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Timestamp: 2019-04-24 23:55:17+00:00

Document:
ANNO LXV – 2014 – 1 – Ediesse
La legislazione del lavoro dal governo tecnico alle «larghe intese» >
Dal governo «dei tecnici» a quello «delle larghe intese»:come cambia il sistema previdenziale >
L'A. analizza le modifiche al sistema pensionistico, previdenziale e degli ammortizzatori sociali intervenute negli ultimi anni, dal governo Monti a quello delle larghe intese.
Le norme di rilievo lavoristico nella nuova direttiva sugli appalti pubblici >
L’11 febbraio 2014 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la nuova Direttiva sugli appalti pubblici, destinata a sostituire la Direttiva n. 2004/18 del 31 marzo 2004 relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi.
Soggettività sindacale e categorie contrattuali >
Scritto da: Antonio Viscomi
Riflessioni sull’attuale paradigma del lavoro minorile >
L’articolo ripercorre l’attuale paradigma del lavoro minorile, basato sulla normativa Oil in vigore, mettendone in evidenza i limiti. L’A. delinea gli elementi che dovrebbero costituirne la revisione, affinché la lotta al lavoro minorile risulti più efficace. L’A. conclude cheuna revisione dell’attuale paradigma, che prenda in conto sia il lavoro minorile lecito che illecito, ripagherebbe sia in termini di chiarezza concettuale che di efficacia degli interventi visto che garantirebbe una migliore definizione e comprensione del fenomeno.
Poteri del giudice nell’azione giudiziaria antidiscriminazione: riflessioni sulla giurisprudenza italiana alla luce degli obbl >
Scritto da: Giulia Dossi
Appalto e somministrazione di lavoro. Codatorialità e tecniche di tutela >
Partendo dal concetto di codatorialità, maturato nel contesto giuridico- sociale del decentramento produttivo, l'A. cerca di valutare se accanto al fenomeno descrittivo riscontrabile nei contratti di appalto e di somministrazione di lavoro sia possibile ipotizzare tecniche di tutela aggiuntive, rispetto a quelle tipiche, idonee ad allargare il normale criterio di ripartizione dei rischi di impresa con la previsione di obblighi congiunti incombenti su una pluralità di datori di lavoro.
Scritto da: Tiziana Orrù
Rappresentanze aziendali, diritti di coinvolgimento e negoziazione collettiva nelle imprese «globali» >
L’Autrice affronta i temi discussi nella Tavola rotonda nella prospettiva della europeizzazione dei rapporti collettivi e delle negoziazioni sindacali di livello d’impresa transnazionale, fornendo spunti progettuali in materia di rappresentanza, diritti sindacali e processi negoziali aziendali che cercano di tener conto sia della dimensione globale dei problemi delle imprese e del lavoro, sia delle interazioni fra ordinamento nazionale e ordinamento sovranazionale europeo.
La sentenza n. 231/2013 della Corte costituzionale sullo sfondo della crisi del sistema sindacale anomico >
Scritto da: Raffaele De Luca Tamajo
La partecipazione al processo negoziale nel quadro europeo e comparato >
Il saggio esamina le implicazioni della pronuncia della Corte costituzionale che interpreta l’art. 19 dello Statuto dei lavoratori come necessariamente implicante la partecipazione del sindacato rappresentativo al processo negoziale. Il ricorso ai diritti fondamentali dell’Ue e al diritto internazionale di fonte Oil e Cedu,fornisce argomenti utili a leggere il diritto di contrattazione collettiva come implicante una serie di diritti preliminari alla contrattazione collettiva, quali il diritto di informazione e consultazione e la buona fede nelle trattative.
La Corte costituzionale nel prisma delle relazioni sindacali >
Il quadro della rappresentatività sindacale dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013 >
Le clausole di rinvio al contratto collettivo fra libertà d'impresa e libertà sindacale negativa >
L'articolo, muovendo dalla recente giurisprudenza della Corte di giustizia UE, analizza la compatibilità delle clausole, previste dai contratti individuali di lavoro, di rinvio dinamico alla disciplina del rapporto dettata da una fonte di contrattazione collettiva sia con la libertà d'impresa, tutelata dall’art. 16 Cedu e dall'art. 41 Cost., sia con la libertà sindacale negativa dell'imprenditore, tutelata dall'art. 39 Cost.. In particolare si analizza la criticità, in rapporto a queste libertà dell'impresa, delle clausole di rinvio dinamico laddove siano ritenute irrecedibili unilateralmente.
L’adeguamento delle pensioni alle variazioni del costo ella vita mira a salvaguardare nel tempo il potere di acquisto dei relativi trattamenti. Ne consegue che ogni intervento che ne riduca la portata, disattendendo la funzione di tutela del credito previdenziale quale prevista nel nostro ordinamento, comporta una perdita di valore delle pensioni in godimento con grave pregiudizio per le economie delle famiglie. Da qui il dubbio di legittimità costituzionale delle norme che dispongono in tal senso atteso che la difesa dei redditi da lavoro è un principio che trova tutela nella Costituzione (
Scritto da: Fernando Sacco
Il rito Fornero nella giurisprudenza: aggiornamento >
La Corte costituzionale. Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2013. Rapporto di lavoro >
Diritto alle ferie annuali e principio del pro rata temporis >
Correttezza e diligenza nel rapporto previdenziale >
La sentenza merita di essere segnalata per due importanti affermazioni: da un lato la S.C. afferma che la responsabilità dell’ente previdenziale, di natura contrattuale, si estende a tutte le informazioni rilasciate all’assicurato, e non solo ai casi di errore contenuto in un estratto contributivo rilasciato ai sensi dell’art. 54 l. 88/1989; dall’altro lato, precisa che – pur in mancanza di una norma che imponga all’assicurato l’obbligo di verificare l’esattezza dei dati ricevuti – l’assicurato creditore è comunque tenuto alla doverosa cooperazione al fine di evitare l'aggravamento dei danni.
L’autonomia dell’ordinamento intersindacale alla prova della giurisprudenza di legittimità >
Scritto da: Lorenzo_Scarano
Irregolarità sopravvenuta dello status di straniero e legittimità del licenziamento >
La responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni derivanti da attività criminose >
Con le sentenza dell’8 aprile 2013, Sez. lav., n. 8486 e 17 maggio 2013, Sez. lav., n. 12089 la Suprema Corte di Cassazione afferma che sia necessariamente correlato al rischio di impresa un dovere di protezione dell’integrità psico-fisica del prestatore di lavoro ex art. 2087 c.c. quando l’attività aziendale comporti rischi extralavorativi come quelli inerenti alle aggressioni criminose. Secondo i giudici di legittimità tale obbligo avrà un contenuto non teorizzabile a priori, ma ben individuabile nella realtà lavorativa alla stregua delle tecniche di sicurezza generalmente adottate
Gli «incerti» confini della legittimità dell’appalto di servizi» >
La Corte di Cassazione con la sentenza in commento afferma, in tema di intermediazione e interposizione vietata dall’art. 1, legge n. 1369/60, l’inapplicabilità della sanzione di cui al comma 5, non configurandosi una violazione del divieto di cui al comma 1, nell’ipotesi in cui uno o più dipendenti dell’appaltatore vengano adibiti a mansioni diverse rispetto all’oggetto dell’appalto, da non ben precisati organi della società appaltatrice, in capo ai quali non risulta accertata la sussistenza del potere di rappresentanza. La conseguenza è l’applicazione della sola tutela di cui all’art. 2126
Immediatezza della contestazione e diritto di difesa >
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo tra tradizione e innovazione >
Nella sentenza annotata, la Corte di Cassazione delinea gli elementi del giustificato motivo oggettivo di licenziamento, da un lato ribadendo i consolidati orientamenti giurisprudenziali in materia di limiti del sindacato giudiziale sulle scelte imprenditoriali e di modalità di accertamento dell’obbligo di repêchage, e, dall’altro, aprendo la strada ad una visione unitaria dei licenziamenti per motivi economici, mutuando dalla disciplina per i licenziamenti collettivi l’adozione dei criteri di scelta nell’ipotesi di riduzione di personale omogeneo e fungibile.
Cassazione, 19 settembre 2013, n. 21452, Sez. lav. >
Due sono le condizioni per l’esercizio del diritto di opzione nell’ipotesi in cui, dopo la sentenza di illegittimità del licenziamento che emette l’ordine di reintegrazione, il lavoratore, in corso di causa ed in adesione all'invito datoriale, riprende il servizio. La prima condizione costituisce il dies a quo per l’esercizio del diritto: il giudice deve emettere una sentenza che accerta l’illegittimità del licenziamento ed ordina la reintegrazione. La seconda presuppone che la proposta negoziale del datore non deve tradursi in un accordo per la ricostituzione di fatto del rapporto di lavoro
Scritto da: Alessia Polsinelli
Sulla qualificazione giuridica della lettera di intenti >
Un rapporto di lavoro non si costituisce automaticamente con una lettera di intenti. Questo strumento giuridico, nato nelle prassi del commercio, necessita di essere analizzato onde comprendere la reale volontà delle parti. Nel corso delle trattative è richiesto di comportarsi secondo buona fede, la violazione di tale principio comporta la sussistenza di una responsabilità precontrattuale. In particolare sarà considerato violato il principio di buona fede ove, come nella sentenza, una parte abbia ingenerato nell’altra un affidamento nella stipulazione del contratto e senza giusta causa receda
Scritto da: Livia Chiara Mazzone
Contrattazione collettiva nel pubblico impiego e aree «assimilate» alla dirigenza >
La nota commenta una sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto, sulla base della natura, del ruolo e della prassi contrattuale relativa ai Segretari Comunali e Provinciali, l’appartenenza di questa categoria a una specifica e autonoma area di contrattazione, assimilata a quella della dirigenza della Pa. Da questa equiparazione discende l’esigenza di analizzare le modalità di definizione degli ambiti di contrattazione (comparti, aree, sezioni) e la verifica dei livelli di rappresentatività delle organizzazioni sindacali alla luce dei processi di riforma nel settore del lavoro pubblico.
Compatibilita del giudizio cautelare con il rito «Fornero» e licenziamento per insussistenza del fatto >
Le ordinanze in esame (di cui una emessa a seguito di un ricorso ex art. 700 c.p.c.) traggono origine da due casi di licenziamento disciplinare. I Tribunali accertano l'illegittimità del recesso e applicano la tutela reale sulla base di considerazioni differenti: l'uno accerta l'insussistenza del fatto contestato o, al più, la sussistenza di un fatto che non ha rilevanza come giusta causa ed è così lieve da non esser neppure ricompreso tra le ipotesi sanzionate dal CCNL; l'altro accerta la riconducibilità delle condotte addebitate a fattispecie punite dal CCNL con sanzioni conservative.
Meglio un lavoratore «fedele» che un cittadino zelante >

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2087
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 700