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Timestamp: 2020-03-30 13:21:53+00:00

Document:
Lexbrowser - e) Decreto del Presidente della Provincia 10 settembre 2009 , n. 421)
Normativa provinciale Assistenza e beneficenza Servizi sociali Decreto del Presidente della Provincia 10 settembre 2009 , n. 42
e) Decreto del Presidente della Provincia 10 settembre 2009 , n. 421)
Regolamento sui compiti e sulla formazione dell'operatore o dell'operatrice socioassistenziale
Pubblicato nel B.U. 24 novembre 2009, n. 48.
(1) Il presente regolamento disciplina i compiti e la formazione dell’operatore o dell’opera-trice socio-assistenziale con formazione complementare in assistenza sanitaria.
Art. 2 (Compiti)
(1) L’operatore ovvero l’operatrice socio-assistenziale opera nelle strutture e nei servizi sociali, socio-sanitari e scolastici, dove assicura prestazioni sociali, psico-sociali, assistenziali - queste ultime anche sanitarie - ed educative.
Art. 3 (Assistenza sociale)
(1) Il campo di attività dell’operatore o dell’operatrice socio-assistenziale comprende l’accompagnamento e l’assistenza dellapersona nel suo ambiente abituale quale la casa, in centri di degenza e strutture residenziali, in centri diurni, in strutture occupazionali e nelle strutture scolastiche.
(2) L’operatore ovvero l’operatrice socio-assis-tenziale lavora in autonomia e collabora in modo integrato con altri gruppi professionali al fine di mantenere e migliorare la qualità della vita di persone, famiglie e gruppi sul piano sociale, socioculturale, nei rapporti interpersonali e nelle attività pratiche della vita quotidiana. Le attività di assistenza globale sono inoltre rivolte al mantenimento della salute, alla promozione ed allo sviluppo della autosufficienza, nonché ad un generale aiuto e sostegno.
(3) Nei servizi e nelle strutture l’operatore, ovvero l’operatrice socio-assistenziale, assicura in particolare le seguenti prestazioni:
elabora il programma assistenziale individuale o di gruppo, volto a mantenere e migliorare le facoltà intellettive e le capacità fisiche delle persone assistite, ne verifica i risultati e/o partecipa all’elaborazione del programma stesso ed alla valutazione degli obiettivi raggiunti;
accompagna le persone ai vari servizi;
sostiene la persona assistita e la aiuta a mantenersi autosufficiente ed a condurre una vita autonoma;
nello svolgere compiti educativi e di assistenza in seno alla famiglia assume le veci della persona titolare della responsabilità educativa, in particolare in caso di sua assenza o malattia e, in casi di particolare necessità, assume la completa gestione della casa;
elabora, assieme al personale specializzato dei servizi sociali e dei servizi sanitari, specifiche rilevazioni dei bisogni delle persone e dei gruppi da assistere e collabora alla stesura dei modelli d’intervento e dei piani d’azione da realizzare sul territorio e nei servizi;
promuove e sostiene forme d’aiuto da parte del vicinato e da parte del volontariato e le include nell’ambito degli interventi di sostegno e dell’assistenza programmata;
informa e consiglia le persone nel loro contesto sociale e nelle situazioni di vita del momento;
promuove e favorisce contatti all’interno ed all’esterno in situazioni sociali difficili;
istruisce nuovi collaboratori e tirocinanti sul posto di lavoro;
svolge le attività amministrative ed organizzative necessarie e collegate all’assolvimento dei propri compiti e prepara la documentazione occorrente al fine di assicurare la valutazione dei risultati e la qualità degli stessi.
Art. 4 (Assistenza sanitaria)
(1) In osservanza del piano d’assistenza predisposto dall’infermiere ovvero infermiera responsabile e conformemente alle direttive dell’infermiere ovvero infermiera, oppure sotto la sua supervisione, l’operatore ovvero l’operatrice socio-assistenziale svolge i seguenti compiti:
somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta;
somministrazione delle diete;
terapia intramuscolare e sottocutanea;
bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni;
rilevazione e annotazione di alcuni parametri vitali, quali la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la temperatura e la rilevazione della glicemia capillare;
raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico;
medicazioni semplici e bendaggi;
clisteri;
mobilizzazione della persona non auto-sufficiente per la prevenzione di decubiti ed alterazioni cutanee;
disinfezione, lavaggio e preparazione del materiale per la sterilizzazione e relativa conservazione secondo i protocolli in uso;
disinfezione, pulizia e sterilizzazione delle apparecchiature e attrezzature sanitarie, nonché dei dispositivi medici e relativa conservazione secondo i protocolli in uso;
raccolta e stoccaggio differenziati dei rifiuti sanitari;
trasporto del materiale biologico a fini diagnostici, secondo le norme ed i protocolli vigenti;
sorveglianza delle fleboclisi.
Art. 5 (Programmi di formazione)
(1) Le scuole provinciali per le professioni sociali integrano i programmi formativi per il conseguimento del diploma di qualifica professionale di operatore od operatrice socio-as-sistenziale con i contenuti previsti dall’Accor-do nella Conferenza permanente Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 per l’operatore socio-sanitario e con quelli previsti dall’Accordo nella Conferenza permanente Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 per l’operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria.
(2) Oltre al diploma di qualifica professionale di operatore od operatrice socio-assistenziale gli allievi ottengono anche l’attestato di qualifica/diploma di qualifica professionale di operatore od operatrice socio-sanitaria con formazione complementare in assistenza sanitaria.
Art. 6 (Formazione integrativa)
(1) Le scuole provinciali per le professioni sociali offrono moduli di formazione integrativa, mediante i quali gli operatori socio-assisten-ziali, gli assistenti per soggetti portatori di handicap e gli assistenti geriatrici e familiari, formati in base alle norme vigenti anteriormente all’entrata in vigore del presente regolamento possono conseguire l’attestato di operatore socio-sanitario od operatrice socio-sani-taria con formazione complementare in assistenza sanitaria.
Art. 7 (Rapporti di collaborazione)
(1) Le ripartizioni per la formazione professionale, gli enti gestori dei servizi sociali e l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige stipulano accordi, al fine di:
trasmettere in modo ottimale, nella teoria e nella pratica, i contenuti formativi relativi al lavoro sociale ed all’assistenza;
organizzare i moduli di tirocinio pratico nei servizi sociali e nei servizi sanitari.
Art. 8 (Abrogazione)
(1) Il decreto del Presidente della Giunta provinciale 28 dicembre 1999, n. 72, è abrogato.
a) Legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13 
b) LEGGE PROVINCIALE 10 dicembre 1992, n. 43
c) DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE 24 maggio 1994, n. 2808
c) Decreto del Presidente della Giunta provinciale 11 agosto 2000, n. 30 
d) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 7 febbraio 2007, n. 14
e) Decreto del Presidente della Provincia 10 settembre 2009 , n. 42
f) Decreto del Presidente della Provincia 20 luglio 2011 , n. 28
g) Decreto del Presidente della Provincia 4 gennaio 2012, n. 1

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8