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Timestamp: 2020-07-07 13:58:07+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2780 del 02/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2780 del 02/02/2017
Cassazione civile, sez. II, 02/02/2017, (ud. 30/09/2016, dep.02/02/2017), n. 2780
sul ricorso 6307/2012 proposto da:
G.S., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in Roma, Viale
PAFUNDI, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato CARLO
RANABOLDO, come da procura speciale a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 58/2011 del TRIBUNALE di CASALE MONFERRATO,
depositata il 04/03/2011;
udito l’Avvocato Pafundi, che si riporta agli atti e alle conclusioni
A. Così il ricorrente riassume la vicenda processuale.
1. “Il ricorrente è proprietario dell’alloggio n. (OMISSIS) (…). Il detto alloggio subì infiltrazioni di acqua provenienti dal lastrico solare condominiale sovrastante, (…) e, siccome le infiltrazioni danneggiarono il soffitto dell’alloggio del ricorrente, intervenne il Condominio a riparare i danni subiti dal soffitto (…).
Successivamente al ricorrente perveniva richiesta di rata per spese condominiali di Euro 3.208,82 con lettera datata 23/7/2007. (…)”. Dalla documentazione acquisita risultava che era stato effettuato per la riparazione del soffitto “l’addebito di Euro 2.002,24 al solo ricorrente, mentre agli altri condomini importi variabili tra i 103,88 ed i 193,40 Euro”. Chiesti chiarimenti, l’amministrazione precisò che “la rata di Euro 3.208,82 era composta per Euro 980,00 da spese condominiali 2007 ed Euro 2.228,82 da spese condominiali 2006”.
2. Il Condominio chiedeva ed otteneva Decreto Ingiuntivo per l’importo di Euro 2.002,24. L’odierno ricorrente proponeva opposizione e così riassume le successive vicende processuali. “Con sentenza n. 331 del 9 maggio 2008 il Giudice di Pace ha revocato il Decreto Ingiuntivo e accolto parzialmente l’opposizione ritenendo dovuto dal ricorrente il solo minor importo di Euro 1.022,24”. Riteneva il giudicante che “ai sensi dell’art. 1193 c.c., l’importo di Euro 980,00, pacificamente pagato dall’opponente deve essere imputato a saldo delle spese relative all’esercizio 2007”, mentre l’importo “di Euro 2.002,24 addebitato con il consuntivo 2006 per la riparazione del danno al soffitto dell’appartamento G.” poteva essere contestato in sede di impugnazione della deliberazione di approvazione del consuntivo medesimo, non vedendosi in fattispecie di nullità”.
3. Precisa il ricorrente di aver proposto appello “reiterando il motivo di opposizione non accolto di inapplicabilità dell’art. 63 disp. att. c.c., comma 1, alla pretesa dell’amministratore che non riguardava il pagamento delle spese condominiali di cui all’art. 1123 c.c., ma il recupero della spesa sostenuta dal Condominio per riparare i danni da infiltrazione inferti dal lastrico solare condominiale all’appartamento del ricorrente, e criticando la tesi dell’annullabilità perchè la pretesa dell’amministratore non rientrava nella competenza dell’assemblea, riguardando il diritto individuale e incomprimibile al risarcimento del danno subito dalla proprietà esclusiva di uno dei condomini, ed altresì perchè l’unico intervento dell’assemblea, dopo la Delib. 10 aprile 2006 che autorizzava l’amministratore ad effettuare la riparazione, fu l’approvazione del rendiconto, non solo non impugnabile per questioni di merito, ma giammai comunicata al ricorrente che all’assemblea era assente”.
4. Chiarisce ancora il ricorrente che interponeva appello incidentale il Condominio per ottenere la somma ingiunta, pari Euro 2.002,24 imputabili per Euro 980,00 spese condominiali del 2007 e solo per Euro 1.022,24 a “residuo gestione 2006”.
5. Il Tribunale, con la sentenza oggi impugnata, rigettava l’appello principale ed accoglieva quello incidentale, condannando l’attuale ricorrente al pagamento dell’intero importo di Euro 2.002,24.
5.1 – Il Tribunale riteneva infondato “l’unico motivo di impugnazione di errata interpretazione da parte del Giudice di prime cure dei documenti allegati dalle parti con conseguente assoluzione dell’appellante solo dalla minor somma di Euro 980,00”. Dopo aver ricostruito sinteticamente la vicenda ed aver rilevato l’esattezza di conteggi (così come poi corretti in corso di causa), il giudice dell’appello rileva che l’assemblea condominiale del 21 marzo 2007 aveva approvato i riparti di spesa relativi ai consuntivi del 2006 (nel quale era riportato l’addebito per il rifacimento del soffitto) e il preventivo 2007. Tale decisione non era stata tempestivamente impugnata e di conseguenza l’appellante era decaduto dal diritto di contestarne gli importi e gli addebiti.
6. Impugna tale decisione il ricorrente che avanza quattro motivi.
Nessuna attività in questa sede ha svolto la parte intimata.
1.1 – Col primo motivo si deduce: “Contraddittoria motivazione sul fatto controverso e decisivo per il giudizio del titolo della somma ingiunta”. Ha errato il giudice dell’appello ad affermare che “l’imputazione dei 2.002,24 Euro ingiunti” costituenti un residuo a fronte del pagamento di Euro 1.206,58 avvenuto in data 2.10.2007, deriva dal rendiconto consuntivo 2006 e dal rendiconto preventivo 2007 approvati entrambi il 21.3.2007″, posto che tale “circostanza è logicamente impossibile”. Precisa di aver contestato, e non pagato, la sola somma “di Euro 2.002,24, addebitata con il consuntivo 2006 per la riparazione del danno del soffitto dell’appartamento”, come da lettera inviata all’amministratore il 28.9.2007. Rileva che “per concorde affermazione di entrambi i giudici, le spese di tinteggiatura addebitate ammontano ad Euro 2.002,24 e riguardano il consuntivo 2006, non l’esercizio 2007”.
1.2 – Col secondo motivo si deduce: “Violazione e falsa applicazione dell’art. 1193 c.c.”. La decisione ha violato la norma indicata perchè non è consentito al creditore di imputare quanto pagato con riguardo a titoli diversi da quelli indicati dal debitore in sede di pagamento.
1.3 – Col terzo motivo si deduce: “violazione e falsa applicazione degli artt. 1135, 1137, 2051, 2058 e 2033 c.c., nonchè dell’art. 63 disp. att. c.c., comma 1”. Non era applicabile l’art. 63 disp. att. c.c., comma 1, perchè non si trattava di spese condominiali ma di recupero della spesa “sostenuta dal Condominio per riparare i danni da infiltrazione inferti dal lastrico solare condominiale all’appartamento del ricorrente, pretesa dell’amministratore, questa, che non determina in alcun caso l’onere di impugnazione di cui all’art. 1137, perchè è pretesa che non rientra nella competenza dell’assemblea, riguardando il diritto individuale e incomprimibile al risarcimento del danno subito dalla proprietà esclusiva di uno dei condomini”.
Rileva il ricorrente che “Il Tribunale con la sentenza qui impugnata aveva di fronte un caso in cui l’amministratore ha risarcito ex artt. 2051 e 2058 c.c., il danno che un bene condominiale ha inflitto ad una proprietà individuale, per poi cambiare idea e pretendere la restituzione di quanto speso per addivenire al risarcimento in forma specifica”. Era esperibile la sola azione ex art. 2033 c.c.. Si tratta di nullità della Delib. e non di annullabilità con conseguente non soggezione della impugnazione a termine di decadenza.
1.4 – Col quarto motivo si deduce: violazione e falsa applicazione degli artt. 1135 e 1137 c.c.”. In ogni caso, “l’unico intervento dell’assemblea, dopo la Delib. assembleare 10 aprile 2006, che autorizzava l’amministratore ad effettuare la riparazione, fu l’approvazione del rendiconto (la cui Delib., peraltro, giammai fu comunicata al sig. G. che all’assemblea era assente)”. Aggiunge che “l’assemblea dopo aver autorizzato (Delib. 10 aprile 2006) l’amministratore al risarcimento non ha mai deliberato alcunchè contrario: non vi era, quindi, alcuna deliberazione da impugnare per contestare l’illecita ingiunzione di causa”.
2. Prima di esaminare i motivi è opportuno riportare la motivazione del giudice dell’appello.
2.1 – “Vero è che la somma di Euro 2.002,24 ingiunta con il DI opposto avanti il Giudice di prime cure trova fondamento nel rendiconto consuntivo per l’esercizio anno 2006 (Cfr. doc. 3 parte appellata) e nel rendiconto preventivo per l’esercizio 2007 (Cfr: doc. 4 parte appellata), entrambi approvati con Delib. Assembleare 21 marzo 2007 (doc. 5 parte appellata). Da detti rendiconti si evince che la somma dovuta dall’appellante G. è pari ad Euro 2.228,92 (Cfr. doc: 3, unità 25 del consuntivo) quale saldo ancora dovuto per la gestione anno 2006, nonchè pari ad Euro 980,00 (Cfr. Doc. 4, unità 25) quale somma dovuta per le rate previste nel rendiconto preventivo anno 2007. Il Condominio appellato dà atto del pagamento in data 2.10.2007 da parte del G. della somma di Euro 1.206,58, riducendosi in tal modo il debito per la gestione 2006 a Euro 1.022,24 (Euro 2.228,82 – Euro 1.206,58 – Euro 1.022,24). A detta soma occorre sommare la quota di spettanza per l’anno 2007, pari ad Euro 980,00, ottenendosi il totale di 2.002,24, somma azionata in sede monitoria. E’ errata la valutazione compiuta dal Giudice di Pace laddove ha ritenuto che il saldo per l’esercizio 2006 fosse pari ad Euro 1.022,82 e non ad Euro 2.228,82 come invece indicato nel rendiconto consuntivo e la doglianza dell’appellante di aver pagato quanto previsto per l’anno 2007 non può trovare accoglimento alla luce dei sopra indicati elementi documentali. Sempre l’esame dei documenti tutti allegati e prodotti consente di ritenere che il Giudice di Pace abbia applicato correttamente i principi operanti in materia di valutazione delle prove in ordine alla contestazione delle spese relative all’anno 2006 sollevate dall’appellante. Condivide questo Giudice l’argomento della decadenza dell’appellante da ogni doglianza inerente l’accollo delle spese di tinteggiatura dei soffitti dell’unità immobiliare n. 25, in quanto spese riportate ed approvate dall’assemblea condominiale, con l’approvazione dei rendiconti consuntivi del 2007 e preventivi del 2007, in data 21.3.2007”.
3.1 – I primi due motivi di ricorso, da trattarsi congiuntamente per la connessione di temi che essi coinvolgono, sono infondati.
La sequenza degli accadimenti fattuali, così come ricostruita dal tribunale (giudice di appello alla pronuncia del giudice di pace) esclude sia la “contraddittorietà della motivazione” della gravata pronuncia che la esistenza della violazione dell’art. 1193 c.c.. Ed invero con la lettera stragiudiziale del 23 luglio 2007 veniva richiesto il pagamento di complessivi Euro 3.208,82. L’odierno ricorrente non trascrive quella richiesta di pagamento, deducendo trattarsi di “rate per spese condominiali” (vedi foglio 2 del ricorso). Il ricorrente trascrive invece la risposta del 28 settembre 2007, nella quale si evidenzia che sarebbe rimasto in sospeso il pagamento di Euro 2.002,24 ma non si chiarisce a cosa dovrebbero essere imputati i restanti Euro 1.205,58. Quest’ultima somma per il tribunale risulta essere stata pagata il 2 ottobre 2007 (vedi foglio 3).
Orbene nel ricorso monitorio, accolto cola decreto ingiuntivo n. 148/07 del 12 del 17 ottobre 2007, si chiarisce che la complessiva somma di Euro 3.208,82 scaturiva da Euro 2.228,82 quale quota dovuta per consuntivo 2006 e per Euro 980 per il bilancio preventivo 2007. Sicchè, essendo state versate Euro 1206,58 il decreto ingiuntivo veniva chiesto e concesso per il residuo credito del condominio appunto pari a Euro 2002,24. La ricostruzione degli accadimenti risulta operata dal tribunale sulla scorta della documentazione prodotta. Il ricorrente non chiarisce a cosa dovesse essere imputato il pagamento preannunciato nella lettera del 28 settembre 2007 ed eseguito successivamente in data 2 ottobre 2007. La pretesa del Condominio risulta quindi correttamente indicata.
3.2 – Il terzo motivo è infondato.
La richiesta di condanna ottenuta nel ricorso monitorio poggiava su deliberazioni assembleari, che approvavano il bilancio consuntivo del 2006 e il preventivo del 2007. Si tratta di delibera non impugnata e non trascritta dall’odierno ricorrente, il che non consente di verificare la correttezza delle voci di bilancio dalla quali scaturiva il debito del condomino, odierno ricorrente.
3.4 – Anche il quarto motivo è infondato.
Il ricorrente non trascrive la delibera che approvò il bilancio nè indica la sede processuale di detto documento non consentendo così di verificare sia la sua presenza o meno a tale assemblea, nè le poste di bilancio approvato, bilancio che lo stesso ricorrente qualifica come impugnabile solo per ragioni di legittimità, ma non già di merito.

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 art. 2033