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Timestamp: 2016-12-08 10:08:35+00:00

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⭐Il contrasto all'evasione fiscale, al terrorismo e al riciclaggio
Il contrasto all'evasione fiscale, al terrorismo e al riciclaggio
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1 di OCSE Il contrasto all'evasione fiscale, al terrorismo e al riciclaggio 12 di L'autore si è laureato presso l'università degli Studi di Napoli, facoltà di Economia e Commercio. Vincitore di tre cattedre e relative abilitazioni all'insegnamento: discipline giuridiche ed economiche - aziendali e commerciali - tecniche, turistiche ed alberghiere. Dottore Commercialista e Revisore contabile. Già Dirigente del Ministero Economia e Finanze, è iscitto nell'elenco dei Giudici Tributari, è CTU in civile e penale presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è revisore dei conti, per nomina del Ministro dell'economia e delle finanze, del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali. Esperienza quarantennale nell'accertamento fiscale, in indagini di polizia giudiziaria e tributaria e in indagini di polizia valutaria nei settori cosiddetti sensibili, a forte rischio di frodi e riciclaggio. Partecipazione attiva ad investigazioni antifrode con incarichi ministeriali, anche come coordinatore dello Servizio di vigilanza e antifrode (SVAD) e vari incarichi nell ambito dello scambio di funzionari dei vari Paesi della Comunità, più volte relatore nell ambito del programma Mattheus. Custom Expert, ha collaborato nell'ambito dell'antifrode con le Dogane Americane, settore sicurezza, U.S. Custom and Border Protection-Airport Jamaica NY della Columbia Association Of U.S. Customs & Affiliated GovernmentAgencies CIAO / FIAO in qualità di Supervisor anni Insignito del premio San Matteo 2003, conferito dal Direttore Generale dell Agenzia delle Dogane, che viene rilasciato a dieci funzionari, a livello nazionale, che si sono distinti per capacità professionali, impegno e particolare dedizione al servizio, con motivazione specifica Il Dr. Campanile ha rivestito incarichi di particolare responsabilità distinguendosi per il profondo impegno e particolare dedizione. Gli è stata sempre riconosciuta una particolare propensione all approfondimento delle problematiche connesse ai compiti di istituto svolti. Molto significativi risultano gli articoli e le pubblicazioni di cui è stato autore; ha ottenuto riconoscimenti accademici per i suoi studi su tematiche sia giuridiche che economiche. Esperienza più che ventennale in qualità di docente in corsi di formazione e master: LUISS, Eurosportello della Camera di Commercio, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, Agenzia Delle Dogane e vari Ordini provinciali di Dottori Commercialisti ed Esperti contabili. Convegnista e pubblicista da oltre un ventennio sulle tematiche fiscali, in Diritto Tributario Comunitario, in Diritto Tributario Internazionale, e in Penal-Tributario; competenze professionali specifiche nel Diritto comunitario ed internazionale, nella Fiscalità e Commercio Internazionale, in Revisioni legali, fiscali e societarie. Sindaco effettivo di varie società, tra cui anche la ex Cassa Rurale di Casagiove; da più di sei anni revisore contabile nel CNSD di Roma. Articolista da più di un ventennio per riviste specializzate, per il recente passato, Il Fisco, il Giornale dei Dottori Commercialisti, le riviste di giurisprudenza tributaria ed, attualmente, scrive per Il Doganalista una rivista di commercio e fiscalità internazionale. 23 di Disposizioni antifrode Sono state apportate importanti novità in tema di penal-tributario. Sono state apportate modifiche al D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231 con l'aggiunta dei commi 7-bis, 7-ter e 7- quarter all'art. 28 del decreto. Sulla base delle decisioni assunte dal GAFI e dalla OCSE e dalle informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo, il Ministro Ec. e Fin. emanerà un decreto nel quale saranno elencati una lista di Paesi in ragione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Ogni ente si dovrà astenere ad avere rapporti con questi Paesi. Le modifiche sono state apportate anche all'art. 41Del D.Lgs. 231 che al comma 1 è aggiunto: E' un elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato ad operazioni in contanti anche se non in violazione dei limiti stabiliti. Sarà monitorato anche il prelievo o versamento in contanti con intermediari finanziari superiore a euro. L'altra modifica è all'art. 57 è inserito il comma 1-ter che aumenta a dismisura le sanzioni per chi ha a che fare con i Paesi della Lista con sanzioni pecuniarie che vanno da a euro Le Disposizioni antiriciclaggio Premessa L antiriciclaggio ha radici profonde nell economia internazionale che potenzialmente detiene il maggior numero di movimentazioni di flussi di denaro; e solo seguendo questi flussi finanziari che si può arrivare al denaro sporco riciclato per finanziare il terrorismo. L Unione Europea, per fronteggiare il riciclaggio di denaro sporco proveniente da attività criminose che fluiscono attraverso il sistema finanziario, per stroncare le vie del terrorismo, ha dato voce a quanto raccomandato dal FAFT (Financial Action Task Force on Monetary Laundering) in francese GAFI (Groupe D Action Financiére sur le Blanchiment de Capitaux). Tale gruppo è stato costituito presso la OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nel 1989 durante il G7 di Parigi. L obiettivo principale che ha portato alla costituzione di un così potente organismo internazionale è quello della lotta al riciclaggio del denaro ed al controllo del sistema bancario e finanziario. Fanno parte di tale Organismo più di trentatré Stati, due organizzazioni internazionali (Commissione europea ed il Consiglio di cooperazione del Golfo) nonché 20 Stati osservatori. Il FAFT ha tirato fuori su questo argomento più di 40 Raccomandazioni indicando ben venticinque criteri per l identificazione degli Stati o territori non cooperativi (criteria defining non cooperative countries or territories- NCCTs); non si è fermato qui l attività del FAFT. Dopo l attentato dell 11 settembre 2001 ha slargato le sue competenze affiancando all antiriciclaggio la lotta ai finanziamenti del terrorismo internazionale. 34 di Nella sostanza, con immediatezza, nell ottobre del 2001 ha sensibilizzato gli Stati membri invitandoli ad attenersi alle Otto Raccomandazioni(The Eigt Special Recommendations). E da ricordare che le operazioni finanziarie sono da tempo tenute sotto osservazione. Già, Giovanni Falcone nel 1980, forte di una esperienza vivifica nei reati valutari, aveva capito che gli assegni bancari e le transazioni finanziarie avrebbero rappresentato le nuove impronte digitali del crimine organizzato. La pista da seguire era la corrente dei flussi finanziari per risalire alla sorgente della criminalità. La Dogana ha avuto sempre un ruolo importante ed esclusivo in materia di reati valutari, fin quando non è stato slargato tale compito anche alla Guardia di Finanza, che ha costituito un nucleo specializzato in seguito alla nascita della DIA. La Dogana consentiva le operazioni di importazione ed esportazione solo se essere avvenivano attraverso intermediario; per ogni operazione bisognava presentare il benestare bancario per la valuta che veniva trasferita. La normativa capostipite è stata il R.D.L. n. 794 del 12 maggio 1938, convertito con la L. 9 gennaio 1939 n. 380, contenenti norme per l accertamento delle trasgressioni in materia valutaria e di scambi con l estero; subito dopo è stato emanato il R.D.L. n del 5 dicembre 1938, convertito con la L. n. 739 del 2 giugno 1939 e così via. Quadro Normativo DIRETTIVE RECEPIMENTO DECRETI ATTUATIVI I Direttiva 91/308/CEE del D.Lgs. 30 aprile ,n.125; (Abrogata dalla III Direttiva) D.Lgs. 26 maggio II Direttiva 2001/97/CEE del 4 dicembre 2001 (recante modifica della Dir. 91/308/CEE) 1997, n. 153 D.Lgs. 20 febbraio 2004 Decreto 3 febbraio 2006 n. 141; Decreto 3 febbraio 2006 n. 142; Decreto 3 febbraio 2006 n Provvedimenti UIC del 24 febbraio in materia di obblighi di identificazione, registrazione e conservazione delle informazioni nonché di segnalazione delle operazioni sospette per finalità di prevenzione e contrasto del riciclaggio, sia per i professionisti, sia per gli intermediari finanziari e sia per gli operatori n0on finanaziari 45 di III Direttiva 2005/60/CE del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo Per conformarsi alla Direttiva, gli Stati membri avevano tempo fino al 15 dicembre 2007 per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative. D.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 D.Lgs. 151/2009 (che apporta modifiche al D.Lgs. 231/2007 DM Giustizia del 16 aprile 2010 che individua le operazioni sospette dei professionisti Circ. Min. Ec. E Finanze n dell'11/10/2010 Art. 2 del D.Lgs. 231/2007 La definizione di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo è citata in tutte le direttive e dei decreti antiriciclaggio. L'art. 2 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 è il seguente: "1. Ai soli fini del presente decreto le seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio: a) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni; b) l'occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; c) l'acquisto, la detenzione o l'utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; d) la partecipazione ad uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l'associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l'esecuzione". Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 231/2007, che ha recepito la III Direttiva CEE, è avvenuta la prima modifica alla limitazione dei pagamenti in contanti a partire dal 30 aprile Le nuove disposizioni sull antiriciclaggio dal 30 aprile 2008 I nuovi limiti all uso di assegni e contanti Le indicazioni del Ministero dell Economia e Delle Finanze La circolare del 20 marzo c.a. del Ministero dell Economia e Delle Finanze (prot. N ) dà chiarimenti in merito alle nuove limitazioni all uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all art. 49 del D.Lgs. n. 231 del 21 novembre 2007, 56 di emanato per dare attuazione della Direttiva 2005/60/Ce del Parlamento e del Consiglio del 26 ottobre 2005, concernente la prevenzione dell utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo. Le disposizioni entreranno in vigore il 30 aprile e, considerato l impatto non solo sugli intermediari finanziari e degli altri operatori ma anche sul cittadino, il Ministero ha ritenuto opportuno intervenire per fornire indicazioni in merito. Con l art. 49 il legislatore italiano ha introdotto misure ancora più restrittive e più rigorose rispetto a quelle comunitarie; ha abbassato la soglia per l utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore da ,00 euro a 5.000,00 euro. Il comma 4 dell art. 49 fissa un principio generale secondo il quale i moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche o dalle Poste muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera. Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 5.000,00 euro ( art. 49, comma 5) devono indicare l indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità ; in mancanza, le banche e/o le poste potranno pagare l assegno ma hanno l obbligo di comunicare l irregolarità al Ministero dell Economia e delle Finanze ai sensi dell art. 51, comma 1 del D.Lgs. 231/2007. L emissione di assegni bancari, postali o circolari in forma libera sarà consentita solo per importi inferiori a 5.000,00 euro, a condizione che ogni girata rechi il codice fiscale del girante; in mancanza, la girata sarà nulla e annullerà ogni girata successiva; la colpa ricadrà sempre sull ultimo girante. L assegno all ordine del traente (a me stesso, a me medesimo) potrà anche non riportare la clausola di non trasferibilità essendone individuato il beneficiario; non è ammessa la girata ma nell eventualità che la contenga, le Banche o le Poste comunicheranno al Ministero l infrazione, essendo prevista la sanzionabilità dall 1% al 40% dell importo. Non è previsto alcun limite ma assegni del genere non potranno essere negoziati. Per avere nuovi assegni trasferibili bisognerà presentare una richiesta scritta alla banca o alle Poste Italiane e su ogni modulo sarà applicato il bollo di 1,50 che sarà riscosso in modo virtuale. Il passaggio da un regime all altro necessita sempre di disposizioni transitorie ed anche in tal caso si è provveduto a regolarizzare le scorte di carnet di assegni attualmente in giacenza presso banche e Poste Italiane S.p.A., disponendo che queste ultime li potranno utilizzare anche successivamente al 29 aprile 2008, fino a esaurimento delle stesse, a condizione che venga apposta su ogni modulo di assegno la barratura sull indicazione del limite di ,00 euro nonché sulla clausola di non trasferibilità. I carnet in possesso della clientela potranno essere utilizzati dalla stessa anche successivamente al 29 aprile 2008 ma con i nuovi importi indicati dall art. 49 e più 67 di precisamente: liberi quando sono inferiore a 5.000,00 euro; con la clausola di non trasferibilità superiore a tale importo. Dal 30 aprile i nuovi carnet di assegni liberi potranno essere stampati recando su ogni modulo di assegni la dicitura: gli assegni possono essere emessi in forma libera solo nei limiti previsti dalla normativa vigente. In buona sostanza, i correntisti possono continuare ad usare gli assegni che sono rimasti in bianco anche dopo il 29 aprile ma devono rispettare le nuove regole. E stata istituita l imposta di bollo di 1,50 per ciascun modulo di assegno bancario o postale, assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera ; le modalità di pagamento dell imposta di bollo sono state definite con la circolare 18/E del 7 marzo 2008 dell Agenzia delle Entrate. In pratica, le banche e le poste riscuoteranno l imposta di bollo che verseranno all Erario ogni bimestre. Chiaramente non pagheranno il bollo gli assegni che sono consegnati prima del 29 aprile 2008 anche se successivamente sono oggetto di negoziazioni. Per quanto riguarda i libretti al portatore (art. 49 c. 13 dello stesso decreto), se alla data del 30 aprile sono sopra la soglia o pari a 5.000,00 euro dovranno essere estinti o ridotti ad una somma non eccedente il predetto importo entro il 30 giugno 2009; in mancanza la sanzione prevista è dal 20 al 40% del saldo dl libretto. In caso di trasferimento di libretti di risparmio al portatore, il cedente deve comunicare entro i trenta giorni successivi i dati del cessionario oppure il cessionario deve rilasciare autocertificazione. In mancanza della comunicazione del cedente o dell autocertificazione del cessionario, le banche o le Poste italiane procedono ad effettuare la comunicazione al ministero dell Economia e delle Finanze. Il divieto di trasferire denaro contante è stato fissato a un importo pari o superiore a 5.000,00 euro; è confermato il divieto di trasferimento di contanti per importi pari o superiori a 2000,00 euro nell attività di servizio di pagamento nella forma dell incasso e trasferimento di fondi, limitatamente alle operazioni per le quali si avvalgono di agenti finanziari. Il trasferimento fino a 5.000,00 euro è possibile solo se il soggetto che ordina l operazione consegnerà all intermediaria copia di documentazione idonea ad attestare la congruità dell operazione rispetto al profilo economico dello stesso ordinante. Per le operazioni frazionate resta fermo il limite di 5.000,00 euro, nel senso che possono essere effettuati uno o più trasferimenti di importo inferiore purché l importo complessivo dell operazione non risulti pari o superiore a 5.000,00 euro. Altro limite da tenere in considerazione è il pagamento effettuato tramite il circuito del Money transfer: il limite massimo rimane sempre 5.000,00 euro da dividere in tranche da 2.000,00 ; i versamenti si possono cumulare nei sette giorni ma non potrà mai essere superato quell importo. Al di sopra dei 5.000,00 nessun trasferimento in contanti è possibile. Una fattura di importo superiore a 5.000,00 euro può essere regolata solo con assegno con la clausola di non trasferibilità; ma se l importo è inferiore a 5.000, 00 78 di euro il trasferimento di denaro può essere effettuato anche con assegni trasferibili di piccolo taglio a condizione che venga riportato il codice fiscale del girante. Il discorso vale anche per i privati; un genitore che vorrà trasferire al proprio figlio denaro contante, deve rispettare questi limiti. Ed attenzione anche al trasferimento del libretto al portatore: un genitore che lo cede anche al proprio figlio, anche se ha tempo fino al 30 giugno 2009 per estinguerlo o ridurlo al di sotto dei 5.000,00 euro, nel periodo citato dovrà rispettare le regole di cui sopra: dovrà comunicare entro trenta giorni alla banca i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento. Siamo di fronte ad una sorveglianza attiva e ad un monitoraggio dei pagamenti in contanti senza precedenti. Ed attenzione anche per le imprese che, per mettersi al riparo dalle sanzioni amministrative di natura penale di cui al D.Lgs. n. 231 dell 8 giugno 2001,in relazione anche alle nuove disposizioni, faranno bene a rivedere i loro modelli organizzativi o ad adottare i nuovi in coerenza con la specificità dei rischi nominando un organismo di vigilanza incentrato sul controllo della efficienza e dell efficacia delle procedure di cui al d.lgs. nominato. In particolare, la procedura deve prevedere, in linea generale, la messa sotto controllo delle aree aziendali a rischio, quale l amministrazione, il commerciale, la finanza e così via; deve essere previsto la verifica della regolarità dei pagamenti e riscossioni, della tesoreria, dell attendibilità commerciale e professionale dei fornitori e dei clienti, dei fenomeni di riciclaggio. Le maglie sull antiriciclaggio diventano sempre più strette; eravamo partiti da 20 milioni delle vecchie lire, un limite mai rispettato, perché lo strumento giuridico era privo di sanzioni, per arrivare all attuale di 5.000,00 euro, con disposizioni del legislatore comunitario, allertato dalla O.C.S.E. Organizzazione Economica Per La Cooperazione Economica - e dei legislatori dei vari Paesi della UE, per arginare il fenomeno del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del terrorismo che mette sempre dippiù in pericolo i numerosi cittadini del mondo. L'ulteriore modifica è avvenuta con l'entrata in vigore del D.Lgs , n. 151, avvenuta il , che ha apportato sostanziali modificazioni ed integrazioni. In sostanza, è stato aggiunto il comma 3-bis che così recita: I componenti degli organi di controllo, comunque denominati per quanto disciplinato dal presente decreto e fermo restando il rispetto del disposto di cui all'art. 52, sono esonerati dagli obblighi di cui al titolo II, Capi I,II e III ; vale a dire viene disposto l'esonero dagli obblighi antiriciclaggio di adeguata verifica della clientela, di registrazione e conservazione dei dati e di segnalazione delle operazioni sospette non degli organi di controllo, ma dei loro componenti. In sostanza, con l'entrata in vigore dell'art. 52 del D.Lgs. 231/2007 si riteneva che gli obblighi antiriciclaggio fossero a carico degli organi di controllo delle società. Interpellato il MEF a riguardo, la risposta fu molto chiara: Ai sensi della disciplina contenuta nel D.Lgs. 231/2007, l'attività del collegio sindacale che 89 di svolge anche la revisione contabile è soggetta agli obblighi antiriciclaggio e antiterrorismo ivi indicati. Con il D.Lgs. 231/2007, l'obbligo di adeguta verifica della clientela scatta in capo agli intermediari finanziari, ai professionisti e agli altri soggetti tenuti a tale adempimento, anche di fronte ad operazioni occasionali di movimentazione o trasmissione di mezzi di pagamento di importo pari o superiori a euro, a prescindere dal fatto che siano effettuate con un'unica operazione o con più operazioni collegate o frazionate. Con il D.Lgs , n. 151 il legislatore ha introdotto il comma 3-bis nell'art. 12 del D.Lgs. 231/2007, che stabilisce l'esonero dei componenti degli organi di controllo dagli obblighi antiriciclaggio. Con il nuovo provvedimento si alleggeriscono di molto gli incarichi a carico dei professionisti In pratica, nel caso dei sindaci incaricati del controllo legale, dell'osservanza della legge e dello Statuto nonché del principio di corretta amministrazione, pur essendo revisori contabili, sono esonerati dagli obblighi antiriciclaggio; vale a dire che sono esonerati dal dover effettuare: l'adeguata verifica della società vigilata; la registrazione dei dati; l'invio delle segnalazioni per le operazioni sospette. Sono, inoltre, esonerati dall'adeguata verifica e dalla registrazione i professionisti che inviano le dichiarazioni che derivano da obblighi tributari; praticamente tutte le dichiarazioni comprese quelle relative all'imposta sul valore aggiunto. Se viene affidato ai professionisti anche il controllo contabile scattano tutti gli obblighi antiriciclaggio. Tra le altre novità del D.Lgs. 151/2009 sono state individuate nuovi soggetti nella lotta al riciclaggio: a) le associazioni di categoria di imprenditori e commercianti; b) i CAF ed i patronati. Per i corner di giochi e scommesse gli obblighi antiriciclaggio scattano dal 1 marzo L'altra novità riguarda le società collegate. Con il D.Lgs. 151/2009 queste società sono state esonerate dall'obbligo di verifica e di registrazione ma sono tenute alla segnalazione delle operazioni sospette. Il provvedimento in esame ha posto l'accento sulle operazioni collegate e frazionate. In particolare, bisogna prestare attenzione sulle operazioni frazionate nell'adeguata verifica della clientela e nella registrazione delle informazioni. L'operazione frazionata è un'operazione unitaria sotto il porofilo economico, di valore pari o superiore al limite stabilito, posta inessere attraverso più operazioni singolarmente inferiore al predetto limite, effettuate in momenti diversi e in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni. 910 di L'operazione è collegata quando è connessa per il soggetto che la esegue, l'oggetto o per lo scopo cui è diretta, anche se non costituisce esecuzione di un medesimo contratto. L'obbligo scatta in presenza di un'operazione unica o con più operazioni collegate per realizzare un'operazione frazionata. La conservazione decennale delle informazioni si riferisce alla data, alla causale, all'importo, alla tipologia dell'operazione, ai mezzi di pagamento, e ai dati identificativi del soggetto; tali informazioni devono riferirsi a tutte quelle operazioni di importo pari o superiore a euro, a prescindere, a presindere dal fatto che si tratti di un'operazione unica, frazionata o collegata. La conservazione decennale riguarderà sia il cliente che il titolare effettivo dell'operazione. Anche la circolare 16/r/2010 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha chiarito che i destinatari degli obblighi in commento sono i professionisti che sono incaricati del controllo della società destinataria della normativa antiriciclaggio. Con la Circolare del Ministero Economia e Finanze n dell'11/10/2010 vengono forniti chiarimenti in merito alla corretta applicazione della norma relativa alla segnalazione delle operazioni sospette, di cui all'art. 41 del D.Lgs. 21/11/2007, n. 231, integrato dal D.L , n. 78 che ha inserito un nuovo indicatore di anomalia che considera elemento di sospetto sia il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante (al di sotto dei euro) e sia che il prelievo o il versamento in contante ad intermediari finanziari di ammontare pari o superioori a euro. Gli organi di controllo, quindi, della società destinataria del D.Lgs. 231/2007 beneficiano dell'esonero, di cui al citato co.3bis dell'art. 12; il che significa che gli organi che svolgono i controlli non hanno pertanto l'obbligo di effettuare l'adeguata verifica della clientela, né quello di registrare e conservare i dati, né segnalare alla UIF eventuali operazioni sospette di riciclaggio. Anche la Banca D'Italia si è regolata di conseguenza ribadendo che gli incarichi di Internal Auditing, svolti presso le banche, possono essere assimilati a quelli degli organi di controllo di cui all'art. 52, in quanto le attività di verifica sono correlate al rapporto di dipendenza con gli organi amministrativi della Banca. Per quanto riguarda gli organi di controllo incaricati della revisione contabile, non c'è alcun dubbio che sono destinatari di tutti gli organi. Il raccordo tra il d.lgs. 231/2007 e il d.lgs. 231/2001 La criminalità economica non conosce limiti e si organizza anche in tempi di congiuntura. Il D.Lgs. 21 novembre 2007, n 231, emanato in attuazione della Direttiva 2005/60/CE, riguarda la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di 1011 di finanziamento del terrorismo nonchè della Direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione. Il D.Lgs.8 giugno 2001, n. 231 è stato emanato per disciplinare la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. In particolare, l'art. 1 del decreto del 2001 disciplina la responsabilità degli illeciti amministrativi dipendenti da reato. In una parola, disciplina la responsabilità penale delle società di capitale e delle associazioni prive di personalità giuridica. Entrambi i decreti sono finalizzati a preservare l'impresa dal coinvolgimento nelle attività illecite, ordite dalla criminalità economica. Tale decreto interagisce con quello con lo stesso numero d'ordine del Infatti, l'art.63, comma 3, del D.lgs. 231/2007 ha aggiunto un nuovo articolo al D.Lgs. 231/2001, l'art. 25-Octies, rubricato Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, che prevede l'applicazione all'ente la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote in relazione ai reati di cui agli artt. 648, 648-bis e 648-ter. Nell'ipotesi che il denaro, i beni ed altre utilità provengono da delitto che prevede la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni si applica la sanzione da 400 a 1000 quote. Secondo il D.Lgs. 231/2001 l'ente non incorre nelle relative responsabilità per i reati commessi dai propri manager e dipendenti, solo se ha adottato ed attuato modelli organizzativi e di controlli idonei ad evitare gli illeciti, come prescritto dagli artt. 6 e 7 dello stesso decreto. Il D.Lgs. 231/2007 è diretto principalmente ad evitare che determinate categorie di soggetti siano strumentalizzate dai loro clienti per riciclare beni di provenienza illecita, il cd. auto riciclaggio. I soggetti che si possono prestare, anche, inconsapevolmente ad essere strumentalizzati dai propri clienti sono le banche, le poste e così via ma anche i professionisti, tra cui i dottori commercialisti. Comunque, per configurarsi il reato, oltre che al presupposto oggettivo va provato soprattutto il dolo specifico, come elemento soggettivo. E' fondamentale ricordarsi che il riciclaggio si concretizza soltanro nell'ipotesi in cui l'autore abbia la consapevolezza della provenienza delittuosa dei beni trasferiti, oggetto dell'operazione. Il reato di riciclaggio non è self executing con un reato fiscale. Va provato il dolo specifico. 1112 di La nuova disciplina sulla circolazione dei mezzi di pagamento e la segnalazione delle operazioni sospette. I nuovi indicatori di anomalia L'art. 20 del D.L. 78/2010, convertito con modificazioni con la Legge 122/2010 ha apportato significanti modifiche alle disposizioni che regolano l'uso del contante e dei titoli al portatore, che sono contenuti negli artt. 49 e 58 del D.Lgs. 231/2007. Sostanzialmente, il limite massimo per l'effettuazione dei pagamenti in contanti e per l'emissione di assegni trasferibili è ridotto da a Tali limiti sono stati abbastanza ballerini. Si veda la tabella successiva. Periodo Limite Fonte normativa Dal 1991 al 29/4/ ,00 L. 197/1991 Dal 30/04/2008 al 24/06/ ,00 D.L. 223/2008 Dal 25/06/2008 al 30/05/ ,00 D.L. 112/2008 Dal 31/05/ ,00 D.L.78/2010 Quindi, pagamenti oltre i euro vanno fatti solo attraverso gli intermediari finanziari abilitati. Chi sono i soggetti interessati? La risposta è a senso unico: TUTTI; vale a dire imprenditori, autonomi e privati. Con le operazioni frazionate quale limite dei pagamenti in contanti? Se l'operazione è superiore a euro, è possibile fare pagamenti in contanti ed in assegni? La situazione in proposito ha creato problemi alla categoria dei professionisti. Sull'argomento è intervenuto anche il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Un'operazione è frazionata quando è unitaria sotto il profilo economico e viene poste in atto con operazioni a più riprese; ora si tratta di stabilire se un'operazione pari o superiore a euro le transazioni devono avvenire tramite intermediari finanziari abilitati oppure se possono avvenire in contanti fino a 4.999,99 o possono avvenire tutte in contanti purchè le singole rate non superino il limite citato. In prima facie può dirsi che anche l'art. 29, co 1 lett.a) del D.Lgs. 151/2009 dice che i trasferimenti di denaro contanti e titoli al portatore è vietato quando il valore di trasferimento è complessivamente pari o superiore a (ora 5.000). Sembra, quindi, che il legislatore si sia preoccupato solo di limitare il valore da trasferire ma non il valore dell'operazione: il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Il Consiglio Nazionale, con una nota diffusa il 22/12/2009 ha affermato la liceità di frazionamento dei pagamenti in più soluzioni in contanti pari o superiore a 1213 di purchè le singole rate siano al di sotto di tale soglia e non si tratti di artificioso frazionamento. In pratica, è ammissibile il pagamento in più soluzioni, purchè l'importo sia al di sotto del limite e sia previsto anche da accordi contrattuali o dalla prassi commerciale e non sia artificiosamente messa in atto per superare il limite. Quindi, si può concludere che se le somme pagate in contanti devono essere al di sotto del limite ma il divieto pe pagamenti in contanti superiore al limite deve intendersi riferito unicamente alla frazioni in contanti e non al valore complessivo della transazione. Per quanto riguarda la fatturazione differita, di cui all'art. 21, comma 4, del DPR 633/72, deve essere effettuata entro il 15 del mese successivo, se non avviene il pagamento prima; in quest'ultima circostanza la fattura deve essere emessa entro il giorno di pagamento. Il pagamento frazionato della fattura di importi inferiori a euro sarà sempre possibile, specialmente, se il frazionamento è connaturato all'operazione stessa non si ha la violazione dell'obbligo. E' opportuno conservare l'accordo contrattuale in quanto è a discrezione del Fisco considerare l'operazione regolare. In merito, poi, alla manovra correttiva ai fine dell'antifrode e dell'antiriciclaggio, il legislatore ha coniugato molto bene andando ad aggiungere all'art. 28 del D.Lgs. 231/2007 i commi 7-bis, 7 ter e 7-quarter. Secondo i nuovi commi, a riguardo del 7-bis, sulla base delle decisioni assunte dal GAFI, dai gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI e della OCSE, nonché dalle informazioni risultante dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il Ministro dell'economia e delle Finanze individua una LISTA DI PAESI, in ragione di rischio di riciclaggio o finanziamento al terrorismo oppure del mancato scambio di informazioni in materia fiscale. Per dippiù, i soggetti, le persone fisiche e giuridiche, devono astenersi dall'instaurare un rapporto continuativo o prestazioni professionali ovvero pongono fine al rapporto continuativo con soggetti aventi sede nei PAESI della LISTA (comma 7-ter). Al comma 7-quarter è stato indicato un altro indicatore di anomalia: E' un elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contanti anche se non in violazione dei limiti di cui all'art.49 e, in particolare, il PRELIEVO O IL VERSAMENTO IN CONTANTI CON INTERMEDIARI FINANZIARI DI IMPORTO PARI O SUPERIORE A EURO. Il legislatore inserisce una nuova soglia di euro per gli intermediari che dovrebbero allertare maggiormente i soggetti obbligati. Anche i professionisti faranno bene a consigliare modalità differenti, quando dalla contabilità si desumono operazioni del genere. Le sanzioni saranno salatissime: la violazione al comma 7-ter per operazioni con Paesi super blacklist, se superano l'importo di euro, ammontano a euro ; se l'operazione supera l'importo di euro si applica una sanzione 1314 di amministrativa pecuniaria che va dall'1% al 40%. Se l'importo non è precisato o determinabile la sanzione amministrativa pecuniaria va da a euro. Per le operazioni sospette il Ministero della Giustizia ha emanato un decreto, il 16 aprile 2010, che contiene la Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e revisori. Le operazioni sospette vanno comunicate all'uif, l'unità di Informazione Finanziaria. 1415 di La check list per le persone fisiche I documenti relativi all'istruttoria del cliente (mandato professionale conferito da persona fisica) Informazioni preliminari Nome del cliente... Gruppo di riferimento del cliente (se c'è)... Nuovo cliente Identificazione del cliente scopo e natura della prestazione professionale Acquisto fotocopia documento d'identità non scaduto; fotocopia del codice fiscale o della tessera sanitaria; dichiarazione antiriciclaggio e dichiarazione sostitutiva di atto notorio; scheda per l'approccio basato sul rischio; scheda per la verifica del nominativo rispetto all'elenco antiterrorismo; data d'identificazione... Identificazione del titolare effettivo (nel caso che sia diverso dal cliente) Acquisire (alternativamente o congiuntamente): dichiarazione del cliente; estratti da pubblici registri; estratti da elenchi, atti documenti riconoscibili da chiunque; scheda per la verifica del nominativo rispetto all'elenco antiterrorismo; data di identificazione... Mandato professionale assunzione del mandato professionale; scritto o verbale (è preferibile scritto) descrizione della tipologia professionale...; indicazione del valore della prestazione professionale (se è possibile stabilirlo); indicazione del mezzo di pagamento (è opportuno indicarlo da subito)...; operazione collegate per realizzare operazione frazionate frazionata Si o No (è opportuno indicare il pagamento a rate); data di accettazione del mandato professionale da parte dello studio... Altra documentazione ed informazioni per l'adeguata verifica visura camerale nominativa completa per codice fiscale per la verifica delle cariche, del bollettino dei protesti o dell'assoggettamento a procedure concorsuali; ricerca su internet del nominativo del cliente e/0 eventuali "titolari effettivi"; copia completa dell'ultimo Unico e di altre dichiarazioni fiscali con relativa ricevuta di presentazione; lettera di referenze redatta da un soggetto sottoposto alla disciplina antiriciclaggio contenente informazioni di ordine generale sul Cliente; (documentazione/attestazioni comprovanti la consistenza patrimoniale o la capacità del credito del cliente (tipo lettere di patronage, lettere di referenze di un istituto di credito. 15 Vedere altro
1/8 OGGETTO NUOVI OBBLIGHI IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO: INNALZAMENTO DELLA SOGLIA PER L USO DEL CONTANTE CLASSIFICAZIONE CC - ANTIRICICLAGGIO RIFERIMENTI RMATIVI D. Lgs. 21.11.2007 n. 231 ART. 12 D.L. Dettagli Il contrasto alle frodi comunitarie
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References: Art. 2
 art. 49
 art. 49
 art. 49
 art. 49
 art. 51
 art. 49
 ART. 12
 art. 20
 Art. 12
 art. 49
 Articolo 1
 art. 12
 art. 12
 art. 49
 art. 49
 art. 10
 art. 49