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Timestamp: 2019-02-20 19:49:38+00:00

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza n. 6128 del 19 aprile 2012. Il condominio deve rimborsare icanoni di locazione pagati per fruire di un altro alloggio durante i lavori di riparazione a causa di infiltrazioni - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza n. 6128 del 19 aprile 2012. Il condominio deve rimborsare icanoni di locazione pagati per fruire di un altro alloggio durante i lavori di riparazione a causa di infiltrazioni
sentenza n. 6128 del 19 aprile 2012
Con sentenza n. 167/2005 il Tribunale di Genova – adito da D.O., M.F. e F.S. nei confronti del condominio dell’edificio sito in via (omissis) in quella città – respinse la domanda degli attori, intesa ad ottenere la condanna del convenuto al risarcimento dei danni conseguenti a infiltrazioni di umidità in un loro immobile, provenienti dal limitrofo fabbricato condominiale.
D.O., M.F. e S.F. non hanno svolto attività difensive nel giudizio di legittimità.
In particolare, a proposito
dell’an debeatur, ha argomentatamente spiegato il perché ha ritenuto – nonostante il giudizio di sola probabilità espresso sul punto dal consulente tecnico di ufficio – che la causa delle infiltrazioni di umidità manifestatesi nell’immobile di O.D., F.M. e F.S. risiedesse nella mancanza di manutenzione dello spazio posto tra i due fabbricati, che il condominio avrebbe dovuto rendere ispezionabile ed accessibile, per poter evitare il ristagno di acque che vi si verificava, con conseguente loro deflusso verso la proprietà limitrofa: inconvenienti che infatti erano cessata dopo i lavori di impermeabilizzazione, aerazione e canalizzazione che finalmente nel 1997 il condominio stesso aveva eseguito in quell’intercapedine.
I contrari assunti prospettati nel ricorso non possono costituire idonea ragione di cassazione della sentenza impugnata, stanti i limiti propri del giudizio di legittimità, che non consentono a questa Corte di compiere le valutazioni prettamente di merito che il condominio pretende di demandarle. Sono tali quelle che concernono: l’inattendibilità delle risultanze della consulenza tecnica di ufficio, in quanto espletata quando lo stato dei luoghi era stato modificato; la plausibilità delle possibilità alternative circa la causa delle infiltrazioni;
l’irrilevanza della loro cessazione dopo le opere di pavimentazione e convogliamento eseguiti nel 1997; l’avvenuta esecuzione di opere anche nell’appartamento di D.O., F.M. e S.F.
Essere stata la domanda degli attori accolta nel presupposto che l’umidità provenisse da acqua ristagnate – anziché corrente, come avevano prospettato nel promuovere la causa – non comporta l’ultrapetizione lamentata dal ricorrente, essendosi provveduto sul petitum come formulato ab initio.
Che l’intercapedine in realtà appartenesse non al condominio, ma a O.D., M.F. e F.S., è questione che non è stata affrontata nella sentenza impugnata e che il ricorrente non deduce di aver posto nel giudizio a quo, sicché non può avere ingresso in questa sede.
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 20 gennaio 2012, n.785....

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