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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 16/04/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 16 aprile 2015
Sono due i casi italiani decisi oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Entrambi hanno avuto la stessa sventurata sorte: sono stati dichiarati irricevibili. Nel caso Smaltini c. Italia è stato portato a Strasburgo il caso ILVA di Taranto: il Giudice europeo ha ratificato l’archiviazione disposta dalle autorità italiane perché le conoscenze scientifiche dell’epoca non consentivano di far emergere il nesso causale tra la leucemia della ricorrente e l’attività inquinante dell’ILVA. Il caso Viviani e altri c. Italia riguarda invece il pericolo rappresentato dal Vesuvio per gli 800.000 abitanti della red zone ed è stato rigettato per mancato esaurimento dei ricorsi interni.
Armellini e altri c. Austria 14134/07 3 Harald Armellini e Frank Andres sono due giornalisti austriaci del giornale locale Neue Voralberger Tageszeitung. Nel febbraio del 2002 scrivono insieme un articolo di denuncia contro la sospetta compravendita di partire calcistiche, facendo i nomi di tre calciatori del Casino SW Bregenz, a loro dire coinvolti. I tre calciatori li denunciano ed i giornalisti sono condannati dal Giudice penale a pagare salate multe, sebbene a pena sospesa; anche la società Zeitungs- und Verlags GmbH, editrice del giornale, è stata condannata.
Oggi i due giornalisti e la società editoriale denunciano alla Corte europea l’ingiustizia delle loro condanne quali indebite interferenze alla libertà d’espressione, ma la sentenza è negativa per loro
Articolo 10 Nessuna violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Papastavrou c. Grecia 63054/13 3 Stavros Papastavrou è un detenuto greco della Prigione di Korydallos. Soffre di gravi complicanze cardiovascolari: durante la detenzione, è trasferito più volte all’Ospedale Evangelismos, dove tra l’altro subisce un intervento di rivascolarizzazione miocardica. Nel gennaio 2013 il Tribunale penale di Pireus sospende la sua pena per 5 mesi, per evitare un danno irreversibile alla sua salute ed a condizione che si ricoveri all’Ospedale Evangelismos.
Il Sign. Papastavrou denuncia che dal gennaio 2013 ad oggi la decisione del Giudice greco è rimasta inadempiuta: le Autorità penitenziarie, nonostante l’ordine giudiziario, non l’hanno ancora liberato.
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Smaltini c. Italia 43961/09 3 Guiseppina Smaltini ha denunciato a Strasburgo di essere vittima dell’inquinamento causato dall’Ilva di Taranto. Oggi è morta per complicanze connesse alla sua leucemia, ma i figli proseguono la causa davanti alla Corte europea. Nel suo ricorso ha sostenuto che il proprio cancro fosse una conseguenza dell’inquinamento dell’impianto industriale, come parzialmente comprovato da alcune perizie tecniche disposte dal Giudice nazionale, lo stesso che poi ha archiviato il caso.
La Corte europea, tuttavia, ha dichiarato irricevibile il caso per manifesta infondatezza.
Articolo 2 Irricevibile per manifesta infondatezza
Viviani e altri c. Italia 9713/13 3 Il Sign. Viviani e altri undici ricorrente abitano nella zona rossa intorno a Vesuvio, ossia nella zona maggiormente a rischio di in caso di eruzione. La zona è densamente popolata: vi abitano circa 800.000 persone. L’ultima eruzione del Vesuvio è stata nel 1944, ma tutti gli studi scientifici confermano che si verificheranno in futuro nuove attività vulcaniche.
I ricorrenti accusano le Istituzioni italiane di non aver previsto alcun adeguato piano d’emergenza nel caso di eruzione (o terremoto) né di aver svolto una adeguata campagna di sensibilizzazione e informazione sui rischi a cui sono esposti e sui comportamenti da adottare in caso di catastrofe.
Irricevibile per mancato esaurimento dei ricorsi interni
Khamrakulov c. Russia 68894/13 3 Abdilaziz Khamrakulov è un cittadino chirghiso di origine uzbeche. Oggi si trova a Mosca, ma rischia l’estradizione verso il Kirghizistan, dove lo attende un processo per aver partecipato ai violenti scontri interetnici consumati tra Chirghisi e Uzbechi nel giugno 2010 (la c.d. Rivolte del Sud Kirghizistan del 2010). Egli sostiene che in Kirghizistan sarebbe perseguitato in quanto appartenente all’etnia uzbeca e contesta le assicurazioni diplomatiche offerte dal Kirghizistan, che non esiste alcuna persecuzione etnica. La Corte europea è già intervenuta indicando, con misura cautelare, alla Russia di non estradare il ricorrente fino alla conclusione del processo internazionale: oggi ha esaminato il merito della vicenda accertando che l’estradizione del Sign. Khamrakulov alla volta del Kirghizistan sarebbe una violazione dei suoi diritti. Articolo 3 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Estradizione) (condizionale) (Kirghizistan)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Speditezza della revisione)
Mezhiyeva c. Russia 44297/06 3 Kisa Mezhiyeva è una cittadina russa di origine cecene. Il 6 marzo 2011 un ordigno fa saltare in aria un autobus, sul ponte di Grozny, poco prima di un check point dell’esercito russo. Su quell’autobus si trovavano la Sign.ra Mezhiyeva ed il marito: lei controllore, lui autista. Entrambi sono gravemente feriti, ma i soldati dell’esercito impediscono a chicchessia di avvicinarsi alla carcassa dell’autobus, sparando colpi in aria ed in direzione dell’autobus stesso. I feriti giungono in ospedale soltanto 50 minuti dopo l’esplosione: il marito muore e la ricorrente, gravemente ferita su tutto il corpo, perde un braccio. Le indagini sull’attentato sono state archiviate e riaperte in molteplici occasioni, senza giungere mai ad alcun risultato utile.
Oggi la ricorrente accusa la Russia di aver lasciato morire il marito e di aver messo gravemente a rischio la sua vita nonché di aver svolto indagini ineffettive su quell’attentato. La Corte di Strasburgo riscontra le responsabilità della Russia per le sole indagini ineffettive.
Articolo 2 Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 – Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)
Zayev c. Russia 36552/05 3 Valeriy Leonidovich Zayev è un cittadino russo sospettato del furto in un negozio, per il quale sarà poi condannato a 9 anni e 6 mesi. Sottoposto a interrogatorio e custodia cautelare, lascerà la stazione di polizia con molteplici lesioni: ben due perizie mediche accertano le violenze subite dal ricorrente e confermano che potrebbero essergli state cagionate dagli agenti. Si svolgono delle indagini, ma l’Autorità investigativa archivia il caso su due rilievi: alcune ferite sono state sì provocate dagli agenti, ma come conseguenza della resistenza opposta dal ricorrente, le altre invece sarebbero state auto-provocate dal ricorrente stesso, per incastrare gli agenti.
Oggi il Sign. Zayev ha denunciato alla Corte europea le violenze subite per mano pubblica e l’inadeguatezza delle indagini svolte su quell’episodio, vedendo ampiamente accolte le proprie ragioni.
Mitovi c. Ex Repubblica iugoslava di Macedonia 53565/13 3 Marjan Mitov è un cittadino macedone-bulgaro emigrato in Australia. Da quando ha divorziato dalla moglie, non riesce a vedere la figlia: l’ex moglie, infatti, si è trasferita dall’Australia – dove vivevano insieme – alla Macedonia, ed ha sempre disatteso il programma di contatti tra la figlia e l’ex marito e dei nonni, prescritto dal locale centro di assistenza sociale: per questo è stata condannata per sottrazione internazionale di minore a 3 mesi di prigione.
Oggi il Sig. Mitov, insieme ai genitori Cveta Mitova e Denčo Mitov, denunciano le responsabilità della Macedonia nel non aver reso esecutive le prescrizione del centro di assistenza sociale e perciò aver impedito ogni contatto tra loro e la bambina.
Articolo 8 Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 13 + 8 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare; articolo 8-1 - rispetto della vita familiare)
Gal c. Ucraina 6759/11 3 Oleksandr Gal è un imprenditore ucraino del settore alimentare arrestato nel novembre del 2010 e rilasciato soltanto nel marzo 2011. Egli denuncia l’ingiustizia di questa detenzione: per le prime 72 ore sarebbe stato detenuto senza alcun convalida giurisdizionale, mentre la successiva custodia, ufficialmente giustificata dalla gravità dei reati da lui commessi e dal pericolo di fuga, in verità sarebbe stata infondata ed irragionevole. Articolo 5 Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 – Diritto ad essere tradotti immediatamente davanti al giudice o ad altro funzionario)
Violazione_dell'articolo_5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Speditezza della revisione)
Lako e altri c. Albania (nn. 45718/12, 9403/13, 11724/13, 11726/13, 38964/13, 6037/14,17174/14, 48723/14), Kerschner c. Austria (n. 44602/11), H.S. e altri c. Belgio (n. 10973/12), Hodzic c. Croazia (n. 21453/13), Zuzul c. Croazia (nn. 75660/12 e 75912/12), Evain c. Francia (n. 63251/13), Dolidze c. Georgia (n. 40207/05), Oboladze e Lobzhanidze c. Georgia (n. 31197/06), Kerkez c. Germania (n. 37074/13), ‘Massimo Industrie- und Gewerbeholding GmbH’ e ‘Merlin Unternehmensverwaltung GmbH’ c. Germania (nn. 42609/08 e 32996/11), Georgiou e altri c. Grecia (n. 4330/12), Karaiskou e altri c. Grecia (nn. 16852/13, 29861/13, 31857/13, 31865/13, 32171/13), Minasidis c. Grecia (n. 9682/13), Papazetis e altri c. Grecia (n. 52472/14), Dorogan c. “Repubblica di Moldova” (n. 38397/05), Janiszewski c. Polonia (n. 58259/13), Stanculescu e Chiţac c. Romania (nn. 22555/09 e 42204/09), Akhteryakova c. Russia (n. 40306/08), Asyutina e altri c. Russia (nn. 34138/09, 62560/09, 34331/12), Blyumin c. Russia (n. 52304/08), Bolshakov c. Russia (n. 54328/08), Dedikov c. Russia (n. 39586/09), Fedyayev c. Russia (n. 10781/09), Gavrilov c. Russia (n. 29489/07), Gusev c. Russia (n. 49038/12), Khalimendik c. Russia (n. 41334/07), Khvalnov c. Russia (n. 11068/09), Kirillov c. Russia (n. 20722/07), Konygin e altri c. Russia (nn. 15172 / а07, 34303/07, 55880/07, 190/09, 1353-1309, 16708/10, 21881/10, 40154/10, 6812/13, 18176/13, 60936/13), Mikheyeva e altri c. Russia (nn. 36933/07, 40448/07, 8528/08, 12537/08, 56631/08, 59832/08, 8918/09), Novikov c. Russia (n. 36819/10), Pakulo c. Russia (n. 48905/08), Panchenko c. Russia (n. 24980/08), Piatakov c. Russia (n. 33140/07), Telegin c. Russia (n. 14252/09), Terentyev c. Russia (n. 33376/08), Kovac c. Slovenia (n. 16715/14), Petek c. Slovenia (n. 39501/12), Ates c. Turchia (n. 38332/11), Ceyran Ekinci c. Turchia (n. 25620/08), Gorur e Incesu c. Turchia (n. 21038/09), Sanak c. Turchia (n. 12090/10), Tunc e altri c. Turchia (nn. 22373/07, 4044/09, 13930/09, 21295/09, 23014/09), Martuzevicius c. Regno Unito (n. 13566/13).
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 16 aprile 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Austria Grecia Italia Macedonia Russia Tutte le sentenze Ucraina	2015-04-16
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 Articolo 3

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Articolo 8
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