Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/1755
Timestamp: 2019-01-22 13:25:41+00:00

Document:
I. Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l'affare è concluso per effetto del suo intervento.
II. La misura della provvigione e la proporzione in cui questa deve gravare su ciascuna delle parti, in mancanza di patto, di tariffe professionali o di usi, sono determinate dal giudice secondo equità.
Contratto mediazione immobiliare – Provvigione – Iscrizione a ruolo (oggi nel Registro delle imprese) – Soggetti tenuti.
Ai fini del riconoscimento del diritto alla provvigione, gli ausiliari del mediatore o di una società di mediazione sono tenuti all’iscrizione nel ruolo (oggi nel Registro delle imprese) solo quando ad essi risulti assegnato il compito di vere e proprie attività di mediazione in senso proprio, della quale compiono gli atti a rilevanza esterna, con efficacia nei confronti dei soggetti intermediati, e impegnativi per l’ente da cui dipendono, mentre l’iscrizione non è richiesta per quei dipendenti che esplicano attività accessoria e strumentale a quella di vera e propria mediazione, in funzione di ausilio ai soggetti a ciò preposti (nella specie è stato riconosciuto il diritto alla provvigione del mediatore ancorché le visite dell’immobile fossero state eseguite da un collaboratore del mediatore non iscritto al ruolo). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Roma, 17 Maggio 2018. Segue...
Mediazione - Sostituzione della parte originaria - Diritto alla provvigione - Sussistenza.
Il diritto alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice, senza che sia richiesto un nesso eziologico diretto ed esclusivo tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, essendo sufficiente, che il mediatore - pur in assenza di un suo intervento in tutte le fasi della trattativa ed anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo - abbia messo in relazione le stesse, sì da realizzare l'antecedente indispensabile per pervenire alla conclusione del contratto, secondo i principi della causalità adeguata. (Cass. n. 25851 del 2014, conforme a Cass. n. 28321 del 2005; cfr. pure Cass. n. 9984 del 2008 e n. 3438 del 2002).
Per il riconoscimento del diritto alla provvigione, non rileva se l'affare si sia concluso tra le medesime parti o tra parti diverse da quelle cui è stato proposto, allorchè vi sia un legame, anche se non necessariamente di rappresentanza, tra la parte alla quale il contratto fu originariamente proposto e quella con la quale è stato successivamente concluso, tale da giustificare, nell'ambito dei reciproci rapporti economici, lo spostamento della trattativa o la stessa conclusione dell'affare su un altro soggetto (Cass. 8126 del 2009; n. 20549 del 2004).
Il diritto del mediatore alla provvigione consegue quindi non alla conclusione del negozio giuridico, ma dell'affare, inteso come qualsiasi operazione di natura economica generatrice di un rapporto obbligatorio fra le parti, anche se articolatasi in una concatenazione di più atti strumentali, purchè diretti nel loro complesso a realizzare un unico interesse economico, anche se con pluralità di soggetti. Sicchè, la condizione perchè sorga il diritto alla provvigione è l'identità dell'affare proposto con quello concluso, che non è esclusa quando le parti sostituiscano altri a sè nella stipulazione conclusiva, sempre che vi sia continuità tra il soggetto che partecipa alle trattative e quello che ne prende il posto in sede di stipulazione negoziale. E, dunque, nel caso in cui il soggetto intermediato sostituisca altri a sè nella stipulazione del contratto, debitore della provvigione resta pur sempre la parte originaria, essendo costei la persona con cui il mediatore ha avuto rapporti (Cass. n. 8407 del 2015 e n. 8850 del 2001). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. II, 16 Marzo 2018, n. 6552. Segue...
Mediazione – Preliminare di preliminare – Provvigione dovuta al mediatore – Validità.
Il diritto del mediatore alla provvigione, ai sensi dell’art. 1754 c.c., sorge per effetto della conclusione dell’affare inteso come qualsiasi operazione di natura economica - benché da intendersi in senso generico ed empirico, ma, tuttavia, sufficientemente individuata nella sua consistenza storica - generatrice di un rapporto obbligatorio tra le parti, anche se articolatasi in una concatenazione di più atti strumentali, purché diretti nel loro complesso a realizzare un unico interesse economico, tra i quali il preliminare di preliminare perfezionato attraverso modulistica (proposta, accettazione, comunicazione) del mediatore che ha intermediato l’affare. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Giugno 2017. Segue...
Contratto mediazione immobiliare – Provvigione – Presupposti.
Il diritto alla provvigione consegue non alla conclusione tramite il mediatore del negozio giuridico, ma dell'affare, inteso come qualsiasi operazione di natura economica generatrice di un rapporto obbligatorio tra le parti, anche se articolatasi in una concatenazione di più atti strumentali, purché diretti nel loro complesso a realizzare un unico interesse economico, anche se con pluralità di soggetti: pertanto, la condizione perché il predetto diritto sorga è l'identità dell'affare proposto con quello concluso, che non è esclusa quando le parti sostituiscano altri a sè nella stipulazione finale, sempre che vi sia continuità tra il soggetto che partecipa alle trattative e quello che ne prende il posto in sede di stipulazione negoziale. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016. Segue...
Contratto mediazione immobiliare – Provvigione – Misura – Assenza accordo – Usi locali.
La misura della provvigione del mediatore immobiliare in mancanza di patto o di tariffe professionali è determinata secondo gli usi locali. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016. Segue...
Mediazione - Intermediazione nella cessione di quote sociali - Attività per la conclusione di affari relativi ad immobili ed aziende - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze - Iscrizione nella sezione d) del ruolo di cui all'art. 3, comma 2, del d.m. n. 452 del 1990 - Necessità - Fondamento.
L'intermediazione nella cessione di quote sociali richiede l'iscrizione non già nella sezione sub a) del ruolo di cui all'art. 3, comma 2, d.m. 21 dicembre 1990 n. 452, relativo agli agenti che svolgano attività per la conclusione di affari relativi a immobili ed aziende, ma in quella sub d), riservata non solo agli agenti che svolgono attività per la conclusione di affari relativi al settore dei servizi, ma anche a tutti quegli altri agenti che non trovano collocazione in una delle sezioni precedenti: il trasferimento da un soggetto all'altro di una quota di partecipazione ad una società commerciale non è infatti qualificabile come trasferimento della proprietà e del godimento di un'azienda, indipendentemente dall'attività e dal patrimonio della stessa. (Stefano Ferrero) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 15 Settembre 2016. Segue...
Mediazione – Diritto alla provvigione – In caso di mero accordo precedente la stipula del contratto preliminare – Non sussiste.
Nell’ipotesi della stipula di un c.d. “preliminare di preliminare”, trattandosi di pattuizione da cui non nasce l’obbligo di conclusione del contratto definitivo, non può ritenersi integrata quella “conclusione dell’affare” cui l’art. 1755 c.c. ricollega la nascita del diritto del mediatore alla provvigione, non essendo un siffatto accordo riconducibile alla nozione di “affare”, quale atto in virtù del quale si sia costituito un valido vincolo azionabile per ottenere l’esecuzione del programma negoziale. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 14 Marzo 2016. Segue...
Agenzia delle Entrate – Regolamento di amministrazione – Conferimento di incarichi dirigenziali in favore di funzionari non in possesso della relativa qualifica – Legittimità – Esclusione.
Alle Sezioni Unite la questione la norma che rendeva nulla la pattuizione di una provvigione se il soggetto che si poneva come mediatore - e quindi in posizione di terzietà tra le parti messe in contatto - non fosse stato iscritto nell'elenco di cui all'art. 2 della legge n. 39/1989, si possa applicare anche ai c.d. procacciatori di affari (o rientranti nella categoria dei mediatori atipici) atteso che questi, essendo stretti da un rapporto di mandato con il cliente, non si porrebbero in posizione di terzietà tra i soggetti intermediati e, dunque, non vi sarebbe ragione di estendere agli stessi le stesse sanzioni o gli stessi precetti normativi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 04 Novembre 2015, n. 22558. Segue...
Mediazione - Contratto di Mediazione atipica - Previsione provvigione in caso di comunicazione della accettazione di proposta irrevocabile – Validità.
Nell’autonomia contrattuale delle parti cliente e mediatore immobiliare rientra la facoltà di deroga alla disciplina legale della mediazione, con conseguente piena liceità della pattuizione che preveda l’obbligo di corresponsione del compenso provvigionale sia al momento di effettiva conclusione dell’affare (stipula del contratto preliminare o definitivo) che in un momento antecedente, quale quello della conoscenza, da parte del proponente, dell’avvenuta accettazione della sua proposta, quindi a prescindere dalla effettiva conclusione dell’affare tra le parti (c.d. mediazione atipica). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Giugno 2015. Segue...
Mediazione – Contratto di Mediazione – Previsione provvigione in caso di comunicazione della accettazione di proposta irrevocabile – Preliminare di preliminare – Validità
Mediazione – Affare concluso tra parti diverse ma riconducibili a quelle intermediate – Provvigione – Sussistenza
Mediazione – Divergenza tra affare intermediato e contratto concluso – Diritto alla provvigione del mediatore – Caratteristiche.
Nel contratto di mediazione, il diritto alla provvigione di cui all’art. 1755 c.c. sorge nel momento in cui può ritenersi intervenuta la conclusione di un affare, ossia quando fra le parti messe in contatto dal mediatore si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna ad agire per l’esecuzione (o risoluzione) del contratto stesso; ne consegue che la provvigione spetta al mediatore anche quando il proponente l’acquisto ed il mediatore abbiano convenuto di subordinare il diritto alla provvigione alla semplice comunicazione al proponente dell’avvenuta accettazione da parte del promittente venditore della proposta di acquisto, integrando tale fattispecie la conclusione di un preliminare di preliminare. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Il mediatore ha diritto alla provvigione dai soggetti intermediati per la conclusione dell’affare anche se questi sostituiscano altri a sé stessi nella stipulazione del contratto. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Il diritto alla provvigione del mediatore spetta se è concluso l’affare programmato e non se è concluso il contratto programmato, poiché la disciplina codicistica della mediazione, ai fini della maturazione del diritto al compenso, non richiede che vi sia una coincidenza totale ed assoluta tra l’oggetto iniziale delle trattative e quello conclusivo dell’affare, in quanto il diritto al compenso va ricollegato esclusivamente all’utilità dell’opera svolta dal mediatore nel favorire la conclusione dell’affare inteso come fatto generatore del vincolo obbligatorio, e non anche alle forme giuridiche mediante le quali l’affare stesso sia stato concluso, né alla circostanza che la formalizzazione finale coincida in tutto e per tutto con le modalità di gestione del rapporto nella fase delle trattative (nella fattispecie l’originaria proponente l’acquisto aveva poi fatto concludere la compravendita ad una società di leasing, con la quale aveva parallelamente stipulato un contratto di locazione finanziaria dell’immobile). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Roma, 16 Giugno 2015. Segue...
Mediazione – Proposta di acquisto – Sostituzione acquirente con soggetto legato al proponente – Diritto alla provvigione verso il proponente – Sussiste.
Il mediatore ha diritto alla provvigione anche se le parti dell’affare sostituiscano altri a sé stessi nella stipulazione del contratto, sempre che vi sia continuità tra il soggetto che partecipa alle trattative e quello che ne prende il posto in sede di stipulazione negoziale e sempre che la conclusione dell’affare sia collegabile al contratto del determinato mediatore tra le parti originarie che sono tenute al pagamento della provvigione, senza che rilevi che l’affare si sia concluso tra le medesime parti o tra parti diverse da quelle cui è stato proposto, allorché vi sia un legame, anche se non necessariamente di rappresentanza, tra la parte originaria proponente e quella che successivamente si è resa acquirente, tale da giustificare, nell’ambito dei reciproci rapporti economici, lo spostamento delle trattative o la stessa conclusione dell’affare con altro soggetto e resta debitrice la parte originaria (nella specie il mediatore aveva acquisito una proposta irrevocabile d’acquisto, non accettata dalla venditrice, e l’immobile era stato poi acquistato dalla figlia della proponente) (conf. Cass., 25-05-2011, n. 11467; Cass. civ., sez. III, 03-04-2009, n. 8126; Cass. civ., sez. III, 20-10-2004, n. 20549). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Roma, 27 Ottobre 2014. Segue...
Rito Sommario di cognizione – Appello – Atto introduttivo – Forma della citazione – Sussiste
Mediazione – Diritto del mediatore alla provvigione – Presupposti .
In materia di rito sommario di cognizione, l'appello, ex art. 702-quater cod. proc. civ., ha la funzione di un mezzo d'impugnazione, senza il quale l'ordinanza emessa ex art. 702 - bis cod. proc. civ. passerebbe in giudicato, e prefigura un procedimento che, seppure non dettagliatamente specificato nella norma, ricalca significativamente quello dell'appello (art. 345 cod. proc. civ., comma 2); l’art. 702-quater cod.proc.civ. stabilisce una unica deroga al procedimento di appello, riferita alla ammissibilità eventuale di nuovi mezzi di prova MA non vi sono ragioni per ritenere che la semplificazione della procedura per la trattazione della causa in primo grado e la previsione che nei procedimenti sommari di cognizione la domanda possa essere proposta con ricorso siano elementi idonei a determinare una cristallizzazione delle forme degli atti anche per i gradi successivi, tali da produrre la ultrattività del rito semplificato anche in appello. Costituisce interpretazione più conforme alle regole processuali che governano le impugnazioni in appello ritenere che per effetto del rinvio ordinario alle norme generali dettate per il procedimento di primo grado davanti al tribunale (art. 359 cod.proc.civ.) l’impugnazione debba essere proposta mediante atto di citazione. Il fatto che eventualmente l’impugnazione sia stata proposta mediante ricorso non costituisce ragione di nullità o irregolarità effettiva e i requisiti della tempestività dell’impugnazione devono essere esaminati considerando che l’adempimento richiesto per la instaurazione del giudizio avrebbe dovuto essere la notificazione di un atto di citazione e non un ricorso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il diritto del mediatore alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice ed è sufficiente che, anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, la "messa in relazione" delle stesse costituisca l'antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto. La prestazione del mediatore ben può esaurirsi nel ritrovamento e nell'indicazione di uno dei contraenti, indipendentemente dal suo intervento nelle varie fasi delle trattative sino alla stipulazione del negozio; il diritto del mediatore alla provvigione sorge quando la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'opera dallo stesso svolta, senza che sia necessario il suo intervento in tutte le fasi delle trattative, fino all'accordo definitivo. Anche la semplice attività del reperimento e della indicazione dell'altro contraente, o nella segnalazione dell'affare, legittima il diritto alla provvigione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Ottobre 2014. Segue...
Mediazione – Affare concluso tra parti parzialmente diverse ma riconducibili a quelle intermediate – Provvigione – Condizioni.
Ai fini del riconoscimento al mediatore del diritto alla provvigione è sufficiente che la sua attività costituisca l’antecedente necessario per pervenire, anche attraverso fasi e atti strumentali, alla conclusione dell’affare, rimanendo irrilevante che le parti originarie sostituiscano altri a sé nell’operazione conclusiva (nella specie la compravendita era stata conclusa, per parte acquirente, dalla figlia della parte intermediata che aveva sottoscritto la proposta di acquisto). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26 Maggio 2014. Segue...
Mediazione – Proposta di acquisto accettata – Affare idoneo all’insorgenza del diritto alla provvigione – Sussiste..
L’accettazione di una proposta di acquisto fa sorgere tra le parti un vincolo giuridico assimilabile ad un contratto preliminare e, come tale, integra il concetto di affare rilevante ai fini dell’insorgenza del diritto alla provvigione in favore del mediatore (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata). Tribunale Rovigo, 26 Maggio 2014. Segue...
Attività di consulenza nella presentazione delle domande di finanziamento – Mediatore creditizio – Inconfigurabilità – Diritto alla provvigione – Sussistenza anche in mancanza di iscrizione all’albo.
L’assistenza e la consulenza finalizzate alla presentazione di istanze di finanziamento non integrano un’attività riconducibile alla mediazione creditizia, oggi disciplinata dagli artt. 128-sexies ss. Testo Unico Bancario, dal momento che quest’ultima è caratterizzata dai connotati delineati dagli artt. 1754 ss. c.c., con la conseguenza che non è mediatore creditizio – e quindi ha diritto alla provvigione convenuta anche in assenza di iscrizione al relativo albo – colui che si limiti ad un’attività di consulenza dell’aspirante finanziato e non estenda la sua attività anche al reperimento del finanziatore o alla facilitazione dell’accordo tra le parti del finanziamento. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 24 Ottobre 2013, n. 24118. Segue...
Mediazione – Contratto di Mediazione atipica – Diligenza del mediatore – Verifica del bene proposto in vendita – Sussistenza.
Risarcimento danni per lite temeraria – Presupposti normativi – Totale soccombenza – Danno alla controparte – Coscienza o conoscibilità della infondatezza della domanda..
Nell’ambito della mediazione atipica, è valido e privo di contenuti di vessatorietà l’accordo intervenuto tra il cliente ed il mediatore con il quale, in deroga a quanto previsto dall’art. 1755 c.c., il primo si impegni a corrispondere la provvigione non al verificarsi della condicio iuris della formalizzazione definitiva dell’affare (preliminare o rogito definitivo di vendita), ma al momento del raggiungimento tra le parti di un accordo sui termini essenziali dell’affare da concludersi, accordo integrato dalla comunicazione al proponente l’acquisto dell’avvenuta accettazione da parte del destinatario della proposta della proposta stessa (nella fattispecie il proponente, contestualmente alla sottoscrizione della proposta, aveva dichiarato per iscritto al mediatore che la provvigione sarebbe maturata a favore dell’agente “in caso di comunicazione dell’accettazione della proposta di acquisto”). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Anche nell’ambito della mediazione atipica il mediatore ha l’obbligo di compiere l’attività demandatagli con diligenza adeguata alla sua professionalità, ponendo in vendita un bene solo dopo averne verificato la corrispondenza con quello raffigurato nella planimetria consegnatagli dal venditore e con il titolo di provenienza (nella specie il Tribunale ha ritenuto che il mediatore non avesse diritto alla provvigione per aver proposto in vendita un appartamento con annessa soffitta, senza verificare la corrispondenza della soffitta stessa – le chiavi della quale non erano state consegnate al mediatore dal venditore – con la planimetria in suo possesso). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Il proponente, prima di sottoscrivere una proposta di acquisto di un immobile, deve esigere di visionare il bene, con la conseguenza che alcun danno gli è dovuto se dopo l’accettazione della sua proposta emerga una difformità tra il bene e la planimetria consegnatagli dal mediatore (nella fattispecie il proponente aveva visionato l’appartamento, ma non l’annessa soffitta, della quale il mediatore gli aveva mostrato solo una planimetria poi rivelatasi errata). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Il risarcimento dei danni per lite temeraria integra una particolare forma di responsabilità processuale a carico della parte soccombente che abbia agito in giudizio con mala fede o colpa grave e presuppone la totale soccombenza, il danno alla controparte e la coscienza della infondatezza della domanda e delle tesi sostenute ovvero il difetto della normale diligenza per l’acquisizione di detta consapevolezza. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26 Ottobre 2012. Segue...
Mediazione tipica – Provvigione – Termine annuale di prescrizione – Decorrenza..
Nella mediazione tipica il diritto alla provvigione del mediatore sorge nel momento della conclusione dell’affare di cui all’art. 1755 c.c., cioè quando tra le parti poste in relazione dal mediatore si sia validamente costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna di esse ad agire per l'esecuzione del contratto e un contratto preliminare di compravendita deve considerarsi atto conclusivo dell'affare, salvo che le parti abbiano inteso derogare alla disciplina legale attribuendo il diritto alla provvigione al momento della sottoscrizione del contratto definitivo di compravendita. Ne consegue che il termine annuale di prescrizione previsto dall’art. 2950 c.c. decorre dalla sottoscrizione del contratto preliminare, irrilevanti essendo la successiva data di sottoscrizione del contratto definitivo e l’eventuale ulteriore attività compiuta dal mediatore in vista del contratto definitivo stesso. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 19 Ottobre 2012. Segue...

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 702
 art. 702