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Timestamp: 2019-12-14 09:57:59+00:00

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TAR Lazio, Sez. I, Ordinanza del 26 settembre 2014
Giovanni d'Ammassa 26 Settembre 2014
Il TAR dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, e degli artt. 14, comma 3. 15, comma 2, e 16, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010. Dichiara altresì rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle medesime disposizioni in relazione agli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.
Tar Lazio, sez. IV-ter, Sentenza n. 2156 del 2 marzo 2012
Giovanni d'Ammassa 2 Marzo 2012
Conforme alle sentenze TAR Lazio 2157, 2158, 2159, 2160 e 2162/2012
T.A.R. Lazio, sez. I, Sentenza n. 11590 del 24 novembre 2009
Giovanni d'Ammassa 24 Novembre 2009
L’obbligo del contrassegno SIAE non ha mai comportato la violazione del principio di libera circolazione delle merci, assolvendo invece anche la fondamentale funzione di tutela dei consumatori, sia dal rischio di acquisto di prodotti contraffatti, sia dalle conseguenze penali relative alla violazione della normativa sul diritto d’autore.
T.A.R. Lazio, sez. I ter, Ordinanza del 3 giugno 2009
Giovanni d'Ammassa 3 Giugno 2009
Decreto non massimato
T.A.R. Lazio sez. III-ter Sentenza n. 1096 del 26 gennaio 2006
Giovanni d'Ammassa 26 Gennaio 2006
T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 1073 del 26 gennaio 2006
T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 1101 del 26 gennaio 2006
T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 1037 del 7 febbraio 2005
Giovanni d'Ammassa 7 Febbraio 2005
Le funzioni istituzionali della SIAE attengono sia alla tutela del diritto d’autore che a quella del diritto connesso La SIAE è tenuta a gestire unitariamente la tutela dei diritti spettanti ai loro titolari. L’accertamento dell’illegittimità del silenzio, anche qualora non possa essere seguito dall’affermazione dell’obbligo di provvedere per fatti sopravvenuti, non preclude l’accoglimento della domanda risarcitoria. Il danno derivante da un mero comportamento omissivo, in violazione dei principi di correttezza e buona amministrazione, può liquidarsi in via equitativa, come nel caso di danno derivante da perdita di chance, trattandosi di danno difficilmente quantificabile.
T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 8886 del 9 ottobre 2003

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 Sentenza 
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