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Timestamp: 2019-10-15 05:14:31+00:00

Document:
L. R. Piemonte 17/02/2010, n. 3 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR24492
B.U.R. Piemonte 18/02/2010, n. 7
L. R. Piemonte 07/08/2006, n. 28
L. R. Piemonte 26/04/1993, n. 11
L. R. Piemonte 26/03/2019, n. 10
Articolo 3, comma 3; articolo 11, comma 3.
Articolo 3, comma 1, lettera ), lettera c), lettera c),lettera i), comma 5; articolo 5, comma 2, comma 3, comma 8; articolo 12,m comma 4 bis; articolo 19, comma 7 bis; articolo 22 bis, comma 8; articolo 23, rubrica; articolo 51, comma 2, comma 2 bis, comma 3; articolo 54 bis.
L. R. Piemonte 20/03/2017, n. 2
Articoli 4; 5, comma 4; 8, comma 1, lett. l), m), t); 13; 14, commi 1, 2; 17, comma 1, lett. d).
L. R. Piemonte 13/04/2015, n. 6
L. R. Piemonte 29/09/2014, n. 11
Articoli 1, comma 1 bis; 28; 29, comma 2, lett. d); 30; 31; 31 bis; 32
L. R. Piemonte 07/05/2013, n. 8
artt. 28 (commi 2 bis, 5 bis), 29 (comma 3 bis)
L. R. Piemonte 28/12/2012, n. 18
art. 1 (commi 3 bis, 3 ter, 3 quater, 3 quinquies, 3 sexies)
Deliberaz. G.R. Piemonte 27/05/2019, n. 13-9065
D. P.G.R. Piemonte 29/03/2019, n. 5/R.
D. P.G.R. Piemonte 29/03/2019, n. 6/R.
Circ. P.G.R. Piemonte 18/03/2019, n. 3/PSF
Deliberaz. G.R. Piemonte 29/03/2018, n. 14-6680
Deliberaz. G.R. Piemonte 19/01/2018, n. 14-6380
Deliberaz. G.R. Piemonte 02/05/2017, n. 25-4946
Deliberaz. G.R. Piemonte 11/04/2016, n. 16-3135
Deliberaz. G.R. Piemonte 14/12/2015, n. 12-2592
Deliberaz. G.R. Piemonte 21/09/2015, n. 16-2121
Deliberaz. G.R. Piemonte 11/07/2014, n. 14-102
Deliberaz. G.R. Piemonte 30/09/2013, n. 35-6437
Deliberaz. G.R. Piemonte 18/03/2013, n. 3-5531
D. P.G.R. Piemonte 21/02/2013, n. 4/R
D. P.G.R. Piemonte 18/12/2012, n. 14/R.
Determ. G.R. Piemonte 22/10/2012, n. 13-4806
Circ. P.G.R. Piemonte 30/04/2012, n. 6/UOL
Determ. Dirig.R. Piemonte 19/12/2011, n. 812
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 9/R.
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 10/R.
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 11/R.
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 12/R.
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 13/R.
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 14/R.
D. P.G.R. Piemonte 04/10/2011, n. 15/R.
Determ. Dirig.R. Piemonte 17/01/2011, n. 14
Deliberaz. G.R. Piemonte 29/03/2010, n. 43-13697
Circ.P.G.R. Piemonte 22/03/2010, n. 4/PET
- L.R. 27/07/2010, n. 17
- L.R. 15/09/2010, n. 20
- Delib. G.R. 10/11/2010, n. 6-962
- L.R. 11/07/2011, n. 10
- L.R. 07/05/2013, n. 8
- L.R. 29/09/2014, n. 11
- L.R. 13/04/2015, n. 6
- L.R. 20/03/2017, n. 2
- L.R. 26/03/2019, n. 10
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1. In attuazione dell’articolo 117 della Costituzione e dell’articolo 10 dello Statuto, la Regione Piemonte riconosce e promuove il diritto all’abitazione mediante politiche territoriali e abitative
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1. La presente legge si applica agli alloggi sociali:
a) acquistati, realizzati o recuperati da enti pubblici a totale carico o con il concorso o contributo dello Stato o della Regione;
b) acquistati, realizzati o recuperati da enti pubblici non economici per le finalità proprie dell’edilizia sociale;
c) acquistati, realizzati o recuperati con i proventi delle alienazioni operate ai sensi della legge 24 dicembre 1993, n. 560 (Norme in materia di aliena
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Art. 3. (Requisiti per l’assegnazione)
1. I requisiti per conseguire l’assegnazione di un alloggio di edilizia sociale sono i seguenti:
a) essere cittadino italiano o di uno Stato aderente all'Unione europea o cittadino di uno Stato non aderente all'Unione europea, regolarmente soggiornante in Italia in base alle vigenti normative in materia di immigrazione, o essere titolare di protezione internazionale di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 (Attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta);N25
b) avere la residenza anagrafica o l'attività lavorativa esclusiva o principale da almeno cinque anni nel territorio regionale, con almeno tre anni, anche non continuativi all'interno dell'ambito di competenza degli en
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1. Il nucleo richiedente è composto dai membri iscritti da almeno un anno nella famiglia anagrafica, come definita dall&r
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Art. 5. (Procedure per l’assegnazione degli alloggi)
1. L’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale è di competenza del comune in cui gli alloggi sono situati, salvo sia disposto diversamente da specifica convenzione stipulata tra il comune proprietario e il comune in cui sono situati gli alloggi, ed avviene a seguito di bandi di concorso finalizzati alla formazione di graduatorie comunali.
2. Ai fini dell’emissione dei bandi di concorso e dell’assegnazione degli alloggi, il territorio regionale "è suddiviso negli ambiti definiti con deliberazione della Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, in coerenza con gli altri ambiti relativi alle politiche di welfare abitativo e socio-sanitario e alle politiche attive del lavoro"N27.
3. Il bando di concorso &
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1. Il comune provvede alla raccolta delle domande, alla verifica della loro regolarità e della sussistenza della documentazione.
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1. La graduatoria è formata da una Commissione di nomina regionale istituita presso l’ATC competente per territorio. La Giunta regionale definisce l’ambito territoriale di competenza della Commissione in relazione all’entità della domanda, eventualmente con la nomina di più commissioni operanti presso la stessa ATC.
2. La Commissione verifica il possesso da parte dei richiedenti dei requisiti previsti all’articolo 3, commi 1 e 2, ed attribuisce i punteggi di cui all’articolo 8, sulla base dei documenti richiesti dal bando di concorso.
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1. Al fine della formazione delle graduatorie, la Giunta regionale, sentite le organizzazioni sindacali dell’inquilinato e confederali ed acquisito il parere della competente Commissione consiliare, con il regolamento dei punteggi da approvare entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, stabilisce i punteggi da attribuire ai richiedenti, in relazione alle seguenti condizioni sociali, economiche e abitative:
a) richiedenti che abitano con il nucleo richiedente da almeno due anni in baracche, stalle, seminterrati, centri di raccolta, dormitori pubblici o comunque in ogni altro locale procurato a titolo temporaneo dagli organi preposti all’assistenza pubblica o in altri locali impropriamente adibiti ad abitazione e privi di servizi igienici propri regolamentari, quali soffitte e simili;
b) richiedenti che devono lasciare strutture penitenziarie, altre strutture ospitanti o famiglie affidatarie per raggiunti limiti di età, conclusione del programma terapeutico, scadenza dei termini previsti da convenzioni per la permanenza in locali concessi a titolo temporaneo;
c) richiedenti nel cui nucleo richiedente sono presenti uno o più soggetti con anzianità di contribuzione nella gestione case per i lavoratori (GESCAL);
d) richiedenti che abitano con il nucleo richiedente in alloggio il cui stato, certificato dal comune, sia considerato scadente.
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1. Le commissioni preposte alla formazione delle graduatorie o gli enti competenti all’assegnazione degli alloggi possono far espletare in qualsi
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1. I comuni sono autorizzati ad assegnare un’aliquota non eccedente il 25 per cento, arrotondata all’unità superiore, degli alloggi che si rendono disponibili su base annua, al di fuori delle graduatorie di cui all’articolo 5, per far fronte alle situazioni di emergenza abitativa previste con il regolamento di cui all’articolo 2, comma 5. I comuni ad alta tensione abitativa sono autorizzati ad assegnare un’ulteriore aliquot
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Art. 11. (Assegnazione alle forze dell’ordine ed ai vigili del fuoco)
1. Gli appartenenti alle forze dell’ordine ed ai vigili del fuoco possono partecipare ai bandi di concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia sociale emessi dai comuni “anche in assenza dei requisiti di cui all’articolo 3, comma 1
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1. All’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale provvede il comune nel cui territorio gli alloggi sono situati.
2. Se il comune non provvede all’assegnazione entro novanta giorni dalla comunicazione di messa a disposizione dell’alloggio, per il tempo eccedente corrisponde all’ente gestore il corrispettivo delle spese generali, di amministrazione, di manutenzione ordinaria e fiscali sostenute, nonché la quota minima di cui all’articolo
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Art. 13. (Successione nella domanda e nell’assegnazione)
1. In caso di decesso del richiedente o dell’assegnatario, gli succedono nella domanda, nella graduatoria o nell’assegnazione, nell’ordine, il coniuge, i figli, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto, gli ascendenti, i discendenti, i collaterali, gli affini e gli altri c
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1. Ai fini dell’eliminazione delle condizioni di sottoutilizzo o sovraffollamento degli alloggi di edilizia sociale, nonché di disagi abitativi di carattere sociale e di riduzione della morosità, si ricorre a:
a) programmi di mobilità dell’utenza predisposti dall’ente gestor
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1. Il richiedente utilmente collocato in graduatoria è escluso dalla stessa se:
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Art. 16. (Annullamento dell’assegnazione)
1. L’annullamento dell’assegnazione è disposto se l’assegnatario:
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1. L’assegnatario decade dal titolo a mantenere l’alloggio condotto in locazione se, successivamente alla stipula della convenzione di locazione:
a) non occupa l’alloggio entro sessanta giorni dalla stipula della convenzione, salva la dimostrazione di un legittimo impedimento;
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Art. 18. (Rescissione della convenzione ed altri adempimenti dell’ente gestore)
1. La convenzione di locazione è rescissa se l’assegnatario:
a) cede, in tutto o in parte, l’alloggio a terzi o ne muta la destinazione d’uso;
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1. Il canone di locazione degli alloggi di edilizia sociale è diretto a compensare i costi generali, di amministrazione, manutenzione ordinaria e fiscali sostenuti per la gestione degli immobili, nonché a consentire il recupero di una parte delle risorse impiegate per la realizzazione degli stessi, da destinare a fini di reinvestimento.
2. Per ciascun alloggio è definito un canone base dato dal prodotto della superficie utile per il valore base. Il valore base è dato dal prodotto del costo base di costruzione per le variabili oggettive previste con il regolamento dei canoni di locazione, che il Consiglio regionale approva entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
3. Il costo base di costruzione è stabilito dalla Giunta regionale, second
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1. Permane nell’ambito regionale il fondo sociale per la corresponsione di contributi agli assegnatari che non sono in grado di provvedere al pagamento del canone di locazione e dei servizi accessori.
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Art. 21. (Riserva di alloggi per l’accompagnamento sociale, la custodia sociale e la mediazione dei conflitti)
1. Al fine di favorire processi di inclusione e coesione sociale, ridurre i rischi di conflitto tra inquilini, tutelare le persone non autosufficienti, contribuire a preservare il valore degli immobili e la loro funzionalità è prevista, previa regolamentazione da parte della Giunta regionale, una riserva di alloggi di edilizia sociale.
2. Le att
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1. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente e sentite le org
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1. Gli interventi di autorecupero degli alloggi da parte degli assegnatari sono finalizzati ad incentivare la partecipazione diretta degli inquilini alla gestione e al mantenimento in efficienza del patrimonio di edilizia sociale, nonché al miglioramento della qualità dell’abitare.
2. Gli enti proprietari o gestori predispongono l'elenco degli alloggi non assegnabili per carenza di manutenzione, individuano per ciascun alloggio gli interventi indispensabili per renderlo prontamente disponibile per l’assegnazione, stimano i relativi costi e i tempi di esecuzione delle opere.
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1. Gli enti gestori possono continuare od assumere l’amministrazione degli stabili ceduti integralmente o in qualsivoglia quota di propriet
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1. È consentita, previa autorizzazione dell’ente gestore, l’ospitalità presso gli alloggi di edilizia sociale di persone non facenti parte del nucleo richiedente.
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1. I comuni possono disporre, entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, la regolarizzazione del rapporto locativo nei confronti di coloro che, originariamente destinatari di re
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1. I procedimenti di decadenza in essere al momento dell’entrata in vigore della presente legge sono sospesi sino all’adozione dei regolamenti attuativi della medesima.
2. La sospensione di cui al comma 1 non si applica ai procedimenti di decadenza conseguenti a:
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1. Le Agenzie territoriali per la casa (ATC) vengono riordinate, anche in attuazione del disposto di cui all'articolo 19 della legge regionale 7 maggio 2013, n. 8 (Legge finanziaria per l'anno 2013), secondo principi e criteri di economicità, efficacia e omogeneità e con l'obiettivo di conse
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1. Le ATC, anche al di fuori dell’ambito territoriale di riferimento di cui all’articolo 28, comma 2, amministrano e gestiscono il proprio patrimonio e quello ad esse affidato da enti pubblici e da soggetti privati della Regione, nonché, previa comunicazione alla Giunta regionale, da enti pubblici o soggetti privati di altre Regioni.
2. Le ATC attuano inoltre interventi finalizzati all’incremento, al recupero ed alla conservazione del patrimonio di edilizia sociale e dei relativi servizi, an
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1. Sono organi delle ATC il presidente, il consiglio di amministrazione e il revisore legale.
2. Gli organi di cui al comma 1 durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio regionale e per la nomina sono soggetti alla normativa regionale vigente in materia.
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Art. 32. (Direttore generale)
1. All'interno della dotazione organica delle ATC è prevista una direzione generale. La responsabilità della direzione generale è affidata a un direttore generale.
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1. I presidenti e vicepresidenti delle ATC, che siano lavoratori dipendenti, possono essere collocati a richiesta in aspettativa non retribuita per il periodo di esp
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1. Il trattamento economico del presidente, del vicepresidente, del direttore general
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1. L’ordinamento delle strutture operative delle ATC è informato ai principi generali della normativa statale e regionale in materia di organizzazione degli uffici.
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1. Entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, le ATC approvano il bilancio di previsione finanziario.
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1. Se il conto consuntivo finanziario presenta un disavanzo di gestione, il consiglio
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1. La Giunta regionale esercita le funzioni di promozione, coordinamento ed i poteri di vigilanza e controllo sugli enti attuatori e gestori di edilizia sociale. A tal fine promuove iniziative di indirizzo e di impulso nei confronti degli enti, finalizzate al conseguimento degli obiettivi individuati dalla Regione in attuazione delle leggi e dello Statuto.
2. La Giunta regionale esercita il controllo sulla g
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1. I programmi di intervento di edilizia sociale attuati dai comuni e dalle ATC sono sottoposti a verifiche da parte dei rispettivi uffici tecnici, che provvedono a svolgere l’istruttoria preliminare contenente parere finale su:
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Art. 40. (Controllo sull’attuazione dei programmi costruttivi)
1. Compete alla Giunta regionale il controllo sull’attuazione dei programmi costruttivi finanziati. A tal fine sono
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1. Se le ATC non adottano atti o provvedimenti obbligatori per legge o, comunque, pro
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1. In caso di accertate violazioni di legge, di statuti, di regolamenti, nonché di gravi irregolarità nella gestione, la Giunta regionale, previa informazione alla competente commissione consili
41652 5478512
1. Per gli organi di amministrazione ed il personale delle ATC si osservano le dispos
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1. Presso ciascuna ATC è costituita una commissione utenza, al fine di garantire la rappresentanza degli interessi e dei diritti degli assegnatari.
2. La commissione utenza dura in carica per lo stesso periodo del consiglio di amministrazione ed è costitu
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1. La Giunta regionale formula, su proposta degli enti proprietari, un piano di vendita finalizzato a rendere alienabili gli alloggi di edilizia sociale di cui all’articolo 2, commi 1 e 2.
2. Gli enti proprietari, d’intes
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1. La Giunta regionale dà mandato alle ATC di utilizzare fino al 20 per cento dei fondi trasferiti per la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia sociale con la formula de
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Art. 47. (Requisiti per l’acquisto)
1. Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di edilizia sociale i legittimi titolari da almeno cinque anni di una convenzione di locazione e gli altri componenti del nucleo richiedente, purché in regola con il pagamen
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1. Il prezzo di vendita di ciascun alloggio è costituito dal valore che risulta applicando un moltiplicatore pari a centocinquanta alla sua rendita catastale rivalutata.
2. Al prezzo determinato ai sensi del comma 1 si applica la riduzione dell’1
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1. La proprietà degli alloggi acquistati ai sensi della presente legge non può essere trasferita per un periodo di dieci anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto e comunque fino a quando non ne sia stato pagato inte
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1. Sono soggette ad alienazione anche le unità immobiliari ad uso non abitativo comprese in edifici destinati ad edilizia sociale.
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1. I rientri derivanti dall'alienazione degli alloggi di edilizia sociale e dall'estinzione dei diritti di prelazione di cui all'articolo 49, comma 3, nonché una quota pari al 50 per cento dei rientri dell'alienazione delle unità immobiliari ad uso non abitativo operate ai sensi dell'articolo 50, rimangono nella disponibilità degli enti proprietari, sono contabilizzati da parte delle ATC competenti per territorio nella gestione speciale e sono vincolati alla rea
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1. È data facoltà agli enti proprietari, fino alla formulazione di proposta di vendita ai sensi della present
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1. In caso di comprovata impossibilità di addivenire all’assegnazione degli alloggi, gli enti proprietari possono procedere, previa autorizzazione della Giunta regionale, alla loro
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1. L’entrata in vigore delle disposizioni di cui al capo II, limitatamente alle parti per le quali è prevista l’adozione di regolamenti attuativi, decorre dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione dei regolamenti medesimi.
2. Fino all’entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 2, comma 5, sono fatte salve le autorizzazioni all’esclusione dall’ambito di applicazione della disciplina inerente all’edilizia sociale concesse ai sensi
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Art. 54-bis (Ulteriore norma transitoria)
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1. Gli enti proprietari e gestori di patrimonio di edilizia sociale, nonché gl
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1. La Giunta regionale rende conto al Consiglio delle modalità di attuazione della presente legge e dei risultati ottenuti in termini di risposta al fabbisogno abitativo per le fasce di popolazione a basso reddito e di gestione del patrimonio di edilizia sociale.
2. A tal fine la Giunta regionale, trascorsi due anni dall’entrata in vigore della presente legge e con periodicità biennale, presenta alla Commissione consiliare competente una relazione che contenga risposte documentate ai seguenti quesiti:
41652 5478529
41652 5478530
1. Agli oneri derivanti dall’applicazione degli articoli 20 e 56, stimati per i
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a) legge regionale 26 aprile 1993, n. 11 (Nuovo ordinamento degli Enti operanti nel settore dell’edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Abrogazione legge regionale 16 dicembre 1987, n. 65);
b) legge regionale 15 aprile 1994, n. 8 (Modific
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Allegato A. Ambiti territoriali (art. 5)
Castiglione Torinese, Cinzano, Gassino Torinese, Rivalba, San Mauro Torinese, San Raffaele Cimena, Sciolze.
Albugnano, Andezeno, Arignano, Baldissero Torinese, Berzano di San Pietro, Buttigliera d’Asti, Cambiano, Castelnuovo Don Bosco, Cerreto d’Asti, Chieri, Isolabella, Marentino, Mombello di Torino, Moncucco Torinese, Montaldo Torinese, Moriondo Torinese, Passerano Marmorito, Pavarolo, Pecetto Torinese, Pino d’Asti, Pino Torinese, Poirino, Pralormo, Riva Presso Chieri, Santena.
Carignano, Carmagnola, Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese, Villastellone.
Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino, Volvera.
Coazze, Giaveno, Reano, Sangano, Trana, Valgioie.
Almese, Avigliana, Bardonecchia, Borgone di Susa, Bruzolo, Bussoleno, Buttigliera Alta, Caprie, Caselette, Cesana Torinese, Chianocco, Chiomonte, Chiusa di San Michele, Claviere, Condove, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Moncenisio, Novalesa, Oulx, Rubiana, Salbertrand, Sant’Ambrogio di Torino, Sant’Antonino di Susa, San Didero, San Giorio di Susa, Sauze d’Oulx, Sauze di Cesana, Sestriere, Susa, Vaie, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo.
Alpette, Bosconero, Busano, Canischio, Ceresole Reale, Ciconio, Cuorgnè, Favria, Feletto, Forno Canavese, Frassinetto, Ingria, Locana, Lusigliè, Noasca, Oglianico, Ozegna, Pertusio, Pont Canavese, Prascorsano, Pratiglione, Ribordone, Rivara, Rivarolo Canavese, Rivarossa, Ronco Canavese, Salassa, San Colombano Belmonte, San Ponso, Sparone, Valperga, Valprato Soana.
Ambito territoriale n. 17 - Comuni

References: Articolo 3
 articolo 11

Articolo 3
 articolo 5
 articolo 12
 articolo 19
 articolo 22
 articolo 23
 articolo 51
 articolo 54

art. 1

Art. 3

Art. 5

Art. 11

Art. 13

Art. 16

Art. 18

Art. 21

Art. 32

Art. 40

Art. 47

Art. 54