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⭐BENI DI CONSUMO E GARANZIA POST-VENDITA
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1 BENI DI CONSUMO E GARANZIA POST-VENDITA Il venditore è servito! Regione Siciliana Presidenza2 2 Beni di consumo e garanzia post-vendita a cura di Maurizio Mariani Giuseppe Barba Fulvio Capria Carmelo Calì3 Il venditore è servito! 3 PREFAZIONE Beni di consumo e garanzia post-vendita. Il venditore è servito. Questo è il titolo del presente manuale che si aggiunge al precedente, Frodi commerciali e tutela del consumatore vademecum anti fregature!, che la Confconsumatori ha pubblicato in occasione del precedente programma di intervento della Regione Siciliana a favore dei consumatori. Anche per quest'anno, quindi, abbiamo scelto di realizzare il nostro progetto con una pubblicazione informativa. Quali sono i motivi di tale scelta? Si potrebbe rispondere dicendo verba volant scripta manent ma, forse, tale risposta potrebbe essere riduttiva. Infatti, è importante che i cittadini consumatori abbiano degli strumenti, scritti, quale appunto un manuale, per avere una immediata contezza dei propri diritti. Ma questo non è l'unico motivo che ci ha spinti a scegliere la pubblicazione di un manuale. Ciò che ci ha convinti è stato anche altro e, in particolare, ciò che è accaduto in occasione dei molteplici incontri promossi su tutto il territorio regionale. L'incontro con persone desiderose di difendere i propri diritti e quindi, innanzitutto, di conoscerli. Non è assolutamente vero che quello siciliano sia un popolo abituato solo ad abbassare la testa. Abbiamo incon-4 4 Beni di consumo e garanzia post-vendita trato persone con la schiena dritta che hanno risposto con grande attenzione e partecipazione ai vari incontri promossi. E, il più delle volte, costoro si sono fermati a parlare ancora alla fine dell'incontro. Non erano lì semplicemente per ritirare la copia gratuita del manuale, che veniva loro consegnato. E ciò è accaduto in tutti gli ambiti: nelle scuole con i giovani, nei circoli degli anziani, nelle associazioni e negli incontri pubblici con la generalità dei cittadini, ecc. Abbiamo scelto quindi di stampare un secondo manuale con l'auspicio che riaccadano questi incontri, incontri tra persone, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione civica. Perchè ciò che nasce dall'incontro e dal dialogo tra le persone è più forte anche del pur importante scritto che resta. Avv. Carmelo Calì Presidente Confconsumatori Sicilia5 Il venditore è servito! 5 Premessa Purtroppo, a distanza di 7 anni dal decreto di recepimento della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, su alcuni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo, la disciplina delle garanzie post-vendita trova ancora scarsa applicazione perché incontra la resistenza e il sottrarsi alle proprie responsabilità di molti venditori che approfittano della scarsa informazione dei consumatori. Un notevole passo in avanti è stato fatto grazie al diffondersi di questa normativa, che ha innalzato il livello di tutela dell acquirente nel contratto di vendita ed ha comportato una protezione armonizzata per il consumatore, uniforme in tutta Europa e che, quindi, può essere fatta valere e garantisce un adeguato standard di tutela in tutti i Paesi membri dell UE. Oggi siamo tutti consumatori sicuramente più tutelati, ma tale tutela può essere efficace solo se la si conosce e se si utilizzano gli strumenti adeguati per farla valere. Importante, infatti, è la formazione dei consumatori e il rafforzamento della capacità di fare valere, anche singolarmente, i propri diritti. Tale guida è indirizzata ai consumatori, ma indirettamente anche ai venditori, che spesso agiscono non in mala fede, ma perché anch essi inesperti sulle norme che disciplinano la materia. E auspicabile, e perché no, anche grazie alla divulgazione del presente vademecum, la conclusione di protocolli di conciliazione tra le associazioni di consumatori e i venditori, che possano dirimere le controversie, spesso di non rilevante valore (si pensi ai telefonini o a beni di consumo di poche decine di euro), senza aggravi di spese, e, in fin dei conti, rendere più valida la garanzia per i difetti di prodotto.6 6 Beni di consumo e garanzia post-vendita CAPITOLO I L ITER NORMATIVO DELLA GARANZIA DEI BENI DI CONSUMO L esigenza di riconoscere una tutela giuridica ai consumatori, senza andare troppo lontano nel tempo, la troviamo nel Trattato di Maastricht sull Unione europea, entrato in vigore il 1 novembre 1993, dove per la prima volta la posizione dei consumatori viene equiparata alla posizione delle imprese e, conseguentemente, si riconosce al consumatore una tutela giuridica primaria, cioè una tutela di rango costituzionale comunitario. Ed è in questa politica, volta a favorire la libera circolazione delle merci nello spazio comunitario, che va inquadrato il livello elevato di protezione apprestato ai consumatori, contro l acquisto di beni difettosi o non conformi al contratto di vendita, con l emanazione della direttiva 99/44/CE. La direttiva concerne la garanzia legale e le garanzie commerciali. La nozione di garanzia legale comprende qualsiasi protezione giuridica dell'acquirente, in relazione alle anomalie dei beni acquistati, che derivi direttamente dalla legge quale effetto collaterale del contratto. La direttiva stabilisce il principio della conformità del bene al contratto.7 Il venditore è servito! 7 La nozione di garanzia commerciale fa invece appello alla manifestazione di volontà di una persona, il garante, che si autoresponsabilizza per taluni difetti, e concerne "qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore nei confronti del consumatore, senza supplemento di costo, di rimborsare il prezzo pagato o di sostituire, riparare o avere altrimenti cura del bene se esso non corrisponde alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella pubblicità che ad esso si riferisce". In Italia la direttiva comunitaria 99/44/CE è stata recepita con il decreto legislativo n. 24 del 2002, che ha introdotto nel nostro ordinamento una disciplina specifica agli acquisti dei beni di consumo, inserendo, nel codice civile, il corpo di norme ricomprese tra l art bis e l art nonies, sezione dedicata appunto alla vendita dei beni di consumo. E tuttavia, le modalità di recepimento della direttiva sono state fortemente criticate per il fatto di aver trascurato una rivisitazione complessiva della garanzia legale della vendita. L attuazione della direttiva avrebbe dovuto suggerire, in effetti, un intervento legislativo assai più incisivo di quello effettivamente realizzato. Le nuove norme che sono state inserite nel codice civile (art bis e ss), infatti, non si coordinano agilmente con il precedente sistema delle garanzie già previsto agli artt ss del cod. civ. L opera di riassetto dell intera materia è stata realizzata con l emanazione del successivo Decreto Legislativo n. 206 del 6 settembre 2005, il cosiddetto Codice del Consumo, con cui si è raggruppata e armonizzata in un unico testo tutta la normativa a tutela del consumatore, sono state abrogate le fonti precedenti e si è finalmente definito un corpo normativo organico. Infatti, sono stati abrogati gli artt. dal 1519 bis al 1519-nonies del Codice Civile, riconducendo tale disciplina8 8 Beni di consumo e garanzia post-vendita alla Parte IV, Titolo III Garanzia legale di conformità e garanzie commerciali per i beni di consumo, Capo I Della vendita dei beni di Consumo (artt ) del nuovo Codice del Consumo. Grazie a tale riordino normativo, oltre a riconoscere totalmente la tutela dei consumatori, sono stati previsti un ampliamento temporale e un estensione di contenuto della garanzia e una maggiore responsabilizzazione del venditore dinanzi al consumatore. Tale normativa inderogabile si affianca a quella codicistica previgente (artt e ss cod. civ.) ed alla eventuale garanzia contrattuale (convenzionale) voluta dalle parti. Le vecchie regole, disciplinate agli artt ss, in tema di vizi, quindi, rimangono in vigore e si applicheranno a quelle ipotesi non coperte dalle nuove disposizioni quali, fra le più comuni, le vendite tra imprenditori e le vendite di beni usati tra due o più consumatori.9 Il venditore è servito! 9 CAPITOLO II IL DIFETTO DI CONFORMITÀ Il citato decreto legislativo definisce beni di consumo oggetto della sua disciplina, tutti i beni mobili, anche da assemblare, diversi da quelli venduti dall autorità giudiziaria, dell'acqua e dal gas non confezionati e dall'energia elettrica. La normativa in oggetto impone al venditore l'obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita. Lo scopo della nuova disciplina è quello di tutelare la fiducia dell'acquirente verso il rispetto, ad opera della controparte, delle condizioni contrattuali stabilite. Non è presa in considerazione, dunque, la cosa di per se, nella sua integrità e nelle sue qualità, quanto la rispondenza di quella alle promesse ricevute. Il punto di rilievo non è più costituito dal difetto fisico nella cosa o dalla sua inidoneità all'uso, bensì dal confronto tra la cosa consegnata e quella che costituiva l'aspettativa del consumatore. Si presumono, per legge, conformi al contratto i beni di consumo consegnati se esistono le seguenti circostanze:10 10 Beni di consumo e garanzia post-vendita essi sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo; sono conformi alla descrizione fatta dal venditore o constatata attraverso campioni o modelli; presentano le qualità delle prestazioni medie che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto anche delle dichiarazioni rese pubbliche con la pubblicità o con le etichette; sono idonei all'uso particolare voluto dal consumatore, comunicato al venditore e da questi accettato. Ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 24 del 2002, ultimo comma, "le disposizioni del presente paragrafo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo del progresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall'uso normale della cosa". Imperfetta installazione del bene. Una delle previsioni qualificanti della disciplina sulla vendita di beni di consumo è certamente quella riguardante il difetto di conformità conseguente ad una installazione mal eseguita. L imperfetta installazione è equiparata al difetto di conformità a condizione che sia compresa nel contratto relativo alla vendita.tale regola vale anche nel caso di una installazione che sia realizzata dal consumatore stesso e che risulti difettosa a causa di una carenza delle istruzioni nel montaggio (art. 129, comma 5, Cod. cons.). L equiparazione della cattiva installazione ad un difetto di conformità, rende esperibili i rimedi previsti in generale nel caso di consegna di una cosa non conforme, invece di quel-11 Il venditore è servito! 11 lo dell inadempimento che richiedeva, ai fini della risoluzione del contratto, che il difetto di montaggio non fosse di scarsa importanza. Non va però trascurato, nell ottica di garantire concretamente il consumatore, che la legge richiede un installazione prevista nel contratto, con la non trascurabile conseguenza di prestarsi a pratiche elusive.12 12 Beni di consumo e garanzia post-vendita CAPITOLO III AMBITO DI APPLICAZIONE OGGETTIVO E SOGGETTIVO Ambito di applicazione della garanzia legale di conformità Ambito di applicazione oggettivo La nuova disciplina contenuta nel Codice del Consumo ha delineato con maggiore chiarezza gli ambiti applicativi della stessa, garantendo una maggiore efficacia e responsabilizzazione del venditore. La garanzia legale si applica a tutti i contratti di vendita di beni di consumo, conclusi sia verbalmente che per iscritto, tra consumatori e venditori/commercianti. Il generico riferimento alla vendita consente di ricomprendervi tutti i casi particolari di vendita, come quelle fuori dai locali commerciali, a distanza, nonché la vendita di cose generiche, di cose future, la vendita sottoposta a termine o condizione, la vendita su campione, con riserva di proprietà, la vendita rateale. L unica condizione è che il trasferimento del bene avvenga a titolo oneroso.13 Il venditore è servito! 13 La legge estende la tutela anche a tutti i contratti equiparati, finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre: i contratti di permuta (es. scambio di prodotti); i contratti di somministrazione (es. fornitura settimanale di bottiglie d acqua); i contratti di appalto (es. l'installazione di pavimenti); i contratti d opera (es. un mobile fatto su misura per la propria abitazione, oppure un vestito fatto da un sarto). Restano pertanto esclusi quei contratti in cui non avviene il trasferimento della proprietà (es. locazione) o in cui non vi sia pagamento di un corrispettivo (es. comodato). L ap pli ca - zione è esclusa anche per i contratti di leasing finanziario, per la difficoltà di identificare il venditore. In sostanza l ambito di applicazione della disciplina si estende a qualunque acquisto o richiesta di fornitura realizzata da un consumatore, e quindi dalla persona fisica che, agendo per scopi di consumo, si rivolga ad un soggetto imprenditoriale o professionale per acquistare o richiedere beni mobili, siano essi nuovi od usati (128, comma 3, Cod. cons.), preconfezionati o da produrre. Quali sono i beni di consumo? L art. 128, comma 2, lett. a, Cod. cons. definisce il bene di consumo come qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, ad esclusione di: acqua e gas (qualora non confezionati); energia elettrica; beni oggetto di vendita forzata.14 14 Beni di consumo e garanzia post-vendita La definizione normativa non spiega quando un bene può intrinsecamente definirsi come bene di consumo: ciò che sembra caratterizzare i beni di consumo, infatti, sarebbe non già la propria peculiare natura intrinseca, bensì semplicemente la ordinaria e normale destinazione dei comuni beni mobili al mercato dei consumatori. Particolari categorie di beni. Rientrano tra i beni di consumo sicuramente i prodotti al minuto e non quelli destinati al mercato dell ingrosso, perché in tali ipotesi, essi sono naturalmente destinati ad essere oggetto di nuovo commercio da parte di soggetti professionali. Ma tale regola dovrà essere accantonata qualora nel concreto all acquisto all ingrosso proceda il consumatore finale che, pur avendo avuto accesso a canali preferenziali di vendita, possa dimostrare di aver agito per scopi privati. Per il resto, ai fini della qualificazione del bene, non c è ragione di guardare ad ulteriori presupposti oggettivi, quali, ad esempio, le modalità di produzione o di fabbricazione: se è vero, per un verso, che il concetto stesso di conformità presuppone standards di riferimento, tipici dei prodotti realizzati in serie o fabbricati, sembra tuttavia irragionevole escludere dal novero dei beni di consumo i prodotti artigianali o quelli prodotti con lavorazioni individuali o, in qualche modo, esclusive. Insomma, deve ritenersi che la disciplina della vendita di beni di consumo possa rimanere esclusa soltanto per le eccezioni previste dalla legge. Per quanto attiene alla vendita di programmi per elaboratori elettronici e software, si osservi che nella legge italiana scompare il riferimento alla natura materiale del bene che15 Il venditore è servito! 15 nella direttiva (art. 1, 2 comma, lett. b) era contenuto nella definizione di bene di consumo. La scelta operata in sede di recepimento non è affatto causale come dimostra il fatto che non avrebbe avuto senso escludere espressamente l energia elettrica se già per tutti i beni immateriali si fosse ritenuta non operante la garanzia legale. Il software, quindi, è tutelato al pari di tutti i beni mobili quando è oggetto di contratto di vendita tra consumatore e venditore. Nessun altra sottrazione alla disciplina generale può essere fatta. Rientrano, quindi, nella garanzia, beni artigianali, artistici e del fallimento, prodotti farmaceutici, generi di monopolio, agricoli e ortofrutticoli, carburanti, cacciagione, prodotti ittici e del terreno, prodotti oggetto di fiere campionarie. Una categoria di beni che ha dato luogo a dubbi circa l applicazione della garanzia riguarda le autovetture, per il fatto che le automobili sono soggette a registrazione come i beni immobili. In realtà, l automobile è bene mobile per definizione e la registrazione al P.R.A. è solo funzionale a pubblicizzare il trasferimento della proprietà a tutela dei terzi e non riguarda i rapporti contrattuali tra acquirente e venditore. Anche tutti i beni elettronici, quindi anche i telefoni cellulari, sono soggetti alla garanzia legale. Spesso nella grande distribuzione o nei grandi centri commerciali, alcuni venditori espongono cartelli in cui si dice che la garanzia è esercitabile solo entro pochi giorni, solo se il traffico telefonico non abbia superato una soglia di tempo e di costo o solo rivolgendosi direttamente all assistenza tecnica o alla casa produttrice. Tutto ciò è arbitrario e illegittimo, in quanto la garanzia spetta a prescindere dal traffico effettuato16 16 Beni di consumo e garanzia post-vendita ed è sempre il venditore a dover rispondere di ogni difetto di conformità. Tale comportamento oltre a ledere l interesse del consumatore a vedere riconosciuto il diritto alla garanzia legale biennale è censurabile anche come pratica commerciale scorretta sanzionata dal Decreto Legislativo 146/2007. Il legislatore ha sanzionato, infatti, tutte quelle condotte commerciali contenenti informazioni non rispondenti al vero, che danno una falsa rappresentazione della realtà e che possono indurre in errore il consumatore, portandolo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. In tutti questi casi di pratiche commerciali ingannevoli e/o aggressive il consumatore, oltre che pretendere il riconoscimento della garanzia legale, può fare le opportune segnalazioni all Autorità Garante per la concorrenza e il mercato. Tra i beni di consumo, oggetto di garanzia legale, la legge comprende anche i beni usati messi in vendita da un soggetto professionale, prevedendo per le parti la facoltà di contenere la garanzia ad un periodo di tempo in ogni caso non inferiore ad un anno (art. 134, comma 2, Cod. cons.). Per il resto l operatività è la medesima, ma si deve tener conto del tempo del pregresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivati dall uso normale della cosa (art. 128, comma 3, Cod. cons.). Caso tipico è quello dell auto usata. Occorre, però, considerare il grado normale di usura dell auto, per cui non potrà parlarsi di difetto, per parti come frizione, pastiglie dei freni o batteria. È importante valutare offerte diverse, stilando un prospetto relativo allo stato dell auto in ogni sua parte (carrozzeria, pneumatici, motore, ecc.). Meglio ancora sarebbe avvalersi di un tecnico di fiducia, soprattutto in vista della scelta finale.17 Il venditore è servito! 17 Di positivo resta la migliore tutela dell acquirente: nel precedente regime il consumatore acquirente di beni usati era nella sostanza rimesso alla mercè del venditore. In passato si riteneva, infatti, che la vendita di beni usati potesse presumersi come vendita a rischio e pericolo del compratore e, quindi, che la garanzia per vizi fosse esclusa. Beni acquistati in saldo. Nonostante spesso vengano affissi avvisi sulle vetrine e all interno dei negozi che negano la possibilità di sostituire la merce, tutti i beni di consumo (vestiti, elettrodomestici, etc.) che siano stati acquistati in periodo di saldi e di vendite promozionali, restano ugualmente soggetti alla tutela della garanzia legale. Vanno precisate le differenze tra diritto di ripensamento, garanzia legale e insoddisfazione del consumatore. Il diritto di ripensamento (o di recesso) opera per i contratti stipulati tra privati e operatori commerciali al di fuori della sede dei locali commerciali (es. vendite porta a porta, per corrispondenza, ordini su cataloghi, televendite, ecc.). Ambito di applicazione della garanzia legale di conformità Ambito di applicazione soggettivo. La garanzia legale si applica esclusivamente ai contratti tra consumatore e venditore, al fine di tutelare la parte contraente debole. Il primo è definito dal Codice del Consumo come la persona fisica che agisce per scopi estranei all at-18 18 Beni di consumo e garanzia post-vendita tività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta ; per venditore si intende qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che agisce nell esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale. Il presupposto della tutela è l asimmetria economica, contrattuale ed informativa tra il consumatore ed il professionista, che prescinde dalle eventuali particolari conoscenze specifiche che il consumatore può avere acquisito. Ciò che rileva è il differente potere contrattuale delle parti che emerge sia dall impossibilità per il consumatore di modificare il regolamento contrattuale predisposto dall operatore economico e, ancora prima, dallo squilibrio esistente tra le parti sul piano informativo, che pone il consumatore in una evidente posizione di svantaggio. Restano, pertanto, esclusi dall ambito di applicazione della garanzia legale, i contratti stipulati tra privati (ad es. l acquisto di un auto tra privati) o tra professionisti (ad es. il professionista che acquista con partita IVA il computer per il proprio studio). A questi casi si applica la disciplina contenuta negli artt e ss. del Codice Civile. Caso particolare è quello del condominio che, orami, per orientamento uniforme della giurisprudenza, è considerato consumatore, ad esempio, qualora stipuli, anche per il tramite dell amministratore, un contratto di manutenzione dell ascensore.19 Il venditore è servito! 19 CAPITOLO IV I RIMEDI DELLA GARANZIA LEGALE La mancata conformità al contratto comporta per il consumatore il diritto ad alcuni rimedi. Egli può chiedere che la cosa venga resa conforme a quanto pattuito, senza sue spese, mediante riparazione o sostituzione, salvo che ciò sia divenuto impossibile o sia eccessivamente oneroso per il venditore. In alternativa, può chiedere la riduzione del prezzo, da ricondurre a proporzione con l'effettivo valore della cosa ricevuta, oppure la risoluzione del contratto. I rimedi primari: sostituzione e riparazione del bene. In caso di difetto, a norma dell art. 130, comma 2, Cod. cons., il consumatore ha diritto al ripristino senza spese della conformità mediante riparazione o sostituzione (rimedi primari ), ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (rimedi secondari ). Sia la riparazione che la sostituzione devono essere realizzate in modo completamente gratuito, senza che sia possibile addebitare neppure spese di spedizione, di manodopera, di materiali.20 20 Beni di consumo e garanzia post-vendita La scelta tra riparazione o sostituzione spetta al consumatore, a condizione che il rimedio richiesto non sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all altro (3 comma): tale sarebbe quello che imponga al venditore spese irragionevoli, tenendo conto del valore originario del bene, dell entità del difetto, ma anche dell eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore (4 comma). Si osservi che la previsione della riparazione e della sostituzione del bene non conforme al contratto costituisce per il diritto italiano una novità di grande rilievo, non essendo esse contemplate dalle norme che il codice civile detta in materia di garanzia per vizi e difetti di qualità. La legge prevede che la scelta del rimedio spetti all acquirente. I rimedi primari devono essere adempiuti entro un termine congruo dalla richiesta (art. 130, comma 5 Cod. cons.) e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene, pena la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo. I rimedi secondari: riduzione del prezzo e risoluzione del contratto. In caso di esito negativo della tutela attuabile attraverso i rimedi primari, l art. 130, comma 7, Cod. Cons prevede che il consumatore possa richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti circostanze: a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione nel congruo termine di cui al comma; c) la sostituzione o la riparazio-21 Il venditore è servito! 21 ne precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore. Ciò accadrà tutte quelle volte che il consumatore lamenti di aver irrimediabilmente perso la fiducia nel prodotto originariamente acquistato o magari nello stesso rivenditore. Nell ambito dei rimedi secondari ed in riferimento alla risoluzione del contratto, un caso particolare che merita di essere attenzionato è quello in cui il consumatore ha acquistato il bene di consumo tramite un finanziamento erogato da un altro soggetto (una banca, una finanziaria, ecc...). Si tratta in particolare di quei contratti di finanziamento che il consumatore è portato a stipulare quando vuole compiere un acquisto e non ha a disposizione l intera cifra. Si verifica frequentemente, quindi, che il consumatore stipuli contemporaneamente un contratto di acquisto ed un contratto di finanziamento. Molto spesso è a ciò indotto dallo stesso venditore. In tali casi il contratto di finanziamento configura la fattispecie del mutuo di scopo, ossia il contratto in forza del quale una parte (di solito una banca o una finanziaria) si obbliga a fornire i capitali necessari al conseguimento di un bene o servizio da acquisire mediante un altro contratto, mentre l altra parte (di solito il consumatore) si obbliga a restituire, nel termine previsto, la somma ricevuta e gli interessi pattuiti. Cosa succede quando il venditore è inadempiente ed il consumatore esercita il diritto di scioglire il contratto? Si ripercuote nel contratto di finanziamento determinandone la risoluzione o, comunque, l invalidità per le seguenti ragioni. Tra il contratto di mutuo di scopo ed il contratto che dallo stesso è finanziato si instaura un collegamento negoziale che22 22 Beni di consumo e garanzia post-vendita genera una fattispecie contrattuale complessa per il perseguimento di un unica funzione economico-sociale. Ne discende che tra i due contratti si realizza un nesso di reciproca interdipendenza e coordinazione, per cui le vicende dell uno si ripercuotono su quelle dell altro, condizionandone validità ed efficacia. Tale regola viene comunemente sintetizzata nel noto brocardo simul stabunt simul cadunt. In casi simili, i giudici di merito hanno spesso ritenuto che grava sul venditore, che ha ricevuto la somma mutuata, l'obbligo di restituirla al mutuante, non già sul mutuatario. Anche per la Cassazione (Cass., III, 5966/2001), nell'ipotesi di contratto di mutuo in cui sia previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un bene, risolto il contratto per cui il mutuo è concesso, il mutuante è legittimato a richiedere la restituzione della somma mutuata non al mutuatario (acquirente), ma direttamente ed esclusivamente al venditore, che rispetto al mutuo appare terzo, ma che del mutuo in sostanza beneficia. Infatti nell'ambito della funzione complessiva dei negozi collegati, essendo lo scopo del mutuo legato alla compravendita, in quanto la somma concessa in mutuo viene destinata al pagamento del prezzo, venuta meno la compravendita, il mutuo non ha più ragione d'essere. In tal caso il mutuatario, il quale impiega la somma secondo la destinazione prevista in contratto, sostanzialmente non ricava alcun vantaggio, perché non consegue la proprietà del bene, per il cui pagamento il mutuo gli viene risultante dal collegamento negoziale, il venditore, che riceve la somma mutuata, deve restituirla (cosi anche Cass. 7524/2007). Da tali considerazioni discende che una volta dichiarata dal Giudice la risoluzione del contratto principale per inadempimento del venditore, è conseguentemente risolto anche il contratto di finanziamento con la banca o finanziaria che sia e l acquirente è sciolto dalle relative obbligazioni.23 Il venditore è servito! 23 Inoltre, tenuto conto che il consumatore agisce per scopi estranei all attività professionale o imprenditoriale, e che di solito il finanziamento viene proposto e gestito dallo stesso venditore, il consumatore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto di finanziamento, oltre che secondo i principi generali sopra indicati, anche in virtù della normativa specifica dettata in materia di credito al consumo di cui all art. 125 comma 4 D.Lvo n. 385/93. Tale norma statuisce, infatti, che nei casi di inadempimento del fornitore di beni e servizi, il consumatore che abbia effettuato inutilmente la costituzione in mora ha diritto di agire contro il finanziatore nei limiti del credito concesso. In materia si è espressa recentemente la Corte di Giustizia europea che, con la sentenza 23 aprile 2009 nella causa C-509/07, afferma che in caso di inadempimento delle obbligazioni del fornitore, i consumatori hanno diritto alla risoluzione del contratto di credito e alla restituzione delle somme già corrisposte al creditore. Non è indispensabile che sussista un rapporto di esclusiva tra il venditore e il creditore. La Direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/Cee, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo, in particolare il suo art. 11, prevede, da una parte, il diritto per il consumatore di procedere contro il creditore in caso di mancata o inesatta esecuzione delle obbligazioni incombenti al fornitore dei beni o dei servizi, e subordina, dall altra, tale diritto ad una serie di condizioni, tra le quali l esistenza di un rapporto di esclusiva tra il creditore ed il fornitore. Il Tribunale di Bergamo ha interrogato la Corte di giustizia in merito alla necessità dell esistenza di una clausola di esclusiva tra il creditore ed il fornitore affinché il consumatore possa procedere in giudizio contro il creditore in caso di inadempimento delle obbligazioni incombenti al venditore e chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento nonché la restituzione delle somme già corrisposte. 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References: art. 128
 art. 130
 art. 130
 Cass. 
 art. 125
 sentenza 
 art. 11