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MACCHINA TECNICA UOMO CULTURA - FORMAZIONE - PDF
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Adriana Lelia Calo
2 MACCHINA TECNICA CONTROLLO UOMO CULTURA - FORMAZIONE
3 IL PRIMO FINE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA E SEMPRE LA PREVENZIONE DELL INFORTUNIO PER TUTELARE IL BENE PIU PREZIOSO CIOE LA SALUTE DELLE PERSONE
4 Apprendimento = Cambiamento Informazione Addestramento Formazione Trasmissione sapere Saper Fare Saper Essere Conoscere Competenze Atteggiamenti
6 INFORMAZIONE FORMAZIONE complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro DEFINIZIONI FORMAZIONE processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi; ADDESTRAMENTO complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di Lavoro;
7 Art. 36. Informazione ai lavoratori INFORMAZIONE 1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale; b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro; c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46; d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente.
8 Art. 36. INFORMAZIONE 2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: a) sui rischi specifici cui e' esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; b) sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.
9 Art. 36. INFORMAZIONE 3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettera a), e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui all'articolo 3, comma 9. (lavoratori a domicilio, proprietari di fabbricati) 4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.
10 FORMAZIONE Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti 1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda.
11 Art. 37. FORMAZIONE 2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede e' definita mediante l'accordo di cui al comma 2.
12 Art. 37. FORMAZIONE 4. La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. 5. L'addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. ADDESTRAMENTO 6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi.
13 Art. 37. FORMAZIONE 7. I dirigenti ed i preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono: a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; b) definizione e individuazione dei fattori di rischio; c) valutazione dei rischi; d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.
14 Art. 37. FORMAZIONE 8. I soggetti di cui all'articolo 21 (componenti dell impresa familiare e lavoratori autonomi) possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite l'accordo di cui al comma 2, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 9. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell'emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell'articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
15 FORMAZIONE 10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.
16 FORMAZIONE 11. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dell'attivita' di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi e' di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalita' dell'obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non puo' essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano piu' di 50 lavoratori.
17 FORMAZIONE 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.
18 FORMAZIONE 13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.
19 FORMAZIONE 14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attivita' di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Il contenuto del libretto formativo e considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto.
20 INFORMAZIONE Arresto da due a quattro mesi ammenda da 800 a euro FORMAZIONE Arresto da quattro a otto mesi ammenda da a euro
21 ACCORDO STATO REGIONI PER LA FORMAZIONE DEI LAVORATORI L Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, entrato in vigore il 26 gennaio 2012 disciplina la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione, nonché l aggiornamento, dei lavoratori e delle lavoratrici come definiti dall art. 2 comma 1 lettera a), dei preposti e dei dirigenti.
22 ALCUNE DEFINIZIONI: LAVORATORE persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale,. svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
23 AL LAVORATORE COSI DEFINITO E EQUIPARATO: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell ente stesso; l associato in partecipazione;. il soggetto beneficiario di tirocini formativi e di orientamento l allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1. agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore LSU (Lavori socialmente utili)
24 FORMAZIONE DEI LAVORATORI I percorsi formativi sono associati a tre diversi livelli di rischio (BASSO MEDIO ALTO) in base al macrosettore (ATECO 2007) di appartenenza dell azienda. Il percorso formativo si articola in DUE distinti moduli : FORMAZIONE GENERALE la cui durata non deve essere inferiore alle 4 ore e valida per tutti i settori FORMAZIONE SPECIFICA: la cui durata varia in base al settore di appartenenza: 4 ore rischio BASSO 8 ore rischio MEDIO 12 ore rischio ALTO + aggiornamento quinquennale da 6 ore
25 FORMAZIONE DEI LAVORATORI
26 ALCUNE DEFINIZIONI : PREPOSTO persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa
27 PREPOSTO Interviene nella fase operativa d attuazione della sicurezza sottoposto al controllo del datore e dirigente Non ha funzioni direttive Capo-squadra, capo-magazzino, capoofficina, collega più esperto Al di sotto del datore o dirigente ma in prima linea rispetto al contesto operativo
28 PREPOSTO a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei lavoratori dei loro obblighi in materia di salute e sicurezza e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI; b) verificare che solo i lavoratori adeguatamente istruiti accedano alle zone con un rischio grave e specifico; c) richiedere l osservanza delle misure e dare istruzioni per l evacuazione in caso di pericolo;
29 PREPOSTO d) informare i lavoratori sui rischi gravi ed immediati; e) astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in caso di pericolo grave ed immediato; f) segnalare le deficienze di mezzi e attrezzature e dei DPI, sia ogni altra condizione di pericolo; A FRONTE DI QUESTI OBBLIGHI SONO PREVISTE SANZIONI: Ammenda fino a Arresto fino a due mesi
30 FORMAZIONE DEL PREPOSTO La formazione del preposto deve comprendere quella per i lavoratori, e deve essere integrata da una formazione particolare in relazione ai compiti da lui esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro LA DURATA MINIMA DEL MODULO PER PREPOSTI E DI 8 ORE + aggiornamento quinquennale da 6 ore
31 FORMAZIONE DEL PREPOSTO
32 ALCUNE DEFINIZIONI : DIRIGENTI persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa;
33 ALCUNE DEFINIZIONI : DIRIGENTI Condivide gli obblighi del DL salvo Valutazione dei rischi Designazione RSPP
34 FORMAZIONE DIRIGENTI La formazione dei dirigenti sostituisce integralmente quella prevista per i lavoratori ed è strutturata in quattro moduli. LA DURATA MINIMA E DI 16 ORE + aggiornamento quinquennale da 6 ore
35 FORMAZIONE DIRIGENTI
36 DISPOSIZIONI TRANSITORIE
37 TEMPISTICHE DI FORMAZIONE DIRIGENTI E PREPOSTI GIA ASSUNTI. I DIRIGENTI ED I PREPOSTI già facenti parte dell organico aziendale devono concludere i corsi entro e non oltre il termine di 18 mesi dalla data di pubblicazione del presente accordo. ENTRO 11 MAGGIO 2013.
38 TEMPISTICHE DI FORMAZIONE NUOVI ASSUNTI Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai rispettivi corsi di formazione anteriormente o, se ciò non risulta possibile, contestualmente all assunzione. In tale ultima ipotesi, ove non risulti possibile completare il corso di formazione prima della adibizione del dirigente, del preposto o del lavoratore alla propria attività, il relativo corso deve essere completato entro e non oltre 60 giorni dall assunzione
39 TEMPISTICHE DI FORMAZIONE LAVORATORI L obbligo di aggiornamento per lavoratori e preposti, per i quali la formazione sia stata erogata da più di 5 anni (2007) dalla data di pubblicazione del presente accordo, DOVRA ESSERE OTTEMPERATO ENTRO 12 MESI. = 11 GENNAIO In ogni caso la formazione particolare ed aggiuntiva del preposto dovrà concludersi entro e non oltre il termine dei 12 mesi dalla pubblicazione del presente accordo.
41 ALCUNE DEFINIZIONI: DATORE DI LAVORO È il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l assetto dell organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
42 ALCUNE DEFINIZIONI: RSPP
43 RSPP
44 FORMAZIONE RSPP DATORE DI LAVORO Se RSPP è il Datore di Lavoro Corso base da 16 ore per aziende a rischio BASSO (uffici, servizi, commercio, artigianato, turismo) + aggiornamento quinquennale da 6 ore Corso base da 32 ore per aziende a rischio MEDIO (agricoltura, pesca, P.A., istruzione, trasporti, magazzinaggio) + aggiornamento quinquennale da 10 ore Corso base da 48 ore per aziende a rischio ALTO (costruzioni, industria alimentare, tessile, energia, rifiuti, chimica, sanità) + aggiornamento quinquennale da 14 ore
45 FORMAZIONE RSPP Se RSPP non è il Datore di Lavoro: - modulo A: 28 ore - modulo B: da 12 a 68 ore in funzione del settore - modulo C: 24 ore + aggiornamento: 40/60 ore distribuite nel quinquennio
46 MACROCATEGORIE DI RISCHIO BASSO
47 MACROCATEGORIE DI RISCHIO BASSO
48 MACROCATEGORIE DI RISCHIO MEDIO
49 MACROCATEGORIE DI RISCHIO ALTO
50 MACROCATEGORIE DI RISCHIO ALTO
51 CODICE ATECO. DOVE SI TROVA??? IL CODICE ATECO E RILEVABILE DALLA VISURA CAMERALE O IN ALTERNATIVA DAL MODELLO SOTTO RIPORTATO.

References: Art. 36
 Art. 36
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 art. 2