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Timestamp: 2020-08-05 08:51:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8535 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8535 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 21/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8535
sul ricorso 24629-2014 proposto da:
M.B., elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo
studio dell’avvocato BRUNO COSSU, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato SAVINA BOMBOI;
avverso la sentenza n. 595/22/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TORINO, depositata il 17/04/2014;
partecipata del 21/02/2017 dal Consigliere Dott. CONTI ROBERTO
Rilevato che l’Agenzia delle entrate riprendeva a tassazione nei confronti del contribuente M.B. le ritenute IRPFF dovute per legge sulla retribuzione non versate dal datore di lavoro.
Rilevato che il contribuente impugnava l’accertamento innanzi al giudice di primo grado che annullava l’atto con sentenza confermata dalla CTR del Piemonte (sent. n. 596/22/14, depositata il 17.4.2014);
Rilevato che l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi, al quale ha resistito la parte contribuente con controricorso;
Considerato che con il primo motivo si deduce la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 64, e D.P.R. n. 602 del 1973, art. 35; Considerato che con il secondo motivo si deduce la violazione dell’art. 2697 c.c. e dell’art. 115 c.p.c.;
Considerato che la parte contribuente ha dedotto l’inammissibilità del secondo motivo in relazione all’intervenuto giudicato interno e l’infondatezza del primo motivo;
Considerato che il primo motivo è fondato alla luce dei principi affermati da questa Corte (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 23121 del 2013) secondo cui “a prescindere se la ritenuta sia prevista a titolo di imposta o a titolo di acconto, il fatto che il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 64, comma 1, definisca il sostituto d’imposta come colui che “in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri… ed anche a titolo di acconto” non toglie che, in ogni caso, anche il sostituito debba ritenersi già originariamente (e non solo in fase di riscossione, come espressamente ribadito dal citato art. 35) obbligato solidale al pagamento dell’imposta: soggetto perciò egli stesso all’accertamento ed a tutti i conseguenti oneri. Fermo restando, ovviamente, il diritto di regresso verso il sostituto che, dopo avere eseguito la ritenuta, non l’abbia versata all’erario, esponendolo così all’azione del fisco (Cass. 14033/2006; 24962/2010; 19580/2014; Cass. n. 8653/2011, Cass. n. 24962/2010, Cass. n. 23121/2013, Cass. n. 19580/2014, Cass. n. 24611/2014 e Cass. n. 9933/2015; Considerato che a tale principio non si è uniformata la CTR avendo il giudice di appello, nella sostanza, disapplicato il contenuto dell’art. 64 sull’errato presupposto che il sostituito, in forza di tale obbligazione solidale, sarebbe tenuto ad una doppia imposizione;
Considerato che tale prospettiva risulta erronea proprio in relazione al diritto del sostituito di agire nei confronti del sostituto, senza che possa giocare alcun valore il richiamato D.P.R. n. 917 del 1986, art. 22, relativo al rapporto fisiologico fra contribuente e fisco quanto alla scomputo degli acconti e non alla questione della rivalsa del sostituito sul sostituto inadempiente;
Sulla base di tali considerazioni la censura è fondata.
Considerato che il secondo motivo è inammissibile, risultando la circostanza che il contribuente avesse ricevuto salari con ritenute alla fonte operate dalla datrice di lavoro e non versate all’Erario ormai coperta da giudicato interno, come dedotto dalla controricorrente a pag. 7 del controricorso;
Considerato che la sentenza impugnata, in accoglimento del primo motivo, inammissibile il secondo, va cassata con rinvio ad altra sezione della CTR del Piemonte per nuovo esame e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il primo motivo, dichiara inammissibile il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR del Piemonte per nuovo esame e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile, il 21 febbraio 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 64
 art. 35
 Sentenza 
 art. 64
 art. 35
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 22
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