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Delibera Autorità energia 28 febbraio 2013, n. 88 > ReteAmbiente
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Delibera Autorità energia 15 marzo 2013, n. 109 (15/03/2013)
Delibera 28 febbraio 2013, n. 88/2013/R/IDR
Approvazione del metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-Cipe (Mtc) per la determinazione delle tariffe per gli anni 2012 e 2013 - Modifiche e integrazioni alla deliberazione 585/2012/R/IDR
— il decreto-legge 17 marzo 1995 n. 79, come convertito nella legge 17 maggio 1995, n. 172 (di seguito: decreto-legge 79/1995), ed in particolare l'articolo 2, comma 3;
— la legge 23 dicembre 1998 n. 448, ed in particolare l'articolo 31, comma 29;
— la legge 28 dicembre 2001, n. 448, ed in particolare l'articolo 35;
— la circolare del Ministero delle finanze 29 ottobre 1996 n. 263;
— il decreto-legge 13 maggio 2011 n. 70, come convertito nella legge 12 luglio 2011 n. 106 (di seguito: decreto-legge 70/2011) e, in particolare, l'articolo 10, commi 14 e 28;
— il decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179, come convertito nella legge 17 dicembre 2012 n. 221 (di seguito: decreto-legge 179/2012), recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", ed, in particolare, l'articolo 34;
— la delibera del comitato interministeriale per la programmazione economica 18 dicembre 2008 n. 117 recante "Direttiva per l'adeguamento delle tariffe per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione";
— il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 30 settembre 2009 (di seguito Dm 30 settembre 2009) recante "Individuazione dei criteri e dei parametri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione", ed in particolare l'articolo 7, comma 5;
— la deliberazione dell'Autorità 28 dicembre 2012, 585/2012/R/IDR recante "Regolazione dei servizi idrici: approvazione del metodo tariffario transitorio (Mtt) per la determinazione delle tariffe negli anni 2012 e 2013" (di seguito: deliberazione 585/2012/R/IDR) ed il suo allegato A recante "Regolazione tariffaria dei servizi idrici per le gestioni conformi alla legge 36/1994 e al Dlgs 152/2006 e per la vendita di servizi all'ingrosso" (di seguito: allegato A);
— il parere del Consiglio di Stato, Sezione II, 25 gennaio 2013 n. 267 (di seguito anche: parere 267/13) in merito alla decorrenza temporale delle funzioni di regolazione tariffaria assegnate all'Autorità nel settore dei servizi idrici;
— la deliberazione dell'Autorità 16 gennaio 2013 6/2013/R/COM recante "Disposizioni in materia di agevolazioni tariffarie e rateizzazione dei pagamenti per le popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatesi nei giorni del 20 maggio 2012 e successivi" (di seguito: deliberazione 6/2013/R/COM);
— la deliberazione dell'Autorità 31 gennaio 2013 38/2013/R/IDR recante "Avvio di procedimento per la restituzione agli utenti finali della componente tariffaria del servizio idrico integrato relativa alla remunerazione del capitale, abrogata in esito al referendum popolare del 12 e 13 giugno 2011, con riferimento al periodo21 luglio-31 dicembre 2011 non coperto dal metodo tariffario transitorio" (di seguito: deliberazione 38/2013/R/IDR).
Considerato che, in materia di attribuzioni e di finalità:
— a tal riguardo, l'articolo 1, comma 1, della legge 481/1995 prevede che l'Autorità debba perseguire, nello svolgimento delle proprie funzioni, "la finalità di garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, (..) nonché adeguati livelli di qualità nei servizi medesimi in condizioni di economicità e di redditività, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori, tenuto conto della normativa comunitaria in materia e degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo. Il sistema tariffario deve altresì armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti il servizio con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse".
Considerato che, per quanto attiene specificamente alla regolazione tariffaria relativa alle gestioni ex-Cipe:
— l'articolo 10, comma 28, del decreto-legge 70/2011, nel fornire l'interpretazione autentica dell'articolo 23-bis, comma 8, del decreto-legge 112/2008, ha chiarito che "l'articolo 23-bis, comma 8, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall'articolo 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, si interpreta nel senso che, a decorrere dalla entrata in vigore di quest'ultimo, è da considerarsi cessato il regime transitorio di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 17 marzo 1995, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 maggio 1995, n. 172";
— il regime di cui al decreto-legge 79/2995 (c.d. "regime transitorio/Cipe"), è dunque cessato, per espressa previsione di legge, a far tempo dal 26 settembre 2009;
— il medesimo decreto-legge 70/2011, nel chiarire l'avvenuta cessazione del "regime transitorio/Cipe", attribuisce all'Agenzia ... [ora all'Autorità] il compito di assicurare la "regolare determinazione e [e il regolare] adeguamento delle tariffe", e – per fare ciò – assegna ad essa il compito di "predispo[rre] il metodo tariffario per la determinazione, con riguardo a ciascuna delle quote in cui tale corrispettivo si articola, della tariffa del servizio idrico integrato";
— il Dpcm 20 luglio 2012 chiarisce, come accennato, che le competenze di regolazione e controllo trasferite all'Autorità riguardano "il servizio idrico integrato, ovvero ciascuno dei singoli servizi che lo compongono, compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad usi misti civili e industriali";
— i poteri di regolazione tariffaria dell'Autorità trovano dunque applicazione, nel nuovo assetto normativo, in tutte le gestioni presenti sul territorio nazionale, sia nei contesti in cui il servizio idrico è già stato effettivamente integrato (in conformità alle disposizioni della legge 36/1994 prima, e di quelle del Dlgs 152/2006 poi), sia in quelli in cui i singoli servizi che lo compongono siano invece eventualmente ancora svolti, transitoriamente, in forma disgiunta, come sovente si verifica nel caso delle gestioni ex-Cipe;
— il Tar del Lazio, Sezione I, con le sentenze 14 febbraio 2012 nn. 1434 e successive, ha confermato l'assetto normativo e il quadro giuridico testé brevemente esposto, chiarendo che i poteri tariffari del Cipe di cui al decreto-legge 79/1995 sono da intendersi esauriti e che è ora compito dell'Autorità definire ed aggiornare le tariffe anche per tali gestioni;
— le richiamate decisioni di primo grado, pur esecutive, risultano attualmente all'esame del Consiglio di Stato per quanto concerne l'aggiornamento delle tariffe per gli anni 2010 e 2011, a seguito della proposizione di ricorsi in appello da parte delle imprese interessate.
Considerato che, quanto alla legislazione europea e nazionale in materia tariffaria:
— la Corte Costituzionale, nel motivare circa l'ammissibilità del menzionato referendum (sentenza n. 26 del 26 gennaio 2011), si è espressa affermando che persiste "la nozione di tariffa come corrispettivo, determinata in modo tale da assicurare la "copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio chi inquina paga";
Considerato che, per quanto attiene all'attività fin qui svolta:
— nell'ambito del citato documento per la consultazione 204/2012/R/IDR l'Autorità ha reso nota la propria determinazione, alla luce del vigente assetto normativo, di prevedere l'applicazione della nuova regolazione tariffaria a tutte le gestioni presenti sul territorio nazionale, comprese quelle che si trovavano nell'ormai cessato "regime transitorio/Cipe"; ciò anche al fine di uniformare, in coerenza con le finalità stabilite dalla legge 481/1995, il trattamento tariffario degli utenti presenti su tutto il territorio nazionale e di soddisfare universalmente i principi normativi europei e nazionali;
— nell'ambito delle risposte ricevute al citato documento per la consultazione 204/2012/R/IDR, nessuno dei partecipanti alla consultazione ha espresso critiche in relazione all'assunzione dell'Autorità richiamata al punto precedente;
— a seguito dell'analisi puntuale delle osservazioni pervenute e tenendo conto delle medesime, l'Autorità ha pubblicato, in data 12 luglio 2012, l'ulteriore documento di consultazione 290/2012/R/IDR, con il quale è stata avviata una più specifica consultazione pubblica avente ad oggetto un metodo tariffario transitorio da applicarsi, anche nelle gestioni ex-Cipe, in relazione al primo biennio soggetto ai poteri regolatori dell'Autorità, ossia tenendo conto del periodo 2012 e 2013, con effetto sulle tariffe degli utenti finali a decorrere dal 1° gennaio 2013;
— al riguardo il Consiglio di Stato, nel parere 267/13, ha riscontrato che "l'Autorità, sulla base del descritto quadro normativo, ha avviato il procedimento per l'esercizio del potere tariffario assegnatole in materia di servizi idrici ed in specie per l'adozione del provvedimento tariffario transitorio a valere dal 1° gennaio 2012 ma con effetto sulle tariffe degli utenti finali a decorrere dal 1° gennaio 2013: provvedimento da applicarsi nelle more dell'adozione del metodo definitivo";
— le ragioni che rendono necessaria l'emanazione di un provvedimento tariffario transitorio, anche per le gestioni Cipe, nelle more dell'adozione di un nuovo metodo tariffario a regime, sono diffusamente illustrate nel documento per la consultazione 290/2012/R/IDR, al quale, sul punto, si rimanda;
— con riferimento alle tariffe Cipe, non si pone il problema dell'eventuale recupero, per il periodo precedente al 1 gennaio 2012, della componente remunerativa del capitale investito in esito al referendum di cui al Dpr 116/2011, avendo tale referendum interessato una disposizione — l'articolo 154, comma 1, del Dlgs 152/2006 – estranea al sistema di regolazione tariffaria che ha trovato sino ad oggi applicazione nelle gestioni in parola;
Considerato che, quanto al processo di consultazione pubblica:
— le proposte metodologiche sottoposte a consultazione per le gestioni ex-Cipe sono coerenti e affini a quelle ipotizzate per le gestioni Mtn, dalle quali si discostano sostanzialmente per la modalità di calcolo del punto di partenza per la costruzione del vincolo ai ricavi del gestore, al fine di tener conto dei vincoli previsti dalla regolamentazione precedente;
— in ragione di ciò, le risposte fornite dai gestori ex-Cipe ai citati documenti di consultazione ricalcano, per gli aspetti generali, i commenti già illustrati nella precedente deliberazione 585/2012/R/IDR, cui sul punto si rimanda;
— tra le osservazioni specifiche ricevute dai gestori ex-Cipe si evidenziano invece:
— la necessità di verificare l'applicazione del minimo impegnato solo in riferimento alle utenze domestiche;
— la necessità di includere nel prodotto scalare tutti i ricavi relativi all'anno di riferimento, sia derivanti dal servizio idrico integrato sia derivanti dalle altre attività idriche;
— la preoccupazione che il vincolo ai ricavi del gestore (Vrg) per il 2011 derivante dall'applicazione della precedente metodologia Cipe sia addirittura inferiore ai costi operativi;
— il potenziale effetto disincentivante insito nella formula del fattore di efficientamento XCipe previsto dalla precedente metodologia;
— come dettagliato nel documento per la consultazione 290/2012/R/IDR, nella vigenza del regime c.d. "transitorio/Cipe" di cui al Dl 79/1995, le tariffe venivano determinate dai soggetti competenti a livello locale, individuati in maniera non omogenea nei vari contesti territoriali, non essendo precedentemente prevista alcuna forma di controllo o approvazione da parte delle Amministrazioni centrali.
— sono state segnalate, da diversi soggetti interessati, alcune necessità di precisazioni e chiarimenti relativi al disposto della deliberazione 585/2012/R/IDR e del relativo allegato A, nonché l'opportunità di apportare alcune integrazioni puntuali e rettifiche di errori materiali al medesimo provvedimento;
— in particolare, è emersa l'esistenza di soggetti, sottoposti alla regolazione dell'Autorità ai sensi dell'articolo 10, comma 14, del decreto-legge 70/2011, come precisato dal Dpcm 20 luglio 2012, che hanno fino ad oggi applicato ai propri utenti tariffe conformi al metodo Cipe ma i cui ricavi regolati sono stati calcolati in base a criteri tariffari differenti, rispetto ai quali appare dunque opportuno precisare quale regolazione tariffaria risulti applicabile.
Ritenuto che, a fondamento della riforma del metodo tariffario e del ruolo degli enti d'ambito:
— in ragione di quanto suesposto e fermo restando quanto statuirà il Consiglio di Stato, nell'ambito dei contenziosi di cui al precedente alinea, in ordine all'eventuale aggiornamento delle tariffe per le annualità 2010 e 2011, la regolazione tariffaria dell'Autorità, come peraltro già diffusamente illustrato nei documenti per la consultazione 204/2012/R/IDR e 290/2012/R/IDR, debba trovare applicazione in tutte le gestioni presenti sul territorio nazionale, comprese quelle che si trovavano in precedenza nell'ormai cessato "regime transitorio/Cipe";
— il metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-Cipe debba considerare, in analogia a quanto previsto dalla deliberazione 585/2012/R/IDR e conformemente a quanto riscontrato dal Consiglio di Stato nel parere 267/13, il periodo relativo al biennio 2012 e 2013, con effetto sulle tariffe degli utenti finali a decorrere dal 1° gennaio 2013, configurandosi il 2012 come la prima annualità tariffaria successiva all'intercorso trasferimento della potestà tariffaria sui servizi idrici risalente al 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del decreto-legge 201/2011;
— nella deliberazione 585/2012/R/IDR siano stati, sul punto, esposti argomenti e motivazioni validi anche con riferimento alla regolamentazione delle gestioni ex-Cipe, ai quali dunque si rimanda;
— sia opportuno che gli Enti d'Ambito siano coinvolti nel processo di definizione tariffaria anche per le gestioni ex-Cipe presenti sul proprio territorio di competenza.
Ritenuto che, quanto al metodo tariffario:
— per quanto concerne le parti metodologiche e le disposizioni comuni al metodo tariffario di cui all'allegato A alla deliberazione 585/2012/R/IDR, siano validi tutti gli argomenti e le motivazioni illustrati nella medesima deliberazione 585/2012/R/IDR, cui pertanto si rimanda;
— con riferimento invece alle obiezioni inerenti alle parti del metodo specificamente dedicate alle gestioni ex-Cipe:
— è stata accolta quella relativa alla verifica relativa all'applicazione del minimo impegnato alle sole utenze domestiche;
— non è stata accolta quella includere nel prodotto scalare i ricavi relativi alle altre attività idriche, dal momento che tali ricavi non vengono interamente dedotti nella formula del moltiplicatore tariffario per le tariffe del servizio idrico integrato, bensì viene dedotta solo la quota di margine indicata;
— non possano essere accolte le obiezioni relative ai supposti effetti negativi della metodologia precedente per il calcolo del vincolo di partenza, dal momento che l'Autorità non è titolata ad esprimersi in merito alla pertinenza della metodologia precedentemente stabilita dal Cipe.
— con riferimento all'algoritmo di calcolo sottoposto a consultazione, è emersa l'opportunità, anche sulla base delle osservazioni raccolte nell'ambito degli incontri tenutisi con i soggetti interessati, di apportare alcune modifiche al medesimo finalizzate ad omogeneizzare maggiormente la relativa disciplina a quella prevista nel Mtt, con particolare riferimento al trattamento degli investimenti precedentemente realizzati.
— con riferimento agli effetti della nuova regolazione sulle clausole contrattuali difformi e sugli atti che regolano i rapporti tra gestori e autorità competenti, si debba rinviare a quanto già esposto nella deliberazione 585/2012/R/IDR;
— sia necessario prevedere che, analogamente a quanto disposto con la deliberazione 585/2012/R/IDR, nei casi indicati dal comma 2.7 della deliberazione 347/2012/R/IDR e in ogni caso ove non vengano fornite indicazioni idonee ad approvare la tariffa transitoria, a quelle in essere sia applicato un moltiplicatore pari a 0,9, fino a quando non verranno forniti i dati necessari e idonei a consentire la quantificazione dell'onere finanziario ammesso; e che tale eventuale quantificazione esplichi i propri effetti a far tempo dalla data di presentazione delle adeguate informazioni;
— sia opportuno rimandare l'eventuale aggiornamento delle tariffe relative alle gestioni ex-Cipe, per gli anni 2010 e 2011, a seguito della definizione del contenzioso, pendente avanti al Consiglio di Stato, relativo alle sentenze Tar Lazio, Sezione I, 14 febbraio 2012 nn. 1434 e successive.
— con riferimento a profili su cui è già stata assicurata la partecipazione procedimentale nell'ambito delle attività istruttorie avviate con deliberazione 74/2012/R/IDR, in particolare in occasione delle citate consultazioni pubbliche svolte dall'Autorità, sia opportuno precisare alcuni aspetti relativi al disposto della deliberazione 585/2012/R/IDR e del relativo allegato A, nonché apportare alcune puntuali integrazioni e rettifiche di errori materiali a tale provvedimento;
— sia opportuno ribadire l'applicabilità della metodologia tariffaria di cui all'allegato A alla deliberazione 585/2012/R/IDR ai soggetti che hanno fino ad oggi applicato ai propri utenti tariffe conformi al metodo Cipe ma i cui ricavi regolati sono stati calcolati in base a criteri tariffari differenti
1.1 Il presente provvedimento reca le disposizioni aventi ad oggetto la determinazione dei corrispettivi per lo svolgimento di uno o più dei seguenti servizi di pubblica utilità:
1.2 Il presente provvedimento si applica alle gestioni che, alla data del 31 luglio 2012, applicavano, per il calcolo dei ricavi regolati, il Metodo tariffario Cipe.
1.3 Fino a successivo provvedimento dell'Autorità, il servizio è reso nel rispetto delle condizioni e dei livelli di qualità dei servizi definiti nella Convenzione di gestione eventualmente stipulata tra l'Ente affidante e il gestore del servizio idrico integrato, nonché nella Carta dei servizi, o comunque sulla base delle disposizioni vigenti, nella misura in cui esse non siano incompatibili con le disposizioni del presente provvedimento, tenendo altresì conto dei mutui e degli altri contratti finanziari stipulati precedentemente all'entrata in vigore della presente deliberazione.
2.1 Sono esclusi dall'aggiornamento tariffario i gestori del servizio idrico integrato il cui titolo ad esercire il servizio è stato dichiarato invalido con sentenza passata in giudicato, ovvero ritirato o annullato in via amministrativa.
2.2 Fermo restando quanto previsto dal comma 1, è sospeso, inoltre, l'aggiornamento tariffario per le gestioni sul cui titolo ad esercire il servizio è pendente un contenzioso giurisdizionale e in cui sia stata emanata dall'autorità giudiziaria una misura cautelare sospensiva o limitativa del titolo stesso, per tutta la durata dell'efficacia della misura medesima, ovvero in cui sia stata emanata dall'autorità giudiziaria una sentenza, anche di primo grado se non successivamente sospesa, che abbia accertato l'invalidità del titolo medesimo.
2.3 Sono altresì escluse dall'aggiornamento tariffario le gestioni che, a fronte dell'avvenuto affidamento del servizio idrico integrato al gestore d'ambito, non hanno effettuato, alla data del 31 dicembre 2012, la prevista consegna degli impianti, in violazione delle prescrizioni date in tal senso da parte del soggetto competente.
2.4 Sono infine escluse dall'aggiornamento tariffario le gestioni che, alla data del 31 luglio 2012, non avevano adottato la Carta dei servizi, nonché le gestioni che, alla medesima data, in violazione della normativa applicabile, applicavano alle utenze domestiche la fatturazione di un consumo minimo impegnato.
2.5 Le disposizioni del presente articolo lasciano impregiudicato quanto previsto al successivo comma 4.7 e vanno intese al netto degli aggiornamenti conseguenti alle variazioni di costo dei servizi all'ingrosso acquistati.
2.6 Con riferimento alle gestioni di cui al presente articolo, l'articolazione tariffaria e i rispettivi corrispettivi, per gli anni 2012 e 2013, sono posti pari a quelli applicati nel corso del 2012 ad eccezione di quanto previsto al precedente comma 2.5.
3.1 Ai fini dell'aggiornamento tariffario, sono definite le seguenti componenti di costo del servizio:
c) costi della gestione non efficientabili, intesi come i costi operativi esogeni alla gestione nel periodo considerato (costo dell'energia elettrica, costo delle forniture all'ingrosso, mutui e canoni riconosciuti agli enti locali, altre componenti di costo).
3.2 L'aggiornamento delle tariffe applicate, fino alla definizione da parte dell'Autorità del metodo tariffario definitivo, è effettuato in conformità con la metodologia tariffaria transitoria riportata nell'Allegato 1 alla presente deliberazione di cui forma parte integrante e sostanziale.
3.3 Se non adeguate entro il termine del 31 marzo 2013 e fermo restando quanto previsto al comma 4.6, sono inefficaci le clausole contrattuali e gli atti che regolano i rapporti tra gestori e autorità competenti incompatibili con il presente provvedimento.
Procedura di approvazione delle tariffe per le gestioni ex-Cipe
4.1 La tariffa è predisposta dai soggetti competenti sulla base della metodologia di cui al precedente comma 3.2 e dei dati già inviati dai gestori nell'ambito del procedimento di raccolta dati disposto dalla deliberazione 347/2012/R/IDR. A tal fine essi verificano la validità delle informazioni e le integrano o le modificano secondo criteri funzionali ai principi di recupero integrale dei costi e di riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio.
4.2 Entro il 31 marzo 2013, i soggetti competenti trasmettono all'Autorità, e contestualmente all'Ente d'ambito competente per territorio, la tariffa predisposta.
4.3 I soggetti competenti ai fini del calcolo di cui al precedente comma, laddove non disponessero di dati sufficienti al calcolo del moltiplicatore tariffario per gli acquisti all'ingrosso, di cui all'articolo 31 dell'allegato A alla deliberazione 585/2012/R/IDR, pongono tale moltiplicatore ad un valore pari ad 1.
4.4 La comunicazione del calcolo tariffario da parte dei soggetti competenti dovrà essere effettuata inviando in formato elettronico all'indirizzo ptransitorio-idr@autorita.energia.it:
a) il vincolo ai ricavi del gestore e il moltiplicatore tariffario teta (ϑ) che ciascun gestore dovrà applicare in ciascun ambito tariffario, rispettivamente per il 2012 e per il 2013;
b) una relazione di accompagnamento che ripercorra la metodologia applicata, anche con riferimento a eventuali dati di pianificazione;
4.5 Entro i successivi 3 mesi, fatta salva la necessità di richiedere ulteriori integrazioni e tenendo conto degli acquisti all'ingrosso di cui all'articolo 31 dell'allegato A alla deliberazione 585/2012/R/IDR, l'Autorità, con il coinvolgimento dell'Ente d'ambito competente per territorio, approva le tariffe, eventualmente provvedendo alla determinazione delle stesse sulla base delle informazioni disponibili, in un'ottica di tutela degli utenti, laddove i soggetti competenti non provvedano all'invio entro il termine di cui al precedente comma 4.2.
4.6 A decorrere dal 1° gennaio 2013 i gestori del servizio di cui all'articolo 1, nei limiti fissati dall'articolo 2, sono tenuti ad applicare le seguenti tariffe:
a) fino alla definizione delle tariffe da parte dei soggetti competenti, le tariffe applicate nel 2012 senza variazioni;
b) a seguito della determinazione da parte dei soggetti competenti, e fino all'approvazione da parte dell'Autorità, le tariffe dell'anno 2012 comunicate all'Autorità, nell'ambito di quanto disposto dalla deliberazione 347/2012/R/IDR, moltiplicate per il fattore teta2013 (ϑ2013), come determinato dal soggetto competente;
4.7 Laddove ricorrano le casistiche indicate al comma 2.7 della deliberazione 347/201/R/IDR, la tariffa verrà determinata d'ufficio ponendo il moltiplicatore tariffario teta (ϑ) pari a 0,9 finché perdurano tali casistiche. In tali casi, la tariffa calcolata in base al metodo tariffario transitorio, di cui all'allegato 1 alla presente deliberazione, produce effetti a partire dal momento in cui sono rese disponibili le informazioni necessarie alla definizione della medesima ritenute conformi alle disposizioni vigenti da parte dell'Autorità.
4.8 Previa motivata giustificazione, l'invio delle informazioni di cui al precedente comma 4.4, lettere da b) a d), è considerato equivalente all'invio della proposta tariffaria.
Disposizioni aggiuntive sull'applicazione del metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-Cipe
5.1 In conformità con quanto previsto nell'allegato A alla deliberazione 585/2012/R/IDR, nei casi in cui l'applicazione del metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-Cipe, come definito nell'allegato 1 alla presente deliberazione, determini una variazione tariffaria in termini assoluti superiore al limite previsto dal metodo tariffario normalizzato per gli esercizi successivi al primo, è disposta un'istruttoria per accertare, con il coinvolgimento degli Enti d'ambito competenti per territorio, i dati forniti, la corretta applicazione del metodo tariffario transitorio e l'efficienza del servizio di misura, prevedendo che il recupero degli eventuali ricavi spettanti avvenga con il meccanismo di perequazione di cui al Titolo 11 dell'allegato 1. In attesa del completamento dell'istruttoria, il gestore applicherà in via provvisoria la variazione tariffaria massima prevista dal Mtn.
5.2 Le penalizzazioni e i conguagli, già determinati dai soggetti competenti precedentemente al 30 aprile 2012 concorrono a definire i vincoli ai ricavi, ai sensi dell'allegato 1 alla presente deliberazione.
6.1 Qualora, nel periodo di applicazione delle nuove tariffe, si dovesse presentare la necessità, nel rispetto delle norme vigenti, di svolgere ulteriori attività configurabili come altre attività idriche o come attività non idriche che utilizzano anche infrastrutture del servizio idrico integrato, come definite nell'allegato 1 alla presente deliberazione, il gestore sottopone preventivamente al soggetto competente, all'Ente d'ambito competente per territorio e all'Autorità una proposta che dettagli i costi della nuova attività ed il corrispettivo ritenuto congruo.
6.2 Il soggetto competente, ove diverso dal gestore, sulla base delle informazioni di cui al precedente comma, entro 30 giorni dal ricevimento della proposta e salvo ulteriori approfondimenti, predispone il corrispettivo e lo trasmette all'Autorità congiuntamente alla propria valutazione dei ricavi e dei costi di tale nuova attività, e di come essi debbano concorrere alla copertura del vincolo ai ricavi del gestore.
6.3 L'Autorità, entro i 30 giorni successivi alle comunicazioni di cui ai precedenti commi, anche avvalendosi dell'Ente d'Ambito competente per territorio per gli approfondimenti necessari e salvo ulteriori approfondimenti, approva la proposta.
Integrazioni e modifiche alla deliberazione 585/2012/R/IDR e al relativo allegato A
7.1 Alla deliberazione 585/2012/R/IDR e al relativo allegato A sono apportate le modifiche ed integrazioni riportate nell'allegato 2 alla presente deliberazione.
8.1 Ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008, è fatto divieto ai gestori del servizio idrico integrato di applicare corrispettivi inerenti il servizio di depurazione agli utenti non asserviti ad un impianto di trattamento delle acque reflue, fatte salve le previsioni del Dm 30 settembre 2009 e le ulteriori determinazioni conseguenti alla definizione dei costi ambientali da parte degli organismi competenti.
8.2 I provvedimenti regolatori di cui all'articolo 9, comma 2, lettere da b) ad e) della deliberazione 585/2012/R/IDR trovano applicazione anche per le gestioni di cui al presente provvedimento.
8.3 È conferito mandato al responsabile dell'Ufficio speciale tariffe e qualità del servizio idrico affinché proponga al Collegio un testo unico relativo alla regolazione tariffaria dei servizi idrici per gli anni 2012 e 2013, al fine di ordinare organicamente la relativa disciplina, in particolare integrando in un unico atto il presente provvedimento e la deliberazione 585/2012/R/IDR.
8.4 Il presente provvedimento e la deliberazione 585/2012/R/IDR, come risultante dalle modifiche apportate dal presente provvedimento, sono pubblicati sul sito internet dell'Autorità www.autorita.energia.it.
Regolazione tariffaria dei servizi idrici per le gestioni soggette alla regolazione tariffaria Cipe (Mtc) - Periodo di regolazione 2012-2013

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 sentenza 
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