Source: http://docplayer.it/14279078-Sommario-norme-del-documento-di-piano-3.html
Timestamp: 2018-03-22 01:18:25+00:00

Document:
SOMMARIO. Norme del Documento di Piano 3 - PDF
SOMMARIO. Norme del Documento di Piano 3
Download "SOMMARIO. Norme del Documento di Piano 3"
Costantino Poli
3 SOMMARIO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI, ATTUAZIONE E GESTIONE DEL PGT... 5 Art. 1. Oggetto e obiettivi del PGT... 5 Art. 2. Contenuto del Documento di Piano... 6 Art. 3. Criteri e procedure di negoziazione... 8 Art. 4. Rinvio ad altre disposizioni difformità e contrasti tra disposizioni, deroghe... 9 Art. 5. Applicazione della perequazione Art. 6. Applicazione della Premialità per le prestazioni degli edifici TITOLO II SISTEMA INSEDIATIVO E AMBIENTALE Art. 7. Articolazione e struttura del PGT: Sistemi e componenti Art. 8. Articolazione delle componenti del Sistema insediativo Art. 9. Obiettivi e componenti della Città della Trasformazione Art. 10. Prescrizioni generali per i piani attuativi, i piani di settore e ogni altro intervento sul Art. 11. territorio Norme generali per le Aree di trasformazione - Individuazione di aree ed ambiti assoggettati a piano attuativo Art. 12. Prescrizioni per gli interventi nelle Aree di trasformazione Schede normative Art. 13. Corridoi ecologici Art. 14. Modificazioni del perimetro IC del Parco del Ticino Art. 15. Aree Speciali Art. 16. Aree strategiche di qualificazione ambientale Art. 17. Piano Paesistico Comunale Art. 18. Osservatorio per il monitoraggio dell attuazione del.. 20 Norme del Documento di Piano 3
4 Norme del Documento di Piano 4
5 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI, ATTUAZIONE E GESTIONE DEL PGT Art. 1. Oggetto e obiettivi del PGT 1. Il (PGT) è un progetto urbanistico unitario per il territorio comunale che si pone quali obiettivi: a) promuovere politiche per lo sviluppo economico e sociale dei residenti b) mantenere e risanare i caratteri paesistico-ambientali e di abitabilità del territorio; c) organizzare la rete di mobilità urbana e intercomunale; d) migliorare i servizi a carattere locale, urbano e sovracomunale; e) valorizzare le risorse ambientali, storiche, economiche del territorio; 2. Il si attua utilizzando i meccanismi di compensazione, perequazione e incentivazione, finalizzati ad un equa ripartizione dei benefici economici derivanti dalle trasformazioni del territorio, qualora ciò non contrasti con gli interessi pubblici generali. 3. Il Piano di Governo del territorio, ai sensi della l.r. 11 marzo 2005, n. 12, è costituito dal Documento di Piano, dal Piano dei Servizi e dal Piano delle Regole. 4. Il : a) ha contenuti compatibili e coerenti con i Piani Territoriali Sovracomunali, e in particolare con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia e il Piano Territoriale Paesistico della Regione e il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco del Ticino; b) esplica la propria efficacia, disciplinando, anche con le norme di Piani Settoriali allegati, interventi di completamento, trasformazione urbanistica ed edilizia e vincoli sia di natura strategica, a carattere paesistico, sia operativa a breve e medio termine; c) è redatto con riferimento alle risultanze del documento appositamente predisposto per la procedura di Valutazione Ambientale Strategica; d) in conformità all art. 4, l.r. 11 marzo 2005, n. 12, è stato redatto e sottoposto alla valutazione ambientale e ne è stata valutata la sostenibilità ambientale; e) individua e norma, attraverso il Piano delle Regole, le destinazioni private del suolo e degli edifici, le modalità di intervento sulle parti edificate e le aree a destinazione agricola; f) individua e norma, attraverso il Piano dei Servizi le destinazioni pubbliche per programmare la dotazione di aree e opere per servizi pubblici e di interesse pubblico, locale, urbano e territoriale. Tra esse sono comprese le aree a verde pubblico che costituiscono corridoi ecologici di valore paesistico, per la fruizione da parte della popolazione e per la tutela della presenza di specie vegetali ed animali. 5. Nella normativa che segue ed in quella relativa agli altri elaborati del PGT, di cui al comma 3, la dizione assume il significato di tutti i documenti che costituiscono il (Documento di Piano, Piano dei Servizi e Piano delle Regole) 6. Nella normativa che segue, la dizione adozione del PGT assume il significato adozione del primo dei documenti costituenti il PGT ; la dizione approvazione del Norme del Documento di Piano 5
6 PGT assume il significato di approvazione dell ultimo dei documenti costituenti il PGT. 7. All interno del PGT le varie parti del territorio comunale sono designate con lettere seguite o meno da numeri; tali designazioni sono puramente convenzionali e non hanno riferimento alcuno rispetto alla classificazione delle Zone omogenee operata dal D.M. 2 aprile 1968, n Art. 2. Contenuto del Documento di Piano 1. Il Documento di Piano definisce: a) il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune, anche sulla base delle proposte dei cittadini singoli o associati e tenuto conto degli atti di programmazione provinciale e regionale. Può inoltre eventualmente proporre le modifiche o le integrazioni della programmazione provinciale e regionale che si ravvisino necessarie; b) il quadro conoscitivo del territorio comunale, come risultante dalle trasformazioni avvenute, individuando i grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilità, le aree a rischio o vulnerabili, le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storico-monumentale, e le relative aree di rispetto, i siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario, gli aspetti socio-economici, culturali, rurali e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l assetto tipologico del tessuto urbano e ogni altra emergenza del territorio che vincoli la trasformabilità del suolo e del sottosuolo; c) l assetto geologico, idrogeologico e sismico anche mediante rinvio ad appositi studi. 2. Sulla base degli elementi di cui al comma 1, il Documento di Piano: a) individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione che abbiano valore strategico per la politica territoriale. Ne indica i limiti e le condizioni di sostenibilità ambientale e di coerenza con le previsioni di livello sovracomunale; b) determina gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT; nella definizione di tali obiettivi il Documento di Piano tiene conto della riqualificazione del territorio, della minimizzazione del consumo del suolo, della definizione dell assetto viabilistico e della mobilità, nonché della possibilità di utilizzazione e di miglioramento dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche a livello sovracomunale; c) determina, in coerenza con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, le politiche di intervento per la residenza, le disponibilità ed opportunità di edilizia convenzionata e/o in Piani di Zona nonché le eventuali politiche per l edilizia residenziale pubblica, le attività produttive primarie, secondarie e terziarie, comprese quelle della distribuzione commerciale, evidenziando le scelte di rilevanza sovracomunale; d) dimostra la compatibilità delle politiche di intervento elencate alla lettera c) con le risorse economiche attivabili da parte dalla pubblica amministrazione, e con riguardo agli effetti indotti sul territorio dei comuni contigui; e) individua, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, gli ambiti di trasformazione; definisce su di essi criteri di intervento, finalizzati alla tutela ambientale, paesaggistica, storico-monumentale, ecologica, geologica, Norme del Documento di Piano 6
7 idrogeologica e sismica, quando in tali ambiti siano comprese aree che presentano nella documentazione conoscitiva aspetti rilevanti sotto quei profili; f) determina, in conformità a quanto disposto dalla l.r. 12/2005, art. 8, lett. f), le modalità di recepimento delle previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovracomunale e la eventuale proposizione, a tali livelli, di obiettivi di interesse comunale; g) definisce i criteri di perequazione, di compensazione e di incentivazione. 3. In particolare per la definizione degli obiettivi di cui al comma 2, punto b) il Documento di Piano indica nel periodo di 5 anni della sua validità la possibilità edificatoria e la dotazione di servizi previste. 4. Le quantità sotto indicate, da definire puntualmente in sede di progettazione esecutiva, fanno riferimento all applicazione dell indice territoriale massimo, compreso l eventuale 0,05 mq/mq di Slp a disposizione del Comune, e della percentuale di ripartizione funzionale indicativa per ogni tipologia di destinazione, come previsto all Art. 11 e all Art. 5 delle presenti norme. 5. La quota di 0,05 mq/mq di Slp di cui al precedente comma 4, rappresenta una dotazione che l Amministrazione si riserva di individuare per il conseguimento degli obiettivi del PGT e in particolare per: a) la ricomposizione formale e funzionale dell asse di Via Roma, da attuarsi tramite indizione di bando di evidenza pubblica; b) la soluzione di problematiche specifiche ed esigenze di trasferimenti volumetrici che dovessero insorgere nelle zone di completamento ovvero nelle aree della città consolidata come definite dal piano delle Regole; c) la collocazione delle volumetrie generate dalle aree a servizi. 6. Il Documento di Piano non contiene previsioni che producano effetti diretti sul regime giuridico dei suoli; tutte le previsioni relative ad aree private in esso contenute acquistano efficacia, sotto il profilo del consolidamento di diritti privati, o nelle previsioni del Piano dei Servizi o del Piano delle Regole, ovvero nei contenuti degli Strumenti attuativi del PGT, una volta approvati ai sensi di legge. Ne consegue che gli effetti conformativi saranno da riconoscere solo ai piani o programmi attuativi, da approvarsi con riferimento alle presenti norme e a seguito di procedura di negoziazione secondo quanto previsto al successivo Art L indice edificatorio territoriale relativo alle aree di trasformazione è da verificare puntualmente in sede di pianificazione esecutiva, con particolare riferimento al conseguimento della quota incrementale come definita all Art. 5 e Art. 6. E fatto salvo il valore prescrittivo del valore massimo di edificazione possibile come indicato nelle schede. 8. Il Documento di Piano ha validità quinquennale ed è sempre modificabile, previa procedura di valutazione ambientale di ogni variante del medesimo, in conformità all art. 4, comma 2, l.r. 12/ In sede di prima applicazione della l.r. 11 marzo 2005, n. 12 sul territorio comunale, la presente normativa del Documento di Piano contiene alcune formulazioni normative necessarie alla sua applicazione, che, una volta recepite secondo le indicazioni specifiche negli altri documenti del PGT, potranno essere omesse in sede di modifica del presente o di approvazione di un nuovo Documento di Piano alla sua scadenza quinquennale. Norme del Documento di Piano 7
8 Art. 3. Criteri e procedure di negoziazione 1. Dati i limiti che, in forza di quanto disposto dall art. 8 comma 2, lett.e) e comma 3 della L.r. n. 12 dell 11 marzo 2005, sono da riconoscere alle previsioni del presente documento di Piano relative alle aree di trasformazione e data l esigenza di approfondimenti preordinati alla definizione delle scelte di massima relative agli ambiti stessi (necessaria perché si configuri la loro conformazione edificatoria), si prevede che, di norma, prima della redazione del progetto di un piano attuativo di iniziativa privata relativo ad una delle aree di trasformazione, venga avviata una procedura di negoziazione in applicazione delle disposizioni di cui ai comma successivi. 2. Le negoziazioni dei cui al precedente comma dovranno trovare svolgimento e giungere, ove possibile, a conclusione in applicazione dei seguenti criteri in parte prescrittivi, in parte orientativi. 3. Il confronto pubblico-privato dovrà valere al fine di: a) Migliorare l integrazione col contesto urbano e ridurre l impatto indotto sull ambiente dai nuovi interventi e dai relativi nuovi carichi insediativi dando attuazione alle linee di indirizzo indicate nelle schede delle aree di trasformazione. A tale fine, con riguardo alle aree a destinazione commerciale, possono essere valutate opzioni di integrazione funzionale tra le aree commerciali destinate alle Grandi strutture di vendita. Tale integrazione potrà attuarsi attraverso l'individuazione di uno specifico comparto di intervento relativo alle aree interessate e potrà prevedere anche una parziale traslazione di volumetria tra le diverse aree interessate, fatto salvo il soddisfacimento degli standard urbanistici complessivamente previsti e delle prescrizioni urbanistiche ed edilizie riportate nelle schede progettuali dell'elaborato A 25. Tale procedura potrà essere attuata con un Piano di inquadramento redatto dall'amministrazione Comunale su richiesta dei proprietari delle aree interessate. b) Verificare le concrete potenzialità di incremento degli indici edificatori minimi indicati, attraverso la partecipazione al miglioramento della qualità urbana e all aumento delle prestazioni degli edifici come descritte ai successivi Art. 5 e Art. 6. In particolare l Amministrazione dovrà valutare gli input positivi che i Piani attuativi sono in grado di apportare al contesto, attraverso la partecipazione alla realizzazione della città pubblica e al miglioramento della qualità degli edifici, che consente di risparmiare risorse e diminuire le emissioni inquinanti. Caso per caso e con riferimento alle priorità dell Amministrazione e al contesto oggetto di trasformazione l Amministrazione potrà concordare una strategia di azione insieme ai soggetti interessati. In taluni casi l Amministrazione potrà ritenere condizione obbligatoria per l approvazione del Piano Attuativo il ricorso alla quota incrementale prescrivendo precise modalità di raggiungimento delle stesse. c) Concordare, per le aree di trasformazione interessate, possibilità e modi di rilancio delle attività produttive anche mediante la ricollocazione delle attività produttive stesse nei contesti individuati. 4. A tale fine i soggetti interessati, prima della formale presentazione dei Piani Attuativi, richiederanno all Amministrazione Comunale un incontro preliminare nel corso del quale individuare le questioni prioritarie che dovranno essere oggetto di confronto, accludendo all istanza una o più ipotesi di definizione delle scelte di massima che si propone di assumere. 5. All incontro potranno prendere parte consulenti di fiducia dell Amministrazione e dei soggetti proponenti oltre a rappresentanti di enti pubblici interessati, quali Comuni Norme del Documento di Piano 8
9 confinanti etc. In questo ambito verrà definita la tempistica orientativa di consolidamento delle decisioni. 6. La negoziazione si concluderà con l individuazione puntuale degli elementi essenziali del progetto da presentare, nel rispetto delle condizioni sopra indicate oltre che nel rispetto dei limiti edificatori massimi indicati per le stesse aree di trasformazione nelle schede ad esse relative. 7. Al Piano Attuativo da presentare per la sua formale e definitiva approvazione dovrà essere allegato il documento sottoscritto con i contenuti della negoziazione e una relazione che dimostri l attuazione di quanto in esso contenuto. 8. E altresì possibile effettuare una procedura di negoziazione, come definita ai precedenti commi da 4 a 7, anche nei casi di interventi sottoposti a permesso di costruire convenzionato, disciplinati al comma 5 dell art. 27 del Piano delle Regole, in cui l obbligatorio reperimento delle aree di cessione risulti significativamente complesso o poco efficace ai fini della dotazione di aree pubbliche. In questi casi, il proponente può avanzare una richiesta di monetizzazione di parte delle aree a standard, o ipotesi di compensazione riguardanti altre aree del territorio comunale che rivestano un interesse pubblico dal punto di vista della riqualificazione ambientale o della dotazione di aree a servizi. 9. La procedura di negoziazione fra il proponente e l Amministrazione comunale, come prevista al precedente comma 8, dovrà valutare quanto segue: - l effettiva difficoltà a reperire le aree a standard nel lotto oggetto di intervento; - l eventuale marginalità, dal punto di vista dimensionale o localizzativo, delle aree reperibili e il conseguente limitato interesse pubblico; - l eventuale interesse dell Amministrazione ad interventi compensativi alternativi alla monetizzazione delle aree; - il rispetto di quanto previsto al punto c) dello stesso comma 5 dell art. 27 nei casi di ambiti di riconversione confinanti con aree produttive. Art. 4. Rinvio ad altre disposizioni difformità e contrasti tra disposizioni, deroghe 1. Le disposizioni legislative statali e regionali, In caso di incompatibilità, prevalgono su quelle del PGT; sono altresì prevalenti su quelle del PGT le prescrizioni, ovunque contenute, in attuazione di disposizioni di leggi statali o regionali. 2. Per quanto non esplicitamente previsto dalle presenti norme, si rinvia alle disposizioni statali e regionali e, in quanto compatibili, alla regolamentazione comunale in materia edilizia, dei lavori pubblici ed ambientale. Per il superamento delle barriere architettoniche si rinvia alla legislazione vigente. 3. In caso di difformità tra gli elaborati grafici di PGT e le presenti norme, prevalgono queste ultime. 4. In caso di difformità tra previsioni contenute in elaborati appartenenti a documenti diversi del PGT prevale la previsione contenuta nel Piano dei Servizi nel caso di contrasto con ciascuno degli altri due documenti o con entrambi, stante il carattere di pubblica utilità delle previsioni in esso contenute; prevale la previsione del Piano delle Regole in caso di contrasto tra questo ed il Documento di Piano, in considerazione del valore conformativo delle previsioni in esso contenute. Norme del Documento di Piano 9
10 5. In caso di difformità tra previsioni del PGT e quelle contenute in Piani di Settore, per determinarne la prevalenza si deve applicare il principio di specialità. 6. Le prescrizioni del PGT hanno valore prevalente rispetto ai Piani attuativi: le direttive e gli indirizzi del PGT hanno rispetto ai Piani attuativi valore orientativo. 7. Sono ammesse deroghe alle presenti norme di attuazione solo nei casi consentiti dalla legislazione vigente. Art. 5. Applicazione della perequazione 1. In ottemperanza a quanto previsto dalla l.r. 11 marzo 2005, n. 12, art. 11, sono definiti i criteri sotto indicati. 2. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione sulle seguenti aree, come definite all interno del PGT: a) le aree di trasformazione di cui all Art. 11 delle presenti norme b) le aree destinate a servizi pubblici di nuova previsione di cui all Art. 11 delle presenti norme e meglio specificate nel Piano dei Servizi. 3. La perequazione di comparto è ottenuta applicando lo stesso indice edificatorio all intera area inclusa nella perimetrazione che lo definisce fisicamente, indipendentemente dalla destinazione d uso da realizzarsi effettivamente all interno dello strumento attuativo; le volumetrie consentite in applicazione di tale indice saranno poi realizzate sulle aree effettivamente edificabili, definite in sede di pianificazione attuativa. 4. La perequazione diffusa è ottenuta attribuendo a tutte le aree private destinate a servizi di cui al precedente comma 2 una capacità edificatoria teorica pari a 0,1 mq/mq. 5. La capacità teorica di cui al comma 4 si traduce in diritti volumetrici che si generano a favore dei privati proprietari delle aree medesime nel momento in cui esse vengono cedute al Comune per la realizzazione di servizi pubblici. 6. I volumi originati dall applicazione delle disposizioni dei precedenti commi non possono essere realizzati nelle medesime aree in cui si essi si generano, ma dovranno trovare collocazione all interno della quota aggiuntiva pari a 0,05 mq/mq prevista per le aree di trasformazione di cui ai commi 2a) e 2b) del successivo Art I privati proprietari, detentori dei diritti volumetrici, potranno commerciare liberamente gli stessi. 8. L utilizzo di un area per la realizzazione diretta da parte del privato di servizi su di essa previsti o comunque di edificazione compatibile con la destinazione dell area, non consente la sua utilizzazione per l acquisizione dei diritti edificatori di cui al comma 4. Art. 6. Applicazione della Premialità per le prestazioni degli edifici 1. Nelle Aree di trasformazione come disciplinate all Art. 11 l indice di edificabilità complessivo è composto da una quota fissa, una aggiuntiva riservata all Amministrazione ed una premiale finalizzata a garantire una migliore qualità degli Norme del Documento di Piano 10
11 interventi, che devono comunque essere costruiti secondo i requisiti energetici della classe B. 2. Tale quota, pari a 0,05 mq/mq di Slp, è applicabile ai Piani attuativi relativi alle aree di trasformazione di cui allo stesso Art. 11, ed è subordinata alla realizzazione di interventi che innalzino i contenuti qualitativi corrispondente all indice di 0,05 mq/mq, attribuibile nel caso di conseguimento del punteggio minimo di 40 punti sulla base della tabella che segue. Descrizione intervento Previsione di impianti per la produzione di energia e/o di calore con pannelli fotovoltaici (almeno sul 25% della superficie di copertura) o solari, con impianti a condensazione o geotermici Previsione di spazi gioco per bambini liberamente accessibili, al servizio di almeno due edifici fisicamente distinti Punteggio Aumento della quota di illuminazione naturale diurna di almeno 10% oltre i minimi regolamentari 10 Organizzazione degli edifici con allineamento rispetto all asse eliotermico 10 Aumento dell isolamento termico dell edificio almeno del 10% oltre a quanto previsto dalle leggi di riferimento. 15 Realizzazione di impianti idrici duali con la separazione dell acqua potabile da quella non potabile. 10 Norme del Documento di Piano 11
12 TITOLO II SISTEMA INSEDIATIVO E AMBIENTALE Art. 7. Articolazione e struttura del PGT: Sistemi e componenti 1. La disciplina del territorio comunale definita dalle presenti Norme di Attuazione è articolata per Sistemi e Componenti. 2. I Sistemi che definiscono la struttura del piano sono i seguenti: a) Sistema insediativo (in parte ricompreso nel Documento di Piano, in parte nel Piano delle Regole) b) Sistema dei servizi e delle infrastrutture (ricompreso nel Piano dei Servizi) c) Sistema agricolo e ambientale (ricompreso nel Piano delle Regole) 3. Le Componenti sono le varie parti del territorio comunale a cui fanno riferimento le Norme di Attuazione dei tre Documenti in cui si articola il PGT per definirne la disciplina urbanistica. 4. Al fine del mantenimento e miglioramento del paesaggio urbano, nella zona di iniziativa comunale IC sono assunti gli indirizzi individuati dal Piano territoriale di coordinamento del Parco Lombardo della Valle del Ticino (art. 12 NTA), ovvero: a) il miglioramento ambientale e paesaggistico dei margini urbani con le aree agricole adiacenti, attraverso un attenta considerazione dei rapporti visuali e strutturali tra il sistema del verde urbano ed il paesaggio agrario; b) la valorizzazione di assi viabili pedonali e ciclabili lungo i corsi d acqua esistenti, anche con funzione di assi di penetrazione verso il centro urbano; c) l armonizzazione con l ambiente circostante delle aree produttive esistenti o di nuova formazione. Art. 8. Articolazione delle componenti del Sistema insediativo 1. Le componenti del Sistema insediativo sono articolate in riferimento alle seguenti parti di città, contraddistinte da diversi caratteri morfologici e da differenti principi insediativi: a) Città Storica b) Città Consolidata c) Città della Trasformazione 2. Per Città Storica si intendono i tessuti degli insediamenti storicamente di più antica formazione del Capoluogo e dei nuclei minori. 3. Per Città Consolidata si intendono i tessuti del Capoluogo e dei nuclei minori di più recente formazione, anche di carattere produttivo e commerciale, cresciuti lungo le principali arterie viabilistiche. 4. Per Città della Trasformazione si intende la parte di città di nuovo sviluppo, destinata a soddisfare esigenze insediative (residenza, attività produttive, terziario) e di servizi di livello locale, urbano e territoriale, garantendo al contempo nuove opportunità di qualificazione del contesto urbano. Norme del Documento di Piano 12
13 Art. 9. Obiettivi e componenti della Città della Trasformazione 1. Per Città della Trasformazione si intendono le nuove parti di città previste dal PGT, destinate a soddisfare le esigenze di nuovi insediamenti, di servizi e attrezzature di livello locale e urbano, oltre a rappresentare nuove opportunità di qualificazione del contesto urbano. Art. 10. Prescrizioni generali per i piani attuativi, i piani di settore e ogni altro intervento sul territorio 1. Le previsioni del Documento di Piano si attuano con l uso degli strumenti previsti dall ordinamento nazionale e regionale. 2. Gli interventi pubblici e privati contenuti in strumenti attuativi devono essere preceduti, nei modi e nelle forme previste dalla legislazione vigente, da esame di impatto paesistico del progetto, ai fini della determinazione della sensibilità paesistica del sito interessato e dell incidenza paesistica del progetto. 3. Gli elaborati relativi sia ad interventi pubblici sia privati devono documentare: a) la contestualizzazione con le preesistenze nell intorno ai fini della compatibilità e della qualità architettonica dell intervento anche con foto-rendering e simulazioni o altro; b) la sistemazione delle superfici scoperte di pertinenza; c) la fattibilità geologica; d) l accessibilità veicolare e ciclopedonale, nonché la presenza di servizi pubblici di trasporto; e) la dotazione dei servizi di parcheggio e di urbanizzazione primaria e, per i piani attuativi, secondaria; f) la compatibilità acustica. 4. Nei casi di ristrutturazione urbanistica l intervento è sempre accompagnato da documentazione che dimostri non essere necessaria la bonifica dell area preliminare all intervento, o, in sua assenza, dal piano di bonifica preliminare del sito. In caso di dismissione di attività produttive nel tessuto urbano l Amministrazione Comunale richiede che vengano presentate, entro 12 mesi dalla dismissione stessa, una relazione sulle caratteristiche storiche dell insediamento e delle lavorazioni, sullo stato dei suoli, anche attraverso prove geognostiche o simili, delle condizioni del sottosuolo e gli eventuali necessari provvedimenti di bonifica, salvo che le attività in tale periodo non siano state riprese. Gli interventi dovranno inoltre dimostrare il rispetto delle norme cogenti contenute nei piani settoriali allegati al PGT. 5. Per le aree e gli interventi ricadenti in fasce di classificazione del Rischio Idraulico si applica quanto previsto dalla Zonizzazione del rischio idraulico ai sensi della DGR 11 dicembre 2001, n. 7/7365, parte B, paragrafo Per l attuazione degli interventi pubblici e privati, il PGT si avvale e fa riferimento anche ai seguenti Piani di Settore ove già vigenti: a) Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (P.U.G.S.S.), redatto ai sensi del Regolamento Regionale 15 febbraio 2010 n. 6 Criteri guida per la redazione dei Norme del Documento di Piano 13
14 Piani urbani di governo dei servizi del sottosuolo, del Nuovo Codice della Strada e s.m.i. e di disposizioni normative UNI/CEI, che individua le direttrici di sviluppo generale delle infrastrutture sotterranee con programmazione connessa al Programma Triennale delle Opere pubbliche; b) Classificazione Acustica del territorio comunale, redatta ai sensi della l. 447/95 e della l.r. 13/2001; c) Deliberazione relativa ai Criteri di Rilascio delle Autorizzazioni per le Medie Strutture di Vendita, ai sensi dell art. 8, comma 3 del d. lgs. 114/98; d) Deliberazione relativa ai Criteri di Rilascio delle Autorizzazioni per le Attività di Somministrazione di Alimenti e Bevande, di cui alla l.r. 6/2006; e) Indagini geologico ambientali a supporto della redazione del P.G.T secondo le indicazioni dell art. 57 della legge 12/ Ogni intervento sul territorio comunale, oltre che essere sottoposto a verifica con riferimento alla preesistenza di vincoli ai sensi del D.lgs 42/2004 art. 136 e 142 che determinano i relativi adempimenti procedurali, deve necessariamente tenere conto di quanto contenuto nelle Tavole C3 Caratteri costitutivi del paesaggio, e C4 Carta della sensibilità paesistica, che si intendono qui integralmente recepite, e della relativa disciplina di cui al titolo V della normativa del Piano delle Regole. 8. Le trasformazioni previste all interno delle presenti norme, nonché ogni altro intervento previsto all interno di tutti i Documenti costituenti il PGT, hanno come elemento sovraordinato le prescrizioni e gli indirizzi della relazione geologica e dovranno ad essa riferirsi per la determinazione della vulnerabilità del territorio e le potenzialità di intervento. Art. 11. Norme generali per le Aree di trasformazione - Individuazione di aree ed ambiti assoggettati a piano attuativo 1. Ai fini dell applicazione delle presenti norme sono individuati sul territorio comunale, nella Tavola A18, i Piani attuativi considerati dal PGT del 2009 già conformati, in quanto già previsti dal P.R.G. del 2006 e non ancora attuati, e le nuove aree di trasformazione; si intende genericamente per comparto l insieme delle aree incluse all interno di ciascun perimetro. 2. Le aree di cui al comma precedente vengono definite aree di trasformazione. La Tavola A18 di cui al comma 1 individua: a) nuove aree di trasformazione b) piani attuativi conformati da realizzare c) aree a servizi di nuova previsione d) previsioni viabilistiche tracciato indicativo 3. Gli interventi edilizi ed urbanistici sulle aree di trasformazione di cui al comma 1 sono subordinati all'approvazione di Piani Attuativi. 4. Le Aree di trasformazione di cui al comma 2 lettera a) si articolano in: a) Aree di trasformazione per l edilizia residenziale convenzionata previste dal PGT: TR 2. Norme del Documento di Piano 14
15 b) Aree di trasformazione con destinazioni commerciali, direzionali, terziarie e produttive previste dal PGT: ATI 1, TR 1, TR 3.1, TR 3.2, TR Le Aree di trasformazione di cui al comma 2 lettera b), sono conformate nel Piano delle Regole all Articolo 21, e sono disciplinate dalle presenti norme oltre che nelle Schede delle Aree di Trasformazione di cui all elaborato A Le aree di cui al comma 2 lettera b) si articolano in: a) Aree di trasformazione prevalentemente residenziali ATR, che comprendono le aree di completamento del perimetro del tessuto urbano destinate ad ospitare nuove residenze e attività sociali ed economiche di vicinato a supporto degli insediamenti esistenti. b) Aree di trasformazione per insediamenti integrati ATI, che comprendono le aree libere più centrali presenti nel tessuto urbano e che sono destinate ad un mix di funzioni compatibili con la residenza. c) Aree di trasformazione prevalentemente commerciali ATC, che riguardano aree localizzate a ridosso di insediamenti consolidati e innestati sulla rete della viabilità principale. d) Aree di trasformazione prevalentemente artigianali ATA, che comprendono aree libere a ridosso di insediamenti produttivi consolidati. e) Aree di ristrutturazione urbanistica convenzionata ARU, costituite da aree libere o già edificate interne ai tessuti della città consolidata e di limitata superficie fondiaria (inferiore a mq). f) Nelle Aree di Trasformazione di cui ai commi 2a) e 2b) è prevista la compresenza, definita mix funzionale, di destinazioni d uso diverse; tale mix funzionale è in alcuni casi regolato da percentuali minime o massime inderogabili per ogni tipo di area. La quota percentuale eccedente quelle minime inderogabili, definita quota flessibile, è assegnata in sede di strumento urbanistico esecutivo ad una o più delle destinazioni d uso previste. Nelle Aree di Trasformazione, salvo ulteriori prescrizioni specificate nella normativa delle singole categorie di cui ai successivi commi, sono ammesse le seguenti destinazioni d uso, come definite nel Piano delle Regole: - U1 Usi residenziali - U3 Usi produttivi - U4 Usi terziari - U5 Usi commerciali - U6 Uso turistico ricettivo - U7 Usi a servizi - U8 Usi per la mobilità - Restano esclusi gli Usi agricoli U2. 7. Nelle Aree di trasformazione di cui ai commi 2 a) e 2 b) l indice di edificabilità è composto da una quota fissa ed una premiale così come disciplinato all Art Nelle stesse Aree di trasformazione di cui ai commi 2a) e 2b) è prevista inoltre una quota di edificabilità, pari a 0,05 mq/mq di Slp, aggiuntiva rispetto all'edificabilità dell'ambito. Tale quota, con destinazione compatibile con quella dello stesso ambito, è riservata all amministrazione comunale, che può utilizzarla direttamente o cederla (venderla), per conseguire i seguenti obiettivi: Norme del Documento di Piano 15
16 - realizzare ulteriori servizi nell ambito, funzionali all interesse della zona in cui si colloca l area di trasformazione, oltre che agli utenti dell area stessa; - collocare le volumetrie generate dalle aree a servizi a seguito dell applicazione dell indice di perequazione di cui al precedente Art. 5; - ricollocare eventuali volumetrie esistenti all interno del Centro Storico che risultino eccedenti con riferimento a progetti di ristrutturazione e riqualificazione; - traslare altre volumetrie esistenti che, per motivi di riqualificazione urbanistica e ambientale o per eventuali particolari emergenze da individuarsi a cura dell Amministrazione, dovessero verificarsi nel corso di validità del Documento di Piano e richiedere la ricollocazione delle volumetrie interessate. 9. La superficie delle Aree di Trasformazione di cui ai commi 2a) e 2 b) è così ripartita: a) un area nella quale viene concentrata l edificazione, definita Superficie edificabile (Se), che oltre alla Superficie fondiaria comprende: - la viabilità privata relativa agli insediamenti; - il verde e i parcheggi privati di pertinenza degli edifici, comprese le rampe d accesso qualora gli stessi siano interrati; b) un area destinata a Verde privato con valenza ecologica (Ve), nella quale possono essere localizzate attrezzature per lo sport e il tempo libero; c) un area destinata a Verde e servizi pubblici (Vp), da sistemare prevalentemente a verde e da cedere gratuitamente al Comune, oltre agli standard urbanistici e alle aree per altre attrezzature pubbliche; in tale area potrà essere localizzata la quota di edificabilità riservata al Comune, specificata al precedente Art. 2 comma Le aree di trasformazione di cui al comma 2c) sono aree definite nella Tavola A18 come aree a servizi di nuova previsione, alle quali è attribuita una capacità volumetrica teorica, da realizzarsi nelle aree di trasformazione di cui ai commi 2a) e 2b), così come disciplinato all Art. 5 delle presenti norme. 11. Le aree di trasformazione di cui al precedente comma 2 a) possono essere attuate anche per lotti funzionali, purché preceduti da uno schema di inquadramento generale, sottoscritto da tutti i soggetti interessati, che garantisca l'aderenza a quanto previsto dalle specifiche schede progettuali dell'elaborato A 25 oltre che a quanto previsto al successivo Art Le previsioni viabilistiche di cui al comma 2 d) riguardano un tracciato indicativo da sottoporre a parere preventivo da parte del Parco del Ticino. Art. 12. normative Prescrizioni per gli interventi nelle Aree di trasformazione Schede 1. Le Aree di trasformazione sono aree attualmente libere da edificazione o relative a comparti urbani da sottoporre a interventi di riqualificazione. 2. L edificazione nelle aree di trasformazione è disciplinata, oltre che dalle presenti norme, da quanto previsto nelle schede normative di cui all elaborato A25 che individua specifiche prescrizioni per ogni area. 3. L attuazione delle previsioni relative alle aree AT1 e ATA1, e di tutte le altre aree di possibile interferenza con la Rete Ecologica locale dovranno essere sottoposte ad una verifica preliminare, da parte del Parco del Ticino, al fine di escludere una Norme del Documento di Piano 16
17 potenziale incidenza significativa con elementi ecosistemici appartenenti alla rete ecologica locale, e indirettamente funzionali al mantenimento dell'integrità dei siti Natura 2000, ZPS Boschi del Ticino (IT ), di competenza dello stesso Parco. In particolare, dovranno essere condivise con il Parco le misure di mitigazione ed inserimento ambientale da attuarsi per la salvaguardia e la ricostituzione delle connessioni ecologiche individuate anche a livello di Rete Ecologica Comunale. 4. Nelle aree di trasformazione residenziale è prevista una dotazione minima di aree a servizi pari a 26,5 mq/abitante (corrispondente a 150 mc di volumetria). Per le funzioni terziarie e direzionali la dotazione prevista è 100% della SLP; per le funzioni commerciali la dotazione è pari a: 100% della SLP nel caso di esercizi di vicinato e Medie strutture di vendita ed è pari a 200% per le Grandi strutture di vendita; per le funzioni produttive la dotazione è pari a 20% della St. 5. Le schede normative di cui all elaborato A25 detta le disposizioni urbanistiche ed edilizie cui ogni area è sottoposta nonché le procedure per la formazione dei Piani attuativi di ogni singola area e le principali prescrizioni cui gli interventi devono attenersi, costituendo, questi ultimi, elementi di valutazione degli interventi stessi e dei relativi Piani attuativi. 6. Gli interventi nelle aree di trasformazione, oltre che essere sottoposti a verifica con riferimento alla preesistenza di vincoli ai sensi del D.lgs 42/2004 art. 136 e 142 che determinano i relativi adempimenti procedurali, devono necessariamente tenere conto di quanto contenuto nelle Tavole C4 Caratteri costitutivi del paesaggio, e C5 Carta della sensibilità paesistica, che si intendono qui integralmente recepite, e della relativa disciplina di cui al titolo IV della normativa del Piano delle Regole. 7. Gli interventi nelle aree di trasformazione devono inoltre essere sottoposti: a. all identificazione del reticolo idrico minore ai sensi della d.g.r. del 25 gennaio 2002 n. 7/7868 e successive modifiche ed integrazioni b. a quanto prescritto dallo studio geologico redatto ai sensi dell art. 57 della legge regionale 12/2005, parte integrante del presente Piano. In particolare le trasformazioni previste, nonché ogni altro intervento previsto all interno di tutti i Documenti costituenti il PGT, hanno come elemento sovraordinato, le prescrizioni e gli indirizzi della relazione geologica e dovranno ad essa riferirsi per la determinazione della vulnerabilità del territorio e le potenzialità di intervento. 8. Gli interventi dovranno inoltre tenere conto delle indicazioni contenute nella Classificazione Acustica del territorio comunale, redatta ai sensi della l. 447/95 e della l.r. 13/2001. In particolare, laddove si realizzino opere considerate recettori all'interno della fascia di pertinenza acustica, dovranno essere individuate ed adottate opere di mitigazione sulla sorgente, lungo la via di propagazione del rumore e direttamente sul recettore per ridurre l inquinamento acustico prodotto dall'esercizio dell'infrastruttura stradale, con l'adozione delle migliori tecnologie disponibili. 9. Gli interventi di nuova edificazione, al di là delle prestazioni obbligatorie e premiali prescritte nella presente normativa, dovranno assumere gli accorgimenti tecnici finalizzati al risparmio dell acqua potabile e al contenimento del consumo delle risorse idriche e dovranno essere realizzati almeno in classe energetica B. Essi dovranno inoltre recapitare in pubblica fognatura le sole acque reflue domestiche, previa verifica con il gestore della stessa dei punti di scarico e della compatibilità idraulica della portata di progetto, e gestire in loco le acque meteoriche nel rispetto delle disposizioni di cui alla DCR 402/2002 e DGR 8/2244 del Programma di tutela ed uso delle acque. Norme del Documento di Piano 17
18 I tratti fognari a servizio delle nuove edificazioni, rientranti nella zona di rispetto dei pozzi destinati all approvvigionamento potabile, dovranno essere realizzati secondo le norme tecniche indicate al punto 3.1 della Dgr 7/ I corsi d acqua naturali ricedenti nelle aree di trasformazione dovranno essere tenuti in buono stato, garantendo il mantenimento dell alveo naturale. All interno dei centri abitati le tombinature degli stessi sarà ammessa esclusivamente per ragioni di incolumità ed igiene pubblica così come previsto dal D.Lgs. 152/ La dimensione delle aree indicata nel presente articolo è da verificare in termini esatti attraverso i relativi Piani Attuativi. Da tale rilevazione ne deriveranno i volumi massimi assentibili, ottenibili attraverso l applicazione dell indice individuato. Art. 13. Corridoi ecologici 1. La realizzazione dei tratti di corridoio ecologico che insistono in aree di trasformazione sono assimilate ad opere di urbanizzazione primaria e devono essere realizzate preventivamente all inizio dei lavori di edificazione delle opere e dei manufatti previsti dal piano attuativo. Art. 14. Modificazioni del perimetro IC del Parco del Ticino 1. Nell elaborato A23 sono riportate le previsioni di modifica e di adattamento del perimetro IC del Parco del Ticino in conformità a quanto previsto all art. 12 punto 9 del PTC. 2. Fino all approvazione del nuovo perimetro nelle aree che per ora sono esterne al perimetro stesso valgono le destinazioni così come previste nell azzonamento del Piano delle Regole. 3. Successivamente all approvazione, di competenza del Parco del Ticino come previsto dalla DGR 5983/2001, il nuovo perimetro verrà riportato nelle tavole di azzonamento del documento di piano, del piano dei servizi e del piano delle regole. Art. 15. Aree Speciali 1. Aree connesse a vario titolo alla previsione di realizzazione della Broni Mortara, per le quali sono previste ipotesi di intervento da verificare, dal punto di vista della loro fattibilità, in sede di progettazione esecutiva del tracciato autostradale e delle relative opere connesse. 2. La puntuale definizione degli interventi avrà luogo tramite una specifica variante da predisporre contestualmente alla realizzazione del tracciato infrastrutturale. 3. Le aree speciali del Documento di Piano sono le seguenti: a. Area ASC 1 - Area speciale zona Cassinetta Fenaroli Complesso agricolo della cascina Cassinetta Fenaroli con fondo agricolo annesso di circa 42 ettari. Norme del Documento di Piano 18
19 L area rappresenta uno degli elementi di compensazione ambientale fondamentali per mitigare gli impatti derivanti dalla realizzazione dell autostrada Broni-Mortara sul territorio comunale. L ipotesi progettuale prevede il mantenimento dell attività agricola, con particolare attenzione allo sviluppo delle pratiche multifunzionali, con l utilizzo della parte non funzionale all attività agricola per attività di agriturismo, il miglioramento della qualità ecologica dell area, la realizzazione di orti urbani per gli abitanti di San Martino Siccomario. b. Area ASC 2 - Area speciale di compensazione zona Viridea Area interclusa tra la strada Provinciale ex SS 35 e la linea Ferroviaria FS MI-GE che occupa una superficie di circa 16 ettari. Tale area, posta a nord del viadotto di previsione, rappresenta uno degli elementi di compensazione ambientale che l Amministrazione Comunale ritiene fondamentali per mitigare gli impatti derivanti dalla realizzazione dell autostrada Broni-Mortara sul territorio comunale. c. Area AS 1 - Cascina Molinello Complesso agricolo della cascina Molinello, che potrebbe essere significativamente interferito dagli interventi relativi alle realizzazione dell autostrada Broni-Mortara. E prevista una possibile ricollocazione parziale o totale delle strutture, atte a consentire il proseguimento delle attività in essere. Nelle more della definizione del progetto dell autostrada Broni-Mortara, e delle relative interferenze con le funzioni oggi presenti sul territorio di San Martino, oltre che dei relativi impatti, è possibile proporre per l Ambito della cascina un Piano di Recupero secondo le modalità previste al Capo I Titolo II delle Norme del Piano delle Regole. d. Area AS 2 - Area speciale ex Prescav Ex area industriale dismessa nella quale è in corso una procedura di verifica della situazione ambientale mediante le opportune indagini di caratterizzazione dei suoli che determineranno le eventuali operazioni di bonifica. In ragione della dimensione dell area e della sua localizzazione urbana è individuata come area strategica per lo sviluppo di San Martino. L individuazione delle possibili destinazioni e degli obiettivi di trasformazione saranno oggetto di una specifica variante che terrà conto degli aspetti legati alla bonifica dei suoli ed agli impatti derivanti dal tracciato dell autostrada Broni-Mortara il cui percorso lambisce il confine nord dell area. Art. 16. Aree strategiche di qualificazione ambientale 1. Le aree strategiche di qualificazione ambientale sono aree di prevalente interesse ambientale comprese all interno del perimetro del Parco del Ticino. 2. In considerazione del forte impatto che l Autostrada determinerà sul territorio di San Martino, evidenziato negli elaborati di analisi, l Amministrazione comunale ritiene che Norme del Documento di Piano 19
20 in tali aree debbano essere individuate in via prioritaria compensazioni ambientali in grado di qualificare tutto il contesto e di compensare sull area vasta l impatto generato. 3. Le aree di cui al comma 1 sono pertanto individuate come ambiti prioritari per la localizzazione delle compensazioni e mitigazioni ambientali che saranno previste in sede di approvazione del progetto autostradale. Art. 17. Piano Paesistico Comunale 1. Tutte le indicazioni del Piano Paesistico Comunale così come individuate nella Relazione e nella Normativa del Piano delle Regole sono da considerare parte integrante del Documento di Piano. Art. 18. Osservatorio per il monitoraggio dell attuazione del Piano di Governo del Territorio 1. È costituito l osservatorio per il monitoraggio dell attuazione del Piano di Governo del Territorio, nell ambito della procedura permanente di Valutazione Ambientale Strategica ed in coerenza con i contenuti previsti nel Rapporto Ambientale, avente le seguenti finalità: a. verificare periodicamente l attuazione del Piano e valutare l incidenza positiva o negativa delle singole realizzazioni sul quadro del sistema ambientale esistente ed il grado di realizzazione di quello previsto dal Piano. b. indirizzare l attuazione del Piano sulla base delle priorità derivanti dalla realizzazione del piano triennale delle opere pubbliche. c. utilizzare le dotazioni volumetriche del Documento di Piano in funzione degli interessi generali della città. Norme del Documento di Piano 20
Norme del Documento di Piano 1
Norme del Documento di Piano 1 SOMMARIO: ART. 1. ART. 2. ART. 3. ART. 4. ART. 5. ART. 6. ART. 7. ART. 8. ART. 9. DISPOSIZIONI GENERALI...3 CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO...4 RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI
Testo coordinato della l.r. 11 marzo 2005 n. 12 Testo coordinato della l.r. 11 marzo 2005, n. 12 «Legge per il governo del territorio»...
Anno XLII N. 115 Iscritto nel registro Stampa del Tribunale di Milano (n. 656 del 21 dicembre 2010) Proprietario: Giunta Regionale della Lombardia Sede Direzione e redazione: p.zza Città di Lombardia,

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 1
 art. 4
 Art. 2
 art. 8
 Art. 11
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 6
 art. 4
 Art. 3
 art. 8
 Art. 5
 Art. 6
 art. 27
 art. 27
 Art. 4
 Art. 5
 art. 11
 Art. 11
 Art. 11
 Art. 6
 Art. 11
 Art. 11
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 art. 8
 art. 57
 art. 136
 Art. 11
 Articolo 21
 Art. 5
 Art. 2
 Art. 5
 Art. 12
 art. 136
 art. 57
 Art. 13
 Art. 14
 art. 12
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9