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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 15/10/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15/10/2015	Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15/10/2015
Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea
15 ottobre 2015	Note alla rassegna
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 15 ottobre 2015 si è riproposta, per ciascuna di esse:
Gafgaz Mammadov c. Azerbaijan60259/113Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica )
Violazione dell'articolo 6 + 6-3 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo ) ( Articolo 6 - Diritto a un equo processo
Articolo 6-3 - Diritti della difesa
Articolo 6-3 - b - strutture adeguate
Preparazione di difesa
Articolo 6-3 - c - Difesa mediante l'assistenza legale )
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza ( articolo 5-1 - arrestato o detenuto )Articolo 5
Articolo 6Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica )
Preparazione della difesa
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza ( articolo 5-1 - arrestato o detenuto )
Karambelas v. Grecia50369/142Oggi la Grecia non viene condannata per la violazione dell’art.3 CEDU; il rifiuto delle autorità di concedere al ricorrente le cure ed un regime carcerario adeguato al suo stato di salute, non integra secondo i giudici trattamento inumano e degradante. Karambelas malato di cancro, in fase terminale, chiede al giudice, senza successo, la libertà condizionale, successivamente dopo varie insistenze, il giudice concede sì la libertà condizionale tuttavia previo pagamento di una cauzione pari a 150.000 euro. Articolo 3Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - obblighi positivi) (aspetto materiale)
Abakarova c. Russia 16664/072)Nel 2000 a causa un raid aereo da parte delle forze armate russe, che aveva come obiettivo un villaggio ceceno, perdono la vita i familiari della ricorrente Abakarova durante la fuga in auto, questa allora poco più che bambina, riposta delle gravi ferite, ma riesce a salvarsi grazie all’intervento tempestivo dei medici.
Le autorità russe, durate il processo, hanno sempre rivendicato l’azione come necessaria e proporzionata, di conseguenza l’indagine è stata più volte riaperta. Solo nel 2012 le viene concesso lo status di vittima, tuttavia tra l’elenco delle vittime –circa cinquanta) non compaiono i nomi dei suoi familiari (i genitori e i tre fratelli).
Per queste ragioni la Corte decreta sia la violazione del diritto alla vita considerato singolarmente (art.2 CEDU) da parte del Governo russo sia in combinato disposto con l’art.13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo)
Articolo 2Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (aspetto materiale) Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - effettivo accertamento) (componente procedurale) Violazione dell'articolo 13 + 2 - Il diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 2 - Diritto alla vita Articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) Danni patrimoniali e non pecuniari - compensazione (articolo 41 - Danno morale Danni materiali Equa soddisfazione)
Belozorov v. Russia and Ukraine43611/022Il signor Belozorov, il 3 novembre del 2000 viene raggiunto nella sua abitazione a Teodosia, da agenti russi e da agenti ucraini; stando alla sua versione egli venne arrestato ed il giorno successivo condotto e scortato su un volo per Mosca. Il ricorrente attende in custodia cautelare sino al gennaio del 2003 giorno in cui viene condannato a otto anni di carcere per omicidio.
I familiari denunciano un abuso di potere perpetrato dai funzionari ucraini ma il pubblico ministero apre un procedimento amministrativo ma rifiuta di aprire un procedimento penale a carico di questi ultimi: secondo le autorità russe il ricorrente avrebbe raggiunto Mosca in totale autonomia. Belozorov, ottiene oggi giustizia in Corte edu rispetto alla violazione, sia della Russia, sia dell’Ucraina, della sua libertà e sicurezza (art.5 §§1,3,4); inoltre l’Ucraina risponde ex art.8 CEDU per le ispezioni arbitrarie in spregio al diritto della vita privata e familiare
Articolo 5Eccezioni preliminari respinte (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni
Periodo di sei mesi)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Libertà della persona
Articolo 5-1-f - Estradizione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Garanzie procedurali della revisione
Revisione da un tribunale
Rapidità della revisione)
Danno morale - assegnato (articolo 41 - danno non patrimoniale
Nabid Abdullayev c. Russia8474/143La singora Mitkova si reca nel 1994 per ricevere delle cure mediche negli U.S.A. perché affetta da sclerosi multipla. Tale procedura era stata predisposta dal Ministero della Salute di concerto con il Fondo assicurativo per le malattie. Al ritorno dagli Stati Uniti la ricorrente segue la procedura per ottenere il rimborso di circa 20.000 euro ma i tribunali macedoni si dilungano in un processo che dura ben quattordici anni, i giudici sosterranno sia la mancanza di autorizzazione –da parte del fondo assicurativo- per le cure all’estero, sia l’esistenza di eguali cure in Macedonia. La Corte europea oggi condanna il Governo macedone ex art.6 CEDU al pagamento di 5000 euro per i danni morali.Articolo 3
Articolo 5Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Estradizione) (Condizionale) (Kirghizistan)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza della persona (art 5-4 - esame tempestivo)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza della persona (art 5-4 - Controllo della legittimità della detenzione)
L.M. e altri c. Russia40081/14
40127/142I tre ricorrenti LM (palestinese apolide) , AA e MA (siriani) sono tre giovani rispettivamente di 27, 28 e 21 anni. Nel 2013 scappano dalla Siria e l’anno successivo chiedono, senza successo, lo status di rifugiato in Russia. Poco più di un mese dopo vengono arrestati, senza permesso di soggiorno, nella fabbrica di abbigliamento dove lavoravano; di conseguenza le autorità dispongono la loro espulsione e ne ordinano l’accompagnamento in un centro di identificazione ed espulsione.
Ma, se nel maggio del 2014 l’espulsione in Siria diviene esecutiva, la Corte europea richiama il Cremlino e ne dispone la sospensione ex art.39 de Regolamento.
Oggi i giudici di Strasburgo si pronunciano sulle doglianze dei ricorrenti:
per la prima volta definiscono la situazione attuale in Siria altamente rischiosa per la vita, ciò infatti integra la violazione sia dell’art.2 CEDU (diritto alla vita), sia, conseguentemente, dell’art.3 CEDU (proibizione della tortura). La Corte accerta anche la violazione dell’art. 5§1 (f) (diritto alla libertà e alla sicurezza) perché la detenzione in attesa di espulsione, dei ricorrenti non era stata definita nei termini; costituisce ammonimento anche l’inesistenza di un rimedio giuridico grazie al quale poter impugnare l’atto con cui si predisponeva la detenzione in attesa di estradizione.
Articolo 5resto irricevibile
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - Espulsione) (Condizionale) (Siria)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Espulsione) (Condizionale) (Siria)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Prendete procedimento)
Violazione dell'articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 - ostacolare l'esercizio del diritto di ricorso)
Stato convenuto ad adottare misure individuali (articolo 46-2 - Le misure individuali)
Azerbaijan Macedonia Russia Tutte le sentenze Ucraina	2015-10-15
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 Articolo 6

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 articolo 5

Articolo 6
 articolo 5
 Articolo 3

Articolo 2
 Articolo 2
 art.8

Articolo 5

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 art.6

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 art.39

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