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VISTO il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed in particolare la parte quarta relativa al1a gestione dei rifiuti; - PDF Free Download
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1 REGOLAMENTO RECANTE "ISTITUZIONE E MODALITA' DI FUNZIONAMENTO DEL REGISTRO NAZIONALE DEI SOGGETTI OBBLIGATI AL FINANZIAMENTO DEI SISTEMI DI GESTIONE DEI RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE) COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DI UN CENTRO DI COORDINAMENTO PER L OTTIMIZZAZIONE DELLE ATTIVITA' DI COMPETENZA DEI SISTEMI COLLETTIVI E ISTITUZIONE DEL COMITATO D INDIRIZZO SULLA GESTIONE DEI RAEE", AI SENSI DEGLI ARTICOLI 13, COMMA 8, E 15, COMMA 4, DEL DECRETO LEGISLATIVO 25 LUGLIO 2005, N IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E IL MINISTRO DELL' ECONOMIA E DELLE FINANZE VISTO il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed in particolare la parte quarta relativa al1a gestione dei rifiuti; VISTO il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, recante" Attuazione delle direttive 2002/95/CE. 2002/96/CE e 2003/108/CE relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche a nonché allo smaltimento dei rifiuti" VISTO in particolare l'articolo 14 del citato decreto legislativo n. 151 del 2005 che prevede l'istituzione, presso il Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei. sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; VISTI gli articoli 13. comma 8, e 15, comma 4, del citato decreto legislativo n. 151 del 2005, che prevedono che con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri dello svi1uppo economico c dell economia e finanze, sentita la Conferenza unificata, siano definite le modalità di funzionamento dei Registro di cui all'articolo 14 del medesimo decreto, le modalità di iscrizione allo stesso e di comunicazione delle informazioni, nonché le modalità di costituzione e di funzionamento di un Centro di coordinamento per l ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi, e sia istituito il Comitato d indirizzo sulla gestione dei RAEE, definendone la composizione ed il funzionamento; VISTO l'articolo 17, comma 3, del1a legge 23 agosto 1988, n. 400; SENTITO il parere del1a Conferenza unificata Stato Regioni, città e autonomie locali. espresso nel1a seduta del; UDITO i1 parere del Consiglio di Stato, espresso da! la Sezione consultiva per gli atti normativi nel1'adunanza del VISTA la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. ai sensi della citata legge n. 400 del 1988, effettuata con la nota del, n.
2 ADOTTA il seguente regolamento Art. 1 (Istituzione del Registro e struttura organizzativa) 1. E' istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sitemi di gestione dei rifiuti di, apparecchiature elettriche ed elettroniche, di seguito denominati RAEE, di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n Sono tenuti ad iscriversi al Registro i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche come definiti all'articolo 3, comma 1 lettera m), del decreto legislativo 25 luglio 2005, n Il Registro contiene una sezione recante le seguenti informazioni: a) i dati comunicati dai soggetti obbligati all'atto dell'iscrizione al Registro presso la Camera di Commercio, ai sensi dell'articolo 14. comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 2005 n. 151; b) i dati comunicati dai soggetti obbligati ai sensi dell'articolo 13, commi 6 e 7 del decreto legislativo 25 luglio 2005 n.151, 4. Il Registro contiene inoltre una sezione dedicata ai sistemi collettivi istituiti per il finanziamento del1a gestione dei RAEE di cui agli articoli 10, comma 1.11, comma 1 e 12, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005 n. 151, nella quale è riportato l elenco dei predetti sistemi nonché le informazioni di cui all'articolo 7, comma l. Art. 2 (Modalità di registrazione e aggiornamento dei dati contenuti nel Registro) 1. Il Registro è predisposto, gestito e aggiornato dal Comitato di Vigilanza e Controllo di cui al1'articolo 15 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, che si avvale dell' APAT. 2. I dati del Registro di cui a1l articolo 1, commi 3 e 4, sono raccolti dalle Camere di Commercio secondo le modalità di cui agli articoli 3, 4, 6 e Le Camere di commercio garantiscono la trasmissione delle informazioni raccolte ai sensi del presente regolamento attraverso l interconnessione telematica diretta ai sistemi infornativi del Comitato di Vigilanza e Controllo presso il Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e ai sistemi informativi dell' Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT) secondo le modalità di interoperabilità fra i sistemi informativi così come definiti dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA). 4. Gli standard per la trasmissione dei dati sono definiti entro 30 giorni dal1a data di entrata in vigore del presente regolamento, tramite apposito accordo tra i1 Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l'apat e l Unione Nazionale de1le Camere di Commercio Italiane. Art. 3 (Iscrizione dei Produttori al Registro) 1. L'iscrizione al Registro deve essere effettuata dal produttore presso la Camera di Commercio nella cui circoscrizione si trova la sede legale dell'impresa. Nel caso in cui il produttore non sia stabilito nel territorio italiano si iscrive al Registro attraverso un proprio rappresentante in Italia, incaricato di tutti gli adempimenti previsti dal decreto legislativo 25 Luglio 2005, n In tale caso l iscrizione è effettuata presso la Camere di Commercio nella cui circoscrizione si trova la sede legale del rappresentante.
3 2. L iscrizione deve essere effettuata entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento o comunque prima che il produttore inizi ad operare nel mercato italiano. 3. L iscrizione avviene esclusivamente per via telematica. Il modulo di iscrizione deve essere sottoscritto mediante firma digitale apposta dal legale rappresentante o suo delegato. o dal rappresentante abilitato ai sensi del comma I produttori di AEE destinate ai nuclei domestici tenuti al finanziamento della gestione dei RAEE mediante sistemi collettivi ai sensi degli articoli 10, comma 1, e 20. comma 4, del decreto legislativo 25 luglio n. 151, si iscrivono al Registro successivamente all adesione ad uno o più sistemi collettivi, relativi alla categoria di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato; a tal fine il sistema informativo del Registro deve garantire, al momento dell iscrizione, la verifica automatica dell'avvenuta adesione al sistema collettivo. 5. All'atto dell iscrizione al Registro il produttore deve indicare: a) l appartenenza ad una o più delle tipologie di attività definite all articolo 3, comma 1, lettera m) del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151: b) lo specifico codice ISTAT di attività che lo individua come produttore di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE); c) per ciascuna categoria di apparecchiature di cui all allegato 1A decreto legislativo 25 luglio n. 151, come ulteriormente suddivisa nell allagato 1B del medesimo decreto legislativo, il numero e il peso effettivo, o il solo peso effettivo, delle apparecchiature immesse sul mercato nell anno solare precedente, suddivise tra apparecchiature domestiche e professionali. Tale ultima suddivisione non si applica alle apparecchiature di illuminazione in conformità al disposto dell'articolo 10. comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151; d) le informazioni sui centri di raccolta organizzati e gestiti ai sensi dell'articolo 6, comma i. lettera c) e comma 3 del decreto legislativo 25 luglio n. 151, specificando l organizzazione è su base individuale o collettiva; e) l eventuale iscrizione in Registri di altri Stati membri dell'unione Europea; f) le informazioni relative all entità e alle modalità di presentazione delle garanzie finanziarie di cui agli articoli 11 e 12 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151; g) per ogni categoria di apparecchiature elettriche ed elettroniche immessa sul mercato, il sistema o i sistemi attraverso cui intende adempiere agli obblighi di finanziamento dei RAEE. Nel caso in cui si tratti di sistema collettivo, il produttore deve indicare il nome del sistema prescelto. 6. Per peso effettivo di un apparecchiatura elettrica ed elettronica si intende il peso del prodotto. inclusi tutti gli accessori elettrici ed elettronici, al netto di imballaggi, manuali, batterie rimovibili ed accessori non elettrici o elettronici. 7. Qualora il produttore non disponga, al momento dell iscrizione, dei dati effettivi sulla suddivisione delle AEE in domestiche e professionali, fornisce sotto la propria responsabilità una stima di tale suddivisione. 8. Una volta effettuata l' iscrizione, a ciascun produttore viene rilasciato un numero di iscrizione tramite il sistema informatico delle Camere di Commercio. 9. Entro 30 giorni dal suo rilascio, il numero di iscrizione deve essere indicato dal produttore in tutti i documenti commerciali.
4 Art. 4 (Variazione dei dati di iscrizione al Registro) 1. I produttori comunicano, con le medesime modalità previste all articolo 3, qualsiasi variazione dei dati comunicati all atto dell iscrizione. nonché la cessazione dell attività determinante obbligo di iscrizione. Art. 5 (Oneri relativi all istituzione del Registro e Diritto di segreteria) l. Ai sensi dell'articolo 19. comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, gli oneri relativi all'istituzione del Registro sono a carico dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche in misura proporzionale alle rispettive quote di mercato; detti oneri sono individuati con il decreto di cui all articolo 19, comma 4, del decreto legislativo n. 151 del 2005, che ne stabilisce anche te modalità di versamento. 2. L'iscrizione al Registro è assoggettata all assolvimento di un diritto di segreteria. Tale d;ritto è fissato nella misura prevista per 1e denunce presentate al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio con modalità telematica. Art. 6 (Comunicazione annuale dei produttori) 1. I produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche comunicano con cadenza annuale al Comitato di Vigilanza e Controllo i dati previsti ai commi 6 e 7 dell articolo 13 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151, avvalendosi del modello di dichiarazione ambientale di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70, che, a tale fine, è modificato con le modalità previste dalla medesima legge n. 70 del Le informazioni sono fornite per via telematica e riguardano, per ciascuna categoria di apparecchiature: di cui all'allegato 1A del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, come ulteriormente suddivisa nell'allegato 1B del medesimo decreto legislativo: a) il numero e il peso effettivo o il solo peso effettivo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nell'anno solare precedente, suddivise tra apparecchiature e domestiche e professionali. Tale ultima suddivisione non si applica alle apparecchiature di illuminazione in conformità al disposto dell articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005 n b) il peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recuperate nell'anno solare precedente; in caso di adesione ad un sistema col1ettivo, le predette informazioni sono comunicate dal sistema collettivo per conto di tutti i produttori ad esso aderenti. Art. 7 (Modalità di raccolta e tipologia dei dati relativi ai sistemi collettivi) 1. Al fine di consentire una razionale e ordinata gestione dei RAEE sul territorio, ciascun sistema collettivo si iscrive al Registro di cui all 'articolo 1 con le modalità di cui a1l' articolo 3, Comma 3, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, o comunque prima che il sistema collettivo inizi ad operare nel mercato italiano, e comunica le seguenti informazioni: a) i dati relativi alla sua costituzione; b) i produttori che aderiscono al sistema collettivo e, per ogni produttore, te categorie di apparecchiature di cui all'allegato 1A del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, come ulteriormente suddivise nell allegato l B del medesimo decreto legislativo, gestite; c) le tipologie di RAEE gestite, secondo la seguente classificazione: 1. RAEE domestici storici 2. RAEE professionali storici
5 3. RAEE domestici nuovi 4. RAEE professionali nuovi 5. RAEE Illuminazione 2. I sistemi collettivi comunicano al Registro ogni variazione dei dati di cui a1 comma I sistemi collettivi comunicano annualmente al Comitato di Vigilanza c Controllo, per conto di tutti i produttori ad essi aderenti, i dati relativi al peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recuperate, con le modalità di cui all'articolo 6. Art. 8 (Accesso ai dati) 1. L'accesso alle informazioni è disciplinato dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, e si esercita nei confronti del Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Art. 9 (Centro di coordinamento per l ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi) 1. I sistemi collettivi di gestione dei RARE provenienti dai nuclei domestici costituiti entro il trentesimo giorno dalla data di entrata in vigore dc1 presente regolamento provvedono. entro 90 giorni dalla medesima data di entrata in vigore, ad istituire il Centro di coordinamento di cui all articolo 13 comma 8. del decreto legislativo 25 luglio 2005, n Il Centro di coordinamento di cui al comma 1 è costituito in forma di consorzio avente personalità giuridica di diritto privato, al quale partecipano tutti i sistemi collettivi di gestione dei RAEE provenienti dai nuclei domestici, che aderiscono al Centro entro 30 giorni dalla loro costituzione. 3. Qualora per uno o più raggruppamenti di RAEE domestici di cui all'allegato 1 si costituisca un unico sistema collettivo che opera su tutto il territorio nazionale e che garantisca lo svolgimento in proprio dei servizi forniti dal Centro di coordinamento, tale sistema può essere, su valutazione del Comitato di vigilanza e di controllo di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, esonerato dall obbligo di partecipazione al Centro di coordinamento. In tal caso il sistema collettivo unico è tenuto a presentare al Comitato di Vigilanza e Controllo e al Centro di coordinamento un programma annuale di prevenzione e attività relativo al raggruppamento o ai raggruppamenti di RAEE gestiti. 4. Possono partecipare a1 Centro di coordinamento anche i sistemi collettivi di gestione dei RAEE professionali. Art. 10 (Compiti del Centro di coordinamento) l. Il Centro di coordinamento ha il compito di ottimizzare le attività dì competenza dei sistemi collettivi di gestione dei RAEE a garanzia di comuni, omogenee ed uniformi condizioni operative e nell'ottica di massimizzare il riciclaggio/recupero di tali rifiuti. 2. In particolare, il Centro di coordinamento svolge ]e seguenti funzioni: a) definisce con l'anci, tramite un accordo di programma, le condizioni generali per il ritiro da parte dei sistemi col1ettivi competenti dei RAEE raccolti nell'ambito del circuito domestico ai sensi dell'art.6 del decreto
6 legislativo 25 luglio 2005, n. 151 e, fatto salvo il disposto di cui at1'articolo 187 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relativo al divieto di miscelazione dei rifiuti pericolosi, raggruppati secondo quanto indicato nell Allegato I, garantendo la razionalizzazione e l'omogeneità a livello territoriale dell intervento; b) definisce con l ANCI e con le associazioni nazionali di categoria della distribuzione, tramite un accordo di programma, le condizioni alle quali il ritiro da parte dei sistemi collettivi competenti dei RAEE raccolti dai distributori ai sensi dell articolo 6. comma 1, lettera b), è effettuato direttamente presso i distributori medesimi: c) stipula specifici accordi con le associazioni di categoria dei soggetti recuperatori al fine dì assicurare adeguati ed omogenei livelli di trattamento e qualificazione: del1e aziende del settore: d) assicura la necessaria cooperazione tra i diversi sistemi collettivi, in particolare di quelli che gestiscono ]a medesima categoria di RAEE di cui al1' Allegato 1A al decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151; e) ottimizza uniformando le relative modalità e condizioni il sistema di racco1ta. assicurando il ritiro dei RAEE dai centri di raccolta di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 e lo smistamento al sistema collettivo competente per il conferimento agli impianti di trattamento; f) assicura la tempestiv1tà nel1a raccolta delle richieste di ritiro da parte dei centri di raccolta, utilizzando a tal fine tecnologie telematiche; g) assicura il monitoraggio dei flussi di RAEE, distinti per categoria di cui all Allegato 1A de1 decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, smistati ai sistemi collettivi, sulla base di modalità da definire d'intesa con l' APAT e il Comitato di Vigilanza e Controllo di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151; h) predispone per ciascun raggruppamento di RAEE di cui all ' Allegato 1 un programma annuale di prevenzione e attività e lo trasmette al Comitato di Vigilanza. e Controllo. Tale programma deve contenere indicazioni specifiche anche riguardo agli obiettivi di recupero dei RAEE stabiliti per ogni categoria dall'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n Centro di coordinamento trasmette annualmente i dati di cui alla lettera f) al Comitato di Vigilanza e Controllo c al1'apat ai fini del1a predisposizione della relazione annuale di cui all'articolo 9, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n Il Centro di coordinamento può svolgere i propri compiti anche mediante il ricorso a società di servizi ed altri soggetti esterni, purché venga garantita la riservatezza. dei dati trattati. Art. 11 (Organizzazione del Centro di coordinamento) 1. Sono organi del Centro: a) l' Assemblea, composta da un rappresentante per ogni sistema collettivo; b) il Comitato Esecutivo, composto da cinque membri, tra cui il Presidente; c) il Presidente; d) il Collegio dei revisori contabili. 2. Il Presidente e il Comitato Esecutivo nominati nell'atto costitutivo del Centro durano in carica per 12 mesi decorrenti dalla costituzione del Centro stesso. 3. Uno dei componenti del Collegio dei revisori contabili deve essere nominato su indicazione del Ministro dell'economia e delle finanze; gli altri componenti devono essere nominati tra gli iscritti
7 all' Albo dei revisori contabili. 4. Lo statuto del Centro di coordinamento è de1iberato dall'assemblea e deve essere approvato con decreto del Ministro del1 ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell'economia e delle finanze. 4. Il Centro di coordinamento adotta uno o più regolamenti di funzionamento. Ciascun regolamento deve essere sottoposto al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministero dello sviluppo economico, che possono richiedere modifiche ed integrazioni entro sessanta giorni dal ricevimento dello stesso. Art. 12 (Finanziamento delle attività del Centro di coordinamento) l. I mezzi finanziari per il funzionamento del Centro di coordinamento sono costituiti dai contributi dei soggetti partecipanti, da erogarsi secondo le modalità stabilite nello Statuto. 2. Qualora per uno o più raggruppamenti di RAEE si costituisca un unico sistema collettivo che opera su tutto il territorio nazionale e che, pur partecipando al Centro di coordinamento dimostri di svolgere alcune delle proprie attività di gestione senza ricorrere ai servizi dello stesso, tale sistema è esonerato dagli obblighi di finanziamento del Centro per quanto attiene tali attività. Art. 13 (Istituzione del Comitato d indirizzo sulla gestione dei RAEE) 1. E' istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Comitato d'indirizzo sulla gestione dei RAEE di cui all articolo 15 del decreto legislativo 25 1uglio 2005, n Il Comitato è composto da tredici membri, di cui 3 designati dalle Organizzazioni nazionali delle categorie dell'industria dei quali almeno uno in rappresentanza del Settore del recupero, l designato dalle Organizzazioni nazionali delle categorie del commercio, 1 dalle organizzazioni nazionali delle categorie dell artigianato, 1 dalle organizzazioni nazionali delle categorie della cooperazione, 2 dalle Regioni, 1 dall'ancl, 1 dall'upt, 1 da Confservizi, 1 dal1e Associazioni ambientaliste e 1 dalle Associazioni dei consumatori. 3. I membri del Comitato restano in carica quattro anni. Art. 14 (Compiti del Comitato d indirizzo sulla gestione dei RAEE) l. Il Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE svolge un compito di supporto del Comitato di Vigilanza e Controllo di cui all articolo 15 del decreto legislativo 25 1uglio 2005, n In particolare il Comitato di Indirizzo monitora l'operatività, la funzionalità logistica e l'economicità, nonché l'attività di comunicazione, del sistema di gestione dei RAEE, inoltrando al Comitato di Vigilanza e Controllo le proprie valutazioni e le proprie proposte di miglioramento.
8 Art. 15 (Funzionamento del Comitato d indirizzo sulla gestione dei RAEE) l. Il Comitato d'indirizzo si riunisce almeno due volte all'anno e ogniqualvolta sia richiesto dalla maggioranza dei componenti o dal Comitato di Vigilanza e di Controllo. 2. Il Comitato d'indirizzo può richiedere, a maggioranza dei componenti, la convocazione del Comitato di Vigilanza e Controllo per la discussione delle proposte formulate ai scensi del1' articolo 14 e per la discussione di eventuali problematiche. 3. L attività di segreteria del Comitato d indirizzo è assicurata dalla segreteria del Comitato di Vigilanza e Controllo Ai sensi dell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151. gli oneri relativi al funzionamento del Comitato d indirizzo sono a carico dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche in misura proporzionale alle rispettive quote di mercato per tipo di apparecchiatura; detti oneri sono individuati con il decreto di cui all articolo 19. comma 4, del decreto legislativo n. 151 del 2005, che ne stabilisce anche le modalità di versamento. Art. 16 (Regime transitorio di avvio) 1. A decorrere dal 1 luglio 2007 e sino alla scadenza di 120 giorni, non prorogabili 1e disposizioni del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151 inerenti gli obblighi di gestione e finanziamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, provenienti da nuclei domestici sono attuate secondo un regime transitorio per assicurare l avvio rapido ed efficace delle attività previste a carico dei produttori di AEE e dei sistemi collettivi da questi costituiti. 2. Contestualmente all inizio del regime transitorio i Produttori di AEE attuano quanto previsto dall articolo 10 comma 2 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n Il regime transitorio di cui al comma 1 è definito mediante la stipula di un accordo di programma tra il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l ANCI e le Organizzazioni nazionali di categoria dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e dei distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. 4. L accordo di programma di cui al comma 3 definisce in particolare: a) esclusivamente per il periodo transitorio, l'impegno dei Comuni a continuare: a farsi carico, sulla base dei servizi e delle strutture per la raccolta dei rifiuti urbani esistenti ed adeguate, di tutta la gestione sino al trattamento, al recupero e/o smaltimento dei RAEE provenienti dai nuclei domestici e dalla distribuzione presente sul proprio territorio, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa vigente; b) il finanziamento del periodo transitorio mediante la determinazione di un importo forfetario a ristoro dei costi per le attività di trasporto dai Centri di Raccolta di cui all'art. 6 comma l lettera a) del decreto legislativo 25 luglio 2005 n. 151 e di trattamento dei RAEE, che i produttori di AEE e dei sistemi collettivi da questi costituiti dovranno versare ai Comuni alla fine del periodo transitorio. Una quota parte di tale importo sarà destinata alla realizzazione di centri di raccolta in aree non provviste; c) l'onere di finanziamento di cui alla lettera b) sarà ripartito dai Sistemi Collettivi aderenti al Centro di Coordinamento tra tutti i produttori di AEE che risulteranno iscritti al Registro di cui all'art. 14 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 al termine del periodo previsto dall'art. 20 comma 3 dello stesso decreto legislativo.
9 5. Al termine del regime transitorio di cui al comma 1, il sistema è assicurato dall'accordo di programma di cui all'art. 10, comma 2, lettera a) del presente decreto, che disciplina nell ambito delle condizioni generali del servizio i livelli essenziali da erogare o le eventuali penali. 6. ALLEGATO 1 (articolo 9, comma 3 e articolo 10, comma 2, lettere a) e h) RAGGRUPPAMENTI DI RAEE CHE DEVONO ESSERE EFFETTUATI DAI CENTRI DI RACCOLTA DI CUI ALL'ARTICOLO 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO 25 LUGLIO 2005, N. 151, FATTO SALVO IL DISPOSTO DI CUI ALL' ARTICOLO 187 DEL DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152, RELATIVO AL DIVIETO D1 MISCELAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI. Raggruppamento 1 - Freddo e Clima: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie di cui all'allegato 1B del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151: 1.1, 1.2,1.3, 1.4, Raggruppamento 2 - Altri grandi bianchi: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie di cui all allegato 1 B del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151: da 1.5 a 1.16 e Raggruppamento 3 - TV e Monitor. Raggruppamento 4 IT e Consumer Electronics, Apparecchi di illuminazione (privati delle sorgenti luminose), PED e altro: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie di cui al1' allegato 1B del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151: 3 e 4, tranne quelle rientranti nel raggruppamento 3, 5.1 e tutte le categorie non menzionate negli altri Raggruppamenti di cui al presente allegato. Raggruppamento 5 -Sorgenti luminose: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie di cui all'allegato IH del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151: da 5.2 a 5.5.
Fonte: GU n. 257 del 5-11-2007 Data pubblicazione: 08/11/2007 Data promulgazione: 25/09/2007
Fonte: GU n. 257 del 5-11-2007 Data pubblicazione: 08/11/2007 Data promulgazione: 25/09/2007 - MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 25 Settembre 2007, n. 185 - Istituzione
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References: Art. 1
 Art. 2
 articolo 1
 Art. 3
 articolo 3
 Art. 4
 articolo 3
 Art. 5
 articolo 19
 Art. 6
 articolo 13
 articolo 10
 Art. 7
 articolo 3
 Art. 8
 Art. 9
 articolo 13
 Art. 10
 articolo 6
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 articolo 15
 Art. 14
 articolo 15
 Art. 15
 articolo 14
 articolo 19
 Art. 16
 articolo 10
 articolo 10
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