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La notte di Capitan Naufragio. Tempi, mosse, ordini: tutti gli errori di Schettino per i quattro esperti del gip. - De Stasio - Studio Legale
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La notte di Capitan Naufragio. Tempi, mosse, ordini: tutti gli errori di Schettino per i quattro esperti del gip.
Creato Giovedì, 13 Settembre 2012 13:42
Pubblicato da IL TIRRENO
GROSSETO. Tardi. Troppo tardi. Francesco Schettino ha tardato troppo per dare l'allarme. Era tardi già alle 22 di quel 13 gennaio, un quarto d'ora dopo l'impatto con lo scoglio delle Scole: sarebbero bastati 3 minuti per comprendere la gravità della leggerezza commessa. E il comandante non avrebbe detto subito la verità; anzi, avrebbe chiamato prima Costa invece che avvertire la capitaneria. Se si aggiunge il fatto che i suoi ordini non erano stati capiti subito dal pilota straniero, che le fasi conclusive della manovra vengono definite "fortuite" («dal momento in cui il timone si blocca, la nave è di fatto ingovernabile»), che il personale non risultava sufficientemente addestrato, che due scialuppe erano senza conducenti e risultavano avarie non segnalate, il quadro dipinto dai 4 esperti nominati dal gip Montesarchio è un vero e proprio atto di accusa nei confronti del comandante. Sono le risposte alle 50 domande formulate nell'ambito dell'incidente probatorio del 3 marzo scorso; risultati che saranno discussi dal 15 ottobre davanti ai 9 indagati.
A Schettino vengono concesse pochissime attenuanti. Cavo Dragone, Carpinteri, Dalle Mese e Maestro (con i loro collaboratori) non risparmiano comunque contestazioni alla compagnia di navigazione. Ecco i passi salienti. La rotta. Il maitre Antonello Tievoli aveva chiesto di poter fare l'inchino. Schettino accetta («andiamo sotto il Giglio» dice al secondo ufficiale Simone Canessa) ma avrebbe dovuto rifiutare «perché sprovvisto delle carte nautiche idonee per una navigazione sotto costa; comportamento che evidenza una scarsa serietà professionale», anche di Canessa. Sarebbe servita la carta n.119 scala 1:20.000. Della nuova rotta - che comportò una «manovra estremamente azzardata» - la capitaneria non era stata informata; e neppure Costa. Gli ordini. Impostata la rotta (pilota automatico), di guardia c'era Ciro Ambrosio: «Il comandante vuole arrivare sotto l’isola arrivando alle dieci meno un quarto», dice l'ufficiale ordinando alle macchine di procedere a 15,5 nodi. Schettino voleva essere chiamato 5 miglia prima del Giglio e alle 21.19 Ambrosio lo avverte: «Siamo a 6 miglia e alle 21.44 siamo al traverso del Giglio». Fa rallentare e aspetta Schettino, che arriva in plancia alle 21.34 «15 minuti dopo essere stato contattato; la nave ha percorso 4 miglia». Schettino dà ordini senza assumere il comando fino alle 21.39, con Ambrosio che supera il punto di accostata: ciò «va contro le consegne dell'ufficiale di guardia ma non per questo tale comportamento è stato la diretta causa della collisione perché alle 21.39 la nave era ancora in posizione tale da poter accostare in sicurezza e tornare sulla rotta per Savona pianificata da Canessa». Il timoniere. Jacob Rusli, 49 anni, nativo di Giacarta, capisce 315 quando Schettino gli ordina 325 (gradi della rotta): si corregge anche per l'intervento di Ambrosio. Sbaglia anche quando il comandante ordina 350 (capisce 340) alle 21.43, con la nave a 0,25 miglia, cioè 400 metri dalle Scole. Poi comprende. Schettino in quel momento esclama un «otherwise we gon on the rocks» (cioè «altrimenti andiamo sugli scogli»): tutti in plancia ridono. Alle 21.44, 34” dopo l'ordine 350, la nave con tutti i suoi 297 metri è a 0,09 miglia (160 metri). La manovra. Secondo i periti, è qui che Schettino capisce che c'è lo scoglio, o di essere troppo vicino. E dà ordine: 10-20 gradi a dritta. Pochi secondi dopo, cambia idea: barra al centro per interrompere l'accostata e poi a sinistra. L'inerzia porterà però la nave contro lo scoglio. Da quei secondi si susseguono altri errori del timoniere, con ritardo significativo sulla rotta: 13”. L'impatto. Avviene alle 21.45.07 (5’ e 50” dopo che aveva preso il comando): «Madonna ch'aggio combinato». Schettino «ordina lucidamente di chiudere le porte stagne di poppa e mette barra al centro». I motori vengono spenti periodicamente per evitare incendi ed esplosioni, con l'acqua entrata già nei compartimenti. Schettino alle 21.46 non ha più i timoni. Le pompe non avrebbero potuto comunque fronteggiare entrate di acqua così imponenti. Schettino sapeva. I periti evidenziano un «comportamento poco lineare del comandante che, venuto a conoscenza della presenza di acqua in notevole quantità, contatta il Fleet crisis coordinator (Ferrarini, ndr) esponendo la situazione chiaramente, individuando nella falla il pericolo maggiore e condividendo le informazioni; mentre quando contatto dalla capitaneria poco dopo (e quindi in questo caso non è lui ad allertare i soccorsi, come avrebbe dovuto fare), non fa parola della falla e dichiara il solo blackout a bordo». I tempi.Dopo l'impatto, alle 21.49 Schettino parla con Pillon dalla sala macchine viene a sapere la situazione. «Tre minuti dopo l’impatto Schettino ha la certezza di avere una falla. A questo punto avrebbe dovuto effettuare la chiamata in codice per informare l’equipaggio, permettere loro di assumere il ruolo di appello per la falla a bordo ed essere fattivamente d’aiuto». Perdita di tempo, scarsa chiarezza. Alle 21.51, saputo dell’allagamento, Schettino avrebbe dovuto «allertare le autorità esterne della situazione in corso» e solo dopo chiamare Ferrarini (lo fa alle 21.58). Alle 22 il comandante sa da Iaccarino che ci sono 3 compartimenti allagati fino al ponte 0: «informazione non compresa e/o valorizzata correttamente». Da allora, 15’ dopo l’impatto, se ci fosse stata una «gestione professionale e organizzata» si doveva capire che la «galleggiabilità era compromessa e che doveva essere dato l’abbandono nave». I 7 fischi dell’emergenza generale risuonano solo alle 22.33: ma non segue alcun annuncio. Quello arriva alle 22.48 e lo fa Bosio: avrebbe dovuto farlo Schettino. Codacons all’attacco. Codacons chiederà la sostituzione dei periti e un nuovo accertamento. Denuncia che la perizia «appare in diversi punti carente e in altri eccessivamente benevola nei riguardi della Costa Crociere». La Costa «si riserva di analizzare i documenti ufficiali nei prossimi giorni, per poter così formulare un proprio giudizio». E ritiene in ogni caso «che la perizia debba essere oggetto di discussione e analisi esclusivamente nell’ambito del procedimento, la cui prossima udienza è fissata il 15 ottobre».
Pierluigi Sposato.
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Inviato: 6 Anni 5 Mesi fa da Peso #234
Intervengo sulla questione dell'affondamento della Concordia.
La responsabilità del comandate è certamente indiscutibile avendo la responsabilità giuridica di tutte le
operazioni che vengono effettuate a bordo dell’imbarcazione. Una sorta di responsabilità oggettiva.
Però, secondo me, non può nemmeno essere considerato l'unico e più comodo capro espiatorio.
Mi chiedo in particolare come mai chi poteva (e doveva) controllare il traffico marittimo non si sia accorto della rotta anomala della Concordia. Poi si dice che fosse una prassi consolidata il saluto ai gigliesi.... insomma si sapeva!
Le navi moderne hanno sistemi di tracciamento in tempo reale della loro posizione che è conosciuta non solo dalle capitanerie di porto ma anche da tutte la altre navi in transito e addirittura, anche se con certi limiti, dai noi comuni mortali (esempio: http://www.marinetraffic.com/ais/it/default.aspx) grazie al sistema AIS (Automatic Identification System).
Perchè non è mai stata denunciata questa usanza sicuramente molto coreografica ma tanto pericolosa dei passaggi ravvicinati alla costa? E' certo che le autorità ne sono sempre state a conoscenza ma probabilmente sono quelle cose che vengono tollerate, almeno finchè non capitano tragedie del genere!!!
Inviato: 6 Anni 5 Mesi fa da Stef60 #235
E' scandaloso che le associazioni di consumatori si buttino a capofitto in una tragedia del genere per accaparrarsi centinaia di potenziali nuovi affiliati!
E poi che razza di assistenza è dire che se non viene fatta la richiesta danni entro dieci giorni si perde il diritto al risarcimento? Ma siamo matti?
Credo che le associazioni dei consumatori parlino del termine necessario per denunciare il sinistro e chiedere l'indennizzo in virtù delle polizze obbligatorie che i viaggiatori devono stipulare al momento della prenotazione del viaggio con il tour operator. Ci vorrebbe un po' di chiarezza.
Aspettiamo che la procura faccia luce sulla dinamica del naufragio, poi ci sarà tutto il tempo di chiedere il risarcimento in base alle responsabilità accertate.
Inviato: 6 Anni 5 Mesi fa da RobyRot #236
E' il nuovo codice del turismo a disciplinare la materia (Allegato al Decreto legislativo 23.05.2011 n° 79, G.U. n. 129 del 06-06-2011. Testo in vigore dal 21 giugno 2011).
In particolare il termine di dieci giorni cui fanno riferimento le associazioni dei consumatori è quello previsto dall'art. 49 per il reclamo e la cassazione ha chiarito che è tutt'altro che un termine di decadenza:
Art. 49 - Reclamo
1. Ogni mancanza nell'esecuzione del contratto deve essere contestata dal turista, mediante tempestiva presentazione di reclamo affinche' l'organizzatore, il suo rappresentante locale o l'accompagnatore vi
pongano tempestivamente rimedio.
2. Il turista puo' altresi' sporgere reclamo mediante l'invio di raccomandata o di altri mezzi che garantiscono la prova dell'avvenuto ricevimento, all'organizzatore o all'intermediario, entro dieci giorni lavorativi dalla data di rientro nel luogo di partenza.
3. La mancata presentazione del reclamo puo' essere valutata ai fini dell'articolo 1227 del codice civile.
Ecco gli altri articoli rilevanti:
ART. 43 - Mancato o inesatto adempimento
1. Fermo restando gli obblighi previsti dall'articolo 42 in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l'organizzatore e l'intermediario sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilita'. Si considerano inesatto adempimento le difformita' degli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati.
2. L'organizzatore o l'intermediario che si avvale di altri prestatori di servizi e' comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal turista, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.
ART. 44 - Responsabilita' per danni alla persona
1. Il danno derivante alla persona dall'inadempimento o dall'inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico e' risarcibile secondo le norme stabilite dalle convenzioni internazionali, di cui sono parte l'Italia o l'Unione europea, che disciplinano le singole prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico, cosi' come recepite nell'ordinamento italiano.
2. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in tre anni dalla data del rientro del turista nel luogo di partenza, salvo il termine di diciotto o dodici mesi per quanto attiene all'inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel pacchetto turistico per le quali si applica l'articolo 2951 del codice civile.
3. E' nullo ogni accordo che stabilisca limiti di risarcimento per i danni di cui al comma 1.
ART. 45 - Responsabilita' per danni diversi da quelli alla persona
1. Le parti contraenti possono convenire in forma scritta, fatta salva in ogni caso l'applicazione delle norme sulle clausole vessatorie, limitazioni al risarcimento del danno, diverso dal danno alla persona, derivante dall'inadempimento o dall'inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico.
2. La limitazione di cui al comma 1 non puo' essere, a pena di nullita', comunque inferiore a quanto previsto dalle convenzioni internazionali che disciplinano le prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico e dagli articoli 1783 e 1784 del codice civile.
3. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un anno dal rientro del turista nel luogo della partenza.
ART. 46 - Esonero di responsabilità
1. Fatte salve le ipotesi di responsabilita' oggettiva, previste da norme speciali, l'organizzatore e l'intermediario sono esonerati dalla responsabilita' di cui agli articoli 43, 44 e 45 quando la mancata o inesatta esecuzione del contratto e' imputabile al turista o e' dipesa dal fatto di un terzo a carattere imprevedibile o inevitabile, ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore.
2. L'organizzatore o l'intermediario apprestano con sollecitudine ogni rimedio utile al soccorso del turista al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio, salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno nel caso in cui l'inesatto adempimento del contratto sia a questo ultimo imputabile.
ART. 47 - Danno da vacanza rovinata
1. Nel caso in cui l'inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell'articolo 1455 del codice civile, il turista puo' chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilita' dell'occasione perduta.
2. Ai fini della prescrizione si applicano i termini di cui agli articoli 44 e 45.
ART. 48 - Diritto di surrogazione
1. L'organizzatore o l'intermediario che hanno risarcito il turista sono surrogati, nei limiti del risarcimento corrisposto, in tutti i diritti e le azioni di quest'ultimo verso i terzi responsabili.
2. Il turista fornisce all'organizzatore o all'intermediario tutti i documenti, le informazioni e gli elementi in suo possesso utili per l'esercizio del diritto di surroga.
ART. 50 - Assicurazione
1. L'organizzatore e l'intermediario devono essere coperti da contratto di assicurazione per la responsabilita' civile a favore del turista per il risarcimento dei danni di cui agli articoli 44, 45 e 47.
2. In ogni caso i contratti di turismo organizzato possono essere assistiti da polizze assicurative che, per i viaggi all'estero, garantiscano il rientro immediato del turista a causa di emergenze imputabili o meno al comportamento dell'organizzatore o dell'intermediario, e che assicurino al turista assistenza anche di
tipo economico. Tali polizze possono altresi' garantire, nei casi di insolvenza o fallimento dell'intermediario o dell'organizzatore, il rimborso del prezzo versato per l'acquisto del pacchetto turistico. Qualora le spese per l'assistenza e per il rimpatrio siano sostenute o anticipate dall'amministrazione pubblica competente, l'assicuratore e' tenuto ad effettuare il rimborso direttamente nei suoi confronti.
3. Gli organizzatori e gli intermediari possono costituirsi in consorzi o altre forme associative idonee a provvedere collettivamente, anche mediante la costituzione di un apposito fondo, per la copertura dei rischi di cui al comma 2. Le finalita' del presente comma possono essere perseguite anche mediante il coinvolgimento diretto nei consorzi e nelle altre forme associative di imprese e associazioni di categoria del settore assicurativo, anche prevedendo forme di riassicurazione.
4. L'obbligo, di cui al comma 1, non sussiste per il prestatore di uno Stato membro dell'Unione europea che si stabilisce sul territorio nazionale se sussistono le condizioni di cui all'articolo 33 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
5. In ogni caso, il Ministero degli affari esteri puo' chiedere agli interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per il soccorso e il rimpatrio delle persone che, all'estero, si siano esposte deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati all'esercizio di attivita' professionali, a rischi che avrebbero potuto conoscere con l'uso della normale diligenza.
6. E' fatta salva la facolta' di stipulare anche altre polizze assicurative di assistenza al turista.
ART. 51 - Fondo nazionale di garanzia
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita' del turismo opera il fondo nazionale di garanzia, per consentire, in caso di insolvenza o di fallimento del venditore o dell'organizzatore, il rimborso del prezzo versato ed il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi all'estero, nonche' per fornire una immediata disponibilita' economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze, imputabili o meno al comportamento dell'organizzatore.
2. Il fondo e' alimentato annualmente da una quota pari al due per cento dell'ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria di cui all'articolo 50, comma 1, che e' versata all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, al fondo di cui al comma 1.
3. Il fondo interviene, per le finalita' di cui al comma 1, nei limiti dell'importo corrispondente alla quota cosi' come determinata ai sensi del comma 2.
4. Le istanze di rimborso al fondo non sono soggette ad alcun termine di decadenza, fatta salva comunque la prescrizione del diritto al rimborso.
5. Il fondo potra' avvalersi del diritto di rivalsa nei confronti del soggetto inadempiente.
6. Le modalita' di gestione e di funzionamento del fondo sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o con decreto del Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico.
Inviato: 6 Anni 4 Mesi fa da vitus #247
Bello l'accordo fra le associazioni dei consumatori e Costa Crociere! Sopratutto per Costa! Un accordo del genere può essere interessante per tutti quelli che non si sono fatti un graffio, si sono magari divertiti per l'avventura, dormono la notte, ripartirebbero per una crociera domani mattina... Peccato che molti danni di natura psichica possono essere lungolatenti, tante persone avranno subito lesioni di varia entità, avranno perso telecamere, pc, tablet, gioielli, abiti magari costosi. Naturale che Costa sia ben disposta a pagare entro 7 giorni pur di chiudere!!! Ma sapete quanto rischierebbe di dover pagare in più??? Contenti loro....

References: Art. 49

ART. 43

ART. 44

ART. 45

ART. 46

ART. 47

ART. 48

ART. 50

ART. 51