Source: https://colomboclerici.wordpress.com/2017/03/
Timestamp: 2017-12-14 04:22:14+00:00

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marzo | 2017 | Colomboclerici's Weblog
MANSUTTI Assicurazioni – Inaugurazione nuova sede – IEA informa
Mansutti apre la nuova sede a Milano, davanti alla Regione Lombardia
Mansutti S.p.A., storica società milanese operante nel settore dal 1915, inaugura giovedì 23 marzo, alle ore 18.30, la nuova sede nel palazzo di proprietà di via Fabio Filzi 27, di fronte al Palazzo Pirelli, completamente ristrutturato ed arredato da un importante studio di architettura milanese.
Il progetto della nuova sede, che si sviluppa su circa 1.500 mq. di superficie, esalta il lavoro di squadra mettendo a disposizione dei collaboratori molti luoghi di riunione ed aggregazione, con sale riunioni high tech, assieme a piazze, slarghi, angoli per permettere ai dipendenti di collaborare in un ambiente giovane.
E’ stata anche realizzata una grande zona di ristoro e ricreazione, al fine di consentire un nuovo welfare aziendale (che si aggiunge ai flexible benefits che la società eroga ai dipendenti da due anni).
Ultima novità nel mondo del lavoro milanese, una palestra attrezzata con i macchinari di ultima generazione Tecnogym compresa la sala spinning group cycle, a disposizione di tutti i collaboratori.
La Mansutti ha anche messo in ordine le aiuole davanti alla Regione, creando così una nuova zona con panchine immerse nel verde.
MANSUTTI S.p.A. è tra le primarie società di brokeraggio assicurativo italiane. Con oltre 50 corrispondenti in paesi esteri, Mansutti segue le aziende multinazionali italiane nel mondo. Eroga alle aziende italiane, da sempre, servizi innovativi, come WIIE (Worldwide Insurance Information Exchange) o Farwell Flexible Benefits.
Francesco Mansutti con Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia
Università Zhejiang, Commemorazione del 120° Anniversario della Fondazione – Manifestazione con il patrocinio della Biblioteca Ambrosiana – IEA informa
Una grande manifestazione a Milano, piazza Pio XI, nella piazza della Biblioteca Ambrosiana che patrocina l’iniziativa
I 120 ANNI DELL’ UNIVERSITA’ CINESE ZHEJIANG
Compie 120 anni l’Università Zhejiang, una delle più importanti università della Cina.
L’ anniversario viene celebrato in tutto il mondo.
A Milano, l’Associazione degli Alumni dell’ Università Zhejiang ha promosso un evento in Piazza Pio XI, davanti alla Biblioteca Ambrosiana, co-sponsor, con inizio alle ore 15.
Tra gli invitati il Rettore della Zhejiang University professor Wu Zhaohui ed altri dirigenti, con le delegazioni degli Alumni della Zhejiang University di varie associazioni europee e del mondo, il Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese, il Comune di Milano, i rappresentanti di varie Università italiane, del mondo educativo italiano e della Comunità cinese.
Scopo, far conoscere al popolo italiano ed alla comunità cinese lo spirito dell’Università Zhejiang secondo il celebre motto “Cercare la verità”; promuovere la collaborazione tra la Zhejiang University e le varie Università italiane; incrementare lo scambio culturale tra i due Paesi; rafforzare l’amicizia tra gli Alumni e con gli italiani ed i cinesi, sia cittadini sia residenti a Milano.Il programma:
15.00 Trasmissione del video di informazione della Università Zhejiang
15.15 Apertura dell’evento con i presentatori Shiyangshi e Sun Minghao15.20 Il Presidente dell’Associazione Alumni annuncia l’apertura dell’evento.
Danza di bandiera Gongfu con la Scuola Dongfanflei
15.30 Discorsi istituzionali:
Cai Maosheng Presidente Associazione Alumni Zhejiang University
Lou Hualiang Direttore ufficio Alunmi di Zhejiang University
Huang Yongyue Console Generale Aggiunto
Fabio Arrigoni Rappresentante del Comune Milano
16.00 Scambio di omaggi da parte dell’Università Zhejiang
16.20 Coro: Inno Universitario della Zhejiang University “Il Cuore Cinese”
16.30 Consegna certificati d’onore agli sponsor
17.45 Il celebre calligrafo Ren Ping scrive un’opera di calligrafia per l’evento, con accompagnamento dello spettacolo di Taiji cinese.
Danza di gruppo “Benedire la Cina”
17.00 Sfilata di moda con team della stilista cinese dell’Associazione Sig.ra Xu Yuejuan
17.10 Spettacolo offerto da altre Associazioni europee di Alumni
17.30 Foto di gruppo
17.45 Discussione su collaborazioni tra Zhejiang University e Università italiane.
Domani lunedì 27 marzo 2017, ore 10 sempre a Milano, nella sede della Biblioteca Ambrosiana, il Maestro Chang Jianghuang terrà una conferenza dal titolo “l’Arte sulla Via di Seta.
Una Via e un Percorso di promozione culturale” con proiezioni video e immagini.
Attraverso la storia del patrimonio artistico dell’Umanità delle Grotte di Mogao a Dunhuang, si racconta il passato, il presente e il futuro della Via della Seta, per giungere alle Nuove Vie della Seta nei tempi moderni, e alla previsione della futura Yi dai-Yi lu (“Una Via e un Percorso”).
Partendo dalle origini storiche dell’oasi e delle Grotte buddhiste (secoli IV-XIV) di Dunhuang, al centro della via settentrionale della Seta nella regione del Gansu, riscoperte un secolo fa e accuratamente studiate a Parigi, si traccia un “arcobaleno splendente” che idealmente collega Dunhuang con l’arte, la danza e la musica contemporanea di Hangzhou e la marea del fiume Qiantang.
– Cai Maosheng con il presidente dell’ IEA, già presidente dell’Istituto Italo Cinese Vittorino Colombo
– Achille Colombo Clerici con Mons. Pierfrancesco Fumagalli vice Prefetto della Biblioteca Ambrosiana davanti al monumento a Leonardo da Vinci di Daniel Libeskind, nella piazza Pio XI a Milano
MCE 2017 – Mobility Conference Exhibition – Tema: “Milano al centro della rete di trasporti nazionale” – Convegno in Assolombarda, marzo 2017
In Assolombarda il convegno di apertura di MCE 2017 PORRE MILANO AL CENTRO DELLA RETE DI TRASPORTI NAZIONALE
“Milano chiede al governo la regolamentazione per portare a conclusione la Città Metropolitana che rimane la grande incompiuta”. E’ l’appello lanciato dal Sindaco Giuseppe Sala a conclusione del convegno presso Assolombarda che ha aperto la due giorni di MCE 2017 – Mobility Conference Exhibition, l’evento italiano più importante per il mondo della mobilità. Obiettivo, attirare l’attenzione sull’area metropolitana di Milano come candidata per competere con le metropoli europee e mondiali e in grado di trainare la rinascita del Paese, con le sue eccellenze, il suo crescente ruolo internazionale e la realizzazione di importanti progetti di sviluppo territoriale.
Gli interventi: Gianfelice Rocca, Presidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, Carlo Sangalli, Presidente Camera di Commercio di Milano. A seguire tavola rotonda con Arianna Censi, Vice Sindaco Città Metropolitana di Milano delegato a Infrastrutture e Pianificazione Strategica, Giuseppe Bonomi, Amministratore Delegato Arexpo, John Burton, Head of Development Westfield UK/Europe, Carlo Masseroli, Direttore Generale MilanoSesto – Bizzi & Partners, Pietro Modiano, Presidente Gruppo SEA, Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia. Moderatore Luca Orlando, inviato del Sole 24 Ore.
Emergenza trasporti eccezionali, Città Metropolitana e collegamenti internazionali aeroportuali sono stati i tre punti cardine dell’intervento di Rocca. “C’è una grande occasione per inquadrare la mobilità e il recupero urbano in una comune visione strategica: l’area del post-Expo da 1,1 mln di mq, la Città della Salute di Sesto San Giovanni da 1,4 mln di mq, il progetto Westfield Milan a Segrate di 600.000 mq, gli ex scali ferroviari milanesi per 1,2 mln di mq. Tutte queste aree sono una lavagna su cui scrivere, un’opportunità da gestire nell’ambito di una grande visione coordinata”, ha sostenuto Rocca.
“Milano sta vivendo una stagione straordinaria di crescita. E’ una città globale con grandi progetti e mai come ora attrae rilevanti investimenti stranieri. E’ la capitale delle start up che rappresentano da sole un quinto di quelle italiane” ha affermato Sangalli.
Un panorama in chiaro e scuro quello offerto dagli interventi: per citare, a una Malpensa in ripresa – fuori dall’emergenza ma ancora lontana dagli indici degli aeroporti europei competitori – si contrappone l’irrazionalità dei trasporti pubblici. Attualmente, tra Città Metropolitana e provincia di Monza e Brianza operano 6 società di Tpl per il servizio extraurbano, a cui si aggiungono ATM per Milano e i 32 comuni della prima cintura e Trenord per il servizio ferroviario. Occorre creare un’unica Agenzia per il trasporto pubblico come è nelle grandi aree metropolitane di Londra, Parigi, Madrid, e mettere mano al ticketing dei diversi servizi di Tpl. A questo si aggiungono, anche, i ritardi nel completamento delle infrastrutture di trasporto.
Bisogna fare di Milano un vero hub infrastrutturale, al centro della rete di trasporti nazionale e internazionale, per rafforzare il futuro del territorio lombardo e dell’intero Paese.
Foto di archivio:
Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala con il Ministro Del Rio ed il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici
Affitti turistici chiari (A.Colombo Clerici) – QN Il Giorno del 25 marzo 2017 – Rubrica Assoedilizia
La Regione Lombardia, tra le prime in Italia, con la Legge 1 ottobre 2015 n. 27 (Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo) ha inteso inquadrare, tra l’altro, la questione dei molti proprietari di casa i quali intendono affittare temporaneamente a turisti il proprio alloggio nel libero esercizio del diritto di proprietà, per trarne un legittimo reddito. Di anno in anno nel Paese, e particolarmente nella Regione lombarda, si sta registrando un sempre maggiore afflusso di visitatori, italiani e stranieri, e in tale contesto la quale la locazione turistica assume un sempre maggiore rilievo.
In Lombardia gli arrivi superano i 15 milioni e mezzo e le presenze sono pari a 38 milioni: un andamento decisamente più dinamico rispetto a quello registrato a livello nazionale. La tendenza di lungo periodo evidenzia un incremento continuo degli arrivi e delle presenze.
Siamo di fronte ad un trilemma: da un lato potrebbe presentarsi una questione di fiscalità e dall’altro un problema di concorrenza, direttamente dipendente dal primo (perché la via dell’elusione fiscale è un modo di aggiramento delle regole di divieto di concorrenza sleale). Il tutto inserito nel quadro della tutela del pieno esercizio del diritto di proprietà della casa, come regolato dal diritto civile, al fine di trarne un legittimo reddito.
Premesso che tutti i locatori debbano pagare le imposte, lo Stato deve diminuire con un taglio lineare le imposte che gravano sulla locazione.
Siamo del parere che se sussistono nella normativa maglie larghe attraverso le quali possano sfuggire situazioni di evasione o di elusione fiscale, la via per risolvere il problema non è quella di intervenire sulla tipologia contrattuale, limitando la libertà contrattuale stessa, (perché in tal modo si finisce per pregiudicare i diritti degli onesti), ma quella di imporre direttamente norme efficaci ed attuabili volte ad impedire fenomeni elusivi. Norme che debbono esser introdotte al livello legislativo competente: sia esso regionale o statale.
Sta in ciò la ragione dell’incontro-dibattito con l’Assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, che avrà luogo mercoledì 29 marzo prossimo, alle ore 14,30 nella sede di Assoedilizia, via Meravigli 3, Milano (tel. 02.88559.1, email segreteria@assoedilizia.mi.it).
“Focus Legge seminterrati” Regione Lombardia – Seminario organizzato dal Cons. Regionale Fabio Altitonante nella sala Gaber del Palazzo Pirelli della Regione – 24 marzo 2017
Associazione della Proprietà Edilizia Milano
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici è intervenuto oggi a Palazzo Pirelli di Milano al focus Legge seminterrati: vantaggi e opportunità, organizzato dal consigliere Regione Lombardia Fabio Altitonante: questa la sintesi della relazione.
Considerazioni sul piano sociale ed economico e valutazioni politiche:
Apprezzo e sostengo questa legge ed al proposito ho parlato di saggezza amministrativa.
Essa mostra un impianto normativo equilibrato e ben bilanciato sulle logiche tanto socio urbanistiche, quanto economiche ed interpreta in modo equilibrato gli interessi della comunità.
Realizza un duplice obbiettivo virtuoso: recupera risorse urbanistiche ed economiche inutilizzate o sottoutilizzate e non comporta consumo di suolo.
Si discosta dai canoni della vetero-urbanistica.
A quei tempi eravamo negli anni del boom economico. Ma soprattutto da allora è cambiato il mondo e figuriamoci se non devono mutare le concezioni, i criteri dell’ urbanistica.
C’erano risorse (economiche, umane e territoriali) e c’erano, oltre che valori di riferimento, ideologie. Oggi mancano le une e gli altri.
Allora in nome delle ideologie e di principi teorici e demagogici si sono consumate, anzi sprecate, le risorse e si sono compromesse le città. Alcuni esempi:
– Cattiva edilizia in nome del principio per cui non bisognava privilegiare la case cosiddette di lusso.
– Consumo di suolo perché le città non dovevano crescere in altezza. Il grattacielo era visto come un simbolo del capitalismo.
– Riuso, all’insegna della conservazione acritica, tanto del vecchio tessuto urbano, quanto del vecchio manufatto edilizio.
Sul piano socio-urbanistico si riscontrava il predominio di concetti quali, ad esempio:
– capacità insediativa teorica valutata a priori nei dieci anni, ma fissata sine die
– standards urbanistici determinati aprioristicamente con lo stesso criterio
– limitazioni quantitative nella commisurazione delle slp (androni – vani scala): i regolamenti edilizi restrittivi. Corollario ne erano la prevenzione verso il recupero dei sottotetti e dei seminterrati
– conservazione dei manufatti edilizi anche civili (di strutture e attrezzature di servizio), senza che presentassero caratteri di storicità o di monumentalità
– diffusione della proprietà condominiale generata dal disfavore verso la locazione privata (1,2milioni condom. – il condominio è il soggetto meno reattivo e meno sensibile alle esigenze di rinnovamento edilizio ed urbano): oggi vero ostacolo alla rigenerazione urbana
Dobbiamo dunque prendere atto che, sul piano economico, occorre in generale tornare alla concezione dello Stato-famiglia.
Le logiche economiche dello Stato non sono dissimili e non devono essere dissimili da quelle della famiglia cioè dell’ottica del buon padre di famiglia.
A tal proposito va fatta qualche considerazione di base sul piano economico:
– Si è ridotta la capacità di nuovi investimenti pubblici: a causa della crisi economica e per la limitata disponibilità di fondi finanziari che non possono più essere “a debito”.
– Si è di molto ridotto il rapporto tra nuovi investimenti e fondi per la manutenzione: tanto che, mentre un tempo abbiamo avute le risorse per costruire il Paese, oggi quasi non ne abbiamo per effettuare le manutenzioni del costruito.
Oggi, con il prevalere dei criteri di economicità (sostenibilità – cioè convenienza – ed autonomia, l’operazione urbanistica deve reggersi da sola ) nella determinazione delle scelte politiche, finalmente si torna gradatamente alla concezione dello stato-famiglia, finalmente parliamo di rigenerazione urbana: un concetto che implica l’utilizzo funzionale di ogni risorsa.
Nella specie, territoriale, urbana, edilizia.
Corollario: ne discende la logica degli incentivi e non quella delle coercizioni/deterrenti.
Sta affermandosi sempre più (e con ciò mi riferisco al concetto introdotto nelle linee guida che accompagnano il regolamento edilizio tipo licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni enti locali) l’obbiettivo della prestazionalità delle operazioni edilizio-urbanistiche.
Ciò significa maggior attenzione alla qualità degli interventi nella logica di una maggior aderenza, da un lato alle continuamente mutevoli esigenze di vita dei cittadini, dall’altro alle offerte della tecnologia in costante evoluzione.
Con una duplice attenzione: al risultato ed agli strumenti.
Oggi nelle scelte amministrative debbono prevalere i criteri della economicità e della prestazionalità (attitudine ad assolvere a pieno alla loro funzione – cioè massimo della funzionalità e dell’efficienza) degli interventi, in ogni campo: da quello economico a quello socio-urbanistico.
Sul piano politico deve imporsi una logica nuova.
Occorre uscire dalle logiche da vecchio Paese in decadenza che cerca di sopravvivere, per entrare nelle logiche di paese moderno e dinamico che cerca di competere.
“La difficile arte del banchiere” di Luigi Einaudi Ediz. Laterza – presentazione alla Banca d’Italia di Milano – marzo 2017 – IEA informa
Nel 2016 il Pil dell’Italia registra ancora un -7% rispetto al 2007, l’anno precedente la più devastante crisi del dopoguerra, il peggior risultato tra i principali Paesi europei. L’insufficiente ripresa dell’economia reale ha, tra le conseguenze, il fatto che le banche – le quali finanziano al 90% le piccole medie imprese, ossatura del sistema produttivo nazionale – hanno talvolta difficoltà a svolgere al meglio il loro compito: che è l’arte di conciliare le opposte esigenze di chi presta denaro e di chi lo riceve.
“La difficile arte del banchiere” di Luigi Einaudi, libro ripubblicato da Laterza su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana e dell’istituto Luigi Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi per rendere onore al grande economista e, nel contempo, richiamarne i valori di riferimento, è stato presentato nella sede della Banca d’Italia di Milano da Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana; da Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera; da Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia. Il saluto introduttivo è stato di Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede milanese dello stesso istituto.
Il volume raccoglie alcuni articoli – meglio sarebbe definirli saggi – pubblicati da Einaudi sul Corriere della Sera, dal 1913 al 1924 e l’iniziativa risponde alla volontà delle banche italiane di “onorare il debito di stima e di riconoscenza per quanto Luigi Einaudi ha fatto per la crescita morale, culturale, civile e istituzionale dell’Italia”.
Einaudi ha fatto parte della triade di tre Luigi famosi: Luigi Luzzatti, Luigi Albertini e Luigi Einaudi. Tutti provenivano dall’ambiente del Credito Popolare. Quando Albertini dal Credito Popolare era passato al Corriere della Sera, di cui diventerà direttore storico, aveva chiamato Luigi Einaudi a collaborare alla pagina di economia.
Dopo il commissariamento della Banca d’Italia nel ’44, Luigi Einaudi venne nominato da Bonomi Governatore il 5 gennaio 1945, quando l’Italia era ancora divisa in due ed era un campo di battaglia. Non fu un caso se, in un momento tanto difficile e decisivo, per questo ruolo di altissima responsabilità la scelta cadde su Einaudi: era infatti un economista noto per il suo rigore morale, per i ragionamenti limpidi e lineari, per il linguaggio chiaro e comprensibile al largo pubblico. I suoi articoli raccolti in questo volume, pubblicati sul “Corriere della Sera” tra il 1913 e il 1924, riflettono il momento di difficoltà eccezionali del primo dopoguerra, il fallimento della Banca di Sconto, la crisi del Banco di Roma e di altri istituti.
Questi scritti risultano di un’attualità sorprendente e costituiscono ancora oggi un modello di educazione economica applicata all’analisi e alla discussione delle vicende dell’economia nel momento in cui esse accadono. Leggerli significa scoprire le origini degli atteggiamenti oggi consolidati nella prassi della vigilanza, del controllo e della supervisione dei mercati finanziari. La prospettiva che ritroveremo in ogni pagina è quella in favore della collettività e dell’interesse generale.
Le risposte di Einaudi, articolate e chiarissime, ribadiscono in vari modi il principio che la tutela del valore etico ed economico del risparmio impone allo Stato l’obbligo di non “dare alcuna garanzia, neppure morale, a pro di private imprese. Ogni banca, ogni industria, deve correre le alee inerenti alla sua vita. Se lo Stato garantisse le private iniziative contro le perdite, quale spaventevole abisso si spalancherebbe dinanzi al paese! Ne discenderebbe il venir meno di ogni stimolo a far bene, l’abbandono di quella necessaria prudenza che ogni imprenditore o banchiere adotta quando sa che rischia del suo. Addossare al contribuente le perdite di un dissesto bancario è azione moralmente riprovevole ed economicamente errata. Lo Stato è tenuto sempre a servire gli interessi pubblici, mai quelli privati perché così facendo finirebbe per danneggiare lo stesso bene pubblico”.
Affermano inoltre che obiettivo unico del buon banchiere è di impiegare correttamente i denari del depositante: ogni altro obiettivo è estraneo alla buona cultura della banca.
Foto: Antonio Patuelli con pres. Assoedilizia Achille Colombo Clerici
Sole 24 Ore Rubrica Assoedilizia: “La perizia tecnica blocca il distacco dal riscaldamento” – 21 marzo 2017
A CURA DI ASSOEDILIZIA
La perizia tecnica blocca il distacco dal riscaldamento
di Antonella Giraudi
Il condòmino non ha diritto a distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento se dal suo distacco conseguono squilibri funzionali dell’impianto o aggravi di spesa per gli altri.
Il principio, codificato nel nuovo articolo 118 del Codice civile ma già consolidato prima della riforma del condominio, è stato applicato dal Tribunale di Milano (sentenza 187/2017).
La questione era stata sottoposta all’assemblea, correttamente (si veda a sentenza della Cassazione 22285/2016) corredata da una relazione tecnica, non condivisa però dagli altri condòmini, che avevano comunque negato l’assenso al distacco.
La consulenza tecnica d’ufficio espletata nel corso del procedimento ha dato ragione al condominio, avendo il perito evidenziato la sussistenza di entrambe le condizioni ostative al distacco (sia lo squilibrio termico che l’incremento dei consumi), tenuto conto delle caratteristiche dell’impianto (a pannelli radianti) e dell’incidenza del distacco, pari a circa un terzo del fabbricato. Il giudice ha pertanto ritenuto legittima la delibera assembleare impugnata e ha altresì dichiarato l’insussistenza del diritto del condomino attore a distaccarsi dall’impianto centralizzato.
La sussistenza di entrambi gli aspetti che bloccano il distacco ha evitato al Tribunale meneghino di doversi addentrare in profili più dibattuti e tuttora aperti.
La questione che con più frequenza viene affrontata riguarda l’aggravio di spesa e la sua quantificazione. Il riformulato articolo 118 del Codice civile ha posto il dubbio se l’aggettivo “notevoli” sia da riferirsi solo agli squilibri o anche agli aggravi di spesa (la già richiamata sentenza 22285/2016 della Suprema Corte, sia pure incidentalmente, sembra aver riferito l’aggettivo solo agli squilibri).
La giurisprudenza formatasi prima della riforma (legge 220/2012) era giunta ad ammettere la possibilità del distacco anche in ipotesi di aggravio di spesa, purché il distaccante se ne accollasse l’onere. Se questo orientamento verrà mantenuto, un punto nodale continuerà ad essere quello della corretta quantificazione del contributo alle spese di gestione da parte del soggetto rinunciante. Anche perché l’assemblea non avrebbe il potere di autorizzare a maggioranza il distacco senza attribuire al distaccante una quota adeguatamente compensativa dei maggiori oneri di gestione (Tribunale di Roma, sentenza 8906/2016).
L’applicazione della norma Uni 10200 (richiamata dal Dlgs 102/2014 in tema di ripartizione delle spese di riscaldamento) con la suddivisione tra consumo volontario e involontario può indicare la soluzione (Tribunale di Roma sentenza n. 9406/2016).
I DUE ASPETTI
Il Tribunale di Milano ha constatato l’“aggravio di spesa” e gli “squilibri funzionali” derivanti dall’operazione
Foto: Il pres. Assoedilizia Achille Colombo Clerici
QN, Il Giorno ed. 18 marzo 2017 – Cedolare secca per i negozi – Rubrica Assoedilizia – A.Colombo Clerici
Secondo Confesercenti, 650.000 negozi, uno su quattro, hanno cessato l’attività. Ce lo segnala un’imprenditrice milanese, la dottoressa Carla Limido, che rivolge ad Assoedilizia un appello ad intervenire per quanto di competenza. Lo raccogliamo.
Sempre più si sta facendo largo l’idea che il reticolo commerciale di base, costituito dai punti di vendita al minuto, abbia una rilevante funzione sociale, come fattore sia di aggregazione della comunità, sia di presidio del territorio: non solo sul piano dell’ambiente fisico (degrado della città, sporcizia, inquinamento, decadimento degli edifici), ma anche di quello socio-morale, fino al contrasto alla microcriminalità.
Sensibile a queste problematiche che coinvolgono il tema più generale della rigenerazione urbana, il Comune di Milano nel documento di indirizzi per la revisione del Piano di governo del territorio parla dell’esigenza di “favorire il ruolo del commercio come opportunità per incentivare l’attrattività urbana e rivitalizzare ambiti carenti di servizi”. Mentre la Regione Lombardia – assessorato allo Sviluppo economico – ha avviato con il contributo di fondi comunitari il recupero di attività commerciali dismesse in decine di comuni.
Ma occorrono, anche, modifiche alle leggi statali. Maggiore flessibilità della legge regolatrice del rapporto di locazione commerciale che risale al 1978 (equo canone) e che contiene una serie di prescrizioni inderogabili, che riguardano il contenuto sia normativo, sia economico del contratto.
Per quanto riguarda la posizione fiscale delle parti c’è un forte sbilanciamento: perché la normativa, mentre favorisce le nuove intraprese imprenditoriali (quali le start-up), nulla prevede per il proprietario dell’immobile, il quale, locando al nuovo imprenditore, indirettamente assolve ad una funzione sociale nel “finanziarne” l’attività: paga le imposte sul reddito immobiliare senza sconti, anzi addirittura quando non percepisce alcun reddito perché l’inquilino è moroso.
Se anche ai proprietari dei locali venisse estesa la possibilità di usufruire della “cedolare secca”, così come avviene per gli alloggi dati in locazione, si avvierebbe un circolo virtuoso capace di portare a una diminuzione dei canoni, favorendo quindi i molti giovani che intendono avviare un’attività commerciale.
Foto: Achille Colombo Clerici – alle spalle l’opera “La casa in cima ai pensieri” dono del filosofo Ivan Rizzi
L’Aeronautica italiana nella Grande Guerra – Conferenza del Gen. Basilio Di Martino alla 1^ Regione Aerea di Milano – marzo 2017
Conferenza del Gen. Basilio Di Martino alla 1^ Regione Aerea di Milano L’AERONAUTICA ITALIANA NELLA GRANDE GUERRA
Per imperscrutabili ragioni, chi scrive la storia di Milano si dimentica che, nel periodo tra le due guerre, questa città è stata al vertice mondiale della tecnologia rappresentata dall’aviazione; e che lo Steve Jobs dell’epoca fu Giovanni Caproni, ingegnere, inventore e imprenditore, irredentista, conte di Taliedo nel Trentino, allora facente parte dell’impero austroungarico.
Questa figura straordinaria è stata citata nell’ambito delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra alla 1a Regione Aerea di Milano dal Gen. Isp. Basilio Di Martino nel corso di una intervista di Maurizio Cabona, dopo il saluto del Presidente dell’UNUCI di Milano Gen. B. Mario Sciuto.
Erano trascorsi appena otto anni dal primo goffo balzo del Flyer dei fratelli Wright quando l’Italia utilizzò per la prima volta nella storia il mezzo più pesante dell’aria nella guerra di Libia, 1911. Era nata l’aviazione militare, antesignana dell’aviazione civile.
L’ aviazione divenne rapidamente adulta con la grande prova della prima Guerra Mondiale. Di Martino ne ha percorso l’evoluzione con acuta conoscenza e passione: dai primi impieghi quale ricognizione tattica, osservatorio per indirizzare dall’alto le artiglierie e per segnalare fortificazioni e concentrazione di truppe, ai bombardamenti delle stesse per facilitare l’avanzata delle truppe di terra. Vennero codificate le tre componenti: ricognizione, bombardamento, caccia, che non erano ancora raggruppate in un corpo unico, la Regia Aeronautica nacque solo nel 1923 e si affiancò al Regio Esercito e alla Regia Marina.
Ancora una volta fu Caproni a individuarne l’ utilizzo strategico. Le sue officine produssero tra i più grandi bombardieri del mondo. Ma l’aviazione divenne anche strumento politico e di guerra psicologica con il lancio sul fronte e sul territorio nemico di volantini – oltre 60 milioni di copie in 643 missioni – di cui il volo su Vienna di D’Annunzio rappresentò l’apice. Si impose il concetto di dominio dell’aria che sarebbe stato risolutivo nell’ancora più atroce bagno di sangue della seconda Guerra Mondiale.
Aggiungiamo che, prima di essa, le industrie Caproni, le quali nel frattempo si erano diffuse nel mondo arrivando a contare più di 20 consociate in diversi Paesi, compresi gli Stati Uniti cui vendettero aerei e fornirono piloti istruttori, avevano conquistato un record dopo l’altro: il biplano CA73 il più grande aereo terrestre dal 1929 al 1934; il raid Roma-Mosca nel 1933; i record di altezza maschile, femminile, con idrovolanti negli anni tra il 1934 e 1939; il motoreattore (da non confondere con l’aereo a reazione) che conquistò nel 1941 il primato di velocità Roma-Milano.
In quegli anni le grandi trasvolate atlantiche – famosa quella di Italo Balbo – siglarono la supremazia del lavoro di gruppo sul valore del singolo (Baracca, Von Richthofen).
Ci si chiede quali possano essere state le ragioni della irrilevanza dell’aviazione italiana nella seconda guerra mondiale (dopo la sconfitta, ovviamente, non ci fu storia) a fronte delle nostre conquiste tecnologiche: la disorganizzazione presente nel nostro dna (se erano pronti i motori mancavano le fusoliere, le ali sarebbero giunte ancora dopo, per citare); la carenza di materie prime; la mancanza di una strategia.
Andammo alla battaglia d’Inghilterra con i biplani di vent’anni prima. Che si perdevano sulla Manica.
L’Arma più amata resta comunque nel cuore di tutti, meritevole di rispetto e di onore.
– Il pres. Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il Gen. Silvano Frigerio vice comandante della Prima Regione Aerea ed il Sottosegretario alla Pres. Regione Lombardia Gustavo Adolfo Cioppa
– Il pres. Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il Gen. Giovanni Fantasia già pres U.N.U.C.I.
La settimana della lingua francese – Festeggiamento della Francofonia – Concorso “Dis-moi dix mots… à la folie” ideato dal Ministero della Cultura francese – Centro Svizzero Via Palestro Milano
FESTEGGIATA A MILANO LA SETTIMANA DELLA LINGUA FRANCESE
Sono oltre 250 milioni le persone che condividono l’uso del francese come lingua di comunicazione in tutto il mondo: dal Canada alla Polinesia, dai Caraibi al Sudamerica all’Africa, ovviamente. Si spiega così il tripudio di abiti tradizionali e bandiere che hanno allietato la vista in Sala Meili, Centro Svizzero di Milano (il 21% dei cittadini elvetici è francofono) dove si è festeggiata “la settimana della francofonia” 2017. Va aggiunto che il francese è la quinta lingua più parlata nel mondo, la seconda più insegnata come lingua straniera dopo l’inglese, la quarta più utilizzata in Internet.
Dopo il saluto del padron di casa Félix Baumann, console generale di Svizzera, il decano del Corpo consolare di Milano e della Lombardia (che con 118 rappresentanze diplomatiche è il più numeroso al mondo) Walid Haidar, console generale del Libano e il console generale di Francia Olivier Brochet hanno elogiato la “lingua bella” che parla di eguaglianza, di fraternità, di libertà, diffondendone i valori nel globo, generatori di alcune tra le più salde democrazie oggi in vita. Molti di noi di non più verde età hanno cominciato ad amarla sin sui banchi di scuola.
Durante la serata ha avuto luogo la cerimonia di premiazione del concorso “Dis-moi dix mots…à la folie” ideato dal Ministero della Cultura francese e riadattato in Italia per gli studenti del chiamati a dare libero sfogo all’invenzione linguistica e alla capacità di immaginazione sulla base di 10 parole. Lanciato anche sul web per tutti gli internauti, negli ultimi mesi il concorso ha sfidato gli amanti del francese e delle parole, la loro fantasia e il loro virtuosismo, contro le frasi fatte e i tic della lingua parlata che invadono la vita quotidiana e banalizzano la lingua stessa.
Il concorso ha fatto parte di un ventaglio di iniziative, tra cinema, fotografia, letteratura, dibattiti, musica organizzate da rappresentanze consolari e culturali di diversi Paesi a Roma, Milano, Firenze, Napoli e Verona con particolare attenzione a un tema. Quest’anno è stata l’innovazione ad animare due momenti chiave della rassegna. La tematica scelta per il concorso Franco+ 2017 si è ispirata al progetto Libres Ensemble ideato dall’Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF) per un movimento dei giovani francofoni nel mondo.
A conclusione della serata una ventina di Paesi francofoni ha offerto alle centinaia di invitati un assaggio di prelibatezze culinarie, un vero e proprio giro del mondo in poche decine di metri.
– Achille Colombo Clerici pres. IEA con Walid Haidar
– Achille Colombo Clerici con Felix Bauman

References: articolo 118
 sentenza 
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