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Timestamp: 2020-07-14 00:52:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11953 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11953 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/05/2017, (ud. 16/03/2017, dep.12/05/2017), n. 11953
sul ricorso iscritto al n. 03124/2016 R.G. proposto da:
8(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,
avverso la sentenza n. 2332/2015 del TRIBUNALE di TARANTO, depositata
dal Consigliere Dott. DE STEFANO Franco.
Equitalia Sud spa ricorre, affidandosi a quattro motivi, per la cassazione della sentenza n. 2332 del 3.7.15 con cui il tribunale di Taranto – sez. dist. di Manduria ha accolto l’opposizione agli atti esecutivi proposta da Pietro Briganti avverso l’avviso di iscrizione ipotecaria esattoriale eseguita ai suoi danni dall’odierna ricorrente per crediti previdenziali dell’INPS, ritenutolo viziato principalmente per insufficienza della notifica del mero estratto del ruolo;
è stata formulata proposta di definizione in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., comma 1, come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, comma 1, lett. e), dell’art. 1 – bis, conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197.
premesso che la sentenza gravata espressamente qualifica la domanda come opposizione agli atti esecutivi, donde la ricorribilità immediata della prima per cassazione in diretta applicazione del principio dell’apparenza, dei motivi – inammissibile il primo, non riguardando una questione di giurisdizione il riparto interno ad uno stesso ufficio giudiziario tra sezione ordinaria e sezione lavoro e comunque non evincendosi dal ricorso la trascrizione degli atti del giudizio di merito nei quali la relativa questione sarebbe stata sollevata – hanno carattere assorbente il secondo ed il terzo, in merito al valore probatorio dell’estratto di ruolo: ed essi, congiuntamente esaminati, sono fondati;
al riguardo (per tutte, ove ulteriori riferimenti, v.: Cass. 28/06/2016, n. 13293; Cass. 27/11/2015, n. 24535), la giurisprudenza di questa Corte è ormai attestata sulla conclusione dell’idoneità dell’estratto del ruolo a fondare la prova del credito azionato dall’agente di riscossione, integrando il ruolo il titolo esecutivo e la cartella altro non essendo che la stampa del ruolo in unico originale notificata alla parte (per tutte: Cass. 18/11/2014, n. 24541; Cass. 29/05/2015, nn. 11141 e 11142; Cass. 23/06/2015, n. 12888), contenente tutte le informazioni necessarie che di norma sono dovute al debitore con la notifica di titolo e precetto;
l’autosufficienza del ruolo stesso, inteso appunto quale valido ed autonomo titolo esecutivo, comporta poi l’assorbimento di ogni questione sulla sussistenza – e sulla presunzione di legittimità dei titoli su cui essi si basano, allorquando si tratti di quelli cosiddetti paragiudiziali, perchè articolati su accertamenti di pubblici uffici, da impugnare entro precisi termini da coloro che vi figurano come debitori – dei crediti che esso riassume, riepiloga e descrive;
il ricorso, fondati il secondo e il terzo motivo, va quindi accolto, con cassazione della gravata sentenza e rinvio al tribunale di Taranto, in persona di diverso giudicante, anche per le spese del giudizio di legittimità, pure dandosi atto – visto che il ricorso è stato accolto – dell’insussistenza dei presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 comma 1 – quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione e per il caso di reiezione integrale, in rito o nel merito, di questa;
dichiara inammissibile il primo motivo di ricorso; accoglie il secondo ed il terzo motivo, assorbito il quarto; cassa la gravata sentenza e rinvia al tribunale di Taranto, in persona di diverso giudicante, pure per le spese del giudizio di legittimità.

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 art. 13
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