Source: http://www.comune.torino.it/delibere/2010/2010_01080.html
Timestamp: 2020-01-26 10:51:41+00:00

Document:
2010_01080
n. ord. 82
2010 01080/130
OGGETTO: COMITATO PARI OPPORTUNITÀ. ADOZIONE DEL REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ DEL COMITATO PARI OPPORTUNITÀ.
In ottemperanza alle disposizioni contenute nell'articolo 7 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 268 del 1987 avente ad oggetto "Norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo sindacale, per il triennio 1985-87, relativo al comparto del personale degli enti locali", al fine di consentire una reale parità uomini-donne, il Comune di Torino ha istituito nel 1988 il Comitato Pari Opportunità, con deliberazione n. 4758 (mecc. 8812673/01) assunta dal Consiglio Comunale in data 21 novembre 1988 ed esecutiva dal 29 dicembre 1988, e con le successive deliberazioni ha definito la sua composizione e stabilito apposito regolamento: deliberazione della Giunta Comunale del 14 gennaio 1992 (mecc. 9200099/23), esecutiva dal 4 febbraio 1992 e deliberazione della Giunta Comunale del 1 settembre 1997 (mecc. 9705544/49), esecutiva dal 10 settembre 1997.
Il Regolamento, oltre a disciplinare l'attività del Comitato Pari Opportunità nel suo complesso, assicura condizioni e strumenti idonei all'adeguato funzionamento dello stesso.
Nel Regolamento sono indicati le funzioni ed i compiti del Comitato, definiti, altresì, la composizione e la durata in carica, le procedure di convocazione dello stesso nonché la nomina dei singoli componenti.
Nel corso degli anni si sono susseguiti importanti dettati legislativi e regolamentari che hanno sostenuto ed ampliato le attività dei Comitati per le Pari Opportunità. Possiamo citare, tra i più significativi, la Legge 125/1991 "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo - donna nel lavoro, la Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 marzo 1993, n. 12 "Gestione delle risorse umane e pari - opportunità. Indirizzi applicativi direttive CE e del Decreto Legislativo 3 febbraio 1993, n. 29", il Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", il D.Lgs 11 aprile 2006, n. 198 avente ad oggetto il "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna" e la recente Direttiva sulle "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche" emanata dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione di concerto con la Ministra per i diritti e le pari opportunità nel 2007.
Al Comitato per le pari opportunità sono state annesse, in occasione della revisione del regolamento, anche le funzioni del Comitato per la tutela dal mobbing, previsto dalla recente contrattazione collettiva. Infatti, agli articoli 8, rispettivamente del C.C.N.L./04 del personale del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali ed il C.C.N.L./06 dell'area dirigenziale del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali, nell'ambito delle forme di partecipazione e raffreddamento dei conflitti, istituiscono entrambi Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing.
Conseguentemente, alla luce di quanto su esposto, anche attraverso il lavoro istruttorio e di analisi dei contenuti contrattuali, regolamentari e normativi, raffrontati con la realtà aziendale e con l'esperienza pluriennale sia del Comitato Pari Opportunità sia della Consigliera di Fiducia, l'Amministrazione, per motivi di opportunità connessi con la speditezza delle procedure, con la semplificazione delle attività amministrative e per ultimo ma non per questo meno importante con l'esperienza, come già accennato, maturata da un organo specifico quale il Comitato, più volte menzionato, ha deciso di concentrare, previa apposita revisione della composizione, nel Comitato Pari Opportunità, le funzioni previste dalle normative suindicate.
In tal modo si sono unificate le competenze e le funzioni al fine di prevenire e risolvere in maniera più organica e compiuta gli eventi, gli atteggiamenti ed i comportamenti legati alle fattispecie su indicate, creando un unico Organismo denominato CO.PO.MO..
Hanno espresso parere favorevole le Circoscrizioni 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8 e 9 (all. 2-9 - nn. ).
Visto l'articolo 60 dello Statuto;
Visto l'articolo 8 del CCNL/04 del personale del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali;
Visto l'articolo 8 del C.C.N.L./06 dell'area dirigenziale del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali;
1) di approvare, per i motivi esposti in narrativa, il nuovo "Regolamento di disciplina dell'attività del Comitato Opportunità - CO.PO.MO." allegato al presente provvedimento di cui costituisce parte integrante (all. 1 - n. );
2) di dare atto che il "Regolamento di disciplina dell'attività del Comitato Pari Opportunità - CO.PO.MO." adottato con deliberazione della Giunta Comunale del 13 agosto 1998 (mecc. 9806920/04), esecutiva dal 3 settembre 1998, è abrogato a far data dall'esecutività della presente deliberazione, così come resta abrogata la suddetta deliberazione.
3) di dare atto che le variazioni ed integrazioni alla composizione del Comitato Pari Opportunità - CO.PO.MO avverranno con le modalità e le tempistiche previste in via ordinaria a far tempo dalla data di esecutività del presente provvedimento di adozione del novellato Regolamento di cui trattasi, fermo restano i termini previsti all'articolo 3 del medesimo.
AL PERSONALE, ORGANIZZAZIONE
Non partecipa al voto, oltre al Vicepresidente Ventriglia Ferdinando, il Consigliere Scanderebech Federica.
Risultano assenti dall'aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri Antonello, Bussola Cristiano, Carossa Mario, Ghiglia Agostino, Lonero Giuseppe, Lospinuso Rocco, Salinas Francesco e Tronzano Andrea.
Si astengono i Consiglieri Cantore Daniele e Salti Tiziana.
REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ DEL COMITATO
PER LE PARI OPPORTUNITÀ E LA TUTELA DAL MOBBING (CO.PO.MO.)
1. Il presente regolamento disciplina il funzionamento e l'organizzazione del Comitato per le Pari Opportunità e la Tutela dal Mobbing in ottemperanza a quanto stabilito dalla circolare 12/93 applicativa degli articoli 7 e 61 del Decreto Legislativo 29/1993; coordina le disposizioni succedutesi nel tempo contenute sia nella normativa contrattuale (D.P.R. 268/1987, D.P.R. 333/1990 e s.m.i.) sia nelle disposizioni di legge (Legge 125/1991, Statuto della Città, indirizzi applicativi UE).
Articolo 1 - Composizione
1. Il Comitato, organismo paritetico, è così composto:
a) Presidente: Sindaco o assessore delegato;
b) rappresentanti delle OO.SS.: due componenti designati da ogni Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativa, in base alla normativa vigente;
c) Funzionari in rappresentanza dell'Amministrazione, appartenenti alle Divisioni e Servizi particolarmente significativi per numero di dipendenti e funzioni svolte tra cui necessariamente: il Servizio Centrale Risorse Umane, il Corpo di Polizia Municipale, la Divisione dei Servizi Educativi, la Divisione del Decentramento.
2. Fra i rappresentanti dell'Amministrazione membro necessario è il Dirigente del Settore Pari Opportunità che assume le funzioni di Coordinatore.
3. I rappresentanti delle OO.SS. e i rappresentanti dell'Amministrazione sono nominati in pari numero.
4. Il Consiglio Comunale, al fine di garantire un costruttivo collegamento con la Commissione Permanente "Diritti e Pari Opportunità", può nominare, a far parte del Comitato, due Consiglieri uno in rappresentanza della maggioranza e uno in rappresentanza della minoranza.
5. E' possibile nominare un componente supplente per ogni componente effettivo.
1. Il Comitato ha le seguenti competenze:
a) promuovere e svolgere tutte le indagini conoscitive necessarie ad individuare gli opportuni strumenti per l'attuazione delle normative inerenti le pari opportunità e il benessere organizzativo;
b) formulare proposte in ordine alle politiche di accesso all'impiego, a quelle di conciliazione, alle attribuzioni delle mansioni, alla formazione e aggiornamento professionale e, più in generale, su ogni aspetto che incida sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori;
c) formulare proposte di azioni positive a favore delle lavoratrici e dei lavoratori e proporre ogni altra misura atta a consentire il conseguimento della effettiva parità e del benessere organizzativo;
d) esprimere, al fine dell'equilibrio di genere, parere preventivo, obbligatorio, non vincolante su procedure di progressione e di sviluppo di carriera;
e) formulare annualmente, sulla base dei dati trasmessi dal Direttore del personale (articolo 12 comma 4), proposte rispetto alle eventuali discriminazioni di genere in riferimento ad inquadramento e retribuzione del personale;
f) individuare annualmente, sulla base dei dati trasmessi dal Direttore del personale (articolo 12 comma 5) e sulla base della relazione della Consulente di Fiducia, le possibili cause delle discriminazioni e formulare proposte in ordine alla prevenzione ed alla eliminazione delle situazioni di criticità, anche al fine di realizzare misure di tutela delle/dei dipendenti interessati;
g) intervenire con proprio rappresentante alle riunioni delle Commissioni Consiliari e Tecniche, quando trattino argomenti di competenza del Comitato.
Articolo 3 - Durata in carica
1. Il Comitato per le Pari Opportunità e la Tutela dal Mobbing dura in carica per il periodo corrispondente alla permanenza in carica del Consiglio Comunale, e comunque fino all'insediamento del nuovo Comitato.
2. I componenti possono essere riconfermati per non più di due mandati.
Articolo 4 - Nomina componenti
1. Entro quarantacinque giorni dal suo insediamento il Sindaco nomina i componenti il Comitato sulla base delle indicazioni pervenute dalle Organizzazioni Sindacali e dalle Divisioni o Servizi interessati, valutate anche le proposte del Comitato uscente.
Articolo 5 - Decadenza componenti
1. Il componente del Comitato assente ingiustificato per tre sedute consecutive decade automaticamente dalla carica.
2. Entro trenta giorni il Sindaco provvederà alla surroga su designazione della parte di riferimento.
Articolo 6 - Dimissioni componenti
1. Le dimissioni di un componente sono presentate in forma scritta al Presidente del Comitato.
Articolo 7 - Sede, dotazione e supporti strumentali
1. L'Amministrazione Comunale mette a disposizione del Comitato locali opportunamente arredati ed idonei per lo svolgimento delle sedute, per le riunioni dei gruppi di lavoro nonché per l'espletamento delle mansioni dell'Ufficio di Segreteria.
2. L'Amministrazione Comunale assicura le risorse necessarie all'espletamento delle funzioni del Comitato ed in particolare:
a) personale per l'Ufficio di Segreteria in numero e profilo professionale adeguato;
b) apposito Capitolo di Bilancio;
c) necessarie apparecchiature informatiche d'ufficio.
Articolo 8 - Funzioni del Presidente
1. Definisce l'ordine del giorno delle sedute del Comitato.
2. Convoca il Comitato.
3. Presiede le sedute del Comitato.
Articolo 9 - Funzioni del coordinatore
1. Conduce le sedute del Comitato in assenza del Presidente.
2. Provvede alle necessarie ricerche legislative, giurisdizionali e statistiche attinenti l'attività del Comitato.
3. Gestisce e coordina le risorse e il personale di cui all'articolo 7.
4. Predispone gli atti necessari per l'attuazione delle decisioni assunte dal Comitato relativamente alla parte finanziaria, tecnica e amministrativa.
5. Mantiene i collegamenti all'interno dell'Ente con i dirigenti per quanto riguarda l'attuazione delle disposizioni del Comitato.
6. Mantiene i collegamenti con gli altri organismi, operanti in materia di pari opportunità, sia nazionali che europei.
Articolo 10 - Funzioni dell'ufficio di segreteria
1. L'Ufficio di Segreteria provvede, in particolare, allo svolgimento delle seguenti attività:
a) convocazione e verbalizzazione delle sedute del Comitato e dei Gruppi di lavoro nei quali lo stesso è articolato;
b) raccolta, esame e predisposizione della documentazione attinente all'attività del Comitato e dei Gruppi di lavoro;
c) conservazione, pubblicazione e trasmissione degli atti;
d) predisposizione ed esecuzione delle deliberazioni e delle disposizioni assunte dal Comitato;
e) aggiornamento dell'archivio e della biblioteca attinente la materia di competenza del Comitato.
Articolo 11 - Convocazione del comitato
1. Il Comitato viene convocato almeno trimestralmente dal Presidente, o suo delegato, che formula motivato ordine del giorno. Il Comitato deve comunque essere convocato quando ne facciano motivata richiesta il Coordinatore o un terzo dei componenti.
2. L'avviso di convocazione deve pervenire almeno cinque giorni prima della data dell'incontro. In caso di urgenza l'avviso di convocazione può essere recapitato almeno ventiquattro ore prima.
3. Per la validità delle sedute occorre la presenza di un terzo dei componenti. Per l'approvazione delle proposte occorre la maggioranza dei presenti.
4. Dei lavori del Comitato viene redatto apposito verbale.
Articolo 12 - Strumenti conoscitivi per l'attività
1. Il Presidente, in sede di riunione del Comitato, può chiedere la partecipazione di funzionari e di dirigenti del Comune nonché di altri soggetti ritenuti utili ai lavori.
2. Il Comitato utilizza fondi messi a disposizione dalla UE o dallo Stato o da altre Istituzioni Pubbliche o private per il perseguimento delle proprie finalità.
3. L'amministrazione è tenuta a fornire tutta la documentazione che il Comitato ritenga utile al fine del perseguimento delle sue funzioni.
4. Il Direttore del Personale entro il mese di febbraio trasmette al Comitato i dati relativi al personale suddivisi per genere, accorpati per Divisione, con particolare riferimento ad inquadramento e retribuzione.
5. Il Direttore del Personale entro il 31 gennaio trasmette al Comitato una relazione delle vertenze aventi ad oggetto comportamenti contrari ai principi di cui al Codice Etico.
Articolo 13 - Articolazione in gruppi di lavoro
1. Il Comitato ha la facoltà di strutturarsi in Gruppi di lavoro temporanei e/o permanenti che potranno avvalersi della collaborazione di dipendenti comunali, di esperti, interni ed esterni all'Amministrazione Comunale, di Enti ed Istituti di ricerca.
2. Ogni gruppo dovrà relazionare periodicamente al Comitato e, a conclusione dei lavori, dovrà consegnare un elaborato contenente proposte operative.
Articolo 14 - Pubblicità dei lavori del comitato
1. Il Comitato, quando lo ritenga opportuno, potrà disporre la pubblicità delle sedute.
2. Il Comitato potrà disporre la pubblicazione di documenti relativi ai lavori effettuati e delle determinazioni assunte, in appositi spazi e/o bacheche dei diversi Servizi.
Articolo 15 - Partecipazione dei dipendenti
1. La partecipazione alle attività del Comitato sia da parte dei componenti il Comitato stesso sia da parte delle lavoratrici e dei lavoratori chiamati a partecipare ai gruppi di lavoro o ad altre iniziative del Comitato è considerata, a tutti gli effetti, attività di servizio con il rilascio di attestazione di presenza.
1. In ordine alla variata composizione del Comitato, l'integrazione del medesimo avviene con le modalità e le tempistiche previste in via ordinaria a far tempo dalla data di esecutività del provvedimento di adozione del presente Regolamento, fermo restando i termini di cui all'articolo 3.

References: Articolo 1

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15