Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-sesto/titolo-iv/art456.html
Timestamp: 2019-12-08 07:27:23+00:00

Document:
Art. 456 codice di procedura penale - Decreto di giudizio immediato - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO SESTO - Procedimenti speciali > Titolo IV - Giudizio immediato > Articolo 456
Articolo 456 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 456 Codice di procedura penale
1. Al decreto che dispone il giudizio immediato si applicano le disposizioni dell'articolo 429 commi 1 e 2 (1).
2. Il decreto contiene anche l'avviso che l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato [438 ss.] ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444 (2).
3. Il decreto è comunicato al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla persona offesa almeno trenta giorni prima della data fissata per il giudizio [174].
4. All'imputato e alla persona offesa, unitamente al decreto, è notificata la richiesta del pubblico ministero [454].
5. Al difensore dell'imputato è notificato avviso della data fissata per il giudizio entro il termine previsto dal comma 3.
(1) Tale decreto presenta identità di effetti e analogia di contenuti con il decreto che, in via ordinaria, dispone il giudizio.
(2) L'eventuale richiesta deve essere presentata, a pena di decadenza, nei quindici giorni successivi alla notificazione del decreto di giudizio immediato.
Massime relative all'art. 456 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 16732/2018
La violazione del termine a comparire (nella specie almeno trenta giorni, stabiliti dall'art. 456, comma 3, cod. proc. pen. per il giudizio immediato) comporta una nullità di ordine generale a regime intermedio che, se non sanata ai sensi dell'art. 184 cod. proc. pen., impone al giudice la rinnovazione dell'atto, ex art. 185, cod. proc. pen., a seguito della quale non è consentito integrare il termine originario insufficiente, occorrendo provvedere alla sua integrale rinnovazione, di modo che sia sempre garantito un termine libero di pari durata.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 16732 del 16 aprile 2018)
Cass. pen. n. 53164/2017
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 53164 del 22 novembre 2017)
Cass. pen. n. 865/2016
In tema di giudizio immediato, l'inosservanza del termine a comparire conseguente alla tardiva notificazione del relativo decreto non è motivo di nullità, atteso che l'art. 456, comma primo, cod. proc. pen., richiamando le disposizioni dell'art. 429, commi 1 e 2, cod. proc. pen., prevede la nullità del decreto soltanto nell'ipotesi di inidonea indicazione del fatto e/o luogo, del giorno e dell'ora della comparizione, con l'avvertimento che l'imputato, non comparendo, sarà giudicato in contumacia. (Fattispecie, nella quale la Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato avverso l'ordinanza del Tribunale che, su eccezione del difensore, aveva, tra l'altro, rinviato il processo per un tempo sufficiente a reintegrare di fatto il termine incompleto, consentendo così all'imputato di inoltrare al G.i.p. la richiesta di rito abbreviato).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 865 del 12 gennaio 2016)
Cass. pen. n. 10332/2008
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10332 del 6 marzo 2008)
Il termine minimo di comparizione di venti giorni che si applica, in virtà del richiamo operato dall'art. 557, comma terzo c.p.p., anche al giudizio di opposizione a decreto penale di condanna innanzi al tribunale monocratico, deve essere rispettato con riferimento alla prima notificazione del citato decreto ed alla udienza originariamente fissata per la comparizione.
Cass. pen. n. 41646/2004
Costituisce causa di nullità del decreto di giudizio immediato il fatto che esso, pur essendo stato emesso dopo l'entrata in vigore della legge 1 marzo 2001, n. 63, indichi, come termine entro il quale può essere chiesto il giudizio abbreviato, quello di sette giorni e non quello di quindici giorni, quale previsto dall'art. 458, comma 1, c.p.p., nel testo modificato dall'art. 14, comma 2, della citata legge n. 63/2001. (Mass. redaz.).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 41646 del 26 ottobre 2004)
Cass. pen. n. 24346/2003
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 24346 del 5 giugno 2003)
Cass. pen. n. 9243/2003
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 9243 del 27 febbraio 2003)
Cass. pen. n. 3993/2003
Nel giudizio conseguente all'opposizione a decreto penale davanti al giudice monocratico non è applicabile il termine dilatorio di venti giorni di cui all'art. 456 c.p.p., aumentato a trenta ex art. 14 legge 1 marzo 2001, n. 63, previsto per la celebrazione del rito immediato davanti al giudice collegiale; infatti, a seguito dell'entrata in vigore della legge 16 dicembre 1999, n. 479, il riferimento alla suddetta disciplina contenuto nell'art. 557 c.p.p. è stato contemplato “in quanto applicabile”; tale giudizio, infatti, esclude strutturalmente il rito immediato, comportando, quindi l'applicabilità del termine di sessanta giorni previsto dall'art. 552, comma 3 c.p.p. (ridotto a quarantacinque giorni nei casi di urgenza) e quello di cinque giorni ai sensi dell'art. 464 c.p.p. nel caso in cui sia stato richiesto il giudizio abbreviato.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3993 del 28 gennaio 2003)
Cass. pen. n. 35069/2002
Il giudice dibattimentale investito del giudizio immediato non può declinare la propria competenza funzionale alla sua celebrazione, ritenendo illegittima la determinazione del Gip contraria all'adozione del rito abbreviato, ma può solo applicare, all'esito del dibattimento, la riduzione di pena prevista dall'art. 442 c.p.p., qualora ritenga che il processo poteva essere definito allo stato degli atti, in quanto, anche dopo le modificazioni apportate alla disciplina di tale rito dalla legge n. 479 del 1999, non esiste alcuna disposizione che gli attribuisca il potere di determinare il regresso del procedimento perché il Gip celebri il giudizio abbreviato. (V. Corte cost., 15 marzo 2002, n. 54)
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 35069 del 17 ottobre 2002)
Cass. pen. n. 5403/1995
In tema di giudizio immediato, il dovere di mettere a disposizione del giudice per le indagini preliminari l'intero fascicolo processuale non consente al pubblico ministero selezioni di sorta; ma la tardiva trasmissione della documentazione dell'attività d'indagine non costituisce causa di nullità del decreto di giudizio immediato né si risolve in un evento limitativo o impeditivo dell'esercizio del diritto di difesa dell'imputato. Sotto il primo profilo si rileva il principio della tassatività della nullità e l'applicabilità al decreto che dispone il giudizio immediato dell'art. 429, primo e secondo comma e l'assenza di effetti dannosi per l'imputato. Sotto il secondo profilo che potrebbe far prospettare un'eventuale decadenza dal diritto di richiedere il giudizio abbreviato, l'imputato resta comunque tutelato dalla possibilità di richiedere la restituzione nel termine proprio al fine di instare per il giudizio abbreviato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5403 del 11 maggio 1995)
Cass. pen. n. 5594/1994
Qualora, disposto il giudizio immediato, l'imputato avanzi al Gip richiesta di applicazione della pena in ordine alla quale il P.M. esprima il proprio consenso, il Gip non è competente ad emettere la sentenza ex art. 444 c.p.p., e deve trasmettere gli atti al tribunale, unico organo competente in merito all'applicazione della pena concordata. Né l'imputato può successivamente richiedere il giudizio abbreviato, attesa la precedente istanza di patteggiamento, in quanto l'art. 456, comma 2, c.p.p. pone un'esplicita alternativa tra le due richieste, tra loro incompatibili, escludendo la possibilità di un ripensamento, una volta operata la scelta del rito.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 5594 del 12 maggio 1994)
Cass. pen. n. 476/1992
Nell'ipotesi in cui, successivamente alla emissione del decreto che dispone il giudizio immediato, l'imputato richieda il «patteggiamento», il giudice per le indagini preliminari non può applicare la pena concordata. In tal caso, invero, unico giudice funzionalmente competente è quello del dibattimento, poiché la pendenza del procedimento dinanzi a quest'ultimo si determina al momento della sottoscrizione del suddetto decreto.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 476 del 20 gennaio 1992)

References: Articolo 456

Articolo 456

Cass. 
 art. 185
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 14
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 art. 444
 sentenza 

Cass. 
 sentenza