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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 8 giugno 2016, n. 11779 - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 8 giugno 2016, n. 11779
Sono indeducibili i compensi agli amministratori che non sono stati espressamente approvati dall’assemblea dei soci: occorre, infatti, una delibera specifica ovvero che in sede di approvazione del bilancio siano esplicitamente discussi ed approvati
ordinanza 8 giugno 2016, n. 11779
(OMISSIS) SRL, in persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma Piazza Cavour presso la Corte di Cassazione, rappresentata e difesa dall’Avvocato (OMISSIS), giusta procura speciale in calce al controricorso;
udito l’Avvocato (OMISSIS) difensore del controricorrente, che si riporta agli scritti e insiste nell’eccezione sollevata nel controricorso sulla tardivita’ del ricorso.
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR della Lombardia n.4082/2014/00, depositata il 23.7.2014 che ha confermato la decisione di primo grado con la quale erano stati annullati gli avvisi di accertamento emessi a carico della (OMISSIS) s.r.l. per la ripresa a tassazione di IRES, IRAP e IVA per gli anni dal 2005 al 2007.
L’Agenzia delle entrate deduce con il primo motivo la violazione dell’articolo 132 c.p.c., comma 2, n. 4 e articolo 156 c.p.c., articolo 118 disp. att. c.p.c., Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 36, comma 2, n. 4 e articolo 61. Evidenzia che la CTR aveva confezionato una motivazione palesemente apodittica e apparente, non risultando possibile comprendere l’iter logico seguito dal giudicante per pervenire al rigetto dell’appello.
Con il secondo motivo si deduce la violazione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, articolo 109 e degli articoli 2364 e 2389 c.c.. La sentenza impugnata era in ogni caso contrastante con i principi espressi da questa Corte – Cass. S.U. n. 21933/2008, occorrendo ai fini della deducibilita’ dei compensi corrisposti agli amministratori di societa’ un’apposita delibera assembleare.
Orbene, nel caso di specie la CTR ha affrontato la contestazione prospettata dall’Ufficio in fase di appello fondata sull’assenza di specifica delibera assembleare al fine di fruire della deducibilita’ dei compensi corrisposti agli amministratori, disattendendo la censura sotto il profilo che la societa’ era a ristretta base sociale e che la delibera assembleare di approvazione del bilancio avrebbe potuto contenere anche argomenti non inseriti all’ordine del giorno.
Cio’ consente di escludere l’assenza di motivazione in ordine alla doglianza proposta dall’ufficio che ha invece trovato risposta nella motivazione, sia pur sintetica e non palesemente illogica o incomprensibile, del giudice di appello.
Questa Corte e’ ferma nel ritenere che qualora la determinazione della misura del compenso degli amministratori di societa’ di capitali, ai sensi dell’articolo 2389 c.c., comma 1, non sia stabilita nell’atto costitutivo, e’ necessaria un’esplicita delibera assembleare, che non puo’, considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio, posto che: a)la natura imperativa e inderogabile della previsione normativa, discendente dall’essere la disciplina del funzionamento delle societa’ dettata, anche, nell’interesse pubblico al regolare svolgimento dell’attivita’ economica, oltre che dalla previsione come delitto della percezione di compensi non previamente deliberati dall’assemblea (articolo 2630 c.c., comma 2, abrogato dal Decreto Legislativo 11 aprile 2002, n. 61, articolo 1); b) la distinta previsione della delibera di approvazione del bilancio e di quella di determinazione dei compensi (articolo 2364 c.c., nn. 1 e 3); c) la mancata liberazione degli amministratori dalla responsabilita’ di gestione, nel caso di approvazione del bilancio (articolo 2434 cod. civ.); d) il diretto contrasto delle delibere tacite ed implicite con le regole di formazione della volonta’ della societa’ (articolo 2393 c.c., comma 2). Conseguentemente, l’approvazione in se’ del bilancio, pur se contenente la posta relativa ai compensi degli amministratori, non e’ idonea ai predetti fini, salvo che un’assemblea convocata solo per l’approvazione del bilancio, essendo totalitaria, non abbia espressamente discusso e approvato la proposta di determinazione dei compensi degli amministratori – cfr. Cass. n. 20265/2013; Cass. n. 22761/2014; Cass.n. 17673/2013-.;Cass. sez. un., 29 agosto 2008, n. 21933; Cass.n.28243/2005-.
Tali principi, ribaditi di recente da Cass. n. 5349/2014, che ha pure sottolineato come la necessita’ della preventiva delibera assembleare e’ funzionale alla certezza del costo, sono stati ulteriormente confermati da questa Corte con la sentenza n. 21953/2015, esaminando incidentalmente, con motivazioni che devono intendersi qui integralmente richiamate, la questione circa l’applicabilita’ della disciplina codicistica (articolo 2389 c.c.) in tema di compensi degli amministratori di societa’ di capitali agli amministratori di s.r.l. anche in seguito alla riforma del diritto societario conseguente al Decreto Legislativo n. 6 del 2003 che non pare potersi escludere anche in assenza di esplicito richiamo alla disciplina in tema di spa, risultando peraltro dallo stesso statuto societario (p. 19) la competenza assembleare a decidere i compensi all’amministratore, per come rilevato dai verificatori e non contraddetto dalla societa’ contribuente nel controricorso – v.pag.9 ricorso per cassazione-.

References: sentenza 
 articolo 156
 articolo 118
 articolo 36
 articolo 61
 articolo 109
 sentenza 
 Cass. 
 articolo 1
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza