Source: https://valestelor.altervista.org/carrozze-fs-uic-y-acme/
Timestamp: 2020-08-09 15:09:21+00:00

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Carrozze FS UIC-Y – ACME | Dentro le mura di Valest Elor
Scritto il 03/06/2017
Nel 2004 ACME mette in produzione i modelli in scala H0 (1:87) delle carrozze FS tipo UIC-Y, al vero piccola serie di soli 24 esemplari entrata in servizio all’inizio degli anni ’60 e comprendente 20 unità di prima classe, una di seconda, una mista, una cuccette di seconda classe e una cuccette mista: per ulteriori informazioni rimandiamo all’articolo su scalaenne.
Nonostante la scarsa diffusione di tali vetture, la loro riproduzione non è inedita in quanto già negli anni ’60 Lima le aveva realizzate, pur con tutte le approssimazioni del caso, sia in scala H0 che in scala N.
Con due diversi stampi, uno per la carrozza a 9 scompartimenti e uno per quella a 10, ACME riesce a coprire praticamente tutte le versioni possibili, ad eccezione della cuccette mista che presenta ulteriori varianti nella finestratura.
In prima battuta vengono consegnate una confezione (art. 16035) contenente una carrozza di prima classe (Az 23.794), una mista (ABz 64.799) e una di seconda (Bz 45.799) riprodotte allo stato d’origine in livrea castano e ambientabili quindi negli anni ’60,
Le tre carrozze della confezione art. 16035 – foto da ebay
la carrozza a cuccette di seconda classe (art. 16043, marcatura Bcz 33.899) in livrea grigio ardesia con il caratteristico logo FS sperimentale di forma ovale attraversato dalla scritta “Italia”, che la ambienta nella seconda metà degli anni ’60,
Carrozza a cuccette art. 16043 – foto da ebay
infine una carrozza di prima classe (art. 16040, marcatura 50 83 19-78 416-2 A) ambientata negli anni ’80 in livrea rosso fegato-grigio beige ma ancora con cassa allo stato d’origine non risanata, abbinamento al vero decisamente raro (visibile forse solo su questo esemplare), dato che la maggior parte delle unità aveva ricevuto la livrea rosso fegato-grigio beige in concomitanza degli interventi di ristrutturazione comprendenti, tra l’altro, la sostituzione delle porte con altre in lega di alluminio non verniciate, l’eliminazione degli aeratori sul tetto e l’installazione di un impianto di riscaldamento ad aria soffiata con griglia di aerazione sulla fiancata lato corridoio.
Carrozza di prima classe art. 16040
I modelli, in plastica, di produzione ovviamente cinese, sono realizzati in modo abbastanza buono, con dimensioni in scala 1:87 sostanzialmente esatta, le rastremature delle estremità del tetto in corrispondenza dei vestiboli appaiono però più pronunciate di quanto non sia visibile al vero, parimenti i vani degli intercomunicanti risultano troppo poco “profondi”, pur con la corretta riproduzione delle porte dai caratteristici vetri circolari. Sul tetto sono ben visibili gli aeratori posti in corrispondenza degli scompartimenti e dei vestiboli e applicati a parte.
I finestrini appaiono forse leggermente sovradimensionati, hanno comunque vetri a filo cassa ben trasparenti, attraverso cui è possibile vedere la riproduzione degli interni, con gli scompartimenti delle unità di prima classe dotati di porte a due ante, come al vero, e i sedili di colore diverso a seconda della classe, ossia verde chiaro in prima e marrone in seconda: a questo proposito sorge qualche dubbio sull’esattezza di tale colorazione per l’unità rosso fegato, sulla quale, data l’epoca di ambientazione, è molto più probabile che i sedili, al vero, fossero rivestiti di velluto rosso. Il pezzo riproducente gli interni inoltre risulta un po’ troppo alto rispetto al fondo della carrozza.
Nel sottocassa sono presenti le principali apparecchiature, in particolare risaltano la cassa delle batterie e il cassone del REC, quest’ultimo arricchito dalla riproduzione delle targhette con le scritte monitorie di pericolo. I carrelli riproducono in modo sostanzialmente corretto i tipo 24 presenti al vero, tuttavia hanno poco gioco, cosa che, sul plastico, potrebbe causare qualche fastidio durante la circolazione: per rimediare è però sufficiente allargarne leggermente le sedi di innesto nel sottocassa con una lima tonda.
Buona la finitura, con tonalità dei colori sostanzialmente corrette, sebbene sulla carrozza rosso fegato il grigio beige appaia un po’ chiaro (al vero erano comunque riscontrabili differenze anche sensibili da carrozza a carrozza), le scritte di servizio appaiono quasi sempre nitide e leggibili, in particolare sulle carrozze in livrea castano si apprezzano le marcature in giallo con ombreggiatura rossa.
Dettaglio della marcatura della carrozza Az 23.794 contenuta nella confezione art. 16035 – foto da ebay
Per i più pignoli, la carrozza rosso fegato è marcata erroneamente “RIC”, mentre in realtà non era atta al servizio internazionale, come confermato anche dalla marcatura numerica (50 83… anzichè 51 83…).
Marcatura della carrozza in livrea rosso fegato-grigio beige art. 16040.
Nel 2006 arrivano tre nuove versioni, tutte ambientate negli anni ’70 e in livrea grigio ardesia: un’unità di prima classe (art. 50036, marcatura 51 83 19-40 402-7 Az),
Carrozza di prima classe art. 50036 – foto da ebay
una mista di prima e seconda classe (art. 50037, marcatura 51 83 39-40 400-7 ABz)
Carrozza mista art. 50037 – foto da ebay
e una di seconda classe (art. 50038, marcatura 51 83 20-40 400-8 Bz).
Carrozza di seconda classe art. 50038 – foto da ebay
Per il momento e, diremmo, incomprensibilmente, la “saga” delle Y ACME si ferma qui, anche se il filone potrebbe essere ancora piuttosto ricco: mancherebbero infatti all’appello varie versioni come l’unità di prima classe in livrea grigio ardesia ambientata negli anni ’80 (esclusa dal servizio internazionale e con pittogrammi fumatori/non fumatori), facilmente ottenibile con una semplice ricoloritura oppure, modificando gli stampi, si potrebbero realizzare l’appetibilissima versione risanata in livrea rosso fegato-grigio beige, collocabile in un arco di tempo abbastanza ampio, dalla seconda metà degli anni ’80 ai primi 2000, o ancora la versione intermedia non ancora ristrutturata, in livrea grigio ardesia ma già con porte in alluminio, oppure la cuccette mista, declinabile in varie versioni (grigio ardesia, rosso fegato non risanata e risanata).
Carrozza rosso fegato risanata – elaborazione grafica sulla base della carrozza art. 16040
Carrozza a cuccette mista rosso fegato risanata, modello realizzato su base Rivarossi esposto a “Trenini in mostra” a Carnate nel 2003
Infine, per gli amanti dei mezzi particolari, potrebbero essere prese in considerazione le unità in composizione ai treni soccorso di Milano Smistamento, Napoli Smistamento e Firenze (quest’ultima ancora esistente), ottenute alla fine degli anni ’80 dalla trasformazione, rispettivamente, delle unità prototipo cuccette di seconda classe, di seconda classe con posti a sedere e mista.
La UIC-Y del treno soccorso di Milano Smistamento, ex cuccette di seconda classe (Milano Sm., 27/3/2004)
Per finire, una nota di colore: all’epoca dell’uscita di questi modelli c’era stata qualche lamentela in quanto la carrozza appariva “corta” (cosa che faceva dubitare sull’esatto rispetto della scala), e in effetti è proprio così dato che anche al vero le Y erano più corte di un paio di metri rispetto alle ben più note e diffuse X (24,50 m contro 26,40 m). Del resto, vista la loro scarsa diffusione, non tutti le hanno ben presenti e più di uno tende a confonderle con le X…
Lunghezze a confronto: la Y è ovviamente più corta della X
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Come anticipato nella scorsa puntata, nel 2003 la produzione Lima passa in mani inglesi (Hornby) e v ...

References: art. 16035
 art. 16043
 art. 16040
 art. 16035
 art. 16040
 art. 50036
 art. 50037
 art. 50038
 art. 16040