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Timestamp: 2019-12-14 07:55:25+00:00

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Home Diritto Civile Assicurazione Risarcimento diretto nei sinistri stradali: disciplina e giurisprudenza
devono essere stati immatricolati in Italia o nella Repubblica di San Marino o nello Stato di Città del Vaticano;
devono essere identificati e regolarmente assicurati
e, infine, devono essere assicurati con compagnie aderenti alla CARD [6].
Una conclusione a cui la Corte è pervenuta seguendo due diversi indirizzi interpretativi, uno letterale e uno sistematico, della normativa in materia di risarcimento diretto: rispetto al primo profilo, «i giudici di legittimità hanno rilevato come già la lettera dell’art. 1, co. 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell’art. 150 del codice delle assicurazioni private, supporti la conclusione per la quale l’applicabilità del risarcimento diretto deve ammettersi in tutti i casi di scontro tra veicoli a motore; identificati e assicurati, in cui siano individuabili solo due veicoli responsabili»; inoltre, rispetto al secondo profilo, per la S. C. tale ricostruzione appare «rispettosa della finalità di semplificazione degli adempimenti prodromici alla liquidazione del risarcimento in caso di sinistri stradali in cui si siano verificati esclusivamente danni lievi a cose e/o persone, insita nel sistema di risarcimento diretto introdotto dall’art. 149 C. Ass.ni. [8]».
Indennizzo diretto: procedura stragiudiziale e procedura giudiziale
La procedura di risarcimento diretto, come detto, può essere attivata in due modi: in via stragiudiziale o in via giudiziale. Innanzitutto, sarà necessario che il danneggiato: denunci il sinistro e formuli la richiesta nei confronti della propria compagnia assicurativa a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno; quest’ultima dovrà contenere gli estremi per identificare i veicoli coinvolti (targa e generalità dei conducenti), gli estremi dei contratti di assicurazione, la data ed il luogo del sinistro; e, a seguito della richiesta di risarcimento la compagnia assicurativa del veicolo verificherà la copertura assicurativa del veicolo ritenuto responsabile del sinistro, per poi procedere alla formulazione di un’offerta risarcitoria nei termini di legge (60 giorni nei casi di sinistri con danni alle sole cose, quando non vi sia stata la constatazione amichevole, ovvero 30 giorni in presenza di denuncia di sinistro sottoscritta da ambedue i conducenti oppure 90 giorni nel caso di sinistri con danni a persone). Esaurita questa prima fase, se il danneggiato dovesse ritenere di non avere ottenuto un ristoro congruo può attivare la procedura giudiziale nei riguardi della propria compagnia assicurativa.
Anche in ambito processuale, tuttavia, i dubbi interpretativi non sono mancati: nella fase giudiziale è necessaria la partecipazione del responsabile del danno? In dottrina, taluni hanno dato una risposta negativa a tale interrogativo, sostenendo la natura contrattuale di tale azione, che escludeva pertanto la necessità della partecipazione di un terzo estraneo al rapporto; per altri, invece, la partecipazione del responsabile è imprescindibile: secondo costoro, «l’art. 149, comma 6, cod. assic. non attribuisce infatti alla vittima una generica azione diretta nei confronti del proprio assicuratore, ma gli attribuisce l’azione diretta di cui all’art. 145, comma 2, cod. assic.»; «ci troviamo dunque dinanzi a una norma recettizia, che richiama integralmente un istituto previsto da altra disposizione […]. E poiché l’azione diretta prevista dall’art. 145, comma 2, cod. assic. esige l’integrazione del contraddittorio nei confronti del responsabile, quest’ultimo deve partecipare anche al giudizio promosso dalla vittima nei confronti del proprio assicuratore […][9]».
Il dubbio è stato risolto da una recente pronuncia della Cassazione che ha aderito a quest’ultima interpretazione [10].
[1] G. CASCELLA, Risarcimento diretto e pluralità di veicoli. La Cassazione estende il perimetro applicativo dell’istituto. Brevi osservazioni a margine di Cass. civ., sez. III, 7 febbraio 2017, n. 3146, in De Iustitia, n. 2/2017, pagg. 77-92
[2] M. HAZAN, Idee, innovazioni, incostanze ed incoerenze: l’indennizzo diretto alla luce del recente orientamento della Consulta, in Danno e responsabilità, 2009, 12, pagg. 115 e ss.
[3] G. CASCELLA, Risarcimento diretto e pluralità di veicoli. La Cassazione estende il perimetro applicativo dell’istituto. Brevi osservazioni a margine di Cass. civ., sez. III, 7 febbraio 2017, n. 3146, op. cit.
[4] Trib. Roma 17.01.2014
[5] Trib. Palermo 04.04.2016
[6] D. ACCEBBI, Indennizzo diretto, in Ridare, articolo del 12.03.2019, pag. 2
[7] Cass. civ., ord. 09.10.2015, n. 20374 Tuis c. Unipol Ass. Ni S.p.a.; Cass. civ., ord. 12.04.2012, n. 5928
[8] G. CASCELLA, Risarcimento diretto e pluralità di veicoli. La Cassazione estende il perimetro applicativo dell’istituto. Brevi osservazioni a margine di Cass. civ., sez. III, 7 febbraio 2017, n. 3146, op. cit.
[9] M. ROSSETTI, Le mille incertezze del risarcimento diretto, in Giustizia Civile, 2013, 10, pagg. 2233 e ss.
[10] Cass. civ., 22.11.2016, n. 23706

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