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Timestamp: 2017-11-20 15:38:32+00:00

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Disegno di legge regionale n. 6144.
Disegno di legge regionale, n. 6144.
All. 1., 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16
- Finalita' Articolo 2. - Tutela della Pubblica Amministrazione Articolo 3. - Catasto pozzi, sorgenti e piezometri Articolo 4. - Riserva delle acque da falde in pressione Articolo 5. - Uso domestico delle acque sotterranee Articolo 6. - Criteri per l'utilizzazione delle acque sorgive e di falda freatica per usi diversi da quelli domestici Articolo 7. - Procedure per la ricerca, l'estrazione e l'utilizzazione di acque da falda freatica per usi diversi da quelli domestici.
Articolo 8. - Ricerca, estrazione ed utilizzazione delle acque da falde in pressione per uso potabile Articolo 9. - Ulteriori disposizioni per le utenze agricole Articolo 10. - Disposizioni comuni per l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee per usi diversi da quelli domestici Articolo 11. - Riconoscimento o concessione delle preesistenti utenze di acque sotterranee per usi diversi da quelli domestici Articolo 12. - Piano di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano Articolo 13. - Sanzioni amministrative Articolo 14. - Disposizioni finali Articolo 15.- Abrogazione di norme Articolo 16. - Dichiarazione d'urgenza.
1. Al fine della tutela preventiva del sistema idrico del sottosuolo e del corretto e razionale uso delle acque sotterranee, la Regione Piemonte, in coerenza con i principi fondamentali della vigente normativa statale, con la presente legge disciplina e coordina l'organizzazione e l'esercizio delle funzioni, avute in delega dallo Stato a norma dell'articolo 90 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 "Attuazione della delega di cui all'articolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382", riguardanti la ricerca, l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee, escluse le acque termali, minerali e radioattive o comunque regolate da leggi speciali.
4. Per il conseguimento delle suddette finalita' la Regione Piemonte promuove la realizzazione di attivita' tecnico-scientifiche e progettuali finalizzate in particolare all'acquisizione di conoscenze sistematiche delle acque sotterranee per quanto riguarda sia le disponibilita' naturali che gli effetti sulla qualita' e sulla quantita' determinati dalle modalita' di prelievo ed uso. Assicura, inoltre, il costante raccordo con gli indirizzi generali della programmazione nazionale e della pianificazione di bacino in attuazione della legge 18 maggio 1989, n. 183 "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo", promuove e partecipa ad iniziative interregionali riguardanti il bacino del fiume Po.
1. In attesa della disciplina statale che dia efficacia al principio di pubblicita' di tutte le acque sotterranee di cui all'articolo 1 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche", la Giunta regionale con propri motivati provvedimenti individua, per ambiti territoriali, le acque sotterranee che hanno carattere di pubblico e generale interesse e ne richiede l'iscrizione negli elenchi delle acque pubbliche.
1. Ai fini della conoscenza del sistema di prelievo e uso delle acque sotterranee del territorio regionale, nonche' per finalita' di pianificazione e di gestione, la Regione concorre alla realizzazione di un sistema informativo sulle risorse idriche sotterranee coordinato a livello di bacino padano e istituisce il catasto pozzi, sorgenti e piezometri che raccoglie, codifica e gestisce in forma unitaria i dati tecnici ed amministrativi relativi alle utenze di acque sotterranee e che costituisce parte integrante dell'archivio informatizzato delle concessioni, licenze e autorizzazioni di cui all'articolo 4 della legge regionale 13 aprile 1994, n. 5 "Subdelega alle Province delle funzioni amministrative relative alle utilizzazioni delle acque pubbliche".
1. La ricerca, l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee da falde in pressione e' riservata ad uso potabile. Per acque ad uso potabile si intendono quelle destinate al consumo umano come definite all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236 "Attuazione della direttiva n. 80/778/CEE concernente la qualita' delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183".
1. Il proprietario del fondo, o il suo avente causa, previa autorizzazione comunale ai sensi dell'articolo 56 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 "Tutela ed uso del suolo" e successive modifiche e integrazioni, puo' utilizzare le acque sotterranee per usi domestici ad esclusione degli impieghi connessi ad attivita' produttive.
3. L'uso potabile puo' essere consentito dal Sindaco solo ove non sia possibile allacciarsi all'acquedotto esistente ed e' comunque subordinato al nulla-osta dell'autorita' sanitaria competente, previo accertamento delle caratteristiche qualitative dell'acqua, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 236/1988 e successive modifiche e integrazioni. In tal caso e' fatto obbligo al titolare dell'autorizzazione di sottoporre a controllo sanitario, con frequenza almeno annuale, le acque emunte.
6. Entro il 30 giugno 1997 la Regione trasmette ai Comuni le informazioni contenute nella denuncia dei pozzi ad uso domestico ricevuta ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 5 agosto 1993, n. 275 "Riordino in materia di concessione di acque pubbliche".
c) per usi industriali, agli effettivi fabbisogni del processo produttivo e a quelli igienico-sanitari;
3. Per gli usi industriali l'autorita' competente indica la quantita' di acqua riciclata e scaricata, il quantitativo globale di acqua assentito e la sua ripartizione tra fabbisogni delle varie fasi del processo produttivo e necessita' igienico-sanitarie.
d) l'indicazione del professionista abilitato cui e' affidata la direzione dei lavori. I contenuti della documentazione sopra elencata sono meglio precisati con deliberazione della Giunta regionale.
2. Qualora l'autorita' competente riconosca la domanda inattuabile o contraria al buon regime delle acque o ad altri interessi pubblici, la dichiara inammissibile.
3. Per le acque sotterranee che hanno assunto natura pubblica ai sensi della legislazione vigente, qualora il quantitativo di acqua richiesto configuri una piccola derivazione, il richiedente integra la domanda per la ricerca con l'istanza di concessione di derivazione; in tal caso l'Autorita' competente provvede alla pubblicazione della domanda nelle forme previste dall'articolo 7 del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici approvato con regio decreto 1775/1933 e dall'articolo 23 della legge 36/1994, con invito a chiunque abbia interesse a presentare opposizione alla ricerca e utilizzazione del quantitativo di acqua richiesto.
4. L'Autorita' competente provvede in merito al rilascio dell'autorizzazione alla ricerca, se non ostano motivi di pubblico interesse, sentito l'ufficio distrettuale delle miniere.
5. Con il provvedimento di cui al comma 4 e' autorizzata la ricerca di acque di falda freatica tramite trivellazione, la costruzione del pozzo e l'effettuazione delle prove di emungimento. L'autorizzazione stabilisce le cautele per prevenire effetti negativi sull'equilibrio idrogeologico, i termini da osservarsi per l'inizio e la conclusione dei lavori e la cauzione da versarsi da parte del richiedente. Le spese di istruttoria e di direzione dei lavori sono a carico del richiedente.
6. Nell'autorizzazione sono impartite disposizioni circa la sorveglianza, l'esecuzione dei lavori e l'installazione di apparecchiature e strumenti di prova. L'Autorita' competente si riserva la facolta' di verificare in qualsiasi momento la corrispondenza dei lavori eseguiti al progetto approvato.
7. L'autorizzazione alla ricerca ha durata massima di un anno, prorogabile una sola volta per un periodo di sei mesi, previa constatazione dei lavori eseguiti. Essa puo' essere revocata senza che il richiedente abbia diritto a compensi o indennita':
8. Nel termine di trenta giorni dalla conclusione dei lavori, il direttore dei lavori invia all'Autorita' competente una dettagliata relazione finale con allegate la dichiarazione di conformita' delle opere eseguite al progetto approvato e due copie della scheda debitamente compilata e sottoscritta, relativa al catasto di cui all'articolo 3. Nella relazione finale il direttore dei lavori in particolare riferisce in ordine a:
9. Nei casi previsti dal comma 3, il richiedente, contestualmente alla relazione finale ed ai fini del rilascio della concessione, e' tenuto a presentare, anche sulla base dei risultati dei lavori di ricerca, il progetto esecutivo delle opere per l'estrazione e l'utilizzazione delle acque rinvenute il quale, per gli usi industriali, deve contenere anche il progetto di riciclo delle acque utilizzate secondo i criteri della migliore tecnologia.
10. L'Autorita' competente provvede in merito alla concessione per l'utilizzazione di acqua da falda freatica. Le modalita' e le condizioni dell'esercizio della derivazione sono stabilite nel discliplinare di concessione previsto dall'articolo 16 del regolamento per le derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica approvato con regio decreto 14 agosto 1920, n. 1285.
3. L'utilizzazione ai fini potabili e' concessa nel rispetto delle norme di tutela previste dal decreto del Presidente della Repubblica 236/1988. A tal fine il richiedente deve presentare alla Regione, sulla base dello studio idrogeologico dell'area e dei risultati dei lavori e delle prove di ricerca, la valutazione della vulnerabilita' e del rischio delle acque captate con la proposta di delimitazione delle aree di salvaguardia a norma degli articoli 4, 5 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 236/1988.
4. Gli Enti acquedottistici, nella realizzazione di nuove opere di presa, acquisiscono in proprieta' la zona di rispetto delimitata a norma dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 236/1988 oppure stipulano apposita convenzione con il proprietario o con il fittavolo, mezzadro, colono, compartecipante. La convenzione disciplina le attivita' agricole consentite e prevede la corresponsione di un indennizzo commisurato al mancato reddito. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, predispone un modello di convenzione e individua i criteri guida per la determinazione dell'indennizzo.
1. Nei tempi previsti dagli articoli 25 e 34 della legge 36/1994 e fuori dai predetti casi, entro un anno dalla pubblicazione nella gazzetta ufficiale dell'elenco in cui l'acqua e' iscritta, i titolari dei pozzi e sorgenti regolarmente autorizzati a norma del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici approvato con regio decreto 1775/1933 devono presentare domanda di riconoscimento o concessione all'autorita' competente per territorio. Sono esclusi dal suddetto obbligo i soggetti gia' titolari di concessione.
c) copia del preesistente provvedimento autorizzativo rilasciato ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici approvato con regio decreto 1775/1933, qualora prescritto;
9. La concessione per pozzi costruiti in territori soggetti alla tutela della pubblica amministrazione e sprovvisti di regolare autorizzazione alla ricerca avviene secondo le modalita' del presente articolo nel rispetto delle utenze regolarmente autorizzate.
(Piano di salvaguardia delle risorse idriche destinate consumo umano)
b) le zone di protezione dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica delle falde ai sensi degli articoli 4 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 236/88.
3. Il piano, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8 bis, comma 2, della legge regionale 56/1977 e successive modifiche ed integrazioni, e' approvato secondo le procedure previste dall'articolo 7 della legge regionale 56/1977.
5. Dalla data di adozione del piano e fino alla sua approvazione i Sindaci dei Comuni interessati sospendono ogni determinazione sulle istanze di concessione ed autorizzazione che siano in contrasto con le norme specificatamente contenute nello stesso, secondo quanto previsto dall'articolo 58, comma 1 della legge regionale 56/1977.
a) lire 1 milione qualora non si osservino le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 5;
b) da lire 6 milioni a lire 20 milioni per chiunque costruisca un'opera di captazione o utilizzi acqua sotterranea senza la prescritta autorizzazione o concessione;
c) da lire 6 milioni a lire 20 milioni in caso di inosservanza dell'obbligo di chiusura definitiva dei pozzi di cui all'articolo 10, comma 7 ed all'articolo 11, comma 6;
d) da lire 5 milioni a lire 20 milioni qualora non si osservino le prescrizioni sancite nel disciplinare di concessione; la stessa sanzione si applica nel caso di dichiarazioni infedeli;
e) da lire 2 milioni a lire 10 milioni per ogni altra violazione della presente legge.
1. Le norme di cui alla presente legge relative ai procedimenti di concessione di derivazione di acqua pubblica si applicano, ai sensi degli articoli 90 e 91 del decreto del Presidente della Repubblica 616/1977, alle piccole derivazioni.
3. Per quanto non previsto dalla presente legge valgono le disposizioni del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici approvato con regio decreto 1775/1933 e della normativa vigente in materia di inquinamento delle acque, potabilizzazione, vincoli paesaggistici e idrogeologici, emungimenti da falde idriche, prevenzione degli infortuni.
1. Sono abrogate le leggi regionali 12 aprile 1994, n. 4 "Ricerca, uso e tutela delle acque sotterranee" e 20 novembre 1995, n. 82 "Modifica alla legge regionale 12 aprile 1994, n. 4 in materia di ricerca, uso e tutela delle acque sotterranee".

References: Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7

Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 16