Source: http://legislazionetecnica.it/rubrica/normativa-naz?page=3
Timestamp: 2018-06-19 10:29:33+00:00

Document:
Indice normativa nazionale n. 7-8/2013
Indice normativa nazionale n. 6/2013
Indice normativa nazionale n. 5/2013
FAST FIND : GP16455
Sul requisito dell'esercizio continuativo della professione, vedi anche Cass. 15/02/2006, n. 3319.
- In merito all'appalto stipulato a corpo, al rischio di maggiori oneri gravanti sull'appaltatore ed alle conseguenze si veda anche Cass. 17/03/2015, n. 5262; in merito al superamento dell'alea normale in caso di modifica dei disegni esecutivi con maggiori opere, nonchè in meerito ai lavori aggiuntivi eseguiti su richiesta del committente per effetto di varianti si vedano: Cass. 25/09/2017, n. 22268; Cass. 07/06/2012, n. 9246.
- In merito alla ratio delle riserve nella disciplina dei lavori pubblici si vedano: Cass. 03/03/2006, n. 4702; Cass. 01/12/1999, n. 13399; Cass. 06/10/1990, n. 9830.
- In merito all'onere di iscrizione tempestiva delle riserve si veda Cass. 04/10/2016, n. 19802.
- In merito ai maggiori oneri per l'esecuzione delle opere contenute nel piano di sicurezza si veda Cass. 17/07/2014, n. 16367.
FAST FIND : GP16438
Accesso ai servizi educativi per la prima infanzia
Sent. Corte Cost. 25/05/2018, n. 107
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge della Regione Veneto 21 febbraio 2017, n. 6 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 aprile 1990, n. 32, «Disciplina degli interventi regionali per i servizi educativi alla prima infanzia: asili nido e servizi innovativi»).
Requisiti di accesso all'edilizia residenziale pubblica
Criticità del sistema MePA - Conseguenze
In merito al carattere di eccezionalità della possibilità di invitare ad una procedura il precedente aggiudicatario, si veda anche Consiglio di Stato, sez. V, 13/12/2017, n. 5854; Consiglio di Stato, sez. VI, 31/08/2017, n. 4125.
FAST FIND : GP16431
Ai sensi dell’art. 41 comma 2, D. Leg.vo 104/2010 (Codice del processo amministrativo), in caso di impugnazione di una gara di appalto svolta in forma aggregata da un soggetto per conto e nell’interesse anche di altri enti, il ricorso deve essere notificato esclusivamente alla pubblica amministrazione che ha emesso l’atto impugnato (capofila), non essendo necessaria la notificazione anche ad amministrazioni od enti che a diverso titolo abbiano avuto modo di partecipare al procedimento.
In senso conforme vedi Consiglio di Stato, sez. V, 06/07/2012, n. 3966.
1. La realizzazione di interventi, opere e costruzioni in aree protette (parchi nazionali, regionali e riserve naturali) è subordinata al rilascio di tre distinti provvedimenti, quali il permesso di costruire, l'autorizzazione paesaggistica e, ove previsto, il nulla osta dell'Ente parco; con la conseguenza che questi ultimi due atti amministrativi mantengono la loro autonomia ad ogni effetto, ivi compreso quello sanzionatorio, anche quando siano attribuiti dalla legge regionale ad un organo unico, chiamato a compiere una duplice valutazione in ragione della pluralità degli interessi presidiati dalle rispettive norme penali e della piena autonomia, rispetto a quella paesaggistica ed urbanistica, della normativa sulle aree protette.
2. In tema di reati edilizi, la realizzazione di un muro di recinzione necessita del previo rilascio del permesso di costruire nel caso in cui, avuto riguardo alla sua struttura e all'estensione dell'area relativa, lo stesso sia tale da modificare l'assetto urbanistico del territorio, così rientrando nel novero degli "interventi di nuova costruzione" di cui all'art. 3, lett. e), del D.P.R. 380/2001.
1. Sulla base degli orientamenti giurisprudenziali in merito alla differenza tra offerte migliorative e varianti progettuali, si deve ritenere che le prime consistono in soluzioni tecniche che, senza incidere sulla struttura, sulla funzione e sulla tipologia del progetto a base di gara, investono singole lavorazioni o singoli aspetti tecnici dell’opera, lasciati aperti a diverse soluzioni; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante previsione contenuta nel bando di gara ed individuazione dei requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l'opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla pubblica amministrazione. Ne deriva che possono essere considerate proposte migliorative tutte quelle precisazioni, integrazioni e migliorie che sono finalizzate a rendere il progetto prescelto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste e che invece non sono ammesse tutte quelle varianti progettuali che, traducendosi in una diversa ideazione dell’oggetto del contratto, alternativa rispetto al disegno progettuale originario, diano luogo ad uno stravolgimento di quest’ultimo. Nell’ambito, poi, della gara da aggiudicarsi col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è lasciato ampio margine di discrezionalità alla commissione giudicatrice, anche quanto alla valutazione delle ragioni che giustificano la soluzione migliorativa proposta e la sua efficienza nonché quanto alla rispondenza alle esigenze della stazione appaltante.
2. Ai sensi dell’art. 24, comma 7, D. Leg.vo n. 50/2016, gli affidatari di incarichi di progettazione per progetti posti a base di gara non possono essere affidatari degli appalti o delle concessioni di lavori pubblici, nonché degli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attività di progettazione, a meno che non venga data la dimostrazione che l’esperienza acquisita nell’espletamento degli incarichi di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori. Tale incompatibilità non si pone soltanto tra affidatario dell’incarico di progettazione ed affidatario dell’appalto di lavori per cui ha svolto progettazione (generalmente in RTI), ma si estende al progettista che, pur non avendo partecipato alla gara quale concorrente o quale soggetto ausiliario o cooptato, sia tuttavia investito, da parte dell’operatore economico aggiudicatario, in forza di un rapporto di dipendenza o di collaborazione intrattenuto con quest’ultimo, di attività inerenti lo svolgimento dei lavori appaltati, indicate nell’offerta tecnica. Ne consegue che deve riconoscersi che il progettista, già incaricato della stazione appaltante della predisposizione del progetto posto a base di gara, che sia stato indicato, nell’offerta tecnica di un operatore economico concorrente per l’affidamento dell’appalto dei lavori, quale consulente esterno dell’aggiudicatario, in fase esecutiva, con compiti di natura tecnica, è in posizione di incompatibilità ai sensi del citato art. 24, comma 7, del D. Leg.vo n. 50 del 2016, anche se non è legato all’aggiudicatario da un rapporto di dipendenza o di subordinazione. Conseguentemente, spetta all’operatore economico aggiudicatario dimostrare che l’esperienza acquisita nell’espletamento dell’incarico di progettazione dal suo consulente esterno non abbia determinato un vantaggio tale da falsare la concorrenza con gli altri operatori in fase di gara.
Sulla differenza tra soluzioni migliorative e varianti progettuali si vedano Consiglio di Stato, sez. V, 11/12/2015, n. 5655; Consiglio di Stato, sez. V, 20/02/2014, n. 819; Consiglio di Stato, sez. V, 29/03/2011, n. 1925.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 24