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Timestamp: 2018-10-18 18:12:52+00:00

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Novità fiscali del 22 novembre 2011, pronto il software per lo "spesometro" | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 22 novembre 2011, pronto il software per lo "spesometro"
1) Immobili fantasma e rendita presunta
2) Società di capitali: Introduzione del sindaco unico soft
3) Servizi fuori orario erogati ai corrieri aerei internazionali presso le dogane aeroportuali
4) Pensioni di vecchiaia: Cantiere sempre aperto
5) Spesometro: Reso disponibile il software gratuito per compilare la comunicazione dei dati Iva
6) Crisi economica: Prossimi interventi anticrisi del nuovo esecutivo
L’Agenzia del Territorio ha definito le modalità di aggiornamento e notifica degli atti catastali.
Difatti, detta Agenzia ha pubblicato il 18 novembre 2011, sul sito www.agenziaterritorio.gov.it, la circolare n. 7/2011, che definisce le modalità di aggiornamento delle banche dati catastali, in seguito all’attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati al Catasto.
La circolare specifica anche le modalità di trattazione degli atti e la loro notifica ai proprietari dei cosiddetti “immobili fantasma”.
La determinazione della rendita presunta riguarda le particelle sulle quali, grazie alle operazioni di “fotoidentificazione”, sono stati rilevati manufatti non dichiarati in Catasto.
Per questi immobili, i proprietari avrebbero dovuto provvedere all’accatastamento entro il termine del 30 aprile 2011, come stabilito dalla Legge del 26 febbraio 2011, n. 10.
Vengono, inoltre, illustrate le regole per la predisposizione degli atti di aggiornamento catastale, relativi agli immobili oggetto di attribuzione della rendita presunta, che verranno presentati, successivamente, da parte dei tecnici professionisti.
(Agenzia del Territorio, comunicato stampa del 18 novembre 2011)
Non c’è fretta per l’introduzione nelle società del sindaco unico, in luogo del collegio sindacale.
Un documento interpretativo del CNDCEC, pubblicato ieri 21 novembre 2011, ha, sostanzialmente, così, interpretato le nuove regole contenute nella Legge di stabilità per 2012.
In particolare, sono state inserite dall’ex governo Berlusconi nell’art. 14, commi 13 e 14 della Legge 183 del 2011 (Legge di stabilità per il 2012), pubblicata sulla G.U. n. 265 del 14 novembre 2011.
Ciò significa, precisa il CNDCEC, che gli organi di controllo non decadono dal 1 gennaio 2012, poiché dovranno ancora portare a termine il loro mandato assegnatogli.
Poi per le società sarà possibile sostituire il collegio sindacale con il sindaco unico.
Tuttavia, se la società supera il milione di euro, sia per il patrimonio netto sia per i ricavi, l’organo di controllo dovrà restare pluripersonale, tranne che lo statuto disponga diversamente.
Al contrario, se i ricavi o il patrimonio netto sono inferiori al milione di euro l’organo di controllo potrà essere monocratico ma è necessario a tal fine che lo preveda lo statuto, altrimenti il collegio sindacale dovrà essere necessariamente pluripersonale.
Difatti, la suddetta Legge di Stabilità ha previsto che nell’art. 2397 del codice civile sia aggiunto, in fine, il seguente comma:
“Per le società aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a 1 milione di euro lo statuto può prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro”.
La nota interpretativa del CNDCEC di novembre 2011
La novella ha sollevato numerose criticità sia interpretative sia operative.
Dal momento che le disposizioni contenute nella suddetta legge entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 20122, il Consiglio Nazionale ha elaborato il presente documento interpretativo al fine di illustrarne, sinteticamente, l’ambito applicativo e l’operatività.
Nuovo assetto dei sistemi di controllo nelle S.p.a.
Per quanto riguarda l’assetto dei controlli nelle S.p.a., la nuova formulazione dell’art. 2397 c.c. interviene a disciplinare in maniera innovativa la composizione numerica del collegio sindacale.
Nel dettaglio, l’art. 2397, ult. co., c.c.4, dispone che, se lo statuto lo prevede, quando i ricavi oppure il patrimonio netto sono inferiori ad un milione di euro, l’organo di controllo interno può essere composto da un (unico) sindaco, che dovrà essere scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito
A tal proposito, viene prima precisato che i parametri di cui all’art. 2397, ult. co., c.c. sono alternativi, nel senso che il mancato superamento anche solo di uno di essi non consente di potere avere un organo di controllo monocratico.
Al contrario, la nomina del collegio sindacale pluripersonale rimane obbligatoria per le S.p.a. con sistema di governance tradizionale che superano entrambi i previsti parametri quantitativi (cioè ricavi e patrimonio netto superiori ad un milione di euro), nonché per quelle che non avranno introdotto l’apposita deroga statutaria.
Sotto quest’ultimo profilo, viene osservato che, ai fini della legittima introduzione della figura del sindaco unico, l’art. 2397, ult. co., c.c. impone necessariamente ai soci un ulteriore dovere di esercizio delle proprie prerogative statutarie e negoziali. Essi dovranno dunque decidere di mutare pattiziamente la struttura dei controlli interni, prevedendo la “riduzione” del collegio sindacale da pluripersonale a monocratico, mediante modifica in tal senso dello statuto della società.
A tal proposito, viene ritenuto che lo statuto potrà, altresì, prevedere anche in relazione ai casi di mancato superamento delle predette soglie:
– un sistema “opzionale” per la scelta dell’organo di controllo interno, rimettendo all’assemblea dei soci, in sede di conferimento dell’incarico, la scelta di adottare l’assetto monocratico o pluripersonale;
– un sistema “vincolante”, disponendo sempre l’adozione di un organo di controllo pluripersonale (ovvero non modificando gli attuali statuti).
Infine, dal momento che il legislatore si è limitato a riformulare la disciplina della “composizione del collegio sindacale”, al sindaco unico delle S.p.a., come anche a quello delle S.r.l., si applicheranno, in quanto compatibili, le disposizioni in tema di collegio sindacale (artt. 2397-2409 c.c.).
In altre parole, al sindaco unico competeranno i medesimi doveri, poteri e responsabilità attualmente attribuiti al collegio sindacale. Oltre ad essere iscritto al registro dei revisori, il sindaco unico dovrà essere ovviamente in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’art. 2399 c.c.
Nuovo assetto dei sistemi di controllo nelle S.r.l.
La Legge di stabilità interviene, altresì, ad emendare quanto disposto dall’art. 2477 c.c.5 in tema di controlli nelle S.r.l.
Per quanto riguarda la nomina obbligatoria dell’organo di controllo interno, pur rimanendone inalterati i presupposti, il nuovo art. 2477 c.c. dispone che le S.r.l. potranno dotarsi di un sindaco unico.
Il sindaco dovrà essere obbligatoriamente nominato quando la S.r.l.:
– è dotata di un capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni, ovvero quando il capitale sociale è pari o superiore a 120.000 euro;
– ha superato, per due esercizi consecutivi, almeno due dei limiti previsti dall’art. 2435-bis, co. 1, c.c. per la redazione del bilancio in forma abbreviata (cioè il limite di euro 4.400.000 per l’attivo dello stato patrimoniale, di euro 8.800.000 per i ricavi delle vendite e delle prestazioni e di 50 dipendenti occupati in media durante l’esercizio).
Parallelamente, il riferimento al sindaco unico è stato introdotto, in luogo del collegio sindacale, anche nelle disposizioni che disciplinano:
– la cessazione dell’organo di controllo interno per mancato superamento, per due esercizi consecutivi, dei limiti per la redazione del bilancio in forma abbreviata (art. 2477, co. 4, c.c.);
– l’attribuzione della funzione di revisione all’organo di controllo interno, salvo che l’atto costitutivo non disponga diversamente (art. 2477, co. 5, c.c.);
– il procedimento di nomina del sindaco al ricorrere dei presupposti previsti dalla legge (art. 2477, co. 6, c.c.).
Viceversa, rimane inalterato il richiamo alle disposizioni delle S.p.a. ove nei casi di nomina obbligatoria dell’organo di controllo interno trovano applicazione le disposizioni in tema di società per azioni.
Alla luce del complesso delle modifiche introdotte all’assetto dei controlli societari, ed in virtù di una interpretazione logico-sistematica del dato normativo, viene ritenuto che il richiamo operato alla disciplina delle S.p.a. determini l’estensione alle S.r.l. della nuova previsione sulla composizione dell’organo di controllo nelle S.p.a. che impone alle società di dimensioni maggiori la nomina di un collegio sindacale pluripersonale.
Verso tale conclusione convergono le indicazioni che seguono.
In primo luogo, il nuovo art. 2477 c.c. sancisce “se” e “quando” l’organo di controllo deve essere nominato, mentre la nuova formulazione dell’art. 2397 c.c. indica invece quanti sindaci o il come l’organo di controllo può – e non deve – essere composto.
In secondo luogo, il dato letterale – contenuto nella rubrica e nel primo comma dell’art. 2477 c.c. che parla di “(nomina di) un sindaco” – va interpretato con riferimento all’“organo di controllo”.
In tal senso militano sia il novellato ultimo comma dell’art. 2397 c.c. laddove prevede che: “… l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico”; sia la stessa Legge di stabilità, laddove all’art. 14, comma 9, prevede che “a partire dal primo gennaio 2012 le società a responsabilità che non abbiano nominato il collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato”.
Sotto quest’ultimo profilo, la riproposizione del riferimento al “collegio sindacale”, in difformità letterale rispetto a quanto previsto nel novellato art. 2477 c.c. che fa invece riferimento al “sindaco”, non può spiegarsi se non con la necessaria identificazione di entrambi i predetti soggetti con la più generale figura dell’“organo di controllo”.
La diversa lettura, secondo la quale sarebbe vietata la redazione del bilancio semplificato esclusivamente in presenza del collegio sindacale, e non anche del sindaco unico, risulterebbe del tutto illogica e incoerente rispetto alla ratio dello stesso art. 14, co. 9, della Legge di stabilità che collega il predetto divieto alla presenza del collegio sindacale obbligatorio e quindi al più ampio profilo dimensionale delle S.r.l.
Viene ritenuto che tali condizioni di obbligatorietà e presupposti dimensionali ex art. 2477, co. 2 e 3, c.c. debbano essere rispettati anche per il sindaco unico, il quale, peraltro, dovrà garantire le stesse competenze e sarà chiamato ad adempiere ai medesimi doveri (come la redazione della relazione ex art. 2429 c.c.) del collegio sindacale pluripersonale.
In terzo luogo, stante il richiamo del quinto comma dell’art. 2477 c.c., il dato letterale contenuto nel secondo e terzo comma dell’art. 2477 c.c., che disciplina i casi di obbligatorietà dell’organo di controllo è, altresì, riferibile anche al collegio sindacale pluripersonale.
In virtù della correlazione tra gli artt. 2477 e 2397 c.c., nelle S.r.l. saranno concretamente configurabili le seguenti ipotesi.
a) Se non ricorrono i presupposti di cui all’art. 2477, co. 2 e 3, c.c., l’organo di controllo è facoltativo. In tal caso, sarà possibile nominare sia il sindaco unico sia il collegio sindacale.
Lo statuto può prevedere che all’organo di controllo interno sia attribuita anche la revisione legale dei conti.
b) Se l’organo di controllo è obbligatorio (ex art. 2477, co. 2 e 3, c.c.), e contestualmente vengono superati entrambi i parametri di cui all’art. 2397, ult. co., c.c., il collegio sindacale deve essere necessariamente pluripersonale. Il collegio continua a svolgere la funzione di revisione legale dei conti, salvo diversa disposizione dello statuto.
– in presenza di espressa previsione statutaria in tal senso, l’organo di controllo può essere monocratico;
– se lo statuto nulla prevede, in forza del rinvio all’art. 2397, ult. co., c.c. il collegio sindacale deve essere necessariamente pluripersonale. In virtù del richiamo alla disciplina delle S.p.a. viene ritenuto che la composizione monocratica dell’organo di controllo possa essere adottata dalla società esclusivamente se tale facoltà sia espressamente prevista dallo statuto.
In entrambi casi, l’organo di controllo interno svolgerà anche la funzione di revisione legale dei conti, salvo diversa disposizione dello statuto.
Decorrenza dei nuovi assetti
Quanto all’efficacia delle nuove disposizioni, da prima viene precisato che, sebbene la Legge di stabilità entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 20127, le modifiche del sistema dei controlli nelle S.p.a. e nelle S.r.l. sono destinate a dispiegare i loro effetti in maniera graduale.
In particolare, l’entrata in vigore della legge non inciderà sui collegi sindacali in carica.
Stante l’inderogabilità del termine di durata triennale della carica e la relativa inamovibilità dei sindaci (artt. 2400 e 2401 c.c.), il collegio sindacale è destinato a svolgere le sue funzioni fino alla naturale scadenza del suo mandato (vale a dire fino alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione
del bilancio relativo al terzo esercizio della carica).
L’entrata in vigore dalla Legge di stabilità non può, parimenti, determinare l’automatica decadenza del collegio sindacale in carica.
Le cause di decadenza dei sindaci rispondono, infatti, ad un preciso principio di tassatività; sono cioè soltanto quelle previste dall’art. 2399 c.c..
Effetti dell’irregolare composizione dell’organo di controllo
Saranno illegittime le deliberazioni dell’organo di controllo e tutti i documenti, relazioni e pareri da quest’ultimo prodotti. In particolare, sarà illegittima la delibera di approvazione del bilancio perché la relazione del sindaco (ovvero del collegio sindacale, ove non sia consentita la formazione monocratica dell’organo) costituisce un elemento indefettibile del procedimento. Per le stesse ragioni, a titolo meramente esemplificativo, saranno illegittime la deliberazione del compenso spettante all’amministratore, se commisurato agli utili risultanti dal bilancio, nonché il conferimento dell’incarico di revisione legale dei conti; ed ancora, la deliberazione di determinazione dei compensi agli amministratori investiti di particolari cariche ai sensi dell’art. 2389, co. 3, c.c..
Descrizione dell’attività dei corrieri aerei internazionali, servizi fuori orario erogati su richiesta ai corrieri aerei internazionali, sono questi gli argomenti trattati dall’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 34/D del 18 novembre 2011, incentrata sulla tematica dei servizi fuori orario erogati con continuità e tempi prolungati ai corrieri aerei internazionali presso le dogane aeroportuali.
Come è ormai noto in queste settimane, dal 2026 non sarà possibile andare in pensione prima dei 67 anni.
Ciò sulla base dell’art. 5 della Legge di stabilità 2012 (Legge n. 183 del 2011) che, tuttavia, si inserisce in un cantiere ancora apertissimo della riforma delle pensioni.
Tuttavia, tale requisito anagrafico deve essere rispettato tenendo conto della finestra mobile, appena entrata in vigore il 1° gennaio 2011, nonché degli adeguamenti dovuti alla speranza di vita che scatteranno dal 2013.
Ciò comporta che i 67 anni minimi andranno garantiti già prima di tale data.
È questa la conseguenza di un tessuto normativo in materia pensionistica che invece di trovare un assetto definitivo continua a stratificarsi e di conseguenza a diventare sempre di più un campo minato.
Lo precisa la nota del 21 novembre 2011 pubblicata sul sito web del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, secondo cui fare stime e calcoli è ormai cosa ardua: “le date ipotizzate nel 2010 sono già modificate e quelle ipotizzabili oggi lo saranno a loro volta. Se infatti i dodici o diciotto mesi di attesa, rispettivamente per dipendenti ed autonomi, a causa della finestra mobile sono un dato certo, del tutto aleatoria è la speranza di vita che verrà calcolata ogni tre anni dall’ISTAT. Se a ciò si aggiungono i probabili nuovi interventi normativi è chiaro che le previsioni diventano impossibili.
Vero è quanto sia indispensabile continuare a mettere le mani in un sistema che a fronte di un ideale sacrosanto, peraltro costituzionalmente garantito, sconta oggi gli effetti devastanti di una realizzazione poco lungimirante e tarata su parametri totalmente diversi da quelli attuali. Le aspettative create nei lavoratori da un sistema basato su una grande quantità di contribuenti e di un esiguo numero di fruitori sono difficilmente modificabili. Oggi ci troviamo nella condizione opposta visto che diminuisce il lavoro e quindi i contributi, mentre aumentano i pensionati e la loro aspettativa di vita. L’unico intervento in grado di cambiare rotta resta quello fatto nel 1995 con l’introduzione del sistema contributivo che consente ad ognuno di avere in base a quanto ha versato. Ciò che bisogna garantire è un migliore equilibrio fra generazioni consentendo contemporaneamente di pagare i privilegi posti in essere da quelle precedenti. Sarebbe quindi opportuno far crescere la coscienza che i sacrifici vanno fatti da tutti e che non si potrà tornare ai livelli delle prestazioni pensionistiche che, purtroppo ancora oggi taluni privilegiati fruiscono”.
E’ stato pubblicato, il 21 novembre 2011, sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software di compilazione per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (Cd. Spesometro).
Si tratta della versione 1.0.0 del 07/11/2011. Avverte la nota, dell’Agenzia delle Entrate del 21 novembre 2011, che detto software denominato “CompilazioneSpesometro” è un prodotto che permette agli utenti la compilazione delle comunicazioni ex art. 21 D.L. n. 78/2010 (Spesometro).
I file creati con il software di compilazione dovranno essere sottoposti a successivo controllo con la relativa procedura di controllo.
Per le operazioni effettuate nel corso del 2010 è prossima la scadenza del 2 gennaio 2012 (difatti, il 31 dicembre 2011 cade di sabato) entro cui i contribuenti Iva dovranno trasmettere la comunicazione telematica, istituita dall’art. 21 del D.L. n. 78/2010.
Viceversa, per l’anno 2011, l’importo scende a 3 mila euro e la comunicazione andrà trasmessa entro il 30 aprile 2012).
Sono tenuti alla comunicazione tutti i soggetti passivi dell’Iva, compresi gli enti non commerciali, anche per glia acquisti utilizzati promiscuamente, di cui andrà inserito l’intero importo.
Dati da inserire nel file:
– Operazioni con soggetti residenti non titolari di Partita IVA;
– Operazioni con soggetti residenti titolari di Partita IVA;
– Operazioni con soggetti non residenti;
– Operazioni con soggetti residenti titolari di Partita IVA – note di variazione;
– Operazioni con soggetti non residenti – note di variazione.
Secondo indiscrezioni, il nuovo governo dovrebbe varare la manovra correttiva entro le prossime settimane.
Per le riforme strutturali riguardanti le pensioni d’anzianità e il mercato del lavoro si prevedono tempi più lunghi, comunque non oltre il prossimo mese di gennaio.
I primi provvedimenti anticrisi riguarderebbero il ripristino dell’Ici con la contemporanea revisione della tassazione sugli immobili, l’abbassamento drastico della soglia massima per l’uso del contante, l’indicazione di elementi patrimoniali nella dichiarazione dei redditi.
Il Decreto legge comprendente queste norme verrebbe approvato nella prima settimana di dicembre, dopo la riunione Ecofin, in modo da renderle operative a iniziare dal 2012.
L’inasprimento del divieto di uso del contante nelle transazioni abbasserebbe l’attuale soglia di 2.500 euro (introdotta lo scorso agosto in riduzione del precedente limite di 5.000) scenderebbe a 300 euro.
Tag CatastoCollegio sindacaleSpesometro

References: in fine
 art. 2477
 art. 2477
 art. 2477
 art. 14
 art. 2477
 art. 2429
 art. 2477
 art. 21