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Timestamp: 2020-08-14 15:02:36+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19133 del 01/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19133 del 01/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/08/2017, (ud. 06/07/2017, dep.01/08/2017), n. 19133
sul ricorso 19091-2014 proposto da:
MILIZIE, n. 9, presso lo studio dell’avvocato CARLO RIENZI, che lo
avverso la sentenza n. 1301/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
che il Tribunale di Torino, in accoglimento del ricorso proposto da M.G. – docente alle dipendenze del MIUR in virtù di una serie di consecutivi contratti a termine susseguitisi nel tempo dall’anno scolastico 2005/2006 all’anno 2009/2010 – dichiarò il diritto del predetto alla progressione nelle diverse posizioni stipendiali fin dal primo contratto di lavoro in ragione dell’anzianità di servizio conseguente ai contratti a termine stipulati tra le parti, condannando il MIUR a pagare le relative differenze retributive, da determinarsi in separata sede;
che la Corte territoriale, per quel che rileva nella presente sede, ha richiamato, a fondamento della pronuncia di rigetto del gravame del Ministero, il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t. d. trasfuso nella indicata Direttiva;
che di tale sentenza il MIUR chiede la cassazione sulla base di unico motivo, ai quale ha opposto difese il M., con controricorso;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata al ricorrente, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, in prossimità della quale il M. ha depositato memoria.
2. che viene denunziata violazione e falsa applicazione: della direttiva 99/70 e dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato ivi allegato, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526, del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, artt. 6 e 10, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, artt. 36 e 45, degli artt. 77, 79 e 106 del c.c.n.l. comparto scuola del 29 novembre 2007, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa;
5. che pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore, cui il M. ha prestato adesione nella sua memoria, il ricorso va rigettato con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5;

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 CGUE 
 sentenza 
 art. 526
 art. 9
 art. 1
 art. 4