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Timestamp: 2020-06-01 10:02:50+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13215 del 27/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13215 del 27/06/2016
Cassazione civile sez. III, 27/06/2016, (ud. 16/02/2016, dep. 27/06/2016), n.13215
sul ricorso 5426-2013 proposto da
RHONE MEDITERRANEE SPA IN LCA, (OMISSIS), in persona del suo
legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA POMPEO
rappresentata e difesa dall’avvocato ALFREDO RUBINO giusta procura
M.F., GENERALI ASSICURAZIONI SPA, C.
P., P.G., TORO ASSICURAZIONI SPA;
avverso la sentenza n. 3953/2012 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 03/12/2012, R.G.N. 1919/2009;
16/02/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO FRANCESCO ESPOSITO;
udito l’Avvocato ALFREDO RUBINO;
Con sentenza del 3 dicembre 2012 la Corte d appello di Napoli, in parziale riforma della pronuncia emessa dal Tribunale dl Nola, dichiarava la concorrente responsabilità di M.F. e C.P. in ordine alla causazione del sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS) e condannava, nel contraddittorio con la Rhone Mediterranee S.p.A. in l.c.a., la Generali S.p.A., quale impresa designata per la gestione dei sinistri a carico del F.G.V.S., al pagamento in favore dell’appellante M. della somma di Euro 11.259,00, oltre accessori, compensando tra le parti le spese del doppio grado di giudizio.
Rilevava la corte territoriale (per quel che interessa in questa sede) l’infondatezza dell’eccezione dl carenza di legittimazione passiva formulata dalla Rhone Mediterranee S.p.A., in liquidazione da epoca anteriore al sinistro, posto che essa era stata convenuta in giudizio quale litisconsorte processuale del F.G.V.S., unico destinatario della pronunzia di condanna.
Contro la suddetta sentenza propone ricorso per cassazione la Rhone Mediterranee S.p.A. in l.c.a., affidato a due motivi.
Le altre parti non hanno svolto attività difensiva.
1. Con il primo motivo la ricorrente, evocando “insufficiente e contraddittoria motivazione relativamente a un fatto decisivo per il giudizio”, censura la sentenza impugnata per aver ritenuto infondata l’eccezione di carenza di legittimazione passiva formulata dalla Rhone Mediterranee S.p.A., in liquidazione da epoca anteriore al sinistro, sul rilevo che la stessa era stata convenuta in giudizio quale litisconsorte processuale del F.G.V.S., unico destinatario della pronunzia di condanna. Deduce che l’odierna ricorrente non poteva essere ritenuta litisconsorte del responsabile civile, non essendo all’epoca del sinistro operante il vincolo litisconsortile per totale assenza di copertura assicurativa, sicchè la condanna disposta dalla corte territoriale avrebbe potuto riguardare solo il responsabile civile e non la decotta compagnia assicuratrice.
Il motivo, per come formulato, appare inammissibile, poichè postula un vizio di insufficiente o contraddittoria motivazione che non assume rilievo in sede dl legittimità ai sensi del novellato art. 360 c.p.c., n. 5, come interpretato dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 8053/14, applicabile ratione temporis alla decisione impugnata.
In ogni caso, la censura è infondata.
La L. n. 990 del 1969, all’art. 19 ha istituito un “Fondo di garanzia per le vittime della strada” per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli per i quali vi è obbligo di assicurazione nel caso in cui (lett. c) il veicolo risulti assicurato presso un’impresa – operante nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento o di libertà dl prestazione di servizi – che al momento del sinistro si trovi in stato di liquidazione coatta o vi venga posta successivamente. Il successivo art. 23 stabilisce che nel giudizio promosso ai sensi dell’art. 19, lett. c) deve essere convenuto in giudizio anche il commissario liquidatore dell’impresa assicuratrice.
Sulla base del combinato disposto delle norme summenzionate, correttamente è stata dunque evocata in giudizio la Rhone Mediterranee S.p.A., posta in l.c.a. in epoca anteriore al sinistro, stante la sua posizione di mero litisconsorte processuale, senza che, del resto, sia stata emessa alcuna statuizione di condanna nel confronti della stessa.
2. Con il secondo motivo, evocando “insufficiente e contraddittoria motivazione”, la ricorrente lamenta che la corte territoriale non aveva considerato che, ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 29 l’impresa designata dal F.G.V.S. che ha risarcito il danno nel caso previsto dall’art. 19 della stessa legge, lett. c) è surrogata, per l’importo pagato, nei diritti sia dell’assicurato che del danneggiato verso l’impresa posta in liquidazione coatta amministrativa;
conseguentemente, l’onere economico della condanna pronunciata dalla corte d’appello andava a gravare sulla odierna ricorrente.
Richiamate preliminarmente le argomentazioni in precedenza svolte in ordine al vizi denunciabili in sede dl legittimità, va osservato che la surroga dell’impresa designata è espressamente prevista dalla legge e che la stessa non risulta azionata, di modo che difetterebbe, nella specie, anche un interesse concreto ed attuale dell’odierna ricorrente.
3. Alla stregua delle considerazioni svolte, il ricorso deve essere quindi rigettato.
Nulla per le spese del giudizio di cessazione, non avendo gli intimati svolta attività difensiva.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, la ricorrente è tenuta al versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Terza Civile, il 16 febbraio 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 23
 art. 29
 art. 13
 art. 13