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Timestamp: 2019-11-22 18:35:18+00:00

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ISTRUZIONI SULL’APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI
A1 Qual è la fonte che disciplina il contributo unificato nel processo amministrativo?
B. Presupposto d’imposta
B1 Qual è il presupposto impositivo del contributo unificato? Cosa si intende per “ricorso”?
B2 Quando i motivi aggiunti ed il ricorso incidentale danno luogo al versamento del contributo unificato? Cosa si intende per “domande nuove”?
B3 Come riconoscere i motivi aggiunti che danno luogo al versamento del contributo unificato?
Quali sono le indagini e le valutazioni che deve effettuate l’ufficio giudiziario impositore?
B4 Regime tributario cui è sottoposta la domanda riconvenzionale (art. 42 del Codice).
C1 Chi è obbligato ad adempiere? In quale momento sorge l’onere di versare il contributo unificato?
C2 A chi va inviato l’invito al pagamento nel caso in cui il giudizio di merito si sia già concluso?
D. Omesso od insufficiente pagamento del contributo unificato
D1 Quale effetto produce sul processo il mancato versamento del contributo unificato?
D2 Quale effetto produce sul processo l’omessa indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata e del recapito fax?
E1 pubblico impiego
E2 concorsi pubblici
E3 controversie elettorali
E4 regolamento di giurisdizione
E5 regolamento di competenza
E6 misure cautelari ante causam ed in corso di causa
E7 accesso in corso di causa
E8 ricorsi delle vittime della criminalità organizzata
E9 ricorsi proposti dai genitori di alunni diversamente abili per ottenere un insegnante di sostegno
E10 ricorsi delle onlus, delle federazioni sportive e delle associazioni di tutela dei consumatori e di difesa dell’ambiente
F. Patrocinio a Spese dello Stato
F1 Qual è l’effetto dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato?
G. Translatio Iudicii
G1 Qual è il contributo unificato dovuto nel caso di riproposizione del processo dinanzi al giudice amministrativo, dopo che il giudice ordinario abbia declinato la propria giurisdizione (art. 11, secondo comma, del Codice)?
H. Risarcimento danni
H1 Qual è il regime impositivo cui va sottoposta la richiesta di risarcimento del danno, sia nel caso in cui venga azionata con il ricorso introduttivo, che nel caso in cui venga formulata autonomamente (art. 30 del Codice)?
I. Azione di nullità
I1 Cosa è dovuto nel caso della proposizione di azione di nullità nell’ambito dell’ordinario processo impugnatorio e nel corso del giudizio di esecuzione (rispettivamente, art. 31, ultimo comma, e art. 114, quarto comma, lett. b) del Codice)?
L. Trasposizione del ricorso straordinario
L1 Soggetto obbligato al pagamento e misura del contributo unificato in caso di trasposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (art. 48 del Codice).
M. Impugnazioni
M1 appello avverso sentenza parziale
M2 revocazione ed opposizione di terzo
N. Ottemperanza e riti speciali
N1 giudizio di ottemperanza
N2 incidenti di esecuzione
N3 accesso
N4 procedimento monitorio
N5 silenzio
N6 riti abbreviati
O. Extracomunitari
O1 Qual è il contributo unificato dovuto in relazione ai ricorsi concernenti il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato di cittadino extra comunitario, regolato dal T.U. immigrazione 25 luglio 1998 n. 286 e dal D.P.R. 31 agosto 1999 n. 394 (regolamento di attuazione)?
P. Entrata in vigore d.l. n. 98/2011
P1 controllo dell’ufficio giudiziario
P2 rimborso
Q. Aspetti Gestionali
Q1 controllo dell’ufficio giudiziario
Q2 rimborso
R. Tabella degli importi
Preliminarmente va ricordato che l’art. 13 comma 6-bis del T.U. 30 maggio 2002 n. 115 disciplina il criterio di determinazione del contributo unificato dovuto per l’accesso alla tutela giurisdizionale dinanzi al giudice amministrativo, stabilendone l’importo in base alla tipologia di processo azionato ovvero alla materia oggetto del contenzioso.
Com’è noto, tale risultato è il frutto di una modifica dell’originario sistema, concepito dal medesimo art. 13 in maniera unitaria per i giudizi civili ed amministrativi.
L’art. 13, comma 6-bis, del T.U. n. 115 del 2002, nella sua prima versione, identificava l’atto introduttivo con il solo “ricorso”. Con due successivi interventi, il secondo proprio nell’ambito del Codice, il Legislatore ha fornito una nuova nozione di “ricorso” ampliandone la portata fino a comprendere in esso il ricorso incidentale (anche sub specie di appello incidentale, in tutte le sue forme) ed i motivi aggiunti che introducono domande nuove. In queste due ipotesi l’onere tributario sorge all’atto del deposito dell’atto –motivi aggiunti o ricorso incidentale - cui accede.
B.2) Quando i motivi aggiunti ed il ricorso incidentale danno luogo al versamento del contributo unificato? Cosa si intende per “domande nuove”?
- di estendere l’impugnazione a provvedimenti diversi da quelli già portati all’attenzione del giudice col ricorso introduttivo ovvero di prevedere l’impugnazione di questi ultimi o di atti ad essi strettamente connessi ad opera del controinteressato con ricorso incidentale;
- di introdurre nuove azioni di accertamento o di condanna.
Diversamente, se la pluralità di domande è il frutto di un ampliamento successivo, operato con i motivi aggiunti, al deposito di tali atti andrà versato un ulteriore contributo unificato.
Pertanto, il contributo non è dovuto qualora con i motivi aggiunti venga impugnato l'originario provvedimento per vizi diversi da quelli fatti valere con il ricorso originario.
B.3) Come riconoscere i motivi aggiunti che danno luogo al versamento del contributo unificato? Quali sono le indagini e le valutazioni che deve effettuate l’ufficio giudiziario impositore?
L’individuazione da parte dell’ufficio giudiziario del presupposto d’imposta, in relazione al deposito di “motivi aggiunti”, va effettuata tenendo conto dei seguenti requisiti formali, che devono sussistere congiuntamente:
Si richiamano in proposito le modalità operative per l’irrogazione delle sanzioni previste dalla circolare del Segretariato generale della Giustizia amministrativa 26 aprile 2007 n. 10186.
Si precisa che l’invito al pagamento deve recare, ai sensi dell’art. 7 della legge 27 luglio 2000 n. 212 (“statuto del contribuente”), la motivazione della richiesta di contributo unificato, nonché l’indicazione del responsabile del procedimento e dei termini per proporre ricorso alla commissione tributaria provinciale.
Infine, quanto alla riscossione coattiva, valgono le modalità stabilite con la circolare del Segretariato generale della Giustizia 29 gennaio 2004 n. 56 (parte III).
Il legislatore, pertanto, prevede conseguenze sanzionatorie per le sole parti – ricorrente principale e ricorrente incidentale - sulle quali incombe l’obbligo del versamento del contributo unificato, non anche per le altre parti cui pure l’art. 136 del Codice del processo amministrativo richiede tale indicazione.
- IN GENERALE.
- DIMOSTRAZIONE DEL POSSESSO DEL REQUISITO REDDITUALE E CONTROLLO DA PARTE DELLA SEGRETERIA DELL’ORGANO GIUDIZIARIO.
Alla segreteria dell’ufficio giudiziario non compete alcuna indagine di carattere fiscale. Essa è tenuta esclusivamente a trasmettere all’ufficio finanziario competente la documentazione utilizzata dall’interessato per ottenere il beneficio dell’esenzione, analogamente a quanto previsto, sempre per il patrocinio a spese dello Stato, dall’art. 127 del T.U. n. 115 del 2002, salvo procedere all’invito al pagamento del contributo unificato, qualora il procedimento di verifica fiscale desse esito negativo per l’interessato.
- RICORSI COLLETTIVI IN MATERIA DI PUBBLICO IMPIEGO.
- AMBITO DI OPERATIVITA’ DELL’ESENZIONE.
- GIUDIZI PER: A) L’ACCESSO; B) L’ESECUZIONE DEL GIUDICATO; C) AVVERSO IL SILENZIO, RELATIVI A CONTROVERSIE IN MATERIA DI PUBBLICO IMPIEGO.
L’esenzione dal contributo unificato, sia pure nei limiti di reddito innanzi indicati, si applica anche:
- ai ricorsi diretti ad ottenere l’accesso agli atti detenuti dalla pubblica amministrazione che, per loro natura, siano connessi al rapporto di pubblico impiego; in questo caso, la strumentalità di tale azione rispetto alla difesa (sia pure non necessariamente giudiziaria) della posizione soggettiva di pubblico dipendente posseduta comporta l’estensione della norma agevolativa al rito dell’accesso, sicché, qualora non sussistano le condizioni di reddito richieste per l’esenzione, il contributo unificato, previsto in via ordinaria per tale forma di giudizio nella misura fissa di 300,00 euro, è di 150,00 euro;
- ad analogo regime fiscale soggiacciono il ricorso per l’esecuzione della sentenza che definisce una controversia relativa al rapporto di pubblico impiego ed il ricorso avverso il silenzio concernente la medesima tipologia di rapporto, sicché la proposizione di siffatti ricorsi comporta il pagamento del contributo unificato nella misura di 150,00 euro, qualora non sussistano le condizioni reddituali per godere dell’esenzione dal tributo.
Le controversie relative ai concorsi pubblici (sia di accesso all’impiego, che di passaggio da un livello ovvero da un grado o qualifica a quelli, rispettivamente, superiori) godono dell’esenzione prevista dal punto 12 della Tabella B allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, richiamato dall’art. 10, comma 1, del T.U. n. 115 del 2002, in quanto la previsione di legge – “controversie…concernenti rapporti di pubblico impiego” – ricomprende anche “quelle riguardanti la fase di costituzione del rapporto stesso” (nello stesso senso, cfr. la nota 23 marzo 2011 prot. n. 2011/31185 dell’Agenzia delle Entrate, in merito alla corretta interpretazione della normativa sul bollo).
Anche in questo caso, peraltro, l’esenzione va riconosciuta ai soli titolari di redditi inferiori a quello indicato nell’art. 37, sesto comma, del D.L. n. 98 del 2011.
Il regolamento di competenza è istituto processuale che è stato profondamente innovato dal Codice, che lo ha reso rimedio (anche) impugnatorio, in relazione al potere riservato, per la
prima volta, al giudice amministrativo di rilevare d’ufficio il vizio di incompetenza.
Nell’art. 13, comma 6-bis, del T.U. n. 115 del 2002 non si rinviene alcuna norma che legittimi l’imposizione del contributo unificato al sub procedimento concernente il regolamento di competenza.
Ciò vale, in particolare, per il regolamento di competenza azionato dalla parte interessata, a mezzo di una semplice “istanza” (su quello richiesto d’ufficio dal giudice, invero, non vi è problema alcuno), che non rientra in nessuno dei tre atti tipici (ricorso principale, ricorso incidentale e motivi aggiunti) che fungono da presupposto impositivo, atteso che esso solleva una mera questione di rito, suscettibile di produrre effetti esclusivamente nell’ambito del processo cui accede.
Da ultimo, è il caso di chiarire che nulla è dovuto per l’atto di riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente, proposto ai sensi dell’art. 16, secondo comma, del Codice del processo amministrativo.
Nessuna delle tre forme di richiesta di tutela cautelare reca tale carattere, atteso che nella cd. tutela ante causam il giudizio di merito non è neppure iniziato, mentre le altre due introducono un sub procedimento tutto interno a quello principale e totalmente servente rispetto ad esso.
Per ragioni analoghe a quelle innanzi esposte non comportano il pagamento del contributo unificato:
- la richiesta di esecuzione di ordinanza cautelare;
- la proposizione dell’appello cautelare (art. 92, quinto comma, del Codice del processo amministrativo);
- l’istanza di sospensione della sentenza di primo grado (art. 98 del Codice del processo amministrativo).
E.8) RICORSI DELLE VITTIME DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
I ricorsi suddetti sono soggetti al pagamento del contributo unificato nella misura ordinaria, atteso che non è rinvenibile alcuna norma nell’ordinamento che consenta di tenerli esenti da imposizione tributaria.
In particolare, non può applicarsi la norma contenuta nell’art. 10, comma 2, del T.U. n. 115 del 2002, che esenta tutte le controversie “comunque riguardanti la prole”, in quanto essa riguarda i soli rapporti concernenti situazioni giuridiche soggettive che hanno origine e si esauriscono nell’ambito della famiglia e del rapporto relazionale potestà genitoriale-figli, azionabili dinanzi al giudice ordinario.
I suindicati ricorsi sono sottoposti al pagamento del contributo unificato, ai sensi del punto 27- bis della Tabella B allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, che esenta dall’imposta di bollo (ed oggi, in virtù dell’art. 10 del T.U. n. 115 del 2002, dal contributo unificato) i soli atti di natura sostanziale e non anche quelli di natura processuale delle suddette persone giuridiche, in quanto l’elencazione degli atti esenti, effettuata dalla suddetta Tabella B, deve ritenersi tassativa, atteso che le esenzioni, per gli atti posti in essere nell’ambito di procedimenti giurisdizionali, sono disciplinate dal legislatore in maniera esplicita.
Qual è l’effetto dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato?
La fattispecie è disciplinata dall’art. 11 del T.U. n. 115 del 2002 che, nel caso di ammissione della parte al patrocinio a spese dello Stato, prevede la prenotazione a debito del contributo unificato.
Per tutti gli aspetti operativi, relativi al recupero del contributo unificato nei giudizi in cui vi sia stata la prenotazione a debito, si richiama la circolare del Segretariato generale della Giustizia amministrativa 29 gennaio 2004 n. 56 (parte VII).
c) la richiesta può essere proposta anche in via autonoma, nelle due forme previste dall’art. 30 del Codice del processo amministrativo: 1) come domanda giudiziale formulata nel corso del processo (mediante il deposito di motivi aggiunti) o ad esito del giudizio impugnatorio (ipotesi contemplata dal quinto comma); 2) come richiesta risarcitoria che non sia stata preceduta o, comunque, correlata ad azione annullatoria (secondo e terzo comma).
d) vi è, poi, la richiesta risarcitoria formulata in via autonoma nell’ambito del contenzioso inerente alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture; in proposito, deve distinguersi fra: 1) la richiesta di risarcimento del danno in forma specifica, che presuppone l’impugnazione dell’aggiudicazione in favore di un terzo; 2) la richiesta di risarcimento del danno per equivalente, che, al contrario, esclude la pretesa di conseguire l’aggiudicazione, essendo limitata ad ottenere il ristoro pecuniario delle conseguenze pregiudizievoli dell’agire illegittimo della stazione appaltante.
Nel primo caso, il contributo unificato è dovuto nella misura di 4.000,00 euro, atteso che la richiesta di risarcimento in forma specifica postula come necessario risultato l’annullamento dell’aggiudicazione, sicché essa soggiace allo speciale rito di cui all’art. 120 del Codice del processo amministrativo; di converso, la richiesta di risarcimento del danno per equivalente pecuniario non dà luogo all’applicazione del rito accelerato, essendo ad essa estranea la pretesa a conseguire l’aggiudicazione, e, pertanto, comporta il pagamento del contributo unificato nella misura – ordinaria – di 600,00 euro.
Considerazioni in tutto analoghe possono essere formulate per i ricorsi che introducono il rito speciale di cui all’art. 119 del Codice del processo amministrativo (per tutti, i ricorsi in materia di espropriazione per pubblica utilità), in merito ai quali il contributo unificato è dovuto nella misura di 1.500,00 euro, quando la domanda giudiziale è di natura annullatoria (e soggiace, perciò, al rito speciale), e di 600,00 euro, quando la richiesta è limitata all’accertamento dell’illiceità della condotta della pubblica amministrazione, ai fini del risarcimento del danno, anche se al giudice sia richiesto l’accertamento incidentale dell’illegittimità di un atto ablatorio;
e) da ultimo, va esaminato il caso in cui la richiesta risarcitoria sia proposta insieme ad un ricorso impugnatorio in materia di cittadinanza, residenza, soggiorno o ingresso nel territorio dello Stato, che, come detto in precedenza, impone il pagamento del contributo unificato nella misura di 300,00 euro; poiché tale misura è fissata non in relazione al rito o all’oggetto della domanda, ma in relazione alla materia, quale che sia la pretesa azionata, nel caso di domanda risarcitoria contestuale a quella impugnatoria, il contributo unificato sarà dovuto nella misura di 300,00 euro, così come, se formulata con motivi aggiunti, introducendo così una “domanda nuova”, il proponente dovrà corrispondere ulteriori 300,00 euro.
I) AZIONE DI NULLITA’
Va tenuta distinta l’azione di nullità in via autonoma, prevista dall’art. 31, ultimo comma, del Codice del processo amministrativo, dai poteri del giudice di dichiarare la nullità degli atti elusivi o violativi del giudicato, previsti dall’art. 114, quarto comma, lett b), del Codice del processo amministrativo nell’ambito del giudizio di ottemperanza.
Quanto alla disciplina tributaria delle due fattispecie, la prima, recante, appunto, il carattere dell’autonomia, rimane sottoposta al versamento del contributo unificato, nella misura riferita
alla tipologia di processo azionato; la seconda, che si inserisce, senza alcuna autonomia, nel giudizio principale di esecuzione, va esente dal pagamento del contributo unificato.
Soggetto obbligato al pagamento e misura del contributo unificato in caso di trasposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (art. 48 del Codice).
Nel caso di opposizione a ricorso straordinario, il ricorrente, allorché voglia trasporre il giudizio dinanzi al giudice amministrativo, è chiamato a depositare nella segreteria di quest’ultimo un “atto di costituzione in giudizio”.
L’art. 13, comma 6-bis, del T.U. n. 115 del 2002 sottopone il giudizio di ottemperanza al versamento del contributo unificato nella misura fissa di 300,00 euro.
L’art. 112 del Codice del processo amministrativo prevede la facoltà di proporre nel corso di tale giudizio:
La richiesta di decreto ingiuntivo dà luogo al pagamento del contributo unificato? Parimenti, è dovuto detto tributo nel caso di successiva opposizione (art. 118 del Codice del processo amministrativo)?
La richiesta di emissione di decreto ingiuntivo, ammissibile nelle controversie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, comporta il versamento del contributo unificato nella misura ordinaria di 600,00 euro.
In ambedue le ipotesi va corrisposto il contributo unificato nella misura piena stabilita per il rito che si va ad instaurare, atteso che quest’ultimo è del tutto autonomo da quello originariamente azionato per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio rifiuto che, dal canto suo, ha prodotto l’effetto richiesto, consentendo il conseguimento del risultato – l’emanazione del provvedimento espresso - che l’attore si prefiggeva di ottenere.
Le disposizioni recate dagli artt. 119 e seguenti del Codice del processo amministrativo comportano delicati aspetti applicativi.
Va, anzitutto, individuato il presupposto d’imposta, vale a dire quali delle fattispecie disciplinate dal Titolo V del Codice comportino il pagamento del contributo nella misura – diversa da quella ordinaria - di 1.500,00 ovvero di 4.000,00 euro.
Il criterio discretivo, indicato dall’art 13, comma 6-bis, del T.U. n. 115 del 2002, è costituito dall’applicazione del “rito abbreviato”, sicché la più onerosa imposizione è connessa e giustificata dalla previsione della rapida definizione del giudizio.
Detto questo in linea di principio, può passarsi ad effettuare qualche puntualizzazione, con intento chiarificatore ma non esaustivo della varietà delle ipotesi che possono presentarsi all’interprete. La materia più “sensibile” è sicuramente quella degli appalti; in proposito, il più volte citato art. 13, comma 6-bis, T.U. n. 115 del 2002fornisce un’univoca chiave di lettura, facendo espresso riferimento alle “procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture” (ivi compresi gli incarichi di progettazione e, altresì, il concorso di idee), vale a dire tutte le tipologie di ricorsi (impugnazione del bando di gara, dell’esclusione dalla gara, dell’aggiudicazione, del provvedimento di auto annullamento di quest’ultima) che hanno come effetto l’individuazione del soggetto prescelto a contrarre con la pubblica amministrazione.
Alla medesima conclusione deve pervenirsi in merito alle eventuali azioni giudiziarie riguardanti la fase, successiva all’aggiudicazione, di esecuzione del rapporto, quali i provvedimenti di sospensione e di recesso, ovvero di proroga del contratto, ovvero di disapplicazione delle penali, non rilevando, ai fini fiscali, la circostanza che su tali controversie sussista o meno la giurisdizione del giudice amministrativo.
Parimenti, alla misura ordinaria (600,00 euro) è da sottoporre l’eventuale impugnativa delle cd. informative antimafia, autonomamente azionata; di converso, qualora essa venga effettuata con motivi aggiunti, nell’ambito di un già instaurato giudizio concernente le procedure di affidamento degli appalti, ex art. 120 del Codice del processo amministrativo, anche il ricorso avente ad oggetto l’interdittiva antimafia, costituendo quest’ultima un atto presupposto dell’eventuale esclusione o aggiudicazione ad altro concorrente, postula l’applicazione del rito abbreviato e, quindi, il versamento del contributo unificato nella misura di 4.000,00 euro all’atto del deposito dei relativi motivi aggiunti.
Tale conclusione si basa su di un duplice ordine di ragioni, di carattere logico-sistematico e testuale: anzitutto, la nuova iniziativa giudiziaria si incardina in un processo già instaurato e regolato, appunto, dal “rito” di cui all’art. 120 del Codice del processo amministrativo; in secondo luogo, l’art. 32 del Codice del processo amministrativo disciplina l’ipotesi di cumulo di domande in uno stesso giudizio, anche quando le rispettive azioni siano soggette a riti diversi, con la conseguenza in quest’ultimo caso, che, su tutti, prevale il rito speciale di cui all’art. 120 del Codice del processo amministrativo.
Da ultimo, va chiarito il rapporto, che è di sostanziale sovrapposizione, fra l’art. 119, primo comma, lett. a) e l’art. 133, primo comma, lett. e) n. 1) del Codice del processo amministrativo, atteso che entrambi enunciano le controversie “relative a procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture”, solo che la prima norma lo fa per introdurre per esse (e solo per esse) una procedura accelerata di definizione del contenzioso, mentre la seconda è diretta ad individuare i poteri di cognizione del giudice amministrativo attraverso la sussunzione delle suddette controversie nell’ambito della giurisdizione esclusiva.
B) La richiesta di sospensione dell’esecutività del dispositivo comporta l’insorgenza dell’obbligo di versamento del contributo unificato (artt. 119, sesto comma, e 120, undicesimo comma, del Codice)?
Il Codice, agli artt. 119, sesto comma, e 120, undicesimo comma, del Codice del processo amministrativo, prevede la possibilità di chiedere al Consiglio di Stato la sospensione dell’esecutività del dispositivo, proponendo “appello”, con riserva di esplicitazione dei motivi in un termine perentorio, a seguito della pubblicazione della sentenza.
Tale iniziativa giudiziaria, costituendo formalmente ed anche sostanzialmente un “appello”, soggiace all’immediato versamento del contributo unificato, nella misura prevista, rispettivamente, per le controversie di cui all’art. 119 e 120, fermo restando che il completamento dell’impugnativa (con la precisazione delle doglianze) non comporta alcun ulteriore onere fiscale.
Le disposizioni contenute nel D.L. n. 98 del 2011 entrano in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, secondo quanto previsto dall’art. 41, che ne costituisce la norma finale. Pertanto, la data di operatività di tutte le previsioni recate dal D.L. in questione – nessuna esclusa- va fissata al 6 luglio 2011.
La specificazione -“le disposizioni di cui al comma 6 si applicano alle controversie instaurate”…“successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto”-, recata dall’art. 37, settimo comma, del D.L. n. 98 del 2011 serve solo a chiarire che la disciplina introdotta non è suscettibile di produrre effetti retroattivi.
Di conseguenza, coerentemente con le peculiarità del processo amministrativo, la novella legislativa si applica ai ricorsi per i quali il deposito –quale momento di instaurazione della controversia- sia stato effettuato a far tempo dal 6 luglio 2011 (compreso).
- accertare se sia dovuto o meno il pagamento del contributo unificato e, nel primo caso, verificare la corrispondenza dell’importo versato, risultante dalla ricevuta di versamento, a quello previsto dall’art. 13, comma 6-bis, del T.U. n. 115 del 2002, in relazione alla tipologia di processo azionato ovvero alla materia oggetto del contenzioso. Nel caso di esenzione, occorre verificare che la ragione dell’esenzione risulti dal ricorso o da altro documento;
- accertare l’esistenza della ricevuta di versamento ( contrassegno telematico rilasciato da ricevitoria autorizzata, attestato di pagamento tramite modello F23, ricevuta di pagamento tramite conto corrente postale).
In caso di mancata indicazione della ragione dell’esenzione dal versamento del contributo unificato, la dichiarazione deve considerarsi incompleta e deve, quindi, essere regolarizzata.
Per procedere al rimborso del contributo unificato, in tutti i casi in cui sia ammissibile (versamento di somme eccedenti lo scaglione di riferimento; duplicazione di versamenti; procedimento giurisdizionale esente; versamento cui non hanno fatto seguito il deposito e l’iscrizione a ruolo dell’atto introduttivo del giudizio), si osservano le istruzioni operative contenute nella circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze 26 ottobre 2007 n. 33.
le parti evidenziate in rosso danno conto delle modifiche introdotte all’art. 13 comma 6-bis del D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 dall’art. 37, sesto comma, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98.
appello in materia di riparazione ex lege 89/01 (legge Pinto);
appello avverso ordinanza cautelare (art. 62 del codice), richiesta di misure cautelari monocratiche (art. 56 del codice), istanza per esecuzione dell’ordinanza cautelare e revoca dell’ordinanza cautelare;
istanza di sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado (art. 98 del codice);
istanza per regolamento di competenza;
appello in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato tra il 6 e il 16 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore al doppio dell’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (doppio di euro 10.628,16);
appello in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato a decorrere dal 17 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore a tre volte l’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (triplo di euro 10.628,16);
appello in materia elettorale;
appello ex art. 25 L. 7 agosto 1990 n. 241, in materia di accesso alle informazioni ambientali (D.Lgs. 19 agosto 2005 n.195);
appello in materia di ricongiungimento familiare e di permesso di soggiorno per motivi familiari ex art. 30 D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286;
istanza di correzione di errore materiale;
riassunzione;
appello in materia di leva militare;
accesso in corso di causa;
incidente di esecuzione nell’ambito del giudizio di ottemperanza;
ricorso in materia di riparazione ex lege 89/01 (legge Pinto);
richiesta di misure cautelari collegiali (art. 55 del codice), di misure cautelari monocratiche (art. 56 del codice) e di misure cautelari anteriori alla causa (art. 61 del codice), nonché istanza per la revoca (art. 58 del codice) o per l’esecuzione dell’ordinanza cautelare (art. 59 del codice);
ricorso in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato tra il 6 e il 16 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore al doppio dell’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (doppio di euro 10.628,16);
ricorso in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato a decorrere dal 17 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore a tre volte;
ricorso in materia elettorale;
ricorso, ex art. 25 L. 7 agosto 1990 n. 241, in materia di accesso alle informazioni ambientali (D.Lgs. 19 agosto 2005 n.195);
ricorso in materia di ricongiungimento familiare e di permesso di soggiorno per motivi familiari ex art. 30 D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286;
ricorso in materia di leva militare;
appello ordinario: 600,00 (già 500,00) euro;
appello con rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice [(ad eccezione degli appelli ex art. 119 comma 1, lett. a) e b)], compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito: 1.500,00 (già 1.000,00) euro;
appello di cui all’art. 119 comma 1, lett. a) e b): 4.000,00 (già 2.000,00) euro;
appello su controversie relative ad infrastrutture strategiche ex art. 125 del codice: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di contenzioso azionato [in via esemplificativa: 1.500,00 (già 1.000,00) euro, per l’impugnazione dei provvedimenti espropriativi; 4.000,00 (già 2.000,00) euro per quelle riguardanti gli affidamenti degli appalti];
appello avverso dispositivo di sentenza: l’importo è calcolato in relazione al particolare regime del rito abbreviato: rito di cui al libro IV, titolo V, del codice [(ad eccezione degli appelli ex art. 119 comma 1, lett. a) e b)], compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito: 1.500,00 (già 1.000,00) euro; appelli ex art. 119 comma 1, lett. a) e b): 4.000,00 (già 2.000,00) euro.
Il contributo unificato non è dovuto nel caso di successivo appello avverso la sentenza;
appello avverso sentenza parziale: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di appello azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, appello ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro]; l’importo va nuovamente corrisposto per l’intero nel caso di appello avverso la sentenza definitiva;
appello avverso sentenza resa nell’ambito di un giudizio di esecuzione/ottemperanza (art. 112 del codice), qualunque sia la decisione di cui è chiesta l’esecuzione: 300,00 (già 250,00) euro;
appello avverso sentenza resa nell’ambito di un giudizio di esecuzione/ottemperanza (art. 112 del codice), qualunque sia la decisione di cui è chiesta l’esecuzione, con contestuale istanza risarcitoria: 600,00 (già 500,00) euro;
appello incidentale e domanda riconvenzionale: seguono l’importo dovuto in relazione alla tipologia di contenzioso azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, appello ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
azione di nullità: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di contenzioso azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, appello ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
appello volto ad ottenere il risarcimento del danno per equivalente: 600,00 (già 500,00) euro;
appello in materia di accesso ai documenti (art. 116 del codice): 300,00 (già 250,00) euro;
appello avverso sentenza nel rito del silenzio della P.A. (art. 117 del codice): 300,00 (già 250,00) euro;
appello avverso sentenza nel rito del silenzio della P.A. (art. 117 del codice) con contestuale istanza risarcitoria: 600,00 (già 500,00) euro;
opposizione di terzo su sentenza di appello: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di appello azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, appello ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
revocazione sentenza di appello: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di appello azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, appello ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
appello in materia di “diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno, di ingresso nel territorio dello stato”: 300,00 (già 250,00) euro.
appello in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato tra il 6 e il 16 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore al doppio dell’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (doppio di euro 10.628,16), euro 300,00 (in precedenza: esente);
appello in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato a decorrere dal 17 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore a tre volte l’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (triplo di euro 10.628,16), euro 300,00 (in precedenza: esente).
N.B.: ai sensi del penultimo comma dell’art. 13 comma 6-bis, come modificato dal decreto legge n. 98 del 2011, i predetti importi sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell'articolo 136 del codice.
ricorso ordinario: 600,00 (già 500,00) euro;
ricorso con rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice [(ad eccezione dei ricorsi ex art. 119 comma 1, lett. a) e b)] compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito: 1.500,00 (già 1.000,00) euro;
ricorso di cui all’art. 119 comma 1, lett. a) e b): 4.000,00 (già 2.000,00) euro;
ricorso concernente controversie relative ad infrastrutture strategiche ex art. 125 del codice: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di contenzioso azionato [in via esemplificativa: 1.500,00 (già 1.000,00) euro, per l’impugnazione dei provvedimenti espropriativi; 4.000,00 (già 2.000,00) euro per quelle riguardanti gli affidamenti degli appalti];
motivi aggiunti: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di contenzioso azionato: ordinaria, con rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito e con rito ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1.500.00 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
ricorso incidentale e domanda riconvenzionale: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di contenzioso azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, ricorso ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
azione di nullità: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di contenzioso ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, ricorso ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
riproposizione a seguito di translatio: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di ricorso azionato: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, giudizio ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
trasposizione di ricorso straordinario (art. 48 del codice): va corrisposta la differenza tra quanto versato all’atto della proposizione del ricorso straordinario (600,00 euro) e l’importo dovuto in relazione alla tipologia di giudizio azionato a seguito della trasposizione: ordinaria, rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito, ricorso ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1,500 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro)]; può anche darsi il caso che il risultato della trasposizione comporti un saldo favorevole per il ricorrente, nel qual caso va disposto il rimborso;
ricorso per il risarcimento del danno per equivalente: 600,00 (già 500,00) euro;
ricorso per l’esecuzione/ottemperanza (art. 112 del codice), qualunque sia la decisione di cui è chiesta l’esecuzione: 300,00 (già 250,00) euro;
ricorso per l’esecuzione/ottemperanza (art. 112 del codice), qualunque sia la decisione di cui è chiesta l’esecuzione, con contestuale istanza risarcitoria: 600,00 (già 500,00) euro;
ricorso in materia di accesso ai documenti (art. 116 del codice): 300,00 (già 250,00) euro;
ricorso avverso sentenza nel rito del silenzio della P.A. (art. 117 del codice): 300,00 (già 250,00) euro;
ricorso nel rito del silenzio della P.A. (art. 117 del codice) con contestuale istanza risarcitoria: 600,00 (già 500,00) euro;
impugnazione con motivi aggiunti del provvedimento sopravvenuto nel corso del procedimento giurisdizionale sul silenzio: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di ricorso azionato: ordinaria, con rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito e con rito ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1.500.00 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
opposizione di terzo: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di ricorso originario: ordinaria, con rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito e con rito ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1.500.00 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro];
ricorso per ingiunzione (art. 118 del codice): 600,00 (già 500,00) euro;
revocazione sentenza di primo grado: l’importo è calcolato in relazione alla tipologia di appello azionato: ordinaria, con rito abbreviato di cui al libro IV, titolo V, del codice, compreso il caso di altre disposizioni che richiamino tale rito e con rito ex art. 119 comma 1, lett. a) e b) [rispettivamente, 600,00 (già 500,00) euro, 1.500.00 (già 1.000,00) euro e 4.000,00 (già 2.000,00) euro].
ricorso in materia di “diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno, di ingresso nel territorio dello stato”: 300,00 (già 250,00) euro;
ricorso in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato tra il 6 e il 16 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore al doppio dell’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (doppio di euro 10.628,16), euro 300,00 (in precedenza: esente);
ricorso in materia di pubblico impiego, ivi compreso quello in materia di accesso all’impiego (concorsi), depositato a decorrere dal 17 luglio 2011, limitatamente all’ipotesi in cui la parte sia titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore a tre volte l’importo previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115/2002 (triplo di euro 10.628,16), euro 300,00 (in precedenza: esente).
F.to Mario Torsello

References: art. 31
 art. 114
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 120
 sentenza 
 art. 25
 art. 30
 art. 25
 art. 30
 art. 119
 art. 125
 art. 119
 art. 119
 sentenza 
 art. 119
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 119
 art. 119
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 119
 sentenza 
 art. 119
 art. 119
 art. 125
 art. 119
 art. 119
 art. 119
 art. 119
 art. 119
 sentenza 
 art. 119
 art. 119
 sentenza 
 art. 119