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Timestamp: 2017-06-28 00:21:27+00:00

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1 Bollettino Antifrode Ed. N. 14 Aprile/Maggio 2014 Rassegna stampa sul mondo delle frodi assicurative Pubblicata da: A cura di Giovanni Romito In questo numero: La Maxi-truffa di Catanzaro con centinaia di indagati. Polizze false, quando la firma è di Michael Jackson. False residenti, napoletani si spacciavano per pesaresi.2 SOMMARIO 03/04/2014 Leonforte Assicurazionionline Leonforte: in 49 a giudizio per truffa alle assicurazioni p.3 09/04/2014 Varese La Provincia di Varese Furbetta delle polizze fantasma, truffa da un milione: cento vittime p.4 10/04/2014 Padova Mattino Padova Falsi incidenti stradali, in 22 rinviati a giudizio p.5 10/04/2014 Teramo Ansa Truffa ad assicurazioni auto, due denunce p.6 10/04/2014 Teramo Primadanoi.it Denunciano il furto di due auto fantasma, ex coniugi nei guai p.7 11/04/2014 Macerata CorriereAdriatico Assicurazioni con truffa, parrucchiere indagato p.8 15/04/2014 Firenze QN False polizze, se la firma è quella di Michael Jackson p.9 16/04/2014 Catania Catania Today Arrestati due vigili urbani e sospesi due avvocati p.10 17/04/2014 Catanzaro Siciliainformazioni Truffe alle assicurazioni, in 20 finiscono in manette p.11 19/04/2014 Angri PositanoNews Angri, rinvio a giudizio per truffa ad assicurazione p.12 22/04/2014 Nocera Inf. CorsoItaliaNews Da Sorrento a Salerno, 12 candidati a rinvio a giudizio p.13 29/04/2014 Brindisi BrindisiOggi 52 rinvii a giudizio, la Asl chiede 150 mila euro di danni p.14 13/05/2014 Teramo Ansa Abruzzo Chiede 2 mln di risarcimento, ma è truffa p.15 13/05/2014 Catanzaro Quotidiano Calabria Falsi incidenti, coinvolti due avvocati e un medico, 156 le denunce p.16 13/05/2014 Catanzaro TGCom24 Truffa da 5 milioni, venti persone arrestate in Calabria p.17 13/05/2014 Catanzaro Reggio Tv Truffa alle assicurazioni, in 20 finiscono in manette p.18 13/05/2014 Catanzaro Strill.it Operazione Violentemente investito : dettagli, nomi e video p.19 13/05/201 Teramo Abruzzo24ore.tv Tentano truffa di 2 mln, denunciati due fratelli p.20 13/05/2014 Catanzaro CinqueW news Tratte in arresto 16 persone tra cui due noti professionisti di Catanzaro p.21 13/05/2014 Catanzaro TGCom24 Incidenti simulati, venti persone arrestate in Calabria p.22 14/05/2014 Catanzaro StrettoWeb.com Catanzaro, falsi incidenti, arrestato l ideatore p.23 16/05/2014 Napoli InChiostroOnLine Presi a Fuorigrotta, usavano la truffa dello specchietto p.24 17/05/2014 Lecco LiberoQuotidiano Denunciate nove persone per truffa a compagnie assicurative p.25 17/05/2014 Lecco OsservatoreItalia Lecco: grossa truffa alle assicurazioni p.26 17/05/2014 Lecco Giornale di Lecco Truffa alle assicurazioni, denunciate nove persone p.27 23/05/2014 Grosseto GoNews Truffe alle assicurazioni, verso il processo per 65 indagati p.28 26/05/201 Benevento Il Mattino Incidenti stradali creati ad arte per truffare le assicurazioni p.29 27/05/2014 Palermo LiveSicilia.it Presunta truffa dei falsi incidenti, indagini chiuse, 81 indagati p.30 27/05/2014 Palermo Ansa Sicilia Truffa assicurazioni, 81 indagati p.31 27/05/2014 Catanzaro Assicurazionionline Assicurazioni al sud, truffa a Catanzaro p.32 28/05/2014 Carsoli Abruzzi24OreTv Truffa delle assicurazioni. Indagate 58 persone p.33 30/05/2014 Salerno Salerno Today Falsi incidenti, il PM chiede 8 condanne p.34 30/03/2014 Amalfi AGI Falsi incidenti: 30 misure cautelari per truffa alle assicurazioni p.35 13/03/2014 Genova Repubblica La gang degli assicuratori intascavano rimborsi per pagarsi i rolex p.36 25/03/2014 Faenza FaenzaNotizie Assicurazioni false e revisioni alterate, i controlli della PM p.37 26/03/2014 Pesaro IlrestodelCarlino False assicurazioni, residenti a Napoli si spacciavano per pesaresi p.38 25/03/2014 Udine Assicurazione Online Udine: cerca di truffare l'assicurazione con il bianchetto p.39 23 da AssicurazioneOnline.com 03 aprile 2014 LEONFORTE (EN): IN 49 A GIUDIZIO PER TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI Leonforte. Sono 49 le persone rinviate a giudizio con l accusa di truffa ai danni delle compagnie di assicurazione e tra loro ci sono un medico ed un avvocato. Ieri il Gup del tribunale di Enna ha disposto il processo per 49 indagati ed il proscioglimento per altre 24 persone. tra o prosciolti ci sono un medico e 2 avvocati e per uno dei due legali prosciolti è stato lo stesso pm Fabio Scavone a chiedere l archiviazione. Il processo per i 49 imputati si aprirà il 30 giugno prossimo dinanzi al collegio penale del tribunale di Enna, competente perché è contestata l ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. L inchiesta coordinata dal procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone aveva inizialmente coinvolto 160 persone iscritte nel registro degli indagati. Le indagini avevano poi portato al proscioglimento in istruttoria di una novantina di persone accusate a vario titolo di avere organizzato falsi incidenti per riscuotere indebitamente i risarcimenti dalle compagnie assicurative, perché i reati contestati erano prescritti. Secondo le accuse gli indagati avrebbero, a vario titolo organizzato falsi incidenti automobilistici, con falsi danni fisici, per truffare le assicurazioni ottenendo risarcimenti per danni sia fisici sia ai mezzi. Secondo quanto emerso dalle indagini che sono state coordinate dai carabinieri della Compagnia di Enna e della stazione di Leonforte il meccanismo avrebbe coinvolto decine di persone che con la complicità dei professionisti e con l ausilio di falsi testimoni, ottenevano i risarcimenti. Una situazione andata avanti per anni, fino a quando venne intercettata una conversazione nell ambito di una inchiesta per traffico di stupefacenti, nella quale due giovani parlando di un debito non saldato dicevano che avrebbero fatto un incidente. Gli atti vennero trasmessi alla Procura di Nicosia che ha aperto le indagini. L udienza preliminare si era aperta a gennaio. Gli imputati non hanno optato per riti alternativi, probabilmente contando sul fatto che diverse ipotesi di reato cadranno in prescrizione prima della conclusione del processo di primo grado. Alcune contestazioni riguardano fatti del Una ventina i falsi incidenti che sono contestati. Le compagnie truffate si sono costitute parte civile. 34 da La Provincia di Varese - 09 aprile 2014 FURBETTA DELLE POLIZZE FANTASMA TRUFFA DA UN MILIONE: CENTO VITTIME Polizze assicurative fantasma: truffa da un milione di euro. Chiuse le indagini a carico di Giusy Torregrossa: il pubblico ministero di Varese Sabrina Ditaranto ha chiesto il rinvio a giudizio per la furbetta seriale. Impressionante il numero delle vittime: più di un centinaio di clienti della filiale della Milano Assicurazioni (controllata Fondiaria Sai) di via Morisini si sono ritrovati da pagare polizze mai stipulate. Non solo: con i dati delle carte di credito di alcuni dei malcapitati clienti Torregrossa avrebbe aperto anche dei finanziamenti intascando il denaro e lasciando il debito ad altri. L indagine condotta dai militari della compagnia della guardia di finanza di Varese, coordinata da Ditaranto, ha preso le mosse nell ottobre Quando due dei clienti truffati si sono ritrovati polizze vita mai stipulate da pagare. Ne è scaturita un inchiesta estremamente complessa, anche perché secondo gli inquirenti la donna andava avanti con questi giochetti da sette o otto anni. Al termine degli accertamenti ne è scaturito un quadro raggelante. Torregrossa, figlia di assicuratore, era eccezionale nel carpire la fiducia altrui. Quei clienti, che la conoscevano da anni, erano amici, anzi addirittura amici di famiglia. Da parte dell assicuratrice c era sempre una parola gentile per tutti, Torregrossa sapeva se qualcuno aveva qualche problema e se ne interessava, si offriva di dare una mano. E c era sempre qualche regalino, qualche gentilezza che la donna riservava ai clienti. Clienti che di lei non dubitavano affatto. Grazie a quella fiducia la donna, secondo la procura, avrebbe carpito i dati delle vittime, dati in suo possesso, stipulando a nome degli ignari clienti polizze e contratti fantasma intascando le provvigioni e incassando anche i premi d incentivo per la vendita. Ad altri, soprattutto anziani, faceva firmare il contratto direttamente spacciandolo per altro: scartoffie innocue, diceva. E il cliente fiducioso firmava. Con le carte di credito di altri la donna accendeva dei finanziamenti; incassava poi recuperava un altra carta di credito accendendo un altro finanziamento. Con il nuovo prestito pagava alcune rate del vecchio per guadagnare tempo. In altri casi si sarebbe intascata i soldi pagati dal clienti per la stipula del contratto. 45 da Il Mattino di Padova 10 aprile 2014 FALSI INCIDENTI STRADALI IN 22 RINVIATI A GIUDIZIO Finiranno davanti al tribunale collegiale il prossimo 14 ottobre e si dovranno difendere dall accusa di associazione a delinquere per aver messo in piedi una truffa alle assicurazioni per falsi incidenti stradali. L importo complessivo del danno accertato è di circa 130 mila euro, si andava dai 3 mila ai 9 mila euro per ogni ferito. Ieri il gip Mariella Fino ha deciso di rinviare a giudizio 22 persone. Gli imputati. Queste le persone finite sotto accusa dopo l inchiesta della Procura. Alfredo Gamba, 53 anni di Padova; Adriana Laghi, 55 di Camposampiero; Roberto Gesuato, 40 di Borgoricco; Corrado Vadalà, 60 di Mestrino e Salvatore Bandiera, 64 di Camposampiero, accusati di associazione a delinquere. Sono chiamati a rispondere di fraudolento danneggiamento di beni (le auto coinvolte nei falsi incidenti) Sara Agnoletto, 24 anni di Camposampiero; Matteo Bacco, 61 di Padova; Giovanna Barbara, 49 di Cadoneghe; Leonardo Barbara, 36 di Cadoneghe; Susanna Barbato, 51 di Cadoneghe; Vittorino Bordigato, 76 di Padova; Lino Cacco, 56 di Noventa; Erik Casarin, 39 di Cadoneghe; Lorenzo Cordi, 73 di Padova; Bruno Fanton, 80 di Padova; Andrea Favero, 41 di Padova; Turno Ferrarese, 52 di Giavera del Montello; Fabio Mattiuzzo, 34 di Fiumicino (Roma); Diego Mezzalira, 53 di Legnaro; Annalisa Moscardo, 59 di Cadoneghe; Enrico Nicolini, 54 di Vigodarzere e Gastone Nobile, 72 di Padova. Le assicurazioni parte civile. Ieri si sono costituiti in aula le assicurazioni Generali e Unipol Sai, erano già costituiti l Allianz Assicurazioni, It Italiana Assicurazioni, Arca e Direct Line tutelate dai legali Lorenzo Locatelli e Mauro Bonato. Incidenti tra le stesse persone. Inominativi coinvolti negli incidenti stradali erano ricorrenti. Una casualità o una truffa? Le prime denunce arrivano sul tavolo della Guardia di Finanza e portano la firma di due compagnie di prim ordine, Allianz e Genialloyd. Parte l inchiesta e vengono alla luce i falsi incidenti stradali destinati a far incassare somme che finivano nelle tasche di chi aveva architettato il gioco. Il risarcimento lievitava grazie all immancabile colpo di frusta per il conducente dell auto e anche per i passeggeri. Poco alla volta, però, è venuto alla luce l organigramma del contestato sodalizio criminale. Fatti successi dal 2007 al L indagine del pubblico ministero Sergio Dini contesta agli imputati incidenti stradali che non sarebbero mai accaduti, tra il 2007 e il Veniva compilata la constatazione amichevole di incidente (il Cid), dove si indicava il luogo del sinistro ed eventuali feriti. Di testimoni non ce n erano quasi mai. La pubblica accusa contesta ai cervelli dei falsi incidenti di percepire ogni volta una percentuale fissa. Spesso la distorsione da rachide cervicale creava fastidi lunghi mesi ai malcapitati incidentati (falsi) e si andava avanti anche 6 mesi con certificati medici e con visite specialistiche per valutare la percentuale di invalidità che si tramutava in soldi facili, che finivano in tasca agli attori di questo giochetto. Che però ora potranno giustificarsi in aula e dimostrare che si tratta di un malintenso. Il meccanismo sarebbe stato messo in piedi grazie alla complicità di medici e carrozzerie. 56 Da Ansa.it 10 aprile 2014 TRUFFA AD ASSICURAZIONI AUTO, DUE DENUNCE (ANSA) - TERAMO, 8 APR - Hanno truffato le assicurazioni denunciando il furto di auto incidentate, acquistate in Germania a cinquemila euro, ottenendo un ristoro dei danni per 35 mila euro: protagonista della vicenda una coppia di ex coniugi, denunciata dalla Polstrada di Teramo per concorso in truffa e falso. I due avevano denunciato il furto di due auto nel giro di un mese: si trattava però di auto qualificate come rottami perché non riparabili che erano state regolarmente immatricolate e assicurate. 67 Da Primadanoi.it 10 aprile 2014 TRUFFA ASSICURAZIONI: DENUNCIANO IL FURTO DI DUE AUTO FANTASMA, EX CONIUGI NEI GUAI TERAMO. Due ex coniugi sono ritenuti responsabili di aver lucrato sui risarcimenti per il furto di due veicoli inesistente. L indagine della polizia stradale di Teramo è nata per contrastare le truffe in danno alle compagnie di assicurazioni. Negli ultimi mesi la polizia giudiziaria ha intensificato l attività di controllo di pratiche gestite dalle società di assicurazioni, concernenti il risarcimento danni a seguito di furti di autoveicoli. L attenzione degli investigatori, tra l altro, si è soffermata su due pratiche istruite presso due distinte compagnie assicurative riguardanti i furti di due autovetture, una Audi A4 e una Opel Insigna denunciati nell arco di un mese riconducili ai due ex coniugi. P.E di 32 anni e I.E. di 30, entrambi pugliesi ma residenti nel Teramano, dopo la separazione, in comune accordo, per pagare vecchi debiti contratti avevano comprato le autovetture in Germani. Non tue automobili funzionanti ma piuttosto due rottami perché in gran parte distrutti a seguito di incidenti stradali. La coppia aveva investito in totale 5 mila euro. I due veicoli non sono mai stati portati in Italia ma, di fatto, i due hanno presentato solo i documenti presso la motorizzazione per nazionalizzarli ed immatricolarli intestandoli uno al marito e l altro all ex moglie. Dopo aver formalizzato le procedure, entrambi hanno assicurato i veicoli fantasma per la Rca e per il furto totale, con compagnie di assicurazione diverse. Dopo un mese la prima denuncia di furto inoltrata dai due: il risultato è stato quello di ottenere dalla società di assicurazioni il ristoro del danno per un importo pari a 35 mila euro. I due sono stati scoperti e denunciati, in concorso, per truffa e falso. 78 da CorriereAdriatrico 11 aprile 2014 ASSICURAZIONI CON TRUFFA PARRUCCHIERE INDAGATO MACERATA - Si era intestato le assicurazioni di una trentina di auto appartenenti ad altri proprietari e circolanti in Campania, così da spuntare premi dalle compagnie decisamente più bassi. Secondo gli investigatori aveva messo in moto un meccanismo originale un parrucchiere maceratese, finito nei guai al termine di un indagine condotta dagli agenti della polizia stradale. I reati ipotizzati sono quelli di falso e truffa. 89 da QuotidianoNazionale 15 aprile 2014 FALSE POLIZZE, SE LA FIRMA È QUELLA DI MICHAEL JACKSON Firenze, 13 aprile IL CODICE della strada le classifica «violazioni dell obbligo dell assicurazione di responsabilità civile». Ed è sorprendente, ai limiti del clamoroso, il numero di queste violazioni accertate dai vigili fiorentini sia pure in 5 anni e mezzo, dal 2009 a oggi: così ripartite: nel 2009, poi (2010); (2011); (2012); (2013), 621 in questi primi mesi del Dato tuttavia parziale, cui andrebbero aggiunti i mezzi-pirata non identificati. Eppure basta e avanza a confermare l allarme: in Italia la percentuale di veicoli che circolano senza copertura assicurativa è spaventosa, intorno al 30%, con un costo sociale elevatissimo tra truffe e mancati pagamenti dei premi. Più prosaicamente: c è un giro di polizze fantasma, non rinnovate, molto più spesso contraffatte, proposte da siti internet non identificabili; immesse sul mercato da intermerdiari non abilitati; oppure ancora piazzate da broker falsi, o solo spregiudicati, che rifilano clausole trappola e pacchi veri. Così che quando la copertura serve, magari è farlocca. Pure l Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha molto lavoro: sette le procedure di radiazione di altrettanti intermediari avviate l anno scorso dalla autorità di vigilanza. Due sono fiorentini: R.S., e N.R. di 48 anni. Si va dalla violazione del codice delle assicurazioni e del regolamento Isvap (istituto di vigilanza sulle assicurazioni private). Disposta anche la cancellazione di una società di intermediazione. DI QUANTO sia pericoloso scherzare sulle polizze se ne è avuta conferma in seguito a un incidente avvenuto di notte solo poche sere fa, sui viali: il conducente di uno scooter buca lo stop ed è preso in pieno dall auto guidata da un neopatentato ventenne. Sbalzato a decine di metri di distanza, il primo dei due finisce all ospedale in prognosi riservata. L altro è choccato. I vigili guardano le telecamere in zona e le immagini parlano chiaro: il ventenne guidava molto forte, ha un concorso di colpa, gli viene ritirata la patente. Dopo lo choc, la beffa: la polizza è firmata (come si può vedere nella foto accanto) M. Jackson! Falsa, falsissima. Il ragazzo, la sua famiglia, ci sono cascati: per risparmiare un po le polizze per i neopatentati costano sin troppo hanno fatto un contratto online pagando euro anziché i proposti in media dalle compagnie. Verifiche e accertamenti dei vigili di Porta Romana, fugano ogni dubbio: l Enterprise Insurance Company, che è autorizzata da Ivass a operare in Italia, disconosce il contratto («non abbiamo assicurato questo veicolo») che infatti non risulta stipulato dal tramite italiano, Dekra Italia, bensì da altri sedicenti intermediari. Peraltro viene spiegato la compagnia assicura flotte aziendali, non singoli veicoli. I vigili risalgono ad altri intermediari e a un sito della provincia di Milano. S iniziano i controlli su un giro di polizze, ampio forse e, pensa la muncipale, «prive di valore». Peraltro i vigili si rifanno a un avviso di presunta frode comunicato da Ivass già nell ottobre scorso che cita espressamente il sito. Intanto dall incidente emerge, anche tramite i famigliari del ventenne coinvolto che nella zona dell Isolotto sarebbero state stipulate circa cinquanta polizze tramite la mediazione di un officina meccanica/carrozzeria di Signa oggi chiusa. Le polizze sarebbero state pagate per contanti, con successivo invio delle stesse, con i dati del destinatario scritti a mano su buste bianche. IL FONDO di garanzia per le vittime della strada risarcisce i danni arrecati alle persone da veicoli non coperti da assicurazione, pur tuttavia sulla famiglia del ragazzo potrebbero esserci comunque ricadute pesanti, insostenibili. Avvisano i vigili che in caso di irregolarità delle polizze è bene cautelarsi con una denuncia-querela oltre a sottoscrivere subito un altra polizza, nuova, regolare. L Ivass raccomanda attenzione ai contratti sottoscritti via internet, soprattutto se di durata temporanea. Bisogna verificare prima che i contratti siano emessi da imprese e tramite intermediari autorizzati, prima consultando il sito Oltre all elenco delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia viene suggerita la consultazione degli avvisi relativi a «Casi di contraffazione o società non autorizzate». 910 da Il CataniaToday - 16 aprile 2014 TRUFFA E ASSICURAZIONI, ARRESTATI DUE VIGILI URBANI E SOSPESI DUE AVVOCATI Una guardia giurata e un ispettore della polizia municipale arrestati, un altro sottufficiale dei vigili urbani ai domiciliari e due avvocati sospesi dalla professione per due mesi. E' il bilancio di un'operazione della polizia stradale di Catania contro presunte truffe alle assicurazioni con falsi incidenti stradali. Nell'inchiesta della Procura etnea sono indagate, a vario titolo, altre 53 persone per truffa e falsita' ideologica. I rimborsi al centro delle indagini sono 20. Gli arrestati sono la guardia giurata Giuseppe Santo Privitera, di 49 anni, in servizio al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi, e l'ispettore della polizia municipale di Catania, Salvatore Saeli, di 55 anni. Agli arresti domiciliari è stato sottoposto un altro ispettore dei vigili urbani, Attilio Mazzara, di 53 anni. I due avvocati sospesi dalla professione per due mesi, in applicazione di un provvedimento del Gip, sono Girolamo Graziano Miraldi e Rosario Mauro Privitera, del foro di Catania. I provvedimenti cautelari sono del Gip Laura Benanti, emessi su richiesta dei sostituti procuratori di Catania, Angelo Busacca e Angelo Brugaletta. I cinque sono indagati per truffa a compagnie assicurative e falsità ideologica in atti pubblici. Indagini del compartimento della polizia stradale della Sicilia orientale sono state avviate dopo una segnalazione inviata alla Procura di Catania dal comando dei vigili urbani che segnalava "anomalie sulla condotta dei due ispettori in alcuni incidenti stradali da loro rilevati". Nel fascicolo sono confluite intercettazioni telefoniche, tabulati telefonici e i risultati di appostamenti e pedinamenti. Al centro dell'inchiesta ci sono 20 incidenti, 18 dei quali rilevati dai due ispettori tra l'aprile e l'ottobre del Dalle indagini della polizia stradale sarebbe emerso che: gli incidenti erano tutti con feriti, che non avevano però chiesto la presenza di ambulanza; tutti i referti, tranne due, sono stati stilati nel pronto soccorso dello stesso ospedale; nei rapporti non c'erano rilevi planimetri completi; tutti i sinistri e le richieste di risarcimento erano trattate sempre dai due stessi legali. In alcuni casi i feriti si sarebbero presentati in ospedale in un orario antecedente all'incidente stradale. Secondo la polizia stradale, "il principale componente dell'organizzazione era la guardia giurata Privitera" che, sostiene l'accusa, "entrava in contatto con le persone che si recavano in ospedale per lesioni subite" e poi "manteneva i contatti con i legali per le pratiche di risarcimento". 1011 da TGCom24-16 aprile 2014 CATANIA, TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI ECCO I RETROSCENA Era un sistema oleato, con ruoli e competenze ben definite. Ispettori di polizia municipale, avvocati, infortunati pronti a dichiarare il falso, la guardia giurata accusata di essere il vertice dell organizzazione catanese dedita a truffare le assicurazioni, aveva congeniato tutto alla perfezione. Santo Privitera dall aprile all ottobre 2011 ha architettato almeno venti raggiri, che secondo i titolari dell inchiesta della Procura, i pm Angelo Busacca e Angelo Brugaletta, potrebbero essersi estesi anche oltre il tempo preso in esame dalle indagini. Un sistema che a Catania per sei mesi che, con il passare dei mesi, hanno notato che qualcosa non andava nell operato dei due ispettori,. I due, secondo i magistrati, operavano nella verbalizzazione dei falsi incidenti, producendo la documentazione che poi sarebbe passata nelle mani di Rosario Privitera e Girolamo Miraldi, i due avvocati incaricati di portare avanti le richieste di risarcimenti. A denunciare l organizzazione sono stati gli stessi vertici della polizia Municipale Salvatore Saeli e Attilio Mazzara sono stati raggiunti ieri da altrettante misure cautelari, decise dal Gip Laura Benanti, per evitare un eventuale inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. I cinque Privitera, Saeli, Mazzara, Privitera R. e Miraldi. Poche ore dopo la diffusione della notizia, il Comune di Catania con un comunicato ha fatto sapere di aver provveduto tempestivamente alla sospensione dal servizio dei due ispettori indagati. Il sindaco commentando la vicenda ha indirizzato un plauso alle forze dell ordine e alla magistratura per l azione tempestiva e incisiva comprovata anche con quest indagine. L inchiesta però è ben più ampia: sono 58, infatti, le persone iscritte nel registro degli indagati Enzo Bianco era stato al centro dell attenzione per alcune polemiche riguardanti la nomina del nuovo vicecomandante, ma soprattutto per il cronico sottodimensionamento dell organico, da anni denunciato dai cittadini e dai diretti interessati. 1112 da SiciliaInformazioni.com 17 aprile 2014 CATANZARO. TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI, IN 20 FINISCONO IN MANETTE Catanzaro. 20 le persone arrestate, 16 delle quali in carcere. In tutto 156 quelle denunciate. A finire in manette ci sono anche due avvocati del foro di Catanzaro. Avevano messo in piedi un vero e proprio business legato al mondo delle assicurazioni auto che aveva fruttato in soli 3 anni oltre 5 milioni di euro. È quanto hanno motivo di ritenere gli investigatori della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catanzaro e i magistrati della locale procura, a conclusione dell indagine culminato con l operazione scattata alle prime luci dell alba e ribattezza, non a caso, Violentemente investito. Sotto la lente dei militari delle fiamme gialle sono finiti in particolare i beneficiari degli indennizzi frutto dei falsi incidenti stradali denunciati. Parte delle somme, venivano poi versate agli organizzatori della truffa, compiuta ai danni di numerose agenzie di assicurazione e anche nei confronti del Fondo di Garanzia per le vittime della Strada. L accusa, per tutti, è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Intensa l attività investigativa che ha coperto un arco temporale compreso tra il 2009 e il Fondamentali ai fini delle indagini, si sono rivelate intercettazione telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che riscontri di natura bancaria e patrimoniale. A rivestire un ruolo centrale nell organizzazione oggi smantellata dalla Guardia di Finanza, gli inquirenti hanno motivo di ritenere vi fosse uno dei due avvocati arrestati. Sarebbe lui l ideatore della mega truffa. Per i suoi propositi criminali, si sarebbe inoltre avvalso della collaborazione del fratello (a cui spettava il compito di procacciare i clienti), ma anche di altre persone, alcune delle quali collaboratori del suo studio. Fra gli arrestati, anche un medico al quale, abitudinariamente i promotori dell associazione a delinquere si rivolgevano per il rilascio di falsi certificati medici. Due le tipologie di truffa messe in atto. Oltre a denunciare sinistri mai avvenuti, per altri incidenti realmente accaduti si aggravavano le conseguenze, procurando falsi occupanti dei mezzi coinvolti a denunciare danni fisici mai riportati. Il tutto naturalmente testimoniato da falsi testimoni. Ingente il danno economico prodotto alle compagnie assicurative, ma anche al fondo di garanzia delle vittime della strada laddove ad esser richiesto era un risarcimento ai danni di pedoni, violentemente investiti da fantomatici automobilisti poi datisi alla fuga. Nel corso dell operazione sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di 2 milioni di euro, parte dei quali sarebbero frutto delle condotte illecite commesse da alcuni degli indagati. 1213 Da PositanoNews - 19 aprile 2014 ANGRI: RINVIO A GIUDIZIO PER TRUFFA AD ASSICURAZIONI ANGRI La procura chiede il rinvio a giudizio di dodici persone in tutto l Agro nocerino sarnese,per le accuse di truffa e falso in concorso finalizzato all ottenimento di indennizzi ai danni di compagnie assicurative, per sinistri stradali mai avvenuti o adulterati. Si tratta dell ennesimo stralcio collegato alla serie di grossi filoni investigativi nei quali carabinieri e procura inquadrano migliaia di sinistri falsificati o mai avvenuti, in questo caso specifico fuori dal regime associativo, con la sola partecipazione concorsuale dei coinvolti. In particolare rischiano il processo in attesa della fissazione dell udienza preliminare, gli indagati Domenico Attanasio, 48 anni, di Nocera Inferiore, Salvatore Ciampa, 34, di Vico Equense, Giuseppe Cioffi, 31, di Nocera Inferiore, Sabato Cioffi, 42, di Nocera Inferiore, Carla Cuomo, 45, di Angri, Maria Cira D Ambrosio, 57, di Poggiomarino, Enrico Iervasi, 43, di Nocera Inferiore, Giuseppina Iervasi, di Nocera Inferiore, Carmine Panariello, 35, di Pompei, Veronica Silvestri, 29, di Sant Agnello, Anna Varone, 30, di Angri, e Pasqualina Anna Sorrentino, 44, moglie di Luigi Carpentieri, personaggio apicale non coinvolto in questo procedimento ma ritenuto promotore nell indagine madre. Il suo nome compare come indagato e come organizzatore in particolare in un ulteriore filone che coinvolge quattordici persone, un ulteriore elenco di truffe perpetrate ai danni delle compagnie assicurative. Carpentieri, quarantaseienne di Angri, già comparso in altre inchieste analoghe, titolare della rivendita auto AutoCar.Sorr., individuato quale capo promotore, fondatore ed organizzatore della compagnia criminosa, ideatore nel procedimento parallelo di 46 sinistri stradali mai avvenuti, compare nella vicenda che ricostruisce il filone dello studio Guerritore a Nocera Inferiore. Il lavoro degli investigatori ricostruì il ruolo degli studi legali, a danno delle compagnie assicurative Arca, Credem, Fondiaria, Genialloyd, Groupama,Hdi, Ina Assitalia, Liguria, Milano, Quixa, Sara, Unipol, nel periodo che è compreso tra gli anni 2008 e L ultimo stralcio atteso dal vaglio del gup, che fisserà quindi l udienza preliminare, è seguito dal sostituto procuratore Valeria Vinci, che ha già separato le posizioni concorsuali da quelle che vengono invece ritenute in regime associativo. Alfonso T. Guerritore La Città 1314 da CorsoItaliaNews.it 22 aprile 2014 TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI AUTO: DA SORRENTO A SALERNO SONO 12 I CANDIDATI A RINVIO A GIUDIZIO La procura di Nocera Inferiore segnala i nominativi di dodici persone tra Agro nocerino sarnese e penisola sorrentina, per il rinvio a giudizio per i reati di truffa e falso in concorso. Sinistri stradali mai avvenuti o sapientemente alterati per un inchiesta che coinvolge il territorio che va da Sorrento a Salerno. Lo scopo di una delle più diffuse modalità di truffa del Sud Italia, che fa lievitare esponenzialmente i costi assicurativi, è l ottenimento di cospicui indennizzi da parte delle compagnie assicurative a fronte, per l appunto di incidenti solo inscenati. Carabinieri e procura classificano nello specifico il risultati delle indagini, nel vasto ambito delle truffe ai danni delle assicurazioni, inquadrandolo al di fuori del regime associativo, con la sola partecipazione concorsuale dei coinvolti. Nocera Inferiore, Vico Equense, Angri, Poggiomarino, Pompei, Sant Agnello sono i comuni associati ai nomi presenti nella lista di coloro che rischiano di essere processati in attesa della fissazione dell udienza preliminare. In particolare emergono delle relazioni tra questo procedimento e un altro filone dell indagine madre: nominativi intrecciati a un altra vicenda di truffe che coinvolge quattordici persone, sempre ai danni delle compagnie assicurative. Collegamenti che hanno portato all individuazione di Luigi Carpentieri, titolare della rivendita auto AutoCar.Sorr. come capo promotore, fondatore ed organizzatore della compagnia criminosa, deus ex machina nel procedimento parallelo di 46 sinistri stradali mai avvenuti, e che era già presente nella ricostruzione della vicenda circa il filone dello studio Guerritore a Nocera Inferiore. Il sostituto procuratore Valeria Vinci segue l ultima parte dell indagine che sarà vagliata dal gup. 1415 Da BrindisiOggi 29 aprile 2014 TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI, 52 RINVII A GIUDIZIO. LA ASL CHIEDE 150MILA EURO DI DANNI BRINDISI-Rinviate a giudizio 52 persone per la truffa alle assicurazioni che vede la Asl di Brindisi parte civile oltre alle agenzie assicurative. Ultima tranche di un inchiesta che consentito di scoperchiare un articolato sistema di raggiri ai danni delle assicurazioni, tra i protagonisti medici, avvocati e carrozzieri, 196 in tutto, ora accusati a vario titolo. Il gup di Brindisi, Giuseppe Licci, li ha rinviati a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alle truffe. Secondo l accusa avrebbero avuto un ruolo nel raggiro al fine di incassare indennizzi e risarcimenti e persino spese legali. 1516 da Ansa Abruzzo - 13 maggio 2014 CHIEDE 2 MLN RISARCIMENTO, MA È TRUFFA (ANSA) - TERAMO, 13 MAG - Due fratelli teramani di 24 e 27 anni sono stati denunciati dalla Polstrada di Teramo per tentativo di truffa ai danni di una compagnia di assicurazioni per due milioni di euro: i due avevano architettato la truffa dopo che il più giovane era rimasto ferito in un incidente, mentre guidava, da solo, un'auto senza patente, ritirata per guida in stato di ebbrezza. Madre, fratello e un amico dopo averlo soccorso avevano dichiarato il falso, sostenendo che alla guida vi fosse il fratello maggiore. 1617 da Il Quotidiano della Calabria 13 maggio 2014 FALSI INCIDENTI PER TRUFFARE LE ASSICURAZIONI COINVOLTI DUE AVVOCATI E UN MEDICO, 156 LE DENUNCE CATANZARO - Il Comando provinciale di Catanzaro della Guardia di finanza sta eseguendo un operazione contro una presunta organizzazione criminale accusata di avere attuato una truffa per oltre cinque milioni di euro ai danni di agenzie di assicurazione attraverso il sistema dei falsi incidenti. Venti le persone raggiunte da un provvedimento restrittivo, sei delle quali in carcere, quindi 11 ai domiciliari e 4 con l'obbligo di firma; 156 quelle denunciate. In manette anche due avvocati di Catanzaro. Sequestrati beni per due milioni di euro, oltre ad una mula di 700mila euro per reati di natura fiscale. In carcere gli avvocati Giampiero e Antonio Bressi, Raul Mellea (fratello di Giampiero), Vitaliano Mirarchi, Rosario Murica e Fabrizio Nicoletta. Ai domiciliari il dottore Giulio Cosco, il carrozziere Francesco Giglio e come falsi testimoni Angelo Barone, Bruno Candeloro, Enzo e Serafino Guido, Antonio, Emanuele e Vittorio Nicoletta. Sempre ai domiciliari sono finiti Fabio Parrubello e Luigi Scalzo detto Billy. Quattro, invece, gli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria Maurizio Anastasi, Risa Mazza e Alessandro e Filomena Nicoletta. I dettagli dell'inchiesta sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, l'aggiunto, Giovanni Bombardieri, e comandante provinciale della Guardia di finanza, generale Antonio De Nisi. La truffa, secondo quanto ricostruito dal Gruppo tutela economia del Nucleo di polizia tributaria, guidato dal colonnello Massimo Battaglino, è stata attuata ai danni, oltre che delle agenzie di assicurazione, del Fondo di garanzia delle vittime della strada. Gli arresti sono stati fatti dalla Guardia di finanza in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip Gabriella Reillo su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, con il sostituto Paolo Petrolo. Il reato contestato è l associazione per delinquere finalizzata alla truffa. L importo della truffa, secondo quanto è emerso dalle indagini, è di cinque milioni di euro in un arco di tempo compreso tra il 2009 ed il La gran parte delle persone denunciate sono quelle che avrebbero ottenuto gli indennizzi sulla base dei falsi incidenti versando una parte delle somme ricevute agli organizzatori della truffa. Tra i beni sequestrati ci sono numerosi immobili, per un importo di oltre settecentomila di euro. Gli inquirenti hanno portato avanti tre anni di indagini, intercettazioni ambientali e telematici, con risvolti di natura fiscale, hanno portato a chiudere il cerchio su una vera e propria organizzazione dedita alle truffe assicurative. E' questo quello ha spiegato il generale, Antonio De Nisi, lasciando poi la parola al procuratore Antonio Vincenzo Lombardo, per i dettagli dell'operazione denominata in codice "Violentemente investito". Al centro della scena lo studio legale Mellea, intorno al quale ruotavano periti e medici compiacenti e una serie di falsi testimoni di sinistri inesistenti. Parti offese tutte le compagnie assicurative nazionali, rimaste a turno vittima delle frodi ordite dagli indagati con sinistri inventati o aggravati quando realmente verificatisi. L'ordinanza quasi accoglie per intero la richiesta del sostituto procuratore, Paolo Petrolo, che ha anche contestato un episodio di frode fiscale con dichiarazioni di proventi non reali. Secondo l'accusa, infatti, i principali indagati avrebbero costantemente acquistato beni poi intestati ad altri. Il procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri, ha poi evidenziato il lavoro della Guardia di finanza, che ha messo a nudo quella che ha definito un'organizzazione che alterava il libero mercato. Un sistema che parte dal 2002, stando a quanto ha raccontato un collaboratore di giustizia, dalle cui dichiarazioni rilasciate nell'ambito di un diverso procedimento sono scattate le indagini confluite nell'ordinanza del gip. Tra le cui righe si parla di uno studio legale trasformato in quartier generale della frode, con tanto di IVA evasa dagli avvocati Mellea e Bressi. Sessantacinque i capi di imputazione formulati dal magistrato, al termine di un'indagine che, seppur avviata, non ha impedito agli indagati di frodare anche sul fondo garanzia vittime della strada, dal quale si attinge solo in assenza di specifiche responsabilità, ha spiegato il colonnello Mario Palumbo, che ha puntato il dito contro questo senso di legalità che mancava tra le centinaia di cittadini che si sono prestati alla truffa. A spiegare il nome dell'operazione è stato il colonnello Massimo Battaglino, che ha ripreso il modus operandi dei legali che definivano le false vittime degli incidenti fantasma come violentemente investiti per lucrare il più possibile. Ben 5 milioni di euro il valore della frode messa in atto dal 2009 e che hanno portato ai sigilli apposti si beni mobili e immobili riferibili agli indagati. 1718 da TgCom24-13 maggio 2014 INCIDENTI SIMULATI, TRUFFA DA 5 MILIONI VENTI PERSONE ARRESTATE IN CALABRIA La frode è stata attuata ai danni delle agenzie di assicurazione e del Fondo di garanzia delle vittime della strada. Oltre 150 i denunciati 08:55 - Avrebbero truffato agenzie di assicurazioni per oltre 5 milioni di euro, denunciando incidenti stradali mai avvenuti. Per questo la guardia di finanza di Catanzaro ha eseguito venti ordinanze di custodia cautelare, 16 delle quali in carcere, e ha denunciato 156 persone. In manette anche due avvocati di Catanzaro. Sequestrati beni per due milioni di euro. La truffa è stata attuata ai danni, oltre che delle agenzie di assicurazione, del Fondo di garanzia delle vittime della strada ed è stata perpetuata in un arco di tempo compreso tra il 2009 ed il Il reato contestato ai 20 arrestati è l'associazione per delinquere finalizzata alla truffa. La gran parte delle persone denunciate sono quelle che avrebbero ottenuto gli indennizzi sulla base dei falsi incidenti versando una parte delle somme ricevute agli organizzatori della truffa. Tra i beni sequestrati ci sono numerosi immobili, per un importo di oltre 700mila euro. 1819 da ReggioTV 13 maggio 2014 CATANZARO. TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI, IN 20 FINISCONO IN MANETTE Catanzaro. 20 le persone arrestate, 16 delle quali in carcere. In tutto 156 quelle denunciate. A finire in manette ci sono anche due avvocati del foro di Catanzaro. Avevano messo in piedi un vero e proprio business legato al mondo delle assicurazioni auto che aveva fruttato in soli 3 anni oltre 5 milioni di euro. È quanto hanno motivo di ritenere gli investigatori della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catanzaro e i magistrati della locale procura, a conclusione dell indagine culminato con l operazione scattata alle prime luci dell alba e ribattezza, non a caso, Violentemente investito. Sotto la lente dei militari delle fiamme gialle sono finiti in particolare i beneficiari degli indennizzi frutto dei falsi incidenti stradali denunciati. Parte delle somme, venivano poi versate agli organizzatori della truffa, compiuta ai danni di numerose agenzie di assicurazione e anche nei confronti del Fondo di Garanzia per le vittime della Strada. L accusa, per tutti, è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Intensa l attività investigativa che ha coperto un arco temporale compreso tra il 2009 e il Fondamentali ai fini delle indagini, si sono rivelate intercettazione telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che riscontri di natura bancaria e patrimoniale. A rivestire un ruolo centrale nell organizzazione oggi smantellata dalla Guardia di Finanza, gli inquirenti hanno motivo di ritenere vi fosse uno dei due avvocati arrestati. Sarebbe lui l ideatore della mega truffa. Per i suoi propositi criminali, si sarebbe inoltre avvalso della collaborazione del fratello (a cui spettava il compito di procacciare i clienti), ma anche di altre persone, alcune delle quali collaboratori del suo studio. Fra gli arrestati, anche un medico al quale, abitudinariamente i promotori dell associazione a delinquere si rivolgevano per il rilascio di falsi certificati medici. Due le tipologie di truffa messe in atto. Oltre a denunciare sinistri mai avvenuti, per altri incidenti realmente accaduti si aggravavano le conseguenze, procurando falsi occupanti dei mezzi coinvolti a denunciare danni fisici mai riportati. Il tutto naturalmente testimoniato da falsi testimoni. Ingente il danno economico prodotto alle compagnie assicurative, ma anche al fondo di garanzia delle vittime della strada laddove ad esser richiesto era un risarcimento ai danni di pedoni, violentemente investiti da fantomatici automobilisti poi datisi alla fuga. Nel corso dell operazione sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di 2 milioni di euro, parte dei quali sarebbero frutto delle condotte illecite commesse da alcuni degli indagati. 1920 da Strill.it 13 maggio 2014 CATANZARO, OPERAZIONE VIOLENTEMENTE INVESTITO : DETTAGLI, NOMI E VIDEO Gennaro Pierino Mellea e Antonio Bressi, i nomi dei due avvocati che la Procura di Catanzaro e la Guardia di Finanza ritengono promotori di una associazione per delinquere finalizzata alla frode assicurativa di 9 tra le più note compagnie assicurative di livello nazionale. Per loro e per altri 4 soggetti, il Gip di Catanzaro ha ordinato l arresto, avvenuto nelle scorse ore, anche se, Mellea, al momento dell arresto non è stato trovato e in questo momento risulta ricercato. 3 anni di indagini coordinate dal Pm Paolo Petrolo, durante le quali gli agenti della Guardia di Finanza, guidati dal Tenente Colonnello Massimo Battaglino e dal Colonnello Mario Palumbo, hanno cercato di ricostruire una fitta rete di finti sinistri. L indagine è legata all operazione Pony Express del Uno degli arrestati in quella circostanza, infatti, rivelò agli inquirenti quanto accadesse nello studio legale di Mellea e Bressi. Dichiarazioni confermate successivamente, dopo l apertura delle indagini, da un collaboratore di studio che rivelò agli investigatori ruoli e dettagli. Questo avveniva nel Dopo la ricostruzione dei fatti la Guardia di Finanza effettuò una perquisizione nello studio degli avvocati, ma questo, secondo quanto riscontrato dalla Gdf, non fermò le frodi. 3 anni di indagini contraddistinte da intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e indagini bancarie e patrimoniali. Durante le indagini, inoltre, si è riuscito a ricostruire come Mellea e Bressi avessero nel corso degli anni accumulato denaro senza dichiararlo al Fisco, reato che si è aggiunto a quello della frode assicurativa. Accanto a loro, a sostenere l associazione sono state individuate varie figure professionali: un medico, meccanici, accertatori, con il ruolo di certificare falsamente sinistri mai avvenuti ovvero aggravare le conseguenze di quelli realmente accaduti. La tecnica era semplice. Per gli Incidenti veri, perché il risarcimento fosse più cospicuo venivano dichiarati falsi soggetti terzi trasportati. Per quanto concerne, invece, gli incidenti falsi, se questo non veniva contestato, la liquidazione del danno era diretta. Se invece vi era, da parte dell assicurazione, la contestazione del danno e si andava in causa, davanti al giudice di pace, allora si induceva l Autorità Giudiziaria in errore, producendo false testimonianze. Un giro di affari che dal 2009 ad oggi, ha prodotto 5 milioni e 300mila euro di profitto. Cifra che potrebbe aumentare se si considera che il meccanismo di frode, secondo quanto riferito dai testimoni, risalirebbe al Oltre ai risarcimenti indebitamente conseguiti, le vittime definite nel ricorso dagli stessi avvocati violentemente investite, da qui il nome dell operazione, avevano accesso al Fondo di garanzia Vittime della Strada mediante versamento di assegni su libretti postali di risparmio cointestati con falsa parte lesa, accesi ed immediatamente estinti dopo aver ritirato il relativo denaro contante. Falsi certificati, emissione di fatture per operazioni inesistenti una vera e propria macchina che ha portato a denunciare spiega il procuratore Vincenzo Lombardo 156 soggetti. A sequestrare un notevole patrimonio immobiliare (17 unità immobiliari, ndr) riconducibile alle figure verticistiche dell organizzazione, direttamente posseduto o fittiziamente intestato a terzi, situato nel territorio della provincia di Catanzaro e Cosenza. Oltre a questo, la Gdf, ha anche effettuato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, per circa ,00 euro per la contestazione di reati fiscali. 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