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REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA - PDF
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Faustina Corsi
1 REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 19 aprile 2005, n.94 Regolamento di attuazione della legge regionale n. 28/2004 (Disciplina in materia di infrastrutture per la telefonia mobile). Approvazione. (Pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 17 del 27 aprile 2005 IL PRESIDENTE Vista la legge regionale 6 dicembre 2004, n. 28 recante «Disciplina in materia di infrastrutture per la telefonia mobile»; Visto, in particolare, l'art. 3 della citata legge regionale il quale prevede l'approvazione di un regolamento attuativo entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della stessa; Visto il testo regolamentare in merito predisposto dalla direzione centrale pianificazione territoriale, mobilita' e infrastrutture di trasporto; Visto il parere favorevole espresso a maggioranza dalla IV commissione permanente del consiglio regionale in data 23 febbraio 2005; Vista la delibera n. 7/52/2005 di data 9 marzo 2005 dell'assemblea delle autonomie locali con la quale e' stato espresso parere favorevole sullo schema di regolamento in oggetto e la successiva nota prot. n. 5366/1.2.9 di data 4 aprile 2004 dell'assemblea medesima; Visto l'art. 42 dello statuto di autonomia; Su conforme deliberazione della giunta regionale n. 683 di data 1 aprile 2005; Decreta: E' approvato il «Regolamento di attuazione della legge regionale 6 dicembre 2004, n. 28 (Disciplina in materia di infrastrutture per la telefonia mobile)», nel testo allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare come regolamento della Regione. Il presente decreto sara' pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione. Trieste, 19 aprile 2005 ILLY Regolamento di attuazione della legge regionale 6 dicembre 2004, n. 28 (Disciplina in materia di infrastrutture per la telefonia mobile) Art. 1. Ambito di applicazione 1. Il presente regolamento, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 1 e 3 della legge regionale 6 dicembre 2004, n. 28 (Disciplina in materia di infrastrutture per la telefonia mobile), piu' avanti denominata legge, definisce: a) le linee guida, anche temporali, alle quali i comuni devono attenersi per la predisposizione e l'aggiornamento, ai sensi dell'art. 4 della legge, del piano comunale di settore per la localizzazione degli impianti, piu' avanti denominato piano; b) i modelli di domanda e la documentazione di cui agli articoli 5, 6 e 7 della legge; c) le procedure per le azioni di risanamento di cui all'art. 9,
2 comma 2, lettera b) della legge; d) le forme di trasparenza e di partecipazione di soggetti pubblici e privati, nonche' dei portatori di interessi diffusi, nella redazione del piano e nella sua applicazione. Titolo I LINEE GUIDA PER LA FORMAZIONE DEL PIANO Art. 2. Formazione del piano 1. La metodologia utilizzata per l'elaborazione del piano deve assicurare trasparenza al processo di localizzazione degli impianti, sulla base di una sequenza ordinata di fasi di approfondimento aventi l'obiettivo di condurre al riconoscimento di aree, idonee ad ospitare impianti, complessivamente compatibili con i vincoli di natura territoriale. 2. Il piano considera la totalita' del territorio comunale e persegue i seguenti obiettivi generali: a) la tutela della salute dei cittadini dagli effetti dell'esposizione dei campi elettromagnetici; b) l'uso razionale delle risorse territoriali atte all'insediamento degli impianti per la telefonia mobile; c) la minimizzazione dei vincoli all'uso del territorio, in particolare alle volumetrie edificatorie assentibili, a seguito della realizzazione di installazioni fisse per la telefonia mobile; d) la salvaguardia dei beni di interesse storico culturale, paesaggistico ed ambientale contemperando la presenza di tali beni alle necessita' del servizio; e) la minimizzazione dei fattori di interferenza visiva sul paesaggio; f) il soddisfacimento del fabbisogno di servizio da parte degli utenti; g) un equilibrato sviluppo del servizio di copertura del territorio; h) la riqualificazione del territorio da conseguire anche mediante interventi concordati di rilocalizzazione degli impianti; i) l'equilibrio tra la richiesta di nuove localizzazioni e la capacita' del territorio ad accoglierle; j) l'imparzialita' nei confronti dei gestori dei servizi di telefonia mobile, cui vanno garantite pari opportunita' per l'esercizio delle licenze ottenute dallo Stato, nel riconoscimento del carattere di pubblico interesse intrinseco ai servizi erogati; k) la trasparenza dell'informazione alla cittadinanza e attivazione di meccanismi di partecipazione alle scelte di carattere urbanistico. 3. Nella predisposizione del piano dovranno essere oggetto di valutazione: a) i piani e programmi di sviluppo della rete da parte dei gestori e gli elementi di carattere strategico utili alla realizzazione dell'intervento; b) l'eventuale presenza di situazioni che evidenzino il superamento o la prossimita' dei limiti del valore di campo; c) le interazioni potenziali con il sistema territoriale in relazione alla tipologia di insediamento, alle attivita' e ai piani vigenti; d) i siti prescelti rispetto al bacino di utenza servito e alla presenza di condizioni che possano oggettivamente favorire la localizzazione. 1. Il piano prevede: Art. 3. Contenuti del piano
3 a) obiettivi e strategie, anche suddivisi per ambiti territoriali; b) il recepimento, con le necessarie verifiche, precisazioni ed integrazioni, delle linee guida nonche' delle prescrizioni contenute nel presente regolamento; c) la definizione degli interventi per la tutela, valorizzazione e riqualificazione delle risorse ambientali, paesaggistiche e storico culturali interessate dalla realizzazione degli impianti; d) la localizzazione delle infrastrutture per la telefonia mobile esistenti; e) l'individuazione delle parti del territorio comunale da adibire alla localizzazione degli impianti per telefonia mobile; f) le modalita' per la realizzazione delle infrastrutture per telefonia mobile; g) le eventuali prescrizioni per la realizzazione o la modifica di infrastrutture per la telefonia mobile nelle parti di territorio e dell'edificato di interesse ambientale, paesaggistico e storico culturale. 2. Ai fini dell'individuazione delle parti del territorio comunale da adibire alla localizzazione degli impianti per telefonia mobile il Piano evidenzia: a) le aree ove le localizzazioni sono incompatibili, ai sensi dell'art. 8 della legge; b) le aree sottoposte ai vincoli paesaggistici e storico culturali previsti dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), ai vincoli di tipo forestale, idrogeologico ed ambientale in genere, all'interno delle quali dovra' essere posta una particolare cura nella progettazione degli impianti e nell'adozione di soluzioni progettuali non tradizionali; c) le aree preferenziali, intese quali parti di territorio in cui si riscontra attitudine `alla localizzazione di impianti; d) i siti di proprieta' comunale o pubblica ritenuti idonei ad ospitare impianti di telefonia mobile; e) il rimanente territorio comunale, ove non sono presenti vincoli o limitazioni e non emerge una particolare attitudine alla localizzazione degli impianti (territorio neutro). 3. Il piano considerera' preferenziale: a) la localizzazione di nuovi impianti in condivisione con attrezzature per la telefonia mobile esistenti e/o previste; b) l'adozione di tipologie costruttive tali da renderle idonee all'eventuale successiva installazione di altri impianti, anche di gestori diversi, sul medesimo sito; c) la possibilita' di installazione nelle zone per servizi tecnologici gia' individuate nei P.R.G.C. e sulle proprieta' comunali o pubbliche ritenute idonee; d) in contesti non urbanizzati, l'individuazione di siti, nei pressi di infrastrutture esistenti quali ad esempio, grandi arterie di trasporto o linee elettriche; e) l'individuazione di siti di minor sensibilita' nei confronti dell'impatto visivo dell'impianto rispetto all'intorno. In tal senso si privilegeranno situazioni gia' caratterizzate da insediamenti di maggiore consistenza volumetrica, rispetto alle quali l'impatto visivo risultera' attenuato in virtu' del rapporto dimensionale fra l'antenna e gli elementi edilizi con cui si verrebbe a rapportare; f) il posizionamento, nelle zone urbanistiche omogenee A e B, dei sostegni sulla sommita' di edifici alti, possibilmente a tetto piano, in posizione tale da minimizzare la percezione visiva dalle strade e dagli spazi pubblici o ad uso pubblico; g) ogni soluzione che preveda l'utilizzo di strutture di sostegno con possibilita' cli utilizzazione diversificata come ad esempio impianti di illuminazione pubblica, cartelli a messaggio
4 variabile, compatibilmente con la verifica dell'inserimento armonico delle strutture nel contesto territoriale. 4. Il piano considerera' controindicato: a) il posizionamento di impianti entro giardini e/o pertinenze di edifici in zone di edificazione di limitata altezza, in lotti di intervento all' interno dei quali l'inserimento del manufatto risulti fuori scala ed incombente, diventando elemento dominante rispetto all'impianto insediativo esistente, tale cioe' da modificare significativamente l'aspetto dell'ambito in cui va ad inserirsi; b) l'individuazione di siti in zone di rilevante interesse ambientale; c) l'impianto di tralicci o pali da terra all' interno dei centri storici; d) il posizionamento di impianti visibili nel contesto di edifici e di luoghi di importanza storico culturale. 5. In assenza di siti alternativi alle localizzazioni di cui alle lettere a), b), c), e d) del comma precedente, per la necessita' di copertura del pubblico servizio, il piano potra' prevedere la localizzazione anche nelle suddette zone; in tal caso la progettazione degli impianti dovra' essere approfondita, al fine di renderli compatibili con l'intorno. 6. Il piano consentira' di realizzare microcelle. Qualora installate nell'ambito delle facciate degli edifici esistenti, all'interno dei centri storici, esse dovranno essere coerenti con le facciate stesse. 7. Il piano consta dei seguenti elaborati tecnici e normativi: A) elaborati tecnici: relazione di analisi sullo stato di fatto delle infrastrutture per telefonia mobile presenti sul territorio comunale con particolare riferimento agli aspetti paesaggistici; relazione di progetto che illustri le scelte dell'amministrazione comunale riguardo la localizzazione dei siti, tenuto conto dell'intero processo partecipativo di cui ai successivi articoli 6, 7, 8 e 9, accompagnata da una valutazione delle ricadute territoriali ed ambientali derivanti dall'applicazione del piano; planimetrie di progetto illustranti la localizzazione dei siti, con evidenziate: a) le coperture di rete comunicate da ciascun gestore; b) relativamente agli impianti per telefonia mobile inseriti nel catasto regionale di cui all'art. 4 della legge regionale n. 2/2000, le isolinee di campo elettrico previsto a 1, 3, 4, 5 (diconsi quattro virgola cinque), 6, 15, 20 V/m (indicate rispettivamente con colori verde, giallo, arancione, rosso, viola, nero), calcolato mediante simulazione orografica con modelli predittivi riconosciuti a livello nazionale, all'altezza di 2,00 metri dal suolo e ad altezze crescenti di 5,00 metri, fino all'altezza dell'edificio piu' alto presente nel comune aumentata di 2,00 metri e passo di calcolo non superiore a 50; c) le misure di campo elettromagnetico, alle varie quote, ove presenti, desunte dal sito internet dell'a.r.p.a.; d) l'indicazione delle azioni di mitigazione proposte. B) Elaborati normativi: norme tecniche di attuazione. 8. Gli elaborati grafici sono redatti utilizzando le basi cartografiche regionali (CTRN 1:5.000 e CTRN 1:25.000). Art. 4. Integrazione paesaggistica 1. Le norme tecniche di attuazione del piano conterranno le indicazioni delle modalita' di integrazione paesaggistica legate alla realizzazione degli impianti, sulla base di quanto contenuto nel presente articolo. 2. Su tutto il territorio regionale si applicano i medesimi
5 principi di integrazione paesaggistica. 3. Nella progettazione e realizzazione degli impianti si terra' conto della necessita' di preservare il paesaggio urbano e rurale, con particolare attenzione all'integrazione paesaggistica, intesa quale l'insieme di azioni che permettono di ridurre la percezione visiva degli impianti di telefonia mobile e che comprendono anche la ricerca di soluzioni architettoniche formali adeguate. 4. I nuovi impianti di telefonia mobile devono essere realizzati utilizzando le migliori tecnologie disponibili in modo da mitigare l'impatto visivo. 5. Le antenne vanno armonizzate con le linee salienti degli edifici o dei piloni. 6. Nel caso di microcelle necessarie alla copertura di gallerie dedicate alla mobilita', le dimensioni delle antenne potranno essere similari a quelle degli impianti fissi per telefonia mobile. 7. Vanno usati, ove possibile, pali che permettano di ridurre la percezione visiva dell'antenna e del suo appoggio. 8. Gli impianti vanno posizionati prioritariamente su edifici, serbatoi d'acqua, sili ed altre infrastrutture, da ultimo su pali e tralicci; le antenne devono essere localizzate nelle zone da coprire. 9. Nelle aree rurali o naturali la localizzazione dell'impianto deve essere fatta in modo da ridurre la sua percezione visiva. Quando e' tecnicamente possibile, sono preferite le localizzazioni ove il sostegno e' parzialmente mascherato. 10. Ogni potenziale localizzazione viene verificata dal punto di vista dell'impatto visivo, confrontando lo stato di fatto con la proposta situazione finale, da almeno due punti di vista significativi, uno da vicino ed uno da lontano. 11. Per ogni nuovo impianto vengono elaborate soluzioni di integrazione paesaggistica adeguate alla qualita' architettonica ed estetica dell'ambiente circostante e che permettano di perseguire gli obiettivi di copertura radioelettrica. 12. Al fine di rispettare l'integrita' visiva degli edifici, delle infrastrutture e dei paesaggi, l'installazione di antenne non deve creare disarmonie dimensionali rispetto alle proporzioni che esistono gia' nel paesaggio. Dovra' essere curato il rapporto tra l'altezza del manufatto e l'altezza dell'edificio. 13. La progettazione deve tener conto del ritmo e delle linee verticali degli edifici e dei paesaggi. Le installazioni sul tetto degli edifici vanno realizzate in modo da estendere le linee verticali dell'edificio. La posizione e la forma di pali e tralicci devono essere in armonia con le linee verticali del paesaggio e l'eventuale ritmo dettato da altre infrastrutture esistenti. 14. Le antenne devono fare corpo con i loro appoggi. Eventuali sbracci, la cui lunghezza deve essere minima, possono essere concessi solo qualora venga dimostrata l'impossibilita' tecnica di realizzare un'antenna senza sbraccio. 15. Al fine di armonizzare la parte visibile degli impianti e l'ambiente circostante sotto il profilo cromatico e dei materiali, devono essere utilizzati materiali che si armonizzino visivamente ai materiali originali dell'edificio - o dell'infrastruttura e tinte che riducano al minimo la percezione visiva dell'installazione. 16. Al fine di armonizzare visivamente gli impianti, le antenne devono essere allontanate dal bordo del tetto e devono seguire le linee verticali dell'edificio. Le antenne vanno preferibilmente localizzate su un piccolo traliccio al centro del tetto o del terrazzo, le antenne andranno, se possibile rese meno visibili mediante il ricorso a mascheramenti'. 17. Possono essere installati impianti su serbatoi d'acqua, sia sulle pareti che in sommita', su pali o tralicci'. Per ridurre la percezione visiva le antenne devono essere posizionate sulla parete o su un sostegno realizzato al centro della cupola del serbatoio. Di norma non possono essere installate antenne pendenti nel vuoto o
6 fissate su un solo punto della parete. 18. Sara' di norma consentito realizzare un nuovo palo o un traliccio solo dopo aver studiato e scartato tutte le opzioni per l'utilizzo di appoggi esistenti in funzione della copertura radioelettrica, delle necessita' tecniche e del modo in cui il nuovo impianto sara' percepito dal punto di vista visivo. 19. Le basi dei sostegni devono essere realizzate in modo da ridurre la percezione visiva di tutti gli elementi tecnici posti al piede dei sostegni. 20. Ai fini della mitigazione, per il locale tecnico sara' preferito uno stile architettonico adeguato all'ambiente circostante l'impianto anche mediante la creazione di uno schermo visivo attorno al piede del sostegno, soprattutto in presenza di elementi dissonanti con l'ambiente. Lo schermo visivo potra' essere costituito da specie vegetali autoctone o mediante movimentazione del terreno, oppure mediante la realizzazione di elementi tecnici interrati. Art. 5. Presentazione dei programmi di sviluppo delle reti 1. I gestori presentano al comune il proprio programma di sviluppo della rete entro il 15 marzo di ogni anno. 2. Il programma di sviluppo, oltre all'individuazione degli impianti esistenti, contiene le proposte di nuove localizzazioni, intese sia come siti puntuali che come aree di ricerca, e le proposte di modifica degli impianti esistenti. 3. Qualora il programma di sviluppo non venga presentato nei termini, si prescinde da esso. 4. Analogamente anche Rete ferroviaria italiana, la Protezione civile della Regione ed il Servizio sanitario regionale presentano al comune il proprio programma di implementazione della rete nel medesimo termine dei gestori. 5. In sede di prima applicazione il termine di cui al comma 1 e' spostato al quarantacinquesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Art. 6. Procedure di approvazione del piano 1. Fermo restando quanto disposto all'art. 4 della legge, le procedure di approvazione del piano sono le seguenti. 2. Entro i novanta giorni successivi al termine di presentazione dei programmi di sviluppo delle reti, di cui al precedente art. 5, l'amministrazione comunale predispone il progetto di piano, tenuto conto del programma di sviluppo dei gestori e sentita la commissione consultiva di cui all'art Entro i novanta giorni successivi al termine di cui al comma 2 viene redatto il progetto definitivo del piano e viene avviata la procedura di approvazione di cui all'art. 4 della legge. Art. 7. Procedure di approvazione delle varianti al piano 1. Qualora necessario, a seguito della presentazione dei programmi di sviluppo di cui all'art. 5, il comune avvia le procedure di variante al piano nel rispetto dei tempi di cui all'art. 6. Art. 8. Partecipazione 1. L'amministrazione comunale costituisce una commissione consultiva, di cui assume la presidenza, cui sono chiamati a partecipare non meno di tre e non piu' di sette rappresentanti di soggetti pubblici e privati, nonche' di portatori di interessi diffusi, designati anche congiuntamente da enti ed organizzazioni appartenenti ad aree omogenee, con il compito di contribuire alla formulazione del piano e di assicurare un'adeguata consultazione a
7 supporto delle scelte pianificatorie comunali. I partecipanti esterni all'amministrazione sono scelti tra i designati dai seguenti soggetti: a) enti ed aziende pubblici e privati; b) ARPA; c) Azienda per i servizi sanitari; d) gestori; e) associazioni ecologiste ed ambientaliste; f) ordini professionali; g) associazioni di categoria; h) comitati di cittadini; i) circoscrizioni (se presenti). 2. Con il provvedimento di costituzione viene determinata la durata della commissione, entro il limite massimo di tre anni. 3. La commissione nella prima riunione stabilisce le modalita' dell'organizzazione dei lavori e del proprio funzionamento che deve prevedere l'espressione del parere finale complessivo sul progetto di Piano o dei suoi aggiornamenti nel rispetto dei termini di cui all'art. 6. Qualora il parere non venga reso nel termine indicato, si prescinde da esso. 4. La commissione e' convocata, qualora necessario, per valutare le ricadute derivanti dalla applicazione del piano e per indicare eventuali correttivi da inserire nelle varianti al piano. 5. Qualora i comuni redigano il piano in maniera associata, le commissioni di cui al comma 1 possono collaborare tra loro. Art. 9. Accordi con i gestori 1. I comuni promuovono accordi nella forma di protocolli d'intesa con i gestori al fine di: a) regolamentare lo sviluppo e la gestione ottimale delle reti; b) favorire l'accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni o quantomeno all'interno di siti comuni anche in caso di rilocalizzazione; c) ottimizzare l'utilizzo delle aree che ospitano gli impianti anche mediante misure atte alla limitazione degli accessi; d) ridurre, possibilmente, il numero di siti complessivi, compatibilmente con le esigenze di copertura delle zone servite dagli impianti e fatto salvo il rispetto dei limiti di campo. 2. Il piano recepisce gli accordi con i gestori. Possono essere realizzati, secondo le modalita' autorizzative previste dagli articoli 5 e 7 della legge, unicamente gli impianti riconosciuti compatibili dal piano. Titolo II AZIONI PER IL RISANAMENTO Art. 10. Risanamento 1. Le azioni di risanamento degli impianti che superano i limiti di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 luglio 2003 devono essere eseguite secondo le modalita' indicate nell'allegato I progetti degli impianti, previsti dall'iter di risanamento, devono essere redatti conformemente al modello C allegato, eccetto il caso di delocalizzazione di impianti per telefonia mobile per i quali deve essere seguito l'iter previsto dall'art. 5 della legge, quali nuovi impianti. Titolo III MODULISTICA E DOCUMENTAZIONE
8 Art. 11. Modelli di domanda e documentazione 1. La richiesta di concessione o autorizzazione edilizia per l'installazione e la modifica delle strutture o della tipologia delle apparecchiature per impianti fissi per telefonia mobile e ponti radio, e la richiesta di pareri vincolanti per l'installazione o la modifica degli impianti fissi per telefonia mobile di cui all'art. 5 della legge e' redatta con i contenuti riportati all'allegato La richiesta di nulla osta preventivo e di parere vincolante per gli impianti mobili per telefonia mobile di cui all'art. 6 della legge e' redatta con i contenuti riportati all'allegato La comunicazione di attivazione e installazione degli impianti mobili per telefonia mobile per eventi straordinari e di durata inferiore a quindici giorni di cui all'art. 6, comma 5, della legge e' redatta con i contenuti riportati all'allegato La denuncia di inizio attivita' per l'installazione di ponti radio su strutture esistenti e microcelle di cui all'art. 7 della legge e' redatta con i contenuti riportati all'allegato L'analisi di impatto elettromagnetico, da allegare alla richiesta di pareri vincolanti per impianti fissi e mobili per telefonia mobile di cui agli articoli 5 e 6 della legge, e' redatta con i contenuti riportati al modello A allegato. 6. La comunicazione delle caratteristiche tecniche degli impianti mobili per telefonia mobile per eventi straordinari e di durata inferiore a quindici giorni di cui all'art. 6, comma 5, della legge e quella dei ponti radio e delle microcelle di cui all'art. 7 della legge e' redatta con i contenuti riportati al modello B allegato. 7. La comunicazione delle caratteristiche tecniche dei ponti radio di cui all'art. 5 della legge, da inoltrarsi all'arpa, per le verifiche di competenza entro novanta giorni dalla attivazione e' redatta con i contenuti riportati al modello B allegato. 8. L'accertamento della compatibilita' del progetto delle nuove sorgenti di campo elettromagnetico da installare sul territorio con i limiti di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 luglio 2003 va effettuata secondo le modalita' indicate nell'allegato La comunicazione preventiva di attivazione di impianti fissi e mobili di telefonia mobile, ponti radio e microcelle (di cui all'art. 5 comma 9, Art. 6, comma 3, Art. 7, comma 4 della legge) va effettuata secondo le modalita' indicate nell'allegato 7. (Omissis) Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato 15:45:36
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