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Timestamp: 2013-05-21 12:19:52+00:00

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Dare del pazzo al datore di lavoro? Non è reato Insulti, parolacce e volgarità, se pronunciate in ambiente lavorativo, possono, in determinate situazioni, diventare persino costruttive, con la conseguenza che chi le pronuncia non commette reato.
E' quanto stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 17672 depositata il 7 maggio scorso.
Nella specie un datore di lavoro aveva querelato per diffamazione un proprio dipendente perché, in un momento di sfogo con un altro suo collega, lo aveva definito un “pazzo”.
Secondo i giudici, al di là dell'«ineleganza» e della «rozzezza» con cui ci si può rivolgere al capo o ad un collega, in certi casi il turpiloquio può essere solo un modo per sollecitare il dibattito sul lavoro, potendo, addirittura, stimolare il miglioramento dell'organizzazione aziendale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 9 giugno 2010 - www.videodiritto.it
in: 11 giugno 2010
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Autovelox non appaltabili a ditte esterne Gli autovelox devono essere gestiti direttamente dalla polizia e non possono essere appaltati a ditte private.
Lo ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Cassazione con la sentenza n.10620 depositata il 17 marzo scorso, confermando il sequestro degli autovelox di una ditta che riforniva i comuni campani di Pastorano e Pignataro Maggiore.
I giudici di piazza Cavour hanno inoltre dichiarato l’illegittimità delle procedure seguite per l'affidamento del servizio secondo cui il valore del corrispettivo era stato determinato con una percentuale sugli incassi delle future infrazioni, in violazione dei principi indicati dall'articolo 97 della Costituzione.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 marzo 2010
in: 07 aprile 2010
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Mandare “a quel paese” torna ad essere reato Marcia indietro della Cassazione, che si pente di avere sdoganato il 'Vaffa...' e afferma che questa espressione, almeno con i vicini di casa, non deve essere usata, perché ''i rapporti di vicinato devono essere improntati ad un maggiore rispetto reciproco tra le persone, perché altrimenti inducono a una impossibilità di convivenza, che invece è necessitata dalla quotidiana relazione nascente dal fatto abitativo, e che deve essere garantita''. Per questo la suprema corte ha annullato l'assoluzione dal reato di ingiuria nei confronti di un uomo pronunciata dal giudice di pace di Ancona il 10 marzo 2009.
(Fonte: "100 secondi" di Gaetano Orticelli) Posted by: in: 02 febbraio 2010
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Responsabilità del conduttore di talk show "Non è consentito neppure in chiave retrospettiva riferire di ipotesi investigative o di meri sospetti degli inquirenti (veri o presunti che siano) senza precisare, al tempo stesso, che quelle ipotesi o sospetti sono rimasti privi di riscontro". E’ quanto stabilito dalla Sezione Quinta Penale della Cassazione con la sentenza n. 45051 depositata il 24 novembre scorso.
Nella specie la Suprema Corte ha confermato la condanna di Bruno Vespa per diffamazione originata da una puntata di Porta a Porta dedicata all'omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre.
In particolare si contesta al conduttore il fatto di non avere impedito che nel corso della trasmissione andasse in onda un servizio che aveva arrecato pregiudizio per l'onore e la reputazione dei familiari.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 2 dicembre 2009 Posted by: redazione
in: 02 dicembre 2009
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Tg Videodiritto.it – Puntata del 2 dicembre 2009 • Codice delle autonomie: il Consiglio dei Ministri approva la riforma degli enti locali
• Concorso del pedone che attraversa la strada di notte: una decisione della Corte di Cassazione
• Stop a fax selvaggio: nuovo intervento del garante della privacy
• Responsabilità del conduttore di talk show: condannato per diffamazione il conduttore di Porta a Porta Posted by: redazione
in: 01 dicembre 2009
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Non è reato usare il mezzo sottoposto a fermo Con sentenza n. 44498 depositata il 19 novembre scorso, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura avverso la decisione con cui il Tribunale di Napoli aveva assolto un giovane che continuava a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a fermo amministrativo.
Nella specie l'uomo era accusato del reato sottrazione di cose sottoposte a sequestro previsto dall'art. 334 del Codice Penale.
La suprema Corte ha confermato le motivazioni del tribunale stabilendo che "il fermo va qualificato come sanzione amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto, esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al depauperamento del bene".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 novembre 2009 Posted by: redazione
in: 25 novembre 2009
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Ostentare il tradimento integra il reato di maltrattamento Vantarsi con la moglie dei propri tradimenti, ostentando l’infedeltà, può costituire reato.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Sesta Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 38125 depositata il 28 settembre scorso.
Nel caso di specie un settantenne aveva ostentato ripetutamente l’infedeltà verso la propria moglie, sottoponendola ad una serie di umiliazioni.
I giudici di legittimità hanno riscontrato che tale condotta rappresenta quella situazione di abitualità di sofferenze fisiche e morali, che, determinando nel soggetto passivo una condizione di vita, costantemente dolorosa e avvilente, integra appieno il reato di maltrattamenti in famiglia.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 21 ottobre 2009 Posted by: redazione
in: 21 ottobre 2009
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Legittima l’istanza di rinvio via fax Qualora la segnalazione di un impedimento del difensore di fiducia con contestuale richiesta di rinvio, spedita a mezzo fax, sia pervenuta prima dell'inizio dell'udienza, il giudice del dibattimento ha l'obbligo di esaminarla per verificare se il dedotto impedimento sia giustificato.
E' quanto stabilito dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 37535 depositata il 24 settembre scorso.
Nel caso in esame gli ermellini hanno accolto il ricorso di un avvocato che aveva inviato un'istanza di rinvio via fax, giustificando la sua assenza con l'impossibilità di recarsi all'udienza in ragione della concomitanza di un ulteriore impegno professionale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 30 settembre 2009 Posted by: redazione
in: 01 ottobre 2009
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Proscioglimento di merito non prevale sulla prescrizione Il proscioglimento nel merito, nel caso di contraddittorietà o insufficienza della prova, non prevale rispetto alla dichiarazione immediata di una causa di non punibilità.
E' quanto stabilito dalle Sezioni Unite Penali della Cassazione con la sentenza n. 35490 depositata martedì scorso, decidendo in merito alla questione dei rapporti tra declaratoria di prescrizione e la pronuncia assolutoria per insufficienza o contraddittorietà della prova.
In ogni caso il proscioglimento nel merito prevale sulla causa estintiva, pur nel caso di accertata contraddittorietà o insufficienza della prova, in due casi:
1) se, ai sensi dell’articolo 578 del codice di procedura penale, il giudice di appello - intervenuta una causa estintiva del reato - è chiamato a valutare il compendio probatorio ai fini delle statuizioni civili; 2) se ad una sentenza di assoluzione ex articolo 530, comma 2° del codice di procedura penale, appellata dal P.M., sopravvenga una causa estintiva del reato e il giudice ritenga infondato nel merito l’appello
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 23 settembre 2009 Posted by: redazione
in: 24 settembre 2009
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References: sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 articolo 530