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Timestamp: 2017-07-20 16:39:43+00:00

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Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: INTERROGAZIONI CLAUDIA MANNINO ITALCEMENTI PIANO ARIA RIFIUTI E BONIFICHE Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente
INTERROGAZIONI CLAUDIA MANNINO ITALCEMENTI PIANO ARIA RIFIUTI E BONIFICHE INTERROGAZIONI CLAUDIA MANNINO ITALCEMENTI PIANO ARIA RIFIUTI E BONIFICHE ATTO CAMERA
Legislatura: 17Seduta di annuncio: 195 del 21/03/2014
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIAGruppo: MOVIMENTO 5 STELLEData firma: 21/03/2014
Atto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-04150
MANNINO, NUTI, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, SEGONI, TERZONI, ZOLEZZI, CANCELLERI, CURRÒ, DI BENEDETTO, D'UVA, DI VITA, GRILLO, LOREFICE, LUPO, MARZANA, RIZZO e VILLAROSA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che: con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il 16 gennaio 2009, è stato dichiarato lo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della provincia di Palermo, la durata del quale è stata prorogata fino al 31 dicembre 2010; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il 9 luglio 2009, è stato dichiarato lo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della regione siciliana fino al 31 dicembre 2012; con l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 9 luglio 2010 «Immediati interventi per fronteggiare la situazione di emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione siciliana», è stato nominato commissario delegato per il superamento della situazione di emergenza il presidente della regione siciliana, che subentra, altresì, nella gestione delle iniziative poste in essere fino a quel momento dal commissario delegato – prefetto di Palermo; la stessa ordinanza n. 3887 del 2010, all'articolo 3, stabilisce che per tutta la durata dello stato di emergenza, il commissario delegato «informando le competenti strutture sanitarie, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili allo scopo a legislazione vigente, dispone per la rimozione ed il trasporto di cumuli di rifiuti, anche pericolosi, presenti su aree pubbliche o private, in danno del soggetto interessato, da parte di soggetti in possesso dei necessari titoli abilitativi, anche in deroga alle procedure vigenti»; il decreto-legge n. 43 del 26 aprile 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 71 del 24 giugno 2013, all'articolo 2, comma 1, ha stabilito, in deroga al divieto di proroga o rinnovo richiamato al punto precedenti che «atteso il permanere delle condizioni di emergenza ambientale e ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di evitare il verificarsi di soluzioni di continuità negli interventi posti in essere nel corso della gestione della medesima emergenza ambientale, sino al 31 dicembre 2013 continuano a produrre effetti, salva diversa previsione del presente articolo, le disposizioni di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 3887 del 9 luglio 2010 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2010»; la proroga del termine di efficacia della dichiarazione dello stato di emergenza e dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 2010 – disposta con la norma richiamata sopra – ha trovato applicazione, fino al 31 dicembre 2013, rispetto all'esecuzione degli interventi elencati nello stesso decreto-legge richiamato nel punto precedente; con il decreto del presidente della regione siciliana del 29 aprile 2013, il dirigente generale del dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti Marco Lupo è stato nominato commissario delegato, e con un successivo decreto lo stesso Marco Lupo è stato, altresì, nominato soggetto attuatore degli interventi indicati nel citato decreto-legge n. 43 del 2013; in base alle disposizioni in materia di chiusura degli stati di emergenza contenute nel decreto-legge n. 59 del 2012, il capo dipartimento della protezione civile ha emanato un'apposita ordinanza di protezione civile, la n. 148 del 18 febbraio 2014, con la quale la regione siciliana è stata individuata quale amministrazione competente al coordinamento delle attività ancora necessarie per il completamento degli interventi e delle attività previste, al fine di fronteggiare l'emergenza nel settore della gestione dei rifiuti; con l'ordinanza n. 148 del 2014, il direttore generale del dipartimento dell'acqua e dei rifiuti dell'assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità della regione siciliana Marco Lupo è stato individuato quale soggetto responsabile delle attività occorrenti per il subentro dell'amministrazione regionale nel coordinamento degli interventi finanziati e contenuti nei piani finalizzati al superamento dell'emergenza smaltimento rifiuti urbani, e dunque per il proseguimento, in regime ordinario, delle iniziative in corso; in base all'articolo 1, comma 5 dell'ordinanza n. 148 del 2014, il completamento degli interventi in corso è curato dal direttore generale del dipartimento acqua e rifiuti, a valere sulle risorse disponibili nella contabilità n. 5446 aperta per la gestione dell'emergenza, della quale lo stesso direttore diviene intestatario per 12 mesi, salvo proroghe, a decorrere dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della stessa ordinanza n. 148 del 2014, e dunque a partire dal 25 febbraio 2014; con una precedente ordinanza del capo dipartimento della protezione civile – la n. 44 del 29 gennaio 2013 – il direttore generale del dipartimento dell'acqua e dei rifiuti dell'assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità della regione siciliana è stato chiamato a svolgere la stessa funzione, con riferimento alla chiusura della gestione commissariale relativa allo stato di emergenza in materia di bonifica e di risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati oltre che in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione; con interrogazione a risposta scritta n. 4-02858 presentata il 5 dicembre 2013 – ancora pendente e della quale si richiamano integralmente le premesse e i quesiti – era stato evidenziato come la gestione commissariale relativa allo stato di emergenza in materia di bonifica e di risanamento ambientale dei suoli, fosse stata sostituita, attraverso l'ordinanza del capo dipartimento della protezione civile n. 44 del 2013, con una gestione ordinaria della stessa problematica e delle stesse attività, da parte della regione siciliana, e dunque da parte della stessa struttura amministrativa chiamata, negli ultimi anni, a supportare l'attività del presidente della regione siciliana quale commissario delegato; con la stessa interrogazione n. 4-02858 era stato, altresì, evidenziato come l'ordinanza n. 44 del 2013 non prevedesse meccanismi idonei a vigilare attivamente sul rispetto degli adempimenti connessi al passaggio di consegne tra il commissario delegato e la regione siciliana, sulla prosecuzione degli interventi in corso e, più in generale, sull'appropriatezza, l'efficacia e l'efficienza dell'azione regionale finalizzata a fronteggiare un'emergenza che – al pari di quella relativa allo smaltimento dei rifiuti urbani in discussione oggetto della presente interpellanza – incide significativamente sullo stato di salute dei cittadini siciliani e sulla qualità complessiva dell'ambiente nel quale vivono; l'ordinanza del capo dipartimento della protezione civile n. 148 del 2014 relativa alla chiusura dell'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani non contiene meccanismi di controllo rispetto all'attività della regione siciliana e – differentemente da quanto stabilito nella citata ordinanza n. 44 del 2013 – non ha previsto, neanche, la trasmissione al dipartimento della protezione civile di una relazione semestrale sulle attività svolte dall'amministrazione subentrata, riducendo ulteriormente la possibilità, per lo stesso dipartimento, di vigilare su queste attività ed in particolare sull'azione del direttore generale acqua e rifiuti; l'ordinanza n. 148 del 2014 stabilisce che la contabilità speciale viene intestata al direttore generale Marco Lupo per dodici mesi a partire dalla data di pubblicazione della stessa ordinanza, prevedendo già la possibilità che questo periodo venga, successivamente, prorogato con un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze; la stessa ordinanza, all'articolo 1, comma 10, stabilisce che per un periodo di 6 mesi – sempre a decorrere dalla pubblicazione dell'ordinanza – il direttore generale Marco Lupo, ai fini dell'espletamento delle funzioni attribuite, provvede in deroga a numerosi articoli del codice dei contratti elencati nell'ordinanza, nonché alle disposizioni correlate contenute nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010; l'ordinanza n. 148 del 2014, all'articolo 1 comma 12, stabilisce, comunque, che restano fermi gli obblighi fissati dall'articolo 5, comma 5-bis, della legge n. 225 del 1992, in base al quale i commissari delegati titolari di contabilità speciali sono tenuti a rendicontare – entro il quarantesimo giorno dalla chiusura dal termine della gestione o del loro incarico – tutte le entrate e tutte le spese riguardanti l'intervento delegato; il rendiconto relativo all'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione siciliana non è stato pubblicato nell'apposita sezione del sito web della protezione civile –: se ritenga appropriata – e pienamente rispondente all'esigenza di assicurare la massima trasparenza sulla gestione amministrativa e contabile dei poteri commissariali delegati – la scelta di affidare il coordinamento del subentro della regione siciliana alla struttura commissariale, la gestione, per almeno altri 12 mesi, e la chiusura della contabilità speciale, al direttore generale Marco Lupo, che fino al 31 dicembre 2013, ha svolto il ruolo di commissario delegato e che, in quanto tale, deve predisporre il rendiconto relativo all'intervento delegato, con i modi e i tempi stabiliti dall'articolo 5, comma 5-bis, della legge n. 225 del 1992; se il rendiconto relativo all'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione siciliana, con l'indicazione di tutte le entrate e tutte le spese riguardanti l'intervento delegato, e non solo quelle relative all'ultimo esercizio finanziario – come prescritto dall'articolo 5, comma 5-bis, della legge n. 225 del 1992 – sia stato predisposto da parte del commissario delegato pro tempore, ed entro quale termine lo stesso rendiconto verrà pubblicato nell'apposita sezione del sito web della protezione civile. (4-04150) http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=16207&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
Legislatura: 17Seduta di annuncio: 182 del 04/03/2014
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIAGruppo: MOVIMENTO 5 STELLEData firma: 04/03/2014
— Per sapere – premesso che: l'esposizione alle polveri contenute nelle fibre d'amianto è all'origine di gravi patologie dell'apparato respiratorio, come l'asbestosi, i tumori della pleura (il mesotelioma pleurico) e il carcinoma polmonare, e di neoplasie che colpiscono anche altri organi; nonostante la messa al bando della produzione e della lavorazione, disposta con la legge n. 257 del 1992, l'amianto costituisce un problema pubblico con implicazioni molto rilevanti per quel che concerne la tutela della salute, la tutela dell'ambiente e la sicurezza del lavoro; i rischi per la salute dei cittadini non riguardano – esclusivamente – i lavoratori, e i loro famigliari, coinvolti nella produzione e nella lavorazione dell'amianto, ma anche tutte le persone che, per periodi significativi, possono essere state esposte alle polveri contenute nelle fibre d'amianto, usate comunemente per la coibentazione degli edifici, per la produzione di tegole, tubazioni, vernici e canne fumarie; la mappatura degli impianti industriali attivi o dismessi, degli edifici pubblici e privati e dei siti all'interno dei quali si riscontra la presenza di amianto ovvero l'utilizzo di materiali che lo contengono costituisce, dunque, un'operazione prioritaria e propedeutica all'avvio dei necessari interventi di bonifica; a questo scopo, la legge 23 marzo 2001, n. 93, all'articolo 20, ha autorizzato una spesa di 14 miliardi di lire, per la realizzazione di una mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale e degli interventi di bonifica urgente, stabilendo che con un successivo decreto del Ministro dell'ambiente si sarebbe provveduto all'emanazione di un apposito regolamento attuativo; con il successivo decreto ministeriale del 18 marzo 2003, n. 101, è stato emanato il regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, con il quale si è provveduto, non solo, a definire i criteri e gli strumenti per la realizzazione della citata mappatura, ma anche a individuare i soggetti competenti, e a determinare i criteri e le modalità per l'accesso al finanziamento previsto; il decreto ministeriale 101 del 2003, all'articolo 1, stabilisce che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano procedono all'effettuazione della mappatura e a trasmettere annualmente i risultati della stessa mappatura e i dati relativi agli interventi effettuati; il decreto ministeriale, allo stesso articolo 1, stabilisce che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio attribuisce, con proprio decreto, le risorse per la mappatura a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, destinando a questo scopo la metà delle somme stanziate; lo stesso decreto ministeriale del 18 marzo 2003, n. 101, all'articolo 3, stabilisce che la mappatura delle zone interessate dalla presenza dell'amianto deve assicurare – avvalendosi di Sistemi informatici impostati su base territoriale – la gestione anagrafica dei punti, dei dati del sito e dei monitoraggi effettuati, le rappresentazioni geografiche della diffusione territoriale dei siti con presenza di amianto e la georeferenziazione dei siti; l'articolo 5 del decreto ministeriale 101 del 2003 stabilisce, ai fini della copertura finanziaria, che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano trasmettono annualmente al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio una relazione sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati e sulle somme effettivamente erogate; al decreto ministeriale 101 del 2003 è stata allegata, tra le altre cose, una tabella di ripartizione, tra le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, dei 5.321.086 euro a disposizione per la realizzazione della mappatura, in base alla quale le somme spettanti per gli anni 2000-2001-2002, alle regioni Calabria e Sicilia sono, rispettivamente, euro 251.155,26 e euro 362.844,85; con l'intento di fare una relazione sullo stato delle attività legate alla gestione dei problemi sanitari ed ambientali connessi all'amianto, che sono state condotte, e di ridefinire le linee di intervento per un'azione coordinata delle amministrazioni statali e territoriali, nel marzo del 2013, è stato adottato il piano nazionale amianto; nel piano nazionale amianto, all'interno della sezione dedicata «Macroarea tutela ambientale» viene richiamato l'obiettivo generale del Piano stesso: «migliorare la tutela della salute e la qualità degli ambienti di vita e di lavoro in relazione al rischio rappresentato dall'esposizione ad amianto»; per il raggiungimento di questo obiettivo generale, nel piano nazionale amianto, vengono individuati 6 sub-obiettivi, il primo dei quali consiste nel «miglioramento della resa delle azioni già messe in campo»; in relazione al citato sub-Obiettivo 1, il piano menziona le disposizioni della legge 93 del 2001 e del decreto ministeriale n. 101 del 2003 in base alle quali «è stata posta in capo al Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare la realizzazione, di concerto con le Regioni, della mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale»; per quanto concerne lo stato di avanzamento delle attività prevista dalla legge n. 93 del 2001, nel piano sono state evidenziate la mappatura di circa 34.000 siti interessati dalla presenza di amianto in 19 regioni e la mancata trasmissione di dati da parte della Calabria e della Sicilia
–: se sia a conoscenza del mancato adempimento, da parte della Calabria e della Sicilia, dell'obbligo di trasmettere i risultati della mappatura; se le regioni Calabria e Sicilia, successivamente all'adozione del piano nazionale amianto nel mese di marzo del 2013, abbiano provveduto a trasmettere i risultati della mappatura e i dati relativi agli interventi effettuati, come previsto dal decreto ministeriale 101 del 2003; se e in quale modo intenda procedere all'acquisizione dei risultati della mappatura delle zone del territorio nazionale, comprese all'interno dei confini della regione Calabria e della regione siciliana, interessate dalla presenza di amianto; se le somme di euro 251.155,26 e di euro 362.844,85, ripartite rispettivamente a beneficio della Calabria e della Sicilia per il triennio 2000-2002, siano state effettivamente assegnate alle due regioni citate, e se ne sia stato documentato l'impiego con le modalità previste dal citato articolo 5 del decreto ministeriale 101 del 2013; se le regioni Calabria e Sicilia abbiano trasmesso, e con quale cadenza temporale, la relazione sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati e sull'utilizzo delle somme effettivamente erogate a valere sui fondi previsti dall'articolo 20 della legge 193 del 2001. (4-03778)
Legislatura: 17Seduta di annuncio: 143 del 21/12/2013
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIAGruppo: MOVIMENTO 5 STELLEData firma: 21/12/2013
SOLLECITO IL 27/01/2014SOLLECITO IL 28/02/2014
Atto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-03034
la mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – costituisce una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:quali elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;
Legislatura: 17Seduta di annuncio: 132 del 05/12/2013
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIAGruppo: MOVIMENTO 5 STELLEData firma: 05/12/2013
SOLLECITO IL 20/12/2013SOLLECITO IL 27/01/2014SOLLECITO IL 28/02/2014
MANNINO, CATALANO, BALDASSARRE, DE LORENZIS, TOFALO, GRILLO, TERZONI, LOREFICE, COLONNESE, D'INCÀ e DE ROSA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: il 16 dicembre 1999, la dichiarazione dello stato di emergenza nella regione siciliana in ordine alla situazione di crisi determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi è stata estesa alle problematiche socio-economiche ed ambientali connesse al sistema dei rifiuti speciali, pericolosi e in materia di bonifica e risanamento ambientali; con successive proroghe, lo stato di emergenza in materia di bonifica e di risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati – oltre che in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cigli di depurazione – e la connessa gestione commissariale curata dai presidenti della regione in qualità di commissari delegati si sono protratti sino al 31 dicembre 2012; il decreto-legge del 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2012, n. 100 – con il quale è stata sancito un limite temporale stringente, e non derogabile, rispetto alla possibilità di procedere alla proroga ovvero al rinnovo di una dichiarazione dello stato di emergenza, come è accaduto in Sicilia dal 16 dicembre 1999 fino al 31 dicembre 2012 – detta le norme da osservare per procedere a una regolare e ordinata transizione dal regime commissariale a quello ordinario; in conformità con le richiamate disposizioni contenute nel decreto-legge n. 59 del 2012, il capo dipartimento della protezione civile ha emanato un'apposita ordinanza di protezione civile, la n. 44 del 29 gennaio 2013, con la quale sono state disciplinate le modalità attraverso le quali la regione siciliana è subentrata al presidente della stessa regione, quale commissario delegato, nel coordinamento delle attività necessarie al completamento degli interventi da eseguirsi in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati; dalla lettura della «Relazione sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i ritardi nell'attuazione degli interventi e i profili di illegalità» approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in data 12 dicembre 2012 emerge un quadro particolarmente critico, e dunque drammatico, dei risultati conseguiti dalle gestioni commissariali che si sono susseguite nell'ultimo decennio con specifico riferimento al sito di interesse nazionale di Gela; dal quadro aggiornato al mese di marzo 2012 fornito alla Commissione dalla struttura commissariale risulta, infatti, quanto segue: a) rispetto alla caratterizzazione dell'area marino-costiera, i risultati della fase prioritaria sono stati trasmessi al commissario delegato l'8 settembre 2008, le attività sono state oggetto di collaudo nel mese di dicembre 2011, ma «non vi sono allo stato informazioni in merito alla fase di completamento delle indagini di caratterizzazione»; b) rispetto alla discarica idrocarburi Biviere di Gela, l'intervento che prevede la realizzazione di indagini indirette di tipo geofisico, indagini geotecniche in situ, realizzazione di sondaggi per il prelievo di campioni di terreno e la realizzazione di piezometri per le analisi di acqua di falda, è stato approvato nel mese di aprile 2010, e i lavori, propedeutici alla definizione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza (MISE), sono iniziati nel novembre 2011; c) rispetto al piano di caratterizzazione ambientale del sito «Biviere di Gela» approvato nel luglio del 2009, l'intervento operativo che prevede l'esecuzione di sondaggi, il prelievo di campioni e l'esecuzione delle analisi sugli stessi campioni è stato approvato nel 2010, e i lavori sono in corso di esecuzione; d) rispetto al piano di caratterizzazione ambientale del sito «Discarica Cipolla, Piana del Signore», l'intervento finanziato con due successive ordinanze nel 2009 e nel 2011 è in corso di esecuzione; e) rispetto alla messa in sicurezza d'emergenza (MISE) della «Discarica Cipolla» in contrada Marabusca, i lavori, affidati in esecuzione nel 2011, sono in corso di esecuzione; f) rispetto al piano di caratterizzazione ambientale dei sedimenti dei fiumi Gela e Dirillo, del torrente Gattano e del canale Valle Priolo, finanziato nel 2008, è stata redatta ed approvata la valutazione di incidenza, con conclusione prevista nel febbraio 2012; nella stessa relazione, sono state riportate le informazioni trasmesse dalla procura della Repubblica di Gela l'11 giugno 2012, dalle quali risultava che: a) per quanto riguarda il progetto definitivo di bonifica con misure di sicurezza della vasca A zona 2 dell'area della vecchia discarica controllata dalla Raffineria di Gela s.p.a., approvato nel dicembre del 2004, i lavori previsti sono ancora in corso, il target raggiunto è lo svuotamento della vasca dal rifiuto palabile e sono in corso varianti al progetto relativamente al trattamento dei terreni contaminati al bordo e al fondo della stessa vasca; b) relativamente alla stessa bonifica con misure di sicurezza della vasca A zona 2, si sono concluse le indagini preliminari con la contestazione di diverse ipotesi di reato per gravi fatti di inquinamento da sostanze pericolose classificate tossico-nocive (H7-H14) «causati da ingiustificati gravi ritardi nell'esecuzione dei lavori di bonifica e messa in sicurezza della vasca A zona 2 dell'area della vecchia discarica controllata della raffineria di Gela»; c) per quanto riguarda il progetto definitivo di bonifica delle acque di falda dello stabilimento multisocietario di Gela e il progetto definitivo di bonifica delle acque di falda relativo all'impianto di trattamento acque di falda, alle bonifiche delle aree Syndial e Isaf, approvato nel dicembre del 2004, sono in corso accertamenti relativi all'effettiva funzionalità delle misure adottate per la bonifica della falda e al funzionamento delle barriere idrauliche e fisiche poste a protezione dell'ambiente marino, rispetto alle quali, durante gli accertamenti, sono stati rilevate delle criticità; d) per quanto riguarda il progetto definitivo di bonifica per la messa in sicurezza permanente della discarica fosfogessi, approvato nell'agosto del 2009, i lavori di capping sono stati ultimati e gli impianti di trattamento del percolato sono stati potenziati dopo l'intervento della procura della Repubblica di Gela; e) relativamente alla stessa bonifica per la messa in sicurezza permanente della discarica Fosfogessi, sono in via di definizione gli accertamenti relativi all'inquinamento causato del riversamento del percolato nelle aree adiacenti e circostanti alla discarica; f) per quanto riguarda i progetti operativi di bonifica dell'area nuova unità recupero zolfo 2, dell'area steam reforming, dell'Area novi serbatoi S-111 e S-112 presentati dalla Raffineria di Gela S.p.A. presentati dalla Raffineria di Gela S.p.A. e approvati nel febbraio del 2010, la corretta applicazione delle prescrizioni previste dal progetto è costantemente monitorata; g) per quanto riguarda gli interventi di bonifica delle discariche abusive di rifiuti «non può che registrarsi, quando non siano identificati i responsabili, la pressoché totale assenza e/o estrema difficoltà ad intervenire da parte degli enti territoriali»; nelle considerazioni finali della «Relazione sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i ritardi nell'attuazione degli interventi e i profili di illegalità» sull'esperienza siciliana in materia di bonifiche, è stato riportato il seguente giudizio: «è la prova lampante dell'assoluta inettitudine delle strutture commissariali ad affrontare le problematiche connesse alla bonifica dei siti inquinanti e, in generale, all'ambiente. Il territorio rientrante nel SIN di Gela è ben lontano dall'essere bonificato e la magistratura sta svolgendo un attento lavoro finalizzato alla verifica della liceità delle condotte tenute dagli enti interessati alla bonifica medesima» –: nelle stesse considerazioni finali della relazione si segnala l'esistenza di una situazione sanitaria molto preoccupante, riportando che Progetto SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) per il sito di Gela ha evidenziato «un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l'asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l'asma»; la relazione sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, e le iniziative della procura della Repubblica di Gela, richiamate in premessa, evidenziano a giudizio degli interroganti la totale inadeguatezza della presidenza della regione siciliana, in qualità di commissario delegato, ad assicurare sia un effettivo controllo sull'efficacia e sulla regolare esecuzione degli interventi a carico dei soggetti privati, sia una tempestiva realizzazione delle attività di bonifica delle aree comprese all'interno del perimetro del sito di interesse nazionale, non riferibili a soggetti privati; con l'ordinanza del capo dipartimento protezione civile n. 44 del 29 gennaio 2013, la gestione commissariale dell'emergenza affidata, fino al 31 dicembre 2012, al presidente della regione siciliana è stata sostituita con una gestione ordinaria della stessa problematica e delle stesse attività, da parte della regione siciliana, e dunque da parte della stessa struttura amministrativa chiamata, negli ultimi anni, a supportare l'attività del commissario delegato; la stessa ordinanza n. 44 del 2013 fa, comunque, salvi gli obblighi di rendicontazione stabiliti dalla legge n. 225 del 1992 ma il rendiconto relativo allo stato di emergenza in questione, contrariamente a quanto stabilito dall'articolo 5, comma 5-bis della stessa legge n. 225 del 1992, non risulta pubblicato nel sito internet del dipartimento della protezione civile; la stessa ordinanza n. 44 del 2013, pur prevedendo la trasmissione al dipartimento della protezione civile di una relazione sullo stato di avanzamento delle attività condotte per l'attuazione degli interventi finalizzati al definitivo superamento delle situazione di criticità in materia di bonifica e risanamento dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati, non introduce un meccanismo, attivabile da parte dello stesso dipartimento della protezione civile nel caso in cui la prevista relazione non pervenga nei termini previsti, ovvero evidenzi il protrarsi, nel tempo, della gravissima situazione ambientale in essere, e l'oggettiva incapacità/inadeguatezza della regione siciliana ad assicurare una tempestiva e regolare realizzazione degli interventi necessari –: se il presidente della regione siciliana, in qualità di commissario delegato pro tempore – successivamente all'adozione della citata ordinanza n. 44 del 2013 – abbia inviato al dipartimento della protezione civile una relazione sulle attività svolte contenente l'elenco dei provvedimenti adottati, degli interventi conclusi e delle attività ancora in corso con relativo quadro economico; se lo stesso presidente della regione siciliana in qualità di commissario delegato abbia provveduto, con i tempi e le modalità stabiliti dalla legge n. 25 del 1992, a predisporre e a trasmettere il rendiconto di tutte le entrate e di tutte le spese riguardanti l'intervento delegato; se il direttore generale del dipartimento dell'acqua e dei rifiuti dell'assessorato dell'energia e dei servizi di pubblica utilità della regione siciliana abbia trasmesso al dipartimento della protezione civile la relazione semestrale sullo stato di avanzamento delle attività condotte per l'attuazione degli interventi di cui all'ordinanza del capo dipartimento protezione civile n. 44/2013 con il relativo quadro economico e se non ritenga, necessario assumere iniziative normative per stabilire che il subentro della regione siciliana nelle iniziative finalizzate al superamento della situazione di criticità in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati, preveda anche un controllo di efficacia, efficienza ed adeguatezza rispetto all'azione della regione siciliana, e non escluda – ove detto controllo dia un esito insoddisfacente – la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi nelle forme previste dall'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. (4-02858)
Legislatura: 17Seduta di annuncio: 90 del 03/10/2013
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIAGruppo: MOVIMENTO 5 STELLEData firma: 03/10/2013
SOLLECITO IL 31/10/2013SOLLECITO IL 19/11/2013SOLLECITO IL 20/12/2013SOLLECITO IL 27/01/2014SOLLECITO IL 28/02/2014
MANNINO, TERZONI, GRILLO, PARENTELA, DE ROSA, DE LORENZIS, NUTI e LOREFICE. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa che ha abrogato, a partire dall'11 giugno 2010, le direttive 96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE; con il citato decreto legislativo 155 del 2010 sono state abrogate le norme con le quali l'Italia aveva recepito e dato attuazione alle citate direttive europee – in special modo i decreti legislativi n. 351 del 1999, n. 183 del 2004 e n. 152 del 2007 – stabilendo, all'articolo 19, apposite norme transitorie e prevedendo delle regioni e delle province autonome e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di provvedere al riesame e all'aggiornamento degli atti adottati in base alla normativa previgente; l'articolo 3 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che per il riesame della zonizzazione del territorio nazionale in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto, il progetto di zonizzazione e di classificazione – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve essere trasmesso, per l'adozione, al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare entro i successivi quattro mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, unitamente agli esiti dell'attività di monitoraggio e valutazione, in base ai quali vengono classificati le zone e gli agglomerati; l'articolo 4 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la classificazione, in base alla presenza e ai livelli di inquinanti nell'aria ambiente, delle zone e degli agglomerati – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve essere riesaminata almeno ogni cinque anni e, comunque, ogni volta che si registrino eventi che incidono sulle concentrazioni nell'aria ambiente degli stessi inquinanti; l'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, all'ISPRA e all'ENEA – entro otto mesi dall'entrata in vigore del decreto – un progetto di adeguamento delle reti di misura, in conformità alla zonizzazione e alla classificazione risultanti dal primo riesame previsto dal citato articolo 3, che deve indicare anche la data prevista per l'adeguamento e il programma di valutazione da attuare nelle zone e negli agglomerati individuati; l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano per la qualità dell'aria che assicuri il rispetto dei cosiddetti valori limite, quantificati nell'allegato XI dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati gli stessi valori limite vengano superati; l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure che assicurino il raggiungimento – entro il 31 dicembre 2012 – dei cosiddetti valori obiettivo relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XIII dello stesso decreto, nel caso in cui si registrino scostamenti rispetto agli stessi valori obiettivo; l'articolo 9 ha stabilito, altresì, l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure che assicurino il rispetto dei cosiddetti livelli critici relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XI dello stesso decreto, nel caso in cui gli stessi livelli critici vengono superati; in base all'articolo 9 del decreto legislativo 155 del 2010, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, spetta il compito di curare la procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in determinate zone e agglomerati presenti nel territorio nazionale; l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento delle cosiddette soglie di allarme, quantificate nell'allegato XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che le stesse soglie di allarme vengano superate; l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento dei cosiddetti valori limite o dei valori obiettivo, quantificati negli allegati XI e XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che gli stessi valori vengano superati, per effetto di specifiche circostanze contingenti che non siano strutturali e ricorrenti; l'articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano – da integrare con i piani di qualità dell'aria di cui all'articolo 9 – che contenga le misure idonee a raggiungere, nei termini previsti, i cosiddetti valori obiettivo, di cui all'allegato XV dello stesso decreto, rispetto alla presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, gli stessi valori obiettivo vengano superati; lo stesso articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare misure idonee a raggiungere gli obiettivi a lungo termine concernenti la presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, i livelli dell'ozono superano gli stessi obiettivi a lungo termine, pur essendo inferiori o uguali ai cosiddetti valori obiettivo; l'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che, nel caso in cui i livelli degli inquinanti superino la cosiddetta soglia di informazione o la soglia di allarme, le regioni e le province autonome informano il pubblico e trasmettono informazioni circa i livelli misurati e la durata del superamento al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne da comunicazione alla Commissione; l'articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo invio alfa Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, corredato delle informazioni circa i livelli registrati e delle prove del contributo delle stesse fonti naturali; lo stesso articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui, i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale; l'articolo 18 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito gli obblighi, a carico di tutti delle amministrazioni e degli enti che applicano lo stesso Decreto, concernenti l'informazione del pubblico prevedendo, tra le altre cose, che i piani per la qualità dell'aria e i piani di azione e un documento riepilogativo delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome in base all'articolo 9 comma 2 e all'articolo 13 comma 2 debbono essere, in tutti i casi, pubblicato su pagina web; l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome, per le zone nelle quali si registri dei cosiddetti valori limite, trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni: a) i livelli degli inquinanti superiori ai valori limite che sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno; b) i piani per la qualità dell'aria, entro diciotto mesi dalla fine dell'anno durante il quale è stato rilevato il superamento dei valori limite; c) le modifiche, le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani per la qualità dell'aria entro due mesi dalla relativa adozione; d) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali vengono superati i valori limite e per i quali vengono adottati i piani per la qualità dell'aria, e di quelli nei quali i livelli degli inquinanti rispettano i valori limite e i valori obiettivo, per i quali le regioni adottano misure per la preservazione della qualità dell'aria; per le zone e gli agglomerati nei quali si registra il superamento dei cosiddetti valori obiettivo di cui all'allegato XIII, l'articolo 19 del decreto legislativo 165 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni: a) l'elenco di tali zone e agglomerati, con l'individuazione delle aree di superamento, i livelli di concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione, le informazioni sui motivi dei superamenti, con particolare riferimento alle fonti, e le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti, con cadenza annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono; b) la documentazione relativa all'istruttoria effettuata al fine di individuare le misure necessarie a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui all'allegato XIII e di individuare, tra le stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla regione o provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo 9, comma 2; per quel che concerne la presenza dell'ozono, l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 stabilisce che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni: a) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati, per i quali si rende necessario adottare piani per la gestione della, qualità dell'aria rispetto all'ozono, entro 6 mesi dalla fine di ciascun anno; b) i livelli dell'ozono superiori al valore obiettivo e all'obiettivo a lungo termine che sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il Superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno; c) i livelli dell'ozono superiori che hanno superato le soglie di informazioni e di allarme, le date in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno; d) le informazioni sulla presenza dell'ozono e dei relativi precursori, relative a tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno; e) gli atti dell'istruttoria finalizzata ad individuare le misure necessarie ad assicurare il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine, con una cadenza triennale; lo stesso articolo 19 prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare comunica alla Commissione europea le informazioni acquisite dalle regioni e dalle province autonome, in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente; l'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che i provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, la rete di misura, i piani e le misure di qualità dell'aria – approvati in base alla normativa previgente – devono essere adeguati alle disposizioni dello stesso decreto 155 del 2010, in base alle procedure e secondo i termini fissati, e che, in caso di mancato adeguamento trova applicazione i poteri sostitutivi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131; lo stesso articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la reiterata violazione – da parte delle regioni e delle province autonome – degli obblighi di predisporre e di trasmettere informazioni e di adeguare i piani e le misure alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, determina la mancata erogazione di finanziamenti previsti all'interno di provvedimenti ministeriali, e che lo stesso Ministero deve provvedere all'inserimento di una clausola analoga anche con riferimento a provvedimenti generali vigenti in materia; all'interno del portale del Ministero dell'ambiente, nella pagina dedicata alla gestione della qualità dell'aria, è pubblicato il link al Piano regionale di coordinamento per a qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007 dalla regione siciliana; all'interno della banca dati «Misure di risanamento della qualità dell'aria» pubblicata all'interno del sito dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale – che costituisce un archivio delle informazioni trasmesse dalle regioni e dalle province autonome a partire dal 2005 in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea in materia di Piani di risanamento della qualità dell'aria – non sono reperibili informazioni concernenti le situazioni di superamento dei livelli stabiliti e le misure di risanamento dell'aria adottate dalla regione Siciliana; disattendere gli obblighi di comunicazione alla Commissione europea di cui in premessa può costituire circostanza idonea e sufficiente perché si realizzi la violazione del diritti comunitario esponendo così l'Italia ad ulteriori e gravose procedure di infrazione; come denunciato dall'associazione ambientalista Legambiente Sicilia, sin dal 2007, il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007 è il frutto di un lavoro di «copiatura» del Piano regionale del Veneto che era stato approvato in precedenza; l'operazione di plagio è provata dal fatto che nel testo del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente della Sicilia si faceva riferimento al sistema aerologico padano, alla rigidità del clima, alla realizzazione di piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti all'interno delle città siciliane; con decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, l'assessore pro-tempore Interlandi ha provveduto ad eliminare dal testo le parti che risultavano palesemente «copiate» senza provvedere a una revoca integrale del Piano; a partire dalla fine del 2012, sono pervenute alla competente Regione Siciliana richieste di revoca del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente del 2007, da parte di Legambiente, dalla CGIL e dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra e WWF Palermo; nel mese di gennaio 2013, il tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n.5455 del 2012 con la quale l'allora responsabile del Servizio 3 del dipartimento ambiente, nonché coordinatore del Piano, è stato condannato per diffamazione in relazione alle dichiarazioni rese nei confronti del presidente regionale di legambiente che aveva scoperto e reso pubblica la notizia delle vistose copiature contenute nel pieno regionale del 2007 –: se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente del territorio e del mare il progetto di zonizzazione e l'individuazione delle zone e degli se risulta che la Regione Sicilia abbia provveduto avvero stia provvedendo al riesame della classificazione delle zone e degli agglomerati, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010; se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dei mare, il progetto di adeguamento delle reti di misura dei livelli degli inquinanti nell'aria ambiente, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010; se, e in quali occasioni, risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare informazioni in merito al superamento della soglia di informazione o della soglia di allarme, come stabilito dall'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2012; se risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione, l'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, e di quelli nei quali i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della nuova sospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale; se e quando risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le comunicazioni e le informazioni richieste, relativamente alle zone e agli agglomerati nei quali si sia registrato il superamento dei valori limite e dei valori obiettivo degli inquinanti rilevati nell'aria ambiente, e dei valori obiettivo e degli obiettivi di lungo termine relativi all'ozono, come previsto dall'articolo 15 decreto legislativo 155 del 2010; se e quando abbia provveduto a trasmettere alla Commissione europea le informazioni acquisite dalla regione siciliana in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente; se qualora tali dati non siano stati trasmessi si sia provveduto a comunicare alla Commissione europea l'impossibilità di trasmissione di detti dati stante la «non collaborazione» della regione Siciliana, o se la Commissione europea abbia sollecitato e/o chiesto informazioni sul mancato invio delle informazioni ambientali relative alla qualità dell'aria siciliana; quale sia lo stato di avanzamento della procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in zone e agglomerati presenti in Sicilia; se il Governo non intenda attivare, con la necessaria urgenza e determinazione, la procedura di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e a (l'articolo 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, come previsto dall'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010, in considerazione del fatto che la Regione Siciliana non ha provveduto ad adeguare i piani e le misure per la qualità dell'aria, ovvero sia venuta meno agli altri obblighi stabiliti dal decreto e richiamati nel citato articolo 22; se, e in quanti casi, sia stata sospesa l'erogazione di risorse previste da programmi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a beneficio della regione siciliana, in relazione alla mancata ottemperanza agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, così come previsto dall'articolo 22, comma 2, dello stesso decreto. (4-02066)
scarica in pdf i documenti depositati dai ricorrenti N. 00470/2013 REG.PROV.COLL.
GAZZETTA UFFICILIALE 279 DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE 29 NOVEMBRE 2012 LE PAG 43 A PAG 50 LA COMMISSIONE PRENDE IN ESAME LA LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA ASSENTITA N. 12 DEL 14/05/2009 Vassallo Vincenzo e Siino Sebastiano hanno venduto, alla sig.ra VASSALLO ANTONIETTA 2008 immobile intestato ai sig.ri Billeci Leonarda e Vincenzo EREDI DELLA MADRE VASSALLO ANTONIETTA U.T.C. SANDRO D’ARPA – LA C.E.C. IMPONE PRESCRIZIONI L’AREA NON PREVEDE TALI TIPI DI INSEDIAMENTI,”…a causa di un incendio avvenuto nel mese di novembre dell’anno 1979, non e’ stato possibile rinvenire la pratica di che trattasi e quindi i’ relativi grafici e documenti”; Inutile dire che tutte le citate fonti appaiono in contraddizione tra di loro. “….perizia tecnica ad un professionista esterno allo scopo di definire gli oneri urbanistici…(Stefano Villafranca relazione di parentela con Vassallo e Billeci) ..” Vassallo Salvatore - sindaco dal 1988 al maggio 1991 e già presente nel consiglio eletto nel 1983 - risulta essere allegato da vincoli di parentela nonché di affinità con Billeci Salvatore, imprenditore edile indiziato di appartenere ad organizzazione mafiosa, già sorvegliato speciale di P.S. ai sensi della legge n. 575/65. Insieme i predetti sono stati azionisti della "Copacabana S.p.a." facente capo al noto mafioso Gaetano Badalamenti destinata al riciclaggio dei proventi del traffico internazionale della droga;
http://ifattidiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/12/mafia-21-dicembre-2000-condannati-pietro-bruno-giuseppe-vassallo-20001221gdsa-11.pdf BILLECI SALVATORE 1937 BILLECI SALVATORE 1923 BILLECI ROCCO BRUNO PIETRO BRUNO GIUSEPPE D’AGOSTINO ROSARIO POMIERO GIUSEPPE B.B.P. snc LA MORGANTINA S.r.l. Palermo BRUNO GIOVANNI La concessione edilizia in sanatoria n. “Omissis” del “Omissis”, “Omissis” Nel dettaglio, e’ stata sottoposta ad analisi la documentazione rinvenuta nel fascicolo relativo a “Opere eseguite in difformita’ della licenza edilizia n. 45 del “omissis”per la realizzazione di un fabbricato in contrada”omissis”, composto da tre elevazioni fuori terra (piano terra, primo e secondo), volume totale mc. 3.780,31”, istante “Omissis”, beneficiari “Omissis” e “Omissis” (figli ed eredi dell’istante).
• 15.03.2002, con sentenza n. 814 veniva condannato dalla Corte d’Appello di Palermo per il reato di concorso in associazione mafiosa ex art. 416 bis C.P.; la sentenza si riferiva all’arresto del 28.07.1999 per i reati commessi in Palermo dal settembre 1982 in poi; • 12.07.2004, gli veniva notificata l’ordinanza emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Palermo, avente n. 259/04 R.O. e n.87/03 R.G.M.S. datata 12.05.2004, con la quale si applicava la misura della liberta’ vigilata per la durata di anni 1 (uno);
• “Omissis”, nato a Capaci i/ “Omissis” (“Omissis” pregiudicato), azionista della nota “Omissis”. facente capo al boss mafioso “Omissis” di Cinisi, e’ cugino di “Omissis” (classe “Omissis”). PAGINA 43/48 DELLA RELAZIONE DELLA PREFETTURA DI PALERMO COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
Pratica di sanatoria edilizia n. 20/1981 ATTESTATO DI CONCESSIONE EDILIZIA
Viste le istanze di concessione edilizia in sanatoria a firma della sig.ra Vassallo Antonietta, omissis ai sensi D.Lgs n. 196/03 sulla tutela dei dati personali, inoltrate in data 29.03.1986 – numero progressivo 0453451208 - protocollo n. 02468, con le quali chiedeva, ai sensi della Legge 47/85, con modello A: la concessione in sanatoria per venti residenze non primarie in difformità della licenza edilizia n. 45/75 e con il Modello B: il cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale non primarie;
Accertato che l’istante aveva titolo per richiedere la concessione edilizia in sanatoria, giusto atto di vendita del 09.08.1971, registrato in data 10.09.1971 al n. 30541 e n. 23868, ai rogiti del dott. Marretta Domenico, Notaio in Piana degli Albanesi. Dall’atto di provenienza risulta che i sig.ri Vassallo Vincenzo e Siino Sebastiano hanno venduto, alla sig.ra Vassallo Antonietta, sopra generalizzata, un tratto di terreno edificabile nel territorio di Isola delle Femmine, c.da Piana, p.lla n. 440 derivata dalla particella 53, del foglio di mappa n. 3;
Vista la licenza edilizia n° 45 del 04.03.1975 , rilasciata alla sig.ra Vassallo Antonietta, nella qualità di nuova proprietaria, giusto atto di compravendita del 09.08.1971, per la: realizzazione di trascritta presso la CC.RR.II. di Palermo il ……….. ai nn. …….../……….. un complesso alberghiero a tre piani fuori terra oltre uno seminterrato in viale dei Saraceni al fg. 3 – p.lla n. 53;
Visti gli elaborati grafici a firma del tecnico incaricato l’architetto Gaetano Scolaro, iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo al n. 1805, da cui risulta che l’immobile oggetto di concessione edilizia in sanatoria è stato realizzato in difformità della licenza edilizia originaria n 45 del 04.03.1975 e successive varianti.
Dagli elaborati grafici a firma del tecnico incaricato sopra indicato, risulta che l’immobile consta di tre elevazioni fuori terra (piano terra, primo e secondo) cosi articolato: Al piano terra - dodici unità abitative, più vano scala, corridoio e locale adibito a deposito e locale autoclave posto all’esterno all’edificio; il tutto con una superficie pari a mq. 916,78. Al piano primo: nove unità abitative, vano scala, corridoio e terrazzo; il tutto per una superficie pari a mq. 568,01. Al piano secondo, accessibile dal torrino scala: un’unità abitativa con una superficie pari a mq 69,00 e lastrico solare allo stesso livello. La volumetria totale dell’edificio è pari a mc. 3.780,31.
1) nella diversa distribuzione interna del piano, originariamente seminterrato, che diviene piano terra, ed ampliamento all’interno della sagoma originariamente assentita con l’ultima licenza edilizia n. 45/1975; 2) nel cambio di destinazione d’uso da (commerciale): 65 bar, ristorante, direzione ecc.. a unità residenziale in ambito alberghiero; 3) nell’ampliamento al piano secondo (lastrico solare) del torrino scala, con la definizione di un’unità abitativa. Visto l’atto di notorietà del 10.02.1981 sottoscritto dalla de cuius sig.ra Vassallo Antonietta, nella quale dichiarava che l’edificio sito in Via Dei Saraceni del Comune di Isola delle Femmine, composto da Piano Seminterrato e da piano rialzato era stato iniziato nel mese di aprile 1975 ed era stato completato nelle sue strutture essenziali alla data del 30.12.1976;
Vista la perizia sulla consistenza dell’immobile, giurata in data 24.09.1990 –cronologico n. 14337, dall’architetto Gaetano Scolaro, sopra generalizzato, con la quale attesta, (…) che la signora Vassallo Antonietta ha realizzato sul lotto di terreno censito al catasto al foglio di mappa n. 3 – particella n. 440, un edificio a tre elevazioni fuori terra, adibito a complesso alberghiero. L’immobile al momento del sopralluogo era completamente rifinito in ogni sua parte, sia interna che esterna. Esso risulta composto al piano terra da 12 unità abitative più un vano adibito a contatori enel, un ambiente deposito ed un locale autoclave all’esterno dell’edificio; al piano primo da 9 unità abitative; al piano secondo da una unità abitativa;
Vista la catastazione a firma dell’architetto Gaetano Scolaro, e le visure nn. Pa0363764 del 28.08.2008, secondo cui l’immobile risulta intestato ai sig.ri Billeci Leonarda e Vincenzo, sopra generalizzati, e censito nel seguente modo: foglio n. 3 – p.lla n. 440 – sub. 3, ctg. C/2; foglio n. 3 – p.lla n. 440 – da sub. 4 a sub. 23, ctg. A/3; foglio n. 3 – p.lla n. 440 – sub. 26 lastrico solare;
Vista la nota del 22.03.1999 con la quale il Genio Civile di Palermo attesta il deposito del certificato di idoneità sismica redatto dall’architetto Gaetano Scolaro, iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo al n° 1805, d epositato ai sensi della L. 64/74 e ss. DD.MM., presso il Genio Civile di Palermo in data 22.12.1998 – protocollo n. 28416/98 – Sezione I - pratica edilizia n. 3254/98;
Vista la domanda di Nulla Osta inoltrata alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. in data 05.03.1998 e la successiva nota della Soprintendenza ai BBCCAA con la quale vengono comunicati, su richiesta della ditta, gli estremi della pratica - ricevuta di protocollo n. 5519 del 06.03.1999.
Vista la nota del 13 marzo 2009 – p.llo n. 4353, presentata dai sig.ri Billeci Leonarda e Vincenzo, sopra generalizzati, nella qualità di nuovi proprietari in quanto unici eredi come indicato nella denuncia di successione allegata, numero 43 – volume n. 392 – del 26.08.2008, con cui chiedono che l’atto concessorio in sanatoria venga a loro intestato nella qualità di unici proprietari. Nella nota trasmettono: 1) dichiarazione di successione; 2) nota con cui intendono avvalersi del silenzio assenso della Soprintendenza ai BB.CC.AA; 3) dichiarazione redatta ai sensi dell’art. 938 del c.c.; 3) certificati del Ministero di Grazia e Giustizia, nn° 84126/2008/R e 84498/2008/R del 11/12/2008 e 13/12/2008;
Vista la dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del D.P.R. n° 445/2000, trasmessa dal sig. Billeci Vincenzo…omissis..., in data 13 marzo 2009 – con nota p.llo n° 4353, s
ottoscritto dai figli delle sig.ra Vassallo Antonietta, nella qualità di unici eredi: Billeci Vincenzo …omissis… e Billeci Leonarda …omissis…, con la quale intendono avvalersi dell’articolo n°938 del c.c.;
volume n. 392 – in data 26.08.2008. Dalla denuncia di successione risulta che alla morte della sig.ra Vassallo Antonietta nata a Capaci il 30.08.1946 – codice fiscale: VSS NNT 46M70B645K, risultano eredi: 1) Billeci Leonarda, …omissis…;2) Billeci Vincenzo, …omissis…;
Visti i certificati rilasciati dal Ministero Grazia e Giustizia – Generale casellario giudiziale– n° 84126/2008/R, del 11/12/2008 e n° 84498/2008/R – r elativo ai sig.ri Billeci Vincenzo, …omissis…, e Billeci Leonarda, con i quale si attesta che nella Banca del Casellario giudiziale risulta per entrambi i soggetti: NULLA.
Vista la comunicazione dei signori Billeci Vincenzo e Billeci Leonarda, sopra generalizzati, del 11/05/2009 - p.llo n. 7726, con la quale in termini di legge intendono assentita la concessione edilizia in sanatoria, per decorrenza dei termini, come disposto dalla L.r. 04/2003 – articolo n. 17;
Visti i bollettini postali di pagamento dell’oblazione di: 1) lire 5.840.000 del 28.03.1986 – n. 826; 2) di lire 5.840.000 del 26.03.1986; 3) lire 5.957.000 del 28.08.1986 – n. 623;
Vista la nota del 22.09.1997 – p.llo n. 10802, dell’U.T.C., con la quale si comunica che il calcolo dell’oblazione è esatto. Nella stessa nota risulta che, essendo l’opera eseguita prima dell’entrata in vigore della L.r. 71/1978, non è soggetta al pagamento degli oneri concessori;
che devono intendersi assentite favorevolmente, le istanze di concessione edilizia in sanatoria ex lege 47/85, presentate dalla sig.ra Vassallo Antonietta, …omissis…, inoltrate in data 29.03.1986 – numero progressivo 0453451208 - protocollo n. 02468, con modello A e modello B, ormai deceduta giusta denuncia di successione numero 43 – volume n. 392 – del 26.08.2008 ed alla quale succedono, nella qualità di unici eredi, i figli: Billeci Vincenzo, …omissis…, e Billeci Leonarda, …omissis…, per le opere eseguite in difformità della licenza edilizia n. 45 del 04.03.1975 per la: realizzazione di fabbricato in contrada Piana, al catasto urbano al foglio di mappa n. 3 – particella n. 440 dal sub. 3 al sub. 26, composto da tre elevazioni fuori terra (piano terra, primo e secondo), così articolato: al piano terra: dodici unità abitative al piano terra, più vano scala, corridoio e locale adibito a deposito, e locale autoclave esterno all’edificio; il tutto con una superficie pari a mq. 916,78; al piano primo: nove unità abitative, vano scala, corridoio e terrazzo; il tutto per una superficie pari a mq. 568,01; al piano secondo, accessibile dal torrino scala: un unità abitativa e lastrico solare allo stesso livello. La volumetria totale dell’edificio è pari a mc. 3.780,31, così come riportato negli elaborati grafici che allegati alla presente, ne fanno parte integrante e sostanziale. La presente attestazione di concessione edilizia in sanatoria viene rilasciata fatti salvi i diritti dei terzi.
A norma dell’art. 36 della L.R. 71/78 il presente atto sarà trascritto presso la Conservatoria dei RR.II. di Palermo, con carico della spesa al concessionario. A norma dell’art. 36 della L.R. 71/78 la presente Concessione Edilizia in Sanatoria sarà trascritta presso la Conservatoria dei RR.II di Palermo, a nome degli attuali proprietari, nella qualità di unici eredi, Billeci Vincenzo, …omissis…, e Billeci Leonarda, …omissis…, con carico della spesa al/i concessionario/i.
Su conforme relazione del messo comunale, che la presente concessione è stata pubblicata all’albo pretorio, ai sensi dell’art.37 della L.R. 71/78 per 15 giorni consecutivi, da l ___________ al _____________ e che contro la stessa _____ sono stati presentati opposizioni o reclami.
Billeci Vincenzo - Billeci Leonarda FIGLI DI VASSALLO ANTONIETTA E BILLECI SALVATORE Nomina al Responsabile del III Settore, arch. Sandro D'Arpa, a rappresentare il Comune di Isola delle Femmine per la stipula dell'atto relativo alla cessione a titolo gratuito delle aree, censite al catasto terreni al fg. n. 3, p.lla n. 1790, per la reali Atto numero 76 del 29-08-2008
Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA Allegato: DGM00076.DOC (27 kb) Il Sindaco, Gaspare prof. Portobello sottopone all’approvazione della Giunta Comunale la seguente proposta di deliberazione:
SENTENZA 226 98 PROC 2585 90 5236 93 CONC 52 88 54 81 53 80 68 89 SAMANTA COSTR CANEPA SALVATORE LIC 27 89 SIALMA COSTR SOCIO MANNINO GIUSEPPE TOMMASO CEC 79 88 PIETRO BRUNO http://lagendarossadiisoladellefemmine.blogspot.it/2012/07/sentenza-226-98-proc-2585-90-5236-93.html?spref=bl http://lagendarossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/07/sentenza-226-98-proc-2585-90-5236-93-conc-52-88-54-81-53-80-68-89-samanta-costr-canepa-salvatore-lic-27-89-sialma-costr-socio-mannino-giuseppe-tommaso-cec-79-88-pietro-bruno1.pdf
SENTENZA 267 99 PROC 384 96 2419 94 PARERE NEG CEC ALBERT RAPPA 28 1 1993 2 2 1993 SAN SIINO ANTONIO SU TERRENO LIMITROFO BELLIS ERNESTA RAPPA 4 VILLETTE http://lagendarossadiisoladellefemmine.blogspot.it/2012/07/sentenza-267-99-proc-384-96-2419-94.html
http://lagendarossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/07/sentenza-267-99-proc-384-96-2419-94-parere-neg-cec-albert-rappa-28-1-1993-2-2-1993-sanatoria-siino-antonio-su-terreno-limitrofo-a-bellis-ernesta-progettista-rappa-4-villette1.pdf SENTENZA 652 00 PROC 1791 95 6166 95 CONC AGIB ABITAB IN ASSENZA VARIANTE SU LIC 9 1990 PAGANO COSIMO CUTINO PIETRO EDIL ROMEO ALBERT NOTO ANTONIO BRUNO MARIA LAURA BOLOGNA http://lagendarossadiisoladellefemmine.blogspot.it/2012/07/sentenza-652-00-proc-1791-95-6166-95.html http://lagendarossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/07/sentenza-652-00-proc-1791-95-6166-95-conc-agib-abitab-in-assenza-variante-su-lic-9-1990-pagano-cosimo-cutino-pietro-edil-romeo-albert-noto-antonio-bruno-maria-laura-bologna3.pdf http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/
GLI IMPRESENTABILI PRESENTANO RICORSO CONTRO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE TAR PALERMO 28 FEBB 2013 http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/02/ecco-chi-e-claudia-mannino-deputata.html
GLI IMPRESENTABILI PRESENTANO RICORSO CONTRO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE TAR ROMA 24 APRILE 2013 http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/04/tar-lazio-sede-di-roma-dettaglio-reg.html
GLI IMPRESENTABILI PRESENTANO RICORSO CONTRO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE,PORTOBELLO,RISO,AIELLO,PALazzotto.CUTINO More

References: articolo 1
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 articolo 19
 articolo 22
 sentenza 
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 art. 416
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