Source: http://fiscoweb.altervista.org/2013/04/29/societa-in-perdita-sistematica-ecco-le-cause-di-esclusioni/
Timestamp: 2017-11-23 10:59:44+00:00

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– Posted on 29/04/2013Posted in: Accertamento
Con l’articolo 2, commi 36-decies a 36-duodecies, del DL.138/2011, convertito,nella legge 148/2011 è stata introdotta una nuova fattispecie di società di comodo , ampliando la platea dei soggetti di cui all’art.30 della legge 724/1994. La nuova fattispecie disciplinata dal citato articolo 2 individua le c.d. società in perdita sistematica, riconducendo in tale casistica tutte quelle società che presentano perdite per tre esercizi consecutivi oppure due esercizi in perdita e uno in attivo ma con un reddito inferiore al minimo determinato con i coefficienti di cui al citato art.30, prevedendo altresì una maggiorazione del 10,5% dell’aliquota Ires che passa dal 27,5% al 38%.Vengono pertanto definite due tipologie di società c.d. di comodo:
a) Le società non operative quelle cioè che non superano il test di operatività previsto dall’articolo 30 comma 1 della legge 724/94
b) Le società in perdita sistematica quelle cioè definite con l’art.2 del DL 138 che presentano perdite fiscali nel c.d. periodo di osservazione
Nei confronti delle società in perdita sistematica, la disciplina sulle società di comodo opera a decorrere dal quarto periodo d’imposta,successivo a quello del triennio di osservazione pertanto la società che chiuderà in perdita i tre esercizi di osservazione dovrà applicare la normativa delle società di comodo a decorrere dall’esercizio successivo. Tenuto conto che le modifiche normative introdotte con il citato art.2 decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17.9.2011 i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare devono applicare le disposizioni dal 2012 ,pertanto supponendo che la società è in perdita nel triennio 2009-2010-2011 , per tre periodi d’imposta consecutivi, il primo periodo d’imposta interessato è il 2012
Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 11 giugno 2012, prot. n. 2012/87956. sono state definite ben 11 cause di esclusioni in presenza delle quali la disapplicazione opera di diritto senza assolvere all’onere di presentare istanza di interpello ai sensi dell’articolo 37-bis, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.Le stesse sono riportate nella tabella che segue :
a) società in stato di liquidazione che con impegno assunto in dichiarazione dei redditi richiedono la cancellazione dal registro delle imprese a norma degli articoli 2312 e 2495 del codice civile entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta in corso alla data di assunzione del predetto impegno, a quello precedente e al successivo, ovvero con riferimento all’unico periodo di imposta di cui all’articolo 182, commi 2 e 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni;
b) società assoggettate ad una delle procedure indicate nell’articolo 101, comma 5, del Tuir ovvero ad una procedura di liquidazione giudiziaria. La disapplicazione opera con riferimento ai periodi d’imposta precedenti all’inizio delle predette procedure, i cui termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi scadono successivamente all’inizio delle procedure medesime;
c) società sottoposte a sequestro penale o a confisca nelle fattispecie di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o in altre fattispecie analoghe in cui il Tribunale in sede civile abbia disposto la nomina di un amministratore giudiziario. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta nel corso del quale è emesso il provvedimento di nomina dell’amministratore giudiziario ed ai successivi periodi di imposta nei quali permane l’amministrazione giudiziaria;
d) Società che detengono partecipazioni,iscritte esclusivamente tra le immobilizzazioni finanziarie, il cui valore economico è prevalentemente riconducibile a: 1) società considerate non in perdita sistematica ai sensi dell’articolo 2, commi 36-decies e seguenti del d.l. n. 138 del 2011; 2) società escluse dall’applicazione della disciplina di cui al citato articolo 2 anche in conseguenza di accoglimento dell’istanza di disapplicazione della disciplina delle società in perdita sistematica; 3) società collegate residenti all’estero cui si applica il regime dell’articolo 168 del TUIR. La disapplicazione opera a condizione che la società non svolga attività diverse da quelle strettamente funzionali alla gestione delle partecipazioni;
e) società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione della disciplina sulle società in perdita sistematica in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nell’istanza, che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi. La disapplicazione opera limitatamente alle predette circostanze oggettive;
f) società che conseguono un margine operativo lordo positivo. Per margine operativo lordo si intende la differenza tra il valore ed i costi della produzione di cui alla lettere A) e B) dell’articolo 2425 del codice civile. A tale fine i costi della produzione rilevano al netto delle voci relative ad ammortamenti, svalutazioni ed accantonamenti di cui ai numeri 10), 12) e 13) della citata lettera B). Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali si assumono le voci di conto economico corrispondenti;
g) società per le quali gli adempimenti e i versamenti tributari sono stati sospesi o differiti da disposizioni normative adottate in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. La disapplicazione opera limitatamente al periodo d’imposta in cui si è verificato l’evento calamitoso e quello successivo;
h) società per le quali risulta positiva la somma algebrica della perdita fiscale di periodo e degli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di proventi esenti,esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative;
i) società che esercitano esclusivamente attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile e rispettano le condizioni previste dall’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99;
Come precisato nella circolare 25/E del 11.06.2012 le suddette cause vanno ad aggiungersi a quelle già previste per le società non operative di cui al predetto art.30 della legge 724/94 per espresso richiamo del secondo periodo del comma 36 decies che cosi recita:“Restano ferme le cause di non applicazione della disciplina in materia di società non operative di cui al predetto articolo 30 della legge n.724/94.”
L’agenzia delle entrate con la C.M. n. 23/E del 2012 ha chiarito i diversi ambiti temporali in cui operano , rispettivamente, le cause di esclusione e le cause di disapplicazione. Viene chiarito che le cause di esclusioni rilevano esclusivamente nell’esercizio in cui si sono verificate, mentre le cause di inapplicabilità rilevano esclusivamente se si sono verificate in almeno un’esercizio del «periodo di osservazione».Pertanto in presenza di una causa di inapplicabilità per un esercizio coinvolto nel triennio di osservazione si verifica un effetto interruttivo del periodo di osservazione di riferimento, ciò comporterà la disapplicazione automatica per tutti gli esercizio , nel cui triennio di riferimento, rientra quello interessato dalla disapplicazione. Ad esempio con riferimento al triennio 2009-2010-2011 poichè la disciplina in esame si applica all’anno 2012 (quarto periodo d’imposta) nella circolare viene chiarito ,ad esempio, che supponendo, che l’anno di disapplicazione sia il 2010 l’esclusione opererà per il 2012, ma anche per il 2013 poichè il nuovo triennio di osservazione è costituito dagli anni 2010-2011-2012 ed essendo il 2010 l’anno interessato dalla causa di disapplicazione la norma non troverà applicazione neanche per il 2013, ma potrà applicarsi solo a decorrere dal 2014 in quando il triennio interessato sara 2011-2012-2013.Non applicano la disciplina le società costituite nel 2009 in quanto vige la clausola di esclusione per il primo esercizio, tali società dovranno effettuare la prima verifica con riferimento al triennio 2010/2013 per i redditi del 2014. Tra le suddette cause di esclusione assume particolare rilievo quella indicata alla lettera “ f “ che introduce il cosi detto test del M.O.L. (Margine Operativo Lordo ) come differenza tra il valore e i costi della produzione del conto economico civilistico (A meno B), senza tener conto, degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti (B.10, B.12 e B.13). Con la risoluzione 107/E del 11.12.2012 è stato riconosciuto ai fini del calcolo del M.o.L. la deducibilità dei canoni di leasing escludendo dai costi della produzione, di cui alla lettera B) del conto economico, l’ammontare dei canoni di leasing indicati in bilancio.
In presenza di una clausola di esclusione o disapplicazione le società non saranno pertanto tenute alla presentazione dell’istanza di cui all’rt.37 bis del DPR 600/72.Si ricorda che il mancato superamento del test di operatività per le società di comodo o del M.O.L. Per le società in perdita sistematica comporta riflessi sia per l’utilizzo del credito iva, sia per le deducibilità delle perdite, e ha riflessi ai fini irap .Si veda l’articolo sulle società di comodo nella sezione accertamento.
Scarica : La circolare 25E Provvedimento Dir.A.d.e. Risoluzione 107/E

References: articolo 2
 art.30
 art.2
 articolo 2
 art.30
 articolo 30