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Timestamp: 2019-04-20 18:18:57+00:00

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la legge in condominio – gmaeleven srl
la legge in condominio
alcuni (credo tutti) gli arrt. del Codice Civile in materia di condominio
Art. 1108 C.C. (Innovazioni e altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione)
Nello stesso modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, sempre che non risultino pregiudizievoli all’interesse di alcuno dei partecipanti.E’ necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
nel caso previsto dal secondo comma dell’art. 1105, se la deliberazione è gravemente pregiudizievole alla cosa comune se non è stata osservata la disposizione del terzo comma dell’art.1105; se la deliberazione relativa a innovazioni o ad altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione è in contrasto con le norme del primo e del secondo comma dell’art. 1108.
Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore, ha sostenute spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.
Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunone, l’autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l’immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
Se gravi circostanze lo richiedono, l’autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunone prima del tempo convenuto.
​Lo scioglimento della comunone non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all’uso a cui sono destinate.
Devono essere chiamati a intervenire, perché la divisione abbia effetto nei loro confronti, i creditori iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull’immobile in virtù di atti soggetti a trascrizione e trascritti prima della trascrizione dell’atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale.Nessuna ragione di prelevamento in natura per crediti nascenti dalla comunone può opporsi contro le persone indicate dal comma precedente eccetto le ragioni di prelevamento nascenti dal titolo anteriore alla comunone medesima, ovvero da collazione.
Art. 1117 C.C. (Parti comuni dell’edificio)
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni
d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune; i locali per la portineria e l’alloggio del portiere, per la lavanderia per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune; le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori i pozzi, le cisterne gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scaricó, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.
Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell’art. 1136 del codice, o è disposto dall’autorità giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio della quale si chiede la separazione.
La disposizione del primo comma dell’articolo precedente si applica anche se restano in comune gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall’art. 1117 del codice.
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, chc ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.
Art. 1122 C.C. (Opere sulle parfi dell’edificio di proprietà comune)
Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano supenore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.
Art. 1127 C.C. (Costruzione sopra l’ultimo piano dell’edificio)
Il proprietano dell’ultimo piano dell’edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare.
I condomini possono altresi opporsi alla sopraelevazione, se questa pregiudica l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti.
Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un’indennità pari al valore attuale dell’area libera da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l’importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare.
Art. 1128 C.C. (Perimento totale o parziale dell’edificio)
Il condomino che non intende partecipare alla ricostruzione dell’edificio è tenuto a cedere [2932] agli altri condomini i suoi diritti, anche sulle parti di sua esclusiva proprietà, secondo la stima che ne sarà fatta, salvo che non preferisca cedere i diritti stessi ad alcuni soltanto dei condomini.
Art.1129 C.C. (Nomina e revoca dell’amministratore)
Quando i condomini sono più di quattro, I’assemblea nomina un amministratore. Se l’assemblea non provvede, la nomina è fatta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più condomini.
Può altresi essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dell’art.1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità.
Art. 64 Disp. Att. (Procedura per la revoca dell’amministratore)
Art. 1130 C.C. (Attribuzioni dell’amministratore)
– eseguire le deliberazioni dell’assemblea dei condomini e curare l’osservanza del regolamento di condominio;
– disciplinare l’uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a tutti i condomini;
– riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinana delle parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi comuni;
– compie gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comunidell’edificio.
– Egli, alla fine di ciascun anno, deve rendere il conto della sua gestione.
Art. 63 Disp. Att. (Riscossione contributi – Condomino subentrante – mora nei pagamenti)
L’amministratore che non adempie quest’obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento dei danni.
Art. 65 Disp. Att. (Nomina del curatore speciale in mancanza dell’amministratore)
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere alla autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.
Art. 1133 C.C. (Provvedimenti presi dall’amministratore)
Il condomino che ha fatto spese per le cose comuni senza autorizzazione dell’amministratore o
dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.Art. 1135 C.C. (Attribuzioni dell’assemblea dei condomini)
– alla conferma dell’amministratore e dell’eventuale sua retribuzione;
– all’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore e all’impiego del residuo attivo della gestione;
Art. 66 Disp. Att. (Convocazione dell’assemblea in via straordinaria)
Art. 1136 C.C. (Costituzione dell’assemblea e validità delle deliberazioni)
Se l’assemblea non può deliberare per mancanza di numero, l’assemblea di seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima, la deliberazione è valida se riporta un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell’edificio.
L’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti i condomini sono stati invitati alla riunone.
Art. 67 Disp. Att. (Rappresentanza dei condomini in assemblea – Usufruttuario)
Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell’appartamento locatogli, nelle delibere dell’assemblea condominiale relative alle spese e alla modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria. Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni.
In tale ipotesi i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocata dal proprietario dell’edificio o da almeno tre conduttori.
Art. 1137 C.C. (Impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea)
Il regolamento deve essere approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’articolo 1136 e trascritto nel registro indicato dall’ultimo comma dell’art. 1129. Esso può essere impugnato a norma dell’art. 1107.
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all’autorità giudiziaria il regolamento della comunone entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L’autorità giudiziaria decide con unica sentenza sulle opposizioni proposte.
Cessano di avere effetto le disposizioni dei regolamenti di condominio che siano contrari alle norme richiamate nell’ultimo comma dell’art. 1138 del C.C. e nell’art. 72 di queste disposizioni.
E’ competente per le cause fra condomini, il giudice del luogo ove si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi.
Autore Graziano MartinPubblicato il 2017-05-12 2017-06-18 Categorie GCI (gesticreditItalia)Tag codice civile, condominio, legge
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References: Art. 1108

Art. 1117

Art. 1122

Art. 1127

Art. 1128

Art.1129

Art. 64

Art. 1130

Art. 63

Art. 65

Art. 1133

Art. 66

Art. 1136

Art. 67

Art. 1137
 sentenza