Source: http://www.valutazioneazienda.it/1/art_163_bis_l_f_offerte_concorrenti_11532614.html
Timestamp: 2019-04-23 17:56:45+00:00

Document:
Home » Concordato preventivo » Art 163bis lf e giurisprudenza » Art. 163-bis l.f. - Offerte concorrenti
[*] Articolo inserito dall’ art. 2, comma 1, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132; per l’applicazione di tale disposizione vedi l’art. 23, comma 1 del medesimo D.L. n. 83/2015.
MASSIME DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ E DI MERITO (ART. 163-BIS L.F.)
CESSIONE DI RAMO DI AZIENDA NEL CONCORDATO CON RISERVA E DISCIPLINA DELLE OFFERTE CONCORRENTI Tribunale di Milano 31 maggio 2018 - Pres. Rel. Lupo - Smaltimenti Controllati SMC S.r.l. in concordato preventivo Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Domanda con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Autorizzazione - Cessione di ramo di azienda - Procedura competitiva ex art. 163 bis l.fall. - Necessità - Incompatibilità tra i tempi di svolgimento della procedura competitiva e la validità temporale dell’offerta di acquisto - Conseguenze (Legge fallimentare, artt. 161, comma 7, 163 bis)
L’autorizzazione del tribunale al compimento di un atto urgente di straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7, l.fall., consistente nella cessione di un ramo d’azienda oggetto di proposta irrevocabile di acquisto formulata in pendenza di concordato preventivo c.d. con riserva, presuppone sempre la possibilità di poter disporre una procedura competitiva ai sensi dell’art. 163 bis l.fall. e non può, pertanto, essere concessa allorquando i tempi occorrenti allo svolgimento della competizione risultino incompatibili con i termini di validità temporale dell’offerta di acquisito. Una società, proponente domanda di concordato preventivo c.d. in bianco, ha chiesto al Tribunale di Milano l’autorizzazione - ex art. 161, comma 7, l.fall. - a cedere con urgenza un proprio ramo di azienda, oggetto di offerta irrevocabile d’acquisto formulata dopo il deposito della domanda di concordato e con una brevissima validità temporale. Il Tribunale ha negato la chiesta autorizzazione, rilevando (oltre alla mancanza, nella specie, di un’effettiva urgenza di procedere alla cessione) che l’autorizzazione al compimento di un atto urgente di straordinaria amministrazione, ex art. 161, comma 7, l.fall., consistente nella cessione di un ramo d’azienda oggetto di proposta irrevocabile di acquisto, presuppone la possibilità di poter disporre una procedura competitiva ai sensi dell’art. 163 bis, comma 5, l.fall. e detta autorizzazione non può, pertanto, essere concessa quando (come nel caso a mano) i tempi occorrenti allo svolgimento della competizione risultino incompatibili con i termini (nella specie, assai brevi) di validità temporale dell’offerta irrevocabile di acquisito. Secondo il Giudice milanese, infatti, l’art. 163 bis l.fall. ha introdotto un principio di portata generale, secondo il quale gli atti di dismissione del patrimonio del debitore che ricorre al concordato devono essere effettuati mediante il preventivo espletamento di procedure competitive meglio dettagliate nella norma; disciplina applicabile, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ex art. 161, comma 7, l.fall. nonché all’affitto di azienda o di uno o più rami. A tale principio non può derogarsi neanche quando vi sia l’esigenza di evitare che il ritardo, derivante dall’espletamento della procedura competitiva, possa condurre a risultati contrari all’interesse dei creditori. Sulla questione si registrano opposti orientamenti tra i giudici di merito. Anche secondo il Tribunale di Firenze, l’autorizzazione al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione implica la necessaria apertura della procedura competitiva ex art. 163 bis l.fall., che - a sua volta - esige la formulazione piena di un piano di concordato e, comunque, un lasso di tempo idoneo ad effettuare una pubblicità tale da consentire la conoscenza della procedura e la sua valutazione da parte della più ampia possibile platea di interessati. Di tal che detta autorizzazione deve essere negata allorquando non vi siano detti presupposti (v. Trib. Firenze 23 novembre 2016, in www. osservatorio-oci.org). Secondo il Tribunale di Roma, invece, in presenza di un’offerta di acquisto di un ramo aziendale presentata dopo il deposito della domanda di concordato, è possibile autorizzarne la cessione senza ricorso al meccanismo delle procedure competitive qualora l’urgenza di procedere non sia compatibile con l’espletamento delle formalità previste dall’art. 163 bis l.fall. Secondo lo stesso Tribunale, in tal caso, la cessione può essere autorizzata all’esito di una procedura competitiva deformalizzata da espletarsi sotto la conduzione e vigilanza del Commissario giudiziale (v. Trib. Roma 3 agosto 2017, in questa Rivista, 2018, 1, 83). In tale contesto, vi è anche chi ha ritenuto possibile, durante la fase di concordato con riserva, autorizzare in via d’urgenza l’affitto di un ramo di azienda, per salvaguardare l’integrità e il valore del ramo al fine della migliore soddisfazione dei creditori, e differire ad un momento successivo l’esperimento della procedura competitiva per l’individuazione del soggetto affittuario definitivo (cfr. Trib. Bergamo 23 dicembre 2015, in www.ilcaso.it). Il vivace dibattito giurisprudenziale riflette quello della dottrina. Secondo alcuni, l’inciso “in quanto compatibile” contenuto nell’ultimo comma dell’art. 163 bis l.fall. consentirebbe di escludere il ricorso alla procedura competitiva ogni volta vi fosse la necessita di salvaguardare l’integrità e il valore dell’azienda (v. A. Patti, L’evoluzione normativa dell’affitto d’azienda a rischio di depotenziamento “competitivo”, in questa Rivista, 2017, 516-517, con specifico riferimento al caso dell’affitto ponte. Così anche M. Greggio e G. Vidal, Un primo interessante caso di applicazione della novella di cui all’art. 163-bis l.fall. in www.fallimentiesocietà.it). Secondo altri, la vendita dell’azienda o di suoi rami prima dell’omologa, dovrebbe sempre essere improntata al principio della competitività, facendo però salva la possibilità di escluderla allorquando dalla cessione con procedura competitiva dovesse derivare un ritardo pregiudizievole all’interesse dei creditori (v. G. Bozza, Brevi considerazioni su alcune norme dell’ultima riforma, 2015, 28, in www.fallimentiesocietà.it). Si sostiene anche che l’art. 161, comma 7, l.fall. consentirebbe, nell’ambito di una complessiva comparazione di interessi, di privilegiare l’urgenza rispetto alla procedura competitiva ex art. 163 bis l.fall., ma non evitandola bensì adottando un modello più snello e deformalizzato, idoneo a conciliare le esigenze di speditezza con quelle di tutela dei creditori alla massima realizzazione dell’attivo (v. G.B. Nardecchia, Offerte concorrenti: la ricerca di un difficile equilibrio tra le ragioni del diritto e quelle dell’economia, in questa Rivista, 2018, 88).
Tribunale di Rovigo 2 maggio 2018, decr. - Pres. est. Martinelli - Guerrato S.p.a. (avv.ti S. Ambrosini e M. C. Borra)
Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Cessione azienda ante omologazione - Disciplina di cui agli artt. 163 bis e 182, comma 5 l.fall. - Differenze - Ambito di operatività (Legge fallimentare artt. 163-bis e 182, comma 5)
Gli artt. 163 bis e 182, comma 5, l.fall. concorrono a disciplinare la cessione dell’azienda, di suoi rami o di specifici beni del debitore nell’ambito della procedura di concordato preventivo ed in ogni fase di essa, stabilendo un diverso regime a seconda che la cessione avvenga sulla base di un’offerta pervenuta da un soggetto già individuato e posta dal proponente a fondamento del piano concordatario, o meno, trovando così applicazione l’art. 163bis l.fall. nella prima ipotesi e l’art. 182, comma 5, l.fall. in ogni altro caso. Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Cessione azienda ante omologazione - Disciplina - Cessione competitiva ex art. 182, comma 5, l.fall.- Ammissibilità- Condizioni (Legge fallimentare artt. 160, 162, 163-bis e 182, comma 5) È ammissibile la proposta di concordato preventivo che, in presenza di offerte economiche formulate da terzi ma ritenute dal debitore economicamente non convenienti, preveda la cessione dell’azienda in esercizio, secondo il modello competitivo delineato dall’art. 182, comma 5, l.fall., dopo il decreto di apertura della procedura e anteriormente alla votazione dei creditori.
Trib. Siracusa 31 maggio 2017 (data della decisione), ord. - Pres. Alì - Est. Urso - Beton 5 S.r.l. ed altro (avv. Spadaro) c. Massa dei creditori

References: Art. 163
 art. 2
 art. 163
 art. 161
 art. 161
 art. 161
 art. 161
 art. 163
 art. 163
 art. 182