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Timestamp: 2020-05-31 22:54:00+00:00

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AZIONE DI REPRESSIONE DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE - LEGITTIMAZIONE ALLA PROPOSIZIONE DELL'AZIONE - Rassegna di diritto del lavoro
AZIONE DI REPRESSIONE DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE – LEGITTIMAZIONE ALLA PROPOSIZIONE DELL’AZIONE
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Cass. n. 1/2020
E’ stato precisato (cfr. Cass. n. 5209/10 cit; Cass. n. 13240/09), che non devono confondersi i requisiti di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 19, per la costituzione di rappresentanze sindacali, titolari dei diritti di cui al titolo 3, con la legittimazione prevista ai fini dell’art. 28 della stessa legge. Mentre l’art. 19 richiede la sottoscrizione di contratti collettivi nazionali (o anche provinciali o aziendali, purché applicati in azienda), oppure, a seguito dell’intervento additivo della Corte Costituzionale con sentenza n. 231/13, la partecipazione del sindacato alla negoziazione relativa agli stessi contratti, quali rappresentanti del lavoratori, l’art. 28 richiede, invece, solo che l’associazione sia nazionale.
Anche il requisito della nazionalità è stato oggetto di numerose pronunce di questa Corte che, pur statuendo che esso non può desumersi da dati meramente formali e da una dimensione statica, puramente organizzativa e strutturale, dell’associazione, essendo necessaria anche un’azione diffusa a livello nazionale, nondimeno hanno puntualizzato che non necessariamente essa deve coincidere con la stipula di contratti collettivi di livello nazionale
Ciò che rileva è la diffusione del sindacato sul territorio nazionale, a tal fine essendo necessario e sufficiente lo svolgimento di un’effettiva azione sindacale non su tutto, ma su gran parte del territorio nazionale, senza che in proposito sia indispensabile che l’associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa (così Cass. S.U. 21.12.2005 n. 28269).
Le S.U. di questa Corte hanno ribadito che, in presenza di tale requisito, devono intendersi legittimate anche le associazioni sindacali intercategoriali per le quali, peraltro, i limiti minimi di presenza sul territorio nazionale devono ritenersi più elevati di quelli di una associazione di categoria.
Cass. n. 13862/2019
Ai fini della proposizione dell’azione di cui all’art. 28, L. n. 300/1970, sussiste la legittimazione attiva di organismi locali di sindacati non maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, nè intercategoriali o aderenti a confederazioni, essendo invece determinante il requisito della diffusione del sindacato (anche monocategoriale) sul territorio nazionale, dovendosi però intendere tale diffusione nel senso che basta lo svolgimento di effettiva azione sindacale (non su tutto ma) su gran parte del detto territorio ((v., fra le altre, Cass. n. 15262 del 2002; Cass. SS.UU. n. 28269 del 2005; Cass. n. 16383 del 2006; Cass. n. 13240 del 2009; Cass. 5321 del 2017; Cass. n. 2375 del 2015; Cass. n. 6322 del 2018).
In particolare, questa Corte (Cass. n. 6322 del 2018; Cass. 5209 del 2010; Cass. n. 13240 del 2009) ha anche precisato che non devono confondersi i requisiti di cui all’art. 19 della legge n. 300 del 1970, n. 300, per la costituzione di rappresentanze sindacali, titolari dei diritti di cui al titolo III, con la legittimazione prevista ai fini dell’art. 28 stessa legge: in quanto l’art. 19 richiede la sottoscrizione di contratti collettivi nazionali (o anche provinciali o aziendali, purchè applicati in azienda), oppure, a seguito dell’intervento additivo della Corte Costituzionale con sentenza n. 231/13, la partecipazione del sindacato alla negoziazione relativa agli stessi contratti, quali rappresentanti dei lavoratori, mentre l’art. 28 richiede, invece, solo che l’associazione sia nazionale.
Cass. n. 13857/2019
“In tema di repressione della condotta antisindacale, la legittimazione a promuovere l’azione prevista dall’art. 28 St. lav. deve riconoscersi agli organismi locali delle “associazioni sindacali nazionali”, per la cui identificazione è necessario e sufficiente lo svolgimento di un’effettiva azione sindacale non su tutto, ma su gran parte del territorio nazionale, senza che sia indispensabile che l’associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa” (v., tra le altre, Cass. 2.3.2017 n. 5321; Cass. 9.2.2015, n. 2375, negli stessi termini Cass. 4.3.2010 n. 5209).
In particolare, è stato evidenziato come, in tema di repressione della condotta antisindacale, ai fini del riconoscimento del carattere “nazionale” dell’associazione sindacale legittimata all’azione ex art. 28 Stat. lav., non assume decisivo rilievo il mero dato formale dello statuto dell’associazione (che affermi il carattere nazionale del sindacato), quanto piuttosto la capacità di contrarre con la parte datoriale accordi o contratti collettivi, anche gestionali, che trovino applicazione in tutto il territorio nazionale in riferimento al settore produttivo al quale appartiene l’azienda nei confronti della quale il sindacato intenda promuovere il procedimento, e attestino un generale e diffuso collegamento del sindacato con il contesto socio- economico dell’intero paese, di cui la concreta ed effettiva organizzazione territoriale si configura quale elemento di riscontro del suo carattere nazionale piuttosto che come elemento condizionante (cfr., in tali termini Cass. 5209/2010 cit.).

References: Art. 28

Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 19
 sentenza 
 Cass. 

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 art. 28
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