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IL MONITORAGGIO DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO IN VENETO NELL ANNO PDF
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Teodoro Mauro
1 IL MONITORAGGIO DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO IN VENETO NELL ANNO 2011 Servizio Osservatorio Acque Interne agosto 20122 ARPAV Direttore Generale: Carlo Emanuele Pepe Direttore Area Tecnico-Scientifica: Paolo Rocca PROGETTO E REALIZZAZIONE Servizio Osservatorio Acque Interne: Italo Saccardo Autori: Paola Vazzoler e Lucio D Alberto con la collaborazione di Cinzia Boscolo e Paolo Zambotto MONITORAGGIO Aziende Unità Locali Socio Sanitarie della Regione Veneto ARPAV - Dipartimento Regionale Laboratori3 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE Grazie al monitoraggio delle acque destinate al consumo umano gestito dalla Aziende ULSS con il supporto laboratoristico di ARPAV, è possibile produrre anche per l anno 2011 una fotografia della situazione per tutto il Veneto. In questo report si descrive il monitoraggio eseguito nel 2011, i risultati analitici ottenuti, nonchè l andamento temporale di alcuni elementi caratteristici di maggiore rilevanza. I dati elaborati in questo report sono quelli archiviati nel sistema SIRAV (Sistema Informativo Regionale per l Archiviazione delle Informazioni Ambientali) di ARPAV a cui accedono, sia per l implementazione sia per la consultazione, anche i Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) delle Aziende ULSS mediante l applicativo web SInAP (Sistema Informavo Acque Potabili). I dati si riferiscono soprattutto a campioni dell acqua distribuita dalla rete acquedottistica ma anche erogata da opere di captazione autonoma a rilevanza pubblica. Nel presente report i dati sono stati elaborati utilizzando: l aggregazione a scala comunale; l aggregazione a scala di Aziende ULSS; l aggregazione a scala di acquedotto. Sono stati anche confrontati i risultati analitici con i limiti di legge (D.Lgs 31/01 e sue modif.) per i soli parametri dove questi sono stati fissati. In tal modo si sono evidenziati il tipo e il numero di superamenti occorsi. 24 1. INTRODUZIONE 0,4 0,3 veneto 2011 % analisi conformi %_superamenti_microbiologici 99,3 %_superamenti_chimici Figura 1.1: Risultati microbiologici e chimici del 2011 che rispettano/non rispettano i limiti normativi. In estrema sintesi i numeri salienti del monitoraggio delle acque destinate al consumo umano del Veneto nel 2011 sono i seguenti: sono state monitorate 696 reti acquedottistiche e 248 captazioni autonome; sono stati visitati 3763 punti di controllo; sono stati raccolti 8120 campioni; sono state eseguite analisi; il 99,3 % dei risultati analitici ha rispettato i valori di parametro normativi. Per informazioni sulla normativa che disciplina i controlli, sulle competenze dei vari attori coinvolti e sui parametri analitici monitorati è possibile consultare il sito internet di ARPAV nelle pagine dedicate al tema acqua potabile. ambientali/acqua/acque interne/acque potabili 35 CAPITOLO 2 COSA SI INTENDE PER ACQUEDOTTI NELLA RETE ACQUE POTABILI DI SIRAV Durante il 2011 sono state migliorate le informazioni presenti in SIRAV riguardanti le reti di distribuzione. Partendo dalla localizzazione dei punti di monitoraggio eseguiti dalle Aziende ULSS, dalla conoscenza di ARPAV del territorio e infine dalla disponibilità di informazioni da parte degli enti gestori, è stato aggiornato il codice identificativo di ogni rete di distribuzione dell acqua potabile cioè di ogni acquedotto e ricostruita, perlopiù a scala sovra comunale, ogni rete di distribuzione. Ogni acquedotto è inteso come zona di approvvigionamento omogeneo cioè una zona geograficamente definita all interno della quale le acque destinate al consumo umano provengono da una o varie fonti e la loro qualità può essere considerata sostanzialmente uniforme (nota 1 - Tabella B1 - Allegato II - D.Lgs 31/01). Per ogni acquedotto si conoscono: le fonti di approvvigionamento; i controlli eseguiti; i comuni da esso serviti; il gestore che assicura la buona distribuzione dell acqua. In tutti i comuni del Veneto è attivo un servizio idrico integrato per l approvvigionamento e la distribuzione dell acqua potabile e per la raccolta e la depurazione delle acque reflue. Nel 2011 restano ancora esclusi i comuni di: Belfiore, Villa Bartolomea, Nogara e Palù in provincia di Verona per i quali i lavori di costruzione delle reti sono stati solo approvati. In questi comuni l approvvigionamento avviene ancora solo attraverso i pozzi privati: ad esempio a Belfiore (comune di 2800 abitanti) si approvvigiona con circa 900 pozzi privati e la rete in costruzione potrà comunque fornire acqua solo a 600 allacciamenti (fonte: AATO Veronese - luglio 2011). 46 2. Cosa si intende per acquedotti nella rete acque potabili di SIRAV Nella regione si possono sostanzialmente riconoscere due tipi di acquedotti: quelli con estensione minima (anche di solo un chilometro) o a servizio di meno di 5000 abitanti e quelli più estesi (reti di centinaia di chilometri) e a servizio di più di 5000 abitanti. I piccoli acquedotti tipicamente servono i territori montani e pedemontani e nel sistema informativo ne sono censiti più di 600. Di acquedotti che servono più di 5000 abitanti invece ne sono codificati 115 e sono elencati, in appendice, nella tabella A1. Secondo dati ISTAT risalenti al 2007, il totale della popolazione servita da questi grandi acquedotti era di abitanti su una popolazione veneta totale di persone. Nella figura 2.1 sono evidenziate le aree sovracomunali dove insistono le 30 reti di distribuzione a servizio di più di abitanti. Figura 2.1: Aree territoriali servite da grandi reti acquedottistiche a servizio di più di abitanti. 57 CAPITOLO 3 IL PIANO DEI CONTROLLI 2011 Il piano dei controlli è annualmente progettato e attuato, come ormai avviene dal , dai SIAN delle Aziende ULSS, seguendo i dettami del D.lgs 31/01 e sue modifiche (recepimento italiano della Direttiva 98/00/CE) e delle Linee Guida della Regione Veneto per il controllo delle acque destinate al consumo umano. 2 I principali punti di controllo sono: rubinetti dove l acqua è a disposizione del consumatore, rubinetti dedicati in punti rappresentativi dell acqua prelevata dalle opere di presa, rubinetti dedicati in punti a valle dei trattamenti di potabilizzazione effettuati, rubinetti dedicati in punti di consegna in tratti terminali di rete. Anche se, per tutelare la disponibilità di risorsa idrica idonea al consumo umano, la Regione del Veneto ha introdotto regole restrittive per la terebrazione di pozzi ad uso privato (Piano di Tutela delle acque 3, Aggiornamento 2011 del MOSAV 4 ), è ancora molto in uso l approvvigionamento autonomo soprattutto in comuni dove la rete acquedottistica è ancora poco sviluppata oppure nei territori dove facilmente si accede a falde ricche di acqua di buona qualità. In queste zone sono monitorati anche pozzi autonomi che approvvigionano edifici e strutture a rilevanza pubblica (scuole, ospedali, edifici per associazioni, ecc.). 1 In Italia alla fine del 2003, con l entrata in vigore del D.Lgs 31/01, viene riformato il controllo delle acque destinate al consumo umano sia nella pianificazione dei punti di controllo e nella frequenza con cui vengono visitati, sia nei parametri analitici da monitorare, sia infine nei valori di parametro a cui fare riferimento per stabilire la idoneità all uso. 2 Decreto del Dirigente della Regione Veneto n.15 del 09/02/2009 (Primo aggiornamento alla DGRV 4080/ Linee guida regionali per la sorveglianza ed il controllo delle acque destinate al consumo umano nella Regione del Veneto). 3 Deliberazione del Consiglio regionale n.107 del 5 novembre 2009 e DGR n.80 del 27 gennaio Modello strutturale degli acquedotti del Veneto - DGR n.1688 del 16 giugno8 3. Il piano dei controlli 2011 Nelle zone montane dove non ci sono sorgenti o pozzi e dove non c e alcuna rete acquedottistica, l approvvigionamento avviene attraverso il trattamento delle acque piovane. Alcuni punti di controllo sono costituiti proprio da rubinetti di malghe dotate di questo tipo di approvvigionamento. Nel 2011, su un totale di 8477 punti di controllo attivi5 gli operatori SIAN hanno pianificato e attuato la visita di 3763 stazioni prelevando 8120 campioni. Nella figura 3.1 sono evidenziate le stazioni visitate una o piu volte nel corso dell anno Figura 3.1: Localizzazione delle stazioni e numero di controlli nel Nella rete acque potabili sono registrate 9264 stazioni. A 805 di queste e stata associata la fine validita cioe hanno perduto il loro valore di rappresentativita diventando non piu utilizzabili ai fini del monitoraggio 79 3. Il piano dei controlli 2011 Nella tabella 3.1 sono riportate per ogni provincia il numero di stazioni visitate. Inoltre è riportato il numero di campioni raccolti sia nelle stazioni rappresentative dell acqua a disposizione nei rubinetti lungo la rete acquedottistica sia nelle stazioni rappresentative dell acqua erogata da approvvigionamenti autonomi. Tabella 3.1: Numero di stazioni e numero di campioni in rete e in approvvigionamenti autonomi per provincia. Provincia n. staz. n. camp.in rete n. camp.in autonomi BELLUNO PADOVA ROVIGO TREVISO VENEZIA VERONA VICENZA La frequenza di campionamento può variare da una volta all anno a una volta ogni 15 giorni in base al volume di acqua distribuito (e quindi dal numero di abitanti serviti) dalla rete acquedottistica di cui è rappresentativa la stazione e dal numero di parametri che si vogliono analizzare. Frequenza e numero di parametri analizzati sono pianificati dai SIAN in attuazione del D. Lgs 31/01 - all II - tab 1b e del DDRV n.15 del 09/02/2009. In appendice, nella tabella A1, si confrontano per ogni rete acquedottistica la stima della popolazione servita, il volume d acqua medio giornaliero distribuito calcolato come indicato dal D.Lgs 31/01 e il numero dei campioni eseguiti nel10 CAPITOLO 4 LE ANALISI ESEGUITE NEL 2011 I campioni prelevati nei punti di controllo vengono portati al laboratorio per l analisi dei pochi parametri previsti nel così detto controllo di routine 1 oppure per l analisi di un maggior numero di elementi, nel così detto controllo di verifica 2. Tabella 4.1: Numero di analisi effettate nel 2011 per provincia. Provincia Numero analisi BELLUNO PADOVA ROVIGO TREVISO VENEZIA VERONA VICENZA VENETO Il laboratorio, completata l analisi, esegue anche un confronto dei risultati con i limiti prescritti dal D.Lgs 31/01 3 evidenziando così ai SIAN competenti eventuali criticità. I risultati analitici e le criticità sono segnalati sia attraverso il SInAP sia con un rapporto di prova inviato con posta certificata. 1 Il controllo di routine mira a fornire ad intervalli regolari le informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica nonché informazioni sull efficacia egli eventuali trattamenti (in particolare di disinfezione). 2 Il controllo di verifica mira a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro contenuti nel D.Lgs 31/01 sono rispettati. 3 Nel D.Lgs 31/2001 non si parla di concentrazioni massime bensì di conformità ai VALORI DI PARAMETRO elencati nelle tabelle riportate nell Allegato 1 del decreto stesso 911 4. Le analisi eseguite nel 2011 Nel 2011 in Veneto sono stati riscontrati 1384 superamenti dei limiti della normativa, pari allo 0,7 % del totale delle analisi eseguite. Nella figura 4.1 si confronta, per gli anni , la percentuale dei superamenti nelle diverse province con l andamento della percentuale veneta totale. Figura 4.1: Distribuzione provinciale e veneta dei superamenti nel periodo Nel grafico si osserva che nel periodo la percentuale più alta di superamenti è sempre in provincia di Verona ma è necessario considerare che in questa provincia, per problemi in alcune falde acquifere oggetto di attingimento, i controlli sono stati particolarmente mirati e intensificati. Anche un solo superamento comporta l adozione di tempestive misure cautelative per la tutela del consumatore. La comunicazione immediata tra laboratori ARPAV, AULSS e gestori della rete idrica, è garanzia del mantenimento della qualità dell acqua erogata. In appendice la tabella A2 mostra, per ogni parametro analitico, il numero di analisi e di superamenti negli acquedotti più grandi e in quelli a servizio di meno di 5000 abitanti. 1012 CAPITOLO 5 LE CARATTERISTICHE DELL ACQUA IN VENETO: ALCUNI PARAMETRI INDICATORI La qualità delle acque destinate al consumo umano secondo il D.Lgs. 31/01 è definita da valori di parametro, che si riferiscono a tre tipi di parametri: parametri indicatori (Parte C dell allegato 1 al decreto): hanno trascurabile rilievo tossicologico e il decreto, nello stabilire il valore di parametro, in caso di un superamento dello stesso, demanda alle Az.ULSS la valutazione igienico sanitaria della non conformità. parametri microbiologici e parametri chimici (Parte A e Parte B dell allegato 1 al decreto): essi possono comportare rischi potenziali per la salute dei consumatori e il decreto stabilisce valori più restrittivi e vincolanti; I parametri indicatori sono analiti che permettono di tracciare il carattere dell acqua che beviamo: sono gli stessi analiti che ritroviamo nelle etichette delle acque minerali in bottiglia. Residuo secco a 180 C o residuo fisso Per ottenere questo dato, viene analizzato il sedimento residuo lasciato da un litro di acqua fatta evaporare a 180 C. Se prendiamo in considerazione tutte le analisi di residuo fisso fatte in tutto il Veneto dal 2007 a tutto il 2011 (1244 analisi) si può ricavare un risultato medio di 206 mg/l. Quindi mediamente, le acque del Veneto sono leggermente mineralizzate cioè, usando la classificazione tipica delle acque minerali 1, sono oligominerali. Nella tabella 5.1 sono riportati i dati medi per provincia: 1 Il Decreto Legislativo 25 gennaio 1992, n. 105 stabilisce che un acqua minerale naturale è: minimamente mineralizzata, se il tenore dei sali minerali, calcolato come residuo fisso, non è superiore a 50 mg/l; oligominerale o leggermente mineralizzata, se il residuo fisso, non è superiore a 500 mg/l; ricca di sali minerali, se il residuo fisso, è superiore a 1500 mg/l 1113 5. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri indicatori Tabella 5.1: Valori medi provinciali di residuo secco - mg/l a 180 C. BELLUNO 141 PADOVA 242 ROVIGO 302 TREVISO 253 VENEZIA 287 Durezza, calcio e magnesio La durezza dell acqua dipende principalmente dalla somma delle concentrazioni di ioni calcio e magnesio. L acqua è considerata dolce quando è caratterizzata da un valore inferiore a 5 gradi francesi ( F), mentre è considerata dura per valori superiori a 25. Mediamente in Veneto l acqua è abbastanza dura infatti il valore medio si attesta sui 22 F. Le medie nelle diverse province sono descritte nella figura 5.1 Figura 5.1: Valori medi provinciali di durezza. Calcio e magnesio hanno origine inorganica (dissoluzione di minerali). Sono sostanze utili alla salute e di valore nutrizionale. In appendice nella tabella A3 è riportata per ogni comune la media dei valori rilevati dal 2003 a tutto il I risultati del monitoraggio effettuato nel 2011 sono riportati nel successivo capitolo Risultati e Superamenti. Solfati Per quanto riguarda i solfati le concentrazioni più alte si riscontrano nelle acque dell area orientale della provincia di Venezia oltre che in alcune aree della provincia di Belluno. Nella mappa 5.2 si sono rappresentate le concentrazioni ad ogni singolo punto di campionamento, suddivise in classi di concentrazione (scala di colori) e per tipologia di stazione (acqua di captazione = cerchi; acqua di rete = triangoli). 1214 5. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri indicatori Figura 5.2: Distribuzione delle concentrazioni di solfati nel Veneto. Per tale parametro e stato osservato un valore sopra il limite di legge rappresentato da un campione dell acqua di una fontanella in territorio Agordino alimentata da una sorgente in area con rocce gessifere. Concentrazioni importanti sono infatti presenti in alcune parti dell Agordino e del Cadore la cui origine e legata alla presenza di rocce contenenti solfati (gessi, anidriti, dolomie gessifere). Altri casi sparsi tra le provincie di Verona e Vicenza non sono facilmente riconducibili ad aspetti geopedologici. Le concentrazioni piu elevate presenti nella rete della parte orientale della provincia di Venezia sono da attribuire alle fonti di approvvigionamento sotterraneo localizzate poco piu a nord, in Friuli Venezia Giulia, dove le acque derivano principalmente dal bacino del Tagliamento 2. 2 fonte: ARPA-FVG, 2001: Rapporto sullo Stato dell ambiente, cap. 3.3 Sottosuolo e acque sotterranee 1315 5. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri indicatori ph, conducibilità elettrica e intrusione salina Interessante è il parametro ph che, sebbene non abbia un impatto diretto sul consumatore, è uno dei parametri operativi più importanti per la qualità dell acqua. Il ph varia nei diversi approvvigionamenti a seconda della composizione dell acqua e dei materiali impiegati per i sistemi di distribuzione, ma la variazione è generalmente compresa fra 6,5 e 9,5. Valori estremi di ph possono derivare da contaminazioni accidentali, difetti di trattamento, carenza nella manutenzione delle tubature. Si tratta di eventi sporadici. In generale, più basso è il ph, più alta è la capacità di corrosione dell acqua. È necessario prestare un attenzione particolare al controllo del ph in tutti gli stadi del trattamento per assicurare una sufficiente chiarificazione e disinfezione dell acqua, per minimizzare la corrosione delle tubature e degli impianti, per garantire la costanza dell efficacia della disinfezione residua e per evitare alterazioni dell aspetto, odore e sapore dell acqua 3 La composizione dell acqua in Veneto porta a valori medi di ph compresi fra 7.5 e 8.0. La tabella 5.2 mostra i valori medi provinciali. Tabella 5.2: Valori medi provinciali di ph e conducibilità µs/cm a 20 C. Provincia ph Cond. BELLUNO PADOVA ROVIGO TREVISO VENEZIA VERONA VICENZA Anche la conducibilità, che costituisce la misura indiretta del contenuto salino dell acqua, è indicatore della sua aggressività cioè della sua capacità di solubilizzare i minerali di cui sono costituiti i materiali con cui l acqua è a contatto. I valori medi in Veneto sono compresi fra 200 e 450 µs/cm: i valori più bassi nelle acque della provincia di Belluno mentre i più alti nelle province di Rovigo e di Verona. I valori di ph e conducibilità nell acqua distribuita in provincia di Rovigo, non sono tuttavia direttamente riferibili alla composizione naturale alla captazione in quanto, prima della distribuzione, è oggetto di importanti trattamenti di potabilizzazione e disinfezione. Inoltre le acque attinte nella zona costiera di questa provincia, così come in altri territori costieri del Veneto, risentono dell intrusione salina, ovvero del flusso di acqua salata dal mare all acquifero. In queste acque si possono riscontrare valori più elevati di conducibilità accompagnati da alti livelli di sodio e cloruri. 3 fonte: Linee guida sulla qualità dell acqua destinata al consumo umano - Organizzazione Mondiale della Sanità16 5. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri indicatori Un esempio è l acqua attinta dalla centrale acquedottistica di Occhiobello (RO) da pozzi prossimi al fiume Po. Nel 2011 nel mese di settembre nell acqua attinta da questi pozzi si sono rilevate le concentrazioni che si riportano di seguito nella tabella 5.3. Tabella 5.3: Valori riscontrati nei pozzi di attingimento ad Occhiobello a confronto con i valori medi provinciali di conducibilità µs/cm a 20 C, cloruri mg/l e sodio mg/l. COD PUNTO Cond Cl Na media 2011 provincia RO Fluoruri In aree ricche di minerali contenenti fluoro le acque possono arricchirsi in fluoruro. Il fluoro è un elemento essenziale per l uomo: è per esempio ormai risaputo che basse concentrazioni forniscono protezione contro la carie dentaria, specialmente nei bambini. Per l uomo la fonte più importante dell introito di Fluoro, pari all 80-85%, è il cibo mentre l acqua potabile contribuisce in parte minore (rif: Organizzazione Mondiale della Sanità ). In Veneto la concentrazione di fluoruri è molto bassa: in gran parte della regione la concentrazione è inferiore a 0.1 mg/l. Sono pochi i comuni dove viene bevuta acqua con livelli di fluoruri al di sopra dei limiti di quantificazione strumentale 4 e mai si superano i 0.3 mg/l (si consideri che il limite superiore è 1.5 mg/l). I dati medi comunali sono riportati nella tabella A4 in appendice. Ione ammonio Lo ione ammonio viene sempre incluso fra i parametri previsti sia dai controlli di tipo verifica sia da quelli di tipo routine. La sua presenza nell acqua potabile, di per se di scarsa rilevanza sanitaria, è considerata invece un indicatore di possibili inquinamenti batterici da reflui e liquami (fecali). Tuttavia in Veneto non è mai stata registrata la presenza di ione ammonio in relazione ad un inquinamento batterico. Alte concentrazioni di ione ammonio sono state registrate invece in acque dove è stata contemporaneamente rilevata la presenza di ferro, manganese e in alcuni casi di arsenico. Si tratta di acque attinte in zone a condizioni geopedologiche particolari dove la falda è alloggiata in terreni di natura torbosa. Si veda anche il capitolo 6 Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri chimici. 4 Il limite di quantificazione è la concentrazione minima che il laboratorio è in grado di misurare e che utilizza per esprimere la non presenza indicata nel presente rapporto con NQ 1517 5. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri indicatori Figura 5.3: Andamento temporale della concentrazione dello ione ammonio (mg/l NH4). Nel grafico 5.3 si riporta l andamento temporale della concentrazione dello ione ammonio nell acqua attinta da un pozzo autonomo quale esempio di alta presenza di ammoniaca non dovuta ad apporti antropici. Alluminio L alluminio nell acqua si trova come conseguenza del rilascio dal suolo e dalle rocce oppure come conseguenza dei processi di coagulazione nella potabilizzazione dell acqua captata prima della sua distribuzione in rete. 5 In Veneto non vengono captate acque che naturalmente contengono alte concentrazioni di alluminio, invece è normalmente utilizzato dai gestori acquedottistici il trattamento di coagulazione con sali di alluminio. Se dopo il trattamento restano concentrazioni residue di alluminio queste possono depositarsi nelle tubature più prossime del sistema di distribuzione. Sbalzi di pressione o del flusso possono rimettere in circolo questi depositi alterando le qualità organolettiche dell acqua erogata a rubinetto. Per questo ARPAV controlla che non venga superato il limite massimo (200µg/l Al) non solo nei campioni di verifica ma, su indicazione dell Azienda ULSS che lo ritenga necessario, anche nei campioni di routine. Nel 2011 sono state eseguite 1282 analisi: il 44.9% dei dati è risultato inferiore al limite di quantificazione strumentale; il 52.6% dei dati è risultato inferiore a 100µg/l; 5 La coagulazione chimica si usa soprattutto per trattare le acque superficiali. La coagulazione è efficace per: rimuovere metalli pesanti e sostanze chimiche organiche a bassa solubilità (pesticidi organo-clorurati); rimuovere sostanze chimiche legate a materiale umico o assorbiti su materiale particolato. Per tutte le altre sostanze chimiche organiche, la coagulazione è in genere inefficace. (Fonte: Linee guida sulla qualità dell acqua destinata al consumo umano - Organizzazione Mondiale della Sanità ) 1618 5. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri indicatori 28 analisi (il 2.2%) sono risultate superiori a 100µg/l; 4 analisi (0.3%) hanno superato il limite di 200µg/l. Un esempio di acqua che viene monitorata con frequenza maggiore è quella capatata da acqua superficiale e messa a disposizione della popolazione in provincia di Rovigo. La figura 5.4 che segue presenta l elaborazione dei dati di analisi di alluminio (µg/l Al) nei campioni effettuati presso impianti di trattamento di potabilizzazione in provincia di Rovigo. Figura 5.4: Dato medio annuo di alluminio in centrali di potabilizzazione in provincia di Rovigo. Acque piovane trattate In alcune zone montane l unica fonte idrica possibile è l acqua piovana. Essa viene raccolta e trattata in modo che al rubinetto rispetti quanto prescritto dal DLgs 31/01. In Veneto la raccolta di queste acque deve essere attuata con opere e impianti aventi i requisiti prescritti dalle Linee guida della Regione Veneto per il controllo delle acque destinate al consumo umano 6. Tipicamente si approvvigionano così alcune malghe montane che aprono stagionalmente e che utilizzano quest acqua sia per il consumo sia per l eventuale produzione di alimenti. I dati raccolti con i controlli effettuati dalle Az.ULSS territorialmente competenti, mostrano che sono acque a basso contenuto salino ma che il loro trattamento va particolarmente tenuto controllato per evitare la presenza dei parametri microbiologici, la concentrazione troppo alta di ammoniaca, l innalzamento eccessivo del ph e la alta concentrazione di disinfettante residuo. In appendice, nella tabella A5, sono raccolti i risultati analitici di questo particolare monitoraggio. 6 paragrafo dell allegato al Decreto del Dirigente Regionale n.15 del 09 febbraio19 CAPITOLO 6 LE CARATTERISTICHE DELL ACQUA IN VENETO: ALCUNI PARAMETRI CHIMICI Come prescritto dal D.Lgs 31/01 i controlli di routine e di verifica attuati in tutti gli acquedotti assicurano il monitoraggio di un ampio numero di parametri microbiologici e di parametri indicatori ma specialmente di un ancor più ampio numero di parametri chimici. Fra i tanti parametri chimici ricercati sono pochi quelli effettivamente rintracciati: infatti è assai alto il numero di risultati analitici inferiori al limite di quantificazione strumentale. Nella figura 6.1 si può vedere che non si sono rilevate concentrazioni superiori al limite di quantificazione strumentale per: alcuni elementi inorganici (per esempio il cadmio, l antimonio o i cianuri), antiparassitari organoalogenati, pesticidi azotati, alcuni erbicidi, alcuni composti organo alogenati, composti organici aromatici come il benzene il toluene o gli xileni, fenoli IPA L elenco dei parametri che nell anno 2011 sono stati ricercati ma sono sempre risultati non quantificabili(nq) cioè il risultato analitico è inferiore al Limite di Quantificazione strumentale (LQ) è riportato in appendice nella tabella A6. 1820 6. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri chimici Figura 6.1: Parametri analizzati ma mai risultati quantificabili. In questo capitolo si descrivono alcuni degli elementi chimici che nel 2011 sono risultati essere presenti in quantità almeno rilevabili dagli strumenti analitici dei laboratori ARPAV. Arsenico Esistono alcune limitate aree del Veneto dove nelle falde da cui è attinta acqua per il consumo umano è presente arsenico accompagnato da concentrazioni rilevanti di ammoniaca, ferro e manganese. L arsenico è un elemento chimico pericoloso per la salute umana se ingerito 1 ma è un contaminante inorganico naturale che deriva dalle rocce o dal suolo attraverso cui l acqua percola o su cui scorre. Nel corso degli anni il monitoraggio periodico sulle acque destinate al consumo umano ha permesso di raccogliere alcuni esempi di acque con arsenico, ione ammonio, ferro e manganese (vedi tabella 6.1). Per far fronte a queste criticità e salvaguardare la salute dei cittadini di queste aree dove era anche diffuso l approvvigionamento autonomo attraverso pozzi privati, sono state estese le reti acquedottistiche così da agevolare l uso di acqua di diversa provenienza e maggiormente monitorata. I controlli eseguiti nel 2011 hanno evidenziato la presenza di arsenico oltre il limite normativo di 10 µg/l solo in alcune captazioni autonome della provincia di Verona. A Belluno e a Venezia l arsenico è sempre inferiore la limite di quantificazione, a Padova, Rovigo e Treviso i dati non superano i 4 µg/l e a Vicenza si sono analizzati campioni con concentrazioni fino a 7 µg/l. Per approfondimenti si rimanda alle pagine del sito di ARPAV dove sono pubblicati i dati del monitoraggio della qualità delle acque sotterranee e i risultati del progetto MOSPAS il cui obiettivo è stato specificatamente lo studio del pa- 1 L arsenico può essere ingerito con cibi e bevande ma solo una minima parte di esso (l Arsenico inorganico) può dare intossicazione. I segni dell intossicazione cronica comprendono lesioni dermiche, neuropatia periferica, cancro della cute e malattie vascolari periferiche 1921 6. Le caratteristiche dell acqua in Veneto: alcuni parametri chimici rametro arsenico nelle acque venete. Tabella 6.1: Alcuni punti di controllo con valori medi significativi di arsenico, ione ammonio, ferro e manganese Limiti D.Lgs 31/01 10 µg/l 0.5 mg/l 200µg/l 50 µg/l Stazione tipo As NH4 Fe Mn BOVOLONE Rete CALALZO Rete 8 NQ 57 CASALEONE Rete 3 NQ NQ 3 CASIER Grezza 1.2 NQ CASTAGNARO Grezza CEREA Grezza ERBE Rete NQ 28 GAZZO VERONESE Grezza ISOLA DELLA SCALA Grezza NQ 20 LAZISE Grezza NQ 25 LEGNAGO Rete NQ 140 NOGARA Grezza NOGAROLE ROCCA Rete 10 NQ NQ 11 NOVENTA VICENTINA Grezza OCCHIOBELLO Grezza PAESE Grezza 1.7 NQ PESCHIERA DEL GARDA Rete NQ 62 POIANA Rete ROVIGO Grezza SALIZZOLE Grezza SAN BONIFACIO Grezza NQ 100 SAN GIOVANNI ILARIONE Grezza 5 NQ NQ 8 SORGA Grezza TREVENZUOLO Rete NQ 3 TREVISO Grezza 2 NQ TREVISO Grezza TREVISO Grezza 3 34 VILLABARTOLOMEA Grezza Vedere altro
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 ART. 41
 ART. 41
 art.01004