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Timestamp: 2017-04-26 09:46:48+00:00

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Costituzione - Denominazione e scopo mutualistico - Principi ispiratori - Sede - Competenza Territoriale – Durata
Denominazione - Scopo mutualistico
É costituita una società cooperativa per azioni denominata "Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino – Banca di Credito Cooperativo - Società cooperativa".
La Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino – Banca di Credito Cooperativo è una società cooperativa a mutualità prevalente.
La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune. E’ altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo e a rendere effettivi forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico tra i soci nonchè la partecipazione degli stessi alla vita sociale.
La Società ha sede nel Comune di Pontinia.
La Società ha sede distaccata nel Comune di Santi Cosma e Damiano.
La Società aderisce alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna, società cooperativa e per il tramite di questa alla Federazione Nazionale e alla associazione nazionale di rappresentanza del movimento cooperativo alla quale questa, a sua volta, aderisce.
Durata La durata della Società è fissata al 31.12.2050 e potrà essere prorogata una o più volte con delibera dell'assemblea straordinaria
c) svolgano, a giudizio del consiglio di amministrazione, attività in concorrenza con la Società; d) siano, a giudizio del consiglio di amministrazione, inadempienti verso la Società o abbiano costretto quest’ultima ad atti giudiziari per l’adempimento di obbligazioni da essi assunte nei suoi confronti.
Il consiglio di amministrazione decide sulla richiesta di ammissione entro il termine di novanta giorni dal suo ricevimento e dispone la comunicazione della deliberazione all’interessato. In caso di accoglimento, unitamente alla comunicazione della delibera, il consiglio provvede immediatamente ad informare l’interessato che dovrà effettuare il versamento integrale dell’importo delle azioni sottoscritte e dell’eventuale sovrapprezzo nel termine perentorio di sessanta giorni dal ricevimento della delibera. Verificato l’avvenuto versamento degli importi dovuti, è disposta l’annotazione della delibera nel libro dei soci, a far tempo dalla quale si acquista la qualità di socio.
La relativa dichiarazione deve farsi per iscritto con lettera raccomandata diretta al consiglio di amministrazione che dovrà esaminarla entro sessanta giorni dal ricevimento e comunicarne gli esiti al socio. Il socio può altresì richiedere, con le formalità di cui al comma precedente, di recedere dalla Società, oltre che nel caso in cui il consiglio di amministrazione non abbia autorizzato il trasferimento delle azioni da lui possedute ad altro soggetto non socio, nel caso di dissenso dalle deliberazioni aventi ad oggetto la proroga della durata della società. Nei casi di cui al comma precedente, il consiglio di amministrazione, sentito il collegio sindacale e tenuto conto della situazione economica e patrimoniale della Società, deve deliberare entro sessanta giorni dal ricevimento della relativa richiesta.
che siano privi dei requisiti di cui all'art. 6, nonché quelli che vengano a trovarsi nelle condizioni di cui alle lett. a) e b) dell'art. 7; nei cui confronti sia stata pronunciata, in primo grado, sentenza di condanna a seguito dell'esercizio dell'azione di responsabilità nella loro qualità di amministratori, di sindaci o di direttori. Il consiglio di amministrazione, con deliberazione presa a maggioranza dei suoi componenti, può altresì escludere dalla Società il socio che:
d) abbia mostrato, nonostante specifico richiamo del consiglio di amministrazione, palese e ripetuto disinteresse per l’attività della Società, omettendo di operare in modo significativo con essa. Nei casi diversi da quelli previsti dalla legge l’esclusione del socio è deliberata tenuto conto della situazione economica e patrimoniale della Società.
peratività fuori della zona di competenza territoriale
Le azioni sono nominative ed indivisibili, e non sono consentite cointestazioni; esse non possono essere cedute a non soci senza l'autorizzazione del consiglio di amministrazione che esaminerà preventivamente la domanda di ammissione dell’aspirante socio nei termini e con le modalità di cui all’art. 8.
Il consiglio di amministrazione può deliberare l’acquisto di azioni della Società, al loro valore nominale, nel limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.
In nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la decima parte del capitale sociale. Art. 22
L’assemblea può determinare annualmente, su proposta del consiglio di amministrazione, l’importo (sovrapprezzo) che, deve essere versato in aggiunta al valore nominale di ogni azione sottoscritta dai nuovi soci.
Il sovrapprezzo è imputato all’apposita riserva, che non potrà essere utilizzata per la rivalutazione delle azioni. TITOLO V
a) Il Messaggero;
b) Il Tempo;
c) Latina Oggi.
Il consiglio di amministrazione può comunque disporre che detto avviso sia affisso in modo visibile nella sede sociale, nelle succursali e nelle sedi distaccate della Società o inviato o recapitato ai soci.
L'assemblea, sia ordinaria che straordinaria è presieduta dal presidente del consiglio di amministrazione e, in caso di sua assenza o impedimento, da chi lo sostituisce, ai sensi dell'art. 40 e, in caso di impedimento anche di questi, da un consigliere a ciò delegato dal consiglio ovvero, in mancanza anche di questi, da persona designata dall'assemblea medesima.
L’assemblea ordinaria, oltre a stabilire i compensi spettanti agli organi dalla stessa nominati, approva le politiche di remunerazione a favore dei consiglieri di amministrazione, di dipendenti o di collaboratori non legati alla Società da rapporti di lavoro subordinato, tenendo conto delle linee di indirizzo formulate dalla Federazione locale cui la Società aderisce. L’assemblea, su proposta del consiglio di amministrazione, ha facoltà di deliberare l’elezione, senza oneri per la Società, di un presidente onorario al fine di riconoscere, col conferimento di tale carica, particolari doti e meriti al socio prescelto. Il presidente onorario eventualmente nominato non fa parte del consiglio di amministrazione, ma può essere invitato a presenziare alle riunioni dello stesso con funzione consultiva e senza diritto di voto.
Il consiglio di amministrazione è composto dal presidente, dal vice presidente e da cinque a sette consiglieri eletti dall’assemblea fra i soci, previa determinazione del loro numero.
e) coloro che sono legati da un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione, i componenti di organi amministrativi o di controllo di altre banche o di società finanziarie o assicurative operanti nella zona di competenza territoriale della Società. Detta causa di ineleggibilità e decadenza non opera nei confronti dei soggetti che si trovano nelle situazioni sovradescritte in società finanziarie di partecipazione, in società finanziarie di sviluppo regionale, in enti anche di natura societaria della categoria, in società partecipate, anche indirettamente, dalla Società, in consorzi o in cooperative di garanzia; f) coloro che ricoprono, o che hanno ricoperto nei sei mesi precedenti, la carica di consigliere comunale in Comuni il cui numero di abitanti è superiore a 10.000, di consigliere provinciale o regionale, di assessore o di sindaco in Comuni il cui numero di abitanti è superiore a 3.000, di presidente di provincia o di regione, di componente delle relative giunte, o coloro che ricoprono la carica di membro del Parlamento, nazionale o europeo, o del Governo italiano, o della Commissione europea; tali cause di ineleggibilità e decadenza operano con riferimento alle cariche ricoperte in istituzioni il cui ambito territoriale comprenda la zona di competenza della Società;
g) coloro che, nei due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti, hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo nella Società, qualora essa sia stata sottoposta alle procedure di crisi di cui al Titolo IV, art. 70 ss., del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385. Detta causa di ineleggibilità e decadenza ha efficacia per cinque anni dall’adozione dei relativi provvedimenti. La non ricorrenza delle cause di ineleggibilità e decadenza di cui alle lettere c), d) e f) del comma precedente costituisce requisito di indipendenza degli amministratori.
Durata in carica degli amministratori
Gli amministratori durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili, e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.
Gli amministratori nominati ai sensi del comma precedente restano in carica fino alla successiva assemblea; coloro che sono nominati successivamente dall’assemblea assumono l’anzianità del mandato degli amministratori che hanno sostituito. Se nel corso dell’esercizio viene a mancare il presidente eletto dall’assemblea, questi verrà sostituito secondo le regole di cui ai commi precedenti.
l'ammissione, l'esclusione e il recesso dei soci; le decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci; la determinazione degli indirizzi generali di gestione e dell'assetto generale dell'organizzazione della Società; l’approvazione degli orientamenti strategici, dei piani industriali e finanziari e delle politiche di gestione del rischio; la nomina e le attribuzioni del direttore e dei componenti la direzione; l'approvazione e le modifiche di regolamenti interni; l'istituzione, il trasferimento e la soppressione di succursali e la proposta all’assemblea della istituzione o soppressione di sedi distaccate; la costituzione di speciali comitati tecnici con funzioni consultive, istruttorie e propositive, composti di propri membri; l’assunzione e la cessione di partecipazioni; l'acquisto, la costruzione e l'alienazione di immobili; la promozione di azioni giudiziarie ed amministrative di ogni ordine e grado di giurisdizione, fatta eccezione per quelle relative al recupero dei crediti; le iniziative per lo sviluppo delle condizioni morali e culturali dei soci nonché per la promozione della cooperazione e per l'educazione al risparmio e alla previdenza; la nomina, sentito il collegio sindacale, dei responsabili delle funzioni di controllo sulla gestione dei rischi, di revisione interna e di conformità; la costituzione del comitato di controllo sulla responsabilità amministrativa della Società, disciplinato ai sensi del D.lgs. 231/2001, laddove sia stato adottato il relativo modello. E’ inoltre attribuita al consiglio di amministrazione la competenza alle deliberazioni che apportino modificazioni dello statuto di mero adeguamento a disposizioni normative e che siano in conformità allo statuto tipo della categoria riconosciuto dalla Banca d’Italia.
In materia di erogazione del credito, poteri deliberativi possono essere delegati al comitato esecutivo nonché, per importi limitati, al direttore, al o ai vice direttori, o in mancanza di nomina di questi, a chi lo sostituisce, ai responsabili di area e/o servizio, se nominati, e ai preposti alle succursali e alle sedi distaccate, entro limiti di importo graduati. In caso di impossibilità di funzionamento del comitato o di impedimento dei predetti soggetti delegati e di particolare urgenza, il presidente può rivestire compiti di supplenza, fermo restando il potere di proposta del direttore.
La convocazione è effettuata mediante avviso da inviare per iscritto o a mezzo telefax o posta elettronica almeno tre giorni prima - e in caso di urgenza almeno un giorno prima della data fissata per l'adunanza, al recapito indicato da ciascun amministratore e dai componenti del collegio sindacale perché vi possano intervenire.
Le riunioni del consiglio si potranno svolgere anche per video o tele conferenza a condizione che ciascuno dei partecipanti possa essere identificato da tutti gli altri e che ciascuno sia in grado di intervenire in tempo reale durante la trattazione degli argomenti esaminati nonché di ricevere, trasmettere e visionare documenti ed atti relativi agli argomenti trattati. Sussistendo queste condizioni, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trova il presidente che sarà affiancato da un segretario. Le deliberazioni del consiglio sono assunte a votazione palese. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.
In caso di parità di voti, prevale il voto di chi presiede. Alle riunioni del consiglio di amministrazione può intervenire e prendere la parola, senza diritto di voto, un rappresentante della Federazione Locale cui la società aderisce ed un rappresentante della Federazione Nazionale (Federcasse). Alle riunioni potranno anche intervenire e prendere la parola, senza diritto di voto, rappresentanti dei Fondi di Garanzia cui la Società aderisce, nei casi e secondo le modalità previsti nello statuto dei Fondi medesimi. Alle riunioni del consiglio partecipa, con parere consultivo, il direttore, che assolve altresì, in via ordinaria, le funzioni di segretario, eventualmente coadiuvato, con il consenso del consiglio, da altro dipendente.
Il presidente del consiglio di amministrazione promuove l’effettivo funzionamento del governo societario, garantendo l’equilibrio di poteri tra gli organi deliberanti della Società, con particolare riferimento ai poteri delegati. Egli presiede l’assemblea dei soci, convoca e presiede il consiglio di amministrazione, e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite ai componenti del consiglio. Al presidente del consiglio di amministrazione spetta la rappresentanza legale della Società di fronte ai terzi e in giudizio, nonché l’uso della firma sociale.
In caso di assenza o di impedimento, il presidente è sostituito nelle sue funzioni dal vice presidente; in caso di assenza o di impedimento anche di questi, le funzioni sono svolte dal consigliere designato dal consiglio di amministrazione. Di fronte ai terzi, la firma di chi sostituisce il presidente fa prova dell'assenza o impedimento di quest'ultimo.
Le riunioni sono convocate con le modalità di cui all'art. 36, secondo comma e sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti; le votazioni sono prese a maggioranza dei presenti e con l'espressione di almeno due voti favorevoli.
Fermo restando quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 35, il comitato esecutivo riferisce al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, almeno ogni sei mesi, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonchè sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche.
L'assemblea ordinaria nomina tre sindaci effettivi, designandone il presidente e due sindaci supplenti. I sindaci restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della loro carica; l'assemblea ne fissa il compenso annuale valevole per l'intera durata del loro ufficio, in aggiunta al rimborso delle spese effettivamente sostenute per l'esercizio delle funzioni.
Non può essere nominato presidente, salvo che nel caso di ricambio totale del collegio sindacale, il sindaco effettivo che non abbia svolto per almeno un mandato le funzioni di sindaco effettivo di una banca. I sindaci sono rieleggibili, con i limiti di seguito specificati. Non è nominabile o rieleggibile alla rispettiva carica colui che abbia ricoperto la carica di presidente del collegio sindacale per 3 mandati consecutivi o di componente effettivo del collegio sindacale della Società per 3 mandati consecutivi. Agli effetti del computo del numero dei mandati le cariche di presidente e di componente effettivo del collegio sindacale non si cumulano. In ogni caso non è possibile essere rieletti quando si sono raggiunti 6 mandati consecutivi come sindaco effettivo e presidente del collegio. Non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, decadono dall'ufficio:
b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della Società, gli amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo; c) coloro che sono legati alla Società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza;
e) i parenti, il coniuge o gli affini fino al quarto grado con dipendenti della Società e l’amministratore o il sindaco in altra banca o società finanziaria operante nella zona di competenza della Società, salvo che si tratti di società finanziarie di partecipazione, di enti anche di natura societaria della categoria, di società partecipate, di consorzi o di cooperative di garanzia; f) coloro che, nei due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti, hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo nella Società, qualora essa sia stata sottoposta alle procedure di crisi di cui al Titolo IV, art. 70 ss., del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385. Detta causa di ineleggibilità ha efficacia per cinque anni dall’adozione dei relativi provvedimenti; g) coloro che abbiano ricoperto la carica di amministratore nel mandato precedente o di direttore nei tre anni precedenti. Non possono essere stipulati contratti di appalto di opere o contratti per prestazioni di servizi o per fornitura di beni di natura continuativa o comunque pluriennale con i componenti del collegio sindacale, o con società alle quali gli stessi partecipano, direttamente o indirettamente, in misura superiore al 25% del capitale sociale o nelle quali rivestano la carica di amministratori. Il divieto suddetto si applica anche rispetto al coniuge, nonché ai parenti e agli affini entro il secondo grado dei sindaci. Tale divieto non si applica con riferimento ai contratti stipulati con gli enti, anche di natura societaria, della categoria.
Il collegio adempie agli obblighi di cui all’articolo 52 del D.Lgs. 385/93.
I verbali ed atti del collegio sindacale debbono essere firmati da tutti gli intervenuti. Il collegio sindacale può avvalersi della collaborazione della Federazione Locale e/o Nazionale. TITOLO X
Gli amministratori, i sindaci, il direttore e coloro che ne svolgono le funzioni non possono contrarre obbligazioni di qualsiasi natura o compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente, con la Società, se non previa deliberazione del consiglio di amministrazione assunta all’unanimità con l’astensione dell’amministratore interessato e con il voto favorevole di tutti i componenti del collegio sindacale, fermi restando gli obblighi previsti dal codice civile in materia di interessi degli amministratori. Restano fermi i limiti e i divieti previsti nell’articolo 35, sesto comma, e nell’articolo 42, settimo comma. Per le erogazioni di credito nonché per le obbligazioni di qualsiasi natura, ivi compresi gli atti di compravendita, che riguardino, direttamente o indirettamente, soggetti che intrattengono con i componenti del collegio sindacale rapporti di natura professionale, gli obblighi in tema di interessi degli amministratori si applicano anche ai componenti del collegio sindacale.
Direttore Art. 46
Il direttore è il capo del personale. Non può essere nominato direttore il coniuge, un parente o un affine, entro il quarto grado degli amministratori ed entro il secondo grado dei dipendenti della Società. Il direttore ha il potere di proposta in materia di assunzione, promozione, provvedimenti disciplinari e licenziamento del personale; egli non può proporre l’assunzione di persone legate a lui medesimo, o ai dipendenti della Società, da rapporti di coniugio, parentela o affinità, entro il secondo grado.
Bilancio - Utili - Riserve
e) distribuiti ai soci, purché in misura non superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato.
La quota di utili eventualmente ancora residua è destinata a fini di beneficenza o mutualità
L’assemblea, su proposta del consiglio di amministrazione, può determinare il ristorno, vale a dire l’equivalente monetario del vantaggio mutualistico, da riconoscere ai soci in proporzione alla quantità e alla qualità dei loro scambi mutualistici con la banca, indipendentemente dal numero di azioni da loro possedute. Esso è corrisposto a valere sull’utile d’esercizio e in conformità a quanto previsto dall’art. 49, dalle disposizioni di Vigilanza e dall’apposito regolamento approvato dall’assemblea. TITOLO XV
TITOLO XVI Disposizioni transitorie
Disposizioni transitorie di carattere generale
I divieti e i limiti introdotti agli articoli 32, 35 e 42 si applicano e si iniziano a computare a partire dalla scadenza del mandato di amministratori e sindaci in corso al momento dell’adozione delle medesime previsioni. La disposizione del primo comma dell’art. 32, relativa al numero massimo degli amministratori, si applica a partire dalla scadenza del secondo mandato successivo a quello in corso al momento dell’adozione della medesima previsione. La disposizione della lettera f) di cui al secondo comma dell’art. 32 si applica a partire dalla scadenza delle cariche ricoperte presso le istituzioni ivi menzionate al momento dell’adozione della medesima previsione. Art. 53
Disposizioni transitorie di carattere specifico
Limitatamente alla fusione per incorporazione della Banca di credito cooperativo del Garigliano soc. coop. si stabilisce quanto segue. La presente norma transitoria si applica esclusivamente al periodo che intercorre tra la data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione e la scadenza del secondo mandato triennale successivo al “mandato in corso” alla data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione; a tal fine, si precisa quanto segue: a) la scadenza del “mandato in corso” coinciderà con la data dell’assemblea dei soci che verrà convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio 2016; b) la scadenza del mandato triennale successivo al “mandato in corso” alla data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione coinciderà con la data dell’assemblea dei soci che verrà convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio 2019; c) la scadenza del secondo mandato triennale successivo al “mandato in corso” alla data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione coinciderà con la data dell’assemblea dei soci che verrà convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio 2022. Per i periodi sopra individuati, gli Organi Sociali saranno composti come di seguito riportato. Esclusivamente per il “mandato in corso” alla data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione, il Consiglio di Amministrazione, in deroga al primo comma dell’art. 32 dello Statuto, sarà composto dal Presidente, dal Vice Presidente e da nove consiglieri eletti dall’assemblea tra i soci; a tal fine, si terrà conto dei seguenti vincoli: alla data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione,verranno inseriti, nel Consiglio di Amministrazione in carica, due consiglieri, eletti dall’assemblea fra i soci definiti “esponenti della Banca di Credito Cooperativo del Garigliano soc. coop.”;
in ogni caso e per tutto il “mandato in corso”: 2.1. le cariche di Presidente e di Vice Presidente saranno ricoperte esclusivamente dai soci definiti “esponenti della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino - Banca di Credito Cooperativo soc. coop.”; 2.2. sette consiglieri dovranno essere espressione dei soci definiti “esponenti della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino - Banca di Credito Cooperativo soc. coop.” Per i due mandati triennali successivi al “mandato in corso”, meglio individuati nelle lettere b) e c) di cui sopra, sempre in deroga al primo comma dell’art. 32 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione sarà composto dal Presidente, dal Vice Presidente e da sette consiglieri eletti dall’assemblea tra i soci, tenendo conto dei seguenti vincoli: il Presidente e il Vice Presidente saranno eletti fra i soci definiti “esponenti della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino - Banca di Credito Cooperativo soc. coop.”; un consigliere sarà eletto fra i soci definiti “esponenti della Banca di Credito Cooperativo del Garigliano soc. coop.”; sei consiglieri saranno eletti fra i soci definiti “esponenti della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino - Banca di Credito Cooperativo soc. coop.”. In relazione a quanto detto e per tutto il periodo transitorio come sopra individuato, sono considerati “esponenti della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino - Banca di Credito Cooperativo soc. coop.” tutti i soci risultanti nel libro soci della medesima Banca, eccezion fatta per quei soci che già risultavano nel libro soci della Banca incorporata nel giorno precedente alla data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione, i quali invece vengono definiti, sempre a tal fine, “esponenti della Banca di Credito Cooperativo del Garigliano soc. coop.”. La Banca
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References: sentenza 
 Art. 22
 art. 70
 art. 70
 Art. 46
 Art. 53