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Timestamp: 2017-08-20 00:28:20+00:00

Document:
Assegno di invalidità: la prova dei requisiti socio-economici - Gazzetta Amministrativa
segnalazione dell´ordinanza della Sez. VI della Corte di Cassazione pubblicata in data 5.4.2017,
"In tema di assegno di invalidità previsto a favore degli invalidi civili dalla L. n. 118 del 1971, i requisiti socio-economici (reddituale e dello stato di incollocazione al lavoro) rappresentano elementi costitutivi del diritto alla prestazione assistenziale, la cui prova è a carico del soggetto richiedente, non potendo qualificarsi gli stessi, quindi, come mere condizioni di erogazione del beneficio, accertabili in sede extragiudiziale (cfr. Cass. nn. 4067/2002; 13967/2002; 14035/2002; 13046/2003; 13279/2003; 13966/2003; 14696/2007; 22899/2011); - tale prova, in giudizio, può essere data con qualsiasi mezzo, anche mediante presunzioni: unico limite è costituito dal fatto che non può essere fornita con una mera dichiarazione dell´interessato, anche se rilasciata con formalità previste dalla legge per le autocertificazioni, che può assumere rilievo solo nei rapporti amministrativi ed è, invece, priva di efficacia probatoria in sede giurisdizionale (cfr. ex multis Cass. n. 703/2007; Cass. n. 15486/2007); - con le modifiche apportate all´art. 13 della l,. n. 118/1971 dall´art. 1, co. 35, della L. n. 247/2007, il requisito sociale è cambiato: non si richiede più la incollocazione al lavoro´, ma semplicemente lo ´stato di inoccupazione´; la legge, infatti, individua il requisito) in questi termini: invalidi ´che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste´. Tra i due concetti vi è una differenza, perché il disabile incollocato al lavoro non semplicemente disoccupato: è il disabile che, essendo privo di lavoro, si è iscritto o ha chiesto di iscriversi negli elenchi speciali per l´avviamento al lavoro. Ha cioè attivato il meccanismo per l´assunzione obbligatoria (cfr. Cass. n. 19833/2013) - la nuova disciplina, pur non esigendo più l´attivazione del meccanismo per l´assunzione obbligatoria, ha invece lasciato immutato l´onere del disabile di fornire la prova di non aver lavorato nel periodo interessato dalla domanda proposta; la sopra evidenziata impostazione in materia di prova è stata, così, ritenuta valida anche ai fini dell´applicazione del nuovo testo della L. n. 118 del 1971, art. 13, e della previsione di cui al citato art. 1, co. 35, della L. n. 247/2007, secondo la quale "attraverso la dichiarazione sostitutiva, resa annualmente all´I.N.P.S. ai sensi del T.U. di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 46 e segg., il soggetto di cui al comma 1 autocertifica di non svolgere attività lavorativa...."; trattasi, infatti, di disposizione che vale a semplificare l´accertamento) amministrativo, ma non interferisce con i principi processuali che regolano l´onere della prova e non evidenzia una deroga circa la rilevanza di dichiarazioni di tale genere solo nell´ambito amministrativo (cfr. Cass. n. 25800/2010; Cass. n. 19833/2013). Per approfondire scarica il testo integrale della sentenza.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 13
 art. 1
 art. 46
 Cass. 
 Cass.