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LEGGE 26 APRILE 1982 N 181 (LEGGE FINANZIARIA 1982) - PDF
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Ortensia Fantoni
1 LEGGE 26 APRILE 1982 N 181 (LEGGE FINANZIARIA 1982) DISPOSIZIO NI DI C AR ATTER E FINANZIARIO Art. 1. Il limite massimo del saldo netto da finanziare per l anno 1982 resta determinato, in te rm ini di compe tenza, in lire e l ammonta re de lle o pe razioni pe r rimborso di prestiti in lire Conseguentemente, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, resta fissato, in termini di competenza, in lire per l anno finanziario Art. 2. Gli impo rti da iscrive re in rela zio ne a lle a uto rizza zio ni di spesa re ca te da leggi a ca ratte re plurie nna le resta no de te rm ina ti, pe r ciascuno degli anni 1982, 1983 e 1984, nelle m isure indica te ne lla tabe lla A a llega ta alla prese nte legge. Art. 3. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all articolo 10 della legge 5 agosto 1978, n. 468, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nell anno 1982, restano determinati in lire per il fondo speciale destina to a lle spe se co rre nti, e in lire pe r il fondo spe cia le destina to a lle spese in conto capitale, secondo il dettaglio di cui agli elenchi n. 6 e n. 7 allegati allo stato di pre visione de l Ministe ro de l teso ro pe r lo stesso a nno fina nzia rio. La dotazione dei fondi speciali di parte corrente e di conto capitale di cui al primo comma è incrementa ta, rispe ttivamente, de ll ulte rio re somma di lire milia rdi da preo rdina re nell elenco n. 6 con la denominazione di interventi in materia di sgravi contributivi e di lire miliardi da preordinare nell elenco n. 7 con la denominazione di Fondo investimenti e occupazione. Le leggi che auto rizzano le spese pe r gli investimenti e l o ccupazione, pe r le qua li è pre disposta la cope rtura mediante l incremento de l fo ndo spe cia le pe r le spese in co nto capitale di cui al comma precedente, disciplinano le modalità della presentazione dei progetti regionali che possono essere finanziati a carico del predetto incremento del fondo speciale. I progetti regionali possono prevedere il finanziamento di interventi e programmi di competenza degli enti locali, coordinati a livello regionale. Art. 4.(1) I membri del Nucleo di valutazione sono tenuti al rispetto del segreto d ufficio. Ai membri di cui alla lettera a) del secondo comma si applicano le disposizioni dell articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
2 Ai membri di cui a lla le tte ra b) de l se condo comma si applicano le dispo sizio ni di cui a ll a rtico lo 5 del de cre to-legge 24 luglio 1973, n. 428, conve rtito in le gge da lla legge 4 agosto 1973, n All onere derivante per il compenso ai componenti del Nucleo, nonché per la fornitura di a ttrezza ture e se rvizi te cnici ne ce ssa ri a l s uo funzio namento, valuta to comples sivamente in lire m ilioni per l anno finanziario 1982, si provvede mediante corrispondente riduzione, quanto a lire 800 milioni, del capitolo 6856 e, quanto a lire 500 milioni, del capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per il medesimo anno finanzia rio, a ll uopo pa rzia lmente utilizzando le vo ci: De lega le gisla tiva al Go ve rno della Repubblica per la riorganizzazione del Ministero del bilancio e della programmazione economica e degli istituti ad esso connessi. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti va riazioni di bilancio. (1) I commi primo, secondo, sesto, settimo, ottavo e nono, sono stati abrogati, con decorrenza dal 1 gennaio 1998, dall art. 14, comma 1, del d.lgs. 5 dicembre 1997, n Si ripo rta il testo orig inario dell art. 4, comma primo, secondo, sesto, settimo, ottavo e nono: In via transitoria, e fino a quando non sarà stato riordinato il Ministero del bilancio e della programmazione economica, è istituito presso la Segreteria generale della programmazione economica, alle dirette dipendenze del Segretario generale, il Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici. Il Nucleo ha compiti di istruttoria tecnica dei piani di investimenti pubblici, con specifico riguardo alla valutazione dei costi e dei benefici, ed in via preliminare all esame da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica e del Consiglio dei ministri. Il Nucleo di valutazione è composto da non più d i quind ici membri, nominati a tempo determinato con decreto del Ministro del bilancio e della programmazione economica, che abbiano particolare competenza in materia di formulazione ed analisi dei piani, programmi e relativi finanziamenti, scelti tra: a) il personale appartenente ai ruoli dei professori universitari, ordinari o associati, e dei ricercatori universitari; b) il personale appartenente ai ruoli di altre amministrazioni dello Stato, civili e militari, anche ad ordinamento autonomo e di enti pubblici anche economici; c) persone non appartenenti alle categorie di cui ai punti a) e b), aventi specifiche esperienze professionali. Con decreto del Ministro del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro del tesoro, viene determinata la remunerazione dei membri del Nucleo di valutazione, in armonia con i criteri correnti per la determinazione dei compensi per attività di pari qualificazione professionale. Al Nucleo sono addetti non più di sette impiegati, designati con decreto del Ministro del bilancio, anche mediante distacco da altre amministrazioni dello Stato. Con decreto del Ministro del bilancio e della programmazione economica vengono definite le procedure ed impartite le direttive per il funzionamento del Nucleo. Il Ministro del bilancio e della programmazione economica riferisce al Parlamento sull attività svolta dal Nucleo fornendo le informazioni, le notizie ed i documenti che le competenti Commissioni permanenti ritengono utili per l esercizio dei loro compiti istituzionali.. DISPOSIZIO NI DI C AR ATT ER E FISC ALE Art. 5. (1) (1) Articolo ab rogato, con effetto dal 1 luglio 1998, dal d.lgs. 21 novembre 1997, n. 461, a rt. 16, comma 1, lett. c). Si riporta il testo origina rio dell art. 5 della l. 26 aprile 1982, n. 181: Art. 5
3 La ritenuta d acconto di cui al secondo comma dell articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni ed integrazioni, non si applica agli interessi corrisposti dalle aziende ed istituti di credito sui depositi e conti correnti intrattenuti con gli istituti centrali di categoria.. Art. 6. (1) (1) Articolo abrogato, con effetto dal 1 luglio 1998, dal d.lgs , n. 461, art. 16, comma 1, lett. c). Si riporta il testo originario dell a rt. 6 della l. 26 aprile 1982, n. 181: Art. 6 Gli interessi sui depositi e conti correnti in valuta estera di soggetti non residenti, inclusi i titolari dei conti per emigranti, disciplinati dal decreto ministeriale 12 marzo 1981, corrisposti dalle aziende ed istituti di credito non sono soggetti alla ritenuta di cui al secondo comma dell articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni ed integrazioni, e sono esenti dalle imposte sul reddito.. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA LOCALE E REGIONALE Art. 7. Pe r l a nno 1982 lo Sta to co nco rre al finanziamento dei bilanci comuna li e pro vincia li mediante l erogazione di contributi per un ammontare complessivo di lire miliardi. Art. 8. Per l anno 1982 la quota del 15 per cento dell imposta di fabbricazione sugli oli m inerali, loro derivati e prodotti analoghi indicata alla lettera a) del primo comma dell articolo 8 della legge 16 maggio 1970, numero 281, è elevata al 49,90 per cento. Il fondo comune regionale determinato ai sensi dell articolo 8 della legge 16 maggio 1970, n. 281, e di quanto previsto al precedente comma è comprensivo: a) de lle somme co rrispondenti a lle spese e limina te da l bilancio de llo Sta to e de lle re la tive spese aggiuntive spe tta nti a lle regioni a sta tuto ordina rio in re lazione a lle funzioni statali trasferite a tutto il 31 dicembre 1981 con il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616; b) delle somme spettanti alle regioni a statuto ordinario ai sensi dell articolo 5 della legge 29 luglio 1975, n. 405, dell articolo 103 della legge 22 dicembre 1975, numero 685, dell articolo 10 della legge 23 dicembre 1975, n. 698, dell articolo 3 della legge 22 maggio 1978, n. 194, dell articolo 22 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e dell articolo unico della legge 22 dicembre 1979, n Il fondo comune regionale viene ripartito tra le regioni a statuto ordinario in proporzione a lle somme a ttribuite a ciascuna regione pe r l anno 1981 ai sensi de ll a rtico lo 1 della legge 10 maggio 1976, n. 356, e de lle disposizioni di cui a lle le tte re a) e b) del pre cede nte comma.
4 Art. 9. Il limite del 20 per cento, previsto dall articolo 10 della legge 16 maggio 1970, n. 281, modificato dall articolo 22 della legge 19 maggio 1976, n. 335, è elevato al 25 per cento. Art. 10. Le somme spe ttanti alle regioni a sta tuto spe cia le e a lle province a utonome di Tre nto e di Bolzano ai sensi dell articolo 5 della legge 29 luglio 1975, n. 405, dell art. 103 della legge 22 dicembre 1975, n. 685, dell articolo 10 della legge 23 dicembre 1975, n. 698, e dell articolo 3 della legge 22 maggio 1978, n. 194, vengono corrisposte per l anno 1982 dal Ministero del tesoro secondo le ripartizioni al medesimo titolo effettuate per l anno 1981 maggiorate del 16 per cento. Art. 11. La quota del fondo per il finanziamento dei programm i regionali di sviluppo di cui all articolo 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281, per l anno finanziario 1982 è stabilita in lire La quota di cui al precedente comma è incrementata degli stanziamenti annuali delle leggi di contenuto particolare per le quali è prevista la confluenza nel fondo regionale di sviluppo. Le finalità di tali leggi devono essere salvaguardate nella predisposizione dei programmi regionali di sviluppo. Il vinco lo di destina zio ne se tto ria le sulle assegnazioni dispo ste a fa vo re delle re gio ni a no rma di le ggi di co nte nuto pa rtico la re, limita tamente a lle leggi di spesa pluriennale, de ve intende rsi rife rito a ll a rco di tempo ricompreso nel bilancio plurienna le e non a lla quota annuale di riparto del DISPOSIZIO NI IN MAT ERIA SANIT ARIA Art. 12. La prescrizione di specialità medicinali a base di antibiotici in confezione monodose è lim ita ta a d un numero massimo di o tto pezzi pe r rice tta. Pe r gli a ltri fa rmaci la pre scrizione è lim ita ta a d un nume ro mas simo di tre pezzi pe r rice tta. Il Ministro della sanità, al fine di assicurare un più rigoroso controllo della spesa farmaceutica, è autorizzato ad adottare con proprio decreto disposizioni per l impiego nelle confezioni di specialità medicinali di fustellati o di bollini autoadesivi a lettura e ad annullamento automatici. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio effettuate presso ambulatori pubblici anche ospedalieri o presso strutture e gabinetti specialistici convenzionati è stabilita la partecipazione alla spesa da parte degli assistiti nella misura del quindici per cento delle tariffe stabilite per le convenzioni stipulate ai sensi della legge 23 dicembre 1978, n. 833, co n il lim ite minimo di lire mille e massimo di lire quindicim ila, a rro tonda te a lle cento lire superiori, per ogni indagine di diagnostica strumentale e di laboratorio. In caso di prestazioni plurime di accertamenti di diagnostica strumentale e di laboratorio, contenute in unica
5 pre scrizione, il limite massimo di pa rte cipa zio ne alla spe sa da pa rte de gli assistiti pe r il complesso delle prestazioni stesse è fissato in lire quarantamila. La quota di partecipazione è versata, in regime di assistenza diretta, alle strutture pubbliche e ai convenzionati all atto dell effettuazione dell accertamento ed è comunque esclusa dal rimborso in assistenza indiretta. É ese ntato da lla pa rte cipazio ne a lla spesa sanita ria sugli a cce rtamenti di diagno stica strumentale e di laboratorio l assistito che abbia dichiarato, nell anno precedente, un reddito personale imponibile ai fini dell IRPEF non superiore a lire , o appartenga a famiglia i cui componenti, compreso l assistito, abbiano dichiarato, in detto anno, redditi im ponibili ai fini dell IRPEF per un importo complessivo non superiore a lire , aumentato di lire per ogni componente, oltre il dichiarante. L esenzione non spetta qualo ra i singo li componenti della fam iglia, pur non essendo tenuti a lla dichia razione de i redditi o alla presentazione del certificato sostitutivo per i redditi di lavoro dipendente, posseggano complessivamente un reddito imponibile superiore alla somma predetta. Per la determinazione dei limiti massimi di reddito di cui al comma precedente, da ciascun reddito di lavoro dipendente e di pensione si deduce la somma annua di lire o quella m inore fino a concorrenza del reddito medesimo. Sono altresì esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria sugli accertamenti di diagnostica strumentale e di laboratorio i grandi invalidi di guerra e di servizio, i grandi invalidi del lavoro e gli invalidi civili di cui all articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n L unità sanitaria locale provvede a rilasciare, a domanda dell interessato, apposito tesserino individuale, a validità annuale, attestante il diritto alla esenzione. A ta li fini l inte re ssa to è tenuto a produrre all unità sanita ria lo ca le di res ide nza : a) una autocertificazione in carta libera, ai sensi dell articolo 2 della legge 10 maggio 1976, n. 249, sottoscritta anche dai titolari dei redditi del nucleo familiare di appartenenza, se co ndo le dispo sizio ni co nte nute ne ll a rtico lo 24 de lla legge 13 aprile 1977, n. 114; b) il titolo comprovante l appartenenza alle categorie di cui al settimo comma. Art. 13. Le re gio ni, pe r il tramite de i propri uffici e d a vvale ndosi anche di un appo sito se rvizio ispettivo, sanitario e finanziario, sono tenute a verificare, in relazione ai rendiconti trimestrali, l andamento delle attività assistenziali e della gestione dei fondi assegnati a ciascuna unità sanitaria locale. Qualora le regioni riscontrino, direttamente o dalla rendicontazione trimestrale, il maturare di un disavanzo della gestione di competenza dell unità sanitaria locale ed i comuni singoli o associati e le comunità montane non adottino, entro trenta giorni dall invito della regione, i provvedimenti necessari a riportare in equilibrio il conto di gestione dell unità sa nita ria lo cale stessa a i sensi de ll ultimo comma dell a rtico lo 50 de lla legge 23 dicembre 1978, n. 833, le regioni medesime sono tenute a sostituirsi agli organi degli enti predetti per l a dozione de i pro vve dimenti stessi. Pe r le esige nze di contro llo le re gio ni possono utilizza re, mediante comando, pe rsona le de lle unità sa nita rie lo ca li. In caso di ine rzia o di ingius tifica to rita rdo delle unità sanita rie lo ca li ne lla cura degli ademp imen ti p re vis ti dagli a rtico li 1, secondo comma, 3, 5, seco ndo comma, e 7, legge 7 agosto 1982, n. 526 e dall articolo 11, commi 8 e 9, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, nonché in ogni a ltro caso di ingiustifica ta inottempe ranza a d obblighi imposti da a tti no rmativi e da disposizioni regiona li de riva nti da a tti di indirizzo e di co o rdinamento emana ti
6 a i sensi de ll a rticolo 5, le gge 23 dicembre 1978, n. 833, le regioni e le province a utonome di Trento e di Bolzano, previa diffida adottano i provvedimenti omessi o comunque necessari, anche mediante l invio di appositi commissari.(1) Lo s tesso po te re e co n le moda lità indica te a l comma pre cedente è a ttribuito a l Minis tro della sanità, su segnalazione del commissario del Governo, quando la regione o provincia autonoma non vi provveda.(1) (2) Per gli stessi scopi, il primo comma dell articolo 49 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, è sostituito dai seguenti: Il controllo sugli atti delle unità sanitarie locali è esercitato, in unica sede, dai comitati regionali di controllo di cui all articolo 55 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, integrati da un esperto in materia sanitaria designato dal Consiglio regionale e da un rappresentante del Ministero del tesoro, nelle forme previste dagli articoli 59 e seguenti della medesima legge. Gli atti di cui al comma precedente non possono essere dichiarati immediatamente esecutivi e sono nulli di diritto se la relativa spesa non trova idonea copertura. Analogamente il secondo comma dell articolo 15 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, è sostituito dai seguenti: Organi della unità sanitaria locale sono: 1) l assemblea generale; 2) il comitato di gestione e il suo presidente; 3) il collegio dei revisori, composto di tre membri, uno dei quali designato dal Ministro del tesoro e uno dalla regione. La le gge regiona le disciplina i compiti e le moda lità di funzionamento del co llegio. Il collegio dei revisori è tenuto a sottoscrivere i rendiconti di cui all articolo 50, secondo comma, e a re digere u na re laz ione trimes trale su lla ges tione ammin is tra tivo-con tab ile delle unità sanitarie locali da trasmettere alla regione e ai Ministeri della sanità e del tesoro. (1) Comma aggiunto dall art. 11, decimo comma, del d.l. 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla l. 11 novembre 1983, n (2) La Corte costituzionale, con sentenza 27 giugno 1986, n. 177 (G.U.R.I, 1ª S. S., n. 34 del 14 lug lio 1986,) ha dichiarato l illegittimità costituzionale nei confronti delle province di Trento e di Bolzano, del quinto comma del presente articolo, aggiunto dall art. 11, decimo comma, del d.l. 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla l. 11 novembre 1983, n. 638, nella parte in cui, nel richiamare il precedente quarto comma, aggiunto dall art. 11, decimo comma, del d.l. n. 463 del 1983, convertito, con modificazioni, dalla l. 11 novembre 1983, n. 638, comprende il riferimento fatto dal detto comma precedente agli artt. 3, secondo comma, e 5, secondo comma, della l. 7 agosto 1982, n Art. 14. A decorrere dal 1º gennaio 1982 il contributo sociale di malattia dovuto in misura fissa dagli artigiani, dagli esercenti attività commerciali, dai coltivatori diretti e dai liberi professionisti previsto per l anno 1982 è maggiorato rispettivamente di lire 100 mila per gli artigiani e gli esercenti attività commerciali, di lire 75 mila per i liberi professionisti e di lire per i coltivatori diretti. A decorrere dal 1º gennaio 1982 le misure del contributo di malattia di cui all articolo 12, comma te rzo, de l de cre to -legge 29 luglio 1981, n. 402, co nve rtito in legge, co n modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, dovuto dai titolari di aziende diretto-
7 coltivatrici, sono rispettivamente elevati dal 15 per cento al 20 per cento e dal 30 per cento al 35 cento. A decorrere dal 1º gennaio 1982 la misura del contributo aggiuntivo aziendale di cui a ll a rtico lo 12, comma sesto, de l de cre to-legge 29 luglio 1981, n. 402, co nve rtito in legge, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, dovuto dagli artigiani ed esercenti attività commerciali è elevata dal 2 al 3 per cento. A decorrere dal 1º gennaio 1982 la misura della maggiorazione del contributo dovuto dai libe ri professio nisti di cui a ll a rtico lo 1, ultimo comma, de l de cre to del P residente de lla Repubblica 8 luglio 1980, n. 538, è elevata dal 2 al 3 per cento. Il termine per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali per il primo trimestre 1982, di cui al secondo comma dell articolo 12 della legge 23 aprile 1981, n. 155, è prorogato al 31 maggio Fe rme rimanendo le a liquote aggiuntive di cui all a rtico lo 4 del de creto-legge 8 luglio 1974, n. 264, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 1974, n. 386, a decorrere dal 1º gennaio 1982 la m isura del contributo di malattia a carico dei lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato, è elevata all uno per cento, restando invariate le aliquote contributive superiori. Nulla è inno va to circa la misura de l contributo di mala ttia a ca rico del da to re di la vo ro. Art. 15. Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro 120 giorni dall entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti aventi valore di legge ordinaria, norme dirette a potenziare le strutture dell ufficio centrale della programmazione sanitaria, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) devono essere individuate, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, le professionalità tecniche e amministrative necessarie per la corretta esplicazione delle attività di programmazione sanitaria entro il limite massimo di 150 unità, comprese quelle già assegnate a detto ufficio, di cui 75 per il sistema informativo sanitario; b) deve essere prevista l istituzione di nuovi ruoli anche di natura tecnica; c) per fare fronte al fabbisogno di specifiche professionalità ad alta specializzazione nelle materie attinenti la programmazione sanitaria, deve essere disciplinata anche la utilizzazione, a tempo pieno e sostitutiva dei doveri di istituto, del personale appartenente ai ruoli dei professori e ricercatori universitari, con oneri a carico del Ministero della sanità, nonché la utilizzazione, mediante comando, di personale appartenente ai ruoli di altre amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, degli enti locali e di enti pubblici anche economici. Pe r le esigenze de lla programmazione sa nita ria na zio na le e di contro llo sull impiego de l fondo sanitario nazionale, il Ministro della sanità è autorizzato a stipulare una o più convenzioni per l affidamento a società specializzate a prevalente partecipazione statale, anche indiretta, secondo i criteri e in conform ità con gli obiettivi fissati dal Ministro stesso e sotto la direzione e la vigilanza dei competenti organi, dei compiti di analisi, progettazione e suppo rto a ll amm inistrazione sanita ria centra le, compreso il Co nsiglio sanita rio naziona le, l Istituto superiore di sanità e l Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, ai fini della realizzazione, della messa in funzione e della eventuale, temporanea gestione del sistema info rmativo sanita rio in sede ce ntra le e in se de lo ca le, a richiesta de lle unità sanitarie locali e delle regioni o, in via sostitutiva, in caso di persistente inadempienza. Le convenzioni di cui al precedente comma, aventi durata non superiore a cinque anni, sono stipulate, e le relative spese sono eseguite, anche in deroga alle norme sulla contabilità
8 dello Stato ed all articolo 14 della legge 28 settembre 1942, n. 1140, con esclusione di ogni fo rma di gestione fuo ri bilancio. All onere derivante, per il 1982, dalla attuazione del presente articolo, determ inato in lire , si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 5941 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per lo stesso anno. All onere derivante dall attuazione del presente articolo si provvede, a decorrere dal 1983, mediante stanziamenti da iscrivere in appositi capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero della sanità. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti va riazioni di bilancio. Art. 16. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 26 aprile 1982 PERTINI SPADOLINI ANDREATTA LA MALFA FORMICA Visto, il Guardasigilli: DARIDA Data di aggiornamento: 01/01/ Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. Tale testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 S.O.n. 22 del 26/04/1982
LEGGE 22 DICEMBRE 1984 N 887 (LEGGE FINANZIARIA 1985)
LEGGE 22 DICEMBRE 1984 N 887 (LEGGE FINANZIARIA 1985) TITOLO I DISPOSIZIO NI DI C AR ATTER E FINANZIARIO Art. 1. Il limite massimo del saldo netto da finanziare per l anno 1985 resta determinato in te
LEGGE 27 DICEMBRE 1983 N 730 (LEGGE FINANZIARIA 1984)
LEGGE 27 DICEMBRE 1983 N 730 (LEGGE FINANZIARIA 1984) TITOLO I DISPOSIZIO NI DI C AR ATTER E FINANZIARIO Art. 1. Il limite massimo del saldo netto da finanziare per l anno 1984 resta determ inato, in te
S E NA T O D EL L A R EP U B B LI C A X I I I L E G I S L A T U R A N. 3456-B D I S E G N O D I L E G G E presentato dal Ministro dei lavori pubblici (COSTA) di concerto col Ministro per i beni culturali
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 giugno 1997, n. 315
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 giugno 1997, n. 315 Regolamento di attuazione dell'articolo 15 della legge 7 marzo 1996, n. 108, concernente il fondo per la prevenzione del fenomeno dell'usura.

References: Art. 1
 articolo 11
 Art. 2
 Art. 3
 articolo 10
 Art. 4
 articolo 13
 art. 14
 art. 4
 Art. 5
 art. 5
 Art. 5
 articolo 26
 Art. 6
 art. 16
 Art. 6
 articolo 26
 Art. 7
 Art. 8
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 5
 articolo 103
 articolo 10
 articolo 3
 articolo 22
 Art. 9
 articolo 10
 articolo 22
 Art. 10
 articolo 5
 art. 103
 articolo 10
 articolo 3
 Art. 11
 articolo 9
 Art. 12
 articolo 12
 articolo 2
 Art. 13
 articolo 11
 articolo 49
 articolo 55
 articolo 15
 articolo 50
 art. 11
 sentenza 
 art. 11
 art. 11
 Art. 14
 articolo 12
 articolo 12
 Art. 15
 articolo 14
 Art. 16
 Art. 1
 Art. 1