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Timestamp: 2017-11-25 02:03:05+00:00

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informazione | La conoscenza rende gli uomini liberi
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Pubblicato: gennaio 7, 2011 in articoli, giustizia, manipolazione della realtà
Tag:giustizia, informazione, sicurezza, vergogne italiane
Ecco un bell’articolo che riassume a cosa va incontro il sistema della giustizia. Giusto per far capire anche ai più “duri di comprendonio” che questo non è il governo della sicurezza. Per lo meno non quella dei cittadini onesti.
Romeni, immigrazione e delinquenza – facciamo chiarezza –
Pubblicato: marzo 26, 2009 in articoli, manipolazione della realtà
Tag:delinquenza, informazione, romeni, stranieri
Pubblicato: marzo 13, 2008 in articoli
”Siamo nella più completa e colpevole illegalità”
“Un’informazione distante e distinta dai partiti, al servizio dei cittadini e non in una condizione di sudditanza col potere. In cui si rimetta in gioco la satira e quegli straordinari talenti come Corrado e Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Crozza (e mi dispiace per quelli che dimentico), che in questi anni sono stati umiliati”. Questo è il modello di televisione di Francesco Di Stefano, l’imprenditore proprietario di Europa7. Nel luglio 1999, Europa 7 ottiene dallo Stato Italiano la concessione per una rete nazionale, Retequattro no. La seconda continua a trasmettere. la prima non ha mai iniziato. Dal Parlamento europeo al Consiglio d’Europa è un susseguirsi continuo di sentenze favorevoli al gruppo di Di Stefano. Fino all’ultima del 31 gennaio 2008: la Corte di Giustizia Europea riconosce ad Europa 7 il diritto ad avere le frequenze per trasmettere. “Questa vicenda è una follia di dimensioni incredibili” commenta l’imprenditore ad Articolo21.
La campagna elettorale è nella sua fase più calda. Il tema dei media e dell’informazione però non sembra prioritario per i vari schieramenti in campo.
Assolutamente no. E invece dovrebbe esserlo. E non lo dico solo per quanto riguarda la vicenda di Europa7 ma in virtù di una riflessione da rovesciare completamente sul versante dei media, della libertà di informazione, del conflitto di interessi, delle sentenze europee.
La sentenza che le ha dato ragione resta inapplicata.
Onestamente mi sembra che il Partito Democratico se ne sia dimenticato del tutto. E a mio avviso tutto ciò non è casuale.
Magari non c’è stato il tempo sufficiente per occuparsene, la legislatura è durata meno della metà del mandato…
Non è un problema di tempo ma di volontà e di scelte. A me sembra che su questa vicenda ci sia un vero e proprio accordo con Berlusconi. Il primo risale a tanti anni fa con la sostanziale ammissione di Violante. Adesso non so se l’accordo sia sempre lo stesso ma le cose non sono affatto cambiate e la Gentiloni non invertiva di certo questa tendenza…
L’informazione e i media sono al dodicesimo punto del programma del Partito Democratico: si parla di assegnazione delle frequenze secondo le direttive Ue e di rispetto delle sentenze della Consulta.
Cosa significa? Che vanno fatte nuove gare? Perchè non si afferma in quel capitolo che c’è una sentenza della Corte di Giustizia europea che doveva già, e lo ripeto… già essere eseguita? Un programma che non menziona affatto questa sentenza inequivocabile mi porta automaticamente a pensare che ci sia un accordo tra Veltroni e Berlusconi.
La Corte di Giustizia europea non è l’organo più cretino del mondo ma il Tribunale, l’organo più importante in Europa. Se una sentenza ti obbliga ad assegnare immediatamente delle frequenze occupate illegalmente cosa si aspetta a farlo?
L’apparentamento con il Partito Democratico da parte dell’Italia dei Valori che su questa vicenda si è sempre battuta non la rende almeno un po’ ottimista?
Su Di Pietro abbiamo sempre contato perché la sua è stata una battaglia sulla legalità a 360 gradi. Ci contiamo molto ma penso che, all’interno del Pd, dovrà come al solito sgomitare per far interessare anche altri.
Giuseppe Giulietti, probabile candidato con l’Idv intende iniziare la sua campagna elettorale proprio dagli studi di Europa7.
Sono molto contento di questo sodalizio tra Di Pietro e Giulietti, perchè mette insieme due campioni della legalità, uno sulla giustizia l’altro su media. Il fatto che Giulietti voglia partire proprio dagli studi di Europa7 conferma il mio giudizio di un esponente politico, rarissimo, che si è sempre battuto, concretamente e autonomamente, per i diritti e per la libertà d’informazione.
Qual è per Europa7 l’iter da qui alle prossime settimane?
Aspettiamo la fissazione dell’udienza al Consiglio di Stato per la sentenza ultima sul risarcimento e sull’ottemperanza delle frequenze. Ma contemporaneamente sia il Ministero che l’Autorità preposte devono ottemperare perchè, formalmente, sono già nell’illegalità.
C’è la campagna elettorale, poi le elezioni, poi i vari insediamenti. Teme che questo lasso di tempo allungherà ulteriormente i tempi per una soluzione?
E’ ovvio purtroppo, e nel frattempo i cittadini continuano a pagare il prezzo di una pesante situazione in cui Mediaset si è arricchita e chi doveva legittimamente occupare uno spazio ne è stato privato.
Voi sareste già pronti a trasmettere…
Lo siamo dal 1999. Potremmo cominciare immediatamente.
E da otto anni siamo qui ad attendere. E’ una follia di dimensioni incredibili.
Che televisione ha in mente di fare?
Quella che manca da tanti anni non essendoci più alcuna concorrenza in questo paese. Un’informazione distante e distinta dai partiti, al servizio dei cittadini e non in una condizione di sudditanza col potere. In cui si rimetta in gioco la satira e quegli straordinari talenti come Corrado e Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Crozza (e mi dispiace per quelli che dimentico), che in questi anni sono stati umiliati.
Alexander Stille qualche giorno fa in una lezione all’Auditorium ha dipinto un quadro inesorabile dell’informazione televisiva italiana per oltre il 70% dominata dagli interventi degli esponenti politici…
L’informazione italiana vive in una condizione di manipolazione totale. E di gestione truffaldina, Parlo di quella televisiva ovviamente.
E allora chiudiamo con quella “cartacea”. Lei ha espresso interesse per il quotidiano l’Unità. La trattativa è ancora aperta?
Abbiamo ricevuto da poco i conti del giornale e quindi da poco abbiamo cominciato ad approfondirli. Purtroppo è una questione che capita nel momento più sbagliato perché la battaglia di Europa7, dopo la sentenza del 31 gennaio è nella fase più viva. Ma se ci danno un po’ di tempo – visto che all’Unità siamo molto interessati – cercheremo di occuparci di entrambe le cose.
crisi umanitarie ignorate – informazione assente –
Informazione indietro tutta
Maglia nera per i Tg Rai e Mediaset: nel 2007 hanno dedicato alle crisi umanitarie l’8% delle notizie trasmesse (6426 notizie su un totale di 83.200). Nel 2006 la quota, già scarsa, era il 10%. Informazione dunque a passo di gambero e sempre piu’ scandalosamente distratta dai drammi che vivono milioni di persone nel mondo.E’ la radiografia del rapporto annuale di Medici senza Frontiere, analisi realizzata in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, delle principali edizioni (diurna e serale) dei telegiornali Rai e Mediaset.
Le dieci crisi umanitarie più ignorate sono: Somalia, Zimbabwe, tubercolosi, malnutrizione infantile, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo, Colombia, Birmania, Repubblica Centraficana e Cecenia.
E continua la tendenza provinciale dei nostri Tg di parlare di contesti di crisi solo laddove riconducibili a eventi o personaggi italiani o comunque occidentali. Della guerra in Sri Lanka, per fare solo un esempio, si parla esclusivamente in occasione del ferimento dell’ambasciatore italiano….
Alla malnutrizione, che ogni anno uccide cinque milioni di bambini sotto i 5 anni, dedicate solo 18 notizie, la maggior parte in relazione ai generici appelli del papa contro la fame nel mondo.
All’Aids, che uccide due milioni di persone l’anno, 54 notizie.
Alla malaria, una vittima ogni 3 secondi, solamente 3.
Va leggermente meglio solo per il Darfur che ha visto una copertura mediatica maggiore rispetto al 2006…effetto anche dell’impegno di personaggi celebri nel mondo dello spettacolo.
Per MSF, che opera in 65 paesi del mondo, “è importante che i media si impegnino per informare sulla realtà dei tanti contesti di crisi nel mondo perché raccontare significa sollevare problemi che altrimenti resterebbero nascosti e richiamare alle proprie responsabilità nei confronti delle popolazioni in pericolo i governi e le istituzioni. Ed è importante anche perché i cittadini italiani hanno il diritto di essere informati sulle tante crisi umanitarie, perché non è vero, come viene spesso affermato, che queste non interessano: lo dimostrano le centinaia di migliaia di cittadini italiani che con donazioni aiutano MSF e i 30 mila italiani che l’anno scorso hanno aderito alla campagna di MSF “Dimmi di più” chiedendo un’informazione più attenta alle crisi umanitarie”.
Aderiamo in pieno, ovviamente, e pronostichiamo un paradosso: alla pubblicazione del rapporto annuale di MSF i nostri Tg dedicheranno forse qualche minuto di falsa coscienza. Subito dopo continueranno a oscurare le crisi umanitarie dimenticate.
Con dovizia di particolari, continueranno invece ad aggiornarci su ogni insignificante dettaglio di indagine dei delitti privati del cortile di casa nostra.
chi vota il pdl
Pubblicato: marzo 12, 2008 in articoli
l partito di berlusconi gode della maggior percentuale di «fedeltA’»
Chi vota il Popolo della libertà
Gli elettori sono soprattutto uomini, con un titolo di studio-medio basso. Molti si dicono cattolici praticanti
Fini e Berlusconi (Tam Tam)
Il Popolo delle Libertà è la creazione di Berlusconi in vista delle prossime elezioni. Si tratta, secondo alcuni, della risposta del Cavaliere alla nascita del PD e alla decisione di quest’ultimo di correre da solo, sconvolgendo così tutti gli equilibri politici precedenti. Berlusconi nega questa genesi del suo partito e sottolinea come da diversi anni egli sogni la formazione di questa nuova forza politica che, nei suoi progetti, dovrebbe aggregare tutto il centrodestra.
IL MERCATO ELETTORALE DEL PDL – Al di là della disputa sulla sua origine, va riconosciuto che il Pdl ha subito conquistato la maggioranza relativa dei consensi. Oggi, secondo la maggior parte dei sondaggi, esso si attesta tra il 38 e il 41%. Si tratta di una quota ampia di elettorato, accanto alla quale va considerato il segmento di votanti potenziali, costituito da coloro che, pur non avendo deciso ancora la loro opzione, “prendono in considerazione” il PDL. È un bacino potenziale stimabile in circa un ulteriore 5%, presente lungo tutto l’arco politico: infatti gli appartenenti al segmento in cui il PDL potrebbe espandersi ulteriormente votano oggi perlopiù per la Lega Nord o per l’Unione di Centro, ma ve n’è una quota presente anche nel PD, ciò che mostra come queste elezioni siano caratterizzate da un’ampia mobilità potenziale.
Naturalmente, però, il PDL potrebbe, nelle prossime settimane, subire anche una contrazione di voti. Occorre dire che una buona parte degli elettori attuali del PDL si dichiara totalmente fedele, affermando di non prendere in considerazione nessun altro partito per il voto. Da questo punto di vista, il PDL è il partito che gode della maggior percentuale in assoluto di elettori “fedeli”: il 39%. Ma, come nelle altre forze politiche, resta il fatto che la maggior parte dei votanti attuali per il PDL dichiari di non essere completamente “certa” del proprio voto e non escluda, all’ultimo momento di scegliere un’altra forza politica. Le più gettonate dai votanti attuali del PDL come possibile alternativa sono la Lega Nord, La Destra e, in misura minore, l’Unione di Centro e la Lista di Ferrara. Ma anche in questo caso, si rileva come una quota non indifferente – l’11% – degli elettori attuali del PDL “prende in considerazione” il PD.
LE CARATTERISTICHE DEGLI ELETTORI DEL PDL – Dal punto di vista dei connotati socio-economici, il Popolo delle Libertà si caratterizza con un elettorato tendenzialmente più maschile che femminile e distribuito quasi uniformemente in tutte le classi di età. Similmente a quanto accadeva per Forza Italia, esso si connota con una presenza assai più accentuata di persone con titolo di studio medio-basso e, di converso, una minore incidenza di laureati. Buona parte degli elettori del PDL si dichiara cattolica praticante, sebbene in misura moderata: vanno infatti a Messa grossomodo due volte al mese.
LE PROSPETTIVE FUTURE – Sulla base del suo seguito attuale, il PDL potrebbe conquistare, grazie al premio di maggioranza, la predominanza assoluta degli eletti alla Camera dei Deputati. Più controversa è la situazione al Senato. Qui, come si sa, il premio di maggioranza viene calcolato su base regionale e, di conseguenza, l’assegnazione dei seggi dipende dai risultati in ciascuno di questi contesti territoriali. Allo stato attuale, le analisi più sofisticate suggeriscono l’esistenza di una maggioranza per il PDL anche al Senato. Se, tuttavia, il vantaggio del Cavaliere sui suoi oppositori dovesse nelle prossime settimane decrescere, la situazione potrebbe farsi più critica e ci si potrebbe trovare in una circostanza simile a quella verificatasi con il Governo Prodi che dovette far fronte ad una maggioranza insicura al Senato. Con l’aggravante che, questa volta, i Senatori a vita farebbero parte tendenzialmente dell’opposizione.
Tag:informazione, politiche 2008
Chi vota, chi.
Il partito di berlusconi gode della maggior percentuale di «fedeltà»
Il sondaggio (qui sotto)
DEMOS EURISKO 20 feb 08 39,0
DEMO POLIS 28 feb 08 40,0
EUROMEDIA 01 mar 08 38,0
CRESPI 03 mar 08 37,9
IPSOS 03 mar 08 38,9
SWG 03 mar 08 36,5
DEMOSKOPEA 04 mar 08 40,5
ISPO 04 mar 08 39,5
LORIEN CONSULTING 06 mar 08 37,0
IPR 06 mar 08 38,5
DIGIS 09 mar 08 41,1
BACINO POTENZIALE % INTENZIONI DI VOTO ATTUALE %
49,0 39,5
Sondaggio ISPO per Corriere della Sera
Campione rappresentativo della popolazione italiana in età adulta per sesso, età, titolo di studio, condizione professionale, area geografica, ampiezza comune di residenza
Periodo di rilevazione: febbraio-marzo 2008
Metodo di rilevazione dei dati: CATI
Casi: 987
Margine di approssimazione: 3%
Elaborazione dati: SPSS

References: Articolo21
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