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CASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, 15 GIUGNO 1956, N. 2092.
Pubblicato Martedì, 21 Gennaio 2014 13:04
Contratto di appalto – Vizi e difetti dell’opera – Registro navale - art. 1669 c.c. – Colpa
Il pericolo di rovina o i difetti gravi, per essere coperti dalla garanzia legale, di cui all'art. 1669 c.c., a carico dell'appaltatore, devono essere rapportabili direttamente ai vizi della costruzione e non essere la conseguenza della condotta colposa del committente, che avesse aggravato dei difetti, invece di denunziarli all'appaltatore, ai fini di una tempestiva riparazione.
Tribunale di Trento; 23 aprile 2013
Pubblicato Martedì, 07 Gennaio 2014 06:52
Tribunale di Trento; 23 aprile 2013; Giud. Attanasio, B.N. e O.V. in proprio e nella loro qualità di legale rappresentanti del figlio minore O.M. (avv.ti Ferrante, Costanza e Caimi) contro La Valle Bianca s.p.a. (avv. Wegher).
Responsabilità civile – Sci - Sciatore minorenne precipitato in un burrone - Gestore dell'area sciabile - Contratto per la fruizione dell'area sciabile - Inadempimento - Prova del titolo del contratto - Non sussiste
Responsabilità civile – Sci – Sciatore minorenne precipitato in un burrone – Mancato ancoraggio della rete di protezione – Responsabilità del gestore dell’area sciabile ex art. 2051 c.c. – Sussiste
L'utente dell'area sciabile che intenda far valere l'inadempimento del contratto per la fruizione dell'area sciabile deve provare l'esistenza del titolo, in mancanza del quale non può sperimentare la tutela contrattuale.
Al gestore di un’area sciabile si applica la disciplina prevista dall’art. 2051 c.c.; ne consegue che, in caso di sinistro e conseguente caduta oltre le barriere di protezione della pista dovuta allo scorretto montaggio della rete protettiva a causa dell’assenza di un moschettone, incombe su costui l’onere di provare l’esistenza del caso fortuito, ovvero che la mancanza del moschettone medesimo fosse dovuta a qualche circostanza imprevedibile verificatasi in tempi tali da non consentire un intervento tempestivo volto a porvi rimedio. (Nel caso di specie, un minore stava eseguendo una discesa quando, al fine di evitare una collisione con altro utente, collideva con una rete di protezione che, a causa dell’assenza di un moschettone di ancoraggio, si sganciava non arrestando la sua corsa. A causa di ciò, precipitava riportando lesioni. I genitori del minore convenivano in giudizio il gestore dell’area sciabile allegando, in primis, l’esistenza di un rapporto contrattuale, e, in subordine, la responsabilità ex art. 2051 c.c. La convenuta, per converso, asseriva che il sinistro dovesse essere ricondotto esclusivamente alla condotta imprudente dello sciatore, a nulla rilevando la mancanza del moschettone de quo, che nel complesso non aveva determinato l’inadeguatezza del sistema di contenimento. Il Giudice, rilevata l’applicabilità del regime extracontrattuale, poiché gli attori non avevano provveduto a produrre in giudizio il titolo del contratto per la fruizione dell’area sciabile, statuiva che per affermare la responsabilità ex art. 2051 deve essere provato il nesso causale fra l’evento dannoso e la cosa, che resta escluso, ove ciò sia ascrivibile a caso fortuito riconducibile a un fattore esterno imprevedibile. Dalle risultanze probatorie, emergeva che la società convenuta non aveva adempiuto all’onere probatorio su di essa gravante, in quanto non vi era dimostrazione che la mancanza di quel moschettone fosse dovuta a qualche accidente, verificatosi in tempi tali da non consentirle un intervento tempestivo volto a porvi rimedio).
Tribunale di Trieste; 1 aprile 2011
Pubblicato Lunedì, 06 Gennaio 2014 19:12
Tribunale di Trieste; 1 aprile 2011; Giud. Merluzzi, Ne.Or. (avv. fa.ca.) contro SC. CL. (avv. Pa.Pa.), con la chiamata in causa di Sc. Sc. Aurina (avv.TI Gi.De.Zo., Ma. De. Zo., Gi. Ch.) e Mi. As. S.p.A. (Avv. Lu).
Responsabilità civile – Sci – Scuola di sci – Attività di insegnamento del maestro di sci – Caduta autonoma di un allievo durante una lezione – Responsabilità ex art. 2048 c.c. – Non sussiste
La scuola di sci non risponde dei danni occorsi a un allievo, caduto autonomamente, ove si accerti che il maestro, durante una lezione in cui venivano impartite le fondamenta della tecnica sciistica, non abbia posto in essere una condotta imprudente o negligente ricollegabile causalmente con l’evento dannoso. Ne consegue che l’allievo che non abbia adempiuto alle prescrizioni imposte dal maestro, non possa lamentare alcuna doglianza in caso di verificazione di un sinistro con conseguenti lesioni. (Nella specie, il ricorrente, allievo di una scuola di sci, stava seguendo una lezione ove venivano impartite le fondamenta della tecnica. Il maestro, nell’esporre le nozioni, oltre a fare eseguire alcuni esercizi propedeutici quali “la scaletta”, accompagnava gli allievi in un paio di discese “a spazzaneve”, finchè, dopo le prime discese, faceva percorrere, con tale tecnica, qualche brevissimo tratto di pista, scortando gli stessi o attendendoli subito a valle. Le risultanze istruttorie permettevano di accertare la dinamica della caduta dell’attore: questi, durante l’attesa del proprio turno di discesa, disattendeva le prescrizioni ricevute (di stare fermo) e, muovendosi autonomamente mentre il maestro stava accompagnando nell’esercizio un altro allievo, cadeva a terra procurandosi lesioni. Il giudice, all’esito del processo, statuisce che la condotta della maestra risulta immune da censure, in quanto nella circostanza non veniva fatto eseguire alcun esercizio inadeguato al livello conoscitivo degli allievi; inoltre, ritiene immune da censura la modalità di esecuzione dell’esercizio, considerato che, quando il maestro chiedeva agli allievi di effettuare lo “spazzaneve” in autonomia, la distanza fatta percorrere era assai ridotta. Alla luce di ciò, rigetta la domanda attorea in assenza di una condotta imprudente o negligente del maestro ricollegabile causalmente con l’evento di danno).
Cassazione civile, sez. III; 24 luglio 2012, n. 12914
Pubblicato Lunedì, 06 Gennaio 2014 17:30
Cassazione civile, sez. III; 24 luglio 2012, n. 12914; Pres. Finocchiaro, Rel. Cirillo, S.A. (avv.ti Pottino e Zauli) contro A.F.D. Associazione Polisportiva Dilettantistica Sportiva Metanopoli (avv.ti Cavaliere e Gullotta) e Ski Club Brunico Plan de Corones (avv.ti Manzi e Schramm). Conferma App. Milano 21.02.2007.
Responsabilità civile – Sci – Gestore dell’area sciabile – Organizzazione di una gara – Responsabilità per esercizio di attività pericolose – Nesso eziologico tra esercizio dell’attività ed evento dannoso – Prova del danneggiato – Necessità
La presunzione di colpa posta a carico del danneggiante dall'art. 2050 cod. civ. presuppone il previo accertamento dell'esistenza del nesso eziologico tra l'esercizio dell'attività e l'evento dannoso, la cui prova incombe al danneggiato. Anche ove si riconoscesse l'effettiva pericolosità dell'attività di gestione di un impianto sciistico, l'onere della prova del nesso di causalità tra l'attività e l'evento resterebbe a carico del danneggiato medesimo. (Nel caso di specie, uno sciatore veniva investito da uno sciatore, poi rimasto ignoto, asserendo che il medesimo, al momento dell’evento lesivo, stava indossando una mostrina e un pettorale della società “Metanopoli”, organizzatrice di una gara di sci. Per il risarcimento del danno, citava in giudizio la società de qua che, a sua volta, chiamava in causa lo Ski Club Brunico, gestore degli impianti. Le doglianze attoree si fondavano sull’inclusione della gestione di un’area sciabile, nonché dell’organizzazione di una gara, nell’area applicativa dell’art. 2050 c.c. La Corte ricorda che la domanda attorea per il risarcimento del danno ex art. 2050 c.c. presuppone che venga fornita la prova del nesso di causalità fra l'esercizio dell'attività in questione e l’evento dannoso; tale onere grava sul danneggiato. Rilevato che nel caso concreto, per converso, l’attore non aveva offerto tale prova, conferma la sentenza di appello con cui veniva rigettata la domanda attorea).
Corte di Appello di Roma; 15 gennaio 2013
Pubblicato Lunedì, 06 Gennaio 2014 16:47
Corte di Appello di Roma, Sez. III; 15 gennaio 2013; Pres. Azara, Rel. Lo Sinno, Gitschberg s.p.a. (avv. Sbordoni) contro C.F. (avv. Ilario). Riforma Trib. Latina – Sezione Distaccata di Terracina – 5 dicembre 2012.
Responsabilità civile – Sci – Infortunio di uno sciatore - Pista ghiacciata, sconnessa e scarsamente innevata – Responsabilità del gestore dell’area sciabile - Responsabilità per cose in custodia - Contratto per la fruizione dell'area sciabile - Prova liberatoria - Sussiste
Ove uno sciatore si infortuni all'interno di un'area sciabile e alleghi di essere caduto a causa delle cattive condizioni della pista, al gestore dell'area sciabile si applica sia la responsabilità extracontrattuale per cose in custodia che la responsabilità contrattuale per inadempimento del contratto per la fruizione delle aree sciabili, salvo che il gestore non provi il caso fortuito, inteso quale avvenimento inevitabile specifico che da solo ha creato le condizioni dell’evento dannoso, cui è equiparata la condotta colpevole del danneggiato o di un terzo, quando essa possa essere considerata causa esclusiva del danno, in quanto eccezionale ed imprevedibile. (Nel caso di specie, è stata riformata la sentenza di primo grado che aveva ritenuto responsabile ex art. 2051 c.c. il gestore dell'area sciabile per la caduta occorsa ad uno sciatore su di una pista di media difficoltà, il quale aveva allegato di essere caduto a causa del fondo ghiacciato e di una buca. La Corte, sottolinenando la mancata prova dell'esistenza della buca, riconduce l’evento alla non adeguata preparazione dello sciatore, osservando come la mera presenza di ghiaccio non costituisca sintomo di pericolosità, né di insidia e di non prevedibilità. Alla luce di ciò, rileva come la condotta dell’utente costituisca causa esclusiva del danno, integrando così il caso fortuito, che interrompe il nesso di causalità fra la cosa e il custode).
Pubblicato Giovedì, 26 Dicembre 2013 12:17
La redazione di dirittodeglisportdelturismo.it augura a tutti i visitatori Buon Natale 2013 e Buon 2014 e ricorda che, a qualche settimana dalla riapertura della stagione invernale, è sempre disponibile a ricevere contributi e/o sentenze sui temi attinenti al diritto degli sport della neve, per valutarne la pubblicazione.
Cass., sez. III, sentenza 24 luglio 2012, n. 12900
L.R. Molise 20 agosto 1984, n. 19

References: art. 1669
 art. 2051
 art. 2051
 art. 2051
 art. 2048
 art. 2050
 sentenza 
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 art. 2051
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