Source: http://brianzantimafia.blogspot.com/2017/07/lombarda-petroli-ingiustizia-e-fatta.html
Timestamp: 2017-08-20 17:12:32+00:00

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Leggeremo con attenzione le motivazioni della sentenza emessa dalla "corte di cassazione" che ha confermato le condanne comminate in 2°grado dal tribunale di Milano, per gli autori dello sversamento di idrocarburi nel Lambro il 22 febbraio 2010. In primo grado la sentenza fu di assoluzione per tutti salvo per il custode. In sostanza i cugini Tagliabue avrebbero ordinato lo svuotamento dei serbatoi che contenevano oli combustibili per non pagare le accise avendo, secondo la magistratura inquirente e quella giudicante, manomesso rapporti contabili. A dare una mano agli inquirenti si sarebbero messi a disposizione funzionari dell'agenzia delle dogane. E con questo teorema hanno tirato dritto sia la procura di Monza (con l'impugnazione della sentenza di primo grado) che la cassazione a Roma.
L'Osservatorio Antimafia di Monza e Brianza "Peppino Impastato" ha seguito la vicenda sin dalle prime ore; ha seguito anche il processo di primo grado leggendo con attenzione la sentenza di primo grado e poi impugnata dalla procura in Cassazione e le motivazioni della sentenza di Milano che invece ribaltava quella di primo grado.
Detto questo noi abbiamo sempre sostenuto, e più di una traccia in questo senso sono state rilevate sia dagli inquirenti nei rapporti ai magistrati sia nel processo, che il movente era invece da cercare nella gigantesca speculazione edilizia che era in corso sull'area. Lo sversamento serviva per svalutare il valore del terreno e dunque dell'operazione immobiliare che vedeva coinvolto il chiachieratissimo gruppo immobiliare Addamiano. Questa pista non fu mai seguita (per altro non avrebbe potuto nascondere gli ordini e le giacenze che stavano nei giganteschi silos della lombarda). Inoltre nelle motivazioni della sentenza di primo grado emergono fatti e circostanze che nemmeno nel dibattito vennero fuori come la notte dei segnali da un'autovettura nel parcheggio e il fatto che il custode facesse uso quotidiano di cocaina; un vizio che col solo stipendio da custode non poteva certo permettersi. Per altro nella nomenclatura aziendale del gruppo Addamiano c'era un soggetto (omissis) che aveva e probabilmente ha ancora legami con quel mondo delle discoteche finito nell'inchiesta "REDUX CAPOSALDO". Sarebbe stata certo una pista più difficile; ma come ci siamo arrivati noi potevano molto più autorevolmente arrivarci lor signori che invece hanno preferito le comode veline del santuario intoccabile dell'Agenzia delle Dogane; un santuario continuamente lambito da inchieste ma mai profondamente indagato per le relazioni pericolose di suoi funzionari e dirigenti. Sembra che i magistrati giudicanti di Milano e Roma non abbiano nemmeno letto le carte dei processi precedenti, producendo a nostro parere un grave atto di ingiustizia.
Dunque riteniamo, e su questo situazione stiamo lavorando (attendevamo la sentenza della cassazione) che gli autori materiali di questo disastro sono ancora a piede libero. Con questa sentenza inoltre si chiude definitivamente una opportunità per rilanciare sotto il profilo economico ed industriale l'area Lombarda e i cittadini di Villasanta e brianzoli dovranno aspettare decenni e per questo potranno ringraziare una "giustizia malata".
Pubblicato da brianzantima a venerdì, luglio 21, 2017
LORENZO PIACENTINI - LAZARD EX TRIPLE FAMILY OFFICE 19 agosto 2017 10:14
MICHAEL CHINNICK MANDARIN EX OF NAZI MORGAN STANLEY 19 agosto 2017 10:15

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