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Timestamp: 2020-07-14 12:59:03+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3508 del 09/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3508 del 09/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/02/2017, (ud. 21/12/2016, dep.09/02/2017), n. 3508
sul ricorso 7821/2015 proposto da:
RINNOVAMENTO 2015 SRL, in persona del legale rappresentante pro
presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE PIZZONIA, che la rappresenta
ZOPPINI, giusta procura a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 4951/20/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO del 07/07/2014, depositata il 30/07/2014;
La società Rinnovamento 2015 srl, in qualità di incorporante la Marcus Immobiliare srl in liquidazione, propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio n. 4951/20/2014, depositata in data 30/07/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di una cartella di pagamento, emessa D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bise D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, per IRES, ritenute alla fonte ed IVA dovute in relazione all’anno d’imposta 2005, avendo l’Ufficio rilevato che il credito, sorto nell’anno 2004, non era stato riportato nella relativa dichiarazione IVA, in quanto non presentata – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente, rilevando che, malgrado l’omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA, riguardante il periodo d’imposta in cui era maturato il credito, non consentisse all’Amministrazione finanziaria di disconoscere detto credito portato in detrazione nell’anno successivo, tuttavia la contribuente “non aveva fornito prova documentale della legittimità della detrazione operata e del relativo credito maturato”.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame della contribuente (la quale allegava documentazione ulteriore a sostegno delle proprie ragioni), hanno sostenuto che, in caso di omessa dichiarazione annuale, al contribuente è, in ogni caso, preclusa la possibilità di recuperare il credito d’imposta attraverso il meccanismo della correlativa detrazione nell’anno d’imposta successivo, salvo il diritto ad azionare il rimborso.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 30, comma 2, art. 19, comma 1 e art. 178, lett. a) della Direttiva 2006/112/CE.
Questa Corte a Sezioni Unite (Cass. 17757/2016) ha di recente affermato il seguente principio di diritto: “La neutralità dell’imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, l’eccedenza d’imposta, che risulti da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e sia dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, va riconosciuta dal giudice tributario se il contribuente abbia rispettato tutti i requisiti sostanziali per la detrazione, sicchè, in tal caso, nel giudizio d’impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato non può essere negato il diritto alla detrazione se sia dimostrato in concreto, ovvero non sia controverso, che si tratti di acquisti compiuti da un soggetto passivo d’imposta, assoggettati ad IVA e finalizzati ad operazioni imponibili”.
Ancora, queste sezioni unite, recentemente pronunziando in tema di emenda delle dichiarazioni fiscali, hanno affermato che: “Il contribuente, indipendentemente dalle modalità e termini di cui alla dichiarazione integrativa (…) e dall’istanza di rimborso (…), in sede contenziosa può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell’amministrazione finanziaria, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull’obbligazione tributaria”; sicchè, concludono sempre le sezioni unite, va riconosciuta la possibilità per il contribuente, in sede contenziosa, di opporsi alla pretesa tributaria azionata dal fisco – anche con diretta iscrizione a ruolo a seguito di mero controllo automatizzato allegando errori od omissioni incidenti sull’obbligazione tributaria, indipendentemente dal termine per la presentazione e la rettifica della dichiarazione fiscale (Cass. Sez. ud. 7 giugno 2016 – dep. 30 giugno 2016, n. 13378).
Ora, non avendo oltretutto la C.T.R. neppure esaminato la documentazione prodotta a dimostrazione dell’effettività sostanziale del credito d’imposta, sull’errato assunto che non potesse la contribuente portare in detrazione un credito IVA maturato in un periodo d’imposta per il quale la stessa aveva omesso di presentare la dichiarazione annuale, la sentenza non è conforme al principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite di questa Corte.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata, con rinvio alla C.T.R. del Lazio in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
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 art. 36
 art. 54
 art. 360
 art. 30
 art. 19
 art. 178
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