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Timestamp: 2020-08-06 10:31:45+00:00

Document:
Pubblicato in BURT, n. 23 del 05/08/2002
Vigente al 09/10/2003
Testo originale in vigore dal 20/08/2002
Testo vigente al 14/03/2003 modificato da legge regione.toscana n.42/2003
Testo vigente al 09/10/2003 modificato da legge regione.toscana n.53/2003
Testo vigente al 08/01/2004 modificato da legge regione.toscana n.65/2003
Testo vigente al 13/01/2005 modificato da legge regione.toscana n.5/2005
Testo vigente al 22/02/2005 modificato da legge regione.toscana n.20/2005
Testo vigente al 24/08/2006 modificato da legge regione.toscana n.70/2005
Testo vigente al 31/07/2007 modificato da legge regione.toscana n.40/2007
Testo vigente al 24/05/2008 modificato da legge regione.toscana n.26/2008
Testo vigente al 29/11/2008 modificato da legge regione.toscana n.62/2008
Testo vigente al 07/04/2009 modificato da legge regione.toscana n.16/2009
Testo vigente al 12/11/2009 modificato da legge regione.toscana n.63/2009
Testo vigente al 01/01/2011 modificato da legge regione.toscana n.65/2010
Testo vigente al 05/05/2011 modificato da legge regione.toscana n.15/2011
Testo vigente al 04/06/2011 modificato da legge regione.toscana n.19/2011
Testo vigente al 02/02/2012 modificato da legge regione.toscana n.3/2012
Testo vigente al 10/05/2012 modificato da legge regione.toscana n.16/2012
Testo vigente al 16/08/2012 modificato da legge regione.toscana n.39/2012
Testo vigente al 14/02/2013 modificato da legge regione.toscana n.2/2013
Testo vigente al 27/07/2013 modificato da legge regione.toscana n.34/2013
Testo vigente al 01/01/2014 modificato da legge regione.toscana n.77/2013
urn:nir:regione.toscana:legge:2002-07-26;32@2003-09-29
ARTICOLO 1 - (Oggetto e obiettivi delle politiche di intervento)
CAPO I - LE POLITICHE INTEGRATE DELL'EDUCAZIONE, DELL'ISTRUZIONE, DELL'ORIENTAMENTO E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
ARTICOLO 2 - (Interventi di attuazione delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale)
ARTICOLO 3 - (Finalità degli interventi educativi per la prima infanzia)
ARTICOLO 4 - (Tipologie degli interventi e servizi educativi per la prima infanzia)
ARTICOLO 5 - (Educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti)
ARTICOLO 6 - (Interventi per lo sviluppo del sistema di istruzione)
ARTICOLO 7 - (Finalità, destinatari e tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico)
ARTICOLO 8 - (Finalità e destinatari degli interventi per il diritto allo studio universitario)
ARTICOLO 9 - (Tipologie degli interventi per il diritto allo studio universitario)
ARTICOLO 10 - (Aziende regionali per il diritto allo studio universitario)
ARTICOLO 11 - ( Personale delle Aziende Disposizioni relative al personale )
ARTICOLO 12 - (Orientamento)
ARTICOLO 13 - (Obbligo formativo)
ARTICOLO 14 - (Formazione post-obbligo e superiore)
ARTICOLO 15 - (Formazione continua)
ARTICOLO 16 - (Finalità del sistema della formazione professionale)
ARTICOLO 17 - (Modalità di attuazione degli interventi di formazione professionale)
ARTICOLO 18 - (Accertamento del reddito per l'accesso alle prestazioni)
CAPO II - IL SISTEMA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LE POLITICHE DEL LAVORO
ARTICOLO 19 - (Finalità)
ARTICOLO 20 - (Il sistema regionale per l'impiego)
ARTICOLO 21 - (Le politiche del lavoro)
ARTICOLO 22 - (Il sistema provinciale per l'impiego)
ARTICOLO 22-bis - (Regolamento regionale in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro)
ARTICOLO 22-ter - (Avviamento a selezione nella pubblica amministrazione) (c)
ARTICOLO 23 - (Commissione regionale permanente tripartita)
ARTICOLO 24 - (Comitato di coordinamento istituzionale)
ARTICOLO 25 - (Commissione provinciale tripartita e Comitato tecnico provinciale per il collocamento dei disabili)
ARTICOLO 26 - (Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili)
ARTICOLO 27 - (Comitato regionale per il Fondo per l'occupazione dei disabili)
ARTICOLO 28 - (Funzioni e compiti della Regione)
ARTICOLO 29 - (Funzioni e compiti delle Province)
ARTICOLO 30 - (Funzioni e compiti dei Comuni)
ARTICOLO 31 - (Piano di indirizzo generale integrato)
ARTICOLO 32 - (Regolamento di esecuzione)
ARTICOLO 33 - (Decorrenza e abrogazioni)
ARTICOLO 34 - (Disposizione finale in materia di formazione professionale)
ARTICOLO 35 - (Norma finanziaria)
Il Consiglio Regionale ha approvato il 24-7-2002
1. La presente legge disciplina gli interventi che la Regione Toscana promuove per lo sviluppo dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento, della formazione professionale e dell'occupazione, al fine di costruire un sistema regionale integrato che garantisca, in coerenza con le strategie dell'Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane, la piena realizzazione della libertà individuale e dell'integrazione sociale, nonché il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita quale fondamento necessario per il diritto allo studio e il diritto al lavoro.
3. Per realizzare le finalità di cui al comma 1 , la Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall' articolo 118 della Costituzione , determina l'allocazione delle funzioni amministrative al livello di governo più vicino ai cittadini e favorisce l'integrazione di apporti funzionali di soggetti privati.
c) sostenere lo sviluppo qualitativo dell'offerta di istruzione, pubblica e paritaria, contribuendo a rendere effettivo il diritto all'apprendimento per tutti, anche attraverso la flessibilità dei percorsi;
(Interventi di attuazione delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale)
2. L'insieme organico degli interventi delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale, attuati ai sensi e per i fini della presente legge, è volto alla progressiva costruzione di un sistema integrato regionale per il diritto all'apprendimento.
1. La Regione promuove e coordina interventi educativi unitari rivolti all'infanzia, tesi alla piena e completa realizzazione dei diritti della persona e informati ai principi del pieno e inviolabile rispetto della libertà e della dignità personale, della solidarietà, dell'eguaglianza di opportunità, della valorizzazione della differenza di genere, dell'integrazione delle diverse culture, garantendo il benessere psicofisico e lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali.
2. La Regione, nel promuovere la realizzazione di servizi efficaci in relazione ai bisogni emergenti nel proprio territorio, si ispira alle seguenti finalità:
h) ottimizzazione dell'uso delle risorse, in relazione alla qualità e all'economicità;
1. Gli interventi per la realizzazione delle finalità di cui all' articolo 3 sono rivolti ai bambini in età compresa da tre mesi a tre anni e consistono in:
b) servizi integrativi che hanno l'obiettivo di ampliare l'azione dei nidi di infanzia, garantendo risposte flessibili e differenziate alle esigenze delle famiglie e dei bambini, che possono comprendere servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale, anche per fruizioni temporanee o saltuarie nella giornata, rivolte ai soli bambini o ai bambini con i loro genitori o adulti accompagnatori, e servizi educativi e di cura presso il domicilio della famiglia o dell'educatore.
2. I nidi di infanzia ed i servizi di cui al comma 1, lettere a) e b) , devono attenersi agli standard strutturali, qualitativi ed alle qualifiche professionali definiti dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 2 .
3. Il Comune è titolare delle funzioni amministrative in materia di servizi ed interventi educativi che gestisce in forma diretta, in associazione con uno o più o tutti i Comuni compresi nella zona socio-sanitaria di cui all' articolo 19 della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 72 (Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari integrati), anche attraverso gli strumenti previsti dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
4. I Comuni, per l'erogazione dei servizi nell'ambito delle risorse programmate, possono convenzionarsi con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi del regolamento di cui all' articolo 32, comma 2 , ed ammettere gli interessati alla fruizione delle prestazioni e dei servizi di rete tramite appositi buoni-servizio, le cui modalità di attribuzione sono disciplinate da apposito regolamento comunale, da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento di cui all' articolo 32, comma 2 .
5. I Comuni, con riferimento agli standard previsti dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 2 , autorizzano soggetti privati ad istituire e gestire servizi di carattere educativo e concedono ai soggetti privati autorizzati che ne facciano richiesta, l'accreditamento.
6. L'esercizio dei servizi educativi per la prima infanzia privo dell'autorizzazione di cui al comma 5 , comporta la cessazione del servizio ad iniziativa del Comune, con procedure definite dai regolamenti comunali.
1. Per educazione non formale si intende l'insieme di interventi educativi non finalizzati direttamente al rilascio di titoli di studio o di attestati professionali, ancorchè valutabili secondo quanto stabilito nel sistema generale dei crediti formativi e di istruzione di cui all' articolo 32, comma 2, lettera c) .
4. Con il regolamento di cui all' articolo 32, comma 2 , sono definite le caratteristiche strutturali ed organizzative del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti.
(Interventi per lo sviluppo del sistema di istruzione)
b) la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali di cui all' articolo 29, comma 2 , assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a) ;
3. La Regione, al fine di raccordare organicamente le proprie competenze con quelle esercitate dall'amministrazione statale e dagli enti locali nel campo dell'istruzione, sviluppa le azioni di cui al comma 2 , osservando il metodo della concertazione interistituzionale e stipulando con i suddetti enti intese operative.
(Finalità, destinatari e tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico)
3. Per la realizzazione delle finalità di cui al presente articolo, il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi, rivolti agli studenti, che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi e gli interventi attribuiti per concorso.
4. Il Piano di indirizzo generale integrato prevede, altresì:
1. In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione , la Regione interviene per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l'eguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.
1. Gli interventi attuati per le finalità di cui all' articolo 8, comma 1 , sono realizzati avendo riguardo sia al momento di ingresso nel sistema universitario toscano, con azioni di informazione e di integrazione culturale, sia agli aspetti logistici e di possibilità di permanenza nelle sedi di studio, attivando appositi servizi di ristorazione, di alloggio e di sostegno finanziario attraverso borse di studio ed altre forme, sia alle prospettive di collocazione professionale con azioni di orientamento al lavoro in rapporto con i centri per l'impiego.
2. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi degli studenti, gli interventi che non prescindono dai suddetti requisiti o che vengono attribuiti per concorso e gli interventi cumulabili di cui al comma 5 .
3. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 stabilisce le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito degli studenti per l'accesso agli interventi attribuiti per concorso e determina, altresì, le entità dei benefici.
4. Le borse di studio possono essere concesse al fine di favorire il conseguimento della prima laurea, della prima laurea specialistica o di altri titoli equipollenti o superiori aventi valore legale. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 può prevedere la concessione di prestiti d'onore in sostituzione, anche parziale, delle borse di studio.
5. I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte delle Aziende di cui all' articolo 10 , individuate dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3 . [14]
6. Il servizio abitativo delle Aziende di cui all' articolo 10 , utilizzato per i propri fini istituzionali e per quelli delle Università, non costituisce esercizio di struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera. [16]
1. La realizzazione, in collaborazione con le Università e gli enti locali, degli interventi di cui all' articolo 9 è demandata alle tre Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, di seguito denominate Aziende, che hanno sede legale nei comuni sedi delle Università di Firenze, di Pisa e di Siena.
2. Alle Aziende fanno capo anche gli interventi da realizzare in altre città della regione sedi di decentramento universitario dipendenti dalle Università ove ha sede l'Azienda, nonché gli interventi a favore degli iscritti agli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale.
3. Le Aziende sono dotate di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di patrimonio proprio e di proprio personale. Il loro funzionamento è disciplinato da un regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione conformemente alle modalità definite dal regolamento regionale di cui all' articolo 32, comma 3, lettera b) .
4. Sono organi dell'Azienda il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Collegio dei revisori.
[ 5. ] [19]
5. Le modalità di nomina degli organi di cui al comma 4 , nonché la composizione del Consiglio di amministrazione, che assicura la rappresentanza delle Università e degli studenti, e del Collegio dei revisori delle Aziende sono stabilite con deliberazione del Consiglio regionale. Le modalità di funzionamento e le competenze degli organi di cui al comma 4 sono stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3, lettera b) . [20]
6. Il bilancio previsionale economico delle Aziende con l'allegato piano di attività annuale e il conto di esercizio con i risultati finali del controllo di gestione sono soggetti all'approvazione del Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale.[21]
7. Il patrimonio delle Aziende è vincolato nell'uso all'attuazione degli interventi del diritto allo studio universitario di cui all' articolo 9 .
8. La Giunta regionale esercita la vigilanza sull'amministrazione delle Aziende
ai sensi dell' articolo 58 dello Statuto [24]
b) provvede, previa diffida agli organi dell'Azienda, al compimento di atti resi obbligatori da disposizioni di legge e di regolamento, quando gli amministratori ne rifiutino o ritardino l'adempimento.
10. In caso di persistente carenza di funzionamento o di gravi e ripetute violazioni di leggi o di prescrizioni programmatiche, con decreto del Presidente della Giunta regionale, il Consiglio di amministrazione dell'Azienda è sciolto ed è nominato un commissario straordinario per la gestione dell'Azienda per un periodo non superiore a sei mesi.
11. La Giunta regionale presenta una relazione annuale al Consiglio regionale sull'attività delle Aziende e sulla propria attività di vigilanza.
Personale delle Aziende[43]
1. Il personale delle Aziende è iscritto nell'apposito ruolo del personale di ciascuna Azienda e ad esso si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti della Regione Toscana.[45]
3. Ai fini di previdenza e quiescenza, il personale è iscritto, fin dalla data di inizio del rapporto di lavoro presso l'Azienda, all'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP) e precisamente alla gestione autonoma ex CPDEL, per quanto riguarda il trattamento di pensione, ed alla gestione autonoma ex INADEL, per l'indennità di fine servizio.[47]
4. Previa intesa, ciascuna delle Aziende per l'assunzione del personale può utilizzare le graduatorie dei concorsi che siano stati banditi da una delle altre Aziende, dagli enti locali ovvero dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 54, comma 9, della legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione del personale). [49]
1. La Regione garantisce ai cittadini di ogni età il diritto all'orientamento per la conoscenza delle opportunità finalizzate alla costruzione di percorsi individuali in ambito educativo e scolastico, formativo e professionale, tenendo conto delle capacità e delle aspirazioni individuali per il pieno sviluppo della persona umana e in relazione ai cambiamenti sociali.
2. Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il concorso dei soggetti pubblici e privati che attuano le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, della formazione e del lavoro, anche attraverso l'alternanza tra i sistemi, in raccordo con la rete dei servizi per l'impiego.
1. Al fine di dare attuazione alle attività relative all'assolvimento dell'obbligo formativo nel sistema di istruzione scolastica, nel sistema della formazione professionale e nell'esercizio dell'apprendistato e della libera scelta nella costruzione di percorsi professionali, la Regione promuove e sostiene l'offerta qualitativamente e quantitativamente adeguata di percorsi formativi rivolti sia all'ambito della formazione professionale e dell'apprendistato a completamento dei percorsi nell'ambito dell'istruzione, sia al rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo di studio. La Regione favorisce, altresì, tutte le opportunità di integrazione e di personalizzazione che si rendano necessarie al fine di garantire il diritto al successo formativo previsto dalla legge.
2. I servizi di accoglienza dei giovani in obbligo formativo e verifica dei percorsi formativi integrati e personalizzati sono svolti dai centri per l'impiego.
3. La Regione favorisce lo svolgimento dei percorsi integrati di cui al comma 1 , sulla base di specifiche intese con l'amministrazione scolastica e nell'ambito della definizione del sistema generale dei crediti formativi e di istruzione al fine anche di predeterminare, in sede di progetto del percorso formativo individualizzato, specifiche modalità di rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo di studio.
4. Il progetto del percorso formativo individualizzato contiene l'indicazione delle procedure di accertamento delle competenze per il conseguimento della qualifica finale. Tali procedure sono determinate secondo le modalità stabilite nel regolamento di cui all' articolo 32, comma 2, lettera c) , per la conclusione degli interventi relativi all'obbligo formativo.
a) formazione di supporto all'inserimento e al reinserimento lavorativo;
c) formazione professionalizzante all'interno di corsi di laurea universitari;
1. Al fine di assicurare il diritto all'apprendimento per tutto l'arco della vita, la Regione sostiene lo sviluppo delle competenze generali e tecnico-professionali dei soggetti occupati, promuovendo gli interventi volti all'adeguamento delle competenze, alla qualificazione e specializzazione professionale, al perfezionamento e alla riqualificazione professionale, anche imprenditoriale, e sostenendo la formazione continua e ricorrente, nonché quella conseguente alla riconversione di attività produttive. In tale ambito, gli interventi debbono considerare l'insieme delle misure di formazione continua, di provenienza pubblica o privata.
1. La Regione interviene a sostegno del sistema regionale dei soggetti che promuovono e gestiscono le attività formative per realizzare le seguenti finalità:
1. Le attività di formazione professionale sono svolte secondo una delle seguenti modalità:
a) mediante convenzione
con organismi con finalità di formazione, nei casi in cui l'attività formativa sia finanziata, anche parzialmente, con contributi pubblici e sia conforme agli standard qualitativi di cui all' articolo 32, comma 4, lettera b) ;
b) mediante riconoscimento dell'attività formativa svolta da organismi con finalità di formazione, nei casi in cui essa non usufruisca di alcun finanziamento pubblico e sia conforme agli standard qualitativi di cui all' articolo 32, comma 4, lettera b) ;
c) mediante autorizzazione ad enti ed imprese che, con il contributo finanziario pubblico, anche parziale, svolgono attività di formazione continua rivolta al personale di appartenenza o finalizzata all'inserimento lavorativo nella propria organizzazione aziendale, sulla base di accordi sindacali.
3. Le attività di formazione professionale svolte secondo modalità non ricomprese nel comma 1 , non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge .
4. Le attività di cui al comma 1 , lettere a) e b), sono attuate da organismi con finalità di formazione che siano stati accreditati dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 32, comma 4, lettera b) , aventi o meno scopo di lucro, ivi compresi gli istituti scolastici e le Università.
5. I beni acquisiti o prodotti nell'ambito delle attività
convenzionate[60]
di cui al comma 1, lettera a) , entrano a far parte, secondo le rispettive competenze, del patrimonio disponibile della Regione o delle Province.
6. Gli interventi formativi di cui al comma 1 , lettere a) e b), si concludono con la certificazione dell'avvenuta frequenza ovvero con un esame di idoneità il cui esito positivo costituisce presupposto per l'attestazione dell'avvenuto conseguimento della qualifica o specializzazione professionale.
(Accertamento del reddito per l'accesso alle prestazioni)
1. L'accesso alle prestazioni per cui rilevano le condizioni economiche dei destinatari è subordinato all'accertamento del reddito effettuato secondo gli indicatori della situazione economica equivalente di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell' articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ), e successive modifiche.
(Il sistema regionale per l'impiego)
2. Sono definiti servizi per l'impiego tutte quelle attività di informazione, orientamento, consulenza, aiuto, anche di ordine finanziario, resi dal sistema regionale per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, l'accesso alla formazione, la promozione della imprenditorialità e le iniziative volte allo sviluppo dell'occupazione.
3. Fanno parte del sistema regionale per l'impiego i centri per l'impiego costituiti dalle Province ai sensi dell' articolo 22 .
4. La Regione promuove e favorisce il raccordo del sistema regionale per l'impiego, anche tramite convenzioni e misure finanziarie, con soggetti pubblici e privati aventi per scopo la prestazione di servizi per il lavoro.[74]
1. La Regione sviluppa e promuove politiche del lavoro per prevenire la disoccupazione, evitare la disoccupazione di lunga durata, agevolare l'inserimento lavorativo,
la mobilità professionale e le carriere individuali, sostenere il reinserimento nella vita professionale, in particolare di gruppi svantaggiati a rischio di esclusione sociale.
2. Per il conseguimento del fine di cui al comma 1 , la Regione:
a) sostiene azioni positive per le pari opportunità finalizzate all'occupazione femminile
b) promuove la diffusione della cultura di impresa, con particolare riferimento alla cultura cooperativa, e promuove l'imprenditoria giovanile e femminile favorendo l'avvio di nuove imprese con interventi di agevolazione e di sostegno alla loro creazione anche in forma cooperativa;
c) sostiene politiche contro l'esclusione sociale, al fine di favorire l'inserimento dei disabili e delle categorie svantaggiate;
d) promuove l'inserimento e il reinserimento dei disoccupati di lunga durata.
(Il sistema provinciale per l'impiego)
2. Le Province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati al fine del miglioramento della qualità e della diffusione degli interventi.[86]
d) le attività di orientamento di cui all' articolo 12 e le attività relative all'obbligo formativo di cui all' articolo 13 . [88]
4. Al fine di garantire omogeneità nell'erogazione dei servizi nel territorio regionale, con il regolamento di cui all' articolo 32, comma 5 , sono stabiliti le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni.
(Regolamento regionale in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro)
1. La Giunta regionale, al fine di garantire l'uniformità e la semplificazione delle modalità di incontro tra domanda o offerta di lavoro nel sistema regionale dei servizi per l'impiego, sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, adotta un regolamento con il quale definisce in particolare:
a) l'attuazione e le modalità di gestione dell'elenco anagrafico e della scheda professionale;
(Avviamento a selezione nella pubblica amministrazione) (c)
1. Le pubbliche amministrazioni, come individuate dall' articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche),
comprese[93]
le sedi centrali e gli uffici periferici di amministrazioni ed enti pubblici a carattere nazionale o pluriregionale presenti sul territorio regionale, reclutano il personale per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità, mediante propria selezione dei soggetti, iscritti nell'elenco anagrafico ai sensi della normativa vigente, che abbiano la professionalità eventualmente richiesta ed i requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
3. Il regolamento di cui all' articolo 22 bis definisce:
2. La Commissione di cui al comma 1 svolge compiti di progettazione, proposta in tema di orientamento, formazione, mediazione di manodopera e politiche del lavoro, limitatamente alle funzioni di competenza regionale, nonché di valutazione e verifica dei risultati rispetto alle linee programmatiche e agli indirizzi elaborati dalla Regione.
4. La procedura per la nomina della Commissione di cui al comma 1 , la composizione e la durata in carica della stessa sono definite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 5 . Fanno parte della Commissione, oltre alla rappresentanza istituzionale della Regione, i rappresentanti delle parti sociali più rappresentative a livello regionale, nel rispetto della pariteticità delle posizioni delle parti sociali stesse, il consigliere di parità nominato ai sensi del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196 (Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive, a norma dell' articolo 47 della L. 17 maggio 1999, n. 144 ) nonché, per la trattazione di argomenti relativi all'attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) o comunque afferenti al collocamento dei disabili, i rappresentanti delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale.
1. Al fine di assicurare l'efficace coordinamento delle funzioni istituzionali ai diversi livelli del sistema regionale per l'impiego e l'effettiva integrazione sul territorio tra i servizi all'impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, è istituito un Comitato di coordinamento istituzionale.
2. Il Comitato di cui al comma 1 esprime valutazioni in merito alla qualità dei servizi resi e alla efficacia del sistema regionale per l'impiego, con particolare riguardo alla realizzazione dell'integrazione dei servizi.
3. Il Comitato di cui al comma 1 formula proposte sulla qualità e sulla gestione dei servizi e sui contenuti generali delle convenzioni da attivare con enti e soggetti privati, ivi compresi quelli di emanazione delle parti sociali, finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.
4. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1 , la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 5 . La composizione deve assicurare la presenza di rappresentanti istituzionali della Regione, delle Province e degli altri enti locali.
1. Per lo svolgimento delle funzioni attribuite in materia di lavoro, le Province provvedono alla istituzione della Commissione provinciale tripartita per le politiche del lavoro quale organo permanente di concertazione con le parti sociali, in particolare in materia di programmazione provinciale delle politiche del lavoro e della formazione professionale e di gestione dei servizi per l'impiego e dei centri per l'impiego.
2. La Provincia garantisce all'interno della Commissione di cui al comma 1 la presenza di rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, designati dalle organizzazioni più rappresentative, e del consigliere provinciale di parità.
3. La Provincia garantisce, per la trattazione di argomenti relativi al diritto al lavoro dei disabili, l'integrazione della Commissione di cui al comma 1 con i rappresentanti designati dalle categorie interessate.
4. La Provincia istituisce un Comitato tecnico con compiti relativi alla valutazione delle residue capacità lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilità.
5. Il Comitato tecnico è composto dal medico legale e dall'esperto in servizi sociali, componenti della commissione medica operante presso l'Azienda unità sanitaria locale incaricata di effettuare gli accertamenti dello stato invalidante, nonché da un funzionario della Provincia.
(Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili)
1. È istituito il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, finalizzato al sostegno delle iniziative di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
2. La Giunta regionale, sulla base dei criteri contenuti nel Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 , stabilisce le modalità di gestione del Fondo e, valutate le proposte del Comitato regionale per il Fondo di cui all' articolo 27 , approva il piano di ripartizione delle risorse e verifica i risultati dell'attività.
(Comitato regionale per il Fondo per l'occupazione dei disabili)
1. È istituito il Comitato regionale per il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, che propone alla Giunta regionale la destinazione delle risorse che costituiscono il Fondo e le modalità di verifica dei risultati.
2. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1 , la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 5 . La composizione deve assicurare la presenza della rappresentanza istituzionale della Regione e della rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei disabili.
3. Le funzioni relative all'obbligo formativo di cui all' articolo13 sono attribuite alle Province che le esercitano tramite l'attività dei centri per l'impiego. [98]
5. Le Province garantiscono l'integrazione delle funzioni in materia di politiche del lavoro e di collocamento con quelle relative alla formazione professionale e all'istruzione.
7. Le funzioni ed i compiti attribuiti dal presente articolo alle Province possono essere attribuiti dalle stesse ai circondari, istituiti ai sensi della legge regionale 19 luglio 1995, n. 77 (Sistema delle autonomie in Toscana: poteri amministrativi e norme generali di funzionamento) e della legge regionale 29 maggio 1997, n. 38 (Istituzione del circondario dell'Empolese Val D'Elsa quale circoscrizione di decentramento amministrativo), che li esercitano, in tal caso, con le modalità previste dalla presente legge.
2. Le politiche di intervento si conformano ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza rivolti al sistema delle autonomie locali, espressi dall' articolo 118, primo comma, della Costituzione , ed al principio di sussidiarietà rivolto all'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, espresso dall' articolo 118, quarto comma, della Costituzione .
g) le procedure di individuazione dei soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione operativa degli interventi e le indicazioni generali di raccordo operativo con gli stessi;
h) l'individuazione delle misure finanziarie di sostegno ai soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione operativa degli interventi ed i criteri per la loro ripartizione fra gli stessi;
5. Il processo di formazione del Piano di indirizzo generale integrato è informato al principio del concorso istituzionale e della partecipazione sociale ai sensi dell' articolo 15 della LR 49/1999 .
1. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
la Giunta regionale[102]
, sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggetti istituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell' articolo 117, sesto comma, della Costituzione , all'emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.
b) le modalità di funzionamento e le competenze degli organi delle Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, nonché i criteri di organizzazione e di funzionamento delle Aziende stesse, ivi comprese le modalità e le forme per il controllo degli utenti sulla qualità dei servizi e delle attività sulla base della carte dei servizi.
6. dello sviluppo e l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta.
c) i criteri per l'individuazione delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale.
legge regionale 19 giugno 1981, n. 53 (Interventi per il diritto allo studio);
legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 (Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale);
legge regionale 23 giugno 1993, n. 41 (Modifica della legge regionale n. 53 del 1981 : Interventi per il diritto allo studio);
legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 (Nuova disciplina in materia di formazione professionale);
legge regionale 25 gennaio 1996, n. 6 (Disciplina transitoria della promozione e gestione degli interventi di educazione permanente);
legge regionale 31 luglio 1996, n. 61 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale". Modifica);
legge regionale 29 ottobre 1997, n. 78 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale" e legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 "Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale". Modifiche);
legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 (Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego);
articolo 14 della legge regionale 26 ottobre 1998, n. 74 (Norme per la formazione degli operatori del Servizio sanitario);
articoli da 16 a 32 della legge regionale 26 novembre 1998, n. 85 (Attribuzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di tutela della salute, servizi sociali, istruzione scolastica, formazione professionale, beni e attività culturali e spettacolo, conferiti alla Regione dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 );
legge regionale 14 aprile 1999, n. 22 (Interventi educativi per l'infanzia e gli adolescenti);
legge regionale 28 gennaio 2000, n. 7 (Disciplina del diritto allo studio universitario);
legge regionale 3 febbraio 2000, n. 12 ( Legge regionale 52/1998 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Modifiche ed integrazioni);
articolo 11 della legge regionale 26 gennaio 2001, n. 3 (Disposizioni per il finanziamento di provvedimenti di spesa per il periodo 2001-2003);
legge regionale 4 luglio 2001, n. 29 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Soppressione dell'Ente Toscana Lavoro);
legge regionale 14 novembre 2001, n. 56 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego");
legge regionale 21 dicembre 2001, n. 62 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego").
1. L'esercizio diretto da parte delle Province degli interventi di formazione professionale è consentito fino al 31 dicembre 2002.
La presente legge è stata approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 24-7-2002.
[1] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[2] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[3] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 20/08/2002 al 13/02/2013
[4] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[5] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo2, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[6] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 20/08/2002 al 11/11/2009
[7] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo3, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 12/11/2009 al 13/02/2013
[8] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo3, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[9] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo4, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[10] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 3 gennaio 2005, n. 5. In vigore dal 13/01/2005
[11] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 2, comma 1 della legge Regione Toscana 3 gennaio 2005, n. 5. In vigore dal 13/01/2005
[12] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 3, comma 1 della legge Regione Toscana 3 gennaio 2005, n. 5. In vigore dal 13/01/2005
[13] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo55, comma1, legge 24 dicembre 2013, n. 77. In vigore dal 01/01/2014
[14] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[15] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[16] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 1, comma 2 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[17] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 2 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[18] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 2, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[19] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 29 settembre 2003, n. 53. In vigore dal 20/08/2002 al 08/10/2003
[20] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 29 settembre 2003, n. 53. In vigore dal 09/10/2003
[21] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 34, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 20/08/2002 al 30/07/2007
[22] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 34, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 31/07/2007
[23] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 34, comma 2 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 31/07/2007
[24] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 34, comma 3 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 20/08/2002 al 30/07/2007
[25] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 2, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[26] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 3, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[27] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 4, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[28] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo11, comma1, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 20/08/2002 al 15/08/2012
[29] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma1, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[30] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma2, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[31] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma2, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[32] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma2, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[33] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma2, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[34] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma2, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[35] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma2, legge Regione Toscana 20 luglio 2012, n. 39. In vigore dal 16/08/2012
[36] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 5, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[37] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 6, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[38] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 2, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 12/11/2009
[39] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 2, comma 2 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 12/11/2009
[40] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 7, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[41] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 8, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[42] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 24, comma 1 della legge Regione Toscana 21 novembre 2008, n. 62. In vigore dal 29/11/2008
[43] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 9, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[44] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 9, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[45] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 9, comma 2 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[46] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 9, comma 2 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[47] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 9, comma 3 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[48] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 9, comma 3 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[49] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 9, comma 4 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[50] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 9, comma 4 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[51] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 9, comma 5 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[52] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 25, comma 1 della legge Regione Toscana 21 novembre 2008, n. 62. In vigore dal 29/11/2008
[53] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 3, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 20/08/2002 al 11/11/2009
[54] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 16, comma 2 della legge Regione Toscana 2 aprile 2009, n. 16. In vigore dal 07/04/2009
[55] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 3, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 12/11/2009
[56] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 4, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 12/11/2009
[57] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 35, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 20/08/2002 al 30/07/2007
[58] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 35, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 31/07/2007
[59] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 36, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 31/07/2007
[60] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 36, comma 2 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 20/08/2002 al 30/07/2007
[61] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 36, comma 2 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 31/07/2007
[62] - Sostituzione (testo inserito) da: legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. In vigore dal 02/02/2012
[63] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo2, comma1, legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. In vigore dal 02/02/2012
[64] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo5, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 20/08/2002 al 13/02/2013
[65] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo5, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[66] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo3, comma1, legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. In vigore dal 02/02/2012
[67] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo4, comma1, legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. In vigore dal 02/02/2012
[68] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo5, comma1, legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. In vigore dal 02/02/2012
[69] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 118, comma 1 della legge Regione Toscana 29 dicembre 2010, n. 65. In vigore dal 20/08/2002 al 31/12/2010
[70] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 118, comma 1 della legge Regione Toscana 29 dicembre 2010, n. 65. In vigore dal 01/01/2011
[71] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 2, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[72] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, legge Regione Toscana 7 maggio 2012, n. 16. In vigore dal 10/05/2012
[73] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 3, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo2, comma1, legge Regione Toscana 7 maggio 2012, n. 16. In vigore dal 22/02/2005 al 09/05/2012
[74] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 4, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 20/08/2002 al 21/02/2005
[75] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 4, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[76] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 5, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[77] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 6, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[78] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 7, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[79] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 16, comma 3 della legge Regione Toscana 2 aprile 2009, n. 16. In vigore dal 07/04/2009
[80] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 7, comma 2 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[81] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 26-bis, comma 1 della legge Regione Toscana 27 dicembre 2005, n. 70. In vigore dal 24/08/2006
[82] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo6, comma1, legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo6, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 02/02/2012 al 13/02/2013
[83] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo6, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[84] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 7, comma 3 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[85] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 8, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[86] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 9, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 20/08/2002 al 21/02/2005
[87] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 9, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[88] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 5, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 20/08/2002 al 11/11/2009
[89] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 5, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 12/11/2009
[90] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 4 agosto 2003, n. 42. - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 24 dicembre 2003, n. 65. In vigore dal 14/03/2003 al 07/01/2004
[91] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 24 dicembre 2003, n. 65. In vigore dal 08/01/2004
[92] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 2, comma 1 della legge Regione Toscana 4 agosto 2003, n. 42. In vigore dal 14/03/2003
[93] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 37, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 14/03/2003 al 30/07/2007
[94] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 37, comma 1 della legge Regione Toscana 27 luglio 2007, n. 40. In vigore dal 31/07/2007
[95] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 2 maggio 2011, n. 15. In vigore dal 05/05/2011
[96] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 1, comma 1 della legge Regione Toscana 2 maggio 2011, n. 15. In vigore dal 05/05/2011
[97] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 10, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[98] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 6, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 20/08/2002 al 11/11/2009
[99] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 6, comma 1 della legge Regione Toscana 5 novembre 2009, n. 63. In vigore dal 12/11/2009
[100] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo11, comma1, legge Regione Toscana 4 luglio 2013, n. 34. In vigore dal 27/07/2013
[101] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 8, comma 1 della legge Regione Toscana 11 maggio 2011, n. 19. In vigore dal 04/06/2011
[102] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 4, comma 1 della legge Regione Toscana 3 gennaio 2005, n. 5. In vigore dal 20/08/2002 al 12/01/2005
[103] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 4, comma 1 della legge Regione Toscana 3 gennaio 2005, n. 5. In vigore dal 13/01/2005
[104] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 10, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 20/08/2002 al 23/05/2008
[105] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 10, comma 1 della legge Regione Toscana 19 maggio 2008, n. 26. In vigore dal 24/05/2008
[106] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo7, comma1, legge Regione Toscana 27 gennaio 2012, n. 3. In vigore dal 02/02/2012
[107] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo7, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 20/08/2002 al 13/02/2013
[108] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo7, comma1, legge Regione Toscana 23 gennaio 2013, n. 2. In vigore dal 14/02/2013
[109] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo 11, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 20/08/2002 al 21/02/2005
[110] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 11, comma 1 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. In vigore dal 22/02/2005
[111] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo 11, comma 2 della legge Regione Toscana 1 febbraio 2005, n. 20. - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo3, comma1, legge Regione Toscana 7 maggio 2012, n. 16. In vigore dal 22/02/2005 al 09/05/2012
[112] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo3, comma1, legge Regione Toscana 7 maggio 2012, n. 16. In vigore dal 10/05/2012
[113] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo35, comma1, legge 24 dicembre 2013, n. 77. In vigore dal 01/01/2014
[114] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo56, comma2, legge 24 dicembre 2013, n. 77. In vigore dal 01/01/2014
La Corte Costituzionale con sentenza 2 novembre 2010, n. 309, pubblicata in Gazzetta Ufficiale 10 novembre 2010, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.
La Corte Costituzionale con sentenza 12 gennaio 2005, n. 26, pubblicata in Gazzetta Ufficiale 26 gennaio 2005, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell' articolo 2 della legge regionale 4 agosto 2003, n. 42 (introduttivo del presente articolo) nella parte in cui include tra i destinatari suoi e del regolamento previsto dall'art. 22-bis le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali esistenti nel territorio regionale.

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