PREVEDERE I LIMITI E LE MODALITA' PER LA FORNITURA AI MEDICI CHIRURGHI DI CAMPIONI GRATUITI DI FARMACI.
ARTICOLO 32 - FUNZIONI DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA E DI POLIZIA VETERINARIA
IL MINISTRO DELLA SANITA' PUO' EMETTERE ORDINANZE DI CARATTERE CONTINGIBILE E URGENTE, IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA E DI POLIZIA VETERINARIA, CON EFFICACIA ESTESA ALL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE O A PARTE DI ESSO COMPRENDENTE PIU' REGIONI.
LA LEGGE REGIONALE STABILISCE NORME PER L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA, DI VIGILANZA SULLE FARMACIE E DI POLIZIA VETERINARIA, IVI COMPRESE QUELLE GIA' ESERCITATE DAGLI UFFICI DEL MEDICO PROVINCIALE E DEL VETERINARIO PROVINCIALE E DAGLI UFFICIALI SANITARI E VETERINARI COMUNALI O CONSORTILI, E DISCIPLINA IL TRASFERIMENTO DEI BENI E DEL PERSONALE RELATIVI.
NELLE MEDESIME MATERIE SONO EMESSE DAL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE O DAL SINDACO ORDINANZE DI CARATTERE CONTINGIBILE ED URGENTE, CON EFFICACIA ESTESA RISPETTIVAMENTE ALLA REGIONE O A PARTE DEL SUO TERRITORIO COMPRENDENTE PIU' COMUNI E AL TERRITORIO COMUNALE.
SONO FATTE SALVE IN MATERIA DI ORDINANZE, DI ACCERTAMENTI PREVENTIVI, DI ISTRUTTORIA O DI ESECUZIONE DEI RELATIVI PROVVEDIMENTI LE ATTIVITA' DI ISTITUTO DELLE FORZE ARMATE CHE, NEL QUADRO DELLE SUDDETTE MISURE SANITARIE, RICADONO SOTTO LA RESPONSABILITA' DELLE COMPETENTI AUTORITA'.
SONO ALTRESI' FATTI SALVI I POTERI DEGLI ORGANI DELLO STATO PREPOSTI IN BASE ALLE LEGGI VIGENTI ALLA TUTELA DELL'ORDINE PUBBLICO.
ARTICOLO 33 - NORME PER GLI ACCERTAMENTI ED I TRATTAMENTI SANITARI VOLONTARI E OBBLIGATORI
NEI CASI DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE E IN QUELLI ESPRESSAMENTE PREVISTI DA LEGGI DELLO STATO POSSONO ESSERE DISPOSTI DALL'AUTORITA' SANITARIA ACCERTAMENTI E TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI, SECONDO L' ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE , NEL RISPETTO DELLA DIGNITA' DELLA PERSONA E DEI DIRITTI CIVILI E POLITICI, COMPRESO PER QUANTO POSSIBILE IL DIRITTO ALLA LIBERA SCELTA DEL MEDICO E DEL LUOGO DI CURA.
GLI ACCERTAMENTI ED I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI SONO DISPOSTI CON PROVVEDIMENTO DEL SINDACO NELLA SUA QUALITA' DI AUTORITA' SANITARIA, SU PROPOSTA MOTIVATA DI UN MEDICO.
GLI ACCERTAMENTI E I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI DI CUI AI PRECEDENTI COMMI DEVONO ESSERE ACCOMPAGNATI DA INIZIATIVE RIVOLTE AD ASSICURARE IL CONSENSO E LA PARTECIPAZIONE DA PARTE DI CHI VI E' OBBLIGATO.
L'UNITA' SANITARIA LOCALE OPERA PER RIDURRE IL RICORSO AI SUDDETTI TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI, SVILUPPANDO LE INIZIATIVE DI PREVENZIONE E DI EDUCAZIONE SANITARIA ED I RAPPORTI ORGANICI TRA SERVIZI E COMUNITA'.
CHIUNQUE PUO' RIVOLGERE AL SINDACO RICHIESTA DI REVOCA O DI MODIFICA DEL PROVVEDIMENTO CON IL QUALE E' STATO DISPOSTO O PROLUNGATO IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO.
ARTICOLO 34 - ACCERTAMENTI E TRATTAMENTI SANITARI VOLONTARI E OBBLIGATORI PER MALATTIA MENTALE
LA LEGGE REGIONALE, NELL'AMBITO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE E NEL COMPLESSO DEI SERVIZI GENERALI PER LA TUTELA DELLA SALUTE, DISCIPLINA L'ISTITUZIONE DI SERVIZI A STRUTTURA DIPARTIMENTALE CHE SVOLGONO FUNZIONI PREVENTIVE, CURATIVE E RIABILITATIVE RELATIVE ALLA SALUTE MENTALE.
IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PER MALATTIA MENTALE PUO' PREVEDERE CHE LE CURE VENGANO PRESTATE IN CONDIZIONI DI DEGENZA OSPEDALIERA SOLO SE ESISTANO ALTERAZIONI PSICHICHE TALI DA RICHIEDERE URGENTI INTERVENTI TERAPEUTICI, SE GLI STESSI NON VENGANO ACCETTATI DALL'INFERMO E SE NON VI SIANO LE CONDIZIONI E LE CIRCOSTANZE CHE CONSENTANO DI ADOTTARE TEMPESTIVE ED IDONEE MISURE SANITARIE EXTRAOSPEDALIERE. IL PROVVEDIMENTO CHE DISPONE IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO IN CONDIZIONI DI DEGENZA OSPEDALIERA DEVE ESSERE PRECEDUTO DALLA CONVALIDA DELLA PROPOSTA DI CUI AL TERZO COMMA DELL' ARTICOLO 33 DA PARTE DI UN MEDICO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE E DEVE ESSERE MOTIVATO IN RELAZIONE A QUANTO PREVISTO NEL PRESENTE COMMA.
NEI CASI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA IL RICOVERO DEVE ESSERE ATTUATO PRESSO GLI OSPEDALI GENERALI, IN SPECIFICI SERVIZI PSICHIATRICI DI DIAGNOSI E CURA ALL'INTERNO DELLE STRUTTURE DIPARTIMENTALI PER LA SALUTE MENTALE COMPRENDENTI ANCHE I PRESIDI E I SERVIZI EXTRAOSPEDALIERI, AL FINE DI GARANTIRE LA CONTINUITA' TERAPEUTICA. I SERVIZI OSPEDALIERI DI CUI AL PRESENTE COMMA SONO DOTATI DI POSTI LETTO NEL NUMERO FISSATO DAL PIANO SANITARIO REGIONALE.
ARTICOLO 35 - PROCEDIMENTO RELATIVO AGLI ACCERTAMENTI E TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI IN CONDIZIONI DI DEGENZA OSPEDALIERA PER MALATTIA MENTALE E TUTELA GIURISDIZIONALE
IL PROVVEDIMENTO CON IL QUALE IL SINDACO DISPONE IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO IN CONDIZIONI DI DEGENZA OSPEDALIERA, DA EMANARSI ENTRO 48 ORE DALLA CONVALIDA DI CUI ALL' ARTICOLO 34 , QUARTO COMMA, CORREDATO DALLA PROPOSTA MEDICA MOTIVATA DI CUI ALL' ARTICOLO 33 , TERZO COMMA, E DALLA SUDDETTA CONVALIDA DEVE ESSERE NOTIFICATO, ENTRO 48 ORE DAL RICOVERO, TRAMITE MESSO COMUNALE, AL GIUDICE TUTELARE NELLA CUI CIRCOSCRIZIONE RIENTRA IL COMUNE.
IL GIUDICE TUTELARE, ENTRO LE SUCCESSIVE 48 ORE, ASSUNTE LE INFORMAZIONI E DISPOSTI GLI EVENTUALI ACCERTAMENTI, PROVVEDE CON DECRETO MOTIVATO A CONVALIDARE O NON CONVALIDARE IL PROVVEDIMENTO E NE DA' COMUNICAZIONE AL SINDACO. IN CASO DI MANCATA CONVALIDA IL SINDACO DISPONE LA CESSAZIONE DEL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO IN CONDIZIONI DI DEGENZA OSPEDALIERA.
SE IL PROVVEDIMENTO DI CUI AL PRIMO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO E' DISPOSTO DAL SINDACO DI UN COMUNE DIVERSO DA QUELLO DI RESIDENZA DELL'INFERMO, NE VA DATA COMUNICAZIONE AL SINDACO DI QUESTO ULTIMO COMUNE, NONCHE' AL GIUDICE TUTELARE NELLA CUI CIRCOSCRIZIONE RIENTRA IL COMUNE DI RESIDENZA. SE IL PROVVEDIMENTO DI CUI AL PRIMO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO E' ADOTTATO NEI CONFRONTI DI CITTADINI STRANIERI O DI APOLIDI, NE VA DATA COMUNICAZIONE AL MINISTERO DELL'INTERNO, E AL CONSOLATO COMPETENTE, TRAMITE IL PREFETTO.
NEI CASI IN CUI IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO DEBBA PROTRARSI OLTRE IL SETTIMO GIORNO, ED IN QUELLI DI ULTERIORE PROLUNGAMENTO, IL SANITARIO RESPONSABILE DEL SERVIZIO PSICHIATRICO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE E' TENUTO A FORMULARE, IN TEMPO UTILE, UNA PROPOSTA MOTIVATA AL SINDACO CHE HA DISPOSTO IL RICOVERO, IL QUALE NE DA' COMUNICAZIONE AL GIUDICE TUTELARE, CON LE MODALITA' E PER GLI ADEMPIMENTI DI CUI AL PRIMO E SECONDO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO, INDICANDO LA ULTERIORE DURATA PRESUMIBILE DEL TRATTAMENTO STESSO.
IL SANITARIO DI CUI AL COMMA PRECEDENTE E' TENUTO A COMUNICARE AL SINDACO, SIA IN CASO DI DIMISSIONE DEL RICOVERATO CHE IN CONTINUITA' DI DEGENZA, LA CESSAZIONE DELLE CONDIZIONI CHE RICHIEDONO L'OBBLIGO DEL TRATTAMENTO SANITARIO; COMUNICA ALTRESI' LA EVENTUALE SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITA' A PROSEGUIRE IL TRATTAMENTO STESSO. IL SINDACO, ENTRO 48 ORE DAL RICEVIMENTO DELLA COMUNICAZIONE DEL SANITARIO, NE DA' NOTIZIA AL GIUDICE TUTELARE.
QUALORA NE SUSSISTA LA NECESSITA' IL GIUDICE TUTELARE ADOTTA I PROVVEDIMENTI URGENTI CHE POSSONO OCCORRERE PER CONSERVARE E PER AMMINISTRARE IL PATRIMONIO DELL'INFERMO.
LA OMISSIONE DELLE COMUNICAZIONI DI CUI AL PRIMO, QUARTO E QUINTO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO DETERMINA LA CESSAZIONE DI OGNI EFFETTO DEL PROVVEDIMENTO E CONFIGURA, SALVO CHE NON SUSSISTANO GLI ESTREMI DI UN DELITTO PIU' GRAVE, IL REATO DI OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO.
CHI E' SOTTOPOSTO A TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO, E CHIUNQUE VI ABBIA INTERESSE, PUO' PROPORRE AL TRIBUNALE COMPETENTE PER TERRITORIO RICORSO CONTRO IL PROVVEDIMENTO CONVALIDATO DAL GIUDICE TUTELARE.
ENTRO IL TERMINE DI TRENTA GIORNI, DECORRENTE DALLA SCADENZA DEL TERMINE DI CUI AL SECONDO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO, IL SINDACO PUO' PROPORRE ANALOGO RICORSO AVVERSO LA MANCATA CONVALIDA DEL PROVVEDIMENTO CHE DISPONE IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO.
NEL PROCESSO DAVANTI AL TRIBUNALE LE PARTI POSSONO STARE IN GIUDIZIO SENZA MINISTERO DI DIFENSORE E FARSI RAPPRESENTARE DA PERSONA MUNITA DI MANDATO SCRITTO IN CALCE AL RICORSO O IN ATTO SEPARATO. IL RICORSO PUO' ESSERE PRESENTATO AL TRIBUNALE MEDIANTE RACCOMANDATA CON AVVISO DI RICEVIMENTO.
IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE FISSA L'UDIENZA DI COMPARIZIONE DELLE PARTI CON DECRETO IN CALCE AL RICORSO CHE, A CURA DEL CANCELLIERE, E' NOTIFICATO ALLE PARTI NONCHE' AL PUBBLICO MINISTERO.
IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE, ACQUISITO IL PROVVEDIMENTO CHE HA DISPOSTO IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO E SENTITO IL PUBBLICO MINISTERO, PUO' SOSPENDERE IL TRATTAMENTO MEDESIMO ANCHE PRIMA CHE SIA TENUTA L'UDIENZA DI COMPARIZIONE.
I RICORSI ED I SUCCESSIVI PROCEDIMENTI SONO ESENTI DA IMPOSTA DI BOLLO. LA DECISIONE DEL PROCESSO NON E' SOGGETTA A REGISTRAZIONE.
ARTICOLO 36 - TERMALISMO TERAPEUTICO
LE PRESTAZIONI IDROTERMALI, LIMITATE AL SOLO ASPETTO TERAPEUTICO, DA EROGARSI PRESSO GLI APPOSITI PRESIDI E SERVIZI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, NONCHE' PRESSO AZIENDE TERMALI DI ENTI PUBBLICI E PRIVATI, RICONOSCIUTE AI SENSI DELL' ARTICOLO 6 , LETTERA T), E CONVENZIONATE AI SENSI DELL' ARTICOLO 44 , SONO GARANTITE NEI LIMITI PREVISTI DAL PIANO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 53 E NELLE FORME STABILITE CON LE MODALITA' DI CUI AL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 3 .
LA LEGGE REGIONALE PROMUOVE LA INTEGRAZIONE E LA QUALIFICAZIONE SANITARIA DEGLI STABILIMENTI TERMALI PUBBLICI, IN PARTICOLARE NEL SETTORE DELLA RIABILITAZIONE, E FAVORISCE ALTRESI' LA VALORIZZAZIONE SOTTO IL PROFILO SANITARIO DELLE ALTRE AZIENDE TERMALI.
GLI STABILIMENTI TERMALI GESTITI DALL'INPS AI SENSI DELL' ARTICOLO 83 DEL REGIO DECRETO-LEGGE 4 OTTOBRE 1935, N. 1827 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 6 APRILE 1936, N. 1155, PER LA CURA E LA PREVENZIONE DELLA INVALIDITA' PENSIONABILE IN BASE AGLI ARTICOLI 45 E 81 DEL CITATO REGIO DECRETO-LEGGE, SONO COSTITUITI IN PRESIDI E SERVIZI SANITARI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI IN CUI SONO UBICATI E SONO DISCIPLINATI A NORMA DELLO ARTICOLO 18 .
LE AZIENDE TERMALI GIA' FACENTI CAPO ALL'EAGAT E CHE SARANNO ASSEGNATE ALLE REGIONI, PER L'ULTERIORE DESTINAZIONE AGLI ENTI LOCALI, IN BASE ALLA PROCEDURA PREVISTA DALL' ARTICOLO 113 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616 , E DALL'ARTICOLO 1-QUINQUIES DELLA LEGGE 21 OTTOBRE 1978, N. 641, SONO DICHIARATE PRESIDI E SERVIZI MULTIZONALI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI NEL CUI TERRITORIO SONO UBICATE.
LA DESTINAZIONE AGLI ENTI LOCALI DELLE ATTIVITA', PATRIMONI, PERTINENZE E PERSONALE DELLE SUDDETTE AZIENDE DOVRA' AVVENIRE ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979, ADOTTANDO, IN QUANTO APPLICABILI, LE DISPOSIZIONI DI CUI AI SUCCESSIVI ARTICOLI 65 E 67.
ARTICOLO 37 - DELEGA PER LA DISCIPLINA DELL'ASSISTENZA SANITARIA AGLI ITALIANI ALL'ESTERO, AI CITTADINI DEL COMUNE DI CAMPIONE D'ITALIA ED AL PERSONALE NAVIGANTE
IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON I MINISTRI DEGLI AFFARI ESTERI, DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, UNO O PIU' DECRETI AVENTI VALORE DI LEGGE ORDINARIA PER DISCIPLINARE L'EROGAZIONE DELL'ASSISTENZA SANITARIA AI CITTADINI ITALIANI ALL'ESTERO, SECONDO I PRINCIPI GENERALI DELLA PRESENTE LEGGE E CON L'OSSERVANZA DEI SEGUENTI CRITERI DIRETTIVI:
a) DOVRA' ESSERE ASSICURATA ATTRAVERSO FORME DI ASSISTENZA DIRETTA O INDIRETTA, LA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI E DEI LORO FAMILIARI AVENTI DIRITTO, IVI COMPRESI, PER I CASI D'URGENZA, I LAVORATORI FRONTALIERI, PER TUTTO IL PERIODO DI PERMANENZA ALL'ESTERO CONNESSO ALLA PRESTAZIONE DI ATTIVITA' LAVORATIVA, QUALORA TALI SOGGETTI NON GODANO DI PRESTAZIONI ASSISTENZIALI GARANTITE DA LEGGI LOCALI O TALI PRESTAZIONI SIANO PALESEMENTE INFERIORI AI LIVELLI DI PRESTAZIONI SANITARIE STABILITI CON LE MODALITA' DI CUI AL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 3 ;
b) DOVRANNO ESSERE PREVISTE PARTICOLARI FORME E PROCEDURE, ANCHE ATTRAVERSO CONVENZIONI DIRETTE, PER L'EROGAZIONE DELL'ASSISTENZA AI DIPENDENTI DELLO STATO E DI ENTI PUBBLICI, AI LORO FAMILIARI AVENTI DIRITTO, NONCHE' AI CONTRATTISTI STRANIERI, CHE PRESTINO LA LORO OPERA PRESSO RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE, UFFICI CONSOLARI, ISTITUZIONI SCOLASTICHE E CULTURALI OVVERO IN DELEGAZIONI O UFFICI DI ENTI PUBBLICI OPPURE IN SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA;
c) DOVRANNO ESSERE PREVISTE SPECIFICHE NORME PER DISCIPLINARE L'ASSISTENZA SANITARIA AI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI NEL COMUNE DI CAMPIONE D'ITALIA PER GLI INTERVENTI CHE, PUR COMPRESI FRA QUELLI PREVISTI DAL SECONDO COMMA DELL'ARTICOLO 3, NON POSSONO ESSERE EROGATI DALL'UNITA' SANITARIA LOCALE DI CUI FA PARTE IL COMUNE, A CAUSA DELLA SUA ECCEZIONALE COLLOCAZIONE GEOGRAFICA.
RESTANO SALVE LE NORME CHE DISCIPLINANO L'ASSISTENZA SANITARIA DOVUTA ALLE PERSONE AVENTI DIRITTO ALL'ASSISTENZA STESSA IN VIRTU' DI TRATTATI E ACCORDI INTERNAZIONALI BILATERALI O MULTILATERALI DI RECIPROCITA' SOTTOSCRITTI DALL'ITALIA, NONCHE' IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 2 MAGGIO 1969, N. 302 .
ENTRO IL TERMINE DI CUI AL PRIMO COMMA IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON I MINISTRI DELLA MARINA MERCANTILE, DEI TRASPORTI, DEGLI AFFARI ESTERI, UN DECRETO AVENTE VALORE DI LEGGE ORDINARIA PER DISCIPLINARE L'EROGAZIONE DELL'ASSISTENZA SANITARIA AL PERSONALE NAVIGANTE, MARITTIMO E DELL'AVIAZIONE CIVILE, SECONDO I PRINCIPI GENERALI E CON L'OSSERVANZA DEI CRITERI DIRETTIVI INDICATI NELLA PRESENTE LEGGE, TENUTO CONTO DELLE CONDIZIONI SPECIFICHE DI DETTO PERSONALE.
ARTICOLO 38 - SERVIZIO DI ASSISTENZA RELIGIOSA
PRESSO LE STRUTTURE DI RICOVERO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E' ASSICURATA L'ASSISTENZA RELIGIOSA NEL RISPETTO DELLA VOLONTA' E DELLA LIBERTA' DI COSCIENZA DEL CITTADINO.
A TAL FINE L'UNITA' SANITARIA LOCALE PROVVEDE PER L'ORDINAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA RELIGIOSA CATTOLICA D'INTESA CON GLI ORDINARI DIOCESANI COMPETENTI PER TERRITORIO; PER GLI ALTRI CULTI D'INTESA CON LE RISPETTIVE AUTORITA' RELIGIOSE COMPETENTI PER TERRITORIO.
ARTICOLO 39 - CLINICHE UNIVERSITARIE E RELATIVE CONVENZIONI
FINO ALLA RIFORMA DELL'ORDINAMENTO UNIVERSITARIO E DELLA FACOLTA' DI MEDICINA, PER I RAPPORTI TRA REGIONI ED UNIVERSITA' RELATIVAMENTE ALLE ATTIVITA' DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DI CUI AI SUCCESSIVI COMMI.
AL FINE DI REALIZZARE UN IDONEO COORDINAMENTO DELLE RISPETTIVE FUNZIONI ISTITUZIONALI, LE REGIONI E L'UNIVERSITA' STIPULANO CONVENZIONI PER DISCIPLINARE, ANCHE SOTTO L'ASPETTO FINANZIARIO:
1) L'APPORTO NEL SETTORE ASSISTENZIALE DELLE FACOLTA' DI MEDICINA ALLA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE;
2) L'UTILIZZAZIONE DA PARTE DELLE FACOLTA' DI MEDICINA, PER ESIGENZE DI RICERCA E DI INSEGNAMENTO, DI IDONEE STRUTTURE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E L'APPORTO DI QUESTE ULTIME AI COMPITI DIDATTICI E DI RICERCA DELLA UNIVERSITA'.
TALI CONVENZIONI UNA VOLTA DEFINITE FANNO PARTE DEI PIANI SANITARI REGIONALI DI CUI AL TERZO COMMA DELL' ARTICOLO 11 .
a) SARANNO INDICATE LE STRUTTURE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DA UTILIZZARE A FINI DIDATTICI E DI RICERCA, IN QUANTO RISPONDANO AI REQUISITI DI IDONEITA' FISSATI CON DECRETO INTERMINISTERIALE ADOTTATO DI CONCERTO TRA I MINISTRI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E DELLA SANITA';
b) AL FINE DI ASSICURARE IL MIGLIOR FUNZIONAMENTO DELL'ATTIVITA' DIDATTICA E DI RICERCA MEDIANTE LA COMPLETA UTILIZZAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE DELLE FACOLTA' DI MEDICINA E L'APPORTO ALL'INSEGNAMENTO DI PERSONALE OSPEDALIERO LAUREATO E DI ALTRO PERSONALE LAUREATO E QUALIFICATO SUL PIANO DIDATTICO, SARANNO INDICATE LE STRUTTURE A DIREZIONE UNIVERSITARIA E QUELLE A DIREZIONE OSPEDALIERA ALLE QUALI AFFIDARE FUNZIONI DIDATTICHE INTEGRATIVE DI QUELLE UNIVERSITARIE. LE STRUTTURE A DIREZIONE OSPEDALIERA CUI VENGONO AFFIDATE LE SUDDETTE FUNZIONI DIDATTICHE NON POSSONO SUPERARE IL NUMERO DI QUELLE A DIREZIONE UNIVERSITARIA.
LE INDICAZIONI PREVISTE NELLE LETTERE A) E B) DEL PRECEDENTE COMMA SONO FORMULATE PREVIO PARERE ESPRESSO DA UNA COMMISSIONE DI ESPERTI COMPOSTA DA TRE RAPPRESENTANTI DELLA UNIVERSITA' E TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE.
LE CONVENZIONI DEVONO ALTRESI' PREVEDERE:
1) CHE LE CLINICHE E GLI ISTITUTI UNIVERSITARI DI RICOVERO E CURA CHE SONO ATTUALMENTE GESTITI DIRETTAMENTE DALL'UNIVERSITA', FERMO RESTANDO IL LORO AUTONOMO ORDINAMENTO, RIENTRINO, PER QUANTO CONCERNE L'ATTIVITA' DI ASSISTENZA SANITARIA, NEI PIANI SANITARI NAZIONALI E REGIONALI;
2) CHE L'ISTITUZIONE DI NUOVE DIVISIONI, SEZIONI E SERVIZI PER SOPRAVVENUTE ESIGENZE DIDATTICHE E DI RICERCA CHE COMPORTINO NUOVI ONERI CONNESSI ALL'ASSISTENZA A CARICO DELLE REGIONI DEBBA ESSERE ATTUATA D'INTESA TRA REGIONI ED UNIVERSITA'.
IN CASO DI MANCATO ACCORDO TRA REGIONI ED UNIVERSITA' IN ORDINE ALLA STIPULA DELLA CONVENZIONE O IN ORDINE ALLA ISTITUZIONE DI NUOVE DIVISIONI, SEZIONI E SERVIZI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE SI APPLICA LA PROCEDURA DI CUI ALL' ARTICOLO 50 DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132 , SENTITI IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE E LA PRIMA SEZIONE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
LE CONVENZIONI DI CUI AL SECONDO COMMA VANNO ATTUATE, PER QUANTO CONCERNE LA UTILIZZAZIONE DELLE STRUTTURE ASSISTENZIALI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, CON SPECIFICHE CONVENZIONI, DA STIPULARE TRA L'UNIVERSITA' E L'UNITA' SANITARIA LOCALE, CHE DISCIPLINERANNO SULLA BASE DELLA LEGISLAZIONE VIGENTE LE MATERIE INDICATE NELL' ARTICOLO 4 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 MARZO 1969, N. 129 .
LE CONVENZIONI PREVISTE NEL PRESENTE ARTICOLO SONO STIPULATE SULLA BASE DI SCHEMI TIPO DA EMANARE ENTRO SEI MESI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, APPROVATI DI CONCERTO TRA I MINISTRI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E DELLA SANITA', SENTITE LE REGIONI, IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE E LA PRIMA SEZIONE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
ARTICOLO 40 - ENTI DI RICERCA E RELATIVE CONVENZIONI
CONVENZIONI ANALOGHE A QUELLE PREVISTE PER LE CLINICHE UNIVERSITARIE, E DI CUI ALL' ARTICOLO 39 DELLA PRESENTE LEGGE, POTRANNO ESSERE STIPULATE TRA LE REGIONI E GLI ENTI DI RICERCA I CUI ORGANI SVOLGANO ATTIVITA' FINALIZZATA AGLI OBIETTIVI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, AL FINE DI DISCIPLINARE LA EROGAZIONE DA PARTE DI TALI ORGANI DI PRESTAZIONI SANITARIE A LIVELLO PREVENTIVO, ASSISTENZIALE E RIABILITATIVO, NONCHE' LA UTILIZZAZIONE DEL PERSONALE DEGLI ENTI DI RICERCA SECONDO I FINI DELLA PRESENTE LEGGE.
ARTICOLO 41 - CONVENZIONI CON ISTITUZIONI SANITARIE RICONOSCIUTE CHE EROGANO ASSISTENZA PUBBLICA
SALVA LA VIGILANZA TECNICO-SANITARIA SPETTANTE ALL'UNITA' SANITARIA LOCALE COMPETENTE PER TERRITORIO, NULLA E' INNOVATO ALLE DISPOSIZIONI VIGENTI PER QUANTO CONCERNE IL REGIME GIURIDICO-AMMINISTRATIVO DEGLI ISTITUTI ED ENTI ECCLESIASTICI CIVILMENTE RICONOSCIUTI CHE ESERCITANO L'ASSISTENZA OSPEDALIERA, NONCHE' DEGLI OSPEDALI DI CUI ALL' ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 26 NOVEMBRE 1973, N. 817 .
SALVA LA VIGILANZA TECNICO-SANITARIA SPETTANTE ALL'UNITA' SANITARIA LOCALE COMPETENTE PER TERRITORIO, NULLA E' INNOVATO ALLA DISCIPLINA VIGENTE PER QUANTO CONCERNE L'OSPEDALE GALLIERA DI GENOVA. CON LEGGE DELLO STATO, ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979, SI PROVVEDE AL NUOVO ORDINAMENTO DELL'ORDINE MAURIZIANO, AI SENSI DELLA XIV DISPOSIZIONE TRANSITORIA E FINALE DELLA COSTITUZIONE ED IN CONFORMITA', SENTITE LE REGIONI INTERESSATE, PER QUANTO ATTIENE ALL'ASSISTENZA OSPEDALIERA, AI PRINCIPI DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE.
I RAPPORTI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI COMPETENTI PER TERRITORIO CON GLI ISTITUTI, ENTI ED OSPEDALI DI CUI AL PRIMO COMMA CHE ABBIANO OTTENUTO LA CLASSIFICAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132 , NONCHE' CON L'OSPEDALE GALLIERA DI GENOVA E CON IL SOVRANO ORDINE MILITARE DI MALTA, SONO REGOLATI DA APPOSITE CONVENZIONI.
LE CONVENZIONI DI CUI AL TERZO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO DEVONO ESSERE STIPULATE IN CONFORMITA' A SCHEMI TIPO APPROVATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
LE REGIONI, NELL'ASSICURARE LA DOTAZIONE FINANZIARIA ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DEVONO TENER CONTO DELLE CONVENZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO.
ARTICOLO 42 - ISTITUTI DI RICOVERO E DI CURA A CARATTERE SCIENTIFICO
LE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE ARTICOLO SI APPLICANO AGLI ISTITUTI CHE INSIEME A PRESTAZIONI SANITARIE DI RICOVERO E CURA SVOLGONO SPECIFICHE ATTIVITA' DI RICERCA SCIENTIFICA BIOMEDICA.
IL RICONOSCIMENTO DEL CARATTERE SCIENTIFICO DI DETTI ISTITUTI E' EFFETTUATO CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA' DI INTESA CON IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, SENTITE LE REGIONI INTERESSATE E IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
DETTI ISTITUTI PER LA PARTE ASSISTENZIALE SONO CONSIDERATI PRESIDI OSPEDALIERI MULTIZONALI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI NEL CUI TERRITORIO SONO UBICATI.
NEI CONFRONTI DI DETTI ISTITUTI, PER LA PARTE ASSISTENZIALE, SPETTANO ALLE REGIONI LE FUNZIONI CHE ESSE ESERCITANO NEI CONFRONTI DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI O DELLE CASE DI CURA PRIVATE A SECONDA CHE SI TRATTI DI ISTITUTI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO O DI ISTITUTI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PRIVATO. CONTINUANO AD ESSERE ESERCITATE DAI COMPETENTI ORGANI DELLO STATO LE FUNZIONI ATTINENTI AL REGIME GIURIDICO-AMMINISTRATIVO DEGLI ISTITUTI.
PER GLI ISTITUTI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PRIVATO SONO STIPULATE DALLE REGIONI CONVENZIONI PER ASSISTENZA SANITARIA, SULLA BASE DI SCHEMI TIPO APPROVATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, CHE TENGANO CONTO DELLA PARTICOLARITA' DI DETTI ISTITUTI. I RAPPORTI TRA DETTI ISTITUTI E LE REGIONI SONO REGOLATI SECONDO QUANTO PREVISTO DAGLI ARTICOLI 41 , 43 E 44 DELLA PRESENTE LEGGE.
IL CONTROLLO SULLE DELIBERAZIONI DEGLI ISTITUTI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO, PER QUANTO ATTIENE ALLE ATTIVITA' ASSISTENZIALI, E' ESERCITATO NELLE FORME INDICATE DAL PRIMO COMMA DELL' ARTICOLO 49 . L'ANNULLAMENTO DELLE DELIBERAZIONI ADOTTATE IN DEROGA ALLE DISPOSIZIONI REGIONALI NON E' CONSENTITO OVE LA DEROGA SIA STATA AUTORIZZATA CON SPECIFICO RIGUARDO ALLE FINALITA' SCIENTIFICHE DELL'ISTITUTO, MEDIANTE DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA' DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA RICERCA SCIENTIFICA.
IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO UN ANNO DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE UNO O PIU' DECRETI AVENTI VALORE DI LEGGE, PER DISCIPLINARE:
a) LA COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE DEGLI ISTITUTI CON PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO, CHE DOVRA' PREVEDERE LA PRESENZA DI RAPPRESENTANTI DELLE REGIONI E DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI COMPETENTI PER TERRITORIO;
b) I SISTEMI DI CONTROLLO SUGLI ATTI RELATIVI ALL'ATTIVITA' NON ASSISTENZIALE, SIA PER GLI ISTITUTI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO CHE PER QUELLI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PRIVATO, NEL RISPETTO DELLA LORO AUTONOMIA;
c) LE PROCEDURE PER LA FORMAZIONE DEI PROGRAMMI DI RICERCA BIOMEDICA DEGLI ISTITUTI DI DIRITTO PUBBLICO E LE MODALITA' DI FINANZIAMENTO DEI PROGRAMMI STESSI, PREVEDENDO IN PARTICOLARE IL LORO INSERIMENTO IN PIANI DI RICERCA, COORDINATI A LIVELLO NAZIONALE E ARTICOLATI PER SETTORE DI RICERCA, DEFINITI DI INTESA TRA I MINISTRI DELLA SANITA', DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E PER LA RICERCA SCIENTIFICA, SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, ANCHE CON RIFERIMENTO AGLI OBIETTIVI INDICATI NEL PIANO SANITARIO NAZIONALE; CON RIFERIMENTO A DETTI PIANI, IL MINISTRO DELLA SANITA' POTRA' STIPULARE APPOSITE CONVENZIONI CON GLI ISTITUTI DI DIRITTO PRIVATO PER L'ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI DI RICERCA;
d) LA DISCIPLINA DELLO STATO GIURIDICO E DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE DEGLI ISTITUTI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO IN COERENZA CON QUELLO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
SINO ALL'ADOZIONE DEI DECRETI MINISTERIALI DI CUI AI SUCCESSIVI COMMI NON E' CONSENTITO IL RICONOSCIMENTO DI NUOVI ISTITUTI DI RICOVERO E CURA A CARATTERE SCIENTIFICO.
ENTRO UN ANNO DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE IL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, PREVIA VERIFICA DELL'ATTIVITA' DI RICERCA SCIENTIFICA SVOLTA, SENTITI IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE E LA COMMISSIONE COMPOSTA DA 10 DEPUTATI E 10 SENATORI PREVISTA ALL' ARTICOLO 79 , PROVVEDE CON PROPRIO DECRETO AL RIORDINO DEGLI ISTITUTI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO IN RELAZIONE ALLE FINALITA' E AGLI OBIETTIVI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, CONFERMANDO O MENO GLI ATTUALI RICONOSCIMENTI.
GLI ISTITUTI A CARATTERE SCIENTIFICO AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO, AI QUALI NON VIENECONFERMATO IL RICONOSCIMENTO, PERDONO LA PERSONALITA' GIURIDICA; CON LO STESSO DECRETO DI CUI AL PRECEDENTE COMMA I BENI, LE ATTREZZATURE ED IL PERSONALE, NONCHE' I RAPPORTI GIURIDICI IN ATTO, SONO TRASFERITI AI SENSI DEGLI ARTICOLI 66 E 68. OVE GLI ISTITUTI AI QUALI NON E' CONFERMATO IL RICONOSCIMENTO ABBIANO PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PRIVATO, GLI STESSI SONO DISCIPLINATI AI SENSI DEL SUCCESSIVO ARTICOLO 43.
ARTICOLO 43 - AUTORIZZAZIONE E VIGILANZA SU ISTITUZIONI SANITARIE
LA LEGGE REGIONALE DISCIPLINA L'AUTORIZZAZIONE E LA VIGILANZA SULLE ISTITUZIONI SANITARIE DI CARATTERE PRIVATO, IVI COMPRESE QUELLE DI CUI ALL' ARTICOLO 41 , PRIMO COMMA, CHE NON HANNO RICHIESTO DI ESSERE CLASSIFICATE AI SENSI DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132 , SU QUELLE CONVENZIONATE DI CUI ALL' ARTICOLO 26 , E SULLE AZIENDE TERMALI E DEFINISCE LE CARATTERISTICHE FUNZIONALI CUI TALI ISTITUZIONI E AZIENDE DEVONO CORRISPONDERE ONDE ASSICURARE LIVELLI DI PRESTAZIONI SANITARIE NON INFERIORI A QUELLE EROGATE DAI CORRISPONDENTI PRESIDI E SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI. RESTANO FERME LE FUNZIONI DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO DI CUI ALL' ARTICOLO 5 .
GLI ISTITUTI, ENTI ED OSPEDALI DI CUI ALL'ARTICOLO 41, PRIMO COMMA, CHE NON ABBIANO OTTENUTO LA CLASSIFICAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132, E LE ISTITUZIONI A CARATTERE PRIVATO CHE ABBIANO UN ORDINAMENTO DEI SERVIZI OSPEDALIERI CORRISPONDENTE A QUELLO DEGLI OSPEDALI GESTITI DIRETTAMENTE DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, POSSONO OTTENERE DALLA REGIONE, SU DOMANDA DA PRESENTARSI ENTRO I TERMINI STABILITI CON LEGGE REGIONALE, CHE I LORO OSPEDALI, A SECONDA DELLE CARATTERISTICHE TECNICHE E SPECIALISTICHE, SIANO CONSIDERATI, AI FINI DELL'EROGAZIONE DELL'ASSISTENZA SANITARIA, PRESIDI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE NEL CUI TERRITORIO SONO UBICATI, SEMPRE CHE IL PIANO REGIONALE SANITARIO PREVEDA I DETTI PRESIDI. I RAPPORTI DEI PREDETTI ISTITUTI, ENTI ED OSPEDALI CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI SONO REGOLATI DA APPOSITE CONVENZIONI.
LE CONVENZIONI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE DEVONO ESSERE STIPULATE IN CONFORMITA' A SCHEMI TIPO APPROVATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE E DEVONO PREVEDERE FRA L'ALTRO FORME E MODALITA' PER ASSICURARE L'INTEGRAZIONE DEI RELATIVI PRESIDI CON QUELLI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
SINO ALLA EMANAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE DI CUI AL PRIMO COMMA RIMANGONO IN VIGORE GLI ARTICOLI 51, 52 E 53, PRIMO E SECONDO COMMA, DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132, E IL DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA' IN DATA 5 AGOSTO 1977 , ADOTTATO AI SENSI DEL PREDETTO ARTICOLO 51 E PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA DEL 31 AGOSTO 1977, N. 236, NONCHE' GLI ARTICOLI 194, 195, 196, 197 E 198 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE APPROVATO CON REGIO DECRETO 27 LUGLIO 1934, N. 1265, INTENDENDOSI SOSTITUITI AL MINISTERO DELLA SANITA' LA REGIONE E AL MEDICO PROVINCIALE E AL PREFETTO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE.
ARTICOLO 44 - CONVENZIONI CON ISTITUZIONI SANITARIE
IL PIANO SANITARIO REGIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 55 ACCERTA LA NECESSITA' DI CONVENZIONARE LE ISTITUZIONI PRIVATE DI CUI ALL'ARTICOLO PRECEDENTE, TENENDO CONTO PRIORITARIAMENTE DI QUELLE GIA' CONVENZIONATE.
LA LEGGE REGIONALE STABILISCE NORME PER:
a) LE CONVENZIONI FRA LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE ISTITUZIONI PRIVATE DI CUI ALL'ARTICOLO PRECEDENTE, DA STIPULARSI IN ARMONIA COL PIANO SANITARIO REGIONALE E GARANTENDO LA EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SANITARIE NON INFERIORI A QUELLE EROGATE DAI CORRISPONDENTI PRESIDI E SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI;
b) LE CONVENZIONI FRA LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE AZIENDE TERMALI DI CUI ALL' ARTICOLO 36 .
DETTE CONVENZIONI SONO STIPULATE DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI IN CONFORMITA' A SCHEMI TIPO APPROVATI DAL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
LE CONVENZIONI STIPULATE A NORMA DEL PRESENTE ARTICOLO DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI COMPETENTI PER TERRITORIO HANNO EFFICACIA ANCHE PER TUTTE LE ALTRE UNITA' SANITARIE LOCALI DEL TERRITORIO NAZIONALE.
ARTICOLO 45 - ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
E' RICONOSCIUTA LA FUNZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO LIBERAMENTE COSTITUITE AVENTI LA FINALITA' DI CONCORRERE AL CONSEGUIMENTO DEI FINI ISTITUZIONALI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
TRA LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO DI CUI AL COMMA PRECEDENTE SONO RICOMPRESE ANCHE LE ISTITUZIONI A CARATTERE ASSOCIATIVO, LE CUI ATTIVITA' SI FONDANO, A NORMA DI STATUTO, SU PRESTAZIONI VOLONTARIE E PERSONALI DEI SOCI. DETTE ISTITUZIONI, SE ATTUALMENTE RICONOSCIUTE COME ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA (IPAB), SONO ESCLUSE DAL TRASFERIMENTO DI CUI ALL' ARTICOLO 25 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616 .
A TAL FINE LE PREDETTE ISTITUZIONI AVANZANO DOCUMENTATA ISTANZA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE CHE CON PROPRIO DECRETO PROCEDE, SENTITO IL CONSIGLIO COMUNALE OVE HA SEDE L'ISTITUZIONE, A DICHIARARE L'ESISTENZA DELLE CONDIZIONI PREVISTE NEL COMMA PRECEDENTE. DI TALE DECRETO VIENE DATA NOTIZIA ALLA COMMISSIONE DI CUI AL SESTO COMMA DELL'ARTICOLO 25 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616.
SINO ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI RIFORMA DELL'ASSISTENZA PUBBLICA DETTE ISTITUZIONI RESTANO DISCIPLINATE DALLA LEGGE 17 LUGLIO 1890, N. 6972 , E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI.
I RAPPORTI FRA LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO AI FINI DEL LORO CONCORSO ALLE ATTIVITA' SANITARIE PUBBLICHE SONO REGOLATI DA APPOSITE CONVENZIONI NELL'AMBITO DELLA PROGRAMMAZIONE E DELLA LEGISLAZIONE SANITARIA REGIONALE.
ARTICOLO 46 - MUTUALITA' VOLONTARIA
LA MUTUALITA' VOLONTARIA E' LIBERA.
E' VIETATO AGLI ENTI, IMPRESE ED AZIENDE PUBBLICHE CONTRIBUIRE SOTTO QUALSIASI FORMA AL FINANZIAMENTO DI ASSOCIAZIONI MUTUALISTICHE LIBERAMENTE COSTITUITE AVENTI FINALITA' DI EROGARE PRESTAZIONI INTEGRATIVE DELL'ASSISTENZA SANITARIA PRESTATA DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
CAPO IV PERSONALE
ARTICOLO 47 - PERSONALE DIPENDENTE
LO STATO GIURIDICO ED ECONOMICO DEL PERSONALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E' DISCIPLINATO, SALVO QUANTO PREVISTO ESPRESSAMENTE DAL PRESENTE ARTICOLO, SECONDO I PRINCIPI GENERALI E COMUNI DEL RAPPORTO DI PUBBLICO IMPIEGO.
IN RELAZIONE A QUANTO DISPOSTO DAL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 13 , LA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL PERSONALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E' DEMANDATA ALL'ORGANO DI GESTIONE DELLE STESSE, DAL QUALE IL SUDDETTO PERSONALE DIPENDE SOTTO IL PROFILO FUNZIONALE, DISCIPLINARE E RETRIBUTIVO.
IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO IL 30 GIUGNO 1979, SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, DI CONCERTO CON I MINISTRI DELLA SANITA' E DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, PREVIA CONSULTAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI DELLE CATEGORIE INTERESSATE UNO O PIU' DECRETI AVENTI VALORE DI LEGGE ORDINARIA PER DISCIPLINARE, SALVO QUANTO PREVISTO DALL'OTTAVO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO, LO STATO GIURIDICO DEL PERSONALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI NEL RISPETTO DEI SEGUENTI PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI:
3) DEFINIRE LE TABELLE DI EQUIPARAZIONE PER IL PERSONALE PROVENIENTE DAGLI ENTI E DALLE AMMINISTRAZIONI LE CUI FUNZIONI SONO TRASFERITE AI COMUNI PER ESSERE ESERCITATE MEDIANTE LE UNITA' SANITARIE LOCALI E PROVVEDERE A REGOLARE I TRATTAMENTI DI PREVIDENZA E DI QUIESCENZA, COMPRESI GLI EVENTUALI TRATTAMENTI INTEGRATIVI DI CUI ALL' ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 20 MARZO 1975, N. 70 ;
4) GARANTIRE CON CRITERI UNIFORMI IL DIRITTO ALL'ESERCIZIO DELLA LIBERA ATTIVITA' PROFESSIONALE PER I MEDICI E VETERINARI DIPENDENTI DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DEGLI ISTITUTI UNIVERSITARI E DEI POLICLINICI CONVENZIONATI E DEGLI ISTITUTI SCIENTIFICI DI RICOVERO E CURA DI CUI ALL' ARTICOLO 42 . CON LEGGE REGIONALE SONO STABILITI LE MODALITA' E I LIMITI PER L'ESERCIZIO DI TALE ATTIVITA';
5) PREVEDERE MISURE RIVOLTE A FAVORIRE, PARTICOLARMENTE PER I MEDICI A TEMPO PIENO, L'ESERCIZIO DELLE ATTIVITA' DIDATTICHE E SCIENTIFICHE E AD OTTENERE, SU RICHIESTA, IL COMANDO PER RAGIONI DI AGGIORNAMENTO TECNICO SCIENTIFICO;
6) FISSARE LE MODALITA' PER L'AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO PROFESSIONALE DEL PERSONALE;
7) PREVEDERE DISPOSIZIONI PER RENDERE OMOGENEO IL TRATTAMENTO ECONOMICO COMPLESSIVO E PER EQUIPARARE GLI ISTITUTI NORMATIVI AVENTI CARATTERE ECONOMICO DEL PERSONALE SANITARIO UNIVERSITARIO OPERANTE NELLE STRUTTURE CONVENZIONATE CON QUELLI DEL PERSONALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
AI FINI DI UNA EFFICACE ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, LE NORME DELEGATE DI CUI AL COMMA PRECEDENTE, OLTRE A DEMANDARE ALLA REGIONE IL POTERE DI EMANARE NORME PER LA LORO ATTUAZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 117, ULTIMO COMMA, DELLA COSTITUZIONE , DOVRANNO PREVEDERE:
1) CRITERI GENERALI PER LA ISTITUZIONE E LA GESTIONE DA PARTE DI OGNI REGIONE DI RUOLI NOMINATIVI REGIONALI DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ADDETTO AI PRESIDI, SERVIZI ED UFFICI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI. IL PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI SARA' COLLOCATO NEI DIVERSI RUOLI IN RAPPORTO A TITOLI E CRITERI FISSATI CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA'. TALI RUOLI HANNO VALORE ANCHE AI FINI DEI TRASFERIMENTI, DELLE PROMOZIONI E DEI CONCORSI;
3) CRITERI GENERALI PER LA REGOLAMENTAZIONE, IN SEDE DI ACCORDO NAZIONALE UNICO, DELLA MOBILITA' DEL PERSONALE;
4) DISPOSIZIONI PER DISCIPLINARE I CONCORSI PUBBLICI, CHE DEVONO ESSERE BANDITI DALLA REGIONE SU RICHIESTA DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, E PER LA EFFICACIA DELLE GRADUATORIE DA UTILIZZARE ANCHE AI FINI DEL DIRITTO DI SCELTA TRA I POSTI MESSI A CONCORSO;
5) DISPOSIZIONI VOLTE A STABILIRE CHE NELL'AMBITO DELLE SINGOLE UNITA' SANITARIE LOCALI L'ASSUNZIONE AVVIENE NELLA QUALIFICA FUNZIONALE E NON NEL POSTO.
I DECRETI DELEGATI DI CUI AL TERZO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO PREVEDONO ALTRESI' NORME RIGUARDANTI:
a) I CRITERI PER LA VALUTAZIONE, ANCHE AAI FINI DI PUBBLICI CONCORSI, DEI SERVIZI E DEI TITOLI DI CANDIDATI CHE HANNO SVOLTO LA LORO ATTIVITA' O NELLE STRUTTURE SANITARIE DEGLI ENTI DI CUI ALL' ARTICOLO 41 O IN QUELLE CONVENZIONATE A NORMA DELL' ARTICOLO 43 FATTI SALVI I DIRITTI ACQUISITI AI SENSI DELL' ARTICOLO 129 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NUMERO 130 DEL 27 MARZO 1969 ;
b) LA QUOTA MASSIMA DEI POSTI VACANTI CHE LE REGIONI POSSONO RISERVARE, PER UN TEMPO DETERMINATO, A PERSONALE IN SERVIZIO A RAPPORTO DI IMPIEGO CONTINUATIVO PRESSO STRUTTURE CONVENZIONATE CHE CESSINO IL RAPPORTO CONVENZIONALE NONCHE' LE MODALITA' ED I CRITERI PER I RELATIVI CONCORSI;
c) LE MODALITA' ED I CRITERI PER L'IMMISSIONE NEI RUOLI REGIONALI DI CUI AL N. 1) DEL PRECEDENTE COMMA, PREVIO CONCORSO RISERVATO, DEL PERSONALE NON DI RUOLO ADDETTO ESCLUSIVAMENTE E, IN MODO CONTINUATIVO, AI SERVIZI SANITARI IN DATA NON SUCCESSIVA AL 30 GIUGNO 1978 ED IN SERVIZIO ALL'ATTO DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE PRESSO REGIONI, COMUNI, PROVINCE, LORO CONSORZI E ISTITUZIONI OSPEDALIERE PUBBLICHE.
LE UNITA' SANITARIE LOCALI, PER L'ATTUAZIONE DEL PROPRIO PROGRAMMA DI ATTIVITA' E IN RELAZIONE A COMPROVATE ED EFFETTIVE ESIGENZE ASSISTENZIALI, DIDATTICHE E DI RICERCA, PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA REGIONE, INDIVIDUANO LE STRUTTURE, LE DIVISIONI ED I SERVIZI CUI DEVONO ESSERE ADDETTI SANITARI A TEMPO PIENO E PRESCRIVONO, ANCHE IN CARENZA DELLA SPECIFICA RICHIESTA DEGLI INTERESSATI, A SINGOLI SANITARI DELLE PREDETTE STRUTTURE, DIVISIONI E SERVIZI, LA PRESTAZIONE DEL SERVIZIO A TEMPO PIENO.
IL TRATTAMENTO ECONOMICO E GLI ISTITUTI NORMATIVI DI CARATTERE ECONOMICO DEL RAPPORTO D'IMPIEGO DI TUTTO IL PERSONALE SONO DISCIPLINATI MEDIANTE ACCORDO NAZIONALE UNICO, DI DURATA TRIENNALE, STIPULATO TRA IL GOVERNO, LE REGIONI E L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI ITALIANI (ANCI) E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE IN CAMPO NAZIONALE DELLE CATEGORIE INTERESSATE. LA DELEGAZIONE DEL GOVERNO, DELLE REGIONI E DELL'ANCI PER LA STIPULA DEGLI ACCORDI ANZIDETTI E' COSTITUITA RISPETTIVAMENTE: DA UN RAPPRESENTANTE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DAI MINISTRI DELLA SANITA', DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E DEL TESORO; DA CINQUE RAPPRESENTANTI DESIGNATI DALLE REGIONI ATTRAVERSO LA COMMISSIONE INTERREGIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 13 DELLA LEGGE 16 MAGGIO 1970, N. 281 ; DA SEI RAPPRESENTANTI DESIGNATI DALL'ANCI.
L'ACCORDO NAZIONALE DI CUI AL COMMA PRECEDENTE E' RESO ESECUTIVO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. I COMPETENTI ORGANI LOCALI ADOTTANO ENTRO 30 GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DEL SUDDETTO DECRETO I NECESSARI E DOVUTI ATTI DELIBERATIVI.
E' FATTO DIVIETO DI CONCEDERE AL PERSONALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI COMPENSI, INDENNITA' O ASSEGNI DI QUALSIASI GENERE E NATURA CHE MODIFICHINO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE IL TRATTAMENTO ECONOMICO PREVISTO DAL DECRETO DI CUI AL PRECEDENTE COMMA. ALLO SCOPO DI GARANTIRE LA PARIFICAZIONE DELLE LINGUE ITALIANA E TEDESCA NEL SERVIZIO SANITARIO, E' FATTA SALVA L'INDENNITA' DI BILINGUISMO IN PROVINCIA DI BOLZANO. GLI ATTI ADOTTATI IN CONTRASTO CON LA PRESENTE NORMA SONO NULLI DI DIRITTO E COMPORTANO LA RESPONSABILITA' PERSONALE DEGLI AMMINISTRATORI.
IL MINISTERO DELLA DIFESA PUO' STIPULARE CONVENZIONI CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI PER PRESTAZIONI PROFESSIONALI PRESSO LA ORGANIZZAZIONE SANITARIA MILITARE DA PARTE DEL PERSONALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI NEI LIMITI DI ORARIO PREVISTO PER DETTO PERSONALE.
ARTICOLO 48 - PERSONALE A RAPPORTO CONVENZIONALE
L'UNIFORMITA' DEL TRATTAMENTO ECONOMICO E NORMATIVO DEL PERSONALE SANITARIO A RAPPORTO CONVENZIONALE E' GARANTITA SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE DA CONVENZIONI, AVENTI DURATA TRIENNALE, DEL TUTTO CONFORMI AGLI ACCORDI COLLETTIVI NAZIONALI STIPULATI TRA IL GOVERNO, LE REGIONI E L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI ITALIANI (ANCI) E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE IN CAMPO NAZIONALE DI CIASCUNA CATEGORIA. LA DELEGAZIONE DEL GOVERNO, DELLE REGIONI E DELL'ANCI PER LA STIPULA DEGLI ACCORDI ANZIDETTI E' COSTITUITA RISPETTIVAMENTE: DAI MINISTRI DELLA SANITA', DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E DEL TESORO; DA CINQUE RAPPRESENTANTI DESIGNATI DALLE REGIONI ATTRAVERSO LA COMMISSIONE INTERREGIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 13 DELLA LEGGE 16 MAGGIO 1970, N. 281 ; DA SEI RAPPRESENTANTI DESIGNATI DALL'ANCI.
1) IL RAPPORTO OTTIMALE MEDICO-ASSISTIBILI PER LA MEDICINA GENERALE E QUELLA PEDIATRICA DI LIBERA SCELTA, AL FINE DI DETERMINARE IL NUMERO DEI MEDICI GENERICI E DEI PEDIATRI CHE HANNO DIRITTO DI ESSERE CONVENZIONATI IN OGNI UNITA' SANITARIA LOCALE, FATTO SALVO IL DIRITTO DI LIBERA SCELTA DEL MEDICO PER OGNI CITTADINO;
3) L'ACCESSO ALLA CONVENZIONE, CHE E' CONSENTITO AI MEDICI CON RAPPORTO DI IMPIEGO CONTINUATIVO A TEMPO DEFINITO;
4) LA DISCIPLINA DELLE INCOMPATIBILITA' E DELLE LIMITAZIONI DEL RAPPORTO CONVENZIONALE RISPETTO AD ALTRE ATTIVITA' MEDICHE, AL FINE DI FAVORIRE LA MIGLIORE DISTRIBUZIONE DEL LAVORO MEDICO E LA QUALIFICAZIONE DELLE PRESTAZIONI;
5) IL NUMERO MASSIMO DEGLI ASSISTITI PER CIASCUN MEDICO GENERICO E PEDIATRA DI LIBERA SCELTA A CICLO DI FIDUCIA ED IL MASSIMO DELLE ORE PER I MEDICI AMBULATORIALI SPECIALISTI E GENERICI, DA DETERMINARE IN RAPPORTO AD ALTRI IMPEGNI DI LAVORO COMPATIBILI; LA REGOLAMENTAZIONE DEGLI OBBLIGHI CHE DERIVANO AL MEDICO IN DIPENDENZA DEL NUMERO DEGLI ASSISTITI O DELLE ORE; IL DIVIETO DI ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE NEI CONFRONTI DEI PROPRI CONVENZIONATI; LE ATTIVITA' LIBERO-PROFESSIONALI INCOMPATIBILI CON GLI IMPEGNI ASSUNTI NELLA CONVENZIONE. EVENTUALI DEROGHE IN AUMENTO AL NUMERO MASSIMO DEGLI ASSISTITI E DELLE ORE DI SERVIZIO AMBULATORIALE POTRANNO ESSERE AUTORIZZATE IN RELAZIONE A PARTICOLARI SITUAZIONI LOCALI E PER UN TEMPO DETERMINATO DALLE REGIONI, PREVIA DOMANDA MOTIVATA ALLA UNITA' SANITARIA LOCALE;
6) L'INCOMPATIBILITA' CON QUALSIASI FORMA DI COINTERESSENZA DIRETTA O INDIRETTA E CON QUALSIASI RAPPORTO DI INTERESSE CON CASE DI CURA PRIVATE E INDUSTRIE FARMACEUTICHE. PER QUANTO INVECE ATTIENE AL RAPPORTO DI LAVORO SI APPLICANO LE NORME PREVISTE DAL PRECEDENTE PUNTO 4);
7) LA DIFFERENZIAZIONE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO A SECONDA DELLA QUANTITA' E QUALITA' DEL LAVORO PRESTATO IN RELAZIONE ALLE FUNZIONI ESERCITATE NEI SETTORI DELLA PREVENZIONE, CURA E RIABILITAZIONE. SARANNO FISSATE A TAL FINE TARIFFE SOCIO-SANITARIE COSTITUITE, PER I MEDICI GENERICI E PER I PEDIATRI DI LIBERA SCELTA, DA UN COMPENSO GLOBALE ANNUO PER ASSISTITO; E, PER GLI SPECIALISTI E GENERICI AMBULATORIALI, DA DISTINTI COMPENSI COMMISURATI ALLE ORE DI LAVORO PRESTATO NEGLI AMBULATORI PUBBLICI E AL TIPO E NUMERO DELLE PRESTAZIONI EFFETTUATE PRESSO GLI AMBULATORI CONVENZIONATI ESTERNI. PER I PEDIATRI DI LIBERA SCELTA POTRANNO ESSERE PREVISTE NELL'INTERESSE DELLA ASSISTENZA FORME INTEGRATIVE DI REMUNERAZIONE;
8) LE FORME DI CONTROLLO SULL'ATTIVITA' DEI MEDICI CONVENZIONATI, NONCHE' LE IPOTESI DI INFRAZIONE DA PARTE DEI MEDICI DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DALLA CONVENZIONE, LE CONSEGUENTI SANZIONI, COMPRESA LA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO CONVENZIONALE, E IL PROCEDIMENTO PER LA LORO IRROGAZIONE, SALVAGUARDANDO IL PRINCIPIO DELLA CONTESTAZIONE DEGLI ADDEBITI E FISSANDO LA COMPOSIZIONE DI COMMISSIONI PARITETICHE DI DISCIPLINA;
10) LE MODALITA' PER ASSICURARE L'AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO PROFESSIONALE DEI MEDICI CONVENZIONATI;
11) LE MODALITA' PER ASSICURARE LA CONTINUITA' DELL'ASSISTENZA ANCHE IN ASSENZA O IMPEDIMENTO DEL MEDICO TENUTO ALLA PRESTAZIONE;
I CRITERI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE, IN QUANTO APPLICABILI, SI ESTENDONO ALLE CONVENZIONI CON LE ALTRE CATEGORIE NON MEDICHE DI OPERATORI PROFESSIONALI, DA STIPULARSI CON LE MODALITA' DI CUI AL PRIMO E SECONDO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO.
GLI STESSI CRITERI, PER LA PARTE COMPATIBILE, SI ESTENDONO, ALTRESI', AI SANITARI CHE EROGANO LE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE E DI RIABILITAZIONE IN AMBULATORI DIPENDENTI DA ENTI O ISTITUTI PRIVATI CONVENZIONATI CON LA REGIONE.
LE DISPOSIZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO SI APPLICANO ANCHE ALLE CONVENZIONI DA STIPULARE DA PARTE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI CON TUTTE LE FARMACIE DI CUI ALLO ARTICOLO 28 .
E' NULLO QUALSIASI ATTO, ANCHE AVENTE CARATTERE INTEGRATIVO, STIPULATO CON ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI O SINDACALI PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CONVENZIONALI. RESTA LA FACOLTA' DEGLI ORGANI DI GESTIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DI STIPULARE CONVENZIONI CON ORDINI RELIGIOSI PER L'ESPLETAMENTO DI SERVIZI NELLE RISPETTIVE STRUTTURE.
E' ALTRESI' NULLA QUALSIASI CONVENZIONE CON SINGOLI APPARTENENTI ALLE CATEGORIE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO. GLI ATTI ADOTTATI IN CONTRASTO CON LA PRESENTE NORMA COMPORTANO LA RESPONSABILITA' PERSONALE DEGLI AMMINISTRATORI.
LE FEDERAZIONI DEGLI ORDINI NAZIONALI, NONCHE' I COLLEGI PROFESSIONALI, NEL CORSO DELLE TRATTATIVE PER LA STIPULA DEGLI ACCORDI NAZIONALI COLLETTIVI RIGUARDANTI LE RISPETTIVE CATEGORIE, PARTECIPANO IN MODO CONSULTIVO E LIMITATAMENTE AGLI ASPETTI DI CARATTERE DEONTOLOGICO E AGLI ADEMPIMENTI CHE SARANNO AD ESSI AFFIDATI DALLE CONVENZIONI UNICHE.
GLI ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI SONO TENUTI A DARE ESECUZIONE AI COMPITI CHE SARANNO AD ESSI DEMANDATI DALLE CONVENZIONI UNICHE. SONO ALTRESI' TENUTI A VALUTARE SOTTO IL PROFILO DEONTOLOGICO I COMPORTAMENTI DEGLI ISCRITTI AGLI ALBI PROFESSIONALI CHE SI SIANO RESI INADEMPIENTI AGLI OBBLIGHI CONVENZIONALI, INDIPENDENTEMENTE DALLE SANZIONI APPLICABILI A NORMA DI CONVENZIONE.
IN CASO DI GRAVE INOSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE, LA REGIONE INTERESSATA PROVVEDE A FARNE DENUNCIA AL MINISTRO DELLA SANITA' E A DARNE INFORMAZIONE CONTEMPORANEAMENTE ALLA COMPETENTE FEDERAZIONE NAZIONALE DELL'ORDINE. IL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITA LA SUDDETTA FEDERAZIONE, PROVVEDE ALLA NOMINA DI UN COMMISSARIO, SCELTO TRA GLI ISCRITTI NELL'ALBO PROFESSIONALE DELLA PROVINCIA, PER IL COMPIMENTO DEGLI ATTI CUI L'ORDINE PROVINCIALE NON HA DATO CORSO.
SINO A QUANDO NON SARA' RIORDINATO CON LEGGE IL SISTEMA PREVIDENZIALE RELATIVO ALLE CATEGORIE PROFESSIONISTICHE CONVENZIONATE, LE CONVENZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO PREVEDONO LA DETERMINAZIONE DELLA MISURA DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E LE MODALITA' DEL LORO VERSAMENTO A FAVORE DEI FONDI DI PREVIDENZA DI CUI AL DECRETO DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE IN DATA 15 OTTOBRE 1976 , PUBBLICATO NEL SUPPLEMENTO ALLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA DEL 28 OTTOBRE 1976, N. 289 .
CAPO V CONTROLLI, CONTABILITA' E FINANZIAMENTO
ARTICOLO 49 - CONTROLLI SULLE UNITA' SANITARIE LOCALI
IL CONTROLLO SUGLI ATTI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E' ESERCITATO DAI COMITATI REGIONALI DI CONTROLLO DI CUI ALL' ARTICOLO 56 DELLA LEGGE 10 FEBBRAIO 1953, N. 62 - INTEGRATI DA UN ESPERTO IN MATERIA SANITARIA DESIGNATO DAL CONSIGLIO REGIONALE - NELLE FORME PREVISTE DAGLI ARTICOLI 59 E SEGUENTI DELLA MEDESIMA LEGGE.
LE MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI RIORDINAMENTO DELLE AUTONOMIE LOCALI ALLA MATERIA DEI CONTROLLI SUGLI ATTI E SUGLI ORGANI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE S'INTENDONO AUTOMATICAMENTE ESTESE AI CONTROLLI SULLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
I CONTROLLI DI CUI AI COMMI PRECEDENTI PER LE REGIONI A STATUTO SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO SI ESERCITANO NELLE FORME PREVISTE DAI RISPETTIVI STATUTI.
I COMUNI SINGOLI O ASSOCIATI E LE COMUNITA' MONTANE PRESENTANO ANNUALMENTE, IN BASE A CRITERI E PRINCIPI UNIFORMI PREDISPOSTI DALLE REGIONI, ALLEGATA AL BILANCIO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, UNA RELAZIONE AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE SUI LIVELLI ASSISTENZIALI RAGGIUNTI E SULLE ESIGENZE CHE SI SONO MANIFESTATE NEL CORSO DELL'ESERCIZIO.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PRESENTA ANNUALMENTE AL CONSIGLIO REGIONALE UNA RELAZIONE GENERALE SULLA GESTIONE ED EFFICIENZA DEI SERVIZI SANITARI, CON ALLEGATA LA SITUAZIONE CONTABILE DEGLI IMPEGNI ASSUNTI SULLA QUOTA ASSEGNATA ALLA REGIONE DEGLI STANZIAMENTI PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE. TALE RELAZIONE DEVE ESSERE TRASMESSA AI MINISTRI DELLA SANITA', DEL TESORO E DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, CON ALLEGATO UN RIEPILOGO DEI CONTI CONSUNTIVI, PER SINGOLE VOCI, DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
ARTICOLO 50 - NORME DI CONTABILITA'
ENTRO SEI MESI DALLA ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE LE REGIONI PROVVEDONO CON LEGGE A DISCIPLINARE L'UTILIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E LA CONTABILITA' DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI IN CONFORMITA' AI SEGUENTI PRINCIPI:
1) LA DISCIPLINA AMMINISTRATIVO-CONTABILE DELLE GESTIONI DEVE RISULTARE CORRISPONDENTE AI PRINCIPI DELLA CONTABILITA' PUBBLICA PREVISTI DALLA LEGISLAZIONE VIGENTE;
2) I COMPETENTI ORGANI DEI COMUNI, SINGOLI O ASSOCIATI, E DELLE COMUNITA' MONTANE INTERESSATI CURERANNO L'EFFETTUAZIONE DI PERIODICHE VERIFICHE DI CASSA, CON RITMO ALMENO BIMESTRALE, AL FINE DELL'ACCERTAMENTO DI EVENTUALI DISAVANZI, DA COMUNICARE IMMEDIATAMENTE AI SINDACI O AI PRESIDENTI DELLE COMUNITA' COMPETENTI PER L'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI CUI ALL'ULTIMO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO;
4) I PREDETTI BILANCI, IN CUI SARANNO DISTINTE LE GESTIONI AUTONOME E LE CONTABILITA' SPECIALI, DEVONO ESSERE STRUTTURATI SU BASE ECONOMICA;
6) LE RISULTANZE COMPLESSIVE DELLE PREVISIONI DI ENTRATA E DI SPESA NONCHE' DEI CONTI CONSUNTIVI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DEVONO ESSERE ISCRITTE RISPETTIVAMENTE NEL BILANCIO DI PREVISIONE E NEL CONTO CONSUNTIVO DEI COMUNI SINGOLI O ASSOCIATI O DELLE COMUNITA' MONTANE. I BILANCI DI PREVISIONE E I CONTI CONSUNTIVI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DEBBONO ESSERE ALLEGATI ALLE CONTABILITA' DEGLI ENTI TERRITORIALI CUI SI RIFERISCONO;
7) GLI STANZIAMENTI ISCRITTI IN ENTRATA ED IN USCITA DEI BILANCI COMUNALI O DELLE COMUNITA' MONTANE PER I COMPITI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DEBBONO COMPRENDERE I RELATIVI AFFIDAMENTI REGIONALI CHE NON POSSONO ESSERE UTILIZZATI IN ALCUN CASO PER ALTRE FINALITA';
9) ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI E' VIETATO, ANCHE ATTRAVERSO I COMUNI, IL RICORSO A QUALSIASI FORMA DI INDEBITAMENTO SALVO ANTICIPAZIONI MENSILI DA PARTE DEL TESORIERE PARI A UN DODICESIMO DELLO SCOPERTO AUTORIZZATO.
LE UNITA' SANITARIE LOCALI DEBBONO FORNIRE ALLE REGIONI RENDICONTI TRIMESTRALI, ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DI 30 GIORNI DALLA DATA DI SCADENZA DEL TRIMESTRE, IN CUI SI DIA CONTO DELL'AVANZO O DISAVANZO DI CASSA NONCHE' DEI DEBITI E CREDITI DEI BILANCI GIA' ACCERTATI ALLA DATA DELLA RESA DEL CONTO ANZIDETTO, DETTAGLIANDO GLI EVENTUALI IMPEDIMENTI OBIETTIVI PER CUI, DECORSO IL TERMINE DI CUI AL NUMERO 8) DEL PRIMO COMMA, NON SONO STATI EFFETTUATI PAGAMENTI PER FORNITURE.
LA REGIONE A SUA VOLTA FORNIRA' GLI STESSI DATI AI MINISTERI DELLA SANITA' E DEL TESORO SECONDO UN MODELLO DI RILEVAZIONE CONTABILE DELLE SPESE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE IMPOSTATO UNIFORMEMENTE NELL'AMBITO DI CUI AL NUMERO 2) DEL PRIMO COMMA, OVVERO DALLA RENDICONTAZIONE TRIMESTRALE PREVISTA DAL SECONDO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO, RISULTI CHE LA GESTIONE MANIFESTA UN DISAVANZO COMPLESSIVO, E CIO' ANCHE AVENDO RIGUARDO AI DEBITI E CREDITI DI BILANCIO, I COMUNI, SINGOLI O ASSOCIATI, E LE COMUNITA' MONTANE SONO TENUTI A CONVOCARE NEL TERMINE DI 30 GIORNI I RISPETTIVI ORGANI DELIBERANTI AL FINE DI ADOTTARE I PROVVEDIMENTI NECESSARI A RIPORTARE IN EQUILIBRIO IL CONTO DI GESTIONE DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE.
ARTICOLO 51 - FINANZIAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
IL FONDO SANITARIO NAZIONALE DESTINATO AL FINANZIAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E' ANNUALMENTE DETERMINATO CON LA LEGGE DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DELLO STATO. GLI IMPORTI RELATIVI DEVONO RISULTARE STANZIATI IN DISTINTI CAPITOLI DELLA PARTE CORRENTE E DELLA PARTE IN CONTO CAPITALE DA ISCRIVERSI, RISPETTIVAMENTE, NEGLI STATI DI PREVISIONE DELLA SPESA DEL MINISTERO DEL TESORO E DEL MINISTERO DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA.
LE SOMME STANZIATE A NORMA DEL PRECEDENTE COMMA VENGONO RIPARTITE CON DELIBERA DEL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA (CIPE) TRA TUTTE LE REGIONI, COMPRESE QUELLE A STATUTO SPECIALE, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, TENUTO CONTO DELLE INDICAZIONI CONTENUTE NEI PIANI SANITARI NAZIONALI E REGIONALI E SULLA BASE DI INDICI E DI STANDARDS DISTINTAMENTE DEFINITI PER LA SPESA CORRENTE E PER LA SPESA IN CONTO CAPITALE. TALI INDICI E STANDARDS DEVONO TENDERE A GARANTIRE I LIVELLI DI PRESTAZIONI SANITARIE STABILITI CON LE MODALITA' DI CUI AL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 3 IN MODO UNIFORME SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, ELIMINANDO PROGRESSIVAMENTE LE DIFFERENZE STRUTTURALI E DI PRESTAZIONI TRA LE REGIONI. PER LA RIPARTIZIONE DELLA SPESA IN CONTO CAPITALE SI APPLICA QUANTO DISPOSTO DALL'ARTICOLO 43 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SUL MEZZOGIORNO APPROVATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 1967, NUMERO 1523, PROROGATO DALL'ARTICOLO 7 DELLA LEGGE 6 OTTOBRE 1971, N. 853.
LE REGIONI, SULLA BASE DI PARAMETRI NUMERICI DA DETERMINARSI, SENTITI I COMUNI, CON LEGGE REGIONALE ED INTESI AD UNIFICARE IL LIVELLO DELLE PRESTAZIONI SANITARIE, PROVVEDONO A RIPARTIRE TRA LE UNITA' SANITARIE, PROVVEDONO A RIPARTIRE TRA LE UNITA' SANITARIE LOCALI LA QUOTA LORO ASSEGNATA PER IL FINANZIAMENTO DELLE SPESE CORRENTI, RISERVANDONE UN'ALIQUOTA NON SUPERIORE AL 5 PER CENTO PER INTERVENTI IMPREVISTI. TALI PARAMETRI DEVONO GARANTIRE GRADUALMENTE LIVELLI DI PRESTAZIONI UNIFORMI NELL'INTERO TERRITORIO REGIONALE. PER IL RIPARTO DELLA QUOTA LORO ASSEGNATA PER IL FINANZIAMENTO DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE, LE REGIONI PROVVEDONO SULLA BASE DELLE INDICAZIONI FORMULATE DAL PIANO SANITARIO NAZIONALE.
CON PROVVEDIMENTO REGIONALE, ALL'INIZIO DI CIASCUN TRIMESTRE, E' TRASFERITA ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, TENENDO CONTO DEI PRESIDI E SERVIZI DI CUI ALL' ARTICOLO 18 , LA QUOTA AD ESSE SPETTANTE SECONDO IL PIANO SANITARIO REGIONALE.
GLI AMMINISTRATORI E I RESPONSABILI DELL'UFFICIO DI DIREZIONE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE SONO RESPONSABILI IN SOLIDO DELLE SPESE DISPOSTE OD AUTORIZZATE IN ECCEDENZA ALLA QUOTA DI DOTAZIONE LORO ATTRIBUITA, SALVO CHE ESSE NON SIANO DETERMINATE DA ESIGENZE OBIETTIVE DI CARATTERE LOCALE DA COLLEGARE A FATTORI STRAORDINARI DI MORBILITA' ACCERTATI DAGLI ORGANI SANITARI DELLA REGIONE E FINANZIABILI CON LA RISERVA DI CUI AL QUARTO COMMA.
ARTICOLO 52 - FINANZIAMENTO PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1979
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1979 L'IMPORTO DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE, PARTE CORRENTE, DA ISCRIVERE NEL BILANCIO DELLO STATO E' DETERMINATO, CON RIFERIMENTO ALLE SPESE EFFETTIVAMENTE SOSTENUTE NEL 1977 DALLO STATO, DALLE REGIONI, DALLE PROVINCE, DAI COMUNI E LORO CONSORZI, DAGLI ENTI, CASSE, SERVIZI E GESTIONI AUTONOME ESTINTI E POSTI IN LIQUIDAZIONE AI SENSI DELL'ARTICOLO 12-BIS DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264, COME MODIFICATO DALLA LEGGE DI CONVERSIONE 17 AGOSTO 1974, N. 386, E DA OGNI ALTRO ENTE PUBBLICO PREVISTO DALLA PRESENTE LEGGE, PER L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI ATTRIBUITE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE PER L'ESERCIZIO 1979, SULLE SPESE IMPEGNATE NEL 1977 VENGONO RICONOSCIUTE IN AUMENTO:
a) LE MAGGIORAZIONI DERIVANTI DALL'APPLICAZIONE DELLE NORME CONTRATTUALI, REGOLAMENTARI O LEGISLATIVE VIGENTI PER QUANTO RIGUARDA LA SPESA DEL PERSONALE, COMPRESO QUELLO IL CUI RAPPORTO E' REGOLATO DA CONVENZIONI;
c) LE MAGGIORAZIONI DERIVANTI DALLE RATE DI AMMORTAMENTO DEI MUTUI REGOLARMENTE CONTRATTI NEGLI ANNI 1978 E PRECEDENTI E NON COMPRESI NEGLI IMPEGNI DELL'ANNO 1977.
FATTE SALVE LE NECESSITA' FINANZIARIE DEGLI ORGANI CENTRALI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E DEGLI ENTI PUBBLICI DI CUI AL PRIMO COMMA, ALLA RIPARTIZIONE DEL FONDO FRA LE REGIONI SI PROVVEDE PER L'ESERCIZIO 1979, ANCHE IN DEROGA AL DISPOSTO DELL' ARTICOLO 8 DELLA LEGGE 16 MAGGIO 1970, N. 281 , CON DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SANITA', ASSUMENDO COME RIFERIMENTO LA SPESA RILEVATA NELLE SINGOLE REGIONI, SECONDO QUANTO E' PREVISTO DAL PRESENTE ARTICOLO, MAGGIORATA IN BASE ALLE DISPOSIZIONI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA.
LE REGIONI, TENUTO CONTO DI QUANTO DISPOSTO DAL TERZO COMMA DELL' ARTICOLO 61 E SULLA BASE DEGLI ATTI RICOGNITIVI PREVISTI DALL' ARTICOLO 7 DELLA LEGGE 4 AGOSTO 1978, N. 461 , ASSICURANO, CON PERIODICITA' TRIMESTRALE I NECESSARI MEZZI FINANZIARI AGLI ENTI CHE NEL TERRITORIO REGIONALE ESERCITANO LE FUNZIONI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE FINO ALL'EFFETTIVO TRASFERIMENTO DELLE STESSE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
AGLI ENTI MEDESIMI SI APPLICANO ANCHE, NEL PERIODO CONSIDERATO, LE DISPOSIZIONI DI CUI AI NUMERI 8) E 9) DEL PRIMO COMMA DELL' ARTICOLO 50 .
GLI ENTI E LE REGIONI, PER LA PARTE DI RISPETTIVA COMPETENZA, SONO TENUTI AGLI ADEMPIMENTI DI CUI AI COMMI SECONDO E TERZO DELL'ARTICOLO 50.
ARTICOLO 53 - PIANO SANITARIO NAZIONALE
LE LINEE GENERALI DI INDIRIZZO E LE MODALITA' DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA' ISTITUZIONALI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SONO STABILITE DAL PARLAMENTO ATTRAVERSO IL PIANO SANITARIO NAZIONALE.
IL PIANO SANITARIO NAZIONALE VIENE PREDISPOSTO DAL GOVERNO SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA' SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, IN CONFORMITA' AGLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE SOCIO-ECONOMICA NAZIONALE E TENUTA PRESENTE L'ESIGENZA DI SUPERARE LE CONDIZIONI DI ARRETRATEZZA SOCIO-SANITARIA CHE ESISTONO NEL PAESE, PARTICOLARMENTE NELLE REGIONI MERIDIONALI.
IL PIANO HA, DI NORMA, DURATA TRIENNALE E VIENE PRESENTATO AL PARLAMENTO ENTRO IL 30 GIUGNO DELL'ULTIMO ANNO DI VALIDITA' DEL PIANO SANITARIO PRECEDENTE.
a) GLI OBIETTIVI DA REALIZZARE NEL TRIENNIO CON RIFERIMENTO A QUANTO DISPOSTO DALL' ARTICOLO 2 ;
b) L'IMPORTO DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 51 , DA ISCRIVERE ANNUALMENTE NEL BILANCIO DELLO STATO;
c) GLI INDICI E GLI STANDARDS NAZIONALI DA ASSUMERE PER LA RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE TRA LE REGIONI, AL FINE DI REALIZZARE IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE UN'EQUILIBRATA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI, ANCHE ATTRAVERSO UNA DESTINAZIONE DELLE RISORSE PER SETTORI FONDAMENTALI DI INTERVENTO, CON LIMITI DIFFERENZIATI PER GRUPPI DI SPESE CORRENTI E PER GLI INVESTIMENTI, PREVEDENDO IN PARTICOLARE GLI INDICI NAZIONALI E REGIONALI RELATIVI AI POSTI LETTO E LA RIPARTIZIONE QUANTITATIVA DEGLI STESSI. QUANTO AGLI INVESTIMENTI IL PIANO DEVE PREVEDERE CHE ESSI SIANO DESTINATI ALLE REGIONI NELLE QUALI LA DOTAZIONE DI POSTI LETTO E DI ALTRI PRESIDI E STRUTTURE SANITARIE RISULTI INFERIORE AGLI INDICI NORMALI INDICATI DAL PIANO STESSO. AI FINI DELLA VALUTAZIONE DELLA PRIORITA' DI INVESTIMENTO IL PIANO TIENE CONTO ANCHE DELLE DISPONIBILITA', NELLE VARIE REGIONI, DI POSTI LETTO, PRESIDI E STRUTTURE SANITARIE DI ISTITUZIONI CONVENZIONATE. IL PIANO PREVEDE INOLTRE LA SOSPENSIONE DI OGNI INVESTIMENTO (SE NON PER COMPLETAMENTI E RISTRUTTURAZIONI DIMOSTRATE ASSOLUTAMENTE URGENTI ED INDISPENSABILI) NELLE REGIONI LA CUI DOTAZIONE DI POSTI LETTO E DI ALTRI PRESIDI E STRUTTURE SANITARIE RAGGIUNGE O SUPERA I SUDDETTI INDICI;
d) GLI INDIRIZZI AI QUALI DEVONO UNIFORMARSI LE REGIONI NELLA RIPARTIZIONE DELLA QUOTA REGIONALE AD ESSE ASSEGNATA FRA LE UNITA' SANITARIE LOCALI;
f) LE NORME GENERALI DI EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE, NONCHE' LE FASI O LE MODALITA' DELLA GRADUALE UNIFICAZIONE DELLE STESSE E DEL CORRISPONDENTE ADEGUAMENTO, SALVO PROVVEDIMENTI DI FISCALIZZAZIONE DEI CONTRIBUTI ASSICURATIVI;
g) GLI INDIRIZZI AI QUALI DEVONO RIFERIRSI I PIANI REGIONALI DI CUI AL SUCCESSIVO ARTICOLO 55 , AI FINI DI UNA COORDINATA E UNIFORME REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI CUI ALLA PRECEDENTE LETTERA A);
h) GLI OBIETTIVI FONDAMENTALI RELATIVI ALLA FORMAZIONE E ALL'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE ADDETTO AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE FUNZIONI TECNICO- PROFESSIONALI, ORGANIZZATIVE E GESTIONALI E ALLE NECESSITA' QUANTITATIVE DELLO STESSO;
i) LE PROCEDURE E LE MODALITA' PER VERIFICHE PERIODICHE DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO E DELLA SUA IDONEITA' A PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI CHE SONO STATI PREVISTI;
l) LE ESIGENZE PRIORITARIE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE IN ORDINE ALLA RICERCA BIOMEDICA E AD ALTRI SETTORI ATTINENTI ALLA TUTELA DELLA SALUTE.
AI FINI DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, IL MINISTRO DELLA SANITA' E' AUTORIZZATO AD AVVALERSI DI UN GRUPPO DI PERSONE PARTICOLARMENTE COMPETENTI IN MATERIA ECONOMICA E SANITARIA, PER LA FORMULAZIONE DELLE ANALISI TECNICHE, ECONOMICHE E SANITARIE NECESSARIE ALLA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE.
LA REMUNERAZIONE DELLE PERSONE DI CUI AL COMMA PRECEDENTE E' STABILITA DAL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO, CON IL DECRETO DI CONFERIMENTO DELL'INCARICO. AGLI ONERI FINANZIARI RELATIVI SI FA FRONTE CON APPOSITO CAPITOLO DA ISTITUIRSI NELLO STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DEL MINISTERO DELLA SANITA'.
ARTICOLO 54 - PRIMO PIANO SANITARIO NAZIONALE
ARTICOLO 55 - PIANI SANITARI REGIONALI
I PIANI SANITARI TRIENNALI DELLE REGIONI, CHE DEVONO UNIFORMARSI AI CONTENUTI ED AGLI INDIRIZZI DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 53 E RIFERIRSI AGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO, SONO PREDISPOSTI DALLA GIUNTA REGIONALE, SECONDO LA PROCEDURA PREVISTA NEI RISPETTIVI STATUTI PER QUANTO ATTIENE ALLA CONSULTAZIONE DEGLI ENTI LOCALI E DELLE ALTRE ISTITUZIONI ED ORGANIZZAZIONI INTERESSATE. I PIANI SANITARI TRIENNALI DELLE REGIONI SONO APPROVATI CON LEGGE REGIONALE ALMENO 120 GIORNI PRIMA DELLA SCADENZA DI OGNI TRIENNIO.
ARTICOLO 56 - PRIMI PIANI SANITARI REGIONALI
PER IL TRIENNIO 1980- 1982 I SINGOLI PIANI SANITARI REGIONALI SONO PREDISPOSTI ED APPROVATI ENTRO IL 30 OTTOBRE 1979 E DEVONO FRA L'ALTRO PREVEDERE:
b) LE MODALITA' PER ATTUARE, NELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA REGIONE, L'UNIFICAZIONE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE SECONDO QUANTO PREVISTO DAL QUARTO COMMA, LETTERA F), DELL' ARTICOLO 53 ;
c) GLI INDIRIZZI AI QUALI DEVONO RIFERIRSI GLI ORGANI DI GESTIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI NELLA FASE DI AVVIO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
ARTICOLO 57 - UNIFICAZIONE DEI LIVELLI DELLE PRESTAZIONI SANITARIE
CON DECRETI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PREVIA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA' DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO, SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, DA EMANARSI IN CONFORMITA' A QUANTO PREVISTO DAL PIANO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 53 , SONO GRADUALMENTE UNIFICATE, NEI TEMPI E NEI MODI STABILITI DAL PIANO STESSO, LE PRESTAZIONI SANITARIE GIA' EROGATE DAI DISCIOLTI ENTI MUTUALISTICI, DALLE MUTUE AZIENDALI E DAGLI ENTI, CASSE, SERVIZI E GESTIONI AUTONOME DEGLI ENTI PREVIDENZIALI.
CON DECRETI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PREVIA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DI CONCERTO CON I MINISTRI DEL TESORO E DELLA SANITA', ED ANCHE IN CONFORMITA' A QUANTO PREVISTO DALLA LETTERA F), QUARTO COMMA, DELL'ARTICOLO 53, SI PROVVEDE A DISCIPLINARE L'ADEGUAMENTO DELLA PARTECIPAZIONE CONTRIBUTIVA DEGLI ASSISTITI NONCHE' LE MODALITA' E I TEMPI DI TALE PARTECIPAZIONE IN FUNZIONE DELLA SOPPRESSIONE DELLE STRUTTURE MUTUALISTICHE DI CUI AL PRIMO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO.
NULLA E' INNOVATO ALLE DISPOSIZIONI DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 1965, N. 1124 , PER QUANTO RIGUARDA LE PRESTAZIONI DI ASSISTENZA SANITARIA CURATIVA E RIABILITATIVA, CHE DEVONO ESSERE GARANTITE, A PRESCINDERE DALLA ISCRIZIONE DI CUI AL TERZO COMMA DELL' ARTICOLO 19 DELLA PRESENTE LEGGE, AGLI INVALIDI DEL LAVORO, FERMA RESTANDO, ALTRESI', L'ESCLUSIONE DI QUALUNQUE CONCORSO DI QUESTI ULTIMI AL PAGAMENTO DELLE PRESTAZIONI SANITARIE. CON LEGGE REGIONALE E' DISCIPLINATO IL COORDINAMENTO, ANCHE MEDIANTE CONVENZIONI, FRA L'EROGAZIONE DELLE ANZIDETTE PRESTAZIONI E GLI INTERVENTI SANITARI CHE GLI ENTI PREVIDENZIALI GESTORI DELL'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI PONGONO IN ESSERE, IN FAVORE DEGLI INFORTUNATI E TECNOPATICI, PER REALIZZARE LE FINALITA' MEDICO-LEGALI DI CUI ALL' ARTICOLO 75 DELLA PRESENTE LEGGE.
ARTICOLO 58 - SERVIZIO EPIDEMIOLOGICO E STATISTICO
NEL PIANO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 53 SONO PREVISTI SPECIFICI PROGRAMMI DI ATTIVITA' PER LA RILEVAZIONE E LA GESTIONE DELLE INFORMAZIONI EPIDEMIOLOGICHE, STATISTICHE E FINANZIARIE OCCORRENTI PER LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA NAZIONALE E REGIONALE E PER LA GESTIONE DEI SERVIZI SANITARI.
I PROGRAMMI DI ATTIVITA', PER QUANTO ATTIENE ALLE COMPETENZE ATTRIBUITEGLI DAL PRECEDENTE ARTICOLO 27 , SONO ATTUATI DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'.
CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, SONO DETTATE NORME PER I CRITERI IN ORDINE ALLA SCELTA DEI CAMPIONI DI RILEVAZIONE E PER LA STANDARDIZZAZIONE E COMPARAZIONE DEI DATI SUL PIANO NAZIONALE E REGIONALE.
ARTICOLO 59 - RIORDINAMENTO DEL MINISTERO DELLA SANITA'
CON LEGGE DELLO STATO, ENTRO IL 30 GIUGNO 1979, SI PROVVEDE AL RIORDINAMENTO DEL MINISTERO DELLA SANITA', CHE DOVRA' ESSERE STRUTTURATO PER L'ATTUAZIONE DEI COMPITI CHE GLI SONO ASSEGNATI DALLA PRESENTE LEGGE, IN OSSERVANZA DEI CRITERI GENERALI E DEI PRINCIPI DIRETTIVI IN ESSA INDICATI ED IN STRETTA CORRELAZIONE CON LE FUNZIONI CHE NELL'AMBITO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEBBONO ESSERE ESERCITATE DAL MINISTERO MEDESIMO. IN SEDE DI RIORDINAMENTO DEL MINISTERO DELLA SANITA', SARA' STABILITA LA DOTAZIONE ORGANICA DEGLI UFFICI PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
CON LA STESSA LEGGE SONO RIDETERMINATE LE ATTRIBUZIONI E LE MODALITA' PER LA COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA SANITA', CON RIFERIMENTO ESCLUSIVO ALLA NATURA DI ORGANO CONSULTIVO TECNICO DEL MINISTRO DELLA SANITA' E IN FUNZIONE DEI COMPITI ASSUNTI DAL MINISTERO DELLA SANITA' NELL'AMBITO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
IN ATTESA DELLA LEGGE DI CUI AL PRIMO COMMA, IL MINISTRO DELLA SANITA', CON PROPRIO DECRETO, COSTITUISCE, IN VIA PROVVISORIA, L'UFFICIO CENTRALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, IN RELAZIONE ALLE ESIGENZE DI CUI ALL' ARTICOLO 53 , E L'UFFICIO PER L'ATTUAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE CON COMPITI DI STUDIO E PREDISPOSIZIONE DEI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI ED AMMINISTRATIVI CONNESSI ALLA ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, E PROVVEDE A DEFINIRE GLI AMBITI FUNZIONALI DEI NUOVI UFFICI APPORTANDO LE NECESSARIE MODIFICHE ANCHE A QUELLI DELLE ATTUALI DIREZIONI GENERALI. AI PREDETTI UFFICI ED AL SEGRETARIATO DEL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE SONO PREPOSTI FUNZIONARI CON QUALIFICA DI DIRIGENTE GENERALE.
I POSTI PREVISTI NELLA TABELLA XIX, QUADRO A, ALLEGATA AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 1972, N. 748, SONO AUMENTATI DI TRE UNITA'.
PER LE ESIGENZE DEGLI UFFICI DI CUI AL TERZO COMMA, LA DOTAZIONE ORGANICA DEI PRIMI DIRIGENTI, CON FUNZIONI DI VICE CONSIGLIERE MINISTERIALE, DI CUI AL QUADRO B DELLA RICHIAMATA TABELLA XIX, E' ELEVATA DI DIECI UNITA'. ALLA COPERTURA DEI POSTI COMPLESSIVAMENTE VACANTI NELLA QUALIFICA DI PRIMO DIRIGENTE SI PROVVEDE AI SENSI DELL' ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 30 SETTEMBRE 1978, N. 583 .
ARTICOLO 60 - COSTITUZIONE DEL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE
ENTRO 45 GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE E' COSTITUITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE DI CUI ALL' ARTICOLO 8 .
IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, A PARTIRE DALLA DATA DEL SUO INSEDIAMENTO E FINO ALLA CONCLUSIONE DELLE OPERAZIONI DI LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI E GESTIONI AUTONOME PREPOSTI ALL'EROGAZIONE DELL'ASSISTENZA SANITARIA IN REGIME MUTUALISTICO, ASSUME I COMPITI ATTRIBUITI AL COMITATO CENTRALE DI CUI ALL' ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 .
FINO ALL'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI CUI ALL'ULTIMO COMMA DELLO ARTICOLO 61 SONO PROROGATI I COMPITI E I POTERI AFFIDATI AI COMMISSARI LIQUIDATORI DAGLI ARTICOLI 3 E 7 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349.
ALLE SEDUTE DEL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE CONVOCATE PER L'ESERCIZIO DEI COMPITI DI CUI AL SECONDO COMMA PARTECIPANO CON VOTO CONSULTIVO I CINQUE COMMISSARI LIQUIDATORI DESIGNATI DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE ED I CINQUE MEMBRI PROPOSTI DAL CNEL DI CUI AL SECONDO COMMA DELLO ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 .
PER L'ASSOLVIMENTO DEI PROPRI COMPITI IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE SI AVVALE, SINO AL RIORDINAMENTO DEL MINISTERO DELLA SANITA' DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO 59 , DELL'ESISTENTE SEGRETERIA DEL COMITATO CENTRALE DI CUI ALL'ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, NUMERO 349.
ARTICOLO 61 - COSTITUZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI
LE REGIONI, ENTRO SEI MESI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE E SECONDO LE NORME DI CUI AL PRECEDENTE TITOLO I, INDIVIDUANO GLI AMBITI TERRITORIALI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, NE DISCIPLINANO CON LEGGE I COMPITI, LA STRUTTURA, LA GESTIONE, L'ORGANIZZAZIONE, IL FUNZIONAMENTO E STABILISCONO I CRITERI PER L'ARTICOLAZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI IN DISTRETTI SANITARI DI BASE.
CON PROVVEDIMENTO DA ADOTTARE ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979 SECONDO LE NORME DEI RISPETTIVI STATUTI LE REGIONI COSTITUISCONO LE UNITA' SANITARIE LOCALI.
a) PER IL GRADUALE TRASFERIMENTO AI COMUNI, PERCHE' SIANO ATTRIBUITI ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DELLE FUNZIONI, DEI BENI E DELLE ATTREZZATURE DI CUI SONO ATTUALMENTE TITOLARI GLI ENTI O GLI UFFICI DI CUI, A NORMA DELLA PRESENTE LEGGE, VENGANO A CESSARE I COMPITI NELLE MATERIE PROPRIE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE;
b) PER L'UTILIZZAZIONE PRESSO I SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DEL PERSONALE GIA' DIPENDENTE DAGLI ENTI OD UFFICI DI CUI ALLA PRECEDENTE LETTERA A) CHE A NORMA DELLA PRESENTE LEGGE E' DESTINATO ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, NONCHE' PER IL TRASFERIMENTO DEL PERSONALE MEDESIMO DOPO LA DEFINIZIONE DEGLI ORGANICI SECONDO QUANTO DISPOSTO NEI PROVVEDIMENTI ASSUNTI IN ATTUAZIONE DI QUANTO PREVISTO DAL PENULTIMO COMMA, PUNTO 4, DEL PRECEDENTE ARTICOLO 15 ;
c) PER LA GESTIONE FINANZIARIA DEI SERVIZI DI CUI ALLA PRECEDENTE LETTERA A) A PARTIRE DALLA DATA DI COSTITUZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, CON L'OBBLIGO DI FISSARE I LIMITI MASSIMI DI SPESA CONSENTITI PER LE RETRIBUZIONI DEL PERSONALE E PER L'ACQUISTO DI BENI E SERVIZI E DI PREVEDERE PERIODICI CONTROLLI DELLA SPESA E LE RESPONSABILITA' IN ORDINE ALLA STESSA.
FINO A QUANDO NON SARA' STATO EMANATO IL PROVVEDIMENTO DI CUI AL SECONDO COMMA DEL PRESENTE ARTICOLO, LA TUTELA SANITARIA DELLE ATTIVITA' SPORTIVE, NELLE REGIONI CHE NON ABBIANO EMANATO PROPRIE NORME IN MATERIA, CONTINUERA' AD ESSERE ASSICURATA, CON L'OSSERVANZA DEI PRINCIPI GENERALI CONTENUTI NELLA LEGGE 26 OTTOBRE 1971, N. 1099 , E DELLE NORMATIVE STABILITE DALLE SINGOLE FEDERAZIONI SPORTIVE RICONOSCIUTE DAL CONI, SECONDO I PROPRI REGOLAMENTI.
ARTICOLO 62 - RIORDINAMENTO DELLE NORME IN MATERIA DI PROFILASSI INTERNAZIONALE E DI MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE
IL GOVERNO, ENTRO DUE ANNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO DI STATO, E' AUTORIZZATO, NEL RISPETTO DEI PRINCIPI STABILITI DALLA PRESENTE LEGGE, A MODIFICARE, INTEGRARE, COORDINARE E RIUNIRE IN TESTO UNICO LE DISPOSIZIONI VIGENTI IN MATERIA DI PROFILASSI INTERNAZIONALE, IVI COMPRESA LA ZOOPROFILASSI, E DI MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE, IVI COMPRESE LE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE, E LE ALTRE NORME SPECIFICHE, TENENDO CONTO DEI PRINCIPI, DELLE DISPOSIZIONI E DELLE COMPETENZE PREVISTI DALLA PRESENTE LEGGE. SINO ALL'EMANAZIONE DEL PREDETTO TESTO UNICO, SI APPLICANO, IN QUANTO NON IN CONTRASTO CON LE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE, LE NORME DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE APPROVATO CON REGIO DECRETO 27 LUGLIO 1934, N. 1265, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI, NONCHE' LE ALTRE DISPOSIZIONI VIGENTI IN MATERIA.
ARTICOLO 63 - ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA
A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1980 L'ASSICURAZIONE CONTRO LE MALATTIE E' OBBLIGATORIA PER TUTTI I CITTADINI.
A PARTIRE DALLA DATA DI CUI AL PRIMO COMMA I CITTADINI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE SOGGETTI ALL'OBBLIGO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AI FINI DELL'IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (IRPEF), SONO TENUTI A VERSARE ANNUALMENTE, ANCHE PER I FAMILIARI CHE SI TROVINO NELLE CONDIZIONI INDICATE NEL PRECEDENTE COMMA, UN CONTRIBUTO PER L'ASSISTENZA DI MALATTIA SECONDO LE MODALITA' DI CUI AI COMMI SEGUENTI.
CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', DA EMANARSI ENTRO IL 30 OTTOBRE DI OGNI ANNO DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO, SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, E' STABILITA NEL PIANO NAZIONALE LA QUOTA ANNUALE DA PORRE A CARICO DEGLI INTERESSATI PER L'ANNO SUCCESSIVO. DETTA QUOTA E' CALCOLATA TENENDO CONTO DELLE VARIAZIONI PREVISTE NEL COSTO MEDIO PRO CAPITE DELL'ANNO PRECEDENTE PER LE PRESTAZIONI SANITARIE DI CUI AL SECONDO COMMA.
CON DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLE FINANZE, SARANNO STABILITE LE MODALITA' DI ACCERTAMENTO DEI SOGGETTI TENUTI AL PAGAMENTO, IN COLLEGAMENTO CON LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, NONCHE' I TEMPI ED I CONTROLLI RELATIVI AI VERSAMENTI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA.
ARTICOLO 64 - NORME TRANSITORIE PER L'ASSISTENZA PSICHIATRICA
LA REGIONE, NELL'AMBITO DEL PIANO SANITARIO REGIONALE, DISCIPLINA IL GRADUALE SUPERAMENTO DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI O NEUROPSICHIATRICI E LA DIVERSA UTILIZZAZIONE, CORRELATIVAMENTE AL LORO RENDERSI DISPONIBILI, DELLE STRUTTURE ESISTENTI E DI QUELLE IN VIA DI COMPLETAMENTO. LA REGIONE PROVVEDE INOLTRE A DEFINIRE IL TERMINE ENTRO CUI DOVRA' CESSARE LA TEMPORANEA DEROGA PER CUI NEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI POSSONO ESSERE RICOVERATI, SEMPRE CHE NE FACCIANO RICHIESTA, COLORO CHE VI SONO STATI RICOVERATI ANTERIORMENTE AL 16 MAGGIO 1978 E CHE NECESSITANO DI TRATTAMENTO PSICHIATRICO IN CONDIZIONI DI DEGENZA OSPEDALIERA; TALE DEROGA NON POTRA' COMUNQUE PROTRARSI OLTRE IL 31 DICEMBRE 1980.
ENTRO LA STESSA DATA DEVONO IMPROROGABILMENTE RISOLVERSI LE CONVENZIONI DI ENTI PUBBLICI CON ISTITUTI DI CURA PRIVATI CHE SVOLGANO ESCLUSIVAMENTE ATTIVITA' PSICHIATRICA.
LA REGIONE DISCIPLINA ALTRESI', CON RIFERIMENTO ALLE NORME DI CUI AGLI ARTICOLI 66 E 68, LA DESTINAZIONE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI DEI BENI E DEL PERSONALE DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA (IPAB) E DEGLI ALTRI ENTI PUBBLICI CHE ALL'ATTO DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE PROVVEDONO, PER CONTO O IN CONVENZIONE CON LE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI, AL RICOVERO ED ALLA CURA DEGLI INFERMI DI MENTE, NONCHE' LA DESTINAZIONE DEI BENI E DEL PERSONALE DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI ADDETTO AI PRESIDI E SERVIZI DI ASSISTENZA PSICHIATRICA E DI IGIENE MENTALE. QUANDO TALI PRESIDI E SERVIZI INTERESSINO PIU' REGIONI, QUESTE PROVVEDONO D'INTESA.
LA REGIONE, A PARTIRE DALL'1 GENNAIO 1979, ISTITUISCE I SERVIZI PSICHIATRICI DI CUI ALL' ARTICOLO 35 , UTILIZZANDO IL PERSONALE DEI SERVIZI PSICHIATRICI PUBBLICI. NEI CASI IN CUI NEL TERRITORIO PROVINCIALE NON ESISTANO STRUTTURE PUBBLICHE PSICHIATRICHE, LA REGIONE, NELL'AMBITO DEL PIANO SANITARIO REGIONALE E AL FINE DI COSTITUIRE I PRESIDI PER LA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE NELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DISCIPLINA LA DESTINAZIONE DEL PERSONALE, CHE NE FACCIA RICHIESTA, DELLE STRUTTURE PSICHIATRICHE PRIVATE CHE ALL'ATTO DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE EROGANO ASSISTENZA IN REGIME DI CONVENZIONE, ED AUTORIZZA, OVE NECESSARIO, L'ASSUNZIONE PER CONCORSO DI ALTRO PERSONALE INDISPENSABILE AL FUNZIONAMENTO DI TALI PRESIDI.
SINO ALL'ADOZIONE DEI PIANI SANITARI REGIONALI DI CUI AL PRIMO COMMA I SERVIZI DI CUI AL QUINTO COMMA DELL' ARTICOLO 34 SONO ORDINATI SECONDO QUANTO PREVISTO DAL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 MARZO 1969, N. 128 , AL FINE DI GARANTIRE LA CONTINUITA' DELL'INTERVENTO SANITARIO A TUTELA DELLA SALUTE MENTALE, E SONO DOTATI DI UN NUMERO DI POSTI LETTO NON SUPERIORE A 15. SINO ALL'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DELEGATI DI CUI ALL' ARTICOLO 47 LE ATTRIBUZIONI IN MATERIA SANITARIA DEL DIRETTORE, DEI PRIMARI, DEGLI AIUTI E DEGLI ASSISTENTI DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI SONO QUELLE STABILITE, RISPETTIVAMENTE, DAGLI ARTICOLI 4 E 5 E DALL' ARTICOLO 7 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 MARZO 1969, N. 128 .
SINO ALL'ADOZIONE DEI PIANI SANITARI REGIONALI DI CUI AL PRIMO COMMA I DIVIETI DI CUI ALL' ARTICOLO 6 DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264 , CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 17 AGOSTO 1974, N. 386, SONO ESTESI AGLI OSPEDALI PSICHIATRICI E NEURO- PSICHIATRICI DIPENDENTI DALLE IPAB O DA ALTRI ENTI PUBBLICI O DALLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI. GLI EVENTUALI CONCORSI CONTINUANO AD ESSERE ESPLETATI SECONDO LE PROCEDURE APPLICATE DA CIASCUN ENTE PRIMA DELLA ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
TRA GLI OPERATORI SANITARI DI CUI ALLA LETTERA I) DELL' ARTICOLO 27 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, NUMERO 616 , SONO COMPRESI GLI INFERMIERI DI CUI ALL' ARTICOLO 24 DEL REGOLAMENTO APPROVATO CON REGIO DECRETO 16 AGOSTO 1909, N. 615 . FERMO RESTANDO QUANTO PREVISTO DALLA LETTERA Q) DELL' ARTICOLO 6 DELLA PRESENTE LEGGE LA REGIONE PROVVEDE ALL'AGGIORNAMENTO E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PERSONALE INFERMIERISTICO, NELLA PREVISIONE DEL SUPERAMENTO DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI ED IN VISTA DELLE NUOVE FUNZIONI DI TALE PERSONALE NEL COMPLESSO DEI SERVIZI PER LA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
RESTANO IN VIGORE LE NORME DI CUI ALL' ARTICOLO 7, ULTIMO COMMA, DELLA LEGGE 13 MAGGIO 1978, N. 180 .
ARTICOLO 65 - ATTRIBUZIONE, PER I SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DI BENI GIA' DI PERTINENZA DEGLI ENTI MUTUALISTICI E DELLE GESTIONI SANITARIE SOPPRESSI
IN APPLICAZIONE DEL PROGETTO DI RIPARTO PREVISTO DALL'ULTIMO COMMA DELL' ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 , E D'INTESA CON LE REGIONI INTERESSATE, CON DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO DI CONCERTO CON I MINISTRI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E DELLE FINANZE, I BENI MOBILI ED IMMOBILI E LE ATTREZZATURE DESTINATE PREVALENTEMENTE AI SERVIZI SANITARI APPARTENENTI AGLI ENTI, CASSE MUTUE E GESTIONI SOPPRESSI, SONO TRASFERITI AL PATRIMONIO DEI COMUNI COMPETENTI PER TERRITORIO, CON VINCOLO DI DESTINAZIONE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
CON LEGGE REGIONALE SONO DISCIPLINATI LO SVINCOLO DI DESTINAZIONE DEI BENI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, IL REIMPIEGO ED IL REINVESTIMENTO DEI CAPITALI RICAVATI DALLA LORO ALIENAZIONE O TRASFORMAZIONE IN OPERE DI REALIZZAZIONE E DI AMMODERNAMENTO DEI PRESIDI SANITARI, NONCHE' LA TUTELA DEI BENI CULTURALI EVENTUALMENTE AD ESSI CONNESSI.
ALLE OPERAZIONI DI TRASFERIMENTO DI CUI AL PRIMO COMMA PROVVEDONO I COMMISSARI LIQUIDATORI DI CUI ALLA CITATA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 , CHE PROVVEDONO ALTRESI' AL TRASFERIMENTO DI TUTTI I RAPPORTI GIURIDICI RELATIVI ALLE ATTIVITA' DI ASSISTENZA SANITARIA ATTRIBUITE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
I RIMANENTI BENI, IVI COMPRESE LE SEDI IN ROMA DELLE DIREZIONI GENERALI DEGLI ENTI SOPPRESSI, SONO REALIZZATI DALLA GESTIONE DI LIQUIDAZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 77 AD ECCEZIONE DELL'IMMOBILE SEDE DELLA DIREZIONE GENERALE DELL'INAM CHE E' ATTRIBUITO AL PATRIMONIO DELLO STATO.
ARTICOLO 66 - ATTRIBUZIONE, PER I SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DI BENI GIA' DI PERTINENZA DI ENTI LOCALI
SONO TRASFERITI AL PATRIMONIO DEL COMUNE IN CUI SONO COLLOCATI, CON VINCOLO DI DESTINAZIONE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI:
a) I BENI MOBILI ED IMMOBILI E LE ATTREZZATURE APPARTENENTI ALLE PROVINCE O A CONSORZI DI ENTI LOCALI E DESTINATI AI SERVIZI IGIENICO-SANITARI, COMPRESI I BENI MOBILI ED IMMOBILI E LE ATTREZZATURE DEI LABORATORI DI IGIENE E PROFILASSI;
b) I BENI MOBILI ED IMMOBILI E LE ATTREZZATURE DEGLI ENTI OSPEDALIERI, DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI E NEURO- PSICHIATRICI E DEI CENTRI DI IGIENE MENTALE DIPENDENTI DALLE PROVINCE O DA CONSORZI DELLE STESSE O DALLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA (IPAB) DI CUI AL SETTIMO COMMA DELL' ARTICOLO 64 , NONCHE' DEGLI ALTRI ISTITUTI DI PREVENZIONE E CURA E DEI PRESIDI SANITARI EXTRAOSPEDALIERI DIPENDENTI DALLE PROVINCE O DA CONSORZI DI ENTI LOCALI.
I RAPPORTI GIURIDICI RELATIVI ALLE ATTIVITA' DI ASSISTENZA SANITARIA ATTRIBUITE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI SONO TRASFERITI AI COMUNI COMPETENTI PER TERRITORIO.
E' AFFIDATA ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI LA GESTIONE DEI BENI MOBILI ED IMMOBILI E DELLE ATTREZZATURE DESTINATI AI SERVIZI IGIENICO-SANITARI DEI COMUNI E ALL'ESERCIZIO DI TUTTE LE FUNZIONI DEI COMUNI E LORO CONSORZI IN MATERIA IGIENICO- SANITARIA.
LE REGIONI ADOTTANO GLI ATTI LEGISLATIVI ED AMMINISTRATIVI NECESSARI PER REALIZZARE I TRASFERIMENTI DI CUI AI PRECEDENTI COMMI E PER REGOLARE I RAPPORTI PATRIMONIALI ATTIVI E PASSIVI DEGLI ENTI ED ISTITUTI DI CUI ALLE LETTERE A) E B) DEL PRIMO COMMA.
AI TRASFERIMENTI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO SI PROVVEDE CON LE MODALITA' E NEI TERMINI PREVISTI DALLO ARTICOLO 61 .
CON LE STESSE MODALITA' ED ENTRO GLI STESSI TERMINI GLI ENTI ED ISTITUTI DI CUI ALLE LETTERE A) E B) DEL PRIMO COMMA PERDONO, OVE L'ABBIANO, LA PERSONALITA' GIURIDICA.
CON LEGGE REGIONALE SONO DISCIPLINATI LO SVINCOLO DI DESTINAZIONE DEI BENI DI CUI AL PRIMO COMMA, IL REIMPIEGO ED IL REINVESTIMENTO IN OPERE DI REALIZZAZIONE E DI AMMODERNAMENTO DEI PRESIDI SANITARI DEI CAPITALI RICAVATI DALLA LORO ALIENAZIONE O TRASFORMAZIONE, NONCHE' LA TUTELA DEI BENI CULTURALI EVENTUALMENTE AD ESSI CONNESSI.
ARTICOLO 67 - NORME PER IL TRASFERIMENTO DEL PERSONALE DEGLI ENTI MUTUALISTICI E DELLE GESTIONI SANITARIE SOPPRESSE
ENTRO IL 30 GIUGNO 1979, IN APPLICAZIONE DEL PROGETTO DI RIPARTO PREVISTO DALL'ULTIMO COMMA DELL' ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 , IL MINISTRO DELLA SANITA' DI CONCERTO CON I MINISTRI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E DEL TESORO, SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CONFEDERALI RAPPRESENTATE NEL CNEL, STABILISCE I CONTINGENTI NUMERICI, DISTINTI PER AMMINISTRAZIONE OD ENTE E PER QUALIFICA, DEL PERSONALE DA ISCRIVERE NEI RUOLI REGIONALI DEL PERSONALE ADDETTO AI SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, E DEL PERSONALE DA ASSEGNARE ALL'ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, ALL'ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO, E AD ALTRI ENTI E PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIVERSE DA QUELLE STATALI, PER LE SEGUENTI ESIGENZE:
a) PER IL FABBISOGNO DI PERSONALE RELATIVO AI SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E PER I COMPITI DI CUI AGLI ARTICOLI 74 , 75 E 76;
b) PER LA COPERTURA DEI POSTI IN ORGANICO DEGLI ENTI PUBBLICI ANZIDETTI, RISERVATI AI SENSI DELL' ARTICOLO 43 DELLA LEGGE 20 MARZO 1975, N. 70 , COSI' COME RISULTANO DAI PROVVEDIMENTI ATTUATIVI DELL'ARTICOLO 25 DELLA SUDDETTA LEGGE.
I MEDICI ED I VETERINARI PROVINCIALI INQUADRATI NEI RUOLI REGIONALI SONO TRASFERITI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E COLLOCATI NEI RUOLI DI CUI ALL' ARTICOLO 47 , SALVO DIVERSA NECESSITA' DELLA REGIONE.
I CONTINGENTI NUMERICI DI CUI AL PRIMO COMMA COMPRENDONO ANCHE IL PERSONALE DIPENDENTE, ALLA DATA DELL'1 DICEMBRE 1977, DALLE ASSOCIAZIONI RAPPRESENTANTI GLI ENTI OSPEDALIERI DI CUI ALL' ARTICOLO 40 DELLA LEGGE 12 FEBBRAIO 1968, N. 132 ; DETTO PERSONALE, PER IL QUALE VIENE RISOLTO AD OGNI EFFETTO IL PRECEDENTE RAPPORTO, SARA' ASSUNTO PRESSO LE AMMINISTRAZIONI DI DESTINAZIONE PREVIO ACCERTAMENTO DEI REQUISITI DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO 47, FATTA ECCEZIONE PER QUELLO RAPPRESENTANTO DAL LIMITE DI ETA'.
ENTRO IL 31 DICEMBRE 1979 I COMMISSARI LIQUIDATORI DI CUI ALLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 , DISPONGONO, SU PROPOSTA FORMULATA DALLE REGIONI PREVIA INTESA CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE IN CAMPO NAZIONALE, IL COMANDO DEL PERSONALE PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI, NELL'AMBITO DEI CONTINGENTI DI CUI AL PRIMO COMMA E SULLA BASE DI CRITERI OGGETTIVI DI VALUTAZIONE FISSATI DAL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE.
ENTRO LA STESSA DATA I COMMISSARI LIQUIDATORI DI CUI ALLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349, DISPONGONO, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', PREVIA INTESA CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE IN CAMPO NAZIONALE, CON RIFERIMENTO AI CONTINGENTI DI CUI AL PRIMO COMMA E SULLA BASE DI CRITERI OGGETTIVI DI VALUTAZIONE FISSATI DAL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, IL COMANDO DEL PERSONALE PRESSO ENTI E PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIVERSE DA QUELLE STATALI.
ALLO SCADERE DELL'ANNO DEL COMANDO DI CUI AI DUE PRECEDENTI COMMI TUTTO IL PERSONALE COMANDATO SIA AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE, CHE DELLE LEGGI 17 AGOSTO 1974, N. 386 , E 29 GIUGNO 1977, N. 349, COMUNQUE UTILIZZATO DALLE REGIONI, E' TRASFERITO ALLE STESSE, ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI ED ALLE AMMINISTRAZIONI ED ENTI PRESSO CUI PRESTA SERVIZIO IN UNA POSIZIONE GIURIDICA E DI LIVELLO FUNZIONALE CORRISPONDENTE A QUELLA RICOPERTA NELL'ENTE O GESTIONE DI PROVENIENZA ALLA DATA DEL TRASFERIMENTO STESSO, SECONDO LE TABELLE DI EQUIPARAZIONE PREVISTE DAL TERZO COMMA, N. 3), DELL'ARTICOLO 47.
IL PERSONALE NON COMANDATO AI SENSI DEI PRECEDENTI COMMI E' ASSEGNATO PROVVISORIAMENTE NEI RUOLI UNICI ISTITUITI PRESSO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AI SENSI DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 618 , CON LE PROCEDURE E I CRITERI DI CUI ALL'ARTICOLO 1-QUATER DECIES DELLA LEGGE 21 OTTOBRE 1978, N. 641, NELLA POSIZIONE GIURIDICA E DI LIVELLO FUNZIONALE RICOPERTA ALL'ATTO DELL'ASSEGNAZIONE. A TUTTO IL PERSONALE ASSEGNATO IN VIA TRANSITORIA AI RUOLI UNICI AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE E DELLA LEGGE 21 OTTOBRE 1978, N. 641 , CONTINUA AD APPLICARSI FINO ALLA DATA DELL'INQUADRAMENTO DEFINITIVO NEI RUOLI UNIFICATI DEI DIPENDENTI CIVILI DELLO STATO IL TRATTAMENTO ECONOMICO, NORMATIVO E DI FINE SERVIZIO PREVISTO DALLE LEGGI E DAGLI ORDINAMENTI DEGLI ENTI O DELLE GESTIONI DI PROVENIENZA.
IL PERSONALE GIA' COMANDATO PRESSO AMMINISTRAZIONI STATALI AI SENSI DELL' ARTICOLO 6 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 , E' TRASFERITO AI RUOLI UNICI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE ED E' ASSEGNATO, A DOMANDA, ALL'AMMINISTRAZIONE PRESSO LA QUALE PRESTA SERVIZIO, UNITAMENTE A QUELLO GIA' ASSEGNATO AI SENSI DELLO ARTICOLO 6 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1975, N. 698 .
FINO A SEI MESI DALL'ENTRATA IN FUNZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E' CONSENTITA LA POSSIBILITA' DI CONVENZIONARE CON LE LIMITAZIONI PREVISTE DALL' ARTICOLO 48 , TERZO COMMA, NUMERO 4), I MEDICI DIPENDENTI DEGLI ENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 67 , 68, 72, 75, GIA' AUTORIZZATI IN BASE ALLE VIGENTI DISPOSIZIONI.
ARTICOLO 68 - NORME PER IL TRASFERIMENTO DEL PERSONALE DI ENTI LOCALI
CON LEGGE REGIONALE ENTRO IL 30 GIUGNO 1979 E' DISCIPLINATA L'ISCRIZIONE NEI RUOLI NOMINATIVI REGIONALI DI CUI AL QUARTO COMMA, NUMERO 1), DELL' ARTICOLO 47 DEL PERSONALE DIPENDENTE DAGLI ENTI DI CUI ALLE LETTERE A) E B) DEL PRIMO COMMA DELL' ARTICOLO 66 NONCHE' DAI COMUNI CHE RISULTI ADDETTO AI SERVIZI SANITARI TRASFERITI, IN MODO CONTINUATIVO DA DATA NON SUCCESSIVA AL 30 GIUGNO 1977, SALVO LE ASSUNZIONI CONSEGUENTI A CONCORSI PUBBLICI ESPLETATI FINO ALLA ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
CON LA MEDESIMA LEGGE E CON GLI STESSI CRITERI E MODALITA' DI CUI AL PRIMO COMMA, E' PARIMENTI ISCRITTO NEI RUOLI REGIONALI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, IL PERSONALE TECNICO-SANITARIO, TRASFERITO E GIA' INQUADRATO NEI RUOLI DELLA REGIONE, PROVENIENTE DA POSTI DI RUOLO CONSEGUITI PER EFFETTO DI PUBBLICO CONCORSO, PRESSO GLI UFFICI SANITARI COMUNALI, I LABORATORI PROVINCIALI DI IGIENE E PROFILASSI DELLE DUE SEZIONI E ALTRI SERVIZI DEGLI ENTI LOCALI, CHE NE FACCIA RICHIESTA, ALLA REGIONE DI APPARTENENZA, ENTRO 120 GIORNI DALL'EMANAZIONE DEL DECRETO GOVERNATIVO DI CUI ALL'ARTICOLO 47 DELLA PRESENTE LEGGE.
PARIMENTI IL PERSONALE TECNICO-SANITARIO ASSUNTO DALLE REGIONI PER I SERVIZI REGIONALI PUO' ESSERE INQUADRATO, SE NE FA RICHIESTA ENTRO I TERMINI ANZIDETTI, NEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, CON LE DISPOSIZIONI DI CUI ALLO STESSO ARTICOLO 47, COMMA QUINTO, LETTERA C).
IL PERSONALE DI CUI AI PRECEDENTI COMMI E' ASSEGNATO ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, NELLA POSIZIONE GIURIDICA E FUNZIONALE CORRISPONDENTE A QUELLA RICOPERTA NELL'ENTE DI PROVENIENZA, SECONDO LE TABELLE DI EQUIPARAZIONE PREVISTE DALL'ARTICOLO 47, TERZO COMMA, NUMERO 3).
SINO ALL'ENTRATA IN VIGORE DEL PRIMO ACCORDO NAZIONALE UNICO DI CUI AL NONO COMMA DELL'ARTICOLO 47 AL PERSONALE IN OGGETTO SPETTA IL TRATTAMENTO ECONOMICO PREVISTO DALL'ORDINAMENTO VIGENTE PRESSO GLI ENTI DI PROVENIENZA, IVI COMPRESI GLI ISTITUTI ECONOMICO-NORMATIVI PREVISTI DALLE LEGGI 18 MARZO 1968, N. 431 , E 21 GIUGNO 1971, N. 515 , E DAI DECRETI APPLICATIVI DELLE MEDESIME, NONCHE' DALL' ARTICOLO 13 DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 .
ARTICOLO 69 - ENTRATE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE
A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1979, IN RELAZIONE A QUANTO DISPOSTO NEGLI ARTICOLI 51 E 52, SONO VERSATI ALL'ENTRATA DEL BILANCIO DELLO STATO:
a) I CONTRIBUTI ASSICURATIVI DI CUI ALL' ARTICOLO 76 ;
b) LE SOMME GIA' DESTINATE IN VIA DIRETTA E INDIRETTA DALLE REGIONI, DALLE PROVINCE, DAI COMUNI E LORO CONSORZI, NONCHE' DA ALTRI ENTI PUBBLICI AL FINANZIAMENTO DELLE FUNZIONI ESERCITATE IN MATERIA SANITARIA, IN MISURA NON INFERIORE A QUELLE ACCERTATE NELL'ANNO 1977 MAGGIORATE DEL 14 PER CENTO;
c) I PROVENTI ED I REDDITI NETTI DERIVANTI DAL PATRIMONIO TRASFERITO AI COMUNI PER LE UNITA' SANITARIE LOCALI;
e) I PROVENTI DERIVANTI DA ATTIVITA' A PAGAMENTO SVOLTE DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DAI PRESIDI SANITARI AD ESSE COLLEGATI, NONCHE' DA RECUPERI, ANCHE A TITOLO DI RIVALSA.
LE SOMME DI CUI ALLA LETTERA B) POSSONO ESSERE TRATTENUTE, A COMPENSAZIONE, SUI TRASFERIMENTI DI FONDI DELLO STATO A FAVORE DEGLI ENTI IVI INDICATI.
SONO ALTRESI' VERSATE ALL'ENTRATA DEL BILANCIO DELLO STATO I PROVENTI ED I REDDITI NETTI DERIVANTI, PER L'ANNO 1979, DAL PATRIMONIO DEGLI ENTI OSPEDALIERI E DEGLI ENTI, CASSE, SERVIZI E GESTIONI AUTONOME IN LIQUIDAZIONE, DI CUI ALL'ARTICOLO 12-BIS DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264, CONVERTITO NELLA LEGGE 17 AGOSTO 1974, N. 386.
I VERSAMENTI AL BILANCIO DELLO STATO DEVONO ESSERE EFFETTUATI: PER I CONTRIBUTI ASSICURATIVI DI CUI ALLA LETTERA A) ENTRO I TERMINI PREVISTI DALL' ARTICOLO 24 DELLA LEGGE FINANZIARIA ;
PER LE SOMME DI CUI ALLA LETTERA B) ENTRO 15 GIORNI DAL TERMINE DI OGNI TRIMESTRE NELLA MISURA DI 3/12 DELLO STANZIAMENTO DI BILANCIO; PER I PROVENTI ED I REDDITI DI CUI ALLE LETTERE C) ED E) NONCHE' DI QUELLI DI CUI AL TERZO COMMA ENTRO 15 GIORNI DALLA FINE DI OGNI TRIMESTRE; PER GLI AVANZI DI CUI ALLA LETTERA D) ENTRO 15 GIORNI DALL'APPROVAZIONE DEI BILANCI CONSUNTIVI DELLA GESTIONE.
ALLA RISCOSSIONE DELLE SOMME DOVUTE AI SENSI DEL PRESENTE ARTICOLO E NON VERSATE ALLO STATO NEI TERMINI PREVISTI, NONCHE' AI RELATIVI INTERESSI DI MORA, PROVVEDE L'INTENDENZA DI FINANZA, SECONDO LE DISPOSIZIONI DEL TESTO UNICO 14 APRILE 1910, N. 639 , RELATIVO ALLA PROCEDURA COATTIVA PER LA RISCOSSIONE DELLE ENTRATE PATRIMONIALI DELLO STATO.
CESSANO DI AVERE VIGORE, CON EFFETTO DALL'1 GENNAIO 1979, LE NORME CHE PREVEDONO LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI DELLO STATO AD ENTI, ORGANISMI E GESTIONI IL CUI FINANZIAMENTO E' PREVISTO DALLA PRESENTE LEGGE.
ARTICOLO 70 - SCORPORO DEI SERVIZI SANITARI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA - CRI - E RIORDINAMENTO DELL'ASSOCIAZIONE
CON EFFETTO DALL'1 GENNAIO 1980, CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE, SONO TRASFERITI AI COMUNI COMPETENTI PER TERRITORIO PER ESSERE DESTINATI ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI I SERVIZI DI ASSISTENZA SANITARIA DELL'ASSOCIAZIONE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA (CRI), NON CONNESSI DIRETTAMENTE ALLE SUE ORIGINARIE FINALITA', NONCHE' I BENI MOBILI ED IMMOBILI DESTINATI AI PREDETTI SERVIZI ED IL PERSONALE AD ESSI ADIBITO, PREVIA INDIVIDUAZIONE DEL RELATIVO CONTINGENTE.
IL GOVERNO, ENTRO UN ANNO DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, E' DELEGATO AD EMANARE, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA DIFESA, UNO O PIU' DECRETI AVENTI VALORE DI LEGGE ORDINARIA PER IL RIORDINAMENTO DELLA ASSOCIAZIONE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA CON L'OSSERVANZA DEI SEGUENTI CRITERI DIRETTIVI:
1) L'ORGANIZZAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE DOVRA' ESSERE RISTRUTTURATA IN CONFORMITA' DEL PRINCIPIO VOLONTARISTICO DELLA ASSOCIAZIONE STESSA;
2) I COMPITI DELL'ASSOCIAZIONE DOVRANNO ESSERE RIDETERMINATI IN RELAZIONE ALLE FINALITA' STATUTARIE ED AGLI ADEMPIMENTI COMMESSI DALLE VIGENTI CONVENZIONI E RISOLUZIONI INTERNAZIONALI E DAGLI ORGANI DELLA CROCE ROSSA INTERNAZIONALE ALLE SOCIETA' DI CROCE ROSSA NAZIONALI;
3) LE STRUTTURE DELL'ASSOCIAZIONE, PUR CONSERVANDO L'UNITARIETA' DEL SODALIZIO, DOVRANNO ESSERE ARTICOLATE SU BASE REGIONALE;
4) LE CARICHE DOVRANNO ESSERE GRATUITE E DOVRA' ESSERNE PREVISTA L'ELETTIVITA' DA PARTE DEI SOCI QUALIFICATI PER ATTIVE PRESTAZIONI VOLONTARIE NELL'AMBITO DELL'ASSOCIAZIONE.
ARTICOLO 71 - COMPITI DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
I COMPITI DI CUI ALL' ARTICOLO 2, LETTERA B), DEL DECRETO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 13 NOVEMBRE 1947, N. 1256 , POSSONO ESSERE SVOLTI ANCHE DALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO 45 , IN BASE A CONVENZIONI DA STIPULARSI CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI INTERESSATE PER QUANTO RIGUARDA LE COMPETENZE DELLE MEDESIME.
ARTICOLO 72 - SOPPRESSIONE DELL'ENTE NAZIONALE PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI - ENPI - E DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER IL CONTROLLO DELLA COMBUSTIONE - ANCC -
CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PREVIA DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DELLA SANITA' DELL'INDUSTRIA, IL COMMERCIO E L'ARTIGIANATO E DEL TESORO, DA EMANARSI ENTRO SESSANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, E' DICHIARATA L'ESTINZIONE DELL'ENTE NAZIONALE PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI (ENPI) E DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER IL CONTROLLO DELLA COMBUSTIONE (ANCC) E NE SONO NOMINATI I COMMISSARI LIQUIDATORI.
AI PREDETTI COMMISSARI LIQUIDATORI SONO ATTRIBUITI, SINO AL 31 DICEMBRE 1979, I COMPITI E LE FUNZIONI CHE LA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349, ATTRIBUISCE AI COMMISSARI LIQUIDATORI DEGLI ENTI MUTUALISTICI. LA LIQUIDAZIONE DELL'ENPI E DELL'ANCC E' DISCIPLINATA AI SENSI DELL' ARTICOLO 77 .
A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1980 I COMPITI E LE FUNZIONI SVOLTI DALL'ENPI E DALLA ANCC SONO ATTRIBUITI RISPETTIVAMENTE AI COMUNI, ALLE REGIONI E AGLI ORGANI CENTRALI DELLO STATO, CON RIFERIMENTO ALL'ATTRIBUZIONE DI FUNZIONI CHE NELLA STESSA MATERIA E' DISPOSTA DAL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1977, N. 616 , E DALLA PRESENTE LEGGE. NELLA LEGGE ISTITUTIVA DELL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E PER LA SICUREZZA DEL LAVORO SONO INDIVIDUATE LE ATTIVITA' E LE FUNZIONI GIA' ESERCITATE DALL'ENPI E DALL'ANCC ATTRIBUITE AL NUOVO ISTITUTO E AL CNEN.
A DECORRERE DALLA DATA DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, AL PERSONALE, CENTRALE E PERIFERICO, DELL'ENPI E DELL'ANCC, SI APPLICANO LE PROCEDURE DELL' ARTICOLO 67 AL FINE DI INDIVIDUARE IL PERSONALE DA TRASFERIRE ALL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA SICUREZZA E LA PREVENZIONE DEL LAVORO E DA ISCRIVERE NEI RUOLI REGIONALI PER ESSERE DESTINATO AI SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E IN PARTICOLARE AI SERVIZI DI CUI ALL' ARTICOLO 22 .
SI APPLICANO PER IL TRASFERIMENTO DEI BENI DELL'ENPI E DELLA ANCC LE NORME DI CUI ALL' ARTICOLO 65 AD ECCEZIONE DELLE STRUTTURE SCIENTIFICHE E DEI LABORATORI CENTRALI DA DESTINARE ALL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA SICUREZZA E LA PREVENZIONE DEL LAVORO.
ARTICOLO 73 - TRASFERIMENTO DI PERSONALE STATALE ADDETTO ALLE ATTIVITA' DI PREVENZIONE E DI SICUREZZA DEL LAVORO
IN RIFERIMENTO A QUANTO DISPOSTO DALL' ARTICOLO 21 , PRIMO COMMA, CON PROVVEDIMENTO DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, IL PERSONALE TECNICO E SANITARIO, CENTRALE E PERIFERICO, DEGLI ISPETTORATI DEL LAVORO ADDETTO ALLE SEZIONI MEDICHE, CHIMICHE E AI SERVIZI DI PROTEZIONE ANTINFORTUNISTICA, VIENE COMANDATO, A DOMANDA E A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1980, PRESSO L'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO, O NEI PRESIDI E SERVIZI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E, IN PARTICOLARE, NEI PRESIDI DI CUI ALL' ARTICOLO 22 .
PER IL PROVVEDIMENTO DI CUI AL PRIMO COMMA SI ADOTTANO, IN QUANTO APPLICABILI, LE PROCEDURE DI CUI ALL' ARTICOLO 67 .
ARTICOLO 74 - INDENNITA' ECONOMICHE TEMPORANEE
A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1980 E SINO ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI RIFORMA DEL SISTEMA PREVIDENZIALE, L'EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI ECONOMICHE PER MALATTIA E PER MATERNITA' PREVISTE DALLE VIGENTI DISPOSIZIONI IN MATERIA GIA' EROGATE DAGLI ENTI, CASSE, SERVIZI E GESTIONI AUTONOME ESTINTI E POSTI IN LIQUIDAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 17 AGOSTO 1974, N. 386 , DI CONVERSIONE CON MODIFICAZIONI DEL DECRETO- LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264, E' ATTRIBUITA ALL'ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (INPS) CHE TERRA' APPOSITA GESTIONE. A PARTIRE DALLA STESSA DATA LA QUOTA PARTE DEI CONTRIBUTI DI LEGGE RELATIVI A TALI PRESTAZIONI E' DEVOLUTA ALL'INPS ED E' STABILITA CON DECRETO DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DI CONCERTO COL MINISTRO DEL TESORO.
RESTA FERMA PRESSO L'ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (INPS) LA GESTIONE DELLA ASSICURAZIONE CONTRO LA TUBERCOLOSI, CON COMPITI LIMITATI ALLA EROGAZIONE DELLE SOLE PRESTAZIONI ECONOMICHE.
ENTRO LA DATA DI CUI AL PRIMO COMMA CON LEGGE DELLO STATO SI PROVVEDE A RIORDINARE LA INTERA MATERIA DELLE PRESTAZIONI ECONOMICHE PER MATERNITA', MALATTIA ED INFORTUNIO.
ARTICOLO 75 - RAPPORTO CON GLI ENTI PREVIDENZIALI
ENTRO IL 31 DICEMBRE 1980, CON LEGGE DELLO STATO SONO DISCIPLINATI GLI ASPETTI PREVIDENZIALI CONNESSI CON LE COMPETENZE IN MATERIA DI MEDICINA LEGALE ATTRIBUITE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI AI SENSI DELLO ARTICOLO 14 , LETTERA Q).
SINO ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI CUI AL PRECEDENTE COMMA GLI ENTI PREVIDENZIALI GESTORI DELLE ASSICURAZIONI INVALIDITA', VECCHIAIA, SUPERSTITI, TUBERCOLOSI, ASSEGNI FAMILIARI, INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI CONSERVANO LE FUNZIONI CONCERNENTI LE ATTIVITA' MEDICO-LEGALI ED I RELATIVI ACCERTAMENTI E CERTIFICAZIONI, NONCHE' I BENI, LE ATTREZZATURE ED IL PERSONALE STRETTAMENTE NECESSARI ALL'ESPLETAMENTO DELLE FUNZIONI STESSE, SALVO QUANTO DISPOSTO DAL COMMA SUCCESSIVO.
FERMO RESTANDO IL TERMINE SOPRA PREVISTO GLI ENTI PREVIDENZIALI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA STIPULANO CONVENZIONI CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI PER UTILIZZARE I SERVIZI DELLE STESSE, IVI COMPRESI QUELLI MEDICO-LEGALI, PER LA ISTRUTTORIA DELLE PRATICHE PREVIDENZIALI.
LE GESTIONI COMMISSARIALI ISTITUITE AI SENSI DELL'ARTICOLO 12-BIS DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264, COME MODIFICATO DALLA LEGGE DI CONVERSIONE 17 AGOSTO 1974, N. 386, IN RELAZIONE AI COMPITI DI ASSISTENZA SANITARIA DEGLI ENTI PREVIDENZIALI DI CUI AL SECONDO COMMA CESSANO SECONDO LE MODALITA' E NEI TERMINI DI CUI ALL' ARTICOLO 61 .
GLI ENTI PREVIDENZIALI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, FINO ALLA DATA INDICATA NEL PRIMO COMMA, APPLICANO AL PERSONALE MEDICO DIPENDENTE DAGLI STESSI GLI ISTITUTI NORMATIVI PREVISTI SPECIFICAMENTE PER I MEDICI DALLE NORME DELEGATE DI CUI ALL' ARTICOLO 47 .
ARTICOLO 76 - MODALITA' TRANSITORIE PER LA RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI OBBLIGATORI DI MALATTIA
FINO AL 31 DICEMBRE 1979 GLI ADEMPIMENTI RELATIVI ALL'ACCERTAMENTO, ALLA RISCOSSIONE E AL RECUPERO IN VIA GIUDIZIALE DEI CONTRIBUTI SOCIALI DI MALATTIA E DI OGNI ALTRA SOMMA AD ESSI CONNESSA RESTANO AFFIDATI AGLI ENTI MUTUALISTICI ED ALTRI ISTITUTI E GESTIONI INTERESSATI, POSTI IN LIQUIDAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 .
A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1980 E FINO ALLA COMPLETA FISCALIZZAZIONE DEGLI ONERI SOCIALI TALI ADEMPIMENTI SONO AFFIDATI ALL'INPS, CHE TERRA' CONTABILITA' SEPARATE PER CIASCUNO DEGLI ENTI O GESTIONI SOPPRESSI E VI PROVVEDERA' SECONDO LE NORME E LE PROCEDURE IN VIGORE PER L'ACCERTAMENTO E LA RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI DI PROPRIA PERTINENZA.
I CONTRIBUTI DI COMPETENZA DEGLI ENTI DI MALATTIA DOVRANNO AFFLUIRE IN APPOSITO CONTO CORRENTE INFRUTTIFERO DI TESORERIA INTESTATO AL MINISTRO DEL TESORO, MEDIANTE VERSAMENTO DA PARTE DEI DATORI DI LAVORO O DEGLI ESATTORI OD ENTI, INCARICATI DELLA RISCOSSIONE A MEZZO RUOLO, CON BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE O ALTRO IDONEO SISTEMA STABILITO CON DECRETO DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO.
PER L'ATTUAZIONE DEI NUOVI COMPITI PROVVISORIAMENTE ATTRIBUITI AI SENSI DEL PRESENTE ARTICOLO, L'INPS, SIA A LIVELLO CENTRALE CHE PERIFERICO, E' TENUTO AD AVVALERSI DI PERSONALE DEGLI ENTI GIA' PREPOSTI A TALI COMPITI. LE COMPETENZE FISSE ED ACCESSORIE ED I RELATIVI ONERI RIFLESSI SONO A CARICO DELL'INPS.
A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1980 VENGONO AFFIDATI ALL'INPS GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DA CONVENZIONI GIA' STIPULATE CON L'INAM AI SENSI DELLA LEGGE 4 GIUGNO 1973, N. 311 , DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE A CARATTERE NAZIONALE.
ARTICOLO 77 - LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI SOPPRESSI E RIPIANO DELLE LORO PASSIVITA'
FERMO RESTANDO QUANTO DISPOSTO DAL SECONDO COMMA DELL' ARTICOLO 60 , ALLA LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI, CASSE, SERVIZI E GESTIONI AUTONOME DI CUI ALL'ARTICOLO 12-BIS DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264, COME MODIFICATO DALLA LEGGE DI CONVERSIONE 17 AGOSTO 1974, N. 386, SI PROVVEDE, ENTRO 18 MESI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, SULLA BASE DELLE DIRETTIVE EMANATE, IN APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 4, QUARTO COMMA, DELLA LEGGE 29 GIUGNO 1977, N. 349 , DAL COMITATO CENTRALE ISTITUITO CON LO STESSO ARTICOLO 4.
PRIMA CHE SIANO ESAURITE LE OPERAZIONI DI LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI, CASSE, SERVIZI E GESTIONI AUTONOME DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, I COMMISSARI LIQUIDATORI PROVVEDONO A DEFINIRE TUTTI I PROVVEDIMENTI DA ADOTTARSI IN ESECUZIONE DI DECISIONI DEGLI ORGANI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA NON PIU' SUSCETTIBILI DI IMPUGNATIVA. ENTRO LO STESSO PERIODO I COMMISSARI LIQUIDATORI PROVVEDONO, AI SOLI FINI GIURIDICI, ALLA RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA DEI DIPENDENTI CHE, TROVANDOSI IN ASPETTATIVA PER QUALSIASI CAUSA, NE ABBIANO DIRITTO AL TERMINE DELLA ASPETTATIVA IN BASE A NORME DI LEGGE O REGOLAMENTARI.
LE GESTIONI DI LIQUIDAZIONE CHE NON RISULTANO CHIUSE NEL TERMINE DI CUI AL PRIMO COMMA SONO ASSUNTE DALLO SPECIALE UFFICIO LIQUIDAZIONI PRESSO IL MINISTERO DEL TESORO DI CUI ALLA LEGGE 4 DICEMBRE 1956, N. 1404 .
I COMMISSARI LIQUIDATORI DELLE GESTIONI DI CUI AL TERZO COMMA CESSANO DALLE LORO FUNZIONI IL TRENTESIMO GIORNO SUCCESSIVO ALLA DATA DI ASSUNZIONE DELLE GESTIONI STESSE DA PARTE DELL'UFFICIO LIQUIDAZIONI. ENTRO TALE TERMINE ESSI DEVONO CONSEGNARE ALL'UFFICIO LIQUIDAZIONI MEDESIMO TUTTE LE ATTIVITA' ESISTENTI, I LIBRI CONTABILI, GLI INVENTARI ED IL RENDICONTO DELLA LORO INTERA GESTIONE.
LE DISPONIBILITA' FINANZIARIE DELLE GESTIONI DI CUI AL TERZO COMMA SONO FATTE AFFLUIRE IN APPOSITO CONTO CORRENTE INFRUTTIFERO DI TESORERIA DAL QUALE IL MINISTRO DEL TESORO PUO' DISPORRE PRELEVAMENTI PER LA SISTEMAZIONE DELLE SINGOLE LIQUIDAZIONI E PER LA COPERTURA DEI DISAVANZI DI QUELLE DEFICITARIE.
EVENTUALI DISAVANZI DI LIQUIDAZIONE, CHE NON E' POSSIBILE COPRIRE A CARICO DEL CONTO CORRENTE DI CUI AL QUINTO COMMA, SARANNO FINANZIATI A CARICO DEL FONDO PREVISTO DALL' ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 4 DICEMBRE 1956, N. 1404 , PER LA CUI INTEGRAZIONE IL MINISTRO DEL TESORO E' AUTORIZZATO AD EFFETTUARE OPERAZIONI DI RICORSO AL MERCATO FINANZIARIO CON L'OSSERVANZA DELLE NORME DI CUI ALL' ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE 8 LUGLIO 1974, N. 264 , CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 17 AGOSTO 1974, N. 386. AGLI ONERI DERIVANTI DALLE PREDETTE OPERAZIONI FINANZIARIE SI PROVVEDE PER IL PRIMO ANNO CON UNA CORRISPONDENTE MAGGIORAZIONE DELLE OPERAZIONI STESSE E PER GLI ANNI SUCCESSIVI CON APPOSITI STANZIAMENTI DA ISCRIVERE ANNUALMENTE NELLO STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DEL MINISTERO DEL TESORO.
PER LE ESIGENZE DELLA GESTIONE DI LIQUIDAZIONE DI CUI AL TERZO COMMA SI APPLICA IL DISPOSTO DELL' ARTICOLO 12, QUARTO COMMA, DELLA LEGGE 4 DICEMBRE 1956, N. 1404 .
ARTICOLO 78 - NORME FISCALI
ARTICOLO 79 - ESERCIZIO DELLE DELEGHE LEGISLATIVE
LE NORME DELEGATE PREVISTE DALLA PRESENTE LEGGE SONO EMANATE, CON DECRETI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, DI CONCERTO CON I MINISTRI DEL TESORO, DELL'INTERNO E DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E DEGLI ALTRI MINISTRI, IN RAGIONE DELLE RISPETTIVE COMPETENZE INDICATE NEI PRECEDENTI ARTICOLI, ADOTTANDO LA PROCEDURA COMPLESSIVAMENTE PREVISTA DALL' ARTICOLO 8 DELLA LEGGE 22 LUGLIO 1975, N. 382 . PER L'ESERCIZIO DELLE DELEGHE DI CUI AGLI ARTICOLI 23, 24, 37, 42, 47 E 59 IN LUOGO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI, DI CUI ALL' ARTICOLO 52 DELLA LEGGE 10 FEBBRAIO 1953, N. 62 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI, I PARERI SONO ESPRESSI DA UNA APPOSITA COMMISSIONE COMPOSTA DA 10 DEPUTATI E 10 SENATORI NOMINATI, IN RAPPRESENTANZA PROPORZIONALE DEI GRUPPI PARLAMENTARI, DAI PRESIDENTI DELLE RISPETTIVE CAMERE.
ARTICOLO 80 - REGIONI A STATUTO SPECIALE
RESTANO SALVE LE COMPETENZE STATUTARIE DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE NELLE MATERIE DISCIPLINATE DALLA PRESENTE LEGGE. RESTANO FERME ALTRESI' LE COMPETENZE SPETTANTI ALLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO SECONDO LE FORME E CONDIZIONI PARTICOLARI DI AUTONOMIA DEFINITE DAL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 AGOSTO 1972, N. 670 , E RELATIVE NORME DI ATTUAZIONE, NEL RISPETTO, PER QUANTO ATTIENE ALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO, ANCHE DELLE NORME RELATIVE ALLA RIPARTIZIONE PROPORZIONALE FRA I GRUPPI LINGUISTICI E ALLA PARIFICAZIONE DELLE LINGUE ITALIANA E TEDESCA. PER IL FINANZIAMENTO RELATIVO ALLE MATERIE DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE NELLE DUE PROVINCE SI APPLICA QUANTO DISPOSTO DALL' ARTICOLO 78 DEL CITATO DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 AGOSTO 1972, N. 670 , E RELATIVI PARAMETRI.
AL TRASFERIMENTO DELLE FUNZIONI, DEGLI UFFICI, DEL PERSONALE E DEI BENI ALLE REGIONI VALLE D'AOSTA, FRIULI-VENEZIA GIULIA, SARDEGNA, SICILIA, NONCHE' ALLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO, SI PROVVEDERA' CON LE PROCEDURE PREVISTE DAI RISPETTIVI STATUTI.
ARTICOLO 81 - ASSISTENZA AI MUTILATI E AGLI INVALIDI CIVILI
IL TRASFERIMENTO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI ASSISTENZA SANITARIA PROTESICA E SPECIFICA A FAVORE DEI MUTILATI E INVALIDI DI CUI ALL' ARTICOLO 2 DELLA LEGGE 30 MARZO 1971, N. 118 , NONCHE' DEI SORDOMUTI E CIECHI CIVILI DIVENTA OPERATIVO A PARTIRE DALL'1 LUGLIO 1979.
ARTICOLO 82 - VARIAZIONI AL BILANCIO DELLO STATO
IL MINISTRO DEL TESORO E' AUTORIZZATO A PROVVEDERE CON PROPRI DECRETI ALLE OCCORRENTI VARIAZIONI DI BILANCIO.
ARTICOLO 83 - ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE
LE DISPOSIZIONI DI CUI AI CAPI II, III EV DEL TITOLO I E QUELLE DI CUI AL TITOLO III AVRANNO EFFETTO DALL'1 GENNAIO 1979.

References: ARTICOLO 1

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