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Commessa 1243/2012 Documento 01 Integrazione 00 CAVE METAURO SRL. CAVE DEL METAURO Srl VIA EINAUDI FANO (PU) / P. - PDF
Commessa 1243/2012 Documento 01 Integrazione 00 CAVE METAURO SRL. CAVE DEL METAURO Srl VIA EINAUDI FANO (PU) / P.
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2 Pag. 1 di 66 CAVE DEL METAURO Srl VIA EINAUDI FANO (PU) / P.IVA PROGETTO PER L ATTIVITA ESTRATTIVA DELLA CAVA DI MAIOLICA RAVE DELLA FOCE IN COMUNE DI FRONTONE POLO ESTRATTIVO MAI004 RELAZIONE (relazione tecnica con procedura di verifica) SOMMARIO PREMESSA A - COROGRAFIE, ANALISI DEI VINCOLI E AMBITO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO PAG. 1 B - RELAZIONE SULLE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE IDROGEOLOGICHE, TOPOGRAFICHE, MORFOLOGICHE, FAUNISTICHE, VEGETAZIONALI E PAESAGGISTICHE DEL LUOGO OGGETTO DI UN INTERVENTO E DI UN SIGNIFICATIVO INTORNO PAG. 10 C) PROGRAMMA DI ESTRAZIONE PAG. 11 D) RELAZIONE DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE PAG. 30 E) RELAZIONE DI MECCANICA DELLE TERRE PAG. 34 F) PROGETTO DI RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE PAG. 35 G) RELAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA PAG. 36 H) STUDIO DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE - AEVIA PAG. 37 I) DATA PRESUNTA DELLE SCADENZE PAG. 42 J) RELAZIONE ATTESTANTE L IDONEITÀ TECNICA ECONOMICA DELLA DITTA PAG. 43 I) DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA PAG. 44 L) PROCEDURA DI VERIFICA PAG. 45
3 Pag. 2 di 66 PREMESSA L Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino in data 02/03/2012 ha emanato Avviso pubblico per la presentazione all Amministrazione Provinciale ai sensi del comma 1, lett. a) art.2 della L.R. 30/2009 e dell art. 14 delle NTA del PPAE, di progetti di attività estrattive relative ai seguenti poli estrattivi: KM001 in loc. Gorgo a Cerbara, Comune di Piobbico MAI004 in loc. Rave della Foce, Comune di Frontone COI001 in loc. Ponte Alto, Comune di Cagli G001 in loc Monte del Gesso, Comune di Sassofeltrio, UMI n. G001-2 GH001 in loc. Falcineto-Torno, Comune di Fano GH002 in loc. Tombaccia, Comune di Fano GH003 in loc. Metaurilia, Comune di Fano. In riferimento a quanto sopra e per conto della Ditta richiedente Cave del Metauro s.r.l. è stato approntato il presente progetto a corredo della richiesta per l autorizzazione alla attività estrattiva della cava di maiolica Rave della Foce in Comune di Frontone Polo estrattivo MAI004. Il progetto riguarda una cava già esistente (Fig. 1 e Fig. 2) interessata da escavazione a partire dagli anni 70 e attualmente non più coltivata; la cava esistente è caratterizzata da profili di abbandono con acclività media di pendio variabile da 65 a 70 sui gradoni; la morfologia residuata è a gradoni con piazzale sub pianeggiante sottostante; La scheda del Polo Estrattivo allegata alla variante generale del PPAE - Programma Esecutivo prevede l ampliamento del fronte di coltivazione esistente sul lato Sud e Est con estrazione massima di m3 di calcare maiolica ; sono altresì previsti ulteriori m3 di dello stesso calcare da destinare a cava di prestito. Fig. 1
4 Pag. 3 di 66 Fig. 2 vista del fronte di cava allo stato attuale Nella relazione che segue vengono esposti i dati caratteristici dell intervento che si intende attuare; integrazioni, approfondimenti, e/o revisioni critiche che potranno scaturire e anche emergere dal confronto con gli Enti debitamente preposti durante tutte le fasi del processo di autorizzazione/concessione completeranno la documentazione progettuale. All avvio della fase operativa dovrà essere altresì verificata la validità delle ipotesi assunte e prevedere, se del caso, interventi e/o azioni per adeguare le opere alle situazioni effettivamente riscontrate e garantire adeguate condizioni di stabilità e sicurezza. La complessità dei temi da sviluppare durante la fase di progettazione dell attività estrattiva ha necessariamente richiesto un approccio multidisciplinare con il coinvolgimento, oltre che dei tecnici dello studio GEOCON, di specifiche figure professionali in relazione alle specifiche competenze come di seguito illustrato: L analisi botanico-vegetazionale, la progettazione degli interventi di recupero ambientale, il tema della compensazione delle aree boscate sottratte con la coltivazione e più in generale tutti gli aspetti della Valutazione di Incidenza per effetto della presenza del ambito SIC-ZPS sono stati affidati al Dott. Ing. Edoardo Politano (Studio di Ecologia Applicata) e al Dott. Agr. Euro Buongarzone; L analisi ambientale della componente atmosfera con valutazioni previsionali dell impatto generato dalla attività estrattiva che si intende attuare è stata affidata al Dott. Antonio Levy (Società Lamir); Lo studio del clima acustico con l analisi previsionale dell impatto generato dalla attività estrattiva che si intende attuare è stato affidato al tecnico competente in acustica Corrado Pizzoni; Lo studio degli aspetti geologici, geomorfologici, idrogeologici dell area interessata dal progetto di cava, nonché la campagna delle indagini geognostiche e relazione di meccanica delle rocce con verifiche di stabilità dei fronti di cava, sono stati affidati al Dott. Geol. Nazzareno Bernardini dello Studio di Geologia Applicata Bernardini Geol. Nazzareno e Bernardini Geol. Fabio; La ricognizione archeologica preliminare del sito estrattivo è stata affidata al Dott. Oscar Mei della Cooperativa AION;
5 Pag. 4 di 66 Il rilievo topografico plani-volumetrico, catastale, con sezioni di dettaglio dell area e del suo intorno è stato affidato al Dott. Ing. Carlo Alberto Bozzi; L analisi economico-finanziaria è stata sviluppata dal Dott. Comm. Daniele Arceci. Per tali temi sono state predisposte specifiche relazioni e/o cartografie che potranno essere integrate per approfondimenti e/o chiarimenti nelle varie fasi del processo di autorizzazione. Catastalmente le aree per le quali si richiede l autorizzazione alla attività estrattiva comprensive delle aree di pertinenza per le attività logistiche (piazzale) sono confinate all interno del Foglio 17 del Comune di Frontone e ascritte ai mappali 17/77/9/3/2. I suddetti mappali sono concessi in disponibilità alla ditta Cave del Metauro Srl (come desunto dagli atti di disponibilità forniti dalla ditta richiedente e allegati alla richiesta di autorizzazione). L area per la quale si richiede l autorizzazione alla coltivazione ha un estensione complessiva pari a m2 circa, interessa l interno Polo Estrattivo ed è localizzata lungo la S.P. Ponte Molino Foce Forchetta, in sponda destra del Fiume Cinisco oltre la fascia di rispetto integrale di 45 m dallo stesso, come da planimetria del polo estrattivo redatta dalla provincia di Pesaro e Urbino. Il sito di cava si trova a Sud, a circa m di distanza, dall abitato di Foce e a circa 1200 m di distanza dall abitato di Frontone. E raggiungibile dall abitato di Frontone percorrendo la strada S.P. Ponte Molino Foce Forchetta. Per la puntuale localizzazione dell area si rimanda alle planimetrie e tavole allegate. Le caratteristiche salienti dell intervento previsto in progetto prevedono: la coltivazione del giacimento a partire dall alto con livelli discendenti secondo quello che è l approccio più consono in termini di scavo e recupero contestuale del fronti ai fini della mitigazione dell impatto; l abbattimento del calcare con uso di esplosivo e successiva rimozione meccanica fino a residuare un profilo di scavo/recupero con inclinazione di pendio dell ordine di ; la coltivazione su 4 stralci operativi 3 dei quali (stralci 1-2-3) destinati a cava ordinaria e uno destinato a cava di prestito; l installazione di un impianto di lavorazione del materiale sul piazzale di cava; la realizzazione di una pista di arrocco all esterno della cava che dal lato del fronte Sud conduca alla porzione sommitale; il recupero morfologico dell area di ampliamento (fronte Est e fronte Sud) ed effettivamente interessata da escavazione con profili di sistemazione finale, sostanzialmente coincidenti con quelli di scavo, tali da determinare, con una acclività di pendio di circa 38-40, il raccordo con quelli esistenti; le seguenti figure figg. 5 e 6 illustrano il profilo morfologico finale della cava compresa l attuazione della cava di prestito; il mantenimento degli attuali profili della cava su tutto il fronte Nord stante il limite del polo estrattivo che di fatto impedisce l arretramento del fronte; Il recupero finale di tutto il sito estrattivo ai fini naturalistici con piantumazione di specie botanico-vegetazionali autoctone e creazione di nidi per favorire lo sviluppo della avifauna
6 Pag. 5 di 66 (rapaci); quest ultimo intervento è previsto solo sul fronte Nord non oggetto di intervento di escavazione. Sono altresì previsti alcuni interventi di mitigazione degli impatti associati allo svolgimento delle attività di coltivazione della cava quali: la realizzazione di una barriera visiva e antirumore attraverso la messa in opera di un rilevato di mitigazione lungo il perimetro del polo estrattivo che delimita il piazzale di cava dalla sottostante scarpata fluviale e dalla viabilità ordinaria; la messa in opera di sistemi di abbattimento delle polveri sui piazzali, sui cumuli e sull impianto di frantumazione (nebulizzazione tramoggia). Il materiale utile complessivamente estraibile è stimato in complessivi m3 di calcare dei quali m3 per la cava ordinaria da attuarsi in 10 anni e m3 destinati a cava di prestito (Fig. 3). Fig. 3 CAVA RAVE DELLA FOCE - STIMA DELLA CUBATURA DI COLTIVAZIONE (mc) movimentato cappellaccio utile 1 STRALCIO STRALCIO STRALCIO CAVA DI PRESTITO TOTALE CAVA ORDINARIA La coltivazione della cava ordinaria comporta l escavazione di seguenti quantitativi annui di materiale utile (fig. 4). Fig. 4 anno Riduzione % annua Quantità estraibile annua Somma parziale (m3) L intervento proposto è soggetto a procedura di verifica ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente (D.P.R. 19/04/1996, L.R. nº 7 del 14 aprile 2004 e L.R. 3/2012): rientra infatti fra quelli di cui all allegato B2 della L.R. 7/2004; a tale scopo viene prodotta apposita documentazione (Cap. L Procedura di Verifica) la quale fornisce i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti delle trasformazioni indotte dall attività estrattiva sul sistema ambientale.
7 Pag. 6 di 66 Fig. 5 - vista assonometrica da Nord-Ovest del recupero morfologico della cava
8 Pag. 7 di 66 Fig. 6 - vista assonometrica da Sud-Ovest del recupero morfologico della cava
9 Pag. 8 di 66 A - COROGRAFIE, ANALISI DEI VINCOLI E AMBITO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO L area su cui ricade il sito estrattivo oggetto di studio è ubicata in Comune di Frontone - Località Rave della Foce, lungo la valle del Fiume Cinisco, in destra idrografica. Rispetto alla Carta Topografica Regionale in scala 1:25.000, redatta su base I.G.M., l area in esame cade all interno del Foglio 116 tav I-II ; rispetto alla Carte Tecnica Regionale ricade all interno della Sez L analisi della vincolistica nazionale, regionale e provinciale ha portato a concludere che l area rientra all interno del vincolo di cui al D.Lgs. 42/2004. Al fine di poter sviluppare l analisi delle eventuali interferenze dell attività estrattiva sulle caratteristiche fisiche, ambientali e paesaggistiche del sito oggetto d intervento e di un suo significativo intorno, è stato preso in considerazione un ambito territoriale di circa 3.0 Km 2. Tale ambito si sviluppa con forma allungata in direzione NE/SW, lungo l incisione valliva del Fiume Cinisco fino ad interessare, in destra il crinale segnato dal rilievo calcareo del Monte Roma (quota 850 mslm circa) fino all abitato di Frontone ed in sinistra i corrispondenti rilievi calcarei fino al Castello di Frontone. All interno di tale ambito è presente il piccolo abitato di Foce posto a circa 400 m dal sito estrattivo; l abitato di Frontone non è visibile dalla cava; dal Castello di Frontone la percezione visiva della cava è mitigata dalla distanza e dallo sperone roccioso che delimita il Fronte Nord, non oggetto di ampliamento; anche dall abitato di Foce la percezione visiva della cava è mitigata dalla morfologia, essendo l abitato di Foce sulla stesa direttrice del Castello di Frontone, oltre che risultare a quote inferiori rispetto alla cava. In allegato al capitolo A della relazione vengono riportate le corografie alle varie scale e gli estratti dei documenti consultati, e precisamente: Allegato A.1 Corografia I.G.M. - scala 1: Allegato A.2 Corografia C.T.R. - scala 1: Allegato A.3 Ambito territoriale considerato scala 1: Allegato A.4 P.T.C. / 3D scala 1: Allegato A.5 P.T.C. / 5A - scala 1: Allegato A.6 P.T.C. / 9A scala 1: Allegato A.7 Stralcio P.R.G. Allegato A.8 Z.P.S. scala 1: Allegato A.9 P.A.I. fuori scala Riguardo al sistema dei vincoli presenti nell area si segnala: PRG - Tav. 2.1 sottosistema territoriale: art. 23 PPAR aree di eccezionale valore Aree A ; strade panoramiche (art. 43 PPAR) PRG Tav. 2.3 sottosistema botanico-vegetazionale : art. 53 Parco Monte Catria e Monte Acuto; artt complessi oro-idrografici, boschi e pascoli interclusi (Gruppo Monte Catria Monte Acuto); Emergenze botanico-vegetazionali; Aree Protette (L. 349/91; L 15/94) Parco naturale Monte Catria Monte Acuto; art. 53 Parco Regionale Monte Catria Monte Cucco; PRG Tavola 2.4.1/2.4.2 ambiti di tutela provvisoria struttura geologica geomorfologica, Art. 28 emergenze geologiche geomorfologiche idrogeologiche - Aree GB di rilevante valore; art. 30 Crinali; art. 31 versanti,
10 Pag. 9 di 66 PRG Tavola 3.1 reti ecologiche Emergenze botanico-vegetazionali, Legge 349/91Aree Protette Parco naturale Monte Catria e Monte Acuto; DPR 357/97 Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43 CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali nonchè della flora e della fauna selvatiche DGR 1710/00 Zone di protezione Speciale (Dir 74/409/CEE).
11 Pag. 10 di 66 B - RELAZIONE SULLE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE IDROGEOLOGICHE, TOPOGRAFICHE, MORFOLOGICHE, FAUNISTICHE, VEGETAZIONALI E PAESAGGISTICHE DEL LUOGO OGGETTO DI UN INTERVENTO E DI UN SIGNIFICATIVO INTORNO Tali aspetti sono trattati in specifiche relazioni e cartografie a firma dei tecnici incaricati; si rimanda pertanto a tali elaborati che, come indicato in premessa, potranno, analogamente agli altri documenti di progetto, essere successivamente integrati a seguito di revisioni critiche e/o richieste. In particolare risulta quanto segue. GEOLOGIA, GEOMORFOLOGIA, IDROGRAFIA E IDROGEOLOGIA Tali aspetti sono trattati nelle specifiche relazioni e cartografie tematiche redatte dal Dott. Geol. Nazzareno Bernardini; si rimanda pertanto alle relativa documentazione. TOPOGRAFIA L area per la quale si richiede l autorizzazione alla coltivazione ha un estensione complessiva pari a m2 circa, interessa l interno Polo Estrattivo MAI004 ed è localizzata lungo la S.P. Ponte Molino Foce Forchetta, in sponda destra del Fiume Cinisco oltre la fascia di rispetto integrale di 45 m dallo stesso. Il sito di cava si trova a Sud, a circa m di distanza, dall abitato di Foce e a circa 1200 m di distanza dall abitato di Frontone. E raggiungibile dall abitato di Frontone percorrendo la strada S.P. Ponte Molino Foce Forchetta. L area di cava è ubicata sul fondovalle del Fiume Cinisco a quote topografiche di circa 457 m slm (quota piazzale attuale), si estende su un fronte di circa 425 m interessando un tratto del versante Nord-Ovest del Monte Roma fino a quote di circa 700 m slm. La topografia attuale dell area di cava è quella residuata dalla coltivazione pregressa con un piazzale di cava di forma arcuata e fronti di abbandono a gradoni con acclività di pendio piuttosto acclive (gradoni a ). La morfologia dell area interessata dall ampliamento è caratterizzata da profilo topografico con assetto monoclinalico esposto a Nord-Ovest con moderata acclività. Il rilievo topografico dello stato attuale, con relative sezioni è stato redatto dallo studio tecnico dell Ing. Carlo Alberto Bozzi con scala di rappresentazione 1:1000. Il tutto è documentato e descritto nella relazione topografica e allegati cartografici redatti da Ing. Carlo Alberto Bozzi. FAUNA, VEGETAZIONE E PAESAGGIO Tali aspetti sono trattati nelle specifiche relazioni e cartografie tematiche redatta da Dott. Agr. Euro Buongarzone; si rimanda pertanto alle relativa documentazione. BENI ARCHITETTONICI ED ARCHEOLOGICI Tali aspetti sono trattati nella specifica relazione redatta dal Dott. Oscar Mei (Cooperativa AION); si rimanda pertanto alle relativa documentazione.
12 Pag. 11 di 66 C- PROGRAMMA DI ESTRAZIONE CARATTERIZZAZIONE QUANTITATIVA DEL GIACIMENTO UBICAZIONE DELLA CAVA L area su cui ricade il sito estrattivo oggetto di studio è ubicata in Comune di Frontone - Località Rave della Foce, lungo la valle del Fiume Cinisco, in destra idrografica. Rispetto alla Carta Topografica Regionale in scala 1:25.000, redatta su base I.G.M., l area in esame cade all interno del Foglio 116; rispetto alla Carte Tecnica Regionale ricade all interno della Sez SONDAGGI GEOGNOSTICI In data Aprile 2012, la ditta Methodo ha eseguito un sondaggio geognostico (denominato PZ1) a carotaggio continuo con perforazione di diametro D = 101 mm sull area del piazzale di cava (Fig. 7) spinto fino alla profondità di 15.0 m p.c. Il sondaggio è stato strumentato con piezometro a tubo aperto per il controllo della falda freatica; sono state inoltre effettuate 2 prove Lugeon a 5.0 e 10.0 di profondità per la stima della permeabilità dell ammasso roccioso. Per la metodologia e le modalità di indagine si rimanda all elaborato specifico allegato allo studio geologico-geomorfologico-idrogeologico del Dott. Geol. Bernardini. Fig. 7 sondaggio geognostico PZ1 sul piazzale di cava Nelle seguenti figure si riportano il profilo stratigrafico la documentazione fotografica delle cassette di sondaggio tratti dal rapporto di indagine Methodo.
13 Pag. 12 di 66 Fig. 8 profilo stratigrafico del sondaggio PZ1
14 Pag. 13 di 66 Fig. 9 cassetta catalogatrice m Fig. 10 cassetta catalogatrice m
15 Pag. 14 di 66 Fig. 11 cassetta catalogatrice m
16 Pag. 15 di 66 Dagli esiti delle indagini si deduce quanto segue: Il calcare Maiolica, che si rinviene sul piazzale al di sotto di uno strato di riporto di circa 1.60 m si presenta fratturato con valori del parametro R.Q.D. (Rock Quality Designation) determinati sulle carote estratte prevalentemente dell ordine di R.Q.D. > 50 e indicativo di ammassi rocciosi di qualità discreta (AGI 1977); localmente si riscontrano passaggio caratterizzati da qualità scadente (R.Q.D. = 40 alla prof. di 5-6 m, 9-10 m e m come da Fig. 8). La circolazione idrica all interno della formazione Maiolica è regolata dalla fatturazione (giunti di strato e giunti di discontinuità) che caratterizza l ammasso; nell area del piazzale è stata riscontrata la presenza di acqua nel sottosuolo con livello piezometrico che alla data del sondaggio risultava a 1.80 m di profondità rispetto al piazzale. Valutazioni più appropriate sul livello della falda nell area di fondovalle potranno essere sviluppate a seguito del monitoraggio piezometrico tuttora in corso. SUPERFICIE DI INTERVENTO La superficie complessiva dell area di cava (Polo estrattivo) ammonta a m2; l area effettivamente interessata dalla nuova escavazione è pari a m2 circa ed interessa i fronti Est e Sud della cava esistente. Il piazzale di cava presenta una estensione di m2 circa. VOLUMI MOVIMENTATI ED ESTRATTI Considerando l estensione e la morfologia dell area la coltivazione della cava sarà attuata prevedendo 4 stralci operativi, 3 dei quali (1 2 e 3 stralcio operativo) destinati alla cava ordinaria e il quarto destinato a cava di prestito. Ai fini del calcolo dei volumi di materiale estraibile è stato utilizzato il metodo di calcolo delle sezioni ragguagliate che prevede la seguente formula: V = [ A 1 + A 2 + ( A 1* A 2 ) 1/2 ] * d/3 dove A 1 e A 2 sono le superfici di scavo in sezione e d è la distanza tra esse. Sono state utilizzate n. 8 sezioni. La profondità di scavo è stata ottenuta considerata la necessità di residuare profili di scavo con acclività del pendio di circa 40 come risulta dai rilievi dello studio geologico e geomeccanico. Dai calcoli eseguiti, prevedendo l escavazione dall alto con splateamenti successivi e fronti di scavo in parte con microgradoni e in parte con monoclinale (come dettagliatamente descritto in seguito) risulta una cubatura complessiva di calcare da movimentare di m3. Si riporta di seguito la tabella dei dati dimensionali di coltivazione della cava (Fig. 12).
17 Pag. 16 di 66 Fig. 12 tabella dei dati dimensionali di coltivazione della cava Superficie Escavata (m2) Movimentato (m3) cappellaccio (m3) Utile (m3) 1 STRALCIO STRALCIO STRALCIO CAVA DI PRESTITO TOTALE TOTALE CAVA ORDINARIA (1-2-3 STRALCIO) Le tabelle di calcolo della cubatura di materiale utile, movimentato e sterile per i singoli stralci operativi sono di seguito riportate. Fig stralcio operativo - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,56 2A 233, , , , ,33 7 0,00 0 0,00 25, , , , , , ,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
18 Pag. 17 di 66 Fig stralcio operativo - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,40 2A 1.313, , , , ,64 7 0,00 0 0,00 25, , , , , , ,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
19 Pag. 18 di 66 Fig stralcio operativo - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,93 2A 2.770, , , , ,26 7 0,00 0 0,00 25, , , , , , ,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
20 Pag. 19 di 66 Fig. 16 cava di prestito (4 stralcio operativo) - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,81 2A 2.351, , ,43 5 0,00 6 0,00 7 0,00 0 0,00 25, , , , , ,00 0 0,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE La cubatura del cappellaccio di cava è stata determinata considerando uno spessore di suolo posto al di sopra della formazione rocciosa pari a 0.50 m distribuiti sulla superficie di cava non ancora denudata che risulta di m2 circa ( x 0.5 = m2) IMPIEGO DEL MATERIALE ESTRATTO Per il calcare estratto si prevede la lavorazione direttamente sul posto per la produzione di inerti; si prevede pertanto l installazione di un impianto di frantumazione sul piazzale di cava per la produzione di inerti calcarei destinati all utilizzo nelle lavorazioni stradali (sottofondi, piazzali, conglomerati bituminosi e cementizi, ecc) con la seguente pezzatura: 0/25 mm 25/40 mm 40/70 mm 70/100 mm Il materiale di scarto riferibile al cappellaccio di cava ( m3) sarà riutilizzato per il recupero ambientale dell area estrattiva, distribuendolo sulle superfici di scavo residuate.
21 Pag. 20 di 66 MODALITÀ DELL INTERVENTO Per visualizzare il programma di estrazione sono state realizzate una planimetria dello stato attuale, una dello stato finale di scavo dei singoli stralci operativi e dell intera area, nonché un congruo numero di sezioni (in accordo con quanto previsto dal P.P.A.E.); il tutto è individuato negli allegati progettuali. La coltivazione prevede 4 stralci operativi con abbattimento mediante esplosivo e rimozione con mezzi meccanici a partire dall alto su fronte unico; l escavazione sarà attuata per mezzo di livelli orizzontali discendenti con platee di altezza pari a circa 6.0 m residuando, con il procedere della coltivazione, piazzali posti a varie quote; con il procedere dell escavazione si determina la creazione di un profilo di scavo che si raccorda a valle con acclività media di pendio di circa La morfologia del pendio di scavo sarà caratterizzata da tratti di pendio con assetto monoclinalico e tratti con assetto a microgradoni. La scelta di coltivazione con attacco del fronte a partire dall alto risponde ai più recenti criteri di coltivazione sviluppati nel rispetto dell ambiente; tale metodologia, raffigurata negli schemi proposti nelle seguenti figg , consente infatti, con il procedere della coltivazione, il contestuale ripristino del tratto coltivato con evidenti benefici in termini di mitigazione dell impatto. Il recupero sarà quindi contestualizzato, seppur con tempi differiti, alla escavazione, secondo una sequenza temporale che consentirà il progressivo recupero dei fronti scavati con il procedere della escavazione. Il recupero sarà attuato mediante riporto di terreno sui microgradoni, piantumazioni di specie autoctone e formazione di siti di nidificazione per la l avifauna (rapaci) come indicato nel progetto degli interventi di ripristino ambientale del Dott. Arch. Euro Buongarzone. Il profilo di scavo/sistemazione finale con angoli di pendio mediamente dell ordine di che si raccordano al fondovalle e alle morfologie residuate dalla precedente coltivazione è stato impostato alla luce delle risultanze contenute negli studi geologici e di meccanica delle rocce dell ammasso roccioso rappresentato nella relazione geologica e di meccanica delle rocce. Fig. 17 schema della coltivazione
22 Pag. 21 di 66 Fig. 18 schema della coltivazione e contestuale recupero dei fronti di cava L accesso al fronte di attacco della cava sarà garantito dalla creazione di una pista di arrocco esterna alla cava che partendo dal lato Fronte Sud si raccorderà alla porzione sommitale della cava consentendo quindi l accesso e il collegamento ai vari livelli di coltivazione. Nella tavola di progetto C.2.5 Carta della Viabilità di Cava è stata indicativamente tracciata la prevista posizione della pista che sviluppa circa 2.0 Km; la documentazione di progetto sarà debitamente integrata con specifica documentazione dell inserimento della prevista pista di arrocco che si prevede di impiegare anche per il trasporto del materiale scavato al piazzale di base ; a proposto di tale aspetto ci si riserva comunque di verificare, anche all atto della fase esecutiva, ulteriori soluzioni per il conferimento del materiale al piazzale di base, ovviamente, nel rispetto delle condizioni di sicurezza e operatività. La scelta di realizzare la pista di arrocco esterna alla cava con attacco dal lato fronte Sud appare l unica plausibile rispetto alla necessità di coniugare la duplice esigenza: a) di garantire adeguate condizioni di sicurezza ai mezzi per l accesso ai vari livelli di coltivazione; b) di mitigare l impatto ambientale derivante dalla realizzazione/utilizzazione della pista. Esclusa infatti la possibilità di realizzare la pista all interno della cava (per ragioni di sicurezza) l opzione alternativa, ovvero quella di prevedere la pista sul lato Nord (lato Frontone) è altrettanto da scartare perché certamente più penalizzante rispetto all impatto che si verrebbe a creare in termini di visibilità (direttrice lungo il Castello di Frontone) senza considerare il fatto che l area è caratterizzata dalla presenza del bosco della Quercia bianca. Rispetto agli stralci operativi risulta quanto segue. 1 stralcio operativo: interessa la porzione sommitale della cava (Fronte Est) e si estende da quota 710 m slm fino a quota 650 m slm con acclività media del pendio residuato dallo scavo di circa ; la coltivazione partirà dal 1 stralcio operativo e fino a quota di 680 m slm sarà
23 Pag. 22 di 66 caratterizzata da un assetto monoclinalico per poi proseguire fino a quota di 650 m slm con assetto a microgradoni. 2 stralcio operativo: il secondo stralcio operativo si sviluppa da quota 650 m slm fino a quota 600 m slm con acclività media del pendio residuato dallo scavo di circa ; interessa il fronte Sud e il fronte Est della Cava con profilo di scavo monoclinale; il fronte Est si raccorderà al fronte Nord della cava già scavata con profili di raccordo acclivi stralcio operativo: si estende da quota 600 m slm fino a quota m slm; interessa il fronte Sud e il fronte Est della Cava con coltivazione che da quota 600 m slm raggiungerà la quota di slm; il profilo di pendio sarà microgradonato con acclività media del pendio residuato dallo scavo di circa 38 ; sul fronte Est si raccorderà alla morfologia di scavo a gradoni residuata dalla coltivazione della cava esistente. 4 stralcio operativo (cava di prestito): La cava di prestito interessa la porzione terminale della cava da quota slm e si raccorderà, sul fronte Sud, al piazzale posto a quota di 457 m slm mediante assetto a microgradoni e acclività media di pendio di circa 38 fino a quota di m slm dove il pendio è interrotto da un ripiano morfologico; il ripiano si raccorderà quindi al piazzale di cava con assetto a microgradoni e acclività media di pendio di circa; sul fronte Est lo stralcio operativo si raccorderà alla morfologia di scavo a gradoni residuata dalla coltivazione della cava esistente. La sequenza di coltivazione è rappresentata nelle viste 3D (figg ) che raffigurano i vasti stati di avanzamento a partire da quello attuale fino allo scavo finale con la coltivazione della cava di prestito.
24 Pag. 23 di 66 Fig. 19
25 Pag. 24 di 66 Fig. 20
26 Pag. 25 di 66 Fig. 21
27 Pag. 26 di 66 Fig. 22
28 Pag. 27 di 66 Fig. 23
29 Pag. 28 di 66 IMPIANTI DI PRIMA LAVORAZIONE Si prevede la lavorazione del materiale utile escavato direttamente sul posto mediante impianto di frantumazione a secco alimentato elettricamente (350 Kw di potenza) tramite la cabina elettrica già esistente sul posto al margine del piazzale di cava. il prodotto finito sarà caricato su camion con capacità di carico prevedibilmente di 31 t e quindi trasportato fuori dall area di cava; le caratteristiche salienti dell impianto di frantumazione sono schematizzate nella successiva figura 24. Fig. 24 schema dell impianto di frantumazione L impianto sarà posizionato il più lontano possibile dai fronti di cava, a ridosso del rilevato di mitigazione previsto al margine del piazzale di cava (si veda la tavola della viabilità) al fine di assicurare le migliori condizioni di sicurezza possibili rispetto ad eventuali scivolamenti di massi rocciosi; a tal proposito, al momento della predisposizione del programma di prevenzione rischi della ditta si dovrà anche tenere conto di tali rischi prevedendo le azioni di sicurezza necessarie per i lavoratori, anche attraverso la protezione dei fronti di cava (es. reti, barriere, valli, ecc). Il ciclo di lavorazione comporta il trasferimento del materiale escavato al frantoio (di tipo a mascelle) e da questo, con l utilizzo del nastro trasportatore, al vaglio selezionatore per lo stoccaggio in cumuli di 4 classi di pezzatura, tipicamente espresse in mm: < 0/25 (previsto circa il 30%); 25/40 (previsto circa il 35% 40/70 (previsto circa il 25% 70/100 (previsto circa il 10%)
30 Pag. 29 di 66 Il ciclo è completato dalla ulteriore frantumazione del materiale più grossolano (70/100) mediante l impiego di un mulino a martelli. La produzione di polveri potrà essere mitigata mediante nebulizzazione e schermatura; il tutto come indicato nella relazione previsionale di impatto sulla componente atmosfera. INFRASTRUTTURE E VIABILITÀ Come già esposto in precedenza, nella fase di coltivazione della cava, all esterno dell area di escavazione sarà realizzata la pista di arrocco che partendo dal fondovalle collegherà la zona culminale di attacco del giacimento; ciò consentirà la viabilità di cantiere ai mezzi di lavoro. La pista di arrocco sarà smantellata al termine della coltivazione e l area recuperata. Si prevede di realizzare la pista di arrocco che a partire dal fondovalle fronte Sud della cava si collegherà alla porzione sommitale della cava; la strada sarà caratterizzata da accessi ai livelli di coltivazione che consentano lo svolgimento delle normali lavorazioni. Riguardo alla viabilità ordinaria, l accesso alla cava è garantito dalla viabilità esistente percorrendo la strada S.P. Ponte Molino Foce Forchetta che collega il sito all abitato di Frontone posto a circa 1200 m di distanza. Si tratta di una strada a singola carreggiata realizzata in conglomerato bituminoso che passando fuori dall abitato di Foce comporta evidenti effetti di mitigazione in termini di riduzione dell impatto acustico (come indicato nella relazione previsionale di impatto acustico allegata). Rispetto a Frontone non esiste una viabilità alternativa che consenta ai mezzi, percorrendo le strade esistenti, di non transitare all interno dell abitato; gli effetti derivanti dall impatto del transito dei mezzi all interno di Frontone può essere mitigato prevedendo, ad esempio, limiti di velocità. Sulla base dei quantitativi estraibili dal sito di cava nell arco temporale dei 10 anni previsti dalla scheda del Polo si deduce che la viabilità sarà sottoposta ad un carico di traffico indotto dalle attività di cava di circa 40 camion/giorno. La stima deriva dai dati dimensionali del progetto di coltivazione che prevedono l escavazione di materiale utile calcareo di m3. Assumendo un peso di volume in banco del materiale pari a 2.3 t/m3 si avrà una produzione di materiale utile complessivo nei 10 anni di attività pari a ton. Ciò comporta una media annua di /10 = ton/anno (1233 t/giorno). Prevedendo 200 giorni lavorativi e camion della capacità di carico di 31 t si avrà: / 31 = 7955 viaggi/anno da cui 7955 / 200 = 40 viaggi/giorno per il trasporto del materiale fuori cava (80 viaggi A/R)
31 Pag. 30 di 66 D RELAZIONE DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE METODO DI COLTIVAZIONE E SUA MOTIVAZIONE Come già indicato al capitolo precedente la coltivazione sarà attuata prevedendo 3 stralci operativi per la cava ordinaria e un quarto stralcio operativo riferibile alla cava di prestito; si prevede l abbattimento mediante esplosivo (preminaggio) e rimozione con mezzi meccanici a partire dall alto su fronte unico; l escavazione sarà attuata procedendo con livelli di coltivazione successivi che determinano platee di altezza pari a circa 6.0 m residuando, con il procedere della coltivazione, piazzali posti a varie quote; con il procedere dell escavazione che determina l arretramento del fronte su ciascun livello di scavo si determina la creazione di un profilo di scavo che si raccorda a valle con acclività media di pendio di circa La morfologia del pendio di scavo sarà caratterizzata da tratti di pendio con assetto monoclinalico e tratti con assetto a microgradoni con pedate di circa 1.0 m e alzate di 6.0 m. L impostazione della coltivazione con fronti di scavo tali da determinare un profilo di pendio dell area scavata con inclinazione media di è motivata dal fatto che dai rilievi geostrutturali condotti (Rif. Relazione di Meccanica delle Rocce Geol. Bernardini) emerge che la stabilità del pendio, con specifico riferimento ai fronti Est e Sud ovvero quelli effettivamente interessati dalla escavazione in ampliamento è compatibile con angoli di inclinazione contenuti entro i 40, stante la presenza di frequenti discontinuità e giaciture di strato a franapoggio. Ulteriori valutazioni, e/o revisioni potranno altresì scaturire anche all avvio della fase esecutiva rispetto alle situazioni effettivamente riscontrate. Per quanto riguarda l attività estrattiva vera e propria si procederà nel modo seguente: a) Posizionamento dei punti di misura: l area di cava sarà chiaramente individuata mediante caposaldi di riferimento da posizionare sull area prima dell inizio delle attività lavorative. b) Recinzione, logistica di cantiere e interventi di mitigazione di impatto: lungo tutta l area di cava, a distanza di sicurezza, sarà messa in opera la recinzione metallica provvista di cancello con chiusura a chiave; all interno dell area è prevista l installazione dell impianto di frantumazione e della vasca di abbattimento polveri; l impianto di frantumazione dovrà essere provvisto di sistemi di abbattimento delle polveri (come indicato nella relazione previsionale e di contenimento del rumore. Saranno altresì ripristinati alla loro funzionalità i manufatti (compresa la pesa) già presenti e utilizzati per la logistica di cantiere all epoca della coltivazione della pregressa attività di cava. Preventivamente all avvio della coltivazione del giacimento dovrà anche essere realizzata la prevista barriera per la mitigazione dell impatto visivo e acustico; la barriera sarà costituita da un rilevato messo in opera lungo il perimetro del polo estrattivo come da delle viabilità allegata; si prevede un rilevato di altezza pari a 4.0 m da realizzarsi con il materiale di scavo che sarà poi rimosso a fine coltivazione. c) Disgaggio: Preventivamente all avvio della coltivazione del giacimento dovrà essere eseguito il disgaggio dei massi e/o delle porzioni rocciose in precario stato di equilibrio. Dovrà inoltre essere verificata la necessità o meno di posizionare opere di protezione dei fronti di scavo (barriere paramassi, reti, vallo, ecc) stante la presenza di attività logistiche (es. Impianto di frantumazione) con maestranze e mezzi sull area del piazzale. d) Scoperta del giacimento: la scoperta del giacimento prevede l espianto delle aree boscate per poter avviare l escavazione dall alto; sarà altresì asportato il cappellaccio di cava dalle porzioni di area oggetto di scavo. Il cappellaccio (suolo agrario) la cui quantità è comunque modesta sarà stoccato sui piazzali di scavo residuati con il procedere dei livelli di coltivazione
32 Pag. 31 di 66 per poi essere ridistribuito sui microgradoni per le operazioni di recupero e ricostituzione del terreno di attecchimento delle specie previste dal recupero stesso. e) Coltivazione: La coltivazione procederà dall alto attaccando il fronte Est partendo da quota 710 m slm; lo splateamento di livelli successivi con altezze di circa 6 m procederà verso il basso per tutti gli stralci operativi relativi alla cava ordinaria ovvero gli stralci operativi 1 (da quota 710 a quota 650 m s.l.m.) 2 (da quota 650 a quota 600 m s.l.m.) e 3 (da quota 600 a quota 531.5); la porzione di terzo stralcio operativo compresa fra le sezioni 5 e 7 si raccorderà ai fronti di cava residuati dalla pregressa coltivazione; raggiunta la quota finale di scavo del 3 stralcio operativo la coltivazione della cava ordinaria si è esaurita e il profilo finale di scavo / recupero (di fatto i profili hanno la stessa morfologia) sarà quella di un piazzale (a quota 530 m s.l.m. circa) di forma ellittica e superficie pari a circa m2 (Fig. 25) come rappresentato nella tavola C.2.3 (fondo-scavo 3 stralcio operativo); la cava di prestito interesserà la porzione di pendio interposta fra il terzo stralcio operativo e il piazzale di base e si svilupperà prevalentemente su tutto il fronte Sud e buona parte del fronte Est dove si raccorderà con i gradoni residuati dalla pregressa coltivazione. Il profilo finale di scavo / recupero al termine della cava di prestito sarà quello rappresentato nell allegato C.2.3 (fondo scavo cava di prestito). Con il procedere della coltivazione sarà attuato il contestuale recupero dei profili di scavo mediante riporto di terreno sui microgradoni, creazione di tasche di insediamento della vegetazione e rinverdimento; la sequenza differita dei lavori di scavo-recupero consentirà la mitigazione dell impatto visivo nell arco temporale della coltivazione. Fig. 25 stato finale di scavo / recupero della cava ordinaria (3 stralcio operativo)
33 Pag. 32 di 66 f) Regimazione delle acque meteoriche: Lungo il perimetro e alla quota del piazzale di fondo scavo saranno realizzati fossi di guardia per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche. le acque raccolte saranno smaltite lungo le vie di natural deflusso verso il fondovalle dove confluiranno nel Fiume Cinisco. TEMPI DI COLTIVAZIONE In riferimento alle previsioni del P.P.A.E. la coltivazione della cava ordinaria (1-2-3 stralcio operativo) è prevista in 10 anni; saranno scavati complessivamente m3 di calcare (materiale utile). Il recupero sarà attuato contestualmente alla coltivazione, con tempi differiti secondo una sequenza temporale che porta al ripristino vegetazionale del fronte residuato sul livello sovrastante contemporaneamente all attacco del fronte del livello di scavo sottostante; tale sequenza sarà attuata per la coltivazione di tutti i fronti discendenti. Rispetto alla cava di prestito, la sua coltivazione potrà comportare un tempo ragionevolmente contenuto in due anni; da ciò consegue che lo sfruttamento complessivo del giacimento potrà svilupparsi in circa 12 anni, non necessariamente continuativi fra la cava ordinaria e quella di prestito, in ragione del fatto che la cava di prestito potrebbe essere attivata anche a cava ordinaria completamente recuperata. MACCHINE OPERATRICI, IMPIANTI E APPARECCHIATURE I mezzi di lavoro previsti per l attuazione del ciclo produttivo di coltivazione della cava sono i seguenti: N. 2 pale meccaniche: una per movimentare il materiale finito, l altra per caricare il frantoio; N. 2 escavatori da 350 q.li: uno sul fronte di coltivazione, l altro nel piazzale; N. 1 perforatrice alimentata a gasolio per introdurre le cariche esplosive nella roccia; Camion da trasporto del materiale finito con capacità di carico 31 t PREVISIONE PROGRAMMA PREVENZIONE RISCHI Al fine di eliminare e di contenere al massimo i rischi di incidenti connessi con l attività di cava dovrà essere redatto un programma di prevenzione dei rischi di infortunio, di malattie professionali e di igiene ambientale nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di sicurezza. La coltivazione di cave a cielo aperto richiede i seguenti lavori: Predisposizione dell area mettendo in essere le opere di recinzione, il cancello di ingresso chiuso con lucchetto e segnalazioni lungo il perimetro dell area destinata all attività estrattiva nonché quanto altro di predisponibile per garantire l isolamento del luogo di lavoro. Scoperta del giacimento per procedere all escavazione ed all asporto dello strato di materiale per cui la cava è stata aperta.
34 Pag. 33 di 66 Coltivazione della cava prevedendo l escavazione, a sezione ampia a cielo aperto, mediante l uso di esplosivo, escavatori, pale meccaniche per il carico su autocarri del materiale estratto. Trasporto del materiale mediante autocarri. Recupero e ripristino ambientale del sito Smobilizzo di ogni installazione ed attrezzatura a cava esaurita. Il programma di previsione dei rischi di infortunio, di malattie professionali e di igiene ambientale prevede, in ottemperanza alle disposizioni di cui ai D.L.gs. 626/94 e 624/96, una sezione informativa-formativa di sicurezza per il personale consistente nella effettuazione di riunioni e colloqui, preposti per l illustrazione dei piani, fra capo cantiere, lavoratori ed eventuali organizzazioni sindacali per consentire di fare osservazioni ed apportare eventuali modifiche migliorative dello stato di sicurezza. Il piano illustrerà gli obblighi ed i doveri dei preposti e dei lavoratori e farà riferimento, nella sua struttura di base, ai D.P.R. n. 547/55 per la prevenzione infortuni sul lavoro, n. 164/56 per la prevenzione infortuni nelle costruzioni, n. 303/56 norme generali per l igiene nel lavoro, n.1124/65 testo unico per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), n. 626/94 miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, n. 242/96 modifiche introdotte al D.L.gs. 626/94. Il piano prenderà in considerazione la segnaletica di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, le cui prescrizioni minime sono dettate nel D.Lgs. n. 493/96; le caratteristiche che deve avere la segnaletica sono così riassumibili: segnale di divieto, segnale di avvertimento di pericolo, segnale di prescrizione, segnale di salvataggio e sicurezza, segnale per attrezzatura antincendio. Il piano stabilirà tutte le norme di sicurezza per l uso delle macchine e attrezzature operanti in cava e detterà le norme per le installazioni assistenziali; conterrà altresì tutte le disposizioni previste dal D.P.R. 164/56 per le principali fasi lavorative quali: scavi (artt. 13 e 14), misure di sicurezza per lavori di movimentazione terra, misure di sicurezza per lavori stradali, misure di sicurezza per lavori in trincea, misure di sicurezza per l uso di esplosivo. Saranno indicate le misure per la protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore previste dal D.L. 277/91. Come già anticipato in precedenza, il piano dovrà altresì prevedere le misure da adottarsi per evitare i rischi derivanti da possibili crolli e/o scivolamenti di materiale roccioso dalla pendice sul piazzale di lavoro sottostante.
35 Pag. 34 di 66 E - RELAZIONE DI MECCANICA DELLE ROCCE Si rimanda all elaborato specifico redatto dal Geol. Bernardini per tutte le valutazioni di merito (Allegato E)
36 Pag. 35 di 66 F - PROGETTO DI RECUPERO E RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE Per tutti gli aspetti attinenti il progetto di recupero e ricomposizione ambientale dell area estrattiva si rimanda agli elaborati specifici redatti dal Dott. Agr. Euro Buongarzone. Come già detto in precedenza la coltivazione del giacimento sarà accompagnata dal recupero ambientale del sito estrattivo; il recupero sarà contestualizzato, seppur con tempi differiti, alla escavazione, secondo una sequenza temporale che consentirà il progressivo recupero dei fronti scavati con il procedere della escavazione; il recupero sarà attuato mediante riporto di terreno e piantumazioni come specificato negli elaborati redatti dal tecnico Dott. Agr. Euro Buongarzone.
37 Pag. 36 di 66 G - RELAZIONE ECONOMICA FINANZIARIA La relazione economico-finanziaria attinente la coltivazione che si intende attuare è stata redatta dal Dott. Comm. Daniele Arceci ed è allegata alla documentazione progettuale. Per le finalità della valutazione dell impatto ambientale (Matrice A.E.V.I.A.) dal conto economico allegato alla relazione risulta un indice di redditività variabile dal 20% (su base del fatturato) al 47.7% (su base del capitale investito). L ammontare degli investimenti previsti è stimato nell ordine di ,00 circa. Si rimanda all elaborato specifico riprodotto in allegato.
38 Pag. 37 di 66 H - STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE SCHEDA A.E.V.I.A. Il metodo di valutazione di impatto ambientale previsto dalla L.R. 71/97 (basato sul tipico calcolo matriciale) consente di valutare le interferenze delle azioni indotte dal progetto di coltivazione sulle caratteristiche ambientali (caratteristiche fisiche e biologiche, fattori culturalisociali-economici); le azioni indotte che determinano nei confronti delle caratteristiche ambientali livelli base di interferenza variabili da: 0 (livello nullo) 1 (livello basso) 2 (livello medio) 4 (livello alto) sono riferibili agli scavi, alle piste, rampe e piazzali, agli allacciamenti, agli impianti, ai trasporti, alle discariche minerarie, al recupero, alla redditività, alla durata dell attività, agli investimenti, alle emissioni e alle opere civili. Gli indici di impatto base attribuibili alle azioni indotte assumono nel caso specifico i seguenti valori: Tabella indici di impatto base TRASFORMAZIONI INDICE DI IMPATTO BASE Scavi produttivi M1 = +5 Produzione media m/anno, cava pedemontana Piste, rampe, piazzali M2 = +1 Pista di arrocco sviluppo., escavazione < m3 Allacciamenti M3 = 0 Allacciamento elettrico a cabina esistente in loco < 0.5 Km Impianti (1) M4 = Frantoio 350 Kw, sistema controllo emissioni a bassa efficienza Trasporti su automezzi (2) M5 = +8 Frantoio in loco, viaggi > 20 Km Discariche Minerarie (3) M6 = +1 Superfici temporanee per materiale di scarto Recupero ambientale (4) M7 = -6 Cava pedemontana, Redditività (5) M8 = -5 Produzione m3/anno, Indice di redditività 33 % Durata attività M9 = -5 Produzione m3/anno, Durata di 10 anni Investimenti (6) M10 = - 5 Produzione m3/anno, Investimenti Emissioni (7) M11 = +4 Produzione m3/anno, Opere civili (8) M12 = -5 Note alla tabella indici di impatto base (1) L impianto di frantumazione dovrà essere dotato di un sistema di abbattimento delle emissioni (polveri, rumore); nel caso specifico si prevede un sistema costituito da una barriera (rilevato alto circa 4.0 m) lungo il perimetro che delimita l area di cava, da un impianto di nebulizzazione del frantoio e del mulino, della schermatura dei vagli e copertura dei nastri trasportatori. Per tale sistema in presenza di impianti < 1200 Kw il valore si determina attraverso l assunzione di un indice di impatto base debitamente corretto secondo la seguente formula: M4 = (M x coeff. Polveri x coeff. Rumore x 2) + 1 da cui M4 = (1 x 0.6 x 0,8 x 2 ) + 1 = 1.96 (2) Non sono previsti viaggi su strade ordinarie per il trasporto del materiale scavato all impianto di frantumazione, in quanto presente sul posto; per il trasporto del materiale lavorato si assume un valore indice di impatto pari a 8 per sviluppo su strade ordinarie > 20 Km (più penalizzante) e viaggi con camion da 20 t determinati in base alla produzione media giornaliera di 1233 ton (1233/20 = 60 viaggi circa per il trasporto del materiale). (3) non sono previste are di discarica mineraria; sono previste aree di accumulo temporaneo del materiale di scarto (cappellaccio) sui piazzali di cava impegnando superfici stimabili non oltre i m2; l indice di impatto viene assunto pari a 1 trattandosi di occupazioni temporanee. (4) riguardo al recupero ambientale è stato assunto un valore dell indice di impatto base pari a 6 in quanto se è vero che il recupero, sostanzialmente forestale, determina la restituzione dell area alla classe preesistente (quindi indice impatto 3-5) alla cava attualmente residuata, è altrettanto vero che rispetto alla situazione attuale, ovvero di una cava abbandonata, il recupero che verrà attuato è certamente migliorativo (quindi indice di impatto 5-7).
39 Pag. 38 di 66 (5) I indice di redditività è stato assunto come valore medio IR = 33% degli indici di redditività determinati sulla base sia del capitale investito (IR = 47.7%) che del fatturato (IR = 20%) riportati nella relazione economico-finanziaria; si assume pertanto l indice di impatto base pari a -5. (6) L investimento determinato con la relazione economico-finanziaria è compreso fra ; si assume pertanto l indice di impatto base pari a -5. (7) la produzione di polveri e rumore in fase di coltivazione è da ritenersi prevalentemente interna all area di cava con indice di impatto base pari a +2 ; riguardo all utilizzo di esplosivo si considera l abitato più vicino (Foce) posto a circa 400 m di distanza dalla cava; assumendo indicativamente un valore del rapporto Raggio Influenza / distanza abitato pari a R = 0.5 (comunque da ritenersi molto cautelativo) prevedendo 1-2 volate / settimana risulta un indice di impatto base pari a +4; si assume pertanto il valore più penalizzante (+4) (8) i fronti Sud e Est sono caratterizzati da situazioni di instabilità documentate con la relazione geologica e di meccanica delle rocce per effetto della presenza di frequenti giunti e di giaciture a franapoggio; per mitigare gli effetti della instabilità è stato previsto un profilo di scavo e sistemazione morfologica con acclività di 40 atta a rimuovere le situazioni di maggior acclività e quindi di maggior propensione al dissesto residuate dalla vecchia coltivazione. Prima dell avvio della fase di coltivazione sarà necessario provvedere al disgaggio delle porzioni rocciose instabili e, al contempo, valutare la necessità di opere di protezione dei fronti (reti, barriere paramessi, vallo, ecc) stante la presenza del frantoio sull area del piazzale con le relative maestranze; stante tale situazione si attribuisce un indice di impatto base pari a -5 riferibile a instabilità preesistente parziale e rilevante. La quantificazione del livello di interferenza assunto viene motivata da una breve descrizione che riassume tutto quanto già detto nei singoli capitoli. Terra 1. Risorse minerarie. L attività estrattiva prevista determina una escavazione di m3 di materiale utile; con riferimento alla estensione del contesto geologico-minerario, si assume un livello di interferenza medio (2). 2. Morfologia e suolo. L attività estrattiva incide sulla morfologia del sito in modo ritenuto medio (2); la ricomposizione ambientale dell area con un aspetto finale di rinaturalizzazione di fatto mitiga l interferenza dovuta all escavazione, per cui si attribuisce un livello di interferenza medio (2) alla ricomposizione ambientale. La realizzazione della pista di arrocco per l accesso alla cava è di fatto temporanea e smantellata in fase di coltivazione; ai fini della scheda AEVIA si assume un valore basso (1). Acqua 3. Idrografia (corsi d acqua art. 29). L attività estrattiva è al di fuori della fascia di rispetto fluviale del Fiume Cinisco, quindi, senza interferenze; si attribuisce pertanto un valore di interferenza nullo. Le acque di deflusso superficiale saranno regimante e convogliate nel sottostante Cinisco. 4. Idrogeologia. L attività estrattiva determina un livello di interferenza nullo per il fatto che l escavazione non interessa il piazzale di cava, laddove è stata riscontrata la falda idrica; per tener comunque conto di possibili interferenze con il sistema della circolazione idrica nell immediato sottosuolo dei fronti di coltivazione si assume un valore basso (1); a recupero completato la rinaturalizzazione del sito consente di compensare gli effetti; si attribuisce pertanto lo stesso livello di interferenza al recupero (1); la perdita di olii e/o carburanti, anche se dannosa, è da considerarsi un fatto straordinario. Aria 5. Caratteristiche climatiche. Si ritiene che la tipologia dell intervento non determini apprezzabili interferenze con le caratteristiche climatiche locali; si attribuisce pertanto un livello di interferenza nullo.
40 Pag. 39 di Caratteristiche Chimico-fisiche. Le azioni che portano lievi alterazioni temporanee alle caratteristiche chimico fisiche dell aria sono la movimentazione sui fronti di cava, il trasporto del materiale su pista di arrocco e la lavorazione del frantoio (peraltro mitigata con azioni di contenimento delle polveri e del rumore); si attribuisce un livello di interferenza medio agli scavi alle rampe, alla ricomposizione ambientale (recupero) e ai trasporti. Si attribuisce inoltre un livello di interferenza basso alle emissioni; con il recupero le interferenze vengono ad annullarsi. Dinamica 7. Area di influenza. Da un punto di vista degli impatti collegati all esercizio di cava inteso come susseguirsi di eventi dinamici, l area interessata dagli effetti è ridotta estendendosi su una superficie di poco superiore alla cava stessa. Si attribuisce un livello di interferenza basso agli scavi, rampe e recupero. 8. Stabilità. Le modalità di coltivazione e recupero con pendio inclinato con pendenza contenuta in circa 40 sono da ritenersi sufficientemente adeguate ai fini della stabilità (salvo verifiche anche in corso d opera) come da relazione geologica e di meccanica delle rocce; per tenere conto di possibili interferenze per fenomeni di distacco si attribuisce tuttavia un livello di interferenza basso agli scavi. Flora 9. Vegetazione spontanea. La coltivazione dell area, determina la sottrazione delle aree boscate presenti sul sito; gli effetti saranno tuttavia mitigati nel tempo dal recupero ambientale sull area stessa (si prevede infatti la rinaturalizzazione dei fronti di coltivazione) e dalle misure di compensazione previste, ai sensi della L.R. 71/97; si attribuisce pertanto un livello di interferenza medio agli scavi, alle rampe e al recupero (2). L habitat prioritario del bosco della Quercia Bianca non risulta interessato. 10. Colture, vegetazione regimata (artt. 35 e 37). Viene attribuito il valore 2 di livello di interferenza per gli scavi, rampe e recupero. 11. Specie protette Aree floristiche (art. 33). Nessuna interferenza. Fauna 12. Fauna terrestre. Si attribuisce un livello di interferenza medio agli scavi, alle rampe, al recupero, oltre ad un livello di interferenza basso alle emissioni. 13. Fauna acquatica. Non è presente fauna acquatica. 14. Fauna avicola. Gli effetti sulla fauna avicola sono da ritenersi rilevanti; si attribuisce un livello alto agli scavi, alle rampe e al recupero; a ricomposizione ambientale avvenuta, e quindi con la rimozione delle cause di interferenza, cesserà ogni effetto; si attribuisce un valore basso alle emissioni. 15. Specie protette. Valgono le stesse considerazioni del punto sopra. Utilizzo dell area 16. Pascoli. L interferenza è stata ritenuta media per scavi, piste e recupero. 17. Agricola. La morfologia dell area è tale da non risultare utilizzata ai fini agricoli; nessuna interferenza. 18. Commerciale. Non è previsto tale uso dal PRG vigente. nessuna interferenza 19. Residenziale. Non è previsto tale uso dal PRG vigente nessuna interferenza 20. Industriale. Non è previsto tale uso dal PRG vigente nessuna interferenza
41 Pag. 40 di Mineraria. Non sono segnalati giacimenti minerari per la coltivazione di calcare oltre quello che si richiede di coltivare nessuna interferenza. Ambiti di tutela 22. Zone umide e forestali (artt. 34 e 36). Si attribuisce un valore medio dell interferenza prodotta dagli scavi, dalle rampe e dal recupero; a ricomposizione ambientale avvenuta, e quindi con la rimozione delle cause di interferenza, cesserà ogni effetto L area rientra nell ambito del gruppo Monte Catria Monte Acuto (PPAR). 23. Conservazione territoriale (art. 32). L art. 32 non riguarda l area. Tuttavia si attribuiscono fattori di interferenza alti agli scavi, rampe e al recupero, nell ottica più generale del significato attribuibile alla necessità di conservazione del territorio, stante la presenza dell ambito SIC-ZPS. 24. Paesaggistica (artt. 23 e 43). Per le finalità del progetto possono essere assegnati livelli di interferenza medi per gli scavi, per le rampe e per il recupero con la ricomposizione ambientale. 25. Parco e riserve (artt. 53/54/55). L area rientra le Parco del Monte Catria e Monte Acuto. Si attribuisce un livello di interferenza medio per scavi, rampe e recupero. 26. Geo-morfo-idrogeologiche (art 28). Aree GB (rilevante valore) del PPAR. Si attribuisce un valore medio di interferenza per gli scavi e recupero 8tenuto altresì conto che con il recupero si avrà un complessivo miglioramento dell asseto geomorfologico rispetto alla situazione attuale; si attribuisce un livello basso di interferenza alle rampe. 27. Crinali e versanti (artt. 30 e 31). L area interessa elementi della struttura geomorfologica riferibili ai crinali e versanti. si attribuisce un livello di interferenza basso agli scavi e alle rampe. 28. Storico-artistica (artt. da 38 a 42). L area non presenta nessuno dei requisiti per essere assoggettata agli artt. da 38 a 42 delle N.T.A del PPAR. 29. Militare-urbanistica. Non vi è nessuno di questi interessi rappresentato. Cultura e società 30. Modello culturale. Considerato che l area di cava interessa una cava già presente sul territorio da decenni si può ritenere che si tratti di un intervento accettabile nel modello culturale;. Viene attribuito un valore basso all interferenza prodotta dagli scavi, dal trasporto e dal recupero; 31. Attività ricreative. Non esistono nella zona. 32. Occupazione. L apertura della cava, consentendo il mantenimento dell occupazione, esercita un livello di interferenza positivo per la redditività per gli investimenti e per la durata delle operazioni (10 anni); alle componenti di cui sopra si attribuisce un livello di interferenza medio (2). Anche le attività di recupero che consistono, oltre al recupero dell area, nella compensazione ambientale delle aree sottratte mediante nuovo impianto boschivo, determinano effetti sull occupazione; si attribuisce un livello basso di interferenza con il recupero. 33. Indotto. Valgono le valutazioni già fatte per l occupazione. 34. Quadro sanitario. Legato a qualsiasi attività estrattiva c è sempre un rischio di peggioramento del quadro sanitario; trattandosi però di attività di dimensioni contenute (poche macchione movimento terra) il quadro sanitario locale, in caso di incidenti, non subisce che lievi modificazioni rientranti nella norma. Il rischio di malattie professionali è molto contenuto. Viene assegnato un livello basso (1) agli scavi. Infrastrutture
42 Pag. 41 di Forniture energetiche. Il consumo energetico per l attività estrattiva è legato agli scavi, al trasporto, agli allacciamenti (frantoio allacciato alla rete elettrica) ed anche alle operazioni di recupero; si attribuisce un indice di interferenza basso agli scavi, allacciamenti e al recupero; medio ai trasporti. 36. Viabilità. Alto (4) è il livello di interferenza assegnato alle trasformazioni relative al trasporto; basso al recupero. 37. Discariche. Non sono previste discariche, ma solo accantonamento temporaneo del cappellaccio nelle aree di cava; non si avrà quindi materiale di scarto da conferire in discarica; viene attribuito un valore nullo di incidenza. Economia 38. Locale. La redditività e gli investimenti incidono in modo ritenuto medio (2) sull economia locale; Per la durata dell attività prevista in 10 anni si assume un livello medio (2) di interferenza. Anche le attività di recupero previste nell impianto di nuove aree boscate (compensazione ambientale) e nella rinaturalizzazione dell area di cava determinano effetti sull economia locale; si assume un valore di interferenza basso (1) 39. Regionale. La redditività e gli investimenti determinano un basso livello di interferenza sull economia. La durata (10 anni) determina un livello medio sull economia regionale. 40. Nazionale. Non viene preso in considerazione perché saltuario è il rapporto di mercato. 41. Internazionale. Non viene preso in considerazione perché non esiste un rapporto di mercato. Le schede AEVIA, le tabelle dei dati progettuali con gli indice di impatto base ed il conto economico sono riportati in allegato. I risultati del calcolo matriciale hanno fornito un valore complessivo di impatto pari a I = - 7 L impatto più rilevante è certamente rappresentato dalle trasformazioni riferibili alla escavazione; tali effetti sono comunque compensati dal recupero e dai benefici indotti sull economia locale e regionale. Si ritiene quindi accettabile l impatto stimato.
43 Pag. 42 di 66 I - DATA PRESUNTA DELLE SCADENZA L escavazione dell area estrattiva della cava ordinaria è prevista in 10 anni. Sono da considerarsi ulteriori 2 anni per la cava di prestito. Per il completamento del recupero si prevede un ulteriore anno.
44 Pag. 43 di 66 J - IDONEITA TECNICA ED ECONOMICA DEL RICHIEDENTE La ditta Cave Metauro S.r.l. con sede in Fano Via Einaudi si è costituita nel Settembre 2002; i soci sono: - LIM SRL - NE.GAS GROUP SRL - CPM CAVE PENSERINI SPA - F.LLI CASAVECCHIA SPA - CAVA GOLA DELLA ROSSA SPA Il codice di attività della Ditta richiedente è (estrazione di pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso e ardesia). Il capitale sociale è di L attività esercitata presso la Cava Rave della Foce è l Esercizio di cave per la produzione di pietra e materiali inerti. I dati sopra riportati sono strati tratti dalla visura camerale. Si riportano in appendice i certificati di qualificazione delle ditte.
45 Pag. 44 di 66 K - DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA Nella tavola della viabilità è riportata la documentazione fotografica della cava esistente con i punti di vista fotografici.
46 Pag. 45 di 66 L - PROCEDURA DI VERIFICA In riferimento all Avviso Pubblico per la presentazione alla Amministrazione Prov.Le di Pesaro e Urbino di progetti di attività estrattive relativi a diversi poli estrattivi, tra i quali quello in loc. Rave della Foce, Comune di Frontone (Polo estrattivo MAI004), ai sensi del comma 1, lett. a) art.2 della L.R. 30/2009 e dell art. 14 delle NTA del PPAE, è stato predisposto il progetto di coltivazione e recupero della cava di Frontone. Il progetto di coltivazione è stato redatto per conto della ditta richiedente (Cave del Metauro s.r.l.) in applicazione e ai sensi della Legge Regionale 71/97; l attività per la quale si richiede l autorizzazione interessa una cava già esistente interessata da escavazione a partire dagli anni 70 e attualmente non più coltivata; la cava esistente è caratterizzata da profili di abbandono a gradoni decisamente acclivi; la morfologia residuata è a gradoni con piazzale sub pianeggiante sottostante; La scheda del Polo Estrattivo allegata alla variante generale del PPAE - Programma Esecutivo prevede l ampliamento del fronte di coltivazione esistente sul lato Sud e Est con estrazione massima di m3 di calcare maiolica ; sono altresì previsti ulteriori m3 di dello stesso calcare da destinare a cava di prestito. E altresì previsto il recupero botanico-vegetazionale. La coltivazione prevede 4 stralci operativi con abbattimento mediante esplosivo (microcariche) e rimozione con mezzi meccanici a partire dall alto su fronte unico; l escavazione sarà attuata secondo livelli discendenti con splateamenti successivi (platee di altezza pari a circa 6.0 m) residuando, con il procedere della coltivazione, piazzali posti a varie quote; con il procedere dell escavazione si determina la creazione di un profilo di scavo che si raccorda a valle con acclività media di pendio di circa La morfologia del pendio di scavo sarà caratterizzata da tratti di pendio con assetto monoclinalico e tratti con assetto a microgradoni. Catastalmente le aree per le quali si richiede l autorizzazione alla attività estrattiva comprensive delle aree di pertinenza per le attività logistiche (piazzale) sono confinate all interno del Foglio 17 del Comune di Frontone e ascritte ai mappali 17/77/9/3/2. L area per la quale si richiede l autorizzazione alla coltivazione ha un estensione complessiva pari a m2 circa, interessa l interno Polo Estrattivo ed è localizzata lungo la S.P. Ponte Molino Foce Forchetta, in sponda destra del Fiume Cinisco oltre la fascia di rispetto integrale di 45 m dallo stesso, come da planimetria del polo estrattivo redatta dalla provincia di Pesaro e Urbino. Il sito di cava si trova a Sud, a circa m di distanza, dall abitato di Foce e a circa 1200 m di distanza dall abitato di Frontone. E raggiungibile dall abitato di Frontone percorrendo la strada S.P. Ponte Molino Foce Forchetta. Per la puntuale localizzazione dell area si rimanda alle planimetrie e tavole allegate. Le caratteristiche salienti dell intervento previsto in progetto prevedono: la coltivazione del giacimento a partire dall alto con livelli discendenti secondo quello che è l approccio più consono in termini di scavo e recupero contestuale del fronti ai fini della mitigazione dell impatto; l abbattimento del calcare con uso di esplosivo e successiva rimozione meccanica fino a residuare un profilo di scavo/recupero con inclinazione di pendio dell ordine di ; la coltivazione su 4 stralci operativi 3 dei quali (stralci 1-2-3) destinati a cava ordinaria e uno destinato a cava di prestito;
47 Pag. 46 di 66 l installazione di un impianto di lavorazione del materiale sul piazzale di cava; la realizzazione di una pista di arrocco all esterno della cava che dal lato del fronte Sud conduca alla porzione sommitale; il recupero morfologico dell area di ampliamento (fronte Est e fronte Sud) ed effettivamente interessata da escavazione con profili di sistemazione finale, sostanzialmente coincidenti con quelli di scavo, tali da determinare, con una acclività di pendio di circa 38-40, il raccordo con quelli esistenti. il mantenimento degli attuali profili della cava su tutto il fronte Nord stante il limite del polo estrattivo che di fatto impedisce l arretramento del fronte; Il recupero finale di tutto il sito estrattivo ai fini naturalistici con piantumazione di specie botanico-vegetazionali autoctone e creazione di siti di nidificazione per favorire lo sviluppo della avifauna (rapaci); quest ultimo intervento è previsto solo sul fronte Nord non oggetto di intervento di escavazione. Sono altresì previsti alcuni interventi di mitigazione degli impatti associati allo svolgimento delle attività di coltivazione della cava quali: la realizzazione di una barriera visiva e antirumore attraverso la messa in opera di un rilevato di mitigazione lungo il perimetro del polo estrattivo che delimita il piazzale di cava dalla sottostante scarpata fluviale e dalla viabilità ordinaria; la messa in opera di sistemi di abbattimento delle polveri sui piazzali, sui cumuli e sull impianto di frantumazione (nebulizzazione tramoggia ecc) come previsto nello studio di impatto sull atmosfera. Il materiale utile complessivamente estraibile è stimato in complessivi m3 di calcare dei quali m3 per la cava ordinaria da attuarsi in 10 anni e m3 destinati a cava di prestito (Fig. V-1). Fig. V-1 CAVA RAVE DELLA FOCE - STIMA DELLA CUBATURA DI COLTIVAZIONE (mc) movimentato cappellaccio utile 1 STRALCIO STRALCIO STRALCIO CAVA DI PRESTITO TOTALE CAVA ORDINARIA La coltivazione della cava ordinaria comporta l escavazione di seguenti quantitativi annui di materiale utile (fig. V-2).
48 Pag. 47 di 66 Fig. V-2 anno Riduzione % annua Quantità estraibile annua Somma parziale (m3) L intervento proposto è soggetto a procedura di verifica ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente (D.P.R. 19/04/1996, L.R. nº 7 del 14 aprile 2004 e L.R. 3/2012); a tale scopo viene prodotta la seguente documentazione la quale fornisce i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può avere sull ambiente. Pertanto i punti di seguito trattati sono quelli indicati nell allegato C Elementi di verifica - di cui all art. 6 della L.R. n. 7/04 I punti di seguito trattati sono, nella sostanza, quelli previsti all allegato V - Criteri per la verifica di assoggettabilità di cui all art. 20 del D. Lgs. 152/2006 e ss. mm. ii. fissati nell allegato C elementi di verifica di cui all art. 6 della L. R. n. 7/04 e alla D.G. R. 164/2009 richiamati nelle successive figure V-3 e V-4. Per le finalità dello studio sono stati consultati i seguenti piani: Piano Assetto Idrogeologico (P.A.I.) - Regione Marche Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) - Provincia di Pesaro Piano Regolatore Generale Comune di Peglio. Si è altresì fatto riferimento al documento redatto dalla Regione Marche, Dipartimento Territorio e Ambiente: Linee guida generali per l attuazione della Legge Regionale sulla V.I.A..
49 Pag. 48 di 66 Fig. V-3 - stralcio all. C Elementi di verifica di cui all art. 6
50 Pag. 49 di 66 Fig. V-4 - stralcio all. C Elementi di verifica di cui all art. 6 L.R. 7/2004 e DGR 164/2009
51 Pag. 50 di 66 CARATTERISTICHE DEL PROGETTO Dimensioni del progetto L area su cui si svilupperà l attività estrattiva ha una estensione complessiva pari a m 2. Considerando l estensione e la morfologia dell area la coltivazione della cava sarà attuata prevedendo 4 stralci operativi, 3 dei quali (1 2 e 3 stralcio operativo) destinati alla cava ordinaria e il quarto destinato a cava di prestito. Ai fini del calcolo dei volumi di materiale estraibile è stato utilizzato il metodo di calcolo delle sezioni ragguagliate che prevede la seguente formula: V = [ A 1 + A 2 + ( A 1* A 2 ) 1/2 ] * d/3 dove A 1 e A 2 sono le superfici di scavo in sezione e d è la distanza tra esse. La profondità di scavo è stata ottenuta considerata la necessità di residuare profili di scavo con acclività del pendio contenuta entro 40. Dai calcoli eseguiti, prevedendo l escavazione dall alto con splateamenti successivi e fronti di scavo in parte con microgradoni e in parte con monoclinale (come dettagliatamente descritto in seguito) risulta una cubatura complessiva di calcare da movimentare di m3. Si riporta di seguito la tabella dei dati dimensionali di coltivazione della cava (Fig. V-5). Fig. V-5 tabella dei dati dimensionali di coltivazione della cava Superficie Escavata (m2) Movimentato (m3) cappellaccio (m3) Utile (m3) 1 STRALCIO STRALCIO STRALCIO CAVA DI PRESTITO TOTALE TOTALE CAVA ORDINARIA (1-2-3 STRALCIO) Le tabelle di calcolo sono di seguito riportate;
52 Pag. 51 di 66 Fig. V-6) 1 stralcio - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,56 2A 233, , , , ,33 7 0,00 0 0,00 25, , , , , , ,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
53 Pag. 52 di 66 Fig. V-7) 2 stralcio - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,40 2A 1.313, , , , ,64 7 0,00 0 0,00 25, , , , , , ,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
54 Pag. 53 di 66 Fig. V-8) 3 stralcio - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,93 2A 2.770, , , , ,26 7 0,00 0 0,00 25, , , , , , ,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
55 Pag. 54 di 66 Fig. V-9) cava di prestito - tabella di calcolo della cubatura Sezione Area A (m2) distanza d (m) volume (m3) 1 0,00 25, ,81 2A 2.351, , ,43 5 0,00 6 0,00 7 0,00 0 0,00 25, , , , , ,00 0 0,00 0 TOT. MOVIMENTATO CAPPELLACCIO UTILE
56 Pag. 55 di 66 La coltivazione del giacimento sarà accompagnata dal recupero ambientale del sito estrattivo; il recupero sarà contestualizzato, seppur con tempi differiti, alla escavazione, secondo una sequenza temporale che consentirà il progressivo recupero dei fronti scavati con il procedere della escavazione, come schematicamente riprodotto in fig. V-10; il recupero sarà attuato con finalità naturalistiche mediante riporto di terreno sui micro-gradoni residuati, piantumazioni di specie autoctone, formazione di tasche per la nidificazione dei rapaci (come specificato negli elaborati degli interventi di recupero ambientale). Fig. V-10 Utilizzazione delle risorse naturali La Ditta cave del Metauro S.r.l. costituita nel 2002 provvederà alla estrazione della pietra calcarea, alla lavorazione sul posto per la produzione di inerti di varia pezzatura destinati ai settori delle lavorazioni edili e stradali. Produzione di rifiuti Nel ciclo produttivo legato alla trasformazione del materiale scavato non è prevista produzione di rifiuti; tutto il materiale viene infatti lavorato per la produzione di inerti di varia pezzatura (0/25 25/40 / 40/70 / 70/100 mm) senza scarti che possano essere assimilabili a rifiuti; lo scarto di cava, sostanzialmente riferibile al cappellaccio di cava sarà riutilizzato per il recupero ambientale dell area estrattiva, con il procedere della coltivazione. Si tratta di quantitativi modesti (circa m3 per la cava ordinaria che diventano circa m3 compresa la cava di prestito) stoccabili sui piazzali residuati dalla coltivazione con il procedere delle lavorazioni.
57 Pag. 56 di 66 INQUINAMENTO E DISTURBI AMBIENTALI Il Clima Dal punto di vista climatologico l area è caratterizzata da un clima continentale accompagnato da inverni freddi, spesso nevosi, e da estati abbastanza calde. La temperatura media annua si aggira intorno agli 12 gradi, con precipitazioni piuttosto abbondanti caratterizzate da medie annue di circa 1100 mm. Le Emissioni in atmosfera Per la valutazione delle emissioni inquinanti sulla componente atmosfera è stato svolto uno studio previsionale di impatto sulla qualità dell aria a firma del Dott. Antonio Levy (Soc. LAMIR srl). Lo studio è stato condotto con il supporto di una specifica campagna di monitoraggio della durata di una settimana dal 10 a l 16 Maggio 2012 con installazione di una stazione di rilevamento dati nell area di cava (Fig. V-11). Fig. V-11) stazione di rilevamento dati della qualità dell area nella cava Rave della Foce I dati rilevati sono stati: direzione e intensità del vento, temperatura e umidità dell aria, radiazione solare, precipitazioni e concentrazione di PM 10.
58 Pag. 57 di 66 Dalla relazione Levy allegata si riporta la tabella (Fig. V-12) dei dati di concentrazione di PM10 che risultano molto bassi, ai livelli di concentrazione di fondo per zone rurali lontane da sorgenti di inquinamento. Fig. V-12 Data Concentrazione di PM 10 (µg/m 3 ) 10 Maggio 2012 < Maggio Maggio Maggio 2012 < Maggio Maggio Maggio Maggio Dalla rosa dei venti (Fig. V-13) estrapolata dalla stessa relazione si deduce che la direzione principale dei venti è da Sud, Sud-Est al mattino (venti da Monte verso Frontone); durante la giornata si formano anche venti con direzione opposta (Nord, Nord-Est) che contribuiscono ad un certo rimescolamento delle masse con un efficiente ricambio di aria nella zona di studio. Fig. V-13 DIREZIONE VENTO N 30% NNW NNE 25% NW 20% NE WNW W 15% 10% 5% 0% ENE E WSW ESE SW SE SSW SSE S Lo studio ha sviluppato la stima previsionale delle emissioni in relazione alle singole attività che possono generare inquinamento atmosferico; i dati sintetizzati nelle sottostanti figure V-14 e V- 15 evidenziano che le azioni maggiormente impattanti sulla emissione di PM 10 sono riconducibili
59 Pag. 58 di 66 al prelievo e trasporto di materiale unitamente alla frantumazione vagliatura e stoccaggio e alla movimentazione. Inquinante Fig. V-15) Stima delle emissioni massime di inquinanti atmosferici Attività di estrazione Attività di frantumazione vagliatura stoccaggio Attività di prelievo e trasporto Mitigazione Unità di misura PM10 0,04 2,77 2,04 nessuna kg/giorno PM10 0,04 0,30 0,20 nebulizzazione schermature kg/giorno NOx 7,08 5,31 0,274 nessuna kg/giorno CO 2,20 1,65 0,084 nessuna kg/giorno Fig. V-16) Stima delle emissioni massime di inquinanti atmosferici Inquinante Emissioni massime dai motori Emissione da movimentazione Mitigazione Unità di misura PM10 0,03 2,74 nessuna kg/giorno PM10 0,03 0,27 bagnatura kg/giorno NOx 5,31 kg/giorno CO 1,65 kg/giorno Dalle tabelle risulta inoltre che le emissioni sono efficacemente mitigabili con l utilizzo di adeguate azioni quali: Applicazione di nebulizzatori nelle tramogge e nel nastro trasportatore principale Chiusura dei nastri trasportatori mediante schermature telate Chiusura del vaglio selezionatore con pannellature Schermatura del mulino con nebulizzatore in uscita. Le conclusioni dello studio Levy indicano che l impatto ambientale delle attività della cava di Frontone, con l applicazione delle misure di mitigazione previste, può essere considerato modesto. A ciò si deve aggiungere che un ulteriore contributo favorevole in termini di mitigazione è rappresentato dalla messa in opera del rilevato di schermatura lungo il perimetro del polo - lato Fiume Cinisco (effetti soprattutto mitigati rispetto alle emissioni dell impianto che rappresenta la maggior sorgente di emissione). Si ritiene quindi che con l adozione delle misure di mitigazione gli effetti peraltro valutati modesti possano risultare sostanzialmente circoscritti. E evidente, inoltre, che alla cessazione delle operazioni di escavazione e di ricomposizione ambientale gli inconvenienti causati dalle polveri scompariranno e verranno completamente riassorbite le tracce della trascorsa attività.
60 Pag. 59 di 66 Ambiente Idrico L'acqua non è un elemento che entra nel ciclo di produzione della cava: infatti non essendo previsti macchinari che per qualsiasi operazione richiedono uso di acqua (l impianto di frantumazione opera a secco) non ci saranno residui o emissioni di acqua inquinata o meno. L acqua utilizzabile è sostanzialmente riferibile alle attività di mitigazione (bagnatura, nebulizzazione). Rispetto al reticolo idrografico che caratterizza l area costituito dal Fiume Cinisco non sono prevedibili interferenze con sviluppo di fenomeni di inquinamento attribuibili alla attività di cava. L area di intervento è infatti al di fuori della fascia di rispetto integrale del Fiume; inoltre il piazzale di cava ovvero la porzione di area più prossima al Fiume Cinisco non è interessato dalla escavazione; è esclusa quindi l interferenza con la falda idrica rinvenuta nel piazzale durante le indagini geognostiche a circa 2.00 m dal p.c. (dato da verificare compiutamente a seguito del monitoraggio nel tempo); lo smaltimento delle acque di precipitazione meteorica ricadenti nell area di cava avverrà, in parte per infiltrazione nel litotipi calcarei oggetto di coltivazione e caratterizzati da un buon grado di permeabilità secondaria (le acque si infiltrano lungo i giunti di strato e/o lungo le discontinuità presenti nell ammasso), in parte nei fossi di scolo che saranno realizzati nell area di cava per la corretta regimazione idrogeologica; le acque intercettate e raccolte saranno smaltite a valle nel Fiume Cinisco. Dalla cartografia di PRG (tav. 1.2 riprodotta nella seguente figura) non risultano sorgenti captate con destinazione delle acque al consumo umano nell area della cava e del suo intorno; la sorgente più prossima è ubicata a monte (Sorgente Plea) ad oltre 500 m di distanza e l attività di cava, risultando a valle non può certo interferire con la sorgente; a valle il punto di approvvigionamento più prossimo è il Pozzo Chiusure ad oltre 1 Km dalla cava; il pozzo interessa una valle incisa su versante opposto (separato dallo spartiacque naturale Lungo Monte Roma) a quello di coltivazione e quindi al di fuori da qualsiasi tipo di interferenza idraulica. Fig. V-17 (Cartografia PRG Tav. 1.2)
61 Pag. 60 di 66 Rumori Al fine di valutare, in via previsionale, i livelli di rumore immessi nell'ambiente esterno dalle operazioni di coltivazione della cava è stato condotto lo studio previsionale di impatto a firma del tecnico competenze in acustica Pizzoni Corrado; lo studio è stato eseguito mediante apposite rilevazioni del rumore presso 4 punti identificati nella seguente figura V-18 (punti M1- M2-M3-M4 e analisi previsionali presso i 4 recettori sensibili R1-R2-R3-R4 come da fig. V-19. Fig. V-18) punti di misura del rumore Fig. V-19) recettori sensibili Il tutto è dettagliatamente descritto nella relazione allegata.
62 Pag. 61 di 66 Dagli esiti dello studio si deduce che le attività di cava non si hanno superamenti dei valori limite come riportato nelle conclusioni integralmente riproposte nella figura V-19 Fig. V-19 Rischio di incidenti per quanto riguarda, in particolare, le sostanze o le tecnologie utilizzate Al fine di eliminare e di contenere al massimo i rischi di incidenti connessi con l attività di cava dovrà essere redatto un programma di prevenzione dei rischi di infortunio, di malattie professionali e di igiene ambientale nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di sicurezza. La coltivazione di cave a cielo aperto per rocce lapidee richiede i seguenti lavori: Predisposizione dell area mettendo in essere le opere di recinzione, il cancello di ingresso chiuso con lucchetto e segnalazioni lungo il perimetro dell area destinata all attività estrattiva nonché quanto altro di predisponibile per garantire l isolamento del luogo di lavoro. Asporto del cappellaccio con e predisposizione per procedere all escavazione ed all asporto dello strato di materiale per cui la cava è stata aperta. Coltivazione della cava prevedendo l escavazione dall alto a livelli discendenti, a sezione ampia a cielo aperto, mediante l uso di microcariche di escavatori e/o pale meccaniche; Conferimento del materiale all impianto di lavorazione sul piazzale di cava; Recupero e ripristino ambientale del sito Smobilizzo di ogni installazione ed attrezzatura a cava esaurita. Il programma di previsione dei rischi di infortunio, di malattie professionali e di igiene ambientale ha previsto, in ottemperanza alle disposizioni di cui ai D.L.gs. 626/94 e 624/96, una sezione informativa-formativa di sicurezza per il personale consistente nella effettuazione di riunioni e colloqui, preposti per l illustrazione dei piani, fra capo cantiere, lavoratori ed eventuali organizzazioni sindacali per consentire di fare osservazioni ed apportare eventuali modifiche migliorative dello stato di sicurezza.

References: art.2
 art. 14
 art. 23
 art. 53
 art. 53
 Art. 28
 art. 30
 art. 31
 art. 29
 art. 32
 art.2
 art. 14
 art. 6
 art. 20
 art. 6
 art. 6
 art. 6