Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150308
Timestamp: 2018-12-11 09:38:51+00:00

Document:
Resoconto della seduta n.308 del 04/07/2018
Seduta n.308 del 04/07/2018
CCCVIII Seduta
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
COSSA MICHELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 26 giugno 2018 (304), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Angelo Carta, Daniele Cocco, Roberto Deriu, Roberto Desini, Gianni Lampis, Pier Mario Manca, Giorgio Oppi, Edoardo Tocco, Alessandro Unali e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 4 luglio 2018.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 296, 1461, 1477, 1537 (Risposte scritte pervenute il 3 luglio 2018).
PRESIDENTE. Si dia annunzio della interrogazione pervenuta alla Presidenza.
COSSA MICHELE, Segretario. È pervenuta l'interrogazione numero 1553.
COSSA MICHELE, Segretario. È pervenuta l'interpellanza numero 361.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, restando ligi a quello che lei ha chiesto in ordine agli interventi sull'ordine dei lavori devo però purtroppo oggi continuare ad indicare la necessità urgente di portare in aula l'interrogazione fatta dal consigliere Raimondo Perra, del novembre 2017, in ordine ai problemi relativi all'acqua potabile, quindi al potabilizzatore di Buggerru, si sta avvicinando la stagione turistica ma, al di là di questo, credo che la popolazione di questo Comune abbia diritto di avere l'acqua potabile. Allora le dico che ripetute sono le promesse, l'ultima giugno 2018, ma è finito anche giugno e allora in rappresentanza di numerosissimi cittadini ci hanno chiesto che possa essere preso in esame questo argomento e soprattutto segnalano che sono costretti ad acquistare l'acqua nei supermercati, anche solo per cucinare un piatto di pasta e che la ASL è informata e che tutte le attività commerciali hanno già fatto presente la difficoltà in ordine al depuratore e al potabilizzatore. Quindi, Presidente, le chiedo di dare priorità a questa interrogazione per poter avere anche via orale in Aula una risposta anche da parte dei due Assessori competenti, ma non possiamo più attendere.
PRESIDENTE. Io posso sollecitare la risposta degli assessori ma se non arriva in aula l'interrogazione.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per segnalare in Aula la presentazione della proposta di legge numero 524 riguardo il risarcimento dei danni causati da eccezionali eventi meteorologici dell'attività di pesca del consorzio ittico Santa Gilla, è un tema che vorrei sollecitare all'attenzione dei Capigruppo perché il tema è molto urgente e non so se la Commissione competente avrà modo nel prossimo periodo di discuterne, ma senza un sistema di aiuti in regime de minimis da erogare il prima possibile, un intero comparto produttivo fondamentale, non solo per la città di Cagliari ma anche per tutti i comuni dell'hinterland, rischia di soccombere. A monte ci sono eccezionali danni atmosferici, appunto, causati dalle piogge che hanno, di fatto, azzerato la produzione nel mese di maggio, so che era all'attenzione dei Capigruppo anche la possibilità di intervenire, con la procedura d'urgenza ex articolo 102, su questi temi chiedo che venga fatta anche dai Capigruppo un supplemento di istruttoria perché credo che la situazione di quel comparto sia ormai alla canna del gas.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo annunciare all'Assessore che intendo chiedere una sua spiegazione, in urgenza, a seguito di una mozione discussa in Aula, approvata con una risoluzione, relativamente al problema del Binaghi. Che non solo non è diventato un centro di eccellenza, come qui si è dichiarato, ma che stanno smantellando non solo tutti i reparti che possono operativamente dare sostegno per i malati che lì confluivano da tutta la Sardegna ed era un servizio, ma che stanno smantellando anche i letti, e che, ancora, non si capisce mentre in altre Regioni si prende con buon beneficio chi lavora, anche gratuitamente come poteva essere la Marrosu, e qui non si accetta la Marrosu con scuse tipo quelle che potrebbe prescrivere dei medicinali, sapendo che chi va a fare queste operazioni non le fa certamente, e non le può fare perché non può prescrivere dei medicinali, ma può essere di sollievo ai tanti malati che sistematicamente vanno. E, nell'occasione, approfitto per ricordare all'Assessore che generalmente questa bella ATS prende un medico da una parte, lo porta all'altra, lascia il contratto che c'era in quella ASL e ne fa un altro nella ASL di ricevimento, anche per gli infermieri questo avviene ed è avvenuto e forse continuerà ad avvenire. Non basta: sappiamo di una delibera posta in essere queste settimane, da parte dell'ATS, relativamente al reperimento di un 20-25 medici dal continente che dovrebbero venire in Sardegna. Se questa è riduzione dei costi, sapendo che un medico mediamente costa 100-125.000 euro all'anno, se questo è un risparmio per l'ATS e quindi per la sanità in Sardegna. Va bene che siamo ben ultimi nella sanità, come viene certificato da recenti sondaggi, però dico cerchiamo un attimino di migliorare noi stessi dando sollievo alle persone che hanno bisogno e sono in sofferenza, non chiedo di più, ma che ci si attenga perlomeno alla parola data.
Discussione e approvazione della proposta di legge Pinna Rossella - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Piscedda - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas "Interventi per la promozione e la valorizzazione dell'amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli". (164/A)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Rossella Pinna, relatrice.
PINNA ROSSELLA (PD), relatrice. Grazie Presidente. La proposta di legge in discussione ha l'obiettivo di rafforzare il welfare di comunità e il sistema di tutela delle persone più fragili intervenendo con una serie di misure a supporto di chi svolge il ruolo di amministratore di sostegno. Sulla materia mi sia consentito fare una breve premessa che può essere utile ad inquadrare la proposta. Le attuali tendenze demografiche del nostro Paese, cui la nostra isola non si sottrae, caratterizzate dal fenomeno dell'invecchiamento della popolazione e della drastica diminuzione delle nascite, prefigurano un generale mutamento della struttura della popolazione con effetti certi sull'aumento della disabilità. È superfluo dire che tale mutamento impone doverosamente un rafforzamento delle tutele nei confronti delle persone fragili, non solo sul versante clinico-assistenziale, ma anche su quello della tutela dei diritti umani e degli interessi economici e personali. Sono trascorsi oltre 12 anni dall'approvazione della legge numero 6 del 2004, con la quale il legislatore nazionale è intervenuto introducendo a latere dell'inabilitazione l'istituto giuridico dell'amministratore di sostegno. L'amministratore di sostegno è una persona nominata con decreto dal giudice tutelare con il compito di assistere, sostenere e rappresentare chi, per effetto delle problematiche di tipo fisico-psichico si trovi nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere in tutto o in parte al compimento delle funzioni della vita quotidiana. Si tratta, come detto, di un istituto giuridico che allo scopo di garantire una sorta di protezione giuridica, appunto, senza tuttavia limitare in modo eccessivo, come avverrebbe con una sentenza di interdizione, la capacità di agire dell'amministrato. L'amministratore di sostegno ha il pregio di essere un istituto di facile accesso per le famiglie, attivabile senza patrocinio legale e dunque senza costi. Permette, con relativa facilità, la rappresentanza giuridica di ogni persona maggiorenne con scarsa autonomia sul piano intellettivo, funzionale e critico, garantendo il pieno rispetto delle sue capacità e delle residue autonomie. Grazie a questa importante riforma del codice civile ogni persona fragile, giuridicamente rappresentata, può avere una piena dignità di persona, pari opportunità e reali diritti di cittadinanza, perché attraverso le azioni del suo giuridico rappresentante può curare i propri interessi, ottenere una buona amministrazione dei propri beni, esprimere le proprie personali volontà, e far valere le proprie aspirazioni, essere partecipe e protagonista delle scelte che la riguardano, avere accesso ed esigere i propri diritti. In questi anni di concreta esperienza applicativa della legge 6 2004 tuttavia va evidenziato che l'istituto ha mostrato qualche elemento di criticità, che possono essere così elencati: una certa eterogeneità nell'applicazione della norma, verosimilmente causata dall'assenza di linee guida e di indicazioni uniformi; un eccessivo numero di decreti verso sindaci e assessori comunali, che si riflette negativamente sullo svolgimento del delicato ruolo di amministratore di sostegno; la mancanza di un coordinamento in ambito regionale tra tribunali, uffici del giudice tutelare ed enti locali; l'assenza di una rete di supporto tra gli incaricati; e una formazione-informazione carente lasciata soltanto all'iniziativa di alcuni comuni attraverso i CUS. Nel concreto cosa si propone di fare questa norma? In attuazione della legge nazionale oltre alla riconferma dei principi cardine, la norma regionale si pone l'obiettivo di promuovere e sostenere la diffusione di percorsi di conoscenza, sensibilizzazione e divulgazione dell'istituto, individuando e mettendo in campo una rete di servizi e iniziative a supporto dello stesso con misure di protezione e interventi commisurati alle reali esigenze di protezione. Oltre alle finalità di cui all'articolo 1, la norma, all'articolo 2, prevede una serie di interventi diversificati con l'adozione di un modello organizzativo omogeneo sul territorio regionale e negli ambiti territoriali, che passa attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di un ampio numero di attori, cui affidare compiti specifici e complementari, conferendo ai comuni, naturali interpreti dei bisogni delle comunità locali, alle autorità, al mondo del volontariato, al terzo settore, alle famiglie, ai giudici tutelari un ruolo attivo e strategico. Nell'ottica di un reale sostegno funzionale anche l'individuazione dei soggetti ai quali ricorrere per la nomina, si prevede una preparazione formativa di base, posto che non sempre gli amministratori chiamati all'incarico sono pienamente informati dei doveri e delle responsabilità che lo stesso comporta. Negli articoli 3 e 3 bis, in armonia con le norme regionali, con la normativa sulla privacy e il sistema integrato dei servizi alla persona, il modello individuato amplia la gamma dei servizi offerti con l'istituzione di uffici denominati uffici di protezione giuridica, corrispondenti territorialmente alla città metropolitana di Cagliari, alle province e alle zone omogenee di cui alla legge 2 del 2016 coincidenti con l'ex Provincia, la cui gestione è affidata alle associazioni del terzo settore, eccetera. Gli uffici di protezione giuridica, attraverso un servizio permanente gratuito per gli utenti, potranno supportare, previa concertazione e confronto in sede di programmazione indetta ai sensi della legge regionale 23 del 2005, l'amministratore nei diversi campi in cui opera - legale, amministrativo, economico e sociale - con l'ulteriore compito di rilevare i bisogni delle famiglie, delle persone fragili e degli amministratori stessi. La Regione promuove, in sinergia con gli UPG, una rete diffusa di servizi di supporto all'amministratore di sostegno presso gli uffici dei Servizi sociali comunali per il tramite dei PLUS i quali collaborano con gli UPG di riferimento per l'espletamento dei compiti ad esso assegnati e comunicano inoltre l'elenco aggiornato annualmente dei soggetti disponibili a ricoprire l'incarico di amministratore alla direzione generale competente che ne cura la tenuta a fini statistici e conoscitivi e a sua volta lo rende disponibile agli uffici dei giudici tutelari.
L'articolo 7 e 8 disciplinano rispettivamente le misure attuative e le disposizioni finanziarie. La proposta prevede uno stanziamento complessivo di 350 mila euro per l'istituzione degli UPG, che comprende inoltre un apposito fondo finalizzato ad erogare, per particolari casi sociali complessi, un rimborso alle spese sostenute dagli amministratori, secondo il criterio dell'equo indennizzo, nonché un eventuale rimborso degli oneri sostenuti per la stipulazione di polizze assicurative e contratti in ragione della loro funzione, infine l'erogazione di incentivi alle associazioni di rilevanza locale che collaborino nell'attività di promozione e di sensibilizzazione della figura dell'amministratore di sostegno.
Considerato il carattere prevalentemente volontaristico e gratuito della funzione, la proposta di legge esclude i rimborsi ovvero l'equo indennizzo alle categorie dei coniugi conviventi, all'altra parte dell'unione civile, eccetera, con lo scopo di scoraggiare all'origine ogni ipotesi di intervento speculativo o di sfruttamento dell'amministrato, esaltando invece il ruolo del terzo settore e lo spirito del volontariato, e richiamando così implicitamente i doveri all'assistenza e al sostentamento desumibili dalle molteplici disposizioni legislative in cui rilevano veri e propri obblighi in capo a parenti e affini.
La norma che oggi andiamo a discutere considera lo strumento dell'amministratore di sostegno nel progetto di vita individualizzato delle persone fragili e, col coinvolgimento del terzo settore, realizza un'articolata infrastrutturazione sociale, sviluppa nuovi livelli di responsabilità, promuovendo sinergie con le istituzioni, diffondendo e radicando servizi di ascolto, formazione e accompagnamento, garantendo infine supporto sia al ruolo degli amministratori di sostegno sia di familiari che di volontari. Auspichiamo che, grazie all'applicazione delle norme contenute in questo provvedimento, l'istituto dell'amministrazione di sostegno, correttamente diffuso e impiegato, sia sempre più in grado di consentire alle persone fragili di tendere alla piena realizzazione di se nel rispetto della persona umana.
Ricordo ai consiglieri che volessero intervenire che devono iscriversi a parlare prima della fine dell'intervento dell'onorevole Tendas.
TENDAS GIANMARIO (PD). Vorrei riprendere alcune considerazioni che sono state esposte dalla collega Pinna, partendo proprio dall'istituto dell'amministrazione di sostegno, che, come giustamente ricordava la collega Pinna, è stato introdotto con la legge 9 gennaio 2004, numero 6, quindi sono trascorsi la bellezza di quattordici anni. Giustamente la collega Pinna si soffermava su un aspetto a mio avviso non trascurabile, ovverosia chi sono i potenziali beneficiari dell'amministratore di sostegno, e, andando a verificare nello specifico l'articolo 404 del codice civile, c'è un elemento abbastanza articolato nel quale si dice: gli anziani; coloro che sono affetti da morbo di Alzheimer o demenza senile; i disabili per infermità fisica, come paralizzati, sordomuti, ciechi, eccetera; i disabili per infermità psichica, come per esempio ritardati mentali, down e via discorrendo, sino ad arrivare addirittura ai tossicodipendenti e agli alcolisti. Che cosa significa questo? Significa che la platea delle persone che potenzialmente possono usufruire del cosiddetto ADS, amministratore di sostegno, è una platea che purtroppo in questi 14 anni, ovvero da quando è stata istituita la legge del 9 gennaio 2004, numero 6, è cresciuta a dismisura. La cosa preoccupante, come sapranno bene i colleghi che magari in questi anni hanno avuto la possibilità di ricoprire l'incarico di Sindaco o di amministratore di piccole comunità, è che la gestione dell'amministratore di sostegno avviene per il tramite di un decreto che viene predisposto dal giudice tutelare il quale, ovviamente con estrema semplicità perché rientra nelle proprie facoltà, decide di affidare l'incarico ai primi cittadini dei paesi, con delle difficoltà, che probabilmente la collega Pinna non ha evidenziato per questioni di tempo, che portano di fatto i primi cittadini a occuparsi, senza competenze specifiche, di materie che invece richiedono elementi di competenza e di esperienza che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno. In qualche situazione riescono magari a delegare l'assessore di turno, però con situazioni che sono estremamente difficili e complesse da gestire. Ecco, io credo che alla collega Pinna debba essere riconosciuto il merito di colmare una situazione che dal punto di vista gestionale sta creando situazioni estremamente difficili, estremamente complesse e che peraltro non stanno dando i risultati sperati, perché nella gestione complessiva, come dicevo, non c'è quella competenza specifica in grado di gestire in maniera funzionale situazioni estremamente complesse e diversificate, peraltro molte volte, anche in alcune realtà dove c'è stata da parte delle Amministrazioni comunali una sensibilità diversa e si è cercato anche di autoregolamentare facendo riferimento alle associazioni di volontariato presenti sul territorio nell'ambito delle comunità locali, il più delle volte i giudici tutelari non manifestano questa disponibilità, applicano ovviamente quanto previsto per legge e quindi ci si ritrova di fronte a una situazione che, anche dal punto di vista regionale, risulta abbastanza diversificata, nel senso che in alcuni territori ci sono dei PLUS che rispetto a questa tematica hanno dimostrato una sensibilità diversa e hanno istituito dei registri ai quali i giudici tutelari possono fare riferimento, ma in molte altre in realtà neanche questi registri di fatto risultano operativi e funzionali, per cui, ripeto, si gestisce cercando di venire incontro alle difficoltà dell'assistito però con problemi che il più delle volte rischiano di essere pressoché insormontabili. Ecco, io credo che la legge colma molte di queste carenze, in modo particolare mi riferisco all'articolo 5 che è stato già evidenziato dalla relatrice, laddove si crea una sinergia, una rete che mette insieme i Comuni con il PLUS e che quindi dà la possibilità di gestire in maniera organica, strutturale e funzionale questa esigenza, andando a costituire degli elenchi appositi a cui possono fare riferimento i primi cittadini delle comunità del nostro territorio regionale. Non solo, nella norma sono contemplati aspetti a mio avviso estremamente importanti, che riguardano gli aspetti formativi, cercando di colmare quella lacuna a cui facevo riferimento prima, perché come è risaputo i sindaci il più delle volte, per non dire nella quasi totalità delle volte, non dispongono di queste competenze specifiche, in questo modo attraverso il volontariato, attraverso l'attività formativa si riesce a disporre di persone che sono in grado di svolgere realmente l'amministratore di sostegno. Non solo io credo che alla norma debba essere riconosciuto anche il merito di istituire per la prima volta uno sportello per gli amministratori di sostegno, cosa importantissima, visto che rispetto a questo istituto esistono delle difficoltà notevoli, anche in termini di conoscenza normativa, di conoscenza gestionale, e quindi anche questo credo che sia un elemento importantissimo in un'ottica di gestione più funzionale di questo istituto.
L'unica cosa, se mi posso permettere di dire ma non ovviamente per farne una colpa al relatore e tanto meno alla Commissione che a mio avviso a cui deve essere riconosciuto il merito di aver colmato un vuoto normativo che anche in prospettiva rischia di essere davvero molto preoccupante, è l'aspetto economico; io credo che l'istituzione di questo insieme di attività contemplate nella norma ovvero l'istituzione dell'attività formativa e informativa, l'istituzione di uno sportello che ovviamente dovrà essere su scala provinciale e che dovrà comunque coinvolgere e rendere il più possibile partecipi gli sportelli del PLUS, determinerà inevitabilmente dei costi. Io credo, e lo dico in primis a me stesso, che la somma messa a disposizione, ovvero i 350.000 euro, possono costituire, diciamo così, il viatico per questi 5-6 mesi che ci portano da qui alla conclusione dell'anno finanziario. Però inevitabilmente se vogliamo dare risposte che siano realmente soddisfacenti e in grado di gestire in maniera rispondente e funzionale a questi bisogni, credo che in prospettiva sarà anche importante cercare di allocare su un capitolo ad hoc risorse un tantino più consistenti.
Altra cosa alla quale credo sia importante fare riferimento è quella dell'uniformità gestionale tra i PLUS che è uno dei problemi che personalmente ho riscontrato in ambito regionale, mentre ci sono dei PLUS che hanno operato e hanno, diciamo così, fornito delle risposte esaustive, ci sono altri PLUS che invece registrano notevoli ritardi, sarà importante al riguardo tramite soprattutto l'Assessorato cercare di standardizzare al meglio quelle che sono le azioni, i ruoli che ricadono in capo al PLUS tenuto conto che saranno degli elementi di riferimento fondamentali per dare concretezza e operatività a questo importante provvedimento normativo.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io voglio solo dare due elementi e confermo che questa è una legge importante e che merita non solo discuterla ma approvarla perché dà un segno di civiltà, ci pone in una condizione di poter operare al meglio. Rubo dalla cronaca sarda due episodi che forse non hanno attinenza con questa legge; una mamma di Baressa che è costretta a lasciare il proprio figlio per essere trasportato in continente dal padre. Io non so se avendo la legge avessimo potuto ovviare, probabilmente no, perché c'era in capo un giudizio da parte della magistratura. A volte summum ius, summa iniuria, è vero che che andando al dunque e a volte il giudizio è tarato da tante condizioni, siano esse sociali, siano esse di carattere educativo e siano anche di carattere ordinatorio nell'insieme delle persone che praticano nella magistratura, sta di fatto che poi c'è una donna dalla provincia di Sassari che vive lo stesso dramma, abbiamo due esempi di questi giorni, che probabilmente sono molti di più se uno pensa a quello che avviene con i cosiddetti matrimoni misti tra chi ha religione musulmana e cattolica, forse accettando che ci sia la possibilità di una convivenza normale e poi invece ci si scopre che le regole religiose a volte sono molto più forti delle regole civili. E ripeto non so quanto potrebbe o poteva incidere questa norma che abbiamo in esame, ma certamente questa norma incide in una condizione quella di svegliare la coscienza civile, quella di poter dare delle opportunità alla società, quella di poter essere all'altezza dei tempi nell'offrire un riparo a quei fanciulli che sono toccati comunque da questa condizione. Ora io potrei continuare, forse anche divertirmi nel trovare soluzioni diverse, ma sta di fatto che la coscienza di tutti noi deve rispecchiarsi in quella che è l'immagine di una società che ha perso il senso di comunità e che fa vivere esclusivamente l'egoismo, un egoismo che ci fa dire sistematicamente ho ragione io, la penso così e così dev'essere. Non esiste un confronto, non esiste nessuna disponibilità, anzi siccome lo affermo io mi chiudo a riccio e voglio che sia così solo perché la penso così, senza apertura mentale, senza poter offrire opportunità. Se ciascuno di noi facesse a volte qualche esame di coscienza che non ci ruba il tempo ma ci aiuta a vivere meglio e non sono regole religiose, perché sono regole universali che vengono dalla notte dei tempi e che già i primi filosofi dalla Grecia in su, ma supportati da quelli che erano gli atteggiamenti degli antichi egizi ponevano in capo a ciascun individuo che avesse un po' di sale, l'opportunità di ragionare e soprattutto ragionare su se stesso, le capacità che gli offre la vita, le opportunità che la stessa vita gli propone e non fa scappare queste opportunità vanificando quelle che sono, ripeto, le proprie posizioni ma aprendosi a quello che è un senso di convivenza civile più alto e più aperto. In questa legge c'è tutto questo sembra lontano, sembra che non abbia rapporto, sembra che non esista una condizione nel merito e invece la legge, la buona legge contiene tutti quei riferimenti a cui abbiamo fatto puntualmente ricorso in questi momenti. E sono sicuro e certo che se siamo capaci, ma soprattutto se l'Amministrazione, la Giunta potrà dare gambe e piedi a questa norma una volta esitata potrà essere di utilità enorme nella società aiutare tutti quei casi civili che spesso invece vanno a deteriorarsi e portano anche a scontri interni alla famiglia che possono portare a situazioni di una gravità enorme. Io credo che invece la società attuale abbia bisogno di riconsiderare se stessa, ritrovare attraverso un'etica di comportamento più lungimirante e più aperta al posizionamento di persone che non sanno vedere solo il proprio egoismo ma puntualmente capire che si offendono altri esseri, e altri esseri in difetto che hanno bisogno di difesa, che sono inermi sotto tutti gli attacchi che possono venire. Ebbene, questa norma io sono sicuro ci darà l'opportunità di operare al meglio, e siccome ci sarà anche modo di intervenire in alcuni dettagli, noi certamente troveremo… l'assessore ha qualche problema?
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non stavo sentendo.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). … Chiedo scusa, non debbo ripetere?... Perché se dovessi ripetere rischierei poi di essere quantomeno… l'importante è che abbia colto i primi e significativi passi che all'apertura dell'Aula sono stati proferiti con chiarezza e puntualità. Allora io sono convinto e sicuro… vede, Assessore, il problema è uno solo, spesso noi ci riempiamo la bocca di voler fare…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Mah, credo di dovere sicuramente apprezzare la relazione della collega Rossella Pinna, e anche di renderle merito di aver portato in quest'Aula, e da prima in Commissione, un argomento di particolare rilevanza. Credo che, approvando questa legge, sicuramente compiamo un passo di civiltà e contribuiamo a promuovere e a valorizzare la figura dell'amministratore di sostegno. È sostanzialmente un concreto aiuto alle persone disabili, o temporaneamente inabili, e alle loro famiglie, senza arrivare alla misura estrema dell'interdizione. Io credo però che, oltre che ovviamente sostenerla da parte nostra, debbano essere evidenziate alcune delle criticità che riteniamo di dover indicare solo al fine di poter dare un contributo ovviamente di proposta. Intanto iniziamo con un'osservazione, e credo in questo senso di dover ricordare che il CAL ha fatto alcune osservazioni che mi sento di condividere, proprio perché se noi siamo convinti che questa sia una legge importante, una legge innovativa, seppur arriva in Aula dopo tanti anni, dal 2004, dal 2005, dalle ripetute occasioni che ci sono state per appunto definire e istituire la figura dell'amministratore di sostegno, credo che veramente ci sia da osservare uno degli aspetti più importanti, ovvero nato anche dalla criticità del fatto che l'ordinamento degli enti locali in Sardegna oggi è alquanto complesso e ha avuto ovviamente la complessità della non approvazione poi della riforma, e quindi credo che ad oggi forse è l'UPG più chiaro, più definito sia solo quello della Città metropolitana, o meglio possa essere in questa prima fase quello della Città metropolitana, e invece ciò non deve avvenire, perché comunque se la legge deve essere efficace, deve arrivare appunto alle fasce più deboli, dovremmo avere un quadro più chiaro. Non solo, credo anche che non si debba parlare di gratuità, e quindi in questo senso dico che le risorse, 350 mila euro, danno poca credibilità, cara collega, anche perché mi pare un po' direttamente proporzionale al numero degli interventi che ci saranno su questa legge che noi riteniamo importante in quest'Aula, e io invece vorrei che avesse un'altra importanza, perché appunto si tratta di welfare e non di assistenza, perché dobbiamo andare ad incidere in maniera specifica, e perché dobbiamo dare un servizio e un contributo a chi non è in grado appunto di svolgere il proprio ruolo compiuto nella propria vita. E allora credo che da questo punto di vista dobbiamo fare uno sforzo, se ci crediamo. Poi, a questo proposito, per l'onestà intellettuale che credo di aver sempre rappresentato in quest'Aula, dico anche che sono state delle risorse stanziate un po' in tutta Italia, o perlomeno le regioni che hanno già attivato e approvato la legge hanno stanziato queste risorse, però hanno certamente un ordinamento degli enti locali differente dal nostro, molto più chiaro e definito. Quindi da questo punto di vista credo che attraverso invece la valorizzazione di queste figure, e in questo senso devo dire che sono molto d'accordo e vorrei ci soffermassimo sull'informazione e la formazione delle famiglie e degli operatori sociali pubblici e privati, e quindi anche la formazione e l'aggiornamento delle persone che svolgono sostanzialmente questa funzione. Ancora vorrei osservare, perché è fatto anche dal CAL e io credo di dover cogliere suggerimenti da ciò che il CAL ci ha indicato, proprio perché sono coloro che operano tutti i giorni nel territorio e conoscono anche le reali esigenze, soprattutto perché io credo che in questo senso più che i Plus possano essere, o meglio, vadano potenziati i servizi sociali e di welfare dei nostri enti locali, e quindi ovviamente il CAL segnala una grande difficoltà appunto dell'apparato amministrativo per dimensione e numero e quindi la difficoltà a funzionare al meglio degli uffici di protezione giuridica, che appunto vengono assegnati all'ente provinciale. Quindi una difficoltà certamente di sussidiarietà, e noi crediamo che appunto non bisogna ingenerare nelle aspettative dei cittadini risposte che poi non siamo in grado di dare. Ecco perché ritorno sulla necessità comunque di monitorare l'applicazione di questa norma, e se occorrerà, perché io voglio che parta, parta in fretta, e anche i tempi previsti dall'approvazione e dall'applicazione poi, anzi, dall'attuazione della delibera della Giunta, credo che siano tempi molto allargati. Ecco, se ci riusciamo possiamo provare, vogliamo provare a ridurre quei tempi. Io dopo proporrò un emendamento orale, se poi la Giunta dovesse trovare l'accoglimento, anche perché, colleghi, noi tra un paio di mesi andiamo ad elezioni, quindi se vogliamo lasciare un segno su questo aspetto credo che non possiamo prenderci tempi indicati poi nella legge. Tuttavia ritengo, così come abbiamo lavorato in Commissione, che sia una buona norma, un punto di partenza, e che sostanzialmente stiamo in parte dimostrando di essere al passo con i tempi, ma soprattutto di voler dare un servizio importante per le fasce più deboli e le loro famiglie.
PRESIDENTE. Grazie, la parola all'Assessore per la replica… non c'è intervento, chiedo se possiamo procedere… sospendo un attimo la seduta, c'è un problema tecnico.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 26, viene ripresa alle ore 17 e 58.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Siamo al passaggio dell'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Comunico che sono rientrati dal congedo gli onorevoli Daniele Cocco e Paolo Flavio Zedda.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 a cui è stato presentato l'emendamento numero 1.
1. La Regione, nel rispetto di quanto previsto dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6 (Introduzione nel libro primo, titolo XII, del codice civile del capo I, relativo all'istituzione dell'amministrazione di sostegno e modifica degli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizioni e di inabilitazione, nonché relative norme di attuazione, di coordinamento e finali), e in armonia con la legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali), con la presente legge, detta norme per la promozione e la valorizzazione della figura dell'amministratore di sostegno.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Rossella Pinna, relatrice di maggioranza.
PINNA ROSSELLA, relatrice di maggioranza. Il parere è contrario.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, per il mantenimento dell'articolo 1.
Passiamo all'esame dell'articolo 2 a cui sono stati presentati degli emendamenti.
d) formazione e aggiornamento delle persone che intendono svolgere la funzione di amministratore di sostegno;
e) istituzione di un fondo finalizzato a erogare, nei limiti della sua capienza, agli amministratori di sostegno dei casi sociali privi di adeguati mezzi, un rimborso alle spese sostenute, secondo il criterio dell'equa indennità previsto dall'articolo 379 del codice civile;
f) rimborso, nei limiti delle disponibilità finanziarie assegnate, degli oneri sostenuti per la stipulazione di polizze assicurative contratte in favore degli amministratori di sostegno in ragione della loro funzione, quando il patrimonio del beneficiario dell'amministrazione di sostegno sia insufficiente a garantire le spese per detti oneri;
b) la diffusione e la valorizzare di studi, ricerche e buone pratiche in tema di amministrazione di sostegno;
c) la sistematizzazione, nel rispetto della normativa sulla privacy, dei dati raccolti a livello regionale con lo scopo di monitorare l'attuazione della presente legge.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Rossella Pinna, relatrice di maggioranza.
PINNA ROSSELLA, relatrice di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15. È stato presentato un emendamento aggiuntivo, il numero 41, con parere favorevole.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello della relatrice.
PRESIDENTE. Stiamo distribuendo l'emendamento numero 41, possiamo procedere con la messa in votazione dell'emendamento soppressivo totale numero 2.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13.
Procediamo per alzata di mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
Ufficio di protezione giuridica e servizio
di supporto all'amministratore di sostegno
1. La Regione promuove e sostiene l'istituzione di apposite strutture denominate "Ufficio di protezione giuridica" (UPG), almeno una per la città Metropolitana e una per provincia e/o zona omogenea di cui all'articolo 25, comma 3, legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna).
1 bis. La presenza degli UPG è assicurata nei maggiori comuni compresi quelli delle zone omogenee ai sensi dell'articolo 25, comma 3, della legge regionale n. 2 del 2016, anche mediante l'apertura di sportelli di prossimità.
2. In considerazione della specificità delle competenze assegnate, la provincia e la città metropolitana affidano la gestione del servizio - UPG agli enti del Terzo settore operanti nel campo della protezione sociale, regolarmente iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore, ai sensi del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106), o, nelle more della sua istituzione, nei registri regionali attualmente esistenti.
3. L'UPG offre un servizio gratuito agli utenti e svolge i seguenti compiti:
a) attività di consulenza in materia legale economica e sociale;
4. L'UPG, previa concertazione e confronto in sede di Conferenza di programmazione indetta ai sensi dell'articolo 21 della legge regionale n. 23 del 2005, supporta gli amministratori di sostegno, i comuni e gli enti pubblici e privati per le esigenze legate al loro operato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Rossella Pinna, relatrice.
PINNA ROSSELLA (PD), relatrice. Emendamento numero 16 parere contrario, 17 parere contrario, 18 parere contrario, 19 parere contrario, 20 parere contrario, 21 parere contrario, 22 parere contrario, 23 parere contrario, 24 parere contrario, 38 parere favorevole, 40 parere favorevole, 42 parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 3 bis.
All'articolo 3 bis è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 bis:
1. La Regione promuove, in sinergia con gli UPG, una rete diffusa di servizi di supporto all'amministrazione di sostegno presso gli uffici dei servizi sociali comunali per il tramite dei Piani locali unitari dei servizi (PLUS), che collaborano con gli UPG di riferimento per l'espletamento dei compiti ad esso assegnati.
PINNA ROSSELLA (PD), relatrice. Il parere è contrario.
Metto in votazione l'articolo 3 bis. Chi lo approva alzi la mano.
All'articolo 5 è stato presentato un emendamento.
2. I PLUS, nel rispetto della normativa vigente ed in particolare di quella inerente il trattamento dei dati personali, comunicano annualmente l'elenco aggiornato previsto dal comma 1 alla direzione generale competente per materia, che ne cura la tenuta ai fini statistici e conoscitivi e che mette l'elenco a disposizione degli uffici dei giudici tutelari.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
All'articolo 7 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Con deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della competente Commissione consiliare che lo esprime entro sessanta giorni dalla proposta, decorsi i quali la Giunta regionale ne prescinde, sono disciplinati in particolare:
c) le modalità e le procedure per l'assegnazione delle erogazioni monetarie di cui all'articolo 2, comma 1, lettere f) e g);
d) nel rispetto delle disposizioni della legge 6/2004, i requisiti necessari per l'iscrizione negli elenchi degli amministratori di sostegno.
PINNA ROSSELLA (PD), relatrice. Emendamento numero 27 parere contrario, 28 parere contrario, 29 parere contrario, 30 parere contrario, il 31 che è uguale al 39 parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell' articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, quantificati in complessivi euro 350.000 annui, a decorrere dall'anno 2018, si provvede per gli anni 2018-2020 con le variazioni di bilancio di cui al comma 2 e a decorrere dal 2021 con legge annuale di bilancio.
missione 07 - programma 01 - titolo 1 - cap. SC06.0177
PINNA ROSSELLA (PD), relatrice. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere onforme.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell' articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti.
PINNA ROSSELLA (PD), relatrice. Il parere sull'emendamento soppressivo totale numero 37 è contrario.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del PL 164.
PRESIDENTE. La seduta è tolta. Il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 18 e 23.

References: articolo 102
 sentenza 
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