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Timestamp: 2019-02-16 13:08:45+00:00

Document:
D. P.R. 01/08/2011, n. 151 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN10984
G.U. 22/09/2011, n. 221
In vigore dal 07/10/2011.
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Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, n. 14;
Visto l'articolo 49, commi 4-bis, 4-ter, 4-quater e 4-quinquies, del
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a) Comando: il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente;
b) Direzione: la Direzione regionale o interregionale dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difes
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Art. 2. - Finalità ed ambito di applicazione
1. Il presente regolamento individua le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e disciplina, per il deposito dei progetti, per l'esame dei progetti, per le visite tecniche, per l'approvazione di deroghe a specifiche normative, la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio che, in base alla vigente normativa, sono attribuite alla competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
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Art. 3. - Valutazione dei progetti
1. Gli enti ed i privati responsabili delle attività di cui all'Allegato I, categorie B e C, sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, a
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Art. 4. - Controlli di prevenzione incendi
1. Per le attività di cui all'Allegato I del presente regolamento, l'istanza di cui al comma 2 dell'articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, è presentata al Comando, prima dell'esercizio dell'attività, mediante segnalazione certificata di inizio attività, corredata dalla documentazione prevista dal decreto di cui all'articolo 2, comma 7, del presente regolamento. Il Comando verifica la completezza formale dell'istanza, della documentazione e dei relativi allegati e, in caso di esito positivo, ne rilascia ricevuta.
2. Per le attività di cui all'Allegato I, categoria A e B, il Comando, entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza di c
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Art. 5. - Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio
1. La richiesta di rinnovo periodico di conformità antincendio che, ogni cinque anni, il titol
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Art. 6. - Obblighi connessi con l'esercizio dell'attività
1. Gli enti e i privati responsabili di attività di cui all'Allegato I del presente regolamento, non soggette alla disciplina del decre
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Art. 7. - Deroghe
1. Qualora le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi di cui all'Allegato I del presente regolamento, presentino caratteristiche tali da non consentire l'integrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione in
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Art. 8. - Nulla osta di fattibilità
1. Gli enti e i privati responsabili delle attività di cui all'Allegato I del presente regolam
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Art. 9. - Verifiche in corso d'opera
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Art. 10. - Raccordo con le procedure dello sportello unico per le attività produttive (SUAP)
1. Per le attività di cui all'Allegato I del presente regolamento di competenza del SUAP si applica il decreto de
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1. Fino all'adozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dell'articolo 2, si applicano le disposizioni del decreto del Ministro dell'interno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998, recante disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l'avvio di procedimenti di prevenzione incendi, nonché all'uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco.
2. Fino all'adozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dell'articolo 2, all'istanza di cui al comma 1 dell'articolo 4, presentata per la messa in esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi di capacità complessiva non superiore a 5 metri cubi non a servizio di attività di cui all'Allegato I, sono allegati:
a) la dichiarazione di c
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1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) decreto del Presidente della Repubblica del 26 maggio 1959, n. 689, regolamento recante la determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione degli incendi, al controllo del Comando del Corpo dei vigili del fuoco;
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Art. 13. - Clausola di neutralità finanziaria
1. Dall'attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della
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Allegato I (di cui all’articolo 2, comma 2) - Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi
Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano gas infiammabili e/o comburenti con quantità globali in ciclo superiori a 25 Nm³/h.
Impianti di compressione o di decompressione dei gas infiammabili e/o comburenti con potenzialità superiore a 50 Nm³/h, con esclusione dei sistemi di riduzione del gas naturale inseriti nelle reti di distribuzione con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa
Cabine di decompressione del gas naturale fino a 2,4 MPa
tutti gli altri casi
Impianti di riempimento, depositi, rivendite di gas infiammabili in recipienti mobili:
a) compressi con capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m³:
rivendite, depositi fino a 10 m³
Impianti di riempimento, depositi oltre 10 m³
b) disciolti o liquefatti per quantitativi in massa complessivi superiori o uguali a 75 kg:
Depositi di GPL fino a 300 kg
rivendite, depositi di GPL oltre 300 kg e fino a 1.000 kg, depositi di gas infiammabili diversi dal GPL fino a 1.000 kg
Impianti di riempimento, depositi oltre 1.000 kg
Depositi di gas infiammabili in serbatoi fissi:
a) compressi per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m³:
fino a 2 m³
oltre i 2 m³
b) disciolti o liquefatti per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,3 m³
- Depositi di GPL fino a 5 m³
- Depositi di gas diversi dal GPL fino a 5 m³
- Depositi di GPL da 5 m³ fino a 13 m³
- Depositi di gas diversi dal GPL oltre i 5 m³
- Depositi di GPL oltre i 13 m³
Depositi di gas comburenti compressi e/o liquefatti in serbatoi fissi e/o recipienti mobili per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 3 m³:
fino a 10 m³
oltre i 10 m³
Reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili, compresi quelli di origine petrolifera o chimica, con esclusione delle reti di distribuzione e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa
fino a 2,4 MPa limitatamente alle opere e gli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8.
oltre 2,4 MPa
Centrali di produzione di idrocarburi liquidi e gassosi e di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili, di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n. 886 ed al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624
Oleodotti con diametro superiore a 100 mm
Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas infiammabili e/o comburenti, con oltre 5 addetti alla mansione specifica di saldatura o taglio.
fino a 10 addetti alla mansione specifica di saldatura o taglio.
oltre 10 addetti alla mansione specifica di saldatura o taglio.
Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano, liquidi infiammabili e/o combustibili con punto di infiammabilità fino a 125 °C, con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 1 m³
fino a 50 m³
oltre 50 m³
Stabilimenti ed impianti per la preparazione di oli lubrificanti, oli diatermici e simili, con punto di infiammabilità superiore a 125 °C, con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 5 m³.
fino a 100 m³
oltre 100 m³
Depositi e/o rivendite di liquidi infiammabili e/o combustibili e/o oli lubrificanti, diatermici, di qualsiasi derivazione, di capacità geometrica complessiva superiore a 1 m³
liquidi con punto di infiammabilità superiore a 65 °C per capacità compresa da 1 m³ a 9 m³
liquidi infiammabili e/o combustibili e/o lubrificanti e/o oli diatermici di qualsiasi derivazione per capacità geometrica complessiva compresa da 1 m³ a 50 m³, ad eccezione di quelli indicati nella colonna A)
liquidi infiammabili e/o combustibili e/o lubrificanti e/o oli diatermici di qualsiasi derivazione per capacità geometrica complessiva superiore a 50 m³
Impianti fissi di distribuzione carburanti per l’autotrazione, la nautica e l’aeronautica; contenitori - distributori rimovibili di carburanti liquidi.
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Allegato II (di cui all’articolo 11, comma 3) - Tabella di equiparazione relativa alla durata del servizio delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi
Attività del D.M. 16/02/1982 a cui la durata del servizio è correlata
ATTIVITÀ di cui al presente regolamento
1 - Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano gas combustibili, gas comburenti (compressi, disciolti, liquefatti) con quantità globali in ciclo o in deposito superiori a 50 Nmc/h
9 - Impianti per il trattamento di prodotti ortofrutticoli e cereali utilizzanti gas combustibili
10 - Impianti per l'idrogenazione di oli e grassi.
11 - Aziende per la seconda lavorazione del vetro con l'impiego di oltre 15 becchi a gas
Impianti di compressione o di decompressione dei gas combustibili e comburenti con potenzialità superiore a 50 Nmc/h
3 - Depositi e rivendite di gas combustibili in bombole:
compressi:
- per capacità complessiva da 0,75 a 2 mc
- per capacità complessiva superiore a 2 mc
b) disciolti o liquefatti (in bombole o bidoni):
- per quantitativi complessivi da 75 a 500 kg
- per quantitativi complessivi superiori a 500 kg
compressi con capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m³:
Depositi di gas combustibili in serbatoi fissi:
a) compressi:
b) disciolti o liquefatti:
- per capacità complessiva da 0,3 a 2 mc
a) compressi per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0, 75 m³;
Depositi di gas comburenti in serbatoi fissi:
a) compressi per capacità complessiva superiore a 3 mc
b) liquefatti per capacità complessiva superiore a 2 mc
6 - Reti di trasporto e distribuzione di gas combustibili, compresi quelli di origine petrolifera o chimica, con esclusione delle reti di distribuzione cittadina e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 5 bar
96 - Piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n. 886
97 - Oleodotti con diametro superiore a 100 mm.
8 - Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas combustibili e/o comburenti, con oltre 5 addetti
12 - Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi infiammabili (punto di infiammabilità fino a 65 °C) con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 0,5 mc
13 - Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi combustibili con punto di infiammabilità da 65 °C a 125 °C, per quantitativi globali in ciclo o in deposito superiori a 0,5 mc
14 - Stabilimenti ed impianti per la preparazione di olii lubrificanti olii diatermici e simili
15 - Depositi di liquidi infiammabili e/o combustibili per uso industriale, agricolo, artigianale e privato:
- per capacità geometrica complessiva da 0,5 a 25 mc.
- per capacità geometrica complessiva superiore a 25 mc
16 - Depositi e/o rivendite di liquidi infiammabili e/o combustibili per uso commerciale:
- per capacità geometrica complessiva da 0,2 a 10 mc
- per capacità geometrica complessiva superiore a 10 mc
17 - Depositi e/o rivendite di oli lubrificanti, di oli diatermici e simili per capacità superiore ad 1 mc
7 - Impianti di distribuzione di gas combustibili per autotrazione
18 - Impianti fissi di distribuzione di benzina, gasolio e miscele per autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di servizio
art. 49, comma 4-quater
D. P.R. 12/04/2006, n. 214
Regolamento recante semplificazione delle procedure di prevenzione di incendi relative ai depositi di GPL in serbatoi fissi di capacità complessiva non superiore a 5 metri cubi.
Il provvedimento disciplina i procedimenti di prevenzione incendi per la messa in esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi di capacità complessiva non superiore a 5 mc.
Sono esclusi dal campo di applicazione del decreto i depositi di gpl al servizio di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi di cui all’art. 36 del D.P.R. 547/1955 (Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro) ed all’art. 4 della L. 966/1965 (Disciplina delle tariffe, delle modalità di pagamento e dei compensi al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a pagamento). Gli obblighi a carico dei titolari dei depositi imposti dall’art. 2 del decreto in commento non si applicano alle domande di parere di conformità presentate prima dell’1.7.2006, per le quali si applicano le procedure di cui al D.P.R. 37/1998 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59).
D. P.R. 12/01/1998, n. 37
Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59.
D. Min. Interno 16/02/1982
Modificazioni del decreto ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi.
D. P.R. 26/05/1959, n. 689
Articolo 11, comma 4
D. Min. Interno 07/08/2012
Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
Il decreto reca disposizioni attuative del Regolamento antincendio di cui al D.P.R. 151/2011 relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi ed alla relativa documentazione da allegare, in attuazione del comma 7 dell'art. 2 del medesimo Regolamento.
Dalla data di entrata in vigore del D.M. 07/08/2012 in commento, ossia a partire dal 27/11/2012, la documentazione a corredo delle istanze sarà, dunque, quella indicata dal D.M. 07/08/2012 medesimo, e non più quella di cui al D.M. 04/05/1998, come previsto dall'art. 11, comma 1 del D.P.R. 151/2011. La relativa modulistica sarà stabilita con un ulteriore decreto.
Il citato D.M. 04/05/1998 è abrogato, eccetto i commi 2 e 3 dell'art. 7 e la tabella di cui all'Allegato 6, che cesseranno di applicarsi con l'adozione del decreto recante i corrispettivi per i servizi di prevenzione incendi effettuati dal Corpo nazionale dei VV.F., previsto dall'art. 2, comma 8, del D.P.R. 151/2011.
Circ. Min. Interno 05/11/2018, n. 2
Linee guida per l'installazione di instrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.
La Circolare reca in allegato le linee guida (emanate ai sensi dell'art. 21 del D. Leg.vo 196/2006) per la prevenzione incendi di infrastrutture per la ricarica conduttiva dei veicoli elettrici targati installate in attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Nota Min. Interno 26/09/2017, n. 12622
Linee guida di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività di frantoio oleario-oleificio.
Allegato 1, punto 12.
Il Ministero dell’Interno ha predisposto le Linee guida allegate alla Nota in oggetto con l’obiettivo di fornire un supporto alle imprese del settore indicando gli elementi indispensabili per assicurare il corretto adempimento degli obblighi in materia di prevenzione degli incendi.
In particolare, le Linee guida rappresentano, per ogni fase del processo produttivo dei soli oli di oliva vergini ottenuti dal mero procedimento meccanico, un mezzo per individuare un insieme di misure di prevenzione e di protezione, passiva ed attiva, finalizzate al contrasto del rischio di incendio nell’ambito della progettazione, costruzione ed esercizio delle attività di frantoio oleario-oleificio con deposito di olio d’oliva vergine.
La Nota evidenzia che le Linee guida non hanno carattere di cogenza, ma costituiscono un utile indirizzo per i titolari delle attività e per i progettisti, e che nulla è mutato in relazione alla classificazione prevista dall’Allegato 1 del D.P.R. 151/2011 e all’istruttoria di prevenzione incendi per le attività in questione, che dovrà comunque seguire le procedure previste dal D. Min. Interno 07/08/2012 e dal relativo Allegato 1.
Nota Min. Interno 21/06/2017, n. 8482
Indicazioni procedimentali inerenti la realizzazione di impianti di odorizzazione del gas naturale presso gli impianti di ricezione, prima riduzione e misura in cabina di proprietà dei clienti finali.
Articolo 4, comma 6.
Con il presente documento, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco:
- chiarisce che la realizzazione di un impianto di odorizzazione di gas naturale presso un impianto di regolazione e misura (c.d. "impianto REMI") in cabina va considerata una modifica che non comporta aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza, e pertanto soggetta agli adempimenti di cui all'art. 4, comma 7, del D.M. 07/08/2012 (asseverazione, a firma di tecnico abilitato, attestante la conformità dell’attività, limitatamente agli aspetti oggetto di modifica, ai requisiti di prevenzione incendi e di sicurezza antincendio), purchè siano rispettate tutte le condizioni indicate nell'allegato tecnico al documento;
- fornisce, con l'allegato tecnico, le prescrizioni tecniche da osservare per la realizzazione di un impianto di odorizzazione di gas naturale presso un impianto REMI in cabina, affinché possa soggiacere agli adempimenti semplificati indicati al punto precedente.
Nota Min. Interno 05/10/2016, n. 11973
Assoggettabilità all'attività n. 58 dell'Allegato I del D.P.R. 151/2011, per sorgenti di radiazioni mobili (art. 27 co. 1 bis del D.lgs. 230/95 e s.m.i.).
La nota chiarisce che per le pratiche ricomprese all’art. 27, comma 1-bis, del D. Leg.vo 230/1995 - relative alle sorgenti di radiazioni mobili -, essendo assoggettate all’obbligo di nulla osta, devono essere anche attivate le procedure tecnico autorizzative previste dal Regolamento di prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011), presso il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente sulla sede operativa primaria del titolare del nulla osta, come previsto al n. 58 dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011, relativo alle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi.
Inoltre, con riguardo alla fase di valutazione del progetto e la SCIA ex D.P.R. 151/2011, la nota chiarisce che devono essere descritte le principali misure di sicurezza antincendio adottate presso le sedi dove sono detenute e utilizzate le sorgenti di radiazioni mobili e che il comando provinciale dei vigili del fuoco può richiedere al responsabile dell’attività l’obbligo di invio della notifica preventiva.
Infine, con riferimento al caso in cui dette sorgenti di radiazioni sono impiegate presso ditte terze, la nota ricorda che il responsabile della ditta terza è tenuto ad aggiornare la valutazione del rischio incendio della propria attività in conseguenza del rischio aggiuntivo introdotto dalla presenza non occasionale di sorgenti di radiazioni ionizzanti.
Allegato I, n. 58
Circ. Min. Interno 18/05/2016, n. 6251
D.P.R.151/11. Allegato I - Att. n. 18: Esercizi di vendita di artifici pirotecnici declassificati in "libera vendita" con quantitativi complessivi in vendita e/o deposito superiori a 500 kg comprensivi degli imballaggi.
Allegato 1, attività n. 18
Circ. Min. Interno 12/04/2016, n. 2
Circolare esplicativa per l'attuazione da parte dei gestori delle gallerie stradali che ricadono nell'ambito di applicazione del d.lgs. 264/2006, degli adempimenti amministrativi introdotti dal Nuovo Regolamento di semplificazione di Prevenzioni Incendi, emanato con il D.P.R. 151/11.
La presente circolare, con riguardo agli adempimenti amministrativi previsti dal D.P.R. 151/2011 che devono essere effettuati dai gestori delle gallerie stradali che ricadono nell'ambito di applicazione del D. Leg.vo 264/2006, impartisce le seguenti direttive operative:
S.C.I.A. ed attestazione di rinnovo periodico della conformità antincendio: devono essere presentate al Comando dei Vigili del fuoco competente per territorio, che effettuate le relative verifiche ne da immediata informazione alla Commissione permanente di cui all'art. 4 del D. Leg.vo 264/2006. I controlli a campione in merito alle S.C.I.A. presentate saranno effettuati all'interno della programmazione annuale stabilita da detta Commissione, fermo il rispetto del termine di 60 giorni previsto dall'art. 4, comma 2, del D.P.R. 151/2011.
Documentazione di sicurezza: per l’approvazione della documentazione di sicurezza, relativa ai progetti di nuove gallerie o di adeguamento delle esistenti, e per la messa in esercizio, è attribuita alla Commissione di cui sopra la competenza in termini di unicità del procedimento. Ai fini della valutazione del progetto in relazione alle specifiche norme tecniche di prevenzione degli incendi e sulla base della proposta del Gestore, la Commissione si avvale del parere del Comitato tecnico regionale presso le Direzioni regionali dei Vigili del Fuoco competenti per territorio ai fini del procedimento di cui all'art. 7 del D.P.R. 151/2011, il quale comunicherà il proprio parere alla stessa Commissione.
Nota Min. Interno 16/03/2016, n. 3272
Chiarimenti sulle procedure di deroga.
Il Dipartimento dei Vigili del fuoco del Ministero dell’interno ha chiarito in quali casi sia possibile ricorrere all’istituto della deroga di cui all’art. 7 del D.P.R. 151/2011, e quale sia la valenza della richiesta. Condizione necessaria per poter presentare istanza di deroga ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. 151/2011 è che per l’attività oggetto di valutazione sia presente una regola tecnica di prevenzione incendi. Inoltre, con l’emanazione del D.M. 03/08/2015, recante il cosiddetto “Codice di prevenzione incendi”, si è reso possibile applicare l’istituto della deroga, ai sensi del punto G.2.5.4.3 del medesimo D.M., anche per le attività “non normate” di cui all’Allegato I al D.P.R. 151/2011, che pertanto rientrano nel campo di applicazione del Codice.
Lett. Circ. Min. Interno 15/03/2016, n. 3181
Linea guida per la valutazione in deroga dei progetti di edifici sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere attività dell'allegato 1 al D.P.R. 151/2011.
Le Linee guida per la valutazione in deroga dei progetti relativi ad attività aperte al pubblico ed ubicate in edifici soggetti a tutela, tra quelle soggette ai procedimenti di prevenzione incendi ai sensi dell’Allegato I al D.P.R. 01/08/2011, n. 151, si propongono come strumento di ausilio al progettista nel quale sono illustrate - in maniera esemplificativa ed ovviamente non esaustiva delle possibili varianti - soluzioni tecniche che possono essere adottate per la richiesta di variante in deroga. Le Linee guida potranno inoltre rappresentare uno strumento per assicurare uniformità di giudizio nella valutazione dei soggetti da parte dei soggetti preposti.
Circ. Min. Interno 02/02/2016, n. 1284
Corsi base di specializzazione in prevenzione incendi e corsi e seminari di aggiornamento in materia di prevenzione incendi in attuazione degli articoli 4 e 7 del D.M. 5 agosto 2011.
Il provvedimento - in attuazione dell'art. 4 del D. Min. Interno 05/08/2011, comma 1, nonché dell'art. 7 del D.Min. Interno 05/08/2011 medesimo, comma 3, del - procede all'aggiornamento del programma relativo ai corsi base di prevenzione incendi per l’iscrizione negli elenchi ministeriali dei professionisti antincendio (in precedenza contenuto nella Circolare 25/05/2012, n. 7213, da ritenersi pertanto superata sul punto), anche alla luce dell’evoluzione della normativa in materia di prevenzione incendi ed in particolare dell’emanazione della cosiddetta “Regola tecnica orizzontale” di cui al D. Min. Interno 03/08/2015.
La Circolare 1284/2016 in commento fa salvi i corsi già autorizzati e quelli per i quali sia già stata inoltrata la relativa richiesta di autorizzazione alla competente Direzione regionale, ed inoltre lascia invariate le procedure di autorizzazione del corso base, del relativo esame finale e dei successivi adempimenti amministrativi. Resta pertanto valido il modello fac-simile per la richiesta da parte dei soggetti organizzatori di approvazione del corso base, allegato alla precedente Circolare 25/05/2012, n. 7213 (Allegato 3a). La Circolare 7213/2012 resta il riferimento inoltre anche per il programma del corso di aggiornamento e per il relativo fac-simile di modulo per l’approvazione ad essa allegato (Allegato 3a).
Tra le novità di maggior rilievo rispetto alla disciplina precedente introdotte dalla Circolare 1284/2016 vi è la rimozione del limite massimo di partecipanti ai corsi. La Circolare 7213/2012 faceva riferimento ad un limite di 40 persone, poi aumentato a 60 persone dalla successiva Circolare n. 1486 del 01/02/2013, previa verifica “che sia garantita un’efficace interazione tra discenti e docenti”.
Circ. Min. Interno 28/10/2015, n. 12580
La Circolare reca indirizzi applicativi in merito al D.M. 19/03/2015 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25/03/2015 ed in vigore dal 24/04/2015 - trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in G.U.) il quale ha apportato modifiche alla regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle strutture sanitarie, pubbliche e private, di cui al D.M. 18/09/2002 e dettato le disposizioni necessarie per l’applicazione delle nuove norme alle strutture sia esistenti che di nuova costruzione, secondo un preciso calendario di scadenze.
I chiarimenti forniti dalla Circolare vertono nello specifico: sull'adozione del sistema di gestione della sicurezza antincendio e sugli adempimenti relativi anche a carico delle strutture esistenti per le quali sia in corso l'adeguamento in base ad un progetto approvato ai sensi del precedente D.M. 18/09/2002; sulla corretta determinazione del numero di addetti antincendio e sulla loro qualificazione professionale e formazione; sulle norme da rispettare per la progettazione degli impianti di distribuzione dei gas medicali.
Circ. Min. Interno 26/05/2015, n. 5178
Centri di accoglienza per immigrati.
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, in risposta alle richieste relative alle misure di prevenzione incendi che devono essere attuate nei centri di accoglienza per immigrati, ha chiarito che tali strutture, essendo caratterizzate da un’organizzazione molto variabile dal punto di vista logistico, non sono immediatamente riconducibili alle attività assoggettate ai controlli di prevenzione incendi, ma devono essere esaminate caso per caso, sulla base delle specifiche caratteristiche e tenendo inoltre presente la temporaneità dell’attività che esclude quindi l’attivazione del procedimento previsto dal D.P.R. 151/2011.
Da questa premessa, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha individuato le norme tecniche di prevenzione incendi da applicare alle varie tipologie di strutture che possono essere utilizzate come centri di accoglienza per gli immigrati. Si veda la seguente tabella.
Norma tecnica di riferimento
Strutture ricettive turistico-alberghiere
D.M. 09/04/1994 e ss.mm.
Strutture ricettive assimilabili a dormitori
(es. caserme, scuole, ecc.)
Allegato I al D.M. 07/08/2012
(utile riferimento: Allegato al D.M. 09/04/1994)
D.M. 246/1987
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ricorda inoltre che, per tutte le attività in argomento trovano applicazione le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro previste dal Testo unico sulla sicurezza (D. Leg.vo 81/2008).
Infine, viene evidenziato che tali disposizioni, insieme alle “Linee guida antincendio ed altri rischi per i centri polifunzionali per gli immigrati” emanate con la Direttiva del Ministero dell’Interno 11/05/2005, sono richiamate nello schema di capitolato di gara d’appalto, approvato con il D.M. 21/11/2008 e utilizzato negli specifici bandi di gara per il funzionamento e la gestione dei centri di accoglienza per immigrati.
Nota Min. Interno 19/05/2015, n. 5918
Definizione di manifestazione temporanea.
In riferimento ai punti 65 (Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq) e 69 (Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 mq comprensiva dei servizi e depositi) del D.P.R. 151/2011, ove si introduce il concetto di "manifestazioni temporanee", escludendole dal campo di applicazione dei punti medesimi, si fa presente che tali possono considerarsi quelle "caratterizzate da una durata breve e ben definita, non stagionali o permanenti, né che ricorrano con cadenza prestabilita".
Allegato I, punti 65 e 69.
Nota Min. Interno 12/03/2015, n. 3043
Quesito in materia di prevenzione incendi - Assoggettabilità attività di gommista - Riscontro
Il provvedimento chiarisce che l'attività di gommista può rientrare tra le tipologie di attività che sono soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi. In particolare, l'attività di gommista rientra tra le tipologie di officine di riparazione per veicoli a motore, prevista al punto 53 dell'Allegato I al D.P.R. 151/2011, se di superficie superiore a 300 mq.
Inoltre, nel caso sia presente un quantitativo di gomme superiore a 10.000 kg si configura anche l'attività di cui al punto 43 dello stesso Allegato.
Nota Min. Interno 28/10/2014, n. 12678
Quesito su impianti fotovoltaici.
Articolo 3; Articolo 4.
Il documento fornisce chiarimenti in merito alle verifiche, ed ai conseguenti adempimenti di prevenzione incendi, da porre in essere in caso di installazione di un nuovo impianto fotovoltaico in attività esistenti soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Le considerazioni formulate si riferiscono ad impianti fotovoltaici “incorporati”, ove per “incorporato” si intende un impianto i cui moduli ricadono, anche parzialmente, nel volume delimitato dalla superficie cilindrica verticale avente come generatrice la proiezione in pianta del fabbricato (inclusi aggetti e sporti di gronda).
Nota Min. Interno 05/09/2014, n. 10694
D.P.R.151/11. Attività n. 2 e n. 6 dell'Allegato I. Attestazioni di rinnovo periodico di conformità antincendio. Chiarimenti.
La nota fornisce alcuni chiarimenti in merito all'applicazione di aspetti specifici del D.M. 17/04/2008, recante "Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8", ed in merito alle attestazioni di rinnovo periodico di conformità antincendio relative alle attività n. 2 (Impianti di compressione o di decompressione dei gas infiammabili e/o comburenti) e n. 6 (Reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili) del D.P.R. 151/2011.
I chiarimenti vertono in particolare su:
distanze di sicurezza nei confronti di "luoghi di concentrazione di persone";
distanze di sicurezza nei confronti di fabbricati;
modifiche di attività esistenti.
Circ. Min. Interno 12/03/2014, n. 3794
Indicazioni tecniche di prevenzione incendi per l'installazione e la gestione di mercati su aree pubbliche con presenza di strutture fisse, rimovibili e autonegozi.
Il documento contiene: Indicazioni tecniche di prevenzione incendi per l'installazione e la gestione di mercati su aree pubbliche con presenza di strutture fisse, rimovibili e auto negozi; Allegato A: Installazione e utilizzo di bombole di GPL per l'alimentazione di apparecchi per la cottura o il riscaldamento di alimenti di tipo professionale a bordo di auto negozi; Allegato B: Utilizzo di impianti a GPL non alimentati da rete di distribuzione in occasione di manifestazioni temporanee all'aperto ed estratto dal rapporto Tecnico UNI TR 11426.
Lett. Circ. Min. Interno 27/12/2013, n. 17383
D.P.R. 30 giugno 1995, n. 418, recante "Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico artistico destinati a biblioteche ed archivi". Art. 11 - Deroghe.
Il documento chiarisce che è possibile applicare la deroga di cui all'art. 7 del D.P.R. 151/2011, in applicazione dell'art. 11 del D.P.R. 30/06/2005, n. 418 (Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi) anche per aspetti non riguardanti gli impianti. Un orientamento contrario contrasterebbe con i criteri già forniti dalla Lettera Circolare 8269/2010 e non risulterebbe supportato da ragionevoli motivi di natura giuridica e tecnica.
Lett. Circ. Min. Interno 20/12/2013, n. 17223
D.M. 1 febbraio 1986 - Norme di sicurezza per la costruzione ed esercizio di autorimesse e simili. Applicabilità dei criteri per la concessione di deroga in via generale per la SCIA antincendio cat. A.
Il documento chiarisce che i responsabili delle autorimesse non soggette all'obbligo di preventiva valutazione del progetto (ricadenti quindi nella Cat. A dell'Allegato I al D.P.R. 151/2011), possono presentare direttamente la SCIA di cui all'art. 4 del medesimo D.P.R. 151/2011, corredata dall'asseverazione a firma di un tecnico abilitato del rispetto dei requisiti già previsti dalla Lettera Circolare 29/08/1995, n. 1563.
Circ. Min. Interno 11/06/2013, n. 17082/114
D.M. 13 dicembre 2012. Modifiche e integrazioni al D.M. 18 maggio 2007 recante norme di sicurezza per le attività dello spettacolo viaggiante. Chiarimenti e indirizzi applicativi.
D.P.R. n. 151/2011 - Regolamento di semplificazione prevenzione incendi - Nuovi Procedimenti e regime dell'imposta di bollo.
Procedure di prevenzione incendi per le attività di cui al n. 7 dell'Allegato I al D.P.R. 151/2011.
Punto 7 dell'Allegato I
Con questa Lettera Circolare viene sostituita la precedente Lettera Circolare prot P1066/4167 sott.17 del 19/05/1997.
Il D.P.R. 151/2011 ha infatti incluso tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi le “centrali di produzione di idrocarburi liquidi e gassosi e di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n.886 e al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624” (punto n. 7 dell’Allegato I). Precedentemente, il D.M. 16/02/1982 assoggettava ai controlli solo le “piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al D.P.R. 886/1979” (punto 96, impianti off-shore).
Il D. Leg.vo 624/1996, per evitare una duplicazione di procedure, agli artt. 84, 85 e 90 disciplinava l’esame del progetto e il rilascio CPI per tali attività, coordinando l’attività del Comando Provinciale dei VV.F. con quella della competente sede territoriale del Ministero Sviluppo Economico (UNMIG). A ulteriore chiarimento venne amanata la lettera-circolare prot P1066/4167 sott.17 del 19/05/1997, precisando che:
le attività in terraferma erano soggette ad esame progetto e non a rilascio di CPI;
le attività off-shore erano invece soggette ad esame progetto e a rilascio di CPI.
La nuova Lett. Circ. Min. Interno 18/12/2012, n. 15909 sostituisce come detto la precedente lettera-circolare. In sintesi, le procedure prima valide per le piattaforme off-shore vengono estese anche agli impianti su terraferma, adattandole comunque alle nuove procedure di prevenzione incendi introdotte dal D.P.R. 151/2011.
Lett. Circ. Min. Interno 17/10/2012, n. 12867
Infrastrutture energetiche strategiche. Autorizzazioni ai sensi della Legge 4 Aprile 2012, n. 35.
Lett. Circ. Min. Interno 27/06/2012, n. 8660
Attuazione del DPR 1° agosto 2011, n. 151. Depositi di GPL in serbatoi fissi di capacità complessiva non superiore a 5 metri cubi ed attività inerenti il settore del GPL - Indirizzi applicativi e chiarimenti.
Nota Min. Interno 07/06/2012, n. 7844
Insieme di più locali commerciali comunicanti con atrio e zona passeggeri all’interno dei fabbricati viaggiatori delle medie Stazioni ferroviarie italiane. Chiarimenti sull’applicazione del D.P.R. 151/2011.
Impianti termoelettrici di potenza superiore a 300 MW termici. Autorizzazioni ai sensi della Legge 9 Aprile 2002, n. 55.
Nota Min. Interno 18/05/2012, n. 7016
Locali di custodia munizioni/armi delle Sezioni di Tiro a Segno Nazionale (TNS). Chiarimenti.
Nota Min. Interno 04/05/2012, n. 6334
Chiarimenti alla nota prot. DCPREV 1324 del 7/2/2012 "Guida per l'installazione degli impianti fotovoltaici - Edizione 2012".
Istr. Min. Interno 30/04/2012
Vademecum per l’adeguamento alla normativa di prevenzione incendi delle strutture alberghiere.
Documento redatto dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Rimini
Circ. Min. Interno 24/04/2012, n. 5949
Decreto del Ministero dell'Interno del 16 marzo 2012, recante il piano straordinario biennale di adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico - alberghiere con oltre venticinque posti letto esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno del 9 aprile 1994. Primi indirizzi applicativi.
La Circolare reca i primi indirizzi applicativi delle disposizioni del D.M. 16/03/2012, recante il Piano straordinario biennale di adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto esistenti alla data del 11/05/1994.
relativamente all'applicazione del requisito antincendio di cui al punto 20.3 del D.M. 06/10/2003 riportato all'art. 5, comma 1, del D.M. 16/03/2012, la locuzione «condizioni ivi riportate» si intende riferita a quelle condizioni previste nel progetto approvato;
per le strutture fino a 100 posti letto, il personale addetto al servizio interno di sicurezza deve effettuare unicamente il corso di tipo B (8 ore), di cui all'Allegato IX del D.M. 10/03/1998;
per le strutture ricettive turistico-alberghiere esistenti al 11/05/1994, che sono state nel tempo oggetto di rifacimento di oltre il 50% dei solai o di eventuali aumenti di volume, si applicano le disposizioni del D.M. 09/04/1994.
Alla circolare sono allegati il modello per l'istanza di ammissione al Piano ed il modello per l'attestazione relativa al possesso dei requisiti tecnici di sicurezza, che sarà firmata dal tecnico abilitato. Sono inoltre forniti in allegato alla circolare i modelli adottati dal Comando per le comunicazioni di ammissione al Piano, nel caso la documentazione trasmessa sia completa, di non ammissione al Piano, nel caso di documentazione incompleta, e di annullamento del provvedimento di ammissione al Piano, nel caso di accertata carenza dei requisiti di sicurezza in sede di sopralluogo.
Articolo 4; Articolo 5.
Nota Min. Interno 07/02/2012, n. 1324
Lett. Circ. Min. Interno 21/10/2011, n. 13722
Lettera Circolare prot. n° 13061 del 6 ottobre 2011 - Precisazioni.
Il documento reca alcune rettifiche alla tabella dei valori della durata del servizio necessari per il calcolo delle tariffe da riconoscere ai Vigili del fuoco nell’espletamento degli adempimenti di cui al D.P.R. 151/2011, allegata alla precedente Lett. Circ. 13061/2011.
Sent. C. Stato 11/11/2011, n. 5985
Prevenzione Incendi - Edifici civili - Nulla-osta VVF - Non ostacola l'agibilità dell'edificio.
1. L’eventuale introduzione di prescrizioni esecutive non fa venir meno la natura sostanzialmente autorizzatoria del nulla-osta antincendio rilasciato dal Comando dei Vigili del Fuoco per rendere agibile un edificio; invero, una volta poste le condizioni, la verifica della loro concreta ed efficace attuazione costituisce una facoltà esclusiva del Comando dei Vigili del Fuoco, come tale attinente a profili di stretta discrezionalità tecnica. Pertanto, nel caso in cui non sia intervenuto alcun provvedimento interdittivo del Comando Provinciale dei VV.FF., le prescrizioni sia strutturali che gestionali, di per sé, non costituiscono ostacolo all’agibilità di un edificio.
2. Quando non vi sia alcun mutamento della rappresentanza dell’ente giuridico pubblico o privato, per l’introduzione dei motivi aggiunti è sempre ordinariamente sufficiente la procura rilasciata, senza limitazioni di sorta, al difensore per l'instaurazione della controversia principale; tale principio, ripreso anche nell’art. 24 del c.p.a., è infatti posto a difesa della parte ricorrente in considerazione del fatto che spesso esigenze di difesa tecnica fanno rendere necessarie ulteriori impugnazioni, senza che a tal fine appaia utile un mandato ad hoc. Per contro, sono da ritenere inammissibili i motivi aggiunti proposti su una procura a suo tempo rilasciata da chi non era più titolare della carica al momento della proposizione dei motivi aggiunti, cui si connettevano i poteri rappresentativi.
L’imposta di bollo negli appalti pubblici e nelle pratiche edilizie e di genio civile, ambientali, di prevenzione incendi
PREMESSA E QUADRO NORMATIVO (Norme di legge; Prassi dell’Agenzia entrate) - IMPOSTA DI BOLLO NEI CONTRATTI PUBBLICI (Documentazione tecnico-contrattuale lavori pubblici; Atti connessi alla stipula ed all’esecuzione di un contratto di appalto in genere) - IMPOSTA DI BOLLO NELLE PRATICHE EDILIZIE E DI GENIO CIVILE, AMBIENTALI E DI PREVENZIONE INCENDI.
Adeguamento antincendio di scuole e asili nido: normativa, adempimenti e scadenze
Le norme antincendio per le scuole (le norme tecniche prescrittive di cui al D.M. 26/08/1992, la Regola Tecnica Verticale (RTV) di cui al D.M. 07/08/2017); Adeguamento strutture esistenti: proroghe varie e scadenze (ultima proroga al 31/12/2018, definizione di priorità ai sensi del D.M. 21/03/2018); Classificazione delle scuole e requisiti per quelle di minori dimensioni; Adempimenti burocratici; Asili nido (normativa di riferimento, adeguamento degli asili nido).
31 dic 2023
Prevenzione incendi interporti con superficie superiore a 20.000 mq e relative attività affidatarie
Estintori a polvere in soffitta da Italia Oggi
Per gli asili nido messa a norma divisa in tre step da Il Sole 24 Ore
Scuole a prova di fuoco entro il 2016 da Il Sole 24 Ore
Prevenzione incendi. Senza certificati niente tenuità da Il Sole 24 Ore

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 13

art. 49

Articolo 11

Articolo 4

Articolo 3
 Articolo 4
 Art. 11

Articolo 4
 Articolo 5