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COMUNE DI SAN DEMETRIO NE VESTINI STATUTO - PDF
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1 COMUNE DI SAN DEMETRIO NE VESTINI STATUTO (Testo così come modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n 20 in data 03/07/2006) TITOLO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 DEFINIZIONE Il Comune di San Demetrio Ne Vestini è un ente autonomo nel rispetto dei principi fissati delle leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni, e dal presente statuto. Il comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, e ne promuove lo sviluppo culturale, sociale ed economico. Esercita funzioni proprie e funzioni attribuite, conferite o delegate dalle leggi statali, regionali secondo il principio di sussidiarietà. ART. 2 FINALITÀ Il Comune ha autonomia normativa organizzativa e amministrativa, nonché impositiva e finanziaria nel rispetto delle leggi, dello statuto e dei propri regolamenti. Il Comune ispira la propria azione al principio di solidarietà, opera per garantire i diritti dei cittadini, per il superamento degli squilibri economici, sociali, civili e culturali, per l attuazione dei principi di uguaglianza, di pari dignità, opportunità sociale dei sessi e per il completo sviluppo della persona umana. Il Comune per realizzare le proprie finalità utilizza il metodo della programmazione, anche di concerto con altri enti locali. L attività dell Amministrazione Comunale è finalizzata al raggiungimento di obiettivi fissati secondo i criteri di economicità di gestione, di efficienza e di efficacia dell azione, persegue inoltre obiettivi di trasparenza e semplificazione. Il Comune promuove rapporti di collaborazione e di scambio con comunità locali di altre nazioni, anche attraverso la forma di gemellaggio per una cultura di pace e cooperazione internazionale e di integrazione razziale. Il Comune ispira la propria attività di tutela alla valorizzazione e alla conservazione delle risorse naturali e ambientali, e i valori storici delle tradizioni locali. Il Comune svolge le sue funzioni anche attraverso le autonome iniziative dei cittadini adeguatamente esercitate e delle loro formazioni sociali, proponendo attività culturali, sportive e del tempo libero, tutelando la persona sull improntata della solidarietà sociale, in collaborazione con le associazioni di volontariato e nel quadro di un sistema integrato di sicurezza sociale. Il Comune può affidarsi alla collaborazione e alla cooperazione di soggetti pubblici e privati, di associazione di forze sociali ed economiche e favorisce l inserimento dei cittadini alla vita amministrativa. 1
2 ART. 3 SEDE Il palazzo civico, sede comunale, è ubicato in Viale Dante n 2. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sala comunale, esse possono tenersi anche in luoghi diversi in caso di necessità o per particolari esigenze, solo in via eccezionale specificatamente motivata nell avviso di comunicazione. ART. 4 TERRITORIO Il territorio del Comune si estende per 16,33 kmq. e confina con i Comuni di Poggio Picenze, Barisciano, Prata D Ansidonia, Fagnano Alto, Rocca di Mezzo, Villa S. Angelo e S. Eusanio Forconese, tale delimitazione risulta nel piano topografico di cui all art. 9 della legge 04/12/1954, n 1228, approvato dall Istituto Nazionale di Statistica. Il territorio comunale comprende: a) Sette ville così denominate: Cavantoni Cardamone Cardabello - Collarano - San Giovanni Colle e Villa Grande. b) Una frazione denominata Stiffe ART. 5 STEMMA E GONFALONE Il Comune ha come suo segno distintivo lo stemma recante la figura di guerriero a cavallo su fondo dorato. Il Comune fa uso, nelle cerimonie ufficiali, del gonfalone rappresentato da un drappo di colore celeste, al centro del quale è collocato lo stemma. L uso dei segni distintivi è disposto con provvedimento del Sindaco in occasione di avvenimenti che rivestono particolare importanza e solennità nazionale o locale. ART. 6 CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI Il comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, può promuovere l elezione del consiglio comunale dei ragazzi. Il Consiglio Comunale dei ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie: politico ambientali, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l associazione, cultura e spettacolo, pubblica istruzione, assistenza agli anziani, rapporti con l UNICEF. Le modalità di elezione e funzionamento del consiglio comunale dei ragazzi saranno stabilite con apposito regolamento che sarà emanato entro 60 gg. dall approvazione del seguente statuto. TITOLO II ORDINAMENTO DEGLI ORGANI POLITICI 2
3 ART. 7 ORGANI E LORO ATTRIBUZIONI 1. Ai sensi dell art. 39, comma 3, del D.Lgs. n. 267 del 18/08/2000 è istituita la figura del Presidente del Consiglio, eletto nel suo seno, e del Vice Presidente; 2. Sono organi del Comune il Consiglio Comunale, il Presidente del Consiglio Comunale, il Sindaco e la Giunta e le rispettive competenze sono stabilite dalla legge e dal presente statuto. 3. Il Consiglio Comunale è organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo. 4. Il Sindaco è responsabile dell amministrazione ed è il legale rappresentante del Comune; egli esercita inoltre le funzioni di Ufficiale del Governo secondo le leggi dello Stato. 5. La Giunta collabora col Sindaco nella gestione amministrativa del comune e svolge attività propositive e di impulso nei confronti del Consiglio. ART. 8 DELIBERAZIONI DEGLI ORGANI COLLEGIALI 1. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte di regola, con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell azione da questi svolta. 2. L istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del Consiglio e della giunta, nonché l attività di consulenza giuridico amministrativa è curata dal segretario comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del Consiglio. 3. Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di incompatibilità; in tal caso è sostituito in via temporanea da un componente del Consiglio o della giunta nominato dal Sindaco. 4. I verbali delle sedute sono firmati dal sindaco e dal segretario ART. 9 CONSIGLIO COMUNALE L elezione, la durata in carica, la composizione, le cause di ineleggibilità, incompatibilità e di decadenza, lo scioglimento del Consiglio comunale sono regolati dalla legge. Il Consiglio Comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale; rappresentando l intera comunità, delibera l indirizzo politico amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione. La presidenza del Consiglio Comunale è attribuita al sindaco. Il Consiglio Comunale esercita le potestà e le competenze stabilite dalla legge e dallo statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alla procedure stabilite nel presente statuto e nelle norme regolamentari. 1. Il Consiglio Comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all arco temporale del mandato politico amministrativo dell organo consiliare. 2. Il Consiglio Comunale conforma l azione complessiva dell ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa. 3. Gli atti fondamentali del Consiglio devono contenere l individuazione degli obiettivi da raggiungere, nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse e degli strumenti necessari. 4. Il Consiglio Comunale ispira la propria azione al principio di solidarietà. 3
4 5. E istituita la figura del consigliere straniero aggiunto, riconoscendo ai cittadini stranieri maggiorenni, residenti nel territorio comunale, il diritto di eleggere un proprio rappresentante chiamato a partecipare, senza diritto di voto, ai lavori del consiglio comunale. L elezione del rappresentante avviene in coincidenza delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale e verrà disciplinata da apposita norma regolamentare. ART. 10 SESSIONI E CONVOCAZIONI 1. L attività del Consiglio Comunale si svolge in sessione ordinaria e straordinaria. 2. Ai fini della convocazione sono considerate ordinarie solo le sedute nelle quali vengono scritte le proposte deliberative inerenti le linee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione; straordinarie tutte le altre. 3. Le sessioni ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni prima del giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso d eccezionale urgenza, la convocazione può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore. 4. La convocazione del consiglio e l ordine del giorno degli argomenti da trattare è effettuata dal Presidente del Consiglio. 5. La richiesta di convocazione può essere effettuata, inoltre, dal Sindaco e da almeno un quinto dei consiglieri: in tal caso, la richiesta di convocazione deve essere presentata presso l ufficio del segretario comunale e deve essere motivata e completa di ogni documento utile all individuazione dell oggetto e del contenuto, nonché completa di proposta di delibera; verificata da parte del segretario la completezza della documentazione e della proposta la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti all ordine del giorno gli argomenti proposti purché di competenza consiliare. In mancanza della proposta o di completezza della documentazione la proposta sarà giudicata improponibile. 6. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti le questioni da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere al domicilio eletto nel territorio del comune, la consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale. L avviso scritto può prevedere anche una seconda convocazione, da tenersi almeno due giorni dopo la prima. 7. L integrazione dell ordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a quelli per qui è stata già effettuata la convocazione è sottoposta alle medesime condizioni di cui al comma precedente e può essere effettuata almeno 24 ore prima del giorno in cui è stata convocata la seduta. 8. L elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso nell albo pretorio almeno entro il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da consentire la più ampia partecipazione dei cittadini. 9. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno tre giorni prima della seduta nel caso di sessione ordinaria e almeno un giorno prima nel caso di sessioni straordinarie e almeno nelle 12 ore prima nel caso di eccezionale urgenza. 10. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento consigliare che ne regola il funzionamento. 11. La prima adunanza del Consiglio comunale deve essere convocata entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione. 12. La prima adunanza del Consiglio, successiva all elezione è convocata e presieduta dal Sindaco fino all elezione del Presidente del Consiglio. Il Sindaco invita il Consiglio, prima di deliberare sugli altri aspetti, ad esaminare la condizione degli eletti a norma del Capo II del Titolo III del Testo Unico 18 agosto 2000, n. 267 ed a dichiarare la ineleggibilità di essi qualora sussistano cause fra quelle ivi previste, secondo la procedura di cui all art. 69 del Testo Unico citato. 4
5 13. Dopo l adozione, a voti palesi, della deliberazione di convalida degli eletti, il Sindaco, richiamato l art. 7 dello statuto che ha istituito la figura del Presidente del Consiglio, da tale organo eletto nel suo seno, invita i Consiglieri a procedere all elezione. 14. Il Presidente è eletto dal Consiglio fra i suoi componenti con il voto favorevole dei due terzi (2/3) dei Consiglieri assegnati espresso con votazione segreta. 15. Se nella prima votazione nessun candidato ha ottenuto la maggioranza di cui al comma precedente, si procede a successiva votazione ed è proclamato eletto il candidato che consegue la maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri assegnati computando anche il Presidente. 16. Proclamato dal Sindaco l esito della votazione, l eletto assume immediatamente la presidenza del Consiglio. Conclusi gli adempimenti di cui ai precedenti commi il Sindaco effettua il giuramento avanti al Consiglio, pronunciando le parole: «Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana». Dopo il giuramento il Sindaco comunica al Consiglio i componenti della Giunta comunale, dallo stesso nominati e presenta le linee generali di governo. ART. 10 BIS IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE NOMINA - CESSAZIONE E REVOCA 1. Il Presidente è eletto dal Consiglio fra i suoi componenti nella prima adunanza del Consiglio comunale ( art. 10 comma 11 del presente Statuto) con il voto favorevole dei due terzi (2/3) dei Consiglieri assegnati, espresso con votazione segreta e rimane in carica fino alla scadenza dell intero periodo del mandato del Consiglio. 2. Il Presidente cessa dalla carica: per dimissioni volontarie per impossibilità derivante da qualsiasi causa a svolgere l incarico per un periodo di tempo superiore a sei mesi per revoca a seguito di mozione, presentata per gravi inadempienze da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati, computando a tal fine il Presidente del Consiglio. ART. 10 TER COMPITI E FUNZIONI DEL PRESIDENTE 1 Il Presidente rappresenta, convoca, presiede e dirige i lavori e le attività del Consiglio comunale, esercitando le sue attribuzioni con imparzialità ed equità. Tutela il ruolo attribuito al Consiglio, organo elettivo di governo con rappresentanza generale della comunità, assicurando l esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo politico amministrativo secondo i principi stabiliti dal Testo Unico e dallo statuto, promuovendo gli interventi e le iniziative più idonee per rendere effettivo e costante il rapporto del Consiglio con la popolazione e con gli organismi di partecipazione. 2 Il Presidente del Consiglio è investito di potere discrezionale per mantenere l ordine, assicurare l osservanza delle leggi e la regolarità delle discussioni e delle deliberazioni. Ha facoltà di sospendere e di sciogliere l adunanza. 3 Il Presidente assicura l esercizio delle funzioni proprie del Consiglio comunale, previste dall art. 42 e da altre numerose disposizioni del Testo Unico; realizza, con il Sindaco, il raccordo fra l attività di indirizzo e di controllo politico amministrativo e di adozione degli atti fondamentali attribuiti dalla legge al 5
6 Consiglio, con l attività di governo e di amministrazione della quale il Sindaco, rappresentante dell ente e della comunità locale, è il responsabile. 4 Il Presidente del Consiglio: assicura una adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari e ai singoli Consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio; programma le adunanze del Consiglio comunale e ne stabilisce l ordine del giorno, tenuto conto delle richieste e proposte dell Assemblea, del Sindaco e della Giunta, delle Commissioni, dei singoli Consiglieri, che risultano istruite ai sensi di legge; ottempera all obbligo di convocazione del Consiglio comunale previsto dall art. 10, comma 5 del presente Statuto; adempie alle altre funzioni allo stesso attribuite dal Testo Unico, dallo statuto e dal regolamento. ART. 10 QUATER IL VICEPRESIDENTE 1. Le funzioni di Vicepresidente sono esercitate dal Sindaco; 2. Il Vicepresidente collabora con il Presidente nell esercizio delle funzioni di organizzazione dei lavori del Consiglio comunale. 3. Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in tutte le sue funzioni, compresa la convocazione e presidenza del Consiglio comunale, in caso di assenza o di impedimento temporaneo o di momentanea assenza nel corso delle adunanze. 4. In caso di assenza o di impedimento temporaneo o di momentanea assenza anche del Sindaco, le funzioni di Vicepresidente sono svolte dal Consigliere anziano (art. 13 comma 2 dello Statuto). 5. Nel caso di dimissioni, decadenza, decesso, revoca del Presidente il Vicepresidente rimane in carica fino all elezione del nuovo Presidente. ART. 11 LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO 1. Entro il termine di 120 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate da parte del Sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico amministrativo. 2. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti nelle modalità di regola indicate nel regolamento del consiglio comunale. 3. Con cadenza annuale il consiglio provvede in sessione straordinaria a verificare l attuazione di tali linee programmatiche, da parte del sindaco entro il 30 settembre di ogni anno. il Consiglio ha facoltà di integrare, modificare le linee programmatiche sulla base di nuove esigenze che emergono nell ambito locale. 4. Al termine del mandato politico amministrativo, il sindaco presenta all organo consiliare il documento di rendicontazione dello stato di attuazione delle linee programmatiche. Detto documento è sottoposto all approvazione del consiglio, previo esame del grado di realizzazione degli interventi previsti. 6
7 ART. 12 COMMISSIONI 1. Il Consiglio Comunale potrà istituire, con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta di studio. Dette commissioni sono composte solo da consiglieri comunali con criterio proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi funzioni di controllo e di garanzia, la presidenza è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione. Il funzionamento, la composizione, i poteri l oggetto e la durata delle commissioni verranno disciplinate con apposito regolamento. 2. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei componenti del consiglio. ART. 13 CONSIGLIERI 1. Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei consiglieri sono regolati dalla legge; i consiglieri rappresentano l intera comunità alla quale costantemente rispondono. 2. Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che, nell elezione a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze. A parità di voti sono esercitate dal più anziano di età. 3. I consiglieri comunali che non intervengono alle sessioni ordinarie e/o straordinarie per tre volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo il sindaco, a seguito dell avvenuto accertamento dell assenza maturata da parte del consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l avvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché a fornire al presidente eventuali documenti probatori, entro il termine indicato dalla comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a 20 giorni, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest ultimo termine il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato. ART. 14 DIRITTI E DOVERI DEI CONSIGLIERI 1. I consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e proposte di deliberazione. 2. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo dei consiglieri comunali sono disciplinati dal regolamento del consiglio comunale. 3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune nonché dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili all espletamento del proprio mandato. Essi nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare gli atti e documenti, anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge. Inoltre essi hanno diritto di ottenere da parte del presidente del consiglio comunale una adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte all'organo anche attraverso l attività della conferenza dei capigruppo, di cui al successivo art. 15 del presente statuto. 4. Degli atti visionati i consiglieri possono richiedere copia. Il rilascio delle copie dovrà essere garantito nel termine di trenta giorni compatibilmente con le esigenze 7
8 organizzative o di carico di lavoro; pertanto, qualora l accesso sia numeroso o sussistano ragioni legate ad assenza di personale o carico di lavoro, il sindaco o il segretario possono prorogare tale termine fino ad un massimo di 60 giorni. 5. Ciascun consigliere è tenuto a eleggere un domicilio nel territorio comunale presso il quale verranno recapitati gli avvisi di convocazione del consiglio e ogni altra documentazione ufficiale. ART. 15 GRUPPI CONSILIARI 1. I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del consiglio comunale e ne danno comunicazione al sindaco e al segretario comunale unitamente all indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti questa facoltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capogruppo nei consiglieri, non appartenenti alla giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze. 2. I consiglieri comunali possono costituire gruppi composti da consiglieri appartenenti alla stessa lista elettorale in cui sono stati eletti. Il gruppo può essere composto anche da un unico consigliere, a condizione che la comunicazione sia adeguatamente motivata. 3. E istituita, presso il comune di San Demetrio Ne Vestini, la conferenza dei capigruppo. La disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni saranno contenute nel regolamento del consiglio comunale. 4. I capigruppo consiliari sono domiciliati presso l impiegato addetto all ufficio protocollo del comune. 5. Ai capogruppo consiliari è consentito ottenere, gratuitamente, una copia della documentazione inerenti agli atti utili all espletamento del proprio mandato. ART. 16 SINDACO 1. Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di cessazione della carica. 2. Egli rappresenta il comune ed è l organo responsabile dell amministrazione, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al segretario comunale, al direttore, se nominato, ed ai responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull esecuzione degli atti. 3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo statuto, dai regolamenti e sovrintende all espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al Comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive. 4. Il sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni. 5. Il sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale, nell ambito dei criteri indicati dalla regione e sentite le categorie interessate, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano. 8
9 6. Al sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente statuto e dai regolamenti attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di autorganizzazione delle competenze connesse all ufficio. 7. Può rilasciare deleghe ad assessori o consiglieri. Tale assegnazione è resa pubblica all albo pretorio e comunicata agli enti interessati. ART. 17 ATTRIBUZIONI DI AMMINISTRAZIONE 1. Il sindaco ha rappresentanza generale dell ente, può delegare le sue funzioni o parte di esse ai singoli assessori o consiglieri ed è l organo responsabile dell amministrazione del comune; in particolare il sindaco: a) dirige e coordina l attività politica e amministrativa nonché l attività della giunta e dei singoli assessori; b) promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentito il consiglio comunale; c) convoca i comizi per il referendum; d) emette ordinanze per motivi contingibili e urgenti previste dalla legge; e) nomina il segretario comunale, scegliendolo nell apposito albo; f) conferisce e revoca al segretario comunale, se lo ritiene opportuno, le funzioni di direttore generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione con altri comuni per la nomina del direttore; g) nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, in base ad esigenze effettive e verificabili; in particolare può nominare responsabili di servizi o uffici o attribuire incarichi dirigenziali o di alta specializzazione a esterni ai sensi dell art.110 del D. Lgs. 267/2000. ART. 18 ATTRIBUZIONI DI VIGILANZA 1. Il sindaco nell esercizio delle sue funzioni di vigilanza acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazione e gli atti, anche riservati, e può disporre l acquisizione di atti, documenti e informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni, appartenenti all ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il consiglio comunale. 2. Egli compie gli atti conservativi dei diritti del comune e promuove, direttamente o avvalendosi del segretario comunale o del direttore se nominato, le indagini e le verifiche amministrative sull intera attività del comune. 3. Il sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla giunta. ART. 19 ATTRIBUZIONE DI ORGANIZZAZIONE 1. Il sindaco nell esercizio delle sue funzioni di organizzazione: a) Può proporre al Presidente gli argomenti dell ordine del giorno delle sedute del Consiglio Comunale; b) Stabilisce gli argomenti da trattare in giunta, ne dispone la convocazione e la presiede; 9
10 c) Esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione popolare dal sindaco presieduti, nei limiti previsti dalli leggi; d) Riceve le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni da sottoporre al consiglio allorché siano di competenza consiliare; ART. 20 VICESINDACO 1. Il vicesindaco, nominato tale dal sindaco, è l assessore competente alla sostituzione del sindaco nell esercizio di tutte le funzioni dello stesso. ART. 21 MOZIONE DI SFIDUCIA 1. Il voto del consiglio comunale contrario a una proposta del sindaco o della giunta non ne comporta le dimissioni. 2. Il sindaco e la giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del consiglio. 3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario, ai sensi delle leggi vigenti. ART. 22 DIMISSIONI E IMPEDIMENTO PERMANENTE DEL SINDACO 1. Le dimissioni comunque presentate dal sindaco al consiglio diventano irrevocabili decorsi 20 giorni dalla loro presentazione. Trascorso tale termine, si procede allo scioglimento del consiglio, con contestuale nomina di un commissario. 2. L impedimento permanente del sindaco viene accertato da una commissione di tre persone eletta dal consiglio comunale e composta da soggetti estranei al consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo di impedimento. 3. La procedura per la verifica dell impedimento viene attivata dal vicesindaco o, in mancanza, dall assessore più anziano di età che vi provvede d intesa con i gruppi consiliari. 4. La commissione, nel termine di trenta giorni dalla nomina, relaziona al consiglio sulle ragioni dell impedimento. 5. Il consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica, salvo sua diversa determinazione, anche su richiesta della commissione, entro dieci giorni dalla presentazione. ART. 23 GIUNTA COMUNALE 1. La giunta è organo di impulso della gestione amministrativa, collabora col sindaco al governo del comune e impronta la propria attività ai principi della trasparenza e dell efficienza. 2. La giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell ente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione delle decisioni fondamentali approvate dal consiglio comunale. In particolare, la giunta esercita le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e 10
11 adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. 3. La giunta riferisce annualmente al consiglio comunale sulla sua attività. ART. 24 COMPOSIZIONE 1. La giunta è composta dal sindaco e da un massimo di quattro assessori di cui uno è investito della carica di vicesindaco; 2. Gli assessori sono scelti normalmente tra i consiglieri; possono tuttavia essere nominati anche assessori esterni al consiglio, purché dotati dei requisiti di eleggibilità e in possesso di particolari competenze ed esperienza tecnica, amministrativa o professionale; la nomina deve essere comunicata in pubblico consiglio. 3. Gli assessori esterni, se nominati, possono essere al massimo uno, con le seguenti facoltà: partecipa alle sedute del consiglio, interviene nella discussione ma non ha diritto di voto. ART. 25 NOMINA 1. Il vicesindaco e gli altri componenti della giunta sono nominati dal sindaco e presentati al consiglio comunale nella prima seduta successiva alle lezioni. 2. Il sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al consiglio e deve sostituire entro 15 giorni gli assessori dimissionari; 3. Le cause di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli assessori nonché gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge; non possono comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità di primo grado, di affiliazione e i coniugi; 4. Salvi i casi di revoca da parte del sindaco la giunta rimane in carica fino al giorno della proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del consiglio comunale. ART. 26 FUNZIONAMENTO DELLA GIUNTA 1. La giunta è convocata e presieduta dal sindaco, che coordina e controlla l attività degli assessori e stabilisce l ordine del giorno delle riunioni, anche tenuto conto degli argomenti proposti dai singoli assessori. 2. Le modalità di convocazione e di funzionamento della giunta sono stabilite in modo informale dalla stessa. 3. Le sedute sono valide se sono presenti la maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti. ART. 27 COMPETENZE 1. La giunta collabora con il sindaco nell amministrazione del comune e compie gli atti che, ai sensi di legge o del presente statuto, non siano riservati al consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al sindaco, al segretario comunale, al direttore o ai responsabili dei servizi comunali. 2. La giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali espressi dal consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti dello stesso. 11
12 3. La giunta, in particolare, nell esercizio delle attribuzioni di governo e delle funzioni organizzative: a) propone al consiglio i regolamenti; b) approva i progetti preliminari, esecutivi e definitivi e le perizie suppletive e di variante, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano riservati dalla legge o dal regolamento di contabilità ai responsabili dei servizi comunali; per economicità procedimentale, nel rispetto però della separazione dei poteri, nell atto giuntale possono essere assunti impegni di spesa o altre determinazione gestionali di carattere esecutivo, allorché venga sottoscritto dai responsabili interessati ai sensi dell art.107 del D. Lgs 267/2000; c) elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti da sottoporre alle determinazioni del consiglio; d) assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione e decentramento; e) approva e modifica le tariffe sui tributi comunali e le entrate in genere; f) fissa i criteri per la nomina dei membri delle commissioni per i concorsi pubblici su proposta del responsabile dei servizio interessato; g) fissa i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere a enti e persone ed in mancanza della fissazione degli stessi procede alla erogazione di tali benefici; h) approva i regolamenti sull ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio; i) dispone l accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni; j) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum; k) esercita, previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla provincia, regione e stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dallo statuto ad altro organo; l) approva gli accordi di contrattazione decentrata; m) decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che potrebbero sorgere fra gli organi gestionali dell ente ed in ordine alle competenze funzionale dell ente rispetto ad altri soggetti; n) fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell apparato, su proposta del direttore generale; o) determina, sentito il revisore dei conti, i misuratori e i modelli di rilevazione del controllo interno di gestione secondo i principi stabiliti dal consiglio; p) approva il Peg. o il piano delle risorse ed obiettivi, qualora istituiti, su proposta del direttore generale; q) autorizza la costituzione e la resistenza in giudizio e nomina i legali anche ai fini dell acquisizione di pareri ed autorizza le transazioni giudiziali ed extragiudiziali; r) provvede al conferimento di incarichi di progettazione e direzione lavori in materia di lavori pubblici, con le modalità fiduciarie o ad evidenza pubblica stabilite dalla legge, nonché al conferimento di ogni altro incarico fiduciario a professionisti esterni. TITOLO III ISTITUTO DI PARTECIPAZIONE, DIRITTI DEI CITTADINI, PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO 12
13 Capo I Principi ART. 28 PARTECIPAZIONE POPOLARE 1. Il comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, all amministrazione dell ente al fine di assicurarne il buon andamento, l imparzialità e la trasparenza. 2. La partecipazione popolare si esprime attraverso l incentivazione delle forme associative e di volontariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel procedimento amministrativo. 3. Il consiglio comunale predispone e approva un regolamento nel quale vengono definite le modalità con cui i cittadini possono far valere i diritti e le prerogative previste dal presente titolo. Capo II Associazionismo e volontariato ART. 29 ASSOCIAZIONISMO 1. Il comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul proprio territorio. 2. A tal fine, la giunta comunale, a istanza delle interessate, registra in apposito albo le associazioni che operano che operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni a rilevanza sopracomunale. 3. Allo scopo di ottenere la registrazione è necessario che l associazione depositi in comune copia dello statuto e comunichi la sede e il nominativo del legale rappresentante. 4. Non è ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche non compatibili con indirizzi generali espressi dalla costituzione, dalle norme vigenti e dal presente statuto. Le predette associazioni non devono essere a scopo di lucro. 5. Le associazioni registrate devono presentare annualmente il loro bilancio. 6. Il comune può promuovere e istituire la consulta delle associazioni. ART. 30 CONSULTE TECNICHE DI SETTORE Il Consiglio Comunale può istituire, disciplinandone la composizione, le funzioni e le attività, consulte permanenti con la finalità di fornire all amministrazione il supporto tecnico e propositivo nei principali settori di attività dell ente. Sono chiamati a far parte delle Consulte i rappresentanti delle associazioni interessate in relazione alla materia assegnata, agli esponenti designati dalle categorie economiche e sociali ed un o più esperti di nomina consiliare. Le consulte di settore possono essere sentite prima della predisposizione del bilancio. 13
14 ART. 31 DIRITTI DELLE ASSOCIAZIONI 1. Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il tramite del legale rappresentante o suo delegato, di accedere ai dati di cui è in possesso l amministrazione e di essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell ente nel settore in cui essa opera. 2. Le scelte amministrative che incidono sull attività delle associazioni devono essere precedute dall acquisizioni di pareri espressi dagli organi collegiali delle stesse. 3. I pareri devono pervenire all ente nei termini stabiliti dalla richiesta, che in ogni caso non devono essere inferiori a dieci giorni. ART. 32 CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI 1. Il comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dell attività associativa. 2. Il comune può altresì mettere a disposizione delle associazioni, di cui al comma precedente, a titoli di contributi in natura, beni o servizi in modo gratuito. 3. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o servizi dell ente è stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunità. 4. Il comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato riconosciute a livello nazionale e inserite nell apposito albo regionale, l erogazione dei contributi e le modalità della collaborazione verranno stabilite in apposito regolamento. 5. Le associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o in natura dall ente devono redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l impiego. ART. 33 VOLONTARIATO 1. Il comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare nelle fasce in costante rischio di emarginazione, nonché per la tutela dell ambiente e del patrimonio comunale e per un programma di protezione civile. 2. Le strutture di volontariato potranno esprimere ile loro esigenze nella fase di programmazione di bilancio e programmi dell ente, e collaborare a progetti, strategie, studi e sperimentazioni. I rapporti tra le varie forme di volontariato ed il comune saranno regolati da apposito regolamento. Capo III Partecipazione popolare e trasparenza amministrativa ART. 34 CONSULTAZIONI 1. L amministrazione comunale può indire consultazioni della popolazione allo scopo di acquisire pareri e proposte in merito all attività amministrativa. 2. Le forme di tale consultazione sono stabilite da apposito regolamento. 3. Tra le forme di consultazione può essere istituito con delibera di giunta il rappresentante di quartiere, quale referente delle istanze della popolazione ed in caso di necessità quale referente per le esigenze di protezione civile, le competenze, le modalità per l individuazione del rappresentante, e l ambito territoriale sono stabiliti da apposito regolamento. 14
15 ART. 35 PETIZIONI 1. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi in forma collettiva agli organi dell amministrazione per sollecitarne l intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva. 2. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo comprendente le richieste che sono rivolte all amministrazione. 3. La petizione è inoltrata al sindaco il quale, entro cinque giorni, la assegna in esame all organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in consiglio comunale. 4. Se la petizione è sottoscritta da almeno cinquanta persone l organo competente deve pronunciarsi in merito entro 30 giorni dal ricevimento. 5. Il contenuto della decisione dell organo competente, unitamente al testo della petizione, è pubblicizzato mediante affissione negli appositi spazi e, comunque, in modo tale da dare la possibilità a tutti i firmatari che risiedono nel territorio del comune di prenderne conoscenza. 6. Se la petizione è sottoscritta da almeno cento persone, ciascun consigliere può chiedere con apposita istanza che il testo della petizione sia posto in discussione nella prossima seduta del consiglio comunale, da convocarsi entro 20 giorni dal ricevimento. ART. 36 PROPOSTE 1. Qualora un numero di elettori del comune non inferiore al dieci per cento degli iscritti alle liste elettorali presenta al sindaco proposte per l adozione di atti amministrativi di competenza dell ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell atto e il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi interessati e del segretario comunale, trasmette la proposta unitamente ai pareri dell organo competente e ai gruppi presenti al consiglio comunale entro trenta giorni dal ricevimento. 2. L organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni in via formale entro trenta giorni dal ricevimento della proposta. 3. Le determinazioni di cui al comma precedente sono pubblicate negli appositi spazi e sono comunicate formalmente ai primi tre firmatari della proposta. ART. 37 REFERENDUM 1. Un numero di elettori residenti non inferiore al venticinque per cento degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengano indetti referendum in tutte le materie di competenza comunale. 2. Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali e di tariffe, di attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali e quando sullo stesso argomento è già stato indetto un referendum nell ultimo quinquennio. Sono inoltre escluse dalla potestà referendaria le seguenti materie: a) statuto comunale; b) regolamento del consiglio comunale; c) piano regolatore generale e strumenti urbanistici attuativi; 15
16 3. Il quesito da sottoporre agli elettori deve essere di immediata comprensione e tale da non ingenerare equivoci. 4. Sono ammesse richieste di referendum anche in ordine all oggetto di atti amministrativi già approvati dagli organi competenti del comune, a eccezione di quelli relativi alle materie di cui al precedente comma Il consiglio comunale approva un regolamento nel quale vengono stabilite le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato. 6. Il consiglio comunale deve prendere atto del risultato della consultazione referendaria entro venti giorni dalla proclamazione dei risultati e provvedere con atto formale in merito all oggetto della stessa. 7. Non si procede agli adempimenti del comma precedente se non ha partecipato alle consultazioni almeno la metà più uno degli aventi diritto. 8. Il mancato recepimento delle indicazioni approvate dai cittadini nella consultazione referendaria deve essere adeguatamente motivato e deliberato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri comunali. 9. Nel caso in cui la proposta, sottoposta a referendum, sia approvata dalla maggioranza assoluta degli aventi diritti al voto, il consiglio comunale e la giunta non possono assumere decisioni contrastanti con essa. ART. 38 ACCESSO AGLI ATTI 1. Ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione degli atti dell Amministrazione comunale e dei soggetti anche privati, che gestiscono servizi pubblici. 2. Possono essere sottratti alla consultazione soltanto atti che esplicite disposizioni legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione. 3. La consultazione degli atti di cui al primo comma, deve avvenire senza particolari formalità, con richiesta motivata dell interessato, nei tempi stabiliti da apposito regolamento. 4. In caso di diniego da parte dell impiegato o funzionario che ha in deposito l atto interessato può rinnovare la richiesta per iscritto al sindaco del comune, che deve comunicare le proprie determinazioni in merito entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta stessa. 5. In caso di diniego devono essere esplicitamente citati gli articoli di legge che impediscono la divulgazione dell atto richiesto. 6. Il regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l esercizio dei diritti previsti nel presente articolo. ART. 39 DIRITTO DI INFORMAZIONE 1. Tutti gli atti dell amministrazione, a esclusione di quelli aventi destinatario determinato, sono pubblici e devono essere adeguatamente pubblicizzati. 2. La pubblicazione avviene, di norma, mediante affissione in apposito spazio, facilmente accessibile a tutti, situato nell atrio della casa comunale e su indicazione del sindaco in appositi spazi, a ciò destinati. 3. L affissione viene curata dal responsabile del servizio che si avvale di un messo o di un dipendente comunale addetto e, su attestazione di questi, certifica l avvenuta pubblicazione. 4. Gli atti aventi destinatario determinato devono essere comunicate all interessato. 5. Le ordinanze, i conferimenti di contributi a enti e associazioni devono essere pubblicizzati mediante affissione. 16
17 6. Inoltre, per gli atti più importanti, individuati nel regolamento, deve essere disposta l affissione negli spazi pubblicitari e ogni altro mezzo necessario a darne opportuna divulgazione. 7. Il comune istituisce un ufficio autonomo per l informazione e per le relazioni con il pubblico, con il compito di: 1) fornire all utenza informazioni relative ai servizi, agli atti ed allo stato dei procedimenti; 2) porsi come tramite tra il cittadino che chiede di esercitare i propri diritti di partecipazione e di accesso ed il titolare dell ufficio responsabile del procedimento; 3) ricevere le istanze, petizioni e proposte e dar loro seguito. ART. 40 ISTANZE 1. Chiunque singolo o associato, può rivolgere al sindaco interrogazioni (scritte) in merito a specifici problemi o aspetti dell attività amministrativa. 2. La risposta all interrogazione deve essere motivata e fornita entro trenta giorni dal ricevimento. Capo IV Procedimento amministrativo ART. 41 DIRITTO DI INTERVENTO NEI PROCEDIMENTI 1. Chiunque sia portatore di un diritto o di un interesse legittimo coinvolto in un procedimento amministrativo ha facoltà di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge o dal regolamento. 2. L amministrazione comunale deve rendere pubblico il nome del funzionario responsabile della procedura, di colui che è delegato ad adottare le decisioni in merito e il termine entro cui le decisioni devono essere adottate. ART. 42 PROCEDIMENTI AD ISTANZA DI PARTE 1. Nel caso di procedimenti ad istanza di parte il soggetto che ha presentato l istanza può chiedere di essere sentito dal funzionario o dall amministratore che deve pronunciarsi in merito. 2. Il funzionario o l amministratore devono sentire l interessato entro trenta giorni dalla richiesta o nel termine inferiore stabilito dal regolamento. 3. Ad ogni istanza rivolta ad ottenere l emanazione di un atto o provvedimento amministrativo deve essere data opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento, comunque non superiore a sessanta giorni. 4. Nel caso l atto o provvedimento richiesto possa incidere negativamente sui diritti o interessi legittimi di altri soggetti il funzionario responsabile deve dare loro comunicazione della richiesta ricevuta. 5. Tali soggetti possono inviare all amministrazione istanze, memorie, proposte, o produrre documenti entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione. 17
18 ART. 43 PROCEDIMENTO AD IMPULSO D UFFICIO 1. Nel caso di procedimenti ad impulso d ufficio il funzionario responsabile deve darne comunicazione ai soggetti i quali sono portatori di diritti o interessi legittimi che possano essere pregiudicati dall adozione dell atto amministrativo, indicando il termine non minore di quindici giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte o produrre documenti. 2. I soggetti interessati possono, altresì, nello stesso termine chiedere di essere sentiti personalmente dal funzionario responsabile o dell amministratore che deve pronunciarsi in merito. 3. Qualora per elevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la comunicazione personale di cui al primo comma è consentito costituirla con la pubblicazione ai sensi dell art. 40 dello statuto. ART. 44 DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DELL ATTO 1. Nei casi previsti dai due articoli precedenti, e sempre che siano state puntualmente osservate le procedure ivi previste, il contenuto volitivo dell atto può risultare da un accordo tra il soggetto privato interessato e la giunta comunale. 2. In tal caso è necessario che di tale accordo sia dato atto nella premessa e che il contenuto dell accordo medesimo sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e l imparzialità dell amministrazione. TITOLO IV ATTIVITA AMMINISTRATIVA ART. 45 OBIETTIVI DELL ATTIVITA AMMINISTRATIVA 1. Il comune informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione, di trasparenza, di efficacia, efficienza, di economicità e di semplicità delle procedure. 2. Gli organi istituzionali del comune e i dipendenti responsabili dei servizi sono tenuti a provvedere alle istanze degli interessati nei modi e nei termini stabiliti dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti di attuazione. 3. Il comune, allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione previste dal presente statuto, nonché forme di cooperazione con altri comuni e con la provincia. ART. 46 SERVIZI PUBBLICI COMUNALI 1. Il comune può istituire e gestire servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni e servizi o l esercizio di attività rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale. 2. I servizi pubblici di rilevanza industriale sono regolati dall art. 113 del D. Lgs. 267/2000 come modificato dall art. 35 della L. 448/
19 ART. 47 FORME DI GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI PRIVI DI RILEVANZA INDUSTRIALE 1. Il Consiglio comunale può deliberare la gestione dei servizi pubblici non a rilevanza industriale nelle seguenti forme: a) in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno costituire un istituzione, un azienda, una società di capitali; b) affidamento diretto a terzi quando esistano ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale; c) affidamento diretto a azienda speciale, anche consortile, anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica e imprenditoriale privi di rilevanza industriale; d) affidamento diretto a istituzione, per l esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale; e) affidamento diretto a società di capitale costituite o partecipate dagli enti locali, regolate dal codice civile; f) a mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni, nonché in ogni altra forma consentita dalla legge. 2. Il comune può partecipare a società per azioni, a prevalente capitale pubblico per la gestione di servizi che la legge non riserva in via esclusiva al comune. 3. Il comune può altresì dare impulso e partecipare, anche indirettamente, ad attività economiche connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei principi e degli strumenti di diritto comune. 4. I poteri, ad eccezione del referendum, che il presente statuto riconosce ai cittadini nei confronti degli atti del comune sono estesi anche agli atti delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società di capitali a maggioranza pubblica. ART. 48 AZIENDE SPECIALI 1. Il consiglio comunale può deliberare la costituzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica e di autonomia gestionale e imprenditoriale, e ne approva lo statuto. 2. Le aziende speciali informano la loro attività a criteri di trasparenza, di efficacia, di efficienza e di economicità e hanno l obbligo del pareggio finanziario ed economico da conseguire attraverso l equilibrio tra costi e ricavi, ivi compresi i trasferimenti. 3. I servizi di competenza delle aziende speciali possono essere esercitati anche al di fuori del territorio comunale, previa stipulazione di accordi tesi a garantire l economicità e la migliore qualità dei servizi. ART. 49 STRUTTURA DELLE AZIENDE SPECIALI 1. Lo statuto delle aziende speciali ne disciplina la struttura, il funzionamento, le attività e i controlli. 2. Sono organi delle aziende speciali il Consiglio di amministrazione, il presidente, il Direttore e il Collegio dei revisori. 3. Il presidente e gli amministratori delle aziende speciali sono nominati dal sindaco fra le persone in possesso dei requisiti di eleggibilità a consigliere comunale dotate di speciale competenza tecnica o amministrativa per studi compiuti, per funzioni esercitate presso aziende pubbliche o private o per uffici ricoperti. 4. Il direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal T.U. 2578/25 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta. 19
20 5. Il consiglio comunale provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, conferisce il capitale di dotazione e determina gli indirizzi e le finalità dell amministrazione delle aziende, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione di beni o servizi. 6. Il consiglio comunale approva altresì i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato. 7. Gli amministratori delle aziende speciali possono essere revocati soltanto per gravi violazioni di legge, documentata inefficienza o difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell amministrazione approvate dal consiglio comunale. ART. 50 ISTITUZIONI 1. Le Istituzioni sono organismi strumentali del comune privi di personalità giuridica ma dotate di autonomia gestionale. 2. Sono organi delle istituzioni il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore. 3. Gli organi dell istituzione sono nominati dal sindaco che può revocarli per gravi violazioni di legge, per documentata inefficienza o per difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell amministrazione. 4. Il consiglio comunale determina gli indirizzi e le finalità dell amministrazione delle istituzioni, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi, approva i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle istituzioni ed esercita la vigilanza sul loro operato. 5. Il consiglio di amministrazione provvede alla gestione dell istituzione deliberando nell ambito delle finalità e degli indirizzi approvati dal consiglio comunale e secondo le modalità organizzative e funzionali previste dal regolamento. 6. Il regolamento può anche prevedere forme di partecipazione dei cittadini o degli utenti alla gestione o al controllo dell istituzione. ART. 51 SOCIETA PER AZIONI O A RESPONSABILITA LIMITATA 1. Il Consiglio comunale può approvare la partecipazione dell ente a società per azioni o a responsabilità limitata per la gestione dei servizi pubblici, eventualmente provvedendo anche alla loro costituzione. 2. Nel caso di servizi pubblici di primaria importanza la partecipazione del comune, unitamente a quella di altri eventuali enti pubblici, dovrà essere obbligatoriamente maggioritaria. 3. L atto costitutivo, lo statuto o l acquisto di quote o azioni devono essere approvati dal consiglio comunale e deve in ogni caso essere garantita la rappresentatività dei soggetti pubblici negli organi di amministrazione. 4. Il comune sceglie i propri rappresentanti tra soggetti di specifica competenza tecnica e professionale e nel concorrere agli atti gestionali considera gli interessi dei consumatori e degli utenti. 5. I consiglieri comunali non possono essere nominati nei consigli di amministrazione delle società per azioni o a responsabilità limitata. 6. Il sindaco o un suo delegato partecipa all assemblea dei soci in rappresentanza dell ente. 7. Il consiglio comunale provvede a verificare annualmente l andamento della società per azioni o a responsabilità limitata e a controllare che l interesse della collettività sia adeguatamente tutelato nell ambito dell attività esercitata dalla società medesima. 20
COMUNE DI CASTIGLIONE TORINESE. (Provincia di Torino) STATUTO COMUNALE
COMUNE DI CASTIGLIONE TORINESE (Provincia di Torino) STATUTO COMUNALE TITOLO I PRINCIPI FONDAMENTALI ARTICOLO 1 DEFINIZIONE 1. Il Comune di Castiglione Torinese è ente locale autonomo nell ambito dei principi

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 art. 9
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 art. 39
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 art. 69
 art. 7
 ART. 10
 art. 10
 ART. 10
 art. 42
 art. 10
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 13
 art. 7
 ART. 14
 art. 15
 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 art.110
 ART. 18
 ART. 19
 ART. 20
 ART. 21
e contrario
 ART. 22
 ART. 23
 ART. 24
 ART. 25
 ART. 26
 ART. 27
 art.107
 ART. 28
 ART. 29
 ART. 30
 ART. 31
 ART. 32
 ART. 33
 ART. 34
 ART. 35
 ART. 36
 ART. 37
 ART. 38
 ART. 39
 ART. 40
 ART. 41
 ART. 42
 ART. 43
 art. 40
 ART. 44
 ART. 45
 ART. 46
 art. 113
 art. 35
 ART. 47
 ART. 48
 ART. 49
 ART. 50
 ART. 51
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