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Timestamp: 2019-07-16 17:04:48+00:00

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ï»¿ Â§ 98.1.27248 - Legge 7 dicembre 2000, n. 397. Disposizioni in materia di indagini difensive
Â§ 98.1.27248 - Legge 7 dicembre 2000, n. 397.
Art. 1. 1. All'articolo 103 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni
Art. 2. 1. All'articolo 116 del codice di procedura penale, dopo il comma 3 Ã¨ aggiunto il seguente
Art. 3. 1. All'articolo 197, comma 1, lettera d), del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "nonchÃ© il difensore che abbia svolto attivitÃ di [...]
Art. 4. 1. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 200 del codice di procedura penale Ã¨ sostituita dalla seguente
Art. 5. 1. All'articolo 233 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti
Art. 6. 1. All'articolo 292, comma 2-ter, del codice di procedura penale, le parole: "all'articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie" sono sostituite [...]
Art. 7. 1. Dopo l'articolo 327 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 8. 1. Dopo l'articolo 334 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 9. 1. Dopo il primo periodo del comma 1 dell'articolo 362 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente: "Alle persone giÃ sentite dal difensore o dal suo sostituto [...]
Art. 10. 1. All'articolo 366, comma 1, del codice di procedura penale Ã¨ aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il difensore ha facoltÃ di esaminare le cose sequestrate nel [...]
Art. 11. 1. Dopo il titolo VI del libro quinto del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 12. 1. All'articolo 409, comma 2, del codice di procedura penale, il terzo periodo Ã¨ sostituito dal seguente: "Fino al giorno dell'udienza gli atti restano depositati in [...]
Art. 13. 1. All'articolo 419, comma 3, del codice di procedura penale, le parole: "comunicato al pubblico ministero" sono soppresse
Art. 14. 1. L'articolo 430 del codice di procedura penale Ã¨ sostituito dal seguente
Art. 15. 1. All'articolo 431, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le parole: "e dal difensore"
Art. 16. 1. All'articolo 433, comma 3, del codice di procedura penale, dopo le parole: "pubblico ministero" sono inserite le seguenti: "ed in quello del difensore"
Art. 17. 1. All'articolo 495 del codice di procedura penale, dopo il comma 4 Ã¨ aggiunto il seguente
Art. 18. 1. All'articolo 512, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: "pubblico ministero" sono inserite le seguenti: ", dai difensori delle parti private"
Art. 19. 1. All'articolo 371-bis del codice penale, dopo il secondo comma Ã¨ aggiunto il seguente
Art. 20. 1. Dopo l'articolo 371-bis del codice penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 21. 1. Dopo l'articolo 379 del codice penale Ã¨ inserito il seguente
Art. 22. 1. All'articolo 375 del codice penale, dopo le parole: "371-bis," sono inserite le seguenti: "371-ter,"
Art. 23. 1. L'articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, come [...]
Art. 24. 1. All'articolo 222 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, [...]
Art. 25. 1. Le disposizioni regolamentari di cui all'articolo 206 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto [...]
(G.U. 3 gennaio 2001, n. 2)
a) al comma 2, le parole: "Presso i difensori e i consulenti tecnici non si puÃ² procedere a sequestro" sono sostituite dalle seguenti: "Presso i difensori e gli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, nonchÃ© presso i consulenti tecnici non si puÃ² procedere a sequestro";
1. All'articolo 116 del codice di procedura penale, dopo il comma 3 Ã¨ aggiunto il seguente:
"3-bis. Quando il difensore, anche a mezzo di sostituti, presenta all'autoritÃ giudiziaria atti o documenti, ha diritto al rilascio di attestazione dell'avvenuto deposito, anche in calce ad una copia".
1. All'articolo 197, comma 1, lettera d), del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "nonchÃ© il difensore che abbia svolto attivitÃ di investigazione difensiva e coloro che hanno formato la documentazione delle dichiarazioni e delle informazioni assunte ai sensi dell'articolo 391-ter".
1. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 200 del codice di procedura penale Ã¨ sostituita dalla seguente:
"1-bis. Il giudice, a richiesta del difensore, puÃ² autorizzare il consulente tecnico di una parte privata ad esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano, ad intervenire alle ispezioni, ovvero ad esaminare l'oggetto delle ispezioni alle quali il consulente non Ã¨ intervenuto. Prima dell'esercizio dell'azione penale l'autorizzazione Ã¨ disposta dal pubblico ministero a richiesta del difensore. Contro il decreto che respinge la richiesta il difensore puÃ² proporre opposizione al giudice, che provvede nelle forme di cui all'articolo 127.
1-ter. L'autoritÃ giudiziaria impartisce le prescrizioni necessarie per la conservazione dello stato originario delle cose e dei luoghi e per il rispetto delle persone".
1. Dopo l'articolo 327 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 327-bis. - (AttivitÃ investigativa del difensore). - 1. Fin dal momento dell'incarico professionale, risultante da atto scritto, il difensore ha facoltÃ di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito, nelle forme e per le finalitÃ stabilite nel titolo VI-bis del presente libro.
2. La facoltÃ indicata al comma 1 puÃ² essere attribuita per l'esercizio del diritto di difesa, in ogni stato e grado del procedimento, nell'esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione.
3. Le attivitÃ previste dal comma 1 possono essere svolte, su incarico del difensore, dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando sono necessarie specifiche competenze, da consulenti tecnici".
1. Dopo l'articolo 334 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 334-bis. - (Esclusione dell'obbligo di denuncia nell'ambito dell'attivitÃ di investigazioni difensiva) - 1. Il difensore e gli altri soggetti di cui all'articolo 391-bis non hanno obbligo di denuncia neppure relativamente ai reati dei quali abbiano avuto notizia nel corso delle attivitÃ investigative da essi svolte".
1. Dopo il primo periodo del comma 1 dell'articolo 362 del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente: "Alle persone giÃ sentite dal difensore o dal suo sostituto non possono essere chieste informazioni sulle domande formulate e sulle risposte date".
1. All'articolo 366, comma 1, del codice di procedura penale Ã¨ aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il difensore ha facoltÃ di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di documenti, di estrarne copia".
2. Il comma 2 dell'articolo 366 del codice di procedura penale Ã¨ sostituito dal seguente:
"2. Il pubblico ministero, con decreto motivato, puÃ² disporre, per gravi motivi, che il deposito degli atti indicati nel comma 1 e l'esercizio della facoltÃ indicata nel terzo periodo dello stesso comma siano ritardati, senza pregiudizio di ogni altra attivitÃ del difensore, per non oltre trenta giorni. Contro il decreto del pubblico ministero la persona sottoposta ad indagini ed il difensore possono proporre opposizione al giudice, che provvede ai sensi dell'articolo 127".
1. Dopo il titolo VI del libro quinto del codice di procedura penale Ã¨ inserito il seguente:
Art. 391-bis. - (Colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore). - 1. Salve le incompatibilitÃ previste dall'articolo 197, comma 1, lettere c) e d), per acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell'attivitÃ investigativa. In questo caso, l'acquisizione delle notizie avviene attraverso un colloquio non documentato.
2. Il difensore o il sostituto possono inoltre chiedere alle persone di cui al comma 1 una dichiarazione scritta ovvero di rendere informazioni da documentare secondo le modalitÃ previste dall'articolo 391-ter.
a) della propria qualitÃ e dello scopo del colloquio;
b) se intendono semplicemente conferire ovvero ricevere dichiarazioni o assumere informazioni indicando, in tal caso, le modalitÃ e la forma di documentazione;
d) della facoltÃ di non rispondere o di non rendere la dichiarazione;
f) delle responsabilitÃ penali conseguenti alla falsa dichiarazione.
4. Alle persone giÃ sentite dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero non possono essere richieste notizie sulle domande formulate o sulle risposte date.
5. Per conferire, ricevere dichiarazioni o assumere informazioni da una persona sottoposta ad indagini o imputata nello stesso procedimento, in un procedimento connesso o per un reato collegato, Ã¨ dato avviso, almeno ventiquattro ore prima, al suo difensore la cui presenza Ã¨ necessaria. Se la persona Ã¨ priva di difensore, il giudice, su richiesta del difensore che procede alle investigazioni, dispone la nomina di un difensore di ufficio ai sensi dell'articolo 97.
6. Le dichiarazioni ricevute e le informazioni assunte in violazione di una delle disposizioni di cui ai commi precedenti non possono essere utilizzate. La violazione di tali disposizioni costituisce illecito disciplinare ed Ã¨ comunicata dal giudice che procede all'organo titolare del potere disciplinare.
7. Per conferire, ricevere dichiarazioni o assumere informazioni da persona detenuta, il difensore deve munirsi di specifica autorizzazione del giudice che procede nei confronti della stessa, sentiti il suo difensore ed il pubblico ministero. Prima dell'esercizio dell'azione penale l'autorizzazione Ã¨ data dal giudice per le indagini preliminari. Durante l'esecuzione della pena provvede il magistrato di sorveglianza.
9. Il difensore o il sostituto interrompono l'assunzione di informazioni da parte della persona non imputata ovvero della persona non sottoposta ad indagini, qualora essa renda dichiarazioni dalle quali emergano indizi di reitÃ a suo carico. Le precedenti dichiarazioni non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.
10. Quando la persona in grado di riferire circostanze utili ai fini dell'attivitÃ investigativa abbia esercitato la facoltÃ di cui alla lettera d) del comma 3, il pubblico ministero, su richiesta del difensore, ne dispone l'audizione che fissa entro sette giorni dalla richiesta medesima. Tale disposizione non si applica nei confronti delle persone sottoposte ad indagini o imputate nello stesso procedimento e nei confronti delle persone sottoposte ad indagini o imputate in un diverso procedimento nelle ipotesi previste dall'articolo 210. L'audizione si svolge alla presenza del difensore che per primo formula le domande. Anche con riferimento alle informazioni richieste dal difensore si applicano le disposizioni dell'articolo 362.
11. Il difensore, in alternativa all'audizione di cui al comma 10, puÃ² chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza o all'esame della persona che abbia esercitato la facoltÃ di cui alla lettera d) del comma 3, anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 392, comma 1.
Art. 391-ter. - (Documentazione delle dichiarazioni e delle informazioni). - 1. La dichiarazione di cui al comma 2 dell'articolo 391-bis, sottoscritta dal dichiarante, Ã¨ autenticata dal difensore o da un suo sostituto, che redige una relazione nella quale sono riportati:
b) le proprie generalitÃ e quelle della persona che ha rilasciato la dichiarazione;
2. La dichiarazione Ã¨ allegata alla relazione.
Art. 391-quater. - (Richiesta di documentazione alla pubblica amministrazione). - 1. Ai fini delle indagini difensive, il difensore puÃ² chiedere i documenti in possesso della pubblica amministrazione e di estrarne copia a sue spese.
Art. 391-quinquies. - (Potere di segretazione del pubblico ministero). - 1. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all'attivitÃ di indagine, il pubblico ministero puÃ², con decreto motivato, vietare alle persone sentite di comunicare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine di cui hanno conoscenza. Il divieto non puÃ² avere una durata superiore a due mesi.
2. Il pubblico ministero, nel comunicare il divieto di cui al comma 1 alle persone che hanno rilasciato le dichiarazioni, le avverte delle responsabilitÃ penali conseguenti all'indebita rivelazione delle notizie.
b) le proprie generalitÃ e quelle delle persone intervenute;
d) l'indicazione degli eventuali rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o audiovisivi eseguiti, che fanno parte integrante dell'atto e sono allegati al medesimo. Il verbale Ã¨ sottoscritto dalle persone intervenute.
Art. 391-septies. - (Accesso ai luoghi privati o non aperti al pubblico). - 1. Se Ã¨ necessario accedere a luoghi privati o non aperti al pubblico e non vi Ã¨ il consenso di chi ne ha la disponibilitÃ , l'accesso, su richiesta del difensore, Ã¨ autorizzato dal giudice, con decreto motivato che ne specifica le concrete modalitÃ .
2. Nel caso di cui al comma 1, la persona presente Ã¨ avvertita della facoltÃ di farsi assistere da persona di fiducia, purchÃ© questa sia prontamente reperibile e idonea a norma dell'articolo 120.
3. Non Ã¨ consentito l'accesso ai luoghi di abitazione e loro pertinenze, salvo che sia necessario accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato.
Art. 391-octies. - (Fascicolo del difensore). - 1. Nel corso delle indagini preliminari e nell'udienza preliminare, quando il giudice deve adottare una decisione con l'intervento della parte privata, il difensore puÃ² presentargli direttamente gli elementi di prova a favore del proprio assistito.
2. Nel corso delle indagini preliminari il difensore che abbia conoscenza di un procedimento penale puÃ² presentare gli elementi difensivi di cui al comma 1 direttamente al giudice, perchÃ© ne tenga conto anche nel caso in cui debba adottare una decisione per la quale non Ã¨ previsto l'intervento della parte assistita.
3. La documentazione di cui ai commi 1 e 2, in originale o, se il difensore ne richiede la restituzione, in copia, Ã¨ inserita nel fascicolo del difensore, che Ã¨ formato e conservato presso l'ufficio del giudice per le indagini preliminari. Della documentazione il pubblico ministero puÃ² prendere visione ed estrarre copia prima che venga adottata una decisione su richiesta delle altre parti o con il loro intervento. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il fascicolo del difensore Ã¨ inserito nel fascicolo di cui all'articolo 433.
4. Il difensore puÃ², in ogni caso, presentare al pubblico ministero gli elementi di prova a favore del proprio assistito.
Art. 391-nonies. - (AttivitÃ investigativa preventiva). - 1. L'attivitÃ investigativa prevista dall'articolo 327-bis, con esclusione degli atti che richiedono l'autorizzazione o l'intervento dell'autoritÃ giudiziaria, puÃ² essere svolta anche dal difensore che ha ricevuto apposito mandato per l'eventualitÃ che si instauri un procedimento penale.
2. Il mandato Ã¨ rilasciato con sottoscrizione autenticata e contiene la nomina del difensore e l'indicazione dei fatti ai quali si riferisce.
2. Fuori del caso in cui Ã¨ applicabile l'articolo 234, la documentazione di atti non ripetibili compiuti in occasione dell'accesso ai luoghi, presentata nel corso delle indagini preliminari o nell'udienza preliminare, Ã¨ inserita nel fascicolo previsto dall'articolo 431.
3. Quando si tratta di accertamenti tecnici non ripetibili, il difensore deve darne avviso, senza ritardo, al pubblico ministero per l'esercizio delle facoltÃ previste, in quanto compatibili, dall'articolo 360. Negli altri casi di atti non ripetibili di cui al comma 2, il pubblico ministero, personalmente o mediante delega alla polizia giudiziaria, ha facoltÃ di assistervi.
4. Il verbale degli accertamenti compiuti ai sensi del comma 3 e, quando il pubblico ministero ha esercitato la facoltÃ di assistervi, la documentazione degli atti compiuti ai sensi del comma 2 sono inseriti nel fascicolo del difensore e nel fascicolo del pubblico ministero. Si applica la disposizione di cui all'articolo 431, comma 1, lettera c)".
1. All'articolo 409, comma 2, del codice di procedura penale, il terzo periodo Ã¨ sostituito dal seguente: "Fino al giorno dell'udienza gli atti restano depositati in cancelleria con facoltÃ del difensore di estrarne copia".
1. L'articolo 430 del codice di procedura penale Ã¨ sostituito dal seguente:
"Art. 430 - (AttivitÃ integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore). - 1. Successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio, il pubblico ministero e il difensore possono, ai fini delle proprie richieste al giudice del dibattimento, compiere attivitÃ integrativa di indagine, fatta eccezione degli atti per i quali Ã¨ prevista la partecipazione dell'imputato o del difensore di questo.
2. La documentazione relativa all'attivitÃ indicata nel comma 1 Ã¨ immediatamente depositata nella segreteria del pubblico ministero con facoltÃ delle parti di prenderne visione e di estrarne copia".
1. All'articolo 495 del codice di procedura penale, dopo il comma 4 Ã¨ aggiunto il seguente:
"4-bis. Nel corso dell'istruzione dibattimentale ciascuna delle parti puÃ² rinunziare, con il consenso dell'altra parte, all'assunzione delle prove ammesse a sua richiesta".
1. All'articolo 371-bis del codice penale, dopo il secondo comma Ã¨ aggiunto il seguente:
1. Dopo l'articolo 371-bis del codice penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 371-ter. - (False dichiarazioni al difensore). - Nelle ipotesi previste dall'articolo 391-bis, commi 1 e 2, del codice di procedura penale, chiunque, non essendosi avvalso della facoltÃ di cui alla lettera d) del comma 3 del medesimo articolo, rende dichiarazioni false Ã¨ punito con la reclusione fino a quattro anni.
1. Dopo l'articolo 379 del codice penale Ã¨ inserito il seguente:
"Art. 379-bis. - (Rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale). - Salvo che il fatto costituisca piÃ¹ grave reato, chiunque rivela indebitamente notizie segrete concernenti un procedimento penale, da lui apprese per avere partecipato o assistito ad un atto del procedimento stesso, Ã¨ punito con la reclusione fino a un anno. La stessa pena si applica alla persona che, dopo avere rilasciato dichiarazioni nel corso delle indagini preliminari, non osserva il divieto imposto dal pubblico ministero ai sensi dell'articolo 391-quinquies del codice di procedura penale".
3. All'articolo 377, primo comma, del codice penale, dopo le parole: "davanti all'autoritÃ giudiziaria ovvero" sono inserite le seguenti: "alla persona richie- sta di rilasciare dichiarazioni dal difensore nel corso dell'attivitÃ investigativa, o alla persona chiamata" e dopo le parole: "371-bis," sono inserite le seguenti: "371-ter,".
1. L'articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, come modificato dall'articolo 22 della legge 8 agosto 1995, n. 332, Ã¨ abrogato.
"4. Ai fini di quanto disposto dall'articolo 103, commi 2 e 5, del codice, il difensore comunica il conferimento dell'incarico previsto dal comma 2 del presente articolo all'autoritÃ giudiziaria procedente".

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
in fine

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10
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Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15
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Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

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Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25
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Art. 391

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