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Timestamp: 2018-09-23 20:52:33+00:00

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Reati nei dipinti: quali sono?
14 febbraio 2018 | Autore: Mariano Acquaviva
Quadri, pitture e opere d’arte spesso raffigurano comportamenti illeciti, se non addirittura reati. Vediamone alcuni.
I grandi artisti, passati e presenti, hanno deliziato gli amanti della pittura con capolavori meravigliosi. Eppure, molti dei loro soggetti sono ritratti in situazioni poco legali, spesso addirittura delittuose. In modo molto simpatico e originale, vediamo quali sono i reati nei dipinti più famosi.
1 Reati nei dipinti: la Dama con ermellino
2 Reati nei dipinti: il Bacio
3 Reati nei dipinti: il Quarto Stato.
4 Reati nei dipinti: La Libertà che guida il popolo
5 Reati nei dipinti: I giocatori di carte
Reati nei dipinti: la Dama con ermellino
Cominciamo con un celeberrimo dipinto di Leonardo Da Vinci: è la famosissima Dama con ermellino, risalente agli ultimi anni del Quattrocento. Ebbene, ad un’attenta analisi si può dire che la signora ritratta stia commettendo un illecito vero e proprio: l’ermellino, infatti, è un animale protetto perché a rischio estinzione.
Secondo la legge [1], gli animali protetti (come i lupi, le volpi, alcuni particolari rettili, ecc.) non possono essere oggetto di possesso da parte dei privati: essi vivono in ambienti a loro riservati (aree protette), al sicuro da pericoli esterni come il bracconaggio.
Pertanto, la nostra dama sta commettendo un reato bello e buono: chi acquista sul mercato nero un animale tutelato dalla legge rischia una multa salatissima, la confisca dell’animale e, in caso di recidiva, l’arresto da tre mesi a due anni.
Reati nei dipinti: il Bacio
«Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?»
Il Bacio è un famosissimo dipinto realizzato agli inizi del novecento da Gustav Klimt, pittore austriaco. Problemi anche qui? Dipende.
Secondo la Corte di Cassazione, anche un bacio, dato senza il consenso della vittima, può integrare il reato di violenza sessuale. Le labbra costituiscono una zona erogena del corpo umano: pertanto, un bacio sulle labbra impresso con violenza o inganno costituisce violenza sessuale.
Il bacio sulla bocca assume valenza di violenza sessuale quando dato senza consenso o con abuso della posizione di inferiorità del soggetto passivo [2]. La Suprema Corte è molto precisa anche nello specificare che non v’è nessuna differenza tra i tipi di bacio: nel caso di cui si occupava, la difesa dell’imputato aveva cercato di scagionare l’uomo dicendo che il bacio era stato impresso senza contatto delle lingue.
Secondo la Corte, la “profondità” del bacio è assolutamente irrilevante: entrambe le tipologie di bacio (contatto delle sole labbra; contatto delle lingue), infatti, sono idonee a ledere la libertà e l’integrità sessuale del soggetto passivo. Sempre nella stessa sentenza, la Corte di Cassazione ha escluso che rilevino penalmente i baci leggeri scambiati in contesti non erotici tali da escluderne qualsiasi connotazione sessuale: si pensi, ad esempio, al bacio sulla bocca scambiato come segno di saluto nella tradizione russa.
Nel celebre dipinto di Klimt, però, si tratta di un semplice bacio sulla guancia: è reato anche questo?
Occorre considerare due aspetti: l’intenzione dell’autore e la parte del corpo che si cerca di attingere. Di conseguenza, se Tizio cerca di baciare sulla bocca Caia ma quest’ultima riesce a divincolarsi, limitandosi a ricevere solo un contatto sulla guancia, potrà integrarsi il solo tentativo di violenza sessuale, punito con una pena diminuita da un terzo ai due terzi.
Secondo la giurisprudenza, infatti, in tema di violenza sessuale il tentativo è configurabile non solo nel caso in cui gli atti non si siano estrinsecati in un contatto corporeo, ma anche quando il contatto sia stato superficiale e fugace e non abbia attinto una zona erogena o considerata tale dal reo [3].
Secondo la Corte di Cassazione, per quanto riguarda il bacio, «occorre considerare sempre le circostanze di tempo e di luogo in cui viene dato, le modalità della zona prescelta, nonché le condizioni di più soggetti attivo e passivo, in quanto può essere manifestazione di molteplici e differenti sentimenti» [4].
Un altro orientamento, più rigoroso, ha ritenuto sufficiente ad integrare il delitto di violenza sessuale anche il semplice sfioramento con le labbra del viso altrui per dare un bacio, atteso che tra gli atti sessuali vanno ricompresi anche quelli insidiosi e rapidi riguardanti zone erogene su persona non consenziente [5].
In pratica, per capire se Klimt abbia ritratto un tentativo di violenza sessuale bisognerebbe indagare sulla reale volontà dell’amante e della donna.
Reati nei dipinti: il Quarto Stato.
Il quarto stato è un dipinto realizzato dal pittore italiano Giuseppe Pellizza agli inizi del secolo scorso. L’opera raffigura un gruppo di braccianti che marcia in segno di protesta in una piazza. Tutto regolare? Non proprio.
La Costituzione sancisce chiaramente il diritto di riunirsi in luogo pubblico [6]. Gli stessi articoli, però, demandano alla legge il compito di individuare i casi eccezionali in cui questo diritto può essere limitato. In particolare, la Costituzione dice che i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi e che delle riunione in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità competenti. La legge poi specifica che il preavviso deve essere dato al questore almeno tre giorni prima della manifestazione [7].
Si ritiene che il semplice mancato preavviso al questore nel caso di riunione in luogo pubblico non sia, di per sé, motivo di pericolosità della riunione; tutt’al più potranno essere sanzionati i promotori inadempienti.
Invece, nel caso in cui l’assembramento non sia pacifico (ad esempio, alcuni manifestanti portano con sé bastoni o oggetti pericolosi) la pubblica autorità può dare l’ordine alla polizia di caricare la folla dei dimostranti al fine di farla disperdere. Secondo la legge, è il prefetto che, nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica.
Se, poi, la manifestazione dovesse sfociare in qualcosa di molto più serio, come un saccheggio [8] o un conflitto armato tra classi sociali [9], si rischierebbero pesanti sanzioni: in entrambi i casi, infatti, la pena prevista è l’ergastolo.
Reati nei dipinti: La Libertà che guida il popolo
La Libertà che guida il popolo è un dipinto del 1830 realizzato dal pittore Eugène Delacroix: rappresenta una donna, personificazione della Libertà stessa, che capeggia l’insurrezione francese contro la tirannia di Carlo X di Borbone.
L’opera ha un alto valore simbolico, emblema di un’epoca ricca di moti popolari che si ribellavano all’autoritarismo dei governi. Tornando però al tentativo di individuare i reati nei dipinti, possiamo senz’altro dire che il dipinto rappresenta una condotta punita in maniera molto severa dalla legge italiana: si tratta del reato di insurrezione armata contro i poteri dello Stato, punita addirittura con l’ergastolo [10].
Reati nei dipinti: I giocatori di carte
I giocatori di carte è un dipinto di Paul Cèzanne realizzato sul finire dell’ottocento: rappresenta due uomini seduti ad un tavolino di un’osteria, intenti a giocare a carte. Dov’è il reato?
Secondo il codice penale italiano, chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualunque specie, propone un gioco d’azzardo o lo agevola, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con ammenda non inferiore a 206 euro [11].
Il codice punisce anche chi è colto a prendere parte al gioco d’azzardo, punendolo con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro [12]. La pena è aumentata per tutti coloro che sono sorpresi a partecipare al gioco d’azzardo in una casa da gioco o in un pubblico esercizio, ovvero per tutti coloro che hanno messo in gioco poste economicamente rilevanti.
In caso di condanna per l’una o l’altra contravvenzione, è sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel gioco e degli oggetti ad esso destinati.
Pertanto, se i due signori stanno giocando d’azzardo, rischiano di incorrere in una sanzione di natura penale.
[1] Legge n. 150/1992.
[2] Cass., sent. n. 25112/2007 del 02.07.2007.
[3] Cass., sent. n. 27762/2008 del 06.06.2008.
[4] Cass., sent. n. 66551/1998 del 05.06.1998; più recentemente, anche Cass., sent n. 13940/2016 del 07.04.2016.
[5] Cass., sent n. 549/2006 del 11.01.2006.
[6] Art. 17 Cost.
[7] Art. 18 T.u.l.p.s.
[8] Art. 285 cod. pen.
[9] Art. 286 cod. pen.
[10] Art. 284 cod. pen.
[11] Art. 718 cod. pen.
[12] Art. 720 cod. pen.

References: Art. 17
 Art. 18
 Art. 285
 Art. 286
 Art. 284
 Art. 718
 Art. 720