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Timestamp: 2019-09-23 09:06:02+00:00

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Emissioni odorigene: Quadro normativo - Certifico Srl
ID 7212 | 06 Giugno 2019 | Visite: 5435 | Documenti Riservati Ambiente Permalink: https://www.certifico.com/id/7212
Scheda ID 7212 Rev. 1.0 del 07.12.2018 - Documento completo PDF in allegato all'articolo.
Con l'emanazione del D.Lgs. 183/2017 attuativo della direttiva 2015/2193 sulle emissioni da impianti di combustione, è stato introdotto l'Art. 272-bis nel D.Lgs 152/2006.
L'introduzione dell'articolo, stabilisce (1) e conseguentemente (2):
1) sono individuate nelle Regioni i soggetti che possono stabllire misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene;
2) anche gli impianti che emettono solamente emissioni odorigene "potrebbero" ricadere nell’art. 269, e dotarsi di un’apposita autorizzazione.
Il D.Lgs. 183/2017 introduce una nuovo aspetto ambientale "emissioni odorigene", da valutare negli atti autorizzativi.
Per quanto concerne l'aspetto "Inquinamento" dell'emissione odorigena, non esiste norma specifica, ma solo studi dibattuti, sul fatto che sostanze odorigene siano un "inquinante", gli ultimi studi si posizionano sul fatto che l'emissione di sostanze odorigene, possono costituire "un inquinamento", infatti l'esposizione ad emissioni odorigene prolungate può causare disturbi e provocare sensibilizzazione (vedi ARPAT News).
Il D.Lgs. 183/2017 è il Decreto attuativo della direttiva 2015/2193, relativa alla limitazione delle emissioni di taluni inquinanti originati da impianti di combustione di media grandezza, indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato. La direttiva stabilisce norme per il controllo delle emissioni nell’aria di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx) e polveri da impianti di combustione medi, nonché per il monitoraggio delle emissioni di monossido di carbonio.
Dal 19 dicembre 2017, data di entrata in vigore del decreto attuativo è modificato il “Testo Unico Ambientale” con l'introduzione del nuovo art. 272-bis:
2. Il Coordinamento previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, può elaborare indirizzi in relazione alle misure previste dal presente articolo. Attraverso l’integrazione dell’allegato I alla Parte Quinta, con le modalità previste dall’articolo 281, comma 6, possono essere previsti, anche sulla base dei lavori del Coordinamento, valori limite e prescrizioni per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti di cui al presente titolo, inclusa la definizione di metodi di monitoraggio e di determinazione degli impatti.
Impianti solo odorigeni ed autorizzazione Art. 269
Con l’introduzione dell’art. 272-bis, dal 19 dicembre 2017, anche gli impianti che emettono solamente emissioni odorigene in atmosfera, "potrebbero" ricadere nell’art. 269, che prescrive che tutti gli stabilimenti produttivi che generano emissioni in atmosfera, debbano necessariamente dotarsi di un’apposita autorizzazione.
Art. 269 D.Lgs 152/2006. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti
1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 267, commi 2 e 3, dal comma 10 del presente articolo e dall'articolo 272, commi 1 e 5, per tutti gli stabilimenti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione ai sensi della parte quinta del presente decreto. L'autorizzazione e' rilasciata con riferimento allo stabilimento. I singoli impianti e le singole attivita' presenti nello stabilimento non sono oggetto di distinte autorizzazioni.
1-bis. In caso di stabilimenti soggetti ad autorizzazione unica ambientale si applicano, in luogo delle procedure previste ai commi 3, 7 e 8, le procedure previste dal decreto di attuazione dell'articolo 23, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 4 aprile 2012, n. 35. Le disposizioni dei commi 3, 7 e 8 continuano ad applicarsi nei casi in cui il decreto di attuazione dell'articolo 23, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, rinvia alle norme di settore, nonche' in relazione alla partecipazione del Comune al procedimento. Sono fatti salvi gli ulteriori termini previsti all'articolo 273-bis, comma 13.
2. Il gestore che intende installare uno stabilimento nuovo o trasferire uno stabilimento da un luogo ad un altro presenta all'autorita' competente una domanda di autorizzazione, accompagnata:
a) dal progetto dello stabilimento in cui sono descritti gli impianti e le attivita', le tecniche adottate per limitare le emissioni e la quantita' e la qualita' di tali emissioni, le modalita' di esercizio, la quota dei punti di emissione individuata in modo da garantire l'adeguata dispersione degli inquinanti, i parametri che caratterizzano l'esercizio e la quantita', il tipo e le caratteristiche merceologiche dei combustibili di cui si prevede l'utilizzo, nonche', per gli impianti soggetti a tale condizione, il minimo tecnico definito tramite i parametri di impianto che lo caratterizzano;
b) da una relazione tecnica che descrive il complessivo ciclo produttivo in cui si inseriscono gli impianti e le attivita' ed indica il periodo previsto intercorrente tra la messa in esercizio e la messa a regime degli impianti.
2-bis. Nella domanda di autorizzazione relativa a stabilimenti in cui sono presenti medi impianti di combustione devono essere indicati, oltre quanto previsto al comma 2, anche i dati previsti all'allegato I, Parte IV-bis, alla Parte Quinta.
Nella legislazione nazionale, non è presente una normativa dedicata agli odori, la lacuna normativa statale, ha consentito alle Regioni di legiferare in materia, la nuova norma stabilisce proprio "la competenza" delle Regioni, in sede di autorizzazione, di prevedere misure di prevenzione e limitazione appositamente definite per le emissioni odorigene.
Nell'ordinamento italiano, fra le norme di primo livello erano assenti disposizioni volte a disciplinare le emissioni odorigene e gli impatti olfatti mediante criteri quantitativi; vi erano solo criteri qualitativi:
- art. 674 codice penale;
- art. 844 codice civile;
- art. 177 del D.Lgs 152/2006;
- R.D. 27 luglio 1934 n.1265, “Approvazione del Testo unico delle leggi sanitarie” Capo III, artt. 216 e 217 (delle industrie insalubri) e successivi decreti di attuazione ed in particolare il D.M. 5 settembre 1994.
Il vuoto legislativo è stato colmato nel tempo da disposizioni locali (regionali) di diverso rango (linee guida, leggi regionali, delibere di giunta, prassi).
La magistratura usa i criteri qualitativi dell'art. 674 cod.penale e dell'art. 844 cod.civile.
Art. 674 CP. Getto pericoloso di cose
Art 844 CC. Immissioni
Moltissimi provvedimenti di autorizzazione (AIA, ecc.) stabiliscono (con molta discrezionalità) valori limite (quantitativi) per le emissioni odorigene e per gli impatti olfattivi; le violazioni sono sanzionate.
Metodologie per la valutazione delle emissioni odorigene - ISPRA 2018
Recente è la Delibera SNPA n. 38/2018 del 03 Ottobre 2018 Metodologie per la valutazione delle emissioni odorigene.
La normativa regionale già presente:
2012 Regione Lombardia
Linee guida di settore per le emissioni odorigene
2017 Regione Piemonte Linee guida per la caratterizzazione e il contenimento delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività ad impatto odorigeno
2011 Regione Emilia Romagna Criteri tecnici per la mitigazione degli impatti ambientali nella progettazione e gestione degli impianti a biogas
2016 Giunta provinciale di Trento Linee guida per la caratterizzazione, l’analisi e la definizione dei criteri tecnici e gestionali per la mitigazione delle emissioni delle attività ad impatto odorigeno
2017 ARPA FVG Procedura per la valutazione dell’impatto odorigeno da attività produttive
2016 ARPA T Piano di Prevenzione Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene
2015 Regione Puglia Disciplina delle emissioni odorifere delle aziende. Emissioni derivanti da sansifici. Emissioni nelle aree a elevato rischio di crisi ambientale
2002 Regione
Basilicata DGR 22/04/2002 n. 709
Sicilia Delibera N. 27 Parte I del 14/06/02
2004 Regione Abruzzo DGR 400 del 26 maggio 2004
L'APAT nel 2003 ha pubblicato: Metodi di misura delle emissioni olfattive APAT 2003
Valutazione impatto odorigeno attivita' produttive FVG
Si segnala il presente Documento della Regione FVG 2018 sui requisiti richiesti per uno studio di valutazione dell’impatto odorigeno.
Il documento è stato redatto allo scopo di presentare i requisiti richiesti per uno studio di valutazione dell’impatto odorigeno di attività produttive ed il percorso di gestione delle situazioni di molestia conclamata quando già presenti sul territorio.
Il problema relativo alla quantificazione delle molestie olfattive percepite dalla popolazione residente e l’individuazione delle azioni di mitigazione più efficaci è affrontato mediante la predisposizione e l’applicazione di una procedura operativa.
La complessità intrinseca nella comprensione dei fenomeni odorigeni, rende necessario dotarsi, per la valutazione dei disturbi olfattivi, di approcci integrati che consistono nell’impiego di diverse metodologie, da quelle tradizionali e standardizzate come l’olfattometria dinamica e la simulazione di dispersione in atmosfera, alle tecnologie innovative che si basano sull’impiego di metodi strumentali come i nasi elettronici.
Ad ogni modo le misurazioni o le simulazioni degli impatti olfattivi risultano efficaci se inserite all’interno di un modello concettuale, per mezzo del quale è possibile descrivere il fenomeno odorigeno nel suo insieme.
Il modello concettuale comprende tre ambiti di analisi che sono:
- sorgenti/emissioni,
- modalità di dispersione,
- recettori/immissione.
La linea guida riporta gli strumenti da applicare per la valutazione e la quantificazione dell’impatto odorigeno e le loro modalità di utilizzo; contiene pertanto indicazioni in merito alla metodologia da usare per ottenere le informazioni necessarie a descrivere gli ambiti di analisi e le relazioni tra essi, attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori.
La linea guida si propone anche per essere un ausilio nell’attività di pianificazione territoriale e di autorizzazione alle attività produttive delle amministrazioni locali, fornendo criteri di valutazione sui possibili impatti dovuti alle sorgenti odorigene.
Cassazione con sentenza n. 36905 del 14/9/2015
La Cassazione con sentenza n. 36905 del 14/9/2015 ha affermato principi chiarissimi:
5. la definizione di odori “normali”, quali quelli provenienti da un impianto di rifiuti, affermata dai testimoni favorevole alla ditta condannata, sottende questa si un giudizio soggettivo e non si pone in logico contrasto con il fatto che un elevato numero di altre persone fosse concretamente esposta a esalazioni nauseabonde,6. qualsiasi monitoraggio delle emissioni odorigene non può fondarsi su modelli astratti ma sull’applicazione dei modelli in uso alla concreta realtà.
Consiglio di Stato sentenza n. 4588 del 10/9/2014
La Sentenza del Consiglio di Stato sentenza n. 4588 del 10/9/2014 afferma il principio che:
a prescindere dal rispetto dei limiti inquinanti previsti dalla normativa sulle emissioni atmosferiche, se, sulla base di adeguata documentazione scientifica, si dimostra persistere un probabile rischio sanitario per i cittadini residenti, l’autorità competente può negare l’autorizzazione o revocarla in fase di revisione/adeguamento.
Progetto UNI1605390
1.0 07.12.2018 Aggiunte norme tecniche
0.0 18.11.2018 ---
Emissioni odorigene Quadro normativo Rev. 1.0 2019.pdf Abbonati Ambiente 77
Emissioni odorigene Quadro normativo Rev. 00 2019.pdf Abbonati Ambiente 53
Valutazione impatto odorigeno attività produttive FVG IT 2466 kB (272 Downloads)
Consiglio di Stato sentenza n. 4588 del 10/9/2014 IT 131 kB (215 Downloads)
Penale Sent. Sez. 3 Num. 36905 Anno 2015 IT 352 kB (268 Downloads)
ARPAT News 54 kB (244 Downloads)
Criteri tecnici mitigazione impatti ambientali impianti a biogas RE 397 kB (252 Downloads)
Metodi di misura delle emissioni olfattive APAT 2003 IT 1655 kB (311 Downloads)
Legge Regionale 16 aprile 2015 n. 23 Puglia IT 14 kB (269 Downloads)
Piano di Prevenzione Monitoraggio e Controllo emissioni Livorno 2939 kB (293 Downloads)
Linee guida per la valutazione dell’impatto odorigeno ARPA FVG 5874 kB (370 Downloads)
Linee guida odori Pr. TN 342 kB (280 Downloads)
D.g.r. 9 gennaio 2017 n. 13-4554 335 kB (325 Downloads)
D.g.r. 15 febbraio 2012 - n. IX 3018 542 kB (415 Downloads)
Set 17, 2019 104
Set 17, 2019 43
Set 11, 2019 115
Set 09, 2019 96
Set 08, 2019 826
Set 07, 2019 92
Set 05, 2019 211
Set 12, 2019 127163
Gen 23, 2019 76183
Gen 22, 2019 49583
Ago 03, 2019 48630
Set 15, 2019 42782
Mag 13, 2019 30488
Mar 30, 2018 30320
Giu 04, 2019 28186
Lug 05, 2018 26869
Mag 04, 2019 25135

References: art. 272
 Art. 269

Art. 269
 art. 674
 art. 844
 art. 177

Art. 674
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
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