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Timestamp: 2020-08-03 15:43:36+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1676 del 23/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1676 del 23/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/01/2017, (ud. 24/11/2016, dep.23/01/2017), n. 1676
sul ricorso 6456-2015 proposto da:
D.F.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SERGIO I
N. 32, presso lo studio dell’Avvocato ROSSELLA BUONANNI,
rappresentato e difeso dall’Avvocato PATRIZIA AVERAIMO, giusta
GIUSEPPINA GIANNICO, SERGIO PREDEN, ANTONELLA PATTERI, giusta
avverso la sentenza n. 6488/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA del
07/07/2014, depositata il 19/11/2014;
24/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FABRIZIA GARRI;
udito l’Avvocato PATTERI ANTONELLA, difensore del controricorrente,
la quale si riporta agli scritti.
La Corte di appello di Roma ha accolto il gravame dell’Inps ed in riforma della sentenza di primo grado ha dichiarato improponibile la domanda di D.F.A. tesa al riconoscimento dei benefici di cui alla L. n. 257 del 1997, art. 13.
Per la cassazione della sentenza ricorre il D.F. denunciando la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47 come novellato dal D.L. n. 98 del 2011, art. 38 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
L’Inps si è difeso con controricorso.
La decadenza prevista dal D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47 nel testo sostituito dal D.L. n. 384 del 1992, art. 4, convertito nella L. n. 438 del 1992 riguarda non i singoli ratei della prestazione bensì il diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto sia esso richiesto da pensionati ovvero da soggetti non titolari di alcuna pensione.
Si è, infatti, precisato che non sono applicabili i principi affermati dalle Sezioni unite di questa Corte nella sentenza n. 12720/2009 perchè detto diritto è dotato di una sua specifica individualità e autonomia, operando sulla contribuzione ed essendo ancorato a presupposti propri e distinti da quelli in presenza dei quali era sorto (o sarebbe sorto) – in base ai criteri ordinari – il diritto al trattamento pensionistico (cfr. Cass. 17.6.2016 n. 12615 e ivi richiami ulteriori).
Poichè nè il ricorso nè la memoria prospettano ragioni che non siano già state esaminate e che comunque inducano a rivedere l’orientamento espresso nei ricordati precedenti il ricorso, manifestamente infondato deve essere rigettato con ordinanza ex art. 375 c.p.c..
Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità liquidate in e 2000,00 per compensi professionali, Euro 100,00 per esborsi, 15% per spese forfetarie. Accessori come per legge.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis citato D.P.R..

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 art. 47
 art. 38
 art. 47
 art. 4
 sentenza 
 Cass. 
 art. 375
 art. 13