Source: http://www.comune.piossasco.to.it/regolamento/barbieri.htm
Timestamp: 2018-11-21 07:56:00+00:00

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Regolamento delle attività di barbieri e parrucchieri
REGOLAMENTO ATTIVITA' DEI BARBIERI E PARRUCCHIERI
Art. 2 - Procedura di adozione
Art. 3 - Modalità di svolgimento delle attività
Art. 4 - Autorizzazione d'esercizio
Art. 5 - Procedura per la presentazione della domanda e per il rilascio dell'autorizzazione d'esercizio
Art. 6 - Accertamento dei requisiti di cui alla legge 443/85 ed altri
Art. 7 - Accertamento dei requisiti igienici
Art. 8 - Superfici minime dei locali da adibirsi all'esercizio dell'attività
Art. 9 - Idoneità igienico sanitaria dei locali e delle attrezzature impiegate
Art. 10 - Procedura Requisiti igienici per le attività svolte presso ospedali, case di cura istituti con ricovero permanente e comunità varie, sui malati e sui deceduti
Art. 11 - Accertamento della qualifica professionale
Art. 12 - Accertamento della distanza tra nuovi esercizi e esercizi preesistenti
Art. 13 - Trasferimento degli esercizi - Nuova autorizzazione
Art. 14 - Cambio di titolarità
Art. 15 - Sospensione temporanea dell'attività su richiesta dell'operatore - Ferie
Art. 16 - Cessazione dell'attività
Art. 17 - Sospensione e revoca dell'autorizzazione
Art. 18 - Esposizione delle tariffe
Art. 19 - Orari
1.1 Il presente Regolamento in conformità alle norme della Legge 161/63 e successive modifiche disciplina le attività di:
a) BARBIERE, titolo che designa le attività per solo uomo, relative al taglio dei capelli e della barba ed ogni altro servizio complementare che non comporta modifiche allo stato naturale del capello;
b) PARRUCCHIERE, titolo che designa le attività esercitate indifferentemente su uomo e donna relative al taglio dei capelli, all'acconciatura degli stessi, all'applicazione di parrucche, al taglio della barba, alla manicure e alla pedicure esclusivamente estetica ed ogni altro servizio complementare ad esclusione di quelli compresi nelle attività di estetista.
1.3 Non sono oggetto del presente Regolamento le attività di formazione e di aggiornamento professionale svolte per fini esclusivamente didattici dagli Enti o dalle Associazioni di comparto, autorizzati in locali e con attrezzature conformi alle norme urbanistiche e igieniche vigenti.
2.1 Il presente Regolamento viene adottato dal Consiglio Comunale, sentito il parere della Commissione Provinciale per l'artigianato di cui all'articolo 10 della Legge 8 agosto 1985 n° 443 e previa approvazione degli organi di tutela.
Articolo 3 - Modalità di svolgimento delle attività.
3.2 Tali attività possono essere svolte in modo saltuario ed eccezionale presso il domicilio del cliente da parte di coloro che sono titolari di regolare autorizzazione o da un loro dipendente incaricato, purché il servizio avvenga in normale orario di lavoro e si provino validi motivi di impedimento da parte del cliente di utilizzare la sede d'esercizio del barbiere o del parrucchiere.
3.3 Tali attività possono altresì essere svolte in modo saltuario e eccezionale presso enti, istituti, ospedali, alberghi piscine, palestre, ed altri simili strutture, sempre che siano in possesso di regolare autorizzazione amministrativa. I locali destinati al servizio devono tuttavia essere dichiarati conformi alle normative igienico sanitarie vigenti.
3.4 E' vietato l'esercizio delle attività oggetto del presente Regolamento senza il possesso di regolare autorizzazione a titolo di dimostrazione salvo che le iniziative non siano organizzate nel corso dell'attività di formazione e aggiornamento da scuole professionali che siano state autorizzate e riconosciute dai competenti organi dello Stato.
3.5 I barbieri e i parrucchieri nell'esercizio della loro attività possono avvalersi direttamente di collaboratori familiari e di personale dipendente per l'esclusivo svolgimento di prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico, così come previsto dall'articolo 9 comma 2 della Legge 1/90.
Articolo 4 - Autorizzazione d'esercizio.
4.1 L'esercizio delle attività di cui all'articolo 1 è soggetta ad autorizzazione amministrativa.
4.2 L'autorizzazione è rilasciata ai sensi dell'articolo 107 comma 3 lettera f) del D.L.vo 267/2000, dal Dirigente entro 90 giorni dalla presentazione della domanda regolare e completa, previo accertamento di ognuno dei requisiti di cui agli articoli 5, 6 7 e 8 seguenti.
Articolo 5 - Procedura per la presentazione della domanda e per il rilascio dell'autorizzazione d'esercizio.
1) i dati anagrafici del richiedente e l'eventuale ragione sociale della ditta che rappresenta
2) la descrizione dettagliata dell'attività che si intende esercitare
3) la precisa ubicazione del locale da utilizzare per l'esercizio dell'attività
4) autocertificazione attestante la disponibilità degli stessi locali
a) il certificato della Commissione provinciale dell'artigianato relativo alla qualifica professionale;
b) l'indicazione del direttore dell'azienda per le aziende diverse da quelle previste dalla Legge 443/85; con relativa dichiarazione di accettazione dell'incarico da parte del direttore stesso;
c) una apposita scheda tecnica elaborata dal Dipartimento di prevenzione competente dell'A.S.L. finalizzata alla verifica dell'idoneità sanitaria dei locali prescelti, delle attrezzature impiegate e dei procedimenti tecnici adottati in rapporto alla vigente normativa igienico sanitaria.
Articolo 6 - Accertamento dei requisiti di cui alla legge 443/85 ed altri.
6.1 L'autorizzazione di cui all'articolo 4, può essere rilasciata previo accertamento dei requisiti di cui alla legge quadro sull'artigianato - Legge 8 agosto.
7.1 L'autorizzazione di cui all'articolo 4, può essere rilasciata soltanto previo accertamento dei requisiti igienici dei locali e delle attrezzature destinati allo svolgimento delle attività, nonché ai requisiti sanitari relativi ai procedimenti tecnici usati, nonché delle norme e disposizioni vigenti in materia.
7.2 L'accertamento spetta al dirigente competente che si avvale del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda Sanitaria Locale.
Articolo 8 - Superfici minime dei locali da adibirsi all'esercizio dell'attività
8.1 Per le autorizzazioni all'apertura di nuovi esercizi e per trasferimenti di quelli esistenti, sono fissate le seguenti superfici minime dei locali da adibire all'esercizio delle attività, esclusi cioè i locali accessori (ingressi, servizi, ripostigli, sale di attesa ecc.): mq. 15 per un solo posto di lavoro, mq. 4 in più per ogni posto di lavoro oltre il primo; si definisce posto di lavoro ogni poltrona attrezzata davanti allo specchio.
Articolo 9 - Idoneità igienico sanitaria dei locali e delle attrezzature impiegate
9.1 I locali adibiti all'esercizio delle attività di parrucchiere devono avere i requisiti dimensionali, igienici ed impiantistici di seguito indicati:
a) altezza dei locali adibiti all'esercizio dell'attività non inferiore a mt. 2,70;
b) superficie aero illuminate non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento; l'areazione può essere anche artificiale a mezzo di impianto di ventilazione forzata, soggetto a parere favorevole da parte dell'A.S.L. competente. Dove l'illuminazione naturale sia insufficiente, soprattutto sui piani di lavoro, è indispensabile ricorrere sia alla illuminazione artificiale (D.P.R: 303/56, art.10);
c) nei locali deve comunque, in caso di spandimento di sostanze tossiche volatili, essere garantita la presenza di un impianto di aspirazione localizzato, preferibilmente mobile, così da potersi posizionare anche sul posto di applicazione del prodotto; eventuali apparecchiature autofiltranti dovranno essere approvate dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della A.S.L. competente;
9.2 I servizi igienici, interni all'esercizio ed esclusivi, devono essere in numero e posizione adeguati sia alle esigenze di privatezza e comfort sia alla necessità di una facile e rapida pulizia. Devono inoltre essere rispondenti alle seguenti prescrizioni:
pavimento ricoperto da piastrelle greificate e comunque perfettamente solide ed impermeabili, dotati di lavandino interno e di tazza. Gli stessi devono essere dotati, se dislocati all'interno dei locali adibiti all'attività di parrucchiere, di antilatrina con porta a chiusura automatica.
9.3 Gli impianti elettrici e termoidraulici devono essere eseguiti nel rispetto della vigente normativa prevista dalla Legge 3.5.1990 n. 46.
9.4 Nel caso dei locali interrati e seminterrati (tali sono considerati quelli che non dispongono di almeno un lato completamente fuori terra e almeno 1/8 della superficie finestrata apribile) deve essere inoltrata richiesta preventiva di deroga all'A.S.L. competente per territorio ex art.8 D.P.R. 19.3.1956, n. 303 e comunque devono esistere le seguenti condizioni:
a) separazione di pareti e pavimenti dal terreno tramite idonee; strutture di difesa dall'umidità che non deve comunque superare il 75% nell'area ambiente;
b) presenza di impianti di condizionamento o ventilazione forzata che garantiscono almeno 4 ricambi d'aria all'ora;
d) impianti di illuminazione artificiale adeguati alle caratteristiche del lavoro specifico;
9.5 Nei locali ad uso dell'esercizio ed in quelli accessori i pavimenti e le pareti fino ad un'altezza di mt. 1,80 devono essere rivestiti da piastrelle impermeabili e lavabili con acqua e disinfettanti ovvero da marmo per i pavimenti:
le pareti possono anche essere ricoperte da adeguato materiale lavabile, rigido e solidamente applicato fino a mt. 1,80, con esclusione delle tappezzerie in carta e delle semplici tinteggiature di tipo idro - resino plastico. Gli angoli di raccordo tra le pareti e il pavimento devono essere preferibilmente arrotondati.
9.6 Nei locali di lavoro devono esistere lavandini fissi in maiolica o smalto o altro materiale riconosciuto idoneo dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della A.S.L. competente. Tali lavandini devono essere sifonati e dotati di dispositivo per lo scarico diretto nelle tubature. I lavatesta devono essere ad acqua corrente con dispositivo per lo scarico diretto nelle tubature. Il taglio e l'acconciatura devono avvenire su capelli puliti mediante lavatura. Coloro che non avessero attuato la lavatura al proprio domicilio dovranno provvedere presso il parrucchiere stesso. Questi è autorizzato a rifiutare il servizio su capelli non puliti.
9.7 Gli esercizi nei quali si usino solventi volatili ed infiammabili devono essere provvisti di un deposito separato dal locale di lavoro; tali prodotti dovranno essere utilizzati seguendo scrupolosamente le indicazioni della casa produttrice e comunque utilizzati in appositi recipienti in locali adeguatamente aerati per un facile e rapido ricambio d'aria. Non devono tenersi nei locali di lavoro quantità di sostanze infiammabili o potenzialmente tossiche superiori a quelle che consentono di operare in condizioni di sicurezza.
9.8 Tutti gli esercizi dove vengono svolte le attività disciplinate dal presente Regolamento devono essere dotati di contenitori chiudibili, lavabili e disinfettabili, per la biancheria usata e di un armadio a destinazione esclusiva con sportelli per quella pulita, nonché di recipienti muniti di coperchio con apertura a pedale, per la raccolta delle immondizie.
9.9 Tutti gli esercizi devono essere forniti di asciugamani e biancheria preferibilmente del tipo monouso e comunque in quantità sufficiente onde poter essere ricambiata ad ogni servizio in attesa della disinfezione di rasoi, di forbici, di pennelli ed accessori in proporzione all'importanza dell'esercizio stesso ed al numero di lavoranti. Tutti gli esercizi devono essere dotati di un armadietto contenente materiale per il pronto soccorso.
9.10 Il mobilio e l'arredamento devono essere tali da permettere una completa pulizia giornaliera ed una periodica disinfezione; gli esercizi per l'attività di parrucchiere devono essere forniti di sedili rivestiti di materiale lavabile. Nel caso gli schienali dei sedili siano muniti di appoggia capo, lo stesso deve essere ricoperto di carta o asciugamani da cambiare per ogni persona.
9.11 Al titolare dell'autorizzazione incombe l'obbligo e la responsabilità dell'osservanza delle seguenti norme igieniche, valide per tutti coloro che impiegano, per scopo professionale, strumenti taglienti e/o aghi;
tali precauzioni hanno lo scopo di impedire la trasmissione e la diffusione di agenti patogeni quali virus delle epatiti B,C o altri agenti patogeni quali l'HIV (causa dell'AIDS); tali precauzioni devono essere rispettate anche dal personale dipendente:
a) l'esercizio e i locali annessi devono essere tenuti con massima pulizia e disinfettati periodicamente
b) il personale deve osservare costantemente le più scrupolose norme di pulizia personale ed igiene; con speciale riguardo alle mani e alle unghie ed indossare un abbigliamento da lavoro di colore chiaro sempre in stato di perfetta nettezza
c) prima di iniziare ciascun servizio l'addetto al servizio stesso deve lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone
d) nelle attività che prevedono un contatto diretto e manuale, la parte da trattare deve essere abbondantemente lavata con acqua e sapone e accuratamente disinfettata prima di ogni trattamento
e) per ogni cliente deve essere utilizzata sempre biancheria pulita, lavata ad alta temperatura
f) le persone manifestamente affette da malattia contagiosa o parassitaria, da eruzioni o lesioni cutanee evidenti e simili non possono essere servite
g) tutti gli attrezzi occorrenti per l'esercizio devono essere tenuti con la massima pulizia e, dopo abbondante lavaggio con acqua, devono essere disinfettati; la disinfestazione degli utensili e degli oggetti che vengono a contatto diretto con le parti cutanee del cliente, come forbici o altri strumenti metallici, deve eseguirsi a mezzo di calore o raggi ultravioletti; in particolare i rasoi e gli altri ferri taglienti del mestiere, devono essere sostituiti con strumenti di tipo monouso; tale obbligo deve intendersi per le lame e i rasoi sia di tipo normale sia a lama lunga; i rasoi o gli altri strumenti monouso vanno sconfezionati davanti al cliente prima del taglio. In ogni caso gli strumenti riutilizzati devono essere accuratamente puliti e abbondantemente lavati con acqua oltre che essere immersi prima dell'uso nell'alcool denaturato a 70 gradi o in disinfettante idoneo secondo le indicazioni dell'Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica quale organo Sanitario di vigilanza competente sul territorio
h) gli stessi strumenti non possono essere utilizzati per due clienti diversi, se non dopo l'avvenuta sterilizzazione o disinfezione
i) dopo la rasatura della barba deve essere assicurata ai clienti la possibilità di lavarsi con abbondante acqua calda corrente e la possibilità che la superficie rasata sia spruzzata con soluzione alcolica al 50% o con altri appositi idonei preparati disinfettanti
j) le spazzole che servono per i capelli devono essere accuratamente lavate e disinfettate dopo ogni servizio
k) per spargere talco si deve esclusivamente fare uso di polverizzatore; è proibito l'uso di piumini
l) le tinture, i fissativi e gli altri preparati dovranno rispondere ai requisiti prescritti dalle norme vigenti in materia e manipolati con l'utilizzo di guanti monouso
m) i procedimenti di lavorazione, nei quali vengono impiegati prodotti o solventi le cui esalazioni possono risultare fastidiose o nocive, devono essere sempre seguiti da rapide e abbondanti areazioni dell'ambiente;
n) il confezionamento dei prodotti che comportano la miscelazione di più componenti con l'emanazione di vapori o sostanze volatili secondarie, deve avvenire in condizioni di aspirazione localizzata con velocità di captazione di almeno 0,5 mt/ sec. alla cappa e possibilmente con cappa chiusa
o) durante l'applicazione e l'uso di liquidi infiammabili si deve evitare che nell'esercizio siano accese fiamme libere
p) gli strumenti riutilizzabili devono essere sterilizzati mediante raggi ultravioletti in appositi apparecchi per la sterilizzazione fisica, il metodo più pratico e sufficientemente efficace è la bollitura per 20 minuti; in alternativa possono essere impiegati metodi quali la sterilizzazione a vapore mediante autoclave a 121° C per almeno 20 minuti o la sterilizzazione a secco in stufa a 170° C per due ore; quando la caratteristica degli strumenti non permette la resistenza a tali temperature è possibile procedere alla disinfezione chimica; in tal caso occorre assicurarsi dell'attività e della concentrazione del disinfettante e di avere pulito accuratamente lo strumento da disinfettare, in quanto gli oggetti sporchi non sono disinfettabili correttamente; i prodotti consigliati possono essere l'ipoclorito di sodio per 30 minuti, da preparare immediatamente prima dell'uso alla concentrazione di 20ml/ L per materiale pulito o 100ml/ L per materiale sporco; lo strumento metallico può in questo caso subire qualche danno; una seconda possibilità è l'utilizzo dell'alcool etilico al 70% per 30 minuti, particolarmente efficace sull'HIV, ma poco sui batteri più resistenti; la sua efficacia migliora se mescolato con composti quaternari dell'ammonio o con clorexidina.
q) gli strumenti taglienti monouso devono essere raccolti attraverso contenitori rigidi protettivi.
r) i locali nei quali avvenga l'utilizzo di sostanze chimiche tabellate di cui all'allegato art. 33 del D.P.R. 19/03/1956, n. 303, devono presentare la possibilità di aerazione naturale diretta o in alternativa devono essere forniti di idoneo impianto di aspirazione che assicuri da quattro a sei ricambi/ora dell'aria dell'ambiente; s) ai sensi della tabella allegata all'art.33 del D.P.R. 19/03/1956, n. 303, del D.P.R. 482/75, nonché delle circolari del Ministero della Sanità n. 46/1979 e n. 61/1981, il personale dipendente che utilizza, seppure saltuariamente, ammine aromatiche contenute in tinture è tenuto a sottoporsi, oltre alle visite mediche annuali di idoneità sanitaria, alle visite preventive e periodiche secondo la periodicità ed il protocollo di esami stabiliti dal medico del lavoro. E' a cura ed onere del datore di lavoro ottemperare a tale obbligo.
9.12 Il titolare dell'autorizzazione segnalerà al Servizio Igiene e Sanità pubblica casi di focolai, anche sospetti, di tigna o di pediculosi dei quali sia venuto a conoscenza nell'esercizio della sua attività. I titolari dell'autorizzazione devono segnalare altresì all'Organo di Vigilanza dell'A.S.L. eventuali danni derivati o riferibili all'uso di tinture o di altri prodotti cosmetici nei propri dipendenti (D.P.R. 1124/ 65).
9.13 Le acque reflue provenienti dalle attività di parrucchiere o estetica debbono essere paragonate ad attività di prestazioni di servizi e sono da considerarsi, ai sensi dell'art. 14 2°comma, punto B della L.R. 26/03/1990 n.13,, assimilabili a quelle provenienti dagli insediamenti abitativi e pertanto classificabili nella classe A del predetto art. 14, purché rientrino nei limiti di accettabilità di cui all'allegato 3 della predetta L.R. 13/1990. Qualora detti scarichi siano tributari di pubblica fognatura sono ammessi nell'osservanza dei Regolamenti emanati dall'Ente gestore dell'impianto di depurazione della pubblica fognatura stessa.
9.14 Lo smaltimento dei rifiuti dovrà essere conforme a quanto previsto dalle normative vigenti in materia.
Articolo 10 - Requisiti igienici per le attività svolte presso ospedali, case di cura, istituti assistenziali con ricovero permanente e comunità varie, sui malati e sui deceduti
10.1 Fermo restando il divieto delle attività oggetto del presente Regolamento in forma ambulante, le stesse possono essere consentite presso ospedali, case di cura, istituti assistenziali con ricovero permanente e comunità varie, purché l'esercente si uniformi a tutte le prescrizioni igienico - sanitarie dettate dal presente Regolamento.
10.2 Le attività di parrucchiere possono esercitarsi anche al letto degli ammalati non di malattie infettive in fase contagiosa per la particolare attività, e quindi previo parere del Servizio di Igiene e Sanità pubblica competente, sia quando l'ammalato è a domicilio che ricoverato in luoghi di cura; per questi ultimi il parere sulla contagiosità o meno delle malattie infettive può essere espresso dal Direttore Sanitario.
10.3 Gli strumenti dell'attività professionale per dette incombenze devono essere di tipo monouso e, ove non possibile, conservati in apposita custodia, costruita con materiale facilmente lavabile e disinfettabile; devono essere accuratamente disinfettati dopo il singolo uso e devono essere adibiti esclusivamente per l'esercizio sui malati.
10.4 Le attività di parrucchiere possono essere consentite, a richiesta dei parenti, anche sulle persone decedute, purché non di malattie infettive contagiose e quindi previo parere del Servizio di Igiene e Sanità pubblica della A.S.L. competente o del Direttore Sanitario in caso di decesso in luogo di cura e deve essere svolto da personale qualificato di esercizi autorizzati.
10.5 Gli strumenti dell'attività professionale devono essere esclusivamente di tipo monouso.
Articolo 11 - Accertamento della qualifica professionale
11.1 L'autorizzazione di cui all'articolo 4, può essere rilasciata previo accertamento della qualifica professionale del richiedente secondo le norme contenute negli articoli della Legge 161/63 e successive modifiche.
11.2 L'accertamento si definisce con l'acquisizione dell'atto di certificazione di qualifica rilasciato dalla Commissione provinciale dell'artigianato.
Articolo 12 - Accertamento della distanza tra nuovi esercizi e esercizi preesistenti
12.1 La distanza minima da rispettare per il rilascio di autorizzazioni all'esercizio di attività di parrucchiere e barbiere viene determinata tenendo conto dei dati relativi alla superficie abitata, alla popolazione, agli esercizi in attività, al numero di addetti operanti sul territorio, ed al numero di addetti ritenuti necessari in relazione alla popolazione.
12.2 La popolazione di riferimento è quella residente secondo l'ultimo dato disponibile riferito all'anno precedente.
12.3 Ai fini del calcolo delle distanze minime sono considerati addetti i seguenti operatori: il titolare; i soci che prestano la loro opera in caso di società aventi i requisiti previsti dalla Legge 443/1985; il direttore tecnico in caso di società non aventi i requisiti di cui alle Leggi 443/1985 e 133/1997; i dipendenti ed i coadiuvanti.
12.4 Il numero degli addetti in attività è accertato con una dichiarazione annuale trasmessa da tutti gli esercizi presenti sul territorio con riferimento al 31 dicembre dell'anno precedente. Il numero degli addetti in relazione alla popolazione è di 1 addetto ogni 800 persone per l'attività di parrucchiere, e di 1 addetto ogni 1200 persone per quella di barbiere.
12.5 La distanza minima richiesta tra nuovi esercizi e esercizi preesistenti si determina utilizzando la seguente formula:
Radice quadrata di
superficie comunale abitata
popolazione totale al 31/12
numero abitanti per addetto
12.6 Il calcolo della distanza minima è fissato annualmente, con Determinazione dirigenziale, entro il 31 marzo, e si applica alle domande presentate dopo tale data; alle domande presentate entro il 31 marzo si applicano le distanze stabilite per l'anno precedente.
12.7 La distanza minima è accertata in metri lineari seguendo il più breve percorso pedonale tra metà ingresso della sede richiesta e quello dell'esercizio preesistente avente la medesima specializzazione .
12.8 L'accertamento della distanza metrica lineare è affidato agli organi di polizia municipale.
12.9 Per gli esercizi situati all'interno dei fabbricati, in cortili o altre aree non soggette ad uso pubblico la distanza sarà misurata dalla porta di ingresso del fabbricato stesso.
12.10 Le disposizioni relative alle distanze non si applicano alle attività di parrucchiere e barbiere ubicate all'interno di alberghi, di discoteche e di centri commerciali, di case di cura, di case di riposo e di altre strutture similari; per tutti questi dovrà essere rispettato il solo vincolo che prevede di non superare 1 addetto ogni 800 persone per l'attività di parrucchiere, e di 1 addetto ogni 1200 persone per quella di barbiere, dividendo tale rapporto per tre in analogia con quanto stabilito al punto 12.5 di questo articolo. In ogni caso in ciascuna delle strutture di cui al presente punto sarà consentita la presenza dell'attività di un solo esercizio di parrucchiere e/o di barbiere.
Articolo 13 - Trasferimento degli esercizi - Nuova autorizzazione
13.1 Le aziende che intendono trasferire la loro sede operativa in un altro locale del territorio comunale, devono inoltrare domanda di autorizzazione e contestualmente dichiarare la disponibilità a restituire l'autorizzazione in essere, per consentire il rilascio di nuova autorizzazione.
13.2 L'attività di parrucchiere o di barbiere deve mantenere una distanza minima dal più vicino esercizio con medesima specializzazione nel rispetto di quanto previsto all'articolo 9 del presente regolamento.
Articolo 14 - Cambio di titolarità.
14.1 Il cambio di titolarità nell'attività di parrucchiere e barbiere, qualora non vi sia modifica dei locali che incida sui requisiti igienico sanitari degli stessi, è subordinato ad una istanza di intestazione dell'autorizzazione in capo al soggetto richiedente dalla quale deve risultare il possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività di parrucchiere o barbiere secondo le procedure fissate al precedente articolo 5.
14.2 Il subentrante può iniziare l'attività solo dopo che sia stata presentata la richiesta del comma precedente
Articolo 15 - Sospensione temporanea dell'attività su richiesta dell'operatore - Ferie
15.1 La sospensione dell'attività di parrucchiere e barbiere per un periodo superiore a 30 giorni deve essere autorizzata dal Dirigente
15.2 Tale sospensione può essere autorizzata fino a un anno prorogabile per il periodo e per i motivi di necessità o per altri gravi motivi da documentare in ogni caso.
Articolo 16 - Cessazione dell'attività
16.1 Nel caso di cessazione dell'attività è fatto obbligo al titolare di inoltrare al Comune apposita comunicazione di cessata attività con l'esatta data del termine che dovrà avvenire entro 30 giorni da tale data restituendo contestualmente la relativa autorizzazione.
Articolo 17 - Sospensione e revoca dell'autorizzazione
17.1 L'autorizzazione può essere sospesa per un periodo massimo di quindici giorni qualora venga formalmente accertato che l'esercizio effettua con continuità e senza giustificato motivo interruzioni giornaliere dell'attività.
17.2 L'autorizzazione viene revocata nei seguenti casi:
a) per sopravvenuta mancanza dei requisiti soggettivi della persona autorizzata;
b) per sopravvenuta mancanza dei requisiti oggettivi previsti per l'esercizio dell'attività;
c) per la sospensione non autorizzata dell'attività se superiore a 30 giorni.
Articolo 18 - Esposizione delle tariffe
18.1 E' fatto obbligo ai titolari delle attività di parrucchiere e barbiere di tenere esposte, in luogo ben visibile al pubblico le tariffe delle prestazioni professionali praticate.
Articolo 19 - Orari
19.1 L'orario di apertura settimanale viene determinato da ciascuna impresa entro i seguenti limiti:
Nel periodo dell'anno in cui è in vigore l'ora legale la chiusura serale deve avvenire entro le ore 21.La deroga alla chiusura serale - ottenibile su espressa richiesta dell'imprenditore - non potrà comunque in ogni caso essere concessa oltre le ore 22,00.
19.2 Il turno di riposo settimanale potrà essere fissato in giorni diversi dal lunedì ed essere realizzato anche in due mezze giornate. La chiusura infrasettimanale non è obbligatoria qualora nella settimana ricorra un giorno festivo oltre la domenica.
19.3 Nel periodo 1 giugno - 30 settembre di ogni anno le imprese potranno variare il proprio orario di apertura e chiusura sempre con i limiti di cui al punto 17.1 previa comunicazione al Comune.
19.4 E' prevista - salvo richiesta di deroga scritta da parte degli operatori del settore - la chiusura totale delle attività nelle seguenti festività: Capodanno - Epifania - 25 aprile - 1 maggio - 2 giugno - 15 agosto - Natività - Ognissanti - Immacolata Concezione - Natale - Santo Stefano.
19.6 Le giornate di chiusura e gli orari di lavoro devono essere comunicati al Dirigente.
Articolo 20 - Vigilanza
20.1 Agli effetti dell'applicazione del presente Regolamento, gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, al servizio di Igiene Pubblica e qualsiasi altra autorità competente, possono accedere ai locali in cui si svolgono le attività di parrucchiere e barbiere.
21.1 L'inosservanza delle norme del presente Regolamento è punita con le sanzioni amministrative previste dalla vigente normativa:
21.2 Possono essere adottate le seguenti sanzioni accessorie oltre a quelle indicate al primo comma:
a) richiamo e/o diffida;
b) chiusura temporanea dell'esercizio fino ad un massimo di 15 giorni;
c) revoca dell'autorizzazione
Articolo 22 - Disposizioni transitorie e finali
22.1 Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rimanda alla normativa vigente.
22.2 Per esigenze profilattiche ed igieniche che si evidenziassero occasionalmente, il Servizio d'igiene pubblica competente, potrà prescrivere tutti gli accorgimenti, le norme e le indicazioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di igiene e sanità, sia per i locali che per gli impianti igienico sanitari e le attrezzature.
22.3 Le richieste di trasferimento o di nuove autorizzazioni presentate dagli operatori precedentemente alla data di adozione del presente regolamento, ed i cui procedimenti non risultino conclusi entro tale scadenza, saranno portate a termine seguendo i criteri contenuti nelle disposizioni del precedente regolamento.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 8

Articolo 9
 art.10
 art.8
 art. 33
 art. 14

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14
 articolo 5

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 22