Source: http://tregeoformazione.blogspot.com/2015/02/
Timestamp: 2019-06-24 10:58:03+00:00

Document:
Tregeoformazione: febbraio 2015
I cani abbaiano incessantemente? Pazienza, i vicini li devono sopportare. Fonte http://www.condominioweb.com/se-i-cani-non-disturbano-piu-persone.11660#ixzz3SxyfiTBH www.condominioweb.com
dal sito condominioweb.com riportiamo un articolo sul "can che abbaia….."
La controversia nasce dall'impugnazione di una sentenza di condanna alla pena dell'ammenda, inflitta ai proprietari di alcuni cani, giudicati colpevoli di non avere impedito il continuo abbaiare dei loro animali (art. 659 c.p. - reato di disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone) . La sentenza del Tribunale territoriale è giunta direttamente in Cassazione - trattandosi di sentenza inappellabile ex art. 593, comma 3, c.p.p. -, dinanzi alla quale i ricorrenti hanno in particolare lamentato l'insussistenza della cd. plurioffensività soggettiva della condotta, rilevante ai fini della fattispecie di cui all'art. 659 c.p.: gli unici ad essere disturbati erano i coniugi vicini di casa, attori in primo grado, poiché all'epoca dei fatti non esistevano nei pressi delle due abitazioni altri nuclei abitativi o altri luoghi frequentati da persone.
Fonte http://www.condominioweb.com/se-i-cani-non-disturbano-piu-persone.11660#ixzz3SxyKvG5s
Lettera di diffida…. a cosa serve? (fonte: www.condominioweb.com)
Riportiamo un interessante approfondimento dal sito www.condominioweb.com:
La comunicazione del fatto lesivo non dev'essere per forza eseguita in forma di diffida, in quanto nei casi di illeciti extracontrattuali le parti non devono comportarsi in un determinato modo in base al generale principio del neminem laedere (brocardo latino che sintetizza il dovere di non compiere atti lesivi degli altri diritti). Come dire: posso anche limitarmi a segnalarti l'infiltrazioni o i rumori intollerabili senza utilizzare formule di diffida, in quanto mi basta metterti a conoscenza del fatto che stai ledendo un diritto altrui.
Fonte http://www.condominioweb.com/breve-panoramica-sulla-lettera-di-diffida.11619#ixzz3RboIQA6Q
Recente sentenza del Consiglio di Stato (22/01/2015) sul decoro professionale e gli onorari richiesti dai professionisti!!!!
Recentemente il Consiglio di Stato é tornato ad occuparsi delle parcelle dei professionisti ed il decoro della professione, affrontando nuovamente se esiste un legame tra i compensi, il decoro delle professione e la viglianza degli ordini e collegi professionali (oggi demandata ai Consigli di Discipilina).
Su ricorso da parte dell'Ordine Nazionale dei Geologi che riteneva che il compenso dovesse tenere di conto anche del decoro della professione, l’Antitrust ha stabilito che i minimi tariffari non potevano essere reintrodotti, di fatto e surrettiziamente, attraverso principi deontologici di corretto comportamento. Tale decisione ha dato luogo, peraltro, a delle sanzioni per l'Ordine Nazionale Geologi e per il CNF (per quest'ultimo con una "multa" di € 912.000, provvedimento impugnato e tutt'ora sub judice).
Il Consiglio di Stato con sentenza 22 gennaio 2015, n. 238 ha rigettato l'appello del Consiglio dell’Ordine dei geologi, ha accolto quello dell'Autorità e ha stabilito che il decoro (con statuizione applicabile a tutte le professioni) non è più un valido parametro per determinare o verificare il prezzo della prestazione professionale concretamente applicato.
La qualità delle prestazioni professionali non è intaccata, quindi, dalla violazione del decoro che potrebbe derivare da importi troppo bassi, e comunque la misura di tali importi non può essere valutata con riferimento ad alcuna tariffa (non a caso, peraltro, tutte le tariffe delle professioni ordinistiche sono state abrogate). Prevale la libertà di concorrenza con piena possibilità di applicare (e pubblicizzare) prezzi ridotti.
Ogni commento ed opinione in merito é legittimo….. Stride la richiesta che il cliente fa al professionista di sempre più efficaci ed autorevoli consulenze, con l'opportunità di non garantire un riconoscimento economico minimo per tale prestazione. Ci domandiamo se l'apertura incondizionata delle prestazioni professionali al mercato possa garantire, oltre all'auspicata concorrenza sull'entità dei compensi, anche degli standard minimi di qualità….
Ai posteri (ma neanche troppo posteri…) l'ardua sentenza!!!!
PS: un interessante approfondimento potete trovarlo in questo articolo sul sito www.altalex.it, dal quale abbiamo estrapolato le notizie riportate
http://www.altalex.com/index.php?idnot=70200
Condominio e conguaglio di fine anno, paga il proprietario o l'inquilino? (Fonte http://www.condominioweb.com)
Qualche giorno fa mi ha chiamato il proprietario della casa in cui vivo e mi ha detto che devo pagare il conguaglio di fine anno del condominio.
Che cosa posso fare per capirne di più?
Partiamo dalla definizione di conguaglio: esso, com'è noto, è il frutto di quell'operazione contabile che consente di verificare se rispetto ad una determinata situazione, l'interessato è esposto economicamente oppure deve avere restituita una somma. Ecco quando il locatore può farsi pagare dal conduttore le spese condominiali
Fonte http://www.condominioweb.com/conguaglio-condominiale-cosa-paga-linquilino.11620#ixzz3RboeYlNk
Lavori sul tetto e linee vita…. (da il Sole 24Ore)
Fra i ruoli che può ricoprire l’amministratore di condominio c’è anche quello del datore di lavoro. Lo è nei confronti di lavoratori dipendenti come il portiere o il giardiniere, ma anche, come previsto dal decreto legislativo 81/2008, Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro, quando il condominio commissiona, con un contratto d’appalto, lavori edili o d’ingegneria civile, vale a dire cantieri temporanei o mobili, che rientrano nel Titolo IV del Testo Unico.
In tali vesti, qualora avvengano incidenti e infortuni all’interno del cantiere, l’amministratore è responsabile sia dal punto di vista civile che penale. Per questo motivo, è suo compito verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese coinvolte e garantire le migliori condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. In particolare, la recente sentenza della Cassazione penale (42347/2013) ha specificato che l’amministratore assume la posizione di garanzia propria del datore di lavoro nel caso in cui «proceda direttamente all’organizzazione e direzione di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio stesso». Ma anche ove non proceda direttamente, non è esonerato quale “committente” all’osservanza di quanto stabilito dall’articolo 26 del Dlgs 81/2008 (obblighi di verifica della idoneità tecnica-professionale dell’impresa appaltatrice, di informazione, di collaborazione e cooperazione). Ciò a prescindere dal fatto che l’appalto dei lavori sia deciso attraverso una delibera assembleare o sia invece oggetto di una spontanea iniziativa dell’amministratore, nell’ambito dei suoi poteri conservativi e di urgenza, salvo ratifica assembleare (come l’articolo 1130, comma 1, numero 4, del Codice civile o articolo 1135, comma 2, del Codice civile).
Riguardo alla sicurezza dei luoghi di lavoro, particolarmente delicati sono gli interventi in quota, vale a dire tutti quei lavori «che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile». (articolo 107 del Dlgs 81/08). Fra i sistemi di protezione contro le cadute dall’alto rientrano le linee vita, un insieme di ancoraggi posti sulle coperture, alle quali gli operatori si agganciano attraverso imbracature e cordini. Le linee vita possono essere sia temporanee che stabili: nel primo caso sono utilizzate per il montaggio di prefabbricati e, una volta terminato il lavoro, vengono smontate; nel secondo caso, invece, sono installate in modo permanente sulle coperture degli edifici e utilizzate ogni qualvolta si debba procedere a opere di manutenzione.
La normativa nazionale sulle linee vita (Dlgs 81/2008, articolo 115 “Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto”) a oggi è stata recepita solo da alcune regioni. In molti casi l’obbligo è limitato agli edifici di nuova costruzione o a quelli in cui è prevista manutenzione sulla copertura, anche se molte amministrazioni tendono a estenderne l’installazione anche per le ristrutturazioni significative di edifici esistenti. La prima regione a renderne obbligatoria l’istallazione è stata la Toscana, seguita da Liguria, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Marche.
Prima di installare la linea vita (secondo la norma Uni En 795) occorre verificare che l’installatore abbia le necessarie abilitazioni e qualifiche. Il progetto deve essere redatto da un professionista, che al termine dei lavori di posa deve sottoscrivere la relazione di calcolo attestante la corretta installazione, corredata dall’attestazione di corretta posa rilasciata dal posatore. Il responsabile dell’edificio, inoltre, è comunque tenuto a custodire il libretto d’uso e manutenzione del sistema, così da essere tutelato in caso di eventuali incidenti. Inoltre, ogni volta che siano previsti interventi con l’utilizzo della linea vita, il responsabile dell’edificio è tenuto a informare gli operatori della presenza dell’impianto e delle sue caratteristiche, in modo tale che gli operatori si possano dotare dei dispositivi di protezione individuale più adeguati.
Subito dopo l’installazione, la normativa prevede di verificare la resistenza del fissaggio, esercitando sugli ancoraggi una forza minima di 500 kg per 15 secondi. Quindi, periodicamente, la linea vita deve essere revisionata «almeno una volta all’anno se in regolare servizio o prima del riutilizzo se non usate per lunghi periodi», come previsto dalla Uni En 11158. Infine, in seguito all’arresto di una caduta, prima di procedere a un ulteriore uso, è obbligatorio ispezionare il sistema.
Natura dell'obbligazione condominale e solidarietà del debito - Cassazione sentenza n. 1674 del 29 Gennaio 2015 (fonte www.studiocataldi.it)
A fronte di un danno provocato a un terzo – nella specie, da infiltrazioni d'acqua al negozio sito al piano terra di un condominio – i condomini rispondono solidarmente o pro quota?
Secondo il giudice del merito “all'adempimento delle obbligazioni i condomini sono tenuti sempre in proporzione alle rispettive quote”. La sentenza è impugnata dal danneggiato, il quale ricorre in Cassazione.
Già la materia è stata oggetto, in passato, di una sentenza delle sezioni unite (in particolare, la sentenza n. 9148/2008) le quali hanno affermato, “in rapporto a obbligazioni assunte dall'amministratore in rappresentanza del condominio nei confronti dei terzi, che in difetto di un'espressa previsione normativa che stabilisce il principio della solidalietà, la responsabilità dei condomini nel caso di obbligazioni pecuniarie è retta dal criterio della parzietà, per cui le obbligazioni assunte nell'interesse del condominio si imputano ai singoli componenti soltanto in proporzione delle rispettive quote”
In assenza di espressa previsione normativa che stabilisca la solidarietà del debito contratto dal condominio “la struttura parziaria dell'obbligazione ha il sopravvento e insorge una pluralità di obbligazioni tra loro connesse”.
Se l'obbligazione è naturalisticamente divisibile, viene meno uno dei requisiti della solidalietà. Tuttavia, sebbene questa sia la regola generalmente applicabile, il caso di specie rientra nella fattispecie di cui all'art. 2055 cod. civ. in materia di responsabilità solidale per il danno provocato da più soggetti: orientamento che trova anch'esso conforto in precedenti della Cassazione.
In definitiva, afferma la Suprema corte, “il risarcimento del danno da cosa in custodia di proprietà condominiale non si sottrae alla regola della responsabilità solidale ex art. 2055 1° comma cod. civ., individuati nei singoli condomini i soggetti solidalmente responsabili”. La Corte accoglie il ricorso limitatamente al motivo di cui si è trattato, decidendo direttamente nel merito.
Fonte: Cassazione: natura dell'obbligazione condominale e solidarietà del debito
La veranda sul balcone va demolita se altera il decoro (fonte http://www.laleggepertutti.it)
La modifica all’appartamento realizzata dal singolo proprietario non può mai danneggiare le cose comuni e il decoro architettonico dell’edificio. Così, sebbene non sempre vada demolita la veranda allestita sul terrazzo di proprietà di uno dei condomini, ciò diventa obbligatorio quando essa pregiudichi l’interesse comune degli altri condomini, ossia comprometta ildecoro estetico dell’edificio e la stabilità dello stesso.
A dirlo è stata la sentenza della Cassazione n. 2109/15 del 5.02.2015.
Il codice civile è chiaro nel vietare, nell’unità immobiliare di proprietà del condomino o nelle parti normalmente destinate all’uso comune, ma attribuite in proprietà esclusiva o destinate all’uso individuale (per esempio, il lastrico solare), opere che rechino danno alle parti comuni oppure determinino un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio
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La risoluzione alternativa delle controversie e la tutela dei consumatori a livello europeo. Novità con l'arrivo del nuovo anno (www.StudioCataldi.it)
Buone notizie per i consumatori europei: con l'arrivo del nuovo anno aumenta la tutela in caso di compravendita di beni e la fruizione di servizi. Con la direttiva 2013/11, infatti, troveranno applicazione in tutti i paesi UE regole e procedure semplificate per larisoluzione alternativa delle controversie riguardanti obbligazioni derivanti da contratti di vendita o di servizi, aventi natura nazionale o transfrontaliera, conclusi tra consumatori e professionisti degli Stati membri.
La tutela ha carattere spiccatamente unilaterale in quanto mira a favorire il consumatore, consentendogli l'accesso, gratuito o comunque dietro pagamento di un importo irrisorio, ad un organismo accreditato in grado di risolvere in via stragiudiziale le liti, proponendo o imponendo una soluzione ovvero organizzando un incontro tra consumatore e produttore al fine di coadiuvarli nella ricerca di una soluzione; la durata complessiva del procedimento, ispirato a canoni di trasparenza, imparzialità ed efficienza, non potrà eccedere i novanta giorni.
Tale disciplina si aggiunge alla direttiva 2008/52 in materia di mediazione civile e commerciale, che continuerà ad applicarsi alle ipotesi non previste dalla direttiva più recente e, in particolare, alle controversie quando entrambe le parti siano professionisti.
La direttiva in materia di risoluzione alternativa delle controversie, che deve essere recepita a livello nazionale entro due anni dalla sua entrata in vigore, sarà comunque direttamente applicabile anche in caso di mancata implementazione a partire dal 9 luglio 2015.
Grazie al regolamento 524/2013, inoltre, la risoluzione alternativa delle controversie tra consumatori e professionisti potrà essere esperita anche attraverso una piattaforma on-line. La tutela predisposta, in questo caso, è di tipo bilaterale essendo attivabile tanto dai consumatori quanto dai professionisti e accessibile da ogni Stato membro.
La piattaforma elettronica, in effetti, collegherà tutti gli organismi deputati alla risoluzione alternativa delle controversie presenti nei ventotto Paesi mediante un sito internet interattivo e di utilizzo intuitivo disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea.
La piattaforma, più precisamente, consentirà agli utilizzatori di reperire le informazioni sulla risoluzione alternativa delle controversie tra consumatori e professionisti derivanti da inadempimento dei contratti di vendita di beni o fornitura di servizi, permetterà di inoltrare reclami attraverso la compilazione di un apposito modulo allegando i documenti necessari, provvederà ad inoltrare il suddetto reclamo all'organismo competente, gestirà l'intera procedura telematicamente.
Fonte: La risoluzione alternativa delle controversie e la tutela dei consumatori a livello europeo. Novità con l'arrivo del nuovo anno
Etichette: mediazione, varie
Ma la qualità non può essere gratuita (da Sole 24Ore e mondoadr.it)
Quando è (o non è) possibile la revisione del regolamento condominiale? Fonte www.condominioweb.com
Nel condominio in cui vivo, una norma del regolamento specifica che l'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale debba essere inviato ai condòmini almeno sette giorni prima della data fissata per la prima convocazione.
A ben vedere oltre che d'iniziativa dei condòmini, il regolamento può essere variato anche su iniziativa dell'amministratore; a questo, infatti, spetta il potere/dovere di curare l'osservanza del regolamento e di fare in modo che a tutti i condòmini sia garantire la migliore fruizione dei servizi comuni. Per fare ciò nel migliore dei modi potrebbe essere utile modificare il regolamento, ad esempio prevedendo delle sanzioni o modificando una norma mal scritta, ecc. La distinzione delle clausole del regolamento contrattuale
Fonte http://www.condominioweb.com/la-revisione-del-regolamento-di-condominio.11604#ixzz3Qb1VJofa
Diritti. Mediatori promossi. E ora pensano in grande (fonte: Corriere Economia)
Proposta l'estensione della procedura nei Tribunali delle imprese e per tutti i contratti commerciali. Ma...
Fine della guerra di carte bollate. Per ora. Dopo cinque anni, la mediazione
delle controversie civili ha ottenuto pieno via libera dal Tar Lazio, che ha ritenuto legittimo non solo il nuovo impianto normativo, ma persino la sua re-introduzione in via di urgenza con il Decreto del Fare.
Numeri a confronto. A esultare stavolta sono i sostenitori della mediazione che proprio qualche giorno fa avevano incassato la critica del presidente della Cassazione. Nella relazione d`inaugurazione dell`anno giudiziario, infatti, si sanciva l`inefficacia dello strumento visto che solo il 10% delle mediazioni avviate termina con un accordo, perché molti ancora non accettano l'invito a recarsi di fronte al mediatore, o se lo fanno decidono di abbandonare subito il percorso conciliativo.
Sui numeri si gioca gran parte del dibattito sull'efficacia della mediazione: i detrattori lo considerano uno strumento inefficace nello sveltire la macchina giudiziaria e portano a sostegno i numeri esigui di mediazioni andate a buon fine. Una valutazione che però conterrebbe un errore statistico macroscopico, secondo Giuseppe De Palo, presidente di A& Center: «Il tango si fa in due, e la mediazione (almeno) in tre: assurdo quindi considerare fallite delle procedure mai effettivamente avviate, o dove addirittura sono presenti il mediatore e una sola delle parti. Per accrescere la partecipazione alla procedura, si pensi a incentivi e sanzioni più adeguati».
In effetti, quando le parti sono rimaste al tavolo con il mediatore, la soluzione bonaria della lite si è trovata quasi una volta su due, anche se i numeri assoluti non sono di grande rilevanza. «È la dimostrazione che lo strumento, se usato correttamente, funziona continua De Palo - perché il risparmio
Adesso i tempi sono maturi? Forse, considerato che si registrano aperture anche tra gli avvocati: per Andrea Zanello, membro del direttivo dell'Anf, il potenziamento della mediazione è ora scontato, visti i limiti dei nuovi strumenti deflattivi del contenzioso civile messi in campo dal Decreto legge 132/2014. «A diversi mesi dalla sua conversione in legge - afferma Zanello - non mi risulta che sia stato ancora avviato un solo arbitrato presso i consigli forensi. È vero, mancano ancora delle norme complementari, ma soprattutto non si vede l`interesse della categoria e dei litiganti».
Prospettiva europea. La mediazione viene proposta dunque come soluzione alternativa agli strumenti di arbitrato e negoziazione assistita (appena varati dal governo) sollevando dubbi sull'efficacia di questi strumenti per risolvere le liti fuori dai tribunali. Per esempio, per quanto riguarda la negoziazione assistita, si sollevano dubbi di costituzionalità nella sua versione obbligatoria (cosa che per altro era accaduta anche per la stessa mediazione).
Invece sull'arbitrato dei consigli forensi e sulla negoziazione assistita,che nelle dichiarazioni del ministro Orlando dovrebbero smaltire centinaia di migliaia di cause civili all'anno, è invece nota la netta stroncatura dell'Anm.
Sponsor del potenziamento della mediazione in Italia potrebbe essere il Parlamento europeo, che affronterà il tema al prossimo Forum sulla giustizia civile, a cui partecipano i rappresentanti dei 28 stati membri. In quell'occasione verrà presentato il nuovo rapporto dell`emiciclo di Strasburgo sull`impatto della Direttiva europea in materia di mediazione.
Il rapporto dello scorso anno, valse una lettera di congratulazioni da Bruxelles all'allora ministro della giustizia Cancellieri. Quest'anno i mediatori sperano in qualcosa di più.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 593
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1135
 articolo 115
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2055
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