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Timestamp: 2018-09-24 07:15:26+00:00

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Sent. C. Cass. civ. 05/09/2018, n. 21656 | Bollettino di Legislazione Tecnica
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Sent. C. Cass. civ. 05/09/2018, n. 21656
1. Appalti e contratti pubblici - Riserve - Natura - Domanda giudiziale di invalidità del contratto da parte dell’appaltatore - Previa iscrizione di riserva - Irrilevanza. 2. Appalti e contratti pubblici - Riserve - Scopo e funzioni - Onere di iscrivere riserva da parte dell’appaltatore - Necessità di provare in giudizio le proprie pretese - Non è esclusa.
1. In tema di appalto di opere pubbliche, la riserva, attenendo ad una pretesa economica di matrice contrattuale, presuppone l’esistenza di un contratto valido di cui si chiede l’esecuzione, mentre, ogni qualvolta si faccia questione di invalidità del contratto e dei modi della sua estinzione, come nel caso della risoluzione per inadempimento, le pretese derivanti dall’inadempimento della stazione appaltante non vanno valutate in relazione all’istituto delle riserve, ma seguono i principi di cui agli artt. 1453 e 1458 del Codice civile.
2. In tema di appalti pubblici, la riserva svolge, da un lato, la funzione di consentire all’Amministrazione committente la verifica dei fatti suscettibili di produrre un incremento delle spese previste con una immediatezza che ne rende più sicuro e meno dispendioso l’accertamento, e, dall’altro, di assicurare la continua evidenza delle spese dell’opera, in relazione alla corretta utilizzazione ed eventuale integrazione dei mezzi finanziari all’uopo predisposti, nonché di mettere l’Amministrazione in grado di adottare tempestivamente altre possibili determinazioni, in armonia con il bilancio pubblico, fino ad esercitare la potestà di risoluzione unilaterale del contratto. Ne consegue che, per l’appaltatore, l’iscrizione della riserva costituisce un onere da assolvere al fine di non incorrere nella decadenza per la proposizione delle proprie domande; e, tuttavia, l’assolvimento di tale onere non esclude il necessario rispetto della regola posta dall’art. 2697 del Codice civile, per la quale chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
- In merito alla relazione tra domanda giudiziale di invalidità del contratto ed iscrizione delle riserve si vedano: Cass. civ. 03/11/2016, n. 22275; Cass. civ. 04/10/2016, n. 19802; Cass. civ. 17/10/2014, n. 22036.
- In merito alla natura ed allo scopo delle riserve si veda anche Cass. civ. 04/10/2016, n. 19802.
Appalti e contratti pubblici - Prezzo - Contabilità dei lavori - Riserve - Presupposto - Contratto valido ed efficace - Risoluzione contrattuale per inadempimento della stazione appaltante - Utilizzazione dell'istituto delle riserve - Preclusione.
In tema di appalto di opere pubbliche, la riserva, attenendo ad una pretesa economica di matrice contrattuale, presuppone l'esistenza di un contratto valido di cui si chiede l'esecuzione, mentre, ogni qualvolta si faccia questione di invalidità del contratto e dei modi della sua estinzione, come nel caso della risoluzione per inadempimento, le pretese derivanti dall'inadempimento della stazione appaltante non vanno valutate in relazione all'istituto delle riserve, ma seguono i principi di cui agli artt. 1453 e 1458, Cod. civ..
Appalti e contratti pubblici - Prezzo - Contabilità dei lavori - Riserve - Finalità - Iscrizione della riserva - Onere per l'appaltatore - Rispetto dell'onere probatorio da parte di quest'ultimo - Necessità.
In tema di appalti pubblici, la riserva svolge, da un lato, la funzione di consentire all'Amministrazione committente la verifica dei fatti suscettibili di produrre un incremento delle spese previste con una immediatezza che ne rende più sicuro e meno dispendioso l'accertamento, e, dall'altro, di assicurare la continua evidenza delle spese dell'opera, in relazione alla corretta utilizzazione ed eventuale integrazione dei mezzi finanziari all'uopo predisposti, nonché di mettere l'Amministrazione in grado di adottare tempestivamente altre possibili determinazioni, in armonia con il bilancio pubblico, fino ad esercitare la potestà di risoluzione unilaterale del contratto. Ne consegue che, per l'appaltatore, l'iscrizione della riserva costituisce un onere da assolvere al fine di non incorrere nella decadenza per la proposizione delle proprie domande; e, tuttavia, l'assolvimento di tale onere non esclude il necessario rispetto della regola posta dall'art. 2697, Cod. civ., per la quale chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
Contratto di appalto - Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore) - In genere - Prescrizioni tecniche uniformi per garantire livelli di sicurezza delle costruzioni - Violazione - Grave difetto - Configurabilità - Sussistenza - Fondamento.
In tema di appalto, l'assenza, nelle costruzioni, dei livelli prestabiliti di sicurezza garantiti dal rispetto di prescrizioni tecniche uniformi incide sulla sostanza e la stabilità degli edifici o delle altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, sicché va annoverata tra i gravi difetti dell'opera, dei quali l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente, ai sensi dell'art. 1669 c.c.
Premessa e criteri generali contenuti nella L. 11/2016; Accordo bonario (obbligatorietà dell’accordo bonario e differenza con la transazione, accordo bonario nei contratti di lavori e nei contratti di servizi e forniture: attivazione e procedimento); Transazione (generalità, residualità rispetto agli altri rimedi alternativi al contenzioso, procedimento e caratteristiche); Arbitrato (generalità e novità rispetto alla disciplina previgente, applicazione a gare precedenti al D. Leg.vo 50/2016, clausola compromissoria e attivazione, camera arbitrale, composizione del Collegio, Albo degli arbitri, procedimento, compensi); Pareri di precontenzioso e poteri di intervento dell’ANAC; Tabella riepilogativa.
Mancato guadagno, perdita di chance e danno curriculare per mancata aggiudicazione appalto (C. Stato 4136/2017)
Danno derivante ad un’impresa per la mancata aggiudicazione di un appalto: il Consiglio di Stato chiarisce le modalità per quantificare mancato guadagno, perdita di chance e danno curriculare, ulteriore danno emergente, rivalutazione monetaria.
Niente sanzioni per i subappaltatori da Italia Oggi
Appalti, oscillazioni sul ricorso incidentale da Italia Oggi
Illecito l’appalto di servizi per fornire ore di lavoro da Il Sole 24 Ore
Il contenzioso infinito sugli edifici da demolire da Il Sole 24 Ore
Certificare? gratis
Per lavori e acquisti termine impossibile al 30 settembre da Il Sole 24 Ore

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