Source: http://legislazionetecnica.it/3468624/prd/approfondimento/i-compensi-del-ctu-nel-processo-civile
Timestamp: 2019-04-24 16:24:11+00:00

Document:
3468624 4986424
Si precisa che le “tariffe” applicabili a periti e CTU non sono interessate dall’abrogazione generalizzata delle tariffe profession
3468624 4986425
3468624 4986426
3468624 4986427
3468624 4986428
3468624 4986429
3468624 4986430
3468624 4986431
3468624 4986432
3468624 4986433
3468624 4986434
3468624 4986435
3468624 4986436
3468624 4986437
3468624 4986438
3468624 4986439
3468624 4986440
3468624 4986441
3468624 4986442
3468624 4986443
3468624 4986444
3468624 4986445
- in caso di incarico collegiale il compenso è
3468624 4986446
3468624 4986447
3468624 4986448
Si riporta nella figura 3 uno schema grafico riepilogativo delle tre differenti modalità per la determinazione dell’onorario del perito o del CTU, ed a seguire alcuni esempi di calcolo con applicazione delle tabelle per scaglioni. A tale ultimo proposito si ribadisce quanto già chiarito, e cioè che nell’applicazione delle ta
3468624 4986449
3468624 4986450
3468624 4986451
3468624 4986452
3468624 4986453
3468624 4986454
3468624 4986455
3468624 4986456
3468624 4986457
3468624 4986458
3468624 4986459
3468624 4986460
3468624 4986461
La Circolare 19/02/1982, n. 9, del Ministero delle finanze chiarisce che periti e consulenti tecnici, incaricati dall'amministrazi
3468624 4986462
3468624 4986463
3468624 4986464
L’Esperto stimatore è come detto un CTU, pertanto i suoi compensi seguono tutte le regole generali illustrate in questo contributo, insistendo in linea generale le attività di stima sulle tabelle di cui all’art. 13 dell’allegato al D. Min. Giustizia 30/05/2002, relativo alle attività di estimo ediliz
3468624 4986465
Il già citato comma 3 dell’art. 161 delle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura civile prevede inoltre che “prima della vendita non possono essere liquidati acconti in misura superiore al cinquanta per cento del compenso calcolato sulla base del valore di stima”.
In sostanza la liquidazione del compenso si sposta in questi casi dalla consegna della relazione ad una data certamente successiva alla vendita, come accade anche per altre figure del processo esecutivo quali il delegato alla vendita ed il custode giudiziario. Infatti, all’atto della consegna della propria relazione peritale, il professionista non può conoscere il valore di realizzo della vendita, in base alla quale il suo compenso andrà calcolato.
Tuttavia si ritiene che il professionista debba comunque formulare al Giudice un’istanza di liquidazione all’atto della consegna della relazione, in
1. Professioni - Perizie e consulenze tecniche - Consulente tecnico d'ufficio - Autorizzazione ad avvalersi di altri soggetti - Criterio di liquidazione delle spese - Applicazione del criterio di cui all'art. 56, D.P.R. 115/2002 - Necessità. 2. Professioni - Perizie e consulenze tecniche - Consulente tecnico d'ufficio - Liquidazione dei compensi - Onorari a vacazione - Vanno commisurati al tempo effettivamente impiegato.
1. In tema di liquidazione del compenso dovuto al CTU, qualora il giudice si sia limitato ad autorizzare l'ausiliario ad avvalersi di uno o più soggetti per l'espletamento di correlate indagini specialistiche, non può trovare applicazione il criterio previsto dall'art. 53 del D.P.R. n. 115/2002 (il quale si rivolge, propriamente, al conferimento di incarico collegiale), bensì deve farsi riferimento a quello riportato nel successivo art. 56 del medesimo D.P.R. 115/2002.
2. Ai fini della liquidazione del compenso al CTU, gli onorari calcolati a vacazione devono essere determinati, nei limiti della richiesta dello stesso ausiliario giudiziario, commisurandoli al tempo effettivamente impiegato per lo svolgimento dell'incarico peritale conferito e non al presumibile tempo ritenuto in proposito (ed in via ipotetica) necessario dal giudice d'ufficio.
1. Professioni - Consulente tecnico d’ufficio - Onorario - Criterio di determinazione in base a vacazioni - Applicazione residuale - Motivazione - Necessità. 2. Professioni - Consulente tecnico d’ufficio - Compenso - Liquidazione - Opposizione - Criteri di liquidazione - Verifica della relazione peritale. 3. Professioni - Consulente tecnico d’ufficio - Rimborso spese di viaggio - Utilizzo mezzo proprio - Autorizzazione del magistrato - Necessità.
1. In tema di onorari dovuti al consulente tecnico d'ufficio, il criterio di determinazione dell'onorario in base alle vacazioni di cui alla L. 08/07/1980, n. 319, art. 4 può trovare applicazione solo in via sussidiaria e residuale, ove manchi una previsione delle tariffe e non sia logicamente giustificata e possibile un'estensione delle ipotesi tipiche di liquidazione in base al criterio degli onorari fissi o variabili e detta decisione dev'essere adeguatamente motivata.
2. Nel giudizio di opposizione al decreto di liquidazione del compenso a favore del consulente tecnico d'ufficio, il giudice deve verificare se l'opera svolta dall'ausiliario sia rispondente ai quesiti posti dal giudice che ha conferito l'incarico, tenuto conto, ai sensi dell'art. 51, del D.P.R. 30/05/2002, n. 115, della difficoltà, completezza e pregio della relazione peritale, che costituiscono i parametri per la determinazione del compenso.
3. In mancanza di specifica autorizzazione del magistrato in relazione all'utilizzo del proprio mezzo, come previsto dall'art. 55, comma 3, del D.P.R. 30/05/2002, n. 115, spetta al consulente unicamente il rimborso del biglietto di prima classe sui servizi di linea.
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Liquidazione provvisoria del compenso - Diversa ripartizione in sentenza - Obbligo solidale delle parti - Sussistenza - Fondamento.
Il consulente tecnico d'ufficio che abbia inutilmente chiesto il dovuto in base al decreto di liquidazione provvisoria del compenso può esigerne il pagamento solidale dalle parti a prescindere dalla diversa ripartizione della spesa contenuta nella sentenza che ha definito il giudizio, in quanto - salvi i rapporti interni tra le parti - l'ausiliare opera nell'interesse della giustizia in virtù di un mandato neutrale.
Professioni - Consulente tecnico d’ufficio (CTU) - Compenso - Liquidazione - Potere discrezionale del giudice del merito - Configurabilità - Necessità di specifica motivazione - Insussistenza - Sindacato in sede di legittimità - Limiti.
In tema di compensi spettanti a periti e consulenti tecnici a norma degli artt. 50 e segg. del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, la determinazione dei relativi onorari costituisce esercizio di un potere discrezionale del giudice del merito, e pertanto, se contenuta tra il minimo ed il massimo della tariffa, non richiede motivazione specifica e non è soggetta al sindacato di legittimità, se non quando l'interessato deduca la violazione di una disposizione normativa oppure un vizio logico di motivazione, specificando le ragioni tecnico giuridiche secondo le quali debba ritenersi non dovuto un certo compenso oppure eccessiva la liquidazione.
Consulente tecnico di ufficio - Pluralità di quesiti - Unicità dell'incarico - Configurabilità - Liquidazione del compenso - Sommatoria degli onorari relativi a ciascun accertamento - Ammissibilità.
Ai fini della determinazione del compenso dovuto al consulente tecnico di ufficio, la pluralità dei quesiti non esclude l'unicità dell'incarico ma rileva nella liquidazione degli onorari, potendosi sommare quelli relativi a ciascuno dei distinti accertamenti richiesti.
Professioni - Consulente tecnico d’ufficio (CTU) - Compenso - Criterio nel caso di accertamento plurimo.
Ai fini della liquidazione degli onorari del consulente tecnico d’ufficio, deve aversi riguardo all’accertamento richiesto dal giudice e, ove si tratti di accertamento plurimo, ancorché in base ad incarico unitario, è legittima la liquidazione degli onorari sommando quelli relativi a ciascuno dei distinti accertamenti richiesti.
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Liquidazione di compenso - Ripartizione "pro quota" tra tutti i condividenti in un giudizio di divisione - Configurabilità - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.
Il giudice di merito, nell'ambito di una pronuncia di compensazione delle spese, adottata in un giudizio di divisione, può legittimamente porre le spese di consulenza tecnica di ufficio a carico di tutti i condividenti "pro quota", posto che, in ragione della finalità propria della consulenza di aiutare il giudice nella valutazione degli elementi che comportino specifiche conoscenze, la prestazione dell'ausiliare deve ritenersi resa nell'interesse generale della giustizia e, correlativamente, nell'interesse comune delle parti. (Nella specie la S.C. ha respinto il motivo di censura secondo cui tali spese andavano a carico soltanto dell'assegnatario a vantaggio del quale era andato l'accertamento).
1. Consulente tecnico d’ufficio - Collaborazione di esperto specialista - Ammissibilità - Anche in mancanza di preventiva autorizzazione del giudice - Condizioni.
1. Il consulente tecnico d’ufficio può sempre avvalersi dell’opera di esperti specialisti, al fine di acquisire, mediante gli opportuni e necessari sussidi tecnici, tutti gli elementi di giudizio, senza che sia necessaria una preventiva autorizzazione del giudice, né una nomina formale, purché egli assuma la responsabilità morale e scientifica dell’accertamento e delle conclusioni assunte dal collaboratore e fatta salva una valutazione in ordine alla necessità del ricorso a tale esperto “esterno” svolta successivamente dal giudice.
Consulente tecnico d'ufficio - Incarico - Oggetto - Stima di pluralità di immobili - Criteri per la liquidazione del compenso alla stregua dell'art. 13 delle tabelle di cui al D.P.R. 27 luglio 1988 n. 352.
In favore del consulente tecnico cui sia stato affidato l'incarico di procedere ad attività di estimo di più immobili si deve liquidare, alla stregua dell'art. 13 delle tabelle di cui al D.P.R. 27 luglio 1988, n. 352 - "ratione temporis" vigente - un compenso che faccia riferimento all'importo stimato diviso per scaglioni; tuttavia, in caso di immobili aventi caratteristiche uguali o analoghe, l'importo stimato atterrà alla stima cumulativa dell'insieme, mentre, in caso di pluralità di immobili diversi tra loro, per ciascuno di essi dovrà procedersi ad un'autonoma determinazione, nel limite del massimo scaglione di un miliardo di lire.
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Relazione e compenso - Decreto liquidazione - Parte obbligata al pagamento - Mancata indicazione - Titolo esecutivo nei confronti delle parti del processo - Esclusione.
Il decreto con il quale il giudice liquida all'ausiliare il compenso per l'attività che esso ha svolto, se non contiene l'indicazione della parte obbligata al pagamento del compenso, non può valere come titolo esecutivo in confronto delle parti del processo in cui l'ausiliare è stato nominato e, se in forza di tale decreto è minacciata un'esecuzione forzata, la parte cui il precetto è notificato può proporre opposizione all'esecuzione per far dichiarare che l'ausiliare non ha diritto a procedere ad esecuzione forzata in suo confronto in base a quel decreto.
Professioni - Perizie e consulenze tecniche - CTU - Procedimento di istruzione preventiva - Mancanza di domanda per individuare il valore della controversia - Necessità di determinazione a vacazione o con onorario da un minimo ad un massimo - Esclusione - Calcolo a percentuale, sulla base del valore indicato dal CTU - Ammissibilità - Condizioni.
l compenso al CTU incaricato in un procedimento di accertamento tecnico preventivo può esser calcolato a percentuale, e quindi non necessariamente a tempo o con onorario da un minimo ad un massimo, pur in mancanza di domanda su cui individuare il valore della controversia, perché il giudice può ritenere congruo quello indicato dal CTU nella sua richiesta di liquidazione (nella specie la Cassazione ha ritenuto legittima la determinazione dell' onorario ai sensi dell' art. 11 del D.P.R. 27 luglio 1988 n. 352, anziché art. 1, seconda parte, ovvero art. 12 stesso D.P.R., ad un ingegnere, nominato in un procedimento di istruzione preventiva per accertare vizi e difetti di costruzione di un edificio e l'adeguatezza degli impianti su di esso alle relative norme per il funzionamento, malgrado l'assenza di domanda di accertamento dei costi per eliminarli ovvero di incidenza di essi sul valore dell'immobile).
1. Consulente tecnico d'ufficio - Compenso - Liquidazione - Operazioni relative a costruzioni edilizie - Artt. 11 e 12 D.P.R. 1983 n. 820 - Criterio di applicazione.
1. In tema di liquidazione del compenso al consulente tecnico d'ufficio per operazioni relative a costruzioni edilizie, la disposizione dell'art. 12 D.P.R. 14 novembre 1983 n. 820 ha carattere speciale rispetto a quella dell'articolo precedente, che prevede l'onorario a percentuale, calcolato per scaglioni, con la conseguenza che se l'opera prestata rientri nelle specifiche attività previste dall'art. 12 cit. (accertamento della rispondenza dell'opera alle prescrizioni di progetti e di collaudi, aggiornamento e revisione dei prezzi) è applicabile il detto artico, mentre in caso diverso trova applicazione la norma generale dell'art. 11 D.P.R. cit.; ne discende che la liquidazione del compenso deve avvenire in base a quest'ultima norma, qualora l'incarico commesso al consulente abbia avuto ad oggetto, oltre al controllo di rispondenza previsto dall'art. 12, la quantificazione dei lavori eseguiti in base ad un contratto di appalto e l'incidenza su di essi della clausola contrattuale di revisione dei prezzi, nonché la determinazione dei costi per l'eliminazione dei difetti riscontrati in un accertamento tecnico preventivo e del conseguente degrado dell'immobile.
Trattamento di missione per i dirigenti dello Stato e categorie equiparate.

References: art. 56
 art. 4
 sentenza 
 sentenza 
 art. 11
 art. 1
 art. 12