Source: https://paperzz.com/doc/5250433/crisi-ortofrutta--coldiretti-si-mobilita
Timestamp: 2017-05-24 20:01:14+00:00

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CRISI ORTOFRUTTA, COLDIRETTI SI MOBILITA
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Anno LXX - n. 07 - Luglio/Agosto 2014 - Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale
n.07/14
CRISI ORTOFRUTTA,
Crisi dell’ortofrutta,
Coldiretti si mobilita....................................... pag. 4
Roma, Assemblea
annuale Coldiretti........................................... pag. 6
Made in Italy..................................................... pag. 10
Viaggio nelle zone,
Rovigo Interno................................................. pag. 11
fare impresa/aziende
start up polesana............................................ pag. 13
alla Dav&igrave;plant.................................................... pag. 14
Campi di Insalata di Lusia Igp
fare impresa/formazione
i corsi per imprese......................................... pag. 16
Via Alberto Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Fax 0425.423538
Rapp. legale - Mauro Giuriolo - Via Alberto Mario 19 - 45100 Rovigo
Via Prete Marco Fortini 20 - 45025 Fratta Polesine (RO)
fare impresa/norme
Novit&agrave; sulla Pec,
posta elettronica certificata........................ pag. 18
operazione verit&agrave;............................................ pag. 19
&Egrave; arrivato
il “Decreto Campolibero”............................. pag. 20
servono nuove regole................................... pag. 22
Piani di sviluppo rurale,
istruttoria e graduatorie................................ pag. 24
Prorogato l’Accordo
per il credito...................................................... pag. 26
mondoepaca
Luglio, la “quattordicesima”
ai pensionati..................................................... pag. 28
Lago d’Iseo, ancora
una splendida esperienza........................... pag. 30
vetrina dei soci........................ pag. 32
Coldiretti si mobilita
ha chiesto misure urgenti all’Europa
I consumi di frutta e verdura degli italiani sono
crollati di oltre il 30 per cento rispetto agli ultimi
15 anni, addirittura ben al di sotto del chilo al giorno
per famiglia. Siamo al di sotto del minimo raccomandato dal consiglio dell’Organizzazione mondiale della
sanit&agrave;, e i prezzi pagati agli agricoltori sono scesi su livelli incompatibili addirittura con i costi di raccolta.
A luglio i produttori di Coldiretti si sono mobilitati
per distribuire gratuitamente nelle piazze e nelle
spiagge in tutta Italia duecentomila pesche, susine
e altra frutta estiva.
La contrazione dei consumi di frutta e verdura
da un lato mette a rischio le imprese produttrici,
dall’altro la salute consumatori, per le conseguenze negative di una dieta povera di vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva,
prevalentemente di tipo antiossidante.
Nel primo semestre del 2014 i consumi di prodotti ortofrutticoli sono scesi del 2 per cento rispetto
allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2013
sono stati acquistati poco pi&ugrave; di 7,8 milioni di tonnellate di ortofrutta, divise tra 4,2 milioni di tonnellate di frutta e 3,6 milioni di tonnellate di ortaggi.
Gli effetti si fanno sentire anche sulla produzione
agricola. All’inizio di luglio i prezzi all’azienda si
sono attestati mediamente sui 43 centesimi al chilo (-34 per cento sul 2013). Per le nettarine &egrave; sceso
a 0,46 euro al chilo, con riduzioni anche del 40 per
cento rispetto al valore di luglio dello scorso anno.
In parallelo, il frutteto italiano negli ultimi trent’anni si &egrave; ridotto del 28 per cento: oggi sono appena
321 mila gli ettari coltivati a melo, pero, pesco, albicocco, agrumi e altro. La coltivazione di pesche e
nettarine sono quasi dimezzate, con un calo del 44
per cento: oggi la superficie investita &egrave; di appena
62.104 ettari.
In questa situazione drammatica, la Coldiretti
presenter&agrave; al governo una serie di proposte: una
corretta riconversione varietale; il coordinamento
unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la
regolamentazione del sistema degli sconti e delle
vendite sottocosto nella Gdo; la regolamentazione
sul commercio in materia di confezionamento che
riduca i costi evitando il moltiplicarsi di formule diverse; lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare
le situazioni eccezionali; la progettazione di nuove
forme assicurative multirischio che comprendano
le situazioni di crisi; l’esclusione della frutta pi&ugrave; facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella
Gdo; maggiori controlli sul rispetto delle norme di
commercializzazione e sui prodotti d’importazione,
troppo frequentemente spacciati per italiani.
Per l’immediato, Coldiretti sostiene la richiesta
che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina,
ha presentato alla Commissione Ue per l’utilizzo
di quanto previsto dal Regolamento comunitario
1308/2013 (Ocm unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine,
angurie, meloni), che riguardi sia soci sia non soci
di organizzazioni ortofrutticole.
&Egrave; una prima positiva risposta alla mobilitazione di
Coldiretti, a sostegno della frutta e verdura Made
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annuale Coldiretti
Moncalvo, “Parlamento lumaca,
294 giorni per una legge”
&gt; A cura di Beatrice Tessarin
ROMA - Il 9 luglio scorso, si &egrave; tenuta a Roma, nella
sede di Coldiretti, a palazzo Rospigliosi, l’annuale
assemblea dell’organizzazione. All’ordine del giorno, il rinnovo delle cariche alla vice presidenza, la
relazione del presidente Roberto Moncalvo ed una
cornice espositivo-sociologica: la presentazione
dell’analisi Coldiretti/Ix&eacute; sulle “Vacanze Made
in Italy nel piatto”, riguardante il cambiamento
del rapporto tra gli italiani ed il cibo in vacanza; e la mostra “Bandiere del gusto 2014”, una
mappatura del patrimonio enogastronomico regionale italiano.
&laquo;Finalmente un primo ministro che ha avuto il coraggio di dire che l’Italia &egrave; un paese che d&agrave; all’Europa pi&ugrave; di quanto riceve&raquo;, ha asserito il presidente
di Coldiretti Roberto Moncalvo, commentando il
discorso del capo del governo Matteo Renzi a Strasburgo. &laquo;Questa visione nuova pu&ograve; solo far bene
all’Italia. Ora &egrave; importante lavorare per snellire la
burocrazia, in quanto dieci mesi per l’approvazione di un disegno di legge ordinario da parte del
parlamento nell’attuale assetto istituzionale sono
troppi. Il gap con altri paesi &egrave; notevole&raquo;.
Il parlamento italiano impiega in media quasi dieci
mesi (294 giorni) per l’approvazione di un disegno
di legge ordinario. Nella XVI legislatura sono stati
presentati 8277 disegni di legge, tra camera e senato, dei quali ne sono stati approvati solo 767: il 9 per
cento. Contemporaneamente, il parlamento spagnolo ha impiegato in media 163 giorni per approvare
una legge; quello francese 267 giorni; nell’Unione
Europea, per completare un processo legislativo, tra
Commissione, Parlamento e Consiglio dei ministri a
27 stati, si sono impiegati in media 264 giorni.
Prandini, Masiello e Tonello Vicepresidenti
Da sx Ettore Prandini, MauroTonello, Roberto Moncalvo e Gennarino Masiello
L’assemblea nazionale ha nominato tre nuovi vicepresidenti nazionali, al posto di uno soltanto
&laquo;con due nuovi componenti in rappresentanza
di diversi macro ambiti territoriali&raquo;, ha precisato
Roberto Moncalvo.
Sono: Ettore Prandini presidente della Coldiretti Lombardia, Gennarino Masiello presidente
della Coldiretti Campania e Mauro Tonello presidente della Coldiretti Emilia Romagna.
Ettore Prandini, anche presidente di Coldiretti
Brescia, 41 anni, nato a Leno (Brescia), &egrave; imprenditore agricolo nell’azienda zootecnica di bovini
da latte di famiglia, situata a Lonato del Garda; e
&laquo;Le risposte delle istituzioni - ha affermato Moncalvo - non sono pi&ugrave; compatibili con i cambiamenti
rapidi che intervengono nella societ&agrave; e nell’economia. Per questo occorre abbandonare formule e riti
che avevano un senso solo nel passato. La scarsa
efficacia del lavoro in aula &egrave; confermata dalla proliferazione di proposte destinate a rimanere nel
vuoto, con perdita di energie, tempo e risorse. Un
moltiplicarsi di delusioni rispetto alle aspettative
dei cittadini e delle imprese e tante speranze destinate a svanire con la fine della legislatura&raquo;.
&laquo;La determinazione mostrata da Matteo Renzi,
l’enfasi posta su un’Europa da restituire ai popoli,
che non parla il linguaggio delle tecnocrazie che vi
si sono insediate e delle perversioni burocratiche
a cui hanno dato vita, rappresentano un segnale
importante&raquo;, ha sancito Moncalvo.
&laquo;Per troppi anni - ha sottolineato Moncalvo - le imprese sono state ostaggi dei tecnocrati pi&ugrave; realisti del re nel difendere gli interessi dei poteri forti,
col risultato in campo alimentare di portare sulle
tavole degli europei formaggio senza latte, vino
senza uva, cioccolato senza cacao, carne annacquata e anonimato su circa la met&agrave; della spesa&raquo;.
con la sorella Giovanna ha aperto la cantina vitivinicola “Perla del Garda”.
Mauro Tonello, gi&agrave; vicepresidente da due mandati, 54 anni, nato a Codigoro (Ferrara), conduce
nel suo paese un’azienda agricola coltivata con
produzioni ad indirizzo orticolo e cerealicolo,
bietole da seme e pomodoro da industria.
Gennarino Masiello, anche presidente di Coldiretti Benevento, 42 anni, gestisce l’azienda di
famiglia dove si coltivano tabacco e grano duro,
situata tra il comune di Sant’Angelo a Cupolo e
Benevento. Dal 2003 &egrave; presidente dell’Organizzazione nazionale tabacchi Italia.
Rispetto al binomio “crescita e occupazione”, il presidente di Coldiretti ha segnalato la necessit&agrave; di avviare una riflessione. &laquo;Il nostro auspicio - ha rilevato - &egrave; che la freschezza giovanile ed il pragmatismo
del nostro premier, aiutino noi e tutti i paesi europei a dare inizio ad una rivisitazione dell’idea stessa di crescita e dei fattori che la compongono, di
cui gli obiettivi occupazionali all’interno di logiche
produttive sostenibili (a livello ambientale, sociale e etico), costituiscono gli elementi cardine. Un
valore aggiunto anche in vista dell’appuntamento
dell’Expo che deve rappresentare l’occasione per
far conoscere il vero Made in Italy&raquo;.
&laquo;L’Italia, per crescere, deve tornare a fare l’Italia - ha
ricordato Moncalvo - e puntare su quegli asset di
distintivit&agrave; nazionale che garantiscono un valore
aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina&raquo;.
Il presidente ha, quindi, riepilogato le tematiche
salienti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di
politiche agricole. Sulla Pac, &laquo;percorso molto difficile iniziato non nel migliore dei modi&raquo;, si &egrave; detto
soddisfatto per il &laquo;taglio alle rendite di banche, assicurazioni e di tutti quei soggetti che non vivono di
agricoltura&raquo;. Sulla percentuale di frutta nelle bibite
analcoliche, ha detto che &laquo;stata vinta una battaglia
sulla leva della distintivit&agrave;&raquo;. Ha ricordato la legge
sull’olio, con le norme antirabbocco, il decreto campo libero, la questione Ogm, esprimendo soddisfazione per la distruzione del primo campo in Friuli; la
contraffazione, l’italian sounding, l’etichettatura, gli
accodi internazionali (Ttip) ed i dazi. Su quest’ultimo
tema ha evidenziato le sofferenze del settore del riso.
INDAGINE COLDIRETTI/IX&Egrave;
SUL CIBO IN VACANZA
Il cibo &egrave; diventato la principale voce della spesa turistica davanti all’alloggio, mettendo a segno per
la prima volta un sorpasso storico. &Egrave; uno dei dati
emersi dall’indagine Coldiretti/Ix&eacute; sulle “Vacanze
Made in Italy nel piatto”.
Dal 2007 la spesa turistica per l’alloggio in Italia &egrave;
diminuita del 22 per cento: si tende ad accettare
qualche stella in meno, passando dall’hotel alla
pensione o a forme alternative.
Oltre la met&agrave; degli italiani (51 per cento) in vacanza mangia soprattutto in casa di propriet&agrave;, affitto o
di parenti e amici; il 36 per cento si reca in ristoranti, trattorie, osterie e il 6 per cento negli agriturismi.
Quasi un italiano su quattro (22 per cento) torna
dalle vacanze con prodotti tipici come souvenir.
Ma &egrave; in agguato il rischio “tarocco”: men&ugrave; acchiappa turisti, con tipicit&agrave; storpiate come la cotoletta
alla milanese (con pollo anzich&eacute; vitello), ed i falsi
LE RICETTE PI&Ugrave; TAROCCATE
spaghetti conditi con sugo
di pomodoro e polpettine
non esistono nella realt&agrave;
gastronomica emiliana
carne di pollo o maiale
fritta nell’olio di semi al
posto della carne di vitello
cotta nel burro
prosciutto cotto al posto
del guanciale e formaggio
grattugiato al posto del
al posto dei pinoli e
formaggio comune al
posto di parmigiano
reggiano e pecorino
formaggio industriale al
posto della mozzarella di
bufala o del fiordilatte
formaggio grattugiato al
posto della ricotta salata
panna al posto del
mascarpone Fonte: elaborazione Coldiretti su dati Accademia italiana della cucina
Sono 4813 le “Bandiere del gusto 2014”, cio&egrave; le specialit&agrave; tipiche regionali, mappate dalla Coldiretti
ed esposte all’assemblea nazionale.
Sul podio, nell’ordine, la Toscana (463), la Campania (429), il Lazio (386), il Veneto (371), l’Emilia-Romagna (356). Seguono le altre.
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Dopo la mobilitazione Coldiretti, il governo chiede
alla Ue la clausola di salvaguardia
ne, col folklore delle mondine, si &egrave; svolta anche a Torino, a Milano, in Emilia e in Sardegna. Infine, il 15 luglio,
l’incontro tra il presidente nazionale di Coldiretti ed il
ministro Martina al ministero dell’Agricoltura.
Moncalvo incontra Martina
Il vice ministro allo Sviluppo delegato al commercio
estero, Carlo Calenda, ed il ministro delle Politiche
agricole Maurizio Martina, hanno chiesto l’applicazione della clausola di salvaguardia per il riso
italiano, minacciato dalle importazioni di prodotto
asiatico (riso greggio cambogiano di tipo Indica) a
“dazio zero”, inviando alla Commissione europea un
documento tecnico sull’impatto dell’import sul prodotto nazionale.
L’impegno del governo ha seguito la manifestazione
di Coldiretti scesa in piazza contro le importazioni selvagge in tutte le regioni produttrici di riso e, da ultimo,
a Roma, con una delegazione che ha incontrato il ministro Martina.
Il 10 luglio scorso, Coldiretti Rovigo aveva incontrato il prefetto Franco Provolo, denunciando la crisi dei
prezzi del riso polesano ed il rischio per la salute, dovute all’importazione senza dazi di prodotto cambogiano e birmano. Al rappresentante del governo &egrave; stato
consegnato il documento “Azioni per dare futuro
al settore risicolo italiano”, che propone il ripristino
dei dazi doganali alle importazioni (oppure la previsione di un tetto massimo), una nuova regolamentazione del commercio interno con regole sull’etichettatura d’origine e la tracciabilit&agrave;, una borsa merci unica
nazionale e l’avvio di campagne di promozione per il
riso made in Italy. Quindi, lo stesso documento &egrave; stato
presentato l’11 luglio alla Regione Veneto, accogliendo il favore del governatore Luca Zaia e dell’assessore
Franco Manzato. In contemporanea la manifestazio-
Il documento salva riso che il governo italiano ha
spedito a Bruxelles scrive che “nelle ultime cinque
campagne, le importazioni di riso dalla Cambogia
nell’Unione Europea sono aumentate da 5 mila a 181
mila tonnellate, raggiungendo il 23 per cento di tutto
l’import Ue, grazie alla completa liberalizzazione tariffaria avvenuta il primo settembre 2009 a favore dei
paesi beneficiari del sistema di preferenze tariffarie
generalizzate. Il persistente aumento delle importazioni dalla Cambogia continua a creare pressione sul
mercato Ue con conseguente ulteriore riduzione dei
prezzi del riso di tipo Indica e disincentivo a coltivare questo tipo di riso”.
&laquo;Con la nostra mobilitazione si &egrave; finalmente avviata
una procedura a livello comunitario che siamo pronti a sostenere attraverso alleanze con le associazioni
degli agricoltori dei paesi europei produttori di riso
come Grecia, Francia, Bulgaria e Spagna - ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Dobbiamo lavorare a livello comunitario per l’applicazione della clausola di salvaguardia nei confronti delle
importazioni incontrollate ma anche a livello nazionale, dove occorre introdurre l’obbligo di indicare in
etichetta la provenienza, istituire un’unica unica borsa
merci e rivisitare l’attivit&agrave; dell’Ente nazionale risi&raquo;.
Col presidente Mauro Visentin
ed il segretario Fortunato Sandri
ROVIGO INTERNO, NOMI E NUMERI
Comuni: 5 - Rovigo, Villamarzana,
Costa di Rovigo, Frassinelle, Arqu&agrave; Polesine
Superficie: 9000 ettari
Soci: 800 circa
Segretario: Fortunato Sandri
Presidenti: Paola Sartorello (Rovigo/Concadirame/Roverdicr&egrave;), Claudia Pavani (Grignano),
Guido Greggio (Mardimago/Boara), Maurizio
Roana (S. Apollinare/Borsea/Fenil del Turco),
Massimo Tovo (Buso/Sarzano), Remigio Forestan (Frassinelle), Giovanni Chinaglia (Costa),
Ferruccio Visentin (Arqu&agrave;/Villamarzana)
Attivit&agrave;: seminativi, zootecnia, orticoltura,
Uffici: 10 collaboratori
Inizia con questo numero di Terra Polesana un
viaggio nelle 10 zone di Coldiretti Rovigo, attraverso una chiacchierata coi rispettivi presidenti e
segretari. Rovigo interno ed esterno, Badia e Lendinara, Fiesso Umbertiano e Ficarolo, Castelmassa,
Adria, Taglio di Po e Porto Tolle.
Si parte dal centro, da Rovigo interno.
Il presidente &egrave; Mauro Visentin, 53 anni, di Borsea,
titolare di un'azienda cerealicola. Una persona che
crede nella partecipazione come dimostra il suo
terzo mandato consecutivo, un’esperienza nelle cariche amministrative locali e la vicepresidenza provinciale di Coldiretti, che ricopre da due mandati.
Quando inizia, presidente, la sua storia col lavoro agricolo e con Coldiretti?
&laquo;Sono in agricoltura da sempre perch&eacute; ho cominciato aiutando mio padre - risponde. - In Coldiretti sono
entrato nell'allora Movimento giovanile e ci son sempre rimasto. Ho preso una pausa dalle cariche sindacali per impegni istituzionali e quando sono rientrato
Da sinistra Fortunato Sandri e Mauro Visentin
mi hanno affidato la vicepresidenza provinciale&raquo;.
Fortunato Sandri regge la segreteria della zona e
anche di Rovigo esterno, da tre anni. Uomo pratico
ed orgoglioso della sua storia sindacale, &egrave; il punto
di riferimento degli uffici dell'Area Tosi.
Il suo percorso in coldiretti, segretario?
&laquo;Sono alla segreteria dal 1996 - risponde. - Prima
ad Adria, poi a Rovigo esterno, quindi alla segreteria unica per Adria/Taglio di Po/Porto Tolle, poi
solo Adria e dal 2011 a Rovigo interno ed esterno&raquo;.
Che attivit&agrave; ci sono in questa zona
di Rovigo interno?
Risponde Visentin: &laquo;C'&egrave; un'agricoltura molto sviluppata e specializzata in tutti i settori: cereali, orticole
nell'area di Costa, zootecnia (avicoli e bestiame da
ingrasso), qualche frutteto, qualche coltura intensiva. C'&egrave; anche una buona quantit&agrave; di giovani nelle
aziende, sia come coadiuvanti che come titolari&raquo;.
Quanti giovani under 40 ci sono?
&laquo;Circa una sessantina - precisa Sandri. - C'&egrave; un discreto ricambio generazionale che si fonda sulle
politiche regionali delle varie misure Psr&raquo;.
Come &egrave; presente il sindacato in zona?
&laquo;Storicamente qui le attivit&agrave; sindacali sono molto
sentite e partecipate - afferma Visentin - C'&egrave; una
grande collaborazione tra i presidenti di sezione. &Egrave;
una bella squadra che lavora in sintonia, con critiche costruttive e rispetto dei ruoli&raquo;.
&laquo;C'&egrave; anche un grande orgoglio di zona - aggiunge
Sandri - in tutte le iniziative, piccole o grandi, c'&egrave;
sempre una grande risposta e voglia di partecipare&raquo;.
Caratteristiche positive di questa zona?
&laquo;Abbiamo sempre avuto un buon dialogo con le
istituzioni locali - afferma Visentin - anche su temi
scottanti. Ci siamo confrontati sul documento a
tutela del Made in Italy, sulla riforma del Pat, sulla
viabilit&agrave;. I sindaci sanno che l'agricoltura &egrave; il settore pi&ugrave; importante e ci interpellano&raquo;.
&laquo;Abbiamo istituito un mercato di Campagna amica,
a Rovigo-Commenda, che va molto bene e le aziende a vendita diretta partecipano molto alle manifestazioni. Siamo nel territorio dell’aglio bianco polesano Dop, quindi un prodotto di eccellenza&raquo;.
&laquo;&Egrave; anche un territorio ricco di canali - aggiunge
Sandri - con problematiche di irrigazione e gestione dei rapporti col Consorzio di bonifica da gestire,
che ha sempre avuto un buon dialogo con noi&raquo;.
&laquo;Sono quelli di tutta l'agricoltura, la crisi dei prezzi,
soprattutto&raquo;, avverte Sandri.
&laquo;Ricadendo attorno al capoluogo di provincia dice Visentin - abbiamo affrontato problemi di
convivenza con la cittadinanza, riguardo odori molesti. Ma devo dire che questa zona &egrave; molto attenta
sul punto e dialoga con le istituzioni ed i comitati&raquo;.
DISTRUTTI I CAMPI IN FRIULI
Il 21 luglio scorso, il Corpo forestale dello stato
su ordine della Procura della Repubblica di Udine, ha sequestrato e poi distrutto i campi di mais
Ogm Mon810 nel comune di Colloredo di Monte
Albano (Ud), di propriet&agrave; di Giorgio Fidenato, leader di Futuragra. Una superficie di 6.500 metri
quadri. Questa operazione segue quella analoga
su campi di granturco Ogm di 100 metri quadri,
sempre di Fidenato, situati a Mereto di Tomba
(Ud), distrutti il 7 luglio scorso.
&laquo;Le leggi vanno rispettate anche per evitare i
rischi di contaminazione in un paese in cui 8
italiani su dieci (76 per cento) si oppongono al
biotech nelle campagne, per difendere ambiente e distintivit&agrave; delle produzione agricole&raquo;.
&Egrave; quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento alla distruzione delle coltivazioni illegali di mais Mon
810. &laquo;Per l’Italia gli organismi geneticamente
modificati (Ogm) in agricoltura - ha sottolineato Moncalvo - non pongono solo seri problemi
di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che &egrave; il grande
alleato dell’omologazione e il grande nemico
del Made in Italy&raquo;.
Secondo una analisi della Coldiretti, nell’Unione Europea nonostante l’azione delle lobby che
producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo
cinque su ventotto, i paesi che coltivano mais
geneticamente modificato (Spagna, Portogallo,
Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con
appena 148 mila ettari di mais transgenico Mon
810, la quasi totalit&agrave; in Spagna (136.962 ettari).
In Italia il decreto legge del 24 giugno 2014, n.
91 ha finalmente previsto le sanzioni a carico di
chi semina Ogm che vanno dalla reclusione da
sei mesi a tre anni e con una multa che pu&ograve; arrivare anche a trentamila euro. Alle regioni spetter&agrave; di definire, nell’ambito del proprio territorio
e sulla base dei rilievi effettuati dagli organi di
polizia giudiziaria, modalit&agrave; e tempi delle misure
che il trasgressore dovr&agrave; adottare, a proprie spese, per rimuovere le coltivazioni vietate. La disposizione nazionale si va ad aggiungere all’accordo politico raggiunto in Europa dai ministri
dell’Ambiente dell’Ue che, dopo quattro anni di
dibattiti, lascia liberi gli Stati membri di coltivare
o di vietare gli Ogm sul loro territorio.
Con Roberta Pellegrini,
l’agricoltura diventa innovazione
Roberta Pellegrini ai recinti
SAN MARTINO DI VENEZZE (RO) - Fanno la doccia
nebulizzata al calar del sole, escono nella frescura della notte alla velocit&agrave; di 8 metri all’ora, ma se
le perdi di vista un attimo ti hanno gi&agrave; seminato.
Sono le chiocciole dell’azienda agricola “La lumaca birichina” di San Martino di Venezze, dove
Roberta Pellegrini, aiutata dal fratello Lorenzo, alleva chiocciole da gastronomia della specie Elix
aspersa M&uuml;ller, a ciclo biologico completo, dirette
al mercato della ristorazione.
&laquo;Sono timide e curiose; si muovono di notte e si
chiudono di giorno; hanno bisogno di una metodica irrigazione nebulizzata per mantenere l’umidit&agrave;. E non si creda che siano tanto lente - racconta
Roberta Pellegrini. - Tante volte mi &egrave; successo di
lasciarne l&igrave; una un attimo, pensando di ritrovarla
con la scusa che va piano: niente da fare&raquo;. La storia imprenditoriale di Roberta Pellegrini e delle sue
chiocciole &egrave; affascinante e parla di amore per quel
piccolo mollusco: &laquo;Io osservo molto le mie lumache - racconta - per studiarle e capirle, e anche per
potenziare al meglio il mio allevamento aumentando la produzione, ma, soprattutto, per portare le mie chiocciole alle caratteristiche ottimali di
un’alta qualit&agrave; delle carni&raquo;.
L’idea &egrave; assolutamente innovativa per il Polesine.
Due anni fa, Paolo, genero di Roberta, emiliano
con in mente la Sagra della lumaca di Casumaro,
nel ferrarese, la butta l&igrave;: &laquo;Facciamo un allevamento
di chiocciole?&raquo;. &laquo;Facciamolo!&raquo; &Egrave; la risposta di Roberta, imprenditrice di mente aperta che pensa a
come valorizzare l’azienda agricola di famiglia.
&laquo;Allora - racconta Roberta Pellegrini - non mi rendevo conto che sarei andata incontro a qualcosa
che non conoscevo assolutamente e che ha richiesto importanti investimenti, energie e tempo&raquo;.
I fratelli Pellegrini studiano, visitano le realt&agrave; produttive siciliane, allestiscono un ettaro di terreno
con recinti seminati con vegetali selezionati e, nel
marzo 2013, con grande emozione, vi immettono
80 mila chiocciole riproduttrici. La prima raccolta avviene proprio nei mesi di maggio e giugno di
quest’anno: 30-35 chili al giorno, a mano, alle 5 di
mattina; ma l’impianto &egrave; ancora giovane e ci vorranno tre anni per andare in piena produzione.
&laquo;Una volta raccolte - spiega Pellegrini - le lasciamo
una decina di giorni nei cesti senza cibo, dove si
purificano ed espellono i residui, quindi si opercolano, cio&egrave; chiudono con la bava l’entrata della casetta per preservare l’umidit&agrave;, ed entrano in una
sorta di letargo forzato. A quel punto vengono sistemate in sacchetti di rafia e sono pronte per la
commercializzazione&raquo;.
L’impianto &egrave; stato controllato dall’azienda sanitaria locale che ha analizzato anche l’acqua. In
sostanza le chioccioline de “La lumaca birichina”
hanno una carta d’identit&agrave; certa: si sa dove sono
nate, dove son cresciute, cosa hanno mangiato
e perfino da quale recinto sono state prelevate.
&laquo;Purtroppo - spiega Roberta Pellegrini - anche noi
elicicoltori subiamo la concorrenza sleale di importatori stranieri, che vendono a prezzi stracciati, lumache selvatiche raccolte nei giardini spesso
senza controllo. Niente a che vedere con la nostra
Elix aspersa M&uuml;ller, che &egrave; pi&ugrave; piccola, di colore pi&ugrave;
chiaro e molto apprezzata in gastronomia per la
delicatezza e la morbidezza delle carni, ricche di
proteine e di sali minerali&raquo;.
start up polesana
alla Dav&igrave;plant
Tutti soci Coldiretti i premiati al concorso
per l’Insalata di Lusia Igp
Serra Dav&igrave;plant, inaugurazione di due nuovi ettari di impianto
LUSIA (RO) - &Egrave; stata una giornata intensa e ricca
di eventi a Lusia, venerd&igrave; 18 luglio, iniziata con le
prove in campo all’azienda L’insalatiera dei fratelli
Braggion e finita con le premiazioni del concorso
per la miglior Insalata di Lusia Igp all’azienda vivaistica Dav&igrave;plant di Gabriele, Davide e Mos&egrave; Dav&igrave;,
che hanno organizzato una festa per tutti.
Le prove in campo sono state allestite per individuare la miglior lattuga cappuccia e gentile da
utilizzare nel periodo estivo, che sia resistente alla
fusariosi. Nella delegazione istituzionale c’erano il
prefetto di Rovigo, Francesco Provolo, il sindaco
di Lusia Luca Prando, il consigliere regionale Graziano Azzalin, il presidente del Consorzio di tutela
dell’Insalata di Lusia Igp, Alessandro Braggion,
molto coinvolto anche come produttore. Molto numerosa la presenza in campo ed interessata ai risultati delle prove che, nonostante le difficolt&agrave; meteo
degli ultimi giorni erano comunque abbastanza
evidenti. I risultati e le analisi verranno pi&ugrave; avanti
messi a disposizione degli operatori del territorio.
In serata, operatori, ospiti e visitatori si sono spostati
alla Dav&igrave;plant per “Orti in festa”, l’ormai tradizionale
open day aziendale, in cui il vivaio leader in produzione di piantine orticole e di variet&agrave; per l’Insalata
di Lusia Igp, in particolare, ha aperto le porte delle
serre ai cittadini per una visita guidata nel mondo
dei cubetti pressati. Un sistema di macchine robotizzate semina nei contenitori e li accatasta in una
sala di germinazione a temperatura controllata.
Quest’anno, la manifestazione festeggiava un
evento economico ed uno culturale: l’inaugurazione dell’ampliamento di due nuovi ettari di serre e
la stampa del volume autobiografico del fondatore dell’azienda, Pietro Dav&igrave;, che ha raccolto le sue
memorie in “A me ricordo”.
Al taglio del nastro si &egrave; aggiunto alla comitiva istituzionale anche il presidente del consiglio veneto
Clodovaldo Ruffato e poi, la senatrice Emanuela
Munerato.
Dopo le celebrazioni, via all’apertura dello stand
gastronomico di Orti in festa, dove era accolta l’e-
&laquo;Pietro &egrave; una pietra miliare per Lusia - ha asserito
Giuriolo - Un percorso, una vita, una testimonianza
per i giovani&raquo;.
In chiusura di serata, la consegna dei premi dell’11ma edizione del Concorso Insalata di Lusia Igp,
organizzato dal Consorzio con l’Azienda mercato ed
il comune e col prezioso contributo di Bancadria,
rappresentata durante tutta la giornata dal presidente Gianni Vianello. Ai primi tre classificati, nelle
due categorie (lattuga Cappuccia e Gentile) sono
andati assegni di 400, 250 e 100 euro.
Categoria Cappuccia - 1&deg; classificato:
Hortus Novus, premia Gianni Vianello, pres. Bancadria
Categoria Gentile - 1&deg; classificato:
Dal Barco Paolo, premia il sindaco Luca Prando
Categoria Cappuccia - 2&deg; classificato:
L’insalatiera, premia Mos&egrave; Dav&igrave;
Categoria Gentile - 2&deg; classificato:
L’insalatiera, premia la sen. Emanuela Munerato
Categoria Cappuccia - 3&deg; classificato:
Capato Angelino, Mario e Bruno, premia Paolo Franceschetti
Categoria Gentile - 3&deg; classificato:
Hortus Novus, premia Romeo Boaretto, vicedir. Coldiretti
sposizione di Insalata di Lusia Igp, organizzata dal
Consorzio col contributo di Gal Adige. Qui il sindaco
Prando ed il presidente di Coldiretti Mauro Giuriolo hanno tenuto a battesimo la presentazione del
libro di Pietro Dav&igrave;. Un volume che intreccia storia
personale e sociale. &laquo;La cultura &egrave; una cosa diversa dall’intelligenza - ha detto Dav&igrave; con la praticit&agrave;
dell’imprenditore - La cultura &egrave; importante, ma gli
uomini di cultura devono rispettare le persone con
le idee e voglia di fare, quelle persone e imprenditori che hanno fatto grande l’Italia&raquo;.
Il libro sar&agrave; in distribuzione gratuita, previo contributo di euro cinque, che andr&agrave;, per volont&agrave; di Dav&igrave;,
interamente devoluto all’asilo di Lusia &laquo;dove sono
andati i miei figli ed i miei nipoti&raquo;, ha detto.
i corsi per imprese
Segnalare il proprio interesse
Di seguito proponiamo uno schema di alcune delle attivit&agrave; formative pi&ugrave; importanti in programma
per la seconda met&agrave; del 2014.
Se sei interessato ad uno o pi&ugrave; dei sotto elencati corsi segnalalo telefonicamente al numero riportato
sotto; sar&agrave; nostra cura contattarti prima dell’avvio
delle attivit&agrave; per concordare date, orari e programmi.
Operatore agrituristico e di Fattoria didattica 130
Primo soccorso - Prevenzione incendi
Formazione dei lavoratori agricoli
settembre-ottobre varie
Informatica di base e primo livello
Taglio di Po, Ariano, Adria,
Gaiba, Ariano, Loreo
Taglio di Po, Rovigo, Loreo
LE ATTIVIT&Agrave; SARANNO REALIZZATE INDICATIVAMENTE
A PARTIRE DALLA SECONDA MET&Agrave; DEL MESE DI SETTEMBRE 2014 E SI TERRANNO
IN ORARI SERALI E DIURNI COMPATIBILMENTE CON LE ESIGENZE DEI CORSISTI
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI PRESSO UFFICIO FORMAZIONE:
Giorgio Rocchi - Tel. 0425/201941
Franco Baruffa - Tel. 0425/201939
Le persone che avranno segnalato l’interesse per i corsi sopra elencati saranno informate
tempestivamente su tempi, modalit&agrave; di realizzazione e contenuti dei corsi prescelti.
Due aziende non possono
condividere lo stesso indirizzo
&gt; Roberto Mottaran, capo settore Servizi fiscali Impresa verde Rovigo
Con la newsletter n. 7 del mese di giugno 2014, il
Registro delle imprese comunica che il ministero
dello Sviluppo economico con propria circolare n.
77684 del 9 maggio scorso, ha fornito una nuova
interpretazione in merito all’indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) delle imprese.
Nel recente passato il ministero aveva ritenuto
ammissibile la pubblicazione nel Registro delle
imprese di un indirizzo Pec utilizzato da pi&ugrave; azien-
de collegate tra di loro. Alla luce delle modifiche
intervenute del quadro normativo, il ministero
dello Sviluppo economico considera superato tale
orientamento, e quindi ritiene che ogni impresa
iscritta nel Registro delle imprese debba comunicare un indirizzo di Posta elettronica certificata riconducibile esclusivamente alla stessa
impresa, in quanto l’indirizzo Pec:
- ha carattere di ufficialit&agrave; nel rapporto con i terzi;
- confluisce in modo automatico nell’Indice nazionale degli indirizzi Pec (Ini-Pec);
- una volta pubblicato nell’ini-Pec, pu&ograve; essere legittimamente utilizzato per comunicazione di
atti in materia civile, penale, amministrativa e
Alla luce di tali considerazioni, gli uffici del Registro
delle imprese che rilevino, d’ufficio o su segnalazione di terzi, l’iscrizione di un stesso indirizzo Pec
utilizzato da pi&ugrave; imprese, dovranno avviare la procedura di cancellazione d’ufficio dell’indirizzo
Pec, previa intimazione all’impresa o alle imprese
interessate a sostituire l’informazione pubblicata,
con un indirizzo PEC che sia “univocamente riconducibile al soggetto”.
Gli uffici di Impresa verde Rovigo sono a disposizione delle aziende interessate per tali adempimenti.
SI DIMEZZA IL DIRITTO ANNUALE
Sulla Gazzetta ufficiale n. 144 del 24 giugno
2014 &egrave; stato pubblicato il decreto legge n. 90
che, in generale, prevede &quot;misure urgenti per la
semplificazione e la trasparenza amministrativa
e per l’efficienza degli uffici giudiziari&quot;. Tra i vari
provvedimenti, questa norma prevede, in particolare, all’art. 28 che, a decorrere dall’esercizio
finanziario successivo alla sua entrata in vi-
gore (e quindi a partire dall’anno 2015) l’importo del diritto annuale a carico delle imprese
dovuto alle Camere di commercio venga ridotto del cinquanta per cento.
Il diritto annuale da versare alle Camere di commercio &egrave; stato introdotto con la legge 580/93
e gli importi specifici sono determinati annualmente dal ministero dello Sviluppo economico.
Roberto Mottaran
Le stalle hanno un impatto ambientale trascurabile
&laquo;Si &egrave; fatta finalmente quell’operazione verit&agrave; da tempo auspicata sulla vicenda nitrati e sulle lacune e le
falsificazioni nell’attribuzione alla zootecnia della responsabilit&agrave; esclusiva di inquinamento delle acque&raquo;.
Risulta ormai chiarito dall’Istituto superiore per
la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che
il coinvolgimento della fonte zootecnica nelle
problematiche ambientali &egrave; del tutto trascurabile o minimo mentre assume un diverso peso il
contributo di altre sorgenti in particolari minerali.
In Europa i dati ufficiali forniti dalla Commissione
confermano che tra i paesi in cui le concentrazioni
massime registrate di nitrati nelle acque, la Germania ha ruolo di maggior inquinatore, a causa di un
modello zootecnico intensivo; mentre in Italia occorre ricercare fuori dall’agricoltura le cause del deterioramento della qualit&agrave; delle acque, cos&igrave; come
gi&agrave; l’accordo del 2011
della Conferenza stato
regioni aveva intuito, avviando la realizzazione di
nuovi studi sulla natura e
l’origine del superamento
dei valori soglia.
consiliari non sembra proprio imminente, potr&agrave; consentire di dare piena attuazione ai nuovi indirizzi di
politica agricola europea, che hanno stabilito il rafforzamento delle misure di sostegno al settore zootecnico, che in Italia &egrave; organizzato con modalit&agrave; sostenibili in quanto diffuso sul territorio e complementare
con la produzione di alimenti tipici e di qualit&agrave;.
&Egrave; chiaro che, una volta risolto il problema della
delimitazione delle zone geografiche, rimuovendo le ingiuste accuse agli imprenditori zootecnici
sar&agrave; anche possibile introdurre col decreto di revisione degli effluenti alcune semplificazioni, con
particolare riguardo ai periodi temporali di spandimento, oltre che di valorizzazione del digestato
proveniente dal trattamento degli stessi reflui zootecnici.
Occorre, dunque, apprezzare il lavoro del ministro
Maurizio Martina che insieme al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti,
alcune regioni, ha rappresentato l’ineludibile necessit&agrave; di avviare in sede
di Consiglio europeo dei
ministri dell’Ambiente,
la revisione del perimetro delle aree vulnerabili
(nelle quali ricade attualmente l’intero Polesine).
L’operazione che, stando
ai calendari delle riunioni
operazione verit&agrave;
il “Decreto Campolibero”
Il governo ha introdotti importanti provvedimenti
&gt; Elia Bellesia, capo area Fiscale Impresa verde Rovigo
Finalmente sono stati tradotti in decreto legge una
serie di provvedimenti pi&ugrave; volte annunciati dal governo. Si tratta del decreto del 24 giugno 2014 denominato Campolibero, che contiene disposizioni
urgenti per il settore agricolo, per la tutela ambientale, per il rilancio e sviluppo delle imprese.
In sintesi i provvedimenti pi&ugrave; importanti:
Art. 1 - Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese agricole, istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole
e potenziamento dell’istituto della diffida nel
settore dell’agroalimentare
I controlli ispettivi nei confronti delle imprese
agricole dovranno essere effettuati dagli organi di
vigilanza in modo coordinato, evitando sovrapposizioni e duplicazioni, garantendo l’accesso all’in20
formazione sui controlli. I verbali ispettivi dei controlli saranno notificati anche nei casi di constatata
regolarit&agrave;. Per le violazioni alle norme in materia
agroalimentare di lieve entit&agrave;, l’organo di controllo
incaricato, provveder&agrave; a diffidare l’interessato ad
adempiere alle prescrizioni violate entro il termine di venti giorni dalla data di ricezione dell’atto
Art. 2 - Disposizioni urgenti per il rilancio del
Art. 3 - Interventi per il sostegno del Made in
Alle imprese che producono prodotti agricoli di cui
all’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 40 per cento delle spese per
Art. 5 - Disposizioni per l’incentivo all’assunzione di giovani lavoratori agricoli e la riduzione
del costo del lavoro in agricoltura
Per promuovere forme di occupazione stabile in
agricoltura di giovani di et&agrave; compresa trai 18 e i 35
anni, viene attivato un incentivo per i datori di lavoro che hanno i requisiti di cui all’art. 2135 del codice
civile e che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o con contratto di lavoro a tempo
determinato (con determinati requisiti e condizioni).
Art. 6 - Rete di lavoro agricolo di qualit&agrave;
Viene istituita presso l’Inps la rete di lavoro agricolo di qualit&agrave;, alla quale possono partecipare le imprese agricole di cui all’art. 2135 del codice civile.
Art. 7 - Detrazione per l’affitto di terreni agricoli
ai giovani e misure di carattere fiscale
Ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di et&agrave; inferiore ai 35 anni, spetta, nel
rispetto della regola de minimis di cui al Regolamento
Ue n. 1408/2013, una detrazione del 19 per cento
i canoni di affitto dei terreni agricoli entro il limite di
80 euro per ciascun ettaro
preso in affitto e fino ad un
massimo di euro 1.200 annui. La disposizione si applica a decorrere dal periodo
d’imposta 2014. Ai soli fini
della determinazione delle imposte sui redditi, per
i periodi d’imposta 20132014 i redditi domenicale
e agrario sono rivalutati del
15 per cento; per il periodo
d’imposta 2015 del 30 per
cento e a decorrere dal periodo d’imposta 2016 del 7
per cento. Per i coltivatori
diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti
nella previdenza agricola, la
rivalutazione &egrave; pari al 5 per
cento per i periodi 20132014 e del 10 per cento per
CAPO III - DISPOSIZIONI URGENTI
Art. 18 - Credito d’imposta per investimenti in
Ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi
compresi nella divisione 28 della Tabella Ateco,
destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello stato, a decorrere dalla data in vigore del
presente decreto e fino al 30 giugno 2015, &egrave; attribuito un credito d’imposta nella misura del 15 per
cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto
alla media degli investimenti in beni strumentali
compresi nella suddetta tabella realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti, con facolt&agrave; di
escludere dal calcolo della media, il periodo in cui
l’investimento &egrave; stato maggiore. Il credito d’imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a 10.000 euro. Il credito d’imposta
va ripartito nonch&eacute; utilizzato in tre quote annuali
di pari importo e indicato nella dichiarazione dei
Tutti gli Uffici fiscali di Impresa verde Rovigo, periferici o di sede sono a disposizione per fornire ogni
chiarimento sull’argomento in trattazione.
i nuovi investimenti sostenuti nel 2014-2015-2016
per la realizzazione ed ampliamento di infrastrutture informatiche, finalizzate al potenziamento del
Un credito d’imposta viene altres&igrave; concesso per
incentivare la creazione di nuove reti di imprese
ovvero lo svolgimento di nuove attivit&agrave; da parte
di reti di imprese che producono prodotti agricoli.
Il mercato tira, ma la legge
prevede la figura dell’erborista
Secondo i dati riportati nel Piano di settore delle
piante officinali, sono 2.938 le aziende con una
superficie investita a “piante aromatiche, medicinali e da condimento”, per un totale complessivo
di 7.191 ettari. Recenti indagini confermano una
continua crescita del settore dei prodotti che
I fattori che spiegano tale incremento sono riconducibili al desiderio del consumatore di utilizzare
prodotti di origine naturale per il benessere del
proprio corpo. La risposta dal lato dell’offerta &egrave;
stata l’ampliamento della gamma delle tipologie di alimenti, farmaci, cosmetici e dispositivi
medici a base vegetale.
Per comprendere a fondo l’importanza dei prodotti
di trasformazione delle piante officinali nel panorama economico italiano, &egrave; bene ricordare che il circa
il 50 per cento degli integratori alimentari attualmente in commercio in Italia sono a base vegetale.
Resta da verificare se ci possano essere le condizioni
economiche per costruire delle filiere italiane, riducendo la nostra dipendenza dalle importazioni, il 70
per cento in volume, consapevoli del fatto che, per
ragioni climatiche e/o agronomiche, sono numerose le piante non coltivabili in Italia.
La valutazione di questo documento &egrave; l’occasione
per fare il punto della situazione e analizzare, anche dal punto di vista normativo, gli intoppi che
rendono spesso difficoltoso per gli imprenditori
agricoli muoversi in questo ambito. Il Piano di settore della filiera delle piante officinali, cos&igrave; come
approvato dalla Conferenza stato-regioni, prevede
una delega al governo per l’emanazione di norme generali per il riordino e la disciplina della
filiera delle piante officinali, ovvero la revisione
della vecchissima legge n. 99 del 6 gennaio 1931
“Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio
delle piante officinali”, legge che pone dei limiti
all’attivit&agrave; di produzione e di prima lavorazione
di piante officinali, se non in presenza della figura
dell’erborista.
Le nuove regole dovranno essere coerenti con
quanto il legislatore ha voluto delineare con la
Legge di orientamento, semplificando la coltivazione e la prima trasformazione, nell’ottica della
In attesa della nuova programmazione 2014-20
Il 30 giugno ed il 15 luglio scorsi, sono terminati
i periodi di presentazione delle domande di richiesta finanziamento nell’ambito delle misure
ampiamente descritte nei numeri scorsi di Tp: segnatamente le Misure che riguardano il Primo insediamento dei giovani (Pgb) le domande rivolte
all’ammodernamento delle imprese agricole
(Mis 121) e cooperative (Mis 123).
In questa fase, con le domande, sono stati allegati i vari preventivi delle attrezzature o i computi
correlati ad investimenti strutturali proposti dalle
imprese interessate come nuovi investimenti utili
a sostenere la programmazione aziendale migliorandone il reddito o per il raggiungimento di vari
obiettivi previsti dai bandi.
Gli stessi giovani che per la prima volta hanno
aperto la partita Iva agricola, assumendo la piena
rappresentanza ordinaria e straordinaria dell’impresa, hanno proposto investimenti nell’ottica di
avviare o consolidare le loro aziende.
In attesa che vengano pubblicate le graduatorie regionali, per capire se le domande presentate verranno finanziate, ci sar&agrave; una ulteriore fase, conosciuta
come fase istruttoria, svolta dallo sportello di Avepa.
Durante l'istruttoria della domanda, verranno analizzate tutte le impostazioni insite con la domanda,
dalla utilit&agrave; e congruit&agrave; proposta con gli investimenti, alla sostenibilit&agrave; degli obiettivi dichiarati; di
sicuro una fase importante e delicata: in sostanza
un vero e proprio esame per l'impresa agricola. La
positivit&agrave; dell'istruttoria si declina con l'ammissibilit&agrave; della domanda nella graduatoria regionale,
le cui risorse finanziarie ne decreteranno il finanziamento o meno. Per il potenziale beneficiario chi ha presentato la domanda - in questa fase, &egrave;
importante mostrare disponibilit&agrave; a supportare le
richieste dell'istruttore, attraverso il tecnico di Impresa verde, avere sensibilit&agrave; e attenzione di visionare e leggere con metodicit&agrave; la posta elettronica certificata (Pec), meglio se si attiva un Sms di
allerta, per avere riscontri puntuali, eventualmente
chiesti oramai con consuetudine da Avepa, senza
pericolose distrazioni o dimenticanze.
Sul finire dell'estate avremmo la graduatoria, con
la definizione delle domande finanziate. Le imprese che lo ritengono, senza aspettare la certezza
della finanzi abilit&agrave;, possono effettuare gli investimenti proposti anche prima della pubblicazione
della graduatoria, senza per questo pregiudicare
l'eleggibilit&agrave; del bene. Una particolare attenzione
alle varianti che l'azienda potrebbe ritenere utili
rispetto a quanto indicato con la domanda, sempre da confrontarsi con il tecnico per una verifica
della fattibilit&agrave; e conseguentemente comunicare
ad Avepa per un riscontro.
Un altro aspetto da non sottovalutare, riguarda la
modalit&agrave; di pagamento dei beni oggetto di domanda. Questa va fatta dal conto dove figura esserci il
beneficiario, generalmente con bonifico, avendo
cura di conservare il bonifico e l’ordine del bonifico; se l'operazione &egrave; svolta home-banking, bisogna accompagnarla con copia dell’estratto conto,
oscurate tutte le altre movimentazioni. Quando
arriva da Avepa l’attesa comunicazione di finanziamento, si tratta di consegnarne copia al tecnico referente, anche se non direttamente richiesta,
nonch&eacute; ripassare con lo stesso le regole, le scadenze e gli impegni, gi&agrave; anticipati ma riportati con tale
comunicazione. Il rilievo: “non mi &egrave; stato detto”, non
esenta dalle legittime responsabilit&agrave;.
Con l’adesione e conferma alle Misure agroambientali, avvenuta nell'ambito dei bandi delle annate scorse, &egrave; fondamentale rispettare specifici impegni tecnici per almeno cinque annate, come noto.
Tale adesione ha una certa correlazione con gli
impegni e controlli rivolti alle cosiddette regole
sulla condizionalit&agrave;, che da anni, vincola le imprese agricole che percepiscono la Pac e i contributi
agroambientali (Mis 214). Per capirci senza malintesi: tenuta del quaderno di campagna, tenuta
dei registri di concimazione (214 B-i3), lavorazioni
(214i3), registro delle irrigazioni (214i3), analisi del
terreno obbligatorie (214 i1-2), e per tutti, la verifica
delle irroratrici, la coltivazione delle cover, l’utilizzo
dei concimi azotati a lenta cessione con rispetto dei
tempi di distribuzione (214 i3), gli sfalci (214 a -Ep),
l’organizzazione aziendale (armadietto fitofarmaci,
cisterna carburanti ecc.), e altre.
Anche in questo caso, le informazioni tecniche sulle singole misure agroambientali sono state, a suo
tempo, date con dovizia di specifiche tecniche e
in modo capillare; se ci sono dubbi, &egrave; opportuno
consultare i tecnici di riferimento, per tempo, piuttosto che appellarsi al “non sapevo”, soprattutto
a seguito di controlli Avepa che sfociano, in caso
di inadempienze in decurtazioni e/o decadenze
dei contributi. Ogni specie di contributi percepiti,
sono stati elargiti con il rispetto di specifici impegni e ogni ditta beneficiaria ha il diritto e dovere di
essere informata e di informarsi.
Piani aziendali per opere strutturali
ricovero attrezzi, tettoie, serre ecc, abbisognano
di una autorizzazione a costruire che passi per la
redazione e approvazione di un piano aziendale, a seguito del quale il comune autorizza alla
costruzione. Agli interessati si chiede di valutarne
con attenzione, senza fraintendimenti, l’idea, con
gli uffici competenti del proprio comune, e dopo
aver constatato la necessit&agrave; di un Piano, possono
rivolgersi al proprio segretario di zona o ai tecnici
Impresa verde oppure all’Ufficio competente della
sede provinciale di Impresa verde, per una fattibilit&agrave;
e finalizzazione dello stesso.
Sospensione dei pagamenti e allungamento
dei finanziamenti fino al 31 dicembre 2014
Lo scorso 5 luglio &egrave; stato prorogato al 31 dicembre 2014 l’Accordo per il credito 2013, iniziativa realizzata da Abi, Alleanza cooperative italiane (che
riunisce Agci, Confcooperative, Legacoop), Cia,
Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria, Rete imprese Italia
(che riunisce Casartigiani, Cna, Confartigianato,
Confcommercio, Confesercenti), per operazioni di
sospensione e allungamento dei finanziamenti ed operazioni per promuovere la ripresa e lo
sviluppo delle attivit&agrave;.
Lo rende noto l’Abi, d’intesa con le parti co-firmatarie, chiarendo che “le condizioni del nostro tessuto
produttivo, per quanto in miglioramento rispetto al
passato, richiedono di evitare discontinuit&agrave; in questa
delicata fase di avvio della ripresa, fissando la nuova
scadenza a fine anno rispetto a quella prevista del 30
giugno scorso”.
• sospensione per 12 mesi della quota capitale
delle rate dei mutui, anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali;
• sospensione per 12 ovvero per 6 mesi della quota capitale dei canoni di operazioni di leasing,
rispettivamente immobiliare o mobiliare;
•allungamento della durata dei mutui per un
massimo del 100 per cento della durata residua
del piano di ammortamento e comunque non
oltre 3 anni per i mutui chirografari e a 4 anni per
quelli ipotecari;
• allungamento fino a 270 giorni delle scadenze
delle anticipazioni bancarie su crediti per i quali
si siano registrati insoluti di pagamento;
Dall’avvio operativo dell’iniziativa ad ottobre 2013,
fino al 31 maggio 2014, sono state accolte 25.539
domande per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 9,6 miliardi di euro e una maggior liquidit&agrave; a disposizione delle imprese di 1,1
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande
accolte per attivit&agrave; economica dell’impresa richiedente evidenzia che:
• il 27 per cento delle domande &egrave; riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
• il 16,8 per cento delle domande &egrave; riferito ad imprese del settore “industria”;
• il 17,8 per cento delle domande &egrave; riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
• il 6,8 per cento delle domande &egrave; riferito ad imprese del settore “artigianato”;
• il 6,2 per cento delle domande &egrave; riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
• il restante 25,4 per cento agli “altri servizi”.
I dati sono estratti da comunicato stampa Abi.
L’Accordo per il credito 2013 rappresenta il quarto
di una serie di misure iniziate il 3 agosto del 2009
con l’Avviso comune, proseguite con l’Accordo
per il credito alle Pmi del 16 febbraio 2011 e con
le Nuove misure per il credito alle Pmi del 28 febbraio 2012.
Per qualsiasi informazione rivolgersi a: responsabile provinciale Creditagri, Valter Ben&agrave;, tel.
0425/201971 o 331/6923802, e.mail valter.bena@
creditagri.com, via Alberto Mario 19, Rovigo (c/o
Coldiretti Rovigo). Sito web: www.creditagri.com.
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O BI E TTI V I
CreditAgri Italia &egrave; una Cooperativa di garanzia fidi costituita per
offrire assistenza e consulenza tecnico-finanziaria in agricoltura. Si
occupa in modo specialistico di Credito Agrario e Finanza d’Impresa a
vantaggio delle imprese agricole ed agroalimentari.
CreditAgri Italia favorisce l’accesso al credito - ordinario e agevolato - ed
incentiva lo sviluppo attraverso prodotti dedicati ed un servizio di
accompagnamento e consulenza personalizzata.
CreditAgri Italia si compone di una rete di professionisti chiamati a
valutare al meglio ogni progetto, fornendo il supporto per una corretta
pianificazione degli investimenti a misura di ogni realt&agrave;.
CreditAgri Italia, attraverso la contrattazione con gli Istituti Bancari
e Societ&agrave; di Leasing, &egrave; in grado di mettere a disposizione prodotti e
servizi creditizi appositamente pensati per rispondere alle esigenze
delle imprese appartenenti al mondo dell’agroalimentare, ai Consorzi
Agrari, alle Cooperative ed al settore della pesca e dell’acquacoltura.
C a rta dei S ERV IZ I
Rilascio di garanzie collettive
Progettazione economica e finanziaria degli investimenti
con redazione di business plan secondo lo schema
elaborato insieme al Consorzio Abi – Patti Chiari
Studi per il miglior reperimento ed utilizzo delle fonti finanziarie
Accesso al credito bancario: processi e prodotti dedicati
Ristrutturazione del debito ed interventi di riequilibrio finanziario
Credito e finanza per la cooperazione
Credit Corner presso i Consorzi aderenti ai Consorzi Agrari d’Italia
Piani aziendali per l’accesso alle misure di intervento del PSR
Convenzione ISMEA/SGFA: interventi di subentro in agricoltura,
leasing immobiliare per acquisto agevolato di terreni agricoli,
partecipazione nel capitale di rischio e rilascio di garanzie
pubbliche SGFA
P ROGETT I S P EC IALI
Finanziamenti dedicati al mondo:
degli Agriturismi Terranostra
delle Botteghe di Campagna Amica
dei Consorzi aderenti ai Consorzi Agrari d’Italia
Per fare questo CreditAgri Italia:
Svolge attivit&agrave; di formazione ed informazione in ambito finanziario e
ricopre il ruolo di “catalizzatore” delle esigenze imprenditoriali
Concorda con le imprese le azioni per una migliore gestione
Pianifica, insieme all’imprenditore, il reperimento ed il miglior utilizzo
delle fonti finanziarie
Definisce e stipula accordi quadro con le banche finalizzati ad
attivare un ampio sistema di partenariato con prodotti dedicati ed
Fornisce alle banche informazioni certe e certificabili relative
alla situazione economica e patrimoniale dell’impresa agricola
valorizzandone le caratteristiche
Condivide con le banche una corretta chiave di lettura delle imprese
agricole attraverso un modello di valutazione del credito condiviso
Veicola l’utilizzo di fondi pubblici di garanzia (ISMEA/SGFA)
Anticipo contributi (PAC e PSR)
Finanziamenti per la conduzione
Consolidamento passivit&agrave; pregresse
Acquisto di capi di allevamento ed attrezzature agricole
Finanziamenti per impianti vigneto e frutteto
Prestiti per eventi straordinari legati a calamit&agrave;
Mutui legati ai Piani di Sviluppo Rurale (PSR)
Finanziamenti per la multifunzionalit&agrave;
Finanziamenti per Agroenergia (fotovoltaico, biogas, rinnovabili..)
T AS S I
C ON DI Z ION I
I tassi e le condizioni in convenzione con le banche sono in linea con
le migliori condizioni di mercato.
I tassi, determinati in base ad indicatori economici, sono variabili nel
tempo e sono rilevabili dai fogli informativi a disposizione del pubblico
presso le sedi CreditAgri Italia.
Vi invitiamo a contattarci per informazioni pi&ugrave; dettagliate.
CREDITAGRI ROVIGO
via Alberto Mario 19, Rovigo (c/o Coldiretti Rovigo) - responsabile provinciale Valter Ben&agrave;
tel. 0425.201971 - cel. 331.6923802 - [email&#160;protected] - www.creditagri.com
Tutto quello che c’&egrave; da sapere
L’Inps, con il messaggio 5662, ha fornito le disposizioni operative riguardo l’erogazione per l’anno
2014 della somma aggiuntiva denominata “quattordicesima”. Come &egrave; noto, a partire dall’anno
2007, in presenza di determinate condizioni reddituali, viene corrisposta una somma aggiuntiva ai
pensionati che abbiano compiuto 64 anni di et&agrave;.
Per l’anno 2014 sono interessati tutti i soggetti nati
prima del 1&deg; gennaio 1951.
La somma aggiuntiva, con riferimento all’anno 2014,
&egrave; stata erogata sulla mensilit&agrave; di pensione di luglio
ai soggetti che, alla data del 31 luglio 2014, abbiano
un’et&agrave; maggiore o uguale a 64 anni e risultino in possesso dei requisiti reddituali richiesti. A coloro che
perfezionano l’et&agrave; richiesta dal 1&deg; agosto 2014 in poi,
la corresponsione verr&agrave; effettuata con una successiva elaborazione, sulla rata di dicembre 2014.
Nel messaggio Inps vengono ricordate le principali
condizioni ed i presupposti per l’erogazione della
Et&agrave;: almeno 64 anni e, in misura proporzionale, con
riferimento ai mesi di possesso del requisito anagrafico nel corso dell’anno di erogazione.
Contribuzione: i requisiti previsti dalla Tabella A, di
cui alla legge n.127/2007, cio&egrave;:
e fino a 25
e fino a 28
Per la corresponsione dell’aumento viene considerata tutta la contribuzione (obbligatoria, figurativa,
volontaria e da riscatto), nonch&eacute; quella utilizzata
per la liquidazione di supplementi. Nel caso di pensioni liquidate in regime internazionale deve essere
considerata utile solo la contribuzione italiana.
Il beneficio spetta ai titolari di pensione a carico di:
Ago lavoratori dipendenti, Gestioni Cd/Art/Com, Gestione separata, Forme esclusive, sostitutive ed esonerative dell’Ago, Gestione speciale lavoratori di miniere, cave e torbiere, Fondo di previdenza del clero.
Possono inoltre aver diritto, in presenza delle condizioni richieste, anche i titolari di assegno di invalidit&agrave;
(art.1, l.222/1984) ed i titolari di pensione in totalizzazione, purch&eacute; almeno una quota sia a carico di
una delle predette gestioni. Per quanto riguarda le
pensioni in regime di totalizzazione e di cumulo, di
categoria Votot, Iotot, Sotot, Vocum, Iocum e Socum,
la contribuzione utile per l’attribuzione del beneficio
&egrave; quella accreditata nelle gestioni degli enti pubblici
(Inps-Enpals-Inpdap-Ipost), mentre sono escluse le
anzianit&agrave; relative agli enti e casse privati.
PENSIONI ESCLUSE DAL BENEFICIO
La somma aggiuntiva non spetta:
1. a coloro che non hanno i requisiti previsti dalla
2. sulle pensioni di categoria: Invciv, Ps, As, Vobis,
Iobis, Vmp, Imp, Vocred, Vocop, Voesa, Vosped,
Iosped, Sosped, Indcom, Vobanc, Iobanc, Sobanc, Veso, Veso.
3. sulle pensioni interessate da sostituzione stato
o rivalsa enti locali;
4. sui trattamenti ai lavoratori extracomunitari
rimpatriati;
5. sulle pensioni ex Sportass;
6. sulle pensioni per le quali non era stato corrisposto a seguito di segnalazione da parte delle
sedi Inps, nei casi dei soggetti che avessero dichiarato direttamente all’inps di non aver diritto alla somma aggiuntiva, per superamento del
La somma aggiuntiva viene erogata sulla base
del solo reddito personale.
La somma aggiuntiva viene erogata in misura tale
da non comportare il superamento dei limiti massimi stabiliti.
Il beneficio viene concesso interamente fino ad un
limite di reddito pari a 1,5 volte il trattamento minimo (euro 9767,16) ed oltre tale soglia viene invece
corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso.
Si ricorda inoltre che la verifica reddituale viene effettuata ai sensi della legge n.14/2009 (art.35, commi 8 e 9), quindi in modo differenziato a seconda
si tratti o meno di prima concessione del beneficio.
Nel caso di prima erogazione della somma aggiuntiva (rientrano in tale ipotesi tutti coloro che negli
anni precedenti non abbiano percepito la somma
aggiuntiva), si prende in considerazione il reddito
complessivo dell’anno in corso.
Se si tratta invece di erogazione della quattordicesima, successiva alla prima, il reddito da prendere
a riferimento &egrave; costituito da:
a) redditi per prestazioni, per le quali sussiste l’obbligo di comunicazione al Casellario centrale
dei pensionati, conseguiti nello stesso anno;
b) redditi diversi da quelli di cui al punto precedente, conseguiti nell’anno precedente.
Vengono pertanto sempre utilizzati i redditi da
prestazione memorizzati nel Casellario centrale al
momento dell’elaborazione, riferiti all’anno di erogazione. Per i redditi diversi, si prendono in considerazione i redditi dell’anno in corso (2014) ovvero
dell’anno precedente (2013).
Se le informazioni non sono disponibili, vengono
utilizzati quelli memorizzati con riferimento agli anni
precedenti. Pertanto la somma aggiuntiva viene corrisposta in via provvisoria ed il diritto sar&agrave; verificato
sulla base della dichiarazione dei redditi definitiva.
Redditi da considerare: tutti i redditi assoggettabili all’Irpef, nonch&eacute; i redditi esenti da imposte e
quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta
sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero
o in Italia presso enti ed organismi internazionali.
Trattamenti di famiglia, comunque denominati, indennit&agrave; di accompagnamento, reddito della casa
di abitazione, trattamenti di fine rapporto comunque denominati, competenze arretrate sottoposte
a tassazione separata, pensioni di guerra, indennit&agrave; per i ciechi parziali e indennit&agrave; di comunicazione per i sordi perlinguali, indennizzo per danni da
trasfusioni, emoderivati e vaccinazioni obbligatorie, sussidi economici che comuni ed altri enti erogano agli anziani per situazioni contingenti e senza caratteristiche di continuit&agrave;; somma di 154,94
euro di importo aggiuntivo ex legge n.388/2000.
La somma aggiuntiva &egrave; stata attribuita in via generalizzata sulla mensilit&agrave; di luglio 2014, ai soggetti che siano risultati in possesso dei requisiti
reddituali previsti. Per i pensionati che non sono
stati individuati a livello centrale, il beneficio
sar&agrave; attribuito A RICHIESTA.
Per ogni informazione gli uffici Epaca sono a disposizione.
Nel caso in cui il pensionato &egrave; titolare di pi&ugrave; trattamenti previdenziali, il beneficio sar&agrave; erogato
unicamente sul trattamento previdenziale principale. Per trattamento principale deve intendersi quello con maggiore anzianit&agrave; contributiva.
Per il pensionato titolare di sola pensione ai superstiti, la contribuzione complessiva utile ai fini
dell’applicazione della tabella A viene ridotta in
aliquota di reversibilit&agrave;.
Assopensionati nelle terre del Franciacorta
Le adesioni per la gita al lago d'Iseo, si sono concluse con largo anticipo, questo &egrave; il risultato di un
movimento pensionati sempre pi&ugrave; dinamico.
In una limpida e calda giornata di giugno dal sapore estivo, il pullman Gt che accompagnava il gruppo si &egrave; diretto a Sulzano sul lago d'Iseo, dove ci si &egrave;
imbarcati sul battello riservato per il giro dell'isola.
Il capitano durante la navigazione, ha descritto con
dovizia di particolari lo splendido paesaggio lacustre di un lago affascinante, che all'apparenza pu&ograve;
sembrare piccolo, ma ha una superficie di 65 km
quadrati e arriva ad una profondit&agrave; di 251 metri.
Dopo la piacevolissima navigazione, una breve
passeggiata a Peschiera Maraglio, caratteristico
paesino di pescatori dove il tempo sembra essersi
fermato. Al termine di un pranzo luculliano a Monticelli Brusati, la visita alla nota cantina “Ca’ del
Bosco” nella zona Franciacorta, dove si &egrave; prodotto
il primo vino italiano, esclusivamente con il metodo
della rifermentazione in bottiglia (metodo classico),
ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di
origine controllata e garantita. Oggi sulle etichette
si legge solo la denominazione Franciacorta, unico
termine che definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino. In tutta Europa solo 10 denominazioni godono di tale privilegio e di queste solo tre
vengono realizzate con la rifermentazione in bottiglia: Cava, Champagne e Franciacorta.
Gi&agrave; dall'entrata della tenuta si capisce che non si tratta di una cantina comune, il possente cancello d'ingresso in bronzo che rappresenta un sole &egrave; del noto
scultore Pomodoro. Lungo il tragitto per arrivare alla
reception della cantina, giardini curati e tappeti erbosi da fare invidia ai migliori campi da golf.
La visita alla cantina &egrave; stata un'esperienza davvero
unica, che ha consentito di cogliere appieno la dedizione con cui viene seguita ogni fase della produzione, all'insegna di una attenta cura artigianale
e dell'intervento tecnologico pi&ugrave; raffinato. I lunghi
corridoi sotterranei che portano alle cantine che
sembrano gioiellerie, la descrizione di come si produce questo vino, l'attenzione ai dettagli &egrave; stata la
conferma ulteriore delle eccellenze italiane, della
qualit&agrave; e tipicit&agrave; che il nostro paese sa offrire.
Il rientro in pullman &egrave; l'occasione per i pensionati
di suggerire al loro presidente Marino Bianchi e segretario Paolo Casaro, iniziative e nuove gite per il
Cancello di Ca' del Bosco
Arrivo/ritrovo
Intrattenimento musicale, giochi, escursione dell’isola in trenino
Sono a disposizione 3 pullman GT
per accompagnare i partecipanti,
(con quota integrativa di Euro 5,00)
UFFICI COLDIRETTI DI ZONA
UFFICIO EPACA PROVINCIALE
Tel. 0425.201909 - 0425.201949
FESTA DELLE ROGAZIONI A GAVELLO
GAVELLO (RO) - Il 12 giugno scorso, alla presenza
di un centinaio tra associati e gente del paese, si
&egrave; svolta a Gavello, nell’azienda agricola Zecchin
Paolo e Diego, la messa delle “Rogazioni” o della
“Propiziazione”. Presenti, oltre ai soci della sezione di Gavello/Ceregnano, il neo eletto sindaco di
Gavello, Diego Girotto, con la gentile consorte,
il direttore di Coldiretti Rovigo Silvio Parizzi, il
presidente provinciale Mauro Giuriolo, il presidente di zona Francesco Sasso, il presidente
della sezione ospitante, Carmelo Corrain, con
la vice Mara Frigato, il presidente di Villanova
Marchesana Giuseppe Nicolin ed il segretario di
zona Fortunato Sandri. Tra i presenti anche l’ex
segretario di zona Giorgio Masiero e consorte.
L’accoglienza ai convenuti da parte di Paolo Zecchin e della moglie &egrave; stata straordinaria, oltre alla
disponibilit&agrave;, anche per i locali concessi in uso.
Un vento fresco alzatosi all’improvviso, ha reso
piacevole e fresca la serata da subito.
La messa &egrave; stata concelebrata dai parroci di Gavello e Ceregnano, rispettivamente don Adriano e don Piero. Durante l’omelia, &egrave; stato ricordato che in passato la messa della “Rogazione”
era un vero momento di fede per i coltivatori
della terra, i quali, riuniti con le comunit&agrave;, pregavano Dio perch&eacute; tenesse lontani grandine e
avversit&agrave; atmosferiche dai raccolti.
La tradizione &egrave; continuata in alcune comunit&agrave;,
laddove la fede verso Dio, la sensibilit&agrave; dei produttori, in sintonia con il parroco del paese, ha
fatto s&igrave; che maggio e giugno fossero i mesi dedicati anche alla preghiera.
Al termine del rito religioso, Carmelo Corrain
ha ringraziato i presenti per la disponibilit&agrave; e la
famiglia Zecchin per l’ospitalit&agrave;. Mauro Giuriolo
ha evidenziato come il mondo agricolo, anche in
un momento di sacrifici e difficolt&agrave; economiche,
mantenga al primo posto la fede verso il Creatore e il rispetto delle tradizioni dei padri.
Vanno ringraziate, oltre alla famiglia Zecchin, tutte
le famiglie dei soci che hanno contribuito a rendere ricco il buffet alla fine della manifestazione.
Fortunato Sandri,
segretario di zona Coldiretti Rovigo esterno
FESTA CONTADINA A MARDIMAGO
ROVIGO-MARDIMAGO (RO) - Come da consolidata tradizione, nei mesi di giugno e luglio si
svolge a Mardimago la “Festa contadina”, con
stand gastronomico e musica, organizzata dal
gruppo “La zampogna”, presieduto dal presidente della sezione Coldiretti di Boara/Mardimago,
Guido Greggio. Solitamente, in una di queste
serate, alcuni dirigenti delle zone di Rovigo interno ed esterno, soci e amici di Guido hanno
la consuetudine di ritrovarsi. Quest’anno, hanno presenziato anche il presidente provinciale Mauro Giuriolo e il direttore Silvio Parizzi.
Naturalmente lo scopo dell’incontro, oltre a gustare prelibate pietanze e bere del buon vino, &egrave;
quello di “fare” - come si dice in gergo - “sindacato” e, quindi, confrontarsi sulle problematiche
del momento e sulle riflessioni della base sociale. In questo grave periodo economico, l’agricoltura, pur con tante difficolt&agrave;, in primis legate al
crollo dei prezzi alla produzione, sta cercando di
dare il proprio contributo al paese, garantendo i
consumatori sulla qualit&agrave; dei prodotti.
Fortunato Sandri, segretario Rovigo
Il 26 marzo 2014 si &egrave; laureata in
Giurisprudenza, all'Universit&agrave;
di Ferrara, sede di Rovigo, Silvia
Squizzato, nipote convivente
dei soci Carla e Ivo Squizzato di
Sara Bari, figlia del socio Illario
Bari di Bagnolo di Po, il 2 aprile
2014 ha brillantemente conseguito la Laurea magistrale in
Lingue per la comunicazione turistica e commerciale all’Universit&agrave; degli studi di Verona, con la
valutazione di 110 su 110 e lode.
La neo dottoressa Squizzato ha discusso la tesi in Diritto civile “Danno non patrimoniale dopo le sezioni unite 2008”, riportando il voto di
103 su 110.
La dottoressa Bari ha discusso la
tesi “I rapporti impresa-Gdo nel
settore ortofrutticolo: PinKids&reg; e
Fruitness enjoy it! per promuovere
il consumo di frutta nei bambini”,
con la relatrice Vania Vigolo.
ANNITA BIZZI
e LANFRANCO GARBELLINI
Il 16 febbraio 2014, nella chiesa
di San Valentino, a Salara, hanno
festeggiato il 50esimo anniversario di nozze i nostri associati
Annita Bizzi e Lanfranco Garbellini.
Gioiscono con loro i nipoti Jessica, Giacomo, Tommaso, Benedetta e Mattia assieme ai figli
Luca, Lari e Lucio con Barbara,
Natascia e Sonia. Si unisce Coldiretti Rovigo.
BLANDINA BARBETTA
e LUIGINO BOVOLENTA
Il 16 maggio 2014, i nostri associati
Blandina Barbetta e Luigino Bovolenta hanno celebrato il 50esimo
anniversario del loro matrimonio,
attorniati da figli, nipoti, nuora e
genero, i quali hanno fatto pervenire ai due “sposini” queste poche ma
sentite righe: “La vostra splendida
unione desta in noi ammirazione.
Nel rinnovarvi sinceri complimenti
vi esprimiamo la nostra stima”.
Che il vostro cammino sia ancora
lungo, colmo di gioia e serenit&agrave;. Auguri da tutta la Coldiretti polesana.
Non c'&egrave; che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda,
Ennio Flaiano, sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo (Pescara, 1910 - Roma, 1972)
BIAGIO MARIO
Nostro associato,
fratello del socio
Severino Biasin e
cognato di Francesca
Padre del socio Fabrizio
&Egrave; stato presidente della
sezione Coldiretti San
Pietro Polesine (ora
Castelnovo) per un
ventennio, un male
incurabile l’ha sottratto
alla moglie Gemma ed ai
figli Elisa e Simone.
dalla Coldiretti Rovigo
DONEG&Agrave;
ved. LAGO
in DE SERO
Mamma dei soci Franco
e Maurizio Lago
Suocero della socia
Lucina Ballasso
&Egrave; prematuramente
suoi cari, del marito
Adriano De Sero, ex
Coldiretti Villadose, e
dei figli Elisa e Federico.
condoglianze da parte
di Coldiretti Rovigo

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 18