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Timestamp: 2018-11-13 23:18:49+00:00

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Direzione Regionale: RISORSE UMANE E SISTEMI INFORMATIVI Area: ATTIVITA' ISTITUZIONALI PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE - PDF
Direzione Regionale: RISORSE UMANE E SISTEMI INFORMATIVI Area: ATTIVITA' ISTITUZIONALI PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE
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Irene Graziano
1 REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. 52 DEL 17/02/2015 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N DEL 05/02/2015 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: RISORSE UMANE E SISTEMI INFORMATIVI Area: ATTIVITA' ISTITUZIONALI Prot. n. del OGGETTO: Schema di deliberazione concernente: Approvazione dello schema di Protocollo di d'intesa "Memoria ed educazione alla cittadinanza" tra la Regione Lazio e l'unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I.) (SIMONCELLI PATRIZIA) (SIMONCELLI PATRIZIA) (G.M. DONATO) (A. BACCI) L' ESTENSORE IL RESP. PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE RESPONSABILE IL DIRETTORE REGIONALE ASSESSORATO PROPONENTE PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE (Zingaretti Nicola) IL PRESIDENTE DI CONCERTO IL DIRETTORE L' ASSESSORE IL DIRETTORE L' ASSESSORE ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE COMMISSIONE CONSILIARE: Data dell' esame: VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA: IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO con osservazioni senza osservazioni SEGRETERIA DELLA GIUNTA Data di ricezione: 09/02/2015 prot. 47 ISTRUTTORIA: IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE COMPETENTE IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA IL PRESIDENTE Pagina 1 / 4 Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
2 OGGETTO: Approvazione dello schema di Protocollo di d Intesa Memoria ed educazione alla cittadinanza tra la Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I.). LA GIUNTA REGIONALE SU PROPOSTA del Presidente della Regione Lazio; VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana; VISTO lo Statuto della Regione Lazio; VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni; VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n.1 del 6 settembre 2002, e successive modificazioni; VISTI in particolare gli articoli della Costituzione Italiana, che garantiscono il rispetto della dignità umana, delle libertà individuali e associative delle persone; VISTA la legge 8 marzo 1989 n. 101, emanata sulla base della intesa stipulata tra le parti il 27 febbraio 1987 in conformità all art. 8, comma 3 della Costituzione italiana che regola i rapporti tra lo Stato italiano e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I.) ed in particolare l art. 19 della legge medesima che riconosce l UCEI come l ente rappresentativo della confessione ebraica nei rapporti con lo Stato e per le materie di interesse generale dell ebraismo; COMPRESI i principi dichiarati nella Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, proclamata il 7 dicembre del 2000; VISTA la legge 20 luglio 2000, n. 211, che ha riconosciuto il 27 gennaio, data dell abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio ed in particolare l art. 2 delle suddetta legge che si sofferma sulle iniziative per le scuole di ogni ordine e grado raccomandando momenti di riflessione su quanto è accaduto in modo da conservare nel futuro dell Italia la memoria di un tragico periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere; ATTESO che i documenti internazionali, le Raccomandazioni dell UNESCO e le Direttive comunitarie, costituiscono un quadro di riferimento generale entro cui collocare l educazione alla Memoria ai valori sedimentati nella storia dell Umanità come elementi essenziali del contesto pedagogico e culturale di ogni Paese; CONSIDERATO che nel corso del 2015 ricorrono il settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau e delle altre strutture di sterminio realizzate dalla Germania nazista; che la Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane considerano indispensabile adoperarsi per valorizzare le sopra citate ricorrenze al fine di promuovere, in diverse forme, tra Pagina 2 / 4
3 le giovani generazioni progetti, seminari, incontri, momenti di confronto e conoscenza, sulla storia della Shoah e di tutte le persecuzioni compiute dal nazismo e dai suoi alleati durante la seconda guerra mondiale; TENUTO CONTO che la Regione Lazio assume i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani riconoscendo il primato della persona, della vita e dei valori della democrazia, della partecipazione e del pluralismo, con il ripudio di ogni forma di discriminazione politica, culturale, religiosa o di qualunque altra forma o espressione; DATO ATTO che la Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ciascuna nel quadro dei rispettivi ordinamenti e competenze, concordano di avviare un rapporto di cooperazione finalizzato all attuazione di un programma pluriennale per promuovere attività di ricostruzione e valorizzazione della Memoria storica dei tragici avvenimenti legati alla Shoah, alle sue vittime e al ricordo di tutti coloro che si opposero, anche a costo della vita, al progetto di sterminio nazista; RITENUTO opportuno organizzare, congiuntamente all Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I.), un insieme di manifestazioni commemorative e attivare molteplici e significativi progetti al fine di celebrare, nel corso del prossimo triennio gli eventi sopra richiamati; RILEVATO che per il raggiungimento dei fini anzidetti, dovrà essere stipulato un Protocollo di collaborazione tra la Regione Lazio e Unione delle Comunità Ebraiche; con il suddetto atto, le parti si impegnano a promuovere e sostenere congiuntamente, nelle forme e nelle modalità che saranno di volta in volta specificatamente definite per ciascuna iniziativa, progetti di formazione, ricostruzione dei fatti e divulgazione della Memoria storica con particolare riferimento alle celebrazioni: a. del 25 aprile, Giornata della Liberazione ; b. del 16 ottobre, anniversario della deportazione dei cittadini romani di religione ebraica; c. della partecipazione della Comunità ebraica alla guerra di Liberazione; d. del destino dei sopravvissuti ai campi di sterminio, dei reduci, dei dispersi e dei profughi di guerra, nonché delle vittime di deportazioni e trasferimenti coatti, singolari o collettivi avvenuti nell Europa occupata dalla Germania Nazista tra il 1933 e il 1945; e. degli effetti per l Europa delle politiche di sterminio e deportazione attuate dalla Germania nazista e dai suoi alleati durante la seconda guerra mondiale; f. di qualunque possibile altra tematica, collegata alle problematiche sopra esposte; il Protocollo di cui sopra ha durata triennale a decorrere dalla data di sottoscrizione, può essere modificato con il consenso dei sottoscrittori in qualsiasi momento. Alla scadenza, le Parti possono valutare l opportunità di rinnovare detto Protocollo mediante specifico Accordo formale; TENUTO CONTO che per le finalità sopra esposte, è costituito, attraverso l allegato schema di protocollo, un Comitato attuativo paritetico composto da tre rappresentanti per ciascuna delle parti e, ove il Comitato lo ritenga necessario, eventualmente allargato alla partecipazione di competenze esterne alla Regione Lazio e all Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; Pagina 3 / 4
4 che tale Comitato approva, in relazione a specifiche tematiche, il piano annuale delle attività e, sulla base degli argomenti all ordine del giorno, può invitare a partecipare alle riunioni di volta in volta, esperti anche esterni alle Parti; che la partecipazione al Comitato di tutti i componenti, interni o esterni alla Regione Lazio e alla Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è a titolo gratuito e senza alcun onere per l amministrazione regionale; nel sottostante prospetto vengono individuate le risorse economiche e finanziarie disponibili, con l indicazione dei relativi capitoli di bilancio, per la realizzazione degli eventi e dei progetti per la Storia e la Memoria oggetto dell allegato protocollo; con la precisazione che ciascun capitolo di spesa previsto per ogni singolo progetto potrà essere aumentato o diminuito, dietro pari variazione degli altri capitoli, sempre nell ambito dello stanziamento complessivo. Attività Impegno di spesa (euro) Capitolo di Bilancio 1) Viaggio della Memoria ad Auschwitz Birkenau degli studenti della regione Lazio (29-31 marzo 2015) F ) Trofeo della Memoria: Un calcio alla violenza Risorse traferite a Lazio Innova SpA DGR 897/2014 3) 25 aprile, Giornata della Liberazione R ) 16 ottobre: la deportazione degli ebrei romani R ) 23 maggio 1915, ingresso dell Italia nella prima guerra mondiale 6) Celebrazioni di altre date, anniversari o momenti significativi della storia della Repubblica, del territorio laziale e dell Unione Europea R R31902 RITENUTO di procedere all approvazione dello schema di Protocollo d Intesa (composto da n. 6 articoli), che forma parte integrante del presente atto; DELIBERA per i motivi di cui in preambolo che qui si intendono integralmente riportati e trascritti, di approvare lo schema di Protocollo d Intesa Memoria ed educazione alla cittadinanza tra la Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I.), allegato al presente provvedimento (composto da n. 6 articoli), di cui costituisce parte integrante e sostanziale. La presente deliberazione, sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, sul sito Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il presente schema di deliberazione, che risulta approvato all unanimità. Pagina 4 / 4
5 PROTOCOLLO D INTESA Memoria ed educazione alla cittadinanza
6 TRA REGIONE LAZIO, con sede in Roma Via Cristoforo Colombo n.212 Codice Fiscale: , rappresentata dal UNIONE DELLE COMUNITA EBRAICHE, con sede in Roma Largo Stefano Gaj Tachè Codice Fiscale: , rappresentata dal E PREMESSO che la Regione Lazio assume i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani riconoscendo il primato della persona, della vita e dei valori della democrazia, della partecipazione e del pluralismo, con il ripudio di ogni forma di discriminazione politica, culturale, religiosa o di qualunque altra forma o espressione; che la Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche ritengono dovere di tutte le istituzioni adoperarsi, ciascuna a partire dalle proprie competenze e specificità, per trasmettere alle giovani generazioni l importanza della Memoria della Shoah, delle persecuzioni subite dalla Comunità ebraica italiana e internazionale nel corso del Novecento, promuovendo azioni di contrasto a tutte le forme di violenza e a ogni fondamentalismo, valorizzando le politiche di rispetto delle persone alla base di tutte le società democratiche; che la Regione Lazio e e l Unione delle Comunità Ebraiche ritengono necessario adoperarsi per sostenere tra le giovani generazioni progetti di educazione alla cittadinanza in grado di promuovere i valori di libertà, democrazia, uguaglianza e partecipazione alla base della Costituzione della Repubblica italiana e del processo costituente dell Unione Europea; che promuovere il diritto allo studio delle nuove generazioni, attraverso la conoscenza della storia del Novecento e della Shoah, significa promuovere il rispetto dei diritti umani e dei valori presenti nella nostra Carta Costituzionale; che il valore della Memoria trova nella partecipazione degli studenti e delle studentesse un ambito privilegiato, essendo il contributo della conoscenza del passato e l educazione al ragionamento critico elementi imprescindibili per rafforzare il confronto e il dialogo in una società aperta, democratica, multietnica e multiculturale; che i diritti-doveri di cittadinanza si esplicano nel rispetto delle regole il cui obiettivo irrinunciabile è la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un etica di responsabilità e rispetto delle differenze tra gli individui, sotto qualunque forma o espressione esse si manifestino;
7 CONSIDERATO che nel corso del 2015 ricorrono il settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale e della Liberazione dell Italia dall occupazione nazi-fascista; che nel corso del 2015 ricorre il settantesimo anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau e di molte altre strutture di sterminio realizzate dalla Germania nazista nel corso della seconda guerra mondiale; che la Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane valutano indispensabile adoperarsi per valorizzare le sopra citate ricorrenze al fine di promuovere tra le giovani generazioni progetti, seminari, incontri, momenti di confronto e conoscenza, nelle diverse forme possibili, sulla storia della Shoah e di tutte le persecuzioni compiute dal nazismo e dai suoi alleati durante la seconda guerra mondiale; VISTO il dettame degli articoli della Costituzione Italiana, che garantisce il rispetto della dignità umana, delle libertà individuali e associative delle persone, tutelando i cittadini e gli individui da ogni discriminazione e violenza morale o fisica; che i rapporti tra lo Stato italiano e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I.) sono regolati dalla legge 8 marzo 1989 n. 101, emanata sulla base della intesa stipulata tra le parti il 27 febbraio 1987 in conformità all art. 8, comma 3, della Costituzione italiana; che a norma dell art. 19 della legge sopra citata, l U.C.E.I. è l ente rappresentativo della confessione ebraica nei rapporti con lo Stato e per le materie di interesse generale dell ebraismo; il contenuto e i principi dichiarati nella Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, proclamata il 7 dicembre del 2000; lo spirito e la norma della legge 20 luglio 2000, n. 211, che hanno riconosciuto il 27 gennaio, data dell abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che nelle diverse forme, individuali o collettive dirette e indirette, si sono opposti al progetto di sterminio; che l art. 2 della suddetta legge si sofferma in modo particolare sulle iniziative per le scuole di ogni ordine e grado raccomandando momenti di riflessione su quanto è
8 accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell Italia la memoria di un periodo tragico e oscuro della storia del nostro Paese e dell Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere; l insieme dei documenti internazionali e delle Raccomandazioni dell UNESCO e le Direttive comunitarie, il quale costituisce un solido quadro di riferimento generale entro cui collocare l educazione alla Memoria ai valori di libertà, democrazia, pace e convivenza tra le diverse culture, idee e religioni come elementi essenziali del contesto pedagogico e culturale di ogni Paese; SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE La premessa è parte integrante del presente Protocollo d Intesa Art. 1 (Finalità ) I. La Regione Lazio e l Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ciascuna nel quadro dei rispettivi ordinamenti e competenze, si impegnano e concordano con il presente Protocollo di avviare un rapporto di cooperazione finalizzato all attuazione di un programma pluriennale per attività di ricostruzione e valorizzazione della Memoria storica dei tragici avvenimenti legati alla Shoah, alle sue vittime e al ricordo di tutti coloro che si opposero, anche a costo della vita, al progetto di sterminio nazista, nonché a tutte le tematiche riportate nella Premessa e nell articolo 2 del presente Protocollo. Art. 2 (Oggetto dell intesa) I. E comune interesse delle Parti organizzare un insieme di manifestazioni commemorative e attivare molteplici e significativi progetti al fine di celebrare, nel corso del prossimo triennio gli eventi sopra richiamati nella Premessa e nell art. 1 del presente protocollo. II. A questo scopo, è volontà delle parti predisporre un insieme di strumenti culturali collegati al ricordo e alla preservazione delle Memorie storiche connesse alle politiche di discriminazione, separazione, deportazione e sterminio contro i cittadini italiani di religione ebraica, gli oppositori politici e le altre minoranze etniche, sessuali e religiose realizzate in Italia e in Europa nella prima metà del Novecento.
9 III. IV. Allo stesso modo è volontà delle parti adoperarsi per diffondere tra le giovani generazioni il ricordo e lo studio della lotta di Liberazione, della Resistenza e delle condizioni delle popolazioni civili prima durante e dopo l occupazione nazi-fascista, nonché la memoria e il ricordo che di quei fatti sono rimasti nel tessuto collettivo del Paese e della regione Lazio, riconoscendone il valore educativo, istituzionale per la difesa della democrazia. Le parti concordano di sostenere congiuntamente, nelle forme e nelle modalità che saranno di volta in volta specificatamente definite per ciascuna iniziativa, progetti di formazione, ricostruzione dei fatti e divulgazione della Memoria storica con particolare riferimento alle celebrazioni: del 25 aprile, Giornata della Liberazione ; del 16 ottobre, anniversario della deportazione dei cittadini romani di religione ebraica; nonché con riferimento all evoluzione del tessuto sociale economico e civile della comunità ebraica presente a Roma, nel Lazio e nel Paese; alla partecipazione della Comunità ebraica alla guerra di Liberazione; al destino dei sopravvissuti ai campi di sterminio, dei reduci, dei dispersi e dei profughi di guerra, nonché delle vittime di deportazioni e trasferimenti coatti, singolari o collettivi avvenuti nell Europa occupata dalla Germania Nazista tra il 1933 e il 1945; agli effetti per l Europa delle politiche di sterminio e deportazione attuate dalla Germania nazista e dai suoi alleati durante la seconda guerra mondiale; a qualunque possibile altra tematica collegata alle problematiche sopra esposte e riassunte anche nella premessa del presente protocollo. Art. 3 (Obblighi dell Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) L Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si impegna a I. promuovere presso l opinione pubblica la conoscenza del presente Protocollo d intesa attraverso i propri canali di comunicazione istituzionale; II. III. contribuire alla programmazione e alla verifica delle azioni previste dal presente Protocollo d intesa tramite la partecipazione al Comitato tecnico; sostenere con la propria collaborazione e consulenza culturale la progettazione delle iniziative in oggetto a questo Protocollo e riportate nell articolo 2; IV. collaborare, tramite le proprie competenze e le proprie strutture all organizzazione di viaggi della Memoria in Italia e all estero congiuntamente con la Regione Lazio; V. collaborare con la Regione Lazio alla realizzazione di materiale divulgativo (cartaceo o informatico), ivi incluse mostre ed esposizioni commemorative, didattiche e formative sul tema della Memoria della Shoah e sulle altre tematiche oggetto di questa intesa;
10 VI. collaborare con la Regione Lazio a promuovere la ricerca e la ricostruzione della storia attraverso progetti di studio ed elaborazione delle fonti raccolte in archivi, biblioteche o altre istituzioni siano esse italiane e/o straniere. La Regione si impegna a: Art. 4 (Obblighi della Regione) I. promuovere presso l opinione pubblica la conoscenza del presente Protocollo d intesa attraverso i propri canali di comunicazione istituzionale; II. III. IV. contribuire alla programmazione e alla verifica delle azioni previste dal presente Protocollo d intesa tramite la partecipazione al Comitato tecnico; contribuire fattivamente, sia sotto il profilo strutturale che sotto quello scientifico attraverso le proprie strutture, disponibilità finanziarie e competenze alle celebrazioni e alle attività connesse alle tematiche oggetto di questo Protocollo e riportate in Premessa e negli articoli 1 e 2; favorire l organizzazione di viaggi della Memoria in Italia e all estero; V. valorizzare il Trofeo della Memoria Un calcio alla violenza rivolto al mondo dello sport giovanile e dilettantistico; VI. VII. VIII. IX. promuovere corsi di formazione nelle scuole e/o sul territorio della Regione Lazio rivolti ai giovani e non solo, sulle tematiche sopra esposte; realizzare materiale divulgativo (cartaceo o informatico), ivi incluse mostre ed esposizioni commemorative, didattiche e formative; promuovere la collaborazione con altri soggetti, enti e istituzioni, pubbliche o private, italiane o straniere, dediti alle stesse finalità del presente protocollo; promuovere la ricerca e la ricostruzione della storia attraverso progetti di studio ed elaborazione delle fonti raccolte in archivi, biblioteche o altre istituzioni siano esse italiane e/o straniere; promuovere in ogni sede lavori e progetti di partenariato, iniziative culturali, didattiche, accademiche e di ricerca dirette a mantenere viva la memoria collettiva della Shoah, nonché sui temi dell antisemitismo, del pregiudizio degli effetti delle ideologie totalitarie e del negazionismo. Art. 5 (Comitato attuativo)
11 I. Per la realizzazione degli obiettivi indicati nel protocollo e per consentire la pianificazione strategica degli interventi in materia, è costituito un Comitato attuativo paritetico composto da tre rappresentanti per ciascuna delle parti e, ove il Comitato lo ritenga necessario, eventualmente allargato alla partecipazione di competenze esterne alla Regione Lazio e all Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. II. III. Tale Comitato approva, in relazione a specifiche tematiche, il piano annuale delle attività e, sulla base degli argomenti all ordine del giorno, può invitare a partecipare alle riunioni di volta in volta, esperti anche esterni alle Parti. La Partecipazione al Comitato di tutti i componenti, interni o esterni alla Regione Lazio e alla Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è a titolo gratuito e senza alcun onere per l Amministrazione. Art. 6 (Durata e termine) Il presente protocollo ha durata di tre anni dalla data di sottoscrizione; può essere modificato con il consenso dei sottoscrittori in qualunque momento. Alla scadenza, le Parti possono valutare l opportunità di rinnovare detto Protocollo mediante specifico Accordo formale.
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References: art. 8
 art. 19
 art. 2
 art. 8
 art. 19
 art. 2
 Art. 1
 articolo 2
 Art. 2
 art. 1
 Art. 3
 articolo 2
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6