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Timestamp: 2015-08-04 03:18:27+00:00

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Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008 | Ascom Confcommercio Isola di Procida
9 ottobre 2007 di ascomprocida	Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008	Aggiornamento: Altri articoli su “Contribuenti Minimi e Marginali“
Oltre – come già detto – le società, non possono essere inquadrati nel nuovo regime:
le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali Iva (ad esempio, i produttori agricoli, gli editori)
chi effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricati, di terreni edificabili e di mezzi di trasporto nuovi
gli imprenditori individuali e gli esercenti arti o professioni che hanno anche partecipazioni in società di persone o in associazioni professionali o in Srl trasparenti.
Chi intraprende l’esercizio di imprese, arti o professioni e ritiene soddisfatti tutti i requisiti per accedere al regime semplificato, comunica la circostanza nella dichiarazione di inizio attività.
I contribuenti già in attività che, pur trovandosi nelle condizioni per essere considerati “minimi”, decidono di adottare il regime ordinario, esprimono la scelta nella prima dichiarazione annuale da presentare dopo l’opzione. Questa è vincolante per tre anni e resta comunque valida per ciascun anno successivo, fino a quando si continua ad applicare concretamente la preferenza operata.
Effetti ai fini Iva
L’adozione del regime comporta numerose conseguenze ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. In particolare, i contribuenti minimi:
non versano l’imposta (tranne che per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell’Iva; in questi casi, integrano la fattura indicando l’aliquota e l’imposta e la versano entro il 16 del mese successivo a quello dell’operazione)
sono esonerati da tutti gli adempimenti contabili, compreso l’invio degli elenchi clienti e fornitori, a esclusione degli obblighi di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, e di certificare i corrispettivi
non possono addebitare l’Iva a titolo di rivalsa ai propri clienti
non hanno diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni
passando da un regime all’altro (da ordinario a semplificato, ma anche nel percorso inverso) devono operare la rettifica della detrazione e versare la somma che risulta dovuta, in un’unica soluzione o in cinque rate annuali di pari importo senza interessi
nell’ultima dichiarazione di applicazione “ordinaria”, devono considerare anche l’Iva relativa alle operazioni per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità; mentre, in presenza di eccedenza, possono richiedere l’importo a rimborso o utilizzarlo in compensazione.
Effetti ai fini delle imposte dirette
Innanzi tutto, due importanti precisazioni: i contribuenti minimi non si considerano soggetti passivi Irap e sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore.
Ai fini delle imposte sui redditi, pagheranno un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, applicando l’aliquota del 20% al reddito. Questo sarà costituito dalla differenza tra i ricavi (o compensi) percepiti nell’anno e le spese sostenute nello stesso periodo, tenendo conto anche delle eventuali plusvalenze/minusvalenze dei beni relativi all’attività e della deducibilità dei contributi previdenziali obbligatori.
Nel caso di imprese familiari, l’imposta è dovuta dall’imprenditore e va calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari.
Nessun obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili; c’è solo da conservare i documenti ricevuti e quelli emessi.
Se i presupposti – anche uno solo – per l’applicazione del regime semplificato vengono meno, si esce dal regime medesimo a partire dall’anno successivo. Se poi il limite dei 30mila euro viene superato per oltre il 50%, si rientra immediatamente nell’ordinario (con conseguente obbligo di applicarlo per i successivi tre anni) e occorre versare l’Iva relativa a tutte le operazioni imponibili effettuate nell’anno, utilizzando il procedimento dello scorporo (ultimo comma dell’articolo 27, Dpr 633/1972).
Sanzioni, anche maggiorate
Il Ddl prevede che, per quanto riguarda accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso, si applicano – in quanto compatibili – le ordinarie norme in materia di imposte dirette, Iva e Irap.
Una disposizione particolare viene dettata per l’ipotesi di infedele indicazione dei dati attestanti i requisiti e le condizioni di accesso al regime semplificato; le sanzioni contemplate dal Dlgs 471/1997 sono aumentate del 10% se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.
Regimi soppressi
L’introduzione del nuovo regime per i contribuenti minimi porta con sé la soppressione di altri regimi di favore: il Ddl prevede infatti l’abrogazione dell’articolo 32-bis del Dpr 633/1972 (contribuenti minimi in franchigia), dell’articolo 14 della legge 388/2000 (attività marginali) e dei commi da 165 a 170, articolo 3 della legge 662/1996 (regime super-semplificato).
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375 thoughts on “Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008”	Simone |
5 dicembre 2007 alle 13:26	I soci di s.r.l. NON LAVORATORI che quindi non percepiscono reddito dalla società in percentuale posseduta, sono comunque esclusi se intenzionati ad aprire una attività marginale come libero professionista restando quindi al di sotto dei 30.000 euro anno?
8 dicembre 2007 alle 20:13	RISPONDO A SIMONE
La risposta al tuo quesito è contenuta in un articolo di prossima pubblicazione.
Giorgio Dio
Rispondi	Pingback: Quesito: Il regime dei contribuenti minimi ed i soci di srl nella finanziaria 2008 « Ascom Confcommercio Isola di Procida
10 dicembre 2007 alle 11:29	In qesto nuovo regime finanziario “contribuenti minimi e marginali” è necessario aprire ancora la partita IVA?
10 dicembre 2007 alle 21:27	RISPONDO A STEFANO
Sì, è sempre necessario aprire la partita IVA, tanto è vero che ” Le persone fisiche che iniziano l’esercizio di imprese, arti o professioni per avvalersi di tale regime devono comunicare, nella dichiarazione di inizio di attività, di presumere di avere i requisiti richiesti.”
17 dicembre 2007 alle 11:41	Se nel corso dell’anno prossimo dovessi richiedere il congedo di maternita’ avendo aderito alle agevlazioni fiscali previste per i contribuenti minimi e marginali, mi spetterebbe ugualmente?
17 dicembre 2007 alle 12:41	Gli artigiani che rientrano nel regime dei contribuenti minimi quando emettono fattura che articolo di esenzione IVA devono indicare?
17 dicembre 2007 alle 13:33	PER STEFANIA
Tra le norme di esclusione non ce n’è alcuna riferibile a quanto citato nel quesito, quindi ritengo che sì, spettano ugualmente.
17 dicembre 2007 alle 13:44	PER LUISA
Penso che basterà citare l’articolo e il comma della legge che ha istituito il nuovo regime ( finanziaria 2008).
Rispondi	Tino |
22 dicembre 2007 alle 12:36	Buongiorno
22 dicembre 2007 alle 18:01	Salve,
15 ottobre 2009 alle 11:02	Buongiorno,
Sono un professionista che ha aderito al regime dei minimi.
Le mie fatture sono del tipo:
– Ra 20,80(su 104)
totale a pagare 83,20
Il mio dubbio è sulla non convenienza a caricarmi in fattura il compenso di un altro professionista.
Es: se io fatturassi un netto di 700 euro di cui 400 sono per me e 300 per il mio collaboratore, secondo il mio stato fiscale per me non è conveniente accollarmi in fattura anche il suo onorario.
Conviene che ognuno fatturi separatamente il proprio lavoro giusto?
24 dicembre 2007 alle 23:25	Buonasera.
Rispondi	Dott. Bruno |
26 dicembre 2007 alle 18:15	Rispondo un pò a tutti.
Se avete altri dubbi contattatemi a brant@inwind.it
Per Tino: a parte che la fattura normale se la fai così è sbagliata. La R.A. non si calcola anche sull’IVA ma solo su 100 (quindi sarà pari a 20). Con il nuovo regime, indicherai solo la tua cassa previdenziale. La fattura sarà:
che non significa alzare il corrispettivo. Su 100 pagherai l’imposta sostitutiva del 20%. Dai tuoi 104 della vecchia fattura, considera che ci sono 20 di IVA che non è tua, ma la devi versare allo STATO. Per Laura: il regime è abbastanza conveniente. Considera che moltio adempimenti contabili vanno a farsi friggere, compreso lo studio di settore (molto rognoso se non sei congruo). Certo, perderai i 3.500 di base come deduzione standard, ma a conti fatti il regime è conveniente. Esempio di fattura:
IMP. 1.000
Per Erika: la ritenuta non dovrai più applicarla, perchè il tuo reddito sarà assoggettato ad un imposta sostitutiva secca (IRPEF ed addizionali). La ritenuta d’acconto è invece un acconto sull’IRPEF che dovrai versare.
27 dicembre 2007 alle 18:36	PER TINO, LAURA,ERIKA, DOTT.BRUNO
Le risposte ai quesiti di tino, Laura, Erika sono contenute in un articolo di prossima pubblicazione. L’articolo era pronto da tempo ma viene pubblicato adesso a causa dell’iterruzione per le festività. Dò atto al Dott. Bruno di avere brillantemente anticipato alcune risposte. Lo ringrazio per la collaborazione invitandolo a continuare.
28 dicembre 2007 alle 11:48	Salve,
in riferimento alla domanda di Tino, mi associo alla modalita’ di compilazione della fattura, in quanto mio padre e’ professionista senza iscrizione ad cassa previdenziale di un ordine percio’ assoggetta anche ad irpef la rivalsa del 4% del contributo previdenziale (per iscrizione alla gestione separata dell’Inps). Pertanto, il nuovo regime di tassazione sostitutiva andra’ a tassare anche questa rivalsa del 4% che costituisce a tutti gli effetti un corrispettivo in aggiunta all’onorario, giusto?
28 dicembre 2007 alle 18:35	PER SILVIA
Ti riporto quanto scritto nell’utimo articolo “…Se è un professionista non iscritto alla cassa allora il suo esempio è corretto. La differenza è che nel primo caso la ritenuta previdenziale non concorre all’imponibile IRPEF e non è soggetta a ritenuta di acconto, mentre nel secondo caso concorre all’imponibile irpef ed è soggetta a ritenuta di acconto. In entrambi i casi ritenuta di acconto è solo un anticipazione di imposta che viene poi conguagliata nel modello unico e, assodata la differenza di imponibile null’altro cambia.
Nel nuovo regime io credo che l’imposta sostitutiva del 20% si applichi su 100 nel caso di professionisti con cassa e su 104 nel caso di professionisti senza cassa…” Quindi ci troviamo perfettamente.
Rispondi	Carmine |
29 dicembre 2007 alle 13:57	Leggendo una notizia sul sito ansa 29/12/2007 sembra che la fattura, per questo regime, non sia nemmeno obbligatorio emetterla (solo se richiesta dal cliente) ! Strano come si fà allora a calcolare il reddito ?
29 dicembre 2007 alle 13:59	Volevo ancora aggiungere, esiste una soglia minima al disotto della quale si è esenti dall’imposta ?
30 dicembre 2007 alle 19:56	RISPONDO A CARMINE
i nuovi contribuenti minimi dovranno continuare ad emettere fattura senza IVA “ai sensi dell’art. 1, comma 100, Finanziaria 2008”. Se sono soggetti a rilasciare lo scontrino o la ricevuta fiscale debbono continuare a rilasciare la fattura ” solo se richiesta dal cliente”. I nuovi contribuenti minimi determinano il reddito come differenza tra i ricavi/compensi percepiti e le spese pagate, adottando il principio di cassa e senza alcun minimo di esenzione.Il reddito soggetto ad imposta sostitutiva non concorre alla formazione del reddito complessivo e, quindi, il contribuente, se non dispone di altri redditi non potrà beneficiare di eventuali deduzioni/detrazioni d’imposta che spetterebbero se optasse per il regime normale.
Rispondi	Aldo |
4 gennaio 2008 alle 19:06	Mi è parso di capire che dal reddito assoggettato all’imposta sostitutiva si possono dedurre per intero i contributi previdenziali Se si è iscritti alla gestione separata il reddito che andrà ad essere la base dei contributi previdenziali sarà quello al netto dei contributi versati nell’anno precedente?
5 gennaio 2008 alle 09:29	RISPONDO AD ALDO
Bella domanda. In effetti il DM Economia del 2 gennaio 2008 stabilisce all’art.5 commi 1 e 2 che il reddito determinato ai sensi dell’art.1, comma 104, secondo periodo, rileva per il calcolo dei contributi e che i contrbuti previdenziali versati si deducono dal reddito determinato ai sensi dell’art.1, comma 104, secondo periodo. Poichè il reddito per il calcolo dei contributi viene influenzato dalla deduzione dei contributi stessi, la risposta alla domanda dovrebbe essere sì, anche se questo crea un indubbio vantaggio rispetto a quelli che detraggono i contributi previdenziali dal reddito complessivo e, quindi, solo dall’IRPEF.
5 gennaio 2008 alle 20:01	Volevo sapere :
I contribuenti minimi che ricevono una parcella per compenso occasionale con ritenuta acconto,come procederanno per il versamento? E non dovranno più compilare il mod.770?
6 gennaio 2008 alle 14:15	RISPONDO A SERGIO.
Fino ad ora non ci sono riferimenti, ma ritengo che le ritenute effettuate in qualità di sostituto di imposta vadano versate con f24 telematico e che il mod. 770 continui a dover essere compilato.
6 gennaio 2008 alle 14:52	sono un medico fresco pensionato di 58 anni, con pensione di circa 50.000,00 euro. Dovendo aprire la partita iva per la libera professione ed un ricavo presumibile di 25.000 euro può usufruire di tale regime marginale?
6 gennaio 2008 alle 18:04	RISPONDO A FELICE
Sì, puoi aderire al nuovo regime dei contribuenti minimi e marginali previsto dalla finanziaria 2008, ma potresti anche valutare il regime sostitutivo per nuove iniziative previsto dall’art. 13 della legge 388/2000. Per una valutazione più approfondita della scelta, se vuoi, puoi scrivermi a giorgio@studiodidio.com
7 gennaio 2008 alle 20:52	Sono impiegato a tempo indeterminato presso una impresa edile,e vorrei nel contempo esercitare la professione di geometra. E’ possibile aderire al regime dei contribuenti minimi e marginali?
8 gennaio 2008 alle 11:03	RISPONDO A LORENZO
puoi aderire al regime dei contribuenti minimi e marginali ( dalla domanda presumo che tu non abbia ancora iniziato) dichiarando i requisiti nella comunicazione di inizio attività. Potresti anche valutare il regime per le nuove iniziative. Se vuoi un analisi più dettagliata scrivimi a giorgio@studiodidio.com
Rispondi	Pasquale |
9 gennaio 2008 alle 15:41	L’ultimo triennio – 2005 -06 – 07 ho applicato il forfettino. Vale anche per me, e per chi come me, ha avuto questo regime la condizione, al fine di optare per il nuovo regime di contribuenti minimi, di non aver superato nel trienni scorso i 15.000 euro di beni ammortizzabili ?
Rispondi	emanuela |
10 gennaio 2008 alle 09:34	quindi se ho capito bene, se si hanno dei ricavial di sotto di € 30000 e non si hanno altri redditi (es di lavoro dipendente) non si possono piu’ scalare eventuali detrazioni sul modello unico(es. spese mediche – ass.vita\infortuni – mutui ecc)!?!
inoltre per un avvocato che prima emetteva la seguente fattura:
Onorari 1953,00
2% (c.p.a.) 39,06
Tot. 1992.06
iva 20% 398.42
tot 2390.48
– Rit.Acconto 20% (su 1953) 390.06
netto a pagare 2000,00
ora oltre a non indicare piu’ l’iva come dovra’ compilarla?(xfavore un esempio pratico)
11 gennaio 2008 alle 09:10	in merito alla restituzione delle detrazione IVA degli acquisti di beni strumentali dell’anno scorso cosa ne pensate ?
Leggendo quà e là mi sono fatto l’idea che il nuovo sistema convenga per chi guadagna meno di 30.000 e non ha possibilità di superarle nel 2008 e per chi ha fatto pochi acquisti.
Per chi aderisce guai a guadagnare 45.000 nel 2008 perchè si rientra subito nel vecchio sistema
Se hai fatto un acquisto superiore a 516 € nel 2007 (esempio computer) devi restituire l’IVA detratta.
11 gennaio 2008 alle 09:47	Le quote di ammortamento dei beni acquistati fino al 2007,nel nuovo regime non sono più detraibili e si perdono?
11 gennaio 2008 alle 12:41	RISPONDO A PASQUALE
11 gennaio 2008 alle 12:48	RISPONDO A EMANUELA
Onorari 1.953,00
c.p.a. 39,06
Totale 1.992,06
R.A. su 1953 390,60
Netto a pagare 1.601,46
11 gennaio 2008 alle 12:51	RISPONDO A MASSIMO
in linea generale sono d’accordo, ma i calcoli di convenienza vanno fatti caso per caso anche perchè incidono tante altre cose ( es. oneri deducibli, familiari a carico ecc.)
Rispondi	Elisabeth |
11 gennaio 2008 alle 15:55	chi è iscritto alla cassa di previdenza dei commercialisti cosa devve applicare in fatt.?
11 gennaio 2008 alle 17:33	Potendo rientrare nel regime dei contribuenti minimi e marginali, la domanda che mi pongo è: nel caso di fatturazione in cui per il cliente sostengo delle spese come compilerò tale fattura? Nel vecchio regime facevo anche un distinguo tra spese assoggettate a IVA e quelle no e ora?
es. onorario 1000 €
spese con Iva 200
spese non Iva 100
Per quanto riguarda la ra col vecchio regime per i soggeti titolari di partita Iva la ra la detraievo, per quelli non titolari di partita iva invece non la detraievo, ora invece come si dovrà comportare? si può avere un esempio.
17 gennaio 2008 alle 14:33	Buongiorno,
sto’ valutando la possibilita’ di accedere al regime dei contribuenti minimi, essendo dipendente e volendo sperimentare la libera professione non limitandomi ad una semplice collaborazione occasionale con consapevole dei limiti esistenti, ponendomi quindi alcuni quesiti:
1) rispetto l’anno precedente l’importo non superiore a 30mila euro e’ calcolato fra reddito dipendente + collaborazioni occasionale o solo su l’ultimo descritto?
2) la compilazione delle mie nuove fatture sara:
prestazione: 200euro
4% rivalsa: 8euro
reddito imponibile: 208euro
ritenuta d’acconto 20%: 41.6euro
totale: 166.4euro
con indicato ” operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 100 della legge finanziaria per il 2008″
3) L’IVA sugli acquisti non può essere detratta, va calcolata e versata entro il 16 del mese successivo.
18 gennaio 2008 alle 11:41	RISPONDO A ROBERTO
1) Su nessuno dei due. Se apri adesso la partita IVA devi indicare che vuoi aderire al nuovo regime.
2) la fattura è corretta
3) L’IVA sugli acquisti non va versata. Si aggiunge al costo
Rispondi	carlo alberto |
18 gennaio 2008 alle 18:48	sono promotore finanziario con mandato da una banca e socio di un’agenzia di assicurazione (s.n.c.) con mandato di agente da una compangia di assicuraizoni (diversa dalla banca), ognuna delle quali genera redditi a se’.
per tutti i parametri rientro nei contribuenti minimi, il fatto di essere socio di una snc, comporta l’esclusione dai contribuenti minimi?
18 gennaio 2008 alle 22:08	vorrei vendere libri su ebay in modo non occasionale.
devo aprire una partita iva? considerando che spero di ricavare intorno ai 1000 euro al mese chiaramente posso aderire come contribuente minimo.
come faccio ha giustificare i miei costi visto che i libri li compro nei mercatini dell’usato fra privati che non sono tenuti a rilasciare nessuno scontrino? i contributi previdenziali li detraggo totalmente dal totale ricavi?
19 gennaio 2008 alle 19:02	RISPONDO A CARLO ALBERTO
La partecipazione ad una società di persone comporta l’esclusione dal nuovo regime
19 gennaio 2008 alle 19:05	RISPONDO A MARIO
I costi che non puoi giustificare con fatture li giustifchi con ricevute. I contributi previdenziali li detrai come costi dell’attività.
21 gennaio 2008 alle 08:40	Sono lavoratore dipendente a TI nella scuola (INPDAP) e non sono iscritto a nessuna cassa previdenziale di settore. Ho un’attività di consulenza e, l’anno scorso, conclusi i tre anni per le nuove attività imprenditoriali, mi sono iscritto al regime dei contribuenti minimi in franchigia (ho anche cambiato P.IVA, assumendone una “speciale”) entro i 7000 euro. Da ottobre 2007 trasmetto telematicamente i corrispettivi delle mie fatture, che ho emesso senza IVA, senza rivalsa (non l’ho mai applicata, pur pagando l’INPS in gestione separata .. ho sbagliato?) e nel regime della RA.
1) Ora sono automaticamente nel nuovo regime dei contribuenti minimi? Oppure devo nuovamente modificare la P.IVA?
2) La RA devo applicarla o no? E’ un acconto sull’IRPEF o sull’imposta sostitutiva del 20%?
3) Pagando l’INPS gestione separata (16% .. è sempre quello?), posso dedurlo dall’imponibile IRPEF o devo dedurlo dall’imponibile del nuovo regime, visto che non cumula.
4) Posso applicare la rivalsa del 4%?
21 gennaio 2008 alle 09:55	Caro Giorgio,
mi rispondo da solo, avendo successivamente scorso alcune tue risposte (per le quali ti ringrazio vivamente) ad altri post sul forum. L’unica domanda ancora senza risposta è la n.1.
Però, ne ho un’altra: essendo praticamente sempre a credito (con l’obbligatorietà della RA), posso anche compensare con ICI o INPS dovuto nell’anno successivo o IRPEF e imposte regionali e comunali per gli altri redditi nell’anno successivo?
21 gennaio 2008 alle 13:10	RISPONDO A PAOLO
Transiti automaticamente nel nuovo regime dei minimi e puoi comnservare la speciale partita IVA.
Le ritenute di acconto le puoi scalare dall’imposta del nuovo regime e, per l’eccedenza,compensare con le imposte derivanti dagli altri redditi.
Rispondi	Lucio |
21 gennaio 2008 alle 19:30	Come agente di commercio, nella prima fattura del 2008 che si riferisce a provvigioni del 2007, devo indicare anche la Ritenuta d’acconto o metto solo l’Enasarco a detrarre dall’imponibile?
E’ chiaro che ho deciso di aderire al nuovo regime dei minimi.
22 gennaio 2008 alle 12:41	Sono un libero professionista sanitario, che fa fatture con esonero IVA e applicazione della marca da bollo da 1,81.
Se aderisco al regime del contriburnti minimi (< 30.000 E.) devo sempre apporre la marca da bollo?
22 gennaio 2008 alle 13:18	RISPONDOA LUCIO
La ritenuta di acconto deve essere applicata anche nel regime dei minimi.
22 gennaio 2008 alle 13:56	RISPONDO A GIORGIO
L’enigma non è stato ancora risolto. A mio avviso, però, la risposta è sì, perchè, comunque, ci troviamo di fronte a fattura senza iva.
22 gennaio 2008 alle 16:11	chiedo scusa, ma forse la mia domanda non era chiara.
in questi mercatini non viene rilasciata nessuno scontrino in quanto vendite fra privati. è possibile una sorta di autofatturazione forfettaria mensile?
ho due figlie a carico e un lavoro con contratto a termine, cosa succede con le dtrazioni?
22 gennaio 2008 alle 23:53	Salve dott.. Di Dio volevo porle il seguente quesito:
sono lavoratore dipendente nella gestione economico finanziaria di un azienda per 28 ore settimanali..potrei aderire alnuovo regime aprendo partita iva e svolgere lavoro di consulenza presso un altra azienda per le 12 ore rimanenti?
23 gennaio 2008 alle 11:36	RISPONDO A MARIO
I privati che non possono rilasciare fattura, scontrino e ricevuta fiscale, possono rilasciare una ricevuta semplice. In ogni caso ti consiglio di leggerti la CM 70 del 8.11.1973 e LA RM 9/2270 del 20.01.1981.
Le detrazioni per figli a carico puoi applicarle solo se hai altri redditi.
23 gennaio 2008 alle 12:16	RISPONDO AD ALEX
Si, lo puoi fare, a meno che non preveda una specifica esclusione il tuo contratto di lavoro. Puoi aderire al nuovo regime dei minimi.
24 gennaio 2008 alle 08:03	Buongiorno,
in merito al nuovo regime dei minimi prima di accedervi ed aprire la partita IVA avrei il seguente quesito: 1) Il cliente che riceve una mia fattura, avra’ gli stessi obblighi di una normale altra fattura con IVA (tipo regime ordinario) oppure avra’ qualche svantaggio?
2) mi e’ permesso effettuare un pagamento ad un altro professionista con P.IVA o questo determina incompatibilita’ con il nuovo regime.
25 gennaio 2008 alle 09:21	Egr. Giorgio
Aderendo al regime dei minimi, nel caso iln cui per un lavoro commissionatomi da un cliente o ente mi dovessi avvalere di un tecnico o altro professionista, posso:
1) effettuare il pagamento a questo professionista che ha P. Iva?
2)quando farò io la fattura al cliente o ente, il pagamento di cui al p.to 1, la posso far rientrare come spese?
25 gennaio 2008 alle 13:46	grazie per il forum molto interessante.
domanda (premesso che,l’asoggettamento e per comportamento concludente,cioè emissione di fattura senza iva):
domanda (premesso che,l’ assoggettamento e per comportamento concludente, cioè emissione di fattura senza iva):
un avvocato che nel 2008 deve emettere fattura per causa es.1200 (imponibile più iva) come comunicato nel 2007 in tribunale, e riceve assegno per cliente di 1200 (spese legali) dall’assicurazione, la fattura verso il cliente sarà:
1200 totale senza iva
1000 euro totale
in tutti e due i casi ci sarà differenza su quanto depositato!!!???
25 gennaio 2008 alle 18:33	Salve e grazie in anticipo per la/le risposte.
Applicando l’aliquota del 20% come imposta sostitutiva, ed essendo quello della mia atività l’unico reddito della mia dichiarazione, andrò a perdere:
– Interessi passivi sul mutuo 1a casa;
– detrazione per lavoro autonomo;
– detrazione per oneri (assicurazione vita, tikets sui medicinali ..)
ma i tikets non possono rientrare nella dichiarazione di mio marito per “incapienza”?
Se mi assoggetto al regime dei minimi per il 2008, posso optare per il regime normale dal 2009?
25 gennaio 2008 alle 23:08	Ho visto la guida dell’AdE.
Tra gli esclusi dal regime ci sono i dipendenti.
Siccome non ho letto questa causa di esclusione nè nella finanziaria, nè nella circolare e nemmeno nel decreto, Le chiedo se è possibile che una “guida” possa cambiare una legge?
Io sono docente a T.I. e ingegnere con P.IVA e avevo tutti i requisiti dei minimi; ora non so come devo fatturare.
27 gennaio 2008 alle 08:49	RISPONDO A ROBERTO
1)Il cliente che riceve la tua fattura riceve una fattura senza iva: non paga liva e non la detrae ( quindi, l’operazione è neutra).
2) puoi tranquillamente effettuare un pagamento ad un altro professionista con partita iva: non dtermina alcuna incompatibilità:
27 gennaio 2008 alle 08:50	RISPONDO A CARMINE
27 gennaio 2008 alle 08:58	RISPONDO AD ALDO
Bisogna capire bene come è stata fatta la liquidazione in sentenza. Se il giudice ha liquidato 1000 oltre iva e cassa, è implicito che l’IVA è ” se dovuta”. In questo caso, nel nuovo regime devi fatturare 1.000. Se, invece il giudice ha liquidato 1.200 compreso IVA ( ma mi sembra strano che l’abbia fatto) allora ti conviene faturare 1.200 senza iva. L’assegno, in ogni caso, deve coincidere con la fattura.
28 gennaio 2008 alle 13:41	RISPONDO A CARLA
Tutto giusto. I tikets sui medicinali con ricetta e/o scontrini intestati a te possono essere dedotti da tuo marito solo se tu risulti a suo carico.
28 gennaio 2008 alle 13:52	RISPONDO A LUIGI.
Non so nche dirti. Ho visto la guida. Forse vuole intendere qualche cosa di diverso perchè, in effetti, non sta scritto da nessuna parte che i dipendenti non possono essere ” anche” imprenditori o professionisti ed applicare il regime dei minimi.
Rispondi	Dino |
29 gennaio 2008 alle 03:56	Svolgo una attività di consulenza astrologica e mi hanno consigliato il regime dei contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008”
collaboro inoltre ad una rivista astrologica dve fatturo circa 3500 euro l’anno
ora le chiedo: hai clienti debbo fare la fattura, con codice fiscale e indirizzo o basta una ricevuta?
se si, debbo seguire quale numerazione?
ultima domanda: il bollo di euro 1,81 a partire da che cifra si paga? Grazie
29 gennaio 2008 alle 04:06	Svolgo una attività di consulenza astrologica e mi hanno consigliato il regime dei contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008”
collaboro inoltre ad una rivista astrologica doe fatturo circa 3500 euro l’anno
ora le chiedo: hai clienti privati debbo fare la fattura, con codice fiscale e indirizzo o basta una ricevuta?
ultima domanda: il bollo di euro 1,81 a partire da che cifra si paga?
Scusi per la doppia mail però il punto: – privato – è fondamentale (certamente al giornale fatturerò alla loro P.IVA
Rispondi	Gianpietro |
29 gennaio 2008 alle 09:52	Quest’anno ho aperto la partita iva agevolata come disegnatore tecnico nel regime dei contruenti minimi.
Volevo sapere adesso quando vado a fatturare è obbligatorio inserire la voce dell’imposta sostitutiva del 20%? vorrei avere un esempio di fattura! grazie!
29 gennaio 2008 alle 10:12	Su un onorario di 1300 euro.
29 gennaio 2008 alle 17:40	Sono una lavoratrice a progetto. Dovrò passare al regime dei contribuenti minimi. E’ più conveniente per me? Fino ad ora compilavo il mod.730 con mio marito, deducendo quanto possibile. Intendo che andrò a perdere questa possibilità ma quale modello dovrò allora compilare per la dichiarazione annuale dei redditi?
1 febbraio 2008 alle 00:42	Salve dott. Di Dio,
vorrei aprire partita iva e aderire al nuovo regime. io sono un impiegato amministrativo part-time, secondo Lei potrei svolgere l’attività di consulente d’azienda per un’altra azienda non essendo iscritto in nessun albo??
1 febbraio 2008 alle 10:40	RISPONDO A DINO
A mio parere devi emettere fattura anche ai clienti privati (col codice fiscale). La numerazione può essere unica sia per i titolari di partita iva che per i privati. Il bollo va messo per importi superiori ad euro 77,47.
1 febbraio 2008 alle 10:53	RISPONDO A GIANPIETRO.
Sulla fattura non va indicata l’imposta sostitutiva che si paga con la dichiarazione nell’anno successivo.Va applicata, però, la ritenuta di acconto. Se non se iscritto a nessuna cassa e sei iscritto alla gestione separata inps, la fattura è la seguente:
imponibile: 1.300,00, inps 52,00 totale 1.352,00 ritenuta di acconto 270,40, netto a pagare 1.081,60.
1 febbraio 2008 alle 11:10	RISPONDO A SANDRA
Nel nuovo regime, se non hai altri redditi, perdi la possibilità di poter detrarre oneri deducibili e detraibili ( tranne i contributi previdenziali) e detrazioni per familiari a carico. Sicuramente non potrai fare il 730, ma ci sarà un nuovo modello o un quadro ad hoc inserito nell’unico.
1 febbraio 2008 alle 12:45	Una domanda,
ma i clienti poi l’iva la scaricano se io in fattura non la indico?
2 febbraio 2008 alle 20:15	Pongo il mio caso:
-iscritto gestione separata INPS
-non iscritto a nessuna cassa di previdenza
-aderito al regime contribuenti minimi
Ho in essere un contratto dove è prevista una paga giornaliera di 100 + iva 20% + inps 4% avendo aderito al regime contribuenti minimi dovrò fare una fattura come questa:
100,00 € compenso
4,00 € inps
-20,80 € ritenuta acconto 20%
83,20 € da pagare
120,00 € compenso
-24,00 € ritenuta acconto 20%
100,00 € da pagare
mi spiego meglio, l’ iva per un acquirente è a credito pertanto può essere utilizzata in compensazione, la ritenuta d’ acconto per un acquirente è allo stesso modo utilizzabile oppure no?
faccio questa domanda perché se lo fosse potrei emettere fattura “comprendendo l’ iva” anche se di iva non si tratta più
Attendo consigli e/o commenti in merito.
4 febbraio 2008 alle 20:05	RISPONDO A PIERO
La semplice attività di consulente d’azienda non mi sembra sia attività riservata agli iscritti ad albi professionali. La puoi esercitare stando attento, però, a non sfociare in attività riservate.
4 febbraio 2008 alle 20:08	RISPNDO A GABRIELE
Non la scaricano, ma nemmeno te la pagano.
4 febbraio 2008 alle 20:35	RISPONDO A MATTEO
La fattura corretta è quella del primo esempio. la ritenuta di acconto non è utilizzabile in alcun modo dall’acquirente. Il fatto, poi, di voler comprendere l’IVA non più applicabile nell’imponibile è una scelta personale, perchè, alla fine, è un semplice aumento del prezzo, che non produce effetti solo nei confronti di consumatori finali.
5 febbraio 2008 alle 16:55	salve dott. Di Dio,
solo un’ulteriore delucidazione…per consulente d’azienda intendo intrattenere rapporti con le banche per stabilire le condizioni, rapporti con il fornitore principale (l’azienda per cui dovrei lavorare è una concessionaria di auto), redazione del business plan mensile e la cura di tutti gli adempimenti fiscali da trasmettere al commercialista.
5 febbraio 2008 alle 17:39	RISPONDO A PIERO
Ritengo che quelle elencate siano attività liberamente esercitabili, anche perchè le uniche attività su cui si potrebbe avere qualche dubbio ( gli adempimenti fiscal) sono, in effetti, una raccolta e organizzazione di dati da trasmetere, poi, al commercialista.
Rispondi	Emanuele P. |
6 febbraio 2008 alle 00:05	Scusate, ma non riesco ancora a capire se nel nuovo regime dei contribuenti minimi come professionista (architetto), le fatture sono soggette a ritenuta d’acconto o no. A rigor di logica direi di no perchè, in caso positivo, non avendo altri redditi, si andrebbe sempre a credito in quanto la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata sul compenso, mentre l’imposta sostitutiva (sempre del 20%) viene calcolata sul reddito (cioè compensi dedotte le spese).
E’ così ? Grazie.
6 febbraio 2008 alle 12:42	RISPONDO AD EMANUELE P.
Le fatture sono soggette a rtenuta di acconto. La logica non è stata tenuta molto in considerazione.
Rispondi	Imerio |
7 febbraio 2008 alle 07:37	Salve, mia moglie deve aprire partita iva e la nostra commercialista ci ha consigliato il regime sostitutivo veccio, cioè quello al 10% perché calcolando un reddito lordo di € 25.000,00 è venuto fuori un maggior guadagno netto. Ma è veramente tanta la differenza? Visto che tutti i colleghi di mia moglie hanno optato per la sostitutiva al 20% mi chiedevo se forse alla nostra commercialista non sia sfuggito qualcosa.
Tenendo presente che inizia l’attività adesso e che quindi avrà dei costi, se pur minimi, da sostenere come ad esempio il PC portatile, non è conveniente poter detrarre l’iva con il vecchio regime sost. al 10%?
7 febbraio 2008 alle 13:51	sono libero professionista e avrei bisogno delucidazioni a riguardo. Per i miei clienti, adottando il nuovo regime, non espongo Iva in fattura e ciò è un vantaggio per entrambi ma, se per lo stesso cliente opero in collaborazione con professionisti che mi espongono fattura comprendente 2% x cassa nazionale di appartenenza, iva e ritenuta d’acconto come gestisco la spesa per l’iva? cioè, l’iva non potrò detrarla come costo? Grazie
10 febbraio 2008 alle 19:10	RISPONDO A IMERIO
Il calcolo di convenienza tra diversi regimi deve essere fatto con tutti i dati a disposizione ( ricavi, costi con iva, costi senza iva, oneri deducibili e detraibili, eventuali familiari a carico ecc.). Sovente, però, mi è capitato di constatare che il regime delle nuove iniziative ( forfettino) risulta più conveniente del nuovo regime dei minimi. Sicuramente la commercialista di tia moglie avrà fatto tutti i calcoli.
Rispondi	Alessandro Pochì |
10 febbraio 2008 alle 19:22	Sono un docente e svolgo la libera professione.
Per aderire al nuovo regime, il calcolo dei 30.000 euro va fatto cumulando i redditi della libera professione con quello del lavoro dipendente?
11 febbraio 2008 alle 13:43	RISPONDO AD ALESSANDRA
L’iva sulle fatture di acquisto va ad aggiungersi al costo della prestazione e , quindi, è deducibile al pari degli altri costi
11 febbraio 2008 alle 13:45	RISPONDO AD ALESSANDRO POCHI.
No, non si cumulano. I redditi da lavoro dipendente non c’entrano.
Rispondi	ERNESTO |
13 febbraio 2008 alle 14:04	Sono un pensionato, con pensione di anzianità non cumulabile a reddito autonomo.
Vorrei sfruttare la possibilità offerta iscrivendomi come contribuenti minimi.
Vorrei sapere se il reddito da pensione, ai fini IRPEF, cumula con il redito autonomo.
14 febbraio 2008 alle 13:08	RISPONDO A ERNESTO
L’articolo 1 comma 210, della legge 662/1996 stabilisce l’effettuazione provvisoria, da parte degli enti previdenziali, delle trattenute delle quote di PENSIONE non cumulabili con i redditi da LAVORO autonomo, sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell’anno, con conguaglio a presentazione della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti. Per quanto riguarda, invece, l’irpef il regime dei contribuenti minimi prevede una tassazione a parte che non si cumula con gli altri redditi del contribuente.
14 febbraio 2008 alle 16:33	Grazie per l’esauriente risposta
Rispondi	claudio g |
19 febbraio 2008 alle 15:32	ho aderito al regime dei contribuenti minimi emettendo fattura per “prestazioni d’opera “.
a livello INPS E INAIL quali versamenti devo fare?
premesso che svolgo l’attività di corriere con automezzo ricevuto in comodato d’uso dal committente, posso detrarre i costi del carburante?
20 febbraio 2008 alle 13:46	RISPONDO A CLAUDIO G.
Non riesco ad inquadrare la tua attività e mi sfugge il significato di ” prestazioni d’opera”. L’attività di corriere dovrebbe essere inquadrata come “autotrasporto cose conto terzi”, con iscrizione al relativo albo e all’artigianato. L’INPS cui fare riferimento dovrebbe essere qualla della gestione artigiani/commercianti. L’INAIL è quella relativa agli artigiani.
22 febbraio 2008 alle 00:13	salve dott. Di Dio,
ho appena aperto p.i. per consulente aziendale e aderito al nuovo regime. mi sono iscritto alla gestione separata. i contributi inps quando dovrò versarli? io fatturerò 800 € lordi al mese per 12 mesi. potrebbe farmi un esempio di calcolo su quanto dovrò versare? grazie
22 febbraio 2008 alle 11:46	RISPONDO A PIERO
I contributi inps li versi secondo mle scedenza del modello unico, in acconto e a saldo. Su 800 euro al mese la fattura è la seguente:
compenso 800,00
rivalsa inps 32,00
Totale 832,00
Ritenuta di acconto 166,40
Netto a pagare 665,60
22 febbraio 2008 alle 18:58	GRAZIE DELLA CONFERMA DELLA FATTURA. INTENDEVO PERO’, VISTO CHE E’ IL PRIMO ANNO DI ATTIVITA’ QUAL E’ IL MOMENTO IN CUI DOVRO’ VERSARE I PRIMI CONTRIBUTI E QUANTO? IL 30 NOVEMBRE VERSANDO L’ACCONTO?
25 febbraio 2008 alle 14:02	RISPONDO A PIERO
Se il 2008 è il primo anno di attività i contributi si versano a giugno 2009( saldo 2008 e primo acconto 2009).
25 febbraio 2008 alle 18:13	Salve,
sono uno studente universitario laureando in informatica e a parte qualche collaborazione occasionale (realizzazione di siti web e software) non ho esperienze di lavoro. Ultimamente io e un mio amico abbiamo avuto la proposta di occuparci dell’assistenza software/hardware di un grosso ufficio della Regione Puglia, per un compenso annuo che non può superare i 30.000 euro annui (il massimo spendibile dal suddetto ufficio) ma chiaramente dovremmo poter fatturare e quindi dovremmo aprire una partita iva.
La mia domanda è : con le nuove disposizioni in finanziaria, conviene ? Essendo alle prime armi nel mondo del lavoro e non avendo un capitale iniziale da investire, non vorremmo commettere passi falsi…
26 febbraio 2008 alle 13:06	RISPONDO A DAVIDE.
La scelta di iniziare una nuova attività comporta sempre dei margini di rischio. Molto dipende dal capitale che bisogna investire. Per quanto riguarda la finanziaria il nuovo regime per i contribuenti minimi e marginali contiene sicuramente interessanti agevolazioni proprio per queste attività a basso reddito.
29 febbraio 2008 alle 15:28	Lavoro nel pubblico impiego ma sono un artista non professionista, ogni tanto faccio delle mostre personali e mi capita anche di vendere qualche pezzo.
Finora fatturavo come prestazione occasionale, aderendo ai minimi come devo fare la fattura?
29 febbraio 2008 alle 17:34	Mi scuso in anticipo per la domanda che per lei apparirà ovvia, ma ho la necessità di fare chiarezza.
Se fossi iscritto al regime dei minimi e dovessi percepire 2000euro al mese per 12 mesi, dovrei , per calcolare il netto, procedere come di seguito?:
– 2000×12 = 24000
da questi devo togliere il 24,73% (Inps, gestione separata) e ne rimangono: 18040.
Su questi restanti 18040 devo calcolare il “fofettone” del 20%.
E quindi rimarrebbero: 14432.
Nel fare questo calcolo semplificato (non prendo in considerazione eventuali detrazioni o altri redditi) sbagliato qualcosa?
Rispondi	Rosy |
20 febbraio 2010 alle 01:05	rallacciandomi alla mail di Luca. Aderendo al regime dei minimi l’aliquota del 20% mi viene versato dal cliente (come per la ritenuta d’acconto), oppure no?
Supponedo un lordo di 30.000 euro, togliendo INPS, Irpef quanto avrei di netto annuo?
1 marzo 2008 alle 12:13	RISPONDO AD ALBERTO
La cessione di quadri e opere d’arte effettuate da parte dell’autore e` operazione esclusa da Iva, in quanto relativa a opere di carattere artistico rientranti nel campo del diritto d’autore. Se, però, intendi aprire una mostra , rientri nell’esercizio di attivita` d’impresa e pertanto devi aprire la partita Iva e provvedere a tutti gli adempimenti conseguenti. La fattura è una normale fattura di vendita che, nel regime dei minimi, è senza aindicazione dell’IVA e con la dicitura: “operazione effettuata ai sensi dell’art.1 , comma 100 della legge finanziaria per il 2008″
1 marzo 2008 alle 12:16	RISPONDO A LUCA
E’ tutto corretto. Ovviamente oltre ai contributi previdenziali potresti avere altri costi che ti vanno a ridurre l’imponibile.
1 marzo 2008 alle 12:26	Mille grazie per la precente risposta, ho però ancora un dubbio: aderendo al regime dei minimi quale contributo previdenziale devo versare essendo già insegnante in ruolo da tanti annI?
Sento parlare di aliquote differenti e non riesco a orientarmi.
1 marzo 2008 alle 12:35	Un ultima questione, però importante! Se vendo un quadro (in territorio italiano) e sono pagato con carta di credito intestata a un cittadino extracomunitario (as es.un americano) l’operazione è legittima o viene considerata una cessione all’esportazione?
Di nuovo grazie Alberto
3 marzo 2008 alle 13:42	RISPOND AD ALBERTO
Se l’attività di insegnante è prevalente non è dovuta l’inps nella gestione commrcianti ( ma biosogna poterlo dimostre). La cessione ad un cittadino exttracomunitario rientra nella previsione dell’art. 38 quater del d.p.r. 633/732, per cui non ritengo che rientri nelle cessioni all’esportazione di cui all’art. 8 e seguenti.
3 marzo 2008 alle 14:25	Buongiorno,
avrei bisogno di avere conferma su note di prestazioni occasionali.
La voce rimborso spese o rimborso km, va assoggettata a ritenuta d’acconto o è fuori dall’imponibile ?
Ci sono alcuni casi per cui la prestazione non è assoggettabile ?
Rispondi	Guido |
5 marzo 2008 alle 16:21	salve Dott. Di Dio
il limite dei 30.000 euro è comprensivo della rivalsa INPS oppure no, della r.a. oppure no.
mi spiego se emetto 12 fatture tipo questa
2.500 € compenso
100 € rivalsa inps 4%
2.600 € totale
500 € R.A.
2.100 € incasso
a fine anno verranno considerati compensi per
30.000 € solo compenso
31.200 € compenso + rivalsa inps
25.200 € incasso
7 marzo 2008 alle 11:33	RISPONDO A GUIDO
Secondo l’ amministrazione finanziaria (risoluzione 109/E/96), la maggiorazione del 4% va sommata al compenso su cui calcolare sia l’Iva sia la ritenuta d’acconto. Secondo me, quindo, rientra tra i compensi, per cui nell’esempio fatto i compensi da considerare sono 31.200 (compeso + rivalsa inps)
Giorgio Dui Dio
7 marzo 2008 alle 11:52	RISPONDO A LAURA
ritengo che nelle prestazioni occasionali anche i rimborsi siano soggetti a ritenuta.
10 marzo 2008 alle 10:23	Salve, vorrei sapere se posso mantenere contemporaneamente la partita iva (e quindi la libera professione) e un contratto di cococo (come lavoratrice, non come datore di lavoro) stipulato nel 2007, prima che aprissi la partita iva. Svolgo infatti collaborazioni diverse per diversi enti pubblici: alcuni hanno però preferito il cococo, altri mi hanno richiesto la partita iva. Sono compatibili fra loro. Nel caso non lo fossero, cosa devo fare? Grazie
Rispondi	architetto |
10 marzo 2008 alle 10:37	Gentilissimo dottor Giorgio Di Dio,
mi occorre una precisazione,
nel versamento dell’iva, è compresa una fattura ad esigibilità differita. Fatturata nel 2006, incassata nel 2007. Il codice tributo che devo inserire nell’f24 per questa parte di iva è diverso rispetto al 6099 ? oppure posso inserire un unico importo ?
Mi conferma invece che l’importo dell’iva in rettifica deve avere codice tributo 6492 ? e in riferimento a questa, per l’anno di riferimento, devo mettere l’anno di acquisto del bene strumentale a cui si riferisce la rettifica? esempio ho acquistato un pc nel 2004 pertanto metto anno di competenza 2004, oppure devo comunque inserire il 2007?
10 marzo 2008 alle 10:48	Gentilissimo dottor Giorgio Di Dio,
mi scusi ma ora mi è sorto un altro dubbio, riguardo ai beni strumentali, ho acquistato un auto nel marzo 2007, ho detratto l’iva per un quinto, mentre per i 4/5 l’ho rettificata. La concessionaria a aprile del 2007 ha emesso una ulteriore fattura per installazione/manutenzione autoradio, e una terza fattura ad ottobre per il tagliando, come devo comportarmi con queste fatture?
Devo portarle in aumento del bene strumentale e quindi fare le rettifiche dovute ,oppure devo considerarle fatture a se stanti, e quindi dedurre il 40% dell’iva?
Rispondi	Norberto |
10 marzo 2008 alle 18:33	Buonasera, Dott Di Dio, mi servirebbero alcune precisazioni. Sono un commerciante che vorrebbe aderire al nuovo REGIME dei MINIMI in quanto l’ attività ultimamente non è più florida.
Ho un magazzino che mi trascino da diversi anni molto elevato 50000 euro …
Volevo sapere se per aderire al nuovo REGIME in sede di DICHIARAZIONE IVA devo pagare l’ IVA relativa al magazzino stesso Inoltre volevo sapere se con il nuovo REGIME l’ IVA che pago sulle fatture di ACQUISTO è detraibile dal mio RICAVO …..
Rispondi	Mauro |
11 marzo 2008 alle 09:51	Volevo porre un quesito sul regime dei contribuenti minimi:
Ai fini IVa, dice il sito dell’Agenzia della Entrate:
“Le fatture devono essere emesse senza l´addebito dell´Iva e non si detrae l´Iva dagli acquisti: conseguentemente, l´Iva si trasforma in un costo deducibile dal reddito”.
Io mi chiedo: Ma se la fattura deve essere emessa senza l’addebito dell’IVA, come è possibile detrarla dai costi se, in effetti, non viene inserita in fattura ???
12 marzo 2008 alle 12:47	RIPONDO A PAOLA
In teoria sono compatibili tra loro. Però, se le attività svolte rientrano nell’oggetto della professione per cui si è aperta la partita IVA, potrebbe configurarsi, in una non facile eventualità, un’omissione dell’IVA.
14 marzo 2008 alle 12:21	Salve
sono un libero professionista e ho dei dubbi in merito al nuovo regime fiscale per piccoli professionisti.
Le faccio un esempio di una fattura:
facciamo esempio che la cifra percepita è di €. 2.000,00 ed è una cifra mensile, alla quale devo sommare il 4% (contributo soggettivo cassa nazionale geometri) per un totale di €. 2.080,00. La fattura viene emessa ad una ditta la quale paga la ritenuta d’acconto (20% sui €. 2.000,00) per un totale di €. 400,00 che vanno sottratti dai €. 2.080,00. Ottengo così un totale di fattura di €. 1.680,00
IMPORTO	€ 2.000,00
legge n° 73 del 20.10.1982 (4%)	€ 80,00
IMPORTO TOTALE	€ 2.080,00
I.V.A. 20%	€ 2.080,00
ritenuta d’acconto	€ 400,00
TOTALE PARCELLA	€ 1.680,00 € 1.750,00 soggettivo minimo
€ 750,00 Integrativo minimo
€ 4,00 Indennità maternità
€ 290,00 Iscrizione collegio
€ 2.794,00	Totale contributi	In base al nuovo regime fiscale, l’aliquota unica del 20% la vado a calcolare su €.. 2.000,00×12 per un totale di tasse di €. 4.800,00 (è giusto il calcolo?)
Devo calcolare la nuova aliquota del 20% su €. 2.000,00×12 togliendo le spese dei contributi previdenziali, quindi 24.000,00 – 2794,00 = 21.206,00 e ottengo un totale di tasse di €. 4.24120. (se così fosse, avendo già anticipato con la ritenuta d’acconto mi troverei un credito?)
E le spese varie (auto, computer, cancelleria, materiale tecnico, telefonia ecc) come vanno conteggiate? Esempio se ho un totale di spese di €. 3.600 con iva, considerando il 50% per lavori promiscui, ottengo €. 1.800,00. (Queste vanno tolte dai 21.206,00 e quindi il 20% lo vado a calcolare su 21.206,00 – 1.800,00 = 19.406,00 e ottengo un totale di tasse di €. 3.881,20? Se così fosse, avendo già anticipato con la ritenuta d’acconto mi troverei un credito ulteriore?)
Se i conteggi sono corretti, come potrei avere i rimborsi di questi crediti? Spero di essere stato chiaro nell’enunciare i miei dubbi in merito al nuovo regime fiscale per piccoli professionisti.
14 marzo 2008 alle 14:32	RISPONDO A NORBERTO
Sulle rimanenze di magazzino al 31/12/2007 va pagata l”IVA con la procedura della rettifica entro il 17 marzo 2007. L’iva sugli acquisti è detraibile come costo.
14 marzo 2008 alle 14:34	RISPONDO A MAURO
Il riferimento all’IVA detraibile come costo è alle fatture ricevute, non a quelle emesse.
Rispondi	aric78 |
18 marzo 2008 alle 10:57	Salve dott. di Dio
Sono il ragazzo che intorno a ottobbre ha chiesto delle delucidazioni sulle sanzioni riguardo al ritardato invio della lista clienti e fornitori.
Voreei porle un altro dubbio: se appartengo ai contribuenti minimi, e mi compro a mio nome un’autovettura (naturalmente che avrà un uso promiscuo) mettiamo che pago 10.000 € compresa di iva. Per quanto riguarda il costo da dedurre nell’anno in cui effettuo tale costo, sarà quindi 8.000 (costo meno IVA) che va diviso per 2. Quindi il costo deducibile sarà uguale a 4000 ?
19 marzo 2008 alle 11:40	salve
dott. Di Dio,
ha mica preso in considerazione il mio quesito..
Rispondi	Franco |
31 marzo 2008 alle 14:05	Salve dott. Di Dio, lavoro per un’associazione culturale con un rapporto come co.pro. Dalla somma pattuita come compenso lordo devo rilasciare all’associazione il 25% per spse di gestione. Come spese personali ho principalmente quelle del carburate (ca. 100 euro al mese) che mi vengono rimborsate. Il mio dilemma è se puo essere conveniente passare al regime dei minimi ed avere con l’associazione (e con altri enti) questo tipo di rapporto.
31 marzo 2008 alle 21:57	Nella mia precedente dimenticavo di dirle che il mio guadagno annuo si aggita dai 15.000,00 a 17.000,00 euro. Grazie ancora
5 aprile 2008 alle 09:53	Buongiorno Dott. Di Dio,
ho aderito al REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI….pagando l’ IVA sul MAGAZZINO..
Adesso devo cambiare il registratore di cassa, ( esaurita MEMORIA FISCALE ) ma penso di optare per il rilascio dello SCONTRINO FISCALE….
Volevo sapere dove devo registrare l’ acquisto del blocchetto delle RICEVUTE FISCALI. considerato che in teoria non devo più tenere nessun tipo di registro
10 aprile 2008 alle 16:03	Salve,
lavoro come traduttore freelance prevalentemente con l’estero. Fino ad ora ho emesso ricevute con r.a. ma ora che supero la soglia consentita dovrò aprire p.iva con il regime delle “nuove attività produttive” o in alternativa aderire al regime dei contribuenti minimi. Non ho grosse spese da detrarre, no coniuge a carico, automobile ecc. Quindi reddito basso e spese esigue. Quale dei due regimi conviene maggiormente? Ricordo che per i traduttori non esistono (per ora) gli studi di settore.
23 settembre 2010 alle 21:42	mi dispiace ma per i traduttori gli studi di settore esistono da un bel pezzo…
12 aprile 2008 alle 11:20	Con questo regime, esiste un ammontare del reddito al di sotto del quale non sono dovuti contributi?
Rispondi	"A + L" Ark |
15 aprile 2008 alle 21:32	Salve, avrei bisogno di un consiglio circa il regime fiscale a cui aderire. Sono un architetto appena iscritto all’albo, e sto per iniziare una collaborazione che da qui a fine anno mi porterebbe con partita Iva (che sto per aprire) 11.000 €, mentre per l’anno 2009 fatturerò tra i 25.000 ed i 30.000€. Di spese ne avrei pochissime, al massimo quelle per l’acquisto di un buon portatile (no figli, no famiglia, no casa). Che tipo di regime ritiene più adeguato?
16 aprile 2008 alle 13:17	RISPONDO A MARCO E A ” A+L” ARK.
in entrambi i casi il regime più conveniente rimane quello delle nuove iniziative, applicabile solo per le nuove attività e per soli tre anni. i contributi previdenziali non hanno nulla a che vedere con i regimi fiscali.
16 aprile 2008 alle 17:45	buongiorno,
sono una fotografa libero professionista da quest’ anno ho aderito al regime dei minimi emettendo fattura senza iva., Con un cliente, nello specifico un’ agenzia fotografica viene fatta una distinzione tra pubblicato su periodici per i quali viene corrisposto un compenso per i diritti di utilizzo delle immagini e pubblicato sui quotidiani per il quale vinee corrisposto un compenso unico e si perdono ulteriori diritti d’ autore. Oggi mi è arrivata dall0 agenzia la seguente circolare:
Con la presente si comunica che a partire dal mese di febbraio la fatturazione dovrà avvenire nei seguenti modi.
1 ) RENDICONTI RELATIVI ALLA CESSIONE DEI DIRITTI:
la fattura dovrà essere emessa con l’annotazione “operazione esclusa IVA ai sensi dell’art.3 c.4 lettera a” RIT.d’ACCONTO:
applicare la ritenuta del 20% sul 100%
2) RENDICONTO PER DIRITTO DI UTILIZZO DELLE IMMAGINI (ROYALTIES):
la fattura dovrà essere emessa con l’applicazione dell’Iva
RIT.D’ACCONTO:
sulle fatture e sulle ricevute dovrà essere applicata la ritenuta d’acconto come di seguito evidenziato (*)
(*) ritenuta del 20% su: 75% dell’imponibile se i compensi sono corrisposti all’autore;
100% dell’imponibile se i compensi sono stati ereditati;
60% dell’imponibile se l’autore ha meno di 35 anni.
ritenuta del 30% su:	75% se l’autore è soggetto non residente.
Gli importi da fatturare evidenziati in calce al rendiconto, nei contratti relativi alla cessione definitiva dei diritti sono da considerarsi comprensivi di qualunque rivalsa del 4% o 2% e pertanto i suddetti importi risultano essere gli imponibili Iva.
LA MIA DOMANDA E': avendo aderito al regime dei minimi, nel caso del pubblicato su periodici e quindi il secondo caso della circolare come mi devo comportare ? non includere l’ iva e rit di acconto sul 75%? desidererei dei chiarimenti a riguardo…..ho mille dubbi, la ringrazio moltisimo anticipatamente sperando di essermi spiegata a sufficienza GRAZIE
Rispondi	Oscar |
18 aprile 2008 alle 11:14	Buongiorno il mio quesito è:
Sono un impiegato di un agenzia di assicurazioni iscritto all’albo intermediari nella sezione E e terminate le mie ore di lavoro vado a vendere polizze con un reddito da queste attorno ai 7.000,00 euro.
Posso aderire al regime dei contribuenti minimi pagando solo il 20% sulle fatture che faccio al mio agente? Sono obbligato a versare il contributo INPS essendo che lo verso gia’ come dipendente?….Grazie
18 aprile 2008 alle 12:32	Mi son spiegato male… sono un medico veterinario che potrebbe trasferirsi in Inghilterra tra qualche mese.
Esiste una quota di reddito al di sotto della quale si è esentati dal pagamento delle tasse?
Consideri che ho aperto la partita iva da appena due mesi, avvalendomi del regime del contribuente minimo, e potrei chiuderla presto.
23 aprile 2008 alle 14:33	Mia madre è titolare di una pensione di vecchiaia non integrata al minimo in quanto titolare di una attività di affittacamere. Avendo, attualmente optato per il regime “contribuenti minimi” e quindi (credo il reddito non è soggetto ad IRPEF e non fa cumulo con altri redditi posseduti – nel caso in questione solo la pensione) ha diritto all’integrazione al minimo della sua pensione?
Rispondi	Aldo B. |
24 aprile 2008 alle 10:07	Gent.mo dott. Di Dio, secondo Lei, chi, avendo svolto attività professionale nel 2007 e, avendone i requisiti, dal 1° gennaio 2008 è transitato nel regime dei contribuenti minimi, è tenuto ad inviare gli elenchi dei clienti e dei fornitori relativi all’anno 2007? grazie per la risposta.
24 aprile 2008 alle 13:19	RISPONDO A MARCO
Nel regime dei minimi si paga il 20% sull’utile, senza detrazioni. Quindi le tasse, anche se minime, andranno pagate.
24 aprile 2008 alle 13:31	RISPONDO A TIZIANA
Per il riconoscimento dell’ integrazione l’Inps tiene conto di tutti i redditi, escludendo soltanto quelli provenienti dalla casa di abitazione,dalle pensioni di guerra, rendite Inail da infortunio, pensioni e indennità per gli invalidi civili e dai trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni e dagli arretrati soggetti a tassazione separata. Quindi ho dei dubbi che, ai fini previdenziali, i redditi provenienti dal regime dei minimi non vengano considerati. In ogni caso, non essendoci precedente, conviene chiedere all’Inps.
24 aprile 2008 alle 13:36	RISPONDO AD ALDO B.
Secondo me per il 2007 sono tenuti ad inviare gli elenchi anche quelli che sono passati al regime dei minimi, perchè l’esonero vale per il 2008 da inviare nel 2009.
24 aprile 2008 alle 15:17	grazie per la risposta e soprattutto per la celerità
25 aprile 2008 alle 13:03	gent dott. Di Dio, lungi da me il metterle fretta, anzi la ringrazio per questo utilissimo servizio che lei offre. Per il mio caso non ha nulla da dirmi? mi son forse spiegata male?
27 aprile 2008 alle 12:50	RISPONDO AD ELENA ( ti sei spiegata benissimo)
Nel regime dei minimi l’Iva non va inserita in fattura, mentre le ritenute d’acconto seguono le regole generali. Nel caso n. 2, quindi, l’IVA non va inserita ( perchè le regole del regime dei minimi sostituiscono quelle generali), mentre va applicata la ritenuta del 20% sul 75% dei compensi. Sulla fattura va stampata la dicitura: “operazione effettuata ai sensi dell’art.1 , comma 100 della legge finanziaria per il 2008″.
28 aprile 2008 alle 12:14	Gent dott Di Dio, volendo aprire una ditta individuale di compra-vendita tipo giocattoli, mi conviene il regime dei minimi il quale per il tipo di prodotto potrebbe essere un vantaggio il fatto di essere iva esente o il regime delle nuove imprese?Ma soprattutto i costi annui per una nuova ditta a quanto dovrebbero ammontare?esempio se devo acquistare un mezzo di lavoro,computer e altro che soglia non devo superare i 15000euro?Grazie
29 aprile 2008 alle 09:02	Buongiorno Dott. Di Dio
qualche tempo fa Le esposi dei dubbi in merito ai contribuenti minimi facendo anche un piccolo esempio. Per caso, quello che ho scritto non è chiaro? Mi sono spiegato male?
30 aprile 2008 alle 12:26	RISPONDO A MATTEO.
L’imposta sostitutiva del 20% si calcola sul totale dei ricavi meni i costi, applicando il principio di cassa ( ricavi meno contributi previdenziali pagati, meno auto, computer, cancelleria, materiale tecnico, telefonia ecc.). Il probabile credito di imposta può essere compensato con altre imposte divute per altri redditi posseduti, oppure può essere riportato a credito per l’anno successivo, o chiesto a rimborso.
30 aprile 2008 alle 13:08	RISPONDO A FRANCESCO
Per una valutazione di convenienza occorrono dati precisi sui ricavi e sui costi. Normalmente il regime delle nuove iniziative risulta più conveniente. Per il regime dei minimi non bisogna superare i 15.000 euro di beni ammortizzabili.
5 maggio 2008 alle 09:02	Gentile Dott. Di Dio, sono un intermediario di assicurazioni iscritto alla sezione E, ho un mandato di sub agente con il quale fatturo circa 12000 € iscritta alla sezione Inps commercianti.
Dovendo svolgere anche un’altra attività per la quale posso utilizzare la stessa PI che mi frutterà all’incirca 15000 € ma prevede l’iscrizione alla gestione separata Inps. Come devo comportarmi con tali contributi? Devo pagare entrambi? Grazie.
7 maggio 2008 alle 09:41	RISPONDO AD ALESSIA
L’attività di intermediario assicurativo è attività di impresa. L’altra attività, visto che prevedè l’iscrizione alla gestione separata INPS è attività professionale. le contribuzioni sono dovute entrambe.
7 maggio 2008 alle 16:00	Salve, volevo avere un’informazione. Ho aperto partita IVA come contribuente minimo.
Volevo sapere se questa fattura è giusta:
ritenuta INPS 4% 40
Ritenuta d’acconto 20% 208 (qui è 208 o 200?)
Netto corrisposto 832
Rispondi	ciprietti neva |
8 maggio 2008 alle 02:14	Sono in graduatoria per l’insegnamento con punteggio basso per cui penso che sarò precaria a vita (quest’anno ho avuto solo una supplenza di 15 giorni). Avrei in tenzione di acquistare un’edicola con licenza stagionale (estiva) e gradirei sapere se le due attività sono compatibili. Grazie.
Rispondi	roberto ormi |
8 maggio 2008 alle 11:15	Gentile Dott. Di Dio, le propongo questo interrogativo:
nel 2007 ho messo in liquidazione una snc di cui ero socio, il 31.03.08 ho terminato la fase di liquidazione con la cancellazione. ora 1.5.08 vorrei accedere al regime dei minimi per una attività individuale. il locale Uff. dell’agenzia delle entrate sostiene che non posso in quanto ho una partecipazione societaria nel 2008.
Mi pare che la legge dica “partecipazione contestuale”.
9 maggio 2008 alle 12:45	RISPONDO A PAOLO
se si tratta di contribuente iscritto alla gestione separata INPS la fattura è corretta ( la ritenuta è 208)
9 maggio 2008 alle 13:44	RISPONDO A CIPRIETTI NEVA
Secondo l’articolo 508 del Testo unico della pubblica istruzione (Dlgs 16 aprile 1994, n. 297), il personale docente non può esercitare attività commerciale o industriale. Ci sarebbe, invece, compatibilità se l’ insegnante fosse un mero socio di una società di capitali (ad esempio, una società a responsabilità limitata). Ovviamente il problema non si pone finchè si tratta di piccole supplenze.
10 maggio 2008 alle 13:36	Il commercialista associato ad associazione professionale avente per oggetto la sola formazione professionale per l’attibuzione dei crediti formativi previsti dalle legge, priva di p.iva e con solo cod. fiscale, può aderire in tal caso al regime dei minimi?
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione il Dr. Di Dio.
13 maggio 2008 alle 00:33	Salve, vorrei una Vostra opinione: come è noto le fatture dei contribuenti minimi, essendo esenti IVA, sono soggette all’imposta di bollo (se superiori ad un certo importo). Ora, considerando che il bollo va applicato in originale sulla fattura cartacea consegnata al cliente, la fattura stessa non può essere spedita per via telematica ma deve per forza essere spedita via posta, con relativi costi e tempi. Inoltre, occorre fare una fotocopia della fattura e conservarla, per poter eventualmente provare di aver apposto il bollo, cosa che comporta uno spreco di carta. L’alternativa sarebbe chiedere l’autorizzazione ad assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale, strada però impraticabile per ovvi motivi soprattutto per un contribuente minimo. Quindi il bollo sulle fatture, per quanto previsto dalle norme, non è in contrasto con l’intenzione della pubblica amministrazione di voler abbandonare la carta e semplificare gli adempimenti, soprattutto per i contribuenti minimi? Lo Stato ha talmente bisogno di soldi da attaccarsi anche ai bolli da 1,81 euro delle fatture dei contribuenti minimi? Chi ha ideato il meccanismo dei contribuenti minimi non si è reso conto del fatto che le fatture avrebbero richiesto il bollo? Grazie per l’attenzione.
13 maggio 2008 alle 13:52	RISPONDO A ROBERTO ORMI
E” possibile rientrare nel regime nelle ipotesi in cui la partecipazione sia stata ceduta prima del 31 dicembre 2007 in quanto i requisiti per accedere al regime devono essere posseduti alla data del 1° gennaio 2008. Ciò si rileva sia da una risposta dell’Agenzia delle entrate sia da una lettura della acircolare 28 gennaio 2008, n. 7/E .
Pur avendo dei dubbi sul concetto di contestualità ritengo che non ci siano elementi validi da opporte a quanto asserito dell’Ufficio delle Entrate citato.
13 maggio 2008 alle 18:18	Ricollegandomi alla precedente domanda specifico che l’attività professionale è svolta autonomamente presso proprio studio mentre l’essere associato all’associazione professionale senza fini di lucro dotata del solo codice fiscale è attività marginale e finalizzata al riconoscimento dei crediti formativi previsti dalla legge. Ringrazio anticipatamente il Dr. Di Dio. e tutti coloro che leggono e partecipano a questo forum altamente professionale nei contenuti e nella qualità delle risposte.
14 maggio 2008 alle 10:28	Buongiorno Dott. Di Dio,
16 maggio 2008 alle 23:34	Gent.mo Dott. Di Dio,
esercito la professione di ingegnere con propria partita iva e ho aderito al regime dei contribuenti minimi. Mi è stato chiesto di formare un’ Associazione TEMPORANEA di professionisti con altri miei colleghi per svolgere un lavoro per un privato, vorrei sapere se questo comporta la perdita dei requisiti dei regimi minimi.
Nel caso perdessi i requisiti mi conviene optare per opzione di uscita dal regime agevolato e rientrarci l’anno prossimo (l’associazione si scoglierà nel 08) sfruttando la possibilità concessa per il 2008?. certo di una sua risposta porgo distinti saluti.
19 maggio 2008 alle 20:25	RISPONDO A EMANUELE
Il comma 99 dell’art. 1 della L. 244 24/12/2007 (Legge Finanziaria 2008) afferma che “non sono considerati contribuenti minimi … gli esercenti attività d’impresa, arte o professione in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni professionali di cui all’art. 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della repubblica 22/12/1986 n. 917 ovvero a società a responsabilità limitata di cui all’art. 116 del medesimo Testo Unico”.
In base anche ai i chiarimenti forniti dalla Circolare n.73/E, è causa di esclusione dal regime agevolato la titolarità di quote di partecipazione in società di persone o associazioni professionali costituite in forma associata, o in società a responsabilità limitata che hanno optato per la trasparenza fiscale.
Nè la legge nè la circolare prevedono esclusioni, per cui, pur non essendo personalmente d’accordo, ritengo che il dettato normativo non offra appigli per ritenere che la partecipazione all’associazione di cui al quesito possa non essere considerata causa di esclusione dal regime dei minimi.
21 maggio 2008 alle 19:35	RISPONDO A NORBERTO
Non è più previsto alcun adempimento relativamente alla presa in carico degli stampati da parte dei soggetti utilizzatori ( C.M. 22/E del 28.2.2002.)
22 maggio 2008 alle 19:52	RISPONDO A LUCA
Sta scritto tutto nella circolare 13/e del 26 febbraio 2008 al paragrafo 1.2
24 maggio 2008 alle 17:13	SONO UN LAVORATORE DIPENDENTE. SE APRO UNA PARTITA IVA COME CONTRIBUENTE MINIMO E NON SUPERO CON IL REDDITO AUTONOMO IL REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE, POSSO EVITARE L’ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA CONSIDERANDO IL REDDITO COME DIPENDENTE PREVALENTE?
29 maggio 2008 alle 18:07	RISPONDO A CARLO
anch io sono nella stessa situazione ma ho dovuto iscrivermi alla gestione separata però anzichè pagare il 24,72% si paga “solo” il 17%.
30 maggio 2008 alle 10:25	Buongiorno Dott. Di Dio. Sono un agente di commercio ed ho aderito ai minimi. Ho inserito nella fattura anche 1,81 Euro di bollo. Ho diritto a questa rivalsa nei confronti del mandante?
1 giugno 2008 alle 14:46	Salve Dottore sono un artista “visivo” (uso tecniche disparate dal video all’istallazione alla realizzazione di sculture ai disegni alla scrittura)
vorrei aprire la partiva iva con regime agevolato minimi
mi indica il percorso ?
un grazie con stima
Rispondi	Papom73 |
1 giugno 2008 alle 21:18	Buonasera Dottore,
sto leggendo tutto quello che trovo in internet sul regime dei contribuenti minimi e su quello delle nuove attività imprenditoriali per scegliere quello più giusto.
Io sono lavoratore dipendente full time, e vorrei aprire un’attività commerciale di vendita OnLine.
1. In caso di scelta del regime dei minimi mi sembra di capire che se l’attività prevalente rimanesse il mio lavoro da dipendente non dovrei pagare i contributi INPS. Immagino che per prevalente voglia dire che il mio reddito dipendente > reddito impresa.
2. Se scegliessi il regime per le nuove attività imprenditoriali sarei soggetto agli studi di settore. Questi ultimi tengono conto del fatto che il mio lavoro dipendente mi porta via quasi tutto il tempo lavorativo e che quindi non potrei mai fatturare come se l’attività d’impresa fosse il mio lavoro prevalente?
2 giugno 2008 alle 22:08	RISPONDO A GRAZIANO
l’articolo 22 del Dpr 642/72 stabilisce il principio della solidarietà per il pagamento dell’imposta di bollo e delle relative sanzioni. Obbligato al pagamento non è solo l’emittente, ma anche colui che riceve il documento. Ritengo, quindi, che il riaddebito del bollo al mandante possa dipendere solo da un accordo tra le parti.
2 giugno 2008 alle 22:21	RISPONDO A PAPOM73
Se l’attività prevalente è quella di lavoro dipendente non bisogna pagare l’INPS commercianti. La prevalenza, misurata sia in termini di reddito ch di tempo, dovrà essere, però, dimostrata all’INPS facendo riconso alla probabile iscrizione di ufficio. Gli studi di settore tengono conto del tempo impiegato nell’attività.
3 giugno 2008 alle 08:53	Sono dipendente di una concessionaria di vendita auto. Assieme alla mia busta paga, ricevo periodicamente delle provvigioni (soggette a r.a. e gla per importi superiori a 5000 euro annui) dalle finanziarie per i contratti di finanziamento che faccio stipulare. Per evitare una tassazione più onerosa, posso aprire p.iva e, come contrib.minimo, fare fattura per le mie provvigioni ?
3 giugno 2008 alle 08:55	Una aggiunta al mio quesito precedente: se apro la p.iva adesso, posso far ricomprendere tra i compensi 2008 anche le provvigioni che mi sono già state pagate fino ad oggi?
3 giugno 2008 alle 09:17	In quale quadro dell’Unico 2008 si dichiarano i compensi da “contrib.minimo”? Grazie per la risposta
5 giugno 2008 alle 15:11	Dal gennaio 2008 ho aderito al regime dei contribuenti minimi. volevo cortesemente sapere se nella dichiarazione redditti di quest’anno devo lo stesso fare gli studi di settore o se sono esonerato solo dal prossimo anno (ovvero nella dichiarazione redditi 2009). Grazie.
9 giugno 2008 alle 15:54	Salve Dott. Di Dio,
sono un ingegnere meccanico, ho avuto delle collaborazioni nel 2008 che mi devono ancora essere pagate, vorrei aprire la P.IVA con il regime dei contribuenti minimi come dovrei fatturare queste mie prestazioni e come dovrei comportarmi sul compenso pattuito per la collaborazione, per esempio il compenso di una prestazione era 4000 euro al lordo delle ritenute, ora aprendo la P. IVA con regime dei contribuenti minimi quanto sarà il compenso.
grazie delle risposte. saluti
10 giugno 2008 alle 17:14	Buongiorno Dott. Di Dio
nel sito degli ingengeri di firenze appare che per un ingengere dipendente (quindi con prorpia INPS) che esercita anche attività professionale in maniera “saltuaria e del tutto occasionale”:
− non deve iscriversi a Inarcassa e deve iscriversi alla gestione separata INPS, se il reddito annuale derivante
dall’attività professionale è superiore a €. 5.000,00 (cfr. art. 44, comma 2, D.Lgs 269/2003);
− se è titolare di partita IVA., deve versare a Inarcassa il contributo integrativo sui corrispettivi percepiti per
prestazioni professionali, rientranti nel volume di affari IVA.
Domanda: se un ingengere dipendente (non iscritto a inarcassa,), che quest’anno ha aperto partita iva nel regime dei contribuenti minimi, e che prevede di non superare €5000 all’anno con l’attività per la quale ha aperto partita iva, non è tenuto all’iscrizione alla gestione separata INPS ?
11 giugno 2008 alle 20:33	RISPONDO AD ENRICO.
Le regole per il 2007 non sono cambiate, per cui bisogna fare anche nel 2008 per il 2007 gli studi di settore. L’esonero vale dal 2008 (unico 2009).
Rispondi	FULVIO |
17 giugno 2008 alle 11:54	salve sono un rappresentante della folletto. ho aperto la p.ivea con il cod.461506 procacciatore d’affari x mobili e art. x la casa. posso aderire al regime dei minimi o ne sono escluso perchè considerato venditore a domicilio? grazie in anticipo per la risposta
Rispondi	Marcello |
18 giugno 2008 alle 00:41	Salve, sono un pensionato INPS, per un precedente lavoro dipendente, nonché pensionato Cassa Avvocati per un successivo breve periodo di attività professionale di avvocato, svolta fino a dicembre 2006 ed ho 70 anni .Dal mese di maggio di quest’anno mi sono iscritto al regime dei contribuenti minimi per un’attività di consulenza part-time, con previsto reddito rientrante nei 30.000 euro l’anno. Le chiedo:
– sono tenuto ad iscrivermi alla Gestione separata INPS?
– in caso affermativo, quale percentuale di reddito dovrei versare all’Istituto,il 16 o il 17%?
– quanto eventualmente dovrei versare varrà poi ad incrementare successivamente la pensione INPS che già percepisco?
– è comunque previsto un periodo minimo di versamenti (ho sentito parlare di 5 anni, altrimenti quanto versato dovrebbe andare a fondo perduto)?
– nelle fatture che emetterò, la ritenuta d’acconto andrà calcolata sul semplice imponibile iniziale, o sull’imponibile+il 4% di contributo previdenziale che indicherò a carico del committente (sempreché mi debba necessariamente iscrivere alla Gestione separata INPS)?
– mi conferma che il mio nuovo reddito assoggettato al regime dei minimi non andrà a cumularsi con le mie due pensioni?
Mi scusi per le tante domande e grazie anticipatamente per la sua cortese risposta.
18 giugno 2008 alle 13:54	RISPONDO A FULVIO
l’attività di venditore porta a porta è disciplinata dalle legge L. 173/2005, che ha integrato quanto già fissato con il D.Lgs. 114/1998 .Se l’attività di cui al quesito rientra in questa normativa, allora opera l’esclusione dal regime dei minimi. Se è solo, invece, un rappresentante di commercio, può aderirvi.
18 giugno 2008 alle 23:54	Gentile Giorgio,
pur avendo letto tutte le domande e relative risposte presenti in questo utilissimo forum (complimenti per l’impegno e la professinalità), mi resta insoluta una domanda: per ricavi si intende utili (fatturato al netto di acquisti non di beni strumentali) o fatturato lordo al netto di IVA?
Questo dubbio è ancor meno risolto dal mio commercialista il quale asserisce che 30.000 euro è il tetto massimo di fatturato e non di utile al netto di spese d’esercizio.
24 giugno 2008 alle 13:22	Ciao sono Franca.
Ho appena aperto una Agenzia Immobiliare aderente al nuovo regime dei contribuenti minimi.
Volevo chiederti informazioni sulla fattura da emettere ai clienti.
Naturalmente pagherò contribuiti INPS.
Ipotizziamo una importo fatturabile di Euro 1000
Devo fatturare il 4% (Rivalsa INPS) cioè Euro 40 ????
La ritenuta del 20% devo applicarla anche sull’eventaule 4% (cioè su 1000+40=1040 ed Euro 208 come ritenuta) oppure solo solo su Euro 1000 (e quindi Euro 200 come ritenuta )???
24 giugno 2008 alle 18:47	Ho aderito come contribuente minimo marginale e vorrei vedere per esempio come posso fare una fattura di provvigioni avendi avuto mandato di procacciaotore d’affari con partita iva. grazie
30 giugno 2008 alle 15:33	RISPONDO A PATRIZIO
30.000 euro è il tetto massimo di fatturato e non di utile. Quindi fatturato lordo al netto di IVA.
30 giugno 2008 alle 15:37	RISPONDO A FRANCA
DevI fatturare il 4% (Rivalsa INPS) cioè Euro 40.
La ritenuta del 20% VA applicaTa anche sul 4% (cioè su 1000+40=1040 ed Euro 208 come ritenuta).
2 luglio 2008 alle 16:50	Gent.mo Dott. Di Dio, volevo approfittare della sua preparazione in materia fiscale, nonchè della disponibilità che dimostra sul blog.
Lavoro nel settore informatico come programmatore. Dovrei occuparmi di sviluppare e aggiornare un determinato software in collaborazione con una DITTA XX che si occuperà della vendita vera e propria. Per questa attività dovrei percepire compensi per diritto d’autore. Inoltre dovrei svolgere anche una attività di consulenza e assistenza (hardware e software) sia telefonica che diretta presso i clienti, per la quale posso prevedere ricavi fino a circa 25000 euro. Questi interventi, a seconda dell’entità e del caso, potranno essere fatturati o direttamente ai singoli clienti, oppure alla stessa DITTA XX (con cui ho già la collaborazione per diritto d’autore) che ha fatto da tramite per la richiesta.
La mia domanda, anzi le domande sarebbero le seguenti:
1. E’ fiscalmente corretto tenere separate in questo modo le due attività (quindi aderendo al regime dei minimi per l’attività di assistenza/consulenza) oppure, dato che l’art. 53 comma 2 lett.b che regolamenta i diritti d’autore, parla di “redditi derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno … …, se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali” implica che i compensi per diritto d’autore non possano essere considerati tali ma debbano confluire nell’attività di assistenza/consulenza (e quindi mi farebbero superare il limite dei 30.000 per il regime dei minimi)?
2. Se le due attività di cui sopra possono coesistere fiscalmente, i costi auto e tutte le spese connesse ai viaggi di assistenza/consulenza possono essere portate in deduzione dal reddito dell’attività in rdm, oppure no (dato che anche per l’attività in diritto d’autore è già previsto un abbattimento forfettario per spese del 25%)?
3. Per il calcolo dei compensi per diritti d’autore sul software esiste qualche regola specifica a cui attenersi oppure io posso stabilire con la DITTA XX un importo annuo “forfettario” lasciando alla stessa DITTA XX l’onore (o l’onere ) di accollarsi i guadagni o le perdite derivanti dalla vendita del software?
La ringrazio anticipatamente per la Sua eventuale cortese disponibilità nel rispondere a questi quesiti.
7 luglio 2008 alle 09:52	Egregio dott. Di Dio, innanzitutto complimenti per la professionalità dimostrata; vado al quesito: sono un architetto libero professionista con partita iva e vorrei acquistare nel 2008 un auto del valore di euro 30.000 iva compresa ad uso promiscuo, con contratto di leasing (con prima rata: anticipo di euro 6000 e successive rate di euro 420 per 53 rate con riscatto finale).
Con questa operazione essendo un bene strumentale, rientro ancora nei 15000 euro di franchigia del regime dei minimi?
E casomai quanto altro mi resta come costo residuo da inserire eventualmente nel triennio?
Se non rientro posso comunque non portare l’auto in detrazione nella prossima dichiarazione?
10 luglio 2008 alle 12:37	RISPONDO A MARCELLO
1) Ritengo ci sia l’obbligo di iscrizione alla gestione separata.
2) L’aliquota è il 17%
3)La gestione separata dà diritto ad una pensione separata. Bisogna avere minimo 5 anni di contributi.
4)La ritenuta di acconto si calcola sull’imponibile + il 4%.
5)Il reddito dei minimi non si cumula con gli altri redditi.
10 luglio 2008 alle 17:44	Salve, sono un libero professionista che ha aderito al regime dei minimi, volevo sapere se per la dichiarazione dei redditi di quest’anno bisogna versare l’IRAP e l’acconto IRPEF.
La ringrazio anticipatamente per i chiarimenti, le auguro buon lavoro.
16 luglio 2008 alle 16:21	Salve,
sono un lavoratore dipendente con gestione previdenziale enpals (lavoratori spettacolo), da qualche mese esercito delle consulenze saltuarie per un’azienda che ora vuole contrattualizzare e pagarmi il tutto e mi ha chiesto di aprire partita iva. Come gestisco gli aspetti previdenziali della faccenda, mi spiego, se apro partita iva come contribuente minimo devo anche aprire un’altra posizione inps/enpals con relativi minimi contributivi annuali?
Rispondi	Gigi |
17 luglio 2008 alle 10:49	salve dottore,
per l’adesione al regime dei minimi di un professionista i 30.000,00 ero si intendono al lordo oppure al netto del Cap?
Ringrazio per la sua gentilezza .
21 luglio 2008 alle 16:10	ho una ditta di vendita di mobili e ho aderito al regime dei minimi ma per errore nella mia prima fattura ho inserito l’iva cosa posso fare per restare nel regime, devo sostiture la fattura? tra l’altro il mio cliente è un ente pubblico. sono nei guai?
22 luglio 2008 alle 10:50	Buongiorno
ho letto tanto su come vanno emesse le fatture dei contribuenti minimi, ma non sono riuscita a capire chi le riceve che tipo di assoggettamento iva deve
indicare nel registro degli acquisti:
sono fatture esenti, non imponibili o fuori campo iva?
23 luglio 2008 alle 01:03	Buonasera,
sono architetto iscritto all’ordine ed attualmente dipendente part-time a tempo indeterminato in una società che opera nel settore edile (da circa 3 anni, prima ero co.co.co. per altri 3 anni circa)
Mi si sta prospettando la possibilità di affiancare al lavoro subordinato anche la libera professione.
Dando per scontato (spero) la possibilità di poter intrapendere anche l’attività autonoma, benchè di ridotto volume, mi consiglia il regime dei minimi?
i 30.000,00 euro saranno somma del lordo derivane dal CUD + reddito da immobili+fatturato futuro?
Posso continuare a detrarre spese mediche e farmaceutiche oltre alle detrazione per i figli minori a carico?
Devo necessariamente iscrivermi alla cassa di previdenza dell’ordine o ci sono alternative che mi permettono di sommare i contributi a quelli già versati all’inps onde evitare di perdere anche quest’ultimi, come i dirivati dal co.co.co.?
Chiedendo scusa per la mia totale e lampante ignoranza in materia fiscale, ringrazio anticipatamente e auguro buone vacanze a lei a tutti i visitatori!!!
9 agosto 2008 alle 15:51	Gentile Dr Di Dio, vorrei porle un quesito: sono un Infermiere levoro a tempo indeterminato presso una Azienda Asl. Mi hanno proposto di fare da consulente presso una società che si occupa di servizi infermieristiciAnche se sono un pubblico dipendente posso aprire la PIva a contributo minimo? e se sii devo pagare i contributi INPS? E l’eventuale reddito da consulente circa 1500,00 euro mensili va a sommarsi al reddito di lavoro dipendente. GRAZIE
22 agosto 2008 alle 17:30	Egregio dott. Di Dio,
fino ad oggi ho lavorato con un contratto di co.co.pro.
Ora mi si richiede – per settembre – di aprire la partita iva:
penso pertanto di aderire al regime dei contribuenti minimi.
Ho però parecchi dubbi e la ringrazio anticipatamente del suo parere
1- per ora il lavoro che svolgerò è nei confronti di un solo soggetto: è corretto questo?
2 – le competenze mi verranno liquidate in un’unica soluzione (A OTTOBRE O NOVEMBRE 2009): dovrò emettere una sola fattura quando mi pagheranno o delle
fatture mensili? (Se dovessi fare una fattura unica quest’anno come contribuente minimo non avrei nulla)
3 – Devo iscrivermi all’INPS alla gestione separata?
Se si quale è lìaliquota che dovrò pagare?
In che sede e quando dovrò pagare?
Posso compensare l’INPS con un credito derivante da UNICO ?
L’importo dell’inps dovrò addebitarlo in fattura ed assoggettarlo a ritenuta di acconto?
4- Posso eventualmente avere anche un rapporto di lavoro come dipendente (ESEMPIO INSEGNANTE O APPLICATO DI SEGRETERIA ) nella scuola pubblica?
Rispondi	claudio.j |
27 agosto 2008 alle 21:34	sono un calzolaio,con l’adesione ai regimi minimi, dovro’ pagare soltanto inps e il 20% nella dichiarazione di giugno sul eventuale utile?
sulle fatture l’iva non devo piu’ metterla?
ci sono fatture gia’ preconpilate o uso le stesse senza indicare l’iva.
27 agosto 2008 alle 21:41	ho acquistato beni strumentali il 31/12/2005 superiori a euro 30.000.nel 2006/2007/2008 non supero i 30.000 euro di fatturato annuo,nel 2009
ho i requisiti per entrare nel regine forfettario minimo?
no dipendenti,ditta individuale,no commercio con l’estero,no acquisti beni strumentali dopo il 2005,.
Rispondi	LAURA B. |
8 settembre 2008 alle 11:06	So che aderendo al regime dei contribuenti minimi si perdono le detrazioni per figli a carico. Io ho aderito quest’anno.
Nel 2007 mio figlio era già al 100% a carico di mio marito perchè così abbiamo concordato.
Per il 2008 (in riferimento alla dichiarazione 2009)possiamo fare lo stesso? Mi pare che la cosa sia fattibile se vi è accordo tra i coniugi. O no?
8 settembre 2008 alle 11:14	In riferimento al quesito appena posto preciso che mio marito ha il reddito più elevato e che per questo nel 2007 (ma anche nel 2006) abbiamo concordato che il figlio fosse posto totalmente a carico suo.
Possiamo mantenere la scelta anche nel 2008? Grazie
8 settembre 2008 alle 16:02	Sono un agente di commercio. Un quesito: ho chiuso con Un’Azienda in Agosto 2008. Sarò nuovamente agente Enasarco dal 01/01/2009. Fino ad allora sarò procacciatore d’affari.
Il mio quesito riguarda la fatturazione. So che non devo scrivere “Provvigioni” ma “Compensi per segnalazioni” per evitare di versare l’Enasarco. Quello che non mi è chiaro è la percentuale di ritenuta d’acconto da applicare su queste fatture da procacciatore. Un mio collega procacciatore, mi dice che lui applica il 20% un altro sempre procacciatore mi dice che sullo stesso tipo di fatture ha continuato ad applicare il 23% del 50% dell’imponibile quindi l’11,5%. Secondo lei, come mi devo comportare? Emetterò la mia prima fattura di questo tipo verso il 15/09.
Rispondi	denise |
20 settembre 2008 alle 13:29	Per quanto riguarda i versamenti inps, qual’è l’importo da versare annualmente?
Sono il minimo di 2.700 euro oppure i versamenti dovranno esser fatti sulla base del fatturato?
Rispondi	Gabriele Turri |
25 settembre 2008 alle 10:55	Vorrei iniziare una attività di consulenza aderendo al regime dei “minimi” e chiedo: posso detrarre le spese per l’utilizzo di beni acquistati o posseduti da privato? Es.: auto del 1998, cellulare e computer del 2003, spese per la mia casa, dove avrò anche la sede, in proporzione allo spazio utilizzabile. Se sì, ci sono delle formalità da espletare?
Rispondi	Victor |
26 settembre 2008 alle 12:36	Salve, innanzitutto complimenti.
Vorrei aprire una posizione come musicista, posso aderire a questo tipo di regime?
28 settembre 2008 alle 18:12	RISPONDO A VICTOR
Se l’attività viene svolta con partita IVA, non vedo perchè no.
29 settembre 2008 alle 17:36	Posso avere una risposta ai miei quesiti dell’8 settembre 2008?
1 ottobre 2008 alle 13:47	RISPONDO A LAURA B.
L’art. 12 del D.P.R. n. 917/1986 prevede la ripartizione al 50% della somma spettante tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ed in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice. In alternativa, con un accordo tra le parti, si può attribuire interamente la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. In definitiva, la detrazione può essere ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero essere attribuita al 100% al genitore con reddito più elevato. Ogni diversa scelta non sembra possibile.
2 ottobre 2008 alle 18:48	Grazie dr. Di Dio. Ho inteso, pertanto, che nel mio caso (non c’è separazione) posso mantenere la detrazione al 100% a favore di mio marito che ha il reddito più elevato.
Il mio dubbio era anche questo: riconoscendo per il 2008 la detrazione al 100% al marito ed non avendo io diritto comunque alla detrazione per via del regime dei minimi, non è che il tutto possa essere inteso come una sorta di raggiro o escamotage per recuperare comunque un 100% di detrazione. Spero di essermi spiegata. Grazie
14 ottobre 2008 alle 16:45	Buongiorno,
ho un grosso dubbio: tra le cause di esclusione dal regime dei minimi vi è la partecipazione a società di persone. Ho letto diversi commenti che dicono che ciò non vale nel caso in cui la partecipazione sia in una società SEMPLICE? E’ vero? Io sono maestro di sci e partecipo ad un’associazione professionale di maestri costituita in forma di “società semplice” (così è scritto nell’atto costitutivo). Posso aprire una P.IVA con il regime dei minimi oppure no? Ho chiesto a destra e a manca e ho ottenuto risposte opposte.
28 ottobre 2008 alle 00:26	Ho una domanda, forse stupida, ma forse c’e’ qualcosa che mi sfugge: per aderire al regime dei minimi (sono un insegnante che vuole avviare una attività di libero professionista ingegnere) devo comunque aprire partita IVA. Ma se non e’ piu’ necessario versarla, anzi non compare proprio in fattura, a cosa mi dovrebbe servire praticamente la partita IVA ?
Rispondi	GIOVANNI 61 |
11 novembre 2008 alle 09:06	Una societa’ di persone in contabilita’ semplificata avente per attivita’ la locazione di un immobile bene patrimonio della societa’ stessa puo’ detrarre dal reddito d’impresa e ai fini IRAP l’ ICI versata per l’immobile costo principale forse unico dell’attivita’ ?
LA RINGRAZIO PER LA DISPONIBILITA’ ANCHE SE NON E’ IL FORUM GIUSTO. BUON LAVORO
Rispondi	Anna Laura |
12 novembre 2008 alle 17:06	Spettabile dott. Di Dio,
vorrei domandarle delucidazioni in merito alle spese da sostenere in regime minimi con cessione diritti d’autore (scrittore). In particolare se la ritenuta d’acconto del 20 % corrisponde all’aliquota da versare a fine anno e quindi è a carico del cliente (non privato). Inoltre, vorrei chiederle se sono tenuta a iscivermi alla gestione separata Inps avendo anche una collaborazione da dipendente. Grazie
14 novembre 2008 alle 16:45	Salve, sono Roberto
sono un architetto co.co.pro e faccio l’insegnante part-time 3ore sett.(che non intralciano le ore lavorative) l’anno prossimo volevo passare al regime dei minimi e iscrivermi all’ordine… e’ possibile essere insegnante e essere iscritto ai minimi contemporaneamente-…?.. se non ho capito male posso farlo basta che non superi le 9 ore settimanale (50% del totale)…
26 novembre 2008 alle 15:19	Salve, Sono un Architetto co.co.pro da 2 anni con un compenso mensile di 950 euro netti.
…sono però a credito dallo Stato di 260 x 12=3126€…se volessi potrei fare richiesta e entro circa 2 anni mi sarebbero ritornati…. Oppure li utilizzo in compensazione per pagare altri contributi…(questo passaggio non mi e’ chiaro…esempi..? che tipo di contributi…?)
Rispondi	Maria Assunta Bonanno |
1 dicembre 2008 alle 19:22	ho iniziato attività con P.I. nel novembre 2007,optando per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo con la gestione separata inps. Nel gennaio 2008, sono passata al regime dei minimi.
In sede di dichiarazione, il commercialista non mi ha fatto pagare inps. E’ possibile ciò?
Per il 2008 deve arrivare da parte dell’inps qualcosa per effettuare il pagamento o ci sono delle scadenze entro cui effettuare i pagamenti per il 2008.
1 dicembre 2008 alle 21:30	RISPONDO A MARIA ASSUNTA BONANNO
Il contributo dovuto va versato con due acconti piu` un saldo), nei termini previsti per il pagamento dell’Irpef .Quindi primo acconto a giuno, 2° acconto a novembre e saldo a giugno dell’anno successivo. E’ possibile che non ha pagato perchè non c’era niente da pagare, considerato il brevissimo periodo del 2007.
5 dicembre 2008 alle 15:08	Gentile Dott. Di Dio
Premetto la mia ignoranza in materia ma siccome dovrei aprire partita iva come libero professionista (restauratore), mi è stato consigliato di aderire al regime dei contributi minimi.
Ho letto tutte le mail presenti nel blog e quello che ho capito è che su uno stipendio mensile di 1.200 euro devo sottrarre il 24,72% di INPS ( non esistendo un albo dei restauratori dovrei rientrare nella gestione separata dell’ inps) cioè 296.64euro e sulle rimaneti 903.36 devo applicare l’ iva del 20% e quindi mi rimarranno al netto 722,69, è corretto?
la rivalsa inps del 4% in fattura, cosa significa praticamente?
Inoltre, potrei avere l’ obbligo dell’ iscrizione all’ Inail,
devo prevedere altre spese?
Mi scuso se sono stata poco chiara ma vorrei poter capire in base alle spese obbligatorie quanto è giusto richiedere al committente.
Rispondi	Giob51 |
12 dicembre 2008 alle 02:01	Buongiorno, sono un pensionato con 40 anni di contributi, quindi con possibilità di cumolo tra pensione ed eventuale altro lavoro.
Svolgo un’attività di consulente informatico ed ho aperto una P.IVA aderendo all’opzione dei “contribuenti minimi” quindi andrò a versare sul fatturato, il 17% all’INPS e sul rimanente, dopo aver detratto le eventuali spese consone alla mia attività, verserò il 20% di tasse.
Il mio quesito è se al momento della dichiarazione dei redditi devo sommare il reddito da p.IVA a quello della pensione, oppure se il reddito da pensione e altro(terreni-casa ecc) viene trattato a parte. Grazie
Rispondi	Sandro Ragazzo |
31 dicembre 2008 alle 15:15	Ho aderito al regime dei minimi avendo iniziato un’attività come artigiano ad inizio 2008 e ho raggiunto quasi i 30.000,00 euro concessi per poter restare in questo regime fiscale.
Nel 2012 andrò in pensione e vorrei iniziare già da ora l’attività di anmministratore di condomini da proseguire da pensionato.
Attualmente come posso pormi fiscalmente come amministratore volendo rimanere nel regime dei minimi come artigiano?
Rispondi	tina |
2 gennaio 2009 alle 15:59	Un ingegnere elettronico che abbia un rapporto di collaborazione con un’ azienda in forza di un contratto a progetto può, aderendo al regime dei minimi, avviare un’attività autonoma per prestazioni simili a quelle inerenti il contratto a progetto o vi è incompatibilità?
4 gennaio 2009 alle 19:13	RISPONDO A :Sandro Ragazzo, su Dicembre 31st, 2008 a 15:15
Individuare correttamente gli adempimenti fiscali che l’ amministratore di condominio deve osservare è abbastanza complesso e dipendente dal modo in cui si svolge l’attività ( attività sistematica, attività aggiuntiva a quella professionale, attività saltuaria ecc.). Nelcaso in esame se l’attività di amministratrore di condominio rientra tra le collaborazioni continuate e continuative, il relativo reddito risulta assimilato a quello di lavoro dipendente e , quindi, non concorre alla formazione dei 30.000 euro per l’adesione al regime dei minimi.
14 gennaio 2009 alle 00:31	avevo una partita iva aperta per e-commerce l’ho chiusa nei primi mesi del 2008 ora vorrei riaprirla posso entare nei contribuenti minimi tenendo presene che nel 2007 il mio fatturato aveva superato i 36000,00 euro nel 2008 no, non ho avuto acquisti di beni strumentali non superiori ai 15000,00 euro.
14 gennaio 2009 alle 13:10	salve,
sono un agente di commercio che aderisce ai contributi minimi, potrei sapere come compilare una fattura provvigionale per un importo di 500,00 euro???
Rispondi	Lapo |
19 gennaio 2009 alle 20:21	Buongiorno, ho comprato casa nel 2006. Solo successivamente, nel 2007, mi sono iscritto all’albo degli ingegneri e ho aperto partita IVA “studi di ingegneria” indicando l’abitazione come sede dello studio, regime agevolato nuove iniziative. Posso passare ora al regime dei minimi o l’acquisto della casa nell’ultimo triennio è visto come acquisto di bene strumentale promiscuo > 15000?
21 gennaio 2009 alle 15:06	Due quesiti:
1) il mio commercialista non mi ha detto (perchè non lo sapeva) che andava rettificata l’IVA sui beni ammortizzabili degli anni 2006 e 2007.
Come si fa adesso x sanare la situazione ?
Inoltre non ha presentato l’elenco clienti/fornitori relativo al 2007.
Nella guida della agenzia delle entrate si dice:
“Resta obbligatorio, per gli esercenti arti e professioni, essere titolari di un conto corrente bancario o postale nel quale far confluire le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dal quale devono essere prelevate le somme occorrenti per il pagamento delle spese (per ulteriori informazioni vedi l’articolo 9, D.P.R. n. 600 del 1973).”
Tutte le spese devono transitare per il conto corrente bancario ? Anche quelle molto piccole ?
La ringrazio anticipatamente x la cortesia.
1 febbraio 2009 alle 21:31	Salve a tutti, sono un architetto, non ancora iscritta all’albo. Il mio datore di lavoro mi chiede di aprire partita IVA. Mi sono documentata sul regime dei minimi, ma da poco ho “scoperto” il forfettino al 10%.
Se ho capito bene funziona così: pago il 10% sulla differenza tra ricavi e costi, e con scadenza annuale verso la differenza tra IVA incassata e versata.
I contributi sono sempre il 24,72%?? su quale base imponibile? Considerando che presumo di fare/ricevere fatture quasi esclusivamente ad/da professionisti, mi conviene di più il regime dei minimi?
2 febbraio 2009 alle 11:08	Egr. dottore
sono una dipendente pubblica (in un comune) e la voro a tempo pieno ed indeterminato. Mi si prospetta l’occasione di svolgere lavori di consulenza informatica e di formazione al personale in altri enti pubblici.
Posso diventare contribuente minima oppure per i dipendenti pubblici ci sono normative ostative?
5 febbraio 2009 alle 16:19	EGR. Dott, le pongo un quesito sperando di spiegarmi:
sono una libera professionista che nel Dicembre 2007 ha emesso una fattura (Importo Consulenza+IVA 20% – Ritenuta di Acconto 20%= Netto a pagare). Non mi avvalevo del regime dei minimi. Questa fattura mi è stata accreditata sul conto nel Gennaio 2008 con valuta Gennaio 2008 e quindi non è stata dichiarata nel 2007. A partire dal primo Gennaio 2008 mi sono avvalsa del regime dei minimi ( Importo Consulenza-Ritenuta d’acconto 20%=Netto a pagare). La somma degli importi lordi delle fatture emesse (Importi Consulenze) supera il valore di 30000 Euro a causa della fattura che ho incassato nel Gennaio 2008, ma fatturato nel 2007. Sono uscita dal regime dei minimi?
Le chiedo inoltre un ulteriore chiarimento: se emetto una fattura in un anno, per esempio Dicembre 2008 che mi viene accreditata nel 2009 con valuta 2008, questa va conteggiata nel 2009?
Rispondi	giuseppe franzese |
5 febbraio 2009 alle 17:09	Buonasera ,
io lavoro con un contratto nel settore turistico quale direzione a progetto soggetto pertanto alla gestione separata inps .
In contemporanea mi e’ stata chiesta da altra azienda turistica la consulenza commerciale .Posso fatturare quest’ultima come contribuente minimo?possono coesistere le due attività ed i due regimi ? come va redatta la fattura?
Grazie Giuseppe Franzese
Rispondi	Simone b |
10 febbraio 2009 alle 12:33	Salve, io appartengo già ad un regime dei minimi, registrato come consulente informatico e riparazione hardware, volevo sapere se posso anche occuparmi di vendita di toner e cartucce.Ho provato a chiedere al commercialista ma dice che non posso, o forse ho capito male io.
24 febbraio 2009 alle 16:30	buongiorno,
sono architetto abilitato e avrei alcune domande in merito a Regime dei contribuenti minimi.
ma se devo stare sotto i 15 mila triennali nn mi conviene acquistare un auto nuova per il lavoro?
inoltre non posso aprire partita iva se sono dipendente apprendista?
in pratica se il max deducibile per strumenti è 5 mila annui potro guadagnare al max 25mila euro anno di cui il 20% come aliquota quindi in 1 anno al max potro “mettere in tasca” 20 mila euro pulite. giusto?
Rispondi	cesare |
16 marzo 2009 alle 03:05	Buongiorno Sig.GIORGIO.
Sono un pensionato INPS.
Ho deciso di aprire una attivita di manutenzione impianti Industriali, aderendo al regime dei contribuenti minimi. Sul reddito della pensione ho in detrazione il carico di mia moglie, le spese mediche e altro, perderò tutto ciò? o verrà ricalcolato in maniera diversa?
Rispondi	Leo |
16 marzo 2009 alle 20:30	Salve,
Su la questino del regime dei minimi i 30,000 euro che non sono da superare sono di fatturato o di guadagno finale.
Rispondi	Guya |
17 marzo 2009 alle 16:33	Salve,
Cosa occorre per iscriversi al sistema dei contributi minini ? Quanto devo pagare all’anno di Inps ? Grazie mille .
Rispondi	nora serrano |
25 marzo 2009 alle 15:32	Egr. Dottore, mi chiamo Roberto ho dei quesiti da porLe,la mia compagna ha appena avviato un’attività di vendita online con materiali da lei prodotti, ed e’ propensa ad adottare il regime dei minmi, io vorrei sapere cosa posso detrarre, ad esempio bollette telefoniche di cellulari? noi conviviamo in un appartamento che e’ anche il suo luogo di lavoro, nn essendo intestata a lei la casa possiamo detrarre qualchecosa dalle spese opp no? es affitto,luce,telefono,ecc anticipatamente La ringraziamo Nora e Roberto
Rispondi	Mariangela BORDONE |
31 marzo 2009 alle 18:49	Volevo gentilmente porre una domanda:
Chi scegli il regime dei contributi minimi può avere un dipendente anche solo part-time?
31 maggio 2009 alle 08:34	no assolutamente
14 aprile 2009 alle 16:45	Egregio Dottore, mi chiamo Filippo e vorrei porle una domanda a cui spero possa dare risposta. sono titolare di una ditta individuale che si occupa di grafica ed ho aderito al regime dei minimi ormai da almeno un anno, ho adesso la possibilità di svolgere quest’estate un lavoro stagionale comunale come ausiliario del traffico (da giugno a settembre) a tempo pieno, quindi di natura completamente diversa dall’attività di grafico; volevo sapere se sia fattibile per me accettare tale impiego e se eventualmente svolgendo tale attività potrei poi percepire, al termine del lavoro, l’indennità di disoccupazione. La ringrazio per la collaborazione.
6 maggio 2009 alle 15:26	egregio dottore, le porgo una domanda in relazione all’oggetto, es di fattura onorario € 1470,59
cassa € 29,41
totale imponibile € 1500,00
ritenuta d’acconto € 294,12
totale fattura € 1205,88
l’imposta sostitutiva del 20% dovro’ pagarla su € 1500,00 oppure su € 1205,88? inoltre essendoci € 294,12 di ritenuta d’acconto, questi possono essere considerati in acconto per il pagamento dell’imposta del 20% che dovrei pagare io; in tal caso l’imposta che dovro’ pagare io sara’ pari a 0 oppure poco piu’,,,
la ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta,, mi sara’ di grande aiuto xke’ nn ci ho capito nulla,,,grazie
IN PAROLE POVERE,,, SE DEVO PAGARE UNA IMPOSTA DI 1000 EURO SUL COMPENSO DELLE FATTURE E MI TROVO VERSATE 1000 EURO DI RITENUTE DACCONTO DAI KLIENTI, QUESTO SIGNIFICA KE UTILIZZARO’ LE RITENUE KE MI HANNO VERSATO PER PAREGIAR E IL CONTO CON L’IMPOSTA KE DEVO PAGARE IO?,,, ALTRIMENTI KE FINE FARANNO LE RITENUTE VERSATE DAI MIEI KLIENTI (ricordo ke la ritenuta viene detratta dal mio compenso in ragione dle 20% – quota identica a quella che dovro’ pagare io ocme imposta sostitutiva )
6 maggio 2009 alle 15:29	in poke parole, se la ritenuta che mi paga il kliente è del 20% sull’imponibile, e l’imposta sostitutiva ke devo pagare io è del 20% sul ricavo, nel mio caso,,essendo ke lavoro solo con ritenuta d’acconto, la cosa si compensa e non dovro’ pagare nulla,,, è giusto????
Rispondi	Giacomo |
13 maggio 2009 alle 14:08	Buongiorno;
In regime dei minimi, aperto a gennaio 2009, dovrei acquistare un’auto il cui costo, iva compresa, è 32.500 euro. Il venditore è disposto a farmi due fatture, una d’acconto ed una per il saldo. Non ho, al momento altre spese per beni strumentali. In che misura mi conviene detrarla? Grazie per la cortese risposta, Giacomo
4 giugno 2009 alle 13:09	Giacomo, su Maggio 13th, 2009 a 14:08 . Risposta.
L’acquisto di un auto di importo pari a 32.500 euro comporta la fuoriuscita dal regime dei minimi, anche se l’importo è diviso min due fatture.
Rispondi	Napolitano Bernardo |
27 maggio 2009 alle 11:07	Sono un libero professionista ed anche un docente,
sommando entrambe le attività supero i 30.000 Euro.
Mentre con la sola attività di libero professionista non arrivo ai 30.000 Euro, pertanto mi chiedevo se posso aderire al regime dei minimi.
Preciso che attualmente sono titolare di P.I. con rgime ordinario.
4 giugno 2009 alle 13:06	Napolitano Bernardo, su Maggio 27th, 2009 a 11:07
I redditi da lavoro dipendente non vanno considerati nel compito dei 30.000 euro. Se l’attività professionale non supera i 30.000 euro può aderire al regime dei minimi.
5 giugno 2009 alle 23:04	BUONASERA,,VOLEVO KIEDERE AL DOTTOR DI DIO,,, QUANTO è L’IMPORTO MASSIMO DI SPESA KE POSSO INSERIRE ? INOLTRE,,,SE SUPERO I 30.000 AL NETTO DELLE SPESE, PER QUELLO KE HO LETTO NELLA LEGGE,,POTREI COMUNQUE ARRIVARE A 45.000 EURO SENZA PERDERE L’ESENZIONE DELL’IVA ALMENO PER L’ANNO IN CORSO,, MENTRE L’ANNO SUCCESSIVO DEVO RITORNARE A PAGARE L’IVA,,, ,,GIUSTO???
7 giugno 2009 alle 17:09	Volevo porre un quesito al dott. Di Dio.
Sono una contribuente minima e mi appresto ad elaborare il mio modello Unico ma ho un dubbio: nel rigo CM7 si parla di contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori pagati nell’anno, sono iscritta ad una cassa e quindi pago i contributi soggettivi, integrativi e di maternità, posso indicare la somma totale dei contributi versati oppure devo sempre distinguere per tipologia di contributo così come avveniva per il rigo RP23?
Rispondi	antonello gaviraghi - |
10 luglio 2009 alle 16:20	In relazione alla sua richiesta ed alla risposta fornitale, è importante precisare che i contributi previdenziali integrativi, che sono addebitati in fattura ai clienti e non concorrono alla formazione del reddito come ricavi per il professionista non costituiscono mai onere deducibile in dichiarazione. Quindi indipendentemente dal regime adottato per la determinazione del reddito (minimo od ordinario) gli stessi dovranno sempre essere esclusi dai contributi previdenziali deducibili.
9 giugno 2009 alle 11:35	PER PASQUALE, su Giugno 5th, 2009 a 23:04
Non c’è un importo massimi di spese. I 30.000 euro sono ricavi o compensi al lordo ( e non al netto) delle spese. Se si superano si esce dal regime dall’anno successivo. Se si superano i 45.000 euro si esce dal regime dall’anno in corso.
9 giugno 2009 alle 13:46	pertanto, se ho ben capito, se io ho un fatturato di 50.000 euro con spese per 20.000 euro,,, anche se al netto sono 30.000 esco dal regime dell’anno in corso ugualmente,,? beh,questa mi sembra una cosa interessante da capire
9 giugno 2009 alle 11:54	Per Cecilia, su Giugno 7th, 2009 a 17:09.
Nel rigo CM 7 va inserito il totale dei contributi previdenziali ed assistenziali, indicando tale totale in colonna 1 e nella colonna 2 la parte di tale importo che trova capienza nel reddito indicato nel rigo cm6. Se i contributi sono superiori all’importo di rigo cm6, l’eccedenza va dedotta nel quadro RP.
10 giugno 2009 alle 10:25	PER PASQUALE, su Giugno 9th, 2009 a 13:46.
10 giugno 2009 alle 23:38	e allora devo dire ke sta legge è una pesa in giro………in ogni caso,,, ringrazio il dottore di dio,,,per la disponibilita’
12 giugno 2009 alle 14:28	CARO DOTTORE DI DIO, IO VOLEVO RIASSUMERE TUTTO QUELLO KE LEI MI HA DETTO XKE’ CREDO KE LEI ABBIA COMMESSO PAREKKI ERRORI NELLE RISPOSTE KE MI HA DATO,,
FATTURAZIONE ANNUALE ONORARIO € 50.000,00
CASSA € 1000,00
TOTALE € 51.000,
RITENUTA D’ACCONTO € 10000
TOTALE FATTURA € 41.000,00
SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IL RICAVO DI € 30.000 O DI 45.000 CITATO NELLA LEGGE, SAREBBE AL LORDO DELLE SPESE (VEDA LA RISPOSTA KE MI HA DATO IN PRECEDENZA),,, IO LE RISPONDO KE I RICAVI E I COMPENSI INDICATI NELLA LEGGE SONO quelli richiamati
rispettivamente agli articoli da 57 a 85 e 54 del TUIR.
art. 54 del tuir
Determinazione del reddito di lavoro autonomo. (NDR: ex art.50. In
relazione al comma 3-bis vedasi l’art. 1, comma 403, legge 27 dicembre
2006 n.296)
1. Il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni e’ costituito
dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura
percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli
utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio
dell’arte o della professione,
PER CUI IL RICAVO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE NON è AL LORDO DELLE SPESE,,,,,,
E QUESTO è IMPORTANTE NON SOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA SOMMA DA PAGARE (IL 20% SUL RICAVO) MA ANKE PER L’EVENTUALE USCITA DAL RGIM SEMPLIFICATO,, IN QUANTO CON UN ONORARIO DI € 50.000,00 SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IO DOVREI USCIRNE FUORI,,E INVECE BISOGNA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL 41.000… NON SOLO A QUESTO 41.000 BISOGNA DETRARRE LE EVENTUALI SPESE DI CARBURANTE, CANCELLERIA ECC ECC…
PER CUI SECONDO ME,,,MI CORREGGA SE SBAGLIO CON LòA SEGUENTE SITUAZIONE:
ONORARIO € 50.000,00
UNA FATTURAZIONE DI € 41.000,00 CON UN IPOTETICO AMMONTARE DI SPESE DI € 10.000 (SPESE PER BENZINA, CARTA ECC ECC) ARRIVEREI AD UN RICAVO DI € 31.000,00 ECCO QUESTO DATO DI € 31.000,00 è IL DATO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE SIA PER IL 20% DI TASSAZIONE SIA PER L’EVENTUALE SUPERAMENTO DEI 30.000/45.000 EURO CHE COMPORTEREBBE LA FUORIUSCITA DAL REGIME DI CONTRIBUENTI MINIMI…
SAREBBE INTERESSANTE AVERE UNA SUA RISPOSTA,,,
12 giugno 2009 alle 14:31	QUESITO AL DOTTORE DI DIO
CARO DOTTORE DI DIO, IO VOLEVO RIASSUMERE TUTTO QUELLO KE LEI MI HA DETTO XKE’ CREDO KE LEI ABBIA COMMESSO PAREKKI ERRORI NELLE RISPOSTE KE MI HA DATO,,
E QUESTO è IMPORTANTE NON SOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA SOMMA DA PAGARE (IL 20% SUL RICAVO) MA ANKE PER L’EVENTUALE USCITA DAL REGIME SEMPLIFICATO,, IN QUANTO CON UN ONORARIO DI € 50.000,00 SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IO DOVREI USCIRNE FUORI,,E INVECE BISOGNA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL 41.000… NON SOLO A QUESTO 41.000 BISOGNA DETRARRE LE EVENTUALI SPESE DI CARBURANTE, CANCELLERIA ECC ECC…
PER CUI SECONDO ME,,,MI CORREGGA SE SBAGLIO CON LA SEGUENTE SITUAZIONE:
14 giugno 2009 alle 18:53	PER PASQUALE, su Giugno 12th, 2009 a 14:31
Lei confonde i compensi con il reddito. Il 20% si paga sul reddito, per la fuoriuscita dal regime valgono i compensi. La mia risposta non ha bisogna di essere confermata perchè stiamo perlando di cose oramai scontate. Comunque provi a leggere le circolari 73/E del 2007 e 7/E del 2008 dove potrà trovare indicazione che le potranno interessare.
14 giugno 2009 alle 23:59	si,,ha pienamente ragione,,, io confondevo il reddito con il compenso…
Rispondi	Walter |
1 luglio 2009 alle 18:53	Sono un architetto e un contribuente minimo!
1) posso rivolgermi ad un geometra per un rilievo o una pratica catastale inerente un incarico conferitomi?
2) In tal caso, devo inserire nella voce spese in fattura l’importo erogato a favore di un soggetto per la specifica attività?
3) Come viene inserita in dichiarazione dei redditi tale spesa?
2 luglio 2009 alle 13:47	RISPONDO A :Walter, su Luglio 1st, 2009 a 18:53
Il geometra ti fatturerà la prestazione secondo il suo regime fiscale. Il costo indicato in fattura( se pagato) verrà indicato nel rigo cm5 del quadro cm. Nella fattura che farai tu al cliente inserirai il tuo compenso, tenedo conto, ovviamente, anche dei costi sostenuti.
1 luglio 2009 alle 23:19	ciao walter,
di sicuro le puoi scaricare come spese. mi sembra che con i minimi sia tutto piu semplificato——
inltre vorrei sapere come ti trovi dato che da gennaio sarò anchio architetto dei minimi.!!!! hai qlc consiglio??!??!?!
ps: se sei di milano posso darti una mano io con quel docfa….ovviamente si fattura a gennaio!!!! lol !!!
Rispondi	pietro moneta |
7 luglio 2009 alle 23:57	Avendo un reddito piuttosto basso, ma costretto a tenere una partita iva, da gennaio 2008 ho aderito al regime dei contribuenti minimi…
Lo scorso anno (unico 2008) ho compensato praticamente tutti i vari versamenti previdenziali con il credito irpef che risultava dalla dichiarazione (ritenute versate, detrazioni familiari a carico etc).
Quest’anno il credito “irpef” (che però mi sembra di capire che irpef non sia più) utilizzabile in compensazione è nettamente inferiore. Temo che sia per l’impossibilità di applicare le suddette detrazioni. E temo quindi che il passaggio al regime dei minimi si sia rivelato negativo…
8 luglio 2009 alle 17:59	A pietro moneta, su Luglio 7th, 2009 a 23:57
Non sono deducibii dal reddito dei minimi le detrazioni ( familiari a carico ecc), che restano deducibili solo nell’ambito del modello unico e, quindi, solo in presenza di altri redditi. E’ possibile, quindi, che la scelta, che per altri versi presenta innegabili vantaggi, non sia stata accuratamente ponderata.
15 luglio 2009 alle 00:07	salve… volevo porre al dottore la mia situazione,,, io quest’anno ho adottato il sistema di fatturazione senza iva,,ora pero’ mi trovo ad aver gia oltrepassato i 50000 di ricavo,,per cui presumo sia uscita dal regime agevolato,,, a questo punto:
1) devo tornare a fatturare con iva? o fatturo senza iva fino alla fine dell’anno?
2) avendo questa situazione di fatturazione complessiva:
onorario e spese documentate = 50000
cassa 2% = 1000
totale imponibile 51.000
a dedurre ritenuta d’acconto 20% = 10.000
totale fattura 41.000
QUANTO SARA’ L’IVA DA PAGARE?? è importantissimo saperlo… LA RINGRAZIO IN ANTICIPO
16 luglio 2009 alle 11:49	PER VIVIANA, su Luglio 15th, 2009 Siamo nel caso di fuoriuscita dal regime dei minimi con effetto immediato (dal periodo di imposta in corso) a causa del superamento della soglia di 45.000 euro di compensi. Ll’imposta relativa alle fatture emesse anteriormente al superamento del predetto limite deve essere determinata mediate scorporo dal corrispettivo indicato in fattura. Ovviamente si ha diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. Il versamento deve essere effettuato a senza applicazione di sanzioni o interessi. Per le fatture successiva al superamento del limite dovrai addebitare l’imposta in fattura.
27 luglio 2009 alle 11:58	RINGRAZIO IL DOTTORE … PERO’ SAREBBE IMPORTANTE SAPERE SU QUALE DATO VA CALCOLATO L’IVA.. CIOE’ SU 41000 O SU 51000?
27 luglio 2009 alle 12:11	MI SCUSI………… MA IL MIO COMMERCIALISTA LO VEDO IN TILT,,,,,NON HA CERTO LA SUA PREPARAZIONE
Giorgio Di Dio |
2 agosto 2009 alle 16:48	PER VIVIANA, su Luglio 27th, 2009 a 11:58 :
La Circolare 26 febbraio 2008, n.13/E stabilisce che:
“Per i ricavi o compensi in relazione ai quali, in applicazione delle disposizioni sul regime dei contribuenti minimi, non ha addebitato l’imposta in fattura, il contribuente dovrà determinare la stessa mediate scorporo dal corrispettivo indicato nella fattura medesima”.
29 settembre 2009 alle 18:35	MI SCUSI..PER SCOMPORO SI INTENDE KE DOVRA’ SCORPORARE L’IVA DAI 41000? QUINDI SARA’ UGUALE A 6833 EURO?
3 settembre 2009 alle 17:50	Gent.mo Dottore,
ho una pensione Inps annua di circa 24000 euro lordi.Se volessi aderire ai contribuenti minimi , per non superare il tetto dei 30000 euri quanto dovrei guadagnare?
4 settembre 2009 alle 11:54	Per Renato, su Settembre 3rd, 2009 a 17:50
30.000 euro. La pensione non c’entra.
Rispondi	GIADA |
7 settembre 2009 alle 15:30	Buongiorno, volevo chiedere se un contribuente minimo può emettere fatture a enti pubblici?
8 settembre 2009 alle 17:54	A GIADA, su Settembre 7th, 2009 a 15:30
Che strana domanda. Perchè non potrebbe?
9 settembre 2009 alle 14:02	appunto è quello che ho detto io, ma uno è convinto del contriario, e poi tra l’altro dice che un contribuente minimo non può chiedere il durc.mah?!
Rispondi	massimi |
6 dicembre 2009 alle 01:52	un contribuente minimo non può chiedere il durc.?
Rispondi	Emilio |
18 settembre 2009 alle 17:35	Salve sono un ingegnere che sta per aprire la partita iva.
Ipotizzo di fare in un anno 12 fatture da 3000€ per un totale di 36000€. Ipotizzando di pagare 6000€ come contributi previdenziali, mi sembra di aver capito che questi dovrei scalarli dai 36000€, arrivando a 30000€.
In questo caso rientrerei nel regime dei minimi contribuenti o quelli che contano sono i 36000€ che ho fatturato e quindi sarei fuori?
21 settembre 2009 alle 11:35	A Emilio, su Settembre 18th, 2009 a 17:35
Se sei una professionista con una cassa autonoma il reddito imponibile è al netto del contributo previdenziale addebbitato per rivalsa al cliente . Se invece non hai una cassa e sei iscritto alla gestione separata INPS, al reddito imponibile devi aggiungere il contributo previdenziale del 4% addebbito per rivalsa al cliente. I 6000 euro di contributi previdenziali pagati non vanno consideratri nel calcolo di cui sopra.
28 settembre 2009 alle 15:29	egregio dr. Di Dio,
spero di nn farle una domanda retorica ( e probabilmente lo farò e me ne scuso anticipatamente…)
Sono un Agente assicurativo e dal 1 ott di quest’anno mi è stato chiesto di aprire la p.i. Sono abbastanza informato sul regime dei minimi al quale aderirò, ma vorrei qualche delucidazione in più, dato che il nostro è un campo perticolare.
ipotizzando che percepirò circa 1800 € mensili netti
a) come faccio a calcolare il lordo su cui pagare le tasse?
b) è vero che la mia società mi tratterrà già il 20% come sostituto d’imposta? e se così fosse, vuol dire che non dovrò pagare io le tasse di tasca mia xchè già trattenute da loro?
c) come si calcolano esattamente i contributi che dovrò versare all’inps? e questi ultimi potrò detrarli ?
13 ottobre 2009 alle 19:10	A emanuele, su Settembre 28th, 2009 a 15:29
Normalmente qualunque tipo di compenso ( o provviggione) si determina al lordo e il netto è solo una conseguenza dell’applicazione dell’IVA ( che, nel caso degli agenti non c’è), dell’INPS e delle ritenute. Nel caso in oggetto poi bisogna sapere se la casa mandante opera o no le trattenute enasarco. Gli agenti assicurativi devono essere iscritti alla gestione inps commercianti e pagano un aliquota di crica il 20% con un minimo annuale di euro 2868,26. Sulla fattura non va indicata l’inps ( perchè non c’è rivalsa) per cui se non c’è la trattenuta enasarco a un netto di euro 1.800 corrisponde un lordo di euro 2250 ( 2250 – ritenuta di acconto del 20% 450 = 1800). La ritenuta di acconto è detraibile dalle tasse, per cui , l’ipotesi che più si verifica è di andare a credito. I contributi inps sono detraibili dal regime dei minimi.
8 ottobre 2009 alle 10:56	Sono architetto ed ho aderito lo scorso anno al regime agevolato dei contribuenti minimi.
La mia domanda è: se voleddi fare un corso di aggiornamento o master presso una scuola, ovviamente in un campo direttamente legato alla mia professione, quanta quotaparte di corso posso scontare? Mi spiego: non potendo scaricare l’iva poichè con il mio regime fiscale non la ricevo e non la pago, esistono agevolazioni per scaricare percentuali di corsi di aggiornamento o master?
8 ottobre 2009 alle 21:18	egr. dr di dio,
qualche settimana fa le avevo rivolto un quesito. non riesco a capire se mi ha già risposto, mi arrivano dei messaggi dal blog ma entrando nn ho ancora visto la sua risposta… forse sbaglio la procedura?
13 ottobre 2009 alle 20:02	Salve
ho aderito al regime agevolato dei contribuenti minimi.
Posso acquistare all’estero, l’IVA la devo pagare?
se si penso che sia favorevole
grazie Sig. Di Dio
spero di avere una risposta stavolta
15 ottobre 2009 alle 12:25	per luca!
se hai aderito ai minimi nn puoi avere collaboratori subordianti e nn puoi aderire a studi associati….
eppoi perchè fai la ra se sei dei minimi?
devi solo apporre la dicitura della legge finanziaria 100 + 4%+ spese
15 ottobre 2009 alle 12:40	Ok come pensavo non posso caricarmi i collaboratori.
Ho detto di essere nel regime dei contribuenti minimi ( sotto i 300000 all’anno)
e il mio commercialista mi ha detto che devo fare il 4% – la ritenuta del 20%.
A questo punto mi vengono dei dubbi…
15 ottobre 2009 alle 13:01	XLUCA…..
DEVI FARE IL 4% PER LINAR CASSA MENTRE LIVA NN DEVI AGGIUNGERLA.—LA RITENUTA DEL VENTI???? SENTIAMO MIMMO CHE DICE….CIAO
15 ottobre 2009 alle 13:17	SCUSATE SE RIPROPONGO LA DOMANDA MA HO ASSOLUTO BISOGNO.
Sono architetto ed ho aderito lo scorso anno al regime agevolato dei contribuenti minimi.
28 ottobre 2009 alle 11:22	Buongiorno, mi è stato proposto un impiego come collaboratore con partita iva. La retribuzione proposta è di 3000 euro lordi al mese. Mi chiedevo, dato che il totale è di 36000 euro lordi, se potevo aderire al regime dei minimi. Le chiedo questo perchè non riesco a capire bene su quale importo viene poi pagata l’iva del 20%.
Rispondi	Adriano |
8 gennaio 2010 alle 11:41	Gentile Dr. Di Dio
ho appena aperto una partita iva come contribuente minimo per avviare una piccola casa editrice e avrei alcune domande:
1) essendo l’IVA (del 4%) normalmente considerata “assolta dall’editore”, è comunque necessaria la marca da bollo di 1,81 euro su fatture o ricevute di importo superiore ai 77,,?
2) essendo anche impiegato a tempo determinato, ho modo di scaricare gli interessi del mutuo prima casa e le eventuali spese mediche?
3) Sempre per il motivo precendente, come mi devo comportare con l’INPS visto che i contributi vengono già detratti dalla mia busta paga?
3) I libri che acquisto dal tipografo per la rivendita sono da considerarsi beni strumentali?
8 gennaio 2010 alle 11:57	Per Adriano, su Gennaio 8th, 2010
Il quesito è interessante, ma, oramai, per assoluta mancanza di tempo, rispondo a pochi e solo dal mio sito. Dovresti inviarmelo tramite la form del mio sito, dando tutte le notizie richieste e, specificando meglio cosa significa aprire una “piccola casa editrice” ( cioè sei tu l’editore o vendi solo libri?)
20 gennaio 2010 alle 10:02	il contribuente minimo come si comporta con gli acquisti intracomunitari?e con una vendita intracomunitaria?
30 gennaio 2010 alle 13:27	Salve
Ho appena aperto la p.iva per contribuenti minimi.
Ho un dubbio però, io ho un sito con iscrizione fissa da 5 10 15 euro i clienti hanno già pagato e io ora dovrei rilasciargli fattura, quali sono i calcoli per evitare di rimetterci e per non far pagare soldi in più al cliente?
Ho anche un altro dubbio, per i privati mi hanno detto di rilasciare una ricevuta. Ho appena comprato il blocchetto però c’è un riquadro che dice Soggetto a bollo vigente. Li devo metterci un bollo per qualsiasi cifra oppure devo farlo solo se supero un tot di euro?
24 febbraio 2010 alle 00:43	Vorrei passare al regime agevolato dal 2010 ma ho dei dubbi perchè ho comprato la macchina nel 2007 quindi rientra nel triennio precedente ma m è stato detto che basta versare l’IVA i 2/5 in sede di dich.ne IVA. Che devo fare? Sono giusti i miei dubbi?
Grazie. Davide.
24 febbraio 2010 alle 11:06	a davide
Per aderire al regime die minimi non bisogna aver acquistato nel triennio precedente beni ammortizzabili per un valore superiore a 15.000,00 euro. E’ questo il dato da controllare.
1 marzo 2010 alle 10:02	Buongiorno,
vorrei sapere se l’attività di Edicola può essere gestita con il regime dei minimi.
3 marzo 2010 alle 14:03	Per Luigi
L’accesso al regime dei minimi è precluso ai contribuenti che si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell’imposta sul valore aggiunto, tra i quali rientra il regime speciale dell’editoria disciplinato dall’art. 74, primo comma, lettera c) del DPR 633/72. Nel particolare regime l’unico debitore dell’imposta risulta essere l’editore mentre tutte le successive fasi di commercializzazione, compresa quella finale e da parte dell’edicola, non sono soggette all’imposta sul valore aggiunto.
La norma di esclusione cita “ il regime speciale dell’editoria”, ma non ci sono documenti di prassi che chiariscano se nel “regime speciale dell’editoria” sono da comprendere anche le edicole. La norma può, quindi essere interpretata restrittivamente e, in questo caso, le edicole possono aderire al regime dei minimi o estensivamente e, in questo caso, le edicole, che, comunque fanno parte del regime “monofase” dell’editoria, sarebbero escluse.
15 marzo 2010 alle 21:04	Gen:le dott.
sono un pensionato Inps ho intenzione di prestare consulenza nel campo doganale quindi chiedere la P:Iva per contribuenti minimi, le chiedo se è necessario pagare un contributo all’Inps o se essendo già pensionato questo contributo non è dovuto, inoltre il fatturato del contribuente minimo va a sommarsi alla pensione per il calco dell’Irpef?
16 marzo 2010 alle 14:56	A Pino
L’attività descritta comporta l’iscrizione alla gestione separata e il versamentio delll’Inps nella misura del 17% per i pensionati. All’atto dell’emissione delle fatture si può addebitare al cliente una quota del contributo a titolo di rivalsa, pari al 4% dell’importo lordo dei compensi richiesti. Il versamento dell’inps avviene in occasione del versamento delle imposte per redditi dichiarati nel modello Unico, ossia entro il 16 giugno (o 16 luglio con la maggiorazione) ed entro il 30 novembre per il saldo. Il fatturato del contribuente minimo NON si somma ai redditi di pensione.
15 aprile 2010 alle 12:46	Buongiorno,
ho aperto p.iva il 30/03/2010 come procacciatore d’affari in regime dei minimi.
La camera di commercio dovrebbe in questi giorni aprirmi direttamente la posizione INPS nella sezione commercianti(cosi mi hanno detto).
Dovrei quindi ricevere trimestralmente i bollettini da pagare…non ho capito però se i versamenti inps che effettuero’ nell anno 2010 andranno scalati dall aliquota del 20% e in che misura? e con quali tempistiche?
15 aprile 2010 alle 19:50	Per Guido
I bollettini INPS pagati ( principio di cassa) fanno parte dei componenti negativi del reddito e vanno indicati nel quadro C.M.
Rispondi	Gerardina |
17 aprile 2010 alle 22:02	Buonasera. Il 16 marzo 2010 ho aperto la P.Iva come agente di commercio in regime dei minimi. Poichè le fatture da emettere non sono soggette ad Iva, quale è l’art. di esenzione da citare in fattura? Ho anche acquistato l’autovettura (strumento di lavoro): ai fini delle spese che percentuale posso detrarre? I costi da detrarre devono intendersi iva compresa?
Rispondi	ornella |
15 maggio 2010 alle 22:14	Salve,volevo chiedere un consiglio,ultimamente facendo un colloquio di lavoro come promotore d’arte,mi è stato detto che in seguito dopo aver intrapreso il lavoro,dovrei aprirmi la partita iva,a dire il vero molti me lo sconsigliano,posso sapere se esiste un modo diverso per non andare incontro a problemi ?
16 maggio 2010 alle 10:54	per Ornella
Le uniche altre possibilità sono fare un contratto a progetto o essere assunta come dipendente. Escludendo queste due, però, l’idea di aprire una partita IVA, soprattutto se riesci a rientrare nel regime dei minimi, non è poi tanto complicata. In questo regime, gli adempimenti sono supersemplificati e si paga il 20% sull’utile, che comprende forfettariamente tutte le imposte. L’unica cosa che devi mettere in calendario è il pagamento dei contributi INPS.
16 maggio 2010 alle 18:51	La ringrazio molto,ci penserò, valutando bene.
16 maggio 2010 alle 13:06	ho un negozio di estetica ormai da 3 anni posso passare anche io in regime di contribuenti minimi?cmq non super i 30 mila all ‘anno.e poi ho deciso di spostarmi come negozio xkè è troppo alto l’affitto devo riaprire partita iva??e facendo lavori in negozio di arredamento ecc.. mi conviene sempre aderire al regime di contribuente minimo???grazie per la risposta manuela
26 maggio 2010 alle 16:23	Buongiorno,
vorrei sono un chiarimento. Ho aperto nel 2009 il regime dei contribuenti dei minimini art.13 e proprio in questi giorni ho presentato la dichiarazione IVA tramite il tutor. Costui mi ha specificato che tutte le spese personali (scontrini fiscali nominali, contributi previdenziali) non sono detraibili dalla suddetta dichiarazione e non è possibile neanche compilare il 730 in quanto non ho altri redditi, quindi li perdo tutti. E’ possibile tutto ciò.
27 maggio 2010 alle 09:50	Per Fabio.
Si, è possibile. Queste sono valutazioni che andavano fatte al momento della scelte del regime.
Rispondi	BERARDO |
30 maggio 2010 alle 18:06	Buongiorno,
ho aderito nel 2009 al regime dei minimi .
La mia è un’attività artigianale e nel 2008 avevo un importo
di rimanenze di materiali per 1.340,00.
Al 31.12.2009 ho valutate le rimanenze finali per euro 632,35.
Nella compilazione del quadro CM per l’anno d’imposta 2009
mi dice che le rimanenze finali le devo indicare nel rigo CM3 perchè essendo il primo anno di applicazione del regime.
L’indicazione in questo rigo va però ad abbattare il totale dei componenti posivi che è di euro 10.368,50(quindi al netto delle rimanenze finali).
Questo é il primo dubbio.
Il secondo riguarda quello se posso inserire le rimanenze iniziali di euro 1.340,00 nel rigo CM5(totale compenenti negativi).
Scusate se ho fatto un pò di confusione e nell’attesa Vs.riscontro,saluto e ringrazio.
Di Giovanni Berardo
30 maggio 2010 alle 18:07	Buongiorno,
31 maggio 2010 alle 10:28	Per BERARDO,
Le rimanenze finali dell’esercizio precedente all’ingresso nel regime dei minimi vanno indicate nel rigo cm3. Soltanto nel caso in cui tali rimanenze sono superiori ai componenti positivi, l’eccedenaz va riportata negli anni successivi. Eccetto il primo anno, quindi, le rimanenze non assumono alcun valore.
31 maggio 2010 alle 12:20	Egr.Dott.Di Dio,
Avrei necessità di porLe un altro quesito e cioé sempre
relativamente al regime di minimi precedenti quote di
ammortamento non ancora ammortizzate cioè relative
a beni acquistati a beni prima dell’adesione a questo
regime sono deducibili o rimangono in sospeso.
Saluto e ringrazio cordialmente .
31 maggio 2010 alle 20:01	Per Berardo
Nel regime dei minimi il contribuente non può dedurre le quote di ammortamento relative ai beni strumentali acquistati anteriormente all’acceso al regime. Le quote residue rileveranno dopo l’uscita dal regime, se, nel frattempo, il bene non è stato dismesso. Quindi durante l’applicazione del regime dei minimi gli ammortamenti non sono deducibili e le residue quote restano sospese.
14 luglio 2010 alle 22:13	Egr. dott. Di Dio,
Le sarei grato se mi fornisse questa ulteriore infomarzione:
avendo avviato una nuova attività come agente di commercio, provenendo da lavoro dipendente, e, avendo aderito al regime fiscale dei contribuenti minimi, posso portare in ammortamento la mia auto personale (valore usato 14.000,00 euro acquistata a settembre 2009, applicando il 50% dell’80% del valore per il primo anno) ? In caso di risposta affermativa in che modo la posso trasferire La ringrazio anticipatamente.
4 giugno 2010 alle 11:42	TOT. COMPONENTI POSITIVI 36.000, 00 QUINDI per il 2010 non puo’ piu’ far parte del regime dei contribuenti minimi.
Si deve indicare sul mod Unico/2010 che l’anno successivo si rientra nel regime ordinario oppure e’ automatico con la 1° fattura emessa nel 2010 con l’applicazione dell’iva?Nel caso in cui si debba indicare, c’e’ una casella o qualcosa del genere?
4 giugno 2010 alle 15:19	ho aderito al regime dei minimi e nel 2009 ho realizzato un volume d’affari di 27.000 euro. Ho ricevuto però un’indennità di maternità di 4.000 euro. Questo mi fa superare il limite di 30.000 euro?
7 giugno 2010 alle 11:28	Per emanuella e roberta.
1) la fuoriuscita dal regimne dei minimi è automatica.
2)L’ indennità di maternità è sostitutive di redditi non percepiti, Va, quindi, considerata quale reddito appartenente alla stessa categoria di quelli sostituiti. Di conseguenza concorre al superamento del limite di 30.000 euro.
Rispondi	Giulietta |
7 giugno 2010 alle 14:12	mi è stato chiesto di aprire una partita IVA per svolgere l’attività di assistente sociale.La contribuzione sarebbe di € 17,00 a ora. posso aderire al regime dei minimi? la mia professione non ha una cassa previdenziale autonoma per cui devo iscrivermi alla gestione separata dell’INPS quale aliquota contributiva devo versare? grazie in anticipo
7 giugno 2010 alle 14:31	ho dimenticato di dire che la contribuzione sarà di € 17,00 per non più di 112 ore mensili.di nuovo grazie!
8 giugno 2010 alle 10:30	Per Giulietta
Fino a 30.000 euro annui di incassi puoi aderire al regime dei minimi. Devi iscriverti alla gestione separata INPS. L’aliquota attuale è del 26,72% con possibilità di rivalsa del 4% a carico del committente.
8 giugno 2010 alle 14:39	La ringrazio di cuore per avermi risposto e anche in modo così tempestivo
16 giugno 2010 alle 08:26	Egr.Dott.Di Dio,
vorrei chiedere cortesemente se come contribuente minimo
esecente attività artigianale di parrucchiere i costi relativi alla
locazione dove esercito l’attività sono detraibili dai corrispettivi
Berardo Di Giovanni
16 giugno 2010 alle 09:11	Per Berardo
Il canone di locazione è deducibile. Occorre tener presente, però, che lo stesso canone è considerato, nel regime dei minimi, come il corrispettivo per l’acquisto di beni strumentali. Tale importo, quindi, sommato agli acquisti di beni strumentali dei due anni precedenti concorre alla formazione della soglia di 15.000 euro, che, se superata, comporta la perdita del diritto ad applicare il regime dei minimi.
17 giugno 2010 alle 08:44	La ringrazio Dott. Di Dio per la Sua risposta.
Posso valutare , in base all’importo pagato nel corso dell’anno,
se detrarlo o no in modo tale eventualmente da non superare
il limite dei 15.000 nei due anni precedenti?
Inoltre ogni anno dovrò fare questa valutazione , oppure dovrò considerare anche l’importo sostenuto nell’anno precedente’
17 giugno 2010 alle 12:29	L’importo pagato va dedotto e considerato ai fino del raggiungimento dei 15.000 euro. Biosgna, quindi, considerare l’importo delle ricevute del fitti. Ogni anno bisogna considerare gli acquisti dei beni strumentali e del fitto dell’anno in corso e dei due precedenti..
3 luglio 2010 alle 11:16	Salve, ho avuto una proposta lavorativa dove però mi richiedono partita iva. Il compenso si aggirerà intorno ai 1900€ iva compresa, qualcuno potrebbe effettuarmi un calcolo delle spese annuali in modo da capire quanto possa guadagnare al netto grazie a questa manovra finanziaria?
5 luglio 2010 alle 16:43	oggi 5.7.2010 il mio commercialista mi telefona dicendomi che devo pagare le tasse di mio marito, che e isritto nel regime minimo dei 30,000,00 come attivita’ carrozziere. ma lui non ha carrozzeria e un volante gira x le carrozzerie.
quindi questo e il primo anno che paghiamo le tasse e il mio commercialista mi ha detto che devo pagare €.10,800,00 di tasse, ma il secondo anno mi ha detto che pagheremo di meno, e vero questo?
5 luglio 2010 alle 16:44	oggi 5.7.2010 il mio commercialista mi telefona dicendomi che devo pagare le tasse di mio marito, che e isritto nel regime minimo dei 30,000,00 come attivita’ carrozziere. ma lui non ha carrozzeria e un volante gira x le carrozzerie.
quindi questo e il primo anno che paghiamo le tasse e il mio commercialista mi ha detto che devo pagare €.10,800,00 di tasse,ma perche’ cosi’ tanto? potrebbe darmi una risposta?
ma il secondo anno pagheremo di meno, e vero questo?
Rispondi	DANIEL |
5 luglio 2010 alle 17:13	anna ma come mai devi pagare 10800 annue se il massimo è il 20% sui 30mila famosi!?!?!?!??!
e poi cosa vuol dire che cp un volante in carrozzeria!?!?!?!
ps: cmq il tuo commercialista dovrebbe saperlo!!!!
11 agosto 2010 alle 17:36	Chiedo informazioni, anche se fuori tempo massimo!
Mio marito ha una pensione da 19.000 euro lordi e un reddito da artigiano elettricista (netto da spese materiali e costi deducibili) di 24.000 euro. Potrebbe rientrare nei contribuenti minimi, o fanno il cumulo come succede con la ordinaria? Grazie infinite!
11 agosto 2010 alle 18:29	a Gina, su 11 agosto 2010 a 17:36
Non fanno cumulo, quindi può rientrare nel regime dei minimi se non ha incassi superiori a 30.000 euro (quindi non bisogna considerare i 24.000 euro netti ma l’importo lordo incassato). Naturalmente deve rispettare tutti gli altri requisiti (non aver acquistato oltre 15.000 euro di beni ammortizzabili negli ultii 3 anni, non avere dipendenti, non effettuare cessioni all’esportazione ecc.)
11 agosto 2010 alle 18:40	Grazie Dott. Giorgio per la premura con cui mi ha risposto!
I requisiti sono rispettati, ma nel lordo si calcola anche il materiale acquistato necessario all’attività? Lui è elettricista. Grazie di nuovo!
6 settembre 2010 alle 17:17	buongiorno,
vorrei chiedere al Dott DiDIo se essendo in regimendei minimi posso effettuare fattura per soggiono in albergo svizzero.
so che il mio commercialista mi aveva accennato qlc per fare ricevute al di fuori dell’italia ma, putroppo il ragioniere è invacanza e inoltre non si è mai approfondito il discordo per paesi al di fuori dell UE.
inoltre, riscontrando in voi una certa padronanza della materia, mi chiedevo comè possibile acquistare un appartamento e farlo passare come studio-abitazione essendo io un architetto.sperando di esser stato chiaro nella richiesta attendo un gentile riscontro.
coradiali saluti. daniele
4 ottobre 2010 alle 17:36	Pregiatissimo Dottor.di Dio,avrei un quesito di natura fiscale.Un affitto,intestato ad un soggetto disoccupato,con unico reddito del suddetto ,inferiore alle settemila euro annuali,e soggetto a tassazione?se mi può dare notizie al riguardo Le sono grato Grazie.Saluti
4 ottobre 2010 alle 18:09	Gentilissimo,Dott.Di Dio,Ho un quesito di natura fiscale,da sottoporLe. Un affitto,intestato in qualità di locatore,ad un soggetto disoccupato,privo di redditi aggiuntivi,inferiore alle settemila euro,annuali,è soggetto a tassazione?Se gentilmente mi può dare notizie in merito Le sono grato .Saluti grazie buona giornata.
4 ottobre 2010 alle 19:00	Gentilissimo,Dott.Di Dio,Ho un quesito di natura fiscale,da sottoporLe. Un affitto,intestato in qualità di locatore,ad un soggetto disoccupato,privo di redditi aggiuntivi,inferiore alle settemila euro,annuali,è soggetto a tassazione?Se gentilmente mi può dare notizie in merito Le sono grato .Saluti grazie buona giornata. Saluti
Rispondi	davide crippa |
19 ottobre 2010 alle 10:13	Un pensionato che apre una P.Iva in regime dei minimi è esentato dalla contribuzione INPS (fermo restando l’obbligo all’INAIL se artigiano)?
29 ottobre 2010 alle 11:26	Buongiorno, volevo chiedere se la plusvalenza rientra nel calcolo del superamento dei 30.000,00 €.
5 novembre 2010 alle 10:50	Per Giada
Precisa meglio la domanda. Sei in regime normale e vuoi entrare nel regime dei minimi o sei già nel regime dei minimi e vuoi sapere se puoi rimanenrci? E la plusvalenza deriva dalla vendita di un bene strumentale?
9 novembre 2010 alle 00:13	Buongiorno, sono una “contribuente minima”, a giugno ho pagato l’INPS 2009. Entro il 30 novembre devo pagare un acconto per 2010. Qualcuno mi può dire qual’è la percentuale che devo pagare di acconto rispetto al fatturato 2009.
9 novembre 2010 alle 13:49	Per Fiorella
Presumo che tu ti riferisca all’INPS gestione separata per i professionisti senza cassa.
Per l’anno 2010 l’importo del contributo è::
17% per soggetti iscritti ad altra forma previdenziale o titolari di pensione non diretta (indiretta, di reversibilità) 26,72% per i soggetti privi di altra forma previdenziale. Il contributo viene calcolato tenendo conto del reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF e deve essere versato come segue: prima rata di acconto, pari al 40% del contributo dovuto per l’anno precedente, da versare entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi seconda rata di acconto, pari al 40% del contributo dovuto per l’anno precedente, da versare entro il 30 novembre saldo, da versare nell’anno successivo, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi Giorgio Di Dio
Rispondi	lilia vittori |
16 novembre 2010 alle 20:44	Ho optato per il regime dei contribuenti minimi e sono in tale regime da un triennio.
Cosa accadrebbe se superassi di qualche migliaio di Euro i 30.000 previsti dalla finanziaria 2008 senza tuttavia superare il 50% del minimo; e quindi i 45.000 Euro? dovrei comunque versare l’IVA sull’intero imponibile?
Altra curiosità è capire se i trentamila Euro debbano considerarsi lordi o netti. Qualcuno sa rispondermi?
21 novembre 2010 alle 18:08	Per lilia
Se superi i 30.000 euro di ricavi senza superare i 45.000 esci dal regime dei minimi dall’anno successivo. Che significa lordi o netti? I 30.000 sono ricavi.
21 novembre 2010 alle 18:54	ciao.
ma io nn ho capito ….
1 – i ricavi sono la somma di tutte le mie fatture incassate -meno le spese , che al massimo arrivano a 5000 ( equivalente al 50% di tutte le spese x lattività cioè 10.000 ) e quindi avremo
spese 5000
max ricavi 30000
quindi io posso fare fatture in un anno fino alla quota di 35 mila?
di cui ricavi sono 30 mila, giusto?
22 novembre 2010 alle 14:47	Per Daniele
No. Nell’esempio fatto i ricavi sono 35.000. 30.000 è l’utile. Puoi fatturare fino a 30.000.
22 novembre 2010 alle 15:00	grazie, finalmente il mi odilemma è diventato un po piu nitido….
1 dicembre 2010 alle 12:29	sono già nel regime dei minimi e devo vendere un bene strumentale acquistato prima del regime, la plusvalenza viene presa in cosiderazione col calcolo del superamento dei 30000 di ricavi incassati?
3 dicembre 2010 alle 10:59	per Giada
L’ammortamento dei cespiti detenuti prima dell’ingresso nel regime dei minimi viene sospeso a quella data. Riprende, poi, eventualmente una volta si sia rientrati nel regime ordinario. Il residuo fiscale dell’ultimo anno prima dell’ingresso nei minimi va confrontato con corrispettivo di vendita in corso di regime, al fine di conteggiare la plusvalenza. Il limite di 30.000 euro è rappresentato dai ricavi o compensi, quindi non può comprendere proventi diversi da questi ultimi quali le plusvalenze.
AVVISO: PER MANCANZA DI TEMPO A QUESITI FUTURI RISPONDERO’ SOLO DAL MIO SITO: http://www.studiodidio.com.
Rispondi	gloria |
6 dicembre 2010 alle 02:08	NEL CORSO DEL 2010 COME PRIMO ANNO , ho fatturato c.ca 15000 € ,mi hanno trattenuto il 20% ma l’imps si deve sempre pagare ? o e’ compresa nelle trattenute del 20 %?
SICCOME NON ME LO HANNO SPIEGATO VORREI SAPERE DA CHI LO SA UNA RISPOSTA
Rispondi	mad max |
25 gennaio 2011 alle 12:25	volendo utilizzare il regime dei minimi può, genericamente, indicare quali spese si possono dedurre ?
e se utilizzo un mezzo a me non intestato posso comunque dedurne le spese di solo utilizzo ?
10 febbraio 2011 alle 12:20	VORREI PORRE UN QUESITO:
PER QUANTO RIGUARDA I CONTRIBUENTI MINIMI LA FATTURAZIONE DEI RIMBORSI PER SPESE SOSTENUTE PER IL CLIENTE, CONCORRONO ALLA FORMAZIONE DEL LIMITE DEI 30.000 EURO?
24 febbraio 2011 alle 12:56	Un contribuente minimo dal 2009, nel 2010 non ha più i requisiti, superando i 30000 ma solo di poco. Che adempimenti ha per quanto riguarda l’iva e i beni strumentali? Per i beni strum.acquistati durante il regime dei minimi, nel libro cespiti devo caricare il valore – “gli ammort” e poi recupero l’iva inerente.
se poi nel 2011 ritorna ad avere i requisiti, può nel 2012 rientrare come contribuente minimo o deve aspettare 3 anni?
Rispondi	ZEMA ALBA |
24 febbraio 2011 alle 13:42	QUESITO SUL REGIME DEI CONTRIB.MINIMI:
SE LA SOCIETA’ IN CUI SONO SOCIO (SNC) CESSA L’ATTIVITA’ E SI SCIOGLIE, IO POSSO APRIRE UNA P. IVA COME DITTA INDIVIDUALE E SVOLGERE LA STESSA ATTIVITA’ DELLA VECCHIA SNC (NELLO STESSO STABILE, CON GLI STESSI CLIENTI E ACQUISTANDO GLI STESSI BENI STRUMENTALI) USUFRUENDO DEL REGIME DEI MINIMI? DEVO CONSIDERARE COME RIFERIMENTO AI 30.000,00 EURO IL REDDITO DICHIARATO L’ANNO PRECEDENTE NEL QUADRO H (REDDITO DELLA VECCHIA SOCIETA’) O NON E’ DA CONSIDERARE? GRAZIE.
1 marzo 2011 alle 16:53	Volendo intraprendere un’attività in proprio, potreste indicarmi in breve le spese totali annue da sostenere per un reddito complessivo non superiore a 30.000 Euro ( Reggime minimo ) ?.
E quale pratiche burocratiche occorre seguire per iniziare l’attività ? Grazie.
16 aprile 2011 alle 15:07	Salve vorrei utilizzare il regime dei minimi come libero professionista, però essendo pensionato vorrei sapere se ai fini del pagamento delle tasse la pensione fa cumulo con il reddito da partita IVA o meno. Grazie.
16 aprile 2011 alle 18:43	Per Franco
No. Il reddito dei minimi non fa cumulo con i redditi di pensione, ma viene dichiarato separatamente nel quadro CM e tassato con l’aliquota fissa del 20%, che sostituisce IVA, IRPEF e ADDIZIONALI.
Rispondi	mena |
2 maggio 2011 alle 20:53	vorrei sapere se iscrivendosi all’iva col cod.461506 si può aderire come contribuente minimo… grazie
21 settembre 2011 alle 11:18	buongiorno
ho aperto la p.iva con il regime dei minimi a gennaio 2010.
fatturo mediamente 18 mila euro l’anno. mi occumo di campagne mktg e comunicazione.
questo per me è il primo anno che pago le tasse (riferite all’anno scorso)
vorrei avere un secondo figlio (il primo l’ho avuto con regolare contratto indeterminato) e vorrei capire che cosa è previsto per le lavoratrici autonome.
mettiamo che a giugno partorisco il mio secondo figlio.
avrò un indennizzo? a partire da quando? in che misura (se fatturo 18 mila/anno)?
grazie per l’aiuto a uscire da questa confusione1
21 settembre 2011 alle 11:22	dimenticavo di chiedere un altro particolare: durante i mesi di ‘maternità’ posso continuare ad emettere fatture, oppure l’emissione delle fatture annulla l’eventuale indennizzo?
Rispondi	Susy |
30 settembre 2011 alle 08:23	Anche se fuori tempo massimo, avrei bisogno di una conferma: Sono una professionista .Quale quadro utilizzare in Unico se l’anno scorso (2009) rientravo nei minimi e nel 2010 ho fatturato 40.000 Euro?
C’è qualche opzione da barrare per iva/redditi? Grazie mille e buon lavoro!!
30 settembre 2011 alle 13:13	Per Susy.
Si fuoriesce dal regime dei minimi dall’anno successivo quando superi i 30.000 euro di ricavi e dallo stesso anno quando superi i 45.000 euro. Non avendo superato nel 2010 i 45.000 euro esci dal regime nel 2011, quindi per il 2010 devi compilare il quadro CM. In ogni caso dal 2011 la manovra estiva ha cambiato tutto.
3 ottobre 2011 alle 14:12	buongiorno
Sono un geometra neo iscritto all’albo e che ha aperto una partita iva con regime contribuenti minimi. Lavoro presso un altro geometra con più esperienza con il quale ho pattuto una paga mensile di circa 800 euro tramite una fattura che io devo fare a lui.
Vorrei sapere se una fattura di questo tipo è giusta:
marca da bollo 1,81 €
prestazioni 1.000 euro €
contributo cassa geometri 4% 40 €
Iva Esente operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 100 L. 244/2007
ritenute di acconto 20 % su 1.000 o 1040 ??? 200 o 208€
Importo da corrispondere 840€ o 832 €
come vedete il mio dubbio principale e sul calcolo delle r.a. che fra l’altro non ho nemmeno capito cosa siano.
Se qualcuno è in grado di rispondermi lo ringrazio in anticipo.
3 ottobre 2011 alle 17:25	Per Manuel.
La ritenuta di acconto va applicata su 1.000, quindi è 200. La ritenuta dinacconto è un anticipo sulle tasse che ti scalerai in sede di dicharazione dei redditi.
3 ottobre 2011 alle 18:32	Grazie.Non ho ancora capito cosa è la ritenuta ma l’importante è che ho capito su cosa la devo calcolare.
Cmq se è possibile un altro chiarimento.
Ho ricevuto dal mio capo un assegno di 800 €(da accordi con lui dovrei avere 800 euro mensili netti) e gli faccio questa fattura:
prestazioni 953 euro €
contributo cassa geometri 4% 38,12 €
ritenute di acconto 20 % su 953 190,60€
Importo da corrispondere 800,52€
Va bene o ci rimango fregato?
Scusami ma su questi argomenti sono completamente ignorante.
3 ottobre 2011 alle 19:23	Va benissimo così. I 190 euro di ritenute poi li recuperi in sede di dichiarazione dei redditi.
Rispondi	valentina |
8 ottobre 2011 alle 21:45	e vero che da gennaio 2012 non sara piu possibile continuare col regime dei minimi? sono una parrucchiera di oristano.
9 ottobre 2011 alle 13:11	Per Valentina
Dal 2012 ci sarà un nuovo regime dei minimi molto più agevolato ( si paga solo il 5%), ma è riservato a chi ha iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2007, dura solo 5 anni ( per es. per chi ha iniziato nel 2008 finisce già nel 2012), tranne per quelli che non hanno ancora 35 anni che possono continuare fino a compmento del 35^ anno di età. Per gli altri ( per intenderci i vecchi minimi)resta un regime residuale che, anche se lo chiamano dei minimi, è praticamente simile al regime ordinario.
14 ottobre 2011 alle 14:13	Cosa succede se il professionista al quale ho fatto fattura si dimentica di pagare la ritenuta di acconto entro il 16 del mese successivo?
Ci rimetto io e devo pagarle poi nelle tasse?
Rispondi	gianpaolo |
19 ottobre 2011 alle 01:49	Fino al 31 dicembre 2011 se ho capito bene un avvocato che adotta il regime dei contribuenti minimi deve emettere una fattura di questo tipo:
imponibile xxx
c.p.a. +4% xxx
R.A. -20%(su imponibile) xxx
netto xxx
Per rimanere nei minimi i ricavi (o compensi) non devono superare i 30.000 euro annui.
La mia domanda è: per ricavi si intende l’imponibile oppure il netto (tolto il 4% di c.p.a)?
22 ottobre 2011 alle 17:33	Per Gianpaolo
I ricavi sono al netto dei contributi prevideziali (c.p.a.). Solo nel caso di professionisti iscritti alla gestione separata inps perchè privi di cassa, i contributi previdenziali del 4% devono essere compresi nell’imponibile.
23 ottobre 2011 alle 16:23	ok grazie Giorgio!
quindi nel caso di un avvocato iscritto alla cassa i ricavi si intendono al lordo della ritenuta d’acconto ed al netto dei contributi previdenziali, giusto?
23 ottobre 2011 alle 18:39	imponibile 100,00
c.p.a 4,00
totale 104,00
R.A 20,00
Ricavo da considerare = 100,00
17 novembre 2011 alle 17:49	Ciao Giorgio,
avrei una domanda. Un mio cliente da un paio d’anni svolge l’attività di B&B senza P.Iva. Adesso dal 2012 vorrebbe procedere all’ apertura della stessa svolgendo attività di affittacamere e usufruire del nuovo regime dei minimi. Considera che ha 26 anni..lo può fare?Io credo non ci siamo problemi particolari, ma vorrei avere qualche conferma. Grazie in anticipo. Valentina
30 dicembre 2011 alle 17:06	In relazione alla nuova normativa in materia dovendo transitare dal 1.1.2012 nel nuovo regime dei “residuali”. Cosa ci consigli di fare?
dal 1 gennaio dobbiamo applicare l’iva al 21%? quali sono i registri da tenere? i versamenti e la dichiarazione iva saranno trimestrali o annuali? ci dai qualche utile consiglio su come impostare il nuovo regime?. Grazie Giovanni
30 dicembre 2011 alle 19:23	Il regime dei residuali funziona come il regime semplificato, con qualche semplificazione in più. Si applica l’IVA ( 21% o quella che poi sarà), si applica la ritenuta di acconto ( per i professionisti), si determina il reddito nei modi ordinari, si paga l’irpef con le aliquote progressive. L’agevolazione è che non bisogna tenere registri e l’IVA non si versa mensilmente o trimestralmente, ma a fine anno, Naturalmente bisigna conservare fatrture di acquisto e di vendita e ogni altro documento fiscale.
Rispondi	Luca Radice |
12 gennaio 2012 alle 12:43	Buongiorno,
Ho difficoltà a capire se da gennaio 2012 entrerò nei cosiddetti “residuali” o se ho ancora un anno davanti…
Sono un grafico freelance con partita iva dal 1996, sono entrato nel regime dei minimi nel 2008 ( prima fattura da minimo nel febbraio 2008).
Quale è la mia situazione a tutt’oggi ? divento da gennaio un residuale o contando i 4 anni fiscali dal 2008 posso rimanere nei minimi per tutto il 2012?
La ringrazio e attendo la sua gentile risposta
12 gennaio 2012 alle 13:04	Per Luca.
Se hai aperto la partta IVA prima del 2008 diventi residuele.
12 gennaio 2012 alle 13:12	La ringrazio per la prontissima risposta.
Luca Radice |
30 gennaio 2012 alle 12:54	Buongiorno,Giorgio
essendo da gennai passato nei “residuali” volevo chiederle se la fattura che devo emettere è del tipo:
4% (Contr.Integr.Cassa previdenza DLGS. 103/96)
+ IVA 21% ?
– Rit 20%
8 febbraio 2012 alle 12:50	La fatura va bene. Bodogna tenere presente che coloro che sono tarnsitati nel regime residuale ( ex minimi), continuano ad essere esentati dall’obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalle liquidazioni e versamenti periodici dell’IVA e sono esenti da irap. Devono conservare i documenti ed emettere fatture e scontrini. Pagano IVA e redditi una volta all’anno.
Rispondi	vito Schena |
13 febbraio 2012 alle 21:14	chiedo scusa dottore vorrei sapere come comportarmi fiscalmente visto che da qualche mese ho un lavoro porta a porta con relative provviggioni quale sui compensi pago l’irpef del 23% sul 50% dei compensi, grazie.

References: articolo 3
 sentenza 
 art. 44

art. 54
 art.50
 art.13