Source: https://issuu.com/uglpoliziadistato/docs/12-3_poliziaistituzione_web
Timestamp: 2017-05-30 10:21:38+00:00

Document:
ANNO VIII - N° 3 - 2012ORGANO UFFICIALE NAZIONALEwww.uglpoliziadistato.it
POSTE ITALIANE - Spedizione in abbonamento postale 70% Lo/Mi - Autorizzazione Tribunale di Milano n. 103 del 12/02/2008ATTUALITÀ
SOPRA LE RIGHESINDACALE
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VITERBOPOLIZIA & ISTITUZIONI3EDITORIALEG8 DI GENOVA
>di VALTER MAZZETTI
Segretario Generale UGL - Polizia di StatoNon vog l i o
entrare nel merito di una sentenza che, condivisibile o meno,
va comunque rispettata, riconoscendo il principio della piena
autonomia alla magistratura. I
giudici, tuttavia, sono pur sempre persone, uomini e donne, e
l’uomo per sua natura non è infallibile. Mi sia consentito, allora, esprimere qualche spassionata considerazione, soprattutto perché, la travagliata sentenza definitiva di condanna per
i fatti del G8 di Genova, è arrivata dopo 11 lunghi anni, dopo
un’articolata e meticolosa indagine che è passata attraverso diverse fasi processuali, contrastanti - opinabili - condivisibili.
Nel massimo rispetto di chi ha
il gravoso compito di applicare
le leggi in modo equo e con giustizia e pur volendo assolutamente credere fermamente
nell’onestà intellettuale di questi uomini – avendo avuto,
però, personalmente l’onore di
conoscere e stimare come persona estremamente onesta,
corretta e dall’elevata professionalità proprio chi, per quei fatti
di Genova, benché estraneo a
ogni forma di violenza, è stato
infine condannato a 3 anni e 8
mesi, oltre all’interdizione dai
pubblici uffici per 5 anni – un
sano dubbio sull’effettiva funzionalità del sistema giustizia si
è radicato forte in me.4POLIZIA & ISTITUZIONILa complessa architettura accusatoria, che nei diversi gradi di
giudizio ha preso forma, mi lascia intravedere numerose zone
d’ombra, oltre alle peculiarità
del diritto e delle interpretazioni
personali. Siamo abituati a ragionare sui fatti, da attenti conoscitori dell’ordine, della
sicurezza pubblica e dei complessi meccanismi che si muovono dietro a un’indagine,
quindi, le mie riflessioni vogliono andare oltre le intuizioni
e le spettacolarizzazioni di
quello che per molti è diventato
un caso politico nazionale, ove
diritti e soprusi, secondo un’artata logica di pesi e contrappesi
ideologici, sono stati volutamente contrapposti.
A me preme capire subito invece, e bene, un concetto che
mi pare sia stato affermato con
questa sentenza e che riguarda
noi tutti, nessuno escluso… e
spero di sbagliarmi (ma dubito!). Ci troviamo di fronte a
una decina di nostri colleghi
che, ben lontani dalle violenze,
hanno sottoscritto dei verbali
come capita quotidianamente;il principio da esaltare è che la
responsabilità penale è personale e che oltretutto, soprattutto nel caso del falso, debba
essere dimostrato il dolo in tutti
i singoli casi, e non che un caso
singolo possa eventualmente
essere esteso a tutti i restanti
firmatari secondo il famoso
principio giuridico, ormai consolidato, del “non poteva non
Perché vedete, ci troviamo di
fronte ad una sentenza che
pare affermare che tutti i poliziotti che hanno sottoscritto i
verbali, al di là del fatto che sapessero o meno dei comportamenti vili attuati da alcuni di
loro o di altri partecipanti,
hanno detto il falso e sapete
perché? E spero di sbagliarmi
(ma dubito!)…perché hanno
sottoscritto delle azioni alle
quali non hanno partecipato
direttamente ma che erano
state da loro svolte in parte
(c’era chi aveva identificato gli
arrestati negli ospedali, c’era
chi aveva prelevato i materiali
e li aveva portati in questura,
c’era chi aveva svolto l’attivitàdi ricerca della perquisizione,
c’era chi aveva repertato i materiali in ufficio, c’era chi teneva i contatti con l’A.G. ecc..)
oppure erano state a loro riferite da altri colleghi partecipanti. In pratica, i Giudici
hanno fatto proprio il principio
secondo il quale ogni sottoscrittore del verbale attesta di
aver svolto personalmente
“tutte le azioni riportate nel
documento” e se era assente
anche solo ad una di quelle
azioni (anche perché il dono
dell’ubiquità non fa parte delle
nostre capacità umani e professionali) risponde di falso, anzi
risponde di falso aggravato.
Per comprendere meglio, sarebbe come se una squadra di
sei poliziotti interviene presso
una struttura per fare una perquisizione o per eseguire un arresto, o entrambi. Bene, nel
verbale, il redattore (e qui è già
il primo reato che si compie
perché andrebbe scritto a dodici
mani, e non mi dite come si
deve fare), rende atto che i sottoscrittori “hanno fatto ingresso…” e qui speriamo che
siano entrati tutti e sei insieme,
perché se uno è rimasto sulle
scale e uno in macchina ed è
entrato solo successivamente
già ci troviamo di fronte al reato
di falso; redigerà che i sottoscrittori “hanno trovato al momento dell’ingresso e identificato
i presenti…” e qui purtroppo
non si scappa perché l’identificazione la fa uno solo ritirando
i documenti e leggendoli, gli
altri sottoscriveranno un falso
perché non hanno identificato
loro i presenti; “di aver ricercato
all’interno delle stanze e di aver
rinvenuto...” e qui ragazzi non
c’è scampo per la seconda volta,
o tutti trovano la medesima
cosa oppure sottoscrivere di
aver trovato una cosa quando
in realtà l’ha trovata un altro, bè
questo per il Tribunale di Genova, per la Cassazione e ora
per la giurisprudenza è e sarà
falso e lo sarà ogni volta che unmagistrato si accorgerà di queste illecite dichiarazioni sottoscritte e lo sarà ogni qualvolta
il gentiluomo di turno, perquisito o arrestato, presenterà una
denuncia di falso verso gli operatori (magari suggerito da un
attento avvocato) perché lui e
gli altri presenti potranno testimoniare che ad entrare erano
in quattro/cinque e comunque
non in sei o non subito o non
insieme, a identificare erano in
due e non in sei, a cercare in
una stanza erano due, in un’altra erano altri due e non certo
sei in tutte le stanze nello stesso
momento trovando la stessa
cosa; di avere facoltà di avvisare un legale lo avrà detto uno
solo e non tutti e sei i poliziotti
sottoscrittori, a chiudere il verbale sarà stato uno solo e non
tutti e sei i poliziotti... Certo,
spero di aver letto male…spero
di essermi sbagliato (ma dubito!)… ma intanto c’è sicuramente di che meditare!
Ebbene, i Giudici di primo
grado avevano evidenziato
proprio queste cose e per questo, avevano giudicato ben diversamente i firmatari dei
verbali in questione.
Seguendo poi l’excursus mediatico, non solo si è indotti a una
diversa rivalutazione dei tragici
eventi, ma addirittura a tratti
si ha la sensazione che si voglia
insinuare il dubbio e non solo,
che le forze dell’ordine, effettivamente, in quella circostanza,
come in altre, si fossero preparati ad affrontare i manifestanti nel modo più violento
possibile, solo per il piacere di
farlo e non per arginare e contenere, come ogni giorno fanno,
una moltitudine di dimostranti
(tanti non autorizzati e dalle
intenzioni ben poco pacifiche)
che hanno messo a ferro e fuoco
una bella città come Genova.
La libertà di manifestare non
deve in nessun modo prevaricare sulle libertà degli altri cittadini che hanno il sacro santo
diritto di vivere la loro città se-renamente e in sicurezza.
Il diritto deve tutelare attraverso i suoi garanti, tutti i cittadini, le loro libertà di
pensiero, di parola, di stampa
ecc., servendosi di leggi, che non
dimentichiamo: sono emanate
da un sistema politico. E da qui
che bisogna partire per comprendere in parte, ciò che ci può
essere dietro un evento sociale
come quello di Genova e quanta
adrenalina catalizzano le menti
che stanno dietro alla complessa macchina organizzativa.
Le responsabilità a diversi livelli, si intrecciano tra di loro,
ed intervengono variegate sensibilità; sono tutti mossi da un
che è la sicurezza dei cittadini,
e quando parlo di cittadini non
faccio alcuna distinzione, intendo coinvolgere tutti, dal
primo dei politici all’ultimo dei
La complessa rete della sicurezza (non dimentichiamo deve
sempre fare i conti con l’opinione pubblica e la politica)
passa attraverso l’accurato e
meticoloso lavoro di migliaia
di operatori che con responsabilità diverse, abnegazione e riconosciuta
come dicevamo prima, hanno
un comune obiettivo che, nel
modo più categorico, escludo
sia la violenza.
A prescindere, quindi, dalla “verità” processuale, dall’amarezza
e dalla delusione che pervadono
le nostre coscienze, di uomini,
cittadini e poliziotti: in questa
triste pagina di storia, questa
“verità” così come emersa appare come un singolo racconto,
una sensazione, una traccia che
ci lascia il dubbio che qualcosa
non sia così come ci è stata tramandata, raccontata; il fotogramma fermo davanti ai miei
occhi, ancora increduli e intimoriti, manca di tutta la sequenza
(prima e dopo) che ci avrebbe
senz’altro permesso vedere
quello che altri hanno veramente vissuto.POLIZIA & ISTITUZIONI5IL PUNTOSOMMARIO8
G8 di Genova.Sopra le righe20
24> di Valter MAZZETTI8IL PUNTO
Un paese in affanno ma possiamo farcela> di Sergio DI FOLCO26> di Rocco PARDO10ATTUALITÀ
Spending Review nel pubblico impiego
No grazie, abbiamo già dato121432> di Eduardo DELLO IACONOSINDACALE
Paga sempre pantalone38> di Carlo PROVETTA161840642
44CONVEGNO
“Quali prospettive per il nostro territorio”46> di Alessandro FALCONE48POLIZIA & ISTITUZIONIEDITORIALE
> di Fernando CORDELLA> di Sergio DELL’OLIO20LETTURE
9 Mesi. Diario di una mamma inesperta
Colpito. La vera storia di Tiberio Bentivoglio
> di Tamara MARCELLI> di Filippo GIRELLAGIUSTIZIA
Il pignoramento immobiliare: vendita con e senza
incanto e l’assegnazione dei beniREPORTAGE
Italiani in affanno
> di PRAKKO34
36SINDACALE
Nel congedo parentale frazionato
non si conteggiano il sabato, la domenica e i festiviGIURISPRUDENZA
Il controllo disciplinare del Procuratore
Generale della Repubblica sulla Polizia Giudiziaria
> di Giovanni Battista PROSPERINI> di Antonio SCOLLETTASOCIETÀ
Qualcuno spieghi all’Amministrazione
che “Sacrificare” non vuol dire “Risparmiare”STORIA
L’italia nel secondo dopoguerraORGANIZZAZIONE
Terremoto in Emilia Romagna:
Ugl si stringe alla popolazione e ai lavoratori
Antisismica: 10 motivi per scegliere una casa in legno
Verbale di Conciliazione tra Ugl e Amministrazione
del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco32
www.uglpoliziedistato.itANNO VIII - N° 3 - 2012
Copertina: Antonio AVERSA
L’Editore si riserva la facoltà inderogabile di sostituire l’invio del periodico in questione con altro che tratti la stessa materia a suo insindacabile giudizio.QUESTO PRODOTTO È COMPLETAMENTE BIO-DEGRADABILE E RICICLABILE, NEL PIENO RISPETTO DELL’AMBIENTEPOLIZIA & ISTITUZIONI7IL PUNTOAFFANNO
UN PAESE IN>di ROCCO PARDO
Segretario Nazionale UGL - Polizia di StatoConsiderate le
l’Euro zona e
Paesi della terra, un po’ di cautela non guasta; e tuttavia le
decisioni scaturite dal Consiglio Europeo riunitosi a Bruxelles autorizzano un moderato
ottimismo sull’Euro, il suo consolidamento, la ripresa della
sua corsa con tutte le conseguenze politiche ed economiche che ne derivano.
Del resto i mercati hanno brindato sonoramente all’accordo
antispread (voluto fortemente
dal presidente del Consiglio Italiano Mario Monti) e alle altre
misure, un segnale forte che gli
investitori hanno voluto inviare
ai singoli Governi perché realizzino le riforme di cui hanno bi-8POLIZIA & ISTITUZIONIsogno per arginare la spesa ed
il debito pubblico e per promuovere la ripresa e la crescita.
In Italia, naturalmente, non
mancano coloro che, per meschini calcoli di bottega (siamo
a pochi mesi dalla scadenza naturale della Legislatura e quindi
vicinissimi alle elezioni) remano
contro e sperano in un clamoroso incidente di percorso.
I disfattisti non mancano nemmeno fuori dalle mura di casa:
negli USA, per esempio, c’è
chi sostiene che l’Italia “è il
malato d’Europa” come riporta
il Washington Post in quanto
la produttività scarseggia,
l’evasione cresce così come la
corruzione, insieme mali storici del nostro Paese.
Su questo è difficile dar torto
ai supercritici: sappiamo che
da anni l’Italia è frenata da una
zavorra gigantesca che ne paralizza la crescita.
Il volume di denaro che muovono la corruzione, l’evasionefiscale e la criminalità organizzata basterebbe e avanzerebbe
a garantire al Paese una navigazione serena nel segno dello
sviluppo e del benessere.
Ma tant’è! Contro questo cancro siamo abituati a convivere
quasi con rassegnazione.
I tempi però sono maturi perché
la classe politica responsabile
(o almeno quello che ne resta)
si muova e rapidamente per
cominciare a fornire al Governo gli strumenti capaci di
invertire questa catastrofica
tendenza.Ora che anche gli USA e moltissimi economisti si sono convinti
che l’Euro è salvo e irreversibile e
che i Paesi a rischio stanno cercando di allontanarsi dal baratro,
occorrerà mettere in atto tutti
quei processi necessari a dare
una sterzata all’economia, all’occupazione (soprattutto quella
giovanile), al lavoro.
Il Governo ha indicato le cose
da farsi ma il timore è che i
partiti, ormai in piena campagna elettorale, si distraggano e
pensino più ai voti da catturare
che non agli interessi generali
Sarebbe un errore imperdonabile, tenuto conto che larga
parte del corpo elettorale si è
schierato per l’antipolitica disertando le urne (siamo a cifre
impressionanti) o scegliendo
globale come quello di Grillo
che, almeno nei sondaggi, continua a crescere.
Il Governo da parte sua deve
continuare ad amministrare
nel segno si del rigore ma con
un occhio anche agli investimenti produttivi e senza fare
più ricorso a nuove tasse. E’
l’unica strada che può portarci
fuori dalla recessione.
Il controllo della spesa (spending review) è un passo deci-sivo ma va fatto con misura,
giustizia ed equità. Ci sono alcuni servizi, vedi quello della sicurezza per esempio, che non
vanno penalizzati. Il carburante
non può e non deve mancare
alle auto della polizia che devono combattere la criminalità,
Però occorre non esagerare con
i rivendicazionismi, le minacce, i ricatti.
Le banche devono fare il loro
mestiere senza vessare i cittadini
debitori o clienti ma incoraggiare le imprese e gli investitori.
Gli italiani in generale devono,
in un momento così difficile,
dimostrare il loro senso di appartenenza e di attaccamento
Se ognuno farà la sua parte,
Abbiamo sfiorato la catastrofe,
ancora non ne siamo fuori, ma il
cratere del vulcano dove stavamo ballando tutti, si allontana.
E’ inutile indagare sul perché ci
siamo ridotti a tanto: sono
molti, troppi gli anni in cui abbiamo vissuto al di sopra delle
La Germania, dalla nascita della
moneta unica ci ha sottratto
quote importanti nell’export
globale, anche in settori per noitrainanti; noi al contrario abbiamo continuato ad indebitarci
gonfiando in modo patologico
la spesa pubblica che ha generato mostri come ruberie, corruzione, evasione ad un costo per
il cittadino virtuoso assolutamente intollerabile. E’ tempo di
cambiare rotta e stile di vita.
Il problema è fondamentalmente culturale: gli elementi
peggiori si sono impadroniti
del sistema Paese a danno
della parte consistente della
società civile onesta e delle
Il professor Monti ed i suoi
Ministri (la gran parte) lo
hanno capito ma da soli e in
così poco tempo non possono
Occorre che tutti noi rinunciamo ad una parte della nostra sovranità, dei nostri
egoismi, dei nostri interessi
personali per metterci al servizio del Paese.
L’egoismo, diceva Leopardi, è
sempre stato la morte della società e quando è stato maggiore tanto peggiore è stata la
condizione della società.
In altri termini, siamo tutti
sulla stessa sgangherata barca:
se affonda, affondiamo tutti.
roccopardo@libero.itATTUALITÀSPENDING REVIEW
NEL PUBBLICO IMPIEGONO GRAZIE,ABBIAMO GIÀ DATO.
Presidente UGL - Polizia di StatoMe n t re
in stampa riceviamo la notizia che l’incontro delle parti
sociali (Cgil-Cisl-Uil-UGL) con
Monti è stato ancora rinviato.
Il tema è noto e le anticipazioni
a mezzo stampa dei contenuti
di un imminente decreto legge
in materia di spending review
nella pubblica amministrazione, ci allarmano non poco.
A dire il vero già da tempo registriamo con una certa apprensione il proliferare di
notizie relative a indiscriminati
tagli di spesa che riguarderebbero, tanto per cambiare (!), il
“pubblico impiego”. Notizie
che alimentano ancor di più i
timori e le incertezze di milioni
di lavoratori, ai quali sono stati
imposti pesanti sacrifici che, a
nostro avviso, meriterebbero
In proposito va sottolineato
che il perdurare di una condizione di “confusione interministeriale” - che facciamo fatica a
ritenere solo frutto di un approccio estemporaneo ed inappropriato - rischia di vanificare
il lavoro che le parti sociali, gli
Enti Locali e il Governo hanno10POLIZIA & ISTITUZIONIgià avviato presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, dove peraltro l’UGL e le
altre confederazioni sindacali
hanno già sottoscritto un’intesa
che traccia le linee guida lungo
le quali dovrà necessariamente
snodarsi il confronto di merito.
Annunci a “ruota libera” ed indiscrezioni su tagli lineari - che
contraddicono qualunque ipotesi di spending review finalizzata ad un risparmio di spesa
intelligentemente proteso verso
un reale processo di modernizzazione della pubblica amministrazione - stanno accentuando
“l’allarme sociale” tra i dipendenti pubblici, che rischiano di
essere gli unici a “pagare” per
colpe non loro.
Gratta, gratta, però, alla fine si
arriva sempre lì dove è più facile fare cassa: i pubblici dipendenti. Questa volta, però, la
misura è colma.
Non sappiamo ancora quali saranno le misure che il governo
proporrà alle parti sociali, ma
una cosa è certa: i dipendenti
pubblici hanno già dato con il
blocco triennale delle retribuzioni (che rischia concretamente
di diventare quinquennale!).
Pareva che i pesanti sacrifici dei
dipendenti pubblici sull’altare
europeo del contenimento della
spesa pubblica fosse un dato generalmente acquisito, ma così
non sembra essere per il professor Monti ed i suoi ministri emanager “taglia sprechi”, che vorrebbero continuare ad assestare
colpi durissimi ai dipendenti,
nell’intento di raggranellare le risorse necessarie a risanare la disastrata finanza pubblica.
censurare questa politica che
mira a trovarele risorse principalmente nelle tasche già svuotate
pubblici: una
politica checerca rimedi facili e “pronto
cassa”, andando a colpire lavoratori e lavoratrici che, in alcuni casi, sono già sulla soglia
della povertà (si pensi ad un
impiegato statale monoreddito, con moglie e un paio di
figli a carico, tanto per fare un
esempio…).
Questa volta il Governo Tecnico
si è dotato di un alibi di ferro:
per scongiurare il paventato aumento dell’IVA (che sicuramente
avrebbe una ricaduta devastante
sui consumi interni ed un sicuro
effetto recessivo sull’economia),
si rivolge al suo bancomat personale, il pubblico impiego.
Le nuove (sic!) ipotesi sono
ancor più allarmanti di quanto
preventivato: un’accelerazione
alla messa in mobilità del personale, con l’ipotesi di colpire gli
ultrasessantenni (unico sostegno di figli senza lavoro), la riduzione (con la probabile,
futura abolizione) del buono
pasto, e, dulcis in fundo, il taglio
delle tredicesime, progressivo
sulla base del reddito, anche se
su quest’ultimo punto si registra
un sostanziale ma non del tutto
confermato dietro front.
I dicasteri a rischio di pesanti e
non sopportabili tagli sono i soliti:
interno, salute, giustizia ed esteri.
Il ministro Cancellieri potrebbe
essere incalzata sul fronte dellariorganizzazione delle prefetture
ma noi diciamo subito che nessun
taglio potrà riguardare i presidi di
polizia o le spese correnti per la
fornitura di servizi e beni direttamente o indirettamente collegati
all’attività di prevenzione e repressione dei reati. Su questo
fronte ogni possibile taglio, ogni
spreco, ogni duplicazione ci pare
sia stata abbondantemente aggredita. Né assisteremo inerti ai
grossolani tentativi (peraltro già
smascherati!) di talune Amministrazioni (Interno e Giustizia) di
approfittare di un generico rigore
riconducibile alle necessità della
spending review, per portare a
termine progetti di riorganizzazione degli apparati, già bocciati
nel merito dai sindacati di Polizia.
Sul fronte Sanità, il Governo intende recuperare circa 7 miliardi
di euro, e nonostante il Presidente del Consiglio abbia precisato che non saranno operati
tagli lineari, le preoccupazioni
per il destino di questi lavoratori e per i servizi e le prestazioni assicurate ai cittadini,
rimangono fortissime. Identica
preoccupazione nutriamo per il
Trasporto Pubblico Locale - (del
quale fruiscono sopratutto lavoratori dipendenti e pensionati),
pesantemente ridimensionato
come denunciano le Regioni - e
per il drastico taglio della spesasociale, che avrà pesanti ricadute sui Comuni chiamati a
fronteggiare le necessità assistenziali dei propri cittadini.
Si tratta, in buona sostanza, di
interventi pesantissimi, che
mettono a repentaglio il futuro
di migliaia di dipendenti (oltre
ai servizi che questi forniscono
in settori vitali e strategici) e
che andranno ad incidere pesantemente sui consumi, già in
fortissima contrazione, con
conseguenze devastanti sull’economia del Paese, a causa
della spinta recessiva che allontana ancor di più ogni concreta prospettiva di crescita nel
Ancora una volta, la spending
review, lungi dall’intervenire
sugli sprechi reali all’interno
della pubblica amministrazione (esternalizzazioni, consulenze, pensioni e retribuzioni
d’oro, costosissimi privilegi,
aziende partecipate), vorrebbe
spolpare ancor di più le già
scarne buste paga dei pubblici
dipendenti, tartassati da Governi che hanno pescato a
piene mani tra coloro che le
tasse le “pagano alla fonte”.
A poco, quindi, sembra che
siano serviti anche i moniti
delle varie istituzioni nazionali ed europee, sul livello
troppo alto delle tasse (per
chi le paga sicuramente, come
i dipendenti pubblici!), sugli
indici troppo bassi dell’occupazione, soprattutto quella
giovanile, sui consumi interni
troppo bassi, dovuti principalmente a pensioni e retribuzioni basse.
Di fronte a questa emergenza,
però, noi non ci limitiamo a
dire basta, ma ribadiamo la necessità di rilanciare la funzione
pubblica attraverso la modernizzazione dell’apparato dello
Stato perché restiamo convinti
che “il pubblico” sia una risorsa indispensabile per il rilancio del nostro “sistema
Paese” e non solo un costo.POLIZIA & ISTITUZIONI11SOCIETÀI tecnici e la SpendingReview
Qualcuno spieghi all’ Amministrazioneche“SACRIFICARE” NON VUOL
DIRE “RISPARMIARE”
UGL - Polizia di StatoAncora
voltacon rammarico rileviamo
che per l’Amministrazione
della P.S. “risparmiare” significa
“sacrificare” la professionalità
ed i saperi specifici del personale12POLIZIA & ISTITUZIONIdel ruolo tecnico della Polizia di
Stato, senza rendersi conto delfatto che si tratta di circa 6000
persone che quotidianamente si
approcciano ai loro ambiti lavorativi con elevata professionalità peraltro acquisita mediante
percorsi formativi seguiti spesso
a proprie spese- dedizione e spirito di sacrificio.
Ecco, quindi, che dimostrando
di non conoscere gli appartenenti al ruolo tecnico e soprattutto l’apporto altamenteprofessionale nell’ambito dei
diversi settori lavorativi, l’Amministrazione si propone di
annichilire tale ruolo pensando che negandone l’importanza e smantellandolo ne
derivi un risparmio.
Ma quale risparmio o contenimento di spesa può discendere da
tale progetto?
Nessuno; anzi ribadiamo che ilpiano in argomento può addirittura rivelarsi dannoso e
dispendioso perché, sebbeneADESSO BASTA!
Sig. Ministro, il Comitato Nazio-nale Tecnici istituito in seno a
questa Segreteria Nazionale si
propone di fornirLe una puntuale dimostrazione dei veri
sprechi dell’Amministrazione e
che, pertanto, garantirebbero
un reale contenimento della
spesa pubblica. Infatti, chi Le
rimarrebbero invariate per la
P. di S. le esigenze nei settori tecnici, per soddisfarle dovranno
essere stipulati contratti a titolo
oneroso con ditte esterne.
Altri sono i settori nei quali
può essere effettuato un contenimento della spesa e, carte
alla mano, non sarebbe difficile
dimostrarlo, per esempio, in
via indicativa e non esaustiva,
gli impianti acquistati e mai
posti in uso, strutture ammodernate e destinate unicamente a creare “posti d’onore”
a chi ormai è solo in attesa di
felice pensionamento, conferimenti di incarichi a ditte
esterne per i questionari dei
concorsi nella P. di S., peraltro
puntualmente sbagliati; la
svendita delle attrezzature e
strumentazioni meccaniche
con conseguente stipulata di
costosi contratti di manutenzione con officine private; ricompense connesse al fittizio
(chi vuol intendere intenda),
esosi e inutili rinnovi delle certificazioni di qualità per alcuni
servizi erogati in favore degli
appartenenti all’Amministrazione senza che poi ci siano risorse disponibili per garantire
lo stesso servizio certificato.
Ebbene, il cartello sindacale di
cui fa parte UGL POLIZIA DIha consigliato che ciò possa realizzarsi mediante un riassetto ordinamentale del ruolo tecnico(inutile fare nomi, ormai tutti
lo conoscono, ma soprattutto
sanno quali sono i sentimenti
negativi che nutre nei confronti dei tecnici della Polizia
di Stato) rinnega quella che è la
realtà dei fatti, ma, ancor peggio,
dimostra di disconoscere la differenza tra ruolo tecnico e attività
tecniche.Nonostante ciò dimostra di ritenere più facilmente percorribile la strada del conferimento
di incarichi a ditte esterne ipotesi peraltro irrazionale
soprattutto nell’attuale contesto economico piuttosto cheammettere l’importanza delle
risorse umane appartenenti al
ruolo tecnico-scientifico e professionale della Polizia di Stato
nei settori: accasermamento,
scientifica, motorizzazione, sanitario e telematica.
Adesso ci rivolgiamo ai colleghi
del ruolo tecnico: è il momentodi far sentire la nostra voce affinché, chi ha dimostrato nel
corso degli anni di “non nutrire
alcuna forma di rispetto” nei
nostri confronti e della nostra
professionalità, comprenda che
non rappresentiamo una inutile spesa, ma una risorsa necessaria per il raggiungimento
degli obiettivi e dei compiti
istituzionali dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.
Il Comitato Nazionale Tecnici –
UGL Polizia di Stato intraprenderà ogni utile iniziativa volta ad
impedire questa stortura; chicrede che rimarremo in silenzio dinanzi al disfacimento del
ruolo tecnico-scientifico e professionale si illude.STATO ha nuovamente espresso il
proprio fermo PARERE CONTRARIO alla revisione dell’assetto ordinamentale del ruolo tecnico,
scindendolo da un più ampio riassetto che comporti il riordino
delle carriere e conseguentemente della Legge 121/1981.POLIZIA & ISTITUZIONI13SINDACALEPAGA SEMPRE PANTALONE> di CARLO PROVETTA
UGL - Polizia di StatoE’risaputo
poliziotti non
avuto stipendi
esosi, anzi, ritengo siano sottopagati, rispetto alla peculiarità e, la
complessità del loro costante e
professionale impegno, come
lavoratori italiani; se poi confrontiamo le retribuzioni, con
le medie degli altri paesi europei, ne usciamo tutti amaramente delusi. I lavoratori
italiani, la mia categoria in
particolare, non hanno mai
avuto retribuzioni all’altezza di
compensare l’impegno e la professionalità con la quale ogni
giorno affronta le difficoltà,
bensì si sono fatti bastare, facendo immani sacrifici, un misero salario, e nonostante tutto14POLIZIA & ISTITUZIONIsono riusciti a migliorare la
loro condizione sociale e il benessere delle rispettive famiglie. Il nostro modesto tenore
di vita, con un’imperdonabile
mancanza di stile, e stato definito da qualcuno “al disopra
delle nostre possibilità”, solo
perché ci siamo sempre fattibastare, quel poco che ci siamo
dignitosamente sudati. L’articolo 36 della costituzione recita: “Il lavoratore ha diritto ad
una retribuzione proporzionata
alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad
assicurare a sé e alla famiglia
un'esistenza libera e dignitosa”,ma quale dignità ci viene riconosciuta se i nostri stipendi dimagriscono sempre più? Non
mi voglio assolutamente soffermare a parlare di questo
particolare, anche se sappiamo
bene, quanta importanza riveste nella nostra vita, il potere
di acquisto del nostro salario.
La mia vuole essere una serena
riflessione su quelle che sono
le effettive priorità che il nostro paese deve avere per
uscire da una crisi che da anni
ci divora lentamente ponendoci in trincea. Non è certo con
degli statali che si risanano le
finanze di questo paese, certo
ci vuole una politica di austerità, ma deve essere equa, (per
tutti) soprattutto per i politici
e gli amministratori, i dirigenti, gli enti, le fondazioni, le
banche, ecc. Bisogna dire per
sempre basta ai privilegi che
vanno a sottrarre risorse vitali
ai poveri, ai disoccupati e dilatano sempre più il debito pubblico. Bisogna dimostrare con i
fatti e con l’esempio la buona
volontà, rinunciando a una
parte della nostra ricchezza in
proporzione alle nostre effettive condizioni socio/economiche. Dovremo essere tutti un
tantino più sobri e propositivi,
meno menefreghisti e più solidari con chi se la passa peggio
di noi, senza accanirci come
spesso accade, con chi noncentra, scatenando una sterile
guerra fra poveri. Arginare gli
sprechi pubblici che ancora
oggi, nonostante la difficilissima condizione economica
continuano a persistere, diventa un atto dovuto, una
priorità, soprattutto per certi
amministratori, che con l’arroganza e l’indifferenza di sempre, continuano a perpetrarli.
C’è chi incassa in un giorno
tanta ricchezza che molti di
noi non guadagnano sgobbando per una vita (non certo,
sempre per particolari capacita
imprenditoriali o super doti) e
non paga un euro di tasse. Pensate agli averi dei tanti imbroglioni, frutto di un passato
di speculazioni, ruberie e
malaffare; pensate a
chi non ha fatto
altro che approfittare della propria posizione
sociale per arricchirsi ingozzan-dosi a dismisura a discapito di
ogn’uno di noi: di ogni disoccupato,
galoppante debito pubblico della
nostra nazione. Per uno Stato
che funziona, far pagare le
tasse a tutti deve essere una
delle prime priorità, senza se e
senza ma, in proporzione alla
ricchezza effettiva che ogni cittadino possiede. Far pesare,
come sempre, sui soliti noti, i
sacrifici e le difficoltà della nostra nazione non è assolutamente possibili, ci sono
persone che da una vita non
fanno altro che subire l’arroganza di un sistema che li
schiaccia sempre più verso il
basso. Ci sono cittadini onesti
che da sempre pagano le
tasse e lavorano per affermare la legalità con passione
e costanza, seguendo la
strada della correttezza dell’onestà, c’è gente come noi
che vorrebbe una volta tanto
sentirsi parte integrante di
uno Stato che garantisce a
tutti gli stessi diritti e gli
stessi doveri e che una volta
tanto riconosca dignità a chi
ha sempre fatto il proprio dovere di onesto cittadino.POLIZIA & ISTITUZIONI15SINDACALEImportante sentenza della CassazioneNEL CONGEDO PARENTALE FRAZIONATONON SI CONTEGGIANO
> di FILIPPO GIRELLA
di StatoCon una
sentenza (n. 6742
del 4 maggio
2012) la Suprema Corte
di Cassazione, Sezione Lavoro
ha stabilito che il sabato e la
domenica o comunque i giorni
festivi successivi ai giorno di
rientro al lavoro non devono
essere computati nel congedo
parentale, nel caso in cui la
madre lavoratrice, che ne fruisca
in modo frazionato, rientri al lavoro il venerdì ovvero in qualsiasi altro giorno che preceda
immediatamente una festività
infrasettimanale, interrompendo16POLIZIA & ISTITUZIONIcosì la fruizione del congedo.
La sentenza riguarda il caso di
una dipendente di un istituto di
credito che aveva usufruito, a
decorrere del congedo parentale previsto dall’art. 32 del
d.lgs. n. 151 del 2001. Su richiesta della lavoratrice il suddetto congedo parentale era
stato goduto in modo frazionato, e, più precisamente, dal
lunedì al giovedì con rientro al
lavoro il venerdì ovvero in altro
giorno precedente una festività.
Ciò premesso deducevano che
l’istituto di credito aveva erroneamente conteggiato, quali
giorni lavorativi, solo il venerdì
o i giorni lavorati prefestivi
avendo ricompreso nel periodo
di congedo i giorni del sabato
e della domenica ovvero le festività infrasettimanali successive al giorno lavorativo.Con la conseguenza, ad avviso
delle ricorrenti, che il datore di
lavoro aveva ingiustamente
sottratto almeno due giorni di
congedo parentale per ciascuna settimana.
Nel costituirsi in giudizio l’istituto di credito affermava la
correttezza della propria interpretazione del citato art, 32 sottolineando che l’accoglimento
della tesi di controparte
avrebbe determinato una disparità di trattamento della lavoratrice ricorrente rispetto alle
lavoratrici che avessero scelto
un giorno diverso dal venerdì
per riprendere il lavoro. Sotto
altro profilo eccepiva il difetto
di legittimazione della P. ad essere parte nel giudizio de quo.
Il giudice, nel confermare il
provvedimento in precedenza
adottato ai sensi dell’art. 700Codice di Procedura Civile , dichiarava il diritto della dipendente al ricalcolo delle giornate
di congedo parentale fruite ed
al riconoscimento delle ulteriori
giornate alla stessa spettanti
delle relative differenze retributive. Non si pronunciava sull’eccezione di difetto di legittimazione attiva.
In particolare il giudice, premesso che nel caso di specie
non erano in discussione le
modalità di fruizione del congedo e quindi il diritto della
lavoratrice di rientrare al lavoro solo una volta alla settimana nella giornata di
venerdì, e che quindi l’unica
questione oggetto del giudizio era quella di stabilire se i
giorni del sabato e della domenica dovessero essere
comprese nel computo del
periodo di congedo parentale, osservava, concordando
sul punto con la posizione affermata dall’INPS, che nel
caso di settimana corta il sabato e le festività devono essere considerate nel periodo
di congedo solo nel caso in
cui non vi sia stata subito
prima o subito dopo una ripresa effettiva lavoro.
Con sentenza in data 24 settembre 2009 la Corte d’appello
di Venezia rigettava il gravame
avverso la sentenza di prime
cure proposto dal datore di lavoro. Ribadiva la validità delle
argomentazioni svolte dal giudice di prime cure.
La vicenda arrivata in cassazione che sottolineava l’irrazionalità della soluzione adottata
dalla Corte territoriale che vanificherebbe la regola generale
del computo, nel periodo di
congedo, dei giorni festivi e
non lavorativi che ricadono nel
periodo stesso, non computabilità basata su una circostanza
(interruzione del congedo
nella giornata di venerdì, anziché in altra giornata lavorativa
della settimana) del tutto“estrinseca ed occasionale” Rileva che, accogliendo la tesi
fatta propria dalla sentenza
impugnata, a una lavoratrice
che fruisca del congedo frazionato e rientri al lavoro solo
nella giornata di giovedì vengono computati 27 giorni di
congedo parentale, mentre alla
stessa lavoratrice che rientri al
lavoro nella sola giornata di
venerdì verrebbero computati
solo 19 giorni di congedo
La cassazione ribadiva, quindi,
il diritto della lavoratrice di
usufruire dei congedo parentale di cui all’art, 32, primo
comma, del d.lgs. n. 151 del
2001 in modo frazionato o in
singoli giorni, né quello di scegliere il giorno in cut rientrare
al lavoro, l’unico punto controverso tra le parti è quello di stabilire se, qualora la lavoratrice
rientri al lavoro, interrompendo così la fruizione del congedo parentale, nelle giornate
di venerdì ovvero in qualsiasi
giorno che preceda immediatamente una festività infrasettimanale, i giorni di sabato o dì
rientro al lavoro debbano essere computati, o meno, ai fini
del congedo parentale.
E’ evidente, ha spiegato la
Corte, che la fruizione del
congedo parentale si interrompe allorché la lavoratrice
rientra al lavoro e ricomincia
a decorrere dal momento in
cui la stessa riprende il periodo di astensione Da ciò discende altresì che i giorni
festivi che ricadono interamente nel periodo di fruizione
del congedo parentale vengono computati nell’ambito
dei giorni di congedo.
Applicando la suddetta conclusione al caso di specie – che si
caratterizza per il fatto che, in
base ad una precisa scelta della
lavoratrice, che esercita, come
si e prima accennato, un diritto
potestativo, l’interruzione delcongedo parentale (predeterminato in quattro giorni settimanali) si realizza con il
rientro al lavoro nel quinto
giorno della settimana (il venerdì), e con la ripresa della
fruizione del congedo a partire
dal lunedì successivo – appare
evidente che il sabato e la domenica sono esclusi dal periodo di congedo parentale in
quanto non ricompresi in una
frazione di congedo parentale
unitariamente fruita.
Alle stesse conclusioni deve ovviamente pervenirsi, mutatis
mutandis, nell’ipotesi di interruzione del congedo nel giorno
prefestivo nel caso di festività
L’opposta tesi, fatta propria
dall’Istituto ricorrente,- ha
spiegato la Corte nella sentenza - sostiene che il calcolo
dei giorni di congedo parentale
debba ricominciare dal sabato
e cioè da una giornata già considerata festiva in base alla
contrattazione collettiva pacificamente applicabile al rapporto de quo; essa non appare
tuttavia condivisibile in quanto
si basa su un presupposto illogico e contraddittorio rispetto
alle finalità dell’istituto del
12. Se è vero, infatti, che la
scelta del lavoratore di fruire
del congedo parentale frazionato in modo da rientrare
(quale unico giorno lavorato
settimanale) in un giorno diverso dal venerdì ovvero in un
giorno comunque non seguito
da una festività, comporta un
trattamento sicuramente peggiorativo rispetto a quello al
quale ha diritto, secondo la
tesi accolta, la lavoratrice
parte del presente giudizio, è
anche vero che, come correttamente osservato da giudici
del merito, il diverso computo
dei giorni di congedo è strettamente correlato a modalità
di fruizione dello stesso liberamente e consapevolmente
scelte dal prestatore di lavoro.POLIZIA & ISTITUZIONI17GIUSTIZIAIL PIGNORAMENTO IMMOBILIARE:VENDITA CON E SENZA INCANTO
E L’ASSEGNAZIONE DEI BENI
La crisi che sta attanagliando la “zona euro” ha comportatoun sensibile aumento delle procedure esecutive,
sempre più famiglie non riescono ad onorare i debiti contratti
e i creditori aggrediscono il loro patrimonio.> di SERGIO DELL’OLIO
Avvocato Conciliatore ProfessionistaIl pignoramento immobiliare si
esegue mediante
notificazione al
debitore di un
atto nel quale
gli si indicano l'immobile ipotecato, i beni e i diritti immobiliari che si intendono sottoporre
a esecuzione. Immediatamente
dopo la notificazione, l’ufficiale
giudiziario consegna copia autentica dell'atto con le note di
trascrizione al competente conservatore dei registri immobiliari, che trascrive l'atto, se nel
trascrivere trova che sugli stessi
beni è stato eseguito un altro
pignoramento, ne fa menzione
nella nota di trascrizione che
restituisce. Il creditore pignorante deve depositare il titolo
esecutivo e il precetto entro
dieci giorni, pena l’inefficacia
Col pignoramento il debitore è
costituito custode dei beni pignorati e di tutti gli accessori,
comprese le pertinenze, e i
frutti senza diritto a compenso,
fermo restando che su istanza18POLIZIA & ISTITUZIONIdel creditore
pignorante o di un creditore intervenuto, il giudice dell'esecuzione, sentito il debitore,
può nominare custode una persona diversa dallo stesso debitore.
Decorsi dieci giorni dall’avvenuto pignoramento, il creditore pignorante e ognuno dei
creditori intervenuti muniti di
titolo esecutivo possono chiedere la vendita dell'immobile
pignorato. Il giudice dell'esecuzione, entro trenta giorni dal
deposito della certificazione
notarile relativa all’immobile,
nomina l'esperto convocandolo
davanti a se per prestare il giuramento e fissa l'udienza per lacomparizione delle parti e dei
All'udienza, se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l'accordo delle parti
comparse, il giudice dispone
con ordinanza la vendita senza
incanto, fissando un termine
non inferiore a novanta giorni,
e non superiore a centoventi,
entro il quale possono essere
proposte offerte d'acquisto.
Con la stessa ordinanza, il giudice può stabilire che il versamento della cauzione, la
presentazione delle offerte, lo
svolgimento della gara tra gliofferenti, nei casi previsti, l'incanto, il pagamento del prezzo,
e le modalità telematiche di comunicazione e pubblicazione.
Dell'ordine di vendita è dato dal
cancelliere pubblico avviso contenente l'indicazione del valore
dell'immobile del sito internet
sul quale è pubblicata la relativa relazione di stima, del
nome e del recapito telefonico
del custode nominato in sostituzione del debitore.
Ognuno, tranne il debitore, è
ammesso a offrire per l'acquisto
dell'immobile pignorato personalmente o a mezzo di procuratore legale.
L'offerente deve presentare
nella cancelleria dichiarazione
contenente l'indicazione del
prezzo, del tempo e modo del
pagamento e ogni altro elemento utile alla valutazione
Sull'offerta il giudice dell'esecuzione sente le parti e i creditori
iscritti non intervenuti,
se l'offerta è superiore al valore
dell'immobile, aumentato di un
quinto, la stessa è accolta, se
l'offerta è inferiore a tale valore,
il giudice non può far luogo alla
vendita se vi è il dissenso del
Se vi sono più offerte, il giudice
dell'esecuzione invita gli offerenti a una gara sull'offerta più
alta. Se la gara non può aver
luogo per mancanza di adesione degli offerenti, il giudice
può disporre la vendita a favore
del maggiore offerente oppure
ordinare l'incanto.
Quando ordina l'incanto, il giudice stabilisce, sentito quando
occorre un esperto, se la vendita
si deve fare in uno o più lotti, il
prezzo base, il giorno e l'ora dell'incanto,l'ammontare della cauzione in misura non superiore al
decimo del prezzo base d'asta e
il termine entro il quale tale ammontare deve essere prestato
dagli offerenti, la misura minima dell'aumento da apportarsi alle offerte, il termine, non
superiore a sessanta giorni dal-l'aggiudicazione, entro il quale
il prezzo deve essere depositato
e le modalità del deposito.
L'incanto ha luogo davanti al giudice dell'esecuzione, nella sala
delle udienze pubbliche.
Le offerte non sono efficaci se
non superano il prezzo base o
l'offerta precedente nella misura indicata nelle condizioni di
Allorché siano trascorsi tre minuti dall'ultima offerta senza
che ne segua un'altra maggiore,
l'immobile è aggiudicato all'ultimo offerente.
Avvenuto l'incanto, possono ancora essere fatte offerte di acquisto entro il termine perentorio di
dieci giorni, ma esse non sono
efficaci se il prezzo offerto non
supera di un quinto quello raggiunto nell'incanto.Avvenuto il versamento del
prezzo, nei tempi e secondo le
modalità imposte, il giudice
dell'esecuzione può pronunciare decreto col quale trasferisce all'aggiudicatario il bene
espropriato e ordinare la cancellazione delle trascrizioni
dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie successive alla
trascrizione del pignoramento. Il decreto contiene altresì l'ingiunzione al debitore
o al custode di rilasciare l'immobile venduto.
Se la vendita all'incanto non
ha luogo per mancanza di offerte e vi sono domande di
assegnazione, il giudice provvede su di esse fissando il
termine entro il quale l'assegnatario deve versare l'importo, successivamente, il
giudice pronuncia il decreto di
trasferimento del bene libero
da ogni tipo do onere.19CONVEGNOLEGALITÀ E SICUREZZA“QUALI PROSPETTIVE
PER IL NOSTRO TERRITORIO”
> di ALESSANDRO FALCONE
Segretario Generale Provinciale KrotoneHa ottenuto un
successo il convegno tenutosi
scorso al palazzo S. Bernardino di Rossano
dall’UGL Polizia di Stato e dall’Associazione Nazionale LeS
(Liberi e Sicuri) .
Gli illustri relatori, hanno
posto l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli organi deputati al controllo del territorio
ed alla sicurezza dei cittadini
per riaffermare la legalità nel
nostro territorio.20POLIZIA & ISTITUZIONILe indicazioni suggerite per
sono il potenziamento del
Commissariato di P.S. di Rossano, con un notevole potenziamento di uomini e mezzi.
polizia Valter MAZZETTI ha
garantito il suo pieno appoggio in tal senso, facendosi promotore della questione direttamente con i vertici del Viminale e del Dipartimento della
Infatti, come ha precisato il
di UGL Polizia, Rossano e i
paesi limitrofi necessitano,
specie in questo periodo, di un
maggior controllo del territorio e di una spinta verso l’attività di polizia giudiziaria.Una profonda emozione e una
grande ammirazione ha coinvolto l’intera platea quando
l’Imprenditore reggino Tiberio
BENTIVOGLIO ha parlato della
sua esperienza di vita. Nel suo
appassionato intervento che ha
commosso tutti i presenti, ha
raccontato come si è ribellato
alle logiche mafiose e come riesce ad affrontare quotidianamente la diffidenza della gente
e le conseguenze della sua voglia di giustizia e legalità.
Ci ha riferito delle intimidazioni ricevute mediante attentati di ogni tipo alla sua
azienda e, infine, alla sua persona quando, nel Febbraio del
2011, due killer a bordo di una
moto hanno cercato di ucciderlo con sei colpi di pistola.E’ vivo per miracolo, ma lui
non si è arreso!
Continua a lottare, vivendo
sotto scorta e credendo ancora
che sia possibile una Calabria
migliore. Un esempio di vita e
un modello di giustizia a cui
tutti noi dovremmo guardare
con ammirazione. Il nostro sindacato ha voluto mettere a dimora, attraverso il riuscito
convegno, il seme da dove sicuramente germoglieranno rigogliosi, i nobili sentimenti che
hanno fatto grande la nostra
terra di Calabria. Attraverso
l’esempio e il nostro costante
impegno riusciremo a contagiare in bene, una difficile realtà che ha tanto bisogno di
Stato e di legalità.Negli
eeggglli ultimi
mii anni
n abbia
abbb mo
m assistit
titoo ad una serie di
scccu ion
oni politiche
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Stato e il Sindac
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quali prospettivve per il nostro territ
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’UGL Polizia di Stato e ll’’aassociazione Liberi e Sicuri
hanno il piaceree di invitare la S.V. Illustrissima,
partecipare al conveegno che si terrrá a
ROSSSANO (CCS) - Paalazzzo San Bernarrddino
Sala Rossa - via Plebiscito
ore 9.30 - 9 Giugno 2012
Interverr
e ranno:
Giuseppe ANTTO
ONIOTTI - Sindaco di Rossano
Mons. Santto MARCIANO’
’ - Vescovo Arcidiocesi Rossano Cariati
Mario OLIVERIO - Presidente Provincia di Cosenza
Rosamaria PA
ARRISEE - 1˚ Dirigente Polizia di Stato
Serrafino ROBERTO - Presidente Ass. Liberi e Sicuri
ffaaele CA
NIZZZARO
A - Prefetto di Cosenza
Alfrredo ANZZA
ALONEE - Questore di Cosenza
Giuseppe BORRELLI - Proc. agg. DDA di Catanzaro
Marco STRRA
ANO - Criminologo
Pierro SANS
A ONETTII - Direttore del Quotidiano “Calabria OOra”
i erio BENTIVVO
OGLIO - Imprenditore Reggino che ha detto "No al PIZZO"
- Segretario nazionale UGL Polizia di Stato
Giulia MELITII - Resp. Naz. UGL giovani Dipartimento Legalità e Sicurezza
Giovanni IACO
OII - Dir. Naz. UGL Polizia di Stato
Luigi TURCCO - Segretario generale reg. Calabria UGL Polizia di Stato
NDII - Segretario generale prov. Cosenza UG
Vaalter MAZZETTII - Segretario Generale Nazionale UGL Poli
Anna RUSSO - Giornalista della Gazzetta del SudSi ringrazia e si porrggono Coordiali SalutiUglg Polizia
zia di Sta
Associazionee Lib
Liberii e Sicuri
SiPOLIZIA & ISTITUZIONI21AVVENIMENTISTRESS MANAGEMENTSimulazioni di conflitti a fuoco e sgombero
in edifici chiusi per gli Agenti di Polizia
> traduzione di NICOLA ZICHELLA
sunto tratto dall’ FBI BULLETTINE'ampiamente
dimostrato che i
corsi di addestramento di
degi agenti di polizia non rappresentano pienamente uno
scenario di conflitto a fuoco
nel mondo reale. I corsi standard di abilitazioni per l'idoneità dell'uso di un 'arma da
fuoco non sono sufficienti in
quanto non creano uno scenario in cui l'agente di polizia si
trova a fronteggiare la simulazione di un conflitto a fuoco
dove un 'altro agente gli spara
contro. I bersagli fissi, le automobili possono essere posizio-22POLIZIA & ISTITUZIONInati facilmente per addestrare
gli agenti di polizia per sparare
da diverse postazioni e per assicurarsi la copertura, bersagli
rotanti, specialmente le sagome duellanti, possono creare
simulazioni di addestramenti
di tiro sicuri dove due Agenti
di Polizia si sparano l'uno
Queste competizioni testa a
testa creano stress e aiutano gli
agenti di polizia per sparare rapidamente in maniera accurata.
I casolari di Polizia per le esercitazioni di tiro forniscono uno
degli strumenti di tiro più efficienti per preparare gli agenti
di polizia alle minacce di pericolo che si possono presentare
durante il servizio di polizia.
Un casolare per addestramento
di tiro permette di apprendere
delle tecniche dell'applicazioneareedella legge, come entrare in
una stanza e sgomberare l'area,
entrata, salire sulle scale, come
pure le tattiche di squadra.
Le case di addestramento di
tiro possono essere costruite
per permettere conflitti a fuoco
in tempo reale con armi vere o
simulazioni di tiro virtuali.
Le pareti delle case di addestramento di tiro potrebbero
essere costruite con coperchioni di automobili in rottamazione riempiti di sabbia o
muri balistici di acciaio coperti
Le case di addestramento di tiro
presentano anche muri rimovibili in modo che l'allestimento
interno può essere adattato per
le missioni di esercitazione.
Più l'ambiente è realistico,
maggiore sarà il beneficio per
l'addestramento. Le case perl'addestramento di tiro si sono
dimostrate di grande utilità in
quanto aiuta ogni agente di
polizia apprende come minimizzare il rischio per loro stessi
durante gli scontri a fuoco.
Gli Agenti di Polizia apprendono le tattiche e acquisiscono
fiducia nel lavorare assieme in
Sfortunatamente le case di addestramento di tiro hanno un
costo enorme specialmente
case che sono composte da numerose camere.
Fortunatamente l'ufficio FBI
del Michigan ha trovato una
soluzione per sviluppare un
programma di simulazioni di
tiro dentro edifici.
Una soluzione e' stata trovata
dai Dipartimenti di Polizia
degli Stati Uniti, per far addestrare gli Agenti di Polizia all'interno di edifici che sono di
proprietà del comune oppure
edifici che verranno demoliti.
Però un edificio proprietà del
comune presenta de limiti, in
quanto l'edificio potrebbe essere situato in un quartiere abitato e per la riservatezza del
programma di addestramento.
Molti gruppi di addestramento
usano tattiche appropriate per
identificare con successo il
ruolo degli agenti di polizia
che svolgono le esercitazioni di
tiro, chiamarli durante la fase
di addestramento, per farli
uscire fuori dai loro punti di riparo, per permetterli di sistemarsi in una postazione sicura
senza far partire un colpo.
Se si verifica un agguato,
l'istruttore di tiro ferma lo scenario e discute con gli agenti di
polizia gli errori che sono stati
commessi durante la fase di
esercitazione e gli errori che
sono stati commessi che hanno
portato al conflitto a fuoco.
Quindi gli studenti ricominciano dall'inizio per completare lo scenario senza far
partire un colpo di arma da
fuoco. Questa programma ci illustra che gli studenti possonoraggiungere risultati di addestramento desiderato senza far
partire una raffica di proiettili di
Naturalmente questo programma non implica che gli
Agenti di Polizia non saranno
mai messi nelle condizioni di
un conflitto a fuoco quando ricevono questo tipo di addestramento. Si pianifica, come
assicurare una forza superiore
e la potenza di fuoco e usare le
tattiche appropriate. Ciononostante, gli istruttori di tiro con
queste tecniche potrebbero
istruire gli Agenti di Polizia di
evitare dei conflitti a fuoco.
Le stanze degli appartamenti
per le esercitazioni di tiro sono
composti da cucina e bagni che
gli Agenti di Polizia devono
imparare per sgomberarli da
possibili minacce. In diverse
fasi di esercitazione, a gruppi
di Agenti di Polizia che svolgono l'esercitazione di tiro di
sgombero delle stanze viene
raccomandato di controllare
gli armadi e altri posti d nascondiglio dove potrebbero
presentarsi possibili minacce .
Tuttavia alcuni gruppi durante
la loro fase di esercitazione
hanno ignorato queste aree pericolose date per scontate.
Gli Agenti di Polizia durante le
loro simulazioni di tiro di
sgombero aree non hanno appreso tutte le lezioni e gl'istruttori hanno raccolto numerose
informazioni dagli errori commessi durante le loro fasi di
Quando si svolgono questi addestramenti dentro edifici
chiusi le norme di sicurezza
sono d'importanza vitale. Si
sono verificati degli incidenti
mortali con questo tipo di esercitazioni un Agente di Polizia
durante la pausa voleva fare
una dimostrazione puntando
l'arma contro un altro collega,
purtroppo l'arma da fuoco risultava essere vera.
Le notizie dei media riportavano
che un Agente di Polizia durantela sua fase di addestramento
voleva dimostrare ai colleghi
una tecnica durante la pausa.
Sfortunatamente l'Agente di
Polizia che stava facendo la dimostrazione aveva impugnato
un arma da fuoco vera invece
di un arma per gli addestramenti facendo partire un colpo
e uccidendo il suo collega.
Al fine di prevenire questi tragici eventi l'istruttore di tiro o
l'assistente dell'istruttore di tiro
devono prevenire il munizionamento delle armi da fuoco che
servono per le esercitazioni.
Normalmente gli Agenti di Polizia imparano che non devono
mai puntare l'arma da fuoco
Questo tipo di esercitazioni di
tiro differisce dai luoghi standard di esercitazioni di tiro.
Gli Agenti di Polizia che devono svolgere il ruolo del cattivo devono puntare l'arma
verso gli Agenti sfidanti per
completare lo scenario.
Tutti insieme gli istruttori gli
Agenti di Polizia che si affrontano l'uno contro l'altro durante
la fase di esercitazione devono
essere resi consapevoli dei rischi che si verificano quando si
punta un'armada fuoco verso
un'altra persona e anche durante la fase di esercitazione.
Per accrescere la sicurezza l'FBI
ha adottato un sistema di codici a colori per i vari tipi di
armi. Ad esempio le armi marchiate di rosso sono inerti, il
percussore rimosso, e le canne
otturate in modo che non possono sparare.
Color arancione invece le armi
per le simulazioni di tiro che
sparano pallottole di plastica.
Questo programma e' attualmente ancora sotto forma sperimentale in quanto si stanno
studiando gli accorgimenti per
la sicurezza e anche per trovare edifici di proprietà del comune in fase di demolizione
che sono distanti da aree abitate al fine di prevenire i costi
del programma.POLIZIA & ISTITUZIONI23STORIAL’ITALIA
> di SERGIO DI FOLCOIl contesto
secondo dopoguerra era
dalla pesante eredità della
sconfitta. Nonostante il contributo della Resistenza e del
Corpo italiano di liberazione,
l'Italia dovette subire per
opera dei vincitori un severo
trattamento che, sino alla
firma del Trattato di Pace, avvenuta il 10 febbraio 1947,
rese evidente la volontà di imporre una notevole misura
d'espiazione e fece penosamente avvertire alle forze politiche italiane una sensazione
di isolamento diplomatico, ac-24POLIZIA & ISTITUZIONIcrescendo la fragilità della vita
politica interna del paese.
Peraltro, le vicende del secondo
conflitto mondiale avevano assegnato l'Italia ad una specifica
zona d'operazioni ed avevano
visto nella penisola il teatro
delle attività degli eserciti inglese ed americano, il che, sin
d'allora, faceva prevedere per
l'Italia un ruolo determinante,
se non di frontiera, nella delineazione dei futuri contrastati
assetti internazionali.
Tali aspetti della condizione
internazionale dell'Italia si
combinavano, sul piano interno, con le tensioni sociali e
politiche che la guerra aveva
lasciato dietro di sé.
Il problema di scegliere le
nuove istituzioni che avrebbero dovuto reggere il paese
e quello di determinare gliequilibri politici con cui governarlo, venivano pertanto ad
intrecciarsi con i rapporti e le
scelte da compiere nel contesto internazionale. Tali scelte,
in particolare, si legavano indissolubilmente con il problema della formazione dei
Blocchi che avrebbero caratterizzato tutto il periodo della
Guerra Fredda. Infatti, finché le
tensioni del quadro internazionale non furono palesi, fu possibile per l'Italia non esserne
direttamente investita, ma allorquando le tensioni si manifestarono risultò evidente che le
diverse concezioni ed i diversi
collegamenti internazionali delle
forze politiche italiane, avrebbero
finito per rendere inevitabili
scelte talora anche drammatiche.
La Guerra Fredda investiva
l'Italia e, senza spezzarnel'unità territoriale, come pure
altrove andava accadendo, la
divideva politicamente in due
schieramenti rigidamente contrapposti.
Comprendere come tale processo si sviluppò sia sul piano
internazionale, sia nelle sue ripercussioni interne all'Italia,
significa pertanto comprendere le ragioni ed i motivi che
ispirarono e spiegarono l'adesione dell'Italia all'Alleanza
La sfida orientale e la risposta
dell'Occidente: il Piano Marshall e l'Alleanza Atlantica
Durante il primo semestre del
1947 le tensioni internazionali,
latenti almeno dalle ultime fasi
della seconda guerra mondiale, esplosero apertamente:
mentre i sovietici lamentavano
l'interferenza occidentale, gli
occidentali combattevano il costituirsi di regimi non conformi
alle intese raggiunte durante la
conferenza di Yalta sull'avvio
dei processi di democratizzazione nell'Europa liberata.
Il tipo di regime che l'influenza
sovietica andava instaurando
nell'Europa orientale, sia attraverso la presenza di forze militari sul territorio che per mezzo
della costituzione di partiti comunisti di obbedienza sovietica, veniva denunciato negli
Stati Uniti e nell'Europa occidentale come oppressivo dei
fondamentali diritti civili e contrario alle regole di una democrazia fondata sui principi di
libertà e di pluralismo politico.
Inoltre, le propaggini propagandistiche di tali regimi, rappresentate dai partiti comunisti
costituiti in Europa occidentale, anch'essi di obbedienza
sovietica, acquistavano un carattere minaccioso.
Tale sensazione era resa più
acuta dalla constatazione e
dalla scoperta, di quanto debole ed esposta nei confronti
di simili minacce fosse l'Europa occidentale. Nell'Europa
occidentale vinti e vincitorierano accomunati dalla relativa incapacità di far fronte ai
problemi della ricostruzione,
consolidando al contempo regimi democratici e stabili. La
ricostruzione imponeva sacrifici e programmi che solo autorità politiche forti, in grado
di utilizzare abbondanti risorse, avrebbero potuto chiedere ed attuare. Al contrario,
le risorse europee apparivano
inadeguate e l'autorità dei governi era minata dai dissensi
interni tra forze eterogenee.
L'Europa occidentale o, meglio, la maggioranza dei
gruppi dirigenti unitamente a
larghi strati della popolazione,
si sentivano indifesi ed esposti
di fronte ad una minaccia che,
pur avendo una sua netta connotazione, operava tuttavia in
modo sotterraneo, corrodendo
alla radice le strutture edesponendo paesi come la Francia, l'Italia e la stessa Germania,
alla "conquista" od all'influenza
sovietica. In Germania, in particolare, la sfida tra i due blocchi andava tracciando una vera
e propria divisione territoriale.
Le risposte occidentali a questa crisi furono esitanti ed imprecise sino a che essa non si
rivelò apertamente nei suoi
aspetti politici internazionali.
Gli Stati Uniti dapprima puntarono prevalentemente sulla
forza di dissuasione implicita
nella loro potenza militare e finanziaria: una procedura che
si rivelò sterile, in quanto politicamente non organizzata
ed economicamente affidata a
formule che accentuavano il
ruolo della potenza dominante, laddove il problema
consisteva nella necessità di risanare le situazioni più esposte, ovvero quelle periferiche.
Di tali difficoltà si ebbe piena
consapevolezza solo all'inizio
del 1947, quando i richiami
inglesi relativi all'impossibilità per il governo britannico
di continuare a controllare la
situazione critica esistente
nel Mediterraneo orientale,
alla Grecia ed alla Turchia,
misero in luce l'urgenza del
problema, proprio a causa
dell'imminenza del ritiro britannico.
Si verificò allora una svolta ed
ebbe inizio una fase di intenso
impegno organizzativo che
procedette lungo due direttive
destinate nei fatti, anche se
non sempre nelle intenzioni
dei promotori ad integrarsi
gradatamente.
Una direttiva puntò verso formule di intervento economico,
intese a favorire la ricostruzione
dei meccanismi produttivi e
commerciali, così da avviare
quel risanamento di fondo e
quel processo di ricostruzione
economica, la lentezza del
quale aveva reso possibili tante
inquietudini sociali.POLIZIA & ISTITUZIONI25GIURISPRUDENZAIL CONTROLLO DISCIPLINAREDEL PROCURATORE GENERALE
DELLA REPUBBLICA SULLAPOLIZIA GIUDIZIARIA> di GIOVANNI BATTISTA PROSPERINILa qualifica d’Ufficiale ed
Agente di p.g.
è attribuita ex
lege, art. 57
c.p.p.; le funzioni sono indicate nell’art. 55
c.p.p., mentre l’obbligo più generale d’osservanza delle
norme processuali è indicato
nell’art. 124 c.p.p.. Questo
articolo stabilisce che “…
gli ufficiali ed agenti di
polizia giudiziaria sono
obbligati ad osservare le
norme stabilite dal c.p.p.
anche quando l’inosservanza non importa nullità od altra sanzione
Nell’ambito dei rapporti di
dipendenza e di subordinazione intercorrenti tra autorità
giudiziaria e polizia giudiziaria
assume un ruolo di particolare
rilevanza il potere disciplinare
della prima su quest’ultima,26POLIZIA & ISTITUZIONIfatto a molti sconosciuto. Il legislatore in sede di normativa
di attuazione del codice di rito
processual-penalistico, ha disciplinato anche le fattispecie tipiche ed atipiche d’illecito
disciplinare per gli appartenenti
alle sezioni di polizia giudiziaria, le relative sanzioni, e il procedimento da instaurarsi a
carico degli ufficiali ed agenti di
polizia giudiziaria relativamente alle trasgressioni che si
riferiscono alla specifica funzione (D.L.vo 28 luglio 1989,
nr. 271, norme d’attuazione, di
coordinamento e regolamentari
dei codici di procedura penale).
L’articolato, a completamento
vigente, (D.P.R. 22 settembre
1988, nr. 447, approvazione del
codice di procedura penale), e
nel rispetto dell’articolo 109
della Costituzione che sancisce
che “L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia
giudiziaria”, prevede proprio
una specifica potestà disciplinare del Procuratore generaledella Repubblica, nei confronti
degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria. In particolare
l’art. 16 disp. att. coord. e trans.
c.p.p. consente di sanzionare
l’omissione o il ritardo nell’esecuzione di un ordine dell’autorità giudiziaria, l’esecuzione
soltanto in parte o negligentemente dello stesso, e, infine, la
violazione d’ogni altra disposizione di legge relativa l’esercizio delle funzioni di polizia
giudiziaria. La stessa norma individua le sanzioni disciplinari
nella censura o, nei casi più
gravi, nella sospensione dall’impiego per un tempo non eccedente sei mesi, (fatte salve le
eventuali ulteriori responsabilità penali, civili, amministrative e contabili secondo le
disposizioni sullo stato giuridico previste per ciascuna amministrazione d’appartenenza).
Tenendo poi conto delle particolari relazioni interorganiche
ed impersonali tra P.M. e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria assegnati alle sezioni, èstata prevista un’ulteriore
ipotesi, l’esonero di questo
personale dal servizio presso le
sezioni (art. 16 disp. att. c.p.p.).
Lo stesso art. 16, al comma 3,
stabilisce, poi, che gli ufficiali
e gli agenti della polizia giudiziaria, al di fuori delle ipotesi
d’illecito previste dalla stessa
disposizione, “rimangono soggetti alle sanzioni disciplinari
stabilite dai propri ordinamenti”. In tal modo, si è voluto
eludere la possibilità di concorso formale per il medesimo
fatto, (emergendo però non
pochi dubbi applicativi e di legittimità sui diversi procedimenti e sanzioni).
Gli art. 17 e 18 disp. att. c.p.p.
regolamentano, in modo analitico, il procedimento disciplinare prevedendo l’attribuzione
dell’azione al Procuratore generale presso la Corte d’Appello
nel cui distretto l’ufficiale o
l’agente presta servizio, la previa contestazione scritta dell’addebito all’incolpato, l’assistenza
tecnica da parte di un difensore
di fiducia o d’ufficio “l’incolpato
ha facoltà di nominare un difensore fra gli appartenenti alla propria amministrazione, ovvero tra
gli avvocati e i procuratori iscritti
negli albi professionali”, all’incolpato viene proprio nominato un
difensore d’Ufficio (con i relativi
obblighi di remunerazione) se
non presente quello di fiducia,
nonché lo svolgimento del procedimento tanto di primo grado
quanto nell’eventuale grado di
gravame davanti ad apposite
commissioni, composte da magistrati e da ufficiali di polizia
giudiziaria. L’intero iter si svolge
presso le sedi di Corte d’Appello
con tutte le relative problematiche dovute, spesso, dalla distanza (sia come luogo di
servizio sia di residenza privata)
degli appartenenti alla polizia
giudiziaria coinvolti.
L’art. 17 del D.Lvo. 271/89, al
5° comma, infine, prevede poi
l’obbligo di “comunicare i provvedimenti all’amministrazioned’appartenenza dell’ufficiale o
agente di polizia giudiziaria nei
confronti del quale è stata promossa l’azione disciplinare”, in
quanto quest’ultima deve essere comunque portata a conoscenza dei comportamenti del
dipendente per (si ricorda) il
potere/dovere di valutare i
fatti avvenuti allo scopo di accertare/sanzionare fattispecie
diverse (ma sempre contrarie
ai doveri del dipendente) da
quelle per le quali ha proceduto l’A.G..
instaurato dal Procuratore generale della repubblica si osservano, in quanto applicabili,
le disposizioni previste dall’art.
127 c.p.p. per il procedimento
in camera di consiglio. Le commissioni competenti a giudicare sia in primo che in
secondo grado possono disporre la sospensione cautelare
delle funzioni di polizia giudiziaria dell’ufficio o dell’agente
incolpato di uno degli illeciti
disciplinari previsti dall’art. 16
comma 1 disp. att. (art. 19
disp. att. c.p.p.).
Fino all’anno 1988 era prevista
la possibilità, per l’incolpato e
per il Procuratore Generale
presso la Corte di Cassazione,
di proporre ricorso per cassazione per violazione di legge
avverso la decisione emessa
dalla commissione di disciplina
di secondo grado (art. 18
comma 5 disp. att. c.p.p.). Senonchè, la Corte Costituzionale, con la sentenza 4
dicembre 1988 n. 394, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 18 comma 5 del
D.lgs. 28 luglio 1989 n. 271
disp. att. coord. e transizione
c.p.p., facendo quindi venir
meno la possibilità di ricorrere
per Cassazione avverso la decisione della Commissione di disciplina di secondo grado.
In particolare, secondo la Corte
Costituzionale, la legittimità
costituzionale non si estende
“alla disciplina del procedi-mento ed alla esistenza” delle
Commissioni di disciplina, ma
è limitata alla norma che, prevedendo la possibilità di ricorrere direttamente per cassazione avverso le decisioni
della commissione di secondo
grado, connota quest’ultima e
quella di primo grado come organi di giurisdizione speciale,
istituti in contrasto con il disposto dell’art. 102 comma 2
Cost., si tratta invece -ha aggiunto la Consulta - d’organi
disciplinari amministrativi, nei
cui confronti sono esperibili gli
ordinari rimedi giurisdizionali.
In conclusione si devono notare le particolarità di questa
forma di controllo sull’operato
degli ufficiali ed agenti della
polizia giudiziaria. Da un lato
un procedimento amministrativo rispettoso però dei principi
del c.p.p., fin anche con la previsione della possibilità di una
tutela tecnica/professionale
(avvocato) estranea nei procedimenti disciplinari ordinari
(con i conseguenti dubbi di legittimità), dall’altra l’obbligo di
un ulteriore giudizio amministrativo sui fatti da parte
dell’amministrazione d’appartenenza, con le conseguenti
difficoltà di separazione dei
giudizi e d’eguaglianza nel rispetto dei diritti (principio del
Ancora una volta l’appartenente alla Polizia di Stato,
nel coacervo di funzioni/qualifiche imposte ex
lege, si vede costretto a
subire trattamenti disciplinari/ sanzionatori a
vari livelli e da diversi
organi, nel caso indicato
anche con l’abnormità
di vedersi applicare diverse forme procedimentali
con distinte forme di tutela.
L’istituto, parrebbe quindi,
come sollevato da molti, analogamente alla restanti normative
regolamentanti il governo del
personale della Polizia di Stato,
sicuramente da (ri)considerarsi.POLIZIA & ISTITUZIONI27ISTITUZIONIAlla luce dei repentini e continui mutamento dello scenario politico/economico
della comunità Europea e dalla crescente esigenza di una assoluta condivisione di quelli
che sono i principi generali che hanno animato la sua costituzione, ritenendo di fare
cosa gradita ai nostri lettori, pubblichiamo un sobrio approfondimento (fonte Wikipedia)
su quelli che sono gli Organi Istituzionali che muovono la complessa macchina socio-politica
dei 27 stati che compongono l’UE. E’ importante conoscere a nostro avviso,
in questo momento di grande incertezza quelle che sono le prerogative e le garanzie che un’unione
forte e coesa può darci per superare la crisi che stiamo vivendo. Un sincero spunto di riflessione
ci può sicuramente aiutare ad affrontare con più serenità il nostro futuro di cittadini europei.ORGANI E ISTITUZIONI
> a cura della RedazioneL'Unione europea (UE) è
un'entità politica di carattere sovranazionale e
intergovernativo che comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici. La sua
istituzione sotto il nome attuale
risale al Trattato di Maastricht
del 7 Febbraio1992, entrato in
vigore il 1° Novembre 1993.
L'Unione consiste attualmente
in una zona di libero mercato,
detto mercato comune, caratterizzata, da una moneta unica,
l'euro, regolamentata dalla
Banca Centrale Europea e at-28POLIZIA & ISTITUZIONItualmente adottata da 17 dei
27 stati membri. La UE presenta inoltre un'unione doganale nata nel 1957 col Trattato
di Roma, inoltre è caratterizzata da una politica agricola e
commerciale comune. Le sue
competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. Gli organi
principali dell'Unione comprendono il Consiglio, la Commissione, il Parlamento, La Corte
di Giustizia, il Consiglio Europeo e la Banca Centrale Europea (BCE).IL CONSIGLIOIl Consiglio dell'Unione europea, noto anche come Consiglio dei Ministri Europei,
detiene, insieme col Parlamento Europeo, il potere legislativo nell'ambito dell'Unione
ed ha sede a Bruxelles. Il Consiglio è composto da un rappresentante di ciascuno Stato
membro a livello ministeriale
che possa impegnare il governo dello Stato membro,
scelto in funzione della materia oggetto di trattazione.
Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e lafunzione di bilancio, coordina
le politiche economiche generali degli Stati membri, definisce e implementa la politica
estera e di sicurezza comune,
conclude, a nome dell'Unione,
accordi internazionali tra
l'Unione e uno o più Stati o organizzazioni internazionali,
coordina le azioni degli Stati
membri e adotta misure nel
settore della cooperazione di
polizia e giudiziaria in materia
penale. La Presidenza del Consiglio spetta a ciascuno Stato
membro per la durata di un semestre, secondo un turno stabilito da una deliberazione
unanime dello stesso Consiglio
LA COMMISSIONELa Commissione europea è
l’organo esecutivo e promotore
del processo legislativo. È composta da un delegato per stato
membro: a ciascun delegato è
tuttavia richiesta la massima
indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato,
scelti tra le personalità di
spicco dello stato membro di
appartenenza. Tra i membri
sono compresi il presidente e
l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e
la politica di sicurezza (PESC)
in veste di vicepresidente. Il
presidente può nominare altri
vicepresidenti. I commissari
non sono legati da alcun titolo
di rappresentanza con lo stato
da cui provengono, in quanto i
commissari devono agire
nell'interesse generale dell'Unione, per tale motivo la
Commissione viene definita
come "organo di individui" a
differenza del Consiglio qualificato come "organo di Stati”.
La Commissione europea è un
organo collegiale, strutturato
all'interno con un'ampia delega di funzioni a singoli
commissari, che guidano 23
direzioni generali.Le deliberazioni dell'istituzione vengono prese a maggioranza del
numero dei suoi membri.IL PARLAMENTOIl Parlamento europeo è l'assemblea parlamentare dell'Unione europea. Essa svolge
una funzione di controllo ed è
l'unica istituzione europea ad
essere eletta direttamente dai
suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell'Unione europea, costituisce una delle due camere
che esercitano il potere legislativo nell'Unione. Tuttavia, i
loro poteri non sono identici e
devono convivere coi poteri
che il trattato riserva agli stati
membri. Il Parlamento ha la
propria sede ufficiale a Strasburgo, ove per una settimana
al mese si riunisce in sessione
plenaria. Le Commissioni parlamentari si riuniscono invece
a Bruxelles, ove hanno anche
sede i Direttorati Generali
(DG) piú importanti del Segretariato del Parlamento (Politiche Estere, Politiche Interne
etc.), i Gruppi politici e le delegazioni dei partiti. Lussemburgo
del Segretariato.
Ogni cinque anni a partire dal
1979, si tengono le elezioni
contemporaneamente in tutti
gli stati membri per eleggere
gli eurodeputati, attualmente
754 che rappresentano circa
500 milioni di abitanti. I nuovi
stati membri che entrano a far
parte dell'Unione europea nelcorso della legislatura, eleggono i loro deputati, il cui
mandato termina alla fine
della stessa, o tramite nomina
parlamentare oppure tramite
apposite elezioni popolari.
I poteri del Parlamento europeo,
per quanto non tutti esercitati in
via autonoma, ma anzi prevalentemente condivisi con il Consiglio dell’Unione Europea, sono il
potere legislativo, il potere di bilancio e il potere di controllo democratico. La principali funzioni
del Parlamento Europeo sono:
l'esercizio del controllo politico
sull'operato della commissione
tramite interrogazioni scritte e
orali e lo strumento della mozione di censura, l'esame delle
proposte legislative della Commissione, l'approvazione del
bilancio annuale dell'Unione, insieme al Consiglio dell'Unione
europea, l'istituzione di commissioni d'inchiesta.
dell'Unione europea, nell'ambito della procedura legislativa
ordinaria approvano i progetti
di atto legislativo proposti dalla
Commissione Europea. Fermo
restando l'esclusivo potere di
iniziativa legislativa in capo alla
Commissione, il Parlamento europeo detiene un potere di "iniziativa dell'iniziativa" nei
confronti della Commissione,
attraverso una delibera a maggioranza assoluta.ISTITUZIONILA CORTE DI GIUSTIZIALa Corte di giustizia dell'Unione europea ha sede a
Lussemburgo, ha il compito di
garantire l'osservanza del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati
fondativi dell' UE. La Corte è
un organo unitario, suddiviso
in una pluralità di formazioni:
La Corte di Giustizia, Il Tribunale ed il Tribunale della funzione Pubblica.
La Corte è composta da venticinque giudici, assistiti da otto
avvocati generali. I giudici e gli
avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri con
mandato di sei anni, rinnovabile. Essi sono scelti tra i giuristi di notoria competenza od
aventi i requisiti per ricoprire le
più alte funzioni giurisdizionali
nei paesi d'appartenenza. I giudici della Corte designano tra30POLIZIA & ISTITUZIONIloro il presidente con un mandato di tre anni, rinnovabile.
Gli avvocati generali sono otto,
ed hanno il compito di presentare pubblicamente, in piena
imparzialità ed indipendenza,
delle conclusioni sulle cause
più importanti. La Corte può
riunirsi in seduta plenaria, in
grande sezione (tredici giudici)
o in sezioni composte da cinque o tre giudici. la Corte è
stata dotata di ampie competenze giurisdizionali, che esercita nell'ambito delle varie
categorie di ricorsi. La Corte è,
in particolare, competente a
pronunciarsi sui ricorsi di annullamento o per carenza presentati da uno stato membro o
da un'istituzione, sui ricorsi per
inadempimento diretti contro
gli Stati membri, sui rinvii pregiudiziali e sulle impugnazioni
delle decisioni del Tribunale.
Il Tribunale è composto daventisette giudici, uno per
Stato membro, è competente
a conoscere dei ricorsi diretti
proposti dalle persone fisiche
o giuridiche e rivolti contro
gli atti delle istituzioni comunitarie,o contro un'astensione
dal pronunciarsi di dette istituzioni, dei ricorsi proposti
dagli Stati membri contro la
Commissione, dei ricorsi proposti dagli Stati membri contro il Consiglio riguardanti gli
atti adottati nell'ambito degli
aiuti di Stato, le misure di difesa commerciale e gli atti
mediante i quali essa esercita
competenze d'esecuzione, dei
ricorsi diretti a ottenere il risarcimento per responsabilità
extracontrattuale dei danni
causati dalle istituzioni comunitarie o dai loro dipendenti,
dei ricorsi fondati su contratti
stipulati dalle Comunità,
cheprevedono es-pressamente???procedimento comunitario. Soltanto con il Trattato di Maastricht è mutata la qualificazione
giuridica di tale istanza, che è
divenuta a pieno titolo organo
dell'unione, mentre il Trattato di
Amsterdam ne ha reso più incisiva ed ampia l'azione. Con l'entrata in vigore del Trattato di
Lisbona, al Consiglio Europeo
viene attribuita la funzione di
organo di indirizzo politico. Il
Consiglio europeo è composto
dai capi di stato o di governo
degli stati membri dell'Unione
Europea nonché il presidente
della Commissione Europea e il
Presidente del Consiglio Europeo. La scelta tra capo di stato
e di governo, quale rappresentante dello stato membro nelle
sedute del Consiglio europeo, è
definita dall'ordinamento del
singolo stato in relazione alle
peculiarità del sistema istituzionale: per tale motivo, in rappresentanza dell'Italia prende parte
alle riunioni il Presidente del
Consiglio dei Ministri, capo di
governo, mentre in rappresentanza della Francia il Presidente
della Repubblica, capo di stato.
la competenza del Tribunale,ei ricorsi in materia di
Il Tribunale della funzione pubblica è composto di sette giudici designati dal Consiglio, per
un periodo non rinnovabile di
sei anni, decide le controversie
dell’Unione europea, tra le Comunità e i loro dipendenti.
IL CONSIGLIO EUROPEOIl Consiglio europeo nasce dalla
prassi instaurata fin dal 1961 di
tenere riunioni informali e senza
una cadenza prestabilita tra i
capi di Stato e di governo dei
paesi che aderivano alle comunità, lo scopo era quello di riunirsi al di fuori del contesto
comunitario, a livello di conferenza internazionale per dare
nuovo impulso alla cooperazione politica, prescindendo
dalle formalità e lungaggini delLA BCELa Banca centrale europea
(BCE)è la a Banca centrale incaricata dell'attuazione della
politica monetaria per i diciassette paesi dell'Unione europea
che hanno aderito all'euro e
che formano la cosiddetta
"Zona euro" o "area dell'euro".
A partire dal 1º gennaio 2011,
essi sono: Austria, Belgio,
Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Italia, Lussemburgo, Malta,
Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna.
La BCE è stata istituita in base
al Trattato sull'Unione europea
e allo "statuto del sistema europeo di banche centrali e
della Banca centrale europea",
il 1º giugno 1998, mentre ha
iniziato ad essere funzionale
dal 1º gennaio 1999, quando
tutte le funzioni di politica mo-netaria e del tasso di cambio
delle allora undici banche centrali nazionali sono state trasferite alla BCE. Nella stessa
data sono stati sanciti irrevocabilmente i tassi di conversione
delle monete nazionali rispetto
all'euro. Inoltre, ai sensi del diritto pubblico internazionale,
la Banca ha propria personalità
giuridica autonoma.
La BCE può emanare decisioni
e formulare raccomandazioni e
pareri non vincolanti. Deve
inoltre essere consultata dalle
altre istituzioni dell'Unione per
progetti di modifica dei trattati
che riguardino il settore monetario, oltre che per ogni atto
dell'Unione riguardante materie di sua competenza Scopo
principale della Banca centrale
europea è quello di mantenere
sotto controllo l'andamento dei
prezzi mantenendo il potere
d'acquisto nell'area dell'euro.
La BCE esercita, infatti, il controllo dell'inflazione nell'"area
dell'euro" badando a contenere, tramite opportune politiche monetarie (controllando la
base monetaria o fissando i
tassi di interesse a breve), il
tasso di inflazione di medio periodo a un livello inferiore (ma
tuttavia prossimo) al 2%.
La domanda e l'offerta di moneta sono legate al tasso d’interesse dal modello IS-LM,
secondo il quale esiste una correlazione inversa, non sempre
lineare, fra offerta di moneta e
tasso d'interesse: aumentando
l'offerta di moneta, il tasso
d'interesse scende in proporzione e viceversa, vendendo titoli per ridurre la base
monetaria (offerta di moneta),
i tassi aumentano.
Il mercato determina il tasso
d'interesse, con la legge della
domanda e dell'offerta (di moneta). La Banca centrale determinando l'offerta di moneta,
ha la leva per controllare i tassi
d'interesse. Compito per statuto della Banca centrale è regolare l'offerta di moneta.POLIZIA & ISTITUZIONI31REPORTAGEITALIANIIN AFFANNO>di PRAKKOUna crescente maggioranza di Italiani ogni
giorno è costretta a fare
i conti con il fantasma galoppante dell’inflazione, una burocrazia che diventa sempre
più farraginosa e spropositata,
i tagli e le tasse, gli stipendi
che diventano sempre più esigui, per chi c’è li ha, perché,
non dimentichiamo che la32POLIZIA & ISTITUZIONIpiaga della disoccupazione
non accenna assolutamente a
rallentare, anzi si allarga sempre più, consegnando alla nostra società nuovi disoccupati
relegandoli nelle crescenti
frange di povertà.
Il mio non vuole assolutamente
essere uno sfogo catastrofista,
ma una considerazione di merito per quello che mi pare oramai sia sotto gli occhi di tutti:
non bisogna essere dei grandieconomisti, o degli addetti ai
lavori, per rendersi conto che
in Italia, molte, tante cose non
funzionano come dovrebbero, e
la politica che ha il compito di
dare risposte serie, ed incoraggiare gli Italiani virtuosi, si accanisce sulla povera gente,
facendo pagare sempre agli
stessi il dissennato e ostentato
stile di vita di spregiudicati faccendieri, furbetti del quartierino, ed amici degli amici.Siamo in tanti a dover subire le
manovre del neo governo tecnico, ed ancora gli stessi a
dover stringere la cinghia,
mentre a quanto pare chi può
veramente pagare, solo in
parte viene coinvolto: le spese
di amministrazione di questo
paese sono prerogativa dei poveri, i ricchi come sempre riescono a sottrarsi dal dare il
loro dovuto contributo.
Allora che fare, per contenere
il disavanzo ed allineare i conti
pubblici straripanti di sprechi,
cattive gestioni e mortificanti
manovre? Si taglia sulla sicurezza, sulla sanità, si riforma il
sistema pensionistico, si aumentano le tasse locali, insomma si soffocano le fasce
più deboli, chi già fatica a quadrare i conti, con l’impennata
di rincari e la disoccupazione
che ha raggiunto oramai livelli
Sappiamo benissimo quanto
costano la politica e l’indotto
di “speculatori” che vi gravita
attorno. Ma è possibile che
nessuno abbia uno scatto
d’orgoglio e responsabilmente
si metta la mano sulla coscienza evitando di metterla
ancora una volta nelle tasche
prosciugate dei soliti noti. I
tanti appelli alla moderata sobrietà economica che da più
parti arrivano, non si coniugano affatto con atteggiamenti virtuosi.
Chi dovrebbe effettivamente
concorrere a risanare questo
paese non sta facendo abbastanza e i tanti che potrebbero
dare una svolta risolutiva,
fanno parte di un esercito di
struzzi che senza un tantino di
amor patrio, mettono la testa
sotto la sabbia come se il problema non li riguardasse.
Ignorare gli accorati segnali
di aiuto che arrivano dalle
zone degradate e povere della
nostra penisola, dal crescente
esercito di disoccupati soprattutto tra i giovani non ci
mette certo in condizioni direagire in modo adeguato.
Ci verrebbe spontaneo chiederci in che razza di Italia viviamo, visto che non è possibile dipanarci nel groviglio di
ipocrisie e menzogne che ci
vengono propinate con sistematica cadenza dagli stessi
attori che da anni oramai occupano il palcoscenico della
nostra politica e della malandata finanza.POLIZIA & ISTITUZIONI33LETTERATURAFIORENZA ORNELLA MARINOATTESA
> di CATERINA VOTANOFiorenza Ornella Marino
è nata nel 1958 a Cirò
Marina. Dopo un lungo
soggiorno a Roma dove si è
è tornata nella sua Calabria.
Ha pubblicato la sua prima
raccolta di poesie nel 2000 ed
è stata finalista in diversi concorsi. Con la poesia Pensieri si
è classificata seconda al concorso letterario Olympia di
Montegrotto Terme vincendo
la pubblicazione di questo
libro. Si tratta di 33 liriche di
straordinaria semplicità e naturalezza che fanno riscoprire
il piacere di leggere dei versi.
Spesso si pensa che la poesia
sia difficile, per pochi eletti.
La Marino ci dice invece che
la poesia è dentro di noi e le
parole per darle voce ci ruotano attorno, sono quelle di
ogni giorno. Ma le parole
usuali si caricano di un significato più profondo che le sottrae
quotidiano, del già detto e
sentito mille volte. Ci dice che
non sono necessarie figure retoriche ardite per parlare di
amore, di ricerca, del Viaggio
e dei viaggi, ma solo il coraggio di fermarsi e guardare
dentro e fuori di sé e vedere
ciò che si guarda. La sua poesia è per tutti e fa nascere nel
lettore il desiderio di isolarsi
dal mondo per creare con esso
una nuova trepida armonia.
La poesia è bellezza e la bellezza salverà il mondo, su questo non possiamo più avere34POLIZIA & ISTITUZIONIdubbi. Per questo dobbiamo
ringraziare Fiorenza Ornella
Marino e i poeti come lei.
Questa raccolta è un inno alla
vita che deve essere vissuta
pienamente, ai sentimenti, a
quelli vissuti e a quelli desiderati e attesi, alle persone
che amiamo, al cielo e almare, e a quella strada dove
ognuno di noi brucia km per
tornare ad abbracciare coloro
che amiamo e, perché no, al
dolore e ai fallimenti. C’è speranza in questi versi perché
dopo il triste inverno torneranno le rondini e il mare è lì,
appena oltre la curvaDANIELA TURCO9 MESI
> a cura della Redazione9mesi. Diario di una
mamma inesperta è il
racconto, leggero e ironico, di episodi e incontri utilizzati per ripercorrere la fasi
salienti di uni dei periodi più
significativi nella vita di una
donna: la prima gravidanza.
È l’esplicitazione schietta, e
non sempre scontata, di pensieri, sensazioni, scoperte e difficoltà di tante neomamme alle
prese con il viaggio più esclusivo e sorprendente della loro
Dal test di gravidanza al momento del parto il filo conduttore è sempre uguale: immortalare i sentimenti di
ogni singola fase senza chiedersi se saranno compresi o
condivisi dagli altri, lo scopo
non è raccontare una storia
comune a tutti ma raccontare
la propria storia e consegnarla, così com’è stata, alla
bambina che venendo alla
luce porta alla conclusione
del testo scritto, inizialmente
quasi per gioco, solo per non
dimenticare cosa accadeva
giorno dopo giorno e regalare alla propria bambina il
ricordo della sua vita intrauterina, un ricordo che nessun
altro le avrebbe potuto raccontare se non sua madre.POLIZIA & ISTITUZIONI35LETTERATURADANIELA PELLICANÒCOLPITO
> di AUTORE C.V.In un libro di poco più di
100 pagine, con prefazione
di don Ciotti, Daniela Pellicanò racconta la storia di
Tiberio Bentivoglio, un imprenditore che con tenacia e
passione raggiunge il successo. La sua azienda, la sanitaria Sant’Elia da piccola
impresa, nata nel 1979, diventa nel 1992 una rivendita di quattrocentocinquanta
metri quadrati. Un successo
che segna però anche l’inizio
della rovina.
Perché Tiberio Bentivoglio ha
due colpe, estremamente gravi
dalle nostre parti: essere onesto e avere voglia di impegnarsi nel sociale. Un uomo
così merita la morte. E la sua
condanna è segnata.
Dopo solo due mesi e mezzo
dall’inaugurazione subisce il
primo furto; seguono incendi,
intimidazioni, bombe, proiettili
spediti per posta, fino al tentato omicidio: il 9 febbraio
2011 un colpo di pistola lo ferisce ad una gamba mentre si
trova in un suo podere. Condannato a morte perchè non
ha voluto piegarsi alla logica
del pizzo, non ha abbassato la
testa di fronte alla prevaricazione e all’ingiustizia.36POLIZIA & ISTITUZIONILa cosca Crucitti – Romeo, legata a quella ancora più potente dei De Stefano - Tegano
non ha perdonato la sua man-canza di rispetto. Il suo negozio è a rischio, la clientela si è
allontanata, gli amici pure, la
famiglia vive nel terrore.Ma ogni volta Tiberio trova la
forza per resistere a questi colpi
e ricominciare, con la convinzione di essere nel giusto.
E’ altro ciò che lo annienta: è
solo, di non avere accanto
quello Stato a cui si era affidato; è l’indifferenza delle
istituzioni, l’impegno da parata dei politici; è il tradimento di chi per la veste che
indossa (il parroco di Condera, don Cannizzaro, inquisito per favoreggiamento nei
confronti dei due mafiosi) dovrebbe stare sempre e comunque dalla parte delle vittime e
mai dei carnefici; è un quartiere, Condera, che lo isola..
Tiberio resta solo con la sua
famiglia a chiedere giustizia,
di vittima del raket, la possibilità di continuare il suo lavoro. Le risposte che lo Stato
dà non sono quelle attese e
sperate: ritardi, incomprensibili dimenticanze, pretesedi pagamenti, pignoramenti,
una condanna di appropriazione indebita per mancato
Lo Stato pretende ma non concede. E’ da tutto ciò che Tiberio è colpito così a fondo da
essere sul punto di cedere.
Ma sulla sua strada incontra
Libera, l’associazione fondata
da don Ciotti e ritrova la forza
di lottare, di andare avanti. Tiberio Bentivoglio ha avuto il
coraggio di denunciare e di essere testimone dentro le aule
giudiziarie e fuori, nelle
scuole, nella società.
Daniela Pellicanò racconta in
modo essenziale, attenendosi ai
fatti e alle testimonianze, questi
venti anni di calvario. Il libro intende promuovere e sostenere
le iniziative di Libera, ma non
solo. Tiberio è un uomo probo
da imitare, un esempio buono
da seguire in una Calabria che
è sempre più stretta dalla morsa
del malaffare, della corruzione
e della ‘ndrangheta.Abbiamo conosciuto da vicino
Tiberio che ci ha contagiato
con la sua sincera determinazione, con il suo vero coraggio
e le umane paure, abbiamo
avuto modo di cogliere un sincero insegnamento che nasce
da una esperienza di vita,
oltre i canoni del perbenismo
sciorinato nei salotti di una società che è sempre meno credibile, perché collusa con gli
stessi poteri che oggi soffocano
le nostre libertà e mortificano
le menti eccelse.
Grazie al coraggio di Tiberio,
oggi conosciamo un mondo
che immaginavamo diverso,
artefatto nei sue contenuti,
così come hanno voluto inculcarci “ambigui predicatori” attraverso una subdola e scura
cultura di misticismi esoterici e
fantomatici complotti statali,
che ancora latenti, penetrano
in substrato di medievali credenze che impressionano e terrorizzano un’intera regione di
brava gente.POLIZIA & ISTITUZIONI37SINDACALEROSA
> di TAMARA MARCELLISegretario Generale Provinciale
UGL - Polizia di Stato - SassariUna voce
cadenzata, quasi monotona. Parla in prima
persona, Rosa,
ma sembra non parlare di se. E'
pacata, terribilmente pacata,
come distante. Non una lacrima, non un cenno di rabbia.
La senti parlare ed istintivamente trattieni il fiato. Distaccata, quasi fredda nel raccontare,
come se il gelo di quella maledetta notte le fosse rimasto nelle
vene. E forse è proprio così. Quel
gelo, quell'orrore indicibile le
hanno rubato l'anima. Quel
freddo le è entrato dentro e l'ha
cambiata per sempre. Ha "spento
i suoi occhi" dice chi la conosceva prima, ha marchiato di
ghiaccio il suo cuore. Ricorda
poco Rosa. Fortunatamente il
suo inconscio la protegge da
qualcosa di troppo grande da affrontare. Da rivivere.
Si perchè i ricordi ci portano a
quell'attimo, a quel momento,
in quel luogo, a quel profumo,
a quel preciso istante. A quel
che era e ora non è più. E se ricordare può non aiutare ad andare avanti, a non vivere, a
non accettare quel che è successo, allora la mente fa da se.
Alza uno scudo. Avvolge tutto
con una fitta e candida nebbia.
Così il male dell'anima sembra
dileguarsi. La mente anestetizza se stessa. E permette alla
vita di proseguire. Come se
non fosse successo niente. E ci
prova Rosa a guardare avanti,
a riprendere la sua vita. Cerca
la normalità. La vita semplice
di una ragazza. Lo studio, i38POLIZIA & ISTITUZIONIpropri sogni. Ci ha provato
Rosa con la sua determinazione, con l'affetto disperato
dei suoi cari.
E' come L'Aquila ferita mortalmente dal terremoto quel 6
aprile 2009, così Rosa ha affrontato quel maledetto 12
Quella notte così fredda. E
come L'Aquila ha subito cercato di ricominciare a volare,
così Rosa ha ripreso a camminare. E' una di noi, Rosa.
Potrebbe essere una di noi, una
nostra figlia, una nostra sorella. La sentiamo vicina. Noi.
Ma la vita e tutte le sue sfumature dipendono da come le
guardi. La morale è lontana dai
freddi calcoli giuridici, dalle
norme e dai cavilli. Ma il buon
senso, la "pietas" dovrebbero,
forse, entrare di diritto nelle aule
dei tribunali, nelle camere di
consiglio. Nessun essere umano
può accettare che un boia sia
agevolato dalla Giustizia, che gli
vengano riconosciute le attenuanti o che venga scusato in
virtù di qualche volo pindarico
del proprio bravo avvocato.
Dove stiamo arrivando? Davvero questo è l'equilibrato garantismo? E' questa la Giustizia
di un Paese che ha dato i natali
a uomini e donne che tutto il
mondo, nei secoli, ci invidia? E'
questo l'esempio di diritto che
vogliamo dare ai nostri figli?
No,la triste morale e il patetico
buon senso possono stare tranquilli, continueranno a riposare come la polvere, alta e
grigia,su tanti fascicoli dei no-stri tribunali. E allora Rosa
sarà un nome come tanti altri.
Una piccola parentesi, una
breve storia a cui, purtroppo,
qualcuno ha messo un punto.
Le ordinanze, come le sentenze, ci hanno insegnato,
vanno rispettate. Ma chi rispetta le vittime?
Troppo spesso passano in secondo piano.Quasi convenisse a
qualcuno che nessuno le ricordi.
Quando ti ribolle il sangue
nelle vene. Quando hai un
peso sul petto che non ti fa respirare. Quando non vuoi
dover comprendere il perchè di
certe scelte. Quando vorresti
che chi decide si mettesse per
un istante nella pelle di chi ha
subito cose terribili. E' allora
che vorresti avere la bacchetta
magica e tornare indietro. Cancellare tutto. E ridare vita ad
un fiore, uno per tutti: Rosa.
Pizzoli, L'Aquila 12 febbraio
2012 un giovane stupra ferocemente una giovane ragazza. Infierisce su quel corpo esanime
con un bastone di ferro tagliente
la lascia in terra in un lago di
sangue sulla neve al freddo ad
una temperatura di -10° e se ne
va con i suoi amici lo ferma un
addetto alla sicurezza della discoteca aveva la camicia piena
di sangue e camminava tranquillo verso la macchina preso e
consegnato alle forze dell'ordine
non ha negato nulla ma per lui
era un rapporto amoroso.
Ora il gip gli regala gli arresti
domiciliari pare caduta l'accusa di tentato omicidio.
È Giustizia questa?EDITORIALEIL PUNTO> di FERNANDO CORDELLA
UGL - Vigili del FuocoE’stato
in extremis lo
sciopero proclamato per il40POLIZIA & ISTITUZIONI18 giugno dalla UGL Vigili del
Fuoco, questo per forte senso
di responsabilità rispetto alle
popolazioni colpite dal sisma,
ma la vertenza ricordiamo, in
quanto non sono state soddisfatte le nostre richieste, non si
è conclusa. Benché si faccia
tanta retorica sull’ “eroismo”
dei lavoratori del corpo forsepiù amato, i “pompieri” vengono lasciati sistematicamente
soli a risolvere le loro problematiche. Sempre in prima
linea, in Emilia nelle altre catastrofi di questi ultimi anni,
purtroppo sono sempre poco
considerati dallo Stato.
Abbiamo il contratto scaduto,
da più di 3 anni e aspettiamogli arretrati ancora sull’adeguamento dell’ultimo contratto.
I continui tagli, in particolare
sulle piante organiche e su
tutto ciò che serve per il soccorso da parte del governo
Monti, ci preoccupa giorno
I Vigili del Fuoco sono stanchi di
riceve onorificenze e pacche
sulle spalle, vogliamo un riconoscimento vero della categoria.
E’ assurdo, che ci ritroviamo
senza poter rifornire i nostri
mezzi, o in alcuni casi manca il
vestiario e i dispositivi di protezione individuale.Lo chiediamo già da tanto
tempo, bisogna andare oltre la
protezione civile e mettere al
centro del sistema del soccorso
i Vigili del Fuoco, ancora una
volta abbiamo assistito alla assenza nei provvedimenti in fase
di approvazione del Parlamento
in favore dei Vigili del Fuoco.
E non per ultimo, il 22 giugno,
siamo stati costretti a rivolgere un appello al Presidente
della Repubblica affinché vigili sui tagli che stanno per essere apportati al Corpo
e che rischiano di inficiarne lacapacità operativa. L'efficienza di intervento capillare
sul territorio, purtroppo sempre più imprescindibile a
causa delle catastrofi che
stanno interessando il Paese,
sarà irrimediabilmente compromessa se verranno ulteriormente ridotte le già scarse
risorse a disposizione della
componente operativa del
Corpo. E ciò a danno dell'intera comunità”. “Inoltre, il Regolamento sul decentramento
di alcune competenze, approvato la scorsa settimana dal
Consiglio dei Ministri dopo un
iter durato più di 4 anni, rischia di fallire nei suoi intenti
perché non ha recepito le indicazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali e dalle
Commissioni parlamentari”.
“Auspichiamo che il Presidente
Napolitano possa intervenire
affinché vengano ripristinate
le normali procedure negoziali
e vengano prese in degna considerazione le nostre istanze
per la salvaguardia della funzionalità dell'intero sistema
dei soccorsi”.
Siamo pronti a continuare le
nostre battaglie, per il bene
dei Vigili del Fuoco e nello
stesso tempo, anche per il
bene del Paese.POLIZIA & ISTITUZIONI41ORGANIZZAZIONEA PROPOSITO DISPENDING REVIEW
Diciamo no ai tagli del personale
e no allo stravolgimentodella catena di comando del corpo> a cura dell’ UFFICIO STAMPA
Federazione Nazionale UGL - VVFCom’è noto, ormai da
molti anni il Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco soffre di gravissime difficoltà economiche accumulando debiti per garantire il
soccorso ai cittadini.
Gli interventi di revisione della
spesa proposti dal Ministero
dell'Interno, pur non intervenendo direttamente sul Corpo
Nazionale, ignorano completamente questa situazione di
crisi e per di più contengono
almeno due elementi di forte
criticità che questa Organizzazione vuole evidenziare: da un
lato, i tagli al personale di tutte
le qualifiche e dall'altro il prevedere un anomalo ruolo di direzione da parte delle Prefetture che va a configgere con
la catena di comando del
Corpo.42POLIZIA & ISTITUZIONITAGLI AL PERSONALEIl personale del CNVVF si attesta intorno a 30.000 unità, alle
quali si aggiungono circa 8.000
volontari. Tali numeri consentono a malapena di espletare i
servizi di soccorso tecnico urgente e di occuparsi delle
emergenze di protezione civile,
con un servizio professionale
ed affidabile ma già ora non si
riesce a raggiungere l’obiettivo
minimo di civiltà, di portare il
soccorso su tutto il territorio in
Vista la particolarità dell'attività svolta, la ulteriore riduzione degli organici rappresenterebbe esclusivamente una diminuzione del livello di servizio reso e non una limitazione
Per il personale dirigente, poi,
non solo già ora non si superail rapporto limite di 1:40 posto
dal Ministero delle Finanze, ma
si è di gran lunga al disotto, essendo esso oggi, di 1 a 75.
Secondo questa Organizzazione, è possibile una riduzione delle spese per il
personale amministrativo mediante l’accorpamento nelle Direzioni Regionali delle funzioni
amministrative e contabili attualmente svolte nei Comandi.
Tale intervento permetterebbe di:
• contrarre il personale di supporto tecnico-amministrativo senza ridurre il livello di
• mantenere nella catena di
comando e controllo del
Corpo funzioni che hanno
un riflesso diretto e importante sulla continuità dei servizi di soccorso e di protezione civile.
IL RUOLO DI DIREZIONE
DELLE PREFETTURE – UTSLa riorganizzazione delle Prefetture è un tema che potrebbe riguardare anche i
Vigili del Fuoco. Sebbene i documenti attualmente fruibili
non abbiano di fatto alcun valore, alcuni elementi in essi
prefigurati, quali la possibilità
che il Prefetto titolare dell’UTS predisponga le relazioni
sull’operato dei dirigenti delle
altre amministrazioni in vista
delle progressioni di carriera o
a fini economici, non possono
che allarmarci. Oltre ad affidare la valutazione dei dirigenti a persone che nulla
conoscono del servizio di soccorso, tali ipotesi vanno contro le norme generali sul
funzionamento della dirigenza pubblica e quelle specifiche del CNVVF, che non
consentono né una gestione
territoriale da parte di dirigenti “generalisti”, e quindi
proprio per questo “incompetenti” nelle specifiche materie,
nè un coordinamento generico, essendo gli Uffici Territoriali dello Stato estranei allastruttura operativa del Corpo
Appare altresì evidente che i
Vigili del Fuoco, data la necessità di rapportarsi immediatamente con il vertice
tecnico e con l’intera rete del
Corpo per poter condividere
le risorse su base regionale/nazionale, non possano
essere coordinati da un ufficio amministrativo, a meno
che l'intenzione non sia
quella di azzerare la capacità
di risposta istantanea alle
criticità sia nel quotidiano
che nelle grandi emergenze.
La proposta che questa Organizzazione sostiene, è quella
di dare ulteriore impulso al
percorso normativo già avviato di potenziamento delle
Direzioni Regionali secondo
le direttive date dal Consiglio
di Stato e dalle Commissioni
parlamentari. Questo intervento non solo garantirebbe
rilevanti economie di scala,
come già accennato in precedenza, ma permetterebbe di
valorizzarne il ruolo di coordinamento nelle attività di
protezione civile.POLIZIA & ISTITUZIONI43NOTIZIETERREMOTO
UGL si stringe alla popolazione e ai lavoratori44POLIZIA & ISTITUZIONI> a cura dell’ UFFICIO STAMPA
Federazione Nazionale UGL - VVFSono circa le 4 del 20 del
mattino quando una violenta scossa di terremoto
colpisce l’Emilia Romagna.
Una ventina di secondi a magnitudo 6, di poco inferiore a
quella che colpì l’Abruzzo. Il
bilancio è tragico: sette morti,
tra cui quattro operai per il
crollo dei capannoni dove stavano lavorando, cinquantina di
feriti, oltre 4.500 sfollati.
Il segretario generale dell’Ugl,
Giovanni Centrella, appena ricevuta la notizia, ha espresso
“profondo cordoglio ai parenti
delle vittime del terremoto e
vicinanza a tutta la popolazione”. “Siamo vicini a tutti coloro che in seguito all’evento
sismico hanno perso la casa e
il lavoro. I quattro lavoratori rimasti uccisi fanno immediatamente pensare che la sicurezza
non è mai abbastanza. L’Ugl è
pronta a fare la propria parte
affinché la popolazione possa
rialzarsi da questo brutto
evento il prima possibile”.
Incalcolabili al momento i
danni, per i quali il Consiglio
dei Ministri del 21 dichiarerà
lo stato di emergenza, mentresi susseguono le scosse dello
Intanto continuano i soccorsi
che fanno i conti anche con il
maltempo di queste ore continuando incessantemente a mettere in sicurezza i cittadini nelle
aree più colpite, allestendo
tende, cucine da campo e punti
di accoglienza. Il segretario nazionale dell’Ugl Vigili del Fuoco,
Fernando Cordella, ha espresso
profondo dolore per le vittime
del terremoto, augurando “unapronta guarigione al collega vigile del Fuoco rimasto ferito ieri
durante le operazioni di soccorso. Vogliamo ribadire quanto
sia ormai indispensabile puntare sulla sicurezza e sulla prevenzione, istituendo il fascicolo
del fabbricato. I Vigili del Fuoco
si sono mobilitati da diverse regioni per rispondere al meglio
all’emergenza. Riteniamo però
fondamentale sollecitare le istituzioni a intervenire tempestivamente per impedire che si
possano verificare tragedie evitabili. E’ necessario effettuare
urgentemente una ricognizione
dettagliata delle caratteristiche
costruttive degli edifici, e delle
eventuali trasformazioni intervenute col passare del tempo,
così come si deve provvedere all’elaborazione di una mappatura orientata alla messa in
sicurezza del patrimonio storico-architettonico del Paese”.
Cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime è stata
espressa dal segretario regionale
dell’Ugl Emilia Romagna, Tullia
Bevilacqua, si tratta di una grave
tragedia ed è necessario che
tutti mostrino il proprio sostegno ai cittadini. Valuteremo nei
prossimi le iniziative da intraprendere per un aiuto concreto”.POLIZIA & ISTITUZIONI45SICUREZZAANTISISMICA:
UNA CASA> a cura dell’ UFFICIO STAMPA
Federazione Nazionale UGL - VVFPerché scegliere una casa
in legno? Un tema di
grande attualità soprattutto di fronte al recente terremoto in Emilia Romagna. Alla
domanda hanno risposto docenti e studenti della Sapienza
di Roma che, insieme a progettisti e costruttori, si sono confrontati sulle potenzialità di
questo materiale e hanno “studiato” una costruzione in scala
1:1. Un “esperimento” da cui
emerge che un’abitazione in
legno risponde alle nuove necessità della bioarchitettura e
garantisce standard abitativi
migliori rispetto a quelle tradizionali perché:
1. è confortevole: garantisce
comfort interno, isolamento
termico e acustico;46POLIZIA & ISTITUZIONIIN LEGNO2. è sana: il legno ha ottime6. è antisismica: essendo le strut-proprietà traspiranti, assorbe
l’umidità eccessiva e la rilascia quando l’aria è secca,
permette di stabilizzare gli
sbalzi di temperatura, trattiene l’aria nociva rilasciando
aria rigenerata;
3. è conveniente: nella costruzione non ci sono imprevisti e
varianti (perché i componenti
vengono preassemblati e poi
montati). Quindi il procedimento risulta più veloce ed
economico. In più il ridotto
spessore delle pareti consente
di recuperare un’importante
percentuale di superficie calpestabile (circa 5 mq su 80 mq);
4. è versatile: grazie al legno
che è un materiale duttile ed
5. resiste al fuoco più delle
strutture in acciaio o cemento
armato;ture lignee leggere ed elastiche,
le sollecitazioni indotte dall’azione sismica sono inferiori;
7. permette un risparmio energetico fino al 70 per cento rispetto alla stessa costruzione
in cemento e muratura visto
che il legno è un materiale
8. è duratura e richiede una
manutenzione ridotta rispetto
alle case con altri materiali;
9. è ecosostenibile: la lavorazione del legno non richiede
grandi consumi di energia;
10. rispetta l’ambiente: per il
mantenimento del patrimonio boschivo, la certificazione PEFC (programma per
il riconoscimento di schemi
di certificazione forestale)
garantisce la provenienza
del legno da boschi sottoposti a coltivazione sostenibile.SINDACALEPUBBLICHIAMO ILVERBALE DI CONCILIAZIONE
TRA UGL E AMMINISTRAZIONE
DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGLI DEL FUOCOIl giorno 11 maggio 2012,
alle ore 12.30, il Sottosegretario di Stato, Dott. Giovanni Ferrara, ha presieduto la
procedura di conciliazione ai
sensi della legge n. 83/2000,
relativa alle problematiche contenute nella nota di preannuncio di stato di agitazione del 9
marzo 2012 da parte dall’Organizzazione sindacale non rappresentativa del personale del
Fuoco UGL – Federazione Nazionale Vigili del Fuoco.
Le richieste presentate dall’Organizzazione Sindacale UGL riguardano prioritariamente:
• requisiti di accesso al sistema
pensionistico per il Corpo
• riapertura delle procedure
straordinarie per i passaggi
di qualifica a Capo Squadra
e Capo Reparto;
• sblocco della corresponsione
degli arretrati relativi agli
aumenti contrattuali previsti
nel contratto per il biennio
economico 2008/2009;
• individuazione di specifiche
risorse destinate all’ammodernamento dei mezzi di
• carenza di organici ed assunzione non adeguate alle esigenze operative del Corpo
L’O.S. UGL – Federazione Nazionale Vigili del Fuoco, ringraziando per la convocazione,
riepiloga sinteticamente i punti48POLIZIA & ISTITUZIONIoggetto della vertenza, chiedendo risposte per le problematiche del Corpo Nazionale
dei Vigili del Fuoco ed un particolare impegno a che ne sia
tutelata la specificità.
In particolare sottolinea la necessità di trovare soluzione al
blocco dei passaggi di qualifica
a Capo Squadra e Capo Reparto che stanno generando
enormi sofferenze nei Comandi per assicurare il soccorso tecnico urgente.
Chiede di prevedere un ammodernamento dei mezzi di soccorso, in alcune situazioni al
limite delle misure di sicurezza
Oltre ai punti oggetto della
vertenza, con l’occasione,
chiede anche notizie su:
• la riforma della Protezione
Civile, che, per quanto auspicata, così come è stata formulata – con il passaggio
della sola flotta aerea senza
la competenza del coordinamento delle operazioni - rischia di essere fonte solo di
ulteriori problematiche;
• sulle condizioni di rinnovo
della attuale polizza di assicurazione per il personale dirigente e l’estensione della
stessa anche al personale direttivo;
• lo stato dell’arte sulla problematica connessa alle competenze del Corpo Nazionale
per il Soccorso alpino in materia di coordinamento delle
operazioni di soccorso in ambienti ipogei.Da ultimo, rivendica la previsione
del c.d. “ruolo d’onore” per il personale dirigente che, a causa di
incidenti sul lavoro, perda l’idoneità al servizio operativo.
Il Sottosegretario, saluta i presenti e passa la parola al Capo
Dipartimento per l’illustrazione delle problematiche
poste a base della vertenza.
Il Capo Dipartimento informa
che l’auspicata risoluzione, con
una norma straordinaria da approvare con Decreto d’urgenza,
per i passaggi di qualifica a
non ha avuto, al momento,
esito favorevole, anche se
l’Amministrazione tutta si è
impegnata al massimo per
giungere all’approvazione delle
Nell’ultimo Consiglio dei Ministri il Governo non ha ritenuto
opportuno seguire la procedura proposta dall’Amministrazione ma si è impegnato a
proporre un apposito emendamento in sede di conversione
del Decreto di riforma della
Ove l’emendamento non venisse
presentato o fosse dichiarato
inammissibile, assicura che si
procederà a bandire i concorsi in
via amministrativa, sulla base
delle norme esistenti.
Per quanto riguarda l’ammodernamento dei mezzi di soccorso ricorda che la situazione
economica è particolarmente
difficile e le risorse disponibili
molto esigue.Per l’anno in corso si è decisi di
convogliare le somme esistenti
essenzialmente sul rinnovo
delle divise.
Infine, riguardo al potenziamento degli organici, informa
che c’è già un progetto dell’Amministrazione per potenziare gli organici attraverso
una procedura di stabilizzazione del personale discontinuo ma, stante la situazione
economica, non si può avere
certezza che tale progetto
Per la trattazione degli aspetti
più squisitamente tecnici delle
restanti questioni passa la parola, rispettivamente, al dott.
Fabio Italia – Direttore Centrale per le Risorse Finanziarie,
al dott. Giuseppe Priolo – Capo
dell’Ufficio Affari Legislativi e
Parlamentari ed al dott. Ugo
Taucer, Vice Capo di Gabinetto.
Il Direttore Centrale per le Risorse Finanziarie, per quanto
attiene alla riforma del sistema
previdenziale, informa che
sono in corso tavoli tecnici di
confronto tra il Ministero del
Lavoro - che ha formulato una
proposta molto restrittiva sui
requisiti per accedere alla pensione - e le altre Amministrazioni interessate, che hanno
proposto una serie di correttivi.
La questione, sulla quale non
vi è convergenza da parte delle
varie Amministrazioni coinvolte, è stata posta a livello più
alto, su un piano politico.
situazione di contenzioso con
le Società aeroportuali, al fine
di corrispondere gli aumenti
contrattuali previsti nel con-tratto per il biennio economico
2008/2009, fa presente che
tali aumenti sono comunque
già stati anticipati al personale
utilizzando i risparmi di gestione ed a breve verrà dato
corso alle procedure esecutive,
già concordate e pianificate
con l’Avvocatura dello Stato,
per il recupero dell’intero credito anche pregresso.
Il Capo dell’Ufficio Affari Legislativi e Parlamentari, con riguardo alla problematica legata
alle competenze del Corpo Nazionale per il Soccorso Alpino,
riferisce che al momento
l’orientamento giurisprudenziale è sfavorevole visto che due
sentenze del TAR di primo
grado hanno riconosciuto al
Soccorso alpino la competenza
al coordinamento del soccorso
in ambiente ipogeo, come del
resto previsto dalla normativa
vigente: sentenze che, comunque, sono state impugnate
Per superare in modo definitivo il problema si potrebbe intervenire con uno specifico
emendamento da inserire nel
Decreto di conversione della riforma della protezione Civile.
Per quanto attiene, da ultimo
alla copertura assicurativa ed
alla tutela legale per i rischi
inerenti lo svolgimento delle
attività istituzionali del personale dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il
Vice Capo di Gabinetto ha informato che è allo studio una
formula per migliorare le
garanzie offerte dalle Società
assicuratrici, in vista del rinnovo del contratto che scadrànel prossimo mese di agosto.
Ogni nuova ipotesi dovrà comunque tenere in considerazione i parametri previsti nel
contratto istitutivo dell’istituto
(art. 66 del CCNL 2002-2005)
riguardante il limite di spesa di
258 euro pro capite e di copertura delle fattispecie di rischio
che esclude, comunque, la
“colpa grave”.
L’Amministrazione è orientata
ad operare, nei limiti sopra detti
ed a seguito di accordo con le
OO.SS. di comparto, un innalzamento dei livelli di tutela legale
piuttosto che del massimale di
Per il personale operativo, ad
oggi invece, non è prevista alcuna copertura assicurativa e
per istituirla, esigenza condivisa dall’Amministrazione, sarà
necessario attendere il prossimo rinnovo contrattuale.
Con riferimento alla proposta di
istituzione di un “ruolo
d’onore” per il personale dirigente che abbia subito incidenti
sul lavoro tali da renderli inabili
al servizio e, pertanto, passibili
di licenziamento, il Capo Dipartimento ha espresso il forte convincimento che una modifica
della normativa vigente debba
costituire un obbligo preciso
dell’Amministrazione, rivolto,
peraltro, ad un’oggettiva esigenza di equità.
Al termine dell’incontro l’O.S.
UGL Federazione Vigili del
Fuoco, preso atto delle mancate risposte fornite alle problematiche oggetto della
vertenza, si riserva di intraprendere azioni di protesta e di
sciopero di categoria.LA NOSTRA PAGINAORGANO UFFICIALEwww.uglpoliziadistato.itFEDCBA@?>@=?D<D;?E@:@9D8DF76@65:@?4@32D1DE/.A-94?D,+*=@9EBD)9:@?49EBD>BEE9D,('D&D;?E@:@9D>@D%696?2D$5?EBDB77BABD54?D76A5#B46?D>/@4+?A#9:@?4BD966?D9D7B47@"@E@::9ABD>9D54DE96?D@ED=@669>@4?D75EDA@7CB66?D>BEEBD4?A#96@$BD>@D>?#@4@?DC5""E@=?D
Il mancato recapito del periodico, per un qualsiasi disservizio delle Poste, dovrĂ essere tempestivamente comunicato allâ&#x20AC;&#x2122;Editore, che si impegna a ricercarne le cause ed a provvedere in meritoAll pages:1234567891011121314151617181920212223242526272829303132333435363738404142434546484950InfoSaveLikeShareDownloadMorePolizia e Istituzione Published on Sep 17, 2012 giornale sindacaleuglpoliziadistatoFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
E CONTRARIO
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza

 sentenza 
e contrario
 art. 57
 art. 16
 art. 17
 sentenza