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Timestamp: 2020-02-23 05:40:25+00:00

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dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico (altro…)
Misure Cautelari Procedimento penale Stupefacenti
Per il concetto di “ingente quantità” di cui all’art. 80, comma 2, T.U. stup., va considerato che la sentenza delle Sezioni Unite n. 17 del 21 giugno 2000, Primavera, ha posto il principio di diritto per cui, tenuto conto del pericolo per la salute pubblica che informa le disposizioni incriminatrici in materia di sostanze stupefacenti, può definirsi “ingente” la “quantità di sostanza tossica (che) superi notevolmente, con accento di eccezionalità, la quantità usualmente trattata in transazioni del genere nell’ambito territoriale (altro…)
Coltivazione di una piantina di canapa indiana e principio di offensività – Cassazione Penale, Sentenza n. 25674/2011
Non costituisce reato la coltivazione domestica di una piantina di canapa indiana posta in un piccolo vaso sul terrazzo dì casa, contenete un principio attivo di mg.16 in quanto condotta del tutto inoffensiva dei beni giuridici tutelati dalla norma incriminatrice. E ciò a maggior ragione ove si consideri l’apertura mostrata dal legislatore verso la problematica del principio di offensività, che appare destinata in futuro ad innovare tutto il (altro…)
Aggiornamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope – DM n. 112 del 11/05/2011
Ministero della Salute Decreto 11 maggio 2011
(G.U. 16 maggio 2011, n. 112)
Visti gli articoli 2, 13 e 14 del decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modifiche e integrazioni, recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope e di prevenzione, cura e (altro…)
In tema di reati concernenti il traffico illecito di sostanze stupefacenti, la Quarta sezione della Corte di cassazione, ponendosi consapevolmente in contrasto con l’orientamento della Sesta sezione (ribadito di recente dalla sentenza n. 9029 del 2011), ha ritenuto che non sia consentito predeterminare i limiti quantitativi minimi che consentono di ritenere configurabile la circostanza aggravante prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990 (ingente quantità), precisando che la fattispecie non viola comunque il principio di determinatezza, dovendo aversi riguardo, perché possa essere configurata detta aggravante, ai parametri già indicati dalle Sezioni unite con la sentenza n. 17 del 2000, e cioé 1) all’oggettiva eccezionalità del quantitativo sotto il (altro…)
Fece uso di cannabis per curarsi, assolta una malata
Aveva trasformato il suo terrazzo sul Canal Grande, a Venezia, in una serra per coltivare cannabis, ma lo aveva fatto per fini terapeutici, essendo malata da 30 anni di sclerosi multipla.E’la tesi sostenuta dalla difesa di una signora sessantenne,costretta su una sedia rotelle, e accolta sia dal pm Giorgio Gava che dal giudice Giuliana Galasso,che ha disposto l’archiviazione.Secondo il legale della donna,l’uso della marijuana si giustifica con le particolari condizioni fisiche dell’indagata.
Il solo elemento indiziario dalla eccedenza della soglia non è sufficiente a configurare il reato di spaccio – Cassazione Penale, Sentenza n. 7578/2011
L’art. 73, co. 1 bis, lett. a), del DPR 309/90, come novellato dalla L. 49/2006 indica più parametri, fra loro non reciprocamente autonomi in base ai quali valutare la eventuale destinazione ad un “uso non esclusivamente personale” di sostanze stupefacenti, con la conseguenza che non è sufficiente l’accertamento di uno solo di essi (nel caso di specie l’ecceduta soglia di quantità detenibile) perché la condotta di detenzione assuma rilievo penale, occorrendo apprezzale contestualmente l’esistenza di “oltre circostanze dell’azione” suscettibili di escludere in modo logicamente coerente un uso non strettamente personale della droga
Nella fattispecie, La suddivisione della sostanza in due bustine è di per sé, tenuto conto della complessiva modestia quantitativa del compendio drogante (ed altresì del suo (altro…)
Cessione di droga. Al giudice la scelta tra pena detentiva e lavoro di pubblica utilità – Cassazione Penale, Sentenza 6876/2011
Per procedere alla sanzione del lavoro di pubblica utilità in luogo della pena detentiva è necessario che si verifichino quattro condizioni: che l’interessato sia tossicodipendente o, comunque, assuntore di sostanze stupefacenti; che sia intervenuta sentenza di condanna o di patteggiamento che abbia riconosciuto il fatto di lieve entità; che l’imputato abbia espressamente chiesto, eventualmente in via subordinata, la sostituzione delle pene irrogate con quella del lavoro di pubblica utilità; che non ricorrano le condizioni per la concessione del beneficio di cui all’art.163 c.p.
Il giudice è libero di decidere, sia non accogliendo tale richiesta, anche a fronte del parere positivo del p.m., sia accogliendola, andando di contrario avviso alle determinazioni sfavorevoli del p.m.. La sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità non costituisce, infatti, un diritto dell’imputato, essendo rimessa la relativa applicazione all’apprezzamento discrezionale del decidente, da esercitarsi (altro…)
L’acquisto di droga per uso di gruppo non costituisce reato – Cassazione Penale, Sentenza n. 8366/2011
Non costituisce reato l’acquisto di sostanze stupefacenti per uso di gruppo a condizione che: a) risulti in modo palese che il consumo è esclusivamente personale; b) l’incarico di acquisto di droga deve essere conferito da tutti i componenti del gruppo; c) il compratore sia uno degli assuntori della sostanza acquistata; d) siano certi sia l’identità dei componenti del gruppo come chiara la volontà di procurarsi la sostanza.
Lo afferma la Terza sezione penale della Cassazione nela sentenza n. 8366 dello scorso 2 marzo 2011. Gli Ermellini hanno anche affermato che è necessario, tra i compimenti del gruppo, anche una preventiva intesa sui luoghi e sui tempi del consumo e che gli effetti dell’acquisizione traslino direttamente in capo agli interessati senza (altro…)

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