Source: https://www.laleggepertutti.it/245545_se-il-figlio-va-alluniversita-posso-riprendere-la-casa
Timestamp: 2019-05-21 18:02:21+00:00

Document:
Se il figlio va all'università posso riprendere la casa?
1 Assegnazione della casa all’ex moglie
2 Fino a quando la casa resta all’ex coniuge?
3 Se un figlio va all’università l’assegnazione della casa viene revocata?
L’assegnazione della casa coniugale non rappresenta una componente delle obbligazioni patrimoniali conseguenti alla separazione o al divorzio o un modo per realizzare il mantenimento del coniuge più debole ed è espressamente condizionata soltanto all’interesse dei figli. La scelta cui il giudice è chiamato non puo’ prescindere dall’affidamento dei figli minori o dalla convivenza con i figli maggiorenni non ancora autosufficienti che funge da presupposto inderogabile dell’assegnazione :suddetta scelta, inoltre, neppure può essere condizionata dalla ponderazione tra gli interessi di natura solo economica dei coniugi o tanto meno degli stessi figli, in cui non entrino in gioco le esigenze della permanenza di questi ultimi nel quotidiano loro habitat domestico; l’assegnazione della casa familiare in conclusione è “uno strumento di protezione della prole e non può conseguire altre e diverse finalità. (Nel caso di specie secondo la Suprema Corte la casa familiare doveva essere assegnata alla madre convivente con la figlia maggiorenne ma non ancora autosufficiente economicamente, in quanto studentessa universitaria presso l’Università di Lecce e che, comunque, aveva mantenuto un collegamento stabile con l’abitazione). Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 12 ottobre 2018 n. 25604
Sia in sede di separazione che di divorzio, l’articolo 155 quater c.c. (applicabile alla fattispecie concreta ratione temporis) e la Legge n. 898 del 1970, articolo 6, comma 6, come modificato dalla Legge n. 74 del 1987, articolo 11, consentono al giudice di assegnare l’abitazione al coniuge non titolare di un diritto di godimento (reale o personale) sull’immobile, solo se a lui risultino affidati figli minori, ovvero con lui risultino conviventi figli maggiorenni non autosufficienti. Tale “ratio” protettiva, che tutela l’interesse dei figli a permanere nell’ambiente domestico in cui sono cresciuti, non e’ configurabile, invece, in presenza di figli economicamente autosufficienti, sebbene ancora conviventi, verso i quali non sussiste, invero, proprio in ragione della loro acquisita autonomia ed indipendenza economica, esigenza alcuna di speciale protezione. L’assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario risponde all’esigenza di tutela degli interessi dei figli, con particolare riferimento alla conservazione del loro “habitat” domestico inteso come centro della vita e degli affetti dei medesimi, con la conseguenza che detta assegnazione non ha piu’ ragion d’essere soltanto se, per vicende sopravvenute, la casa non sia piu’ idonea a svolgere tale essenziale funzione. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 22 luglio 2015 n. 15367
Infatti, sono requisiti imprescindibili, per l’assegnazione della casa “familiare” ad uno dei genitori separati o divorziati, la sussistenza del requisito, di habitat domestico, nel senso che cioè la casa deve rappresentare il luogo degli affetti, degli interessi e delle consuetudini della famiglia durante la convivenza e l’affidamento a uno dei due genitori di figli minorenni o la convivenza con figli maggiorenni, incolpevolmente privi di adeguati mezzi autonomi di sostentamento. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 luglio 2011, n. 14553
Il criterio preferenziale nell’assegnazione della casa familiare esclude che il coniuge non affidatario possa pretendere l’assegnazione se tutti i figli sono stati affidati all’altro coniuge. Suddetta scelta, inoltre, neppure puo’ essere condizionata dalla ponderazione tra gli interessi di natura solo economica dei coniugi o tanto meno degli stessi figli, in cui non entrino in gioco le esigenze della permanenza di questi ultimi nel quotidiano loro habitat domestico. Deve, invece, ed assolutamente essere subordinata a suddetta ultima imprescindibile esigenza, sulla quale possono interferire ma non certo prevalere interessi di carattere economico, ancorche’ riferiti, indirettamente, alla sfera patrimoniale degli stessi figli. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 22 novembre 2010 n. 23591

References: sentenza 
 articolo 6
 articolo 11
 sentenza 
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