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Timestamp: 2020-08-14 14:30:30+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27352 del 24/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27352 del 24/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 24/10/2019, (ud. 30/05/2019, dep. 24/10/2019), n.27352
sul ricorso 18241-2018 proposto da:
VILLA TANI SRL, società unipersonale, in persona del legale
dall’avvocato FILOMENA ZACCARDI;
avverso la sentenza n. 7393/19/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
partecipata del 30/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. LA TORRE
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR del Lazio, in contenzioso su impugnazione di avviso di accertamento per Ires e Irap anno 2006 emesso nei confronti della società Villa Tani s.r.l., esercente attività alberghiera e di ristorazione, che ha accolto l’appello della contribuente, in riforma della sentenza di primo grado. La società aveva acquistato un immobile di pregio sottoposto a vincolo archeologico, oggetto di complessa e onerosa ristrutturazione e aveva presentato istanza di disapplicazione della normativa sulle società non operative di mero godimento (c.d. società di comodo), data la scarsa operatività della società dipendente da oggettive situazioni di carattere straordinario, D.P.R. n. 600 del 1973 ex art. 37 bis, comma 8, istanza dichiarata inammissibile per tardività dalla DR del Lazio.
Villa Tani srl società uni personale, in persona del legale rappresentante pro tempore, come sopra rappresentata e difesa, si costituisce con controricorso. L’Agenzia delle entrate deposita memoria.
Il meccanismo di determinazione del reddito è basato su presunzioni, che sono superabili con prova contraria, laddove il contribuente, in presenza di oggettive situazioni di carattere straordinario che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi e degli altri elementi rilevanti per la determinazione del reddito imponibile, può chiedere la disapplicazione delle relative disposizioni antielusive (Sez. V, n. 21358 del 2015, n. 16204/2018). Nè la normativa è in contrasto col principio di proporzionalità anche alla luce del diritto dell’Unione (Cass. n. 16204/2018 cit.).
Nella fattispecie è stata proposta istanza di interpello, respinta dalla Direzione regionale del Lazio perchè tardiva; ciò tuttavia non influisce sulla possibilità di impugnazione dell’avviso di accertamento.
Nella fattispecie, la CTR ha ritenuto che “gli elementi di prova forniti dalla società sullo stato di inagibilità e di abbandono del cespite (perizia giurata del geom. Iannace)”, quale “oggettiva situazione del bene” che “ha reso impossibile il conseguimento dello scopo”, fossero sufficienti ad integrare la prova contraria gravante sul contribuente. Ciò senza idonea dimostrazione da parte della contribuente di avere tentato il recupero dell’immobile o avere compiuto attività volte al recupero o ad altra diversa sua utilizzazione, non essendo lo stato di inagibilità e abbandono del cespite situazione di per sè idonea ad escludere l’applicazione della normativa sulle società di comodo.
La sentenza va dunque cassata, con rinvio alla CTR del Lazio, che si adeguerà ai principi della giurisprudenza, come sopra riportati, oltre a provvedere in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
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 art. 37
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