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Timestamp: 2020-07-09 04:05:54+00:00

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SULLA NATURA OMNICOMPRENSIVA DEL RISARCIMENTO DEL DANNO...
SULLA NATURA OMNICOMPRENSIVA DEL RISARCIMENTO DEL DANNO NEL TRASPORTO AEREO CAUSATO DAL RITARDO DEL VOLO E NELLA RICONSEGNA DEL BAGAGLIO. REGOLAMENTO CEE 261/2004 E CONVENZIONE DI MONTREAL 1999
Sommario: 1.Premesse introduttive ed inquadramento generale. 2. Sulla compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CEE 261/2004. Condizioni e casi di esclusione. 3. Presunzione di responsabilità del vettore aereo per volo ritardato, cancellato, negato imbarco.Eccezionalità dell’evento in grado di escluderla nel Regolamento Cee 261/2004. 4. Sul c.d. danno supplementare. 5. Il danno da ritardo aereo deve essere sempre dimostrato salvo nell’ipotesi di compensazione pecuniaria di cui al Regolamento CEE, laddove applicabile. Prescrizione. Le decisioni del Tribunale di Civitavecchia 01.02.2019 nn. 117 e 118 e della Cass. 20.02.2019 n. 4962. 6. In particolare, le sentenze 117 e 119 del 2019 del Tribunale di Civitavecchia. 7.Responsabilità del vettore riguardo il bagaglio che gli viene consegnato dal passeggero. 8. Sulla competenza giurisdizionale
1. PREMESSE INTRODUTTIVE ED INQUADRAMENTO GENERALE.
L’orologio è il padrone indiscusso delle nostre giornate, durante le quali si corre a causa di una sorta di “cronopatia”, cioè la paura del tempo che colpisce la stragrande maggioranza delle persone alle quali le ventiquattro ore risultano insufficienti per quanto si ha da fare.
Frenesia della vita quotidiana per un tempo che fugge inesorabilmente.
Sed fugit interea fugit irreparabile tempus, diceva il poeta Virgilio nella famose Georgiche.
Il tempo scandisce la nostra esistenza ed è intollerabile, quindi, che si possa arrivare tardi ad un appuntamento di qualsiasi genere, soprattutto quando ciò dipenda da cause indipendenti dalla propria volontà, scatenando una molteplicità di contenziosi nei confronti di coloro ai quali ci si affida per giungere rapidamente nel luogo di destinazione.
Spesso si usa il trasporto aereo per arrivare prima o perché si ha poco tempo da dedicare allo spostamento da un luogo ad un altro.
Ma la velocità dei mezzi di comunicazione, imposta dalla moderna civiltà, può causare disservizi soprattutto per l’aumento esponenziale degli utenti i quali, per ragioni di “tempo” si affidano alle Compagnie aeree.
Proprio per porre rimedio ai disservizi, di cui si è appena detto – molto frequenti dato l’intenso traffico aereo – che generano comprensibili disagi e fastidi, nella maggior parte dei casi, è stato emanato il Regolamento CE 261/2004 che ha avuto il merito di aver standardizzato il relativo ristoro, sotto forma di una compensazione pecuniaria/indennizzo dovuto al passeggero e misurato in rapporto allo spazio/tempo del volo aereo, ritenendo in re ipsa il pregiudizio sofferto dal passeggero stesso. Una misura minima (N.B.) questa che, non solo facilita il ristoro del nocumento subito dal consumatore per i disservizi del vettore aereo, in quanto sono predeterminate le specifiche condizioni di operatività spazio/tempo, ma che è anche di stimolo per la Compagnie aeree al rispetto degli orari previsti e, quindi, di quell’elemento “tempo” che governa le nostre azioni ed in generale la nostra vita. Ciò a differenza della convenzione di Montreal del 1999 che detta regole uniformi per il trasporto aereo internazionale di persone, bagagli e merci senza però specificare, con riferimento al volo ritardato, cancellato od al negato imbarco, oggetto invero del presente contributo, le condizioni spazio/tempo suddette, che ne facilitano sicuramente l’ operatività
Ed, invero, ai sensi dell’art. 1 della convenzione di Montreal, alla quale l’Italia ha aderito con effetti dal 28/06/2004, la stessa trova applicazione “ad ogni trasporto internazionale di persone, bagagli o merci effettuati con aeromobile a titolo oneroso ed ai trasporti con aeromobile effettuati a titolo gratuito da una impresa di trasporto aereo”, laddove con l’espressione “trasporto aereo” deve intendersi ogni trasporto in cui, a seguito di accordo tra le parti, il luogo di partenza e quello di arrivo siano situati o sul territorio di due Stati parti o sul territorio di un medesimo Stato parte qualora sia previsto uno scalo su territorio di altro Stato anche se tale Stato non è uno Stato parte.
Da segnalare gli artt. 22 e 29 di detta convenzione che limitano l’ammontare dei danni in caso di ritardo (genericamente indicato) e specificano che ogni azione per risarcimento per qualunque causa può essere esercitata alle condizioni e nei limiti previsti dalla Convenzione stessa, i quali, con riguardo al quantum sono fissati in un importo non superiore a 4694 (così aggiornato con determinazione ICAO 22.5.09) diritti speciali di prelievo per passeggero, in relazione al trasporto di persone (art. 22, 1° co.): cioè una unità di misura convenzionale creata dal Fondo Monetario il cui valore è convertito in moneta nazionale secondo il cambio al momento della liquidazione ( nel corrente mese di aprile 2019, 1 diritto speciale corrisponde a 1,24 euro per totali 5812,00= euro circa).
In pratica è detto nella convenzione di Montreal che il semplice ritardo è idoneo astrattamente a fondare la responsabilità del vettore salvo la prova, in capo allo stesso, che egli ed i propri dipendenti ed incaricati hanno adottato tutte le misure necessarie e possibili, secondo la normale diligenza, per evitare il danno oppure che era loro impossibile adottare(art. 19).
Altre disposizioni regolano le ipotesi dello smarrimento (etc.) del bagaglio che porta con sé il passeggero, di cui si parlerà più avanti.
Ciò posto, le questioni che maggiormente agitano gli operatori del diritto riguardano gli interrogativi se sia o meno risarcibile il solo danno patrimoniale o anche quello non patrimoniale (morale ed esistenziale), ed ancora, se la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CE 261/2004 esaurisca o meno l’ipotesi del ristoro del danno in caso di inadempimento del vettore aereo, inoltre, se l’inciso contenuto nell’art. 12 Regolamento CE 261/2004, secondo cui esso “lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare” debba intendersi, o meno, nel senso della cumulabilità degli strumenti riparatori del danno previsti dal Regolamento CE e dalla Convenzione di Montreal o dal diritto nazionale italiano, infine se l’entità del ritardo aereo sia o meno idoneo a sostanziare il ristoro entro i limiti dei 4694 diritti speciali di prelievo cosi come previsto dall’art. 22 della convenzione di Montreal.
A tali interrogativi cercheremo di dare specifica risposta, al lume della interpretazione fornita dalla giurisprudenza comunitaria e di quella italiana, di legittimità e di merito, intervenuta anche recentemente con plurime decisioni. Non senza subito sottolineare come il Regolamento CE 261/2004 abbia istituito una vera e propria “Carta dei diritti del Passeggero” attraverso una disciplina uniforme in ambito europeo – migliorativa per gli interessi dei passeggeri e volta ad assicurare indennizzi senza l’esperimento di azioni giudiziarie – affiancandosi, senza escluderla, alla convenzione di Montreal del 1999, sottoscritta dalla Comunità Europea il 09/12/199 ed approvata con decisione del Consiglio 05/04/2001, 2001/539/CE: e, ciò, come emerge dalla decisione della Corte di Giustizia UE, Grande Sezione del 10/01/2006 C-344/04 IATA/Department of Transport, la quale ha opinato per la compatibilità delle due discipline, applicabili senza antinomie, come peraltro confermato dal Regolamento CE 2027/1997 in tema di responsabilità del vettore aereo in caso di incidenti.
Trattasi, come già accennato, di una compensazione che costituisce una misura minima per il ristoro dei disservizi del trasporto aereo, con la deterrente finalità di migliorarli e con funzione di incidere sui i disagi ed i fastidi che subiscono i passeggeri per il ritardo aereo. (v. art. 12 Considerando Regolamento CEE 261/2004).
- la compagnia aerea è liberata dall’obbligo di compensazione pecuniaria, a favore del passeggero di un volo (ad es.) ritardato oltre i limiti temporali previsti dal Regolamento 261/2004, quando può dimostrare che l’evento dannoso è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che sfuggono al controllo del vettore aereo (considerando 14 e 15 nonché art. 5 paragrafo 3 del Regolamento de quo – v. in particolare Corte di Giustizia UE 19/11/2009 C-402 e 432/07 già citata + Corte di Giustizia UE IV 22/12/08 Wallentin C-549/07);
- trattandosi di una deroga al principio della compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri, il citato art. 5 paragrafo 3 deve essere interpretato restrittivamente, nel senso che non tutte le circostanze eccezionali determinano un esonero e spetta al vettore aereo, che vuole avvalersene, dimostrare in aggiunta, che esse non si sarebbero potute evitare con misure che, nel momento in cui si sono verificate tali circostanze eccezionali, rispondono, in particolare, a condizioni tecnicamente ed economicamente sopportabili per il vettore aereo.
4.SUL C.D. DANNO SUPPLEMENTARE.
Come anticipato nella premessa introduttiva, è ormai pacifico che, in linea di principio, il passeggero possa aver diritto ad un risarcimento supplementare laddove alleghi e dimostri il pregiudizio ulteriore sofferto e di cui intende ottenere la riparazione.
Ed, invero, l’art. 12 del Regolamento de quo, stabilisce che esso “lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare”: con l’avvertimento che il risarcimento (compensazione) previsto dal Regolamento può essere detratto da quello che si ottiene in via supplementare (v. art. 12, 1° co. 2a parte).
5 IL DANNO DA RITARDO AEREO DEVE SEMPRE ESSERE DIMOSTRATO SALVO NELLA IPOTESI DI COMPENSAZIONE PECUNIARIA DI CUI AL REGOLAMENTO CEE 261/2004, LADDOVE APPLICABILE.PRESCRIZIONE. LE DECISIONI DEL TRIBUNALE .DI CIVITAVECCHIA 01.02.2019 nn. 117 e 118 E DELLA CASSAZIONE 20.02.2019 n. 4962
Come già riferito, nella recente ordinanza della S.C. 4962/2019- in un caso in cui il passeggero aveva lamentato che per il ritardo del volo arrivato a destinazione avesse diritto alla liquidazione di un importo superiore alla compensazione di cui all’art. 7 del Regolamento CE 261/2004- ha confermato quell’indirizzo della giurisprudenza Comunitaria secondo cui il risarcimento del danno supplementare va riconosciuto solo se allegato e provato: onere probatorio non assolto nel caso di specie, come accertato dal giudice di merito, con conseguente rigetto del gravame volto, invero, a contestare un accertamento di fatto sottoposto inammissibilmente al vaglio del giudice di legittimità ma incensurabile in tale sede.
a)Se il vettore soggiace alla disciplina del Regolamento CEE per aver operato un volo ritardato, in partenza da tutti i paesi che fanno parte della Unione Europea, indipendentemente dal luogo in cui la compagnia aerea responsabile abbia la sua sede centrale, ovvero per aver operato un volo atterrato nella Comunità Europea da paesi terzi, laddove il vettore abbia la sede centrale nella stessa UE, il passeggero ha automaticamente diritto (su richiesta) alla compensazione pecuniaria de qua, pari ad un importo variabile e forfettariamente predeterminato che tiene conto della entità del ritardo e della distanza fra gli aereoporti di partenza ed arrivo. In mancanza di tali requisiti (partenza da un paese europeo anche con Compagnia aerea avente sede fuori UE, arrivo da paese extraeuropeo con compagnia non avente sede nella UE) si applica la Convenzione di Montreal. In tale ipotesi il semplice ritardo - di cui , a differenza del Regolamento CEE, non sono indicati i limiti oltre i quali il passeggero ha automaticamente diritto (salvo i casi di esclusione di cui al precedente § 3) al ristoro del danno- è produttivo di un pregiudizio che però, può essere liquidato, come visto, in misura non superiore a 4694 di diritti speciali di prelievo, laddove effettivamente provatane la sussistenza. Ciò si ricava dall’art. 29 della Convenzione di Montreal secondo cui l’azione di risarcimento del danno (il cui diritto si prescrive entro due anni dal giorno di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l’arrivo a destinazione o da quello in cui il trasporto è interrotto ex art.35 , mentre, rispetto la compensazione pecuniaria, il relativo diritto si prescriverebbe, secondo Cass.31.7.2006 n. 17444, nel termine breve di sei mesi, a decorrere dall’arrivo del passeggero, e non dodici di cui all’art. 2951 cc) “non dà luogo ad alcuna riparazione a titolo punitivo, esemplare o comunque non risarcitorio”. Trattasi di limiti di responsabilità che possono essere derogati nel contratto di trasporto prevedendo limiti superiori ovvero nessuna restrizione.E’ nulla ,però, ogni clausola intesa ad escludere la responsabilità del vettore o a fissare un limite inferiore a quello previsto nella convenzione (art. 25 e 26)
Detto assetto- che tiene conto dei limiti di applicabilità del Regolamento CEE e dei principi dell’onere della prova sulla sussistenza, in subiecta materia, del danno risarcibile, al di fuori delle ipotesi del diritto del passeggero alla assistenza ed alla compensazione pecuniaria, rispettivamente previste dagli art. 8 e 9 nonchè dall’art 7 del regolamento CEE 261/2004- è stato ben identificato in due recenti sentenze del Tribunale di Civitavecchia, nel cui circondario è posto l’Aereoporto di Fiumicino/Leonardo da Vinci (uno dei più grandi d’Europa), pubblicate il 1.2.2019 e recanti i nn.117 e 118. In entrambi i casi si è trattato di appelli avverso le corrispondenti sentenze del Giudice di Pace della stessa città: nel primo, una Compagnia aerea statunitense era stata condannata al risarcimento del danno, a favore di due passeggeri, di euro 600,00 ciascuno, riconosciuto a titolo di compensazione pecuniaria, per il ritardo del volo Miami- Milano, arrivato a destinazione accumulando 217 minuti di ritardo, facendo così perdere ad uno degli stessi la coincidenza del volo fino a Dusseldorf. Circostanza questa che lo costringeva ad acquistare un nuovo biglietto per arrivare a destinazione, sopportando il costo in euro 99,98. Nel secondo caso, lo stesso Giudice di pace di Civitavecchia aveva condannato una Compagnia aerea indiana al risarcimento dei danni morali e materiali subiti da due passeggeri, per il ritardo aereo di oltre sette ore, registrato su un volo Delhi/Roma, nella misura di 1400,00 euro (700,00= ciascuno).
Orbene le impugnazioni, proposte, in entrambi i casi, dalle due Compagnie aeree, risultate soccombenti in prime cure, venivano accolte dal Tribunale, il quale ha fatto buon governo dei principi testè illustrati in merito ai limiti di applicazione del Regolamento CEE 261/2004, delimitando correttamente l’area del danno risarcibile, compresi i relativi carichi probatori. Ed ,invero - ritenuto dal giudice civitavecchiese che in entrambe le cause dovesse applicarsi la convenzione di Montreal, trattandosi di volo proveniente da Paesi extraeuropei ed operato con vettore non avente sede nell’ambito della UE, - lo stesso ha opinato che non potesse farsi riferimento , una volta accertato l’an della richiesta risarcitoria, rappresentata dal pacifico ritardo accumulato dalle due compagnie aeree, alla compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CEE (sentenza117/2019) ovvero riconoscersi (nella sentenza 118/2019) un risarcimento del danno materiale e morale nella misura di euro 700,00= per ciascun passeggero, in mancanza della prova sul quantum debeatur, a carico del preteso danneggiato. Sullo sfondo delle decisioni de quibus si intravvedono, limpidamente, i principi sopraesposti circa la necessità che sia provata la effettiva sussistenza del danno da ritardo aereo, quando questo è richiesto al di fuori delle ipotesi disciplinate dal Regolamento CEE ovvero come danno ulteriore ( c.d. supplementare nella accezione suindicata), tanto nella sua componente patrimoniale quanto in quella non patrimoniale.
7. RESPONSABILITA’ DEL VETTORE AEREO RIGUARDO IL BAGAGLIO CONSEGNATOGLI DAL PASSEGGERO
E’ prevista nell’art. 22 comma 2 della convenzione di Montreal, a mente del quale “ nel trasporto di bagagli la responsabilità del vettore, in caso di distruzione, perdita, deterioramento o ritardo è limitata alla somma di 1131 (aggiornati ad oggi, circa euro 1.403,00) diritti speciali di prelievo per passeggero salvo dichiarazione speciale di interesse alla consegna a destinazione effettuata dal passeggero al momento della consegna al vettore del bagaglio, dietro pagamento di una eventuale tassa supplementare. In tal caso il vettore sarà tenuto al risarcimento sino alla concorrenza della somma dichiarato, a meno che egli non dimostri che tale somma è superiore all’interesse reale del mittente alla consegna a destinazione”
Si discute se la norma appena indicata si riferisca ad una nozione omnicomprensiva del danno con riferimento tanto alla componente patrimoniale quanto a quella non patrimoniale, quest’ultima da risarcirsi, ai sensi dell’art. 2059 cc come conseguenza seria (non dovuta a meri fastidi o disagi) della lesione grave di diritti inviolabili della persona , costituzionalmente tutelati.
Plurime decisioni della Corte Regolatrice declinano in favore di detta natura, lasciando alla disciplina degli Stati aderenti la determinazione del contenuto proprio della obbligazione risarcitoria. In questo senso vedasi Cass.14.07.2015 n.14667 e da ultimo la recente Cass.21.02.2019 n.4996. Nella giurisprudenza Comunitaria cfr. CGU 6.5.2010 Walzc.Clickair SA. Affinché il passeggero possa ottenere il risarcimento dei danni oltre i limiti fissati dall’art. 22 della Convenzione di Montreal deve provvedere alla dichiarazione speciale prevista dal succitato comma 2 dello stesso art. 22 Si può ottenere, comunque, un risarcimento ulteriore laddove, ex comma 5 art.22, venga dimostrato che il danno è stato dovuto malafede del personale della compagnia o da altre condotte temerarie.
8.COMPETENZA GIURISDIZIONALE
Il giudice territorialmente competente a conoscere una domanda di compensazione pecuniaria basata sul contratto di trasporto e sul Regolamento CEE 261/2004 è quello, a scelta dell’attore, nella cui circoscrizione si trovano il luogo di partenza e di arrivo dell’aereo, quali indicati nel contratto (Corte Giustizia UE iv sezione 9.7.2009 C-204/2008 Reheder/Air Baltic. Secondo la Convenzione di Montreal, l’art. 33 prescrive “che l’azione per il risarcimento del danno è promossa, a scelta dell’attore, nel territorio di uno degli Stati parti, o davanti il Tribunale del domicilio del vettore o della sede principale della sua attività o del luogo in cui esso possiede una impresa che ha provveduto a stipulare il contratto, o davanti il Tribunale del luogo di destinazione
Aprile 2019 A cura dell’Avv. Antonio Arseni Foro di Civitavecchia
Inserito il 11 aprile 2019 alle 00:00:00 da Antonio.Arseni

References: Cass. 
 art. 12
 art. 5
 art. 5
 art. 12
 § 3
 art.35
 art. 8
 sentenza 
 art. 22
 art.22