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Timestamp: 2015-03-04 19:03:29+00:00

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Legge 6 Agosto 2008, n.133
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Legge 6 agosto 2008, n. 133"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196 Legge di conversione Art. 1.1. ll decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppoeconomico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblicae la perequazione tributaria, e` convertito in legge con le modificazioni riportate inallegato alla presente legge.2. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisied i rapporti giuridici sorti sulla base delle norme del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, modificate o non convertite in legge.3. Il termine di cui allarticolo 1, comma 5, della legge 18 aprile 2005, n. 62, perlesercizio della delega integrativa e correttiva del decreto legislativo di attuazione delladirettiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto alricongiungimento familiare, nonche del decreto legislativo di attuazione della direttiva2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa aldiritto dei cittadini dellUnione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornareliberamente nel territorio degli Stati membri, e` prorogato di tre mesi.4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazionenella Gazzetta Ufficiale. Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione 2.
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi Titolo I FINALITà E AMBITO DI INTERVENTO Art. 1. Finalità e ambito di intervento1. Le disposizioni del presente decreto comprendono le misure necessarie e urgenti perattuare, a decorrere dalla seconda metà dellesercizio finanziario in corso, un interventoorganico diretto a conseguire, unitamente agli altri provvedimenti indicati nelDocumento di programmazione economico-finanziaria per il 2009: a) un obiettivo di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche che risulti parial 2,5 per cento del PIL nel 2008 e, conseguentemente, al 2 per cento nel 2009, all1 percento nel 2010 e allo 0,1 per cento nel 2011 nonche a mantenere il rapporto tra debitopubblico e PIL entro valori non superiori al 103,9 per cento nel 2008, al 102,7 per centonel 2009, al 100,4 per cento nel 2010 ed al 97,2 per cento nel 2011; b) la crescita del tasso di incremento del PIL rispetto agli andamenti tendenziali perlesercizio in corso e per il successivo triennio attraverso limmediato avvio di maggioriinvestimenti in materia di innovazione e ricerca, sviluppo dellattività imprenditoriale,efficientamento e diversificazione delle fonti di energia, potenziamento dellattività dellapubblica amministrazione e rilancio delle privatizzazioni, edilizia residenziale e sviluppodelle città nonche attraverso interventi volti a garantire condizioni di competitività per lasemplificazione e laccelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionaliincidenti sul potere di acquisto delle famiglie e sul costo della vita e concernenti leattività di impresa nonche per la semplificazione dei rapporti di lavoro tali dadeterminare effetti positivi in termini di crescita economica e sociale.1-bis. In via sperimentale, la legge finanziaria per lanno 2009 contiene esclusivamentedisposizioni strettamente attinenti al suo contenuto tipico con lesclusione di disposizionifinalizzate direttamente al sostegno o al rilancio delleconomia nonche di carattereordinamentale, microsettoriale e localistico. Titolo II SVILUPPO ECONOMICO, SEMPLIFICAZIONE E COMPETITIVITà Capo I Innovazione Art. 2. Banda larga 3.
1. Gli interventi di installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibraottica sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività.2. Loperatore della comunicazione ha facoltà di utilizzare per la posa della fibra neicavidotti, senza oneri, le infrastrutture civili già esistenti di proprietà a qualsiasi titolopubblica o comunque in titolarità di concessionari pubblici. Qualora dallesecuzionedellopera possa derivare un pregiudizio alle infrastrutture civili esistenti le parti, senzache ciò possa cagionare ritardo alcuno allesecuzione dei lavori, concordano un equoindennizzo, che, in caso di dissenso, e determinato dal giudice.3. Nei casi di cui al comma 2 resta salvo il potere regolamentare riconosciuto, in materiadi coubicazione e condivisione di infrastrutture, allAutorità per le garanzie nellecomunicazioni dallarticolo 89,comma 1, del codice delle comunicazioni elettroniche, dicui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259. AllAutorità per le garanzie nellecomunicazioni compete altresì lemanazione del regolamento in materia di installazionedelle reti dorsali.4. Loperatore della comunicazione, almeno trenta giorni prima delleffettivo inizio deilavori, presenta allo sportello unico dellAmministrazione territoriale competente ladenuncia, accompagnata da una dettagliata relazione e dagli elaborati progettuali, cheasseveri la conformità delle opere da realizzare alla normativa vigente. Con il medesimoatto, trasmesso anche al gestore interessato, indica le infrastrutture civili esistenti di cuiintenda avvalersi ai sensi del comma 2 per la posa della fibra.5. Le infrastrutture destinate allinstallazione di reti e impianti di comunicazioneelettronica in fibra ottica sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazioneprimaria di cui allarticolo 16, comma 7, del testo unico di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.6. La denuncia di inizio attività e sottoposta al termine massimo di efficacia di tre anni.Linteressato e comunque tenuto a comunicare allo sportello unico la data di ultimazionedei lavori.7. Qualora limmobile interessato dallintervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutelacompete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale, il termine ditrenta giorni antecedente linizio dei lavori decorre dal rilascio del relativo atto diassenso. Ove tale atto non sia favorevole, la denuncia e priva di effetti.8. Qualora limmobile oggetto dellintervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutelanon compete allamministrazione comunale, ove il parere favorevole del soggettopreposto alla tutela non sia stato allegato alla denuncia il competente ufficio comunaleconvoca una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis 14-ter 14-quater dellalegge 7 agosto 1990, n. 241. Il termine di trenta giorni di cui al comma 4decorredallesito della conferenza. In caso di esito non favorevole, la denuncia e priva di effetti. 4.
9. La sussistenza del titolo e provata con la copia della denuncia di inizio attività da cuirisulti la data di ricevimento della denuncia, lelenco di quanto presentato a corredo delprogetto nonche gli atti di assenso eventualmente necessari.10. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, ove entro il termineindicato al comma 4 sia riscontrata lassenza di una o più delle condizioni legittimanti,ovvero qualora esistano specifici motivi ostativi di sicurezza, incolumità pubblica osalute, notifica allinteressato lordine motivato di non effettuare il previsto intervento,contestualmente indicando le modifiche che si rendono necessarie per conseguirelassenso dellAmministrazione. E comunque salva la facoltà di ripresentare la denunciadi inizio attività, con le modifiche e le integrazioni necessarie per renderla conforme allanormativa vigente.11. Loperatore della comunicazione decorso il termine di cui al comma 4 e nel rispettodei commi che precedono dà comunicazione dellinizio dellattività al Comune.12. Ultimato lintervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato dicollaudo finale che va presentato allo sportello unico, con il quale si attesta la conformitàdellopera al progetto presentato con la denuncia di inizio attività.13. Per gli aspetti non regolati dal presente articolo si applica larticolo 23 del decreto delPresidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonche il regime sanzionatorioprevisto dal medesimo decreto. Possono applicarsi, ove ritenute più favorevoli dalrichiedente, le disposizioni di cui allarticolo 45.14. Salve le disposizioni di cui agli articoli 90 e 91 del decreto legislativo 1° agosto2003, n. 259, i soggetti pubblici non possono opporsi alla installazione nella loroproprietà di reti e impianti interrati di comunicazione elettronica in fibra ottica, adeccezione del caso che si tratti di beni facenti parte del patrimonio indisponibile delloStato, delle province e dei comuni e che tale attività possa arrecare concreta turbativa alpubblico servizio. Loccupazione e lutilizzo del suolo pubblico per i fini di cui allapresente norma non necessitano di autonomo titolo abilitativo.15. Gli articoli 90 e 91 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 si applicano anchealle opere occorrenti per la realizzazione degli impianti di comunicazione elettronica infibra ottica su immobili di proprietà privata, senza la necessità di alcuna preventivarichiesta di utenza. Art. 3. Start up1. Dopo il comma 6 dellarticolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti iseguenti commi: «6-bis. Le plusvalenze di cui alle lettere c) e c-bis) del comma 1, dellarticolo 67derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale in società di cui allarticolo 5, 5.
escluse le società semplici e gli enti ad esse equiparati, e allarticolo 73, comma 1,lettera a) , costituite da non più di sette anni, possedute da almeno tre anni, ovvero dallacessione degli strumenti finanziari e dei contratti indicati nelle disposizioni di cui allelettere c) e c-bis) relativi alle medesime società, rispettivamente posseduti e stipulati daalmeno tre anni, non concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esentiqualora e nella misura in cui, entro due anni dal loro conseguimento, siano reinvestite insocietà di cui allarticolo 5 e allarticolo 73, comma 1, lettera a) , che svolgono lamedesima attività, mediante la sottoscrizione del capitale sociale o lacquisto dipartecipazioni al capitale delle medesime, sempreche si tratti di società costituite da nonpiù di tre anni. 6-ter Limporto dellesenzione prevista dal comma 6-bis non può in ogni caso eccedereil quintuplo del costo sostenuto dalla società le cui partecipazioni sono oggetto dicessione, nei cinque anni anteriori alla cessione, per lacquisizione o la realizzazione dibeni materiali ammortizzabili, diversi dagli immobili, e di beni immaterialiammortizzabili, nonche per spese di ricerca e sviluppo.». Art. 4. Strumenti innovativi di investimento1. Per lo sviluppo di programmi di investimento destinati alla realizzazione di iniziativeproduttive con elevato contenuto di innovazione, anche consentendo il coinvolgimentodegli apporti dei soggetti pubblici e privati operanti nel territorio di riferimento, e allavalorizzazione delle risorse finanziarie destinate allo scopo, anche derivanti dacofinanziamenti europei ed internazionali, possono essere costituiti appositi fondi diinvestimento con la partecipazione di investitori pubblici e privati, articolati in unsistema integrato tra fondi di livello nazionale e rete di fondi locali. Con decretoMinistro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delleconomia e dellefinanze, sono disciplinate le modalità di costituzione e funzionamento dei fondi, diapporto agli stessi e le ulteriori disposizioni di attuazione.1-bis. Per le finalità di cui al comma 1, con decreto di natura non regolamentare delMinistro delleconomia e delle finanze la gestione separata della Cassa depositi eprestiti S.p.A. può essere autorizzata, senza oneri aggiuntivi a carico della finanzapubblica, ad istituire un apposito fondo, attraverso cui partecipare, sulla base di unadeguato sistema di verifica della sostenibilità economico-finanziaria delle iniziative,nonche di garanzie prestate dagli stessi soggetti beneficiari diversi dalla pubblicaamministrazione, tale da escludere la garanzia dello Stato sulle iniziative medesime,anche in via sussidiaria, e di intese da stipularsi con le amministrazioni locali, regionalie centrali per limplementazione dei programmi settoriali di rispettiva competenza, afondi per lo sviluppo, compresi quelli di cui allarticolo 44 del regolamento (CE) n.1083/2006 del Consiglio, dell11 luglio 2006, sui fondi strutturali, e quelli in cui puòintervenire il Fondo europeo per gli investimenti.2. Dalle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri acarico della finanza pubblica, sono escluse garanzie a carico delle AmministrazioniPubbliche sulle operazioni attivabili ai sensi del comma 1. 6.
Sezione 5 Assistenza tecnica Capo II Impresa Art. 5. Sorveglianza dei prezzi1. I commi 198 e 199 dellarticolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono sostituitidai seguenti: «198. E istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Garante per lasorveglianza dei prezzi che svolge la funzione di sovrintendere alla tenuta edelaborazione dei dati e delle informazioni segnalate agli "uffici prezzi" delle camere dicommercio, industria, artigianato e agricoltura di cui al comma 196. Esso verifica lesegnalazioni delle associazioni dei consumatori riconosciute, analizza le ulteriorisegnalazioni ritenute meritevoli di approfondimento e decide, se necessario, di avviareindagini conoscitive finalizzate a verificare landamento dei prezzi di determinatiprodotti e servizi. I risultati dellattività svolta sono messi a disposizione, su richiesta,dellAutorità garante della concorrenza e del mercato. 199. Per lesercizio delle proprie attività il Garante di cui al comma 198 si avvale deidati rilevati dallISTAT, della collaborazione dei Ministeri competenti per materia,dellIsmea, dellUnioncamere, delle Camere di commercio, industria, artigianato eagricoltura , nonche del supporto operativo della Guardia di finanza per lo svolgimentodi indagini conoscitive. Il Garante può convocare le imprese e le associazioni dicategoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e dei servizi di largoconsumo corrispondenti al corretto e normale andamento del mercato. Lattività delGarante viene resa nota al pubblico attraverso il sito dellOsservatorio dei prezzi delMinistero dello sviluppo economico. Nel sito sono altresì tempestivamente pubblicati edaggiornati quadri di confronto, elaborati a livello provinciale, dei prezzi dei principalibeni di consumo e durevoli, con particolare riguardo ai prodotti alimentari edenergetici, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».2. Ai commi 200 e 201 dellarticolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole «dicui al comma 199», sono sostituite dalle seguenti «di cui al comma 198». Art. 6. Sostegno allinternazionalizzazione delle imprese1. Le iniziative delle imprese italiane dirette alla loro promozione, sviluppo econsolidamento sui mercati diversi da quelli dellUnione Europea possono fruire diagevolazioni finanziarie esclusivamente nei limiti ed alle condizioni previsti dalRegolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione Europea del 15 dicembre 2006,relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis). 7.
2. Le iniziative ammesse ai benefici sono: a) la realizzazione di programmi aventi caratteristiche di investimento finalizzati allancio ed alla diffusione di nuovi prodotti e servizi ovvero allacquisizione di nuovimercati per prodotti e servizi già esistenti, attraverso lapertura di strutture volte adassicurare in prospettiva la presenza stabile nei mercati di riferimento; b) studi di prefattibilità e di fattibilità collegati ad investimenti italiani allestero,nonche programmi di assistenza tecnica collegati ai suddetti investimenti; c) altri interventi prioritari individuati e definiti dal Comitato interministeriale per laprogrammazione economica.3. Con una o più delibere del Comitato interministeriale per la programmazioneeconomica, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con ilMinistro delleconomia e delle finanze e con il Ministro degli affari esteri, da adottareentro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sonodeterminati i termini, le modalità e le condizioni degli interventi, le attività e gli obblighidel gestore, le funzioni di controllo, nonche la composizione e i compiti del Comitatoper lamministrazione del fondo di cui al comma 4. Sino alloperatività delle delibererestano in vigore i criteri e le procedure attualmente vigenti.4. Per le finalità dei commi precedenti sono utilizzate le disponibilità del Fondo rotativodi cui allarticolo 2, comma 1, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, conmodificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394 con le stesse modalità di utilizzo dellerisorse del Fondo rotativo. Entro il 30 giugno di ciascun anno, il Comitatointerministeriale per la programmazione economica delibera il piano previsionale deifabbisogni finanziari del fondo. Le ulteriori assegnazioni di risorse sono stabilite in viaordinaria dalla legge finanziaria ovvero in via straordinaria da apposite leggi difinanziamento.5. E abrogato il decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni,dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, ad eccezione dei commi 1 e 4 dellarticolo 2 e degliarticoli 10, 11, 20, 22 e 24. Einoltre abrogata la legge 20 ottobre 1990, n. 304 adeccezione degli articoli 4 e 6, e sono abrogati, altresì, i commi 5, 6, 6-bis 7 e 8,dellarticolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143.6. I riferimenti alle norme abrogate ai sensi del presente articolo contenuti nel comma 1,dellarticolo 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, devono intendersi sostituitidal riferimento al presente articolo. Art. 6-bis. Distretti produttivi e reti di imprese1. Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di reteche ne rafforzino le misure organizzative, lintegrazione per filiera, lo scambio e ladiffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme dicollaborazione tra realtà produttive anche appartenenti a regioni diverse, con decretodel Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro delleconomia e delle 8.
finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le caratteristiche ele modalità di individuazione delle reti delle imprese e delle catene di fornitura.2. Alle reti, di livello nazionale, delle imprese e alle catene di fornitura, quali libereaggregazioni di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politicheindustriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali, siapplicano le disposizioni concernenti i distretti produttivi previste dallarticolo 1, commi366 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come da ultimo modificati dalpresente articolo, ad eccezione delle norme inerenti i tributi dovuti agli enti locali.3. Allarticolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al comma 366, primo periodo, dopo le parole: «Ministro per linnovazione e letecnologie,» sono inserite le seguenti: «previa intesa con la Conferenza permanente peri rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e sentitele regioni interessate,»; b) al comma 368, lettera a) i numeri da 1) a 15) sono sostituiti dai seguenti: «1) al fine della razionalizzazione e della riduzione degli oneri legati alle risorseumane e finanziarie conseguenti alleffettuazione degli adempimenti in materia diimposta sul valore aggiunto, con regolamento da emanare ai sensi dellarticolo 17,comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro delleconomia edelle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e sentite le regioni interessate,sono disciplinate, per le imprese appartenenti ai distretti di cui al comma 366, appositesemplificazioni contabili e procedurali, nel rispetto della disciplina comunitaria, e inparticolare della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, esuccessive modificazioni; 2) rimane ferma la facoltà per le regioni e gli enti locali, secondo i propriordinamenti, di stabilire procedure amministrative semplificate per lapplicazione ditributi propri.»; c) al comma 368, lettera b) numero 1), ultimo periodo, dopo le parole: «Ministro perla funzione pubblica,» sono inserite le seguenti: «previa intesa con la Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano, e sentite le regioni interessate,»; d) al comma 368, lettera b) numero 2), ultimo periodo, dopo le parole: «Ministrodelleconomia e delle finanze» sono inserite le seguenti: «, previa intesa con laConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome diTrento e Bolzano, e sentite le regioni interessate,»; e) il comma 370 e abrogato.4. Al comma 3 dellarticolo 23 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, comemodificato dallarticolo 1, comma 370, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le parole:«anche avvalendosi delle strutture tecnico-organizzative dei consorzi di sviluppoindustriale di cui allarticolo 36, comma 4, della legge 5 ottobre 1991, n. 317» sonosoppresse. 9.
5. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri acarico della finanza pubblica. Art. 6-ter. Banca del Mezzogiorno1. Al fine di assicurare la presenza nelle regioni meridionali dItalia di un istitutobancario in grado di sostenere lo sviluppo economico e di favorirne la crescita, ecostituita la società per azioni «Banca del Mezzogiorno».2. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze da adottare, nel rispetto delledisposizioni del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, entro centoventi giornidalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, enominato il comitato promotore, con oneri a carico delle risorse di cui al comma 4.3. Con il decreto di cui al comma 2 sono altresì disciplinati: a) i criteri per la redazione dello statuto, nel quale e previsto che la Banca abbianecessariamente sede in una regione del Mezzogiorno dItalia; b) le modalità di composizione dellazionariato della Banca, in maggioranza privato eaperto allazionariato popolare diffuso, e il riconoscimento della funzione di socifondatori allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni, alle camere di commercio,industria, artigianato e agricoltura e agli altri enti e organismi pubblici, aventi sedenelle regioni meridionali, che conferiscono una quota di capitale sociale; c) le modalità per provvedere, attraverso trasparenti offerte pubbliche,allacquisizione di marchi e di denominazioni, entro i limiti delle necessità operativedella Banca, di rami di azienda già appartenuti ai banchi meridionali e insulari; d) e modalità di accesso della Banca ai fondi e ai finanziamenti internazionali, conparticolare riferimento alle risorse prestate da organismi sopranazionali per lo sviluppodelle aree geografiche sottoutilizzate.4. E autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per lanno 2008 per lapporto al capitaledella Banca da parte dello Stato, quale soggetto fondatore. Entro cinque anni dalliniziodelloperatività della Banca tale importo e restituito allo Stato, il quale cede alla Bancastessa tutte le azioni ad esso intestate ad eccezione di una.5. Allonere di cui al comma 4 si provvede mediante corrispondente riduzione dellostanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale2008-2010, nellambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione«Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero delleconomia e dellefinanze per lanno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 2,5 milioni dieuro, laccantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali e, quanto a2,5 milioni di euro, laccantonamento relativo al Ministero della salute.6. Il Ministro delleconomia e delle finanze e autorizzato ad apportare, con propridecreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 10.
Art. 6-quater. Concentrazione strategica degli interventi del Fondo per le aree sottoutilizzate1. Al fine di rafforzare la concentrazione su interventi di rilevanza strategica nazionaledelle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui allarticolo 61 della legge 27dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, su indicazione dei Ministricompetenti sono revocate le relative assegnazioni operate dal Comitato interministerialeper la programmazione economica (CIPE) per il periodo 2000-2006 in favore diamministrazioni centrali con le delibere adottate fino al 31 dicembre 2006, nel limitedellammontare delle risorse che entro la data del 31 maggio 2008 non sono stateimpegnate o programmate nellambito di accordi di programma quadro sottoscrittientro la medesima data, con esclusione delle assegnazioni per progetti di ricerca, anchesanitaria. In ogni caso e fatta salva la ripartizione dell85% delle risorse alle regionidel Mezzogiorno e del restante 15% alle regioni del Centro-Nord.2. Le disposizioni di cui al comma 1, per le analoghe risorse ad esse assegnate,cos

References: Art. 1
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 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 6
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