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Timestamp: 2020-08-15 14:02:23+00:00

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Note alla sentenza del Tar Puglia – Bari n. 2535 del 20 Giugno 2003, sull'incarico di consulenza legale esterna in presenza di un ufficio legale dell'Amministrazione. nota di Simona Falconieri
La recentissima sentenza n. 2535 del Tar Bari, costituisce una interessante applicazione dei principi guida fissati dal Consiglio di Stato nella sentenza 1295 del 10.3.2003.
Il Tar decide per l’annullamento della deliberazione della Giunta Municipale, avente per oggetto l’affidamento di una consulenza legale all’amministrazione comunale e la nomina fiduciaria di un avvocato.
Il Tribunale Amministrativo motiva argomentando ex art. 7 comma 6 del Testo Unico sul Pubblico Impiego (D.Lvo 165/2001), che si riporta per chiarezza, per intero in calce alla presente nota.
E’ pur vero infatti, che il servizio legale rientra tra quelli di cui all’allegato 2 al D.Lvo 157/95, per i quali le rigorose forme dell’evidenza pubblica ivi dettagliate, non valgono se non nei limiti di cui all’art. 3 comma 2 del decreto medesimo.
E’ pur vero, però, che l’Amministrazione deve comunque motivare la nomina fiduciaria con l’assenza di un servizio interno a ciò istituzionalmente deputato.
Ciò , peraltro, risulta in linea con le disposizioni di cui all’art. 34 della Legge Finanziaria 2003 (L.289/2002): il c.d. “blocco delle assunzioni” non deve comportare un aumento delle consulenze esterne, soprattutto allorquando vi siano professionalità interne adeguate.
Il rischio, sottolinea il Tar, è la “compromissione dell’unità di indirizzo” e la creazione di funzioni esterne che inutilmente “doppiano” quelle interne, con evidente esborso ingiustificato di denaro pubblico.
ª Articolo 7 D.Lvo 165/2001- Gestione delle risorse umane.
REPUBBLICA ITALIANA Nr. 2535/2003
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Reg.Sent.
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA Nr. 792/2003
Sede di Bari – Sezione Seconda Reg.Ric.
nella Camera di Consiglio del 19 giugno 2003;
Visto il ricorso n. 792/2003, proposto da D'AVOLIO MICHELE, rappresentato e difeso da Di Sipio Avv. Anna Rita;
- il Comune di Sannicandro Garganico, rappresentato e difeso da Zaccagnino Avv. Alfonso;
- di Zaccagnino Gianmario, rappresentato e difeso da Zaccagnino Avv. Gianmario;
previa sospensione dell'esecuzione, della deliberazione della G. M. n. 60 del 7.3.2003, recante “Consulenza legale dell’Amministrazione comunale. Nomina fiduciaria dell’Avv. Giammario Zaccagnino”, comunicata mediante consegna al ricorrente in data 2.4.2003;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Sannicandro Garganico e Zaccagnino Gianmario;
Uditi gli Avv.ti Anna Rita Di Sipio e l’Avv. Gianmario Zaccagnino in proprio e in delega dell’Avv. Alfonso Zaccagnino;
Fatta applicazione dell’art. 9 della L.205/2000 previa informativa datane alle parti;
Viste le proprie ordinanze n. 841/2002 e 220/2003;
Considerato che un incarico di consulenza legale affidato e soggetto esterno all’apparato burocratico non è consentito ex art. 7 c. 6 del D.to L.vo 30.3.2001 n. 165 in quanto nella struttura pubblica locale è funzionante un ufficio contenzioso diretto dall’Avv. Michele D’Avolio (odierno ricorrente) e dipendente dell’ente;
che le predette funzioni esterne, oltre a doppiare inutilmente quelle legali interne all’ente, possono compromettere la funzionalità stessa dell’ufficio del contenzioso e l’unità d’indirizzo nella questione degli affari;
che l’esborso finanziario che ne deriva è privo di alcuna giustificazione, viola la regola di economicità di gestione che presiede alla spesa pubblica e ne compromette il buon andamento;
che alla stregua di quanto precede il ricorso è accolto;
che le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate nell’importo fissato nel dispositivo;
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Bari - Seconda Sezione, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato.
Condanna il Comune di Sannicandro Garganico al pagamento in favore del ricorrente, delle spese di lite che liquida in euro 1500/00.
Così deciso in Bari nella Camera di Consiglio del 19.06.2003 con l’intervento dei Magistrati:
PIETRO MOREA PRESIDENTE, Rel.
MARIA ABBRUZZESE COMPONENTE

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 7
 Articolo 7
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