Source: http://dasinistra.blogspot.com/2014/
Timestamp: 2017-07-22 10:35:37+00:00

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2014 ~ da Sinistra
Direzione Pd, Massimo D'Alema, Matteo Renzi, Pd, Pierluigi Bersani
Non riesco proprio a compiacermi di quanto D'Alema e Bersani, e con loro la parte sinistra del PD (ce ne sarà davvero una?), ha detto e sostenuto nella Direzione di ieri del Partito Democratico. Si è vero che hanno detto cose fortemente condivisibili su quanto il Governo ed il suo Premier intendono fare sul versante del lavoro. Hanno ragione a dire che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non va toccato, che bisogna indirizzare tutte le risorse verso la crescita, che i soldi per gli ammortizzatori sociali sono esigui, che non si riforma il mercato del lavoro quando si sta attraversando un periodo di recessione e che Renzi sta proseguendo le stesse politiche di Berlusconi e Monti.Tutto vero ma io di loro non mi compiaccio perché Renzi è il frutto del loro fallimento. Il peggiore frutto del loro fallimento.
Art.18, Articolo 18, Cgil, Jobs Act, Matteo Renzi, Susanna Camusso
E che la Cgil sia ancora viva lo dimostrerà anche il prossimo 25 ottobre quando manifesterà per il lavoro ed i diritti. Read More
Bonanni lascia, Cgil Cisl Uil, Cisl, Jobs Act, Lavoro, Pierre Carniti, Raffaele Bonanni
Con sei mesi d'anticipo rispetto alla scadenza naturale Raffaele Bonanni lascia la segreteria della Cisl. Cosa lascia al Paese? Quale eredità?
A mio avviso poco o nulla. Questi otto anni, quelli nei quali Bonanni è stato a capo della Cisl, sono stati tra i più difficili del movimento sindacale in Italia e su Bonanni cade la responsabilità, per la sua affannosa ricerca del distinguo della Cisl e di conseguenza della divisione tra i sindacati, si aver reso più debole il fronte sindacale. Ad affermarlo oggi, in un'intervista rilasciata a Repubblica, è stato anche Pierre Carniti, padre storico del Sindacato di via Piave, che dice: "A Bonanni dico che i sindacati meno divisi non avrebbero lasciato questi spazi a Renzi e avrebbero fatto loro la riforma del lavoro". Nella stessa intervista Carniti sostiene anche: "Se mi posso permettere, penso che la Cisl in questi anni avrebbe potuto cercare di più le strade dell’unità con gli altri sindacati. Un mondo del lavoro diviso non è mai un fatto positivo, come dimostra la debolezza di oggi di tutti i sindacati confederali e anche la discussione sulla riforma del mercato del lavoro".
Sta proprio qui il punto: l'errore maggiore di Raffaele Bonanni è stato quello nel non aver saputo o voluto mantenere un rapporto distaccato con la politica. Gli anni della Cisl di Bonanni sono stati quelli dove il sindacato cattolico ha avuto ampia contiguità con la politica. Anzi a dire il vero è sembrato che Bonanni e la Cisl avesse scommesso sulla riuscita delle politiche liberiste dei governi Berlusconi. Così si è arrivati alla sottoscrizione degli accordi separati con i governi di centrodestra. La contiguità con la politica, appunto, proprio quello che la Cisl ha sempre accusato la Cgil.
Bonanni si dimette accusato da buona parte del suo sindacato, quello stesso sindacato che in questi anni è stato privato di una vere e serena discussione al suo interno.
Addio Bonanni, non ne sentiremo la tua mancanza.
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Attaccare il sindacato, togliere diritti ai lavoratori, non avere nessuna politica industriale, dire che la magistratura non può condizionare la politica ed infine spedire a tutti i tg un videomessaggio. Si è vero, lo faceva pure Berlusconi
Sapete perchè mi arrabbio quando si parla di articolo 18? Perchè mia madre, quando era incinta di me, proprio perchè era incinta, fu licenziata dal suo lavoro di commessa. Mancavano ancora 4 anni al 1970, anno dello Statuto dei lavoratori, e da allora non lavorò più.
La mia famiglia è cresciuta con lo stipendio di un metalmeccanico, mio padre. Scopro che chi vuole cancellare quel che resta dell'articolo 18 è invece cresciuto in una famiglia dove il padre era titolare di un'azienda che fatturava 7 milioni di euro.
Sul lavoro dal PD le stesse scelte fatte dalla destra
art 18, Jobs Act, Pd, Renzi, Sacconi
Maurizio Sacconi uscendo dalla riunione di maggioranza dice: "L'applicazione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti avverrà per le nuove assunzioni. Con un indennizzo proporzionato all'anzianità e dunque senza il reintegro dell'articolo 18. A regime sarà per tutti quello". Quindi dopo l'entrata in vigore delle nuove norme sul lavoro, tutti i neo assunti non avranno dunque più diritto a riavere il proprio posto di lavoro in caso di licenziamento ingiusto, ma si dovranno accontentare di un indennizzo economico.
E così tutta la maggioranza, compreso il PD, ha fatto propria la posizione del Nuovo centrodestra, che ormai da settimane ha innalzato il vessillo della revisione dello Statuto dei lavoratori.
Art.18, Articolo 18, Elsa Fornero, Matteo Renzi, Ncd, Pd, Susanna Camusso
Ho finito di leggere un'intervista fatta all'ex Ministro Elsa Fornero, apparsa oggi sul Corriere della Sera, dove dice che quello che sta facendo il Governo Renzi sull’art. 18 è un regalo all’Ncd.
Secondo lei la cosa non va assolutamente bene.
E se lo dice la Fornero ...... Read More
Sinistra svegliati!
Crisi, Disoccupazione giovanile, Matteo Renzi, Politica, SEL, Sinistra, Società
Sette anni sette di crisi economica hanno sfiancato il Paese, distrutto il suo sistema produttivo, scorticato la carne viva le condizioni di vita di lavoratori e pensionati.
Sette anni sette di crisi ha portato a numeri mai visti la disoccupazione, in particolar modo la disoccupazione giovanile. Tanti, troppi, sono ormai i ragazzi che non hanno un posto di lavoro e che comunque non lo cercano.
Sette anni sette di crisi economica hanno prodotto nuove diseguaglianze accentuando quelle vecchie.
Sette anni sette di crisi economica che ha fortemente intorpidito quelle politiche di sinistra che invece sarebbero servite a porre rimedi ai problemi che avanzavano.
Dai governi Berlusconi si è passati ai governi delle larghe intese, guidati da Monti, Letta ed adesso Renzi, che non hanno saputo, voluto o potuto dare quella scossa necessaria per ravvivare il Paese dalla crisi.
Il tutto accade nel silenzio di una sinistra che non sa più raccogliere il grido di dolore che sale da Paese, quello reale fatto di esodati, cassintegrati, disoccupati, di lavoratori che anche avendo uno stipendio riescono a malapena ad arrivare a fine mese. Fatto anche di una generazione di figli che, per la prima volta dal dopoguerra ad oggi, rischia di essere più povera della generazione dei loro padri.
Una sinistra che non riesce più ad ascoltare il suo popolo e che si vede dimenticato da chi dovrebbe rappresentarlo.
Sinistra svegliati! Serve ricostruire la buona politica ridando forza alle grandi parole d’ordine della storia civile e politica:
libertà, solidarietà, eguaglianza. Ai quali oggi va necessariamente aggiunta anche un'altra parola d'ordine: dignità.
Sinista svegliati! Ad implorarlo sono le persone più vulnerabili che ti chiedono di ridurre le tante disuguaglianze.

References: Art.18
 Articolo 18

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 Articolo 18
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