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Timestamp: 2018-03-24 11:21:14+00:00

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Relazione annuale del Garante Privacy, pagina 10 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 12 Il “decreto Lotti” sui fondi all’editoria è legge 11 agosto 2014, n. 114
Crisi editoria. Urgono provvedimenti a difesa del pluralismo
FONDO STRAORDINARIO PER L’EDITORIA: 11 MILIONI PER LE ASSUNZIONI, 62 MILIONI PER PREPENSIONAMENTI
APPELLO URGENTE AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO: SALVARE IL PLURALISMO DELL’ INFORMAZIONE
Obbligo di una assunzione ogni tre pensionamenti – Manca ancora il provvedimento per il finanziamento delle start up
Presentato il 25 settembre scorso, in una Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati
on un emendamento governativo inserito in sede di conversione in legge di un provvedimento molto più ampio riguardante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, il Sottosegretario Lotti ha dato il via alla prima parte dell’utilizzo del Fondo straordinario per l’editoria, previsto dall’art. 41-bis, comma 7, primo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14. Con l’approvazione delle norme che dispongono la pianificazione della spesa straordinaria per i prepensionamenti dei giornalisti, ex lege 416/1981, che spalma i fondi fino al 2019 (pari ai cinque anni di ‘scivolo’ massimo attribuibile a chi ne abbia titolo), prende definitivamente corpo il decreto Lotti per le urgenze e il rilancio dell’industria dell’informazione e del lavoro giornalistico.
’USPI ed altre associazioni di categoria hanno sottoscritto un appello urgente per sensibilizzare il Parlamento e il Governo sull’assoluta urgenza di un intervento e per raccontare, all’opinione pubblica, perché sia importante sostenere l’editoria locale ed il lavoro giornalistico professionale nel quadro di urgenti progetti di riforma dell’intero settore editoriale. Nel corso degli ultimi due anni 32 testate, nazionali e locali, hanno chiuso i battenti e altre corrono il rischio di doverlo fare a breve. Secondo il rapporto presentato alla Camera dall’Agcom, il fatturato dei quotidiani nel 2013 ha registrato un calo del 7% rispetto al 2012. Ancora peggio quello dei periodici, che hanno perso il 17%. E nel 2014 la spirale continua, come dimostrano i dati tutti negativi sulle vendite, sulla pubblicità e le crisi di numerose testate.
La crisi comincia a investire pesantemente anche l’editoria on line, che pure è molto meno onerosa di Tali misure si coniugano con le norme di legge quella cartacea perché ha redazioni piccole e non ha 4 approvate definitivamente dalla Camera, 2 i costi di stampa e distribuzione.
AGCOM, Delibera 413/14/CONS “La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che, alle volte, preferirebbe non sentirsi dire”
ARRIVA LA CARTA DEI SERVIZI POSTALI Più informazioni e maggiori tutele per gli utenti – Sarà compresa la spedizione dei periodici?
Nella sua ultima riunione il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha approvato, su proposta del relatore, Francesco Posteraro, una direttiva generale in materia di carte dei servizi postali. Contributi diretti all’editoria: realtà o illusione?
La direttiva definisce i contenuti delle carte
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 10 ottobre 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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FONDO STRAORDINARIO PER L’EDITORIA: 11 MILIONI PER LE ASSUNZIONI, 62 MILIONI PER PREPENSIONAMENTI 1
laddove, per ogni dieci prepensionati è obbligatoria l’assunzione di tre nuovi giornalisti, con decadenza del beneficio pubblico qualora i prepensionati siano chiamati a continuare l’attività anche con contratti di collaborazione con la stessa testata o con un’azienda diversa che faccia capo allo stesso gruppo editoriale. Di particolare rilievo le misure per l’occupazione contenute nella legge, che prevedono l’abbattimento per tre anni del 100% dell’aliquota contributiva per i contratti a tempo indeterminato e del 50% per i contratti a tempo determinato. “Questa norma - ha sottolineato Lotti - è il punto di arrivo di un lavoro durato diverse settimane: siamo di fronte a un provvedimento che definirei innovativo. Abbiamo puntato innanzitutto al sostegno della nuova occupazione, passaggio fondamentale per dare nuova energia a un settore oggettivamente in crisi. Con il decreto si prevedono infatti sgravi fiscali al 100% per 36 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, al 50% per le assunzioni a tempo determinato e ulteriori incentivi per la trasformazione del tempo determinato in indeterminato che a quel punto avrà sgravi retroattivi. Si prevede anche l’obbligo di trasformare il 20% dei contratti a tempo determinato in indeterminato, pena lo stop all’erogazione dei contributi”. “Inoltre - ha proseguito - , a fronte di un importante contributo per i prepensionamenti alle aziende editoriali, abbiamo inserito una norma che obbliga ad avere almeno una assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. E ancora un’altra norma che impedisce a chi va in prepensionamento di avere in seguito un rapporto di lavoro dipendente o autonomo con l’azienda che ha ricevuto il contributo del Fondo. Sottolineo anche che l’erogazione dei contributi è preclusa a chi non rispetta le direttive previste nell’accordo sull’Equo Compenso e a quelle aziende che per la durata delle misure finanziate introducono bonus o premi non legati alla dinamica retributiva stabilita, e collegati a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei propri dirigenti”. 2
Il sottosegretario ha inoltre spiegato che “una parte minima del Fondo viene destinata agli ammortizzatori sociali, a condizione che vi sia un intervento almeno di pari ammontare da parte delle imprese editoriali”. TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 144 del 24 giugno 2014), coordinato con la legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114, recante: «Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari.». (14A06530) (GU n.190 del 18-8-2014 - Suppl. Ordinario n. 70) Vigente al: 18-8-2014 Titolo I Misure urgenti per l’efficienza della p.a. e per il sostegno dell’occupazione Capo I Misure urgenti in materia di lavoro pubblico ARTICOLO 1-bis Rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti 1. Per le finalità di cui all’art. 41-bis, comma 7, primo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2014, 9 milioni di euro per l’anno 2015, 13 milioni di euro per l’anno 2016, 13 milioni di euro per l’anno 2017, 10,8 milioni di euro per l’anno 2018 e 3 milioni di euro per l’anno 2019. Con riferimento al primo periodo del presente comma si applica quanto previsto dal secondo periodo del comma 7 dell’art. 41-bis del predetto decreto-legge n. 207 del 2008. Al secondo periodo del comma 7 dell’art. 41-bis del predetto decreto-legge n. 207 del 2008, le parole: «all’importo massimo di 20 milioni di euro annui» sono sostituite dalle seguenti: «all’importo massimo di 20 milioni di euro annui fino all’anno 2013, 23 milioni di euro nell’anno 2014, 29 milioni di euro nell’anno 2015, 33
in questo numero Fondo straordinario per l’editoria (pagine 1, 2, 4) Appello Urgente al Governo ed al Parlamento (pagine 1, 4, 5) Arriva la Carta dei servizi postali (pagine 1, 6, 7, 8, 9) Le quote associative USPI, Anno 2015 (pagina 3) Nascono i droni-reporter (pagina 9) PRIVACY: Internet, giornalismo, minori e cronaca giudiziaria (pagine, 10, 11, 12) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 12) Notizie dall’INPGI, Circolare n. 4 (pagine 13, 15) Who’s who in Italy (pagine 14) L’Eco della Stampa (pagine 15) Notiziario fiscale (pagina 16) milioni di euro nell’anno 2016, 33 milioni di euro nell’anno 2017, 30,8 milioni di euro nell’anno 2018, 23 milioni di euro nell’anno 2019 e 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020». 2. I trattamenti di vecchiaia anticipata di cui all’art. 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, finanziati ai sensi del presente articolo sono erogati in favore di giornalisti dipendenti da aziende che hanno presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali piani di ristrutturazione o riorganizzazione in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto e a condizione che prevedano, anche mediante integrazione dei piani di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale già presentati, la contestuale assunzione di personale giornalistico in possesso di competenze professionali coerenti con la realizzazione dei programmi di rilancio e sviluppo aziendale, nel rapporto minimo di un’assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. Tale condizione non si applica alle imprese i cui accordi preve4 Notiziario USPI n° 10/2014
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APPELLO URGENTE AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO: SALVARE IL PLURALISMO DELL’ INFORMAZIONE L’APPELLO E LE RICHIESTE
Questo è il testo dell’appello, con le richieste di convocazione degli Stati Generali dell’editoria e di adeguati finanziamenti a tutto il settore: “Il sistema italiano dell’informazione è profondamente malato e - nonostante la moltiplicazione dell’offerta attraverso i nuovi media - presenta una qualità non sempre adeguata, limitato pluralismo e posizioni dominanti nel campo delle risorse finanziarie e tecnologiche. Il settore editoriale, inoltre, è investito da una crisi drammatica ed il calo pesante delle vendite, il trend negativo degli investimenti pubblicitari e la progressiva e drastica riduzione del sostegno pubblico
ne rendono oltremodo difficile il risanamento e la riorganizzazione. Particolarmente colpite sono le aziende dell’informazione di prossimità e di inchiesta, in gran parte realizzata da cooperative di giornalisti, associazioni e strutture non profit. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, trentadue testate hanno chiuso i battenti, un terzo dell’editoria locale.
dano un massimo di prepensionamenti.
3. L’instaurazione di rapporti di lavoro dipendente o autonomo di cui agli articoli 2222 e seguenti del codice civile, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero la sottoscrizione di contratti per la cessione del diritto d’autore, con i giornalisti che abbiano optato per i trattamenti di vecchiaia anticipata finanziati ai sensi del presente articolo, comporta: la revoca del finanziamento concesso, anche nel caso in cui il rapporto di lavoro sia instaurato con un’azienda diversa facente capo al medesimo gruppo editoriale. 4. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1 si provvede: a) quanto a 3 milioni di euro per l’anno 2014, a 9 milioni di euro per l’anno 2015 e a 6,8 milioni di euro per l’anno 2016, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147; b) quanto a 6,2 milioni di euro per 2016, a 13 milioni di euro per 2017, a 10,8 milioni di euro per 2018 e a 3 milioni di euro per 2019, mediante corrispondente 4
l’anno l’anno l’anno l’anno versa-
Per contrastare questa situazione occorre predisporre, rapidamente, un progetto complessivo di ristrutturazione e di rilancio del settore editoriale nel quadro di un processo di ammodernamento tecnologico e multimediale dell’intero settore dell’informazione.
Altre si apprestano a farlo. Più di 1000 posti di lavoro sono stati perduti e altri tremila sono in discussione e, con essi, anche la possibilità di far convivere chiavi interpretative plurime e diverse di quanto avviene nelle comunità locali.
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La vita economica, sociale e politica di tanta parte del territorio è tornata nell’ombra. L’editoria e l’emittenza nazionale non è in grado di garantire l’informazione locale.
mento all’entrata del bilancio dello Stato, per pari importo e per i medesimi anni, delle risorse disponibili su apposita contabilità speciale, su cui affluiscono 22 milioni di euro per l’anno 2014 e 11 milioni di euro per l’anno 2015 della dotazione del Fondo di cui all’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 5. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica recati dal comma 4 si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui all’art. 6, comma 2, del decretolegge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, pari a 6,2 milioni di euro per l’anno 2016, a 13 milioni di euro per l’anno 2017, a 10,8 milioni di euro per l’anno 2018 e a 3 milioni di euro per l’anno 2019. 6. Il Fondo di cui all’art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, è incrementato di 22 milioni di euro per l’anno 2014 e di 11 milioni di euro per l’anno 2015. 7. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Occorre intervenire per evitare la scomparsa della informazione di prossimità e di inchiesta delle esperienze libere, autogestite e non profit. Il sostegno all’editoria in Italia è stato isti-
L’INPGI APPROVA LE DELIBERE SULLE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE Allo scopo di rendere immediatamente efficaci i provvedimenti del Governo per gli sgravi contributivi, il consiglio di amministrazione dell’Istituto di Previdenza dei Giornalisti ha approvato una delibera di riduzione delle aliquote contributive per le nuove assunzioni. Questa decisione consentirà di utilizzare gli 11milioni di euro messi a disposizioni dal Governo per favorire la nuova occupazione nel settore. Saranno incentivate le assunzioni a tempo indeterminato, per le quali è previsto lo sgravio contributivo per tre anni. Per i contratti a termine lo sgravio sarà del 50%, con obbligo delle imprese editoriali di trasformarne almeno il 20% in rapporti a tempo indeterminato. Qualora i contratti a termine, ben prima della loro conclusione, siano trasformati in contratti a tempo indeterminato, alle aziende sarà riconosciuto lo sgravio contributivo totale anche per il periodo precedente. La durata complessiva degli sgravi non potrà essere comunque superiore a 36 mesi. Le delibere dell’Inpgi passano ora al vaglio dei ministeri vigilanti. Gli stessi Ministeri hanno già in corso di approvazione la delibera che ha elevato dell’1% il contributo a carico degli Editori per il sostegno dell’onere degli ammortizzatori sociali. Notiziario USPI n° 10/2014
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tuito sin dall’inizio del secolo scorso, è previsto - in vario modo – negli altri Paesi Comunitari, interviene per correggere le discriminazioni del mercato pubblicitario, consente di fare informazione, a norma dell’art.21 della costituzione, anche a chi non è dotato di grandi capitali, è sollecitato dal Parlamento Europeo e da quelli nazionali, che più volte hanno ricordato che il mercato da solo non è in grado di garantire il pluralismo.
L’appello al Governo ed al parlamento è stato presentato ufficialmente in una conferenza stampa giovedì 25 settembre scorso, nella sala stampa della Camera dei deputati; conferenza a cui hanno partecipato operatori e parlamentari di maggioranza e opposizione.
E’ un bene per il Paese, sostenere, come avviene in tutta l’Europa, la realizzazione di un moderno sistema dell’informazione libero, multimediale, pluralista e di qualità, rilanciare il settore editoriale e contribuire a ridare un futuro alle realtà dell’ informazione locale, la cui scomparsa impoverirebbe il pluralismo, il controllo dei poteri decentrati e la democrazia.
“La provocazione del presidente FISC Francesco Zanotti: “La stampa diocesana che rappresento, con le sue 189 testate, sta vivendo un momento veramente difficile. Si naviga a vista, senza sapere cosa accadrà domani. Quasi non ci sono più lacrime per piangere e ci domandiamo se nei confronti della stampa locale in genere, qualcuno voglia la nostra morte”.
Le cooperative, le associazioni, le fondazioni , le realtà non profit e la FNSI, rivolgono un pressante un appello al Governo ed al Parlamento affinché venga predisposto un tale progetto di riforma ed in particolare:
Questo composito mondo della stampa regionale, provinciale, locale, dei piccoli editori di libri e riviste varie, delle giovani cooperative di giornalisti che si cimentano con la comunicazione in rete e con iniziative d’avanguardia (web 2.0), un tempo magari diviso da storia, tradizione e visioni ideologiche antagoniste, oggi è invece accomunato da un destino che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di giornali e riviste dalla storia lunga e gloriosa, ma con crescenti difficoltà economiche.
1. Vengano convocati, come promesso nelle scorse settimane, gli Stati Generali dell’editoria; 2. Sia avviato un confronto con le strutture e gli operatori interessati sulla revisione della normativa dell’emittenza, sulla riforma della Rai e sul concetto e sul ruolo del “servizio pubblico”; 3. Si provveda con la prossima legge di stabilità - nelle more della realizzazione della riforma - a garantire le risorse adeguate agli strumenti di intervento che la legge già oggi prevede per l’editoria cooperativa, non profit, di idee e di testimonianza. In caso contrario la riforma rischierebbe di arrivare troppo tardi per la salvezza dell’informazione di prossimità”. LA CONFERENZA STAMPA Notiziario USPI n° 10/2014
Riportiamo un breve resoconto dell’incontro pubblicato dall’ AGENZIA SIR – SERVIZIO INFORMAZIONE RELIGIOSA:
I dati forniti all’incontro sono allarmanti: meno 22% le vendite in edicola negli ultimi cinque anni, meno 50% la pubblicità, 3000 posti di lavoro persi nelle redazioni delle testate maggiori, 1000 in quelle dei giornali più piccoli e dei territori. “La situazione è gravissima – ha spiegato Zanotti - perché la pubblicità da sola non basta per tenere in piedi i giornali, che pure hanno sempre avuto e oggi ancora di più organici ridotti all’osso, con stipendi magri. Per questo abbiamo ideato questo incontro col quale chiediamo a Governo e Parlamento di rivedere i criteri con i quali vengono distribuiti i sempre più scarsi fondi all’editoria”. “La crisi è di tutto il sistema editoriale – ha affermato Franco Siddi, Segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) – e oltre alla perdita dei posti di lavoro, siamo di fronte a un netto dimagrimento dell’offerta e della qualità.
“Ridurre i tagli ai giornali non-profit”. La richiesta formulata da Zanotti a nome della Fisc parte dal fatto che “negli ultimi due anni abbiamo subito tagli di circa il 60% dei contributi mentre il resto dell’editoria che usufruisce dei contributi sulla legge 250/90 ha subito un taglio di circa il 30% - ha spiegato -. Quindi, per evitare di dover assistere a chiusure di testate, chiediamo che anche nei nostri confronti si porti il ‘taglio’ al 30%, così da lasciare un po’ di respiro ai giornali diocesani”. “La questione - ha aggiunto - non è una battaglia per conservare dei ‘privilegi’, anzi è esattamente il contrario: si tratta di poter usufruire di quel minimo di sostegno che permette di mantenere in vita queste voci libere”. Tre gli “appelli” che sono stati rivolti al Governo: avviare un tavolo di confronto con gli operatori del settore per definire obiettivi e strategie per una vera “riforma dell’editoria” da tempo attesa; accelerare la revisione delle norme sull’emittenza televisiva e radiofonica; provvedere con la prossima legge di stabilità a garantire le risorse adeguate agli strumenti di intervento che la legge già oggi prevede per l’editoria non-profit, cooperativa, di idee e di testimonianza (tra cui rientrano in particolare le testate diocesane)”. LA RISPOSTA DI LOTTI Non si è fatta attendere la risposta all’appello delle parti sociali del Sottosegretario con delega all’editoria On. Luca Lotti. Intervenendo in Com-missione Cultura alla Camera, nel corso del dibattito sulla proposta di legge a prima firma Brescia (M5s) sul finanziamento pubblico all’editoria, Lotti ha ricordato l’impegno del Governo nel settore: ”L’editoria è un settore in crisi ma il Governo sta facendo la sua parte, sia per l’occupazione sia per gli investimenti in innovazione. Siamo consapevoli che il settore dell’editoria è in crisi ma abbiamo dato un segnale importante”. Il sottosegretario ha ricordato, inoltre le misure dell’esecutivo prese nel decreto per il fondo straordinario in favore dell’editoria dove “per la prima volta nella storia i prepensionamenti sono vincolati alle assunzioni con un rapporto di 1 a 3″. 5
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ARRIVA LA CARTA DEI SERVIZI POSTALI 1
dei servizi che i fornitori di servizi postali sono tenuti ad adottare. Oltre all’enunciazione dei principi fondamentali che devono essere seguiti nella stesura delle carte, nella gestione dei rapporti con gli utenti e nell’erogazione dei servizi postali, sono previste norme in materia di: informazione all’utenza, offerta e pagamento dei servizi, segnalazioni, reclami e procedure di conciliazione, assistenza, qualità dei servizi, rimborsi e indennizzi. Analogamente a quanto già previsto nel settore delle comunicazioni elettroniche, la direttiva, infatti , indica i princìpi fondamentali ai quali i fornitori devono uniformarsi nell’erogazione delle prestazioni e fissa i contenuti che dovranno essere obbligatoriamente previsti nelle carte dei servizi in materia di: - informazione agli utenti; - offerta dei servizi; - pagamenti; - segnalazioni, reclami e procedure di conciliazione; - assistenza; - standard di qualità (che l’operatore deve predeterminare e rendere pubblici); rimborsi e indennizzi. La direttiva, che è stata preceduta da una consultazione pubblica rivolta a tutti i soggetti interessati, rappresenta uno strumento importante di tutela per gli utenti e comporta una maggiore responsabilizzazione di tutti gli operatori postali. La direttiva (delibera 413/14/CONS) è disponibile sul sito web dell’Autorità www.agcom.it, da giovedì 31 luglio 2014 DELIBERA 413/14/CONS Articolo 1 1. L’Autorità adotta la direttiva generale per l’adozione da parte dei fornitori di servizi postali delle carte dei servizi. 2. Il testo della direttiva è riportato nell’allegato A alla presente delibera e ne costituisce parte integrante e sostanziale. 3. I fornitori di servizi postali adeguano le proprie carte dei servizi alle disposizioni 6
amministrativi sanzionatori relativi alla violazione del Codice della strada;
della direttiva entro novanta giorni dalla sua pubblicazione.
h) “utenti”, le persone fisiche o giuridiche, ivi compresi i consumatori, che utilizzano o chiedono di utilizzare servizi postali in qualità di mittente o destinatario;
La presente delibera, completa dell’allegato A, è pubblicata sul sito web dell’Autorità.
i) “fornitori di servizi postali”, le imprese che forniscono uno o più servizi postali in qualità di:
Allegato A alla delibera n. 413 /14/CONS
1) soggetto affidatario del servizio universale ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 22 luglio 1999 n. 261;
Schema di Direttiva generale per l’adozione da parte dei fornitori di servizi postali delle carte dei servizi ARTICOLO 1 Definizioni 1. Ai fini della presente direttiva si intendono per: a) “Autorità”, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom); b) “codice del consumo”, il codice del consumo approvato con decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; c) “decreto legislativo”, il decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, recante “Attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio”, come modificato da ultimo dal decreto legislativo 31 marzo 2011, n. 58”; d) “servizi postali”, i servizi che includono la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione degli invii postali, inclusi quelli ricadenti nell’ambito del servizio universale postale; e) “servizio universale postale”, le prestazioni di qualità determinata, da fornire permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale, incluse le situazioni particolari delle isole minori e delle zone rurali e montane, a prezzi accessibili all’utenza, come descritto nell’articolo 3 del decreto legislativo; f) “posta massiva”, invii di corrispondenza non raccomandata o assicurata diversi dalla pubblicità diretta per corrispondenza consegnati in grandi quantità ai fornitori di servizi postali presso i punti di accesso individuati dagli stessi fornitori; g) “servizi affidati in esclusiva ”, i servizi postali di cui all’articolo 4 del decreto legislativo, inerenti alla notificazione di atti e di comunicazioni connesse con la notificazione di atti giudiziari e di atti
2) soggetto abilitato con licenza individuale all’offerta di singoli servizi non riservati, che rientrano nel campo di applicazione del servizio universale; 3) soggetto abilitato con autorizzazione generale all’offerta di servizi non rientranti nel servizio universale; j) “Associazioni di consumatori rappresentative a livello nazionale”, le formazioni sociali che hanno per scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o degli utenti iscritte nell’elenco di cui all’articolo 137 del codice del consumo; k) “locali”, i locali o gli uffici del fornitore del servizio postale, o dei soggetti di cui si avvale, aperti al pubblico. ARTICOLO 2 Oggetto della direttiva 1. La presente direttiva contiene le disposizioni di riferimento per l’adozione, da parte dei fornitori dei servizi postali, delle carte dei servizi postali accessibili al pubblico. 2. Le carte dei servizi includono un richiamo alla presente direttiva e ne attuano le disposizioni. 3. Le carte dei servizi sono finalizzate alla fornitura al pubblico di informazioni trasparenti che garantiscano la comprensibilità dell’informazione e della comunicazione pubblicitaria, che facilitino i processi di comparabilità dei prezzi, in relazione alla qualità dei servizi offerti, tra singoli prodotti postali del medesimo operatore ovvero da operatori diversi. 4. I fornitori di servizi postali: a) rendono disponibile all’utente copia delle carte dei servizi presso tutti i locali, includono nelle condizioni generali di contratto un richiamo alle carte dei servizi, comunicano il link e il sito web in cui esse sono pubblicate; Notiziario USPI n° 10/2014
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b) inviano all’Autorità gli schemi delle carte dei servizi e informano tempestivamente l’Autorità e gli utenti delle successive variazioni e integrazioni intervenute. 5. Le disposizioni della presente direttiva si applicano a tutti i servizi postali. Continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni previste per la fornitura del servizio universale, ivi compresi i servizi di cui all’art. 4, comma 1, del decreto legislativo, e i servizi di posta massiva, ove non in contrasto con le disposizioni della presente direttiva. ARTICOLO 3 Principi fondamentali 1. I fornitori di servizi postali assicurano l’eguaglianza di trattamento degli utenti. Fatti salvi gli obblighi di servizio universale, i fornitori di servizi postali indicano agli utenti eventuali misure atte a favorire ogni forma di fruizione differenziata tesa a realizzare condizioni di parità di accesso ed eguaglianza d’uso dei servizi postali ai disabili, agli anziani e alle donne in stato di gravidanza, nonché a favorire l’eliminazione delle barriere alla fruizione dei servizi postali. Tali misure possono prevedere facilitazioni, quali tempi ridotti e priorità nell’accesso ai servizi postali, particolari condizioni economiche e tecniche, nonché servizi di assistenza clienti adeguati alle esigenze. I fornitori di servizi postali agevolano l’attività propositiva delle associazioni di categoria interessate alla formulazione delle suddette carte. 2. I comportamenti dei fornitori dei servizi postali nei confronti degli utenti si ispirano a criteri di trasparenza, obiettività, equità e imparzialità. Le clausole delle condizioni generali di servizio, le specifiche di fornitura del servizio e delle norme regolatrici di settore si interpretano in funzione dei suddetti principi. 3. I servizi sono offerti dai fornitori di servizi postali in modo regolare, continuo e senza interruzioni, ad eccezione di quelle dovute ad interventi di manutenzione e riparazione, e in caso di scioperi debitamente autorizzati nelle modalità dalle Autorità competenti. Ogni fornitore di servizi postali è tenuto a informare in anticipo e con mezzi adeguati gli utenti delle situazioni che comportino interruzioni complete del servizio, con specifica indicazione della durata presumibile dell’interruzione tramite punto di contatto, anche telefonico, e sito web dell’operatore interessato, per ottenere assistenza e notizie più dettagliate. In ottemperanza al principio del diritto di scelNotiziario USPI n° 10/2014
ta, l’eventuale stipula del contratto di fornitura del servizio postale, il recesso, le variazioni contrattuali per includere o escludere la fornitura di un particolare servizio supplementare o di altre prestazioni aggiuntive sono resi ugualmente accessibili e praticabili attraverso procedure semplici, chiare, trasparenti ed equilibrate. 4. I fornitori dei servizi postali garantiscono che ciascun utente possa esercitare il diritto di accesso alle informazioni che lo riguardano in possesso dell’organismo medesimo, nonché i diritti dell’interessato al trattamento dei dati di cui al d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196.
merito a norme in base alle quali sono forniti i servizi postali e le prestazioni supplementari; d) informare gli utenti della facoltà di presentare reclamo e, successivamente, eventuale istanza di conciliazione, indicando, in modo chiaro, trasparente e semplice, l’accesso a tali procedure, nonché della facoltà di chiedere all’Autorità di risolvere la controversia secondo quanto previsto dalla delibera n. 184/13/CONS. ARTICOLO 5 Offerta dei servizi
5. Per migliorare la fornitura del servizio, le associazioni dei consumatori possono produrre documenti, prospettare osservazioni, formulare suggerimenti sui servizi offerti, ai quali i fornitori di servizi postali si impegnano a dare tempestivo riscontro.
1. Nelle comunicazioni al pubblico delle condizioni di offerta dei servizi postali, effettuate con modalità grafiche e/o sonore evidenti e chiaramente comprensibili, i fornitori dei servizi postali per ciascun servizio indicano:
6. I fornitori dei servizi postali perseguono il miglioramento progressivo dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi, attraverso l’adozione delle soluzioni tecnologiche, organizzative, contabili e procedurali più idonee allo scopo.
a) la denominazione e un’adeguata descrizione del servizio;
ARTICOLO 4 Informazione agli utenti 1. Gli utenti hanno diritto a un’informazione completa circa le modalità giuridiche, economiche e tecniche di prestazione dei servizi. 2. La diffusione di qualsiasi informazione, in particolare di quelle relative alle condizioni tecniche ed economiche dei servizi, anche in riferimento alle modificazioni delle condizioni applicate al servizio richiesto, avviene secondo criteri uniformi di trasparenza, chiarezza e tempestività, osservando, in particolare, i principi di buona fede e di lealtà, valutati alla stregua delle esigenze delle categorie degli utenti più deboli. 3. Ai fini di cui al comma 1 del presente articolo, i fornitori di servizi postali si impegnano a: a) presentare, in modo chiaro, esatto e completo, i contenuti del servizio, i termini e le modalità di erogazione, nonché i prezzi applicati e, laddove previsto, i periodi minimi contrattuali, le condizioni per il rinnovo e il recesso; b) descrivere le effettive condizioni tecniche di utilizzo e funzionamento del servizio, nonché le relative caratteristiche e prestazioni tecniche; c) fornire, su richiesta, le informazioni in
b) le caratteristiche essenziali del servizio e, comunque, una sua descrizione dettagliata facilmente reperibile dai potenziali clienti, anche mediante l’indicazione di un apposito link e del sito web del fornitore; c) l’esistenza di eventuali vincoli, obblighi e/o divieti, limitazioni e/o differenziazioni (geografiche, territoriali, tecniche, temporali o di altra natura) per lo svolgimento dei servizi pubblicizzati; d) i prezzi dei servizi (inclusivi di IVA), eventualmente differenziando l’offerta di servizi analoghi tra diversi ambiti di offerta (es. servizi che rientrano nel campo di applicazione del servizio universale e servizi a valore aggiunto) e differenti tipologie di clientela (es. “privati” e “business”); e) tutti i servizi accessori eventualmente disponibili e i conseguenti oneri economici accessori, ove previsti; f) gli indennizzi e i rimborsi agli utenti in caso di servizio insoddisfacente, nonché una sintesi sia della procedura da seguire per i reclami, rispondente a quanto previsto dall’articolo 7 della presente direttiva, sia della procedura da seguire per la soluzione delle controversie, rispondente a quanto previsto dalla delibera n. 184/13/CONS. 2. Deve essere garantito agli utenti il diritto di recedere dal contratto senza penali, all’atto della notifica di modifiche delle condizioni contrattuali. Gli 8 7
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ARRIVA LA CARTA DEI SERVIZI POSTALI 7
utenti sono informati con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, di tali eventuali modifiche e, nel contempo, del loro diritto di recedere dal contratto senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni. ARTICOLO 6 Pagamento del servizio 1. I fornitori di servizi postali nella documentazione, ove prevista, relativa ai pagamenti dei servizi richiesti indicano: a) il corrispettivo previsto per il singolo servizio cui la documentazione si riferisce; b) le modalità di pagamento, anche in via telematica e qualsiasi altra informazione inerente, nonché le modalità di contestazione della suddetta documentazione; 2. Per i casi di inadempimento o ritardato adempimento, i fornitori di servizi postali possono richiedere all’utente il pagamento di una somma di denaro, purché di importo non manifestamente eccessivo o comunque tale da non superare i tassi usurari di cui all’articolo 2, comma 4, della legge 27 marzo 1996, n.108, per la categoria anticipi, sconti commerciali e altri finanziamenti alle imprese effettuati dalle banche. 3. Fatti salvi i casi di inadempimento da parte degli utenti, i fornitori di servizi postali non pretendono da questi alcuna prestazione corrispettiva in caso di contratti o di forniture di servizi da essi non richiesti e provvedono, a loro cura e spese, al ripristino delle condizioni tecniche e contrattuali pre-esistenti. ARTICOLO 7 Segnalazioni, reclami e procedure di conciliazione 1. I fornitori di servizi postali assicurano agli utenti il diritto di presentare per via telematica (posta elettronica o formulario online) o per iscritto, senza oneri aggiuntivi, reclami, segnalazioni e istanze per le procedure di conciliazione, assicurando nel contempo la possibilità di presentare reclami e segnalazioni anche per telefono, via fax, per evidenziare inefficienze del servizio, inosservanza delle clausole contrattuali o delle carte dei servizi nonché dei livelli di qualità in esse stabiliti. 2. Sul sito web, nonché nei locali dei forni8
tori di servizi postali o dei soggetti di cui si avvalgono sono pubblicate le modalità per poter presentare ai medesimi fornitori reclami, segnalazioni, istanze per le procedure di conciliazione, con l’indirizzo della sede presso cui indirizzarli, nonché il numero telefonico, di fax e l’indirizzo di posta elettronica. 3. I fornitori di servizi postali assicurano agli utenti la tracciabilità o, almeno, la riferibilità di reclami, delle segnalazioni e delle istanze per le procedure di conciliazione presentati in una delle forme di cui al comma 1. 4. I fornitori di servizi postali indicano nelle carte dei servizi il termine per la definizione dei reclami, il quale non può essere superiore a quarantacinque giorni dal ricevimento del reclamo stesso, come previsto dall’articolo 3, comma 1 del Regolamento di cui all’Allegato A della delibera n. 184/13/CONS. 5. I fornitori di servizi postali comunicano all’utente l’esito del reclamo. In caso di accoglimento del reclamo, debbono essere indicate per iscritto le misure satisfattive per il ristoro, anche economico, dei pregiudizi arrecati e gli eventuali provvedimenti per rimediare le irregolarità riscontrate. In caso di rigetto, la risposta in esito al reclamo è resa obbligatoriamente in forma scritta e deve essere adeguatamente motivata, indicando anche gli accertamenti compiuti. 6. I fornitori di servizi postali devono dare all’utente le informazioni, relative alle procedure di conciliazione di cui all’articolo 3 del Regolamento di cui all’Allegato A della delibera n. 184/13/CONS, nelle comunicazioni di cui al comma 5. 7. I fornitori di servizi postali comunicano comunque per iscritto, trasmettendo copia del verbale, all’utente l’esito della procedura della conciliazione, che non può comunque protrarsi oltre sessanta giorni dal ricevimento dell’istanza. Eventuali ragioni ostative allo svolgimento del procedimento di conciliazione sono comunicate dal fornitore di servizi postali all’utente entro trenta giorni. 8. Nelle comunicazioni di cui ai commi 6 e 7, i fornitori di servizi postali devono indicare all’utente le modalità per accedere all’Autorità di regolazione per la definizione delle controversie di cui agli articoli 6 e seguenti del Regolamento di cui
all’Allegato A n.184/13/CONS.
ARTICOLO 8 Assistenza 1. I fornitori di servizi postali garantiscono un servizio di assistenza, adeguato alle esigenze degli utenti, per segnalare disservizi, ottenere informazioni sulle caratteristiche e sui prezzi dei servizi forniti, sulle modalità di fatturazione, sulle procedure di reclamo e di conciliazione. Il servizio di assistenza è accessibile telefonicamente, anche nelle ore pomeridiane, nonché in via telematica tramite un apposito indirizzo di posta elettronica. Il numero telefonico e l’indirizzo email di assistenza clienti sono indicati nel sito web del fornitore, nella carta dei servizi, nonché nei contratti e nella documentazione di fatturazione, laddove previste. 2. I fornitori di servizi postali e i loro dipendenti sono tenuti a trattare gli utenti con rispetto e cortesia e ad agevolarli nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento degli obblighi. Gli operatori che vengono a contatto con gli utenti, sia in forma personale sia per via telefonica o telematica, forniscono loro un proprio identificativo. 3. I fornitori di servizi postali rendono disponibile sul proprio sito web, presso tutti i locali propri e dei soggetti di cui si avvalgono: a) un elenco aggiornato di tutti i servizi offerti, anche mediante tabelle comparative tra prodotti offerti, recante la descrizione completa delle caratteristiche di ciascun servizio e l’indicazione completa dei prezzi e degli standard di qualità previsti per ciascuno di essi; b) gli eventuali oneri previsti per i servizi accessori richiesti dal cliente; c) la descrizione completa degli eventuali vincoli alla sottoscrizione e utilizzo dei servizi; d) i locali aperti al pubblico sul territorio nazionale, il cui elenco dovrà essere pubblicato esclusivamente sul sito web; e) i riferimenti dei servizi gratuiti di assistenza clienti; f) il formulario per la presentazione del reclamo per il disservizio postale e il formulario per la eventuale domanda di conciliazione, nonché il formulario per la risoluzione delle controversie approvato con delibera n.184/13/CONS; g) uno schema riassuntivo dei rimborsi e/o Notiziario USPI n° 10/2014
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indennizzi previsti per ciascun prodotto postale in caso di disservizio. 4. Le chiusure e le variazioni dell’orario di apertura dei locali aperti al pubblico sono comunicate agli utenti tempestivamente e con congruo anticipo mediante avviso affisso in prossimità dell’accesso ai locali che indichi: la causa della chiusura o della variazione di orario, la sua prevedibile durata e i locali più vicini con i relativi orari di apertura. 5. La comunicazione pubblicitaria può rinviare a servizi di assistenza clienti che comunichino all’utente, a titolo gratuito, tutte le informazioni sul servizio nelle modalità da quest’ultimo richieste. ARTICOLO 9 Qualità dei servizi 1. I fornitori di servizi postali sono tenuti, nel rispetto della normativa vigente, incluse le direttive e le delibere dell’Autorità a: a) esplicitare, sulla base delle norme tecniche internazionali specifiche, eventualmente applicabili, gli indicatori di qualità dei servizi, le relative definizioni e i metodi di misurazione, i relativi standard generali e specifici per ciascun anno solare di riferimento, informandone l’Autorità entro la fine dell’anno precedente a quello di riferimento; b) pubblicare una relazione contenente gli indicatori di qualità dei servizi, i metodi di misurazione, gli standard generali fissati per tali indicatori e i relativi risultati raggiunti nell’anno solare di riferimento di cui alla lettera a); tale pubblicazione è effettuata contestualmente alla pubblicazione del bilancio annuale d’esercizio o, comunque, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento; c) inviare contestualmente tale relazione all’Autorità, indicando con quali modalità sia avvenuta la pubblicazione di cui alla lettera b); d) indicare gli standard di qualità per ciascun prodotto postale, fornendo le specifiche relative al territorio nazionale e a quello transfrontaliero, intracomunitario ed extracomunitario, specificando anche eventuali ulteriori differenziazioni geografiche e territoriali. 2. Gli indicatori di qualità del servizio e i relativi standard generali e specifici di cui al comma 1 del presente articolo, sono riportati nelle carte dei servizi, annualmente aggiornati, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 3. 3. Oltre a quanto previsto dai commi 1 e 2, Notiziario USPI n° 10/2014
ogni fornitore di servizi postali trasmette all’Autorità, su richiesta, tenendo conto delle norme internazionali, una relazione contenente dati consuntivi sulla qualità dei servizi resi su base semestrale e fornisce ogni indicatore utile, nonché elementi di raffronto con il semestre precedente. ARTICOLO 10 Rimborsi e indennizzi 1. I fornitori di servizi postali specificano, in modo esauriente e organico, il sistema di rimborsi e/o indennizzi previsti per ciascun prodotto postale. 2. I fornitori di servizi postali, anche se si avvalgono di soggetti terzi, fissano e indicano nelle carte dei servizi e nella documentazione relativa alle modalità di pagamento, i casi di indennizzo a richiesta e di indennizzo automatico e i relativi importi che devono essere univocamente determinabili e proporzionati al pregiudizio arrecato in conseguenza degli inadempimenti contrattuali e/o del mancato rispetto degli standard di qualità di cui all’articolo 9, comma 1, lettera a).
visti dalle vigenti disposizioni attraverso mezzi di pagamento di facile riscossione. 5. L’Autorità con proprio regolamento individuerà i casi di indennizzo automatico ai sensi dell’articolo 2, comma 12, lettera g) della legge n. 481/1995. 6. La corresponsione dell’indennizzo non esclude la possibilità per l’utente di chiedere in sede giurisdizionale il risarcimento dell’eventuale ulteriore danno subito. ARTICOLO 11 Sanzioni 1. In caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva si applicano le sanzioni previste dalla normativa vigente.
La nuova frontiera del giornalismo NASCONO I DRONI – REPORTER
3. I fornitori di servizi postali sono tenuti a corrispondere l’indennizzo entro sessanta giorni. Tale termine decorre: a) nei casi di indennizzo automatico previsti dall’operatore nella propria carta dei servizi, dall’accertamento del disservizio che deve essere effettuato dall’operatore entro quarantacinque giorni dalla ricezione della segnalazione dell’utente; b) dalla decisione dell’operatore sul reclamo, con richiesta di indennizzo, la quale deve essere comunicata all’utente entro quarantacinque giorni dalla ricezione del reclamo ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del Regolamento di cui all’allegato A della delibera n. 184/13/CONS. c) dalla data in cui l’accordo, in sede conciliativa, è divenuto vincolante per le parti, accordo da definirsi entro sessanta giorni dalla ricezione dell’istanza di conciliazione ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del Regolamento di cui all’allegato A della delibera n. 184/13/CONS. d) dalla ricezione da parte del fornitore della delibera o della determina direttoriale di risoluzione della controversia ai sensi dell’articolo 10, del Regolamento di cui all’allegato A della delibera n. 184/13/CONS. 4. Gli importi dei rimborsi o degli indennizzi, devono essere liquidati nei limiti pre-
I droni rappresentano la nuova frontiera tecnologica del giornalismo. La capacità di scattare foto aeree da punti di vista inusuali o di effettuare riprese video in zone pericolose o inaccessibili, hanno spinto l’associazione culturale Ifimedia in collaborazione con Mediarkè e con il patrocinio dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) a dedicare la prima conferenza del Roma drone conference al tema del drone journalism. Il Roma drone conference prevederà sette conferenze con periodicità mensile che si terranno a Roma dall’8 ottobre all’aprile 2015, e tratterà le applicazioni professionali dei droni. Gli organizzatori dell’evento fanno sapere che saranno diversi i droni-reporter presentati durante la kermesse. “Il drone journalism rappresenta davvero la prossima sfida tecnologica per il giornalismo, anche per quello italiano”, ha dichiarato il presidente di Roma Drone, Luciano Castro. “Nel prossimo futuro, piccoli droni entreranno in dotazione di troupe tv e anche di singoli inviati in zone calde. Naturalmente, ciò porrà anche non pochi problemi etici e giuridici per quanto riguarda la privacy”. (ANSA) 9
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Relazione annuale 2014 Garante per la protezione dei dati personali
PRivacY e iNteRNet, PRivacY e GioRNaLisMo, PRivacY e MiNoRi, PRivacY e cRoNaca GiuDiZiaRia
dialogando dialogando L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano, ha presentato oggi la Relazione sul diciassettesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy. La Relazione sull’attività 2013 traccia il bilancio del lavoro svolto dall’Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali occorre muoversi nell’obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali, in particolare riguardo all’uso delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi sistemi tecnologici. Introduzione: i principali interventi dell’Autorità nel 2013 Da una ricognizione, pur sommaria, dell’attività svolta nel corso del 2013 emerge la conferma di una delle caratteristiche di fondo del Garante (e quindi della sua attività), entrata ormai a far parte del dna dell’Autorità: quella di (dover) operare, in presa diretta, in tutti gli ambiti, i più vari, nei quali i flussi informativi incidono sulla vita delle persone, quali che siano i ruoli sociali di volta in volta rivestiti (cittadino, consumatore, lavoratore, paziente, etc.), in una tensione continua tra la dimensione sociale dell’individuo, che favorisce e talora impone la circolazione delle informazioni personali (anche sensibili), e la necessità che la dignità della persona e le sue libertà fondamentali trovino piena affermazione e un elevato livello di protezione. Per una conferma, se mai ve ne fosse la necessità, basta scorrere il contenuto dei provvedimenti “in evidenza”, alcuni tra i tanti adottati nel periodo preso in considerazione, sovente a seguito delle attività ispettive effettuate dall’Autorità, che sono riportati in apertura del volume (cfr. altresì, per un grado maggiore di dettaglio, i dati statistici contenuti nella sez. IV). 1.1. Il fronte dell’evoluzione tecnologica, 10
Stato di attuazione del Codice in materia di protezione dei dati personali. specie nel settore delle comunicazioni elettroniche, e delle correlate potenzialità di sorveglianza dell’individuo che ne fa uso – anche indipendentemente dai confini nazionali, come segnalato nella lettera che il Garante ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, manifestando inquietudine nei confronti delle attività di spionaggio della National Security Agency in relazione alle comunicazioni telefoniche e telematiche concernenti altresì i cittadini italiani (par. 8.4) – resta al centro delle preoccupazioni dell’Autorità; anche per questa ragione, in presenza di elementi che rendono evidente un controllo crescente di fasce ampie della popolazione (e la conservazione di grandi masse di informazioni), nella stessa comunicazione al Governo è stato espresso un fermo invito a sostenere con forza, in seno al Consiglio dell’Unione europea, la necessità che quest’ultima adotti il progetto di riforma del quadro normativo europeo in materia di protezione dei dati personali, rafforzandone il disegno complessivo; obiettivo rispetto al quale l’Autorità, stimandone il rilievo, si è impegnata a fondo, nell’ambito delle proprie attribuzioni, anche nel corso del 2013. Sull’onda del cd. Datagate, il Garante è stato audito (ai sensi dell’art. 31, comma 3, l. n. 124/2007) dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) e, quindi, l’11 novembre 2013, ha siglato un protocollo d’intenti con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) della Presidenza del Consiglio dei Ministri volto a disciplinare alcune procedure informative funzionali all’esercizio delle rispettive attribuzioni, con particolare riferimento alle modalità di informazione idonee a consentire all’Autorità di conoscere alcuni elementi essenziali del trattamento dei dati personali effettuato dagli Organismi per l’informazione e la sicurezza in alcuni contesti peculiari, segnatamente quelli concer-
nenti la sicurezza cibernetica e gli accessi alle banche dati delle pp.aa. o degli esercenti servizi di pubblica utilità. E affinché ciascuno possa trarre il massimo vantaggio dalla ricchezza informativa e dalle molteplici forme di partecipazione che internet consente, il Garante ha voluto dedicare alla vita in rete, segnatamente al tema del cyberbullismo, la Giornata europea della privacy: per rendere avvertiti gli utenti, anzitutto i giovani, dei pericoli connessi ad un uso non sempre consapevole (che talora sfocia nell’abuso) dei social network, ma sensibilizzando in pari tempo le istituzioni, in particolare il Ministro dell’istruzione, sulla delicata tematica. I comportamenti in rete sono rientrati anche nell’attività provvedimentale del Garante: il fenomeno dello spam, da anni oggetto di attenzione ed intervento da parte dell’Autorità, ha assunto forme nuove di manifestazione – si pensi a quello diffuso sui social network (il cosiddetto social spam) o effettuato tramite alcune pratiche di “marketing virale” o “marketing mirato” – sì da richiedere un aggiornato intervento con le linee guida formulate dal Garante. La deindicizzazione di notizie disponibili negli archivi storici online delle principali testate giornalistiche, misura da tempo indicata dall’Autorità al fine di contemperare i diritti della persona (in particolare il rispetto del diritto all’identità personale) con la libertà di manifestazione del pensiero, continua a mostrare la sua validità, tanto che gli stessi organi della Camera dei deputati hanno recepito tale orientamento, adottando apposite disposizioni procedurali interne per offrire una tutela adeguata anche nei casi relativi a interrogazioni parlamentari contenenti informazioni oramai “datate”. 9 L’attività giornalistica Tenendo conto delle diverse forme attraverNotiziario USPI n° 10/2014
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so cui si esercita ormai la libertà di informazione, l’anno di riferimento è stato caratterizzato da un impegno costante nel valutare, nel quadro di riferimento del Codice (in particolare, artt. 136-139) e dell’allegato codice di deontologia, segnalazioni e reclami per lo più concernenti l’esercizio dell’attività giornalistica. Accanto a tale attività, improntata al bilanciamento tra libertà di informazione e diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali, è maturata la decisione di promuovere l’aggiornamento del codice di deontologia, adottato nel 1998, relativo al trattamento di dati personali in ambito giornalistico al fine di un suo adeguamento in considerazione dell’evoluzione tecnologica (che ha inciso su tecniche e modalità dell’informazione) e dell’evoluzione giurisprudenziale di alcuni istituti, quali il “diritto all’oblio” (cui peraltro fa riferimento la proposta di regolamento Ue in materia di protezione di dati personali). Il Garante ha quindi deliberato l’avvio dei lavori, secondo la procedura di cooperazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti prevista dall’art. 139 del Codice, contemplando altresì la possibilità di sentire, in tale ambito, anche soggetti rappresentativi dell’informazione online (provv. 1° agosto 2013, n. 376, in G.U. 23 agosto 2013, n. 197, doc. web n. 2564822). La presidenza dell’Ordine dei giornalisti e il Garante, tenuto anche conto dei contributi pervenuti e degli elementi acquisiti dai soggetti interpellati, hanno lavorato ad una bozza di nuovo codice di deontologia da sottoporre al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti nella riunione plenaria del 27-30 marzo 2014, nel corso della quale, tuttavia, il testo non è stato approvato. Il Garante, nell’esprimere alla presidenza dell’Ordine il proprio rammarico per la valutazione negativa espressa dal Consiglio rispetto ad un lavoro attento e approfondito svolto anche con il proprio contributo, ha comunicato all’Ordine di non essere intenzionato ad esercitare i poteri sostitutivi offerti dall’art. 139 del Codice ai fini dell’approvazione del testo e di voler proseguire nei propri compiti attenendosi al codice di deontologia vigente. 9.1. I minori Il delicato rapporto tra informazione e tutela dei minori (nel quadro delle fonti sopra ricordate nonché della Carta di Treviso) conserva una posizione centrale nello svolgimento dei compiti istituzionali dell’Autorità. Nella vigente cornice normativa, come Notiziario USPI n° 10/2014
noto, il diritto del minore alla riservatezza deve sempre essere considerato prevalente rispetto al diritto di cronaca e, al fine di tutelarne la personalità, i giornalisti devono rendere non identificabili i minori coinvolti in fatti di cronaca (art. 7 codice di deontologia). L’Autorità ha invocato tali principi nell’esaminare, in particolare, due casi, sottoposti alla sua attenzione da due Tribunali per i Minorenni, riguardanti delicate vicende familiari di affidamento. Nel primo caso una testata giornalistica locale aveva pubblicato la notizia del suicidio di una donna, madre di tre figli affidati a terzi (in ragione del problematico contesto familiare in cui si trovavano) con un provvedimento giurisdizionale; oltre alla foto e alle generalità della donna, il giornale aveva pubblicato quelle dei nonni e i nomi dei minori (questi ultimi contenuti nelle pagine del diario personale della madre, pure pubblicate dal quotidiano), rendendoli così direttamente identificabili (nota 22 febbraio 2013). Nella seconda vicenda, un giornale locale
aveva pubblicato il nome e il cognome di un minore, allontanato dai genitori con un provvedimento giurisdizionale, unitamente ad altre informazioni che ne evidenziavano la situazione di disagio e una possibile patologia; nell’articolo venivano altresì pubblicati i dati identificativi dell’intero nucleo familiare, compresi quelli dei fratelli, anch’essi minori (nota 13 settembre 2013). L’Ufficio, nel ritenere entrambe le pubblicazioni contrastanti con la disciplina di protezione dei dati personali (oltre che con la Carta di Treviso che tutela espressamente “l’anonimato del minore per non incidere sull’armonico sviluppo della sua personalità”), ha ribadito che le garanzie a favore dei minori operano anche nell’eventualità che siano i genitori a rilasciare dichiarazioni alla stampa. Analoghe valutazioni critiche sono state formulate in relazione alla perdurante diffusione, anche in rete, di notizie e immagini relative al bambino di Padova prelevato a scuola dalle Forze dell’ordine in esecuzione di un provvedimento giurisdizionale di affidamento, caso di cui l’Autorità si era già occupata (cfr. Relazione 2012, p. 148).
Ulteriori segnalazioni concernenti la medesima vicenda hanno evidenziato che taluni organi di informazione, nel riferire dello svolgimento di un procedimento giudiziario coinvolgente i genitori, non solo hanno nuovamente fatto riferimento al minore – talvolta identificato nominativamente o, indirettamente, tramite i nominativi dei familiari – ma hanno anche riportato dichiarazioni rese dal padre nel corso del giudizio concernenti delicati episodi della vita privata del figlio. L’Ufficio ha considerato tale pubblicazione un’ulteriore significativa intrusione nella sfera privata del minore in violazione delle speciali garanzie dettate dall’ordinamento ed ha pertanto invitato gli editori interessati – che hanno formalmente aderito a tale richiesta – ad impegnarsi autonomamente a non diffondere ulteriormente, anche nelle edizioni online dei rispettivi giornali, dettagli relativi alla vita privata del minore (nota 5 dicembre 2013). L’Autorità ha poi richiamato pubblicamente gli organi di informazione al rispetto del codice di deontologia e della Carta di Treviso in relazione alla diffusione di notizie concernenti fatti di cronaca di particolare risonanza avvenuti a Roma (una vicenda di prostituzione minorile e un tentativo di suicidio da parte di un sedicenne) rispetto ai quali sono stati via via diffusi – attraverso i media tradizionali e in rete – dettagli non essenziali lesivi della personalità e della dignità dei minori interessati, aumentando il rischio di una loro identificazione (comunicati stampa 29 maggio e 13 novembre 2013, docc. web nn. 2449404 e 2749736). 9.2. La cronaca giudiziaria La materia della diffusione di informazioni relative a vicende giudiziarie ha continuato a formare oggetto di attenzione da parte dell’Autorità che ha ritenuto prive di fondamento segnalazioni nelle quali si lamentava la diffusione di dati identificativi di persone sottoposte ad indagine o condannate alla luce del principio, più volte ribadito nei suoi provvedimenti, secondo cui la pubblicazione di dati personali relativi a procedimenti penali è ammessa, anche senza il consenso dell’interessato, nei limiti dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico (art. 137, comma 3, del Codice; artt. 6 e 12 del codice di deontologia) (ex pluribus, note 15 marzo, 17 maggio e 21 ottobre 2013). Segnalazioni e reclami concernenti la cronaca giudiziaria talora hanno evidenziato profili di illiceità rispetto non solo al Codice, ma anche alle disposizioni in materia di segreto delle indagini e di pubblicazione degli atti processuali (artt. 12 11
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dialogando dialogando 114 e 329 c.p.p. e art. 684 c.p.).
In una vicenda, concernente la pubblicazione su un sito internet di un e-book recante il testo delle intercettazioni telefoni che raccolte nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e contenute in un’informativa preliminare predisposta dai Carabinieri, anche alla luce del riscontro pervenuto dalla menzionata Procura, l’Autorità ha ritenuto che la pubblicazione, per le sue caratteristiche (il contenuto del libro coincideva con l’intero atto-informativa dei Carabinieri, comprensivo di intestazione, non sottoposto a rielaborazione alcuna), potesse presentare elementi di incompatibilità con l’art. 114, comma 2, c.p.p. – che vieta “la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare” –, sottoponendo quindi l’accertamento di tale circostanza alla competente autorità giudiziaria. Si è d’altra parte evidenziato che, sotto il profilo delle specifiche disposizioni vigenti in materia di trattamento di dati personali in ambito giornalistico (artt. 136-139 del Codice), la pubblicazione, pur se attinente a fatti di indiscutibile interesse pubblico (risultanze di indagini su ipotesi di reato connessi alla gestione dei contributi pubblici erogati a favore di un movimento politi-
co), contenesse alcune espressioni lesive della dignità della reclamante (senatrice, esponente del movimento interessato dalle indagini, menzionata nelle conversazioni intercettate), non rispondenti al parametro dell’“essenzialità dell’informazione”, risultando la stessa di fatto estranea alla vicenda della gestione dei fondi pubblici attribuiti al movimento politico (nota 14 giugno 2013). Particolare cautela nella diffusione di notizie relative a procedimenti penali deve essere adoperata a protezione del diritto alla riservatezza nonché per assicurare il rispetto della dignità delle persone offese dal reato, poiché la pubblicità (specie tramite internet) data alla lesione ne pregiudica ulteriormente i diritti. Questo orientamento è stato alla base della valutazione di illiceità della pubblicazione in rete, da parte di una testata locale, di due articoli (successivamente rimossi) nei quali erano stati riportati brani di un libro, incentrato sulla reclamante (peraltro con riferimenti lesivi della sua dignità) e sulla sua famiglia, dichiarato giudizialmente diffamatorio e oggetto di sequestro (nota 28 ottobre 2013). 9.3. I personaggi pubblici Per quanto riguarda la diffusione di informazioni riguardanti personaggi pubblici o che esercitano pubbliche funzioni il quadro normativo e la relativa evoluzione giurisprudenziale consentono invece di individuare margini più ampi nel trattamento dei dati personali (in tal senso v. già Relazione
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI OTTOBRE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre del12
l’anno (luglio - settembre 2014); Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel primo semestre dell’anno (gennaio - giugno 2014).
2012, p. 153). Tale orientamento è stato seguito anche in relazione alla lamentata diffusione, nel corso di una trasmissione televisiva di inchiesta e di approfondimento informativo, di immagini tratte da un Dvd della festa nuziale privata dei segnalanti asseritamente sottratto agli stessi. Al riguardo, l’Ufficio ha rilevato che – fermi restando gli accertamenti dell’autorità giudiziaria in ordine all’asserita acquisizione fraudolenta del Dvd – la diffusione delle immagini ritraenti i segnalanti e alcuni ospiti (e tra questi un esponente politico già ministro dello sviluppo economico) non presentava profili di contrasto con il parametro della “essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico” (art. 137, comma 3, del Codice). Il servizio andato in onda – nel quale, peraltro, i volti degli altri ospiti presenti alla festa erano stati oscurati – si inseriva, infatti, nell’ambito di un dibattito sui criteri in base ai quali vengono corrisposti contributi e altre utilità pubbliche a privati. (segue sul prossimo numero) RISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2014); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.
GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 10/2014
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Circolare n. 4 del 29/08/2014 Oggetto: 1. Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2014; 2. Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. 1. Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2014 Come noto, il 30 settembre p.v. scade il termine previsto per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2014. Si ricorda che sono tenuti al versamento del contributo minimo annuale tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel corso dell’anno 2014 abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma. In base a quanto disposto dall’art. 3 del vigente Regolamento della Gestione separata INPGI, per i giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale fino a cinque anni, il contributo minimo è ridotto al 50%. A tal fine, l’anzianità deve essere valutata alla data del 30 settembre 2014, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale (elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti). Di conseguenza, per l’anno 2014, potranno versare il contributo minimo in misura ridotta gli assicurati che risultino iscritti all’Ordine dei giornalisti con decorrenza successiva al 30 settembre 2009. Si ricorda, inoltre, che l’art. 18, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito in legge n. 111/2011) prevede che, per gli iscritti che risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto, la contri-
buzione dovuta sia fissata ad una aliquota non inferiore al 50% di quella ordinaria. Di conseguenza, per i giornalisti che alla data del 30 settembre risultino già pensionati il contributo soggettivo minimo dovuto sarà pari al 50% di quello ordinario. Gli importi dovuti per l’anno 2014 - tenuto conto della variazione dei prezzi al consumo (indice FOI) accertata nell’anno 2013 dall’Istat, pari all’1,10% e della determinazione del contributo di maternità (delibera del Comitato Amministratore della Gestione Separata INPGI n. 9 del 12/05/2014, approvata dai ministeri vigilanti con nota n. 36/0011164/MA004.A007/PG-L-63 del 31/07/2014, pubblicata con avviso in G.U. n. 192 del 20/08/2014) - sono i seguenti: (VEDI TABELLA) Il pagamento dei predetti contributi dovrà essere eseguito con il Modello F24/Accise, reperibile sul sito dell’INPGI ed in quello dell’Agenzia delle Entrate (nella sezione modelli di versamento), che dovrà essere compilato indicando, quale contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del giornalista interessato (non è ammesso il versamento da parte di soggetti diversi) ed utilizzando i seguenti codici: Ente = P Provincia = (lasciare vuoto) Codice tributo = G001 Codice identificativo = 22222 Mese = 01 Anno di riferimento = 2014. Qualora il giornalista non si trovasse nelle condizioni di poter utilizzare la predetta forma di pagamento potrà effettuare il versamento mediate bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI, acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. In questo caso è indispensabile che nella
causale del versamento sia indicato “AC 2014 seguito dal numero di posizione ANNNNN (lettera A seguita da 5 cifre) ovvero dal proprio codice fiscale”. Si ricorda che non sono tenuti al versamento del contributo minimo i giornalisti che abbiano svolto l’attività esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, l’interessato deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/692). Si evidenzia, inoltre, che i giornalisti iscritti alla Gestione separata che - alla data del 30/09/2014 - non abbiano svolto alcuna forma di attività giornalistica autonoma e che entro la fine del 2014 presumono di non svolgere alcuna attività giornalistica, sono esentati (previa comunicazione scritta di cessata attività, modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/473) dal versamento del contributo minimo. Si ricorda che, questi ultimi, se interessati ad ottenere la copertura contributiva nell’anno 2014 - pur in assenza di svolgimento di prestazioni professionali - possono eseguire ugualmente il versamento dei contributi minimi. 2. Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. Come noto, l’art. 86, comma 2, del D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni ed il relativo decreto attuativo (DM 25/05/2001, pubblicato nella G.U. 14 giugno 2001, n. 136) prevede che per i lavoratori non dipendenti che rivestono la carica di sindaci, di presidenti di provincia, di presidenti di comunità 15 Contributo minimo ridotto per i giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto
Totale contributo minimo 2014 Notiziario USPI n° 10/2014
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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi montane, di unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, di assessori provinciali e di assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, di presidenti dei consigli provinciali, di presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi in cui il comune abbia attuato nei loro confronti un effettivo decentramento di funzioni e di presidenti delle aziende anche consortili fino all’approvazione della riforma in materia di servizi pubblici locali, gli enti locali versano quote forfetarie annuali, da pagare mensilmente, a favore delle forme pensionistiche presso le quali i predetti soggetti erano iscritti o continuano ad essere iscritti alla data di conferimento del mandato. Si precisa che – a seguito del pronunciamento di alcune sezioni regionali della Corte dei conti (per prima quella della Basilicata, seguita poi, da Lombardia, Liguria e Piemonte), nonché del conforme parere reso dal Ministero dell’Interno in data 9/04/2014 (parere n.15900/TU/086 del 9 aprile 2014) – “l’art. 86, secondo comma, TUEL può trovare applicazione solo quando il lavoratore autonomo che ricopre una delle cariche previste dal primo comma si astenga del tutto dall’attività lavorativa; circostanza che il lavoratore autonomo ha l’onere di comprovare rilasciando all’ente locale un’attestazione in cui dichiara la sospensione dell’attività in costanza di espletamento del mandato amministrativo, nonché notificando la medesima dichiarazione all’ente previdenziale”. Di conseguenza, il giornalista che in ragione della carica di Amministratore locale non abbia sospeso lo svolgimento dell’atti-
vità professionale dovrà provvedere autonomamente ed a proprio carico al versamento della contribuzione dovuta alla Gestione previdenziale separata dell’INPGI. Nei casi in cui, invece, il giornalista per l’espletamento della carica di amministratore abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale, il versamento della contribuzione minima annuale dovuta alla Gestione separata dell’INPGI, come indicata al precedente punto 1), è posto a carico dell’Amministrazione locale. A tal fine, le Amministrazioni interessate potranno effettuare - entro il 30 settembre 2014 - il versamento delle quote contributive dovute mediante bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI ed acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. Al fine di una corretta imputazione dei versamenti effettuati è indispensabile che nella causale del bonifico siano indicati i seguenti dati del giornalista: “2014 - Nome e Cognome - data di nascita – Dlgs 267/2000”. In ogni caso, al fine di evitare disguidi, si chiede di inviare - anche a mezzo fax 068578264 - una comunicazione di avvenuto versamento, con i dati identificativi del giornalista interessato. Per il versamento del contributo in oggetto, Le Amministrazioni interessate – in alternativa al bonifico bancario - potranno utilizzare anche il Modello F24-EP sul quale dovranno: •nel campo “Sezione” indicare il valore “P” che identifica l’INPGI;
•nel campo “Codice tributo/causale” indicare la “G267”; •nel campo “Codice” non indicare nulla; •nel campo “Estremi identificativi” indicare il codice: “22222” •nel campo “Riferimento A” indicare: “0001”; •nel campo “Riferimento B” indicare “2014” •nel campo “Importi a debito versati” indicare l’importo versato. Nel caso in cui per il pagamento sia utilizzato il modello F24-EP è necessario che l’Amministrazione interessata comunichi all’INPGI (Fax 06 8578264) il nominativo del giornalista per il quale si è provveduto al versamento. Si ricorda che i giornalisti per i quali l’Amministrazione locale abbia provveduto al versamento della contribuzione minima ancorché abbiano sospeso l’attività professionale - sono, comunque, tenuti all’invio della comunicazione reddituale all’INPGI, da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio di ogni anno, ed al pagamento - entro i termini previsti - delle contribuzioni a saldo, connesse all’eventuale reddito professionale conseguito in periodi diversi da quelli oggetto di sospensione dell’attività. Si informa, infine, che l’Istituto sta predisponendo - per i giornalisti che hanno segnalato il proprio indirizzo e-mail e/o PEC - una nota in cui sono riportati i dati per effettuare il versamento della contribuzione in oggetto. Distinti saluti. IL DIRIGENTE Augusto Moriga
Notiziario USPI n° 10/2014
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Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale Scadenzario di ottobre 27 ottobre scaMBi iNtRacoMuNitaRi iNtRastat MeNsiLe
30 ottobre BeNi iN GoDiMeNto ai soci aNNo 2013 -
Scade il termine entro il quale i soggetti tenuti mensilmente devono presentare telematicamente all’Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi degli acquisti e/o cessioni di beni e/o servizi relativi al mese di settembre. scaMBi iNtRacoMuNitaRi iNtRastat tRiMestRaLe
Scade il termine entro il quale i soggetti tenuti trimestralmente devono presentare telematicamente all’Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi degli acquisti e/o cessioni di beni e/o servizi relativi al terzo trimestre 2014.
Scade il termine per la comunicazione all’Anagrafe Tributaria relativa ai beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo. FiNaNZiaMeNti aNNo 2013
Scade il termine per la Comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nell’anno 2013, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a euro 3.600,00.
assisteNZa FiscaLe – DicHiaRaZioNe MoD. 730 iNteGRativo
31 ottobre oPeRaZioNi coN Paesi c.D. BLacK List – PReseNtaZioNe eLeNcHi MeNsiLi
Scade il termine per la presentazione ad un Caf o ad un professionista abilitato, anche in caso di assistenza prestata dal sostituto d’imposta, della dichiarazione modello 730 integrativo.
Per i contribuenti che effettuano operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori (paesi c.d. black list) individuati dal Dm 4/5/99 e Dm 21/11/01, scade il termine di presentazione
telematica delle comunicazioni dei dati delle operazioni intercorse nel mese di settembre. oPeRaZioNi coN Paesi c.D. BLacK List – PReseNtaZioNe eLeNcHi tRiMestRaLi Per i contribuenti che effettuano operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori (paesi c.d. black list) individuati dal Dm 4/5/99 e Dm 21/11/01, scade il termine di presentazione telematica delle comunicazioni dei dati delle operazioni intercorse nel terzo trimestre 2014. RiMBoRsi iNFRaNNuaLi iva Scade il termine, ai sensi dell’art. 38-bis, secondo comma, Dpr n. 633/72, per la presentazione della richiesta di rimborso dell’imposta a credito relativa al terzo trimestre 2014 nelle ipotesi previste dall’art. 30, c. 3. In alternativa alla richiesta di rimborso, l’importo a credito può essere portato, in tutto o in parte, a compensazione mediante utilizzazione del mod. F24. In tal caso deve essere presentata all’ufficio competente una dichiarazione contenente i dati richiesti per l’istanza di rimborso entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento.
Il n. 10 ottobre 2014 è stato stampato il 17 ottobre 2014
Notiziario USPI Edizione Ottobre 2014

References: articolo 1
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 ARTICOLO 3
 ARTICOLO 5

ARTICOLO 4
 ARTICOLO 6
 ARTICOLO 7

ARTICOLO 8
 ARTICOLO 9
 ARTICOLO 10
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 art. 684
 art. 81
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