Source: http://docplayer.it/9929326-Regolamento-di-attuazione-l-150-2000.html
Timestamp: 2018-11-12 18:49:35+00:00

Document:
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE L. 150/ PDF
Download "REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE L. 150/2000"
Emma Spada
1 REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE L. 150/2000 Regolamento recante norme per la determinazione dei titoli per l'accesso alle attività di informazione e di comunicazione e per la individuazione e la disciplina degli interventi formativi, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 giugno 2000, n. 150, recante la disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni; Vista la legge 7 giugno 2000, n. 150, e in particolare l'articolo 5; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri; Acquisita l'intesa dalla Conferenza unificata Stato, regioni, città e autonomie locali; Udito il parere del Consiglio di Stato; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro della funzione pubblica; EMANA il seguente regolamento Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente regolamento individua i titoli per l'accesso del personale da utilizzare per le attività di informazione e di comunicazione, disciplina i modelli formativi finalizzati alla qualificazione professionale del personale che già svolge le attività di informazione e di comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, e stabilisce i requisiti minimi dei soggetti privati abilitati allo svolgimento di attività formative in materia di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni. 2. Le disposizioni del presente regolamento si applicano alle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ad eccezione delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Art. 2 Requisiti per lo svolgimento delle attività di comunicazione 1. L'esercizio delle attività di comunicazione nell'ambito degli uffici per le relazioni con il pubblico o delle analoghe strutture di cui all'articolo 6 della legge 7 giugno 2000, n.150, fatte salve le norme vigenti nei diversi ordinamenti che disciplinano l'accesso alle qualifiche, Ë subordinato al possesso: a) per il personale appartenente a qualifica dirigenziale, del diploma di laurea in scienze della comunicazione, del diploma di laurea in relazioni pubbliche e materie assimilate, ovvero, per I laureati in discipline diverse, del titolo di specializzazione o di perfezionamento post laurea o di altri titoli post universitari rilasciati in scienze della comunicazione o relazioni pubbliche e materie assimilate da università ed istituti universitari pubblici e privati, ovvero di master in comunicazione conseguito presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione;
2 b) per il personale appartenente a qualifiche comprese nell'area di inquadramento C del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Ministeri o in area equivalente dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i comparti di contrattazione riguardanti le altre amministrazioni pubbliche cui si applica il presente regolamento, del diploma di laurea in scienze della comunicazione, del diploma di laurea in relazioni pubbliche e materie assimilate, ovvero, per i laureati in discipline diverse, del titolo di specializzazione o di perfezionamento post laurea o di altri titoli postuniversitari in comunicazione, relazioni pubbliche o materie assimilate rilasciati da università ed istituti universitari italiani e stranieri ovvero dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione. 2. Ai fini dell'individuazione dei titoli di studio per le categorie di personale di cui al comma 1, lettere a) e b), è comunque fatta salva l'applicazione, secondo criteri di equivalenza, delle disposizioni di cui al regolamento in materia di autonomia didattica degli Atenei, adottato, ai sensi dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, con decreto del Ministro per l'università e la ricerca scientifica 3 novembre 1999, n Nessun requisito specifico è richiesto per il personale diverso da quello di cui al comma 1 e comunque appartenente all'area di inquadramento contrattuale B del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Ministeri o ad area equivalente dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i comparti di contrattazione riguardanti le altre amministrazioni pubbliche cui si applica il presente regolamento. 4. Per l'assegnazione all'ufficio per le relazioni con il pubblico o strutture analoghe, le amministrazioni prevedono, relativamente al personale di cui al comma 2, la frequenza di corsi di formazione teorico-pratici, organizzati, in relazione allo specifico profilo professionale da ricoprire, sulla base dei modelli formativi di cui al successivo articolo Agli uffici per le relazioni con il pubblico non può essere adibito personale appartenente ad aree di inquadramento inferiore alla B. 6. Ciascuna amministrazione provvede, nell'esercizio della propria potestà regolamentare, ad adottare atti di organizzazione degli uffici per le relazioni con il pubblico in coerenza con le disposizioni di cui ai precedenti commi. Art. 3 Requisiti per lo svolgimento delle attività di informazione 1. L'esercizio delle attività di informazione nell'ambito degli uffici stampa di cui all'articolo 9 della legge 7 giugno 2000, n.150, è subordinato, oltre al possesso dei titoli culturali previsti dai vigenti ordinamenti e disposizioni contrattuali in materia di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni, il possesso del requisito della iscrizione negli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti dell'albo nazionale dei giornalisti di cui all'articolo 26 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, per il personale che svolge funzioni di capo ufficio stampa. 2. Il requisito dell'iscrizione all'albo nazionale dei giornalisti è altresì richiesto per il personale che, se l'organizzazione degli uffici lo prevede, coadiuva il capo ufficio stampa nell'esercizio delle funzioni istituzionali, anche nell'intrattenere rapporti diretti con la stampa e, in generale, con i media. 3. Nessun requisito professionale specifico è richiesto per il personale addetto all'ufficio con mansioni non rientranti nelle previsioni di cui ai precedenti commi 1 e Le amministrazioni che hanno istituito un ufficio stampa provvedono, nell'ambito della potestà organizzativa prevista dal proprio ordinamento, ad adottare gli atti di organizzazione dell'ufficio in conformità alle disposizioni di cui ai precedenti commi. Art. 4 Cittadini degli Stati membri dell'unione europea
3 1. In caso di affidamento a cittadini degli Stati membri dell'unione europea delle funzioni di comunicazione di cui all'articolo 2 e di informazione di cui all'articolo 3, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 37, commi 2 e 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni. Art. 5 Soggetti estranei alla amministrazione 1. Il conferimento dell'incarico di responsabile dell'ufficio per le relazioni con il pubblico e di strutture assimilate e di capo ufficio stampa a soggetti estranei alla pubblica amministrazione è subordinato al possesso dei requisiti di cui ai precedenti articoli 2 e 3. Art. 6 Norma di prima applicazione 1. In fase di prima applicazione del presente regolamento, le amministrazioni possono confermare l'attribuzione delle funzioni di comunicazione di cui all'articolo 2 e di informazione di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3 al personale dei ruoli organici che già svolgono tali funzioni. La conferma può essere effettuata anche se il predetto personale è sfornito dei titoli specifici previsti per l'accesso, e, relativamente all'esercizio delle funzioni di informazione, in mancanza del requisito professionale della iscrizione all'albo nazionale dei giornalisti. 2. Le amministrazioni, per la conferma dell'attribuzione delle funzioni già svolte dal personale in servizio, prevedono, sulla base dei modelli individuati dal successivo articolo 7, l'adozione di programmi formativi nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio, avvalendosi, secondo le norme vigenti, della collaborazione della Scuola Superiore della pubblica amministrazione, del Formez, degli istituti e delle scuole di formazione esistenti presso le amministrazioni stesse, delle università ed istituti universitari e di altri soggetti pubblici e di società private specializzate nel settore. I programmi annuali della Scuola superiore della pubblica amministrazione e del Formez sono conseguentemente adeguati per far fronte prioritariamente alle esigenze formative previste dal presente regolamento. 3. Le attività formative del personale in servizio sono portate a compimento dalle amministrazioni entro diciotto mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento. 4. E' esonerato dalla partecipazione al programma di formazione di cui al comma 2 il personale in servizio, già in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3 o che ha frequentato master in comunicazione pubblica di durata non inferiore a quelle previste dal comma 1, lett. a), del successivo articolo 7, organizzati dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, da università ed istituti universitari o da strutture private dotate dei requisiti di cui all'articolo Il personale confermato nell'esercizio delle funzioni di comunicazione ed informazione Ë assegnato ad altre funzioni se non svolge, nel termine di cui al precedente comma 4, il programma formativo previsto in relazione alla tipologia e al livello della funzione svolta presso l'amministrazione di appartenenza. Art. 7 Interventi formativi 1. Le strutture pubbliche e private chiamate a svolgere ai sensi dell'art.4, comma 2 della legge 150/2000, l'attività di formazione ed aggiornamento per il personale già in servizio presso gli uffici che si occupano di comunicazione ed informazione, definiscono i programmi formativi secondo quanto previsto nell'allegato A che costituisce parte integrante del presente regolamento.
4 Art. 8 Strutture private abilitate alle attività di formazione 1. Per le attività di formazione di cui al precedente articolo 6 le amministrazioni possono avvalersi, oltre che delle strutture pubbliche della formazione individuate all'art. 4 della legge 7 giugno 2000, n. 150, anche di strutture private con specifica esperienza e specializzazione nel settore. 2. Le strutture private di cui al comma 1, sono ammesse alla selezione per lo svolgimento delle attività di formazione di cui al precedente articolo 6 previa verifica della sussistenza dei requisiti minimi individuati nell'allegato B) che costituisce parte integrante del presente regolamento. Allegato A (articolo 7, comma 1) CRITERI, MODALITA' E CONTENUTI DEGLI INTERVENTI FORMATIVI A) Durata dei corsi e degli altri interventi di comunicazione e aggiornamento. Per i responsabili degli uffici per le relazioni on il pubblico e strutture assimilate e per i capi uffici stampa gli interventi formativi devono avere una durata minima di novanta ore per il personale che alla data di entrata in vigore del presente regolamento svolga l'attività di comunicazione od informazione da almeno due anni e di centoventi ore ove il periodo sia inferiore. Per il restante personale degli uffici sopra indicati i corsi devono avere una durata minima di sessanta ore se con anzianità nella funzione di almeno due anni all'entrata in vigore del regolamento e di novanta ore ove il periodo sia inferiore. B) Modalità. L'organizzazione e la sequenza dei contenuti devono essere progettate secondo una articolazione modulare nella quale ogni modulo sia caratterizzato da una autoconsistenza tematica e finalizzata a raggiungere obiettivi didattici propri (conoscenze generali e specialistiche, capacità, atteggiamenti e stili professionali). Tenuto conto delle caratteristiche professionali e di esperienza dei partecipanti alle attività formative, deve essere metodologicamente privilegiato un modello didattico principalmente fondato su: - lezioni sui fondamentali modelli scientifici che sottendono le pratiche comunicative; - laboratori per la sperimentazione di tecnologie e processi innovativi in tema di comunicazione; - incontri spot con testimonianze di eccellenza relativi agli uffici per le relazioni con il pubblico e gli uffici stampa e, più in generale alla comunicazione pubblica e di pubblica utilità. I corsi per il personale degli uffici per le relazioni con il pubblico e le altre strutture analoghe e degli uffici stampa dovranno avere una parte comune non superiore al trenta per cento del monte orario complessivo sui fondamenti normativi e tematici di comune interesse. Le Amministrazioni potranno avvalersi dei pacchetti in autoistruzione predisposti e messi a disposizione dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione in collaborazione con il Formez. La fruizione dei contenuti in autoistruzione Ë considerata utile ai fini del raggiungimento del numero di ore di formazione previsto nelle diverse ipotesi. I corsi dovranno, inoltre, prevedere approfondimenti differenziati sia in relazione alla specificità delle funzioni di comunicazione ed informazione che in relazione al livello di responsabilità dei destinatari. C) Supporti multimediali e formazione a distanza. Le attività formative sono svolte con supporti multimediali. Parte dei contenuti individuati alla successiva lettera E) e per un numero di ore non superiore al cinquanta per cento del monte ore complessivo dei singoli programmi formativi, può essere erogata mediante formazione a distanza
5 (F.A.D.). I relativi moduli dovranno essere progettati secondo criteri di coerenza con i moduli di erogazione d'aula e dovranno prevedere test di verifica, valutazione e controllo del percorso di apprendimento del discente. D) Organizzazione. I partecipanti ai corsi non devono superare, di norma, il numero di venticinque per assicurare il massimo possibile di interazione. Tutti gli interventi formativi per il personale che già svolge attività di informazione e comunicazione dovranno assicurare, attraverso lezioni, esercitazioni pratiche, case studies, simulazioni anche operative, confronto con testimoni, un'adeguata trattazione delle discipline specifiche della comunicazione e dell'informazione con particolare riferimento all'attività delle istituzioni pubbliche la partecipazione ai corsi è obbligatoria. La frequenza non può essere inferiore all'ottanta per cento del totale delle ore complessive previste al punto A). La frequenza deve essere attestata dalle strutture di formazione. E) Contenuti. Nell'ambito dei corsi devono essere trattati, di norma, i seguenti temi: - tendenza ed evoluzione della comunicazione e dell'informazione istituzionale e di interesse generale; - analisi dei processi di trasformazione dei sistemi amministrativi; - il quadro normativo riguardante l'informazione, la comunicazione pubblica, la stampa, la privacy; - le tecniche e strumenti della comunicazione e dell'informazione, l'utilizzo delle nuove tecnologie e qualità della comunicazione pubblica su Internet; - la predisposizione dei piani annuali di comunicazione e delle campagne di informazione; - il marketing nel sistema pubblico; - la comunicazione interna e la comunicazione organizzativa; - logiche organizzative e strategie comunicative; - le tecniche di relazioni pubbliche; - la comunicazione interpersonale; - i new media; - tecniche di elaborazione dei messaggi e prodotti di comunicazione; - tecniche di valutazione dei progetti e prodotti comunicativi. Allegato B (articolo 8, comma 2) REQUISITI PER LA SELEZIONE DELLE STRUTTURE PRIVATE ABILITATE ALLE ATTIVITA' DI FORMAZIONE A) Adozione, nella pianificazione esecutiva della formazione che si intende erogare, dei modelli formativi di cui all'allegato A) previsto dall'art. 7 del regolamento; B) esperienza quinquennale accumulata nel campo della formazione in generale, di cui per almeno un biennio nel campo della formazione del personale di pubbliche amministrazioni; C) documentata competenza nello specifico settore della comunicazione e delle pubbliche relazioni; D) livello professionale dei formatori che devono essere di accertata competenza ed esperienza (docenza universitaria in discipline relative alla comunicazione e pubbliche relazioni e docenza universitaria relativa alle discipline amministrative, iscrizioni ad albi ed associazioni professionali relativi alla comunicazione, all'informazione e relazioni pubbliche da almeno tre anni, funzioni dirigenziali in strutture pubbliche e private in settori relativi alla progettazione organizzativa ed alla gestione dei sistemi informativi, altre analoghe e qualificate figure professionali);
6 E) valutazione continua delle attività formative, sia attraverso strumenti di autovalutazione, sia attraverso strumenti di valutazione di impatto dell'intervento formativo dopo il ritorno dei partecipanti nelle rispettive amministrazioni; F) capacità logistiche e stabilità economica e finanziaria; G) ricorso alle tecnologie della comunicazione e dell'informazione e disponibilità di sale multimediali attrezzate
II Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca ed il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili VISTO
\.. "CONVENZIONE QUADRO~~ FRA IL MINISTERO DELL~ISTRUZIONE,DELL~UNIVERSITA~E DELLA RICERCA ED IL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI II Ministero dell'istruzione, dell'università
Gazzetta Ufficiale N. 78 del 2 Aprile 2012 MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
1 Gazzetta Ufficiale N. 78 del 2 Aprile 2012 MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011 Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 articolo 7
 articolo 7
 Art. 7
 Art. 8
 articolo 6
 articolo 6