Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/307
Timestamp: 2019-11-14 03:38:14+00:00

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Estinzione del processo per inattività delle parti
I. Se dopo la notificazione della citazione nessuna delle parti siasi costituita entro il termine stabilito dall'articolo 166, ovvero, se, dopo la costituzione delle stesse, il giudice, nei casi previsti dalla legge, abbia ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, il processo, salvo il disposto [del secondo comma] (1) dell'articolo 181 e dell'articolo 290, deve essere riassunto davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di tre mesi, (2) che decorre rispettivamente dalla scadenza del termine per la costituzione del convenuto a norma dell'articolo 166, o dalla data del provvedimento di cancellazione; altrimenti il processo si estingue.
II. Il processo, una volta riassunto a norma del precedente comma, si estingue se nessuna delle parti siasi costituita, ovvero se nei casi previsti dalla legge il giudice ordini la cancellazione della causa dal ruolo.
III. Oltre che nei casi previsti dai commi precedenti, e salvo diverse disposizioni di legge, il processo si estingue altresì qualora le parti alle quali spetta di rinnovare la citazione, o di proseguire, riassumere o integrare il giudizio, non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge, o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo. Quando la legge autorizza il giudice a fissare il termine, questo non può essere inferiore ad un mese nè superiore a tre. (3)
IV. L’estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio. (4)
(1) Le parole “del secondo comma» sono state soppresse dall’art. 46, comma 15, lett. a) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Le parole «tre mesi» hanno sostituito le parole «un anno» in base all’art. 46, comma 15, lett. a) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(3) La parola «tre » ha sostituito la parola «sei» in base all’art. 46, comma 15, lett. b) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(4) Comma sostituito dall’art. 46, comma 15, lett. c) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
Opposizione agli atti esecutivi – Termine per la costituzione in giudizio – Riduzione – Esclusione – Tardiva iscrizione della causa a ruolo – Improcedibilità – Esclusione – Fondamento.
Nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi il termine per la costituzione in giudizio della parte che introduca la fase di merito non subisce alcuna riduzione - essendo, pertanto, di dieci giorni dalla prima notificazione dell'atto di citazione. Tuttavia, la tardiva iscrizione a ruolo della causa non determina l'improcedibilità del giudizio, ma soltanto l'applicazione delle regole generali di cui agli artt. 171 e 307 c.p.c., assolvendo l'iscrizione a ruolo, mero adempimento amministrativo, la funzione di rimarcare l'autonomia della fase a cognizione piena rispetto a quella sommaria dell'opposizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Settembre 2019, n. 24224. Segue...
Interruzione del processo – “Conoscenza” dell’evento interruttivo ai fini della decorrenza del termine – “Conoscenza” da parte del fallito.
In caso di interruzione del processo determinata dall'apertura del fallimento, al fine del decorso del termine per la riassunzione è indispensabile l’effettività della conoscenza dell’evento interruttivo per i soggetti che assumo di essere interessati alla riassunzione, ma per il fallito la conoscenza effettiva della pronuncia di fallimento non può che presumersi avvenuta nell’immediatezza del deposito della sentenza di fallimento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Settembre 2018. Segue...
Estinzione del processo - Per inattività delle parti e per mancata prosecuzione o riassunzione - Riassunzione a seguito di sentenza di incompetenza - Qualificazione come atto di riassunzione o introduttivo di un nuovo giudizio - Criteri - Idoneità e tempestività - Verifica - Eventuale dichiarazione di estinzione del processo - Attribuzione esclusiva del giudice "ad quem".
Quando, a seguito di sentenza dichiarativa dell'incompetenza del giudice adito, sia stata posta in essere un'attività processuale astrattamente riconducibile al modello della riassunzione, spetta al giudice davanti al quale la riassunzione stessa sia stata effettuata stabilire se essa, come concretamente attuata, sia tempestiva e, più in generale, risponda ai requisiti di forma e di contenuto necessari perché si verifichi l'effetto della continuazione del processo davanti al giudice "ad quem" e sia evitata l'estinzione. A tal fine, è necessario compiere un attento esame del contenuto sostanziale dell'atto di riassunzione per verificare la sussistenza di una non equivoca volontà di proseguire il giudizio inizialmente promosso, volontà configurabile anche implicitamente, senza che occorra una espressa dichiarazione in questo senso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Luglio 2018, n. 20068. Segue...
Processo civile – Tardiva iscrizione a ruolo – Difesa del convenuto nel merito – Cancellazione della causa dal ruolo – Esclusione.
La tardiva iscrizione della causa non comporta la sua cancellazione dal ruolo quando le parti, pur costituendosi tardivamente, dimostrino la comune volontà di dare impulso al processo, regolarizzando in tal modo l’instaurazione del rapporto processuale.
[Nel caso di specie, il convenuto si era costituito in giudizio eccependo la tardiva iscrizione della causa a ruolo ma difendendosi anche nel merito.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 13 Giugno 2018. Segue...
Estinzione del processo - Eccezione - Rilevabilità ad istanza di parte - Deduzione prima di ogni altra istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio.
Procedimento civile - Riunione - Interruzione e prosecuzione di uno dei giudizi - Provvedimento implicito di separazione.
Anatocismo - Illegittimità - Approvazione tacita dell'estratto conto - Irrilevanza - Facoltà di impugnare la validità e la efficacia dei rapporti sottostanti - Sussistenza.
Processo civile - Produzione documentale - Tardività - Rilevabilità d'ufficio.
Processo civile - Produzioni documentali - Documentazione prodotta in sede di c.t.u. dopo la scadenza dei termini - Tardività - Inammissibilità.
Conto corrente bancario - Prova - Necessaria produzione degli estratti conto - Ricostruzione del saldo a zero per i periodi mancanti..
L'eccezione di estinzione del processo nei casi previsti dall'articolo 307 c.p.c. non è rilevabile d'ufficio ma, come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, costituisce oggetto di eccezione processuale in senso proprio e come tale non può essere dichiarata dal giudice ove non sia dedotta dalla parte interessata (al cui potere dispositivo appartiene la relativa opzione processuale) prima di ogni altra sua istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio nel quale l'evento estintivo si colloca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Pone in essere una implicita separazione di giudizi in precedenza riuniti il provvedimento con il quale il giudice, dichiarata l'estinzione per fallimento della parte di uno di essi, dispone la prosecuzione dell'altro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La contestazione della illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi attiene alla intrinseca validità del rapporto e non può, pertanto, ritenersi preclusa dalla mancata tempestiva contestazione degli estratti di conto corrente ai sensi dell'articolo 1832 c.c., norma, questa, che prevede una approvazione tacita limitata agli accrediti ed agli addebiti considerati nella loro realtà fattuale e che non preclude la possibilità di impugnare la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano le annotazioni contabili e quindi dei titoli contrattuali che ne costituiscono il fondamento, i quali rimangono regolati dalle norme generali sui contratti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La tardività della produzione documentale è rilevabile anche d'ufficio dal giudice in quanto nel procedimento civile di primo grado, dopo la riforma apportata dalla legge 353 del 1990 e successive modifiche ed integrazioni, sussiste un regime di preclusioni preordinato non solo alla tutela di interessi di parte, ma anche dell'interesse pubblico al corretto e celere andamento del processo, con la conseguenza della rilevabilità d'ufficio della tardività di domande, allegazioni, istanze e richieste. Va inoltre rilevato che i termini perentori previsti dall'articolo 184 c.p.c. per la formulazione delle istanze istruttorie si riferiscono anche alle produzioni documentali (prove precostituite), con la conseguenza che il giudice, in caso di produzioni documentali effettuate dopo la scadenza dei termini all'uopo fissati, deve pronunciare la tardività ed inutilizzabilità del documento ai fini decisori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La documentazione prodotta in sede di c.t.u. dopo la scadenza dei termini previsti dal processo per le produzioni documentali deve ritenersi inammissibile in quanto tardiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Qualora, in ordine ad un rapporto di conto corrente, non siano stati prodotti gli estratti conto relativi ad un determinato periodo, il saldo creditorio della banca deve essere riportato a zero e rideterminato sulla base degli estratti conto ritualmente prodotti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Dicembre 2010. Segue...
Estinzione del processo - Eccezione - Rilevabilità ad istanza di parte - Deduzione prima di ogni altra istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio..
L'eccezione di estinzione del processo nei casi previsti dall'articolo 307 c.p.c. non è rilevabile d'ufficio ma, come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, costituisce oggetto di eccezione processuale in senso proprio e come tale non può essere dichiarata dal giudice ove non sia dedotta dalla parte interessata (al cui potere dispositivo appartiene la relativa opzione processuale) prima di ogni altra sua istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio nel quale l'evento estintivo si colloca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Dicembre 2010. Segue...
Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Amministrazione dello Stato - Dichiarazione tardiva di credito a mezzo di funzionario - Successiva fase istruttoria - Mancata costituzione in giudizio dell'Avvocatura dello Stato - Omessa costituzione anche del curatore - Conseguenze - Inammissibilità della domanda - Esclusione - Cancellazione della causa dal ruolo - Necessità - Fondamento - Fattispecie.
In tema di dichiarazione tardiva di credito al passivo fallimentare, una volta che la creditrice Amministrazione dello Stato, agendo attraverso un suo funzionario, abbia debitamente introdotto il giudizio, la mancata costituzione dell'Avvocatura dello Stato nella fase istruttoria della causa e l'omessa costituzione del curatore determinano una situazione che è di sostanziale sopravvenuta contumacia delle parti; trova dunque applicazione l'art.307 cod. proc. civ., essendo la situazione del tutto analoga a quella della mancata costituzione in termini di entrambe le parti, con la conseguenza che dev'essere ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, alla quale può far seguito la riassunzione ad opera della parte interessata alla prosecuzione del giudizio. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, ritenendo che l'appello proposto dall'Amministrazione equivalesse al predetto atto di impulso, e che il giudice di secondo grado dovesse quindi decidere nel merito, riformando la sentenza del tribunale che aveva invece dichiarato inammissibile la domanda). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 2008, n. 16649. Segue...

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