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⭐DICHIARAZIONE AMBIENTALE
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Rosalia Pagano
1 PROGETTO DI CERTIFICAZIONE UNI EN ISO 14001:2004 E REGISTRAZIONE EMAS (REGOLAMENTO CE 761/2001) DI ENTI LOCALI ED ENTI PUBBLICI NEL COMPRENSORIO DELLA VAL DI VARA E VAL DI MAGRA Cormorani sulla Magra Via Agostino Paci, Sarzana (La Spezia) Italia DICHIARAZIONE AMBIENTALE conforme al Reg. CE 761/01 Codice NACE: [attività degli orti botanici, dei parchi naturali,gestione del patrimonio naturale] Sistema di Gestione Ambientale certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001:2004 Aggiornamento dati al2 ENTE PARCO DI MONTEMARCELLO-MAGRA Sede Legale ed Amministrativa Via Agostino Paci, 2 Sarzana (SP) Tel: / Fax: / Web: Settore di attività secondo la classificazione EA n. 36 Settore di attività secondo la classificazione NACE n [Attività degli orti botanici, dei parchi naturali,gestione del patrimonio naturale] Biblioteca naturalistica Via Agostino Paci, 2 Sarzana (SP) Tel / Orari di apertura: martedì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 Orto Botanico: Montemarcello Località Monte Murlo (SP) Orari di apertura Marzo ed Aprile la domenica dalle 9.30 alle (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 11.30). Maggio e Giugno: sabato e domenica dalle ore alle ore (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 18.00). Luglio e Agosto venerdì, sabato e domenica dalle ore alle ore (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 19.00). Settembre domenica dalle 15 alle 18 (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 17.00) Ottobre Domenica dalle 9.30 alle (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 11.30) Da Novembre a Febbraio le visite guidate all'orto Botanico sono possibili solo su prenotazione. Punto informativo Via Nuova, 48 - loc. Montemarcello Ameglia (SP) Orari di apertura prossima apertura Per informazioni contattare la sede dell Ente Parco Centro Regionale per la fauna minore Via Paganino Sarzana (SP) Tel / Orari di apertura Da Settembre-a Maggio lunedì dalle ore 14,00 alle ore 18,00; martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 Da Giugno ad Agosto da lunedì a giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00. Attività: Gestione, conservazione e valorizzazione degli aspetti naturalistici, territoriali e culturali del Parco Naturale di Montemarcello-Magra Per informazioni o commenti sul contenuto del presente documento contattare: Responsabile di progetto: Ing. Patrizio Scarpellini Direttore dell Ente Parco tel: /691071; Responsabile Sistema di Gestione Ambientale: Dott.ssa Federica Gennaro Tel /691071;3 SOMMARIO PREFAZIONE INTRODUZIONE LOCALIZZAZIONE ED ESTENSIONE INFRASTRUTTURE DI COMUNICAZIONE MORFOLOGIA DEL TERRITORIO GEOLOGIA IDROGRAFIA CENNI METEO CLIMATICI LA PRESSIONE ANTROPICA PRESENTAZIONE DELL ENTE STRUTTURA ORGANIZZATIVA COMPETENZE ED OBIETTIVI IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE (SGA) POLITICA AMBIENTALE ADESIONE A FEDENATUR GEMELLAGGIO CON IL CONSORCI DEL PARC DEL FOIX IL PATRIMONIO DEL PARCO GLI EDIFICI LE FASCE DI PROTEZIONE I SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA BIODIVERSITÀ SUL TERRITORIO DEL PARCO USO DEL SUOLO NON URBANIZZATO ATTIVITÀ ECONOMICHE PRESENTI SUL TERRITORIO ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIALI ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE ALTRI SITI A POTENZIALE IMPATTO AMBIENTALE STRUMENTI DI GESTIONE DEL PARCO PROGETTI ORTO BOTANICO DI MONTEMARCELLO CENTRO REGIONALE PER LA FAUNA MINORE COMPORTAMENTO ALL INTERNO DEL PARCO FORMAZIONE, PROMOZIONE E SERVIZI TURISTICI SERVIZI DI VIGILANZA MANUTENZIONE RETE SENTIERISTICA E STRUTTURE ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI ASPETTI DIRETTI ASPETTI INDIRETTI DISCARICHE ATTIVE ED IMPIANTI DI SMALTIMENTO/TRATTAMENTO RIFIUTI OBIETTIVI E TRAGUARDI DEFINIZIONI UTILI GLOSSARIO RIFERIMENTI NORMATIVI LE AZIENDE BIOLOGICHE NEI COMUNI DEL PARCO ELENCO ATTIVITÀ CERTIFICATE ISO 14001:2004 NEI COMUNI DEL PARCO DICHIARAZIONE DI CONVALIDA4 PREFAZIONE Il concetto di sviluppo economico-sociale sostenibile, nasce dalla consapevolezza che il consumo delle risorse naturali è superiore alla capacità di rigenerazione del pianeta, ciò rischia di compromettere la possibilità delle future generazioni di beneficiare del meraviglioso patrimonio naturale che noi stessi abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti. Intervenire su questo meccanismo è compito delle Comunità Internazionali, degli Stati, di ogni singolo individuo e delle amministrazioni locali, istituzioni più vicine ai cittadini che sono chiamate a migliorare le proprie prestazioni ambientali; in questo scenario un Ente Parco non può che svolgere un ruolo attivo, propositivo e costruttivo nella tutela e nella valorizzazione delle risorse naturali che il territorio Esemplare di Orchidea offre, pensando ad una crescita economica e sociale Specie diffusa nel territorio che vede nell'ambiente un opportunità di sviluppo e non un vincolo da superare. Pensare ad uno sviluppo sostenibile per il territorio del Parco significa dare risposta ad una nuova domanda di qualità ambientale che proviene sia dalla popolazione residente sia dalla componente turistica e cercando le migliori soluzioni di gestione del territorio, creando e sperimentando strumenti che permettano di dare sostanza al concetto di sviluppo sostenibile, attuando azioni che permettano una gestione più oculata delle risorse ambientali e fornendo alle Amministrazioni territoriali un supporto concreto nel controllo e nella gestione delle attività che generano aspetti ambientali, diretti ed indiretti, significativi quali consumi energetici, consumi di materie prime, produzione di rifiuti, inquinamento ecc. L Ente Parco ha individuato come strumento necessario per l attuazione delle previsioni e delle finalità del Piano del Parco il Regolamento EMAS ed è consapevole che tale adesione affinché abbia un aspetto significativo sul territorio deve essere condivisa ed integrata da tutte le Amministrazioni le cui attività e competenze inducono impatti diretti ed indiretti al complesso ecosistema rappresentato dall ara protetta. L Ente Parco si impegna inoltre a promuovere un nuovo modo di concepire l ambiente, non come tutela passiva ma come vantaggio competitivo per gli utenti e cittadini, che esigono sempre maggiori garanzie sulla qualità ambientale. IL PRESIDENTE Dott. Walter Baruzzo 45 1. INTRODUZIONE L Ente Parco di MonteMarcello-Magra ha adottato un Sistema di Gestione Ambientale per dare piena applicazione ad un piano di sviluppo economico e sociale del territorio diffondendo i comportamenti in grado di migliorare le prestazioni ambientali dei soggetti coinvolti direttamente ed indirettamente nel sistema stesso e garantendo la tutela del territorio. Fiore di borragine Specie diffusa nel territorio L Ente ha identificato nello strumento gestionale previsto dalla norma UNI EN ISO e dal regolamento EMAS (Regolamento CE 761/2001) il percorso più adeguato da intraprendere per far conoscere, con chiarezza e trasparenza, le modalità di gestione del patrimonio naturale dell Ente, per attuare un modello di sviluppo sostenibile e perseguire il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali fornendo al pubblico ed agli altri soggetti interessati, informazioni pertinenti. L ottenimento della certificazione ISO 14001:2004 e l obiettivo della registrazione EMAS dell Ente si inserisce in un progetto più ampio perseguito da 25 soggetti pubblici (22 Comuni, 2 Comunità Montane e l Ente Parco stesso) a seguito di specifico accordo di programma porterà alla certificazione UNI EN ISO e/o alla Registrazione Emas di tutti i Comuni geograficamente appartenenti al territorio della Val di Vara e Val di Magra (SP) e alla registrazione EMAS di due Comunità Montane territorialmente contigue oltre che dell Ente Parco, potendo così assumere la connotazione di certificazione di distretto amministrativo di area vasta quale primo esempio in ambito europeo. 1 2 LOCALIZZAZIONE ED ESTENSIONE Il di Montemarcello-Magra si colloca all interno di un sistema di aree protette già esistenti 2 e ne forma l asse di collegamento ideale. 1 Per maggiori informazioni sul progetto citato contattare il Direttore dell Ente Parco di Montemarcello-Magra Ente beneficiario-capofila del progetto (Ente Parco Montemarcello-Magra - Via A. Paci, SARZANA (SP) tel. 0187/ fax 0187/ Il Parco delle Apuane (in Regione Toscana), il di Portovenere, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il dell'antola, il dell Aveto, il Parco Naturale Regionale del Beigua, il di Portofino, il di Bric Tana, il Parco Naturale Regionale di Piana Crixia (in Regione Liguria) 56 Il Parco di Montemarcello-Magra racchiude un territorio di circa ettari che si distribuisce lungo una porzione rilevante della Provincia della Spezia. 6 In rosso è evidenziata l Area Parco7 I PARCHI NAZIONALI E REGIONALI DELLA LIGURIA Parco Regionale del Beigua Parco Regionale Piana Crixia Parco Regionale dell Antola Parco Regionale dell Aveto Parco Regionale Bric Tana Parco Regionale Portofino Parco Nazionale Cinque Terre Parco Regionale Porto Venere Parco Regionale Montemarcello-Magra Esso comprende l insieme delle colline che dividono le acque sudorientali del Scala 1 cm :1.500 mt Golfo della Spezia dalla pianura della Magra, il N promontorio del Monte Caprione, il tratto di fiume O E Magra che scorre in S territorio ligure ed il basso e medio corso del suo principale affluente, il Vara, dal torrente Gottero fino alla confluenza con la Magra, in corrispondenza degli abitati di Ceparana (Bolano) e Santo Stefano di Magra. L area protetta si compone di due subsistemi chiaramente Mappa del territorio con evidenza dell area Parco distinti: il macrosistema di Montemarcello, costituito dal promontorio del Caprione che divide il Golfo della Spezia dalla Piana di Luni e che da Arcola e Bocca di Magra si spinge verso il mare fino a Punta Bianca (Ameglia) e Tellaro (Lerici), ed il sistema fluviale Magra-Vara, che comprende il corso del Vara da Ponte Santa Margherita (Carro) alla confluenza con la Magra e la Magra fino alla foce. L'area fluviale protetta forma una fascia che segue il corso dell alveo e che, pertanto, si presenta piuttosto stretta in corrispondenza del fiume Vara e più ampia 78 in corrispondenza della Magra. Nella cartina sottostante è possibile osservare l area Parco e la sua collocazione rispetto al territorio in cui è inserito, con i riferimenti relativi ai Comuni, alle principali località, ai corsi fluviali di maggior rilievo ed alla rete viaria. Per motivi legati alle dimensioni del territorio non è stato possibile inserire una mappa che mostrasse in dettaglio i confini del Parco e la loro posizione rispetto ai confini dei singoli Comuni che lo compongono; tale mappatura è consultabile in formato cartaceo presso l Ufficio Tecnico del Parco. N O E S Fiume Vara Fiume Magra Scala 1 cm = mt Mappa del territorio Legenda = Area Parco = Principali corsi d acqua = Comuni = Autostrade A11 Genova-Livorno e A15 Parma-La Spezia = Principali località turistiche = Strade Provinciali 2.1 Infrastrutture di comunicazione Il territorio del Parco è raggiungibile attraverso le linee autostradali A 12 Genova- Livorno, che costituisce la direttrice costiera ligure-toscana, e A 15 Parma-La Spezia che, attraverso il Passo della Cisa, collega il territorio locale alle città padane, ed uscendo ai caselli di Sarzana, La Spezia, Brugnato-Borghetto Vara e Carrodano; oppure percorrendo le reti viarie provinciali (importanti la S.P. Aurelia e la S.P. della Cisa la cui 89 intersezione avviene nel centro abitato di N Sarzana), e comunali che collegano la Liguria O E alla Toscana ed all Emilia Romagna e S che consentono la circolazione veicolare interna ai Comuni del Parco. Il territorio è, inoltre, interessato dal passaggio delle linee ferroviarie Pisa- Genova e Parma- Vezzano/Sarzana che si intersecano nello snodo ferroviario ubicato presso la stazione di Sarzana e che consentono di raggiungere il Parco attraverso le stazioni di Luni (Comune di Sarzana), Sarzana, Vezzano Ligure e Santo Stefano di Magra. Nel 2005 nel tratto dell autostrada A 12 compreso tra Carrodano, Brugnato, Sarzana e le interconnessioni con la S.P. della Cisa, sono transitati migliaia di veicoli di cui pesanti; tali valori sono aumentati rispettivamente del 39 e del 38% dal Tali dati mettono in evidenza l aumento continuo del carico di emissioni sonore e di emissioni in atmosfera rivolte verso l area protetta; a tal fine l Ente Parco ha chiesto alla S.A.L.T., nell ambito di un progetto per la realizzazione della terza corsia nel tratto S. Stefano di Magra Viareggio dell autostrada A-12, interventi di mitigazione atti a creare barriere antirumore la cui tipologia sarà valutata caso per caso, non solo in prossimità dei centri abitati ma anche in corrispondenza di siti di particolare interesse e pregio naturalistico ed ambientale. 2.2 Morfologia del territorio Lungo il corso del fiume si possono osservare numerose variazioni sia di pendenza che di estensione della valle in senso laterale. Tali variazioni sono legate all alternanza delle strutture geologiche principali ed al passaggio tra litotopi 3 di differente competenza: ove affiorano le argilliti e le marne argillose 4 la valle appare ampia, con piccole pendenze e zone di deposizione delle piene; ove invece affiorano arenarie, calcari compatti e marne calcaree 5 la valle appare più stretta, le pendenze aumentano, i versanti sono più ripidi ed il fiume produce un azione di modellamento dell alveo. Una caratteristica del tratto terminale della Magra è rappresentata dalla posizione asimmetrica che il fiume assume rispetto all asse della valle; tale conformazione è dovuta alla dissimetria di graben 6 che 3 Insieme dei caratteri litologici essenziali per la definizione e la descrizione di una roccia o di una unità litostratigrafia. 4 Rocce sedimentarie di origine argillosa. 5 Rocce sedimentarie di origine calcarea. 6 Indica una depressione costituita da fasce di terreni sprofondati rispetto a quelli che li fiancheggiano dai due lati per un doppio sistema di faglie subparallele disposte a gradini successivi. 910 caratterizza il territorio sarzanese ed alla configurazione idrografica dell area appenninica, nella quale gli affluenti di sinistra hanno un bacino più grande rispetto a quelli di destra, offrendo un contributo in sedimenti diseguale e causando il progressivo spostamento del fiume verso ovest. 2.3 Geologia Le formazioni geologiche presenti nel bacino della Magra possono essere riunite in diversi gruppi di formazione che appartengono a diverse zone di sedimentazione. Mappa del territorio Procedendo da ovest verso est si incontrano il Dominio Ligure interno (Unità del Monte Bracco e Unità del Monte Gottero), il Dominio Ligure esterno (Unità di Ottone S. Stefano) ed il Dominio toscano. Le formazioni attribuibili all Unità del Bracco affiorano estesamente nell alta Val di Vara e sono costituite da ofioliti (rocce verdi), diaspri rossi e calcari a calpionelle 7 ; seguono poi le formazioni che fanno parte dell Unità di M. Gottero: Argille a Palombini 8 (presenti nell alta Val di Vara a monte di Varese Ligure), gli scisti della Val Lavagna e le Arenarie del M. Gottero. Le fosse tettoniche sono una delle caratteristiche più salienti del paesaggio morfologico lunigianese. Queste strutture tettoniche dette anche "Graben", sono vere e proprie depressioni costituite da fasce di terreni sprofondati rispetto a quelli che li fiancheggiano dai due lati per un doppio sistema di faglie subparallele disposte a gradini successivi.. Si possono individuare diversi graben che si estendono dalla Garfagnana all'area spezzina, la fossa princiaple è però quella del medio corso del fiume Magra che si estende, con direzione Nord Ovest-Sud Est, dai piedi della Cisa fino alla valle del Lucido per una lunghezza di circa 20 Km. e larghezza media di Km. 5 e separa i contrafforti dell'appennino ligure da quelli dell'appennino tosco-emiliano. 7 Rocce sedimentarie di natura calcarea il cui nome deriva dalla presenza di microscopici fossili a forma di campana. 8 Argille di colore grigio 1011 Queste ultime affiorano soprattutto nella media e bassa Val di Vara, determinando un brusco cambiamento della morfologia al passaggio fra di esse e le Argille a Palombini, osservabile a valle di S. Pietro Vara (Varese Ligure) - verso Sesta Godano. Le formazioni geologiche che costituiscono le unità attribuibili al Dominio Ligure esterno affiorano nella media Val di Magra e sono costituite dal Flysch di Ottone S. Stefano (calcari marnosi stratificati, alternati ad argilliti) e dal relativo Complesso di base ( Complesso di M. Penna Casanova nelle più recenti denominazioni) costituito da argilliti scure e scagliettate. Fenomeni franosi attivi e intensi, tali da costituire rischio elevato per l uomo, gli edifici ed il patrimonio ambientale, sono presenti nei Comuni di Bolano (località Tirolo), di Maissana (località Cembrano e Disponesi), di Sesta Godano (località Mangia) e di Zignago (località Pieve). 2.4 Idrografia N O E Varese Ligure Pontremoli S Brugnato Aulla Fivizzano La Spezia Sarzana Carrara Scala 1 cm = mt Il Bacino idrografico Vara-Magra Il reticolo idrografico è costituito dai corsi d acqua compresi nel bacino del fiume Vara Magra (versante ligure). Il bacino della Magra, che ha una superficie di circa Km 2, confina a settentrione con il bacino del Po, ad ovest con i bacini liguri del Graveglia Entella e del Gromolo Petronio, a sud ovest con i bacini dello spezzino costiero, a meridione con il Mar Tirreno e con i bacini dei torrenti Carrione e Frigido provenienti dalle Alpi Apuane, ad est con l Appennino Tosco Emiliano e lo spartiacque del fiume Serchio. Il Fiume Magra sfocia nel Mar Ligure poco a Est di Punta Bianca, in territorio spezzino vicino al confine regionale toscano; la lunghezza dell asta del Fiume Magra è di 1112 circa 70 km, mentre quella del Fiume Vara, suo principale affluente, raggiunge circa 65 km. Il fiume Vara, il cui bacino è interamente compreso nella Provincia della Spezia, nasce dalle pendici del Monte Zatta e confluisce nel fiume Magra a circa 18 Km dallo sbocco a mare. Confluenza Vara-Magra Nel tratto iniziale scorre attraverso una valle stretta descrivendo un arco nei pressi di Varese Ligure. Da Varese Ligure a Santa Margherita (Comune di Carro) il fiume mantiene un regime torrentizio e scorre attraverso versanti meno acclivi snodandosi, nella zona di San Pietro Vara (Comune di Varese Ligure), in una valle alluvionale con un ampiezza di circa 300 metri e restringendosi nuovamente in prossimità di S. Margherita (Carro) dove i versanti diventano più ripidi e dove è localizzata un importante opera di sbarramento costituita da una diga alta circa 10 metri che crea un piccolo bacino idrico per l alimentazione di una centrale ENEL; nel tratto in cui le acque vengono immesse nel fiume si ha una diminuzione della portata che determina uno stato di minimo deflusso vitale che si alterna, durante le brevi riaperture, a improvvisi fenomeni di aumento della portata stessa. Nel tratto S. Margherita (Carro) Padivarma (Beverino) il fiume scorre incassato nella roccia; tra Brugnato e Borghetto Vara la valle fluviale si apre originando una pianura alluvionale piuttosto ampia ed a valle delle località di Padivarma e Cavanella (Beverino) il letto tende a divenire sempre più ampio con abbondanti depositi alluvionali. Nel tratto successivo, fino alla confluenza con il fiume Magra, il Vara assume caratteri tipicamente fluviali con meandri che si aprono in ampie valli alluvionali a scarsa pendenza. Il basso corso della Magra, dalla confluenza con il Vara alla foce, è caratterizzato da un assetto pianeggiante nel quale trasporto e sedimentazione vanno prevalendo sulla capacità di asporto delle acque. In questo tratto di pianura la Magra non riceve più affluenti naturali di grande bacino, ad eccezione del torrente Calcandola e di altri ancora 1213 minori. E uno dei tratti storicamente più condizionati e modificati dalla presenza dell uomo e più estesamente interessato da piani d intervento. Per quanto riguarda l idrografia sotterranea, le rocce affioranti nell area del bacino della Magra sono generalmente poco permeabili e non consentono agevolmente la percolazione delle acque superficiali in profondità. Si evidenza, quindi, in tale area una scarsità di sorgenti aventi portate notevoli 9. Al contrario lungo tutto il corso del fiume Vara sono presenti depositi alluvionali sede di una falda freatica 10 di grande importanza in quanto assicura l approvvigionamento idrico di numerosi Comuni dello spezzino Individuazione dei tratti fluviali a rischio nel bacino del fiume Magra-Vara Il territorio del bacino Magra- Vara risulta prevalentemente montuoso e collinare, in buona parte boscato (oltre due terzi della superficie); sono presenti aree pianeggianti di fondovalle di una certa estensione soprattutto dalla confluenza fino alla foce. Questa ultima rappresenta, tra l altro, l area più densamente popolata ed è quindi quella in cui si concentrano le maggiori situazioni di rischio idraulico, dovute anche al regime spiccatamente L estuario del fiume Magra torrentizio del corso d acqua, con prolungate magre estive seguite da forti ed improvvise piene, concentrate soprattutto nel periodo autunnale e primaverile. Di seguito sono elencate le principali situazione di crisi riscontrate all interno del sistema idraulico in occasione di eventi con tempo di ritorno di 30, 100, 200, 500 anni 12. AFFLUENTI DEL VARA Ri Bolano Ri Montebello Torrente Bottagna Torrente Borsa Torrente Cambertano Torrente Casale Torrente Cassana Torrente Cesinelle Torrente Chinela Torrente Gorda Torrente Crovara attraversa l abitato di Varese Ligure Torrente Pogliaschina attraversa l abitato di 9 Superiori al litro al secondo 10 Falda acquifera che scorre attraverso terreni porosi permeabili sopra sostrati di terreno impermeabile 11 Per approfondimenti si veda l analisi geologica ambientale associata al Piano territoriale del Parco del Magra disponibile presso la sede dell Ente Parco. 12 Il tempo di ritorno è il tempo medio di attesa stimato tra l'occorrere di un determinato evento e il successivo con medesime caratteristiche. Il termine è spesso utilizzato in ingegneria idraulica per valutare il grado di rarità di un evento, i.e. la sua probabilità di verificarsi. Il tempo di ritorno viene espresso in anni e questo perché si assume implicitamente che ogni anno l'evento abbia la stessa probabilità di verificarsi. Determinare esattamente il tempo di ritorno di un evento catastrofico può essere difficile se la frequenza di questi eventi naturali supera la durata della vita umana o ancor più se privo di registrazioni storiche. L'ingegneria idraulica e l'idrologia studiano sistemi complessi come le precipitazioni o le portate nei fiumi grazie alle registrazioni di serie storiche pluviometriche o di portate. 1314 Torrente Durasca Torrente Torza attraversa l abitato di S. Pietro Vara Torrente Mangia Torrente Gravegnola confluisce nel Vara poco a valle di Brugnato Borghetto Vara Torrente Gottero Torrente Riccò scorre non arginato inuna valle relativamente pianeggiante T orrente Graveglia Torrente Ruschia Torrente Malacqua Torrente Pignone Torrente Scagliana Torrente Trambacco Torrente Stora Torrente U surana AFFLUENTI DELLA MAGRA (tratto ligure) Torrente Cantarana Torrente Bellaso Torrente Falcinello Torrente Arcola Torrente Turi Torrente Calcandola Ri Maggio Torrente San Lazzaro Il torrente Isolone Canale degli Orti Torrente San Michele Torrente Bettigna 1415 =limite bacino = reticolo principale =reticolo secondario =reticolo minuto =area protetta Magra-Vara =area protetta Montemarcello-Caprione O N S E Scala 1 cm= mt 1516 2.5 Cenni meteo climatici Il territorio del Parco, dal punto di vista climatico, è caratterizzato da un clima di tipo mediterraneo umido e può essere suddiviso in tre fasce, in relazione alla distanza dal mare, all altitudine media dell esposizione dei versanti ed alla direzione media prevalente dei segmenti vallivi. La fascia costiera E caratterizzata da un clima temperato marittimo con temperature medie annue attorno ai C, medie estive attorno ai C e medie invernali attorno ai 6-8 C. La piovosità media dell ultimo trentennio si attesta sui mm. La fascia collinare Sotto l aspetto termometrico presenta differenze marcate tra l ambito della Magra e quello del Vara. L ambito della Magra in tale fascia è interessato dall influenza mitigatrice del mare, da una prevalente esposizione a mezzogiorno e da una ridotta ventilazione; nella medesima fascia nell ambito della Val di Vara, già all altezza del Comune di Beverino, si registrano temperature medie invernali più rigide dovute sia all orientamento sub-meridiano del territorio, sia alla presenza di vasti coni d ombra. Le temperature medie invernali variano tra i 4 e i 5 C e le medie estive tra i 19 e i 21 C. La fascia montana interna Risente dell altitudine e presenta temperature medie invernali prossime allo zero e medie estive che non superano i 20 C, spesso con alte escursioni giornaliere. 1 Di seguito sono riportati i valori termometrici registrati tra il 1932 ed il 2003 per un intervallo di tempo di 71 anni variabile comunque da stazione a stazione nelle stazioni pluvio- termometriche gestite dall Autorità di Bacino interregionale del fiume Magra. Andamento delle temperature medie nel territorio 25 Temperatura dell'aria Temperature medie nel Parco 0 Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Mesi 1617 Temperatura dell aria Mese GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC Media mensile 5,09 5,19 8,27 10,68 15,26 18,92 21,70 22,25 18,18 14,12 9,43 5,91 In considerazione della vastità del territorio occorre precisare che la situazione climatica tra le diverse zone del Parco varia notevolmente e che in linea di massima le temperature registrate in Val di Magra e sulla costa sono mediamente superiori a quelle rilevate in Val di Vara. Per quanto riguarda le temperature medie annue si può osservare che i valori registrati nelle stazioni termometriche site nel Parco si distaccano di circa un grado rispetto alle stime elaborate a livello regionale. La cartina sopra riportata evidenzia la distribuzione delle temperature medie annuali nella Regione Liguria, nella Provincia della Spezia le temperature medie annuali sono comprese tra i 13 ed i 15 gradi, la temperatura media annuale registrata nelle stazioni termometriche site nel Parco è compresa tra i 12 ed i 13 gradi. Per quanto riguarda le precipitazioni, di seguito è riportata la distribuzione delle precipitazioni medie annuali nella Regione Liguria 1718 Nella tabella seguente sono riportati i valori medi, massimi e minimi delle precipitazioni mensili osservate tra il 1918 ed il 2003 per un intervallo di tempo di 85 anni variabile comunque da stazione a stazione nelle stazioni pluvio- termometriche gestite dall Autorità di Bacino interregionale del fiume Magra PRECIPITAZIONI MESI MEDIE IN mm MASSIME IN mm MINIME IN mm Gennaio 142,05 209,81 43,00 Febbraio 103,63 160,03 6,40 Marzo 101,51 160,12 15,40 Aprile 123,16 152,95 77,00 Maggio 79,47 142,99 5,40 Giugno 81,91 93,64 59,11 Luglio 42,62 59,10 23,60 Agosto 58,36 93,68 8,00 Settembre 109,54 156,72 41,20 Ottobre 210,53 234,86 170,35 Novembre 227,94 352,60 156,80 Dicembre 186,60 254,80 118,40 ANNUALI 1.467,32 1819 Si evidenzia un elevata variabilità interannuale e intermensile delle precipitazioni che risultano più abbondanti nel mesi autunnali ed invernali e che i valori rilevati sono corrispondenti a quelli forniti dalla Regione Liguria 2.6. La pressione antropica Al 31/12/2005 i residenti nei Comuni del Parco risultano essere , nell ultimo trentennio tale dato risulta in costante crescita. Il numero degli abitanti nel corso dei mesi estivi subisce un incremento sostanziale, non è tuttavia quantificato con studi o proiezioni statistiche l'incremento della popolazione residente nel periodo estivo e l'afflusso di turisti presente soprattutto in alcuni Comuni della zona; tale incremento non genera di norma problemi dal punto di vista della gestione e dell organizzazione dei normali servizi di competenza comunale, di pulizia delle strade, di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di approvvigionamento idrico e non genera un incremento degli inconvenienti igienico-sanitari; gli unici impatti sull'ambiente e sul territorio che è possibile riscontrare sono legati al maggior traffico viario che interessa le aree di grande afflusso turistico ed una congestione dello stesso in prossimità della zona balneare, soprattutto nei fine settimana. Di seguito si riporta una tabella con il trend demografico della popolazione dal 1971al 2001 (Dati censimento) e l aggiornamento relativo agli anni 2004 e POPOLAZIONE RESIDENTE VARIAZIONI PERCENTUALI / 81 81/ 91 91/ 01 01/ 05 71/ 05 Ameglia ,57% -7,61% 6,13% 0,84% 17,23% Arcola ,14% 0,20% 3,50% 2,80% 17,42% Beverino ,57% 1,87% 2,71% 2,10% 8,52% Bolano ,71% -0,18% 4,69% 1,75% 72,99% Borghetto V ,49% -3,61% -5,99% -2,19% -17,12% Brugnato ,11% 12,04% 3,21% 1,43% 30,31% Calice al Cornoviglio ,04% -1,07% -9,07% -1,19% -18,27% Carro ,16% -1,31% -6,20% 3,62% -16,71% Carrodano ,68% -4,53% -4,22% -3,49% -27,35% Follo ,87% 22,70% 10,02% 6,15% 70,32% Lerici ,93% -10,47% -10,90% -1,61% -26,94% Pignone ,77% -1,92% -8,96% -1,85% -20,05% Riccò del Golfo ,68% 14,76% 2,15% 2,05% 22,85% Rocchetta V ,13% -12,57% 4,67% -0,94% -23,06% S. Stefano M ,17% 12,89% 5,83% 0,29% 36,80% Sarzana ,87% 3,32% 1,06% 1,72% 9,26% Sesta Godano ,33% -3,88% -1,96% -3,02% -18,05% Vezzano L ,18% 4,49% -1,77% -1,24% 9,66% 1920 Dall analisi della tabella emerge un decremento della popolazione residente nei Comuni dell entroterra a favore dei Comuni costieri. In particolare si nota che quasi tutti i Comuni della Alta Val di Vara hanno visto la loro popolazione scendere di numero. Per contro, tutti i Comuni della Bassa Val di Vara e della Val di Magra, ad eccezione del Comune di Lerici, hanno visto un più o meno forte incremento della propria popolazione. Questi spostamenti demografici dall entroterra alla costa hanno creato una forte urbanizzazione nei pressi dei poli industriali in particolare nei Comuni di Bolano, Follo e Santo Stefano di Magra. Un caso particolare è quello del Comune di Lerici nel quale ad una diminuzione della popolazione residente ha corrisposto un aumento dei villeggianti, italiani o stranieri, che hanno acquistato o affittato case ed appartamenti per trascorrere a Lerici i fine settimana ed i periodi di vacanza. Tali problematiche legate soprattutto al polo industriale hanno portato alla necessità di prevedere un adeguamento delle infrastrutture esistenti che il Parco, così come già fatto per la terza corsia SALT, sta cercando di seguire nel loro iter procedurale al fine di mettere in evidenza alle amministrazioni competenti il forte aumento di emissioni che queste strutture inducono ed a prevederne i relativi interventi di mitigazione. 20 Vedere altro
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 art.17
 Art. 01
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