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Il Sistema di informazioni del Portogallo: dal sistema dualistico di sicurezza al concetto monistico di sicurezza nazionale - Storia e Futuro
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Posted in Articoli, Numero 39 - Articoli, Numero 39 - Novembre 2015
Il Sistema di informazioni del Portogallo: dal sistema dualistico di sicurezza al concetto monistico di sicurezza nazionale
Le minacce transnazionali sorte dopo l’11 settembre 2001, impongono agli Stati di rivedere l’organizzazione e la politica di sicurezza. La difficile congiuntura economica e finanziaria, sopravvenuta nel 2008, obbliga i governi a tagli di bilancio, nell’ottica di maggiori risparmi ed efficienze di sistema, attraverso l’uso di strutture e mezzi comuni, e il coordinamento delle forze e dei servizi di sicurezza. Il dibattito sulla militarizzazione della sicurezza, mentre da un lato preoccupa il potere politico e la società civile, sembra essere l’unica risposta in grado di prevenire, e eventualmente intervenire efficacemente, in caso di attacchi e minacce globali. Si tratta di passare da una visione dualistica di sicurezza interna e difesa nazionale, a una visione monistica di national security. Il Portogallo, dopo la difficile fase seguita alla Rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974, che ha posto fine al regime dell’Estado Novo, ha aspettato 10 anni prima di mettere mano all’organizzazione della sicurezza interna, a causa degli abusi perpetrati dalla PIDE/DGS, e questa attesa ha permesso una serie di attentati terroristici tra il 1979 e il 1983. Già nel 1982, i militari sono stati esclusi dalla vita politica del paese, tramite leggi di riforma costituzionale. Alla luce del mutato quadro internazionale, e delle nuove minacce, le Forze Armate chiedono, in vista dell’approvazione dell’8a Revisione costituzionale, che vengano rimossi i paletti che ne impediscono l’utilizzo in caso di crisi, sottraendole altresì alla subordinazione al potere civile.
The Portuguese Intelligence System: From the Security Dual System to the Monistic Concept of National Security
Transnational threats that arose after 9/11 require states to review their security policy. The difficult economic situation and financial obliges governments to to budget cuts, in order to achieve higher savings and efficiencies of system through the use of common facilities and resources, and coordination of forces and security services. The debate over the militarization of security, while on the one hand worries political power and civil society, seems to be the only response able to prevent, and if necessary intervene efficiently in the event of attacks and global threats. The issue is the transition from a dualistic view of internal security and national defense, to a monistic view of national security. After the difficult period that followed the Carnation Revolution of 25 April 1974, which ended the Estado Novo regime, Portugal waited 10 years before reviewing the organization of internal security, because of the abuses committed by PIDE/DGS, and this waiting led to a series of terrorist attacks between 1979 and 1983. Already in 1982, the military were excluded from political life of the country by laws of constitutional reform. In the light of the changed international situation, and of the new threats, the Armed Forces are asking, on the occasion of the 8th Constitutional Review, to remove the barriers which prevent their use in the event of crisis, subtracting the military from the subordination to the civil power.
L’eventualità e la configurazione di minacce che possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale, nei suoi aspetti di sicurezza interna e di difesa nazionale, hanno portato il legislatore portoghese a effettuare una ristrutturazione completa del sistema di intelligence, con compiti di produzione di informazione necessarie a tutela dell’indipendenza e degli interessi nazionali.
Si tratta di un movimento che si avverte in tutti gli Stati democratici che, prima dell’ondata di minacce transnazionali – il terrorismo, il traffico persone, di armi, e di droga, la necessità di rispondere ai fenomeni associati al processo di globalizzazione, in particolare la circolazione di persone, l’ambiente, la contesa degli spazi di influenza, dei mercati, delle materie prime o dei settori strategici di dominio – si sono impegnati in un processo di riordinamento delle rispettive comunità di informazioni, tendendo alla loro unificazione o a un coordinamento efficace.
Dopo gli avvenimenti dell’11 settembre 2001, la militarizzazione della sicurezza domestica è un tema dibattuto in quasi tutti gli Stati liberaldemocratici. Si rendono necessarie azioni preventive di controllo e presidio di obiettivi e punti sensibili, e dello spazio sovrano, oltre alla capacità di intervento ex post, in caso di emergenza, sia sotto il profilo degli armamenti pesanti e delle risorse tecnologiche, sia sotto quello della capacità organizzativa di raggiungere, in breve tempo, qualsiasi località del territorio nazionale, anche la più remota e inaccessibile.
L’attuale modello del Sistema di informazioni della Repubblica Portoghese, riformato nel 2004, con la modifica della precedente normativa di 20 anni prima, sconta una sovrapproduzione legislativa, che ha creato organi, tanto numerosi, quanto pletorici, lasciando irrisolta la questione del ruolo delle Forze Armate. I militari, ridimensionati sin dalla 1a Revisione della Costituzione del 1982, ed esclusi dalla vita politica del paese, reclamano nuovamente un posto di primo piano nella gestione della sicurezza e nella società portoghese.
Le resistenze, da parte di governo e Parlamento, gelosi delle prerogative strappate alle Forze Armate, e forti del controllo sui servizi di informazione, precludono a una modifica costituzionale che apra le porte alla realizzazione di un sistema monistico di sicurezza nazionale, che coniughi sicurezza interna, e sicurezza esterna (o difesa nazionale), in luogo dell’attuale modello dualistico.
Il problema è come affrontare efficacemente, sul territorio nazionale, le nuove minacce terroristiche transnazionali, in chiave preventiva, con i limiti che l’attuale normativa riserva ai militari, i quali, per le loro peculiarità, sarebbero i più adatti a tele compito, rispetto alle forze di polizia.
Il Sistema de Informações da República Portuguesa (SIRP)
Il Sistema de Informações da República Portuguesa (SIRP) si propone “La produzione di informazioni necessarie per salvaguardare l’indipendenza nazionale e la salvaguardia della sicurezza interna”1. Ai servizi di informazione la legge affida il compito di garantire, in conformità con la Costituzione e la legge stessa, lo scopo del sistema: la produzione di informazioni necessarie per salvaguardare l’indipendenza nazionale e la salvaguardia della sicurezza interna.
Il SIRP svolge i compiti e le funzioni attribuitigli dalla Legge-Quadro (LQSIRP)2. Il Servizio è composto dal Segretario generale del SIRP, che dipende dal Primeiro-Ministro, dal Serviço de Informações Estratégicas de Defesa (SIED), dal Serviço de Informações de Segurança (SIS), dal Conselho de Fiscalização do SIRP, dal Conselho Superior de Informações e dalla Comissão de Fiscalização de Dados do SIRP. A questi vanno ad aggiungersi il Centro de Informações e Segurança Militares (CISMIL) e il Centro de Segurança Militar e de Informações do Exército (CSMIE), limitatamente ai compiti relativi alle loro funzioni operative e di sicurezza.
Il Sistema di informazioni è governato dal principio di legalità, di competenza e di specificità dei compiti di ogni servizio, stabilendo la legge i limiti dell’ambito della sua azione: infatti, i dipendenti e gli agenti del SIS o SIED non possono esercitare i poteri, compiere atti o sviluppare attività sotto la giurisdizione dei tribunali e degli organi con funzioni di polizia, essendo espressamente vietato l’arresto e la detenzione di individui o lo svolgimento dei procedimenti penali.
La riforma dei servizi in Portogallo è stata attuata nel 20043. Il SIRP dipende gerarchicamente dal primo ministro, al quale spetta il compito di mantenere informato il Presidente della Repubblica, sia personalmente, sia attraverso il Segretario generale, che è nominato dal capo del governo, così come i direttori di SIED e SIS. Il premier, al quale spettano i compiti di controllo, tutela e orientamento dei servizi di informazione, nonché di nomina e revoca dei vertici, presiede altresì il Conselho Superior de Informações e il Conselho Superior de Segurança Interna, e nomina, tramite il Gabinete Nacional de Segurança (GNS), l’Autoridade Nacional de Segurança (ANS)4. Il Premier viene così a configurarsi, per mezzo di modifiche legislative introdotte nel tempo, come il ‘regista’ del sistema dei servizi di informazione e di sicurezza, controllando indirettamente, per mezzo Conselho de Fiscalização e della Comissão de Fiscalização de Dados del SIRP, anche i servizi di informazione delle Forze Armate.
Tutti i servizi di informazioni sono subordinati al Segretario generale del SIRP, il cui ufficio è stabilito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dirige SIED e SIS attraverso i due rispettivi direttori. Il Segretario generale del SIRP è equiparato giuridicamente a un segretario di Stato, e si avvale, per lo svolgimento dei suoi compiti, di una segreteria particolare, alla quale si applica il regime giuridico degli uffici ministeriali. Al Segretario generale compete la direzione delle relazioni internazionali del SIRP, secondo le linee generali definite dal primo ministro, compresa la collaborazione con diversi sistemi, servizi e agenzie di informazioni5. Al capo dell’Esecutivo spetta la nomina del Segretario generale, e il suo eventuale esonero, così come quello dei direttori di SIED e SIS, sentito lo stesso Segretario generale del SIRP.
L’attuale Segretario generale del SIRP è il procuratore generale aggiunto Júlio Alberto Carneiro Pereira, entrato in carica del 3 maggio 20056, dopo l’audizione in Commissione parlamentare Affari costituzionali, diritti, libertà e garanzie del 28 aprile. Il dr. Carneiro Pereira succede al dr. Domingos Manuel Martins Jerónimo, che fu il primo a ricoprire la carica da quando venne istituita7.
Organizzazione SIRP alla luce della Lei-Quadro
Il SIED, che ha sede nel Forte do Alto do Duque a Lisbona, è l’organismo incaricato di produrre le informazioni che contribuiscono alla salvaguardia dell’indipendenza nazionale, degli interessi nazionali, della sicurezza esterna dello Stato portoghese. Con ordinanza del Segretario generale del SIRP, preceduta da una consultazione con il ministro degli Esteri, possono venire costituite rappresentanze del SIED all’estero. L’attuale direttore del SIED è José Casimiro Morgado, nominato nel dicembre 2010.
Il SIED sostiene il processo decisionale per la produzione di intelligence qualificata, in particolare nei settori che riguardano:
valutazione della minaccia terroristica, individuazione delle organizzazioni criminali internazionali – vale a dire i responsabili di traffico di stupefacenti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e proliferazione nucleare, biologica e chimica (NBC)
monitoraggio permanente della situazione di sicurezza delle comunità portoghesi all’estero
allerta in anticipo di potenziali minacce agli interessi nazionali
questioni prioritarie per la politica estera portoghese: politica, energia, questioni economiche e di difesa.
Il SIS integra l’elenco delle forze e dei servizi di sicurezza interna (Guarda Nacional Republicana, Polícia de Segurança Pública, Polícia Judiciária, Serviço de Estrangeiros e Fronteiras, Sistema de Autoridade Marítima e Instituto Nacional de Aviação Civil) previsti dalla legge8, e ha competenze sulla sicurezza interna e la prevenzione del sabotaggio, del terrorismo, dello spionaggio, e di quelle azioni che, per la loro natura, possono alterare o distruggere lo Stato di diritto costituzionalmente stabilito. La sua competenza territoriale coincide con lo spazio sovrano dello Stato portoghese. Il Servizio ha sede nel Forte da Ameixoeira a Lisbona – che funziona da Scuola di formazione del SIRP e dei servizi condivisi in seguito alla fusione di tutte le unità organizzative non operative decise per legge – ma, per ordine del primo ministro e del ministro delle Finanze, possono venire istituite delle direzioni regionali e delle delegazioni al di fuori della Capitale9.
I militari sono esclusi dall’elenco delle forze e dei servizi di sicurezza previsti dalla legge, che le relega a un ruolo sussidiario e subalterno: “Le Forze Armate collaborano in materia di sicurezza interna come previsto dalla Costituzione e dalla legge, essendo di competenza del Segretario generale del sistema di sicurezza interna e del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate garantire il coordinamento operativo tra di loro”.10 Queste esclusione, come vedremo, comporta alcuni problemi operativi, che rischiano di inficiare il sistema di sicurezza portoghese, e crea nel contempo disagio e apprensione nelle Forze Armate, alle quali “[…] spetta il compito di collaborare con le forze e i servizi sicurezza in vista della realizzazione congiunta delle rispettive missioni nel contrastare aggressioni o minacce transnazionali“11, come ribadito anche dalle leggi organiche dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate (EMGFA)12, dell’Esercito13, della Marina14 e dell’Aeronautica15.
Relazione tra Forze Armate, GNR, Forze e servizi di sicurezza
La Legge-Quadro del SIRP, così come la legge n. 9/2007, stabiliscono inequivocabilmente che SIED e SIS sono gli unici servizi con compiti di attività di informazione in Portogallo16. La normativa ammette solo l’eccezione, autorizzando l’attività, in un contesto ristretto e strettamente delimitato, dell’attività di informazione militare delle Forze Armate17. Come ha ammesso nel 2009 il direttore del SIED dell’epoca “Questa situazione è anche ingiusta per le Forze Armate, che si vedono portate in campi in cui, con l’eccezione delle situazioni di estrema gravità, la loro performance sarà quantomeno inefficace”, rendendo altresì “[…] necessario che i responsabili delle Forze Armate abbiano la lungimiranza di comprendere le [loro] limitazioni […] ai fini della credibilità delle proprie Forze Armate e del sistema democratico” (Silva Carvalho 2009, 5).
Alle Forze Armate è rimasta, pertanto, la gestione del Serviço de Informações Estratégicas de Defesa e Militares (SIEDM)18, il cui attuale capo-centro (Chefe do Centro de Informações e Segurança Militares), che dipende dal Chefe do Estado-Maior-General das Forças Armadas (CEMGFA), è il contrammiraglio Aníbal José Ramos Borges. Il CISMIL, in base alla normativa specifica, ha il compito di “produrre le informazioni necessarie al compimento delle missioni specifiche delle Forze Armate, e al fine di la garantire la sicurezza militare, ferme restando le attribuzioni definite dalla Legge-Quadro sul Sistema di informazioni“.
Accanto al SIEDM, coesiste il Centro de Segurança Militar e de Informações do Exército (CSMIE)19, è che è l’organo responsabile per le attività di crittologia, informazioni, controspionaggio e sicurezza militare dell’Esercito Portoghese. Il quartier generale del CSMIE, creato nel 1952 come Chefia de Cifra do Exército (CheCiE), ovvero Comando cifratura dell’Esercito, e trasformatosi nel tempo, fino ad assumere l’attuale denominazione, è presso la caserma Conde de Lipe, in Calçada da Ajuda, a Lisbona, essendo alle dirette dipendenze del Comando delle Forze Terrestri. Il suo incarico, per la componente operativa del sistema di forze dell’esercito, è l’organizzazione del Destacamento de Informações e Segurança Militar (Dest ISM), del Módulo de Operações Psicológicas (Mod OpPsic) e del Comando do Batalhão ISTAR (Informações, Vigilância, Aquisição de Objetivos e Reconhecimento) delle Forças de Apoio Geral (FAp Geral), le unità, dipendenti direttamente dal Comando operativo, incaricate di dare supporto generale di combattimento e servizi alla forza operativa permanente.
Con il nuovo inquadramento giuridico, sono state apportate profonde modifiche al sistema, tra le quali le più rilevanti sono le seguenti:
SIED e SIS sono subordinati gerarchicamente al Segretario generale del SIRP, organo integrato nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, alle dirette dipendenze del premier
SIED e SIS conservano la loro indipendenza nelle aree strettamente operative, configurandosi come gli unici servizi di informazione del SIRP, nonostante il regime di direzione unificata e il coordinamento di entrambi nella figura del Segretario generale del SIRP
la creazione di strutture comuni a SIED e SIS nell’area delle risorse umane, della finanza, dei servizi generali, delle tecnologie dell’informazione e della sicurezza.
I servizi di informazione dispongono di specifici mezzi20, tra i quali il diritto di accesso alle aree pubbliche e private di accesso pubblico, così come l’accesso a informazioni e registri rilevanti per l’espletamento delle loro funzioni.
Al vertice di ognuno dei due servizi c’è un direttore, che è responsabile del rispetto della fedeltà nello svolgimento del servizio, in ossequio agli scopi e agli obiettivi previsti dalla legge. I direttori dei Servizi di informazione sono coadiuvati da un condirettore, che li sostituisce in caso di assenza e impedimento.
Nel quadro degli accordi internazionali sottoscritti dal Portogallo, e nei limiti delle loro attribuzioni specifiche, SIED e SIS possono collaborare con organismi stranieri simili in ogni campo delle rispettive attività21.
Il SIRP non è un servizio di informazioni, ma può essere considerato come un ‘servizio’ che integra due servizi di informazioni: SIED e SIS, diretti dal Segretario generale del SIRP, che funge da organo di direzione e coordinamento unificato dei due servizi di informazioni, attraverso i due rispettivi direttori.
L’attuale Sistema di informazioni riflette il regime di direzione unificata impersonata dal Segretario generale del SIRP, e rivela l’orientamento concettuale di un modello allargato di sicurezza nazionale, non ristretto alla frontiere classiche e alle divisioni che contrappongono la sicurezza esterna a quella interna22. La legge23 stabilisce la dotazione organica del Segretario generale del SIRP, del SIED e del SIS, così come il regime giuridico applicabile ai rispettivi centri dati e alle strutture comuni.
Al SIRP, ai suoi organi e componenti, siano essi funzionari o agenti civili o militari, non sono attribuiti poteri di polizia, essendo proibito lo svolgimento di compiti di competenza dei tribunali, o delle entità aventi compiti di polizia, essendo espressamente proibito procedere con l’arresto o l’avvio di un procedimento penale nei confronti di un individuo.
Nello svolgimento dei loro compiti, i funzionari del SIRP devono attenersi ai seguenti principi: rispetto della Costituzione e della legge (principio di legalità); rispetto dei diritti, delle libertà e delle garanzie; rispetto delle attribuzioni di funzioni; limitazione dell’ambito d’azione; esclusiva; sigillo e segreto di Stato; collaborazione reciproca tra servizi di informazioni del SIRP; collaborazione con altri organismi.
Contesto storico dell’attività dei servizi di informazioni nel Portogallo democratico
Il contesto storico e politico in cui si sviluppa l’evoluzione dei servizi di informazioni portoghesi, è descritto da Fernando Tavares Pimenta (2011), la cui analisi offre una sintesi storiografica che ha alla base una lettura interpretativa della contemporaneità politica portoghese. Uno Stato-Impero che scomparve improvvisamente con la Rivoluzione dei garofani e la successiva indipendenza delle colonie africane a seguito della caduta della più lunga dittatura di destra della storia dell’Europa. Finito l’Impero, il Portogallo entrò in una nuova fase della sua contemporaneità politica, ritrovando una vocazione europea che era andata ormai perduta.
Dopo la Rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974, che mise fine al regime dell’Estado Novo, la Giunta di salvezza nazionale (JSN), dopo aver soppresso la Direcção Geral de Segurança (DGS)24, riconoscendo che, tuttavia, i segreti militari dovevano essere salvaguardati, e che occorreva evitare turbolenze da parte dell’opinione pubblica, costituì un comitato provvisorio ad hoc, finalizzato al controllo della stampa, della radio e della televisione; si intendeva continuare ad operare così, fino a quando il governo provvisorio avrebbe pubblicato nuove leggi per i media (Cardoso 2004).
In agosto venne creato l’Estado-Maior General das Forças Armadas (EMGFA), in sostituzione del Segretariato generale della Difesa Nazionale. Alla 2a Divisione di EMGFA, alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate (CEMGFA), venne affidato il coordinamento di tutte le attività di informazione a livello nazionale. La Divisione venne affidata alla direzione dell’allora colonnello Pedro Cardoso.
Tuttavia, nonostante gli sforzi per costruire un vero e proprio servizio di intelligence opportunamente organizzato, centralizzato e coordinato, con personale qualificato, in grado di operare sia in terraferma che nelle colonie, nel campo dell’intelligence esterna, e della contro-intelligence, non fu possibile evitare servizi di intelligence paralleli, organizzati da gruppi di opportunisti. Alcuni di questi gruppi avevano legami con partiti politici o con sindacati, ed erano sostenuti da membri del gabinetto del Primeiro-Ministro, dal Presidente, dal comitato di collegamento del Movimento delle Forze Armate, dal Gabinetto dei membri della Giunta di salvezza nazionale, dal gabinetto del Capo di Stato Maggiore o anche dalla Commissione per la Decolonizzazione. Ciò ha portato all’anarchia, rendendo impossibile portare l’intelligence sotto un controllo centrale, e ha favorito un clima generale di sospetto.
Come ha ricordato Frank Carlucci, allora ambasciatore statunitense a Lisbona, dopo la Rivoluzione “il Portogallo era in uno stato di crisi” (Morgan; Kennedy 2004, 173), e la dirigenza comunista era “disordinata“, e trascorreva molte ore in lunghe discussioni con il primo ministro Vasco dos Santos Gonçalves, il quale aveva un punto di vista marxista, ma era anch’egli “disordinato e disorganizzato“ (Morgan; Kennedy 2004, 175). Con queste condizioni, risultava difficile varare una riforma efficace dei servizi di informazione.
Per contrastare la situazione che era venuta a determinarsi, nel novembre 1974 il capo del governo Gonçalves cercò di organizzare un servizio di intelligence, denominato Dipartimento Nazionale di Informazioni (DNI), con lo scopo di centralizzare e coordinare le informazioni strategiche. Questo tentativo non ebbe successo per mancanza di personale qualificato per il servizio, e a causa della 2a Divisione di EMGFA.
Dopo l’11 marzo 1975 la 2a Divisione viene soppressa e a maggio il Consiglio della Rivoluzione crea il Servizio per la direzione e il coordinamento delle informazioni (SDCI)25, che verrà a sua volta soppresso il 25 novembre dello stesso anno (tuttavia, il servizio cesserà formalmente solo nel maggio dell’anno seguente26), in seguito alla ricostituzione della 2a Divisione di EMGFA.
Il Servizio per la direzione e il coordinamento dei servizi di intelligence fu di breve durata: venne chiuso il 21 maggio 197627; tuttavia, cessò tecnicamente di funzionare la sera del 25 novembre 1975, quando il coordinamento dell’intelligence passò nuovamente alla 2a Divisione di EMGFA.
Durante le fasi di approvazione della Costituzione della Repubblica Portoghese del 1976, si assiste a un nuovo tentativo di creazione di un servizio nazionale di informazioni basato su un progetto di un Serviço de Informações da República (SIR) che comprenda tutti gli ambiti di informazioni interne ed esterne in ambito civile e militare. Nell’aprile 1977, grazie all’appoggio del presidente della Repubblica e Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, generale António dos Santos Ramalho Eanes, il brigadier generale Pedro Cardoso, allora comandante dell’Accademia militare, fu incaricato di ristrutturare la 2a Divisione di EMGFA, che venne denominata Divisão de Informações (DINFO), e di istituire un gruppo di lavoro per “studiare la legislazione e l’organizzazione di un servizio di informazioni coordinato e centralizzato a livello nazionale“. Tra maggio 1977 e aprile 1978 vennero sviluppate circa 19 versioni di un progetto di un SIR, come servizio ‘civile’ unico, parallelo a DINFO, ma la versione più nota, che proponeva la creazione di un unico servizio di informazione, noto come Serviço de Informações da República, alle dipendenza della Presidenza della Repubblica, non venne approvato.
Tuttavia, nonostante le dichiarate buone intenzioni e gli sforzi per la creazione del SIR, non vi era alcuna volontà politica di approvare la legge. Dopo varie bozze, la 2a Divisione di EMGFA rimase l’unico organismo autorizzato a trattare l’intelligence in Portogallo.
Il riconoscimento della necessità di creare un sistema informativo è stato largamente influenzato dalla successione di attacchi registrati nel paese. Anche se l’instabilità interna e l’insicurezza avevano da tempo reso necessario un organismo nazionale volto a coordinare e centralizzare l’intelligence, una serie di eventi determinarono la sua nascita: il movimento di estrema sinistra Forze Popolari 25 Aprile (FP25) e gli attentati terroristici sul territorio nazionale da parte di gruppi terroristici stranieri. Il 13 novembre 1979 l’attacco all’ambasciata israeliana, che causò la morte di una persona e diversi feriti, il 7 giugno 1981 L’attentato suicida contro l’addetto l’addetto commerciale dell’ambasciata turca e sua moglie, ad opera di un commando armeno, il 10 aprile 1983 a Montechoro, nell’Algarve, mentre partecipava a un meeting dell’Internazionale socialista, venne assassinato il rappresentante dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), Issam Sartawi, e il 27 luglio dello stesso anno sette persone (un poliziotto, la moglie dell’addetto d’affari e cinque terroristi) morirono nell’attacco all’Ambasciata turca a opera del gruppo terroristico armeno Asala.
Un servizio di intelligence si rendeva necessario per sostenere gli organismi governativi e della pubblica amministrazione, al fine di contribuire, attraverso studi e analisi, a una gestione efficace e in grado di individuare in anticipo i rischi, i punti deboli e le minacce all’indipendenza nazionale, e contribuire a preservare l’unità e la sicurezza dello Stato.
Alla vigilia della 3a Repubblica costituzionale, la questione dei servizi di informazione era un argomento che sollevava sospetti e brutti ricordi di un recente passato, in cui le strutture direttive trasformavano i servizi allora esistenti, in polizia politica di Stato. A causa della memoria degli abusi compiuti dalla PIDE e dalla DGS, la Repubblica Portoghese non si dotò per circa un decennio di un proprio servizio di informazione.
Era tuttavia sorprendente che fosse così, data la successione degli incidenti registrati, la cui ripercussione sull’opinione pubblica nazionale e internazionale avrebbe dato impulso all’applicazione di misure innovative nell’ambito del rafforzamento della sicurezza del paese e delle sue strutture.
Le origini dei servizi di informazione in Portogallo
Il fantasma della Polícia Internacional e de Defesa do Estado (PIDE)-Direcção Geral de Segurança (DGS), e le ferite lasciate dal passato regime politico, erano molto presenti in questo periodo di consolidamento dello Stato di diritto in Portogallo, e condizionavano il vuoto esistente nel campo delle informazioni civili (non in quello delle informazioni militari). La stessa Costituzione del 1976 prevede l’incriminazione e il processo di agenti e responsabili della PIDE/DGS28, e il mantenimento della legislazione anteriore in materia emanata dal Consiglio della Rivoluzione29.
La PIDE era la polizia politica del regime portoghese di António de Oliveira Salazar tra il 1945 ed il 1969. Nel 1969 Marcelo Caetano, successore di Salazar alla guida del governo, in seguito all’incidente che lo colpì nel 1968, ne cambiò il nome in Direcção Geral de Segurança (DGS)30, Direzione Generale di Sicurezza. Nonostante il nome sia cambiato dopo questa data, la denominazione è rimasta ad indicare la polizia politica fino al 25 aprile 1974, quando venne estinta da un decreto della Junta de Salvação Nacional31. Tuttavia, la DGS continuò a esistere nei territori coloniali fino al 1975 come Polícia de Informações Militares.
Già nel 1933, anno dell’instaurazione dell’Estado Novo, venne istituita per ordine di Salazar stesso la la Polícia de Vigilância e Defesa do Estado (PVDE)32, ovvero Polizia di Vigilanza e Difesa dello Stato, frutto della fusione della Polícia Internacional Portuguesa e della Polícia de Defesa Política e Social, e suddivisa al suo interno in due sezioni con compiti diversi: Sezione di Difesa Sociale e Politica, che aveva il compito di prevenire e reprimere crimini di natura sociale e politica; Sezione Internazionale, che aveva il compito di controllare l’immigrazione, espellere gli indesiderati e gestire controspionaggio e spionaggio internazionale. Lo Stato salazarista sopravviverà quarant’anni sopprimendo i sindacati, la libertà di stampa e ogni altro tipo di opposizione politica, deportando dissidenti e cospiratori a Madeira e nelle altre isole atlantiche e mettendo al bando la massoneria (Mircea 2013).
Nel 1945 la PVDE venne disciolta e sostituita dalla PIDE33, alle dirette dipendenze del ministro dell’Interno, per passare nel 1954, alla dipendenza congiunta con il ministro do Ultramar (Colonie), per quanto di sua competenza fuori dal territorio continentale. A differenza della precedente istituzione, ispirata alla nazista Gestapo, la PIDE seguì il modello di Scotland Yard. Articolata come una sezione della Polícia Judiciária (Polizia giudiziaria), aveva pieni poteri per investigare, trattenere ed arrestare chiunque fosse sospettato di azioni sovversive contro lo Stato. Le funzioni principali erano due: amministrative (che includevano le pratiche di migrazione) e di repressive.
La PIDE è considerata da molti studiosi come una delle polizie segrete più funzionali mai create. Grazie ad un gran numero di informatori ed agenti sotto copertura sparsi per tutto il Portogallo ed i domini coloniali, riuscì ad avere informazioni su praticamente tutti i movimenti clandestini di protesta, incluso il Partito comunista e i movimenti indipendentisti in Angola e Mozambico. La PIDE incoraggiava i cittadini a denunciare ogni tipo di attività sospetta, attraverso l’uso di incentivi economici e promesse di ascesa sociale.
Durante la Rivoluzione dei garofani i momenti più drammatici si ebbero davanti alla sede della DGS, in Rua Antonio Cardoso, dove degli agenti non identificati aprirono il fuoco sulla folla dal tetto dell’edificio, uccidendo quattro dimostranti. Questo fu l’ultimo obiettivo strategico ad essere occupato dai militari. Gli agenti ebbero quindi il tempo di fuggire e distruggere la maggior parte degli archivi. Nei giorni seguenti, gli appartenenti alla polizia segreta espatriarono in Spagna o entrarono in clandestinità
Dopo essere stata epurata la struttura continuò a lavorare nelle colonie con il nome di Polícia de Informação Militar (Polizia di Informazione Militare). Venne quindi creata una commissione per lo scioglimento della polizia segreta, i cui atti dal 1990 si trovano nell’Arquivo Nacional da Torre do Tombo, aperti alla consultazione, ma con i nomi degli agenti e degli informatori tuttora censurati. Gli unici agenti della PIDE ad essere sottoposti a processo, in base alla legge emanata dal Conselho da Revolução,34 furono i responsabili della morte del generale Humberto Delgado, esiliato politico, nel 1965. Vennero processati in contumacia e il dibattimento si prolungò per diversi anni. Nessuno di loro è mai stato in prigione.
La creazione della PIDE e dell’antecedente PVDE furono frutto della ristrutturazione del sistema di polizia, che riguardò la creazione, l’estinzione e la fusione di diversi corpi di polizia, alcuni dei quali esistevano già ai tempi della Prima Repubblica.
Nel 1918, a seguito della ristrutturazione delle forze di polizia civili, riunite in un unico organismo nazionale, la Polícia Cívica, furono creati con lo stesso decreto legge35 i primi corpi antecedenti la costituzione della PIDE: la Polícia de Emigração, responsabile del controllo delle frontiere, e la Polícia Preventiva, costituita da una sezione della Polícia de Investigação Criminal, con competenze sulla sorveglianza, la prevenzione e l’accertamento dei reati politici o sociali, l’arresto o la detenzione di sospetti di tali crimini, e la tenuta di un registro di tutte le organizzazioni politiche e sociali e dei loro membri. Entrambi i corpi operavano in dipendenza diretta della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, il massimo organo della Polícia Cívica.
L’anno seguente la Polizia preventiva viene rinominata Polícia de Segurança do Estado36, e nel 1922 si trasforma in Polícia de Defesa Social37 non più subordinata al ministro degli Interni, ma alle dirette dipendenze del governatore civile di Lisbona. Nello stesso anno la Polícia de Defesa Social assume la denominazione di Polícia Preventiva e de Segurança do Estado38.
Il 28 maggio 1926 si svolge un colpo di stato militare che istituisce un regime dittatoriale (la Dittatura Nazionale), e la Polícia Preventiva e de Segurança do Estado viene dissolta, e le sue funzioni trasferite alla Polícia de Investigação Criminal39. Poco dopo viene istituita la Polícia de Informações de Lisboa40, alle dipendenze del governatore civile della capitale, e la Polícia de Informações de Porto41, con caratteristiche simili. Due anni dopo, entrambi i corpi vengono fusi in un’unica Polícia de Informações, alle dirette dipendenze del ministro degli Interni42. Nello stesso anno viene costituita anche la Polícia Internacional Portuguesa, alle dipendenze della Polícia de Informações, con funzioni simili a quelli della precedente Polícia de Emigração, per passare nel 1930 alle dipendenze della Polícia de Investigação Criminal, come sua sezione internazionale.
Nel 1931, la Polícia de Informações viene soppressa, e le sue funzioni sono assunte dalla Polícia de Segurança Pública43. Nello stesso anno, la Polícia Internacional Portuguesa torna alle dipendenze dirette del ministro dell’Interno44, e, con la creazione della Direção-Geral de Segurança Pública, avvenuta l’anno seguente, tutti i corpi di polizia passano sotto il controllo del Ministero dell’Interno. Contestualmente viene istituita la Secção de Vigilância Política e Social da Polícia Internacional Portuguesa (Sezione di vigilanza politica e sociale della polizia internazionale portoghese), responsabile per la prevenzione e la lotta contro i reati di natura politica e sociale.
Il 5 luglio 1932, Salazar assume la guida del governo, e l’anno seguente la Secção de Vigilância Política e Social viene trasformata nella Polícia de Defesa Política e Social, diventando un organismo dipendente direttamente dal ministro degli Interni45.
Con l’entrata in vigore46 della Costituzione del 193347, approvata con plebiscito48, poi rivista e rettificata più volte, nel corso degli anni seguenti, da parte dell’Assemblea Nazionale49, inizia il periodo della storia politica portoghese noto come Estrado Novo.
La Polícia Internacional Portuguesa e la Polícia de Defesa Política e Social vengono nuovamente riunite in un unico corpo denominato Polícia de Vigilância e Defesa do Estado (PVDE), che comprende due sezioni: Defesa Política e Social e Internacional50. La prima è responsabile per la lotta contro i crimini politici e sociali, la seconda di verificare l’ingresso, il soggiorno e l‘uscita degli stranieri dal territorio nazionale, la loro detenzione, se si tratta di elementi indesiderabili, il controspionaggio e la collaborazione con la polizia di altri paesi.
Nel 1945 la PVDE si trasforma in Polícia Internacional e de Defesa do Estado51. Alla PIDE vengono assegnati compiti amministrativi e le funzioni di prevenzione e lotta contro la criminalità. Nell’ambito delle sue funzioni amministrative, ricadevano tra le responsabilità della PIDE l’immigrazione, i passaporti, le frontiere terrestri e marittime e lo spazio aereo, il passaggio e il soggiorno degli stranieri in Portogallo. Tra i suoi compiti di prevenzione e lotta contro la criminalità, spettava alla PIDE lo svolgimento dell’indagine istruttoria in casi penali relativi a ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale, di reati relativi al sistema dei valichi di frontiera, di immigrazione clandestina e di favoreggiamento della stessa, nonché di reati contro la sicurezza interna ed esterna dello Stato.
Nel 1954 la PIDE viene riorganizzata52, acquisendo il potere di arresto e detenzione, senza convalida giudiziaria, per 360 giorni, diventando l’istruttoria di competenza del direttore, dell’ispettore superiore e del vicedirettore della PIDE, che dovrebbe venire dislocata anche nelle isole adiacenti e nelle colonie. Lo stesso decreto che ne dispone la riorganizzazione, affida alla PIDE la competenza esclusiva per lo scambio di informazioni sulla sicurezza con i servizi simili in altri paesi. Questa fase di riorganizzazione sarà completata solo negli anni ’60.
Nel 1968, a seguito di un incidente occorsogli, Salazar è sostituito da Marcelo Caetano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e l’anno seguente la PIDE viene denominata Direção-Geral de Segurança53, senza che abbiano luogo cambiamenti significativi nella sua capacità e nel suo modo di agire. Il 25 aprile 1974 la Rivoluzione mette fine al regime dell’Estado Novo, e scioglie la DGS: inizia un decennio di incertezze e immobilismo nel campo dei servizi di informazione portoghesi.
Il controllo democratico dei sistemi di informazione nella 3a Repubblica Portoghese
È con la 1a Revisione costituzionale del 198254, con l’estinzione del Consiglio della Rivoluzione e la subordinazione dei militari al potere civile e la pubblicazione della Lei da Defesa Nacional e das Forças Armadas (LDNFA)55, che si prevede l’istituzione di un sistema nazionale di informazione56.
La Revisione costituzionale del 1982, che cercava di distinguere, con maggior chiarezza gli ambiti di difesa nazionale, sicurezza interna e politica estera, sciolse il Consiglio della Rivoluzione, creando le condizioni per una completa subordinazione delle Forze Armate al potere politico democratico, e rese possibile la pubblicazione della Legge di Difesa Nazionale e delle Forze Armate, che definì l’ambito, le competenze, e gli organismi responsabili del coordinamento e della supervisione dei Servizi di Informazioni Militari. Sebbene la LDNFA si applicasse solo alle Forze Armate, la stessa costituì una base per la costituzione di un quadro legale per i servizi di informazione, rappresentando così un primo accordo tra le diverse forze politiche.
Solo nel 1984, dopo ampie discussioni in Commissione parlamentare nei mesi di marzo e aprile, e poi in aula tra maggio e luglio, fu possibile approvare la Legge-Quadro del Sistema di informazioni della Repubblica Portoghese, definendo le regole generali fondamentali delle informazioni in Portogallo, e il funzionamento, la direzione e il controllo del SIRP. Contestualmente, vennero previsti tre servizi:
il Serviço de Informações Estratégicas de Defesa (SIED), alle dipendenze del Primeiro-Ministro, con possibilità di delega a altro componente del governo, incaricato della “produzione di informazioni necessarie a garantire l’indipendenza nazionale e la sicurezza esterna dello Stato Portoghese“
il Serviço de Informações de Segurança (SIS), alle dipendenze del Ministero dell’Interno, e “incaricato di produrre le informazioni destinate a garantire la sicurezza interna e necessarie a prevenire sabotaggi, atti di terrorismo, spionaggio, o azioni che, per la loro natura, possano alterare o distruggere lo Stato di diritto costituzionalmente istituito“
il Serviço de Informações Militares (SIM), costituito “dai dipartimenti incaricati della produzione di informazioni militari necessarie allo svolgimento delle missioni delle Forze Armate, inclusa la garanzia della sicurezza militare“, alle dipendenze del ministro della Difesa Nazionale, per tramite del Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, e coordinato dalla Consiglio dei Capi di Stato Maggiore.
Quattro decreti-legge emanati dal presidente Ramalho Eanes regolarono il quadro legale relativo al funzionamento di SIRP57, SIED58, SIS59 e SIM60. Dei tre servizi suindicati, solo il SIS entrò effettivamente nello svolgimento dei suoi compiti nel 1987, sotto la direzione del dr. Ramiro Ladeiro Monteiro, due anni dopo la pubblicazione del suo regolamento organico nel 1985. Il primo gabinetto del Segretario generale fu creato il 18 aprile 1986, mentre a luglio venne eletto il primo Consiglio di Sorveglianza, composto da Montalvão Machado, José Anselmo Dias Rodrigues e António Marques Júnior.
La Legge-Quadro del SIRP prevede anche la creazione di altri organismi:
il Conselho Superior de Informações, organo interministeriale di consultazione e coordinamento in materia di informazioni, presieduto dal Primeiro-Ministro
la Comissão Técnica, organo consultivo permanente del Conselho Superior de Informações, diretto da un Segretario generale
il Conselho de Fiscalização dos Serviços de Informações, eletto dall’Assemblea della Repubblica (Parlamento), che assicura la vigilanza esterna dei servizi di informazione
la Comissão de Fiscalização dos Centros de Dados, incaricata del controllo delle attività dei centri dati dei servizi di informazione.
Nel 1993, con la riorganizzazione del Ministero della Difesa Nazionale61, dell’EMGFA e dei tre rami, la struttura del Sistema di informazioni militari fu modificata con la creazione della Divisão de Informações Militares (DIMIL), che venne integrata nel Centro de Operações das Forças Armadas (COFAR) dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, anche se DINFO/EMGFA verrà estinta solo cinque anni dopo62. La DIMIL venne incaricata di sostenere lo Stato Maggiore nell’ambito delle informazioni e della sicurezza militare, con competenza sulla “produzione di informazioni necessarie alla verifica permanente delle minacce alla sicurezza militare“; “lo studio, la proposta e la supervisione delle soluzioni di sicurezza da utilizzare per assicurare la sicurezza militare“; “la preparazione e realizzazione, nel suo ambito, dei piani di difesa militare e di emergenza“.
Il quadro normativo del SIRP viene cambiato con la modifica della Legge-Quadro nel 199563, che disegna l’attuale configurazione del Sistema, prevedendo la concentrazione della competenza per la produzione di informazioni in due servizi:
il Serviço de Informações de Defesa e Militares (SIEDM), considerato l’“organismo incaricato della produzione di informazioni che contribuiscono alla salvaguardia dell’indipendenza nazionale, degli interessi nazionali, della sicurezza esterna dello Stato portoghese, per lo svolgimento delle missioni delle Forze Armate e per la sicurezza militare“. Risultato dalle fusione di SIED e SIM (senza che nessuno dei due abbia visto la luce), il SIEDM concentra le attribuzioni di entrambi i servizi. Il SIEDM entra in funzione alle dipendenze del primo ministro, attraverso il ministro della Difesa Nazionale, solo il 5 maggio 1997, due anni dopo la Legge Organica64 che lo istituisce e ne disciplina il funzionamento. Il suo primo direttore è stato il dr. António Monteiro Portugal
il Serviço de Informações de Segurança (SIS), l’“organismo incaricato della produzione di informazioni che contribuiscono alla salvaguardia della sicurezza interna e alla prevenzione di azioni di sabotaggio, di terrorismo, di spionaggio e di atti che, per la loro natura, possono alterare o distruggere lo Stato di diritto costituzionalmente stabilito“, passa alle dipendenze del premier, attraverso il ministro dell’Interno.
Particolarmente degno di nota tra le modifiche introdotte dalla Legge-Quadro è questo passaggio: “[…] di SIRP sono quelli relativi ai servizi di intelligence: SIML cessa di esistere e la componente militare è trasferita al SIED che d’ora in poi è viene denominato Serviço de Informações de Defesa e Militares (SIEDM)”. Il SIED, in pratica, acquista la ‘M’ che contraddistingue la componente militare, divenendo SIEDM, e che riperderà successivamente65.
Organizzazione SIRP alla luce della Lei 4/95
Nel 199666 e 199767 la Legge-Quadro del SIRP fu soggetta a due modifiche: la prima rinforzò le competenze del Consiglio di Controllo dei Servizi di Informazione, e la seconda in pratica ne semplificò solamente il procedimento di elezione dei componenti.
Nel 2004, vennero introdotte profonde modifiche alla Legge-Quadro del SIRP68, le più importanti delle quali sono il rinforzo dei poteri di controllo del Conselho de Fiscalização, l’attribuzione al Primeiro-Ministro delle competenze dirette del SIRP, la creazione della carica di Segretario generale del SIRP, con la contestuale soppressione della Comissão Técnica, e il distacco dei servizi di informazione militari, che riacquistano la denominazione originale Serviço de Informações Estratégicas de Defesa (SIED), perdendo la ‘M’ che contraddistingue la componente militare, come stabilito dalla prima versione del quadro legislativo di SIRP. Di conseguenza, le attività di intelligence che sono necessarie per garantire la sicurezza militare e alle missioni specifiche delle Forze Armate, diventano autonome come CISMIL.
Nel 200769 viene definita l’attuale situazione, approvata a larga maggioranza dal Parlamento, con la definizione dell’organico del Segretario generale del SIRP, del Serviço de Informações Estratégicas de Defesa (SIED) e del Serviço de Informações de Segurança (SIS), e con la creazione di quattro strutture comuni a entrambi i servizi nelle aree delle risorse umane, dell’amministrazione e della finanza, dei servizi generali e delle tecnologie dell’informazione e della sicurezza. Le strutture comuni hanno sede presso Forte Dom Carlos I, a Ameixoreira. Questa soluzione ha permesso, da un lato l’ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie, in precedenza duplicate, e, dall’altro, la dedizione esclusiva dei servizi di informazione alle loro attribuzioni e competenze.
Organizzazione SIRP alla luce della Lei 9/2007
Il controllo sui Servizi di informazione
La Legge-Quadro del SIRP, che stabilisce i limiti all’attività dei servizi di informazione del SIRP (SIED e SIS), prevede che il controllo sia effettuato da due organismi specializzati che integrano il sistema stesso: il Conselho de Fiscalização70 e la Comissão de Fiscalização de Dados71.
Il Conselho de Fiscalização (Consiglio di Sorveglianza), con sede in Avenida Dom Carlos I n. 130 a Lisbona, è composto da tre cittadini di riconosciuta competenza, che godono dei diritti civili e politici, eletti dall’Assemblea della Repubblica a scrutinio segreto con la maggioranza di due terzi dei deputati, e comunque non inferiore alla maggioranza assoluta dei deputati in carica72. Il Consiglio di Sorveglianza resta in carica quattro anni, salvo revoca anticipata, e lavora insieme al Parlamento, che assicura i mezzi necessari per l’adempimento delle sue competenze e responsabilità, comprese le strutture, il personale di segreteria e il supporto logistico sufficienti, e inserisce nel suo budget le risorse finanziarie necessarie, al fine di garantire l’indipendenza del funzionamento del Consiglio. Gli attuali componenti del Consiglio, eletti l’8 marzo 2013, sono Paulo Mota Pinto, José António Branco e João Soares.
In quanto organo specificamente dedicato all’attività di controllo di questi servizi, il Consiglio di sorveglianza è competente, tra le altre cose, per effettuare visite e ispezioni per cogliere elementi sul funzionamento e le attività del Segretario generale del SIRP e del suo ufficio, del SIED, e del SIS, garantendo il rispetto della Costituzione e della legge, in particolare dei diritti, delle libertà e delle garanzie dei cittadini. Dispone, inoltre, delle competenze per accedere alla raccolta di documenti delle suddette entità, compresi i Centri dati, la cui tenuta è regolata da un apposito regolamento73, al quali si è affiancata in seguito la prima legge sulla protezione dei dati personali74. Queste competenze si aggiungono a quelle generiche già spettanti all’Assemblea della Repubblica75 e, per quanto riguarda le questioni strettamente relative al Centri dati, a quelle attribuite alla Comissão de Fiscalização de Dados76, costituita da tre pubblici ministeri, che eleggono nel loro seno il presidente, e che ha sede presso la Procura Generale della Repubblica, che assicura i servizi necessari, essendo i suoi componenti designati e nominati dal procuratore generale della Repubblica.
Il Consiglio di Sorveglianza ha la facoltà di77:
valutare le relazioni concernenti l’attività di ciascuno dei servizi di informazione
ricevere del Segretario generale, ogni due mesi, l’elenco completo dei casi in corso, potendo chiedere e ottenere chiarimenti e ulteriori informazioni ritenute necessarie per il corretto esercizio dei propri poteri di vigilanza
conoscere, con il primo ministro, i criteri della politica del governo finalizzate a la ricerca di informazioni e ottenere dal Consiglio Superiore informazioni su problematiche inerenti il funzionamento del SIRP
effettuare ispezioni per raccogliere elementi sul funzionamento e l’attività del Segretario generale e dei servizi di informazione
richiedere gli elementi dei data center che ritiene necessarie per l’esercizio delle sue competenze o per venire a conoscenza di eventuali irregolarità o violazioni di legge
formulare pareri con cadenza quantomeno annuale, sul funzionamento del SIRP, da presentare al Parlamento
proporre al governo di condurre ispezioni, di indagini, o di emettere sanzioni nei casi che siano abbastanza gravi da giustificarlo
pronunciarsi su qualunque iniziativa legislative che abbia come oggetto il SIRP, così come i modelli organizzativi, amministrativi, di gestione finanziaria e del personale dei rispettivi servizi.
Il Consiglio di Sorveglianza segue e conosce le modalità consentite nell’ambito dello scambio di informazioni tra i servizi, così come la loro tipologia di rapporto con altri soggetti, in particolare la polizia, responsabili di garantire la legalità e sottoposti all’obbligo di cooperazione78. Va sottolineato che i poteri di controllo del Consiglio di Sorveglianza si applicano alle attività di informazione delle Forze Armate79.
I poteri specifici ed esclusivi di vigilanza del SIRP, attribuiti al Consiglio di Sorveglianza, non pregiudicano i poteri costituzionali di controllo del Parlamento, né i poteri di sorveglianza della Commissione di vigilanza per quanto riguarda l’attività dei data center di SIED e SIS, che si applicano anche ai centri dati del SIEDM80 (ora SIED). La Commissione di vigilanza ha l’obbligo di comunicare eventuali irregolarità o violazioni nel trattamento dei dati al Consiglio di Sorveglianza.
I servizi di informazione dispongono di centri dati indipendenti e senza possibilità di interconnessione reciproca, ai quali è demandato il compito di elaborare e conservare in un archivio magnetico o di altro tipo i dati e le informazioni relative alle competenze istituzionali dei ispettivi servizi. I centri dati funzionano sotto la direzione del Segretario generale del SIRP, tramite un direttore la cui nomina e l’eventuale rimozione sono proposti al Primeiro-Ministro dal Segretario generale, d’accordo con i direttori di SIED e SIS. Nessun soggetto esterno ai servizi di informazione può avere accesso diretto al contenuto dei centri dati, tranne gli organi e i servizi previsti nella Legga Quadro del SIRP e nella legislazione di sicurezza interna, con le modalità definite per decreto del premier, sentito il Consiglio di Sorveglianza.
Nell’ambito delle sue competenze di sorveglianza, la Commissione dati del SIRP procede a verifiche periodiche a campione dei programmi, dei dati e delle informazioni forniti senza alcuna referenza verbale, essendo obbligata a ordinare la cancellazione o la rettifica dei dati raccolti che comportino la violazione di diritti, libertà e garanzie costituzionali e legali, e, nel caso, esercitare l’azione penale.
Per quanto riguarda la cancellazione o la rettifica dei dati, è inoltre previsto che:
se, nello svolgimento di un procedimento giudiziario o amministrativo, si viene a scoprire un errore nella gestione dei dati o delle informazioni, o un’irregolarità del loro trattamento, l’autorità procedente è obbligata a metterne a conoscenza la Commissione di vigilanza
chi, grazie a dipendenti o agenti dei servizi di informazione, o nel corso del procedimento giudiziario o amministrativo, venga a conoscenza di dati che lo riguardano, e che considerare sbagliati, ottenuti illecitamente o in violazione dei propri diritti, delle proprie libertà e delle proprie garanzie personali, fatte salve altre garanzie legali, può chiedere alla Commissione di controllo dei dati che proceda a effettuare le verifiche necessarie e ordinare la cancellazione o rettifica di quelli incompleti o sbagliati.
Degno di nota è il controllo esterno del SIRP da parte del sistema giudiziario, come organismo di controllo della legittimità del comportamento dei servizi, fatti salvi i limiti imposti dal regime sul segreto di Stato81.
Il Conselho Consultivo
Un altro organismo è il Conselho Consultivo di SIRP, un organo consultivo che ho sostituito i precedenti consigli consultivi di SIED e SIS, presieduto dal Primeiro-Ministro, con la possibilità di delega al segretario generale. Essendo derivato dalla sua composizione bicamerale, il Consiglio consultivo si riunisce con i vari soggetti, a seconda dell’ambito delle competenze in questione. Nell’ambito delle attribuzioni del SIED, sono membri permanenti: il direttore generale della politica di difesa nazionale del Ministero della Difesa Nazionale; il direttore generale della politica estera del Ministero degli Affari Esteri; l’organismo responsabile per l’intelligence militare. Nell’ambito delle attribuzioni del SIS, sono membri permanenti: il comandante generale della Guarda Nacional Republicana (GNR); il direttore nazionale della Polícia de Segurança Pública (PSP); il direttore nazionale della Polícia Judiciária (PJ); il direttore generale del Serviço de Estrangeiros e Fronteiras (SEF).
Oltre ai membri permanenti, fanno parte di questo organismo, indipendentemente dall’ambito della della riunione, i direttori e vicedirettori di entrambi i servizi. Per decisione del Segretario generale del SIRP, possono essere invitati i rappresentanti di organismi, la cui presenza è indispensabile per assolvere i compiti del Consiglio consultivo.
Il Conselho Superior de Informações
Il Conselho Superior de Informações (CSI) è un organo interministeriale di consulenza e coordinamento in materia di informazioni, presieduto dal Primeiro-Ministro, con una composizione estesa ai ministri di Stato e della Presidenza, della Difesa Nazionale, dell’Interno, della Giustizia, degli Affari esteri e delle Finanze, oltre ai presidenti dei governi regionali delle Azzorre e Madeira, al Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, al Segretario generale del SIRP, e a due membri nominati dal Parlamento con una maggioranza di due terzi dei membri presenti, purché superiore alla maggioranza assoluta dei membri in carica (nel maggio 2005 sono stati eletti i deputati Vitalino José Ferreira Prova Canas e José Manuel de Matos Correia). Il premier può anche decidere la presenza di altri soggetti, ogni volta che ritenga utile per la natura degli argomenti all’ordine del giorno.
Nell’ambito della Legge-Quadro del SIRP e del proprio regolamento interno82, il Consiglio superiore delle informazioni ha il potere di:
consigliare e assistere il Primeiro-Ministro nel coordinamento dei servizi di informazione
pronunciarsi su tutte le questioni ad esso sottoposte, in materia di informazioni, da parte del Primeiro-Ministro o, con il suo permesso, da uno dei suoi membri
proporre l’orientamento generale delle attività dei servizi di intelligence e la direzione specifica delle loro attività di ricerca
sviluppare, rivedere, proporre modifiche e fornire consigli sulle norme di sicurezza nazionale per la protezione dei documenti classificati.
Le regole di funzionamento del Consiglio superiore delle informazioni sono contenute nell’art. 18 Legge-Quadro del SIRP e negli articoli da 6 a 12 del Regolamento di dello stesso. Ai membri del Consiglio, e agli altri partecipanti alle riunioni, e che abbiano accesso ai verbali, è fatto obbligo di riservatezza sull’oggetto e sul contenuto delle riunioni, potendo il primo ministro autorizzare che sia data pubblicità ai punti dell’ordine del giorno che non siano stati classificati83, fatta salva la possibilità di autorizzare la pubblicazione di una nota informativa dopo le riunioni84. I pareri e le linee guida del Consiglio non vengono di norma pubblicati, salvo espressa decisione in senso opposto85.
La classificazione dei documenti è regolata dalle Norme generali di sicurezza contenute in quattro volumi diversi, ognuno riferito a una specifica area: SEGNAC 186 relativo al materiale classificato, SEGNAC 287 sulla sicurezza industriale, SEGNAC 388 sulla sicurezza delle informazioni, e SEGNAC 489 sulla sicurezza informatica.
Conselho Superior de Segurança Interna
Il Portogallo ha una lunga tradizione di moltiplicazione e duplicazione di ruoli e funzioni, nell’ambito delle Forze Armate, che si riflette anche nell’organizzazione del sistema di sicurezza. La sicurezza interna “é l’attività svolta dallo Stato, atta a garantire l’ordine, la sicurezza e la quiete pubblica, ad assicurare la protezione di persone e beni, e a prevenire e reprimere la criminalità e contribuire al normale funzionamento delle istituzioni democratiche, il regolare esercizio dei diritti, delle libertà e delle garanzie fondamentali dei cittadini e il rispetto della legalità democratica“90. Lo scopo è quello di “proteggere la vita e l’integrità delle persone, la tranquillità pubblica e l’ordine democratico, contrastando il terrorismo, la criminalità violenta e quella organizzata, il sabotaggio e lo spionaggio, così come prevenire e intervenire in caso di incidenti gravi o catastrofi, e difendere l’ambiente e tutelare la salute pubblica“91.
La Legge sulla Sicurezza Interna, non solo definisce il concetto di sicurezza interna, ma stabilisce anche i canali privilegiati di coordinamento tra le forze di sicurezza e i servizi che lo compongono, nonché tra le direzioni dei due sistemi: il Segretario generale del SIRP e il Secretário-Geral do Sistema de Segurança Interna (SGSSI)92.
La Legge sulla Sicurezza Interna ha istituito altri organi che ne costituiscono il sistema: il Conselho Superior de Segurança Interna, il Segretario generale del sistema di sicurezza interna e il Gabinete Coordenador de Segurança (Ufficio di coordinamento della Sicurezza)93, che fino all’emanazione della Legge Organica era congiunto al Gabinete Nacional de Segurança94. Oltre a questi, vi è l’Unità Antiterrorismo (UCAT), composta dai segretari generali del Sistema di sicurezza interna e del SIRP, dal Comandante generale della Guardia nazionale repubblicana, dai direttori nazionali della Polizia di pubblica sicurezza e di quella giudiziaria, del Servizio stranieri e frontiere, di SIED e SIS, oltre che dell’Autorità marittima nazionale95.
Il Conselho Superior de Segurança Interna è un organo interministeriale, presieduto anch’esso dal capo del governo, al quale partecipano i rappresentanti dei Servizi di informazione, del quale fanno comunque molti dei componenti del Consiglio superiore delle informazioni e del Consiglio consultivo di SIRP. Si tratta di una proliferazione di organismi simili, con il solo scopo di trovare una collocazione anche per coloro la cui partecipazione non è prevista altrove.
Fanno parte del Consiglio superiore di sicurezza interna96: i vice primi-ministri (se del caso); i ministri di Stato e della Presidenza (se del caso); i ministri dell’Interno e della Giustizia, della Difesa Nazionale, delle Finanze e delle Opere pubbliche, Trasporti e Comunicazioni; i presidenti dei governi regionali delle Azzorre e di Madeira; i Segretari generali del sistema di Sicurezza interna e del Sistema di informazioni della Repubblica; il Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate; due deputati designati dall’Assemblea della Repubblica a maggioranza di due terzi dei presenti, purchè superiore alla maggioranza assoluta dei deputati in carica; il comandante generale della GNR, i direttori nazionali della Polizia di sicurezza pubblica, della Polizia giudiziaria, del Servizio degli stranieri e delle frontiere, di SIED e SIS; l’Autorità marittima nazionale; il responsabile del Sistema dell’autorità aeronautica; il responsabile del Sistema integrato delle operazioni di protezione e soccorso; il direttore generale degli istituti di pena.
I presidenti delle regioni autonome partecipano alle riunioni del Consiglio che trattano di argomenti di interesse per la rispettiva zona. Il procuratore generale della Repubblica può partecipare alle riunioni del Consiglio di propria iniziativa, o quando il invitato dal presidente, così come altri ministeri o organismi, a seconda delle proprie competenze nell’ambito della specificità della riunione, in particolare i dirigenti della polizia criminale.
Compito del Consiglio superiore di sicurezza interna, in quanto organo consultivo, è di esprimere parere sulle linee generali della politica di sicurezza interna, sulle basi generali dell’organizzazione e del funzionamento e disciplina delle forze e dei servizi di sicurezza e sulla delimitazione delle rispettive competenze, sui progetti di legge che contengano disposizioni di carattere generale rispetto alle attribuzioni e alle competenze delle forze e dei servizi di sicurezza, sulle linee strategiche relative alla formazione, specializzazione e aggiornamento e miglioramento del personale delle forze e dei servizi di sicurezza.97 I pareri emessi, vengono successivamente sottoposti all’approvazione del Consiglio dei ministri.
Il Segretario generale del Sistema di sicurezza interna, che può avvalersi della collaborazione di un segretario aggiunto, è equiparato giuridicamente a un segretario di Stato, e si avvale, per lo svolgimento dei suoi compiti, di un gabinetto, alla quale si applica il regime giuridico degli uffici ministeriali. Il Segretario generale dipende dal primo ministro o, su delega di questi, dal ministro dell’Interno98. Al Segretario generale compete il coordinamento, la direzione e il controllo del Sistema di sicurezza interna99, così come la collaborazione con diverse forze e servizi di sicurezza, sia pubblici che privati, e con organismi internazionali e stranieri.100.
In caso di “situazioni straordinarie“ determinate dal Primeiro-Ministro, dopo averne informato il Presidente della Repubblica, quali attacchi terroristici o gravi incidenti o catastrofi che richiedano l’intervento congiunto e coordinato di diverse forze e servizi di sicurezza, e, eventualmente, del Sistema Integrado de Operações de Protecção e Socorro, il comando operativo spetta al Segretario generale della sicurezza interna101.
Secondo quando disposto dalla Legge sulla Sicurezza Interna, la qualifica di agente di polizia è conferito solo agli appartenenti ai corpi in elenco102, che comprende la Guardia nazionale repubblicana103, ma non le Forze Armate. Per questo motivo, la legge fa continuo riferimento, sia ai “servizi“, sia alle “forze“ di sicurezza. E’ questa un’altra peculiarità dell’organizzazione delle Forze Armate e delle forze di sicurezza del Portogallo, sulla quale vale la pena di soffermarsi brevemente.
La Guardia nazionale repubblicana è una forza di sicurezza composta da militari, dotata di autonomia amministrativa, e organizzata in un corpo speciale di truppe alla dipendenza operativa del Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, nei casi e nei termini previsti dalle leggi di difesa nazionale e delle Forze Armate104, e in caso di stato d’assedio o di stato di emergenza105. Come l’Arma dei Carabinieri, la Guardia nazionale dipende per i compiti di polizia e per le operazioni in tempo di pace dal Ministero dell’Interno, e per i compiti militari dal Ministero della Difesa Nazionale. La GNR è comandata da un tenente generale, con il titolo di Comandante generale.
Dopo il colpo di Stato del 5 ottobre del 1910 che sostituì la monarchia costituzionale con il regime repubblicano, la Guarda Republicana venne istituita semplicemente modificando il nome della preesistente Guarda Municipal, già allora parte dell’esercito portoghese, ma alle dipendenze del Ministério do Reino per tutti gli aspetti di pubblica sicurezza. La Guarda Municipal fu l’ultima forza monarchica ad arrendersi ai repubblicani, ed essendo per questo fatto l’unica istituzione pubblica a portare il titolo di “Republicana”. Con decreto del 3 maggio 1911 venne creata la Guarda Nacional Republicana, in sostituzione della Guarda Republicana, come forza di pubblica sicurezza composta da militari, organizzata in un corpo di truppe speciale, dipendente in tempo di pace dal ministero responsabile della pubblica sicurezza, per ciò che riguarda reclutamento, amministrazione ed esecuzione dei servizi correnti, e dal ministero responsabile degli aspetti militari per gli aspetti dell’uniformità e normalizzazione della dottrina militare, armamento e equipaggiamento. In situazione di guerra o di gravi crisi le forze della GNR ricadono operativamente sotto il comando militare. Nell’aprile 1974 durante la rivoluzione dei garofani la GNR si schierò con il regime di Marcelo Caetano.
La giurisdizione della Guardia nazionale repubblicana comprende tutto il territorio nazionale e le acque territoriali. Per sua natura e la versatilità, la GNR trova la sua posizione istituzionale tra le forze militari e di sicurezza, essendo l’unica forza di sicurezza con natura e organizzazione militare, e si caratterizza come una forza di sicurezza militare. Di conseguenza, la GNR è una forza in grado di effettuare qualsiasi tipo di intervento, sia in tempo di pace, sia in caso di guerra, sia in patria, che all’estero (come nel caso di Timor Est e dell’Iraq), ivi comprese le OOTW (Operations Other Than War), anche per la stabilizzazione nelle prime fasi post-conflitto, con compiti di polizia, in sostituzione di quella civile.
I compiti di sicurezza sono svolti, in particolare, da due unità: l’Unidade de Segurança e Honras de Estado (Ushe), responsabile per le missioni di rappresentanza e la sicurezza degli edifici degli organi statali, e l’Unidade de Segurança e Honras de Estado (IU), responsabile delle missioni di mantenimento e ristabilimento dell’ordine pubblico, della gestione degli incidenti critici, delle operazioni tattiche, della sicurezza di obiettivi sensibili, del disinnesco di esplosivi, della protezione e soccorso e dell’invio di forze per le missioni internazionali. Include le sottounità Grupo de Intervenção de Ordem Pública (GIOP), Operações Especiais (GIOE), Grupo de Intervenção de Proteção e Socorro (GIPS), Grupo Operacional Cinotécnico, Centro de Inativação de Explosivos e Segurança em Subsolo (CIESS) e Centro de Treino e Aprontamento de Força para Missões Internacionais.
In una situazione normale, la Guardia esegue fondamentalmente le missioni tipiche di polizia, ma non solo, in quanto rientra nei suoi compiti l’assegnazione di missioni militari per la difesa nazionale, in collaborazione con le Forze Armate. e in questo risiede la differenza con la Polizia. In situazioni di emergenza o di stato d’assedio, la Guardia nazionale, per la sua natura, organizzazione e formazione delle sue truppe, è la forza più appropriata per intervenire, disponendo delle competenze sia della polizia, sia delle Forze Armate.
La GNR condivide con la Polizia di pubblica sicurezza (PSP) la responsabilità nel Portogallo continentale, lasciando quest’ultima solo la sicurezza dei grandi centri urbani (5% del paese), mentre la Guardia si occupa del 40% delle città, e del 98% dei i villaggi del paese, e di tutte le aree rurali del paese, essendo presente anche sull’Isola del Corvo, ultimo avamposto portoghese nelle Azzorre del nord, in pieno Oceano Atlantico, con 430 abitanti in 17 km2.
Diversamente dai Carabinieri, la GNR non ricopre il ruolo di polizia militare, assegnato al Regimento de Lanceiros n. 2 (2° Reggimento Lancieri) o RL2, una unità dell’esercito portoghese responsabile per l’istruzione, l’organizzazione e la manutenzione delle unità operative della Polícia do Exército (Polizia dell’Esercito), senza essere una forza armata indipendente, né una forza di polizia.
Struttura del sistema di sicurezza del Portogallo
Le criticità del sistema di informazioni del Portogallo
Come già evidenziato, a causa della sua travagliata storia recente, il Portogallo deve molto alle Forze Armate, che hanno posto fine al regime dell’Estado Novo, e, per questo, si sono ritagliate un ruolo di primo piano nella Costituzione e nella legislazione che riguarda i militari, come recita il Preambolo della Carta fondamentale lusitana: “Il 25 aprile del 1974 il Movimento delle Forze Armate, coronando la lunga resistenza del popolo portoghese e interpretando i suoi sentimenti profondi, fa cadere il regime fascista”. Il potere politico si è successivamente appropriato gradualmente del controllo pressoché totale delle forze e dei servizi di sicurezza, che ora dipendono direttamente dal Primeiro-Ministro, compresi i servizi di informazione militari, che nel 1997, sottratti alla gestione dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, sono passati sotto il controllo diretto del premier, tramite il ministro della Difesa Nazionale.
Nel 1985 il generale Ramalho Eanes, 16° presidente della Repubblica dal giugno 1976 al febbraio 1986, incarico che ricoprì fino al febbraio 1981 congiuntamente a quello di Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, ritagliò per i militari un ruolo autonomo nella gestione dei servizi, ponendo il SIM alle dipendenze del ministro della Difesa Nazionale, per tramite del Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, e coordinato dalla Consiglio dei Capi di Stato Maggiore. Quando il potere politico passò definitivamente ai civili, iniziò un lunga gestazione legislativa per riportare la gestione dei servizi di informazione sotto il controllo totale del governo, e ridurre il ruolo dei militari, ai quali il paese doveva molto, ma che i politici vedevano con malcelato sospetto.
Per cercare, da una parte, di coinvolgere nella gestione della sicurezza interna, molteplici organismi, compresi i militari (sebbene, in questo casi, si tratti solo di un coinvolgimento ‘di facciata’) e, dall’altra, per esercitare un controllo capillare su di essi, vi è stata una considerevole produzione normativa, e una proliferazione di organismi consultivi e di controllo, che, anziché semplificare la gestione, anche in chiave operativa, e ridurre i costi, ha burocratizzato eccessivamente l’apparato di sicurezza, rendendolo poco efficiente.
Il risultato di questo processo sclerotico, è la mancanza di una strategia nazionale di sicurezza e difesa, che sia parte della strategia complessiva dello Stato. Le basi per l’elaborazione di un concetto strategico di sicurezza e difesa nazionali, sono state identificate nel nuovo Conceito Estratégico de Defesa Nacional (CEDN 2003): “Lo sviluppo delle capacità civili e militari integrati, lo sviluppo del settore della difesa e il suo rapporto con il sistema scientifico, la generalizzazione di una cultura di condivisione delle risorse sono gli assi che svolgeranno un ruolo chiave nel nuovo concetto strategico”. Nonostante il ministro della Difesa Nazionale, José Pedro Aguiar-Branco, avesse auspicato la revisione del precedente Concetto strategico di difesa nazionale 2003, con l’elaborazione di un documento “meno accademico“ e con “obiettivi realistici“, l’efficacia del nuovo CEDN approvato dal Consiglio dei ministri106 risulta inficiata da una serie di fattori.
La pubblicazione identifica le basi della strategia di sicurezza difesa nazionale, e riassume il contesto internazionale, dettagliando le grandi tendenze globali, le aree di crisi regionali, le minacce e i rischi, inquadrando il ruolo del Portogallo sullo scacchiere mondiale, analizzando il contesto nazionale (vulnerabilità e attività nazionali; principi di sicurezza nazionale e della difesa, obiettivi nazionali permanenti; obiettivi nazionali congiunturali), passando poi al concetto di “azione strategica nazionale” che identifica diversi vettori e linee d’azione strategiche (esercitare il potere statale, neutralizzare le minacce e i rischi per la sicurezza nazionale; rispondere alle vulnerabilità nazionali, evidenziare le risorse e le opportunità nazionali) e sottolineando il problema dell’operatività del controllo del concetto strategico di difesa nazionale, per concludere con un’ipotesi di strategia nazionale dello Stato. Si tratta di passare dalla visione dualistica del concetto di sicurezza interna e di sicurezza esterna (o difesa nazionale), a quella di sicurezza nazionale (o sicurezza di Stato, secondo la tradizione portoghese) attraverso la definizione degli interessi nazionali (Silva Carvalho 2009, 1-2).
Il documento si propone, ambiziosamente, di passare dal Concetto strategico di difesa nazionale al Concetto strategico nazionale, facendo coincidere la strategia di difesa e sicurezza con l’azione di governo. Uno dei limiti del documenti, difatti, risiede proprio nella sua eterogeneità, che ne fa, contrariamente a quanto auspicato il ministro della Difesa, un feuilleton utopico, nel quale trovano posto tutte le tematiche, senza che venga focalizzato il concetto di sicurezza. Il CEDN 2013 non prende in considerazione la scarsità di risorse dovute alla congiuntura economica e finanziaria, che impone a tutti i governi drastici tagli di bilancio in tutti i comparti, e, in tal modo, non tiene conto delle ridotte capacità, rispetto alle responsabilità richiamate, e non propone soluzioni per la riduzione della vulnerabilità rispetto al rinforzo delle potenzialità. Manca, infine, di identificare le priorità per l’attuazione di un’efficace sistema di sicurezza nazionale, limitandosi a elencare le minacce transnazionali (terrorismo, proliferazione della armi di distruzione di massa, criminalità organizzata transazionale, criminalità informatica, pirateria).
Il Conceito Estratégico de Defesa Nacional 2013 incontra i limiti anzidetti, proprio a causa del ‘peccato originale’ di essere stato elaborato dal ministero della Difesa, e, quindi, dalle Forze Armate. Queste, spogliate gradualmente del ruolo che ricoprivano nella gestione dello Stato, e nella società portoghese, sono state relegate in secondo piano, dopo l’uscita dalla scena politica degli esponenti della Rivoluzione dei garofani, il cui ultimo rappresentanti, il generale José Alberto Loureiro dos Santos, ministro della Difesa ininterrottamente dal novembre 1978107 al 3 gennaio 1980108, già segretario del Consiglio della Rivoluzione e vice capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate nel 1975, ha cessato dalle funzioni dopo aver ricoperto l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal 1991 al 1992. Collocato nella aspettativa nel 1993, su sua richiesta, a causa di disaccordi con il governo di allora, Loureiro dos Santos si ritirò definitivamente nel 1998, pur continuando attivamente un’attività pubblicistica e di conferenziere.
La parabola dell’ex segretario del Consiglio della Rivoluzione, è paradigmatica dell’accantonamento dei militari da parte del governo civile, che non voleva dividere perennemente il potere con i militari, solo in quanto artefici della ritrovata democrazia portoghese. Non deve, quindi, stupire, se, nell’articolo Exército na rua ao lado da polícia pubblicato sul “Correio da Manhã“, circa la necessità di una Revisione costituzionale, Loureiro dos Santos ha dichiarato che “nel caso di minacce transnazionali possono sorgere situazioni di indecisione riguardo l’uso di mezzi militari”, a causa dell’ambiguo quadro legale che disciplina l’intervento dei militari.
Cooperazione FA/FSS-SI
Questa posizione era condivisa dall’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CEME), generale José Luís Pinto Ramalho: “i mezzi di polizia sono insufficienti per rispondere a nuove forme di conflitto, e l’esercito deve collaborare”. Ramalho, che parlava in occasione della celebrazione dei tre anni della rivista Segurança e Defesa, ha poi aggiunto “Attualmente vi è un confine diffuso tra sicurezza interna ed esterna. E c’è la capacità dell’esercito pronto a rispondere a un certo livello o grado di minaccia. La prima risposta deve venire dalla Polizia e dalla Guardia nazionale repubblicana, ma potremmo trovarci in una circostanza in cui questa non arriva, e quindi toccherebbe all’esercito rispondere, nell’ambito del quadro costituzionale”.
Il problema risiede nella Legge di Difesa Nazionale, che autorizza eccezionalmente l’intervento delle Forze Armate solo in caso di minacce esterne, oltre che nell’eventualità di calamità naturali, escludendole dal novero delle forze di sicurezza interna. Pinto Ramalho ha sostenuto che ci deve essere una “visione pragmatica” del problema, che può essere risolto solo con “una forma legislativa assolutamente chiara“, ovvero con una revisione della Carta fondamentale, nella quale sono definiti i compiti delle Forze Armate, e quelli delle forze e dei servizi di sicurezza.
L’intervento dell’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, condiviso del suo predecessore, riporta i militari fuori dalle caserme, a occupare un proscenio, quello dell’arena politica, che è prerogativa esclusiva del governo e del Parlamento. Si vorrebbe approfittare dell’occasione fornita dall’8ª Revisione Costituzionale109, iniziata il 16 settembre 2010, al fine di poter effettuare le modifiche che consentano di impiegare lo strumento militare in casi di crisi, che non siano necessariamente lo stato d’assedio o di calamità naturale, sottraendolo nel contempo alla subordinazione all’autorità civile, e attribuendo alle truppe impiegate la qualifica di agente di polizia. Si tratta di passare dal concetto di ‘sicurezza interna’ a quello di ‘sicurezza nazionale’, basato sul modello anglosassone di national security (Silva Carvalho 2009, 1). È evidente che tale richiesta incontra forti resistenze, oltre che da parte del mondo politico (governo in primis), da parte della GNR e della Polizia, titolari in via esclusiva dei compiti di sicurezza interna, con la subalternità dei militari, in caso di impiego sul territorio nazionale.
È lo stesso CEDN che indica110, come soluzione alle minacce e ai rischi, ciò che lo Stato deve fare: “Massimizzare le capacità civili e militari esistenti e stimolare un approccio integrato nella risposta alle minacce e ai rischi, rendendo operativo un sistema di gestione nazionale efficace delle crisi”; “Chiarire, snellire e semplificare le strutture di prevenzione e di risposta operativa, adattandole alla natura delle minacce, per massimizzare le capacità disponibili e migliorare l’efficienza dell’utilizzo dei mezzi”; “Approfondire la collaborazione tra le Forze Armate e le forze e i servizi di sicurezza nelle missioni di contrasto alle aggressioni e alle minacce transnazionali, attraverso un Piano Operativo Congiunto che contempli non solo i mezzi di coordinamento, ma anche l’interoperabilità dei sistemi e delle attrezzature”; “Promuovere un approccio integrato della sicurezza interna, contemplando una dimensione orizzontale, comprendendo la necessità di articolare e coordinare le forze di intervento e servizi di sicurezza, di protezione civile, di emergenza medica e le autorità giudiziarie, così come gli organismi del settore privato, e una dimensione verticale, inclusi i livelli internazionali, nazionali e locali”; “Promuovere l’integrazione operativa della sicurezza interna, attraverso l’adozione di strumenti operativi che riducano la duplicazione e implementino l’integrazione operativa e la flessibilità del sistema, comprese le informazioni, la sicurezza pubblica, le indagini penali, i Servizi degli stranieri e delle frontiere, e la Protezione civile”; “Sviluppare le capacità militari necessarie a ridurre le conseguenze di attacchi terroristici, cibernetici, NBCR– nucleare, batteriologica, chimico, radiologico – e di catastrofi e calamità“.
Si tratta di un elenco generico, che, tuttavia, va nella direzione di suggerire al legislatore la necessità di rivedere il ruolo delle Forze Armate nell’ambito della sicurezza interna (Silva Carvalho 2009, 6). I paragrafi successivi111 descrivono le minacce transnazionali identificate (terrorismo, proliferazione della armi di distruzione di massa, criminalità organizzata transazionale, criminalità informatica, pirateria), evidenziando la peculiarità dello strumento militare, come l’unico in grado di rispondere efficacemente nell’ambito del controllo del territorio e dello spazio aereo e marittimo, della ricerca in campo NBCR, dell’intervento in caso di catastrofi e calamità naturali, del controllo delle armi di distruzione di massa, della protezione delle infrastrutture critiche e delle aree e dei punti sensibili, del controllo e monitoraggio delle attività illegali, e nell’ambito di atti di sabotaggio o terrorismo. Vediamo nel dettaglio, di seguito, alcuni di questi assunti:
“Per rispondere in modo efficace alla minaccia delle reti terroristiche, il Portogallo dovrebbe sviluppare una strategia nazionale e integrata che articoli […] gli strumenti di informazione della polizia e quelli militari. Si deve anche prestare particolare attenzione al monitoraggio e al controllo di degli accessi marittimi, aerei e terrestri per il territorio nazionale. In questo ambito, è richiesta una grande acutezza per attuare un Programma nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche”
“Per quanto riguarda la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori, è essenziale rafforzare il coordinamento tra i diversi organi dello Stato con responsabilità nella prevenzione e la risposta a questo rischio, in particolare nel monitoraggio del programma di accesso ai mercati di produzione, la commercializzazione e il traffico, ricerca tecnologica, le informazioni per la protezione pubblica e civile, in stretto coordinamento con i nostri alleati. È anche necessario promuovere il miglioramento delle capacità di difesa NBCR correlate“
“Per lottare contro la criminalità organizzata transnazionale è importante […] il rafforzamento e il miglioramento dei meccanismi di coordinamento tra le varie organizzazioni e organismi con responsabilità in questo settore […]”
” […] il rafforzamento del Sistema di Protezione civile, intensificando l’utilizzo di sinergie operative tra gli enti responsabili delle aree di sicurezza interna, giustizia e difesa nazionale […] creare una Unità militare di sostegno d’emergenza […] e approfondire il collegamento e la reattività delle Forze Armate con la rete di enti responsabili in situazioni di catastrofe e calamità“
“Pandemie e altri rischi per la sicurezza sanitaria costituiscono seri rischi per la sicurezza nazionale […] lo sviluppo della cooperazione civile-militare e il coordinamento tra gli ospedali pubblici, privati e militari, in modo da poter affrontare più velocemente ed efficacemente le malattie epidemiche o gli attacchi con armi NBCR […]”.
Il caleidoscopio dei suggerimenti, mentre chiede lo snellimento delle strutture pletoriche e degli organismi con competenze sulla sicurezza, prevede, oltre al citato Piano operativo congiunto, l’adozione di un Programma nazionale di protezione delle infrastrutture critiche e di un Sistema di protezione dell’infrastruttura di informazione nazionale (SPIIN), nell’ambito di una Strategia nazionale di cybersicurezza112, di una Unità militare di sostegno d’emergenza nell’ambito del Sistema di Protezione civile, e di una Strategia nazionale sanitario-epidemiologica: tutte proposte che puntano al coinvolgimento delle Forze Armate in ambiti nei quali le altre forze e servizi di sicurezza non dispongono né dei mezzi, né delle competenze (Silva Carvalho 2009, 5-6).
Il CEDN arriva quindi a sollecitare una riforma delle “strutture del Ministero della Difesa Nazionale, dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate e dei rami“ per “un’organizzazione funzionale che corrisponda a una visione globale di difesa nazionale“ al fine di “ottimizzare la preparazione e l’impiego della loro componente operativa“113 e ottimizzare l’uso elle risorse, evitando inutili duplicati114, eccessivamente dispendiosi nell’attuale congiuntura economico-finanziaria.
Il documento conclude con un pacchetto di richieste: revisione della Costituzione; creazione di un Conselho Superior de Segurança Nacional in sostituzione della trinità composta da CSDN-CISS-CSI (un’idea del generale Loureiro dos Santos); approvazione di un Plano de Articulação Operacional (tipo di collaborazione, quando, dove, con quali mezzi, con quali relazioni di comando); ‘monetizzazione’ delle capacità delle Forze Armate e delle forze e servizi di sicurezza (interoperabilità e uso comune dei mezzi operativi, dell’istruzione e della formazione, delle esercitazioni, ecc.).
La Costituzione della Repubblica Portoghese
L’ostacolo maggiore per l’integrazione delle Forze Armate tra gli organismi deputati alla sicurezza dello Stato, è la Carta fondamentale portoghese, che si presenta come un testo molto lungo – un Preambolo e 296 articoli, nell’attuale versione – a volte fin troppo circostanziata. In particolare, ai fini di quello che interessa in questo studio, sono gli articoli dedicati alle Forze Armate e alla sicurezza interna, e alcune revisioni costituzionali successive al 1976.
La Costituzione riserva il Titolo X, in origine dedicato alle Forze Armate, alla Difesa nazionale – da questo mutamento si intuisce il cambiamento dello status dei militari, manifestatosi un decennio dopo la Rivoluzione – ai quali “[…] spetta la difesa militare della Repubblica“115, sotto il comando degli “[…] organi statali competenti, secondo quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge“116, e le esclude, di fatto, dalla vita politica, prevedendo che esse siano “[…] rigorosamente apartitiche e i suoi componenti non possono approfittare delle loro armi, del loro incarico o della loro funzione per intervenire in questioni politiche”117. L’impiego dei militari può avvenire solo nell’ambito del impegni internazionali sottoscritti da Lisbona, o in missioni umanitarie o di pace di organizzazioni internazionali delle quali il Portogallo fa parte, con l’eccezione, in territorio nazionale, delle missioni di protezione civile118, ove possono essere impegnati “[…] in compiti relativi alla soddisfazione dei bisogni di base e del miglioramento della qualità della vita della popolazione, e in attività di assistenza tecnico-militare nell’ambito della politica nazionale di cooperazione”119, alle quali le Forze Armate possono essere chiamate a collaborare secondo le modalità previste dalla legge. L’impiego delle Forze Armate, in caso di stato di assedio o di emergenza, e rimandato alle modalità previste dalla legge ordinaria120.
La Costituzione, sottraendole alle Forze Armate, affida alla polizia “[…] le funzioni di difesa della legalità democratica e di garanzia della sicurezza interna […]“121, inclusa “La prevenzione dei reati, inclusi quelli contro la sicurezza dello Stato […]“122. Il regime delle forze di sicurezza “unico per tutto il territorio nazionale“ è rinviato alle modalità previste dalla legge123. Nella versione originale della Carta, alla polizia non spettavano i compiti di sicurezza interna124, introdotti successivamente125.
Il desiderio di liberarsi dell’ingombrante presenza delle Forze Armate nella gestione del paese, si è manifestato sin dalla 1a Revisione costituzionale, operata nella seconda legislatura.126 Ogni riferimento al Conselho da Revolução è stato cancellato dalla Carta fondamentale127, con esclusione del Preambolo. In questo modo i militari sono stati privati del potere che si erano conferiti nella fase di redazione del testo costituzionale, dove risultavano essere tra gli organi che esercitano il potere politico (Organização do poder político) e statale, insieme al presidente della Repubblica (in quel momento il generale Ramalho Eanes), al Parlamento, al governo e ai tribunali128. Il testo originario della Carta prevedeva comunque che “I poteri costituenti attributi al Consiglio dalla Rivoluzione dalle leggi costituzionali antecedenti al 25 aprile 1974, cessano con la votazione del decreto dell’Assemblea Costituente che approva la Costituzione“129, pur permanendo in carica gli organi previsti dalle leggi costituzionali anteriori a quella data, che mantengono la loro efficacia130.
Il presidente della Repubblica, che si prevedeva ricoprire la medesima carica nel Consiglio della Rivoluzione e quella di comandante supremo delle Forze Armate131, era tenuto ad acquisire il parere del Consiglio, prima di “[…] pronunciarsi su tutte le emergenze gravi per la vita della Repubblica“132, e per nominare il Primeiro-Ministro133. La prima legge di revisione della Carta, ha eliminato anche le riserve di legge, che prevedevano che né il Parlamento, né il governo, potessero legiferare sulle materie riservate al Conselho da Revolução134, il quale poteva emettere decreti attuativi che il capo dello Stato doveva promulgare e far pubblicare135.
La prima legge di Revisione costituzionale, ha quindi provveduto a cancellare ogni privilegio riservato alle Forze Armate, rimandando i militari nelle caserme. La Carta fondamentale vietava l’organizzazione di associazioni militari o paramilitari di qualsiasi tipo, al di fuori delle Forze Armate136, riservando ad esse ogni compito in materia di difesa, sia esterna, sia interna. Il Parlamento ha assegnato al Presidente della Repubblica il compito di predisporre le basi generali dell’organizzazione e del funzionamento delle Forze Armate137, e di proclamare lo stato d’assedio o lo stato di emergenza138, ponendolo a capo del neocostituito139 Conselho Superior de Defesa Nacional140, e affidandogli il potere di nomina e rimozione, su proposta del governo, del Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate e del suo vice, qualora esistente, limitandosi al dovere di acquisire il parere del primo solo in caso di nomina del suo vice e dei capi di Stato Maggiore delle tre armi141.
Il Conselho Superior de Defesa Nacional ha specifici compiti “[…] consultivi sugli argomenti relativi alla difesa nazionale e all’organizzazione, al funzionamento e alla disciplina delle Forze Armate, potendo disporre dei poteri amministrativi attribuiti dalla legge“142.
Le Forze Armate vengono così spogliate di gran parte dei poteri che la Costituzione, elaborata nel periodo di massima influenza dei militari, subito dopo la Rivoluzione, riservava loro tramite la riserva di legge del Conselho da Revolução, al quale, nel testo originario della Carta, era riservato l’intero Titolo III, cancellato dalla prima legge di revisione143.
Le competenze a legiferare in materia militare e di sicurezza interna, sono sottratte alla riserva di legge che il Conselho da Revolução si era ritagliato, e sono affidate all’Assembleia da República144: stato di assedio e di emergenza, restrizione dei diritti dei militari e degli agenti militarizzati (GNR) in servizio permanente effettivo, e organizzazione delle difesa nazionale e dei suoi compiti, nonché delle basi generali dell’organizzazione e del funzionamento e della disciplina delle Forze Armate.
La Constituição da República Portuguesa145 prevede espressamente restrizioni nell’esercizio di alcuni diritti fondamentali dei militari e degli agenti dei servizi e delle forze di sicurezza. Nessuna restrizione espressa era prevista nella Legge Fondamentale del 1976. Solo le revisioni della CRP, rispettivamente, nel 1982146 e nel 1997147 hanno portato alla previsione di tali limitazioni, ulteriormente riviste nel 2004148.
Mancando nome specifiche sullo strumento militare, fino ad allora riservate, il Parlamento decise “Fino all’entrata in vigore delle disposizioni legislative in materia di organizzazione della difesa nazionale e della base generale di organizzazione e funzionamento delle Forze Armate, la competenza legislativa attuale del Consiglio della Rivoluzione viene trasferita al Parlamento e non può essere esercitato comunque un altro organismo altri poteri costituzionali e giuridici del Consiglio della Rivoluzione oggi le questioni militari”149. Il disposto di una norma precedente, combinata quella citata, rimette i militari sotto il controllo del potere politico civile: “Fino all’entrata in vigore della presente revisione della legge, il Parlamento approverà la legislazione relativa […] all’organizzazione della difesa nazionale e le basi generali dell’organizzazione e del funzionamento delle Forze Armate”150.
Con la Seconda Revisione costituzionale151 sono stati rimossi anche le vestigia ideologiche di stampo socialista che caratterizzavano decisamente la Carta, così come concepita dai militari del Consiglio della Rivoluzione, aprendo alle liberalizzazioni e privatizzazioni delle imprese pubbliche, e di quelle nazionalizzate dopo il 25 aprile, e rimuovendo i riferimenti al dirigismo statale, soprattutto in campo economico.
Con la 4ª Revisione costituzionale del 1997152 i compiti delle Forze Armate vengono nuovamente modificati: “È compito delle Forze Armate, in base alla legge, mantenere il rispetto degli impegni internazionali dello Stato portoghese in campo militare e per la partecipazione a missioni umanitarie e di pace intraprese dalle organizzazioni internazionali di cui il Portogallo è membro”153, mentre per quanto attiene i compiti sul territorio nazionale “Le Forze Armate possono essere incaricate, secondo la legge, di collaborare in missioni di protezione civile, in compiti relativi alla soddisfazione dei bisogni di base e del miglioramento della qualità della vita della popolazione, e in attività di assistenza tecnico-militare nell’ambito della politica nazionale di cooperazione”154.
Con la 6a Revisione costituzionale155, infine, viene attribuita al Parlamento anche la competenza sull’utilizzo delle forze di sicurezza al di fuori del territorio nazionale156, rientrando tra queste la GNR, impiegata a Timor Est (2000-2012, nell’ambito della Missione Onu Untaet e Unmit) e in Iraq (Missione Iraq Freedom 2003-2006)157.
L’esclusione delle Forze Armate dal novero delle forze di sicurezza portoghesi, e la loro sottomissione ai servizi di informazione civili, priva il Portogallo di un’importante strumento, in possesso di mezzi e competenze specifici.
Il passaggio dal concetto duale di sicurezza interna e sicurezza esterna (o difesa nazionale), a quello monistico di sicurezza nazionale, non può prescindere dal coinvolgimento delle Forze Armate, per il quale occorre prevedere una Revisione costituzionale. Poiché la Carta fondamentale della Repubblica Portoghese prevede l’obbligo di far trascorrere almeno cinque anni, prima di poter procedere a un restyling del testo, qualora venisse persa l’occasione dell’8ª Revisione costituzionale.
I rischi delle nuove minacce transnazionali richiedono l’adozione di nuovi modelli di sicurezza, anche operativi, in grado di assicurare la difesa domestica, in chiave preventiva, anche in tempo di pace, e in situazioni di crisi. La difficile congiuntura economica e finanziaria impone agli Stati di ottimizzare le risorse, mettendo in condivisione, tra forze e servizi di sicurezza, quanto più possibile. Compito di forze e servizi di sicurezza, nonché delle Forze Armate, restituite a missioni di sicurezza, è assicurare la sicurezza nazionale tramite un comando operativo congiunto, che assicurai il coordinamento, anche in caso di incidenti gravi o catastrofi naturali.
Qualora il Portogallo perda questa occasione, per il timore di improbabili ingerenze dei militari nella vita politica, il paese resterà esposto, per altri cinque anni, all’eventualità che possano ripetersi gli eventi sanguinosi del quadriennio 1979-1983, quando Lisbona divenne facile obiettivo delle azioni di vari gruppi di terroristi, proprio a causa della mancata adozione di adeguate misure di sicurezza da parte della 3a Repubblica costituzionale.
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2009 Segurança Nacional, Serviços de Informações e as Forças Armadas. Intervento del dr. Jorge Silva Carvalho, direttore del SIED, il 28 maggio 2009, presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lisbona. http://www.segurancaedefesa.pt/noticias/009/intervencao_jorge_silva_carvalho_20090528.pdf.
Soares Luso de Freitas Motta, Fernando Augusto
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Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro, alterada e republicada pela Lei n. 50/2014, de 13 de agosto (Estabelece a orgânica do Secretário-Geral do Sistema de Informações da República Portuguesa, do Serviço de Informações Estratégicas de Defesa – SIED e do Serviço de Informações de Segurança –SIS e revoga os Decretos-Leis n. 225/85, de 4 de Julho e 254/95, de 30 de Setembro – Lei Orgânica di SIEM). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/3_Lei n_9_2007_19FEV.pdf.
Despacho normativo n. 22/2006 do Primeiro-Ministro (Regimento do Conselho Superior de Informações). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/7_Despac_normat_ n_22_2006_Regimento CSI.pdf.
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Lei Orgânica n. 4/2004, de 6 de Novembro (Quarta alteração e republicação da Lei-Quadro do SIRP n. 30/84, de 5 de Setembro). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/1_Lei Organica n_4_2004_6NOV.pdf.
Resolução do Conselho de Ministros n. 22/98, de 12 de Fevereiro (Regulamento do Centro de Dados do Serviço de Informações Estratégicos de Defesa e Militares – SIEDM).
Portaria n. 1175/97, de 18 de Novembro, de conjunta dos Ministros das Finanças e da Administração Interna, che istituisce la delegazione del SIS a Faro.
Lei n. 75-A/97, de 22 de Julho (Terceira alteração à Lei-Quadro do SIRP n. 30/84, de 5 de Setembro). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/26_Lei n_75-A_97_22JUL.pdf.
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Decreto-Lei n. 370/91, de 7 de Outubro (Define a estrutura das categorias e carreiras do quadro de pessoal do SIS e as normas relativas ao seu estatuto remuneratório). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/32_Decreto_Lei n_370_91_7OUT.pdf.
Portaria n. 1015/89, de 23 de Novembro, che istituisce le delegazioni del SIS a Porto, e nelle Regioni Autonome delle Azzorre e di Madeira.
Resolução do Conselho de Ministros n. 47/88, de 5 de Novembro (Critérios, normas técnicas e medidas indispensáveis a garantir a segurança de informações processadas, necessários ao funcionamento do centro de dados do SIS e que publica em anexo o Regulamento do Centro de Dados do SIS).
Lei n. 30/84, de 5 de Setembro (Lei-Quadro do Sistema de Informações da República Portuguesa – SIRP). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/2_Lei n_30_84_5SET_redaccao original.pdf
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Lei de Organização da Investigação Criminal n. 49/2008. http://www.dgpj.mj.pt/sections/noticias/lei-49-2008-de-27-de/downloadFile/file/LEI_49.2008.pdf?nocache=1219829003.99.
Resolução do Conselho de Ministros n. 45/2007, Presidência do Conselho de Ministros (Aprova as opções fundamentais do Sistema Integrado de Segurança Interna da República Portuguesa). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/51_ResolucConsMinistros_n_45_2007.pdf.
Decreto-Lei n. 217/97, de 20 de Agosto, que altera a designação da Autoridade Nacional de Segurança do Ministério da Defesa Nacional para Gabinete Nacional de Segurança, serviço que passa a integrar a Presidência do Conselho de Ministros, na dependência do Primeiro Ministro. http://digestoconvidados.dre.pt/digesto//pdf/LEX/243/85753.PDF.
Resolução do Conselho de Ministros n. 16/94, de 22 de Março de 1994 (aprova as instruções para a segurança das telecomunicações SEGNAC 3. http://www.cfsirp.pt/images/legislacao/segnac3.pdf.
Resolução do Conselho de Ministros n. 13/93 de 3 de Fevrero de 1993 (altera as instruções para a segurança nacional, salvaguarda e defesa das matérias classificadas SEGNAC 1, aprovadas pela Resolução do Conselho de Ministros n. 50/88, de 3 de Dezembro). http://www.cfsirp.pt/images/legislacao/segnac1alt.pdf.
Resolução do Conselho de Ministros n. 5/90, de 28 de Fevereiro (aprova as instruções sobre a segurança informática SEGNAC 4). http://www.cfsirp.pt/images/legislacao/segnac3.pdf
Resolução do Conselho de Ministros n. 37/89, de 24 de Outubro de 1989 (aprova as normas para a segurança nacional, salvaguarda e defesa das matérias classificadas, segurança industrial, tecnológica e de investigação SEGNAC 2). http://www.cfsirp.pt/images/legislacao/segnac2.pdf.
Declaração da Secretaria-Geral da Presidência do Conselho de Ministros de 12 de Janeiro de 1989 (de ter sido rectificada a Resolução n. 50/88, que aprova as instruções sobre a segurança de matérias classificadas SEGNAC, publicada no Diário da República, 1ª série, n. 279, de 3 de Dezembro de 1988. http://www.cfsirp.pt/images/legislacao/segnac1rectif.pdf.
Resolução do Conselho de Ministros n. 50/88, de 3 de Dezembro de 1988 (aprova as instruções sobre a segurança de matérias classificadas SEGNAC 1). http://www.sis.pt/pdfs/SEGNAC%201.pdf.
Decreto-Lei n. 226/85, de 4 de Julho (Serviço de Informações Militares – SIM). http://dre.tretas.org/pdfs/1985/07/04/dre-14280.pdf.
Decreto-Lei n. 225/85, de 4 de Julho (Serviço de Informações de Segurança – SIS). http://dre.tretas.org/pdfs/1985/07/04/dre-14278.pdf.
Decreto-Lei n. 224/85 ,de 4 de Julho (Serviço de Informações Estratégicas de Defesa – SIED). http://dre.tretas.org/pdfs/1985/07/04/dre-14276.pdf.
Decreto-Lei n. 223/85, de 4 de Julho (Comissão Técnica do Conselho Superior de Informações). http://www.sied.pt/pdf/Lei%204-95.pdf.
Decreto-Lei n. 372/84, de 28 de Novembro, que aprova a orgânica da Autoridade Nacional de Segurança. http://dre.tretas.org/pdfs/1984/11/28/dre-54921.pdf.
Decreto-Lei n. 385/76, de 21 de Maio do Conselho da Revolução (Extingue o Serviço Director e Coordenador da Informação – SDCI. http://dre.tretas.org/pdfs/1976/05/21/dre-229161.pdf.
Decreto-Lei n. 250/75, de 23 de Maio do Conselho da Revolução (Criação na dependência do Conselho da Revolução o Serviço Director e Coordenador da Informação – SDCI). http://www1.ci.uc.pt/cd25a/wikka.php?wakka=actospoder01.
Legislazione sulla Difesa Nazionale e sulle Forze Armate
Lei Orgânica de Bases da Organização das Forças Armadas (LOBOFA) n. 6/2014, de 1 de Setembro. (procede à primeira alteração à Lei Orgânica de Bases da Organização das Forças Armadas, aprovada pela Lei Orgânica n. 1-A/2009, de 7 de Julho). http://app.parlamento.pt/webutils/docs/doc.pdf?path=6148523063446f764c3246795a5868774d546f334e7a67774c336470626e526c654852766331396863484a76646d466b62334d764d6a41784e43394d54313832587a49774d5451756347526d&fich=LO_6_2014.pdf&Inline=true.
Conceito Estratégico de Defesa Nacional (CEDN) 2013. http://www.defesa.pt/Documents/20130405_CM_CEDN.pdf – http://www.idn.gov.pt/conteudos/documentos/CEDN_2013.pdf
Resolução do Conselho de Ministros n. 19/2013, de 5 de Abril (Aprova o Conceito Estratégico de Defesa Nacional – CEDN 201)3. https://dre.pt/application/dir/pdf1sdip/2013/04/06700/0198101995.pdf.
Lei Orgânica n. 1/2012, de 11 de Maio (Segunda alteração à Lei n. 44/86, de 30 de Setembro: Regime do estado de sítio e do estado de emergência. https://dre.pt/application/dir/pdf1s/2012/05/09200/0246502470.pdf.
Lei Orgânica n. 1/2012, de 14 de Maio que altera à Lei n. 44/86 de 30 de Setembro (Regime do estado de sítio e do estado de emergência). Transfere competências dos governos civis e dos governadores civis para outras entidades da Administração Pública em matérias de reserva de competência legislativa da Assembleia da República. https://dre.pt/application/dir/pdf1s/2011/11/23000/0511705128.pdf.
Decreto-Lei n. 234/2009 de 15 de Setembro (Lei Orgânica de Estado-Maior General das Forças Armadas). http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/55_Lei n_29_82_11DEZ.pdf.
Decreto-Lei n. 232/2009 de 15 de Setembro (Lei Orgânica da Força Aérea). http://www.emgfa.pt/documents/wj6f359p7ks2.pdf.
Decreto-Lei n. 233/2009 de 15 de Setembro (Lei Orgânica da Marinha). http://www.emgfa.pt/documents/nyc9vxdb67sg.pdf.
Decreto-Lei n. 231/2009 de 15 de Setembro (Lei Orgânica do Exército). http://www.emgfa.pt/documents/87h9rcksmpfj.pdf art. 16 comma 5.
Lei Orgânica de Bases da Organização das Forças Armadas (LOBOFA) n. 1-A/2009, de 7 de Julho. http://www.emfa.pt/www/conteudos/informacaofap/legislacao/organizacaofarmadas/LOBOFAfinal.pdf.
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Resolução do Conselho de Ministros n. 10/85, de 20 de fevereiro (aprova o Conceito Estratégico de Defesa Nacional – CEDN) 1985). https://dre.pt/application/dir/pdf1s/1985/02/04200/03770380.pdf.
Lei n. 29/82, de 11 de Dezembro (com as alterações introduzidas pelas Leis n. 41/83, de 21 de Dezembro, 111/91, de 29 de Agosto, 113/91, de 29 de Agosto, e 18/95, de 13 de Julho, e pelas Leis Orgânicas n. 3/99, de 18 de Setembro, 4/2001, de 30 de Agosto e 2/2007, de 16 de Abril), aprova a Lei de Defesa Nacional e das Forças Armadas. Estabelece os princípios gerais da defesa nacional, a sua política, a responsabilidade pela defesa nacional e deveres dela decorrentes, a organização, funcionamento e disciplina das Forças Armadas. http://www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/55_Lei n_29_82_11DEZ.pdf.
Legislazione su PIDE/DGS
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Decreto n. 22:151, de 23 de Janeiro de 1933 (substituição de Secção de Vigilância Política e Social pela Polícia de Defesa Política e Social). http://www.oliveirasalazar.org/download/documentos/Criação%20da%20PVDE___315DE12E-19F6-4A75-8723-E132CE04860E.pdf.
Decreto-Lei n. 49:401, de 24 de Novembro de 1969 (substituição de PIDE pela Direcção-Geral de Segurança – DGS). https://dre.pt/application/dir/pdf1sdip/1969/11/27500/16641666.PDF.
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Lei Constitucional n. 1/2001, de 12 de Dezembro (Quinta Revisão da Constituição), approvata il 4 ottobre 2001, controfirmata, promulgata e pubblicata il 20 novembre 2001. http://www.cne.pt/sites/default/files/dl/crp_2001.pdf.
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Altra legislazione
Lei de Bases da Protecção Civil n. 27/2006. http://www.proteccaocivil.pt/Legislacao/Documents/Lei_27_2006_Lei_de_Bases_Proteccao_Civil.pdf.
Lei da Protecção de Dados Pessoais face à Informática n. 10/91, de 29 de Abril. http://www.cnpd.pt/bin/legis/nacional/lei_1091.htm.
Autoridade Nacional de Segurança/Gabinete Nacional de Segurança (GNS) www.gns.gov.pt/
Sistema de Informações da República Portuguesa (SIRP) www.sirp.pt/
Serviço de Informações Estratégicas de Defesa (SIED) www.sied.pt
Serviço de Informações de Segurança (SIS) www.sis.pt
Conselho de Fiscalização do SIRP www.cfsirp.pt
Polícia de Segurança Pública (PSP) www.psp.pt/
Polícia Judiciária (PJ) www.pj.pt/
Serviço de Estrangeiros e Fronteiras (SEF) www.sef.pt/portal/v10/PT/aspx/page.aspx
www.marinha.pt/Marinha/PT/Menu/DescobrirMarinha/EstruturaOrganizativa/Area_aut_maritima/
Instituto Nacional de Aviação Civil (INAC) www.inac.pt/
Centro de Informações e Segurança Militares (CISMIL)
http://www.emgfa.pt/pt/organizacao/cismilitar
Centro de Segurança Militar e de Informações do Exército (CSMIE) http://www.exercito.pt/SITES/CSMIE/Paginas/default.aspx
Exército Português www.exercito.pt/
Marinha Portuguese www.marinha.pt/
Força Aérea Portuguesa www.emfa.pt/
Autoridade Nacional de Proteção Civil (ANPC) www.proteccaocivil.pt
Assembleia da República. Legislação. Leis na área da Defesa http://www.parlamento.pt/Legislacao/Paginas/Leis_area_Defesa.aspx#21
Instituto da Defesa Nacional (IDN) http://www.idn.gov.pt/index.php
Diário da República Eletrónico https://dre.pt
DGARQ – Direcção-Geral de Arquivos (PIDE) http://digitarq.arquivos.pt/details?id=4279956
Marco Marsili è un giornalista, scrittore e ricercatore, già professore presso l’Università dell’Insubria di Varese. Laureato con il massimo dei voti e lode all’Università degli Studi Niccolò Cusano – UniCusano di Roma in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, con una tesi in filosofia politica (Genesi ed evoluzione delle libertà di manifestazione del pensiero negli ordinamenti politici), e all’Università degli Studi di Milano in Comunicazione e società, indirizzo Comunicazione istituzionale, con una tesi in geopolitica (1989-1994: dal crollo del Muro di Berlino al bipolarismo ‘Made in Italy’), dopo aver conseguito un diploma di studi avanzati in in Storia, studi di sicurezza e difesa, è diventato ricercatore presso il CEI-IUL (Centro studi internazionali) dell’Istituto universitario di Lisbona (ISCTE-IUL), dove è dottorando in Storia, studi di sicurezza e difesa in collaborazione con l’Accademia Militare del Portogallo. È ricercatore del CINAMIL, il Centro di ricerca, innovazione e sviluppo dell’Accademia Militare/Esercito Portoghese. Osservatore elettorale per OSCE/ODIHR, focalizza la sua ricerca sugli aspetti legali e politici del sistema delle liste nere del terrorismo, e sul loro impatto sui diritti e le libertà fondamentali. Ha scritto e pubblicato 12 libri, e vanta svariate pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali. Maggiori informazioni su marcomarsili.it.
Founder, publisher and editor in chief of the news site voceditalia.it, journalist, writer and researcher, Marco Marsili has been professor of journalism at the University of Insubria (Uninsubria) in Varese, and coordinator of the Master in Communication and Multimedia Journalism. Served in the Italian Air Force, and is enrolled in the special roster of the Officials of the Selected Reserve by the General Staff of the Italian Army. As a journalist in conflict and war zones accredited at the Ministry of Defence, has been in Afghanistan in 2005 (NATO mission ISAF VIII, Italian missions ITALFOR Kabul XII, and KMNB VIII), and in 2008 at the Italian Military Assistance Mission (MIATM) in Malta. Electoral observer for OECD/ODIHR, wrote and published 12 books regarding politics, digital media communication and journalism, and has several publications in academic journals. Expert in political and institutional communication, is concerned with geopolitical, terrorism, counterterrorism, defense and security issues, holds an Advanced Postgraduate Diploma in History, Studies of Security and Defense. Researcher at CEI-IUL (Center for International Studies) of the University Institute of Lisbon (ISCTE-IUL), and at CINAMIL (Army Research Center), is Ph.D. candidate in History, Studies of Security and Defense at ISCTE-IUL in partnership with the Military Academy of Portugal. Focuses his research on the legal, political and human dimension of the system of blacklisting of terrorism. More infos at marcomarsili.it.
1 Art. 2, comma 2, Lei n. 30/84, de 5 de Setembro (Lei-Quadro do SIRP).
2 Lei Quadro do SIRP, Lei n. 30/84, de 5 de Setembro, integrata e modificata dalla Lei Orgânica n. 4/2004, de 6 de Novembro, e dalla Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro.
3 Lei Orgânica n. 4/2004, de 6 de Novembro, che modifica la Lei–Quadro do SIRP.
4 Decreto-Lei n. 217/97, de 20 de Agosto, che modifica la designazione dell’Autoridade Nacional de Segurança do Ministério da Defesa Nacional para Gabinete Nacional de Segurança (Decreto-Lei n. 372/84 de 28 de Novembro), servizio che passa a integrare la Presidência do Conselho de Ministros, alle dirette dipendenze del Primeiro Ministro.
5 Art. 13, comma 1, lettera c, Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro.
6 Despacho n. 10994/2005, de 3 de Maio de 2005, publicado no Diário da República, II Série, n. 95, de 17 de Maio de 2005. www.sirp.pt/uploads/cms/pdf/0_DespacNomeacSG_10994_2005_3MAI.pdf (ultimo accesso: 4 dicembre 2014).
7 Despacho do Gabinete do Primeiro-Ministro n. 25 116/2004, de 30 de Novembro de 2004.
8 Art. 25 Lei de Segurança Interna (LSI) n. 20/87, de 12 de Junho modificata con Lei n. 53/2008, de 4 de Setembro, rettificata dalla Declaração de Rectificação n. 66-A/2008, de 28 de Outubro.
9 Portaria n. 1015/89, de 23 de Novembro, che istituisce le delegazioni del SIS a Porto, e nelle Regioni Autonome delle Azzorre e di Madeira, e Portaria n. 1175/97, de 18 de Novembro, a firma del ministro elle Finanze e del ministro dell’Interno, che istituisce la delegazione del SIS a Faro.
10 Art. 35, LSI e art. 24, comma 1, lettera e, Lei de Defesa Nacional (LDN) n. 31-A/2009.
11 Art. 4, comma 1, lettera e, Lei Orgânica de Bases da Organização das Forças Armadas (LOBOFA) n. 6/2014, che impone, al successivo art. 26, di “Partecipare alla collaborazione delle Forze Armate con le forze e i servizi di sicurezza, con le modalità previste dalla legge“.
12 Lei Orgânica de Estado-Maior General das Forças Armadas (Decreto-Lei n. 234/2009 de 15 de Setembro).
13 Lei Orgânica do Exército (Decreto-Lei n. 231/2009 de 15 de Setembro).
14 Lei Orgânica da Marinha (Decreto-Lei n. 233/2009 de 15 de Setembro).
15 Lei Orgânica da Força Aérea (Decreto-Lei n. 232/2009 de 15 de Setembro).
16 Art. 2, comma 1 e art. 6, Lei-Quadro, e art. 3, comma 2 e comma 3, Lei n. 9/2007.
17 Art. 34, comma 2, LQSIRP.
18 Capítulo VIII, art. 28, Decreto-Lei n. 234/2009, de 15 de Setembro (Lei Orgânica do Estado-Maior General das Forças Armadas).
19 Art. 16 comma 5, Lei Orgânica do Exército.
20 Artt. 9 e 12, Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro.
21 Art. 11, comma 3, Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro.
22 SIRP, Finalidades e Orgânica http://www.sirp.pt/cms/view/id/14 (ultimo accesso: 8 dicembre 2014).
23 Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro.
24 Decreto-Lei n. 171/74, de 25 de Abril.
25 Decreto-Lei n. 250/75, de 23 de Maio.
26 Decreto-Lei n. 385/76, de 21 de Maio.
27 Decreto-Lei n. 385/76, de 21 de Maio.
28 Art. 309 Cost. (ora art. 292).
29 Lei n. 8/75, de 25 de Julho, come modificata dalla Lei n. 16/75, de 23 de Dezembro, e dalla Lei n. 18/75, de 26 de Dezembro.
30 Decreto-Lei n. 49:401, de 24 de Novembro de 1969.
31 Decreto-Lei n. 171/74, de 25 de Abril.
32 Decreto-Lei n. 22:992, de 29 de Agosto de 1933.
33 Decreto-Lei n. 35:046, de 22 de Outubro de 1945 (costituzione della Polícia Internacional e de Defesa do Estado – PIDE, e revoca del Decreto-Lei n. 22:992).
34 Lei de incriminação da PIDE/DGS n. 8/75, de 25 de Julho.
35 Decreto-Lei n. 4166, de 27 de Abril de 1918.
36 Decreto-Lei n. 5367, de 7 de Abril de 1919.
37 Decreto-Lei n. 8013, de 4 de Fevereiro.
38 Decreto-Lei n. 8435, de 21 de Outubro.
39 Decreto-Lei n. 11:727, de 5 de Junho de 1926.
40 Decreto-Lei n. 12:972, de 16 de Dezembro.
41 Decreto-Lei n. 13:342, de 26 de Março.
42 Decreto-Lei n. 15:195, de 17 de Março de 1928.
43 Decreto-Lei n. 20:033, de 3 de Junho.
44 Decreto-Lei n. 20:125, de 28 de Julho de 1931.
45 Decreto-Lei n. 22:151, de 23 de Janeiro de 1933.
46 Diário do Governo, de 11 de Abril de 1933.
47 Diário do Governo, de 22 de Fevereiro de 1933.
48 Decreto-Lei n. 22:229, de 21 de Fevereiro de 1933.
49 Lei n. 1885, de 23 de Março de 1935; Lei n. 1910, de 23 de Maio de 1935; Lei n. 1945, de 21 de Dezembro de 1936; Lei n. 1963, de 18 de Dezembro de 1937; Lei n. 1966, de 23 de Abril de 1938; Lei n. 2009, de 17 de Setembro de 1945; Lei n. 2048, de 11 de Junho de 1951; Lei n. 2100, de 29 de Agosto de 1959; Lei n. 3/71, de 16 de Agosto de 1971.
50 Decreto-Lei n. 22:992, de 29 de Agosto de 1933.
51 Decreto-Lei n. 35:046, de 22 de Outubro.
52 Decreto-Lei n. 39:749, de 9 de Agosto de 1954.
53 Decreto-Lei n. 49:401, de 24 de Novembro de 1969.
54 Lei Constitucional n. 1/82.
55 Lei n. 29/82, de 11 de Dezembro (Lei da Defesa Nacional e das Forças Armadas).
56 Art. 67 (Informações militares): “Os serviços de informações das Forças Armadas ocupar-se-ão exclusivamente de informações militares, no âmbito das missões atribuídas pela Constituição da República e pela actual Lei”.
57 Decreto-Lei n. 223/85, de 4 de Julho.
58 Decreto-Lei n. 224/85, de 4 de Julho.
59 Decreto-Lei n. 225/85, de 4 de Julho.
60 Decreto-Lei n. 226/85, de 4 de Julho.
61 Decreto-Lei n. 48/93, de 26 de Fevereiro.
62 Decreto-Lei n. 158/98, de 34 de Junho (Extinção da DINFO/EMGFA).
63 Lei n. 4/95, de 21 de Fevereiro.
64 Decreto-Lei n. 254/95, de 30 de Setembro (Lei Orgânica do SIEM).
65 Lei Orgânica n. 4/2004, de 6 de Novembro.
66 Lei n. 15/96, de 30 de Abril.
67 Lei n. 75-A/97, de 22 de Julho.
68 Lei Orgânica n. 4/2004, de 6 de Novembro.
69 Art. 17 e seguenti, Lei n. 9/2007, de 19 de Fevereiro.
70 Art. 9, LQSIRP.
71 Artt. 26 e 27, LQSIRP.
72 Art. 8, comma 2, LQSIRP.
73 Resolução do Conselho de Ministros n. 47/88, de 5 de Novembro (Critérios, normas técnicas e medidas indispensáveis a garantir a segurança de informações processadas, necessários ao funcionamento do centro de dados do SIS e que publica em anexo o Regulamento do Centro de Dados do SIS).
74 Lei n. 10/91 de 29 de Abril, che approva la prima legge di protezione dei dati personali trattati con sistemi informatici, istituendo la Comissão Nacional de Protecção de Dados Pessoais Informatizados (CNPDPI).
75 Artigo 8, n. 1, LQSIRP.
76 Artt. 26 e 27, LQSIRP.
77 Art. 9, comma 2, LQSIRP.
78 Art. 9, comma 3, LQSIRP.
79 Art. 34, comma 2, Lei Orgânica n. 4/2004, de 6 de Novembro.
80 Resolução do Conselho de Ministros n. 22/98 do 12 de Fevereiro, che approva il Regulamento do Centro de Dados do Serviço de Informações Estratégicos de Defesa e Militares (SIEDM).
81 Lei n. 6/94, de 7 de Abril (Segreto de Estado).
82 Despacho normativo n. 22/2006 do Primeiro-Ministro (Regimento do Conselho Superior de Informações).
83 Artt. 13 e 14, comma 1, Regolamento di procedura.
84 Art. 14, comma 2, Regolamento di procedura.
85 Art. 14, comma 3, Regolamento di procedura.
86 Resolução do Conselho de Ministros n. 50/88, rettificata con Declaração da Secretaria-Geral da Presidência do Conselho de Ministros de 12 de Janeiro de 1989, e modificata con Resolução do Conselho de Ministros n. 13/93, de 3 de Fevrero de 1993.
87 Resolução do Conselho de Ministros n. 37/89.
88 Resolução do Conselho de Ministros n. 16/94.
89 Resolução do Conselho de Ministros n. 5/90.
90 Art. 1, comma 1, LSI.
91 Art. 1, comma 3, LSI.
92 Art. 16, comma 3, LSI.
93 Art. 11, LSI.
94 Lei Orgânica do Gabinete Nacional de Segurança (Decreto Lei n. 3/2012, de 16 de Janeiro), modificata con Decreto Lei n. 162/2013, de 4 de Dezembro e Decreto Lei n. 69/2014, de 9 de Maio).
95 Art. 23, LSI.
96 Art. 12, LSI.
97 Art. 13, LSI.
98 Art. 14, LSI.
99 Art. 15, LSI.
100 Art. 16, LSI.
101 Art. 19, LSI.
102 Art. 26, LSI.
103 Lei Orgânica da Guarda Nacional Republicana n. 63/2007, de 6 de Novembro.
104 Lei Orgânica de Bases da Organização das Forças Armadas (LOBOFA) n. 1-A/2009, modificata con Lei Orgânica n. 6/2014, e Lei Orgânica de Defesa Nacional (LDN) n. 1-B/2009, de 7 de Julho.
105 Lei n. 44/86 de 30 de Setembro (Regime do estado de sítio e do estado de emergência) che modifica la Lei Orgânica n. 1/2012, de 14 de Maio.
106 Resolução do Conselho de Ministros n. 19/2013, de 5 de Abril, che approva il Conceito Estratégico de Defesa Nacional (CEDN) 2033. http://www.emgfa.pt/documents/9w6kdfx31gyt.pdf (ultimo accesso: 7 dicembre 2014).
107 IV Governo Costituzionale del Portogallo.
108 V Governo Costituzionale del Portogallo.
109 Assembleia da República. 8ª Revisão Constitucional. http://www.parlamento.pt/Paginas/XIL2SL_8RevisaoConstitucional.aspx (ultimo accesso: 7 dicembre 2014).
110 Conceito Estratégico de Defesa Nacional 2013, pp. 44-45.
111 Conceito Estratégico de Defesa Nacional 2013, pp. 45-48.
112 CEDN 2013, p. 46.
113 CEDN 2013, p. 49.
114 CEDN 2013, p. 50.
115 Art. 275 (Forças Armadas), comma 1, introdotto dall’art. 209, Lei Constitucional n. 1/1982.
116 Art. 275 (Forças Armadas), comma 3, introdotto dall’art. 209, Lei Constitucional n. 1/1982.
117 Art. 275 (Forças Armadas), comma 4, introdotto dall’art. 209, Lei Constitucional n. 1/1982.
118 Lei de Bases da Protecção Civil n. 27/2006.
119 Art. 275 (Forças Armadas), comma 5, introdotto dall’art. 209, Lei Constitucional n. 1/1982.
120 Art. 275 (Forças Armadas), comma 7, introdotto dall’art. 209, Lei Constitucional n. 1/1982.
121 Art. 272 (Polícia), comma 1, Constituição da República Portuguesa.
122 Art. 272 (Polícia), comma 3, Constituição da República Portuguesa.
123 Art. 272 (Polícia), comma 4, Constituição da República Portuguesa.
124 Art. 272, comma 1, Constituição da República Portuguesa.
125 Art. 203, Lei Rev. Cost. 1982.
126 Lei Constitucional n. 1/1982, de 12 de Agosto 1982 (Primeira Revisão da Constituição) aprovata il 12 agosto 1982, e promulgata il 24 settembre 1982 dal Presidente della Repubblica Ramalho Eanes. In vigore dal 30 settembre 1982. L’art. 286 della Constituição da República Portuguesa prevedeva che la prima revisione potesse svolgersi solo dalla seconda legislatura, prevedendo che per ogni Revisione trascorressero non meno di 5 anni dalle precedenti (art. 287).
127 Art. 91 (comma 1, art. 113), art. 110 (lettera d, art. 137), art. 124 (lettera d, art. 164), art. 146 (comma 1, art. 190), art. 154 (lettera a, comma 1,art. 201).
128 Art. 113 (Orgãos de soberania), comma 1.
129 Art. 297 delle Disposizioni finali e transitorie.
130 Art. 294, comma 2, delle Disposizioni finali e transitorie.
131 Il riferimento al Consiglio, contenuto nell’art. 123, è stato cancellato dal nuovo testo introdotto dall’art. 99, e dall’art. 109, che lo ha sostituito con il Conselho Superior de Defesa Nacional, di cui alla lettera o dell’art. 136 (Competência quanto a outros órgãos).
132 Art. 137, lettera d.
133 Art. 190, comma 1.
134 Art. 164 (Competência política e legislativa), lettera d; art. 201 (Competência legislativa), comma 1, lettera a.
135 Previsione abrogata dall’art. 110, Lei Rev. Cost. 1982, che ha soppresso il comma 2 e 3 dell’art. 137.
136 Art. 46 (Liberdade de associação), comma 4, modificato dall’art. 35, Lei Rev. Cost. 1982, che ha eliminato il riferimento alle Forze Armate: “Non sono ammesse le associazioni armate o di tipo militare, militarizzate o paramilitari [al di fuori dello Stato o delle Forze Armate] o organizzazioni che visualizzano un ideologia fascista”.
137 Art. 139, comma 3, lettera e (ora abrogata), come introdotta dall’art. 112, Lei Rev. Cost. 1982.
138 Art. 139 (ora 134), comma 3, lettera b, come introdotta dall’art. 112, Lei Rev. Cost. 1982.
139 Art. 274, introdotto dall’art. 208, Lei Rev. Cost. 1982.
140 Lettera o, art. 136 (ora art. 133), introdotta dall’art. 139, Lei Rev. Cost. 1982.
141 Lettera p, art. 136 (ora art. 133), introdotta dall’art.139, Lei Rev. Cost. 1982.
142 Art. 274 (Conselho Superior de Defesa Nacional), comma 2, Constituição da República Portuguesa.
143 Il Titolo III, parte III della Costituzione, che comprende gli articoli dal n. 142 al n. 149 compresi, è abrogato interamente dall’art. 117, Lei Rev. Cost. 1982.
144 Art. 127, Lei Rev. Cost. 1982, che introduce l’art. 167 (ora art. 164), relativo alla Reserva absoluta de competência legislativa.
145 Texto consolidado da Constituição da República Portuguesa. Lei Constitucional n. 1/2005, de 12 de Agosto 2005 (Sétima Revisão da Constituição).
146 Art. 202, Lei Rev. Cost. 1982, che introduce un nuovo art. 270: “La legge può stabilire restrizioni all’esercizio dei diritti di espressione, riunione, manifestazione, associazione e petizione collettiva e la capacità elettorale passiva dei militari e degli agenti militarizzati appartenenti al personale in servizio effettivo, nella misura limitata delle proprie funzioni”.
147 L’art. 183, Lei Rev. Cost. 1997, modifica l’art. 270 Cost., aggiungendo le parole “nonché dagli agenti dei servizi e delle forze di sicurezza” tra “effettivo” e “nella misura limitata”. La nuova formulazione, pertanto, risulta la seguente: “La legge può stabilire, nella misura limitata delle esigenze specifiche inerenti le loro funzioni, restrizioni all’esercizio dei diritti di espressione, riunione, manifestazione, associazione e petizione collettiva e la capacità elettorale passiva per il personale militare e gli agenti militarizzati in servizio effettivo, nonché per gli agenti dei servizi e delle forze di sicurezza e, nel caso di questi, il rifiuto del diritto di sciopero, anche qualora sia riconosciuto il diritto di adesione ai sindacati“.
148 L’art. 7, Lei Constitucional n. 1/2004 (Quinta Revisão Constitucional), modifica l’art. 270, la cui nuova lettura è la seguente: “La legge può stabilire, nella misura limitata delle esigenze specifiche delle loro funzioni, restrizioni all’esercizio dei diritti di espressione, riunione, manifestazione, associazione e petizione collettiva e la capacità elettorale passiva del personale militare e degli agenti militarizzati in servizio effettivo, nonché per gli agenti dei servizi e delle forze di sicurezza e, nel caso di questi, il rifiuto del diritto di sciopero, anche qualora sia riconosciuto il diritto di adesione ai sindacati“.
149 Art. 247, Lei Rev. Cost. 1982.
150 Art. 244, Lei Rev. Cost. 1982.
151 Lei Constitucional n. 1/89, de 8 de Julho (Segunda revisão da Constituição). Declaração de Rectificação de 8 de Agosto de 1989.
152 Lei Constitucional n. 1/97, de 20 de Setembro.
153 Art. 275, comma 2, come sostituito dall’art. 185, Lei Constitucional n. 1/97.
154 Art. 275, comma 6 (in precedenza comma 5), come sostituito dall’art. 185, Lei Constitucional n. 1/97.
155 Lei Constitucional n. 1/2004, de 24 de Julho.
156 L’art. 21, Lei Constitucional n. 1/2004, modifica l’art. 163 (Competência quanto a outros órgãos), lettera j (che diventa lettera i, in quanto la precedente è eliminata), che adesso si legge così: “Seguire, in base alla legge, il coinvolgimento dei contingenti militari e delle forze di sicurezza all’estero”.
157 Participação da GNR em Missões de Paz. http://www.gnr.pt/default.asp?do=4ryv06r40npv10nv5/zv551r5 (ultimo accesso: 4 dicembre 2014).
Origini e sviluppi delle emittenti radiotelevisive private in Sardegna negli anni Settanta e Ottanta
Il fascino di Garibaldi sul Clero italiano
M. Degl’Innocenti, La patria divisa. Socialismo, nazione e guerra mondiale, FrancoAngeli, Milano, 2015
Le cartoline illustrate della Grande Guerra. Materiali per una storia delle pulsioni nazionali

References: art. 16
 Art. 2
 Art. 13
 Art. 25
 Art. 35
 art. 24
 Art. 4
 art. 26
 Art. 2
 art. 6
 art. 3
 Art. 34
 art. 28
 Art. 16
 Art. 11
 Art. 309
 art. 292
 Art. 67
 Art. 17
 Art. 9
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 34
 Art. 14
 Art. 14
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 16
 Art. 11
 Art. 23
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 19
 Art. 26
 Art. 275
 Art. 275
 Art. 275
 Art. 275
 Art. 275
 Art. 272
 Art. 272
 Art. 272
 Art. 272
 Art. 203
 Art. 91
 art. 113
 art. 110
 art. 137
 art. 124
 art. 164
 art. 146
 art. 190
 art. 154
 Art. 113
 Art. 297
 Art. 294
 Art. 137
 Art. 190
 Art. 164
 art. 201
 Art. 46
 Art. 139
 Art. 139
 Art. 274
 art. 136
 art. 133
 art. 136
 art. 133
 Art. 274
 Art. 127
 art. 164
 Art. 202
 art. 270
 Art. 247
 Art. 244
 Art. 275
 Art. 275