Source: http://www.sentenzeappalti.it/2014/04/11/differenza-tra-responsabile-tecnico-e-direttore-tecnico-ai-fini-delle-dichiarazioni-sostitutive-e-motivazione-del-giudizio-positivo-sullofferta-anomala-artt-38-87-e-ss/
Timestamp: 2019-01-22 03:04:43+00:00

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Differenza tra responsabile tecnico e direttore tecnico ai fini delle dichiarazioni sostitutive e motivazione del giudizio positivo sull’offerta anomala (Artt. 38, 87 e ss.) | Sentenzeappalti.it
Consiglio di Stato, Sez. III 10.04.2014 n. 1744
Si premette che la partecipazione agli appalti pubblici, siano essi per forniture o servizi o forniture, sono ormai disciplinati da puntuali disposizioni normative anche comunitarie, che sono volte chiaramente alla chiarezza e trasparenza delle procedure, alla par condicio, alla tutela della concorrenza,al favor partecipationis, alla tassatività delle cause di esclusione, al soccorso istruttorio laddove non si tramuti nell’integrazione sostanziale o nella modifica dell’offerta, all’inammissibilità di clausole ultra legem che in pratica si risolvono in meri appesantimenti formali e burocratici, all’approccio interpretativo rivolto a valorizzare il contenuto effettivo dell’offerta, e quindi quelle disposizioni sono poste proprio al fine precipuo di assicurare che l’esito della gara venga a premiare in effetti la migliore offerta economica e tecnica, alla luce della corrispondenza degli aspetti formali con quelli sostanziali, dei requisiti di partecipazione con la verifica dei documenti prodotti a supporto, e quindi salve le dichiarazioni non corrispondenti al vero.
In tali sensi depone ormai, sia in generale che nello specifico, la più recente giurisprudenza (da ultimo Sezione III nn. 4370/2013 e 1487/2014; Adunanza Plenaria n. 9/2014) e la stessa normativa (cfr. art. 4 del D.L. n. 70/2011, convertito in legge n. 106/2011, e art. 4 del D.L. n. 34/2014).
Orbene, a ben leggere, nella fattispecie non si evidenziano violazioni o carenze sia sul piano formale che sostanziale tali da vanificare il risultato finale della selezione e quindi non si condividono le sia pure estese argomentazioni svolte dal giudice di prime cure.
Quanto alla figura del responsabile tecnico, qui all’esame, a prescindere dall’oggetto dell’appalto, si richiedeva la dichiarazione ex art. 38 per il direttore tecnico e la stessa è stata effettuata ed era quindi di per sé sufficiente ai fini della partecipazione, posto che identico adempimento non era previsto dal bando anche per il responsabile tecnico, e tale figura non può nel caso di specie ritenersi di certo assimilabile a quella del direttore tecnico, per di più in via interpretativa, se si ha riguardo soprattutto ai compiti in concreto affidati allo stesso nell’azienda e non particolarmente incisivi.
In proposito pertanto non rilevano neppure la dedotta mancata chiarezza del bando e la sua più o meno corretta interpretazione, asseriti errori scusabili, ipotetici soccorsi istruttori, la successiva prova del possesso del requisito ovvero la stessa richiamata sentenza n. 4328/2013 che concerne diversa fattispecie in cui peraltro l’organigramma aziendale non prevedeva il direttore tecnico bensì il responsabile tecnico.
E’ notorio che la giurisprudenza ritiene in generale che in tal caso il giudizio positivo non abbisogni di una specifica ed estesa motivazione, come peraltro riconosciuto dallo stesso giudice di primo grado, e che quindi è sufficiente il richiamo per relationem alle operazioni ed alle risultanze dello specifico procedimento, come avvenuto nel caso di specie con la necessità di più approfondimenti e con una analisi finale che ha portato al giudizio positivo sull’offerta, che non richiedeva quindi alcuna ulteriore forma di soccorso istruttorio ed è quindi non sindacabile in quanto immune da macroscopici vizi di illogicità e irrazionalità.
A supporto di tali argomentazioni e ad abundantiam, si soggiunge che la disamina delle giustificazioni dell’Istituto si appalesa analitica ed esauriente relativamente alle voci di costo, all’utile previsto, ai criteri seguiti e al prezzo offerto.
In effetti le censure di merito dedotte dalla SIPRO circa la congruità dell’offerta dell’Istituto di Vigilanza di Viterbo si traducono in valutazioni di parte volte a sostituire in modo assertivo e opinabile le determinazioni assunte dalla Commissione senza peraltro dimostrare la cd. “prova della resistenza” e il conseguimento in ogni caso di un risultato chiaramente positivo.
D’altra parte la verifica delle offerte anomale, ex art. 55 direttiva CE n. 18/2004 e artt. 87 e 88 Codice dei contratti, offrono alle Amministrazioni uno strumento di controllo finale delle offerte a garanzia in primis del risultato e dell’aggiudicazione con un apprezzamento discrezionale della convenienza complessiva dell’offerta ritenuta migliore e del conseguente importo complessivo, nel presupposto che l’eventuale incongruità di talune voci di costo non comporta di necessità l’anomalia dell’offerta nel suo complesso, con conseguente stravolgimento e vanificazione, tramite il giudizio di anomalia, dell’esito della gara (cfr. citata n. 1487/2014).
Igiene ambientale e gestione rifiuti - Responsabile tecnico - Equiparabile al Direttore tecnico negli appalti di lavori - Conseguenze - Obbligo dichiarativo - Sussiste (Art. 38)
Dichiarazione sul possesso dei requisiti di ordine generale - Soggetti obbligati - Responsabile tecnico - Presupposti (Art. 38)
Individuazione del direttore tecnico tenuto a rilasciare la dichiarazione sostitutiva (Art. 38)
Articolo precedenteInefficacia del contratto anche in caso di avviso volontario per la trasparenza preventiva (Art. 79-bis)Articolo successivoAnnullamento in autotutela dell’aggiudicazione per omessa dichiarazione di una sentenza relativa al reato di omicidio colposo (Art. 38)

References: art. 4
 art. 4
 art. 38
 sentenza 
 art. 55
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