Source: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=6053
Timestamp: 2018-12-10 10:53:04+00:00

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Processo Solvay – Udienza 7 marzo 2018: Medicina Democratica prende le distanze e si dissocia dalla posizione di Lino Balza - Medicina DemocraticaMedicina Democratica
Il 7 marzo 2018 durante l’udienza di appello per la sentenza Solvay di Spinetta Marengo, l’Avv. Laura Mara ha presentato le conclusioni per conto di Medicina Democratica e delle altre parti civili individuali rappresentate, con un intervento durato circa due ore, in cui ha ripercorso la lunga vicenda giudiziaria e le responsabilità dell’azienda e dei suoi dirigenti per l’avvelenamento delle acque, la loro contaminazione, il disastro ambientale e l’obbligo di bonifica conformemente alle decisioni e all’approccio che sempre Medicina Democratica ha avuto sulla vicenda, nella ricerca della verità e della giustizia.
Il Sig. Lino Balza, dopo aver accusato per due anni Medicina Democratica di aver avuto un atteggiamento non conforme alla sua storia, di essere rinunciataria, “irreformabile” e perdente, dopo aver nominato un altro legale per la propria difesa, mostra, tramite l’intervento pubblico del suo avvocato, la propria posizione processuale, nettamente distante da quella dell’Associazione.
Di seguito trascriviamo integralmente l’intervento (v. testo in maiuscolo che segue) dell’avv. Massimo Martinelli, difensore di Lino Balza, svolto il 7.03.2018, alla presenza del suo assistito, avanti la Corte d’Assise d’Appello di Torino, Sezione Prima Penale, affinchè i soci e i sostenitori di Medicina Democratica e comunque ogni lettore possa autonomamente valutarne il contenuto:
ALLORA IL SIG. BALZA LINO CHE, SOLO TRE PAROLE, ERA UN ESEMPIO VIVENTE DEI DANNI PROVOCATI DA QUESTE AZIENDE PER CUI È STATO OPERATO DI CANCRO, LUI NON VUOLE ESSERE COMPATITO PER CUI NON PARLO OLTRE, MA MI LIMITO LUI HA PREDISPOSTO UNA MEMORIA CHE È A SUA FIRMA A SUO PUGNO COME PERSONA OFFESA CHE DEPOSITERÒ IN ALCUNE COPIE E VORREI DEPOSITARE INSIEME ANCHE VISTO CHE SI È PARLATO DI ENTITÀ DEL DANNO, AVREI QUALCHE COSA DA DIRE SU QUESTO PROCEDIMENTO MA VI RISPARMIO TUTTO, VORREI DIRE QUALCOSA PERCHÉ UN AVVOCATICCHIO COME ME È ABITUATO PER NATURA PER SUA NATURA A ESSERE MINIMIZZATORE INNOCENTISTA QUANDO DIFENDE GLI IMPUTATI E A ESSERE RIGOROSO E FORCAIOLO QUANDO DIFENDE LE PERSONE CIVILI, ADESSO STO DIFENDENDO UNA PERSONA CIVILE E QUINDI DEVO PORTARE A CASA I SOLDI E DI QUESTO MI STO SOLO OCCUPANDO.
VORREI DEPOSITARE UNA SENTENZA CHE È PASSATA IN GIUDICATO CINQUE ANNI FA QUINDI COME GIURISPRUDENZA CHE CASUALMENTE ERA DEL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA VISTO CHE SI PARLAVA DI LIQUIDAZIONE EQUITATIVA DEL DANNO PERCHÉ IN QUESTA SENTENZA QUI IL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA RICONOSCE 5.000 EURO DI RISARCIMENTO DANNI A UN SIGNORE CHE QUANDO C’ERA VENTO FORTE GLI SIBILAVA ALL’ULTIMO PIANO LA SCOSSALINA DEL TETTO E GLI DAVA FASTIDIO E DICE TI DO SOLO 5.000 EURO PERCHÉ IN FIN DEI CONTI IL SIBILO LO SENTIVI SOLO QUANDO C’ERA IL VENTO FORTE, ALESSANDRIA NON È CAGLIARI IL VENTO FORTE CI SARÀ SOLO DIECI GIORNI ALL’ANNO, ALLORA A ME SEMBRA CHE QUESTA SENTENZA SEMPRE PERCHÉ STO PARLANDO POI DI SOLDI, QUESTA SENTENZA SIA SIGNIFICATIVA PER QUELLO CHE RIGUARDA IL PARAGONE DEL RISARCIMENTO CHE VA DATO ALLA PARTE CIVILE QUANTO MENO AL MIO ASSISTITO, LO DICO PERCHÉ RICORDO CHE UN ILLUSTRE CATTEDRATICO CHE ERA PIETRO PERLINGIERI CHE NON SOLO È STATO SENATORE DELLA REPUBBLICA MA È STATO ANCHE DIRETTORE DELLA SCUOLA DI ISTITUZIONI DI DIRITTO CIVILE DI CAMERINO, DI NAPOLI E COSÌ VIA IL QUALE HA SCRITTO ANCHE UN LIBRO “IL DIRITTO CIVILE NELLA LEGALITÀ COSTITUZIONALE” E LUI ERA UN MANIACO DELL’APPLICAZIONE DELLA COSTITUZIONE CHE PREDICAVA ANCHE RITENEVA FOSSE APPLICABILE NEL DIRITTO CIVILE E QUI STIAMO PARLANDO DI PRETESA CIVILISTICA CON LA TECNICA SEMPLICEMENTE SENZA RICORRERE ALLA CORTE COSTITUZIONALE (…) CON LA TECNICA DEL COMBINATO DISPOSTO, LUI IN PARTICOLARE PREDICAVA L’APPLICAZIONE DELL’ART. 3 CHE IO INVOCO PER IL MIO ASSISTITO CIOÈ NEL SENSO CHE ALLORA È CHIARO CHE NOI NON SAPPIAMO SE LA CORTE CONDANNERÀ QUALCUNO ALL’ERGASTOLO PERCHÉ IL 439 PREVEDE ANCHE L’ERGASTOLO CIOÈ LA CORTE D’ASSISE SERVE PER QUESTO…QUI NON STIAMO GIUDICANDO UNO CHE HA RISTRUTTURATO UN GABINETTO E SI È DIMENTICATO DI METTERE IL NOME DEL DIRETTORE DEI LAVORI QUI STIAMO GIUDICANDO UN REATO GRAVISSIMO QUI NON SAPPIAMO SE SARANNO CONDANNATI, SE SARANNO CONDANNATI SECONDO ME BISOGNERÀ VALUTARE FARE UNA VALUTAZIONE EQUITATIVA DEL DANNO PERCHÉ UN CONTO È ROMPERSI LE GAMBE ANDANDO A SCIARE A CORTINA E UN CONTO È ROMPERSI LE GAMBE PERCHÉ SI È VITTIMA DI UN ATTENTATO IN METROPOLITANA PER ATTO TERRORISTICO E QUESTA È LA SITUAZIONE, SECONDO ME LE VITTIME DI QUESTO TIPO DI REATO CHE VA VALUTATA QUESTA SENTENZA CHE PRODUCO IN FORMA AUTENTICA VA VALUTATA IN QUESTO SENSO VA VISTA UNA PROPORZIONE DEL DANNO TRA QUESTI 5.000 EURO E QUALCUNO L’HA CHIAMATA ELEMOSINA, NON SO SE È ELEMOSINA MA QUESTI 10.000 EURO CHE SONO STATI RICONOSCIUTI DAL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA PER CUI NATURALMENTE PRESENTO LE CONCLUSIONI CHIEDO SCUSA SE SONO CORRETTE A BIRO PERCHÉ ERANO STAMPATE
a cura di Marco Caldiroli – Vicepresidente – e Fulvio Aurora -Responsabile vertenze MD
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