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REPUBBLICA ITALIANA. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce PRIMA SEZIONE SENTENZA - PDF
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1 2246/ /1998 Reg. sentenze : Reg. generale : REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce composto dai Signori: PRIMA SEZIONE Aldo RAVALLI Luigi VIOLA Ettore MANCA Presidente, relatore Consigliere Primo Referendario ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 1127/1998 proposto da: SPOT S.R.L. rappresentata e difesa da: CAPRIOLI LUCIO CAPRIOLI VINCENZO con domicilio eletto in LECCE VIA LUIGI SCARAMBONE, 56 presso CAPRIOLI LUCIO contro COMUNE DI AVETRANA, non costituitosi; per l annullamento
2 dell ordinanza n. 6 emessa dal Sindaco di Avetrana il 4 marzo 1998; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Udito alla pubblica udienza del 16 aprile 2008 il relatore Pres. Aldo Ravalli e udito, altresì, l Avv. Vincenzo Caprioli; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Con l ordinanza specificata in epigrafe, il Sindaco di Avetrana, premesso che la pubblicità mediante distribuzione di volantini crea insudiciamento alle strade cittadine, ha disposto il divieto della pubblicità effettuata mediante volantinaggio o distribuzione a mano, o porta a porta di opuscoli di qualsiasi genere. La Soc. SPOT, che riferisce di operare professionalmente nel settore del recapito a domicilio di corrispondenza e di effettuare anche il recapito di dépliant, nelle cassette postali delle abitazioni, con ricorso notificato il 30 aprile 1998, ha impugnato l ordinanza sindacale, deducendo: 1) difetto assoluto di potere; 2) mancanza assoluta di motivazione e sviamento di potere; 3) eccesso di potere per errato richiamo al D.Lgs. n. 22/1997; 4) incompetenza del Sindaco ed eccesso di potere. All udienza del 16 aprile 2008 il ricorso è passato in decisione. 2
3 DIRITTO La questione proposta con il ricorso è stata già affrontata da questo T.A.R. con sentenza n. 369 del 7 febbraio 2008, le cui conclusioni vanno condivise insieme con le relative argomentazioni. 1. Con il primo motivo di ricorso, la società SPOT s.r.l. lamenta che l ordinanza impugnata sia stata adottata dal Sindaco in difetto assoluto di potere, atteso che l attività in concreto vietata (sotto comminatoria di apposite sanzioni) è sottratta del tutto ai controlli ed ai poteri di intervento comunali, configurandosi piuttosto quale attività ad esercizio libero, conformemente alle previsioni di cui agli articoli 13 (tutela della libertà personale), 21 (libertà di manifestazione del pensiero) e 41 (libertà di iniziativa economica) della Carta costituzionale. Il motivo non può essere condiviso. Ed infatti, a prescindere dall esame circa il se gli atti impugnati abbiano correttamente valutato i presupposti per la legittima attivazione dei poteri che, in materia di tutela dell igiene pubblica, spettano agli Organi comunali (esame che sarà svolto in relazione al secondo ed al terzo motivo di ricorso), non pare dubitabile che tali poteri possano in astratto essere configurati, anche a prescindere dal fatto che la loro concreta attivazione concerna l esercizio di attività che non presuppongono, per il loro esercizio, la previa autorizzazione dell Ente locale. 2. Con il secondo ed il terzo motivo, gli atti in epigrafe vengono impugnati per difetto di motivazione ed in quanto essi operano un indebita commistione (nonché una vera e propria confusione) fra le nozioni di volantinaggio stradale (effettuato sulla pubblica via ed effettivamente idoneo a provocare le richiamate 3
4 conseguenze negative per l igiene ed il decoro urbano) e di distribuzione porta a porta di volantini (che, invece, non sarebbe idonea, per le modalità concrete del suo esercizio, a provocare le richiamate conseguenze negative). I motivi in questione (che possono essere esaminati congiuntamente) sono fondati e meritevoli di accoglimento. Ed infatti (come richiamato in narrativa) l impugnata ordinanza ha giustificato il divieto del volantinaggio c.d. porta a porta, salvo che in pochi periodi precisati, sul presupposto secondo cui il materiale propagandistico e di volantinaggio porta a porta venisse abbandonato sulle pubbliche vie con conseguente insudiciamento. Al riguardo il Collegio osserva che dalla parte motiva degli atti impugnati non emerga alcun elemento concreto atto a dimostrare che i richiamati fenomeni di pulizia rappresentino conseguenza diretta dell attività di volantinaggio porta a porta svolta dalla ricorrente. Ed infatti, in applicazione di generali principi, sarebbe nella specie risultato necessario che l A.C. esplicitasse le ragioni specifiche in base alle quali un attività svolta su aree private risulterebbe in concreto idonea a determinare i lamentati fenomeni di sporcizia sulle aree pubbliche. Del pari, sarebbe stato necessario dare contezza delle indagini istruttorie svolte nella fase preparatoria del procedimento conclusosi con l adozione degli atti impugnati. Non avendo l Amministrazione intimata realizzato le (doverose) attività dinanzi richiamate, essa ha concretato le illegittimità lamentate dalla società ricorrente. 4
5 In base a quanto esposto, il Collegio ritiene che il ricorso in epigrafe debba essere accolto, con conseguente annullamento dell ordinanza impugnata. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate in dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Lecce, Prima Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 1127/1998 lo accoglie, e per l effetto annulla l ordinanza specificata in epigrafe. Condanna il Comune di Avetrana alla rifusione delle spese di lite, che liquida in complessivi euro 1.500,00 (millecinquecento), oltre I.V.A. e C.P.A., come per legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall Autorità amministrativa. Così deciso in Lecce, in camera di consiglio, il 16 aprile Aldo RAVALLI Presidente, estensore Pubblicata mediante deposito in Segreteria il 18 luglio
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