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Timestamp: 2020-08-05 05:39:51+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19824 del 04/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19824 del 04/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 04/10/2016, (ud. 21/07/2016, dep. 04/10/2016), n.19824
sul ricorso 12400-2013 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro –
Z.G.P., elettivamente domiciliato in ROMA, V. GIACOMO BONI
1, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA BELLOCCO, rappresentato
e difeso dall’avvocato STEFANIA COMINI, giusta procura speciale in
avverso la sentenza n. 16/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE
di BOLOGNA, depositata il 26/03/2012;
21/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CONTI ROBERTO GIOVANNI.
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di Z.G.P., medico convenzionato, del silenzio rifiuto opposto ad istanza di rimborso dell’IRAP, versata negli anni dal (OMISSIS), la C.T.R., con la sentenza indicata in epigrafe, nell’accogliere l’appello del contribuente, ha riformato la decisione di primo grado che aveva rigettato il ricorso del contribuente e ritenuto tardiva la richiesta di rimborso relativa al (OMISSIS); la CTR, in particolare, ha valutato che, nella specie, l’attività professionale non fosse dotata di autonoma organizzazione, essendo lo studio professionale dotato di modesti beni strumentali necessari per esercitare l’attività convenzionata e non essendo rilevante la disponibilità di un dipendente con mansioni di segretaria part time.
L’unico motivo, con il quale si deduce la violazione e falsa applicazione di legge e, in particolare, del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, è manifestamente infondato.
Il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa è stato, di recente, composto dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali, con la sentenza n. 9451/16, hanno statuito, con riguardo al presupposto dell’IRAP, il seguente principio di diritto: il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
Alla luce di tale principio, la sentenza impugnata è immune da censure.
Ricorrono giusti motivi per compensare le spese del giudizio di merito, in relazione al recente intervento nomofilattico delle Sezioni Unite e per dichiarare irripetibili le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile, il 21 luglio 2016.

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 art. 2
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