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⭐UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/2138 del 16/06/2015 Firmatari: De Vivo Arturo IL RETTORE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/2138 del 16/06/2015 Firmatari: De Vivo Arturo IL RETTORE
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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/2138 del 16/06/2015 Firmatari: De Vivo Arturo U.S.R. VISTA VISTA VISTO VISTO IL RETTORE la Legge 9 maggio 1989, n. 168, concernente l Istituzione del Ministero dell Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, ed in particolare l art. 6, commi 9 e 10; la Legge 30 dicembre 2010, n. 240, riguardante Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e di reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l efficienza del sistema universitario, ed in particolare l art. 5, comma 1, lettera b), e 4, lettera a); il Decreto Legislativo 27 gennaio 2012, n.18 riguardante l Introduzione di un sistema di contabilità economico-patrimoniale e analitica, del bilancio unico e del bilancio consolidato nelle università, a norma dell'articolo 5, comma 1, lettera b), e 4, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240 ; il Decreto M.I.U.R. 14 gennaio 2014, n. 19 concernente i Principi contabili e schemi di bilancio in contabilità economico-patrimoniale per le università' ; VISTO il vigente Statuto dell Ateneo, emanato con D.R. n del 04/09/2013, successivamente modificato con D.R. n. 451 del 14/02/2014, e in particolare l art. 14, comma 2, lett. b) e l art. 19, comma 2, lett. g); VISTO il vigente Regolamento di Ateneo per l Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, emanato con D.R. n. 245 del 03/02/2015; RITENUTO opportuno revisionare il testo degli artt. 31 e 34 del sopra citato Regolamento al fine di chiarire, in particolare, le modalità di utilizzo delle Economie di gestione nonché le modalità del riporto sugli stanziamenti di competenza dell esercizio in corso delle disponibilità presenti sui progetti ancora in svolgimento a conclusione dell esercizio precedente; VISTA la Delibera n. 8 del 24/03/2015 con la quale il Consiglio di Amministrazione ha approvato, subordinatamente al parere favorevole del Senato Accademico, la riformulazione degli artt. 31 e 34 del Regolamento di Ateneo per l Amministrazione, la Finanza e la Contabilità; VISTA la Delibera n. 2 del 27/03/2015 con la quale il Senato Accademico ha espresso, per quanto di competenza, parere favorevole alla riformulazione degli artt. 31 e 34 del Regolamento di Ateneo di cui sopra; VISTA la Nota prot. n del 26/05/2015, acquisita al protocollo dell Ateneo il 01/06/2015, con la quale il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, in riscontro alla Nota rettorale prot. n del 13/04/2015, ha comunicato di non avere osservazioni da formulare in merito alle modifiche agli artt. 31 e 34 del sopra citato Regolamento, approvate nelle riferite adunanze del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione; DECRETA Il Regolamento di Ateneo per l Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, emanato con D.R. n. 245 del 03/02/2015, è modificato limitatamente agli art. 31 e 34 dello stesso, come nella riformulazione di seguito riportata:2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/2138 del 16/06/2015 Firmatari: De Vivo Arturo Art Economie di gestione 1. Costituiscono economie di gestione i minori costi sostenuti, rispetto a quelli preventivati, per l acquisizione delle risorse produttive, emergenti dai consuntivi di budget. 2. Di seguito si disciplinano i seguenti tipi di economie: a. economie derivanti dalla gestione di convenzioni o fondi esterni, rivenienti da attività per conto terzi e da finanziamenti competitivi, come ad esempio quelli dell'ue; b. economie derivanti dalla gestione di risorse interne, ossia economie realizzate sulle risorse assegnate dall'ateneo alla Gestione Centralizzata ed ai Centri di Gestione aventi autonomia gestionale ed amministrativa attraverso l approvazione delle rispettive proposte di budget annuale. 3. Non costituiscono economie di gestione: a. quelle corrispondenti alle rimunerazioni degli oneri figurativi iscritti nelle convenzioni e nei progetti che danno luogo a finanziamenti esterni. I relativi costi, infatti, sono sostenuti dall'ateneo; b. quelle di natura temporanea, generate nell ambito di attività finanziate dall Ateneo, per le quali, ad esempio, i minori costi sostenuti in un esercizio rispetto a quanto preventivato dovranno essere sostenuti in esercizi successivi. c. quelle di natura temporanea, generate nell ambito di attività finanziate dall Ateneo nell ambito di convenzioni o a valere su fondi esterni, rivenienti da attività per conto terzi e da finanziamenti competitivi, come ad esempio quelli dell UE, per le quali, ad esempio, i minori costi sostenuti in un esercizio rispetto a quanto preventivato dovranno essere sostenuti in esercizi successivi. 4. Nel rispetto delle linee strategiche di programmazione annuale e triennale approvate dal Consiglio di Amministrazione, di cui all articolo 1 del presente Regolamento, garantendo le obbligazioni assunte e fatta salva ogni altra determinazione del Consiglio di Amministrazione volta alla salvaguardia dell equilibrio economico-patrimoniale dell Ateneo: a. le economie di cui al comma 2, lettera a., previa valutazione e/o compensazione con scostamenti di segno opposto, sono riattribuite, nei processi di approvazione dei budget degli esercizi successivi, ai Centri di Gestione che le hanno prodotte; b. le economie di cui al comma 2, lettera b., e le rimunerazioni degli oneri figurativi iscritti nelle convenzioni e nei progetti che danno luogo a finanziamenti esterni, di cui al comma 3, lettera a), previa valutazione e/o compensazione con scostamenti di segno opposto, sono riattribuite dal Consiglio di Amministrazione prioritariamente tra i Centri che le hanno prodotte, anche in base a criteri e modelli di premialità, sviluppati nell ottica di favorire i comportamenti virtuosi, approvati dal Consiglio di Amministrazione; 5. Le differenze di natura temporanea di cui al comma 3, lettera b e c), emergenti dai consuntivi di budget dei Centri sono accertate, su istruttoria del Responsabile dei Processi Contabili, dal Direttore/Presidente del Dipartimento/Centro in cui si sono generate con apposito provvedimento che indicherà il rispettivo ammontare e la corrispondente voce economica di ricavo. Esse sono reiscritte ad incremento degli stanziamenti allocati sui pertinenti conti del Bilancio Unico di Ateneo di previsione Annuale Autorizzatorio con delibera del Consiglio di Amministrazione che può delegare in via generale, per un determinato esercizio finanziario, il Rettore a disporre con proprio decreto la reiscrizione.. Art Fondo economale 1. Nell ambito di ogni Centro di Gestione può essere costituito un fondo economale, i cui limiti, che possono esser variati dal Consiglio di Amministrazione in qualsiasi momento, sono di Euro ,00 per la Gestione Centralizzata e di Euro 7.500,00 per gli altri Centri di Gestione. 2. Il fondo economale della Gestione Centralizzata può essere reintegrato durante l'esercizio previa presentazione da parte dell Economo, in qualità di agente contabile, del rendiconto delle somme già spese al Direttore Generale o suo delegato. 3. Il fondo economale degli altri Centri di Gestione può essere reintegrato durante l'esercizio previa presentazione da parte del Responsabile dei Processi Contabili, in qualità di agente contabile, del rendiconto delle somme già spese al Direttore/Presidente del Centro o suo delegato.3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/2138 del 16/06/2015 Firmatari: De Vivo Arturo 4. Per le spese che singolarmente non eccedono Euro 100,00 e nell impossibilità di esibire un documento fiscalmente rilevante, gli agenti contabili sono esentati dall obbligo di documentazione; in tali casi la prova dell avvenuto pagamento è costituita da apposita dichiarazione degli stessi agenti contabili adeguatamente motivata, rilasciata sotto la propria responsabilità, che indichi: - la data di effettuazione della spesa; - il soggetto presso il quale la stessa è stata effettuata; - la descrizione analitica dell oggetto della spesa in ogni sua componente. 5. Con il fondo si può provvedere al pagamento delle minute spese di ufficio, delle spese per piccole riparazioni e manutenzione di mobili e di locali, delle spese postali, delle spese per il funzionamento degli automezzi, delle spese per l acquisto di pubblicazioni periodiche e simili, delle spese per pubblicità legale, dei contributi per l Autorità per la Vigilanza dei Contratti Pubblici (AVCP), nonché di altre spese il cui assolvimento per contanti si renda necessario o opportuno, e sia effettuato nel rispetto dei limiti quantitativi stabiliti dalle vigenti leggi. 6. Sul fondo possono altresì gravare gli anticipi per le spese di missione, se per motivi di urgenza non è possibile provvedervi con ordinativi di pagamento tratti sull Istituto cassiere.. Il testo modificato del Regolamento di cui trattasi entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione all Albo Ufficiale dell Ateneo e da tale data sostituisce quello emanato con D.R. n. 245 del 03/02/2015. IL RETTORE Gaetano MANFREDI AdP Ripartizione Affari Generali, Professori e ricercatori Il Dirigente dott. Francesco BELLO Unità organizzativa responsabile del procedimento: Ufficio Statuto, Regolamenti e Organi universitari Il Responsabile del procedimento: Il Capo dell Ufficio: dott. Antonio NASTI4 Regolamento di Ateneo per l Amministrazione, la Finanza e la Contabilità5 26 SOMMARIO PARTE I NORME GENERALI E GESTIONE CONTABILE... 5 TITOLO I NORME GENERALI... 5 CAPO I - PRINCIPI E FINALITÀ... 5 Art. 1 - Principi e postulati dell attività amministrativa e contabile... 5 Art. 2 - Finalità ed applicazione del Regolamento di Ateneo per l Amministrazione, la Finanza e la Contabilità - Manuali di Contabilità e di Controllo di gestione... 6 CAPO II - STRUTTURA ORGANIZZATIVA E CENTRI DI RESPONSABILITÀ... 6 Art. 3 - Strutturazione del processo di pianificazione e controllo e del sistema di contabilità analitica... 6 Art. 4 - Centri di Gestione... 7 Art. 5 - Gestione Centralizzata... 7 Art. 6 - Centri di Gestione aventi Autonomia Gestionale ed Amministrativa... 7 TITOLO II - IL SISTEMA INFORMATIVO... 8 CAPO I - ORGANIZZAZIONE E PRINCIPI DEL SISTEMA INFORMATIVO- CONTABILE... 8 Art. 7 - Il sistema informativo-contabile e i suoi principi... 8 Art. 8 - L accesso al sistema informativo-contabile ed il sistema delle deleghe... 9 Art. 9 - I sottosistemi della contabilità analitica, della contabilità generale... 9 Art Periodo contabile Art Il Piano dei Conti TITOLO III - IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO CAPO I - OGGETTO, FINALITÀ E PRINCIPI DEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Art Oggetto, finalità e principi del processo di pianificazione CAPO II - IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE ANNUALE E TRIENNALE Art Processo di formazione del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio Art Processo di formazione del bilancio unico di ateneo di previsione triennale Art Processo di formazione della proposta dei budget dei Centri di Gestione aventi autonomia gestionale e amministrativa Art Finalità del processo di variazione del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio Art Variazioni del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio non soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione Art Variazioni del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione Art Analisi degli scostamenti e variazioni del Bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio Art Esercizio provvisorio CAPO III - BILANCIO PREVENTIVO UNICO DI ATENEO NON AUTORIZZATORIO IN CONTABILITÀ FINANZIARIA Art Predisposizione del bilancio preventivo unico di ateneo non autorizzatorio in contabilità finanziaria. Collegamenti col processo di formazione del bilancio unico d ateneo di previsione annuale autorizzatorio7 TITOLO IV - IL PROCESSO DI CONTABILITÀ GENERALE CAPO I - GESTIONE CONTABILE Art Oggetto, finalità e principi del processo di contabilità generale Art Composizione del patrimonio netto e destinazione del risultato economico Art Criteri di svolgimento della contabilità generale Art Registrazione degli eventi gestionali durante l esercizio Art Registrazioni contabili operate in vista della redazione del bilancio. Scritture di assestamento Art Responsabilità per la registrazione degli eventi contabili Art Rilevazioni di chiusura contabile Art Rilevazioni di apertura contabile Art Predisposizione e approvazione dei documenti contabili consuntivi di sintesi Art Economie di gestione Art Gestione dei flussi di cassa di Ateneo e budget di cassa Art Servizio di cassa Art Fondo economale Art Ordinativi di incasso e di pagamento Art Carte di credito CAPO II LA CONTABILITÀ ANALITICA Art La contabilità analitica Art I Centri di costo/provento Art Il Piano dei conti della contabilità analitica Art I flussi informativi CAPO III DISPOSIZIONI TRANSITORIE Art Norme transitorie per le proposte di budget economico e degli investimenti annuale e triennale Art Norme transitorie per i documenti contabili di sintesi PARTE II GESTIONE PATRIMONIALE TITOLO I - GESTIONE CESPITI CAPO I - PATRIMONIO Art Patrimonio Art Immobilizzazioni immateriali Art Immobilizzazioni materiali Art Immobilizzazioni finanziarie Art Criteri di iscrizione e di valutazione degli elementi patrimoniali Art Ammortamento delle immobilizzazioni Art Inventario dei beni Art Consegnatari dei beni mobili Art Carico e scarico dei beni Art Inventario dei beni immobili Art Consegnatari dei beni immobili Art Norme di rinvio per la gestione patrimoniale dei beni mobili8 PARTE III GESTIONE NEGOZIALE TITOLO I - ATTIVITÀ NEGOZIALE CAPO I PRINCIPI GENERALI Art Principi generali Art Riparto di competenze in caso di procedure ordinarie di affidamento Art Procedure in economia Art Incarico di collaudo e di verifica di conformità Art Contratti attivi e passivi relativi a beni immobili Art Ufficiale rogante Art Norme finali e di rinvio PARTE IV IL PROCESSO DI CONTROLLO TITOLO I - IL PROCESSO DI CONTROLLO CAPO I - I PROCESSI DI REVISIONE INTERNA Art I processi di revisione interna Art Il Nucleo di Valutazione Art Il Collegio dei Revisori dei conti Art Il funzionamento del Collegio dei Revisori dei Conti Art Internal audit DISPOSIZIONI FINALI Art Entrata in vigore9 410 PARTE I NORME GENERALI E GESTIONE CONTABILE TITOLO I NORME GENERALI CAPO I - PRINCIPI E FINALITÀ Art. 1 - Principi e postulati dell attività amministrativa e contabile 1. Le attività dell Università degli Studi di Napoli Federico II, di seguito indicata anche come Ateneo, sono esercitate nel rispetto delle linee strategiche di programmazione annuale e triennale approvate dal Consiglio di Amministrazione ogni anno. L attività amministrativa dell Università degli Studi di Napoli Federico II è diretta ad assicurare il perseguimento dei fini istituzionali e il raggiungimento degli obiettivi, nonché l adeguatezza dei flussi informativi diretti all interno ed all esterno dell Ateneo, anche al fine della valutazione dell andamento complessivo della gestione, secondo i principi di legalità, economicità, trasparenza, nel rispetto degli equilibri economico, finanziario, patrimoniale, di breve, medio e lungo periodo. Essa si fonda sui processi di pianificazione e controllo e di contabilità generale. 2. Entro il 30 giugno dell anno precedente a quello di riferimento il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Rettore, previo parere del Senato Accademico per gli aspetti di sua competenza, approva le linee strategiche di programmazione annuale e triennale, cui deve conformarsi la programmazione operativa di Ateneo e la predisposizione delle proposte di budget dei Centri di Gestione e della Gestione Centralizzata. 3. Le linee strategiche comprendono la specificazione degli obiettivi generali in funzione della missione istituzionale e di un adeguata valutazione delle condizioni ambientali, dei rischi e delle opportunità derivanti dal contesto sociale, economico ed istituzionale di riferimento. 4. Le linee strategiche devono contemplare le politiche del personale, con particolare riferimento all adeguatezza delle strutture di organico di personale docente e non docente, alle politiche di reclutamento ed alle modalità della loro attuazione, anche a salvaguardia del rispetto dei principi e codici etici, in particolare dell obiettività ed indipendenza della valutazione delle capacità e del merito. 5. Il processo di pianificazione e controllo garantisce l unità dell azione gestionale e amministrativa e la coerenza della stessa col perseguimento dei fini istituzionali ed il raggiungimento degli obiettivi. Questi ultimi sono declinati in base ai Centri di responsabilità in cui si articola la struttura organizzativa, i quali sono anche responsabili della gestione e della valorizzazione delle risorse ad essi affidate. Il processo di pianificazione e controllo comprende il sistema della contabilità analitica e supporta la redazione del bilancio unico d Ateneo di previsione annuale e triennale. 6. Il processo di contabilità generale è finalizzato alla redazione del bilancio unico d Ateneo d esercizio e si svolge nel rispetto dei principi contabili e dei postulati di bilancio contenuti nella normativa vigente, nel Codice Civile e nei principi contabili dell OIC, per quanto non previsto e per quanto compatibile. Il processo di contabilità generale comprende il sistema della contabilità generale a supporto della redazione del bilancio unico d Ateneo d esercizio e le contabilità elementari. 7. I processi di contabilità si svolgono nel rispetto dei principi di legalità, certezza, pubblicità, trasparenza, efficienza ed efficacia, utilità del bilancio unico di Ateneo di esercizio per destinatari e completezza dell informazione, veridicità, correttezza, neutralità, attendibilità, significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in bilancio, comprensibilità, pubblicità, coerenza, annualità del bilancio, continuità, prudenza, integrità, costanza e comparabilità, universalità, unità, flessibilità, competenza economica, prevalenza 511 della sostanza sulla forma, del costo come criterio base delle valutazioni di bilancio unico di Ateneo, equilibrio del bilancio preventivo unico d Ateneo e tendono ad evidenziare le responsabilità nella gestione delle risorse assegnate al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi prefissati. 8. L obiettivo cui tende l Ateneo è la costruzione di un sistema contabile che garantisca la coerenza dei flussi informativi, ne potenzi la utilità e la fruibilità, assicurando, quindi, l ottimale gestione dei processi di pianificazione e controllo e di contabilità generale. In ogni caso essi, unitamente alla reportistica che ne deriva, costituiscono una componente fondamentale del sistema di controllo interno dell Ateneo. Art. 2 - Finalità ed applicazione del Regolamento di Ateneo per l Amministrazione, la Finanza e la Contabilità - Manuali di Contabilità e di Controllo di gestione 1. Il presente Regolamento viene adottato in attuazione degli artt. 6 e 7 della Legge 9 maggio 1989, n. 168 e s.m.i., nonché, ai sensi della Legge 30 dicembre 2010, n. 240, in attuazione dell art. 7 comma 2 del Decreto Legislativo 27 gennaio 2012, n. 18. Esso disciplina le finalità e le strutture dei processi indicati all articolo precedente. 2. I dettagli delle strutture dei processi di pianificazione e controllo e di contabilità generale sono descritti, rispettivamente, nel manuale delle procedure di controllo di gestione e nel manuale delle procedure di contabilità generale. Detti manuali sono predisposti dalla competente Ripartizione dirigenziale ed approvati dal Consiglio di Amministrazione. 3. Le disposizioni del presente Regolamento si applicano anche ai Centri Interuniversitari con sede amministrativa presso l Ateneo. CAPO II - STRUTTURA ORGANIZZATIVA E CENTRI DI RESPONSABILITÀ Art. 3 - Strutturazione del processo di pianificazione e controllo e del sistema di contabilità analitica 1. Il processo di pianificazione e controllo ed il sistema di contabilità analitica di cui all art. 37 del presente regolamento riflettono i Centri di responsabilità in cui si articola la struttura organizzativa dell Ateneo. 2. I Centri di responsabilità sono unità organizzative il cui responsabile è individuato sulla base dello Statuto, degli atti e dei regolamenti di Ateneo. 3. I Centri di responsabilità hanno il governo delle risorse assegnate e rispondono della corretta gestione di queste e del raggiungimento degli obiettivi programmati. 4. I Centri di responsabilità hanno autonomia gestionale e amministrativa e rispondono dell efficienza e dell efficacia dell utilizzo delle risorse rese loro disponibili e del raggiungimento degli obiettivi programmati. Sono titolari di budget economico e di budget degli investimenti autorizzatorio annuale, oltre che di budget economico e di budget degli investimenti triennale non autorizzatorio. 5. Ciascun Centro di responsabilità predispone, unitamente alla proposta di budget, economico e degli investimenti annuale, una proposta di budget, economico e degli investimenti, triennale, sulla base di schemi-tipo. 6. I Centri di responsabilità comprendono i Centri di Gestione individuati al successivo articolo 4, i quali possono essere articolati in entità di ordine inferiore, in funzione dei predetti riferimenti normativi e regolamentari. 7. Una specifica Unità analitica può essere costituita in riferimento a Progetti particolarmente complessi e rilevanti. Tale Unità analitica può strutturarsi anche in maniera trasversale rispetto ai Centri di Gestione, e può essere assegnataria di risorse specifiche, gestite dal/dai Centro/i di Gestione di riferimento. 612 Art. 4 - Centri di Gestione 1. Ai fini del presente Regolamento, i Centri di Gestione si distinguono in: a. Gestione Centralizzata, costituita dall amministrazione centrale; b. Centri di Gestione aventi Autonomia Gestionale ed Amministrativa, che comprendono le strutture didattiche, di ricerca e di servizio, di cui al successivo articolo 6. Art. 5 - Gestione Centralizzata 1. La Gestione Centralizzata si articola in Ripartizioni a cui possono afferire più Uffici. A capo di essa vi è il Direttore Generale. 2. Il Direttore Generale è responsabile del conseguimento degli obiettivi da questi assegnati alla Gestione Centralizzata, nonché della corretta gestione e valorizzazione delle risorse umane e strumentali ad essa assegnate, dell articolazione e suddivisione degli obiettivi e delle risorse fra le Ripartizioni - in ragione delle rispettive competenze istituzionali - e del coordinamento delle attività delle Ripartizioni. 3. A capo di ciascuna Ripartizione è posto un Dirigente che, nell esercizio delle proprie funzioni istituzionali, risponde del conseguimento degli obiettivi assegnati alla Ripartizione stessa e della salvaguardia e valorizzazione delle relative risorse, coordina gli Uffici in cui essa può articolarsi e risponde della legittimità degli atti. Se la Ripartizione è suddivisa in Uffici, a capo di ciascun Ufficio è posto un Capo Ufficio che riferisce al Dirigente della Ripartizione e risponde della legittimità degli atti. 4. Alle Ripartizioni sono attribuite, dal Consiglio di Amministrazione, responsabilità di budget, cui corrispondono poteri di spesa ad esse coerenti. Il Direttore Generale ed i Dirigenti possono autorizzare spese nell ambito del budget ad essi assegnato e/o comunque nei limiti di importo previsti dall art. 28, comma 1, lett. b), del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.i., oltre Iva o del diverso importo deliberato dal Consiglio di Amministrazione. 5. Il Rettore è autorizzato ad esercitare i poteri medesimi nei limiti di importo di cui al comma precedente maggiorati del 50% o del diverso importo deliberato dal Consiglio di Amministrazione In ogni caso, con l approvazione del presente Regolamento, il Consiglio di Amministrazione autorizza il Direttore Generale ed i Dirigenti delle Ripartizioni ad esercitare poteri di spesa nei limiti di importo previsti dall art. 28, comma 1, lett. b), del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.i., ed il Rettore ad esercitare i poteri medesimi nei limiti di importo di cui al comma precedente maggiorati del 50%. Art. 6 - Centri di Gestione aventi Autonomia Gestionale ed Amministrativa 1. Sono Centri di Gestione aventi Autonomia Gestionale ed Amministrativa: a. i Dipartimenti; b. i Centri di Ricerca interdipartimentali e interuniversitari con sede amministrativa in Ateneo; c. le Scuole; d. i Centri di Servizio Interdipartimentali; e. i Centri di Servizio dell Ateneo; f. l Azienda Agraria e Zootecnica; g. i Centri Museali; h. l Orto Botanico; i. il Centro di Ateneo per le Biblioteche. 2. I Centri di cui al comma 1, sono altresì Centri di responsabilità ai sensi del successivo articolo 38 e possono essere dotati di struttura personale e patrimoniale propria, ovvero utilizzare quella di altri Centri. 3. In ciascun Centro di cui al comma 1 il Direttore/Presidente, individuato quale Responsabile della Gestione del Centro medesimo, garantisce il conseguimento degli obiettivi assegnati al Centro, nonché la corretta gestione e valorizzazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali ad esso affidate. In relazione al conseguimento degli obiettivi, al Direttore/Presidente e al personale del Centro può essere riconosciuto un elemento retributivo 713 premiale secondo i sistemi incentivanti istituiti nell Ateneo. Al Direttore/Presidente del Centro è riconosciuta un indennità per l attribuzione di specifiche responsabilità in base a criteri definiti dal Consiglio di Amministrazione e comunque nel rispetto delle norme vigenti. 4. In ciascun Centro di cui al comma 1, il Direttore Generale, sentito il Direttore/Presidente del Centro stesso, individua il Responsabile dei Processi Contabili. La responsabilità della legittimità degli atti e della corretta gestione del Centro comporta l esercizio dei poteri d indirizzo e vigilanza da parte del Direttore/Presidente, nonché l adozione di tutti gli atti di gestione, ferma restando la responsabilità del Responsabile dei Processi Contabili, per quanto riguarda l istruttoria di ciascun atto di propria competenza. 5. Il Responsabile dei Processi Contabili del Centro che utilizza la struttura personale di altri Centri, coincide con quello del Centro che presta la struttura personale. 6. Ai Centri di Gestione aventi Autonomia Gestionale ed Amministrativa sono attribuite, dal Consiglio di Amministrazione, responsabilità di budget, cui corrispondono poteri di spesa ad esse coerenti. Tali poteri si esercitano nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti di ciascun Centro, se non diversamente previsto dallo Statuto e dal presente Regolamento e comunque nel rispetto dei budget approvati dal Consiglio di Amministrazione. Il competente organo collegiale del Centro di Gestione può autorizzare spese senza limiti di importo purché le stesse siano state previste nel budget economico, degli investimenti e di cassa approvato dal Consiglio di Amministrazione e nelle sue successive modificazioni e, può, altresì, autorizzare la stipula di contratti e convenzioni, non previsti in sede di approvazione del budget e sue successive modificazioni, purché le correlate variazioni di budget economico e di budget degli investimenti rientrino in quelle che possono essere autorizzate dai Responsabili dei Centri di Gestione ai sensi dell articolo 17 del presente Regolamento. 7. Il Direttore/Presidente del Centro può autorizzare spese, purché le stesse siano state previste nel budget approvato dal Consiglio di Amministrazione e sue successive modificazioni, nei limiti di importo previsti dall art. 28, comma 1, lett. b), del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.i. oltre Iva o del diverso importo deliberato dal Consiglio di Amministrazione. 8. La gestione amministrativo-contabile dell Azienda Agraria e zootecnica è incardinata nel Dipartimento di Agraria. TITOLO II - IL SISTEMA INFORMATIVO CAPO I - ORGANIZZAZIONE E PRINCIPI DEL SISTEMA INFORMATIVO- CONTABILE Art. 7 - Il sistema informativo-contabile e i suoi principi 1. In vista delle finalità affermate dall articolo 1, l Ateneo si dota di un adeguato sistema informativo-contabile, costituito, oltre che da appropriate unità di hardware e di software, delle risorse umane delegate ad operarvi e dalle relative competenze, nonché da procedure in grado di supportare la gestione dei processi di pianificazione e controllo, finalizzati alla redazione del bilancio unico d ateneo di previsione annuale autorizzatorio e del bilancio unico d ateneo di previsione triennale, della contabilità generale finalizzata alla redazione del bilancio unico d ateneo d esercizio e del bilancio consolidato. 2. L obiettivo cui tende l Ateneo è che i processi di pianificazione e controllo e di contabilità generale debbano potere utilizzare, e debbano alimentare, una base di dati (data base) ed una piattaforma software comuni, allo scopo di massimizzare la fruibilità delle informazioni da parte dei Centri di responsabilità e delle loro articolazioni. Pur nel rispetto delle deleghe, limiti e prerogative riconosciute a ciascun centro di responsabilità, i predetti sistemi devono essere configurati sulla base di sistemi informatici condivisi ed integrati, che favoriscano l accesso e 814 la fruizione delle informazioni, garantendo la coerenza (consistency) dei dati utilizzati da tutti i sottosistemi e favorendo il dialogo tra i diversi sottosistemi. Art. 8 - L accesso al sistema informativo-contabile ed il sistema delle deleghe 1. Il sistema informativo-contabile deve essere strutturato in modo da garantire stabilità operativa, un appropriato livello di tutela e protezione dei dati, anche personali, e delle informazioni, nel rispetto di quanto previsto dal presente Regolamento e dalle disposizioni di legge. 2. L accesso al sistema informativo-contabile, ai suoi sottosistemi, ed i poteri d intervento su di essi, devono essere concessi ai membri della struttura organizzativa di Ateneo, in ragione delle mansioni da ciascuno di essi esercitate, delle competenze possedute, delle responsabilità attribuite, del livello gerarchico riconosciuto. 3. I livelli di accesso consentiti, ed i poteri d intervento attribuiti, con le responsabilità correlative, forma il sistema delle deleghe di utilizzo del sistema informativo-contabile di Ateneo. 4. È compito della Gestione Centralizzata e segnatamente del Direttore Generale, nel rispetto dei principi indicati nel presente Regolamento e delle disposizioni emanate dal Consiglio di Amministrazione e dal Rettore, predisporre il sistema delle deleghe, determinando i livelli di accesso e di intervento al sistema informativo-contabile ed ai suoi sottosistemi. Art. 9 - I sottosistemi della contabilità analitica, della contabilità generale 1. Il sistema informativo-contabile comprende il sottosistema della contabilità analitica, su cui si fondano i processi di pianificazione e controllo, e la predisposizione del bilancio unico di ateneo triennale ed annuale, il sottosistema della contabilità generale, su cui si fonda la redazione del bilancio unico di esercizio di ateneo e del bilancio consolidato. 2. Pur nel rispetto dei principi affermati dal Regolamento, in particolare di quelli relativi all organizzazione del sistema informativo-contabile, il sottosistema della contabilità analitica consiste in un insieme di rilevazioni tenute secondo le modalità specificate nel manuale di delle procedure controllo di gestione. Le informazioni prodotte dal sottosistema della contabilità analitica, opportunamente integrate con quelle comprese in altri sottosistemi informativi, forniscono dati utili per orientare le scelte direzionali secondo criteri di economicità, efficacia ed efficienza, per sviluppare i budget dei Centri di Gestione, per verificare la disponibilità di risorse a disposizione dei Centri stessi, nonché per analizzare e spiegare gli scostamenti tra le previsioni ed i risultati. 3. Il sottosistema della contabilità generale è al fondamento della predisposizione del bilancio unico d ateneo d esercizio. Attraverso la contabilità generale, che consta di un insieme ordinato di rilevazioni tenute con il metodo della partita doppia, si perviene alla determinazione contabile del capitale di funzionamento e del risultato economico di esercizio, che devono essere esposti, rispettivamente, nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico del Bilancio. Le informazioni della contabilità generale, opportunamente integrate con quelle prelevabili da altri sottosistemi informativi, permettono di predisporre anche la Nota Integrativa ed il Rendiconto Finanziario. Le modalità operative di tenuta delle scritture contabili in partita doppia sono descritte nel manuale delle procedure di contabilità generale. 4. I sottosistemi contabili della contabilità analitica e/o della contabilità generale devono essere strutturati in modo tale da permettere l ottenimento dei dati necessari al puntuale adempimento anche degli obblighi tributari. Devono consentire, fra l altro, di determinare i proventi e gli oneri derivanti dallo svolgimento dell attività commerciale e porre le strutture organizzative competenti nella condizione di operare calcoli di convenienza economica comparata nell adozione delle diverse opzioni di imposizione e tassazione, laddove praticabili, come ad esempio a fini IRAP. 915 Art Periodo contabile 1. Il sistema informativo-contabile ed i suoi sottosistemi sono temporalmente articolati per esercizi, di durata annuale, la cui delimitazione, se non è stabilita per legge, è definita dallo Statuto o dai Regolamenti di Ateneo. 2. In ragione delle funzioni espletate, delle responsabilità attribuite e delle esigenze informative dell Ateneo, i sottosistemi del sistema informativo-contabile devono poter rendere disponibili informazioni e report con periodicità anche pluriennale od infrannuale, con adeguati gradi di flessibilità. Art Il Piano dei Conti 1. In vista dell articolazione del sistema informativo-contabile, nel rispetto dei requisiti degli schemi di cui alla normativa vigente, sono istituiti due piani dei conti: a. il piano dei conti della contabilità analitica; b. il piano dei conti della contabilità generale. 2. Il piano dei conti della contabilità analitica identifica lo schema classificatorio per la predisposizione del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio di cui al successivo articolo 13. Esso è elaborato a supporto all attività di programmazione e controllo, tenuto conto della funzione anche autorizzatoria delle rilevazioni, in relazione ai diversi Centri di Responsabilità. 3. Il piano dei conti della contabilità generale è elaborato in vista della composizione del bilancio unico di ateneo di esercizio ed è strutturato in 6 livelli di dettaglio, tenuto anche conto delle informazioni richieste ai fini dell armonizzazione con il Sistema di Contabilità delle Amministrazioni Pubbliche (SIOPE, COFOG). 4. I predetti piani dei conti s interfacciano fra di loro, ai livelli consentiti dagli applicativi utilizzati, nella base dati unica di Ateneo. Il piano dei conti della contabilità generale, in corrispondenza dell ultimo livello di dettaglio, è associato alla codifica SIOPE (Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici) utile alla riclassificazione dei dati contabili per la predisposizione del rendiconto annuale in contabilità finanziaria. 5. La definizione e le modifiche dei piani dei conti sono di competenza del Dirigente della Ripartizione competente per materia. TITOLO III - IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO CAPO I - OGGETTO, FINALITÀ E PRINCIPI DEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Art Oggetto, finalità e principi del processo di pianificazione 1. Il processo di pianificazione e controllo definisce gli obiettivi dell Ateneo su base annuale e triennale e li declina, unitamente al programma delle azioni da compiere per il loro conseguimento, per i Centri di responsabilità in cui la struttura organizzativa si articola. 2. Esso garantisce la sostenibilità economico-finanziaria delle attività dell Ateneo e perviene alla formazione dei documenti previsionali di sintesi costituiti da: a. bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio; b. bilancio unico di ateneo di previsione triennale; c. bilancio preventivo unico di ateneo non autorizzatorio in contabilità finanziaria (annuale); d. relazione tecnico-contabile a corredo dei predetti documenti contabili previsionali. 3. Il bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio è finalizzato al conseguimento dell equilibrio economico e finanziario dell esercizio di riferimento ed è composto dal budget economico, dal budget degli investimenti e dal budget di cassa. In particolare: 1016 a. il budget economico comprende i costi che si prevede di sostenere ed i ricavi che si prevede di conseguire nell esercizio di riferimento, in base al principio della competenza economica; b. il budget degli investimenti comprende gli investimenti che ci si propone di effettuare nell esercizio di riferimento e le rispettive fonti di copertura. Sono considerate operazioni di investimento quelle rivolte a modificare la consistenza quantitativa e qualitativa delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie. La copertura finanziaria degli investimenti deve avvenire mediante: 1. l utilizzo dei risultati di gestione degli esercizi precedenti; 2. l utilizzo del risultato di gestione stimato per l esercizio in cui si prevede di effettuare l investimento; 3. l utilizzo di fonti di finanziamento a medio-lungo termine; 4. la dismissione delle immobilizzazioni del patrimonio di proprietà dell Ateneo e l utilizzo della risultante liquidità; 5. specifiche contribuzioni. 4. Eventuali maggiori oneri per investimenti imprevisti che dovessero emergere nel corso dell esercizio, richiedono l individuazione delle risorse finanziarie aggiuntive necessarie alla loro copertura e/o una riduzione compensativa degli investimenti già programmati. Tali variazioni sono approvate dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Rettore. 5. Il Consiglio di Amministrazione può deliberare, con motivata decisione, il ricorso al mercato finanziario per contrarre o ricontrattare mutui da finalizzare esclusivamente a investimenti, nel rispetto dei limiti all indebitamento previsti dalla normativa vigente. L onere delle quote di ammortamento dei mutui non dovrà comunque compromettere il funzionamento ordinario della gestione amministrativa dell Ateneo e di tale valutazione dovrà essere fatta menzione esplicita nella proposta della deliberazione. 6. Al fine di programmare e gestire i flussi di cassa dell intero Ateneo, ciascun Centro di gestione predispone il budget di cassa annuale che comprende i flussi di cassa in entrata e in uscita, articolati per mensilità, o per differenti periodicità deliberati dal Consiglio di Amministrazione. 7. Al bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio è allegato il prospetto contenente la classificazione della spesa complessiva per missioni e programmi, che riporta le missioni ed i programmi dell Ateneo, come definiti dalle norme di legge. Le missioni identificano gli obiettivi strategici perseguiti dall Ateneo, cui sono destinate risorse finanziarie, umane e strumentali. I programmi rappresentano aggregati omogenei di attività, volte a conseguire gli obiettivi strategici identificati attraverso le missioni. In conformità alle disposizioni contenute nell'art. 13 del Decreto Legislativo 31 maggio 2011, n. 91, ciascun programma è corredato con l'indicazione della corrispondente codificazione della nomenclatura COFOG di secondo livello. 8. Il bilancio unico di Ateneo di previsione triennale esprime la programmazione strategica dell Ateneo ed è finalizzato al conseguimento dell equilibrio economico e finanziario e della sostenibilità di tutte le attività del triennio considerato. È composto dal budget economico triennale, dal budget degli investimenti triennale: a. il budget economico triennale comprende i costi che si prevede di sostenere ed i ricavi che si prevede di conseguire nel triennio di riferimento, in base al principio della competenza economica; b. il budget degli investimenti triennale comprende gli investimenti che ci si propone di effettuare e le fonti della loro copertura, nel triennio di riferimento. Sono considerate operazioni di investimento quelle rivolte a modificare la consistenza quantitativa e qualitativa delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie. 9. Nello sviluppo progressivo dei budget annuali e triennali deve essere osservato il principio di continuità, in base al quale ciascuna entità organizzativa avente responsabilità di budget deve, nello sviluppo temporale progressivo della pianificazione, motivare il mancato conseguimento anche solo temporale degli obiettivi e specificarne gli effetti sulla rimodulazione delle previsioni. 1117 10. Il bilancio preventivo unico di ateneo non autorizzatorio in contabilità finanziaria, ai sensi della normativa vigente, adotta quale schema classificatorio quello della tassonomia SIOPE, al fine di consentire il consolidamento e il monitoraggio dei conti delle amministrazioni pubbliche. 11. La relazione tecnico-contabile a corredo dei predetti documenti previsionali, redatta dai responsabili del procedimento ai sensi del Regolamento di Ateneo in materia di procedimento amministrativo e sottoscritta dal Dirigente di Ateneo della competente Ripartizione dirigenziale, dal Direttore Generale e dal Rettore dettaglia e completa le informazioni riportate nei bilanci. CAPO II - IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE ANNUALE E TRIENNALE Art Processo di formazione del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio 1. Il Direttore Generale, di concerto con il Rettore, con l ausilio della competente Ripartizione dirigenziale della Gestione Centralizzata, procede alla predisposizione del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio, adottando il quarto livello dello schema classificatorio del piano dei conti di contabilità analitica, di cui al presente Regolamento. Esso, ai sensi dell art. 5, comma 7, lett. a) del Decreto Legislativo 27 gennaio 2012, n. 18, viene presentato dal Rettore al Consiglio di Amministrazione per essere approvato entro il 31 dicembre dell anno precedente a quello di riferimento, previo parere del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori dei Conti. 2. Ai fini di cui al comma 1, ogni Centro di Gestione avente autonomia gestionale e amministrativa trasmette al competente ufficio della Gestione Centralizzata, entro il 15 settembre dell anno precedente a quello cui si riferiscono, le proprie proposte di budget economico, degli investimenti annuale, formulate nel rispetto di quanto previsto all articolo 15, nonché un budget di cassa annuale mensilizzato, o articolato in differenti periodicità deliberate dal Consiglio di Amministrazione. 3. Le proposte di budget annuale devono essere accompagnate da una relazione descrittiva, che evidenzi la coerenza delle stesse con le linee strategiche di programmazione annuale e triennale approvate dal Consiglio di Amministrazione entro il 30 giugno dell anno precedente a quello di riferimento. 4. Qualora il progetto di bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio evidenzi profili d insostenibilità economica e/o finanziaria dovuti all interazione delle proposte di budget dei Centri di Gestione, il Direttore Generale, previa istruttoria predisposta da parte dei competenti Uffici della competente Ripartizione dirigenziale, trasmette gli atti al Rettore. Questi, sentiti i Direttori/Presidenti dei Centri di Gestione, sottopone la propria proposta motivata di bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio al Consiglio di Amministrazione, il quale, entro il 31 dicembre, previo parere favorevole del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori, l approva, se del caso con modifiche, in coerenza con le linee per la programmazione annuale e triennale di cui all articolo 1, comma 2. Art Processo di formazione del bilancio unico di ateneo di previsione triennale 1. Il Direttore Generale, di concerto con il Rettore, con l ausilio della competente Ripartizione dirigenziale della Gestione Centralizzata, procede alla predisposizione del bilancio unico di ateneo di previsione triennale, adottando il quarto livello dello schema classificatorio del piano dei conti di contabilità analitica, di cui al presente Regolamento. Tale bilancio, ai sensi dell art. 5, comma 7, lett. a) del Decreto Legislativo 27 gennaio 2012, n. 18, viene presentato dal Rettore al Consiglio di Amministrazione per essere approvato entro il termine del 31 dicembre dell anno precedente al triennio di riferimento, previo parere del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori dei Conti. 1218 2. Ai fini di cui al comma 1, ogni Centro di Gestione formula le proprie proposte di budget economico triennale e di budget degli investimenti triennale, in conformità ai principi fissati nel presente Regolamento e delle linee strategiche per la programmazione triennale approvate dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Rettore, previo parere del Senato accademico, emanate ai sensi dell articolo 1, comma 1, e le trasmette al competente Ufficio della Gestione Centralizzata, unitamente alle proposte di budget economico annuale e di budget degli investimenti annuale e di cassa annuale, entro i medesimi termini previsti dal precedente articolo 13, comma Le proposte di budget triennale devono essere accompagnate da una relazione descrittiva, che evidenzi la coerenza delle stesse con le linee strategiche di programmazione annuale e triennale approvate dal Consiglio di Amministrazione entro il 30 giugno dell anno precedente a quello di riferimento. 4. Qualora il progetto di bilancio unico di ateneo di previsione triennale presenti profili di incompatibilità economico-finanziaria, il Direttore Generale, previa istruttoria predisposta da parte dei competenti Uffici della competente Ripartizione dirigenziale, trasmette gli atti al Rettore. 5. Questi, sentiti i Direttori/Presidenti dei Centri di Gestione, sottopone la propria proposta motivata di bilancio unico di ateneo di previsione triennale al Consiglio di Amministrazione, il quale, entro il 31 dicembre, previo parere favorevole del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori, l approva, se del caso con modifiche, in coerenza con le linee per la programmazione annuale e triennale di cui all articolo 1 comma 2. Art Processo di formazione della proposta dei budget dei Centri di Gestione aventi autonomia gestionale e amministrativa 1. Le proposte di budget annuali e triennali di ciascun Centro di Gestione sono formulate ed approvate nel rispetto delle procedure definite dal Regolamento interno del Centro medesimo ed in tempo utile per il rispetto dei termini previsti dal precedente articolo 13, comma È compito del Responsabile dei Processi Contabili assicurare la conformità dei prospetti contabili alle direttive tecniche impartite dalla Gestione Centralizzata, la coerenza interna dei prospetti trasmessi (consistency), la coerenza dei budget annuali con quelli triennali, l adeguatezza delle previsioni rispetto all esperienza storica, ove esistente. 3. Le proposte di budget annuali e triennali di ciascun Centro, approvate secondo la procedura richiamata al comma 1, e le rispettive relazioni di accompagnamento, sono trasmesse alla Gestione Centralizzata debitamente firmate dai Direttori/Presidenti dei Centri e dal responsabile dei processi contabili. Art Finalità del processo di variazione del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio 1. I Centri di Gestione possono effettuare variazioni dei dati contenuti nel budget economico annuale, nel budget degli investimenti annuale in conformità a quanto indicato nei successivi articoli. Art Variazioni del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio non soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione 1. Costituiscono variazioni non soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione le variazioni compensative tra voci di costo e/o le variazioni compensative tra voci di ricavo aventi luogo all interno del budget economico, o del budget degli investimenti, che non comportino variazioni negative dei saldi inframensili del budget di cassa annuale, redatto ai sensi dell articolo 13 del presente Regolamento, purché sia rispettata almeno una delle seguenti condizioni: a. le variazioni siano operate nell ambito del medesimo quarto livello autorizzatorio del piano dei conti del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio; 1319 b. le variazioni siano quantitativamente non rilevanti, intendendosi per tali le variazioni che non superino Euro ,00, ovvero la maggiore o minor somma deliberata dal Consiglio di Amministrazione, indipendentemente dal livello contabile delle voci di classificazione del piano dei conti. 2. Costituiscono altresì variazioni non soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione le variazioni di voci di costo correlate a variazioni di voci di ricavo scaturenti dalla sottoscrizione di contratti e convenzioni con enti e soggetti pubblici e/o privati che non comportino variazioni negative dei saldi inframensili del budget di cassa annuale del Centro di Gestione predisposto ai sensi dell articolo 13 del presente Regolamento. 3. Le variazioni di cui ai precedenti commi 1 e 2 che comportino variazioni negative dei saldi inframensili del budget di cassa annuale del Centro di Gestione, previo ottenimento del nulla osta del Dirigente della Ripartizione responsabile della gestione dei flussi di cassa di Ateneo, rilasciato ai sensi del comma 5 dell articolo 32 del presente Regolamento, non sono soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione. 4. Le variazioni di cui ai precedenti commi 1, 2 e 3 sono autorizzate: a. per la Gestione Centralizzata, con decreto del Direttore Generale e trasmesse per conoscenza al Collegio dei Revisori dei conti; b. per i Centri di Gestione, con decreto del Direttore/Presidente del Centro, trasmesso entro 5 giorni lavorativi dall emissione al competente Ufficio della Gestione Centralizzata e per conoscenza al Collegio dei Revisori dei Conti. Art Variazioni del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio soggette a regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione 1. Sono soggette al regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione tutte le variazioni del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio non comprese nel regime di cui ai commi 1 e 2 dell articolo precedente. 2. Sono altresì soggette al regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione tutte le variazioni del bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio di cui ai comma 1 e 2 del precedente articolo 17, per le quali il Dirigente della Ripartizione responsabile della gestione dei flussi di cassa di Ateneo non abbia potuto rilasciare il nulla osta di cui all articolo 32, comma Relativamente alle variazioni di cui al precedente comma 1, il Responsabile del competente Ufficio per la Gestione Centralizzata e il Responsabile dei processi contabili per il Centro di Gestione avente autonomia gestionale ed amministrativa, dovranno rispettivamente verificare, per la Gestione Centralizzata e per i Centri di Gestione aventi autonomia gestionale ed amministrativa, la sussistenza di eventuali correlate variazioni negative dei saldi inframensili del budget di cassa annuale, approvato ai sensi dell articolo 13 del presente Regolamento. 4. Le variazioni soggette al regime autorizzatorio del Consiglio di Amministrazione sono autorizzate dal Consiglio di Amministrazione, previo parere del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori dei Conti, su proposta: a. per la Gestione Centralizzata, dal competente Ufficio della Gestione Centralizzata; b. per i Centri di Gestione aventi Autonomia Gestionale ed Amministrativa, dal Rettore, su richiesta del Direttore/Presidente del Centro, previa istruttoria curata dal competente ufficio della Gestione Centralizzata. 5. In casi di necessità ed urgenza, le variazioni del presente articolo sono autorizzate tramite decreto motivato dal Rettore, che le sottopone per la ratifica al Consiglio di Amministrazione nella prima adunanza utile, unitamente al parere del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori dei Conti, preventivamente acquisiti. 1420 Art Analisi degli scostamenti e variazioni del Bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio 1. I Centri di Gestione e la Gestione Centralizzata devono verificare progressivamente e consuntivamente il grado di conseguimento degli obiettivi previsti dai budget autorizzati, e devono redigere un consuntivo di budget affiancato al budget approvato comprensivo delle eventuali variazioni come disciplinate dall articolo 18, che evidenzi gli scostamenti determinatisi rispetto al budget approvato. 2. In caso di scostamenti significativi, soprattutto delle voci suscettibili di compromettere gli equilibri economici e finanziari di esercizio, i Centri di Gestione e la Gestione Centralizzata devono tempestivamente dare corso ai processi di variazione di cui agli articoli 17 e Al termine di ciascun esercizio, i Centri di Gestione e la Gestione Centralizzata devono elaborare un rapporto sugli scostamenti verificatisi rispetto ai budget autorizzati, tenuto conto anche delle variazioni di cui agli articoli 17 e Degli scostamenti progressivi ed annuali verificatisi deve tenersi conto nell elaborazione e nella revisione della pianificazione triennale. Art Esercizio provvisorio 1. Qualora non sia in grado di approvare il bilancio unico di ateneo di previsione annuale autorizzatorio entro i termini stabiliti dal presente Regolamento, il Consiglio di Amministrazione, valutate le implicazioni finanziarie, autorizza, con propria deliberazione, la prosecuzione della gestione in esercizio provvisorio, per un periodo non superiore ai quattro mesi. 2. Nell autorizzare l esercizio provvisorio, il Consiglio di Amministrazione deve indicare le linee guida cui devono attenersi i Centri di Gestione e la Gestione Centralizzata, ed i limiti di budget di cassa entro cui essi possono operare, fermo restando che lo scopo di tale autorizzazione è quello di garantire la prosecuzione della gestione ordinaria, che deve svolgersi in coerenza con la pianificazione triennale vigente. 3. Durante l esercizio provvisorio, nei limiti delle linee guide del Consiglio di Amministrazione, gli atti della gestione ordinaria possono essere autorizzati, per ciascun Centro di Gestione e per la Gestione Centralizzata, per tanti dodicesimi della spesa prevista da ciascun conto (SIOPE/COAN-COGE) dell ultimo bilancio approvato per quanti sono i mesi autorizzati dell esercizio provvisorio, ovvero nei limiti della maggiore spesa necessaria, qualora si tratti di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegni o di pagamenti frazionati in dodicesimi. 4. Le limitazioni di cui al comma 3 si intendono riferite sia alle autorizzazioni di impegno sia a quelle di pagamento. CAPO III - BILANCIO PREVENTIVO UNICO DI ATENEO NON AUTORIZZATORIO IN CONTABILITÀ FINANZIARIA Art Predisposizione del bilancio preventivo unico di ateneo non autorizzatorio in contabilità finanziaria. Collegamenti col processo di formazione del bilancio unico d ateneo di previsione annuale autorizzatorio 1. Contestualmente all approvazione dei bilanci di cui agli articoli 13 e 14, il Direttore Generale, di concerto con il Rettore, con l ausilio della competente Ripartizione dirigenziale della Gestione Centralizzata, procede alla predisposizione del bilancio preventivo unico di ateneo non autorizzatorio in contabilità finanziaria, adottando quale schema classificatorio la tassonomia SIOPE e nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Tale bilancio viene presentato dal Rettore al Consiglio di Amministrazione per essere approvato entro il 31 dicembre dell anno precedente a quello di riferimento, previo parere del Senato Accademico e del Collegio dei Revisori dei Conti. 15 Vedere altro
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References: art. 6
 art. 5
 art. 14
 art. 19
 art. 31
 articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 1
 Art. 2
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 Art. 3
 art. 37
 articolo 4
 Art. 4
 articolo 6
 Art. 5
 art. 28
 art. 28
 Art. 6
 articolo 38
 articolo 17
 art. 28
 Art. 7
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 Art. 8
 Art. 9
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 art. 5
 articolo 15
 articolo 1
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 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
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 Articolo 2
 Articolo 1
 Articolo 1
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 Art. 2
 Articolo 1
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 Art. 1
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 Articolo 2
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 Articolo 1
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 art. 7
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 Art. 2
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 Art. 1
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 Articolo 1
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 Articolo 1
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 Art. 1
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