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Timestamp: 2018-09-22 20:37:42+00:00

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Autovelox: obbligo di segnalazione preventiva
13 gennaio 2011, n. 680
Circolazione stradale – Art. 142 c.s., comma 8 – Eccesso di velocità – Accertamento - Dispositivi elettronici per la rilevazione automatica della velocità (Autovelox) – Obbligo di segnalazione preventiva sulle strade che confluiscono su quella sorvegliata - Sussiste
Ai fini dell’accertamento dell’infrazione di cui all’art. 142 c.s. (eccesso di velocità), la presenza di dispositivi elettronici per la rilevazione automatica della velocità dei veicoli deve essere preventivamente ed adeguatamente segnalata, con appositi cartelli, non solo agli automobilisti in transito sul tratto di strada in cui il dispositivo è collocato ma anche a coloro che provengono dalle strade che confluiscono su quella sottoposta a controllo.
1A mot. viol. e falsa appl. D.L. n. 121, art. 4, conv. in L. n. 168 del 2002 e L. n. 241 del 1990, art. 3).
La giurisprudenza citata dal ricorrente (Cass. 12833/07, cui va aggiunta la successiva e conforme Cass. 7419/09), pur affermando la necessità ai fini della validità del verbale di contestazione della presenza della segnaletica di preventiva informazione degli automobilisti in transito, non esige tuttavia che tale circostanza sia anche, sotto comminatoria di nullità, indicata nel processo verbale; in mancanza, pertanto, di una espressa disposizione in tal senso ed in considerazione del principio della tassatività delle nullità degli atti, non è censurabile l’affermazione di principio oggetto del mezzo d’impugnazione che non ha posto in discussione l’obbligatorietà dell’informazione in questione; sicché quando la relativa ottemperanza sia stata comunque accertata o ammessa la mancanza di una espressa menzione dell’esistenza dei cartelli premonitori nel verbale di contestazione non ne inficia la validità, né può invocarsi in contrario il principio della “trasparenza” degli atti amministrativi, tenuto conto dell’agevole verificabilità al riguardo della condizione in questione.
Manifestamente fondate sono invece le censure contenute nei successivi due motivi, considerato che l’opponente nel ricorso introduttivo aveva espressamente dedotto e, non solo ipotizzato (come opina il giudice di appello), di essersi immesso sulla strada statale da una provinciale (la “(omissis)”) e di non aver incontrato alcun cartello segnalante la successiva presenza dell’autovelox.
In siffatto contesto non sarebbe stato, dunque, sufficiente accertare l’esistenza di un unico e qualsiasi cartello premonitore sulla strada statale, essendo necessario invece verificarne, in coerenza alle finalità perseguite dalla disposizione di cui all’art. 4 cit. D.L., perché l’avvertimento potesse ritenersi effettivo (come poi confermato dal D.M. 15 agosto 2007, art. 2), la presenza specifica ed a congrua distanza in, la suddetta intersezione e la successiva postazione fissa di rilevazione della velocità, il relativo onere probatorio, in mancanza di attestazione fidefacente al riguardo contenuta nel verbale, incombeva sull’amministrazione opposta, trattandosi di una condizione di legittimità della pretesa sanzionatoria.
Si propone, conclusivamente, il rigetto del primo motivo, l’accoglimento del secondo e terzo l’assorbimento dei rimanenti e la cassazione con rinvio della sentenza impugnata”.
P.Q.M. la Corte rigetta il primo motivo di ricorso,accoglie il secondo ed il terzo cassa la sentenza impugnata in relazione alle censure accolte e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, al Tribunale di Acqui Terme in persona di diverso magistrato.
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References: Art. 142
 art. 4
 art. 3
 Cass. 
 art. 2
 sentenza 
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