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Timestamp: 2019-06-19 23:27:11+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 9 ottobre 2018, n.45272
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CP Art. 2
Modifica della norma extrapenale e successione di leggi nel tempo
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 9 ottobre 2018, n.45272MASSIMA
Il principio di retroattività della norma favorevole, affermato dall'art. 2, comma 4, c. p., non si applica in caso di successione nel tempo di norme extrapenali integratrici del precetto penale che non incidano sulla struttura essenziale del reato e quindi sulla fattispecie tipica, ma comportino esclusivamente una variazione del contenuto del precetto, delineando la portata del comando e del conseguente fatto illecito.
Il Tribunale di Brescia condannava la rappresentante legale di una società per il reato di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 2, per avere realizzato un deposito incontrollato di rifiuti costituiti da terre e rocce da scavo derivante dai cantieri per la sistemazione di una galleria. Avverso tale pronuncia l’imputata proponeva ricorso, deducendo vizio di motivazione ed erronea applicazione della legge in relazione alla qualificazione del materiale quale rifiuto e violazione della nuova normativa ex L. n. 98 del 2013, art. 41 bis, che avrebbe introdotto una disciplina più favorevole quanto al profilo temporale del deposito, consentendo lo stesso per un tempo superiore nel caso in cui il materiale sia destinato ad essere utilizzato in un progetto che prevede un termine di esecuzione superiore.
Cass., Sez. 5, n. 11905 del 16/11/2015, Branchi, Rv. 266474; Sez. 3, n. 40551 del 25/06/2014, Venuti, Rv. 260757; Sez. 3, n. 32797 del 18/03/2013, Rubegni, Rv. 256665.
La rappresentante legale di una società di scavi viene condannata per avere realizzato un deposito incontrollato di rifiuti, costituiti da terre e rocce da scavo derivante dai cantieri per la sistemazione di una galleria; nelle more del processo entra in vigore una norma extrapenale integratrice del precetto penale, che avrebbe introdotto una disciplina più favorevole quanto al profilo temporale del deposito, consentendo lo stesso per un tempo superiore nel caso in cui il materiale sia destinato ad essere utilizzato in un progetto che prevede un termine di esecuzione superiore. Si applica in tal caso il principio della retroattività della norma più favorevole? Nella sentenza in epigrafe la Suprema Corte dà risposta negativa a tale interrogativo, evidenziando che, come più volte affermato dalla giurisprudenza di legittimità in tema di successione di leggi penali nel tempo, il principio di retroattività della norma favorevole, affermato dall'art. 2 c.p., comma 4, non si applica in caso di successione nel tempo di norme extrapenali integratrici del precetto penale che non incidano sulla struttura essenziale del reato e quindi sulla fattispecie tipica, ma comportino esclusivamente una variazione del contenuto del precetto, delineando la portata del comando e del conseguente fatto illecito. In altri termini, la modifica alla regolamentazione apportata da un successivo provvedimento che, pur incidendo sulla punibilità della condotta, non implica una modificazione della disposizione sanzionatoria penale, comporta che la sanzione resta in vigore e continua ad applicarsi nelle forme previste alle condotte poste in essere anteriormente alla nuova regolamentazione, e ciò in quanto "la successione delle leggi extrapenali determina esclusivamente una variazione del contenuto del precetto con decorrenza dalla emanazione del successivo provvedimento". Nel caso in esame, varia la disciplina derogatoria che sottrae l'illiceità penale di un fatto in presenza di requisiti diversi, e dunque si è in presenza di una modifica della disciplina derogatoria di settore che è sottratta al principio dell'applicazione retroattiva della norma più favorevole di cui all'art. 2 c.p., comma 4.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 9 ottobre 2018, n.45272 - Pres. Sarno – est. Gai
1. Il Tribunale di Brescia, con sentenza emessa in data 29 febbraio 2016, ha condannato G.C., alla pena sospesa di Euro 8.000,00 di ammenda, perchè ritenuta responsabile del reato di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 2, per avere, quale legale rappresentante della Plona Costruzioni s.r.l., realizzato un deposito incontrollato di rifiuti costituiti da terre e rocce da scavo derivante dai cantieri per la sistemazione della galleria della SS (OMISSIS), nei comuni di Edolo, Cortene, Golgi, senza procedere all'effettivo e dichiarato e autorizzato riutilizzo degli stessi, stoccandoli e detenendoli presso la sede sociale oltre il periodo consentito di un anno, in quantitativo stimato di mc. 20.000.
Con la citata sentenza Rubegni, Questa Corte ha avuto modo di precisare che la modifica alla regolamentazione apportata da un successivo provvedimento che, pur incidendo sulla punibilità della condotta, non implica una modificazione della disposizione sanzionatoria penale, comporta che la sanzione resta in vigore e continua ad applicarsi nelle forme previste alle condotte poste in essere anteriormente alla nuova regolamentazione, e ciò in quanto 'la successione delle leggi extrapenali determina esclusivamente una variazione del contenuto del precetto con decorrenza dalla emanazione del successivo provvedimento'.
Deve dunque ribadirsi il principio secondo cui, in tema di successione di leggi penali, la modificazione della norma extrapenale richiamata dalla disposizione incriminatrice esclude la punibilità del fatto precedentemente commesso solo se tale norma è integratrice di quella penale oppure ha essa stessa efficacia retroattiva (Sez. U, n. 2451 del 27/09/2007, dep. 16/01/2008, Rv. 238197), laddove il fenomeno della 'norma penale in bianco' riguarda la determinazione del precetto della norma penale, la cui definizione la stessa legge penale demanda ad atti normativi sottordinati nella gerarchia delle fonti del diritto, quale il regolamento o il provvedimento della pubblica autorità.

References: SENTENZA 
 Art. 2
 SENTENZA 
 art. 256
 art. 41
 sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 art. 256
 sentenza