Source: https://www.laleggepertutti.it/105512_pignoramento-presso-terzi-regole-di-competenza
Timestamp: 2019-03-25 04:40:54+00:00

Document:
Pignoramento presso terzi: regole di competenza
Competenza territoriale nel caso di pignoramento presso terzi del conto corrente, dei redditi di lavoro dipendente, della pensione e di eventuali crediti.
Nel caso di pignoramento presso terzi il giudice competente per materia è sempre il tribunale.
Problemi possono però sorgere in merito alle regole sulla competenza territoriale che qui di seguito andremo ad illustrare anche con riferimento ad alcune eccezioni che possono venirsi a verificare.
Pignoramento presso terzi e competenza territoriale generale
In generale il giudice territorialmente competente nelle procedure di pignoramento presso terzi è il tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede. Tanto consegue da una modifica del codice di procedura civile approvata nel 2014 [1]. A seguito, infatti, della riforma, il codice di procedura detta la seguente regola:
“Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall’articolo 413, quinto comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.
Fuori dei casi di cui al primo comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede”.
Eccezioni individuate dalla giurisprudenza
Alcune sentenze della Cassazione hanno, tuttavia, individuato delle ipotesi speciali per le quali valgono le seguenti regole. In ogni caso sarà bene verificare come tali ipotesi si concilieranno con la novella introdotta lo scorso anno, posto il carattere generale che la stessa sembra assumere.
Se il terzo è un istituto di credito, è competente il tribunale del luogo in cui la banca ha la propria sede legale, o l’agenzia con cui vi è il rapporto di conto corrente, a condizione che vi sia un rappresentante autorizzato a rendere la dichiarazione di terzo [2]. Se l’istituto di credito svolge un servizio di tesoreria di un ente pubblico, competente è il tribunale dove ha sede la banca tenuta al pagamento del credito (Cass. 6 aprile 2006 n. 8112);
– se il terzo è l’istituto delle Poste Italiane, è competente il tribunale del luogo ove l’istituto ha la sede legale o, alternativamente, il giudice del luogo in cui vi sono l’ufficio o l’agenzia dell’ente che hanno un rapporto di credito con il debitore, a condizione che abbiano un rappresentante autorizzato a rendere la dichiarazione di terzo [3]. Tuttavia qualora l’oggetto dell’esecuzione sia costituito dal credito che deriva dal rapporto di lavoro il giudice competente è, in modo esclusivo e non alternativo, il tribunale del luogo dove è l’ufficio della società da cui il debitore dipende [4];
– se l’espropriazione presso terzi ha ad oggetto crediti di lavoro di dipendenti delle Ferrovie dello Stato, è competente il tribunale del luogo dove ha sede la struttura territoriale dotata di poteri gestionali e di rappresentanza [5];
– se il terzo è la Banca d’Italia è competente, per le domande di pagamento contro la P.A., il tribunale del luogo in cui ha sede la sezione di tesoreria della provincia nella quale il creditore è domiciliato [6];
– se il terzo è un ente territoriale [7] è competente il tribunale del luogo di residenza del soggetto che ne sia tesoriere [8].
[1] Art. 26 bis cod. proc. div. introd. dall’art. 19 DL 132/2014 conv. in L. 162/2014.
[2] Cass. sent. n. 8920/2002.
[3] Cass. sent. n. 2520/2002.
[4] Cass. sent. n. 11180/2008.
[5] Cass. sent. n. 612/1997.
[6] Ai sensi dell’art. 150 D.lgs. n. 267/2000.
[7] Cass. sent. n. 3615/2013.

References: Art. 26
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.