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Timestamp: 2019-06-26 00:52:45+00:00

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S.a.s. – Società in accomandita semplice - Renato D'Isa
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1) La partecipazione di una società di capitali
2) Partecipazione del minore non emancipato, dell’interdetto, dell’inabilitato e beneficiario dell’amministrazione di sostegno
2) La cessazione degli amministratori
nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente (2740) per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita (salvo art. 2314 2 co).
la società agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con l’indicazione di società in accomandita semplice, salvo il disposto del secondo comma dell’art. 2292 (2564, 2567).
l’atto costitutivo (1350, 2693) deve indicare i soci accomandatari e i soci accomandanti.
l’atto costitutivo della società deve (1350, 2643) indicare:
La possibilità che una società di capitali possa essere socia di una società di persone è stata per lungo tempo oggetto di dibattito; prima della riforma del 2003, giurisprudenza e dottrina sono state per molto tempo divise sulla soluzione.
In precedenza le stesse Sezioni Unite[25] avevano affermato che l’atto costitutivo della partecipazione di una società per azioni ad una società in accomandita semplice, in qualità di socio accomandante, è nullo, per violazione di norme imperative, atteso che l’investimento di porzione del patrimonio della società di capitali in quella partecipazione si pone in conflitto con inderogabili regole che presiedono, per la tutela dei soci e dei creditori, all’amministrazione ed alla formazione del bilancio di società di capitali, con particolare riguardo alle regole attinenti alla responsabilità degli amministratori ed al controllo sul loro operato, nonché alle esigenze di chiarezza e precisione del bilancio.
la partecipazione di un incapace (414 e seguente) alla società in nome collettivo è subordinata in ogni caso all’osservanza delle disposizioni degli artt. 320, 371, 397, 424 e 425 (att. 208).
fino a quando la società non è iscritta nel registro delle imprese (att. 99 e seguenti), ai rapporti fra la società e i terzi si applicano le disposizioni dell’art. 2297.
art. 2296 c.c. ( obblighi peculiari agli amministratori della società in nome collettivo) pubblicazione
l’atto costitutivo della società, con sottoscrizione autenticata (2703) dei contraenti, o una copia autentica (2714) di esso se la stipulazione è avvenuta per atto pubblico (2699), deve entro 30 giorni essere depositato per l’iscrizione, a cura degli amministratori (2626), presso l’ufficio del registro delle imprese (2188 e seguenti; att. 99 e seguenti) nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.
se l’atto costitutivo non dispone diversamente, per la nomina degli amministratori e per la loro revoca nel caso indicato nel secondo comma dell’art. 2259 sono necessari il consenso dei soci accomandatari e l’approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto.
A) Se la nomina è avvenuta con il contratto sociale, la revoca non produce in nessun caso effetti se non ricorre una giusta causa (2259 c.c.);
art. 2259 c.c. revoca della facoltà di amministrare
art. 1723 c.c. revocabilità del mandato
art. 1719 c.c. mezzi necessari per l’esecuzione del mandato
art. 2320 c.c. [36] soci accomandanti
i soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione (Divieto d’immistione interna), né trattare o concludere affari in nome della società (Divieto d’immistione esterna), se non in forza di procura speciale per singoli affari (attenua il divieto dell’immistione esterna). Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata (2740) e solidale (1292) verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e può essere escluso a norma dell’art. 2286.
Potere di controllo.
il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui una attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.
art. 2266 c.c. rappresentanza della società
la società si scioglie, oltre che per le cause previste nell’art. 2308 (2322), quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci accomandatari, sempreché nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno (2711).
salvo il diritto previsto dal secondo comma dell’art. 2312 nei confronti degli accomandatari e dei liquidatori, i creditori sociali che non sono stati soddisfatti nella liquidazione della società possono far valere i loro crediti anche nei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione.
art. 2276 c.c. obblighi e responsabilità dei liquidatori
i soci che hanno conferito beni in godimento hanno diritto di riprenderli nello stato in cui si trovano. Se i beni sono periti o deteriorati per causa imputabile agli amministratori, i soci hanno diritto al risarcimento del danno a carico del patrimonio sociale, salva l’azione gli contro amministratori (2740).
art. 2282 c.c. ripartizione dell’attivo
estinti i debiti sociali, l’attivo residuo è destinato al rimborso dei conferimenti (2253). L’eventuale eccedenza è ripartita tra i soci in proporzione della parte di ciascuno nei guadagni (2265).
Si rinvia al seguente collegamento on-line Gli effetti in virtù della morte del socio nelle società semplici e le clausole di continuazione
Nella società in accomandita semplice, soltanto la quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile per causa di morte, ai sensi dell’art. 2322 c.c., mentre in caso di morte del socio accomandatario trova applicazione l’art. 2284 c.c., in virtù del quale gli eredi non subentrano nella posizione del defunto nell’ambito della società, e non assumono quindi la qualità di soci accomandatari a titolo di successione mortis causa, ma hanno diritto soltanto alla liquidazione della quota del loro dante causa, salvo diverso accordo con gli altri soci in ordine alla continuazione della società, e fermo restando che in tal caso l’acquisto della qualifica di socio accomandatario non deriva dalla posizione di erede del socio accomandatario defunto, ma dal contenuto del predetto accordo[93].
art. 2300 c.c. (obblighi peculiari agli amministratori della società in nome collettivo) modificazioni dell’atto costitutivo
gli amministratori devono richiedere nel termine di trenta giorni all’ufficio del registro delle imprese (att. 99 e seguenti), l’iscrizione delle modificazioni dell’atto costitutivo e degli altri fatti relativi alla società, dei quali è obbligatoria l’iscrizione (2626).
salvo il diritto previsto dal secondo comma dell’art. 2312 nei confronti degli accomandatari e dei liquidatori, i creditori sociali che non sono stati soddisfatti nella liquidazione della società possono far valere i loro crediti anche nei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione
[5] Per una maggiore consultazione della comunione in generale aprire il seguente collegamento on-line La comunione
[6] Tribunale Torre Annunziata, Sezione II, Ordinanza 30 aprile 2008
[13] Corte di Cassazione, Sezione I civile, Sentenza 8 aprile 2009, n. 8570.In tema confronta, Cassazione civile, Sez. I, sentenza 29 novembre 2001, n. 15197, secondo cui alle società in accomandita semplice è applicabile, in virtù del rinvio, operato dall’art. 2315 c.c., alla disciplina concernente le società in nome collettivo, ivi comprese quelle semplici – rinvio subordinato dalla stessa norma codicistica alla compatibilità di detta disciplina con la particolare struttura delle società in accomandita semplice – la normativa di cui agli art. 286 e 2287 c.c., la quale prevede che, in caso di gravi inadempienze del socio, l’esclusione dello stesso è deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel relativo numero il socio da escludere. Tale disposizione, infatti, non presenta profili di incompatibilità, neanche nella ipotesi in cui il socio da escludere sia l’unico accomandatario, con la struttura particolare della società in accomandita semplice, caratterizzata dalla presenza di due categorie di soci, e cioè gli accomandatari, che, in quanto illimitatamente responsabili possono assumerne l’amministrazione, e gli accomandanti, che tale amministrazione non possono assumere essendo la loro responsabilità limitata alla quota conferita, essendo la descritta disciplina conciliabile con i poteri di controllo di cui il socio accomandante dispone; Cassazione civile, Sez. I, sentenza 22 dicembre 2006, n. 22504, la quale ha affermato che alle società in accomandita semplice è applicabile la normativa dettata dagli articoli 2286 e 2287 c.c., la quale prevede che, in caso di gravi inadempienze del socio, l’esclusione dello stesso può essere deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel relativo numero il socio da escludere. In tal senso, depone il rinvio operato dall’art. 2315 c.c. alla disciplina concernente le società in nome collettivo – e dunque per il tramite dell’art. 2293 c.c., anche a quella delle società semplici – rinvio subordinato unicamente alla compatibilità della citata disciplina con la particolare struttura della società in accomandita semplice. Ora, nessuna ragione di incompatibilità è riscontrabile tra le citate disposizioni, in materia di esclusione del socio, e la struttura particolare della società in accomandita semplice, neanche nell’ipotesi in cui il socio da escludere sia l’unico accomandatario. Infatti, la presenza di due categorie di soci, gli accomandatari, i quali soltanto possono assumere l’amministrazione sociale, e gli accomandanti, che tale amministrazione non possono invece assumere, essendo la loro responsabilità limitata alla quota conferita, è pienamente conciliabile con i poteri di controllo di cui i soci accomandanti dispongono ed al cui espletamento è consona l’eventuale deliberazione di esclusione dell’accomandatario.
[30] Per una maggiore disamina della responsabilità degli amministratori nelle società di persone aprire il seguente collegamento on-line La responsabilità per le obbligazioni sociali nelle società semplici
[31] Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile, sentenza 13 ottobre 2011, n. 21074
[47] Per la consultazione della sentenza integrale aprire il seguente collegamento on-line Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 gennaio 2013, n. 186
[48] Tribunale Roma, Sezione I, Sentenza 7 gennaio 2008, n. 230
[91] Per la consultazione della sentenza integrale aprire il seguente collegamento on-line Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n.15525 del 17 settembre 2012
[92] Per la consultazione della sentenza integrale aprire il seguente collegamento on-line Corte di Cassazione, sezioni Unite, sentenza n. 6070 del 12 marzo 2013
[93] Corte di Corte di Cassazione, Sez. I, 11/10/2006, n. 21803
giancarlo 1 Dicembre 2017 at 21:29
Buongiorno, cosa succede se un socio accomandatario risulta protestato per assegni non pagati effetuati con una altra sua attivita’.

References: art. 2314

art. 2296

art. 2259

art. 1723

art. 1719

art. 2320

art. 2266

art. 2276

art. 2282

art. 2300
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 286
 sentenza 
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 Sentenza 
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