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Timestamp: 2020-04-01 15:34:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24913 del 09/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24913 del 09/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 09/10/2018, (ud. 20/06/2018, dep. 09/10/2018), n.24913
sul ricorso 17099/2017 proposto da:
I.C.G. 2 INGEGNERIA E COSTRUZIONI GENERALI SPA, in persona del legale
dall’avvocato MARCO ARIA;
AUTOSTRADE PER L’ITALIA SPA, in persona del legale rappresentante pro
S.A., S.I.C.O.S. SRL;
avverso la sentenza n. 1213/2016 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
che, con sentenza depositata il 5.1.2017, la Corte d’appello di Bologna, in parziale riforma della pronuncia di primo grado, ha revocato il decreto ingiuntivo con cui il locale Tribunale aveva ingiunto ad Autostrade per l’Italia s.p.a. il pagamento di crediti di lavoro maturati da S.A. alle dipendenze di Rioveggio s.c. a r.l. in liquidazione, ha condannato Autostrade per l’Italia s.p.a. al pagamento della minor somma indicata in sentenza e ha dichiarato I.C.G. Ingegneria e Costruzioni Generali s.p.a. e S.I.C.O.S. s.r.l., quali componenti del raggruppamento temporaneo di imprese denominato Rioveggio s.c. a r.l., tenute a manlevare Autostrade per l’Italia s.p.a.;
che avverso tale pronuncia I.C.G. Ingegneria e Costruzioni Generali s.p.a. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo due motivi di censura;
che Autostrade per l’Italia s.p.a. ha resistito con controricorso;
che S.I.C.O.S. s.r.l. e S.A. non hanno svolto attività difensiva;
che Autostrade per l’Italia s.p.a. ha depositato memoria.
che, con il primo motivo, la ricorrente denuncia nullità della sentenza ex artt. 102 e 354 c.p.c., in relazione al D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, per non avere la Corte di merito rilevato che Rioveggio soc. consortile in liquidazione, nei cui confronti Autostrade per l’Italia s.p.a. aveva fatto valere il beneficio della preventiva escussione, non era stata chiamata nel giudizio di primo grado, benchè fosse litisconsorte necessario;
che analoghe censure sono svolte nel secondo motivo, con cui si deduce la nullità della sentenza per violazione degli artt. 101 e 354 c.p.c.;
che entrambe le censure appaiono inammissibili ex art. 360-bis c.p.c., n. 2, non precisandosi in ricorso in che modo la censura concernente la violazione di uno dei “principi regolatori del giusto processo” (ossia delle regole processuali la cui violazione è astrattamente denunciabile ex art. 360 c.p.c., n. 4) avrebbe avuto carattere decisivo, cioè incidente sul contenuto della decisione e tale da arrecare un effettivo pregiudizio alla parte denunciante;
che la mancanza di tale specifica indicazione (già ritenuta necessaria da Cass. n. 22341 del 2017) appare vieppiù rimarchevole nel caso di specie, ove si consideri, da un lato, che la Corte di merito ha accertato che il provvedimento monitorio da cui è scaturito il presente giudizio era stato notificato anche a Rioveggio s.c. a r.l. in liquidazione e non era stato opposto, acquistando nei suoi confronti autorità di giudicato (cfr. sentenza impugnata, pag. 11), e, dall’altro lato, che parte ricorrente non ha impugnato il capo di sentenza che l’ha ritenuta responsabile in solido del predetto debito, quale componente del raggruppamento temporaneo d’imprese appaltatore di Autostrade per l’Italia s.p.a.;
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità in favore di Autostrade per l’Italia s.p.a., che si liquidano in Euro 2.700,00, di cui Euro 2.500,00 per compensi, oltre spese generali in misura pari al 15% e accessori di legge.

References: Sentenza 
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 sentenza 
 art. 29
 sentenza 
 art. 360
 art. 360
 Cass. 
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