Source: https://www.eclegal.it/categoria/societa-e-fallimento/diritto-e-reati-societari/
Timestamp: 2019-11-15 16:12:40+00:00

Document:
Diritto e reati societari - Euroconference Legal
di Mario Cascavilla - 12 Novembre 2019
Trib. Milano, Sez. spec. in materia di imprese, sentenza del 2 luglio 2019 Parole chiave: postergazione – finanziamento soci – vendita – aliud pro alio – risoluzione del contratto. Massima: “Dal dato letterale dell’articolo 2467 c.c., che pone un principio fondamentale in tema di assunzione in capo al socio del rischio di impresa, emerge che la scelta sistematica del legislatore è stata, nelle ipotesi in cui i soci effettuano finanziamenti alla società che versa in situazione di squilibrio finanziario e di crisi qualificata, di prevedere non la nullità dell’atto solutorio, ma un meccanismo che incide direttamente sugli effetti del negozio di finanziamento e sull’ordine di soddisfazione dei crediti, postergando, come effetto sostanziale automatico, il diritto alla restituzione dell’investito nella società…
di Mario Cascavilla - 5 Novembre 2019
Trib. Bologna, sentenza dell’11 luglio 2019, n. 1601. Parole chiave: clausola di prelazione – prelazione impropria – trasferimento delle quote – arbitratore – nullità delibera assembleare. MASSIMA “È legittima la delibera assembleare che introduca nello statuto societario una clausola di prelazione che preveda, per il caso di disaccordo tra i soci sul prezzo del trasferimento delle quote, la possibilità di nominare un arbitratore, con la conseguenza che: se il prezzo indicato dal proponente sia superiore al valore stabilito dall’arbitratore, la proposta si intenderà fatta per un prezzo pari a quest’ultimo valore; se il prezzo indicato dal proponente sia inferiore, la proposta si intenderà fatta per tale prezzo”. Disposizioni applicate: art. 2355 bis c.c. – art. 1349 c.c. – art. 2437…
Quando è legittimo il risarcimento al socio per il danno arrecato da terzi ad una società di capitali?
di Virginie Lopes - 29 Ottobre 2019
Cass. civ., Sez. III Ord., 20 giugno 2019, n. 16581 Parole chiave: Società di capitali – Costituzione – Modi di formazione del capitale – Diritti spettanti agli azionisti – Responsabilità civile, in genere – Danno arrecato da terzi alla società e ai soci – Diritto al risarcimento in capo al singolo socio – Sussistenza – Presupposti Massima: Qualora terzi arrechino danno ad una società di capitali, il socio è legittimato a domandare il ristoro del pregiudizio da lui subito ove non risarcibile alla società perché riguardante la sfera personale (diritto all’onore od alla reputazione) o la perdita di opportunità personali, economiche e lavorative dello stesso socio o la riduzione del cd. merito creditizio di quest’ultimo. (Cassa con rinvio, Corte d’Appello Roma,…
Tribunale di Ancona, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 749 del 13 aprile 2019 Parole chiave: revoca dell’amministratore – società a responsabilità limitata – giusta causa – responsabilità amministratori – risarcimento del danno Massima “E nulla la clausola statutaria che escluda il risarcimento dei danni arrecati agli amministratori revocati senza giusta causa in quanto tale clausola rappresenterebbe una rinuncia ad un diritto futuro che, in quanto tale, non è ancora entrato nel patrimonio dell’avente diritto ed integra pertanto una rinunzia priva di oggetto”. Disposizioni applicate: artt. 2383, 1322, 1418 c.c. Con la sentenza in esame il Tribunale collegiale di Ancona si è pronunciato sul tema del potere di revoca riconosciuto all’assemblea dei soci di una società di capitali…
di Mario Cascavilla - 15 Ottobre 2019
Cass. Civ., sentenza del 14 giugno 2019, n. 15996. Parole chiave: estinzione del giudizio – domanda di ammissione al passivo – effetto interruttivo – fallimento. MASSIMA “Il termine per la riassunzione del giudizio, interrotto per dichiarazione di fallimento, a carico della parte non colpita dall’evento interruttivo, la quale abbia preso parte al procedimento fallimentare presentando domanda di ammissione allo stato passivo, non decorre dalla legale conoscenza che tale parte abbia avuto della pendenza del procedimento concorsuale, ma dal momento in cui essa abbia avuto conoscenza effettiva del procedimento concorsuale, conoscenza che decorre, in assenza di ulteriori elementi, dal momento in cui sia stata depositata o inviata la domanda di ammissione allo stato passivo”. Disposizioni applicate: art. 43 l. fall. –…
L’attività di attestazione di un piano in continuità aziendale non può presumersi prestazione di “speciale difficoltà” scriminante ai sensi dell’art. 2236 c.c.
di Mario Cascavilla - 8 Ottobre 2019
Cassazione Civile, sezione I, 4 maggio 2018, n° 10752 Parole chiave: responsabilità dell’attestatore – attestazione – asseverazione della contabilità – art. 2236 c.c. – piano di concordato. Massima: “L’attività di attestazione di un piano in continuità aziendale ex art. 161, comma 3°, l. fall., non è di per sé prestazione di speciale difficoltà. Per poter operare la scriminante soggettiva di cui all’art. 2236 c.c., per cui il professionista incorrerebbe in responsabilità civile solo per dolo o colpa grave, sull’attestatore grava l’onere di provare gli specifici problemi tecnici che hanno reso la prestazione di speciale difficoltà”. Disposizioni applicate: art. 2236 c.c. – art. 1176 c.c. – art. 161, comma 3°, l. fall.. Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione…
di Virginie Lopes - 1 Ottobre 2019
Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di imprese Sentenza del 12 luglio 2019 Parole chiave: società – società a responsabilità limitata – azione di responsabilità contro gli amministratori – conflitto di interessi – socio, in genere Massima: La congruità e proporzionalità del compenso deve essere valutata con riguardo alla natura ed ai compiti dell’amministratore, al corrispettivo corrente nel mercato per prestazioni analoghe e, in funzione complementare, alla situazione patrimoniale e all’andamento economico della società. Non può quindi procedersi all’annullamento di una delibera assembleare di S.r.l. per conflitto di interessi del socio amministratore, derivante dalla sua partecipazione alla votazione di una delibera avente ad oggetto la determinazione del compenso spettantegli, qualora non sussista una irragionevole sproporzione tra il compenso medesimo e…
Il socio cedente quote di società di capitali non è soggetto ad un generico obbligo di non concorrenza
di Mario Cascavilla - 24 Settembre 2019
Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza del 21 gennaio 2019 Parole chiave: cessione di quote – non concorrenza – cessione di azienda – art. 2557 c.c. – società di capitali Massima: “La disciplina delle società di capitali non prevede, diversamente dalla disciplina della società in nome collettivo ex art. 2301 c.c., un generale divieto di concorrenza per il socio uscente. Di talchè, siffatto divieto può configurarsi solo se contemplato nello statuto sociale, o nell’atto di cessione della quota, ovvero, al ricorrere dei presupposti richiesti per la configurazione dell’ipotesi di cessione d’azienda; ricorrendo quest’ultima ipotesi, troverà applicazione analogica l’art. 2557 c.c.”. Disposizioni applicate: art. 2557 c.c. Con la sentenza in commento il Tribunale di Bologna si pronuncia…
di Dario Zanotti - 17 Settembre 2019
Cass. pen., Sezione V, Sentenza dell’11 febbraio 2019, n. 13803 Parole chiave: reato di impedito controllo – condotta ostruzionistica – impedito accesso alla documentazione della società – impedita partecipazione alle assemblee Massima: “Il reato di impedito controllo di cui all’art. 2625, comma 2°, c.c. può essere integrato anche da condotte meramente ostruzionistiche tese a impedire o ad ostacolare la partecipazione del socio all’assemblea ovvero dal reiterato e consapevole diniego, anche non esplicitamente manifestato, di fornire al socio, che ne abbia fatto ripetuta richiesta, la documentazione necessaria al controllo della gestione dell’impresa”. Disposizioni applicate: art. 2625 commi 1° e 2° c.c. La Suprema Corte si trova ad affrontare la questione della configurabilità del reato di cui all’articolo 2625 comma 2° c.c….
L’amministratore di una S.r.l. che violi il vincolo di fiducia coi soci è revocabile per giusta causa
di Dario Zanotti - 10 Settembre 2019
Tribunale Roma, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza del 28 febbraio 2019 Parole chiave: revoca dell’amministratore – società a responsabilità limitata – giusta causa – pactum fiduciae – fiducia – risarcimento del danno Massima: “La giusta causa per la revoca dell’amministratore, prevista dall’art. 2383, terzo comma, c.c., può consistere non solo in fatti integranti un significativo inadempimento degli obblighi derivanti dall’incarico, ma anche in fatti che minino il pactum fiduciae, elidendo l’affidamento riposto al momento della nomina sulle attitudini e capacità dell’amministratore, sempre che essi siano oggettivamente valutabili come capaci di mettere in dubbio la correttezza e le attitudini gestionali dell’amministratore revocato, e non costituiscano, invece, il mero inadempimento ad una inesistente soggezione dell’amministratore stesso alle direttive del socio…

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 2355
 art. 1349
 art. 2437

Cass. 
 Sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 art. 43
 art. 2236
 art. 161
 art. 2236
 art. 1176
 art. 161
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 2557
 art. 2301
 art. 2557
 sentenza 

Cass. 
 Sentenza 
 art. 2625
 Sentenza