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Timestamp: 2019-09-16 12:09:12+00:00

Document:
Centro di Ateneo per i Diritti Umani - Università di Padova | Strumenti internazionali :: Protocollo II addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 1949, relativo ai conflitti armati non internazionali (1977)
Ginevra, 8 giugno 1977. Entrata in vigore internazionale: 7 dicembre 1978.
https://ihl-databases.icrc.org/applic/ihl/ihl.nsf/States.xsp?xp_viewStates=XPages_NORMStatesParties&xp_treatySelected=475
Autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzione in Italia dati con legge n. 762 dell' 11 dicembre 1985 (Gazzetta Ufficiale n. 303 Suppl.Ord. del 27 dicembre 1985). Data della ratifica: 27 febbraio 1986 (Gazzetta Ufficiale n 78 del 04 aprile 1986). Entrata in vigore per l'Italia: 27 agosto 1986.
Titolo I. Campo di applicazione
Articolo 1. Campo di applicazione materiale
Articolo 2. Campo di applicazione personale
1. Il presente Protocollo si applicherà a tutte le persone colpite da un conflitto armato quale definito nell'art. 1, senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione o la credenza, le opinioni politiche o di altro genere, l'origine nazionale o sociale, il censo, la nascita o altra condizione, o qualsiasi altro criterio analogo (in seguito chiamati "distinzione di carattere sfavorevole").
2. Alla fine del conflitto armato, tutte le persone che siano state oggetto di una privazione o di una restrizione della libertà per motivi connessi con il conflitto stesso, nonché quelle che siano state oggetto di tali misure dopo il conflitto per gli stessi motivi, beneficeranno delle disposizioni degli articoli 5 e 6 fino al termine di detta privazione o di detta restrizione di libertà.
Articolo 3. Non intervento
Titolo II. Trattamento umanitario
Articolo 4. Garanzie fondamentali
1. Tutte le persone che non partecipano direttamente o non partecipano più alle ostilità, siano esse private o no della libertà, hanno diritto al rispetto della persona, dell'onore, delle convenzioni e delle pratiche religiose. Esse saranno trattate in ogni circostanza con umanità e senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole. È vietato di ordinare che non ci siano sopravvissuti.
c) i fanciulli di meno 15 anni non dovranno essere reclutati nelle forze armate o gruppi armati, né autorizzati a prendere parte alle ostilità;
Articolo 5. Persone private della libertà
b) le persone indicate nel presente paragrafo riceveranno viveri e acqua potabile nella stessa misura della popolazione civile locale, e beneficeranno di garanzie di salubrità e d'igiene, e di protezione contro i rigori del clima e i pericoli del conflitto armato;
e) beneficeranno, se debbono lavorare, di condizioni di lavoro e di garanzie simili a quelle di cui gode la popolazione civile locale.
d) dette persone beneficeranno di assistenza sanitaria;
Articolo 6. Azione penale
f) nessuno potrà essere costretto a testimoniare contro se stesso o a confessarsi colpevole.
3. Ogni persona condannata sarà informata, al momento della condanna, del suo diritto a ricorrere per via giudiziaria o altra via, nonché dei termini per esercitare tale diritto.
Titolo III. Feriti, malati e naufraghi
Articolo 7. Protezione e cure
Articolo 8. Ricerche
Articolo 9. Protezione del personale sanitario e religioso
Articolo 10. Protezione generale della missione medica
1. Nessuno sarà punito per avere esercitato una attività di carattere medico conforme alla deontologia, quali che siano stati le circostanze o i beneficiari dell'attività stessa.
2. Le persone che esercitano una attività di carattere medico non potranno essere costrette a compiere atti o effettuare lavori contrari alla deontologia o ad altre regole mediche volte a proteggere i feriti e i malati, o alle disposizioni del presente Protocollo, né ad astenersi dal compiere atti imposti da dette regole o disposizioni.
Articolo 11. Protezione delle unità e mezzi di trasporto sanitari
Articolo 12. Segno distintivo
Articolo 13. Protezione della popolazione civile
2. Né la popolazione civile in quanto tale, né le persone civili dovranno essere oggetto di attacchi. Sono vietati gli atti o le minacce di violenza, il cui scopo principale sia di diffondere il terrore fra la popolazione civile.
Articolo 14. Protezione dei beni indispensabili alla sopravvivenza popolazione civile
È vietato, come metodo di guerra, far soffrire la fame alle persone civili. Di conseguenza, è vietato attaccare, distruggere, asportare o mettere fuori uso, con tale scopo, beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, quali le derrate alimentari e le zone agricole che le producono, i raccolti, il bestiame, le installazioni e le riserve di acqua potabile, e le opere di irrigazione.
Articolo 15. Protezione delle opere e installazioni che racchiudono forze pericolose
Articolo 16. Protezione dei beni culturali e dei luoghi di culto
Articolo 17. Divieto del trasferimento forzato di persone civili
1. Il trasferimento della popolazione civile per motivi connessi con il conflitto non potrà essere ordinato, salvo il caso in cui lo esigano la sicurezza delle persone civili o ragioni militari imperiose. Se un tale trasferimento dovesse essere effettuato, saranno prese tutte le misure possibili affinché la popolazione civile sia accolta in condizioni soddisfacenti di alloggio, di salubrità, d'igiene, di sicurezza e di alimentazione.
Articolo 18. Società di soccorso e azioni di soccorso
Articolo 19. Diffusione
Articolo 20. Firma
Articolo 21. Ratifica
Articolo 22. Adesione
Articolo 24. Emendamenti
Articolo 25. Denunzia
Articolo 26. Notifiche
Articolo 27. Registrazione

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27