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Timestamp: 2017-09-21 08:33:45+00:00

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Rivista giuridica sugli appalti pubblici - T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, 17 giugno 2011
T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, 17 giugno 2011
D.LGS 163.2006. Art. 115 (Adeguamenti dei prezzi)
(Sulla applicabilità o meno della clausola di revisione periodica del prezzo, di cui all’art. 115 del d.lgs. n. 163 del 2006, ad una concessione di pubblico servizio)
SENTENZA N. 919
In merito alla domanda della società ricorrente volta ad ottenere la revisione del prezzo, va rimarcato che la previsione di cui all’art. 115 d.lgs. n. 163/2006 in ordine alla obbligatoria inserzione della clausola di revisione periodica del prezzo riguarda esclusivamente il contratto di appalto, non già il contratto accessivo ad una concessione di pubblico servizio, quale è quello oggetto del presente giudizio, per il quale vige l’opposto principio della normale invariabilità del canone concessorio (cfr. la giurisprudenza amministrativa prevalente: T.A.R. Campania Napoli, Sez. III, 27 luglio 2010, n. 16982; T.A.R. Sicilia Catania, Sez. III, 22 aprile 2010, n. 1190; T.A.R. Campania Napoli, Sez. III, 19 gennaio 2010, n. 204; Cons. Stato, Sez. VI, 5 giugno 2006, n. 3335; Cons. Stato Sez. VI, 6 aprile 2006, n. 1865; Cons. Stato, Sez. VI, 6 aprile 2006, n. 1864; Cons. Stato, Sez. VI, 6 aprile 2006, n. 1863; Cons. Stato Sez. VI, 28 febbraio 2006, n. 898; Cons. Stato, Sez. VI, 28 febbraio 2006, n. 897; Cons. Stato, Sez. VI, 28 febbraio 2006, n. 896; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 843; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 842; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 841; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 840; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 839; Cons. Stato, Sez. VI, 3 febbraio 2006, n. 384; T.A.R. Campania Napoli, Sez. I, 13 giugno 2005, n. 7821; T.A.R. Campania Napoli, Sez. I, 29 giugno 2001, n. 3040). Poiché l’adeguamento-differenziale inflattivo (i.e. la revisione periodica del prezzo dell’appalto ex art. 115 dlgs n. 163/2006) è istituto tipico di un assetto concorrenziale del mercato, quanto detto è ancora più vero nelle ipotesi in cui il concessionario sia sostanzialmente monopolista.
La ricorrente Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l. impugna con il ricorso introduttivo la determinazione dirigenziale regionale n. 241 del 29.5.2009 avente ad oggetto il recupero dell’inflazione negli anni precedenti sino a tutto il 2008 in favore delle imprese esercenti servizi di trasporto ex art. 8 dlgs 19 novembre 1997, n. 422, nella parte in cui ha adottato un illegittimo metodo di calcolo di quanto dovutole a titolo di recupero dell’inflazione dal 2001 sino a tutto il 2008 ai sensi dell’art. 24 legge Regione Puglia 30 aprile 2009, n. 10.
La società ricorrente contesta altresì il provvedimento dirigenziale regionale n. 242 del 29.5.2009 avente ad oggetto la determinazione degli importi a compensazione dei contratti di servizio di trasporto pubblico di competenza regionale in favore delle imprese esercenti servizi ex art. 8 dlgs n. 422/1997, nella parte in cui ha adottato un illegittimo metodo di rideterminazione del corrispettivo dovutole a partire dal 2009 a titolo di compensazione per oneri di servizio pubblico ai sensi dell’art. 24 legge Regione Puglia n. 10/2009.
Infine, la ricorrente impugna la deliberazione della Giunta Regionale n. 900 del 26.5.2009 nella parte in cui ha attribuito alle imprese esercenti i servizi di cui all’art. 8 dlgs n. 422/1997 la somma di €. 14.500.000,00 (oltre IVA) da erogare proporzionalmente al corrispettivo di esercizio di cui ai contratti di servizio in essere.
Secondo la prospettazione di parte ricorrente le somme determinate nei provvedimenti gravati sono di gran lunga inferiori rispetto a quanto alla stessa legittimamente spettante in forza della normativa vigente.
Evidenzia parte ricorrente che sono stati violati i criteri - sanciti dall’art. 24 legge Regione Puglia n. 10/2009 - di adeguamento del corrispettivo per il recupero dell’inflazione; che la determinazione regionale n. 241/2009 (relativa agli anni 2001 - 2008) non tiene conto in alcun modo della rivalutazione annuale del corrispettivo; che secondo la normativa vigente l’adeguamento inflattivo del corrispettivo contrattualmente previsto per gli anni dal 2001 al 2008 deve essere riconosciuto anno per anno, ponendo quale base di calcolo non il corrispettivo stabilito alla data del contratto di servizio, bensì l’importo annualmente rivalutato; che all’opposto l’amministrazione regionale ha adottato con detta determinazione un criterio di ripartizione proporzionale di una somma calcolata, per tutte le aziende di trasporto pubblico pugliesi, secondo le disponibilità derivanti dalla politica di bilancio della Regione (criterio che non trova - secondo parte ricorrente - alcun riscontro legislativo); che la determinazione regionale n. 242/2009 (relativa agli anni dal 2009 in poi) pone quale base di calcolo il corrispettivo effettivamente erogato nel 2008 non rivalutato alla luce del tasso di inflazione, contrariamente a quanto previsto dal comma 2 dell’art. 24 legge Regione Puglia n. 10/2009; che la determina da ultimo menzionata è illegittima poiché la Regione Puglia, anziché adottare un arbitrario criterio forfettario, avrebbe dovuto utilizzare una metodologia di calcolo che, sulla base dei dati contabili della ricorrente, tenesse conto dell’effettiva differenza tra i costi imputabili alla parte dell’attività dell’impresa interessata dall’obbligo di servizio pubblico e gli introiti corrispondenti; che conseguentemente la determinazione del corrispettivo relativo all’anno 2009 di cui al provvedimento dirigenziale n. 242/2009 non può prescindere dal fattore della remunerazione del capitale, fattore ineliminabile anche nella gestione delle imprese concessionarie così come previsto dalla direttiva comunitaria n. 91/440/CEE espressamente richiamata dall’art. 19, comma 5 dlgs n. 422/1997.
Con ricorso per motivi aggiunti la ricorrente Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l. non impugna nuovi provvedimenti, bensì rileva che la disposizione relativa alla obbligatoria ed automatica inserzione della clausola di revisione periodica del prezzo dell’appalto (art. 6, comma 4 legge 24 dicembre 1993, n. 537, ora confluito nella previsione normativa di cui all’art. 115 dlgs 12 aprile 2006, n. 163) costituisce una prescrizione imperativa non suscettibile di essere derogata pattiziamente (con la conseguenza che l’eventuale clausola difforme deve considerarsi nulla); che con il ricorso introduttivo essa ricorrente chiede accertarsi il proprio diritto a vedersi adeguare il corrispettivo - anno per anno - dei maggiori oneri revisionali in misura pari al tasso reale di inflazione riferito all’anno precedente, a partire dal 2002 (anno successivo alla stipula del primo contratto) fino a tutto il 2007, e a vedersi corrispondere quanto dovuto al netto di quanto effettivamente percepito; che il richiesto adeguamento revisionale mira a preservare l’equilibrio sinallagmatico del contratto di servizio.
Si costituiva l’amministrazione regionale, deducendo l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso.
Ciò premesso in punto di fatto, ritiene questo Collegio che il ricorso introduttivo, integrato da motivi aggiunti, sia manifestamente infondato e che, pertanto, possa prescindersi dall’esame delle eccezioni preliminari formulate da parte resistente.
Pregiudizialmente va evidenziato che l’azione esperita con il ricorso introduttivo deve essere qualificata, ai sensi dell’art. 32, comma 2 cod. proc. amm., quale domanda volta ad ottenere la revisione del prezzo così come precisato dalla stessa ricorrente Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l. nel ricorso per motivi aggiunti.
Quanto alla impugnazione della determinazione n. 241/2009, deve essere rimarcato che l’art. 24, comma 4 legge Regione Puglia n. 10/2009 (di cui detto provvedimento costituisce corretta attuazione) non contempla, relativamente al recupero dell’inflazione degli anni precedenti sino a tutto il 2008, il criterio (invocato da parte ricorrente) della rivalutazione annuale del corrispettivo.
Peraltro l’art. 24, comma 4 legge Regione Puglia n. 10/2009 non considera, quale base di calcolo dell’adeguamento inflattivo del corrispettivo contrattualmente previsto per gli anni dal 2001 al 2008, l’importo annualmente rivalutato.
Analogamente devono essere disattese le contestazioni mosse avverso la determinazione n. 242/2009.
Invero, il provvedimento n. 242/2009, al fine di determinare gli importi a compensazione dei contratti di servizio di trasporto pubblico di competenza regionale a decorrere dall’anno 2009, correttamente opera un esplicito riferimento ai corrispettivi erogati nell’anno 2008 in favore delle imprese esercenti servizi di trasporto, incrementati delle risorse corrisposte per lo stesso anno per rinnovi contrattuali con applicazione del tasso di inflazione ISTAT (3,3% nel caso di specie), riferito all’anno precedente (2008), corrispondente all’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), così come espressamente richiesto dall’art. 24, comma 2 legge Regione Puglia n. 10/2009 e quindi in piena conformità con detta previsione legislativa regionale.
Quanto alla censura relativa alla adozione da parte della Regione con la determina n. 242/2009 di un arbitrario criterio forfettario in luogo di una metodologia di calcolo che, sulla base dei dati contabili della ricorrente, tenesse conto dell’effettiva differenza tra i costi imputabili alla parte dell’attività dell’impresa interessata dall’obbligo di servizio pubblico e gli introiti corrispondenti, va nuovamente sottolineato che la Regione ha correttamente applicato i criteri previsti dall’art. 24, comma 2 legge Regione Puglia n. 10/2009 (e non già un parametro forfettario) e che, diversamente da quanto sostenuto da parte ricorrente, la determinazione del corrispettivo relativo all’anno 2009 di cui al provvedimento dirigenziale n. 242/2009 non prescinde totalmente dal fattore della remunerazione del capitale, posto che ne tiene conto sia pure nella logica “derogatoria” propria della normativa di settore in esame.
Infine si rileva che avverso la gravata deliberazione della Giunta Regionale n. 900 del 26.5.2009 parte ricorrente non muove specifiche censure.
Per quanto concerne la domanda della società ricorrente volta ad ottenere la revisione del prezzo, va rimarcato che la previsione di cui all’art. 115 dlgs n. 163/2006 in ordine alla obbligatoria inserzione della clausola di revisione periodica del prezzo riguarda esclusivamente il contratto di appalto, non già il contratto accessivo ad una concessione di pubblico servizio, quale è quello oggetto del presente giudizio, per il quale vige l’opposto principio della normale invariabilità del canone concessorio (cfr. la giurisprudenza amministrativa prevalente: T.A.R. Campania Napoli, Sez. III, 27 luglio 2010, n. 16982; T.A.R. Sicilia Catania, Sez. III, 22 aprile 2010, n. 1190; T.A.R. Campania Napoli, Sez. III, 19 gennaio 2010, n. 204; Cons. Stato, Sez. VI, 5 giugno 2006, n. 3335; Cons. Stato Sez. VI, 6 aprile 2006, n. 1865; Cons. Stato, Sez. VI, 6 aprile 2006, n. 1864; Cons. Stato, Sez. VI, 6 aprile 2006, n. 1863; Cons. Stato Sez. VI, 28 febbraio 2006, n. 898; Cons. Stato, Sez. VI, 28 febbraio 2006, n. 897; Cons. Stato, Sez. VI, 28 febbraio 2006, n. 896; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 843; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 842; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 841; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 840; Cons. Stato, Sez. VI, 27 febbraio 2006, n. 839; Cons. Stato, Sez. VI, 3 febbraio 2006, n. 384; T.A.R. Campania Napoli, Sez. I, 13 giugno 2005, n. 7821; T.A.R. Campania Napoli, Sez. I, 29 giugno 2001, n. 3040).
Dagli atti di causa risulta, infatti, la natura concessoria dell’affidamento e del rapporto in questione, natura discendente direttamente dalla normativa statale e da quella regionale (si tratta di una concessione ex lege).
Avendo il rapporto in contestazione natura concessoria ex lege ed essendo Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l. sostanzialmente una impresa monopolista “assistita”, l’odierna ricorrente non ha diritto all’adeguamento-differenziale inflattivo (i.e. la revisione periodica del prezzo dell’appalto ex art. 115 dlgs n. 163/2006), essendo quest’ultimo istituto tipico di un assetto concorrenziale del mercato inesistente nella fattispecie in esame.
Alla stessa competono unicamente gli importi a recupero dell’inflazione determinati ai sensi della normativa regionale (art. 24 legge Regione Puglia n. 10/2009) di cui è stata fatta corretta applicazione con i gravati provvedimenti dirigenziali n. 241/2009 e n. 242/2009 e che costituisce indubbiamente regime di carattere speciale e derogatorio rispetto alla disciplina generale.
Dalle considerazioni espresse in precedenza discende la reiezione sia del ricorso introduttivo che di quello per motivi aggiunti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Bari, Sez. I, definitivamente pronunciando sul ricorso come in epigrafe proposto, integrato da motivi aggiunti, lo respinge.

References: Art. 115

SENTENZA 
 art. 115
 art. 8
 art. 8
 provvedimento n. 
 art. 115