Source: https://www.exeo.it/free/giudizio-domanda-risarcitoria-riparazione-per-equivalente-o-in-forma-specifica
Timestamp: 2019-05-23 19:44:34+00:00

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Anche quando il proprietario di un bene illegittimamente occupato dalla pubblica amministrazione, a tutela del suo diritto, chieda il risarcimento del danno (con la domanda di restituzione e di riduzione in pristino ovvero per equivalente), il giudice amministrativo deve qualificare la domanda tenendo conto della disciplina sostanziale e processuale posta dal legislatore e deve rilevare quali siano le alternative poste dal legislatore e a cui l'Amministrazione conformare il proprio operato. Ai sensi dell'art. 42 bis, e in assenza di un accordo, le uniche alternative possibili per l'Amministrazione sono rappresentate dalla restituzione del bene al legittimo proprietario o in alternativa dalla emanazione del provvedimento di acquisizione.
Il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall'Amministrazione, una volta ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente chiedere sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino, ma non anche il risarcimento del danno atteso che la proprietà del suolo è rimasta sin dall'origine in capo a lui si... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... nessun danno può profilarsi in relazione alla sua perdita.
Conseguenza della tesi che nega radicalmente il rimedio risarcitorio per equivalente per il danno consistente nella perdita del valore del bene illecitamente occupato - pur condivisibile nelle premesse e nella centralità della tutela restitutoria - è l'evidente pregiudizio per l'interesse pubblico al mantenimento dell'opera pubblica realizzata, dovendosi procedere alla restituzione previa riduzione in pristino anche laddove il proprietario opti per la sola tutela risarcitoria per equivalente, salva naturalmente la possibilità per l'Amministrazione di giungere al medesimo risultato ovvero all'acquisto oneroso consensuale od autoritativo nell'ambito dell'ulteriore giudizio restitutorio.
Aspetto problematico della tesi che nega radicalmente il rimedio risarcitorio per equivalente per il danno consistente nella perdita del valore del bene illecitamente occupato - pur condivisibile nelle premesse e nella centralità della tutela restitutoria - è dato dall'ipotizzabile conflitto con la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la quale pur individuando nella restituzione la forma migliore di riparazione, ammette il risarcimento per equival... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...lo in ipotesi di impossibilità della restitutio in integrum ma anche, più semplicemente, ove il privato non l'abbia richiesta.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso illegittimamente: il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A., una volta ottenuta la declaratoria dell'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare sia la restituzione del fondo, sia la sua riduzione in pristino, ma non anche il risarcimento del danno, dal momento che la proprietà del terreno è rimasta sin dall'origine in capo a lui, cosicché nessun danno si può profilare in riferimento alla sua perdita.
Sulla base del superamento, in relazione al diritto comune europeo, dell'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e all'irreversibile trasformazione dei suoli effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata, si è ritenuto che il proprietario del... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...gittimamente occupato dall'Amministrazione, ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, potesse legittimamente domandare nel giudizio di ottemperanza sia il risarcimento, sia la restituzione del fondo con la sua riduzione in pristino, essendo la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto.
Sulla base dei recenti arresti della giurisprudenza, il proprietario del bene immobile illegittimamente occupato può solo chiedere la restituzione del bene, fermo restando che l'Amministrazione può paralizzare tale domanda mediante l'adozione del provvedimento con cui disporre l'acquisto ex nunc del bene al suo patrimonio indisponibile, con corresponsione al proprietario di un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito.
Una volta ricondotta la vicenda dell'occupazione illegittima ad una "ordinaria" ipotesi d'illecita ingerenza nella sfera dominicale altrui, al proprietario leso spetteranno tutte le ordinarie azioni a difesa della proprietà e del possesso, non potendo godere la pubblica amministrazione di uno status privilegiato se non in presenza di pote... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ti in conformità del paradigma legale di riferimento.
Eliminata la c.d. occupazione appropriativa per trasformazione irreversibile dell'immobile, come modo di acquisto della proprietà a titolo originario, fondato sul principio della accessione c.d. invertita mutuato per analogia dall'art. 938 c.c., e, di conseguenza, ricondotta la vicenda delle occupazioni illegittime ad una "ordinaria" ipotesi di illecita ingerenza nella sfera dominicale altrui, al proprietario leso spetteranno tutte le ordinarie azioni a difesa della proprietà e del possesso, non potendo godere la pubblica amministrazione di uno status privilegiato se non in presenza di poteri esercitati in conformità del paradigma legale di riferimento.
La doppia domanda risarcitoria e restitutoria costituisce espressione di tutela approntata dall'ordinamento in favore dell'amministrato, in base alla quale la tutela in forma specifica e quella per equivalente appaiono mezzi concorrenti per conseguire la riparazione del pregiudizio subito.
Il venir meno della potestà espropriativa (per scadenza dei termini), esclude la possibilità di dar luogo all'occupazione rendendo totalmente abusiva l'acquisizione e la detenzione dell'immobil... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nseguenze proprie dell'illecito comune di carattere permanente di cui agli artt. 2043 e 2058 cod. civ., perciò consentendo al proprietario dell'immobile, continuato a restare tale, di avvalersi di tutti i mezzi previsti a tutela del diritto reale leso dal perdurare dell'occupazione dell'immobile, ivi compresa l'azione per ottenerne la restituzione.
In presenza di un comportamento costituente fatto illecito, l'Amministrazione non può imputare al privato danneggiato il mancato esperimento del rimedio restitutorio in forma specifica che l'ordinamento interno ed internazionale gli accorda per la tutela della proprietà, al fine di essere esonerata dall'obbligazione di risarcimento del danno per equivalente, configurandosi la relativa eccezione come "de iure tertii", pertanto inammissibile, in quanto la scelta dei rimedi a tutela della proprietà pur sempre riservata al privato danneggiato.
Una volta ricondotta la vicenda dell'occupazione illegittima ad una "ordinaria" ipotesi di illecita ingerenza nella sfera dominicale altrui, al proprietario leso spetteranno (ove si prescinda dalla possibilità che l'ente espropriante eserciti il distinto potere di cui all'attuale art. 42 bis DPR 327/2001), tutte le ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...zioni a difesa della proprietà e del possesso, non potendo godere la pubblica amministrazione di uno status privilegiato se non in presenza di poteri esercitati in conformità del paradigma legale di riferimento.
Il proprietario del fondo occupato dalla P.A., ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare nel giudizio di ottemperanza sia il risarcimento, sia la restituzione del fondo con la sua riduzione in pristino.
Ricondotta la vicenda dell'occupazione illegittima ad una "ordinaria" ipotesi d'illecita ingerenza nella sfera dominicale altrui, al proprietario leso spetteranno tutte le ordinarie azioni a difesa della proprietà e del possesso, non potendo godere la Pubblica amministrazione di uno status privilegiato se non in presenza di poteri esercitati in conformità del paradigma legale di riferimento.
L'amministrazione che è responsabile dell'illecita ingerenza nella proprietà privata e dell'irreversibile trasformazione di beni che essa continua ad avere nella propria disponibilità, senza offrirne la restituzione e la rimessione in pristino, non può imputare al privato ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... il mancato esperimento del rimedio restitutorio in forma specifica che l'ordinamento interno e internazionale accorda al medesimo per la tutela della proprietà, al fine di essere esonerata dall'obbligazione del risarcimento del danno per equivalente; tale eccezione difensiva si configura, in sostanza, come de jure tertii ed è, quindi, inammissibile, poiché la scelta dei rimedi a tutela della proprietà è riservata al privato danneggiato e quei rimedi sono pur sempre disponibili.
Una volta esclusa l' "accessione invertita", l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non elide affatto il diritto di proprietà del privato sul bene illegittimamente occupato, per cui egli potrebbe domandare sia il risarcimento che la restituzione del fondo.
In ragione dell'avvenuta caducazione dell'atto traslativo della proprietà da parte dell'Amministrazione (per assenza di una efficacia dichiarazione di pubblica utilità o per non tempestiva emanazione del provvedimento d'esproprio), l'interessato può avanzare diverse domande risarcitorie: in forma specifica, con la richiesta di restituzione del bene illegittimamente ablato; per equivalente, con cui si chiede la liquidazione del controvalore del bene in... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
In merito all'ammissibilità della domanda puramente risarcitoria, la tesi che nega radicalmente il rimedio risarcitorio per equivalente per il danno consistente nella perdita del valore del bene illecitamente occupato - pur condivisibile nelle premesse e nella centralità della tutela restitutoria - pecca nella radicale negazione del fondamentale diritto di scelta ex art 2058 c.c. spettante al danneggiato, tra risarcimento in forma specifica e risarcimento per equivalente.
Nell'attuale quadro normativo, confortato dai più recenti principi comunitari, l'irreversibile trasformazione dei suoli, a seguito della realizzazione di un'opera pubblica, non fa venire meno l'obbligo dell'Amministrazione procedente di restituire l'area illegittimamente occupata, potendo il privato domandare l'adozione di un provvedimento espresso di acquisizione dell'area, volto alla regolarizzazione del suo regime di appartenenza, o optare per la restituzione del fondo mediante la riduzione in pristino delle opere realizzate.
GIUDIZIO --> DOMANDA --> RISARCITORIA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> A DISCREZIONE DEL DANNEGGIATO --> NEL GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA
Il proprietario del fondo illegi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...occupato dall'Amministrazione, ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare nel giudizio di ottemperanza sia il risarcimento, sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino.
Il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall'amministrazione, ottenuta la declaratoria di illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare nel giudizio di ottemperanza sia il risarcimento, sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino.
GIUDIZIO --> DOMANDA --> RISARCITORIA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> CONDIZIONI
Il risarcimento del danno derivante dalla perdita dell'immobile occupato sine titulo non può essere riconosciuto qualora il suolo occupato sia ancora di proprietà del proprietario ricorrente.
L'occupazione sine titulo, anche se accompagnata dall'irreversibile trasformazione del fondo, costituisce un fatto meramente materiale e quindi inidoneo a determinare l'effetto traslativo della proprietà del bene occupato; ne deriva come ulteriore conseguenza che il risarcimento... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ottenibile dai proprietari può riguardare il solo valore d'uso del bene, ossia il danno per il mancato godimento.
Deve escludersi l'ammissibilità della tutela risarcitoria a fronte di illegittima occupazione del fondo e conseguente perdita di disponibilità dello stesso, essendo ammissibili, quali modi di acquisizione della proprietà alla mano pubblica, esclusivamente il decreto espropriativo ovvero quello ex art. 42 bis T.U. espr. Pur a fronte dell'orientamento recente della Suprema Corte, che ammette la domanda risarcitoria quale fonte di abdicazione al diritto di proprietà, considerato che non vi è un orientamento uniforme sul punto, deve ritenersi preferibile, per uniformità della giurisprudenza, l'orientamento che esclude l'ammissibilità della tutela risarcitoria.
Va escluso che l'occupazione e la successiva trasformazione del fondo mediante realizzazione dell'opera pubblica determinino l'acquisito in capo all'Amministrazione dei terreni di proprietà del privato ricorrente, conseguendone che la domanda risarcitoria proposta è accoglibile nel limite del solo pregiudizio, a carattere permanente, occasionato dalla perdita della materiale disponibilità del fondo, non es... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ntro risarcibile il danno da perdita della proprietà.
I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'Amministrazione, non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, permanendo la proprietà degli stessi in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità dell'eventuale domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione.
I privati, i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'Amministrazione, non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, permanendo la proprietà degli stessi in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità della domanda giudiziale mirante ad ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo ad una ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...cupletazione.
Nel caso di occupazione non seguita da un tempestivo provvedimento di esproprio il proprietario del bene è tenuto a richiedere, non il risarcimento del danno per la perdita della proprietà, ma la restituzione del bene e l'eventuale risarcimento per il periodo di occupazione illegittima, fatta salva l'acquisizione del bene in altre forme da parte dell'Amministrazione.
In ipotesi di occupazione illegittima non vi è luogo a provvedere sul risarcimento del danno, atteso che quest'ultimo dipenderà dalle concrete determinazioni che verranno adottate dall'amministrazione anche in ordine alla scelta tra restituzione o acquisizione sanante ex art. 42- bis, d.P.R. n. 327 del 2001.
La condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione presuppone in ogni caso l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene per fatto illecito dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della pubblica amministrazione che se ne è illecitamente impossessata; esito, questo non consentito dal primo protocollo addizionale della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Escluso che l'occupazione ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...siva trasformazione del fondo mediante realizzazione dell'opera pubblica abbiano determinato l'acquisto in capo alla p.a. dei terreni di proprietà del privato ricorrente, la domanda risarcitoria da questi proposta è accoglibile nel limite del solo pregiudizio, a carattere permanente, occasionato dalla perdita della materiale disponibilità del fondo, non essendo di contro risarcibile il danno da perdita della proprietà.
Posto che l'occupazione illegittimamente disposta o proseguita dall'amministrazione o dagli enti delegati, per quanto accompagnata dall'irreversibile trasformazione dei beni occupati, funzionale alla realizzazione dell'opera di pubblica utilità, non comporta la perdita della proprietà in capo ai privati e la sua acquisizione alla mano pubblica, i privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'amministrazione non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, la proprietà degli stessi permanendo in capo ai privati medesimi.
Mantenendo il privato la proprietà del bene occupato illegittimamente dalla p.a. ma non da questa acquisito, egl... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...cun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà o della disponibilità fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
L'unico strumento che il proprietario dell'area occupata ha a disposizione per far valere il suo interesse (legittimo e meritevole di tutela), ad ottenere un ristoro patrimoniale in luogo della restituzione dell'area occupata (e spesso assoggettata a trasformazioni astrattamente reversibili ma concretamente assai difficili da eliminare), è quello di dare impulso ad un procedimento di acquisizione sanante mettendo l'amministrazione di fronte alla alternativa fra la restituzione e l'acquisizione del bene con efficacia ex nunc (mediante atto unilaterale o contrattuale nei quali dovrà essere determinato l'indennizzo o il corrispettivo dovuto per la cessione dell'area).
In assenza di un valido provvedimento di esproprio o di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001, non può ritenersi che l'Amministrazione abbia acquisito il diritto di proprietà sul bene occupato ed irreversibilmente trasformato con la realizzazione dell'opera pubblica. Ne... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...he la domanda di risarcimento del danno, proposta dal privato sull'erroneo presupposto di non essere più proprietario dell'area non può essere accolta.
Posto che l'occupazione illegittimamente disposta o proseguita dall'amministrazione, per quanto accompagnata dall'irreversibile trasformazione dei beni occupati, funzionale alla realizzazione dell'opera pubblica, non comporta la perdita della proprietà in capo ai privati e la sua acquisizione alla mano pubblica, i privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'amministrazione non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata; ne discende l'inammissibilità della domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione.
I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'Amministrazione non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... stata, permanendo la proprietà degli stessi in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità della eventuale domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione.
Qualora il privato mantenga la proprietà del bene illegittimamente occupato, egli non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà o della disponibilità fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
Il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A., una volta ottenuta la declaratoria dell'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare sia la restituzione del fondo, sia la sua riduzione in pristino, ma non anche il risarcimento del danno, dal momento che la proprietà del terreno è rimasta sin dall'origine in capo a lui, cosicché nessun danno si può profilare in riferimento alla sua perdita.[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... L'avvenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo della P.A. procedente di restituire al privato l'immobile da essa illegittimamente occupato. Nel caso de quo, quindi, la permanenza del diritto dominicale in capo al privato, impedisce di risarcirgli il danno per la perdita della proprietà: danno, in realtà, non prodottosi.
Secondo l'insegnamento della giurisprudenza consolidata, l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo della P.A. procedente di restituire al privato l'immobile da essa occupato illegittimamente. La permanenza del diritto dominicale in capo ai proprietari ricorrenti impedisce perciò di risarcire loro il danno per la perdita della proprietà dell'immobile: danno che, in realtà, non si è prodotto.
La domanda di risarcimento del danno sub specie di pregiudizio patito per la perdita della proprietà dei terreni illegittimamente occupati e trasformati dalla P.A. non può essere accolta: infatti, secondo l'insegnamento della giurisprudenza, l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo della P.A. procedente di restituire al privato il bene da essa illegittimamente occupato.
L'accogli... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... domanda restitutoria del bene occupato sine titulo, implica che non debba procedersi all'esame della richiesta di risarcimento del danno da perdita della proprietà che sia stata formulata in via subordinata nell'atto introduttivo del giudizio.
Va esclusa la fondatezza della domanda risarcitoria da perdita di proprietà in ipotesi di possesso del suolo da parte della P.A. divenuto sine titulo, essendo ammissibili, quali modi di perdita della proprietà per acquisizione alla mano pubblica, esclusivamente il decreto espropriativo ovvero quello ex art. 42 bis T.U. espr.
Va esclusa la fondatezza della domanda risarcitoria da perdita di proprietà, in ipotesi di possesso del suolo da parte della P.A. divenuto sine titulo, essendo ammissibili, quali modi di perdita della proprietà per acquisizione alla mano pubblica, esclusivamente il decreto espropriativo ovvero quello ex art. 42 bis T.U. espr.
In mancanza di acquisto del bene occupato illegittimamente, la domanda avente a oggetto il risarcimento del "danno rappresentativo del valore delle aree" va respinta; il privato è infatti tuttora proprietario del bene occupato e ha titolo alla sua restituzione.
Il privato che sia tuttora propriet... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rreno occupato senza titolo non può pretenderne il valore.
In mancanza di acquisto del bene occupato illegittimamente e di conseguente condanna alla sua restituzione, la domanda avente ad oggetto il risarcimento del "danno rappresentativo del valore delle aree" va respinta; il privato è infatti tuttora proprietario del bene occupato e ha titolo alla sua restituzione per cui non può pretendere di cumulare la restituzione e il risarcimento in misura pari al valore dei suoli.
E' infondata e da respingere la domanda di risarcimento del danno da perdita della proprietà dell'immobile oggetto dell'occupazione protrattasi oltre il termine fissato, senza adozione del decreto di esproprio, nonché oggetto della cd. trasformazione irreversibile (con la realizzazione, sull'immobile occupato, dell'opera pubblica). Infatti, è ormai consolidato l'orientamento giurisprudenziale, per il quale l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso in maniera illegittima, dovendosi ritenere superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata i... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... al diritto comune europeo.
In assenza di un valido titolo idoneo al trasferimento della proprietà del bene occupato illegittimamente (decreto di esproprio, contratto, usucapione, provvedimento ex art. 42 bis. T.U. Espr.), va affermata la permanenza della situazione di illiceità; in particolare, non può essere risarcito il danno da perdita della proprietà, stante la permanenza del diritto dominicale in capo al proprietario ricorrente.
L'accoglimento della domanda di riduzione in pristino e la persistenza del diritto di proprietà del bene del privato occupato senza titolo da parte dell'Amministrazione, comporta l'esigenza di limitare il risarcimento del danno alla perdita di disponibilità del bene per il periodo compreso tra la cessazione del periodo di occupazione legittima all'attualità.
In assenza di acquisizione del bene illegittimamente occupato, la domanda di risarcimento dei danni connessi alla perdita del diritto dominicale per la realizzazione di un'opera pubblica è infondata.
In caso d'illegittima occupazione di suolo privato, l'Amministrazione è tenuta a restituire l'area illegittimamente occupata, previa rimessione nel pristino stato. In tal caso ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...à anche il risarcimento del danno corrispondente al valore venale del bene, atteso che la proprietà del suolo è rimasta sin dall'origine in capo al privato.
A seguito dell'annullamento dell'intera procedura espropriativa, viene anche meno l'effetto traslativo della proprietà, situazione che, se da un lato impone la restituzione del bene ablato, dall'altro evidenzia come l'ambito risarcitorio non possa estendersi oltre il danno causato dall'occupazione illegittima del bene ed ai suoi accessori. Non può dunque essere risarcita né indennizzata la perdita di proprietà, atteso che questa perdita non si è avuta.
In ipotesi di occupazione ed irreversibile trasformazione del fondo, il privato, mantenendo la proprietà di questo ultimo, non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
In ipotesi in cui una P.A. o del concessionario abbiano occupato e/o trasformato un bene immobile per scopi d'interesse pubblico (pur) in presenza di una valida dichiarazione di pubblica... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ave; e di un legittimo decreto di occupazione d'urgenza ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, sicché non può essere risarcito il danno da perdita dello stesso, pari al valore di scambio, quale pregiudizio per equivalente.
L'ordinamento sovranazionale recepito dalla Repubblica italiana, anche a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione di un'opera pubblica astrattamente riconducibile al compendio demaniale necessario e nonostante l'espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, esclude la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata.
Posto che l'occupazione illegittimamente disposta o proseguita dall'Amministrazione, per quanto accompagnata dall'irreversibile trasformazione dei beni occupati, pur funzionale alla realizzazione dell'opera pubblica, non comporta la perdita della proprietà in capo ai priva... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... acquisizione alla mano pubblica, i privati non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, permanendo la proprietà degli stessi in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità della domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione.
Pur in presenza d'illegittima condotta dell'Amministrazione e della successiva irreversibile trasformazione del fondo per effetto della realizzazione dell'opera pubblica, non è possibile giungere ad una condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione, nonostante l'espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, poiché una tale pronuncia presuppone in ogni caso l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene per fatto illecito dalla sfera giuridica di parte ricorrente, originaria proprietaria, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata, esito, questo, non consentito dal primo protocollo addizionale della Convenzione EDU dalla giurisprudenza ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... EDU.
I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'amministrazione non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, la proprietà degli stessi permanendo in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità della eventuale domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione.
A seguito del superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall'Amministrazione, una volta ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente chiedere sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino, ma non anche il risarcimento del danno atteso che la proprietà del suolo è rimasta sin dall'origine in capo a lui sicché nessun danno può profilarsi in relazione alla sua perdita.
Anche a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformaz... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...olo per effetto della realizzazione di un'opera pubblica astrattamente riconducibile al compendio demaniale necessario e nonostante l'espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, va esclusa la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, alla P.A. che se ne è illecitamente impossessata esito, questo (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della convenzione EDU e dalla giurisprudenza della Corte EDU.
E' ormai consolidato in giurisprudenza il principio per cui la realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione; mantenendo il privato la proprietà di questo ultimo, egli non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà del fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del dan... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nte al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
Il comportamento di una P. A., la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità e di un legittimo decreto di occupazione d'urgenza, ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come una occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente. Il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, sicché non può essere risarcito il danno da perdita della stessa.
L'ordinamento sovranazionale che lo Stato ha recepito, anche a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione di un'opera pubblica astrattamente riconducibile al compendio demaniale necessario e nonostante l'espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, esclude la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ric... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...iginario proprietario, a quella della Pubblica Amministrazione che se ne sia illecitamente impossessata esito.
In mancanza di trasferimento della proprietà, non è accoglibile la domanda con cui è richiesto il ristoro dei danni subiti per la perdita di valore del bene a seguito dell'asserita illegittima occupazione acquisitiva; ciò in quanto l'irreversibile trasformazione dei beni occupati non determina l'acquisizione degli stessi in capo alla pubblica amministrazione che li ha occupati.
In mancanza del provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001, il proprietario del terreno - che rimane tale – può chiederne la restituzione ed il risarcimento del danno da occupazione illecita, per il periodo decorrente dalla scadenza dell'occupazione legittima (per il quale il proprietario ha diritto a ricevere l'indennità di occupazione) e fino alla riconsegna del bene, ovvero fino al suo acquisto in capo all'amministrazione, ex art. 42 bis. A seguito dell'inconfigurabilità, per effetto dell'emanazione del D.P.R. n. 327/2001, dell'occupazione acquisitiva – è infondata invece la domanda di risarcimento dei danni formulata sull'errato presupposto che, alla scadenza dell'occupazione l... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...'Amministrazione ne sia divenuta proprietaria.
Posto che l'occupazione illegittima da parte dell'amministrazione, per quanto accompagnata dall'irreversibile trasformazione dei beni occupati, funzionale alla realizzazione dell'opera pubblica, non comporta la perdita della proprietà in capo ai privati e la sua acquisizione alla mano pubblica, i proprietari non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene; ne discende l'inammissibilità della domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente; diversamente opinando, si darebbe luogo ad un'indebita locupletazione.
Il comportamento di una P.A., la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico senza adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà; ne segue che il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, sicché non può essere risarcito il danno da perdita della stessa, pari al valore di scambio, quale pregiudizio per equivalente.
Non può condannarsi l'amministrazione a ris... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nni asseritamente subiti dalla ricorrente per effetto della perdita del diritto dominicale, qualora tale circostanza non si sia mai verificata e il danno da perdita della proprietà sia evitato "in forma specifica" dall'accoglimento della domanda restitutoria.
Deve essere esclusa la sussistenza del diritto al risarcimento dei danni conseguenti alla perdita del diritto di proprietà, atteso che, a seguito dell'espunzione dall'ordinamento dell'istituto dell'accessione invertita o occupazione acquisitiva, non si determina alcun acquisto né alcuna estinzione di tale diritto, che resta in capo al proprietario che ha subito l'illegittima occupazione del fondo e la trasformazione dello stesso a seguito della realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità, che può agire per la restituzione di esso.
La domanda di risarcimento del danno pari al valore venale delle aree occupate illegittimamente e non acquisite, non può essere accolta, a differenza della domanda di restituzione dei terreni illegittimamente occupati, fatta salva la facoltà dell'Ente pubblico espropriante di avvalersi dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...dell'Amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso, dovendosi ritenere superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo; di conseguenza, il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall'Amministrazione, una volta ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente chiedere sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino, ma non anche il risarcimento del danno atteso che la proprietà del suolo è rimasta sin dall'origine in capo a lui sicché nessun danno può profilarsi in relazione alla sua perdita.
In ipotesi di occupazione e trasformazione del bene non seguita dalla conclusione del procedimento, il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, sicché non può essere risarcito il danno da perdita della proprietà.
In ipotesi di apprensione del bene già dichiarata illegittima, in assenza di traslazione del diritto dominicale, tanto da comportare l'obbligo di restituzione dell'immobile, non può certame... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... spazio per il risarcimento del danno da perdita della proprietà, evento mai realizzatosi. Tuttavia, ferme rimanendo le opzioni rimesse alla discrezionalità dell'amministrazione, la mancata pronuncia sulla domanda ricadrebbe nel divieto del non liquet. Il risarcimento del danno deve allora operare in relazione all'illegittima occupazione del bene, e deve pertanto coprire le voci di danno da questa azione derivanti, dal momento del suo perfezionamento fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie.
Il giudice non può ordinare la restituzione delle aree occupate in favore dei ricorrenti, qualora manchi una specifica domanda in tal senso e non può condannare l'Amministrazione a risarcire i danni asseritamente subiti per effetto della perdita del diritto dominicale, qualora tale circostanza non si sia mai verificata e i ricorrenti siano tuttora proprietari dei terreni occupati.
Non può essere risarcito il danno da perdita della proprietà, qualora il diritto dominicale permanga in capo al privato non espropriato.
Gli interventi materiali svolti dalla P.A., a seguito di formale dichiarazione di pubblica utilità e di rituale provvedimento di occupazione, in mancanza di provvediment... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rio, alla stregua della costante giurisprudenza ormai acquisita nel panorama giurisprudenziale anche interno, oltre che comunitario, non possono giammai far conseguire alla P.A. la proprietà del suolo che, fino a formale esproprio (ovvero a provvedimento acquisitivo o ad atto traslativo avente medesimo effetto), resta di proprietà degli originari intestatari che giammai possono dunque pretendere ed ottenere il corrispettivo, non avendo mai subito la dedotta perdita.
In ipotesi di occupazione senza titolo, in mancanza di acquisizione del bene da parte dell'Amministrazione, ciò che i privati possono richiedere è eventualmente, anche in cumulo, il pagamento delle indennità da occupazione legittima ed il risarcimento per l'ulteriore eventuale occupazione illegittima e, ovviamente, la restituzione del suolo ove il possesso dello stesso sia ancora in capo alla P.A. salva l'emanazione di un atto di acquisizione sanante da parte della stessa P.A. ovvero la stipula, nelle more, di altro atto traslativo, ovviamente comprensivo del corrispettivo per il trasferimento della proprietà.
L'irreversibile trasformazione non determina alcuna influenza sulla proprietà dell'area che persiste in capo al privato; la doman... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...cimento va dunque respinta nella parte in cui è chiesta l'attribuzione del valore venale del bene, presupponendo la stessa la perdita definitiva del titolo dominicale.
Per effetto del superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, la domanda di risarcimento del danno pari al valore venale delle aree occupate in misura eccedente a quella prevista dal decreto di esproprio, non può essere accolta, a differenza della domanda di restituzione dei terreni illegittimamente occupati, fatta salva la facoltà dell'Ente pubblico espropriante di avvalersi dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.
Non vi è spazio per la tutela sia in forma specifica, mediante restituzione delle aree, che, in forma generica, per equivalente monetario, qualora il trasferimento del bene sia già intervenuto in forza di decreto di esproprio legittimamente ed efficacemente emesso.
In caso di c.d. occupazione appropriativa, il danno da perdita della proprietà pari al valore di scambio del bene illecitamente occupato non può essere risarcito al proprietario, in quanto il diritto dominicale permane in capo al privato non legittimamente espropriato, atteso che, diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita loc... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ....
L'ordinamento sovranazionale che lo Stato ha recepito, esclude la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della Pubblica Amministrazione che se ne sia illecitamente impossessata: esito, questo (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia "abdicativa" implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita, in senso atecnico ovviamente), vietato dal primo Protocollo addizionale della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
In assenza di un provvedimento di esproprio ai sensi dell'art. 42 bis DPR 327/2001, o di altro modo legittimo di trasferimento della proprietà (cessione volontaria, contratto di vendita, usucapione), la proprietà del suolo rimane in capo al privato e nessun danno può profilarsi in relazione alla sua perdita.
Poiché il comportamento di una Pubblica Amministrazione - la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi d'interesse pubblico senza adottare il p... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...o definitivo di esproprio - non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come un'occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente, il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, sicché non può essere risarcito il danno da perdita della stessa.
Per effetto dell'avvenuta espunzione dall'ordinamento della cosiddetta "occupazione appropriativa" ed in mancanza di adozione di alcun atto in applicazione degli istituti di cui agli art. 43 e/o 42 bis del d.P.R. 327/2001, va respinta la domanda di risarcimento nella parte in cui è chiesta l'attribuzione del valore venale del bene illegittimamente occupato, presupponendo la stessa la perdita definitiva del titolo dominicale.
La sopravvenuta irreversibile trasformazione del bene non comporta alcun trasferimento della proprietà che rimane nella piena titolarità degli originari proprietari. Di conseguenza, la domanda proposta per il risarcimento dei danni connessi alla perdita definitiva della proprietà dei terreni non può essere accolta.
Avuto riguardo all'assenza di un valido titolo idoneo al trasferimento della proprietà (decreto di esproprio, co... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ovvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis, usucapione), va affermata la permanenza della situazione di illiceità e la non risarcibilità del danno da perdita della proprietà, stante la permanenza del diritto dominicale in capo al privato.
Il completamento dell'opera pubblica e l'irreversibile trasformazione del bene sine titulo non determina alcun effetto acquisitivo della proprietà in capo alla pubblica amministrazione. Ne consegue la reiezione della domanda di risarcimento danni per la perdita della proprietà.
A fronte di domanda restitutoria del bene occupato illegittimamente, non può essere risarcito il danno da perdita della proprietà, stante la permanenza del diritto dominicale in capo ai privati.
Il ristoro patrimoniale in assenza di un automatico effetto traslativo della proprietà o comunque di un titolo di acquisto del diritto dominicale conseguente alla sola realizzazione dell'opera pubblica, non consiste nel risarcimento del danno da perdita della proprietà quanto piuttosto nel risarcimento del danno derivante dall'indisponibilità del bene.
GIUDIZIO --> DOMANDA --> RISARCITORIA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA S... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...> CONDIZIONI --> ATTO DI CESSIONE
In ipotesi di occupazione illegittima, in assenza di atto di acquisizione, mantenendo il privato la proprietà del fondo illegittimamente occupato, egli non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà del fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
L'accoglimento della domanda risarcitoria presuppone che i ricorrenti si siano spogliati della proprietà del loro bene. Tale perdita di proprietà non può essere l'effetto dell'occupazione da parte dell'ente e della successiva irreversibile trasformazione conseguente alla realizzazione dell'opera pubblica.
Qualora non risulti adottato alcun valido atto acquisitivo del bene illegittimamente occupato e non risulti pertanto verificato l'effetto traslativo della proprietà in capo all'Amministrazione, deve concludersi che l'illiceità del comportamento dell'amministrazione legittimi i proprietari del suolo occupato, a chiederne la restituzione; ne consegue che nessun risarcimento, conseguente alla perdita della proprietà del suol... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...e correlato nell'importo al suo valore effettivo, è allo stato predicabile, non essendosi l'evento lesivo predetto mai definitivamente verificato.
Qualora la proprietà dei beni illegittimamente occupati non si sia trasferita, il danno risarcibile non è quello conseguente alla perdita della proprietà dei terreni utilizzati per la realizzazione dell'opera pubblica, ma esclusivamente, quello (minore) derivante dall'occupazione illegittima dei terreni.
In mancanza di accordo per la cessione del bene occupato senza titolo in favore dell'Amministrazione, non può essere accolta la domanda risarcitoria commisurata al valore del bene medesimo.
La sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione dell'opera pubblica non è ritenuta idonea a fondare una condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione, poiché una tale pronuncia presuppone in ogni caso l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene per fatto illecito dalla sfera giuridica di parte ricorrente, originaria proprietaria, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata, esito, questo, non più consentito in seguito alle modifiche normative intervenute, succe... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...pronunce della Corte Costituzionale ed in conformità alle prescrizioni del Primo Protocollo addizionale della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Non può essere risarcito al proprietario il danno da perdita della proprietà pari al valore di scambio del bene illecitamente occupato, qualora il diritto dominicale permanga in capo al privato non legittimamente espropriato. Diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione: segue da ciò che il risarcimento del danno deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, cioè al momento in cui la Pubblica amministrazione acquisterà legittimamente la proprietà dell'area, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del provvedimento autoritativo di acquisizione sanante ex art. 42-bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.
Solo un formale atto di acquisizione del fondo illegittimamente occupato, riconducibile ad un negozio giuridico, o ad un decreto espropriativo adottato all'esito di un rinnovato procedimento di pubblica utilità, ovvero, se del... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...n provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. 327/01, può precludere la restituzione del bene: di guisa che, in assenza di un tale atto, è obbligo primario dell'Amministrazione quello di restituire il fondo illegittimamente appreso. In assenza di un atto di acquisizione, pertanto, il privato non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà o della disponibilità fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
E' inammissibile la domanda risarcitoria connessa ad una (mai avvenuta) perdita della proprietà per effetto dell'irreversibile trasformazione del bene occupato.
Non può disporsi la condanna dell'Amministrazione al risarcimento dei danni subiti per effetto della perdita del diritto dominicale, qualora tale circostanza non si sia mai verificata.
In assenza di un valido titolo idoneo al trasferimento della proprietà del bene illegittimamente occupato (decreto di esproprio, contratto, usucapione, provvedimento ex art. 42 bis. T.U. Espr.), va affermata la permanenza della situazione d'illiceità in cui versa l'Amministraz... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rticolare non può essere risarcito il danno da perdita della proprietà, stante la permanenza del diritto dominicale in capo al privato.
Sulla base dell'evoluzione che ha avuto inizio con l'orientamento comunitario (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, 6 marzo 2007, n. 43662), in base al quale è stata ritenuta preclusa la possibilità di ravvisare una "espropriazione indiretta" o "sostanziale" in assenza di un idoneo titolo previsto dalla legge, la giurisprudenza ha ritenuto che neppure a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo, per effetto della realizzazione dell'opera pubblica, fosse possibile giungere ad una condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione, poiché una tale pronuncia presupponeva in ogni caso l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene per fatto illecito.
Neppure a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione dell'opera pubblica è possibile giungere ad una condanna puramente risarcitoria a carico dell'Amministrazione, nonostante l'espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, poiché una tale pronuncia presuppone in ogni caso l'avvenuto trasferimento della proprietà del b... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...to illecito dalla sfera giuridica di parte ricorrente, originaria proprietaria, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata, esito, questo, non consentito dal primo protocollo addizionale della CEDU e dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo.
In merito alla domanda puramente risarcitoria, la tesi che condiziona l'ammissibilità della stessa (alla stregua di vera e propria atipica condicio iuris o presupposto processuale), al preventivo formale negozio traslativo (o all'adozione di provvedimento di acquisizione coattiva di cui all'art. 42- bis del D.p.r. 327/2001), si presta ad alcune criticità, trattandosi di una limitazione al diritto di risarcimento del danno da fatto illecito non prevista dalla legge, senza contare che non pare scorgersi una sicura coincidenza con il contenuto della domanda attorea, limitato al risarcimento del danno per equivalente, e non già anche alla conclusione di un accordo ad effetti reali.
In assenza di un atto di acquisizione del fondo illegittimamente occupato riconducibile ad un negozio giuridico, o ad un decreto espropriativo adottato all'esito di un rinnovato procedimento di pubblica utilità, ovvero, se del caso, ad un provvedimento ex art. 42 bi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...7/01, mantenendo il privato la proprietà del bene, egli non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà o della disponibilità fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima. Perdurando il diritto di proprietà va respinta la domanda risarcitoria da "occupazione appropriativa".
GIUDIZIO --> DOMANDA --> RISARCITORIA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> DIVERSITÀ
A fronte di domanda risarcitoria per equivalente, non può essere disposta la restituzione del bene occupato illegittimamente in quanto ogni eventuale decisione del giudice su tale domanda dovrebbe necessariamente fondarsi su un inammissibile stravolgimento del thema decidendum, così come definito dal petitum e dalla causa petendi della domanda effettivamente proposta in giudizio dalla ricorrente.
GIUDIZIO --> DOMANDA --> RISARCITORIA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> INAMMISSIBILE
Nel caso di occupazione di suolo privato non seguita da un tempestivo provvedimento di esproprio l'Ammi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... è tenuta a restituire l'immobile, previa riduzione in pristino stato, al proprietario nonché a risarcire il danno per il periodo di occupazione illegittima, ovvero ad acquisirlo mediante un diverso titolo di acquisto, che in primo luogo può essere quello di cui all'art. 42-bis D.P.R. n. 327/2001. Ne consegue che il proprietario del bene è tenuto a richiedere, non il risarcimento del danno per la perdita della proprietà, ma la restituzione del bene e l'eventuale risarcimento per il periodo di occupazione illegittima, fatta salva l'acquisizione del bene in altre forme da parte dell'Amministrazione (in primo luogo mediante il meccanismo di cui al citato art. 42-bis).
Non può il giudice condannare l'amministrazione che occupa sine titulo un terreno privato al risarcimento nei confronti del proprietario per il controvalore per perdita del bene, quand'anche questa sia la richiesta formulata dal ricorrente. In primo luogo, l'art. 42-bis TUEs non attribuisce rilevanza ad una dichiarazione unilaterale del proprietario, fondandosi sul principio per il quale, in assenza di un formale atto di acquisizione discrezionalmente adottato dalla p.a., il bene illegittimamente occupato va restituito al suo proprietario. In secondo luogo, la d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...iziale volta al risarcimento del danno – pari al controvalore della res – comporterebbe una rinuncia alla proprietà giuridicamente preclusa, poiché – per il principio della separazione dei poteri – solo l'Amministrazione e non il giudice può valutare se restituire il terreno ovvero acquisirlo.
Non può il giudice amministrativo condannare l'amministrazione che occupa illegittimamente un suolo privato al risarcimento nei confronti del proprietario per il controvalore per perdita del bene, quand'anche questa sia la richiesta formulata dal ricorrente con una propria dichiarazione pur formalmente da egli definita 'rinuncia abdicativa', in quanto in base all'art. 42 bis TUEs, l'Amministrazione diventa proprietaria solo ove essa - e non il giudice - ritenga di esercitare motivatamente il suo potere di acquisizione.
Il giudice non può accogliere domande meramente risarcitorie proposte da privati i cui beni risultano occupati sine titulo, ricostruendo dogmaticamente la proposizione della domanda giudiziale alla stregua di una abdicazione del diritto di proprietà.
In caso di occupazione illegittima di aree private per scopo di pubblica utilità, non vi è alcun passag... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ico della proprietà del bene, ragion per cui è inammissibile la domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente, in quanto, diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione, rimanendo il proprietario tale, e ottenendo ugualmente il controvalore del bene.
GIUDIZIO --> DOMANDA --> RISARCITORIA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> REINTEGRAZIONE IN FORMA SPECIFICA
In mancanza di un idoneo titolo giuridico che valga a trasferire la proprietà in capo alla p.a. - il privato resta, a fronte dell'illecita ingerenza, proprietario del bene, con la conseguenza che può, anzitutto, attivare la tutela restitutoria, previa ripristino dello status quo ante.
In ipotesi di occupazione originariamente legittima, divenuta priva di titolo per effetto dell'annullamento della procedura espropriativa, è fondata la domanda restitutoria del suolo, atteso il venir meno del titolo che ne ha legittimato il possesso.
In mancanza di un idoneo titolo giuridico che valga a trasferire la proprietà del bene occupato senza titolo in capo alla p.a., il p... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a, a fronte dell'illecita ingerenza, proprietario del bene, con la conseguenza che può, anzitutto, attivare (a parte, ovviamente, il risarcimento del danno per il periodo di occupazione), la tutela restitutoria, previa ripristino dello status quo ante.
In ipotesi in cui, dichiarato nullo il decreto di esproprio, non sia stato adottato alcun provvedimento di acquisizione sanante o di cessione volontaria che abbia potuto avere l'analogo effetto del trasferimento alla mano pubblica del bene privato, deve riconoscersi la piena legittimazione del privato a richiedere la restituzione, previa riduzione in pristino, del proprio fondo illegittimamente occupato e trasformato.
In mancanza di un idoneo titolo giuridico che valga a trasferire la proprietà in capo alla pubblica amministrazione - il privato resta, a fronte dell'illecita ingerenza, proprietario del bene, con la conseguenza che può, anzitutto, attivare (a parte, ovviamente, il risarcimento del danno per il periodo di occupazione), la tutela restitutoria, previa ripristino dello status quo ante.
In ipotesi di occupazione illegittima, una volta riconosciuto il risarcimento del danno in forma specifica mediante la restituzione formale dei beni, non può essere... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...il danno da perdita della proprietà, pari al valore di scambio, quale pregiudizio per equivalente. Posto che il diritto dominicale permane in capo al privato, che ha la possibilità di rientrare nel possesso dei beni, il risarcimento del danno deve, cioè, coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie.
Non può essere ordinata la restituzione dei beni illegittimamente occupati, mancando una specifica domanda in tal senso.
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References: art. 42
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