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Timestamp: 2019-01-21 12:08:00+00:00

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«Sicurezza sociale dei lavoratori migranti – Regolamento (CEE) n. 1408/71 – Art. 4, n. 2 ter – Prestazioni speciali a carattere non contributivo» Nel procedimento C-286/03, avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dall’Oberster Gerichtshof (Austria), con ordinanza 27 maggio 2003, pervenuta in cancelleria il 3 luglio 2003, nel procedimento tra Silvia Hosse e Land Salzburg
Un assegno di assistenza come quello previsto dal Salzburger Pflegegeldgesetz non costituisce una prestazione speciale a carattere non contributivo ai sensi dell’art. 4, n. 2 ter, del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, ma una prestazione di malattia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. a), di detto regolamento.
«Convenzione di Bruxelles – Decisione che accorda l’esecuzione di una decisione resa in un altro Stato contraente – Notifica inesistente o irregolare – Acquisita conoscenza – Termine di ricorso»Nel procedimento C-3/05, avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi del Protocollo 3 giugno 1971, relativo all’interpretazione da parte della Corte di giustizia della Convenzione 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dalla Corte d’appello di Cagliari con ordinanza 12 novembre 2004, pervenuta in cancelleria il 6 gennaio 2005, nella causa Gaetano Verdoliva c. J.M. Van der Hoeven BV, Banco di Sardegna, San Paolo IMI SpA, Pubblico Ministero
L’art. 36 della Convenzione 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, come modificata dalla convenzione 9 ottobre 1978 relativa all’adesione del Regno di Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dalla convenzione 25 ottobre 1982 relativa all’adesione della Repubblica ellenica e dalla convenzione 26 maggio 1989 relativa all’adesione del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, deve essere interpretato nel senso che esige una notificazione regolare della decisione che accorda l’esecuzione, alla luce delle norme procedurali dello Stato contraente nel quale l’esecuzione è stata chiesta e quindi che, in caso di notificazione inesistente o irregolare della decisione che accorda l’esecuzione, la semplice acquisita conoscenza di tale decisione da parte della persona contro cui l’esecuzione è stata chiesta non basta per far decorrere il termine fissato al detto articolo.
«Normativa fiscale – Imposte sul reddito – Art. 48 del trattato CEE (divenuto art. 48 del trattato CE, a sua volta divenuto, in seguito a modifica, art. 39 CE) – Reddito da locazione relative a beni immobili situati nel territorio di un altro Stato membro»Nel procedimento C-152/03, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Bundesfinanzhof (Germania) con ordinanza 13 novembre 2002, pervenuta in cancelleria il 2 aprile 2003, nella causa tra Hans-Jürgen Ritter-Coulais, Monique Ritter-Coulais e Finanzamt Germersheim
L'art. 48 del trattato CEE (divenuto art. 48 del trattato CE, a sua volta divenuto, in seguito a modifica, art. 39 CE) dev'essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale, come quella di cui alla causa principale, che non permette a persone fisiche, che percepiscono redditi da lavoro subordinato in uno Stato membro e che sono ivi fiscalmente residenti, di far valere, per determinare l'aliquota dell'imposta sui detti redditi in tale Stato, perdite di reddito da locazione relative ad una casa destinata ad abitazione che essi usano come tale a fini personali e che è situata in un altro Stato membro, mentre gli incrementi di reddito da locazione relativi alla detta casa possono, come tali, essere presi in considerazione.
«Ravvicinamento delle legislazioni – Direttive 84/450/CEE e 97/55/CE – Pubblicità comparativa – Sfruttamento abusivo della notorietà di un segno distintivo di un concorrente»Nel procedimento C-59/05, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Bundesgerichtshof (Germania), con ordinanza 2 dicembre 2004, pervenuta alla Corte il 10 febbraio 2005, nel procedimento tra Siemens AG c. VIPA Gesellschaft für Visualisierung und Prozeßautomatisierung mbH
L’art. 3 bis, n. 1, lett. g), della direttiva del Consiglio 10 settembre 1984, 84/450/CEE, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa, quale modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 ottobre 1997, 97/55/CE, va interpretato nel senso che, in presenza di circostanze quali quelle di cui alla causa principale, un fornitore concorrente che utilizzi nei propri cataloghi la parte essenziale di un segno distintivo, noto nel settore, di un produttore, non trae indebitamente vantaggio dalla notorietà connessa a tale segno distintivo.
«Associazione CEE-Turchia – Libera circolazione dei lavoratori – Art. 7, secondo comma, della decisione n. 1/80 del consiglio di associazione – Figlio maggiorenne di un lavoratore turco che ha conseguito una formazione professionale nello Stato membro ospitante – Condanna penale – Incidenza sul diritto di soggiorno»Nel procedimento C-502/04, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Bundesverwaltungsgericht (Germania) con decisione 3 agosto 2004, pervenuta in cancelleria il 7 dicembre 2004, nella causa tra Ergün Torun e Stadt Augsburg, Vertreter des Bundesinteresses beim Bundesverwaltungsgericht, Landesanwaltschaft Bayern,
1) Il figlio maggiorenne di un lavoratore migrante turco che abbia legalmente esercitato un’attività lavorativa in uno Stato membro da più di tre anni, il quale abbia conseguito una formazione professionale in tale Stato e soddisfi i requisiti di cui all’art. 7, secondo comma, della decisione adottata dal Consiglio di associazione, istituito con l’Accordo che crea un’associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia, 19 settembre 1980, n. 1/80, relativa allo sviluppo dell’associazione, perde il diritto di soggiorno, derivante dal diritto di rispondere a qualsiasi offerta d’impiego conferito dalla detta disposizione, soltanto nei casi previsti nell’art. 14, n. 1, di tale decisione o qualora lasci il territorio dello Stato membro ospitante per un periodo non trascurabile e senza giustificati motivi.
«Inadempimento di uno Stato – Direttiva 2000/60/CE – Azione comunitaria in materia di acque – Mancata trasposizione entro il termine prescritto» Nella causa C-85/05, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE, proposto il 18 febbraio 2005, Commissione delle Comunità europee, c. Repubblica italiana
Non avendo adottato, entro il termine prescritto, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 23 ottobre 2000, 2000/60/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi impostile dalla detta direttiva.
Sezione: (Sesta Sezione)
«Inadempimento di uno Stato – Articolo 49 CE – Libera prestazione dei servizi – Impresa che occupa lavoratori cittadini di Stati terzi – Impresa che svolge prestazioni in un altro Stato membro» Nella causa C-244/04, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE, proposto l’8 giugno 2004, Commissione delle Comunità europee, c. Repubblica federale di Germania
Non limitandosi a subordinare il distacco di lavoratori cittadini di Stati terzi in vista del compimento di una prestazione di servizi nel suo territorio ad una semplice previa dichiarazione dell’impresa avente sede in un altro Stato membro che intende procedere al distacco di detti lavoratori ed esigendo che questi ultimi siano occupati da almeno un anno da tale impresa, la Repubblica federale di Germania è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza dell’art. 49 CE.
«Inadempimento di uno Stato – Qualità dell’aria ambientale – Fissazione di valori limite»Nella causa C-139/04, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE, proposto il 15 marzo 2004, Commissione delle Comunità europee, c. Repubblica italiana
«Cooperazione giudiziaria in materia civile – Procedure d’insolvenza – Regolamento (CE) n. 1346/2000 – Applicazione nel tempo – Giudice competente» Nel procedimento C-1/04, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale sottoposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Bundesgerichtshof (Germania), con decisione 27 novembre 2003, pervenuta in cancelleria il 2 gennaio 2004, nella causa Susanne Staubitz-Schreiber
L’art. 3, n. 1, del regolamento (CE) del Consiglio 29 maggio 2000, n. 1346, relativo alle procedure di insolvenza, deve essere interpretato nel senso che il giudice dello Stato membro nel cui territorio è situato il centro degli interessi principali del debitore al momento della proposizione da parte di quest’ultimo della domanda di apertura della procedura d’insolvenza resta competente ad aprire la detta procedura quando il detto debitore trasferisca il centro dei propri interessi principali nel territorio di un altro Stato membro successivamente alla proposizione della domanda, ma anteriormente all’apertura della procedura.

References: Art. 4
 Art. 48
 art. 48
 art. 39
 art. 48
 art. 39
 Art. 7
 Articolo 49