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Timestamp: 2020-04-06 02:45:26+00:00

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Strage Viareggio, la sentenza d'Appello.
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In fondo all'articolo è disponibile il collegamento per scaricare la sentenza integrale (date le dimensioni scaricabile divisa in paragrafi) per agevolare la conoscenza e la divulgazione dei suoi contenuti che riteniamo rilevanti non solo per le persone coinvolte direttamente nella strage ma anche per chiunque si occupi di sicurezza, e per chi viaggia in treno.
La Corte d'Appello di Firenze conferma: quella strage si poteva evitare. "Mai effettuata Valutazione dei rischi complessiva", neanche sulla manutenzione non corretta eseguita da soggetti terzi.
Firenze, 18 dicembre 2019 - Quella depositata oggi è una sentenza destinata a cambiare il corso delle scelte ferroviarie, non solo del Gruppo FS e non solo in Italia, perché pronunciandosi sulle responsabilità della strage di Viareggio (LU), affronta il tema della Valutazione dei rischi complessivi del trasporto ferroviario.
Argomento centrale per la sicurezza collettiva e molto rilevante nelle scelte di gestione tecnica ed economica del settore, ino ad oggi la Valutazione dei rischi è stata sottovalutata o comunque trattata in modo frammentario dalle singole imprese o addirittura suddivisa all'interno della medesima impresa fino a parcellizzarla in miriadi di Unità Produttive, gestite come se fossero 'autonome' e autoreferenziali, nonostante essa sia alla base di qualsiasi approccio complessivo alla prevenzione degli incidenti. Col risultato che prima di quel tragico 29 giungo 2009, quando persero la vita 32 persone, nessuno aveva affrontato adeguatamente il rischio sistematico e generalizzato dell'attività di trasporto del GPL sull'intero territorio nazionale.
Si aprono nuovi scenari anche per tutti i ferrovieri, i RLS e le organizzaioni sindacali poiché si sono sciolti tutti i dubbi interpretativi sull'applicabilità del Testo Unico 81 al settore ferroviario, con particolare riguardo alle norme generali di tutela, alla Valutazione dei rischi e alle misure di prevenzione integrate, non solo riferite ai luoghi di lavoro 'fissi' (officine, stazioni, uffici, ecc,) ma soprattutto ai treni in movimento, alle linee, a territori che attraversano ed a tutte le criticità dinamiche che possono crearsi durante la circolazione di merci e viaggiatori sulla rete.
Per i giudici d'appello "condotte alternative" erano "doverose ed esigibili" ed avrebbero evitato la strage del 29 giugno 2009.. La Corte ha infatti analizzato dettagliatamente in oltre 800 pagine le numerose e gravi inadempienze commesse sia dai numerosi Amministratori, dirigenti e tecnici delle imprese tedesche, Gatx Rail, e Jungenthal Waggon, che da quelli appartenenti al Gruppo Fs.
Joachim Lehmann, uno dei responsabili della manutenzione, consulente esterno dell'impresa, assolto in primo grado è stato condannato a sette anni e tre mesi, mentre Mauro Moretti, già ad di RFI e della controllante FSI Spa, condannato in primo grado solo come amministratore di RFI, è stato invece condannato in appello a sette anni anche come amministratore del Gruppo Fs, quale soggetto avente forti poteri anche nei confronti delle società controllate, Trenitalia e RFI, praticamente come il 'capo' effettivo delle ferrovie italiane. Egli è stato dichiarato responsabile nella qualità di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato per aver omesso di compiere interventi individuati come idonei "per evitare il deragliamento del treno o quanto meno per evitare o ridurre le sue conseguenze catastrofiche. La condotta alternativa che egli avrebbe dovuto e potuto tenere - si legge ancora - consiste in particolare nel controllo delle modalità di svolgimento delle attività di trasporto delle merci pericolose, in relazione alla quale egli avrebbe dovuto assicurarsi che venissero applicate le migliori cautele possibili e, quindi, quanto meno il controllo della piena tracciabilità dei rotabili di proprietà di terzi e dei loro processi manutentivi, anche fornendo e imponendo una interpretazione corretta delle norme che eliminasse la prassi errata di non effettuare alcun controllo, neppure documentale sui carri esteri circolanti e che venissero previste misure precauzionali idonee in caso di mancanza di tracciabilità".
Nel prossimo futuro in materia di prevenzione, si dovrà tenere conto del fatto per Trenitalia e RFI "va ribadita - secondo la Corte - la doverosità della valutazione dei rischi" le quali non avrebbero "mai effettuato una valutazione dei rischi complessiva, che avesse cioè a oggetto, con una visione unitaria, la circolazione dei propri treni sul territorio nazionale quanto a Trenitalia e la gestione della sicurezza sull'intera rete da lei gestita quanto a Rfi. E' provato con certezza che le valutazioni dei rischi effettuate negli anni dalle due società - si legge nelle motivazioni della sentenza d'appello - non hanno avuto a oggetto tutti i rischi rilevati connessi a un deragliamento e quindi hanno effettivamente mostrato le lacune e le omissioni indicate dai giudici di primo grado". Nella sentenza si legge ancora che, ad esempio non è stato valutato "il maggiori rischio di rottura di un componente conseguente a una manutenzione non corretta eseguita da soggetti terzi sui quali Trenitalia Spa non aveva un diretto controllo; rischio che doveva essere affrontato stabilendo in che forma attuare i controlli, aumentandoli a valle dell'intervento o almeno aumentando quelli di natura documentale, o in casi di impossibilità di un effettivo controllo valutando tali rotabili come meno sicuri e quindi sottoponendo la loro circolazione a idonee limitazioni ovvero escludendoli dai trasporti più rischiosi (ad esempio non utilizzandoli per il trasporto di passeggeri o merci pericolose)".
I giudici d'appello lo scorso 20 giugno avevano condannato in totale 25 imputati, tra cui Michele Mario Elia, ex ad di Rfi e Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia, a 6 anni di reclusione mentre avevano assolto cinque ex dirigenti di Rfi: Giovanni Costa, Giorgio Di Marco, Giulio Margarita, Alvaro Fumi e Enzo Marzilli. In primo grado erano stati condannati a pene tra sei anni e sei anni e mezzo.
Confermate anche le condanne nei confronti di 6 altri imputati tedeschi e austriaci, amministratori e tecnici di Gatx Rail Austria, la società titolare del carro che sviò e prese fuoco, e delle Officine Jugenthal di Hannover, dove fu fatta la manutenzione dell'asse del vagone spezzatosi prima dell'incidente, con pene che vanno da 6 anni e 10 mesi a 8 anni e 6 mesi, scontate di 6 mesi rispetto al primo grado per la prescrizione scattata nel maggio 2018 per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose.
Owe Könnecke, capo delle Officine Jugenthal, è stato assolto in appello, mentre in primo grado era stato condannato a 9 anni.
La sentenza è molto articolata e complessa quindi richiede un approfondimento e delle riflessioni che vorremmo fare collettivamente. Per questo invitiamo gli interessati anche ai temi più generali della sicurezza e della giustizia a inviare un commento su questa pagina.
MOTIVAZIONI della sentenza d'Appello
del Tribunale di Firenze, n. 3733 del 20 giugno 2019: INTEGRALE
(attenzione, il file in Pdf è di 700 Mb)
A causa delle elevate dimensioni la sentenza è resa
disponibile, qui di seguito, anche in parti separate.
RELAZIONE CIRCA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO pag. 1
(da pagina 1 a pagina 87)
RELAZIONE CIRCA LE IMPUGNAZIONI:
(da pagina 87 a pagina 340)
- L'appello proposto dal Pubblico Ministero pag. 87
- Gli appelli proposti dalle parti civili pag. 107
- L'appello degli imputati e società del 'gruppo GATX' pag. 109
- Gli appelli degli imputati e società CIMA RIPARAZIONI SPA pag. 216
- Appello di FS Logistica spa quale responsabile civile pag. 228
- Appello degli imputati CASTALDO MARIO e SOPRANO VINCENZO pag. 237
- Appello dell'imputato MAESTRINI EMILIO pag. 245
- Appello di Trenitalia spa quale condannata ex D.Lgs. n. 231/2001 pag. 250
- Appello di MERCITALIA RAIL srl quale condannata ex D.Lgs. n. 231/2001 pag. 272
- Appello di Trenitalia spa quale responsabile civile pag. 272
- Appello dell'imputato ELIA MARIO MICHELE pag. 282
- Appello dell'imputato MORETTI MAURO pag. 294
- Appello dell'imputato DI MARCO GIORGIO pag. 301
- Appello dell'imputato MARZILLI ENZO pag. 310
- Appello dell'imputato FAVO FRANCESCO pag. 314
- Appello degli imputati COSTA GIOVANNI, FUMI ALVARO e MARGARITA GIULIO pag. 322
- Appello di RFI spa quale condannata ex D.Lgs. n. 231/2001 pag. 334
- Appello di RFI spa quale responsabile civile pag. 338.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO pag. 340
(da pagina 340 a pagina 364)
Gli imputati deceduti pag. 343
Questioni preliminari ed eccezioni comuni pag. 343
L'applicabilità della normativa antinfortunistica pag. 353
ESAME DELL'APPELLO DEGLI IMPUTATI E SOCIETÀ DEL 'GRUPPO GATX' pag. 364
(da pagina 364 a pagina 593)
Motivo III (punto 3) - la dimensione della cricca pag. 364
Motivo IV (punto 4) - la valutazione della prova scientifica pag. 403
Motivo V (punto 5) - le condizioni dell'assile pag. 406
Motivo VI (punto 6) - il nesso causale pag. 426
Motivo VII (punto 7) - i profili organizzativi di GATX pag. 431
Motivo VII.a (punto 8) - le autorizzazioni di Jungenthal pag. 438
Motivo VII.b (punto 9) e motivo XV (punto 26) - le competenze interne di Jungenthal e la responsabilità di KDNNECKE pag. 447
Motivo VII.c (punto 10) - verniciatura e sabbiatura pag. 453
Motivo VII.d (punto 11) - l'esame visivo dell'assile pag. 479
Motivo VII.e (punto 12) - le P.O.D. della cricca pag. 483
Motivo VII.f (punto 13) - la durata della prova ultrasonora pag. 496
Motivo VII.g (punto 14) - gli apparecchi per la taratura pag. 500
Motivo VII.h (punto 15) - il rumore di fondo pag. 502
Motivo VII.i (punto 16) - i piani di prova pag. 511
Motivo VII.l (punto 17) - l'ordinanza EBA del 10 luglio 2007 pag. 518
Motivo VII.m (punto 18) - gli obblighi in punto di tracciabilità pag. 525
Motivo VIII (punto 19) - profili di colpa pag. 530
Motivi VII.n, X e XI (punti 21 e 22) - le TFA e la responsabilità di KOGELHEIDE e di LINOWSKI pag. 534
Motivo XII (punto 23) - la responsabilità di KRIEBEL pag. 548
Motivo XIII (punto 24) - la responsabilità di SCHROTER pag. 560
Motivo XIV (punto 25) - la responsabilità di BRODEL pago 568
Motivo XVI e XVII (punti 27 e 28) - la responsabilità di MAYER e di MANSBART pago 578
ESAME DELL'APPELLO DEL PM SULLA RESPONSABILITÀ DI LEHMANN pag. 593
(da pagina 593 a pagina 632)
ESAME DEGLI APPELLI DI CIMA RIPARAZIONI SPA E DEGLI IMPUTATI PACCHIONI, GOBBI FRATTINI, PIZZADINI pag. 608
ESAME DELL'APPELLO DEL PM SULLA RESPONSABILITÀ DI VIGHINI pag. 630
ESAME DEGLI APPELLI DEGLI IMPUTATI E SOCIETÀ DEL GRUPPO FS pag. 632
(da pagina 632 a pagina 748)
Le concause: l'omessa valutazione del rischio pag. 632
Le concause: l'omessa rimozione dei picchetti pag. 645
Le concause: l'omesso allestimento di barriere pag. 655
Le concause: l'omessa adozione del detettore di svio pag. 657
Le concause: l'omessa riduzione della velocità pag. 672
Le concause: l'omessa tracciabilità dell'assile pag. 692
LE SINGOLE RESPONSABILITÀ ALL'INTERNO DEL GRUPPO FS pag. 722
FS Logistica spa e gli imputati CASTALDO, SOPRANO, GALLONI pag. 723
Trenitalia spa e gli imputati SOPRANO, CASTALDO, MAESTRINI pag. 736
La responsabilità di RFI spa e gli imputati ELIA, COSTA, DI MARCO, DI VENUTA, FAVO, FUMI, MARGARITA, MARZILLI, MORETTI, PEZZATI, TESTA pag. 748
(da pagina 748 a pagina 781)
LA RESPONSABILITÀ DELL'IMPUTATO MORETTI QUALE A.D. DI FS SPA pag. 781
(da pagina 781 a pagina 798)
LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDICHE pag. 798
(da pagina 798 a pagina 802)
I motivi di appello comuni sulla responsabilità amministrativa pag. 802
Motivo XIX e punti 30, 31, 32, 33 dell'appello GATX pag. 804
L'appello delle società Trenitalia spa e Mercitalia Rail srl pag. 814
L'appello della società RFI spa pag. 819
L'appello proposto dal Pubblico Ministero in merito alla responsabilità amministrativa pag. 823
IL TRATTAMENTO SANZIONATORIO:
(da pagina 828 a pagina 844)
La colpa cosciente e le circostanze attenuanti (comprende il motivo IX e il punto 20 dell'appello GATX) pag. 828
Il trattamento sanzionatorio: il calcolo delle pene pag. 838
LE STATUIZIONI CIVILI (comprende il motivo XVIII e il punto 29 dell'appello GATX) pag. 844
(da pagina 844 a pagina 890)
La legittimazione passiva pag. 845
La legittimazione attiva pag. 848
La liquidazione dei risarcimenti pag. 865
Gli appelli delle parti civili sulle statuizioni civili pag. 878
LA LIQUIDAZIONE DELLE SPESE pag. 880
IL DISPOSITIVO pag. 885
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