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Timestamp: 2020-08-04 17:57:55+00:00

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Primarie Pd: GIANNI CUPERLO ad Art.21, “Rai deve restare pubblica. Deficit pluralismo Agcom” – Articolo21
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Primarie Pd: GIANNI CUPERLO ad Art.21, “Rai deve restare pubblica. Deficit pluralismo Agcom”
“Voglio premettere che tutte le questioni che sono poste risultano legate da una comune chiave costituzionale che è costituita dal diritto all’informazione. L’attuazione di questo diritto che appartiene a tutti in base all’art.21 della Costituzione esige che si ponga in essere preliminarmente una seria disciplina del CONFLITTO DI INTERESSI. Il primo degli 8 punti della piattaforma del PD per il Governo in questa legislatura era costituito proprio dal conflitto d’interessi. Deve essere abrogata l’inutile legge Frattini e si deve ripartire dal testo approvato in Commissione nella XV legislatura impostato sul “blind trust”. Deve essere anche rinforzata la disciplina del conflitto d’interessi nei media”. Dopo Giuseppe Civati anche Gianni Cuperlo risponde punto per punto alla lettera aperta del direttore di Articolo21 Stefano Corradino inviata ai candidati alle Primarie Pd sui temi legati all’informazione. “
Una seria disciplina dell’ANTITRUST – prosegue Cuperlo – richiede la demolizione del SIC con il suo tetto di risorse irraggiungibile ed una più attenta considerazioni dei mercati rilevanti primo fra tutto quello della pubblicità. Il diritto all’informazione e il principio di eguaglianza sostanziale è anche quello che fonda la missione di servizio pubblico della RAI che deve restare pubblica come avviene nelle principali democrazie europee. Abrogazione delle norme sulla privatizzazione contenute nella Gasparri, impegno del Parlamento, con una mozione immediata per il rinnovo della concessione alla Rai nel 1916 ed avvio di un’ampia consultazione sul contenuto della missione, governance sottratta ai partiti e costruita attraverso un più diretto coinvolgimento degli utenti (art.43 Cost). “Anche la TRASPARENZA – sottolinea il candidato Cuperlo – è una conseguenza del diritto all’informazione: vanno quindi rinforzate le norme sull’editoria anche per arrivare finalmente ad uno statuto più garantista. L’ AGCOM è nata per garantire i diritto costituzionali dei cittadini ma è fortemente deficitaria nella tutela del pluralismo sia in periodo elettorale che fuori da questo periodo. Il rispetto dei limiti pubblicitari è inconsistente ed anche il controllo sulle quote di produzione nazionali ed europee e per la tutela dei produttori indipendenti deve essere rafforzata anche in termini di trasparenza. C’è poi il problema di assicurare il servizio universale. Questo servizio molto importante a tutela delle opportunità per gli utenti più svantaggiati, per ora comprende solo la telefonia, ma dovrà al più presto riguardare anche l’accesso alla larga banda”. Cuperlo interviene anche sulla regolamentazione di INTERNET: “Si tratta della questione più complessa e delicata. Non solo le regole sul copyright (l’Agcom ha assunto in questi mesi una posizione limitativa della libertà della rete fortemente criticata), ma anche sulla net neutrality, sul ruolo e le forme di responsabilità dei provider, sulle garanzie di accesso ad internet”. Anche sugli ultimi tre punti della lettera Cuperlo risponde alla lettera del direttore di Articolo21: “PRECARIETA’: rappresenta l’esatta antitesi della libertà d’informazione” – scrive Cuperlo. “Sono necessari interventi prioritari in questo campo. QUERELE TEMERARIE: la proposta di legge approvata dalla Camera ha affrontato il problema della diffamazione senza risolvere questo problema. I giudici già hanno qualche strumento per sanzionare con il pagamento delle spese alcuni di questi comportamenti, ma è necessario fare dei passi in avanti per scoraggiare questa pratica odiosissima. Cuperlo conclude sui GIORNALISTI MINACCIATI: “di fronte a numeri così rilevanti è necessario rafforzare gli strumenti di tutela perché se si spengono queste voci si spegne la libertà di tutti”.
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