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Timestamp: 2018-09-22 02:11:01+00:00

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DECRETO LEGISLATIVO 20 marzo 2010, n. 53 - Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici. (10G0074) (GU n. 84 del 12-4-2010 | Edilone.it
<DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 21 dicembre 1988
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 8 marzo 2010>
DECRETO LEGISLATIVO 20 marzo 2010, n. 53 – Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici. (10G0074) (GU n. 84 del 12-4-2010
DECRETO LEGISLATIVO 20 marzo 2010, n. 53 - Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici. (10G0074) (GU n. 84 del 12-4-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/04/2010
DECRETO LEGISLATIVO 20 marzo 2010 , n. 53
Attuazione della  direttiva  2007/66/CE  che  modifica  le  direttive
89/665/CEE  e  92/13/CEE  per  quanto   riguarda   il   miglioramento
dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione
degli appalti pubblici. (10G0074)
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  e  successive
modificazioni, concernente codice dei contratti pubblici relativi,  a
lavori, servizi e forniture, in attuazione delle direttive 2004/17/CE
e 2004/18/CE;
Vista  la  direttiva  2007/66/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio,  dell’11  dicembre  2007,  che   modifica   le   direttive
Vista la legge 7 luglio 2009, n.  88,  recante:  «Disposizioni  per
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008», ed  in  particolare
gli articoli 1, 2 e 44;
adottata nella riunione del 27 novembre 2009;
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25 gennaio 2010;
Termine dilatorio per la stipulazione  del  contratto  (articolo  44,
comma 3, lettere b) ed e),  legge  n.  88/2009;  articoli  2-bis  e
2-ter, lettera b), direttiva 89/665/CEE e articoli 2-bis  e  2-ter,
lettera b), direttiva 92/13/CEE, come  modificati  dalla  direttiva
2007/66/CE)
1. All’articolo 11 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,
di seguito denominato: «decreto legislativo n. 163  del  2006»,  sono
a)  dopo  la  rubrica  dell’articolo,   nelle   indicazioni   tra
parentesi, dopo le parole:  «articolo  109,  decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 554/1999», sono aggiunte le seguenti: «; articolo
44, comma 3, lettere b) ed e), legge n.  88/2009;  articoli  2-bis  e
2-ter, lettera b), direttiva 89/665/CEE e  articoli  2-bis  e  2-ter,
lettera b), direttiva  92/13/CEE,  come  modificati  dalla  direttiva
2007/66/CE»;
b) alla fine  del  comma  9  e’  aggiunto  il  seguente  periodo:
«L’esecuzione di urgenza di cui al presente comma non  e’  consentita
durante il termine dilatorio di cui al comma 10 e durante il  periodo
di sospensione obbligatoria  del  termine  per  la  stipulazione  del
contratto previsto dal comma 10-ter, salvo che nelle procedure in cui
la normativa vigente non prevede la pubblicazione del bando di  gara,
ovvero  nei  casi  in  cui  la  mancata  esecuzione  immediata  della
prestazione  dedotta  nella  gara  determinerebbe  un   grave   danno
all’interesse pubblico che e’ destinata a soddisfare, ivi compresa la
perdita di finanziamenti comunitari.»;
c) il comma 10 e’ sostituito dai seguenti:
«10. Il contratto non  puo’  comunque  essere  stipulato  prima  di
trentacinque giorni dall’invio dell’ultima  delle  comunicazioni  del
provvedimento di aggiudicazione definitiva ai sensi dell’articolo 79.
10-bis. Il termine dilatorio di cui al comma 10 non si applica  nei
a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso  con  cui  si
indice una gara o inoltro degli  inviti  nel  rispetto  del  presente
codice, e’ stata presentata o e’ stata ammessa una sola offerta e non
sono state tempestivamente proposte impugnazioni del  bando  o  della
lettera di invito o queste impugnazioni risultano gia’  respinte  con
decisione definitiva;
b) nel caso di un appalto basato su  un  accordo  quadro  di  cui
all’articolo 59 e in caso di appalti specifici basati su  un  sistema
dinamico di acquisizione di cui all’articolo 60.
10-ter. Se e’ proposto ricorso avverso l’aggiudicazione  definitiva
con contestuale domanda  cautelare,  il  contratto  non  puo’  essere
stipulato, dal momento  della  notificazione  dell’istanza  cautelare
alla  stazione  appaltante  e  per  i  successivi  venti  giorni,   a
condizione che entro tale termine intervenga almeno il  provvedimento
cautelare di primo grado o la  pubblicazione  del  dispositivo  della
sentenza di primo grado in caso di decisione del  merito  all’udienza
cautelare ovvero  fino  alla  pronuncia  di  detti  provvedimenti  se
successiva. L’effetto sospensivo sulla stipula  del  contratto  cessa
quando, in sede di esame  della  domanda  cautelare,  il  giudice  si
dichiara incompetente ai sensi  dell’articolo  245,  comma  2-quater,
primo periodo, o fissa con  ordinanza  la  data  di  discussione  del
merito senza concedere misure  cautelari  o  rinvia  al  giudizio  di
merito l’esame della domanda cautelare, con il consenso delle  parti,
da intendersi quale  implicita  rinuncia  all’immediato  esame  della
domanda cautelare.».
Il decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 2006,  n.  100
– La direttiva 2007/66/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
20 dicembre 2007, n. L 335.
– Gli articoli 1, 2 e 44 della legge 7 luglio 2009,  n.
88, pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  161  del  14
luglio 2009 S.O. n. 110/L, cosi’ recitano:
capi II e IV, ed  in  aggiunta  a  quelli  contenuti  nelle
ledano o espongano a pericolo interessi  costituzionalmente
ledano o espongano a pericolo interessi diversi  da  quelli
dalle regioni. Le somme derivanti dalle sanzioni  di  nuova
istituzione, stabilite  con  i  provvedimenti  adottati  in
attuazione della presente legge, sono  versate  all’entrata
del bilancio dello Stato per essere  riassegnate,  entro  i
limiti previsti dalla legislazione vigente, con decreti del
Ministro    dell’economia    e    delle    finanze,    alle
amministrazioni competenti all’irrogazione delle stesse;
g)   quando   si   verifichino   sovrapposizioni   di
competenze tra amministrazioni  diverse  o  comunque  siano
coinvolte le competenze di piu’ amministrazioni statali,  i
decreti  legislativi  individuano,   attraverso   le   piu’
opportune forme di coordinamento, rispettando i principi di
sussidiarieta’,  differenziazione,  adeguatezza   e   leale
collaborazione e le competenze delle regioni e degli  altri
enti   territoriali,   le   procedure   per   salvaguardare
l’unitarieta’ dei processi decisionali, la trasparenza,  la
celerita’,   l’efficacia   e   l’economicita’   nell’azione
amministrativa e  la  chiara  individuazione  dei  soggetti
h) quando non siano d’ostacolo i diversi  termini  di
«Art. 44 (Delega  al  Governo  per  l’attuazione  della
direttiva  2007/66/CE  del   Parlamento   europeo   e   del
Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che modifica le direttive
89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il
materia di aggiudicazione degli appalti pubblici). – 1.  Il
Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine e con  le
modalita’ di cui all’art. 1, uno o piu’ decreti legislativi
volti a recepire la  direttiva  2007/66/CE  del  Parlamento
europeo  e  del  Consiglio,  dell’11  dicembre  2007,   che
modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del  Consiglio
per quanto riguarda il miglioramento  dell’efficacia  delle
procedure di ricorso in  materia  di  aggiudicazione  degli
appalti pubblici. Sugli schemi dei decreti  legislativi  e’
acquisito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato.   Decorsi
quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, i decreti
sono emanati anche in mancanza del parere.
2. Entro due anni dalla data di entrata in  vigore  dei
decreti legislativi previsti dal comma  1,  possono  essere
emanate disposizioni correttive e integrative nel  rispetto
delle medesime procedure di cui al citato comma 1.
3. Ai fini della delega di cui  al  presente  articolo,
per stazione appaltante si intendono i soggetti di cui agli
articoli  32  e  207  del  codice  dei  contratti  pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, di cui  al  decreto
legislativo  12  aprile  2006,   n.   163,   e   successive
modificazioni, e ogni altro  soggetto  tenuto,  secondo  il
diritto comunitario o nazionale, al rispetto di procedure o
principi di evidenza pubblica nell’affidamento di contratti
relativi  a  lavori,  servizi  o   forniture.   I   decreti
legislativi di cui al comma 1 sono  adottati  nel  rispetto
dei principi e criteri direttivi generali di  cui  all’art.
2,  nonche’  dei  seguenti  principi  e  criteri  direttivi
a) circoscrivere  il  recepimento  alle  disposizioni
elencate  nel  presente  articolo  e  comunque   a   quanto
necessario per rendere il quadro normativo vigente in  tema
di   tutela   giurisdizionale   conforme   alle   direttive
89/665/CEE e 92/13/CEE,  come  modificate  dalla  direttiva
2007/66/CE,  previa  verifica  della  coerenza   con   tali
direttive degli istituti processuali gia’  vigenti  e  gia’
adeguati, anche alla luce della giurisprudenza  comunitaria
e nazionale, e inserendo coerentemente i nuovi istituti nel
vigente sistema processuale, nel rispetto  del  diritto  di
difesa  e  dei  principi  di  effettivita’   della   tutela
giurisdizionale e di ragionevole durata del processo;
b) assicurare  un  quadro  processuale  omogeneo  per
tutti i contratti contemplati dal citato codice di  cui  al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  ancorche’  non
rientranti  nell’ambito  di  applicazione  delle  direttive
2004/17/CE e 2004/18/CE, e operare un recepimento  unitario
delle direttive 89/665/CEE  e  92/13/CEE,  come  modificate
dalla direttiva 2007/66/CE;
c) assicurare il coordinamento con il vigente sistema
processuale, prevedendo le abrogazioni necessarie;
d) recepire  integralmente  l’art.  1,  paragrafo  4,
della direttiva 89/665/CEE e l’art. 1, paragrafo  4,  della
direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva
2007/66/CE,   prevedendo,   inoltre,   che   la    stazione
appaltante,   tempestivamente   informata    dell’imminente
proposizione  di  un  ricorso  giurisdizionale,   con   una
indicazione  sommaria  dei  relativi  motivi,  si  pronunci
valutando se intervenire o meno in autotutela;
e) recepire gli articoli 2-bis e 2-ter,  lettera  b),
della direttiva 89/665/CEE e gli articoli  2-bis  e  2-ter,
lettera b),  della  direttiva  92/13/CEE,  come  modificati
dalla direttiva 2007/66/CE, fissando un  termine  dilatorio
per la stipula del contratto e prevedendo termini  e  mezzi
certi per la comunicazione  a  tutti  gli  interessati  del
provvedimento di aggiudicazione e degli altri provvedimenti
adottati in corso di procedura;
f)  recepire  l’art.  2,  paragrafo  6,  e  l’art.
2-quater della  direttiva  89/665/CEE,  nonche’  l’art.  2,
paragrafo 1, ultimo  capoverso,  e  l’art.  2-quater  della
2007/66/CE, prevedendo:
1)  che  i   provvedimenti   delle   procedure   di
affidamento sono impugnati entro un termine non superiore a
trenta giorni dalla ricezione e i bandi  entro  un  termine
non superiore a trenta giorni dalla pubblicazione;
2) che i bandi, ove  immediatamente  lesivi,  e  le
esclusioni  sono  impugnati  autonomamente  e  non  possono
essere contestati  con  l’impugnazione  dell’aggiudicazione
definitiva, mentre tutti gli altri atti delle procedure  di
affidamento sono impugnati con l’aggiudicazione definitiva,
fatta comunque salva l’eventuale riunione dei procedimenti;
3) che  il  rito  processuale  davanti  al  giudice
amministrativo  si  svolge  con  la  massima  celerita’   e
immediatezza  nel  rispetto  del  contraddittorio  e  della
prova, con razionalizzazione e  abbreviazione  dei  vigenti
termini di deposito del ricorso, costituzione  delle  altre
parti, motivi aggiunti, ricorsi incidentali;
4) che  tutti  i  ricorsi  e  scritti  di  parte  e
provvedimenti del giudice hanno forma sintetica;
5) che  tutti  i  ricorsi  relativi  alla  medesima
procedura di  affidamento  sono  concentrati  nel  medesimo
giudizio ovvero riuniti, se cio’ non ostacoli  le  esigenze
di celere definizione;
g)  recepire  l’art.  2,  paragrafi  3  e  4,   della
direttiva 89/665/CEE e l’art. 2, paragrafi 3 e 3-bis, della
2007/66/CE, prevedendo la  sospensione  della  stipulazione
del  contratto  in  caso   di   proposizione   di   ricorso
giurisdizionale avverso un provvedimento di  aggiudicazione
definitiva, accompagnato da contestuale domanda cautelare e
rivolto al giudice competente, con i seguenti criteri:
1) la competenza, sia territoriale che per materia,
e’ inderogabile e rilevabile d’ufficio prima di ogni  altra
2) la preclusione alla stipulazione  del  contratto
opera fino alla pubblicazione del  provvedimento  cautelare
definitivo, ovvero fino alla pubblicazione del  dispositivo
della sentenza  di  primo  grado,  in  udienza  o  entro  i
successivi sette giorni, se la causa puo’ essere decisa nel
merito nella camera di consiglio fissata per l’esame  della
domanda cautelare;
3) il termine per l’impugnazione del  provvedimento
cautelare e’ di quindici giorni dalla sua  comunicazione  o
dall’eventuale notifica, se anteriore;
h) recepire gli articoli 2, paragrafo 7, 2-quinquies,
2-sexies e 3-bis della direttiva 89/665/CEE e gli  articoli
2,  paragrafo  6,  2-quinquies,  2-sexies  e  3-bis   della
2007/66/CE, nell’ambito di una giurisdizione esclusiva e di
merito, con i seguenti criteri:
1) prevedere la privazione di effetti del contratto
nei casi di cui all’art. 2-quinquies, paragrafo 1,  lettere
a) e b), della direttiva 89/665/CEE e all’art. 2-quinquies,
paragrafo 1, lettere a) e b),  della  direttiva  92/13/CEE,
con le deroghe e i temperamenti ivi previsti, lasciando  al
giudice che annulla l’aggiudicazione la scelta, in funzione
del  bilanciamento  degli  interessi  coinvolti  nei   casi
concreti, tra privazione di effetti retroattiva o  limitata
alle prestazioni da eseguire;
2) nel caso di cui all’art. 2-sexies, paragrafo  1,
della direttiva 89/665/CEE e all’art.  2-sexies,  paragrafo
1, della  direttiva  92/13/CEE,  lasciare  al  giudice  che
annulla  l’aggiudicazione  la  scelta,  in   funzione   del
bilanciamento degli interessi coinvolti nei casi  concreti,
tra  privazione  di  effetti  del  contratto   e   relativa
decorrenza, e sanzioni alternative;
3) fuori dei  casi  di  cui  ai  numeri  1)  e  2),
lasciare al giudice che annulla l’aggiudicazione la scelta,
in funzione del bilanciamento degli interessi coinvolti nei
casi concreti, tra privazione di effetti  del  contratto  e
relativa decorrenza, ovvero  risarcimento  per  equivalente
del danno subito e comprovato;
4) disciplinare le sanzioni alternative fissando  i
limiti minimi e massimi delle stesse;
i)  recepire   l’art.   2-septies   della   direttiva
89/665/CEE e l’art. 2-septies  della  direttiva  92/13/CEE,
come modificati dalla direttiva  2007/66/CE,  prevedendo  i
termini minimi di ricorso di cui al paragrafo 1, lettere a)
e b), dei citati articoli 2-septies, e il termine di trenta
giorni nel caso di cui al paragrafo 2 dei  citati  articoli
2-septies;
l) recepire  gli  articoli  3  e  4  della  direttiva
89/665/CEE e gli articoli 8 e 12 della direttiva 92/13/CEE,
come modificati dalla direttiva 2007/66/CE, individuando il
Ministero competente e il procedimento;
m)     dettare     disposizioni     razionalizzatrici
dell’arbitrato, secondo i seguenti criteri:
1) incentivare l’accordo bonario;
2) prevedere  l’arbitrato  come  ordinario  rimedio
alternativo al giudizio civile;
3) prevedere che le stazioni  appaltanti  indichino
fin dal bando o  avviso  di  indizione  della  gara  se  il
contratto conterra’ o meno la clausola arbitrale, proibendo
contestualmente  il  ricorso  al   negozio   compromissorio
successivamente alla stipula del contratto;
5) prevedere misure acceleratorie del  giudizio  di
impugnazione del lodo arbitrale.
4. Resta ferma la disciplina di cui all’art. 20,  comma
8, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  nei
limiti temporali ivi previsti.
5. Dall’attuazione del  presente  articolo  non  devono
6.  Le  amministrazioni  provvedono  agli   adempimenti
previsti  dall’attuazione  del  presente  articolo  con  le
legislazione vigente.».
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,
cosi’ come modificato dal presente decreto:
«Art. 11 (Fasi delle procedure di affidamento).  (artt.
16,  17,  19,  R.D.  n.  2440/1923;  art.  109,  D.P.R.  n.
554/1999; art. 44; comma 3, lettere  b)  ed  e),  legge  n.
88/2009; articoli 2-bis  e  2-ter,  lettera  b),  direttiva
89/665/CEE e articoli 2-bis e 2-ter, lettera b),  direttiva
92/13/CEE, come modificati dalla direttiva  2007/66/CE).  –
1. Le procedure di affidamento dei contratti pubblici hanno
luogo nel  rispetto  degli  atti  di  programmazione  delle
amministrazioni aggiudicatrici, se  previsti  dal  presente
codice o dalle norme vigenti.
2. Prima dell’avvio delle procedure di affidamento  dei
contratti  pubblici,  le   amministrazioni   aggiudicatrici
decretano o determinano di  contrarre,  in  conformita’  ai
propri ordinamenti, individuando  gli  elementi  essenziali
del contratto e i  criteri  di  selezione  degli  operatori
economici e delle offerte.
3. La selezione dei partecipanti avviene  mediante  uno
dei   sistemi   previsti   dal    presente    codice    per
l’individuazione dei soggetti offerenti.
4. Le procedure di affidamento selezionano la  migliore
offerta, mediante uno dei  criteri  previsti  dal  presente
codice.  Al   termine   della   procedura   e’   dichiarata
l’aggiudicazione   provvisoria   a   favore   del   miglior
5.   La   stazione    appaltante,    previa    verifica
dell’aggiudicazione  provvisoria  ai  sensi  dell’art.  12,
comma 1, provvede all’aggiudicazione definitiva.
6. Ciascun concorrente  non  puo’  presentare  piu’  di
un’offerta. L’offerta e’ vincolante per il periodo indicato
nel bando o nell’invito e, in caso di mancata  indicazione,
per centottanta giorni dalla scadenza del  termine  per  la
sua presentazione. La  stazione  appaltante  puo’  chiedere
agli offerenti il differimento di detto termine.
7.  L’aggiudicazione   definitiva   non   equivale   ad
accettazione dell’offerta. L’offerta dell’aggiudicatario e’
irrevocabile fino al termine stabilito nel comma 9.
8. L’aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la
verifica del possesso dei prescritti requisiti.
9. Divenuta  efficace  l’aggiudicazione  definitiva,  e
fatto salvo l’esercizio dei poteri di autotutela  nei  casi
consentiti  dalle  norme  vigenti,  la   stipulazione   del
contratto di appalto o di concessione  ha  luogo  entro  il
termine di sessanta giorni, salvo diverso termine  previsto
nel bando o nell’invito ad  offrire,  ovvero  l’ipotesi  di
differimento espressamente concordata con l’aggiudicatario.
Se la stipulazione del contratto non  avviene  nel  termine
fissato, ovvero il controllo di cui all’art. 12,  comma  3,
non avviene  nel  termine  ivi  previsto,  l’aggiudicatario
puo’, mediante atto notificato  alla  stazione  appaltante,
sciogliersi da  ogni  vincolo  o  recedere  dal  contratto.
All’aggiudicatario non spetta alcun  indennizzo,  salvo  il
rimborso delle spese contrattuali documentate. Nel caso  di
lavori, se e’ intervenuta la consegna dei lavori in via  di
urgenza e nel caso di servizi e forniture, se  si  e’  dato
avvio  all’esecuzione  del  contratto  in  via   d’urgenza,
l’aggiudicatario  ha  diritto  al  rimborso   delle   spese
sostenute  per  l’esecuzione  dei   lavori   ordinati   dal
direttore  dei  lavori,  ivi  comprese  quelle  per   opere
provvisionali. Nel caso di servizi e forniture,  se  si  e’
dato avvio all’esecuzione del contratto in  via  d’urgenza,
sostenute  per  le  prestazioni  espletate  su  ordine  del
direttore dell’esecuzione.
L’esecuzione di urgenza di cui al presente comma non e’
consentita durante il termine dilatorio di cui al comma  10
e  durante  il  periodo  di  sospensione  obbligatoria  del
termine per la  stipulazione  del  contratto  previsto  dal
comma 10-ter, salvo che nelle procedure in cui la normativa
vigente non prevede la pubblicazione  del  bando  di  gara,
ovvero nei casi in  cui  la  mancata  esecuzione  immediata
della prestazione  dedotta  nella  gara  determinerebbe  un
grave danno  all’interesse  pubblico  che  e’  destinata  a
soddisfare,  ivi  compresa  la  perdita  di   finanziamenti
10. Il contratto non  puo’  comunque  essere  stipulato
prima di trentacinque giorni dall’invio  dell’ultima  delle
comunicazioni   del   provvedimento    di    aggiudicazione
definitiva ai sensi dell’art. 79.
10-bis. Il termine dilatorio di cui al comma 10 non  si
applica nei seguenti casi:
a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso con
cui si indice una gara o inoltro degli inviti nel  rispetto
del presente codice, e’ stata presentata o e’ stata ammessa
una sola offerta e non sono state tempestivamente  proposte
impugnazioni del bando o della lettera di invito  o  queste
impugnazioni  risultano   gia’   respinte   con   decisione
b) nel caso di un appalto basato su un  accordo  quadro
di cui all’art. 59 e in caso di appalti specifici basati su
un sistema dinamico di acquisizione di cui all’art. 60.
10-ter. Se e’ proposto ricorso avverso l’aggiudicazione
definitiva con contestuale domanda cautelare, il  contratto
non puo’ essere stipulato, dal momento della  notificazione
dell’istanza cautelare alla stazione  appaltante  e  per  i
successivi  venti  giorni,  a  condizione  che  entro  tale
termine intervenga almeno  il  provvedimento  cautelare  di
primo  grado  o  la  pubblicazione  del  dispositivo  della
sentenza di primo grado in caso  di  decisione  del  merito
all’udienza cautelare ovvero fino alla pronuncia  di  detti
provvedimenti se  successiva.  L’effetto  sospensivo  sulla
stipula del contratto cessa quando, in sede di esame  della
domanda cautelare, il giudice si dichiara  incompetente  ai
sensi dell’art. 245, comma 2-quater, primo periodo, o fissa
con ordinanza la  data  di  discussione  del  merito  senza
concedere misure cautelari o rinvia al giudizio  di  merito
l’esame della domanda  cautelare,  con  il  consenso  delle
parti, da intendersi quale implicita rinuncia all’immediato
esame della domanda cautelare.
11.  Il  contratto  e’   sottoposto   alla   condizione
sospensiva dell’esito positivo dell’eventuale  approvazione
e degli altri controlli previsti dalle norme proprie  delle
stazioni appaltanti o degli enti aggiudicatori.
12. L’esecuzione del contratto puo’ avere  inizio  solo
dopo che lo stesso e’ divenuto efficace, salvo che, in casi
di urgenza, la stazione appaltante o  l’ente  aggiudicatore
ne  chieda  l’esecuzione  anticipata,  nei  modi   e   alle
condizioni previste dal regolamento.
13. Il contratto e’ stipulato  mediante  atto  pubblico
notarile, o mediante forma pubblica amministrativa  a  cura
dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice,
ovvero  mediante  scrittura  privata,  nonche’   in   forma
elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna  stazione
appaltante.».
Comunicazione dell’aggiudicazione definitiva (articolo 44,  comma  3,
lettere b) ed e),  legge  n.  88/2009;  articoli  2-bis,  2-quater,
2-septies, paragrafo 1, lettera  a),  secondo  trattino,  direttiva
89/665/CEE e articoli  2-bis,  2-quater,  2-septies,  paragrafo  1,
lettera a), secondo trattino, direttiva 92/13/CEE  come  modificati
1. L’articolo 79 del decreto legislativo n. 163 del 2006  e’  cosi’
parentesi, dopo le parole: «articolo 24, comma 10, legge n.  62/2005»
sono aggiunte le seguenti: «; articolo 44, comma 3, lettere b) ed e),
legge n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies,  paragrafo  1,
lettera a), secondo trattino, direttiva 89/665/CEE e articoli  2-bis,
2-quater, 2-septies,  paragrafo  1,  lettera  a),  secondo  trattino,
direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE»;
b) al comma 5 la lettera a), e’ sostituita dalla seguente:
«a) l’aggiudicazione definitiva, tempestivamente e comunque entro
un termine non superiore  a  cinque  giorni,  all’aggiudicatario,  al
concorrente che segue nella graduatoria,  a  tutti  i  candidati  che
hanno  presentato  un’offerta  ammessa  in  gara,  a  coloro  la  cui
candidatura  o  offerta  siano  state  escluse  se   hanno   proposto
impugnazione avverso l’esclusione, o sono in termini  per  presentare
dette impugnazioni, nonche’ a coloro che hanno impugnato il  bando  o
la lettera di invito, se dette impugnazioni non  siano  state  ancora
respinte con pronuncia giurisdizionale definitiva;»;
c) nel comma 5, dopo la lettera b-bis) e’ aggiunta  la  seguente:
«b-ter)  la  data  di  avvenuta  stipulazione   del   contratto   con
l’aggiudicatario, tempestivamente e comunque  entro  un  termine  non
superiore a cinque giorni, ai soggetti di cui  alla  lettera  a)  del
presente comma.»;
«5-bis. Le comunicazioni di cui al comma 5 sono fatte per iscritto,
con  lettera  raccomandata  con  avviso  di  ricevimento  o  mediante
notificazione  o  mediante  posta  elettronica   certificata   ovvero
mediante fax, se l’utilizzo di quest’ultimo  mezzo  e’  espressamente
autorizzato dal concorrente, al domicilio eletto o  all’indirizzo  di
posta elettronica o al numero di fax  indicato  dal  destinatario  in
sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo  posta  o
notificazione,  dell’avvenuta  spedizione  e’  data   contestualmente
notizia al destinatario mediante fax o posta elettronica,  anche  non
certificata,  al  numero  di  fax  ovvero  all’indirizzo   di   posta
elettronica  indicati  in  sede  di  candidatura  o  di  offerta.  La
comunicazione e’ accompagnata  dal  provvedimento  e  dalla  relativa
motivazione contenente almeno gli elementi di cui al comma 2, lettera
c), e fatta salva l’applicazione del comma  4;  l’onere  puo’  essere
assolto nei casi di cui  al  comma  5,  lettere  a),  b),  e  b-bis),
mediante l’invio dei verbali di gara, e, nel caso di cui al comma  5,
lettera  b-ter),  mediante  richiamo  alla  motivazione  relativa  al
provvedimento di  aggiudicazione  definitiva,  se  gia’  inviata.  La
comunicazione   dell’aggiudicazione   definitiva   e   quella   della
stipulazione, e la notizia della  spedizione  sono,  rispettivamente,
spedita e comunicata nello stesso giorno a tutti i destinatari, salva
l’oggettiva impossibilita’ di rispettare tale contestualita’ a  causa
dell’elevato numero di destinatari, della difficolta’ di  reperimento
degli  indirizzi,  dell’impossibilita’  di   recapito   della   posta
elettronica o del fax a taluno dei destinatari, o  altro  impedimento
oggettivo e comprovato.
5-ter. Le comunicazioni di  cui  al  comma  5,  lettere  a)  e  b),
indicano  la  data  di  scadenza  del  termine   dilatorio   per   la
5-quater. Fermi i  divieti  e  differimenti  dell’accesso  previsti
dall’articolo 13, l’accesso agli atti del procedimento  in  cui  sono
adottati i  provvedimenti  oggetto  di  comunicazione  ai  sensi  del
presente articolo e’ consentito entro dieci giorni  dall’invio  della
comunicazione  dei  provvedimenti  medesimi   mediante   visione   ed
estrazione di  copia.  Non  occorre  istanza  scritta  di  accesso  e
provvedimento di ammissione, salvi i provvedimenti  di  esclusione  o
differimento dell’accesso adottati  ai  sensi  dell’articolo  13.  Le
comunicazioni di cui al comma 5 indicano se ci sono atti per i  quali
l’accesso e’ vietato o differito, e  indicano  l’ufficio  presso  cui
l’accesso puo’ essere esercitato, e i relativi orari, garantendo  che
l’accesso sia consentito durante tutto l’orario in cui  l’ufficio  e’
aperto al pubblico o il relativo personale presta servizio.
5-quinquies. Il bando o l’avviso  con  cui  si  indice  la  gara  o
l’invito nelle procedure senza bando fissano l’obbligo del  candidato
o  concorrente  di  indicare,   all’atto   di   presentazione   della
candidatura o dell’offerta, il domicilio eletto per le comunicazioni;
il bando  o  l’avviso  possono  altresi’  obbligare  il  candidato  o
concorrente a indicare l’indirizzo di posta elettronica o  il  numero
di fax al fine dell’invio delle comunicazioni.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  79  del   decreto
«Art. 79  (Informazioni  circa  i  mancati  inviti,  le
esclusioni  e  le  aggiudicazioni).  (art.  41,   direttiva
2004/18; articoli 49.1 e 49.2, direttiva 2004/17; art.  20,
legge n.  55/1990;  art.  21,  commi  1,  2  e  3,  decreto
legislativo n. 358/1992; art. 27,  commi  1  e  2,  decreto
legislativo n. 157/1995; art. 27,  commi  3  e  4,  decreto
legislativo n. 158/1995; art. 76, commi 3 e 4, decreto  del
Presidente della Repubblica n. 554/1999; art. 24, comma 10,
legge n. 62/2005; art. 44, comma 3, lett. b) ed  e),  legge
n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies,  paragrafo
1, lettera a), secondo  trattino,  direttiva  89/665/CEE  e
articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo  1,  lettera
a), secondo trattino, direttiva 92/13/CEE  come  modificati
dalla direttiva 2007/66/CE). – 1.  Le  stazioni  appaltanti
informano tempestivamente i candidati e gli offerenti delle
decisioni prese riguardo alla  conclusione  di  un  accordo
quadro, all’aggiudicazione di un appalto, o  all’ammissione
in un sistema dinamico  di  acquisizione,  ivi  compresi  i
motivi della decisione di non concludere un accordo quadro,
ovvero di non aggiudicare un appalto per il quale e’  stata
indetta una gara, ovvero di riavviare la procedura,  ovvero
di non attuare un sistema dinamico di acquisizione.
a) ad ogni candidato escluso  i  motivi  del  rigetto
della candidatura;
b) ad ogni offerente escluso  i  motivi  del  rigetto
della sua offerta, inclusi, per i casi di cui all’art.  68,
commi 4 e 7, i motivi della decisione di non equivalenza  o
della decisione secondo cui i  lavori,  le  forniture  o  i
servizi non sono conformi alle prestazioni o  ai  requisiti
c) ad ogni offerente che abbia presentato  un’offerta
selezionabile, le caratteristiche e i vantaggi dell’offerta
selezionata  e  il  nome  dell’offerente   cui   e’   stato
aggiudicato il contratto o delle parti dell’accordo quadro.
3. Le informazioni di cui al comma 1 e di cui al  comma
2 sono fornite:
c) il prima possibile e comunque non  oltre  quindici
giorni dalla ricezione della domanda scritta.
4.   Tuttavia   le    stazioni    appaltanti    possono
motivatamente   omettere   talune   informazioni   relative
all’aggiudicazione  dei  contratti,  alla  conclusione   di
accordi quadro o all’ammissione ad un sistema  dinamico  di
acquisizione, di cui al comma 1, qualora la loro diffusione
ostacoli  l’applicazione   della   legge,   sia   contraria
all’interesse pubblico, pregiudichi i  legittimi  interessi
commerciali di operatori economici  pubblici  o  privati  o
dell’operatore  economico  cui  e’  stato  aggiudicato   il
contratto,  oppure  possa  recare  pregiudizio  alla  leale
concorrenza tra questi.
5. In ogni caso l’amministrazione comunica di ufficio:
a)  l’aggiudicazione  definitiva,   tempestivamente   e
comunque entro un termine non superiore  a  cinque  giorni,
all’aggiudicatario,  al   concorrente   che   segue   nella
graduatoria, a  tutti  i  candidati  che  hanno  presentato
un’offerta ammessa in gara, a coloro la cui  candidatura  o
offerta siano state escluse se hanno proposto  impugnazione
avverso l’esclusione, o  sono  in  termini  per  presentare
dette impugnazioni, nonche’ a coloro che hanno impugnato il
bando o la lettera di invito,  se  dette  impugnazioni  non
siano state ancora respinte con  pronuncia  giurisdizionale
b)  l’esclusione,  ai  candidati  e  agli   offerenti
esclusi, tempestivamente e comunque entro  un  termine  non
superiore a cinque giorni dall’esclusione;
b-bis) la decisione, a  tutti  i  candidati,  di  non
aggiudicare un appalto ovvero di non concludere un  accordo
b-ter) la data di avvenuta stipulazione del contratto
con l’aggiudicatario, tempestivamente e comunque  entro  un
termine non superiore a cinque giorni, ai soggetti  di  cui
5-bis. Le comunicazioni di cui al comma  5  sono  fatte
per  iscritto,  con  lettera  raccomandata  con  avviso  di
ricevimento  o  mediante  notificazione  o  mediante  posta
elettronica certificata ovvero mediante fax, se  l’utilizzo
di quest’ultimo  mezzo  e’  espressamente  autorizzato  dal
concorrente, al domicilio eletto o all’indirizzo  di  posta
elettronica o al numero di fax indicato dal destinatario in
sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo
posta o notificazione,  dell’avvenuta  spedizione  e’  data
contestualmente notizia  al  destinatario  mediante  fax  o
posta elettronica, anche non certificata, al numero di  fax
ovvero all’indirizzo di posta elettronica indicati in  sede
di  candidatura  o  di   offerta.   La   comunicazione   e’
accompagnata dal provvedimento e dalla relativa motivazione
contenente almeno gli elementi di cui al comma  2,  lettera
c), e fatta salva l’applicazione del comma 4; l’onere  puo’
essere assolto nei casi di cui al comma 5, lettere a),  b),
e b-bis), mediante l’invio dei verbali di gara, e, nel caso
di cui al comma 5, lettera b-ter), mediante  richiamo  alla
motivazione relativa  al  provvedimento  di  aggiudicazione
definitiva,   se    gia’    inviata.    La    comunicazione
dell’aggiudicazione definitiva e quella della stipulazione,
e  la  notizia  della  spedizione  sono,   rispettivamente,
spedita  e  comunicata  nello  stesso  giorno  a  tutti   i
destinatari, salva l’oggettiva impossibilita’ di rispettare
tale  contestualita’  a  causa   dell’elevato   numero   di
destinatari,  della  difficolta’   di   reperimento   degli
indirizzi,  dell’impossibilita’  di  recapito  della  posta
elettronica o del fax a taluno  dei  destinatari,  o  altro
impedimento oggettivo e comprovato.
5-ter. Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a)
e b), indicano la data di scadenza  del  termine  dilatorio
per la stipulazione del contratto.
5-quater. Fermi i divieti e  differimenti  dell’accesso
previsti dall’art. 13, l’accesso agli atti del procedimento
in  cui  sono   adottati   i   provvedimenti   oggetto   di
comunicazione ai sensi del presente articolo e’  consentito
entro  dieci  giorni  dall’invio  della  comunicazione  dei
provvedimenti medesimi mediante visione  ed  estrazione  di
copia.  Non  occorre   istanza   scritta   di   accesso   e
provvedimento  di  ammissione,  salvi  i  provvedimenti  di
esclusione o differimento dell’accesso  adottati  ai  sensi
dell’art. 13. Le comunicazioni di cui al comma  5  indicano
se ci  sono  atti  per  i  quali  l’accesso  e’  vietato  o
differito, e indicano l’ufficio presso cui  l’accesso  puo’
essere esercitato,  e  i  relativi  orari,  garantendo  che
l’accesso sia consentito  durante  tutto  l’orario  in  cui
l’ufficio e’ aperto al pubblico  o  il  relativo  personale
presta servizio.
5-quinquies. Il bando o l’avviso con cui si  indice  la
gara  o  l’invito  nelle  procedure  senza  bando   fissano
l’obbligo del candidato o concorrente di indicare, all’atto
di  presentazione  della  candidatura  o  dell’offerta,  il
domicilio eletto per le comunicazioni; il bando o  l’avviso
possono altresi’ obbligare il  candidato  o  concorrente  a
indicare l’indirizzo di posta elettronica o  il  numero  di
fax al fine dell’invio delle comunicazioni.».
Avviso volontario per la trasparenza preventiva (articolo  44,  comma
1,  lettera  h),  legge  n.  88/2009;  articolo  3-bis,   direttiva
89/665/CEE e articolo 3-bis, direttiva 92/13/CEE,  come  modificati
1. Dopo l’articolo 79 del decreto legislativo n. 163  del  2006  e’
«Art. 79-bis  (Avviso  volontario  per  la  trasparenza  preventiva
(articolo 44, comma 1, lettera h), legge n. 88/2009; articolo  3-bis,
direttiva 89/665/CEE e  articolo  3-bis,  direttiva  92/13/CEE,  come
modificati dalla direttiva 2007/66/CE). – 1. L’avviso volontario  per
la  trasparenza  preventiva  il  cui  formato  e’  stabilito,  per  i
contratti di rilevanza comunitaria, dalla Commissione europea secondo
la procedura di consultazione di cui all’articolo 3-ter, paragrafo 2,
della direttiva 89/665/CE e di cui all’articolo 3-ter,  paragrafo  2,
della direttiva 92/13/CE, contiene le seguenti informazioni:
c) motivazione  della  decisione  della  stazione  appaltante  di
affidare il contratto senza la previa pubblicazione di  un  bando  di
gara nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea  o  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, rispettivamente per i  contratti
di rilevanza comunitaria e per quelli sotto soglia;
d) denominazione e recapito dell’operatore economico a favore del
quale e’ avvenuta l’aggiudicazione definitiva;
e) se del caso, qualunque altra informazione ritenuta utile dalla
stazione appaltante.».
Misure di incentivazione dell’accordo bonario
(articolo 44, comma 3, lettera m), n. 1, legge n. 88/2009)
1. All’articolo 240 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono
parentesi, dopo le parole: «decreto del Presidente  della  Repubblica
n. 554/1999», sono aggiunte le seguenti: «;  articolo  44,  comma  3,
lettera m), n. 1), legge n. 88/2009»;
b) al comma 5 le parole: «apposizione dell’ultima  delle  riserve
di cui al comma 1»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «costituzione
della commissione»;
c) dopo il comma 9 e’ inserito il seguente:
«9-bis. Il terzo componente assume le funzioni di presidente  della
commissione  ed  e’  nominato,  in  ogni  caso,  tra   i   magistrati
amministrativi  o  contabili,  tra  gli  avvocati  dello  Stato  o  i
componenti  del  Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici,  tra  i
dirigenti di prima fascia  delle  amministrazioni  pubbliche  di  cui
165, che abbiano svolto le funzioni dirigenziali  per  almeno  cinque
anni, ovvero tra avvocati e tecnici in possesso del diploma di laurea
in  ingegneria  ed  architettura,  iscritti  ai   rispettivi   ordini
professionali in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo  241,
comma 5, per la nomina a presidente del collegio arbitrale.»;
d) al comma 10,  le  parole:  «del  50%»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «di un terzo»;
e) il comma 16 e’ sostituito dal seguente: « 16.  Possono  essere
aditi gli arbitri o il giudice ordinario in caso  di  fallimento  del
tentativo di accordo bonario, risultante dal rifiuto  espresso  della
proposta da parte dei soggetti di cui al comma 12, nonche’ in caso di
inutile decorso dei termini di cui al comma 12 e al comma 13.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  240  del  decreto
«Art.  240  (Accordo  bonario).  (art.  81,   direttiva
2004/18; art. 72, direttiva 2004/17; art. 31-bis, legge  n.
109/1994; art. 149, decreto del Presidente della Repubblica
n. 554/1999; art. 44, comma 3, lettera m), n. 1), legge  n.
88/2009). – 1. Per i lavori pubblici di cui alla  parte  II
affidati  da   amministrazioni   aggiudicatrici   ed   enti
aggiudicatori, ovvero dai concessionari, qualora a  seguito
dell’iscrizione  di  riserve   sui   documenti   contabili,
l’importo economico  dell’opera  possa  variare  in  misura
sostanziale e in ogni caso non inferiore al dieci per cento
dell’importo  contrattuale,  si  applicano  i  procedimenti
volti al raggiungimento di un accordo bonario, disciplinati
2.  Tali  procedimenti  riguardano  tutte  le   riserve
iscritte fino al momento del loro avvio, e  possono  essere
reiterati per una sola volta quando  le  riserve  iscritte,
ulteriori e  diverse  rispetto  a  quelle  gia’  esaminate,
raggiungano nuovamente l’importo di cui al comma 1.
3. Il direttore dei lavori da’ immediata  comunicazione
al responsabile del procedimento delle riserve  di  cui  al
comma 1, trasmettendo nel piu’  breve  tempo  possibile  la
propria relazione riservata.
4.   Il   responsabile    del    procedimento    valuta
l’ammissibilita’ e  la  non  manifesta  infondatezza  delle
riserve ai fini dell’effettivo raggiungimento del limite di
5. Per gli appalti e le concessioni di importo  pari  o
superiore a dieci milioni  di  euro,  il  responsabile  del
procedimento   promuove   la   costituzione   di   apposita
commissione,  affinche’  formuli,  acquisita  la  relazione
riservata del  direttore  dei  lavori  e,  ove  costituito,
dell’organo  di  collaudo,  entro  novanta   giorni   dalla
costituzione  della  commissione,  proposta   motivata   di
accordo bonario.
6. Nei contratti di cui al comma 5, il responsabile del
procedimento promuove la  costituzione  della  commissione,
indipendentemente  dall’importo  economico  delle   riserve
ancora da definirsi, al ricevimento da parte  dello  stesso
del certificato di collaudo o di  regolare  esecuzione.  In
tale ipotesi la  proposta  motivata  della  commissione  e’
formulata entro novanta giorni da detto ricevimento.
7. La promozione della costituzione  della  commissione
ha  luogo  mediante  invito,  entro  dieci   giorni   dalla
comunicazione del direttore dei lavori di cui al  comma  3,
da parte del responsabile del procedimento al soggetto  che
ha formulato le riserve, a nominare il  proprio  componente
della  commissione,   con   contestuale   indicazione   del
componente di propria competenza.
8. La commissione e’ formata da tre  componenti  aventi
competenza   specifica   in   relazione   all’oggetto   del
contratto, per i quali non ricorra una causa di  astensione
ai sensi dell’art. 51 codice  di  procedura  civile  o  una
incompatibilita’ ai sensi dell’art. 241, comma 6, nominati,
rispettivamente, uno dal responsabile del procedimento, uno
dal soggetto che ha formulato le riserve, e  il  terzo,  di
comune   accordo,    dai    componenti    gia’    nominati,
contestualmente  all’accettazione  congiunta  del  relativo
incarico, entro dieci giorni dalla nomina. Il  responsabile
del  procedimento  designa   il   componente   di   propria
competenza nell’ambito dell’amministrazione  aggiudicatrice
o   dell’ente   aggiudicatore   o   di    altra    pubblica
amministrazione in caso di carenza dell’organico.
9. In caso di mancato accordo entro il termine di dieci
giorni dalla  nomina,  alla  nomina  del  terzo  componente
provvede,  su  istanza  della  parte  piu’  diligente,   il
presidente del tribunale del luogo dove e’ stato  stipulato
9-bis.  Il  terzo  componente  assume  le  funzioni  di
presidente della commissione ed e’ nominato, in ogni  caso,
tra  i  magistrati  amministrativi  o  contabili,  tra  gli
avvocati dello Stato o i componenti del Consiglio superiore
dei lavori pubblici, tra i dirigenti di prima fascia  delle
decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  che  abbiano
svolto le funzioni dirigenziali  per  almeno  cinque  anni,
ovvero tra avvocati e tecnici in possesso  del  diploma  di
laurea  in  ingegneria   ed   architettura,   iscritti   ai
rispettivi ordini professionali in possesso  dei  requisiti
richiesti  dall’art.  241,  comma  5,  per  la   nomina   a
presidente del collegio arbitrale.
10. Gli oneri connessi ai compensi  da  riconoscere  ai
commissari sono posti a carico dei fondi  stanziati  per  i
singoli interventi. I compensi spettanti a  ciascun  membro
della commissione sono determinati dalle amministrazioni  e
dagli enti aggiudicatori nella misura massima di  un  terzo
dei corrispettivi minimi previsti dalla tariffa allegata al
D.M. 2 dicembre 2000, n. 398, oltre al rimborso delle spese
11.  Le  parti  hanno  facolta’   di   conferire   alla
commissione il potere  di  assumere  decisioni  vincolanti,
perfezionando, per conto delle  stesse,  l’accordo  bonario
risolutivo delle riserve; in tale ipotesi non si  applicano
il  comma  12  e  il  comma  17.  Le  parti  nell’atto   di
conferimento possono riservarsi, prima del  perfezionamento
delle decisioni, la facolta’ di acquisire eventuali  pareri
necessari o opportuni.
12. Sulla proposta si pronunciano, entro trenta  giorni
dal ricevimento, dandone entro tale  termine  comunicazione
al  responsabile  del  procedimento,  il  soggetto  che  ha
formulato le riserve e i soggetti di cui al comma 1, questi
ultimi nelle  forme  previste  dal  proprio  ordinamento  e
acquisiti  gli  eventuali  ulteriori  pareri  occorrenti  o
ritenuti necessari.
13. Quando il soggetto che ha formulato le riserve  non
provveda alla nomina  del  componente  di  sua  scelta  nel
termine di venti giorni dalla  richiesta  del  responsabile
del  procedimento,  la  proposta  di  accordo  bonario   e’
formulata dal responsabile del procedimento,  acquisita  la
relazione  riservata  del  direttore  dei  lavori  e,   ove
costituito, dell’organo di collaudo, entro sessanta  giorni
dalla scadenza del termine assegnato all’altra parte per la
nomina del componente  della  commissione.  Si  applica  il
14.  Per  gli  appalti  e  le  concessioni  di  importo
inferiore a dieci milioni di euro,  la  costituzione  della
commissione da parte del responsabile del  procedimento  e’
facoltativa e il responsabile del procedimento puo’  essere
componente  della  commissione  medesima.  La  costituzione
della commissione e’ altresi’ promossa dal responsabile del
procedimento,  indipendentemente   dall’importo   economico
delle riserve ancora da definirsi, al ricevimento da  parte
dello stesso del certificato  di  collaudo  o  di  regolare
esecuzione. Alla commissione e al relativo procedimento  si
applicano i commi che precedono.
15.  Per  gli  appalti  e  le  concessioni  di  importo
inferiore a dieci milioni di euro in cui non venga promossa
la costituzione della commissione, la proposta  di  accordo
bonario e’ formulata dal responsabile del procedimento,  ai
sensi del comma 13. Si applica il comma 12.
15-bis. Qualora i termini di cui al comma 5 e al  comma
13  non  siano  rispettati  a  causa   di   ritardi   negli
adempimenti del responsabile del procedimento ovvero  della
commissione, il primo risponde sia sul piano  disciplinare,
sia  a  titolo  di  danno  erariale,  e  la  seconda  perde
qualsivoglia diritto al compenso di cui al comma 10.
16. Possono essere  aditi  gli  arbitri  o  il  giudice
ordinario in caso di fallimento del  tentativo  di  accordo
bonario, risultante dal rifiuto espresso della proposta  da
parte dei soggetti di cui al comma 12, nonche’ in  caso  di
inutile decorso dei termini di cui al comma 12 e  al  comma
17.  Dell’accordo  bonario  accettato,  viene   redatto
verbale  a  cura   del   responsabile   del   procedimento,
18. L’accordo bonario di cui al comma 11  e  quello  di
cui al comma 17 hanno natura di transazione.
19. Sulla somma riconosciuta in sede di accordo bonario
sono dovuti gli interessi al tasso legale a  decorrere  dal
sessantesimo   giorno   successivo   alla    sottoscrizione
20. Le dichiarazioni e gli atti  del  procedimento  non
sono  vincolanti  per  le  parti   in   caso   di   mancata
sottoscrizione dell’accordo bonario.
21. Qualora siano decorsi i termini di cui all’art. 141
senza che sia stato effettuato  il  collaudo  o  emesso  il
certificato di regolare esecuzione dei lavori, il  soggetto
che ha iscritto le riserve puo’ notificare al  responsabile
del procedimento istanza per l’avvio  dei  procedimenti  di
accordo bonario di cui al presente articolo.
22. Le disposizioni dei commi precedenti si  applicano,
in quanto compatibili, anche ai contratti pubblici relativi
a servizi e a forniture nei settori  ordinari,  nonche’  ai
contratti  di  lavori,  servizi,  forniture   nei   settori
speciali, qualora a seguito di contestazioni dell’esecutore
del  contratto,  verbalizzate  nei   documenti   contabili,
l’importo economico controverso sia non inferiore al  dieci
per  cento  dell’importo  originariamente   stipulato.   Le
competenze del direttore dei lavori spettano  al  direttore
dell’esecuzione del contratto.».
Disposizioni razionalizzatrici dell’arbitrato (articolo 44,
comma 3, lettera m), numeri 2, 3, 4, 5, legge n. 88/2009)
1. All’articolo 241 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono
parentesi, dopo le parole: «legge  n.  266/2005»,  sono  aggiunte  le
seguenti: «; articolo 44, comma 2, lettera m), n. 2,  3),  4)  e  5),
legge n. 88/2009»;
«1-bis. La stazione appaltante indica nel bando o  nell’avviso  con
cui indice la gara ovvero, per le procedure senza bando, nell’invito,
se il  contratto  conterra’,  o  meno,  la  clausola  compromissoria.
L’aggiudicatario puo’ ricusare la  clausola  compromissoria,  che  in
tale caso non e’ inserita nel contratto, comunicandolo alla  stazione
appaltante     entro     venti      giorni      dalla      conoscenza
dell’aggiudicazione. E’ vietato in ogni caso il compromesso.»;
c) al comma 5, sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:  «,
muniti di precipui requisiti di indipendenza, e comunque  tra  coloro
che nell’ultimo triennio non hanno esercitato le funzioni di  arbitro
di parte  o  di  difensore  in  giudizi  arbitrali  disciplinati  dal
presente articolo, ad eccezione  delle  ipotesi  in  cui  l’esercizio
della  difesa  costituisca  adempimento  di  dovere   d’ufficio   del
difensore dipendente pubblico. La nomina del presidente del  collegio
effettuata in violazione del presente articolo determina la  nullita’
del lodo ai sensi dell’articolo 829, primo comma, n. 3, del codice di
procedura civile»;
d) al comma 6 sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  «,
anche ai sensi dell’articolo 240»;
e) il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. Il lodo si ha per pronunciato con la sua ultima  sottoscrizione
e diviene efficace con il suo deposito presso la camera arbitrale per
i contratti pubblici. Entro quindici giorni dalla pronuncia del  lodo
va corrisposta, a cura degli arbitri e a carico delle parti una somma
pari all’uno per mille del valore della relativa controversia.  Detto
importo e’ direttamente versato all’Autorita’.»;
«10. Il deposito del lodo effettuato ai sensi dell’articolo 825 del
codice di procedura civile e’ preceduto dal suo  deposito  presso  la
camera arbitrale per i  contratti  pubblici.  Il  deposito  del  lodo
presso la  camera  arbitrale  e’  effettuato,  a  cura  del  collegio
arbitrale, in tanti originali quante sono le parti, oltre a  uno  per
il fascicolo d’ufficio. Su richiesta di parte il rispettivo originale
e’ restituito, con attestazione dell’avvenuto deposito, ai fini degli
adempimenti di cui all’articolo 825 del codice di procedura civile.»;
g) il comma 11 e’ abrogato;
h) al comma 12 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il primo periodo e’ sostituito dal  seguente:  «Il  collegio
arbitrale determina nel lodo definitivo ovvero con separata ordinanza
il valore della controversia  e  il  compenso  degli  arbitri  con  i
criteri stabiliti dal decreto del  Ministro  dei  lavori  pubblici  2
dicembre 2000,  n.  398,  e  applica  le  tariffe  fissate  in  detto
2) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: «Il  compenso
per il collegio arbitrale, comprensivo dell’eventuale compenso per il
segretario, non puo’ comunque superare l’importo di 100 mila euro, da
rivalutarsi ogni tre anni con decreto del  Ministro  dell’economia  e
delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti.»;
3) l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: «L’ordinanza di
liquidazione del  compenso  e  delle  spese  arbitrali,  nonche’  del
compenso e delle spese per la consulenza tecnica, costituisce  titolo
per l’ingiunzione di cui all’articolo 633  del  codice  di  procedura
i) dopo il comma 12 e’ inserito il seguente:
«12-bis. Salvo quanto previsto dall’articolo 92, secondo comma, del
codice di  procedura  civile,  il  collegio  arbitrale,  se  accoglie
parzialmente  la  domanda,  compensa  le  spese   del   giudizio   in
proporzione  al  rapporto  tra  il  valore  della  domanda  e  quello
dell’accoglimento.»;
l) il comma 13 e’ sostituito dal seguente:
«13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni altro  ausiliario
nominato dal collegio arbitrale e’ liquidato, dallo stesso  collegio,
ai sensi degli articoli da 49 a 58 del testo unico delle disposizioni
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio  2002,  n.  115,
nella  misura   derivante   dall’applicazione   delle   tabelle   ivi
previste.»;
«15-bis. Il lodo e’ impugnabile, oltre che per motivi di  nullita’,
anche per violazione delle regole di diritto relative al merito della
controversia. L’impugnazione  e’  proposta  nel  termine  di  novanta
giorni dalla notificazione del lodo e non e’ piu’ proponibile dopo il
decorso di centoottanta giorni  dalla  data  del  deposito  del  lodo
presso la Camera arbitrale.
15-ter. Su istanza di parte la Corte d’appello puo’ sospendere, con
ordinanza, l’efficacia del lodo, se ricorrono gravi e fondati motivi.
Si applica l’articolo 351 del  codice  di  procedura  civile.  Quando
sospende l’efficacia del lodo, o ne conferma la sospensione  disposta
dal presidente, il collegio verifica se il giudizio e’ in  condizione
di essere definito. In tal  caso,  fatte  precisare  le  conclusioni,
ordina  la  discussione  orale  nella  stessa  udienza  o  camera  di
consiglio, ovvero in una udienza  da  tenersi  entro  novanta  giorni
dall’ordinanza di sospensione; all’udienza pronunzia sentenza a norma
dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile.  Se  ritiene
indispensabili incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi
con la stessa ordinanza di sospensione e ne  ordina  l’assunzione  in
una udienza successiva di non oltre novanta giorni;  quindi  provvede
ai sensi dei periodi precedenti.».
2. All’articolo 243 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono
seguenti: «; articolo 44, comma  2,  lettera  m),  n.  4),  legge  n.
88/2009)»;
b) al comma 5 e’ aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  «Si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 241, comma 12, secondo,
terzo, quarto e quinto periodo.»;
c) al comma 7 le parole: «nomina il segretario»  sono  sostituite
dalle seguenti: «nomina, se necessario, il segretario»;
d) al comma 9 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,  con
i criteri di cui all’articolo 241, comma 13».
– Si riporta il testo degli  articoli  241  e  243  del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  citato  nelle
premesse, cosi’ come modificato dal presente decreto:
«Art. 241(Arbitrato). (art. 81, direttiva 2004/18; art.
72, direttiva 2004/17; art. 32, legge n. 109/1994; articoli
150 – 151,  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.
554/1999; art. 6, comma  2,  legge  n.  205/2000;  D.M.  n.
398/2000; art. 12, decreto legislativo n. 190/2002; art. 5,
commi 16-sexies e 16-septies, D.L. n.  35/2005,  convertito
nella legge n. 80/2005; art. 1, commi 70  e  71,  legge  n.
266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2, 3), 4) e  5),
legge  n.  88/2009).  –  1.  Le  controversie  su   diritti
soggettivi,   derivanti   dall’esecuzione   dei   contratti
pubblici relativi a lavori, servizi, forniture, concorsi di
progettazione e di idee,  comprese  quelle  conseguenti  al
mancato  raggiungimento   dell’accordo   bonario   previsto
dall’art. 240, possono essere deferite ad arbitri.
1-bis.  La  stazione  appaltante  indica  nel  bando  o
nell’avviso con cui indice la gara ovvero, per le procedure
senza bando, nell’invito,  se  il  contratto  conterra’,  o
meno, la  clausola  compromissoria.  L’aggiudicatario  puo’
ricusare la clausola compromissoria, che in tale  caso  non
e’ inserita  nel  contratto,  comunicandolo  alla  stazione
appaltante   entro   venti    giorni    dalla    conoscenza
dell’aggiudicazione.   E’   vietato   in   ogni   caso   il
2. Ai giudizi arbitrali si  applicano  le  disposizioni
del codice di procedura civile, salvo quanto  disposto  dal
3. Il collegio arbitrale e’ composto da tre membri.
4. Ciascuna delle parti, nella domanda di  arbitrato  o
nell’atto di resistenza alla domanda, nomina  l’arbitro  di
propria competenza tra soggetti di  particolare  esperienza
nella materia oggetto  del  contratto  cui  l’arbitrato  si
5. Il Presidente del collegio arbitrale e’ scelto dalle
parti, o su  loro  mandato  dagli  arbitri  di  parte,  tra
soggetti di particolare esperienza  nella  materia  oggetto
del contratto cui l’arbitrato  si  riferisce  ,  muniti  di
precipui requisiti di indipendenza, e comunque  tra  coloro
che nell’ultimo triennio non hanno esercitato  le  funzioni
di arbitro di parte o di  difensore  in  giudizi  arbitrali
disciplinati dal  presente  articolo,  ad  eccezione  delle
ipotesi  in  cui  l’esercizio  della   difesa   costituisca
adempimento di dovere d’ufficio  del  difensore  dipendente
pubblico. La nomina del presidente del collegio  effettuata
in violazione del presente articolo determina  la  nullita’
del lodo ai sensi dell’art. 829, primo  comma,  n.  3,  del
6. In aggiunta ai casi  di  ricusazione  degli  arbitri
previsti dall’art. 815 del codice di procedura civile,  non
possono  essere  nominati  arbitri   coloro   che   abbiano
compilato il progetto o dato  parere  su  di  esso,  ovvero
diretto, sorvegliato o collaudato i lavori, i  servizi,  le
forniture cui si riferiscono le  controversie,  ne’  coloro
che in qualsiasi modo abbiano espresso un giudizio o parere
sull’oggetto delle controversie stesse  ,  anche  ai  sensi
dell’art. 240.
7. Presso l’Autorita’ e’ istituita la camera  arbitrale
per  i  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi,
forniture, disciplinata dall’art. 242.
8. Nei giudizi arbitrali regolati dal  presente  codice
sono ammissibili tutti i mezzi di prova previsti dal codice
di procedura civile, con esclusione del giuramento in tutte
9. Il lodo si ha per  pronunciato  con  la  sua  ultima
sottoscrizione e  diviene  efficace  con  il  suo  deposito
presso la camera arbitrale per i contratti pubblici.  Entro
quindici giorni dalla pronuncia del lodo va corrisposta,  a
cura degli arbitri e a carico delle parti  una  somma  pari
all’uno per mille del valore della  relativa  controversia.
Detto importo e’ direttamente versato all’Autorita’.
10. Il deposito del lodo effettuato ai sensi  dell’art.
825 del codice di procedura civile  e’  preceduto  dal  suo
deposito  presso  la  camera  arbitrale  per  i   contratti
pubblici. Il deposito del lodo presso la  camera  arbitrale
e’ effettuato, a cura  del  collegio  arbitrale,  in  tanti
originali  quante  sono  le  parti,  oltre  a  uno  per  il
fascicolo d’ufficio. Su richiesta di  parte  il  rispettivo
originale e’  restituito,  con  attestazione  dell’avvenuto
deposito, ai fini degli adempimenti di cui all’art. 825 del
11. (Abrogato).
12. Il collegio arbitrale determina nel lodo definitivo
ovvero con separata ordinanza il valore della  controversia
e il compenso degli arbitri con  i  criteri  stabiliti  dal
decreto del Ministro dei lavori pubblici 2  dicembre  2000,
n. 398, e applica le tariffe fissate in  detto  decreto.  I
compensi minimi e massimi stabiliti dalla tariffa  allegata
al regolamento di cui al decreto del  Ministro  dei  lavori
pubblici 2 dicembre 2000,  n.  398,  sono  dimezzati.  Sono
comunque vietati incrementi  dei  compensi  massimi  legati
alla particolare  complessita’  delle  questioni  trattate,
alle  specifiche  competenze  utilizzate  e   all’effettivo
Il compenso  per  il  collegio  arbitrale,  comprensivo
dell’eventuale  compenso  per  il  segretario,   non   puo’
comunque  superare  l’importo  di   100   mila   euro,   da
rivalutarsi  ogni  tre  anni  con  decreto   del   Ministro
L’art. 24 del decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,
n.  248,  si  interpreta  come  non  applicabile  a  quanto
disciplinato ai sensi del presente comma.
L’ordinanza di liquidazione del compenso e delle  spese
arbitrali, nonche’  del  compenso  e  delle  spese  per  la
consulenza tecnica, costituisce titolo per l’ingiunzione di
cui all’art. 633 del codice di procedura civile.
12-bis. Salvo quanto  previsto  dall’art.  92,  secondo
comma,  del  codice  di  procedura  civile,   il   collegio
arbitrale, se accoglie parzialmente la domanda, compensa le
spese del giudizio in proporzione al rapporto tra il valore
della domanda e quello dell’accoglimento.
13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni  altro
ausiliario nominato dal collegio  arbitrale  e’  liquidato,
dallo stesso collegio, ai sensi degli articoli da 49  a  58
regolamentari in materia di spese di giustizia, di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002,  n.
115, nella misura derivante dall’applicazione delle tabelle
ivi previste.
14. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento  del
compenso dovuto agli arbitri  e  delle  spese  relative  al
collegio e al giudizio arbitrale, salvo rivalsa fra loro.
15. In caso di mancato accordo per la nomina del  terzo
arbitro, ad iniziativa della parte piu’ diligente, provvede
la camera arbitrale, sulla  base  di  criteri  oggettivi  e
predeterminati, scegliendolo nell’albo di cui all’art. 242.
15-bis. Il lodo e’ impugnabile, oltre che per motivi di
nullita’, anche per  violazione  delle  regole  di  diritto
relative al merito della  controversia.  L’impugnazione  e’
proposta nel termine di novanta giorni dalla  notificazione
del lodo e non e’  piu’  proponibile  dopo  il  decorso  di
centoottanta giorni dalla data del deposito del lodo presso
la Camera arbitrale.
15-ter. Su istanza di parte  la  Corte  d’appello  puo’
sospendere,  con  ordinanza,  l’efficacia  del   lodo,   se
ricorrono gravi e fondati motivi. Si applica l’art. 351 del
codice di procedura civile. Quando sospende l’efficacia del
lodo, o ne conferma la sospensione disposta dal presidente,
il collegio verifica se il giudizio  e’  in  condizione  di
essere  definito.  In  tal   caso,   fatte   precisare   le
conclusioni,  ordina  la  discussione  orale  nella  stessa
udienza o camera di consiglio, ovvero  in  una  udienza  da
tenersi entro novanta giorni dall’ordinanza di sospensione;
all’udienza pronunzia sentenza a norma dell’art. 281-sexies
del codice di procedura civile. Se  ritiene  indispensabili
incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi  con
la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l’assunzione
in una udienza successiva  di  non  oltre  novanta  giorni;
quindi provvede ai sensi dei periodi precedenti.».
«Art.  243  (Ulteriori  norme  di  procedura  per   gli
arbitrati in cui il presidente  e’  nominato  dalla  camera
arbitrale). (art. 32, L. n. 109/1994, come novellato  dalla
legge n. 80/2005; art. 150, decreto  del  Presidente  della
Repubblica n. 554/1999; D.M. n. 398/2000; art. 1, comma 71,
legge n. 266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2,  3),
4) e 5), legge n. 88/2009). – 1. Limitatamente  ai  giudizi
arbitrali in cui il presidente  e’  nominato  dalla  camera
arbitrale, in aggiunta alle norme di cui all’art.  241,  si
applicano le seguenti regole.
2. La domanda di arbitrato,  l’atto  di  resistenza  ed
eventuali  controdeduzioni,  vanno  trasmesse  alla  camera
arbitrale ai fini della nomina del terzo arbitro.
3. Le parti determinano la sede del collegio arbitrale,
anche presso uno dei luoghi in cui sono situate le  sezioni
regionali  dell’Osservatorio;   se   non   vi   e’   alcuna
indicazione della sede del collegio  arbitrale,  ovvero  se
non vi e’ accordo fra  le  parti,  questa  deve  intendersi
stabilita presso la sede della camera arbitrale.
4. Gli arbitri possono  essere  ricusati  dalle  parti,
oltre che per i motivi previsti dall’art. 815 del codice di
procedura civile, anche per i motivi di cui  all’art.  242,
5. Il corrispettivo dovuto dalle parti  e’  determinato
dalla camera arbitrale, su proposta formulata dal collegio,
in base alla tariffa allegata al D.M. 2 dicembre  2000,  n.
Si applicano le disposizioni di cui all’art. 241, comma
12, secondo, terzo, quarto e quinto periodo.
6. Contestualmente alla nomina del  terzo  arbitro,  la
camera  arbitrale  comunica  alle  parti  la  misura  e  le
modalita’  del  deposito  da  effettuarsi  in  acconto  del
corrispettivo arbitrale.
7. Il presidente  del  collegio  arbitrala  nomina,  se
necessario, il segretario, scegliendolo nell’elenco di  cui
all’art. 242, comma 10.
8. Il corrispettivo a  saldo  per  la  decisione  della
controversia e’ versato dalle parti, nella misura liquidata
dalla camera arbitrale, nel termine di trenta giorni  dalla
comunicazione del lodo.
9. La camera arbitrale provvede alla liquidazione degli
onorari e delle spese di consulenza tecnica, ove disposta ,
con i criteri di cui all’art. 241, comma 13.
10.  Gli  importi  dei  corrispettivi  dovuti  per   la
decisione  delle  controversie  sono  direttamente  versati
all’Autorita’.».
Informativa in ordine all’intento di proporre ricorso giurisdizionale
(articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge n. 88/2009;  articolo
1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e  articolo  1,  paragrafo  4,
direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE)
1. Al decreto legislativo n. 163 del 2006, dopo l’articolo  243  e’
«Art.  243-bis  (Informativa  in  ordine  all’intento  di  proporre
ricorso giurisdizionale (articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge
n. 88/2009; articolo 1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e  articolo
1, paragrafo 4, direttiva 92/13/CEE come modificati  dalla  direttiva
2007/66/CE). – 1. Nelle materie di cui all’articolo 244, comma  1,  i
soggetti che intendono proporre un ricorso giurisdizionale  informano
le stazioni appaltanti della presunta violazione e  della  intenzione
di proporre un ricorso giurisdizionale.
2. L’informazione di cui al comma 1 e’ fatta mediante comunicazione
scritta e sottoscritta dall’interessato, o da un suo  rappresentante,
che reca una sintetica e sommaria indicazione dei  presunti  vizi  di
illegittimita’ e dei motivi di ricorso che si intendono articolare in
giudizio, salva in ogni caso la  facolta’  di  proporre  in  giudizio
motivi   diversi   o   ulteriori.   L’interessato   puo’    avvalersi
dell’assistenza  di  un  difensore.  La  comunicazione  puo’   essere
presentata fino  a  quando  l’interessato  non  abbia  notificato  un
ricorso giurisdizionale. L’informazione e’  diretta  al  responsabile
del procedimento. La comunicazione prevista dal presente  comma  puo’
essere effettuata anche oralmente nel corso di  una  seduta  pubblica
della commissione di gara ed e’ inserita nel verbale della  seduta  e
comunicata immediatamente al responsabile  del  procedimento  a  cura
della commissione di gara.
3.  L’informativa  di  cui  al  presente  articolo  non   impedisce
l’ulteriore corso del  procedimento  di  gara,  ne’  il  decorso  del
termine  dilatorio  per  la  stipulazione  del   contratto,   fissato
dall’articolo 11, comma  10,  ne’  il  decorso  del  termine  per  la
proposizione del ricorso giurisdizionale.
4.  La   stazione   appaltante,   entro   quindici   giorni   dalla
comunicazione di cui al comma 1, comunica le  proprie  determinazioni
in  ordine  ai  motivi  indicati  dall’interessato,   stabilendo   se
intervenire o meno in autotutela. L’inerzia  equivale  a  diniego  di
5. L’omissione della comunicazione di cui al comma  1  e  l’inerzia
della stazione appaltante costituiscono comportamenti valutabili,  ai
fini della decisione  sulle  spese  di  giudizio,  nonche’  ai  sensi
6. Il provvedimento con cui si dispone il non luogo  a  provvedere,
anche ai sensi dell’ultimo periodo del comma 4,  non  e’  impugnabile
autonomamente e puo’ essere contestato congiuntamente all’atto cui si
riferisce o con motivi aggiunti al ricorso avverso  quest’ultimo,  da
proporsi nel termine di quindici giorni.».
1. All’articolo 244, comma 1, del decreto legislativo  n.  163  del
2006 e’ aggiunto il seguente periodo: «La giurisdizione esclusiva  si
estende alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito  di
annullamento dell’aggiudicazione e alle sanzioni alternative.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  244  del  decreto
«Art. 244 (Giurisdizione). (art. 81, direttiva 2004/18;
art. 72, direttiva 2004/17;  art.  4,  comma  7,  legge  n.
109/1994; art. 6, comma 1, legge n. 205/2000; art. 6, comma
19,  legge  n.  537/1993).  –   1.   Sono   devolute   alla
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le
controversie, ivi incluse quelle risarcitorie,  relative  a
procedure di affidamento  di  lavori,  servizi,  forniture,
svolte  da  soggetti  comunque  tenuti,  nella  scelta  del
contraente o del socio,  all’applicazione  della  normativa
comunitaria ovvero al rispetto dei procedimenti di evidenza
pubblica previsti dalla normativa statale o regionale.
La   giurisdizione   esclusiva    si    estende    alla
dichiarazione di inefficacia del  contratto  a  seguito  di
annullamento   dell’aggiudicazione    e    alle    sanzioni
2.  Sono  devolute  alla  giurisdizione  esclusiva  del
giudice  amministrativo   le   controversie   relative   ai
provvedimenti sanzionatori emessi dall’Autorita’.
3.  Sono  devolute  alla  giurisdizione  esclusiva  del
giudice amministrativo le controversie relative al  divieto
di rinnovo  tacito  dei  contratti,  quelle  relative  alla
clausola  di   revisione   del   prezzo   e   al   relativo
provvedimento  applicativo  nei  contratti  ad   esecuzione
continuata o periodica, nell’ipotesi di cui  all’art.  115,
nonche’  quelle  relative  ai   provvedimenti   applicativi
dell’adeguamento dei prezzi ai sensi dell’art. 133 commi  3
e 4.».
Tutela processuale (articolo 44, comma 3, lettere a), b), c), f), g),
legge n. 88/2009; articolo 2, paragrafi 3 e 4,  articolo  2-quater,
direttiva 89/665/CEE, articolo 2, paragrafi 3 e 3-bis,  e  articolo
2-quater,  direttiva  92/13/CEE  come  modificati  dalla  direttiva
1. All’articolo 245 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono
parentesi, dopo le parole:  «legge  n.  80/2005»,  sono  aggiunte  le
seguenti: «; articolo 44, comma 3, lettere a), b), c), f), g),  legge
n. 88/2009; articolo 2, paragrafi 3 e 4, articolo 2-quater, direttiva
89/665/CEE e articolo 2, paragrafi  3  e  3-bis,  articolo  2-quater,
direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE», e le
parole: «articolo 23-bis, legge n. 1034/1971;» sono soppresse;
«1. Gli atti  delle  procedure  di  affidamento,  ivi  comprese  le
procedure di affidamento di incarichi e concorsi di  progettazione  e
di attivita’ tecnico-amministrative  ad  esse  connesse,  relativi  a
lavori, servizi o forniture,  di  cui  all’articolo  244,  nonche’  i
connessi provvedimenti dell’Autorita’,  sono  impugnabili  unicamente
mediante ricorso al tribunale amministrativo regionale competente.»;
c) il comma 2 e’ sostituito dai seguenti:
«2. Nel caso in cui  sia  mancata  la  pubblicita’  del  bando,  il
ricorso non puo’ comunque essere piu’ proposto decorsi trenta  giorni
decorrenti dalla data di pubblicazione dell’avviso di  aggiudicazione
definitiva di cui all’articolo 65 e all’articolo  225,  a  condizione
che tale avviso contenga la motivazione dell’atto con cui la stazione
appaltante  ha  deciso  di  affidare  il   contratto   senza   previa
pubblicazione del bando. Se sono omessi gli avvisi o le  informazioni
di cui al presente comma  oppure  se  essi  non  sono  conformi  alle
prescrizioni ivi contenute,  il  ricorso  non  puo’  comunque  essere
proposto decorsi sei mesi dalla data di stipulazione del contratto.
2-bis. Salvo quanto previsto dal presente articolo e dagli articoli
seguenti si applica l’articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n.
2-ter. Quando  e’  impugnata  l’aggiudicazione  definitiva,  se  la
stazione appaltante  fruisce  del  patrocinio  dell’Avvocatura  dello
Stato, il ricorso e’ notificato, oltre che presso  detta  Avvocatura,
anche alla stazione appaltante nella sua  sede  reale,  in  data  non
anteriore  alla  notifica  presso  l’Avvocatura,  e  al   solo   fine
dell’operativita’ della sospensione obbligatoria del termine  per  la
2-quater. La competenza territoriale del  tribunale  amministrativo
regionale e’ inderogabile e il relativo difetto  e’  rilevato,  anche
d’ufficio,  prima  di  ogni  altra  questione,  e  pronunciato,   con
ordinanza in sede di primo esame della domanda cautelare  ovvero,  in
mancanza di questa, nella prima udienza di merito. L’ordinanza indica
il tribunale amministrativo regionale competente, davanti al quale il
processo deve essere riassunto entro quindici  giorni  decorrenti  da
quando diventa definitiva  l’ordinanza  che  declina  la  competenza.
L’ordinanza del giudice adito che dichiara la propria incompetenza e’
impugnabile nel termine di  quindici  giorni  dalla  comunicazione  o
notificazione con il regolamento di competenza. Il  regolamento  puo’
essere altresi’ richiesto d’ufficio alla prima  udienza  dal  giudice
indicato  come  competente  dal  tribunale  adito.  La  questione  di
competenza inderogabile puo’ comunque essere fatta valere  anche  con
il regolamento di competenza.
a) trenta giorni per  la  notificazione  del  ricorso  e  per  la
proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi da  quelli  gia’
impugnati, decorrenti dalla ricezione della comunicazione degli  atti
ai sensi dell’articolo 79 o, per i bandi e  gli  avvisi  con  cui  si
indice una gara, autonomamente lesivi,  dalla  pubblicazione  di  cui
all’articolo 66, comma 8;
b) dieci giorni per  il  deposito  del  ricorso  principale,  del
ricorso  incidentale,  dell’atto  contenente   i   motivi   aggiunti,
dell’appello avverso l’ordinanza cautelare;
c) trenta giorni per la  proposizione  del  ricorso  incidentale,
decorrenti dalla notificazione del ricorso principale;
d) quindici  giorni  per  la  proposizione  dei  motivi  aggiunti
avverso gli atti gia’ impugnati;
e) quindici giorni per l’appello  avverso  l’ordinanza  cautelare
decorrenti dalla sua comunicazione o, se anteriore, notificazione.
2-sexies. In luogo della  prova  della  notificazione  puo’  essere
depositata la prova  che  il  ricorso  e’  stato  consegnato  per  le
notifiche o spedito; la prova delle eseguite notifiche va  depositata
appena  e’  disponibile  e  comunque  entro  l’udienza  o  camera  di
consiglio in cui la causa e’ discussa.
2-septies. I nuovi atti attinenti la  medesima  procedura  di  gara
devono essere impugnati con ricorso per motivi aggiunti.
2-octies. Il processo, ferma la possibilita’ della sua  definizione
immediata nell’udienza cautelare  ove  ne  ricorrano  i  presupposti,
viene comunque definito ad una udienza fissata d’ufficio e da tenersi
entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per la  costituzione
delle parti diverse dal ricorrente. Della data  di  udienza  e’  dato
avviso alle parti a cura della segreteria, anche a mezzo fax o  posta
elettronica,  almeno   venti   giorni   liberi   prima   della   data
dell’udienza.
2-nonies. In caso di esigenze istruttorie o  quando  e’  necessario
integrare il contraddittorio o assicurare il rispetto  di  termini  a
difesa, la definizione del merito viene rinviata, con l’ordinanza che
dispone   gli   adempimenti   istruttori   o    l’integrazione    del
contraddittorio o dispone il rinvio per l’esigenza  di  rispetto  dei
termini a difesa, ad  una  udienza  da  tenersi  non  oltre  sessanta
2-decies. Il dispositivo della sentenza che definisce  il  giudizio
e’ pubblicato entro sette giorni dalla data dell’udienza.
2-undecies. Tutti gli atti di parte devono essere  sintetici  e  la
sentenza che decide il ricorso e’ redatta, ordinariamente,  in  forma
2-duodecies. In caso di  domanda  cautelare,  le  parti  a  cui  e’
notificato il  ricorso  possono  presentare  istanze  e  memorie,  in
relazione ad essa, entro cinque giorni dalla ricevuta  notificazione.
La domanda cautelare e’ comunque trattata alla prima udienza utile in
camera di consiglio, decorso il predetto termine di cinque giorni. Il
giudice decide  interinalmente  sulla  domanda  cautelare,  anche  se
ordina adempimenti istruttori, se concede  termini  a  difesa,  o  se
solleva o vengono proposti incidenti processuali.
2-terdecies. Le disposizioni dei commi che precedono  si  applicano
anche nel giudizio di appello innanzi al Consiglio di Stato, proposto
avverso la sentenza o avverso l’ordinanza cautelare, e nei giudizi di
revocazione o opposizione di terzo. La parte  puo’  proporre  appello
avverso il dispositivo al fine di ottenerne la sospensione.»;
d) il comma 8 e’ sostituito dal  seguente:  «8.  Le  disposizioni
recate dai commi da 3 a 7 non si  applicano  ai  giudizi  davanti  al
Consiglio  di  Stato,  per  i  quali  le  istanze  cautelari  restano
disciplinate dai restanti commi del presente articolo e dalle vigenti
disposizioni   relative   al   giudizio   cautelare   nel    processo
amministrativo ordinario in quanto da detti commi richiamate.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  245  del  decreto
«Art. 245 (Strumenti di  tutela)  (art.  81,  direttiva
2004/18; art.  72,  direttiva  2004/17;  articoli  1  e  2,
direttiva  1989/665;  art.  14,  decreto   legislativo   n.
190/2002;  art.  5,  comma  12-quater,  D.L.  n.   35/2005,
convertito nella  legge  n.  80/2005;  art.  44,  comma  3,
lettere a), b), c), f), g), legge n. 88/2009; art. 2, parr.
3 e 4, art. 2-quater, direttiva 89/665/CEE e art. 2,  parr.
3  e  3-bis,  art.  2-quater,  direttiva   92/13/CEE   come
modificati dalla direttiva 2007/66/CE). – 1. Gli atti delle
procedure di affidamento,  ivi  comprese  le  procedure  di
affidamento di incarichi e concorsi di progettazione  e  di
attivita’ tecnico-amministrative ad esse connesse, relativi
a lavori, servizi o forniture, di cui all’art. 244, nonche’
i connessi provvedimenti dell’Autorita’,  sono  impugnabili
unicamente mediante  ricorso  al  tribunale  amministrativo
2. Nel caso in  cui  sia  mancata  la  pubblicita’  del
bando, il ricorso non puo’ comunque  essere  piu’  proposto
decorsi   trenta   giorni   decorrenti   dalla   data    di
pubblicazione dell’avviso di aggiudicazione  definitiva  di
cui all’art. 65 e  all’art.  225,  a  condizione  che  tale
avviso  contenga  la  motivazione  dell’atto  con  cui   la
stazione appaltante ha  deciso  di  affidare  il  contratto
senza previa pubblicazione del bando. Se  sono  omessi  gli
avvisi o le informazioni di cui al presente comma oppure se
essi non sono conformi alle prescrizioni ivi contenute,  il
ricorso non puo’ comunque essere proposto decorsi sei  mesi
dalla data di stipulazione del contratto.
2-bis. Salvo quanto previsto dal  presente  articolo  e
dagli articoli seguenti  si  applica  l’art.  23-bis  della
legge 6 dicembre 1971, n. 1034.
2-ter. Quando e’ impugnata l’aggiudicazione definitiva,
se  la   stazione   appaltante   fruisce   del   patrocinio
dell’Avvocatura dello  Stato,  il  ricorso  e’  notificato,
oltre che presso  detta  Avvocatura,  anche  alla  stazione
appaltante nella sua sede reale, in data non anteriore alla
notifica   presso   l’Avvocatura,   e    al    solo    fine
dell’operativita’  della   sospensione   obbligatoria   del
termine per la stipulazione del contratto.
2-quater.  La  competenza  territoriale  del  tribunale
amministrativo regionale  e’  inderogabile  e  il  relativo
difetto e’ rilevato, anche d’ufficio, prima di  ogni  altra
questione, e pronunciato, con ordinanza in  sede  di  primo
esame  della  domanda  cautelare  ovvero,  in  mancanza  di
questa, nella prima udienza di merito.  L’ordinanza  indica
il tribunale amministrativo regionale  competente,  davanti
al quale il processo deve essere riassunto  entro  quindici
giorni decorrenti da quando diventa definitiva  l’ordinanza
che declina la competenza. L’ordinanza  del  giudice  adito
che dichiara la propria  incompetenza  e’  impugnabile  nel
termine  di   quindici   giorni   dalla   comunicazione   o
notificazione  con  il  regolamento   di   competenza.   Il
regolamento puo’ essere altresi’ richiesto  d’ufficio  alla
prima udienza dal  giudice  indicato  come  competente  dal
tribunale adito. La questione  di  competenza  inderogabile
puo’ comunque essere fatta valere anche con il  regolamento
a) trenta giorni per la notificazione del ricorso e per
la proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi  da
quelli gia’ impugnati,  decorrenti  dalla  ricezione  della
comunicazione degli atti ai sensi dell’art.  79  o,  per  i
bandi  e  gli  avvisi  con  cui   si   indice   una   gara,
autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di  cui  all’art.
66, comma 8;
b) dieci giorni per il deposito del ricorso principale,
del ricorso  incidentale,  dell’atto  contenente  i  motivi
aggiunti, dell’appello avverso l’ordinanza cautelare;
c)  trenta  giorni  per  la  proposizione  del  ricorso
incidentale, decorrenti  dalla  notificazione  del  ricorso
d) quindici giorni per  la  proposizione  dei  motivi
aggiunti avverso gli atti gia’ impugnati;
e) quindici giorni per l’appello avverso  l’ordinanza
cautelare  decorrenti  dalla  sua   comunicazione   o,   se
anteriore, notificazione.
2-sexies. In luogo della prova della notificazione puo’
essere  depositata  la  prova  che  il  ricorso  e’   stato
consegnato per le  notifiche  o  spedito;  la  prova  delle
eseguite notifiche va depositata appena  e’  disponibile  e
comunque entro l’udienza o camera di consiglio  in  cui  la
causa e’ discussa.
2-septies. I nuovi atti attinenti la medesima procedura
di gara devono essere  impugnati  con  ricorso  per  motivi
2-octies. Il processo, ferma la possibilita’ della  sua
definizione  immediata  nell’udienza   cautelare   ove   ne
ricorrano i presupposti, viene  comunque  definito  ad  una
udienza fissata  d’ufficio  e  da  tenersi  entro  sessanta
giorni dalla scadenza del termine per la costituzione delle
parti diverse dal ricorrente. Della data di udienza e’ dato
avviso alle parti a cura della segreteria,  anche  a  mezzo
fax o posta elettronica, almeno venti giorni  liberi  prima
della data dell’udienza.
2-nonies. In caso di esigenze istruttorie o  quando  e’
necessario integrare il  contraddittorio  o  assicurare  il
rispetto di termini a difesa,  la  definizione  del  merito
viene rinviata, con l’ordinanza che dispone gli adempimenti
istruttori o l’integrazione del contraddittorio  o  dispone
il rinvio per l’esigenza di rispetto dei termini a  difesa,
ad una udienza da tenersi non oltre sessanta giorni.
2-decies. Il dispositivo della sentenza  che  definisce
il giudizio e’ pubblicato entro  sette  giorni  dalla  data
2-undecies. Tutti  gli  atti  di  parte  devono  essere
sintetici e la sentenza che decide il ricorso  e’  redatta,
2-duodecies. In caso di domanda cautelare, le  parti  a
cui e’ notificato il ricorso possono presentare  istanze  e
memorie, in relazione ad essa, entro  cinque  giorni  dalla
ricevuta notificazione. La domanda  cautelare  e’  comunque
trattata alla prima udienza utile in camera  di  consiglio,
decorso il predetto termine di cinque  giorni.  Il  giudice
decide interinalmente sulla  domanda  cautelare,  anche  se
ordina adempimenti istruttori, se concede termini a difesa,
o se solleva o vengono proposti incidenti processuali.
2-terdecies. Le disposizioni dei commi che precedono si
applicano  anche  nel  giudizio  di  appello   innanzi   al
Consiglio di Stato, proposto avverso la sentenza o  avverso
l’ordinanza cautelare,  e  nei  giudizi  di  revocazione  o
opposizione  di  terzo.  La  parte  puo’  proporre  appello
avverso il dispositivo al fine di ottenerne la sospensione.
3. In caso di eccezionale gravita’ e urgenza,  tale  da
non consentire neppure la previa notifica del ricorso e  la
richiesta di misure cautelari provvisorie di  cui  all’art.
21, comma 9, della legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,  il
soggetto legittimato al ricorso puo’ proporre  istanza  per
l’adozione  delle  misure  interinali  e  provvisorie   che
appaiono indispensabili durante il tempo occorrente per  la
proposizione  del  ricorso  di  merito  e   della   domanda
cautelare di cui ai commi 8 e 9 del citato art. 21.
4. L’istanza, previamente notificata ai sensi dell’art.
21, comma 1, della legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,  si
propone  al   Presidente   del   Tribunale   amministrativo
regionale competente per il merito.  Il  Presidente,  o  il
giudice da lui delegato,  provvede  sull’istanza,  sentite,
ove possibile, le parti, e omessa ogni altra formalita’. Le
questioni di competenza  di  cui  al  presente  comma  sono
rilevabili d’ufficio.
5. Il provvedimento negativo non e’ impugnabile, ma  la
domanda cautelare puo’ essere riproposta dopo l’inizio  del
giudizio di merito ai sensi dell’art.  21,  commi  8  e  9,
6. L’efficacia del provvedimento di  accoglimento  puo’
essere  subordinata  alla  prestazione  di   una   adeguata
cauzione per i  danni  alle  parti  e  ai  terzi.  Esso  e’
notificato  dal  richiedente  alle  altre  parti  entro  un
termine perentorio fissato dal  giudice,  non  superiore  a
cinque  giorni.  Il  provvedimento  di  accoglimento  perde
comunque effetto con il decorso di  sessanta  giorni  dalla
sua prima emissione, dopo di che restano efficaci  le  sole
misure cautelari che siano confermate o concesse  ai  sensi
dell’art. 21, commi 8 e 9, della legge 6 dicembre 1971,  n.
1034. Il provvedimento di accoglimento non e’  appellabile,
ma, fino a quando conserva efficacia, e’ sempre  revocabile
o modificabile senza formalita’ dal Presidente, d’ufficio o
su istanza o  reclamo  di  ogni  interessato,  nonche’  dal
Collegio dopo l’inizio del giudizio di merito.
7. Per l’attuazione del provvedimento cautelare  e  per
la pronuncia in ordine alle  spese  si  applica  l’art.  21
8. Le disposizioni recate dai commi da 3  a  7  non  si
applicano ai giudizi davanti al Consiglio di Stato,  per  i
quali  le  istanze  cautelari  restano   disciplinate   dai
restanti  commi  del  presente  articolo  e  dalle  vigenti
disposizioni relative al giudizio  cautelare  nel  processo
amministrativo  ordinario  in   quanto   da   detti   commi
richiamate.».
Inefficacia del contratto in caso di gravi violazioni  (articolo  44,
comma 1, lettera f) e lettera h), legge  n.  88/2009;  articoli  2,
paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE
e articoli 2,  paragrafi  1  e  6,  2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,
direttiva 92/13/CEE, come modificati  dalla  direttiva  2007/66/CE;
23° considerando, direttiva 2007/66/CE)
1. Dopo l’articolo 245 del decreto legislativo n. 163 del  2006  e’
«Art.  245-bis  (Inefficacia  del  contratto  in  caso   di   gravi
violazioni (articolo 44, comma 1, lettera f) e lettera h),  legge  n.
88/2009; articoli 2, paragrafi 6 e 7, 2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,
direttiva 89/665/CEE e articoli 2,  paragrafi  1  e  6,  2-quinquies,
2-sexies, 3-bis, direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva
2007/66/CE; 23° considerando, direttiva 2007/66/CE). – 1. Il  giudice
che annulla l’aggiudicazione definitiva  dichiara  l’inefficacia  del
contratto nei seguenti casi, precisando in funzione  delle  deduzioni
delle parti e della valutazione della gravita’ della  condotta  della
stazione appaltante e della situazione di fatto, se  la  declaratoria
di inefficacia e’ limitata alle prestazioni ancora da  eseguire  alla
data della pubblicazione del dispositivo o opera in via retroattiva:
a)  se  l’aggiudicazione  definitiva  e’  avvenuta  senza  previa
pubblicazione del bando o avviso con cui si  indice  una  gara  nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea  o  nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana, quando tale  pubblicazione  e’  prescritta
b) se  l’aggiudicazione  definitiva  e’  avvenuta  con  procedura
negoziata senza bando o con affidamento in economia  fuori  dai  casi
consentiti e questo abbia determinato l’omissione  della  pubblicita’
del bando o  avviso  con  cui  si  indice  una  gara  nella  Gazzetta
Ufficiale  dell’Unione  europea  o  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana, quando  tale  pubblicazione  e’  prescritta  dal
presente codice;
c) se il contratto e’ stato stipulato senza rispettare il termine
dilatorio  stabilito  dall’articolo  11,  comma  10,   qualora   tale
violazione  abbia  privato  il  ricorrente  della   possibilita’   di
avvalersi di mezzi di ricorso prima della stipulazione del  contratto
e  sempre  che  tale  violazione,   aggiungendosi   a   vizi   propri
dell’aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilita’ del
ricorrente di ottenere l’affidamento;
d) se  il  contratto  e’  stato  stipulato  senza  rispettare  la
sospensione obbligatoria del termine per  la  stipulazione  derivante
dalla    proposizione    del    ricorso    giurisdizionale    avverso
l’aggiudicazione definitiva, ai sensi dell’articolo 11, comma 10-ter,
qualora   tale    violazione,    aggiungendosi    a    vizi    propri
ricorrente di ottenere l’affidamento.
2. Il contratto resta efficace, anche in presenza delle  violazioni
di cui al comma 1 qualora venga accertato che il rispetto di esigenze
imperative connesse ad un  interesse  generale  imponga  che  i  suoi
effetti siano mantenuti. Tra le esigenze  imperative  rientrano,  fra
l’altro, quelle imprescindibili di carattere tecnico o di altro tipo,
tali da rendere evidente che i residui obblighi contrattuali  possono
essere  rispettati  solo  dall’esecutore   attuale.   Gli   interessi
economici  possono  essere  presi  in  considerazione  come  esigenze
imperative solo in circostanze eccezionali in cui  l’inefficacia  del
contratto conduce a conseguenze sproporzionate, avuto anche  riguardo
all’eventuale mancata proposizione  della  domanda  di  subentro  nel
contratto nei casi in cui il vizio dell’aggiudicazione  non  comporta
l’obbligo di rinnovare la gara. Non costituiscono esigenze imperative
gli  interessi  economici  legati  direttamente  al  contratto,   che
comprendono fra l’altro i costi derivanti dal ritardo nell’esecuzione
del contratto stesso, dalla necessita’ di indire una nuova  procedura
di  aggiudicazione,  dal  cambio  dell’operatore  economico  e  dagli
obblighi di legge risultanti dalla dichiarazione di inefficacia.
3.  A  cura  della  segreteria,  le  sentenze  che  provvedono   in
applicazione del comma 2 sono trasmesse alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri – Dipartimento per le politiche comunitarie.
4. Nei casi in cui, nonostante  le  violazioni,  il  contratto  sia
considerato efficace o l’inefficacia sia  temporalmente  limitata  si
applicano le sanzioni alternative di cui all’articolo 245-quater.
5. La inefficacia del contratto prevista dal comma 1, lettere a)  e
b), non trova applicazione quando la stazione appaltante abbia  posto
in essere la seguente procedura:
a) abbia con atto motivato anteriore all’avvio della procedura di
affidamento dichiarato di ritenere  che  la  procedura  senza  previa
Gazzetta  Ufficiale  dell’Unione  europea   ovvero   nella   Gazzetta
Ufficiale della  Repubblica  italiana  sia  consentita  dal  presente
b) abbia pubblicato, rispettivamente per i contratti di rilevanza
comunitaria e per  quelli  sotto  soglia,  nella  Gazzetta  Ufficiale
dell’Unione europea ovvero nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana un avviso volontario per la trasparenza preventiva ai  sensi
dell’articolo 79-bis, in cui manifesta l’intenzione di concludere  il
c) il contratto non sia stato concluso prima dello scadere di  un
termine di almeno dieci giorni decorrenti dal giorno successivo  alla
data di pubblicazione dell’avviso di cui alla lettera b).».
Inefficacia del contratto negli altri casi  (articolo  44,  comma  1,
lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi  6
e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e  articoli
2,  paragrafi  1  e  6,  2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,  direttiva
92/13/CEE,  come  modificati  dalla   direttiva   2007/66/CE;   23°
considerando, direttiva 2007/66/CE)
1. Dopo l’articolo 245-bis del decreto legislativo n. 163 del  2006
«Art. 245-ter (Inefficacia del contratto negli altri casi (articolo
44, comma 1, lettera f) e  lettera  h),  legge  delega;  articoli  2,
paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e
articoli 2, paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis,  direttiva
92/13/CEE,  come   modificati   dalla   direttiva   2007/66/CE;   23°
considerando, direttiva 2007/66/CE). – 1.  Fuori  dei  casi  indicati
dagli articoli 245-bis e 245-quater, comma 3, il giudice che  annulla
l’aggiudicazione definitiva stabilisce se  dichiarare  inefficace  il
contratto, fissandone la decorrenza, tenendo conto,  in  particolare,
degli interessi  delle  parti,  dell’effettiva  possibilita’  per  il
ricorrente  di  conseguire  l’aggiudicazione  alla  luce   dei   vizi
riscontrati,  dello  stato  di  esecuzione  del  contratto  e   della
possibilita’ di subentrare nel contratto, nei casi in  cui  il  vizio
dell’aggiudicazione non comporti l’obbligo di rinnovare la gara e  la
relativa domanda sia stata proposta.».
Sanzioni alternative (articolo 44, comma 1, lettera f) e lettera  h),
legge n.  88/2009;  articoli  2,  paragrafi  6  e  7,  2-quinquies,
2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e articoli 2, paragrafi  1  e
6,  2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,   direttiva   92/13/CEE,   come
modificati dalla direttiva 2007/66/CE; 23° considerando,  direttiva
1. Dopo l’articolo 245-ter del decreto legislativo n. 163 del  2006
«Art. 245-quater  (Sanzioni  alternative  (articolo  44,  comma  1,
lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi 6  e
7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e  articoli  2,
paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis,  direttiva  92/13/CEE,
come  modificati  dalla  direttiva  2007/66/CE;   23°   considerando,
direttiva 2007/66/CE). – 1. Nei casi  di  cui  all’articolo  245-bis,
comma 4, il giudice amministrativo  individua  le  seguenti  sanzioni
a)  la  sanzione  pecuniaria   nei   confronti   della   stazione
appaltante, di importo dallo 0,5 per cento al 5 per cento del  valore
del contratto, inteso come prezzo di aggiudicazione, che  e’  versata
all’entrata del bilancio dello Stato – con  imputazione  al  capitolo
2301, capo 8 «Multe, ammende e sanzioni amministrative inflitte dalle
autorita’ giudiziarie ed amministrative,  con  esclusione  di  quelle
aventi natura tributaria» – entro sessanta giorni  dal  passaggio  in
giudicato della sentenza che irroga sanzione; decorso il termine  per
il versamento, si applica una maggiorazione pari ad un  decimo  della
sanzione per ogni semestre di ritardo. La  sentenza  che  applica  le
sanzioni  e’  comunicata,  a  cura  della  segreteria,  al  Ministero
dell’economia   e   delle   finanze   entro   cinque   giorni   dalla
b) la riduzione della durata del contratto, ove possibile, da  un
minimo del dieci per cento ad un  massimo  del  cinquanta  per  cento
della durata residua alla data di pubblicazione del dispositivo.
2. Il giudice amministrativo applica le  sanzioni,  assicurando  il
rispetto del principio del contraddittorio e ne determina  la  misura
in modo che siano effettive, dissuasive, proporzionate al valore  del
contratto, alla gravita’ della condotta della stazione  appaltante  e
all’opera svolta  dalla  stazione  appaltante  per  l’eliminazione  o
attenuazione  delle  conseguenze  della  violazione.  In  ogni   caso
l’eventuale  condanna  al  risarcimento  dei  danni  non  costituisce
sanzione alternativa e si cumula con le sanzioni alternative.
3. Il giudice applica le sanzioni di cui al comma 1  anche  qualora
il contratto e’ stato stipulato senza rispettare il termine dilatorio
stabilito  per  la  stipulazione  del  contratto,  ovvero  e’   stato
stipulato  senza  rispettare  la   sospensione   della   stipulazione
derivante dalla  proposizione  del  ricorso  giurisdizionale  avverso
l’aggiudicazione definitiva, quando la violazione non  abbia  privato
il ricorrente della possibilita’ di avvalersi  di  mezzi  di  ricorso
prima della stipulazione del contratto e  non  abbia  influito  sulle
possibilita’ del ricorrente di ottenere l’affidamento.».
1. Dopo l’articolo 245-quater del decreto legislativo  n.  163  del
2006 e’ inserito il seguente:
«Art. 245-quinquies (Tutela in forma specifica e per  equivalente).
– 1. L’accoglimento della domanda di conseguire l’aggiudicazione e il
contratto e’ comunque condizionato alla dichiarazione di  inefficacia
del contratto ai sensi  degli  articoli  245-bis  e  245-ter.  Se  il
giudice non dichiara l’inefficacia del contratto dispone, su  domanda
e a favore del solo ricorrente avente titolo  all’aggiudicazione,  il
risarcimento per equivalente del danno da questi subito e provato.
2. La condotta processuale  della  parte  che,  senza  giustificato
motivo, non ha proposto la domanda di cui al comma 1,  o  non  si  e’
resa disponibile a subentrare nel contratto, e’ valutata dal  giudice
ai sensi dell’articolo 1227 del codice civile.».
Modifiche  alla  disciplina   processuale   per   le   infrastrutture
strategiche  (articolo  4,  comma  3,  lettera  h),  legge  delega;
articolo  2,  paragrafo  7,  direttiva  89/665/CEE  e  articolo  2,
paragrafo 6, direttiva 92/13/CEE, come modificati  dalla  direttiva
1. All’articolo 246 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono
seguenti: «; articolo 4, comma 3, lettera h), legge delega;  articolo
2, paragrafo 7, direttiva  89/665/CEE  e  articolo  2,  paragrafo  6,
direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE»;
b) al comma 1 le parole: «le  disposizioni  di  cui  all’articolo
23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034 si applicano  per  quanto  non
espressamente previsto dai commi 2, 3, 4 del presente articolo»  sono
sostituite dalle seguenti: «oltre alle  disposizioni  degli  articoli
244,  245,  245-bis,  245-quater  e  245-quinquies  si  applicano  le
previsioni del presente articolo»;
d) nel comma 4, le parole: «La sospensione» sono sostituite dalle
seguenti: «Ferma restando l’applicazione  degli  articoli  245-bis  e
245-quater,  al  di  fuori  dei  casi   in   essi   contemplati,   la
sospensione».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  246  del  decreto
«Art.  246  (Norme   processuali   ulteriori   per   le
controversie  relative  a  infrastrutture  e   insediamenti
produttivi) (art. 81, direttiva 2004/18; art. 72, direttiva
2004/17; articoli 1 e 2, direttiva 1989/665;  art.  23-bis,
legge  n.  1034/1971;  art.  14,  decreto  legislativo   n.
convertito nella legge n. 80/2005; art. 4, comma 3, lettera
h), legge delega; art. 2, par. 7,  direttiva  89/665/CEE  e
art. 2, par. 6, direttiva 92/13/CEE, come modificati  dalla
direttiva 2007/66/CE). – 1. Nei giudizi davanti agli organi
di giustizia  amministrativa  che  comunque  riguardino  le
procedure di progettazione, approvazione,  e  realizzazione
delle infrastrutture  e  degli  insediamenti  produttivi  e
relative  attivita’  di   espropriazione,   occupazione   e
asservimento, di cui alla parte II, titolo  III,  capo  IV,
oltre alle disposizioni degli articoli 244,  245,  245-bis,
245-quater e 245-quinquies si applicano le  previsioni  del
3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si
tiene conto delle probabili conseguenze  del  provvedimento
stesso per tutti gli interessi  che  possono  essere  lesi,
nonche’ del preminente interesse nazionale  alla  sollecita
realizzazione  dell’opera,  e,  ai  fini  dell’accoglimento
della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilita’
del pregiudizio per il  ricorrente,  il  cui  interesse  va
comunque comparato con quello  del  soggetto  aggiudicatore
alla celere prosecuzione delle procedure.
4. Ferma restando l’applicazione degli articoli 245-bis
e 245-quater, al di fuori dei casi in essi contemplati,  la
sospensione o l’annullamento dell’affidamento non  comporta
la  caducazione  del  contratto  gia’   stipulato,   e   il
risarcimento del danno eventualmente  dovuto  avviene  solo
per equivalente.
5. Le disposizioni del comma 4 si applicano anche  alle
controversie relative alle procedure di cui all’art. 140.».
Obblighi  di  comunicazione  e  di  informazione   alla   Commissione
dell’Unione europea (articolo 44, comma  3,  lettera  l)  legge  n.
88/2009; articoli 3 e 4, direttiva 89/665/CEE e  articoli  8  e  12
1. Dopo l’articolo 251 del decreto legislativo n. 163 del  2006  e’
«Art. 251-bis (Obblighi di comunicazione  e  di  informazione  alla
Commissione dell’Unione europea (articolo 44,  comma  3,  lettera  l)
legge n. 88/2009; articoli 3 e 4 direttiva 89/665/CEE e articoli 8  e
12 direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva  2007/66/CE).
– 1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento  per  le
politiche  europee  riceve  dalla  Commissione  europea  la  notifica
prevista dall’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva  89/665/CEE  e
dall’articolo  8,  paragrafo  2,  della  direttiva  92/13/CEE,   come
modificati dalla direttiva 2007/66/CE.
2. Entro ventuno giorni civili dalla ricezione  della  notifica  di
cui  al  comma  1,  la  Presidenza  del  Consiglio   dei   Ministri –
Dipartimento per le  politiche  europee,  comunica  alla  Commissione
europea, alternativamente:
b) una conclusione motivata per spiegare perche’ non vi  sia  stato
posto rimedio;
c) una notifica che  la  procedura  di  affidamento  del  contratto
relativo a  lavori,  servizi  o  forniture  e’  stata  sospesa  dalla
stazione  appaltante  di  propria  iniziativa  oppure  da  parte  del
competente organo a cui e’ stato proposto il ricorso.
3. Una conclusione motivata comunicata a norma del comma 2, lettera
b), puo’ anche  fondarsi  sul  fatto  che  la  violazione  denunciata
costituisce gia’ l’oggetto di un ricorso. In tale caso la  Presidenza
del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per  le  politiche  europee
informa la Commissione europea dell’esito del ricorso non  appena  ne
viene a conoscenza.
4. In caso  di  notifica  che  una  procedura  di  affidamento  del
contratto relativo a lavori, servizi o  forniture  e’  stata  sospesa
conformemente al comma 2, lettera c), la Presidenza del Consiglio dei
Ministri –  Dipartimento  per  le  politiche  europee  notifica  alla
Commissione europea la cessazione  della  sospensione  o  l’avvio  di
un’altra procedura di affidamento in parte o del tutto collegata alla
procedura  precedente.  Tale  notifica  deve  confermare   che   alla
violazione  presunta  sia  stato  posto  rimedio  o   includere   una
conclusione motivata per spiegare perche’  non  vi  sia  stato  posto
5. Al fine dell’esercizio delle competenze  di  cui  ai  commi  che
precedono, la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri –  Dipartimento
per le politiche europee,  chiede  le  notizie  utili  alla  stazione
appaltante e puo’ chiedere notizie sullo stato  del  procedimento  di
ricorso alla segreteria dell’organo presso cui pende. La richiesta e’
formulata per iscritto, e trasmessa con mezzi celeri. La risposta  e’
resa per iscritto, con la massima tempestivita’ e comunque non  oltre
sette giorni dalla ricezione della richiesta, e trasmessa  con  mezzi
6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento  per  le
politiche  comunitarie   fornisce   alla   Commissione   europea   le
informazioni sul funzionamento delle procedure nazionali di  ricorso,
richieste  dalla  stessa   Commissione   nell’ambito   del   Comitato
consultivo per gli appalti pubblici. A  tal  fine  puo’  chiedere  le
occorrenti informazioni ai Presidenti  dei  Tribunali  amministrativi
regionali e al Presidente del Consiglio di Stato, anche sulla base di
eventuali protocolli d’intesa, nonche’,  all’Autorita’  di  vigilanza
sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e  alle
7. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento  per  le
politiche europee comunica ogni anno alla  Commissione  il  testo  di
tutte le decisioni, con le relative motivazioni, adottate dai  propri
organi di ricorso conformemente all’articolo 245-bis, comma 2.».
Abrogazioni, norme di coordinamento e norme transitorie (articolo 44,
comma 3, lettera c), e comma 4, legge n. 88/2009)
1. Salvo quanto previsto dal comma 4, e’  abrogato  l’articolo  20,
commi 8  e  8-bis,  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2;
l’articolo 11, commi 10, 10-bis e 10-ter, del decreto legislativo  n.
163 del 2006, cosi’ come modificato dall’articolo 1, si applica anche
ai contratti di cui all’articolo 20 del citato decreto-legge  n.  185
del 2008, se l’aggiudicazione definitiva sia successiva alla data  di
2. All’articolo 23-bis della legge 6  dicembre  1971,  n.  1034,  e
a) sono soppresse le lettere a) e c) del comma 1;
b) la lettera b) del comma 1 e’ sostituita dalla seguente: « b) i
provvedimenti  relativi  alle   procedure   di   occupazione   e   di
espropriazione delle  aree  destinate  alla  realizzazione  di  opere
pubbliche o di pubblica utilita’;».
3. All’articolo 13, comma 6-bis, del testo unico delle disposizioni
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le
parole: «per i predetti ricorsi in materia di affidamento di  lavori,
servizi e forniture» sono sostituite dalle seguenti: «per  i  ricorsi
in  materia  di  procedure  di  affidamento  di  lavori,  servizi   e
forniture,  ivi  compresi  quelli  per  motivi  aggiunti   e   quelli
incidentali contenenti domande nuove».
4. Resta ferma la disciplina di cui all’articolo 20, comma  8,  del
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, limitatamente  agli
interventi previsti nel citato articolo 20, per i  quali  siano  gia’
stati nominati i relativi commissari o vengano nominati entro novanta
5.  E’ abrogato l’articolo 3, commi 19, 20 e  21,  della  legge  24
6. La disciplina introdotta dagli articoli 4  e  5  si  applica  ai
bandi, avvisi  di  gara  e  inviti  pubblicati  successivamente  alla
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  nonche’  ai   contratti
aggiudicati sulla base di essi e ai relativi giudizi arbitrali.
– Si riporta il testo dell’art. 20,  del  decreto-legge
29  novembre  2008,  n.  185,  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale 29 novembre 2008, n. 280, S.O.,  convertito,  con
modificazione,  dalla  legge  28  gennaio   2009,   n.   2,
S.O., come modificato dal presente decreto:
«Art. 20 (Norme  straordinarie  per  la  velocizzazione
delle procedure esecutive di  progetti  facenti  parte  del
quadro  strategico  nazionale  e  simmetrica  modifica  del
relativo regime di contenzioso  amministrativo).  –  1.  In
considerazione  delle  particolari   ragioni   di   urgenza
connesse      con      la      contingente       situazione
economico-finanziaria del Paese ed al fine di  sostenere  e
assistere  la  spesa  per  investimenti,  compresi   quelli
necessari per la  messa  in  sicurezza  delle  scuole,  con
decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
proposta del Ministro competente per  materia  di  concerto
individuati  gli  investimenti   pubblici   di   competenza
statale, ivi  inclusi  quelli  di  pubblica  utilita’,  con
particolare   riferimento   agli   interventi   programmati
nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale  programmazione
nazionale, ritenuti prioritari per  lo  sviluppo  economico
del territorio nonche’ per le implicazioni occupazionali ed
i connessi riflessi sociali,  nel  rispetto  degli  impegni
assunti a livello internazionale.  Il  decreto  di  cui  al
presente comma e’ emanato di concerto anche con il Ministro
dello  sviluppo  economico   quando   riguardi   interventi
programmati    nei    settori    dell’energia    e    delle
telecomunicazioni. Per quanto riguarda  gli  interventi  di
competenza regionale si provvede con decreto del Presidente
della Giunta Regionale ovvero dei Presidenti delle province
2. I decreti di cui al precedente comma 1 individuano i
tempi di tutte le fasi di realizzazione dell’investimento e
il  quadro  finanziario  dello  stesso.  Sul  rispetto  dei
suddetti tempi vigilano commissari  straordinari  delegati,
nominati con i medesimi provvedimenti.
3.  Il  commissario  nominato  ai  sensi  del  comma  2
monitora  l’adozione  degli  atti   e   dei   provvedimenti
necessari  per   l’esecuzione   dell’investimento;   vigila
sull’espletamento delle procedure realizzative e su  quelle
autorizzative, sulla stipula dei  contratti  e  sulla  cura
delle attivita’ occorrenti al finanziamento, utilizzando le
risorse disponibili assegnate a tale  fine.  Esercita  ogni
potere di impulso, attraverso il piu’ ampio  coinvolgimento
degli enti e dei  soggetti  coinvolti,  per  assicurare  il
coordinamento degli stessi ed il rispetto dei  tempi.  Puo’
chiedere agli  enti  coinvolti  ogni  documento  utile  per
l’esercizio dei propri compiti. Quando non sia rispettato o
non  sia  possibile  rispettare  i  tempi   stabiliti   dal
cronoprogramma, il commissario comunica  senza  indugio  le
circostanze del ritardo al Ministro competente,  ovvero  al
Presidente della Giunta regionale  o  ai  Presidenti  delle
province  autonome  di  Trento  e   di   Bolzano.   Qualora
sopravvengano circostanze che impediscano la  realizzazione
totale  o  parziale   dell’investimento,   il   commissario
straordinario  delegato  propone  al  Ministro   competente
ovvero al Presidente della Giunta regionale o ai Presidenti
delle province autonome di Trento e di  Bolzano  la  revoca
dell’assegnazione delle risorse.
4. Per l’espletamento dei compiti stabiliti al comma 3,
il commissario  ha,  sin  dal  momento  della  nomina,  con
riferimento ad ogni fase dell’investimento e ad  ogni  atto
necessario  per  la  sua  esecuzione,   i   poteri,   anche
sostitutivi,  degli  organi  ordinari  o  straordinari.  Il
commissario provvede in deroga ad ogni disposizione vigente
e  nel  rispetto  comunque  della   normativa   comunitaria
sull’affidamento di contratti relativi a lavori, servizi  e
forniture, nonche’ dei principi  generali  dell’ordinamento
giuridico, e fermo restando il rispetto di quanto  disposto
dall’art. 8, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.
2008, n. 133; i decreti di cui  al  comma  1  del  presente
articolo contengono l’indicazione  delle  principali  norme
cui si intende derogare.
5.   Il   commissario,   se    alle    dipendenze    di
un’amministrazione  pubblica  statale,  dalla  data   della
nomina e per tutto il periodo di svolgimento dell’incarico,
e’ collocato fuori ruolo ai sensi della normativa  vigente,
fermo restando quanto previsto dal  comma  9  del  presente
articolo per quanto concerne la spesa relativa. Al  rientro
dal fuori ruolo, al dipendente  di  cui  al  primo  periodo
viene attribuito uno dei posti disponibili. In mancanza  di
disponibilita’    di    posti,    il    dipendente    viene
temporaneamente collocato in posizione soprannumeraria,  da
riassorbire, comunque, al verificarsi delle cessazioni, e i
relativi  oneri  sono   compensati   mediante   contestuale
indisponibilita’  di  un  numero  di   posti   dirigenziali
equivalenti dal  punto  di  vista  finanziario,  idonei  ad
assicurare il rispetto del limite di  spesa  sostenuto  per
tali finalita’ a legislazione vigente. Per  lo  svolgimento
dei compiti di cui al  presente  articolo,  il  commissario
puo’   avvalersi   degli   uffici   delle   amministrazioni
interessate e del soggetto competente in via ordinaria  per
la realizzazione dell’intervento.
6. In ogni caso, i provvedimenti e le ordinanze  emesse
dal commissario  non  possono  comportare  oneri  privi  di
copertura finanziaria  in  violazione  dell’art.  81  della
Costituzione e determinare effetti peggiorativi  sui  saldi
di  finanza  pubblica,  in  contrasto  con  gli   obiettivi
correlati con il patto di stabilita’ con l’Unione Europea.
7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri  delega  il
coordinamento e la vigilanza  sui  commissari  al  Ministro
competente per materia che esplica  le  attivita’  delegate
avvalendosi delle  strutture  ministeriali  vigenti,  senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio  dello  Stato.
Per gli interventi di competenza  regionale  il  Presidente
della Giunta Regionale individua  la  competente  struttura
regionale. Le strutture di cui al presente comma  segnalano
alla  Corte  dei  Conti  ogni  ritardo  riscontrato   nella
realizzazione  dell’investimento,  ai  fini  dell’eventuale
esercizio dell’azione di responsabilita’ di cui all’art.  1
della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
8-bis. (Abrogato).
9.  Con  decreti  del  Presidente  del  Consiglio   dei
Ministri, su proposta del Ministro competente  per  materia
in relazione alla tipologia degli interventi,  di  concerto
stabiliti i criteri  per  la  corresponsione  dei  compensi
spettanti ai commissari straordinari  delegati  di  cui  al
comma  2.  Alla  corrispondente  spesa  si   fara’   fronte
nell’ambito delle risorse assegnate  per  la  realizzazione
dell’intervento. Con esclusione dei casi di cui al comma 3,
quarto e quinto periodo, il compenso non e’ erogato qualora
non   siano   rispettati   i   termini   per   l’esecuzione
dell’intervento. Per gli interventi di competenza regionale
si  provvede  con  decreti  del  Presidente  della   Giunta
10. Per la realizzazione delle infrastrutture  e  degli
insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale
si applica quanto specificamente previsto dalla  Parte  II,
Titolo III, Capo IV,  del  codice  dei  contratti  pubblici
legislativo 12 aprile 2006,  n.  163.  Nella  progettazione
esecutiva relativa ai progetti definitivi di infrastrutture
e  insediamenti   produttivi   strategici   di   preminente
interesse nazionale, di cui alla Parte II, Titolo III, Capo
IV, del citato codice di cui al decreto legislativo n.  163
del 2006, approvati prima della data di entrata  in  vigore
del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo  2004,
n.  142,  si   applicano   i   limiti   acustici   previsti
nell’allegato 1 annesso al medesimo decreto del  Presidente
della Repubblica n. 142 del 2004; non si applica l’art. 11,
comma 2, del citato decreto del Presidente della Repubblica
n. 142 del 2004.
10-bis. Il comma 4 dell’art. 3 del regolamento  di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile  1994,
n. 383, e’ sostituito dal seguente:
«4. L’approvazione dei progetti, nei  casi  in  cui  la
decisione  sia  adottata  dalla  conferenza   di   servizi,
sostituisce ad ogni effetto gli atti di intesa,  i  pareri,
le  concessioni,  anche  edilizie,  le  autorizzazioni,  le
approvazioni, i nulla osta, previsti  da  leggi  statali  e
regionali. Se una o piu’ amministrazioni hanno espresso  il
proprio dissenso nell’ambito della conferenza  di  servizi,
l’amministrazione  statale  procedente,  d’intesa  con   la
regione  interessata,  valutate  le  specifiche  risultanze
della conferenza di servizi e tenuto conto delle  posizioni
prevalenti espresse  in  detta  sede,  assume  comunque  la
determinazione   di   conclusione   del   procedimento   di
localizzazione   dell’opera.   Nel   caso   in    cui    la
localizzazione dell’opera  non  si  realizzi  a  causa  del
dissenso  espresso  da   un’Amministrazione   dello   Stato
pubblica incolumita’ ovvero dalla regione  interessata,  si
applicano le disposizioni di cui all’art. 81, quarto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,
n. 616».
10-ter.  Al  fine  della  sollecita   progettazione   e
realizzazione delle  infrastrutture  e  degli  insediamenti
produttivi di cui al comma 10 del  presente  articolo,  per
l’attivita’ della struttura tecnica  di  missione  prevista
dall’art. 163, comma 3, lettera a), del  citato  codice  di
cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, e’  autorizzata
l’ulteriore spesa di 1 milione di euro per  ciascuno  degli
anni 2009 e 2010. Al relativo onere, pari a  1  milione  di
euro per ciascuno degli  anni  2009  e  2010,  si  provvede
mediante corrispondente  riduzione  dell’autorizzazione  di
spesa di  cui  all’art.  145,  comma  40,  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni.
10-quater. Al fine di accedere al  finanziamento  delle
opere di cui al presente comma da parte della Banca europea
per   gli   investimenti   (BEI),   il   Ministero    delle
infrastrutture e dei trasporti predispone forme appropriate
di  collaborazione   con   la   BEI   stessa.   L’area   di
collaborazione con la  BEI  riguarda  prioritariamente  gli
interventi    relativi    alle    opere    infrastrutturali
identificate  nel  primo  programma  delle   infrastrutture
strategiche, approvato dal Comitato  interministeriale  per
la programmazione economica con  delibera  n.  121  del  21
dicembre 2001, pubblicata nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo  2002,  e  finanziato
dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443,  ovvero  identificate
nella direttiva 2004/54/CE del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi
di  sicurezza  per  le   gallerie   della   rete   stradale
transeuropea (TEN), e nella Parte II, Titolo III, Capo  IV,
del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163  del
2006,  nel  rispetto  dei  requisiti  e  delle   specifiche
necessari per l’ammissibilita’ al  finanziamento  da  parte
della BEI e del principio di sussidiarieta’ al quale questa
e’ tenuta statutariamente ad attenersi.
10-quinquies. Ai fini di cui  al  comma  10-quater,  il
Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti  comunica
ogni anno alla  BEI  una  lista  di  progetti,  tra  quelli
individuati     dal     Documento     di     programmazione
economico-finanziaria ai sensi dell’art. 1, comma 1,  della
legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni,
suscettibili di poter beneficiare di  un  finanziamento  da
parte della BEI stessa.
10-quinquies.1. I soggetti  beneficiari  di  contributi
pubblici  pluriennali,  fermo  restando   quanto   previsto
dall’art. 4, commi 177 e 177-bis, della legge  24  dicembre
2003,  n.  350,   e   successive   modificazioni,   possono
richiedere il finanziamento da parte  della  Banca  europea
per  gli  investimenti  secondo  le  forme  documentali   e
contrattuali che la Banca stessa utilizza per le operazioni
di finanziamento di scopo.
10-sexies. Al decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.
152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
a) all’art. 185, comma 1,  dopo  la  lettera  c),  e’
“c-bis) il suolo non contaminato  e  altro  materiale
allo stato naturale escavato nel  corso  dell’attivita’  di
costruzione,  ove  sia  certo  che   il   materiale   sara’
utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale  nello
stesso sito in cui e’ stato scavato”;
b) all’art. 186, comma 1, sono premesse  le  seguenti
parole: “Fatto salvo quanto previsto dall’art. 185”.».
– Per il testo dell’art. 11, commi 10, 10-bis e  10-ter
del decreto legislativo n. 163 del 2006, si vedano le  note
– Si riporta il testo dell’art. 23-bis  della  legge  6
dicembre 1971, n. 1034, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
13  dicembre  1971,  n.  314,  cosi’  come  modificata  dal
«Art. 23-bis. – 1. Le disposizioni di cui  al  presente
articolo si applicano nei giudizi davanti  agli  organi  di
giustizia amministrativa aventi ad oggetto:
b)  i  provvedimenti  relativi  alle   procedure   di
occupazione e di espropriazione delle aree  destinate  alla
realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilita’;
d)   i   provvedimenti   adottati   dalle   autorita’
amministrative indipendenti;
e)  i  provvedimenti  relativi  alle   procedure   di
privatizzazione  o  di  dismissione  di  imprese   o   beni
pubblici,  nonche’  quelli  relativi   alla   costituzione,
modificazione  o  soppressione  di  societa’,   aziende   e
istituzioni ai sensi dell’art.  22  della  legge  8  giugno
1990, n. 142;
f)  i  provvedimenti  di  nomina,   adottati   previa
delibera del Consiglio dei Ministri ai sensi della legge 23
g) i provvedimenti di scioglimento degli enti  locali
e  quelli  connessi  concernenti   la   formazione   e   il
funzionamento degli organi;
g-bis) i provvedimenti adottati  ai  sensi  dell’art.
12, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
2. I termini processuali  previsti  sono  ridotti  alla
meta’, salvo quelli per la proposizione del ricorso.
3. Salva l’applicazione dell’art. 26, quarto comma,  il
tribunale amministrativo regionale chiamato a  pronunciarsi
sulla  domanda  cautelare,  accertata  la  completezza  del
contraddittorio ovvero disposta l’integrazione dello stesso
ai sensi dell’art. 21, se ritiene ad un primo esame che  il
ricorso evidenzi l’illegittimita’ dell’atto impugnato e  la
sussistenza di un pregiudizio grave e  irreparabile,  fissa
con ordinanza la data di discussione nel merito alla  prima
udienza successiva al termine di trenta giorni  dalla  data
di deposito dell’ordinanza. In caso di rigetto dell’istanza
cautelare da parte del tribunale amministrativo  regionale,
ove il Consiglio di  Stato  riformi  l’ordinanza  di  primo
grado, la pronunzia di appello e’  trasmessa  al  tribunale
amministrativo regionale per la fissazione dell’udienza  di
merito. In  tale  ipotesi,  il  termine  di  trenta  giorni
decorre dalla data di ricevimento dell’ordinanza  da  parte
della segreteria del tribunale amministrativo regionale che
ne da’ avviso alle parti.
4. Nel giudizio di cui al  comma  3  le  parti  possono
depositare documenti entro il termine  di  quindici  giorni
dal deposito o dal ricevimento delle ordinanze  di  cui  al
medesimo  comma  e  possono  depositare  memorie  entro   i
successivi dieci giorni.
5. Con le ordinanze di cui  al  comma  3,  in  caso  di
estrema gravita’ ed urgenza,  il  tribunale  amministrativo
regionale o il  Consiglio  di  Stato  possono  disporre  le
opportune misure cautelari, enunciando i profili che, ad un
sommario esame, inducono a una ragionevole probabilita’ sul
buon esito del ricorso.
6. Nei giudizi di cui al comma 1, il dispositivo  della
sentenza  e’  pubblicato  entro  sette  giorni  dalla  data
dell’udienza, mediante deposito in segreteria.
7. Il termine per la proposizione dell’appello  avverso
la  sentenza   del   tribunale   amministrativo   regionale
pronunciata nei giudizi di cui al  comma  1  e’  di  trenta
giorni dalla notificazione e  di  centoventi  giorni  dalla
pubblicazione della sentenza. La parte  puo’,  al  fine  di
ottenere la  sospensione  dell’esecuzione  della  sentenza,
proporre  appello  nel  termine  di  trenta  giorni   dalla
pubblicazione del dispositivo, con riserva dei  motivi,  da
proporre entro trenta giorni dalla notificazione  ed  entro
centoventi giorni dalla comunicazione  della  pubblicazione
8. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano
anche davanti al Consiglio di Stato, in caso di domanda  di
sospensione della sentenza appellata.».
– Si riporta il testo  dell’art.  13  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  30  maggio  2002,  n.   115,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2002, n. 139,
«Art. 13 (L) (Importi). – 1. Il contributo unificato e’
dovuto nei seguenti importi:
a) euro 30 per i processi  di  valore  fino  a  1.100
b) euro 70 per i processi di valore superiore a  euro
1.100 e fino a euro 5.200 e per i  processi  di  volontaria
giurisdizione, nonche’ per i processi speciali  di  cui  al
libro IV, titolo II,  capo  VI,  del  codice  di  procedura
c) euro 170 per i processi di valore superiore a euro
5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi  di
valore indeterminabile di competenza esclusiva del  giudice
d) euro 340 per i processi di valore superiore a euro
26.000 e fino a euro 52.000  e  per  i  processi  civili  e
amministrativi di valore indeterminabile;
e) euro 500 per i processi di valore superiore a euro
52.000 e fino a euro 260.000;
f) euro 800 per i processi di valore superiore a euro
260.000 e fino a euro 520.000;
g) euro 1.110 per i processi di  valore  superiore  a
euro 520.000.
2.  Per  i  processi  di  esecuzione   immobiliare   il
contributo dovuto  e’  pari  a  euro  200.  Per  gli  altri
processi esecutivi  lo  stesso  importo  e’  ridotto  della
meta’.  Per  i  processi  esecutivi  mobiliari  di   valore
inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto e’ pari a  euro
30. Per i processi di opposizione agli  atti  esecutivi  il
contributo dovuto e’ pari a euro 120.
2-bis. Fuori dei  casi  previsti  dall’art.  10,  comma
6-bis, per i processi dinanzi  alla  Corte  di  cassazione,
oltre al contributo unificato, e’ dovuto  un  importo  pari
all’imposta  fissa  di  registrazione   dei   provvedimenti
3. Il contributo e’ ridotto alla meta’ per  i  processi
speciali previsti nel libro IV, titolo  I,  del  codice  di
procedura civile, compreso il  giudizio  di  opposizione  a
decreto  ingiuntivo  e   di   opposizione   alla   sentenza
dichiarativa di fallimento. Ai fini del contributo  dovuto,
il  valore  dei  processi  di  sfratto  per  morosita’   si
determina in base all’importo dei  canoni  non  corrisposti
alla  data  di  notifica  dell’atto  di  citazione  per  la
convalida e quello dei  processi  di  finita  locazione  si
determina in base all’ammontare del canone per ogni anno.
4.(Abrogato).
5. Per la procedura fallimentare, che e’  la  procedura
dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura, il
contributo dovuto e’ pari a euro 672.
6. Se manca la dichiarazione di  cui  all’art.  14,  il
processo si presume del valore indicato al comma 1, lettera
6-bis. Per i  ricorsi  proposti  davanti  ai  Tribunali
amministrativi  regionali  e  al  Consiglio  di  Stato   il
contributo dovuto e’ di euro 500; per  i  ricorsi  previsti
dall’art. 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034,  per
quelli previsti dall’art. 25, comma 5, della legge 7 agosto
1990, n. 241, per i ricorsi aventi ad oggetto il diritto di
cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso  nel
territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione  nella
sentenza o di  ottemperanza  del  giudicato  il  contributo
dovuto e’ di euro 250; per  i  ricorsi  previsti  dall’art.
23-bis, comma 1, della legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,
nonche’ da altre disposizioni che richiamano il citato art.
23-bis, il contributo  dovuto  e’  di  euro  1.000;  per  i
ricorsi in materia di procedure di affidamento  di  lavori,
servizi  e  forniture,  ivi  compresi  quelli  per   motivi
aggiunti e quelli  incidentali  contenenti  domande  nuove,
nonche’ di provvedimenti  delle  Autorita’,  il  contributo
dovuto e’ di euro 2.000. L’onere relativo al pagamento  dei
suddetti contributi e’ dovuto  in  ogni  caso  dalla  parte
soccombente, anche nel  caso  di  compensazione  giudiziale
delle spese e  anche  se  essa  non  si  e’  costituita  in
giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con
il passaggio in giudicato della  sentenza.  Non  e’  dovuto
alcun contributo per i ricorsi previsti dall’art. 25  della
citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di  accesso
alle informazioni di cui al decreto legislativo  19  agosto
2005, n.  195,  di  attuazione  della  direttiva  2003/4/CE
sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale.
6- ter. Il maggior gettito derivante  dall’applicazione
delle disposizioni di cui al comma 6-  bis  e’  versato  al
bilancio dello Stato, per essere riassegnato allo stato  di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per
le spese riguardanti  il  funzionamento  del  Consiglio  di
Stato e dei Tribunali amministrativi regionali.».
– I commi 19, 20  e  21  dell’art.  3  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale
28 dicembre 2007,  n.  300,  S.O.,  abrogati  dal  presente
decreto, recavano:
«Comma  19  –  Divieto  di  inserimento   di   clausole
compromissorie nei contratti di lavori, servizi e forniture
stipulati dalle pubbliche amministrazioni.
Comma  20  –  Estensione  del   divieto   di   clausole
compromissorie.
Comma 21 – Obbligo di declinare la competenza arbitrale
per le controversie relative ai contratti gia’ stipulati  e
decadenza dei  collegi  arbitrali  costituiti  dopo  il  30
settembre 2007.».
Dato a Roma, addi’ 20 marzo 2010
DECRETO LEGISLATIVO 20 marzo 2010, n. 53 – Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici. (10G0074) (GU n. 84 del 12-4-2010 redazione redazione 2015-05-19T04:34:42+00:00

References: articolo
44

sentenza 
 sentenza 
 art.  109
 art. 44

sentenza 
 articolo 44
 art.  20
 art.  21
 art. 27
 art. 27
 art. 76
 art. 24
 art. 44
 articolo  3
 articolo 3
 articolo  3
 articolo  3
 articolo  44
 art. 72
 art. 31
 art. 149
 art. 44
 articolo 44
in fine
 sentenza 
 articolo 44
in fine
 art.
72
 art. 32
 art. 6
 art. 12
 art. 5
 art. 1
 art. 44
 sentenza 
 art. 150
 art. 1
 art. 44
 articolo
1
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1

art. 72
 art.  4
 art. 6
 art. 6
 articolo 2
 articolo  2
 articolo 2
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2
 articolo 44
 articolo 2
 articolo 2
 articolo 2
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 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 art.  72
 art.  14
 art.  5
 art.  44
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art.  2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 21
 sentenza 
 sentenza 

articolo  2
 articolo  2
 articolo 4
 articolo
2
 articolo  2
 art. 72
 art.  23
 art.  14
 art. 4
 art. 2

art. 2
 articolo 20

sentenza 
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 sentenza 
 sentenza

 sentenza 

sentenza 
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23