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LE FONDAZIONI. Struttura del patrimonio, bilancio e devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ELENA DEMARZIANI - PDF
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1 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LE FONDAZIONI Struttura del patrimonio, bilancio e devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ELENA DEMARZIANI 24 marzo 2015 Sala Convegni C.so Europa, 11 Milano
2 1) PATRIMONIO: La FONDAZIONE è un ente che persegue scopi di utilità sociale per mezzo di beni vincolati a tale scopo. * * * Il PATRIMONIO assume grande importanza proprio perché, se insufficiente, non permette il raggiungimento dello scopo. La sufficienza del patrimonio è soggetta a controllo: in sede di attribuzione della personalità giuridica durante la vita della fondazione per la verifica della possibilità di continuazione dell attività stessa. 2
3 Struttura del Patrimonio e bilancio Considerazioni finali conseguenti all esame delle clausole relative all Organo di controllo delle Fondazioni, tratte da un campione di n. 47 Statuti esaminati. A cura della Commissione Pubblica Utilità, Sociale ed Enti Non Profit ODCEC Milano. 3
4 Segue - PATRIMONIO: Il Codice Civile si occupa del patrimonio al Libro I, Capo II: Art. 16 Atto costitutivo e statuto. Modificazioni. Comma 1: L atto costitutivo e lo statuto devono contenere la denominazione dell ente, l indicazione dello scopo, del patrimonio e della sede (c.46),.. Comma 2: L atto costitutivo e lo statuto possono inoltre contenere le norme relative all estinzione dell ente (c.27), e alla devoluzione del patrimonio (c.21 3, 31, 32) e, per le fondazioni, anche quelle relative alla loro trasformazione (c.28). 4
5 Segue - PATRIMONIO: Considerazioni sui comportamenti adottati nella prassi statutaria: A) DESCRIZIONE DEL PATRIMONIO: Negli Statuti si può trovare: - una descrizione sintetica del patrimonio - una descrizione molto dettagliata del patrimonio - un rinvio alla descrizione contenuta nell Atto Costitutivo - un rinvio al testamento 5
6 Segue - PATRIMONIO: B) Presenza di clausole che: - regolamentano la modifica del patrimonio iniziale o, al contrario, - regolamentano la conservazione del patrimonio iniziale, vietandone espressamente l alienazione 6
7 Segue - PATRIMONIO: C) Indicazione del valore del patrimonio: Ci sono Statuti in cui è indicato il valore monetario del Patrimonio, anche se: - non esistono parametri generali indicativi di un patrimonio adeguato - Il DPR 361/2000 prevede solo che il patrimonio sia adeguato al raggiungimento dello scopo, ma non fissa un ammontare - L ammontare, ai fini del riconoscimento della personalità giuridica, è fissato liberamente dalle Regioni, per cui si riscontrano diversità da Regione a Regione. 7
8 Segue - PATRIMONIO: Regione Lombardia: entità minima indicativa ai sensi della d.r.g dell è pari a ,00= in tutti i casi diversi dalle odv; Regione Emilia Romagna: patrimonio minimo Fondazioni, ma non necessariamente sufficiente per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, pari a ,00, di cui la metà ( ,00=) deve essere espressamente destinato a costituire un Fondo patrimoniale di garanzia vincolato, affinchè sia assicurata la necessaria garanzia patrimoniale verso i terzi. Tale fondo patrimoniale di garanzia dovrà essere previsto nello stato patrimoniale del bilancio con specifica menzione e dovrà essere istituito (se non già indicato all atto di costituzione dell Ente per le Fondazioni), 8
9 Segue - PATRIMONIO: con apposita deliberazione dell organo decisionale dell Ente che ne precisi l importo e ne dichiari l indisponibilità per esigenze gestionali. Regione Veneto: patrimonio minimo Fondazioni (fondo di dotazione iniziale che dovrà essere costituito da un deposito monetario) pari a ,00=, di cui il 30% ( ,00=) è destinato a costituire il Fondo patrimoniale di garanzia, indisponibile e vincolato a garanzia dei terzi che instaurino rapporti con l ente. Detto fondo di garanzia dovrà risultare espressamente nell atto costitutivo e nello stato patrimoniale del bilancio. 9
10 Segue - PATRIMONIO: D) Distinzione tra fondo di dotazione e fondo di gestione: La distinzione tra i due elementi è tipicamente sviluppata e promossa dagli Enti a cui è attribuito il riconoscimento, per cui: Fondo di Dotazione: è chiamato patrimonio o patrimonio iniziale ; è la parte di patrimonio vincolata di fatto a tutela dell affidamento dei terzi; i valori del Fondo di Dotazione non possono venire modificati; 10
11 Segue - PATRIMONIO Fondo di Gestione: nei vecchi statuti è compreso nelle parti dedicate alle entrate per conseguire gli scopi, o al finanziamento dell attività o ai mezzi con cui la fondazione svolge l attività o ancora ai mezzi con cui vengono coperti i costi di gestione ; è la parte di patrimonio più volatile perché, essendo destinata alla copertura di spese di gestione, può anzi deve potersi azzerare ogni anno; i valori del Fondo di Gestione sono soggetti alle normali oscillazioni derivanti dall attività. 11
12 Segue - PATRIMONIO E. Presenza o meno di clausole della normativa ONLUS: TITOLI DI SOLIDARIETÀ (ex art. 29 D.Lgs.460/1997): Titoli alla cui sottoscrizione viene attribuita la qualifica di Sostenitore della Fondazione. E il caso della Fondazione Furio Solinas Onlus e la Fondazione Nerina e Mario Mattioli Onlus. 12
13 Segue - PATRIMONIO CLAUSOLE DI REINVESTIMENTO DEGLI UTILI: All interno delle parti inerenti il patrimonio spesso trova posto, se non inserita all interno del bilancio, la classica clausola Onlus sul divieto di distribuzione anche indiretto di utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali e sull obbligo di reinvestimento degli avanzi di gestione per lo svolgimento di attività istituzionali o connesse; tale clausola come è noto deve essere espressamente contenuta negli statuti di quelle Fondazioni che richiedono il riconoscimento della qualifica di Onlus, anche se non raramente le medesime clausole si ritrovano in enti che non sono Onlus. 13
14 2) BILANCIO: Il bilancio è il documento attraverso cui l organo amministrativo rende conto di come sia stato utilizzato il patrimonio iniziale e le risorse messe a disposizione dagli stakeholder. Lo Statuto può regolamentare tutto l iter di formazione del bilancio. Nella prassi: a. Esercizio solare o esercizio a cavallo: nella maggior parte delle Fondazioni è previsto l esercizio solare. L uso dell esercizio a cavallo dipende dall attività svolta. b. Preventivo e Consuntivo: non in tutti gli statuti è previsto il preventivo; in alcuni statuti non esiste un apposito articolo che regoli il bilancio, ma si fa riferimento ad esso solo nell articolo che regola la figura dell organo di amministrazione e di controllo; 14
15 Segue - BILANCIO: esistono casi in cui il bilancio preventivo assume natura sostanzialmente autorizzatoria, vincolando le scelte gestionali alla compatibilità con le voci del preventivo, un po come avviene nel settore degli enti pubblici (es. Fondazione Italia Cina, fondazione Housing sociale, Fondazione Corriere della Sera). c. Criteri di redazione: Già a livello di denominazione, l incertezza normativa e la diversa data di redazione degli statuti comportano diverse definizioni di bilancio. 15
16 Segue - BILANCIO: Alcuni specificano i rapporti con l art bis cod.civ., compreso l obbligo di avere uno stato patrimoniale, un conto economico e una nota integrativa, o l esplicito riferimento generale alla normativa vigente per le società di capitali. La richiesta di utilizzo di criteri di competenza e di scritture di mastro (fondazione Collegio S.Carlo) è effettivamente un esigenza che può essere indicata in statuto, ed impedisce la redazione di rendiconti di natura esclusivamente finanziaria. 16
17 Segue - BILANCIO: d. Relazione allegata: Alcune Fondazioni prescrivono una relazione sulla gestione, che assume alcuni aspetti della relazione prevista dall art C.C. per le società (andamenti gestionali, investimenti) e altri aspetti più tipici di una vera e propria relazione di missione come sviluppata nelle linee guida della Agenzia del terzo Settore e nella pubblicistica legata al bilancio sociale (identificazione dei soggetti sostenuti e delle erogazioni effettuate). La relazione può essere richiesta anche in allegato al Preventivo. 17
18 Segue - BILANCIO: e. Termini di approvazione: bilancio consuntivo: termini di approvazione da codice civile (trenta aprile e, per particolari motivi, trenta giugno, ovvero con più precisione in relazione all evoluzione normativa, 120 o 180 giorni dalla chiusura dell esercizio). Anche il 31 marzo è una data di riferimento, in quanto per un consiglio di amministrazione è data più normale, compatibile con una convocazione assembleare che spesso manca in una Fondazione. bilancio preventivo: termini di approvazione maggiormente variabili (spesso il 30.11; talvolta 15 febbraio, quindi con possibilità di avere un esercizio provvisorio nei primi mesi). 18
19 Segue - BILANCIO: f. Organi che devono approvare il bilancio, con relazione del Collegio dei Revisori o del Revisore Unico: nella quasi totalità dei casi: il CdA in alcuni casi: Consiglio Direttivo (Fondazione Papa Giovanni XXIII- Villaggio della Solidarietà Onlus) Comitato dei Garanti (Fondazione Collegio delle Università Milanesi) Assemblea degli Aderenti (Fondazione Maria Anna Sala). 19
20 Segue - BILANCIO: g. Invio all autorità tutoria: Pur non essendoci alcun vincolo di legge, parecchi statuti prescrivono l invio all autorità tutoria del bilancio una volta approvato, a sancire un diritto/dovere di controllo. Diffusa è la locuzione depositati nei modi di legge, locuzione che quindi rimanda ad una normativa attualmente inesistente fatte salve le eventuali iniziative dei singoli organi tutorii. 20
21 Segue - BILANCIO: h. Clausole di reinvestimento degli utili. All interno delle parti inerenti il bilancio trova posto, se non inserita all interno delle parti sul patrimonio, la classica clausola Onlus sul divieto di distribuzione anche indiretto di utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali e sull obbligo di reinvestimento degli avanzi di gestione per lo svolgimento di attività istituzionali o connesse; tale clausola come è noto deve essere espressamente contenuta negli statuti di quelle Fondazioni che richiedono il riconoscimento della qualifica di Onlus, anche se non raramente le medesime clausole si ritrovano in enti che non sono Onlus. 21
22 3) DEVOLUZIONE DL PATRIMONIO IN CASO DI SCIOGLIMENTO O TRASFORMAZIONE: a) NORME CHE REGOLANO LO SCIOGLIMENTO: Codice Civile Libro I, Capo II: Art. 27 Estinzione della persona giuridica. Comma 1: Oltre che per le cause previste nell atto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile. Art. 28 Trasformazione delle fondazioni. Comma 2: La trasformazione non è ammessa quando i fatti che vi darebbero luogo sono considerati nell atto di fondazione come causa di estinzione della persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone. Comma 3: Le disposizioni del primo comma di questo articolo e dell art.26 non si applicano alle fondazioni destinate a vantaggio soltanto di una o più famiglie determinate. Art. 30 Liquidazione. Comma 1: Dichiarata l estinzione della persona giuridica o disposto lo scioglimento dell associazione, si procede alla liquidazione del patrimonio secondo le norme di attuazione del codice. 22
23 Segue - DEVOLUZIONE DL PATRIMONIO IN CASO DI SCIOGLIMENTO O TRASFORMAZIONE: b) CHI DELIBERA LA DESTINAZIONE DEL PATRIMONIO: negli statuti analizzati è, in alternativa, il Consiglio di Amministrazione, il Consiglio Direttivo, ma anche figure diverse come il Consiglio dei Benemeriti (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori); 23
24 Segue - DEVOLUZIONE DL PATRIMONIO IN CASO DI SCIOGLIMENTO O TRASFORMAZIONE: c) NELLA PRASSI: - regolamentazione dello scioglimento e della trasformazione: riferimento diretto agli art.27 e 28 Cod. Civ. e quindi cause di scioglimento sono: quelle previste nell atto costitutivo; quelle previste nello statuto; il raggiungimento dello scopo; l impossibilità di raggiungerlo; in altri casi non è detto nulla (Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi). 24
25 Segue - DEVOLUZIONE DL PATRIMONIO IN CASO DI SCIOGLIMENTO O TRASFORMAZIONE: - regolamentazione della devoluzione del patrimonio: Codice civile: Art. 31 Devoluzione dei beni. Comma 1: I beni della persona giuridica, che restano dopo esaurita la liquidazione, sono devoluti in conformità dell atto costitutivo o dello statuto. Comma 2: Qualora questi non dispongano, se trattasi di fondazione, provvede l autorità governativa, attribuendo i beni ad altri enti che hanno fini analoghi;. Art. 32 Devoluzione dei beni con destinazione particolare. Comma 1: Nel caso di trasformazione o di scioglimento di un ente, al quale sono stati donati o lasciati beni con destinazione a scopo diverso da quello proprio dell ente, l autorità governativa devolve tali beni, con lo stesso onere, ad altre persone giuridiche che hanno fini analoghi; 25
26 Segue - DEVOLUZIONE DL PATRIMONIO IN CASO DI SCIOGLIMENTO O TRASFORMAZIONE: Normativa Onlus (Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460): prevede che, se l ente è anche Onlus, debba devolvere i beni ad altro ente che sia anch esso Onlus; Parere dell Organismo di Controllo di cui all art.3, c.190, Legge 23 dicembre 1996 n.662; Quando nel patrimonio ci sono beni concessi in uso per fini statutari, questi beni tornano al legittimo proprietario. 26
LA COSTITUZIONE DI UN ASSOCIAZIONE
Como, 16 settembre 2014 LA COSTITUZIONE DI UN ASSOCIAZIONE QUESITO: Qualora un gruppo di imprenditori dovesse decidere di costituire un associazione di categoria con l obiettivo di rafforzare ed integrare

References: Art. 16
 art. 29
 Art. 27
 Art. 28
 art.26
 Art. 30
 art.27
 Art. 31
 Art. 32
 art.3