Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32599-del-17-12-2018
Timestamp: 2020-05-30 13:18:49+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 32599 del 17/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32599 del 17/12/2018
Cassazione civile sez. lav., 17/12/2018, (ud. 04/10/2018, dep. 17/12/2018), n.32599
sul ricorso 14031-2016 proposto da:
M.G., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA
avverso la sentenza n. 198/2016 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
depositata il 03/03/2016 R.G.N. 321/2015.
la Corte d’Appello di Firenze, con sentenza n. 198/2016, ha respinto l’appello proposto dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali avverso la sentenza del Tribunale della stessa sede che aveva rigettato l’opposizione al decreto ingiuntivo per Euro 166.323,19 oltre accessori, ottenuto nei suoi confronti dal rag. M.G. a titolo di rideterminazione della misura pensione di vecchiaia in godimento dal 1.7.2003 ed in ragione della disapplicazione, per violazione del principio del pro rata di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 12, del Regolamento della Cassa, al proprio art. 49, quale modificato dalla Delib. 22 giugno 2002;
la Corte d’Appello riteneva che la pretesa del M., anche in relazione a quanto stabilito da Cass., S.U., 16 settembre 2015, n. 18136, fosse fondata ed espressamente affermava l’estraneità al “devolutum” della questione sul massimale pensionistico, in quanto ad essa la Cassa aveva fatto fugace riferimento solo in sede di discussione orale in appello;
la sentenza è stata fatta oggetto di ricorso per cassazione da parte della Cassa in forza di un motivo, resistito dal M. ed entrambe le parti hanno poi depositato memorie illustrative.
l’unico motivo di ricorso adduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e falsa applicazione della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 12, per non essersi ritenuta l’operatività del massimale pensionistico di cui alla Delib. Cassa 28 giugno 1997, questione che era stata – afferma la ricorrente – “allegata dalla Cassa sin dal primo grado di giudizio (…) e da ultimo al par. n. 57 del ricorso in appello”;
la Cassa richiama in proposito il paragrafo 57 del ricorso in appello, che puntualmente trascrive, il quale però è privo di riferimento alla questione sul massimale, di certo non potendosi ritenere che a devolvere la stessa al giudice del gravame, stanti anche i requisiti di specificità richiesti dagli artt. 342 e 434 c.p.c., bastasse il rilievo che prima della Delib. del 2002 vi fossero state altre modifiche dei criteri di calcolo della pensione, di cui il Tribunale non aveva tenuto conto;
si tratta infatti di affermazione del tutto generica, oltre che relativa a “criteri di calcolo” quale in senso stretto non è il massimale pensionistico;
anche nei restanti stralci dell’atto di appello trascritti le questioni specificamente affrontate sono altre e non vi è menzione del tema del massimale pensionistico; è poi evidente che il richiamo al tema del massimale all’udienza di discussione in appello, come giustamente ha rilevato la Corte territoriale, è tardivo e non vale a rendere la stessa oggetto del thema decidendum in sede di gravame;
la mancanza di tempestiva proposizione della questione al giudice di appello, al fine di ottenere il riesame della decisione di primo grado, in quanto resa in asserito contrasto con tale previsione sul massimale, preclude l’introduzione del tema in sede di legittimità e rende quindi inammissibile il ricorso che, su tale unico motivo, si fonda;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 art. 49
 sentenza 
 art. 3