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Timestamp: 2019-12-13 00:26:12+00:00

Document:
Metalmeccanici - Artigianato: CCNL, 26 luglio 1980
Data firma: 26 luglio 1980
Validità: 25.07.1979 - 31.03.1982
Parti: Claai, Fnam, Snair e Sira - Cna, Fiam-Casa e Flm (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil)
Settori: Metalmeccanici, Artigianato
C) Declaratorie, esemplificazioni dei profili ed esempi
Art. 14 - Accordo 25-7-1979 - Salario
Art. 16 - Definizione delle voci retributive
Art. 17 - Trasferte
Art. 18 - Inscindibilità delle disposizioni del contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 19 - Estensione di contratti stipulati con altre associazioni
Art. 20 - Reclami sulla retribuzione
Art. 21 - Decorrenza e durata
Art. 25 - Provvedimenti disciplinari Art. 26 - Ammonizioni, multe e sospensioni
Art. 20 - Doveri dell’impiegato
Regolamentazione nazionale per la disciplina dell’apprendistato nelle aziende artigiane metalmeccaniche ed installatrici di impianti
• Settore dei mestieri tradizionali
Allegato n. 1 - Tabelle retributive
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da imprese artigiane metalmeccaniche e dell’installazione di impianti
Roma, 26 luglio 1980 tra la Confederazione delle libere associazioni artigiane italiane (Claai), la Federazione nazionale artigiani metalmeccanici (Fnam) ed i sindacati nazionali Snair e Sira della Cna; la Federazione italiana artigiani metalmeccanici (Fiam) aderente alla Confederazione artigiana sindacati autonomi (Casa), e la Federazione lavoratori metalmeccanici che riunisce le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil (in seguito per brevità denominata Flm), è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende metalmeccaniche artigiane e di installazioni impianti ed i lavoratori dalle stesse dipendenti.
Per impresa artigiana metalmeccanica e installatrice di impianti, si intende l’azienda avente i requisiti previsti dalla legge 25-7-1956 n. 860 e relativo regolamento, nonché il DPR 8-6-1964, n. 537 punto VI e successive modifiche, relativo ai mestieri artistici e tradizionali, appartenenti al settore metalmeccanico.
1) ai laboratori od officine appartenenti tradizionalmente al settore metalmeccanico, destinati alla lavorazione e produzione dei metalli nonché costruzioni di manufatti nei quali le parti metalliche richiedono la maggiore quantità di lavoro;
Meccanica di precisione (esclusa la fabbricazione di monete, medaglie, oreficeria, argenteria, orologi ed affini), tornerie in genere, produzioni varie in ferro, ghisa, acciaio, piombo e leghe di metalli non pregiati, di verniciatura o di saldatura, di costruzione di macchinario, di fabbricazione e riparazione di strumenti musicali in metallo.
2) Alle modellerie meccaniche, alle fonderie di seconda fusione e di leghe leggere, come ad esempio:
fonderie di bronzo, fonderia di seconda fusione di ghisa, di metalli non ferrosi e di leghe leggere, fabbricazione di ogni tipo di modello per fonderie, laboratori galvanici.
3) Alle imprese di installazione e di riparazione di impianti elettrici, idrici, termici e sanitari, radiotecnici, elettronici e tutte le attività di riparazioni in genere.
4) Ai laboratori addetti ai servizi e lavorazioni varie come ad esempio:
elettrauto, officine per la riparazione ed il caricamento di batterie elettriche, officine di riparazione di veicoli in genere ed autoveicoli, riparazioni e costruzioni di carrozzerie, servizi di manutenzione in genere.
Premesso che non sono in alcun caso poste in discussione l’autonomia dell’attività imprenditoriale artigiana e le rispettive distinte responsabilità di scelta e di decisione degli imprenditori e artigiani delle loro organizzazioni e del sindacato, le parti, valutata l’importanza che lo sviluppo della imprenditoria artigiana metalmeccanica ha assunto con le sue articolazioni produttive e di servizio nell’economia generale del settore e del Paese, concordano su un sistema di rapporti sindacali, che tramite esami congiunti sulle materie di seguito elencate consentono una più approfondita conoscenza delle problematiche che investono l’artigianato, finalizzata al raggiungimento di più consistenti ed elevati livelli occupazionali attraverso lo sviluppo delle imprese artigiane, l’acquisizione di tecnologie più avanzate ed il consolidamento delle strutture produttive e della loro autonomia.
Entro il primo quadrimestre di ogni anno, tra le rispettive strutture regionali, avrà luogo un confronto nell’ambito del quale dovranno essere individuate le aree territoriali e i comparti produttivi maggiormente significativi per la realizzazione degli obbiettivi indicati nel precedente punto A).
Le parti si impegnano al confronto ed all’esame congiunto a livello regionale, provinciale e comprensoriale, per la verifica dei piani di investimento del complesso delle imprese artigiane presenti nel territorio, anche in rapporto ad un più adeguato ruolo della Regione e degli Enti locali sui problemi dell’artigianato.
Le associazioni artigiane forniranno i piani ed i programmi di investimento, indicando quelli derivanti da finanziamenti pubblici o realizzati con finanziamenti a tassi agevolati previsti da leggi regionali e/o nazionali: le informazioni suddette avranno particolare riferimento alla localizzazione degli investimenti ed alla loro suddivisione per comparti produttivi.
Le parti verificheranno congiuntamente che gli investimenti siano effettuati con criterio del credito selezionato per settori e che siano principalmente indirizzati al sostegno e allo sviluppo dell’autonomia produttiva delle aziende artigiane, alla creazione di adeguate strutture per la qualificazione e la eventuale riconversione della produzione.
Per contribuire alla realizzazione del sistema di informazioni, le parti potranno fare riferimento a tutti i dati compresi quelli disponibili presso gli organismi istituzionali - ad esempio le CPA e le CRA - opportunamente integrati e completati.
Le parti si incontreranno, a livello regionale e territoriale, per verificare i rapporti tra le aziende a partecipazione statale presenti sul territorio e le imprese del settore artigiano.
In relazione alla importante funzione che le aziende a PP.SS. debbono svolgere nella programmazione dell’economia del Paese ed all’inevitabile rapporto indotto che esse instaurano con la piccola impresa e con l’azienda artigiana, verranno esaminate - con particolare riguardo - le condizioni di fornitura delle materie prime, dei semilavorati e delle macchine utensili nonché i flussi di lavoro indotto regolamentati da quanto previsto alla seguente lettera C).
I confronti sui temi e ai livelli sopraindicati avranno inoltre come specifico riferimento le conseguenze occupazionali, le condizioni economiche e quelle normative dei lavoratori e si svolgeranno, di norma, una volta all’anno su richiesta scritta di una delle parti.
Le Associazioni artigiane forniranno - nel quadro degli incontri previsti a livello regionale, provinciale o comprensoriale - informazioni in loro possesso sul lavoro decentrato alle imprese artigiane divise per settore, con riferimento ai tipi di lavorazioni interessate ed alle aree territoriali.
Le Associazioni artigiane assumeranno iniziative relative allo sviluppo imprenditoriale nelle imprese artigiane interessate ai processi di decentramento, nonché alle condizioni dei lavoratori in esse occupati, promuoveranno iniziative unitarie di ricerca su nuove tecnologie produttive, per nuove forme di organizzazione del lavoro, per una efficace e dinamica commercializzazione dei prodotti, ciò al fine di dare un ruolo autonomo alle aziende artigiane, di favorire la pluricommittenza, di ridurre sensibilmente la loro subordinazione delle grandi e medie imprese.
In proposito le parti si impegnano al confronto ed all’esame congiunto ai livelli territoriali indicati, per definire iniziative coordinate atte a verificare a garantire la continuità del flusso delle commesse per le aziende di lavorazione per conto terzi e ad attuare iniziative per lo sviluppo della pluricommittenza anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali nelle aziende artigiane.
Tale verifica si avvarrà oltre che delle informazioni che le parti possono attingere dalle Commissioni provinciali previste dalla legge 18-12-1973, n. 877, dei dati forniti dalle Organizzazioni artigiane stipulanti sulle imprese che utilizzano lavoro a domicilio, delle valutazioni di carattere previsionale sull’andamento del fenomeno e sui prevedibili riflessi sull’occupazione.
Le Associazioni artigiane forniranno - in un confronto a livello regionale e territoriale - i dati in loro possesso relativi alla consistenza numerica delle aziende e quelle relativi ai livelli occupazionali divisi per provincia o comprensorio e per comparti produttivi specificando, per la dinamica occupazionale, la sua tendenza evolutiva previsionale.
Forniranno inoltre, le indicazioni sulle esigenze di mano d’opera divisa per specifiche figure professionali per costruire - in rapporto con gli Enti pubblici previsti per legge - contratti di formazione - lavoro.
Il confronto in oggetto si terrà, di norma, semestralmente su richiesta scritta di una delle parti.
Effettuata, nell’incontro citato, la verifica sulle potenzialità di assorbimento della mano d’opera nel settore metalmeccanico artigiano regionale, si definiranno, a quel livello territoriale, i criteri orientativi atti a soddisfare le esigenze produttive ed occupazionali presenti sul territorio; ciò in base alle leggi e agli accordi vigenti in materia di occupazione giovanile, formazione professionale, mobilità ed anche in relazione alle esperienze già maturate e consolidate in alcune realtà territoriali.
Nel caso in cui - a livello regionale o territoriale - venga approntata una lista unica dei lavoratori in mobilità contrattata, si farà ad essa un automatico riferimento facendo le opportune armonizzazioni.
1) Le parti concordano che quanto previsto ai punti A), B), C), D), comporta l’esclusione dell’applicazione di tali procedure a livello delle singole imprese e che le stesse non saranno oggetto di esame individuale. Lo spirito del confronto e dall’esame congiunto non intende necessariamente il raggiungimento di valutazioni comuni.
2) Fermi restando i livelli di incontro fissati, il confronto potrà essere effettuato dall’istanza superiore in mancanza delle strutture organizzative delle parti contraenti ai livelli richiesti.
3) Per "comprensorio" le parti hanno inteso indicare un possibile livello alternativo e non una ulteriore suddivisione di quello provinciale, essendo quest' ultimo a volte non rispondente alle reali strutture economiche, produttive e sociali configurati nel territorio.
È stabilito un monte ore retribuito a disposizione dei delegati di impresa pari a 2 ore per dipendente conteggiato sul massimo organico raggiunto dall’impresa nell’anno solare, con la garanzia di un minimo di 16 ore annue.
Tali incontri, che si terranno di norma una volta all’anno su richiesta di una delle parti, tenderanno alla stesura delle mappe di rischio locali e alla determinazione dei relativi interventi delle USL.
Per le imprese artigiane classificate ai punti 3) e 4) della sfera di applicazione del contratto, l’orario settimanale di 40 ore può essere distribuito in 6 giorni lavorativi.
Le parti concordano che non intendono mutare l’attuale stato di fatto nel senso che un lavoratore con una data qualifica può, per necessità di lavoro, essere adibito ad altre mansioni nella sua stessa categoria.
Fermi restando i limiti di cui sopra viene fissato un limite massimo annuale di ore 230 per ciascun lavoratore. Per detto limite viene istituito un recupero nella misura del 20 per cento quale riposo compensativo non retribuito. Il riposo compensativo deve essere effettuato nel corso di ogni singolo trimestre tenendo conto delle esigenze tecniche aziendali. Detto recupero per le aziende di installazione, riparazione e servizi si effettuerà nel corso di ogni anno tenendo conto delle esigenze tecniche aziendali. Comunque il recupero nei due casi sopracitati non potrà essere inferiore ad una giornata.
Ove per cause dovute ad imprescindibili esigenze tecniche della lavorazione ed in via eccezionale il lavoratore non sia ammesso al godimento delle ferie per le giornate di ferie oltre le tre settimane, è peraltro ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con un’indennità pari alla relativa retribuzione.
Al lavoratore che, in determinati momenti o fasi di lavorazione, sia necessariamente esposto all’azione di sostanze particolarmente imbrattanti, deve essere data la possibilità di usare mezzi o indumenti protettivi in dotazione presso l’impresa.
È preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i disegni in genere tutto quanto è a lui affidato.
c) con una multa fino ad un massimo di 3 ore di retribuzione;
d) con la sospensione fino ad un massimo di tre giorni;
e) con il licenziamento ai sensi dell’art. 27.
- non esegua il lavoro secondo le istruzioni avute oppure le esegua con negligenza;
Il lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale. Nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo di impedimento di effettuare il lavoro straordinario notturno e festivo.
Ove, per cause dovute ad imprescindibili esigenze del lavoro dell’azienda ed in via del tutto eccezionale, l’impiegato non sia ammesso al godimento delle ferie per giornate di ferie oltre le 15, è peraltro ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con un’indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute.
Art. 20 Doveri dell’impiegato
Le imprese manterranno i locali di lavoro in condizioni di salubrità ed in modo da salvaguardare l’incolumità dei lavoratori curando l’igiene, l’areazione, l’illuminazione, la pulizia, il riscaldamento dei locali stessi e ciò nei termini di legge; così come, nei casi previsti dalla legge saranno messi a disposizione degli impiegati i mezzi protettivi e saranno osservate le norme circa la consumazione del pasto fuori degli ambienti che presentano le previste condizioni di nocività.
La disciplina dell’apprendistato nell’artigianato metalmeccanico e degli installatori di impianti è regolata dalle norme di legge, dal relativo Regolamento e dalle disposizioni della presente regolamentazione.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dalla suddetta particolare regolamentazione valgono per gli apprendisti le norme del CCNL del 24-9-1976 per i lavoratori dipendenti dalle aziende metalmeccaniche e installatrici di impianti.
Per ottenere il riconoscimento del cumulo di periodi di tirocinio precedentemente prestati presso altre aziende, l’apprendista deve documentare, all’atto dell’assunzione, i periodi di tirocinio già compiuti e la frequenza dei corsi di insegnamento complementare che siano obbligatori per legge.
Oltre alle normali registrazioni sul libretto di lavoro le imprese rilasceranno all’apprendista un documento che attesti i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati. […]
La durata del tirocinio e le riduzioni del periodo stesso in relazione ai titoli di studio conseguiti dall’apprendista in scuole statali o parificate, sono stabilite nelle tabelle allegate.
Per avere diritto ad essere ammesso ai minori periodi di tirocinio elencati nelle tabelle, l’apprendista all’atto dell’assunzione o all’atto del conseguimento del titolo scolastico (se conseguito durante il periodo di tirocinio) dovrà presentare il titolo scolastico originale o apposito certificato debitamente autenticato.
Nelle imprese di cui al DPR 8-6-1964, n. 537, per i seguenti mestieri: damaschinatori, fonditori di oggetti d’arte, lavoratori del ferro battuto, ramai e calderai e sbalzatori a mano per sole lavorazioni artistiche, sciabolai, traforatori artistici, fonditori di campane e modellisti meccanici, la durata dell’apprendistato è di 4 anni per i giovani assunti all’età di 15 anni, 3 anni e mezzo per quelli assunti all’età di 16 anni, 3 anni per quelli assunti all’età di 17 anni, 2 anni e mezzo per quelli assunti all’età di 18 anni e di 2 anni per quelli assunti all’età di 19 e 20 anni.
Le predette durate vengono ridotte di un anno qualora l’apprendista sia in possesso di un attestato di frequenza a corsi o scuole professionali parificate attinenti alla specifica attività.
Settore dei mestieri tradizionali
Durata del periodo dell’apprendistato per gli aggiustatori meccanici, aggiustatori montatori, utensilisti, attrezzisti, calibristi, stampisti, radiotecnici ed elettrotecnici, fucinatori non a stampo, tornitori in lastra, tornitori fresatori, scoccai o revisionisti di scocca, modellisti, installatori di elettrodomestici, radio e TV, riparatori di motori di vario tipo (scoppio, diesel, elettrici), riparatori di automezzi (carrozzieri, elettrauti, motoristi), riparatori di macchine agricole in generale, fonderie, bagni galvanici.
15 16 17 18 19_20
(*) Gruppo1 4 3,5 3 2,5 2
(**) Gruppo2 3,5 3 2,5 2 1,5
Per i mestieri non indicati
La durata del tirocinio per tutti i mestieri non indicati nella tabella Settore mestieri tradizionali.
(*) Gruppo1 2,5 2 1,5 1 6 mesi
(**) Gruppo2 2 1,5 1 6 mesi
(*) Gruppo 1 _ Con diploma di scuola d’obbligo (scuola elementare, scuola media o ex scuola d’avviamento professionale).
(**) Gruppo 2 _ Con ammissione al II corso di scuola tecnica industriale od istituto professionale di attività corrispondente a quella oggetto dell’apprendistato.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza - ai sensi dell’art. 17 del Regolamento approvato con DPR 30-12-1956, n. 1668 - dei corsi di istruzione complementare verranno concesse quattro ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi. Tali ore non fanno parte dell’orario di lavoro di cui all’art. 4 fermo restando il limite legale delle 44 ore settimanali complessive.

References: Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 25
 Art. 26

Art. 20

Art. 20