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⭐In particolare, la scheda consente le seguenti azioni didattico-pedagogiche:
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1 REGIONE PIEMONTE BU9 27/02/2014 Deliberazione della Giunta Regionale 4 febbraio 2014, n Legge 170/2010 "Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico"; recepimento dell'accordo Stato/Regioni del 25 luglio 2012; approvazione schema di protocollo di intesa con l'ufficio Scolastico regionale. Attuazione D.G.R. n del , Azione recante "Assistenza territoriale a soggetti minori". A relazione degli Assessori Cirio, Cavallera: Vista la legge 170/2010, Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico ed in particolare l art. 3, comma 2, che prevede per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentino persistenti difficoltà, la scuola trasmetta apposita comunicazione alla famiglia. Visto l accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 Indicazioni per la diagnosi e la certificazione diagnostica dei disturbi specifici di apprendimento. Considerato che occorre recepire l accordo a livello regionale. Visto in particolare l art. 1, comma 1, che prevede che la diagnosi di DSA debba essere tempestiva e che il percorso diagnostico debba essere attivato solo dopo la messa in atto da parte della scuola degli interventi educativo-didattici previsti dall art. 3, comma 2, della legge 170/2010 e del DM 5669/2011. Ritenuto di approvare un percorso finalizzato alla certificazione che individui modalità uniformi su tutto il territorio regionale relative al processo di diagnosi e certificazione diagnostica dei soggetti sospetti di Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche (DSA) in linea con le indicazioni normative sopracitate che modifichi quanto precedentemente definito con le DD.G.R. n del 9 febbraio 2009, n del 2 marzo 2009 e n del 1 febbraio 2010 e con la raccomandazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento inviata alle ASR in data 13 luglio Ritenuto di approvare il protocollo di intesa tra la Regione Piemonte, Assessorati alla Tutela della Salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e per la Famiglia, all Istruzione, Sport e Turismo ed alla Formazione Professionale e Lavoro e l Ufficio Scolastico Regionale, Allegato 1) alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale, che recepisce l accordo Stato/Regioni sopra citato del 25 luglio 2012 e definisce il percorso sopra indicato. Dato atto che in data 18/01/2013 prot 546/U è stato costituito presso l Ufficio Scolastico Regionale un gruppo di lavoro composto di rappresentanti dell Ufficio Scolastico Regionale e della Regione, Direzioni Sanità, Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro ed Università degli Studi di Torino che ha provveduto a predisporre una scheda di collaborazione scuola famiglia. La scheda costituisce uno strumento didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione per gli alunni con difficoltà scolastiche e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia (come indicato dall Art. 2 comma 1 del DM 5669/2011 e dal D.M. 297 del 17/04/2013). In particolare, la scheda consente le seguenti azioni didattico-pedagogiche: 1) l osservazione per facilitare la riflessione sui tipi di difficoltà scolastiche che può incontrare un singolo alunno/a;2 2) l attivazione, in accordo con la famiglia, di azioni di recupero e potenziamento delle abilità scolastiche strumentali e la descrizione degli esiti del potenziamento attivato (parte A); 3) la compilazione della parte B Descrizione delle significative difficoltà persistenti dopo l intervento di potenziamento effettuato (selezionando gli ambiti ritenuti specifici per l alunno) Qualora per l alunno/a si presentino difficoltà scolastiche, la scuola, in accordo con la famiglia, definisce le necessarie azioni di recupero e potenziamento delle abilità scolastiche strumentali. La scheda, pertanto, descrive le azioni di recupero e potenziamento scolastico e le difficoltà nell apprendimento delle abilità scolastiche strumentali, facilita la riflessione sui tipi di difficoltà scolastiche che può incontrare un singolo alunno/a e rende maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia. Essa, infatti è condivisa e consegnata alla famiglia. Se, nonostante le azioni di recupero e potenziamento (indicate dalle Linee Guida sui DSA del MIUR) persistono significative difficoltà nell apprendimento delle abilità scolastiche strumentali, gli insegnanti, a partire dal secondo quadrimestre del secondo anno della scuola primaria in poi, in accordo con la famiglia, compileranno la parte B della scheda di collaborazione. La scheda è consegnata alla famiglia. La presentazione della scheda da parte della famiglia all ASL di residenza garantisce che, entro 6 mesi il Servizio Sanitario Regionale avvii e completi il percorso diagnostico e di certificazione, come previsto dall Accordo Stato-Regioni del 25/07/12. La Scheda di collaborazione scuola famiglia descrittiva delle abilità scolastiche è allegata (Allegato 2) al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale. La scheda suddetta va utilizzata esclusivamente per descrivere gli alunni che frequentano la scuola primaria (dal secondo al quinto anno). Dato atto che il suddetto gruppo di lavoro ha elaborato anche la scheda Allegato 3), quale strumento di collaborazione tra istituzioni scolastiche e famiglia per la scuola secondaria di primo e secondo grado e per le istituzioni formative del sistema IeFP, al fine di: a) nel caso di un allievo/a già certificato con Disturbo Evolutivo delle Abilità Scolastiche (DSA), la scheda costituisce: - uno strumento di condivisione sull andamento scolastico, da utilizzarsi per il passaggio da un ordine di scuola all altro (ad esempio, gli insegnanti dell ultimo anno della scuola primaria potranno compilarla a favore dei futuri docenti della scuola secondaria di primo grado ed i docenti della scuola secondaria di I grado la compileranno a favore dei colleghi della scuola secondaria di II grado o delle istituzioni formative del sistema IeFP), finalizzata ad evidenziare gli interventi pedagogico-didattici della scuola di provenienza e le abilità scolastiche acquisite dall allievo/a con Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (DSA); - uno strumento per evidenziare gli interventi pedagogico-didattici della scuola di provenienza e le abilità scolastiche acquisite dall allievo/a con Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (DSA) al fine di richiedere il rinnovo della certificazione diagnostica di DSA (non prima di tre anni dalla precedente). b) nel caso di un allievo con difficoltà scolastiche, frequentante la scuola secondaria o le Istituzioni Formative del Sistema IeFP, la scheda costituisce uno strumento didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia (come indicato dall Art. 2 comma 1 del DM 5669/2011 e D.M. 297 del 17/04/2013).3 In particolare, la scheda consente di documentare il percorso personalizzato attivato dalla scuola (PARTE A) e di descrivere le abilità scolastiche (PARTE B). La scheda compilata sarà condivisa e consegnata alla famiglia. Le schede 2 e 3 non costituiscono attività di screening (Legge n. 21/07 Regione Piemonte): esse sono uno strumento personalizzato didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione per gli alunni con difficoltà scolastiche e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia. Ritenuto che presso ogni ASL debba essere istituito, con specifico provvedimento, il Gruppo Disturbi Specifici di Apprendimento (GDSAp), composto dai seguenti profili professionali: neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista, terapista della neuropsicomotricità dell età evolutiva che lavorano secondo il principio dell integrazione multi-professionale (con superamento della logica della consulenza tra professionisti) e concorrono alla formulazione della diagnosi ciascuno per quanto di competenza. Ogni ASL valuta se istituire anche più GDSAp qualora l ambito territoriale fosse troppo esteso (p.e. uno per ogni distretto). Presso ogni GDSAp verrà individuata la figura del responsabile/coordinatore (neuropsichiatra o psicologo) con il compito di: 1. accogliere e registrare le schede di collaborazione (Allegati: 2-3) che costituiscono il presupposto per garantire l avvio dell iter diagnostico (o rivalutazione); 2. garantire l avvio ed il completamento dell iter diagnostico e di certificazione entro i 6 mesi previsti dall accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 (art. 1 comma 4); 3. acquisire la competenza precedentemente attribuita all UMVD minori relativamente alle diagnosi formulate da professionisti sanitari privati di fiducia della famiglia secondo le indicazioni contenute nella DD n. 547 del 21 luglio Il GDSAp valuta altresì completezza e coerenza della documentazione relativa ai maggiorenni con sospetto DSA e redatta da operatori privati o pubblici dell'età adulta, e conseguentemente rilascia la certificazione. In ogni ASL va pertanto individuato il professionista che ha competenza sull'età adulta (psicologo/psichiatra con competenze in neuropsicologia) che integrerà il GDSAp per quanto di competenza. In difetto della presentazione degli allegati 2 e 3 non sarà possibile l avvio del percorso diagnostico e di certificazione con le modalità precedentemente indicate. Considerato che la Circolare n. 8 del MIUR del 6 marzo 2013, evidenzia la necessità di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni adottando comunque un piano didattico individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le esigenze educative riscontrate richiedono. Ritenuto di demandare a successivo provvedimento della Direzione Sanità la definizione di un percorso diagnostico omogeneo per tutto il territorio regionale con riferimento agli elementi precisati nell art 3 comma 1 e 2 dell accordo Stato-Regioni del 25 luglio Ritenuto, conseguentemente, di non individuare al momento alcun soggetto da accreditare per il rilascio della diagnosi e della certificazione, ai sensi di quanto previsto dall art. 2 dell accordo e di demandare a successivo provvedimento della Direzione Sanità la revisione del percorso diagnostico non rilasciato dal Servizio Sanitario Regionale.4 Dato atto che le disposizioni contenute nel presente provvedimento dovranno essere adottate a partire dall anno scolastico in corso con riferimento alle situazioni nuove. Rilevato che gli interventi di cui al presente provvedimento sono attuativi dei Programmi Operativi per il triennio , approvati con D.G.R. n del , Azione recante Assistenza territoriale a soggetti minori e costituiscono presupposto necessario per la realizzazione dei risultati ivi programmati, in particolare per l adozione dei provvedimenti che prevedono la definizione di modalità uniformi per la presa in carico dei disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva entro il Rilevato altresì che i Programmi Operativi di cui sopra sono stati approvati, ai sensi dell art. 15, comma 20, del DL. n. 95/2012 convertito, con modificazioni, in legge n. 135/2012 in esito alle valutazioni emerse in sede di tavolo ministeriale di verifica sull attuazione del Piano di Rientro , approvato con DD.G.R. nn del , del e del , e la loro attuazione costituisce condizione necessaria per non compromettere l attribuzione, in via definitiva, delle risorse finanziarie, in termini di competenza e di cassa, condizionate alla piena attuazione dello stesso PRR. Vista la legge 170/2010; vista la D.G.R. n del 9 febbraio 2009; vista la D.G.R n del 2 marzo 2009; vista la D.G.R n del 1 febbraio 2010; vista la D.D. n. 547 del 21 luglio 2011; visto l accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012; visto l Accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013; vista la L.R. 21/2007; vista la Circolare MIUR n.8 del 6 marzo 2013; la Giunta regionale, a voti unanimi espressi nei modi di legge, delibera -di approvare lo schema di protocollo di intesa allegato alla presente deliberazione (Allegato 1), di cui costituisce parte integrante, fra Regione Piemonte Direzioni Sanità ed Istruzione, formazione professionale e lavoro, e l Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, che recepisce l accordo Stato/Regioni del 25 luglio 2012 sopra citato e definisce un percorso finalizzato all avvio dell iter diagnostico di DSA entro sei mesi, a decorrere dall anno scolastico in corso attraverso la sottoscrizione congiunta da parte di scuola e famiglia di una scheda descrittiva delle abilità scolastiche, utile ad attestare gli interventi posti in essere da parte della scuola, il cui schema è allegato alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante (Allegato 2); -di approvare l Allegato 3) parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per le finalità descritte in premessa; -di dare atto che l adozione del presente provvedimento comporta la modifica, per quanto concerne i DSA, delle DD.G.R. n del 9/2/2009, n del 2/3/2009 e n del 1/2/2010;5 -di dare mandato agli Assessori alla Tutela della Salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e per la Famiglia, all Istruzione, Sport e Turismo ed alla Formazione Professionale e Lavoro a sottoscrivere il predetto Accordo, autorizzando sin d ora modifiche non sostanziali che si rendessero necessarie; -di istituire, in ogni ASL il Gruppo Disturbi Specifici di Apprendimento (GDSAp) deputato alla gestione del percorso diagnostico secondo la composizione e nei tempi stabiliti così come descritto in premessa; -di dare mandato alla Direzione Sanità di adottare con successivi atti la definizione del percorso diagnostico omogeneo per tutto il territorio regionale con riferimento agli elementi precisati nell art 3 comma 1 e 2 dell accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 nonché della revisione del percorso diagnostico rilasciato da soggetti privati; -di ritenere di non individuare soggetti accreditati per il rilascio della diagnosi, ai sensi di quanto previsto dall art. 2 dell accordo; -di dare atto che la presente deliberazione non comporta oneri di spesa per il bilancio regionale. La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell art. 61 dello Statuto e dell art. 5 della L.R. n.22/2010. (omissis) Allegato6 ALLEGATO 1) Regione Piemonte Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e per la famiglia, Assessorato all Istruzione, Sport e Turismo e Assessorato al Lavoro e alla Formazione Professionale Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte Protocollo di intesa di recepimento dell accordo Stato/Regioni del 25 ottobre 2012 e definizione delle modalità uniformi su tutto il territorio regionale per l effettuazione della diagnosi ed il rilascio della certificazione diagnostica per i soggetti sospetti di DSA, di cui alla legge 170/2010 TRA LA REGIONE PIEMONTE ASSESSORATO ALLA TUTELA DELLA SALUTE E SANITA, EDILIZIA SANITARIA, POLITICHE SOCIALI E PER LA FAMIGLIA, ASSESSORATO ALL ISTRUZIONE, SPORT E TURISMO ASSESSORATO AL LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE E L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL PIEMONTE DIREZIONE GENERALE Vista la legge 170/2010, Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico ed in particolare l art. 3, comma 1, che prevede che la diagnosi dei DSA è effettuata nell ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio Sanitario Nazionale a legislazione vigente; visto l accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 Indicazioni per la diagnosi e la certificazione diagnostica dei disturbi specifici di apprendimento ;visto il d.lgs , n.226, e successive modificazioni, recante Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell art.2 della legge 28 marzo 2003, n.53, con particolare riferimento alla disciplina dei percorsi di istruzione e formazione professionale contenuta nel Capo III; considerato che occorre definire modalità uniformi su tutto il territorio regionale per l effettuazione della diagnosi ed il rilascio della certificazione diagnostica per i soggetti sospetti di DSA; dato atto che a tal fine in data 18/01/2013 prot. 546/U è stato a tal fine costituito presso l Ufficio Scolastico Regionale un gruppo di lavoro composto di rappresentati dell Ufficio Scolastico Regionale e della Regione, Direzioni Sanità, Istruzione, Formazione professionale e lavoro, che ha provveduto a predisporre una scheda di collaborazione scuola e famiglia descrittiva delle abilità scolastiche, utile ad attestare gli interventi posti in essere da parte della scuola; 17 ritenuto di stabilire che la richiesta di diagnosi presentata dalla famiglia al Servizio Sanitario Nazionale deve essere accompagnata dalla sottoscrizione congiunta da parte di scuola e famiglia della scheda di cui al punto precedente. La presentazione della scheda costituisce il presupposto per garantire l avvio ed il completamento del percorso diagnostico entro 6 mesi. In difetto di tali modalità tale termine non può essere garantito; SI CONVIENE QUANTO SEGUE: Art. 1 - Finalità del protocollo di intesa Il presente Protocollo di Intesa intende definire modalità uniformi su tutto il territorio regionale per garantire l'avvio ed il completamento del percorso diagnostico di DSA entro 6 mesi; Art. 2 Fasi del processo L istituzione scolastica è tenuta a predisporre una programmazione educativa didattica che tenga conto delle difficoltà dell alunno/studente e preveda l applicazione mirata dalle misure previste dalla legge 170/2010. Il processo di diagnosi e certificazione diagnostica dei DSA si compone delle seguenti fasi: - ai sensi dell art. 3, comma 2 della legge 170/2010 l istituzione scolastica in accordo con le famiglie, predispone per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero presentano persistenti difficoltà, apposita scheda denominata Scheda di collaborazione scuola-famiglia- descrittiva delle abilità scolastiche (per la scuola primaria); - la famiglia consegnerà la scheda al Servizio Sanitario Regionale, anche per il tramite dell istituzione scolastica e formativa; - il GDSAp dovrà, entro 6 mesi dalla segnalazione, certificare il Disturbo Evolutivo Specifico delle Abilità Scolastiche. L utilizzo della Scheda di collaborazione scuola-famiglia descrittiva delle abilità scolastiche garantisce alla famiglia dell alunno/a frequentante la scuola primaria, che la certificazione del GDSAp venga apposta entro 6 mesi dalla segnalazione. Con successivo atto della Direzione Sanità verrà definito il percorso per diagnosi ai sensi delle indicazioni della Consensus Conference Alla fine di un ciclo la scuola dovrà redigere la scheda descrittiva : Scheda di collaborazione tra istituzioni scolastiche, famiglia e servizi sanitari descrittiva delle abilità scolastiche e delle azioni svolte dalla scuola (per la scuola secondaria di primo/secondo grado e per le istituzioni formative del sistema IeFP e per la revisione delle diagnosi) che servirà al passaggio da un ciclo scolastico all altro e servirà altresì, nel caso di richiesta attivazione prima diagnosi, per gli allievi della scuola secondaria e delle Istituzioni formative del sistema IeFP. La scheda dovrà evidenziare le caratteristiche dell alunno/studente e gli obiettivi raggiunti, gli strumenti e i metodi utilizzati dalla scuola. Tramite la scheda gli insegnanti che prenderanno in carico l alunno/studente avranno una situazione chiara di cosa è stato fatto e di cosa l alunno/studente necessita per il proprio benessere scolastico e di quali strumenti didattici e valutativi siano necessari. Letto, confermato e sottoscritto. 28 Torino, addì.. L Assessore alla Tutela della Salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e Politiche per la Famiglia Per la Regione Piemonte L Assessore all Istruzione, Sport e Turismo L Assessore alla Formazione Professionale e Lavoro Ugo Cavallera Alberto Cirio Claudia Porchietto Per l Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte Il Direttore Generale Giuliana Pupazzoni 39 ALLEGATO 2 (PER LA SCUOLA PRIMARIA ) Regione Piemonte Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte SCHEDA DI COLLABORAZIONE SCUOLA E FAMIGLIA DESCRITTIVA DELLE ABILITA SCOLASTICHE La scheda di collaborazione costituisce uno strumento didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione per gli alunni con difficoltà scolastiche e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia (come indicato dall Art. 2 comma 1 del DM 5669/2011 e D.M. 297 del 17/04/2013). In particolare, la scheda consente le seguenti azioni didattico-pedagogiche: 1) l osservazione per facilitare la riflessione sui tipi di difficoltà scolastiche che può incontrare un singolo alunno/a; 2) l attivazione, in accordo con la famiglia, di azioni di recupero e potenziamento delle abilità scolastiche strumentali e la descrizione degli esiti del potenziamento attivato (parte A); 3) la compilazione della parte B Descrizione delle significative difficoltà persistenti dopo l intervento di potenziamento effettuato (selezionando gli ambiti ritenuti specifici per l alunno) La scheda compilata sarà condivisa e consegnata alla famiglia. Si rammenta che la compilazione della presente scheda non costituisce attività di screening (Legge n. 21/07 Regione Piemonte;. ) DATA DI COMPILAZIONE DA PARTE DEGLI INSEGNANTI: / / ALUNNO/A: NOME: COGNOME: NATO/A A NAZIONALITA : IL (età ) LINGUA MADRE: EVENTUALE BILINGUISMO: PERCORSO SCOLASTICO FREQUENTA: SCUOLA: CLASSE : Ha frequentato l asilo nido? sì no Ha frequentato la scuola dell infanzia? sì no Può indicare eventuali cambiamenti di scuola? Vi sono stati eventuali significativi cambi di insegnanti? sì no Indicare eventuali ripetenze: 110 PARTE A 1. INDICARE PRIORITARIAMENTE LE ATTIVITÀ DIDATTICHE GIÀ SVOLTE PER IL POTENZIAMENTO DELLE ABILITÀ SCOLASTICHE (vedi Linee Guida DSA del MIUR) AMBITI DI OSSERVAZIONE POTENZIAMENTO (effettuato a scuola) ESITI LINGUA: NO SI corrispondenza biunivoca segno suono sintesi sillabica, riconoscimento di sillabe/fonemi consapevolezza fonologica Descrizione delle performance raggiunte (Che cosa l allievo è capace di fare dopo l esperienza facilitante di potenziamento) rafforzamento dei prerequisiti esecutivi (capacità grafo-motorie) e dei prerequisiti costruttivi della lingua scritta (fasi di concettualizzazione: dal concreto all astratto) correttezza ortografica riconoscimento della parola letta altro ARITMETICA: ambiti di potenziamento NO SI potenziamento dei processi di conteggio corrispondenza quantità/numero ESITI: Descrizione delle performance raggiunte (Che cosa l allievo è capace di fare dopo l esperienza facilitante di potenziamento) valore posizionale delle cifre strategie del calcolo a mente procedure calcolo scritto altro 2. INDICARE SE SONO STATI UTILIZZATI STRUMENTI DIDATTICI E TECNOLOGICI FUNZIONALI ALL APPRENDIMENTO tabelline formulari mappe calcolatrice 211 personal computer etc Indicare quali si sono rivelati funzionali: 3. INDICARE SE SONO STATI SPERIMENTATI ACCORGIMENTI FUNZIONALI ALL APPRENDIMENTO dare più tempo per l esecuzione dei lavori alleggerire il carico di lavoro (ad esempio suddividendolo in unità di apprendimento più piccole) evitare alcune prestazioni (es: lettura a voce alta) attivare strategie di apprendimento cooperativo, lavori di gruppo, supporto tra pari, altro.. Indicare quali si sono rivelati funzionali: PARTE B DESCRIZIONE DELLE SIGNIFICATIVE DIFFICOLTA SCOLASTICHE CHE SI SONO RIVELATE PERSISTENTI DOPO GLI INTERVENTI DI POTENZIAMENTO EFFETTUATI 1. DESCRIZIONE DEL LINGUAGGIO ORALE (compilare se significativo per l alunno/a): Presenta difetti nella pronuncia delle parole? sì no Esempi: Quando parla presenta evidenti errori nella strutturazione delle frasi? sì no Esempi: 2. DESCRIZIONE LIVELLO DI APPRENDIMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA (compilare ciò che è significativo per l età): SCRITTURA: ESEMPI TIPO DI ERRORI FREQUENTI (cerchiare) AMBITO FONOLOGICO AMBITO NON FONOLOGICO AMBITO FONETICO omissioni sc,gn,gli usomaiuscola accentazione sostituzioni ch,gh cu,qu,cqu,qqu... raddoppiamento 312 inversioni ci,gi apostrofo aggiunte divisionie fusioniillegali essere/avere Descrivere errori: LETTURA: ESEMPI TIPO DI ERRORI FREQUENTI (cerchiare) inesatta lettura della sillaba omissione di sillaba, parola o riga aggiunta di sillaba, parola e rilettura di una stessa riga pausa per più di 5 secondi spostamento di accento grossa esitazione autocorrezione per errore grave Descrivere errori: COMPILARE LA SEGUENTE TABELLA, INDICANDO IL PARAMETRO DELLA VELOCITA SECONDO LA PROPRIA ESPERIENZA: FRASI TEMPI DI LETTURA molto lento lento scorrevole veloce TEMPI DI SCRITTURA molto lento lento scorrevole veloce TESTO molto lento lento scorrevole veloce molto lento lento scorrevole veloce Comprende ciò che gli è stato letto? sì abbastanza poco no Comprende ciò che legge? sì abbastanza poco no E in grado di riassumere ciò che ha letto: oralmente sì abbastanza poco no per iscritto sì abbastanza poco no E in grado di raccontare le sue esperienze: oralmente sì abbastanza poco no per iscritto sì abbastanza poco no 3. DESCRIZIONE PRODUZIONE TESTO SCRITTO (compilare se significativo per l età): Aderenza consegna si abbastanza poco no 413 Corretta struttura morfosintattica si abbastanza poco no Corretta struttura si abbastanza poco no testuale (narrativo, descrittivo, regolativo ) adattamento lessicale si abbastanza poco no utilizzo della si abbastanza poco no punteggiatura concordanza si abbastanza poco no genere/numero concordanza tempi si abbastanza poco no verbali lunghezza testo adeguata si abbastanza poco no 4. GRAFIA DELLA SCRITTURA Descrivere come impugna lo strumento per scrivere /disegnare (matita, penna, pennarelli ) La scrittura risulta leggibile? sì abbastanza poco no La forma delle lettere presenta deformazioni particolari? sempre talvolta raramente mai ESEMPI (Eventualmente allegare copia produzione scritta) Di preferenza quale tipologia di carattere utilizza nella scrittura? (Indicare l eventuale ordine di preferenza): _ corsivo _ stampatello maiuscolo _ stampatello minuscolo Alternanza di caratteri nello stesso testo: sì no 5. DESCRIZIONE APPRENDIMENTO LINGUA STRANIERA (compilare se significativo per l età): Indicare quali lingue: L2 L3 errori nello spelling errori nella scrittura errori nella lettura difficoltà persistenti nella pronuncia difficoltà persistenti nella trascrizione delle parole SEMPRE TALVOLTA RARAMENTE MAI Esempi 514 difficoltà di acquisizione degli automatismi grammaticali di base evidenti differenze tra la comprensione del testo scritto e del testo orale differenze tra le produzioni orali e quelle scritte 6. DESCRIZIONE DELL APPRENDIMENTO DELLE ABILITA ARITMETICHE (compilare se significativo per l età) Riconosce e denomina i numeri: oltre 100 Possiede il concetto di quantità: oltre 100 Sa contare: - con le dita sì no (tipologia di errori ) - in avanti sì no (tipologia di errori ) - all indietro sì no (tipologia di errori ) SA OPERARE CON: ADDIZIONE SOTTRAZIONE MOLTIPLICAZIONE DIVISIONE ENTRO IL NUMERO 10 sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no OLTRE 100 sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no sì, con materiale si, per iscritto sì, a mente no DIFFICOLTÀ DI AUTOMATIZZAZIONE DELL ALGORITMO PROCEDURALE (compilare se significativo per l età): Operazioni scritte con: riporto sì spesso talvolta no prestito sì spesso talvolta no inclusione sì spesso talvolta no equivalenze sì spesso talvolta no 615 equazioni sì spesso talvolta no espressioni sì spesso talvolta no Esempi (eventualmente allegare copia produzione scritta): NELLA TRASCRIZIONE DEI NUMERI VI SONO ERRORI LEGATI AL VALORE POSIZIONALE DELLE CIFRE? si no Se sì, indicare eventuali tipologie di errore RISPETTO AI PROBLEMI ARITMETICI PRESENTA (compilare se significativo per l alunno/a): Difficoltà a comprendere la consegna: sì spesso talvolta no Difficoltà ad individuare l operazione necessaria allo svolgimento: sì spesso talvolta no INDICARE LE STRATEGIE DI SOLUZIONE (es: necessità di materiale concreto o rappresentazione grafica) 7. DESCRIZIONE APPRENDIMENTO DELLA GEOMETRIA (compilare se significativo per l età): DIFFICOLTA NEL RICONOSCIMENTO DELLE FIGURE sì no Esempi: DIFFICOLTA NELL ESECUZIONE GRAFICA DELLE FIGURE sì no Esempi: MEMORIZZAZIONE DELLE FORMULE sì no Esempi: RISOLUZIONE PROBLEMI GEOMETRICI sì no Esempi: 8. DESCRIZIONE DELL UTILIZZO DELLE MEMORIE (compilare se significativo per l alunno/a): 716 Ricorda ciò che ha ascoltato di una breve comunicazione orale dell insegnante? sì abbastanza poco no Lo racconta in modo : chiaro un po confuso, ma comprensibile confuso In generale ricorda ciò che ha guardato? sì abbastanza poco no Lo descrive in modo : chiaro un po confuso, ma comprensibile confuso In generale ricorda sequenze motorie di ciò che ha fatto? - motricita fine sì abbastanza poco no - grosso motorie sì abbastanza poco no Le descrive in modo: chiaro un po confuso, ma comprensibile confuso In generale riproduce sequenze motorie proposte? - motricità fine sì abbastanza poco no - grosso motorie sì abbastanza poco no Esempi: 9. DESCRIZIONE ORIENTAMENTO SPAZIO-TEMPORALE (compilare se significativo per l alunno/a): Riconosce la destra e la sinistra sì spesso talvolta no Usa prevalentemente: - mano destra sinistra entrambe - piede destro sinistro entrambi Sa individuare prima /ora /dopo sì spesso talvolta no Sa individuare ieri /oggi /domani sì spesso talvolta no Riconosce e denomina i giorni della settimana sì spesso talvolta no Riconosce e denomina i mesi dell anno sì spesso talvolta no Sa leggere l orologio analogico sì spesso talvolta no Sa organizzare lo spazio foglio: - nel disegno sì abbastanza poco no - nella scrittura sì abbastanza poco no - nel calcolo (incolonnamento) sì abbastanza poco no 10.DESCRIZIONE DELL ABILITA E DELLA MOTIVAZIONE ALLO STUDIO (compilare se significativo per l alunno/a): MOTIVAZIONE ALLO STUDIO: (Esempio) Mi piace studiare per imparare cose nuove SEMPRE TALVOLTA RARAMENTE MAI ORGANIZZAZIONE: (Esempio) All inizio del pomeriggio passo in rassegna tutte le cose che devo fare 817 ELABORAZIONE STRATEGICA: (Esempio) Durante lo studio cerco di usare parole mie nel ripetere quello che ho studiato FLESSIBILITA : (Esempio) Leggo in maniera diversa quando leggo per studiare o quando leggo per divertimento CONCENTRAZIONE: (Esempio) Quando studio allontano le cose che potrebbero distrarmi ANSIA: (Esempio) Quando sono interrogato dal posto mi sento agitato ATTEGGIAMENTO VERSO LA SCUOLA: (Esempio) Per me la scuola è un piacevole posto dove stare con gli altri 11. DESCRIZIONE DI ATTIVITA E CONTESTI CHE FACILITANO LA CONCENTRAZIONE E L APPRENDIMENTO: lezione frontale lezione piccolo gruppo lezione individuale lettura silenziosa lettura a voce alta scrittura spontanea dettatura calcolo scritto calcolo a mente risoluzione di problemi disegno attività manuali visione filmati sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no sì abbastanza poco no La sua concentrazione varia significativamente nella mattinata? sì no Se sì, indicare in che modo: 12.COMPORTAMENTI RISCONTRABILI A SCUOLA (compilare se significativo per l alunno/a): giocherella con oggetti quasi mai talvolta spesso molto spesso si estranea quasi mai talvolta spesso molto spesso parla con i compagni durante la lezione quasi mai talvolta spesso molto spesso si alza dal proprio posto quasi mai talvolta spesso molto spesso tende ad imporsi con prepotenza quasi mai talvolta spesso molto spesso 918 tende a chiudersi quasi mai talvolta spesso molto spesso i suoi quaderni e il suo materiale sono tenuti in ordine quasi mai talvolta spesso molto spesso altro quasi mai talvolta spesso molto spesso Nel tempo scuola meno strutturato (intervallo, mensa, ecc.): sta con gli altri si isola partecipa alle attività dei gruppi spontanei A SUO GIUDIZIO, la disponibilità all apprendimento si differenzia (compilare se significativo per l alunno/a): nel gruppo classe: migliora peggiora non cambia nel piccolo gruppo: migliora peggiora non cambia nel rapporto individuale: migliora peggiora non cambia con l aiuto dei compagni: migliora peggiora non cambia 13.IN CLASSE COME SI RIESCE A MOTIVARE MAGGIORMENTE LO STUDENTE? (eventualmente indicare ordine) vicinanza fisica dell insegnante richiamo all attenzione da parte dell insegnante gratificazione con voto-giudizio promessa di gioco minaccia di punizione (note) alleggerimento del lavoro altro 14. QUALI SONO LE ABILITÀ EVIDENZIABILI DELLO STUDENTE? (i suoi punti di forza, i suoi PRINCIPALI interessi scolastici ed extrascolastici) EVENTUALI OSSERVAZIONI AGGIUNTIVE: FIRMA INSEGNANTI..... FIRMA GENITORI (per presa visione)... 1019 ALLEGATO 3 (PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO/SECONDO GRADO,PER LE ISTITUZIONI FORMATIVE DEL SISTEMA IeFP) Regione Piemonte Ufficio Scolastico Regionale Per il Piemonte SCHEDA DI COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI SCOLASTICHE, ISTITUZIONI FORMATIVE DEL SISTEMA IeFP E FAMIGLIA, DESCRITTIVA DELLE AZIONI DIDATTICO-PEDAGOGICHE E DELLE ABILITA SCOLASTICHE La scheda può costituire: a) nel caso di un allievo/a già certificato con Disturbo Evolutivo delle Abilità Scolastiche (DSA): -uno strumento di condivisione sull andamento scolastico, da utilizzarsi per il passaggio da un ordine di scuola all altro (ad esempio, gli insegnanti dell ultimo anno della scuola primaria potranno compilarla a favore dei futuri docenti della scuola secondaria di primo grado ed i docenti della scuola secondaria di I grado la compileranno a favore dei colleghi della scuola secondaria di II grado o delle istituzioni formative del sistema IeFP), finalizzata ad evidenziare gli interventi pedagogico-didattici della scuola di provenienza e le abilità scolastiche acquisite dall allievo/a con Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (DSA); - uno strumento per evidenziare gli interventi pedagogico-didattici della scuola di provenienza e le abilità scolastiche acquisite dall allievo/a con Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (DSA) al fine di richiedere il rinnovo della certificazione diagnostica di DSA (non prima di tre anni dalla precedente). b) nel caso di un allievo con difficoltà scolastiche, frequentante la scuola secondaria o le Istituzioni Formative del Sistema IeFP, la scheda costituisce uno strumento didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia (come indicato dall Art. 2 comma 1 del DM 5669/2011 e D.M. 297 del 17/04/2013). In particolare, la scheda consente di documentare il percorso personalizzato attivato dalla scuola (PARTE A) e di descrivere le abilità scolastiche (PARTE B). La scheda compilata sarà condivisa e consegnata alla famiglia. Si rammenta che la compilazione della presente scheda non costituisce attività di screening (Legge n. 21/07 Regione Piemonte;. ) 120 DATA DI COMPILAZIONE DA PARTE DEGLI INSEGNANTI: / / NOME E COGNOME NATO A DATA di NASCITA: / / Eventuale DATA DIAGNOSI: / / FREQUENTA: SCUOLA: CLASSE : Indicare eventuali ripetenze: PARTE A 1. DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI EDUCATIVO-DIDATTICI ATTIVATI DALLA SCUOLA Quadro riassuntivo degli strumenti compensativi, delle misure dispensative, delle strategie metodologiche e didattiche attivate per l allievo/a. Selezionare e barrare le azioni svolte per favorire l'apprendimento dell'allievo/a nelle diverse materie scolastiche, indicandone l'esito: (F) FACILITANTE/ (O) OSTACOLANTE STRUMENTI COMPENSATIVI/ MISURE DISPENSATIVE ITALIANO STORIA INGLESE FRANCESE GEOGRAFIA MATEMA TICA. ESITO. Limitare o evitare la lettura ad alta voce all alunno Fornire la lettura ad alta voce del testo da parte del tutor, le consegne degli esercizi anche durante le verifiche Utilizzare testi ridotti non per contenuto, ma per quantità di pagine Consentire un tempo maggiore per gli elaborati. Utilizzare carattere del testo delle verifiche ingrandito (preferibilmente ARIAL 12-14). Dispensare dal prendere appunti Far utilizzare schemi riassuntivi, mappe tematiche. Integrare libri di testo con appunti su supporto digitalizzato o su supporto cartaceo stampato (preferibilmente ARIAL 12-14). Far utilizzare il PC (per videoscrittura correttore ortografico, audiolibri, sintesi vocale). Far utilizzare la calcolatrice. Evitare la copiatura dalla lavagna Evitare la lettura/scrittura delle note musicali Far utilizzare vocabolari elettronici Ridurre la richiesta di memorizzazione di sequenze /lessico/poesie /dialoghi /formule Dispensare dalle prove/verifiche a tempo Fornire l esempio dello svolgimento dell esercizio e/o l indicazione dell argomento cui l esercizio è riferito STRATEGIE METODOLOGICHE E DIDATTICHE Favorire il linguaggio iconico. Evitare l approccio globale. ITALIANO STORIA INGLESE FRANCESE GEOGRAF MATEMA. ESITO. 2 Vedere altro
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 Art. 2
 Art. 2
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 art. 15
 art. 2
 art. 61
 art. 5
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 Art. 2
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