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Timestamp: 2018-07-21 22:37:17+00:00

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Il cliente ha diritto di domandare la documentazione bancaria ai sensi dell’art. 119 TUB per la prima volta anche durante il giudizio, senza limitazioni e con qualsiasi mezzo idoneo allo scopo - Studio Legale Tidona e Associati
18 maggio 2017 | By Studio In Diritto bancario
“Il potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente tra gli stessi intervenuto può essere esercitato, ai sensi dell’art. 119, comma 4, del vigente testo unico bancario, anche in corso di causa e a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo”.
La Corte ha ritenuto che l’assenza di una domanda di accesso alla documentazione bancaria da parte del cliente – ex art. 119 TUB, 4° comma [1] – prima della proposizione del giudizio, non abbia rilevanza sostanziale, avendo il cliente (o chi gli succeda, ex art. 119 TUB) pieno diritto di accesso alla documentazione in qualsiasi momento egli ritenga, e questo anche successivamente all’inizio del processo, con la sola limitazione temporale che l’istanza processuale (nella specie, ai sensi degli articoli 210 [2] e 212 [3] c.p.c.) sia portata prima della decadenza delle istanze istruttorie (e quindi entro i termini processuali di cui all’art. 183 c.p.c., 6° comma [4]).
Con l’art. 119 TUB la legge ha cioè previsto una facoltà che non può essere soggetta a restrizioni di sorta, e con cui è stato stabilito un dovere massimo di protezione a carico dell’intermediario degli interessi della clientela, consistente in concreto, per quanto qui attiene, nell’obbligo di fornire al cliente (o a chi gli succeda ex lege) tutti gli idonei supporti documentali alle proprie esigenze, a prescindere dagli utilizzi che il cliente debba farne.
Un dovere di protezione idoneo a durare, d’altro canto, oltre l’intera durata del rapporto, nel limite dei dieci anni dal compimento delle operazioni interessate.
L’esercizio del potere in questione non può essere inoltre subordinato al rispetto di determinare formalità espressive del cliente o di prescritte vesti documentali.
Nel caso deciso, la domanda di accesso alla documentazione non era stata chiaramente esplicitata e neppure era stata diretta alla banca, ma al solo giudice, in quanto era implicita nella domanda giudiziale con cui il correntista richiedeva che il giudice ordinasse giudizialmente, ai sensi degli artt. 210 e 212 c.p.c., alla banca la consegna dei documenti, con la sola precisazione “ove la banca convenuta non vi ottemperi volontariamente”.
Su tali presupposti, la Cassazione, con la sentenza n. 11554 dell’11 maggio 2017, ha espresso il principio di diritto per il quale il potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente tra gli stessi intervenuto, può essere esercitato, ai sensi dell’art. 119 TUB, 4° comma, anche in corso di causa e con l’utilizzo di qualunque strumento idoneo allo scopo, senza alcuna limitazione sostanziale o di forma, se non nel rispetto dei termini processuali.
[1] Art. 119 (Comunicazioni periodiche alla clientela) Decreto legislativo n. 385 del 1° settembre 1993: “(…) 4. Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione”.
[2] Art. 210 (Ordine di esibizione alla parte o al terzo) c.p.c.: “[I]. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell’articolo 118 l’ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo, il giudice istruttore, su istanza di parte, può ordinare all’altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l’acquisizione al processo. [II]. Nell’ordinare l’esibizione, il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo, il luogo e il modo dell’esibizione. [III]. Se l’esibizione importa una spesa, questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l’istanza di esibizione”.
[3] Art. 212 (Esibizione di copia del documento e dei libri di commercio) c.p.c.: “[I]. Il giudice istruttore può disporre che, in sostituzione dell’originale, si esibisca una copia anche fotografica o un estratto autentico del documento. [II]. Nell’ordinare l’esibizione di libri di commercio o di registri al fine di estrarne determinate partite, il giudice, su istanza dell’interessato, può disporre che siano prodotti estratti, per la formazione dei quali nomina un notaio e, quando occorre, un esperto affinché lo assista”.
[4] Art. 183 (Prima comparizione delle parti e trattazione della causa) c.p.c.: “(…) [VI]. Se richiesto, il giudice concede alle parti i seguenti termini perentori: 1) un termine di ulteriori trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte; 2) un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall’altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l’indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni per le sole indicazioni di prova contraria”.

References: art. 119
 art. 119
 sentenza 
 Art. 119
 Art. 210
 Art. 212
 Art. 183