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COMUNE DI POLIGNANO A MARE PROVINCIA Di BARI **************************************** - PDF
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Edmondo Corsi
1 COMUNE DI POLIGNANO A MARE PROVINCIA Di BARI ASSESSORATO ALL URBANISTICA ASSESSORATO ALL AMBIENTE ******** **************************************** ******************************************************************************** REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSEDIAMENTO URBANISTICO E TERRITORIALE DEGLI IMPIANTI PER TELEFONIA MOBILE E PER TELECOMUNICAZIONI RADIOTELEVISIVE E MINIMIZZAZIONE DELL ESPOSIZIONE DELLA POPOLAZIONE AI CAMPI ELETTROMAGNETICI **************************************** ******************************************************************************** Approvato con deliberazione del C.C. n. 5 del 19 Gennaio 2005
2 Art. 1 Ambito d applicazione Finalità - Principi fondamentali e definizioni 1. Il presente Regolamento, nelle more dell approvazione della Delibera di Giunta Regionale di cui all art. 4, comma 2, L.R. Puglia n. 5/2002, disciplina l installazione, la modifica e l adeguamento degli impianti per telefonia mobile e per telecomunicazioni radiotelevisive operanti nell intervallo di frequenza compreso fra 100Khz e 300 Ghz, di seguito denominati impianti. 2. Le disposizioni del presente regolamento non si applicano agli apparati dei radioamatori, regolati dal D.P.R. 5 agosto 1966, n. 1214, e agli apparati delle Forze armate, delle Forze di Polizia e relativi servizi sanitari e tecnici nonché alle apparecchiature per uso domestico e individuale, per i quali resta ferma la disciplina di cui agli art. 2,4 e 12 della L. n. 36/ Le finalità perseguite dal presente Regolamento consistono nel dettare prescrizioni idonee ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e a minimizzare l esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, nonché sono dirette alla tutela del paesaggio, dei beni artistici e monumentali, ed a preservare Polignano a Mare nel suo decoro architettonico. 4. Il presente Regolamento è ispirato al principio di precauzione, come definito nell art. 174 del Trattato d Amsterdam in data , ed al principio di minimizzazione dell intensità e degli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili, come richiamato dall art. 1 lett. e) della L. n. 36/ L Amministrazione comunale, in sede di predisposizione del piano d installazione comunale, darà priorità ai siti di proprietà comunale fuori dal centro abitato. 6. Ai fini dell applicazione del presente Regolamento si assumono le definizioni della L. n. 36/2001 e della L.R. Puglia n. 5/
3 Art. 2 Regime autorizzativo ed iter istruttorio 1. L installazione d infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche d emissione di quest ultimi e, in specie, l installazione di torri, di tralicci, d impianti radiotrasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazione elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale terrestre, per le reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie e alla protezione civile, nonché per le reti a larga banda punto-multipunto nelle bande di frequenza all uopo assegnate sono soggetti alla disciplina autorizzatoria dettata dall art. 87 del D.Lgs. n. 259/ Il soggetto che richiede il rilascio del titolo edilizio o che presenta la DIA, per gli impianti con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 watt, deve contestualmente trasmettere al Comune, oltre la documentazione di cui all allegato A o B al presente Regolamento, anche la copia della licenza all esercizio dell attività, rilasciata del Ministero delle Comunicazioni al gestore dell impianto. 3. I soggetti gestori di impianti, ai sensi dell art. 7, comma 1, L.R. n. 5/2002, presentano al Comune entro il 31 Marzo di ciascun anno il Piano di stralcio comunale, consistente nella mappa completa delle aree interessate dalle richieste delle future installazioni di impianti. Saranno rigettate da parte del Comune le domande per il rilascio del titolo edilizio relative ad impianti difformi dal Piano di stralcio comunale e dal Piano d installazione comunale. 4. Il trasferimento della titolarità dell impianto deve essere comunicato alle competenti autorità. 5. L installazione degli impianti provvisori soggiace alle prescrizioni dettate dalla D.G.R. Reg. Puglia n. 146/2001 ovvero da eventuali successive disposizioni regionali in materia. 3
4 Art. 3 Parere dell Amministrazione sanitaria 1. A norma del precedente art. 2 il rilascio del titolo edilizio o il perfezionamento della DIA sono subordinati all acquisizione del parere preventivo favorevole espresso dall ARPA ovvero dell Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (ISPESL), che dovrà essere depositato al Comune a cura del richiedente. 2. Le spese per l acquisizione del prescritto parere sono da intendersi a carico della Società richiedente il titolo edilizio o la DIA. 3. Contestualmente alla richiesta del parere preventivo, il gestore provvede a pubblicare sull Albo Pretorio del Comune, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia e su almeno due quotidiani a carattere regionale l avviso della richiesta. Tali forme di pubblicità non hanno luogo ove l impianto richiesto sia presente nel Piano di installazione comunale o nel piano stralcio comunale di cui all art. 7 L.R. n. 5/2002. Art. 4 Messa in esercizio dell impianto 1. Al termine dei lavori di installazione dell impianto, il soggetto titolare del titolo edilizio o della DIA presenta al Comune apposita comunicazione di entrata in esercizio dell impianto, specificandone la data e allegando la dichiarazione di rispetto dei limiti di esposizione previsti dal D.P.C.M 8 luglio 2003, ovvero dell eventuale successiva normativa di settore. 4
5 Art. 5 Limiti e divieti 1. L Amministrazione Comunale intende perseguire l ottimale localizzazione degli impianti in siti che consentono di coniugare l interesse pubblico al corretto insediamento urbanistico e territoriale degli stessi nonché alla minimizzazione dei rischi connessi all esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con l interesse pubblico all efficienza delle reti telefoniche e all infrastrutture del territorio. In tale prospettiva, il Comune, a fronte di richieste di installazione di impianti in ambiti caratterizzati da particolare intensità abitativa, dalla presenza di infrastrutture e/o servizi ad elevata intensità d uso, nonché dalla sussistenza di specifici interessi storico-architettonici e paesaggistico-ambientali, si propone di valutare congiuntamente e concordare con le parti interessate possibilità localizzative alternative, dando priorità all ubicazione in aree esterne al centro abitato. 2. Per le finalità dinanzi illustrate, il Comune entro novanta giorni dall approvazione del presente Regolamento, deve provvede a adottare il Piano di installazione Comunale, individuando le proprietà immobiliari del Comune o le zone ritenute idonee ad ospitare gli impianti. Le concessioni di aree comunali all interno del Piano di installazione comunale saranno regolate da apposita convenzione e prevederanno la corresponsione di un canone annuale, calcolato tenendo conto dei prezzi di mercato, che sarà parzialmente destinato allo svolgimento di campagne di controllo o divulgative di informazioni di natura ambientale o sanitaria in materia di inquinamento elettromagnetico, nonché al funzionamento dei Forum di cui all art. 6 del presente Regolamento. 3. Il Comune si propone di incentivare il ricorso a tecnologie a basso impatto urbanistico, estetico ambientale, favorendo l installazione di impianti ed apparecchiature con potenza massima irradiata in antenna inferiore o pari a 5 watt (micro BTS) o a mini BTS. 4. In corrispondenza di edifici ed aree adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore al giorno gli impianti, ove già presenti, non dovranno superare i limiti prescritti nell art. 3, comma 2, del D.P.C.M. 8 luglio 2003 (6 volt/metro) ovvero dall eventuale successiva normativa di settore. 5
6 5. Onde garantire la massima tutela dei soggetti particolarmente sensibili, si esclude la possibilità di consentire l installazione degli impianti su ospedali, case di cura e di riposo, scuole, asili nido e nell interno di parchi gioco, nonché su aree e servizi similari. 6. La localizzazione degli impianti nelle zone soggette a vincoli ambientali ex D.Lgs. n. 490/1999 soggiace all autorizzazione da parte degli Enti preposti e alle relative condizioni e/o prescrizioni indicate nelle medesime autorizzazioni. 7. Ogni modifica da apportare agli impianti già assentiti deve essere preventivamente comunicata dal gestore al Comune. Art. 6 Forum consultivo 1. Ai fini dell ottimale localizzazione degli impianti, l Amministrazione Comunale costituirà un Forum consultivo comunale permanente composto dagli Assessori all Urbanistica, Ambiente e Lavori Pubblici, dai Responsabili del Settore Autonomo Urbanistica ed Edilizia privata, dal Dirigente del Settore Lavori Pubblici e dal responsabile del Settore Ambiente, da un rappresentante dell ARPA, da un rappresentante dell A.S.L. BA/5-Servizio igiene pubblica, dai rappresentanti dei concessionari degli impianti, da un rappresentante dei comitati cittadini interessati, da un rappresentante delle Associazioni interessate*, da un rappresentante delle Associazioni Ambientaliste di cui all art. 13 della L. n. 349/1986, da un rappresentante dei Medici di base e da un rappresentante delle associazioni dei consumatori, con lo scopo di conciliare gli interessi contrapposti in ordine alla determinazione dei siti più idonei per la localizzazione degli impianti. Le suindicate organizzazioni, componenti il Forum, possono delegare come proprio rappresentante un esperto in fisica, oncologia, sociologia, ecc.. 2. Il Forum cosi costituito avrà funzione consultiva e propositiva per l Amministrazione Comunale sulla programmazione e sugli indirizzi del Piano di installazione comunale, e provvedere nel contempo a dare la massima informazione ai cittadini sullo stato dell inquinamento elettromagnetico del territorio e sulle nuove installazioni di impianti. 6
7 3. L Amministrazione Comunale fornirà al Forum tutte le informazioni consentite dalla legge in suo possesso relative agli impianti esistenti e da installare. La partecipazione al Forum dovrà essere promossa dall Assessore competente. 4. E altresì garantito in qualsiasi fase dell istruttoria procedimentale il diritto all informazione da parte della popolazione residente impegnando l Amministrazione comunale a rendere pubbliche le richieste di installazione avanzate dalle imprese. A tal fine i dati relativi ai predetti procedimenti dovranno essere annotati in apposito registro tenuto dal Responsabile del Servizio per le Politiche Ambientali. Art. 7 Catasto Comunale degli impianti 1. Ai fini di cui all art. 11 della L.R. Puglia n.5/2002, l Amministrazione Comunale istituisce e aggiorna il Catasto Comunale degli impianti sulla base della documentazione presentata dai gestori degli impianti e di verifiche d ufficio. 2. Ai fini della formazione e della gestione del catasto, i gestori degli impianti sono tenuti a trasmettere al Comune, entro novanta giorni dall entrata in vigore del presente Regolamento, apposita dichiarazione redatta, anche su supposto informatico. Tale dichiarazione deve contenere la specificazione delle caratteristiche radioelettriche e geometriche degli impianti, delle localizzazioni attuali e delle ipotesi di localizzazione futura. 3. Ai fini dell aggiornamento del Catasto, i gestori degli impianti sono tenuti a comunicare entro trenta giorni, ogni variazione di proprietà degli stessi o delle loro caratteristiche tecniche, nonché la loro chiusura ovvero messa fuori servizio per i periodi superiori a sei mesi. 4. I dati raccolti sono inviati periodicamente alla Regione ai sensi dell art. 11, comma 5, della L. R. Puglia n. 5/2002. Art. 8 Obblighi e compatibilità generali 1. Gli impianti nella loro progettazione, realizzazione, manutenzione ed esercizio sono soggetti al rispetto, oltre delle disposizioni generali in materia, della seguenti 7
8 disposizioni normative: L. n. 46/1990, D.P.R. n. 447/1991, L. n. 818/1984, D.P.R. n. 547/1955, D.Lgs. n. 626/1994, D.M. n. 314/1992, L. n. 447/1995 e D.P.C.M. 8 luglio 2003, ovvero dall eventuale successiva normativa di settore. Inoltre tutte le installazioni dovranno risultare compatibili con le esigenze della circolazione stradale. 2. Dovrà essere in generale massimamente mitigato l impatto visivo, e comunque dovrà essere assicurata, in sede di localizzazione e progettazione, la salvaguardia delle fruibilità dei monumenti e delle arre di particolare pregio, con riferimento anche ai correlati effetti prospettici, paesaggistici e architettonici. 3. Gli impianti potranno permanere nel sito di installazione per il periodo di tempo pari a quello previsto dalla concessione ministeriale per l esercizio delle attività. Pertanto, spetta al concessionario a proprie cure e spese l obbligo della rimozione dell impianto e di tutte le pertinenze ed il ripristino dello stato dei luoghi entro e non oltre tre mesi dalla data di cessazione degli effetti della concessione ministeriale, salvo rinnovo o passaggio ad altra società subentrante. 4. L obbligo di cui al comma precedente è esteso anche al caso in cui il richiedente decida autonomamente di disattivare l impianto. 5. In caso di nuove installazioni eccessivamente vicine ad altre esistenti, per minimizzare l impatto paesaggistico, il Comune può richiedere ed eventualmente imporre ai gestori di adottare misure di condivisione delle infrastrutture impiantistiche (co-siting), per garantire la razionale distribuzione degli impianti e contenerne l impatto, a condizione che la somma dei contributi delle emissioni resti contenuta nel rispetto dei limiti e nelle misure di cautela d i cui al D.P.C.M. 8 luglio Il proprietario del sito ove è installato l impianto è corresponsabile della corretta esecuzione di eventuali lavori di modifica e rimozione dell impianto ed è obbligato, in solido con il gestore, nell assicurare il ripristino dello stato dei luoghi. 7. Ogni impianto deve essere adeguatamente protetto ai fini di rendere il sito inaccessibile agli estranei e deve rispettare le norme di sicurezza vigenti. 8. I gestori dovranno tenere conto, nell elaborazione del piano di sviluppo della rete, della presenza, nell area di interesse, di siti di proprietà pubbliche ai fini delle installazioni. 8
9 9. I soggetti gestori del servizio di telefonia mobile e di radiotelevisione devono individuare, anche su indicazione dei Comuni, gli impianti esistenti più impattanti che necessitano di essere riqualificati mediante sostituzione con impianti meno impattanti o con la rilocalizzazione nei siti alternativi corrispondenti, che garantiscono lo stesso livello di copertura e la stessa qualità del servizio. Art. 9 Vigilanza e controllo 1. Le funzioni di vigilanza e controllo sono esercitate dal Comune che si avvarrà del supporto tecnico dell ARPA ovvero dell Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (ISPESL), nonché degli Istituti Territoriali del Ministero delle Comunicazioni nel rispetto delle specifiche competenze attribuite dalle disposizioni di legge. 2. Tutti gli impianti presenti sul territorio comunale devono essere sottoposti a controlli almeno due volte all anno. 3. Il controllo deve essere finalizzato a verificare il rispetto dei limiti di esposizione previsti dal D.P.C.M. 8 luglio 2003 ovvero dell eventuale successiva normativa di settore ed il mantenimento dei parametri tecnici dell impianto dichiarato dal gestore al momento della richiesta del titolo edilizio. 4. In caso di superamento dei limiti di esposizione previsti dal D.P.C.M. 8 luglio 2003, sarà sospesa l efficacia dell autorizzazione ed il gestore deve provvedere, a propria cura e spese, al risanamento dell impianto secondo e nel rispetto dei criteri di riduzione a conformità riportati nell allegato C dello stesso D.P.C.M.. 5. Il comune promuove il risanamento degli impianti ai sensi della L. n. 66/2001 e del D.P.C.M. 8 luglio 2003 nei tempi dallo stesso stabiliti, che comunque non possono essere superiori a trenta giorni. E fatta salva la previsione richiamata nell art. 14 della L.R. Puglia n. 5/2002 in tema di piani di risanamento. 6. Prima che sia effettuato tale risanamento, il Comune non rilascia al gestore interessato alcuna autorizzazione. 7. L avvenuto risanamento deve essere provato tramite un attestazione dell ARPA ovvero dell Istituto Superiore per la Prevenzione sul Lavoro (ISPESL). 9
10 8. Gli oneri relativi all effettuazione dei controlli previsti nel presente articolo sono posti a carico dei titolari degli impianti e vengono commisurati sulla base del tariffario regionale cosi come previsto dall art. 12, comma 6, della L.R. n. 5/ E cura dell Assessorato all Ambiente un periodico monitoraggio sulla salute pubblica, indicativamente annuale, da attuare mediante acquisizione di dati relativi all insorgenza di patologie, da utilizzare per materia di studio di tipo scientifico strettamente legata alle implicazioni dell elettrosmog. Art. 10 Rilocalizzazione degli impianti 1. Il comune dispone la rilocalizzazione degli impianti quando: a) gli impianti sono installati in aree identificate come non idonee dal Comune secondo quanto previsto dall art. 5, comma 5 del presente Regolamento comunale; b) è accertata l impossibilità di garantire il rispetto dei limiti d esposizione previsti dal D.P.C.M. 8 luglio 2003 ovvero dall eventuale successiva normativa di settore attraverso le azioni di risanamento. 2. L individuazione delle aree più adeguate alla nuova localizzazione avviene previa consultazione di tutti i soggetti pubblici e privati interessati nel rispetto delle vigenti norme statali e regionali e tenendo conto dei criteri per la localizzazione degli impianti previsti dal presente Regolamento comunale e del Piano d installazione. Art. 11 Sanzioni 1. Il Comune applica il regime sanzionatorio previsto dall art. 13 della L.R. Puglia n. 5/2002 nonché quello di cui all art. 15 della L. n. 36/2001 e successive integrazioni, modificazioni e disposizioni attrattive che s intendono automaticamente recepite nel presente Regolamento. 2. I proventi delle sanzioni sono utilizzati dall Amministrazione Comunale per la gestione delle attività di vigilanza e controllo, nonché per finanziare campagne di 10
11 informazione e di educazione all utilizzo consapevole e critico di ogni apparecchiatura fonte di emissioni elettromagnetiche consumo consapevole e critico. Art. 12 Disposizioni transitorie e finali 1. Le istanze volte al rilascio del titolo edilizio ed i procedimenti di DIA pendenti alla data d entrata in vigore del presente Regolamento soggiacciono a tutte le prescrizioni ivi contenute. 2. Il Comune, nelle more dell approvazione del Piano d installazione comunale, s impegna a concordare con i gestori l allocazione degli impianti relativi ai procedimenti pendenti anche in siti diversi o alternativi a quelli richiesti attraverso apposite conferenze di servizio di cui all art. 14 della L. n. 241/1990 da tenersi entro il termine di 60 giorni dalla data d entrata in vigore del presente Regolamento. 3. Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rinvia alle vigenti disposizioni del settore. 4. Costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Regolamento i seguenti allegati: A. Modello A dell allegato n. 13 del D.Lgs. n. 259/2003; B. Modello B dell allegato n. 13 del D.Lgs. n. 259/2003; C. Elenco e ubicazione degli impianti esistenti sul territorio. *modifiche apportate durante la discussione in C.C. 11

References: Art. 1
 art. 4
 art. 2
 art. 174
 art. 1
 Art. 2
 art. 87
 art. 7
 Art. 3
 art. 2
 art. 7
 Art. 4
 Art. 5
 art. 6
 art. 3
 Art. 6
 art. 13
 Art. 7
 art. 11
 art. 11
 Art. 8
 Art. 9
 art. 14
 art. 12
 Art. 10
 art. 5
 Art. 11
 art. 13
 art. 15
 Art. 12
 art. 14