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Nozione di “appartenenza” del veicolo a persona estranea al reato | Passiamo
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Da Mimmo Carola su	 10 Dicembre 2018 0 Commenti
giudici della terza sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 49388 del 29 ottobre 2018 hanno precisato il concetto di appartenenza del veicolo a persona estranea al reato che non va intesa come proprietà o intestazione nei pubblici registri, ma come effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali.
Un automobilista, imputato della contravvenzione di cui all’art. 187, comma ottavo, del codice della strada, per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti finalizzati all’accertamento dello stato di alterazione psico-fisica in conseguenza dell’uso di stupefacenti, si vedeva applicata dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Teramo, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, la pena, concordata con il Pubblico ministero, di tre mesi e quindici giorni di arresto e di un’ammenda, sospesa subordinatamente allo svolgimento di lavoro di pubblica utilità. Il Procuratore generale della Corte di appello di L’Aquila ricorre per cassazione lamentando che il Tribunale aveva omesso di disporre la confisca del veicolo condotta dall’imputato, in quanto gli artt. 187, ottavo comma, e 186, settimo comma richiamano l’art. 186, secondo comma, lett. c), che non prevede la confisca del veicolo se di proprietà del reo, ma letteralmente prevede “sempre” la confisca, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato”. Censura anche la omessa applicazione all’imputato della sospensione della patente di guida, che è obbligatoria in questa ipotesi di reato.
Gli Ermellini ritenendo Il ricorso fondato lo accolgono ritenendo che il Tribunale aveva omesso di applicare l’art. 186, comma secondo, lett c), espressamente richiamato dagli artt. 187, comma ottavo e 186, settimo comma. A tale omissione non può sopperirsi da parte del giudice di legittimità ai sensi dell’art. 620, lett. I), del codice di procedura penale, implicando la decisione da adottarsi sulla durata della sospensione della patente di guida una valutazione di tipo discrezionale. Quanto alla pronunzia in tema di confisca, osserva il Collegio che l’accertamento, invocata dal Procuratore generale al fine della confisca presuppone che il veicolo non “appartenga a persona estranea alla violazione”. In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida ai sensi dell’art. 186, comma secondo, lett. c) del codice della strada, la nozione di “appartenenza” del veicolo a persona estranea al reato non va intesa come proprietà o intestazione nei pubblici registri, ma come effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali e che il possesso o la detenzione non occasionali, evidentemente, implicano accertamenti di fatto che possono andare ben oltre la mera consultazione di un documento. Tanto premesso, è consequenziale l’annullamento della sentenza, limitatamente all’omessa applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione delle patente di guida e alla valutazione circa l’eventuale confisca del veicolo, con rinvio al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Teramo per il giudizio.
Corte di Cassazione, sezione III Civile, sentenza n. 49388 del 29 ottobre 2018
Con sentenza del 10 gennaio 2018 il G.i.p. del Tribunale di Teramo ha applicato, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., a A. A., imputato della contravvenzione di cui all’art. 187, comma 8, del d. Igs. 30 aprile 1992, n. 285, per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti finalizzati all’accertamento dello stato di alterazione psico-fisica in conseguenza dell’uso di stupefacenti, il 13 dicembre 2015, la pena finale, concordata con il P.M., di tre mesi e quindici giorni di arresto e di 800,00 euro di ammenda, sospesa subordinatamente allo svolgimento di lavoro di pubblica utilità.
Ricorre tempestivamente per cassazione della sentenza il Procuratore generale della Corte di appello di L’Aquila, che si affida a due motivi, con i quali lamenta violazione di legge.
2.1. Sotto il primo profilo, denunzia l’avere il Tribunale omesso di disporre la confisca dell’automobile che era condotta nell’occasione del controllo da parte dell’imputato, in quanto gli artt. 187, comma 8, e 186, comma 7, del d. Igs. n. 285 del 1992 richiamano l’art. 186, comma 2, lett. c), che “non prevede la confisca del veicolo se di proprietà del reo, ma letteralmente prevede “sempre” la confisca, salvo che il veicolo “appartenga a persona estranea al reato” […]” (così alla p. 2 del ricorso).
2.2. Quanto all’ulteriore profilo, censura il Requirente la omessa applicazione all’imputato della sospensione della patente di guida, che è obbligatoria ai sensi dell’art. 186, comma 2, lett c), richiamato dagli artt. 187, comma 8, e 186, comma 7, del d.lgs. n. 285 del 1992.
Chiede, dunque, l’annullamento della sentenza, limitatamente alla omessa pronunzia circa la confisca dell’auto e alla omessa applicazione della sospensione della patente di guida all’imputato.
Il P.G. della S.C. nella sua requisitoria ex art. 611 cod. proc. pen. ha chiesto l’accoglimento, sotto entrambi i profili, del ricorso del P.G. territoriale.
Il ricorso è fondato e va accolto nei termini di seguito specificati.
1.1. Il Tribunale di Teramo, in effetti, ha omesso di fare applicazione dell’art. 186, comma 2, lett c), del d.lgs. n. 285 del 1992, espressamente richiamato dagli artt. 187, comma 8, e 186, comma 7, d. Igs. n. 285 del 1992.
A tale omissione, peraltro, non può sopperirsi da parte del giudice di legittimità ai sensi dell’art. 620, lett. I), cod. proc. pen., implicando la decisione da adottarsi sulla durata della sospensione della patente di guida una valutazione di tipo discrezionale.
1.2. Quanto alla pronunzia in tema di confisca, osserva il Collegio che l’accertamento, invocata dal P.G. al fine della confisca presuppone che il veicolo non “appartenga a persona estranea alla violazione”. Ebbene, si osserva al riguardo che “In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida ai sensi dell’art. 186, comma secondo, lett. c) del codice della strada, la nozione di “appartenenza” del veicolo a persona estranea al reato non va intesa come proprietà o intestazione nei pubblici registri, ma come effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali” (Sez. 4, n. 3311 del 02/12/2016, dep. 2017, Marinelli, Rv. 268882) e che il possesso o la detenzione non occasionali, evidentemente, implicano accertamenti di fatto che possono andare ben oltre la mera consultazione di un documento (cfr. p. 4 del fascicolo di merito n. 6910/2016 N.R. P.M. Teramo), accertamenti che soltanto il giudice di merito può svolgere.
Discende, dunque, l’annullamento della sentenza impugnata, limitatamente all’omessa applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione delle patente di guida e alla valutazione circa l’eventuale confisca del veicolo, con rinvio al G.i.p. del Tribunale di Teramo per il giudizio.
Annulla la sentenza impugnata limitatamente all’omessa applicazione delle sanzioni amministrative accessorie con rinvio al Tribunale di Teramo per il giudizio sul punto.
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