Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=147
Timestamp: 2020-02-21 22:06:22+00:00

Document:
Sentenza 147/2012 (ECLI:IT:COST:2012:147)
Udienza Pubblica del 18/04/2012; Decisione del 04/06/2012
Deposito del 07/06/2012; Pubblicazione in G. U. 13/06/2012 n. 24
Massime: 36384 36385 36386
Massima n. 36384 Massima successiva
Istruzione - Obbligatoria ed immediata costituzione di istituti comprensivi, mediante l'aggregazione della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado, e conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche costituite separatamente - Definizione della soglia numerica di 1000 alunni (o di 500 in relazione a specificità geografiche) che gli istituti comprensivi devono raggiungere per acquisire l'autonomia - Norma che regola la rete scolastica e il dimensionamento degli istituti, riconducibile alla competenza concorrente in materia di istruzione e già di spettanza regionale nel quadro costituzionale antecedente la riforma del titolo V - Intervento di dettaglio, da parte dello Stato, in una sfera affidata alla competenza regionale - Illegittimità costituzionale - Assorbimento di ulteriori profili.
Deve essere dichiarata l'illegittimità costituzionale della questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 19, comma 4 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che impone l'obbligatoria ed immediata costituzione di istituti comprensivi, mediante l'aggregazione della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado, e conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche costituite separatamente, sulla base di specifiche soglie numeriche (1000 alunni o 500 in relazione a specificità geografiche). Infatti, la disposizione in argomento, regolando nel dettaglio la rete scolastica e il dimensionamento degli istituti, è riconducibile alla competenza concorrente in materia di istruzione e già di spettanza regionale nel quadro costituzionale antecedente la riforma del titolo e quindi risulta lesiva della sfera affidata alla competenza regionale.
- Sulla materia dell'istruzione con riferimento alla rete scolastica e dimensionamento istituti, vedi sentenze n. 200 del 2009, n. 235 del 2010 e n. 92 del 2011.
decreto legge 06/07/2011 n. 98 art. 19 co. 4
statuto regione Sicilia art. 14 lett. r)
statuto regione Sicilia art. 17 lett. d)
decreto del Presidente della Repubblica 14/05/1985 n. false art. 1
decreto del Presidente della Repubblica 14/05/1985 n. false art. 6
Massima n. 36385 Massima successiva Massima precedente
Istruzione - Istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità (o 400 in relazione a specificità geografiche) - Divieto di assegnazione di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato e conferimento in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni autonome - Ricorsi della Regione Toscana, della Regione Umbria, della Regione Puglia, della Regione Basilicata - Ius superveniens avente sostanziale identità di contenuto precettivo - Applicazione del principio di effettività della tutela costituzionale nei giudizi in via principale - Trasferimento della questione sulla nuova disposizione.
La questione di legittimità costituzionale relativa all'originario art. 19, comma 5 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), è trasferita alla sua nuova formulazione, introdotta dalla legge di conversione 15 luglio 2011, n. 111, che ha elevato le soglie numeriche per il conferimento in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome in luogo dell'assegnazione a dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Infatti, la modifica che non è in alcun modo satisfattiva delle pretese avanzate dalle Regioni ricorrenti, in quanto lascia praticamente inalterati i termini della lamentata lesione delle competenze, limitandosi a modificare le soglie numeriche necessarie per l'assegnazione alle istituzioni scolastiche di un dirigente scolastico con incarico a tempo indeterminato e giustifica, in considerazione della sostanziale identità di contenuto precettivo e del principio di effettività della tutela costituzionale nei giudizi in via principale, l'immediato scrutinio della questione.
- In materia di effettività della tutela costituzionale nei giudizi in via principale, vedi tra le ultime, le sentenze n. 139 e n. 237 del 2009, nonché la sentenza n. 15 del 2010.
decreto legge 06/07/2011 n. 98 art. 19 co. 5
legge 12/11/2011 n. 183 art. 4 co. 69
Massima n. 36386 Massima precedente
Istruzione - Istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità (o 400 in relazione a specificità geografiche) - Divieto di assegnazione di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato e conferimento in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni autonome - Ricorsi della Regione Toscana, della Regione Umbria, della Regione Puglia, della Regione Basilicata - Asserita lesione della competenza legislativa regionale nella materia concorrente dell'istruzione - Insussistenza - Disposizione incidente sulla assegnazione di dirigenti scolastici, dipendenti pubblici statali, espressione della competenza esclusiva statale - Non fondatezza della questione.
Deve essere dichiarata l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 19, comma 5, del medesimo d.l. n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dell'art. 4, comma 69, della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2012), relativo al divieto di assegnazione di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato e conferimento in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni autonome in presenza di un numero di alunni inferiore a determinate soglie. Infatti, la disposizione incide sulla assegnazione di dirigenti scolastici, dipendenti pubblici statali ed è, quindi, espressione della competenza esclusiva statale e non, come sostenuto dalle regioni ricorrenti, della competenza concorrente dell'istruzione.

References: art. 19
 art. 14
 art. 17
 art. 1
 art. 6
 art. 19
 sentenza 
 art. 19
 art. 4