Source: http://www.grusol.it/appunti/a155.asp
Timestamp: 2019-03-23 21:05:21+00:00

Document:
Appunti 155
Appunti n.155
Il futuro ha un cuore antico? L’integrazione socio sanitaria in Piemonte, Mauro Perino
Carta del servizio comunità socio educativa riabilitativa “Giona”, Cooperativa Archimede, Pesaro
Sulle Linee Guida della Regione Marche sui Piani di Zona 2005-07, Gruppo Solidarietà
Ambito sociale territoriale 9 di Jesi, Ambito sociale Jesi. Regolamento dei Centri diurni per persone disabili
Carta del servizio comunità socio educativa riabilitativa “Giona”
Cooperativa Archimede, Pesaro
La Comunità Socio-Educativa-Riabilitativa (Co.SER) GIONA è un servizio residenziale del Comune di Pesaro, gestito in convenzione con la cooperativa Sociale di Tipologia A), “Archimede” e con la collaborazione della Regione Marche, dei Comuni di Mombaroccio e Mercatello sul Metauro, della Zone Territoriali n. 1–Pesaro e n.2-Urbino dell’A.S.U.R. e con la partecipazione economica degli utenti. Si trova a Pesaro, in via Mazza 32
La Carta del Servizio della Comunità Alloggio GIONA è nata prima dei Regolamenti Regionali della Legge 20/2002 “Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale” .
In questi giorni di fine novembre il Comune di Pesaro, in quanto Ente Titolare, sta definendo la domanda d’autorizzazione al funzionamento, insieme alla cooperativa Archimede, che gestisce in convenzione il servizio. E la Carta dei Servizi, opportunamente adattata a criteri condivisi e comuni a tutte le strutture residenziali e semiresidenziali per disabili dell’Ambito sociale di Pesaro, probabilmente cambierà aspetto: GIONA diventerà, in base alla nuova normativa regionale, una Comunità Socio-Educativa-Riabilitativa (facciamo CoSER, che è altrettanto brutto da pronunciare, ma fortunatamente GIONA ha un nome proprio e questo risolve molte cose…) ed alcuni passaggi saranno semplificati e ridotti, per facilitarne la diffusione e la conoscenza, in quanto strumento che può favorire l’esigibilità dei diritti e delle prestazioni indicate. Questo dovrebbero essere le Carte dei Servizi.
Ma per Giona la “Carta dei Servizi” era prima una “Carta del Servizio”, cioè un documento condiviso che presentava finalità, obiettivi, organizzazione e prestazioni offerte.
L’equivoco, l’errore che quella “o” finale potrebbe rappresentare, era in realtà il segnale di una precisa volontà, sia dell’Ente Titolare che dell’Ente Gestore, di offrire un quadro della Comunità, da cui risultasse evidente il passaggio concreto dai principi ai fatti: senza radicarsi in forme organizzative, in tipologie specifiche di prestazioni offerte, nessuna finalità può uscire dalla carta su cui è stampata.
Ecco allora che determinate scelte (la tipologia del personale, l’organizzazione dei turni, la gestione interna delle attività alberghiere, la forte proiezione all’esterno, l’individualizzazione della progettazione educativa - che poi non significa altro che offerta di opportunità ed attenzioni affinché ciascuno possa costruirsi la propria giornata, la propria settimana, ecc….) trovano nel documento qui presentato il luogo per dichiararsi e per venire a costituire il punto di riferimento per la programmazione continua in cui GIONA si trova impegnato. La Carta è lì, da lì si parte e ci si presenta e si affronta la quotidianità.
Non sappiamo se tutto resterà per sempre così come è scritto, se alcune cose verranno più alla luce ed altre passeranno in secondo piano, se nuovi bisogni e desideri richiederanno di rimodellare il servizio. Questo fa parte della vita. Crediamo che l’importante sia porsi nella dimensione che questa Carta costantemente richiama: ciascuna dichiarazione di principio deve incarnarsi in azioni, scelte, organizzazioni, … altrimenti il rischio è l’instaurarsi di una ambiguità in cui risulta faticoso “stare”, sia per gli utenti che per gli operatori.
Nella nostra Regione non sono pochi i luoghi in cui si lavora in questo modo: saper stare nella fatica che questo compito determina è una ricchezza diffusa che deve giungere anche alla capacità di elaborare risposte ad un livello superiore, di programmazione e di scelta politica. Non può rimanere chiusa nella “bellezza” di un servizio. Questo sì che sarebbe uno sbaglio. (Vittorio Ondedei, Coordinatore della Comunità)
La Co.SER GIONA è una struttura residenziale a carattere comunitario, rivolta a persone maggiorenni in situazione di disabilità, con nulla o limitata autonomia e non richiedenti interventi sanitari continuativi, privi del sostegno familiare ed a rischio di istituzionalizzazione impropria.
Il servizio è finalizzato a garantire una vita quotidiana significativa, sicura e soddisfacente a 6 persone adulte di ambo i sessi e prevede un’apertura continuativa di 365 giorni per 24 ore al giorno ed un’autogestione interna completa di tutte le attività.
Il servizio promuove e rende possibile il mantenimento dell’utente in condizioni di vita normali, tali da favorire la sua integrazione nel territorio e percorsi di scoperta e recupero dell’autonomia nella gestione di sé, dei rapporti con gli altri, dei tempi, degli spazi, delle proprie cose.
Specificamente, il servizio si propone di perseguire i seguenti obiettivi:
• favorire il benessere psicofisico degli utenti, attraverso progetti educativi che tengano conto delle diversità individuali;
• sviluppare e sostenere l’autonomia personale, intesa come possibilità, per la persona, di essere e di sentirsi soggetto attivo di pensiero e di azione, promuovendo le capacità residue, portando alla luce le potenzialità esistenti e garantendo la massima espressività possibile, all’interno di una gestione comunitaria della vita quotidiana, improntata sul modello familiare;
• attivare iniziative volte a favorire lo scambio relazionale, la capacità di adattamento, la flessibilità comportamentale, individuando all’interno della programmazione, opportune aree d’intervento;
• aver costante cura della formazione degli operatori, al fine d’acquisire un’attitudine alla relazione d’aiuto, all’ascolto di sé e dell’altro, alla condivisione delle esperienze, alla dinamicità ed elasticità comportamentale, all’attenzione per la chiarezza e l’omogeneità dei messaggi prodotti , al lavoro di gruppo.
• documentare l’esperienza, in maniera che essa possa farsi patrimonio collettivo ed acquisisca un carattere di trasferibilità e comunicabilità.
Prestazioni offerte dal servizio
Agli utenti (che sono abitanti, non ospiti della Comunità), vengono principalmente garantite:
- interventi educativi individualizzati, articolati lungo le varie attività quotidiane svolte sia all’interno che all’esterno della Comunità;
- tutte le prestazioni alberghiere (pasti, lavanderia, pulizie, ecc...), che vengono realizzate dal personale educativo, o dal personale di supporto, e che entrano a pieno titolo all’interno della programmazione educative;
- assistenza costante alla persona, dal punto di vista igienico e sanitario (monitoraggio costante; visite e check-up periodici; collaborazione con l’A.D.I. territoriale per gli interventi specificamente infermieristici; collaborazione con i medici di base di riferimento; attivazione per la realizzazione di interventi specialistici complessi, come operazioni, visite odontoiatriche, ecc..), in un’ottica di progressiva autonomia nella cura di sé, obiettivo che nel corso degli anni abbiamo visto sempre più consolidarsi, pur mantenendosi evidenti e persistenti difficoltà nella gestione del proprio corpo e delle proprie cose;
- cura ed attenzione, affinché ciascun utente abbia spazi ed oggetti personalizzati (vestiti, videocassette, audiocassette, libri, ecc. ecc. ecc....), in un’ottica di rispetto per gli stili di vita e le scelte individuali;
- supporto ed accompagnamento affettivo durante la vita quotidiana;
- contatto frequente con le reti familiari, tutoriali o amicali di riferimento, che vengono coinvolte nelle decisioni importanti che riguardano il loro congiunto (condizioni di salute, acquisti, rientri periodici in famiglia, ecc...) e per i periodici rientri in famiglia;
- attuazione di progetti di integrazione sociale individualizzati, lungo l’asse dei desideri e delle risorse individuali;
- attività di svago e partecipazione (feste, mostre, visite, gite, ecc...), che costituiscono importantissimi momenti per la vita del gruppo e la coesione interna;
- un lavoro d’equipe condotto con costanza, attraverso strumenti diversi (riunioni settimanali, quaderno delle comunicazioni, supervisione mensile, formazione garantita dalla cooperativa Archimede, ecc..), che permettano aggiustamenti nelle scelte educative ed un monitoraggio diffuso della vita del servizio.
L’ambito operativo va individuato nella vita quotidiana e nell’ambiente di vita.
La funzione dell’operatore si colloca in quello spazio intermedio, nel quale può fungere da tramite tra l’utente e la realtà. Attraverso opportune attività, l’operatore potrà diversificare le proprie modalità di relazione (accudimento, stimolo, supporto, accompagnamento, ascolto, limitazione...), contribuendo così al processo d’integrazione di quelle parti d’esperienza, rispetto alle quali vengano ancora messi in atto comportamenti reattivi, rigidi, stereotipati.
Tutte le attività potranno essere svolte all’interno della struttura o presso strutture esterne, gestite dal Comune di Pesaro, dalla Zona Territoriale nr 1 - Pesaro, dal Volontariato, dal Privato Sociale o dal Privato. (vedi anche punto seguente relativo ai “rapporti con strutture esterne”)
Possono essere individuati i seguenti ambiti d’intervento:
- attività per l’autonomia personale: personalizzazione delle proposte/richieste e dell’impiego del tempo e degli spazi, tenendo conto delle differenze, dei gusti e delle capacità di ognuno, nell’organizzazione dei ritmi di vita e di alcuni campi operativi (il rapporto con il proprio corpo, la cura per i propri spazi e le proprie cose, l’elaborazione di progetti individuali di recupero/acquisizione d’abilità funzionali);
- attività per l’autonomia nella gestione della Comunità : sviluppo del senso d’appartenenza e di responsabilità, attraverso una concreta partecipazione alla gestione quotidiana (lavori domestici, momenti assembleari, preparazione dei pasti, spesa...);
- attività per lo sviluppo delle capacità relazionali: possibilità di svolgere attività esterne, attraverso cui attuare un programma di integrazione, a partite dai rapporti e dalle opportunità che per gli utenti vengano a crearsi nel territorio dove risiedono e vivono. Sarà cura degli operatori della Comunità mantenere i rapporti con i vari gruppi in cui gli utenti possono essere inseriti, e con i volontari, che eventualmente possono mediare l’inserimento e che già frequentano e conoscono gli utenti e gli indirizzi programmatici della Comunità.
Verranno inoltre programmate uscite sia nei giorni feriali che festivi, in relazione al programma individuale e di gruppo, ed anche soggiorni estivi ed invernali, previo parere positivo dei familiari. Inoltre la Comunità si offrirà come spazio per accogliere iniziative (feste, mostre..) e persone ( congiunti, amici...) e per attivare un volontariato ed un servizio civile qualificati; la Comunità può diventare luogo di scambio, per nuove occasioni di socialità, acquistando così anche una propria identità non solamente assistenziale.
Equipe del servizio (es)
L’equipe del servizio (ES):
• redige il progetto educativo personalizzato e quello del servizio, ed attua quotidianamente la programmazione e tutte le attività che attengono alla gestione della Comunità;
• è punto di riferimento per tutti i problemi fisici, psicologici, educativi e relazionali, che riguardano l’utenza e l’organizzazione della Comunità;
• si incontra, a cadenza settimanale, per due ore, al fine di impostare la programmazione, verificare le attività in corso, discutere di eventuali situazioni problematiche, preparare relazioni e consuntivi e fare quant’altro sia necessario per garantire un equilibrato andamento della gestione del servizio;
• svolge mensilmente incontri di supervisione con la psicologa messa a disposizione da parte del Comune di Pesaro e partecipa alle attività formative organizzate dal Comune di Pesaro e dalla propria cooperativa;
• si rapporta ed inserisce all’interno delle proprie attività l’operatrice del Servizio Assistenza Domiciliare S.A.D. del Comune di Pesaro;
L’equipe del servizio è composta da:
• due figure di coordinamento (presenti in orario mattutino o pomeridiano) che si occupano di attività di coordinamento organizzativo, del rapporto con la realtà esterna, del corretto funzionamento della comunità nella sua globalità.
• In particolare, 1 coordinatore è responsabile del buon andamento del lavoro dell’ES e svolge attività di collegamento, organizzazione e verifica del servizio; rappresenta l’ES nei diversi tavoli di lavoro; è responsabile della corrispondenza con le Amministrazioni Pubbliche, per quanto riguarda la gestione della Comunità e quanto previsto dalla Convenzione; opera attivamente per promuovere la realizzazione di servizi residenziali analoghi alla Comunità.
• Un educatore con compiti di coordinamento interno è invece responsabile dell’andamento quotidiano del servizio, si occupa dell’organizzazione delle attività individuali e della continuità gestionale nell’arco della settimana (appuntamenti, scadenze, ecc.); è il referente dei familiari, per quanto riguarda l’andamento quotidiano della Comunità; è referente dei volontari e degli obiettori di coscienza, per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione del loro intervento all’interno della Comunità; provvede alla cura del buon funzionamento del servizio, dal punto di vista tecnico e strutturale;
• 5 educatori (uno per ciascun turno per tutti i giorni dell’anno) + 1 educatore sostituto, che si occupano dell’andamento quotidiano del servizio (risveglio mattutino, preparazione, refezione, spesa, sistemazione degli spazi, somministrazione delle terapie, attività educative, uscite, attività tempo libero..), prestando particolare attenzione ai vissuti individuali degli utenti ed alle dinamiche gruppali che si sviluppano nel corso della giornata;
• un’assistente domiciliare presente per 4 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, che si occupa delle pulizie generali e della sistemazione degli indumenti (lavaggio, stiratura, ecc....)
• obiettori o volontari del Servizio Civile Nazionale, che affiancano il personale educativo nello svolgimento delle diverse attività:
• tirocinanti e volontari.
Tali figure operano in stretto accordo, mantenendo spazi e modalità d’autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni e nella relazione con gli utenti, ma condividendo finalità, obiettivi, organizzazione e gestione della Comunità.
La cooperativa Archimede attiva progetti di tirocinio, universitario o finalizzato all’inserimento professionale, attraverso cui poter mettere a disposizione del servizio operatori qualificati di supporto nelle attività quotidiane.
Gli operatori si impegnano a garantire la massima continuità di servizio possibile, ferma restando la possibilità di sostituzioni che devono avvenire in maniera graduale e nel rispetto delle relazioni instauratesi con l’utenza e previa comunicazione al Dirigente del Servizio Politiche Sociali e al Responsabile dell’Unità Organizzativa Socio-assistenziale del Comune di Pesaro.
I turni individuali sono suscettibili di modifiche, che vanno comunicate al Coordinatore, come pure eventuali improvvise assenze per malattia o per altri gravi problemi,
La Zona Territoriale n. 1 - Pesaro provvederà anche alla consulenza medica e medico-specialistica ed agli interventi di attività motoria e psicomotoria a finalità terapeutica.
Modalita di verifica e controllo
La verifica ed il controllo sulle attività e l’andamento del servizio sono di competenza rispettivamente:
1. del Dirigente del Servizio Politiche Sociali e del Responsabile dell’Unità Organizzativa Socio-assistenziale del Comune di Pesaro, per quanto riguarda il corretto funzionamento del servizio ed il rispetto della convenzione e della Carta del Servizio;
2. dell’U.M.E.A. di riferimento, per quanto riguarda le competenze ad essa assegnate dalla normativa vigente;
3. della Cooperativa Sociale Archimede, per quanto riguarda il corretto comportamento e la professionalità dei propri operatori.
Il servizio è rivolto a persone disabili adulte:
a) prive di nucleo familiare o con famiglie che non sono in grado di assicurare loro assistenza continuativa;
b) con nucleo familiare problematico;
c) con situazione di emarginazione sociale;
d) ricoverate impropriamente in strutture residenziali;
L’U.M.E.A. ed i Servizi Sociali del Comune di riferimento, sulla base delle segnalazioni provenienti dai diversi settori dei servizi operanti sul territorio, valutano e formulano le proposte di inserimento, avvalendosi anche della costituenda Commissione d’ambito.
L’ingresso in Comunità è subordinato alla sottoscrizione, da parte del tutore e della famiglia, della Carta del Servizio.
I primi tre mesi di permanenza sono da considerarsi di prova. Superati gli stessi ed in assenza di eventi tali da pregiudicare la buona convivenza del nuovo ospite e di quelli già residenti, viene proposta l’ammissione.
Il progetto educativo personalizzato viene redatto dall’ES ed è verificato costantemente per adattarlo alle dinamiche di vita e cambiamento della persona.
La dimissione dalla Comunità è prevista, in base ai criteri sottoindicati, qualora il servizio non risulti più idoneo alla persona inserita. Tale indicazione può provenire dall’ES, dai familiari, dall’ U.M.E.A. e sarà valutata dalla costituenda Commissione d’Ambito, in base ai seguenti criteri:
a) acquisizione di un elevato livello di autonomia personale, per cui la permanenza nel servizio risulta essere penalizzante, rispetto ad altre eventuali opportunità;
b) grave compromissione delle autonomie personali;
c) aggravamento delle condizioni di salute;
d) incompatibilità tra gli utenti, tale da rendere difficoltosa la gestione della quotidianità.
Nel primo caso, i soggetti potranno essere inseriti in situazioni meno protette, esistenti sul territorio.
Negli altri casi si procederà all’inserimento, anche temporaneo, in strutture residenziali più idonee, con adeguata copertura di tipo assistenziale e sanitario.
Nel caso di problemi legati all’incompatibilità tra gli ospiti della Comunità verranno attivate tutte le soluzioni per migliorare il clima comunitario o per modificare l’assetto organizzativo della Comunità stessa. Di fronte a problemi insolubili, verrà valutato dalla ES e dalla costituenda Commissione d’Ambito, in collaborazione con l’U.M.E.A., il percorso più idoneo per l’utente.
Rapporti con le famiglie e/o con la rete parentale
I rapporti con le famiglie e/o con la rete parentale sono improntati alla collaborazione ed alla comprensione delle problematiche emerse o emergenti. Le comunicazioni scritte, orali o telefoniche hanno scadenze regolari o a carattere d’urgenza, qualora si presentino problemi particolari (di salute, di comportamento...).
L’ES curerà il rapporto con i familiari, attraverso l’organizzazione e la disponibilità ad attuare incontri periodici, sia plenari che individuali. L’ES adotta ogni strategia per favorire nel tempo un eventuale riavvicinamento al nucleo familiare di origine e si attiva per rendere concreta la possibilità per l’utente di rientrare periodicamente in famiglia ( week-end, periodi festivi...) o per creare una rete amicale personalizzata, che possa garantire periodicamente l’accoglienza dell’utente privo di nucleo familiare. La famiglia, o chi per essa (ai sensi della normativa vigente) provvederà all’adeguata assistenza del congiunto, qualora questi necessiti di un periodo di ricovero ospedaliero.
Partecipazione economica
In base alla Delibera Regionale 2635 del 5.12 2000, i costi del servizio sono stati suddivisi fra i diversi soggetti interessati, in base ad una partecipazione proporzionale: la Regione contribuisce per il 50% dei costi, mentre Comune e Zona territoriale di provenienza si suddividono il resto, al netto delle rette dell’utenza. La compartecipazione degli utenti, fatta salva una quota per le spese personali fissata dal 1.1.2004 in euro 260,00 mensili pro-capite, viene determinata tramite il versamento al Comune capofila degli importi delle pensioni e delle indennità di accompagnamento per 12 mensilità annuali. Restano di competenza dell’utente le spese personali e l’eventuale assistenza ospedaliera.
Il coordinatore è responsabile delle spese relative alla gestione della Comunità, per quanto riguarda le spese alberghiere e quelle relative alle attività educative e di socializzazione.
Gli ospiti della Comunità sono assegnati ad un medico di base, ai sensi della normativa vigente.
Il medico di base, in collaborazione con l’ES, stabilisce le modalità di programmazione dell’assistenza sanitaria. Per gli interventi di tipo infermieristico, si avvale dei Servizi Distrettuali operanti sul territorio.
Il servizio ha a disposizione un pulmino, di proprietà della cooperativa Archimede. Tale mezzo, opportunamente assicurato, viene utilizzato per tutte le attività previste dalla programmazione, il trasporto e gli spostamenti degli utenti della Comunità.
La mensa sarà gestita autonomamente dalla Comunità, nel pieno rispetto delle vigenti normative in materia . Nelle spese per il vitto sono compresi anche gli educatori in servizio.
La Comunità usufruisce di un’assistente domiciliare, messa a disposizione dal Comune di Pesaro, per 24 ore settimanali, suddivise in base alle esigenze del servizio.
Rientra negli obiettivi della Comunità l’avvio all’autonomia degli utenti nella gestione della casa: è quindi prevista la partecipazione alle attività domestiche, tenendo conto delle capacità e degli obiettivi di ciascuno.
Rapporti con il servizio politiche sociali del comune di Pesaro
Al Dirigente del Servizio Politiche Sociali e al Responsabile dell’Unità Organizzativa Socio-assistenziale del Comune di Pesaro verrà inviata una relazione annuale sull’andamento del servizio, con il rendiconto della gestione annua, entro il mese di febbraio dell’anno successivo al periodo della convenzione. La Cooperativa invierà fatture periodiche all’Ente capofila per la liquidazione delle spese di gestione.
Rapporti con altri servizi pubblici e con strutture del privato sociale o private presenti sul territorio
I rapporti con le altre strutture pubbliche sul territorio sono tenuti dal coordinatore e dagli educatori della Comunità, nell’ambito dello svolgimento della programmazione educativa.
E’ possibile l’inserimento di un utente in un altro servizio territoriale, previo accordo tra la Comunità ed il responsabile della struttura interessata, al fine di elaborare una programmazione individuale congiunta, e con l’Amministrazione pubblica competente, nel caso tale inserimento comporti un costo per quest’ultima.
Per il tempo di permanenza dell’utente della Comunità presso un altro servizio, quest’ultimo è responsabile dell’attuazione dei programmi educativi e relazionali, i quali vengono perseguiti con le modalità proprie del servizio. La struttura ospitante fa riferimento al Coordinatore per qualsiasi problema inerente l’ospite e valuta congiuntamente i risultati raggiunti e gli eventuali problemi.
Come indicato nella presentazione delle attività, la Comunità si offre anche come luogo per svolgere un servizio di volontariato, aperto a tutti i cittadini che già facciano parte di un’Associazione riconosciuta o altrimenti da iscrivere quali soci-volontari della Cooperativa, potendo così usufruire della copertura infortunistica necessaria.
Verrà richiesto ai volontari continuità di frequenza e correttezza nei rapporti con gli utenti e con gli operatori della Comunità, considerato l’importante ruolo di supporto che essi possono venire ad avere. Referente dei volontari (fermo restando i responsabili degli enti d’appartenenza) è il servizio di coordinamento della Comunità, al quale vanno comunicati variazioni d’orario o eventuali assenze, al fine da evitare ripercussioni sull’organizzazione della Comunità stessa.
Rapporti con gli obiettori in servizio civile ed i volontari del servizio civile nazionale
Nel servizio possono essere accolti anche obiettori di coscienza e volontari del servizio civile nazionale, il cui Ente di appartenenza può essere il Comune di Pesaro o altri Enti accreditati; essi verranno impiegati, previa comunicazione all’Amministrazione Comunale, per incarichi di supporto e non svolgeranno mansioni tra quelle previste per gli operatori della Comunità.
Verrà loro richiesta continuità nel servizio e correttezza nei rapporti con gli utenti e con gli operatori della Comunità, considerato l’importante ruolo che essi possono venire ad avere.
Referente degli obiettori (fermo restando i responsabili degli enti d’appartenenza) è il servizio di coordinamento della Comunità, al quale vanno comunicati variazioni d’orario o eventuali assenze, al fine da evitare ripercussioni sull’organizzazione della Comunità stessa.
Ambito sociale territoriale 9 di Jesi
Ambito sociale Jesi. Regolamento dei Centri diurni per persone disabili
Di seguito riportiamo il Regolamenti dei Centri diurni socio educativi per persone in situazione di handicap (1) gestiti in maniera associata tra 18 Comuni dell’Ambito territoriale n. 9 di Jesi. Per un territorio di circa 100.000 sono attivi 4 Centri.
Art. 1, Definizione. Il Centro Diurno Socio-Educativo riabilitativo - di seguito denominato “Centro”- è una struttura territoriale rivolta a soggetti in situazione di handicap intellettivo grave, di norma ultradiciottenni, con notevole compromissione dell’autonomia nelle funzioni elementari, che abbiano assolto l’obbligo scolastico e per i quali, non è programmabile un percorso di inserimento lavorativo o formativo.
Art. 2, Finalità. Il Centro offre prestazioni e interventi integrati di tipo educativo riabilitativo e di assistenza tutelare finalizzati a:
- migliorare la qualità della vita della persona favorendo l’interazione, e l’integrazione sociale;
- mantenere e migliorare le abilità cognitive e relazionali e ridurre i comportamenti problematici dei soggetti ospiti.
- sostenere le famiglie,supportandone il lavoro di cura, riducendo l’isolamento, evitando o ritardando il ricorso alle strutture residenziali
- incrementare e mantenere i livelli di autonomia funzionale contrastando i processi involutivi e favorendo , quando è possibile, la frequentazione di strutture esterne, sportive e sociali;
- favorire lo sviluppo di competenze globali finalizzando l’azione al raggiungimento di obiettivi significativi mediante percorsi e progetti personalizzati anche in funzione di un possibile inserimento lavorativo;
E’ prevista la frequentazione di strutture esterne per favorire l’incontro e la socializzazione ad ogni livello.
Art. 3, Utenza. Il Centro è strutturato per accogliere soggetti in situazione di grave handicap intellettivo, non autosufficienti e con un grado di autonomia gravemente ridotto per i quali non è possibile al momento prevedere percorsi di inserimento lavorativo. Non possono accedere al servizio i soggetti con patologia psichiatrica per i quali è competente il Servizio Sanitario. Sempre nell’ottica di proporre interventi individualizzati si prevedono forme part time di fruizione del servizio purché supportate da precisi programmi rilevabili dal PEI.
Art. 4, Capacità ricettiva. I Centri sono strutturati per una ricettività contemporanea massima di circa 16 presenze giornaliere, suddivisi in gruppi omogenei per grado di autonomia e per età.
Art. 5, Prestazioni. I centri assicurano le seguenti prestazioni:
a) prestazioni e attività educative, riabilitative,occupazionali, ludiche, culturali e formative; b) prestazioni di assistenza tutelare; c) prestazioni sanitarie programmate in relazione alle specifiche esigenze dell’utenza; d) servizio mensa; e) servizio trasporto.
Art. 6, Caratteristiche. Il Centro risponde ai requisiti strutturali, organizzativi e funzionali prescritti dalle norme statali e regionali per tale tipologia di struttura, in modo particolare si fa riferimento alla L.R. n.20 del 6 novembre 2002 e al Regolamento attuativo n. 1 del 25.02.2004.
Art. 7, Apertura e funzionamento. Il Centro ha carattere continuativo e permanente ed è aperto per almeno 48 settimane (i periodi di sospensione non possono essere superiori a due settimane) all’anno per 5 giorni alla settimana per otto ore giornaliere. Durante il periodo estivo l’apertura del Centro è assicurata con modalità di funzionamento rapportate alla effettiva domanda avanzata dalle famiglie, entro la prima metà del mese di giugno.
Art. 8, Modalità di ammissione. L’ammissione al Centro è subordinata alla sussistenza dei requisiti previsti agli art.1 e 3 del presente Regolamento.
L’ammissione al Centro viene disposta, su richiesta della famiglia, dal Dirigente dei Servizi Sociali del Comune capofila, sulla base dei seguenti elementi:
- Valutazione da parte dell’UM di idoneità dell’utente per l’accesso al Centro;
- Elaborazione del progetto educativo-ribilitativo da parte della competente UM,
- Parere positivo del Coordinatore Tecnico del Servizio;
L’ammissione deve essere concordata con il Coordinatore.
Art. 9, Criteri di priorità. Qualora le richieste di ammissione al Centro siano superiori all’offerta, viene approntata una lista d’attesa depositata presso il Comune capofila. Avranno priorità di inserimento i soggetti nel cui nucleo familiare siano presenti particolari ed urgenti problemi di ordine socio – sanitario valutabili congiuntamente da parte del coordinatore tecnico del comune e della UM.
Art. 10, Frequenza, Assenze, Dimissioni. L’utente e la sua famiglia si impegnano a garantire una frequenza continuativa. Qualora si verifichi una assenza per malattia pari o superiore ai 5 giorni la riammissione è subordinata alla presentazione di adeguata certificazione medica, attestante la possibilità di essere riammesso nel servizio.
Nel caso di certificata malattia che impedisca la fruizione del Centro diurno - al fine di mantenere la continuità del rapporto con gli utenti in carico al servizio - la famiglia può richiedere l’attivazione del servizio domiciliare direttamente al Coordinatore tecnico del servizio. Entro 48 ore dalla richiesta il Coordinatore tecnico, accertata la compatibilità del servizio, dispone l’attivazione del servizio domiciliare per almeno 15 ore settimanali.
La dimissione dal servizio può essere richiesta dall’utente, dalla famiglia o dal Responsabile del distretto di appartenenza e dal Comune di appartenenza tramite il Coordinatore tecnico.
Nei casi di prolungate assenze che impediscano all’utente la fruizione del servizio la famiglia può chiedere al Distretto competente la modifica del PEI. La UM competente valuterà la richiesta e concorderà con il Comune capofila la variazione del servizio.
In ogni caso non vi può essere sospensione del servizio senza il preventivo coinvolgimento della famiglia. Nell’ipotesi di contenzioso, la decisione in ordine al caso viene demandata ad apposita Commissione costituita dalla famiglia (la quale potrà farsi assistere da esperti di propria fiducia), dal Dirigente del servizio del Comune capofila, dal Coordinatore Tecnico e dal referente dell’U.M.
Le dimissioni possono, altresì, essere decise dalla medesima U.M., con parere conforme del Coordinatore Tecnico, quando il progetto educativo abbia esaurito la sua validità di intervento e si imponga la necessità di attivare un nuovo e diverso progetto assistenziale.
Art. 11, Ordinamento del personale. Il personale che presta servizio presso il Centro è in possesso dei requisiti previsti dal regolamento regionale n. 1 del 25.02.2004 e può essere il seguente:
a) Coordinatore del Centro; Educatore; Operatore socio-sanitario;
E’ ammessa la presenza del volontariato, di obiettori di coscienza e di volontari del servizio civile, previa programmazione degli interventi.
Art. 12, Gruppo intercentri. Al fine di promuove uno stile di intervento comune tra tutti i Centri dell’ambito territoriale 9 si terranno riunioni almeno semestrali tra gli operatori su convocazione del Coordinatore tecnico del Comune.
Art. 13, Comitato di partecipazione sociale. Al fine di promuovere la partecipazione alle attività del Centro da parte delle famiglie, viene istituito per ogni Centro un “Comitato di partecipazione”, con compiti consultivi e informativi, costituito da due a quattro rappresentanti degli utenti da loro eletti, dal referente del Centro, dal Coordinatore tecnico del Comune e dal Coordinatore tecnico della Cooperativa. Il Comitato di partecipazione si riunisce almeno tre volte all’anno, su convocazione del Coordinatore tecnico del Comune ovvero su richiesta di uno dei suoi membri.
Almeno una volta all’anno il Comitato si incontra con le famiglie degli utenti con l’obiettivo di informare sulla programmazione delle attività e per raccogliere informazioni e proposte.
I membri del Comitato di partecipazione e i rappresentanti delle Associazioni di tutela degli utenti da loro delegati e segnalati al Comune capofila hanno libero accesso al Centro.
Art. 14, Documentazione. Il Coordinatore del Centro è tenuto a custodire la seguente documentazione:
• cartella personale degli utenti contenente la documentazione anagrafica, le schede di valutazione dell’autonomia, le relazioni socio-educative, di progettazione e verifica compilate dagli educatori, i verbali delle riunioni di equipe sul caso individuale, le registrazioni dei colloqui con i familiari, gli aggiornamenti, la certificazione sanitaria (verbale di invalidità, diagnosi funzionale, profilo funzionale, certificati medici, ecc.), il registro delle presenze degli utenti. La cartella personale è custodita e tutelata salvaguardando i principi della riservatezza.
• Documentazione amministrativa costituita da: registro del personale contenente dati anagrafici, domicilio, recapito, telefonico, mansioni, orari, rapporto di lavoro, turnazione lavoratori, registri inventari e di carico-scarico del materiale;
• Documentazione sanitaria costituita da ogni documento sanitario previsto dalla legislazione vigente per il personale (libretto sanitario) e per la struttura e dalla tabella dietetica e dal menù.
• Documentazione tecnica costituita da: relazioni programmatiche e di verifica delle attività socio-educative-riabilitative, verbali delle riunioni del personale concernenti la distribuzione dei compiti e la organizzazione interna del servizio, calendario settimanale delle attività, verbali delle assemblee dei familiari e del Comitato di partecipazione sociale, relazioni sull’attività del volontariato.
Art. 15, Volontariato. E’ previsto e auspicato il contributo del volontariato, previo accordo con il Coordinatore tecnico del servizio e il Coordinatore del Centro, per attività di animazione e di sostegno alle attività del CD e alle famiglie. Per la realizzazione dei progetti di collaborazione concordati, le Associazioni di volontariato possono accedere alla struttura liberamente.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 art.1

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15