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Timestamp: 2016-10-25 20:49:58+00:00

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Art. 812 codice civile: Distinzione dei beni
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Sono beni immobili il suolo, le sorgenti e i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo.
Sono reputati immobili i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all’alveo o sono destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione (1).
CommentoCostruzione: qualunque manufatto autonomo, ovvero modificativo di altro preesistente, che sia stabilmente infisso al suolo o ai muri di quello preesistente, capace di trasformare in modo durevole l’area occupata.
Alveo: porzione cava del terreno che il corso d’acqua scava durante il suo corso.
Beni mobili: tutti i beni che non possono essere qualificati come immobili. Sono bei mobili anche quelli che, pur essendo uniti al suolo, non formano con questo un corpo unico.
(1) Le due categorie di beni mobili e immobili sono sottoposte ad un regime giuridico diverso. La circolazione dei beni mobili è più semplice: gli atti di trasferimento non sono soggetti a forme particolari, né tantomeno sono sottoposti a qualche forma di pubblicità.
Per il trasferimento dei beni immobili l’ordinamento pretende un maggiore formalismo, in quanto tali beni sono ritenuti tradizionalmente di maggior valore, infatti: a) gli atti di trasferimento dei beni immobili devono essere redatti in forma scritta; b) per tutti gli atti di trasferimento dei beni immobili, e per gli atti di costituzione, trasferimento ed estinzione di diritti reali limitati su questi beni è prescritta una particolare forma di pubblicità.
I beni immobili possono essere oggetto di un particolare diritto reale di garanzia, l’ipoteca. I beni mobili possono essere, invece, oggetto di pegno che si costituisce mediante la semplice consegna della cosa.
Giurisprudenza annotataIpoteca
L'ipoteca iscritta su un terreno su cui insiste uno stabilimento industriale si estende ai beni mobili incorporati (non per mera adesione con mezzi aventi la sola funzione di ottenerne la stabilità necessaria all'uso, ma) per effetto di una connessione fisica idonea a dar luogo ad un bene complesso; in presenza di tali condizioni, ai sensi degli art. 812 e 2811 c.c., l'ipoteca si estende a tutto ciò che costituisce accessione dell'immobile, per cui è irrilevante accertare eventuali rapporti pertinenziali tra beni diversi o la permanente individualità di singoli beni compresi in un complesso aziendale. (Principio affermato dalla S.C. nel caso di piano di riparto fallimentare con assegnazione al creditore ipotecario anche delle somme ricavate dalla vendita di silos che, per struttura, dimensione e inserzione nel suolo, risultavano a questo fisicamente e inscindibilmente connessi, secondo l'indagine di fatto rimessa in via esclusiva al giudice di merito).
Cassazione civile sez. I 10 gennaio 2011 n. 377 Società di capitali
Cassazione civile sez. III 21 ottobre 2009 n. 22361 Coniugi
La comunione legale fra i coniugi, come regolata dagli art. 177 e ss. c.c., costituisce un istituto che prevede uno schema normativo non finalizzato, come quello della comunione ordinaria regolata dagli art. 1100 e ss.c.c., alla tutela della proprietà individuale, ma alla tutela della famiglia attraverso particolari forme di protezione della posizione dei coniugi nel suo ambito, con speciale riferimento al regime degli acquisti, in relazione al quale la ratio della disciplina, che è quella di attribuirli in comunione ad entrambi i coniugi, trascende il carattere del bene della vita che venga acquisito e la natura reale o personale del diritto che ne forma oggetto; ne consegue che anche i crediti -così come i diritti a struttura complessa, come i diritti azionari- in quanto "beni" ai sensi degli art. 810, 812 e 813 c.c., sono suscettibili di entrare nella comunione, ove non ricorra una delle eccezioni alla regola generale dell'art. 177 c.c. poste dall'art. 179 c.c.
Tribunale Rovereto 05 ottobre 2009 Ritenuto che nelle società di persone la quota sociale va ricondotta nella nozione di bene mobile fornita dagli art. 810 e 812 c.c., perché, essendo trasferibile a terzi "inter vivos" e "mortis causa" ed assoggettabile anche ad espropriazione forzata, pur se per l'opponibilità del trasferimento alla compagine sociale occorre il consenso degli altri soci, costituisce una cosa immateriale che può formare oggetto di diritti, l'iniziale partecipazione di uno dei coniugi ad una società di persone ed i suoi successivi aumenti, ferma la distinzione tra la titolarità delle quote e la legittimazione all'esercizio dei diritti nei confronti della società che essi attribuiscono al socio, rientrano conseguentemente tra gli acquisti che, a norma dell'art. 177, lett. a) c.c., costituiscono oggetto di comunione legale tra i coniugi, anche se effettuati durante il matrimonio ad opera di uno solo di essi, e non beni personali, ove non ricorra una delle ipotesi previste dall'art. 179 c.c.
Cassazione civile sez. II 02 febbraio 2009 n. 2569 La partecipazione di uno dei coniugi ad una società di persone e i successivi aumenti di capitale rientrano tra gli acquisti che a norma dell'art. 177 lett. a) c.c. costituiscono oggetto della comunione legale tra i coniugi, anche se effettuati durante il matrimonio ad opera di uno solo di essi.
Cassazione civile sez. II 02 febbraio 2009 n. 2569 La quota di partecipazione ad una società di persone non attribuisce al partecipante una posizione giuridica soggettiva qualificabile in termini di diritto di credito avente ad oggetto la restituzione del conferimento o di una quota proporzionale del patrimonio sociale, ma va ricondotta nella nozione di beni mobili fornita dagli art. 810 e 812, comma ult., c.c. Deriva da quanto precede, pertanto, che la iniziale partecipazione di uno dei coniugi ad una società di persone ed i suoi successivi aumenti - ferma la distinzione tra la loro titolarità e la legittimazione all'esercizio dei diritti nei confronti della società che essi attribuiscono al socio - rientrano tra gli acquisti che, a norma dell'art. 177, lett. a, c.c. costituiscono oggetto della comunione legale tra i coniugi, anche se effettuati durante il matrimonio ad opera di uno solo di essi e con beni personali, ove non ricorra una delle ipotesi previste dall'art. 179 c.c. (Cassa App. Bologna 15 aprile 2004).
Cassazione civile sez. II 02 febbraio 2009 n. 2569 Beni
Il concetto di bene mobile contenuto nell'art. 812 c.c. è onnicomprensivo, includendo in sé, con carattere residuale, tutti i beni che non siano qualificabili come immobili ai sensi del primo e del comma 2 del medesimo articolo; pertanto, l'espressione «beni mobili», ove riferita ai beni che corredano un'abitazione, non consente di escludere una parte di essi, dovendosi ritenere compresi nella categoria anche i quadri, gli oggetti e gli arredi in genere.
Cassazione civile sez. II 07 settembre 2009 n. 19283 Art. precedente
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References: art. 812
 art. 177
 art. 1100
 art. 810
 art. 810
 art. 810