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Timestamp: 2020-05-27 22:27:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23323 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23323 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/10/2017, (ud. 07/06/2017, dep.05/10/2017), n. 23323
sul ricorso 27433/2015 proposto da:
T.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE PARIOLI
180, presso lo studio dell’avvocato NICCOLO’ ARNALDO BRUNO, che lo
DANIELE CECCARELLI;
R.P.E.;
avverso la sentenza n. 227/2015 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
T.R. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi illustrati con memoria, avverso la sentenza della Corte d’appello di Perugia n. 227/2015, depositata il 15 aprile 2015, con la quale sono stati rigettati gli appelli principale ed incidentale proposti, rispettivamente, da T.R. ed R.P.E., nei confronti della pronuncia del Tribunale di Terni n. 640/2014;
il primo motivo di ricorso è inammissibile, in quanto si risolve, in sostanza, in una richiesta di riesame dei profili fattuali della vicenda, peraltro congruamente valutati dal giudice di seconde cure nell’impugnata sentenza;
il fatto storico dedotto dall’istante – costituito dalla “causalità diretta tra la relazione extraconiugale della R. e la disgregazione del matrimonio” – è stato, invero, adeguatamente preso in considerazione dalla Corte d’appello, che ha escluso detta causalità, sulla base degli elementi acquisiti agli atti di causa, laddove il ricorrente si duole, del tutto inammissibilmente, dell’omesso o erroneo esame di taluni documenti prodotti in causa (lettera dell’avv. Sforza del 6 giugno 2011, ricorso al Tribunale dei Minorenni di Perugia del 20 giugno 2011, mail della R. del 20 giugno 2011); per vero, l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo, ai sensi del novellato art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie in atti (Cass. Sez. U. 07/04/2014, nn. 8053 e 8054);
il secondo motivo di ricorso è manifestamente infondato, non avendo la Corte territoriale in alcun modo operato la dedotta inversione dell’onere della prova, essendosi limitata ad escludere, in conformità alla giurisprudenza di questa Corte, la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale (Cass. 07/12/2007, n. 25618; Cass. 14/08/2015, n. 16859);
il giudice di appello ha accertato, infatti, che la relazione coniugale della R. si era inserita “nell’ambito di una relazione familiare già caratterizzata da una profonda “crisi coniugale”, come era possibile dedurre dalla mail inviata dal T. alla R. il 28 aprile 2011, rivelatrice della consapevolezza, in capo all’odierno ricorrente, che la crisi stava per sfociare in una separazione, tanto che nel successivo mese di maggio i legali dei due coniugi si erano adoperati per trovare una soluzione economica “essendo evidente l’irreversibilità della crisi matrimoniale”;
per tali ragioni, il ricorso debba essere rigettato, senza alcuna statuizione sulle spese, attesa la mancata costituzione dell’intimata.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 Cass.