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Timestamp: 2018-06-19 21:17:46+00:00

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Decreto legislativo 81 - PDF
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Luigina Bartoli
1 Novità Struttura del Decreto 81 Aspetti critici Definizioni (salute) Decreto legislativo 81 Aspetti positivi Introduzione Sorveglianza sanitaria Medico Competente Norme di buona prassi, norme tecniche e linee guida Nuovo assetto istituzionale Valutazione dei rischi Differenze di genere ed età Provenienza da altri Paesi Rinvio a successivi decreti applicativi Sistemi di Gestione Aspetto Sanzionatorio Alcool e Tossicodipendenza
3 Salute stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un assenza di malattia o d infermità Per raggiungere questi obiettivi il legislatore ha pensato al Medico Competente Ideale
4 Il medico competente: consulente del datore di lavoro nella valutazione dei rischi (genere, minori, lavoratrici madri, suscettibilità individuale, sostanze allergizzanti, rischio biologico, sovraccarico biomeccanico.) nella programmazione del controllo dell esposizione (monitoraggio biologico) nell organizzazione del primo soccorso (classificazione dell azienda, rapporti con SSN, misure di PS mirate ai rischi specifici anche in rapporto a situazioni logistiche particolari) nella predisposizione delle misure di tutela (scelta dei dpi, tutela delle lavoratrici madri ) nelle attività di informazione e formazione (utilizzo dei servizi igienici, addetti al PS, danni alla salute.)
5 Conseguenze. Un Medico competente che collabora non solo Formalmente con il Servizio Prevenzione e Protezione,(??) Vicino al datore di lavoro per le scelte Politiche. È un consulente!! (??) Vicino al datore di lavoro e ai dirigenti come consulente nello svolgimento dell operatività (??) Partecipe del processo formativo e informativo
6 Decreto Legislativo 81/2008 Altro: norma tecnica buone prassi linee guida Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro L ISPESL, l INAIL e l IPSEMA indicazioni di minima (decreto) ottimali (altro) per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori Non specificatamente indicati dal legislatore: Società Scientifiche Università
7 Conseguenze. Un medico competente aggiornato sulle novità sia legislative che tecniche e culturali, la tutela della salute dei lavoratori e dell incolumità giuridico amministrativa di dirigenti e datore di lavoro si compie anche attraverso il rispetto di nome tecniche e buone prassi non direttamente identificate nel testo legislativo
8 Medico Competente Obblighi specifici previsti per ogni figura Datore di Lavoro delega Dirigenti Preposti Lavoratori Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Addetti SPP Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Comitati paritetici
9 Conseguenze. La norma si adatta discretamente bene nel contesto aziendale privato Si adatta meno bene nel contesto pubblico Si adatta molto meno bene nell Università..
10 Conseguenze. Le principali criticità nell Amministrazione pubblica: È difficoltoso identificare un chiaro organigramma della sicurezza Il Datore di lavoro è nominato e spesso non conosce dettagliatamente la normativa e le problematiche della sicurezza I dirigenti spesso lamentano una vera autonomia economica e decisionale nell ambito della sicurezza inoltre spesso non hanno una specifica formazione per gli aspetti giuridici e tecnici della sicurezza
11 Conseguenze. Si concretizza una asimmetrica distribuzione di responsabilità, il datore di lavoro e il dirigente non sono posti nelle condizioni di svolgere pienamente il ruolo per loro previsto dal legislatore. Risulta eccessivo il carico di responsabilità e debole la struttura predisposta per tutelare dal punto di vista amministrativo e penale i soggetti coinvolti.
12 L organizzazione della prevenzione Organi di vigilanza ( attori( esterni ): Vigilanza: atto di natura amministrativa attribuito agli operatori in possesso della qualifica di UPG, che consiste nella: verifica della rispondenza alle prescrizioni di legge di ambienti, macchine e impianti. Materiale coperto da copyright Ad esclusivo uso interno
13 Sono ufficiali di Polizia Giudiziaria (art. 57 cpp): i funzionari di PS ai quali gli ordinamenti di polizia riconoscono tale qualità; gli ufficiali superiori o inferiori e i sottufficiali di CC, della Guardia di Finanza, CFS e i graduati degli Agenti di custodia; il Sindaco nei comuni privi dei predetti UPG; sono UPG, nei limiti del servizio a cui sono destinati e secondo le attribuzioni ad essi conferite dalle leggi e dai regolamenti tutte le altre persone incaricate di ricercare ed accertare determinate specie di reati (art.8 DPR 520/55). Materiale coperto da copyright Ad esclusivo uso interno UFFICIALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA
14 Organi di vigilanza ( attori( esterni ): La vigilanza è svolta da numerose istituzioni: ASL Ispettorato del lavoro DPL (Ministero del Welfare) VV FF (antincendio) Regioni (Ispettorato Miniere per acque minerali,cave e torbiere) e) Ministero Industria (miniere) Guardia Costiera, Autorità Portuali e di Aeroporto Sanità Marittima ed Aerea (Ministero della Sanità) Carabinieri-Nucleo Ispezione del Lavoro (NIL) VISAG (Ministero Giustizia) Polizia di Stato (Vigilanza zone riservate) FF.AA(vigilanza zone di pertinenza) APAT(settori impiantistici e antinfortunistici) Materiale coperto da copyright Ad esclusivo uso interno
15 Organi di vigilanza in Italia e in Europa Italia Francia Germania Spagna ASL ISPett lavoro VV.F. Sanità ISPESL INAIL Aut. Marit. Aut. Aeree Carabinieri Polizia APAT Funz. FF.S. ISPett. lavoro ISPett. lavoro ISPett. lavoro Materiale coperto da copyright Ad esclusivo uso interno
16 L organo di vigilanza Oltre ad esercitare l attività di controllo Svolge un attività consultiva Materiale coperto da copyright Ad esclusivo uso interno
17 CAPO III -GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO SEZIONE I - MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI Articolo 15 -Misure generali di tutela 1. Sono a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione; c) l eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione d) il rispetto dei principi ergonomici nell organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro. in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo; e) la riduzione dei rischi alla fonte; f) la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; h) l utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; l) il controllo sanitario dei lavoratori;
18 CAPO III GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO SEZIONE I - MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI Articolo 15 -Misure generali di tutela 1. Sono m) l allontanamento del lavoratore dall esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l adibizione, ove possibile, ad altra mansione; n) l informazione e formazione adeguate per i lavoratori; o) l informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; p) l informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q) le istruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori; s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l adozione di codici di condotta e di buone prassi; u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; v) l uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. 2. Le misure relative alla sicurezza, all igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori.
19 D. Lgs. 81/ Art. 30 Titolo I Modelli di Organizzazione di gestione
20 FORMA GIURIDICA VALORI ASSOLUTI OH SAS Percentuale Soc. di capitali ,099 Soc. di persone ,105 Ditte individuali ,037 Altre forme ,615 TOTALE ,021
21 SGS&S (Sistema di Gestione per la Sicurezza & Salute) E uno strumento volontario a disposizione di qualsiasi organizzazione finalizzato a tenere sotto controllo le problematiche della salute e sicurezza sul lavoro collegate alle proprie attività, per assicurare la piena conformità alla legislazione cogente e perseguire il miglioramento continuo delle prestazioni in tale ambito.
22 RIFERIMENTI NORMATIVI E DOCUMENTALI Normativa Vigente (DLgs 81/08, etc..) Norma Tecnica BS OHSAS 18002: 2000 Linee Guida INAIL 28/09/2001 per la creazione di un sistema di gestione per la salute e sicurezza dei lavoratori Linee Guida ISPESL per un SGS&S BS PAS 99
23 D. Lgs. 81/ Art. 30 Titolo I Modelli di Organizzazione di gestione Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo n 231/2001, deve essere adottato ed efficaciemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi Art. 6 decreto legislativo n 231/ Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione dell'ente: 1. Se il reato e' stato commesso l'ente non risponde se prova che l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
24 BS OHSAS 18001: 2007 Compliance with this Occupational Health and Safety Assessment Series (OHSAS) Standard cannot confer immunity from legal obligations.
25 BS OHSAS : 2007 vs UNI-INAIL 2001 In attesa che la Commissione Consultiva Permanente definisca ulteriori modelli organizzativi, ii BS OHSAS 18001: 2007 (Occupational health and safety management systems) e le Linee Guida UNI-INAIL 2001 (Linee guida per un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul luogo di Lavoro) si presumono conformi ai predetti requisiti. Linee guida UNI-INAIL 2001 non possono essere considerate una norma o specifica tecnica da utilizzare a scopo di certificazione l OHSAS 18001:2007 è certificabile da enti terzi dando maggior garanzie di un efficace sistema riconosciuto come negli intenti del legislatore.
26 UNI -INAIL Adottare un SGSL consente di ridurre i costi della non sicurezza: indiretti perché riduce la probabilità di accadimento degli infortuni e i costi che ne conseguono diretti perché si può chiedere la riduzione del tasso di tariffa, con uno sconto complessivo fino al 35%-40% dei premi assicurativi INAIL. Inoltre l'adozione di un SGSL conforme all'art. 30 del D.Lgs. 81/2008 ha efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni (D.Lgs. 231/2001). In accordo con le Parti sociali, nonché con ISPESL e UNI, l'inail ha pubblicato le "Linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro". Per favorire la diffusione dei SGSL nelle imprese, in particolare nelle piccole e medie, INAIL rende disponibili i modelli applicativi, riferiti a specifici comparti produttivi, frutto della collaborazione con le Parti sociali e con i relativi Organismi paritetici o bilaterali
27 La certificazione OHSAS come servizio integrato Il sistema di gestione a tutela della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori consente un approccio integrato con gli standard ISO 9001 per i Sistemi di Gestione della Qualità e ISO per i Sistemi di Gestione Ambientale. In questo modo le aziende che lo desiderano possono integrare agevolmente fra loro questi tre diversi sistemi di gestione. Un sistema di gestione integrato dimostra inoltre l'impegno dell'azienda verso uno sviluppo sostenibile in ogni aspetto della propria attività.
28 Quality Management 1992 Environmental Management 1995 Information Security BS 5750 ISO 9001 BS 7750 ISO BS 7799 ISO Occupational Health & Safety BS 8800 BS OHSAS Customer Satisfaction BS 8600 ISO IT Service Management BS ISO Integrated Management PAS Business Continuity Management PAS 56 BS 25999
29 La certificazione OHSAS come servizio integrato Crescita certificazioni OHSAS Mar/2008
30 Il perché dei sistemi gestionali pressione commerciale, sociale o politica di terze parti interessate. Nel campo della qualità tale sollecitazione proviene dai clienti; in quello della sicurezza e salute del lavoro dai lavoratori; in quello dell ambiente e, più di recente, in quello della responsabilità sociale, la pressione è generata da espressioni sociali o politiche delle collettività. (Fonte: Ricerca biennale ISPESL B n 11/DOC/2003, Definizione di linee guida per l integrazione dei sistemi di gestione dell ambiente e della sicurezza nelle piccole e medie imprese )
31 I sistemi gestionali: strumenti o orpelli costosi? strumento per gestire la complessità, massimizzarne le opportunità e limitarne i rischi. orpello costoso, ma necessario, sia per ragioni di immagine dell organizzazione, sia per facilitare il ricorso all utilizzo di diverse forme di incentivazione.
32 E in Italia?
33 Alcuni dati Bias di campionamento?
34 Alcuni dati Bias di campionamento?
35 I sistemi gestionali per la Qualità: l International Standard ISO (detto Vision ) con il corrispondente italiano UNI EN ISO ; per l Ambiente: l International Standard ISO , con il corrispondente italiano ISO 14001:2004; per la SSL: la specifica OHSAS 18001, di fonte USA (OHSAS sta per Organizational and Safety Association Standard), di cui non è disponibile una versione ufficiale italiana; per la Responsabilità Sociale: la norma SA8000, di fonte USA (SA sta per Accountability), tradotta in Italia dal CISE, ente accreditato dal SAI (Social Accountability Institute) americano per la certificazione della norma stessa.
36 Perché integrare? necessità orientata al raggiungimento di obiettivi: evitare duplicazioni: per esempio, creare un programma di manutenzione di un impianto per motivi riferibili alla gestione dei parametri ambientali e predisporne un altro per garantire la sicurezza dell impianto rappresenterebbe evidentemente uno spreco di tempo e di risorse; prevenire conflitti: due o più sistemi separati sono spesso fonti di conflitti, ad esempio per quanto riguarda le priorità di intervento, l allocazione delle risorse, l attribuzione delle responsabilità, i riesami della direzione, ecc. creare sinergie: per esempio, processi come quelli relativi alla pianificazione, alla formazione, agli audit, alla prevenzione delle emergenze, alla predisposizione della documentazione e altri, mettono in evidenza e utilizzano, nell ambito di un sistema integrato, dei potenziali di sinergie che due sistemi separati portano a ignorare; capitalizzare l esistente: molte cose realizzate per l applicazione del D.Lgs. 81/08 sono recepibili all interno del Sistema di gestione della S&SL OHSAS L esistente va quindi utilizzato e capitalizzato nel quadro appunto di un processo di integrazione e non di giustapposizioni e addizioni successive.
37 Esempi di integrazione organizzativa (1) Una modalità può essere la Unificazione delle posizioni organizzative (integrare sistemi organizzativi che facciano capo a responsabili diversi, uno per la qualità, uno per l ambiente, uno per la sicurezza vuol dire creare condizioni di potenziale conflitto). D.Lgs. 81/ 08 D.Lgs. 81/ 08
38 integrazione ambiente sicurezza: A livello di PMI, il modo migliore di soddisfare questi requisiti è quello di concentrare in una sola persona le tre figure di Rappresentante della Direzione (RDD) per l Ambiente (ISO 14001), di Rappresentante della Direzione per la S&SL (OHSAS 18001) e di RSPP ovviamente in diretto riporto al Datore di Lavoro. E anche ragionevole, per ragioni di specializzazione e di aggiornamento normativo, l ipotesi di nominare RSPP un consulente esterno, che in questo caso fa stretto riferimento al Rappresentante della Direzione per l Ambiente e per la Sicurezza. Quest ultimo assicura l integrazione complessiva e fa da canale tra l RSPP esterno da un lato e il datore di lavoro, il medico competente e il resto della struttura dall altro.
39 Esempi di integrazione organizzativa (2) Un approccio organizzativo è quello di creare un clima favorevole all integrazione dei sistemi gestionali, attraverso l utilizzo di processi di comunicazione e decisionali adeguati e, idealmente, formalizzati nel sistema gestionale aziendale. L adozione di metodi di direzione di tipo consultivo/collegiale rappresenta un fattore chiave di integrazione.
40 Teoria del linking pin o perno di collegamento formulata dal sociologo industriale americano Rensis Likert e collaudata con successo ormai da molti decenni in gran parte delle imprese più avanzate. Il numero uno dell organizzazione forma un team, formato da lui stesso e dai suoi diretti collaboratori, che si esprime visibilmente nella tenuta di riunioni periodiche (ad es. settimanali) i responsabili che partecipano alla riunione di vertice condurranno analoghe proprie riunioni con i propri diretti collaboratori. Essi diventano così il linking pin, lo snodo fra il gruppo di vertice e i gruppi manageriali e/o operativi ai livelli più bassi. Il meccanismo si riproduce a cascata fino a coprire tutta l organizzazione. In questo modo le informazioni circolano meglio, le decisioni vengono trasmesse meglio, si assicura una maggiore coerenza gestionale.
41 Il contributo del Medico Competente
42 Interventi strettamente medici (visite, esecuzione di accertamenti complementari, interventi di emergenza, giudizi di idoneità, valutazioni medico-legali, ecc ) Peculiarità del Medico del Lavoro Interventi parzialmente sanitari ma che necessitano di competenze mediche (valutazione dei rischi, consulenza al datore di lavoro, scelta dei DPI, formazione ed informazione, ecc.)
43 Il contributo del Medico Competente nella Politica della sicurezza Contribuisce a: stabilire una politica della salute e sicurezza sul lavoro che definisca gli impegni generali per la prevenzione dei rischi ed il miglioramento progressivo della salute e sicurezza; identificare le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti applicabili.
44 Il contributo del Medico Competente nella Pianificazione (Valutazione dei rischi) identificare tutti i pericoli e valutare i relativi rischi per tutti i lavoratori (con particolare attenzione i nuovi assunti, i lavoratori interinali, i portatori di handicap, i lavoratori stranieri, le lavoratrici in gravidanza, puerperio o allattamento, ecc.); valutare i processi, le attività operative ed organizzative, le sostanze e i preparati pericolosi, ecc.; identificare gli altri soggetti potenzialmente esposti (quali, ad esempio i lavoratori autonomi, dipendenti di soggetti terzi ed i visitatori occasionali).
45 Il contributo del Medico Competente nella Attuazione fissare specifici obiettivi appropriati, raggiungibili e congruenti con gli impegni generali definiti nella politica; elaborare programmi per il raggiungimento di tali obiettivi, definendo priorità, tempi e responsabilità ed assegnando le necessarie risorse; stabilire le modalità più appropriate, in termini di procedure e prassi, per gestire i programmi; sensibilizzare la struttura aziendale al raggiungimento degli obiettivi prefissati con l ausilio di una corretta comunicazione a vari livelli.
46 Il contributo del Medico Competente nel Riesame del sistema valutare periodicamente l efficacia e l efficienza del sistema; valutare l adeguatezza rispetto sia alla specifica realtà aziendale che ai cambiamenti interni/esterni; modificare, se necessario, politica ed obiettivi della salute e sicurezza, tenendo conto dell impegno al miglioramento continuo.
47 Il contributo del medico competente nella Sorveglianza Sanitaria (1) Qualità degli accertamenti sanitari ricorrenti in Medicina del Lavoro: Esame Audiometrico audiologico; secondo norme UNI EN con questionario Esame Spirometrico secondo criteri ATS 2005 con questionario CECA; Esame Elettrocardiografico secondo criteri prestabiliti; Visita Medico Competente effettuata mediante l utilizzo della Cartella Sanitaria e di Rischio differenziata secondo la mansione svolta dal dipendente e integrata da allegati specifici per tipo di rischio; Esami ematochimici effettuati da Struttura Universitaria e/o da Laboratorio di analisi cliniche convenzionato con il SSR e certificato ISO 9001/2000.
48 Il contributo del medico competente nella Sorveglianza Sanitaria (2) Aspetto logistico: Numero sale visite presenti idonee al numero di dipendenti da visitare; Presenza di Unità mediche mobili; Sale di attesa idonee al numero di dipendenti da visitare; Struttura con più di una sede.
49 Il contributo del medico competente nella Sorveglianza Sanitaria (3) Aspetto tecnico scientifico: Utilizzo di una griglia digitale per l elaborazione dei questionari specifici; Utilizzo di uno schema di sopralluogo; Utilizzo di uno schema di DVR per i rischi per la salute; Presenza di Medici Specialisti con le seguenti qualifiche professionali (Professori Universitari Ordinari Primari Ospedalieri/Dirigente II Livello/Professore Associato, altre qualifiche)
50 Il contributo del medico competente nella Sorveglianza Sanitaria (4) Qualificazione del Medico Competente Titoli di servizio e pubblicazioni scientifiche attinenti la tutela della salute nei luoghi di lavoro Attività di Medico Competente svolta negli ultimi 6 anni con riferimento al numero di dipendenti per Datore di Lavoro Titoli di cultura e professionali relativi alla Medicina del lavoro, quali: voto del Diploma di Specializzazione in Medicina del Lavoro; voto laurea in Medicina e Chirurgia; corsi ECM attinenti; master di primo e di secondo livello;. interventi o relazioni a Congressi; dottorato o assegno di ricerca; insegnamento universitario; premi conferiti.
51 Valutazione dei rischi e ruolo del Medico Competente
52 IL MEDICO COMPETENTE proprietà - responsabili DVR È necessaria una preliminare, approfondita conoscenza dell azienda Soggetti coinvolti nella gestione della prevenzione il sistema delle deleghe PROCESSO PRODUTTIVO FORZA LAVORO ricorso a lavoratori dipendenti ricorso a lavoratori autonomi
53 1. N ADDETTI 2. DISTRIBUZIONE DI GENERE 3. ETÀ MEDIA 4. ANZIANITÀ LAVORATIVA MEDIA 5. TIPOLOGIA CONTRATTI E DISTRIBUZIONE 6. QUOTA LAVORATORI DISABILI/INVALIDI 7. MALATTIE PROFESSIONALI 8. INFORTUNI 9. CONTENZIOSO CON ORGANI DI VIGILANZA
54 Testo Unico, valutazione dei rischi e Medico Competente Maggiore coinvolgimento del Medico Competente nella Valutazione dei Rischi/Sistema di Prevenzione e Protezione Fattori di rischio individuali/soggettivi Individuazione degli esposti e dei livelli di esposizione (es. monitoraggio biologico) Fattori di rischio oggettivi (conoscenza degli ambienti di lavoro, delle mansioni, dei lavoratori) Risultati Sorveglianza Sanitaria Informazione, Formazione
55 Il Testo Unico e la Valutazione dei Rischi La valutazione di tutti i rischi e conseguente elaborazione del DVR: Obbligo NON delegabile del Datore di Lavoro «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza;
56 Il Testo Unico e la Valutazione dei Rischi La valutazione di tutti i rischi : Misura generale di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Vengono indicate le (capo III art. 15) Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi (art. 29). ed inoltre 3. La valutazione e il documento di cui al comma 1 debbono essere rielaborati, ( ), in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate.
57 Testo Unico, valutazione dei rischi e Medico Competente Art. 25. Obblighi del medico competente 1. Il medico competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, ( ) m) partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria
58 Il Testo Unico e la Valutazione dei Rischi Sezione II Valutazione dei rischi Articolo 28 Oggetto della valutazione dei rischi La valutazione di cui all articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell 8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi.
59 Cosa significa valutare l organizzazione l e i rischi da stress lavoro correlato? PROCESSO PRODUTTIVO ORGANIZZAZIONE VALUTAZIONE di cosa? EVENTI ESTERNI PERSONA
60 Cosa significa valutare IL PROCESSO PRODUTTIVO - Fattori di rischio legati al processo produttivo/ lavorativo - Fattori identificabili e misurabili - Strumenti e metodologie di valutazione consolidati - Indagini per la valutazione dei rischi condotte su gruppi omogenei -
61 Cosa significa valutare L ORGANIZZAZIONE - Dimensioni organizzative rilevanti da valutare - Necessità di affinare metodi e strumenti - Sviluppare misure di situazione : check list su carichi di lavoro, controllo e autonomia del lavoratore, supporto sociale, qualità rapporti interpersonali, ruoli e obiettivi, modalità di valutazione, - Possono costituire una condizione di rischio che deve essere approfondita e indagata nelle sue cause
62 Cosa significa valutare. - Diversa origine geografica, sociale e culturale - Storia personale ed esperienziale unica e tratti di personalità - Imprevedibili manifestazioni di disagio individuale: malessere, somatizzazioni, patologie - Risultati della valutazione non estendibili al gruppo - Utilizzare misure di percezione : questionari di tipo descrittivo, scale di valutazione validate a livello internazionale, test psicometrici che misurano vari aspetti della personalità LA PERSONA
63 Cosa significa valutare GLI EVENTI ESTERNI - Difficile prevedere gli eventi e il loro dispiegarsi - Criticità nello stabilire la responsabilità dell accaduto - Necessari strumenti di prevenzione (sicurezza strutturale, formazione- informazione, DPI) - Importante mettere a punto misure di gestione del post evento -
64 Non m importa che i miei generali siano bravi, basta che siano fortunati Napoleone Bonaparte (prima di Waterloo)

References: Articolo 15
 Articolo 15
 Art. 30
 Art. 30
 Art. 6
 art. 15
 Art. 25
 Articolo 28
 articolo 17