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Timestamp: 2019-09-19 12:57:53+00:00

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Luogocomune - Toscana, U.S.A. - politica italiana - Notizie
politica italiana : Toscana, U.S.A.
Inviato da Redazione il 22/6/2007 0:00:00 (6230 letture)
Dopo averla fintamente scampata alle trivellazioni in Val di Noto - l'incubo non è finito nonostante il Corriere abbia ipocritamente tirato un sospiro di sollievo in seguito alla lettera di Camilleri - stiamo subendo una vera e propria occupazione delle multinazionali straniere degli idrocarburi. E' così che sono stati concessi, ad esempio, il 26 aprile scorso, tre permessi dalla Regione Toscana, a firma di Fabio Zita, per effettuare esplorazioni e trivellazioni in tre aree del Sud della Toscana a una società la Heritage Petroleum. Quest'ultima è una società fantasma, in quanto non esiste più da febbraio scorso, quando è stata fagocitata da una società australiana che, guarda caso, ha anche cambiato nome per l'occorrenza: la European Gas Limited o EGL, ex Kimberley Oil. Uffici in Australia e a Parigi anche se sul sito c'è scritto Nizza, mentre la fu Heritage Petroleum aveva sede in Australia e a Monaco, presso un fondo d'investimento….
Non è stato facile risalire ai veri destinatari dei permessi, perché apparentemente sono società che amano la segretezza, e niente compare sugli eventuali dipendenti: si parla di queste società solo nei siti specializzati in Borsa e solo quattro nomi figurano, quelli degli amministratori/azionisti, oltre a vari fondi come quello della Citicorp o della Merril Lynch (www.europeangas.com.au).
Dal bollettino ufficiale della regione Toscana n.23 si legge che i permessi riguardano:
1. il permesso "Cinigiano" (564km2): Arcidosso, Roccalbenga, Castel del Piano, Civitella-Paganico, Roccastrada e Cinigiano in provincia di Grosseto, nonché Buonconvento, Murlo, Monticiano, San Giovanni d'Asso e Montalcino, ...
... in provincia di Siena (478km2).
2. il permesso "Siena", riguarda invece nientemeno che parte del Chianti, Monteriggione e SAN GIMIGNANO: Poggibonsi, Castellina in Chianti, Colle Val d'Elsa, Castelnuovo Berardenga, Asciano, Murlo, Monteroni d'Arbia, Monteriggioni, Sovicille e Siena, poi Barberino Val d'Elsa nella Provincia di Firenze.
3. Il terzo permesso, riguarda un'area di 511 km2 e comprende per intero o in parte i territori comunali di Volterra, Pomarance, Montecatini, Val di Cecina e Castelnuovo Val di Cecina nella provincia di Pisa, Casole d'Elsa, Radicandoli e Chiusino nella provincia di Siena, tutti paesaggi noti nel mondo intero e che fanno vivere migliaia di microrealtà di agriturismi e indotto.
I tre permessi sommano un'area complessiva di ben 1553 km2, di cui molti classificati patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.
Sembra quasi di vivere in un film western, nel quale però gli indiani, quelli che rischiano di finire in una riserva, siamo noi.
I permessi riguardano la ricerca di idrocarburi gassosi il cui gas è "associato a orizzonti mineralizzati a carbone". Pertanto comporterà trivellazioni e scavi di miniere.
Da rilevare quindi:
1. I permessi di esplorazione vengono rilasciati senza bisogno di VIA, per una durata di sei anni, e prevedono che al termine di tre anni si possano già iniziare le trivellazioni, subordinatamente al VIA.
2. I permessi vengono rilasciati su un territorio di oltre 1500 km2 che rappresenta uno dei più bei territori d'Italia e del mondo, fonte di sostentamento per tante famiglie e cittadini locali che vivono di agriturismo e agricoltura nonché indotto.
3. I permessi sono stati decretati da un direttore della Regione, tale Fabio Zita. Quando ho chiamato la regione due giorni fa nessuno ne sapeva niente, neanche la segreteria della presidenza: come è possibile che un semplice dirigente regionale possa rilasciare permessi così importanti, che riguardano il sottosuolo, demanio dello Stato, senza dovere passare da governo e parlamento?
4. E' possibile che vengano accordati permessi così importanti a società inesistenti, come la Petroleum, fagocitata da altre società, di cui come minimo sarebbero da verificare le credenziali?
Nel nostro paese sono già massicciamente presenti anche la Northern Petroleum, società inglese controllata da vari fondi e banche internazionali tra cui la Barclays e altre con la quale la European Gas Limited o EGL stava per effettuare delle joint venture, ma non si capisce se siano andate in porto. (cfr. http://northpet.com/operations/italy/zoom-ops-italy.html). . La Toscana dunque non è l'unica regione sotto tiro da questi cacciatori di idrocarburi, a tal punto che è stata recentemente creata dalla Northern Petroleum una società che si occupa appositamente unicamente dello stivale, e infatti ha lo stivale sulla prima pagina web, con il nostro tricolore: ATI Oil Plc (www.ati-oil.com ; http://www.ati-oil.com/operations/licences_maps.html) Naturalmente di italiano non ha niente: ma essa ha creato una ragnatela di giacimenti e di condotti in tutta Italia dal Po all'Adriatico alla Sicilia, passando dal Lazio e la Calabria. Spulciando un pò i documenti pertinenti di queste multinazionali massicciamente presenti, si scopre che la burocrazia del nostro paese è tutt'altro che fiscale con loro, e si dimostra disponibile e molto generosa, al di là di qualsiasi loro aspettativa, e con nostro grande sgomento. Sembra che il Belpaese sia stato preso da un attacco di masochismo/suicida se si leggono le condizioni.
E infatti, molto accogliente verso questi cd "investimenti esteri" che come minimo deturpano il paesaggio e che sicuramente non arricchiscono il cittadino, siamo diventati una sorta di paese di Bengodi per le angloamericane in quanto si legge testualmente sul sito della Petroleum: "Perché siamo in Italia? La Compagnia considera che in Italia vi sia il potenziale per scoprire giacimenti petroliferi dai 50 ai 500 milioni di barili e giacimenti di gas fino a 1 o più ctf. L'Italia è il terzo maggiore produttore di gas e petrolio in Europa, dopo il Regno Unito e la Norvegia e offre il vantaggio di avere una banca dati accessibile.
Esistono cinque giacimenti di idrocarburi attivi di cui la Val Padana e il Mare adriatico con infrastrutture ben sviluppate. Altrove i maggiori giacimenti sono situati in Sicilia, sull'isola e offshore, e a sud degli Apennini. La produzione proviene da un'ampia gamma di configurazioni geologiche. Cosa molto rilevante è che le condizioni fiscali e burocratiche di concessione dei permessi in Italia sono considerati molto favorevoli al nostro modello di business (…)" in quanto, testuale nel sito:
Soprattutto la terza condizione significa che i furbetti di casa nostra hanno spiegato ai furboni di casa loro che in Italia tu costruisci o trivelli tanto poi possono passare cinque anni prima che gli enti pubblici vengano a disturbarti per chiederti le carte in regola e a quel punto esistono i condoni, basta pagare…Il gioco vale la candela…
Così mentre noi ci svegliamo in un paese da incubo, con burocrazia vessatoria e tutt'altro che snella, la litania delle casse vuote degli enti che grava sui cittadini come un macigno, prepotenze di Stato, presunzione fiscale di evasione e oneri fiscali insostenibili, diritti al lavoro e alla casa calpestati, noi abbiamo leggi, per gli altri, che permettono di pagare niente o quasi le royalties per sfruttare il nostro sottosuolo in regioni come la Val d'Orcia o il Chianti, affitti simbolici a multinazionali, e soprattutto un massimo di 35% di tasse sui redditi (per loro?, mentre gli diamo un assegno in bianco per distruggerci la nostra (ormai unica?) fonte di reddito: un regalo molto generoso, voluto e fatto da chi?
Si accomodino, siamo italiani.
Ho scritto al Ministro Rutelli, a Pecoraro Scanio, a Bersani e alla Presidenza del Consiglio, chiedendo chiarimenti sull'opportunità di concedere tali permessi, senza VIA, quando vertono anche su paesaggi considerati patrimonio dell'Unesco, e quando è praticamente accertato che contengono idrocarburi. Conoscendo i meccanismi di appropriazione delle aziende di ciò che hanno in concessione, accordare tali permessi "esplorativi" equivale a concedere già d'ora inanzi i permessi di trivellazione, in quanto difficilmente queste società speculative si ritirano laddove hanno effettuato investimenti preventivi.
Ho anche chiesto chiarimenti sulle conseguenze economiche, visto che tale territorio vive di turismo, di agriturismo e di agricoltura, attività supportate appunto dall'esemplarità del paesaggio, unico al mondo, e dall'agricoltura naturalmente biologica e in sintonia con la natura che produce prodotti tipici e locali che permettono a molte famiglie di vivere, nonché l'indotto.
Tutto ciò è profondamente scioccante per una popolazione precaria, che quando lavora guadagna 1000 euro al mese, che ha sempre meno accesso ai mutui delle banche per le case, che vede scomparire le proprie pensioni, che è tartassata da bollette alle stelle per gas e benzina. Ciò che è più scioccante ancora è che la EGL verosimilmente sarà l'unica usufruittaria dei ricavati e che contrariamente ad altri paesi dove opera, o le sue consimili, la sua partecipazione sarà quasi del 100% contrariamente alla Spagna ad esempio dove ha al massimo il 2% ed opera in joint venture con aziende nazionali....
Finalmente la notizia esce domani 22 giugno sulla stampa nazionale, creando un piccolo scompiglio tra i politici nazionali e regionali: c'è da sperare che, come annunciato dal Direttore Artusa della Regione Toscana, i permessi li ritirino davvero, e che se proprio debbano darne, regioni come il Chianti la Val D'Orcia, le Crete senesi, Montalcino, Monteriggioni, Volterra ne siano del tutto e per sempre escluse da una legge che non lasci spazio a deroghe e dubbi. E se proprio tali permessi dovessero essere dati, essi siano sempre corredati di condizioni come l'obbligo di operare con società locali e nazionali e/o l'obbligo di verificare chi sono veramente i destinatari. Perché rischiare di passare dalla mafia nazionale alla mafia internazionale non è auspicabile per nessuno. E purché sia rivista la legislazione in merito a royalties e canoni di affitto, ridicoli (5 euro al km2) che aprono la porta a mazzette di tutti i tipi nell'impoverimento della collettività generale e soprattutto locale.
Questi gli indirizzi email dei dirigenti della Regione Toscana responsabili dei decreti
Bollettino della regione Toscana n. 23
Oppure LINK e poi cliccare su bollettino n.23 del 6/6/2007, parte seconda
Inviato: 22/6/2007 8:05 Aggiornato: 22/6/2007 8:05
Re: Toscana, U.S.A.
anche in sardegna sono in corso ricerche petrolifere (speriamo che non ce ne sia, così evitiamo scempi ambientali), potreste trovare qualcosa sul sito della saras oppure nell'archivio del grande e luminoso faro giornalistico che risponde al nome di "unione sarda". Auguri!
Inviato: 22/6/2007 10:07 Aggiornato: 22/6/2007 10:25
Non ho parole. Solo tanta amarezza, tristezza e rabbia.
Questa notizia è una pugnalata nel cuore.
(scusate il post senza apporti costruttivi)
Ecco: una volta neutralizzato Cedolin (il non-patriota) subito arrivano i rinforzi.
Basta, dico io, basta con questo antiamericanismo che si traduce in antieuropeismo e quindi invariabilmente in antisemitismo che è alla base del terrorismo nazi-islamista che si oppone alla tutela dell'ambiente! Dobbiamo dire sempre sì per scongiurare il pericolo di un nuovo periodo buio della storia.
(ho riassunto brevemente la dottrina politica/morale ufficialmente approvata)
(non merito una scodella? una scodellina? anche piccola? please?)
Inviato: 22/6/2007 10:50 Aggiornato: 22/6/2007 10:50
Sembra che qualcosa si muova gia sui mainstream
Repubblica Dopo Noto, allarme trivelle anche nel Chianti La Regione Toscana dice sì e poi si pente
"Non daremo mai il via ad autorizzazioni che feriscano i nostri territori e tradiscano le nostre vocazioni. Abbiamo solo dato l'intesa al ministero delle attività produttive per avviare ricerche preliminari e completare il quadro conoscitivo del nostro sottosuolo. L'allarme sollevato è del tutto incomprensibile e sproporzionato".
Alla faccia delle ricerche per completare quadro conoscitivo hanno gia le autorizzazioni in mano.
Il sindaco di Montalcino Maurizio Buffi spiega: "Noi ci sentiamo piuttosto tranquilli, perché le zone interessate sono confinanti con il nostro comune, però noi non verremo coinvolti. Come credo che non lo saranno alcuni dei comuni e dei territori dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco".
Complimenti per il senso civico Signor Sindaco.
Inviato: 22/6/2007 11:04 Aggiornato: 22/6/2007 11:04
Come al solito, devono muoversi le popolazioni locali. Finché lasciamo tutto in mano ai "nostri buoni e responsabili rappresentanti", stiamo freschi..
Inviato: 22/6/2007 11:07 Aggiornato: 22/6/2007 11:09
Vorrei capire che cosa di preciso ha provocato questo sdegno:
- la concessione dei diritti di sfruttamento a compagnie straniere (più o meno "fantasma")?
- la facilità con cui sono stati rilasciati, relativamente ad ambiti tanto delicati?
- la convinzione che si deturperà l'ambiente per fini estrattivi petroliferi?
Dal testo pare siano tutte e tre insieme, ma sulla terza avrei parecchie riserve: di posti belli in Italia ce ne sono dappertutto, al pari di zone poco amene dedicate all'industria e produzione, ma proprio in Toscana ad esempio l'estrazione di vapore per il comparto geotermico (quindi "fonte rinnovabile" pulita e buona, diversamente dal petrolio) ha causato paesaggi simili:
Inviato: 22/6/2007 11:22 Aggiornato: 22/6/2007 11:22
10 100 1000 val di susa!
un'altra volta le popolazioni locali insorgeranno in difesa del loro territorio e saranno picchiate e criminalizzate...ma questa è la terapia del risveglio signori è tutto benedetto pian piano ci si potrà organizzare verso obiettivi più ampi
Inviato: 22/6/2007 11:32 Aggiornato: 22/6/2007 11:43
Abulafia, il fatto che già sia stato fatto qualcosa che ha deturpato il paesaggio, non mi pare una buona scusa per giustificare ulteriori azioni che lo deturperanno ancor più.
Detto questo, il mio sdegno nasce dal fatto che si siano rilasciati permessi con questa facilità, per trivellare territori che sono tra i più belli d'Italia, senza che la popolazione ne sapesse nulla (come sempre) e con una legislazione peraltro molto allettante per queste aziende.
Opinioni personali, ovviamente; se a te non suscita un moto di sdegno e amarezza, non c'è problema, significa che la pensiamo in modo diverso.
Ma questo non dovrebbe precludere una riflessione sui meccanismi e le dinamiche con cui viene gestito il territorio (e di riflesso la vita della popolazione locale), petrolio o energie "verdi" che siano.
Nel mentre, piccola rassegna stampa:
- Trivelle anche in Maremma
- Dopo Noto, allarme trivelle anche nel Chianti. La Regione Toscana dice sì e poi si pente
- Forum Siena carbon free: terzo post (quello con i riferimenti ai decreti)
- Le trivelle minacciano il Chianti
- Allarme trivelle in Chianti
- Dopo Val di Noto, trivellazioni in Chianti (articolo disponibile in versione cartacea sul Manifesto di oggi, domani leggibile on-line)
EDIT: dimenticavo questo forum, dove stanno raccogliendo materiale sulle trivellazioni toscane:
"Idrocarburi in Val d'Orcia"
Inviato: 22/6/2007 12:03 Aggiornato: 22/6/2007 12:03
AAA Vendonsi Italietta tutta --opzione arredamento compreso ulteriore sconto
Forse sono un pochino troppo pessimista depresso
Inviato: 22/6/2007 13:00 Aggiornato: 22/6/2007 13:00
Grazie , bel buongiorno di m**** che mi avete dato! Io vivo nelle zone di Pomarance\Castelnuovo val di Cecina e non ne sapevo niente.
Queste zone sono già piene di BUCHI per il vapore che abbonda nel sottosuolo anche se, a mio parere, non è sfruttato come dovrebbe. L'unico beneficio che abbiamo con il vapore -salvo qualche serra di pomodori- è il riscaldamento nelle case che ci permette di risparmiare 10 volte rispetto al gas. Il prezzo da pagare sono emissioni di zolfo e gas non del tutto salutari e tubiere che serpeggiano le colline. CI MANCAVA PURE IL GAS!!! ps: la nostra è zona-sismica.ma come????ééééééééééé?
Inviato: 22/6/2007 14:00 Aggiornato: 22/6/2007 14:00
Un bel articolo "terrorista" (ormai è di moda su questo sito, a quanto ci dicono) che rappresenta a pieno il terzomondismo da colonialismo di un paese in apparente stato di democrazia.
Al di la delle decisioni prese o meno, valide o meno, trovo inverosimile che di punto in bianco, con appena 50 euro, mi posso permettere di esplorare un territorio di 10kmq, solo perchè un assessore decide che al posto dei vigneti e degli agriturismi va installato un impianto di estrazione.
Queste cose mi ricordano i tempi in cui si costruivano le case abusive,poco alla volta, anche di notte, per non farsi notare.
Qui stava succedendo lo stesso, anche se vorrei capire come si può nascondere o far finta di non sapere roba del genere.
E' assurdo pure che fatti del genere debbano essere resi noti dal Gabibbo o dal nickname di un iscritto di Luogocomune.
Comunque piena solidarietà ai toscani, nella speranza che non debbano ritrovarsi anche loro nella costrizione di dover far fronte ad un altra emergenza-territorio come ultimamente in Campania.
Inviato: 22/6/2007 14:12 Aggiornato: 22/6/2007 14:12
I canoni annui per le licenze sono solo di 5 Euro per km²;
Come si fà a non farsi venire strane idee!
Inviato: 22/6/2007 14:54 Aggiornato: 22/6/2007 14:59
AAA Vendonsi Italietta tutta --opzione arredamento compreso ulteriore sconto.
Questo però riguarda la sfera politica, non tecnica, relativamente alla faccenda in questione.
il fatto che già sia stato fatto qualcosa che ha deturpato il paesaggio, non mi pare una buona scusa per giustificare ulteriori azioni che lo deturperanno ancor più.
Sono d'accordo. Ma non vedo il motivo di ribadirlo, dato che non ho affermato nulla di simile.
Provo a riassumere la mia opinione:
- nel sottosuolo toscano si sono trovate (o si pensa possano esserci) risorse primarie: bene.
- una compagnia si è fatta avanti per il loro monitoraggio/sfruttamento/estrazione: bene.
- la compagnia è straniera: nulla di male.
- la compagnia non è trasparente nel rivelare la propria governance: male.
- l'amministrazione pubblica ha calato le brache nello stilare le condizioni economiche di contratto: male.
(Ehi, ma queste cose non le faceva solo il centrodestra?!?!)
Venendo al lato prettamente tecnico: citare le bellezze del paesaggio è un'argomentazione vuota perchè generica. L'attività di ispezione e/o estrazione comporta l'uso di infrastrutture ed eventuali opere viarie di collegamento. Le VIA si fanno su progetti presentati dalla compagnia e sono vincolate dalle specifiche stabilite dall'appaltatore. Se la Compagnia in questione è stata fatta accomodare troppo facilmente, di chi è la colpa? Non certo del fatto che si voglia estrarre gas da quelle terre. Eppure nella rassegna stampa di oggi lo sdegno va tutto contro l'idea che in Toscana si possano "bucare i dolci colli", cioè si bada solo all'aspetto ambientale. Non per nulla a lanciare l'allarme è stato un esponente dei Verdi. Il risultato è che ora il Ministro Pecoraro Scanio chiede "l´immediato ritiro di ogni autorizzazione", dunque anche quelle puramente ispettive, e c'è il rischio fondato che quell'opportunità sia preclusa anche in futuro, sull'eco dello sdegno presente. Risultato: una risorsa non sfruttata. Eppure le infrastrutture necessarie a realizzare le varie fasi dell'attività possono essere integrate con l'ambiente in modo tale che non compromettano l'attività turistica ed allo stesso tempo siano economicamente vantaggiose per la compagnia (parlo di compagnie in generale): non vedo quale crimine sussista nel pensare di ritagliare in questo modo una fetta di paesaggio per costruire un impianto da cui ricavare una fonte utile alle persone che lo abitano, o limitrofe.
L'assessore regionale all'ambiente ha però fatto marcia indietro in questo modo:
"Fortunatamente ce ne siamo accorti in tempo perché gli idrocarburi non sono la vocazione della toscana, la nostra vocazione sono le energie rinnovabili."
Curiosa come scusa, eh? Non leggo di alcuna preoccupazione per la strana compagnia che si è fatta avanti, o per le condizioni d'affitto.
Ecco la chicca di Stefano Boco, sottosegretario alle politiche agricole:
"Ma è una follia ricercare l´oro nero sottoterra quando l´unico grande tesoro di quelle zone sono i valori naturali".
Tranquilli, amici elettori: "l'ambiente è salvo!" (e voi senza gas).
Apprezzabile poi il commento de "La stampa", che coglie la palla al balzo per enfatizzare lo scandalo caricandolo dell'eco dovuta allo scempio edilizio:
"Le aree minacciate [...] toccano San Gimignano, la Valle del Chianti, Monticchiello e la provincia di Siena, già pesantemente sotto scacco edilizio: nell’area del Comune, dice il Comitato locale per la difesa del territorio, è tutto un fervore di gru, betoniere e sbancamenti".
Chissà chi li ha concessi, questi appalti. La Gazprom, scommetto...
Ultima cosa: la delibera prevede 2 anni di rilievi e test tecnico/scientifici. Prima di gridare "allo stupro della Natura", qualcuno sa dire quali tipi di lavori/opere/impianti ciò comporti? Sembra ci sia un indizio di risposta: qui. Inoltre il Bollettino Ufficiale afferma:
"...e di escludere, invece, dalla citata procedura di valutazione di impatto ambientale le preliminari operazioni ed attività previste per i primi due anni della ricerca stessa e riguardanti studi geologici, prospezioni di geochimica dei suoli nonché sondaggi stratigrafici, e tuttavia - al fine di mitigare gli impatti e di incrementare la sostenibilità degli interventi - di subordinarne lo svolgimento al rispetto delle seguenti prescrizioni e raccomandazioni:...".
Seguono 9 punti da leggere, soprattutto il numero 2, 4 ed 8.
Dal III anno poi potranno partire i pozzi esplorativi (non estrattivi) la cui localizzazione è ovviamente ancora ignota all'interno dell'area destinata ai rilievi geologici, e per essi è invece obbligatoria la VIA, come più volte scritto nel Bollettino Ufficiale.
Forse questa storia ha più il carattere di una tempesta in un bicchier d'acqua... tempesta che però adesso ha messo il cuore in pace agli ambientalisti: la Toscana "non diventerà una prateria texana". Forse però i suoi abitanti resteranno indiani. Non fa strano che i "nostri salvatori" siano anche quelli grazie ai quali per certe compagnie "si può anche fare a meno di tutti i permessi"? Mah...
...se a te non suscita un moto di sdegno e amarezza, non c'è problema, significa che la pensiamo in modo diverso.
Questo è un colpo basso. Vergogna!
P.P.S.: nel post precedente ho anche scritto fischi per fiaschi.... trattasi non di petrolio ma di gas naturale. Pardon.
Inviato: 22/6/2007 15:20 Aggiornato: 22/6/2007 15:22
Abulafia, forse non ho ben capito io, ma mi pare che su una questione siamo d'accordo: il mio sdegno è rivolto proprio verso quei politicanti d'accatto che permettono tutto ciò.
Sindaci e ministri, assessori, sottosegretari e presidenti di provincia: tutti a farsi belli davanti all'elettore e a stracciarsi le vesti ('Mai autorizzeremo interventi che feriscano la Toscana'), mentre scribacchiano la loro bella firmetta su leggi e decreti che svendono il territorio, fregandosene della gente che ci vive.
"Se la Compagnia in questione è stata fatta accomodare troppo facilmente, di chi è la colpa?"
Lo sappiamo bene di chi è la colpa, e mi spiace se tu hai capito che io punto il dito sull'azienda straniera: che dire, se il Burund..ehm l'Italia mette cartelli con scritto "Ehi! Grandi affari: svendesi territorio", è ovvio che alle aziende viene l'acquolina in bocca.
Il fatto che si sia anche solo pensato di permettere esplorazioni in certe zone, mi lascia molto perplessa e amareggiata. Se poi uniamo la consuetudine tutta italica di rigirare le carte e mischiarle ad hoc, credo che il quadro sia sufficientemente chiaro.
A me non interessa quel che dicono gli "ecologisti", io parlo per me sola (se riporto link è solo per fornire ulteriori fonti da leggere, non certo perché approvo le dichiarazioni del politico o dell'ambientalista di turno).
Ultima cosa: dal tuo post avevo capito che questa vicenda non ti ha lasciato triste e arrabbiato come ha lasciato me, per quello ti ho scritto che se la pensiamo in modo diverso non c'è problema. Mi spiace se hai percepito quella frase come un colpo basso, non voleva esserlo. Ho molti cari amici con cui mi "scorno" su vari argomenti.. sono abituata a dire così, ma senza intenzione di ferire ( ).
Inviato: 22/6/2007 15:56 Aggiornato: 22/6/2007 15:56
Non mi sembra poco.... , comunque io non sono un tecnico .. per quello che sono riuscito a capire può bastare e avanzare per il commento approsimativo che ho espresso.
Vista la Del. G.R. n.79/2001 che ha approvato la
Circolare interpretativa per l’applicazione dell’art. 11
della L.R. 79/98;
- il permesso di ricerca, nella sua generalità, prevede
una successione di attività tra loro consequenziali, in
sintesi consistenti in studi e ricerche propedeutiche per
i primi due anni di vigenza del permesso di ricerca, e
e non riesco ad andare oltre...forse anzi sicuramente avrò anche estrapolato male il bolllettino per cui mi limito.
P:S. Mi dispiace di non aver tempo e modo nel wekend di approfondire ringrazio voi tutti che lo farete anche e sicuramente meglio di me.
Inviato: 22/6/2007 16:11 Aggiornato: 22/6/2007 16:12
Il fatto che si sia anche solo pensato di permettere esplorazioni in certe zone, mi lascia molto perplessa e amareggiata.
A me invece no: cioè non sono d'accordo sul bloccare esplorazioni a priori in siti di rilevanza paesaggistica, perchè questo non significa necessariamente danneggiare la zona nè i carotaggi han l'effetto scontato di deturpare alcunchè. Gli impianti estrattivi, invece, hanno un maggior rischio d'impatto ambientale ma sono una cosa diversa e nel caso della Toscana non si sa nemmeno se e dove si farebbero. Nel Bollettino Ufficiale inoltre si escludono esplicitamente determinate zone.
Il rifiuto preventivo per me è irrazionale, come lo è l'associazione a prescindere "attività estrattiva = scempio e disastro ambientale".
dal tuo post avevo capito che questa vicenda non ti ha lasciato triste e arrabbiato come ha lasciato me
Infatti è così: la rabbia fa venir le vene varicose.
Mi spiace se hai percepito quella frase come un colpo basso, non voleva esserlo.
Guarda che stavo scherzando... suvvia: uccidiamo la tartaruga grassa e facciamo pace!
Inviato: 22/6/2007 17:53 Aggiornato: 22/6/2007 17:54
Ecco cosa intendevo dicendo che su un punto siamo d'accordo. Ora esplicito il punto su cui non sono d'accordo: concedere il permesso di sondare il terreno significa che si è disposti a concedere poi il permesso di estrazione, nel caso i saggi risultino positivi. E questo già mi basta. Perché se non si volesse deturpare il territorio con gli impianti di estrazione, sarebbe cosa logica non permettere nemmeno analisi su quel territorio... Sarebbero tempo e denaro sprecati, se davvero non si ha poi intenzione di concedere l'attività estrattiva.
Come vedi, la cosa ci tocca in modo diverso, e ripeto: nessun problema per questo; ma una riflessione su meccanismi e dinamiche della gestione del territorio, e quindi della vita delle popolazioni locali, secondo me è importante.
Inviato: 22/6/2007 19:39 Aggiornato: 22/6/2007 19:39
stiamo subendo una vera e propria occupazione delle multinazionali straniere degli idrocarburi
Inviato: 22/6/2007 20:00 Aggiornato: 22/6/2007 20:00
Come sempre, poiché "la terra è di tutti" e "la cosa pubblica va amministrata", segue che l'assessore l'amministri non come cosa sua, che sarebbe già qualcosa, ma come strumento per portare a casa più soldi prima di lasciare il posto al prossimo assessore (e chi vuol capire...)
PS: CIAO SAN GIOVANNI BATTISTA! Visto che fiducia?
Inviato: 22/6/2007 23:43 Aggiornato: 22/6/2007 23:48
sono passato recentemente in tutta quella zona .
effettivamente mancava qualcosa .
ve possa pija' un gorbu
per gorbu si intende ..... un colpo di fortuna , un colpo di sole , un colpo della strega ecc ....
ognuno puo' dare l'intepretazione che gli aggrada
per me quella che piu' esprime lo stato d'animo di fronte a simili nefandezze é .... ve venisse uno sboccu de sangue .
Inviato: 23/6/2007 0:53 Aggiornato: 23/6/2007 0:53
concedere il permesso di sondare il terreno significa che si è disposti
...a concedere il permesso di sondare il terreno. A meno che non ci sia qualcosa sottobanco.... ma qui si ricade nell'ambito "onestà della parte che concede l'appalto", del tutto esterna e indipendente alla specifica questione "trivellazioni".
Nel caso risultino positivi si rispetta il contratto: se si vogliono evitare perforazioni od altro in determinate zone, le si esclude per iscritto così chi presenta il progetto sa cosa rischia. Basta saperlo prima.
Perché se non si volesse deturpare il territorio con gli impianti di estrazione
...sarebbe cosa logica spiegare alla compagnia che, per motivi di tutela paesaggistica, se vogliono vedersi approvata la VIA è meglio che nell'approntare il progetto si impegnino un po' di più ed usino più vernice verde. Come illustrato da contratto.
In questo modo chi ci ha messo i soldi per fare le analisi ha anche buone possibilità di effettuare le trivellazioni estrattive, evitando di perdere i costi già sostenuti.
Sarebbero tempo e denaro sprecati, se davvero non si ha poi intenzione di concedere l'attività estrattiva.
Tempo e denaro altrui, non dei toscani. Non per nulla li chiamano "imprenditori".
una riflessione su meccanismi e dinamiche della gestione del territorio, e quindi della vita delle popolazioni locali...
Riflessione che nulla osta venga intrapresa dagli amministratori locali tramite incontri pubblici, vista l'importanza della cosa, prima di redarre il contratto in modo da escludere quei comuni che han rifiutato l'offerta. Era così difficile?
Comunque nessun problema: lo sdegno di molte tra quelle persone verrà incanalato (da loro, non serve alcun aiuto esterno) contro le trivelle e le compagnie che le usano, ed alle prossime elezioni tutti alle urne a votare i Verdi che ci han salvato!
Inviato: 23/6/2007 9:47 Aggiornato: 23/6/2007 9:47
Abulafia, non ho ancora capito se quell'atteggiamento che tu descrivi in chiusura del tuo post lo applichi anche a me. Se è così, siamo fuori strada, perché quel che propongo è esattamente da un lato una partecipazione attiva della cittadinanza a decisioni così importanti, e dall'altro una presa di coscienza da parte della gente dei meccanismi della gestione politica, verdi rossi o bianchi che siano. Se non capiscono questo, è ovvio che alle prossime elezioni spunteranno tante belle X sui nomi di chi s'è fatto bello sui media dopo il rilascio dei permessi; mentre le dinamiche distorte della gestione del territorio vanno risolte prima, a monte.
Sulla questione dei permessi che ho esposto prima, mi "permetto" di restare convinta delle mie idee.
Inviato: 23/6/2007 11:37 Aggiornato: 23/6/2007 11:37
Buongiorno _Gaia_,
non ho ancora capito se quell'atteggiamento che tu descrivi in chiusura del tuo post lo applichi anche a me.
Beh, ci mancherebbe altro! Averlo saputo prima...
Inviato: 25/6/2007 21:39 Aggiornato: 25/6/2007 21:39
E' così che sono stati concessi, ad esempio, il 26 aprile scorso, tre permessi dalla Regione Toscana, a firma di Fabio Zita (…) I permessi sono stati decretati da un direttore della Regione, tale Fabio Zita.
Il giorno che questo articolo veniva pubblicato, mi trovavo proprio in Val d’Orcia. Il Corriere di Siena conferma quanto esposto da Nicoletta Forcheri, ma parla più generalmente di “giunta regionale”, non facendo menzione di Fabio Zita, che è il Dirigente Responsabile Settore Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Toscana.
In (apparente) netta contrapposizione, il parere della Provincia di Siena:
“In merito alla notizia riportata dal sito Repubblica.it di un allarme trivelle in provincia di Siena (dal titolo "La Regione Toscana autorizza trivellazioni in provincia di Siena") preme precisare che per quanto a propria conoscenza e per le specifiche competenze, nessuna attività di ricerca e trivellazione può essere al momento effettuata in provincia di Siena.”
”In materia mineraria, alle Province può essere richiesto un parere consultivo e non vincolante. In questo caso la Provincia di Siena ha espresso parere negativo, rilevando carenze di informazioni in merito alle varie fasi progettuali per la ricerca.”
Sembra che il Belpaese sia stato preso da un attacco di masochismo/suicida se si leggono le condizioni.
Ovviamente, per “Belpaese” si intendono le classi dirigenti, voglio sperare. Ed anche se le condizioni fossero meno scandalose, già solo lo sfruttamento del territorio per quella ragione costituisce di suo un attacco “omicida” verso le popolazioni che lo abitano: come giustamente si rileva nell’articolo, nessuno, se non i pochi addetti ai lavori, usufruirebbe di quelle “risorse”, ed anzi la situazione paventata dal progetto, in termini di salute, conservazione e protezione del territorio, intaccherebbe circa il 70% delle attuali fonti di sostentamento dei comuni coinvolti, trattandosi di zone ad elevata frequentazione turistica, sia dal punto di vista dei beni storici che da quello dei beni ambientali.
c'è da sperare che, come annunciato dal Direttore Artusa della Regione Toscana, i permessi li ritirino davvero, e che se proprio debbano darne, regioni come il Chianti la Val D'Orcia, le Crete senesi, Montalcino, Monteriggioni, Volterra ne siano del tutto e per sempre escluse da una legge che non lasci spazio a deroghe e dubbi. E se proprio tali permessi dovessero essere dati, essi siano sempre corredati di condizioni come l'obbligo di operare con società locali e nazionali e/o l'obbligo di verificare chi sono veramente i destinatari. Perché rischiare di passare dalla mafia nazionale alla mafia internazionale non è auspicabile per nessuno. E purché sia rivista la legislazione in merito a royalties e canoni di affitto, ridicoli (5 euro al km2) che aprono la porta a mazzette di tutti i tipi nell'impoverimento della collettività generale e soprattutto locale.
Solo una precisazione: Artusa non è il direttore della Regione Toscana, ma l’assessore all’ambiente, come correttamente riportato nell’articolo di Repubblica postato da jerimum (commento del 22/6, ore 10:50).
Oltre a sottolineare che fare distinzioni tra “mafia” nazionale ed internazionale, in tempi di globalizzazione conclamata, risulta del tutto inutile. Né tantomeno la questione assumerebbe significati e conseguenze meno devastanti se restasse circoscritta agli ambiti “italici”.
non sono d'accordo sul bloccare esplorazioni a priori in siti di rilevanza paesaggistica, perchè questo non significa necessariamente danneggiare la zona nè i carotaggi han l'effetto scontato di deturpare alcunchè.
Che tu sia d’accordo o meno, credo che sia poco rilevante; quel che dovrebbe suscitare scandalo è la mancanza totale di accesso alla notizia da parte dei soggetti REALMENTE interessati: i cittadini delle decine di comuni coinvolti loro malgrado nel progetto, che si vedrebbero spuntare cantieri da ogni dove, dal momento che i permessi non sono soggetti alle procedure di VIA (valutazione impatto ambientale).
Ragion per cui, le cosiddette “esplorazioni” (che di loro implicano già delle perforazioni, se non mi sbaglio…) rischiano di tradursi direttamente in trivellazioni.
Non si può essere in disaccordo con questo stralcio dell’articolo:
Conoscendo i meccanismi di appropriazione delle aziende di ciò che hanno in concessione, accordare tali permessi "esplorativi" equivale a concedere già d'ora inanzi i permessi di trivellazione, in quanto difficilmente queste società speculative si ritirano laddove hanno effettuato investimenti preventivi.
E cos’ la VIA?
http://web.tiscali.it/studiosistema/
Nello specifico, nella sezione dedicata alla regione Toscana, relativamente all’art. 2, si può leggere:
1. La Regione, nell’ambito della programmazione territoriale,
socio-economica, ed ambientale rivolta al perseguimento di uno
sviluppo sostenibile, garantisce che le decisioni amministrative
relative ai progetti ed agli interventi di cui all’art. 1, siano
prese nel rispetto delle esigenze di salvaguardia e tutela:
a) della salute umana, della conservazione delle risorse, nonche’
del miglioramento della qualita’ della vita;
b) della protezione e conservazione delle risorse naturali;
c) della sicurezza del territorio.
Considerando ciò che implicano i tre punti, mi pare ovvio il motivo per cui si sia escluso il suddetto progetto dalla valutazione dell’impatto ambientale.
Se vogliamo discutere su quei tre punti, valutandone i risultati qualora il progetto prendesse piede, in quel territorio, facciamolo. Altrimenti, si sta parlando a vanvera.
Tra l’altro, al comma 2 dello stesso articolo, leggiamo:
2. Ai fini di cui al comma 1, la procedura di V.I.A., nel rispetto dei principi posti dall’art. 4, individua, descrive e
valuta preventivamente l’impatto ambientale dei progetti ed
interventi pubblici e privati alla stessa sottoposti, con
riguardo agli effetti sull’ambiente, inteso come sistema
interrelato di risorse naturali e umane, ed in particolare, sugli
esseri umani, la vegetazione, la fauna, il suolo, il sottosuolo,
l’aria, l’acqua, il clima, le risorse naturali, l’equilibrio
ecologico, l’ambiente edificato, il patrimonio storico,
archeologico, architettonico e artistico, il paesaggio e
l’ambiente socio-economico.
L’articolo 4, a sua volta, impone
a) lo scambio di informazioni e la consultazione tra il soggetto
proponente e l’autorita’ competente;
b) l’informazione e la partecipazione dei cittadini al
c) la semplificazione, la razionalizzazione ed il coordinamento
delle valutazioni e degli atti autorizzativi in materia
ambientale, da perseguirsi attraverso gli strumenti e le
modalita’ disciplinate dagli articoli seguenti.
Il punto b è stato totalmente sottovalutato, mi pare.
E si sarebbe contravvenuto, inoltre, ad una norma della stessa procedura di VIA.
Come recita l’art. 6, infatti:
dalle procedure di V.I.A. gli interventi disposti
in via d’urgenza, dall’Autorita’ competente, conformemente con le
leggi vigenti, sia per salvaguardare l’incolumita’ delle persone
da un pericolo imminente, sia in seguito a calamita’ per le quali
sia stato dichiarato lo stato di emergenza in base all’art. 5
della Legge 24 febbraio 1992, n. 225 "Istituzione del Servizio
nazionale della protezione civile". Sono inoltre esclusi dalle
procedure di V.I.A.:
a) i progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria;
b) i progetti relativi ad opere o interventi destinati a scopi di
Non ci si trova dinnanzi a nessuno dei succitati casi.
Come giustamente fa notare _gaia_:
se non si volesse deturpare il territorio con gli impianti di estrazione, sarebbe cosa logica non permettere nemmeno analisi su quel territorio...
È fuori dubbio che tutto ci parla di decisioni prese in ambiti molto ristretti, e di cui diversi soggetti sociali sono stati tenuti all’oscuro proprio per evitare la possibilità di contrastarle.
Credo che le esperienze legate alle proteste contro il TAV o contro le discariche abbiano “fatto scuola”, confermando che meno spazio si dà all’informazione, meglio si scongiura il pericolo di ritrovarsi i cittadini contro le istituzioni. In una regione che, tra l’altro, costituisce ancor oggi una roccaforte per la coalizione di centrosinistra.
Per quanto riguarda il deturpamento, ti invito caldamente a prendere atto dell’aspetto territoriale di quelle zone: centinaia di valli e colline VISIBILI tra loro coltivate ad agricoltura o lasciate a “boschi” in cui vivono specie animali attualmente protette, piccoli borghi, o frazioni, o caseggiati, alcuni dei quali di elevato interesse storico e naturalistico.
La zona di Roccastrada - Paganico – Cinigiano, in particolare, conserva ancora ampissimi tratti di natura ancora selvaggia, e pochissimo “lavorata” dalla mano dell’uomo, e costituisce un importantissimo intervallo boschivo tra la maremma e l’Amiata, entrambe zone di interesse turistico notevolissimo.
Cosa dire della
Val d'Orcia e delle Crete Senesi?
Tempo e denaro altrui, non dei toscani.
Qui ti sbagli di grosso, perché in termini pratici, quel tipo di intervento arrecherebbe danni ENORMI ai toscani che vivono e lavorano in quei posti, con delle ricadute dirette sulle loro attuali fonti di guadagno e di sostentamento. Sai molto poco di agricoltura, di pastorizia e di turismo, a quanto pare.
Inviato: 26/6/2007 23:11 Aggiornato: 26/6/2007 23:41
Buonasera Florizel,
...quel che dovrebbe suscitare scandalo è la mancanza totale di accesso alla notizia da parte dei soggetti REALMENTE interessati: i cittadini delle decine di comuni coinvolti loro malgrado nel progetto
L'accesso alla notizia è stato possibile proprio attraverso il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana del 6/6/2007, il cui link è in calce all'articolo. Il Bollettino è prodotto sia in forma cartacea che elettronica ed ha valore legale. Altro discorso è il disinteresse dei soggetti potenzialmente interessati, che non vanno a leggerselo. Ciò ovviamente non è imputabile che a loro.
...che si vedrebbero spuntare cantieri da ogni dove, dal momento che i permessi non sono soggetti alle procedure di VIA (valutazione impatto ambientale).
La fase 1 ("studi geologici, alle prospezioni di geochimica dei suoli ed ai sondaggi stratigrafici") non è soggetta a VIA ma comunque vincolata alle prescrizioni elencate nel Bollettino stesso per la parte relativa ai sondaggi stratigrafici. Perchè non necessita di VIA? Lo vedremo in seguito...
La fase 2 ("realizzazione di pozzi esplorativi finalizzati alle prove di produzione") è vincolata alla VIA, come specificato nel decreto B del Bollettino Ufficiale linkato.
Le perforazioni a scopo esplorativo sono specificatamente vincolate dalle 9 prescrizioni pubblicate nel Bollettino Ufficiale. Ad esempio, la numero 4: "il singolo sondaggio non deve superare 350 m di profondità e la somma complessiva dei sondaggi non può superare 1.000 m". Ciò si applica su una superficie di oltre 500 kmq, rivelandone dunque la reale portata in fatto di danno. Le eventuali trivellazioni a fini produttivi (cioè fase 2) sono ben altra cosa (e risulta anche logico: prima se ne fanno poche e mirate, per risparmiare). Nell'articolo 23 e nell'allegato D della Legge 79/98 si evince come la VIA non sia affatto un procedimento ad approvazione garantita nè i suoi vincoli siano labili. Salvo concussioni, che sono però responsabilità penale del singolo, non carenza di normativa.
Non si può essere in disaccordo con questo stralcio dell’articolo:...
Lo stralcio citato riguarda eventuali episodi di concussione eseguiti da pubblici ufficiali in spregio ai vincoli del Bollettino Ufficiale stesso: quest'ultimo infatti non garantisce a priori alcuna autorizzazione all'avvio della fase 2. Che funzionari corrotti, incapaci o menefreghisti possano concorrere a causare danni è pacifico, ma ciò palesemente non attiene in alcun modo al tema preciso e specifico che stavo sviluppando nei post precedenti: se sia "giusto proibire a priori qualunque tipo di pre-indagine, dietro motivazione che il seguito potrebbe essere eseguito male". E' perciò inutile citarlo ai fini di questo scambio.
In generale la tentazione di blocco preventivo di fronte ad un "rischio" è umana ma priva di razionalità: la soluzione non è fermarsi, ma valutare con cautela.
Ancora una volta: il progetto non è stato escluso dalla VIA perchè.... (vedi sopra). Si potrebbe però lecitamente temere che le macchine usate per i sondaggi stratigrafici, cioè la III parte della fase 1, possano costituire una minaccia. Queste macchine sono visibili ad esempio qui e qui; hanno le dimensioni in pianta d'un muletto da magazzino ed il diametro di carotaggio va dai 6 ai 30 cm. Io perciò non ritengo che queste macchine nè la loro attività, come regolata dai 9 punti di cui sopra, possano costituire una gravissima minaccia per la natura o le attività agricole/turistiche della zona.
Le attività intraprese sino ad ora (cioè poche, visto che i decreti 1903, 1904 e 1905 firmati dallo Zita risalgono a fine aprile) sono state rese disponibili attraverso la pubblicazione in Bollettino Ufficiale in data 6 giugno. Riguardo alle fasi successive e più critiche (cioè il III punto della fase 1, e l'eventuale fase 2) la Legge Regionale 79/78 è assai esplicita in più punti riguardo all'informazione verso il pubblico. Eccone alcuni: articolo 3, comma 1, lettera h) ed i); articolo 4, comma 2; articolo 9, comma 2, lettera d), g) ed h); articolo 12, comma 7; articolo 14 (TUTTO); articolo 15 (TUTTO). Vi è pieno diritto a richiedere le documentazioni e persino:
- l'obbligo a pubblicare un annuncio completo su 2 quotidiani regionali.
- l'obbligo di organizzare "...a propria cura e spese, una presentazione pubblica del progetto e dello studio di impatto ambientale, da svolgersi in una sede il piu' possibile prossima all'area interessata dalla realizzazione del progetto stesso".
E si sarebbe contravvenuto, inoltre, ad una norma della stessa procedura di VIA. Come recita l’art. 6, infatti:
Hai equivocato il campo di competenza: l'articolo 6 esclude dalla VIA due categorie che dovrebbero esserle soggette ma che si stralciano per motivi d'urgenza o manutenzione. Innanzitutto l'articolo 11, comma 8 ed 11, già prevede l'esclusione dalla VIA secondo i dettami dell'allegato D della legge stessa, cosa questa di cui si è giovata la fase 1 del progetto come scritto esplicitamente nel Bollettino Ufficiale al decreto A. Guardacaso proprio l'allegato D contempla ed include le caratteristiche delle macchine per sondaggi stratigrafici protagoniste della III parte della fase 1: in superficie han l'impatto ambientale di un camper, sotto la superficie scavano un cilindro di 30 cm di diametro specificamente vincolato in profondità. Da ricordare che le più avanzate sonde geotermiche superano i 2000 metri, dunque nel caso dei carotaggi in questione (max 350 metri) non parliamo di nulla di straordinario. Nessuna norma violata, dunque.
Se ancora non ci si crede, comunque, si può tagliare la testa al toro consultando gli allegati da A a B3 della Legge 79/98 che elencano i progetti da sottoporre alla VIA: nessuno di essi riguarda la parte III della fase 1 relativamente a sondaggi stratigrafici per la ricerca di gas naturale e/o carbone. Dunque la sua esclusione dalla VIA è lecita.
Come giustamente fa notare _gaia_
Come abbiamo visto, le indagini di cui alla fase 1 non minacciano affatto il territorio. Se si vuole che le attività della fase 2 (cioè l'estrazione a scopo di test produttivo) non deturpino il territorio, si imponga su esse una VIA come si deve, invece di bloccare tutto a priori.
Abbiamo visto invece che l'informazione c'è stata in merito all'attività sinora svolta, come stabilito per legge, e in occasione delle fasi più importanti dell'attività i metodi di informazione si faranno, per legge, ancora più chiari ed accessibili.
Credo che le esperienze legate alle proteste contro il TAV o contro le discariche abbiano “fatto scuola”
La TAV non è pertinente, poichè lì si è già arrivati ai cantieri per opere di scavo e movimento terra lineari, non puntuali (cioè si parla di costruire una ferrovia, non semplici cilindri di carotaggio: la legge infatti specifica pure questo aspetto) mentre qui non sono nemmeno cominciati i rilievi geologici della fase 1. Il paragone è dunque forzato.
Che possa ripetersi il caso TAV è perfettamente possibile, ma potrà avvenire solo dopo che la compagnia avrà verificato un interesse a procedere nella fase 2 (cosa probabile ma non scontata) ed avrà approntato e presentato lo SIA nei termini stabiliti esplicitamente dalla Legge 79/98. Ciò in caso avverrebbe fra 2 anni.
Per quanto riguarda il deturpamento, ti invito caldamente a prendere atto dell’aspetto territoriale di quelle zone...
Le delibere lo han già fatto, contemplando zone franche, vincoli paesaggistico/ambientali e quant'altro. L'aspetto più rilevante comunque sarebbe il diritto dei soli proprietari di quelle terre a farne ciò che vogliono, visto che lì ci abitano.
Qui ti sbagli di grosso, perché in termini pratici, quel tipo di intervento arrecherebbe danni ENORMI ai toscani che vivono e lavorano in quei posti
No. Io mi riferivo, e sono stato chiaro, ai soldi spesi dalla compagnia durante la fase 1 nell'eventualità di VIA negativa per la fase 2. Tu invece qui intendi i danni ambientali arrecati da interventi invasivi prerogativa della fase 2, mentre la fase 1 abbiamo visto essere caratterizzata da azioni così poco pericolose da aver ricevuto l'esenzione da VIA secondo i termini di legge.
Ancora una volta, dico che secondo me si è fatta una tempesta in un bicchier d'acqua (poichè aspetti poco chiari ci sono comunque, come già ho scritto nei post precedenti). A guadagnarci in eco e visibilità sono stati quelli che sui giornali han cavalcato lo sdegno gridando allo "stupro della natura", bloccando tutto.
Inviato: 27/6/2007 1:03 Aggiornato: 27/6/2007 1:05
Il Bollettino è prodotto sia in forma cartacea che elettronica ed ha valore legale. Altro discorso è il disinteresse dei soggetti potenzialmente interessati, che non vanno a leggerselo. Ciò ovviamente non è imputabile che a loro.
Frequento la regione Toscana da ormai moltissimi anni, e ti assicuro che l’accesso alle notizie avviene attraverso lo stesso procedimento che altrove: acquistando in edicola questo o quel quotidiano.
Qualora per approfondire una notizia ci si vedesse costretti a ricorrere al suddetto Bollettino, bisognerebbe, quanto meno, dubitare dell’onestà intellettuale e della “libertà di parola” circa il “mestiere” di chi pretenderebbe di “informare” i lettori.
In ogni caso, i permessi dovrebbero essere rilasciati solo DOPO aver informato i cittadini dei comuni coinvolti; la consultazione circa l’interesse di una azienda a “trivellare” un territorio dovrebbe essere a monte, non comunicata a cose GIA’ fatte.
La fase 1 ("studi geologici, alle prospezioni di geochimica dei suoli ed ai sondaggi stratigrafici") non è soggetta a VIA
Il punto è un altro: autorizzare la fase 1 implica che si suppone ci siano delle risorse sfruttabili nel sottosuolo, e da qui alla fase 2 il passo è davvero breve, soprattutto se il rilascio dei permessi è GIA’ avvenuto all’oscuro delle popolazioni.
la numero 4: "il singolo sondaggio non deve superare 350 m di profondità e la somma complessiva dei sondaggi non può superare 1.000 m". Ciò si applica su una superficie di oltre 500 kmq, rivelandone dunque la reale portata in fatto di danno.
350 metri di profondità non sono 35 metri, ed il territorio ha colline di modestissime altezze.
Senza contare che anche un carotaggio necessita di un minimo di cantiere, il cui impatto, sia visivo che strumentale, basta a deturpare un paesaggio che vive ancora di equilibri quasi del tutto naturali.
Consideriamo anche la possibilità che per raggiungere le zone da carotare è possibile che si debbano tracciare sterrate di accesso ai macchinari che già in se stesse comportano una distruzione del paesaggio.
"Conoscendo i meccanismi di appropriazione delle aziende di ciò che hanno in concessione, accordare tali permessi "esplorativi" equivale a concedere già d'ora inanzi i permessi di trivellazione, in quanto difficilmente queste società speculative si ritirano laddove hanno effettuato investimenti preventivi."
Lo stralcio citato riguarda eventuali episodi di concussione eseguiti da pubblici ufficiali in spregio ai vincoli del Bollettino Ufficiale stesso: quest'ultimo infatti non garantisce a priori alcuna autorizzazione all'avvio della fase 2.
Linea TAV docet…
Che funzionari corrotti, incapaci o menefreghisti possano concorrere a causare danni è pacifico, ma ciò palesemente non attiene in alcun modo al tema preciso e specifico che stavo sviluppando nei post precedenti: se sia "giusto proibire a priori qualunque tipo di pre-indagine, dietro motivazione che il seguito potrebbe essere eseguito male"
No, gentile Abulafia: se le società investono dei capitali, è logico aspettarsi che in presenza di quello che vanno cercando NON SI RITIREREBBERO affatto, corruzione o meno.
Ed il dissenso non riguarda certo una cattiva esecuzione del seguito, bensì la pre-indagine e l’esecuzione stessa.
In generale la tentazione di blocco preventivo di fronte ad un "rischio" è umana ma priva di razionalità
No comment. Per ora. perchè davvero non saprei cosa rispondere a questa asserzione.
l'articolo 6 esclude dalla VIA due categorie che dovrebbero esserle soggette ma che si stralciano per motivi d'urgenza o manutenzione.
Infatti, la fase 1 è esclusa dalla VIA, pur non contemplando nessuno di quei punti.
"...dalle procedure di V.I.A. gli interventi disposti
difesa nazionale."
Ripetita juvant: non ci si trova dinnanzi a nessuno dei succitati casi.
Abulafia, non ci giriamo intorno attaccandoci ai protocolli.
Lo avrai visto solo te. Non lo avranno ancora intuito le migliaia di cittadini dei comuni coinvolti, essendo stati lasciati all’oscuro circa ciò che comportano carotaggi prima ed esplorazioni poi.
Per quanto mi riguarda, l’a priori lo assumo come un obbligo, ed in caso di costruzione dei cantieri credo che dovranno passarmi addosso prima di piantare un solo chiodo.
Ed ho la piacevole sensazione che non resterei da sola.
i metodi di informazione si faranno, per legge, ancora più chiari ed accessibili.
Certo, quando i permessi saranno stati ampiamente fatti accettare.
Ti sfugge che io mi riferivo all’aspetto “politico” della questione: decisioni prese in ambiti molto ristretti, e di cui diversi soggetti sociali sono stati tenuti all’oscuro proprio per evitare la possibilità di contrastarle.
Sono le motivazioni legate alle differenze circa l’aspetto tecnico ad essere forzate, bypassando del tutto gli intenti politici ed i profitti economici legati al progetto.
Beh, mi auguro che non sia la tua competenza in fatto di normative e clausole ad impedire che molti cori di protesta si sollevino PRIMA che lo scempio venga prodotto.
L'aspetto più rilevante comunque sarebbe il diritto dei soli proprietari di quelle terre a farne ciò che vogliono, visto che lì ci abitano.
Hai notizie circa il loro consenso?
E sei sicuro che si tratti di terre vincolate a proprietà di singoli individui?
Tu invece qui intendi i danni ambientali arrecati da interventi invasivi prerogativa della fase 2, mentre la fase 1 abbiamo visto essere caratterizzata da azioni così poco pericolose da aver ricevuto l'esenzione da VIA secondo i termini di legge.
Esatto, io mi riferisco ai danni arrecati a chi ancora vive di turismo e di agricoltura, di pastorizia e di lavori legati all’integrità del territorio. Danni che provengono sia dalla fase 1 che dalla 2. E su questo, credo che debbano essere gli interessati a pronunciarsi.
Inviato: 27/6/2007 11:56 Aggiornato: 27/6/2007 11:56
cito-E su questo, credo che debbano essere gli interessati a pronunciarsi.
Oltre che essere del tutto d'accordo, faccio tanti auguri perchè si possa

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 articolo 14
 articolo 15