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Timestamp: 2016-12-02 22:32:55+00:00

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1 T r i b u n a l e O r d i n a r i o d i C r e m o n a Ufficio del Giudice per le indagini preliminari dr. Guido Salvini N. 3628/2010 R.G.N.R. N. 827/11 R.G.GIP. ORDINANZA DI APPLICAZIONE DELLA MISURA DELLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE - artt.272 e ss. c.p.p. - Il Giudice per le indagini preliminari, dr. Guido Salvini, Esaminata la richiesta del Pubblico Ministero, pervenuta in data 30 Novembre 2011 con la quale si richiede l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di: 1. TAN SEET Eng, detto DAN, nato a Singapore il ; 2. CHOO BENG Huat, nato a Singapore il ; 3. PHO Hock Kheng, nato a Singapore il ; 4. GEGIC Almir, detto lo zingaro, nato a Novi Pazar (Serbia), il , alias GEGIC Almir, nato a Presov (Repubblica Slovacca), il , residente a Chiasso (CH) in Corso San Gottardo N.25, Palazzo City; 5. ILIEVSKI Hristyian, nato a Skopje (Macedonia), il ; 6. LALIC Dino, detto Celavi, nato a Kranj (Slovenia) il , ivi residente in Vreckova Ulica 7 (Slovenia); 7. SULJIC Admir, alias Misek, nato il a Sloven Gradec (Slovenia), residente a Velenje Kardeljev trg 2 (Slovenica); 8. SAKA Vinko, detto Gidra, nato il , residente a Zagabria (Croazia) in via Roberta Francesca Mihanovica n 5; 9. RIBIC Alija, nato il , residente a Zagabria (Croazia) in via Karlovacka n 12; 10. TRAJKOVSKI Rade, nato in Macedonia il2 11. DONI Cristiano, nato a Roma il giorno residente a Bergamo in Via San Lazzaro 12, già capitano dell ATALANTA, attualmente sospeso dall attività agonistica da parte della Giustizia Sportiva; 12. GERVASONI Carlo, nato a Legnano (MI) il ed ivi residente alla Via Mentana civico 15, calciatore del PIACENZA, attualmente sospeso dall attività agonistica da parte della Giustizia Sportiva; 13. CAROBBIO Filippo, nato ad Alzano Lombardo (BG) il , residente in via Vittoria N.1 a Nembro (BG), attualmente in forza allo SPEZIA Calcio, LEGA PRO 1^Divisione; 14. BENFENATI Antonio, nato a Bologna il , residente in via XX Settembre N. 77 a Cervia (RA); 15. SANTONI Nicola, nato a Forli il , residente a Ravenna in via Gambellara N.40, già preparatore atletico del RAVENNA Calcio, attualmente sospeso dall attività agonistica per decisione della Giustizia Sportiva; 16. SARTOR Luigi, nato a Treviso il e residente in Parma in Via Felice da Mereto n. 65/6 17. ZAMPERINI Alessandro, nato a Roma il residente in Via Melisenda n.27 per i seguenti reati : I N D A G A T I 1) TAN SEET ENG detto DAN, CHOO BENG Huat, PHO Hock Kheng, GEGIC Almir, LALIC Dino, SULJIC Admir, SAKA Vinko, RIBIC Alija, ILIEVSKI Hristyan, TRAJKOVSKI Rade, GERVASONI Carlo, CAROBBIO Filippo, SARTOR Luigi, ZAMPERINI Alessandro ( in concorso con PERUMAL Wison Ray, HADZHIVANOV Strahilov Kostadin, KENESEI Zoltan, LAZAR Matyas, ANTIC Dragan, CONTEH Kewullay, JOELSON Josè Inacio, PELLICORI Alessandro, ACERBIS Paolo Domenico, RUSSO Filippo, ETTORI Alessandro, NERI Maurizio, PALMIERI Paolo Roberto ) Del delitto di cui all art.416, 1,2,3 e 5 co. c.p., 3 e 4 legge n.146, perchè si associavano tra loro in numero superiore a 10, TAN SEET ENG con il ruolo di capo e di organizzatore, gli altri indagati in qualità di partecipi, per 23 realizzare a livello mondiale, anche con ripartizione di zone territoriali di competenza tra alcuni associati, una pianificazione degli interventi illeciti, qualificabili come delitti di frode in competizioni sportive, nonché di truffe, reati diretti ad influire sul risultato e ad alterare, in molteplici campionati di calcio, in coppe nazionali e non e in partite internazionali, il naturale esito delle partite medesime. Ciò per conseguire vincite in scommesse per milioni di euro che venivano effettuate prevalentemente sui siti asiatici ed utilizzando a tal fine lo strumento della corruzione dei giocatori, degli arbitri e dei dirigenti ed in particolare si associavano tra loro al fine di commettere in Italia, come in concreto commettevano, molteplici delitti di frode in competizioni sportive di cui all art.1 legge 401/1989, 1, 2 e 3 co., e di truffa ai danni delle società di calcio non coinvolte e degli scommettitori leali. In particolare intervenivano con offerte o promesse di denaro, o altra utilità o vantaggio, nei confronti di calciatori o dirigenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, interferendo, o cercando di interferire sui seguenti eventi sportivi: - sul campionato italiano di calcio di serie A) del 2008, influendo su molteplici risultati delle partite di calcio della squadra ALBINOLEFFE (in particolare TAN SEET ENG, LALIC e SULJIC), nonché sulla partita NAPOLI- SAMPDORIA del , terminata con il risultato di 4-0, sulla partita BRESCIA-BARI del , terminata con il risultato di 2-0, sulla partita BRESCIA-LECCE del , terminata con il risultato di 2-2, nonchè sulle seguenti partite del campionato di serie B 2009/2010: BRESCIA- MANTOVA del , terminata 1-0; CITTADELLA MANTOVA del , terminata 6-0; ANCONA-GROSSETO del , terminata 1-1; GROSSETO-REGGINA del , terminata 2-2; EMPOLI- GROSSETO del , terminata 2-2; PADOVA-MANTOVA dell , terminata 3-0, GROSSETO-MANTOVA del , terminata 1-1, SALERNITANA-MANTOVA dell , terminata 1-3; - nonché sulle seguenti partite dal campionato 2010/2011: SIENA- PIACENZA, del , terminata 2 a 3; ATALANTA-PIACENZA del , terminata 3-0; PIACENZA-PESCARA del , terminata 0-2., NOVARA-ASCOLI del 2 aprile 2011, terminata 1-0; ASCOLI- SASSUOLO del , terminata 0-0;. TARANTO-BENEVENTO del , terminata 3-1, SIENA-SASSUOLO DEL , terminata 4-0; BENEVENTO-PISA DEL ,terminata 1-0 (le ultime tre trattate nella precedente ordinanza del ) - nonché sulla partita di Coppa Italia CESENA-GUBBIO del In particolare GEGIC Almir, già inserito nell associazione facente capo a PIRANI ed ERODIANI, costituiva l elemento di raccordo tra il sodalizio italiano e quello facente capo al presente sodalizio; GERVASONI Carlo, che riferiva direttamente a GEGIC Almir, forniva per almeno un anno al gruppo un contributo stabile con 34 particolare riferimento alle partite che vedevano coinvolte le squadre nelle quali via via militava, MANTOVA, CREMONESE e PIACENZA, svolgendo altresì attività per reclutare calciatori disponibili a farsi corrompere e mantenendo con costoro i contatti; CHOO Ben Huat si recava frequentemente (almeno 16 volte) in Italia da Singapore, quantomeno dall fino al , a volte unitamente a TAN SEET ENG, incontrandosi con i sodali Dino LALIC, HADZHIIVANOV Kostadin, SULJIC ADMIR e ILIEVSKI Hristian, spostamenti finalizzati alla manipolazione delle partite, con particolare riferimento al trasporto del denaro; PHO HOCK KENG, sempre a tal fine, si recava in Italia il , occasione in cui veniva prelevato da SARTOR Luigi, che lo accompagnava presso l abitazione di SIGNORI Giuseppe ; lo stesso Almir GEGIC, Dino LALIC, Admir SULJIC, Vinko SAKA e ALIJA RIBIC, prendevano direttamente contatto, sia presso gli alberghi ove venivano ospitate le squadre in procinto di effettuare le partite da manipolare, sia presso i rispettivi domicili, con i giocatori da corrompere, stipulando accordi sul risultato da raggiungere e sull entità del denaro da consegnare, mostrando e consegnando ai predetti il denaro della corruzione; quanto sopra con particolare riferimento alle partite BRESCIA- MANTOVA del , CITTADELLA-MANTOVA del , ANCONA- GROSSETO del , GROSSETO-REGGINA del EMPOLI- GROSSETO del , GROSSETO-MANTOVA del , PADOVA- MANTOVA dell , SIENA-Piacenza del , ATALANTA- PIACENZA del , PIACENZA-PESCARA del ILIEVSKI Hristyan si incontrava il in Milano con l indagato CHOO BENG HUAT, proveniente da SINGAPORE, in epoca di poco antecedente a TARANTO-BENEVENTO, ATALANTA-PIACENZA e PADOVA-ATALANTA, comunicando lo stesso 2 marzo con TAN SEET ENG; intratteneva rapporti con l indagato BRESSAN Mauro; acquistava con documento falso il in Como 6 schede telefoniche che venivano intestate a nome di DIMITROV Valentin; cedeva due di queste schede a GEGIC Almir ed Carlo GERVASONI perché le utilizzassero nell attività corruttiva dei calciatori; lo stesso veniva controllato in Como, unitamente agli indagati TRAJKOVSKI Rade e GEGIC Almir, a bordo della stessa vettura utilizzata dal medesimo GEGIC Almir in occasione di un incontro tra questi e PARLATO Gianfranco del , finalizzato alla manipolazione delle partite; partecipava a bordo della suddetta vettura ad un incontro tra GEGIC, GERVASONI e MICOLUCCI Vittorio, diretto al reclutamento di quest ultimo per la manipolazione delle partite di calcio; contattava giocatori del MANTOVA, unitamente agli indagati ANTIC Dragan, LALIC Dino e TRAJKOVSKI Rade, per manipolare l incontro PADOVA- MANTOVA dell ; contattava a fini corruttivi giocatori del PIACENZA 45 immediatamente prima dell incontro SIENA-PIACENZA del , pernottando presso il medesimo albergo; HADZHIIVANOV Kostadin Strahiliov, detto Kosta, appartenente al sodalizio dal 2009, intratteneva stretti contatti, ai fini della manipolazione delle partite di calcio, CON TAN SEET ENG, CHOO BENG HUAT, PERUMAL WILSON RAY, LALIC Dino e SULJIC Admir, unitamente ai quali veniva controllato alla frontiera di Gorizia il ; alloggiava più volta presso lo stesso albergo CROWNE Plaza di Somma Lombardo, nei pressi della Malpensa, unitamente a TAN SEET ENG, LALIC, SULJIC, CHOO BENG HUAT; CAROBBIO Filippo, giocatore del GROSSETO, si poneva a disposizione del gruppo degli zingari ai fini della manipolazione delle partite del GROSSETO, in particolare infuendo, o tentando di influire, in cambio di denaro, sulle partite ANCONA-GROSSETO del , GROSSETO-REGGINA del (in concorso anche con JOELSON, CONTEH Kawellay e ACERBIS Paolo), GROSSETO-EMPOLI del , GROSSETO-MANTOVA del , SIENA-PIACENZA del ; intratteneva altresì frequenti rapporti con alcuni degli indagati, tra i quali GEGIC, RIBIC, BRESSAN e GERVASONI per accordi riferibili alla maniopolazione delle partite; ZAMPERINI Alessandro svolgeva nell ambito dell organizzazione attività di reclutamento di calciatori da arruolare in via stabile per la manipolazione delle partite, contattando a tal fine il calciatore della squadra del GUBBIO FARINA Simone, al quale offriva per alterare il risultato della partita di Coppa Italia GUBBIO-CESENA del 30 novembre 2011, affinchè il secondo corrompesse a sua volta il portiere e due difensori centrali; offriva in cambio, oltre al denaro, di intervenire per conto dell organizzazione, favorendo il GUBBIO in partite successive di fine campionato; inoltre intratteneva direttamente rapporti, almeno telefonici, con TAN SEET ENG, con GERVASONI Carlo (117 contatti), con TISCI Ivan, e alloggiando pochi giorni prima della partita LECCE-LAZIO presso lo stesso albergo ove ha alloggiato la squadra del LECCE e ILIEVSKI Hristian, con evidenti finalità corruttive; SARTOR Luigi costituiva il contatto stabile e tra il gruppo dei BOLOGNESI, con a capo SIGNORI Giuseppe, e il gruppo dei SINGAPORIANI, recandosi anche a SINGAPORE per gli illeciti rapporti concernenti la manipolazione delle partite e ricevendo costoro quando si recavano in trasferta in Italia, in particolare prelevando dall Aeroporto della Malpensa PHO HOCK KENG il e portandolo successivamente presso l abitazione del SIGNORI. Accertato il e permanente fino alla data odierna. Commesso in varie località italiane ed estero meglio specificate nell imputazione. 56 2) DONI Cristiano, SANTONI Nicola e BENFENATI Antonio del delitto di cui all art , 2, 3 e 5 co. C.P., perché si associavano con ERODIANI Massimo, PIRANI Marco, PAOLONI Marco, PARLATO Gianfranco, BELLAVISTA Antonio, BUFFONE Giorgio, GIANNONE Francesco, BRESSAN Mauro, BRUNI Manlio, GEGIC Almir, LA CIVITA Francesca, MICOLUCCI Vittorio, MEHMETI Ismet, SIGNORI Giuseppe, SOMMESE Vincenzo e TUCCELLA Gianluca, i primi sette in qualità di promotori, costitutori ed organizzatori, i restanti indagati quali partecipi, allo scopo di commettere in via stabile ed organizzata, con cadenza almeno settimanale, una pluralità di delitti di frode in competizioni sportive, di cui all art.1 legge 401/1989, nonché di truffe ai danni delle società di calcio e degli scommettitori leali, associazione che interferiva, con offerte o promesse di denaro, o di altre utilità o vantaggio, fatte ai calciatori o ai dirigenti delle squadre di calcio, sul naturale esito di una pluralità di partite di calcio della Lega PRO, della serie B) e della serie A), associazione già contestata con ordinanza del GIP del Tribunale di Cremonaemessa in data , qui da intendersi integralmente richiamata. In particolare, DONI Tiziano, SANTONI Nicola e BENFENATI Antonio partecipavano garantendo, anche attraverso uno stretto contatto con PARLATO Gianfranco, operante quale tramite tra i predetti e la restante parte dell organizzazione, interventi di corruzione dei calciatori, inquadrabili nella previsione normativa dell art.1, 1, 2 e 3 co. legge 401/1989, tali da influenzare il risultato delle partite giocate dall ATALANTA, concludendo, o cercando di concludere accordi corruttivi con i giocatori delle squadre avversarie, quali Carlo GERVASONI del Piacenza, o con coloro, quali PIRANI, MICOLUCCI ed altri, che erano in grado di influenzarli. Quanto sopra anche con riferimento alle partite ASCOLI-ATALANTA del ; ATALANTA-PIACENZA del ; PADOVA-ATALANTA del In particolare DONI Cristiano, capitano dell ATALANTA, agendo, anche per conto di imprecisati dirigenti della squadra, che aspirava alla promozione in serie A, utilizzando il supporto costante di un suo gruppo di Cervia, capeggiato dal BENFENATI, che gli consentiva di intrattenere solo indirettamente rapporti illeciti compromettenti inerenti alla manipolazione delle partite, interferiva, o cercava di interferire, con interventi anche corruttivi, anche al fine di procurarsi illegittimamente i proventi delle scommesse, sui risultati di molteplici partite della sua squadra, tra le quali le tre partite sopra indicate. In particolare faceva pervenire a PARLATO, tramite SANTONI Nicola, suo uomo fidato, l informazione che l ATALANTA intendeva mettere a disposizione del denaro per vincere la partita ATALANTA-PIACENZA informazione che 67 PARLATO forniva poi ad ERODIANI, a sua volta in contatto con Carlo GERVASONI del Piacenza. Quindi, sempre tramite il SANTONI, faceva pervenire a PARLATO Gianfranco euro che venivano consegnati dal primo al secondo in Parma il giorno stesso della partita ATALANTA-PIACENZA, a risultato utile conseguito. Quanto alla partita ATALANTA-PADOVA influiva con la sua prestazione sul risultato del pareggio, voluto dalla squadra, fino al punto di scommettere per interposta persona euro sul risultato medesimo. Si adoperava, quanto alla partita ASCOLI-ATALANTA, per raggiungere l obiettivo concordato della vittoria della sua squadra, segnando anche un goal, con la piena consapevolezza del concordato apporto di MICOLUCCI Vittorio. SANTONI Nicola costituiva il tramite stabile tra DONI, col quale comunicava in continuazione, e la restante parte dell organizzazione, comunicando con PARLATO e con BUFFONE in ordine alla manipolazione delle partite dell ATALANTA. Consegnava a PARLATO costituenti il corrispettivo della manipolazione della partita ATALANTA-PIACENZA. Suggeriva, quanto alla partita ASCOLI-ATALANTA, di ricorrere ad una stretta di mano tra DONI e GERVASONI, al fine di sancire in modo visibile l accordo corruttivo intercorso. Suggeriva a DONI il alle 00:5, l opportunità di un intervento delittuoso sul suo Iphone sequestrato, al fine di impedire l utilizzo dei dati sullo stesso presenti. In particolare BENFENATI Antonio, utilizzando una cabina telefonica di Bergamo, per ragioni di sicurezza, intratteneva circa 2 ore prima della partita ATALANTA-PIACENZA, molteplici contatti telefonici con il PARLATO, accordandosi, per conto del DONI, sulla segnatura di 3 reti, facendo espresso riferimento all influenza sul possibile risultato delle decisioni di Carlo GERVASONI del Piacenza e confermando di aver consegnato al DONI una scheda telefonica dedicata. In precedenza lo stesso BENFENATI, poco prima della parita ATALANTA- PIACENZA, e dopo aver avuto numerosi contatti telefonici con DONI Cristiano, s incontrava con questi e gli consegnava la scheda telefonica intestata a PETRESCU Ion (collaboratore del BENFENATI presso lo stabilmento di Cervia i Figli del Sole ), attivata il giorno precedente, da utilizzare per sicurezza, come in effetti veniva utilizzata, in occasione delle conversazioni finalizzate alla manipolazione delle partite. BENFENATI comunicava con DONI fino a quando quest ultimo si trovava già nello stadio prima della partita. Lo stesso 19 marzo SANTONI Nicola intratteneva numerosi contatti telefonici con DONI Cristiano, BENFENATI Antonio e con PARLATO Gianfranco.Quest ultimo comunicava con SANTONI Nicola ancor prima della fine della partita e successivamenter lo incontrava nei pressi di Parma, ricevendo da questi euro per la manipolazione dell incontro. Il giorno 78 successivo della partita BENFENATI Antonio si congratulava con PARLATO per il risultato ottenuto. DONI Cristiano, riprendendo ad utilizzare la scheda intestata a PETRESCU Ion, e BENFENATI Antonio, intrattenevano numerose conversazioni telefoniche già a a partire dal giorno antecedente alla partita PADOVA-ATALANTA. Il giorno della partita, trovandosi DONI già in prossimità dello stadio di PADOVA, si scambiavano oltre 20 SMS tra le 18 e le 20. A Bergamo, Cremona ed in altre località fino al novembre9 3) PREMESSA L ASSOCIAZIONE DI CUI AL CAPO A) FINALIZZATA ALLE FRODI SPORTIVE COME REATO TRANSNAZIONALE La presente ordinanza di custodia cautelare costituisce l esito delle nuove indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Cremona e con grande impegno e capacità di analisi dalle Autorità di P.G. delegate della Squadra Mobile di Cremona, Brescia, Bologna e Bari coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Le indagini hanno riguardato il fenomeno, di carattere non più solo nazionale ma internazionale, delle scommesse su partite di calcio truccate che rappresenta la fonte di ingenti guadagni per chi, ai vari livelli in cui è posto, organizza o partecipa a tale attività illecita. Dopo l emissione dell ordinanza di custodia cautelare in data che ha colpito 16 tra dirigenti, giocatori ed ex-giocatori di squadre sopratutto di serie B e agenti di scommesse che approfittavano di tale sistema illegale, cui sono seguite ampie confessioni da parte di molti degli indagati e la cui impostazione ha avuto una diretta conferma già dalle sentenze di condanna di primo e di secondo grado emesse dalla Commissione Disciplinare della F.I.G.C. 1 nei confronti tanto di giocatori quanto di squadre 2, le indagini non si sono infatti arrestate nella consapevolezza che, a partire dalla manipolazione della partita Cremonese Paganese nel novembre del 2010 e dalle emergenze successive riguardanti soprattutto partite di serie B, era venuta alla luce ed era stata toccata solo la punta 1 Si ricordi sopratutto che la sentenza della Commissione Disciplinare di primo grado della FIGC emessa in data e confermata quasi integralmente in secondo grado, ha applicato sanzioni nei confronti di quasi tutti i giocatori, gli allenatori, e le squadre incolpate non solo per i singoli episodi di illecito sportivo puniti dall art. 7 del Codice della Giustizia Sportiva ma anche per la fattispecie disciplinare di cui all art. 9 del Codice che riguarda l essersi associati in più di tre persone per commettere una serie indeterminata di illeciti sportivi quali in particolare l alterazione del regolare svolgimento e del risultato di gare dei campionati con il conseguente guadagno di ingenti somme di denaro grazie a scommesse dall esito sicuro. E stato quindi riconosciuto il contesto associativo all interno del quale hanno operato gli indagati con le modalità che erano già state descritte nell ordinanza di custodia emessa da questo Ufficio in data 18 Maggio Tra i giocatori sottoposti a severe sanzioni per la violazione dell art. 9 del Codice di Giustizia sportiva vi sono PAOLONI, GERVASONI, BELLAVISTA, BRESSAN e SIGNORI e tra le squadre ugualmente sanzionate la Cremonese, il Benevento, il Ravenna e l Ascoli. 2 È altresì doveroso ricordare l importante contributo fornito alle indagini, nel periodo successivo all esecuzione della prima ordinanza di custodia cautelare, dagli organi inquirenti della Procura Sportiva, in particolare l acquisizione delle confessioni di Vittorio MICOLUCCI, poi confermate e sviluppate dinanzi alla Procura di Cremona, che hanno aperto un ampio squarcio sul ruolo di alcuni soggetti quali il gruppo degli zingari e Nicola SANTONI. 910 dell iceberg di un fenomeno assai più vasto che inquina in profondità il mondo delle competizioni calcistiche. Le indagini sono quindi continuate già da luglio 2011 approfondendo gli spunti investigativi forniti dagli interrogatori di molti indagati anche dinanzi alla Procura Sportiva, analizzando gli esiti di molte partite e i relativi flussi di scommesse, attivando nuove intercettazioni telefoniche ed analizzando un gran numero di tabulati. Soprattutto si sono sviluppate avviando una fruttuosa collaborazione con le Autorità di Polizia e Giudiziarie che in vari paesi europei stanno contrastando lo stesso fenomeno ed avevano aperto procedimenti che in alcuni casi erano già sfociati in arresti e condanne. Il quadro che scaturisce da questa seconda parte delle indagini non è quello di una semplice disonestà a livello locale da parte di giocatori e di allenatori bensì quello dell operatività di una rete a livello internazionale, facilitata dalla globalizzazione delle scommesse tramite internet, ed in grado di agganciare i giocatori infedeli disposti a truccare le partite e rendere concreto il loro desiderio di facili guadagni. Vengono così assicurati, insieme a questi ultimi, soprattutto agli organizzatori della rete e alla loro cerchia di clienti, sicuramente molto ampia, notevoli somme e nei paesi asiatici, dove le scommesse sono tradizionalmente molto diffuse, certamente somme ingenti provento diretto della manipolazione dei risultati di partite di squadre sconosciute in lontani paesi. Con ogni probabilità quello emerso nel corso della presente indagine non è l unico cartello internazionale che opera attualmente in questo segmento degli affari criminali, ma è il primo comunque venuto in parte alla luce e probabilmente le indagini in corso in altri paesi europei porteranno nuovi elementi di comprensione su tale fenomeno criminale. Può dirsi, avanzando un paragone, che l alterazione dei risultati delle partite ottenuta operando a diversi livelli in vari paesi, trasforma il sistema delle competizioni sportive in un meccanismo che unisce corruzione ad una sorta di insider trading. In questo caso l obiettivo delle informazioni privilegiate da vendere non sono le società quotate in borsa ma le squadre di calcio e i loro fornitori non sono gli amministratori e i dipendenti delle società ma i giocatori e tutti coloro che ruotano intorno alle squadre colpite da tali condotte infedeli. Con danno nei confronti del squadre e nei confronti dei tifosi oltre che nei confronti dei normali scommettitori e ovviamente nei confronti dello Stato che deve garantire con i suoi enti e le sue strutture il regolare svolgimento delle attività sportive. 1011 Per comprendere l ampiezza e gli ingenti guadagni che offre tale sorta di insider trading internazionale tale da trasformare le competizioni sportive in una specie di speculazione borsistica, è sufficiente citare un esempio emerso durante una delle riunioni di coordinamento che si sono svolte nel corso dell estate 2011, con la presenza di personale della Polizia Giudiziaria italiana, tra le forze di Polizia di alcuni paesi europei interessate al contrasto di tale fenomeno. In occasione dell incontro che si è svolto a Bochum (Germania) il 29/30 giugno e della riunione Europol che si è svolta all Aja il 13/14 Luglio 2011 la United Kingdom Gambling Commission, organo di controllo del settore delle scommesse nel Regno Unito, ha segnalato che, tramite il gestore inglese di scommesse BETFAIR, erano confluite sulla partita del campionato di calcio italiano di serie B Albinoleffe Piacenza, disputata il 20 dicembre 2010, puntate per sei milioni e mezzo di euro giocate quasi interamente sul pareggio tra le due squadre 3. La gara era infatti terminata con il pareggio e l inconsueto punteggio di 3 a 3. Normalmente partite simili, tra squadre non di prima grandezza, attirano invece scommesse, sul sito inglese, per non più di cento/centocinquanta mila euro. Vi è ovviamente da chiedersi cosa avesse portato l attenzione degli scommettitori su un incontro così poco significativo, tra due squadre di provincia e poco conosciute: la risposta sembra essere una sola e cioè che la prestazione delle due squadre, emerse più volte, nel corso di queste indagini, come composte anche da giocatori malleabili, era stata oggetto di accordi e di un risultato finale direzionato e manipolato. Non sembra del resto un caso che tra i nominativi segnalati quali scommettitori in relazione a tale incontro vi siano due tra i principali clienti di Antonio BELLAVISTA, tratto in arresto nel giugno 2011 nella sua veste di gestore, con ruolo di primo piano, di numerosi accordi corruttivi e clandestini aventi ad oggetto partite di calcio. Uno degli aspetti più significativi di questa seconda tranche delle indagini e conseguenza di quanto ora esposto è che l associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi sportive di cui al capo A) che vede come capo ed organizzatore il cittadino di Singapore TAN SEET Eng, è stata qualificata come reato transnazionale ai sensi dell art 3 della legge n. 146 con l applicazione quindi dell aggravante di cui al successivo art. 4 che prevede un aumento di pena da un terzo alla metà. 3 Secondo le dichiarazioni di Wilson Ray PERUMAL del resto TAN SEET Eng avrebbe ottenuto il controllo finanziario, seppure in modo occulto, dell intera società calcistica Albinoleffe che milita nel campionato di serie B. Tale dato investigativo è certamente da approfondire. 1112 La legge 146\2006 ha dato esecuzione alla Convenzione delle Nazioni Unite adottata con i suoi Protocolli a Palermo tra il novembre 2000 e il maggio 2001 con la finalità di contrastare con specifici strumenti il crimine organizzato transnazionale nelle varie forme e nei vari settori in cui si manifesta. L art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni 4, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato e quando sussistano, anche in via alternativa le seguenti condizioni: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato, ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato. Appare del tutto corretto considerare l associazione emersa nel corso delle indagini come un reato transnazionale ai sensi dell art.3 della legge 146\2006. Anche a voler ritenere che la struttura sia nata ed abbia la sua sede operativa in un altro Stato, e cioè a Singapore o comunque in Asia, sono infatti individuabili quasi tutti i criteri previsti, anche in via alternativa dall art. 3. Infatti una parte sostanziale della preparazione, pianificazione, direzione e controllo è avvenuta ed avviene in Italia, dove il gruppo opera in modo continuativo ed efficace attraverso alcuni dei suoi membri, in particolare quelli dell est, già definiti come zingari, avvicinando i giocatori da corrompere, contrattando l entità del denaro da investire e le condotte illecite richieste, valutando la convenienza dell accordo illecito anche alla luce delle quotazioni delle varie partite, consegnando il denaro costituente il compenso corruttivo per l articolazione italiana, facendosi restituire il denaro anticipato ai giocatori corrotti in caso di fallimento dell operazione. 4 tale requisito è soddisfatto dal regime sanzionatorio dell art. 416 cp. che, anche per i soli partecipi all associazione, prevede una pena detentiva superiore nel massimo 4 anni e precisamente quella di anni 5. La Convenzione dell ONU sulla criminalità transnazionale e la legge interna di esecuzione, oltre a facilitare la collaborazione internazionale in tale campo e a prevedere un aumento di pena per i reati transnazionali, comportano la confisca obbligatoria di quanto costituisce il prodotto o il profitto del reato e la confisca anche per equivalente di somme di denaro e di altri beni di cui il condannato abbia la disponibilità anche per interposta persona fisica o giuridica. Inoltre l art. 10 della legge 146/2006 introduce anche per tali reati la responsabilità amministrativa degli Enti prevista in via generale dalla legge 8/6/2001 n Gli Enti sanzionati nel caso di responsabilità di amministratori, dipendenti o procuratori, anche per omesso controllo, saranno, quando emerga un associazione per delinquere transnazionale a fini di frode sportive, le Società calcistiche. 1213 Certamente il gruppo organizzato è impegnato, e ciò è emerso con chiarezza nelle riunioni di coordinamento EUROPOL e grazie alle rogatorie internazionali, in modo stabile in attività criminali che coinvolgono più Stati e in particolare in Italia. Infine, sempre con riferimento ai requisiti richiesti dalla norma, In Italia, dove si svolgono le partite truccate vengono anche prodotti sicuramente quegli effetti definibili come sostanziali richiamati nel punto d) del art. 3 della legge 146\2006. La natura di reato transnazionale già rende implicita, in base ai criteri indicati dalla Convenzione, la giurisdizione italiana. Si deve tener conto, comunque, che ai sensi dell art.6 c.p., il reato si considera commesso nel territorio dello Stato, quando l azione o l omissione, che lo costituisce, è ivi avvenuta in tutto o in parte. Quindi, anche a prescindere dalla transnazionalità del reato, il reato associativo può ritenersi commesso in Italia in quanto in Italia si è certamente estrinsecata una parte della sua attività operativa. Inequivoca, sul punto e in casi analoghi, è anche la giurisprudenza della Suprema Corte. Citiamo, a mero titolo di esempio, la sentenza della Sez.VI della Cassazione in data , emessa, quindi, in un momento antecedente rispetto alla legge 146/2006: In tema di reati associativi, per determinare la sussistenza della giurisdizione italiana occorre verificare soprattutto il luogo dove si è realizzata, in tutto o in parte, l operatività della struttura organizzativa, mentre va attribuita importanza secondaria al luogo in cui sono stati realizzati i singoli delitti commessi in attuazione del programma criminoso, a meno che questi, per il numero e la consistenza, rivelino il luogo di operatività del disegno. Da ciò ne consegue che la partecipazione di un soggetto ad un sodalizio criminoso che ha diramazioni e centri operativi in varie parti del mondo acquista rilevanza ai fini della giurisdizione se uno o più centri sia operante in Italia, perché in caso positivo il reato dovrà ritenersi interamente punibile secondo la legge italiana e ad opera dell autorità giudiziaria dello Stato. Il tutto, secondo quanto si desume dall art.6 cod. pen., una norma che interpreta e definisce l interesse dello Stato a punire coloro che, in qualche modo, abbiano posto in essere una attività illecita che abbia violato le norme penali, attribuendo così valenza espansiva ad una frazione di attività commessa nel territorio dello Stato anche da taluno che partecipi al sodalizio, in modo che l applicazione della norma penale si estenda a tutti i compartecipi ed a tutta l attività criminosa dovunque realizzata. 1314 E certo che l organizzazione transnazionale ha una sua struttura permanente anche in Italia ed affermare che ivi vi sia un vero e proprio centro operativo è perfino riduttivo. In primo luogo l organizzazione transnazionale ha potuto contare e ancora può contare sul gruppo parallelo già colpito dall ordinanza del , le cui strutture sono sempre a disposizione sia per contattare con i suoi membri i calciatori da corrompere, sia per valutare la fattibilità delle proposte di intervento fatte dall associazione transnazionale, sia per rendersi disponibile ad interventi logistici, quali l ospitalità in Italia in occasione di spostamenti e riunioni operative. Si è accertato quante volte in particolare ERODIANI e BELLAVISTA, e cioè appartenenti al gruppo radicato in Italia, si siano messi in contatto con gli zingari, personalmente e telefonicamente, per pianificare la corruzione dei giocatori. Il cartello transnazionale può contare su alcuni soggetti nei confronti dei quali ripone la massima fiducia, come avviene per Giuseppe SIGNORI, che gioca soltanto attraverso gli uomini di SINGAPORE, appoggiandosi allo studio dei commercialisti bolognesi Bruni e Giannone e a SARTOR, che di fatto è inserito in tutte e due le organizzazioni. Il cartello ha tra le sue fila GEGIC, che è ben introdotto in Italia tramite GERVASONI. Questi ha lavorato ai servizi di GEGIC e del gruppo per almeno un anno (si vedano in proposito le dichiarazioni di MICOLUCCI Vittorio) e può mettere a frutto non solo la sua appartenenza stabile a squadre della serie B) italiana, ma ha anche il suo rapporto privilegiato con PAOLONI, già suo compagno di squadra e vicino di casa, a sua volta uno degli uomini chiave dell associazione italiana. In sostanza, quando l associazione transnazionale opera in Italia, non lo fa mai da sola, ma attraverso soggetti che agiscono in Italia e che ne costituiscono punti di appoggio stabili. Se non vi fossero questi rapporti, detta associazione non potrebbe operare sulle squadre di calcio italiane, che contatta di volta in volta tramite soggetti italiani in grado di interloquire con i giocatori e talvolta i dirigenti. Ovviamente l organizzazione ha una sua struttura anche all estero, dove, a SINGAPORE, vengono effettuate in buona parte le scommesse, viene prelevato presumibilmente il denaro e avviene una parte della pianificazione. Tale localizzazione, comunque desumibile dalle dichiarazioni dell indagato PERUMAL, corrisponde, più che altro, a criteri di logica, legati alla provenienza di TAN SEET 1415 ENG e di alcuni suoni uomini ma di certo non esclude il coinvolgimento di altri paesi asiatici. L organizzazione opera non solo in Italia ma anche in tutti quei paesi i cui campionati sono stati alterati, come quello croato, dove sono avvenuti numerosi arresti, quello tedesco 5, quello finlandese 6, quello ungherese 7, quello greco, quello svizzero e naturalmente dispone di mezzi materiali che, oltre al denaro contante in abbondanza, sono costituiti da auto, cellulari, punti d appoggio ove fermarsi. Si può concludere, comunque, che sotto il profilo probatorio è proprio l Italia il luogo ove maggiormente sono emersi i movimenti dei suoi componenti e le attività volte alla manipolazione delle partite. E fuori di dubbio, quindi, che sussista la giurisdizione italiana. Merita solo di essere ricordato già in questo capitolo introduttivo che le prove dell operatività del cartello di Singapore non si limitano alle iniziali dichiarazioni degli indagati, ai contenuti delle intercettazioni e all esito delle analisi dei tabulati telefonici. Un componente del gruppo infatti, CHOO BENG Huat, è stato intercettato all aeroporto di Milano-Malpensa in tempi recentissimi, e cioè la mattina del 4 novembre CHOO BENG Huat è infatti giunto alla Malpensa alle ore 5,45 di quel giorno, ha fatto alcune telefonate all interno dello scalo ed è stato rilevato da un componente probabilmente italiano dell organizzazione. E stato quindi accompagnato all Hotel Sheraton, sempre interno allo scalo, dove ha chiesto una camera e in essa si è trattenuto per meno di tre ore ripartendo per Singapore con il volo di Air Singapore delle ore 12,15 di quello stesso giorno. Gli accertamenti svolti in merito a tale brevissimo scalo in Italia hanno fornito tra l altro un dato di estremo interesse. 5 in Germania un indagine ha colpito nel 2008 la criminalità organizzata turca che controllava le scommesse portando all arresto di oltre settanta persone e lo sviluppo di tale inchiesta ha svelato l esistenza anche della rete croata, operante soprattutto tra Norimberga e Berlino, di cui faceva parte il collaboratore di giustizia Mario CVRTAK. 6 In Finlandia la rete di cui faceva parte il collaboratore di giustizia Wilson Ray PERUMAL è stata in grado di manipolare sia partite del campionato finlandese sia partite tra formazioni nazionali estere che si svolgevano in Finlandia. 7 in Ungheria le indagini hanno portato all arresto nel giugno 2011 di 8 tra arbitri e giocatori che avevano manipolato sia partite del campionato ungherese sia incontri internazionali. Tutti i filoni di indagine ora citati sono collegati tra loro o presentano comunque significativi punti di contatto in relazione ai soggetti coinvolti e alle modalità di operative degli interventi illeciti sulle partite. 1516 Al momento dell imbarco a Singapore il trolley che CHOO BENG Huat aveva con sé pesava 9 chilogrammi mentre al momento del reinbarco a Milano Malpensa pesava solo 8 chilogrammi. E quindi pressoché certo che CHOO BENG sia giunto in Italia solo per consegnare qualcosa, per conto dell organizzazione, all emissario che si è incontrato con lui, molto probabilmente, insieme ad informazioni, una somma di denaro celata in qualche contenitore, somma destinata a finanziare le attività illecite dell organizzazione. Del resto nella generalità dei casi chi compie un viaggio effettua qualche acquisto (CHOO BENG ha infatti acquistato al duty-free una confezione di profumo) e rientra così in patria con un bagaglio un po più pesante e non più leggero rispetto alla partenza: ma non è così, appunto, se il viaggio-lampo è destinato solo a consegnare qualcosa. Il viaggio di CHOO BENG non è stato inoltre di un episodio isolato in quanto la presenza del capo TAN SEET Eng, dello stesso CHOO BENG Huat e di altri asiatici indicati come componenti del gruppo di Singapore, è stata accertata dagli operanti molte volte e sempre in occasione di brevi viaggi, sia presso l Hotel Sheraton sia presso l Hotel Crowne Plaza, anch esso prossimo all aeroporto di Malpensa. Tornando ai profili processuali e altresì certamente ravvisabile la competenza territoriale dell Autorità giudiziaria di Cremona. Infatti il reato è stato commesso in parte in Italia e in parte all estero e pertanto ricorre la situazione descritta dall art.10 co.3 c.p.p., che richiama i criteri di cui agli artt.8 e 9 c.p.p.. Non è applicabile l ipotesi di cui all art.8 c.p.p. 8, perchè l inizio della consumazione è avvenuto all estero, e vengono quindi in considerazione i criteri di cui all art.9 c.p.p. Secondo l art. 9 entra in gioco in primo luogo la competenza del giudice dell ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell azione dell omissione e in secondo luogo quella del giudice della residenza o della dimora dell imputato o degli imputati. 8 In base all art 8 primo comma c.p.p. la competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato ed in particolare del luogo ove ha avuto inizio la consumazione ma essendo tale consumazione quasi certamente iniziata all estero tale criterio non può essere utilizzato per scegliere una delle autorità giudiziarie italiane. 1617 Ma tali criteri non sono comunque di alcun aiuto, in quanto la permanenza è in atto e non si dispone di elementi certi per poter stabilire dove, in Italia, sia da collocarsi l ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell azione. Inoltre non é è nota la residenza di buona parte degli indagati ed in particolare dei capi dell associazione. Ancora oggi infatti gli uomini di SINGAPORE atterrano alla Malpensa e poi, secondo il loro consueto modus operandi si spostano in varie zone di Italia, così come fanno gli uomini dell Est, che prendono di volta in volta contatti diretti con i giocatori da corrompere, recandosi negli alberghi dove si svolgono i ritiri, ed è incerto anche il criterio eventuale dell ultima partita manipolata, in quanto non è noto quale essa sia stata. Non potendo nemmeno, come si è detto, far riferimento ai luoghi di residenza e domicilio degli indagati, in quanto ci troviamo in presenza di una pluralità di soggetti dalle più disparate provenienze, peraltro prevalentemente stranieri, l unico criterio univoco e oggettivo è quello che riporta al giudice del luogo in cui ha sede l ufficio del P.M. che ha iscritto per primo la notizia di reato, e cioè la Procura di Cremona, la cui iscrizione, peraltro, è esclusiva non essendovi altre indagini in corso riguardanti la medesima organizzazione. Merita infine di essere segnalato già in questo capitolo introduttivo che l esecuzione delle intercettazioni proseguita nei confronti degli indagati e delle persone ad esse vicine ha consentito di far venire alla luce un grave tentativo di inquinamento probatorio concernente gli strumenti elettronici sequestrati nella prima fase delle indagini, strumenti destinati ad una perizia informatica affidata dal Pubblico Ministero ai consulenti tecnici della Polizia Postale. Tale tentativo di inquinamento ha avuto per oggetto l I-Phone sequestrato a Nicola SANTONI e come protagonisti lo stesso SANTONI e Cristiano DONI, raggiunti da gravi indizi in merito alla manipolazione delle partite Ascoli Atalanta, Atalanta Piacenza e Padova Atalanta. Infatti la Procura della Repubblica di Cremona aveva fissato per il un accertamento tecnico non ripetibile ai sensi dell art. 360 c.p.p. con l avviso e quindi la presenza dei difensori, finalizzato ad affidare, come in effetti è avvenuto, alla Polizia Postale l estrapolazione delle informazioni presenti nella memoria del telefono cellulare sequestrato l a Nicola SANTONI, già indagato nella prima fase del procedimento. Ma pochi giorni prima, il , come dettagliatamente relazionato nell annotazione in data della Squadra Mobile di Cremona e degli altri operanti, era intervenuta una conversazione tra DONI e SANTONI su un telefono ritenuto riservato in quanto intestato a NERI Maurizio, amico di SANTONI. 1718 I due si erano a lungo intrattenuti sul progetto illustrato da SANTONI di mettere nel nulla l accertamento tecnico tramite l utilizzo di una password che avrebbe consentito, in modalità remota, di alterare i dati presenti nel telefono sequestrato ( tramite il computerino si cambia il passwordino, afferma con fiducia SANTONI). Nella conversazione Cristiano DONI avalla il progetto dell ex preparatore atletico del Ravenna Calcio, coinvolto insieme a lui, come si vedrà nei successivi capitoli, nella manipolazione di alcune importanti partite. Cristiano DONI e il gruppo di persone a lui legate, SANTONI e gli amici di Cervia, erano certo entrati in fibrillazione a causa dell avvicinarsi dell incarico peritale che, e sembra a questo punto certo, poteva fornire nuovi elementi sui contatti tra i componenti del gruppo in Italia e all estero in prossimità delle partite da truccare. Con scarso senso sportivo, si direbbe, i due non avevano alcuno scrupolo a progettare un operazione di alterazione a distanza di un reperto ( qualcosa di più di un semplice inquinamento probatorio tramite qualche testimonianza di comodo) per tentare così di allontanare il pericolo di nuove scoperte compromettenti. Così esposto il quadro generale dell indagine è possibile passare ora ad esaminare quanto si è delineato sul ruolo dei gruppi e dei singoli soggetti coinvolti e sulle nuove partite obiettivo di risultati truccati e addomesticati. 4) IL GRUPPO DEGLI ZINGARI E QUELLO DI SINGAPORE Quanto agli zingari emergeva con chiarezza già nell ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa da questo GIP in data , che nell ambito dell associazione a delinquere ha operato un gruppo di zingari, così impropriamente definiti dagli stessi indagati, pur non trattandosi di appartenenti a tale etnia, costituito da soggetti prevalentemente dell Est, capeggiati da GEGIC Almir. Gli zingari erano caratterizzati da un modus operandi costante, nel senso che provvedevano ad anticipare le somme destinate alla corruzione dei calciatori, che venivano contattati personalmente, a volte con esibizione delle mazzette loro destinate, e prediligevano partite di serie A, o al più di serie B. 1819 L unico soggetto identificato nella prima fase delle indagini era, comunque, GEGIC Almir. Numerosi sono i passi delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche in cui gli indagati fanno riferimento al gruppo degli zingari. Qui se ne riporta alcuni a titolo di esempio: - Con riferimento alla partita Taranto - Benevento, nelle conversazioni intercettate in data 13 marzo 2011, l indagato BELLAVISTA (cfr. ut. n. XXX , prog. 150) evidenziava il tipo di scommesse effettuata dagli zingari ; mentre l indagato ERODIANI (cfr. ut. n , prog. 99) avverte il complice PARLATO che le quote poste dalla società di scommesse erano saltate, in quanto gli zingari avevano effettuato delle puntate elevate. - Con riferimento alla partita Padova - Atalanta, BELLAVISTA, in data 24 Marzo 2011, comunicava ad ERODIANI (cfr. ut. n. XXX , prog. 1XXX, h. 19,42) che la bassa quotazione avrebbe ridotto l ammontare delle scommesse effettuate dagli zingari. - In data 13 marzo 2011, l indagato BELLAVISTA (cfr. ut. n. XXX , prog. 150), nell indicare ad un complice il momento in cui si poteva iniziare a scommettere sulla partita Taranto-Benevento, precisava che gli zingari giocavano live e su siti esteri asiatici. - In data 13 marzo 2011, l indagato ERODIANI, (cfr. ut. n , prog. 99), con riferimento alla medesima partita del campionato italiano, avvertiva il complice PARLATO che le quote sul mercato asiatico erano saltate, in quanto gli zingari avevano effettuato delle puntate elevate. Tutti gli indagati hanno comunque fatto riferimento al suddetto gruppo, indicato quasi come un entità autonoma e distinta da quella degli scommettitori di Singapore e dal gruppo dei bolognesi di SIGNORI. Il numero degli episodi che vedeva il coinvolgimento degli zingari era originariamente limitato ad alcune partite. Successivamente, anche alla luce delle dichiarazioni di Vittorio MICOLUCCI, è emerso che GERVASONI, per sua ammissione, avrebbe intrattenuto con i predetti, al fine della manipolazione delle partite, un rapporto di circa 1 anno, circostanza che amplia il peso del loro coinvolgimento. 1920 Ricordiamo che MICOLUCCI si è incontrato in un occasione con GERVASONI e con due zingari, che gli hanno proposto di collaborare con loro. MICOLUCCI ha riconosciuto in fotografia i due in GEGIC e ILIEVSKI. E altrettanto sicuro che il gruppo capeggiato da Giuseppe SIGNORI, pure inserito nell associazione originariamente contestata, intratteneva rapporti con scommettitori di SINGAPORE, che consentivano loro elevatissime puntate, dell ordine delle centinaia di migliaia di euro, in base ad un rapporto di fiducia che offriva la possibilità di procedere depositando dei semplici assegni a garanzia. Quanto al gruppo di Singapore, ricordando inizialmente le emergenze delle intercettazioni eseguite nell ambito della prima parte dell indagine, si osserva che gli indagati italiani, nel conversare al telefono in merito alle scommesse effettuate, fanno chiaro e ripetuto riferimento a siti asiatici e mercato asiatico come centri raccoglitori delle giocate. - In data 18 marzo 2011, l indagato ERODIANI (cfr. ut. n. XXX.899XXX3, prog. 159) riferiva a PARLATO, con riferimento alla partita Padova - Atalanta, che dopo il primo goal dell Atalanta, il gruppo di Bologna, facente capo a SIGNORI Giuseppe, avrebbe investito uno o due milioni di euro su siti asiatici. - In data 24 marzo 2011, BELLAVISTA (cfr. ut. n. XXX , prog. 150), riferiva ad ERODIANI che sui siti asiatici erano stati giocati oltre 23 milioni di euro per la partita Padova Atalanta.. Gli elementi di maggior valenza a dimostrazione dell esistenza di un vero e proprio gruppo di Singapore, emergono comunque dalle dichiarazioni confessorie rese da alcuni indagati: Così ha dichiarato BRUNI Manlio al G.I.P.il : GIGI (che poi si capirà essere il SARTOR) è un contatto di SIGNORI per le giocate a SINGAPORE. Credo che sia di Parma ma SIGNORI era molto misterioso vennero puntate su SINGAPORE dell assegno di di ERODIANI, l intero assegno di BELLAVISTA per e l intero assegno di PAOLONI per In realtà gli assegni non si mossero dallo studio o per qualche giorno dalle mani di SIGNORI, ma SIGNORI aveva garantito con i suoi referenti di SINGAPORE di avere gli assegni in mano e questo bastava. Del resto a SINGAPORE non c era bisogno di fare bonifici, né di anticipare i soldi, se c era un rapporto di fiducia con lo scommettitore. Si pagava poi il giovedì.per spiegare meglio il meccanismo asiatico, faccio presente che a SINGAPORE si inseriscono le giocate grosse, dopo l inizio della partita, in modo 20 Vedere altro
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 art. 7
 art. 9
 art. 9
 art. 4
 art. 3
 art.3
 art. 3
 art. 416
 art. 10
 art. 3
 art.6
 sentenza 
 art.6
 art.10
 art.8
 art.9
 art. 9
 art. 360
 Art. 1
 art. 186
 sentenza 
 art. 30
 ART. 103
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 Sentenza 
 Sentenza 
 ART. 9
 Art. 416
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 Articolo 392
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 SENTENZA 
 art.434
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 sentenza 
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 Art. 25
 art. 9
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