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Timestamp: 2013-12-11 22:36:57+00:00

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Legge 11 marzo 1988, n. 67
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1988)."
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 marzo 1988, n. 61
CAPO I - Disposizioni di carattere finanziario. . . . . 1- 3
CAPO II - Disposizioni in materia di entrate . . . . . 4-12
CAPO III - Disposizioni per i settori dei trasporti e delle comunicazioni . . 13-14
CAPO IV - Interventi in campo economico . . . . . . . . 15-16
CAPO V - Interventi in favore del territorio, per calamità naturali e in materia di opere pubbliche....17-18
CAPO VI - Disposizioni in materia sanitaria . . . . . . 19-20
CAPO VII - Disposizioni in materia di occupazione e previdenza . . . 21-23
CAPO VIII - Disposizioni diverse . . . . . . . . . . . . 24-31
Articoli 1-4.
1. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 5-bis del decreto-legge 29 ottobre 1986, n. 708, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1986, n. 899, concernenti agevolazioni tributarie per i trasferimenti a titolo oneroso di immobili ad uso abitativo, sono prorogate fino al 31 dicembre
1. I crediti di importo non superiore a lire 20.000 per imposte o tasse in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, la cui riscossione è demandata agli uffici dell'Amministrazione periferica delle tasse e delle imposte indirette sugli affari, e per spese di giustizia in materia penale, sono estinti e non si fa luogo alla loro riscossione né a quella degli interessi, pene pecuniarie e soprattasse connessi ai suddetti crediti. Non si fa parimenti luogo al rimborso dovuto alla predetta data per imposte o tasse, la cui riscossione è demandata
agli uffici sopra indicati, di importo non superiore a lire 20.000.
2. La tassa erariale automobilistica, nella misura risultante dall'applicazione dell'articolo 3, comma 3, della legge
28 febbraio 1986, n. 41, è aumentata del 25 per cento. L'aumento non influisce sulla tassa regionale automobilistica. (1)
3. La soprattassa annua dovuta per le autovetture e gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose
azionati con motori diesel, di cui all'articolo 8 del decreto-legge 8 ottobre 1976, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1976, n. 786, e successive modificazioni, è stabilita in lire 33.750 per ogni CV di potenza fiscale del motore. Per gli anzidetti autoveicoli con potenza fino a 15 CV la soprattassa
annua è stabilita in lire 375.000.
4. La tassa speciale istituita con l'articolo 2 della legge 21 luglio 1984, n. 362, è elevata a lire 18.000
per CV per gli autoveicoli muniti di impianto di alimentazione a gas di petrolio liquefatto (GPL) e a lire 12.600 per CV per quelli muniti di impianto di alimentazione a gas metano. Per gli autoveicoli con potenza fiscale fino a 15 CV la tassa speciale annua è stabilita in lire 198.000 se alimentati con GPL e in lire 126.000 se alimentati a gas metano.
5. Le disposizioni contenute nei commi 2, 3 e 4 si applicano a decorrere dal 1° gennaio 1988. Se anteriormente
alla data di entrata in vigore della presente legge sono stati effettuati pagamenti per i tributi indicati nei commi 2, 3 e 4
per periodi fissi scadenti nell'anno 1988 in misura inferiore a quella ivi stabilita, l'integrazione deve essere corrisposta nei termini e con le modalità determinati con decreto del Ministro delle finanze.
31. A decorrere dal 16 gennaio 1988 per le cessioni di gas metano per uso domestico distribuito a mezzo rete urbana
ad eccezione di quello destinato esclusivamente ad uso domestico di cottura cibi e produzione di acqua calda si applica l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto nella misura del 18 per cento. Per le cessioni effettuate nei territori di cui all'articolo 1 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, l'aliquota rimane stabilita al 9 per cento.
1. A decorrere dal 1° gennaio 1988 la misura del contributo capitario aggiuntivo di cui all'art. 22, comma 1, lettera f), L. 28 febbraio 1986, n. 41, è elevata a lire 370.000 annue. (2)
2. A decorrere dal 1° gennaio 1988 il contributo capitario aggiuntivo di cui al comma 1 è dovuto anche dai coltivatori diretti, mezzadri e coloni con aziende ubicate nei territori montani di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, e nelle zone agricole svantaggiate delimitate ai sensi dell'art. 15 della L. 27 dicembre 1977, n. 984, in misura pari a lire 135.000 annue. (3)
3. La misura contributiva di cui all'art. 4, primo comma, della L. 16 febbraio 1977, n. 37, già fissata all'8 per cento dall'art. 20, comma 1, L. 28 febbraio 1986, n. 41, è elevata al 9 per cento dal 1° gennaio 1988. Per i lavoratori autonomi ed i concedenti di terreni a mezzadria e a colonia, la quota capitaria annua, di cui all'art. 4, secondo comma, L. 16 febbraio 1977, n. 37, come modificata dal D.L. 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 settembre 1981, n. 537, e dall'art. 13 L. 10 maggio 1982, n. 251, già fissata
in lire 250.000 dall'art. 20, comma 1, L. 28 febbraio 1986, n. 41, è aumentata di lire 50.000 dal 1° gennaio 1988, di ulteriori lire 100.000 dal 1° gennaio 1989 e di ulteriori lire 100.000 dal 1° gennaio 1990.
4. Per le aziende situate nei territori montani di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, nonché nelle
zone agricole svantaggiate delimitate ai sensi dell'art. 15 della L. 27 dicembre 1977, n. 984, la quota capitaria annua, già fissata in lire 170.000 dall'art. 20, comma 2, della L. 28 febbraio 1986, n. 41, è aumentata di lire 25.000 dal 1° gennaio 1988, di ulteriori lire 50.000 dal 1° gennaio 1989 e di ulteriori lire 50.000 dal 1° gennaio 1990.
5. A decorrere dal 1° gennaio 1988, i premi ed i contributi relativi alle gestioni previdenziali ed assistenziali,
così come determinati dalle disposizioni vigenti per le assicurazioni generali obbligatorie, sono dovuti nella misura del 15 per cento dai datori di lavoro agricolo per il proprio personale dipendente, occupato a tempo indeterminato e a tempo determinato nei territori montani di cui all'art. 9, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601. I predetti premi e contributi sono dovuti per i medesimi lavoratori dai datori di lavoro agricolo operanti nelle zone agricole svantaggiate, delimitate ai sensi dell'art. 15, L. 27 dicembre 1977, n. 984, nella misura del 40 per cento, e dai datori di lavoro operanti nelle zone agricole svantaggiate comprese nei territori di cui all'art. 1 del testo unico delle
leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, nella misura del 20 per cento. (4)
6. Per i calcoli delle agevolazioni di cui al comma 5 non si tiene conto delle fiscalizzazioni previste dai commi
5 e 6 dell'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536.
7. A decorrere dal periodo di paga in corso alla data del 1° gennaio 1988, le misure dei contributi a percentuale
per il finanziamento del Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo di cui all'art. 2, comma secondo, del D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1420, e successive modificazioni e integrazioni, sono rispettivamente elevate dal 24,20 per cento al 25,50 per cento, di cui il 17 per cento a carico dei datori di lavoro, e dal 23,38 per cento al 24,60 per cento, di cui il 17,45 per cento a carico dei datori di lavoro.
8. Per le imprese di esercizio delle sale cinematografiche il contributo a percentuale è elevato dal 21,38 per cento al 22,50 per cento, di cui il 15,45 per cento a carico dei datori di lavoro.
9. La misura del contributo di solidarietà di cui all'art. 2, comma terzo, del D.P.R. 31 dicembre 1971, n.
1420, e successive modificazioni e integrazioni, è elevata dal 3 per cento al 5 per cento, di cui il 2,50 per cento a carico dei datori di lavoro.
10. Resta fermo il disposto del secondo comma dell'art. 3 del D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1420.
1. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 1988 la quota di contributo per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 31, comma 1, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, è stabilita nella misura del 10,65 per cento, di cui il 9,60 per cento a carico dei datori di lavoro e l'1,05 per cento a carico dei lavoratori dipendenti.
Per i periodi di paga successivi al 31 dicembre 1988, l'aliquota contributiva è ridotta al 10,50 per cento, di
cui il 9,60 per cento a carico dei datori di lavoro e lo 0,90 per cento a carico dei lavoratori dipendenti.
2. ..................................................... .(5)
3. Il contributo previsto dall'articolo 31, commi 8 e 11, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, è fissato
nella misura del 6,5 per cento dal 1° gennaio 1988 e nella misura del 5 per cento dal 1° gennaio 1989.
4. Una quota pari al 15 per cento della misura del contributo per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale, di cui ai commi 8 e 11 dell'articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, versato per l'anno 1987 dai soggetti di cui ai commi 8, 9 e 11 dello stesso articolo 31, è portata in detrazione del contributo dovuto per l'anno 1988.
5. I soggetti di cui al comma 4 che nel 1988 cessano dall'obbligo del versamento in questione, o che comunque sono
tenuti a versare importi inferiori a quello corrispondente al 15 per cento del contributo 1987, potranno a domanda ottenere il rimborso.
6. In ogni caso le quote capitarie di cui all'articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, numero 41, si intendono dovute salvo prova contraria da parte del contribuente, sulla base dell'aliquota dovuta ai sensi dell'articolo 31 della medesima legge, come modificato dalle presenti disposizioni, e dell'imponibile effettivo.
1. L'articolo 129, primo comma, del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 aprile 1936, n. 1155, va interpretato nel senso che la prescrizione ivi prevista si applica anche alle rate di pensione comunque non poste in pagamento. (6)
1. L'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), in deroga al disposto dell'articolo
14, terzo comma, lettera q), della legge 23 dicembre 1978, n. 833, provvede agli accertamenti, alle certificazioni e ad ogni altra prestazione medico-legale sui lavoratori infortunati e tecnopatici.
2. Al fine di garantire agli infortunati sul lavoro e ai tecnopatici la maggiore tempestività delle prestazioni
da parte dell'INAIL, le regioni stipulano convenzioni con detto Istituto secondo uno schema-tipo approvato dal Ministro della sanità, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per disciplinare l'erogazione da parte dell'Istituto stesso, congiuntamente agli accertamenti medico-legali, delle prime cure ambulatoriali necessarie in caso di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, e per stabilire gli opportuni coordinamenti con le unità sanitarie locali. (7)
Articoli 13-18.
1. Per l'esecuzione di prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio, compresa la diagnostica radioimmunologica, la medicina nucleare e la fisiochinesiterapia in regime di convenzionamento esterno, salvi gli interventi di riabilitazione e per le malattie croniche che richiedono trattamenti periodici, non può
essere superato annualmente di oltre il 5 per cento il limite delle prestazioni erogate nell'ambito di ciascuna regione nell'anno 1986 al medesimo titolo. Il termine di tre giorni, entro il quale i cittadini sono tenuti a servirsi delle strutture pubbliche prima di poter accedere alle convenzionate per le prestazioni sopraindicate, è elevato a quattro giorni. Nelle strutture ospedaliere va assicurata comunque la precedenza ai ricoverati per le prestazioni
sopraindicate. Eventuali inosservanze da parte di unità sanitarie locali del termine massimo di quattro giorni per l'accesso al convenzionamento esterno possono essere segnalate dagli interessati alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano nonché al Ministero della sanità. Il Ministro della sanità
regolamenta con proprio decreto la materia.
2. Tutte le strutture autorizzate a fornire le prestazioni di cui al comma 1 e già convenzionate al 31 gennaio 1988 con il Servizio sanitario nazionale, anche se in forma societaria, restano convenzionate con il Servizio sanitario
nazionale sino all'entrata in vigore di una nuova disciplina organica della materia e comunque non oltre il 31 marzo 1989. (8)
3. Gli specialisti e le strutture convenzionate per le prestazioni di cui al comma 1 debbono tenere aggiornati, ai fini dei controlli di congruità delle prestazioni effettuate, un registro di carico dei materiali impiegati, corredato dalle
copie delle relative fatture di acquisto ed un registro del personale comunque impiegato corredato dalle copie della documentazione comprovante l'assolvimento dei relativi obblighi contributivi. Le inadempienze riscontrate nei controlli sull'osservanza delle disposizioni di cui sopra sono contestate agli specialisti ed alle strutture convenzionate perché forniscano le eventuali giustificazioni ai sensi delle convenzioni vigenti. In caso di
inadempienza non giustificata, l'unità sanitaria locale dispone la sospensione della convenzione per un periodo di sei mesi. Dopo il periodo di sospensione ogni ulteriore non giustificata inadempienza comporta la risoluzione del rapporto convenzionale.
4. I medicinali per uso umano, al momento dell'autorizzazione all'immissione in commercio, rilasciata ai sensi del D.Lgs. 29 maggio 1991, n. 178, sono classificati come medicinali prescrivibili dal Servizio sanitario nazionale o come medicinali non prescrivibili dal Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento che autorizza l'immissione in commercio di un medicinale per uso umano specifica, altresì, la classificazione ai fini del decreto legislativo
di recepimento della direttiva del Consiglio delle Comunità europee n. 92/26 CEE ed eventuali modificazioni. (9)
5. Al prontuario terapeutico, costituito dai medicinali
prescrivibili dal Servizio sanitario nazionale, sono allegati
l'elenco dei medicinali utilizzabili esclusivamente in ambiente
ospedaliero e quello dei medicinali utilizzabili esclusivamente
dagli specialisti, in ambulatorio. Il prontuario deve conformarsi
ai principi e ai criteri stabiliti dall'art. 30, terzo comma,
della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e successive modificazioni
ed integrazioni. (9)
6. [Il decreto del Ministro della sanità
di cui al comma 4, che concerne l'autorizzazione all'immissione
in commercio delle specialità medicinali, deve contenere,
tra l'altro, per ogni specialità, l'indicazione della classe
di appartenenza nonché il prezzo di vendita il quale, salvo
per l'ipotesi di cui alla lettera c) del citato comma 4, deve
essere determinato dal Comitato interministeriale prezzi entro
quaranta giorni dalla richiesta da parte del Ministero della sanità].
7. Alla Commissione di cui al decreto-legge 30
ottobre 1987, n. 443, convertito, con modificazioni, dalla legge
29 dicembre 1987, n. 531, sono attribuiti i seguenti compiti:
a) valutare la rispondenza delle specialità
medicinali ai requisiti richiesti dalle disposizioni di legge
e dalle direttive in materia emanate dalla CEE;
b) proporre la collocazione delle specialità
medicinali in una delle classi, di cui al comma 4, al momento
della loro autorizzazione alla immissione in commercio ovvero
proporre le modifiche di classe di appartenenza quando nuove acquisizioni
scientifiche lo rendano necessario;
c) effettuare la revisione di ogni specialità
medicinale dopo tre anni dalla registrazione ed annualmente quella
dei farmaci di uso ospedaliero ai fini dell'eventuale proposta
di estensione alla pratica medica extra-ospedaliera;
d) proporre la migliore aderenza delle confezioni
delle specialità medicinali alle reali esigenze dei cicli
8. Il Ministero della sanità, su proposta
della Commissione di cui al decreto-legge 30 ottobre 1987, n.
443, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 1987,
n. 531, in relazione ai principi e criteri di cui all'articolo
30, terzo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e tenuto
conto del disposto dell'articolo 32, terzo comma, della legge
27 dicembre 1983, n. 730, provvede entro il 31 ottobre 1988 alla
revisione del prontuario terapeutico. Fino all'attuazione di detta
revisione ha efficacia il prontuario terapeutico vigente. La citata
Commissione consultiva del farmaco dispone con continuità
l'aggiornamento nel prontuario terapeutico dei farmaci nuovi o
già noti.
9. Entro il 30 giugno 1988 a norma del decreto-legge
12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla
legge 11 novembre 1983, n. 638, il CIP fissa il prezzo dei farmaci
galenici inclusi nel prontuario.
10. La Commissione di cui al comma 7, sulla base
di un proprio programma di lavoro e tenuto conto delle indicazioni
del piano di settore, di cui all'articolo 32, terzo comma, della
legge 27 dicembre 1983, n. 730, con particolare riferimento alle
proiezioni temporali programmatiche ivi previste, procede alla
valutazione di tutte le specialità medicinali già
registrate ai fini di proporre la loro collocazione nelle classi
di cui al comma 4, entro il termine del 31 ottobre 1988, nonché
ai fini della revisione delle autorizzazioni, in ottemperanza
alla direttiva n. 75/319/CEE del 20 maggio 1975, entro il termine
del 30 giugno 1990. Con decreto del Ministro della sanità
sono adottati gli atti conseguenti.
11. [La mancata immissione in commercio dei farmaci
entro i diciotto mesi successivi alla emanazione del provvedimento
di autorizzazione comporta la decadenza dell'autorizzazione medesima.
Per i farmaci già autorizzati, il termine di diciotto mesi
decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge]
12. Fino al 31 dicembre 1988 non si fa luogo ad
aumenti del prezzo delle specialità medicinali comprese
nel prontuario terapeutico nazionale. Tale termine è prolungato
fino al 30 ottobre 1989 qualora non si sia provveduto, entro il
31 ottobre 1988, alla revisione del prontuario terapeutico nazionale.
13. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge, la quota di partecipazione dell'assistito
alla spesa per le prestazioni farmaceutiche, prevista dall'articolo
10, comma 3, lettera b) del decreto-legge 12 settembre 1983, n.
463, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 11 novembre
1983, n. 638, è determinata in lire 2.000 per ricetta.
14. Le spese sostenute da aziende produttrici di
medicinali previsti dal comma 5 per promuovere e organizzare congressi,
convegni e viaggi ad essi collegati, sono deducibili, ai fini
della determinazione del reddito di impresa, quando hanno finalità
di rilevante interesse scientifico con esclusione di scopi pubblicitari
in conformità ai criteri stabiliti dal Ministro della sanità
con proprio decreto. (12)
15. Entro il 31 maggio 1988, il Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro
della sanità, sentite le competenti Commissioni parlamentari,
propone al Comitato interministeriale prezzi un nuovo metodo di
determinazione del prezzo amministrato delle specialità
medicinali e dei prodotti galenici.
16. I benefici previsti dall'articolo 1, D.L. 31
luglio 1987, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla L. 3
ottobre 1987, n. 399, sono estesi alle farmacie, comprese quelle
pubbliche, nonché alle loro associazioni che svolgono le
attività di acquisizione dei dati per l'acquisto o l'utilizzazione
mediante locazione finanziaria di elaboratori elettronici, programmi
applicativi e apparecchiature di lettura automatica. All'onere
derivante dall'attuazione del presente comma, valutato per l'anno
1988 in lire 10 miliardi, si provvede mediante corrispondente
utilizzo delle disponibilità esistenti sul fondo speciale
rotativo per l'innovazione tecnologica di cui all'art. 14, L.
17 febbraio 1982, n. 46. 17. E' istituito un fondo per interventi di educazione
ed informazione sanitaria collegate ad attività sportive
ed iniziative anti-doping. La gestione del fondo spetta ad un
Comitato composto dal Ministero della sanità, che lo presiede,
della pubblica istruzione e del turismo e dello spettacolo. Il
Comitato, annualmente, determina i programmi e le modalità
di attuazione, avvalendosi della collaborazione di esperti di
istituti pubblici di ricerca, delle università, delle scuole
di ogni ordine e grado, del CONI ed enti di promozione sportiva.
Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente
comma, valutati in lire tre miliardi in ragione d'anno, si provvede
con riduzione di lire 1.500 milioni per ciascuno dei capitoli
1204 dello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione
per l'anno 1988 e 4302 dello stato di previsione del Ministero
della sanità per l'anno 1988 e corrispondenti capitoli
per gli esercizi successivi. Il CONI partecipa con propri contributi
all'attuazione dei programmi previsti nel presente comma.
18. Sono trasferiti ai comuni competenti per territorio
gli adempimenti connessi con la ricezione delle dichiarazioni
di cui all'articolo 23, comma 1, della legge 28 febbraio 1986,
n. 41, ed il conseguente rilascio dell'attestazione comprovante
il diritto all'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria
per motivi di reddito. Per l'uniforme applicazione delle norme
di cui al presente comma, con decreto del Ministro dell'interno,
di concerto con i Ministri della sanità e del lavoro e
della previdenza sociale, sono fissate le caratteristiche tecniche
del modulo da utilizzare per le attestazioni e le modalità
per il relativo rilascio. Le attestazioni delle esenzioni non
correlate a reddito sono rilasciate dalle unità sanitarie
19. Le regioni definiscono con le organizzazioni
sindacali firmatarie dell'accordo di lavoro del personale del
Servizio sanitario nazionale, non oltre il termine di novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i
progetti finalizzati di cui all'articolo 103, comma 7, del decreto
del Presidente della Repubblica 20 maggio 1987, n. 270, ed il
relativo finanziamento, con prioritario riferimento alla riduzione
della durata media delle degenze, dei tempi di attesa per i ricoveri
e per lo svolgimento di accertamenti diagnostici di particolare
rilevanza e complessità, nonché al contenimento
dei consumi farmaceutici intra ed extraospedalieri all'uopo coinvolgendo
nella fase di attuazione e di incentivazione le commissioni professionali
di presidio e regionali per la verifica e la revisione della qualità
tecnico-scientifica dell'assistenza sanitaria di cui all'articolo
119 del decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 1987,
n. 270, all'articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica
8 giugno 1987, n. 289 (13), all'articolo 32 del decreto del Presidente
della Repubblica 8 giugno 1987, numero 290 (14), all'articolo
41 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1987,
numero 291 (15). Qualora le organizzazioni sindacali non facciano
pervenire le proprie osservazioni in tempo utile, i progetti vengono
definiti dalle regioni in via autonoma. Qualora le regioni non
provvedano alla definizione dei progetti, le somme costituenti
il fondo di incentivazione di cui all'articolo 102, comma 7, del
citato decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 1987,
n. 270, restano accantonate e non possono essere erogate al personale
ad altro titolo.
20. Allo scopo di garantire condizioni di uniformità
e di uguaglianza dell'assistenza sanitaria sul territorio nazionale,
il Ministro della sanità individua con proprio decreto,
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'elenco delle prestazioni erogabili, in forza di norme
a carattere nazionale, a carico del Servizio sanitario nazionale,
ad integrazione delle prestazioni curative previste dall'articolo
25 della legge 23 dicembre 1978, numero 833. Altre prestazioni aggiuntive non comprese nell'elenco
possono essere erogate con le modalità previste dall'articolo
25, ultimo comma, della legge 27 dicembre 1983, n. 730.
1. E' autorizzata l'esecuzione di un programma
pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia
e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico
e di realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti
per l'importo complessivo di lire 30.000 miliardi. Al finanziamento
degli interventi si provvede mediante operazioni di mutuo che
le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sono autorizzate
ad effettuare, nel limite del 95 per cento della spesa ammissibile
risultante dal progetto, con la BEI, con la Cassa depositi e prestiti
e con gli istituti e aziende di credito all'uopo abilitati, secondo
modalità e procedure da stabilirsi con decreto del Ministro
del tesoro, di concerto con il Ministro della sanità.
2. Il Ministro della sanità, sentito il
Consiglio sanitario nazionale ed un nucleo di valutazione costituito
da tecnici di economia sanitaria, edilizia e tecnologia ospedaliera
e di funzioni medico-sanitarie, da istituire con proprio decreto,
definisce con altro proprio decreto, entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, i criteri generali
per la programmazione degli interventi che debbono essere finalizzati
ai seguenti obiettivi di massima:
a) riequilibrio territoriale delle strutture, al
fine di garantire una idonea capacità di posti letto anche
in quelle regioni del Mezzogiorno dove le strutture non sono in
grado di soddisfare le domande di ricovero;
b) sostituzione del 20 per cento dei posti letto
a più elevato degrado strutturale;
c) ristrutturazione del 30 per cento dei posti letto
che presentano carenze strutturali e funzionali suscettibili di
integrale recupero con adeguate misure di riadattamento;
d) conservazione in efficienza del restante 50 per
cento dei posti letto, la cui funzionalità è ritenuta
e) completamento della rete dei presidi poliambulatoriali
extraospedalieri ed ospedalieri diurni con contemporaneo intervento
su quelli ubicati in sede ospedaliera secondo le specificazioni
di cui alle lettere a), b), c);
f) realizzazione di 140.000 posti in strutture residenziali,
per anziani che non possono essere assistiti a domicilio e nelle
strutture di cui alla lettera e) e che richiedono trattamenti
continui. Tali strutture, di dimensioni adeguate all'ambiente
secondo standards che saranno emanati a norma dell'articolo 5
della legge 23 dicembre 1978, n. 833, devono essere integrate
con i servizi sanitari e sociali di distretto e con istituzioni
di ricovero e cura in grado di provvedere al riequilibrio di condizioni
deteriorate. Dette strutture, sulla base di standards dimensionali,
possono essere ricavate anche presso aree e spazi resi disponibili
dalla riduzione di posti letto ospedalieri;
g) adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti
h) potenziamento delle strutture preposte alla prevenzione
con particolare riferimento ai laboratori di igiene e profilassi
e ai presidi multizonali di prevenzione, agli istituti zooprofilattici
sperimentali ed alle strutture di sanità pubblica veterinaria;
i) conservazione all'uso pubblico dei beni dismessi,
il cui utilizzo è stabilito da ciascuna regione o provincia
autonoma con propria determinazione.
3. Il secondo decreto di cui al comma 2 definisce
modalità di coordinamento in relazione agli interventi
nel medesimo settore dell'edilizia sanitaria effettuati dall'Agenzia
per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, dal Ministero
dei lavori pubblici, dalle università nell'ambito dell'edilizia
universitaria ospedaliera e da altre pubbliche amministrazioni,
anche a valere sulle risorse del Fondo investimenti e occupazione
(FIO).
4. Le regioni e le province autonome di Trento
e Bolzano predispongono, entro quattro mesi dalla pubblicazione
del decreto di cui al comma 3, il programma degli interventi di
cui chiedono il finanziamento con la specificazione dei progetti
da realizzare. Sulla base dei programmi regionali o provinciali,
il Ministro della sanità predispone il programma nazionale
che viene sottoposto all'approvazione del CIPE.
5. Entro sessanta giorni dal termine di cui al
comma 2, il CIPE determina le quote di mutuo che le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano possono contrarre
nei diversi esercizi. Entro sessanta giorni dalla scadenza dei
termini di cui al comma 4 il CIPE approva il programma nazionale
di cui al comma medesimo. Per il triennio 1988-1990 il limite
massimo complessivo dei mutui resta determinato in lire 10.000
miliardi, in ragione di lire 3.000 miliardi per l'anno 1988 e
lire 3.500 miliardi per ciascuno degli anni 1989 e 1990. Le stesse
regioni e province autonome di Trento e di Bolzano presentano
in successione temporale i progetti suscettibili di immediata
realizzazione. I progetti sono sottoposti al vaglio di conformità
del Ministero della sanità, per quanto concerne gli aspetti
tecnico-sanitari e in coerenza con il programma nazionale, e all'approvazione
del CIPE che decide, sentito il Nucleo di valutazione per gli
6. L'onere di ammortamento dei mutui è assunto
a carico del bilancio dello Stato ed è iscritto nello stato
di previsione del Ministero del tesoro, in ragione di lire 330
miliardi per l'anno 1989 e di lire 715 miliardi per l'anno 1990.
7. Il limite di età per l'accesso ai concorsi
banditi dal Servizio sanitario nazionale è elevato, per
il personale laureato che partecipi a concorsi del ruolo sanitario,
a 38 anni, per un periodo di tre anni a decorrere dal 1°
gennaio 1988.
1. In attesa del riordino del sistema pensionistico,
ad integrazione di quanto disposto dall'articolo 8 comma 1, della
legge 22 dicembre 1986, n. 910, in ordine al ripiano dei disavanzi
patrimoniali del fondo pensioni lavoratori dipendenti e della
gestione speciale dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni,
è autorizzata l'assunzione a carico del bilancio dello
Stato per l'anno 1988, a titolo di regolazione debitoria pregressa,
di una ulteriore quota di lire 10.000 miliardi per ciascuna delle
predette gestioni, in aggiunta a quella di pari importo disposta
con il richiamato articolo 8. Le predette anticipazioni di tesoreria
sono autorizzate senza oneri di interessi.
2. Il complesso dei trasferimenti dallo Stato all'INPS,
a titolo di pagamenti di bilancio e di anticipazioni di tesoreria,
anche per far fronte all'onere conseguente all'attuazione dell'articolo
7 della legge 15 aprile 1985, n. 140, al netto delle regolazioni
debitorie pregresse per complessive lire 40.000 miliardi di cui
al comma 1, è fissato per l'anno 1988 in lire 36.000 miliardi.
3. Al fine di proseguire nella separazione tra
previdenza e assistenza è fissato per l'anno 1988 un contributo
straordinario di lire 16.504 miliardi a carico dello Stato a favore
del fondo pensioni lavoratori dipendenti per lire 12.390 miliardi
e delle gestioni speciali degli artigiani, degli esercenti attività
commerciali, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri e dei
minatori, rispettivamente per lire 877 miliardi, 849 miliardi,
2.385 miliardi e 3 miliardi, con riassorbimento dei finanziamenti
relativi agli oneri derivanti dall'applicazione per le gestioni
suddette delle disposizioni di cui all'articolo 1 della legge
21 luglio 1965, n. 903, e successive modificazioni e integrazioni,
rispettivamente per lire 1.511 miliardi, 98 miliardi, 95 miliardi,
282 miliardi, per complessive lire 1.986 miliardi, del finanziamento
di cui all'articolo 20 della legge 3 giugno 1975, n. 160, per
la gestione dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri per lire
410 miliardi, nonché del finanziamento di cui all'articolo
11, L. 15 aprile 1985, n. 140, per il fondo pensioni lavoratori
dipendenti per lire 3.000 miliardi, per complessive lire 5.396
4. A decorrere dal 1° gennaio 1988 è
soppresso il concorso dello Stato di lire 105 miliardi al finanziamento
delle gestioni speciali pensionistiche degli artigiani e degli
esercenti attività commerciali, di cui all'articolo 27
della legge 21 dicembre 1978, n. 843, iscritto al capitolo 3591
dello stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza
5. In attesa del riordino del sistema pensionistico,
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro
del tesoro, sentito il parere delle competenti Commissioni parlamentari,
sono stabiliti i criteri e le modalità di determinazione,
per l'anno 1989, degli aumenti delle pensioni ai sensi dell'articolo
21, settimo comma, della legge 27 dicembre 1983, n. 730, in relazione
alla variazione media delle retribuzioni contrattuali dei lavoratori
dipendenti privati e pubblici verificatasi nei periodi di riferimento
di cui all'articolo 9, secondo comma, della legge 3 giugno 1975,
n. 160, al netto delle variazioni degli scatti di anzianità
e delle variazioni derivanti dai meccanismi di scala mobile e
dei trattamenti di famiglia, comunque denominati. La perequazione
complessiva delle pensioni non deve in ogni caso comportare un
aumento percentuale di queste ultime superiore alla variazione
percentuale dell'indice delle retribuzioni medie contrattuali
dei lavoratori dipendenti privati e pubblici. All'onere derivante
dal presente comma si fa fronte, ove occorra, mediante corrispondenti
aumenti delle aliquote contributive dovute alle rispettive gestioni
secondo criteri determinati con il predetto decreto.
6. A decorrere dal 1° gennaio 1988 ai fini
della determinazione della misura delle pensioni a carico dell'assicurazione
generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed
i superstiti dei lavoratori dipendenti, la retribuzione imponibile
eccedente il limite massimo di retribuzione annua pensionabile
previsto per l'assicurazione predetta è computata secondo
le aliquote di cui alla allegata tabella. La quota di pensione
così calcolata si somma alla pensione determinata in base
al limite massimo suddetto e diviene, a tutti gli effetti, parte
integrante di essa.
7. A decorrere dal 1° gennaio 1988 sono soppressi
il contributo di lire 100 milioni all'INPS per la gestione dei
sussidi straordinari di disoccupazione, di cui alla L. 29 aprile
1949, n. 264, iscritto al capitolo 3579 dello stato di previsione
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, nonché
l'autorizzazione di spesa di lire 8 milioni per le sistemazioni
difensive nei porti, di cui al R.D.L. 19 settembre 1935, n. 1836,
convertito dalla L. 9 gennaio 1936, n. 147, e alla legge 27 dicembre
1973, n. 878, iscritta al capitolo 1556 dello stato di previsione
del Ministero della marina mercantile.
8. A decorrere dal 1° gennaio 1988 e sino
al 31 dicembre 1989, non si applicano le disposizioni contemplate
nel secondo e terzo comma dell'articolo 38 della legge 7 agosto
1982, n. 526, e nel terzo comma dell'articolo 2 della legge 29
ottobre 1984, n. 720. 9. Ai sensi dell'articolo 23, comma 1, e dell'articolo
28, comma 4, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, i limiti di
reddito ivi previsti sono rivalutati a decorrere dall'anno 1988
in ragione del tasso d'inflazione annuo programmato, con arrotondamento
alle lire 1.000 superiori.
10. Al fine di assicurare la correttezza delle
prestazioni erogate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria
per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori
dello spettacolo gestita dall'ENPALS, è stabilito, per
l'anno 1988, a favore del suddetto ente un contributo straordinario
di lire 120 miliardi. (16)
Tabella (17) Quote di retribuzione eccedenti il limite (espresse in percentuale del limite stesso)Quote di pensione corrispondenti per ogni anno di anzianit� contributiva complessiva
Sino al 33 per cento. . . . . . . . .1,60
Dal 33 per cento al 66 per cento. . .1,35
Dal 66 per cento al 90 per cento. . .1,10
Oltre il 90 per cento . . . . . . . .0,90
1. I contributi di cui al primo comma, lettere b) e c), dell'articolo
10 della legge 14 febbraio 1963, n. 60, sono dovuti fino al periodo
di paga in corso al 31 dicembre 1992.
2. Per l'anno 1988, i contributi dovuti con riferimento ai periodi
di paga decorrenti dal 1° gennaio 1988 sono riservati dalla
Cassa depositi e prestiti all'entrata del bilancio dello Stato
nella misura di lire 1.250 miliardi. Per l'anno 1989, e sino al
1992, essi sono riservati all'entrata del bilancio dello Stato
nella misura di lire 1.000 miliardi annui. Le quote residue restano
assegnate all'edilizia residenziale pubblica per la costruzione
di abitazioni per i lavoratori dipendenti, con una riserva del
70 per cento per i territori del Mezzogiorno (18).
3. Per la concessione, in favore delle imprese edilizie, cooperative
e relativi consorzi, dei contributi di cui all'articolo 16 della
legge 5 agosto 1978 n 457 per interventi di edilizia agevolata
ivi compresi i programmi di recupero di cui all'articolo 1, primo
comma, lettera b), della medesima legge n. 457 del 1978, è
autorizzato il limite di impegno di lire 150 miliardi per ciascuno
degli anni dal 1988 al 1990. Nell'ambito del limite di impegno
di cui al presente comma relativo al 1989 una quota di 50 miliardi
è destinata alle finalità e con le modalità
di cui al comma 7-bis dell'articolo 3 del decreto-legge 7 febbraio
1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile
1985, n. 118. (19)
1. Per gli anni 1988, 1989 e 1990 il Ministero del lavoro e
della previdenza sociale finanzia, nel limite di lire 500 miliardi
per ciascun anno, la realizzazione nei territori del Mezzogiorno
di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, di iniziative a livello locale,
temporalmente limitate, consistenti nello svolgimento di attività
di utilità collettivi mediante l'impiego, a tempo parziale,
di giovani di età compresa tra i diciotto e i ventinove
anni, privi di occupazione ed iscritti nella prima classe delle
liste di collocamento.
2. Le iniziative di cui al comma 1 sono proposte da amministrazioni
pubbliche, imprese, associazioni, fondazioni, ordini e collegi
professionali e sono attuate da imprese anche cooperative già
esistenti al 31 dicembre 1987. Le proposte sono presentate nella
forma di progetti formulati a norma del comma 3 all'agenzia per
l'impiego competente per territorio. L'agenzia per l'impiego,
verificata la conformità del progetto al modello di cui
al comma 3, lo sottopone, corredato dal proprio parere motivato
e non vincolante, alla commissione regionale per l'impiego. L'agenzia
per l'impiego può sottoporre alla commissione anche progetti
da essa direttamente predisposti. La commissione regionale per
l'impiego approva i progetti, autorizzando l'utilizzazione dei
giovani disoccupati e deliberando, nei limiti della quota di cui
al comma 6, l'ammissione dei predetti progetti al finanziamento.
L'agenzia per l'impiego, ai fini della proposta, e la commissione
dell'approvazione, sono tenute a dare priorità:
a) a parità di condizioni, a programmi relativi ad attività
indicate ovvero promosse dagli enti territoriali;
b) ai progetti idonei a conseguire, anche mediante apposita preparazione
professionale dei giovani, risultati suscettibili di promuovere
occasioni di lavoro;
c) ai progetti che consentano di conseguire risultati permanenti
di recupero o miglioramento di fruibilità del bene oggetto
3. I progetti sono formulati secondo un modello predisposto
dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentita la
commissione centrale per l'impiego. I progetti sono corredati
dalla documentazione relativa alle autorizzazioni rilasciate dalle
competenti amministrazioni, ove esse siano necessarie alla loro
attuazione, e devono in ogni caso indicare:
a) l'impresa responsabile dell'attuazione del progetto;
b) il numero e la qualificazione dei lavoratori da impegnare
nello svolgimento delle iniziative nonché l'eventuale attività
c) l'area dell'intervento, le modalità della sua attuazione
e gli obiettivi che si intendono raggiungere;
d) la durata dell'intervento, che non dovrà essere inferiore
a tre mesi e superiore a dodici mesi, salvo quanto previsto al
e) l'onere finanziario complessivo connesso alla realizzazione
dell'intervento, analiticamente illustrato anche con riferimento
ai fattori produttivi. In ogni caso l'onere del quale si chiede
il finanziamento, nel complesso, non deve essere superiore a lire
2 miliardi e quello relativo alle indennità di cui al comma
7 non può essere inferiore all'80 per cento del predetto
onere complessivo;
f) le istituzioni competenti per materia e territorio eventualmente
coinvolte nella formulazione del progetto e nella sua attuazione;
g) il numero e la qualificazione professionale dei lavoratori
dell'impresa preposti all'attuazione dell'iniziativa;
h) i nominativi delle persone di cui alla lettera g) tenute ad
attestare lo svolgimento dell'attività da parte dei singoli.
4. Quando il progetto è predisposto dall'agenzia per
l'impiego, all'indicazione di cui alla lettera a) del comma 3
provvede la commissione regionale per l'impiego.
5. La commissione regionale per l'impiego, in considerazione
della particolare qualità di determinati progetti, può
deliberare che la loro durata sia prolungata per un ulteriore
periodo non superiore a 12 mesi.
6. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE), su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, ripartisce annualmente tra le regioni interessate gli
stanziamenti, tenendo conto del tasso di disoccupazione giovanile
e, per gli anni 1989 e 1990, anche dello stato di attuazione degli
interventi previsti dal presente articolo.
7. I giovani ai quali va offerta l'occasione di essere utilizzati
nell'attuazione dei progetti vengono individuati secondo la graduatoria
delle liste di collocamento. La loro utilizzazione non comporta
l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato e deve svolgersi
a tempo parziale, per un orario non superiore a ottanta ore mensili.
Si applicano le disposizioni per l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di
cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, numero 1124, e successive modificazioni
ed integrazioni. Ai giovani disoccupati è corrisposta,
per ogni ora di lavoro effettivamente prestata, una indennità
di lire 6.000;
per i giorni per i quali viene corrisposta, essa sostituisce l'indennità
di disoccupazione eventualmente spettante, fermi restando la corresponsione
degli assegni familiari e l'accredito dei contributi figurativi
a quest'ultima collegati.
8. Ciascun giovane può essere impegnato nello svolgimento
delle attività previste dal presente articolo per un periodo
complessivamente non superiore a 12 mesi. L'accettazione dell'offerta
di cui al comma 7 non comporta la cancellazione dalle liste di
9. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di concerto con il Ministro del tesoro, sono determinate le modalità
dell'erogazione del finanziamento e dei controlli sulla regolare
10. Fino alla istituzione delle agenzie per l'impiego, gli adempimenti
di cui al comma 2 sono svolti dalle commissioni regionali per
11. Nelle regioni a statuto speciale i compiti della commissione
regionale per l'impiego sono svolti dal corrispondente organo.
2. Per l'anno 1988 e per quelli successivi, le amministrazioni statali anche con ordinamento autonomo, gli enti pubblici - con esclusione dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, del Consiglio nazionale delle ricerche, del Consorzio obbligatorio per l'impianto, la gestione e lo sviluppo dell'area per la ricerca scientifica e tecnologica della provincia di Trieste, dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, della Commissione nazionale per le società e la borsa, degli enti pubblici economici e di quelli che esercitano attività creditizie, nonché degli enti ed istituti di cui al numero 6 dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 5 marzo 1986, n. 68 -, gli enti locali e le loro aziende, le unità sanitarie locali, le aziende pubbliche in gestione commissariale governativa possono procedere ad assunzioni di personale subordinatamente all'avvenuto accertamento dei carichi funzionali di lavoro e alla conseguente utilizzazione dell'istituto della mobilità, ai sensi dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 1° febbraio 1986, n. 13, e di quanto previsto in materia negli accordi di
comparto o nei contratti collettivi di lavoro.
3. Possono comunque effettuarsi assunzioni per posti messi a
concorso per i quali sia stata formata la graduatoria di merito
o effettuata la selezione di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 18 settembre 1987, numero 392, entro il
31 dicembre dell'anno precedente e le assunzioni obbligatorie
relative alle categorie di cui alle leggi 14 luglio 1957, numero
594, e successive modificazioni ed integrazioni, 21 luglio 1961,
n. 686, e successive modificazioni e integrazioni, 2 aprile 1968,
n. 482, nonché quelle di cui all'articolo 6, comma 11,
lettera i), della legge 28 febbraio 1986, n. 41, limitatamente
al Ministero di grazia e giustizia. Per l'anno 1988, alle assunzioni
di personale per il quale, alla data di entrata in vigore della
presente legge, siano stati banditi i relativi concorsi, ma non
ancora effettuate le prove, si applicano le disposizioni dell'articolo
16 della legge 28 febbraio 1987, numero 56, sempre che ricorrano
le condizioni previste dal comma 1 dell'articolo 16 della citata
legge n. 56 del 1987. Per le assunzioni obbligatorie di cui alla
citata legge 2 aprile 1968, n. 482, devono essere sottoposti alla
visita medica prevista dal comma 1 dell'articolo 9 del decreto-legge
12 settembre 1983, numero 463, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, anche i soggetti che abbiano
un grado di invalidità superiore al 50 per cento. La visita
è disposta entro il trentesimo giorno dalla decisione di
avviamento al lavoro e in mancanza di essa non si procede all'avviamento
stesso. La scelta in ordine alle assunzioni obbligatorie di cui
all'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 482, deve essere
effettuata sulla base del maggior grado di mutilazione o invalidità
del soggetto, dell'idoneità del soggetto allo svolgimento
delle mansioni relative al posto da ricoprire e del possesso dei
requisiti richiesti per l'accesso al pubblico impiego, salvo quello
dell'idoneità fisica.
4. I termini di cui all'articolo 9 della legge 20 maggo 1985,
n. 207, sono prorogati al 30 maggio 1989.
5. Per l'anno 1988, qualora le procedure richiamate dal comma
2, nonché quelle previste dai commi 1 e 2 dell'articolo
2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 settembre
1987, n. 392, in ordine all'accertamento dei carichi funzionali
ed alla mobilità, non risultino completate entro i termini
per esse previsti a causa di effettive e documentate difficoltà,
il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto,
di concerto con il Ministro del tesoro, con il Ministro per la
funzione pubblica e, per gli enti locali territoriali, con il
Ministro dell'interno, sentito il Consiglio dei ministri, può
autorizzare assunzioni in deroga al disposto di cui allo stesso
comma 2, per comprovate necessità. Ove non siano state
attivate le graduatorie degli iscritti nelle liste di collocamento
di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18
settembre 1987, numero 392, le amministrazioni e gli enti pubblici
ai quali si applicano le disposizioni del decreto stesso, possono
essere autorizzati, limitatamente al primo semestre dell'anno
1988, ad assumere personale sulla base delle precedenti graduatorie.
Delle autorizzazioni previste dal presente comma il Governo dà
preventiva comunicazione alle Camere. L'autorizzazione non è
a) per le assunzioni relative a tutti i concorsi banditi entro
la data di entrata in vigore della presente legge; per tali concorsi,
qualora non abbiano avuto inizio le prove, si applicano le disposizioni
dell'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, sempre che
ricorrano le condizioni previste dal comma 1 dello stesso articolo
b) per le assunzioni per esigenze stagionali, temporanee e straordinarie
nei limiti corrispondenti alla media della spesa sostenuta per
le assunzioni effettuate per le stesse finalità nell'ultimo
triennio, ridotta del 10 per cento;
c) per le assunzioni presso enti locali, le istituzioni locali,
le loro aziende e consorzi nei posti che si siano resi vacanti
a partire dal 1° gennaio 1987.
6. In materia di assunzioni di personale continua ad applicarsi
nell'anno 1988 la disposizione prevista dal comma 20 dell'articolo
6 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, richiamato dal comma 12
dell'articolo 8 della legge 22 dicembre 1986, n. 910, utilizzando
le graduatorie ivi indicate la cui validità è prorogata
di un ulteriore anno.
7. Per le unità sanitarie locali e per gli altri enti
amministrativi dipendenti dalle regioni le assunzioni in deroga
sono disposte con provvedimenti della giunta regionale, nei limiti
fissati dagli atti di indirizzo e coordinamento emanati ai sensi
dell'articolo 9 della legge 26 aprile 1983, n. 130. 8. I reclutamenti o le immissioni in servizio, le ferme del
personale volontario, i richiami ed i trattenimenti in servizio
del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia e del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, fatte salve le nomine ad
ufficiale dei frequentatori delle accademie nonché le immissioni
in servizio dei sottufficiali che superano l'apposito corso-concorso
presso le scuole ed istituti di formazione, possono essere autorizzati,
per comprovate esigenze, dal Presidente del Consiglio dei ministri,
di concerto con i Ministri del tesoro e per la funzione pubblica,
9. Sull'applicazione delle norme contenute nei precedenti commi
la Presidenza del Consiglio dei ministri invia al Parlamento,
entro il 30 settembre di ciascun anno, una relazione analitica
sulle assunzioni in deroga.
10. In relazione alle funzioni attribuite al Ministero del tesoro
dall'articolo 2, si provvede, con decreto del Presidente della
Repubblica, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, previa deliberazione del Consiglio
dei ministri, su proposta del Ministro del tesoro, di concerto
con il Ministro per la funzione pubblica, alla rideterminazione
degli Ispettorati generali della Ragioneria generale dello Stato,
elevando il loro numero da sette a nove, nonché alla definizione
di un diverso livello funzionale delle ragionerie centrali di
maggiore importanza nel numero massimo di cinque (20). Con lo
stesso decreto del Presidente della Repubblica sono soppressi
e ridotti posti di qualifica dirigenziale, anche in posizione
di fuori ruolo, in numero tale da escludere in ogni caso nuove
o maggiori spese a carico del bilancio dello Stato.
12. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il personale docente delle dotazioni aggiuntive delle scuole
di ogni ordine e grado, nonché quello che risulti eventualmente
in soprannumero, è utilizzato prioritariamente per la copertura
di cattedre o posti di insegnamento, vacanti e disponibili per
periodi anche inferiori a cinque mesi e, soltanto nel limite del
quindici per cento, per lo svolgimento delle attività di
cui ai commi sesto e nono dell'art. 14, L. 20 maggio 1982, n.
270. 13. Nelle scuole materne ed elementari, qualora non sia possibile
sostituire i docenti temporaneamente assenti con personale in
servizio nel circolo didattico, i direttori didattici dovranno
utilizzare personale di altri circoli didattici viciniori, che
saranno indicati dal provveditore agli studi. La stessa norma
si applica altresì agli altri ordini di scuola limitatamente
agli istituti esistenti nell'ambito del medesimo distretto.
14. Le supplenze per la copertura delle cattedre e dei posti
di cui all'articolo 15, terzo comma, della legge 20 maggio 1982,
n. 270, sono conferite dal provveditore agli studi.
15. Il personale supplente delle scuole di istruzione primaria
e secondaria e degli istituti professionali e di istruzione artistica,
di cui all'articolo 2, primo comma, lettera b), D.P.R. 29 dicembre
1973, n. 1092, è assoggettato, a decorrere dal 1°
gennaio 1988, alla ritenuta in conto entrata Tesoro nella misura
e con le norme previste per i dipendenti civili e militari dello
Stato. Dalla stessa data cessa per il personale medesimo l'iscrizione,
ai fini di quiescenza, alla assicurazione generale obbligatoria
per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti.
16. Nei confronti del personale di cui al comma 15 resta ferma,
ai fini dell'indennità di fine rapporto, l'applicazione
della disposizione di cui all'articolo 9, D.Lgs.C.p.S. 4 aprile
1947, n. 207, e successive modificazioni ed integrazioni.
17. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2, che presentino
un esubero di carico funzionale di personale non reimpiegabile
nelle stesse amministrazioni, entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge provvedono a comunicare alla Presidenza
del Consiglio dei ministri gli elenchi nominativi del predetto
18. Nei tre mesi successivi alla comunicazione di cui al comma
17, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro
per la funzione pubblica, con proprio decreto, provvede a trasferire
il predetto personale in un ruolo speciale da costituire presso
la Presidenza del Consiglio dei ministri.
19. I trasferimenti ad altre amministrazioni del personale di
cui al comma 2 saranno attuati con procedure determinate da un
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le
20. Le disposizioni di cui ai commi 17, 18 e 19 non si applicano
ai fini della realizzazione dei progetti di cui all'articolo 3,
D.P.R. 1° febbraio 1986, n. 13, per i quali viene impiegato
personale già in servizio o personale da assumere a tale
specifico fine con rapporto a tempo determinato, pieno o parziale,
per un periodo corrispondente all'intera durata del progetto e
comunque per una durata non superiore all'anno, secondo le norme
da emanare in attuazione del citato articolo 3, D.P.R. 1°
febbraio 1986, numero 13.
21. Al fine di garantire nei territori ad alta concentrazione
di beni culturali, con particolare riferimento al Mezzogiorno,
l'apertura pomeridiana degli istituti museali, complessi monumentali
ed aree archeologiche per una fruibilità continuata e prolungata
nell'arco dell'intero anno solare, in ottemperanza all'articolo
3, D.P.R. 1° febbraio 1986, n. 13 (progetti finalizzati),
e all'articolo 8, D.P.R. 8 maggio 1987, n. 266 (piano occupazionale),
è autorizzata la spesa di 15 miliardi per l'anno 1988.
22. L'importo di cui all'articolo 6, ventisettesimo comma, della
legge 22 dicembre 1984, numero 887, da corrispondere annualmente
alla regione Sardegna, è elevato, a partire dall'anno 1988,
da lire 8 miliardi a lire 21 miliardi, e, a decorrere dall'anno
1989 è maggiorato secondo le modalità stabilite
dalle norme vigenti per i trasferimenti correnti per la finanza
locale. Detto importo è ripartito fra gli enti locali della
Sardegna per le finalità richiamate nello stesso articolo
6, ventisettesimo comma, ivi compreso il finanziamento delle spese
connesse all'ampliamento delle piante organiche conseguente all'esercizio
delle funzioni attribuite agli enti locali, in base al D.P.R.
19 giugno 1979, n. 348.
23. Al fine di corrispondere anche alle eventuali esigenze dei
servizi della protezione civile per il soccorso alle popolazioni
colpite da calamità, nonché per altre emergenze
di carattere socio-sanitario, è autorizzata la spesa di
lire 60 miliardi per ciascuno degli anni dal 1988 al 1990 da destinare
all'aeromobilità delle Forze armate mediante l'acquisizione
di elicotteri. E' altresì autorizzata la spesa di lire
10 miliardi annui nel medesimo triennio 1988-1990 per l'acquisizione
di elicotteri, nonché per la costituzione, l'equipaggiamento
e l'addestramento di reparti operativi mobili delle Capitanerie
di porto per la sorveglianza delle coste ed il soccorso in mare,
da iscrivere nello stato di previsione del Ministero della marina
24. Ferme restando le assegnazioni disposte annualmente a carico
del Fondo sanitario nazionale in favore dei policlinici e cliniche
a gestione diretta, annessi alle facoltà di medicina delle
università statali, il Ministero della pubblica istruzione
è autorizzato a concedere contributi per complessive lire
40 miliardi per l'anno 1988 e lire 50 miliardi per ciascuno degli
anni 1989 e 1990 per consentire agli stessi policlinici di far
fronte alle esigenze di funzionamento connesse con le attività
didattico-scientifiche, comunque funzionali alle prestazioni sanitarie.
A decorrere dall'anno 1991, alla quantificazione dell'onere si
provvede con le modalità di cui all'articolo 19, quattordicesimo
comma, della legge 22 dicembre 1984, n. 887. La ripartizione
annuale dei contributi è effettuata dal Ministro della
pubblica istruzione sulla base di parametri oggettivi che tengano
anche conto del numero delle cattedre e dei relativi iscritti.
25. ................................................... .(21)
Articoli 25-28.
2. Per il finanziamento dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche la Cassa depositi e prestiti è autorizzata
a concedere ai comuni e alle province mutui per un importo complessivo
di lire 75 miliardi per ciascuno degli anni 1988 e 1989; l'onere
di ammortamento, valutato in lire 12 miliardi per l'anno 1989
e in lire 24 miliardi per l'anno 1990, è assunto a carico
dello Stato. Qualora l'ammontare messo a disposizione dalla Cassa
depositi e prestiti sia inferiore all'ammontare dei mutui richiesti
dai comuni e dalle province entro il termine perentorio del 31
marzo di ciascuno degli anni 1988 e 1989 - quale risulta dalla
data del plico raccomandato con avviso di ricevimento concernente
la domanda di mutuo - le concessioni della Cassa depositi e prestiti
sono proporzionalmente ridotte. La quota eventualmente non utilizzata
dell'ammontare annuo messo a disposizione dalla Cassa depositi
e prestiti può essere utilizzata dai comuni e dalle province
anche nell'esercizio successivo.
1. Per le finalità di cui al decreto-legge 12 febbraio
1986, n. 24, convertito dalla legge 9 aprile 1986, n. 96, compreso
lo svolgimento di attività socialmente utili, è
autorizzata l'ulteriore spesa di lire 75 miliardi per l'anno 1988.
Anche per tale esercizio resta ferma la facoltà del comune
di Palermo di procedere all'assunzione di non più di 200
unità di lavoratori, di quelle previste all'articolo 8,
comma 17, della legge 22 dicembre 1986, n. 910, per sopperire,
in via transitoria ed urgente, alle necessità derivanti
dall'esigenza di assicurare l'esercizio delle funzioni di direzione
tecnicoamministrativa e di controllo degli interventi previsti
dall'articolo 1 del decreto-legge 12 febbraio 1986, n. 24, convertito
dalla legge 9 aprile 1986, n. 96. A tal fine si applica la disposizione
di cui all'articolo 13, comma 2, ultima parte, del decreto-legge
4 settembre 1987, numero 366, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 novembre 1987, n. 452.
2. Con le medesime modalità previste dal comma 1 è
concesso al comune di Reggio Calabria un contributo straordinario
di 20 miliardi per l'anno 1988 per opere urgenti di riassetto
urbano e del territorio. All'onere derivante dal presente comma
si fa fronte con riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista
dall'articolo 18 della legge 1° marzo 1986, n. 64.
3. Per la prosecuzione dell'intervento statale avviato con il
decreto-legge 2 agosto 1984, numero 409, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 settembre 1984, n. 618, è autorizzata per
l'anno 1988 l'ulteriore spesa di lire 90 miliardi, da iscrivere
nello stato di previsione del Ministero dell'interno, per essere
ripartita con le modalità di cui all'articolo 10, comma
1, del decreto-legge 4 settembre 1987, n. 366, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 novembre 1987, n. 452.
(24) Il comma che si omette sostituisce, con effetto dalla data
di entrata in vigore dello stesso T.U., l'art. 123, quinto comma,
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.
(1) Vedi, anche, l'art. 4-bis, D.L. 30 settembre 1989, n. 332.
(2) La misura del contributo è stata elevata a lire 470.000
annue, a decorrere dal 1° gennaio 1989, dal D.M. 5 luglio
1989 (Gazz. Uff. 14 luglio 1989, n. 163).
(3) La misura del contributo è stata elevata a lire 235.000
(4) Comma così modificato dall'art. 2, D.L. 21 marzo 1988,
n. 86.
(5) Il comma che si omette sostituisce il secondo comma all'art.
31, L. 28 febbraio 1986, n. 41.
(6) La Corte costituzionale, con sentenza 17-25 maggio 1989, n.
283 (Gazz. Uff. 31 maggio 1989, n. 22 - Serie speciale), ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale dell'art. 11 della presente
(8) Termine prorogato al 31 dicembre 1989 dall'art. 2, L. 1°
febbraio 1989, n. 37, e al 31 dicembre 1990, dall'art. 25, D.L.
28 dicembre 1989, n. 415. Per l'ulteriore proroga del termine,
vedi l'art. 3, D.L. 29 dicembre 1990, n. 415.
(9) Comma così sostituito dall'art. 12, D.Lgs. 30 dicembre
1992, n. 539.
(10) Comma soppresso dall'art. 12, D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.
(11) Comma abrogato dall'art. 26, D.Lgs. 29 maggio 1991, n. 178.
(12) Comma così modificato dall'art. 12, D.Lgs. 30 dicembre
(13) Recante l'accordo collettivo nazionale per la regolamentazione
dei rapporti con i medici di medicina generale.
(14) Recante l'accordo collettivo nazionale per la regolamentazione
dei rapporti con i medici specialisti pediatri di libera scelta.
(15) Recante l'accordo collettivo nazionale per la regolamentazione
dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali.
(16) Per l'interpretazione autentica del presente articolo, vedi
l'art. 3, D.L. 21 marzo 1988, n. 86.
(17) Tabella così modificata dall'art. 12, D.Lgs. 30 dicembre
1992, n. 503.
(18) La Corte costituzionale, con sentenze 13-26 aprile 1989,
n. 241 (Gazz. Uff. 3 maggio 1989, n. 18 - Serie speciale), ha
dichiarato l'illegittimità del comma secondo dell'art.
22, nella parte in cui non assegna all'edilizia residenziale pubblica,
per la costruzione di abitazioni per i lavoratori dipendenti,
l'intero gettito - e non le sole quote residue dei contributi
dovuti ai sensi del primo comma, lettere b) e c), dell'articolo
10 della legge 14 febbraio 1963, n. 60.
(19) Con D.M. 15 luglio 1988 (Gazz. Uff. 28 luglio 1988, n. 176)
sono state approvate le schede informative per il finanziamento
di interventi di edilizia residenziale pubblica agevolata e annesse
note esplicative. Con delibera del CIPE 27 ottobre 1988 (Gazz.
Uff. 3 dicembre 1988, n. 284) sono state approvate le direttive
per il programma di edilizia residenziale pubblica per il biennio
(20) Il comma 3 dell'art. 1, L. 12 dicembre 1990, n. 377 (Gazz.
Uff. 14 dicembre 1990, n. 291) ha cosí disposto:
«3. Il numero massimo di cinque ragionerie centrali di maggiore
importanza, stabilito dal comma 10 dell'art. 24 della L. 11 marzo
1988, n. 67, è elevato di una unità.
Con il relativo decreto del Presidente della Repubblica i posti
di dirigente generale sono incrementati di una unità e
i posti di qualifica dirigenziali sono ridotti in numero tale
da escludere in ogni caso nuove o maggiori spese a carico del
(21) Il comma che si omette sostituisce la lettera b) dell'art.
2, L. 10 marzo 1982, n. 72 (Gazz. Uff. 16 marzo 1982, n. 73),
recante «Autorizzazione di vendita al comune di Chioggia
(Venezia) delle aree di proprietà dello Stato situate nel
comprensorio denominato ""Ex Forte di Brondolo''».
Il testo della citata legge, con la modifica sopra citata, è
«Art. 1. E' autorizzata la vendita a trattativa privata,
a favore del comune di Chioggia in provincia di Venezia, dell'area
del comprensorio denominato ""Ex Forte di Brondolo'',
di ettari 16.11.70, sito nello stesso comune, contraddistinta
in catasto alla partita n. 2190/9460, ditta ""Demanio
dello Stato'', foglio 41, mappali... (omissis)».
Art. 2. Nell'atto di vendita di cui all'articolo precedente il
comune di Chioggia deve impegnarsi a:
a) versare all'Amministrazione finanziaria dello Stato per la
cessione dell'area la somma che l'ufficio tecnico erariale stimerà
con riferimento alla data di stipula del contratto, in aggiornamento
di quella provvisoriamente determinata in L. 4.500 per metro quadrato;
b) corrispondere alla stessa Amministrazione, secondo l'importo
determinato dall'Ufficio tecnico erariale con riferimento all'intero
periodo di durata dell'occupazione e fino alla data di stipula
del contratto di cessione dell'immobile, gli indennizzi per l'occupazione
delle aree con ogni accessorio. Dagli indennizzi saranno scomputate
le somme eventualmente già anticipate allo stesso titolo;
c) sollevare l'Amministrazione finanziaria dello Stato da ogni
onere, obbligo e responsabilità relativamente ai procedimenti
giudiziari in corso con gli attuali detentori delle aree e da
ogni pretesa di terzi costruttori;
d) realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria
e quanto altro serve all'urbanizzazione del comprensorio di cui
all'articolo 1, in particolare riservando a servizi sociali, verde
pubblico, strade, edilizia economica e popolare tutte le aree
finora non occupate.
Art. 3. I corrispettivi indicati alle lett. a) e b) del precedente
art. 2 devono essere versati in dieci rate annuali a partire dall'anno
successivo alla data del contratto di vendita, maggiorate di interessi
commisurati alla media dei tassi di sconto praticati nei periodi
Art. 4. Il comune di Chioggia può cedere il diritto di
superficie delle aree acquistate ai sensi dell'articolo 1 a coloro
che le occupano direttamente e personalmente alla data del 31
Il prezzo di cessione del diritto di superficie deve essere determinato
sulla base del prezzo di acquisto maggiorato delle spese di urbanizzazione
Il consiglio comunale di Chioggia determina le forme e le condizioni
di cessione del diritto di superficie adottando un apposito regolamento
nel quale siano indicati gli indirizzi per la pianificazione urbanistica
della zona e sia previsto che ad ogni famiglia non potrà
essere ceduta una superficie maggiore dell'area occupata per la
propria abitazione».

References: articolo 31
 articolo 8
 articolo 3
 articolo
6
 sentenza 

Art. 2

Art. 3

art. 2

Art. 4