Source: http://www.nursindcuneo.com/
Timestamp: 2020-08-10 01:56:12+00:00

Document:
15 ottobre Manifestazione Nazionale Infermieri
MANIFESTAZIONE NAZIONALE INFERMIERI.
TUTTI A ROMA, DAVANTI AL PARLAMENTO ITALIANO.
A seguito della comunicazione dell importante e storica iniziativa intrapresa dal nursind, la più grande rappresentanza sindacale infermieristica in Italia, molti colleghi ci stanno chiedendo la modalità di partecipazione.
A questo proposito nelle prossime settimane e man mano che ci avvicineremo vi invieremo tutto quanto é necessario sapere per poter partecipare.
Al momento, vi chiediamo di salvare la data e anche se manca ancora tempo di fare il possibile per tenervi liberi in modo da poter dare maggior forza alle nostre rivendicazioni anche dalla nostra regione.
PREMIO COVID PIEMONTE QUANDO, QUANTO, COME E PERCHE’
PREMIO COVID PIEMONTE
QUANDO, QUANTO, COME E PERCHE′
Un travaglio lungo che si trasforma via via in qualcosa di diverso con una certezza che
dopo tanti proclami, sino ad oggi, nessuno ha visto un euro.
Andiamo con ordine. L′attesa premialità consisteva di due fondi, uno di 18 milioni di euro , stanziati dal governo nazionale per finanziare il lavoro straordinario e il disagio del PERSONALE SANITARIO direttamente coinvolto nella lotta al covid. Questi soldi, come noi avevamo proposto, potevano e dovevano essere eroganti già a giugno ma così purtroppo non è stato.
Ora, cosa prevede l′accordo che sta circolando rispetto a questi 18 milioni che con la divisione con la dirigenza sono diventati 13, 8 per il personale del comparto ?
Con la retribuzione del mese di settembre saranno corrisposte ai lavoratori interessati le indennità legate al disagio ed eventuali compensi per lavoro straordinario relativi ai mesi di marzo ed aprile.
Rispetto alle indennità ( intensiva, infettiva ), regna il caos, molte aziende le hanno già pagate, alcune in parte, altre ancora nessuna alla faccia dell′uniformità.
Rispetto invece al lavoro straordinario, risorse destinate al personale sanitario che l′accordo ha fatto diventare al personale interessato , possiamo dire che non sono state quantificate da parte delle aziende e quindi neanche da parte della regione il monte ore prodotto nei mesi indicati e quindi non comprendiamo con quale criterio sia stata fatta la distribuzione alle aziende.
Come e a chi saranno dati questi soldi? Noi temiamo che non arriveranno tutti al personale a cui erano destinati.
Veniamo ai 37 milioni di euro della legge regionale. Secondo l′accordo il 50% di questo fondo sarà erogato con la busta paga di settembre secondo le fasce di “rischio” stabilite nel precedente accordo regionale, il personale e i servizi del personale direttamente coinvolto saranno individuati secondo criteri stabiliti in azienda. Come ricorderete , noi avevamo indicato chiaramente come, a chi e con quali criteri.
Che fine farà il restante 50% ad oggi non è dato sapere, rinviato a data da destinarsi per il fatto che come ampiamente comunicatovi , la ragioneria dello stato ha fatto rilievi rispetto alla legittimità della cifra erogata e nonostante il governo ha formalmente dichiarato che non avrebbe impugnato il provvedimento, la regione Piemonte ha preferito aspettare una modifica normativa che non sappiamo quando e se arriverà.
L riflessione da fare è sempre la stessa. E′ evidente come agli infermieri non sarà proporzionalmente dato ciò che gli spetta rispetto a quello che hanno fatto durante questa pandemia. Questo purtroppo accade anche nella normalità.
Oggi più che mai è ancora più evidente come gli infermieri siano penalizzati nel comparto sanità. Oggi più che mai gli infermieri devono comprendere come sia necessario non delegare ad altri la loro rappresentanza.
E′ ora di pretendere un riconoscimento economico strutturale del nostro stipendio, delle nostre indennità, abbiamo bisogno di un contratto e un area di contrattazione differente. Sarà un autunno rovente, loro hanno dimenticato , noi non lo dobbiamo fare.
Bonus Infermieri Regione Piemonte
“Leggiamo con stupore e incredulità le notizie che giungono dalla Regione Piemonte. Ciò che apprendiamo è di una gravità inaudita. Non possiamo accettare di essere presi per i fondelli. Non ci interessano le colpe. Vogliamo e pretendiamo chiarezza e subito altrimenti siamo pronti a scendere nuovamente in piazza in modo permanente questa volta”, a parlare è Francesco Coppolella, Coordinatore NurSind Regione Piemonte, che commenta il comunicato dell′assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi.
Nel comunicato stampa della regione Piemonte di martedì 7 luglio, l′assessore alla sanità Icardi dichiara come il mancato versamento del bonus Covid, nelle buste paga degli infermieri piemontesi, sia dovuto a cavilli burocratici derivati da provvedimenti del Governo.
Lo Stato avrebbe impugnato la legge regionale del Piemonte che distribuisce le risorse aggiuntive statali (18 milioni di euro) e regionali /36 milioni di euro), destinate all′incremento dei fondi contrattuali del personale del Servizio Sanitario regionale per l′emergenza Covid-19.
Olisticamente Centro Estetico
Mondovì, 23 giugno 2020
All′attenzione della segreteria Nursind
Siamo lieti di dare il benvenuto ai soci dell′associazione sindacale infermieri e cogliamo l′occasione per presentarVi la nostra offerta.
Presentando la tessera Nursind avrete diritto ad uno sconto pari al -10% su tutte le prestazioni che supereranno il valore complessivo di € 20.
Per avere maggiori informazioni riguardanti i trattamenti e gli orari del nostro Centro estetico potete contattare il seguente numero:
371.4197162.
Nella speranza che le condizioni siano di Vostro gradimento e nella certezza che questa nostra offerta verrà opportunamente pubblicizzata all′interno della Vostra struttura speriamo di condividere molti momenti di benessere.
di Oreglia Silvia Piazzetta Besio 20 12084 Mondovì (CN) P.IVA 03878470040
Via al taglio del cuneo fiscale: fino a 100 euro
Cedolini più sostanziosi per i lavoratori. Ma non tutti potranno goderne. Ecco chi può gioire. Le fasce di reddito. Come funziona e a quanto ammonta il bonus. Chi ne è escluso e chi ne gode di più
A luglio il taglio del cuneo fiscale (Ansa)
Luglio si avvicina e i lavoratori pregustano già la bontà di un cedolino più sostanzioso. Dal 1 del prossimo mese, in effetti, dovrebbero diventare reali i benefici del taglio del cuneo fiscale.
Ma quanto si ritroverà in busta il beneficiario?
Si parla di un aumento di 100 euro mensili per i redditi fino a 28mila euro. Per quelli da 28mila a 40mila euro invece il bonus non finirà direttamente in busta paga ma sarà trasformato in detrazione fiscale.
Bisognerà inoltre tener presente che: per i redditi da 28.001 fino a 35mila euro l′importo sarà di 80 euro. Per i redditi da 35.001 fino ai 40mila euro la detrazione andrà a decrescere fino ad azzerarsi con il reddito di 40mila euro.
Ma cos′è il cuneo fiscale e chi potrà usufruire di questa manna prevista dalla legge di Bilancio del 2020?
Per quanto riguarda la prima domanda, diciamo – semplificando – che viene definito cuneo fiscale il rapporto tra tutte le imposte relative al lavoro e il costo complessivo di esso.
Ovviamente più elevato è il cuneo fiscale e meno retribuzione avranno i lavoratori, mentre il datore di lavoro avrà più imposte da pagare per servirsi di quel determinato lavoro. E′ facile intuire, dunque, come la riduzione delle tasse in tema di lavoro sia un tassello importante per la ripartenza dell′economia, soprattutto in un periodo come questo.
Più soldi in busta paga (Ansa)
Alla seconda domanda va fatta una premessa: col taglio del cuneo fiscale sparirà il cosiddetto Bonus Renzi (i famosi 80 euro), e a beneficiare del provvedimento, che consentirà di avere di più in busta paga, saranno prima di tutto i lavoratori dipendenti delle fasce reddituali più basse. Dovrebbe rientrare nel beneficio anche il lavoro a domicilio quando ricompreso a pieno titolo nella fattispecie del lavoro dipendente.
A chi non spetta invece l′aumento? In linea di massima diciamo che sono fuori dagli effetti positivi i redditi superiori a 40mila euro. Inoltre non godranno delle disposizioni in merito (stando al Decreto Legge 03/2020) le pensioni e gli assegni equiparati, e quanto ricevuto al seguito di sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro.
Restano fuori anche i redditi da lavoro in cooperative, le borse di studio o di assegno, premio e sussidio. Esclusi inoltre somme e valori in genere, percepiti a qualunque titolo nel periodo d′imposta, da amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, per collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, o partecipazione a collegi e commissioni.
Stessa cosa per i redditi da rapporti di collaborazione che riguardano prestazioni di attività svolte senza vincolo di subordinazione “a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, le remunerazioni dei sacerdoti e forme di previdenza per l′erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico”.
Chi ci guadagnerà di più
Stando alle previsioni dovrebbero essere 16 milioni i dipendenti interessati dalla misura, ovvero quelli ricompresi nella fascia di reddito tra gli 8.175 euro e i 40mla euro. Ovviamente i lavoratori con reddito sotto gli 8.175 euro rientrano nell′orbita della no tax area.
Inutile sottolineare che per alcuni lavoratori dipendenti il beneficio reale sarà minimo, perché occorrerà ovviamente sottrarre gli 80 euro del bonus precedente. A guadagnare di più sarà la fascia dei redditi tra 26.601 euro e 28mila euro, i lavoratori cioè che negli anni scorsi non hanno fruito dello sconto Irpef ed ora potranno godere di un taglio di 100 euro.
Da Ansa e Tiscali Notizie
https://www.facebook.com/100000513042931/posts/3624423660918033/
Ci auguriamo pertanto che i lavoratori sappiano guardare al di là di slogan roboanti, che non si lascino abbindolare da una propaganda mistificatoria, che rigettino la pre-intesa ai mittenti- continua la Iannuzzi - i lavoratori della sanità privata non meritano di sottostare a cieche logiche di mercato in cui sono visti solo come un costo, non meritano di essere sempre quelli da sacrificare.
UN TRENO LUNGO 100 METRI - NURSIND
Torino, la protesta degli infermieri si sposta con un "treno" di camion lungo centro metri. Oggi e domani percorreranno le vie del centro della città e raggiungeranno i maggiori ospedali della città.
Le immagini delle piazze in cui #nursind stamattina era presente con i camion e i rappresentanti sindacali.
#nursind #nursindpiemonte #ilsindacatodegliinfermieri #regionepiemonte
Un TRENO lungo 100 metri per RICORDARE
NurSind Piemonte 07.06.2020
allo Stato di mantenere le PROMESSE e ONORARE gli impegni presi con INFERMIERI e CITTADINI
Dieci camion, lunghi dieci metri, formeranno un treno lungo cento metri che percorrerà per tutto il giorno le vie del centro della città e i corsi piu′ importanti nella giornata di lunedì 08.06.2020 e davanti a tutti gli ospedali nella giornata di martedi 09.06.2020.
I dieci camion mostreranno su ambo i lati manifesti a vela 6 x 3 che ricorderanno allo stato di mantenere le promesse fatte, di onorare un impegno preso con i cittadini italiani ai quali anche ci rivolgiamo, scendendo direttamente nelle strade.
Il primo flash Mob organizzato dal Nursind proprio a Torino in data 20.05.2020 che tutti ricordano, ha innescato una serie di proteste della categoria infermieristica in tutte le piazze Italiane segno che la misura è colma. Il Nursind , la piu′ grande rappresentanza sindacale infermieristica italiana stà portando avanti manifestazioni in tutte le piazze Italiane, da Torino, Ancona, Firenze, Genova, a quelle in programma a Milano, Bologna, Perugia, Pescara, fino a Bari e Palermo.
Non ci interessano bonus e premialità che pure sarebbero dovuti arrivare, chiediamo di poter rivedere la nostra struttura contrattuale, le nostre condizioni di lavoro per riconoscere e valorizzare la professione, garantire la tutela dei diritti che devono essere esigibili anche per noi, esigere una assistenza al cittadino sicura e dignitosa. In termini pratici, rivedere i nostri stipendi e le nostre indennità, rivedere le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro attraverso una contrattazione separata dal comparto sanità, vista la peculiarità e la specificità della nostra professione, rivedere le dotazioni organiche e le modalità organizzative.
I camion partiranno da Torino porta nuova alle ore 10.00 per giungere in piazza Vittorio Emanuele alle 10.15 da dove partiranno alle ore 10.30 per Via PO e tutte le piu′ importanti vie e piazze di Torino.
Non ci fermeremo qua, daremo degna rappresentanza agli infermieri italiani il cui valore non è mai stato riconosciuto nonostante quello che hanno fatto oggi, facevano ieri e faranno domani.
#infermieri #medicina #politica #valutazione #focus #studio #formazione #concretezza #istruzione #medici #aggressioni #picchiateme #nonsonounbersaglio #sanità #salute #benessere #health #trattamento #sicurezza #personalesanitario #lavoro #università #meded, #prevenzione #nursindèunpassoavanti #costruiamoituoidiritti #coronavirus #proteggimiperproteggerti
Flash mob a livello Italiano
NurSind ha organizzato il 1^ flash mob in Italia, in Piemonte, ed esattamente a Torino, senza sfruttare l′ombra di nessuno.
NurSind NON NE HA BISOGNO e continua, COME FA DA ANNI, a rappresentare nelle varie sedi istituzionali, e nelle PIAZZE, le rivendicazioni degli INFERMIERI.
Lo ha fatto in PASSATO, lo sta facendo ORA e lo farà in FUTURO.
Il NurSind è l′unica scelta possibile per la COMPETENZA, COERENZA e COSTANZA!
#costruiamoituoidiritti
#NurSindènpassoavanti
#NurSind il #Sindacato degli #Infermieri
Tassa iscrizione dell’ordine
Nursind continua la battaglia affinché sia l′azienda a pagare la tassa dell′iscrizione all′ordine. Gianluca Altavilla, segretario NURSIND Pordenone segna un altro punto a favore degli infermieri.
Sentenza d′appello favorevole.
Ancora NON è fatta, aspettiamo la Cassazione a cui sicuramente l′azienda di Pordenone si rivolgerà. #Staytunedtonursind
http://www.infermieristicamente.it/articolo/12113/sanita:-nursind,-bene-corte-appello-trieste,-iscrizione-ad-albo-infermieri-a-carico-datore- — con Pietro Michele Gallo e altre 5 persone.
Nursind Piemonte incontra l'assessore Icardi
E′ stata presentata questa mattina da parte di Nursind, Piemonte in un incontro con l'assessore regionale Icardi, la proposta per stabilire i criteri di ripartizione del fondo destinato alla premialità del personale del comparto sanità.
"Abbiamo incontrato l'assessore alla Sanità Icardi e il direttore regionale Aimar, ai quali abbiamo potuto presentare la nostra proposta per la ripartizione dei 41 milioni di euro da destinare agli operatori del comparto sanità della nostra regione", ha spiegato il sindacato infermieristico in una nota. "Si è trattato di un tavolo separato dagli altri sindacati, che hanno chiesto alla Regione di escluderci dai loro incontri in quanto non firmatari del contratto".
"Riteniamo di aver portato le istanze della prima linea, l′unica prima linea che ha permesso al Piemonte di gestire ed uscire da questa emergenza. Abbiamo chiesto come pregiudiziale di premiare in maniera prevalente chi si é occupato dell′ assistenza diretta, della presa in carico del paziente e della continuità assistenziale, erogando il 90,24% del fondo, 37 milioni dei 41 previsti, ai 23007 infermieri e 6009 oss per un totale di 29016 unitá, il 63% del personale del comparto".
"Una indennità legata alla presenza, con una percentuale di differenziazione tra i servizi più a rischio e quelli meno, senza escludere chi si é ammalato per via del covid. Per il restante personale sanitario e tecnico, 9073 unità, destinare 8,5% del fondo, 3,5 milioni, premiando maggiormente chi ha effettuato prestazioni dirette sui pazienti. Infine, per 6462 unità di personale amministrativo destinare l′ 1,2% del fondo, 500 mila euro con una media pro capite di circa 70 euro, premiando maggiormente chi ha lavorato nei reparti e servizi a contatto diretto con i pazienti e/o con l′utenza".
"Questa è il perimetro della proposta che abbiamo avanzato e che chiediamo di accogliere per riconoscere una giusta premialità a chi ha vissuto maggiormente rischio e disagio e chi del paziente se ne occupato direttamente, integralmente e continuamente. Inoltre, abbiamo chiesto per i prossimi anni, risorse aggiuntive regionali per il personale, di intervenire sulla questione della cumulabilitá delle indennità e ricordato che molte aziende non hannuo ancora approvato un piano di ferie estive", ha concluso il Nursind Piemonte.
Alcuni servizi Nursind
📣è questo il momento di dare FORZA E SOSTEGNO AL SINDACATO DI CATEGORIA CHE SI è SEMPRE BATTUTO PER I NOSTRI DIRITTI...💪basta piangerci addosso 😭siamo infermieri per gli infermieri prendiamo consapevolezza che solo UNITI 🤝TUTTI INSIEME POSSIAMO CAMBIARE LA NOSTRA CONDIZIONE...😃se restiamo sempre nell'angolo e facciamo firmare contratti SVILENTI 🥵a sindacati che nn ci rappresentano e che non danno valore alla professione infermieristica...NULLA CAMBIERA' PER NOI...MA IO VOGLIO CREDERE CHE NN SAREMO COSì INELUTTABILMENTE...LA RUOTA DI SCORTA...*FATE LA DIFFERENZA ISCRIVETEVI AL SINDACATO NURSIND*👍
http://www.nursind.it/iscrizione.html
20 maggio Flash mob Nursind Torino
A quei sindacati che dicono che non si possono rappresentare gli infermieri se non si firmano contratti NON dignitosi.
Per quei sindacati che scrivono alle aziende e alle regioni, per non far partecipare Nursind ai tavoli contrattuali.
Nello foto ecco i colleghi piemontesi convocati dal Presidente della Regione dopo la manifestazione di piazza per denunciare il trattamento riservato agli infermieri “eroi” nell′emergenza covid.
Si può fare sindacato VERO anche senza firmare contratti che penalizzano gli infermieri
NURSIND è il sindacato VERO
⭕️"Chiediamo il giusto risarcimento per gli infermieri. Ricorderemo alle istituzioni i nostri morti, i nostri ammalati, le nostre ferite. Chiediamo rispetto delle promesse fatte"
👉Ecco le foto ed i video del Sit-in Nursind Piemonte
Infermieri, eroi già dimenticati
Domani in piazza Castello sit-in promosso dal sindacato Nursind. "Commemoriamo i nostri caduti, ma ricordiamo anche a Governo e Regione le promesse e gli impegni. Siamo stanchi di essere presi in giro". Chiesto un incontro con il presidente Cirio
Sono stati commessi errori molto gravi fin dall′inizio dell′emergenza, come quello di non applicare la quarantena al personale sanitario che presentava sintomi dell′infezione, provocando così pesanti conseguenze di contagio negli ospedali. Un errore che, in alcune aziende sanitarie, viene perpetuato anche adesso dopo l′esito positivo dei test sierologici e in attesa del tampone”.
Non c′è solo questo, ovvero il rimarcare sbagli nella gestione dell′emergenza come fa il segretario regionale del sindacato Nursind Francesco Coppolella, tra gli eroi presto dimenticati come si definiscono non a torto gli infermieri. Eroi dimenticati è lo slogan amaro scelto per la manifestazione che si terrà domani dalle 9 a mezzogiorno in Piazza Castello.
Dimenticati nei fatti, dopo tante parole. Le promesse fatte sull′onda dell′emozione sembrano essere svanite, “quando gli ospedali erano strapieni e si contavano i morti a decine, centinaia, ogni giorno, era un coro di politici a promettere una revisione degli stipendi, adesso quasi non se ne parla più”, osserva il sindacalista alla vigilia di una manifestazione che sarà anche commemorazione degli oltre quaranta infermieri che nel Paese hanno lasciato la vita in questi mesi di impegno senza sosta contro il virus.
“Ricordiamo i nostri caduti, ma ricordiamo anche a Governo e Regione le promesse e gli impegni”. Un sit in, nel pieno rispetto delle regole, quello di domani, che il sindacato degli infermieri auspica possa vedere un incontro con il presidente della Regione Alberto Cirio. “A lui vorremmo ricordare come debba essere accelerata la trattativa del comparto a livello regionale che sta andando per le lunghe. Siamo stanchi di essere presi in giro, anche se ci chiamano eroi”.
Un documento confusionario dall'Unità di Crisi per la gestione della Fase 2
In data 29 aprile l′unità di crisi ha inviato alle aziende la bozza delle indicazioni per la gestione della fase due. Accesso e dimissioni nelle strutture sanitarie ospedaliere e territorili ed in particolare ai percorsi di accesso interno alle strutture. Secondo questo documento le asr dovranno predisporre, ove possibile percorsi e settori differenziati di accoglienza e di degenza per pazienti Covid, per paziente sospetti ( aree grigie ) e pazienti no covid nell′ambito dei singoli presidi. E′ forte la preoccupazione che di fronte ad indicazioni generiche che lasciano poi alle aziende l′organizzazione di attenersi alle stesse, possa replicarsi il modello di gestione della prima fase. Già l′utilizzo del condizionale e la dicitura “ove possibile “ non è rassicurante. I percorsi e i settori differenziati, si ribadisce nel documento , compreso quelli per sospetti covid, dovranno essere singolarmente nei percorsi e nei settori dedicati fino a definizione dello status.
Ci sfugge e ci preoccupa ancora il significato di “ per quanto possibile “
Il documento dice inoltre che in caso di impossibilità si provvede ad isolamento di coorte e in caso di esurimento dei posti, i sospetti potranno essere collocati in altri settori no covid in base alla probabilità stimata di infezione.
Quelli con una più alta stimata possibilità di infezione potranno invece essere sistemati in aree covid cercando di garantire la separazione dai pazienti covid accertati.
Siamo preoccupati da come saranno gestite le stimate infezioni.
Canetti Nursind: Non è difficile immaginare quali saranno le più svariate soluzioni che i vari presidi tenteranno di adottare interpretando indicazioni che sembrano essere più di una fase emergenziale, atti a tamponare, invece che di una fase di riorganizzativa e di stabilità gestionale del contagio.
Se questa è la premessa per la gestione della seconda fase da parte dell′unità di crisi ci troveremo nuovamente a fronteggiare le più svariate criticità di ogni singola azienda con la speranza che il virus abbia perso la sua forza.
Questi percorsi, secondo il documento inoltre dovranno essere individuati secondo tre livelli di valutazione del paziente
1 livello: attraverso una valutazione clinica ed epidemiologica
2 livello: attraverso una diagnostica per immagine di base (eco o rx torace) e laboratorio di base
3 livello: diagnostica di immagine avanzata (tac torace) e test virologici RT-PCR per la ricerca del sars-cov-2 ( tampone) premesso che il 1º livello ed il 2º livello vengono esplicitamente indicati come competenze del dea, più lacunosa invece è l′indicazione su chi debba ottemperare e gestire il 3º livello di valutazione.
La preoccupazione di non trovare letti nei reparti inoltre, comporterà inevitabilmente un imbuto e un assembramento di pti che a causa dei limiti strutturali talvolta diventerà impossibile separare in ambienti diversi con il rischio elevato di contagio.
Un documento confusionario che quasi certamente porterà a ad avere pazienti covid positivi e /o sospetti in agni reparto per liberare il Dea che presto torneranno a riempirsi. Forse bisognerebbe attrezzarsi decicando interi presidi, strutture e aree, trovando soluzioni adeguate per ogni singola azienda con investimento di risorse.
Non ci convince questo modello organizzativo che di fatto lascia nuovamente le aziende fare un po come meglio si può, limitandosi a dare indicazioni abbastanza scontate con indicazioni delle regole e non le soluzioni che come pensiamo non saranno trovate e non saranno sufficientemente adeguate in molti luoghi.
Coppolella Francesco
Canetti Davide
Torino li, 15 Maggio 2020
UN DOCUMENTO CONFUSIONARIO DALL′UNITA′ DI CRISI PER LA GESTIONE DELLA FASE DUE
In data 29 aprile l′unità di crisi ha inviato alle aziende la bozza delle indicazioni per la gestione della fase due. Accesso e dimissioni nelle strutture sanitarie ospedaliere e territorili ed in particolare ai percorsi di accesso interno alle strutture.
Secondo questo documento le asr dovranno predisporre, ove possibile percorsi e settori differenziati di accoglienza e di degenza per pazienti Covid, per paziente sospetti ( aree grigie ) e pazienti no covid nell′ambito dei singoli presidi.
E′ forte la preoccupazione che di fronte ad indicazioni generiche che lasciano poi alle aziende l′organizzazione di attenersi alle stesse, possa replicarsi il modello di gestione della prima fase.
Già l′utilizzo del condizionale e la dicitura “ove possibile “ non è rassicurante.
I percorsi e i settori differenziati, si ribadisce nel documento , compreso quelli per sospetti covid, dovranno essere predisposti , ove possibile nei DEA/PS, nelle OBI, nei reparti di degenza, nei reparti di degenza, nelle sale operatorie, nei servizi diagnostici e negli ambulatori.
Come si stanno organizzando le aziende? Dove non è possibile attuare tale indicazione quel è la soluzione? Domande che restano senza risposte nonostante sia iniziata una fase successiva.
Ancora, i pazienti sospetti covid, dovranno, per quanto possibile essere isolati singolarmente nei percorsi e nei settori dedicati fino a definizione dello status.
Non è difficile immaginare quali saranno le più svariate soluzioni che i vari presidi tenteranno di adottare interpretando indicazioni che sembrano essere più di una fase emergenziale, atti a tamponare, invece che di una fase di riorganizzativa e di stabilità gestionale del contagio.
#onoreagliinfermierideceduti
- 12 maggio 2020 -
Giornata Mondiale dell′Infermiere.
#onoreagliinfermierideceduti nella lotta al Covid-19
Oggi, mi sento semplicemente di ONORARE I COLLEGHI DECEDUTI, mentre assicuravano il diritto alla vita al paziente, mentre facevano il proprio dovere assistenziale, mentre si prendevano cura degli ammalati, combattendo un nemico subdolo e senza pietà 'il Coronavirus' , mentre facevate tutto questo con Professionalità ed abnegazione , La VOSTRA VITA È STATA PRESA DALLA MORTE.
il vostro sacrificio rimarrà indelebile in noi, la vostra morte cari COLLEGHI non può essere vana.
Un abbraccio fortissimo a tutti i familiari ed amici dei COLLEGHI DECEDUTI da tutto il mondo infermieristico.
Avevamo bisogno di maggior tutela
Il sistema sanitario sarà costretto a cambiare dopo l′emergenza”: il segretario nazionale di Nursind, Sindacato delle Professioni Infermieristiche, fa il punto con Fanpage.it sull′emergenza coronavirus, raccontando le difficoltà che gli infermieri devono affrontare ogni giorno sul lavoro, tra l′assenza di mascherine, direttive contrastanti e mancanza di personale specializzato.
continua su: https://www.fanpage.it/politica/la-denuncia-degli-infermieri-avevamo-bisogno-di-maggior-tutela-ora-invece-contiamo-i-morti/
La Stampa 22.04.2020
LA STAMPA 22.04.2020 Un dossier denuncia redatto dal NURSIND PIEMONTE. Un sistema sanitario regionale strapazzato dal covid 19. Un analisi cruda della battaglia affrontata dagli infermieri a disposizione delle istituzioni e delle autorità.
Personale dell'Asl a supporto delle Rsa
Nelle 750 Rsa del Piemonte più di 1 su 3, tra ospiti e personale sanitario, è risultato positivo al Covid-19. I morti accertati per il virus sono già 252 e il dato risulta decisamente sottostimato se si tiene conto che si tratta dei decessi al 31 marzo e che tiene conto solo del 70% delle Rsa piemontesi. Inoltre molti deceduti non sono stati sottoposti al test, quindi dati parziali. Quel che è certo è che nel primo trimestre 2019 i morti nelle strutture finora prese in esame erano stati 2.471, mentre nel primo trimestre di quest'anno sono stati 2.882 con un incremento di 411 unità.
Tutto questo è emerso durante la conferenza stampa dell'Unità di crisi convocata in videoconferenza proprio per fare il punto sulla situazione nelle Rsa e case di riposo della regione. All′Incontro erano presenti i due assessori, Chiara Caucino (Welfare) e Luigi Icardi (Sanità), il dirigente dell′Asl Edoardo Tegani e Antonio Rinaudo, ex pm chiamato a sovrintendere l′area giurica della macchina operativa.
Tanti sono morti per la letalità del virus ma molti ci hanno lasciati per la mancata assistenza quella di cui voi e vostri precedessori avevate la responsabilità di dover garantire. Avete chiuso ospedali, strutture, servizi, accorpato Asl e interi dipartimenti, oltre ad aver operato tagli sempre più consistenti sul personale subappaltando alle cooperative il personale per risparmiare. Avete tagliato migliaia di posti letto senza nessun potenziamento sul territorio e a domicilio, creando un sistema che andava in difficoltà già con una semplice influenza come abbiamo potuto assistere negli anni precedenti.
Noi, su questo non abbiamo risparmiato critiche negli anni a nessuno e non ci siamo risparmiati nel denunciarlo continuamente, qualunque fosse il colore di chi governava ma a seconda di chi c′era, queste erano "polemiche sterili”. Quanto alle condizioni delle RSA, solo un cieco poteva ignorarle, personale con il contagocce e sottopagato. Lo abbiamo denunciato più volte pubblicamente anche a livello Nazionale come Nursind.
Il 7 aprile l′Unità di Crisi ha predisposto una circolare straordinaria per far fronte alle carenze riscontrate nelle strutture residenziali socio-sanitarie. Le Asl del Piemonte dicono che hanno così incrementato l′assistenza infermieristica domiciliare, per i prossimi quattro mesi, in misura minima di almeno un operatore ogni 20 mila abitanti ma con quale personale?
In data 8 aprile il personale dell′ospedale di Bra è stato mandato a coprire i turni dell Rsa di Govone e da 14 di aprile invece si chiedeT al personale infermieristico del territoriale della Cn1 di supportare il personale delle Rsa esempio di Mondovi la Sacra Famiglia tutto ciò ci pare assurdo e questo sarebbe il Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei servizi socio sanitari ed assistenziali.
Passi indietro rispetto alle necessità e alle criticità più volte segnalate''
Abbiamo inviato le nostre osservazioni al nuovo documento regionale in materia di sorveglianza sanitaria per gli operatori delle ASR, redatto il 10.04.2020. Il documento, modificato rispetto a quanto previsto nelle indicazioni regionali del 28.03.2020, a nostro avviso, oltre a fare dei passi indietro rispetto alle necessità e alle criticità più volte segnalate e rappresentate all′unità di crisi regionale, dispone percorsi che risultano incomprensibili, in contraddizione e anche gravi.
E′ inutile ricordare come l′effettuazione tardiva dei tamponi agli operatori sanitari rappresenta un elevato rischio di diffusione del virus sia per gli operatori stessi che per i pazienti. Ancora una volta si lascia all′autonomia delle aziende la possibilità di creare percorsi ad hoc per la segnalazione dei contatti che generano comportamenti difformi che sino ad oggi hanno rappresentato una delle piu grandi criticità. Una linea di comando è stata più volte richiesta da varie parti.
Si riconduce nuovamente tutto alla sintomatologia, sottovalutando gli asintomatici e i paucisintomatici. Tale comportamento, a meno che non si dotino tutti gli operatori, di tutte le aree, di dpi adeguati come fossero aree covid, consentiranno alle strutture ospedaliere di continuare a fungere da serbatoi del virus.
Riteniamo inaccettabile il percorso indicato per i dipendenti sintomatici che allunga notevolmente i tempi per l′effettuazione del tampone che al contrario necessitano di essere ridotti. Non è pensabile che il dipendente sintomatico debba segnalarlo al MMG che segnala al SISP che a sua volta contatta il dipendente. Come abbiamo potuto vedere, i tempi diventano bibblici e le conseguenze gravi.
Il tampone deve essere fatto precocemente all′insogenza dei sintomi per due ovvie ragioni, poter iniziare una eventuale terapia e individuare precocemente i contatti. Crediamo che per agli operatori sanitari il percorso debba essere differenziato e che siano le aziende a doversene occupare tenuto conto che i tempi per organizzarsi ormai lo hanno avuto o meglio che si dedichi una struttura del sisp dedicata solo dipendenti.
Anche la comunicazione al sisp degli operatori risultati positive deve essere compito delle aziende.
Non si comprende invece come il dipendente, risultato negativo al doppio tampone debba osservare un ulteriore isolamento domiciliare di 14 giorni e contestualmente possa andare a lavorare.
Se si ritiene il dipendente contagioso non si capisce perché gli si consente di riprendere servizio, tale indicazione è alquanto contraddittoria oltre ad essere grave.
Premia rispetto per gli infermieri
NO A PRESE IN GIRO SULLA PREMIALITA′
RISPETTO PER GLI INFERMIERI
La Regione Piemonte vuole premiare gli infermieri con i soldi che lo stato ha messo a dIsposizione attraverso il D.L. 18/2020 per remunerare il lavoro straordinario. Vuole premiarci con soldi che sono già nostri e che servono a vedersi riconosciuto almeno il diritto alla retribuzione delle ore lavorate in regime di straordinario.
Faccia il Piemonte come alcune altre Regioni se vuole premiare il personale sanitario, utilizzi fondi regionali, perché quei 18 milioni ci servono per il riconoscimento di un diritto , quello di vedersi riconosciute almeno le ore lavorate.
Fino ad oggi solo ringraziamenti e pochi fatti, evitiamo almeno prese in giro.
Gli infermieri non chiedono elemosine e se un bonus ci dovrà essere che non sia inferiore ai 1000 euro e che sia superiore per i piu esposti, senza dimenticare che si è ammalato o è stato in isolamento.
Per fronteggiare l′emergenza coronavirus il Governo Italiano ha adottato misura extra ordinem, mai viste prima nella storia repubblicana.
Tali misure sono state giustificate dallo stato di eccezione, dichiarata in presenza di un′emergenza sanitaria che avrebbe imposto di sospendere il rispetto dello stato di diritto per dedicare ogni energia al superamento dell′emergenza stessa.
Ebbene, non vi è dubbio che il Parlamento sia l′ unico luogo ove legittimamente e costituzionalmente si possa dichiarare lo stato di eccezione e varare norme limitative della libertà personale, ma neppure che, in casi straordinari di necessità e urgenza, il Governo possa adottare un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, ai sensi dell′art. 77 della Costituzione.
Un passaggio parlamentare, in effetti, c′è stato con la conversione del d.l. 17.03.2020 n. 18, e tuttavia le restrizioni dei diritti fondamentali in capo ai cittadini sono giunte attraverso i DPCM, ovvero i decreti del presidente del consiglio dei ministri.
E′ legittima la decretazione del Presidente del Consiglio dei Ministri in materie (art. 16 e art. 17 della Costituzione, coperte da riserva di legge e con una incidenza fortemente restrittiva dei diritti fondamentali?
Una deriva localistica della gestione dell′emergenza sanitaria inaccettabile, poiché le deroghe alla libertà di circolazione possono essere stabilite soltanto a livello nazionale.
Così, infatti, ha stabilito il Tar Campania 20.03.20 ripristinando, nel caso sottoposto al vaglio dei magistrati, la legalità costituzionale e sancendo che le misure per fronteggiare l′emergenza coronavirus devono essere non frammentate e, soprattutto, compatibili con la Costituzione.
I giudici campani, “riscontrata, allo stato degli atti: – la verosimiglianza di quanto dedotto in esito alla essenzialità del percorso seguito dalla propria abitazione per l′approvvigionamento presso il punto di distribuzione automatico di tabacchi; – la sussistenza di adeguata prova con riferimento agli impegni professionali relativi ai giudizi pendenti presso il Tribunale di Cassino (comparizione dell′imputato per il 25 marzo 2020) ed il Tribunale di Napoli Nord – Sezione G.I.P. (udienza in camera di consiglio per il 2 aprile 2020)” OMISSIS
P.Q.M. hanno accolto, nei limiti e secondo quanto in motivazione esposto, l′istanza di misure cautelari monocratiche e, per l′effetto, hanno sospeso l′ “atto di diffida e messa in quarantena”.
L′Agcom
Last but not least, grande preoccupazione desta il comunicato dell′AGCOM, secondo il quale:
“per contrastare la diffusione di informazioni o comunque non corrette l′autorità ha invitato i fornitori di piattaforme di condivisione video ad adottare ogni misura volta a contrastare la diffusione in rete e in particolare sul sociale media, di informazioni relative al coronavirus non corrette o comunque diffuse da fonti non scientificamente accreditate. Queste misure devono prevedere anche sistemi efficaci di individuazione degli illeciti e dei loro responsabili‘
Nessuna delle misure di governance in vigore, infatti, ha posto alcuna limitazione ai diritti garantiti dall′ Articolo 21 delle Costituzione, secondo il quale: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“.
Ci troviamo in una società che pensa che niente sia peggio della morte, e soprattutto non la schiavitù. L′inconveniente è che questo tipo di società finisce sempre per morire. Dopo esser stata ridotta in schiavitù (Alain De Benoist)
Fonte dirittosanitario.biz
Richieste aziendali del 22/2
Richieste aziendali preventive in attesa del covid19
E′possibile iscriversi dal sito www.nursind.it
Inviando il modulo via fax o via whatsapp ai numeri riportati sul modulo
Si comunica che dal mese di gennaio 202 la quota sara′ di 11 euro mensili dai 10 euro al mese ( quota ferma dal 2010 ) per poter continuare a garantire al meglio i nostri servizi e tutele sindacali .
Ricordiamo che altri sindacati applicano la trattenuta in percentuale sullo stipendio partendo dai 14 euro mensili arrivando fino a 19 euro mensili per 13 mensilità).
Se sei un libero professionista puoi iscriverti al sindacato contattando la segreteria all 3294058815 per concordare le modalità di pagamento della quota di iscrizione.
* Assistenza fiscale gratuita per l'iscritto (i suoi familiari versano un contributo di 20 o 27 euro a secondo se singolo o congiunto) - presso la nostra sede è possibile la compilazione del modello 730 nonchè del modello ISEE con CAF convenzionato.
* Servizi Patronato in sede Caf
* Assicurazione professionale colpa grave nei parametri di legge e tutela legale di 10mila euro, copertura di tipo patrimoniale , compresa nella quota sindacale.
* Tutela sindacale - in qualsiasi momento puoi rivolgerti ai delegati NurSind elenco sul sito www.nursindcuneo.com
* Assistenza legale - i nostri associati hanno la possibilità di essere assistiti nelle controversie con l'azienda dallo studio legale dell'associazione. Per gli associati lo studio legale di NurSind applica tariffe speciali in caso di assistenza per cause extralavorative. La consulenza viene effettuata negli uffici di NurSind previo appuntamento
* Corsi di aggiornamento accreditati ECM Gratuiti - attraverso il provider Pegasolavoro soc. coop vengono offerti eventi formativi nell'ambito del Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina (ECM).
* Convenzioni con varie attività e negozi con sconti fino al 25% con cralnetwork.it e Assocral.it
* Master con Università telematica Unipegaso
Nursind non chiacchiere, #fatti
NurSind #quarantamilainfermieri uniti per un unico obiettivo salvaguardare la professione infermieristicha.
NurSind chiede a gran voce al governo il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da un anno.
#NurSindtutelaituoidiritti
#NurSindinfermieriperinfermieri
2020 Un altro anno insieme
👉“Le grandi imprese vengono eseguite non con la forza ma con la perseveranza.”
Per il prossimo anno Siate perseveranti
Dalla redazione Buon Anno, un anno ancora insieme
SETTIMANA DEDICATA AL RISCHIO PER LA SALUTE DEL PAZIENTE
SETTIMANA DEDICATA AL RISCHIO PER LA SALUTE DEL PAZIENTE PER L ASSISTENZA NON EROGATA. Manifesti in tutte le altre città del Piemonte, volantini affissi in tutti i presidi ospedalieri della nostra regione per rivendicare il giusto rapporto paziente infermiere. UN MESSAGGIO ALLA POPOLAZIONE E ALLE ISTITUZIONI
Stangata di fine anno all’ Asl 1 Cuneo
Lo avevamo anticipato e come previsto per gli infermieri della Asl 1 Cuneo arriverà la stangata di fine anno”- è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo - “Una decisione grave quella concordata dalle alte sigle sindacali, CGIL, CISL, UIL e Nursing Up, che comporterà una perdita di 300 euro dalla busta paga della maggior parte dei dipendenti che non hanno nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia”
- riconosciuta per i soli mesi di presenza ad oggi noti nel Servizio in questione (considerando quindi le variazioni di reparto in corso d′anno), purché ancora dipendente dell′Azienda al 01/11/2019 (esclusi cessati in precedenza);
“A tutto il resto del personale non resta che l′amaro in bocca”, conclude Canetti.
NurSind Piemonte incontra l'Assessore alla Sanità.
Incontro positivo e costruttivo quello svoltosi in data odierna tra i rappresentanti del Nursind Piemonte, sindacato infermieristico e Luigi Genesio Icardi, Assessore alla sanità della Regione Piemonte.
Tra i tanti temi trattati, spiccano quello del fabbisogno di personale infermieristico, del sovra affollamento dei pronto soccorso, delle criticità legate all 'emergenza e non per ultimo, la necessità di potenziamento della rete territoriale dove gli infermieri possono e devono giocare un importante ruolo per dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini. Siamo soddisfatti della disponibilità e dall attenzione mostrata da parte dell assessore rispetto a quanto abbiamo voluto portare alla sua attenzione dichiara Francesco Coppolella, segretario regionale del Nursind.
Abbiamo condiviso la necessità degli infermieri di poter svolgere la propria funzione in condizioni di lavoro dignitose. Da entrambi le parti é stata evidenziata la necessità di sviluppo delle competenze infermieristiche per poter dare risposte ad alcuni bisogni e criticità. Infine, abbiamo sottolineato il non più rinviabile potenziamento della rete territoriale attraverso un importante coinvolgimento della figura infermieristica.
Abbiamo riscontrato sensibilità da parte dell'assessore rispetto ai bisogni degli infermieri e al riconoscimento del loro ruolo, concludono dal NurSind.
Per il triennio 2017-2019 l′obbligo formativo è pari a 150 crediti. I crediti dovranno essere conseguiti entro il 31 Dicembre.
Con il prossimo Accordo Stato-Regioni sarà specificato se sarà prevista la possibilità di integrare i crediti di questo triennio..per adesso per assolvere l′obbligo formativo i 150 crediti devono necessariamente essere conseguiti entro e non oltre il 31 Dicembre 2019.
La residua parte del 60% dei crediti può essere maturata anche mediante attività di tutoraggio, pubblicazioni scientifiche, crediti conseguiti all′estero o autoformazione. L′autoformazione in misura non superiore al 20% dei crediti totali (30 crediti Ecm nel triennio).
Si possono acquisire crediti Ecm nelle seguenti modalità:
Per il triennio 2017-2019 la Commissione Nazionale ha eliminato tutti i limiti in percentuale tra le differenti tipologie formative. Non ha più senso, dunque, domandarsi quanti crediti ECM si possono fare online: è possibile accumulare il 100% dei crediti necessari attraverso delle attività ECM FAD. A tal riguardo vi segnaliamo il link della piattaforma FadInMed 👉 https://www.fadinmed.it
È sufficiente registrarsi al portale della banca dati Cogeaps (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie 👉 http://application.cogeaps.it/cogeaps/login.ot), per avere un prospetto CERTIFICATIVO della situazione relativa al dossier formativo personale.
Gli Accordi Stato-Regioni definiscono il sistema delle regole, il 1 Gennaio 2019 è entrato in vigore il Manuale della Formazione Continua del Professionista Sanitario.
Esso è stato elaborato dall′Agenas al fine di offrire un′agevole guida che permette al singolo operatore della salute di assolvere il suo obbligo formativo.
Fonte FNOPI Roma
Tassa ordine infermieri
La notizia della sentenza pilota del Tribunale di Pordenone su ricorso del NurSind che ha stabilito come la quota di adesione all′Ordine debba essere pagata dalle aziende sanitarie ha suscitato l′interesse degli infermieri e delle diverse sigle sindacali.
“A proposito delle altre sigle sindacali, forti della vittoria NurSind, stanno cavalcando l′onda, spacciando per loro un risultato NurSind”, a parlare è Davide Canetti, segretario territoriale NurSind Cuneo.
“Certamente l'argomento in questione dà molta visibilità, permette di attirare a sé gli infermieri, ma vogliamo ricordare ai colleghi, nonostante la soddisfazione per quanto raggiunto in primo grado, che la strada è in salita e quindi consigliamo agli infermieri di non farsi abbagliare da facili promesse da parte di altre sigle. NurSind ha avuto parere favorevole solo a Pordenone al momento, dove sicuramente l'azienda farà ricorso”, continua Canetti, “La strada sarà ancora lunga, noi siamo certi che il nostro sindacato continuerà questa come altre battaglie”.
“In merito all′utilizzo della vittoria NurSind a Pordenone, non apprezziamo che questa venga utilizzata da altre sigle per avere facile visibilità, ma per poi trattare per arrivare a pessimi accordi aziendali chiamati " vittorie". Per fare un esempio nella nostra azienda la tanto sbandierata vittoria per il riconoscimento del tempo di vestizione (da parte del sindacato di maggioranza in azienda) si è tradotto in pratica ad un riconoscimento di 4 minuti in entrata oppure in uscita solo per alcune fasce orarie in alcune realta' lavorative, ZERO minuti per altri reparti”.
Il tempo dimostrerà che è meglio lottare per i giusti diritti mantenendo gli ideali e non accontentarsi del " meglio di niente" spacciato per grande conquista.
ATTENZIONE - Tassa Ordine a Carico dell’azienda
Dopo la causa vinta da NURSIND a Pordenone, dove il giudice ha sentenziato che la tassa di iscrizione all′ordine deve pagarla l′azienda, tanti sindacati di sono scatenati (facendo propria una vittoria di Nursind) facendo fare richieste (vane) di risarcimento alle aziende.
1 - nessuna azienda renderà un centesimo se non la obbligherà un giudice;
2 - perché un giudice la obblighi, bisogna fare causa (e vincerla)
3 - ad oggi, Nursind (oltre a Pordenone) ha fatto causa ad Alessandria (causa persa), ricorso in appello a Torino (ricorso respinto) e adesso siamo in cassazione e vedremo come si esprimerà.
4 - la sentenza di Pordenone è positiva, ma è un primo grado, e verrà appellata dall′Azienda;
5 - non è detto che in appello la sentenza sia confermata. Se non lo fosse, eventuali risarcimenti sarebbero richiesti indietro ai lavoratori;
6 - Pordenone è sicuramente un bel primo passo, ma appunto un primo passo che non consiglia di andare in causa perché i giudici non sono tutti uguali;
7 - la richiesta di interruzione della prescrizione del diritto al risarcimento, può essere fatta, ma in realtà non c′è nessuna fretta di farla;
8 - come ci insegnano le tante cause vinte da Nursind sul cambio divisa, per andare in causa con ottime probabilità di vincere è meglio che ci sia almeno un pronunciamento positivo della Cassazione (che ad oggi per la tassa OPI per gli infermieri non c′è)
9 - deve essere chiaro a tutti che è il lavoratore che deve far causa all′azienda, perché il diritto è del lavoratore e non del sindacato. Certo Nursind metterà (se dovremo fare quel percorso) a disposizione degli iscritti gli avvocati.
10 - STIANO TRANQUILLI I COLLEGHI ISCRITTI A NURSIND CHE QUANDO SARÀ IL MOMENTO LA SEGRETERIA DI CUNEO LI INFORMERÀ DEI PASSI DA FARE PER INIZIARE IL PERCORSO DI RICHIESTA DEL RISARCIMENTO.
Sì all’indennità di rischio radiologico
La Corte Costituzionale, intervenendo in ordine all′individuazione dei soggetti ai quali spetta l′indennità di rischio radiologico, ha precisato che l′art. 1 della L. n. 460/1988 deve essere interpretato nel senso che l′indennità piena deve riconoscersi “anche a quei lavoratori che, pur non appartenendo al settore radiologico, sono esposti ad un rischio non minore, per continuità ed intensità, di quello sostenuto dal personale di radiologia” (cfr. Corte Cost. del 20.7.1992 n. 343).
L'indennità di rischio radiologico va quindi riconosciuto in misura piena a tutti i dipendenti che - in via di fatto - sono continuativamente ed effettivamente sottoposti al rischio radiologico, senza potersi distinguere a questo scopo tra coloro che sono medici o tecnici di radiologia e coloro che – invece – non lo sono ovvero tra coloro che sono addetti all′unità operativa di radiologia e coloro che non lo sono.
A stabilirlo la sentenza 28/03/2019, n.741 del Tribunale di Trani.
L′infermiera, ricorsa in tribunale chiedeva le fosse riconosciuta l′indennità di rischio radiologico, in quanto svolgeva la propria attività lavorativa presso l′Unità Operativa di Radiologia. Riferiva di avere percepito fino al mese di ottobre 2012 l′indennità di rischio radiologico, nonché ulteriori 15 giorni di congedo ordinario, in ragione della continuativa esposizione alle radiazioni assorbite durante l′espletamento della sua attività lavorativa; di non percepire più dal mese di novembre 2012, a seguito di riclassificazione del personale, le suddette indennità, sebbene impegnata nelle medesime mansioni svolte in precedenza e sebbene continuativamente esposta al rischio radiologico.
Il tribunale accoglie il ricorso dell′Infermiera, con le seguenti motivazioni:
Mentre per medici/tecnici di radiologia sussiste una presunzione di esposizione al rischio radiologico, per le altre categorie di lavoratori occorre accertare caso per caso la sussistenza di un effettivo rischio radiologico dovuto all′esposizione a radiazioni ionizzanti.
Nel caso di specie, la ricorrente svolge le mansioni di Infermiera presso l′U.O. di Radiologia dell′Ospedale di Co.. Ella pertanto non rientra fra quelle categorie di lavoratori alle quali la legge riconosce automaticamente l′indennità di rischio radiologico in virtù della mansione svolta; considerato che fino al mese di ottobre 2012 la rivendicata indennità le è stata corrisposta, compreso il congedo ordinario aggiuntivo, occorre valutare se per il periodo successivo la ricorrente sia stata sistematicamente esposta al rischio radiologico, come avvenuto in precedenza.
La stessa confermava che anche nel periodo seguente avesse utilizzato quotidianamente i dispositivi di radioprotezione previsti per coloro che prestano la propria attività lavorativa in “zona controllata” e fosse dotata di (dosimetro personale).
Per questo alla stessa va riconosciuta l′indennità di rischio ed il riconoscimento delle ferie aggiuntive di 15 giorni.
Cosa prevede il CCNL 2016/2018
Articolo 91 al comma 2: conferma l′indennità al personale diverso dai tecnici sanitari di radiologia medica
In merito al rischio radiologico, si conferma l′art. 5 del CCNL 20/9/2001, biennio economico 2000-2001. L′indennità professionale specifica ivi prevista spetta ai tecnici di radiologia medica (ivi inclusi gli esperti poi senior ai sensi dell′art. 15 (Modifica della denominazione dei profili di “esperto”)) nella misura prevista ai punti 15 lett. b) e 16 lett. b) della tabella C del CCNL del 5/6/2006.
Alla corresponsione delle indennità di cui al presente articolo si provvede con il fondo di cui all′art. 80 (Fondo condizioni di lavoro e incarichi).
Il Decreto n7 del 11/02/2016 definisce i criteri per l′indennità rischio radiologico in:
1) almeno 40 settimane di presenze ocumentate annue del lavoratore che attestino l′abitualità di presenza in zona controllata
2) Almeno 7 minuti settimanali oppure 10 minuti su 10 giorni o altra equivalente determinazione temporale di esposizione documentata del lavoratore necessari per raggiungere i 6 mSv annui di dose efficace, non riducibili previsti dall′allegato IV del. D.lgs 230/1995.
da Dirittosanitario. net
REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE
CONTATTI REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE
——————————Aso S.Croce e Carle————————————
Canetti Davide. 329.4058815
Giuliano Barbara 327.4496319
Liberatore Tiziano 347.9301261
Marchesano Silvana 334.9293404
Pigoni Stefano 346.7376222
—————————————Aslcn1 ——————————————-
**Struttura Ceva
Canetti Davide 3294058815
**Aslcn1 Cuneo
Calabrese Caterina 347.1591086
Pellegrino Mauro 338.1679513
**Struttura Fossano
Greco Liliana 347.6507822
**Struttura Mondovi
**Struttura Saluzzo
Farina Marisa 335.1721228
Frezza Ezio. 348.3611582
Testa Antonella. 335.6391142
**Struttura Savigliano
Mirabella Maria. 346.8601667
———————————Aslcn2————————————————-
**Struttura Alba
—————-settore Privato Coop. Amos—————————————-
Gonzales Simona. 3474427597
Gestione degli accessi endovenosi Corso fad
Lo scopo è quello di garantire la corretta applicazione delle procedure di gestione dell′accesso vascolare.
L′omogeneità dell′esecuzione delle procedure, la salvaguardia del patrimonio venoso; la conoscenza delle tecniche di visualizzazione dei vasi e di verifica della posizione centrale della punta del cvc;
L′adeguata formazione all′inserimento dei cateteri vascolari e l′aggiornamento del personale coinvolto nella gestione attraverso la conoscenza delle disposizioni legislative inerenti.
SARA' POSSIBILE CONCLUDERE IL CORSO ED EFFETTUARE IL TEST DI VERIFICA DELL'APPRENDIMENTO A PARTIRE DAL GIORNO 12 GIUGNO 2019 E IL CORSO DOVRA' ESSERE CONCLUSO NECESSARIAMENTE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2019.
http://www.nursind.it/conferenza.html
Il 5 giugno illustreremo a Roma la nostra proposta di modifica del sistema di classificazione professionale, una proposta innovativa per le professioni sanitarie che vuole essere il nostro contributo al dibattito per il nuovo contratto 2019-2021.
Vedremo quali forze politiche e sindacali vorranno condividere il percorso che NURSIND ha intrapreso per il riconoscimento
- dell′ Area di contrattazione autonoma per gli infermieri
- dell′indennità di esclusività del rapporto di pubblico impiego (così come hanno da tempo i medici)
Chi ostacolerà questo percorso non ha, evidentemente, a cuore la professione infermieristica
"sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"
Appare pacifico, nel caso di specie, che il personale sanitario ed infermieristico sia da un lato necessariamente tenuto ad indossare una specifica divisa di lavoro, e dall'altro che l′indossamento e la dismissione della divisa debba, per ragioni di sicurezza, necessariamente avvenire nei locali aziendali, nel periodo preparatorio e terminativo del proprio turno di lavoro, non potendo, in applicazione dei principi enunciati dalla suprema corte, rientrare il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e dismettere la divisa di lavoro nel normale orario di lavoro contrattuale, là dove lo stesso non contempli espressamente la ricomprensione del tempo occorrente alle versioni preliminari nell'ordinario turno di lavoro". Quindi, il Tribunale si esprime sulla retribuzione mancata:
"La circostanza è confermata per il periodo successivo a quello oggetto di causa dall'Accordo cd Code Contrattuali del 26/10/2015, entrato regime a partire dal 09/12/2015 per i lavoratori turnisti e dal 04/01/2016 per i lavoratori a giornata, nel quale si prevede espressamente, per i lavoratori interessati, tra cui gli odierni ricorrenti, un tempo ulteriore di otto minuti per indossare la divisa di lavoro ed un tempo di sette minuti per dismettere gli indumenti da lavoro, oltre ad un ulteriore tempo stabilito in 15 minuti per effettuare il passaggio di consegne. L′evidente contraddittorietà delle risultanze istruttorie, e l′impossibilità di addivenire alla certa e condivisa ricostruzione di una prassi organizzativa, in virtù della quale agli operatori oggi ricorrenti fosse consentito di svolgere le operazioni di indossamento e svestizione nell′ambito dell′orario di lavoro, determina la fondatezza delle pretese attoree ed il riconoscimento del cd tempo divisa quale orario di lavoro utile ai fini retributivi, nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga in atti".
Risale a poche settimane fa, inoltre, la sentenza della Corte di Cassazione Sez. Lav., 11 febbraio 2019, n. 3901 che ha ribaltato il verdetto precedentemente emesso dalla Corte d′Appello di Perugia. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda di cinque infermieri assunti presso il locale Ospedale, che avevano domandato la condanna dell′Ausl della Regione Umbria al pagamento del compenso a titolo di indennità per lavoro straordinario, per il tempo occorrente per la vestizione. Si tratta di 15 minuti rispetto all′inizio del turno e di 15 minuti per il passaggio di consegne a fine turno. La Corte di Cassazione si è espressa definitivamente in tutt'altro modo, rovesciando il verdetto con questa motivazione: "Violazione e falsa ed errata applicazione della direttiva CEE 23/11/93 nn. 93/104 nonché del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 di attuazione della predetta direttiva. Difetto di motivazione su punti essenziali della controversia. Travisamento ed illogicità". In particolare, in base all′art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg. n. 66/2003 è precisato che costituisce orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell′esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
Evidentemente, il tempo/divisa come tempo/lavoro è un fatto sempre più condiviso. Lo contempla finalmente anche il CCNL Comparto Sanità firmato il 21 maggio 2018 , ai comma 11 e 12 dell'Art. 27. Il comma 11 recita: "Nei casi in cui gli operatori del ruolo sanitario e quelli appartenenti a profili del ruolo tecnico addetti all′assistenza, debbano indossare apposite divise per lo svolgimento della prestazione e le operazioni di vestizione e svestizione, per ragioni di igiene e sicurezza, debbano avvenire all′interno della sede di lavoro, l′orario di lavoro riconosciuto ricomprende fino a 10 minuti complessivi destinati a tali attività, tra entrata e uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere". Il 12 specifica che "Nelle unità operative che garantiscono la continuità assistenziale sulle 24 ore, ove sia necessario un passaggio di consegne, agli operatori sanitari sono riconosciuti fino ad un massimo di 15 minuti complessivi tra vestizione, svestizione e passaggi di consegne, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere".
30 centesimi di aumento accordo Aso S.Croce e Carle
30 centesimi di aumento per il turno notturno. NurSind Cuneo denuncia l′accordo firmato da Cgil, Cisl e Nursing Up
Lo scorso otto marzo, presso l′Azienda Aso S. Croce e Carle Cuneo, CGIL, CISL e NURSING UP, durante il tavolo di contrattazione decentrata hanno apposto la loro firma su un accordo che sarà parte integrante del nuovo Contratto Integrativo Aziendale del triennio 2019-2021, e manco a dirlo un accordo peggiorativo di un contratto già penoso, che prevede:
“Dall′accordo si evince come per gli Infermieri non ci siano che spiccioli, fatti passare per grandi vittorie, mentre per le altre posizioni i fondi per incentivi e compensi sono sempre cospicui e facilmente reperibili.
NurSind Asti: “Maggiori risorse sul territorio per evitare il sovraffollamento dei Pronto Soccorso
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nella foto, Gabriele Montana
“Questa situazione – prosegue Montana – è frutto dell′elevato numero degli accessi ospedalieri, situazione aggravata dalla delibera regionale 1/600 che ha tagliato trasversalmente in Piemonte posti letto, servizi e punti di primo intervento”.
Secondo il programma regionale, parallelamente all′attuazione della dgr 1/600, sarebbe dovuto partire un piano legato alla gestione delle acuzie e alle case della salute, progetto che ad oggi è stato avviato a singhiozzo e in maniera incompleta.
“In questo momento – dice il segretario NurSind di Asti – il piano territoriale sul territorio astigiano dispone di pochissime risorse, che sono sicuramente insufficienti per attuare un servizio al domicilio destinato soprattutto ai pazienti più anziani. L′obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che le cronicità si trasformino in acuzie da curare in Pronto Soccorso, ma con i numeri attuali non si va da nessuna parte. Come Nursind – prosegue Montana – chiediamo quindi che vengano incrementate le risorse destinate (anche) al piano territoriale, affinché possa finalmente partire un progetto a medio-lungo termine di gestione delle cronicità al domicilio”.
Ma non è tutto. Per l′ennesima volta Nursind ribadisce come il solo Pronto Soccorso del Cardinal Massaia e il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato non siano sufficienti per un bacino d′utenza di 300mila utenti, ancor di più se confrontato con la situazione alessandrina, dove sono ben 5 i punti di primo intervento per 600mila abitanti.
La Sanità astigiana ha bisogno anche di assunzioni medici, ma al momento nonostante la volontà di assumerli quest′ultimi scarseggiano.
Richiesta tessera Nursind
SEI IN POSSESSO DELLA TESSERA NURSIND?
Se per una qualsiasi ragione ne sei sprovvisto
Manda una mail alla seguente casella
cuneo@nursind.it
Buste paga leggere sotto l’albero di Natale degli Infermieri del Aslcn1
“Quest′anno sotto l′albero di Natale, gli infermieri della Asl Cuneo 1, troveranno una busta paga leggera”, è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo.
“Una decisione grave quella concordata, un′ingiustizia che comporterà una perdita di almeno 300 euro dalla busta paga di ogni dipendente che non prenderà nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia, previsto per pochi”- continua – “Ringraziamo ancora una volta gli RSU CGIL, CISL, UIL e Nursing Up di questo regalo natalizio e ci domandiamo perché altre figure come gli amministrativi non vengono mai penalizzati così come da accordo del 16/11/18 “
Il link con gli accordi
RIAPRIAMO LA QUESTIONE INFERMIERISTICA
E′ con questo slogan che inizia la campagna di mobilitazione degli infermieri .
Fino ad oggi, solo il grande senso di responsabilità della categoria che si accolla da tempo i rischi di un assistenza insufficiente ai bisogni dei cittadini ricoverati e si vede continuamente negare diritti contrattuali, sta permettendo di fare fronte alla grave carenza di personale, peggiorata dal lungo tempo di mancate assunzioni e dal lungo periodo di blocco del Turn Over.
E′ancor più grave la completa mancanza di qualsiasi programmazione e strategia di fronte ad una categoria che sta diventando vecchia. Quasi 50 anni la media della categoria infermieristica. Il 25% di questi ha una limitazione funzionale provocata spesso dal proprio lavoro. Nessun passaggio di sapere e di esperienze tra generazioni.
La tutela della salute del cittadino và di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro degli infermieri e di chi si occupa di assistenza.
Manca sempre il tempo per riunirsi, per parlare, per condividere e analizzare. Manca sempre il tempo per pianificare. controllare valutare. Manca sempre il tempo per confrontarsi e aggiornarsi. Manca sempre il tempo per pensare e ragionare.
Con queste difficoltà l ‘infermiere ogni giorno combatte la sua battaglia di civiltà nelle corsie degli ospedali piemontesi, pagandone le conseguenze in prima persona, difficoltà che inevitabilmente si ripercuotono sui bisogni di salute e di assistenza di chi le cure le riceve.
Nella condizioni attuali è impossibile poter metter in atto in maniera completa le nostre competenze, le nostre conoscenze e le nostre abilità assicurando così al paziente una assistenza sicura e adeguata.
Il Piemonte ha di certo delle eccellenze ma la sanità di tutti i giorni è un'altra cosa.
La Regione ha dichiarato più volte sugli organi di stampa centinaia di assunzioni che se confrontati alle cessazioni di questi anni rappresentano un inerzia.
La misura è colma, i rischi aumentano. Chi governa la Sanità Regionale e le Aziende Piemontesi dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche metterà a disposizione degli infermieri piemontesi una piattaforma su www.nursindpiemonte.it per segnalare situazioni a rischio per l′assistenza e violazioni contrattuali.
Rappresenteremo in tutte le sedi le violazioni che raccoglieremo e le situazioni a rischio che ci saranno segnalate, nelle sedi istituzionali. nelle procure e nelle aule di tribunale se sarà il caso.
Avvieremo iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini della problematica che riguarda anche e soprattutto loro.
Congresso Nazionale 25-26-27 ottobre

References: sentenza 

Sentenza 
 art. 17
 Articolo 21
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 91
 sentenza