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Timestamp: 2019-05-23 21:11:24+00:00

Document:
Consiglio di Stato, sez. IV, 13 ottobre 2015, n. 4713 (testo)Avv. Leda Rita Corrado | Studio legale e tributario
N. 04713/2015REG.PROV.COLL.
N. 00743/2015 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 743 del 2015, proposto da:
Dirpubblica (Federazione del Pubblico Impiego), rappresentata e difesa dall’avv. Carmine Medici, con domicilio eletto presso Carmine Medici in Roma, piazzale Clodio, 18;
Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Anac – Autorità Nazionale Anticorruzione e per la Valutazione e la Trasparenza delle Amministrazioni Pubbliche, Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE II n. 11466/2014, resa tra le parti, concernente silenzio-rifiuto sull’istanza di nomina dell’organismo indipendente di valutazione (o.i.v.), di adozione del sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale e del Piano della performance.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 settembre 2015 il Cons. Francesco Mele e uditi per le parti gli avvocati Carmine Medici e l’Avvocato dello Stato Fabio Tortora;
Con sentenza n. 11466/2014 del 17-11-2014 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione seconda, dichiarava inammissibile il ricorso proposto dalla Dirpubblica ( Federazione del Pubblico Impiego) per ottenere l’annullamento del silenzio-rifiuto serbato sulla diffida volta a chiedere: – all’Agenzia delle dogane e dei Monopoli e all’Agenzia delle Entrate di provvedere alla nomina dell’Organismo Indipendente di Valutazione, affinché provvedesse a definire il sistema di misurazione e valutazione delle performance organizzativa ed individuale; – all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all’Agenzia delle Entrate ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze di provvedere all’adozione del sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale; alla CIVIT di vigilare sulle prefate amministrazioni in ordine all’attuazione della disciplina di misurazione e valutazione delle performance organizzativa ed individuale.
Esponeva in fatto la predetta sentenza, dopo avere indicato i contenuti della diffida sopra rappresentati, quanto segue: “Avendo le indicate amministrazioni , destinatarie della diffida, serbato il silenzio in ordine alla stessa, ne deduce parte ricorrente l’illegittimità per i seguenti motivi di diritto: 1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 2, commi 1, 2 e 2 bis della legge n. 241/1990 – violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e seguenti del d.lgs. n. 150 del 2009 –violazione e falsa applicazione degli artt. 10, commi 4 e 8, lettera b) del d.lgs. n. 33 del 2013-violazione e falsa applicazione delle disposizioni sulla misurazione e valutazione sulla performance organizzativa ed individuale-violazione e falsa applicazione del principio di trasparenza ed efficienza dell’organizzazione amministrativa-violazione e falsa applicazione dell’art.97 Cost.-violazione e falsa applicazione del principio di accountability della pubblica amministrazione-violazione dell’obbligo di avviare e concludere il procedimento per l’adozione del sistema di misurazione e valutazione e del piano della performance e della relazione sulla performance-Eccesso di potere.
Nel richiamare parte ricorrente la disciplina di riferimento che ha introdotto nuovi metodi di valutazione della dirigenza, lamenta il silenzio serbato dalle intimate amministrazioni in ordine alla propria diffida, denunciando la mancata redazione, adozione e pubblicazione del Sistema di misurazione e valutazione della performance ai sensi dell’articolo 7 del d.lgs. n.150 del 2009, e del Piano delle performance di cui all’art. 10 di tale testo normativo, costituenti il ciclo della gestione della performance, evidenziando il contrasto tra i sistemi di valutazione della prestazione dirigenziale in vigore – SIVAD e SIRIO – rispetto alle invocate prescrizioni normative….Si sono costituite in resistenza le intimate amministrazioni eccependo, in via preliminare, il difetto di legittimazione attiva della federazione ricorrente e sostenendo nel merito della pretesa avanzata, la sua infondatezza, con richiesta di corrispondente pronunzia, evidenziando l’avvenuta costituzione dell’O.I.V. e la presenza di norme sospensive all’applicazione del d.lgs. n. 150/2009”.
Come sopra evidenziato, il Tribunale Amministrativo, dopo aver ritenuto la legittimazione attiva della ricorrente, dichiarava l’inammissibilità del ricorso.
Avverso la sentenza del giudice di prime cure ha proposto appello dinanzi a questo Consiglio di Stato la Dirpubblica, chiedendone la riforma ed instando per l’accoglimento della domanda proposta in primo grado.
Con il primo motivo ha censurato la sentenza nella parte in cui aveva ritenuto, in ragione della previsione contenuta nell’articolo 57, comma 21, del d.lgs. n. 235/2010, l’inesistenza di un obbligo di provvedere, deducendo in proposito: Violazione e falsa applicazione dell’art. 2, commi 1, 2 e 2 bis della legge n. 241/1990 – violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e seguenti del d.lgs. n. 150 del 2009 –violazione e falsa applicazione degli artt. 10, commi 4 e 8, lettera b) del d.lgs. n. 33 del 2013-violazione e falsa applicazione delle disposizioni sulla misurazione e valutazione sulla performance organizzativa ed individuale-violazione e falsa applicazione del principio di trasparenza ed efficienza dell’organizzazione amministrativa-violazione e falsa applicazione dell’art.97 Cost.-violazione e falsa applicazione del principio di accountability della pubblica amministrazione-violazione dell’obbligo di avviare e concludere il procedimento per l’adozione del sistema di misurazione e valutazione e del piano della performance e della relazione sulla performance-Eccesso di potere- Error in iudicando.
Con il secondo motivo ha dedotto: violazione e falsa applicazione degli artt. 31 e 117 c.p.a.-violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 24 e 111 Costituzione -azione sul silenzio per atti amministrativi generali o normativi in relazione alla lesione di interessi collettivi- ammissibilità-error in procedendo. In particolare, con tale doglianza ha censurato la sentenza del Tribunale nella parte in cui aveva ritenuto non compulsabile il ricorso avverso il silenzio-rifiuto per gli atti amministrativi generali e regolamentari, quali il d.p.c.m.
Si sono costituite in giudizio le intimate amministrazioni, deducendo l’infondatezza dell’appello e chiedendone il rigetto.
Con ordinanza n. 2309/2015 la Sezione ha disposto incombenti istruttori, adempiuti dall’amministrazione.
La Dirpubblica ha presentato memorie di replica.
La causa è stata discussa e trattenuta per la decisione alla camera di consiglio del 29-9-2015.
L’appello è fondato per le ragioni che di seguito si espongono.
Le argomentazioni offerte dal Tribunale non convincono il Collegio, onde la sentenza merita riforma nei sensi e per le ragioni che di seguito si espongono.
L’articolo 57, comma 21, del d.lgs. n. 235 del 2010 prevede che “ Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinati i limiti e le modalità di applicazione delle disposizioni dei titoli II e III del decreto legislativo 27 ottobre 2010, n. 150, al personale del Ministero dell’economia e delle finanze e delle Agenzie fiscali”.
Dunque, non vi è una espressa sospensione o un rinvio generalizzato del relativo obbligo, il quale – in considerazione della portata generale della normativa contenuta nel richiamato d.lgs. n. 150/2010, che si riferisce ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche il cui rapporto di lavoro è disciplinato dall’art. 2 , comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001 – è comunque operante anche per le amministrazioni finanziarie.
In considerazione della peculiarità della vicenda trattata e della novità delle questioni può essere disposta l’integrale compensazione tra le parti delle spese del doppio grado di giudizio.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e nei limiti di cui in motivazione e, per l’effetto, in riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo per il Lazio (Sezione seconda) n. 11466/2014, così provvede:
ordina all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all’Agenzia delle Entrate e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di provvedere all’adozione del Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale e del Piano della performance nel termine di giorni 180 dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza.
Il contraddittorio endoprocedimentale condiziona l’efficacia probatoria degli studi di settore (nota a Cass. 14787/2015)PCT: il problema non è la carta (fonte Questione Giustizia)

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 Cass.