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Timestamp: 2018-12-15 07:14:29+00:00

Document:
N. 04555/2011 REG.RIC.
N. 04009/2015REG.PROV.COLL.
N. 04557/2011 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 4555 del 2011, proposto da:
Comune di Cisternino, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Pellegrino, con domicilio eletto presso Giovanni Pellegrino in Roma, corso del Rinascimento, 11;
Emma Manzionna, Andrea Moreno, rappresentati e difesi dall'avv. Luigi D'Ambrosio, con domicilio eletto presso Alfredo Placidi in Roma, Via Cosseria N. 2;
Regione Puglia, Provincia di Brindisi, non costituiti in giudizio.
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;
sul ricorso di cui al numero di registro generale 4557 del 2011, proposto da:
Comune di Cisternino, rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Pellegrino, con domicilio eletto presso Giovanni Pellegrino in Roma, corso del Rinascimento, 11;
Legambiente Onlus, Regione Puglia, Provincia di Brindisi;
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;
quanto al ricorso n. 4557 del 2011:
della sentenza del T.a.r. Puglia - Sez. Staccata Di Lecce: Sezione I n. 00403/2011, resa tra le parti, concernente esclusione dall'applicazione della procedura di valutazione impatto ambientale concernente lavori di completamento strada provinciale - approvazione variante prg
quanto al ricorso n. 4555 del 2011:
della sentenza del T.a.r. Puglia - Sez. Staccata Di Lecce: Sezione I n. 00405/2011, resa tra le parti, concernente approvazione variante urbanistica p.r.g. - occupazione di urgenza e determinazione indennità di esproprio - valutazione impatto ambientale
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Emma Manzionna e di Andrea Moreno e di Soprintendenza Per i Beni Archeologici della Puglia e di Soprintenenza Per i Beni Archeologici della Puglia;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 maggio 2015 il Cons. Giulio Veltri e uditi per le parti gli avvocati Gianluigi Pellegrino su delega dell'avvocato Giovanni Pellegrino, Luigi D'Ambrosio e l'Avvocato dello Stato Giulio Bacosi Gianluigi Pellegrino su delega dell'avvocato Giovanni Pellegrino e l'Avvocato dello Stato Giulio Bacosi;
Oggetto del presente contenzioso sono gli atti relativi al 4° lotto della “strada dei colli” progettata per collegare il centro turistico di Ostuni a quello di Laureto di Fasano, finanziata con fondi CIPE, e dichiarata di rilevanza strategica.
In particolare, a seguito della positiva conclusione della conferenza di servizi tra Regione, Provincia di Brindisi, Comune di Cisternino e Soprintendenza archeologica statale, nonché a seguito della determinazione provinciale di esclusione dalla VIA (n. 1471 del 21 settembre 2009) e del parere regionale di compatibilità paesaggistica (n. 1880 del 15 ottobre 2009), il Comune di Cisternino approvava, con delibera consiliare del 27 ottobre 2009, il progetto preliminare di opera pubblica con conseguente adozione di variante allo strumento urbanistico, dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e apposizione del relativo vincolo.
Successivamente, con ulteriore delibera consiliare n. 57 del 25 novembre 2009 era definitivamente approvata la variante generale al PRG.
Gli atti erano impugnati, con separati ricorsi, da Legambiente Nazionale Onlus (662/2010 Reg. ric.) e dai sigg.ri Emma Manzionna e Andrea Moreno (1880/2009 reg. ric.) quest’ultimi interessati anche da un provvedimento di occupazione in via d’urgenza.
Il TAR, con le sentenze in epigrafe indicate, superate le eccezioni preliminari, accoglieva entrambi i ricorsi, accertando, in estrema sintesi, che: a) il parere della commissione edilizia non è stato considerato; b) si è escluso l’assoggettamento a VIA con motivazione del tutto generica; c) analogo vizio motivazionale sussiste anche a carico dell’autorizzazione regionale “in deroga al PUTT”.
Le sentenza sono ora gravate con due distinti appelli dal Comune di Cisternino.
Secondo l’appellante il TAR non avrebbe correttamente vagliato le eccezioni di inammissibilità del ricorso (difetto di interesse, mancata impugnazione di atti preliminari); il parere della commissione edilizia non sarebbe necessario; gli atti sarebbero sufficientemente motivati.
In vista dell’udienza di discussione le parti hanno presentato documenti e memorie: in particolare è emerso che, nelle more del giudizio d’appello, il Comune, su impulso della Regione (che nel frattempo ha adottato il nuovo piano paesaggistico) ha rivisitato il progetto, adeguandolo al contesto ambientale. Sulla base di ciò i sigg.ri Manzionna e Moreno hanno eccepito l’inammissibilità e comunque l’improcedibilità dell’appello per intervenuta acquiescenza.
Le cause sono state entrambe chiamate e trattenute in decisione alla pubblica udienza del 5 maggio 2015.
Gli appelli possono essere riuniti e decisi congiuntamente, incentrandosi sulla medesima vicenda amministrativa.
E’ dirimente verificare preliminarmente il fondamento dell’eccezione di improcedibilità del gravame.
Gli appellati in particolare assumono che l’Ente si è determinato ad avviare un procedimento di variante conforme alle prescrizioni della Regione Puglia e dichiaratamente volto ad emendare il progetto dai vizi rilevati dal Tar Lecce nella sentenza impugnata, con il conseguente venir meno dell’interesse ad una riforma della stessa.
Il Comune di Cisternino, da canto suo, ha osservato come, nella specie, un problema di sopravvenuta carenza di interesse non possa porsi poiché:
- l’istruttoria utile all’approvazione della variante urbanistica “concordata” con la Regione non sarebbe ancora conclusa;
- anche la procedura di riprogrammazione del finanziamento originario non sarebbe stata avviata;
- l’auspicata riforma della sentenza potrebbe consentire al Comune di realizzare l’opera in virtù della piena efficacia e validità di tutti gli atti impugnati, nonchè di abbandonare il percorso procedimentale avviato nelle more, comunque di non celere definizione e quindi tale da compromettere definitivamente il finanziamento concesso in relazione al progetto originario.
Ritiene il Collegio che, alla luce dell’evoluzione della vicenda e del comportamento dell’ente appellante e degli altri enti coinvolti nella cura degli interessi rilevanti, non vi siano più i presupposti sostanziali e processuali per la prosecuzione del giudizio.
All’indomani della sentenza del TAR Puglia si è riunita la conferenza di servizi tra il Comune di Cisternino, la Provincia di Brindisi e la Regione Puglia: in quella sede la Regione ha dichiarato che non si sarebbe associata ai propositi di gravame del Comune, avuto anche riguardo all’adottato PPTR che introduce obiettivi di qualità paesaggistica sicuramente non compatibili con il progetto. Successivamente, su impulso del Comune, essa ha elaborato e reso disponibili linee guida per rendere l’infrastruttura compatibile con le finalità di tutela paesaggistica; ed il Comune di Cisternino, con deliberazione di GM n. 89 del 4/6/2013, ha manifestato l’esigenza di approvare una variante progettuale per superare e risolvere le criticità ambientali del progetto originario, provvedendo ad affidare il relativo incarico di progettazione.
Così ricostruita le vicenda amministrativa è evidente che non è nell’interesse di nessuno degli enti pubblici coinvolti, quello di realizzare un’opera pubblica che, anche a prescindere dalla correttezza e condivisibilità delle statuizioni di prime cure, oggi confligge con il quadro di tutela ambientale vigente, così come pacificamente accertato dalla Regione nella sua qualità di ente coinvolto nel procedimento decisorio.
Il timore di perdere il finanziamento CIPE – valorizzato dalla difesa del comune di Cisternino - seppur rilevante ed importante avuto riguardo alla scarsità dei fondi pubblici, non può certo essere tale da controbilanciare, nel contemperamento degli interessi pubblici rilevanti, il sicuro pregiudizio al paesaggio che deriverebbe dalla realizzazione dell’opera secondo l’iniziale e contestata progettazione. E, del resto, negli atti si legge della concorde volontà degli enti di chiedere al CIPE la riprogrammazione dell’opera strategica.
Può allora concludersi che dal comportamento serbato dagli enti successivamente alla sentenza – comune di Cisternino compreso – siccome caratterizzato da uno spontaneo ed attento esame dei contenuti del Piano paesaggistico, poi sfociato nella spontanea riedizione della progettazione secondo linee guida che ne assicurino la stretta sostenibilità ambientale, emerge, con oggettività, un’aggiornata valutazione degli interessi pubblici complessivi incompatibile con la volontà di proseguire il giudizio sui vecchi atti ed ottenerne la riviviscenza.
Avuto riguardo alla descritta evoluzione ed all’esito del giudizio appare equo compensare le spese di lite.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) definitivamente pronunciando sugli appelli, come in epigrafe proposti, li dichiara entrambi improcedibili, secondo quanto chiarito in motivazione.

References: sentenza 
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