Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Lavoro/ultime_pubblicate/13
Timestamp: 2020-01-27 21:51:30+00:00

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Collocamento a riposo dei pubblici dipendenti e obbligo di motivazione.
Rapporto di lavoro - Pubblica amministrazione - Collocamento a riposo tramite risoluzione del rapporto - Natura discrezionale - Motivazione - Necessità..
Il provvedimento di collocamento a riposo tramite risoluzione del rapporto di lavoro che l’Amministrazione emana ex art. 72 comma 11 D.L. n. 112/2008 conv. in L. n. 133/2008 e di cui alla circolare n. 94/2009, è un provvedimento discrezionale e non obbligatorio, e deve essere motivato. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 09 November 2011.
Nulli gli incarichi dirigenziali provvisori conferiti dalll’Agenzia delle Entrate.
Agenzia Entrate - Incarichi dirigenziali conferiti in via provvisoria ai funzionari - Nullità - Sussiste.
L’art. 24, co. 2, del regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che «per inderogabili esigenze di funzionamento dell'Agenzia, le eventuali vacanze sopravvenute possono essere provvisoriamente coperte, previo interpello e salva l'urgenza, mediante la stipula di contratti individuali di lavoro a termine con propri funzionari, con l'attribuzione dello stesso trattamento economico dei dirigenti) fino all'attuazione delle procedure di accesso alla dirigenza»; detti incarichi, conferiti senza l'espressa indicazione di un termine di durata, e sostanzialmente prorogati di anno in anno, risultano espletati da funzionari non dirigenti, senza che l'Agenzia delle Entrate abbia contemporaneamente provveduto a bandire le procedure concorsuali per l'accesso alla qualifica dirigenziale, e implicano indiscutibilmente l'espletamento di mansioni superiori dirigenziali da personale privo della relativa qualifica. Però, l'espletamento di mansioni superiori da parte di dipendenti pubblici contrattualizzati, al di fuori di ipotesi tassativamente previste, è vietato dal D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, all' art. 56, nel testo sostituito dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 25, e successivamente modificato prima dal D.Lgs. 29 ottobre 1998, n. 387, art. 15 e poi dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 52, con conseguente nullità dell'atto di conferimento illegittimo. Configurandosi il conferimento di un incarico dirigenziale in favore di un funzionario non dirigente alla stregua dell'assegnazione di mansioni superiori al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla legge, il relativo atto di conferimento deve considerarsi radicalmente nullo ai sensi dell'art. 52 co. 5 del D.Lgs. n. 165/2001. Ed in effetti tale norma stabilisce espressamente che "al di fuori delle ipotesi di cui al comma 2, è nulla l'assegnazione del lavoratore a mansioni proprie di una qualifica superiore". (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) T.A.R. Lazio, 30 September 2011.
Licenziamento di dipendente di istituto bancario e irrilevanza dell'affidamento del pubblico nella correttezza dei dipendenti e funzionari.
Licenziamento - Giusta causa - Immediatezza del provvedimento espulsivo - Lasso temporale tra i fatti della contestazione - Decorrenza - Conoscenza da parte del lavoratore.
Licenziamento - Giusta causa - Proporzionalità tra fatto addebitato recesso - Ripercussione sulla rapporto della condotta.
Licenziamento - Dipendente di istituto di credito - Gravità del comportamento - Valutazione - Affidamento che il pubblico ripone nella lealtà e correttezza dei dipendenti e funzionari bancari - Rilevanza..
In tema di licenziamento per giusta causa, il lasso temporale tra i fatti e la contestazione, rilevante ai fini della valutazione dell’immediatezza del provvedimento espulsivo, decorre dall’avvenuta conoscenza da parte del datore di lavoro della situazione contestata, e non già dall’astratta percettibilità o possibilità di conoscenza dei fatti stessi. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
In caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della valutazione della proporzionalità tra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione non l’assenza o la speciale tenuità del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di una condotta suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento, in quanto sintomatico di un certo atteggiarsi del lavoratore rispetto agli obblighi assunti. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Nell’ipotesi di licenziamento di dipendente di istituto di credito, la gravità del comportamento posto in essere dal dipendente deve essere valutata con particolare rigore, in quanto, in tale ipotesi viene minato non solo l’affidamento il datore ripone nei confronti del proprio dipendente, ma anche quello, particolarmente delicato, che il pubblico ripone nella lealtà e nella correttezza dei dipendenti e funzionari bancari. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 13 September 2011.
Giudizi di invalidità civile e legittimazione passiva.
Invalidità civile – Giudizi in materia d'invalidità civile – Carenza di legittimazione passiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Legittimazione passiva della sola INPS..
Il decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102, è stato pubblicato in G.U. il 1 luglio 2009, ed è entrato in vigore in tale data, per effetto dell'espressa previsione dell'art. 25 del D.L. medesimo. In particolare, l'art. 20, rubricato "contrasto alle frodi in materia d'invalidità civile" dispone, al quinto comma, che "All'articolo 10, comma 6, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248) sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel primo periodo è soppressa la parola "anche";
b) nel secondo periodo sono soppresse le parole "sia presso gli uffici dell'Avvocatura dello Stato, ai sensi dell'art. 11 del Regio Decreto 30 ottobre 1933, n. 1611";
c) nel terzo periodo sono soppresse le parole "è litisconsorte necessario ai sensi dell'articolo 102 del codice di procedura civile".
Ne discende che, per tutti i ricorsi depositati a partire dal giorno 1 luglio 2009, non solo non è più richiesta la notifica dell'atto introduttivo all'Avvocatura dello Stato, ma viene meno la natura di litisconsorte necessario del Ministero dell'Economia e delle Finanze che l'art. 10 della legge 248/05 conferiva, nella materia de quo, all'amministrazione suddetta. In sostanza, dal 1 luglio 2009, i giudizi in materia d'invalidità civile vanno instaurati unicamente nei confronti dell'INPS. (1) (Pasquale Gallelli) (riproduzione riservata)
(1) Si tratta di una delle prime sentenze con cui i giudici di merito (nello steso senso si è espresso lo stesso Tribunale con la sentenza 19 aprile 2011, Giudice del lavoro L. Mascini) hanno dato applicazione alla novità introdotta dal D.L. 78/2009, in materia di legittimazione passiva nei casi di ricorsi per invalidità civile. Prima dell'importante novità introdotta dal suddetto provvedimento legislativo, infatti, i ricorsi dovevano essere notificati all'Avvocatura dello Stato e vedevano come litisconsorte necessario anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Nel caso in esame l'INPS aveva eccepito il difetto di integrazione del contraddittorio, avendo il ricorrente chiamato in giudizio esclusivamente l'INPS e non anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il Tribunale di Catanzaro, nelle due sentenze citate, ed in particolare in quella sopra riportata, ha dichiarato la carenza di legittimazione passiva del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ritenendo come unico soggetto passivamente legittimato l'INPS. (Pasquale Gallelli) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 18 February 2011.
Collocamento a risposo di dipendenti pubblici e discrezionalità della Pubblica amministrazione.
Pubblica amministrazione – Rapporto di lavoro – Dipendenti pubblici – Collocamento a riposo – Discrezionalità..
Il provvedimento di collocamento a riposo tramite risoluzione del rapporto di lavoro che l’Amministrazione emana ex art. 72 comma 11 D.L. n. 112/2008 conv. in L. n. 133/2008 e di cui alla circolare n. 94/2009, è un provvedimento discrezionale e non obbligatorio, e deve essere motivato. (gm) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 11 November 2010.
Assistenza a portatori di handicap e limite al congedo straordinario.
Congedo straordinario - Assistente di soggetti portatori di handicap - Pluralità di assistiti - Limite di due anni di congedo riferito a ciascun soggetto..
In caso di soggetti con handicap grave, il limite di due anni di congedo straordinario retribuito di cui all’art. 42 comma 5 D.Lgs. n. 151/2001, deve essere inteso non già come limite complessivo per il lavoratore che assiste il portatore di handicap, ma, nel caso di più soggetti portatori di handicap, come limite riferito a ciascuno di essi. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 14 October 2010.
Giusta causa di licenziamento, onere della prova.
Lavoro subordinato (rapporto di) – Licenziamento per giusta causa – Operazione pacifica di operazioni anomale – Conseguenze in tema di riparto dell’onere della prova – Condanna alle spese..
Il compimento di un’operazione oggettivamente anomala da parte del lavoratore subordinato costituisce una giusta causa di licenziamento ai sensi dell’art. 2119 c.c.- La pacifica verificazione dell’operazione, da una parte, esonera il datore di lavoro dall’onere della prova impostogli dall’art. 5 della Legge 15 luglio 1966, n. 604 e, dall’altra, impone al lavoratore che intenda liberarsi della responsabilità l’onere di giustificare la bontà del comportamento posto alla base del licenziamento (nella specie, a fronte della documentazione fornita dalla banca – datore di lavoro, attestante la fittizietà di un’operazione di prelievo da conto corrente per evidente difformità della firma del cliente, sarebbe stato onere dell’operatore di sportello licenziato provare che il prelievo era avvenuto secondo le regole bancarie previste e che i beneficiari dello stesso erano stati il titolare del conto corrente o il suo delegato). (amv) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 February 2010.
Assistenza di portatori di handicap e trasferimento ad altra sede.
Lavoro – Lavoro subordinato – Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro – In genere..
In tema di assistenza alle persone handicappate, il diritto del familiare lavoratore, che assiste con continuità un familiare od affine portatore di handicap, a non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso non può essere invocato ove il lavoratore versi in una situazione di incompatibilità ambientale. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 09 July 2009, n. 16102.
Cedibilità dei crediti delle associazioni sindacali per contributi e privilegio.
Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Credito per omesso versamento di contributi sindacali – Natura – Cessione del credito – Collocazione in privilegio.
Divieto di cessione della retribuzione da lavoro dipendente – Deroghe – Deleghe sindacali – Ammissibilità..
Il credito delle organizzazioni sindacali per omesso versamento dei contributi loro dovuti dal datore di lavoro in forza delle c.d. “deleghe” sindacali va ammesso allo stato passivo in privilegio ex art 2751 bis n. 1 codice civile, avendo queste natura di cessione parziale del credito retributivo. (fc) (riproduzione riservata)
Il disposto degli artt. 1 e 5 del D.P.R. 180/50, recante il divieto di cessione dei crediti derivanti da stipendi e salari, non osta alla piena validità ed efficacia delle cessioni relative alle trattenute sindacali in virtù della loro riconducibilità al novero delle eccezioni previste dalla legge ed in forza di una lettura sistematica di tali disposizioni con l’art. 52 del medesimo D.P.R.. Da un lato, infatti, deve ritenersi che la cedibilità di quote dello stipendio, nei casi di cui all’art. 52 DPR 180/50, incontri il solo limite quantitativo del quinto e degli altri requisiti (durata massima, natura dei rapporti di lavoro) ivi previsti, a prescindere dalla finalità perseguita con la cessione. Dall’altro, siffatta deroga al principio di incedibilità trova specifico fondamento positivo nell’art. 26 St. lavoratori in virtù della piena meritevolezza della libertà di proselitismo sindacale quale interesse di rango costituzionale sotteso a questo tipo di cessione fermi restandone, al contempo, la piena compatibilità con la ratio della riforma del citato D.P.R. (da individuarsi nella protezione del lavoratore dall’usura) ed il pieno rispetto del disposto di cui all’art. 36 Cost. (principio di sufficienza della retribuzione) per la normale, assoluta esiguità degli stessi contributi. (fc) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 29 April 2009.
Duplice licenziamento e reintegrazione del lavoratore.
Lavoro – Cessazione del rapporto – Licenziamento illegittimo seguito da successivo licenziamento – Reintegrazione nel posto di lavoro basata sul primo licenziamento – Illegittimità..
Premesso che deve essere condiviso il principio enunciato dalla Corte di Cassazione, secondo il quale il licenziamento illegittimo non è idoneo ad estinguere il rapporto al momento in cui è stato intimato, determinando unicamente una sospensione della prestazione dedotta nel sinallagma, a causa del rifiuto del datore a ricevere la stessa, e non esclude che il datore di lavoro possa rinnovare il licenziamento (sent. 6055/2008), dalla illegittimità di un primo licenziamento non può conseguire l’ordine di reintegrazione del lavoratore qualora il rapporto di lavoro si sia risolto per effetto di un secondo licenziamento tempestivamente impugnato ma legittimo in quanto fondato su giustificato motivo oggettivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14 November 2008.
Trasferimento del titolo sportivo e prosecuzione del rapporto di lavoro.
Lavoro subordinato – Trasferimento d’azienda – Trasferimento del titolo sportivo a in base alle Norme della FIGC – Conservazione dell’identità – Sussistenza – Trasferimento di beni immateriali – Irrilevanza – Inesistenza di rapporto contrattuale – Irrilevanza – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato – Sussistenza..
Il trasferimento del titolo sportivo da una società ad un'altra, attuato dalla FIGC ai sensi dell’art. 52 delle Norme FIGC, presuppone il mutamento di titolarità dell’attività economica organizzata preesistente e la conservazione in capo alla seconda società dell’identità della precedente, pur in assenza del trasferimento di beni materiali organizzati. Indipendentemente da un rapporto contrattuale diretto tra le due società, sussistono pertanto in ispecie i requisiti richiesti dall’art. 2112 cod. civ. per il trasferimento d’azienda, con conseguente applicazione del regime inderogabile previsto da tale norma a garanzia della prosecuzione del rapporto di lavoro e della conservazione dei diritti che ne derivano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 28 October 2008.
Indennizzo per violazione di norme sul lavoro a tempo determinato e illegittimità costituzionale.
Lavoro – Rapporto a tempo determinato – Disposizione transitoria concernente l’indennizzo per violazione di norme in materia di apposizione e proroga del termine – Limitazione ai giudizi in corso – Illegittimità costituzionale – Non manifesta infondatezza..
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 bis del d.lgs. 6 settembre 2001 n. 368, introdotto dall’art. 21, comma 1 bis, della legge 6 agosto 2008 n. 133, per contrasto con gli artt. 3 e 24, primo comma e 117, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui prevede l’applicazione della nuova e peggiorativa disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato soltanto a coloro che sono parte in un giudizio in corso, indipendentemente dalla data di stipulazione del contratto. Appello Milano, 28 October 2008.
Attività sportiva dilettantistica e discriminazione dello straniero.
Attività sportiva dilettantistica – Remunerazione dell’atleta – Rapporto di lavoro sportivo – Sussistenza.
Attività sportiva – Divieto di tesseramento degli atleti stranieri under 23 – Violazione di libertà di attività economica – Discriminazione – Sussistenza..
Anche nell’ambito delle discipline sportive qualificate come dilettantistiche è configurabile un rapporto di lavoro sportivo quando l’attività dell’atleta sia remunerata e le somme allo stesso erogate non siano semplici rimborsi spese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il divieto di tesseramento previsto dalla delibera FIPAV per gli atleti stranieri under 23 viola una libertà fondamentale in campo economico quale è quella di esercitare una attività lavorativa in condizioni di parità ed avendo tale divieto portata discriminatoria, alla fattispecie sarà applicabile l’azione contro la discriminazione di cui all’art. 44 del d. lgs. 286/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 27 October 2008.
Pulizia dei locali dell'impresa e natura subordinata del rapporto.
Lavoro subordinato – Pulizia dei locali dell’impresa – Libertà di orario ed assenza di controllo e di direttive – Lavoro continuativo nell’ambito del potere organizzativo del datore di lavoro – Assenza di rischio – Compenso predeterminato nel quantum – Natura subordinata – Sussistenza..
Nonostante la concreta attività posta in essere dal lavoratore (di carattere non professionale ed estremamente semplice quale la pulizia dei locali dell’impresa) sia caratterizzata da una certa libertà - senza la necessità di un controllo datoriale e di direttive continuative - e non sia legata al rispetto di uno specifico orario, il rapporto deve comunque essere inquadrato nell’ambito della tipologia del lavoro subordinato ove si tratti di mansioni pur sempre eseguite in modo continuativo nell’ambito di un potere organizzativo, direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione dell’autonomia del lavoratore ed inserimento dello stesso nell'organizzazione aziendale, con assenza totale di rischio e pagamento del compenso in modo fisso e predeterminato nel quantum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 03 October 2007.
Opposizione a ruolo di crediti previdenziali e motivazione del ruolo.
Iscrizione a ruolo di crediti di enti previdenziali – Opposizione – Omessa indicazione nel ruolo delle motivazioni dell’accertamento – Irrilevanza.
Iscrizione a ruolo di crediti di enti previdenziali – Opposizione – Omessa motivazione delle motivazioni – Mezzo processuale – Opposizione agli atti esecutivi.
Contributi ad enti previdenziali – Gestione commercianti – Soci amministratori – Attività abituale e prevalente – Obbligo contributivo – Sussistenza..
La cartella esattoriale rappresenta solo il momento conclusivo dell’iter amministrativo, l’atto cioè mediante il quale l’ente accertatore dell’infrazione richiede a mezzo del concessionario la corresponsione degli importi dovuti a seguito dell’infrazione accertata. L’indicazione delle norme violate e, più nel dettaglio, le motivazioni che hanno indotto gli accertatori a ritenere la sussistenza della violazione sono contenute in altri atti, quali il verbale di accertamento dell’infrazione notificato e richiamato per relationem nella cartella. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nel giudizio di opposizione contro i ruoli dei crediti degli enti previdenziali di cui all’art. 24 d.lgs. 46/1999, possono essere dedotti motivi inerenti il merito della pretesa e non questioni quali l’omessa motivazione delle somme richieste mediante il ruolo, che devono invece essere dedotte mediante l’opposizione di cui all’art. 617 cod. proc. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L’obbligo contributivo nella gestione commercianti, previsto dalla Legge n. 662/1996, sussiste anche in capo ai soci amministratori di società a responsabilità limitata, laddove l’attività da loro svolta rivesta il carattere dell’abitualità e della prevalenza e non si limiti a decisioni meramente gestionali che non determinano alcuna compartecipazione al lavoro aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 26 July 2007.
Fermo amministrativo, giurisdizione tributaria e giudizi pendenti.
Fermo amministrativo di autoveicolo – Giurisdizione tributaria – Giudizi pendenti avanti all’A.G.O. – Revoca della sospensione della esecutorietà del fermo – Compensazione delle spese..
Dall’entrata in vigore dell’art. 35, comma 26 quinquies, del D.L. n. 223/2006 che, modificando l’art. 19, comma 1, del D.lgs. n. 546/1992, le impugnazioni che riguardano iscrizioni di ipoteca su beni immobili o fermo di beni mobili ex art. 86 d.p.r. n. 602/1973 appartengono alla giurisdizione tributaria e sono di competenza della Commissione Tributaria Provinciale. Da tale modifica normativa deriva la carenza di giurisdizione del giudice ordinario, il che giustifica la revoca della sospensione della provvisoria esecutorietà del fermo eventualmente disposta dallo stesso giudice e la compensazione delle spese nei giudizi avanti a lui pendenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 20 March 2007.
Sgravio di cartella esattoriale ed onere delle spese.
Opposizione a cartella esattoriale – Sgravio della cartella successivo alla notifica del ricorso in opposizione – Regolamento delle spese processuali – Onere a carico dell’istituto convenuto..
Qualora lo sgravio della cartella esattoriale, basato sul riconoscimento della fondatezza delle ragioni dell’opponente, abbia luogo in data successiva alla notifica del ricorso ex art. 24 d.lgs. n. 46/1999, appare giustificato l’accollo all’istituto convenuto delle spese processuali nella misura del 50%. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 18 December 2006.
Le norme sulle cessioni delle aziende bancarie derogano alla disciplina di cui all’art. 2112 c.c..
Istituto bancario in liquidazione coatta amministrativa - Cessione ad altra banca di attività e passività , ovvero di beni e rapporti - Qualificazione della cessione come trasferimento d'azienda (o di ramo d'azienda) - Valutazione di merito - Trasferimento di ramo d'azienda - Applicabilità dell'art. 2112 cod.civ - Esclusione - Applicazione della disciplina speciale contenuta nell'art. 90 D.Lgs. n. 385 del 1993 - Necessità - Conseguenze - Responsabilità del cessionario limitata alle passività risultanti dallo stato passivo - Crediti maturati dal lavoratore ceduto - Pretesa nei confronti della banca cessionaria nell'ambito di un giudizio ordinario - Ammissibilità - Esclusione - Insinuazione al passivo della liquidazione coatta amministrativa - Ammissibilità.
In caso di liquidazione coatta amministrativa di un istituto di credito, qualora si abbia la cessione ad altra banca di attività e passività, beni e rapporti giuridici, spetta al giudice di merito verificare in concreto, in base alla interpretazione della volontà negoziale desumibile dalle clausole contrattuali e da ogni altra circostanza, se siano oggetto di cessione le mere attività e passività o la totalità dei beni (o parte di essi) considerati non nella loro unità funzionale ma in un'ottica atomistica, o se le parti abbiano inteso trasferire elementi patrimoniali aventi un legame funzionale o la totalità (o parte) del personale dipendente,allorquando le attività svolte da detto personale si presentino collegate e caratterizzate da una organizzazione volta ad aggiungere un quid pluris al valore intrinseco della prestazione di ciascun lavoratore; ciò non di meno, al trasferimento di ramo di azienda effettuato da una impresa bancaria assoggettata al procedimento di liquidazione coatta amministrativa ai sensi degli artt. 80 e ss. del D.Lgs. 1° settembre 1993 n.385 non si applica la disciplina generale contenuta nell'art. 2112 cod.civ., ma la disposizione speciale contenuta nell'art. 90 del medesimo decreto, a norma della quale il cessionario risponde soltanto delle passività risultanti dallo stato passivo; ne consegue che non sono azionabili davanti al giudice ordinario nei confronti della banca cessionaria i crediti maturati dal lavoratore del ramo di azienda ceduto al momento del trasferimento, ma essi possono essere fatti valere soltanto davanti ai competenti organi della liquidazione coatta amministrativa, e nel rispetto della procedura di verifica dello stato passivo, disciplinata dall'art. 86 del t.u. in materia bancaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 02 March 2005, n. 4372.
Prec1...1213

References: art. 72
 art. 56
 art. 25
 art. 15
 art. 52
 sentenza 
 art. 72
 art. 86
 art. 24