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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 03/09/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 8 settembre 2015
Quest’oggi – 3 settembre 2015 – la Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso 5 sentenze nei confronti di Francia, Estonia, Croazia, Liechtenstein e Portogallo. Fra i ricorrenti, madre e figlia croate che denunciano la Croazia di non aver protetto la minore dalle aggressioni del padre che, ciò nonostante, aveva mantenuto l’affidamento esclusivo della figlia; a ricorre anche un ex agente estone del KGB, violato nella sua vita privata e lavorativa allorché è stata resa pubblica la sua precedente affiliazione col servizio segreto russo; infine è stato esaminato il caso di un detenuto francese, responsabile di pluriomicidio, che riteneva ingiusta la misura preventiva applicatagli perché introdotta nell’ordinamento giuridico successivamente ai fatti di sangue, in violazione – come accertata dalla Corte di Strasburgo – del principio nulla poena sine lege, nell’accezione di irretroattività della misure penali.
M. e M. c. Croazia 10161/13 2 Le ricorrenti sono madre e figlia, entrambe cittadine croate: esse denunciano la Croazia di non aver assicurato protezione alla figlia, oggi quattordicenne. Infatti col divorzio dei genitori, da un lato il padre ha avuto l’affidamento esclusivo della figlia, dall’altro lo stesso è stato accusato dalla figlia di averla maltrattata: il 1° febbraio 2011 l’avrebbe colpita sul viso, strozzata e aggredito verbalmente. Vani sono stati i tentativi della madre di revocare l’affidamento esclusivo del padre sulla figlia e di denunciare altri episodi simili di violenza: tutte le sue istanze sono state rigettate poiché il processo penale per i fatti del 1° febbraio era (ed è tutt’ora) pendente e le accuse mosse dalla madre sarebbero prive di consistenza. Inoltre, gli assistenti sociali incaricati dai Giudici croati hanno approvato la sua permanenza presso il padre. D’altro canto, diverse consulenze psichiatriche hanno accertato che la figlia è gravemente traumatizzata dal vissuto in famiglia. Articolo 3
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - obblighi positivi)
Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi
Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare
Danno morale - aggiudicato (articolo 41 - danno non patrimoniale)
Sõro c. Estonia 22588/08 3 Mihhail Sõro è un cittadino estone che ha collaborato per undici anni, come autista, col ramo estone del KGB. Nel 2005 l’Intelligence estone rende pubblica la sua pregressa collaborazione col servizio segreto dell’U.R.S.S. , tramite pubblicazione della notizia sulla Gazzetta Ufficiale. A seguito di ciò, il Sig. Sõro perde il lavoro ed è denigrato da molti suoi concittadini. Vani sono stati i suoi reclami contro tale pubblicazione: infatti, tale procedura ha rispettato puntualmente una legge estone (il “Disclosure Act”).
Oggi il Sig. Sõro lamenta la compromissione della sua vita privata e familiare in ragione della pubblicazione dei suoi pregressi rapporti col KGB.
Articolo 8 Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Berland c. Francia 42875/10 2 Daniel Berland è un cittadino francese accusato dell’omicidio della moglie e di due suoi amici, trovati accoltellati nell’appartamento di lei. Egli è stato accertato incapace di intendere e di volere e gli è stata applicata la misura preventiva dell’internamento in ospedale psichiatrico, oltre al divieto di avvicinarsi ai parenti delle vittime per vent’anni e di possedere armi.
Il Sig. Berland lamenta la violazione del principio di irretroattività della legge penale laddove la misura preventiva applicatigli è stata introdotta nell’ordinamento francese soltanto con legge del 2008, mentre i fatti per cui è stato giudicato risalgono al 2007.
Articolo 7 Eccezione preliminare unito al merito (articolo 35-3 - ratione materiae)
Violazione dell'articolo 7 - Nulla poena sine lege (articolo 7-1 - Retroattività)
Bekerman c. Liechtenstein 34459/10 3 Michael Bekerman è un cittadino tedesco coinvolto in un processo durato dal 2001 al 2014. Tale procedimento aveva ad oggetto la contesa tra lui e le sue sorelle di oltre 12 milioni di euro di terreni e si è concluso con una transazione tra le parti.
Oggi il Sig. Bekerman denuncia davanti alla Corte europea l’eccessiva durata di quel procedimento e la conseguente violazione dei principi dell’equo processo.
Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile
Sérvulo & Associados - Sociedade de Advogados, RL c. Portogallo 27013/10 3 I ricorrenti sono lo Studio legale “Sérvulo & Associados – Sociedade de Advogados RL”, e quattro partner dello medesimo Studio. Lo Studio è stato coinvolto in un’indagine penale sull’acquisto di quattro sommergibili da parte del Governo portoghese, con l’accusa per i partner di essere coinvolti nei reati di corruzione e riciclaggio. In ragione di questi sospetti, la Magistratura portoghese ha autorizzato la perquisizione dei locali dello Studio legale ed il sequestro di moltissimi file elettronici coperti da segreto professionale. Soltanto in una fase avanzata del processo, i documenti coperti da segreto professionale (oltre 850) sono stati distrutti in conformità con la legge portoghese.
Oggi i ricorrenti accusano il Portogallo di aver ispezionato e sequestrato documenti coperti da segreto professionale, violando i loro diritti sanciti dalla Convenzione europea.
Articolo 8 Eccezioni preliminari respinte (articolo 34 - Victim)
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 3 settembre 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Croazia Estonia Francia Liechtenstein Portogallo	2015-09-08
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Articolo 8

Articolo 8

Articolo 7

Articolo 6

Articolo 8