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Timestamp: 2019-11-22 07:35:48+00:00

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Legge 56/89 Ordinamento della professione di Psicologo - Scuola di Psicologia
Articolo 6. Istituzione di sedi provinciali del consiglio regionale dell’ordine
Articolo 7. Condizioni per l’iscrizione all’albo
Articolo 8. Modalità di iscrizione all’albo
Articolo 10. Anzianità di iscrizione nell’albo
Articolo 11. Cancellazione dall’albo
Articolo 12. Consiglio regionale o provinciale dell’ordine
f) provvede alla trasmissione di copia dell’albo e degli aggiornamenti annuali al Ministro di grazia e giustizia, nonché al procuratore della Repubblica presso il tribunale ove ha sede il consiglio dell’ordine; g) designa, a richiesta, i rappresentanti dell’ordine negli enti e nelle commissioni a livello regionale o provinciale, ove sono richiesti;
Articolo 13. Attribuzioni del presidente del consiglio regionale o provinciale dell’ordine
Articolo 14. Riunione del consiglio regionale o provinciale dell’ordine
Articolo 15. Comunicazioni delle decisioni del consiglio regionale o provinciale dell’ordine
Articolo 16. Scioglimento del consiglio regionale o provinciale dell’ordine
Articolo 17. Ricorsi avverso le deliberazioni del consiglio regionale o provinciale dell’ordine ed in materia elettorale
Articolo 20. Elezione del consiglio regionale o provinciale dell’ordine
Articolo 23. Comunicazioni dell’esito delle elezioni
Articolo 24. Adunanza del consiglio regionale o provinciale dell’ordine – Cariche
1. Il presidente del consiglio dell’ordine uscente o il commissario, entro venti giorni dalla proclamazione, ne dà comunicazione ai componenti eletti del consiglio regionale o provinciale dell’ordine e li convoca per l’insediamento.
Nella riunione, presieduta dal consigliere più anziano per età, si procede all’elezione del presidente, del vice presidente, di un segretario e di un tesoriere.
Articolo 25. Rinnovo delle elezioni nel consiglio regionale o provinciale dell’ordine
2. Nessuna sanzione disciplinare può essere inflitta senza la notifica all’interessato dell’accusa mossagli, con l’invito a presentarsi, in un termine che non può essere inferiore a trenta giorni, innanzi al consiglio dell’ordine per essere sentito.
L’interessato può avvalersi dell’assistenza di un legale.
Articolo 28. Consiglio nazionale dell’ordine
1.1 Il Consiglio nazionale dell’ordine è composto dai presidenti dei consigli regionali, provinciali, limitatamente alle province di Trento e di Bolzano, e di quelli di cui al precedente articolo 6.
Articolo 31. Istituzione dell’albo e costituzione dei consigli regionali e provinciali dell’ordine
Articolo 32. Iscrizione all’albo in sede di prima applicazione della legge
Articolo 34. Ammissione all’esame di Stato degli iscritti ad un corso di specializzazione (7)
Articolo 35. Riconoscimento dell’attività psicoterapeutica (1/cost) (8)
1. In deroga a quanto previsto dall’articolo 3, l’esercizio dell’attività psicoterapeutica è consentito a coloro i quali o iscritti all’ordine degli psicologi o medici iscritti all’ordine dei medici e degli odontoiatri, laureatisi entro l’ultima sessione di laurea, ordinaria o straordinaria, dell’anno accademico 1992-1993 (9) dichiarino, sotto la propria responsabilità, di aver acquisita una specifica formazione professionale in psicoterapia, documentandone il curriculum formativo con l’indicazione delle sedi, dei tempi e della durata, nonché il curriculum scientifico e professionale, documentando la preminenza e la continuità dell’esercizio della professione psicoterapeutica
(a) (b) AVVERTENZA: Il testo delle note seguenti é stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
(a) Nota all’art. 3: Il D.P.R. n. 162/1982 concerne il riordinamento delle scuole dirette a fini speciali, delle scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento. Il relativo art. 3 così recita: “Art. 3 (Uniformità di ordinamento delle scuole appartenenti alla stessa tipologia). – Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il parere del Consiglio universitario nazionale, provvede, con propri decreti, a stabilire per i singoli tipi di diploma la denominazione, i requisiti di ammissione, la durata e la frequenza dei corsi, l’indicazione del numero complessivo degli esami di profitto e delle discipline obbligatorie con le connesse attività pratiche da ricomprendere nell’ordinamento degli studi, le modalità di svolgimento degli esami e del tirocinio pratico nonché le attività valutabili ai sensi del quarto comma del successivo art. 12, nei seguenti casi: a) per i diplomi delle scuole dirette a fini speciali e delle scuole di specializzazione allorché sia necessario adeguare il nostro ordinamento alle direttive CEE in materia; b) per i diplomi delle scuole dirette a fini speciali che ai sensi del successivo art. 9 hanno valore abilitante per l’esercizio professionale. Per le scuole di specializzazione e per le scuole dirette a fini speciali in settori riguardanti il servizio sanitario nazionale, il decreto del Ministro della pubblica istruzione sarà adottato di concerto con quello della sanità, sentito anche il Consiglio superiore di sanità. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato su proposta del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con i Ministri interessati, possono essere previsti corsi di diploma di scuole dirette a fini speciali o di specializzazione, la cui attività emerga in relazione all’attuazione di piani di sviluppo economico e sociale approvati con legge e per la cui realizzazione nell’ordinamento universitario non siano previste le corrispondenti qualificazioni professionali. Sarà agevolata l’istituzione presso le Università dei predetti corsi”.
(b) Nota all’art. 4: Si trascrive il testo dell’art. 622 del codice penale: “Art. 622. (Rivelazione di segreto professionale). – Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a lire un milione. Il delitto è punibile a querela della persona offesa”. La misura minima e massima originaria della sanzione pecuniaria di cui al primo comma dell’articolo sopra riportato (da lire trecento a cinquemila) è stata successivamente moltiplicata prima per due (D.L.L. 5 ottobre 1945, n. 679), poi per otto (D.L.C.P.S. 21 ottobre 1947, n. 1250), quindi per quaranta con assorbimento dei precedenti aumenti (art. 3 legge 12 luglio 1961, n. 603) e infine per cinque (legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 113, primo comma). La misura attuale della sanzione é quindi “da lire sessantamila a lire un milione”.
(1/cost) la Corte costituzionale con sentenza 20-27 luglio 1995, n. 412 (Gazz. Uff. 23 agosto 1995, n. 35, Serie speciale) ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 35, comma 1, sollevate in riferimento agli artt. 3, 35 e 32 della Costituzione.
(3) con D.M. 12 ottobre 1992 (Gazz. Uff. 29 ottobre 1992, n. 255), modificato dal D.M. 17 marzo 1994 (Gazz. Uff. 22 marzo 1994, n. 67), sono state stabilite le modalità per la presentazione delle domande di riconoscimento all’esercizio dell’attività psicoterapeutica.
(4) l’art. 1 comma 18 delle L. 4/99 dispone: 1.18. Con uno o più regolamenti, adottati a norma dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sentiti gli organi direttivi degli ordini professionali, sono istituite apposite sezioni degli albi, degli ordini o dei collegi previsti dalla normativa vigente in materia di accesso alle professioni, in conformità ai seguenti criteri direttivi: riserva dell’accesso alle predette sezioni ai titolari di diploma universitario e connessa determinazione dell’ambito consentito di attività professionale.
(5) l’art 5 del DPR 221/05 25 ottobre 2005 (GU 253 29 ottobre 2005) abroga “le seguenti disposizioni della legge 18 febbraio 1989, n. 56: l’articolo 12, comma 1, l’articolo 20, commi 3, 4, 5, 6 e 10, l’articolo 21, comma 1, l’articolo 22, comma 2, nonché l’articolo 28, comma 1, limitatamente al periodo: «Esso dura in carica tre anni.», e comma 3.”
Testi originari sostituiti: “12.1. Il consiglio regionale o provinciale dell’ordine è composto di sette membri nel caso in cui il numero degli iscritti non superi i duecento, di quindici membri ove il numero degli iscritti sia superiore a duecento. I componenti devono essere eletti tra gli iscritti nell’albo, a norma degli articoli seguenti. Il consiglio dura in carica tre anni dalla data della proclamazione. Ciascuno dei membri non è eleggibile per più di due volte consecutive.
20.3. Gli iscritti nell’albo esercitano il diritto di voto presso il seggio istituito nella sede del consiglio dell’ordine o in altra sede prescelta dal consiglio stesso.
20.4. L’avviso di convocazione è spedito a tutti gli iscritti per posta raccomandata o consegnata a mano con firma di ricezione, almeno quindici giorni prima della data fissata per la prima convocazione.
20.5. L’avviso di convocazione, che è comunicato al Consiglio nazionale dell’ordine, contiene l’indicazione del luogo, del giorno e delle ore di inizio e chiusura delle operazioni di voto in prima e in seconda convocazione.
2010. É ammessa la votazione per corrispondenza. L’elettore chiede alla segreteria del consiglio dell’ordine la scheda all’uopo timbrata e la fa pervenire prima della chiusura delle votazioni al presidente del seggio in busta sigillata, sulla quale sono apposte la firma del votante, autenticata dal sindaco o dal notaio, e la dichiarazione che la busta contiene la scheda di votazione; il presidente del seggio, verificata e fatta constatare l’integrità, apre la busta, ne estrae la relativa scheda senza dispiegarla e, previa apposizione su di essa della firma di uno scrutatore, la depone nell’urna.
21.1. Il presidente del consiglio regionale o provinciale dell’ordine uscente o il commissario, prima di iniziare la votazione, sceglie fra gli elettori presenti il presidente del seggio, il vice presidente e due scrutatori.
22.2. L’elettore non può votare per un numero di candidati superiore alla metà di quelli da eleggere. Eventuali arrotondamenti sono calcolati per eccesso.
1. Il Ministro di grazia e giustizia esercita l’alta vigilanza sull’ordine nazionale degli psicologi.”
(7) l’art 1 comma quattro della legge 14 gennaio 1999 n. 4 (GU 19gennaio 1999 n. 14 – modifiche in vigore dal 3 febbraio 1999 e termine differimento: 2 agosto 99) ha introdotto un nuova disposizione: Art. 1- (Differimento di termini) 4. è autorizzata l’iscrizione all’albo degli psicologi di coloro che, ammessi con riserva all’esame di Stato di cui all’articolo 34 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, lo abbiano successivamente superato. Le disposizioni del predetto articolo 34 continuano ad applicarsi fino alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda per l’ammissione alla prima sessione dell’esame di Stato successiva alla data di entrata in vigore della presente legge.
(9) comma modificato dall’art. 1 della legge 14 gennaio 1999 n. 4 (GU 19 gennaio 99 n. 14). Testo originario sostituito: “laureati da almeno cinque anni,”
(10) comma modificato dall’art. 1 della legge 14 gennaio 1999 n. 4 che differisce l’originario termine fino al centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge 14 gennaio 1999 n. 4 (GU 19gennaio 1999 n. 14 – modifiche in vigore dal 3 febbraio 1999 e termine differimento: 2 agosto 99). Testo originario sostituito: “del quinto anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.”
Fonte: https://www.sipap.it/legge-5689/
Francesca Di Donato Maggio 19, 2019	Legge 56/89, psicologi Fonti scientifiche, giuridiche, fiscali, Lo psicologo tra deontologia e normative Commenti disabilitati su Legge 56/89 Ordinamento della professione di Psicologo

References: Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 20

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 28
 articolo 6

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 34

Articolo 35
 art. 3
 art. 12
 art. 9
 art. 113
 sentenza 
 Art. 1
 articolo 34