Source: http://www.ateneoweb.com/approfondimenti-fiscali/gli-statuti-degli-enti-sportivi-dilettantistici.html
Timestamp: 2016-12-03 23:58:05+00:00

Document:
di Andrea Liparata - dottore commercialista in Roma, consulente reg.le Fiscosport per il Lazio.
Le tappe del percorso di riforma	I soggetti sportivi dilettantistici, sia nella forma associativa, sia in quella societaria, mancavano di una qualificazione soggettiva basata su precisi contenuti statutari. Infatti, le uniche disposizioni erano di carattere tributario principalmente quelle dell'attuale art. 148 del TUIR (norme dirette a riconoscere dei benefici fiscali). L'art. 6 del DL n.138/2002 individua per primo i soggetti sportivi dilettantistici (associazioni, cooperative, società di capitali), tutti senza fine di lucro, che dovevano: - indicare nella denominazione sociale la finalità sportiva dilettantistica; - introdurre precisi contenuti statutari da definire per regolamento (assenza di fini di lucro, democraticità, attività sportiva compreso avvio e aggiornamento, divieto per gli amministratori di ricoprire cariche in altre società e associazioni della medesima disciplina, gratuità degli incarichi degli amministratori, devoluzione a fini sportivi del patrimonio, obbligo di conformarsi alle direttive del CONI e dell'ente di promozione cui ci si affiliava). Inoltre, il medesimo DL prevedeva l'istituzione del registro degli enti sportivi presso il CONI in forma telematica. L'art. 6 del DL 138/2002 rimane in vigore per il brevissimo periodo compreso tra 8 luglio e 11 agosto 2002. Ritorna sull'argomento l'art. 90 della L.n.289/2002 (legge finanziaria 2003) che prevede diversi interventi in materia statutaria, in parte riprendendo quanto già stabilito dal precedente art. 6 del DL n.138/2002: obbligo di indicare nella denominazione sociale la finalità sportiva dilett. co.17 (Cir.21/2003 requisito soddisfatto anche con l'indicazione della disciplina sportiva praticata, e rimane possibile mantenere termini sinonimi di associazione quali ad es. polisportiva o circolo, es. "Circolo sportivo velico _ Circolo sportivo dilettantistico velico" "Polisportiva Romana _ Polisportiva Dilettantistica Romana"). possibilità di assumere una delle seguenti forme:associazione non riconosciuta - Art.36 C.C. ; associazione riconosciuta (DPR n.361/2000); società di capitali senza finalità di lucro (si ritenevano escluse le coop). obbligo di introdurre i seguenti contenuti statutari da definire con successivi regolamenti: assenza di fini di lucro; democrazia interna; organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l'attività didattica; disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni sportive dilettantistiche nella medesima disciplina; gratuità degli incarichi degli amministratori; devoluzione a fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società e associazioni sportive; obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI, nonché agli statuti e ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali o dell'ente di promozione sportiva cui la società o l'associazione intende affiliarsi; Sempre per regolamento si sarebbero dovute individuare le modalità di approvazione degli statuti, del riconoscimento dei fini sportivi, di affiliazione alle Federazioni, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sportiva. Oltre ai provvedimenti da adottare in caso di irregolare funzionamento o di gravi irregolarità di gestione o di gravi infrazioni all'ordinamento sportivo; L'istituzione presso il CONI di un apposito registro delle società e associazioni sportive. FINO AL 22 MAGGIO 2004 L'UNICO OBBLIGO PER I SOGGETTI SPORTIVI DILETTANTISTICI ERA L'INDICAZIONE NELLA DENOMINAZIONE DELLA FINALITA' SPORTIVO DILETTANTISTICA E NON ERANO POSSIBILI ENTI SOCIETARI (secondo alcuni era possibile procedere alla modifica mediante una semplice delibera del consiglio direttivo, e la comunicazione ai fini iva e dirette - codice fiscale, in attesa dei regolamenti che consentivano una piena revisione dello statuto). GLI OBBLIGHI ATTUALI PER GLI STATUTI DEGLI ENTI SPORTIVI L' Art. 4 del D.L. n.72/2004, convertito con modifiche dalla L.n.128/2004, interviene sull'originario art.90 della L.n.289/2002 con le seguenti principali novità: - abrogazione dell'obbligo di adottare i regolamenti per la disciplina dei contenuti statutari; - individuazione diretta dei contenuti statutari dei soggetti sportivi. Gli elementi statutari definitivi sono: - La denominazione; - L'oggetto sociale con riferimento all'organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l'attività didattica; - L'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione; - Assenza di fini di lucro e il divieto di divisione anche indiretta fra gli associati; - Le norme sull'ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e uguaglianza degli associati, elettività cariche sociali, escluse le società sportive di capitali o cooperative; - L'obbligo di redigere rendiconti economico-finanziari, le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari; - Le modalità di scioglimento dell'associazione; - Obbligo di devoluzione ai fini sportivi in caso di scioglimento delle società e associazioni. Viene altresì ribadito il divieto per gli amministratori di società e associazioni sportive di ricoprire la medesima carica in altre società e associazioni sportive nell'ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciute dal CONI, ovvero nell'ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva. Infine, si consente a tutti gli enti che devono modificare esclusivamente la denominazione in sportiva dilettantistica di procedervi mediante semplice verbale di delibera dei soci. ASPETTI INNOVATIVI E CONTROVERSI DELLE NUOVE NORME STATUTARIE Dal 23 maggio 2004 diventa possibile costituire società di capitali (SPA e SRL e COOP) senza fine di lucro sportive dilettantistiche che quindi usufruiscono di agevolazioni analoghe a quelle previste per le associazioni; Non viene ribadito il principio della gratuità per le cariche di amministratore, che quindi possono percepire compensi sempre tenendo conto del divieto in tema di distribuzione diretta e indiretta di utili (nel limite massimo ma non minimo previsto per le ONLUS). Inizialmente era stato abrogato anche il riconoscimento da parte del CONI, ovvero l'affiliazione alle Federazioni sportive, o alle discipline associate (successivamente il DL n.136/2004 prevede che le agevolazioni di cui all'art.90 della L.n.289/02 sono usufruibili solo in presenza del riconoscimento ai fini sportivi da parte del CONI, quale garante dell'unicità dell'ordinamento sportivo nazionale) si tenga presente che secondo alcuni commentatori l'affiliazione è sanante di eventuali carenze anche statutarie, prudenzialmente è meglio considerare tale elemento un requisito aggiuntivo per godere dei benefici fiscali; Il comma 18 ter che consente la possibilità di cambiare la denominazione sociale deve intendersi quale espressa presa di coscienza da parte del legislatore circa la mancata ricezione del comma 17 da parte di molti sodalizi sportivi in attesa dei regolamenti (mai emanati) per le modifiche di statuto; Viene meno la previsione del registro delle società e associazioni sport. dilettantistiche per il CONI, che era requisito indispensabile per ottenere contribuzioni pubbliche, tuttavia il comma 2 art.7 del DL n.136/2004 (conv. L.n.186/2004) prevede per il CONI l'obbligo di trasmissione annuale al Min. Fin. elenco società e associazioni sportive dilettantistiche; Da ultimo per società e associazioni sportive dilettantistiche che intendono fruire del regime agevolativo previsto per gli enti associativi privilegiati, art.148 comma 3 del TUIR, oltre ai requisiti statutari richiesti dall'art.90 L.n.289/2002 devono statutariamente ribadirsi i contenuti previsti dall'art.148 comma 8 del TUIR, tra questi la lett. b crea qualche problema di compatibilità la norma prevede: "obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge" L'art.90 L.n.289/2002 comma 18 lett. h: "L'obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società e associazioni" Tenuto conto che entrambe le norme disciplinano la medesima circostanza della destinazione del patrimonio residuo allo scioglimento ma per aspetti agevolativi in parte diversificati, ritenendo i fini sportivi una precisazione di fini di pubblica utilità è sicuramente opportuno aggiungere negli statuti la previsione del parere da parte dell'Agenzia delle ONLUS per la devoluzione del patrimonio, pena il rischio di disconoscimento delle agevolazioni ex art.148 commi 3 e seguenti del TUIR; Termini di adeguamento degli statuti: la disposizione che prevede gli adeguamenti statutari, è entrata in vigore 23/05/2004 senza tuttavia prevedere un termine di recepimento delle modifiche. Al riguardo secondo un‘interpretazione restrittiva si doveva procedere al recepimento entro il 23/05. Tuttavia, considerata la complessità di una procedura di modifica dello statuto è inaccettabile una immediato adeguamento al 23/05, in proposito, SOLLECITANDO UNA QUANTO PIU' TEMPESTIVA MODIFICA, sono stati elaborati tre diversi momenti di scadenza purtroppo non supportati da normativa o prassi: - 31/12/2004, quella maggiormente diffusa anche se scarsamente giustificabile perché per molti soggetti tale termine non assume alcun significato; - data di chiusura dell'esercizio in corso al 23/05/2004; - data di presentazione della dichiarazione, termine più permissivo, in cui si collega l'adeguamento al momento in cui si comunicano all'amministrazione finanziaria i principali elementi aventi rilevanza tributaria. OLTRE TALE TERMINE DIVENTA DIFFICILE GIUSTIFICARE ADEGUAMENTI SENZA INCORRERE IN PERDITE DI BENEFICI FISCALI PER L'ESERCIZIO IN CORSO AL 23/05/2004. Vi ricordiamo che è disponibile sul nostro sito internet, anche un servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).	AUTORE:	Nicola Forte Pietro Canta
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References: art. 148
 art. 6
 Art.36
 Art. 4
 art.90
 art.7
 art.148
 art.148
 Cass.