Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14675:edilizia-edili-ed-affini-artigianato-potenza-ccpl-18-gennaio-2016&catid=185&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-22 16:40:51+00:00

Document:
Data firma: 18 gennaio 2016
Parti: Confartigianato e Filca-Cisl, Feneal-Uil, Fillea-Cgil
Settori: Edilizia, Edili ed affini, Artigianato, Potenza
Sistema di relazioni di unità regionale
Riforma degli Enti Bilaterali in Basilicata
Art. 6 - EET (elemento economico territoriale)
Art. 7 - EVR (Elemento variabile della retribuzione) Art. 8 - Trattamento per ferie, gratifica natalizia e riposi annui
Art. 9 - Limiti territoriali
Art. 11 - Cassa Edile
Art. 12 - APE (Anzianità professionale edile)
Art. 14 - Trasporto
Art. 15 - Validità e durata
Legalità diritti contrattuali
Contratto collettivo dell’edilizia della provincia di Potenza integrativo del CCNL Artigianato del 24/01/2014
In Potenza, lì 18-01-2016, tra la Confartigianato […] e la Filca-Cisl […], la Feneal-Uil […], la Fillea-Cgil […].
il difficilissimo momento storico di crisi congiunturale economica del Paese con tutte le conseguenze e ricadute, se non più gravi, che interessano il territorio della provincia di Potenza e il settore dell’edilizia e in particolare quella artigiana la necessità che il suddetto scenario deve necessariamente e concretamente essere supportato e regolamentato da un sistema di Istituzioni Centrali e Locali, Istituti Creditizi e Assicurativi, Vigilanza, capaci di garantire sempre di più un futuro produttivo ed occupazionale pregno dei più elevati ed auspicabili livelli di qualità, formazione, sicurezza e legalità;
la capacità delle imprese del settore dell’edilizia di creare, con i giusti presupposti, valore aggiunto in termini economici e di benessere sociale;
viene stipulato ai sensi dell’art. 42 del CCNL del 24.01.2014, il presente CCPL da valere per tutto il territorio della provincia di Potenza, per tutte le imprese che svolgono le attività edili e per tutti i lavoratori da esse dipendenti con le specificità di seguito elencate.
Il settore delle costruzioni, da oltre 7 anni, vive una lunga e profondai crisi che ormai ha caratteristiche strutturali più che congiunturali.
Purtroppo, nonostante le numerose iniziative svolte dalle nostre organizzazioni, non riesce ad emergere una politica consapevole di questo cambiamento che sia in grado di aprire una nuova fase con nuovi presupposti: limitare il consumo di territorio puntando al recupero, alla difesa del territorio, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico-culturale, alla riqualificazione urbana, all’efficientamento energetico, alla messa in sicurezza delle scuole e di tutti gli edifici pubblici.
Nuovi obiettivi questi, che impegnerebbero il settore in una nuova fase di crescita con notevoli benefìci per finterà collettività, in particolare sull’occupazione.
Per riuscire in questa sfida occorre prima di tutto un nuovo protagonismo delle Istituzioni pubbliche, in grado di regolare, pianificare, controllare e rispondere meglio agli interessi generali, che non chiedono speculazioni, ma piuttosto accesso al Diritto alla Casa per i cittadini, nuove e moderne infrastrutture, la sicurezza delle città che incrocia il tema della riqualificazione urbana, la qualità della vita, lo sviluppo e la crescita.
Il titolo che può racchiudere tutto ciò è una Nuova politica industriale per il settore.
Nella nostra regione l’assenza di questa politica è evidente, occorre però ben altro scatto da parte delle Istituzioni, visto il pericolo ormai acclarato di perdere per sempre l’intero sistema imprenditoriale e le alte professionalità costruite negli anni, che la crisi sta spazzando via inesorabilmente giorno dopo giorno.
Per questo nella nostra regione, occorre una forte azione congiunta di tutte le rappresentanze sindacali e datoriali dell’edilizia, così come è avvenuto negli anni precedenti con Gli Stati Generali delle Costruzioni 1 e 2, le quali hanno il dovere di stare insieme e fare blocco comune nei confronti delle Istituzioni, per chiedere una adeguata politica industriale in grado di invertire questa tendenza negativa.
Tendenza ben rappresentata dai dati dell’Edilcassa di Basilicata/Potenza di cui alla seguente tabella:
ANNO EDILE
MASSA SALRI
13.424.000,00
13.357.000,00
13.759.000,00
11.747.000,00
N.B.: l'esercizio 2015 è incompleto
La crisi ha avuto effetti così devastanti in questa Provincia, a differenza di quanto accaduto nel territorio Nazionale. Non è esploso neanche il fenomeno delle partite IVA. Tutto ciò dimostra che non vi è stata una trasformazione dei posti di lavoro, ma una perdita. Altro fenomeno che merita un’attenta analisi è quello dell’elusione e di fuga dal contratto edile, dalla contribuzione volta a proteggere un lavoro fragile come quello dell’edilizia; e del crescente fenomeno che aumenta la forbice tra le ore lavorative e le ore denunciate in Cassa. Emerge una chiara involuzione del sistema imprenditoriale verso una competizione al ribasso, dove le aziende strutturate e regolari vanno sempre più in difficoltà.
Occorre spingere il sistema imprenditoriale edile Potentino nella direzione opposta, invertire il senso di marcia e rimetterlo sul binario della qualità.
Qualità del lavoro, sapendo che la qualità del lavoro è sinonimo di qualità delle costruzioni.
Troppe volte infatti assistiamo a fenomeni negativi a causa dei quali, opere costruite con scarsa qualità, a causa della ricerca del risparmio immediato, vengono a costare molto di più in futuro in manutenzioni e recuperi.
Anche questo fa parte dell’involuzione del settore, così come l’incapacità di realizzare opere nei tempi previsti.
Il fenomeno del massimo ribasso negli appalti è una delle cause principali di questa involuzione.
Per questo è necessaria una nuova legge sugli appalti che garantisca la qualità prima del risparmio, la regolarità e la legalità come principali criteri di selezione delle imprese.
La white list delle imprese per l’affidamento dei lavori e la costruzione di un centro comune di committenza con adeguate professionalità in grado di valutare le offerte qualitativamente vantaggiose, sono solo alcune delle proposte da portare avanti.
Il settore si deve dotare di una politica per la Legalità mettendo a sistema gli sforzi delle nostre associazioni e delle Istituzioni, favorendo protocolli d’intesa per lo scambio dei dati e per una maggiore collaborazione.
È evidente come sia necessaria una maggiore unità delle nostre parti sociali del settore edile, per essere protagonisti delle scelte e non più semplici spettatori.
Parti sociali che troppe volte si dividono sulle piccole questioni e non riescono ad affrontare i grandi problemi talmente grandi che rischiano di schiacciare tutti noi.
I lavoratori e le imprese edili Potentine stanno soffrendo e per questo meritano una maggiore responsabilità da parte nostra nell’affrontare i problemi veri.
Per questo proponiamo di utilizzare l’appuntamento della contrattazione di secondo livello come opportunità per realizzare obiettivi, in grado di rispondere alle esigenze pressanti del nostro mondo. Uno di questi è l’impoverimento delle condizioni materiali ed economiche
dei lavoratori e pensiamo che in questa sede si debba dare una risposta adeguata.
Il nostro sistema di relazioni deve evolversi realizzando una unità vera di tutte le rappresentanze del mondo dell’edilizia.
Proponiamo di istituire il tavolo regionale di confronto di tutte le parti sociali, che una volta al mese si riunisce per affrontare i problemi del settore, elaborare proposte e per sottoscrivere accordi che il sistema bilaterale dovrà attuare.
Il tavolo regionale dovrà essere composto da almeno un rappresentante per ogni organizzazione sindacale e datoriale in modo da comprendere tutte le rappresentanze, garantendo la presenza di tutti i territori della regione.
Proponiamo che il tavolo regionale delle parti sociali possa poi dotarsi di commissioni ristrette permanenti, che possano produrre proposte e lavorare in modo snello, per poi condividere con tutti allargando il consenso.
Il sistema bilaterale Lucano in coerenza con le premesse sopra descritte, dovrà a nostro avviso, essere più efficiente ed efficace nel sostenere la politica industriale di selezione delle imprese virtuose, contribuendo ad un innalzamento del livello di regolarità del settore, in rapporto con le Istituzioni (Regione, Comuni, Inps e Inail, Prefettura, Camere di Commercio, Agenzia delle Entrate, ecc) e dovrà rappresentare la sintesi e l’unità del settore a livello regionale.
Dovrà contribuire alla formazione delle white-list e dovrà svolgere un maggiore ruolo nelle politiche di formazione professionale con maggiore capacità di indirizzare risorse e valorizzare le professionalità e le competenze.
Oltre ad avere un ruolo più forte nelle politiche per la sicurezza la salute e per la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro.
Risulta evidente che il livello regionale sia l’ambito ottimale e più forte per realizzare queste scelte, Il sistema bilaterale regionale dovrà inoltre, a nostro avviso, riqualificare le proprie attività, prestazioni e servizi per essere più rispondente alle nuove esigenze del mondo del lavoro edile.
Per questo proponiamo di realizzare i seguenti obiettivi:
1) Per quanto sopra esposto si conviene la necessità di riorganizzare il sistema bilaterale lucano con unica Cassa Edile Regionale ed un Ente formazione e sicurezza regionale, facendo seguito a quanto già sottoscritto dalle OO.SS. Fillea - Feneal - Filca e presentato alle Organizzazioni Datoriali; dotando sin da subito, gli EE.BB. presenti sul territorio Regionale, del MUT (Modello Unico Telematico) così come previsto da CNCE.
2) Prestazioni e servizi:
Si conviene di regionalizzare, con gradualità, le prestazioni, rinnovandole integralmente e mantenendo lo status-quo per l’anno edile 2016, ed i servizi migliorando l’offerta, utilizzando nuove forme di welfare in particolare sulla sanità integrativa, promuovendo un rapporto col pubblico su prestazioni specialistiche da offrire ai lavoratori e alle imprese;
Si conviene di progettare percorsi per la formazione e la riqualificazione del personale degli Enti, in proiezione della costituzione della Cassa Edile Regionale.
5) Premialità:
Si conviene di introdurre forme premiali per le imprese che siano strettamente legate a regolarità contributiva dimostrata dalla congruità, elevati standard di sicurezza e il rispetto del contratto di lavoro in particolare il regolare pagamento degli stipendi e di tutti gli istituti contrattuali; (es. Patente a Punti)
6) Contribuzione al sistema bilaterale:
Per quanto riguarda la contribuzione all’ente unico di formazione e sicurezza, si conviene che sia preso a riferimento il tetto massimo 1% previsto dal CCNL per rimarcare il nostro impegno in questa attività.
[…] Inoltre chiediamo di prendere a riferimento la contribuzione più elevata per le agenzie per il lavoro, escludendo tutte le forme di lavoro atipico con particolare riferimento al voucher.
L’orario normale contrattuale di lavoro come previsto dal CCNL 24.01.2014, è di 40 ore settimanali di media annua.
In considerazione delle particolari condizioni meteorologiche ambientali della provincia di Potenza e per garantire alla produzione la media annua delle ore lavorative, determinate sulla base delle predette 40 ore settimanali, le Parti convengono, sulla base di quanto previsto dal CCNL che durante il periodo maggio-settembre forano normale giornaliero può essere prolungato fino ad un massimo di 9 ore.
L’impresa, ai fini dell’attuazione di quanto sopra, darà comunicazione preventiva alla RSU di cantiere e/o, in mancanza, alle OO.SS. di categoria tramite l’Associazione territoriale dei datori di lavoro.
Per quanto non contemplato nel presente articolo, le Parti si rifanno al CCNL di riferimento.
A decorrere dal 1° ottobre 2012, per i lavoratori che non professano una religione cattolica è possibile concordare con i datori di lavoro una distribuzione dell’orario di lavoro tale da consentire la professione del culto, senza che ciò comporti alcun tipo di aggravio aggiuntivo per l’impresa e fatto salvo le esigenze tecnico-organizzative e produttive.
L’indennità per lavori in alta montagna, fissata nella misura del 20% da calcolarsi sugli elementi della retribuzione di cui al CCNL di riferimento, verrà corrisposta per i lavori eseguiti ad altitudini superiori a 950 mt. s.l.m..
A decorrere dal 1° ottobre 2012, per i lavoratori impegnati nella installazione delle reti di protezione su pareti di roccia, verrà riconosciuto una ulteriore indennità del 3% degli elementi della retribuzione sopra richiamati (da calcolarsi al netto del predetto 20%).
e) qualora le condizioni di disagio di cui alla lett. d) presentino ulteriori difficoltà e il fronte di avanzamento superi i 4 Km, è dovuta a decorrere dal 1° ottobre 2012 una ulteriore indennità del 30,50%.
A decorrere dal 1 ° gennaio 2016, le predette percentuali vanno corrisposte per le ore di effettivo lavoro prestate nelle condizioni di cui sopra e, qualora il numero delle predette ore/giorno sia superiore al 80 % del normale orario giornaliero, le percentuali vanno corrisposte per l’intera giornata lavorativa.
I limiti territoriali da prendere in considerazione al fine dell’applicazione del presente CCPL sono identificati con i limiti della circoscrizione territoriale - come definita dall’art. 1 della legge 56/1987 e successive modifiche - in cui il lavoratore è assunto.
In tutti i cantieri fino a 39 dipendenti ed in quelli in cui non ricorre l’obbligatorietà dell’istituzione della mensa di cui al paragrafo successivo è dovuta una indennità di mensa pari a euro 0,18 orarie dal 1° aprile 2013, che diventa di euro 0,23 orarie a far data dal 1° Gennaio 2016; 0,28 euro dal 01 Gennaio 2017 e euro 0,33 dal 01 Gennaio 2018.
A decorrere dal 1 ° gennaio 2016 la quota giornaliera di partecipazione di lavoratori è pari al euro 0,80 della paga lorda giornaliera; la composizione dei pasti giornalieri sarà fatta settimanalmente a cura dell’impresa; il controllo, se necessario, potrà essere effettuato fuori dell’orario di lavoro da una terna di operai da nominarsi ogni 15/giorni.
Chiediamo di permettere la partecipazione delle organizzazioni sindacali nei corsi di formazione promossi dall’ente unico per la formazione e sicurezza, attraverso un miglior utilizzo degli RLST
In materia di salute e sicurezza del lavoro, le OO.SS. insieme alle associazioni datoriali, dovranno promuovere la cultura della sicurezza in tutte le imprese. Occorre rafforzare la prospettiva della prevenzione agli infortuni, tendendo a favorire tutte le misure volte a rafforzare il ruolo del sindacato, anche rispetto ai profili attinenti all’organizzazione del lavoro connessi alla tutela della salute e della sicurezza.
Per questo chiediamo: di rafforzare la figura RLST con una attenzione particolare a quanto previsto dal vigente CCNL e dalle esperienze positive maturate nelle nostre realtà territoriali:
- una corretta validazione delle elezioni dei RLS su tutto il territorio regionale;
- l’istituzione della banca dati RLS presso la commissione RLST;
- un aumento delle ore destinate alla formazione degli RLS;
- l’individuazione di un monte ore per assemblee territoriali al fine di diffondere ulteriormente la cultura della sicurezza, prevedendo anche con la collaborazione della ASL competenti ed Inail
- Protocolli per la legalità chiediamo promuovere protocolli con Prefetture, ASL, DRL, CCddCC cambio dati ed informazioni, oltre che per una maggiore collaborazione tra enti ed Istituzioni nella lotta per la legalità;
Procedere all’applicazione integrale della norma che introduce il tesserino di riconoscimento e la sua diffusione tramite la Cassa Edile, prevedendo la definizione di un modello informatizzato che possa contenere l’attività formativa che il lavoratore ha svolto, compresi i corsi sulla sicurezza e possa contenere l’attività formativa che il lavoratore ha svolto, compresi i corsi sulla sicurezza e gli attestati o patentini per l’uso delle macchine di cantiere, percorsi professionali (passaggi di livello), etc.;
- Dare attuazione al registro dell’impresa formativa;
- Appalti e subappalti:
- Chiediamo il miglioramento e l’esigibilità della trasmissione dati sui subappalti comprese le aziende che non applicano il CCNL dell’edilizia, in una apposita casella MUT.
- Consultazione lavoratori per una evidente questione di democrazia e rappresentanza, è necessario consultare i lavoratori certificati, nelle assemblee, per la piattaforma e per la successiva ratifica del contratto territoriale, permettendo loro di esprimersi tramite votazione, in coerenza con quanto previsto dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e dal testo unico del 10 gennaio 2014.

References: Art. 6

Art. 7
 Art. 8

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 14

Art. 15