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Timestamp: 2015-07-03 23:41:42+00:00

Document:
Dlgs 209/2005 - "Codice delle assicurazioni private
"Codice delle assicurazioni private"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 13 ottobre 2005 - Supplemento
Ordinario n. 163
Artt. 1-181
Artt. 182-355
Visto l'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, come modificato dalla legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, con riferimento ai principi di unit�, continuit� e
completezza dell'ordinamento giuridico;
Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come sostituito dall'articolo 1
della legge 29 luglio 2003, n. 229, recante interventi urgenti in materia di qualit�
della regolazione, riassetto normativo e semplificazione - legge di semplificazione per il
Vista la legge 29 luglio 2003, n. 229, recante interventi urgenti in materia di
qualit� della regolazione, riassetto normativo e codificazione - legge di semplificazione
per il 2001, ed in particolare l'articolo 4, recante delega al Governo per il riassetto
delle disposizioni in materia di assicurazioni private, cos� come modificato
dall'articolo 2, comma 7, della legge 27 luglio 2004, n. 186, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136;
Visto il regio decreto 4 gennaio 1925, n. 63, recante regolamento per la esecuzione del
regio decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, concernente l'esercizio delle assicurazioni
Visto il testo unico delle leggi sull'esercizio delle assicurazioni private, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449;
Vista la legge 24 dicembre 1969, n. 990, recante assicurazione obbligatoria della
responsabilit� civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti;
Visto il decreto-legge 23 dicembre 1976, n. 857, convertito, con modificazioni, dalla
legge 26 febbraio 1977, n. 39, recante modifica della disciplina dell'assicurazione
motore e dei natanti;
Visto il decreto-legge 26 settembre 1978, n. 576, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 novembre 1978, n. 738, recante agevolazioni al trasferimento del portafoglio e
del personale delle imprese di assicurazione poste in liquidazione coatta amministrativa;
Vista la legge 7 febbraio 1979, n. 48, recante istituzione e funzionamento dell'albo
Vista la legge 12 agosto 1982, n. 576, concernente riforma della vigilanza sulle
Vista la legge 28 novembre 1984, n. 792, recante istituzione e funzionamento dell'albo
dei mediatori di assicurazione;
Vista la legge 22 ottobre 1986, n. 742, recante nuove norme per l'esercizio delle
assicurazioni private sulla vita;
Vista la legge 11 novembre 1986, n. 772, recante disciplina della coassicurazione
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 242, recante disciplina dell'assicurazione
obbligatoria della responsabilit� civile per danni causati dalla circolazione nel
territorio della Repubblica dei veicoli a motore e dei natanti immatricolati o registrati
in Stati esteri;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 20, recante integrazioni e modifiche alla legge 12
agosto 1982, n. 576, e norme sul controllo delle partecipazioni di imprese o enti
assicurativi e in imprese o enti assicurativi;
Visto il decreto legislativo 26 novembre 1991, n. 393, recante attuazione delle
direttive 84/641/CEE, 87/343/CEE e 87/344/CEE in materia di assicurazioni di assistenza
turistica, crediti e cauzioni e tutela giudiziaria, a norma degli articoli 25, 26 e 27
della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Visto il decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 49, di attuazione della direttiva
88/357/CEE, concernente coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e
alla fissazione delle disposizioni volte ad agevolare l'esercizio effettivo della libera
prestazione di servizi e che modifica la direttiva 73/239/CEE;
Vista la legge 17 febbraio 1992, n. 166, recante istituzione e funzionamento del ruolo
nazionale dei periti assicurativi per l'accertamento e la stima dei danni ai veicoli a
motore ed ai natanti soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990,
derivanti dalla circolazione, dal furto e dall'incendio degli stessi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 aprile 1993, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 153 del 2 luglio 1993, recante minimi di garanzia per l'assicurazione
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 385, recante
regolamento recante semplificazione dei procedimenti amministrativi in materia di
assicurazioni private e di interesse collettivo di competenza del Ministero
Visto il decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla
legge 16 febbraio 1995, n. 35, recante misure urgenti per la ricostruzione e la ripresa
delle attivit� produttive nelle zone colpite dalle eccezionali avversit� atmosferiche e
dagli eventi alluvionali nella prima decade del mese di novembre 1994;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 174, di recepimento della direttiva
92/96/CEE in materia di assicurazione diretta sulla vita e che modifica le direttive
72/267/CEE e 90/619/CEE;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 175, di recepimento della direttiva
92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa
dall'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173, di attuazione della direttiva
91/674/CEE in materia di conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione;
Visto il decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 373, recante razionalizzazione delle
norme concernenti l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse
collettivo, a norma degli articoli 11, comma 1, lettera b), e 14 della legge 15
Visto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 343, di attuazione della direttiva
95/26/CE in materia di rafforzamento della vigilanza prudenziale nel settore assicurativo;
Visto il decreto-legge 28 marzo 2000, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 maggio 2000, n. 137;
Vista la legge 5 marzo 2001, n. 57, recante disposizioni in materia di apertura e
regolazione dei mercati;
Visto il decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 239, di attuazione della direttiva
98/78/CE relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti
ad un gruppo assicurativo;
Vista la legge 12 dicembre 2002, n. 273, recante misure per favorire l'iniziativa
privata e lo sviluppo della concorrenza;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 93, di attuazione della direttiva
2001/17/CE in materia di risanamento e liquidazione delle imprese di assicurazione;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 190, di attuazione della direttiva
2000/26/CE in materia di assicurazione della responsabilit� civile risultante dalla
circolazione di autoveicoli, che modifica anche la direttiva 73/239/CEE e la direttiva
88/357/CEE;
Visto il decreto legislativo 3 novembre 2003, n. 307, di attuazione della direttiva
2002/12/CE e della direttiva 2002/13/CE concernenti il margine di solvibilit� delle
imprese di assicurazione, rispettivamente, sulla vita e nei rami diversi
dall'assicurazione sulla vita;
Visto il decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, di esercizio delle opzioni
previste dall'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1606/2002 in materia di principi
contabili internazionali;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 142, di attuazione della direttiva
2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa alla
vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle
imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario, nonche' all'istituto
della consultazione preliminare in tema di assicurazioni;
Vista la direttiva 2002/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 dicembre
2002, sull'intermediazione assicurativa;
del 16 luglio 2004;
normativi nell'Adunanza del 14 febbraio 2005;
Vista la segnalazione dell'Autorit� garante della concorrenza e del mercato in data
1� giugno 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2
settembre 2005;
Sulla proposta del Ministro delle attivit� produttive e del Ministro per le politiche
comunitarie, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro
dell'economia e delle finanze e con il Ministro della giustizia; E m a n a il seguente decreto legislativo:
TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Capo I DEFINIZIONI E CLASSIFICAZIONI GENERALI
Art. 1. Definizioni 1. Agli effetti del codice delle assicurazioni private si intendono per:
a) assicurazione contro i danni: le assicurazioni indicate all'articolo 2,
b) assicurazione sulla vita: le assicurazioni e le operazioni indicate
all'articolo 2, comma 1;
c) attivit� assicurativa: l'assunzione e la gestione dei rischi effettuata da
d) attivit� riassicurativa: l'assunzione e la gestione dei rischi ceduti da
un'impresa di assicurazione o la retrocessione dei rischi effettuata da un'impresa di
e) attivit� in regime di libert� di prestazione di servizi o rischio assunto
in regime di libert� di prestazione di servizi: l'attivit� che un'impresa esercita da
uno stabilimento situato nel territorio di uno Stato membro assumendo obbligazioni con
contraenti aventi il domicilio, ovvero, se persone giuridiche, la sede in un altro Stato
membro o il rischio che un'impresa assume da uno stabilimento situato nel territorio di
uno Stato membro diverso da quello in cui e' ubicato il rischio;
f) attivit� in regime di stabilimento o rischio assunto in regime di
stabilimento: l'attivit� che un'impresa esercita da uno stabilimento situato nel
territorio di uno Stato membro assumendo obbligazioni con contraenti aventi il domicilio,
ovvero, se persone giuridiche, la sede nello stesso Stato o il rischio che un'impresa
assume da uno stabilimento situato nel territorio dello Stato membro in cui e' ubicato il
g) autorit� di vigilanza: l'autorit� nazionale incaricata della vigilanza
sulle imprese e sugli intermediari e gli altri operatori del settore assicurativo;
h) carta verde: certificato internazionale di assicurazione emesso da un
ufficio nazionale secondo la raccomandazione n. 5 adottata il 25 gennaio 1949 dal
sottocomitato dei trasporti stradali del comitato dei trasporti interni della Commissione
economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite;
i) codice della strada: il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
l) codice in materia di protezione dei dati personali: il decreto legislativo
n) credito di assicurazione: ogni importo dovuto da un'impresa di
assicurazione ad assicurati, contraenti, beneficiari o altre parti lese aventi diritto ad
agire direttamente contro l'impresa di assicurazione e derivante da un contratto di
assicurazione o da operazioni di cui all'articolo 2, commi 1 e 3, nell'ambito di attivit�
di assicurazione diretta, compresi gli importi detenuti in riserva per la copertura a
favore dei medesimi aventi diritto allorquando alcuni elementi del debito non sono ancora
conosciuti. Sono parimenti considerati crediti di assicurazione i premi detenuti da
un'impresa di assicurazione, prima dell'avvio delle procedure di liquidazione dell'impresa
stessa, in seguito alla mancata stipulazione o alla risoluzione dei medesimi contratti ed
operazioni, in virt� della legge applicabile a tali contratti e operazioni;
o) fondo di garanzia: un organismo creato da uno Stato membro che ha almeno il
compito di rimborsare, entro i limiti dell'obbligo di assicurazione, i danni alle cose o
alle persone causati da un veicolo non identificato o per il quale non vi e' stato
adempimento dell'obbligo di assicurazione;
p) Fondo di garanzia delle vittime della caccia: il fondo costituito presso la
CONSAP e previsto dall'articolo 303;
q) Fondo di garanzia delle vittime della strada: il fondo costituito presso la
CONSAP e previsto dall'articolo 285;
r) grandi rischi: si intendono per grandi rischi quelli rientranti nei rami di
cui all'articolo 2, comma 3, qui di seguito indicati:
1) 4 (corpi di veicoli ferroviari), 5 (corpi di veicoli aerei), 6
(corpi di veicoli marittimi, lacustri e fluviali), 7 (merci trasportate), 11 (r.c.
aeromobili) e 12 (r.c. veicoli marittimi, lacustri e fluviali) salvo quanto previsto al
2) 14 (credito) e 15 (cauzione), qualora l'assicurato eserciti
professionalmente un'attivit� industriale, commerciale o intellettuale e il rischio
riguardi questa attivit�;
3) 3 (corpi di veicoli terrestri, esclusi quelli ferroviari), 8
(incendio ed elementi naturali), 9 (altri danni ai beni), 10 (r.c. autoveicoli terrestri),
12 (r.c. veicoli marittimi, lacustri e fluviali) per quanto riguarda i natanti soggetti
all'assicurazione obbligatoria ai sensi dell'articolo 123, 13 (r.c. generale) e 16
(perdite pecuniarie), purche' l'assicurato superi i limiti di almeno due dei tre criteri
seguenti: 1) il totale dell'attivo dello stato patrimoniale risulti superiore ai
seimilionieduecentomila euro; 2) l'importo del volume d'affari risulti superiore ai
dodicimilionieottocentomila euro; 3) il numero dei dipendenti occupati in media durante
l'esercizio risulti superiore alle duecentocinquanta unit�. Qualora l'assicurato sia
un'impresa facente parte di un gruppo tenuto a redigere un bilancio consolidato, le
condizioni di cui sopra si riferiscono al bilancio consolidato del gruppo;
s) impresa: la societ� di assicurazione o di riassicurazione autorizzata;
t) impresa di assicurazione: la societ� autorizzata secondo quanto previsto
nelle direttive comunitarie sull'assicurazione diretta;
u) impresa di assicurazione autorizzata in Italia ovvero impresa di
assicurazione italiana: la societ� avente sede legale in Italia e la sede secondaria in
Italia di impresa di assicurazione avente sede legale in uno Stato terzo, autorizzata
all'esercizio delle assicurazioni o delle operazioni di cui all'articolo 2;
v) impresa di assicurazione comunitaria: la societ� avente sede legale e
amministrazione - centrale in uno Stato membro dell'Unione europea diverso dall'Italia o
in uno Stato aderente allo Spazio economico europeo, autorizzata secondo quanto previsto
z) impresa di assicurazione extracomunitaria: la societ� di assicurazione
avente sede legale e amministrazione centrale in uno Stato non appartenente all'Unione
europea o non aderente allo Spazio economico europeo, autorizzata per l'esercizio delle
assicurazioni o delle operazioni di cui all'articolo 2;
aa) impresa di partecipazione assicurativa: una societ� controllante il cui
unico o principale oggetto consiste nell'assunzione di partecipazioni di controllo,
nonche' nella gestione e valorizzazione di tali partecipazioni, se le imprese controllate
sono esclusivamente o principalmente imprese di assicurazione, imprese di assicurazione
extracomunitarie, imprese di riassicurazione, sempre che almeno una di esse sia un'impresa
di assicurazione avente sede legale nel territorio della Repubblica e che non sia una
societ� di partecipazione finanziaria mista secondo le rilevanti disposizioni
dell'ordinamento comunitario sulla vigilanza supplementare delle imprese appartenenti ad
un conglomerato finanziario;
bb) impresa di partecipazione assicurativa mista: una societ� controllante
diversa da un'impresa di assicurazione, da un'impresa di assicurazione extracomunitaria,
da un'impresa di riassicurazione o da un'impresa di partecipazione assicurativa, sempre
che almeno una delle sue imprese controllate sia un'impresa di assicurazione avente sede
legale nel territorio della Repubblica e che non sia una societ� di partecipazione
finanziaria mista secondo le rilevanti disposizioni dell'ordinamento comunitario sulla
vigilanza supplementare delle imprese appartenenti ad un conglomerato finanziario;
cc) impresa di riassicurazione: la societ� autorizzata all'esercizio della
sola riassicurazione, diversa da una impresa di assicurazione o da una impresa di
assicurazione extracomunitaria, la cui attivit� principale consiste nell'accettare rischi
ceduti da una impresa di assicurazione, da una impresa di assicurazione avente sede legale
in uno Stato terzo, o da altre imprese di riassicurazione;
dd) ISVAP: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di
ee) legge fallimentare: il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive
ff) localizzazione: la presenza di attivit� mobiliari ed immobiliari
all'interno del territorio di un determinato Stato. I crediti sono considerati come
localizzati nello Stato nel quale gli stessi sono esigibili;
gg) margine di solvibilit� disponibile: il patrimonio dell'impresa, libero da
qualsiasi impegno prevedibile ed al netto degli elementi immateriali;
hh) margine di solvibilit� richiesto: ammontare minimo del patrimonio netto
del quale l'impresa dispone costantemente, secondo quanto previsto nelle direttive
comunitarie sull'assicurazione diretta;
ii) mercato regolamentato: un mercato finanziario autorizzato o riconosciuto
ai sensi della parte III, titolo I, del testo unico dell'intermediazione finanziaria,
nonche' i mercati di Stati appartenenti all'OCSE che sono istituiti, organizzati e
disciplinati da disposizioni adottate o approvate dalle competenti autorit� nazionali e
che soddisfano requisiti analoghi a quelli dei mercati regolamentati di cui al testo unico
dell'intermediazione finanziaria;
ll) natante: qualsiasi unit� che e' destinata alla navigazione marittima,
fluviale o lacustre e che e' azionata da propulsione meccanica;
mm) Organismo di indennizzo italiano: l'organismo istituito presso la CONSAP e
previsto dall'articolo 296;
nn) partecipazioni: le azioni, le quote e gli altri strumenti finanziari che
attribuiscono diritti amministrativi o comunque i diritti previsti dall'articolo 2351,
ultimo comma, del codice civile;
oo) partecipazioni rilevanti: le partecipazioni che comportano il controllo
della societ� e le partecipazioni individuate dall'ISVAP, in conformit� ai principi
stabiliti nel regolamento adottato dal Ministro delle attivit� produttive, con riguardo
alle diverse fattispecie disciplinate, tenendo conto dei diritti di voto e degli altri
diritti che consentono di influire sulla societ�;
pp) portafoglio del lavoro diretto italiano: tutti i contratti stipulati da
imprese di assicurazione italiane, ad eccezione di quelli stipulati da loro sedi
secondarie situate in Stati terzi;
qq) portafoglio del lavoro indiretto italiano: i contratti, ovunque stipulati,
da imprese italiane o da stabilimenti in Italia di imprese aventi la sede legale in altro
Stato, se l'impresa cedente e' essa stessa impresa italiana o stabilimento in Italia di
imprese aventi la sede legale in altro Stato. Si considerano facenti parte del portafoglio
estero i contratti, ovunque stipulati, nel caso in cui l'impresa cedente sia un'impresa
avente la sede legale in altro Stato. I contratti stipulati da imprese italiane attraverso
uno stabilimento costituito in altro Stato si considerano facenti parte del portafoglio
rr) principi contabili internazionali: i principi contabili internazionali e
le relative interpretazioni adottati secondo la procedura di cui all'articolo 6 del
regolamento (CE) n. 1606/2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
ss) prodotti assicurativi: tutti i contratti emessi da imprese di
assicurazione nell'esercizio delle attivit� rientranti nei rami vita o nei rami danni
come definiti all'articolo 2;
tt) ramo di assicurazione: la classificazione secondo un insieme omogeneo di
rischi od operazioni che descrive l'attivit� che l'impresa pu� esercitare al rilascio
vv) sede secondaria o succursale: una sede che costituisce parte, sprovvista
di personalit� giuridica, di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione e che
effettua direttamente, in tutto o in parte, l'attivit� assicurativa o riassicurativa;
zz) stabilimento: la sede legale od una sede secondaria di un'impresa di
aaa) Stato aderente allo Spazio economico europeo; uno Stato aderente
all'accordo di estensione della normativa dell'Unione europea in materia, fra l'altro, di
circolazione delle merci, dei servizi e dei capitali agli Stati appartenenti
all'Associazione europea di libero scambio firmato ad Oporto il 2 maggio 1992 e ratificato
bbb) Stato membro: uno Stato membro dell'Unione europea o uno Stato aderente
allo Spazio economico europeo, come tale equiparato allo Stato membro dell'Unione europea;
ccc) Stato membro dell'obbligazione: lo Stato di cui alla lettera bbb)
nel quale il contraente ha il domicilio, ovvero, se il contraente e' una persona
giuridica, lo Stato di cui alla lettera bbb) sede della stessa cui si riferisce
dell'obbligazione o in cui e' ubicato il rischio, quando l'obbligazione o il rischio e'
assunto da uno stabilimento situato in un altro Stato di cui alla lettera bbb);
eee) Stato membro di stabilimento: lo Stato di cui alla lettera bbb)
in cui e' situato lo stabilimento dal quale l'impresa opera;
1) lo Stato di cui alla lettera bbb) in cui si trovano i
beni, quando l'assicurazione riguardi beni immobili, ovvero beni immobili e beni mobili in
essi contenuti, sempre che entrambi siano coperti dallo stesso contratto di assicurazione;
2) lo Stato di cui alla lettera bbb) di immatricolazione,
quando l'assicurazione riguardi veicoli di ogni tipo soggetti ad immatricolazione;
3) lo Stato di cui alla lettera bbb) in cui l'assicurato ha
sottoscritto il contratto, quando abbia durata inferiore o pari a quattro mesi e sia
relativo a rischi inerenti ad un viaggio o ad una vacanza;
4) lo Stato di cui alla lettera bbb) in cui l'assicurato ha
il domicilio, ovvero, se l'assicurato e' una persona giuridica, lo Stato della sede della
stessa alla quale si riferisce il contratto, in tutti i casi non esplicitamente previsti
dai numeri da 1 a 3;
ggg) Stato membro d'origine: lo Stato membro dell'Unione europea o lo Stato
aderente allo Spazio economico europeo in cui e' situata la sede legale dell'impresa che
assume l'obbligazione o il rischio;
hhh) Stato terzo: uno Stato che non e' membro dell'Unione europea o non e'
aderente allo Spazio economico europeo;
iii) stretti legami: il rapporto fra due o pi� persone fisiche o giuridiche
nei casi in cui sussiste:
2) una partecipazione, detenuta direttamente o per il tramite di
societ� controllate, societ� fiduciarie o per interposta persona, almeno pari al dieci
per cento del capitale o dei diritti di voto, ovvero una partecipazione che, pur restando
al di sotto del limite sopra indicato, d� comunque la possibilit� di esercitare
un'influenza notevole ancorche' non dominante;
3) un legame in base al quale le stesse persone sono sottoposte al
controllo del medesimo soggetto, o comunque sono sottoposte a direzione unitaria in virt�
di un contratto o di una clausola statutaria, oppure quando gli organi di amministrazione
sono composti in maggioranza dalle medesime persone, oppure quando esistono legami
4) un rapporto di carattere tecnico, organizzativo, finanziario,
giuridico e familiare che possa influire in misura rilevante sulla gestione dell'impresa.
L'ISVAP, con regolamento, pu� ulteriormente qualificare la definizione di stretti legami,
al fine di evitare situazioni di ostacolo all'effettivo esercizio delle funzioni di
lll) testo unico bancario: il decreto legislativo 1� settembre 1993, n. 385,
mmm) testo unico dell'intermediazione finanziaria: il decreto legislativo 24
nnn) testo unico in materia di assicurazioni sugli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali: il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e successive
ooo) Ufficio centrale italiano: l'ente costituito dalle imprese di
assicurazione autorizzate ad esercitare il ramo responsabilit� civile autoveicoli che e'
stato abilitato all'esercizio delle funzioni di Ufficio nazionale di assicurazione nel
territorio della Repubblica ed allo svolgimento degli altri compiti previsti
dall'ordinamento comunitario e italiano;
ppp) Ufficio nazionale di assicurazione: l'organizzazione professionale che e'
costituita, conformemente alla raccomandazione n. 5 adottata il 25 gennaio 1949 dal
economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, e che raggruppa imprese di
assicurazione che hanno ottenuto in uno Stato l'autorizzazione ad esercitare il ramo
responsabilit� civile autoveicoli;
qqq) unit� da diporto: il natante definito all'articolo 1, comma 3, del
decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto;
rrr) veicolo: qualsiasi autoveicolo destinato a circolare sul suolo e che pu�
essere azionato da una forza meccanica, senza essere vincolato ad una strada ferrata,
nonche' i rimorchi, anche se non agganciati ad una motrice. Art. 2. Classificazione per ramo 1. Nei rami vita la classificazione per ramo e' la seguente:
II. le assicurazioni di nuzialit� e di natalit�;
III. le assicurazioni, di cui ai rami I e II, le cui prestazioni principali sono
direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del
risparmio o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento;
IV. l'assicurazione malattia e l'assicurazione contro il rischio di non autosufficienza
che siano garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio
di invalidit� grave dovuta a malattia o a infortunio o a longevit�;
VI. le operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di
prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione
dell'attivit� lavorativa.
2. L'impresa che ha ottenuto l'autorizzazione all'esercizio delle assicurazioni di cui
ai rami I, II o III del comma 1, ovvero quella di cui al ramo V del comma 1 se e' stata
autorizzata ad esercitare anche un altro ramo vita con assunzione di un rischio
demografico, con i relativi contratti pu� garantire in via complementare i rischi di
danni alla persona, comprese l'incapacit� al lavoro professionale, la morte in seguito ad
infortunio, l'invalidit� a seguito di infortunio o di malattia. L'impresa che ha ottenuto
l'autorizzazione all'esercizio delle operazioni di cui al ramo VI del comma 1, in via
complementare ai relativi contratti, pu� garantire prestazioni di invalidit� e di
premorienza secondo quanto previsto nella normativa sulle forme pensionistiche
prestazioni forfettarie; indennit� temporanee; forme miste; persone trasportate;
2. Malattia: prestazioni forfettarie; indennit� temporanee; forme miste;
3. Corpi di veicoli terrestri (esclusi quelli ferroviari): ogni danno subito da:
veicoli terrestri automotori; veicoli terrestri non automotori;
6. Corpi di veicoli marittimi, lacustri e fluviali: ogni danno subito da: veicoli
fluviali; veicoli lacustri; veicoli marittimi;
7. Merci trasportate (compresi merci, bagagli e ogni altro bene): ogni danno subito
dalle merci trasportate o dai bagagli, indipendentemente dalla natura del mezzo di
8. Incendio ed elementi naturali: ogni danno subito dai beni (diversi dai beni compresi
nei rami 3, 4, 5, 6 e 7) causato da: incendio; esplosione; tempesta; elementi naturali
diversi dalla tempesta; energia nucleare; cedimento del terreno;
9. Altri danni ai beni: ogni danno subito dai beni (diversi dai beni compresi nei rami
3, 4, 5, 6 e 7) causato dalla grandine o dal gelo, nonche' da qualsiasi altro evento,
quale il furto, diverso da quelli compresi al n. 8;
10. Responsabilit� civile autoveicoli terrestri: ogni responsabilit� risultante
dall'uso di autoveicoli terrestri (compresa la responsabilit� del vettore);
11. Responsabilit� civile aeromobili: ogni responsabilit� risultante dall'uso di
veicoli aerei (compresa la responsabilit� del vettore);
12. Responsabilit� civile veicoli marittimi, lacustri e fluviali: ogni responsabilit�
risultante dall'uso di veicoli fluviali, lacustri e marittimi (compresa la responsabilit�
del vettore);
13. Responsabilit� civile generale: ogni responsabilit� diversa da quelle menzionate
ai numeri 10, 11 e 12;
14. Credito: perdite patrimoniali derivanti da insolvenze; credito all'esportazione;
16. Perdite pecuniarie di vario genere: rischi relativi all'occupazione; insufficienza
di entrate (generale); intemperie; perdite di utili; persistenza di spese generali; spese
commerciali impreviste; perdita di valore venale; perdita di fitti o di redditi; perdite
commerciali indirette diverse da quelle menzionate precedentemente; perdite pecuniarie non
commerciali; altre perdite pecuniarie;
18. Assistenza: assistenza alle persone in situazione di difficolt�.
4. Nei rami danni l'autorizzazione rilasciata cumulativamente per pi� rami e' cos�
a) per i rami di cui ai numeri 1 e 2, �Infortuni e malattia�;
b) per i rami di cui ai numeri 1, persone trasportate, 3, 7 e 10,
�Assicurazioni auto�;
c) per i rami di cui ai numeri 1, persone trasportate, 4, 6, 7 e 12,
�Assicurazioni marittime e trasporti;
�Assicurazioni aeronautiche�;
e) per i rami di cui ai numeri 8 e 9, �Incendio ed altri danni ai beni�;
f) per i rami di cui ai numeri 10, 11, 12 e 13, �Responsabilit� civile�;
g) per i rami di cui ai numeri 14 e 15, �Credito e cauzione�;
h) per tutti i rami, �Tutti i rami danni�.
5. Nei rami danni l'impresa che ha ottenuto l'autorizzazione per un rischio principale,
appartenente ad un ramo o ad un gruppo di rami, pu� garantire i rischi compresi in un
altro ramo, senza necessit� di un'ulteriore autorizzazione quando i medesimi rischi:
c) sono garantiti dallo stesso contratto che copre il rischio principale. I
rischi compresi nei rami 14, 15 e 17 di cui al comma 3 non possono essere considerati
accessori di altri rami; tuttavia, fermo il rispetto delle condizioni di cui alle lettere a),
b) e c), i rischi compresi nel ramo 17 possono essere considerati come
rischi accessori del ramo 18 quando il rischio principale riguardi solo l'assistenza da
fornire alle persone in difficolt� durante trasferimenti o assenze dal domicilio o dal
luogo di residenza o quando riguardino controversie relative all'utilizzazione di navi o
comunque connesse a tale utilizzazione.
6. L'ISVAP adotta, con regolamento, le istruzioni applicative sulla classificazione dei
rischi all'interno dei rami nel rispetto del principio di equivalenza dell'autorizzazione
nel territorio comunitario. Capo II VIGILANZA SULL'ATTIVIT� ASSICURATIVA E RIASSICURATIVA Art. 3. Finalit� della vigilanza 1. La vigilanza ha per scopo la sana e prudente gestione delle imprese di assicurazione
e di riassicurazione e la trasparenza e la correttezza dei comportamenti delle imprese,
degli intermediari e degli altri operatori del settore assicurativo, avendo riguardo alla
stabilit�, all'efficienza, alla competitivit� ed al buon funzionamento del sistema
assicurativo, alla tutela degli assicurati e degli altri aventi diritto a prestazioni
assicurative, all'informazione ed alla protezione dei consumatori. Art. 4. Ministro delle attivit� produttive 1. Il Ministro delle attivit� produttive adotta i provvedimenti previsti nel presente
codice nell'ambito delle linee di politica assicurativa determinate dal Governo. Art. 5. Autorit� di vigilanza 1. L'ISVAP svolge le funzioni di vigilanza sul settore assicurativo mediante
l'esercizio dei poteri di natura autorizzativa, prescrittiva, accertativa, cautelare e
repressiva previsti dalle disposizioni del presente codice.
2. L'ISVAP adotta ogni regolamento necessario per la sana e prudente gestione delle
imprese o per la trasparenza e la correttezza dei comportamenti dei soggetti vigilati ed
allo stesso fine rende nota ogni utile raccomandazione o interpretazione.
3. L'ISVAP effettua le attivit� necessarie per promuovere un appropriato grado di
protezione del consumatore e per sviluppare la conoscenza del mercato assicurativo,
comprese le indagini statistiche ed economiche e la raccolta di elementi per
l'elaborazione delle linee di politica assicurativa.
4. L'ISVAP promuove le forme di collaborazione con le autorit� degli altri Stati
membri al fine di rendere organica, efficace ed omogenea la vigilanza sull'attivit�
assicurativa e riassicurativa in conformit� alle procedure stabilite dall'ordinamento
5. L'ordinamento dell'ISVAP e' disciplinato dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, e
successive modificazioni, nel rispetto dei principi di autonomia necessari ai fini
dell'esercizio imparziale delle funzioni di vigilanza sul settore assicurativo. Art. 6. Destinatari della vigilanza 1. L'ISVAP esercita le funzioni di vigilanza nei confronti:
a) delle imprese, comunque denominate e costituite, che esercitano nel
territorio della Repubblica attivit� di assicurazione o di riassicurazione in qualsiasi
ramo e in qualsiasi forma, ovvero operazioni di capitalizzazione e di gestione di fondi
collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o
in caso di cessazione o riduzione dell'attivit� lavorativa;
b) dei gruppi assicurativi e dei conglomerati finanziari nei quali sono
incluse imprese di assicurazione e di riassicurazione in conformit� alla specifica
normativa ad essi applicabile;
c) dei soggetti, enti e organizzazioni che in qualunque forma svolgono
funzioni parzialmente comprese nel ciclo operativo delle imprese di assicurazione o di
riassicurazione limitatamente ai profili assicurativi e riassicurativi;
d) degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione, dei periti di
assicurazione e di ogni altro operatore del mercato assicurativo. Art. 7. Reclami 1. Le persone fisiche e giuridiche, nonche' le associazioni riconosciute per la
rappresentanza degli interessi dei consumatori hanno facolt� di proporre reclamo
all'ISVAP, per l'accertamento dell'osservanza delle disposizioni previste nel presente
codice, nei confronti delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, degli
intermediari e dei periti assicurativi secondo la procedura prevista con regolamento
adottato dall'Istituto nel rispetto dei principi del giusto procedimento. Art. 8. Disposizioni comunitarie 1. Il Ministero delle attivit� produttive e l'ISVAP esercitano i poteri attribuiti in
armonia con le disposizioni comunitarie, si conformano ai regolamenti e alle decisioni
dell'Unione europea e provvedono in merito alle raccomandazioni concernenti le materie
disciplinate dal presente codice. Art. 9. Regolamenti e altri provvedimenti 1. I regolamenti ministeriali sono adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della
2. I regolamenti adottati dall'ISVAP ai sensi del presente codice sono emanati dal
presidente dell'Istituto nel rispetto della procedura prevista dall'articolo 191, commi 4
3. L'ISVAP stabilisce, con regolamento, i termini e le procedure per l'adozione degli
atti e dei provvedimenti di competenza. L'ISVAP disciplina, in particolare, i procedimenti
relativi all'accertamento delle violazioni ed all'irrogazione delle sanzioni nel rispetto
dei principi della facolt� di denuncia di parte, della piena conoscenza degli atti
istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione nonche' della distinzione tra le
funzioni istruttorie e quelle decisorie. Si applicano, in quanto compatibili, i principi
sull'individuazione e sulle funzioni del responsabile del procedimento, sulla
partecipazione al procedimento e sull'accesso agli atti amministrativi previsti dalla
legge 7 agosto 1990, n. 241. L'ISVAP determina i casi di necessit� ed urgenza o i motivi
di riservatezza per cui e' consentito derogare ai principi sanciti nel presente comma.
4. Le disposizioni del presente codice che prevedono un'autorizzazione dell'ISVAP
possono essere applicate dall'Istituto anche mediante il rilascio di autorizzazioni
relative a determinate categorie di atti o di soggetti. Le autorizzazioni rilasciate
dall'ISVAP in via generale sono rese pubbliche secondo le modalit� previste per i
5. I regolamenti ministeriali, i regolamenti, le raccomandazioni di carattere generale
adottati dall'ISVAP sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. I medesimi atti,
nonche' ogni altro provvedimento rilevante relativo ai soggetti sottoposti a vigilanza,
sono pubblicati dall'ISVAP nel suo bollettino entro il mese successivo a quello della loro
adozione e sono altres� resi prontamente disponibili sul suo sito Internet.
6. Entro il 31 gennaio di ogni anno, tutti i regolamenti e i provvedimenti di carattere
generale emanati ai sensi del presente codice sono pubblicati, a cura del Ministero delle
attivit� produttive, in un'unica raccolta, anche in forma elettronica, se nel corso
dell'anno precedente ne siano stati emanati di nuovi o siano intervenute modifiche di
quelli gi� emanati. Art. 10. Segreto d'ufficio e collaborazione tra autorit� 1. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso dell'ISVAP in ragione della
sua attivit� di vigilanza sono coperti dal segreto d'ufficio anche nei confronti delle
pubbliche amministrazioni. Sono fatti salvi i casi previsti dalla legge per le indagini su
2. I dipendenti dell'ISVAP, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, sono pubblici
ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al presidente dell'ISVAP tutte le
irregolarit� constatate, anche se costituenti reato perseguibile d'ufficio.
3. I dipendenti dell'ISVAP, i consulenti e gli esperti dei quali l'Istituto si avvale
sono vincolati dal segreto d'ufficio.
4. L'ISVAP collabora, anche mediante scambio di informazioni, con la Banca d'Italia, la
Commissione nazionale per le societ� e la borsa (CONSOB), l'Autorit� garante della
concorrenza e del mercato, l'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni, la Commissione
di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), l'Ufficio italiano cambi (UIC), e ciascuna delle
suddette istituzioni collabora con l'ISVAP al fine di agevolare l'esercizio delle
rispettive funzioni. Non pu� essere reciprocamente opposto il segreto di ufficio.
5. Il segreto di ufficio non pu� essere altres� opposto nei confronti del Ministro
delle attivit� produttive e nei confronti dei due rami del Parlamento che acquisiscono i
dati, le notizie e le informazioni secondo le competenze e le modalit� stabilite nei
rispettivi regolamenti.
6. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici forniscono dati, notizie e
documenti e ogni ulteriore collaborazione richiesta dall'ISVAP, in conformit� alle leggi
disciplinanti i rispettivi ordinamenti.
7. L'ISVAP collabora, anche mediante scambio di informazioni, con le autorit�
competenti dell'Unione europea e dei singoli Stati membri, al fine di agevolare
l'esercizio delle rispettive funzioni. Le informazioni ricevute dall'ISVAP non possono
essere trasmesse ad altre autorit� italiane o a terzi senza il consenso dell'autorit�
che le ha fornite.
8. Nell'ambito di accordi di cooperazione e a condizione di reciprocit� e di
equivalenti obblighi di riservatezza, l'ISVAP pu� scambiare informazioni con le autorit�
competenti degli Stati terzi rispetto all'Unione europea.
9. L'ISVAP pu� scambiare informazioni con le autorit� amministrative o giudiziarie
nell'ambito di procedimenti di liquidazione o concorsuali, in Italia o all'estero,
relativi ai soggetti vigilati. Nei rapporti con le autorit� di Stati terzi lo scambio di
informazioni avviene con le modalit� di cui al comma 7. TITOLO II ACCESSO ALL'ATTIVIT� ASSICURATIVA Capo I DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 11. Attivit� assicurativa 1. L'esercizio dell'attivit� assicurativa nei rami vita e nei rami danni, come
classificati all'articolo 2, e' riservato alle imprese di assicurazione.
2. L'impresa di assicurazione limita l'oggetto sociale all'esercizio dei soli rami vita
oppure dei soli rami danni e della relativa riassicurazione.
3. In deroga al comma 2, e' consentito l'esercizio congiunto dei rami vita e dei soli
rami danni infortuni e malattia di cui all'articolo 2, comma 3. L'impresa e' tenuta ad una
gestione separata per ciascuna delle due attivit� secondo le disposizioni stabilite
dall'ISVAP con regolamento.
4. L'impresa di assicurazione pu� inoltre svolgere le operazioni connesse o
strumentali all'esercizio dell'attivit� assicurativa o riassicurativa. Sono inoltre
consentite le attivit� relative alla costituzione ed alla gestione delle forme di
assistenza sanitaria e di previdenza integrative, nei limiti ed alle condizioni stabilite
dalla legge. Art. 12. Operazioni vietate 1. Sono vietate le associazioni tontinarie o di ripartizione, le assicurazioni che
hanno per oggetto il trasferimento del rischio di pagamento delle sanzioni amministrative
e quelle che riguardano il prezzo del riscatto in caso di sequestro di persona. In caso di
violazione del divieto il contratto e' nullo e si applica l'articolo 167, comma 2.
2. E' vietata la costituzione nel territorio della Repubblica di societ� che hanno per
oggetto esclusivo l'esercizio all'estero dell'attivit� assicurativa. Capo II IMPRESE AVENTI SEDE LEGALE NEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA Art. 13. Autorizzazione 1. L'ISVAP alle condizioni previste dall'articolo 14 autorizza, con provvedimento da
pubblicare nel bollettino, l'impresa che intende esercitare l'attivit� nei rami vita
oppure nei rami danni ovvero, congiuntamente, nei rami vita e nei rami infortuni e
malattia di cui all'articolo 2, comma 3.
2. L'autorizzazione pu� essere rilasciata per uno o pi� rami vita o danni e copre
tutte le attivit� rientranti nei rami cui si riferisce, a meno che l'impresa non chieda
che sia limitata ad una parte soltanto di esse.
3. L'autorizzazione e' valida per il territorio della Repubblica, per quello degli
altri Stati membri, nel rispetto delle disposizioni relative alle condizioni di accesso in
regime di stabilimento o di prestazione di servizi, nonche' per quello degli Stati terzi,
nel rispetto della legislazione di tali Stati. Art. 14. Requisiti e procedura 1. L'ISVAP rilascia l'autorizzazione di cui all'articolo 13 quando ricorrono le
a) sia adottata la forma di societ� per azioni, di societ� cooperativa o di
societ� di mutua assicurazione le cui quote di partecipazione siano rappresentate da
azioni, costituite ai sensi, rispettivamente, degli articoli 2325, 2511 e 2546 del codice
civile, nonche' nella forma di societ� europea ai sensi del regolamento (CE) n. 2157/2001
relativo allo statuto della societ� europea;
b) la direzione generale e amministrativa dell'impresa richiedente sia
stabilita nel territorio della Repubblica;
c) il capitale, o il fondo di garanzia, interamente versato sia di ammontare
non inferiore al minimo determinato in via generale con regolamento adottato dall'ISVAP,
in misura compresa fra euro cinque milioni ed euro un milione e cinquecentomila, sulla
base dei singoli rami esercitati, e sia costituito esclusivamente da conferimenti in
d) venga presentato, unitamente all'atto costitutivo e allo statuto, un
programma concernente l'attivit� iniziale e la struttura organizzativa e gestionale,
accompagnato da una relazione tecnica, sottoscritta da un attuario iscritto all'albo
professionale, contenente l'esposizione dei criteri in base ai quali il programma stesso
e' stato redatto e sono state effettuate le previsioni relative ai ricavi ed ai costi;
e) i titolari di partecipazioni rilevanti siano in possesso dei requisiti di
onorabilit� stabiliti dall'articolo 77 e sussistano i presupposti per il rilascio
dell'autorizzazione prevista dall'articolo 68;
f) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo
siano in possesso dei requisiti di professionalit�, onorabilit� ed indipendenza indicati
dall'articolo 76;
g) non sussistano, tra l'impresa o i soggetti del gruppo di appartenenza e
altri soggetti, stretti legami che ostacolino l'effettivo esercizio delle funzioni di
h) siano indicati il nome e l'indirizzo del mandatario per la liquidazione dei
sinistri da designare in ciascuno degli altri Stati membri, se i rischi da coprire sono
classificati nei rami 10 e 12 dell'articolo 2, comma 3, esclusa la responsabilit� del
2. L'ISVAP nega l'autorizzazione quando dalla verifica delle condizioni indicate nel
comma 1 non risulti garantita la sana e prudente gestione, senza che si possa aver
riguardo alla struttura e all'andamento dei mercati interessati. Il provvedimento che nega
l'autorizzazione e' specificatamente e adeguatamente motivato ed e' comunicato all'impresa
interessata entro novanta giorni dalla presentazione della domanda di autorizzazione
completa dei documenti richiesti.
3. Non si pu� dare corso al procedimento per l'iscrizione nel registro delle imprese
se non consti l'autorizzazione di cui all'articolo 13.
4. L'ISVAP, verificata l'iscrizione nel registro delle imprese, iscrive in un'apposita
sezione dell'albo le imprese di assicurazione autorizzate in Italia e ne d� pronta
comunicazione all'impresa interessata. Le imprese indicano negli atti e nella
corrispondenza l'iscrizione all'albo.
5. L'ISVAP determina, con regolamento, la procedura di autorizzazione e le forme di
pubblicit� dell'albo. Art. 15. Estensione ad altri rami 1. L'impresa gi� autorizzata all'esercizio di uno o pi� rami vita o danni che intende
estendere l'attivit� ad altri rami indicati nell'articolo 2, commi 1 o 3, deve essere
preventivamente autorizzata dall'ISVAP. Si applica l'articolo 14, comma 2.
2. Per ottenere l'estensione dell'autorizzazione, l'impresa d� prova di disporre
interamente del capitale sociale o del fondo di garanzia minimo previsto per l'esercizio
dei nuovi rami e di essere in regola con le disposizioni relative alle riserve tecniche,
al margine di solvibilit� ed alla quota di garanzia. Qualora per l'esercizio dei nuovi
rami sia prescritta una quota di garanzia pi� elevata di quella posseduta, l'impresa deve
altres� dimostrare di disporre di tale quota minima.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso in cui l'impresa,
dopo aver ottenuto un'autorizzazione limitata ai sensi dell'articolo 13, comma 2, intenda
estendere l'esercizio ad altre attivit� o rischi rientranti nei rami per i quali e' stata
autorizzata in via limitata.
4. L'ISVAP determina, con regolamento, la procedura per l'estensione
dell'autorizzazione ad altri rami e il contenuto del programma di attivit�.
5. L'impresa non pu� estendere l'attivit� prima dell'adozione del provvedimento che
aggiorna l'albo, del quale e' data pronta comunicazione all'impresa medesima. Art. 16. Attivit� in regime di stabilimento in un altro Stato membro 1. L'impresa, qualora intenda istituire una sede secondaria in un altro Stato membro,
ne d� preventiva comunicazione all'ISVAP.
2. L'impresa trasmette, insieme alla comunicazione, un programma di attivit� recante,
in particolare, l'indicazione dei rischi e delle obbligazioni che essa intende assumere e
la struttura organizzativa della sede secondaria.
3. L'impresa trasmette inoltre la documentazione comprovante la nomina di un
rappresentante generale, che deve essere munito di un mandato comprendente espressamente
anche i poteri di rappresentare l'impresa in giudizio e davanti a tutte le autorit� dello
Stato membro di stabilimento, nonche' di concludere e sottoscrivere i contratti e gli
altri atti relativi alle attivit� esercitate nel territorio di tale Stato. Il
rappresentante generale deve avere domicilio all'indirizzo della sede secondaria. Qualora
la rappresentanza sia conferita ad una persona giuridica, questa deve a sua volta
designare come proprio rappresentante una persona fisica che sia munita di mandato
comprendente i predetti poteri.
4. Il rappresentante generale o, se diversa, la persona preposta alla gestione
effettiva della sede secondaria deve essere in possesso, per tutta la durata
dell'incarico, dei requisiti di onorabilit� e professionalit� secondo quanto previsto
nell'articolo 76. La perdita dei requisiti comporta la decadenza dalla carica ai sensi
dell'articolo 76, comma 2, e l'obbligo per l'impresa di provvedere alla sostituzione del
rappresentante o, se diversa, della persona preposta alla gestione effettiva della sede
secondaria. Art. 17. Procedura per l'accesso in regime di stabilimento 1. L'ISVAP, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di cui
all'articolo 16, ove non rilevi l'esistenza degli impedimenti previsti al comma 2,
trasmette la comunicazione all'autorit� di vigilanza dello Stato membro nel quale
l'impresa intende stabilirsi, unitamente ad una certificazione attestante che l'impresa
possiede, per l'insieme delle sue attivit�, il margine di solvibilit� richiesto.
2. L'ISVAP respinge la richiesta qualora abbia motivo di dubitare dell'adeguatezza
delle strutture amministrative o della stabilit� della situazione finanziaria
dell'impresa, anche tenuto conto del programma di attivit� presentato, ovvero quando il
rappresentante generale non possieda i requisiti di onorabilit� e di professionalit�.
3. L'ISVAP informa prontamente l'impresa dell'avvenuta comunicazione ai sensi del comma
1 ovvero del diniego motivato ai sensi del comma 2.
4. L'impresa non pu� insediare la sede secondaria e dare inizio all'attivit� prima di
aver ricevuto una comunicazione da parte dell'autorit� di vigilanza dello Stato membro
nel quale intende stabilirsi o, nel caso di silenzio, prima che siano trascorsi sessanta
giorni dal momento in cui tale autorit� ha ricevuto dall''ISVAP la comunicazione di cui
all'articolo 16. L'ISVAP trasmette prontamente all'impresa ogni altra comunicazione, che
sia ricevuta dalla stessa autorit� di vigilanza e che pervenga entro il medesimo termine,
relativamente alle disposizioni di interesse generale alle quali la sede secondaria deve
5. L'impresa, qualora intenda modificare il contenuto della comunicazione effettuata ai
sensi dell'articolo 16, comma 1, deve informarne l'ISVAP e l'autorit� di vigilanza dello
Stato membro della sede secondaria almeno trenta giorni prima di mettere in atto quanto
comunicato. L'ISVAP, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle informazioni,
ne valuta la rilevanza in relazione alla permanenza delle condizioni che hanno
giustificato l'invio della comunicazione di cui al comma 3 e, se del caso, provvede ad
informare l'autorit� competente dello Stato membro interessato. L'ISVAP trasmette
prontamente all'impresa ogni eventuale comunicazione che pervenga dall'autorit� di
vigilanza dello Stato membro della sede secondaria entro il medesimo termine. Art. 18. Attivit� in regime di prestazione di servizi in un altro Stato membro 1. L'impresa, qualora intenda effettuare per la prima volta attivit� in regime di
libert� di prestazione di servizi in un altro Stato membro, ne d� preventiva
comunicazione all'ISVAP.
2. Insieme alla comunicazione l'impresa trasmette un programma nel quale sono indicati
gli stabilimenti dai quali l'impresa si propone di svolgere l'attivit�, gli Stati membri
nei quali intende operare, la natura dei rischi e delle obbligazioni che intende assumere
e le altre informazioni indicate dall'ISVAP. Art. 19. Procedura per l'accesso in regime di prestazione di servizi 1. L'ISVAP, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di cui
all'articolo 18, trasmette all'autorit� di vigilanza dello Stato membro, nel quale
l'impresa si propone di operare in regime di libert� di prestazione di servizi, le
necessarie informazioni e contestualmente ne d� notizia all'impresa interessata.
dell'impresa, anche tenuto conto del programma di attivit� presentato. In tale caso
l'ISVAP adotta provvedimento motivato, che trasmette all'impresa interessata entro il
termine indicato al comma 1.
3. L'impresa pu� dare inizio all'attivit� dal momento in cui riceve dall'ISVAP
l'avviso dell'avvenuta trasmissione delle informazioni di cui al comma 1.
4. L'impresa, qualora intenda modificare il contenuto della comunicazione effettuata,
applica la procedura prevista dall'articolo 17, comma 5. Art. 20. Assicurazione malattia in sostituzione di un regime legale di previdenza sociale 1. L'impresa, qualora intenda assumere rischi del ramo malattia ubicati in altri Stati
membri, nei quali tali assicurazioni sostituiscono parzialmente o integralmente la
copertura sanitaria fornita da un regime legale di previdenza sociale e sono
obbligatoriamente gestite secondo una tecnica analoga a quella dell'assicurazione sulla
vita secondo quanto previsto dalle disposizioni dell'ordinamento comunitario, deve
richiedere all'ISVAP le tabelle di frequenza della malattia e gli altri dati statistici
pertinenti pubblicati e trasmessi dalle autorit� di vigilanza degli Stati interessati.
L'ISVAP effettua prontamente la relativa comunicazione all'impresa richiedente. Art. 21. Attivit� svolta da sedi secondarie situate in altri Stati membri 1. L'impresa, qualora intenda operare in regime di libert� di prestazione di servizi
nel territorio della Repubblica attraverso una sede secondaria situata in un altro Stato
membro, ne d� preventiva comunicazione all'ISVAP.
2. L'impresa pu� iniziare l'attivit� a decorrere dal momento in cui l'ISVAP comunica
di aver ricevuto la comunicazione prevista dal comma 1. L'impresa informa preventivamente
l'ISVAP di ogni modifica della comunicazione effettuata.
3. L'esercizio dell'attivit� di cui al comma 1 e' soggetto alle disposizioni
applicabili alle imprese con sede legale in Italia, nonche' agli articoli 24, comma 4, e
26. Art. 22. Attivit� in uno Stato terzo 1. L'impresa, qualora intenda istituire una sede secondaria in uno Stato terzo, ne d�
preventiva comunicazione all'ISVAP.
2. L'ISVAP vieta all'impresa di procedere all'insediamento della sede secondaria,
qualora rilevi che la situazione finanziaria non sia sufficientemente stabile ovvero
ritenga inadeguata, sulla base del programma di attivit� presentato, la struttura
organizzativa della sede secondaria.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche all'impresa che intende
effettuare operazioni in regime di libert� di prestazione di servizi in uno Stato terzo. Capo III IMPRESE AVENTI LA SEDE LEGALE IN UN ALTRO STATO MEMBRO Art. 23. Attivit� in regime di stabilimento 1. L'accesso all'attivit� dei rami vita o dei rami danni in regime di stabilimento nel
territorio della Repubblica, da parte di un'impresa avente la sede legale in un altro
Stato membro, e' subordinato alla comunicazione all'ISVAP, da parte dell'autorit� di
vigilanza di tale Stato, delle informazioni e degli adempimenti previsti dalle
disposizioni dell'ordinamento comunitario. Se l'impresa si propone di assumere rischi
concernenti l'assicurazione obbligatoria della responsabilit� civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, la comunicazione include la dichiarazione
che l'impresa e' divenuta membro dell'Ufficio centrale italiano e aderente al Fondo di
2. Il rappresentante generale della sede secondaria deve essere munito di un mandato
comprendente espressamente anche i poteri di rappresentare l'impresa in giudizio e davanti
a tutte le autorit� della Repubblica, nonche' quello di concludere e sottoscrivere i
contratti e gli altri atti relativi alle attivit� esercitate nel territorio della
Repubblica. Il rappresentante generale deve avere domicilio all'indirizzo della sede
secondaria. Qualora la rappresentanza sia conferita ad una persona giuridica, questa deve
avere la sede legale nel territorio della Repubblica e deve a sua volta designare come
proprio rappresentante una persona fisica che abbia domicilio in Italia e che sia munita
di un mandato comprendente i medesimi poteri.
3. Nel termine di trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione l'ISVAP
indica all'autorit� di vigilanza dello Stato membro di origine la normativa, giustificata
da motivi d'interesse generale, che l'impresa deve osservare nell'esercizio
4. L'impresa pu� insediare la sede secondaria e dare inizio all'attivit� nel
territorio della Repubblica dal momento in cui riceve dall'autorit� di vigilanza dello
Stato di origine la comunicazione dell'ISVAP ovvero, in caso di silenzio, dalla scadenza
del termine di cui al comma 3.
5. L'impresa, qualora intenda modificare la comunicazione effettuata, ne informa
l'ISVAP almeno trenta giorni prima di mettere in atto quanto comunicato. L'ISVAP valuta la
rilevanza delle informazioni ricevute in relazione alla permanenza dei presupposti che
hanno giustificato la comunicazione di cui al comma 4 e, se del caso, informa l'autorit�
competente dello Stato membro interessato. Art. 24. Attivit� in regime di prestazione di servizi 1. L'accesso all'attivit� dei rami vita o dei rami danni, in regime di libert� di
prestazione di servizi nel territorio della Repubblica, da parte di una impresa avente la
sede legale in un altro Stato membro, e' subordinato alla comunicazione all'ISVAP, da
parte dell'autorit� di vigilanza di tale Stato, delle informazioni e degli adempimenti
previsti dalle disposizioni dell'ordinamento comunitario. Se l'impresa si propone di
assumere rischi concernenti l'assicurazione obbligatoria della responsabilit� civile
derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, la comunicazione include
l'indicazione del nominativo e l'indirizzo del rappresentante per la gestione dei sinistri
e una dichiarazione che l'impresa e' divenuta membro dell'Ufficio centrale italiano e
aderente al Fondo di garanzia per le vittime della strada.
2. L'impresa pu� iniziare l'attivit� dal momento in cui l'ISVAP attesta di aver
ricevuto la comunicazione dell'autorit� di vigilanza dello Stato di origine di cui al
3. L'impresa comunica all'ISVAP, attraverso l'autorit� di vigilanza dello Stato membro
d'origine, ogni modifica che intende apportare alla comunicazione per l'accesso nel
territorio della Repubblica in regime di libert� di prestazione di servizi.
4. Ai fini dell'esercizio dell'attivit�, in regime di libert� di prestazione di
servizi nel territorio della Repubblica, l'impresa non pu� avvalersi di sedi secondarie,
di agenzie o di qualsiasi altra presenza permanente nel territorio italiano, neppure se
tale presenza consista in un semplice ufficio gestito da personale dipendente, o tramite
una persona indipendente, ma incaricata di agire in permanenza per conto dell'impresa
stessa. Art. 25. Rappresentante per la gestione dei sinistri 1. L'impresa, qualora intenda operare nel territorio della Repubblica in regime di
libert� di prestazione di servizi per l'assicurazione obbligatoria della responsabilit�
civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, nomina un
rappresentante incaricato della gestione dei sinistri e della liquidazione dei relativi
risarcimenti. Al rappresentante possono essere indirizzate le richieste di risarcimento da
parte dei terzi aventi diritto.
2. Il rappresentante deve risiedere nel territorio della Repubblica e non pu� svolgere
per conto dell'impresa attivit� diretta all'acquisizione di contratti di assicurazione.
3. Il rappresentante deve essere munito di un mandato comprendente espressamente i
poteri di rappresentare l'impresa in giudizio e davanti a tutte le autorit� competenti
per quanto riguarda le richieste di risarcimento dei danni, nonche' di attestare
l'esistenza e la validit� dei contratti stipulati dall'impresa in regime di libert� di
4. Le funzioni del rappresentante per la gestione dei sinistri possono essere
esercitate anche dal rappresentante fiscale.
5. Le generalit� e l'indirizzo del rappresentante sono indicati nel contratto di
assicurazione, nel contrassegno e nel certificato. Art. 26. Elenco delle imprese comunitarie operanti in Italia 1. L'ISVAP pubblica, in appendice all'albo delle imprese di assicurazione, l'elenco
delle imprese ammesse ad accedere all'esercizio dei rami vita e dei rami danni nel
territorio della Repubblica in regime di stabilimento o in libert� di prestazione di
servizi. Art. 27. Rispetto delle norme di interesse generale 1. L'impresa non pu� stipulare contratti, nonche' fare ricorso a forme di pubblicit�
che siano in contrasto con disposizioni nazionali di interesse generale, ivi comprese
quelle poste a protezione degli assicurati e degli altri aventi diritto a prestazioni
assicurative. Capo IV IMPRESE AVENTI LA SEDE LEGALE IN UNO STATO TERZO Art. 28 Attivit� in regime di stabilimento 1. L'impresa avente sede legale in uno Stato terzo, qualora intenda esercitare nel
territorio della Repubblica i rami vita o i rami danni, e' preventivamente autorizzata
dall'ISVAP con provvedimento pubblicato nel Bollettino.
2. L'autorizzazione e' efficace limitatamente al territorio nazionale, salva
l'applicazione delle disposizioni sulle condizioni per l'accesso all'attivit� all'estero
in regime di libert� di prestazione di servizi.
3. L'impresa, qualora nello Stato di origine eserciti congiuntamente i rami vita e i
rami danni, pu� essere autorizzata ad esercitare esclusivamente i rami danni o i rami
vita, salvo che richieda l'autorizzazione all'esercizio dei rami vita e dei rami infortuni
4. L'impresa di cui al comma 1 deve insediare nel territorio della Repubblica una sede
secondaria e nominare un rappresentante generale che abbia residenza in Italia e che sia
fornito dei poteri previsti dall'articolo 23, comma 2, nonche' del potere di compiere le
operazioni necessarie per la costituzione ed il vincolo del deposito cauzionale previsto
dal comma 5. Qualora la rappresentanza sia conferita ad una persona giuridica, si applica
la disposizione contenuta nell'articolo 23, comma 2, ultimo periodo. Il rappresentante
generale o, se diversa, la persona preposta alla gestione effettiva della sede secondaria
deve essere in possesso, per la durata dell'incarico, dei requisiti di onorabilit� e
professionalit� previsti dall'articolo 76.
5. L'ISVAP determina, con regolamento, gli altri requisiti per il rilascio
dell'autorizzazione iniziale, ivi compreso l'obbligo di presentare un programma di
attivit�, nonche' il possesso nel territorio della Repubblica di investimenti per un
ammontare almeno uguale all'importo minimo della quota di garanzia e con il deposito a
titolo di cauzione, presso la Cassa depositi e prestiti o presso la Banca d'Italia, di una
somma, in numerario o in titoli, pari ad almeno alla met� dell'importo minimo. Si applica
l'articolo 14, commi 2, 3 e 4.
6. Con il provvedimento di cui al comma 5 sono inoltre disciplinati i procedimenti e le
condizioni di estensione dell'attivit� ad altri rami, di esercizio congiunto dei rami
vita e dei rami infortuni e malattia e di diniego dell'autorizzazione. Si applica
7. L'autorizzazione non pu� essere altres� rilasciata quando non sia rispettato dallo
Stato di origine il principio di parit� di trattamento o di reciprocit� nei confronti
delle imprese aventi la sede legale nel territorio della Repubblica che intendano
costituire o abbiano gi� costituito in tale Stato una sede secondaria. Art. 29. Divieto di operare in regime di prestazione di servizi 1. E' vietato all'impresa con sede legale in uno Stato terzo l'esercizio, nel
territorio della Repubblica, dell'attivit� nei rami vita o nei rami danni in regime di
libert� di prestazione di servizi.
2. Il comma 1 si applica anche nei confronti delle sedi secondarie situate in Stati
terzi appartenenti ad imprese aventi sede legale in un altro Stato membro.
3. E' fatto divieto ai soggetti che hanno il domicilio o, se persone giuridiche, la
sede legale nel territorio della Repubblica di concludere contratti con imprese che
svolgono l'attivit� in violazione di quanto previsto ai commi 1 e 2. E' altres� vietata
qualsiasi forma di intermediazione per la stipulazione di tali contratti.
4. In caso di violazione del divieto il contratto e' nullo e si applica l'articolo 167,
comma 2. TITOLO III ESERCIZIO DELL'ATTIVIT� ASSICURATIVA Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 30. Requisiti organizzativi dell'impresa 1. L'impresa di assicurazione autorizzata all'esercizio dei rami vita o dei rami danni
opera con un'idonea organizzazione amministrativa e contabile e con un adeguato sistema di
2. Il sistema di controllo interno prevede procedure atte a far s� che i sistemi di
monitoraggio dei rischi siano correttamente integrati nell'organizzazione aziendale e che
siano prese tutte le misure necessarie a garantire la coerenza dei sistemi posti in essere
al fine di consentire la quantificazione e il controllo dei rischi.
3. L'impresa che esercita l'attivit� assicurativa nel ramo assistenza soddisfa i
requisiti di professionalit� del personale e rispetta le caratteristiche tecniche delle
attrezzature determinate dall'ISVAP con regolamento. Art. 31. Attuario incaricato dall'impresa che esercita i rami vita 1. L'impresa che esercita i rami vita incarica un attuario per lo svolgimento in via
continuativa delle funzioni previste nel presente codice e nelle disposizioni di
attuazione ed in particolare quelle di cui agli articoli 32, comma 3, 36, comma 2, e 93,
2. L'attuario incaricato deve essere in possesso dei requisiti di onorabilit� e
professionalit� stabiliti con regolamento adottato dal Ministro delle attivit�
produttive, su proposta dell'ISVAP.
3. L'impresa deve garantire le condizioni affinche' l'attuario incaricato sia messo in
grado di espletare le funzioni in piena autonomia, avendo libero accesso alle informazioni
aziendali ritenute necessarie. Gli organi preposti al controllo interno si avvalgono della
collaborazione dell'attuario incaricato al fine di consentire la corretta rilevazione dei
dati, in particolare di quelli relativi ai costi dell'impresa ed al loro prevedibile
andamento, che sono utilizzati per le valutazioni di competenza dell'attuario medesimo.
4. L'attuario deve dare immediata comunicazione all'impresa e all'ISVAP della perdita
dei requisiti o della sussistenza o della sopravvenienza di cause di incompatibilit� che
ne determinano la decadenza dall'incarico.
5. In caso di gravi inadempienze alle norme del presente codice o alle disposizioni di
attuazione, nonche' alle regole applicative dei principi attuariali riconosciute
dall'Istituto, l'incarico conferito all'attuario e' revocato dall'impresa, direttamente o
su richiesta dell'ISVAP. L'ISVAP informa della revoca l'ordine degli attuari.
6. In caso di cessazione dell'incarico dell'attuario per qualsiasi causa, l'impresa
provvede entro quarantacinque giorni ad incaricare un nuovo attuario ed a comunicare
all'ISVAP le ragioni della sostituzione, fornendo all'ISVAP e al nuovo attuario, nei
medesimi termini, una relazione dettagliata che l'attuario uscente ha l'obbligo di
predisporre, nella quale siano riassunti i rilievi e le osservazioni formulate negli
ultimi ventiquattro mesi. Qualora, in casi eccezionali, l'attuario si trovi
nell'impossibilit� di predisporre la relazione, vi provvede l'impresa. Art. 32. Determinazione delle tariffe nei rami vita 1. I premi relativi alle assicurazioni ed alle operazioni indicate nell'articolo 2,
comma 1, sono calcolati, per ciascuna nuova tariffa, sulla base di adeguate ipotesi
attuariali che consentano all'impresa, mediante il ricorso ai premi ed ai relativi
proventi, di far fronte ai costi e alle obbligazioni assunte nei confronti degli
assicurati e, in particolare, di costituire per i singoli contratti le riserve tecniche
necessarie. A tal fine pu� essere presa in considerazione la situazione patrimoniale e
finanziaria dell'impresa, ma non possono essere impiegate in modo sistematico e permanente
risorse che non derivano dai premi pagati.
2. Le ipotesi attuariali sono determinate nel rispetto dei limiti indicati all'articolo
33, nonche' delle regole applicative dei principi attuariali riconosciute dall'ISVAP con
3. La valutazione delle ipotesi poste a base del calcolo dei premi spetta all'attuario
e forma oggetto di una relazione tecnica da conservare presso l'impresa. Il bilancio
dell'impresa che esercita i rami vita e' trasmesso all'ISVAP insieme ad una relazione
tecnica nella quale l'attuario incaricato descrive analiticamente i procedimenti seguiti e
le valutazioni operate, con riferimento alle basi tecniche adottate, per il calcolo delle
riserve tecniche, con specifica evidenza delle eventuali valutazioni implicite e delle
relative motivazioni, attesta la correttezza dei procedimenti seguiti, riferisce sui
controlli operati in ordine alle procedure impiegate per il calcolo delle riserve e per la
corretta rilevazione del portafoglio ed esprime un giudizio sulla sufficienza di tutte le
riserve tecniche, ivi comprese le eventuali riserve aggiuntive, appostate in bilancio.
4. Nel caso di utilizzazione sistematica e permanente di risorse estranee ai premi ed
ai relativi proventi, l'ISVAP pu� vietare l'ulteriore commercializzazione dei prodotti
assicurativi che hanno provocato la situazione di squilibrio.
5. E' consentito l'impiego di formule tariffarie a premio naturale a condizione che sia
data una adeguata informativa precontrattuale ed in corso di contratto, fermo restando il
divieto di revisione delle basi tecniche. In caso di violazione del divieto il contratto
e' nullo e si applica l'articolo 167, comma 2.
6. L'impresa comunica all'ISVAP gli elementi essenziali delle basi tecniche utilizzate
per il calcolo dei premi e delle riserve tecniche di ciascuna tariffa. Art. 33. Tasso di interesse garantibile nei contratti relativi ai rami vita 1. L'ISVAP determina, con regolamento, per tutti i contratti da stipulare che prevedono
una garanzia di tasso di interesse un tasso di interesse massimo, che non pu� superare il
sessanta per cento del tasso medio dei prestiti obbligazionari dello Stato.
2. L'ISVAP pu� altres� determinare nel regolamento pi� tassi massimi di interesse,
diversificati secondo la moneta in cui e' espresso il contratto, purche' ciascuno di essi
non superi il sessanta per cento del tasso medio dei prestiti obbligazionari dello Stato
nella cui moneta e' espresso il contratto. In tale caso l'ISVAP consulta preventivamente
l'autorit� di vigilanza dello Stato membro interessato.
3. L'impresa, nel definire il tasso di interesse, entro i limiti previsti dai commi 1 e
2, si attiene sempre a criteri prudenziali.
4. L'ISVAP, in deroga ai tassi massimi di cui ai commi 1 e 2, pu� stabilire nel
regolamento, per specifiche categorie di contratti, valori diversi del tasso massimo di
interesse. Pu� inoltre stabilire limiti particolari per i contratti a premio unico o di
rendita vitalizia immediata senza facolt� di riscatto, per i quali gli impegni trovino
copertura nei corrispondenti cespiti dell'attivo.
5. Qualora L'ISVAP si avvalga della facolt� di cui al comma 4, l'impresa pu�
scegliere il tasso di interesse prudenziale da adottare, tenendo conto della moneta in cui
e' espresso il contratto e degli attivi corrispondenti. In nessun caso il tasso di
interesse utilizzato pu� essere pi� elevato del rendimento degli attivi a copertura,
calcolato tenendo conto dei principi contabili in vigore, previa opportuna deduzione.
6. I tassi massimi determinati nel regolamento di cui al comma 1 sono comunicati
dall'ISVAP alla commissione europea e, ove ne facciano richiesta, alle autorit� di
vigilanza degli altri Stati membri. Art. 34. Attuario incaricato dall'impresa che esercita i rami responsabilit� civile veicoli e
natanti 1. L'impresa di assicurazione autorizzata all'esercizio dell'assicurazione obbligatoria
della responsabilit� civile dei veicoli a motore e dei natanti incarica un attuario per
la verifica preventiva delle tariffe e delle riserve tecniche relative ai rami 10 e 12 di
cui all'articolo 2, comma 3, anche al fine di agevolare l'esercizio dei poteri di
vigilanza da parte dell'ISVAP.
3. L'attuario incaricato e' preposto alla verifica delle basi tecniche, delle
metodologie statistiche, delle ipotesi tecniche e finanziarie utilizzate ed alla
valutazione della coerenza dei premi di tariffa con i parametri di riferimento adottati.
L'attuario incaricato verifica inoltre la correttezza dei procedimenti e dei metodi
seguiti dall'impresa per il calcolo delle riserve tecniche.
4. Le funzioni dell'attuario incaricato sono determinate dal Ministro delle attivit�
produttive con il regolamento di cui al comma 2, fermo restando quanto previsto
dall'articolo 37, comma 2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 31, commi 3,
4, 5 e 6. Art. 35. Determinazione delle tariffe nei rami responsabilit� civile veicoli e natanti 1. Nella formazione delle tariffe l'impresa calcola distintamente i premi puri ed i
caricamenti in coerenza con le proprie basi tecniche, sufficientemente ampie ed estese ad
almeno cinque esercizi. Ove tali basi non siano disponibili, l'impresa pu� fare ricorso a
rilevazioni statistiche di mercato.
2. Per i rischi che, per le loro caratteristiche, non possono essere ricondotti ad
alcuna delle tariffe stabilite dall'impresa, questa pu� avvalersi, ai fini della
conoscenza degli elementi statistici necessari per la determinazione del premio puro,
delle informazioni in possesso di uno o pi� organismi costituiti tra le imprese esercenti
l'assicurazione obbligatoria autoveicoli, i quali sono tenuti a fornire gli elementi
3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche per i rischi che presentano,
per qualsiasi causa soggettiva od oggettiva, carattere di particolarit� o di
eccezionalit� rispetto a quelli stabiliti dall'impresa.
4. Gli elementi statistici utilizzati dall'impresa per la determinazione del premio
puro per i rischi di cui ai commi 2 e 3 devono essere comunicati tempestivamente agli
organismi indicati nel comma 2. Capo II RISERVE TECNICHE DEI RAMI VITA E DANNI
Art. 36. Riserve tecniche dei rami vita 1. L'impresa che esercita i rami vita ha l'obbligo di costituire, per i contratti del
portafoglio italiano, riserve tecniche, ivi comprese le riserve matematiche, sufficienti a
garantire le obbligazioni assunte e le spese future. Le riserve sono costituite, al lordo
delle cessioni in riassicurazione, nel rispetto dei principi attuariali e delle regole
applicative individuate dall'ISVAP con regolamento.
2. La valutazione sulla sufficienza delle riserve tecniche spetta all'attuario
incaricato, che esercita la funzione di controllo in via permanente, per consentire
all'impresa di effettuare, con tempestivit�, gli interventi necessari. A tal fine
l'attuario incaricato ha l'obbligo di informare prontamente l'organo con funzioni di
amministrazione e l'organo che svolge funzioni di controllo dell'impresa qualora rilevi
l'esistenza di possibili condizioni che gli impedirebbero, a quel momento, di formulare un
giudizio di piena sufficienza delle riserve tecniche in base ai principi da rispettare per
la redazione della relazione tecnica di cui all'articolo 32, comma 3. L'impresa, se non e'
in grado di rimuovere le cause del rilievo o se non condivide il rilievo stesso, ne d�
pronta comunicazione all'ISVAP.
3. L'impresa che esercita i rami vita costituisce alla fine di ogni esercizio
un'apposita riserva tecnica pari all'ammontare complessivo delle somme che risultino
necessarie per far fronte al pagamento dei capitali e delle rendite maturati, dei riscatti
e dei sinistri da pagare.
4. La riserva per la partecipazione agli utili e ai ristorni comprende gli importi da
attribuire agli assicurati o ai beneficiari dei contratti a titolo di partecipazione agli
utili tecnici e di ristorni, purche' tali importi non siano stati attribuiti agli
assicurati o non siano gi� stati considerati nelle riserve matematiche.
5. Per la costituzione delle riserve tecniche delle assicurazioni complementari,
previste nell'articolo 2, comma 2, sono osservate le disposizioni relative alle riserve
tecniche dei rami danni.
6. Le riserve a carico dei riassicuratori comprendono gli importi di loro competenza e
sono determinate conformemente agli accordi contrattuali di riassicurazione, in base agli
importi lordi delle riserve tecniche.
7. L'impresa che esercita i rami vita presenta all'ISVAP il confronto tra le basi
tecniche, diverse dal tasso di interesse, impiegate nel calcolo delle riserve tecniche ed
i risultati dell'esperienza diretta. Art. 37. Riserve tecniche dei rami danni 1. L'impresa che esercita i rami danni ha l'obbligo di costituire, per i contratti del
portafoglio italiano, riserve tecniche che siano sempre sufficienti a far fronte, per
quanto ragionevolmente prevedibile, agli impegni derivanti dai contratti di assicurazione.
Le riserve sono costituite, al lordo delle cessioni in riassicurazione, nel rispetto delle
disposizioni e dei metodi di valutazione stabiliti dall'ISVAP con regolamento.
2. Nei confronti dell'impresa che esercita l'attivit� nei rami relativi
all'assicurazione obbligatoria della responsabilit� civile dei veicoli e dei natanti la
valutazione sulla sufficienza delle riserve tecniche spetta all'attuario incaricato, che
esercita la funzione di controllo in via permanente, per consentire all'impresa di
effettuare, con tempestivit�, gli interventi necessari. A tale fine l'attuario incaricato
ha l'obbligo di informare prontamente l'organo con funzioni di amministrazione e l'organo
che svolge funzioni di controllo dell'impresa qualora rilevi l'esistenza di possibili
condizioni che gli impedirebbero, a quel momento, di formulare un giudizio di piena
sufficienza delle riserve tecniche in base ai principi da rispettare per la redazione
dell'apposita relazione tecnica. L'impresa, se non e' in grado di rimuovere le cause del
rilievo o se non condivide il rilievo stesso, ne d� pronta comunicazione all'ISVAP.
3. L'impresa che esercita i rami danni costituisce alla fine di ogni esercizio la
riserva premi, la riserva sinistri, la riserva per sinistri avvenuti ma non ancora
denunciati alla chiusura dell'esercizio, le riserve di perequazione, la riserva di
senescenza e le riserve per partecipazione agli utili e ai ristorni.
4. La riserva premi comprende sia la riserva per frazioni di premi sia la riserva per
rischi in corso. L'impresa che esercita le assicurazioni delle cauzioni, della grandine e
delle altre calamit� naturali e quelle dei danni derivanti dall'energia nucleare integra
per tali assicurazioni, in relazione alla natura particolare dei rischi, la riserva per
frazioni di premi.
5. La riserva sinistri comprende l'ammontare complessivo delle somme che, da una
prudente valutazione effettuata in base ad elementi obiettivi, risultino necessarie per
far fronte al pagamento dei sinistri avvenuti nell'esercizio stesso o in quelli
precedenti, e non ancora pagati, nonche' alle relative spese di liquidazione. La riserva
sinistri e' valutata in misura pari al costo ultimo, per tener conto di tutti i futuri
oneri prevedibili, sulla base di dati storici e prospettici affidabili e comunque delle
caratteristiche specifiche dell'impresa.
6. La riserva per i sinistri avvenuti, ma non ancora denunciati alla data di chiusura
dell'esercizio, e' valutata tenendo conto della natura dei rischi a cui si riferisce ai
fini dei relativi metodi di valutazione.
7. Le riserve di perequazione comprendono tutte le somme accantonate, conformemente
alle disposizioni di legge, allo scopo di perequare le fluttuazioni del tasso dei sinistri
negli anni futuri o di coprire rischi particolari. L'impresa autorizzata ad esercitare
l'attivit� assicurativa nel ramo credito costituisce una riserva di perequazione,
destinata a coprire l'eventuale saldo tecnico negativo conservato del ramo credito alla
fine di ciascun esercizio. L'impresa autorizzata all'esercizio dell'attivit� assicurativa
nei rami danni, salvo che nel ramo credito e cauzioni, costituisce una riserva di
perequazione per rischi di calamit� naturali, diretta a compensare nel tempo l'andamento
della sinistralit�. Le condizioni e le modalit� per la costituzione della riserva di
perequazione per rischi di calamit� naturale e per i danni derivanti dall'energia
nucleare sono fissate con decreto del Ministro delle attivit� produttive, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito l'ISVAP.
8. Per i contratti di assicurazione contro le malattie, che hanno durata poliennale o
che, pur avendo durata annuale, prevedono l'obbligo di rinnovo alla scadenza, l'impresa
costituisce una riserva di senescenza destinata a compensare l'aggravarsi del rischio
dovuto al crescere dell'et� degli assicurati, qualora i premi siano determinati, per
l'intera durata della garanzia, con riferimento all'et� degli assicurati al momento della
stipulazione del contratto. Per tali contratti l'impresa pu� esercitare il diritto di
recesso, a seguito di sinistro, solo entro i primi due anni dalla stipulazione del
contratto. Per i contratti di assicurazione contro il rischio di non autosufficienza
l'impresa costituisce una apposita riserva secondo appropriati criteri attuariali che
tengono conto dell'andamento del rischio per l'intera durata della garanzia.
9. La riserva per partecipazione agli utili e ai ristorni comprende gli importi da
utili tecnici e ai ristorni, purche' tali importi non siano stati attribuiti agli
10. L'impresa autorizzata all'esercizio congiunto dell'attivit�, nei rami vita e nei
rami infortuni e malattia, si conforma alle specifiche disposizioni applicabili.
11. Le riserve a carico dei riassicuratori comprendono gli importi di loro competenza e
importi lordi delle riserve tecniche. La riserva premi relativa agli importi di
riassicurazione e' calcolata in base ai metodi di cui al comma 4, coerentemente alla
scelta operata dall'impresa per il calcolo della riserva premi lorda. Capo III ATTIVIT� A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE Art. 38. Copertura delle riserve tecniche e localizzazione delle attivit� 1. Le riserve tecniche dei rami vita e dei rami danni sono coperte con attivi di
propriet� dell'impresa. Nella scelta degli attivi l'impresa tiene conto del tipo di
rischi e delle obbligazioni assunte e dell'esigenza che sia garantita la sicurezza, la
redditivit� e la liquidit� degli investimenti, provvedendo ad un'adeguata
diversificazione e dispersione degli attivi medesimi.
2. L'impresa pu� coprire le riserve tecniche esclusivamente con le categorie di
attivi, compresi gli strumenti finanziari derivati, che sono ammessi nel regolamento
adottato dall'ISVAP. L'Istituto stabilisce, nel medesimo regolamento, le tipologie, le
modalit�, i limiti di impiego e le relative quote massime.
3. L'ISVAP, nel caso in cui rilevi che per uno o pi� attivi non sono state osservate
le regole di cui al comma 2, comunica all'impresa l'inammissibilit� ad essere destinati,
in tutto o in parte, a copertura delle riserve tecniche.
4. Fatti salvi i principi di cui al comma 1, in circostanze eccezionali e su motivata
richiesta dell'impresa, l'ISVAP pu� autorizzare, in via temporanea, l'investimento in
categorie di attivi a copertura delle riserve tecniche diverse da quelle previste in via
5. In caso di attivi a copertura che rappresentano un investimento in una societ�
controllata, che per conto dell'impresa di assicurazione ne gestisce in tutto o in parte
gli investimenti, l'ISVAP, nel verificare la corretta applicazione delle norme e dei
principi di cui al presente articolo, tiene conto degli attivi detenuti dalla societ�
6. Per i contratti compresi nel portafoglio italiano, l'impresa pu� localizzare gli
attivi posti a copertura delle riserve tecniche in uno o pi� Stati membri. Su richiesta
dell'impresa, l'ISVAP pu� autorizzare la localizzazione di parte degli attivi in uno
Stato terzo. In deroga alle disposizioni del presente comma, la localizzazione dei crediti
verso i riassicuratori posti a copertura delle riserve tecniche e' libera, salvo quanto
disposto dall'articolo 47. Art. 39. Valutazione delle attivit� patrimoniali 1. Gli attivi posti a copertura delle riserve tecniche sono valutati al netto dei
debiti contratti per la loro acquisizione e delle eventuali poste rettificative.
2. La valutazione degli attivi posti a copertura delle riserve tecniche e' effettuata
in modo prudente, tenendo conto del rischio di mancato realizzo.
3. L'ISVAP determina, con regolamento, le disposizioni relative ai criteri di
valutazione delle attivit� patrimoniali. Art. 40. Regole sulla congruenza 1. Quando la garanzia assicurativa e' espressa in una determinata valuta,
l'obbligazione dell'impresa si considera esigibile in tale valuta.
2. Quando la garanzia assicurativa non e' espressa in una determinata valuta,
l'obbligazione dell'impresa di assicurazione si considera esigibile nella valuta del paese
di ubicazione del rischio. Nelle assicurazioni dei rami danni l'impresa pu� altres�
eseguire la prestazione nella stessa valuta in cui e' stato pagato il premio se, sin dalla
stipulazione del contratto, risulti obiettivamente prevedibile che la prestazione debba
essere corrisposta in tale valuta.
3. L'impresa provvede alla copertura delle riserve tecniche nel rispetto del principio
della congruenza. L'ISVAP individua, con regolamento, i casi di deroga, determinando
altres� le tipologie, le modalit� e i limiti di impiego di attivi espressi in altra
valuta o di strumenti finanziari derivati che siano idonei a soddisfare le medesime
esigenze. Art. 41. Contratti direttamente collegati ad indici o a quote di organismi di investimento
collettivo del risparmio 1. Qualora le prestazioni previste in un contratto siano direttamente collegate al
valore delle quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio oppure al
valore di attivi contenuti in un fondo interno detenuto dall'impresa di assicurazione, le
riserve tecniche relative a tali contratti sono rappresentate con la massima
approssimazione possibile dalle quote dell'organismo di investimento collettivo del
risparmio oppure da quelle del fondo interno, se e' suddiviso in quote definite, oppure
dagli attivi contenuti nel fondo stesso.
2. Qualora le prestazioni previste in un contratto siano direttamente collegate ad un
indice azionario o ad un altro valore di riferimento diverso da quelli di cui al comma 1,
le riserve tecniche relative a tali contratti sono rappresentate con la massima
approssimazione possibile dalle quote rappresentanti il valore di riferimento oppure,
qualora le quote non siano definite, da attivi di adeguata sicurezza e negoziabilit� che
corrispondano il pi� possibile a quelli su cui si basa il valore di riferimento
3. L'articolo 38, comma 1, secondo periodo, e le disposizioni sulle quote massime di
cui al comma 2 del medesimo articolo non sono applicabili agli attivi detenuti per far
fronte ad obbligazioni che sono direttamente collegate alle prestazioni di cui ai commi 1
e 2. Le disposizioni relative alle regole di congruenza non si applicano alle obbligazioni
derivanti dai contratti di cui al presente articolo.
4. Qualora le prestazioni previste dai contratti di cui ai commi 1 e 2 comprendano una
garanzia di risultato dell'investimento o qualsiasi altra prestazione garantita, alle
corrispondenti riserve tecniche aggiuntive si applica l'articolo 38.
5. L'ISVAP stabilisce, con regolamento, disposizioni pi� dettagliate per
l'individuazione delle categorie di attivi, che possono essere destinati a copertura delle
riserve tecniche, e dei relativi limiti. Art. 42. Registro delle attivit� a copertura delle riserve tecniche 1. L'impresa deve tenere un registro da cui risultano le attivit� a copertura delle
riserve tecniche dei rami vita e dei rami danni. In qualsiasi momento l'importo degli
attivi iscritti deve essere, tenendo conto delle annotazioni dei movimenti, almeno pari
all'ammontare delle riserve tecniche.
2. Le attivit� poste a copertura delle riserve tecniche ed iscritte nel registro sono
riservate in modo esclusivo all'adempimento delle obbligazioni assunte dall'impresa con i
contratti ai quali le riserve stesse si riferiscono. Le attivit� di cui al presente comma
costituiscono patrimonio separato rispetto alle altre attivit� detenute dall'impresa e
non iscritte nel registro.
3. L'impresa comunica all'ISVAP la situazione delle attivit� risultante dal registro.
L'ISVAP determina, con regolamento, le disposizioni per la formazione e la tenuta del
registro, con particolare riguardo all'annotazione delle operazioni effettuate, nonche' i
termini, le modalit� e gli schemi per le comunicazioni periodiche. Art. 43. Riserve tecniche relative all'attivit� esercitata in regime di stabilimento negli
Stati terzi 1. Per le obbligazioni assunte dalle sedi secondarie situate in Stati terzi, l'impresa
costituisce le riserve tecniche previste dalle leggi di tali Stati.
2. L'ISVAP verifica che nel bilancio dell'impresa risultino iscritte attivit�
sufficienti alla copertura delle riserve di cui al comma 1. Capo IV MARGINE DI SOLVIBILIT� Art. 44. Margine di solvibilit� 1. L'impresa dispone costantemente di un margine di solvibilit� sufficiente per la
complessiva attivit� esercitata nel territorio della Repubblica ed all'estero. L'ISVAP
disciplina, con regolamento, le regole tecniche per la determinazione e il calcolo del
margine di solvibilit� richiesto, secondo i rami esercitati, nel rispetto delle
disposizioni del presente capo e di quelle previste dalla normativa in materia di
vigilanza supplementare delle imprese appartenenti ad un conglomerato finanziario.
2. Il margine di solvibilit� disponibile e' rappresentato dal patrimonio netto
dell'impresa al netto degli elementi immateriali, libero da qualsiasi impegno prevedibile,
a) il capitale sociale versato o, se si tratta di societ� di mutua
assicurazione, il fondo di garanzia versato;
b) le riserve legali e le riserve statutarie e facoltative, non destinate a
copertura di specifici impegni o a rettifica di voci dell'attivo;
c) gli utili dell'esercizio e degli esercizi precedenti portati a nuovo, al
netto dei dividendi da pagare;
3. Possono inoltre essere compresi nel margine di solvibilit� disponibile:
a) le azioni preferenziali cumulative e i prestiti subordinati sino a
concorrenza del cinquanta per cento del margine di solvibilit� disponibile o, se
inferiore, del margine di solvibilit� richiesto, di cui il venticinque per cento al
massimo comprendente prestiti subordinati a scadenza fissa o azioni preferenziali
cumulative a durata determinata. Per essere computati tra gli elementi costitutivi del
margine di solvibilit� disponibile i prestiti subordinati devono soddisfare le condizioni
stabilite all'articolo 45, commi 1 e 2. Le azioni preferenziali cumulative possono essere
computate soltanto qualora esistano accordi vincolanti in base ai quali, in caso di
liquidazione ordinaria o coatta dell'impresa, abbiano un grado inferiore rispetto ai
crediti di tutti gli altri creditori

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10

Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35

Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44