Source: http://www.studiolegalederosamistretta.it/areeattivit/bancarotta-e-reati-fallimentari---avvocato
Timestamp: 2018-01-19 11:58:19+00:00

Document:
Bancarotta e reati fallimentari - Avvocato Privacy Policy
Gli Avvocati penalisti dello Studio si occupano di Bancarotta e di Reati fallimentari ed assistono imprenditori, amministratori di fatto e di diritto, consiglieri di amministrazione, sindaci, direttori generali, liquidatori su tutto il territorio nazionale.
In particolare lo Studio offre ai propri clienti i seguenti servizi legali:
1)Consulenza orientativa sulle possibilità di difesa;
2)Assistenza legale nella fase dell’emissione di un’eventuale misura cautelare (ad esempio custodia in carcere, arresti domiciliari, oblligo di firma, divieto di dimora ecc.) e predisposizione di scritti difensivi e ricorsi;
3) Assistenza legale in riferimento ad eventuali sequestri di beni;
4)Assistenza legale penale e valutazione della strategia difensiva più opportuna in riferimento al caso specifico;
5) Assistenza durante la fase delle indagini preliminari e del processo;
6) Svolgimento di eventuali investigazioni difensive e confronto costante con il proprio consulente tecnico di parte esperto contabile
Per prenotare un consulto telefonare all'utenza 339.2268781
- Bancarotta fraudolenta e amministratore di fatto – Cassazione penale sezione V, sentenza n. 43806 del 14 novembre 2013 (Clicca qui)
La Bancarotta è il reato fallimentare per antonomasia ed essa può essere distinta in
1) Bancarotta Propria, ossia che riguarda la persona fisica,
2) Bancarotta Impropria ( Bancarotta societaria) che riguarda tutti quei soggetti come amministratori, sindaci ecc. che non operano su beni propri ma di soggetti giuridici diversi come ad esempio una società.
Altra distinzione è quella che si fonda sulla base dell’elemento psicologico.
a) la Bancarotta fraudolenta, è quella che si basa sulla volontarietà della offesa agli interessi tutelati dalla norma e prevede una pena assai gravosa che va dai tre anni ai 10 anni di reclusione;
b) la Bancarotta semplice, connota tutti quei comportamenti colposi che abbiano determinato il fallimento e la pena è assai più lieve dai 6 mesi ai tre anni.
In particolare ogni avvocato penalista dello Studio assiste i propri clienti in caso di:
È punito con la reclusione da sei mesi a due anni, se è dichiarato fallito, l'imprenditore, che, fuori dai casi preveduti nell'articolo precedente:
La stessa pena si applica al fallito che, durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento ovvero dall'inizio dell'impresa, se questa ha avuto una minore durata, non ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge o li ha tenuti in maniera irregolare o incompleta.
Salve le altre pene accessorie di cui al capo III, titolo II, libro I del codice penale, la condanna importa l'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a due anni.
Esenzioni dai reati di bancarotta (1)
1. Le disposizioni di cui all'articolo 216, terzo comma, e articolo 217 non si applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di un concordato preventivo di cui all'articolo 160 o di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182-bis o del piano di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), ovvero di un accordo di composizione della crisi omologato ai sensi dell’articolo 12 della legge 27 gennaio 2012, n. 3, nonche' ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice a norma dell'articolo 182-quinquies (2).
(1) Articolo inserito dall'articolo 48, comma 2-bis, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78.
(2) Comma modificato dall'articolo 33, comma 1, lettera l-bis), del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, con la decorrenza indicata dal comma 3 del medesimo articolo 33 del suddetto D.L. n. 83 del 2012 e dall'articolo 18, comma 2-bis, del D.L. 18 ottobre 2012 n.179.
1. Gli amministratori, i direttori generali, i liquidatori e gli imprenditori esercenti un'attività commerciale che ricorrono o continuano a ricorrere al credito, anche al di fuori dei casi di cui agli articoli precedenti, dissimulando il dissesto o lo stato d'insolvenza sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni.
3. Salve le altre pene accessorie di cui al libro I, titolo II, capo III, del codice penale, la condanna importa l'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a tre anni.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 32 della legge 28 dicembre 2005, n. 262.
È punito con la reclusione da sei a diciotto mesi il fallito, il quale, fuori dei casi preveduti all'art. 216, nell'elenco nominativo dei suoi creditori denuncia creditori inesistenti od omette di dichiarare l'esistenza di altri beni da comprendere nell'inventario, ovvero non osserva gli obblighi imposti dagli artt. 16, nn. 3 e 49.
Si applicano le pene stabilite nell'art. 217 agli amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai liquidatori di società dichiarate fallite, i quali:
Si applicano le pene stabilite nell'art. 218 agli amministratori ed ai direttori generali di società dichiarate fallite, i quali hanno commesso il fatto in esso previsto.
Si applicano le pene stabilite nell'art. 220 agli amministratori, ai direttori generali e ai liquidatori di società dichiarate fallite, che hanno commesso i fatti in esso indicati.
Reati dell'institore
All'institore dell'imprenditore, dichiarato fallito, il quale nella gestione affidatagli si è reso colpevole dei fatti preveduti negli artt. 216, 217, 218 e 220 si applicano le pene in questi stabilite.
(1) L'importo di cui al presente comma è stato elevato dall'articolo 3 della legge 12 luglio 1961, n. 603 e successivamente dall'articolo 113, comma 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Accettazione di retribuzione non dovuta.
Il curatore del fallimento che riceve o pattuisce una retribuzione, in danaro o in altra forma, in aggiunta di quella liquidata in suo favore dal tribunale o dal giudice delegato, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da euro 103 a euro 516 (1).
Nei casi più gravi alla condanna può aggiungersi l'inabilitazione temporanea all'ufficio di amministratore per la durata non inferiore a due anni.
Omessa consegna o deposito di cose del fallimento.
Il curatore che non ottempera all'ordine del giudice di consegnare o depositare somme o altra cosa del fallimento, ch'egli detiene a causa del suo ufficio, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 1.032 (1).
Se il fatto avviene per colpa, si applica la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 309 (2).
(2) L'importo di cui al presente comma è stato elevato dall'articolo 3 della legge 12 luglio 1961, n. 603 e successivamente dall'articolo 113, comma 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Coadiutori del curatore.
Le disposizioni degli artt. 228, 229 e 230 si applicano anche alle persone che coadiuvano il curatore nell'amministrazione del fallimento.
Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni senza concorso col fallito.
È punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 51 a euro 516, chiunque fuori dei casi di concorso in bancarotta anche per interposta persona presenta domanda di ammissione al passivo del fallimento per un credito fraudolentemente simulato (1).
La pena, nei casi previsti ai nn. 1 e 2, è aumentata se l'acquirente è un imprenditore che esercita un'attività commerciale.
Mercato di voto.
Il creditore che stipula col fallito o con altri nell'interesse del fallito vantaggi a proprio favore per dare il suo voto nel concordato o nelle deliberazioni del comitato dei creditori, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103 (1).
La stessa pena si applica al fallito e a chi ha contrattato col creditore nell'interesse del fallito.
Esercizio abusivo di attività commerciale.
Chiunque esercita un'impresa commerciale, sebbene si trovi in stato di inabilitazione ad esercitarla per effetto di condanna penale, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa non inferiore a euro 103 (1).
Omessa trasmissione dell'elenco dei protesti cambiari (1).
Il pubblico ufficiale abilitato a levare protesti cambiari che, senza giustificato motivo, omette di inviare nel termine prescritto al presidente del tribunale gli elenchi dei protesti cambiari per mancato pagamento, o invia elenchi incompleti, è punito con la sanzione amministrativa da euro 258 a euro 1.549 (2).
La stessa pena si applica al procuratore del registro che nel termine prescritto non trasmette l'elenco delle dichiarazioni di rifiuto di pagamento a norma dell'articolo 13 , secondo comma, o trasmette un elenco incompleto.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 48 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
(2) A norma dell'articolo 1, comma 1, lettera c) della legge 28 dicembre 1993, n. 561 la sanzione originaria dell'ammenda è stata sostituita dalla sanzione amministrativa e l'importo è stato così elevato dall'articolo 2, comma 1, lettera b) della medesima legge.
Disposizioni applicabili nel caso di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti, piani attestati e liquidazione coatta amministrativa (1) (2) (1) A norma dell'articolo 147, secondo comma del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 sono soppressi tutti i riferimenti all'amministrazione controllata contenuti nel presente Regio Decreto. (2) Rubrica sostituita dall'articolo 33, comma 1, lettera i), del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, con la decorrenza indicata dal comma 3 del medesimo articolo 33 del suddetto D.L. n. 83 del 2012.
Concordato preventivo e amministrazione controllata (1).
È punito con la reclusione da uno a cinque anni l'imprenditore, che, al solo scopo di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo o di amministrazione controllata, siasi attribuito attività inesistenti, ovvero, per influire sulla formazione delle maggioranze, abbia simulato crediti in tutto o in parte inesistenti (2).
2) la disposizione dell'art. 227 agli institori dell'imprenditore;
3) le disposizioni degli artt. 228 e 229 e al commissario del concordato preventivo o dell'amministrazione controllata;
4) le disposizioni degli artt. 232 e 233 ai creditori (3).
(1) A norma dell'articolo 147, secondo comma del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 sono soppressi tutti i riferimenti all'amministrazione controllata contenuti nel presente Regio Decreto.
(3) A norma dell'articolo 147, secondo comma del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 sono soppressi tutti i riferimenti all'amministrazione controllata contenuti nel presente Regio Decreto.
(Falso in attestazioni e relazioni) (1).
Articolo 236-bis
Il professionista che nelle relazioni o attestazioni di cui agli articoli 67, terzo comma, lettera d), 161, terzo comma, 182-bis, 182-quinquies e 186-bis espone informazioni false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, e' punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro.
Se il fatto e' commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per se' o per altri, la pena e' aumentata.
Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena e' aumentata fino alla meta'.
(1) Articolo inserito dall'articolo 33, comma 1, lettera l), del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, con la decorrenza indicata dal comma 3 del medesimo articolo 33 del suddetto D.L. n. 83 del 2012.
Liquidazione coatta amministrativa (1).
L'accertamento giudiziale dello stato di insolvenza a norma degli articoli 195 e 202 è equiparato alla dichiarazione di fallimento ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente titolo.
Nel caso di liquidazione coatta amministrativa, si applicano al commissario liquidatore ed alle persone che lo coadiuvano nell'amministrazione della procedura le disposizioni degli articoli 228, 229 e 230.

References: sentenza 
 articolo 217
 articolo 33
 articolo 33

Articolo 236
 articolo 33