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Timestamp: 2017-05-27 15:11:12+00:00

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1 - Legge Regionale 9 luglio 1998, n. 27 - Disciplina regionale della…
1 - Legge Regionale 9 luglio 1998, n. 27 - Disciplina regionale della gestione dei rifiuti nella Regione Lazio
L.R. 09 Luglio 1998, n. 27 (1)Disciplina regionale della gestione dei rifiuti. (1) Capo I Disposizioni generali Art. 1 (Finalità)1. La presente legge disciplina la gestione dei rifiuti nella Regione in coerenza con il decretolegislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modificazioni, concernente lattuazione delle direttive91/156/CEE del Consiglio del 18 marzo 1991, sui rifiuti, 91/689/CEE del Consiglio del 12dicembre 1991, sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE del Consiglio, del 20 dicembre 1994 sugliimballaggi e sui rifiuti di imballaggio e definisce, altresì, ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142e successive modificazioni nonché della legislazione regionale di riorganizzazione delle funzioniamministrative degli enti locali, le funzioni amministrative di competenza regionale, provinciale ecomunale. Art. 2 (Ambito di applicazione)1. La presente legge si applica alle attività di gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi,così come definiti dallarticolo 7 del d.lgs. 22/1997.2. La disciplina prevista per i rifiuti urbani dalla presente legge, si estende ai rifiuti specialiassimilati agli urbani secondo quanto previsto dai regolamenti comunali di cui allarticolo 6, comma1, lettera c). Art. 3 (Principi)1. La Regione, le province e i comuni, nellesercizio delle funzioni di cui alla presente legge, sonotenuti a dare attuazione ai seguenti principi:a) garantire il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie al fine di tutelare la salute della collettivitàed evitare possibili fonti di inquinamento dellambiente, preferibilmente mediante lutilizzazione ditecnologie capaci di contenere ai più bassi livelli le emissioni inquinanti provenienti dagli impiantidi smaltimento o recupero dei rifiuti;b) tenere conto della pianificazione territoriale salvaguardando i valori naturali e paesaggistici;c) promuovere il recupero, anche energetico, dei rifiuti al fine di ridurre lo smaltimento finale deglistessi;d) favorire la raccolta differenziata;e) prevenire e ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti; 2.
f) adottare modalità e criteri per la regionalizzazione della raccolta, della cernita e dellosmaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi;g) favorire la gestione unitaria dei rifiuti urbani non pericolosi in ambiti territoriali ottimali,attraverso una rete integrata di impianti di recupero e di smaltimento al fine di realizzarelautosufficienza nello smaltimento degli stessi;h) favorire lo smaltimento dei rifiuti speciali negli impianti più vicini al luogo di produzione al finedi ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, tenuto conto delle esigenze di carattere geografico o dellanecessità di smaltimento in impianti specializzati;i) perseguire lobiettivo della regionalizzazione dellintera gestione del ciclo dei rifiuti, nel rispettodelle competenze della Regione e degli enti locali;l) garantire la messa in sicurezza, la bonifica, ed il ripristino ambientale delle aree inquinate dairifiuti. Art. 4 (Funzioni amministrative della Regione)1. Competono alla Regione:a) ladozione del piano regionale di gestione dei rifiuti;b) il coordinamento e la verifica di conformità con il piano regionale dei piani provinciali perlorganizzazione dei servizi di smaltimento e di recupero dei rifiuti;c) ladozione del piano regionale per la bonifica delle aree inquinate dai rifiuti previapredisposizione di unanagrafe delle aree da bonificare;d) ladozione delle linee-guida per la predisposizione dei progetti di bonifica e di messa in sicurezzadelle aree inquinate dai rifiuti nonché lindividuazione delle tipologie dei progetti di bonifica e dimessa in sicurezza non sottoposti ad approvazione;e) le funzioni amministrative di cui all’articolo 17, comma 2, nel caso di bonifica di sitocontaminato compreso nel territorio di più comuni; (1a)f) ladozione del regolamento-tipo per la gestione dei rifiuti urbani ai fini della redazione deiregolamenti comunali di cui allarticolo 6, comma 1, lettera c);g) lapprovazione dei progetti degli impianti rientranti nella categoria di cui allarticolo 1, comma 1,lettera i) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377 pubblicatosulla Gazzetta Ufficiale del 31 agosto 1988, n. 204, dei progetti di varianti sostanziali in corso diesercizio e le relative autorizzazioni alla realizzazione, nonché lautorizzazione allesercizio delleoperazioni di smaltimento dei citati rifiuti e di recupero degli stessi, qualora non siano individuati aisensi dellarticolo 31 del d.lgs. 22/1997;h) lapprovazione dei progetti di discariche, con esclusione di quelle di cui allarticolo 6, comma 2,lettera a), nel rispetto di quanto previsto dallarticolo 5, comma 6 del d.lgs 22/1997 e le relativeautorizzazioni alla realizzazione e allesercizio delle attività di smaltimento;i) lautorizzazione degli impianti mobili di smaltimento e di recupero, con esclusione di quellipreposti alla sola riduzione volumetrica, nonché alla frantumazione degli inerti, secondo le modalitàdi cui allarticolo 15;l) le attività in materia di spedizione transfrontaliere di cui al regolamento (CEE) n. 259/93 delConsiglio del 1° febbraio 1993;m) lapprovazione dei progetti e lautorizzazione degli impianti di ricerca e sperimentazione;n) lincentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al recupero degli stessi.2. Salve diverse disposizioni contenute nella presente legge, i provvedimenti relativi alleserciziodelle funzioni di cui al comma 1, sono adottati dai competenti organi regionali, secondo quanto 3.
previsto dalla legge regionale 1° luglio 1996, n. 25 e successive modificazioni sulla organizzazioneregionale. Art.5 (Funzioni amministrative delle province)1. Sono attribuite alle province:a) ladozione dei piani provinciali per lorganizzazione dei servizi di smaltimento e di recupero deirifiuti, ivi compresi quelli per la raccolta differenziata, di seguito denominati piani provinciali,secondo il principio della gestione unitaria dei rifiuti e nel rispetto delle previsioni del pianoregionale di gestione dei rifiuti;b) il coordinamento dei comuni ricadenti nello stesso ambito territoriale ottimale in modo che siagarantita la gestione unitaria dei rifiuti urbani non pericolosi ai sensi dellarticolo 12;c) lattività di controllo sulla corretta gestione, intermediazione e commercio dei rifiuti nellambitodel rispettivo territorio, ivi compreso il controllo in materia di utilizzazione dei fanghi didepurazione, il controllo e la verifica degli interventi di ripristino, messa in sicurezza e bonifica deisiti contaminati, ivi compresa l’adozione delle ordinanze di cui all’articolo 244 del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nonché l’irrogazione delle sanzioniamministrative previste dalla normativa statale vigente per le violazioni delle relative disposizioni,fatto salvo quanto stabilito dallarticolo 6, comma 1, lettera d); (1b)d) la certificazione dellavvenuto completamento degli interventi previsti nei progetti di bonifica edi messa in sicurezza delle aree inquinate dai rifiuti;e) liscrizione, in apposito registro, delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificatedi cui allarticolo 20, nonché la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per lapplicazione delleprocedure stesse.2. Sono delegate alle province:a) lapprovazione dei progetti degli impianti per la gestione dei rifiuti ad eccezione di quelli previstidallarticolo 4, comma 1, lettere g) ed h) e dallarticolo 6, comma 2, lettere a) e b), nonchélapprovazione dei progetti di varianti sostanziali in corso di esercizio;b) lautorizzazione relativa alla realizzazione degli impianti e delle varianti di cui alla lettera a);c) lautorizzazione allesercizio delle attività di smaltimento e di recupero dei rifiuti, fatto salvoquanto previsto dallarticolo 4, comma 1, lettere g) ed h), dallarticolo 6, comma 2, lettera c) edallarticolo 20, nonché delle attività di raccolta, trasporto, stoccaggio, condizionamento eutilizzazione dei fanghi in agricoltura di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99 eallattività di raccolta e di eliminazione degli olii usati di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992,n. 95;d) le autorizzazioni relative alle stazioni di trasferimento.3. Le province provvedono, altresì, allacquisizione dei dati inerenti ai servizi di smaltimento erecupero dei rifiuti al fine di delineare la situazione quali-quantitativa della produzione dei rifiutistessi per lelaborazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, nonché dei piani provinciali. Art. 6 (Funzioni amministrative dei comuni)1. Sono attribuite ai comuni: 4.
a) lattività di gestione dei rifiuti urbani ai sensi dellarticolo 21 del d.lgs. 22/1997, compresa laeventuale progettazione, realizzazione o modifica degli impianti fissi per la gestione dei rifiutiurbani, in attuazione dei piani provinciali, in modo da assicurare la raccolta differenziata;b) ladozione dei regolamenti per la disciplina della gestione dei rifiuti urbani, sulla base delregolamento-tipo di cui allarticolo 4, comma 1, lettera f);c) (1c)d) lattività di controllo sul corretto conferimento dei rifiuti ai servizi di raccolta nellambito delproprio territorio nonché lirrogazione delle sanzioni amministrative previste dallarticolo 50 deld.lgs. 22/1997 per labbandono ed il deposito incontrollato dei rifiuti.2. Sono delegate ai comuni:a) lapprovazione dei progetti degli impianti per lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti deimateriali inerti lapidei provenienti da demolizioni e costruzioni, ad eccezione dei materiali isolanticontenenti amianto di cui allarticolo 1, paragrafo 4, della dir. 91/689/CEE e la relativaautorizzazione alla realizzazione degli impianti, nonché lapprovazione dei progetti di variantisostanziali in corso di esercizio e la relativa autorizzazione alla realizzazione;b) lapprovazione dei progetti degli impianti per lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti provenientidalla demolizione degli autoveicoli a motore e rimorchi, dalla rottamazione dei macchinari e delleapparecchiature deteriorati ed obsoleti e la relativa autorizzazione alla realizzazione degli impianti,nonché lapprovazione dei progetti di varianti sostanziali in corso di esercizio e la relativaautorizzazione alla realizzazione;c) lautorizzazione allesercizio delle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti di cui alle lettere a)e b);c bis) le funzioni amministrative di cui all’articolo 17, comma 2, concernenti la bonifica dei siticontaminati ricadenti nel proprio territorio. (1d)3. I comuni possono delegare o subdelegare, ai sensi dellarticolo 29, comma 2, della l. 142/1990 esuccessive modificazioni, le funzioni di cui ai commi precedenti, alle comunità montane.3bis. I comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire ai propri dipendenti o aidipendenti dei soggetti ai quali è affidato il servizio di raccolta dei rifiuti, funzioni di accertamentoe di contestazione immediata delle violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali relativealle modalità del conferimento dei rifiuti ai servizi di raccolta. (1e)3ter. Il provvedimento di cui al comma 3bis è rilasciato ai dipendenti che non abbiano riportatocondanne penali o non abbiano procedimenti penali pendenti a proprio carico e che abbianosuperato, con esito favorevole, l’esame conclusivo di un idoneo corso di formazione. (1e)3quater. I verbali redatti dai dipendenti di cui al comma 3bis hanno l’efficacia di cui agli articoli2699 e 2700 del codice civile. (1e) Capo II Programmazione regionale e provinciale in materia di gestione dei rifiuti e attuazione dei piani Art. 7 (Programmazione regionale)1. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale e sentito il comitato tecnico-scientificoper lambiente previsto dalla legge regionale 18 novembre 1991, n. 74, approva il piano regionale digestione dei rifiuti ai sensi dellarticolo 15 della legge regionale 11 aprile 1986, n. 17 e successive 5.
modificazioni, anche in mancanza del programma regionale di sviluppo e del relativo quadro diriferimento territoriale di cui al Titolo I, Capo I, della legge regionale 17/1986.2. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, sulla base dei dati forniti dalle province ai sensidellarticolo 5, comma 3, definisce, nel rispetto dei principi previsti dallarticolo 3, il quadrocomplessivo delle azioni da attivare ai fini della costituzione di un sistema organico efunzionalmente integrato di gestione dei rifiuti.3. Il piano regionale di gestione dei rifiuti prevede in particolare:a) lindividuazione di eventuali ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani nonpericolosi in deroga allambito provinciale definito dallarticolo 23 del d.lgs. 22/1997;b) la tipologia ed il complesso degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani darealizzare nella Regione, in modo da garantire efficienza ed economicità nella gestione dei rifiutistessi, tenuto conto degli obiettivi previsti di riduzione dei rifiuti o di raccolta differenziata e diriciclaggio, nonché le misure per il raggiungimento dellautosufficienza nella gestione dei rifiutiurbani non pericolosi;c) il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari ad assicurare lo smaltimentodei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di ridurre i movimenti dei rifiutistessi, tenuto conto delle esigenze di carattere geografico o della necessità di smaltire in impiantispecializzati;d) le tipologie, le quantità e lorigine dei rifiuti da recuperare o smaltire;e) la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui allarticolo 18, comma 2, lettera a), deld.lgs. 22/1997, di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare;f) i criteri per lindividuazione da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazionedegli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, nonché per lindividuazione dei luoghi oimpianti adatti allo smaltimento;g) le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione, da parte delle province, degli impianti perla gestione dei rifiuti, ad eccezione delle discariche, nelle aree destinate ad insediamenti produttivi;h) le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorirne il riutilizzo, il riciclaggio edil recupero, ottimizzando tali operazioni soprattutto con riferimento al reimpiego di materie prime;i) le direttive per lelaborazione dei progetti degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, inmodo che sia garantito il corretto dimensionamento degli stessi, soprattutto con riferimento agliimpianti di recupero di energia;l) le indicazioni per lutilizzazione agricola dei fanghi di depurazione ai sensi dellarticolo 6, comma1, n. 4 del d.lgs. 99/1992;m) lindicazione delle risorse finanziarie disponibili per la realizzazione delle azioni previste;n) la propria durata.4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è adeguato secondo le modalità di cui allarticolo 17 dellalegge regionale 17/1986 e successive modificazioni, sentito il comitato tecnico-scientifico perlambiente previsto dalla legge regionale 74/1991.5. Il piano regionale di gestione dei rifiuti può essere approvato ed adeguato limitatamente aspecifici settori o tipologie di rifiuti.6. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è integrato dal piano regionale per la bonifica delle areeinquinate dai rifiuti, di seguito denominato piano regionale per la bonifica, che viene approvato edadeguato contestualmente ad esso.7. Il piano regionale per la bonifica, sulla base dei dati acquisiti in relazione allanagrafe delle areeda bonificare di cui allarticolo 9 prevede: 6.
a) lordine di priorità degli interventi;b) lindividuazione delle aree da bonificare e delle caratteristiche generali degli inquinanti presenti;c) le modalità per lintervento di bonifica e risanamento ambientale;d) la stima degli oneri finanziari;e) le modalità di smaltimento dei materiali da asportare. Art. 8 (Linee-guida per la predisposizione dei progetti di bonifica e di messa in sicurezza delle aree inquinate dai rifiuti)1. La Giunta regionale, previo parere del comitato tecnico-scientifico per lambiente previsto dallalegge regionale 74/1991 e sentita la commissione consiliare competente, approva, con propriadeliberazione, le linee-guida per la predisposizione dei progetti di bonifica e di messa in sicurezzadelle aree inquinate dai rifiuti, definendo i contenuti essenziali dei progetti stessi.2. Con la deliberazione di cui al comma 1 la Giunta regionale provvede anche allindividuazionedelle tipologie di progetti di bonifica o di messa in sicurezza non sottoposte ad approvazione.3. Le linee-guida sono pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione (BUR). Art. 9 (Anagrafi regionali)1. La Giunta regionale istituisce:a) lanagrafe delle aree inquinate dai rifiuti, in cui sono individuati siti da bonificare, sulla base dellenotifiche presentate dai soggetti interessati ovvero degli accertamenti degli organi di controllo, aifini della elaborazione del piano regionale per la bonifica;b) lanagrafe delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero deirifiuti, sulla base delle indicazioni contenute nei piani provinciali;c) lanagrafe delle discariche e degli impianti di incenerimento non destinati al recupero di energia,in cui sono registrati i dati necessari per laccertamento del tributo speciale di cui alla leggeregionale 4 settembre 1997, n. 28, sulla base delle comunicazioni che le province ed i comunidevono inviare alla Regione relative alle autorizzazioni rilasciate ai sensi, rispettivamente, degliarticoli 5, comma 2, e 6, comma 2.2. Le anagrafi di cui al comma 1 sono tenute ed aggiornate dalla struttura regionale preposta alsistema informativo regionale per lambiente, che cura la pubblicazione periodica dei relativielenchi sul BUR. Art. 10 (Regolamento-tipo per la gestione dei rifiuti urbani)1. La Giunta regionale, previo parere del comitato tecnico-scientifico per lambiente previsto dallalegge regionale 74/1991, approva, con propria deliberazione, un regolamento-tipo per la gestionedei rifiuti urbani, ai fini dellelaborazione, da parte dei comuni, dei relativi regolamenti comunali. 7.
2. Il regolamento-tipo, che è pubblicato sul BUR, prevede, tra laltro, disposizioni per:a) assicurare la tutela igienico-sanitaria e la protezione dellambiente;b) disciplinare il conferimento, la raccolta differenziata ed il trasporto dei rifiuti urbani in modo dagarantire, oltre al recupero degli stessi, una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti,separando i rifiuti di provenienza alimentare, gli scarti di prodotti vegetali e animali o comunque adalto tasso di umidità, dai restanti rifiuti;c) garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazioneed estumulazione;d) ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio insinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare;e) disciplinare lesecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero ed allosmaltimento;f) assimilare per qualità e quantità rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani sulla base dei criterifissati dallo Stato. Art. 11 (Piani provinciali)1. Entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti sulBUR, le province adottano, secondo le modalità di cui allarticolo 16 della legge regionale 17/1986,in quanto compatibili, i piani provinciali di cui allarticolo 5, comma 1, lettera a).2. I piani provinciali devono contenere i seguenti elementi:a) laccertamento del fabbisogno annuo di smaltimento dei rifiuti;b) le modalità e le verifiche utili per ridurre la produzione dei rifiuti, per incentivare il lororiciclaggio ed utilizzo ai fini del recupero della materia prima e del recupero di energia;c) lindividuazione, sulla base dei criteri previsti dal piano regionale di gestione dei rifiuti, delle areenon idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, dei luoghi odegli impianti adatti allo smaltimento degli stessi, con esclusione di quelli di cui allarticolo 6,comma 2, lettere a) e b), nonché delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimentoe di recupero dei rifiuti urbani, con indicazioni plurime per ogni tipo di impianto;d) leventuale individuazione di sotto-ambiti per la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi, qualoraricorrano esigenze di carattere tecnico, allinterno degli ambiti territoriali ottimali, tali da assicurareununitaria ed adeguata dimensione gestionale;e) la stima dei costi per le operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e per larealizzazione dei relativi impianti;f) la propria durata.3. I piani provinciali, adottati ai sensi dei commi precedenti, sono sottoposti a verifica di conformitàda parte della Giunta regionale, previo parere del comitato tecnico-scientifico per lambienteprevisto dalla legge regionale 74/1991 e sentita la commissione consiliare competente. Nel caso incui il piano provinciale contenga elementi di difformità rispetto al piano regionale di gestione deirifiuti, la Giunta regionale lo rinvia alla provincia, unitamente alle proprie osservazioni, fissando iltermine entro il quale la provincia deve provvedere alladeguamento del piano provinciale allestesse osservazioni. Decorso inutilmente tale termine la Regione attiva il controllo sostitutivo aisensi della normativa vigente. Qualora la Giunta regionale ritenga che le difformità siano valutabilipositivamente, trasmette il piano provinciale al Consiglio regionale che lo approva. Taleapprovazione ha efficacia di variazione del piano regionale di gestione dei rifiuti. 8.
4. I piani provinciali, che possono essere approvati anche per settori o per tipologie di rifiuti ecostituiscono allegati ai piani provinciali territoriali di coordinamento previsti dallarticolo 15,comma 2, della legge 142/1990 e successive modificazioni, sono pubblicati sul BUR.5. I piani provinciali sono adeguati, in relazione alle variazioni del piano regionale di gestione deirifiuti, con le modalità previste per la loro adozione. Art. 12 (Modalità di cooperazione per la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi in ambiti territoriali ottimali)1. Entro novanta giorni dalla data di pubblicazione dei piani provinciali, le province ed i comuniricadenti nello stesso ambito o sotto-ambito territoriale ottimale, al fine di cooperare per garantire lagestione unitaria dei rifiuti urbani non pericolosi, stipulano apposita convenzione, denominataconvenzione di cooperazione sulla base del disciplinare tipo adottato dalla Giunta regionale.(2)2. Nella convenzione di cooperazione sono indicati, tra laltro:a) le finalità;b) la durata;c) le modalità di coordinamento da parte della provincia;d) le modalità di funzionamento della conferenza di cui al comma 3;e) la forma di gestione del servizio che, nel caso in cui lambito di gestione coincida con quelloprovinciale, può attuarsi attraverso una convenzione di affidamento della gestione stessa allaprovincia da parte dei comuni interessati, ai sensi dellarticolo 24 della legge 142/1990 e successivemodificazioni.3. E istituita come forma permanente di consultazione dei comuni e delle province appartenenti allostesso ambito o sotto-ambito territoriale ottimale, la conferenza dei sindaci e dei presidenti delleprovince interessati, il cui coordinamento è assicurato dalla provincia nel territorio della qualericade il maggior numero dei comuni suddetti. Per la stipulazione della convenzione dicooperazione, il presidente della provincia responsabile del coordinamento, convoca la conferenzaentro trenta giorni dalla data di pubblicazione dei piani provinciali nei confronti dei comuni che, aseguito della conferenza, non intendono aderire alla stipula della convenzione di cui al comma 1,l’organo regionale di controllo provvede in via sostitutiva con le modalità previste dalla normativavigente. (3) Art.13 (Poteri sostitutivi della Regione)1. Qualora le province od i comuni omettano ladozione di singoli atti obbligatori concernenti lefunzioni ad essi attribuite o delegate dalla presente legge, lorgano regionale di controllo provvedein via sostitutiva con le modalità previste dalla normativa vigente.2. Nel caso di mancato esercizio delle funzioni delegate ovvero di esercizio in violazione delleleggi, degli indirizzi e delle direttive regionali, il potere sostitutivo è esercitato dalla Giuntaregionale ai sensi dellarticolo 12, comma 3, della legge regionale 13 maggio 1985, n. 68. 9.
Art.14 (Criteri tecnici per la valutazione e lapprovazione dei progetti degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e delle discariche)1. La Regione e la provincia competenti allapprovazione dei progetti di cui allarticolo 15, sullabase delle direttive contenute nel piano regionale di gestione dei rifiuti di cui allarticolo 7, comma3, lettera i), indicano, con apposite deliberazioni, i criteri tecnici che devono essere tenuti presenti insede di valutazione e di approvazione dei progetti stessi.2. Le deliberazioni di cui al comma 1 sono pubblicate sul BUR. Art.15 (Approvazione dei progetti e autorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e delle discariche)1. I soggetti che intendano realizzare gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e lediscariche di cui allarticolo 4, comma 1, lettere g) ed h), e allarticolo 5, comma 2, lettera a), ivicompresi i comuni nel caso previsto dallarticolo 6, comma 1, lettera a), presentano appositadomanda rispettivamente alla Regione ed alla provincia competente per territorio, corredata dalrelativo progetto, a seguito della pubblicazione dei criteri tecnici emanati ai sensi dellarticolo 14.2. Il progetto di cui al comma 1 deve contenere, tra laltro, i seguenti elementi:a) indicazione del sito dellimpianto o della discarica in conformità alle previsioni del pianoprovinciale;b) studio geologico, pedologico e idrogeologico relativo al sito;c) studio dellimpatto ambientale effettuato in conformità al decreto del Presidente della Repubblica12 aprile 1996, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7 settembre 1996, n. 210, anche quando non siarichiesta la valutazione di impatto ambientale (VIA), contenente lanalisi del rischio che limpianto ola discarica possono provocare a seguito di eventi sfavorevoli;d) descrizione delle caratteristiche tecniche dellimpianto o della discarica;e) capacità e modalità di smaltimento e di recupero dei rifiuti;f) relazione economica e contabile contenente lanalisi dei costi.3. Il procedimento relativo allapprovazione dei progetti di cui al comma 2, ha inizio dufficiodecorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione dei criteri tecnici previsti dallarticolo 14.4. La Regione o la provincia, secondo le rispettive competenze, convocano, entro trenta giornidallinizio del procedimento di cui al comma 3, unapposita conferenza per la valutazione deiprogetti pervenuti.5. Alla conferenza convocata dalla Regione partecipano i responsabili delle strutture regionalicompetenti, i rappresentanti degli enti locali interessati ed i membri del comitato tecnico-scientificodi cui alla legge regionale 74/1991, specializzati nella materia trattata, i quali esprimono, in talesede, collegialmente il proprio parere. Alla conferenza convocata dalla provincia partecipano, tra glialtri, i competenti organi regionali coadiuvati dai membri del comitato tecnico-scientifico di cui allalegge regionale 74/1991, specializzati nella materia trattata, che esprimono collegialmente il proprio 10.
parere in tale sede.6. Alle conferenze previste dal comma 5 possono essere invitati a partecipare anche i richiedentilautorizzazione o loro rappresentanti, al fine di acquisire informazioni e chiarimenti.7. La conferenza procede alla valutazione del progetto entro novanta giorni dalla sua convocazionetenendo conto dei criteri tecnici di cui allarticolo 14. Qualora il progetto rientri tra quelli sottopostia valutazione di impatto ambientale, il termine rimane sospeso fino allacquisizione del giudizio dicompatibilità ambientale.8. La Regione o la provincia, secondo le rispettive competenze, entro trenta giorni dal ricevimentodelle determinazioni della conferenza e sulla base delle stesse, approvano il progetto ed autorizzanola realizzazione dellimpianto o della discarica. Lapprovazione, ai sensi dellarticolo 27, comma 5,del d.lgs. 22/1997, sostituisce, ad ogni effetto, visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organiregionali, provinciali e comunali e costituisce, ove occorra, variante agli strumenti urbanisticicomunali. Lapprovazione comporta, altresì, dichiarazione di pubblica utilità, urgenza edindifferibilità dei lavori.9. Qualora insorgano eccezionali esigenze connesse alla localizzazione degli impianti, alsoddisfacimento dei bisogni di smaltimento e di recupero ed alle innovazioni tecnologiche checomportino la necessità di modificazioni o integrazioni dei piani provinciali, lapprovazione di cuial comma 8 è effettuata dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare. Taleapprovazione costituisce modifica o integrazione ai piani provinciali.10. Nel caso in cui il progetto approvato riguardi aree vincolate ai sensi della legge 29 giugno 1939,n. 1497 e del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni dalla legge 8agosto 1985, n. 431, si applica quanto previsto dallarticolo 27, comma 6, del d.lgs. 22/1997.11. I soggetti che intendano realizzare gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti di cuiallarticolo 6, comma 2, lettere a) e b), presentano apposita domanda al comune competente perterritorio, corredata dal relativo progetto.12. Il progetto di cui al comma 11 deve contenere, tra laltro, i seguenti elementi:a) indicazione del sito dellimpianto;b) studio geologico ed idrogeologico relativo al sito;c) studio dellimpatto ambientale effettuato in conformità al d.p.r. 12 aprile 1996, anche quando nonsia richiesta la VIA, contenente lanalisi del rischio che limpianto o la discarica possono provocarea seguito di eventi sfavorevoli;d) capacità e modalità di smaltimento e di recupero dei rifiuti.13. Per la valutazione del progetto di cui al comma 11, il comune convoca unapposita conferenza,cui partecipano, tra gli altri, i competenti organi regionali, coadiuvati dai membri del comitatotecnico-scientifico di cui alla legge regionale 74/1991, specializzati nella materia trattata, cheesprimono collegialmente il proprio parere in tale sede, ed approva il progetto secondo le modalità econ gli effetti previsti dai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 10.14. Le procedure di cui ai commi precedenti si applicano anche per la realizzazione di variantisostanziali in corso di esercizio a seguito delle quali gli impianti o le discariche esistenti aumentino,in misura del dieci per cento, la capacità di trattamento dei rifiuti ovvero smaltiscano o recuperinorifiuti con caratteristiche qualitative diverse, tali da determinare una difformità degli impianti odelle discariche rispetto allautorizzazione rilasciata. 11.
15. Unitamente alla domanda di cui al comma 1, può essere presentata domanda di autorizzazioneallesercizio delle attività di smaltimento e di recupero previsto dallarticolo 16. In tal caso gli entiindicati dai commi 1 e 13 autorizzano le attività di smaltimento e di recupero contestualmenteallautorizzazione alla realizzazione dellimpianto o della discarica, con efficacia subordinataallesito positivo del collaudo. I costi relativi al collaudo sono a carico del soggetto autorizzato allarealizzazione dellimpianto o della discarica.16. I costi relativi alleventuale espropriazione del terreno su cui deve essere realizzato limpianto ola discarica sono a carico del soggetto autorizzato alla realizzazione degli stessi. Art. 16 (Autorizzazione allesercizio delle attività di smaltimento e di recupero dei rifiuti)1. La Regione, le province ed i comuni, nellambito delle rispettive competenze, autorizzano leattività di smaltimento e recupero dei rifiuti.2. Lautorizzazione è concessa entro novanta giorni dalla presentazione della domanda da partedellinteressato. Essa dura cinque anni ed indica in particolare:a) i tipi ed i quantitativi di rifiuti da smaltire o da recuperare;b) i requisiti tecnici delle attrezzature da utilizzare;c) le precauzioni per garantire la sicurezza e ligiene ambientale;d) il luogo di smaltimento;e) il metodo di trattamento e di recupero dei rifiuti;f) gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e del ripristino del sito;g) le garanzie finanziarie. Art. 17 (3a) (Bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati)1. Fatto salvo quanto disposto dal comma 2, per la bonifica ed il ripristino ambientale dei siticontaminati si applicano le norme previste dal titolo V, della parte IV, del d.lgs. 152/2006.2. Le funzioni amministrative concernenti la convocazione delle conferenze di servizi el’autorizzazione del piano di caratterizzazione di cui all’articolo 242, commi 3, 4 e 13 del d.lgs.152/2006, l’approvazione del piano di monitoraggio e del progetto operativo degli interventi dibonifica o di messa in sicurezza di cui al comma 7 del medesimo articolo, nonché l’approvazionedel progetto di bonifica di cui all’allegato 4 alla parte IV del citato decreto, sono delegate aicomuni, con esclusione di quelle relative alla bonifica di siti compresi nel territorio di più comuni,riservate alla Regione.3. Alle conferenze di servizi di cui al comma 2 partecipano, oltre alle amministrazioni previstedall’articolo 242, comma 13 del d.lgs. 152/2006, anche la struttura regionale competente in materiadi rifiuti, coadiuvata dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio (ARPA).4. Qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agliadempimenti previsti dal titolo V della parte IV del d.lgs. 152/2006, ovvero non siano individuabili 12.
e non provvedano né il proprietario del sito né altri soggetti interessati, tali interventi sono effettuatidufficio dal comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla Regione,secondo lordine di priorità fissato dal piano regionale per la bonifica delle aree inquinate,avvalendosi anche di altri soggetti pubblici o privati scelti attraverso apposite procedure adevidenza pubblica. Al fine di anticipare le somme necessarie alla realizzazione degli interventi dibonifica e di messa in sicurezza, la Regione istituisce apposito fondo. Per il recupero delle sommerelative all’onere sostenuto dalla Regione o dal comune per gli interventi citati, si applicano lemodalità previste dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639 (Approvazione del testo unico delledisposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato). Art.18 (Approvazione dei progetti e autorizzazione degli impianti di ricerca e di sperimentazione)1. La Regione approva il progetto e autorizza la realizzazione e lesercizio degli impianti di ricerca edi sperimentazione secondo le modalità di cui agli articoli 15 e 16, in quanto applicabili,localizzandoli, di norma, nelle aree individuate come idonee dai piani provinciali.2. I termini per lapprovazione del progetto e per lautorizzazione delle attività di cui al comma 1sono ridotti alla metà qualora siano rispettate le seguenti condizioni:a) le attività di gestione degli impianti non comportino utile economico;b) gli impianti abbiano una potenzialità non superiore a cinque tonnellate al giorno, salvo deroghegiustificate dallesigenza di effettuare prove di impianti caratterizzati da innovazioni che devono,però, essere limitate alla durata prestabilita delle prove stesse.3. La durata dellautorizzazione allesercizio delle attività di cui al comma 1 è di un anno, salvoproroga che non può eccedere comunque i due anni, concessa previa verifica annuale dei risultatiraggiunti, da effettuarsi da parte della Regione, sentito il comitato tecnico-scientifico per lambienteprevisto dalla legge regionale 74/1991, sulla base di apposito studio di impatto ambientale. Art. 19 (Stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani)1. Le stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani, soggette a valutazione di impatto ambientale aisensi della normativa vigente, sono autorizzate dalla provincia competente per territorio, su richiestadei comuni interessati.2. Lautorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa approvazione da parte della provincia di unprogetto. Lapprovazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità deilavori.3. Nei casi in cui non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le stazioni di trasferimentosono attivate previa comunicazione alla provincia competente per territorio. Art. 20 (Procedure semplificate per lautosmaltimento ed il recupero dei rifiuti)1. Per i rifiuti individuati nei decreti di cui allarticolo 31, comma 2, del d.lgs. 22/1997, lesercizio 13.
delle operazioni di smaltimento presso il luogo di produzione dei rifiuti o autosmaltimento e direcupero, disciplinato dal Titolo I, Capo V del d.lgs. 22/1997, è subordinato a semplicecomunicazione di inizio di attività, a condizione che siano rispettate le norme tecniche previstedallarticolo 31, commi 1, 2 e 3 del d.lgs. 22/1997. La comunicazione, che attesta lesistenza deipresupposti e dei requisiti di legge richiesti, è inviata dallinteressato alla provincia territorialmentecompetente ed è rinnovata ogni cinque anni o allorquando intervengano modifiche sostanziali nelleoperazioni di autosmaltimento o di recupero.2. Linteressato intraprende lesercizio delle operazioni di autosmaltimento o di recupero, decorsinovanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 1. Entro lo stesso termine, la provincia iscrivein un apposito registro le imprese che effettuano la comunicazione ed accerta la sussistenza deipresupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di accertata insussistenza degli stessi, laprovincia dispone, con provvedimento motivato, il divieto di inizio dellattività o di prosecuzionedella stessa e la rimozione dei suoi effetti, salvo che linteressato provveda, entro il termine fissatodalla provincia, a conformare lattività ed i suoi effetti alla normativa vigente. Capo III - Disposizioni finali Art. 21 ( Interventi per il contenimento, il riutilizzo e il recupero dei rifiuti urbani e per lo sviluppo delle raccolte differenziate) (4)1. La Regione, anche in collaborazione con gli enti locali, le associazioni ambientaliste, individuateai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, quelle di volontariato riconosciute ai sensidella legge regionale 28 giugno 1993, n. 29, i sindacati e le associazioni degli imprenditori,organizza e promuove campagne di sensibilizzazione dellopinione pubblica finalizzate alraggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata ed alla diffusione delle tecnologie e dellemetodiche che consentano di contenere la produzione dei rifiuti urbani e di riutilizzare e recuperaregli stessi.1 bis. La Regione, gli enti locali, gli enti dipendenti dalla Regione e dagli enti locali, le società aprevalente capitale pubblico, anche di gestione di servizi, organizzano, nei locali adibiti a mensa enei punti di ristoro interni, la raccolta differenziata delle frazioni organiche derivanti dallapreparazione e somministrazione degli alimenti, nonché degli imballaggi primari in plastica, vetro ealluminio.(5)1 ter. I soggetti di cui al comma 1 bis organizzano nei propri locali la raccolta differenziata di cartae cartone, imballaggi primari in vetro, plastica ed alluminio e dei prodotti esauribilidell’informatica, quali cartucce toner, inchiostro per stampanti e fotocopiatrici e nastri per macchineda scrivere.(5)1.quater. La Regione e gli enti locali, anche in collaborazione con le associazioni ambientalistericonosciute ai sensi dell’articolo 13 della l. 349/1986, promuovono e incentivano nei complessiscolastici, anche con finalità educative, sistemi di raccolta differenziata delle frazioni umide,compreso il compostaggio, e delle frazioni secche.(5) 14.
1.quinquies. I soggetti indicati al comma 1 bis si conformano alle disposizioni di cui ai commi 1 bise 1 ter entro la data del 31 dicembre 2004.(5)2. Per favorire la riduzione della produzione, il riutilizzo ed il recupero dei rifiuti urbani, la Regionepuò affidare ad università e ad istituti scientifici, mediante apposite convenzioni, studi e ricerche disupporto allattività degli enti locali. La Regione può, altresì, avvalendosi del comitato tecnico-scientifico per lambiente, previsto dalla legge regionale 74/1991, approvare convenzioni-tipo, sullabase delle quali gli enti locali interessati si convenzionano con i consorzi nazionali obbligatori e conimprese singole o associate. Art. 22 (6) (Utilizzo di materiali riciclati)1. Per le finalità di cui allarticolo 19, comma 4, del D.Lgs. n. 22 del 1997, la Regione, gli entilocali, gli enti dipendenti dalla Regione e dagli enti locali, le società a prevalente capitale pubblico,anche di gestione di servizi:a) coprono il proprio fabbisogno annuale di carta e cartoncino ad uso grafico e tipografico con unaquota di carta, ottenuta integralmente o prevalentemente da materiali riciclati, pari almeno alcinquanta per cento del fabbisogno stesso;b) coprono il proprio fabbisogno annuale di imballaggi in cartone, di cartucce toner, di nastri diinchiostro rigenerato per stampanti e fotocopiatrici ed altri generi esauribili per linformatica, conuna quota di materiali riciclati o recuperati pari almeno al trenta per cento del fabbisogno stesso;c) coprono il proprio fabbisogno annuale di pneumatici di ricambio per la propria flotta diautovetture ed autoveicoli con una quota di pneumatici ricostruiti, conformi agli standard di qualitàe sicurezza previsti dalla normativa vigente, pari almeno al trenta per cento del fabbisogno stesso;d) coprono il proprio fabbisogno annuale di materiali per la realizzazione di lavori ed operepubbliche, compresa la realizzazione di strade, reti e sottoservizi, con una quota di materiali eaggregati inerti riciclati pari almeno al trenta per cento del fabbisogno stesso;e) utilizzano nelle proprie mense o punti di ristoro una quota di contenitori e stoviglie riutilizzabilisoggetti a cauzione o biodegradabili per la somministrazione di bevande ed alimenti pari almeno alcinquanta per cento del proprio fabbisogno annuale.2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione, gli enti locali, gli enti dipendenti dalla Regione e dagli entilocali, le società a prevalente capitale pubblico, anche di gestione di servizi, provvedono, entro ladata del 31 dicembre 2004, a modificare i capitolati di appalto per gli acquisti e le forniture dei benidi consumo e/o di approvvigionamento, in modo da soddisfare i criteri stabiliti dal marchio europeodi qualità ecologica Ecolabel ed eliminando eventuali barriere o clausole escludenti che svantagginoil ricorso all’uso di materiali riciclati.3. La Regione, fermo quanto previsto al comma 1, lettera e), incentiva la sostituzione totale oparziale di contenitori monouso con contenitori riutilizzabili soggetti a cauzione. La Regione altresìpromuove ed incentiva ladozione del sistema a rendere con cauzione per liquidi alimentari, conparticolare riferimento ad aziende produttrici di latte ed acque minerali con stabilimenti nel proprioterritorio.4. Gli enti locali possono adottare provvedimenti per:a) soddisfare il fabbisogno di ammendanti organici per giardini ed aree verdi pubblici con una quotapari almeno allottanta per cento di compost di qualità ricavato da frazione umida derivante daraccolta separata di rifiuti;b) destinare una quota pari almeno al quaranta per cento della spesa per arredi di giardini pubblici 15.
allacquisto di articoli prodotti con materiali riciclati;c) prevedere nei capitolati di appalto per le mense scolastiche clausole di preferenza per le ditte chenon facciano uso di stoviglie monouso. Art. 22 bis (7) (Accordi volontari e di programma)1. La Regione e/o gli enti locali promuovono e attivano tra l’amministrazione regionale stessa, glienti locali, le associazioni economiche di categoria e gli operatori economici indipendenti, tavoli diconcertazione finalizzati alla stipula di accordi volontari e accordi di programma, considerandoaltresì quanto previsto dal piano di gestione dei rifiuti approvato con deliberazione del Consiglioregionale 10 luglio 2002, n.112, per contribuire alla diminuzione della:a) produzione di rifiuti nella grande distribuzione tramite adeguate modalità di distribuzione eimballo dei prodotti, possibilità di deposito diretto degli imballi secondari, vendita di bevande incontenitori riutilizzabili con deposito cauzionale, diffusione di sistemi di consegna a domicilio dibevande in contenitori riutilizzabili;b) produzione dei rifiuti nel circuito della ristorazione collettiva, tramite la sostituzione dicontenitori a perdere per le bevande (bottiglie) e per la distribuzione di alimenti e bevande(bicchieri, stoviglie, cestelli, posate a perdere) impiegati nella ristorazione collettiva;c) produzione dei rifiuti elettrici ed elettronici, tramite il recupero e il riciclo, con contratti diassistenza, dei toner e il recupero e il riciclo degli apparati elettrici e elettronici di largo consumo,quali computer, stampanti, fotocopiatrici, frigoriferi, televisori, lavatrici, lavastoviglie. Art. 22 ter (8) (Divieti di conferimento in discarica di particolari tipologie di rifiuti)1. E’ fatto divieto di smaltire in discarica rifiuti verdi costituiti da partite omogenee di sfalci,ramaglie, attività di manutenzione del verde pubblico e privato.2. E’ fatto divieto di smaltire in discarica partite omogenee di frazioni riciclabili di rifiuto, costituiteda carta, plastiche, vetro, legno. Per partite omogenee si intendono quantitativi costituiti da unasingola tipologia per oltre il settantacinque per cento.3. E’ fatto divieto di conferimento al servizio pubblico di raccolta degli imballi secondari e terziarinon differenziati. E’ altresì vietato lo smaltimento in discarica degli imballaggi e dei contenitorirecuperati, ad eccezione degli scarti derivanti dalle operazioni di selezione, cernita, riciclo erecupero dei rifiuti di imballaggio.4. E’ fatto divieto di conferire in maniera indifferenziata al servizio ordinario di raccolta le seguentitipologie di rifiuto:a) frigoriferi, surgelatori e congelatori;b) televisori;c) computer, stampanti e scanner;d) lavatrici e lavastoviglie;e) condizionatori daria;f) fotocopiatrici;g) impianti stereo e casse di amplificazione;h) mobili ed altri elettrodomestici; 16.
i) cartucce esauste di stampanti laser e getto dinchiostro;l) pile anche ricaricabili.5. I beni durevoli contenenti clorofluorocarburi (CFC), e in particolare quelli di cui alle lettere a) ede) del comma 4, devono essere trattati in maniera da assicurarne l’integrità al centro diconferimento. In tutti i comuni deve essere istituito un servizio di raccolta e ritiro dei beni durevolifinalizzato alla valorizzazione di tali beni. Il servizio di ritiro dei beni durevoli può essere svolto dalsoggetto a cui è stato affidato il servizio di raccolta dei rifiuti oppure da altri soggetti all’uopoindividuati. Art. 22 quater (9) (Sanzioni)1. La violazione delle disposizioni di cui allarticolo 21, commi 1 bis e 1 ter e allarticolo 22comporta l’esclusione dell’ente, dell’azienda, o comunque del soggetto titolare dei locali ove si èverificata la violazione, dalla possibilità di accesso a fondi e finanziamenti pubblici regionali inmateria di ambiente, tranne quelli finalizzati al raggiungimento degli obiettivi minimi di raccoltadifferenziata.2. La violazione della disposizione di cui all’articolo 22, comma 1, lettera e), è punita con unasanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500,00 a euro 5.000,00. In caso di reiterazione dellaviolazione la sanzione è raddoppiata.3. La violazione dei divieti di cui all’articolo 22 ter è punita con una sanzione amministrativapecuniaria da euro 2.500,00 a euro 10.000,00. In caso di reiterazione della violazione la sanzione èraddoppiata. Art. 23 (Promozione delleducazione e formazione professionale in materia ambientale e delle attività di volontariato)1.La Regione, anche in collaborazione con gli enti locali, le associazioni ambientaliste, quelle divolontariato e dei consumatori, le istituzioni scolastiche, nonché gli enti, le associazioni di categoriae le associazioni imprenditoriali e sindacali operanti nel settore, promuove leducazione e laformazione professionale in materia ambientale, tenuto conto del quadro di riferimento complessivodellorganizzazione dello smaltimento e del recupero dei rifiuti.2. La Regione, inoltre, promuove ed incentiva, tramite le province, le attività di volontariato mirantiad incrementare la raccolta differenziata, la pulizia dai rifiuti di boschi, di aree lungo i corsi dacquae i litorali e di aree di particolare rilevanza ambientale. Tali attività possono essere disciplinate daapposite convenzioni, stipulate con le associazioni di volontariato riconosciute ai sensi della leggeregionale 29/1993, nonché con le associazioni ambientaliste individuate ai sensi dellarticolo 13della legge 349/1986. Art. 24 (Finanziamento degli impianti e delle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti e di ricerca e sperimentazione) 17.
1. Le spese relative alla realizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e di ricercae sperimentazione ed alla realizzazione di varianti sostanziali degli stessi, nonché allesercizio delleattività di smaltimento e recupero dei rifiuti, sono a carico degli enti pubblici e dei soggetti privatidestinatari delle autorizzazioni.2. La Regione contribuisce al finanziamento delle iniziative di comuni e province per la raccoltadifferenziata dei rifiuti ed incentiva, altresì, le attività di raccolta differenziata promosse dacooperative e da piccole e medie imprese mediante la concessione di contributi per un periodo nonsuperiore a cinque anni dalla loro costituzione.3. Agli oneri concernenti i finanziamenti ed i contributi di cui al comma 2 si provvede con gliappositi stanziamenti iscritti, di volta in volta, nei bilanci regionali di previsione. Art. 25 (Abrogazioni)1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, le leggi regionali 22 maggio 1995, n. 38, 10 gennaio1996, n. 5 e 23 maggio 1996, n. 19, sono abrogate.2. La disposizione di cui allarticolo 35, comma 3, della legge regionale 38/1995, resta in vigorefino al completamento degli interventi ivi previsti e per i quali siano già stati avviati i relativiprocedimenti amministrativi alla data di entrata in vigore della presente legge. Capo IV Disposizioni transitorie Art. 26 (Primo piano regionale di gestione dei rifiuti e piani provinciali)1. Entro il termine di cui allarticolo 22, comma 7, del d.lgs. 22/1997, la Giunta regionale,avvalendosi anche delle linee-guida per lelaborazione dei piani provinciali di smaltimento deirifiuti approvate con deliberazione del Consiglio regionale 11 marzo 1996, n. 96 e della primaannualità del programma triennale di interventi per i rifiuti urbani di cui alla deliberazione delConsiglio regionale 7 maggio 1997, n. 353, adotta lo schema del primo piano regionale di gestionedei rifiuti, in conformità a quanto stabilito dallarticolo 7.2. A seguito della pubblicazione del piano di cui al comma 1, le province adottano i pianiprovinciali o adeguano quelli di cui allarticolo 27, comma 1, lettera b), con le modalità di cuiallarticolo 11. 18.
Art.27 (Efficacia dei piani esistenti)1. In attesa dellapprovazione del primo piano regionale dei rifiuti di cui allarticolo 26 e fino allapubblicazione dei conseguenti piani provinciali producono i loro effetti:a) la prima annualità del programma di cui alla delibera consiliare regionale 353/1997 e le lineeguida per la elaborazione dei piani provinciali di smaltimento dei rifiuti di cui alla deliberaconsiliare regionale 96/1996;b) i piani provinciali adottati dalle province alla data del 30 giugno 2001, previa verifica diconformità, di cui all’articolo 11, alle linee-guida indicate alla lettera a) e nel rispetto dei principidel d.lgs. 22/1997. Detti piani non possono comunque prevedere nuove progettazioni e realizzazionidi impianti di termocombustione ed incenerimento dei rifiuti solidi urbani. (10) Art.28 (Approvazione dei progetti e autorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e delle discariche)1. In attesa dellapprovazione del primo piano regionale dei rifiuti di cui allarticolo 26 e dellapubblicazione dei conseguenti piani provinciali, i soggetti interessati presentano alla Regione o allaprovincia territorialmente competente qualora sia intervenuta la verifica di conformità dei pianiprovinciali di cui allarticolo 27, comma 1, lettera b), apposita domanda per la realizzazione degliimpianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e delle discariche, corredata dal relativoprogetto.2. Il progetto di cui al comma 1 deve contenere, tra laltro, i seguenti elementi:a) lesatta ubicazione e delimitazione dellimpianto o della discarica;b) la descrizione delle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e paesaggistiche del terreno;c) la descrizione delle caratteristiche tecniche dellimpianto o della discarica;d) la capacità e le modalità di smaltimento e di recupero dei rifiuti;e) la relazione economica e contabile, contenente lanalisi dei costi;f) le modalità di captazione e depurazione del percolato.3. La Regione o la provincia, per lapprovazione dei progetti degli impianti e delle discariche di cuial comma 1, convocano la conferenza prevista dallarticolo 15 secondo le procedure e con gli effettiivi previsti.4. Qualora insorgano eccezionali esigenze connesse alla localizzazione degli impianti, alsoddisfacimento dei bisogni di smaltimento e di recupero ed alle innovazioni tecnologiche checomportino la necessità di modificazioni o integrazioni dei piani provinciali, lapprovazione di cuial comma 3 è effettuata dalla Giunta regionale sentita la competente commissione consiliare. Taleapprovazione costituisce modificazione o integrazione ai piani provinciali.5. I costi relativi alleventuale espropriazione del terreno su cui deve essere realizzato limpiantosono a carico del soggetto autorizzato alla realizzazione dellimpianto stesso.6. Le procedure di cui ai commi precedenti si applicano anche per la realizzazione di variantisostanziali in corso di esercizio a seguito delle quali gli impianti aumentino, in misura del dieci per 19.
cento, la capacità di trattamento dei rifiuti ovvero smaltiscano o recuperino rifiuti con caratteristichequalitative diverse, tali da determinare una difformità degli impianti rispetto allautorizzazionerilasciata.7. Unitamente alla domanda di cui al comma 1, può essere presentata domanda di autorizzazioneallesercizio delle attività di smaltimento e di recupero di cui allarticolo 29. In tal caso gli enti di cuial comma 1 autorizzano le attività di smaltimento e recupero contestualmente allautorizzazione allarealizzazione dellimpianto o della discarica con efficacia subordinata allesito positivo del collaudo.I costi relativi al collaudo sono a carico del soggetto autorizzato alla realizzazione dellimpianto odella discarica.8. Per lautorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti di cuiallarticolo 6, comma 2, lettere a) e b), e per lautorizzazione allesercizio delle relative attività, siapplicano, fin dalla data di entrata in vigore della presente legge, le procedure di cui agli articoli 15e 16. Qualora dette procedure siano già avviate alla data di entrata in vigore della presente legge, lestesse vengono definite ai sensi della legge regionale 38/1995. Art. 29 (Autorizzazione allesercizio degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e delle discariche)1. La Regione o la provincia, secondo quanto previsto dallarticolo 28, comma 1, autorizzanolesercizio degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e delle discariche di cuiallarticolo 28, con le modalità indicate nellarticolo 16.2. Il provvedimento di autorizzazione allesercizio degli impianti e delle discariche di cui al comma1 deve contenere, tra laltro, la determinazione delle tariffe e della quota percentuale della tariffadovuta dagli eventuali comuni utenti al soggetto gestore dellimpianto o della discarica a favore delcomune sede dellimpianto o della discarica stessi, che deve essere compresa tra il dieci ed il ventiper cento della tariffa.3. Il rilascio dellautorizzazione è subordinato alla prestazione, da parte dei soggetti gestori degliimpianti e delle discariche, di idonee garanzie fidejussorie. Art.30 (Impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e discariche in esercizio)1. Gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e le discariche attualmente in eserciziosulla base di provvedimenti provvisori, indicati nella prima annualità del programma di cuiallarticolo 27, comma 1, lettera a), o nei piani provinciali di cui allarticolo 27, comma 1, lettera b),sono autorizzati dalla Regione o dalla provincia, secondo quanto previsto dallarticolo 28, comma 1,con le modalità fissate dagli articoli 28 e 29, previa prestazione di idonee garanzie fidejussorie daparte dei gestori delle stesse.2. In sede di autorizzazione la Regione o la provincia possono imporre, ove necessario, prescrizioniper il proseguimento dellattività di discarica. 20.
Art. 31 (Gestione dei rifiuti urbani non pericolosi esistenti)1. Le gestioni pubbliche dei rifiuti urbani non pericolosi esistenti alla data di entrata in vigore dellapresente legge continuano fino allorganizzazione della gestione unitaria di cui allarticolo 12.2. I consorzi cui è stata affidata la realizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti ai sensidellarticolo 35, comma 2, della legge regionale 38/1995, sono soppressi a decorreredallorganizzazione della gestione unitaria prevista dallarticolo 12. Fino allorganizzazione suddettaalla gestione del consorzio provvede un commissario straordinario nominato dalla Regione, cui èaffidato anche il compito di trasmettere al nuovo soggetto gestore:a) lo stato di consistenza delle risorse patrimoniali e finanziarie;b) lelenco del personale in servizio con le relative qualifiche e la specifica professionalità;c) la ricognizione di tutti i rapporti attivi e passivi esistenti.3. I soggetti privati concessionari del servizio di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani nonpericolosi alla data di entrata in vigore della presente legge mantengono la gestione fino allascadenza della relativa concessione. La concessione è prorogata fino allorganizzazione dellagestione unitaria di cui allarticolo 12 nel caso in cui scada prima dellorganizzazione della stessa.4. Alla scadenza della concessione di cui al comma 3, per i fini indicati dallarticolo 12, i beni e gliimpianti dei concessionari sono trasferiti direttamente agli enti locali concedenti nei limiti e nelleforme di legge, se non diversamente disposto dalla convenzione di cooperazione previstadallarticolo 12. Art. 32 (Programma per la bonifica delle aree interessate da discariche dismesse)1. I comuni, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, presentano allaRegione lelenco delle aree interessate da discariche dismesse ricadenti nel proprio territorio.2. Entro i successivi quattro mesi la Giunta regionale, sentito il comitato tecnico-scientifico perlambiente di cui alla legge regionale 74/1991, propone al Consiglio regionale un programma per labonifica delle aree interessate da discariche dismesse, di seguito denominato programma per labonifica.3. Il programma per la bonifica, che viene approvato dal Consiglio regionale e pubblicato sul BUR,deve contenere:a) lordine di priorità degli interventi;b) lindividuazione delle zone da bonificare;c) le modalità per lintervento di bonifica e risanamento ambientale;d) la stima degli oneri finanziari;e) le modalità di smaltimento dei materiali da asportare.4. La Regione, tenendo conto delle priorità indicate dal programma per la bonifica e delledisponibilità finanziarie degli appositi stanziamenti del bilancio regionale, assegna un termine aicomuni interessati per la presentazione dei progetti. 21.
5. La Regione approva i progetti, sentito il comitato tecnico-scientifico per lambiente di cui allalegge regionale 74/1991.6. La bonifica delle aree interessate da discariche dismesse di proprietà privata deve essereeffettuata a cura e spese dei rispettivi proprietari, entro dodici mesi dalla data di approvazione delprogramma per la bonifica da parte del Consiglio regionale. Trascorso tale termine, provvede ilcomune interessato con recupero della spesa sostenuta a carico dei proprietari dei terreni.7. Sono fatte salve le iniziative in materia di bonifica delle discariche dismesse attivate dalla Giuntaregionale alla data di entrata in vigore della presente legge nellambito delle misure di cuiallobiettivo 5B del regolamento (CEE) n. 2081/81 del Consiglio, del 20 luglio 1993, per il periodo1994/1999. Art. 33 (Sezione regionale del catasto dei rifiuti)1. In attesa della costituzione dellagenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) previstadal decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito con modificazioni dalla legge 21 gennaio1994, n. 61, la sezione regionale del catasto dei rifiuti, disciplinato dallarticolo 11 del d.lgs.22/1997, è gestita dalla competente struttura regionale. Art.34 ( Impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti speciali in attesa dei piani)1. In attesa dellapprovazione del primo piano regionale di gestione dei rifiuti di cui allarticolo 26 edella pubblicazione dei conseguenti piani provinciali, la Regione può approvare, sentita lacompetente commissione consiliare, progetti per la realizzazione di impianti di smaltimento erecupero dei rifiuti speciali ed autorizzare lesercizio delle relative attività con le modalità indicatedagli articoli 15 e 16, in quanto compatibili, previa valutazione delle effettive necessità dismaltimento e recupero dei rifiuti stessi.2.Qualora le province abbiano adottato i piani provinciali di cui allarticolo 27, comma 1, lettera b),le autorizzazioni previste dal comma 1 sono rilasciate dalla Regione o dalle province secondo lerispettive competenze indicate dagli articoli 4 e 5. Art. 35 (Autorizzazioni rilasciate ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915)1. Le autorizzazioni rilasciate ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre1982, n. 915, e della legge regionale 38/1995, restano valide fino alla loro scadenza e comunquenon oltre il termine previsto dallarticolo 57, comma 3, del d.lgs. 22/1997.2. Entro il termine di cui allarticolo 57, comma 4, del d.lgs. 22/1997, le autorizzazioni indicate nelcomma 1, sono adeguate sulla base della nuova classificazione dei rifiuti, a cura dellautorità che leha rilasciate. 22.
Art. 36 (Procedure di valutazione di impatto ambientale)1. In attesa dellemanazione di apposita legge regionale di disciplina delle procedure di VIA, iprogetti di cui agli articoli 15 e 28 per i quali la normativa comunitaria richiede la VIA, sonosoggetti a valutazione da parte della competente struttura regionale. Art. 37 (Raccolta differenziata dei rifiuti urbani)1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ed in attesa dellapprovazionedel primo piano regionale per la gestione dei rifiuti di cui allarticolo 26, i comuni, singoli oassociati, attivano il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, in conformità alla deliberadel consiglio regionale 96/1996.2. La Regione approva specifici interventi finalizzati alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani daparte delle province e dei comuni.3. Sono fatte salve le iniziative in materia, attivate dalla Giunta regionale alla data di entrata invigore della presente legge nellambito delle misure di cui allobiettivo 5B del regolamento (CEE) n.2081/81. Art. 38 (Contributi per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani)1. La Regione concede alle province ed ai comuni contributi per la realizzazione degli interventifinalizzati alla raccolta differenziata di cui allarticolo 37.2. I contributi attengono alle spese relative allacquisto di attrezzature e macchinari di primoimpianto e sono concessi dalla Regione contestualmente allapprovazione degli interventi presentatidalle province o dai comuni, nei limiti delle disponibilità finanziarie degli appositi stanziamenti delbilancio regionale e delle somme eventualmente trasferite dallo Stato. Art.39 (Contributi per la bonifica delle aree interessate da discariche dismesse)1. La Regione concede ai comuni contributi in conto capitale fino al cento per cento del costo delleopere relative alla bonifica delle discariche dismesse previste nel programma di cui allarticolo 32.2. La Regione concede i contributi contestualmente allapprovazione dei progetti degli interventi,nei limiti delle disponibilità finanziarie degli appositi stanziamenti del bilancio regionale e dellesomme eventualmente trasferite dallo Stato per tali fini e a condizione che sia regolarizzato il 23.
versamento alla Regione da parte dei comuni, se gestori delle discariche interessate, del tributospeciale previsto dalla legge regionale 28/1997. Art. 40 (Disposizioni finanziarie)1. Per il finanziamento dellesercizio delle funzioni conferite agli enti locali dagli articoli 5 e 6, siprovvede mediante istituzione per memoria nel bilancio regionale di previsione per il 1998 delcapitolo n. 52106 con la seguente denominazione: "Finanziamento per lesercizio delle funzioniconferite alle province ed ai comuni ai sensi degli articoli 5 e 6.2. Per le finalità di cui allarticolo 17, comma 4, si provvede mediante istituzione per memoria nellostato di previsione della spesa del bilancio regionale per il 1998, del capitolo n. 52114 con laseguente denominazione: "Anticipazione della spesa necessaria per gli interventi di bonifica emessa in sicurezza dei rifiuti rinvenuti in aree inquinate" e nello stato di previsione dellentrata delcapitolo n. 03385 con la seguente denominazione: "Rimborso dellanticipazione della spesanecessaria per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dei rifiuti rinvenuti in aree inquinate".(11)2 bis. Gli oneri di cui all’articolo 21 pari a euro 50.000,00, per l’esercizio finanziario 2003 gravanosullo stanziamento dell’UPB E32, mediante l’istituzione di apposito capitolo. Alla coperturafinanziaria si fa fronte mediante riduzione di pari importo dello stanziamento di cui al capitoloT22501. (12)3. Per le finalità di cui allarticolo 25, comma 2, per il solo esercizio finanziario 1998, è iscritta sulcapitolo n. 52127 del bilancio regionale di previsione per il 1998 la somma di lire 600.000.000=,mediante utilizzazione di pari importo dello stanziamento iscritto nel capitolo n. 16310 delmedesimo bilancio.4. Allonere finanziario di cui allarticolo 38 si provvede, per lesercizio 1998, mediante lostanziamento di lire 3.000.000.000= iscritto nel capitolo n. 52105 del bilancio regionale diprevisione per il 1998 la cui denominazione è così modificata: "Contributi in conto capitale alleprovince ed ai comuni per la realizzazione di interventi finalizzati alla raccolta differenziata deirifiuti solidi urbani".5. Allonere finanziario di cui allarticolo 39 si provvede, per lesercizio 1998, mediante lostanziamento di lire 3.595.000.000= iscritto nel capitolo n. 52115 del bilancio regionale diprevisione per il 1998 la cui denominazione è così modificata: "Contributi in conto capitale aicomuni per le opere relative alla bonifica delle discariche dismesse".6. Il capitolo n. 52103 viene mantenuto nel bilancio regionale di previsione 1998 per la solagestione dei residui passivi ed il relativo stanziamento di lire 2.070.000.000= è trasferito al capitolon. 52105 del medesimo bilancio.7. Lo stanziamento del capitolo n. 52105 è integrato di lire 1.000.000.000 mediante utilizzazione, dipari importo, dello stanziamento del capitolo n. 52152.8. Alla determinazione della spesa relativa allattuazione della presente legge per gli anni successivial 1998 si provvede con legge di approvazione del bilancio regionale di previsione dei relativi 24.
esercizi finanziari.Note:(1) Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio 30 luglio 1998, n. 21,S.O. n. 2(1a) Lettera sostituita dallarticolo 2 della legge regionale 5 dicembre 2006, n. 23(1b) Lettera modificata dallarticolo 3 della legge regionale 5 dicembre 2006, n. 23(1c) Lettera abrogata dallarticolo 4, comma 1, lettera a) della legge regionale 5 dicembre 2006, n.23(1d) Lettera aggiunta dallarticolo 4, comma 1, lettera b) della legge regionale 5 dicembre 2006, n.23(1e) Comma aggiunto dallarticolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 5 dicembre 2006, n.23(2) Comma modificato dallarticolo 62, comma 1, lettera a) della legge regionale 10 maggio 2001,n. 10(3) Comma modificato dallarticolo 62, comma1, lettera b) della legge regionale 10 maggio 2001, n.10(3a) Articolo sostituito dallarticolo 5 della legge regionale 5 dicembre 2006, n. 23(4) Rubrica sostituita dallarticolo 1, comma 1 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26(5) Comma inserito dallarticolo1, comma 2 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26(6) Articolo sostituito dallarticolo 2 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26(7) Articolo inserito dallarticolo 3 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26(8) Articolo inserito dallarticolo 4 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26(9) Articolo inserito dallarticolo 5 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26(10) Lettera modificata dallarticolo 63 della legge regionale 10 maggio 2001, n. 10(11) Comma modificato dallarticolo 6 della legge regionale 5 dicembre 2006, n. 23(12) Comma inserito dallarticolo 6 della legge regionale 2 settembre 2003, n. 26Il testo non ha valore legale; rimane, dunque, inalterata lefficacia degli atti legislativi originari. Recommended

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