Source: https://foroeuropeo.it/ordinamento-forense-2/ordinamento-forense/5212-art-20-sospensione-dall-esercizio-professionale
Timestamp: 2019-06-19 14:56:33+00:00

Document:
Art.20.(Sospensione dall'esercizio professionale) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
656 visitatori e 11 utenti online
Art.20.(Sospensione dall'esercizio professionale)
Cancellazione dall’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 209
Incompatibilità professionale: la cancellazione dall’albo è un mero atto esecutivo non discrezionale In tema di incompatibilità professionali, i Consigli dell’Ordine agiscono come meri organi esecutivi, provvedendo alla cancellazione dall’albo nei casi previsti dalla normativa statale, e ciò senza discrezione alcuna, poiché la legge impone la cancellazione d’ufficio al semplice verificarsi dell’esistenza dell’incompatibilità, sicché deve escludersi in radice ogni possibile connotato pregiudizievole o discriminatorio delle relative delibere consiliari, le quali si lmitano a dare attuazione a norme di interesse pubblico che rispettano pienamente i criteri di ragionevolezza e proporzionalità nonché i principi comunitari in materia. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 209 ...
Incompatibilità professionali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 209
Dipendenti pubblici e incompatibilità professionali: manifestamente infondati i dubbi di contrasto con la Costituzione italiana e la normativa comunitaria Indispensabile condizione all’esercizio della professione forense è l’indipendenza dell’avvocato rispetto ai pubblici poteri, sicché appare ragionevole e legittima -dal punto di vista costituzionale nonché comunitario- la normativa con cui uno Stato membro imponga restrizioni all’esercizio simultaneo della professione forense e dell’Impiego pubblico con il fine di conseguire l’obiettivo della prevenzione dei conflitti d’interesse, dovendo nel contempo escludersi la sussistenza di una disparità di trattamento ovvero di una discriminazione “al contrario” tra gli avvocati italiani e quelli comunitari “stabiliti” o “integrati”, dipendenti di corrispondenti amministrazioni pubbliche degli stati di appartenenza, in forza della norma italiana che prevede l’applicazione di tutte le norme nazionali sull’incompatibilità anche all’avvocato “stabilito” o “integrato”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 209 ...
Incompatibilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 209
Non sussiste incompatibilità tra le cariche politiche e la professione forense Le cause di incompatibilità professionale costituiscono numero chiuso e le relative situazioni devono essere interpretate in senso restrittivo, sicché non possono essere applicate estensivamente agli avvocati che ricoprono cariche elettive, per i quali la legge (art. 20 co. 1, L. n. 247/2012) si limita a prevedere la sospensione di diritto ove ricoprano cariche di particolare rilevanza (dal Presidente della Repubblica, passando per i presidenti delle camere e per finire con l’avvocato eletto presidente della provincia con più di un milione di abitanti e per il sindaco di un comune con più di 500.000 abitanti), senza che ciò costituisca disparità di trattamento costituzionalmente rilevante. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 209 ...
Sospensione dall’esercizio della professione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 dicembre 2017, n. 205
Sospensione dall’esercizio della professione: il “periodo presofferto” in sede cautelare va computato nel periodo di espiazione della sanzione disciplinare La sospensione cautelare, già sofferta, deve essere computata nel periodo di espiazione della sospensione disciplinare, e ciò in applicazione del principio della fungibilità della pena ex art. 657 c.p.p. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 dicembre 2017, n. 205 ...
Sospensione dall’esercizio della professione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 162
Sospensione dall’esercizio della professione: il “periodo presofferto” in sede cautelare va computato nel periodo di espiazione della sanzione disciplinare La sospensione cautelare, già sofferta ex art. 43 Rdl 1578/33, deve essere computata nel periodo di espiazione della sospensione disciplinare, e ciò in applicazione del principio della fungibilità della pena ex art. 657 c.p.p. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 162 ...
Sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91
L’esercizio di attività professionale in periodo di sospensione disciplinare attraverso lo schermo formale di ignari colleghi E’ contrario ai principi di correttezza, dignità e decoro professionale, nonché idoneo a vulnerare gravemente il prestigio personale e dell’intera classe forense, il comportamento dell’avvocato che svolga attività professionale durante il periodo di sospensione, per di più ricorrendo allo schermo formale di ignari colleghi, di cui falsifichi la firma in atti giudiziari. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91 ...
Sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 19
L’attività professionale esercitata in difetto di notifica della sospensione disciplinare La mancata o inesatta notifica all’incolpato del provvedimento di sospensione disciplinare rileva al fine di escludere rilevanza disciplinare alle attività professionali medio tempore compiute dall’incolpato stesso (Nel caso di specie, la comunicazione della decisione disciplinare non si perfezionava per “mancanza” del destinatario. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso in parte qua). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 19 ...
Avvocato sospeso - Consiglio nazionale forense, 22 febbraio 2017, n. 12
Il COA di Agrigento chiede se l’avvocato sospeso dall’esercizio della professione a norma dell’art. 20 co 2 Legge professionale debba comunque essere tenuto al pagamento del contributo annuale dovuto all’ordine di appartenenza. Ritiene la commissione – conformemente ai propri precedenti in materia (cfr. parere 10 aprile 2013, n. 33) – che la risposta debba essere affermativa e che quindi l’avvocato iscritto, seppure sospeso. sia tenuto al pagamento del contributo. La sospensione, sia essa volontaria o disciplinare, costituisce infatti una semplice parentesi “operativa”, ma non implica, neppure nelle intenzioni dell’avvocato che ne faccia richiesta o che la subisca, la volontà di essere cancellato dall’Albo: orbene, il contributo di cui si discute discende dalla mera iscrizione, indipendentemente dalla intensità dell’esercizio della professione o dalla sua temporanea sospensione, anche coatta. Se ne ha conferma ove si consideri che il comma 6 dell’art. 29 L. 247/12 prevede la sospensione per gli iscritti che non versino il contributo e la revoca del provvedimento amministrativo, nel momento in cui la posizione contributiva venga regolarizzata e non si legge che il versamento non debba tener conto del periodo durante il quale era operante la sospensione. In altri termini, si ritiene che il contributo sia dovuto quale conseguenza diretta della iscrizione all’albo, indipendentemente da eventuali parentesi “operative”. Consiglio nazionale forense, 22 febbraio 2017, n. 12...
sospensione volontaria ex art. 20, comma 2, Legge n. 247/2012 - Parere cnf 2014
Il COA di Trapani chiede se la sospensione ex art. 20, L. n. 247/2012 possa essere richiesta dall'avvocato per evitare l'insorgere di situazioni di incompatibilità ex art. 18, L. n. 247/2012 e quindi al fine di sottoscrivere contratti di lavoro subordinato a tempo determinato con enti pubblici o privati. Consiglio nazionale forense (rel. Merli), Parere 17 luglio 2014, n. 44 Quesito n. 398, COA di Lecce La risposta al quesito è nei seguenti termini.Ai sensi dell'art. 20, 2° comma, L. n. 247/20132 l'avvocato iscritto all'Albo può sempre chiedere la sospensione dall'esercizio professionale. Trattasi di facoltà svincolata dall'obbligo di motivazione.Sulla richiesta il COA dovrà provvedere con un formale provvedimento di presa d'atto, del quale va fatta annotazione nell'Albo.Si osserva, tuttavia, che nel periodo di sospensione volontaria dall'esercizio professionale seguitano a rimanere operanti le incompatibilità previste dall'art.18 della L.P. in quanto inerenti alla permanenza dell'iscrizione nell'albo e quindi alla conservazione dello status. Se ne deve dedurre, pertanto, che la sospensione volontaria non mette l'iscritto al riparo dall'efficacia dei provvedimenti eventualmente assunti dal COA in conseguenza della situazione di incompatibilità.Il secondo quesito riguarda invece l'ipotesi di un soggetto contemporaneamente iscritto, da molti anni e comunque da prima dell'entrata in vigore della nuova legge professionale, sia all'Albo degli Avvocati che a quello degli Psicologi. Il COA chiede di sapere se ciò sia oggi ancor consentito dalla previsione recata dall'art. 18 della nuova legge professionale, considerata la tassatività delle facoltà concesse all'avvocato per l'eventuale sua contemporanea iscrizione ad altro albo professionale.Osserva la Commissione che l' incompatibilità della professione di Avvocato con altre attività professionali contempla alcune specifiche eccezioni, riguardanti i dottori commercialisti, gli esperti contabili, i pubblicisti, i revisori contabili ed i consulenti del lavoro. Ne consegue che non è consentita la contemporanea iscrizione ad Albi diversi da quelli appena elencati.Consiglio nazionale forense (rel. Merli), Parere 17 luglio 2014, n. 44 Quesito n. 398, COA di Lecce...

References: Art.20
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 657
 sentenza 
 sentenza 
 art. 43
 art. 657
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 20
 art. 20
 art. 18