Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2437-del-02-02-2011
Timestamp: 2020-03-28 21:05:17+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2437 del 02/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2437 del 02/02/2011
Cassazione civile sez. II, 02/02/2011, (ud. 11/01/2011, dep. 02/02/2011), n.2437
sul ricorso 547-2006 proposto da:
MG ADVERTISING SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore
Sig.ra M.A.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
A. CHINOTTO 1, presso lo studio dell’avvocato PRASTARO ERMANNO, che
avverso la sentenza n. 28257/2004 del TRIBUNALE di ROMA, depositata
il 24/11/2004;
Con ricorso del 2004, MG Advertising srl proponeva opposizione di fronte al tribunale di Roma, avverso la determinazione dirigenziale ingiuntiva di confisca del comune di Roma, di un suo autoveicolo per aver installato un impianto pubblicitario senza autorizzazione (D.C.C. n. 289 del 1994, artt. 15 e 28).
Nella resistenza del Comune, l’adito Tribunale, con sentenza in data 14.10/24.11.2004, respingeva l’opposizione e regolava le spese, osservando che la confisca integra sanzione amministrativa autonoma, e che il provvedimento ben poteva essere motivato per relationem.
Con il primo motivo, in particolare, si lamenta difetto di motivazione e violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, artt. 20 e art. 28 del Regolamento affissioni e pubblicità, deducendo, nello specifico, che la confisca era stata disposta in pendenza di ricorso al Sindaco relativamente alla sussistenza dell’infrazione contestata.
Il motivo è fondato; va considerato all’uopo che, in pendenza dell’opposizione al verbale di accertamento, la confisca non poteva essere irrogata, in ragione del fatto che l’art. 20, comma 1 della citata legge ne prevede l’abbinamento alla ordinanza di pagamento, profilo questo del tutto ignorato nella sentenza impugnata. Va inoltre considerato che nella specie (come si evidenzia nel secondo motivo di ricorso: “Vizio di motivazione e violazione della L. n. 689 del 1981, art. 20”) non si verte in ipotesi di obbligatorietà della confisca, ai sensi del comma 4, art. citato, non trattandosi di cose la cui fabbricazione, il cui uso, la cui detenzione, porto od alienazione costituiscano in sè violazione delle norme amministrative. Anche tale mezzo risulta pertanto fondato e tanto comporta l’assorbimento degli ulteriori motivi di ricorso, afferenti chiaramente a tematiche superate dall’accoglimento dei motivi testè esaminati. Il ricorso deve essere pertanto accolto e la sentenza impugnata deve pertanto essere cassata; poichè peraltro la fattispecie non richiede ulteriori accertamenti in fatto, pronunciando nel merito, questa Corte accoglie l’opposizione e per l’effetto annulla l’ordinanza opposta. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 28
 sentenza 
 art. 20
 sentenza