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Timestamp: 2020-03-31 02:37:24+00:00

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Acromind - Art.8 Legge 388
Art. 8 della L.23/12/2000 n.388
(Agevolazione per gli investimenti nelle aree svantaggiate)
degli enti non commerciali
del settore agricolo, destinatario di una specifica misura, che tale rimane, con le nuove regole previste dall’articolo 11 DL 138/2002
del settore dei trasporti, in attesa della approvazione della Commissione Ue: tale approvazione è arrivata in data 7 maggio 2002, per cui per gli investimenti realizzati a partire da tale data anche le imprese appartenenti al settore dei trasporti sono ammesse al beneficio.
Nella nuova formulazione del comma 1 dell’articolo 8, che si applica per gli investimenti da avviare a partire dall’8 luglio 2002, il novero dei soggetti beneficiari non è più individuato per esclusione, ma è delimitato alle imprese che operano nei settori:
delle attività estrattive e manifatturiere
dei servizi: data l’ampia definizione di tale settore, si deve ritenere che in esso rientrino anche le imprese di trasporti
della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore ed acqua calda
della trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed integrazioni: per le imprese operanti in questo settore, anche se definibili come agricole ai sensi della normativa comunitaria, si può quindi continuare ad usufruire dell’agevolazione in commento, alle condizioni evidenziate nel paragrafo 2.1.9 del manuale.
3.2 Le modifiche di carattere territoriale
La nuova formulazione normativa esclude dai benefici gli investimenti realizzati nelle aree svantaggiate del Centro – Nord, diverse da quelle situate nelle regioni Abruzzo e Molise: la restrizione si applica per gli investimenti da avviare a partire dall’8 luglio 2002. Transitoriamente, rimane quindi possibile agevolare gli investimenti, o il completamento degli stessi, avviati prima di tale data.
E’ amaro constatare che l’attuale Governo mantiene intatto il vizietto di cambiare le carte in tavola in corso d’opera, così come aveva fatto per la agevolazione Visco, allorché era stata introdotta la agevolazione Tremonti per gli investimenti.
Sarà pure un Governo amico delle imprese, come molti sostengono, ma certo non è un Esecutivo che rispetta la programmazione delle imprese. E quest’immagine, di chi fa e disfa a proprio piacimento, ovviamente adducendo intelligenti ed elucubrate ragioni politiche e di finanza pubblica, che non mutano però la sostanza delle cose, non è molto confortante.
3.3 Le modifiche della percentuale del credito di imposta
Per gli investimenti avviati a partire dall’8 luglio 2002, nelle aree svantaggiate del Meridione, il credito compete nella misura dell’85% delle intensità di aiuto, invece che nella misura originariamente prevista del 100%. Per gli investimenti in tali aree si ha quindi una riduzione del beneficio; il credito di imposta, cui danno diritto gli investimenti netti realizzati, passa dalla vecchia percentuale alla nuova, riportate nelle seguenti tabelle:
Investimenti realizzati da piccole e medie imprese:
Vecchia %
Nuova %
Investimenti realizzati da grandi imprese:
Rimane invece ferma la possibilità di beneficiare, nella misura massima, dei limiti di intensità di aiuto per gli investimenti realizzati nelle aree disagiate di Abruzzo e Molise: la percentuale per le piccole e medie imprese continua quindi ad essere del 30%; per le grandi imprese del 20%.
3.4 L’introduzione del tetto complessivo
Novità poco piacevole è che, per gli investimenti da avviare a partire dall’8 luglio 2002, viene introdotto un tetto complessivo, al credito d’imposta del quale il complesso delle imprese può beneficiare: tale tetto è fissato nella misura di 870 milioni di euro per l’anno 2002 e di 1.740 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006.
Le imprese possono quindi stare tranquille solo per gli investimenti che in tale data risultano già avviati. Per quelli che vengono avviati dopo tale data, occorre invece osservare quanto prescrivono i nuovi commi da 1 bis a 1 sexies dell’articolo 1 L 388/2000, introdotti dal DL 138/2002 (che verranno illustrati nel quinto capitolo).
Dal fatto che, per l’esercizio 2002, il tetto sia pari esattamente alla metà di quello degli anni successivi, pare di potersi desumere che il credito di imposta, di cui si beneficia per effetto degli investimenti avviati prima dell’8 luglio 2002, non consumi il plafond del 2002.
La norma deve quindi essere letta nel senso che, per gli investimenti del 2002, da avviare a partire dall’8 luglio, è fissato il tetto di 870 milioni di euro. Per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006 è fissato un tetto di 1.740 milioni di euro.
3.5 L’abrogazione del comma 3 dell’articolo 8 L 388/2000
Modifica più di nome, che di fatto, è quella che consiste nella abrogazione della ulteriore agevolazione per cui, per determinare l’importo netto degli investimenti localizzati nel Mezzogiorno, e nelle aree svantaggiate di Abruzzo e Molise, gli ammortamenti andavano dedotti nella misura del 90%. Tale disposizione non è mai divenuta operativa, poiché si era in attesa di una sua approvazione da parte della Commissione delle Comunità Europee.
4 Le nuove procedure per fruire del credito di imposta
Il DL 138/2002 ha introdotto due ordini di procedure, nei seguenti termini:
la prima, disciplinata dai nuovi commi da 1-bis ad 1-sexies, inseriti nell’articolo 8 L 388/2000, regola l’ammissione al credito d’imposta, sulla base delle disponibilità erariali. Come logico corollario, quando la somma delle richieste raggiunge il tetto disponibile per un determinato anno, viene negata l’ammissione al credito alle richieste pervenute successivamente. In pratica, le imprese che inoltrano tardi la richiesta, non possono beneficiare dell’agevolazione, sino a quando non verranno riaperti i termini per inoltrare le domande
la seconda procedura, prevista dall’articolo 5 del DL 138/2002, è finalizzata a monitorare l’effettivo utilizzo, da parte delle imprese, del credito di imposta, tramite la sua indicazione in compensazione, nel modello F24. Qualora tale utilizzo ecceda le disponibilità di cassa, il Ministero ha la facoltà di bloccare, a partire da un dato momento in poi, la possibilità di fruire del credito di imposta.
Le due procedure, pur essendo le due facce di una stessa medaglia, non vanno confuse, perché hanno due effetti profondamente diversi sulle imprese:
per quanto concerne la prima procedura, se l’ammissione all’agevolazione viene negata, per un determinato anno, la perdita è definitiva: a fronte degli investimenti realizzati in tale anno, l’impresa avrà per sempre perso la possibilità di beneficiare del credito
per quanto concerne la seconda procedura, un eventuale blocco imposto dal Ministero non si ripercuote sulla maturazione del credito di imposta (che non verrà quindi perso), ma semplicemente sulla possibilità di fruirne: non sarà quindi più possibile, a partire da un dato momento, indicarlo nel modello F24, fino a quando non verrà ripristinata la disponibilità di cassa. A tale riguardo, si segnala però che, nella relazione al DL 138/2002, è scritto che questa procedura consente di interrompere il ciclo del conseguimento giuridico dei crediti d’imposta, espressione che farebbe intendere che, una volta esauriti i fondi, quanto maturato ma non utilizzato verrebbe perso. Chi scrive si rifiuta di credere a questa interpretazione perché, se così fosse, il passo seguente sarebbe quello di sottoporre il credito d’imposta in esame alla tassa sulle lotterie, proprio in relazione al fatto che diverrebbe una scommessa riuscire a beneficiarne.
Nel quinto capitolo ci si sofferma sulla prima procedura; nel sesto capitolo, sulla seconda.
Allegato - Estratto del D.L. 8 luglio 2002, n. 138.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 158 dell'8 luglio 2002. Provvedimento da convertire entro il 6 settembre 2002.
Articolo 5. - Monitoraggio dei crediti di imposta
Comma 1. I crediti di imposta previsti dalle vigenti disposizioni di legge sono integralmente confermati e, fermo quanto stabilito dagli articoli 10 e 11, possono essere fruiti nei limiti dei relativi stanziamenti di bilancio, delle autorizzazioni di spesa, ovvero delle previsioni di minori entrate. I soggetti interessati hanno diritto al credito di imposta fino all'esaurimento delle risorse finanziarie.
Comma 2. Con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare sono stabilite, per ciascun credito di imposta, la data di decorrenza della disposizione di cui al comma 1 nonché le modalità per il controllo dei relativi flussi. Con decreto interdirigenziale da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, è comunicato l'avvenuto esaurimento delle risorse disponibili. A decorrere dalla data di pubblicazione del decreto di cui al periodo precedente i soggetti interessati non possono più fruire di nuovi crediti di imposta i cui presupposti si sono realizzati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Comma 3. A decorrere dall'anno 2003, con la legge finanziaria sono rideterminati i limiti di cui al comma 1.
Articolo 10. - Contributi per gli investimenti nelle aree svantaggiate
Comma 1. All'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni ed integrazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
la rubrica è sostituita dalla seguente: "Agevolazione per gli investimenti nelle aree svantaggiate";
1. Alle imprese che operano nei settori delle attività estrattive e manifatturiere, dei servizi, del turismo, del commercio, delle costruzioni, della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore ed acqua calda, della trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed integrazioni, che, fino alla chiusura del periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006, effettuano nuovi investimenti nelle aree ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del citato Trattato, nonché nelle aree delle Regioni Abruzzo e Molise ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), dello stesso Trattato, individuate dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006, è attribuito un contributo nella forma di credito di imposta nei limiti massimi di spesa pari a 870 milioni di euro per l'anno 2002 e pari a 1740 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006.
Per le aree ammissibili alla deroga ai sensi del citato articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il credito compete entro la misura dell'85 per cento delle intensità di aiuto previste dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006.
Per quelle ammissibili alla deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), delle Regioni Abruzzo e Molise, il credito compete nella misura massima dell'intensità di aiuto prevista dalla predetta Carta.
Il credito d'imposta non è cumulabile con altri aiuti di Stato a finalità regionale o con altri aiuti che abbiano ad oggetto i medesimi beni che fruiscono del credito di imposta.
1-bis. Per fruire del contributo le imprese inoltrano, in via telematica, al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate un'istanza contenente gli elementi identificativi dell'impresa, l'ammontare complessivo dei nuovi investimenti e la ripartizione regionale degli stessi, nonché l'impegno, a pena di disconoscimento del beneficio, ad avviare la realizzazione degli investimenti successivamente alla data di presentazione della medesima istanza e comunque entro sei mesi dalla predetta data. Per avvio della realizzazione dell'investimento s'intende l'emissione del buono d'ordine ovvero, l'inizio delle attività da realizzare in economia.
1-ter. L'Agenzia delle entrate esamina le istanze di cui al comma 1-bis secondo l'ordine cronologico di presentazione e, entro 15 giorni dalla presentazione delle stesse, comunica, in via telematica, il diniego del contributo per la mancanza di uno degli elementi di cui al comma 1-bis, ovvero per l'esaurimento dei fondi stanziati. Il beneficio si intende concesso decorsi 15 giorni dalla presentazione dell'istanza e senza comunicazione di diniego da parte dell'Agenzia delle entrate.
1-quater. Entro il secondo mese successivo alla data di chiusura dell'esercizio in cui è presentata l'istanza di cui al comma 1-bis, le imprese trasmettono in via telematica, al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate una dichiarazione contenente il settore di appartenenza, l'ammontare dei nuovi investimenti effettuati alla predetta data suddivisi per area regionale interessata, l'ammontare del contributo utilizzato in compensazione alla medesima data e il limite di intensità di aiuto utilizzabile.
1-quinquies. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati di cui ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater.
1-sexies. Per le modalità delle trasmissioni telematiche previste dal presente articolo si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 3 del regolamento emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, come sostituito dall'articolo 3 del regolamento emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435.";
Comma 2. L'articolo 5, comma 2, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è abrogato.
Comma 3. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 si applicano agli investimenti da avviare successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Comma 5. Agli oneri derivanti dal comma 1, lettera b), si provvede:
quanto a 870 milioni di euro per l'anno 2002 e 1.183 milioni di euro per l'anno 2003, a valere sulle risorse preordinate per le medesime finalità ed iscritte sull'unità previsionale di base 6.1.2.7 "Devoluzioni di proventi" - capitolo 3860 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze;
quanto a 557 milioni di euro per l'anno 2003 e 1.740 milioni di euro per il 2004, mediante utilizzo delle risorse resesi disponibili dalla riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 4. Per gli anni successivi si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed integrazioni.
Comma 6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Articolo 11. - Contributi per gli investimenti in agricoltura
Comma 1. Il contributo nella forma di credito di imposta di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall'articolo 10, è esteso alle imprese agricole di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che effettuano, in tutto il territorio nazionale, nuovi investimenti ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (CE) n. 1257/99, nel settore della produzione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea e successive modifiche ed integrazioni.
Comma 2. Le tipologie degli investimenti ammissibili del contributo di cui al comma 1 sono determinate ai sensi dell'articolo 8, comma 7-bis, della citata legge n. 388 del 2000.
Comma 3. Le imprese agricole sono ammesse al contributo di cui al comma 1 qualora abbiano presentato domanda su investimenti ammissibili di agevolazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1257/99 a valere sui bandi emanati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano e purché la domanda sia stata istruita favorevolmente dall'Ente incaricato.
Comma 4. Per le imprese agricole soggette a determinazione del reddito ai sensi dell'articolo 29 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il calcolo degli ammortamenti dedotti è effettuato sulla base dei coefficienti di ammortamento previsti dal decreto del Ministro delle finanze in data 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, e la determinazione degli investimenti dismessi o ceduti si effettua considerando il valore di acquisto ridotto degli ammortamenti calcolati applicando i medesimi coefficienti del citato decreto del Ministro delle finanze in data 31 dicembre 1988.
Comma 5. Il contributo di cui al presente articolo è fissato nei limiti massimi di spesa pari a 85 milioni di euro per l'anno 2002 e 175 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede: quanto a 75 milioni di euro per l'anno 2002 e 155 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004, mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate di cui all'articolo 3; quanto a 10 milioni di euro per l'anno 2002 e 20 milioni di euro per l'anno 2003, a valere sulle risorse iscritte sull'unità previsionale di base 6.1.2.7 "Devoluzione di proventi" - capitolo 3860 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze; quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2004, mediante utilizzo delle risorse resesi disponibili dalla riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 dell'articolo 10.
Comma 6. Per quanto non diversamente disposto, si applicano le disposizioni dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall'articolo 10.
Comma 7. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Articolo 16. - Entrata in vigore
Comma 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

References: Art.8

Art. 8

Articolo 5

Articolo 10
 articolo 87

Articolo 11

Articolo 16