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Timestamp: 2018-08-21 19:35:39+00:00

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Disegno di legge regionale n. 210 presentato il 28 aprile 2016 Torna indietro
Disegno di legge regionale n. 210 presentato il 28 aprile 2016
Disposizioni di riordino e di semplificazione dell'ordinamento regionale nonchè norme di prima attuazione dell' articolo 21 della legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23 (Riordino delle funzioni amministrative conferite alle province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 ).
CAPO I SERVIZI SOCIALI
Art. 1. (Liquidazione delle IPAB)
Art. 2. (Modifiche alla l.r. 1/2004 )
Art. 3. (Modifiche alla l.r. 11/2012 )
CAPO II CULTURA ED ISTRUZIONE
Art. 4. (Modifiche alla l.r. 49/1991 )
Art. 5. (Modifiche alla l.r. 38/2000 )
CAPO III TURISMO
Art. 7. (Modifiche alla l.r. 15/1988 )
Art. 8. (Modifiche alla l.r. 50/1992 )
Art. 9. (Modifiche alla l.r. 18/1999 )
Art. 10. (Modifiche alla l.r. 4/2000 )
Art. 11. (Modifiche alla l.r. 2/2015 )
Art. 12. (Modifiche alla l.r. 3/2015 )
Art. 13. (Disposizioni attuative della l.r. 2/2009 )
CAPO IV SPORT
Art. 14. (Modifiche alla l.r. 93/1995 )
CAPO V SANITA'
Art. 15. (Rapporti di collaborazione tra la Regione Piemonte e le ASR)
Art. 16. (Modifiche alla l.r. 5/1987 )
Art. 17. (Modifiche all' articolo 5 della l.r. 55/1987 )
Art. 18. (Adesione della Regione Piemonte al Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) "Alleanza Interregionale per il Corridoio Reno Alpi")
Art. 19. (Modifiche alla l.r. 1/2000 )
Art. 20. (Modifiche alla l.r. 44/2000 )
Art. 21. (Modifiche alla l.r. 8/2008 )
CAPO VII FORESTE
Art. 22. (Modifiche alla l.r. 45/1989 )
CAPO VIII PERSONALE
Art. 23. (Prestazioni straordinarie)
La Giunta regionale, su richiesta dell'Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, che si trovi in condizioni economiche di grave dissesto,o d'ufficio, dispone la messa in liquidazione dell'ente, nominando contestualmente un commissario liquidatore per accertare la cessazione dell'attività e procedere alle relative operazioni; al personale in servizio si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 33 e 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).
Si applicano, in quanto compatibili ed in relazione alle competenze regionali, le norme procedimentali e di esecuzione di cui alla legge 4 dicembre 1956, n. 1404 (Soppressione e messa in liquidazione di enti di diritto pubblico e di altri enti sotto qualsiasi forma costituiti, soggetti a vigilanza dello Stato e comunque interessanti la finanza statale).
Il commissario, chiusa la liquidazione, rimette gli atti alla Giunta regionale che dispone l'estinzione dell'IPAB e la devoluzione del patrimonio che eventualmente residui.
(Modifiche alla l.r. 1/2004 )
Al comma 5 dell'articolo 9 della l.r. 1/2004 , le parole: "
Dopo il comma 5 sexies dell'articolo 9 della l.r. 1/2004 , sono aggiunti, infine, i seguenti: "
Le funzioni e le attività relative all'autorizzazione, accreditamento e vigilanza sui servizi e sulle strutture, di cui agli articoli 26, 27, 28, 29 e 30, sono esercitate dalle ASL e dalla Città di Torino, per quest'ultimo per i servizi e le strutture operanti sul proprio territorio, con esclusione delle strutture residenziali e semiresidenziali destinate agli anziani autosufficienti e non autosufficienti e delle strutture di cui all'art. 26 comma 1 delle quali è titolare dell'autorizzazione al funzionamento il Comune stesso, che rientrano nella competenza delle ASL.
Il comma 2 dell'articolo 26 della l.r. 1/2004 , è sostituito dal seguente: "
Il comma 4 dell'articolo 26 della l.r. 1/2004 , è sostituito dal seguente: "
La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, determina le modalità e gli indirizzi per l'esercizio delle attività relative all'autorizzazione, accreditamento e vigilanza sui servizi e sulle strutture di cui al comma 1, garantendo che le suddette attività e funzioni di competenza delle ASL siano esercitate dalle stesse in forma associata su di un territorio diverso da quello di riferimento, in modo da assicurare anche la distinzione tra aziende competenti all'esercizio di tali funzioni e Aziende autorizzate ai servizi e alle strutture di cui all'articolo 27.
Dopo il comma 4 dell'articolo 26 della l.r. 1/2004 , è inserito il seguente: "
Al comma 2 dell'articolo 28 della l.r. 1/2004 , dopo la parola: "
Dopo il comma 2 dell'articolo 28 della l.r. 1/2004 , è inserito il seguente: "
Il comma 8 dell'articolo 28 della l.r. 1/2004 , è sostituito dal seguente: "
Con il provvedimento regionale di cui all'articolo 26, comma 4 sono indicate le ulteriori fattispecie di violazione che determinano la sospensione e la revoca del titolo autorizzativo.
L' articolo 30 della l.r. 1/2004 , è sostituito dal seguente: "
L'esercizio dei servizi e delle strutture socio-assistenziali, socio-sanitarie e socio-educative pubbliche e private, a ciclo residenziale e semiresidenziale, comprese le Comunità Terapeutiche per minori e i Centri Diurni socio-riabilitativi per minori, senza la prescritta autorizzazione al funzionamento di cui all'articolo 27, comma 1, o senza la presentazione della Segnalazione Certificata Inizio Attività (SCIA), comporta la sanzione amministrativa da euro 5.000,00 ad euro 20.000,00.
L'esercizio dei servizi di cui al comma 1 con eccedenza di ospiti rispetto ai posti autorizzati comporta è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 ad euro 5.000,00.
L'inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 27, comma 5, fermo restando quanto previsto all'art. 28, comma 3, comporta la sanzione amministrativa di euro 5.000,00.
L'inosservanza, per i servizi e le strutture di cui al comma 1 accreditati, dei requisiti necessari per l'accreditamento, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 5.000,00, fermo restando che la reiterata non ottemperanza alle prescrizioni impartite comporta la sospensione o la revoca dell'accreditamento.
La Giunta regionale prevede i criteri e le modalità di vigilanza e di applicazione della sospensione o revoca del titolo autorizzativo e dell'accreditamento, le modalità di applicazione delle sanzioni amministrative e l'ammontare delle stesse per le singole violazioni, all'interno dei limiti minimi e massimi di cui al comma 2, lettere a), b), c), f) e g).
Il comma 1 dell'articolo 54 della l.r. 1/2004 , è soppresso.
Il comma 2 dell'articolo 54 della l.r. 1/2004 , è sostituito dal seguente: "
Dopo il comma 2 dell'articolo 65 della l.r. 1/2004 , è aggiunto, infine, il seguente: "
Gli articoli 27 e 28 della legge regionale 23 aprile 1990, n. 37 (Norme per la programmazione socio-sanitaria regionale e per il Piano Socio-Sanitario Regionale per il triennio 1990-92), sono abrogati.
Al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 28 settembre 2012, n. 11 (Disposizioni organiche in materia di enti locali), le parole: "nel rispetto delle disposizioni di cui all' articolo 9, comma 1 bis del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini) convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 135 ", "sono soppresse".
Al comma 2 dell'articolo 3 della l.r. 11/2012 , le parole: "nel rispetto delle disposizioni di cui all' art. 9, comma 1 bis del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini) convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 135 ", "sono soppresse".
Al comma 3 dell'articolo 7 della l.r. 11/2012 dopo le parole: "
(Modifiche alla l.r. 49/1991 )
Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 3 settembre 1991, n. 49 (Norme per il sostegno delle attività formative nel settore bandistico, corale, strumentale, delle Associazioni, Scuole ed Istituti musicali nella Regione Piemonte) le parole "
corsi a carattere pre-accademico
Al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 49/1991 l'alinea "
Entro il 31 luglio di ogni anno i Comuni che intendono organizzare corsi di orientamento musicale con contributo regionale devono far pervenire all'Assessorato Istruzione della Regione Piemonte - Settore Istruzione - e per conoscenza al Distretto Scolastico competente, domanda dalla quale risulti:
Nel periodo individuato dalla Giunta regionale mediante deliberazione, i comuni che intendono organizzare corsi di orientamento musicale con contributo regionale fanno pervenire alla struttura regionale competente la domanda, dalla quale risulti:
Il comma 1 dell'articolo 4 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
Per i corsi di tipo bandistico, corale e strumentale, che si articoleranno in cicli di tre anni, la durata non potrà essere inferiore a sette mesi e dovranno essere svolte almeno centocinquanta ore di lezione per anno.
I commi 2 e 6 dell' articolo 4 della l.r. 49/1991 , sono abrogati.
Il comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
L'incarico è conferito dal comune con apposito provvedimento amministrativo, su indicazione dell'Associazione musicale nel caso in cui il comune si avvalga delle Associazioni musicali.
Al comma 3 dell'articolo 5 della l.r. 49/1991 le parole: "
Il comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
Entro novanta giorni dal termine della presentazione delle domande, sentita la Commissione istituita ai sensi dell'articolo 2, la struttura regionale competente approva il Piano dei corsi di orientamento musicale di tipo bandistico, corale, strumentale e l'assegnazione dei contributi ai Comuni che abbiano presentato, nei termini, regolare domanda con la richiesta documentazione.
Il comma 4 dell'articolo 6 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
L'erogazione del contributo avviene in unica soluzione a seguito di invio, da parte dei comuni, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione regionale di assegnazione del contributo, del provvedimento amministrativo comprovante l'attivazione del corso.
Il comma 1 dell'articolo 9 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
Al termine dell'ultimo anno del ciclo, gli allievi che abbiano partecipato ad almeno i due terzi delle lezioni sono ammessi alle prove finali.
Il comma 3 dell'articolo 9 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
Nelle prove finali le Commissioni esaminatrici sono nominate dall'amministrazione comunale competente e sono composte da:
un esperto con funzioni di Presidente;
un rappresentante del personale didattico;
un rappresentante del comune.
Al comma 1 dell'articolo 10 della l.r. 49/1991 l'alinea: "
Entro il 30 settembre di ogni anno gli Istituti e le Scuole di musica civiche e private che intendono ottenere il contributo regionale per i corsi professionali, devono fare pervenire all'Assessorato Istruzione della Regione Piemonte - Settore Istruzione, domanda in carte legale con la seguente documentazione:
", è sostituito dal seguente: "
Nel periodo individuato dalla Giunta regionale con propria deliberazione, gli Istituti e le Scuole di musica civiche e private che intendono ottenere il contributo regionale per i corsi di formazione musicale a carattere pre-accademico, fanno pervenire alla struttura regionale competente la domanda con la seguente documentazione:
La lettera d) del comma 1 dell'articolo 10 della l.r. 49/1991 è abrogata.
Dopo il comma 2 dell'articolo 10 della l.r. 49/1991 è aggiunto, infine, il seguente: "
Gli Istituti e Scuole di musica civiche e private beneficiarie del contributo regionale devono presentare entro il 30 settembre dell'anno successivo il rendiconto completo dei corsi finanziati, dal quale risulti anche ogni altro contributo eventualmente percepito a sostegno dell'attività di cui si tratta.
L' articolo 11 della l.r. 49/1991 è abrogato.
Il comma 1 dell'articolo 13 della l.r. 49/1991 è sostituito dal seguente: "
Entro sessanta giorni dal termine della presentazione delle domande, sentita la Commissione istituita ai sensi dell'articolo 2, la struttura regionale competente assegna i contributi agli Istituti e Scuole di musica civiche e private che abbiano presentato, nei termini, regolare domanda con la richiesta documentazione.
La lettera c) del comma 2 dell'articolo 13 della l.r. 49/1991 è abrogata.
(Modifiche alla l.r. 38/2000 )
Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 7 aprile 2000, n. 38 (Interventi regionali a sostegno delle attività musicali) l'alinea: "
Entro il 15 marzo di ogni anno i gruppi e le associazioni di cui all'articolo 2 devono presentare all'assessorato regionale competente apposite domande scritte dalle quali risulti:
Nel periodo individuato dalla Giunta regionale con propria deliberazione, i gruppi e le associazioni di cui all'articolo 2, che intendono ottenere il contributo regionale di cui all'articolo 4, fanno pervenire alla struttura regionale competente la domanda dalla quale risulti:
Il comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 38/2000 è sostituito dal seguente: "
Entro novanta giorni dal termine della presentazione delle domande, la struttura regionale competente approva il piano annuale di attribuzione dei contributi ai soggetti che abbiano presentato, nei termini, regolare domanda con la richiesta documentazione di cui all'articolo 5.
Al comma 2 dell'articolo 7 della l.r. 38/2000 le parole: "
E' istituita la Borsa di studio annuale intitolata "Stefano Rigatelli", destinata a studenti di istituti di istruzione secondaria di secondo grado su tematiche ambientali.
L'ammontare della borsa di studio è determinato in euro 5.000.
Gli oneri per l'attuazione del presente articolo sono quantificati nell'anno finanziario 2016 in euro 5.000,00, in termini di competenza e di cassa, da iscriversi su apposito capitolo di spesa corrente, di nuova istituzione, all'interno della missione 04 Istruzione e diritto allo studio, programma 02 - Altri ordini di istruzione non universitaria, del bilancio di previsione 2016-2018.
Alla spesa per l'anno 2016 si provvede mediante prelievo di pari ammontare dal fondo di riserva per le spese impreviste di cui alla missione 20 programma 01 (Risorse finanziarie e patrimonio, bilancio Titolo 1 spese correnti) del bilancio regionale.
(Modifiche alla l.r. 15/1988 )
Al comma 5 dell'articolo 8 della legge regionale 30 marzo 1988 n. 15 (Disciplina delle attività di organizzazione ed intermediazione di viaggi e turismo) è aggiunto, infine, il seguente periodo: "
(Modifiche alla l.r. 50/1992 )
Al comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 23 novembre 1992, n. 50 (Ordinamento della professione di maestro di sci), sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "
Al comma 3 dell'articolo 14 della l.r. 50/1992 , la parola: "
", è sostituita dalle seguenti: "
(Modifiche alla l.r. 18/1999 )
Beneficiano degli interventi previsti dalla presente legge i seguenti soggetti:
proprietari di alloggi e case appartamenti per vacanze gestiti, direttamente o indirettamente, in forma imprenditoriale;
privati che esercitano, in forma imprenditoriale, l'attività di bed and breakfast e di affittacamere;
imprenditori agricoli che esercitano l'attività di agriturismo o di
"ospitalità rurale familiare"
f) proprietari e gestori di impianti di risalita e di impianti di innevamento programmato.
Le istanze per la concessione delle agevolazioni finanziarie previste dalla presente legge sono presentate alla struttura regionale competente per materia, ovvero a Finpiemonte Sp.A o a diversi Istituti di Credito, secondo modalità e criteri stabiliti dal programma annuale di cui all'articolo 6, comma 2.
(Modifiche alla l.r. 4/2000 )
Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 24 gennaio 2000, n. 4 (Interventi regionali per lo sviluppo, la rivitalizzazione e il miglioramento qualitativo di territori turistici) le parole: "
(Modifiche alla l.r. 2/2015 )
Alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 23 febbraio 2015, n. 2 (Nuove disposizioni in materia di agriturismo), sono inserite, all'inizio, le seguenti parole: "
Le lettere b) e c) del comma 1 dell'articolo 3 della l.r. 2/2015 , sono sostituite dalle seguenti: "
apportare, nella preparazione e somministrazione di pasti e bevande, una quota di prodotto proveniente da aziende agricole singole o associate operanti, preferibilmente in accordi di filiera, nel territorio della regione, il cui costo, comprensivo di quello di cui alla lettera a) non sia inferiore all'85 per cento del costo totale del prodotto utilizzato;
il valore della produzione standard ai sensi del regolamento (CE) n. 1198/2014 , è deducibile dal fascicolo aziendale presente nel Sistema Informativo Agricolo Piemontese (SIAP).
Alla lettera b) del comma 5 dell'articolo 4 della l.r. 2/2015 , le parole: "
Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 5 della l.r. 2/2015 , le parole: "
Il comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 2/2015 è soppresso.
L'ospitalità rurale familiare può essere esercitata solo dall'imprenditore agricolo professionale (IAP), ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 (Disposizioni in materia di soggetti e attività, integrità aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee), della legge 7 marzo 2003, n. 38 ), dal coltivatore diretto e dai loro familiari esclusivamente nella parte abitativa del fabbricato rurale ed è incompatibile con qualsiasi altra forma ricettiva o di ospitalità agrituristica.
In aggiunta alle denominazioni di cui ai commi 1 e 2 è consentita la denominazione
"posto tappa"
se la struttura ricettiva agrituristica o di
é situata lungo un itinerario, riconosciuto come tale dalla Regione Piemonte ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n 12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo regolamento di attuazione, ubicata anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare con offerta di peculiari servizi turistici e dotazioni definiti dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 14.
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 14 della l.r. 2/2015 , le parole: "
Dopo il comma 2 dell'articolo 14 è aggiunto, infine, il seguente: "
Il regolamento di cui al comma 1 stabilisce, inoltre, le caratteristiche dei servizi turistici offerti dalle strutture agrituristiche e di ospitalità rurale familiare che si avvalgono della denominazione aggiuntiva
e loro modalità di identificazione e di comunicazione al pubblico, tenuto conto delle peculiarità della relativa struttura ricettiva.
(Modifiche alla l.r. 3/2015 )
Al comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di semplificazione), le parole: "
relativo numero
Dopo il comma 3 dell'articolo 6 della l.r. 3/2015 è aggiunto, infine, il seguente: "
In aggiunta alle denominazioni di cui al presente articolo, è consentita la denominazione
se la struttura alberghiera é situata lungo un itinerario, riconosciuto come tale dalla Regione Piemonte ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n 12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo regolamento di attuazione, ubicata anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare con offerta di peculiari servizi turistici e dotazioni definite dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 8.
Al comma 4 dell'articolo 7 della l.r. 3/2015 le parole: "
Dopo la lettera f) del comma 1 dell'articolo 8 della l.r. 3/2015 è aggiunta, infine, la seguente: "
le caratteristiche dei servizi turistici offerti dalle strutture alberghiere che si avvalgono della denominazione aggiuntiva
la legge regionale 21 marzo 1997, n. 14 (Modifica dell'allegato A alla legge regionale 24 gennaio 1995, n. 14 (Nuova classificazione delle aziende alberghiere));
l' articolo 11 della legge regionale n. 22 del 30 settembre 2002 (Potenziamento della capacità turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18).
Dopo il comma 2 dell'articolo 21 della l.r. 3/2015 è aggiunto, infine, il seguente: "
(Disposizioni attuative della l.r. 2/2009 )
I comuni soggetti alle disposizioni di cui alla legge regionale 26 gennaio 2009, n. 2 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo in attuazione della normativa nazionale vigente ed interventi a sostegno della garanzia delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili, dell'impiantistica di risalita e dell'offerta turistica) che, entro 18 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, non abbiano avviato le procedure per la definizione delle aree sciabili di cui all' articolo 5 della l.r. 2/2009 e la eventuale contestuale variante, non possono adottare procedimenti relativi a varianti strutturali o generali ai Piani regolatori vigenti o in salvaguardia che non contengano l'adeguamento alla l.r. 2/2009 .
(Modifiche alla l.r. 93/1995 )
Alla lettera f) del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1995, n. 93 (Norme per lo sviluppo dello sport e delle attivita' fisico-motorie), dopo le parole: "
Dopo la lettera l) del comma 2 dell'articolo 1 della l.r. 93/1995 , è aggiunta, infine, la seguente: "
", e le parole: "
Il comma 5 dell'articolo 3 della l.r. 93/1995 , è sostituito dal seguente: "
I contributi di cui al comma 3, possono essere concessi alla Città metropolitana, alle province, ai comuni singoli o associati e alle unioni di comuni, alle aziende o società a prevalente capitale pubblico costituite anche nelle forme previste dal Capo V del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) ed altri enti pubblici, alle Federazioni sportive del CONI e del CIP, agli enti di promozione sportiva, ed associazioni e società che operano senza scopo di lucro per finalità sportive.
L' articolo 4 della l.r. 93/1995 , è abrogato.
Al comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 93/1995 , dopo le parole: "
(Rapporti di collaborazione tra la Regione Piemonte e le ASR)
Con apposito accordo quadro tra la Regione Piemonte e le ASR sono disciplinati i rapporti di collaborazione finalizzati all'utilizzo da parte della Regione dei dipendenti delle aziende, senza modifiche dei trattamenti economici corrisposti dalle aziende di appartenenza.
(Modifiche alla l.r. 5/1987 )
Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 14 gennaio 1987, n. 5 (Autorizzazioni alla progettazione, all'apertura, all'esercizio, allo svolgimento di attività ambulatoriale per esterni, all'ampliamento, alla trasformazione, alla pubblicità di case di cura private) le parole: "
Al comma 2 dell'articolo 2 della l.r. 5/1987 le parole: "
Al comma 5 dell'articolo 2 della l.r. 5/1987 , sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "
rilasciata dagli enti titolari della funzione autorizzativi, rispettivamente la Regione o il comune, ciascuno per la parte di propria competenza
Al comma 6 dell'articolo 2 della l.r. 5/1987 le parole: "
Al comma 7 dell'articolo 2 della l.r. 5/1987 , le parole: "
Il comma 9 dell'articolo 2 della l.r. 5/1987 è soppresso.
Al comma 8 dell'articolo 3 della l.r. 5/1987 , le parole: "
acquisendo i pareri di cui al nono comma del precedente articolo. 2
La vigilanza sulle case di cura private viene esercitata dalle aziende sanitarie, che provvedono a segnalare alla struttura regionale competente in materia di sanità, le irregolarità che possano comportare l'assunzione di provvedimenti di cui all'articolo 9, fermo restando l'obbligo di verifica e segnalazione periodica di cui all'articolo 7, commi 7 e 8.
Al comma 3 dell'articolo 9 della l.r. 5/1987 le parole: "
In relazione alle inadempienze riscontrate la Regione può provvedere all'irrogazione di una sanzione amministrativa, da un minimo di 2.000 euro fino a un massimo di 20.000 euro, ed all'introito dei relativi proventi; per l'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle sanzioni pecuniarie si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(Modifiche all' articolo 5 della l.r. 55/1987 )
Al comma 1 bis dell'articolo 5 della legge regionale 5 novembre 1987, n. 55 , come aggiunto dall' articolo 38 della legge regionale 6 agosto 2009 n. 22 , le parole: "
autorizzati ed accreditati
(Adesione della Regione Piemonte al Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) "Alleanza Interregionale per il Corridoio Reno Alpi")
La Regione Piemonte aderisce al Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT), denominato "Alleanza Interregionale per il Corridoio Reno Alpi", costituito, senza scopo di lucro, con la finalità di facilitare e promuovere la cooperazione territoriale tra i suoi membri, rafforzando e coordinando congiuntamente lo sviluppo territoriale ed integrato del Corridoio Multimodale Reno Alpi in una prospettiva regionale e locale.
Il GECT "
Alleanza Interregionale per il Corridoio Reno Alpi
" ha sede sociale a Mennheim, Baden - Wurttemberg, in Germania, è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico ed è disciplinato dal diritto tedesco, ai sensi del Regolamento (CE) n. 1082/2006 , modificato dal Regolamento (EU) n. 1302/2013.
Il GECT "Alleanza Interregionale per il Corridoio Reno Alpi", è dotato di una Convenzione e uno Statuto che ne disciplinano l'organizzazione e il funzionamento, approvati in data 24.04.2015 all'unanimità dai membri fondatori.
La Regione Piemonte partecipa alle spese di funzionamento del GECT con una quota di E 5.000,00 annui. A tal fine è istituito un capitolo nell'ambito della Missione 10 programma 01 denominato: "Oneri finanziari per la partecipazione della Regione Piemonte al Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) - Alleanza Interregionale per il Corridoio Reno Alpi" (artt. 46-47-48 della L. 88/2009 ).
La partecipazione al GECT "
" si intende perfezionata a conclusione delle procedure statali di approvazione previste dal regolamento (CE) n. 1082/2006 , come modificato dal regolamento (EU) n. 1302/2013.
(Modifiche alla l.r. 1/2000 )
Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 4 gennaio 2000, n. 1 (Norme in materia di trasporto pubblico locale, in attuazione del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 ), dopo le parole: "
delinea l'assetto gerarchico delle infrastrutture e dei servizi regionali e lo coordina con la rete delle comunicazioni internazionali, nazionali e locali
Il piano regionale della mobilità e dei trasporti si declina in piani di settore che afferiscono alle politiche del trasporto pubblico, della mobilità sostenibile, della logistica, delle infrastrutture di trasporto, della sicurezza stradale, delle innovazioni tecnologiche applicate ai trasporti.
I piani di settore delineano il quadro sistemico delle azioni delle politiche di settore, apportando i contenuti tecnici specifici necessari al raggiungimento degli obiettivi individuati nel Piano regionale della mobilità e dei trasporti.
Il piano regionale della mobilità e dei trasporti è adottato dalla Giunta regionale, previa consultazione dei consigli provinciali, che si esprimono entro e non oltre 30 giorni dalla trasmissione della proposta di piano, e previa acquisizione del parere della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali. Il Piano adottato è trasmesso al Consiglio regionale che lo approva con propria deliberazione.
Al comma 5 dell'articolo 4 della l.r. 1/2000 dopo le parole: "
(Modifiche alla l.r. 44/2000 )
La lettera a) del comma 2 dell'articolo 101 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ), è sostituita dalla seguente: "
. La programmazione di cui al comma 2 è svolta, in conformità con il Piano regionale della mobilità e dei trasporti e con il piano di settore di riferimento, attraverso l'elaborazione di programmi di attuazione, pluriennali e annuali.
Al comma 3 dell'articolo 101 della l.r. 44/2000 dopo le parole: "
(Modifiche alla l.r. 8/2008 )
Il primo periodo del comma 1 dell'articolo 2 della l.r. 8/2008 è sostituito dal seguente: "
La pianificazione e la programmazione regionale di cui all'articolo 2 è svolta attraverso l'elaborazione del piano regionale della logistica e dei programmi di attuazione, pluriennali e annuali.
Il piano regionale della logistica ed i relativi programmi di attuazione, sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica, sono approvati dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente.
Al comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 8/2008 le parole: "
Al comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 8/2008 le parole: "
Al comma 1 dell'articolo 7 della l.r. 8/2008 le parole: "
ai programmi di attuazione di cui all'articolo 3
Al comma 1 dell'articolo 8 della l.r. 8/2008 le parole: "
(Modifiche alla l.r. 45/1989 )
Al comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 9 agosto 1989, n. 45 (Nuove norme per gli interventi da eseguire in terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici - Abrogazione legge regionale 12 agosto 1981, n. 27 ), dopo le parole: "
e loro parenti in linea retta e collaterale e del coniuge
Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione a decorrere dall'anno 2016.

References: articolo 21

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 articolo 5

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23
 articolo 30
 articolo 9
 art. 9
 articolo 4
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 5
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 38