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Timestamp: 2020-03-28 07:51:48+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15022 del 16/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15022 del 16/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 16/06/2017, (ud. 21/04/2017, dep.16/06/2017), n. 15022
sul ricorso iscritto al n. 15274/2013 R.G. proposto da:
Campania, sezione staccata di Salerno, n. 206/9/12 depositata il 25
Rilevato che l’Agenzia delle Entrate ricorre con due mezzi, nei confronti della società Il Tetto Real Estate S.r.l. (che non svolge difese nella presente sede), avverso la sentenza in epigrafe con la quale la C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno, in accoglimento del ricorso proposto dalla contribuente, ha annullato l’avviso di accertamento nei suoi confronti emesso, per il recupero a tassazione, a fini Ires, Iva, Irap per l’anno 2005, dei maggiori ricavi presuntivamente ottenuti dalla vendita di immobili in ragione del maggior prezzo stimato, rispetto a quello dichiarato, in base al “valore normale”;
che, infatti, secondo i giudici d’appello – posto il venir meno, con l’abrogazione del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 35, convertito dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, della presunzione legale di corrispondenza del corrispettivo effettivo al valore normale del bene e trattandosi, conseguentemente, di verificare se gli elementi posti a base dell’accertamento (valori Omi, perizie di stima redatte per la banca concedente il mutuo richiesto dagli acquirenti, per un importo superiore al valore della cessione) fossero dotati dei prescritti requisiti di gravità, precisione e concordanza – a tale verifica doveva nella specie riconoscersi esito negativo atteso che “la perizia di riferimento dell’Ufficio riguarda un ipotetico immobile similare e… ha il diverso scopo di indicare alla banca un presunto valore attribuibile ad altri immobili che, a dire della parte venditrice, senza smentita o contrasto dell’Ufficio, presentavano problematiche particolari quali la presenza di pannelli di amianto da smaltire in discariche speciali con assunzione di cospicui costi, con giustifica(zione) anche della richiesta di un mutuo maggiore al prezzo di acquisto” e considerato inoltre che “l’Ufficio nulla oppone alla censura… riguardante l’erronea individuazione del valore OMI avendo l’Ufficio fatto riferimento ai valori 2006 mentre la vendita è avvenuta nel 2005”;
considerato che con il primo motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate denuncia omessa e/o insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per avere la C.T.R.: a) ritenuto che la perizia valorizzata dall’Ufficio riguardasse un ipotetico immobile similare, dal momento che, al contrario, quelle redatte dal geom. B. riguardavano due dei quattro immobili considerati nell’accertamento a loro volta analoghi per ubicazione e riferimento catastale agli altri due; b) giustificato il prezzo di vendita dichiarato dalla contribuente ipotizzandone il deprezzamento a causa dell’esistenza di pannelli di amianto da smaltire, senza considerare la documentazione prodotta che attestava l’esiguità dei costi da sostenere al detto fine; c) omesso di considerare, quale possibile ulteriore elemento presuntivo, il maggior valore risultante dal contratto di mutuo ipotecario, irragionevolmente sminuito in sentenza in considerazione dei predetti costi da affrontare per lo smaltimento di pannelli di amianto, i quali sono di regola indifferenti nelle valutazioni della banca o, semmai, avrebbero dovuto indurre alla concessione di un mutuo di minor ammontare; d) erroneamente svilito il rilievo indiziario attribuibile ai maggiori valori OMI in quanto relativi al primo semestre 2006 non considerando che solo due delle quattro vendite considerate sono ad essi anteriori di un anno, le altre invece essendo state stipulate solo tre e cinque mesi prima del gennaio 2006;
che appare invero irragionevolmente escluso, alla stregua di argomentazioni illogiche o meramente apodittiche, il rilievo di circostanze di indubbia valenza presuntiva quale il valore dei mutui erogati ai cessionari degli immobili, di importo superiore al prezzo della compravendita, tanto più in quanto convergente con le indicazioni desumibili dalle quotazioni OMI;
che, seppur sia vero che i dati OMI devono essere considerati come “semplice strumento di ausilio ed indirizzo per l’esercizio della potestà di valutazione estimativa, non avendo altra idoneità che quella di “condurre ad indicazioni di valori di larga massima” (cfr. Cass. 21/12/2015, n. 25707), questa Corte (cfr. Cass. 20/04/2016, n. 7857) ha ritenuto che “l’indizio dello scostamento di valore (…) considerato in unione con quello derivante dal valore ipotecato” giustifica comunque l’accertamento fiscale, ed anche a voler escludere ogni rilevanza ai valori OMI, a fondare l’accertamento sarebbe stato comunque sufficiente lo scostamento tra mutuo erogato all’acquirente e prezzo dichiarato (Cass. 29/03/2017, n. 8093; Cass. 21/12/2016, n. 26487);

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 35
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.