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Timestamp: 2019-02-20 14:35:20+00:00

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Atti della riscossione nulli per incompetenza territoriale
31 Marzo 2017 | Autore: Francesca Romana Riili
Solo l’Agente della Riscossione situato nel luogo di residenza del contribuente è competente ad emettere gli atti della riscossione.
In campo tributario, la competenza territoriale dell’amministrazione ad emettere atti nei confronti dei contribuenti si radica nel luogo in cui si trova la residenza del destinatario dell’atto. Di conseguenza, solo l’Agente della Riscossione, competente in base alla residenza del contribuente, può emettere cartelle di pagamento, fermi amministrativi e ipoteche. L’atto, emesso dall’Agente della Riscossione territorialmente incompetente, è nullo e può essere impugnato. Ma facciamo un passo indietro.
1 Competenza territoriale dell’Agente della Riscossione
2 Atto emesso da un concessionario territorialmente incompetente
3 Come contestare l’incompetenza territoriale
Competenza territoriale dell’Agente della Riscossione
La riscossione esattoriale è rigidamente disciplinata dalla legge, anche con riferimento alla competenza territoriale dei concessionari della riscossione.
In particolare, la competenza territoriale degli uffici dell’amministrazione finanziaria è legata al luogo dove il contribuente ha il suo domicilio fiscale [1]. Si tratta di un principio generale, che riguarda ad esempio tanto l’Agenzia delle Entrate (anche se non per tutti gli atti da questa emessi), quanto l’Agente della Riscossione.
Il domicilio fiscale altro non è che il luogo di residenza del contribuente, ossia corrisponde al comune nella cui anagrafe il contribuente è iscritto [2].
Per quanto riguarda i soggetti diversi dalle persone fisiche, come ad esempio per le società, il domicilio fiscale si trova nel comune in cui è situata la sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa.
Dunque, l’Agente della Riscossione competente territorialmente:
è quello del luogo di residenza per il contribuente persona fisica;
è quello del luogo dove è collocata la sede legale per le società.
Atto emesso da un concessionario territorialmente incompetente
Quando arriva un atto della riscossione, il contribuente deve innanzi tutto verificare che lo stesso sia stato emesso dall’Agente della Riscossione territorialmente competente.
Infatti l’incompetenza territoriale è un motivo di nullità degli atti tributari emessi dai concessionari. Quindi, ad esempio, sono nulli se emessi in violazione delle regole sulla competenza i seguenti atti:
preavvisi di fermo amministrativo;
La nullità derivante da incompetenza territoriale è dunque un valido motivo di impugnazione degli atti della riscossione, dato che la giurisprudenza fino ad oggi è stata concorde sul punto. È di pochi giorni fa la sentenza della Cassazione che ha annullato un fermo amministrativo iscritto su un’autovettura perché emesso da un concessionario territorialmente incompetente [3].
Come contestare l’incompetenza territoriale
Tutti gli atti aventi ad oggetto una pretesa tributaria vanno categoricamente impugnati entro il termine di sessanta giorni dalla notifica [4].
Questo termine è perentorio, nel senso che il ricorso, notificato oltre il termine di sessanta giorni, è inammissibile. L’inammissibilità viene pronunciata anche nel caso in cui il contribuente abbia palesemente ragione.
Infatti, la Commissione Tributaria, ovvero il tribunale davanti al quale vanno proposte le cause aventi ad oggetto i tributi, deve preliminarmente verificare la tempestività del ricorso, e solo dopo entrare nel merito dei motivi formulati dal contribuente.
Quindi, anche nel caso in cui l’atto sia nullo, perché emesso da un concessionario non competente territorialmente, il ricorso va presentato nel termine di legge. In mancanza l’atto diventa definitivo e l’incompetenza territoriale viene sostanzialmente sanata: il contribuente non potrà farla valere neanche impugnando un atto successivo.
[1] Art. 31 D.P.R. 29.09.1973 n. 600.
[2] Art. 58 D.P.R. 29.09.1973 n. 600.
[3] Cass. sent. n. 8049/2017 del 29.03.2017.
Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 15 dicembre 2016 – 29 marzo 2017, n. 8049
Presidente Chindemi – Relatore Fasano
Ogni atto impositivo deve essere emesso dall’organo territorialmente competente. La competenza territoriale dell’Ufficio finanziario è individuata dall’art. 31 del d.P.R. n. 600 del 1973, con riferimento al domicilio fiscale del contribuente. La disposizione prevede che la competenza spetta all’Ufficio distrettuale nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o doveva essere presentata (v. Cass. sez. 5, n. 5358 del 2006, Cass. sez. 5, n. 11170 del 2013). Ai sensi dell’art. 58 del d.P.R. n. 600 del 1973, il contribuente è tenuto a comunicare ogni variazione del domicilio fiscale, permanendo in caso contrario la competenza territoriale dell’Ufficio individuato in riferimento al precedente domicilio (Sez. 6-5-ord. n. 21290 del 2015). Ai sensi dell’art. 12 d.P.R. n. 602 del 1973 (come modificato dall’art. 1 della legge n. 311/2004) l’Ufficio accertatore «forma ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui i concessionari operano», così come l’art. 24 d.P.R. n. 602 del 1973 dispone che «l’Ufficio consegna il ruolo al concessionario dell’ambito territoriale cui esso si riferisce».
09/06/2017 @ 10:12
Salve una srl con sede legale in Lombardia ma con sede effettiva/operativa/amministrativa in altra regione a quale concessionario deve fare riferimento?

References: sentenza 
 Art. 31
 Art. 58
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. sez.