Source: http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/ricercaGiuridica/altra_Normativa/Leggi/commercio/DLgv_31_Marzo_1998_114.htm
Timestamp: 2019-01-18 11:52:39+00:00

Document:
Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114 - (Decreto Bersani)
(G.U. n. 95 del 24 aprile 1998 - S.O. n. 80)
TITOLO II - Requisiti per l’esercizio dell’attività commerciale
TITOLO III - Esercizio dell’attività di vendita al dettaglio sulle aree private in sede fissa
TITOLO XI - Inadempienze delle regioni
Liberta' di impresa e libera circolazione delle merci (2)
1. In conformita' a quanto stabilito dall'articolo 1336 del codice civile, il titolare dell'attivita' commerciale al dettaglio procede alla vendita nel rispetto dell'ordine temporale della richiesta. (3)
Definizioni e ambito di applicazione del decreto (4)
e) alle vendite di carburanti nonche' degli oli minerali di cui all'articolo 1 del regolamento approvato con regio decreto 20 luglio 1934, n. 1303, e successive modificazioni. Per vendita di carburanti si intende la vendita dei prodotti per uso di autotrazione, compresi i lubrificanti, effettuata negli impianti di distribuzione automatica di cui all'articolo 16 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034, e successive modificazioni, e al decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32;
3. Resta fermo quanto previsto per l'apertura delle sale cinematografiche dalla legge 4 novembre 1965, e successive modificazioni, nonche' dal decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3. (4/a)
Requisiti di accesso all'attivita' (5)
3. Fermi restando i requisiti igienico-sanitari, negli esercizi di vicinato autorizzati alla vendita dei prodotti di cui all'articolo 4 della legge 25 marzo 1997, n. 77, e' consentito il consumo immediato dei medesimi a condizione che siano esclusi il servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente finalizzati. (7)
Medie strutture di vendita (8)
Orario di apertura e di chiusura (11)
Comuni ad economia prevalentemente turistica e citta' d'arte (12)
Vendite straordinarie (15)
Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione (18)
Centri di assistenza tecnica (23)
Interventi per i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi (24)
Disciplina transitoria (25)
Disposizioni finali (26)
Esercizio dell'attivita' (28)
Disposizioni transitorie e finali (30)
Intervento sostitutivo (31)
Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- Il testo dell'art. 4, comma 4, lettera c), della legge n. 59 del 15 marzo 1997, è il seguente:
"4. Con i decreti legislativi di cui all'art. 1 il Governo provvede anche a:
c) ridefinire, riordinare e razionalizzare, sulla base dei principi e criteri di cui al comma 3 del presente art., al comma l dell'art. 12 e agli articoli 14, 17 e 20, comma 5, per quanto possibile individuando momenti decisionali unitari, la disciplina relativa alle attività,economiche ed industriali, in particolare per quanto riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti nell'industria, nel commercio, nell'artigianato, nel comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione: per quanto riguarda le politiche regionali, strutturali e di coesione della Unione europea, ivi compresi gli interventi nelle aree depresse del territorio nazionale, la ricerca applicata, l'innovazione tecnologica, la promozione della internazionalizzazione e della competitività delle imprese nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione della rete commerciale anche in relazione all'obiettivo del contenimento dei prezzi e dell'efficienza della distribuzione; per quanto riguarda la cooperazione nei settori produttivi e il sostegno dell'occupazione; per quanto riguarda le attività relative alla realizzazione, all'ampliamento, alla ristrutturazione e riconversione degli impianti industriali, all'avvio degli impianti medesimi e alla creazione, ristrutturazione e valorizzazione di aree industriali ecologicamente attrezzate, con particolare riguardo alle dotazioni ed impianti di tutela dell'ambiente, della sicurezza e della salute pubblica".
- Il testo dell'art. 5 della citata legge n. 59/1997 è il seguente: "Art. 5.
1. è istituita una Commissione parlamentare, composta da venti senatori e venti deputati, nominati rispettivamente dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, su designazione dei gruppi parlamentari.2. La Commissione elegge tra i propri componenti un presidente, due vicepresidenti e due segretari che insieme con il presidente formano l'ufficio di presidenza. La Commissione si riunisce per la sua prima seduta entro venti giorni dalla nomina dei suoi componenti, per l'elezione dell'ufficio di presidenza. Sino alla costituzione della Commissione, il parere, ove occorra, viene espresso dalle competenti Commissioni parlamentari.3. La Commissione ha sede presso la Camera dei deputati. Alle spese necessarie per il funzionamento della Commissione si provvede, in parti uguali, a carico dei bilanci interni di ciascuna delle due Camere.4. La Commissione:
- Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante: "Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Statocittà ed autonomie locali", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto 1997.
- Il testo dell'art. 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 è il seguente:
"Art. 22 (Attività consultiva).1. L'Autorità può esprimere pareri sulle iniziative legislative o regolamentari e sui problemi riguardanti la concorrenza ed il mercato quando lo ritenga opportuno, o su richiesta di amministrazioni ed enti pubblici interessati. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può chiedere il parere dell'Autorità sulle iniziative legislative o regolamentari che abbiano direttamente per effetto:
- La legge 10 ottobre 1990, n. 287, recante: "Norme per la tutela della concorrenza e del mercato", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 1990.
- Il testo dell'art. 1336 del codice civile è il seguente:
"Art. 1336 ( Offerta al pubblico). - L'offerta al pubblico, quando contiene gli estremi essenziali del contratto alla cui conclusione è diretta, vale come proposta, salvo che risulti diversamente dalle circostanze o dagli usi.
La revoca dell'offerta, se è fatta nella stessa forma dell'offerta o in forma equipollente, è efficace anche in confronto di chi non ne ha avuto notizia".
- La legge 2 aprile 1968, n. 475, recante: "Norme concernenti il servizio farmaceutico", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 27 aprile 1968.
- La legge 8 novembre 1991, n. 362, recante: "Norme di riordino del servizio farmaceutico", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 16 novembre 1991.
"Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1958 e modificata dalla legge 23 luglio 1980, n. 384, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 1 agosto 1980.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1958, n. 1074, recante: "Regolamento di esecuzione della legge 1293/57", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 308 del 22 dicembre 1958.
"Organizzazione del mercato nel settore dei prodotti ortofrutticoli", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 4 agosto 1967.
- Il testo dell'art. 2135 del codice civile è il seguente:
"Art. 2135 (Imprenditore agricolo). - è imprenditore agricolo chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all'allevamento del bestiame e attività connesse.
Si reputano connesse le attività dirette alla trasformazione o alla alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nell'esercizio normale dell'agricoltura".
- La legge 25 marzo 1959, n. 125, recante: "Norme sul commercio all'ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, delle carni e dei prodotti ittici", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 87 dell'11 aprile 1959.
- La legge 9 febbraio 1963, n. 59, recante: "Norme per la vendita al pubblico in sede stabile dei prodotti agricoli da parte degli agricoltori produttori diretti", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 16 febbraio 1963 e modificata dalla legge 14 giugno 1964, n. 477, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 7 luglio 1964 e dalla legge 26 luglio 1965, n. 976, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 206 del 18 agosto 1965.
- Il testo dell'art. 1 del regio decreto 20 luglio 1934, n. 1303, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 agosto 1934, n. 191, è il seguente:
"Art. 1. - è approvato l'unito regolamento per l'esecuzione del regio decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741, convertito nella legge 8 febbraio 1934, n. 367, che disciplina l'importazione, la lavorazione, il deposito e la distribuzione degli oli minerali e dei carburanti, visto, d'ordine Nostro, dal Ministro proponente".
- Il testo dell'art. 16 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, recante: "Provvedimenti straordinari per la ripresa economica", è il seguente.
"Art. 16. - L'attività inerente alla installazione ed all'esercizio degli impianti di distribuzione automatica di carburanti per uso di autotrazione eccettuati quelli utilizzati esclusivamente per autoveicoli di proprietà di amministrazioni pubbliche, costituisce pubblico servizio ed è soggetta a concessione. Resta immutata la disciplina relativa ai depositi di distribuzione dei carburanti agevolati secondo le leggi vigenti.
La concessione sostituisce la licenza di cui al R.D.L. 16 dicembre 1926, n. 2174, e viene rilasciata dal prefetto competente per territorio e, per la Valle d'Aosta, dal Presidente della Giunta regionale, sentito il parere delle amministrazioni pubbliche interessate, o, per gli impianti da installare sulle autostrade, dal Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato di concerto col Ministro per i lavori pubblici, Presidente dell'A.N.A.S., sentito il Ministro per le finanze.
La concessione può essere accordata solo a soggetti aventi la sperimentata ovvero comprovabile capacità tecnicoorganizzativa ed economica necessaria a garantire la continuità e la regolarità nell'espletamento del pubblico servizio di distribuzione dei carburanti, la durata di diciotto anni e può essere rinnovata.
L'installazione o l'esercizio di impianti in mancanza di concessione sono puniti con l'arresto da due mesi a due anni o con l'ammenda da lire 300.000 a 3.000.000.
Il Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato, sulla base degli indirizzi fissati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica per una razionale programmazione degli investimenti nel settore su tutto il territorio nazionale e sentito il parere delle Regioni e di una commissione consultiva da istituire presso lo stesso Ministero, determina annualmente per ciascuna provincia i criteri obiettivi per il rilascio ed il numero massimo delle nuove concessioni che possono essere rilasciate nel corso dell'anno successivo.
L'esercizio degli impianti esistenti e funzionanti o regolarmente autorizzati alla data di entrata in vigore del presente decreto avrà termine, salvo nuova concessione, allo scadere di dodici mesi da tale data ovvero del periodo, se più lungo, fissato nel provvedimento originario o, in mancanza, di quello di diciotto anni dalla data di rilascio del provvedimento stesso.
I titolari delle concessioni previste dal presente articolo possono affidare a terzi la gestione degli impianti di distribuzione di carburanti, con contratti aventi ad oggetto la cessione gratuita dell'uso degli apparecchi di distribuzione e delle attrezzature sia fisse che mobili e di durata non inferiore agli anni nove, che si risolveranno in caso di mancato rinnovo della concessione. In detti contratti dovranno prevedersi il diritto del gestore a sospendere per ferie l'esercizio dell'attività per un periodo non superiore a due settimane consecutive ogni anno, il divieto per il gestore di cedere il contratto d'uso o di affidare a terzi la sua esecuzione, i casi in cui il contratto si risolve di diritto ai sensi dell'art. 1456 del codice civile e le condizioni alle quali è consentita la continuazione del rapporto instaurato con il gestore o con i familiari del medesimo, in caso di suo decesso o interdizione.
Lo stesso contratto dovrà prevedere la continuità della gestione nel caso di cessione e la preferenza nella gestione del nuovo impianto nel caso di revoca nella gestione della concesione relativa all'impianto in precedenza gestito. La licenza di esercizio prevista dall'art. 3, D.L. 5 maggio 1957, n. 271, convertito, con modificazioni, nella legge 2 luglio 1957, n. 474 e successive modificazioni, deve essere intestata al titolare della gestione dell'impianto, al quale incombe l'obbligo della tenuta del registro di carico e scarico. Il titolare della concessione ed il titolare della gestione dell'impianto sono, agli effetti fiscali, solidamente responsibili per gli obblighi derivati dalla gestione dell'impianto stesso. La concessione può essere trasferita a terzi solo unitamente alla proprietà del relativo impianto previa autorizzazione dell'autorità che ha rilasciato la concessione stessa. Per la cessione delle concessioni da parte di chi sia proprietario di più impianti di distribuzione di carburanti, situati in province diverse, l'autorizzazione è accordata dal Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato, sentito il Ministro per le finanze.
I trasferimenti di impianti per la distribuzione dei carburanti da una località ad un'altra di una stessa provincia possono essere autorizzati dal prefetto, sentiti i pareri di cui al precedente comma secondo, fermo restando il numero degli erogatori.
In caso di revoca della concessione per motivi di pubblico interesse, il concessionario sarà indennizzato per il solo valore residuo degli impianti, salvo che il concessionario medesimo non ottenga, su sua richiesta, che la concessione revocata sia sostituita con altra che l'amministrazione competente potrà rilasciare in aggiunta al numero massimo di concessioni fissato a norma del precedente comma quinto.
Le norme per l'esecuzione del presente articolo saranno emanate con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato, di concerto col Ministro per le finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Nelle località montane o delle piccole isole costituenti centro abitato sprovvisto di impianto di distribuzione automatica di carburanti per autotrazione o in centri che distino più di quindici chilometri, misurati lungo le pubbliche vie, dal prossimo impianto concesso, può essere accordata la concessione al comune che ne faccia richiesta, giusta deliberazione del consiglio comunale approvata dagli organi di controllo, ove nessuno dei concessionari operanti in provincia chieda la concessione entro il termine di 180 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".
- La legge 18 dicembre 1970, n. 1034 recante: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, concernente provvedimenti straordinari per la ripresa economica", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 323 del 23 dicembre 1970.
- Il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, recante: "Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti a norma dell'art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59" è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 1998.
- Il testo dell'art. 5, primo comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443, è il seguente:
"Art. 5 (Albo delle imprese artigiane). - è istituito l'albo provinciale delle imprese artigiane, al quale sono tenute ad iscriversi tutte le imprese aventi i requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 secondo le formalità previste per il registro delle ditte dagli articoli 47 e seguenti del regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011.
- Il testo dell'art. 106 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, recante: "Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa", è il seguente:
"Art. 106 (Modalità della vendita dei beni mobili). - Per i beni mobili, compresi i frutti naturali degli immobili,.
Note all'art. 4 a:
- La legge 4 novembre 1965, n. 1213, recante: "Nuovo ordinamento dei provvedimenti a favore della cinematografia", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 12 novembre 1965. -
Il decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3, recante: "Riordino degli organi collegiali operanti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento dello spettacolo, a norma dell'art. 11, comma 1, lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59" è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 1998.
- Il titolo VIII del libro II del codice penale riguarda i delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio.
- Il testo dell'art. 442 del codice penale è il seguente:
"Art. 442 (Commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate). - Chiunque, senza essere concorso nei reati preveduti dai tre articoli precedenti, detiene per il commercio, pone in commercio, ovvero distribuisce per il consumo acque, sostanze o cose che sono state da altri avvelenate, corrotte, adulterate, o contraffatte, in modo pericoloso alla salute pubblica, soggiace alle pene rispettivamente stabilite nei detti articoli". - Il testo dell'art. 444 del codice penale è il seguente:
"Art. 444 (Commercio di sostanze alimentari nocive). - Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all'alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire centomila.
La pena è diminuita se la qualità nociva delle sostanze è nota alla persona che le acquista o le riceve".
- Il testo dell'art. 513 del codice penale è il seguente:
"Art. 513 (Turbata libertà dell'industria o del commercio). - Chiunque adopera violenza sulle cose ovvero mezzi fraudolenti per impedire o turbare l'esercizio di un'industria o di un commercio è punito, a querela della persona offesa se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a due anni e con la multa da lire duecentomila a due milioni".
- Il testo dell'art. 513-bis del codice penale è il seguente:
"Art. 513-bis (Illecita concorrenza con minaccia o violenza). - Chiunque nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale o comunque produttiva, compie atti di concorrenza con violenza o minaccia, è punito con la reclusione da due a sei anni.
La pena è aumentata se gli atti di concorrenza riguardano un'attività finanziata in tutto o in parte ed in qualsiasi modo dallo Stato o da altri enti pubblici".
- Il testo dell'art. 515 del codice penale è il seguente:
"Art. 515 (Frode nell'esercizio del commercio). -
Chiunque, nell'esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all'acquirente una cosa mobile per un'altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire quattro milioni.
Se si tratta di oggetti preziosi, la pena è della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a lire duecentomila".
- Il testo dell'art. 516 del codice penale è il seguente:
"Art. 516 (Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine). - Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire due milioni".
- Il testo dell'art. 517 del codice penale è il seguente:
"Art. 517 (Vendita di prodotti industriali con segni mendaci). - Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell'ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualità dell'opera o del prodotto è punito, se il fatto non preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni".
- La legge 27 dicembre 1956, n. 1423 recante "Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità" è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 327 del 31 dicembre 1956.
- La legge 31 maggio 1965, n. 575 recante "Disposizioni contro la mafia" è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 5 giugno 1965.
- Il testo dell'art. 688 del codice di procedura penale è il seguente:
"Art. 688 (Certificati del casellario giudiziale). - 1. Ogni organo avente giurisdizione penale ha il diritto di ottenere, per ragioni di giustizia penale, il certificato di tutte le iscrizioni esistenti al nome di una determinata persona. Uguale diritto appartiene a tutte le amministrazioni pubbliche e agli enti incaricati di pubblici servizi, quando il certificato è necessario per provvedere a un atto delle loro funzioni, in relazione alla persona cui il certificato stesso si riferisce.
- Il testo dell'art. 10 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 è il seguente:
"Art. 10 (Accertamenti d'ufficio). - La buona condotta, l'assenza di precedenti penali e l'assenza di carichi pendenti, ove richiesto, sono accertate d'ufficio, presso gli uffici pubblici competenti, dalla amministrazione che deve emettere il provvedimento. Le singole amministrazioni non possono richiedere atti o certificati concernenti fatti, stati e qualità personali che risultino attestati in documenti già in loro possesso o che esse stesse siano tenute a certificare".
- Il testo dell'art. 10-bis della legge 31 maggio 1965 n. 575 è il seguente:
"Art. 10-bis. - Con decreto da emanarsi dal Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con tutti i Ministri interessati, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sarà costituito un elenco generale degli enti e delle amministrazioni legittimati a disporre le licenze, le concessioni e le iscrizioni, nonché le autorizzazioni, le abilitazioni e le erogazioni indicate nel primo comma dell'art. 10. Con le stesse modalità saranno effettuati gli aggiornamenti eventualmente necessari.
Le cancellerie dei tribunali, delle corti d'appello e della Corte di cassazione debbono comunicare alla questura nella cui circoscrizione hanno sede, non oltre i cinque giorni dal deposito o, nel caso di atto impugnabile, non oltre i cinque giorni dalla scadenza del termine per l'impugnazione, copia dei provvedimenti emanati rispettivamente in base ai commi quinto, nono e decimo dell'art. 4 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, nonché dei provvedimenti di cui ai commi 3, 4, 5 e 5-ter dell'art. 10, e al secondo comma dell'art. 10-quater.
I procuratori della Repubblica, nel presentare al tribunale le proposte per l'applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all'art. 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, provvedono a darne contestuale comunicazione, in copia, alla questura nella cui circoscrizione ha sede il tribunale stesso. I questori dispongono l'immediata immissione negli archivi magnetici del centro elaborazione dati di cui all'art. 8 della legge 1 aprile 1981, n. 121, sia delle comunicazioni previste nei precedenti commi, sia delle proposte che essi stessi abbiano presentato per l'applicazione di una delle misure di prevenzione indicate nel capoverso che precede. Le informazioni predette sono contestualmente trasmesse alle prefetture attraverso i terminali installati nei rispettivi centri telecomunicazione.
Le prefetture comunicano tempestivamente agli organi ed enti indicati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo comma e dai successivi decreti di aggiornamento, che abbiano sede nelle rispettive province, i provvedimenti esecutivi concernenti i divieti, le decadenze e le sospensioni previste nell'art. 10. Per i provvedimenti di cui al comma 5 dell'art. 10 la comunicazione, su motivata richiesta dell'interessato, può essere inviata anche ad organi o enti specificamente indicati nella medesima.
Ai fini dell'applicazione delle norme sull'albo nazionale dei costruttori, la comunicazione va, comunque, fatta dalla prefettura di Roma al Ministero dei lavori pubblici, entro e non oltre cinque giorni dalla ricezione del dato; dell'informativa debbono costituire oggetto anche le proposte indicate nel terzo e quarto comma.
Il pubblico amministratore, il funzionario o il dipendente che, malgrado l'intervenuta decadenza o sospensione, non dispone, entro trenta giorni dalla comunicazione, il ritiro delle licenze, autorizzazioni, abilitazioni o la cessazione delle erogazioni o concessioni ovvero la cancellazione dagli albi, è punito con la reclusione da due a quattro anni.
Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da tre mesi a un anno.
Le stesse pene si applicano in caso di rilascio di licenze, concessioni, autorizzazioni o abilitazioni ovvero di iscrizioni nonché di concessione di erogazioni in violazione delle disposizioni di cui all'articolo precedente".
- Il testo dell'art. 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241 è il seguente:
"Art. 18. - 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a garantire l'applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni e integrazioni. Delle misure adottate le amministrazioni danno comunicazione alla Commissione di cui all'art. 27.
- La legge 11 giugno 1971, n. 426 recante: Disciplina del commercio, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 168 del 6 luglio 1971.
- Il testo del comma 2, dell'art. 12, del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, è il seguente:
"2. Ai fini dell'applicazione della norma di cui al comma
1 del presente articolo e della presentazione della domanda di esame alla camera di commercio, le tabelle merceologiche di cui all'allegato 5 al presente decreto vengono distinte nei seguenti gruppi omogenei:
h) tabella XIV".
- Il testo deIìart. 3 della legge 25 marzo 1959, n. 125, è il seguente:
"Art. 3. - Coloro che intendono esercitare il commercio all'ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, delle carni, e dei prodotti ittici debbono farne, preventiva denuncia alla Camera di commercio, industria e agricoltura, che li iscrive in apposito albo. Ad essi non si applicano le norme di cui al regio decreto-legge 16 dicembre 1926, n, 2174.
L'iscrizione negli albi previsti dal presente articolo deve essere negata ed eventualmente revocata se già concessa:
3) a condannati, per delitti dolosi previsti, dal titolo VI del regtio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e per quelli dolosi contro la pubblica amministrazione, o l'ordine pubblico, o l'incolumità pubblica, o la fede pubblica o l'economia pubblica, l'industria e il commercio, o le persone, o il patrimonio, a pena superiore ai sei mesi. L'iscrizione deve essere revocata:
2) a chi venda gli stessi prodotti a prezzi superiori a quelli fissati dall'autorità;
3) a chi venga condannato per due volte consecutive, qualunque sia l'entità delle rispettive pene, per i delitti previsti dagli articoli 353, 355, 356, 472, 473, 474, 515, 516, 517 e 623 del codice penale o per le frodi e le sofisticazioni contemplate in leggi speciali di igiene e polizia annonaria".
- Il testo dell'art. 4 della legge 25 marzo 1997, n. 77 è il seguente:
"Art. 4 (Servizi sostitutivi di mensa). - 1. Per servizi sostitutivi di mensa resi a mezzo dei buoni pasto di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 3 marzo 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n 66 del 21 marzo 1994, devono intendersi le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nonché le cessioni di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato effettuate da mense aziendali, interaziendali, rosticcerie e gastronomie artigianali, pubblici esercizi e dagli esercizi commerciali muniti dell'autorizzazione di cui all'art. 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426, per la vendita dei generi compresi nella tabella I dell'allegato 5 al decreto 4 agosto 1988, n. 375, del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigiaato nonché dell'autorizzazione di cui all'art. 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283, per la produzione, preparazione e vendita al pubblico di generi alimentari, anche su area pubblica, e operate dietro commesse di imprese che forniscono servizi sostitutivi di mensa aziendale".
- La legge 7 agosto 1990, n. 241, recante "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 1990.
- Per il testo della legge 7 agosto 1990, n. 241, si fa riferimento alle note all'art. 8, comma 4.
- Il testo dell'art. 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426 è il seguente:
"Art. 24. - L'apertura di esercizi al minuto, il trasferimento in altra zone e l'ampliamento degli esercizi già esistenti mediante l'acquisizione di nuovi locali di vendita sono soggetti ad autorizzazione amministrativa.
L'autorizzazione è rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio ha sede l'esercizio, sentito il parere delle commissioni di cui agli articoli 15 e 16, con la osservanza dei criteri stabiliti dal piano. L'autorizzazione all'ampliamento deve essere sempre concessa quando l'ampliamento stesso non modifichi le caratteristiche dell'esercizio e quindi l'equilibrio commerciale previsto dal piano.
L'autorizzazione, fermo il rispetto dei regolamenti locali di polizia urbana, annonaria, igienico-sanitaria e delle norme relative alla destinazione ed all'uso dei vari edifici nelle zone urbane, è negata solo quando il nuovo esercizio o l'ampliamento o il trasferimento dell'esercizio esistente risultino in contrasto con le disposizioni del piano e della presente legge".
- Il testo dell'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 è il seguente:
2. La Conferenza Stato-città ed autonomie locali e presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per gli affari regionali; ne fanno parte altresì il Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica, il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro della sanità, il presidente dell'Associazione nazionale dei comuni d'italia - ANCI, il presidente dell'Unione province d'italia - UPI ed il presidente dell'Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani - UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari regionali o, se tale incarico non è conferito, dal Ministro dell'interno".
Il testo del comma 3 dell'art. 36 della legge 8 giugno 1990, n. 142, è il seguente:
"3. Il sindaco è inoltre competente, nell'ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale, a riordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, nonché degli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di autorizzare l'esplicazione dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti".
- Per il testo del comma 3, dell'art. 36 della legge 8 giugno 1980, n, 142, si fa riferimento alla nota all'art. 11.
- Il testo del comma 11, dell'art. 20 della legge 1 marzo
1997, n, 59, è il seguente:
"11. Con il disegno di legge di cui al comma 1, il Governo propone annualmente al Parlamento le norme di delega ovvero di delegificazione necessarie alla compilazione di testi unici legislativi o regolamentari, con particolare riferimento alle materie interessate dalla attuazione della presente legge. In sede di prima attuazione della presente legge, il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all'art. 4, norme per la delegificazione delle materie di cui all'art. 4, comma 4, lettera c), non coperte da riserva assoluta di legge, nonché testi unici delle leggi che disciplinano i settori di cui al medesimo art. 4, comma 4, lettera c), anche attraverso le necessarie modifiche, integrazioni o abrogazioni di norme, secondo i criteri previsti dagli articoli 14 e 17 e dal presente articolo".
- Il testo dell'art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è il seguente:
"Art. 115 (art. 116 testo unico 1926). - Non possono aprirsi o condursi agenzie di prestiti su pegno o altre agenzie di affari, quali che siano l'oggetto e la durata, anche sotto forma di agenzie di vendita, di esposizioni, mostre o fiere campionarie e simili, senza licenza del Questore.
La licenza vale esclusivamente pei locali in essa indicati. è ammessa la rappresentanza".
- Il decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50 recante "Attuazione della direttiva n. 85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali" è pubblicato nel supplemento ordinario n. 22 alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 1992 (vedi errata-corrige in Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 1992).
- Il testo del comma 1, dell'art. 16, della legge 7 agosto 1997, n. 266, è il seguente:
"1. è istituito il fondo nazionale per il cofinanziamento di interventi regionali nel settore del commercio e del turismo con una dotazione finanziaria di lire 50 miliardi per ciascuno degli anni 1998 e 1999. Il CIPE, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definisce i progetti strategici da realizzare nonché i criteri e le modalità per la gestione del cofinanziamento nazionale".
- Il testo del comma 9, dell'art. 9, del decreto-legge 1
ottobre 1982, n. 697, e il seguente:
"9. A favore delle cooperative e dei consorzi costituiti da soggetti operanti nel settore del commercio e del turismo ed aventi come scopo sociale la prestazione di garanzie al fine di facilitare la concessione di crediti di esercizio o per investimenti ai soci, è concesso, annualmente, dal comitato di gestione previsto dall'art. 6 della legge 10 ottobre 1975, n. 517, un contributo diretto ad aumentare le disponibilità del fondo di garanzia. Il contributo è erogato nella misura massima dell'1 per cento dei finanziamenti assistiti da garanzie da parte di detti enti. All'onere derivante dal presente comma si provvede con la somma di lire 5 miliardi all'anno, detratti dallo stanziamnto pevisto dal settimo comma del presente articolo".
- La legge 29 novembre 1982, n. 887, recante:
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1 ottobre 1982, n. 697, recante disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, di regime fiscale delle manifestazioni sportive e cinematografiche e di riordinamento della distribuzione commerciale", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 333 del 3 dicembre 1982.
- Il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 recante "Testo unico delle leggi di materia bancaria e creditizia", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 30 settembre 1993.
- La legge 1 marzo 1986, n 64, recante: "Disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno" è pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 1986.
- Il testo del comma 6 dell'art. 4, del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32 è il seguente:
"6. La quota del Fondo di cui al comma 5 dell'art. 19 del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, come sostituito dall'art. 3, da assegnare al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato per l'attuazione degli interventi di cui al comma 2 dell'art. 5 del medesimo decreto legislativo, nonché le eventuali ulteriori risorse da attribuire per le finalità di cui al comma 1 dello stesso art. 5, affluiscono ad un'apposita sezione del Fondo di cui all'art. 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46. Sono a carico della medesima sezione gli oneri per i compensi, da definire con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per non più di cinque consulenti giuridici di cui tre avvocati dello Stato da utilizzare per la definizione del contenzioso in relazione agli interventi agevolativi, nonché a quelli di cui all'art. 39 del testo unico delle leggi per gli interventi nei territori della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria colpiti dagli eventi sismici del novembre 1980, del febbraio 1981 e del marzo 1982, approvato con decreto legislativo 30 marzo 1990, n. 76".
- La legge 7 aprile 1995 n 104, recante: "Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, recante dispozioni urgenti per accelerare la concessione delle agevolazioni alle attività gestite dalla soppressa Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, per la sistemazione del relativo personale, nonché per l'avvio dell'intervento ordinario nelle aree depresse del territorio nazionale", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 1995.
- Il testo dell'art. 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46 è il seguente: "Art. 14. - Presso il Ministero dell'industria del commercio e dell'artigianato è istituito il "Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica". Il fondo è amministrato con gestione fuori bilancio ai sensi dell'art. 9 della legge 25 novembre 1971, n. 1041.
- Il testo dell'allegato 5 al decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375 è il seguente:
Ia) Prodotti alimentari: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati, (compresi il pane, purché preconfezionato all'origine, il latte e derivati e le bevande, anche alcooliche, ed escluse soltanto le carni e frattaglie equine e quelle di bassa macelleria) per esercizi aventi superficie di vendita superiore a 200 metri quadrati.
II) Carni e frattaglie di tutte le specie animali: fresche, conservate e comunque preparate e confezionate (comprese quelle di cui alla tabella V ed escluse quelle equine e di bassa macelleria) - salumi - altri prodotti alimentari a base di carni-uova.
VI) Prodotti ortofrutticoli: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati - altri prodotti alimentari comunque conservati, preconfezionati - olii e grassi alimentari di origine vegetale - uova - bevande, anche alcooliche.
IX) Articoli di vestiario confezionati di qualunque tipo e pregio, compresi quelli di maglieria esterna e di camiceria - accessori di abbigliamento di qualunque tipo e pregio, esclusi quelli costituiti da oggetti preziosi - biancheria intima di qualunque tipo e pregio - calzature e articoli in pelle e cuoio di qualunque tipo e pregio.
X) Prodotti tessili di qualunque tipo e pregio, compresi quelli per l'arredamento della casa.
XII) Mobili articoli casalinghi - elettrodomestici - apparecchi radio e televisivi ed altri apparecchi per la registrazione e la riproduzione sonora e visiva e materiale accessorio - materiale elettrico.
XIV) Prodotti altri (trattasi di una o più categorie merceologiche tra quelle non comprese nelle tabelle precedenti)".
- Il testo dell'art. 2 del decreto ministeriale 16 settembre 1996, n. 561, è il seguente:
"Art. 2. - 1. Il comma 3 dell'art. 7 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, è sostituito dai seguenti:
"3. Ai fini del comma 2 sono individuate le seguenti categorie: prodotti per la persona; prodotti per la casa; prodotti per lo sport ed il tempo libero; prodotti culturali, d'arte e da collezione; prodotti per l'edilizia; prodotti di meccanica strumentale, macchinari ed attrezzature; prodotti vari. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato raggruppa i prodotti appartenenti alla tabella XIV nelle suddette categorie in modo da assicurare che l'iscrizione nel registro ed il rilascio della autorizzazione avvenga secondo criteri di uniformità.
3-bis. Qualora il titolare dell'autorizzazione alla vendita di una o più categorie di appartenenti alla tabella merceologica XIV di cui all'allegato 5 al decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, presenti domanda per ottenere l'autorizzazione alla vendita di altre categorie della stessa tabella, la domanda è accolta alla sola condizione che sia iscritto nel registro di cui all'art. 1 della legge 11 giugno 1971,n. 426".
2. Coloro che all'atto dell'entrata in vigore del presente regolamento sono in possesso di iscrizione o di autorizzazione per una o piu categorie della tabella XIV
hanno titolo a che l'iscrizione e l'autorizzazione siano modificate d'ufficio in relazione alle nuove categorie previste al comma 3 dell'art. 7".
- Il testo dell'allegato 9 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, come modificato dall'allegato 1 al decreto ministeriale 17 settembre 1996, n. 561, è il seguente:
Prodotti dietetici per l'infanzia, gli anziani e gli ammalati.
Articoli per l'igiene della persona.
Apparecchi propedeutici allo sviluppo dell'attività sensoriale e visiva del bambino parzialmente ritardato, quali attrezzature montessoriane.
Articoli per la sicurezza e la custodia del bambino nella deambulazione e nel riposo, quali bretelle sostenitrici e prime attrezzature per la custodia del bambino, tipo infantseat. Bilance per neonati e per adulti. Busti, guaine, pancere, correttivi e curativi, calze collants elastici contenitrici per varici, preventivi e curativi. Cinti, cavigliere, ginocchiere, polsini elastici, guanti di gomma per la casa. Indumenti e biancheria dimagranti preparati esclusivamente a tale scopo. Indumenti terapeutici antireumatici in lana termica creati allo scopo. Massaggiatori, articoli di masso-terapia. Prodotti per la cura del capello: lozioni, creme, shampoo medicato (e mezzi per il loro impiego: spazzole e pettini) ed altri cosmetici destinati ad essere messi a contatto con la pelle o con le mucose, con esclusione dei concentrati e delle essenze. Amari, liquori, vini e pastigliaggi medicati. Polveri per acque da tavola. Alimenti per piccoli animali. Disinfettanti, disinfettanti per uso animale e per ambienti: insetticidi per uso umano e per uso veterinario e prodotti chimici in genere non di uso farmaceutico. Tabella per titolari di rivendite di generi di monopolio Articoli per fumatori. Francobolli da collezione e articoli filatelici. Moduli e stampati in genere, per comunicazioni e richieste ad enti vari, moduli per contratti. Tessere prepagate per servizi vari. Articoli di cancelleria e cartoleria (compresi materiali di consumo per computers e fax). Articoli di bigiotteria (articoli prodotti ad imitazione della gioielleria per l'abbigliamento e l'ornamento della persona in metallo o pietra non preziosi) quali spille, fermagli, braccialetti, catene, ciondoli, collane, bracciali, anelli, perle, pietre e vetri colorati, orecchini, bottoni, da collo e da polso, gemelli da polso, fermacravatte, portachiavi e simili. Pellicole fotocinematografiche, compact disc, musicassette e video-cassette da registrare. Lampadine, torce elettriche, pile, prese e spine (elettriche e telefoniche). Articoli per la cura e l'igiene della persona, nonché prodotti cosmetici e di profumeria. Articoli di pelletteria (escluse calzature, valigeria e borsetteria). Articoli di chincaglieria purché realizzati in materiali non preziosi (a titolo di esempio: pietre e vetri colorati, bottoni, temperini, portachiavi ecc.). Pastigliaggi vari (caramelle, confetti, cioccolatini, gomme americane e simili). Fazzoletti, piatti, posate, bicchieri usa e getta e simili. Detersivi, insetticidi in confezioni originali, deodoranti. Articoli sportivi (esclusi capi di abbigliamento e calzature) inclusi gli articoli da pesca per dilettanti, distintivi sportivi. Articoli ricordo (esclusi gli articoli di oreficeria). Carte geografiche e stradali, mappe e guide turistiche su qualsiasi supporto realizzate. Giocattoli (escluse le biciclette), articoli per festività o ricorrenze a carattere civile e/o religioso, articoli per feste, giochi di società, giochi pirici. Fiori e piante artificiali. Articoli per la cura e la manutenzione delle calzature. Callifughi, cerotti, garze, siringhe, profilattici, assorbenti igienici, pannolini per bambini, cotone idrofilo, disinfettanti (alcool denaturato, acqua ossigenata, tintura di iodio e simili). Orologi a batteria in materiali non preziosi. Articoli per il cucito, il ricamo ed i lavori a maglia. Tabella per i titolari di impianti di distribuzione automatica di carburanti Ricambi e accessori per i veicoli, compresi i prodotti per la manutenzione e la protezione, le pile e le torce elettriche, le borse di pronto soccorso, catene da neve, corde elastiche per fissaggio bagagli, portabagagli, portasci, spoiler, frangisole, shampoo per auto. Carte geografiche e stradali, mappe e guide turistiche su qualsiasi supporto realizzate, manuali tecnici per auto, impermeabili tascabili pronto impiego. Specchi, pettini, forbici, nastri, spazzole, ventagli, necesseires per viaggio e per toletta, purché in metalli e materie non preziosi. Pellicole fotocinematografiche, compact disc, musicassette e video-cassette registrate o da registrare. Articoli per la cura e l'igiene della persona, nonché prodotti cosmetici e di profumeria. Articoli di pelletteria (escluse le calzature, la valigeria e la borsetteria). Apriscatole, levacapsule, tagliacarte in metalli e materie non preziosi. Spaghi, turaccioli, stuzzicadenti. Fazzoletti, piatti, posate, bicchieri usa e getta e simili. Callifughi, cerotti, garze, siringhe, profilattici, assorbenti igienici, pannolini per bambini, cotone idrofilo, disinfettanti, (alcool denaturato, acqua ossigenata, tintura di iodio e simili). Articoli ricordo (esclusi gli articoli di oreficeria)".
- Il testo dell'art. 1 del decreto ministeriale 17 settembre 1996, n. 561, è il seguente:
"Art. 1. (Tabelle merceologiche per rivendite di generi di monopolio e distributori di carburante). - 1. Le tabelle merceologiche per i titolari di rivendite di generi di monopolio e di titolari di impianti di distribuzione automatica di carburanti, istituite dall'art. 56, comma 9, del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, e contenute nell'allegato 9 di tale decreto, sono sostituite da quelle contenute nell'allegato 1 al presente regolamento.
2. Coloro che all'atto dell'entrata in vigore del presente regolamento sono titolari delle vecchie tabelle di cui al comma 1 hanno titolo a che l'iscrizione e l'autorizzazione siano modificate d'ufficio in relazione alle nuove tabelle previste".
- Il testo dell'art. 49 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, è il seguente:
1. Il trasferimento in gestione o in proprietà di un esercizio di vendita, per atto tra vivi o a causa di morte, comporta di diritto il trasferimento dell'autorizzazione a chi subentra nello svolgimento dell'attività, sempre che sia provato l'effettivo trasferimento dell'esercizio ed il subentrante sia iscritto nel registro degli esercenti il commercio. Non può essere oggetto di atti di trasferimento l'attività corrispondente solo ad una o più delle tabelle merceologiche di un esercizio.
2. Agli effetti dell'art. 29, primo comma della legge e dell'art. 50 del presente decreto, per trasferimento della gestione di un esercizio di vendita deve intendersi il trasferimento della gestione dell'intero esercizio ad altri che l'assumano in proprio.
3. Il subentrante già iscritto nel registro alla data dell'atto di trasferimento dell'esercizio o, nel caso di subingresso per causa di morte, alla data di acquisto del titolo può iniziare l'attività solo dopo aver chiesto l'autorizzazione al comune. Qualora a decorrere dalla data predetta non inizi l'attività entro il termine previsto all'art. 31. lettera a), della legge, decade dal diritto di esercitare l'attività del dante causa.
4. Il subentrante per causa di morte non iscritto nel registro alla data di acquisto del titolo può iniziare l'attività solo dopo aver chiesto l'iscrizione nel registro e l'autorizzazione. Qualora non ottenga l'autorizzazione entro un anno dalla data predetta decade dal diritto di esercitare l'attività del dante causa. Tale termine di un anno e prorogato dal sindaco quando il ritardo non risulti imputabile all'interessato. Nel caso in cui una farmacia ponga in vendita anche prodotti non medicamentosi il termine è prorogato fino alla cessione della stessa.
5. Il subentrante per causa di morte, anche se non iscritto nel registro, ha comunque facoltà di continuare a titolo provvisorio l'attività del dante causa per non più di sei mesi dalla data di acquisto del titolo, fermo restando il disposto dei commi precedenti.
6. Il subentrante per atto tra vivi non iscritto nel registro alla data dell'atto di trasferimento dell'esercizio può iniziare l'attività solo dopo aver ottenuto l'iscrizione nel registro e chiesto l'autorizzazione. Qualora non ottenga l'iscrizione entro un anno dalla data predetta, decade dal diritto di esercitare l'attività del dante causa. Decade da tale diritto anche nel caso in cui non inizi l'attività entro il termine previsto dall'art. 31, lettera a), della legge, decorrente dalla data dell'iscrizione.
7. Ai fini dell'applicazione delle norme sul subingresso è necessario che il dante causa sia lo stesso titolare dell'attività o il soggetto cui l'azienda sia stata trasferita dal titolare per causa di morte o per donazione e che il trasferimento dell'azienda avvenga entro i termini di cui ai commi 3, 4 e 6 del presente articolo.
8. Nei casi in cui sia avvenuto il trasferimento della gestione di un esercizio l'autorizzazione rilasciata
al subentrante è valida fino alla data in cui ha termine la gestione e, alla cessazione della medesima è sostituita da una nuova autorizzazione intestata al titolare dell'esercizio che ha diritto ad ottenerla, Qualora non chieda l'autorizzazione, e non inizi l'attività entro il termine di cui all'art. 31, lettera a), della legge decorrente dalla data di cessazione della gestione, decade dal diritto di esercitare l'attività.
10. Il subentrante nella gestione o nella proprietà di uno spaccio interno può iniziare l'attività solo dopo aver chiesto l'autorizzazione al comune.
11. Qualora nello stesso locale siano esercitate l'attività di vendita disciplinata dalla legge e le attività di somministrazione di alimenti o bevande o altra attività, esse possono essere oggetto di separati atti di disposizione.
12. In deroga a quanto previsto dal precedente comma 11 l'attività di vendita corrispondente alle autorizzazioni rilasciate ai sensi del successivo art. 36, comma 9, e l'attività di vendita corrispondente alla tabella istituita dal successivo art. 57, comma 1, per i titolari della licenza di panificazione di cui alla legge 31 luglio 1956, numero 1002, non possono essere cedute separatamente dall'attività delle imprese previste nell'art. 45, numeri 2, 3 e 7, della legge e dall'attività dei titolari stesi della licenza di panificazione.
13. La società, cui, contestualmente alla costituzione, sia conferita un'azienda commerciale, può continuare l'attività alle stesse condizioni".
- Per il testo dell'art. 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426, si fa riferimento alle note all'art. 10.
- Per il testo della legge 11 giugno 1971, n. 426, si fa riferimento alle note all'art. 5.
- Il testo dell'art. 26 della legge 11 giugno 1971, n. 426, è il seguente:
"Art. 26 (Nullaosta regionale per esercizi con più di 400 metri quadrati in comuni con meno di 10 mila abitanti).
- Nei comuni con popolazione residente inferiore ai 10.000 abitanti l'autorizzazione all'apertura di esercizi di vendita al dettaglio di generi di largo e generale consumo con superficie maggiore di quattrocento metri quadrati è subordinata al nullaosta della Giunta regionale sentito il parere della commissione di cui all'art. 17".
- Il testo dell'art. 27 della legge 11 giugno 1971, n. 426, è il seguente:
"Art. 27 (Nullaosta regionale per grandi strutture di vendita). - L'autorizzazione all'apertura di centri commerciali al dettaglio e di punti di vendita che per dimensioni e collocazioni geografica sono destinati a servire vaste aree di attrazione eccedenti il territorio comunale, è subordinata al nullaosta della Giunta regionale, sentito il parere della commissione di cui all'art. 17, quando la superficie di vendita è superiore ai millecinquecento metri quadrati, esclusi magazzini e depositi.
Il nullaosta della Giunta regionale di cui al precedente ed al presente articolo può essere concesso anche in deroga a quanto disposto dal secondo comma dell'art. 12".
- Per il testo della legge 1 marzo 1986, n. 64, si fa riferimento alle note all'art. 24.
- Per il testo del comma 6 dell'art. 4 del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, si fa riferimento alle note all'art. 24.
- Per il testo della legge 7 aprile 1995, n. 104, si fa riferimento alle note all'art. 24.
- Per il testo dell'art. 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, v. nelle note all'art. 24.
- La legge 5 agosto 1981, n. 416, recante: "Disciplina delle imprese editrici e provvidenza per l'editoria", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 215 del 6 agosto 1981.
- La legge 11 giugno 1971, recante: "Disciplina del commercio", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 168 del 6 luglio 1971.
"Norme di esecuzione della legge 11 giugno 1971, n. 426", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 31 agosto 1988.
- Il testo del comma 9 dell'art. 56 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, è il seguente:
"9. Per i titolari di farmacie, i titolari di rivendite di generi di monopolio, i titolari di impianti di distribuzione automatica di carburanti, di cui all'art. 45, n. 2, 3 e 7, della legge sono istituite tre apposite tabelle, tenuto conto della natura degli esercizi degli usi e delle esigenze del pubblico. Tali tabelle, il cui contenuto è indicato nell'allegato 9 al presente decreto, sono ottenute nel rispetto della legge e del presente decreto".
- La legge 25 agosto 1991, n. 287, recante: "Aggiornamento della normativa sull'insediamento e
sull'attività dei pubblici esercizi", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 206 del 3 settembre 1991.
- La legge 17 marzo 1983, n. 217, recante: "Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 25 maggio 1983.
- La legge 28 luglio 1971, n. 558, recante: "Disciplina dell'orario dei negozi e degli esercizi di vendita al dettaglio", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 9 agosto 1971.
- La legge 19 marzo 1980, n. 80, recante: "Disciplina delle vendite straordinarie e di liquidazione", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 24 marzo 1980.
- La legge 12 aprile 1991, n. 130, recante: "Modifica agli articoli 7 e 8 della legge 19 marzo 1980, n. 80 sulla disciplina delle vendite straordinarie e di liquidazione", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 1991.
- Il testo dell'art. 8 del decreto-legge 1 ottobre 1982, n. 697, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1982, n. 887, come riformulato dall'art. 1 del decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 9, convertito con modificazioni dalla legge 26 gennaio 1987, n. 121, è il seguente:
"Art. 8. - 1. Limitatamente ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti sprovvisti del piano di sviluppo e di adeguamento della rete di vendita il consiglio comunale stabilisce ai sensi degli articoli 11 e seguenti della legge 11 giugno 1971, n. 426, i criteri ai quali la commissione comunale per il commercio prevista da tale legge deve attenersi nell'esaminare le domande di autorizzazione ai sensi dell'art. 43, secondo comma, della legge stessa. I criteri sono validi fino all'approvazione del piano. La mancata indicazione dei criteri suddetti comporta la sospensione del rilascio delle autorizzazioni relative all'apertura di esercizi di vendita al dettaglio di generi di largo e generale consumo.
2. A modificazione di quanto disposto dall'art. 24, secondo comma, secondo periodo, della legge 11 giugno 1971, n. 426, non può essere negata l'autorizzazione amministrativa all'ampliamento della superficie di vendita fino a 200 metri quadrati e al trasferimento nell'ambito del territorio comunale degli esercizi con superficie di vendita non superiore a 200 metri quadrati. In entrambi i casi l'attività deve essere stata esercitata da almeno tre anni. Deve altresì essere rilasciata l'autorizzazione qualora in un nuovo esercizio con superficie di vendita non superiore a 600 metri quadrati si intenda concentrare l'attività di almeno due esercizi dello stesso settore merceologico e operanti nello stesso comune da non meno di tre anni. Il rilascio della nuova autorizzazione comporta la revoca di quelle relative agli esercizi preesistenti.
3. Qualora gli ampliamenti o i trasferimenti di cui al comma 2 richiedono trasformazioni urbanistiche ed edilizie ai sensi degli articoli 1 e seguenti della legge 28 gennaio 1997, n. 10, e successive modificazioni, per il rilascio delle prescritte autorizzazioni o concessioni si applicano le disposizioni stabilite per l'edilizia residenziale dall'art. 8 del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94.
4. Fermo rimanendo quanto disposto dalla legge 28 luglio 1971, n. 558, a modificazione dell'art. 1, secondo comma, lettera b), della legge medesima, i sindaci, in conformità ai criteri stabiliti dalle regioni ai sensi dell'art. 54 del decreo del Presidente della Repubblica 24 luglio 1997, n. 616, fissano i limiti giornalieri degli orari di vendita al dettaglio, anche differenziati per settori merceologici, indicando l'ora di apertura antimeridiana non oltre le ore 9 e l'ora di chiusura serale non oltre le ore 20 o, nel periodo dell'anno nel quale è in vigore l'ora legale, non oltre le ore 21. Nel rispetto dei limiti così fissati l'operatore commerciale può scegliere l'orario di apertura e di chiusura con facoltà, inoltre, di posticipare, sempre rispetto ai predetti limiti, di un'ora l'apertura antimeridiana e corrispondentemente la chiusura serale, che comunque non può avvenire oltre le ore 21.
5. Le disposizioni di cui all'art. 6, secondo comma, della legge 28 luglio 1971, n. 558, sono estese agli esercizi specializzati nella vendita di bevande, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d'arte, oggetti d'antiquariato, stampe, cartoline, articoli ricordo e mobili.
6. Sono fatte salve le potestà legislative e le funzioni amministrative attribuite in materia alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano.
7. Sono fatte salve le disposizioni di cui all'art. 4 del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 832, come modificato dalla legge di conversione 6 febbraio 1987, n. 15".
- Il testo dell'art. 4 della legge 6 febbraio 1997, n. 15, recante: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 832, recante misure urgenti in materia di contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione", è il seguente:
1. Al fine di tutelare le tradizioni locali ed aree di particolare interesse del proprio territorio, i comuni possono stabilire voci merceologiche specifiche nell'ambito delle tabelle di cui all'art. 37 della legge 11 giugno 1971, n. 426 e nuove classificazioni in deroga a quelle previste dall'art. 3 della legge 14 ottobre 1974, n. 524, nonché, limitatamente agli esercizi commerciali, agli esercizi pubblici ed alle imprese artigiane, le attività incompatibili con le predette esigenze.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 384, recante: "Regolamento recante semplificazione dei procedimenti di autorizzazione all'apertura, ampliamento e trasferimento degli esercizi di vendita e di iscrizione nel registro esercenti il commercio (REC) e del procedimento, ad essi connesso, di adozione del piano di sviluppo e di adeguamento della rete di vendita", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1994.
- Per il testo dell'art. 2 del decreto ministeriale 16 settembre 1996, n. 561 si fa riferimento alle note all'art. 25, comma 1.
- Il testo dei commi 89 e 90 dell'art. 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è il seguente:
"89. Al comma 2 dell'art. 8 del decreto-legge 1 ottobre 1982, n. 697, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1982, n. 887, come sostituito dall'art. 1 del decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 marzo 1987, n. 121, al terzo periodo, le parole: "due esercizi" sono sostituite dalle seguenti: "quattro esercizi".
90. All'art. 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426, al secondo comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "è soggetto alla sola comunicazione al sindaco l'ampliamento che non eccede il 20 per cento della superficie di vendita originaria dell'esercizio per una sola volta, applicandosi alle nuove superfici o ai nuovi volumi le contribuzioni o gli oneri previsti dalle leggi vigenti".
- Il testo delle voci 50, 55 e 56 della tabella c) allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300 recante "Regolamento concernente le attività private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 27 maggio 1992, come modificata ed integrata dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 907, è il seguente:
"50. Rivendita di Legge 5 agosto 1981, Comune 30 giorni giornali e riviste n. 416, art. 14; D.P.R. 27 aprile 1982, n. 268
art. 26; D.P.R. 24 luglio 1997, n. 616, art. 54, lettera g)
"55. Insediamento, Legge 11 giugno 1971, Comune 60 giorni trasferimento o n. 426, art. 24; ampliamento di at- D.P.R. 4 agosto 1988, tività artigianale n. 375, art. 41 e ss. non alimentare
"56. Subingresso in Legge 11 giugno 1971, Comune 60 giorni attività artigianale n. 426, art. 24; non alimentare con D.P.R. 4 agosto 1988, modifica dei locali n. 375, art. 49
- Per il testo della legge 7 agosto 1990, n. 241, si fa riferimento alle note all'art. 8.
- Per il testo della legge 9 febbraio 1962, n. 59, si fa riferimento alle note all'art. 4.
- Il testo del primo comma dell'art. 176 del regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, modificato dall'art. 7 della legge 11 maggio 1981, n. 213, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 134 del 18 maggio 1981, è il seguente:
"Agli effetti dell'art. 86 della legge non si considera vendita al minuto di bevande alcoliche quella fatta in recipienti chiusi secondo le consuetudini commerciali, e da trasportarsi fuori del locale di vendita, purché la quantità contenuta nei singoli recipienti non sia inferiore a litri 0,200 per le bevande alcoliche di cui all'art. 89 della legge, ed a litri 0,33 per le altre. Per le bevande non alcoliche, è considerata vendita al minuto esclusivamente quella congiunta al consumo".
- La legge 28 marzo 1991, n. 112, recante: "Norme in materia di commercio su aree pubbliche", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 82 dell'8 aprile 1991.
- La legge 15 novembre 1995, n. 480, recante:
"Conversione in legge con modificazioni del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381 recante disposizioni urgenti in materia di finanziamento delle Camere di commercio", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 1995.
- Per il testo della legge 25 marzo 1997, n. 77, si fa riferimento alla nota all'art. 7, conma 3.
- Il testo dell'art. 3 della legge 5 gennaio 1996, n. 25, è il seguente:
"Art. 3 (Disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche). -
1. La scadenza del termine per la comunicazione delle scelte e delle notizie di cui all'art. 19, comma 11, del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 4 giugno 1993, n. 248, ai fini della conversione delle preesistenti autorizzazioni per l'esercizio del commercio ambulante è prorogata al 31 dicembre 1995.
2. La scadenza del termine per il rilascio prioritario delle autorizzazioni di cui all'art. 24, comma 9, lettere
a) e b), del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 4 giugno 1993, n. 248, è prorogata del 31 dicembre 1996".
- Il decreto ministeriale 4 giugno 1993, n. 248, recante il "Regolamento di esecuzione della legge 28 marzo 1991, n. 112, concernente norme in materia su aree pubbliche", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 23 settembre 1993.
- Il decreto ministeriale 15 maggio 1996, n. 350, recante: "Regolamento concernente modificazioni al decreto ministeriale 4 giugno 1993, n. 248, recante il regolamento di esecuzione della legge 28 marzo 1991, n. 112, in materia di commercio su aree pubbliche", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 6 luglio 1996.
- Il testo della voce 62 della tabella c) allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300, come modificata ed integrata dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 407 (contenente il "Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300, concernente le attività private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 1994, è la seguente:
"62. Commercio su aree pubbliche Legge 11 giugno 1971, n. 426, articoli 24 e ss., Comune 60 giorni ; legge 28 marzo 1991, n. 112, art. 2
- Il testo dell'art. 3, comma 1, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, è il seguente:
"1. Con decreti legislativi di cui all'art. 1 sono:
c) individuati le procedure e gli strumenti di raccordo, anche permanente, con eventuale modificazione o nuova costituzione di forme di cooperazione strutturali e funzionali, che consentano la collaborazione e l'azione coordinata tra enti locali, tra regioni e tra i diversi livelli di governo e di amministrazione anche con eventuali interventi sostitutivi nel caso di inadempienza delle regioni e degli enti locali nell'esercizio delle funzioni amministrative ad essi conferite, nonché la presenza e l'intervento, anche unitario, di rappresentanti statali, regionali e locali nelle diverse strutture, necessarie per l'esercizio delle funzioni di raccordo, indirizzo, coordinamento e controllo".

References: art. 4
 art. 5
 art. 36
 art. 57
 art. 14

art. 26
 art. 54
 art. 24
 art. 41
 art. 24
 art. 49
 art. 2