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Timestamp: 2018-07-19 03:37:03+00:00

Document:
il quartiere si muove
I NOSTRI EVENTI: 1 AGOSTO 2018 / la CRAPIATA
la "FESTA della CRAPIATA"
che avrà luogo il
nello slargo di Vico G. Bruno alle ore 20.00,
è per tutti un'occasione gioiosa, solidale ed amichevole.
Ci consentirà di bere un buon bicchiere di vino
gustando il piatto tipico della nostra tradizione
...come avveniva al tempo dei nostri nonni.
PARTECIPATE, PARTECIPATE
tutti i vostri parenti, amici e conoscenti !
- SAREMO MOLTO MOLTO GRATI -
a chi vorrà darci una mano
ilquartieresimuove@gmail.com
o telefonando ai numeri:
(Tel. fisso) 0835385308
(Tel. Cell.) 3400540461
Il QUARTIERE "in...FORMA"
http://www.ilquartieresimuove.com
È una lettera dell’alfabeto italiano (la quinta)
… che fa la differenza!
SOCIAL + E = SOCIALE
Secondo l’Enciclopedia Treccani, il termine sociale
è un aggettivo che deriva dal latino socialis, da socius (socio), cioè:
1.…che vive in società,
2.…che riguarda la società umana,
3.…che ha attinenza con la vita dell’uomo in quanto partecipe di una comunità.
SOCIAL è un termine inglese che unito a media (Social media) definisce i mezzi di comunicazione che le tecnologie e le pratiche adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.
È una differenza fondamentale
che intendiamo mettere in evidenza.
La nostra (Il Quartiere si muove) è un’Associazione a carattere SOCIALE che valorizza il rapporto DIRETTO, benchè si avvalga anche di strumenti tecnologici di comunicazione (utili...ma non indispensabili), facendo propri due concetti:
aprire al futuro: OPEN FUTURE
nel massimo rispetto per le nuove generazioni.
(N.d.r.)... volendo “lasciare il mondo meglio di come lo si è trovato”
Carissime Caterina e Maddalena,
concedetemi di dedicarVi poche ma sincere parole di ringraziamento.
Avete accolto la mia richiesta di adesione alla Vostra Associazione, e ciò mi onora per più motivi. Il primo e fondamentale risale alla benevolenza che mi avete accordato sin dal lontano 1959, anno in cui, scolaro di quarta elementare, venivo ad abitare a pochi metri da Voi, in via Galileo Galilei, e, come tutti, (n.d.a. - li ricordo con affetto: Michele, Beppe, Luciano, Pasquale, Vito, Mimmo, Carlo, Sandro, Nico, Pino, Romeo, Anna Maria, Giuliana, Quintina, Valeria, Maria Carmela, Maddalena, Maria Antonietta, Vittoria, Carmen, Carmela, Anna, etc. etc.) usavo giocare per strada... forse,anche disturbando la Vostra tranquillità!
Ma la Vostra pazienza era più "saggia" delle nostre intemperanze di bambini vivaci.
Oggi Vi ritrovo intente a curare il bel "giardinetto" di via Galilei,
59 anni fa solo pietre e sterpaglia.
GRAZIE per questo ennesimo ATTO CIVICO
e per l'impegno che avete sempre profuso verso la COLLETTIVITA'.
Vostro Pasquale Vulcano.
In questo sito potrete trovare informazioni sulla nostra Associazione e le nostre attività.
ATTENDIAMO LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI.
CONTATTI E-MAIL: ilquartieresimuove@gmail.com
“CARNEIDE! Chi era costui?” ruminava tra se don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l’ambasciata…
Come “CARNEIDI”, l’Enciclopedia TRECCANI definisce “una Persona ignota, mai sentita nominare”… alludendo a una nota espressione di don Abbondio all'inizio del cap. 8° dei Promessi Sposi.
Nel nostro piccolo cercheremo di illustrare, come meglio possiamo, termini, personaggi e/o vicende del nostro territorio poco o per niente note, sperando di essere utili.
è una parte fondamentale della città.
(1) Il termine quartiere deriva dal numero dei settori in cui erano suddivise molte città medievali, secondo una impostazione già adottata nelle antiche città romane; Infatti l'accampamento (castrum) era suddiviso in quattro parti dall'intersezione delle due strade principali, il cardo e il decumano.
(2) Si chiamava CARDO la strada che attraversava da nord a sud (in latino cardo significa polo, punto cardinale). Il cardo si intersecava con il DECUMANO, cioè la strada che attraversava l'accampamento o la città in direzione est-ovest.
Molti architetti del Movimento Moderno hanno studiato questa unità proponendo diverse soluzioni architettoniche ed urbanistiche.
La più nota progettazione di questo elemento urbano è quella di Le Corbusier, che ha teorizzato il quartiere come “un modello architettonico in grado di armonizzare la vita individuale, familiare e collettiva”.
E’ sul concetto di "armonizzazione della vita individuale, familiare e collettiva" che trova fondamento la Nostra Associazione, quando inserisce nel proprio ATTO COSTITUTIVO:
- il recupero delle antiche tradizioni con manifestazioni popolari per vivacizzare la vita del quartiere;
- la organizzazione e lo svolgimento di eventi per accrescere il coinvolgimento sociale e culturale degli abitanti;
- la promozione di attività culturali;
- la cura degli spazi verdi, l’ordine e la pulizia del Rione San Pardo, sollecitando l’intervento dell’Amministrazione Comunale e l’interesse degli abitanti verso il proprio quartiere.
La Tua "goccia" nell'Oceano
“E chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me”. (Mt 10, 34-39)
Mons. Vito Staffieri (1885-1991) è stato il più longevo dei Sacerdoti del ‘900,
nonostante la Sua austera penitenza o, forse, grazie ad essa.
Esempio di virtù umane e cristiane, con zelo sacerdotale, ricco di carismi, ha saputo irradiare la Sua esistenza in altrettanti campi di azione apostolica.
PARTECIPA anche TU ad arricchire i contenuti di queste pagine con le Tue riflessioni ed il Tuo impegno.
I Quartieri di Matera sono i rioni sorti nella città lucana, in seguito alla Legge n. 619 del 17 maggio 1952 ed altre leggi successive, con le quali veniva disposto lo sfollamento dei Sassi di Matera e la costruzione di nuovi rioni nella cosiddetta città del piano dove furono inizialmente trasferiti gli abitanti dei Sassi, e dove in seguito ha avuto luogo l'espansione demografica della città.
Il rione San Pardo, collocato tra Piccianello e Villa Longo, costituisce la periferia orientale della città e proprio la strada che dà il nome al rione, Via San Pardo, confluisce nella Strada Statale 7.
Negli anni immediatamente successivi allo sgombero degli antichi rioni Sassi la città di Matera divenne un autentico laboratorio; nacque la Commissione per lo studio della città e dell'agro di Matera, promossa dall'UNRRA-CASAS ed istituita da Adriano Olivetti, presidente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica e dal sociologo Friedrich G. Friedmann, che si avvaleva di esperti in diverse discipline quali storia, demografia, economia, urbanistica, paleoetnologia, sociologia, ed intervennero esponenti prestigiosi dell'urbanistica italiana, per progettare e creare quartieri che riprendessero il più possibile i modelli di vita sociale dei Sassi. I quartieri nati a partire da quella data, caratterizzati da ampia dotazione di spazi pubblici, di servizi e da una buona qualità del disegno urbano, sono i seguenti:
1.Rione Serra Venerdì
2.Borgo La Martella
3.Rione Spine Bianche
4.Rione Villalongo
5.Rione Piccianello
6.Rione San Pardo
7.Rione Lanera
8.Rione Agna
Gli anni Cinquanta dell’Italia sono inequivocabilmente quelli del salto epocale in cui la si vede passare da una condizione di disorganizzazione agricola e di sottosviluppo industriale, salvo qualche eccezione, a quella di un Paese ansiosamente orientato verso una modernizzazione.
“Niente al mondo è così potente quanto un’idea della quale sia giunto il tempo”
Probabilmente con questo spirito Adriano Olivetti invitò professionisti ed intellettuali a prendere in considerazione il suo progetto: una Città satellite.
Era infatti “giunto il tempo” di agire a favore di un territorio, “simbolo del mondo contadino”, che sarebbe potuto diventare un “esempio concreto oltre il cerchio dell’immobilismo”.
“…vada a Matera dove c’è un progetto per la ristrutturazione dei Sassi… una città satellite”… “un esempio concreto oltre il cerchio dell’immobilismo”, fu l’invito che Adriano Olivetti rivolse anche ad Anna Maria Levi, segretaria editoriale della rivista International Journal of Community Development, perché sostenesse giornalisticamente la sua idea.
"Il giorno 30 Aprile dell’anno 2018, presso la sede posta in Matera alla via G.Galilei n°11, si è riunito in seduta ordinaria il Consiglio dell’Associazione di Volontariato ONLUS “Il Quartiere si muove” che opera nel quartiere San Pardo di Matera.
ANDRISANI CATERINA – Presidente
CAPOLUPO COSIMO – Vice Presidente
TAFUNI ROSA – Segretaria
LOMAGISTRO GIANPAOLO – Tesoriere
LATORRE MADDALENA – Socio onorario
All’incontro ha partecipato anche il Sig. Pasquale Vulcano, in qualità di esperto in comunicazione sociale, che ha evidenziato l’apertura di un sito denominato www.ilquartieresimuove.it sul quale esporre la Mission e le attività del quartiere, rendendo interattiva la comunicazione.
Sono stati discussi i seguenti argomenti posti all’ordine del giorno:
Bilancio delle attività svolte;
Bilancio dei movimenti economico-finanziari dell’Associazione;
Programmazione delle attività da svolgere per tutto il 2018, in particolare:
Proiezione di films all’aperto;
Organizzazione della festa de “LA CRAPIATA”;
Elezioni per il rinnovo del Consiglio;
Collaborazione con altre Associazioni quali “CASA NETURAL” e la COMPAGNIA TEATRALE “L’Albero”.
La Presidente ha comunicato, altresì, che il 24 c.m., il quartiere San Pardo ospiterà un incontro organizzato dall’Associazione “AMABILI CONFINI”, nell’ambito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie di Matera mediante la narrazione a tema, con lo scrittore GIORGIO VASTA.
ATTO COSTITUTIVO ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
“IL QUARTIERE SI MUOVE”
Oggi 20.06.2016 presso l’abitazione di via Galilei, 11 a Matera i sottoscritti:
1) Tafuni Rosa Maria, nata a Balvano (Pz) il 25.08.1956, residente a Matera, via Nazionale, 73, C.F. TFNRMR56M65A604P;
2) Capolupo Cosimo Damiano, nato a Matera il 25.04.1952 residente a Matera, vico IV Nazionale, 1, C.F. CPLCMD52D25F052W;
3) Lomagistro Giampaolo, nato a Matera il 09.08.1969, residente a Matera in vico Giordano Bruno, 4, C.F. LMGGPL69M09F052A;
4) Silvestro Iolanda Barbara, nata a Matera il 04.12.1957, residente a Matera in via Giambattista Vico, 4 C.F. SLVLDB57T44F052L;
5) Andrisani Caterina, nata a Matera il 03.08.1938, residente a Matera, via Galilei, 11 C.F. NDRCRN38M43F052K;
6) Latorre Maria Maddalena, nata a Matera il 03.03.1935, residente a Matera, via Galilei, 9 C.F. LTRMMD35C43F052E;
si sono riuniti in Assemblea per costituire un’Associazione di Volontariato senza fini di lucro denominata “Il quartiere si muove”, avente lo scopo:
- di recuperare le antiche tradizioni con manifestazioni popolari per vivacizzare la vita del quartiere;
- organizzare lo svolgimento di eventi per accrescere il coinvolgimento sociale e culturale degli abitanti;
- promuovere attività culturali;
- curare gli spazi verdi, l’ordine e la pulizia di San Pardo, sollecitando l’intervento dell’Amministrazione Comunale e l’interesse degli abitanti verso il proprio quartiere.
I presenti hanno convenuto che:
a) l’associazione è retta dalle norme contenute nello Statuto, che sarà approvato dall’Assemblea degli associati;
b) per l’anno in corso la quota sociale è stabilita in € 10,00 (euro dieci/00);
c) vengono eletti componenti del Consiglio Direttivo i signori:
1) Latorre Maria Maddalena;
2) Lomagistro Giampaolo;
3) Tafuni Maria Rosa;
4) Andrisani Caterina;
5) Capolupo Cosimo Damiano
che accettano l’incarico;
d) Viene eletta Presidente Andrisani Caterina, che accetta l’incarico. I suddetti organi rimarranno in carica per anni due;
e) trattandosi di Associazione di Volontariato costituita esclusivamente per fini di solidarietà, si chiede l’esenzione dai bolli e dalle imposte di registro ai sensi dell’art. 8 della l. 266/1991.
La sig.ra Andrisani Caterina viene da tutti i componenti delegata a compiere le pratiche e le formalità ritenute necessarie alla registrazione del presente atto.
E’ costituita l’associazione di volontariato denominata “Il quartiere si muove”, con sede in Matera alla via Galilei, 11, avente durata illimitata. La variazione della sede, nell’ambito dello stesso Comune o di altri Comuni, come l’istituzione di sedi e sezioni distaccate, non comporta modifica del presente Statuto.
L’associazione è disciplinata dal presente Statuto e dalla Legge 11 agosto 1991 n. 266, che ne costituiscono le principali fonti regolatrici, salva l’osservanza dei principi generali dell’ordinamento giuridico, delle Leggi Statali e della Legge Regionale di Basilicata n. 1/2000.
Lo Statuto vincola alla sua osservanza tutti gli associati, nei rapporti con l’associazione e con i terzi.
L’applicazione dello Statuto va fatta in coerenza sia con i canoni interpretativi di cui all’art. 12 delle disposizioni preliminari al codice civile che con i criteri generali stabiliti in materia di interpretazione dei contratti.
L’associazione è apartitica e si atterrà ai seguenti principi: assenza di fini di lucro, anche indiretto, democraticità, pari opportunità, solidarietà, elettività e gratuità delle cariche associative, gratuità delle prestazioni degli aderenti (salvo il rimborso spese anticipate dal socio, in nome e per conto dell’associazione, entro limiti preventivamente deliberati dal Consiglio Direttivo) i quali svolgono la propria attività in modo personale e spontaneo. Le prestazioni degli aderenti non possono essere retribuite neppure indirettamente dal beneficiario dell’attività. L’associazione si avvarrà, quindi, in modo determinante e prevalente dell’attività gratuita dei propri aderenti.
Lo scopo sociale è il seguente:
Recuperare le antiche tradizioni della città di Matera con manifestazioni popolari per vivacizzare la vita del quartiere; promuovere lo svolgimento di eventi per accrescere il coinvolgimento sociale e culturale degli abitanti; curare gli spazi verdi, l’ordine e la pulizia del quartiere San Pardo, sollecitando l’intervento dell’Amministrazione Comunale e l’interesse degli abitanti verso il proprio quartiere.
Art. 4 – Criteri di ammissione e di esclusione degli associati.
All’associazione possono aderire tutti i cittadini italiani e gli stranieri residenti in Italia che condividano lo scopo sociale e che si impegnino a prestare la loro attività volontaria per favorire la realizzazione dello stesso, nei limiti delle proprie possibilità.
La domanda di ammissione deve contenere la dichiarazione di condivisione delle finalità dell’Associazione, ed in particolare del qui affermato principio fondamentale secondo cui il socio deve prestare la sua attività a titolo completamente gratuito e con esclusione di qualsivoglia corrispettivo o vantaggio, anche da parte o a carico dei terzi beneficiari. Essa va diretta al Consiglio Direttivo, che la esamina e, previa verifica dei requisiti, ne dispone l’accoglimento. L’eventuale rigetto deve essere motivato.
Il conseguente status di socio esclude l’instaurazione con l’Associazione di qualsivoglia rapporto di natura economica, sia nelle forme del lavoro dipendente che autonomo.
La preesistenza o sopravvenienza di un tale rapporto esclude a sua volta l’acquisizione o il mantenimento dello status di socio.
- Esclusione deliberata dagli organi competenti a causa di comportamenti in palese contrasto con gli scopi sociali e con le regole dell’Associazione, oltre che per morosità.
L’esclusione è proposta all’Assemblea dei soci dal Consiglio Direttivo previa contestazione scritta degli addebiti ed assegnazione di un termine per la replica del socio. L’Assemblea delibera sulla stessa nella prima seduta successiva.
Il recesso deve essere comunicato al Consiglio direttivo in forma scritta 6 mesi prima della scadenza dell’anno in corso.
Il Consiglio Direttivo potrà accogliere la dichiarazione di recesso non presentata nei termini per ragioni particolari.
Art. 5 – Diritti e obblighi degli associati
I diritti degli associati sono i seguenti:
1) partecipare alle assemblee, con diritto di voto;
2) eleggere i componenti degli organi associativi;
3) essere eletti alle cariche sociali;
4) concorrere al raggiungimento dello scopo sociale;
5) essere informati e accedere ai documenti e agli atti dell’associazione;
6) recedere dall’associazione in qualunque momento nei termini previsti dall’art. 4.
Gli obblighi degli associati sono i seguenti;
1) osservare le norme del presente Statuto e le deliberazioni adottate dagli organi associativi;
2) contribuire, nei limiti delle proprie possibilità, al raggiungimento dello scopo sociale con la propria attività prestata in modo personale, spontaneo e gratuito;
3) versare le quote associative;
4) astenersi da qualsiasi comportamento che si ponga in contrasto con le finalità e le regole dell’Associazione.
Art. 6 – Contributo associativo
Il contributo associativo non è trasmissibile ad alcun titolo né è rivalutabile. I soci che per qualsiasi motivo abbiano cessato di appartenere all’Associazione non possono richiedere la restituzione dei contributi versati, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.
La quota associativa deve essere versata entro il mese di gennaio di ciascun anno.
L’Assemblea è composta da tutti gli associati ed è l’organo sovrano dell’Associazione. E’ presieduta dal Presidente o , in sua assenza, da un socio nominato dalla stessa Assemblea.
L’Assemblea ordinaria viene convocata dal Presidente del Consiglio, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e del programma delle attività per l’anno successivo.
La convocazione deve avvenire mediante comunicazione scritta contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora delle riunioni sia in prima che in seconda convocazione con l’elenco delle materie da trattare, e con avviso affisso nella sede dell’Associazione almeno 15 giorni prima.
L’Assemblea deve essere convocata ogni qualvolta lo richieda almeno 1/3 degli associati ovvero due componenti del Consiglio Direttivo.
In tal caso l’avviso di convocazione deve essere reso noto entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta.
- l’approvazione degli indirizzi generali e del programma delle attività proposte dal Consiglio Direttivo;
- la elezione dei componenti del Consiglio Direttivo;
- La modifica dello Statuto e dell’atto costitutivo;
- la determinazione della quota associativa o di altri eventuali contributi a carico dei soci;
- ogni determinazione circa la destinazione degli eventuali disavanzi di gestione;
- lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio della stessa, anche nella ipotesi di estinzione dell’Associazione;
- la revoca motivata del Presidente e/o degli altri componenti del Consiglio Direttivo.
L’Assemblea è straordinaria quando delibera su: modifica dello Statuto e dell’atto costitutivo, scioglimento e liquidazione dell’Associazione.
L’Assemblea straordinaria è validamente costituita con la presenza almeno dei 2/3 degli associati in prima convocazione e della metà più uno in seconda convocazione e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
L’Assemblea ordinaria, invece, è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di metà più uno dei soci; in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti.
L’Assemblea in ambedue i casi delibera a maggioranza dei presenti.
Ogni associato ha diritto a un voto. E’ ammesso il rilascio di delega scritta purchè ad altro associato.
Ciascun associato non può avere più di una delega.
Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di tre ad un massimo di sette membri eletti dall’Assemblea che restano in carica per tre anni.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente che presiede anche l’Associazione.
I componenti del Consiglio Direttivo possono essere rieletti due volte.
Essi decadono qualora siano assenti ingiustificati per tre volte consecutive.
Alle riunioni possono essere invitati esperti con parere consultivo. In caso di cessazione o dimissioni di uno dei suoi componenti il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione, sottoposta comunque alla ratifica dell’Assemblea nella sua prima riunione successiva alla sostituzione.
Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente o quando lo richieda almeno 1/3 dei suoi componenti e, in ogni caso, non meno di tre volte all’anno.
Ai fini della validità della riunione occorre la presenza della maggioranza dei membri del Consiglio.
Il Consiglio Direttivo delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Il Consiglio Direttivo realizza gli obiettivi programmatici individuati dall’Assemblea.
Al Consiglio Direttivo, inoltre, compete ogni determinazione in ordine all’organizzazione dell’Associazione, lo svolgimento, su delega, dei compiti del Presidente, l’acquisizione di collaborazioni e consulenze, la redazione del bilancio consuntivo, l’ammissione e la proposta di esclusione degli associati.
In generale, al Consiglio sono riconosciuti i più ampi poteri per quanto concerne la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione.
Il Presidente è eletto dall’Assemblea, dura in carica tre anni ed è rieleggibile due volte.
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione nei confronti di terzi ed in giudizio.
Al Presidente compete l’amministrazione dell’Associazione, sulla base degli indirizzi deliberati dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo, a cui riferisce sull’attività svolta.
E’ autorizzato ad eseguire incassi e accettazioni di donazioni di ogni natura ed a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, Enti o Privati, ed ha la facoltà di nominare avvocati nelle liti attive e passive riguardanti l’Associazione
Può essere revocato con deliberazione dell’Assemblea.
Art. 11 – Il Patrimonio e le risorse economiche
a) quote associative deliberate dall’Assemblea;
c) contributi dello Stato, di Enti o Istituzioni pubbliche, finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
f) rimborsi derivanti da attività convenzionate;
g) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali: tali proventi sono inseriti in un’apposita voce del bilancio dell’associazione e sono accettate dall’Assemblea generale degli iscritti che delibera sulla loro utilizzazione, determinandone i tempi e le modalità in conformità con lo Statuto e nel rispetto di quanto previsto nella L. 266/91 e della L.R. 1/2000;
h) beni mobili e immobili che sono o diverranno di proprietà dell’Associazione;
i) eventuali fondi costituiti con le eccedenze di bilancio;
j) ogni altro tipo di entrata ammessa dalla L. 266/91 e della L.R. Basilicata 1/2000.
Art. 12 – Erogazioni, donazioni e lasciti
Sulla utilizzazione delle erogazioni liberali, delle donazioni, dei lasciti testamentari e dei legati delibera l’Assemblea, in armonia con le finalità dell’Associazione.
L’esercizio sociale dell’Associazione ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio Direttivo presenta annualmente entro il 1° febbraio di ogni anno all’Assemblea la relazione delle attività nonché il rendiconto consuntivo dell’esercizio trascorso.
L’Associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, eventuali avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge o siano effettuate a beneficio di altre associazioni di volontariato che per Statuto sociale o regolamento perseguono scopi analoghi.
L’Associazione ha, altresì, l’obbligo di impegnare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse previste dallo Statuto sociale.
Art. 14 – Assicurazione
L’Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo, deve assicurare i propri aderenti che prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi.
In caso di scioglimento, per qualunque causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni di volontariato operanti in analogo settore come previsto dall’art. 5 comma 4 della L.266/91.
Lo scioglimento è deliberato dall’Assemblea straordinaria.
Per quanto non previsto o non diversamente disposto dal presente Statuto si fa riferimento alle Leggi Statali e Regionali vigenti in tema di associazioni e di enti non commerciali e ai principi generali dell’ordinamento giuridico.
2018 il quartiere si muove. Tutti i diritti riservati.

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 11

Art. 12

Art. 14