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Timestamp: 2018-08-15 21:17:58+00:00

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Legge regionale Regione Emilia Romagna 6 marzo 2007, n. 4
BUR 6 marzo 2007, n.30
L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA REGIONE promulgala seguente legge:
CAPO I Disposizioni in materia di inquinamento acustico
Articolo 1: Prima attuazione del decreto legislativo n. 194 del 2005
1. Con deliberazione della Giunta regionale sono individuati l'Autorità di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) e gli agglomerati di cui all'articolo 2 comma 1, lettera a) del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194 (Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale).
2. Per i soggetti sottoposti all'applicazione degli articoli 3 e 4 del decreto legislativo n. 194 del 2005, non trovano applicazione gli articoli 5 e 8, comma 1, della legge regionale 9 maggio 2001, n. 15 (Disposizioni in materia di inquinamento acustico).
CAPO II Disposizioni in materia di demanio idrico
Articolo 2: Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano
Articolo 3: Disposizioni in materia di concessioni di demanio idrico
1. La concessione di acqua può essere rivista con prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative in qualunque momento per sopravvenute ragioni di pubblico interesse.
La concessione può essere altresì rivista in caso di realizzazione di reti di adduzione e distribuzione e di sistemi di ricarica artificiale della falda acquifera finalizzate all'impiego della risorsa idrica in coerenza con gli obiettivi della programmazione regionale qualora la risorsa veicolata dalle suddette reti e sistemi di ricarica garantisca, quantitativamente e qualitativamente, l'uso specifico e comunque al verificarsi degli eventi che ne avrebbero determinato il diniego. In tali casi la revisione non dà luogo ad indennizzo. La Regione, nell'ambito dei propri strumenti regolamentari, sentita l'Autorità di bacino territorialmente competente e le Province, individua le aree soggette alle prescrizioni o alle limitazioni temporali o quantitative di cui al presente comma, nonché i criteri per la loro applicazione. Tali criteri tengono conto degli eventuali disagi arrecati in capo ai concessionari a seguito della rivisitazione della concessione in essere.
5. Ai prelievi e alle perforazioni da effettuarsi nell'ambito delle procedure di bonifica dei siti inquinati non si applica la disciplina di cui al regolamento regionale n. 41 del 2001. Il progetto di bonifica che prevede un prelievo di risorsa idrica deve contenere le valutazioni in ordine al rischio indotto dal prelievo, all'impatto sull'acquifero, e motivare le scelte relative.
Dell'approvazione di tale progetto è data notizia alla struttura regionale territorialmente competente per materia.
6. Il termine di cui all'articolo 3, comma 1 del regolamento regionale 29 dicembre 2005, n. 4 (Disposizioni transitorie per la gestione dei prelievi d'acqua nelle more dell'approvazione ed attuazione del piano di tutela delle acque) è prorogato al 31 dicembre 2007 ultimo termine utile ai fini del rispetto dell'obiettivo di cui all'articolo 77 comma 3 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
9. I soggetti esercenti pubblici servizi devono comunicare alla Regione dati georeferiti in formato vettoriale relativi alle reti e alle linee che interessano il demanio idrico.
In caso di mancata ottemperanza da parte dei soggetti esercenti il servizio alle richieste di dati ovvero nel caso in cui i dati siano parziali o non veritieri sono applicate sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel minimo a euro 20.000,00 e non superiori nel massimo a euro 200.000,00; in caso di reiterazione delle violazioni la Regione ha facoltà, qualora ciò non comprometta la fruibilità del servizio da parte degli utenti, di dichiarare la sospensione o la decadenza delle concessioni in essere.
10. In via transitoria in attesa del completamento del processo di ricognizione delle interferenze tra le reti e gli impianti ed i corpi idrici, previo accordo con la Regione, si può procedere alla determinazione del numero e della tipologia delle interferenze applicando un criterio statistico, elaborato su un campione significativo di territorio, cui commisurare il canone complessivo annuo da corrispondere da parte dei soggetti esercenti pubblici servizi.
L'aggiornamento del canone è effettuato sulla base delle variazioni delle reti e degli impianti presenti sui territori campione. Sino alla determinazione del canone con le regole di cui al presente comma il medesimo è versato sulla base di quelle fissate in via ordinaria.
Articolo 4: Parere per gli scarichi nei canali di bonifica
3. L'autorizzazione allo scarico in canali ad esclusivo uso irriguo è rilasciata ai sensi dell'articolo 6 del decreto ministeriale 12 giugno 2003, n. 185 (Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell'articolo 26 comma 2, del Decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152).
Articolo 5: Disposizioni in materia di reti fognarie separate e acque di prima pioggia
2. I costi di gestione delle acque meteoriche di dilavamento comprendono i costi operativi, gli ammortamenti e la remunerazione del capitale investito per la gestione delle infrastrutture esistenti e per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché i costi di realizzazione delle vasche di prima pioggia al servizio delle reti previsti dal Piano di indirizzo di cui alla deliberazione della Giunta regionale 14 febbraio 2005, n. 286 (Direttiva concernente indirizzi per la gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio da aree esterne (articolo 39 decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152)). Sono esclusi dal calcolo della tariffa del servizio idrico integrato i costi relativi alla realizzazione di altre nuove infrastrutture. Gli oneri per la realizzazione delle medesime infrastrutture sono a carico dell'Ente locale ai sensi dell'articolo 157 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
CAPO III Disposizioni in materia di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue derivanti da aziende agricole e piccole aziende agro-alimentari
Articolo 6: Finalità e contenuti
a) l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari, sulla base di quanto previsto dalla legge 11 novembre 1996, n. 574 (Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari), nonché delle acque reflue provenienti dalle aziende di cui all'articolo 101, comma 7, lettere a), b) e c) del decreto legislativo n. 152 del 2006 e da piccole aziende agro-alimentari, così come individuate dal decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 7 aprile 2006 (Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152);
Articolo 7: Autorità competente e funzioni amministrative
Articolo 8: Disciplina dell'utilizzazione agronomica
f) le disposizioni transitorie che consentono per le attività di utilizzazione esistenti il proseguimento di dette attività nonché il termine ultimo di entrata in vigore delle disposizioni emanate ai sensi della presente legge.
Articolo 9: Controlli
Articolo 10: Adeguamento delle norme regolamentari locali
Articolo 11: Sospensione dell'attività di utilizzazione agronomica
Articolo 12: Sanzioni pecuniarie
2. Chiunque contravviene alle disposizioni sulle modalità di utilizzazione degli effluenti di allevamento e delle acque reflue delle aziende agricole e delle piccole aziende agro-alimentari è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516 ad euro 5.160.
3. Chiunque contravviene alle disposizioni sulle caratteristiche, le dimensioni e lo stato di manutenzione dei contenitori per lo stoccaggio degli effluenti di allevamento e delle acque reflue delle aziende agricole e delle piccole aziende agro-alimentari è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.032 ad euro 10.320.
Articolo 13: Norme transitorie e finali
Articolo 14: Abrogazione di norme
b) la legge regionale 3 luglio 1998, n. 21 (Modifiche alla legge regionale 24 aprile 1995 n. 50 "Disciplina dello spandimento sul suolo dei liquami provenienti da insediamenti zootecnici e dello stoccaggio degli effluenti di allevamento").
CAPO IV Modificazioni di leggi regionali
Articolo 15: Integrazione alla legge regionale n. 30 del 2000
1. Dopo l'articolo 2 della legge regionale 31 ottobre 2000, n. 30 (Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico) è inserito il seguente:
1. Con direttiva della Giunta regionale, rivolta agli Enti locali previo parere della competente commissione assembleare, sono individuate le procedure amministrative di rilascio di autorizzazioni di impianti a servizio di nuove tecnologie di trasmissione strumentali a quelle previste al comma 2 dell'articolo 1.".
Articolo 16: Integrazione alla legge regionale n. 30 del 2000
1. Dopo l'articolo 2 bis della legge n. 30 del 2000 è aggiunto il seguente:
"Art. 2 ter
1. Gli apparati radioelettrici di reti di comunicazione elettronica con potenza complessiva al connettore d'antenna non superiore a 2 watt sono soggetti alla sola comunicazione al Comune ed all'ARPA quarantacinque giorni prima della loro installazione nonché alle disposizioni degli articoli 6 bis e 11 della presente legge.".
Articolo 17: Modifica all'articolo 4 della legge regionale n. 30 del 2000
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale n. 30 del 2000 è inserito il seguente:
"2 bis. I divieti di cui ai commi 1 e 2 non trovano applicazione per gli impianti di collegamento punto-punto (ponti radio) e per gli apparati di ripetizione del segnale previsti all'articolo 27 della legge 3 maggio 2004, n. 112 (Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione) .".
Articolo 18: Integrazione alla legge regionale n. 30 del 2000
1. Dopo l'articolo 6 della legge regionale n. 30 del 2000 è inserito il seguente:
2. A tal fine i gestori degli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva sono tenuti a presentare ad ARPA, entro 6 mesi dalla pubblicazione della presente legge, l'elenco degli impianti installati. Entro il medesimo termine i Comuni sono tenuti a comunicare all'ARPA gli atti autorizzativi rilasciati ai sensi degli articoli 6 e 7.".
Articolo 19: Modifica all'articolo 8 della legge regionale n. 30 del 2000
1. Dopo il comma 9 ter dell'articolo 8 della legge regionale n. 30 del 2000 è aggiunto il seguente:
"9 quater. Qualora la modifica di un impianto già autorizzato non determini un incremento di campo elettrico, valutato in corrispondenza di edifici adibiti a permanenza non inferiore a quattro ore giornaliere, il gestore vi provvede, fermo restando il rispetto dei limiti previsti dalla normativa statale e delle prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione, previa comunicazione al Comune e all'ARPA. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione il Comune può chiedere che la modifica impiantistica sia soggetta al procedimento di autorizzazione.".
Articolo 20: Sostituzione dell'articolo 9 della legge regionale n. 30 del 2000
1. L'articolo 9 della legge regionale n. 30 del 2000 è sostituito dal seguente:
2. La localizzazione di nuovi impianti in prossimità delle aree di cui al comma 1 avviene perseguendo obiettivi di qualità che minimizzano l'esposizione ai campi elettromagnetici in tali aree.
3. La localizzazione di nuovi impianti su edifici di valore storico - architettonico e monumentale assoggettati al vincolo diretto di cui alla parte seconda del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) è consentita qualora dimostri tecnicamente la minimizzazione delle esposizioni e sia acquisito il parere preventivo favorevole della competente Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici.
4. La localizzazione di nuovi impianti su edifici classificati di interesse storico - architettonico o di pregio storico - culturale e testimoniale in base alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, ai sensi dell'articolo A-9 dell'allegato alla legge regionale n. 20 del 2000, non compresi tra gli edifici di cui al comma 3, è consentita qualora dimostri tecnicamente la minimizzazione delle esposizioni e sia acquisito il parere preventivo, obbligatorio, della Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio di cui all'articolo 3 della legge regionale n. 31 del 2002.".
Articolo 21: Sostituzione dell'articolo 11 della legge regionale n. 30 del 2000
1. L'articolo 11 della legge regionale n. 30 del 2000 è sostituito dal seguente:
1. Nell'ambito del sistema informativo regionale ambientale (SIRA) e in coerenza con il catasto nazionale di cui alla legge n. 36 del 2001 è istituito presso l'ARPA il Catasto degli impianti fissi di telefonia mobile.
2. I gestori provvedono con cadenza semestrale a fornire ad Arpa i dati degli impianti autorizzati o per i quali sia intervenuta una modificazione soggetta a comunicazione ai sensi del comma 9 quater dell'articolo 8.".
Articolo 22: Modifica all'articolo 12 della legge regionale n. 30 del 2000
1. All'articolo 12 della legge regionale n. 30 del 2000 prima del comma 1 è aggiunto il seguente:
"01. Per impianto mobile si intende un impianto la cui permanenza nel sito sia limitata nel tempo e che sia amovibile, cioè non dotato di opere che ne pregiudichino un'agevole rimozione, ad eccezione di quelle connesse alla sicurezza.".
Articolo 23: Modifica all'articolo 2 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Alla fine della lettera b) del comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 17 dicembre 2003, n. 26 (Disposizioni in materia di pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose) prima del punto sono aggiunte le parole "e adempiere agli obblighi di cui all'articolo 18, comma 1, lett. c-bis del decreto legislativo n. 334 del 1999.".
Articolo 24: Modifiche all'articolo 3 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale n. 26 del 2003, dopo le parole "sostanze pericolose" sono aggiunte le seguenti: "relative agli stabilimenti soggetti agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 334 del 1999, già di competenza della Regione, ivi comprese quelle relative alla predisposizione del Piano di emergenza esterno di cui all'articolo 10 e quelle".
2. Al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale n. 26 del 2003 dopo le parole "del rapporto di sicurezza" è inserito il seguente periodo: "e quelle relative alla predisposizione dei Piani di emergenza esterni per gli stabilimenti di cui all'articolo 10, comma 2, lett. b) ".
3. Dopo il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale n. 26 del 2003, è aggiunto il seguente:
"3 bis. Per lo svolgimento delle funzioni relative agli stabilimenti soggetti agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 334 del 1999, ivi compresa la valutazione della scheda tecnica di cui all'articolo 6, la Provincia si avvale del Comitato di cui all'articolo 4. Per lo svolgimento delle funzioni relative agli stabilimenti soggetti all'articolo 8 del decreto legislativo n. 334 del 1999, ivi compresa la procedura di valutazione del rapporto di sicurezza, di cui all'articolo 21 del decreto legislativo n. 334 del 1999, la Provincia si avvale del Comitato di cui all'articolo 19 del decreto medesimo.".
Articolo 25: Modifiche all'articolo 4 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale n. 26 del 2003 il periodo "La Provincia per la procedura di valutazione del rapporto di sicurezza, di cui all'art. 21 del decreto legislativo n. 334 del 1999, si avvale di un Comitato tecnico di valutazione dei rischi costituito da: "è sostituito da: "Il Comitato tecnico di valutazione dei rischi è costituito da:".
2. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale n. 26 del 2003 la parola "Ispettore" è sostituita con la parola "Direttore".
3. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "mediante convenzione" sono soppresse.
Articolo 26: Modifiche all'articolo 5 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "acquisito il parere del Comitato di cui all'articolo 4" sono sostituite dalle seguenti: "acquisito il parere del competente Comitato di cui all'articolo 3, comma 3 bis." e le parole "ivi compresa la valutazione della compatibilità dell'impianto" sono soppresse.
2. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "del rapporto di sicurezza " sono soppresse.
3. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "provvedimenti autorizzatori " sono sostituite da "permessi".
4. Al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "del rapporto di sicurezza" sono soppresse.
Articolo 27: Modifiche all'articolo 6 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 334 del 1999" sono sostituite dalle parole: "di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 334 del 1999, qualora non assoggettato alle disposizioni di cui all'articolo 8, ".
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 26 del 2003 è inserito il seguente comma:
"1 bis. Per gli stabilimenti di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 334 del 1999, il gestore invia alla Provincia e al Comitato di cui al comma 3 bis dell'articolo 3 il rapporto di sicurezza per la relativa valutazione.".
Articolo 28: Sostituzione dell'articolo 10 della legge regionale n. 26 del 2003
1. L'articolo 10 della legge regionale n. 26 del 2003 è sostituito dal seguente:
1. Per gli stabilimenti di cui all'articolo 2 comma 1, del decreto legislativo n. 334 del 1999, il gestore predispone un piano di emergenza interno (PEI) con le finalità, i contenuti e le modalità di cui all'articolo 11 del medesimo decreto.
2. La Provincia, sentita l'ARPA, l'Azienda Unità sanitaria locale ed il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco competenti, per territorio, d'intesa con il Prefetto e i Comuni interessati, al fine di limitare gli effetti dannosi derivanti da incidenti rilevanti, predispone appositi piani d'emergenza esterni:
b) per gli stabilimenti soggetti all'articolo 8 del decreto legislativo n. 334 del 1999 sulla base delle informazioni fornite dal gestore ai sensi dell'articolo 11, comma 4 e dell'articolo 12, comma 2, del medesimo decreto, nonché delle conclusioni dell'istruttoria tecnica, ove disponibili. Tale adempimento deve essere effettuato entro ventiquattro mesi dalla data di notifica dello stabilimento a decorrere dal perfezionamento della procedura di cui all'articolo 72 comma 3, del decreto legislativo n. 112 del 1998.
3. I piani di cui al comma 2 devono essere redatti sulla base delle indicazioni di cui all'articolo 20 comma 4 del decreto legislativo n. 334 del 1999. Detti piani sono parte integrante dei Piani di Protezione civile Provinciali.".
Articolo 29: Modifica all'articolo 12 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 5 dell'articolo 12 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole: "Comitato tecnico di valutazione dei rischi, di cui all'articolo 4 della presente legge o fino alla sua costituzione, al Comitato di cui all'articolo 21 del decreto legislativo n. 334 del 1999, " sono sostituite dalle seguenti "competente Comitato di cui al comma 3 bis dell'articolo 3 della presente legge".
Articolo 30: Modifica all'articolo 13 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole: "Comitato tecnico di valutazione dei rischi, di cui all'articolo 4 della presente legge o fino alla sua costituzione, al Comitato di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 334 del 1999" sono sostituite dalle seguenti "competente Comitato di cui al comma 3 bis dell'articolo 3 della presente legge".
Articolo 31: Modifica all'articolo 14 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 4 dell'articolo 14 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "all'articolo 15" sono sostituite dalle parole "all'articolo 18, comma 1, lettera c-bis)".
Articolo 32: Modifica all'articolo 15 della legge regionale n. 26 del 2003
1. Al comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale n. 26 del 2003, le parole "Comitato tecnico di valutazione dei rischi " sono sostituite dalle seguenti "competente Comitato di cui al comma 3 bis dell'articolo 3 della presente legge".
Articolo 33: Modifica all'articolo 22 della legge regionale n. 7 del 2004
1. Il comma 2 dell'articolo 22 della legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 (Disposizioni in materia ambientale. Modifiche ed integrazioni a leggi regionali) è sostituito dal seguente:
"2. Chi alla data del 21 febbraio 2001 aveva occupato senza regolare titolo anche con strutture a carattere precario aree del demanio idrico, può richiedere all'amministrazione regionale il rilascio della concessione presentando apposita istanza, ove non già giacente, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge. La concessione può essere rilasciata, a condizione che non si crei pregiudizio a regime idraulico e sia acquisito il parere favorevole dell'autorità preposta per le aree soggette a vincolo, solo previa regolarizzazione dei pagamenti per l'occupazione pregressa ed il pagamento della sanzione amministrativa qualora non fosse stata presentata domanda o comunque non fosse stato versato un corrispettivo equiparabile ad un canone. In caso di mancata richiesta o di diniego del titolo concessorio le eventuali strutture sono demolite a cura e spese di colui che ha abusivamente occupato l'area ovvero, una volta acquisite al demanio, date in concessione a seguito di procedura concorsuale. I Comuni e le Province entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge definiscono attraverso gli strumenti di pianificazione le condizioni per il mantenimento, la ristrutturazione o la rilocalizzazione di tali strutture.".
Articolo 34: Modifica all'articolo 51 della legge regionale n. 6 del 2005
1. Il comma 1 dell'articolo 51 della legge regionale 17 febbraio 2005, n. 6 (Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti della Rete natura 2000) è sostituito dal seguente:
"1. Con l'atto istitutivo dei Paesaggi naturali e seminaturali protetti la Provincia ne assume la gestione ovvero la attribuisce ai Comuni o ad altre forme associative ai sensi della legge regionale n. 11 del 2001.".
Articolo 35: Modifica all'articolo 60 della legge regionale n. 6 del 2005
1. Nella rubrica dell'articolo 60 della legge regionale n. 6 del 2005 sono aggiunte le parole "e dei siti della Rete natura 2000".
2. Al comma 2 dell'articolo 60 della legge regionale n. 6 del 2005 dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: "e bis) da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00 per la mancata effettuazione della valutazione di incidenza ovvero per comportamenti difformi da quanto nella medesima previsto per gli habitat naturali e seminaturali e gli habitat di specie animali e vegetali protette ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE;".
3. Al comma 6 dell'articolo 60 della legge regionale n. 6 del 2005 le parole "All'Ente di gestione dell'area protetta" sono sostituite dalle seguenti "Ai soggetti titolari delle funzioni previste dalla presente legge".
Articolo 36: Modifica all'articolo 6 della legge regionale n. 17 del 2002
1. Il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 1 agosto 2002, n. 17 (Interventi per la qualificazione delle stazioni invernali e del sistema sciistico della Regione Emilia-Romagna), è sostituito dal seguente:
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