Source: https://www.laleggepertutti.it/286104_guida-in-stato-di-ebbrezza-si-puo-evitare-il-penale
Timestamp: 2019-06-27 11:33:38+00:00

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Superare l’alcol test di poco: c’è multa? Perdonabile il conducente che sfora di poco il limite dell’etilometro senza incidente o manovre pericolose.
Immagina di essere fermato dalla polizia dopo una cena con amici durante la quale hai bevuto qualche bicchiere in più. Gli agenti ti sottopongono al test dell’alcol. L’etilometro è “positivo” ma per poco: hai sforato solo di alcuni decimali la soglia del reato. Sai bene che fregare l’etilometro non è così facile come si legge su internet. Per cui ti chiedi se esistono scappatoie legali da una situazione del genere. C’è multa per chi supera l’alcol test di poco? In caso di guida in stato di ebbrezza si può evitare il penale? Senti quello che sto per dirti. Potrebbe tornarti molto utile in questo momento.
1 I reati perdonabili
2 Guida in stato di ebbrezza: quando si può evitare il penale
3 Guida in stato di ebbrezza: quando evitare il penale
4 Guida in stato di ebbrezza: quando c’è penale?
4.1 Tasso alcolemico fino a 0,4 grammi per litro
4.2 Tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro
4.3 Tasso alcolemico tra a 0,9 e non superiore a 1,5 grammi per litro
4.4 Tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro
5 Quanto vino prima di guidare? GUARDA IL VIDEO
I reati perdonabili
Ci sono alcuni reati che possono essere perdonati. Non per compassione del giudice o perché questi vuol chiudere un occhio nei confronti di qualcuno, ma perché lo prevede la legge. Quando il “fatto è tenue” – è così che si esprime il Codice penale [1] – allora non c’è né processo, né punizione. Al massimo, se è stato compiuto qualche danno, bisognerà risarcirlo. Ebbene tale principio può essere applicato anche alla guida in stato di ebbrezza. Non è un vantaggio da poco visto che, molto spesso, superare l’alcol test di poco non è tanto difficile. In tutti questi casi – ribadisce una sentenza della Cassazione appena pubblicata [2] – anche se in teoria si configura il reato, di fatto non c’è alcuna punizione.
Ma quali sono i reati perdonabili?
Condizione preliminare per applicare la disciplina della «particolare tenuità del fatto» è che si tratti di un reato punibile con la reclusione a non più di cinque anni e/o con la pena pecuniaria. La guida in stato di ebbrezza rientra tra questi reati.
In secondo luogo è necessario che la condotta, valutata in un’ottica complessiva, possa considerarsi non molto grave e non abbia causato conseguenze rilevanti. Quindi, nel caso di guida in stato di ebbrezza sarà necessario da un lato l’aver sforato di poco il limite del reato previsto dalla legge (tasso alcolemico superiore a 0,9 g/l), dall’altro che non vi sia stato né incidente né feriti.
Guida in stato di ebbrezza: quando si può evitare il penale
Secondo la pronuncia della Cassazione in commento, in caso di guida in stato di ebbrezza si può evitare il penale quando c’è stato un minimo superamento della soglia (di poco superiore a quello massimo consentito) e non aver compiuto alcuna manovra azzardata alla guida. Quindi, non ci deve essere stato alcun pericolo per il traffico. Si pensi a una situazione, ad esempio, in cui la strada percorsa dal conducente in stato di ebbrezza è particolarmente deserta per via dell’orario o della collocazione geografica.
Per applicarsi la particolare tenuità, il responsabile non deve essere solito a commettere reati e, in particolare, quello per il quale è stato fermato dalla polizia. In altri termini, la condotta deve essere occasionale e nessun fatto analogo deve essere stato commesso prima o dopo il processo penale.
Nel caso di specie, la Cassazione ha ritenuto di dover chiudere il processo penale nei confronti di un conducente fermato alle 4 del mattino con un superamento della soglia dell’alcol nel sangue solo di 0,02 centesimi.
Decisivo il fatto che «il superamento della soglia di punibilità è ridottissimo» e che «le condizioni di realizzazione della condotta vietata appiano denotate da una minima offensività, non essendo stata segnalata alcuna manovra rischiosa posta in essere dal conducente», che, aggiungono i magistrati, è stato fermato solo «per un controllo di routine in ora notturna» mentre «guidava in una situazione di assenza di traffico» e quindi «in condizioni di relativo pericolo concreto per terze persone». Peraltro, «non è stata segnalata alcuna ulteriore violazione di norme della circolazione stradale», concludono i giudici, sancendo la “non punibilità” dell’automobilista.
Guida in stato di ebbrezza: quando evitare il penale
C’è un ultimo aspetto da comprendere però prima di poter cantare vittoria. La disciplina della particolare tenuità del fatto – che, come appena visto, per i reati meno gravi comporta la chiusura del processo penale – non si applica agli illeciti amministrativi ma solo ai crimini. La conseguenza è che, se il volume di alcol che hai nel sangue supera la soglia oltre la quale c’è una semplice sanzione amministrativa (da 05 g/l fino a 0,8) subirai tutte le conseguenze previste dalla legge senza sconti. Invece, quando rientra nell’orbita del penale puoi ottenere il perdono. Il paradosso è che più bevi, più possibilità hai di evitare il processo.
Guida in stato di ebbrezza: quando c’è penale?
La legge prevede quattro scaglioni di alcol nel sangue rilevabili dall’etilometro a cui corrispondono quattro conseguenze diverse. Li riportiamo qui di seguito.
[2] Cass. sent. n. 22080/19 del 21.05.2019.
Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 20 febbraio – 21 maggio 2019, n. 22080
Presidente Ciampi – Relatore Nardin
1. Con sentenza del 12 ottobre 2018 Corte d’appello di Brescia ha confermato la sentenza del Tribunale di Mantova con cui Em. Co. è stato ritenuto responsabile del reato di cui agli artt. 186 comma 2 lett. b), e 2 sexies C.d.S. -e condannato alla pena ritenuta di giustizia, con i doppi benefici- per essersi posto alla guida di un autoveicolo, durante l’ora notturna, in stato di ebbrezza alcolica, misurata tramite etilometro, con valore accertato pari a 0,82 gr/l.
2. Avverso la sentenza propone ricorso l’imputato, a mezzo del suo difensore, affidandolo a due distinti motivi.
3. Con il primo fa valere l’erronea applicazione del D.M. n. 196/1990 nella parte relativa al funzionamento dell’etilometro, nonché il vizio di motivazione. Rileva come la Corte distrettuale abbia ritenuto il dato fornito dall’apparecchiatura immune da errore, in quanto lo strumento risultava regolarmente omologato, senza tenere, tuttavia conto del disposto dell’art. 3 C.d.S. che impone la verifica del funzionamento dell’etilometro a cadenza periodica annuale. Nel verbale del 2 marzo 2014 da cui risulta l’accertamento dello stato di ebbrezza, invero, lo spazio che nel prestampato è dedicato all’indicazione della scadenza della revisione annuale non reca alcuna data. Né essa è rinvenibile negli scontrini, sicché le stampigliature indicate negli scontrini “autotest corretto’ e “zero test corretto’, non sono elementi da cui possa trarsi che l’apparecchiatura è stata sottoposta alla revisione periodica prevista dalla disposizione, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di secondo grado.
4. Con il secondo motivo si duole della violazione di legge in relazione all’art. 131 bis cod. pen., nonché del vizio di motivazione. Rileva che l’imputato è incensurato, che la condotta è stata occasionale, che nessun fatto analogo è stato commesso successivamente a quello oggetto del processo, che non vi sono carichi pendenti per fatti diversi; che la prossimità al valore minimo esclude ogni capacità a delinquere; che la lievità della violazione, che non ha cagionato danno alcuno ed è stata rilevata in un controllo di routine, è dimostrata dal superamento dell’area di punibilità pari a 0,02 centesimi; che la pena irrogata è molto prossima al minimo edittale e che sono state concesse le attenuanti generiche; tanto è vero che il Procuratore generale ha chiesto la pronuncia di sentenza assolutoria ex art. 131 bis cod. pen.. Osserva che l’esclusione della speciale tenuità del fatto è stata giustificata solo con l’ora notturna (ore 4,00 del mattino) in cui si è verificato, peraltro compensata da minor traffico, essendo le strade praticamente deserte ed extraurbane, con conseguente inesistenza di pericolo concreto, tanto più che l’affermazione della Corte secondo cui il tragitto affrontato dal ricorrente non era breve, essendo il medesimo diretto presso la sua abitazione, è frutto di una mera congettura, non risultando processualmente in alcun modo. Richiama la sentenza delle Sezioni unite Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016 – dep. 06/04/2016, Tushaj, e conclude per l’annullamento della sentenza impugnata.
2. Il primo motivo è inammissibile. Dalla lettura della sentenza impugnata, invero, si evince che il motivo proposto in appello, in relazione allo strumento utilizzato per la misurazione, non inerisce alla mancata revisione annuale, ma all’omessa considerazione del margine di errore del 4% sulla rilevazione del tasso alcolemico, ritenuto dal secondo giudice, così come dal primo preventivamente calcolato, cosicché dal valore finale siffatto margine è già decurtato. Si tratta di doglianza diversa da quella proposta in questa sede, che per ciò solo non può essere esaminata, in assenza del corretto dispiegarsi della catena devolutiva, ai sensi dell’art. 597 cod. proc. pen.
4. Nell’ipotesi di specie, invero, concorrono tutti i presupposti della causa di non punibilità di cui all’art. 131 bis cod. pen.. Non solo, infatti, il superamento della soglia di punibilità è ridottissimo, ma le condizioni di realizzazione della condotta, per come descritte, appaiono denotate da una minima offensività, non essendo stata segnalata alcuna manovra rischiosa posta in essere dal conducente che, pur fermato per un controllo di routine, in ora notturna, guidava con evidenza in una situazione di assenza di traffico, quindi in condizioni di relativo pericolo concreto per i terzi, non essendo segnalata alcuna ulteriore violazione di norme della circolazione stradale.
5. Ciò posto, non avendo il fatto generato un contesto concretamente e significativamente pericoloso con riguardo ai beni tutelati dalla norma (Sez. 4, n. 46438 del 28/09/2018 – dep. 12/10/2018, M, Rv. 2739339) e ricordato che “La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131-bis cod. pen., nel giudizio di legittimità, può essere ritenuta, senza rinvio del processo nella sede di merito, in presenza di un ricorso ammissibile, anche se esclusa nel giudizio di appello, a condizione che i presupposti per la sua applicazione siano immediatamente rilevabili dagli atti e non siano necessari ulteriori accertamenti fattuali a tal fine.” (Sez. 1, n. 27752 del 09/05/2017 – dep. 05/06/2017, Menegotti, Rv. 27027101), può provvedersi in questa sede, in applicazione dell’art. 131 bis cod. pen., alla declaratoria di non punibilità del reato, ricorrendone le condizioni.
6. La sentenza va, in conclusione, annullata senza rinvio per essere il fatto non punibile ex art. 131 bis cod. pen..
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere il fatto non punibile ex art. 131 bis cod. pen..

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 131
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 art. 131
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