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Fungaioli Siciliani - DECRETO 15 luglio 2003, n. 388
Visitatori on lineIn questo momento ci sono, 95 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui Caccia&Pesca Volontario Prot.CivileRiportiamo del materiale didattico per sostenere gli esami di Volontario della Protezione Civile .IL VolontarioManuale Primo Soccorso Nuove Linee guida BLSDChiamata di soccorso D.M 388 del 2003 Montaggio tenda Min.MIPI88 Codice Fonetico NATO Uso ricetrasmittenti Codice Q Ricette con funghi Funghi con la nepitella Soffritto di porcini Risotto con funghi Bruschette con porcini Crepes ai funghi Zuppa di funghi Cappelle di funghi alla griglia Funghi Trifolati Cappelli d'ovoli al cartoccio Spaghetti in salsa di funghi e pecorino Polpette con funghi Riecette sui funghi Patate e funghi Spaghetti funghi e salsiccia Pasta alla ''Boscaiola '' di Giovanni S. Pappa di funghi Pennette alla siciliana con funghi Zuppa di ceci e porcini Funghi infornati Crepes ai Funghi Funghi alla Siciliana Focaccia ripiena di funghi Pasta con funghi sottolio Funghi di Camillo Polpette carne/funghi su foglie di limone Scaloppine ai funghi Spaghetti con gallinacci Involtini di sogliola ai funghi Pollo ai Funghi Funghi con patate al forno Risotto con funghi e prosciutto Filetto di maiale ai funghi porcini dell'Etna Crema di funghi Pappardelle ai funghi porcini Riso con funghi Funghi e patate Pollo e funghi Quaglie pancetta e funghi Porcini al forno Champignon ripieni di carne Pappardelle con funghi Scaloppe ai funghi Funghi al forno Risotto ai funghi Funghi sott'olio Funghi sotto aceto RAVIOLI DI POLLO AL PARMIGIANO E TARTUFO Lasagne e funghi Sugo a base di funghi Arrosto di maiale con funghi Scaloppine ai porcini Basilisco in tegame Funghi alla siciliana Fettuccine ai funghi di basilisco Torta salata con funghi Arista di maiale con funghi Stoccafisso ai porcini FETTINA DI VITELLO CON FUNGHI PORCINI Cappella di funghi porcini alla griglia Fegato e gallinacci Conserva di funghi Funghi sott'aceto INSALATA DI FUNGHI Porcini in padella SUGO DI CARNE CON FUNGHI Agnello e funghi soffritto di chiodini Farfalle primavera Schiacciata ai funghi Pizzette di cappellini spaghetti con cappellini Spaghetti profumati Porcini al Montasio Tortino di Funghi FAGOTTINI DI VERZA AL RIPIENO DI FUNGHI E GRANO SARACENO Tagliatelle ai Funghi Risotto ai funghi di Rosanna Lasagne ai funghi di Rosaria Pasta con Zucca e funghi Insalata di ovuli-amanita cesarea Tortiglioni e galletti - Cantharellus cibarius- Bruschette Funghi e verdura alla claudine Pizza con frullato di galletti Tagliatelle castagne e funghi Chiodini e salsiccia passo passo Filettini con funghi porcini Insalata di polpo con patate funghi e rucola Scaloppine ai funghi Capesante con porcini Tagliolini gamberi e porcini Frittata con funghi di ferla Funghi al brodo spugnole ripiene (morchelle) Torta di funghi e zucchine (Ricetta passo passo) Cestini croccanti ai funghi FILETTO DI MANZO AI FUNGHI ZUPPA DI FUNGHI PAPPARDELLE AI FUNGHI E CARCIOFI. INSALATA DI FINOCCHI E PINOLI Basilisco in tegame Ravioli ripieni di funghi e noci -Ripieno. Tranci di nasello con funghi e patate Agnello ai funghi Morchelle con crema di tacchino e patate Filetto di maiale con morchelle essiccate. Frittata di morchelle Rotolo di morchelle e ricotta con spinaci Crema di ricotta di capra, fave e morchelle Morchelle alla tirolese Sfoglie di parmigiano croccanti con crema di rosolini e fonduta alle morchelle Tagliolini alla trifola di morchelle miste LASAGNETTA ALLE MORCHELLE Famiglia dei funghetti -Uova e pomodoro MACCHERONCINI CON OLIVE E FUNGHI Tagliatelle alla Carrettiera con Porcini Tagliatelle al cacao con funghi e mascarpone Crespelle ai funghi chiodini Insalata di ovuli e porcini Zuppa di ovuli Farfalle con porro e funghi Filetto di maiale con prugne e porcini flambé Insalata di funghi crudi Prataioli Insalata di funghi e rucola Cardoncelli e zucca gialla al forno Trofiette funghi e speck Strozzapreti con porcini, zucca e tartufo Polpettine di zucca e funghi Strudel di porcini e zucca Crocchette ai funghi con insalate al salto Per ogni fungo una ricetta Tagliatelle al tartufo (scorzone) Insalata di tonno e funghi Bavette-porcini limone e pomodorini Tortino di Funghi Orecchiette con gamberi e funghi TAGLIATELLE CON ZUCCHINE E FUNGHI PORCINI Champignon trifolati Come cucinare funghi con tossine termolabili FUNGHI TERMOLABILI Ravioli di pasta di patate farciti ai funghi porcini Spiedini di funghi e filetto con salsa di pane al rosmarino OVOLI AL GRATICCIO BRODO DI OVOLI OVOLI ALLA CREMA FUNGHI DELL’INCHIOSTRO RISOTTO AI GALLETTI ZUPPA CON GALLETTI INSALATA DI CHIODINI CHIODINI IN PADELLA Cavatelli con funghi e cavolo nero Ravioli di pasta di patate farciti ai funghi porcini Spiedini di funghi e filetto con salsa di pane al rosmarino UN FUNGO,UNA RICETTA "Fungiu di ferra" Crema di ceci e funghi su crostini di pane Parmigiana di Funghi (ricetta di Rosanna) Controllo funghi ASL Regione Sicilia ASL1_Agrigento ASL 2 Caltanissetta ASL3 Catania ASL4_Enna ASL5 Messina ASL6 Palermo ASL7 Ragusa ASL8 Siracusa ASL9 Trapani Leggi: DECRETO 15 luglio 2003, n. 388
MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 15 luglio 2003, n. 388Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. GU n. 27 del 3-2-2004 Il Ministro della Salute Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Il Ministro per la Funzione Pubblica Il Ministro delle Attività Produttive Visti gli articoli 12, comma 1, lettere b) e c) e l'articolo 15, comma 3 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, che demanda ai Ministri della sanita', del lavoro e della previdenza sociale, della funzione pubblica e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, il compito di individuare le caratteristiche minime delle attrezzature di pronto soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, in relazione alla natura dell'attivita', al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio; Visto l'atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 1992; Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, ed in particolare l'articolo 17, commi 3 e 4; Visto il decreto del Ministro della sanita' 15 maggio 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 1992, concernente i criteri ed i requisiti per la codificazione degli interventi di emergenza; Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni; Visto l'atto di intesa tra Stato e Regioni recante l'approvazione delle linee guida sul sistema di emergenza sanitaria dell'11 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio 1996; Sentita la Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro, di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; Acquisita l'intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano; Acquisito il parere del Consiglio superiore di sanita'; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 26 marzo 2001; Adottano il seguente regolamento: Art. 1. Classificazione delle aziende 1. Le aziende ovvero le unita' produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attivita' svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi. Gruppo A: I) Aziende o unita' produttive con attivita' industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attivita' minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni; II) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilita' permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno (clicca sul collegamento per consultare la tabella). Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale; III) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura. Gruppo B: aziende o unita' produttive con tre o piu' lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Gruppo C: aziende o unita' produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A. 2. Il datore di lavoro, sentito il medico competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda od unita' produttiva e, solo nel caso appartenga al gruppo A, la comunica all'Azienda ... Sanitaria Locale competente sul territorio in cui si svolge l'attivita' lavorativa, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso. Se l'azienda o unita' produttiva svolge attivita' lavorative comprese in gruppi diversi, il datore di lavoro deve riferirsi all'attivita' con indice piu' elevato. Art. 2. Organizzazione di pronto soccorso 1. Nelle aziende o unita' produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1, che fa parte del presente decreto, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti; b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. 2. Nelle aziende o unita' produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodito e facilmente individuabile, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 2, che fa parte del presente decreto, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti; b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale; 3. Il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso e del pacchetto di medicazione, di cui agli allegati 1 e 2, e' aggiornato con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali tenendo conto dell'evoluzione tecnico-scientifica. 4. Nelle aziende o unita' produttive di gruppo A, anche consorziate, il datore di lavoro, sentito il medico competente, quando previsto, oltre alle attrezzature di cui al precedente comma 1, e' tenuto a garantire il raccordo tra il sistema di pronto soccorso interno ed il sistema di emergenza sanitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 e successive modifiche. 5. Nelle aziende o unita' produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attivita' in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unita' produttiva, il datore di lavoro e' tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all'allegato 2, che fa parte del presente decreto, ed un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l'azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Art. 3. Requisiti e formazione degli addetti al pronto soccorso 1. Gli addetti al pronto soccorso, designati ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di pronto soccorso. 2. La formazione dei lavoratori designati e' svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico puo' avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. 3. Per le aziende o unita' produttive di gruppo A i contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 3, che fa parte del presente decreto e devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attivita' svolta. 4. Per le aziende o unita' produttive di gruppo B e di gruppo C i contenuti ed i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 4, che fa parte del presente decreto. 5. Sono validi i corsi di formazione per gli addetti al pronto soccorso ultimati entro la data di entrata in vigore del presente decreto. La formazione dei lavoratori designati andra' ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacita' di intervento pratico. Art. 4. Attrezzature minime per gli interventi di pronto soccorso 1. Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nell'azienda o unita' produttiva, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso. 2. Le attrezzature ed i dispositivi di cui al comma 1 devono essere appropriati rispetto ai rischi specifici connessi all'attivita' lavorativa dell'azienda e devono essere mantenuti in condizioni di efficienza e di pronto impiego e custoditi in luogo idoneo e facilmente accessibile. Art. 5. Abrogazioni Il decreto ministeriale del 28 luglio 1958 e' abrogato. Art. 6. Entrata in vigore Il presente decreto entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato. Roma, 15 luglio 2003 Il Ministro della salute Sirchia Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Maroni Il Ministro per la funzione pubblica Mazzella Il Ministro delle attivita' produttive Marzano Visto, il Guardasigilli: Castelli Allegato 1 CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO Guanti sterili monouso (5 paia). Visiera paraschizzi Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1). Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3). Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10). Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2). Teli sterili monouso (2). Pinzette da medicazione sterili monouso (2). Confezione di rete elastica di misura media (1). Confezione di cotone idrofilo (1). Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2). Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2). Un paio di forbici. Lacci emostatici (3). Ghiaccio pronto uso (due confezioni). Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2). Termometro. Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa. Allegato 2 CONTENUTO MINIMO DEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE Guanti sterili monouso (2 paia). Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1). Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1). Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1). Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3). Pinzette da medicazione sterili monouso (1). Confezione di cotone idrofilo (1). Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1). Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1). Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1). Un paio di forbici (1). Un laccio emostatico (1). Confezione di ghiaccio pronto uso (1). Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1). Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza. Allegato 3 Obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori designati al pronto soccorso per le aziende di gruppo A OBIETTIVI DIDATTICI PROGRAMMA TEMPIPrima giornata MODULO A totale n. 6 ore Allertare il sistema di soccorso a) Cause e circostanze dell'infortunio (luogo dell'infortunio, numero delle persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.) b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai Servizi di assistenza sanitaria di emergenza. Riconoscere un'emergenza sanitaria 1) Scena dell'infortunio a) raccolta delle informazioni b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili 2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato: a) funzioni vitali (polso, pressione, respiro) b) stato di coscienza c) ipotermia e ipertermia 3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell'apparato cardiovascolare e respiratorio4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso. Attuare gli interventi di primo soccorso 1) Sostenimento delle funzioni vitali: a) posizionamento dell'infortunato e manovre per la pervietà delle prime vie aeree b) respirazione artificiale, c) massaggio cardiaca esterno 2) Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso.a) lipotimia, sincope, shock b) edema polmonare acuto c) crisi asmatica d) dolore acuto stenocardico e) reazioni allergiche f) crisi convulsive g) emorragie esterne post- traumatiche e tamponamento emorragico. Conoscere i rischi specifici dell'attività svolta Seconda giornata MODULO B totale n. 4 ore Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro 1) Cenni di anatomia dello scheletro. 2) Lussazioni, fratture e complicanze: 3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale. 4) Traumi e lesioni toraco-addominali. Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro 1) Lesioni da freddo e da calore. 2) Lesioni da corrente elettrica. 3) Lesioni da agenti chimici. 4) Intossicazioni. 5) Ferite lacero contuse. 6) Emorragie esterne Terza giornata MODULO C totale n. 6 ore Acquisire capacità di intervento pratico 1) Tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N. 2) Tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute. 3) Tecniche di primo soccorso nella sindrome di insufficienza respiratoria acuta. 4) Tecniche dì rianimazione cardiopolmonare. 5) Tecniche di tamponamento emorragico. 6) Tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato. 7) Tecniche di primo soccorso in casi di esposizione accidentale ad agenti chimici e biologici. Allegato 4 Obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori designati al pronto soccorso per le aziende di gruppo B e C OBIETTIVI DIDATTICI PROGRAMMA TEMPI Prima giornata MODULO A totale n. 4 ore Allertare il sistema di soccorso a) Cause e circostanze dell'infortunio (luogo dell'infortunio, numero delle persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.) b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai Servizi di assistenza sanitaria di emergenza. Riconoscere un'emergenza sanitaria 1) Scena dell'infortunio: a) raccolta delle informazioni b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili 2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato: a) funzioni vitali (polso, pressione, respiro), b) stato di coscienza c) ipotermia ed ipertemia. 3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell'apparato cardiovascolare e respiratorio. 4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso. Attuare gli interventi di primo soccorso 1) Sostenimento delle funzioni vitali: a) posizionamento dell'infortunata e manovre per la pervietà delle prime vie aeree b) respirazione artificiale c) massaggio cardiaco esterno 2) Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso: a) lipotimia, sincope, shock b) edema polmonare acuto c) crisi asmatica d) dolore acuto stenocardico e) reazioni allergiche f) crisi convulsive g) emorragie esterne post-traumatiche e tamponamento emorragico.Conoscere i rischi specifici dell'attività svolta Seconda giornata MODULO B totale n. 4 ore Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro 1) Cenni di anatomia dello scheletro, 2) Lussazioni, fratture e complicanze.3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale.4) Traumi e lesioni toraco addominali.Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro 1) Lesioni da freddo e da calore. 2) Lesioni da corrente elettrica, 3) Lesioni da agenti chimici.4) Intossicazioni. 5) Ferite lacero contuse. 6) Emorragie esterne.Terza giornata MODULO C totale n. 4 ore Acquisire capacità di intervento pratico 1)Principali tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N. 2) Principali tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute. 3) Principali tecniche di primo soccorso ella sindrome respiratoria acuta. 4) Principali tecniche di rianimazione cardiopolmnonare. 5) Principali tecniche di tamponamento emorragico. 6) Principali tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato. 7) Principali tecniche di primo soccorso in caso di esposizione accidentale ad agenti chimici e biologici.
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References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6