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Timestamp: 2018-12-14 13:47:14+00:00

Document:
lunedì 30 dicembre 2013 08:58
Partiti Politici: in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto legge n. 149/2013 - Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28.12.2013
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28.12.2013 il decreto legge n. 149 del 28.12.2013 recante "Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticita' dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore". In particolare il decreto già entrato in vigore a far data dalla sua pubblicazione ovvero dal 28.12.2013 ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti e contestualmente disciplina le modalità di accesso a forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondate sulle scelte espresse dai cittadini in favore dei partiti politici che rispettano i requisiti di trasparenza e democraticità. Per accedere alla lettura del decreto legge cliccare su "Accedi al Provvedimento".
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28.12.2013 il decreto legge n. 149 del 28.12.2013 recante "Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticita' dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiret ... Continua a leggere
sabato 28 dicembre 2013 09:16
Amministrazione Trasparente: i controlli dell'A.N.A.C. e della Guardia di Finanza sull'adempimento degli obblighi di pubblicazione sui siti internet delle Pubbliche Amministrazioni
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della delibera ANAC n. 77/2013
L'ANAC interviene con la delibera n. 77/2013, paragrafo n. 4, a precisare quanto già evidenziato nella precedente delibera n. 71/2013 in ordine all'attività di vigilanza e controllo svolta dall’A.N.AC attraverso la verifica nei siti istituzionali delle amministrazioni, della Società ed Enti sia direttamente sia a seguito di segnalazione. L'attività si distingue in: 1) Attività diretta - L’Autorità riscontra direttamente nei siti istituzionali dei soggetti compresi nell’ambito soggettivo di applicazione della presente delibera l’avvenuta pubblicazione del Documento di attestazione, della Griglia di rilevazione al 31 dicembre 2013 e della Scheda di sintesi sulla rilevazione degli OIV, o delle altre strutture con funzioni analoghe, e ne verifica i contenuti rispetto ai dati pubblicati dagli stessi soggetti ai sensi del d.lgs. n. 33/2013 e dell’Allegato 1 della delibera CiVIT n. 50/2013. L’attività di vigilanza e controllo verrà effettuata su un campione di amministrazioni, Società ed Enti, selezionato secondo criteri che l’Autorità renderà noti in un rapporto che sarà pubblicato al termine dell’attività svolta. 2) Attività indiretta - L’attività indiretta di vigilanza e controllo viene svolta con riferimento alle amministrazioni, alle Società ed Enti, per i quali l’Autorità ha ricevuto, da parte del Responsabile della trasparenza e/o della prevenzione della corruzione, dal Responsabile per l’attuazione del piano di prevenzione della corruzione o da privati cittadini, una segnalazione di mancata o incompleta pubblicazione di uno o più dati oggetto degli obblighi di trasparenza individuati ai sensi del d.lgs. n. 33/2013 e dell’Allegato 1 della delibera CiVIT n. 50/2013. 3) Controllo documentale - Alla verifica diretta e indiretta effettuata dall’A.N.AC. nei siti istituzionali dei soggetti compresi nell’ambito soggettivo di applicazione della presente delibera potrà seguire un controllo svolto a campione dalla Guardia di Finanza, al fine di riscontrare l’esattezza e l’accuratezza dei dati attestati dagli OIV, o dalle altre strutture con funzioni analoghe. Il controllo della Guardia di Finanza si baserà sull’estrazione di un campione casuale semplice che garantisca imparzialità e le stesse probabilità, per ogni soggetto, di entrare a far parte del campione. Per accedere alla lettura della delibera cliccare su "Accedi al Provvedimento".
L'ANAC interviene con la delibera n. 77/2013, paragrafo n. 4, a precisare quanto già evidenziato nella precedente delibera n. 71/2013 in ordine all'attività di vigilanza e controllo svolta dall’A.N.AC attraverso la verifica nei siti istituzionali delle amministrazioni, della Società ed Enti sia dir ... Continua a leggere
venerdì 27 dicembre 2013 20:26
ISTAT: on line i nuovi dati del Censimento della popolazione
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato ISTAT del 23.12.2013
L'Istat ha diffuso i nuovi dati definitivi del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, disaggregati fino a livello comunale. Per accedere a tutte le informazioni cliccare su "Accedi al provvedimento".
venerdì 27 dicembre 2013 20:18
Pari opportunità nella Pubblica Amministrazione: pubblicato il Rapporto di sintesi del monitoraggio 2012
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato della Funzione Pubblica del 23.12.2013
Per il sesto anno consecutivo congiuntamente i dipartimenti della Funzione Pubblica e Per le Pari Opportunità, come disposto dalla direttiva "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche" emanata in data 23 maggio 2007, hanno provveduto ad effettuare il monitoraggio sull'applicazione della stessa in relazione ai dati del 2011 trasmessi dalle amministrazioni. Il monitoraggio coinvolge tutte le amministrazioni centrali, contrattualizzate ai sensi del Dlgs. 30 /3/2001 n. 165 articolo 2 comma 2, come dirette destinatarie della direttiva, mentre quelle locali sono destinatarie per conoscenza. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".
Per il sesto anno consecutivo congiuntamente i dipartimenti della Funzione Pubblica e Per le Pari Opportunità, come disposto dalla direttiva "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche" emanata in data 23 maggio 2007, hanno provveduto ad ef ... Continua a leggere
venerdì 27 dicembre 2013 07:57
Trasparenza: nuove indicazioni dell'A.N.A.C. per la predisposizione delle attestazioni OIV sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2013
L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha adottato la delibera n. 77/2013 recante “Attestazioni OIV sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2013 e attività di vigilanza e controllo dell’Autorità” con la quale vengono fornite indicazioni per la predisposizione, da parte degli OIV o di strutture che svolgono funzioni analoghe, delle attestazioni sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31.12.2013 nelle amministrazioni pubbliche e in altri enti e società indicati dal d.lgs. n. 33/2013, stabilendo le modalità attraverso cui l’Autorità eserciterà la propria attività di vigilanza e controllo muovendo anche dagli esiti delle predette attestazioni. Ferma restando l’immediata precettività degli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente, con lo stesso spirito di gradualità che ha contraddistinto la delibera n. 71/2013, anche la delibera n. 77/2013 prevede che le attestazioni riguardino un numero circoscritto di obblighi i pubblicazione di significativo rilievo sotto il profilo economico e sociale. Nei prossimi mesi l’Autorità indicherà ulteriori obblighi di pubblicazione di cui gli OIV e le strutture che svolgono funzioni analoghe dovranno attestare l’assolvimento.
L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha adottato la delibera n. 77/2013 recante “Attestazioni OIV sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2013 e attività di vigilanza e controllo dell’Autorità” con la quale vengono fornite indicazioni per la predisposizione, da parte degl ... Continua a leggere
sabato 21 dicembre 2013 14:03
Patente di guida: semplificate le procedure per il rinnovo
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Dal prossimo 9 gennaio procedure più snelle e rinnovi semplificati, sarà infatti operativa la procedura di rinnovo della patente di guida con la stampa di un nuovo documento conforme al nuovo modello comunitario. La nuova modalità operativa prevede che, a seguito della visita medica, il medico che certifica l'idoneità al rinnovo inoltri l'informativa elettronica al CED della Motorizzazione attraverso il Portale dell'Automobilista; contestualmente il medico stampa e consegna all'interessato una ricevuta con la quale il cittadino può circolare fino al ricevimento della nuova patente. Il giorno successivo la Motorizzazione darà corso alla stampa della nuova patente che verrà recapitata al titolare ovunque questi desideri riceverla. Questa procedura prevede la consegna al cittadino nei 7 giorni successivi alla visita medica con posta assicurata. Qualora il primo tentativo di recapito non dovesse andare a buon fine per assenza del ricevente, nei successivi 10 giorni verrà effettuato un secondo tentativo di recapito che potrà essere concordato tra il cittadino e il recapitante attraverso un contatto telefonico. La procedura di recapito sarà completamente tracciabile con informazioni disponibili 24 ore su 24 attraverso un servizio di assistenza telefonica con numero verde. Il volume di patenti interessate alla nuova procedura è di circa 4.800.000 ogni anno. Il costo della procedura per il cittadino è di complessivi 25€ di cui 16 di imposta di bollo e 9 di diritti di Motorizzazione, da corrispondersi al momento della visita medica. Rimane a carico del cittadino anche l'onere del recapito a posta assicurata pari ad un importo di 6,86€ IVA inclusa da saldare al momento del recapito.
Dal prossimo 9 gennaio procedure più snelle e rinnovi semplificati, sarà infatti operativa la procedura di rinnovo della patente di guida con la stampa di un nuovo documento conforme al nuovo modello comunitario. La nuova modalità operativa prevede che, a seguito della visita medica, il medico c ... Continua a leggere
sabato 21 dicembre 2013 08:57
Funzione Pubblica: la semplificazione del Decreto del Fare va in video
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della Campagna sulle semplificazioni del Decreto del Fare
Il Dipartimento della Funzione Pubblica mostra alcuni passaggi fondamentali del recente Decreto del Fare attraverso quattro video informativi per far comprendere ai cittadini come utilizzare le opportunità offerte dal predetto provvedimento governativo. Per accedere ai video cliccare su "Accedi al Provvedimento".
Il Dipartimento della Funzione Pubblica mostra alcuni passaggi fondamentali del recente Decreto del Fare attraverso quattro video informativi per far comprendere ai cittadini come utilizzare le opportunità offerte dal predetto provvedimento governativo. Per accedere ai video cliccare su "Accedi al ... Continua a leggere
domenica 15 dicembre 2013 07:31
domenica 15 dicembre 2013 07:13
domenica 15 dicembre 2013 06:51
sabato 14 dicembre 2013 08:18
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha precisato le novità introdotte con il Piano Destinazione Italia: 1) PIÙ CREDITO PER LE IMPRESE. Per la diffusione di canali di finanziamento delle imprese sul mercato alternativi (corporate bonds) e complementari al credito bancario, idonei a contrastare efficacemente il credit crunch, si vogliono mobilitare progressivamente fino a 20 miliardi di euro di credito aggiuntivo, con scarsi oneri per la finanza pubblica (4 milioni annui). Si spinge anche l’investimento degli investitori istituzionali italiani (compagnie di assicurazione e fondi pensione) verso il finanziamento delle imprese italiane. 2) CREDITO D'IMPOSTA sul 50% delle spese per favorire l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo. Si punta sull’innovazione, con un credito d’imposta sul 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo negli anni 2014-2016, con agevolazione massima di 2,5 milioni di euro per impresa ed un budget totale pari a 200 milioni di euro annui, a valere sulla prossima programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 (che spesso non sono stati finora pienamente utilizzati dall’Italia). In questo modo potremo attivare nuovi investimenti in ricerca e sviluppo per oltre 600 milioni di euro annui. 3) MISURE PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE delle imprese. Le esportazioni sono un fondamentale fattore di crescita per la nostra economia, e saranno incentivate con un progetto complessivo che prevede il rifinanziamento dell’attività di promozione dell’ICE per 22 milioni di euro per l’anno 2014, l’estensione degli orari di apertura delle dogane e l’ampliamento dei consorzi per l’internazionalizzazione delle imprese agricole, facilitazioni nell’ottenimento di certificati e documenti anche in lingua inglese, e misure volte a favorire il funzionamento delle Camere italo-estere ed estere in Italia. 4) DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI - Pianificazione delle frequenze del servizio televisivo digitale terrestre. Al fine di favorire la digitalizzazione e l’ammodernamento tecnologico delle PMI si provvede a stanziare finanziamenti a fondo perduto mediante voucher dell’importo massimo di 10.000 euro. Si prevede, inoltre, che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni escluda dalla pianificazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre le frequenze riconosciute a livello internazionale ed utilizzate dai Paesi confinanti, pianificate ed assegnate ad operatori di rete televisivi in Italia ed oggetto di accertate situazioni interferenziali. Detta disposizione intende risolvere le numerose situazioni interferenziali nel settore televisivo con i Paesi confinanti. La liberalizzazione di tali frequenze dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2014, o si darà luogo a disattivazione coattiva. Si prevedono misure economiche compensative finalizzate al volontario rilascio dello spettro radioelettrico o per l’erogazione di indennizzi eventualmente dovuti. 5) MUTUI AGEVOLATI A TASSO ZERO per contrastare le crisi industriali. Per contrastare le crisi industriali, anche al di fuori delle aree di crisi complessa, e favorire lo sviluppo dell’autoimprenditorialità e delle piccole imprese, soprattutto ad opera di giovani e donne, si semplificano e razionalizzano le attuali agevolazioni della Legge 185, concentrandole nella forma del mutuo agevolato a tasso zero ed eliminando la parte di contributo a fondo perduto, consentendo di attivare 300 milioni di nuovi investimenti con 3000 nuovi occupati. 6) Attuazione di disposizioni in materia di ASSICURAZIONE R.C. Auto. Le disposizioni approntate mirano, nel pieno rispetto e nel potenziamento della concorrenza tra imprese e della trasparenza del mercato, a conseguire un radicale abbattimento dei premi assicurativi e una ferma lotta alle frodi. Nessun pregiudizio per l’autonomia negoziale delle compagnie che, al contrario, è preservata ed ampliata per effetto di varie previsioni. Tali compagnie, però, incorreranno in una serie di sanzioni pecuniarie ogni volta in cui violeranno i nuovi obblighi posti a tutela degli assicurati e, più in generale, del mercato. Tutti gli introiti derivanti dalle sanzioni confluiranno nel Fondo di garanzia per le vittime della strada. Gli interventi A favore e a tutela degli assicurati mediante riduzione del premio assicurativo a fronte di: a) installazione scatola nera: l’assicurazione ha la facoltà di proporre tale installazione all’assicurato, in sede di stipula del contratto. Se acconsente, l’assicurato fruisce di uno sconto di almeno il 7 per cento; b) risarcimento del danno in forma specifica: l’impresa ogni anno stabilisce se avvalersi della facoltà di risarcire in forma specifica i danni nei confronti dei propri assicurati e dei terzi. In questo caso si avvale di società di riparazione convenzionate; l’assicurato può comunque chiedere che la riparazione sia effettuata da un autoriparatore di propria fiducia il quale, previa presentazione di fattura, riceverà direttamente dall’assicurazione la somma dovuta. La compagnia che intende avvalersi di tale facoltà deve comunicarlo all’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) entro il 20 dicembre di ogni anno (per il 2014 entro il 30 gennaio). Se intende invece risarcire il danno per equivalente, deve darne informativa all’assicurato all’atto della stipulazione del contratto. Il risarcimento in forma specifica dà diritto alla riduzione del premio in misura almeno pari al 5 per cento. In alcune aree ove le frodi assicurative sono più frequenti, aree individuate dal Ministro dello Sviluppo economico sulla base di tre criteri fissati dal decreto (numero sinistri denunciati, ammontare dei rimborsi, numero frodi accertati da autorità giudiziaria), la riduzione non è inferiore al 10 per cento; c) non cedibilità del diritto al risarcimento del danno: tale divieto scaturisce dall’esigenza di impedire accordi “fraudolenti” tra cedente (danneggiato) e cessionario (es. carrozziere) e consistenti nella cessione (es: al carrozziere) di un credito (il diritto al risarcimento del danno) la cui entità aumenta “artificiosamente” in sede di fatturazione dei lavori. Con tale intervento normativo il credito sarà cedibile solo con l’assenso della compagnia. Se la compagnia non acconsente alla cessione, però, l’assicurato ha diritto alla riduzione del premio in misura non inferiore al 4 per cento; d) riduzione del premio nei casi in cui l’assicurato accetti la clausola contrattuale - che le assicurazioni devono obbligatoriamente proporre - in virtù della quale le prestazioni di servizi medico – sanitari a seguito del sinistro devono essere effettuate da professionisti retribuiti direttamente dalle imprese ed elencati sul sito di queste ultime. In tal caso, la riduzione del premio non può essere di misura inferiore al 7 per cento. Per tutti i casi previsti e per ognuno di essi, le imprese che non applicano la riduzione del premio incorrono in una sanzione pecuniaria, applicata dall’IVASS, che varia da un minimo di 5.000 a un massimo di 40.000 euro; inoltre, all’assicurato spetterà di diritto la riduzione del premio. Il pacchetto di norme prevede poi obblighi d’informazione e trasparenza (che si sostanziano anzitutto in pubblicazioni sul sito internet dell’impresa, in comunicazioni all’IVASS e al Ministero dello sviluppo economico o in comunicazioni da rendere all’assicurato in sede di stipula del contratto) la cui violazione è sanzionata pecuniariamente (da 1.000 a 10.000 euro). Le informazioni che la compagnia è tenuta ad effettuare riguardano, a seconda dei casi: - l’entità della riduzione effettuata del premio; - l’obbligo di comunicare al contraente l’intenzione di non avvalersi delle facoltà previste dalla legge (installazione della scatola nera, risarcimenti in forma specifica, divieto di cessione del diritto al risarcimento): ciò perché sia data la possibilità all’assicurato di rivolgersi ad altra compagnia se è sua intenzione stipulare un contratto che prevede l’inserimento della clausola contrattuale. Tale obbligo è profondamente innovativo in termini di trasparenza e di agevolazione della mobilità tra assicurazioni. Per quanto riguarda la lotta alle frodi a danno delle assicurazioni, per rendere più efficace la prevenzione e il contrasto di comportamenti fraudolenti, assumono particolare rilevanza le disposizioni introdotte in materia testimoniale in caso di sinistri. Viene sancito il principio in base al quale, fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute nel luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni deve risultare dalla denuncia di sinistro o dalla richiesta di risarcimento dei danni. L’identificazione avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta. Inoltre in corso di giudizio, il giudice, ove riscontri la presenza di testimoni che negli ultimi tre anni siano stati testimoni in almeno tre cause nel settore di infortunistica stradale, trasmette l’informativa alla Procura della Repubblica competente. Ciò per consentire ulteriori accertamenti e, in particolare, per verificare l’attendibilità del testimone e per assumere eventuali misure coercitive. Sono previsti poteri di controllo e monitoraggio dell’IVASS sull’osservanza di tutte le prescrizioni, su cui l’Istituto relazionerà in Parlamento. Le disposizioni approvate dal Governo introducono poi un termine di decadenza per le proposte di risarcimento. Vengono inoltre previsti termini più lunghi nell’ambito del procedimento di risarcimento; in particolare, è innalzata da 5 a 10 giorni la disponibilità dell’impresa di assicurazione ad ispezionare le cose danneggiate oggetto di richiesta di risarcimento. Infine la particolare procedura (sospensione dei termini per concludere il procedimento, presentazione di querela contro il danneggiato) prevista nel caso siano stati accertati l’esistenza di significativi parametri per temere fenomeni fraudolenti è estesa anche in presenza di altri indicatori di frode, quali ad esempio le indicazioni emerse dai dispositivi elettronici installati negli autoveicoli (scatola nera). 7) RISPARMIO SULLE BOLLETTE ENERGETICHE per 850 milioni di euro Disposizioni per la riduzione di costi gravanti sulle tariffe elettriche con l’introduzione di un sistema incentivante opzionale offerto ai produttori di energia elettrica rinnovabile, per gli indirizzi strategici dell’energia geotermica ed in materia di certificazione energetica degli edifici e di condomini. Il risparmio è quantificato in circa 850 milioni di euro. 8) ACCORDI FISCALI con l’Agenzia delle Entrate Si attua la prima e fondamentale misura del piano “Destinazione Italia” sulla certezza del fisco: si amplia l’ambito di applicazione dell’istituto del ruling di standard internazionale, con accordi per 5 anni tra fisco e imprese presso l’Agenzia delle Entrate, che costituirà un Desk dedicato agli investitori esteri. 9) TRIBUNALE DELLE SOCIETÀ CON SEDE ALL'ESTERO Per rafforzare le funzioni del tribunale per le imprese e stimolare la capacità di attrarre investimenti, si concentrano su un numero ridotto di sedi (9) tutte le controversie nella competenza funzionale del tribunale delle imprese che coinvolgano società con sede principale all’estero, anche se con rappresentanza stabile in Italia. 10) Disposizioni urgenti per EXPO 2015 e per le opere pubbliche Si prevede la revoca di assegnazioni del CIPE relative ad interventi che non sono stati avviati, per un importo di 165,390 milioni di euro, che vengono destinati per 53,2 milioni a progetti cantierabili relativi allo svolgimento di EXPO 2015, cui vengono destinati ulteriori 42,8 milioni (per un ammontare complessivo pari a 96 milioni e per 45 milioni ad opere per l’accessibilità ferroviaria Malpensa-terminal T1-T2. Le residue disponibilità sono destinate ad interventi immediatamente cantierabili finalizzati al miglioramento della competitività dei porti italiani e dell’efficienza del trasferimento ferroviario e modale all’interno dei sistemi portuali, cui vengono destinati le disponibilità derivanti dai fondi statali trasferiti alle autorità portuali, che poi vengono revocati e riassegnate nel limite di 200 milioni per il 2014. Inoltre si autorizza il comune di Napoli a contrarre mutui per la realizzazione della linea 1 della metropolitana di Napoli, in deroga alle disposizioni in materia di riequilibrio finanziario pluriennale. 11) TRASPORTO AEREO. Per quanto riguarda il trasporto aereo, sono state inserite quattro norme che prevedono: la proroga degli ammortizzatori sociali per il personale del trasporto aereo, la riduzione del Cuneo fiscale per il personale navigante (piloti, hostess e steward), l'eliminazione della doppia imposizione (tariffe aeroportuali) per i passeggeri in transito, l'obbligo della trasparenza nella erogazione di contributi ai vettori aerei da parte di enti locali o gestori aeroportuali.
sabato 14 dicembre 2013 07:51
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo di revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione che modifica la normativa al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento tra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi. Dunque, come spiegato dal Presidente del Consiglio, si “toglie dal codice civile qualunque aggettivazione alla parola figli: da adesso in poi saranno tutti figli e basta”. Il testo, predisposto nell’ambito della Commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilisce: 1) l’introduzione del principio dell’unicità dello stato di figlio, anche adottivo, e conseguentemente l’eliminazione dei riferimenti presenti nelle norme ai figli “legittimi” e ai figli “naturali” e la sostituzione degli stessi con quello di “figlio”; 2) il principio per cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo con i genitori; 3) la sostituzione della nozione di “potestà genitoriale” con quella di “responsabilità genitoriale”; 4) la modifica delle disposizioni di diritto internazionale privato con previsione di norme di applicazione necessaria in attuazione del principio dell’unificazione dello stato di figlio. Inoltre, nel recepire la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, si è deciso di: a) limitare a cinque anni dalla nascita i termini per proporre l’azione di disconoscimento della paternità; b) introdurre il diritto degli ascendenti di mantenere “rapporti significativi” con i nipoti minorenni; c) introdurre e disciplinare l’ascolto dei minori, se capaci di discernimento, all’interno dei procedimenti che li riguardano; d) portare a dieci anni il termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità per i figli nati fuori dal matrimonio; e) modificare la materia della successione prevedendo la soppressione del “diritto di commutazione” in capo ai figli legittimi fino ad oggi previsto per l’eredità dei figli naturali.
sabato 14 dicembre 2013 07:39
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. In particolare si aboliscono il rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e i contributi pubblici erogati per l’attività politica e a titolo di cofinanziamento. A decorrere dall’anno finanziario 2014, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013, ciascun contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a favore di un partito politico che si sia dotato di statuto. Sempre a decorrere dal 2014 dall’imposta lorda sul reddito si potranno detrarre le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici per una quota del 37 per cento per importi compresi tra 30 e 20.000 euro annui e del 26 per cento per importi compresi tra 20.001 e 70.000 euro annui. Dall’imposta sul reddito sarà possibile detrarre un importo pari al 75 per cento delle spese sostenute dalle persone fisiche per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica promossi e organizzati dai partiti (tetto massimo di 750 euro annui). Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle società, si potrà detrarre un importo pari al 26% dell’onere per le erogazioni liberali in denaro per importi compresi tra 50 e 100.000 euro. I partiti che intendono avvalersi dei benefici previsti dal decreto legge devono dotarsi di statuto che sarà trasmesso in copia al Presidente del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati che a loro volta li inoltreranno alla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”. La Commissione avrà anche il compito di controllare regolarità e conformità della rendicontazione, trasparenza e pubblicità di partiti. Nel caso di mancata ottemperanza agli obblighi la Commissione applicherà una sanzione pecuniaria pari all’importo non dichiarato o difforme dal vero. I partiti, proprio nell’ottica di una maggiore trasparenza e per facilitare l’accesso alle informazioni relative al proprio assetto statutario, agli organi associativi, al funzionamento interno e ai bilanci, dovranno avere un sito internet che assicuri accessibilità anche alle persone disabili. Relativamente ai partiti ammessi alla contribuzione volontaria agevolata e limiti alla contribuzione si statuisce che i partiti politici iscritti nell’apposito elenco depositato alla Commissione possono essere ammessi, a richiesta: - al finanziamento privato in regime fiscale agevolato se hanno almeno un eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il Senato, la Camera, il Parlamento europeo o in uno dei consigli regionali o delle provincie autonome di Trento e Bolzano o abbiano presentato nella medesima consultazione elettorale candidati in almeno tre circoscrizioni per il rinnovo della Camera, tre regioni per il rinnovo del Senato o in un consiglio regionale o delle province autonome o in almeno una circoscrizione per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettante all’Italia; - Alla ripartizione annuale del 2 per mille se hanno conseguito nell’ultima elezione almeno un eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il Senato, la Camera o per il Parlamento europeo. Ciascuna persona fisica non può effettuare erogazioni liberali in denaro o comunque corrispondere contributi in beni o servizi in favore di un singolo partito politico per un valore complessivo superiore a 300.000 euro né comunque oltre il limite del 5 per cento dell’importo dei proventi iscritti nel conto economico del partito. Il limite per i soggetti diversi dalle persone fisiche il limite annuo è di 200.000 euro. Per quanto riguarda la parità di accesso alle cariche elettive, il testo stabilisce che se nelle liste alle elezioni di Camera, Senato o Parlamento europeo, uno dei due sessi è rappresentato in misura inferiore al 40% le risorse spettanti al partito sono ridotte dello 0.5 per cento per ogni punto percentuale di differenza tra 40 e la percentuale dei candidati del sesso meno rappresentato (limite massimo complessivo del 10%). Sanzioni anche per quei partiti che non destinano il 10 per cento delle somme ad essi spettanti (destinazione volontario del 2 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) ad iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne in politica. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".
sabato 14 dicembre 2013 07:26
martedì 10 dicembre 2013 19:32
La Bussola della Trasparenza premiata in Europa
Nel corso della conferenza finale dell'edizione EPSA 2013, (European Public Sector Award), la "Bussola della Trasparenza", è stata premiata tra le migliori e più innovative esperienze delle pubbliche amministrazioni europee. La Bussola della Trasparenza è lo strumento ideato dal Dipartimento della Funzione Pubblica per consentire a cittadini e pubbliche amministrazioni di verificare quanto è trasparente un sito web pubblico e di confrontarlo con i siti di altre PA attraverso grafici e statistiche.
Nel corso della conferenza finale dell'edizione EPSA 2013, (European Public Sector Award), la "Bussola della Trasparenza", è stata premiata tra le migliori e più innovative esperienze delle pubbliche amministrazioni europee. La Bussola della Trasparenza è lo strumento ideato dal Dipartimento della ... Continua a leggere
lunedì 9 dicembre 2013 18:01
Enti Locali: la revoca del Presidente del Consiglio Comunale non può prescindere da fatti specifici inerenti la carica, ancorché gli stessi non siano commessi nell’esercizio delle funzioni presidenziali, e dalla conseguente valutazione che i componenti dell’organo da tali fatti traggono in ordine alla persistente validità dell’iniziale investitura
L’art. 39 t.u.e.l. attribuisce al presidente del consiglio comunale poteri direttivi, di iniziativa ed impulso necessari al funzionamento degli organi collegiali. Il comma 1 prevede che al titolare di detto ufficio spetta la convocazione e direzione dei lavori e delle attività del consiglio; il successivo comma 4 gli demanda l’obbligo di assicurare che sulle questioni sottoposte al consiglio siano preventivamente ed adeguatamente informati i componenti dell’organo. Si tratta dunque di attribuzioni di carattere necessario, visto che il citato comma 1 dell’art. 39 contempla anche la figura del vicario, e che non si esauriscono sul piano interorganico dei rapporti e delle relazioni interne al consiglio, tant’è vero che il comma 5 del suddetto art. 39 prevede che in caso di mancata convocazione possa provvedervi il Prefetto. In linea con questa disciplina normativa, la dottrina e la giurisprudenza della Quinta Sezione del Consiglio di Stato sono concordi nell’annettere alla figura del presidente rilievo istituzionale. In particolare, la giurisprudenza della Sezione, parte della quale richiamata anche nella delibera di revoca qui impugnata, ha affermato che: - la funzione del Presidente del Consiglio comunale è di carattere istituzionale e non politica, per cui la sua revoca non può che essere causata dal cattivo esercizio di tale funzione, tale da comprometterne la neutralità, non potendo essere motivata sulla base di una valutazione fiduciaria di tipo strettamente politico (sentenza 25 novembre 1999, n. 1983); - nel solco di questa pronuncia, in una successiva decisione si è affermato che la figura del presidente dell’organo consiliare è posta dall’ordinamento degli enti locali a garanzia del corretto funzionamento di detto organo e della corretta dialettica tra maggioranza e minoranza, per cui la revoca “non può essere causata che dal cattivo esercizio della funzione, in quanto ne sia viziata la neutralità, e dev’essere motivata perciò con esclusivo riferimento a tale parametro e non ad un rapporto di fiduciarietà politica” (sentenza 6 giugno 2002, n. 3187); - segue il precedente richiamato dal TAR (sentenza 4 marzo 2004, n. 1042), in cui si è data una maggiore portata al novero delle valutazioni fondanti la revoca, giungendosi ad affermare che essa esprime valutazioni di carattere “latamente politico”, in funzione di ricomporre “l’ordinato assetto dei rapporti istituzionali tra gli organi di indirizzo politico-amministrativo del comune”, ogniqualvolta questo “risulta alterato il ruolo di garante imparziale assegnato dal presidente”; - vi sono anche pronunce maggiormente restrittive, che circoscrivono i motivi fondanti la revoca alle sole violazioni commesse nell’esercizio di funzioni inerenti alla carica di presidente del consiglio comunale (sentenza 20 ottobre 2004, n. 6838); - quindi, la Sezione ha precisato che possono costituire ragioni legittimamente fondanti la revoca in questione tutti quei comportamenti, tenuti o meno all’interno dell’organo, i quali, costituendo violazione degli obblighi di neutralità ed imparzialità inerenti all’ufficio, sono idonei a fare venire meno il rapporto fiduciario alla base dell’originaria elezione del presidente (sentenza 18 gennaio 2006, n. 114). A conclusione di questo excursus, il Consiglio di Stato di Stato nella sentenza in esame ricava una regola di carattere generale, che la Sezione ha costantemente affermato, dando luogo ad un indirizzo ormai consolidato. Detta regola muove dall’incontestabile rilievo istituzionale della funzione di presidente del consiglio, trascendente gli equilibri politici, che pure ne fondano la costituzione attraverso l’elezione in seno all’organo consiliare, di garante del regolare funzionamento di quest’ultimo e dell’ordinato svolgersi della dialettica tra le forze politiche in esso presenti. Altrettanto pacifico è che sia l’elezione a presidente del consiglio comunale che la relativa revoca esprimono una scelta fiduciaria delle forze politiche rappresentate nell’organo consiliare, con la quale queste, rispettivamente, convergono verso una personalità in grado di rispondere alle suddette necessità istituzionali o, al contrario, manifestano il ripensamento di quella scelta iniziale. Sulla base di questa premessa la Sezione ha quindi affermato il principio secondo cui la revoca (come del resto l’elezione) trae origine da apprezzamenti di carattere politico e tuttavia non esprime una scelta libera nei fini, dovendo comunque sempre porsi nel solco del perseguimento delle finalità normative, non disponibili dai componenti del consiglio e dalle forze in esso presenti, di garantire la continuità della funzione di indirizzo politico-amministrativo dell’ente comunale. In questa prospettiva si sono quindi ricostruiti i tratti sostanziali dell’atto di revoca del presidente del consiglio comunale ed i relativi ambiti entro i quali può muoversi il sindacato di legittimità del giudice amministrativo nei suoi confronti. A differenza dell’elezione, che costituisce un atto favorevole e viene emessa in assenza di qualsiasi verifica sull’operato del titolare dell’ufficio presidenziale, la revoca, al contrario, non può prescindere da fatti specifici inerenti la carica, ancorché gli stessi non siano commessi nell’esercizio delle funzioni presidenziali, e dalla conseguente valutazione che i componenti dell’organo da tali fatti traggono in ordine alla persistente validità dell’iniziale investitura. Sotto questo profilo, la Sezione ha esercitato il proprio sindacato sugli atti di revoca in questione, apprezzandone la congruenza rispetto al suddetto fine, attraverso l’esame delle tipiche figure sintomatiche dell’eccesso di potere, quali in particolare la carenza di motivazione, il travisamento dei fatti, la contraddittorietà tra fatti e decisione, l’ingiustizia ed illogicità di quest’ultima. Si è così chiarito che il giudice amministrativo è chiamato ad un duplice ordine di verifiche, e cioè: in primo luogo, ad accertare l’effettiva sussistenza dei fatti, affinché la revoca non si fondi su presupposti inesistenti o non adeguatamente esternati nel provvedimento; ed in secondo luogo, ad apprezzare la non arbitrarietà e plausibilità della valutazione politica in forza della quale l’organo consiliare ritiene che i suddetti fatti influiscano negativamente sull’idoneità a ricoprire la funzione. Quest’ultimo apprezzamento, come peraltro si è avuto modo di specificare nei ricordati precedenti, non può che arrestarsi ad una verifica meramente estrinseca, limitata cioè al piano dell’evidente irragionevolezza ed ingiustizia della decisione, pena altrimenti lo sconfinamento del sindacato giurisdizionale in ambiti riservati ad opinabili, ma non per questo illegittime, valutazioni politico-discrezionali................Infatti, si tratta nel complesso di giudizi di critica politica che, se ammissibili per i singoli consiglieri, perché complessivamente riconducibili alle prerogative di controllo politico sull’amministrazione di detto ufficio (art. 43 t.u.e.l.), sono altrettanto evidentemente preclusi al rappresentante istituzionale dell’organo di indirizzo politico-amministrativo. Come ampiamente visto sopra attraverso i richiami ai precedenti di questa Sezione in materia, quest’ultimo deve rimanere estraneo alla contesa politica, sia nell’esercizio della funzione presidenziale che quale esponente di un partito politico presente in consiglio, altrimenti venendo meno quelle esigenze di tutela della stabilità della carica istituzionale rispetto a possibili arbitri delle altre forze partitiche.
L’art. 39 t.u.e.l. attribuisce al presidente del consiglio comunale poteri direttivi, di iniziativa ed impulso necessari al funzionamento degli organi collegiali. Il comma 1 prevede che al titolare di detto ufficio spetta la convocazione e direzione dei lavori e delle attività del consiglio; il su ... Continua a leggere
lunedì 9 dicembre 2013 12:49
E' improcedibile il ricorso proposto contro gli atti iniziali o intermedi di un procedimento in mancanza dell'impugnazione dell'atto finale la cui adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni d'interessi
La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza in esame osserva, (in tal senso, tra tante, Consiglio Stato sez. IV, 6 novembre 2008, n. 5507) che quando l'atto finale, pur partecipando della medesima sequenza procedimentale in cui si colloca l'atto preparatorio, non ne costituisce conseguenza inevitabile perché la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni d'interessi, l'immediata impugnazione dell'atto preparatorio non fa venir meno la necessità di impugnare anche l'atto finale, pena l'improcedibilità del ricorso (alla luce di tale principio, nella specie il Collegio ha dichiarato improcedibile il ricorso proposto contro la determinazione dell'Amministrazione di procedere al rinnovo delle prove di concorso a pubblico impiego, che non era stato seguito dalla impugnazione dell'atto di approvazione della susseguente graduatoria; così Consiglio di Stato sez. III, 1 febbraio 2012, n. 503). Quando sono impugnati gli atti iniziali o intermedi di un procedimento - che risultino immediatamente lesivi, come l’esclusione, immediatamente estintiva di una posizione di favore per il soggetto - e poi non segue l' impugnazione dell'atto finale che attribuisce ad altri uno status od una utilità, l'inoppugnabilità di tale atto fa diventare improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, l'impugnativa proposta contro gli atti intermedi (nella specie, gli interessati avevano impugnato gli atti in base ai quali l’università aveva attivato il procedimento per l’iscrizione al corso di medicina, ma non anche il provvedimento che, al termine del procedimento, ha approvato la graduatoria finale; in termini Consiglio Stato sez. VI, 26 giugno 2006, n. 4067; Cons. St., sez. V, 5 settembre 2002 n. 4464). Per accedere alla lettura della sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza in esame osserva, (in tal senso, tra tante, Consiglio Stato sez. IV, 6 novembre 2008, n. 5507) che quando l'atto finale, pur partecipando della medesima sequenza procedimentale in cui si colloca l'atto preparatorio, non ne costituisce consegu ... Continua a leggere
domenica 8 dicembre 2013 16:49
Anticorruzione: differito al 31 gennaio 2014 il termine per la pubblicazione dell'attestazione degli OIV
È differito al 31 gennaio 2014 il termine per la pubblicazione dell’attestazione degli OIV, o delle strutture analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione relativi al 2013, prevista dalla delibera n. 50/2013. L’attestazione dovrà essere comunque effettuata con riferimento ai dati pubblicati al 31 dicembre 2013. Con apposita delibera di prossima pubblicazione sarà resa nota la struttura del documento di attestazione e della griglia di rilevazione per l’anno 2013 e saranno fornite indicazioni operative ulteriori sulla loro redazione e sulle modalità di trasmissione all’A.N.AC. Il documento di attestazione e la griglia di rilevazione dovranno essere pubblicati all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”, sotto-sezione di primo livello “Disposizioni generali”, sotto-sezione di secondo livello “Attestazioni OIV o di struttura analoga” del proprio sito istituzionale.
È differito al 31 gennaio 2014 il termine per la pubblicazione dell’attestazione degli OIV, o delle strutture analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione relativi al 2013, prevista dalla delibera n. 50/2013. L’attestazione dovrà essere comunque effettuata con riferimento ai dati pub ... Continua a leggere
martedì 3 dicembre 2013 22:19
Aggiornano il quadro normativo per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione ha firmato due decreti adottati in attuazione di alcune disposizioni del Codice dell'amministrazione digitale, in materia di protocollazione e conservazione dei documenti informatici. I due decreti forniscono un importante supporto alla digitalizzazione dell'amministrazione pubblica che, pur adottando da tempo gli strumenti informatici, non ha ancora adeguato i suoi processi a modelli in grado di sfruttare in pieno le potenzialità dei nuovi mezzi. Gli schemi innovano e rendono più ampio il quadro delle regole tecniche vigenti in materia, aggiornando quelle sul protocollo informatico e la conservazione dei documenti elettronici, la cui introduzione risale, rispettivamente, all'ottobre del 2000 e al febbraio 2004. Con riferimento alle regole tecniche per il protocollo informatico viene modificato il DPCM 31 ottobre 2000 per adeguarlo al nuovo contesto normativo, che prevede la trasmissione dei documenti non solo mediante l'utilizzo della posta elettronica, ma anche attraverso la PEC o in cooperazione applicativa basata sul Sistema Pubblico di Connettività e sul Sistema Pubblico di Cooperazione. Apportando modifiche alla deliberazione CNIPA n. 11/2004 è stato inoltre introdotto il concetto di "sistema di conservazione", che assicura la conservazione a norma dei documenti elettronici e la disponibilità dei fascicoli informatici, stabilendo le regole, le procedure, le tecnologie e i modelli organizzativi da adottare per la gestione di tali processi.
Aggiornano il quadro normativo per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione ha firmato due decreti adottati in attuazione di alcune disposizioni del Codice dell'amministrazione digitale, in materia di protocollazione e con ... Continua a leggere
lunedì 2 dicembre 2013 12:24
L’indicazione, sia pure inesatta, del nominativo del candidato in corrispondenza della pertinente lista lascia comunque chiaramente intendere la volontà dell’elettore di attribuire sia il proprio voto alla lista, sia la propria preferenza per un candidato che non può che essere identificato, in assenza di omonimie, con l’unico il cui nome risulti consonante con quello apposto sulla scheda. Né può ritenersi che l’erronea indicazione del prenome possa compromettere l’espressione del voto a guisa di segno di riconoscimento. All’uopo occorrerebbe, infatti, che in concreto possa ritenersi “in modo inoppugnabile” che l’elettore intendesse farsi riconoscere (art. 64, comma 2, d.P.R. n. 570/1960), laddove l’errata indicazione del nome del candidato nella specie è invece agevolmente spiegabile in termini di inesatta informazione o di innocua confusione. Secondo l’uniforme interpretazione giurisprudenziale la norma in rilievo, nello stabilire la nullità del voto contenuto in schede che presentino segni tali da denotare una sicura volontà dell'elettore di farsi riconoscere, deve essere intesa in senso oggettivo, ossia considerando nulle quelle schede che rechino scritte o segni estranei alle esigenze di espressione del voto, e che non trovino ragionevoli spiegazioni nelle modalità con cui l'elettore ha inteso esprimere il suffragio (C.d.S., V, 18 novembre 2011, n. 6070; 18 gennaio 2006, n. 109). Ciò posto, nella presente vicenda l’indicazione del prenome del candidato, benché a rigore non necessaria, non può essere ritenuta estranea alle esigenze di espressione del voto, stante la funzione tipica del c.d. nome di battesimo di concorrere alla piena identificazione del soggetto. Quanto alla mera circostanza che nello specifico tale nome sia stato indicato in modo errato, la stessa non può valere, proprio perché ragionevolmente spiegabile in termini di deficit informativo o di innocua confusione, quale indice di una volontà di provocare un riconoscimento (C.d.S., V, 22 febbraio 2001, n. 1020 : l'erronea indicazione del prenome del candidato, in assenza di candidati di altre liste aventi lo stesso cognome, non implica di per sé alcuna incertezza in ordine alla volontà dell'elettore né configura un mezzo di riconoscimento, tale errore ben potendo essere un mero difetto mnemonico, non improbabile poiché il voto di preferenza non necessariamente riflette una conoscenza diretta del candidato prescelto). Senza dire, poi, che l’appellante, per far invalidare a titolo di segno di riconoscimento la scheda in discorso (dal Seggio a tempo debito valutata, sia pure a favore del solo candidato a Sindaco indicatovi), avrebbe avuto l’onere, rimasto invece inadempiuto, di proporre sul punto un rituale e tempestivo ricorso incidentale.
mercoledì 27 novembre 2013 07:57

References: articolo 2
 art. 39
 sentenza 
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