Source: https://osservatoriodisabilitamineo.wordpress.com/
Timestamp: 2017-09-26 05:25:46+00:00

Document:
Consulenza Ai Disabili
Posted on 2014.11.06 by graziabellino
Il servizio di consulenza ai disabili attivato dall’amministrazione Aloisi e gestito dalla sig.ra Grazia bellino, dal 2015 attiverà un censimento dei disabili e di potenziamento dell’assistenza agli anziani disabili, attingendo dalle risorse del nuovo bando di servizio civile nazionale. Il servizio presenterà il progetto nella speranza che verrà finanziato. Un opportunità per conoscere lo stato di bisogno dei disabili e un opportunità di crescita formativa per i giovani
Posted on 2014.03.03 by graziabellino
Ai soli fini dell’assistenza socio-sanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento, si considerano mutilati e invalidi i soggetti ultrasessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (art. 6 d. lgs. 509/1988).
i ciechi e i sordomuti, per i quali provvedono altre leggi.
I soggetti riconosciuti invalidi per servizio (art. 74 l. 469/1961) possono accedere al beneficio dell’indennità di accompagnamento qualora risultino in possesso dei requisiti sanitari previsti per la relativa concessione e non abbiano beneficiato, per il medesimo evento invalidante, di altri trattamenti pensionistici per invalidità di servizio o di altra indennità di accompagnamento (comma aggiunto con l’ art. 52 l. 144/1999).
riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100%;
dal 18° al 65° anno di età, 65 anni e tre mesi a decorrere dal 1° gennaio 2013, come stabilito dall’art. 18 comma 4 Legge n. 111 del 15 luglio 2011, (adeguamento alla speranza di vita, ex art. 12 del D.L. 78/2010 convertito in Legge n. 122 del 30 luglio 2010);
spetta in misura intera se l’invalido non supera determinati limiti di reddito personali (per l’anno 2013: limite di reddito Euro 16.127,30);
spetta in misura intera anche se l’invalido è ricoverato in istituto pubblico che provvede al suo sostentamento (l. 33/1980, art. 14 septies);
cittadinanza italiana e residenza sul territorio nazionale;
Le domande per ottenere i benefici previsti dalle leggi in materia d’invalidità civile a decorrere dal 1° gennaio 2010 vanno presentate all’Inps esclusivamente in via telematica entro 90 giorni dalla data del rilascio del certificato medico tramite PIN personale, oppure attraverso il Patronato o le Associazioni di categoria.
Le provvidenze economiche decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’accertamento sanitario dell’invalidità.
La pensione viene corrisposta in 13 mensilità e per l’anno 2013 l’importo è pari a Euro 275,87 mensili.
Dall’1.1.2002 i soggetti di età pari o superiore a 60 anni, in condizioni particolari di reddito, possono avere l’integrazione dell’importo mensile fino a € 631,87.
La pensione è compatibile con le prestazioni dirette concesse a titolo di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, nonché con gli altri trattamenti pensionistici diretti concessi per invalidità (assegni ordinari d’invalidità, pensioni di inabilità, ecc.) ed è compatibile anche con l’eventuale attività lavorativa.
L’art. 3 della l. 407/1990 aveva dichiarato l’incompatibilità della pensione con qualsiasi altro trattamento pensionistico diretto concesso a titolo di invalidità (Inps, causa di guerra, di servizio e di lavoro). Detta incompatibilità è stata abrogata dall’art. 12 della l. 412/1991.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’importo della pensione di inabilità viene adeguato a quello dell’assegno sociale. A decorrere dal 2013, come stabilito dall’art. 18 comma 4 Legge n. 111 del 15 luglio 2011, il requisito anagrafico per il conseguimento dell’assegno sociale di cui all’art. 3 comma 6 della Legge 8 agosto 1995, n. 335 e degli assegni sociali sostitutivi di invalidità civile (di cui agli artt. 10 delle Legge 26 maggio 1970 n. 381 e 19 della Legge 30 marzo 1971 n. 118 ) è adeguamento agli incrementi di speranza di vita introdotto dall’art. 12 del D.L. 78/2010 convertito in Legge n. 122 del 30 luglio 2010.
La pensione di inabilità è compatibile con l’indennità di accompagnamento e con tutte le pensioni percepite a titolo di invalidità.
riconoscimento di una percentuale di invalidità compresa tra il 74% ed il 99% (fino all’ 11.3.1992 la percentuale di riconoscimento era compresa tra il 67% ed il 99%);
spetta in misura intera se l’invalido non supera determinati limiti di reddito personali (per l’anno 2013: limite di reddito Euro 4.738,63);
spetta se l’invalido non svolge attività lavorativa (salvo casi particolari);
cittadinanza italiana e residenza sul territorio nazionale:
Le domande per ottenere i benefici previsti dalle leggi in materia d’invalidità civile decorrere dal 1° gennaio 2010 vanno presentate all’Inps esclusivamente in via telematica entro 90 giorni dalla data del rilascio del certificato medico tramite PIN personale, oppure attraverso il Patronato o le Associazioni di categoria.
L’assegno mensile spetta ai mutilati e invalidi civili di età compresa tra i diciotto e i sessantacinque anni, nei cui confronti, in sede di visita medica presso la competente commissione sanitaria, sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa in misura non inferiore al 74% (invalidi parziali), che siano incollocati al lavoro, si trovino in stato di bisogno economico, siano cittadini italiani e abbiano la residenza in Italia.
La l.118/1971 aveva fissato per il diritto all’assegno mensile una riduzione della capacita lavorativa pari ad almeno 2/3. Con l’entrata in vigore del d.lgs. 509/1988 – art. 9 tale riduzione è stata portata al 74% a far tempo dal 12.3.1992 (data di entrata in vigore di detto decreto). Lo stesso decreto ha però fatto salvi i diritti acquisiti dagli invalidi che alla data suddetta avevano già ottenuto il riconoscimento dei requisiti sanitari sulla base delle norme decadute. Anche per coloro che avevano presentato la domanda antecedentemente al 12.3.1992 valgono i requisiti richiesti dalla l. 118/1971.
L’invalido parziale per poter conseguire l’assegno mensile non deve svolgere attività lavorativa.
Tale assegno non è più subordinato all’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali, ma l’interessato deve produrre all’Inps, annualmente, una dichiarazione sostitutiva che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa.
Il requisito del mancato svolgimento di attività lavorativa sussiste anche nel caso di impiego presso cooperative sociali o mediante convenzioni quadro, ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, come modificata dall’articolo 1, comma 37, della legge n. 247/2007 e del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ovvero quando è verificato lo stato di disoccupazione in quanto lo svolgimento di attività lavorativa assicura un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione che per l’anno 2008 è di euro 8.000,00 per lavoro dipendente e di euro 4.800,00 per lavoro autonomo (msg. 3043 del 6.2.2008, msg. 5783 del 6.3.2008 e msg 6324 del 17.3.2008).
A tal fine, una volta ottenuto l’assegno, l’interessato annualmente deve presentare all’Inps – con la compilazione del modulo ICLAV – una dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell’art. 46 e segg. del T.U. di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa (vedi allegato al msg. 3043 del 6.2.2008).
Quindi, in presenza delle altre condizioni, tale dichiarazione permette di conseguire o di continuare a percepire l’assegno mensile, fermo restando l’obbligo per gli interessati di effettuare immediata comunicazione dell’eventuale venir meno dei requisiti richiesti per il diritto alla prestazione stessa.
Tale prescrizione non impedisce che il soggetto vada ad iscriversi nelle liste di collocamento.
L’innovazione, introdotta a vantaggio del soggetto invalido, non ha comportato né comporta alcuna modifica in ordine ai requisiti sanitari e reddituali per il riconoscimento della provvidenza economica.
L’assegno mensile viene corrisposto per 13 mensilità.
La misura dell’assegno mensile è stata uniformata dalla l. 33/1980 a quella delle pensioni di inabilità degli invalidi totali e, per l’anno 2013, è pari ad Euro 275,87 mensili.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’assegno mensile viene adeguato all’importo dell’assegno sociale. A decorrere dal 2013, come stabilito dall’art. 18 comma 4 Legge n. 111 del 15 luglio 2011, il requisito anagrafico per il conseguimento dell’assegno sociale di cui all’art. 3 comma 6 della Legge 8 agosto 1995, n. 335 e degli assegni sociali sostitutivi di invalidità civile (di cui agli artt. 10 delle Legge 26 maggio 1970 n. 381 e 19 della Legge 30 marzo 1971 n. 118 ) è adeguamento agli incrementi di speranza di vita introdotto dall’art. 12 del D.L. 78/2010 convertito in Legge n. 122 del 30 luglio 2010.
A decorrere dal 1° gennaio 1982, a norma dell’ art. 9 della l. 54/1982, l’assegno mensile è incompatibile con qualsiasi pensione diretta di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, delle gestioni sostitutive, esonerative ed esclusive, nonché delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori e delle altre casse e fondi di previdenza, compresi quelli dei liberi professionisti (circ. 60074/1982).
È data facoltà all’interessato di optare per il trattamento economico più favorevole e tale facoltà deve essere esercitata non appena l’interessato riceve la notifica del verbale dalla competente commissione sanitaria, che ha riconosciuto l’invalidità parziale.
Inoltre, dal 1° gennaio 1991 a norma della l.412/1991, comma 12, l’assegno mensile è incompatibile con tutte le prestazioni pensionistiche ottenute a seguito di invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio (quindi anche con le pensioni dirette di guerra e con le rendite INAIL). Detta incompatibilità non si applica alle pensioni già in essere, sono così fatti salvi i diritti acquisiti dai minorati civili, titolari di entrambi le prestazioni pensionistiche.
Se la situazione di incompatibilità si manifesta dopo la concessione dell’assegno mensile, l’invalido ha l’obbligo di comunicarlo all’Inps entro trenta giorni dalla notifica da parte di altro ente del provvedimento concessivo del trattamento pensionistico di invalidità incompatibile.
La rinuncia all’uno o all’altro trattamento è irrevocabile.
Esclusivamente per i titolari di rendita INAIL, la facoltà di opzione non comporta una rinuncia al diritto ma solo la sospensione dell’erogazione della prestazione: da ciò scaturisce che l’opzione può essere rivista in qualsiasi momento, secondo la convenienza dell’interessato.
Sono incompatibili con l’assegno per gli invalidi civili parziali le seguenti prestazioni INAIL: le rendite dirette, l’assegno per l’assistenza personale continuativa, l’assegno continuativo mensile, la sovvenzione di contingenza ai grandi invalidi, l’assegno di incollocabilità.
L’indennità di accompagnamento è stata istituita con la l.18/1980 e modificata, per un’esigenza di chiarimento largamente diffusa, dall’ art. 1 della l. 508/1988.
impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore
impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua;
spetta al solo titolo della minorazione indipendentemente dall’età e dalle condizioni reddituali;
L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi civili totali che per affezioni fisiche o psichiche si trovino anche nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognino di una assistenza continua.
Si precisa – relativamente alle pensioni di guerra – che la prestazione analoga all’indennità di accompagnamento è l’indennità di assistenza e di accompagnamento, che è concessa ai titolari di pensione di guerra di prima categoria. Quest’ultima indennità non è compatibile con l’indennità di accompagnamento prevista per gli invalidi civili e per i ciechi civili.
L’indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili è compatibile e cumulabile con le pensioni e le indennità di accompagnamento per i ciechi totali e con le pensioni e le indennità speciali per i ciechi parziali (soggetti pluriminorati). Per ricovero gratuito deve intendersi quello con retta o mantenimento a totale carico di un Ente pubblico, anche se a tale retta si aggiunga una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento. Di conseguenza l’indennità compete anche quando il contributo della Pubblica Amministrazione copra soltanto una parte della retta di ricovero.
Una volta ottenuta l’indennità, gli interessati dovranno produrre annualmente – entro il 31 marzo – una dichiarazione di responsabilità (ICRIC) attestante l’eventuale ricovero in casa di cura. In caso affermativo è necessario precisare se il ricovero medesimo è a carico dello Stato o a carico dell’invalido.
L’indennità di accompagnamento non è corrisposta in caso di ricovero in reparti di lungodegenza o riabilitativi. Continua invece ad essere corrisposta durante i periodi di ricovero per terapie contingenti di durata connessa al decorso della malattia. L’indennità di accompagnamento può essere concessa, a domanda, per i periodi di documentata interruzione del ricovero, purché di durata non inferiore a 1 mese. o durante i periodi di allontanamento dalla struttura di ricovero di durata non superiore al mese.
L’indennità di accompagnamento può essere concessa, a domanda, per i periodi di documentata interruzione del ricovero, purché di durata non inferiore a 1 mese. L’indennità è dovuta durante il periodo di detenzione, nella considerazione che in tale periodo non viene meno l’esigenza di assistenza, cui il diritto all’indennità è finalizzato.
La misura dell’indennità di accompagnamento per l’anno 2013 è di Euro 499,27 ed è corrisposta per 12 mensilità.
Per i minori titolari di indennità di accompagnamento, in attesa del rilascio dell’implementazione informatica e salvo accordi locali, la Sede Inps che ha in carico il pagamento della prestazione invia – con anticipo di sei mesi rispetto alla data di raggiungimento della maggiore età – alle competenti ASL la lista contenente i nominativi dei soggetti che devono essere sottoposti a visita. La convocazione a visita è effettuata dalla ASL.
Al compimento del 18° anno di età i minori titolari di indennità di accompagnamento devono presentare nuova domanda – i cui effetti decorreranno dal mese successivo alla data di presentazione – per essere sottoposti ad accertamento sanitario per valutare lo stato invalidante secondo i criteri previsti per l’età adulta in rapporto alla riduzione della capacità lavorativa.
Tale domanda si rende necessaria in quanto, essendo l’invalido divenuto maggiorenne, deve assumere direttamente e non più attraverso il suo legale rappresentante la responsabilità di quanto affermato. Ovviamente, se l’invalido è interdetto, la domanda è resa dal suo tutore.
minori ipoacusici che presentino una perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1000, 2000 hertz;
spetta per intero se il reddito del minorato non supera determinati limiti personali (per l’anno 2013: limite di reddito Euro 4.738,63);
È una prestazione a sostegno dell’inserimento scolastico e sociale, prevista per i ragazzi con disabilità fino al compimento del 18° anno di età.
La domanda per ottenere i benefici previsti dalle leggi in materia d’invalidità civile – corredata di certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti – va inoltrata all’INPS esclusivamente in via telematica entro 90 giorni dalla data del rilascio del certificato medico tramite PIN personale, oppure attraverso il Patronato o le Associazioni di categoria.
L’indennità di frequenza decorre dal mese successivo a quello della presentazione della domanda e comunque non prima dell’inizio dei corsi riabilitativi, della scuola o dell’asilo nido.
frequenza di scuole pubbliche o private legalmente riconosciute, di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido (vedi sentenza C.C. n.467/2002 – circ. 11/2003);
l’indennità di accompagnamento in qualità di ciechi civili assoluti;
L’indennità di frequenza non spetta nei periodi in cui il minore è ricoverato con carattere di continuità e permanenza in istituti pubblici.
La misura dell’indennità di frequenza per l’anno 2013 è di Euro 275,87 ed è corrisposta per un massimo di 12 mensilità.
Esenzione Ticket Trasporto Urbano ed Exstra Urbano Dei Disabili
Posted on 2013.12.04 by graziabellino
In qualità di presidente dell’osservatorio sulla disabilità di Mineo, sono contenta di poter affermare che grazie all’approvazione del bilancio l’Amministrazione comunale potrà applicare quanto già approvato nello schema di bilancio a favore dei disabili ossia “L’esenzione totale dal pagamento della rettamensile per il trasporto scolastico urbano ed extra urbano dei disabili in carrozzella. Una prima conquista per i disabili di Mineo ! Grazie e continuiamo ad andare avanti ! Grazia Bellino Presidente dell’osservatorio sulla disabilità di Mineo.
caltagirone Interventi per i disabili
Posted on 2013.11.21 by graziabellino
Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità dei presenti due provvedimenti: l’estrapolazione della zona “C6” aree speciali per la costruzione dei nuovi edifici o l’ampliamento di quelli esistenti a favore di nuclei con presenza di soggetti con grave disabilità motoria; la variante urbanistica per l’edificazione di nuovi edifici privati o per l’ampliamento di quelli esistenti nella zona agricola a favore delle famigliwe con componenti con disabilità motoria grave.
Palagonia, teatro per diversamente abili
Posted on 2013.08.01 by graziabellino
lu. gam.) Diversamente abili e ragazzi hanno intrapreso, a Palagonia, un nuovo percorso teatrale. L’evento amatoriale – denominato «Il mondo che vorrei… prove aperte per uno spettacolo» – non ha tradito le aspettative del locale gruppo dell’Unitalsi e del comitato per la festa patronale in onore di S. Febronia, che hanno organizzato le performance in piazza Garibaldi con il supporto di Gabriele Zapparrata, Sibilla Zuccarello e Massimo Calcagno, la collaborazione dell’associazione «Accademia dei Palici» e la partnership del Comune. Alle musiche di Sebastiano Politino si sono unite le voci di Annalisa Mannuzza, Cristina Fernandez, Gabriele Zapparrata, Luigi Rinaldi, Massimo Calcagno, Matteo Maugeri, Simona Fisichella, Vanessa Marciante e Sibilla Zuccarello e gli applausi di un folto pubblico. «Ognuno è diventato regista della propria vita per una sera, realizzando – hanno detto i promotori – il sogno di una umanità meno sola e cattiva, più consapevole e libera».
Pass per disabili Servono norme chiare per il rilascio
Posted on 2013.07.15 by graziabellino
Il tagliando per posteggiare negli spazi riservati ai disabili viene concesso, secondo quanto prescrive la legge, nei casi di deficit sensibile della capacità di deambulare, oltre che ai non vedenti. Sulla definizione di deficit sensibile, però, non esistono linee guida condivise. Così, capita che chi è affetto da malattie che non hanno una diretta conseguenza sulla facoltà di camminare, ma che la possono comunque rendere limitata, non venga riconosciuto come idoneo ad avere il pass. È il caso, per esempio, dell’autismo o di certi deficit psichici che, sebbene non condizionino il movimento, rendono anche solo il camminare per la strada un’operazione non priva di difficoltà. Chi soffre di queste patologie, dunque, deve sperare che il medico che rilascia il certificato necessario a ottenere il tagliando si renda conto della situazione e ne autorizzi il rilascio.
La Regione Toscana fa scuola. Per ovviare a questa discrezionalità, la Regione Toscana ha emanato di recente un documento che elimina le ambiguità della normativa nazionale in materia di concessione del contrassegno per la sosta. In questa delibera di giunta (la 1.167 del 2012) si spiega chiaramente che il deficit sensibile della capacità di camminare non deve essere inteso in senso restrittivo, cioè considerando solamente gli handicap a carico degli arti inferiori, ma va riferito a tutte le patologie acute o croniche che influiscono anche sulla motricità, determinando una limitazione della mobilità.
Serve una norma nazionale. A queste linee guida, però, sono soggetti solamente i medici che operano in Toscana. A quelli delle altre regioni, invece, resta la facoltà di scegliere. E in tempi di falsi invalidi, con il clima di sospetto che i tanti episodi di cronaca hanno creato, si verifica spesso, paradossalmente, che chi deve decidere applichi le norme alla lettera e senza un minimo di flessibilità, a scapito di chi disabile lo è davvero e che di quel tagliando avrebbe realmente bisogno. A quando una presa di posizione chiara e univoca su questa materia a livello nazionale?
L’odissea di un disabile per l’esenzione del bollo
Posted on 2013.06.30 by graziabellino
Avrebbe avuto diritto – come disabile – all’esenzione dal pagamento del bollo dell’auto e, invece, un cittadino di Aci Bonaccorsi si è visto trattare a pesci in faccia dall’Agenzia delle Entrate di Acireale e ha dovuto affrontare una battaglia assieme al Codacons per ottenere quello che gli sarebbe spettato di diritto. Ha dovuto, infatti, presentare un «ricorso con istanza di mediazione» (tecnicamente si chiama così) perché l’Agenzia delle Entrate di Catania si decidesse ad annullare la richiesta di pagamento del bollo auto.
Nessun risultato, fino a quel momento, era stato raggiunto dal contribuente che, carte e certificati Asp alla mano oltre che di presenza, aveva tentato di far ragionare i solerti impiegati dell’Agenzia delle Entrate di Acireale manifestando la propria situazione di portatore di handicap grave.
La storia s’inizia dal 6 dicembre 2012, quando il contribuente presentava all’Agenzia delle Entrate di Acireale domanda di esenzione dalla Tassa Automobilistica allegando la certificazione della Commissione Asp con la quale era riconosciuto portatore di handicap (una grave forma di artride reumatoide con deformità agli arti inferiori e superiori).
La richiesta veniva, però, respinta il 7 febbraio scorso a causa dell’asserita mancanza di specificazione nell’istanza di una delle condizioni di disabilità di cui è portatore il contribuente, oltre all’asserita mancanza di annotazione del tipo di adattamento dell’autoveicolo sulla fotocopia della carta di circolazione dell’autoveicolo in questione.
Il punto è, però, che il disabile non aveva bisogno di guidare una macchina “speciale” con i comandi manuali. Ma un’auto dotata semplicemente di un servosterzo.
Il dipendente dell’Agenzia delle entrate, invece, ha automaticamente creduto che fosse necessario l’adattamento dell’autoveicolo nel sistema di guida e, poiché il contribuente non l’aveva specificato, non avrebbe potuto accedere all’esenzione dal pagamento del bollo.
«Sarebbe bastato semplicemente leggere più attentamente la documentazione presentata dal mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Floriana Pisani, dell’Ufficio legale del Codacons –
per non cadere in un errore di valutazione basato su una mera presunzione da parte dell’impiegato. Nel frattempo il mio assistito ha pagato comunque il bollo, perché necessitava dell’auto. Adesso, ottenuto finalmente il riconoscimento del diritto all’esenzione della tassa automobilistica relativamente al proprio autoveicolo l’ulteriore passo sarà quello di cercare di recuperare la somma. Ovviamente gli impiegati dell’Agenzia delle Entrate contattati sul punto hanno risposto “non lo so”. Capisco la diffidenza che c’è sui falsi invalidi, ma quando l’invalido è vero..
Per col­la­bo­rare con l’Odm,
segna­lare casi o
chie­dere infor­ma­zioni:
Gra­zia Bel­lino, tel. 333 – 9075042,
ossdi­sa­bi­lita (chioc­ciola) tiscali.it

References: art. 52
 art. 12
 art. 14
 art. 9
 art. 9
 art. 1
 sentenza