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INDICE. 8. Piano dell opera PDF
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Agnella Cavaliere
1 INDICE INTRODUZIONE DELIMITAZIONE DELL OGGETTO DELLA RICERCA 1. Delimitazione del campo di osservazione e criteri selettivi delle fattispecie analizzate: premessa Legalità, singolarità e qualificazione societaria eteronoma: loro rilevanza Segue: la legalità (statale) delle discipline esaminate e le sue implicazioni: a) applicazione dell art. 12, comma 1 disp. prel. cod. civ.; b) parametri di legittimità e modalità di sindacato Segue: la singolarità. Diritto singolare in senso lato e diritto singolare in senso stretto: caratteri intrinseci e prospettive esegetiche evocate Segue: gli enti di diritto singolare e le qualificazioni legislative. In particolare, la qualificazione societaria eteronoma e il problema dell applicabilità alle c.d. società per azioni di diritto singolare della disciplina generale e astratta evocata dal nomen societario Esemplificazione del possibile contenuto degli statuti legali delle società per azioni di diritto singolare: premessa metodologica Segue: le tipologie di disposizioni rinvenibili negli statuti legislativi singolari Piano dell opera CAPITOLO I L EVOLUZIONE STORICA DELLE SOCIETAv PER AZIONI LEGALI DI DIRITTO SINGOLARE NELLA PROSPETTIVA NORMATIVA, DOTTRINALE E GIURISPRUDENZIALE 1. Introduzione Segue: premessa metodologica Sezione I La prima fase dell evoluzione delle società per azioni di diritto singolare: dall istituzione della Banca d Italia al codice civile del 1942 Parte I La prospettiva normativa 1. Le società per azioni di diritto singolare tra il 1893 e il 1942: elencazione
2 VIII INDICE delle fattispecie normative e illustrazione esemplificativa del contenuto di alcuni statuti legali ad personam Lo sfondo normativo nel quale risultavano collocate le società per azioni legali di diritto singolare prima dell entrata in vigore del codice civile del 1942: a) le altre fattispecie normative di diritto singolare all epoca esistenti nell ordinamento giuridico italiano Segue: b) la legislazione generale e astratta in materia di società anonime: la società anonima come tipo regolato dal codice di commercio Segue: la legislazione generale e astratta in materia di «ente pubblico», di «ente parastatale» e di «ente semistatale» Parte II La prospettiva della dottrina e della giurisprudenza 5. Le società per azioni di diritto singolare nella prospettiva della dottrina e della giurisprudenza anteriori alla seconda guerra mondiale. Peculiarità dell approccio riservato alle nostre società. Conseguenze. Illustrazione della struttura prescelta per analizzare i diversi contributi dottrinali e giurisprudenziali e ricavare gli schemi analitici da essi adoperati Segue: a) gli inquadramenti proposti dalla dottrina relativamente alle c.d. società per azioni di diritto singolare: elencazione Gli schemi analitici: la scaturigine degli interrogativi dai quali muovevano gli interpreti. La teoria della non vincolatività delle qualificazioni operate espressamente dal legislatore singolare Segue: l apparente linearità degli schemi analitici usati dagli interpreti prima dell entrata in vigore del codice civile del 1942 e le problematiche emergenti dalla loro particolare struttura: a) la verifica della «correttezza» della qualificazione societaria attribuita dal legislatore Segue: le problematiche emergenti dalla particolare struttura degli schemi analitici adottati dalla dottrina antecedente all entrata in vigore del codice civile del 1942: b) la verifica della possibilità di attribuire in via interpretativa la qualifica di «ente pubblico» all ente sottoposto allo statuto legale singolare Le società anonime di diritto singolare nella prospettiva degli interpreti. Lo statuto legale singolare della Banca d Italia e le interpretazioni della dottrina e della giurisprudenza nel primo trentennio del secolo scorso: a) la sentenza della Corte di Cassazione di Roma, Sez. Un., 25 febbraio Segue: b) la natura della Banca d Italia nell approccio della dottrina e della giurisprudenza successive alla sentenza della Corte di Cassazione di Roma, Sez. Un., 25 febbraio La preponderanza della teoria del fine nelle sue diverse declinazioni. L emersione della teoria della sottoposizione alla tutela dello Stato Le società per azioni di diritto singolare diverse dalla Banca d Italia nella visione della dottrina tra la metà degli anni venti e gli anni trenta del secolo scorso. La tendenziale scotomizzazione delle peculiarità di tali enti e la trasposizione (ora acritica, ora con adattamenti e modifiche anche rilevanti) degli schemi interpretativi originariamente elaborati con riferi-
3 INDICE IX mento alla Banca d Italia: in particolare, le opere di Gangemi, Ravà e Ascarelli Segue: excursus relativo all utilizzo contemporaneo dello schema dell ente pubblico e dello schema della società anonima come strumento per interpretare anche le discipline legali ad personam dedicate ad enti non espressamente qualificati dal legislatore singolare come «società anonime». Il fondamentale contributo di Francesco Messineo Segue: la giurisprudenza e la dottrina della fine degli anni trenta. Il Consiglio di Stato e la qualificazione pubblica dell Agip. La reazione della dottrina: l inquadramento privatistico proposto da Cammeo e De Caprariis Segue: la Corte di Cassazione smentisce il Consiglio di Stato e qualifica l Agip come ente privato. Analisi della motivazione della sentenza Cass. Sez. Un. 26 aprile 1940 n L accoglienza da parte della dottrina: in particolare il giudizio di Grechi, Petraccone, Giannini, Ferri e dell ultimo Cammeo Le società di diritto singolare nella prospettiva della dottrina e della giurisprudenza dei primi anni quaranta del secolo scorso: i problemi emersi dal dibattito sulla natura giuridica dell Agip. I vari modelli di ente pubblico e di società anonima ricostruiti dagli interpreti e i loro reciproci rapporti: a) la tendenza a «costruire» nozioni speculari, e quindi tra loro non sovrapponibili Segue: b) la tendenza a «costruire» nozioni non speculari, e quindi tra loro sovrapponibili. In particolare, le problematiche emergenti dall inquadramento delle società per azioni di diritto singolare proposto da Andrea Arena Sintesi: le numerose problematiche in gioco alla vigilia dell entrata in vigore del codice civile del Sezione II La seconda fase dell evoluzione delle società per azioni di diritto singolare: dall entrata in vigore del codice civile del 1942 all epoca delle privatizzazioni Parte I La prospettiva normativa 1. Le società per azioni di diritto singolare nel cinquantennio ricompreso tra i primi anni quaranta e i primi anni novanta del secolo scorso: elencazione delle fattispecie e individuazione di alcuni tratti «categoriali» Lo sfondo normativo nel quale erano collocate le società per azioni legali di diritto singolare dopo l entrata in vigore del codice civile del La legislazione generale e astratta: a) il codice civile Segue: la funzione degli articoli 2458, 2459 e 2460 nell ottica del legislatore del codice civile Segue: le società di interesse nazionale e la funzione dell articolo 2461 del codice civile
4 X INDICE 5. Segue: la funzione degli articoli 2093, 2201 e 2221 del codice civile Lo sfondo normativo nel quale risultavano collocate le società per azioni legali di diritto singolare dopo l entrata in vigore del codice civile del La legislazione generale e astratta: b) il sistema delle partecipazioni statali Parte II La prospettiva della dottrina e della giurisprudenza 7. La prospettiva dottrinale e giurisprudenziale: le due fasi del processo di «emersione» delle società per azioni di diritto singolare come fenomeno giuridico degno di autonoma considerazione. Ragioni dell iniziale «mimetizzazione» Il periodo compreso tra il 1942 e la metà degli anni settanta: la posizione della giurisprudenza Il periodo compreso tra il 1942 e la metà degli anni settanta: la posizione della dottrina. Il pensiero di Romano Pavoni, Cassese e Ottaviano Segue: la teoria dell ente pubblico proposta da Galgano e la sua applicabilità alle società per azioni di diritto singolare: la posizione di Bassi e Roversi Monaco La dottrina del periodo ricompreso tra la prima metà degli anni settanta e i primi anni novanta. La Gepi s.p.a. e la Rai s.p.a. nel pensiero del primo Visentini e di Nigro Segue: l evoluzione del pensiero di Visentini. Le società per azioni di diritto singolare e la loro quasi totale sovrapponibilità con la categoria delle partecipazioni pubbliche a società di diritto speciale Gli anni ottanta e la dottrina successiva a Visentini: premessa Segue: la dottrina successiva a Visentini. Bocchini e la natura giuridica della Rai s.p.a Segue: Giampaolo Rossi e gli enti pubblici a struttura di società per azioni Segue: le società per azioni di diritto singolare come categoria giuridica: il fondamentale contributo di Carlo Ibba La giurisprudenza tra gli anni settanta e i primi anni novanta Sintesi: le società per azioni di diritto singolare e le problematiche in gioco alla vigilia della caduta del sistema delle partecipazioni statali e dell inizio delle c.d. privatizzazioni degli enti pubblici Sezione III La terza fase dell evoluzione delle società per azioni di diritto singolare: dalle privatizzazioni degli enti pubblici ai giorni nostri 1. Premessa La legislazione singolare. Le privatizzazioni degli enti pubblici e l avvento di una particolare tipologia di società per azioni di diritto singolare. Cenni. Catalogo delle società per azioni di diritto singolare dal 1992 ai giorni nostri
5 INDICE XI 3. La dottrina dell ultimo quindicennio: tendenze generali Le società per azioni di diritto singolare e la dottrina privatistica. Caratteri generali: l affievolimento dell interesse per il problema della natura dell ente societario Segue: gli orientamenti della dottrina privatistica: a) Marasà e la eventuale non applicazione della disciplina societaria di diritto comune Segue: gli orientamenti della dottrina privatistica: b) la necessaria (anche se residuale) applicazione del diritto societario comune alle società per azioni di diritto singolare nei recenti studi di Giorgio Oppo e Paolo Spada Segue: gli orientamenti della dottrina privatistica: c) società per azioni di diritto singolare e società di interesse nazionale nella lettura proposta da Felice Santonastaso La riforma della disciplina delle società di capitali contenuta nel codice civile e i suoi riflessi sull interpretazione degli statuti legali singolari: la successione delle leggi nel tempo e il cambiamento del parametro di valutazione della derogatorietà delle disposizioni singolari nella prospettiva della dottrina privatistica Segue: a) la riforma del diritto societario e il problema della sua applicabilità alle società di diritto singolare preesistenti. Un problema di successione di leggi nel tempo e di natura del rinvio Segue: b) la riforma del diritto societario come mutamento del parametro di valutazione della natura derogatoria delle disposizioni singolari: la minore rigidità del modello di società per azioni di diritto comune priva del carattere della derogatorietà molte delle disposizioni di diritto singolare che in precedenza potevano considerarsene fornite ed offre un ulteriore appiglio per le critiche della dottrina privatistica nei confronti delle teorie dottrinali e giurisprudenziali che, proprio sulla base dell esistenza di disposizioni singolari «derogatorie», predicano la natura pubblica di alcune società di diritto singolare La dottrina pubblicistica: caratteri generali I contenuti della dottrina pubblicistica. La costruzione in via interpretativa di una fattispecie generale e astratta di ente pubblico valevole per l applicazione diretta dell intero «statuto» dell ente pubblico: a) teorie che ne negano la possibilità. Similitudini e differenze rispetto alla dottrina privatistica. L impatto degli studi espressamente dedicati alle società per azioni di diritto singolare su siffatto orientamento I contenuti della dottrina pubblicistica. La costruzione in via interpretativa di una fattispecie generale e astratta di ente pubblico: b) teorie che ne affermano la possibilità Ente pubblico e società per azioni di diritto singolare secondo Cerulli Irelli Le società per azioni di diritto singolare negli studi dedicati alle privatizzazioni degli enti pubblici: Mauro Renna e la distinzione tra forma (privata) e sostanza (pubblica) Segue: Roberto Garofoli e la rilevanza delle deroghe al diritto societario comune presenti negli statuti legali delle società «privatizzate»
6 XII INDICE 17. Società per azioni a partecipazione pubblica e società per azioni di diritto singolare: la teoria di Francesco Goisis Il problema dell individuazione del concreto statuto giuridico delle società-enti pubblici come orizzonte della più recente dottrina «pubblicizzante». Cenni e rinvio La giurisprudenza: caratteri generali Segue: i diversi orientamenti: a) società per azioni di diritto singolare e Corte costituzionale Segue: il Consiglio di Stato e le società per azioni di diritto singolare Segue: la Corte di Cassazione e le società per azioni di diritto singolare Alcune osservazioni finali: lo status quo della dottrina e della giurisprudenza e le incertezze che ne derivano CAPITOLO II LE SOCIETAv PER AZIONI LEGALI DI DIRITTO SINGOLARE COME MODELLI DI ORGANIZZAZIONE METAINDIVIDUALE: L ORDINE LOGICO DELLE PROBLEMATICHE E L ARTICOLAZIONE DEGLI ITINERARI INTERPRETATIVI 1. Introduzione Sezione I Le questioni interpretative «immediate» 1. Premessa: le questioni interpretative «immediate» e il loro ordine logico. La centralità delle disposizioni singolari in cui è direttamente collocato il sintagma «società per azioni» e le molteplici norme da esse desumibili. Sequenza logica delle problematiche e individuazione della «base enunciativa» rilevante per la soluzione di ciascuna di esse Il primo «livello» di interpretazione: il significato «proprio» del sintagma «società per azioni» Il secondo «livello» di interpretazione: il significato degli enunciati normativi singolari in cui il sintagma «società per azioni» è direttamente inserito, a prescindere da qualunque considerazione relativa agli altri enunciati normativi eventualmente rinvenibili nel medesimo statuto legale singolare ove è ubicato il primo. Premessa introduttiva Segue: l impiego del sintagma «società per azioni» costituisce un rinvio implicito al corpo normativo contrassegnato da tale nomen? Ragioni che inducono a ritenere preferibile la tesi affermativa Segue: la natura del rinvio operato attraverso la spendita del nome societario. Ragioni che inducono a ritenere preferibile la tesi che considera mobile il rinvio. La presunzione di mobilità e la permanenza di numerose incertezze: un caso paradigmatico Segue: il rinvio implicito è diretto o analogico? Ragioni che inducono a ritenere preferibile la tesi secondo la quale il rinvio implicito è un rinvio diretto
7 INDICE XIII 7. Segue: enunciati costitutivi ed enunciati precettivi. Il problema della compatibilità tra enunciati normativi che operano un rinvio ed enunciati normativi oggetto del rinvio, con particolare riferimento alla struttura verbale degli enunciati normativi «minimali» nei quali è inserito il sintagma «società per azioni» Il terzo «livello» di interpretazione: il significato degli enunciati normativi in cui il sintagma «società per azioni» è direttamente inserito nell ottica degli altri enunciati normativi rinvenibili nel medesimo statuto legale singolare. Premessa introduttiva A) Il giudizio di compatibilità in una prospettiva generale. Il problema della compatibilità: l individuazione, nell ambito delle norme desumibili dalle disposizioni di diritto societario comune rese astrattamente applicabili alle società per azioni di diritto singolare in virtù del rinvio implicito operato attraverso il sintagma societario, delle norme che lo sono anche concretamente Segue: il giudizio di compatibilità con particolare riferimento agli statuti legali singolari oggetto del presente studio. L individuazione preliminare delle norme astrattamente applicabili. In particolare, delle norme implicitamente desumibili dal diritto societario comune e dagli atti normativi singolari. Un esemplificazione: l interpretazione delle disposizioni singolari che assegnano la qualità di socio a soggetti nominativamente individuati Segue: il giudizio di compatibilità vero e proprio. 1) I criteri di individuazione del conflitto: a) l incompatibilità come antinomia; b) l incompatibilità come inconciliabilità dei presupposti applicativi (strutturali) di norme non antinomiche Segue: 2) i criteri di risoluzione dei conflitti tra norme applicabili: a) il criterio di specialità e la prevalenza delle norme di diritto singolare sulle norme di diritto societario comune Segue: b) la prevalenza delle disposizioni singolari sulle disposizioni di diritto societario comune a prescindere dal rapporto di specialità: l applicazione analogica dell articolo 2451 cod. civ Segue: un esemplificazione: ancora sull interpretazione delle disposizioni singolari che assegnano la qualità di socio a soggetti nominativamente individuati B) Il (poco affrontato) problema della derogabilità delle disposizioni contenute negli statuti legali singolari in una prospettiva generale. Un approfondimento: il problema dello scioglimento volontario della società di diritto singolare e il problema della modificabilità dell oggetto sociale determinato dal legislatore singolare. Rigidità delle posizioni delle dottrine che si sono occupate della questione: la rilevanza della natura pubblica dell interesse sotteso all attività che costituisce l oggetto sociale. Suggestioni per un attenuazione C) il problema della vincolatività delle qualificazioni legislative e il giudizio di «derogatorietà» (delle norme di diritto singolare rispetto alle norme di diritto societario comune). Introduzione
8 XIV INDICE 17. Segue: la teoria della non vincolatività delle qualificazioni legislative (o degli errori del legislatore) esaminata in una prospettiva generale: presupposti, conseguenze e criticità Segue: società per azioni di diritto singolare e teorie della non vincolatività delle qualificazioni legislative. Ragioni per le quali nonostante la inaccettabilità del loro presupposto ideologico è comunque importante ai fini del presente studio tentare di delineare l itinerario interpretativo sotteso a tali teorie. Un possibile itinerario. L individuazione delle norme di diritto singolare «rivelatrici» dell errore del legislatore singolare. Norme di diritto societario comune derogabili e norme di diritto societario comune inderogabili. Rilevanza di queste ultime come parametro per individuare l errore del legislatore. Problematiche connesse a siffatta impostazione. Due corollari Segue: le conseguenze della accertata erroneità della qualificazione societaria attribuita dal legislatore singolare: la dequalificazione interpretativa. Il problema della individuazione di una soluzione alternativa alla non applicazione della disposizione singolare nella quale è contenuto il sintagma societario: la non applicazione della disposizione singolare «atipica» Intermezzo. Analogie e differenze tra le operazioni interpretative di dequalificazione ediqualificazione. Rilevanza della nozione di qualificazione interpretativa nell ambito del presente studio: il collegamento con le questioni «mediate». Dequalificazione, conferma, riqualificazione e coqualificazione nell ottica della teoria della non vincolatività delle qualificazioni legislative e nell ottica della teoria della vincolatività delle qualificazioni legislative Segue: ladequalificazione Segue: laconferma Segue: lariqualificazione Segue: lacoqualificazione Sezione II Le questioni interpretative «mediate» 1. Introduzione. Una definizione stipulativa: debbono considerarsi mediate le questioni che afferiscono all interpretazione di disposizioni generali e astratte che: a) non appartengono agli statuti legali singolari che disciplinano le società per azioni oggetto del presente studio; b) individuano i propri destinatari impiegando espressioni che sono (ritenute) suscettibili di essere interpretate in modo tale da far ricomprendere nel campo di applicazione diretta della norma anche (alcune del)le società per azioni di diritto singolare. Ragioni che inducono a concentrare l analisi sulle disposizioni che individuano i propri destinatari mediante l uso dell espressione «ente pubblico» (o di espressioni affini). Piano della sezione Le problematiche generali afferenti all interpretazione delle disposizioni che impiegano il sintagma «ente pubblico»: a) l interpretazione «no-
9 INDICE XV minalistica» delle disposizioni che contengono il sintagma «ente pubblico». Il problema dell ente pubblico come riflesso delle ideologie degli interpreti: l influenza delle opzioni relative alla vincolatività o meno delle qualificazioni legislative Segue: alcune puntualizzazioni sulla prospettiva ideologica adottata nel presente studio. Ragioni dell adesione alla versione più elastica della teoria della vincolatività delle qualificazioni legislative. I risultati a cui conduce l interpretazione «nominalistica» come soglia minima di coerenza delle ricostruzioni interpretative della nozione di «ente pubblico» Le problematiche generali afferenti all interpretazione delle disposizioni che impiegano il sintagma «ente pubblico»: b) gli itinerari percorsi dalla dottrina e dalla giurisprudenza al fine di enucleare i modelli concettuali sottesi al sintagma «ente pubblico»: premessa. Una classificazione basata sugli argomenti utilizzati dagli interpreti: il discrimine rappresentato dall impiego dell argomento ideologico della ratio delle singole disposizioni in cui ricorre il sintagma «ente pubblico». L ente pubblico tra modelli generali e modelli particolari Segue: 1) le interpretazioni che prescindono da valutazioni sulla ratio delle singole disposizioni in cui è ubicato il sintagma «ente pubblico» e che mirano alla costruzione di un modello generale. Ev possibile ricostruire in via interpretativa una nozione di ente pubblico che sia in grado di ricomprendere tutti gli enti espressamente qualificati come pubblici da un atto normativo e, contemporaneamente, anche una serie di enti privi di tale caratteristica? Il problema dell esistenza di elementi comuni a tutti gli enti espressamente qualificati come pubblici Segue: la posizione della giurisprudenza maggioritaria. Teorie «sintomatiche» che richiedono la sussistenza congiunta (in capo all ente qualificando) di tutti gli elementi del modello ricostruito in via interpretativa e teorie «sintomatiche» che ammettono la qualificazione pubblica anche a fronte della esistenza (in capo all ente qualificando) di alcuni soltanto degli elementi del modello ricostruito in via interpretativa. Profili critici Segue: 2) le interpretazioni che prendono in considerazione la ratio delle singole disposizioni in cui il sintagma «ente pubblico» è ubicato e che mirano alla costruzione di tanti modelli particolari quante sono le disposizioni normative che individuano i loro destinatari utilizzando tale sintagma. Uso interpretativo ed uso integrativo della ratio: fondamenti normativi. Uso interpretativo della ratio e modelli particolari dell ente pubblico: la ratio come strumento per individuare motivatamente gli elementi essenziali del modello. I problemi connessi all uso interpretativo della ratio: a) la questione dell inesistenza di tratti comuni a tutti gli enti espressamente qualificati come pubblici dal legislatore; b) i rapporti tra le interpretazioni basate sul «significato proprio delle parole» e le interpretazioni basate sulla «intenzione del legislatore»; c) le modalità di individuazione degli «scopi» delle disposizioni normative; d) la distinzione tra interpretazione estensiva e analogia
10 XVI INDICE 8. Il problema dell ente pubblico e le ragioni che inducono a preferire l interpretazione «nominalistica» Le disposizioni che individuano i propri destinatari mediante l impiego del sintagma «enti pubblici» e l integrazione del diritto: presupposti e limiti dell analogia Segue: il ruolo della ratio ai fini dell individuazione delle somiglianze rilevanti nell ambito del procedimento analogico. Le norme generali e astratte che individuano i propri destinatari mediante l impiego del sintagma «enti pubblici» possono costituire la base di partenza di un ragionamento analogico? Due itinerari antitetici. Ragioni e conseguenze di una eventuale risposta negativa. Ragioni e conseguenze di una eventuale risposta positiva: una possibile rilettura in chiave analogica delle correnti giurisprudenziali che hanno elaborato le c.d. teorie «sintomatiche» dell ente pubblico «Ente pubblico» ed «ente privato»: sfere esaustive di una «grande dicotomia» o semplici qualificazioni legislative come tante altre? Dogmi giuridici e realtà normativa. In una prospettiva non dicotomica è configurabile un «problema dell ente privato» del tutto indipendente dal «problema dell ente pubblico». Sulla configurabilità di enti contemporaneamente pubblici e privati e di enti né pubblici né privati I differenti approcci interpretativi al c.d. problema dell ente pubblico e i loro riflessi sull esegesi degli statuti legali che disciplinano le società per azioni di diritto singolare. Un avvertenza preliminare: nell ottica delle qualificazioni operate dal legislatore il sintagma «società per azioni» non è sinonimo del sintagma «ente privato» Segue: teorie dell ente pubblico e società per azioni di diritto singolare. Casi di concorso di normative direttamente applicabili e criteri di risoluzione delle antinomie o incompatibilità «sopravvenute» OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 1. Lo schema basato sul «dogma» della vincolatività delle qualificazioni legislative Lo schema basato sul «dogma» della non vincolatività delle qualificazioni legislative Bibliografia
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