Source: http://www.plsafety.it/plfire/news_01.htm
Timestamp: 2020-07-05 01:16:41+00:00

Document:
News del 2 set 07
La valutazione dei rischi per attività interferenti
Nuovi obblighi a carico delle aziende per la gestione della sicurezza degli appalti, subappalti e somministrazioni.
La legge 123/2007 e le modifiche all’Articolo 7 del D.lgs. 626/1994.
Appalti: definizioni
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una modifica sostanziale del rapporto tra chi commissiona il lavoro (Datore di Lavoro Committente) e chi lo esegue, l'Appaltatore, il Subappaltatore, il Somministratore di manodopera ed il Lavoratore Autonomo.
La normativa che tratta gli argomenti inerenti gli appalti è la seguente:
è Codice Civile articoli 1655 e 1677
è D.Lgs. 276/2003 articolo 29, modificato dal D.Lgs. 251/2004, articolo 6 (la cosiddetta “Legge Biagi”)
è Legge 248/2006 articolo 35, punti 28-35 (il cosiddetto “Decreto Bersani”)
è Legge 296/2006 (legge finanziaria) modifica dell’articolo 7 D. Lgs. 626/94 s.m.i.
è D.Lgs. 163/2006 (Codice Appalti) come modificato dal D. Lgs. 113/07 (solo per appalti pubblici)
è Legge 123/2007 (delega al governo per emanare il Testo Unico sulla sicurezza)
Oltre ai rischi dati dalle attività pertinenti le proprie mansioni, spesso, sui luoghi di lavoro, sussistono dei pericoli dati dalle interferenza di diverse attività e/o lavorazioni.
Se, per esempio, in un ufficio vi sono lavori di manutenzione per i quali si procede alla rimozione e sostituzione dei corpi illuminanti (lampade, plafoniere, ecc.) si creano sia per gli occupanti l'ufficio (lavoratori dipendenti dal Datore di lavoro Committente) che per i dipendenti l'impresa esterna che effettua i lavoro (Appaltatore) situazioni di disagio e di potenziale pericolo. Infatti, potrebbe cadere una lampada dall'alto mentre la si installa e colpire un lavoratore dipendente del Datore di lavoro Committente, e viceversa un ostacolo (serramento a ribalta, un pavimento deteriorato, ecc.) potrebbe essere causa di infortunio per i dipendenti dell'appaltatore.
Nascono, a questo proposito degli interrogativi: di chi è la responsabilità? Come gestire l'interferenza? Come coordinare le lavorazioni? Come qualificare l'appaltatore? Quali documenti chiedere per la verifica tecnico professionale? Fino a dove arriva la responsabilità solidale?
Un'attenta lettura dell'articolo 7 del D. Lgs. 626/94 cosi come modificato dalla Legge 123/2007 ci porta ad individuare una serie di obblighi, in particolare:
è verifica dei requisiti dei fornitori (appaltatori e lavoratori autonomi);
è informazione dell'appaltatore sui rischi presenti nel luogo dove andrà ad operare;
è cooperazione, coordinamento reciproca informazione tra Committente ed Appaltatore;
è predisposizione del Documento di valutazione dei rischi derivanti dalle attività interferenti e misure di prevenzione e protezione per l’eliminazione delle stesse;
è consegna della valutazione rischi da interferenze alla stipula del contratto;
è indicazione nel contratto degli oneri della sicurezza e dell'avvenuta consegna del Documento di valutazione dei rischi da interferenze;
è responsabilità solidale del Committente in caso in cui l'Appaltatore o il Subappaltatore non abbia assicurato i lavoratori all'INAIL;
è diritto degli Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (e delle organizzazioni sindacali) di poter accedere alle informazioni sugli oneri della sicurezza.
Dopo l'emanazione della legge 123/2007, la gestione dell'appalto risulta ancora più problematica, in quanto il Legislatore allarga le maglie (infatti, non si parla più di divieto di subappalto), ma nel contempo chiede all'Appaltatore di selezionare, verificare, coordinare, cooperare, informare il fornitore rafforzando la responsabilità solidale del Committente nei confronti delle imprese alle quali affidano l'appalto.
Possono essere d’aiuto le seguenti “parole chiave”.
documento di valutazione rischi derivanti dalle interferenze
trasmissione del Documento di valutazione rischi derivanti dalle interferenze all'Appaltatore
responsabilità solidale per assicurazione INAIL
tesserino di riconoscimento lavoratori dell’Appaltatore
accessibilità delle informazioni ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Attività in appalto, somministrazione o subappalto svolta per conto del datore di lavoro committente in luoghi, aree, impianti, immobili, ecc., dove vengono svolti contemporaneamente altre attività di pertinenza del Datore di lavoro Committente.
Disposizione questa già presente nel D.Lgs. 626/1994, il senso della norma è quello di responsabilizzare il Committente nell'affidare un appalto verificando prima i requisiti tecnici, professionali, l'iscrizione alla CCIAA, gli adempimenti alla sicurezza, ecc. In altre parole occorre verificare in via preliminare che l'Appaltatore possa svolgere in piena autonomia e con diligenza l'appalto conferitogli.
Anch'essa già prevista prima della Legge 123/2007, chiede al Committente nel ricevere c/o la propria realtà produttiva un Appaltatore di renderlo edotto attraverso l'informazione sui rischi presenti nel sito dove l'Impresa esterna andrà ad operare.
Durante le attività lavorative, la compresenza di attività , alcune di competenza del Committente e altre svolte dall'Appaltatore (o da più appaltatori), comporta che le due o più entità si informino reciprocamente, coordinandosi e cooperando al fine di prevenire il manifestarsi di situazioni di rischio, a tal fine occorrerà fare apposite riunioni di coordinamento e reciproca informazione.
Novità questa introdotta dalla Legge 123/2007, il Committente, in relazione all'esperienza maturata, ai tipi di contratto di appalto che stipula con imprese esterne (o con lavoratori autonomi) ed alle attività svolte in seno alla propria unità produttiva, valuta i rischi dati dalle interferenze, predispone un documento indicando come eliminare detti rischi. Su questo ultimo punto il legislatore forse poteva (o doveva) essere un po' più chiaro esplicitando meglio alcuni aspetti, in quanto, a proposito di eliminazione dei rischi a volte questi possono essere ridotti ma non completamente eliminati.
Il Documento di valutazione dei rischi derivanti dalle interferenze è consigliabile, anche al fine di movimentare e fotocopiare meno carta possibile (il volume dei documenti prodotti non è direttamente proporzionale alla maggiore sicurezza in Azienda, anzi spesso pochi documenti, corredati da disegni, schemi, foto sono molto più efficaci di pacchi di carta ridondanti e ripetitivi), che sia predisposto in modo separato dalla valutazione dei rischi aziendale in modo da dare tutte le informazioni necessarie al singolo Appaltatore. Questo documento deve essere allegato al contratto di appalto, (ciò vale anche per i lavoratori autonomi) in modo che l'Appaltatore (o il lavoratore autonomo) sia informato sui rischi presenti. E' consigliabile che l'Appaltatore possa verificare tale documento in via preliminare, condividendolo e sottoscrivendolo, ciò al fine di evitare contenziosi inutili in caso di infortunio.
In qualche modo viene ripreso il concetto già presente nei cantieri temporanei e mobili (D.Lgs. 494/1996 s.m.i.) dove il costo dell'appalto, subappalto o somministrazione è dato da:
è manodopera, materiali, mezzi d'opera, attrezzature, spese generali, trasporti, ecc.;
è costi o oneri per eseguire tutte le attività oggetto dall'appalto in piena sicurezza.
Ritornando all'esempio iniziale, affidare ad un'impresa esterna la manutenzione di un impianto elettrico e la sostituzione delle lampade significa che l'Appaltatore deve acquistare le lampade da sostituire, possedere strumenti di verifica (tester, ecc.) ma deve anche fare formazione sulla sicurezza al personale, dotare questi di scale doppie o trabattelli dotati dei dispositivi di sicurezza, devono essere messi a disposizione dei lavoratori i DPI (elmetti, guanti dielettrici, calzature di sicurezza, ecc.).
Vi è poi una seconda, ma non meno importante, tipologia di costi da considerare; è quella relativa ai pericoli che non fanno parte dei propri rischi aziendali ma che sono presenti nell'unità in cui si va ad operare.
Considerando il caso di un'Impresa di verniciatura che va ad operare, ad esempio, in uno stabilimento rumoroso, occorre valutare il rumore presente nell' ambiente in cui opera.
Ne consegue che nell'individuare gli oneri della sicurezza necessariamente si dovrà tenere conto anche dei costi che ciò comporta, informazione, formazione, uso dei DPI, modalità di lavoro perticolari, eventuale utilizzo di tra battelli, ecc..
Poiché il Legislatore, a differenza dei lavori pubblici, non ha ben chiarito se i costi delle sicurezza debbano essere congrui, è consigliabile che in sede contrattuale sia l’Appaltatore ad indicare a quanto ammontano gli oneri per la sicurezza sul totale dei costi dei lavori previsti, in modo tale da proporlo all'Appaltatore e si ridurre i casi di contenzioso basati sulla congruità degli oneri stessi.
Vi è un ulteriore estensione della responsabilità solidale del Committente nei confronti dell'Appaltatore o eventuali subappaltatori, nel caso il fornitore utilizzi lavoratori in nero o comunque non assicurati all'INAIL, la responsabilità in caso di infortunio o malattia professionale resta in prima battuta dell'appaltatore me se questi non è in grado di assolvere, detta responsabilità (per via solidale) può essere trasferita al Committente, il quale dovrà rispondere per conto dell'inadempiente appaltatore o subappaltatore. Si consiglia di verificare periodicamente la regolarità contributiva chiedendo con cadenza trimestrale il “DURC” (“Documento Unico di Regolarità Contributiva”) all'Appaltatore.
L'articolo 3 della Legge 123/2007 prevede l'obbligo, da parte dei lavoratori dipendenti da Appaltatori o Subappaltatori e dei Lavoratori autonomi incaricati di lavori (opere, servizi, somministrazioni, manutenzione, riparazioni, pulizie, ecc.) di munirsi di tesserino di riconoscimento. Pertanto, non deve accedere ai luoghi di lavoro del Committente personale di Appaltatori o lavoratori autonomi che non espongano apposito tesserino di riconoscimento dotato di fotografia indicante i dati della Ditta/Datore di lavoro appaltatore e le generalità del lavoratore.
Le informazioni, copia del contratto con indicati gli oneri delle sicurezza sono accessibili agli RLS o in loro assenza aglio RLS Territoriali nominati nel comparto. In merito ai costi (o oneri) della sicurezza va precisato che anche le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori possono accedere (su richiesta) a questi dati.
Quest'ultima disposizione è una novità: i sindacati dei lavoratori potranno chiedere di verificare se i contratti di appalto o di subappalto indicano i costi della sicurezza riservandosi conseguentemente di entrare in merito alla congruità dei costi medesimi.
La gestione corretta dell'appalto sotto il profilo della sicurezza e della regolarità diventa con le modifiche introdotte dalla Legge 123/2007 un elemento importante che deve vedere i committenti attenti nell'individuare, selezionare, controllare, ecc., i fornitori. In altre parole, nell'affidare la commessa ad un'Impresa bisognerebbe utilizzare il criterio "dell'offerta economicamente più vantaggiosa" e non quella generalmente utilizzata, dell'offerta "al massimo ribasso": spesso il risparmio è illusorio, perché un'Impresa appaltatrice seria, organizzata, rispettosa delle norme di sicurezza, con personale dipendente regolarmente assunto è meno costosa, in termini generali e di gestione, rispetto ad un'Impresa che pratica il cosiddetto dumpig imprenditoriale.
Pensando di fare cosa gradita ed utile al Lettore, si inseriscono qui di seguito sia la nuova Legge 123/2007 (con evidenziati i nuovi adempimenti previsti), sia gli articoli del D.Lgs. 626/1994 modificati/integrati da questa (con evidenziate le modifiche/integrazioni).
Milano, 2 settembre 2007
By Luca Lucchini
(G.U. n. 185 del 10-8-2007)
Art. 1. - (Delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa ire materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro)
Art. 2. - (Notizia all’INAIL in taluni casi di esercizio dell'azione penale)
Art. 3. - (Modifiche al decreto legislativo 19 settembre 1994, a. 626)
Art. 4. - (Disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro)
Art. 5. - (Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori)
Art. 6. - (Tessera di riconoscimento per il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici)
Art. 7 - (Poteri degli organismi paritetici)
Art. 8 - (Modifiche all'articolo 86 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163)
Art. 9. - (Modifica del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)
Art. 10 - (Credito d’imposta)
Art. 12. - (Assunzione di ispettori del lavoro)
1. In caso di esercizio dell’azione penale per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbia determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne dà immediata notizia all'INAIL ai fini dell'eventuale costituzione di parte civile e dell’azione di regresso.
1. Al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 3 dell' articolo 7 è sostituito dal seguente:
«3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o d’opera. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.»;
b) all'articolo 7, dopo il comma 3-bis viene aggiunto il seguente:
«3-ter. Ferme restando le disposizioni in materia di sicurezza e salute del lavoro previste dalla discipline vigente degli appalti pubblici, nei contratti di somministrazione, di appalto e di subappalto, di cui agli articoli 1559, 1655 e 1656 del codice civile, devono essere specificamente indicati i costi relativi alla sicurezza del lavoro. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori di cui all'articolo 18 e le organizzazioni sindacali dei lavoratori.»;
c) all'articolo 18, comma 2, il terzo periodo é sostituito dal seguente: «Il rappresentante di cui al precedente periodo è di norma eletto dai lavoratori»;
d) all'articolo 18, dopo il comma 4 è inserito il seguente:
«4-bis. L'elezione dei rappresentanti per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale, come individuata con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma.»;
e) all’articolo 19, il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare al rappresentante per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della funzione, copia del documento di cui al articolo 4, commi 2 e 3, nonché del registro degli infortuni sul lavoro di cui all' articolo 4, comma 5, lettera o).»;
f) all'articolo 19, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
«5-bis. I rappresentanti territoriali o di comparto dei lavoratori, di cui all' articolo 18, comma 2, secondo periodo, esercitano le attribuzioni di cui al presente articolo con riferimento a tutte le unità produttive del territorio o di comparto di rispettiva competenza».
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come modificato dal presente articolo, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, può adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale qualora riscontri l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L'adozione del provvedimento di sospensione è comunicata alle competenti amministrazioni, al fine dell'emanazione da parte di queste ultime di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni.
3. E’ comunque fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.
4. L'importo delle sanzioni amministrative cui al comma 2, lettera c), e di cui al comma 5 integra la dotazione del Fondo per l’occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed è destinato al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di cui all’articolo 1, comma 1156, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
5. Al comma 2 dell’articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo la lettera b) e aggiunta la seguente:
«b-bis) il pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva rispetto a quelle di cui alla lettera b), ultimo periodo, pari ad un quinto delle sanzioni amministrative complessivamente irrogate».
6. I poteri e gli obblighi assegnati dal comma 1 al personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale sono estesi, nell'ambito dei compiti istituzionali delle aziende sanitarie locali e nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali complessivamente disponibili, al personale ispettivo delle medesime aziende sanitarie, limitatamente all’accertamento di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In tale caso trova applicazione la disciplina di cui al comma 2, lettere b) e c).
1. Nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, a decorrere dal 1° settembre 2007, il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di riconoscimento. Tale obbligo grava anche capo ai lavoratori autonomi the esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.
2. I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere all’obbligo di cui al comma 1 mediante annotazione, su apposito registro vidimato dalla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori. Ai fini del presente comma, nel computo delle unità lavorative si tiene conto di tutti i lavoratori impiegati a prescindere dalla tipologia dei rapporti di lavoro instaurati, ivi compresi quelli autonomi per i quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1.
3. La violazione delle previsioni di cui commi 1 e 2 comporta l’applicazione, in capo al datore di lavoro, della sanzione amministrativa da euro 100 ad euro 500 per ciascun lavoratore. Il lavoratore munito della tessera di riconoscimento di cui al comma 1 che non provvede ad esporla è punito con la sanzione amministrativa da euro 50 a euro 300. Nei confronti delle predette sanzioni non è ammessa la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.
1. Gli organismi paritetici di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, possono effettuare nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza sopralluoghi finalizzati a valutare l’applicazione delle vigenti norme in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro.
3. Gli organismi paritetici possono chiedere alla competente autorità di coordinamento delle attività di vigilanza di disporre l’effettuazione di controlli in materia di sicurezza sul lavoro mirati a specifiche situazioni.
Art. 11. - (Modifica dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296)

References: articolo 29
 articolo 6
 articolo 35

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12
 articolo 7
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 18

Art. 11