Source: https://newsgiustizia.blogspot.com/2011/09/
Timestamp: 2017-09-20 02:12:31+00:00

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settembre 2011 - Cronaca Giudiziaria 4.0
settembre 30, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
La Corte di Cassazione, 6^ Sez. penale, con la sentenza n. 35513 depositata il 29 settembre 2011 inaugura un nuovo orientamento in materia di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, reato previsto dall'art. 388 cod. pen.
In particolare, la fattispecie oggetto della sentenza dei Giudici di Piazza Cavour riguarda la condotta di una madre affidataria che mette la figlia minore contro il padre, tanto che la bimba rifiuta di incontrare quest'ultimo nei giorni stabiliti nella sentenza di separazione.
In primo grado il Tribunale dichiara la madre colpevole del reato pevisto dall'art. 388, comma 2^, cod. pen. - il quale stabilisce che "la stessa pena", ovvero la reclusione fino a 3 anni o la multa da Euro 103 a Euro 1032, "si applica a chi elude l'esecuzione di un provvedimento del giudice civile, che concerna l'affidamento di minori o di altre persone incapaci, ovvero prescriva misure cautelari a difesa della proprietà, del possesso o del credito" - e la condanna alla pena di 4 mesi di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale e della non menzione della condanna.
In secondo grado la Corte d'Appello riforma in parte la sentenza impugnata, rideterminando la pena in 600 Euro di multa; confermava nel resto la sentenza di primo grado.
L'imputata propone ricorso per Cassazione, che lo ha rigettato.
I Giudici ritengono corretta la motivazione della sentenza della Corte d'Appello, laddove ritiene che il comportamento aggressivo e animoso del padre sia "l'espressione reattiva, nell'ambito del rapporto conflittuale tra due coniugi separati, alla sistematica elusione da parte della (OMISSIS) del provvedimento giudiziario concernente l'affidamento della figlia minore, tanto che il (OMISSIS) in più occasioni aveva dovuto sollecitare l'intervento dei Carabinieri e si era visto costretto a sporgere ripetute querele contro la moglie, che, a sua volta, aveva irrigidito sempre più il suo atteggiamento".
Nella sentenza che qui si annota è precisato che la madre - a causa dei rapporti molto tesi e conflittuali con l'ex coniuge dopo la separazione consensuale - ha sottoposto la figlia minore ad una vero e proprio condizionamento psicologico, che ha determinato in quest'ultima un forte disagio culminato nel rifiuto di incontrare il padre - secondo quanto accertato dai servizi sociali -. Questo atteggiamento non può essere ricondotto a "una consapevole capacità di autodeterminazione della minore", che all'epoca della separazione aveva 4 anni.
La situazione è degenerata al punto che a tutela della minore è intervenuto il Tribunale dei Minorenni e alla madre è stata tolta per sei mesi la potestà genitoriale.
Per questi motivi, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza impugnata, rigettando il ricorso dell'imputata e condannando quest'ultima al pagamento delle spese legali.
Roma, 30 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Paziente senza sondino muore soffocata. Il PM chiede il rinvio a giudizio di 4 medici per omicidio colposo
settembre 29, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
Un'altro presunto caso di malasanità
Una giovane di 27 anni, malata di tumore, viene ricoverata presso l'Ospedale Humanitas di Rozzano - in provincia di Milano -. Viene effettuata un'operazione di gastrectomia totale.
Dopo l'operazione, i medici dimenticano di applicare il sondino drenante per evitare il blocco dell'apparato respiratorio e la paziente muore per soffocamento.
Sono state effettuate indagini da parte della Procura, all'esito delle quali il PM Maurizio Ascione ha chiesto il rinvio a giudizio di 4 medici per il reato di concorso in omicidio colposo, con l'aggravante della violazione delle norme dell'arte medica.
Roma, 29 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
La sede della Provincia di Palermo
Un dirigente della Provincia di Palermo ha bloccato il pagamento dello straordinario del mese di agosto 2011 di un dipendente per "spalamento neve". Il lavoratore aveva chiesto 200 ore di straordinario per questa prestazione lavorativa.
La vicenda è sicuramente paradossale - la neve ad agosto, per di più a Palermo? -, anche perchè ha molti precedenti, sempre riguardanti lo stesso dipendente.
L'uomo era solito chiedere il pagamento di molte ore di straordinario per lo "spalamento neve" in tutti i mesi dell'anno: oltre ai mesi invernali, 17 ore nel mese di aprile 2011, 53 nel mese di maggio, 38 nel mese di giugno, 44 nel mese di luglio e, appunto, 200 nel mese di agosto.
In sei mesi lo "zelante" dipendente ha accumulato circa 415 ore di straordinario per "spalamento neve", guadagnando la somma extra di 5165 Euro per 215 ore - l'ultimo pagamento è stato, appunto, bloccato -.
Adesso il lavoratore farà ricorso al Tar. Sembra, infatti, che nel mese di agosto del 2010 gli sono state regolarmente pagate 117 ore di straordinario per la medesima prestazione lavorativa.
settembre 28, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
La Monsanto, multinazionale statunitense produttrice mondiale di semi transgenici, è stata denunciata dall'India di bioterrorismo.
Secondo l'accusa, la società "ruberebbe" piante locali originali - allo scopo di creare versioni geneticamente modificate - senza dare alcun compenso alle popolazioni e ai Paesi dove è avvenuto il "furto".
La multinazionale tenta anche di brevettare, acquisendo diritti esclusivi, materiale genetico che proviene da piante tradizionali indiane - ad esempio quello del "Riso basmati" -.
I semi Ogm del cotone indiano sono diventati monopolio della multinazionale di Saint Louis.
A questo proposito Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana, ritiene la Monsanto responsbile anche per i suicidi di centinaia di contadini - circa 250.000 dal 1995 -, indebitatisi allo scopo di comprare il cotone transgenico Bt - il cui utilizzo è stato promosso dalle multinazionali straniere a causa della maggiore produttività e resistenza alle malattie -.
Dal punto di vista giuridico, si segnala che la Corte di Giustizia Europea, con decisione del mese di settembre 2011, ha stabilito che non può essere venduto miele contaminato da mais Ogm MON810 della Monsanto senza esplicita autorizzazione al commercio. Secondo i Giudici di Lussemburgo l'autorizzazione è necessaria anche se il miele contiene solo "tracce" di polline proveniente da Ogm - fino ad ora l'autorizzazione al commercio era necessaria soltanto se il prodotto conteneva parti di organismi geneticamente modificati superiori al 0,9% -.
La Corte di Giustizia, però, nel mese di settembre 2011 ha anche emesso una decisione con la quale ha dato torto alla Francia in merito alla proibizione della coltivazione del mais MON810 da parte di quest'ultima - che nel 2007 aveva vietato la vendita di semi di mais transgenico nell'intero territorio nazionale, e nel 2008 ne aveva vietato la coltivazione -. La Francia si era rivolta alla Corte di Giustizia a seguito del ricorso della Monsanto e di altre società produttrici di semi Ogm contro i provvedimenti. I Giudici hanno precisato che la Francia aveva adottato la "clausola di salvaguardia" senza rispettare le condizioni stabilite dalla normativa europea.
Qual'è la posizione dell'Italia? Nel marzo del 2010 l'allora Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia aveva emanato un decreto con il quale aveva vietato a un'agricoltore friulano di coltivare semi Ogm, nonostante una sentenza in senso contrario del Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio, nel mese di giugno del 2011, ha annullato quest'ultima sentenza condannando al risarcimento dell'agricoltore.
A seguito della sentenza appena indicata, le Regioni - con l'eccezione della Lombardia - hanno chiesto al nuovo Ministro Romano di chiedere all'Europa la "clausola di salvaguardia" contro la coltivazione del mais Ogm MON810 e della patata Anflora.
Roma, 28 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Spalato: assolti 3 turisti italiani dall'accusa di avere abbordato prostitute. La difesa: volevano aiutarle come fa Silvio Berlusconi
settembre 27, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
Spalato, città della Croazia
Il Tribunale di Spalato - seconda città della Croazia - ha assolto tre italiani, originari di Ancona, dall'accusa di avere abbordato tre prostitute rumene. Erano stati arrestati dalla Polizia di Spalato che li aveva sorpresi mentre stavano pagando le prostitute.
I tre imputati si sono difesi dall'accusa sostenendo che il loro esempio è il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. La loro intenzione non era quella di abbordare le prostitute, ma di aiutarle a liberarsi del protettore che aveva sequestrato i loro passaporti e ad uscire dal giro di prostituzione organizzata. In poche parole, erano spinti dalla generosità.
Il Giudice ha accolto la tesi difensiva e assolto i tre imputati dal reato contestato.
Infine, i tre italiani da imputati sono diventati testimoni, e con il loro aiuto il protettore delle prostitute è stato arrestato.
Roma, 27 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Emergenza rifiuti: la Commissione Europea invia all'Italia il secondo avviso di messa in mora
La Commissione Europea ha avvertito l'Italia che il 29 settembre 2011 sarà pubblicato un nuovo avviso di messa in mora per la questione dell'emergenza rifiuti di Napoli.
Gia nel marzo del 2010 l'Italia era stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea per violazione delle norme dell'UE, a causa della mancata crostruzione di impianti adeguati per lo smaltimento dei rifiuti urbani senza mettere in pericolo la salute dei cittadini e l'ambiente.
Si tratta della seconda procedura di infrazione, dopo quella del 2007; una volta pubblicato, l'Italia avrà 2 mesi di tempo per adeguarsi. Se non saranno fornite risposte adeguate, la Commissione Europea potrà deferire l'Italia davanti alla Corte di Giustizia, chiedendo il pagamento di una sanzione che sarà commisurata alla gravità dell'infrazione, la durata e la necessità di evitare recidive.
La Pepsi lancia sul mercato la "bottiglia sinuosa" e la Cocacola le fa causa in Australia
La bottiglia della "Pepsi" e quella della "CocaCola" a confronto
La Cocacola Company ha citato in giudizio la Pepsico - la società che produce la Pepsi - davanti al Giudice Federale in Australia per violazione del marchio: la prima accusa la seconda di avere "copiato" la forma della "bottiglia sinuosa", che costituirebbe il marchio della CocaCola. La Pepsi, di conseguenza, avrebbe illegittimamente imitato la forma, ponendo sul mercato australiano una bottiglia "sostanzialmente identica o ingannevolmente simile".
Gli Avvocati della Cocacola Company precisano che quest'ultima ha acquisito l'esclusiva della "bottiglia con le curve" nel 1937 e dal 1960 l'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti considera la particolare bottiglia un marchio di fabbrica della Società di Atlanta.
Per questi motivi, la Cocacola Company chiede che la Pepsico ritiri subito dal mercato le bottiglie e paghi una somma di un centinaio di milioni di dollari a titolo di risarcimento danni.
La Pepsico, dal canto suo, nega tutto quanto è stato affermato dalla Società rivale.
In effetti il caso si presenta piuttosto complicato, perchè - per vincere la causa - la Cocacola Company dovrà provare, tra le altre cose, che vedendo una "bottiglia sinuosa" con il marchio della Pepsi i consumatori comprano il prodotto perchè lo confondono con la Cocacola, e non perchè preferiscono la Pepsi.
La prima udienza davanti al Giudice Federale si è tenuta il 15 settembre 2011. Seguiremo gli sviluppi del processo.
Chiavari: pignorata la casa di due coniugi per il mancato pagamento della mora sull'ICI
L'ufficiale giudiziario di Chiavari ha pignorato la casa di due coniugi a causa del mancato pagamento della mora sull'ICI.
I fatti: nel 2003 i due coniugi pagano con ritardo l'ICI annuale, ma dimenticano di pagare la mora per il ritardo per un importo di 6,24 Euro.
Il Comune invia i solleciti di pagamento, che vengono cestinati perchè la coppia è convinta di avere estinto il proprio debito pagando la tassa dovuta.
Nel corso del tempo il debito cresce, arrivando ad un importo di circa 700 Euro.
Il Comune procede, infine, al pignoramento dell'abitazione dei due coniugi - che ha un valore di circa 700 mila Euro -.
La prima considerazione su quanto è accaduto è che il debito è quanto meno sproporzionato rispetto al valore del bene pignorato. In più, il Comune avrebbe potuto ricorrere ad altri mezzi per recuperare la somma dovuta - ad esempio, il pignoramento di un conto corrente o di un bene mobile come la macchina -.
In ogni caso, i due coniugi provvederanno a pagare quanto dovuto per tornare a godere della propria abitazione.
Truffa informatica : 39 indagati per distribuzione di codici di accesso ai danni di Mediaset e Sky
Antenna per Tv satellitare
Trentanove persone sono indagate per truffa informatica e violazione del diritto d'autore: distribuivano codici diaccesso a costo irrisorio per la visione abusiva delle pay tv, tra le quali quelle di Mediaset e Sky.
La Polizia delle comunicazioni, nell'ambito di operazioni di contrasto alla pirateria informatica, sta effettuando perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, che si trovano in Lazio, Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna.
Migliaia di persone hanno usufruito di questo "servizio": professionisti, aziende, titolari di esercizi commerciali.
I codici di accesso consentivano di accedere ai diversi "pacchetti" offerti dalle pay tv. Gli indagati erano riusciti, attraverso software e apparecchiature specifiche, a violare i sistemi di decodifica dei prodotti offerti a pagamento.
Le perquisizioni hanno consentito di trovare materiale e documentazione di riscontro ai reati contestati, nonchè di ricostruire un sistema "piramidale" che porta anche alla Svizzera e alla Germania.
Arabia Saudita : diritto di voto alle donne, ma dalla prossima tornata elettorale
settembre 25, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
Abdullah bib Abdul - Aziz Al Saud, re dell'Arabia Saudita, ha annunciato che le donne potranno essere eletto nella Shura - il Parlamento Arabo - a partire dalle prossime elezioni. Il monarca ha anche concesso alle donne il diritto di voto - sempre a partire dalle prossime elezioni -.
Il 29 settembre 2011 sono previste le elezioni, ma le nuove disposizioni entreranno in vigore dalla successiva tornata elettorale - presumibilmente tra 4 anni -.
Il monarca arabo ha dichiarato che "Dato che rifiutiamo di emarginare le donne in tutti i ruoli della società che sono conformi alla sharia abbiamo deciso, dopo consultazioni con i nostri consiglieri religiosi di inserire le donne nella Shura come membri a partire dalla prossima sessione. Le donne potranno candidarsi alle elezioni municipali e avranno anche il diritto di voto".
E' importante precisare che in Arabia Saudita non sono previste elezioni poltiche, ma soltanto elezioni municipali - è in vigore la monarchia assoluta, senza istituzioni completamente elettive -; anche gli uomini hanno diritto di voto soltanto alle elezioni municipali.
E' opportuno, pertanto, andare con i piedi di piombo prima di parlare di svolta storica.
Peraltro, in Arabia Saudita le donne subiscono molte limitazioni : tra le più eclatanti, il divieto di guidare - in realtà è addirittura vietato prendere la patente -, che nel mese di giugno del 2011 ha dato vita ad una protesta nel Paese, costata addirittura il carcere ad una donna che aveva pubblicato sul web un video nel quale guidava un'auto.
In più, le donne saudite non possono viaggiare, farsi operare e lavorare senza il consenso di un familiare maschio.
Direi, quindi, che la vera "svolta storica" sia ancora un pò lontana....
Roma, 25 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Il diritto al mantenimento sorge anche se i due coniugi non vivevano insieme
Presupposti del diritto al mantenimento dell'ex coniuge
Il coniuge meno abbiente al quale non è addebitabile la separazione ha diritto al mantenimento anche se non conviveva con l'altro coniuge.
Questo è il principio espresso dalla Corte di Cassazione, 1^ Sez. civile, con la sentenza n. 19349 del 22 settembre 2011.
Nel caso esaminato dai Giudici di legittimità, i coniugi Tizio e Caia - lui ingegnere, lei insegnante part -time - vivevano lontani per motivi di lavoro, vedendosi quasi tutti i fine settimana e durante le vacanze.
In sede di procedimento per la separazione personale, il Tribunale rigetta le richieste di addebito della separazione e condanna Tizio a corrispondere a Caia una somma mensile a titolo di mantenimento. La sentenza, appellata da Tizio, viene confermata dalla Corte d'Appello.
Tizio, allora, ricorre in Cassazione eccependo che tra lui e Caia, a causa della mancata convivenza, non si era instaurato il "consorzio familiare", poichè quest'ultima aveva continuato a vivere con i propri genitori e a mantenersi con i redditi propri derivanti dall'attività svolta e da fabbricati.
Ma i Giudici di legittimità sono di diverso avviso. Nella sentenza è precisato, infatti, che "Tra le condizioni per il sorgere del diritto al mantenimento in favore del coniuge cui non sia addebitabile la separazione, l’articolo 156 Cc non pone l’instaurazione di un’effettiva convivenza fra i coniugi: la mancata convivenza, infatti, può trovare ragione nelle più diverse situazioni o esigenze, e va comunque intesa, in assenza di elementi che dimostrino il contrario, come espressione di una scelta della coppia, che di per sé non esclude la comunione spirituale e materiale, dalla quale non possono farsi derivare effetti penalizzanti per uno dei coniugi e alla quale comunque non può attribuirsi efficacia estintiva dei diritti e doveri di natura patrimoniale che nascono dal matrimonio. Ne consegue che deve essere confermato il diritto al mantenimento del coniuge meno abbiente anche laddove quest’ultimo, in costanza di matrimonio, non abbia vissuto sotto lo stesso tetto dell’onerato".
In sostanza, secondo i Giudici con l'ermellino non viene meno il diritto al mantenimento se i coniugi scelgono di non vivere insieme, perchè i diritti di natura patrimoniale non possono estinguersi e penalizzare il coniuge meno abbiente nell'ipotesi in cui si scelga di non convivere per i più svariati motivi.
Analogamente, la Corte di Cassazione non ha accolto l'eccezione di Tizio relativa al fatto che Caia aveva provveduto al suo mantenimento con redditi propri e non aveva contribuito al menàge familiare poichè aveva scelto di lavorare part - time, mentre avrebbe potuto trovare un incarico a tempo pieno nel proprio ambito lavorativo.
In proposito nella sentenza in commento si legge che "in materia vige il principio secondo il quale il tenore di vita goduto durante il matrimonio, al quale rapportare il giudizio di adeguatezza dei mezzi a disposizione del soggetto richiedente, è quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi, non già quello tollerato o subìto o anche concordato con l'adozione di particolari criteri di suddivisione delle spese familiari e di disposizione dei redditi familiari residui".
Bufale web: "David Beckam è morto". Ma lui scende in campo con i "Los Angeles Galaxy"
settembre 24, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
Il "Global Associated News" ha pubblicato una notizia shock : "Beckham è morto sul colpo in un incidente sulla Interstate 80 - viaggiava a 150 km/h sull'auto di un amico. Il calciatore ha perso il controllo del veicolo, che si è ribaltato più volte".
Migliaia di prsone hanno prontamente diffuso la notizia su Twitter e Facebook.
Ma poche ore dopo ecco la smentita: David Beckam è sceso in campo con i "Los Angeles Galaxy" per una partita di Champions League in Costa Rica.
I fan del popolare ex calciatore hanno espresso la loro rabbia nei confronti di quello che è definito un "generatore di bufale".
Nessun commento su quanto è accaduto da parte di David Beckam.
Roma, 24 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli di Roma
Due genitori piemontesi hanno poposto azione di risarcimento danni nei confronti del Policlinico Gemelli di Roma, chiedendo la condanna al pagamento della somma di un milione di Euro.
I due - lei di 43 anni e lui di 63 anni - sono genitori di una coppia di gemelli nati nel 2010 al Policlinico Universitario.
Quando è stata resa nota la vicenda dell'infermiera ammalata di TBC e sono stati effettuati gli esami di controllo su tutti i neonati, in un primo momento soltanto uno dei due figli della coppia piemontese era risultato positivo.
Purtroppo, effettuati ulteriori esami, è risultato che anche l'altro gemello ha contratto la TBC.
I due genitori, pertanto, lamentano di avere subìto una "doppia disgrazia" e, pertanto, di essere stati doppiamente danneggiati.
I due legali della coppia hanno precisato che "Si tratta di un fatto gravissimo e senza precedenti che ha colpito tante famiglie. Purtroppo per i coniugi la disgrazia è stata 'doppia' come è stata doppia la gioia al momento della nascita dei due gemellini".
Trenitalia: il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la class action dei pendolari
Il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la class action proposta nel mese di febbraio del 2010 nei confronti di Trenitalia dai pendolari della linea regionale Roma - Nettuno per i molteplici disagi e disservizi subìti.
In particolare, il Tribunale ha giudicato inammissibile la richiesta di risarcimento del danno patrimoniale - eventualmente limitato al rimborso del costo del biglietto - perchè i diritti espressi dai pendolari non sono "diritti individuali omogenei, tutelabili attraverso l’azione di classe".
Analogamente, sono state dichiarate inammissibili le richieste di risarcimento del danno non patrimoniale e di adeguare il livello di servizio offerto agli standard previsti dal contratto di servizio. Quest'ultima richiesta, in particolare, non rientra tra quelle proponibili attraverso una class action.
Il contribuente non ha diritto al risarcimento per il preavviso di fermo amministrativo illegittimo, se il provvedimento non è stato eseguito
Il contribuente destinatario di un preavviso di fermo amministrativo illegittimo non ha diritto al risarcimento danni se il provvedimento non è stato messo in esecuzione.
Con la sentenza del 22 settembre 2011 emessa dalla 5^ Sez. Tributaria, la Corte di Cassazione inaugura un nuovo orientamento giurisprudenziale in materia.
In primo grado il Giudice di Pace aveva riconosciuto al ricorrente la somma di 900 Euro a titolo di risarcimento danni.
La Suprema Corte, davanti alla quale la società di riscossione ha impugnato la sentenza, ha accolto il ricorso, precisando che non ha diritto al risarcimento danni chi è destinatario di un preavviso di fermo amministrativo illegittimo, perchè il credito della società di riscossione è inesistente. Per avere diritto al risarcimento, infatti, non basta ricevere la comunicazione di preavviso relativa al fermo amministrativo - che nel caso di specie era stata erronemante notificata dalla società di riscossione -, ma è necessario che il provvedimento sia eseguito.
Nella sentenza si legge, in particolare, che "la sentenza impugnata, dopo aver dato conto che il provvedimento di fermo non è mai stato eseguito, essendo solo stata data comunicazione del preavviso, ha, ciononostante, ritenuto l’esattore responsabile per non aver revocato detto provvedimento (la permanenza dei cui effetti è stata fatta ritenere valida sino al deposito della comparsa di risposta), e l’ha condannata al risarcimento del danno, così violando i principi informatori della responsabilità aquiliana, che ricollegano il risarcimento alla necessaria sussistenza di un danno inferto a causa di un comportamento antigiuridico".
In sostanza, nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione manca la condotta lesiva che dà titolo al risarcimento dei danni, perchè in realtà il provvedimento di fermo amministrativo non è stato mai emesso.
Di conseguenza, ad avviso della Suprema Corte viene meno la fonte dell'obbligo risarcitorio, che è stata fondata sulla mancata revoca del provvedimento.
Francia: per la prima volta due donne sono state condannate per il velo integrale
Francia: prima condanna per il velo integrale
Nel mese di aprile del 2011 in Francia è entrata in vigore la legge che vieta alle donne di indossare in pubblico il velo integrale.
Fino ad ora sono stati 91 i casi denunciati dopo l'entrata in vigore della legge, ma adesso è arrivata la prima condanna.
Due donne si trovavano nei pressi del municipio di Meaux, alla periferia di Parigi, e indossavano il velo integrale.
Sono state denunciate e il caso è finito davanti ad un giudice, che le ha condannate a pagare un'ammenda.
Un caso analogo si è verificato nel 2009 in Belgio, dove una donna è stata denunciata perchè accompagnava il figlio a scuola indossando il velo integrale.
Il regolamento comunale vieta di indossare il velo integrale per ragioni di sicurezza, fatta eccezione per il carnevale : le persone devono essere riconosciute, e il velo non lo consente.
La donna è stata condannata una prima volta al pagamento di una multa di 35 Euro. Tuttavia, è stata vista di nuovo con il velo integrale e, essendo recidiva, è stata condannata al pagmento di una multa di 200 Euro.
Terremoto Abruzzo: due arresti per truffa da 12 milioni di Euro ai danni dello Stato
settembre 22, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
Case distrutte dal terremoto del 2009
Fabrizio Traversi - Direttore del "Sistema qualità montagna" e dipendente della Presidenza del Consiglio dei Ministri - e il medico aquilano Gianfranco Cavaliere sono stati arrestati con l'accusa di tentata truffa ai danni dello Stato. Nel pomeriggio è stato effettuato l'interrogatorio di garanzia e attualmente i due imputati sono agli arresti domiciliari.
Lo ha comunicato ufficialmente Alfredo Rossini, procuratore capo presso la Procura dell'Aquila.
Le indagini relative all'operazione "Attenti a quei due" sono partite nel maggio del 2010. Secondo l'accusa, Traversi e Cavaliere avrebbero costituito una serie di onlus allo scopo di compiere una truffa ai danni dello Stato accaparrandosi somme destinate alle popolazioni del "cratere" - a seguito del terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile 2009 - in virtù della Legge n. 77, che ha convertito il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri a seguito del terremoto.
Traversi e Cavaliere avrebbero tentato di distrarre la somma di 12 milioni di Euro destinata alle popolazioni terremotate per la realizzazione di interventi urgenti nel sociale.
Altre tre persone sono, invece, finite nel registro degli indagati: Silvano Cappelli - Sindaco del Comune di San Demetrio, in provincia dell'Aquila -, al quale è stato notificato l'avviso di garanzia durante la perquisizione dei Carabinieri nel Municipio, che ha portato al sequestro di documenti relativi ad un progetto che il Comune aveva presentato insieme ad altri Comuni del comprensorio allo scopo di realizzare strutture sociali; Mimmo Srour, ex assessore regionale ai Lavori Pubblici e ex assessore provinciale alla Ricostruzione; Nicola Ferrigni, ricercatore dell'Eurispes - Istituto privato di studi politici, economici e sociali -. Mimmo Srour, dal canto suo, ha dichiarato di non avere ricevuto atti.
Infine, si segnala che nell'inchiesta sono coinvolti anche i vertici della Curia: compare, infatti, anche la Fondazione "Abruzzo solidarietà e sviluppo", il cui Presidente - Monsignor Giuseppe Molinari, Arcivescovo dell'Aquila - e il vicario - Monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi dell'Aquila - si sono dimessi all'inizio del mese di agosto del 2011. Alla fine dello stesso mese si sono dimessi Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere - i quali occupavano le cariche, rispettivamente, di Vicepresidente e di segretario generale della Fondazione -.
Roma, 22 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Ryanair lancia i "posti premium". Chi vuole viaggiare più comodo pagherà di più
Ryanair, la nota compagnia aerea low cost, ha lanciato un nuovo servizio, i "posti premium".
I viaggiatori che vogliono scegliere il posto sull'aereo - ad esempio, le persone più alte preferiscono i posti in prima fila o vicino alle uscite di sicurezza perchè c'è più spazio per le gambe - avranno la possibilità di riservarli, pagando un supplemento di 10 Euro sul costo del biglietto. Normalmente, invece, i posti non sono prenotabili.
Per ogni aereo 21 posti - su 189 - saranno riservati come "posti premium": 9 nelle prime file e 12 in quelle centrali vicino alle uscite di sicurezza.
Siobhan O' Neal, vicedirettore del servizio clienti della Ryanair, ha detto che "Sono stati i nostri clienti a chiederci di poter riservare questi posti".Stephen McNamara, direttore della comunicazione, ha aggiunto che "I nostri passeggeri stanno cambiando, abbiamo più persone che volano per lavoro, politici". D'altra parte, la filosofia della Ryanair è che "tutto ha un costo e se lo vuoi lo devi pagare".
Il servizio è già attivo su alcune tratte in partenza dall'Irlanda e dalla Gran Bretagna; adesso sarà sperimentato in Italia - prima su alcune tratte in partenza da Milano Orio al Serio e poi su tutte le altre rotte -, in Germania e in Belgio.
Consigliere comunale crea gruppo su facebook per organizzare una protesta. Denunciato per manifestazione non autorizzata
Un consigliere comunale di Pescara appartenente a Rifondazione Comunista ha organizzato una protesta contro la partecipazione di Emilio Fede in qualità di Presidente della giuria di "Miss Gran Prix" - manifestazione che si svolge in Abruzzo da 10 anni -.
Allo scopo di dare più forza all'iniziativa, crea il gruppo "Non vogliamo Emilio Fede a Pescara" sul popolare social network Facebook che, in poco tempo, raggiunge un migliaio di iscritti.
Duecento persone si sono poi ritrovate davanti alla sede dove si svolgeva la finale di Miss Gran Prix e Mister Italia per protestare; ci sono stati fischi, sono stati accesi due bengala e si è visto un cartello con scritto "Vergogna".
In ogni caso la manifestazione si è svolta regolarmente, anche se c'è stata l'assenza di Emilio Fede e la defezione del conduttore della Rai Milo Infante, che all'ultimo momento ha deciso di non salire sul palco.
Per questo motivo, il consigliere comunale è stato convocato in Questura a seguito di denuncia. Il reato ipotizzato è quello di manifestazione non autorizzata.
Cassazione: non è diffamazione vantarsi di avere fatto sesso con due donne, se non si fanno nomi
Un elettricista di Brunico - nel Trentino Alto Adige - viene contattato da due sorelle per eseguire dei lavori in un cantiere di proprietà di queste ultime.
Approfondita la conoscenza di una delle due sorelle, nota la disposibilità di quest'ultima. Successivamente, cattura l'interesse anche della seconda sorella. Alla fine i tre sono finiti a letto insieme.
La vicenda, che risale al 2005, è sicuramente non comune e l'uomo si vanta di quanto è successo ad una cena con gli amici. Purtroppo, alla cena è presente anche un parente delle due donne, che avvisa lo zio; quest'ultimo presenta querela nei confronti dell'idraulico per diffamazione, ritenendo lesa la reputazione della famiglia.
In primo grado, il Giudice di Pace - a seguito della testimonianza di una persona presente alla cena - riconosce l'imputato colpevole del reato contestato.
L'idraulico ha porposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, che ha annullato la sentenza di primo grado. Secondo i Giudici di legittimità, l'imputato non è colpevole di diffamazione perchè non può essere considerato reato vantarsi di avere fatto sesso con due sorelle se - come è avvenuto in questo caso - non si fanno nomi e non si è troppo espliciti riguardo i luoghi.
TBC al Policlinico Gemelli di Roma: medici e amministrativi iscritti nel registro degli indagati
settembre 21, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
L'ingresso del Policlinico Gemelli di Roma
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati sette persone, tra medici e personale amministrativo, per la vicenda bambini, ad oggi più di 100, nati nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli di Roma e risultati positivi alla TBC - presumibilmente a causa del contatto con un'infermiera, che ha contratto la malattia-.
L'accusa è di epidemia colposa e lesioni personali colpose.
Nel registro degli indagati sono stati iscritti, in particolare, il "datore di lavoro" - un dirigente dell'ospedale -, le due figure da quest'ultimo delegate per i controlli, il capo del reparto di neonatologia e un funzionario amministrativo del medesimo reparto, due medici "competenti" che avrebbero dovuto visitare l'infermiera malata di TBC - il coordinatore e il medico curante di quest'ultima -.
L'infermiera risultò positiva alla TBC nel 2005. Pertanto, secondo le disposizioni interne dell'ospedale, avrebbe dovuto essere sottoposta a controllo ogni due anni; al contrario, da quel momento non fu più sottoposta a visita - fu fissata una visita di controllo nel 2006, ma l'infermiera non si presentò, nè fu mai chiamata per i controlli previsti -.
Nel mese di febbraio del 2010 l'infermiera è stata spostata nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli; nell'estate del 2011 si sono verificati i primi sintomi. Il medico di base della donna, secondo le indagini fino ad oggi effettuate, non è stato in grado di diagnosticare la malatttia.
Allo stato è esclusa la concorrente responsabilità del marito dell'infermiera - che sei anni fa era a sua volta risultato positivo alla TBC - perchè dalle indagini è emerso che l'uomo era stato colpito da una forma non contagiosa. Sembra, invece, che nel 2005 l'infermiera - che all'epoca lavorava nel reparto di fisiopatologia polmonare - sia entrata in contatto con un malato di TBC.
Nel frattempo, dalle prime indiscrezioni sui risultati della consulenza tecnica disposta dalla Procura, sembra che vi sia un collegamento tra il ceppo infettivo contratto dall'infermiera e quello che ha colpito la bambina ammalatasi di TBC nel mese di luglio del 2011. E' stato, inoltre, accertato che ad oggi i bambini risultati positivi alla TBC sono più di 100.
A questo punto non resta che attendere i risultati definitivi della consulenza tecnica e lo sviluppo delle indagini.
Roma, 21 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Monopoli: la notizia del "no" dello sposo all'altare sarebbe una bufala
settembre 20, 2011 by Daniela Conte 0 Comments A+ a-
Lo sposo dice "no" all'altare: una bufala?
La notizia del giorno, cliccatissima in rete, secondo cui - durante un matrimonio celebrato nella Cattedrale di Monopoli, in provincia di Bari, il 3 settembre 2011 - lo sposo avrebbe detto "no" alla fatidica domanda "Vuoi tu prendere...", e alla richiesta di chiarimenti avrebbe risposto "Chiedetelo alla sposa e al testimone", sarebbe una clamorosa bufala.
Monsignor Vincenzo Muolo, rettore della Cattedrale di Monopoli, ha comunicato che il 3 settembre 2011 non era in programma nessun matrimonio nella cittadina pugliese.
In realtà, la vicenda raccontata sarebbe molto somigliante ad una accaduta un pò di tempo prima a Noci, in provincia di Bari. Anche in questo caso, la data dell'accadimento è incerta.
Sembra, comunque, che in quell'occasione il futuro sposo, alla fatidica domanda del parroco, non abbia dato risposta per tre volte; alla fine, dietro insistenza, avrebbe detto di "no". Alla richiesta di spiegazioni, avrebbe risposto: "Chiedetelo a lui", indicando il testimone. Poi si sarebbe allontanato in tutta fretta dalla Chiesa.
Roma, 20 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Genitori diffidano il figlio di 41 anni, che abita ancora con loro, a lasciare la casa entro 10 giorni
Una scena del film "Tanguy"
Due anziani genitori si sono rivolti ad un'associazione per trovare una soluzione ad una situazione vessatoria in cui sono costretti a vivere da anni: il figlio di 41 anni - nonostante si trovi in buone condizioni economiche grazie ad un lavoro stabile presso un ente locale - non vuole andare via di casa.
Il "bamboccione" ha addirittura atteggiamenti aggressivi e violenti nei confronti dei genitori, pretendendo vestiti lavati e stirati e pasti sempre pronti.
I genitori sono giunti ad uno stato di esasperazione; la mamma è stata anche ricoverata in ospedale a causa dello stress psicologico.
E' stata, pertanto, inviata una lettera di diffida, con la quale è stato chiesto al figlio 41enne di lasciare la casa dei genitori entro 10 giorni. L'obiettivo è quello di giungere ad un accordo stragiudiziale.
In mancanza di accordo, sarà avviata un'azione legale dinanzi al Tribunale di Venezia.
In casi come questo, la soluzione migliore è riuscire a trovare un accordo bonario - come invitano a fare anche i Giudici - allo scopo di trovare una soluzione equilibrata che soddisfi le diverse esigenze.
Per un caso analogo - un 40enne di famiglia benestante che viveva ancora con i genitori -, infatti, dopo due azioni legali è stato trovato un accordo con il quale è stato stabilito che il figlio andasse via di casa, in cambio di un aiuto economico da parte del padre.
Monopoli : sposo dice "no" all'altare. Scoperta tresca tra la sposa e il testimone
Sposo dice di "no" all'altare
Durante un matrimonio, al momento della fatidica domanda "Vuoi tu prendere...", lo sposo, soprendentemente, risponde "no". Alla domanda del prete sul perchè di quella decisione così drastica, l'uomo, infilatisi gli anelli in tasca, ha detto: "Chiedetelo alla sposa e al suo testimone, il perché di questa scelta".
La vicenda, saltata agli onori della cronaca, è accaduta a Monopoli - in provincia di Bari -, nella Basilica Maria santissima della Madia. Doveva celebrarsi il matrimonio di due rampolli di famiglie molto note. Ma lo sposo ha scoperto la "tresca" tra la sposa e il testimone, e ha deciso di non sposarsi.
Allo scopo di non perdere la caparra, dopo l'episodio ha organizzato il "ritorno al celibato" nel luogo dove avrebbe dovuto tenersi il ricevimento di nozze e ha raccontato i particolari della "tresca" che ha scoperto.
Carichi familiari: il genitore affidatario ha diritto all'intera detrazione
settembre 19, 2011 by DANIELA CONTE 0 Comments A+ a-
Il genitore affidatario dei figli ha diritto all'intera detrazione per carichi familiari, il cui riconoscimento non può essere ostacolato dalla circostanza che l'altro genitore abbia usufruito del 50% della medesima detrazione.
Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale - Ctp - di Bari con la sentenza n.128/15/2011.
I fatti: Tizia - genitore affidatario - dichiara per intero, nel Modello Unico per i redditi del 2006, la detrazione per i carichi familiari. Successivamente, a seguito di un controllo formale della dichiarazione, l'Agenzia delle Entrate riduce del 50% l'importo delle detrazioni per i due figli a carico perchè, per il medesimo anno, l'altro genitore Caio - convivente more uxorio di Tizia - aveva dichiarato in deduzione il 50% dei carichi familiari. Pertanto, invia a Tizia una cartella di pagamento per il recupero del 50% della detrazione per carichi familiari percepita.
Tizia si oppone con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, eccependo che il Tribunale dei Minorenni l'ha riconosciuta affidataria esclusiva dei due figli; di conseguenza, ha diritto all'intera detrazione per carichi familiari.
L'Amministrazione finanziaria si costituisce in giudizio ed eccepisce che, per l'anno 2006, i genitori avevano la possibilità di scegliere liberamente la ripartizione della detrazione per carichi familiari; pertanto, non avendo avuto notizia di alcun accordo in tal senso, ha legittimamente presunto la ripartizione della detrazione al 50% tra i due genitori.
Tale legittima presunzione, ad avviso dell'Amministrazione finanziaria, è stata confermata dalla circostanza che Caio aveva usufruito del 50% della detrazione per carichi familiari; di conseguenza, a Tizia non poteva essere riconosciuta una detrazione superiore al 50%.
La Ctp ha accolto il ricorso di Tizia, annullando la cartella di pagamento impugnata.
Secondo i Giudici, infatti, il Tribunale dei Minorenni aveva dichiarato la ricorrente genitore affidatario in via esclusiva; pertanto, la medesima aveva legittimamente diritto alla detrazione per carichi familiari nella misura del 100%. Tale diritto non poteva venire meno perchè l'altro genitore aveva usufruito della medesima detrazione nella misura del 50%.
La Ctp ha anche "censurato" il comportamento dell'Amministrazione finanziaria, che "aveva il dovere" di recuperare il 50% della detrazione per carichi familiari dal genitore che l'aveva indebitamente indicata nella dichiarazione dei redditi.
Roma, 19 settembre 2011 Avv. Daniela Conte
Il Ministero della Giustizia condannato a risarcire 250 agenti penitenziari per straordinari non pagati
Il TAR Emilia Romagna ha condannato - con sentenza n. 307 del 14.09.2011 - il Ministero della Giustizia al pagamento degli straordinari non corrisposti, dal 2004 al 2009, a 250 agenti penitenziari che lavorano a Parma.
Ad ognuno degli agenti dovrebbe essere corrisposta una somma che va dai 2.000,00 ai 5.000,00 Euro.
La vicenda che ha dato origine al processo è la seguente: da anni gli agenti penitenziari che operano a Parma erano costretti a lavorare anche per due settimane di fila, senza osservare il turno di riposo. Tuttavia, non veniva loro corrisposto l'indennità per gli straordinari prevista dal contratto collettivo ma, al massimo, riposi compensativi.
I Giudici amministrativi hanno precisato che "Le disposizioni contrattuali prevedono che la chiamata in servizio nel giorno destinato al riposo compensativo o nel giorno festivo sia retribuita con un “indennizzo da disagio”, pari ad 8,00 euro oltre al recupero del giorno di riposo".
Nella sentenza si legge, altresì, che la funzione della retribuzione per la prestazione di lavoro straordinario è quella di ricompensare per il lavoro svolto al di fuori dell'orario di lavoro ordinario, mentre la funzione del riposo compensativo è quella di "consentire al lavoratore, in primo luogo, di ripristinare il proprio equilibrio attraverso il risposo (che deve avvenire entro le due settimane successive) e di risarcire il lavoratore stesso con una sorta di indennizzo, il cui ammontare appare, peraltro, pressoché simbolico".
Per questi motivi, il TAR ha ritenuto che ai ricorrenti spettano il compenso per lavoro straordinario e l'indennizzo contrattualmente previsto quando svolgono attività lavorativa nei giorni festivi o nei quali spetterebbe il riposo.
La sentenza che qui si commenta potrebbe aprire la strada a tantissimi altri ricorsi, a causa della situazione di carenza di organico delle carceri italiane, che porta le amministrazioni penitenziarie a chiedere agli agenti penitenziari di svolgere lavoro straordinario anche nei giorni di riposo.
Le conseguenze per lo Stato potrebbero essere molto onerose : si calcola che soltanto a Parma i risarcimenti potrebbero raggiungere la somma di 500.000,00 Euro.
Treviso: ereditiera risarcisce l'ex marito con 100.000 Euro per il sesso estremo con l'amante
Un'ereditiera di Treviso deve pagare all'ex marito, professionista, la somma di circa 100.000 mila Euro a causa di una relazione extraconiugale caratterizzata da condotta sessuale "estrema".
Durante il procedimento per la separazione personale dei due coniugi, infatti, è emerso che la moglie aveva intrecciato una relazione extraconiugale con una persona amante del sesso estremo. Questa condotta ha provocato al marito uno stato di stress psicologico - in particolare ansia, paura, insicurezze -.
L'avvocato del marito ha presentato, alla prima udienza, una richiesta di risarcimento danni per la somma di 200.000 Euro. I danni subìti sono stati documentati mediante il deposito di una cartella clinica e di rilievi fotografici inattaccabili.
Alla fine è stato raggiunto un accordo extragiudiziale, con il quale l'ereditiera ha accettato di pagare la somma di 100.000 Euro a titolo di risarcimento danni. Il marito, invece, ha rinunciato agli alimenti, accontentandosi del risarcimento e della separazione per giusta causa.
ATM: l'autista ripreso mentre guida con l'Ipad finisce sotto inchiesta. Altri 32 casi in un anno
L'autista con L'Ipad nel video di Repubblica
L'autista dell'ATM - Azienda di Trasporti Milanese -, ripreso in un video con il cellulare diffuso in esclusiva dal sito del quotidiano Repubblica, è finito sotto inchiesta. Rischia una sanzione che va dalla sospensione temporanea dal servizio e dallo stipendio al licenziamento; il regolamento dell'ATM, infatti, stabilisce espressamente l'applicazione di sanzioni discipilinari per la "guida disturbata dall’utilizzo di tablet pc".
L'ATM ha reso noto che in un anno sono stati segnalati 32 casi di autisti sorpresi ad utilizzare telefoni cellulari e computer palmari mentre erano alla guida degli autobus. Per tutti è stata prevista una Commissione d'inchiesta. La prassi aziendale prevede la sospensione per gli autisti sorpresi per la prima volta con apparecchi tecnologici, il licenziamento nei casi di recidiva.
L'Assessore ai Trasporti del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, ha giudicato il comportamento dell'autista "inaccettabile, soprattutto da parte di chi ha la responsabilità dell’incolumità dei passeggeri e degli altri utenti della strada".
Anche i sindacati hanno duramente criticato l'episodio. In particolare, Piero Pozzoli (Uil Trasporti) ha segnalato la circostanza che l'ATM negli ultimi anni ha ridotto il periodo di formazione degli aspiranti autisti - durante il quale gli istruttori insegnano a guidare l'autobus e valutano i singoli partecipanti, segnalando all'azienda eventuali inadeguatezze prima che questi ultimi siano assunti - da 45 giorni a 15 giorni.
Il video esclusivo di Repubblica:
Tribunale per i minori dà bimba in adozione perchè i genitori sono troppo anziani
Il Tribunale per i minori del Piemonte ha dato una bambina di un anno e mezzo in adozione, togliendola ai genitori perchè ritenuti troppo anziani - la madre ha 58 anni e il padre 70 anni - ed egoisti.
La coppia, sposatasi nel 1990, aveva cercato per anni di adottare un figlio. Nel 2003 avevano ricevuto risposta negativa a causa dei limiti d'età.
Alla fine erano riusciti a coronare io loro sogno: la bambina è stata concepita all'estero con la fecondazione artificiale ed è nata nel 2010 all'ospedale Sant'Anna di Torino.
Il Collegio giudicante ha fondato la propria decisione su due motivi:
i genitori sono troppo anziani
hanno desiderato troppo avere un figlio, ricorrendo addirittura alla fecondazione artificiale all'estero.
Nella sentenza si legge, in particolare, che la bambina è "il frutto di una applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica" e che la volontà di concepirla "è una scelta che, se spinta oltre certi limiti si fonda sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni che necessariamente implicano l´accantonamento delle leggi di natura e una certa indifferenza rispetto alla prospettiva del bambino".
Secondo i Giudici "i genitori non si sono mai seriamente posti domande in merito al fatto che "Viola" si ritroverà orfana in giovane età e prima ancora sarà costretta a curare i genitori anziani, che potrebbero avere patologie più o meno invalidanti, proprio nel momento in cui, giovane adulta, avrà bisogno del sostegno dei suoi genitori".
Il collegio giudicante ha anche riscontrato difficoltà pratiche nel crescere la bambina; ad esempio, "è stata allattata artificialmente ed è rimasta al nido per 5 giorni dalla nascita perché la madre non si sentiva in grado di tenerla in camera con sé".
A un mese di vita la bambina è stata data in affidamento a seguito della segnalazione dei vicini di casa, che avevano chiamato i carabinieri perchè avevano visto la bambina sola in macchina piangere disperatamente. Il padre si era giustificato dicendo di averla lasciata da sola per pochi minuti, mentre scaricava la spesa. Per questo episodio è pendente - a carico dei genitori di "Viola" - un procedimento penale per abbandono di minore.
Attualmente la bambina, che ha un anno e mezzo, è stata data in adozione e vive con la famiglia adottiva; i genitori hanno la possibilità di vederla ogni 15 giorni.
L'avvocato che difende i genitori di "Viola" ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza perchè "Si tratta di una sentenza fondata sul pregiudizio che considera l´adozione una misura alternativa al desiderio di genitorialità".
Il video sul sito del quotidano "Repubblica" con l'intervista ai genitori di "Viola":

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