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Timestamp: 2019-04-20 20:35:18+00:00

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Disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie (R.D. 30 marzo 1942, n. 318) CAPO I – DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE SEZIONE I – Disposizioni relative al libro I
(1) L'articolo che recitava: "L'esercizio delle facoltà attribuite all'autorità governativa nel titolo II del libro I del codice può dal Governo essere delegato in tutto o in parte ai prefetti per gli enti che esercitano la loro attività nell'ambito di una provincia" è stato abrogato dall'art. 11, d.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361.
0231. Paternità del marito.
Codice Civile Libro Primo: DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA Titolo VII: DELLA FILIAZIONE Capo I: DELLA FILIAZIONE LEGITTIMA Sezione I: DELLO STATO DI FIGLIO LEGITTIMO - Art.231. Paternità del marito. {tab vigente|green} Art. 231. Paternità del marito. 1. Il marito è padre del figlio concepito o nato durante il matrimonio. -- (1) Articolo così sostituito dall'art. 8, comma 1, D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014 {tab precedente formulazione|orange} Precedente formulazione Art. 231. Paternità del marito. 1. Il marito è padre del figlio concepito durante il matrimonio. {tab precedente formulazione|orange} Precedente formulazione ________________________________________________________{loadposition carica}________________________________________________________Copyright © 2001 Foroeuropeo: Il codice civile - www.foroeuropeo.it- Reg. n. 98/2014 Tribunale di Roma - Direttore Avv. Domenico Condello ...
Codice civile - Modifica articoli (4)
Codice civile - Modifica articoli - Costituzione delle società per azioni, nonche' alla salvaguardia e alle modificazioni del loro capitale sociale - DECRETO LEGISLATIVO 29 novembre 2010 , n. 224 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 4 agosto 2008, n. 142, recante attuazione della direttiva 2006/68/CE che modifica la direttiva 77/91/CEE relativamente alla costituzione delle societa' per azioni, nonche' alla salvaguardia e alle modificazioni del loro capitale sociale. ((GU n. 300 del 24-12-2010 ) Entrata in vigore del provvedimento: 08/01/2011 ) Codice civile - Modifica articoli - Costituzione delle societa' per azioni, nonche' alla salvaguardia e alle modificazioni del loro capitale sociale - DECRETO LEGISLATIVO 29 novembre 2010 , n. 224 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 4 agosto 2008, n. 142, recante attuazione della direttiva 2006/68/CE che modifica la direttiva 77/91/CEE relativamente alla costituzione delle societa' per azioni, nonche' alla salvaguardia e alle modificazioni del loro capitale sociale. ((GU n. 300 del 24-12-2010 ) Entrata in vigore del provvedimento: 08/01/2011 )IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;Visti gli articoli 1, 2 e 23, della legge 25 febbraio 2008, n. 34,recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivantidall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee (leggecomunitaria 2007);Vista la direttiva 2006/68/CE del Parlamento europeo e delConsiglio, del 6 settembre 2006, che modifica la direttiva 77/91/CEEdel Consiglio relativamente alla costituzione delle societa' perazioni nonche' alla salvaguardia e alle modificazioni del lorocapitale sociale;Visto il decreto legislativo 4 agosto 2008, n. 142, recanteattuazione della direttiva 2006/68/CE, che modifica la direttiva77/91/CEE relativamente alla costituzione delle societa' per azioninonche' alla salvaguardia e alle modificazioni del capitale sociale;Visto l'articolo 7, comma 3-sexies, del decreto-legge 10 febbraio2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,n. 33;Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 24 settembre 2010;Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera deideputati e del Senato della Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 26 novembre 2010;Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e delMinistro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministridegli affari esteri, della giustizia e dello sviluppo economico;Emanail seguente decreto legislativo:Art. 1 Modifiche al codice civile1. L'articolo 2343-ter e' modificato come segue:a) il secondo comma e' sostituito dal seguente:«Fuori dai casi in cui e' applicabile il primo comma, non e'altresi' richiesta la relazione di cui all'articolo 2343, primocomma, qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione delcapitale sociale e dell'eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura ocrediti conferiti sia pari o inferiore:a) al fair value iscritto nel bilancio dell'esercizioprecedente quello nel quale e' effettuato il conferimento acondizione che il bilancio sia sottoposto a revisione legale e larelazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazionedei beni oggetto del conferimento, ovvero;b) al valore risultante da una valutazione riferita ad unadata precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme aiprincipi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione deibeni oggetto del conferimento, a condizione che essa provenga da unesperto indipendente da chi effettua il conferimento, dalla societa'e dai soci che esercitano individualmente o congiuntamente ilcontrollo sul soggetto conferente o sulla societa' medesima, dotatodi adeguata e comprovata professionalita'.»;b) dopo il quarto comma e' aggiunto il seguente:«Ai fini dell'applicazione del secondo comma, lettera a), perla definizione di "fair value" si fa riferimento ai principicontabili internazionali adottati dall'Unione europea.».2. L'articolo 2343-quater e' modificato nel modo seguente:a) il primo comma e' sostituito dal seguente:«Gli amministratori verificano, nel termine di trenta giornidalla iscrizione della societa', se, nel periodo successivo a quellodi cui all'articolo 2343-ter,primo comma, sono intervenuti fattieccezionali che hanno inciso sul prezzo dei valori mobiliari o deglistrumenti del mercato monetario conferiti in modo tale da modificaresensibilmente il valore di tali beni alla data di iscrizione dellasocieta' nel registro delle imprese, comprese le situazioni in cui ilmercato dei valori o strumenti non e' piu' liquido. Gliamministratori verificano altresi' nel medesimo termine se,successivamente al termine dell'esercizio cui si riferisce ilbilancio di cui alla lettera a) del secondo comma dell'articolo2343-ter, o alla data della valutazione di cui alla lettera b) delmedesimo comma, si sono verificati fatti nuovi rilevanti tali damodificare sensibilmente il valore dei beni o dei crediti conferitialla data di iscrizione della societa' nel registro delle imprese,nonche' i requisiti di professionalita' ed indipendenza dell'espertoche ha reso la valutazione di cui all'articolo 2343-ter, secondocomma, lettera b).»;b) il secondo comma e' sostituito dal seguente:«Qualora gli amministratori ritengano che siano intervenuti ifatti di cui al primo comma, ovvero ritengano non idonei i requisitidi professionalita' e indipendenza dell'esperto che ha reso lavalutazione di cui all'articolo 2343-ter, secondo comma, lettera b),si procede, su iniziativa degli amministratori, ad una nuovavalutazione ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2343.».3. L'articolo 2357-ter, secondo comma, e' sostituito dal seguente:«Finche' le azioni restano in proprieta' della societa', ildiritto agli utili e il diritto di opzione sono attribuitiproporzionalmente alle altre azioni. Il diritto di voto e' sospeso,ma le azioni proprie sono tuttavia...
Internet - Google - più tutele per gli utenti
24 aprile 2010 - Internet - Google - più tutele per gli utenti - Internet: Garanti privacy chiedono a Google più tutele per gli utenti - Con il nuovo social network Google Buzz a rischio la privacy di milioni di persone (Comunicato stampa) Internet - Google - più tutele per gli utenti - Internet: Garanti privacy chiedono a Google più tutele per gli utenti - Con il nuovo social network Google Buzz a rischio la privacy di milioni di persone (Comunicato stampa)Internet: Garanti privacy chiedono a Google più tutele per gli utenti (Comunicato stampa)Con il nuovo social network Google Buzz a rischio la privacy di milioni di personeIl Garante italiano e altre Autorità di protezione dei dati, in rappresentanza di oltre 375 milioni di persone, hanno chiesto a Google Inc. e ad altre multinazionali un rigoroso rispetto delle leggi sulla privacy in vigore nei paesi in cui immettono nuovi prodotti on line.Nella lettera firmata dai presidenti delle Autorità di protezione dati di Italia, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Israele, Olanda, Nuova Zelanda, Spagna e Gran Bretagna, si esprime profonda preoccupazione per il modo in cui Google affronta le questioni legate alla privacy, in particolare per quanto riguarda il recente lancio del social network, Google Buzz."Troppo spesso – si afferma nella lettera - il diritto alla privacy dei cittadini finisce nel dimenticatoio quando Google lancia nuove applicazioni tecnologiche. Siamo rimasti profondamente turbati dalla recente introduzione dell'applicazione di social networking Google Buzz, che ha purtroppo evidenziato una grave mancanza di riguardo per regole e norme fondamentali in materia di privacy. Inoltre, questa non è la prima volta che Google non tiene in adeguata considerazione la tutela della privacy quando lancia nuovi servizi".Le dieci Autorità di protezione dei dati sottolineano, inoltre, che i problemi di privacy legati al lancio di Google Buzz avrebbero dovuto essere "immediatamente evidenti" alla stessa azienda.Infatti, attraverso Google Buzz, Google mail (o Gmail), nato come un servizio di posta elettronica one-to-one tra privati, è stato improvvisamente 'trasformato' in social network. Questo è avvenuto perchè, in modo del tutto autonomo, Google ha assegnato ad ogni utente di Google Buzz una rete di "amici" (followers) ricavati dalle persone con cui l'utente risultava comunicare più spesso attraverso Gmail. Ciò senza informare adeguatamente gli interessati di quanto si stava facendo e senza specificare le caratteristiche del nuovo servizio, impedendo in questo modo agli utenti di esprimere un consenso preventivo e informato.Con questo comportamento è stato violato un principio fondamentale e riconosciuto a livello mondiale in materia di privacy: ossia, che spetta alle persone controllare l'uso dei propri dati personali.Le Autorità riconoscono che Google non è l'unica società ad avere introdotto servizi online senza prevedere tutele adeguate per gli utenti. Tuttavia, sollecitano Google a dare l'esempio, "in quanto leader nel mondo online", incorporando meccanismi a garanzia della privacy direttamente in fase di progettazione di nuovi servizi online.La lettera si chiude con la richiesta a Google di spiegare come intenda assicurare che in futuro le norme in materia di protezione dati vengano rispettate prima del lancio di nuovi prodotti.Roma, 20 aprile 2010...
Modifiche al codice civile - Modifiche agli articoli 2366 e 2367 c.c., in tema di convocazione; agli articoli 2368 e 2369, riguardanti la costituzione, la seconda convocazione e le eventuali ulteriori convocazioni assembleari; all’articolo 2370, che viene rinovellato, sul diritto di intervento all’assemblea e sull’esercizio del voto, anche con mezzi elettronici, e agli articoli 2372 e 2373 sulla rappresentanza in assemblea e sul conflitto di interessi. DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 27 - Attuazione della direttiva 2007/36/CE, relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate. (GU n. 53 del 5-3-2010 - Suppl. Ordinario n. 43) Modifiche agli articoli 2366 e 2367 c.c., in tema di convocazione; agli articoli 2368 e 2369, riguardanti la costituzione, la seconda convocazione e le eventuali ulteriori convocazioni assembleari; all’articolo 2370, che viene rinovellato, sul diritto di intervento all’assemblea e sull’esercizio del voto, anche con mezzi elettronici, e agli articoli 2372 e 2373 sulla rappresentanza in assemblea e sul conflitto di interessi. DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 27 - Attuazione della direttiva 2007/36/CE, relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate. (10G0045) (GU n. 53 del 5-3-2010 - Suppl. Ordinario n. 43)DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 27Attuazione della direttiva 2007/36/CE, relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate. (10G0045)(GU n. 53 del 5-3-2010 - Suppl. Ordinario n. 43)IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;VISTA la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008 ed, in particolare, l'articolo 31;VISTA la direttiva 2007/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007, relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate;VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 ottobre 2009;ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni della Camera del deputati e del Senato della Repubblica;VISTA la deliberazione del Consiglio del Ministri, adottata nella riunione del 22 gennaio 2010;SULLA PROPOSTA del Ministro per le politiche europee e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri degli affari esteri e della giustizia;EMANAil seguente decreto legislativo:Art. 1(Modifiche al libro V, titolo V, capo V del codice civile)1. All'articolo 2366 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:a) al primo comma le parole: "L'assemblea" sono sostituite dalle seguenti: "Salvo quanto previsto dalle leggi speciali per le società, diverse dalle società cooperative, che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l'assemblea";b) al secondo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "Per le società, diverse dalle società cooperative, che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, le modalità di pubblicazione dell'avviso sono definite dalle leggi speciali.";c) al quarto comma la parola: "suddette" è sostituita dalle seguenti: "previste per la convocazione,".2. All'articolo 2367, primo comma, dei codice civile le parole: "almeno il decimo del capitale sociale" sono sostituite dalle seguenti: "almeno il ventesimo del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il decimo del capitale sociale nelle altre".3. All'articolo 2368 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:a) al primo comma le parole: "con l'intervento di tanti soci che rappresentino" sono sostituite dalle seguenti:"quando è rappresentata";b) al secondo comma le parole: "tanti soci che rappresentino" sono soppresse e le parole: "con la presenza di tanti soci che rappresentino" sono sostituite dalle seguenti; "quando è rappresentata";c) al terzo comma la parola: "socio" è sostituita dalle seguenti:"soggetto al quale spetta il diritto di voto".4. All'articolo 2369 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:a) il primo comma è sostituito dal seguente: "Se all'assemblea non è complessivamente rappresentata la parte di capitale richiesta dall'articolo precedente, l'assemblea deve essere nuovamente convocata. Lo statuto delle società, diverse dalle società cooperative, che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può escludere il ricorso a convocazioni successive alla prima disponendo che all'unica convocazione si applichino, per l'assemblea ordinaria, le maggioranze indicate dal terzo e dal quarto comma, nonché dall'articolo 2368, primo comma, secondo periodo, e, per l'assemblea straordinaria, le maggioranze previste dal settimo comma del presente articolo.";b) al terzo comma le parole: "dai soci partecipanti" sono soppresse;c) al quinto comma le parole: "tanti soci che rappresentino" sono soppresse;d) al settimo comma le parole; "con la presenza di tanti soci che rappresentino" sono sostituite dalle seguenti:"quando è rappresentato" e dopo le parole: "quota di capitale più elevata" sono aggiunte le seguenti: ", e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea".5. L'articolo 2370 del codice civile è sostituito dal seguente:"Art. 2370(Diritto d'intervento all'assemblea ed esercizio del voto)Possono intervenire all'assemblea coloro ai quali spetta il diritto di voto.Lo statuto delle società le cui azioni non sono ammesse alla gestione accentrata, può richiedere il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o presso le banche indicate nell'avviso di convocazione, fissando il termine entro il quale debbono essere depositate ed eventualmente prevedendo che non possano essere ritirate prima che l'assemblea abbia avuto luogo. Qualora le azioni emesse dalle società indicate al primo periodo siano diffuse fra il pubblico in misura rilevante il termine non può essere superiore a due giorni non...
Le modifiche al codice civile 2009
Le modifiche al codice civile Le modifiche al codice civile introdotte dall'art. 16 della Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (art. 2215-bis. Documentazione informatica) (Legge 28 gennaio 2009, n. 2 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale" Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 - Supplemento Ordinario n. 14) Le modifiche al codice civile Le modifiche al codice civile introdotte dall'art. 16 della Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (art. 2215-bis. Documentazione informatica) (Legge 28 gennaio 2009, n. 2 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale" Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 - Supplemento Ordinario n. 14...
Illegittimita' costituzionale dell'articolo 274 del codice civile
Illegittimita' costituzionale dell'articolo 274 del codice civile - la norma impugnata, prevedendo una preliminare delibazione di ammissibilita' dell'azione per la dichiarazione giudiziale di paternita' odi maternita' naturale promossa da un soggetto maggiorenne 4 marzo 2006 - Illegittimità costituzionale dell'articolo 274 del codice civile - la norma impugnata, prevedendo una preliminare delibazione di ammissibilità dell'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale promossa da un soggetto maggiorenne ai sensi dell'art. 269 cod. civ., violerebbe l'art. 3, secondo comma, della Costituzione (Corte costituzionale, Sentenza 10 febbraio 2006, n. 50)Corte costituzionale, Sentenza 10 febbraio 2006, n. 50 [...] nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 274 del codice civile, promosso con ordinanza del 26 novembre 2004 dalla Corte di cassazione, nel procedimento civile vertente tra Ivan Barbara e Minuto Rizzo Emanuela ed altri, iscritta al n. 57 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 8, prima serie speciale, dell'anno 2005.Visti gli atti di costituzione di Ivan Barbara e di Minuto Rizzo Alessandro ed Emanuela;udito nell'udienza pubblica del 10 gennaio 2006 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro;uditi gli avvocati Mario Loria per Ivan Barbara e l'avvocato Antonio D'Alessio per Minuto Rizzo Alessandro ed Emanuela.RITENUTO IN FATTO 1. - Con ordinanza depositata il 26 novembre 2004, la Corte di cassazione - nel corso di un giudizio avverso una sentenza della Corte d'appello di Venezia che aveva dichiarato improponibile l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità naturale per la carenza della previa dichiarazione di ammissibilità dell'azione - ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 30 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 274 del codice civile «nella parte in cui subordina al previo esperimento di una procedura delibatoria di ammissibilità l'esercizio dell'azione di riconoscimento di paternità naturale promossa da un soggetto maggiorenne ai sensi del precedente art. 269 c.c.».Premette la Corte rimettente di avere sollevato analoga (ma non identica) questione, nel corso del medesimo processo, con ordinanza del 3 luglio 2003, nella quale il dubbio di legittimità della suddetta disposizione era diffusamente argomentato con riferimento a quattro distinti profili: a) la sopravvenuta irragionevolezza intrinseca della norma, con riguardo alla sua originaria ratio di tutela del convenuto a fronte di avverse iniziative pretestuose o temerarie; b) il suo carattere discriminatorio nei confronti dei figli naturali, non essendo analogo procedimento delibatorio previsto per la corrispondente azione di accertamento della filiazione legittima; c) il carattere obiettivamente ostativo della procedura rispetto alla tutela dei diritti fondamentali dei figli naturali, attinenti al loro status ed alla loro identità biologica; d) la dubbia compatibilità del procedimento di ammissibilità, quale modellato dal diritto vivente, con il canone della ragionevole durata del processo, a sua volta coessenziale al giusto processo.Detta questione è stata dichiarata manifestamente inammissibile, con ordinanza n. 169 del 2004, in ragione di una duplice carenza di motivazione: da un lato, in punto di rilevanza, quanto all'eccezione, formulata nel giudizio a quo dai convenuti, di intervenuto giudicato sulla inammissibilità della domanda; dall'altro, in punto di non manifesta infondatezza, per l'omessa considerazione, da parte della Corte rimettente, della concorrente finalità di tutela del minore assegnata al procedimento delibativo sub art. 274 cod. civ. dalla sentenza n. 341 del 1990 e ribadita dalla successiva pronuncia n. 216 del 1997.Tutto ciò premesso, osserva il giudice rimettente che la riproposizione della questione - previa integrazione della motivazione - costituisce a questo punto «atto istituzionalmente dovuto», stante la persistenza del dubbio di legittimità costituzionale ed essendo d'altro canto pacifica, nella giurisprudenza costituzionale, la emendabilità delle carenze motivazionali che abbiano condotto alla declaratoria di inammissibilità della questione.Ai fini, dunque, dell'integrazione della motivazione sulla rilevanza, precisa la Corte di cassazione che non è ravvisabile alcun giudicato nella sentenza della stessa Corte n. 8342 del 1999, che ebbe a cassare l'ordinanza di sospensione del giudizio di merito in pendenza del procedimento delibatorio. Con quella sentenza, infatti, la Corte demandò al giudice di primo grado «di decidere egli (né evidentemente avrebbe potuto farlo essa nella sede del regolamento di competenza ex art. 42, nuovo testo, del codice di procedura civile), sulla questione della proponibilità dell'azione di riconoscimento nella carenza attuale di un provvedimento definitivo di autorizzazione ex art. 274 c.c.», cosicché quella sentenza null'altro configura che un giudicato sulla competenza a procedere del giudice adito, che aveva erroneamente sospeso il processo. Con la conseguenza, dunque, che è stato solo il Tribunale, adito con l'azione di dichiarazione giudiziale, ad escluderne l'ammissibilità, per difetto del presupposto processuale di cui all'art. 274 cod. civ., con sentenza confermata dalla Corte di appello, avverso la cui pronuncia è stato proposto il ricorso per cassazione di cui si tratta.Quanto, poi, alla «più compiuta individuazione del contenuto della norma denunciata», ai fini della motivazione in punto di non manifesta infondatezza, precisa la Corte rimettente che la questione sollevata non può che investire la sola ipotesi (che viene in considerazione nella fattispecie) di azione proposta ai sensi dell'art. 269 cod. civ. da soggetto maggiorenne, senza in alcun modo coinvolgere il procedimento, additivamente rimodellato dalle sentenze n. 341 del 1990 e n. 216 del 1997, relativo ai minori.Osserva quindi il rimettente che la...

References: Art.231
 Art. 231
 Art. 231
in fine
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 269
 art. 274
 sentenza 
 sentenza 
 art. 42
 art. 274
 sentenza 
 sentenza