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Timestamp: 2018-08-22 05:45:08+00:00

Document:
APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 409 DEL 5\9\1968 N° 431 DEL 1010\9\1969 E N° 463 IN DATA 30\11\1973. CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE N° 8 DEL 15\1\1972. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE N° 2952 DEL 21\7\1975 E DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE N° 2886 DEL 30\3\1983.
TITOLO I°: Contenuto, limiti e validità del regolamento.
Art. 2 - Limiti e validità
Responsabilità dei Proprietari, dei Committenti. Responsabilità e requisiti dei Progettisti, dei Direttori dei lavori e degli Assuntori dei lavori.
Art. 4 - Requisiti dei Progettisti e dei Direttori dei lavori
Art. 5 - Strutture in conglomerato cementizio
TITOLO II°: Autorizzazioni a costruire. Opere soggette o meno ad autorizzazione.
Art. 6 - Opere soggette ad autorizzazione
Art. 7 - Opere non soggette ad autorizzazione
Art. 8 - Richieste di concessione ed autorizzazioni edilizie
Art. 9 - Documenti da allegare alla richiesta di concessione
Art.10 - Esame preliminare dei progetti
Art.11- Progetti di massima
Art.12 - Istruttoria della domanda
Sospensione della decisione
Art.13 - Rilascio della concessione edilizia
Art.14 - Eccezioni
Art.15 - Fabbricati non rispondenti al regolamento
Art.16 - Conservazione della concessione edilizia
Validità delle concessioni e varianti
Art.17 - Limite di validità della concessione edilizia
Art.18 - Sospensione e revoca della concessione edilizia
Art.19 - Varianti a lavori in corso
TITOLO III°:Commissione Edilizia. Composizione ed attribuzioni della commissione
Art.20 - Commissione Edilizia
Art.21 - Durata in carica
Art.22 - Decadenza
Art.23 - Convocazione
Art.24 - Pareri
Art.25 - Verbale delle sedute
Art.26 - Esame dei progetti e parere della Commissione
Art.27 - Incompatibilità
Art.28 - Integrazione della Commissione
Art.29 - voto consultivo
TITOLO IV°: Esecuzione e controllo delle opere. Determinazione dei punti di linea
Art.30 - Richiesta e consegna dei punti fissi
Art.31 - Inizio dei lavori
Art.32 - Ultimazione dei lavori
Art.33 - Interruzione dei lavori
Prescrizioni per l’esecuzione dei lavori
Art.34 - Cautele contro danni e molestie
Art.35 - Cautele contro manufatti per servizi pubblici
Art.36 - Cesate
Art.37 - Segnali luminosi
Art.38 - Servizi municipali rinchiusi dalle cesate
Art.39 - Affissioni sulle cesate
Art.40 - Occupazione del suolo pubblico
Art.41 - Occupazione del suolo pubblico con materiali
Art.42 - Durata della concessione, proroghe e revoca delle concessioni di occupazione di suolo pubblico
Art.43 - Riconsegna dell’area pubblica occupata
Art.44 - Ponti di fabbrica
Art.45 - demolizioni
Art.46 - Ruderi monumentali ed oggetti ritrovati
Art.47 - Rinvenimento di resti umani
Art.48 - Mezzi di trasporto dei materiali
Art.49 - Manomissione di suolo pubblico e spostamento di linee aeree
Prescrizioni e vigilanza sulle costruzioni
Art.50 - Ispezione alle costruzioni
Art.51 - Cartello obbligatorio di cantiere
Art.52 - Ispezioni a fabbricati esistenti
Art.53 - Autorizzazione di abitabilità e di uso delle nuove costruzioni
Art.54 - Richiesta di visita per l’autorizzazione di abitabilità e per il
Provvedimenti per o per non autorizzate od eseguite in difformità alla concessione. Sanzioni
Art.55 - Vigilanza sulle costruzioni
Art.56 - Sanzioni penali
DISCIPLINA URBANISTICA DELLE COSTRUZIONI
TITOLO I°: Coordinamento urbanistico
Zonizzazione fabbricativa
Art.57 - Osservanza del piano regolatore
Art.58 - Piano di lottizzazione
Art.59 - Documenti da allegare alla domanda di autorizzazione ed obblighi
Art.60 - Apertura di strade private
Art.61 - Prescrizioni per le strade private di lottizzazione
Art.62 - intervento comunale
Art.63 - Nuove costruzioni in fregio a strade private comprese quelle di
Art.63\bis -
TITOLO II°:Caratteristiche edilizie
Art.64 - Costruzioni a blocco isolato ed a cortina
Art.65 - Blocco isolato di più proprietari
Altezza dei fabbricati - volumi
Art.66 - Altezza massima di costruzione
Art.67 - Misurazione dell’altezza
Art.68 - Volume
Art.69 - limitazione di altezza nel nucleo antico
Art.70 - Altezza degli edifici in rapporto alla larghezza delle vie
Art.71 - Oneri ed opere accessorie dovute agli arretramenti
Art.72 - Altezza degli edifici in fregio a spazi e piazze pubbliche
Art.73 - Altezza degli edifici all’angolo di vie di diversa altezza
Art.74 - Distacco dei corpi interni e dai confini
Art.75 - Strutture di copertura - volumi tecnici
Art.76 - Deroghe di limiti d’altezza
Art.76\bis - Verdi privati
Distacchi fra fabbricati
Art.77 - distanze fra le costruzioni
Costruzioni arretrate dal filo stradale
Art.78 - Edifici non fronteggianti spazi pubblici
Art.79 - Edifici fronteggianti spazi pubblici
Art.80 - Costruzioni adiacenti rogge e canali
Art.81 - Calcolo dei cortili e spazi liberi
Art.82 - Area cortili o spazi liberi composti da proprietà diverse
Art.83 - cortili preesistenti
Art.84 - Sporto di poggioli, pensiline ecc nei cortili
Art.85 - Sporto di poggioli, pensiline ecc. negli altri spazi liberi
Art.86 - Cortili aperti verso la pubblica via
Art.87 - Cavedi e chiostrini
Art.88 - Obbligo degli accessi carrai
Art.89 - Dimensioni degli accessi carrai
Art.90 - Conservazione degli accessi carrai esistenti
Art.91 - Rampe di servizio degli accessi carrai
Art.92 - Divieti
Art.93 - Eccezioni
Art.94 - Latrine esterne
Prescrizioni edilizie particolari
Art.95 - Norme speciali
Art.96 - Allineamenti tortuosi
Art.97 - Estetica urbana in dipendenza in dipendenza della realizzazione
TITOLO III°:Caratteristiche esterne degli edifici ed opere complementari
Aspetto esterno degli edifici
Art.98 - Estetica degli edifici
Art.99 - Omogeneità delle fronti dei fabbricati
Art.100 - Obblighi di manutenzione
Art.101 - Rifinitura delle pareti
Art.102 - Zoccoli
Elementi che sporgono dalle facciate e sul suolo
Art.103 - Sporgenza degli zoccoli e delle decorazioni esterne
Art.104 - Balconi
Art.105 - Pensiline
Art.106 - Gronde
Art.107 - Infissi
Art.108 - Apparecchi di chiusura
Art.109 - Contorni delle aperture
Art.110 - Finestre dei sotterranei e nei marciapiedi
Art.111 - Intercapedini stradali
Prescrizioni speciali per i portici di uso pubblico
Art.112 - Pavimento dei portici, gallerie e pubblici passaggi. Illuminazione.
Art.113 - Finestre dei sotterranei sotto i portici esistenti
Art.114 - Tende applicate ai portici
Art.115 - Insegne, mostre di merci ecc.
Art.116 - Tavolini, sedie ecc. sotto i portici
Convogliamento delle acque meteoriche
Art.117 - canali di gronda
Art.118 - Pluviali
Art.119 - Ripari ai tetti inclinati
Art.120 - Scarico dell’acqua sul suolo pubblico
Art.121 - Allontanamento delle acque
Comignoli, antenne, mensole e soprastrutture varie
Art.122 - Abbaini
Art.123 - Fumaioli
Art.124 - Tubazioni gas e canne da fumo sulle facciate
Art.125 - Tende esterne sporgenti o visibili dal suolo pubblico
Sistemazione e recinzione delle aree scoperte
Art.126 - Sistemazione delle aree scoperte
Art.127 - Muri di prospetto o di recinzione
Art.128 - Soglie degli accessi carrai
PRESCRIZIONI DI CARATTERE SPECIALE
Rispetto di visuali panoramiche
Art.129 - Coni panoramici
Opere di interesse monumentale od ambientale
Art.130 - Edifici di interesse artistico, storico o panoramico
Art.131 - Cimiteri
Apposizione di lapidi, stemmi od altri speciali elementi
Art.132 - Lapidi
Insegne, vetrine ecc.
Art.133 - Apposizione di insegne, vetrinette
Art.134 - Cartelli ed oggetti di pubblicità
Rilievi e tracciamenti stradali, tabelle stradali e numeri civici, chiavicotti e marciapiedi
Art.135 - Rilievi e tracciamenti stradali
Art.136 - Targhe per denominazione di vie e piazze, numeri civici ecc.
Art.137 - Numeri civici e delle botteghe
Art.138 - Variazioni
Art.139 - Sistemazione del suolo pubblico e manutenzione
Art.140 - Marciapiedi
STABILITA’ E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI
TITOLO I°: Norme di buona costruzione. Stabilità delle costruzioni
Art.141 - Norme generali
Art.142 - Manutenzione degli edifici
Art.143 - Trasformazione e restauri
TITOLO II°: Scavi e demolizioni
Art.144 - Lavoro di scavo
Art.145 - Depositi cauzionali
Art.146 - Trasporto di materiali provenienti da scavi, demolizioni ecc.
TITOLO III°: Norme antincendio
Art.147 - Prescrizioni generali
Art.148 - Installazione di bombole di gas di petrolio liquefatto
TITOLO I°: Norme transitorie
Termine di validità di particolari norme del precedente regolamento
Art.149 - Abrogazione di norme preesistenti
Adeguamento delle costruzioni esistenti al presente regolamento
Art.150 - Limite di validità delle licenze edilizie accorate secondo il
TITOLO II°: Norme finali
Art.151 - Entrata in vigore del presente regolamento
Trascrizione febbraio 1998
N.B. Nella presente trascrizione la parola "licenza" è stata sostituita dalla parola "concessione".
Contenuto, limiti e validità del regolamento
Il presente regolamento stabilisce, in relazione alle disposizioni speciali contenute nel Piano regolatore Generale, le norme intese a disciplinare tutto quanto riguarda l’edilizia nel Comune di Novara, ad integrazione, oltre che dei vigenti regolamenti comunali e del codice civile, di tutte le leggi e disposizioni riguardanti l’edilizia e l’urbanistica. (1)
Sono soggette alle norme e prescrizioni del presente regolamento le opere edilizie e di viabilità da costruire, da modificare o demolire nel territorio del Comune.
L’Autorità Comunale, assistita da apposita Commissione intende a provvedere affinché nella esecuzione di dette opere edilizie e di viabilità siano costantemente soddisfatte le esigenze della solidità, salubrità, dell’estetica, del decoro, della sicurezza cittadina, dell’igiene del lavoro e di tutto quanto riguarda i problemi dell’urbanistica.
Per gli edifici e le zone soggette a speciali vincoli, è sempre facoltà dell’Autorità Comunale di sentire il parere della Soprintendenza ai Monumenti, o di altri organi competenti nei limiti dei poteri conferiti ai medesimi dalle disposizioni di legge.
-Legge Urbanistica 17\8\1942 n°1150 e sue integrazioni con legge 6\8\1967 n°765;
-Testo Unico delle leggi sanitarie 27\7\1934 n°1265;
-norme generali per l’igiene del lavoro (D.P. 19\3\1956 n°303);
-Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (D.P. 27\4\1955 n°547, D.P.7\1\1956
n°164, D.P.19\3\1956 n°302);
-Testo unico delle leggi sulle acque e sugli impianti elettrici (R.D. 11\12\1933 n°1775 e
successive modificazioni),
-Disposizioni legislative e regolamenti per la progettazione di scuole, ospedali, cimiteri,edifici industriali, locali di pubblico spettacolo ed altri impianti speciali;
-Norme per la progettazione e l’esecuzione di opere in conglomerato cementizio semplice
od armato e per l’ accettazione dei leganti idraulici e dei materiali da costruzione e sulle
strutture precompresse (RR.DD. 16\11\1939 n°2228-2229-22230-2231-22323-2233
2234-2235, D.C.P.S. 20\12\1947 n°1516 e legge 5\11\1971 n°1086;
-Legge 27\12\1941 n°1570 sui servizi antincendi;
-Leggi sulla tutela del patrimonio artistico e storico 1\6\1939 n°1089 e sulla protezione
delle bellezze naturali 29\6\1939 n°1497 e Decreti di vincoli relativi;
-Testo unico della legge comunale e provinciale e relativo regolamento.
Responsabilità dei proprietari e dei committenti. Responsabilità e requisiti dei progettisti, dei direttori e degli assuntori dei lavori
L’osservanza delle disposizioni contenute nel presente regolamento non limita la responsabilità dei proprietari, dei progettisti, dei direttori e degli assuntori dei lavori, nell’ambito delle rispettive competenze, per atto od omissioni in violazione delle leggi vigenti.
La concessione edilizia si intende accordata sempre salvi ed impregiudicati i diritti dei terzi e non esonera il proprietario, il direttore e l’assuntore dei lavori dall’obbligo di attenersi, sotto la loro responsabilità, all’osservanza delle leggi e dei regolamenti.
Requisiti dei progettisti e dei direttori dei lavori
Il progettista ed il direttore dei lavori devono essere ingegneri od architetti o geometri o periti edili, abilitati ad esercitare la professione nell’ambito delle rispettive competenze secondo le disposizioni di legge che loro si riferiscono ed iscritti ai relativi albi professionali.
Ogni opera in cui siano previste strutture in conglomerato cementizio semplice od armato normale e precompresso od in strutture metalliche dovrà essere progettata ed eseguita secondo le norme contenute nella legge 5\11\1971 n°1086.
Prima dell’inizio dei lavori le opere di cui sopra devono essere denunciate dal costruttore all’ufficio del Genio Civile.
Opere soggette o meno ad autorizzazione
Non possono essere eseguite senza autorizzazione del Sindaco le opere seguenti:
1) Demolizioni, costruzioni, restauri e trasformazioni in genere, anche parziali, sia interne che esterne, di edifici e recinzioni, ivi compresa la collocazione di vetrine per negozi;
2) Scavi, reinterri e modificazioni al suolo pubblico o privato con opere e costruzioni sotterranee, ivi compresa la trivellazione di pozzi per il sollevamento d’acqua ed il collocamento di canalizzazioni e cavi di qualunque tipo;
3) Lottizzazione di aree ed apertura di strade private,
4) Tinteggiature e decorazioni esterne dei fabbricati e dei muri di cinta in genere ed anche interne per i fabbricati aventi carattere artistico o storico, relativamente a tutte le parti sottoposte a vincolo specifico;
5) Apposizione di tende aggettanti sullo spazio pubblico;
6) Modifica di serramenti esterni, collocazione di insegne, di tabelle o cartelli, di insegne luminose o lampade, di cartelloni pubblicitari e di qualunque altro oggetto che a qualsiasi scopo venga affisso od esposto permanentemente all’esterno dei fabbricati o sia comunque visibile dalla pubblica via;
7) Condutture elettriche ed opere inerenti interessanti l’estetica cittadina;
8) Opere, varianti comprese, nei cimiteri;
Opere non soggette ad autorizzazione
l’autorizzazione non è richiesta per i seguenti lavori, sempre che non debbano essere eseguiti negli stabili dichiarati di interesse artistico o storico o negli immobili vincolati dal piano regolatore per demolizione o trasformazione:
1) Rimozione parziale o totale dei pavimenti;
2) Sostituzione parziale o totale dei serramenti interni;
3) Sostituzione, senza modifica, dei serramenti esterni,
4) Tinteggiature o decorazioni interne;
5) Impianti per servizi accessori, come illuminazione, riscaldamento, ventilazione, sostituzione di apparecchi igienici ed opere inerenti, salva l’osservanza delle disposizioni sancite da leggi e da altri regolamenti.
L’esenzione della richiesta di autorizzazione non esonera l’interessato dall’obbligo della preventiva denuncia agli effetti dell’applicazione dell’imposta di consumo sui materiali od apparecchi impiegati.
Richiesta di concessione ed autorizzazioni edilizie
La concessione edilizia è richiesta per le opere previste nell’art.6 dei commi 1-2-3-7 e le relative richieste dovranno essere indirizzate al Sindaco in competente bollo per mezzo degli appositi moduli predisposti dall’Amministrazione Comunale e firmate e firmate dal committente, dal proprietario dell’immobile, dal progettista. Le opere di cui ai commi 4-5-6- dell’ art. sono sottoposte a semplice autorizzazione da richiedersi al Sindaco con le formalità previste nel capitolo precedente, firmate dal committente e dal proprietario dell’immobile.
Le richieste potranno comunque essere sottoposte al parere della commissione Edilizia.
Documenti da allegare alla richiesta di concessione
Alla richiesta di concessione edilizia devono essere allegati:
a) Una planimetria della località con rapporto non inferiore a 1:2000 estesa per una zona di almeno m.100 in tutte le direzioni attorno ai confini della proprietà interessata. In detta planimetria , oltre alla indicazione dell’orientamento, del numero di mappa e degli elementi necessari alla individuazione delle località, dovranno essere indicate tutte le costruzioni esistenti nella zona e quella progettata, quest’ultima in colore diverso;
b) Una planimetria generale in scala 1:500 oppure 1:200 con l’indicazione della lunghezza dei lati dell’area su cui sorgerà la costruzione e della distanza di questa dai confini di proprietà e dalle costruzioni finitime; in tale planimetria dovranno inoltre indicarsi la larghezza delle strade o degli spazi pubblici o privati sui quali prospetta la progettata costruzione o che comunque la interessano , la distanza dagli immediati incroci stradali, gli spazi liberi, i cortili ed i cavedi di ragione di terzi e gli eventuali spazi privati soggetti a servitù di pubblico passaggio esistenti lungo i confini della proprietà interessata;
c) piante quotate in scala 1.100 o 1:50 dei singoli piani, compreso lo scantinato e la copertura, con l’indicazione delle strutture terminali (Volumi tecnici);
d) Sezioni quotate in scala 1:100 o 1:50 in numero sufficiente per la migliore interpretazione del progetto;
e) Prospetti interni ed esterni in scala 1:100 o 1:50 con le quote riferite ai piani stradali ed a quelli dei cortili o giardini, nonché tutti quei dati che valgano a far conoscere rapporti altimetrici ed architettonici dell’edificio con le proprietà confinanti;
f) particolari in scala 1:20 o 1:10 delle parti decorative delle facciate, corredati dalla indicazione dei materiali da impiegare nei prospetti;
g) Domanda di allacciamento alla fognatura con relativi disegni;
h) Indicazioni delle modalità di raccolta dei rifiuti solidi interni;
i) Copia autentica delle eventuali convenzioni tra confinanti;
l) Domanda per l’accesso carraio, ove occorre;
m) Denunzia nuovo catasto edilizio Urbano;
n) Fotografie in triplice copia (Quando le opere edilizie si riferiscono a zone del centro urbano o di particolare interesse, nel caso dette opere comportino preventive demolizioni o comunque trasformazioni architettoniche od ambientali).
I documenti di cui alle lettere l), m), possono anche essere allegati prima del rilascio della concessione.
Tanto la domanda di concessione edilizia che quella di allacciamento alla fognatura e tutti I disegni devono essere presentati in duplice copia.
I disegni dovranno essere muniti, ove occorra, dal visto del comando Vigili del Fuoco.
Il Sindaco, su indicazione della commissione edilizia, potrà chiedere in casi speciali la presentazione di plastici, fotomontaggi, disegni di particolari in altra scala od al vero, nonché la indicazione del tipo di coloritura e del tipo di persiane, delle avvolgibili o delle tende , o comunque dei serramenti.
Alle richieste di autorizzazione per il collocamento di canalizzazioni e cavi di cui all’ art., comma 2°) devono essere allegate una planimetria in scala al rapporto di 1:2000 e le sezioni caratteristiche.
Esame preliminare dei progetti
Per essere accettati dal Comune, i progetti dovranno essere esaminati in via preventiva dall’Ufficio Tecnico il quale potrà anche respingerli per insufficienza di documenti o per palese contrasto con le norme regolamentari.
Per i progetti accettati verrà rilasciata regolare ricevuta.
Accettati i progetti, prima di sottoporli all’esame della Commissione Edilizia, saranno previamente esaminati dall’Ufficio Tecnico e dall’Ufficiale Sanitario, che potranno richiedere agli interessati quei chiarimenti o quella maggiore documentazione che riterranno necessari per promuovere il voto della Commissione Edilizia.
Per o per di particolare importanza, o nei casi in cui possano sorgere dubbi sulla interpretazione del Piano Regolatore generale o dei regolamenti comunali, è consentito di sottoporre all’esame della Commissione Edilizia progetti di massima o schemi planivolumetrici allo scopo di ottenere un parere preliminare.
Tale parere non potrà essere interpretato come concessione di costruzione e comunque ha la validità di un anno.
La presentazione dovrà avvenire nei limiti di competenza professionale dei progettisti.
Istruttoria della domanda. Sospensione della decisione.
Qualora il progetto risulti incompleto o non rispondente alle prescrizioni del presente regolamento, il richiedente potrà essere invitato, entro trenta giorni dalla ricezione, a completarlo o modificarlo secondo le prescrizioni, ed in questo caso il termine di 60 (Sessanta) giorni di cui al seguente articolo decorrerà dal giorno nel quale il richiedente avrà provveduto alla ripresentazione del progetto.
Il Sindaco potrà sospendere ogni decisione sulla domanda di concessione edilizia, qualora l’Amministrazione Comunale su conforme parere della CE intendesse richiedere per la zona interessata un coordinamento generale fra le proprietà. Della sospensiva dovrà essere data comunicazione entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
Trascorsi 90 giorni senza che il coordinamento sia stato realizzato attraverso atto pubblico con intervento del Sindaco, l’Amministrazione Comunale, accertato il mancato consenso delle parti interessate, potrà procedere alla redazione di un piano particolareggiato esecutivo.
Rilascio della concessione edilizia. Pagamento dei diritti.
Il Sindaco, sentito il parere della Commissione Edilizia e dell’Ufficiale Sanitario e, quando occorra, della Soprintendenza ai Monumenti, nonché degli organi preposti alla Polizia ed alla Viabilità cittadina, con sua determinazione approva o respinge il progetto; in questo caso il provvedimento deve esser motivato.
La determinazione del Sindaco deve essere notificata al richiedente entro il sessantesimo giorno dalla presentazione della domanda.
La concessione potrà essere condizionata o meno a speciali modalità e prescrizioni. Con la concessione edilizia verrà restituita copia dei disegni debitamente vistati.
In nessun caso potrà darsi inizio ai lavori senza preventiva formale autorizzazione del Sindaco.
(La concessione della licenza) (Il rilascio della concessione) è comunque ed in ogni caso subordinato alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria od alla previsione da parte del Comune dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio od all’impegno dei privati di procedere alla attuazione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto delle concessioni.
E’ fatta eccezione al precedente art.13 per le opere urgenti necessarie per assicurare la stabilità degli edifici o che interessino la pubblica incolumità oppure imposte dalle competenti autorità.
in ogni caso deve darsi immediata comunicazione al Comune dell’inizio delle opere, motivando le ragioni della urgenza della loro esecuzione. Per i casi che riguardano la stabilità degli edifici la comunicazione dovrà essere accompagnata dalla dichiarazione di un tecnico responsabile, nei limiti di competenza, delle ragioni che impongono l’intervento e delle modalità di esecuzione.
Il committente risponderà della conformità delle opere alle disposizioni delle leggi e dei regolamenti in vigore ed avrà l’obbligo di attenersi alle prescrizioni che verranno in seguito fatte dal Sindaco, tanto per le opere già eseguite quanto per quelle ancora da eseguire.
Fabbricati non rispondenti al regolamento
E’ fatto divieto di eseguire miglioramenti, lavori di riparazione e di grande manutenzione ad edifici non rispondenti per struttura, altezza o larghezza delle vie al presente regolamento edilizio a meno che non si tratti di fabbricati sottoposti a vincolo artistico, storico ed archeologico.
E’ pure fatto obbligo ai proprietari, venuto il momento di rimediare ai guasti del tempo, di ridurre o ricostruire gli edifici secondo le norme contenute nei regolamenti comunali vigenti.
E’ comunque riservata al Sindaco, sentiti la Commissione Edilizia e l’Ufficiale Sanitario, la facoltà di autorizzare in via eccezionale, la esecuzione di progetti che rappresentino evidenti ed importanti migliorie igieniche ed edilizie, specie nelle abitazioni vetuste ancorché in essi non siano rigorosamente osservate tutte le prescrizioni del presente regolamento.
Conservazione della concessione edilizia
La concessione edilizia, unitamente all’esemplare dei disegni vistati del progetto approvato, dovrà trovarsi nel cantiere dei lavori per essere estensibile in ogni circostanza all’Autorità Comunale od ai suoi funzionari, agenti od incaricati. I predetti documenti possono essere sostituiti da copie autentiche.
Limiti e validità della concessione edilizia
La concessione edilizia ha la validità di un anno dalla data di emissione in caso di mancato inizio dei lavori.
Le opere non iniziate entro questo termine e quelle iniziate, ma rimaste sospese per oltre un anno, non potranno essere intraprese o riprese se non previa nuova richiesta di concessione e nuova (licenza) (concessione) edilizia.
Sospensione o revoca della concessione edilizia
La concessione edilizia può essere sospesa ed in seguito revocata:
- quando il direttore dei lavori non abbia assunto la direzione o l’abbia abbandonata o sia stato sostituito senza darne comunicazione al Sindaco;
- quando l’autorizzazione risulti ottenuta in base a tipi non rispondenti al vero;
- quando il titolare dell’autorizzazione contravvenga a disposizioni generali o speciali di leggi o di regolamenti od alle condizioni inserite nella autorizzazione, od apporti modifiche arbitrarie al progetto approvato.
Varianti a lavori in corso
Qualora nel corso di esecuzione di un’opera si ritenga di introdurre modificazioni ai progetti presentati ed approvati, il proprietario dovrà farne domanda al Sindaco ed all’uopo presentare i disegni delle modifiche, onde siano sottoposte ad esame. le opere inerenti alle modifiche non potranno essere iniziate se non dopo avere ottenuto formale autorizzazione.
Si fa eccezione per le suddivisioni interne degli appartamenti le quali potranno essere modificate purché i locali ricavati non contrastino con i vigenti regolamenti comunali e non comportino modifiche delle aperture nei prospetti.
Di tali modifiche però si deve prima dare comunicazione mediante lettera e presentare i relativi disegni a varianti eseguite.
La Commissione Edilizia è chiamata ad assistere l’Amministrazione Comunale nelle attribuzioni ad essa demandate dalle leggi e dai regolamenti generali e speciali.
Essa è composta dal sindaco che la presiede, o da un Assessore delegato, da quattro membri di diritto e da otto membri elettivi. In caso di assenza del Sindaco presiede l’Assessore delegato.
Sono membri di diritto: L’Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, l’Ufficiale Sanitario, il Rappresentante della Soprintendenza ai Monumenti ed il Comandante dei Vigili del Fuoco.
Gli otto membri elettivi comprenderanno:
- un ingegnere libero professionista iscritto all’ordine;
- un Architetto libero professionista iscritto all’ordine;
- un Geometra libero professionista iscritto al Collegio;
- un costruttore edile in rappresentanza della categoria;
- un proprietario di fabbricato in rappresentanza della categoria;
- tre esperti in materia urbanistica od edilizia;
I componenti elettivi sono nominati dal C.C.
I primi cinque di essi saranno scelti tra una rosa di candidati segnalati dalle rispettive organizzazioni.
Un funzionario della Sezione Edilizia della Ripartizione Lavori Pubblici assiste alle sedute della Commissione con funzione di Segretario e stende i verbali relativi.
I membri della Commissione Edilizia durano in carica quattro anni.
Allo scadere del primo biennio di applicazione del regolamento, tre membri elettivi, scelti per sorteggio in seduta di Giunta, decadranno dall’incarico e verranno sostituiti dal Consiglio Comunale, con le stesse modalità dell’ Art.20, al fine di consentire il rinnovo parziale dei membri elettivi alla fine di ogni biennio.
Il numero dei membri da sorteggiare verrà diminuito di tante unità corrispondenti alle eventuali spontanee rinunce di permanenza nell’incarico.
Decadranno dall’incarico quei membri elettivi che senza giustificato motivo risulteranno assenti per più di tre sedute consecutive della Commissione.
I membri nominati in sostituzione di quelli decaduti o di quelli dimissionari verranno eletti dal Consiglio Comunale con le modalità dell’ Art.20 e dureranno in carica per il periodo in cui sarebbero rimasti in carica i membri da essi sostituiti.
La Commissione si riunirà di norma due volte al mese in giorno fisso e comunque ogni volta che il Presidente lo ritenga opportuno, oppure su richiesta scritta di almeno quattro membri elettivi.
I funzionari, in caso di impedimento, potranno delegare a rappresentarli con le stesse prerogative, membri dei rispettivi Uffici.
La Commissione Edilizia dà parere:
a) Sull’applicazione ed interpretazione del presente Regolamento nei rapporti di tutti i progetti di nuove costruzioni, ampliamenti e riforme di qualche importanza per i quali occorra il nulla osta municipale, comprese le opere cimiteriali;
b) su tutto quanto può interessare l’edilizia cittadina ed il pubblico decoro;
c) sulle modificazioni del presente regolamento.
Il Segretario partecipa alle sedute senza diritto di voto.
Egli provvede a riferire sulle singole pratiche alla Commissione e stende i verbali delle sedute da riportare, oltre che sul registro dei verbali, anche sull’incarto relativo alle singole pratiche.
Su ogni singola tavola dei progetti esaminati dalla Commissione dovranno essere apposti: la firma di almeno uno dei membri presenti; il timbro della Commissione stessa; la data della seduta ed il riferimento al verbale.
Il Sindaco, su indicato dell’Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, si riserva la facoltà di trasmettere ad un membro della Commissione uno o più progetti affinché lo stesso ne faccia relazione scritta alla Commissione edilizia.
Esame dei progetti e parere della Commissione
Nell’esame dei progetti la Commissione controllerà l’osservanza delle disposizioni regolamentari tecnico - igieniche e, nel rispetto della personalità artistica del progettista, curerà che ogni nuovo elemento si inserisca in modo esteticamente adatto nella località e fra gli edifici contigui. Particolare riguardo si dovrà porre nell’esame di quei progetti che si inseriscono sulle zone storico - artistiche della città in cui sono preminenti i motivi di ambientamento che richiedono, non solo caratteristiche particolari di composizione, ma anche la scelta di materiali adeguati.
La Commissione potrà indicare, con le motivazioni del caso, quali parti del progetto debbano essere modificate; prima di emettere il proprio voto potrà richiedere tutte quelle indicazioni che riterrà necessarie e sentire, a tale scopo, gli autori del progetto; potrà inoltre effettuare accertamenti sul posto.
I pareri della Commissione sono espressi a maggioranza dei voti.
A parità di voti determina la maggioranza il voto del Presidente.
I componenti della Commissione non possono presenziare all’esame ed alla discussione dei progetti da essi elaborati o nella esecuzione dei quali siano comunque interessati, eccetto che siano interpellati per fornire chiarimenti.
Integrazione della Commissione
Per l’esame di particolari problemi il Sindaco, di sua iniziativa od a richiesta della Commissione, può invitare a prendere parte a sedute della Commissione stessa persone di specifica competenza che non avranno però diritto di voto.
la funzione della Commissione Edilizia è solamente consultiva ed il Sindaco, avutone il parere, provvederà direttamente giustificando la decisione in caso di contrasto con la C.E.
Determinazione dei punti di livello
Quando un edificio debba sorgere dalle fondamenta in confine con la sede di una strada aperta o da aprirsi, il proprietario deve tempestivamente richiedere al Sindaco la determinazione dei punti fissi di linea e di livello, ai quali egli dovrà poi esattamente attenersi. Analogamente si dovrà procedere per la determinazione delle livellette relative alla pavimentazione di marciapiedi, portici, gallerie e pubblici passaggi.
Nella determinazione dei punti fissi di linea si dovrà tenere conto delle ulteriori sovrapposizioni per rivestimenti, decorazioni e zoccolature in modo tale che la costruzione finita sia contenuta entro il limite di fabbricazione.
Qualora l’edificio dovesse sorgere in arretramento rispetto al margine stradale dovrà ugualmente essere fatta richiesta di determinazione dei punti fissi di linea e di livello, affinché l’allineamento del fabbricato non venga a deturpare l’aspetto estetico della strada.
Entro quindici giorni dalla presentazione della domanda, che potrà essere avanzata anche prima della richiesta edilizia, si dovrà addivenire da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale alla consegna di detti punti fissi ed alla redazione e firma del relativo verbale.
Per la consegna dei punti fissi il richiedente deve fornire gli operai e gli attrezzi occorrenti e prestarsi a tutte quelle operazioni che gli verranno indicate dagli incaricati comunali.
l’inizio dei lavori deve essere, a cura del committente, comunicato per iscritto all’ Ufficio tecnico Comunale.
eventuali cambiamenti del direttore dei lavori o del costruttore, rispetto alle dichiarazioni effettuate in sede del rilascio della concessione, dovranno essere tempestivamente segnalati.
Non appena una costruzione sia ultimata nella copertura, il committente deve farne denuncia al Sindaco.
Analoga denuncia deve essere fatta alla ultimazione di tutto il fabbricato.
Le risultanze degli accertamenti dovranno essere inserite nella pratica.
Nel caso in cui il committente di un edificio sia costretto ad interrompere l’esecuzione, dovrà fare eseguire le opere per garantire la solidità delle parti costruite e per evitare danni alla incolumità pubblica, eventuali situazioni di pericolo e deturpamento dell’ambiente urbano.
In caso di inadempienza il Sindaco, a termine delle vigenti leggi, provvederà d’Ufficio.
Trascorsi tre mesi dall’interruzione dei lavori, l’Autorità Comunale potrà far cessare l’accordata occupazione di suolo pubblico.
Cautele contro danni e molestie
Chiunque voglia eseguire opere edilizie, deve osservare tutte le cautele atte ad evitare ogni pericolo di danno a persone ed a cose ed attenuare gli incomodi che i terzi possono risentire dalla esecuzione di dette opere.
Cautele contro danni a manufatti per servizi pubblici
Per la esecuzione di opere che richiedano manomissione del suolo od impianto di assiti o ponteggi, che possono interessare servizi pubblici, il costruttore dovrà richiedere all’ Ufficio Tecnico Comunale le prescrizioni a cui attenersi ed adottare ogni cautela per non danneggiare i servizi pubblici stessi, dando contemporaneamente avviso agli uffici od alle imprese che eserciscono quei servizi perché prendano opportuni provvedimenti.
Quando si vogliono eseguire opere murarie o comunque edilizie in fregio a vie od a spazi pubblici, o che in modo qualsiasi interessino il suolo pubblico o do uso pubblico, si dovrà prima di dare principio ai lavori, recingere il luogo destinato all’opera con una cesata alta almeno m.2,50 costruita sulle linee e con le modalità prescritte dall’Autorità Comunale.
Quando a tale chiusura ostino speciali ragioni di viabilità, o l’Autorità Comunale non creda di permettere l’ingombro del suolo pubblico con la cesata, il costruttore sarà tenuto a provvedere, sia in relazione ad altre disposizioni di questo Regolamento che secondo le migliori norme, alla tutela della sicurezza pubblica.
Nel solo caso di opere di pochissima entità o di brevissima durata, ed anche quando le opere siano da eseguirsi nei piani superiori di un caseggiato, potrà venire concesso l’esonero dall’obbligo della apposizione della cesata, purché però si provveda, con personale a ciò destinato, alla tutela della sicurezza pubblica. Le cesate dovranno avere le porte con ante apribili solo verso l’interno o scorrevoli ai lati, munite di serrature o di catenacci e mantenute chiuse durante la sospensione dei lavori.
Contro le cesate non si possono addossare materiali di qualsiasi sorta in modo da nuocere alla stabilità ed alla sicurezza delle stesse.
Le cesate od altri ripari dovranno essere muniti specialmente agli angoli, di mezzi luminosi a luce rossa, da mantenersi accessi con l’orario della pubblica illuminazione a cura e spese del concessionario della occupazione del suolo pubblico. La luminosità deve essere tale da rendere visibile il recinto od il riparo su cui i mezzi luminosi sono collocati.
Gli angoli delle cesate saranno dipinti a strisce bianche e nere fino ad una altezza di almeno m.2,00.
Servizi municipali rinchiusi da cesate
Se una cesata rinchiudesse qualche lampada dell’illuminazione pubblica, lastra di indicazione stradale, smaltitoio, fontana od altro, di ragione o servizio municipale, il costruttore dovrà avvertire il Comune in tempo perché questo possa convenientemente provvedere, nell’interesse pubblico, a spese del costruttore, prima che si metta in opera la cesata.
Agenti e funzionari del Comune avranno libero accesso nel recinto nel caso in cui manufatti di detti servizi vi rimanessero inclusi.
Affissione sulle cesate
Il Comune si riserva il diritto senza corrispondere compenso alcuno, ma senza pregiudizio della costruzione, di usare, per il servizio delle affissioni verso le vie e spazi pubblici, delle cesate come sopra concesse.
Rimane però riservata al proprietario del fabbricato per il quale serve la chiusura, la facoltà di apporvi, senza compenso al Comune, avvisi od insegne che riguardino unicamente affitti od indicazioni relative al fabbricato medesimo, ed anche l’indicazione della ditta costruttrice sempre che tali avvisi ed insegne nell’insieme non occupino più di un terzo della superficie esterna delle cesate o della chiusura.
Quando per imprescindibili circostanze di luogo la cesata di chiusura dovesse comprendere nel recinto parte di suolo pubblico o di uso pubblico, deve presentarsi all’Autorità Comunale regolare domanda con le precise indicazioni delle località, della superficie e della durata dell’occupazione.
Ottenuta la concessione, prima di iniziare qualsiasi opera d’impianto, dovrà essere eseguito il pagamento della tassa relativa all’occupazione del suolo pubblico.
La tassa potrà essere pagata in rate anticipate di almeno tre mesi.
Dovrà inoltre essere depositata una somma, che di volta in volta l’Autorità Comunale, previo accertamento in loco, determinerà, quale cauzione, per garantirci dalle eventuali opere di ripristino, di cui all’ Art.43 del presente regolamento.
Occupazione del suolo pubblico con materiali
E’ assolutamente proibito occupare con materiali di qualsiasi genere od altrimenti ingombrare le vie e gli spazi pubblici, oltre i limiti della occupazione concessa.
Solo in casi veramente eccezionali potrà l’Autorità Comunale, avutane l’opportuna domanda e riconosciutane la necessità, permettere il deposito temporaneo di materiali oltre l’occupazione stessa, con norme da stabilirsi caso per caso.
Durata della concessione, proroghe e revoca della concessione di occupazione del suolo pubblico
La concessione di cui sopra conterrà l’indicazione precisa della durata e l’occupazione non dovrà protrarsi oltre il termine stabilito.
Nel caso fosse necessaria una proroga, il costruttore dovrà presentare, almeno dieci giorni prima della scadenza del termine della concessione, una nuova domanda per ottenerne la rinnovazione pagando la relativa tassa supplementare.
Nel caso di interruzione dei lavori di costruzione di un edificio, trascorsi tre mesi dalla interruzione e salvo il caso che questa dipenda da cause di forza maggiore, che l’interessato dovrà specificare e dimostrare, sarà facoltà del Sindaco di far cessare la occupazione del suolo pubblico.
Riconsegna dell’area occupata
Ultimati i lavori, il proprietario dovrà riconsegnare l’area pubblica già occupata.
Le opere di ripristino del suolo stradale saranno eseguite a cura del committente dal quale viene effettuata la manomissione.
Se il ripristino risulta fatto a regola d’arte, verrà restituita totalmente la cauzione versata in base al precedente Art.40; in caso contrario il Comune avrà la facoltà di trattenere parte o tutta la cauzione per eseguire direttamente le opere, chiedendo il rimborso per gli eventuali importi superiori alla somma depositata. Il proprietario nell’interesse del quale fu fatta la manomissione dovrà rifondere tale somma entro quindici giorni dalla avvenuta notifica dell’avviso di pagamento.
Ponti di fabbrica
I ponti di fabbrica interessanti il suolo pubblico saranno costruiti sulla base delle norme statiche ed antinfortunistiche vigenti e contenute nelle cesate di recinzione.
Ove non fosse permessa la cesata, si provvederà con ponteggi speciali a sbalzo sempre nel rispetto delle norme citate. Il primo ponte dovrà avere l’altezza minima rispetto al marciapiede rialzato di m.3,60.
qualora non esistesse marciapiede rialzato l’altezza minima deve essere di m.4,50.
In questi casi di ponti a sbalzo o di antenne non racchiuse da cesate, si avranno speciali riguardi nella costruzione delle impalcature, che dovranno essere fatte in modo che il pubblico passaggio sia garantito da qualsiasi pericolo, danno o molestia.
In ogni caso, tanto che si tratti di antenne isolate, quanto di cesate chiuse, le antenne di estremità oppure gli angoli sporgenti della cesata, oltrechè portare i segnali luminosi per la notte dovranno essere anche dipinti in bianco e nero nella loro parte inferiore fino all’altezza di m.2.
Nell’aggregato urbano, i ponteggi saranno provvisti di stuoie, graticci di giunco od altro materiale atto ad evitare la caduta di materiali e di oggetti sulla strada o su luogo pubblico ed oltre alle sopra esposte prescrizioni, l’Autorità Comunale potrà ordinare ove lo creda, altre modalità per la migliore garanzia e sicurezza.
Nelle demolizioni è proibito gettare a terra grosse porzioni di materiali qualsiasi che possano produrre scosse al suolo.
Le demolizioni dovranno essere condotte nel rispetto delle particolari norme antinfortunistiche vigenti.
Tutti i materiali dovranno essere calati al suolo con le dovute precauzioni, bagnandoli per evitare la polvere ed usando, se occorre, appositi canali.
Verso la pubblica via non si potrà gettare alcun materiale, ancorché minuto.
Ruderi monumentali ed oggetti ritrovati.
Qualora nelle demolizioni si rinvenissero ruderi di interesse archeologico o monumentale, dovrà informarsi prontamente l’Autorità Comunale sospendendo i lavori sino a quando non sarà intervenuto regolare permesso di prosecuzione.
Similmente, qualora in corso dei lavori venissero ritrovati oggetti o manufatti di valore scientifico, storico od archeologico, dovrà esserne dato avviso all’Autorità Comunale per gli incombenti di legge.
Rinvenimento di resti umani
Nel caso di rinvenimento di ossa, o comunque di resti umani, dovrà esserne data immediata comunicazione all’Autorità Comunale.
Mezzi di trasporto dei materiali
Il costruttore dovrà provvedere a che i mezzi con i quali si esegue il trasporto dei materiali siano idonei e siano caricati in modo da evitare qualsiasi spandimento dei materiali stessi durante il tragitto.
Il carico deve sempre effettuarsi nell’interno del recinto del cantiere di lavoro e della cesata, salvo il caso di impossibilità materiale e per il quale occorre speciale permesso della Autorità Comunale.
Manomissione di suolo pubblico e spostamento di linee aeree
Nei casi in cui si dovesse manomettere comunque il suolo pubblico, i costruttori per non arrecare danno alle tubazioni ed a qualsiasi opera sotterranea, dovranno assumere informazioni presso l’Ufficio Tecnico del Comune e prendere accordi con gli Enti o privati interessati.
Così se la formazione dei ponti di fabbrica o l’elevazione dei muri rendessero necessario il trasporto temporaneo o definitivo di linee aeree elettriche o telefoniche, dovrà il costruttore darne avviso ed accordarsi con gli Enti interessati.
Ispezione alle costruzioni
Il Sindaco potrà far procedere d’ ufficio alla visita dei lavori di costruzione per constatare il loro regolare andamento e la esatta esecuzione del progetto approvato, ed il proprietario o l’assuntore dei lavori dovranno esibire, a richiesta, i tipi del progetto stesso, fornire tutti i chiarimenti del caso e dare opera per eventuali rilievi e misure.
Cartello obbligatorio di cantiere
Nei cantieri dovrà essere affisso, ben visibile dall’ esterno, un cartello nel quale siano indicati: l’ oggetto della costruzione, il committente, l’impresa, il progettista, il direttore dei lavori, il direttore di cantiere, il numero e la data della concessione edilizia.
Ispezioni a fabbricati esistenti
Sarà facoltà del Sindaco di far procedere ad ispezioni nei fabbricati esistenti ogni qualvolta ne ravvisi l’ opportunità per ragioni di sicurezza o di igiene, e di ingiungere i provvedimenti del caso.
Autorizzazione di abitabilità e di uso delle nuove costruzioni
Nessun edificio destinato ad abitazione, di nuova costruzione oppure modificato o riparato con nuove murature, può essere interamente o parzialmente abitato prima che il Sindaco ne abbia accordata l’ autorizzazione, previa ispezione dell’ Ufficiale Sanitario e di un Ingegnere dell’ ufficio Tecnico Comunale.
Dal verbale della visita dovrà risultare che l’ edificio stesso risponde alle prescrizioni delle vigenti leggi sanitarie, e corrispondere al progetto concesso.
Questa disposizione vale anche per tutti quegli edifici e locali destinati ad attività diverse per le quali si effettui un soggiorno anche temporaneo.
Per l’ uso e l’ esercizio delle costruzioni di cui ai commi precedenti del presente articolo, il Sindaco rilascerà il certificato di abitabilità solo dopo il nulla osta del Comando Vigili del Fuoco.
Richieste di visita per l’ autorizzazione di abitabilità e per il rilascio della concessione
Le visite per la constatazione dei requisiti di abitabilità di cui all’ art. 53, devono essere richieste dal committente con domanda regolare in competente bollo.
Il Sindaco non darà corso alle domande se negli accertamenti effettuati a seguito delle denuncie di cui all’art. 32, o nelle ispezioni effettuate a norma dell’ art. 50, le opere eseguite non siano risultate conformi al progetto approvato e non si sia definita favorevolmente, con la procedura prevista dall’ art. 19, l’autorizzazione alle varianti.
PROVVEDIMENTI PER OPERE NON AUTORIZZATE OD ESEGUITE IN DIFFORMITA’ DALLA CONCESSIONE O DEL REGOLAMENTO - SANZIONI
Vigilanza sulle costruzioni - Provvedimenti per opere arbitrarie
Il Sindaco esercita la vigilanza sulle costruzioni che si eseguono nel territorio del Comune per assicurare la rispondenza delle opere al progetto approvato, alle modalità previste dal presente regolamento ed alle prescrizioni del Piano Regolatore.
Egli si varrà, per tale vigilanza, dei funzionari tecnici ed agenti comunali e di ogni altro controllo che ritenga opportuno.
Qualora sia constatata l’ inosservanza di dette norme, salvo i casi previsti dall’ art.19, il Sindaco ordina l’immediata sospensione dei lavori, con riserva dei provvedimenti che risultino necessari per la modifica delle costruzioni o per la rimessa in pristino.
L’ ordine di sospensione cesserà di avere efficacia se entro un mese dalla notificazione il Sindaco non abbia adottato e notificato i provvedimenti definitivi.
Nel caso di lavori iniziati senza concessione o proseguiti dopo l’ ordinanza di sospensione, il Sindaco, previa diffida e sentito il parere della Sezione urbanistica Compartimentale, può ordinare la demolizione a spese del contravventore, senza pregiudizio delle sanzioni penali.
Chiunque contravvenga alle disposizioni del presente regolamento è soggetto alle penalità ed ai provvedimenti previsti dalle leggi 17\08\1942, n°1150, 06\08\1967 n° 765 e dal testo unico della legge comunale e provinciale 03\03\1934, n° 383 e successive modifiche, salve le sanzioni stabilite da altre leggi e regolamenti.
DISCIPLINA URBANISTICA DELLA FABBRICAZIONE
Osservanza del piano regolatore
Le nuove costruzioni e gli ampliamenti o modifiche delle costruzioni esistenti dovranno essere eseguiti nel rispetto delle norme di attuazione stabilite dal piano regolatore generale, adottato dal Consiglio Comunale n° 380 del 03\05\1983 e successiva deliberazione di C.C. n° 637 del 03\10\1984, approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n° 56 \ 42799 in data 02\04\1985 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regionale n° 18 del 30\04\1985 ed alle successive varianti al piano regolatore ed alle norme tecniche di attuazione adottate in forma definitiva. (Dati aggiornati al vigente piano regolatore al momento della trascrizione del presente regolamento edilizio, rispetto a quanto indicato nel testo originale del regolamento stesso.)
Le norme stabilite dal piano regolatore generale o sue successive modificazioni, fanno parte integrante del presente regolamento e sono completamente riportate nell’ allegato A.
L’utilizzazione di una zona di terreno per la costruzione di un aggregato di case, laddove non sia già stato adottato un Piano Particolareggiato Esecutivo, deve essere preceduta dalla compilazione del piano di lottizzazione da approvarsi nella forma di legge.
il Sindaco, udito il parere della Commissione edilizia, potrà apportare ai piani di lottizzazione le modificazioni che saranno suggerite dalla necessità di assicurare l’ osservanza delle disposizioni contenute nel presente regolamento e di salvaguardare la sicurezza pubblica, l’ igiene, la circolazione e l’ estetica.
Qualora l’ Amministrazione Comunale dovesse imporre, per la lottizzazione, delle modifiche, ed in particolare degli ampliamenti, che non ottengano o facciano venire meno il consenso di tutte le parti interessate, si procederà da parte dell’ Amministrazione stessa alla redazione di un Piano Particolareggiato Esecutivo.
Documenti da allegare alla domanda di autorizzazione ed obblighi dei proprietari.
la domanda di autorizzazione alla lottizzazione, stese in duplice copia, di cui l’ originale in competente bollo, deve essere corredata dei seguenti elaborati:
1° - Progetto della lottizzazione composto da:
a) Planimetria generale estratta dal piano regolatore relativa alla zona oggetto della lottizzazione, estesa anche alle zone adiacenti, in modo che risultino le connessioni con le altre parti del piano stesso e con le sue previsioni urbanistiche, in scala 1 : 5000;
b) Planimetria disegnata sulla mappa catastale da cui risultino precisate:
- Le aree destinate alla fabbricazione;
- Le aree destinate alla rete viaria interna;
- Gli spazi destinati a servizi comuni;
- Le aree vincolate per giardini, parchi privati, zone di rispetto, ecc. od assoggettate a speciali vincoli;
- Le aree da cedere per la esecuzione di opere di urbanizzazione;
c) Planimetria particolareggiata in scala non inferiore a 1 : 200, contenente lo studio della lottizzazione, con indicazioni dei lotti, delle parti edificabili, delle distanze di esse dai confini, dalla rete viaria, degli spazi di sosta, delle zone di verde collettivo e privato e quanto altro necessario per definire in modo inequivocabile le caratteristiche generali e particolari della edificazione prevista.
Dovranno essere indicate anche le altezze massime degli edifici e tutte le misure in dettaglio, nonché la rete viaria principale esterna ed i collegamenti con quella interna del piano.
La planimetria dovrà derivare da un preciso rilievo topografico collegato con i punti caratteristici e con gli allineamenti di base forniti, a richiesta, dal Civico Ufficio Tecnico;
d) Sezioni tipo, in scala non inferiore a 1 : 200, dei fabbricati;
e) Planimetria in scala non inferiore a 1 : 200 della rete viaria e degli spazi di sosta con indicazione delle quote altimetriche e della organizzazione degli innesti con la rete stradale esterna;
f) Profili e sezioni tipo delle sedi stradali con indicazione dei materiali usati per le massicciate, dei cordoli dei marciapiedi e le caratteristiche di finitura del manto superiore;
g) Planimetria in scala non inferiore a 1 . 200 della fognatura con indicazione dei collettori, degli innesti di ogni lotto e delle sezioni nei vari tratti, sino all’ allacciamento con la fognatura pubblica o con gli scarichi autorizzati;
h) Planimetria in scala non inferiore a 1 : 200 della rete di distribuzione della illuminazione per le strade e per gli spazi interni con indicazione dei centri luminosi;
i) Eventuali altre planimetrie che si rendessero necessarie per illustrare altri servizi od installazione di uso collettivo;
l) Particolari costruttivi di tutte le opere di cui ai punti e - f - g - h - i , in scala non inferiore ad 1 : 20, con illustrazione dei materiali usati;
m) - Tavola od altro elaborato da cui risultino le caratteristiche edilizie di ogni parte destinata alla fabbricazione, i rapporti tra superficie coperta e superficie dei lotti, i distacchi minimi dai confini e dalle strade, le massime altezze costruibili e le quote origini per la loro misurazione; il volume massimo consentito ecc.
2° - Relazione illustrativa nella quale siano specificati in particolare modo i criteri di impostazione del piano, le esigenze che lo determinano, la organizzazione delle opere di urbanizzazione e la gradualità nella loro esecuzione, nonché le caratteristiche di edificabilità.
3° - Schema di convenzione contenente gli oneri ed obblighi indicati dall’ art. 8 della legge 06\08\1967 n° 765.
Apertura di strade private
E’ vietato di norma aprire strade private che non siano comprese in un piano particolareggiato esecutivo od in un piano di lottizzazione regolarmente approvati.
Gli interessati dovranno comunque richiedere concessione al Sindaco.
Quando uno o più proprietari intendessero aprire una via privata in una zona in cui tale via non sia prevista in uno dei casi contemplati dal comma precedente, dovranno presentare al Comune il relativo progetto per l’approvazione, in correlazione al piano regolatore.
Il Sindaco, sentita la Commissione Edilizia, concederà l’ autorizzazione subordinatamente alla stipulazione, a spese del richiedente o dei richiedenti, di un atto da trascrivere analogamente a quanto richiesto all’ art. 59, con tutti gli oneri ivi previsti.
Ultimati i lavori dovrà essere richiesto un sopralluogo dell’ Ufficio Tecnico e, a seguito di parere favorevole di questo, il Sindaco concederà l’ apertura al pubblico transito della strada privata avente le caratteristiche di cui all’ art. 61.
L’ approvazione del progetto dell’ apertura al pubblico transito non costituisce nessun impegno da parte dell’ Autorità Comunale di rendere pubblica la via stessa.
Ove dette strade siano a fondo cieco e no abbiano le caratteristiche di cui all’ art. 61 dovranno essere chiuse nella parte comunicante con lo spazio pubblico, con cancello il cui disegno dovrà essere approvato dal Sindaco.
Prescrizioni per le strade private e di lottizzazione
Le strade private, anche di lottizzazione, aperte al pubblico transito avranno una larghezza non inferiore a metri 12 ed il loro sedime deve essere escluso dalla superficie fondiaria ai fini dei conteggi regolamentari.
Le strade a fondi cieco dovranno terminare con uno slargo tale da potervi inscrivere un cerchi del diametro non inferiore ai metri 16 così da permettere l’ inversione di marcia.
In corrispondenza dei suddetti slarghi le costruzioni potranno sorgere in fregio.
Le costruzioni che dovessero sorgere lungo le strade private o di lottizzazione dovranno osservare gli arretramenti minimi previsti dalla normativa di P.R.G.
Per le strade private già aperte, comprese quelle di lottizzazione, il Comune potrà obbligare i proprietari di esse, a provvedere di comune accordo alla realizzazione di quei servizi e sistemazioni che, in sede di urbanizzazione primaria, saranno già stati completati nella zona. Qualora non si provveda come sopra detto, l’ Autorità Comunale eseguirà le opere stesse ripartendo le spese in base all’ indice di fabbricabilità di ogni singola proprietà.
Nuove costruzioni in fregio a strade private comprese quelle di lottizzazione
Alle case che dovessero sorgere lungo le strade private, comprese quelle di lottizzazione, sono applicabili le disposizioni del presente e degli altri Regolamenti Comunali.
Art.63 bis
Per le strade di penetrazione che vengono cedute al Comune da parte degli altri Enti Pubblici rimangono validi, per quanto riguarda le recinzioni, gli stessi allineamenti originari.
La parte di marciapiede antistante le proprietà verrà piantumata con filari di alberi di alto o medio fusto.
Costruzioni a blocco isolato ed in cortina
Agli effetti del calcolo delle distanze e delle altezze dei fabbricati e del calcolo dei cortili le costruzioni si distinguono in costruzioni a blocco isolato e costruzioni a cortina e saranno soggette alle norme di attuazione del P.R.G.
Le costruzioni a cortina continua sono consentite, ed eventualmente imposte, nel rispetto delle distanze dai confini interni, lungo le strade già caratterizzate da questo tipo di costruzioni o destinate ad esserlo da piani e programmi edilizi approvati dagli organi competenti. Per l’edilizia a blocco aperto e per le testate terminali delle cortine, le distanze dai confini sono quelle stabilite dalle norme del P.R.G. per le varie caratterizzazioni.
Nelle costruzioni a cortina continua lungo la linea di fabbricazione, il corpo di fabbrica, in corrispondenza ai confini, non dovrà superare la profondità di metri 14.
Oltre a quanto diversamente previsto in casi speciali dalle norme di attuazione del P.R.G., una maggiore profondità del fabbricato potrà essere consentita, verso l’interno della proprietà, purché contenuta entro l’inclinata di 45° gradi, a partire dal limite di 14 metri, in corrispondenza del confine. In tal caso i vani di abitazione potranno prospettare verso i confini laterali solo rispettando le distanze prescritte caso per caso dalle norme di attuazione del P.R.G.
La costruzione potrà tuttavia proseguire oltre il limite della inclinata, sempre che risultino rispettate le distanze dai confini stabiliti dalle norme di attuazione del P.R.G.
Blocco isolato di più proprietari
Due o più case appartenenti a due o più proprietari potranno considerarsi un unico blocco isolato quando la loro costruzione sia preventivamente coordinata e sottoposta a convenzione stipulata con intervento del Comune e l’aspetto esterno risulti omogeneo.
Altezza dei fabbricati - Volume
Altezza massima di costruzione
Negli edifici a blocco isolato si potrà raggiungere l’altezza massima di ml. 24,50 (Ventiquattro e cinquanta centimetri (Con un massimo di sette piani abitabili fuori terra.
Negli edifici a cortina continua l’ altezza massima verso strada è invece limitata a ml. 21,50 ( Ventuno e cinquanta centimetri ) con un massimo di sei piani abitabili fuori terra.
Oltre tali limiti è ammessa la costruzione di un piano arretrato, o di una mansarda, abitabili.
Le suddette altezze massime si intendono raggiungibili ove non ostino diverse prescrizioni del Piano Regolatore Generale o vincoli posti sulla protezione delle bellezze naturali, dell’ ambiente urbano e delle opere d’ arte.
In ogni caso dovrà risultare rispettato il numero di piani abitabili previsto dal P.R.G. per le varie tipologie edilizie, consentendosi la utilizzazione, al di sotto del primo piano abitabile, rialzato dal terreno, dello spazio rimanente, per ricavare esclusivamente i servizi tecnologici ed accessori dell’ edificio, con altezza massima netta, rispetto al piano del marciapiede di metri 2,50.
Le fronti interne dei fabbricati potranno anche raggiungere un’ altezza maggiore, compreso l’ eventuale attico, unicamente però quando ciò avvenga a causa di una depressione naturale del terreno e quando il fabbricato costituisce un blocco unico con quello in fregio alla strada, ferme in ogni caso le disposizioni relative al calcolo dei cortili.
Misurazione dell’ altezza
L’ Altezza degli edifici sarà misurata partendo dal piano del marciapiede stradale fino all’ estradosso della gronda o fino alla quota dell’ estradosso della soletta di copertura dell’ ultimo piano abitabile non arretrato esclusi i volumi tecnici interni. La misurazione sarà fatta tenendo conto della quota maggiore. Muri d’ attico e parapetti non verranno compresi nel computo dell’ altezza, anche se costruiti con struttura piena, purchè non superino i metri 0, 90 od i metri 1,05 rispettivamente per prospetti su strade di larghezza fino a, o superiore, a metri 12,00.
Saranno invece compresi nel computo dell’ altezza , ove esistono, le gallerie, le mansarde e gli abbaini delle soffitte quando formino corpo continuo con la facciata o come tali si possano considerare e quando non sono contenuti nella sagoma limite fissata, a partire dall’ altezza massima possibile per la gronda dell’ edificio, con un arretramento minimo di due metri dal muro d’ ambito, nella inclinata 1,25 su 1,00. Nel caso in cui manchi il marciapiede e non si abbia una sicura quota di riferimento dell’ altezza, tale quota dovrà essere richiesta all’ Ufficio Tecnico Comunale.
Nel caso di costruzione in fregio ad una via in pendenza l’ altezza si misurerà sulla mezzaria della fronte.
I criteri di misurazione delle altezze sopra espressi valgono esclusivamente nei casi in cui le norme di attuazione del P.R.G. ammettano esplicitamente la possibilità di un piano attico.
Altrove l’ altezza dovrà essere misurata fino alla copertura dell’ ultimo piano abitabile attici compresi.
Il volume della costruzione si deve intendere a partire dalla quota del marciapiede (Lo 0,00 che, nel caso di marciapiedi in pendenza, sarà la media delle quote ), fino alla quota più alta dell’ estradosso della soletta di copertura dell’ ultimo piano abitabile.
Inoltre dovranno essere computati i volumi ricavati al di sotto della quota di marciapiede predetto su tutta l’ area fondiaria della proprietà se utilizzati per laboratorio, uffici, magazzini, mense, sale di riunione, locali pubblici o comunque aperti al pubblico ed il volume ricavato al di sopra dell’ ultimo piano abitabile se comunque agibile con permanenza anche temporanea di persone.
Non sono invece computabili i volumi ricavati sotto la quota zero di tutta l’ area fondiaria della proprietà oppure al di sopra il solaio di copertura dell’ ultimo piano abitabile che siano a servizio dei piani abitabili medesimi, come autorimesse private, cantine, ripostigli, servizi generali e tecnologici della casa e volumi tecnici.
Limitazione di altezza nel nucleo antico
Nel nucleo antico, delimitato dalla cerchia dei baluardi, l’ altezza massima ammessa per gli edifici è quella indicata per le linee di gronda di ogni isolato del Piano regolatore Generale.
Altezza degli edifici in rapporto alla larghezza delle vie
Fermo restando quanto stabilito in merito dal Piano Regolatore Generale, l’ altezza degli edifici da erigersi in fregio ad una via pubblica o privata, non potrà essere superiore ad una volta e mezza la larghezza della via sulla quale prospettano.
La larghezza stradale si determina con la media delle misure prese sulle normali ai due estremi del prospetto del fabbricato, non tenendo conto della maggiore ampiezza eventualmente dovuta all’ incontro di esse normali con vie trasversali.
La larghezza da considerarsi nel tratto aperto sarà quella che risulterà dalla linea fittizia congiungente i due estremi dello sbocco, salvo il caso di tangenza con una piazza pubblica in cui si applicheranno le norme dell’ art.72.
L’ arretramento di un fabbricato in fregio ad una via dà diritto a chi si arretra di calcolare l’ altezza del suo fabbricato computando l’ arretramento nella larghezza stradale, purché tale arretramento, in mancanza di un piano particolareggiato esecutivo risulti far parte di un programma che impegni, sulla stessa proprietà o su proprietà diverse, tutta la fronte di un isolato od una porzione di esse riconosciuta sufficientemente estesa, valida nella composizione formale risultante, e compatibile con la situazione ambientale.
In caso di mancato consenso al programma delle parti interessate, si procederà nei modi previsti dall’ art. 12 del presente regolamento.
Il programma dovrà essere comunque sanzionato con una convenzione da stipularsi tra le proprietà interessate ed il Comune.
Nelle zone di arretramento dei piani attici non sono ammesse costruzioni di qualsiasi natura e specie.
La installazione di qualsiasi attrezzatura per tende o similari potrà essere autorizzata sempre che risulti coordinata con l’ architettura dell’ edificio e non realizzi la chiusura permanente dello spazio libero.
Gli arretramenti volontariamente assunti non potranno in nessun caso andare a beneficio del fronteggiante.
Oneri ed opere accessorie dovute agli arretramenti
In caso di arretramento di fabbricati, ai sensi dell’ articolo precedente, la proprietà sarà tenuta a sistemare, qualora sia necessario, oltre al sedime della zona di arretramento anche i fianchi e frontespizi laterali ed ad eseguire inoltre quelle opere che l’ Autorità Comunale crederà di prescrivere, ivi compreso il risvolto di gronde e cornici di decorazione.
Altezza degli edifici in fregio a spazi e piazze pubbliche
Pure l’ altezza degli edifici in fregio a spazi o piazze pubbliche non potrà mai superare i limiti massimi stabiliti dall’ art.66.
Il sindaco, su parere conforme della Commissione edilizia, ha la facoltà di limitare l’ altezza dei fabbricati che dovranno sorgere in fregio a spazi e pubbliche per ragioni urbanistiche ed ambientali.
Per gli spazi pubblici contornati da strade, l’ altezza degli edifici si intende quella di una volta e mezza la larghezza della sola strada.
Altezza degli edifici all’ angolo di vie di diversa larghezza
per gli edifici all’ angolo di vie di larghezze diverse, l’ altezza massima competente alla via di maggiore larghezza è consentita anche per il prospetto sulla via di larghezza minore per una estensione massima fino a 14 metri a partire dal filo di fabbricazione consentito.
La disposizione di cui sopra vale anche per gli edifici in angolo tra spazi e piazze pubbliche e le vie che vi sboccano.
Distacco dai corpi interni e dai confini. Loro qualificazione
i corpi interni degli edifici, salvo coordinamento con uguali edifici di altra proprietà, devono staccarsi dai confini in rapporto alla loro altezza, come stabilito dalle norme di zonizzazione del P.R.G., come determinato dal calcolo dei cortili e come previsto dall’ art.66 del presente regolamento.
Nelle nuove edificazioni e nei nuovi inserimenti di edifici isolati nella stessa proprietà, tra i corpi di fabbrica dovrà essere osservato un distacco minimo quale indicato dalle norme del Piano Regolatore generale per le varie tipologie edilizie, come se fra gli stessi corpi esistesse un confine ideale. La distanza minima fra corpi di fabbrica sarà perciò costituita dalla somma delle due distanze minime dal confine.
E’ ammessa la costruzione di autorimesse e di altri locali di servizio, comunque non abitabili, per una altezza massima di ml. 2,80 compresa la copertura, lungo i confini interni, anche quando non siano edificati, facendo salvi le convenzioni private ed i diritti di terzi.
Strutture di copertura. Volumi tecnici
Nel caso che la costruzione raggiunga l’ altezza massima consentita dal regolamento, le strutture di copertura , eccettuate le mansarde, dovranno essere contenute nel massimo di pendenza del 45% misurata a partire dal filo del paramento esterno del fabbricato.
I volumi tecnici per scale ed ascensori dovranno essere possibilmente compresi nella copertura dell’ edificio.
Deroghe ai limiti di altezza
E’ facoltà del Sindaco previa deliberazione del Consiglio Comunale e successivo nulla osta accordato dal Ministero dei Lavori Pubblici, su rapporto della Sezione Urbanistica regionale e della Sovrintendenza ai Monumenti del Piemonte, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, di consentire che si superino le altezze massime regolamentari quando trattasi di edifici e di impianti pubblici o di interesse pubblico.
Ai sensi dell’ art. 16 della legge 06\08\1967 n° 765 i poteri di deroga possono essere esercitati con l’ osservanza dell’ art. 3 della legge 21\12\1955 n° 1357.
La concessione sarà subordinata a norme estetiche ed igieniche nel loro complesso più restrittive di quelle previste nei casi ordinari dai vigenti regolamenti soprattutto per quanto riguarda:
- pregio architettonico dell’ edificio;
- particolare decoro degli esterni visibili da spazi pubblici;
- accorgimenti atti ad evitare la formazione di muri nudi di frontespizio sovrastanti le altre costruzioni;
- rapporti con particolari ambienti artistici, storici e panoramici;
- ampiezze dei cortili e distanze dai confini;
- osservanza delle norme di prevenzione antincendio.
La maggiore altezza non potrà essere concessa se almeno non sarà garantito un posto macchina di parcheggio aperto ogni 300 mc. , in aggiunta alle superfici di parcheggio previste dalla legge 06\08\1967 n° 765.
Distacchi tra i fabbricati
Art.76 bis
Verdi privati
Sui lotti edificati, od in corso di edificazione, l’area libera da costruzioni dovrà opportunamente essere mantenuta a verde con adeguata piantumazione per almeno 1 \ \0 della superficie totale del lotto.
Fermo restando il vincolo di cui al comma precedente che dovrà sempre e comunque essere rispettato, qualora siano previste autorimesse sotterranee, la soletta di copertura delle medesime deve essere sistemata a verde ( Compatibilmente con le esigenze di aerazione ) mediante sovrapposizione di uno strato di terra avente altezza minima di cm. 60.
All’ atto della presentazione dei nuovi progetti dovranno essere presentati in conseguenza di quanto sopra i seguenti elaborati:
- planimetria e sezione in scala 1\200 relativa alla sistemazione dei verdi, all’ alberatura con indicazione delle essenze che saranno utilizzate.
Sono fatte salve le normative vigenti per l’ edilizia industriale.
Sia nei fabbricati a cortina che in quelli a blocco isolato la distanza fra le costruzioni o fra corpi di fabbrica, anche nello stesso complesso edilizio, dovrà essere quella prescritta dalle zonizzazioni del Piano Regolatore.
Tutte le distanze si intendono da misurare a quadro e raggio fra una facciata e la prospiciente, sarà però ammesso che due corpi di fabbrica possano incontrarsi ad angolo, minimo, fra le fronti, pari ad un angolo retto.
Edifici non fronteggianti spazi pubblici
Chi intenda fabbricare su aree non fronteggianti strade o piazze già aperte al pubblico passaggio, dovrà prima comprovare di avere stabilito col Comune gli accordi per un eventuale accesso al costruendo edificio da strada pubblica esistente o da strada privata aperta al pubblico passaggio.
Tale obbligo è da osservarsi anche per le costruzioni da eseguire secondo linee di Piano Regolatore.
la concessione è comunque ed in ogni caso subordinata alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria od alla previsione da parte del Comune dell’ attuazione delle stesse nel successivo triennio, od all’ impegno dei privati di procedere all’ attuazione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto della concessione.
Edifici fronteggianti spazi pubblici non ancora conformi alle previsioni di piano regolatore
Chi intende fabbricare su aree fronteggianti strade o spazi pubblici di Piano Regolatore, superando i limiti massimi consentiti dalla situazione esistente, dovrà prima impegnarsi, nelle forme di legge, a rifondere tutte le spese che il Comune incontrerà per acquisto od espropri nella fase di attuazione del piano, per la quota di sua spettanza.
Costruzioni adiacenti rogge e canali
Qualora le costruzioni debbano sorgere in adiacenza a corsi d’ acqua ( Rogge, canali irrigui, torrenti ecc.) sarà osservata la distanza minima dalla mezzaria del corso d’ acqua prescritta dalle norme di P.R.G. , sempre che l’ alveo risulti inequivocabilmente di proprietà dei frontisti.
Ove la larghezza del corso d’ acqua sia superiore a m. 4 dovrà essere salvaguardata una larghezza di sponda di m. 2. La larghezza del corso d’ acqua si intende da misurare alla superficie del terreno.
Nei casi consentiti dalla situazione dei corsi d’ acqua o dai regolamenti ad essi relativi, i proprietari finitimi potranno accordarsi tra di loro e col proprietario del corso d’ acqua per l’ eventuale copertura dell’ alveo.
In tale caso non si osserveranno le distanze di cui al capoverso precedente, rimandandosi alle norme generali in tema di distanza tra le costruzioni contenute nel presente regolamento.
Calcolo dei cortili o spazi liberi
Tutti i cortili o spazi liberi necessari per aprirvi le finestre dei vani di abitazione degli edifici a blocco isolato od a cortina devono avere una area corrispondente alla quinta od alla quarta parte della superficie dei muri che verticalmente li recingono, quando l’ altezza media di questi muri, calcolata dividendo la loro superficie complessiva per la somma delle loro lunghezze, risulti: nel primo caso inferiore od uguale , nel secondo caso superiore a metri 18,00.
I lati dei cortili o degli spazi confinanti con altre proprietà, tanto nel caso in cui lungo i confini esistano edifici di terzi di altezza minore di 18 metri, quanto nel caso in cui non esistano edifici, verranno di norma considerati occupati per intero da pareti regolamentari teoriche con altezza di metri 18. Ove esistano pareti reali di altezza maggiore di metri 18 si terrà conto della maggiore altezza, così come si dovrà tenere conto delle maggiori altezze raggiungibili sui confini quali previste dalle norme regolamentari vigenti oppure da preordinati ed approvati piani edilizi.
Potrà essere valutata una minore altezza delle pareti teoriche di confine solo quando si istituiscono tra le proprietà finitime, atti di convenzione, regolarmente trascritti e stipulati con l’ intervento del Comune, con i quali siano fissate limitazioni di altezza nella costruibiltà di ciascuno e siano previste e preordinate le zone libere regolamentari e le zone di edificazione, oppure in conseguenza delle prescrizioni di azzonamento delle varie tipologie edilizie o dei limiti imposti dalla visuale panoramica, o dei vincoli di altezza indicati dal P.R.G., od ancora quando esistono piani di lottizzazione con edificazione preordinata di altezza minore di metri 18, regolarmente approvati.
Nel calcolo della superficie dei muri non si terrà conto di quella dei fianchi degli avancorpi sporgenti non oltre un metro e cinquanta centimetri, così come, tanto nella misurazione dei cortili o degli spazi liberi, che della superficie delle pareti, non si terrà conto delle rientranze che abbiano il lato aperto di lunghezza non superiore a metri cinque di profondità non maggiore della metà di detto lato aperto, considerando perciò la fronte come rettilinea.
In corrispondenza delle rientranze suddette l’ altezza della parete virtuale da considerare, sarà equivalente alla altezza media delle pareti effettive che costituiscono il loro perimetro.
Nella verifica dei cortili o degli spazi di forma oblunga che hanno una lunghezza media superiore al doppio della loro larghezza media, si procederà alla ricerca di un limite di lunghezza che rispetti il rapporto suddetto, ponendo su questo limite, come se fosse un confine, una parete virtuale di altezza pari a quella minore tra le pareti teoriche o reali del perimetro.
Le porzioni di cortile o di spazio libero che eccedono la lunghezza media determinata come sopra, se non raggiungono, con la loro prosecuzione sino al confine reale, una dimensione media superiore al doppio della larghezza media, sono considerate regolari.
Per le porzioni di cui sopra che, con la prosecuzione, superano il doppio della larghezza media, si opererà una nuova verifica come espresso precedentemente.
In ogni caso le verifiche saranno sempre effettuate tenendo conto della situazione di pareti teoriche o reali più gravosa e, quando lungo i confini esistono edifici di pertinenza degli spazi in esame, con altezza minore di quella stabilita nei commi 2° e 3° del presente articolo, le verifiche stesse saranno duplici: una negli spazi racchiusi fra le altezze minori, l’ altra estesa sino ai confini di proprietà.
Nei conteggi di verifica, ai cortili o spazi liberi saranno sempre aggregate le appendici, od i salienti esistenti sul loro perimetro, la cui profondità sia uguale o minore della larghezza.
Agli effetti della determinazione dell’ area necessaria per i cortili o spazi liberi di cui al presente articolo, se l’ altezza media dei muri risulterà superiore a metri 18, l’ area stessa, calcolata in ragione di 1 \ 5 sino a 18 metri, verrà incrementata di una quantità pari ad 1 \ 4 della eccedenza di superficie dei muri stessi.
L’ altezza dei muri sarà di norma misurata riferendola al piano del marciapiede stradale quando il pavimento dei vani di abitazione risulti in tutti i casi a quota uguale o superiore allo stesso marciapiede.
Sarà invece misurata a partire dal piano del pavimento del locale di abitazione più basso, non seminterrato, quando questo pavimento risulti situato a qua inferiore al marciapiede.
In quest’ ultimo caso l’ altezza regolamentare teorica sui confini verrà maggiorata di una quantità pari al dislivello esistente tra il piano del marciapiede ed il piano del pavimento più basso.
Come limite superiore per la misura di altezza di altezza dei muri sarà considerata la più alta tra le quote dell’ estradosso dell’ ultimo impalco, o del limite superiore del canale di gronda, non comprendendo nel computo i muri dell’ attico ed i parapetti, anche se costruiti con struttura piena, che non superino i metri 1,05 di altezza.
E’ prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di ml. 10,00 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti.
Area cortili o spazi liberi composti da proprietà diverse
Agli effetti della applicazione dell’ art. 82, l’ area di un cortile o di uno spazio libero regolamentare, può essere costituita anche da spazi appartenenti a proprietà diverse tra loro confinanti, collegati fra di loro e coordinati, con criteri stabiliti nello stesso art. 82, con regolare atto pubblico, da trascrivere, stipulato con intervento del Comune, oppure da spazi liberi costituiti in forza dei distacchi od arretramenti dai confini prescritti dalle zonizzazioni del P.R.G.
Sui confini di proprietà che risultano interni agli spazi convenzionati potrà essere autorizzata la costruzione di muri di cinta pieni, con altezza massima di m. 2,50, misurata nei modi stabiliti per le pareti, considerandoli come non esistenti, purché tutti gli spazi convenzionati abbiano una superficie minima, in rapporto a al volume dell’ edificio, tale da assicurare una sufficiente funzionalità; diversamente, a questi effetti, gli spazi dovranno essere resi comuni.
Cortili preesistenti
Nel caso di cortili preesistenti la cui superficie sia insufficiente applicando il calcolo di cui all’ art.82, ma sia superiore in relazione al rapporto spazio - pareti previsto dallo stesso articolo, riferito alle pareti che vi prospettano, si potrà ammettere che vengano completate le costruzioni prospettanti sul cortile, in misura tale da non superare con la superficie effettiva delle pareti il rapporto suddetto, ferme restando tutte le altre norme che regolano i cortili.
Qualora le proprietà prospicienti siano diverse ed in mancanza di convenzione tra le parti, determinato il rapporto regolamentare della superficie del cortile, si assegnerà a ciascuna proprietà la porzione di superficie di parete ad essa spettante in proporzione alla lunghezza delle sue fronti sul cortile.
Ciascuna proprietà avrà diritto di edificare per una superficie uguale alla differenza fra quella che così gli spetta e quella che avesse già costruita.
Nel caso che una o più proprietà avessero già nel cortile pareti di superficie superiore a quella di loro spettanza, queste non avranno più alcun diritto di edificare sul cortile, e per il calcolo delle altre proprietà le superfici escluse dal diritto di ulteriore fabbricazione dovranno essere detratte dal computo della superficie delle pareti.
La somma rimanente sarà ripartita in proporzione fra le proprietà che non hanno ancora sfruttata la superficie di loro competenza e che se la suddivideranno con il criterio illustrato al 1° comma.
Sporto di poggioli, pensiline ecc. nei cortili
Nei cortili è consentita la sporgenza di corpi aperti a sbalzo come poggioli, pensiline, balconi ed ogni altro aggetto, esclusa la gronda, che con la loro superficie totale in proiezione non superino i mq. 1,20 per ogni metro lineare di fronte.
L’ eccedenza oltre tale limite verrà dedotta dall’ area dello spazio libero nella valutazione del rapporto spazio - pareti.
La sporgenza delle gronde oltre i metri 1,20 verrà computata nei modi ed ai fini di cui al precedente paragrafo.
Per quanto concerne corpi chiusi a sbalzo, la loro proiezione orizzontale dovrà essere detratta da quella del cortile agli effetti delle verifiche considerati all’ art.81.
Sporto di poggioli, pensiline ecc. negli altri spazi liberi
Negli spazi liberi determinati dalle norme di Piano Regolatore per arretramento degli edifici dai confini, gli aggetti di corpi aperti a sbalzo come balconi, pensiline e simili, non potranno superare i metri 0,90 per una distanza fino a m.4,00.
In caso di arretramento oltre i metri 4,00, sarà consentito un incremento dello sporto, pari alla misura dell’ arretramento stesso, fino ad un massimo di m.1,20.
Cortili aperti verso la pubblica via
Si può prescindere dal relativo calcolo e quindi ammettere senz’ altro come regolamentari i cortili aperti da un lato verso la pubblica via, quando esistano i seguenti requisiti:
1) - Che l’ ampiezza del lato aperto non sia inferiore alla larghezza massima del cortile in ogni suo punto;
2) - Che l’ altezza massima ammissibile delle pareti prospettanti i detti cortili o spazi liberi aperti non superi le altezze che competono alle fronti stradali, determinate in base agli articoli 66 e seguenti, assimilando agli effetti del calcolo il cortile ad uno spazio pubblico.
Cavedi e chiostrini
Quando nel riattamento di vecchi edifici non sia possibile provvedere altrimenti all’ aerazione ed alla illuminazione dei locali interni, potranno essere permessi i cavedi, purché destinati a dare aria e luce alle scale, gabinetti, stanze da bagno, corridoi, ripostigli, dispense, esclusa ogni altra destinazione di ambiente anche nei piani terreni.
Ogni cavedio deve avere un’ area libera uguale almeno ad un diciottesimo della somma delle superfici dei muri che lo limitano ed il lato minimo non dovrà essere inferiore a m.4,00, se il cavedio non supera m.12,00 di altezza ed a m. 4,50, se l’ altezza è superiore a m.12,00.
Sia nella trasformazione che negli edifici di nuova costruzione sono permesse le chiostrine destinate a dare aria e luce agli ambienti di servizio di cui sopra, nonché alle cucine di superficie non superiore a mq.8,00. Ogni chiostrina deve avere un’ area libera uguale almeno ad un decimo della somma delle superfici dei muri che la limitano ed il lato minimo non potrà essere inferiore a metri 6,00.
I cavedi e le chiostrine devono essere aerati dal basso e risultare in comunicazione diretta con vie e spazi liberi per mezzo di corridoi e passaggi, aventi la superficie di almeno mq.6,00, libera da chiusure, munite soltanto di cancello e facilmente accessibili per la pulizia. Il piano di fondo dovrà essere accuratamente pavimentato. Non sono ammesse sporgenze di balconi e la gronda non dovrà sporgere più di cm.30.
Per il calcolo dei cavedi e delle chiostrine, in confine di proprietà, l’altezza della parete, sul confine stesso, sarà valutata di metri 18,00, salvo le maggiori altezze esistenti.
L’ are occupata dai cavedi e dalle chiostrine sarà considerata area coperta da costruzioni, senza che il volume relativo sia computato agli effetti della densità.
Obbligo degli accessi carrai
Tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere dotati di accesso carraio aperto verso le strade o gli spazi pubblici, che consenta l’ accesso all’ interno della proprietà e la comunicazione con gli spazi liberi ed i cortili di pertinenza.
Dimensioni degli accessi carrai
La larghezza minima degli accessi carrai di cui all’articolo precedente, non deve essere inferiore a metri 2,80. Nel caso in cui l’ accesso carraio attraversi un corpo di fabbrica, la sua altezza utile, misurata dal piano delle soglie delle aperture, non deve essere inferiore a metri 3,40 e potrà essere dotato di serramenti di chiusura che si aprano a tutta altezza.
Conservazione degli accessi carrai esistenti
Gli accessi carrai esistenti, ancorché di dimensioni inferiori a quelle stabilita dall’ art.89, potranno essere conservati. Nei casi di radicale trasformazione degli edifici potrà essere richiesto l’ adeguamento degli accessi carrai alle misure regolamentari.
Rampe di servizio degli accessi carrai
Le rampe che servono a superare i dislivelli tra il piano stradale e quello interno degli edifici, dovranno essere servite, nel tratto terminale verso le strade o spazi pubblici, di una zona in piano lunga non meno di quattro metri.
E’ vietato procedere alla apertura di accessi carrai diretti verso le vie o spazi pubblici a servizio di magazzini od autorimesse private poste in fregio alla strada. Tali accessi dovranno essere aperti verso l’ interno della proprietà servita dall’ ingresso carraio dell’ edificio.
Per i fabbricati aventi una fronte inferiore a metri 14,00 è consentito l’ esonero dall’ ingresso carraio individuale ai rispettivi cortili o spazi interni qualora questi ultimi possano essere accessibili attraverso ingresso in comune con altre proprietà, o da una proprietà confinante, mediante atto di costituzione di servitù stipulato con intervento del Comune e regolarmente trascritto. Agli effetti regolamentari la servitù di passaggio carraio non può essere estesa a più di tre proprietà.
Gli edifici sprovvisti di accesso carraio, specie nel nucleo antico della città, potranno conservare la situazione attuale, sino al momento in cui non si proceda a radicale trasformazione, ricostruzione o ristrutturazione.
In ogni caso è però obbligatoria la diretta comunicazione tra le vie e gli spazi interni per mezzo di andito pedonale.
Latrine esterne
Non è permessa la costruzione di gabinetti da latrina sporgenti dai muri o sopra balconate, che costituiscano elemento isolato non coordinato con l’ edificio e che abbiano accesso dall’ esterno, anche all’ interno dei cortili e dei cavedi od altri spazi vuoti e negli androni carrai.
il Sindaco, sentita la Commissione Edilizia ed eventualmente la Soprintendenza ai Monumenti, potrà stabilire norme edilizie speciali per quanto riguarda la disposizione planimetrica, la dislocazione dei volumi ed il carattere architettonico degli edifici prospicienti piazze, slarghi di strade a calibro non costante e per edifici che dovessero sorgere in vicinanza di monumenti di particolare pregio artistico o di interesse storico, salvo sempre il rispetto delle disposizioni di cui al presente regolamento e delle norme di P.R.G.
Allineamenti tortuosi
In caso di costruzione, ricostruzione o notevole trasformazione di edifici, il Sindaco, anche senza ricorrere all’ adozione di un piano particolareggiato potrà imporre la rettifica di allineamenti tortuosi, sino alla profondità massima di due metri.
Estetica urbana in dipendenza della realizzazione del piano regolatore
Quando per effetto della esecuzione del Piano Regolatore, anche una sola parte di edificio venga ad essere esposta alla pubblica vista e ne derivi un deturpamento dell’ ambiente urbano ed i proprietari non avessero preventivamente aderito ad un piano di coordinamento a norma dell’ art.12 del presente regolamento, sarà in facoltà del Sindaco di imporre ai proprietari di variare le facciate esposte alla pubblica vista, secondo un progetto da approvarsi a norma del presente regolamento.
Il Sindaco, ingiungendo la esecuzione del rifacimento, potrà fissare i termini di inizio ed ultimazione dei lavori. in caso di rifiuto e di mancato inizio o di mancata esecuzione entro il termine prescritto, il Sindaco potrà procedere all’ esecuzione di Ufficio a spese dell’ inadempiente.
Caratteristiche esterne degli edifici ed opere complementari
Le parti delle case e degli edifici in genere prospettanti su vie e spazi pubblici, linee e stazioni ferroviarie o comunque da questi visibili, devono inserirsi nell’ ambiente cittadino e rispondere alle esigenze del decoro edilizio tanto per ciò che si riferisce alla corretta armonia delle linee quanto per i materiali da impiegarsi nelle opere di finitura esterna e di copertura dei quali, a richiesta dell’ Autorità Comunale, dovrà essere fornita la campionatura.
In particolare gli edifici isolati dovranno essere finiti architettonicamente su tutti i prospetti, con l’ impiego di materiali in modo omogeneo.
Le stesse norme si intendono valevoli per i muri ciechi nelle suddette condizioni di visibilità da vie, spazi pubblici, linee e stazioni ferroviarie.
Non si possono eseguire sulle facciate delle case e su altri muri esposti alla pubblica vista, dipinti figurativi ed ornamenti di qualsiasi genere, nè procedere al restauro di quelli già esistenti, senza avere ottenuta l’ approvazione dei relativi progetti e bozzetti da parte del Sindaco il quale potrà anche esigere in determinati casi l’ esecuzione di un campione sul fabbricato.
Omogeneità delle fronti dei fabbricati
Le fronti esterne di due o più edifici, appartenenti a diversi proprietari, ma formanti un insieme architettonico, devono avere finimento intonato al loro complesso. Per eseguire ornamentazioni esterne policrome, di qualsiasi genere, deve presentarsi un bozzetto a colori per l’ approvazione.
Ogni proprietario deve mantenere il proprio edificio e tutte le parti di esso in piena conformità con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza, di igiene e di decoro pubblico.
Rifinitura delle pareti
Tutti i muri di fabbrica, compresi i muri di recinzione di qualsiasi tipo, devono essere intonacati e convenientemente tinteggiati, oppure rivestiti di materiale idoneo, a meno che siano rifiniti decorosamente in altro modo.
Qualora i rivestimenti o le tinte presentino un aspetto indecoroso per vetustà od incuria, il Sindaco ne ordinerà il rifacimento totale o parziale, fissando un congruo termine per l’ esecuzione. Particolari prescrizioni potranno essere imposte nel caso di fabbricati antichi o situati in strade o località di aspetto tipico.
Nelle pareti degli edifici e dei muri di recinzione, finiti a semplice intonaco, dovrà essere realizzato uno zoccolo di conveniente altezza, costituito da lastre, conci lavorati, o da altri materiali durevoli e resistenti.
Sporgenza degli zoccoli e delle decorazioni esterne
Lo zoccolo dei caseggiati, edifici e muri, non potrà mai occupare nessuna parte di area pubblica, nè sporgere su di essa. le decorazioni delle dette fabbriche per un’ altezza di m. 2,50 non devono sporgere più di m.0,04 sulla detta area.
Nel caso di edifici monumentali su piazze ampie, od in circostanze eccezionali, l’ Autorità Comunale, sentita la Commissione Edilizia, potrà accordare concessioni speciali sia per maggiori sporgenze che per occupazioni di suolo pubblico.
I balconi non saranno ammessi ad altezza inferiore a m.4,50 su strade prive di marciapiedi ed a m.3,60 su strade con marciapiedi rialzati.
in quest’ ultimo caso la loro sporgenza non dovrà superare la larghezza del marciapiede.
In ogni caso la sporgenza dei balconi non potrà superare 1 \ 10 della larghezza stradale fino ad un massimo di metri 1,50.
Quelli prossimi ai confini laterali, in aggetto su strade e spazi pubblici, dovranno distare come minimo m.1,50 dalla linea di confine.
I parapetti avranno un’ altezza non inferiore a m.1,00.
Le altezze dovranno essere misurate dal piano dei marciapiedi sotto le mensole o nervature di sostegno.
Lungo le strade fornite di marciapiedi rialzati le pensiline saranno ammesse soltanto ad altezza superiore a m.2,60 dal suolo.
Nelle strade prive di marciapiedi rialzati, le pensiline saranno ammesse ad altezza non minore di metri 4,50 dal suolo.
Le altezze si intendono misurate dal piano del marciapiede, come all’ art.104.
La sporgenza delle pensiline dovrà essere determinata secondo le norme dell’ articolo precedente.
Le gronde, la cui sporgenza ed altezza dal suolo dovrà essere determinata nei limiti stabiliti ne precedente art.104 dovranno essere costruite in pietra naturale od artificiale di provata solidità ed essere munite di canali per lo scarico delle acque piovane.
Potranno tuttavia essere ammesse gronde d’ altro materiale, legno compreso, quando ciò sia richiesto dal carattere del fabbricato e non contrasti con le disposizioni dell’ art.98 del presente regolamento.
In tutte le costruzioni tanto nuove che di riattamento, le aperture di porte o di botteghe prospettanti vie o piazze pubbliche devono avere serramenti che non si aprano su suolo pubblico.
L’ Autorità Comunale potrà, in casi speciali e solo per aperture già esistenti, onde migliorare il sistema di chiusura, concedere che si usino imposte od ante metalliche ripiegabili ed apribili a libro verso l’ esterno costruite con cautele speciali in modo che i singoli fogli non abbiano larghezza maggiore di m.0,70.
Nel complesso, la partita ripiegata a ridosso del muro non dovrà sporgere dal filo di questo di oltre m.0,10.
Per le concessioni relative alle ante apribili all’ esterno verrà applicata la tariffa di occupazione di suolo pubblico.
Apparecchi di chiusura
Tutti gli apparecchi di chiusura applicati sui prospetti esterni dei caseggiati dovranno essere posti e mantenuti in opera in modo da rispondere alla migliore sicurezza.
Le finestre prospicienti verso il suolo pubblico ad un’ altezza da questo minore di m.2,50 misurata dal piano del davanzale, non potranno avere persiane o serramenti aprentesi verso l’ esterno.
Contorni delle aperture
Le aperture dei negozi, nonchè le porte e le finestre dei piani terreni verso la pubblica via, anche per i fabbricati costruiti in arretramento dalla linea stradale, dovranno essere dotate di soglie e davanzali in pietra naturale od artificiale od in materiali funzionalmente adatti.
I davanzali delle finestre avranno l’ altezza minima dal suolo di m.1,20.
Finestre dei sotterranei e nei marciapiedi
Le finestre dei sotterranei devono essere aperte nello zoccolo dei fabbricati o nelle soglie delle aperture ed essere munite di inferriata, se prospettanti direttamente sul suolo pubblico.
Sono tollerate le finestre nei marciapiedi per le case che già le hanno, fino a che le fronti rimangano nelle attuali condizioni.
Potrà però l’ Autorità Comunale, a suo giudizio, ordinarne la ricostruzione o la riforma, da eseguirsi mediante solide griglie metalliche con interspazi non maggiori di m.0,02.
Intercapedini stradali
A) - E’ facoltà del Comune, sentita la Commissione Edilizia, concedere o prescrivere la costruzione di intercapedini stradali su suolo pubblico.
Le intercapedini, di costruzione e manutenzione privata, saranno soggette ad apposita convenzione e si intendono comunque gravate di servitù per le utilizzazioni pubbliche necessarie al Comune.
B) - La costruzione dell’ intercapedine dovrà avvenire a cura e spese del richiedente e dovranno esservi infisse delle mensole per l’ appoggio delle condutture del pubblici servizi.
Le opere occorrenti per l’ eventuale spostamento delle tubazioni dell’ acqua e del gas, per il presidio e per la salvaguardia delle tubazioni e condutture in sottosuolo dei pubblici servizi interessati dallo scavo, dovranno essere fatte a spese del concessionario previ opportuni accordi con gli Uffici ed Enti competenti.
Pure a cura e spese del concessionario dovrà provvedersi alle opere di copertura dell’ intercapedine. in detta copertura, costituente il marciapiede stradale in fregio allo stabile, saranno disposte ad opportuni intervalli, le griglie per l’ aerazione; ogni 25 - 30 metri una griglia dovrà essere, in parte o totalmente, apribile onde permettere l’accesso dalla strada.
la copertura della intercapedine dovrà avere una pendenza del 2 % ( Due per cento ).
Nella copertura non sono ammessi in modo assoluto pannelli di vetrocemento e grigliette di ghisa.
Le griglie, poste in serie parallele ai fili di fabbrica, dovranno essere posate ad una quota tale da venire incorporate nella pavimentazione di finimento del marciapiede.
Il grigliato a piano stradale per la aerazione dovrà essere di norma uniformemente distribuito sulla superficie di copertura della intercapedine e ricavato in modo da presentare, con i suoi spazi a giorno, una superficie di almeno 1 \ 10 di quella complessiva della copertura stessa e non superiore a 2 \ 10.
Il concessionario è inoltre obbligato, terminata la posa delle griglie, a formare con malta cementizia degli scivoli della larghezza di almeno 15 cm. in corrispondenza delle alzate delle griglie sul piano della soletta della intercapedine. Detto scivolo verrà scalpellato all’atto della posa della pavimentazione.
Se l’ intercapedine è costruita a margine di un fabbricato nel quale abbiano sede locali di pubblico spettacolo, la copertura davanti alle uscite di detti locali dovrà essere continua anziché in grigliato.
Quando l’ intercapedine viene costruita in prolungamento di altra già esistente, il concessionario del nuovo manufatto si deve impegnare a demolire completamente il muro di chiusura della intercapedine esistente in modo da creare un unico cunicolo. Se l’ intercapedine è isolata, il concessionario dovrà lasciare convenienti aperture ( Chiuse da semplici tavolati di mattoni ) sia nei muri di testata che negli angoli in corrispondenza degli incroci stradali per permettere l’ eventuale passaggio di cavi elettrici o tubazioni.
Le dimensioni di tali aperture, relative quote ed ogni altro dettaglio verranno fissati di volta in volta dal Civico Ufficio Tecnico.
C) - L’ intercapedine non potrà essere utilizzata ad altro scopo se non quello di dare illuminazione ed aerazione ai sotterranei e quindi nessuna conduttura od impianto potrà esservi collocato dal concessionario.
Gli allacciamenti della canalizzazione interna dello stabile alla fognatura cittadina attraversanti l’ intercapedine, dovranno essere opportunamente difesi da possibili rotture mediante rivestimenti metallici o di calcestruzzo. le ispezioni alle canalizzazioni dovranno essere tenute nell’ interno dello stabile. le finestre del sotterraneo prospicienti sul manufatto dovranno essere munite di inferriate. Se per ingiunzione del Comando Vigili del Fuoco qualche inferriata dovrà essere apribile, onde permettere la comunicazione fra i sotterranei e l’ intercapedine allo scopo di creare uscite di sicurezza, detti passaggi dovranno essere usati unicamente per lo scopo predetto e, pertanto, verso l’ intercapedine la inferriata verrà munita, dalla Autorità Comunale, all’ ultimazione del manufatto, di apposito sigillo, mentre verso i sotterranei dello stabile sarà munita di chiavistello manovrabile con semplice scorrimento senza serratura o lucchetti.
D) - Potrà anche essere costruita una intercapedine di doppia profondità e, in questo caso, il fondo della stessa dovrà trovarsi a non meno di m.1,50 dall’ intradosso del solaio di copertura del sotterraneo. L’ intercapedine dovrà essere divisa orizzontalmente da un grigliato praticabile costruito con materiale incombustibile, posto a non meno di m.3,50 dall’ intradosso della copertura del manufatto.
Nel grigliato fra il primo e secondo sotterraneo dell’ intercapedine, dovranno essere ricavate, ad intervalli non superiori a m.10,00 e sfalsate rispetto a quelle di copertura del manufatto di almeno m.5,00, delle aperture in modo da creare dei passaggi da un piano all’ altro dell’ intercapedine.
la superficie delle pareti e della copertura dell’ intercapedine dovrà essere opportunamente rivestita da intonaco liscio di puro cemento.
Prescrizioni particolari per i portici di uso pubblico
Pavimento dei portici, gallerie e pubblici passaggi. Illuminazione. Manutenzione
Il pavimento dei portici, gallerie e passaggi di transito pubblico, dovrà essere eseguito con materiale idoneo, secondo le prescrizioni della Amministrazione Comunale.
Le soglie degli intercolonni dovranno essere di pietra da taglio in masselli di conveniente lunghezza.
Anche l’ impianto di illuminazione dovrà essere approvato dall’ Autorità Comunale.
La manutenzione e le riparazioni della pavimentazione dei portici spettano ai proprietari, salvo speciali convenzioni esistenti o da stipularsi. Sono a carico del Comune la manutenzione della illuminazione e la nettezza.
Il comune ha facoltà di prescrivere la ricostruzione completa del pavimento quando, a suo giudizio, non lo ritenga più convenientemente riparabile.
Finestre dei sotterranei sotto i portici esistenti
Sotto i portici esistenti, le finestre per dar luce ai sotterranei potranno essere praticate nel pavimento, purché chiuse da struttura di vetrocemento, non liscia, posta a perfetto livello del suolo e disposta con distribuzione uniforme in fregio alla parete.
Negli intercolonni potranno essere aperte finestre con larghezza non maggiore di m. 0,50 e lunghezza non superiore ad un metro, munite di idonea griglia, allo scopo di aerare i sotterranei.
Tende applicate ai portici
Ove nulla osti nei rapporti della luce e della aerazione dei piani ammezzati, le tende messe a riparo del sole dovranno soddisfare alle seguenti prescrizioni speciali:
1) - Essere di tessuto il cui tipo e colore devono essere approvati dall’ Amministrazione Comunale;
2) - Essere applicate a metà spessore dell’ arcata o dell’ architrave del portico od intercolonno;
3) - Essere larghe quanto la luce dell’ intercolonno cui servono e giungere in basso con le intelaiature rigide a non meno di m.2,50 dal suolo;
4) - Avere la parte inferiore mobile ( mantovana ) con il lembo inferiore a non meno di m.0,50 dal piano del pavimento e presentare un’ interruzione mediana attraverso la quale, alzando i lembi delle tende, si possa uscire dal portico sulla strada e viceversa.
Negli archi ed intercolonni di testata, normali all’ asse del portico, non sono ammesse le mantovane.
Insegne. Mostre di merci, ecc.
Sotto i portici esistenti, le insegne, mostre di merci, vetrine e scansie potranno avere uno sporto fino a m.0,10 fuori alla linea della parete.
lo sporto delle mostre e vetrine di cui sopra non potrà iniziare al di sopra di centimetri 30 dal piano del pavimento.
Tali sporgenze non saranno ammesse nei portici di nuova costruzione.
Per le insegne od altre sporgenze, la altezza minima dal piano del pavimento dovrà essere di metri 2,50.
Per le sporgenze avrà luogo l’ applicazione delle norme e tariffe per le concessioni di occupazione di suolo pubblico.
Tavolini, sedie ecc. sotto i portici
La forma e le dimensioni dei tavolini , sedili ed altri mobili che si vogliono collocare negli intercolonni od altrove sotto i portici dovranno essere approvati dall Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia.
I tetti di tutti i fabbricati verso vie, piazze ed altre aree pubbliche devono essere dotati di opportuni canali di materiale impermeabile e di ampiezza sufficiente a contenere ed a dare sfogo alle acque di pioggia e di disgelo.
I tubi di scesa delle acque piovane, nelle pareti prospicienti su aree pubbliche, debbono essere incassati nella parte inferiore fino all’ altezza di m.3,50 dal piano di spiccato.
Ripari ai tetti inclinati
I tetti che per la loro inclinazione od esposizione possono provocare caduta di neve dovranno essere muniti di ripari adatti.
Scarico dell’ acqua sul suolo pubblico
E’ fatto assoluto divieto di scaricare sul suolo pubblico le acque provenienti da tetti, all’ interno delle case, dei cortili, dei giardini e di qualsiasi altro sedime privato.
Allontanamento delle acque
Le acque di rifiuto provenienti da proprietà private, verranno allontanate per mezzo di apposita fognatura.
Gli abbaini e le finestre sopra gronda servono a dar luce a soffitte e locali sotto tetto, non devono essere visibili dalle piazze e vie pubbliche quando essi non presentino un conveniente accordo con la architettura del prospetto sottostante.
I fumaioli non possono essere collocati a distanza inferiore ai due metri dalla fronte della casa verso strada, salvo il caso di particolari soluzioni architettoniche in edifici isolati ed arretrati. Dovranno essere solidamente costruiti e saranno inoltre, possibilmente, di modello uniforme e convenientemente disposti per il loro migliore aspetto.
Tubazioni di gas e canne da fumo sulle facciate
E’ vietato applicare tubazioni per il gas sulle facciate verso strada.
E’ altresì vietato costruire canne da fumo applicate alla parete esterna od anche incassate nei muri prospicienti la pubblica via. Potrà tollerarsi la loro costruzione nei casi e nei modi previsti dall’ art.123.
Tende esterne sporgenti o visibili dal suolo pubblico
Il Sindaco può concedere l’ apposizione alle porte od alle finestre di tende aggettanti sullo spazio pubblico con l’ osservanza delle condizioni che riterrà di imporre nei singoli casi.
Di regola le tende aggettanti al piano terreno sono proibite nelle strade con marciapiedi a raso, di larghezza inferiore a m.8,00. nelle strade con marciapiede rialzato, l’ aggetto dovrà essere inferiore di almeno cm.50 alla larghezza del marciapiede.
le tende, i loro meccanismi e le loro appendici non possono essere posti ad altezza inferiore a m.2,50 dal marciapiede; sono proibite le appendici verticali, anche di tela o guarnizioni di frangia che scendano al di sotto di m.2,20, salvo casi speciali, in cui una minore distanza non nuoccia al decoro delle località od al libero transito.
le tende esterne visibili dal suolo pubblico, qualora non siano di carattere uniforme per l’intero edificio, dovranno essere oggetto di speciale autorizzazione da parte del Comune.
Sistemazione di aree scoperte
Gli spazi circostanti gli edifici o tra essi compresi, dovranno essere sistemati e mantenuti decorosamente.
la stessa disposizione si applica anche nel caso di aree non ancora fabbricate o per qualunque ragione non fabbricabili.
Muri di prospetto o di recinzione
Le aree non coltivate fronteggianti vie o piazze aperte al traffico devono essere opportunamente recintate.
Le recinzioni aventi carattere definitivo poste sulle linee delle vie o piazze sistemate od in via di sistemazione devono avere carattere decoroso, intonato all’ ambiente e con zoccolo in pietra naturale od artificiale.
la suddetta prescrizione si applica anche alle recinzioni di divisione dei giardini e dei cortili, visibili dalle vie pubbliche o soggette a pubblico transito.
Soglie degli accessi carrai
I proprietari devono sistemare le soglie degli accessi carrai in modo tale che l’ acqua piovana dei cortili non fuoriesca sulla strada e che il piano dei marciapiedi esistenti o da costruire non debba essere abbassato in corrispondenza degli ingressi medesimi.
PRESCRIZIONI DI CARATTERE SPECIALE - RISPETTO DI VISUALI PANORAMICHE
Coni panoramici
Sono sottoposte a vincolo panoramico le zone previste dal Piano Regolatore Generale e quelle stabilite ai sensi di legge.
Per i progetti interessanti le predette zone, il Sindaco ha facoltà, prima di rilasciare la concessione edilizia, di richiedere la materializzazione in sito delle dimensioni d’ ingombro della costruzione richiesta, ed ha l’ obbligo di richiedere al riguardo il nulla osta della Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte.
Edifici di interesse artistico, storico o panoramico
L’ obbligo della concessione edilizia per le opere di cui all’ art.6 del presente regolamento è esteso anche ai lavori di manutenzione interna elencati all’ art.7 qualora si tratti di edifici dichiarati di particolare interesse artistico o storico anche se non esposti alla pubblica vista.
Nei casi di nuove costruzioni in vicinanza di fabbricati o di luoghi dichiarati soggetti a protezione a causa di della loro bellezza naturale e panoramica o della loro particolare importanza storica, il Sindaco potrà prescrivere caso per caso le distanze, le misure e le altre norme necessarie perché le nuove opere non danneggino la prospettiva e la luce richiesta dagli edifici monumentali e non portino menomazioni alle bellezze naturali od alle visioni panoramiche locali, salvo sempre il rispetto delle disposizioni di cui al presente regolamento e delle norme di P.R.G.
L’ autorizzazione ad eseguire tali opere potrà essere concessa dal Sindaco previo vincolante parere della Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte.
il Sindaco impedirà l’ esecuzione di quelle opere che fossero riconosciute contrarie al decoro pubblico o comunque discordanti con la bellezza ed il pregio dei monumenti e dei luoghi di interesse storico od artistico.
Le costruzioni e la esecuzione di qualsiasi opera nei cimiteri dovranno aver luogo nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
A) - Per le opere di singolare natura artistica, oltre i disegni in scala si dovranno produrre fotografie o bozzetti per l’ esame della Commissione Edilizia.
B) - E’ consentito l’ uso della pietra artificiale nei piccoli monumenti internamente ai campi comuni ( Sepolture gratuite ). E’ vietato l’ uso di pietra artificiale per i monumenti di qualsiasi natura da erigersi sotto gli archi sepolcrali e per i perimetrali dei campi comuni. Sotto detti archi dono ammesse decorazioni policrome alle volte ed alle pareti. Anche per detti lavori si dovrà riportare il nulla osta presentando i relativi bozzetti e cartoni a colori per l’ approvazione.
C) - La sporgenza dei monumenti sotto i porticati non dovrà eccedere i cm.40 dal vivo zoccolo del porticato, con speciale tolleranza per le cancellate che si volessero apporre ai monumenti stessi, le quali, peraltro, non potranno essere più alte di cm.60 nè occupare uno spazio più largo di cm.60 dal vivo zoccolo come sopra. Il disegno delle cancellate stesse dovrà pure riportare la approvazione della Autorità Comunale prima del loro collocamento.
Le lapidi poste su facciate di edifici anche privati a ricordo e commemorazione di personaggi o di eventi storici sono da ritenersi inamovibili salvo consenso del Sindaco.
Insegne, vetrine ecc
L’ apposizione di insegne anche luminose, vetrinette e cartelli anche provvisori indicanti ditte ed esercizio di arti, mestieri, professioni ed industrie e di qualunque altro soggetto che a qualsiasi scopo voglia affiggersi all’ esterno dei Fabbricati è subordinata all’ autorizzazione del Sindaco.
Dette insegne o vetrinette non dovranno alterare o coprire gli elementi architettonici dell’ edificio.
L’ autorizzazione può essere rifiutata quando trattasi di edifici storici od artistici o di insieme architettonico di particolare importanza, o quando, tenuto conto della forma delle insegne nonché del materiale che si vuole impiegare e della tinteggiatura, le stesse risultino contrarie al pubblico decoro.
Le insegne a bandiera possono essere consentite solo quando rientrino, per quanto riguarda l’ altezza dal suolo e la sporgenza, nei limiti stabiliti per balconi e pensiline e non nuocciano al decoro dell’ ambiente.
Le autorizzazioni di cui al presente articolo sono revocate quando, le vetrinette, le insegne ( Semplici o luminose ) non siano mantenute pulite ed in buono stato. Possono altresì essere revocate in ogni altro caso in cui il Sindaco ne ravvisi la necessità, su parere conforme della Commissione Edilizia.
Per le autorizzazioni di insegne o simili potrà essere richiesto il corredo di una adeguata documentazione fotografica, in duplice copia, dell’ edificio interessato, oltre che dei disegni di dettaglio in scala non minore di 1:20.
Cartelli ed oggetti di pubblicità
E’ proibito, senza autorizzazione del Sindaco, collocare oggetti di qualsiasi genere fuori dai negozi anche a scopo di pubblicità. per l’ autorizzazione dovrà essere prodotto, unitamente alla domanda, il disegno ed, a richiesta, fotografia in duplice copia.
E’ vietata l’ esposizione di oggetti luminosi a scopo di pubblicità, nonché l’ affissione di cartelloni di pubblicità, di iscrizioni, di pitture e simili, sui prospetti e sui fianchi delle case prospicienti piazze monumentali e particolarmente sui muri e su decorazioni architettoniche di chiese, palazzi di carattere storico e artistico.
Per la pubblicità mediante cartelloni su pali entro terreno o proprietà private visibile dalle strade pubbliche e dalle linee ferroviarie, indipendentemente dalle autorizzazioni riservate in casi speciali ad altri enti, è necessaria l’ Autorizzazione del Sindaco che sarà accordata quando risulti accertato, in base a presentazione di disegni e fotografie dell’ ambiente in duplice copia, che il decoro della zona non resti in alcun modo turbato.
Per le località aventi speciale interesse dal punto di vista delle bellezze naturali e panoramiche, l’ autorizzazione è subordinata al nulla osta della Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte.
Le insegne, i cartelli, le iscrizioni e gli oggetti di ogni specie esposti senza autorizzazione, ovvero senza l’ osservanza delle norme contenute negli articoli precedenti, saranno rimossi d’ ufficio a spese del proprietario dell’ immobile, qualora questi, regolarmente diffidati, non vi provvedano nel termine prefisso.
Previo avviso agli interessati, il personale dell’ Ufficio Tecnico Comunale potrà eseguire rilevamenti e tracciamenti di nuove strade, anche agli effetti del Piano Regolatore Generale, collocando picchetti e termini in vivo entro la proprietà privata, salvo risarcimento dei danni come di norma.
I proprietari delle case e dei fabbricati sono tenuti a rispettare tutti gli infissi suddetti, a non coprirli e nasconderli, ed a ripristinarli qualora siano distrutti e danneggiati per fatto a loro imputabile.
in caso di riforma radicale o di ricostruzione del fabbricato, l’ Autorità Comunale dovrà, a proprie spese, provvedere allo spostamento od alla rimozione degli infissi.
Targhe per denominazione di vie e piazze, numeri civici, ecc.
Al Sindaco è riservata la facoltà di applicare, previo avviso agli interessati, alle fronti dei fabbricati e costruzioni private di qualsiasi natura prospettanti le vie pubbliche:
A) - Le targhe e le scritte per la denominazione delle piazze e delle vie;
B) - Le targhette e le scritte per la numerazione delle case, le quali, quando occorra, dovranno essere rinnovate a spese dei proprietari;
C) - Le piastrine ed i capisaldi per indicazioni altimetriche e di tracciamento;
D) - Le cassette di comando dei semafori, le mensole, i ganci, i tubi, gli appoggi per fanali e lampade per la pubblica illuminazione e per i servizi pubblici in genere.
Le installazioni di cui sopra sono apposte a spese del Comune e da esso conservate.
I proprietari delle case e dei fabbricati sono tenuti a rispettare tutti gli infissi suddetti, a non coprirli e nasconderli, ed a ripristinarli qualora distrutti o danneggiati per fatto a loro imputabile.
In caso di riforma radicale o ricostruzione del fabbricato, l’ Autorità Comunale dovrà, a proprie spese, provvedere allo spostamento od alla rimozione degli infissi.
Numeri civici delle botteghe
Quando si costruiscono nuovi fabbricati sopra aree libere in fregio a pubbliche vie o piazze, i proprietari dovranno rivolgersi al Comune perché abbia a disporre i numeri civici da applicarsi alle porte di ingresso, ed i numeri da applicarsi alle botteghe.
in caso di demolizione oppure soppressione di porte esterne o di qualche infisso di quelli sopraddetti, dovrà essere notificato dal proprietario dello stabile demolito il numero od i numeri degli infissi che vengono aboliti.
Il proprietario che volesse eseguire opere di natura tale che possano interessare le indicazioni e gli infissi di cui agli artt. 135 e 136 dovrà, prima di iniziare i lavori, darne avviso all’ Autorità Comunale, la quale prescriverà gli opportuni provvedimenti da eseguirsi a cura e spese di esso proprietario.
Sistemazione del suolo pubblico e manutenzione
Nella sistemazione delle vie e piazze, sia con nuove fognature o con riforma delle esistenti, sia col collocamento dei marciapiedi sarà sempre a carico dei proprietari o possessori delle case confrontanti la costruzione o modificazione dei chiavicotti di scarico nei condotti sotterranei, seguendo le norme che potranno essere prescritte dall’ Autorità Comunale.
La costruzione dei marciapiedi di qualunque specie, in granito, in cemento od altro materiali, rialzati o non, ad uso pubblico e la loro ricostruzione parziale o totale, anche nel caso in cui essa sia dovuta al fatto che quelli esistenti non siano conformi al piano generale per essi adottato, si farà per iniziativa ed a spese del Comune, con l’ obbligo da parte dei fronteggianti di contribuire alla relativa spesa per una metà, da rimborsarsi al Comune in sei rate bimestrali.
il contributo di ciascun proprietario sarà proporzionale alla lunghezza della fronte e si calcolerà, al massimo, in base alla larghezza di metri 1,50 per i marciapiedi eccedenti tale misura.
Ai marciapiedi si parificheranno, per gli effetti del contributo, i lastricati e gli acciottolati che si estendono su tutta la larghezza della strada.
Fra un concorso di spesa per parte dei proprietari ed il successivo dovrà intercorrere un intervallo di almeno 20 anni.
Per il fabbricato appartenente a diversi proprietari, la ripartizione del contributo di cui sopra si farà in base al reddito imponibile di ciascuna proprietà.
Il Comune non è tenuto al pagamento di indennità qualsiasi per il terreno occupato dai marciapiedi, là dove esso sia di proprietà privata, anche se non è prospiciente a fabbricati.
La manutenzione dei lastricati ed acciottolati è sempre ad esclusivo carico del Comune.
Spetterà invece al proprietario di provvedere allo sgombero della neve dal marciapiede in corrispondenza della fronte del fabbricato, a norma del Regolamento di Polizia Urbana.
Norme di buona costruzione. Stabilità delle costruzioni
Coloro che dirigono od eseguiscono lavori di costruzione o do modificazione di fabbricati devono provvedere, sotto la loro personale responsabilità, affinché le opere siano compiute a regola d’ arte, riescano solide, rispondenti alle norme di sicurezza e di igiene prescritte da leggi e regolamenti in vigore ed adatte alla loro destinazione.
E’ vietato costruire sul ciglio od al piede di argini su terreni franosi o comunque soggetti a scoscendere, su terreni di non buona consistenza e di eterogenea struttura, salvo che vengano prese le necessarie precauzioni ed adottati gli opportuni accorgimenti ed i migliori mezzi suggeriti dalla tecnica e dall’ arte del costruttore.
I proprietari delle case sono obbligati a mantenere in buono stato i prospetti, le fronti, le gronde ed i canali di gronda, i fumaioli ed i camini, nonché i pilastri ed i soffitti dei porticati, le pareti degli anditi, dagli atri e di tutti i luoghi di uso comune, per quanto riguarda gli intonaci, le tinteggiature dei muri, gli infissi e le vernici.
Il Comune provvederà alla riparazioni necessarie per eliminare inconvenienti ai prospetti delle fabbriche in contrasto con le disposizioni precedenti a spese del proprietario, quando questi, regolarmente diffidato, non vi provveda nei termini prefissatigli.
nelle trasformazioni e nei restauri dei fabbricati già costruiti devono essere applicate le disposizioni relative alle nuove costruzioni, salvo le eccezioni espressamente previste dal presente regolamento.
Per i lavori di scavo in fregio ad aree pubbliche o sottoposte a servitù di pubblico passaggio, dovranno adottarsi tutte le cautele richieste per impedire qualsiasi scoscendimento, se necessario mediante la posa di puntelli, sbacchiature, rivestimenti completi o parziali ecc.
Per i lavori di scavo e di demolizione che interessino aree pubbliche o sottoposte a servitù di pubblico passaggio è d’ obbligo il versamento di un deposito cauzionale da stabilirsi di volta in volta con le stesse modalità previste dall’ art.40 del presente regolamento, a garanzia della consistenza e manutenzione degli stessi spazi pubblici o soggetti a servitù di pubblico passo.
Trasporto di materiali provenienti da scavi, demolizioni ecc.
oltre alle prescrizioni di cui al precedente art.48 ove si abbia disperdimento di materiali sulle strade percorse, la pulizia delle strade stesse sarà a carico dell’ impresa e dovrà essere effettuata in continuità. in caso di inosservanza l’ impresa sarà passibile di contravvenzione.
E’ fatto assoluto divieto di trasportare materiali con dispersione di acqua o di qualsiasi altra sostanza in misura tale che risulti pericolosa per la circolazione. Anche in questi casi l’ infrazione è punibile con l’ ammenda.
Per quanto riguarda le norme di prevenzione antincendio si richiamano le vigenti disposizioni di legge.
Installazione di bombole di gas di petrolio liquefatto
Qualora nei servizi della abitazione sia prevista, a scopi domestici, l’ impiego di bombole di g.p.l., dovranno essere predisposte apposite nicchie, chiuse ermeticamente verso l’ interno del locale di utilizzazione ed aerato direttamente verso l’ esterno. la tubazione fissa metallica di adduzione, nell’ attraversamento delle murature, dovrà essere protetta con guaina metallica aperta verso l’ esterno e chiusa ermeticamente verso l’ interno. tale tubazione deve essere munita di rubinetti di intercettazione di flusso.
La tubazione flessibile di collegamento tra quella fissa e l’ apparecchi utilizzatore deve essere realizzata con materiale resistente all’ usura ed all’ azione chimica del g.p.l.
le giunzioni del tubo flessibile sia alla tubazione fissa che all’ apparecchio utilizzatore, devono essere eseguite in modo da evitare particolare usura, fuga di gas e possibilità di sfilamento del tubo stesso.
Per evitare la fuoriuscita del g.p.l. in caso di spegnimento della fiamma, si devono applicare idonei dispositivi in commercio.
Abrogazione di norme preesistenti
Dal giorno dell’ entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari emanate dal Comune contrarie a quelle del presente regolamento o con esse incompatibili.

References: Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art.10

Art.11

Art.12

Art.13

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art.18

Art.19

Art.20

Art.21

Art.22

Art.23

Art.24

Art.25

Art.26

Art.27

Art.28

Art.29

Art.30

Art.31

Art.32

Art.33

Art.34

Art.35

Art.36

Art.37

Art.38

Art.39

Art.40

Art.41

Art.42

Art.43

Art.44

Art.45

Art.46

Art.47

Art.48

Art.49

Art.50

Art.51

Art.52

Art.53

Art.54

Art.55

Art.56

Art.57

Art.58

Art.59

Art.60

Art.61

Art.62

Art.63

Art.63

Art.64

Art.65

Art.66

Art.67

Art.68

Art.69

Art.70

Art.71

Art.72

Art.73

Art.74

Art.75

Art.76

Art.76

Art.77

Art.78

Art.79

Art.80

Art.81

Art.82

Art.83

Art.84

Art.85

Art.86

Art.87

Art.88

Art.89

Art.90

Art.91

Art.92

Art.93

Art.94

Art.95

Art.96

Art.97

Art.98

Art.99

Art.100

Art.101

Art.102

Art.103

Art.104

Art.105

Art.106

Art.107

Art.108

Art.109

Art.110

Art.111

Art.112

Art.113

Art.114

Art.115

Art.116

Art.117

Art.118

Art.119

Art.120

Art.121

Art.122

Art.123

Art.124

Art.125

Art.126

Art.127

Art.128

Art.129

Art.130

Art.131

Art.132

Art.133

Art.134

Art.135

Art.136

Art.137

Art.138

Art.139

Art.140

Art.141

Art.142

Art.143

Art.144

Art.145

Art.146

Art.147

Art.148

Art.149

Art.150

Art.151
 art.13
 Art.20
 Art.20
 Art.43
 Art.40
 art. 53
 art. 50
 art. 19
 art.19
 art. 8
 art. 59
 art. 61
 art. 61

Art.63
 art.72
 art. 12
 art.66
 art.66
 art. 16
 art. 3

Art.76
 art. 82
 art. 82
 art.82
 art.81
 art.89
 art.12
 art.104
 art.104
 art.98
 art.123
 art.6
 art.7
 art.40
 art.48