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Timestamp: 2016-10-28 23:30:34+00:00

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⭐SENTENZA n. Procedimenti civili riuniti iscritti nel Reg. Gen. ai nn.: 3704/ /2005 Sentenza n. 54 depositata il 15 gennaio 2007
SENTENZA n. Procedimenti civili riuniti iscritti nel Reg. Gen. ai nn.: 3704/ /2005 Sentenza n. 54 depositata il 15 gennaio 2007
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1 SENTENZA n. Procedimenti civili riuniti iscritti nel Reg. Gen. ai nn.: 3704/ /2005 Sentenza n. 54 depositata il 15 gennaio 2007 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte d Appello di Milano Prima Sezione Civile composta dai Sigg.ri Magistrati: 1) Dr. Giuseppe Grechi.Presidente 2) Dr. Baldo Marescotti Consigliere 3) Dr. Filippo Lamanna. Consigliere rel. est. ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A nelle cause civili riunite in grado d appello, rubricate ai numeri di ruolo generali sopraindicati e vertenti tra MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO FINANZIARIO S.p.A., in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa in causa dagli avvocati Pietro Trimarchi e Luigi Cella ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest ultimo, in Milano, via C. Battisti n. 15, giusta procura rilasciata a margine dell atto di citazione d appello APPELLANTE (attrice nel procedimento d appello n. 3704/05 RG) e FONDIARIA-SAI S.p.A. in persona del procuratore speciale Alberto Marras, rappresentata e difesa in causa dagli avvocati Giovanni Battista Bisogni e Massimo Dattrino ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest ultimo, in Milano, via F.lli Gabba n. 7, giusta procura rilasciata in calce all atto di citazione d appello APPELLATA E APPELLANTE INCIDENTALE ( attrice nel procedimento d appello n. 4150/05 RG) e PROMOFINAN S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa in causa dagli avvocati Sido Bonfatti, Paolo Ferrari ed Enrico Ferrari ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest ultimo, in Milano, via San Barnaba n. 39, giusta procura rilasciata in calce all atto di citazione di primo grado APPELLATA e PREMAFIN - FINANZIARIA HOLDING DI PARTECIPAZIONI S.p.A., in persona del Presidente, legale rappresentante pro tempore, Giulia Maria Ligresti, Pag. 12 rappresentata e difesa in causa dagli avvocati Marco Weigmann, Riccardo Villata e Andreina Degli Esposti, ed elettivamente domiciliata presso lo studio degli ultimi due, in Milano, via San Barnaba n. 30, giusta procura rilasciata in calce della comparsa di risposta d appello APPELLATA Oggetto: risarcimento dei danni conseguenti a violazione di Offerta Pubblica d Acquisto obbligatoria. CONCLUSIONI PRECISATE DALLE PARTI: Per l appellante principale MEDIOBANCA - Banca di Credito Finanziario S.p.A.: Voglia la Corte d'appello di Milano, respinta ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, così giudicare: nel merito: - in riforma dell'impugnata sentenza inter partes del 26.5/ n. 6688/2005 del Tribunale di Milano, respingere le domande tutte formulate nel presente giudizio da Promofinan s.p.a. nei confronti di Mediobanca - Banca di Credito Finanziario s.p.a.; - con il favore delle spese per entrambi i gradi del giudizio, oltre I.V.A. e contributo C.P.A. ; in via istruttoria: - respingere le istanze istruttorie avversarie. Per l appellata ed appellante incidentale FONDIARIA-SAI S.p.A.: Voglia l Ecc.ma Corte di Appello di Milano, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa: - in totale riforma della impugnata sentenza del Tribunale di Milano n. 6688/2005 pronunciata in data 26 maggio 2005 e depositata in Cancelleria in data 14 giugno 2005; - emesse tutte le più opportune pronunzie, statuizioni e declaratorie del caso; - considerate anche le deduzioni di Fondiaria-SAI S.p.A. allegate al processo verbale di udienza del 10 gennaio 2006; 1. Nel merito, respingere, in quanto inammissibili e, comunque, in quanto infondate in fatto e in diritto, tutte le domande proposte da Promofinan S.p.A. nei confronti di Fondiaria-SAI S.p.A., assolvendola con la più opportuna motivazione e come meglio; 2. In via istruttoria: respingere, in quanto inammissibili ed infondate, le istanze istruttorie di Promofinan S.p.A. già disattese dal Tribunale di Milano e riproposte nel presente grado di giudizio; 3. In ogni caso: dichiarare tenuta e condannare Promofinan S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, alla rifusione, a favore di Fondiaria-SAI S.p.A., delle spese, diritti ed onorari, oltre I.V.A. e contributo previdenziale integrativo, di entrambi i gradi di giudizio. Per l appellata PROMOFINAN S.p.A. : Piaccia alla Corte di Appello Ecc.ma ogni contraria istanza disattesa e rejetta, premesse le declaratorie tutte del caso ed, in particolare, respinta l'istanza di sospensione; respingere con ogni miglior formula l'appello proposto da Fondiaria-SAI e da Mediobanca per la riforma della sentenza n. 6688/2005 emessa dal Tribunale di Milano il 26 maggio 2005, depositata il 9 giugno 2005 e confermare la sentenza medesima; Pag. 23 con vittoria di spese, diritti ed onorari di questo grado del giudizio. In via istruttoria ed in subordine la società appellata chiede che 1. il Giudice ordini alle appellanti di esibire o di consentire a CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) con sede a Roma, Via G.B. Martini n. 13 e con sede secondaria operativa a Milano, Via della Posta n. 8/10 di esibire in questo giudizio tutta la documentazione raccolta nel corso dei procedimenti che hanno dato luogo ai comunicati dell agosto 2001 (doc. n. 5 del fascicolo di primo grado), 17 maggio 2002 (doc. n. 29 del fascicolo di primo grado) e 18 dicembre 2002 (doc. n. 39 del fascicolo di primo grado); che 2. il Giudice ordini alle appellanti di esibire o di consentire alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (A.G.C.M.) di esibire in giudizio tutta la documentazione raccolta nel corso del procedimento che ha dato luogo ai provvedimenti del 10 ottobre 2002 n (C5422) - doc. n. 11 del fascicolo di primo grado - e del 17 dicembre 2002 n (C5422B) doc. n. 38 del fascicolo di primo grado che in particolare, il Giudice ordini alle appellanti di esibire o di consentire alla Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato l'esibizione in copia dei seguenti documenti richiamati nel provvedimento n (C5422) del 10 ottobre 2002 (doc. n. 11 del fascicolo di primo grado): - doc. 78 > Verbale del Consiglio di Amministrazione Fondiaria del 25 maggio 2002; - doc. 185 > Lettera da Ligresti a Maranghi del 16 maggio 2001; - doc. 118 > Lettera del dr. Ciani al dr. Pagliaro del 19 giugno 2001; - doc. 119 > Lettera del dr. Ciani al dr. Pagliaro dell' 11 giugno 2001; - doc. 5 > Nota inviata alla sig.ra Ionella Ligresti ed all'ing. Salvatore Ligresti dal dr. Ciani in data 2 agosto 2002; - doc. 182 > Manoscritti del dr. Ciani relativi al rispetto dell'offerta irrevocabile d'acquisto; - doc. 60 > Sintesi incontro con Mediobanca del 18 dicembre 2002; - doc. 201 > Appunto del dr. Maranghi del 3 agosto 2001 e sintesi del piano industriale SAI Fondiaria; - doc. 186 > Appunto del dr. Pagliaro del 28 dicembre 2001; - docc. 213, 214, 218, da 220 a 227, da 363 a 365 relativi alla corrispondenza fra ISVAP e SAI-Premafin; - doc. 215 > Lettera del dr. Rosati al dr. Ciani dell'8 gennaio 2002; - doc. 189 > doc. 11 gennaio 2002 reperito presso Mediobanca; - doc. 210 > Lettera dell' ing. Ligresti in data 21 novembre 2001; - doc. 211 > Lettera del dr. Ciani al dr. Angiolini del 22 novembre 2002; - doc. 209 > Lettera del dr. Ciani al dr. Pagliaro in data 2 gennaio 2000 contenente bozza di lettera da inviare a Montedison da parte di SAI; - doc. 305 > Lettera del dr. Ciani al dr. Pagliaro del 5 febbraio 2002; - doc. 188 > Lettera del dr. Maranghi all'ing. Ligresti del 30 maggio 2002; - doc. 128 > Comunicazione del dr. Ciani all'ing. Ligresti del 19 febbraio 2002; - doc. 279 > Appunto manoscritto del dr. Ciani al dr. Pagliaro del 30 aprile 2002; - doc. 245 > Appunto su prestito subordinato a SAI; - doc. 249 > da Rebecchini a Rosati; Pag. 34 - doc. 181 > Contratti di finanziamento Premafin; - doc. 506 > Memoria del legale rappresentante SAI del 30 settembre Per l appellata PREMAFIN S.p.A. : Voglia la Corte Ecc.ma, preso atto che nessuna conclusione è presa dalle altre parti nei confronti di Premafin e da Premafin nei confronti delle altre parti, porre le spese di difesa di Premafin per questo grado a carico di Promofinan qualora essa risulti in questo grado soccombente. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto notificato in data 14 giugno 2004, PROMOFINAN S.p.A. citò in giudizio avanti al Tribunale di Milano MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO FINANZIARIO S.p.A. nonché FONDIARIA-SAI S.p.A. e PREMAFIN - FINANZIARIA HOLDING DI PARTECIPAZIONI S.p.A. promuovendo nei loro confronti un azione risarcitoria per il danno che assumeva di aver subito, quale ex socia de LA FONDIARIA ASSICURAZIONI S.p.A., a causa della mancata effettuazione di un Offerta Pubblica d Acquisto (OPA) obbligatoria delle azioni di tale società. A maggior chiarimento della domanda l'attrice precisava che: - alla fine di giugno 2001 MEDIOBANCA controllava LA FONDIARIA S.p.A. con un pacchetto di azioni di poco superiore al 30%, detenendo direttamente una partecipazione di circa il 13% del capitale e, indirettamente, il residuo dei titoli tramite MONTEDISON S.p.A., da essa pure controllata; - in quel periodo di tempo si era diffusa la notizia secondo la quale FIAT S.p.A., con l appoggio dell alleata francese EDF, avrebbe scalato MONTEDISON servendosi di una società-veicolo denominata ITALENERGIA S.p.A., risultato, questo, che sarebbe stato in contrasto con gli interessi di MEDIOBANCA, poiché essa in tale ipotesi avrebbe perso la posizione di controllo su LA FONDIARIA, che considerava di carattere strategico; - MEDIOBANCA aveva dunque interesse a far pervenire in mani amiche il controllo esercitato da MONTEDISON su LA FONDIARIA, mani amiche quali quelle del gruppo societario facente capo alla famiglia Ligresti, che, tramite la finanziaria PREMAFIN S.p.A., controllava SAI SOCIETÀ ASSICURATRICE INDUSTRIALE, già detentrice di circa il 2% di azioni FONDIARIA, ed era quindi a sua volta interessata non solo ad un aggregazione/concentrazione societaria con tale società, ma anche ad evitare che questa potesse finire nell orbita di TORO ASSICURAZIONI S.p.A., società assicurativa a quel tempo controllata da FIAT e anch essa in cerca di un aggregazione con un altra importante compagnia di assicurazione; - per tale motivo il 1 luglio 2001, mentre ancora non era formalmente partito il tentativo di scalata della cordata ITALENERGIA su MONTEDISON e non era ancora scattata la conseguente passivity rule a carico di quest ultima (infatti un OPA volontaria totalitaria da parte di ITALENERGIA sulle azioni MONTEDISON sarebbe stata lanciata solo il giorno dopo, 2 luglio 2001), MONTEDISON e SAI avevano formalizzato un accordo-lampo sulla base di una trattativa durata solo 24 ore e condotta direttamente dai rispettivi amministratori delegati (Dr. Enrico Bondi per MONTEDISON e Dr. Carlo Ciani per SAI) che prevedeva condizioni inusualmente penalizzanti per SAI in termini di prezzo e rischio contrattuali, ma imposte da MONTEDISON per blindare l affare; - in particolare, l accordo aveva ad oggetto la compravendita di 111,5 milioni di azioni ordinarie de LA FONDIARIA (pari a circa il 28,9% del capitale) detenute dalla stessa MONTEDISON, acquisto da effettuare in due tranches al prezzo di 9,50 per azione (contro un corso di borsa di circa 5,70): la prima tranche - 26 Pag. 45 milioni di azioni ordinarie pari al 6,7% del capitale FONDIARIA - sarebbe stata trasferita subito con il contestuale pagamento del prezzo; la seconda - per 85,5 milioni di azioni ordinarie pari a circa il 22,2% del capitale FONDIARIA era stata subordinata alla condizione sospensiva del previo rilascio delle autorizzazioni delle Autorità di vigilanza assicurativa e antitrust (ISVAP e AGCM) prescritte dalla legge; si prevedeva inoltre, per il caso in cui tale condizione non si fosse verificata, che SAI avrebbe individuato un terzo acquirente alternativo disposto ad acquisire le azioni alle medesime condizioni, salva - in caso contrario - la risoluzione di diritto del contratto e l acquisizione della caparra di 500 miliardi di lire contestualmente versata da SAI a garanzia di tale impegno; - formalizzato il negozio in questi termini, il 10 agosto 2001 la CONSOB emetteva un comunicato-stampa con cui accertava, sulla base delle modalità con cui è avvenuta la transazione, l esistenza di un accordo tra MEDIOBANCA e SAI integrante un patto parasociale ex art. 122 D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (cd. T.U.I.F., Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria), non pubblicizzato, ma comunque idoneo a costituire l indizio di un acquisto di concerto posto in essere dalle due società e finalizzato al controllo de LA FONDIARIA, che tuttavia ancora non comportava l obbligo di lanciare un OPA totalitaria a carico di entrambe le società, in quanto non era stata ancora raggiunta sulla base del perfezionamento della sola prima tranche di vendita delle azioni a SAI la soglia del 30% prevista dall'art. 106 T.U.I.F.; - sopraggiungeva poi, il 31 dicembre 2001, il provvedimento dell Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo (ISVAP), con cui veniva negata l autorizzazione all acquisto della seconda tranche soprattutto per la presumibile insufficiente copertura del margine di solvibilità applicabile ai futuri conti consolidati, debolezza finanziaria ulteriormente aggravata dall obbligo di OPA totalitaria che sarebbe scattato in base all accertamento della CONSOB e che avrebbe richiesto un massiccio intervento finanziario; - preso atto di tale diniego, la MONTEDISON, nel frattempo passata sotto il controllo di ITALENERGIA, riteneva risolto il contratto stipulato con SAI, ed acquisibile la caparra da questa versatale; - SAI faceva tuttavia valere il termine di grazia concessole con il suddetto contratto, in ragione del quale avrebbe potuto individuare un acquirente alternativo, comunicando alla controparte che tre diversi soggetti erano disposti ad acquistare il residuo 22,2% delle azioni FONDIARIA: i tre cavalieri bianchi erano JPMORGAN SECURITIES LIMITED, INTERBANCA S.p.A. ed il finanziere Francesco Micheli per il tramite di una società lussemburghese costituita ad hoc; - tale provvidenziale intervento rendeva legittimo il sospetto che si trattasse di mera interposizione di persona, sospetto aggravato poi dal tenore delle condizioni inserite nei contratti di opzione put and call stipulate tra SAI e cavalieri bianchi, in base alle quali SAI avrebbe potuto riacquistare le azioni oggetto della seconda tranche da essi rilevata e quelli rivenderle entro i successivi due anni (peraltro SAI, che ancora deteneva circa il 9% delle azioni FONDIARIA, per sottrarsi alle sanzioni previste in caso di partecipazioni incrociate superiori alla soglia del 2%, tra cui la sterilizzazione del diritto di voto, allo stesso tempo aveva alienato quanto meno formalmente anche se con modalità interpositive sostanzialmente simili a quelle sopra indicate per il rilievo della seconda tranche il 7% circa delle sue azioni a due ulteriori cavalieri bianchi ad essa legati da altri contratti di opzione put and call: MITTEL GENERALE INVESTIMENTI S.p.A. e COMMERZBANK AG); Pag. 56 - ad ogni modo la MONTEDISON accettava di effettuare la vendita ai terzi soggetti interposti e così il pagamento e il trasferimento delle azioni aveva luogo il 18 febbraio 2002; - l operazione, sospettandosi la sottesa operatività di un portage, scatenava reazioni sia da parte dei vertici di FONDIARIA (che presentavano senza successo un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c. al Tribunale di Firenze), sia da parte di alcuni soci di minoranza, che chiedevano controlli alle autorità di vigilanza, e in particolare alla CONSOB, la quale, tuttavia, con un secondo comunicato-stampa del 17 maggio 2002, escludeva che sussistesse l obbligo di OPA totalitaria da parte di SAI, reputando che, alla luce del successivo comportamento di MEDIOBANCA, non emergesse più la perdurante esistenza di un concerto fra queste due società, di talché, esclusa dal calcolo delle partecipazioni rilevanti quella del 13% posseduta da MEDIOBANCA, l acquisto effettuato dai cavalieri bianchi avrebbe perso rilievo anche se in ipotesi dissimulante la sostanziale titolarità in capo a SAI di tutte le azioni compravendute, essendo la loro somma comunque inferiore alla soglia del 30% al cui raggiungimento era collegato l obbligo di OPA; - il nuovo orientamento della CONSOB apriva così le porte alla successiva strategia di aggregazione tra SAI e FONDIARIA; - all assemblea convocata il 30 maggio 2002 il neoeletto consiglio di amministrazione (insediato con i voti di MEDIOBANCA e dei cavalieri bianchi ) decideva di dismettere la partecipazione azionaria di FONDIARIA in SAI sciogliendo in tal modo i vincoli derivanti dalla partecipazione reciproca, il che consentiva a SAI di esercitare liberamente le sopradette opzioni call, acquistando tutte le azioni rilevate dai cavalieri bianchi, e di deliberare poi con FONDIARIA la fusione tra le due società, da cui nasceva la nuova società FONDIARIA-SAI; - successivi controlli evidenziavano tuttavia proprio l esistenza di quel concerto di fatto tra MEDIOBANCA e SAI-PREMAFIN, poi integrato con l interposizione dei cavalieri bianchi, che era stato denunciato dalle minoranze e aveva consentito l effettuale superamento della soglia del 30%; esso veniva infatti ritenuto esistente dall Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con provvedimento n del , nonché dal TAR del Lazio con sentenza n del e dalla stessa CONSOB con un terzo comunicato-stampa del , conclusione, questa, poi avallata sia dalla Corte d Appello di Torino che dalla Corte d Appello di Milano in sede di decisione delle opposizioni proposte contro i provvedimenti ministeriali adottati su proposta della CONSOB e irrogativi delle sanzioni agli organi amministrativi delle società che avevano violato gli obblighi OPA ex art. 106 T.U.I.F.. Tanto premesso in fatto, l attrice sosteneva, in diritto, che la violazione all OPA obbligatoria, violazione che doveva considerarsi essersi verificata a far tempo dal (allorché le azioni FONDIARIA oggetto della seconda tranche erano state cedute da MONTEDISON ai cavalieri bianchi di fatto pervenendo nella disponibilità di SAI-PREMAFIN e indirettamente anche di MEDIOBANCA), aveva determinato un danno ingiusto per tutti i soci di minoranza, danno da considerare suscettibile di essere risarcito sia che si reputasse esistente un vero e proprio diritto soggettivo dei soci stessi ad acquistare le azioni non ritualmente offerte dai soggetti tenuti ad effettuare l OPA (ipotesi in cui il suddetto diritto sarebbe stato il contraltare di un preciso obbligo di procedere all offerta pubblica), sia che si reputasse invece esistente solo un interesse legittimo (in tal caso correlato al rispetto di un più generico dovere di effettuare l offerta pubblica), e ciò perché anche il danno derivante dalla lesione di un mero interesse Pag. 67 legittimo è stato ritenuto risarcibile dalle SS.UU. della S. Corte a partire dalla nota sentenza n. 500 del 22 luglio Chiedeva pertanto, in principalità, la condanna delle convenute SAI e MEDIOBANCA in via solidale fra di loro o comunque di almeno una sola di esse - ad un risarcimento del danno commisurato sia al lucro cessante, che al danno emergente, per un totale di ,00 oltre interessi: il primo costituito dal mancato guadagno per la mancata vendita della sua partecipazione, pari a azioni FONDIARIA, e da calcolare in ,00 sulla base di 2,558 per azione, ossia nella differenza tra il prezzo d OPA di 7,652 per azione (come risultante dalla media aritmetica tra 9,50, cioè il prezzo più alto pagato da SAI per le azioni FONDIARIA nel periodo rilevante, ed 5,804, cioè il prezzo di borsa medio ponderato delle azioni FONDIARIA nel 12 mesi precedenti al ) e il prezzo medio di borsa dei titoli FONDIARIA nei 30 giorni in cui l OPA avrebbe dovuto essere lanciata (18.2/ ) e pari ad 5,094 per azione, oltre interessi da calcolare, trattandosi di debito di valore verso un operatrice finanziaria, al tasso del prime rate ABI a decorrere dall ultimo giorno di possibile e doveroso adempimento dell OPA ( ); il secondo da quantificare in ,00 e costituito invece dalla perdita derivata dal deprezzamento della suddetta partecipazione verificatosi durante il periodo in cui il mantenimento in portafoglio della stessa era stato sorretto da un ragionevole affidamento sull atteso adempimento dell obbligo di lancio dell OPA, periodo andante dalla data del primo comunicato CONSOB ( ) alla data del suo terzo comunicato ( ), e conseguentemente da considerarsi pari alla differenza tra il corso di borsa alle due suddette date (rispettivamente 5,953 ed 2,832), ossia ad 3,121 per azione, oltre agli interessi al tasso del prime rate ABI a decorrere dal In via subordinata l attrice faceva valere invece, nei confronti di tutte e tre le convenute, e quindi anche verso PREMAFIN e non solo verso MEDIOBANCA e FONDIARIA-SAI, il diritto risarcitorio per il danno derivato dall essere rimasta socia di una società ormai non contendibile, per effetto della fusione effettuata contra legem in modo da imporre ai soci di minoranza condizioni diverse da quelle che erano state richieste dal precedente consiglio di amministrazione (non condizionato da interessi configgenti), danno, questo (certamente non eliminato dalla condizione posta dalla CONSOB per autorizzare la fusione, ossia che MEDIOBANCA e PREMAFIN quali soggetti che fin dall origine avevano fatto parte del patto parasociale occulto - dismettessero le partecipazioni in eccesso pari al 13,26% del capitale FONDIARIA, trattandosi di dismissione avvenuta a cose fatte e solo per una piccola parte delle azioni della nuova società nata dalla fusione), da calcolare in misura pari al plusvalore ideale di un azione che potesse aspirare ad una quota proporzionale del cd. premio di maggioranza (o premio di controllo ) realizzabile da ciascun socio in sede di OPA, ossia la differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo d OPA, dato in concreto dalla differenza tra il valore delle n azioni FON-SAI più le n WTS Fondiaria 02/08 pervenute a PROMOFINAN in sede di concambio, ed il valore del maggior numero di azioni FON-SAI (49.149) che le sarebbero pervenute se il concambio fosse stato effettuato sulla base del valore/prezzo d OPA dell azione FONDIARIA ( 7,651), di talché, calcolato in 18,70 per azione il valore di mercato, il danno a questo titolo avrebbe dovuto essere quantificato in ,30. Così contestata la lite, si costituirono separatamente in causa tutte le convenute resistendo all avversa domanda. Pag. 78 Esse negarono, in sintesi, che si fosse mai concluso il preteso patto parasociale tra SAI e MEDIOBANCA in funzione dell acquisizione del controllo di FONDIARIA, negando altresì che fosse configurabile la pretesa interposizione dei cavalieri bianchi, e deducendo prove per testi a comprova di tale assunto; argomentarono inoltre che, quand anche fosse stato concluso il predetto patto parasociale, la domanda avrebbe dovuto comunque giudicarsi infondata, poiché la pretesa attorea non si basava su un diritto soggettivo perfetto o sulla lesione di un interesse legittimo all altrui ottemperanza del dovere di lanciare l OPA (che avrebbe potuto legittimare gli azionisti di minoranza a richiedere il risarcimento dei danni patiti in conseguenza del mancato disinvestimento delle azioni al prezzo d OPA), atteso che la violazione dell OPA obbligatoria determinava l immediata applicazione dei tipici e tassativi rimedi di carattere inibitorio e ripristinatorio previsti nell art. 110 TUF, pienamente idonei a preservare inalterato l assetto di controllo precedente all acquisto rilevante, e consistenti nella sterilizzazione dei diritti di voto connessi all intera partecipazione detenuta e nell obbligo di alienare le azioni eccedenti la soglia di partecipazione del 30% del capitale entro i dodici mesi successivi all acquisto che aveva determinato il superamento di detta percentuale di capitale; negarono in ogni caso la riconoscibilità di un danno emergente, che avrebbe presupposto un (di fatto inesistente) diritto dell attrice alla stipulazione del contratto di vendita delle azioni e alla corresponsione di un premio di maggioranza, pur non avendo le convenute acquisito il controllo di FONDIARIA-SAI tramite l OPA e pur non avendo l attrice contribuito al trasferimento delle azioni; la convenuta PREMAFIN, inoltre, sostenne che le delibere assembleari di FONDIARIA del 2002 erano ormai divenute intangibili, non essendo state oggetto d impugnativa ed eccepì che i voti dei cavalieri bianchi sarebbero stati comunque irrilevanti ai fini del formarsi della maggioranza per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione di FONDIARIA e che il loro ruolo non sarebbe stato decisivo ai fini della determinazione, di competenza assembleare, ad attuare la fusione; infine, le convenute affermarono che le pretese risarcitorie riferite al presunto prezzo d OPA e al danno da affidamento erano incompatibili tra di loro e non cumulabili, e che comunque detto danno non era stato provato, non essendo stato dimostrato o allegato, da una parte, che l attrice avrebbe venduto le sue azioni in caso di lancio dell OPA e, dall altra, che le azioni stesse, rimaste invendute, avessero subito un effettivo deprezzamento, atteso che le azioni ottenute in concambio delle azioni FONDIARIA avevano comunque raggiunto valori di borsa corrispondenti a quelli che avevano nel marzo 2002 (pari a 5.094,00). Così radicato il procedimento ed esperita di seguito un istruttoria prevalentemente documentale, in particolare tramite l acquisizione in giudizio - previo accordo tra tutte le parti processuali - di copie dei verbali delle deposizioni rese in un distinto processo pendente innanzi al Tribunale di Milano (RG n /2003) promosso da Steno Marcegaglia e altri contro FONDIARIA-SAI e MEDIOBANCA, l adìto Tribunale pronunciò in data 26.5/ la sentenza n. 6688/2005, con la quale : 1) in parziale accoglimento della domanda principale di PROMOFINAN S.P.A., condannò le convenute FONDIARIA-SAI e MEDIOBANCA, in via tra loro solidale, al risarcimento del danno da esse causato e liquidato in ,00, in ragione di 2,558 per ogni azione di FONDIARIA detenuta, oltre agli interessi legali dovuti dalla data dell accertato inadempimento dell obbligo di lanciare l OPA (18 dicembre 2002) sino al saldo, e respingendo le ulteriori pretese di risarcimento del danno; Pag. 89 2) condannò poi le convenute FONDIARIA-SAI e MEDIOBANCA alla rifusione dei due terzi delle spese processuali sopportate dall attrice, e liquidate in complessivi ,36; 3) dichiarò infine compensate le spese processuali tra attrice PROMOFINAN e convenuta PREMAFIN. Riassumendo - per quanto ora interessa - la motivazione di questa pronuncia, deve rilevarsi che il Tribunale ha anzitutto giudicato provata la sussistenza del patto parasociale tra SAI e MEDIOBANCA ai sensi dell art. 122, comma 5, lettera d), del D.Lgs n. 58/1998, determinante l obbligo solidale di OPA. Ha in particolare ritenuto : - che gli elementi di fatto su cui PROMOFINAN aveva fondato la tesi del concerto tra SAI e MEDIOBANCA fossero attestati nei provvedimenti amministrativi della CONSOB del 10 agosto 2001 e del 18 dicembre 2002, essendo stata con essi accertata : a) la violazione da parte delle convenute società delle norme che impongono la denuncia della sussistenza di un patto tra soggetti interessati ad acquisire il controllo di una società quotata; b) la violazione dell obbligo di lanciare l offerta pubblica di acquisto della totalità delle azioni della società oggetto dell interesse di alcuni soci a ottenerne il controllo in caso di sfondamento del margine del 30% degli acquisti (art. 120 e ss. D.Lgs n. 58/1998), sfondamento avvenuto allorché, sommando le partecipazioni del 6,7% di SAI e del 13% di MEDIOBANCA, in data 18 febbraio 2002, il restante pacchetto del 22% di azioni FONDIARIA era stato rilevato da cinque Investitori che, con precisi patti e opzioni di vendita e di acquisto stipulati con SAI, si erano, nei fatti, offerti come interposti di SAI nell acquisto delle azioni allora intestate a MONTEDISON, e ciò in forza della facoltà di nominare un terzo acquirente inserita nel contratto dell 1 luglio 2001 stipulato tra SAI e MONTEDISON; - che l interpretazione dei fatti data dalla CONSOB fosse confortata anche dalle pronunce della Corte d Appello di Torino e della Corte d Appello di Milano che, affermando la legittimità dei provvedimenti sanzionatori emessi su richiesta della CONSOB nei confronti dei soggetti che allora rappresentavano le società convenute, avevano accertato la sussistenza di un patto tra SAI e MEDIOBANCA rilevante ai sensi degli obblighi imposti dalla legge, confermando le sanzioni irrogate in data 10 agosto 2001 per la violazione degli obblighi di comunicazione di patti parasociali; - che ulteriore conferma provenisse dalle risultanze delle prove testimoniali assunte nell altro procedimento parallelo (RG 31233/2003) instaurato da altri azionisti di FONDIARIA, essendo ivi emerso che, dopo l acquisto del primo pacchetto del 6,7% di azioni FONDIARIA da parte di SAI, avvenuto il 1 luglio 2001, vi erano stati successivi e fondamentali contatti tra i vertici di SAI, PREMAFIN e MEDIOBANCA al fine di apprestare programmi sulla eventuale e futura compagine amministrativa della società che sarebbe nata dalla fusione tra SAI e FONDIARIA e su altri aspetti dell auspicata fusione, quali la futura sede sociale e la denominazione della società che ne sarebbe nata; che vi era stato dunque un interesse congiunto di SAI e MEDIOBANCA ad esercitare un influenza dominante su FONDIARIA al fine di acquisirne il controllo, senza rivelare all esterno la sussistenza di tale interesse; che l interesse a portare a termine l operazione, risultata altamente rischiosa e costosa per SAI, era collegato anche a quello di MEDIOBANCA a che non venissero meno le garanzie di solvibilità dei finanziamenti concessi alla capogruppo PREMAFIN, cui si aggiungeva quello specifico di socio di riferimento di FONDIARIA; che peraltro MEDIOBANCA era Pag. 9 Vedere altro
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