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Rachele Turco
1 [ IUS SIT FORNITURA ENERGIA ELETTRICA PREAVVISO DISTACCO Art. 700 c.p.c., ante causam per ottenere un ordine di inibizione del depotenziamento o distacco della fornitura di energia elettrica Sussiste il fumus boni iuris per concedere la cautela nel caso di regolare pagamento delle fatture al creditore che appare legittimato a ricevere la prestazioni Sussiste il periculum in mora, in quanto il distacco o depotenziamento della fornitura di energia determinerebbe alla ricorrente (che svolge attività commerciale) un danno difficilmente colmabile con un risarcimento per equivalente [TRIBUNALE DI NOLA, Dott.ssa Caterina Costabile, ordinanza del 15 novembre 2010] Contratto fornitura energia elettrica regolari pagamenti a mezzo RID bancario - richiesta pagamento da altra società per la stessa utenza reclami - preavviso di distacco ricorso ex art.700 c.p.c. provvedimenti cautelari ante causam e novella del concessione della cautela con decreto inaudita altera parte comparizione delle parti - pagamento in favore di colui che appare legittimato a ricevere la prestazione (art c.c.) fumus boni iuris danno difficilmente colmabile con un risarcimento per equivalente - periculum in mora sussistenza - conferma provvedimento emesso inibizione di distacco di energia elettrica o depotenziamento liberalizzazione del mercato di energia cliente idoneo cliente vincolato diritto di recedere dal preesistente contratto di fornitura - passaggio graduale dal regime vincolato al mercato libero particolare regime di tutela servizio di maggior tutela servizio di salvaguardia TRIBUNALE DI NOLA II SEZIONE CIVILE Il G.D., dott.ssa Caterina Costabile, letti gli atti del proc. n.../2010 R.G., a scioglimento della riserva assunta all udienza dell 11/11/2010; OSSERVA QUANTO SEGUE. Meviax proponeva ricorso ex art. 700 c.p.c. ante causam volto ad ottenere nei confronti dell ENEL Servizio Elettrico s.p.a. un ordine di inibizione delle operazioni di riduzione della potenza e di distacco della fornitura di energia elettrica relativa al Bar, Ricevitoria, Ristorante e Rxxx... Meviax sito in Zzzz al C.so Xxx n. (numero cliente ) di cui è titolare. Con decreto emesso inaudita altera parte in data il G.D. concedeva la richiesta cautela fissando l udienza per la comparizione delle parti per il Si costituivano sia l ENEL Servizio Elettrico s.p.a. che l ENEL Energia s.p.a. che chiedevano la revoca della concessa cautela ed il rigetto del ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dalla Meviax. A) Va preliminarmente sottolineato che costituiva opinione consolidata il ritenere che, ove la domanda cautelare fosse proposta ante causam, il ricorso dovesse contenere anche la indicazione della domanda di merito, ossia, del diritto sostanziale a cautela del quale si chiedeva il rilascio della misura cautelare e del tipo e della specie di provvedimento che il ricorrente si apprestava a chiedere al giudice del merito. Ciò, si diceva, in ragione della intrinseca natura provvisoria e del nesso di strumentalità che necessariamente deve intercorrere tra il provvedimento cautelare ed il giudizio di merito, avvalorato dal previgente onere del ricorrente, che abbia ottenuto la cautela richiesta, di instaurare il successivo giudizio a cognizione piena nel perentorio termine di gg. 30 oppure in quello diverso, ma non superiore, fissato dal giudice cautelare, pena la sopravvenuta 1
2 inefficacia del provvedimento medesimo (artt. 669 octies commi 1 e 2, e 669 novies, comma 1, c.p.c.). Analogamente è a dirsi per la previsione ai sensi della quale l'estinzione del giudizio di merito successivamente al suo inizio comporta la sopravvenuta inefficacia del provvedimento cautelare (art. 669 novies comma 1 c.p.c.). Inoltre, sempre in virtù del rapporto di strumentalità che lega giudizio cautelare e fase di merito, si riteneva che l'individuazione del merito costituisse indicazione essenziale per permettere al giudice di valutare l'accoglibilità della domanda cautelare sia sotto il profilo del fumus boni iuris (e cioè della probabilità che proprio la domanda di merito trovi accoglimento) sia sotto il profilo del periculum in mora (e cioè della compromissione del diritto azionato nelle more del giudizio ordinario). Ancora, per ciò che riguarda i provvedimenti cautelari ante causam, si sottolineava come solo la determinazione della domanda di merito permettesse di individuare la competenza del giudice che deve essere adito nella fase cautelare ex art. 669 ter, comma 1, c.p.c. Sul punto va peraltro rimarcato che, se per un verso era pacifico che l'indicazione della domanda di merito fosse requisito indispensabile del ricorso cautelare, per altro verso mancava unità di vedute sul regime della invalidità conseguente all'omessa indicazione di tale domanda e sulla conseguente sanatoria. Le soluzioni prospettate in dottrina e giurisprudenza erano essenzialmente due: la giurisprudenza ed alcuni esponenti della dottrina erano dell'opinione che, una volta accertata l'omessa indicazione della domanda di merito, il giudice della cautela dovesse procedere alla immediata chiusura del procedimento, mediante dichiarazione di nullità del ricorso, mentre la dottrina assolutamente prevalente era invece propensa a ritenere la applicabilità in via analogica del meccanismo di sanatoria ex nunc delineato dal 5, 6 e 7 comma dell'art. 164 c.p.c. per vizi attinenti alla editio actionis dell'atto di citazione di guisa che in ipotesi di mancanza o assoluta incertezza della domanda di merito, il giudice dovesse ordinare alla parte ricorrente di rinnovare-integrare il ricorso con possibilità di chiudere in rito il procedimento solo in ipotesi di mancata rinnovazione integrazione entro il termine all'uopo stabilito. In questo contesto è intervenuto il legislatore della novella del 2005, da un lato, innalzando da 30 a 60 giorni il termine perentorio per l'instaurazione della causa di merito, e, dall'altro lato, restringendo l'ambito di applicazione di siffatta previsione. Difatti, il nuovo art. 669 novies comma 4 c.p.c. (in vigore dal 1 marzo 2006), sancisce l'inapplicabilità del meccanismo «perentorietà del termine/sopravvenuta inefficacia del provvedimento cautelare» ai provvedimenti di urgenza «emessi ai sensi dell'art. 700 e agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, previsti dal codice civile o da leggi speciali» (nonché ai provvedimenti emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno temuto). Conseguentemente, e coerentemente con il nuovo impianto, l'eventuale estinzione del giudizio di merito instaurato successivamente all'ottenimento di tali provvedimenti, non spiega alcun effetto invalidante su di essi (e ciò anche quando la domanda di cautela è stata avanzata in corso di causa ex art. 669 octies, comma 7, c.p.c.). Tutto ciò induce ad un ripensamento dell opinione secondo cui il ricorrente che adisce l'autorità giudiziaria al fine di ottenere un provvedimento che, ai sensi dell'art. 700 c.p.c., assicuri idonea e provvisoria cautela nelle more della tutela ordinaria, debba fornire nel ricorso introduttivo, a pena di inammissibilità, l'indicazione delle conclusioni del giudizio di merito, con specificazione sia del petitum (mediato ed immediato), sia della causa petendi. Del resto, già nel periodo anteriore alla riforma, si riteneva che non fosse necessario che il ricorrente, nella domanda cautelare proposta ante causam, precisasse analiticamente le conclusioni di merito, ma semplicemente che emergesse con chiarezza il diritto tutelando (che deve essere lo stesso anche in fase di merito) e il tipo di tutela che, di quel diritto, sarebbe stata domandata nel giudizio di merito. In ogni caso, è da ritenere che la ricorrente abbia descritto appropriatamente la posizione di diritto sostanziale cautelando, ovvero le ragioni di fatto e gli elementi di diritto costitutivi dell assunto fumus boni iuris: la Meviax chiarisce difatti di voler iniziare un giudizio di merito onde ottenere l accertamento della inesistenza del debito per adempimento nei confronti del creditore apparente ex art c.c. salvo il risarcimento del danno e, in via subordinata, la condanna alle restituzioni da parte di Enel Energia (cfr. pag. 11 ricorso). B) Giova a questo punto inquadrare in punto di diritto la tematica della liberalizzazione del mercato dell energia elettrica. 2
3 La liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica si è realizzata in Rxxx... per effetto del decreto legislativo del 16 marzo 1999 n. 79 (cd. decreto Bersani), che ha recepito la Direttiva n. 96/92/CE del 19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica. Tale decreto ha stabilito che sono completamente libere le attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, mentre le attività di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato, che le attribuisce in concessione al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN). L'attività di distribuzione viene svolta da imprese che operano sulla base di concessioni rilasciate dallo Stato. L'attività di vendita dell'energia elettrica è invece esercitata dai cosiddetti clienti grossisti, che acquistano e vendono energia elettrica senza esercitare attività di produzione, trasmissione e distribuzione. Il decreto Bersani individuava inoltre la figura del cliente idoneo definendolo come la persona fisica o giuridica che ha la capacità, di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista sia in Rxxx... sia all'estero, in riferimento a soglie di consumo, inizialmente fissate in 30 GWh/anno, poi ridotte a 20 (dal 1º gennaio 2000), e a 9 (dal 1º gennaio 2002). I clienti vincolati erano, viceversa, coloro che presentavano consumi di energia elettrica al di sotto delle predette soglie, in particolare, nella categoria venivano automaticamente ricompresi gli utenti domestici. Successivamente, con la Direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003 è stato previsto che, a partire dall'1 luglio 2007, dovevano essere considerati idonei al mercato libero tutti i clienti finali di energia elettrica, col conseguente venir meno, negli ordinamenti nazionali di ciascun Stato membro, della fattispecie "cliente vincolato". Il nostro legislatore, con l'art. 1 del decreto-legge 18 giugno 2007 n. 73, convertito con legge 3 agosto 2007 n. 125, ha così previsto che dal 1 luglio 2007 i clienti finali domestici hanno diritto di recedere dal preesistente contratto di fornitura di energia elettrica come clienti vincolati, secondo modalità stabilite dall'autorità per l'energia elettrica e il gas, e di scegliere un fornitore diverso dal proprio distributore, stabilendo altresì che, in mancanza di tale scelta, l'erogazione del servizio per i clienti finali domestici non riforniti di energia elettrica sul mercato libero deve essere garantita dall'impresa di distribuzione. Per facilitare un passaggio graduale dal regime vincolato al mercato libero, nonché per assicurare la continuità delle forniture ai clienti industriali, è stata previsto un particolare regime di tutela per i clienti che non abbiano scelto un fornitore sul mercato libero, articolato attraverso due servizi: - servizio di maggior tutela, destinato ai clienti domestici e alle imprese connesse in bassa tensione, aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro; - servizio di salvaguardia, destinato ai clienti finali non domestici, che abbiano autocertificato di non essere piccole imprese sottoposte al medesimo regime dei clienti domestici, che siano senza fornitore di energia elettrica o che non abbiano scelto il proprio fornitore. In attuazione del decreto-legge 18 giugno 2007 n. 73, che ha altresì disposto la separazione societaria tra l attività di distribuzione e quella di vendita ai cd. clienti ex-vincolati, è stata creata la società Enel Servizio Elettrico s.p.a. operante nella vendita di energia elettrica al dettaglio ai clienti inseriti nel regime di maggior tutela. In materia è poi intervenuta l Autorità per l'energia elettrica e il gas disciplinando con la delibera n. 156/07 l'erogazione dei servizi di vendita dell'energia elettrica di maggior tutela e di salvaguardia ai clienti finali. In particolare, l allegato A di tale delibera si occupa di far fronte all'esigenza di evitare soluzioni di continuità delle forniture nei diversi segmenti di mercato al dettaglio nei casi di passaggio dal mercato di maggior tutela a quello libero o di rientro da quest ultimo verso il primo: trattandosi, infatti, di un servizio cd. essenziale si è resa necessaria la predisposizione di una disciplina volta ad evitare possibili interruzioni della fornitura causate dal cambio di gestore. Proprio in tale ottica, l art. 4 al punto 3 dispone che Nel caso in cui un cliente finale si trovi senza un venditore sul mercato libero e, di conseguenza, senza un contratto di trasporto e un contratto di dispacciamento in vigore con riferimento a uno o più punti di prelievo nella propria titolarità, l impresa distributrice provvede. a darne tempestiva comunicazione, attraverso un canale di posta elettronica certificata o attraverso un canale di comunicazione che fornisca alla medesima impresa distributrice idonea documentazione elettronica 3
4 attestante l invio e l avvenuta consegna, rispettivamente all esercente la maggior tutela o la salvaguardia. Ancora, il punto 6 della medesima disposizione stabilisce che L esercente la maggior tutela comunica al cliente finale l avvenuta attivazione del servizio entro 3 giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 4.3 indicando che il cliente è servito nel servizio di maggior tutela, definito all articolo 1, comma 2 del decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73/07, a condizioni definite dall Autorità nel TIV. Al punto 7 si precisa altresì che L esercente la salvaguardia comunica al cliente finale l avvenuta attivazione del servizio entro 3 (tre) giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 4.3 indicando almeno: a) che il cliente è servito nel servizio di salvaguardia, alle condizioni definite nel contratto pubblicato sul sito internet del medesimo esercente, ai sensi dell articolo 5, comma 2 del decreto ministeriale 23 novembre 2007, specificando la data a partire dalla quale ha inizio la fornitura; b) che l esercente la salvaguardia, ai sensi dell articolo 1, comma 4, del decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73/07 convertito con legge 3 agosto 2007, n. 125, è stato selezionato attraverso apposite procedure concorsuali; c) le condizioni economiche relative al servizio di salvaguardia e le modalità di aggiornamento; d) l indirizzo internet e i recapiti telefonici del medesimo esercente la salvaguardia cui il cliente può rivolgersi per ottenere le necessarie informazioni. C) Venendo al fattispecie in esame, per chiarezza vanno in primis ricostruiti i termini salienti della vicenda: in data la ricorrente ha stipulato un contratto di fornitura elettrica denominato Giorni leggeri con ENEL Energia s.p.a. divenuto operante dal 1 aprile 2007; tale contratto prevedeva il pagamento delle fatture a mezzo RID bancario sul conto corrente bancario della Meviax; emerge dagli estratti di c./c. versati in atti che dal maggio 2007 al luglio 2010 Enel Energia s.p.a. ha regolarmente prelevato le somme fatturate; a partire dal luglio 2010 venivano avanzate richieste di pagamento in riferimento alla stessa utenza anche dalla Enel Servizio Elettrico s.p.a. per oltre ,00 euro; la ricorrente aveva presentato inutilmente numerosi reclami alla Enel Servizio Elettrico s.p.a. onde chiarire la situazione; in data l Enel Servizio Elettrico s.p.a. inviava un preavviso di distacco della fornitura a seguito del quale la ricorrente instaurava il presente giudizio. L Enel Servizio elettrico s.p.a. costituendosi ha dedotto che la fornitura oggetto di causa, seppur cessata il per il passaggio ad altro operatore del mercato libero (ovvero Enel Energia s.p.a.) sarebbe rientrata sul mercato di maggior tutela in data con decorrenza dal a seguito di recesso dal contratto attivo sul mercato libero, così come comunicatogli dal Vettoriamento della Campania (deputato alla segnalazione dei rientri sulla base della normativa vigente). La Enel Energia costituendosi ha negato nella propria comparsa di costituzione di aver mai ricevuto dalla Meviax richiesta di recesso dalla fornitura nelle forme contrattualmente previste asserendo, peraltro, di aver regolarmente continuato a fornire sino ad oggi energia elettrica alla cliente (cfr. pag. 4 e 5). Tuttavia risulta versata in atti, sia nella produzione di parte ricorrente sia in quella dell Enel Servizio Elettrico, una lettera datata inviata dall Enel Energia alla cliente ove si legge le confermiamo che, a seguito della stipula del contratto numero per la fornitura di energia elettrica, riportante la data del 09/10/2006, lo stesso è stato attivo con la nostra società dal 01/04/2007 al 30/11/2007. A seguito di tale cessazione, a causa del passaggio ad altro fornitore, sono cessati anche il mandato di trasporto e di connessione per cui la nostra società non è più titolata ad emettere fatture. Appare, dunque, assolutamente verosimile che il rientro automatico nel mercato di maggior tutela della ricorrente sia stato generato dal recesso unilaterale del gestore del mercato libero (Enel Energia). Non vi è, difatti, alcuna prova in atti di una eventuale richiesta di recesso da parte della ricorrente che del resto, in tale ipotesi, non avrebbe di certo continuato regolarmente a pagare le fatture inviatele dal gestore del mercato libero negli ultimi tre anni. In pratica, comunicato via web il recesso da parte del libero gestore all impresa distributrice di energia (ovvero Enel Distribuzione s.p.a.) la stessa ha poi provveduto, sempre via web, a darne comunicazione all impresa esercente la maggior tutela (ovvero Enel Servizio Elettrico s.p.a.) indicandole anche i dati necessari per l emissione della fattura e cioè la data e lettura cd. di divisione, il tutto come previsto dal summenzionato art. 4 dell allegato alla delibera n. 156/07 dell Autorità per l'energia elettrica e il gas. 4
5 In effetti, che attualmente sia l Enel Servizio Elettrico il gestore che realmente fornisce l energia elettrica all utenza della ricorrente è provato dalla circostanza stessa del minacciato distacco o depotenziamento della fornitura, attività questa che solo il reale fornitore potrebbe porre in essere. D) Ciò chiarito da un punto di vista fattuale, va rimarcato in punto di fumus boni iuris che l art c.c. dispone la liberazione del debitore che adempie in favore di colui che appaia legittimato a ricevere la prestazione altrui. Perché trovi effetto questo fenomeno di apparenza giuridica è necessario che ricorrano due condizioni: uno stato di fatto che non corrisponda al dato giuridico, ed il convincimento del terzo, viziato da errore scusabile, che la situazione fattuale corrisponda a quella di diritto. Sul piano probatorio, al fine di verificare il soggetto su cui incombe l'assolvimento dell'onere di cui all'art c.c., il debitore è tenuto a provare non solo di aver confidato senza sua colpa nella situazione apparente, ma anche che la sua erronea opinione, è maturata a seguito di un comportamento colposo del creditore che abbia fatto sorgere nel "solvens" in buona fede una ragionevole presunzione sulla rispondenza alla realtà dei poteri rappresentativi dell'"accipiens" (cfr. Cass. civ., sez. III, 27 ottobre 2005, n ; Cass. civ., sez. III, 7 maggio 1992, n. 5436). Ciò provato, spetta poi a chi contesti l'efficacia a proprio danno della situazione di apparenza giuridica, adempiere all'onere della prova contraria, dovendo il creditore dimostrare che l'opinione della controparte sulla corrispondenza tra situazione apparente e situazione reale era determinata da colpevole negligenza o imprudenza e dunque, secondo la regola presuntiva del comma 3 dell'art. 1147, c.c., la mala fede del debitore (cfr. Cass. civ., sez. lav., 3 ottobre 2007, n ; Cass. civ., sez. II, 3 aprile 1999, n. 3287; Cass. civ., sez. III, 24 gennaio 1985, n. 484). Nella fattispecie in esame emerge chiaramente che la Meviax ha confidato senza sua colpa in una situazione apparente: da un lato, infatti, non è stata fornita prova da parte dell Enel Servizio Elettrico s.p.a. della intervenuta comunicazione al cliente finale dell avvenuto rientro nel servizio di maggior tutela prevista dall art. 4 punto 6 dell allegato A della delibera dell Autorità per l'energia elettrica e il gas n. 156/07; dall altro vi è stato il comportamento dell Enel Energia s.p.a. che ha continuato negli ultimi tre anni ad inviare fatture e a prelevare le somme in esse indicate dal c./c. della ricorrente, in virtù del R.I.D. contrattualmente previsto, pur essendo cessata da parte sua la fornitura di energia elettrica. E noto difatti che le circostanze dalle quali desumere la scusabilità dell'erroneo pagamento vanno desunte in particolar modo dal comportamento sia dell'accipiens sia del vero creditore (cfr. da ultimo Cass. civ., sez. III, 30 ottobre 2008, n ). Evidente è, altresì, che la scusabilità dell errore in cui è incorsa la Meviax riguardi solo il passato, essendosi a seguito del presente giudizio palesata inequivocabilmente l identità del vero creditore delle spettanze dovute per la fornitura di energia elettrica attualmente ricevuta dalla ricorrente. E) Ciò detto quanto alla sufficienza del fumus boni iuris della domanda cautelare, deve evidenziarsi come nella fattispecie in esame sussista anche il requisito del periculum in mora. Com è noto, la tutela cautelare in via d'urgenza può essere ammessa per un diritto di credito quando essa sia volta a salvaguardare non il diritto di credito in quanto tale, bensì situazioni giuridiche soggettive non patrimoniali - di cui il ricorrente deve fornire la prova - a tale diritto indissolubilmente ed immediatamente correlate (come il diritto all'integrità fisica, alla salute o ad un'esistenza libera e dignitosa), le quali potrebbero essere pregiudicate definitivamente dal ritardo nella soddisfazione del diritto di credito. Qualora, invece, il diritto che si assume violato è a contenuto e funzione esclusivamente patrimoniale il requisito dell'irreparabilità del pregiudizio ex art. 700 c.p.c. può essere ravvisato unicamente nell ipotesi in cui la durata del processo di merito lasci prevedere uno scarto eccessivo tra danno subito e danno risarcito, nonché una notevole complessità dell accertamento stesso del danno (cfr. in tal senso Trib. Bari, 30 giugno 2009, in Juris Data; Trib. Nocera Inferiore, 23 febbraio 2005, in Juris Data; Trib. Nocera Inferiore, 30 settembre 2004, in Juris Data; Trib. Firenze, 19 febbraio 2003, in Foro toscano 2003, 158; Trib. Torino, 22 dicembre 2000, in Gius 2002, 103). Orbene, nel caso de quo appare evidente che il distacco della energia elettrica (o i l suo depotenziamento) determinerebbe sicuramente per la ricorrente e per la sua attività commerciale (bar) un danno difficilmente poi colmabile con un risarcimento per equivalente. Dalle considerazioni fin qui esposte discende, in definitiva, la conferma del decreto reso inaudita altera parte in data e, per l effetto, l inibizione all Enel Servizio Elettrico s.p.a. del distacco o del depotenziamento della fornitura di energia elettrica relativa al Bar, 5
6 Ricevitoria, Ristorante e Rxxx... Meviax sito in Zzzz al C.so Xxx n. (numero cliente.) per il mancato pagamento delle somme fatturate dal mese di dicembre 2007 al mese di settembre In ultimo va evidenziato come tutte le altre richieste avanzate dalla difesa della ricorrente non possano essere vagliate in questa stante la natura cautelare e non di merito del presente giudizio. F) Le spese processuali vanno regolate secondo il principio di cui all art. 91 c.p.c. e sono liquidate come da dispositivo. P.Q.M. Visti gli artt. 669 sexies, 669 octies e 700 c.p.c.: - a conferma del provvedimento inaudita altera parte reso in data , INIBISCE all Enel Servizio Elettrico s.p.a. del distacco o del depotenziamento della fornitura di energia elettrica relativa al Bar, Ricevitoria, Ristorante e Rxxx... Meviax sito in Zzzz al C.so Xxx n. (numero cliente.) per il mancato pagamento delle somme fatturate dal mese di dicembre 2007 al mese di settembre 2010; - condanna l ENEL SERVIZIO ELETTRICO S.P.A., in persona del legale rappresentante p.t., a rimborsare a MEVIAX le spese del procedimento cautelare che liquida in complessivi euro 1.270,00, di cui euro 70,00 per spese, euro 450,00 per diritti ed euro 750,00 per onorari, oltre IVA,CPA, e rimborso spese generali; - condanna l ENEL ENERGIA S.P.A., in persona del legale rappresentante p.t., a rimborsare a MEVIAX le spese del procedimento cautelare che liquida in complessivi euro 1.270,00, di cui euro 70,00 per spese, euro 450,00 per diritti ed euro 750,00 per onorari, oltre IVA,CPA, e rimborso spese generali; Manda alla Cancelleria per la comunicazione alle parti. Nola, 15 novembre 2010 Il Giudice Dott.ssa Caterina Costabile 6

References: Art. 700
 art.700
 art. 700
 art. 700
 art. 669
 art. 669
 sentenza 
 art. 669
 art. 4
 articolo 1
 articolo 5
 articolo 1
 art. 4
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 4
 Cass. 
 art. 700
 art. 91