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⭐Scuola di Dottorato in Scienze Giuridiche Curriculum di Diritto Commerciale XXVII ciclo
Scuola di Dottorato in Scienze Giuridiche Curriculum di Diritto Commerciale XXVII ciclo
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1 Scuola di Dottorato in Scienze Giuridiche Curriculum di Diritto Commerciale XXVII ciclo LA RESPONSABILITÀ DELLE AGENZIE DI RATING PER DIFFUSIONE DI GIUDIZI INESATTI SUL MERCATO FINANZIARIO Tesi di dottorato di: CHIARA PICCIAU Tutor: Chiar.mo Prof. Andrea Vicari Referente del Curriculum di Diritto Commerciale: Chiar.mo Prof. Roberto Sacchi A.A. 2013/20142 3 Ai miei genitori4 5 INDICE La responsabilità delle agenzie di rating per diffusione di giudizi inesatti sul mercato finanziario CAPITOLO 1 INTRODUZIONE 1. Introduzione Brevi cenni in materia di rating 19 CAPITOLO 2 LA RESPONSABILITÀ DELLE AGENZIE DI RATING NEL DIRITTO STATUNITENSE 1. La regolamentazione delle agenzie di rating negli Stati Uniti. Origini e evoluzione 1.1. Il valore regolamentare del rating Il default Enron e le prime riflessioni in materia di regolamentazione delle agenzie di rating (Segue) Il Credit Rating Agency Reform Act La crisi dei mutui subprime e le esigenze di regolamentazione (Segue) Le nuove regole in materia di agenzie di rating introdotte dal Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act 2. La responsabilità delle agenzie di rating nella giurisprudenza statunitense. Limiti e problemi L applicabilità del Primo Emendamento della Costituzione Americana alle agenzie di rating (Segue) L actual malice come required state of mind (Segue) La tutela del rating nella sentenza In re Fitch La responsabilità per colpa e la negligent misrepresentation. Privity of contract e duty of care nelle controversie in tema di responsabilità delle agenzie di rating (Segue) Responsabilità dell agenzia di rating nei confronti delle società chiuse e delle società emittenti (Segue) Responsabilità dell agenzia di rating nei confronti di un singolo investitore6 (Segue) Responsabilità per la comunicazione di un giudizio di rating a un gruppo di investitori o al pubblico 2.3. La responsabilità dell agenzia di rating in caso di frode. Pleading standard e fraud-on-the-market theory (Segue) Il termine di prescrizione Verso un primo riconoscimento della responsabilità delle agenzie di rating negli Stati Uniti 3.1. La giurisprudenza successiva alla crisi dei mutui subprime. Nuove esigenze di tutela 3.2. (Segue) La sentenza Abu Dhabi Primi rilievi conclusivi CAPITOLO 3 LA RESPONSABILITÀ DELLE AGENZIE DI RATING NEI CONFRONTI DEGLI INVESTITORI: L EVOLUZIONE LEGISLATIVA IN EUROPA E LA RISARCIBILITÀ DEL DANNO DA RATING Sezione I L introduzione di una disciplina in materia di giudizi di rating 1. La disciplina europea e nazionale in materia di giudizi di rating. Verso il riconoscimento della responsabilità delle agenzie di rating 1.1. I primi passi verso una disciplina europea delle agenzie di rating Il Regolamento CE n. 1060/2009 e le disposizioni in materia di responsabilità delle agenzie di rating nei confronti degli investitori (Segue) Il Regolamento UE n. 513/ Il Regolamento UE n. 462/ La disciplina nazionale in materia di responsabilità delle agenzie di rating nei confronti degli investitori (Segue) L offerta a investitori non professionali di titoli oggetto di operazioni di cartolarizzazione dei crediti Sezione II Il superamento del dibattito sulla risarcibilità del danno da rating 2. Il dibattito sulla risaricibilità del danno subito dagli investitori in caso di diffusione di rating errati o inesatti. La sentenza del Tribunale di Roma del 17 gennaio 2012, n La risarcibilità del danno da diffusione di informazioni inesatte sul mercato finanziario. Possibili interpretazioni 2.2. Il danno da rating come danno da diffusione di informazioni inesatte ex art c.c L introduzione di ipotesi di risarcimento del danno da diffusione di informazioni inesatte nell ordinamento italiano7 2.4. Il superamento del dibattito sulla risarcibilità del danno cagionato dalle agenzie di rating all investitore: il danno da rating è risarcibile (Segue) L ingiustizia del danno da diffusione di giudizi inesatti sul mercato 2.5. Efficacia dei disclaimer nella delimitazione del perimetro della responsabilità dell agenzia di rating CAPITOLO 4 RESPONSABILITÀ DA PROSPETTO E RESPONSABILITÀ PER LA DIFFUSIONE DI GIUDIZI DI RATING INESATTI SUL MERCATO. INTERESSI TUTELATI, MERCATO FINANZIARIO E PLURISOGGETTIVITÀ Sezione I Le agenzie di rating quali gatekeeper atipici del mercato finanziario 1. I giudizi di rating nell ambito della disciplina della diffusione delle informazioni sul mercato finanziario 1.1. La correttezza dell informazione al mercato finanziario come interesse meritevole di tutela 1.2. La diffusione di giudizi sul merito di credito nel mercato finanziario. La funzione svolta dalle agenzie di rating Attività e obblighi delle agenzie di rating (Segue) L assenza di obblighi investigativi e di doveri di controllo nei confronti degli emittenti Le agenzie di rating quali gatekeeper atipici del mercato finanziario 147 Sezione II La responsabilità da prospetto dell agenzia di rating 2. Profili introduttivi La responsabilità da prospetto dell agenzia di rating L inclusione dei giudizi di rating nel prospetto informativo e nei documenti d offerta (Segue) I rating nei prospetti d offerta, nei prospetti di quotazione e nei documenti d offerta e i casi in cui il prospetto dà atto dell assenza di un giudizio di rating 2.3. Considerazioni in merito al contributo fornito dall agenzia di rating nella predisposizione del prospetto e del documento d offerta. Le persone responsabili delle informazioni contenute nel prospetto 2.4. Considerazioni in merito all applicabilità dell art. 94, comma 8, TUF, alle agenzie di rating 2.5. Offerta al pubblico di titoli strutturati. La responsabilità delle agenzie di rating per inclusione del giudizio di rating nei prospetti informativi relativi a prodotti finanziari originati da operazioni di cartolarizzazione8 2.6. Profili di solidarietà passiva tra società emittente e agenzia di rating in caso di assunzione volontaria di responsabilità da parte della società emittente per la totalità delle informazioni contenute nel prospetto 2.7. L ampiezza della responsabilità da prospetto dell agenzia di rating. Considerazioni conclusive Sezione III L individuazione di un ambito di responsabilità specifico delle agenzie di rating 3. Profili di specificità della responsabilità delle agenzie di rating per valutazioni sul merito di credito non incluse nel prospetto informativo o nel documento d offerta 4. Un tentativo di tipizzazione delle condotte illecite delle agenzie di rating alla luce degli obblighi di condotta e dei doveri previsti nella disciplina europea 5. Casi di responsabilità esclusiva delle agenzie di rating per l emissione di giudizi errati sul merito di credito 6. Considerazioni in merito alla configurabilità di una responsabilità in capo ai singoli analisti e ai dipendenti dell agenzia di rating che hanno elaborato il giudizio di rating errato o inesatto CAPITOLO 5 IL REGIME EXTRACONTRATTUALE DELLA RESPONSABILITÀ DELL AGENZIA DI RATING NEI CONFRONTI DEGLI INVESTITORI Sezione I Profili sostanziali 1. La natura della responsabilità dell agenzia di rating nei confronti degli investitori 2. I doveri dell agenzia di rating (Segue) Il dovere di indipendenza (Segue) Il dovere di predisposizione di assetti organizzativi, amministrativi, di controllo e contabili adeguati 2.3. (Segue) Il dovere di accuratezza (Segue) Il dovere di professionalità e competenza (Segue) Il dovere di trasparenza La diligenza dell agenzia di rating (Segue) Ambito di operatività dell art c.c Considerazioni in merito al criterio della colpa oggettiva Il nesso di causalità tra giudizio di rating errato e danno all investitore 4.1. (Segue) L applicazione dell art c.c. all investitore9 5. Il danno da rating. Tipologie e quantificazione (Segue) Ulteriori profili in materia di quantificazione del danno da rating Sezione II Profili di prova 6. Onere della prova e inadempimento dell agenzia di rating (Segue) Il ricorso al principio di vicinanza della prova al fine di agevolare la prova dell inadempimento e della colpa dell agenzia di rating (Segue) Osservanza delle metodologie di rating e formulazione del giudizio sul merito di credito tra obbligazioni di mezzi e obbligazioni di risultato 6.2. I limiti del sindacato giurisdizionale sull applicazione delle metodologie di rating e sulla correttezza delle valutazioni delle agenzie 7. I profili temporali nell accertamento del nesso di causalità. Efficacia nel tempo dei giudizi di rating, credit watch e outlook 7.1. Considerazioni in merito alla fraud-on-the-market theory ai fini della prova del nesso di causalità 7.2. La prova del nesso di causalità tramite il ricorso a presunzioni La prova del nesso di causalità nelle operazioni di cartolarizzazione dei crediti 8. Profili problematici in tema di prova del danno da rating 314 Sezione III Profili processuali 9. Applicabilità dell art. 2055: il contributo delle agenzie di rating alla realizzazione di illeciti plurisoggettivi. Casi residuali di concorso nella produzione di un fatto dannoso attribuibile a un primary violator 9.1. La partecipazione dell agenzia di rating alla frode dell emittente La ripartizione interna delle quote di responsabilità e l esercizio dell azione di regresso 10. Il termine di prescrizione dell azione promossa nei confronti dell agenzia di rating BIBLIOGRAFIA 344 910 1011 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE SOMMARIO: 1. Introduzione. 2. Brevi cenni in materia di rating. 1. Introduzione. Il tratto comune delle riflessioni in materia di responsabilità civile dei c.d. intermediari «reputazionali», ossia di quegli intermediari che, grazie alla loro reputazione di esperti, forniscono servizi lato sensu di «certificazione» o di «verifica» di informazioni e dati relativi alla situazione patrimoniale, economica e finanziaria di società, quotate e non, a beneficio del pubblico degli investitori ( 1 ), riguarda la preoccupazione di individuare limiti all ampiezza di tale responsabilità. Posto che, di regola, gli intermediari reputazionali operano in mercati, come quello della revisione dei conti e dei servizi di rating, fortemente concentrati a livello mondiale, il fine di scongiurare il pericolo di un uscita dal mercato dell intermediario in questione a seguito di cospicue condanne risarcitorie si contrappone all esigenza di garantire, al contempo, una adeguata tutela all investitore ( 2 ). Nonostante gran parte della letteratura giuridica nazionale e straniera si sia confrontata con il problema di ricondurre la responsabilità degli intermediari finanziari, reputazionali e non, all interno delle categorie proprie della responsabilità contrattuale o extracontrattuale (allo scopo di far derivare da tale classificazione il regime applicabile alle azioni di risarcimento del danno proposte talvolta dalle stesse società «certificate» o «valutate», ma sempre più spesso dal pubblico degli investitori), in caso di società quotate sui mercati regolamentati, il vero nodo problematico di tale responsabilità risulta essere, come chiaramente dimostra la riflessione, principalmente statunitense, in tema di responsabilità delle società di revisione, proprio l esigenza di trovare un equilibrio tra l effettività della tutela approntata a beneficio degli investitori e l esigenza di non scoraggiare l operatività di tali intermediari sul mercato per il timore di incorrere in sanzioni civilistiche di elevato ammontare. ( 1 ) S. CHOI, Market Lessons for Gatekeepers, in 92 Nw. U.L. Rev. 916, 1998, 917, definisce gli intermediari reputazionali come «intermediaries [that] signal product value through their individual reputations». Sul valore del capitale reputazionale si rimanda a quanto si dirà infra, 1., del secondo capitolo. ( 2 ) In generale, G. PONZANELLI, Responsabilità civile e mercato finanziario, in Danno e resp., 2002, 98, ritiene che una «censura alla possibile operatività delle regole di responsabilità in questa nuova area riguarda, invece, l efficienza economica: l imposizione, a vari operatori, di eccessivi pesi risarcitori allo scopo di difendere i consumatori potrebbe, perversamente, provocare l uscita dal mercato». In argomento, con riferimento al rischio di overdeterrence nei confronti delle agenzie di rating, si vedano, inoltre, L. PICARDI, Obblighi di comportamento e profili di responsabilità civile delle agenzie di rating, in AA.VV., Le agenzie di rating, a cura di A. Principe, Milano, 2014, 213 s.; e F. PARMEGGIANI, Some rating failures and several regulatory weaknesses: the US and EU perspectives, ivi, 87, secondo il quale il rischio di un regime di responsabilità trappo favorevole all investitore condurrebbe a un «tremendous increase of the cost of ratings in a way that could affect substantially the rating profitability and its business model itself, even leading to the end of the rating market as we know it». Anche R. ROSAPEPE, Intervento, in AA.VV., Le agenzie di rating, a cura di A. Principe, Milano, 2014, 177, ricorda del resto che, per le agenzie di rating, «il timore di una condanna al risarcimento del danno può rivelarsi un deterrente ben più efficace rispetto al timore delle sanzioni pecuniarie», a conferma degli effetti che un regime di responsabilità particolarmente severo potrebbe avere sull espletamento dei servizi di rating. Ritengono, invece, che il pericolo di overdeterrence nei confronti delle agenzie di rating sia «non molto realistico e forse un poco ideologico», M. LIBERTINI P. FABBIO, Concorrenza e rating finanziario, in AA.VV., Le agenzie di rating, a cura di A. Principe, Milano, 2014,12 Per tale motivo, ad esempio, con riferimento alle società di revisione, si è discusso se introdurre un cap alla responsabilità, ossia un tetto massimo all ammontare del risarcimento del danno che può essere liquidato dal giudice, e si continua a discutere sull opportunità di introdurre regimi di responsabilità parziaria in luogo della responsabilità solidale, regola più comune ai sistemi giuridici dei paesi dell Europa continentale di derivazione francese ( 3 ). L apposizione di un cap all ammontare del risarcimento del danno subito dagli investitori è stata, del resto, la soluzione prescelta da alcuni ordinamenti europei ( 4 ). L introduzione di un tetto massimo, secondo alcuni, infatti, oltre a facilitare ( 3 ) Propone l introduzione di un cap alla responsabilità delle agenzie di rating, F. PARMEGGIANI, Some rating failures and several regulatory weaknesses: the US and EU perspectives, cit., 87. Per le ragioni di politica del diritto sottese a una prospettata limitazione della responsabilità della società di revisione, auspicata anche e soprattutto in sede europea al fine di evitare che le società di revisione assumano il ruolo di deep pocket defendants, P. MONTALENTI S. BALZOLA, La società per azioni quotata, in Le nuove s.p.a., diretto da O. Cagnasso e L. Panzani, **, Bologna, 2010, 1983; S. BALZOLA, La responsabilità contrattuale del revisore contabile: obbligazione di mezzi o di risultato?, in Giur. it., 2006, Alcune osservazioni in materia sono fornite anche da ASSONIME, Circolare n. 16. Il testo unico della revisione legale, 3 maggio 2010, p. 63. Tra le argomentazioni a favore della limitazione della responsabilità delle società di revisione vi è principalmente il fatto che la struttura oligopolistica del mercato della revisione renderebbe le cc.dd. Big Four «too big to fail», creando così anche un problema di azzardo morale. Questa tesi è riportata da P. GIUDICI, Auditors Multi-Layered Liability Regime, maggio 2010, disponibile sul sito 2 ss. In particolare si ritiene che l assenza di meccanismi limitativi della responsabilità possa scoraggiare l apertura del mercato a nuovi competitors. In quest ottica, dunque, la limitazione dell esposizione risarcitoria sarebbe volta a favorire l ingresso sul mercato della revisione dei conti di nuovi operatori, in grado di concorrere con le big four (o final four). Vi è, però, chi ribadisce in maniera condivisibile come l attuale regime di responsabilità delle società di revisione non si ponga necessariamente quale ostacolo all ingresso di altri competitors sul mercato. La diminuzione del numero delle grandi società di revisione, da otto a quattro, negli ultimi decenni, è dovuta, principalmente alla realizzazione di operazioni di concentrazione. D altro canto, anche dove, come negli Stati Uniti, si è optato per un regime di responsabilità parziaria non si è assistito all ingresso di altre società di revisione di grandi dimensioni sul mercato. In questi termini M. BUSSOLETTI, Bilancio e revisione contabile: sette anni di disciplina all ombra degli IAS e delle direttive comunitarie, in Riv. soc., 2011, 1165 s.; P. GIUDICI, La nuova disciplina della revisione legale, in Soc., 2010, 538 s. Se, dunque, può essere messa in dubbio l efficacia dei meccanismi limitativi della responsabilità quanto alla creazione di incentivi all apertura a nuovi competitors del mercato della revisione dei conti, meno incerta è l influenza che l applicazione della sanzione civile può avere sulla permanenza nel mercato delle società di revisione, anche solo per gli effetti in termini di perdita reputazionale di un eventuale condanna. Si ricorda, a proposito, che la condanna della società di revisione Arthur Andersen, a seguito dello scandalo finanziario che ha coinvolto la società Enron a favore della quale essa prestava i propri servizi, ne ha determinato l uscita dal mercato della revisione. ( 4 ) In Austria il 275, Abs. 2 UGB, prevede un limite di due milioni di euro per la revisione delle piccole e medie imprese e di quattro milioni di euro per le società di grandi dimensioni, aumentati fino a otto o a dodici milioni di euro in caso di superamento, rispettivamente fino a cinque o a dieci volte, di una delle soglie dimensionali che individuano una società di grandi dimensioni. In Germania, invece, il 323 HGB prevede il limite di un milione di euro per la revisione delle società non quotate, e di quattro milioni di euro per le quotate. Analogamente, in Belgio si prevede un tetto di tre milioni di euro per le società non quotate e di dodici milioni di euro per le società quotate. Infine, in Grecia l art. 19 PD 226/92 fissa il cap nel quintuplo dell emolumento annuo del presidente della Corte Suprema, ovvero, nel compenso percepito dal revisore nell anno fiscale precedente, se superiore a tale ammontare. I dati esposti sono (in parte) riportati, tra gli altri, da M. RONDINELLI, Per un ripensamento della responsabilità civile dei revisori, in Giur. comm., 2010, I, 631; G. PRESTI, Il sistema dei controlli esterni sull attività sociale, in Soc., 2005, 313 s. (spec. nota 87); ID., La responsabilità del revisore, in Banca borsa tit. credito, 2007, I, 173 ss.; e da P. GIUDICI, Il dibattito sulla limitazione di responsabilità delle società di revisione: la prospettiva italiana, in AA.VV., La società per azioni oggi: tradizione, attualità e prospettive. Atti del convegno internazionale di studi (Venezia, novembre 2006), a cura di P. Balzarini, G. Carcano, M. Ventoruzzo, Milano, 2007, 999. Si vedano, in particolare, A study on systems of civil liability of statutory auditors in the context of a Single market for auditing services in the European Union, 2001, disponibile sul sito e lo Study on the Economic Impact of Auditors Liability Regimes, Final Report to EC-DG Internal Market and Services, in collaborazione con il prof. Ralf Ewert, dell ottobre 2006, disponibile sul sito Affronta il problema dell operatività del liability cap in relazione a casi di colpa grave o dolo della società di revisione, fornendo 1213 l ottenimento di un assicurazione professionale da parte delle società di revisione, incentiverebbe l apertura del mercato e la concorrenza ( 5 ). Ed è sulla scorta di tali argomentazioni che, anche nel nostro ordinamento, alla vigilia dell introduzione del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 («TUF»), si era proposto di introdurre un tetto massimo alla responsabilità civile della società di revisione ( 6 ), soluzione poi abbandonata a favore del mantenimento di un regime di responsabilità solidale privo di cap. Per quanto riguarda, invece, l introduzione di regimi di responsabilità parziaria non può non ricordarsi il caso statunitense, sul quale comunque si tornerà più avanti. Già a partire dagli anni 70 del secolo scorso, le class actions promosse nei confronti delle società di revisione portarono a una vera e propria litigation explosion ( 7 ). Si è arrivati, così, con il Private Secutiries Litigation Reform Act del 1995 e con Securities Litigation Uniform Standard Act del 1998, all introduzione nell ordinamento statunitense di un regime di proportionate liability (responsabilità parziaria), sia a livello federale che a livello statale salvo il caso di dolo della società di revisione, nel quale riprende vigore il regime della joint and several liability (responsabilità solidale), al preciso scopo di porre un freno alle decisioni di condanna al pagamento di ingenti somme rese nei confronti delle società di revisione ( 8 ). Se la tendenza, a livello internazionale, quantomeno per le società di revisione, è stata dunque quella di introdurre delle limitazioni alla responsabilità, con ciò non si devono tuttavia perdere di vista le peculiarità dei singoli ordinamenti nazionali, che richiedono di soppesare diversamente le ragioni che spingono a dare maggior rilievo talvolta all esigenza di limitare la responsabilità di tali soggetti e talaltra all esigenza di garantire protezione all investitore-risparmiatore. Non stupisce, infatti, che il primo corno del problema sia diventato predominante nell ordinamento statunitense, proprio per la presenza di meccanismi, prevalentemente di tipo processuale, che consentono un maggiore ricorso alla tutela giurisdizionale. Come noto, infatti, per via di istituti quali i punitive damages e le class actions, le somme liquidate dai giudici statunitensi a titolo di risarcimento del danno rischiano di essere di gran lunga maggiori rispetto a quelle che potrebbero essere oggetto anche spunti comparatistici, A. SCARSO, La riforma del regime di responsabilità del revisore contabile: a proposito di una recente proposta della commissione (liability cap v. proportionate liability), in Resp. civ. e prev., 2007, 1230 ss. ( 5 ) In argomento, G. PRESTI, Il sistema dei controlli esterni sull attività sociale, cit., 313 s. (spec. nota 85). Vi è poi chi ha sostenuto che l introduzione del cap dovrebbe essere accompagnata da una strict liabilty, che nel nostro ordinamento potrebbe tradursi sia in un sistema di responsabilità oggettiva sia nell inversione dell onere della prova in relazione all elemento soggettivo. Così J.C. COFFEE JR., Gatekeeper failure and reform: the challenge of fashioning relevant reforms, in 84 Boston University L. Rev. 301, 2004, spec. 349 ss. ( 6 ) G.M. BUTA, Commento all art. 164, in Testo unico della finanza (d.lg. 24 febbraio 1998, n. 58). Commentario, diretto da G.F. Campobasso, **, Torino, 2002, 1355; A. IRACE, L attività di revisione contabile, in AA.VV., Intermediari finanziari, mercati e società quotate, a cura di A. Patroni-Griffi, M. Sandulli, V. Santoro, Torino, 1999, 1183; P. VALENSISE, Commento agli artt , in AA.VV., Il testo unico della intermediazione finanziaria. Commentario al d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, a cura di C. Rabitti Bedogni, Milano, 1998, 887; P. BALZARINI, Commento all art. 164, in La disciplina delle società quotate nel testo unico della finanza d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. Commentario, a cura di P. Marchetti e L.A. Bianchi, II, Milano, 1999, Si rammenti, inoltre, che la possibilità di introdurre un cap è stata nuovamente vagliata dalle commissioni di Camera e Senato, alla vigilia dell approvazione del d.lgs. 29 dicembre 2006, n Il Governo, tuttavia, ha approvato il decreto senza apportare alcuna modifica al regime della responsabilità del revisore. Cfr. sul tema, G. PRESTI, La responsabilità del revisore, cit., 179 s. ( 7 ) P. GIUDICI, Auditors Multi-Layered Liability Regime, cit., 7. ( 8 ) T. BUSH S. SUNDER S. FEARNLEY, Auditor Liability Reforms in the UK and the US: a Comparative Review, August 2007, 9-11, disponibile su G. PRESTI, La responsabilità del revisore, cit., 167 ss.; A. ADDANTE, Responsabilità nell esercizio della revisione contabile, in Danno e resp., 2003, 365; G.M. BUTA, Commento all art. 164, cit., 1355; ID., La responsabilità civile dei revisori nei confronti dei terzi nella common law, in Banca borsa tit. credito, 2004, I, 384 ss. 1314 della condanna da parte di un giudice italiano. È altresì noto che il sistema giuridico statunitense, specialmente per quanto riguarda l attuazione delle previsioni contenute nella normativa posta a tutela del regolare e corretto funzionamento del mercato finanziario, più di altri ordinamenti, e nella fattispecie più degli ordinamenti dell Europa continentale, attribuisce un ruolo decisivo all iniziativa e all enforcement dei privati, in luogo della previsione di sanzioni di natura pubblica amministrativa o penale a presidio della violazione delle medesime fattispecie ( 9 ). Eppure, fatta tale precisazione, una moderna analisi della responsabilità degli intermediari reputazionali non può sottovalutare problemi che, pure se nati in ordinamenti diversi, sono destinati ad assumere un peso anche entro i confini nazionali. La responsabilità delle agenzie di rating è senz altro un tema meno studiato rispetto alla responsabilità degli intermediari finanziari e delle società di revisione in primis, anche se recentemente ha attirato l attenzione di numerosi studiosi. Venuto alla ribalta nell ultimo decennio sull onda degli scandali finanziari avvenuti in Italia si pensi ai casi Cirio e Parmalat e oltreoceano negli Stati Uniti sono particolarmente noti i crack di Enron e di WorldCom e, più recentemente, il fallimento della banca d affari Lehman Brothers, il problema dell individuazione del regime di responsabilità delle agenzie di rating nei confronti delle società valutate, dei terzi e, in particolar modo, degli investitori è destinato ora ad arricchirsi di ulteriori riflessioni, giusta la recente introduzione da parte del Regolamento UE n. 462/2013 di una apposita previsione in materia. Tale disposizione sembra, peraltro, ma la questione è, per vero, più complessa di quanto apparentemente potrebbe mostrarsi porre la parola fine a uno dei temi in passato più dibattuti, ossia se effettivamente sia configurabile una responsabilità in capo alle agenzie di rating alla luce dei principi e delle regole che governano la responsabilità civile nel nostro ordinamento. È, dunque, immaginabile che la riflessione giuridica in tema di responsabilità delle agenzie di rating, ora prevista in una fonte normativa immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri, si sposti su profili diversi dalla sua effettiva invocabilità in giudizio e relativi alla sua qualificazione, e, in particolare, sulla riconducibilità della medesima nell alveo della responsabilità per inadempimento dell obbligazione ex art c.c., ovvero della responsabilità extracontrattuale ai sensi dell art c.c., tema per vero già affrontato da alcuni studiosi che, avendo risposto positivamente al quesito circa la risarcibilità del c.d. «danno da rating», hanno tentato di individuare quale fosse il regime ad essa applicabile. Si tratta di un problema di estrema rilevanza pratica, per le differenze che, in linea generale, i due regimi di responsabilità possono comportare in termini di allocazione dell onere della prova, termine di prescrizione e risarcibilità del danno imprevedibile, ma che tuttavia necessita di essere fortemente ridimensionato, o meglio, di essere correttamente inquadrato, nell ambito della definizione di questioni di sistema che ne rappresentano per certi versi un prius logico. In altri termini, una moderna riflessione in materia di responsabilità degli intermediari reputazionali e, in particolare, di responsabilità delle agenzie di rating richiede che vengano prioritariamente esaminate altre problematiche, già note alla letteratura giuridica italiana. Ci si riferisce, più precisamente, all esigenza di costruire di un sistema di responsabilità civile delle agenzie di rating che tenga conto delle peculiarità del diritto dei mercati finanziari, alla stregua di analoghe analisi già condotte con riferimento alla responsabilità di analisti finanziari e intermediari finanziari in generale. Un analisi sulla ( 9 ) Ex multis, P. GIUDICI, La responsabilità civile nel diritto dei mercati finanziari, Milano, 2008, 109 ss. 1415 responsabilità di soggetti che, come le società di rating, operano sul mercato, non può infatti prescindere dal tentativo di ricostruire quali siano gli aggiustamenti e le precisazioni che il diritto dei mercati finanziari impone alle regole della responsabilità civile tradizionale, dallo sforzo di provare a identificare quale sia la funzione attribuibile alla responsabilità civile e al risarcimento del danno originatosi in occasione di scambi sui mercati finanziari e da quello di individuare quali nuove e diverse esigenze debbano essere soddisfatte alla luce del peculiare contesto nel quale il rimedio del risarcimento del danno è destinato a operare. Una conferma indiretta dell esigenza di interpretare le regole della responsabilità civile alla luce dei necessari adattamenti imposti dagli interessi e dalle posizioni giuridiche soggettive tutelate dal diritto dei mercati finanziari è testimoniata dallo stesso dibattito relativo alla limitazione della responsabilità degli intermediari reputazionali e, in particolare delle società di revisione. La preoccupazione che l ammontare del risarcimento del danno possa condurre al fallimento o all incapienza il soggetto danneggiante, ritenuto responsabile alla stregua dell art c.c. o dell art c.c., è ignota alla tradizionale riflessione giuridica in materia di responsabilità civile, la quale non necessita di tenere conto della struttura del mercato all interno del quale il potenziale danneggiante si trova ad operare ed il cui mutamento è spesso destinato a produrre effetti di natura macroeconomica. A ciò si aggiunga che la responsabilità delle agenzie di rating si innesta in un terreno di per sé di confine, particolarmente scivoloso anche al di fuori della prospettiva del diritto dei mercati finanziari, quale è la responsabilità per diffusione di informazioni inesatte. In sostanza, dunque, alla necessità di affrontare problemi nuovi e caratteristici del diritto dell economia e dei mercati finanziari, quale quello sopra ricordato, vi è l ulteriore difficoltà derivante dall avere a che fare con regole di responsabilità civile che, anche al di fuori del mercato, presentano momenti di tensione e di rottura con la sistematica tradizionale, dovuti alla particolarità del mezzo attraverso il quale è veicolato l evento dannoso che consente la diffusione di informazioni a terzi e, più precisamente, al pubblico indistinto. Se la responsabilità per diffusione di informazioni inesatte, false e fuorvianti, è, di per sé, banco di prova delle tradizionali regole della responsabilità civile, lo è ancora di più qualora essa sia calata nell ambito del mercato finanziario e quindi qualora sia destinata alla tutela di esigenze nuove e talmente complesse da amplificarne notevolmente la portata. La dottrina giuridica italiana si è per lungo tempo angustiata nell individuazione dei casi in cui la diffusione di informazioni false o inesatte potesse costituire illecito prima ancora che illecito contrattuale o extracontrattuale ovvero condotta non legittimante il ricorso alla sanzione civilistica. Tale interrogativo si arricchisce ora di nuova importanza, posto che la risposta a un tale quesito è destinata ad avere ripercussioni sull andamento del mercato finanziario e, talvolta, nei casi più gravi, dell economia reale. L individuazione dei casi in cui la responsabilità sussiste e dei casi in cui la diffusione di informazioni inesatte al mercato non giustifica il rimedio civilistico è foriera di conseguenze tali da richiedere un attenta riflessione sui confini della responsabilità e sulla sua portata e ci riporta, ancora una volta, all interrogativo dal quale si è partiti: quale debba e possa essere il bilanciamento tra l esigenza di tutela degli investitori, sviati dalla diffusione di giudizi di rating errati, e l esigenza di garantire un ordinato e trasparente sviluppo del mercato dei servizi di valutazione del merito di credito, senza che il rimedio civilistico del risarcimento del danno costituisca sanzione sproporzionata per le agenzie di rating, in 1516 grado di determinarne l uscita dal mercato e, quindi, di accentuare la struttura già fortemente oligopolistica o, secondo alcuni, duopolistica del mercato del rating ( 10 ). La responsabilità delle agenzie di rating è terreno d elezione per un simile dibattito e pertanto, richiede di mettere ordine all interno delle molteplici problematiche che si presentano all attenzione dello studioso. Obiettivo della presente analisi è dunque quello di individuare quali siano i «confini» della responsabilità delle agenzie di rating: in quali casi l agenzia sia chiamata a rispondere e quando, invece, essa vada esente da responsabilità. Un esame di questo tipo richiede, in primo luogo, di effettuare alcune distinzioni e alcune ulteriori premesse. In particolare, come è già stato osservato in passato, la responsabilità dei soggetti che operano sul mercato, specie attraverso la pubblicazione di certificazioni, giudizi, opinioni e informazioni in senso lato, si può utilmente distinguere a seconda che la responsabilità sia affermata per diffusione di informazioni inesatte nel mercato primario ovvero per diffusione di informazioni inesatte nel mercato secondario, poiché, a seconda dei casi, la responsabilità si atteggia in modo diverso e presenta problematiche in parte difformi, che richiedono talvolta l accentuazione della funzione di deterrenza della sanzione civile e talaltra di una funzione di tipo compensativo a favore del danneggiato ( 11 ). Si ritiene di poter utilmente attingere da tale distinzione, posto che la diffusione dei giudizi di rating assume caratteristiche anche molto diverse a seconda che essa avvenga in occasione della sollecitazione all investimento ovvero in occasione di scambi sul mercato secondario; ciò tuttavia con una precisazione. Tale distinzione, concettualmente netta, è destinata a sfumare se si considera che il giudizio di rating è sovente incluso in documenti quali prospetti informativi e documenti d offerta, che caratterizzano non soltanto la prima sollecitazione all investimento nel mercato primario, ma anche l offerta di titoli già emessi e dunque già in circolazione. Pertanto, pur tenendo a mente le peculiarità della diffusione dei giudizi di rating in occasione dell appello al pubblico risparmio nel mercato primario, e in particolare, in occasione del ricorso ad operazioni di cartolarizzazione dei crediti, si è ritenuto più opportuno impostare l analisi condotta nelle pagine che seguono distinguendo ( 10 ) Per alcune notazioni sul carattere oligopolistico dell offerta dei servizi di valutazione del merito di credito da parte delle agenzie di rating si vedano A. DARBELLAY, Regulating Credit Rating Agencies, Cheltenham, UK Northampton, USA, 2013, 208 ss.; M. TONELLO, Le agenzie di rating finanziario. Il dibattito su un modello economico esposto al rischio di conflitto di interessi. Verso un sistema pubblico di controllo?, in Contr. e impr., 2005, 930 s. In argomento cfr. anche la Nota illustrativa alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento CE n. 1060/2009 relativo alle agenzie di rating del credito, (COM(2011) 747 definitivo), del 15 novembre 2011, dove la Commissione europea «ricorda che, benché esistano agenzie di dimensioni più ridotte, il mercato del rating è dominato da tre grandi operatori (Fitch, Moody s e Standard & Poor s) che insieme detengono globalmente oltre il 95% della quota di mercato». Di duopolio parlano, ad esempio, L. DI DONNA, La responsabilità civile delle agenzie di rating. Mercato finanziario, allocazione dei rischi e tutela dell investitore, Padova, 2012, 112, e, specialmente, il Parlamento europeo nella Risoluzione del Parlamento europeo sul ruolo e i metodi delle agenzie di rating, 2003/2081 (INI) del 24 gennaio 2004, disponibile su con riferimento all attività di rating su scala globale. ( 11 ) A. PERRONE, Informazione al mercato e tutele dell investitore, Milano, 2003, 54 ss., ravvisa una «decisa bipartizione nella disciplina dell informazione agli investitori», tra diffusione di informazioni nell ambito delle operazioni di sollecitazione all investimento, ossia del mercato primario, e informazione al mercato secondario e, pertanto, suddivide nettamente la sua analisi a seconda che la tutela civile sia invocata per investimenti effettuati sul mercato primario ovvero sul mercato secondario. Secondo l Autore, nel mercato primario il problema delle asimmetrie informative risulterebbe più accentuato che nel mercato secondario, in assenza di meccanismi di efficienza informativa riconducibili, in buona sostanza, alla presenza di traders e di altri operatori qualificati che si attivino nella ricerca di informazioni sull emittente. Questo determinerebbe un maggior peso della funzione di deterrenza (deterrence) della sanzione civile nell ambito della diffusione di informazioni inesatte sul mercato primario. Sul punto si veda più diffusamente infra, capitolo 4, sezione I. 1617 tra responsabilità delle agenzie di rating per i giudizi sul merito di credito inclusi in prospetti informativi e documenti d offerta pubblicati anche in occasioni diverse dalla prima emissione del titolo e responsabilità per diffusione di giudizi di rating al mercato non veicolati da un documento di tal genere. Si tratta di una distinzione non nuova, suggerita, tra l altro, anche dalla legislazione statunitense in materia di mercati finanziari (la quale, difatti, prevede una diversa regolamentazione a seconda che la diffusione di informazioni misleading avvenga sul mercato primario ovvero sul mercato secondario), che permette di individuare in modo più preciso quali siano i confini della responsabilità che le agenzie di rating possono essere chiamate a sopportare in entrambi gli scenari ( 12 ). La nostra indagine non potrà dunque prescindere dalla preziosa esperienza maturata nell ordinamento statunitense, che oramai da parecchi decenni ha affrontato e disciplinato il tema della responsabilità delle agenzie di rating, unitamente ad altri problemi affini ad esso, quali il conflitto di interessi tra agenzie e società committenti o l eccessivo affidamento del mercato sui giudizi sul merito di credito che ambirebbero, invece, ad essere considerati come «mere opinioni», protette dal Primo Emendamento della carta costituzionale americana. Copiosa è la casistica giurisprudenziale statunitense in materia di responsabilità delle agenzie di rating, dalla quale si cercherà di attingere al fine di individuare quali possano essere i possibili inadempimenti e le possibili condotte illecite delle agenzie di rating, posto che, una simile giurisprudenza è sconosciuta in Italia ( 13 ). L analisi dei profili di responsabilità delle agenzie di rating nel mercato primario e secondario, condotta nel quarto e nel quinto capitolo del presente lavoro, sarà, pertanto, preceduta da un esame comparatistico della responsabilità delle agenzie di rating nel diritto statunitense, allo scopo di inquadrare meglio i problemi che saranno poi affrontati nel prosieguo. Sulla base degli spunti forniti dalla legislazione, dalla dottrina e dalla giurisprudenza statunitensi si procederà poi ad esaminare quali siano gli effettivi confini della ( 12 ) Come si osservava nel testo, è la stessa securities regulation statunitense che spinge nel senso di una distinzione, anche per quanto riguarda la disciplina delle informazioni inesatte al mercato, tra emissione di nuove securities e negoziazioni su securities già emesse. È noto che la normativa che riguarda l emissione di nuovi strumenti finanziari è, nell ordinamento statunitense, contenuta nel Securities Act del 1933, mentre gli scambi sul mercato secondario, che hanno ad oggetto titoli già emessi, sono sottoposti alla disciplina del Securities Exchange Act del Per tutti si vedano L. LOSS J. SELIGMAN T. PAREDES, Securities Regulation, New York, 4 th ed., 2006, 326 ss. A ciò si aggiunga che, negli Stati Uniti, la responsabilità da prospetto si distingue dalla responsabilità per diffusione di false informazioni al mercato poiché la prima è, in sostanza, invocabile solo in relazione a nuove emissioni di strumenti finanziari per le quali sia stato pubblicato un prospetto. Ciò si deve, in primo luogo, all elaborazione giurisprudenziale del c.d. trace back requirement, che, con riferimento alle richieste risarcitorie per false informazioni contenute nel registration statement ai sensi della Section 11 del Securities Act, richiede all investitore di provare che i titoli acquistati provenivano effettivamente dall insieme di titoli offerti in base al documento d offerta inveritiero. In secondo luogo, la decisione della Corte Suprema statunitense in relazione al caso Gustafson v. Alloyd Co., Inc., 513 U.S. 561 (1995), ha limitato l applicabilità della Section 12(a)(2) del medesimo Securities Act che prevede la responsabilità di colui che alieni strumenti finanziari sulla base di un prospetto inveritiero ai soli acquisti effettuati in occasione di offerte pubbliche promosse dall emittente o dal suo azionista di controllo. Sul punto si veda M. VENTORUZZO, La responsabilità da prospetto negli Stati Uniti d America tra regole del mercato e mercato delle regole, Milano, 2003, 17 ss. ( 13 ) Così anche F. PARMEGGIANI, La regolazione delle agenzie di rating tra tentativi incompiuti e prospettive future, in Giur. comm., 2010, I, 146, il quale osserva che «l ordinamento statunitense risulta essere il primo ad essersi confrontato con i danni prodotti dalle agenzie di rating nonché l unico ad annoverare una sufficiente casistica giurisprudenziale e ad avere elaborato una serie di principi che per quanto opinabili forniscono un prezioso contributo pratico dal quale partire per esaminare la questione». 1718 responsabilità che le agenzie di rating potrebbero trovarsi a dover fronteggiare nelle corti nazionali nell eventualità in cui l errato giudizio sul merito di credito sia, rispettivamente, incluso in un prospetto (o documento d offerta), ovvero sia semplicemente diffuso al pubblico, tramite organi di stampa, siti internet, altri operatori del mercato e via dicendo. Ai fini di una tale indagine e specialmente per quanto riguarda i profili di responsabilità nel mercato secondario occorrerà, inoltre, non soltanto attingere dall esperienza statunitense, ma preliminarmente ripercorrere, con qualche breve cenno, il dibattito circa la risarcibilità del danno da rating e le novità legislative in materia di disciplina delle agenzie di rating che si sono susseguite negli ultimi anni, e, successivamente, svolgere qualche ulteriore considerazione in merito al ruolo che le agenzie di rating rivestono all interno del mercato finanziario. Una compiuta analisi delle tematiche attinenti alla responsabilità, infatti, non può non tenere conto della funzione e del ruolo che l ordinamento attribuisce alle agenzie di rating e delle peculiarità che tale ruolo presenta rispetto ad altri soggetti, sempre operanti sul mercato, quali le società di revisione e gli analisti finanziari. Del ruolo svolto dalle agenzie di rating in rapporto agli altri intermediari finanziari occorrerà tenere conto trasversalmente nell esame dei profili di responsabilità delle agenzie posto che esse svolgono la propria attività di analisi e valutazione unitamente ad altri soggetti e che sono destinate a interagire non solo con gli emittenti, i quali a loro volta diffondono, obbligatoriamente o volontariamente, informazioni al pubblico, ma anche con gli intermediari finanziari che svolgono servizi di collocamento titoli presso il pubblico (o, più in generale, servizi di investimento a beneficio del pubblico), con le società di revisione e via dicendo. In un contesto in cui vi sono diversi operatori finanziari, soggetti alla vigilanza di diverse autorità, quali la Consob, la Banca d Italia e ora l ESMA, l individuazione del regime di responsabilità applicabile alle agenzie di rating e dei suoi confini passa necessariamente per una distinzione del ruolo delle agenzie rispetto a tali soggetti e attraverso l individuazione dei casi in cui le agenzie di rating rispondono in solido con i medesimi. Obiettivo di questa parte dell indagine sarà, dunque, quello di individuare se vi sia uno spazio per l affermazione di una responsabilità «esclusiva» e «specifica» delle agenzie di rating e quali siano le ipotesi in cui la responsabilità di altri soggetti che operano sul mercato trascina, in regime di solidarietà risarcitoria, la responsabilità delle agenzie di rating. Anticipando i risultati dell indagine ai quali si ritiene di poter pervenire, si osserva che le caratteristiche della responsabilità «da prospetto» nel nostro ordinamento e il ruolo che le agenzie di rating ricoprono nel mercato italiano consentono di individuare degli spazi per una responsabilità esclusiva delle agenzie e di escludere che le medesime rispondano, nella generalità dei casi, in solido con altri soggetti. Un tale approdo interpretativo è in grado di ridimensionare le preoccupazioni di un indebita estensione della responsabilità delle agenzie a scapito della loro permanenza sul mercato. Rimane, tuttavia, aperto il problema di garantire, ciò nondimeno, una tutela effettiva per gli investitori nei casi in cui l agenzia sia chiamata a rispondere del danno arrecato attraverso la diffusione di giudizi di rating colposamente errati, falsi o fuorvianti. Di ciò ci si occuperà nell ultima parte dell indagine, che esaminerà, alla luce delle novità normative introdotte con il Regolamento UE n. 462/2013, quali margini vi siano per agevolare l ottenimento da parte degli investitori della prova in ordine all elemento soggettivo dell illecito e al nesso di causalità. 1819 In sintesi, dunque, il presente lavoro proverà a verificare se il sistema di responsabilità civile delle agenzie di rating, alla luce delle peculiarità del diritto dei mercati finanziari, consenta agli investitori di ottenere ristoro del danno subito, agevolando l ottenimento della prova in ordine all elemento soggettivo dell illecito e al nesso di causalità, e scongiurando, al contempo, il pericolo che la condanna al risarcimento del danno gravi eccessivamente sull agenzia di rating ponendo a rischio la sua operatività sul mercato. In questo quadro, tenendo a mente l evoluzione normativa europea e il ruolo svolto dalle agenzie di rating in rapporto agli altri partecipanti al mercato, una preliminare analisi del sistema di responsabilità civile delle agenzie di rating negli Stati Uniti si giustifica in ragione del fatto che, non essendovi significativa giurisprudenza in Italia, le pronunce delle corti statunitensi risultano fondamentali ai fini della tipizzazione delle possibili condotte illecite delle agenzie e della individuazione delle caratteristiche del possibile danno da rating. Prima ancora di una tale tipizzazione occorrerà, tuttavia, fornire una breve ricognizione e descrizione dei servizi forniti dalle agenzie di rating, dei giudizi di rating e del procedimento valutativo necessario per pervenire al giudizio di rating. 2. Brevi cenni in materia di rating. Le agenzie di rating sono società private che si occupano di fornire, di regola dietro pagamento di un corrispettivo, un servizio di valutazione del merito di credito di imprese, quotate e non, e dei titoli di debito da queste emessi. Le principali agenzie di rating operanti sulla scena mondiale, anche attraverso società controllate, sono le americane Moody s ( 14 ) e Standard & Poor s ( 15 ) e la francese Fitch ( 16 ), le quali, in buona sostanza, «attraverso un ( 14 ) La prima agenzia di rating fu fondata da John Moody il quale, dopo il «Moody s Manual of Industrial and Miscellaneous Securities», nel 1909 pubblicò un manuale contenente l analisi del valore dei titoli ferroviari disponibili sul mercato pubblico che venne successivamente ampliato fino a comprendere l analisi dei titoli di società industriali. La Moody s Investors Services viene fondata solo successivamente, nel 1914, e da quel momento in poi ha continuato a espandere la propria attività di valutazione del merito di credito a diverse tipologie di titoli presenti sul mercato. Attualmente è una tra le due più grandi agenzie di rating operanti a livello mondiale. In generale, sulla storia di Moody s, cfr. G. FERRI P. LACITIGNOLA, Le agenzie di rating, Bologna, 2014, 23 s., e L. DI DONNA, La responsabilità civile delle agenzie di rating. Mercato finanziario, allocazione dei rischi e tutela dell investitore, cit., 33 s. (nota 9). ( 15 ) Le origini di Standard & Poor s risalgono al 1916 e si devono principalmente all opera di Henry Varnum Poor, che già in precedenza si era interessato a tematiche attinenti l analisi azionaria. La società nasce dalla fusione di due società distinte che originariamente fornivano servizi diversi dall analisi del merito di credito. Nel 1906 venne, infatti, fondato lo Standard Statistic Bureau allo scopo di fornire informazioni di natura finanziaria che normalmente non erano messe a disposizione delle imprese statunitensi. L attività di valutazione del merito di credito di titoli obbligazionari e del debito sovrano ad opera dello Standard Statistic Bureau comincia, tuttavia, solamente dieci anni più tardi e continua a seguito della fusione con la Poor s Publishing, avvenuta nel Nel 1966 Standard & Poor s sarà acquisita dall attuale società capogruppo, la McGraw-Hill Publishing Company, Inc., che ha poi cambiato la propria denominazione sociale in The McGraw-Hill Companies. Al riguardo, cfr. G. FERRI P. LACITIGNOLA, Le agenzie di rating, cit., 24 s., e, diffusamente, anche L. DI DONNA, La responsabilità civile delle agenzie di rating. Mercato finanziario, allocazione dei rischi e tutela dell investitore, cit., 30 ss. (nota 8). ( 16 ) La società Fitch Ratings fu fondata a New York nel 1913 e, prima di cominciare la pubblicazione di rating veri e propri, attraverso una scala di rating introdotta nel 1924, si dedicava esclusivamente all elaborazione di statistiche finanziarie. La società ha continuato ad operare al fianco di società di maggiori dimensioni, quali Moody s e Standard & Poor s, fino alla sua acquisizione, nel 1997, da parte della società IBCA Limited, con sede a Londra, che le ha permesso di incrementare sensibilmente la propria quota mondiale nel settore delle valutazioni del merito di credito. In occasione della fusione con IBCA Limited, la società è giunta sotto il controllo della francese Fimalac S.A., che aveva in precedenza acquisito il controllo di IBCA Limited. Nonostante rimanga una società di rating di minori dimensioni, se paragonata ai principali competitors Moody s e Standard & Poor s, Fitch ha progressivamente incrementato la propria quota di mercato 1920 processo analitico ( ) raccolgono dati finanziari e non, li elaborano e pubblicano un opinione neutrale sulla bontà creditizia dell emittente o dell emissione» ( 17 ). Di regola si tratta di un giudizio che viene reso noto al pubblico, specie quando ha ad oggetto titoli emessi da società quotate, ma vi sono delle ipotesi, meno frequenti, nelle quali il rating è messo a disposizione solamente di pochi interessati ( 18 ). In particolare, si distinguono casi ormai estremamente rari in cui è l investitore solitamente un soggetto professionale e non l emittente a commissionare la valutazione sul merito di credito di quest ultimo, magari al fine di acquisire informazioni utili sulla controparte di una potenziale iniziativa imprenditoriale, la quale viene quindi resa nota esclusivamente al soggetto che conferisce l incarico all agenzia; casi in cui il giudizio di rating è messo a disposizione degli investitori mediante abbonamento o meccanismi di subscription; e casi in cui, invece, il rating è comunicato al mercato mediante le più svariate modalità ( 19 ). Sono queste ultime due modalità di diffusione dei giudizi di rating a suscitare particolare interesse in un indagine sui profili di responsabilità delle agenzie nei confronti degli investitori poiché, nel primo caso, occorrerà tener conto del fatto che l investitore è venuto a conoscenza del voto di rating accedendo all area riservata del sito internet dell agenzia attraverso un meccanismo di subscription che richiede l accettazione di termini e condizioni generali di contratto (terms and conditions), mentre nel secondo caso punto di partenza dell analisi dovrà essere ravvisato nella libera conoscibilità e disponibilità del rating al pubblico indistinto. La comunicazione al mercato dei giudizi di rating e la loro larga diffusione è oggi agevolata, tra l altro, dall introduzione, ad opera del Regolamento UE n. 462/2013, della c.d. piattaforma europea del rating («European Rating Platform»), nella quale verranno pubblicati tutti i giudizi emessi dalle agenzie operanti sui mercati europei ( 20 ). Tale modalità attraverso l acquisizione di altre agenzie di rating minori che sono andate via via affermandosi sul mercato o in particolari nicchie di mercato, quali l americana Duff & Phelps Credit Rating Co. e la Thomson BankWatch. Cfr. sul punto G. FERRI P. LACITIGNOLA, Le agenzie di rating, cit., 25 s. e L. DI DONNA, La responsabilità civile delle agenzie di rating. Mercato finanziario, allocazione dei rischi e tutela dell investitore, cit., 34 s. (nota 10). ( 17 ) G. FERRI P. LACITIGNOLA, Le agenzie di rating, cit., 54. ( 18 ) Il contenzioso statunitense in materia ha talvolta avuto ad oggetto ipotesi di questo tipo. In argomento si rimanda a quanto si dirà infra ai e del secondo capitolo. Si rimanda, in particolare, al caso Dun & Bradstreet, Inc., v. Greenmos Builders, Inc., 472 U.S. 749; 105 S. Ct. 2939; 86 L. Ed. 2d 593; 1985 U.S. LEXIS 103; 53 U.S.L.W. 4866; 11 Media L. Rep Al riguardo si veda anche F. DRIGO, La responsabilità delle agenzie di rating per il danno all informato. L esperienza statunitense, in Rass. dir. civ., 2006, 509, il quale ricorda come la valutazione del merito di credito possa essere «commissionata» da chi intenda conoscere la solvibilità di un terzo o di un particolare investimento, assumendo, quindi, le forme della «consulenza ad hoc». Si segnala, inoltre, che la normativa europea non si applica a tali rating «privati». Sul punto si veda infra, capitolo 3, 1.4. ( 19 ) In argomento cfr. F. LUKACS, La responsabilità delle società di rating nei confronti dei soggetti valutati (per l emissione di solicited o unsolicited rating) e nei confronti dei terzi, in AA.VV., Le agenzie di rating, a cura di A. Principe, Milano, 2014, 219. ( 20 ) La Piattaforma Europea del Rating (ERP) è una piattaforma online all interno della quale dovranno essere pubblicati tutti i giudizi emessi dalle agenzie registrate e comunicati all ESMA (European Securities and Markets Authority), l autorità europea incaricata della vigilanza accentrata sulle agenzie di rating (sul punto si veda infra, capitolo 3, ) Essa sarà gestita all interno di un sito internet creato appositamente dall ESMA e permetterà una più ampia conoscibilità dei giudizi di rating al pubblico degli investitori. Il Regolamento UE n. 462/2013 richiede, inoltre, all ESMA di redigere dei Regulatory Technical Standards i quali avranno ad oggetto anche il funzionamento della Piattaforma Europea del Rating. Esistono, comunque, altri siti internet e altre piattaforme online nelle quali è possibile consultare i rating. Un esempio è dato dal sito la cui origine si deve all iniziativa della European Association of Credit 20 Vedere altro
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