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La fase di rendicontazione degli Enti Locali - ppt scaricare
PubblicatoAnjelica Cattaneo Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "La fase di rendicontazione degli Enti Locali"— Transcript della presentazione:
1 La fase di rendicontazione degli Enti Locali
AREA DI DELEGA: ENTI PUBBLICI Consigliere delegato: Dott.Giosuè Boldrini CORSO AVANZATO – II Livello La Revisione negli Enti Locali Modena 9 Novembre 2010 La fase di rendicontazione degli Enti Locali Docente : Dott. Luciano Salsi Dottore Commercialista ed Esperto Contabile – Revisore Contabile 1
2 Conto del patrimonio ed inventari nel TUEL
FONTI GIURIDICHE Conto del patrimonio ed inventari nel TUEL ARTICOLO OGGETTO Art.152,comma 2 Conto consolidato Art. 167 Ammortamento dei beni Art. 227 Rendiconto della gestione Art.229, comma 7 Coefficienti delle quote ammortamento Art.230 Conto del patrimonio e conti patrimoniali speciali Art.233 Conti degli agenti contabili interni Art.160 Approvazione dei modelli 2
3 Conto del patrimonio e conti patrimoniali speciali 1 /2
Art.230 del D.Lgs 267/2000 Conto del patrimonio e conti patrimoniali speciali 1 /2 Il conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale. Il patrimonio degli Enti Locali è costituito dal complesso dei beni e rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun ente, suscettibili di valutazione, attraverso la cui rappresentazione contabile ed il risultato finale differenziale è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale. Gli Enti Locali includono nel conto del patrimonio i beni del demanio,con specifica distinzione, ferme restando le caratteristiche proprie, in relazione alle disposizioni del Codice Civile. 3
4 Conto del patrimonio e conti patrimoniali speciali 2/2
Art.230 del D.Lgs 267/2000 Conto del patrimonio e conti patrimoniali speciali 2/2 Gli Enti Locali valutano i beni del demanio e del patrimonio, comprensivi delle relative manutenzioni straordinarie. Gli Enti Locali provvedono annualmente all’aggiornamento degli inventari Il regolamento di contabilità definisce le categorie di beni mobili non inventariabili in ragione della natura dei beni di facile consumo o di modico valore. I modelli relativi al conto del patrimonio sono approvati con il regolamento di cui all’articolo 160. 4
5 La finalità degli Inventari 1/2
L’inventariazione dei beni di un Ente Locale è uno strumento indispensabile per un’ effettiva politica di valorizzazione del Patrimonio. L’inventario può essere definito come un elenco ordinato, di carattere quali-quantitativo e costituisce la base per la determinazione della consistenza del Patrimonio dell’Ente. Le nuove regole di amministrazione degli Enti locali attribuiscono un ruolo fondamentale alla gestione del Patrimonio, e di conseguenza, agli Inventari. Negli Inventari vengono descritti e VALUTATI i Beni Mobili ed Immobili, i diritti reali, i crediti ed i debiti con scadenza negli esercizi futuri. 5
6 La finalità degli Inventari 2/2
Finalità Giuridica : consiste nella necessità di disporre di elementi riguardanti i diritti e gli obblighi relativi ai beni rilevanti nell’inventario. Finalità Conservativa e di controllo: si sostanzia nella creazione di un sistema di attribuzioni di specifiche responsabilità ai Dirigenti. Finalità economico-finanziaria: lo scopo è quello di rilevare in maniera analitica il valore economico delle componenti attive e passive del Patrimonio, a valere sul conto economico. Finalità amministrativa : permette all’Ente l’esatta conoscenza del Patrimonio ai fini della formazione di decisioni strategiche. 6
7 Adeguamento e Revisione Straordinaria
L’Inventario deve essere costantemente aggiornato, sia in tema di nuove acquisizioni sia in tema di dismissioni. Il valore dei beni iscritti deve essere incrementato dalle manutenzioni straordinarie; In presenza di rilevante inflazione monetaria ( od ogni 10 anni) occorre procedere ad una revisione straordinaria del valore dei beni fisici. 7
8 I parametri di Riferimento – Beni Immobili
Rendita Catastale … … … … … … … Valore Catastale … …………………… Valore d’acquisto ………………………. Reddito Dominicale ………………………. Reddito Agrario ……………………… Aliquota di ammortamento ……………………… Note Tecniche: 8
9 I parametri di Riferimento – Beni Mobili
Valore di acquisto ……………………… Valore Commerciale ……………………… Aliquota di ammortamento ……………………… Note tecniche : 9
10 Beni Demaniali Titolo di proprietà del bene;
Deliberazione del Decreto di classificazione del bene tra quelli ad uso pubblico per natura; Eventuale esistenza di concessioni, permanenti o temporanee, sul bene stesso; Esistenza di eventuali cosiddetti “elementi complementari” che contraddistinguono il bene stesso (usi speciali,eventuali custodie, data e numero di iscrizione nel catalogo del patrimonio artistico e architettonico); Descrizione delle eventuali pertinenze qualora esistenti. 10
11 Beni del Patrimonio Indisponibile
Oltre a quanto previsto per i beni demaniali, occorre inserire: Titolo giuridico a fronte del quale il bene è a disposizione dell’ente:piena proprietà,usufrutto, uso, etc.; Indicazioni delle parti del bene risultanti disponibili e, quindi, oggetto di parziale o totale utilizzazione; Eventuale ipoteca esistente sul bene stesso; Eventuali oneri reali gravanti sul bene (censi,canoni o altri pesi reali ) con l’indicazione dell’ammontare annuo. 11
12 Patrimonio Immobiliare :
Denominazione Bene….. - Numero d’inventario………………… -Classificazione ………………………….. -Localizzazione …………………………….. -Modalità di accesso………………………… -Tipologia di terreno o architettonica (fabbricati)…………….. -Esposizione e di tipo coltura (terreni) …………………………… -Titolo di provenienza …………………… -Vincoli ……………………………… Servitù ………………………………. Tipo di concessione ……………………….. Concessionario …………………………… Scopo della concessione(titolo gratuito od oneroso)…………………………. Numero della concessione ……………… Durata di anni (concessione temporanea) ……………………… Reddito prodotto dalla concessione …………………….. 12
13 Patrimonio Mobiliare :
Denominazione Bene….. -Numero d’inventario ……………………… -Classificazioni ……………………. -Localizzazioni …………………….. -Centro di costo ……………………. -Modello …………………….. -Stato di conservazione ………………….. -Provenienza ……………………. Numero dell’ordine di acquisto………… Fornitore …………. Numero,data e n°di protocollo fattura d’acquisto ………….. Data consegna/installazione/ collaudo/garanzia …………… Data e termine di iscrizione nei pubblici registri ……………. Prezzo d’acquisto …………….. Vita utile del bene …………….. 13
14 Tipologia credito….. Crediti e titoli
-Numero progressivo del credito/titolo ………………… -Persona/ente/azienda/ debitore ………………… -Natura del credito …………………. -Ammontare originario ……………………. -Natura della garanzia del credito …………………… -Natura del titolo di derivazione del credito …………………… -Numero rate totali in cui si articola il rientro del credito …………………… -Numero rate riscosse ……………………. -Numero rate da riscuotere…………………. -Ammontare dell’attivo …………………. N°/scadenza/ammontare/estinzione rate riscosse …………… N°/scadenza/ammontare/estinzione rate riscosse c/interessi ………………….. Eventuali patti speciali ………………….. Data estinzione credito …………………… Modificazioni:eventuali elementi che hanno modificato le caratteristiche del credito in oggetto ……… 14
15 Debiti e Oneri vari: Tipologia debito…..
Numero progressivo del debito/onere ……………………… -Persona/ente/azienda creditrice………. Natura del debito ……………………… Ammontare originario ……………………… Natura della garanzia al credito………… Natura del titolo da cui è derivato il debito ………………………. Numero rate totali ……………………….. Numero rate pagate ………………………… Numero rate da pagare …………………… Ammontare del passivo …………………….. N°/scadenza/ammontare/estinzione rate c/interessi ……………………… N°/scadenza/ammontare/estinzione rate da pagare in conto interessi…………… Eventuali patti speciali ……………………….. Data di estinzione del debito……………….. Modificazioni …………………….. 15
16 Ipoteche e vincoli vari:
Tipologia ipoteca….. Ipoteche e vincoli vari: Numero progressivo dell’ipoteca o del vincolo ……………………. Titolo costitutivo …………………….. Data ………………………. Caratteristiche del titolo………………. Data registrazione rogito………………. -Persona/ente che ha operato l’iscrizione …………………… -Oggetto del debito ………………….. -Scadenza del debito ………………….. -Somma iscritta …………………… - Indicazioni aggiuntive …………………… 16
17 Beni in deposito: Denominazione bene….. -Numero di polizza …………………………
-Descrizione e classificazione………… -Natura del deposito………………………… -Scopo ………………………… -Data del deposito …………………………. -Valore reale o stimato…………………… -Depositante ……………………….. - Restituzione ………………………. 17
18 La redazione degli Inventari
A) Individuazione; B) Classificazione; C) Inventariazione; D) Descrizione; E) Valutazione; F) Riepilogativa; G) Controllo; H) Revisione. 18
19 I criteri per la valorizzazione 1/4
Art. 230 del TUEL Principio Contabile n° 3 dell’Osservatorio. Beni demaniali : acquisiti prima del 18 Maggio 1995: residuo debito dei mutui; acquisiti dopo tale data : valutazione al costo. Terreni: acquisiti prima del 18 Maggio 1995: Valore catastale rivalutato; Fabbricati 19
20 I criteri per la valorizzazione 2/4
Beni mobili : Sono valutati al costo. Il costo è rappresentato dal prezzo effettivo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione. Se il bene non viene impiegato in un servizio rilevante ai fini Iva, l’imposta costituisce un costo da capitalizzare. Se il bene è costruito in economia, il valore comprende tutti i costi diretti sostenuti per la realizzazione del bene. Il valore dei beni è incrementato dalle MANUTENZIONI STRAORDINARIE. Sono tali quelle che accrescono la vita utile del bene o che ne incrementano la produttività. 20
21 I criteri per la valorizzazione 3/4
Immobilizzazioni Immateriali : Sono valutati al costo sostenuto o di acquisizione, comprensivo degli oneri accessori di produzione. Il valore iscritto è rettificato dagli ammortamenti, le cui quote sono rapportate al periodo di effettivo utilizzo. Immobilizzazioni finanziarie: Le partecipazioni devono essere valutate ex art cc: Metodo del costo di acquisto; Metodo del patrimonio netto. 21
22 I criteri per la valorizzazione 4/4
Crediti : Sono valutati al valore nominale. Per i Crediti di dubbia esigibilità ( incapacità di riscuotere) occorre: Stralciarli dal Conto ( Crediti inesigibili); Creare apposito Fondo svalutazione crediti. Debiti : Sono valutati secondo il valore residuo. Rimanenze, Ratei e Risconti: Sono valutati secondo le norme del Codice Civile. 22
23 La Revisione dell'inventario dei beni negli Enti Locali
La gestione del patrimonio dell'Ente 1
24 D.Lgs 267/00 - DL. 112/08 La valorizzazione del Patrimonio dell’Ente Locale costituisce una delle novità di maggior rilievo per i Comuni e le Province. La finalità dichiarata tende a puntare sul Patrimonio dell’Ente in modo da farne un elemento di ricchezza e di sviluppo. Gli Enti Locali sono, pertanto, tenuti ad affrontare il tema della gestione immobiliare in un’ottica economica e nell’ottica della mission dell’Ente.
25 La finalità degli Inventari
Piena applicazione del quadro normativo in materia di patrimonio pubblico ( obbligo giuridico). Rilevazione generale per la formazione degli Inventari comprensivi di tutte le attività e le passività ( Ex Art. 230 D.Lgs 267/2000). Analisi critica del processo valutativo utilizzato dall’Ente per una corretta valutazione del Patrimonio. Si attribuisce un ruolo fondamentale alla gestione del Patrimonio. Scelta gestionale per l’adozione di un sistema informativo automatizzato di aggiornamento e di gestione dei dati patrimoniali.
26 Aspetti gestionali per la gestione degli Inventari
Identificazione dei Consegnatari: mediante una trasparente definizione delle procedure di assegnazione dei beni. Definizione delle procedute operative: in tema di inserimento, variazione e movimentazione della consistenza dei beni. Definizione della procedura gestionale: per la costante e dinamica verifica delle consistenze patrimoniali ( rapporti tra l’Ufficio Finanziario e gli altri Uffici dell’Ente). Finalità amministrativa : Gestione Integrata del Patrimonio dell’Ente.
27 Il Modello Organizzativo Funzionale
Censimento Dati Fiscali economici SISTEMA INFORMATIVO PATRIMONIALE Censimento dei beni Censimento dei contratti Controllo di gestione GESTIONE INTEGRATA Ottimizzazione degli usi Attività di bilancio Valorizzazione dei beni Conto di patrimonio Dismiss.,permute regolarizzazioni Piani operativi di intervento Manutenzione programmata
28 Le fasi operative Caricamento della Bolla di consegna;
Verifica della fattura di acquisto e dei visti di congruità e coerenza; Emissione dei buoni di consegna ai Consegnatari e relativa attribuzione del numero di Inventario e correlata classificazione; Passaggio automatico in inventario mediante l’indicazione di tutti i dati sensibili.
29 Beni Mobili Compilazione delle schede di consistenza da utilizzare per verbalizzare la consegna dei beni ai singoli Consegnatari e per effettuare le opportune verifiche a fine anno; Analisi dei beni individuati in : CLASSI – SPECIE- SOTTOSPECIE; Elenco dei beni presenti nei diversi Uffici e nei diversi Edifici; Elenco dei beni classificati per Fornitore e per anno di acquisto.
30 La rilevazione dei beni mobili
Identificazione dei locali : si procede alla individuazione dei locali in cui sono contenuti beni di proprietà dell’Ente. Si procede con la rilevazione –etichettatura- classificazione- catalogazione dei beni mobili presenti, attribuendo a ciascun articolo il numero di inventario , la qualità e lo stato di conservazione. Si compilano le schede di rilevazione per edificio/locale alla presenza del Consegnatario. Per i beni mobili aventi interesse artistico e/o culturale si provvederà a produrre la documentazione fotografica.
31 Beni Immobili Elenco sintetico dei Fabbricati/Terreni.
Dati caratteristici: localizzazione, classamento, destinazione d’uso e valorizzazione. Scheda analitica di ogni bene portante tutte le informazioni presenti nella Banca dati. Rilevazione fotografica del bene.
32 La rilevazione dei Beni Immobili
Si eseguono le visure presso gli UTE competenti. Si evidenziano gli estratti di Partita Catastale relativa ad ogni unità immobiliare registrata. Si rilevano le ipoteche attive e passive esistenti a carico dell’Ente per ciascun cespite registrato. Si rilevano le servitù attive e passive iscritte per ciascun cespite registrato.
33 I Beni Demaniali 1/2 A) STRADE e PIAZZE:
Si rilevano la denominazione, il tipo, i parametri tecnici, la qualità del fondo e lo stato del manto, ecc. B) CANALI: Si rilevano i riferimenti di localizzazione, tipo ed uso, lo stato di manutenzione,ecc. C) FOGNATURA: Si rilevano la localizzazione della tratta,il tipo di tubazione e lo stato di manutenzione,ecc.
34 I Beni Demaniali 2/2 D) ACQUEDOTTO:
Si rilevano la localizzazione della tratta, il diametro medio della tubazione, il numero di utenze servite, la portata di utenza annua, ecc. E) GASDOTTO: Si rilevano la localizzazione della tratta, il numero di utenze servite, il tipo della tubazione e lo stato di conservazione,ecc.
35 Gli ammortamenti Il valore residuo dei beni in inventario viene costantemente aggiornato, in modo tale da ottenere la valutazione del singolo bene sempre aggiornato ed allineato e coerente con la contabilità dell’Ente. Il valore di inventario dei beni mobili e fabbricati verrà poi annualmente aggiornato in base ai coefficienti previsti di ammortamento e specificati dall’Art. 229 del Tuel.
36 Il concetto di ammortamento
1) Definizione : L’ammortamento ha come finalità la ripartizione di un costo, effettuato un un determinato esercizio, nei vari esercizi in cui il bene viene utilizzato e produce i suoi effetti ( Valenza economica). 2) Definizione : L’ammortamento ha come finalità l’accantonamento di una quota nei vari esercizi in cui il bene viene utilizzato e produce i suoi effetti, al fine della ricostituzione del bene in caso di sua sostituzione ( Valenza finanziaria).
37 I Conti d'Ordine I Conti d’Ordine sono delle annotazioni di memoria.
Costituiscono delle annotazioni di corredo della situazione patrimoniale-finanziaria esposta nello Stato Patrimoniale, ma non costituiscono attività e passività in senso stretto. Vi rientrano: Gli impegni per opere da realizzare; I conferimenti in aziende speciali; I beni di terzi; I costi di esercizi futuri.
38 Ratei e Risconti Attivi
I Ratei ed i Risconti inseriscono a quote di costi o di proventi comuni a due o più esercizi. RATEI ATTIVI : Misurano quote di proventi la cui integrale liquidazione avverrà in un successivo esercizio, ma sono di competenza, per la parte misurata, dell’esercizio a cui si riferisce il bilancio. RISCONTI ATTIVI : Misurano quote di costi rilevanti integralmente nell’esercizio in corso ( od in precedenti esercizi) e rappresentano la quota parte rinviata ad uno o più esercizi.
39 Ratei e Risconti Passivi
I Ratei ed i Risconti ineriscono a quote di costi o di proventi comuni a due o più esercizi. RATEI PASSIVI : Misurano quote di costi la cui integrale liquidazione avverrà in un successivo esercizio, ma sono di competenza, per la parte misurata, dell’esercizio a cui si riferisce il bilancio. RISCONTI ATTIVI : Misurano quote di ricavi rilevanti integralmente nell’esercizio in corso ( od in precedenti esercizi) e rappresentano la quota parte rinviata ad uno o più esercizi.
40 Il Patrimonio netto Il PATRIMONIO NETTO è la differenza tra le Attività e le Passività di Bilancio. IL Patrimonio Netto rappresenta l’entità monetaria dei mezzi netti a disposizione dell’Ente Locale, indistintamente investita, insieme ai mezzi di terzi, nelle attività patrimoniali. Il Patrimonio Netto viene distinto in due classi: - Netto Patrimomiale; - Netto dei Beni Demaniali.
41 L’attivo circolate è costituito da :
L'Attivo Circolante L’attivo circolate è costituito da : Rimanenze dei beni; Crediti; Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni; Disponibilità liquide.
42 I DEBITI FUORI BILANCIO 1/10
Il debito fuori bilancio è costituito da obbligazioni pecuniarie, relative al conseguimento di un fine pubblico ma non perfezionate contabilmente, per cui il riconoscimento della loro legittimità da parte dell’Ente fa coincidere i due aspetti giuridico e contabile in capo al soggetto che l’ha riconosciuto. Trattasi delle cosiddette “ Spese Occulte” di cui si viene a conoscenza a Sentenza e di cui non si tiene conto e non si rileva a chiusura esercizio in sede di formulazione del Conto Consuntivo. Gli Enti per far fronte a tali debiti hanno impiegato: - Avanzi di amministrazione - Risorse Proprie - Ricorso ad indebitamento
43 I DEBITI FUORI BILANCIO 2/10
Definizione :Il debito fuori bilancio scaturisce da un procedimento di spesa che, anzichè concretizzarsi attraverso la normale gestione di Bilancio, avviene al di fuori dei procedimenti fissati dalla normativa vigente. Le Passività Pregresse : Si intendono come tali le spese maggiori rispetto agli impegni già assunti ( es. parcelle di legale che pervengono all’Ente dopo diversi anni e di importo più elevato). A parere della Corte dei Conti la maggiore spesa rispetto ad un impegno inferiore rappresenta un Debito fuori Bilancio che deve essere riconosciuto da parte del Consiglio Comunale.
44 I DEBITI FUORI BILANCIO 3/10
Nell’attuale sistema giuscontabile sono riconoscibili i debiti fuori bilancio derivanti da: Sentenze esecutive ( Sentenze passate in giudicato e Sentenze immediatamente esecutive). Copertura di disavanzi di Consorzi, Aziende Speciali ed Istituzioni ( nei limiti degli obblighi posti dallo Statuto). Ricapitalizzazione di Società di Capitali. Acquisizione di beni e Servizi in violazione della normativa vigente.
45 I DEBITI FUORI BILANCIO 4/10
La procedura per il riconoscimento è la seguente: La proposta della Deliberazione spetta al Responsabile del Servizio di competenza. Al riconoscimento della legittimità e contestuale finanziamento di tali debiti deve provvedersi con proceduta d’urgenza. E’ competente il Consiglio Comunale/Provinciale anche nel caso in cui in bilancio siano previsti stanziamenti generici o specifici per sopperire a tali fattispecie debitorie.
46 I DEBITI FUORI BILANCIO 5/10
ACQUISTI DI BENI E SERVIZI IN VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI NORMATIVI Viene richiesta la presenza di due requisiti: L’esistenza della UTILITA’ consiste nella verifica della presenza di potenziale o reale possibilità di un beneficio a favore dell’Ente o dei Cittadini. L’assenza di utilità impedisce il riconoscimento del debito. L’esistenza dell’ARRICCHIMENTO deve misurare l’incremento patrimoniale vero e proprio, oppure il risparmio di spese che diversamente sarebbero state dovute.
47 I DEBITI FUORI BILANCIO 6/10
LA LEGITTIMITA’ DEL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO. Proposta di un Gruppo Consigliare: Il procedimento di spesa che ha portato a contrarre il debito è stato cagionato unicamente dal Responsabile dell’Area ,che non ha provveduto in tempo debito a porre in essere gli atti di impegno e di liquidazione. I correlati pagamenti non sono stati effettuati nemmeno a seguito di notifica del Decreto Ingiuntivo. A seguito di ciò, il Responsabile di Area avrebbe potuto avanzare la proposta di riconoscimento.
48 I DEBITI FUORI BILANCIO 7/10
LA LEGITTIMITA’ DEL RICONSOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO ( segue). Secondo i principi contabili non è riconoscibile come debito fuori bilancio l’onere per interessi e spese ed esborsi in generale causati da ritardati pagamenti. A seguito del grave comportamento omissivo attuato dal Responsabile, il Comune dovrà pagare un importo superiore a quello originario. SI ESPRIME PARERE CONTRARIO AL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO.
49 I DEBITI FUORI BILANCIO 8/10
IL RUOLO E LA COMPETENZA DEL COLLEGIO DEI REVISORI. E’ OBBLIGATORIO IL PARERE DELL’ORGANO DI REVISIONE SUL DEBITO FUORI BILANCIO? Corte dei Conti – Seziona Regionale Campania : il parere del Collegio dei Revisori è obbligatorio solo sulla proposta del Bilancio di previsione e dei documenti allegati, NON ESISTE ALCUNA PREVISIONE LEGISLATIVA CHE PRESCRIVA L’OBBLIGO DI PARERE IN QUESTA MATERIA.
50 I DEBITI FUORI BILANCIO 9/10
IL RUOLO E LA COMPETENZA DEL COLLEGIO DEI REVISORI ( Segue). I Provvedimenti correlati ai debiti fuori bilancio vanno trasmessi alla Procura Generale della Corte dei Conti ed agli organi di controllo ( Art. 239, comma 1 lettera b) TUEL) : quindi anche al Collegio dei Revisori. Quindi DOPO LA DELIBERA CONSIGLIARE. Se il Consiglio Comunale/Provinciale vuole rendere obbligatorio il parere preventivo dell’Organo di Revisione DEVE inserire specifica norma nello Statuto o nel Regolamento.
51 I DEBITI FUORI BILANCIO 10/10
Considerazioni finali: Si ritiene opportuno prevedere nel Bilancio di Previsione apposito Fondo od Accantonamento, in armonia con i principi di prudenza, completezza e veridicità del bilancio. E’ opportuno che il Collegio dei Revisori venga coinvolto in itinere al Procedimento di Riconoscimento dei debiti fuori Bilancio, tenuto conto del ruolo e delle competenze dell’Organo di revisione.
52 A cura di: Dott.Luciano Salsi Dottore Commercialista Revisore contabile Via Galliera,22 Bologna tel:051/ fax 051/ E mail :
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References: Art.152
 Art. 167
 Art. 227
 Art.229
 Art.230
 Art.233
 Art.160

Art.230

Art.230

Art. 230
 Art. 230
 Sentenza 
E CONTRARIO
 Art. 239