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Timestamp: 2018-03-17 19:06:35+00:00

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1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente N.4928/2007 Reg.Dec. N Reg.Ric. ANNO 2003 DECISIONE sul ricorso in appello n del 2003 proposto da Torrefazione del Caffè Ugo Romoli di Renato Romoli s.a.s., in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dagli avv.ti prof. Federico Sorrentino e Daniele Granara ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma, Lungotevere delle Navi n.30; contro - FILSE s.p.a. - Finanziaria Ligure per lo sviluppo economico - in persona del legale rappresentante, rappresentato difeso dall avv. Ferdinando Ferri e dall avv. Roberto. Cassinelli ed elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Roma, via P.Mascagni, 7; - Regione Liguria, in persona del Presidente della Giunta Regionale, non costituitasi in giudizio; per l annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, Sez. II, n. 758 del 2003, resa tra le parti; visto il ricorso con i relativi allegati; visto l atto di costituzione in giudizio della società appellata; viste le memorie delle parti a sostegno delle rispettive difese;
2 visti gli atti tutti della causa; alla pubblica udienza del 4 maggio 2007, relatore il Consigliere Domenico Cafini, uditi gli avvocati Granara e Ferri; ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO e DIRITTO 1. Con ricorso proposto avanti al TAR per la Liguria. la società Torrefazione del Caffè Ugo Romoli di Renato Romoli s.a.s., impugnava - con ogni atto presupposto, preparatorio, conseguente e/o connesso ed, in particolare, il parere del Comitato tecnico in data il provvedimento di diniego di contributo, richiesto in relazione a finanziamenti per attività produttive Doc.U.P. Obiettivo 2 ( misura 1.2, sottomisura B2), emesso il nei confronti della ricorrente, da parte del direttore generale della FILSE s.p.a.. A sostegno del gravame, la società istante deduceva, essenzialmente, la violazione degli artt. 2 e 4 del bando regionale approvato con deliberazione della Giunta Regionale n.93, nonché l eccesso di potere per difetto di presupposti e travisamento dei fatti e per contraddittorietà ed illogicità manifeste. Nel giudizio si costituiva la FILSE s.p.a. che si opponeva al ricorso, concludendo per il suo rigetto Il Tribunale adito - ritenute infondate le dedotte censure - respingeva il gravame, ritenendo legittimo il contestato diniego di contributo ed evidenziando, in particolare, l estraneità dell attività prevalentemente svolta dalla ricorrente rispetto al richiesto finanziamento Avverso tale sentenza è stato interposto l odierno appello, affidato dalla Torrefazione del Caffè Ugo Romoli s.a.s. ai seguenti motivi di diritto:
3 a) erroneità della sentenza per travisamento dei fatti; violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 4 del bando regionale di attuazione della Misura 1.2 sottomisura B2 ( ) approvata con deliberazione della Giunta Regionale n.93 dell ; eccesso di potere per difetto del presupposto e travisamento dei fatti e per contraddittorietà ed illogicità manifeste; b) erroneità della sentenza per travisamento dei fatti; violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 4 del bando regionale di attuazione della Misura 1.2 sottomisura B2 ( ) approvata con deliberazione della Giunta Regionale n. 93 dell ; eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, erronea motivazione, illogicità e contraddittorietà intrinseca manifesta.. Nel giudizio di secondo grado si è costituita la s.p.a. FILSE, che ha replicato, con memoria in data , alle censure ex adverso formulate, contestandone la fondatezza, e concludendo, quindi, per il rigetto del proposto appello Alla odierna pubblica udienza la causa è stata, infine, assunta in decisione su conforme richiesta delle parti. 2. Il ricorso in appello non è fondato Con il primo motivo la società ricorrente, nel prospettare l erroneità della gravata decisione, deduce le censure di violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 4 del bando regionale (periodo ) Misura 1.2 Aiuti agli investimenti, Sottomisura B2) Sostegno a piccoli investimenti, nonchè di eccesso di potere sotto i profili del difetto del presupposto e travisamento dei fatti e della contraddittorietà ed illogicità manifeste, sostenendo, in sintesi, che essa sarebbe dovuta rientrare tra i soggetti beneficiari dell agevolazione contributiva avanti menzionata, in quanto dagli atti contabili, e in
4 particolare dal registro delle fatture, sarebbe emerso che l oggetto principale dell attività sociale ( quasi esclusiva ) svolta sarebbe costituita da una tipica attività manifatturiera, ossia dalla torrefazione del caffè (acquistato crudo e rivenduto dopo la lavorazione), indicata dal codice ISTAT, con il n.15.86, tra le attività manifatturiere D: industrie alimentari, delle bevande e del tabacco DA; industrie alimentari e del tabacco -15; fabbricazione di prodotti alimentari -15-8, secondo quanto attestato, del resto, dall iscrizione alla CCIAA di Genova e dalla licenza (rilasciata al precedente titolare dell impresa) il da parte della Intendenza di Finanza di Genova e descritto anche nella relazione del commercialista della società istante in data , depositata agli atti del giudizio. La censura non può essere condivisa. L art. 4 del detto bando regionale (in forza del quale sono ammesse a beneficiare delle agevolazioni finanziarie le imprese che operino investimenti finalizzati allo sviluppo e all accrescimento della competitività nelle aree depresse della Liguria) dispone che possono presentare domanda le imprese, singole o associate, rientranti nella definizione di piccole e medie imprese comunitarie appartenenti ai seguenti settori di attività: estrazioni di minerali, attività manifatturiere, produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua (limitatamente alle classi e 40.30) e costruzioni, precisando che, nel caso in cui siano operative contemporaneamente in più settori di attività, deve essere considerata ai fini dell ammissibilità della domanda, quella prevalente in termini di fatturato, relativo all ultimo esercizio contabile. Il bando stesso prevede, peraltro, all art. 7.2 (Esame istruttorio), che le domande presentate vanno poi esaminate, prima dell istruttoria tecnico-economica, sotto il profilo dell ammissibilità formale, allo scopo di verificare, tra l altro, il rispetto dei limiti
5 dimensionali, settore di attività e localizzazione dell investimento ; e ciò alla stregua della documentazione prodotta dal soggetto richiedente, costituita, in particolare dallo statuto vigente e dall atto costitutivo, sulla base di quanto stabilito nell art.11 (Documentazione obbligatoria) del medesimo bando. Ora, nella fattispecie, dall atto costitutivo della società istante (in data ) risulta che il relativo oggetto è costituito dalla vendita all ingrosso e al minuto di caffè e coloniali, generi di drogheria, dolciumi ecc, oggetto poi esteso, con l atto di modifica dei patti sociali (in data ), alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, anche alcoliche e superalcoliche. Tali atti fanno, quindi, riferimento specifico ad attività commerciali e di prestazioni di servizi e non concernono la trasformazione e la lavorazione di materie prime, tipiche operazioni quest ultime delle attività manifatturiere. Nel caso in esame, pertanto, la FILSE s.p.a. tenendo conto delle cennate disposizioni degli atti sopra citati - si è dovuta determinare, con riguardo alla richiesta della ricorrente, nel senso che nessuna delle attività indicate nella descrizione dell oggetto sociale dell atto costitutivo e dell atto di modifica menzionati, risultava appartenere ai settori di cui all art. 4 del bando. Infatti, da una parte, nell art. 2 dell atto costitutivo, era previsto, come oggetto, la vendita all ingrosso ed al minuto di caffè e coloniali, generi di drogheria, dolciumi e quanto altro specificato nelle tabelle I-VI e XIV (sottotabelle 21 e 43) e, dall altro, nell art. 2 dell atto di modifica dei patti sociali del 1989 era precisato, come oggetto, la vendita all ingrosso ed al minuto di caffè e coloniali, generi di drogheria, dolciumi e quanto altro specificato nelle tabelle I-VI e XIV (sottotabelle 21 e 43 ), nonché la somministrazione al pubblico di alimenti
6 e bevande anche alcoliche e superalcoliche. In definitiva, la società FILSE si è determinata in modo negativo (previo parere conforme del competente Comitato Tecnico) sulla istanza della ricorrente basandosi sul presupposto che la menzionata attività di vendita non consentiva di ricomprendere l impresa istante nell ambito delle imprese industriali e artigiane, ammesse al finanziamento ai sensi dell art. 4 cit, incluse in una delle sezioni della classificazione delle attività produttive ISTAT 1991: C Estrazione di minerali, D attività manifatturiere, E produzione e distribuzione energia, F Costruzioni, avendo accertato il prevalente svolgimento da parte della Torrefazione del Caffe Romoli s.a.s., di un attività commerciale, e cioè di un attività completamente diversa da quella oggetto di finanziamento. Ciò posto, non appare censurabile, sotto i profili dedotti nel motivo in esame, l operato della società FILSE, dovendosi ritenere peraltro che, come correttamente statuito dai primi giudici, la torrefazione è attività estranea all oggetto sociale, così come definito nei due atti (costitutivo e di modifica dei patti sociali) sopra specificati e come confermato dalle visure presso il registro delle imprese della CCIAA, atti nei quali si fa appunto riferimento esclusivo all attività di vendita e il cui contenuto non può essere vanificato né dagli atti contabili, nè dal registro delle fatture, né dalle argomentazioni generiche della relazione del commercialista in data , elementi sui quali sembra basarsi, non adeguatamente, la difesa dell appellante. 2.2 Privo di fondamento è anche il secondo motivo dell appello, volto a dedurre oltre l eccesso di potere per i profili sopra riferiti, la violazione, sotto diverso profilo, degli stessi artt. 2 e 4 del bando in questione, in relazione alla determinazione della FILSE s.p.a. di non considerare rilevante e pertinente la dichiarazione sostitutiva dell atto notorio in data
7 da parte del rappresentante legale della odierna appellante, con cui era stato attestato che il fatturato prevalente della società derivava dall attività di produzione di caffè torrefatto. Ritiene, infatti, il Collegio che siffatta dichiarazione non era comunque idonea ad inficiare quanto in senso diverso disposto nell atto costitutivo suddetto, avente natura di atto pubblico, il quale - nella comparazione degli effetti probatori relativi - appare certamente prevalere nella sua efficacia sulla predetta dichiarazione; e ciò anche perché la menzionata dichiarazione sostitutiva, attestando l esistenza di circostanze non ricollegabili all oggetto sociale, così come definito nell atto costitutivo, in effetti esulava, come evidenziato anche dalla difesa della FILSE s.p.a., dai poteri del legale rappresentante e risultava essere priva, quindi, di rilevanza giuridica e di idoneità a sovrapporsi al dato risultante dall atto costitutivo della società, oltreché inconferente, poiché il fatturato descritto come prevalente era relativo non già all attività di torrefazione, ma alla vendita del caffè torrefatto (come evidenziato nel provvedimento impugnato in prime cure), di modo che l attività svolta dalla società in questione non risultava comunque riconducibile ai settori di cui all art.4, penultimo comma, del bando, che fa appunto riferimento ai settori di attività indicati nei commi precedenti, ovvero ad: imprese industriali e artigianali, imprese di servizi alla produzione e imprese turistiche. Né la FILSE s.p.a., una volta accertato che nessuna attività manifatturiera emergeva dall oggetto sociale sulla base della documentazione depositata, era tenuta a svolgere approfondimenti istruttori sui fatturati o altre risultanze di attestazioni preesistenti (come dedotto dall appellante) al fine di meglio verificare la sussistenza delle condizioni di ammissibilità dell impresa, perché, così facendo, avrebbe violato certamente il principio della
8 parità di trattamento tra concorrenti, oltre che le norme del bando stesso. 3. Per quanto avanti esposto vanno dunque confermate le statuizioni rese nella sentenza de qua, in base alle quali, da un lato, la circostanza che la società abbia di fatto svolto attività di torrefazione del caffè e, quindi, manifatturiera, commercializzando, poi, sia prodotti propri che prodotti di terzi, attraverso una impresa mista, non può assumere rilievo ai fini dell ammissione al contributo, stante l efficacia generale e la rilevanza probatoria degli atti statutari delle società commerciali rispetto alle situazioni operative, concretamente, poste in essere dalla ricorrente e non assumendo rilevanza sufficiente le risultanze contabili, i dati di bilancio e il fatturato, elementi diretti a rappresentare una realtà imprenditoriale diversa da quella emergente dagli atti societari dell interessata, del tutto difforme dall attività oggetto di finanziamento, e, dall altro, avendo prevalenza il dato della natura dell atto costitutivo della società, redatto per atto pubblico. 4. Va comunque aggiunto, per completezza, infine, che dalla documentazione depositata il dalla FILSE s.p.a., emerge che l odierna appellante, ha presentato nelle more del giudizio alla stessa Finanziaria Ligure apposita domanda (in data ) per ottenere altro finanziamento a valere sul Fondo per il credito al commercio (D.G.R , n.1826 e successive modifiche e integrazioni), precisando nella stessa di esercitare attività di commercio al dettaglio in sede fissa e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, senza far cenno alcuno all attività manifatturiera sopra menzionata ed ha successivamente confermato la propria vocazione commerciale - come sottolineato nella documentata memoria della stessa FILSE s.p.a. - attraverso i dati di fatturato dichiarati per l ultimo esercizio contabile antecedente alla domanda stessa. 4. Alla stregua delle considerazioni che precedono, il ricorso in appello deve essere,
9 quindi, respinto. Le spese e gli onorari di giudizio possono essere compensati. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge e, per l effetto, conferma la sentenza di primo grado. Compensa le spese del giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma, il 4 maggio 2007 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) nella Camera di Consiglio con l'intervento dei Signori: Gaetano TROTTA Paolo BUONVINO Domenico CAFINI Aldo SCOLA Roberto CHIEPPA Presidente Consigliere. Consigliere est Consigliere Consigliere Presidente Gaetano Trotta Consigliere Domenico Cafini Segretario Vittorio Zoffoli DEPOSITATA IN SEGRETERIA il...25/09/2007 (Art. 55, L.27/4/1982, n.186) Il Direttore della Sezione Maria Rita Oliva
10 CONSIGLIO DI STATO In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta) Addì...copia conforme alla presente è stata trasmessa al Ministero... a norma dell'art. 87 del Regolamento di Procedura 17 agosto 1907 n.642 Il Direttore della Segreteria

References: sentenza 
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 art. 4
 art. 7
 art.11
 art. 4
 art. 2
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 art. 4
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