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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 30/07/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 30/07/2015
Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 30 luglio 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 30 luglio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Loisel c. Francia 50104/11 3 Il signor Loisel sconta attualmente nel carcere di Mont de Marsan la pena di 15 anni per aver violentato una minorenne; egli, fingendosi donna, le aveva dato appuntamento in chat. I giudici, subito dopo il suo arresto, dispongono per Loisel la custodia cautelare, tale misura, ritenuta ancora necessaria per il proseguo delle indagini, viene prolungata perché si scongiurassero rischi di fuga e recidiva.
Il ricorrente, oggi lamenta, ex art. 5 CEDU una ingiusta durata della sua detenzione preventiva; le sue, tuttavia, doglianze non incontrano il favore dei giudici di Strasburgo, che le rigettano.
Articolo 5 Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - Durata della custodia cautelare)
E.A. c. Grecia 74308/10 3 Il ricorrente E.A. è un cittadino iraniano il quale ottiene oggi giustizia rispetto all’illegittimo periodo di detenzione a cui è stato sottoposto nelle strutture greche in attesa di espulsione. Nel 2010, il giudice amministrativo, dispose la sua scarcerazione a seguito della seconda denuncia del ricorrente, dalla quale emerge una situazione di totale indigenza del strutture, dovuta in particolar modo al sovraffollamento e alla carena di igiene.
Il signor E.A. per tali ragioni ha lamentato in Corte Edu la violazione dell’art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti), ed in combinato disposto con l’art.13 CEDU denuncia la mancanza di un ricorso effettivo; mentre rispetto al periodo di detenzione precedente alla sua espulsione il ricorrente ha invocato con successo l’art.5 CEDU.
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 3 - trattamento degradante; Proibizione della tortura)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Espulsione)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto, articolo 5-1-f - Espulsione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 –Controllo della legalità della detenzione)
Zammit e Attard Cassar c. Malta 1046/12 2 Carmel Zammit e Doris Attard Cassar sono due cittadini maltesi che hanno ereditato un immobile a Malta da loro zio, già locato da lui fin dal 1970ad un società commerciale. Nel 2007 i proprietari tentano di aumentare il canone di locazione per equipararlo ai prezzi del mercato ma si scontrano con la legge maltese, la quale prescrive il blocco dei canoni di locazione. Tutti i giudici maltesi, finanche la Corte costituzionale, negano le ragioni del ricorrente.
Oggi il ricorrenti hanno visto riconoscersi dalla Corte europea una equa riparazione di 40.000,00 €, per il danno patrimoniale, oltre 10.000,00 € per le spese legali: tali somme gli dovranno essergli corrisposte dallo Stato maltese, responsabile della violazione del loro diritto di proprietà.
Articolo 1 Prot. 1 Resto irricevibili
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1 comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso della proprietà)
Voronkov c. Russia 39678/03 3 Valeriy Voronkov è stato licenziato nel 2000 dalla ditta municipalizzata della città di Oktyabrskiy, presso cui lavorava come custode di un parcheggio. Successivamente il licenziamento è stato annullato giudizialmente e gli è stato riconosciuto un diritto al risarcimento: tuttavia dal 2002 ad oggi i Giudici russi non hanno dato esecuzione alla sentenza in suo favore perché la società è stata definitivamente liquidata, senza rinvenimento di attività.
Oggi la Corte europea ha accertato le responsabilità della Russia per la mancata esecuzione di una sentenza definitiva e per l’iniquità della procedura giurisdizionale.
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Ferreira Santos Pardal c. Portogallo 30123/10 2 Jose Luis Ferreira Santos Pardal è un cittadino portoghese coinvolto in un incidente stradale, prima nel 1997, ed in un processo contro la propria società assicuratrice, poi nel 1998. Egli è soccombente nella causa, in ragione anche dell’interpretazione che la Suprema corte portoghese dà della direttiva 90/232/EEC, rifiutando il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. A seguito di tale pronuncia, il ricorrente ha citato lo Stato portoghese perché lo risarcisse del supposto errore giudiziario circa l’interpretazione della Direttiva, ma la Corte suprema portoghese – riformando la sentenza di secondo grado che aveva parzialmente condannato il Portogallo - ha rigettato il suo ricorso. Nello stesso periodo, invece, altri ricorsi dello stesso tipo erano accolti.
Oggi il Sig. Santos Pardal ha ricevuto una pronuncia favorevole dalla Corte europea, pur senza alcuna equa riparazione, perché la Corte suprema portoghese ha rigettato il suo ricorso contrastando la giurisprudenza consolidata della stessa Corte suprema e, in assenza di meccanismi per denunciare tale mutamento giurisprudenziale, il ricorrente è stato privato di un equo processo.
Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Processo equo)
Danno patrimoniale - domanda respinta (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Ryzhenko c. Ucraina 55902/11 Violazione_dell'articolo_2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 – Accertamento effettivo) (aspetto sostanziale)
Francia Grecia Malta Portogallo Russia Tutte le sentenze Ucraina	2015-07-30
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