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IL COLLEGIO DI NAPOLI. - prof. avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia - PDF
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Giorgiana Landi
1 IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri..Presidente - prof. avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia - prof. avv. Giuseppe Conte...membro designato dalla Banca d'italia - prf.ssa Marilena Rispoli Farina..membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario per le controversie in cui sia parte un cliente consumatore - avv. Pierfrancesco Bartolomucci......membro designato dal Consiglio Nazionale Consumatori Utenti (estensore) Nella seduta del , dopo aver esaminato: il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica FATTO Nel mese di gennaio 2006 il ricorrente stipulava con l intermediario convenuto, rinnovando così un analoga operazione, un contratto di finanziamento per un importo lordo di euro ,00 rimborsabile, mediante cessione pro solvendo di quote della retribuzione mensile, in centoventi rate di euro 202,00. Le condizioni economiche del contratto prevedevano il pagamento, mediante trattenuta dall importo finanziato, delle seguenti somme: euro 848,40 a titolo di premio assicurativo, nonché di costi di gestione in favore dell Inpdap (trattandosi di un prestito garantito da tale ente previdenziale); euro 1.440,48 a titolo di spese fisse, comprensive di spese di istruttoria e di gestione in favore dell intermediario; euro 727,20 a titolo di commissioni per l intermediario incaricato. Il finanziamento veniva anticipatamente estinto nel febbraio 2011, in corrispondenza della sessantesima rata di ammortamento; nel conteggio estintivo emesso dall intermediario veniva riconosciuto il rimborso di euro 333,75 quale quota parte delle commissioni finanziarie. Con lettera di reclamo, il ricorrente per il tramite del legale di fiducia contestava detto rimborso, ritenuto non congruo, e chiedeva l ulteriore restituzione della somma complessiva di euro 1.587,29 quale quota parte delle commissioni e del premio assicurativo, calcolate secondo il criterio proporzionale alla vita residua del finanziamento anticipatamente estinto, Pag. 2/6
2 nonché quale rimborso di due rate conteggiate erroneamente come insolute (relative ai mesi di gennaio-febbraio 2011). In riscontro al reclamo, l intermediario affermava di aver proceduto alla riduzione del costo del finanziamento, corrispondendo un adeguato rimborso delle commissioni, calcolato in conformità alla normativa vigente; rigettava invece la richiesta di restituzione del premio, invitando il ricorrente a rivolgere la richiesta all ente previdenziale. Infine, comunicava di aver provveduto alla restituzione delle rate erroneamente considerate insolute. Seguiva ulteriore corrispondenza tra le parti; ritenendo non soddisfacenti le risposte ottenute, il ricorrente, sempre per il tramite del legale di fiducia, adiva questo Arbitro, reiterando le proprie richieste fondate sulla violazione dell art. 125-sexies t.u.b.: chiedeva, pertanto, la restituzione di euro 424,20 con riferimento al premio assicurativo, euro 386,49 con riferimento alle commissioni bancarie (calcolate su base proporzionale), nonché l integrale ripetizione delle commissioni di intermediazione pari ad euro 727,20; il tutto oltre gli interessi al tasso legale. Costituitosi ritualmente, l intermediario richiamando già quanto affermato in sede di riscontro al reclamo eccepiva preliminarmente la propria carenza di legittimazione passiva in ordine alla richiesta di rimborso del premio, ritenendo la stessa sussistente esclusivamente in capo all Inpdap nella sua qualità di ente prestatore della relativa copertura ex art. 38 d.p.r. n. 180/1950. Richiamando anche una decisione di questo Collegio, sosteneva al riguardo che il riferimento all accordo Abi-Ania del 2008 operato dal ricorrente fosse inconferente rispetto alla fondatezza della relativa pretesa. In merito alla retrocessione delle voci commissionali, ribadiva di aver già provveduto all equa riduzione delle stesse, corrispondendo una somma determinata in funzione dell incidenza degli interessi nominali per il periodo non goduto rispetto agli interessi totali del finanziamento; riportava, peraltro, la descrizione del criterio di calcolo adottato. Circa le commissioni di intermediazione, specificava che si trattasse invece del compenso corrisposto a titolo di provvigione per lo svolgimento di attività preliminari alla concessione del prestito, in quanto tali non retrocedibili. Chiedeva pertanto, accertata la carenza di legittimazione passiva, il rigetto del ricorso. DIRITTO Appare necessario, a giudizio del Collegio, muovere dall eccezione preliminare proposta dall intermediario, il quale ritiene che non sussista la legittimazione passiva relativa alla richiesta di rimborso della quota non maturata del premio assicurativo. L eccezione è fondata e deve essere accolta. Questo Arbitro è stato già più volte chiamato a decidere in ordine alla richiesta di rimborso di quota parte del premio assicurativo, allorché la relativa copertura sia stata garantita da un ente previdenziale pubblico, quale l Inpdap: in tal caso non può mancarsi di rilevare che la norma dell art. 38 del d.p.r. n. 180/1950, di natura imperativa, stabilisce chiaramente che quando siano trascorsi almeno due anni dall inizio di una cessione stipulata per un quinquennio od almeno quattro anni dall inizio di una cessione stipulata per un decennio, il cedente ha facoltà di estinguerla mediante versamento dell intero debito residuo. In tal caso, sull importo di ciascuna quota mensile di stipendio o salario non ancora scaduta, il cessionario è tenuto a scontare l interesse per il tempo in cui è anticipato il rispettivo pagamento, calcolando lo sconto allo stesso saggio al quale fu accordato il mutuo. Nello stesso caso il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato è tenuto a restituire una quota del premio di garanzia riscosso a norma della lettera b) dell articolo 27, in relazione all entità della somma pagata in anticipo e al periodo di abbreviazione della garanzia. Agli effetti dello sconto degli interessi e del premio di garanzia, il versamento a saldo si considera in ogni caso come avvenuto alla fine del mese in cui viene effettuato. Pag. 3/6
3 Il chiaro tenore letterale della richiamata disposizione impedisce di poter ritenere fondata la richiesta restitutoria avanzata nei confronti dell intermediario, posto che è la legge stessa a determinare, in ragione di superiori interessi relativi alla diversa disciplina dell allocazione dei rischi direttamente rinvenibile nella legge, l unica modalità attraverso la quale sia possibile ottenere il rimborso della quota non maturata del premio assicurativo (cfr. dec. nn. 604/2013; 671/2011 e 3523/2012). Pertanto la relativa domanda non può trovare accoglimento. Nel merito, e con riferimento alle varie voci commissionali, le prospettazioni delle parti invero non sempre rigorose divergono sia in ordine alla retrocedibilità delle stesse sia in ordine al criterio di calcolo in base al quale stabilire il rimborso. Il Collegio rileva preliminarmente che debba essere riconosciuto un difetto di trasparenza nella descrizione delle ridette commissioni, vieppiù rilevante nel caso di specie, posto che nessuna delle parti ha prodotto copia del contratto di finanziamento: mentre il documento di sintesi individua la voce spese fisse (comprensive spese istruttoria, spese gestione ecc.) per un importo complessivo di euro 1.440,48 e le commissioni intermediario incaricato per euro 727,00, le comunicazioni periodiche inviate al ricorrente descrivono più dettagliatamente ed in maniera distinta le commissioni finanziarie (euro 1.215,48), le commissioni accessorie (euro 727,00) e le spese fisse contrattuali (euro 225,00). Lo stesso ricorrente cade in contraddizione laddove richiede con il reclamo il rimborso proporzionale delle commissioni per l intermediario, pari ad euro 29,85 (calcolate al netto dell abbuono di euro 333,75) e di quelle accessorie, pari ad euro 720,40 (calcolate sull importo di euro 1.440,48). Da un esame complessivo della documentazione può rilevarsi, invece, che quelle che vengono individuate nel documento di sintesi come spese fisse (comprensive spese di istruttoria, gestione etc.) (pari ad euro 1.440,48) vengono dettagliate nelle comunicazioni periodiche, le quali imputano euro 225,00 alle spese fisse contrattuali ed euro 1.215,48 alle commissione finanziarie. Vengono invece ivi denominate quali commissioni accessorie quelle che nel documento di sintesi sono descritte come commissioni intermediario incaricato. Dalla descritta ricostruzione deve, quindi, ricavarsi che l abbuono riconosciuto in sede di conteggio estintivo sia relativo alle commissioni finanziarie, come specificato dallo stesso resistente. Ciò precisato, il Collegio deve rilevare che nessuna delle parti ha allegato a fondamento delle proprie deduzioni una copia del contratto di finanziamento, dal quale evincere la natura delle commissioni corrisposte dal cliente e la loro eventuale retrocedibilità; entrambe, infatti, hanno versato in atti solo una copia del documento di sintesi/lettera di liquidazione, dalla quale peraltro si evince espressamente che il ricorrente non si sia avvalso del diritto di ottenere copia del testo contrattuale: pertanto, il rilevato difetto di allegazione (ancorché sia preclusivo di ogni indagine in ordine alla effettiva retrocedibilità degli oneri di cui si discute) non può che andare a detrimento delle ragioni sostenute dal resistente. La domanda restitutoria avanzata dal ricorrente, infatti, si sostanzia nella denuncia di un inadempimento contrattuale posto in essere dal resistente. Il Collegio ritiene, al riguardo, che trovi applicazione in tale fattispecie il noto principio di vicinanza della prova, fatto proprio dalla giurisprudenza di legittimità, in virtù del quale allorché si controverta di inadempimento contrattuale il creditore della prestazione non adempiuta (o non correttamente adempiuta) possa limitarsi a fornire la prova della fonte negoziale di detto obbligo, oltre che dedurre l altrui inadempimento, alla stregua di fatto estintivo del diritto quesito. Di contro, il debitore è onerato di dimostrare il proprio esatto adempimento, ovvero la sussistenza di una causa allo stesso non imputabile (cfr. Cass. Sez. Un., 30 ottobre 2001, n. 1353; conf. Cass. civ., sez. I, 25 ottobre 2007, n ; Cass. civ., sez. I, 3 luglio 2008, n ). Non sfugge al Collegio, infatti, che il ricorrente abbia dato prova dell esistenza della fonte negoziale dell obbligo, allegando una serie di documenti (quale il conteggio estintivo) e Pag. 4/6
4 adducendo circostanze di fatto idonee a fondare l esistenza del rapporto contrattuale esistente tra le parti. Di contro l intermediario convenuto, nella sua qualità di debitore della prestazione restitutoria, non ha fornito prova del proprio esatto adempimento. Prova che avrebbe potuto essere fondata esclusivamente sul contratto di finanziamento in esame: solo attraverso il deposito di tale documento, questi avrebbe potuto dimostrare l insussistenza di qualsiasi inadempimento o non corretto adempimento a sé stesso imputabile. Infatti, il testo contrattuale avrebbe potuto far rilevare la natura delle commissioni per l intermediario incaricato e la loro eventuale non retrocedibilità, parziale o totale. L assenza di certi riferimenti testuali ricavabili aliunde ed il mancato deposito di una copia del contratto, dunque, rilevano alla stregua della mancata prova del proprio diligente adempimento, inteso come fatto negativo avente natura estintiva del diritto di credito avanzato dal ricorrente. Ciò premesso, ed alla luce di un interpretazione della documentazione in atti fondata sui criteri ermeneutici offerti dagli artt ss. cod. civ., deve ritenersi che lo stesso resistente abbia implicitamente riconosciuto la natura retrocedibile delle commissioni finanziarie, il cui abbuono in sede di conteggio estintivo è stato calcolato sulla base dell andamento degli interessi corrispettivi. In molteplici occasioni questo Arbitro ha avuto modo di chiarire che, sotto il profilo applicativo, le disposizioni del t.u.b. relative alla riduzione del costo complessivo del finanziamento, nel caso della sua anticipata estinzione, non hanno esplicitato secondo quali criteri debba essere determinata l equa riduzione del costo del finanziamento; in assenza di parametri normativi di riferimento, sia di natura primaria sia di natura secondaria, l ABF nelle numerose pronunce al riguardo, ha chiaramente stabilito che il legislatore abbia inteso rimetterne la determinazione all autonomia negoziale delle parti, con la conseguenza che possa farsi ricorso al criterio proporzionale puro soltanto in assenza di diverse pattuizioni contrattuali, le quali possono essere desunte anche in assenza di espressi riferimenti testuali, purché inequivocabilmente ricavabili dall analisi dell intera operazione economica. Detto criterio in luogo di quello proporzionale, il quale assume una funzione meramente sussidiaria, in assenza di diverse prescrizioni contrattuali ovvero di ragionevoli ed oggettive indicazioni offerte dall intermediario, appare insindacabile dal Collegio a condizione che queste siano come nel caso di specie oggettivamente apprezzabili in conformità all economia dell intero contratto (cfr. dec. nn. 3805; 3802; 3354; 3196; 1471; 1038/2013; 4435/2012; 2474/2011). Pertanto, alcun ulteriore rimborso può essere disposto in favore del ricorrente con riguardo a tali commissioni, già in parte retrocesse in sede di conteggio estintivo mediante l abbuono della somma di euro 333,75. Per quanto attiene alle commissioni di intermediazione, invece, le considerazioni del convenuto, relativa alla natura non retrocedibile delle stesse, non possono trovare accoglimento, in assenza di qualsivoglia prova documentale circa tale aspetto. Alla luce di dette considerazioni, ritenuta provata l esistenza del rapporto negoziale intercorrente tra le parti ed in assenza della prova circa la natura delle attività poste in essere dall intermediario incaricato, va riconosciuta la retrocessione delle relative commissioni nella misura determinata in via proporzionale alla vita residua del finanziamento anticipatamente estinto. Va, quindi, disposta la ripetizione della somma di euro 363,70 oltre agli interessi legali a far data dal reclamo. P.Q.M. Pag. 5/6
5 In parziale accoglimento del ricorso, il Collegio dichiara l intermediario tenuto alla restituzione dell importo di 363,70, oltre interessi legali dalla data del reclamo. Il Collegio dispone inoltre, ai sensi della vigente normativa, che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di 200,00 quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente la somma di 20,00 quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. firma 1 IL PRESIDENTE Pag. 6/6

References: art. 125
 art. 38
 art. 38
 articolo 27
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 Cass.