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Timestamp: 2020-08-10 09:33:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3881 del 17/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3881 del 17/02/2011
Cassazione civile sez. lav., 17/02/2011, (ud. 17/12/2010, dep. 17/02/2011), n.3881
A.E., elettivamente domiciliato in Roma, via Luigi
Gasamatta n. 16, presso lo studio dell’avv. MARINELLI Corrado, che lo
rappresenta e difende per procura a margine del ricorso per
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via Leone IV n. 99, int.
14, presso l’avv. Ferzi Carlo, che la rappresenta e difende assieme
agli avvocati Angelo Quello e Cesare Pozzoli per procura in calce al
avverso la sentenza n. 174/2009 della Corte d’appello di Reggio
Calabria, depositata in data 6.03.2009;
udito l’avv. Ferzi;
Con ricorso al giudice del lavoro di Palmi, A.E. dipendente di Banca Intesa spa chiedeva che detto datore – a termini del contratto collettivo di categoria – fosse condannato a rimborsargli l’importo di varie spese legali da lui sostenute.
Rigettata la domanda e proposta impugnazione da A., la Corte d’appello di Reggio Calabria con sentenza depositata il 6.3.09 dichiarava improcedibile l’appello atteso che l’atto relativo, pur tempestivamente depositato in cancelleria, era stato notificato alla controparte non nel termine di legge, ma nel termine successivamente concesso dal Collegio a richiesta di parte all’udienza di discussione.
Proponeva ricorso per cassazione A. deducendo violazione degli artt. 111 Cost., 101, 159, 162, 291, 350, 434, 435, 421 c.p.c. e art. 2964 c.c., con il quesito: dica la CS. se nelle controversie soggette al rito del lavoro la proposizione dell’appello si perfeziona, ex artt. 434 e 435 c.p.c., con il deposito nei termini di legge del ricorso nella cancelleria del giudice ad quem, il quale impedisce la decadenza dall’impugnazione, con la conseguenza che ogni eventuale vizio o inesistenza – giuridica o di fatto -della notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza di discussione non si comunica all’impugnazione (ormai perfezionata), ma impone al giudice che rilevi il vizio di indicarlo ex artt. 162, 291 e 421 c.p.c. e di assegnare allo stesso, previa fissazione di altra udienza di discussione, un termine necessariamente perentorio per provvedere a notificare il ricorso decreto.
Si difendeva con controricorso Intesa Sanpaolo s.p.a., subentrata a Banca Intesa s.p.a.
Il consigliere relatore depositava relazione ex art. 380 bis c.p.c., che era comunicata al Procuratore generale ed era notificata ai difensori costituiti.
Dalla sentenza impugnata risulta che l’atto di appello era stato tempestivamente depositato nella cancelleria del giudice e che non era stato notificato all’appellato assieme al decreto di fissazione dell’udienza di discussione, tanto che all’udienza stessa (25.1.08), in cui compariva il difensore dell’appellante che comunicava la rinunzia al mandato, il nuovo difensore chiedeva la fissazione di una nuova udienza e la conseguente concessione di un nuovo termine per procedere alla notifica. La Corte con ordinanza fissava la nuova udienza (18.4.08) e concedeva il termine; di modo che, solo dopo la notifica, si costituiva l’appellata.
La Corte stessa, aderendo alla giurisprudenza di legittimita’ (S.u.
30.7.08 n. 20604) ha revocato l’ordinanza emessa il 25.1.08 ed ha dichiarato improcedibile l’appello.
Parte ricorrente non apporta nessun argomento tale da porre in discussione il principio affermato dalle Sezioni unite con la sentenza sopra indicata, la quale afferma che nel rito del lavoro l’appello, pur tempestivamente proposto nel termine previsto dalla legge, e’ improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell’udienza non sia avvenuta, non essendo consentito – alla stregua di un’interpretazione costituzionalmente orientata imposta dal principio della cosiddetta ragionevole durata del processo ex art. 111 Cost., comma 2, – al giudice di assegnare, ex art. 421 c.p.c., all’appellante un termine perentorio per provvedere ad una nuova notifica a norma dell’art. 291 c.p.c. Il ricorso e’, dunque, infondato e deve essere rigettato.
Costituisce giusto motivo di compensazione delle spese del giudizio di legittimita’ la circostanza che l’orientamento giurisprudenziale sopra riferito sia intervenuto nel corso del giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2964
 art. 380
 sentenza 
 sentenza 
 art. 111
 art. 421