Source: https://www.renatosavoia.com/news/visual.php?num=80532&search=compensazione%20giudiziale
Timestamp: 2020-04-07 20:21:32+00:00

Document:
Decreto ingiuntivo e singolo condomino (Cass. Civ. 1289/12 e SS.UU. 9148/08)
Materia: Condominio - Fonte: Cassazione - 14.02.2012
Abstract: Non solo l'addio alla solidarietà, ma anche la necessità della previa notifica del titolo al condomino
Se nel 2008 le Sezioni Unite (sotto il testo integrale della sentenza) avevano approvato l'orientamento allora minoritario sancendo che
le obbligazioni e la susseguente responsabilità dei condomini sono governate dal criterio dalla parziarietà,
con la recente sentenza n. 1289/12 la Cassazione fa un altro passo e ricorda la necessarietà della previa, o quantomeno contesuale alla notifica del precetto, notifica del decreto ingiuntivo anche la singolo comdomino nei cui confronti si voglia poi esperire l'azione esecutiva.
Peraltro, l'esecuzione nei confronti del singolo condomino a questo punto non potrà che essere parziale, proprio in virtù della già ricordata sentenza delle Sezioni Unite.
Cass. civ. Sez. III, Sent., 30-01-2012, n. 1289
*****, elettivamente domiciliata in ROMA, ***** presso lo studio dell'avvocato *****, rappresentata e difesa dall'avvocato ***** giusta delega in atti; - ricorrente -
***** convenne in giudizio ***** proponendo opposizione avverso l'atto di precetto, notificatole in data 25 ottobre 2006, con il quale il ***** le aveva intimato il pagamento della somma complessiva di Euro 2.193,90.
A sostegno dell'opposizione, la ***** deduceva che l'atto di precetto in questione doveva considerarsi nullo non essendole mai stato notificato il relativo titolo esecutivo. Deduceva altresì che tale titolo, ottenuto contro un condominio in persona dell'amministratore, può essere fatto valere nei confronti del singolo condomino purchè l'esecuzione forzata venga preceduta dalla notificazione del titolo esecutivo e del precetto nei confronti del condomino contro il quale viene intrapresa l'esecuzione stessa.
Costituitosi in giudizio, il ***** eccepiva preliminarmente l'avvenuta cessazione della materia del contendere essendo stata notificata a controparte, in data 12 dicembre 2006, copia conforme del titolo esecutivo de quo unitamente ad un nuovo atto di precetto.
Nel merito il medesimo ***** sosteneva che la notificazione non era necessaria giacchè il decreto ingiuntivo era stato dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 654 c.p.c., comma 2, e che comunque nel precetto c'era pure l'indicazione dell'avvenuta apposizione della formula esecutiva.
Per tali motivi rigettava l'opposizione proposta da *****.
Propone ricorso per cassazione ***** con tre motivi.
Con il secondo e terzo motivo si denuncia rispettivamente: 2) "omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)"; 3) "Violazione e falsa applicazione degli artt. 1123, 1292, 1294 e 1314 c.c. - Omessa e insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)".
Cass. civ. Sez. Unite, 08-04-2008, n. 9148
***** S.R.L., in persona del legale rappresentante pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, *****, presso lo studio dell'avvocato *****, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato *****, giusta delega in calce al ricorso; - ricorrente -
*****, *****, *****, elettivamente domiciliati in ROMA, ***** presso lo studio dell'avvocato *****, che li rappresenta e difende unitamente all'avvocato *****, giuste deleghe a margine dei controricorsi; - controricorrenti -
CONDOMINIO *****; - intimato -
uditi gli avvocati *****, *****;
Con Decreto 24 marzo 1884, il Presidente del Tribunale di Bologna ingiunse al Condominio di via *****, ed ai condomini *****, ***** e *****, *****, *****, *****, ***** ed alla società ***** s.r.l. di pagare alla ***** s.r.l. L. 66.800.276, quale residuo del corrispettivo per i lavori eseguiti nell'edificio condominiale.
Proposero opposizione con distinti atti di citazione ***** e *****, le quali dedussero l'inammissibilità della duplice condanna emessa sia a carico del condominio, sia nei loro confronti in via solidale, posto che avevano adempiuto pro quota alle obbligazioni assunte nei confronti della società *****; ***** asserì di aver acquistato il solo diritto di usufrutto di una unità immobiliare in data 2 giugno 1993, quando i lavori commessi alla società ***** erano stati già ultimati: in ogni caso, trattandosi di spese riguardanti opere di manutenzione straordinaria, esse erano a carico del nudo proprietario.
Riuniti i giudizi e chiamati in causa il Condominio, i condomini *****, ***** e la società ***** s.r.l., i quali chiesero il rigetto della domanda proposta con il ricorso per ingiunzione, con sentenza 28 aprile 2000 il Tribunale di Bologna revocò il decreto; con sentenza 19 febbraio 2003, la Corte d'Appello di Bologna respinse l'impugnazione proposta dalla società *****.
Ha proposto ricorso per Cassazione con sei motivi la società *****; hanno resistito con controricorso *****, ***** e *****. Non ha svolto attività difensiva l'intimato Condominio *****, in persona dell'amministratore in carica.
1.4 con il quarto motivo, omessa compensazione delle spese processuali con riferimento ad *****;
Con il quinto motivo, violazione dell'art. 91 cod. proc. civ., ai sensi degli artt. 360 cod. proc. civ., nn. 3 e 5 non sussistendo soccombenza nei confronti del Condominio, che era stato chiamato in giudizio da *****;
Secondo l'orientamento maggioritario della giurisprudenza, la responsabilità dei singoli partecipanti per le obbligazioni assunte dal "condominio" verso i terzi ha natura solidale, avuto riguardo al principio generale stabilito dall'art. 1294 cod. civ. per l'ipotesi in cui più soggetti siano obbligati per la medesima prestazione: principio non derogato dall'art. 1123 cod. civ., che si limita a ripartire gli oneri all'interno del condominio (Cass., Sez. 2^, 5 aprile 1982, n. 2085; Cass., Sez. 2^, 17 aprile 1993, n. 4558; Cass., Sez. 2^, 30 luglio 2004, n. 14593; Cass., Sez. 2^, 31 agosto 2005, n. 17563).
2.5 Riepilogando, ritenuto che la solidarietà passiva, in linea di principio, esige la sussistenza non soltanto della pluralità dei debitori e della identica causa dell'obbligazione, ma altresì della indivisibilità della prestazione comune; che in mancanza di quest'ultimo requisito e in difetto di una espressa disposizione di legge, la intrinseca parziarietà della obbligazione prevale; considerato che l'obbligazione ascritta a tutti i condomini, ancorchè comune, è divisibile, trattandosi di somma di danaro; che la solidarietà nel condominio non è contemplata da nessuna disposizione di legge e che l'art. 1123 cit, interpretato secondo il significato letterale e secondo il sistema in cui si inserisce, non distingue il profilo esterno e quello interno; rilevato, infine, che - in conformità con il difetto di struttura unitaria del condominio, la cui organizzazione non incide sulla titolarità individuale dei diritti, delle obbligazioni e della relativa responsabilità - l'amministratore vincola i singoli nei limiti delle sue attribuzioni e del mandato conferitogli in ragione delle quote: tutto ciò premesso, le obbligazioni e la susseguente responsabilità dei condomini sono governate dal criterio dalla parziarietà. Ai singoli si imputano, in proporzione alle rispettive quote, le obbligazioni assunte nel cosiddetto "interesse del condominio", in relazione alle spese per la conservazione e per il godimento delle cose comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza. Pertanto, le obbligazioni dei condomini sono regolate da criteri consimili a quelli dettati dagli artt. 752 e 1295 cod. civ., per le obbligazioni ereditarie, secondo cui i coeredi concorrono al pagamento dei debiti ereditali in proporzione alle loro quote e l'obbligazione in solido di uno dei condebitori tra gli eredi si ripartisce in proporzione alle quote ereditarie.
Non il secondo ed il sesto. Stando alle disposizioni sul condominio (art. 67 disp. att. del resto in conformità con quanto stabilito per le spese gravanti sull'usufrutto dagli artt. 1004 e 1005 cod. civ.), fanno carico all'usufruttuario le spese attinenti all'ordinaria amministrazione ed al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni, mentre le innovazioni, le ricostruzioni e le spese di manutenzione straordinaria competono al proprietario: ma le spese fanno capo all'usufruttuario limitatamente al tempo in cui egli è titolare del diritto reale su cosa altrui. Correttamente, perciò, la Corte d'Appello non ha considerato responsabile *****, in quanto l'usufrutto da lui era stato acquistato in epoca successiva alla data, in cui l'esecuzione dei lavori era stata commissionata ed eseguita.
14.02.2012 - Renato Savoia - Fonte: Cassazione
Condominio Esecuzione Decreto ingiuntivo singolo condominio Esecuzione condomino Esecuzione condominio Ss.UU. 9148/08 Cass. 1289/12 Avvocato renato savoia Avvocato verona

References: sentenza 
 sentenza 

Cass. 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass.