Source: http://andreaveronesi.blogspot.com/
Timestamp: 2019-08-20 18:11:44+00:00

Document:
Un blog dove si parla di psicologia dello sviluppo, di educazione e scuola
La Regione Lombardia ha chiamato ad un tavolo di lavoro le più importanti associazioni professionali convolte nelle problematiche dei DSA, per mettere a punto un documento nel quale fossero descritti, in modo chiaro, i vari passaggi per giungere alla certificazione di DSA, con indicazioni precise per i genitori, la scuola e gli specialisti (psicologi, neuropsichiatri, logopedisti).
Quello che qui trovate è il documento completo.
Linee guida esplicative del percorso di prima certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
per la scuola, per le famiglie e per i professionisti
Documento redatto dai rappresentanti di:
- Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (USR Lombardia)
- Ordine degli Psicologi Lombardia (OPL)
- Federazione Logopedisti Italiani Lombardia (FLI Lombardia)
- Associazione Italiana per la Ricerca e l'Intervento nella Psicopatologia dell'Apprendimento (AIRIPA) Sezione Lombardia
- Associazione Italiana Dislessia (AID) Coordinamento Lombardia
http://www.istruzione.lombardia.gov.it/temi/bes/organizzazione/
osservazione e invio
La famiglia che rileva significative difficoltà nell’esecuzione delle richieste scolastiche da parte del proprio figlio, si può confrontare con i docenti di classe, il referente DSA, il Dirigente scolastico e/o con il pediatra.
La famiglia decide autonomamente o su sollecitazione da parte della scuola di procedere alla valutazione clinica delle difficoltà del figlio.
La famiglia dovrà rivolgersi a professionisti autorizzati a redigere certificazioni DSA valide ai fini scolastici.
(Linee guida L.170 art. 6.5)
La scuola riconosce le difficoltà nel percorso di apprendimento il più precocemente possibile, predispone specifiche attività di recupero e di potenziamento e ne informa la famiglia. Se tali interventi non dovessero produrre i miglioramenti attesi, invita la famiglia a richiedere una valutazione clinica per accertare eventuale presenza di Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
La scuola supporta la famiglia, garantisce e promuove il raccordo tra i soggetti coinvolti.
Il professionista accoglie la domanda, valuta gli aspetti clinici e illustra alla famiglia il percorso di valutazione multi-professionale (Neuropsichiatra, Psicologo e Logopedista) dal quale emergerà l’eventuale diagnosi e il profilo funzionale.
Il professionista è tenuto a spiegare alla famiglia quali sono le figure professionali che l'alunno incontrerà e le specifiche competenze delle stesse.
Il professionista raccoglie le informazioni scolastiche; se necessario prende contatto con i referenti della scuola e/o con gli insegnanti o ne accoglie le richieste di chiarimento.
- le Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubbliche (UONPIA)
- i servizi di riabilitazione dell’età evolutiva pubblici e privati accreditati
- le équipe di professionisti autorizzati dalle ASL della Lombardia a effettuare la prima certificazione diagnostica dei DSA valida ai fini scolastici, con costi a carico della famiglia. Le équipe devono essere obbligatoriamente composte dalle tre figure professionali previste dalla normativa (Neuropsichiatra, Psicologo e Logopedista) che valutano il caso in modo coordinato.
L’elenco dei soggetti autorizzati ha valore su tutto il territorio regionale ed è reperibile sui siti delle ASL.
I professionisti sono tenuti a mettere in atto il protocollo di valutazione secondo i criteri previsti dalle Linee di Indirizzo regionali per la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) (DGR 6860/2008), dalla Consensus Conference nazionale per i DSA del 2007 e dal Panel di Aggiornamento e Revisione della Consensus Conference DSA (PARCC) del 2011.
MODulo DI PRIMA CERTIFICAZIONE dsa
La certificazione di DSA deve essere redatta dall’équipe multi-professionale sul MODULO DI PRIMA CERTIFICAZIONE DSA predisposto da Regione Lombardia (Nota regionale 22/6/2015) che riporta in calce “validità fino al termine dell’intero percorso di studi”.
La certificazione deve essere obbligatoriamente compilata in tutte le sue parti, ad eccezione del punto C che è facoltativo.
Sul modulo di certificazione, redatto secondo quanto indicato nel PARCC del 2011 per i DSA, devono essere indicate: la codifica diagnostica secondo la classificazione ICD-10, il percorso di valutazione effettuato, le indicazioni di intervento e i riferimenti relativi alla presa in carico.
È necessario anche indicare quando si prevede l'aggiornamento del profilo funzionale ed, eventualmente, delle indicazioni d’intervento (B2, B3, C, D, E e F).
(Regione Lombardia Prot. H1.2011.0020307, Prot. H1.2012.0033445 e Prot H1.2015.0018622)
La certificazione deve essere firmata dal Referente del caso/Responsabile del percorso diagnostico (Neuropsichiatria infantile o Psicologo) e riportare i nominativi di tutte figure professionali dell’équipe che hanno collaborato all’inquadramento diagnostico e che, insieme al firmatario, si assumono la responsabilità della valutazione diagnostica.
Certificazioni redatte in modo difforme da quanto indicato non potranno essere accettate dalla Scuola[1].
(Regione Lombardia Prot. H1.2015.0018622)
Gli esiti della valutazione dovranno essere esplicitati e condivisi con la famiglia dell'alunno e con l'alunno stesso.
La certificazione è valida per l’intero percorso di studi.
(Regione Lombardia Prot. H1.2013.0006315)
Il profilo funzionale e le indicazioni per l’intervento devono essere aggiornati su indicazione del referente della valutazione oppure nel caso la scuola o la famiglia rilevino cambiamenti significativi.
Le certificazioni precedenti alle disposizioni contenute nella Nota regionale del 5.7.2011 sono da considerarsi valide.
(Regione Lombardia Prot. H1.2011.0020307)
AGGIORNAMENTO del PROFILO FUNZIONALE
L’aggiornamento del profilo funzionale può essere effettuato dall’operatore referente che ha redatto la prima certificazione o da altro Neuropsichiatra infantile o Psicologo che operi nelle strutture pubbliche deputate o che sia inserito negli elenchi dei soggetti autorizzati, in raccordo con gli altri professionisti che ritenga opportuno coinvolgere.
Per quanto riguarda la formazione universitaria si ricorda che gli Atenei ritengono valide le diagnosi precedenti, purché la data di rilascio della certificazione non sia antecedente a 3 anni al momento dell’iscrizione[2].
(Linee Guida L.170 Art. 6.7)
CONSEGNA DELLA certificazione ALLA SCUOLA
Consegna copia della certificazione al Dirigente Scolastico e ottiene ricevuta di consegna.
Può richiedere i riferimenti normativi e l’estratto del Piano Annuale per l’Inclusione (PAI) della scuola in materia di DSA al referente d’istituto.
(Decreto ministeriale N. 5669/2011 Art. 2 Comma 3)
Per quanto concerne il PAI si deve fare riferimento alla C.M. 8 del 6/03/2013
La scuola riceve copia della certificazione e rilascia ricevuta.
La certificazione viene inserita nel fascicolo personale dell’alunno.
Il Dirigente Scolastico informa il Referente DSA e consegna copia della certificazione al coordinatore di classe, che la condivide con il gruppo dei docenti.
La scuola mette a disposizione materiale informativo per la famiglia.
(Regione Lombardia PROT. H1.2015.0010049)
Il professionista provvede a illustrare alla famiglia la diagnosi e le proposte per la scuola e consegna la certificazione.
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO: CONSULTAZIONE e osservazione
La famiglia può autorizzare la scuola a prendere contatti con uno o più professionisti che hanno partecipato al percorso diagnostico per approfondimenti e/o chiarimenti.
Si confronta con gli insegnanti e/o con il Referente DSA per approfondire i bisogni dell’alunno e le scelte didattiche che meglio vi possono corrispondere (modalità di studio, mediatori didattici etc .).
Il Team dei docenti o il Consiglio di Classe:
- consulta la diagnosi
- consulta la famiglia
- consulta eventualmente uno o più professionisti che hanno partecipato al percorso diagnostico, previa autorizzazione della famiglia
- se nella consultazione non è coinvolto l’intero Consiglio di Classe, è auspicabile che sia redatto un resoconto da allegare al verbale del CdC
- avvia l’iter di elaborazione del PDP
I professionisti che hanno partecipato al percorso diagnostico possono fornire informazioni alla scuola se autorizzati dalla famiglia.
Stesura del pDP
Dopo un periodo di osservazione per cogliere:
- tempi di elaborazione
- comprensione di consegne
- altre caratteristiche personali dell’alunno
il Consiglio di classe redige il PDP in riunione collegiale appositamente convocata.
Nel periodo di osservazione il CdC garantisce l’applicazione delle misure indicate nella certificazione diagnostica specie in situazioni di continuità.
Ogni docente esplicita misure dispensative e strumenti compensativi, modalità di verifica e criteri di valutazione per ciascuna delle proprie discipline.
Tutti i docenti sottoscrivono il documento.
(Legge 170/2010 Art. 5)
I professionisti che hanno partecipato al percorso diagnostico possono condividere la stesura del PDP con la famiglia e con la scuola secondo le indicazioni riportate nella certificazione.
CONDIVISIONE CON LA FAMIGLIA E CONSEGNA DEL PDP
La famiglia riceve il PDP e lo può trattenere per prenderne adeguata visione.
Restituisce il PDP e lo firma se ne condivide il contenuto.
In caso contrario propone eventuali integrazioni e/o modifiche, che saranno valutate dal CdC.
La famiglia riceve copia definitiva del PDP, controfirmato da tutti i docenti e dal Dirigente Scolastico e lo firma a sua volta.
Il Coordinatore di classe consegna il PDP alla famiglia esplicitandone i contenuti.
Fissa l’appuntamento per la restituzione.
Il CdC, nel caso di eventuali integrazioni e modifiche proposte dalla famiglia, può rivedere il PDP.
Il Dirigente Scolastico firma la versione definitiva del PDP e fa inserire copia negli atti del Consiglio di classe e nel fascicolo personale dell’alunno.
ATTUAZIONE DEL PDP
Ciascun docente attua quanto previsto dal PDP per la propria disciplina, sia durante l’anno scolastico sia nelle valutazioni finali.
Lo svolgimento degli Esami di Stato è regolato da apposita normativa.
(CM 48 31 maggio 2012
DPR 22-06-09 n. 122
O.M. n. 11 del 29/05/2015 – art. 23)
La famiglia verifica regolarmente lo svolgimento dei compiti assegnati e che siano portati a scuola i materiali richiesti. Periodicamente si rapporta con la scuola, confrontandosi su difficoltà e progressi.
(Linee guida 170 art. 6.5)
I docenti del CdC verificano periodicamente l’efficacia delle misure adottate, rendendosi disponibili per incontri di monitoraggio in itinere con la famiglia. Se necessario, predispongono adattamenti/modifiche a quanto previsto dal PDP.
I professionisti che hanno partecipato al percorso diagnostico, su richiesta della famiglia, possono monitorare l’andamento della situazione e, qualora sia necessario, interfacciarsi con il referente DSA e/o con i docenti.
aggiornamento del pdp
Il PDP viene rivisto ogni anno scolastico, in relazione al percorso di crescita dell’alunno e all’eventuale aggiornamento del profilo funzionale.
Le équipe già autorizzate sono tenute a comunicare alle ASL:
- eventuali altre ASL presso cui l’équipe o suoi singoli componenti siano stati autorizzati
- composizione del pacchetto base di prestazioni erogate ai fini della certificazione
- costi minimi e massimi indicativi del percorso
- eventuali variazioni che dovessero intervenire nel corso dell’anno – sia nella composizione dell’équipe sia nei riferimenti della stessa (recapiti telefonici, sede, ecc.) – entro la fine del mese successivo alla intervenuta variazione. Qualora la variazione riguardi la decadenza dell’unico professionista appartenente a una delle tre figure professionali necessarie per il funzionamento e l’autorizzazione dell’équipe, potrà essere comunicata la sostituzione dello stesso con altro componente già autorizzato (in quanto operante anche in altra équipe autorizzata). Qualora si intenda, invece, sostituire il professionista cessato dall’incarico con altro professionista non ancora autorizzato, occorrerà attendere la successiva riapertura delle istanze (01.05.2016-31.05.2016)
Tali informazioni dovranno essere comunicate alle ASL tramite raccomandata AR oppure tramite e-mail esclusivamente attraverso casella di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Le équipe sono tenute anche a fornire alla/e ASL presso cui l’autorizzazione è stata concessa i dati che saranno richiesti nell’ambito del flusso informativo concordato con la Direzione Generale Salute.
[1] In caso di certificazione difforme rispetto al modello vigente, la scuola rinvierà la famiglia all’équipe certificante per ottenere la documentazione appropriata e invierà segnalazione alla ASL competente che, acquisita la relativa documentazione, sentita l’équipe e verificata l’effettiva inadempienza, procederà alla cancellazione della stessa dagli elenchi delle équipe autorizzate.
[2] Per gli utenti maggiorenni la figura del neuropsichiatra infantile può essere sostituita da quella del neurologo con specifica esperienza nel settore dei DSA.
hanno gli stessi occhi, la stessa inclinazione a contar storie
cisrcondati da fantasmi con nomi misteriosi.
La nostra vendetta consiste nel guidare le loro vite
Horatio Salas
Ancora qualche parola sui DSA: quali sono i segnali che possiamo considerare utili per capire se nostro figlio ha o potrà avere problemi di lettura, scrittura o calcolo?
Una breve introduzione ai disturbi specifici d'apprendimento: che cosa e quali sono?
In questi video faccio una breve considerazione sul cambiamento e su quanto sia difficile per noi genitori accorgerci dei cambiamenti dei nostri figli, soprattutto nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Così, spesso, continuiamo,a trattarli,e a,parlar loro come se fossero dei bambini. Anche in seguito, facilmente, commettiamo questo errore, con la conseguenza di creare difficoltà ai nostri rapporti con loro.﻿
In questo video viene presa in considerazione la questione dell'andare male a scuola. Perchè un bambino o un ragazzo vanno male scuola? E' proprio vero che si tratta di poco impegno o poca motivazione? Secondo la mia esperienza i bambini vorrebbero andare bene a scuola, ma, a volte, proprio non ci riescono perchè hanno dei problemi che loro non possono cogliere, ma che noi adulti dobbiamo individuare e comprendere. Perchè stare bene a scuola deve essere un diritto per tutti.
Dal Corriere: "Per il nobel Heckman le differenze di classe emergono già a tre anni d'età"
-Più si studia più si guadagna. Per l'Italia ogni anno di studio in più conferisce in media tra il 4% e il 6% di reddito supplementare, dunque una laurea produce un 25% o 30% di guadagno in più all'anno rispetto a un diploma di maturità.
-Heckman ha condottto test su campioni di bambini di tre anni per misurare la capacità di attenzione, di esprimersi e capire o di apprendere dall'esperienza: i figli dei laureati hanno un punteggio pari a 100; i figli di chi ha iniziato ma non ha finito l'università ha un punteggio a 50, quelli di chi ha fatto le superiori è a 30 e i figli di chi non ha finito o non ha iniziato le superiori è tra 10 e 20.
-I figli di genitori che vivono di sussidi sociali ascoltano poco più di 600 parole all’ora, mentre i figli di genitori professionisti oltre 2000. I primi hanno un vocabolario di circa 200 parole i secondi di circa 800 ( a 3 anni di età).
-Heckman ha seguito gli stessi bambini fino alla maggiore età e si è accorto che le distanze già presenti a tre anni restano e semmai aumentano .Nei giovani adulti avremo più capacità di concentrazione e di motivazione, più capacità di interagire e convincere, più tenacia, più salute, più produttività. Alla lunga :più ricchezza.
Per questo Heckman propone ai governi di investire il più possibile nella cura e istruzione dei bambini nei primissimi anni. Heckman parla di “pre-distribuzione” delle risorse pubbliche, più utile della “re-distribuzione”fatta quando le distanze si sono già allargate e rimediare diventa più difficile e costoso. (Da un articolo di Federico Fubini del 18 novembre 2012).
Di fronte a tutto ciò le nostre scuole per l’infanzia accolgono 28 bambini per classe con una maestra che spesso ha un curriculum di studi e professionale al limite della tollerabilità !
http://capsmilano.it
La Regione Lombardia ha chiamato ad un tavolo di l...
I figli Si sono appropriati di ogni nostro gesto,...

References: art. 6
 Art. 6
 Art. 2
 Art. 5
 art. 23
 art. 6