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Timestamp: 2019-11-13 15:29:22+00:00

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settembre 2018 – IL CODICE DELLA PRIVACY & C. www.dLgs101.it
Pubblicato il settembre 30, 2018 ottobre 1, 2018
Terza riunione plenaria del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB). Adottati i pareri sulle liste dei trattamenti da sottoporre a “Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati”
Il Garante per la privacy italiano e le altre Autorità europee, riunite a Bruxelles nel Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), hanno appena concluso la terza riunione plenaria nel corso della quale sono state discusse varie problematiche relative all’applicazione del nuovo Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali (GDPR).
Nel corso della plenaria sono stati approvati i pareri relativi alle liste dei trattamenti da sottoporre a “Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati” (Data Protection Impact Assessment – DPIA) in quanto possono presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone interessate.
Adottate anche le Linee Guida sull’“ambito di applicazione territoriale” (territorial scope) che chiarisce quando un trattamento di dati effettuato nell’UE o in altri Paesi è soggetto al GDPR, nonché la decisione sulla proposta di Regolamento europeo E-evidence relativo alla raccolta e conservazione di prove elettroniche in materia penale. E’ stata inoltre avviata la discussione sulla proposta di decisione relativa all’adeguatezza del Giappone in materia di trattamento dei dati personali.
Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB): è un organo europeo indipendente, che contribuisce all’applicazione coerente delle norme sulla protezione dei dati in tutta l’Unione europea e promuove la cooperazione tra le autorità competenti per la protezione dei dati dell’UE. Il Comitato è composto dalle figure di vertice delle autorità di controllo e dal Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) o dai rispettivi rappresentanti.
In Gazzetta Ufficiale 27/9/2018
Comunicato relativo al decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, recante: «Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati).». (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 205 del 4 settembre 2018). (18A06204)
(GU Serie Generale n.225 del 27-09-2018)
Pubblicato il settembre 8, 2018 ottobre 1, 2018
DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2018,
Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle
disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione
nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la
dati). (18G00129)
(GU n.205 del 4-9-2018) – Vigente al: 19-9-2018
Modifiche al titolo e alle premesse del codice in materia di
protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30
per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di
atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017,
e in particolare l’articolo 13, che delega il Governo all’emanazione
di uno o piu’ decreti legislativi di adeguamento del quadro
normativo nazionale alle disposizioni del regolamento (UE)
2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile
sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione
della normativa e delle politiche dell’Unione europea;
Visto il Codice in materia di protezione dei dati personali di
cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
Visto il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo
dati);
Vista la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione
da parte delle autorita’ competenti a fini di prevenzione, indagine,
accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni
penali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che
abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio;
Vista la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche
riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla
circolazione di tali dati;
Vista la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento
personali e alla tutela della vita privata nel settore
delle comunicazioni elettroniche;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, recante
attuazione della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo
adottata nella riunione del 21 marzo 2018;
Acquisito il parere del Garante per la protezione dei
dati personali, adottato nell’adunanza del 22 maggio 2018;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari
della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata
nella riunione dell’8 agosto 2018;
e dei Ministri per gli affari europei e della giustizia, di
Ministri per la pubblica amministrazione, degli affari esteri
e della cooperazione internazionale, dell’economia e delle finanze
Modifiche al titolo e alle premesse del decreto legislativo 30
1. Al titolo del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
196, dopo
le parole «dati personali» sono aggiunte le seguenti:
«, recante
disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale
regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone
con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla
circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE».
2. Alle premesse del decreto legislativo 30 giugno 2003,
dopo il terzo Visto sono inseriti i seguenti:
«Vista la legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante
delega al
Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione
altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione
2016-2017» e, in particolare, l’articolo 13, che delega
all’emanazione di uno o piu’ decreti legislativi di adeguamento
quadro normativo nazionale alle disposizioni del Regolamento
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme
Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle
fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’
libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva
(regolamento generale sulla protezione dei dati);».
Modifiche alla parte I del codice in materia di protezione dei
dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003,
Modifiche alla parte I, titolo I, del decreto legislativo 30
1. Alla parte I, titolo I, del decreto legislativo 30 giugno
n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica del titolo I e’ sostituita dalla seguente:
«Principi e disposizioni generali»;
b) prima dell’articolo 1 e’ inserito il seguente Capo:
«Capo I (Oggetto, finalita’ e Autorita’ di controllo)»
c) l’articolo 1 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 1 (Oggetto) . – 1. Il trattamento dei dati personali
secondo le norme del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento
e del Consiglio, del 27 aprile 2016, di seguito «Regolamento»,
presente codice, nel rispetto della dignita’ umana, dei diritti
delle liberta’ fondamentali della persona.»;
d) l’articolo 2 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 2 (Finalita’). – 1. Il presente codice reca disposizioni
l’adeguamento dell’ordinamento nazionale alle disposizioni
regolamento.»;
e) dopo l’articolo 2 e’ inserito il seguente:
«Art. 2-bis (Autorita’ di controllo). – 1. L’Autorita’
di cui all’articolo 51 del regolamento e’ individuata nel Garante
la protezione dei dati personali, di seguito «Garante»,
all’articolo 153.»;
f) dopo l’articolo 2-bis sono inseriti i seguenti Capi:
«Capo II (Principi) – Art. 2-ter (Base giuridica per
di dati personali effettuato per l’esecuzione di un compito
interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri).
La base giuridica prevista dall’articolo 6, paragrafo 3, lettera
del regolamento e’ costituita esclusivamente da una norma di
legge o,
nei casi previsti dalla legge, di regolamento.
2. La comunicazione fra titolari che effettuano trattamenti
personali, diversi da quelli ricompresi nelle particolari categorie
di cui all’articolo 9 del Regolamento e di quelli relativi a
penali e reati di cui all’articolo 10 del Regolamento,
l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o
all’esercizio di pubblici poteri e’ ammessa se prevista ai sensi
comma 1. In mancanza di tale norma, la comunicazione e’
quando e’ comunque necessaria per lo svolgimento di compiti
interesse pubblico e lo svolgimento di funzioni istituzionali
e puo’
essere iniziata se e’ decorso il termine di quarantacinque
dalla relativa comunicazione al Garante, senza che lo stesso
adottato una diversa determinazione delle misure da adottarsi
garanzia degli interessati.
3. La diffusione e la comunicazione di dati personali, trattati
all’esercizio di pubblici poteri, a soggetti che intendono trattarli
per altre finalita’ sono ammesse unicamente se previste ai sensi
a) “comunicazione”, il dare conoscenza dei dati
personali a uno o
piu’ soggetti determinati diversi dall’interessato,
rappresentante del titolare nel territorio dell’Unione europea,
responsabile o dal suo rappresentante nel territorio dell’Unione
europea, dalle persone autorizzate, ai sensi dell’articolo
2-quaterdecies, al trattamento dei dati personali sotto l’autorita’
diretta del titolare o del responsabile, in qualunque forma,
mediante la loro messa a disposizione, consultazione o
b) “diffusione”, il dare conoscenza dei dati personali
indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro
disposizione o consultazione.
Art. 2-quater (Regole deontologiche). – 1. Il Garante promuove,
nell’osservanza del principio di rappresentativita’ e tenendo
delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa sul trattamento
personali, l’adozione di regole deontologiche per i trattamenti
previsti dalle disposizioni di cui agli articoli 6, paragrafo
lettere c) ed e), 9, paragrafo 4, e al capo IX del Regolamento,
verifica la conformita’ alle disposizioni vigenti, anche attraverso
l’esame di osservazioni di soggetti interessati e contribuisce
garantirne la diffusione e il rispetto.
2. Lo schema di regole deontologiche e’ sottoposto a consultazione
pubblica per almeno sessanta giorni.
3. Conclusa la fase delle consultazioni, le regole deontologiche
sono approvate dal Garante ai sensi dell’articolo 154-bis, comma
lettera b), pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e, con decreto del Ministro della giustizia, sono riportate
nell’allegato A del presente codice.
4. Il rispetto delle disposizioni contenute nelle
deontologiche di cui al comma 1 costituisce condizione essenziale
la liceita’ e la correttezza del trattamento dei dati personali.
Art. 2-quinquies (Consenso del minore in relazione ai servizi
societa’ dell’informazione). – 1. In attuazione dell’articolo
paragrafo 1, del Regolamento, il minore che ha compiuto i quattordici
anni puo’ esprimere il consenso al trattamento dei propri
personali in relazione all’offerta diretta di servizi della
dell’informazione. Con riguardo a tali servizi, il trattamento
dati personali del minore di eta’ inferiore a quattordici
fondato sull’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), del Regolamento,
lecito a condizione che sia prestato da chi esercita
2. In relazione all’offerta diretta ai minori dei servizi di
comma 1, il titolare del trattamento redige con linguaggio
particolarmente chiaro e semplice, conciso ed esaustivo, facilmente
accessibile e comprensibile dal minore, al fine di
significativo il consenso prestato da quest’ultimo, le informazioni
le comunicazioni relative al trattamento che lo riguardi.
Art. 2-sexies (Trattamento di categorie particolari di
personali necessario per motivi di interesse pubblico rilevante).
1. I trattamenti delle categorie particolari di dati personali
all’articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento, necessari per motivi
interesse pubblico rilevante ai sensi del paragrafo 2, lettera
del medesimo articolo, sono ammessi qualora siano previsti
diritto dell’Unione europea ovvero, nell’ordinamento interno,
disposizioni di legge o, nei casi previsti dalla legge,
regolamento che specifichino i tipi di dati che possono
trattati, le operazioni eseguibili e il motivo di interesse
rilevante, nonche’ le misure appropriate e specifiche per tutelare
diritti fondamentali e gli interessi dell’interessato.
2. Fermo quanto previsto dal comma 1, si considera rilevante
l’interesse pubblico relativo a trattamenti effettuati da
che svolgono compiti di interesse pubblico o connessi all’esercizio
di pubblici poteri nelle seguenti materie:
b) tenuta degli atti e dei registri dello stato civile,
anagrafi della popolazione residente in Italia e dei cittadini
italiani residenti all’estero, e delle liste elettorali,
rilascio di documenti di riconoscimento o di viaggio o cambiamento
delle generalita’;
c) tenuta di registri pubblici relativi a beni immobili o
d) tenuta dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla
dell’archivio nazionale dei veicoli;
e) cittadinanza, immigrazione, asilo, condizione dello straniero
e del profugo, stato di rifugiato;
f) elettorato attivo e passivo ed esercizio di altri
politici, protezione diplomatica e consolare, nonche’ documentazione
delle attivita’ istituzionali di organi pubblici, con particolare
riguardo alla redazione di verbali e resoconti dell’attivita’
assemblee rappresentative, commissioni e di altri organi collegiali
g) esercizio del mandato degli organi rappresentativi,
compresa la loro sospensione o il loro scioglimento,
l’accertamento delle cause di ineleggibilita’, incompatibilita’
decadenza, ovvero di rimozione o sospensione da cariche pubbliche;
h) svolgimento delle funzioni di controllo, indirizzo politico,
inchiesta parlamentare o sindacato ispettivo e l’accesso a documenti
riconosciuto dalla legge e dai regolamenti degli organi interessati
per esclusive finalita’ direttamente connesse all’espletamento
mandato elettivo;
i) attivita’ dei soggetti pubblici dirette all’applicazione,
anche tramite i loro concessionari, delle disposizioni in
tributaria e doganale;
l) attivita’ di controllo e ispettive;
m) concessione, liquidazione, modifica e revoca di
economici, agevolazioni, elargizioni, altri emolumenti
abilitazioni;
n) conferimento di onorificenze e ricompense, riconoscimento
della personalita’ giuridica di associazioni, fondazioni ed
anche di culto, accertamento dei requisiti di onorabilita’
professionalita’ per le nomine, per i profili di competenza
soggetto pubblico, ad uffici anche di culto e a cariche direttive
persone giuridiche, imprese e di istituzioni scolastiche non
nonche’ rilascio e revoca di autorizzazioni o abilitazioni,
concessione di patrocini, patronati e premi di rappresentanza,
adesione a comitati d’onore e ammissione a cerimonie ed
o) rapporti tra i soggetti pubblici e gli enti del terzo
p) obiezione di coscienza;
q) attivita’ sanzionatorie e di tutela in sede amministrativa
r) rapporti istituzionali con enti di culto, confessioni
religiose e comunita’ religiose;
s) attivita’ socio-assistenziali a tutela dei minori e
bisognosi, non autosufficienti e incapaci;
t) attivita’ amministrative e certificatorie correlate a
di diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale, ivi
quelle correlate ai trapianti d’organo e di tessuti nonche’
trasfusioni di sangue umano;
u) compiti del servizio sanitario nazionale e dei
operanti in ambito sanitario, nonche’ compiti di igiene e sicurezza
sui luoghi di lavoro e sicurezza e salute della popolazione,
protezione civile, salvaguardia della vita e incolumita’ fisica;
v) programmazione, gestione, controllo e valutazione
dell’assistenza sanitaria, ivi incluse l’instaurazione, la gestione,
la pianificazione e il controllo dei rapporti tra l’amministrazione
ed i soggetti accreditati o convenzionati con il servizio sanitario
z) vigilanza sulle sperimentazioni, farmacovigilanza,
autorizzazione all’immissione in commercio e all’importazione
medicinali e di altri prodotti di rilevanza sanitaria;
aa) tutela sociale della maternita’ ed interruzione volontaria
della gravidanza, dipendenze, assistenza, integrazione sociale
diritti dei disabili;
bb) istruzione e formazione in ambito scolastico,
professionale, superiore o universitario;
cc) trattamenti effettuati a fini di archiviazione nel
interesse o di ricerca storica, concernenti la conservazione,
l’ordinamento e la comunicazione dei documenti detenuti negli
di Stato negli archivi storici degli enti pubblici, o in
privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante,
per fini di ricerca scientifica, nonche’ per fini statistici
di soggetti che fanno parte del sistema statistico nazionale
(Sistan);
dd) instaurazione, gestione ed estinzione, di rapporti
lavoro di qualunque tipo, anche non retribuito o onorario, e
forme di impiego, materia sindacale, occupazione e collocamento
obbligatorio, previdenza e assistenza, tutela delle minoranze
opportunita’ nell’ambito dei rapporti di lavoro, adempimento
obblighi retributivi, fiscali e contabili, igiene e sicurezza
lavoro o di sicurezza o salute della popolazione, accertamento
responsabilita’ civile, disciplinare e contabile, attivita’
ispettiva.
3. Per i dati genetici, biometrici e relativi alla salute
trattamento avviene comunque nel rispetto di quanto
dall’articolo 2-septies.
Art. 2-septies (Misure di garanzia per il trattamento dei
genetici, biometrici e relativi alla salute). – 1. In attuazione
quanto previsto dall’articolo 9, paragrafo 4, del regolamento,
genetici, biometrici e relativi alla salute, possono essere
di trattamento in presenza di una delle condizioni di
paragrafo 2 del medesimo articolo ed in conformita’ alle misure
garanzia disposte dal Garante, nel rispetto di quanto previsto
2. Il provvedimento che stabilisce le misure di garanzia di
comma 1 e’ adottato con cadenza almeno biennale e tenendo conto:
a) delle linee guida, delle raccomandazioni e delle
prassi pubblicate dal Comitato europeo per la protezione dei
delle migliori prassi in materia di trattamento dei dati personali;
b) dell’evoluzione scientifica e tecnologica nel settore
delle misure;
c) dell’interesse alla libera circolazione dei dati personali
3. Lo schema di provvedimento e’ sottoposto a consultazione
pubblica per un periodo non inferiore a sessanta giorni.
4. Le misure di garanzia sono adottate nel rispetto di
previsto dall’articolo 9, paragrafo 2, del Regolamento, e riguardano
anche le cautele da adottare relativamente a:
c) modalita’ per la comunicazione diretta all’interessato
diagnosi e dei dati relativi alla propria salute;
5. Le misure di garanzia sono adottate in relazione a
categoria dei dati personali di cui al comma 1, avendo riguardo
specifiche finalita’ del trattamento e possono individuare,
conformita’ a quanto previsto al comma 2, ulteriori condizioni
base delle quali il trattamento di tali dati e’ consentito.
particolare, le misure di garanzia individuano le misure
sicurezza, ivi comprese quelle tecniche di cifratura
pseudonomizzazione, le misure di minimizzazione, le specifiche
modalita’ per l’accesso selettivo ai dati e per rendere
informazioni agli interessati, nonche’ le eventuali altre
necessarie a garantire i diritti degli interessati.
6. Le misure di garanzia che riguardano i dati genetici
trattamento dei dati relativi alla salute per finalita’
prevenzione, diagnosi e cura nonche’ quelle di cui al comma
lettere b), c) e d), sono adottate sentito il Ministro della
che, a tal fine, acquisisce il parere del Consiglio superiore
sanita’. Limitatamente ai dati genetici, le misure di
possono individuare, in caso di particolare ed elevato livello
rischio, il consenso come ulteriore misura di protezione dei
dell’interessato, a norma dell’articolo 9, paragrafo
regolamento, o altre cautele specifiche.
7. Nel rispetto dei principi in materia di protezione dei
personali, con riferimento agli obblighi di cui all’articolo
Regolamento, e’ ammesso l’utilizzo dei dati biometrici con
alle procedure di accesso fisico e logico ai dati da parte
soggetti autorizzati, nel rispetto delle misure di garanzia di
Art. 2-octies (Principi relativi al trattamento di dati relativi
condanne penali e reati). – 1. Fatto salvo quanto previsto
decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, il trattamento
personali relativi a condanne penali e a reati o a connesse misure
sicurezza sulla base dell’articolo 6, paragrafo 1, del Regolamento,
che non avviene sotto il controllo dell’autorita’ pubblica,
consentito, ai sensi dell’articolo 10 del medesimo regolamento,
se autorizzato da una norma di legge o, nei casi previsti
legge, di regolamento, che prevedano garanzie appropriate
diritti e le liberta’ degli interessati.
2. In mancanza delle predette disposizioni di legge
regolamento, i trattamenti dei dati di cui al comma 1 nonche’
garanzie di cui al medesimo comma sono individuati con decreto
Ministro della giustizia, da adottarsi, ai sensi dell’articolo
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentito il Garante.
3. Fermo quanto previsto dai commi 1 e 2, il trattamento
sicurezza e’ consentito se autorizzato da una norma di legge
o, nei
casi previsti dalla legge, di regolamento, riguardanti,
a) l’adempimento di obblighi e l’esercizio di diritti da
del titolare o dell’interessato in materia di diritto del lavoro
comunque nell’ambito dei rapporti di lavoro, nei limiti stabiliti
leggi, regolamenti e contratti collettivi, secondo quanto
dagli articoli 9, paragrafo 2, lettera b), e 88 del regolamento;
b) l’adempimento degli obblighi previsti da disposizioni
o di regolamento in materia di mediazione finalizzata
conciliazione delle controversie civili e commerciali;
c) la verifica o l’accertamento dei requisiti di onorabilita’,
requisiti soggettivi e presupposti interdittivi nei casi
dalle leggi o dai regolamenti;
d) l’accertamento di responsabilita’ in relazione a sinistri
eventi attinenti alla vita umana, nonche’ la prevenzione,
l’accertamento e il contrasto di frodi o situazioni di
rischio per il corretto esercizio dell’attivita’ assicurativa,
limiti di quanto previsto dalle leggi o dai regolamenti in materia;
e) l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto
f) l’esercizio del diritto di accesso ai dati e ai documenti
amministrativi, nei limiti di quanto previsto dalle leggi
regolamenti in materia;
g) l’esecuzione di investigazioni o le ricerche o la raccolta
informazioni per conto di terzi ai sensi dell’articolo 134 del
unico delle leggi di pubblica sicurezza;
h) l’adempimento di obblighi previsti da disposizioni di
materia di comunicazioni e informazioni antimafia o in materia
prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi
di pericolosita’ sociale, nei casi previsti da leggi
regolamenti, o per la produzione della documentazione prescritta
dalla legge per partecipare a gare d’appalto;
i) l’accertamento del requisito di idoneita’ morale di coloro
intendono partecipare a gare d’appalto, in adempimento di
previsto dalle vigenti normative in materia di appalti;
l) l’attuazione della disciplina in materia di attribuzione
rating di legalita’ delle imprese ai sensi dell’articolo 5-ter
dalla legge 24 marzo 2012, n. 27;
m) l’adempimento degli obblighi previsti dalle normative
in materia di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a
riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento
4. Nei casi in cui le disposizioni di cui al comma
individuano le garanzie appropriate per i diritti e le liberta’
interessati, tali garanzie sono previste con il decreto di
5. Quando il trattamento dei dati di cui al presente
avviene sotto il controllo dell’autorita’ pubblica si applicano
disposizioni previste dall’articolo 2-sexies.
6. Con il decreto di cui al comma 2 e’ autorizzato il trattamento
dei dati di cui all’articolo 10 del Regolamento, effettuato
attuazione di protocolli di intesa per la prevenzione e il contrasto
dei fenomeni di criminalita’ organizzata, stipulati con il Ministero
dell’interno o con le prefetture-UTG. In relazione a tali protocolli,
il decreto di cui al comma 2 individua, le tipologie dei
trattati, gli interessati, le operazioni di trattamento eseguibili,
anche in relazione all’aggiornamento e alla conservazione e
le garanzie appropriate per i diritti e le liberta’
interessati. Il decreto e’ adottato, limitatamente agli ambiti
al presente comma, di concerto con il Ministro dell’interno.
Art. 2-novies (Trattamenti disciplinati dalla Presidenza
Repubblica, dalla Camera dei deputati, dal Senato della Repubblica
dalla Corte costituzionale). – 1. Le disposizioni degli
2-sexies, 2-septies e 2-octies del presente decreto legislativo
recano principi applicabili, in conformita’ ai rispettivi
ordinamenti, ai trattamenti delle categorie di dati personali
agli articoli 9, paragrafo 1, e 10 del Regolamento, disciplinati
dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato della Repubblica,
Camera dei deputati e dalla Corte costituzionale.
Art. 2-decies (Inutilizzabilita’ dei dati). – 1. I dati personali
trattati in violazione della disciplina rilevante in materia
trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati,
quanto previsto dall’articolo 160-bis.
Capo III (Disposizioni in materia di
dell’interessato) – Art. 2-undecies (Limitazioni ai
dell’interessato). – 1. I diritti di cui agli articoli da 15
a 22 del
Regolamento non possono essere esercitati con richiesta al
del trattamento ovvero con reclamo ai sensi dell’articolo
Regolamento qualora dall’esercizio di tali diritti possa derivare
pregiudizio effettivo e concreto:
a) agli interessi tutelati in base alle disposizioni in
di riciclaggio;
b) agli interessi tutelati in base alle disposizioni in
di sostegno alle vittime di richieste estorsive;
c) all’attivita’ di Commissioni parlamentari d’inchiesta
istituite ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione;
d) alle attivita’ svolte da un soggetto pubblico, diverso
enti pubblici economici, in base ad espressa disposizione di
per esclusive finalita’ inerenti alla politica monetaria e valutaria,
al sistema dei pagamenti, al controllo degli intermediari
mercati creditizi e finanziari, nonche’ alla tutela della
stabilita’;
e) allo svolgimento delle investigazioni difensive
all’esercizio di un diritto in sede giudiziaria;
f) alla riservatezza dell’identita’ del dipendente che segnala
sensi della legge 30 novembre 2017, n. 179, l’illecito di
cui sia
venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio.
2. Nei casi di cui al comma 1, lettera c), si applica
previsto dai regolamenti parlamentari ovvero dalla legge
o dalle
norme istitutive della Commissione d’inchiesta.
3. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), b), d) e) ed
diritti di cui al medesimo comma sono esercitati conformemente
disposizioni di legge o di regolamento che regolano il settore,
devono almeno recare misure dirette a disciplinare gli ambiti
all’articolo 23, paragrafo 2, del Regolamento. L’esercizio
medesimi diritti puo’, in ogni caso, essere ritardato, limitato
escluso con comunicazione motivata e resa senza
all’interessato, a meno che la comunicazione possa compromettere
finalita’ della limitazione, per il tempo e nei limiti in cui
costituisca una misura necessaria e proporzionata, tenuto conto
diritti fondamentali e dei legittimi interessi dell’interessato,
fine di salvaguardare gli interessi di cui al comma 1, lettere
b), d), e) ed f). In tali casi, i diritti dell’interessato
essere esercitati anche tramite il Garante con le modalita’
all’articolo 160. In tale ipotesi, il Garante informa l’interessato
di aver eseguito tutte le verifiche necessarie o di aver svolto
riesame, nonche’ del diritto dell’interessato di proporre
giurisdizionale. Il titolare del trattamento informa l’interessato
delle facolta’ di cui al presente comma.
Art. 2-duodecies (Limitazioni per ragioni di giustizia). –
applicazione dell’articolo 23, paragrafo 1, lettera f),
Regolamento, in relazione ai trattamenti di dati personali effettuati
per ragioni di giustizia nell’ambito di procedimenti dinanzi
uffici giudiziari di ogni ordine e grado nonche’ dinanzi al Consiglio
superiore della magistratura e agli altri organi di autogoverno
magistrature speciali o presso il Ministero della giustizia,
diritti e gli obblighi di cui agli articoli da 12 a 22 e
Regolamento sono disciplinati nei limiti e con le modalita’
dalle disposizioni di legge o di Regolamento che regolano
procedimenti, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo
paragrafo 2, del Regolamento.
2. Fermo quanto previsto dal comma 1, l’esercizio dei diritti
l’adempimento degli obblighi di cui agli articoli da 12 a 22
e 34 del
Regolamento possono, in ogni caso, essere ritardati, limitati
esclusi, con comunicazione motivata e resa senza
finalita’ della limitazione, nella misura e per il tempo in cui
salvaguardare l’indipendenza della magistratura e dei procedimenti
3. Si applica l’articolo 2-undecies, comma 3, terzo, quarto
quinto periodo.
4. Ai fini del presente articolo si intendono effettuati
ragioni di giustizia i trattamenti di dati personali correlati
trattazione giudiziaria di affari e di controversie, i trattamenti
effettuati in materia di trattamento giuridico ed economico
personale di magistratura, nonche’ i trattamenti svolti nell’ambito
delle attivita’ ispettive su uffici giudiziari. Le ragioni
giustizia non ricorrono per l’ordinaria attivita’
amministrativo-gestionale di personale, mezzi o strutture, quando
e’ pregiudicata la segretezza di atti direttamente connessi
trattazione giudiziaria di procedimenti.
– 1. I
diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento riferiti
dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati
da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato,
in qualita’ di suo mandatario, o per ragioni familiari meritevoli
2. L’esercizio dei diritti di cui al comma 1 non e’ ammesso
casi previsti dalla legge o quando, limitatamente all’offerta
di servizi della societa’ dell’informazione, l’interessato
espressamente vietato con dichiarazione scritta presentata
titolare del trattamento o a quest’ultimo comunicata.
3. La volonta’ dell’interessato di vietare l’esercizio dei
di cui al comma 1 deve risultare in modo non equivoco e deve
specifica, libera e informata; il divieto puo’ riguardare l’esercizio
soltanto di alcuni dei diritti di cui al predetto comma.
4. L’interessato ha in ogni momento il diritto di revocare
modificare il divieto di cui ai commi 2 e 3.
5. In ogni caso, il divieto non puo’ produrre
pregiudizievoli per l’esercizio da parte dei terzi dei
patrimoniali che derivano dalla morte dell’interessato nonche’
diritto di difendere in giudizio i propri interessi.
Capo IV (Disposizioni relative al titolare del trattamento
responsabile del trattamento) – Art. 2-quaterdecies (Attribuzione
funzioni e compiti a soggetti designati). – 1. Il titolare
responsabile del trattamento possono prevedere, sotto la
responsabilita’ e nell’ambito del proprio assetto organizzativo,
specifici compiti e funzioni connessi al trattamento di
personali siano attribuiti a persone fisiche, espressamente
designate, che operano sotto la loro autorita’.
2. Il titolare o il responsabile del trattamento individuano
modalita’ piu’ opportune per autorizzare al trattamento dei
personali le persone che operano sotto la propria autorita’ diretta.
Art. 2-quinquiesdecies (Trattamento che presenta rischi elevati
l’esecuzione di un compito di interesse pubblico). – 1. Con
ai trattamenti svolti per l’esecuzione di un compito di interesse
pubblico che possono presentare rischi elevati ai sensi dell’articolo
35 del Regolamento, il Garante puo’, sulla base di quanto
dall’articolo 36, paragrafo 5, del medesimo Regolamento
provvedimenti di carattere generale adottati d’ufficio, prescrivere
misure e accorgimenti a garanzia dell’interessato, che il
del trattamento e’ tenuto ad adottare.
Art. 2-sexiesdecies (Responsabile della protezione dei dati
trattamenti effettuati dalle autorita’ giudiziarie nell’esercizio
delle loro funzioni). – 1. Il responsabile della protezione
dati e’
designato, a norma delle disposizioni di cui alla sezione 4 del
IV del Regolamento, anche in relazione ai trattamenti
personali effettuati dalle autorita’ giudiziarie nell’esercizio
loro funzioni.
Art. 2-septiesdecies (Organismo nazionale di accreditamento).
L’organismo nazionale di accreditamento di cui all’articolo
paragrafo 1, lettera b), del Regolamento e’ l’Ente unico nazionale
accreditamento, istituito ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008,
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008,
salvo il potere del Garante di assumere direttamente,
deliberazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e in caso di grave inadempimento dei suoi compiti da
dell’Ente unico nazionale di accreditamento, l’esercizio
funzioni, anche con riferimento a una o piu’ categorie
trattamenti.».
Modifiche alla parte II del codice in materia di protezione dei
dati personali di cui decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
Modifiche alla rubrica e al titolo I della parte II, del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196
1. La rubrica della parte II del decreto legislativo
2003, n. 196, e’ sostituita dalla seguente: «Disposizioni
per i trattamenti necessari per adempiere ad un obbligo legale
all’esercizio di pubblici poteri nonche’ disposizioni
trattamenti di cui al capo IX del regolamento».
2. Al titolo I della parte II, del decreto legislativo 30
2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) prima del titolo I, e’ inserito il seguente:
«Titolo 0.I (Disposizioni sulla base giuridica)
– Art. 45-bis
(Base giuridica). – 1. Le disposizioni contenute nella presente
sono stabilite in attuazione dell’articolo 6, paragrafo 2,
dell’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento.»;
b) all’articolo 50, e’ aggiunto, in fine, il seguente
«La violazione del divieto di cui al presente articolo
e’ punita ai
sensi dell’articolo 684 del codice penale.»;
1) al comma 1, le parole: «per finalita’ di
giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante
di comunicazione elettronica,» sono soppresse;
2) al comma 6, le parole «dell’articolo 32 della
febbraio 1994, n. 109,» sono sostituite dalle
«dell’articolo 209 del Codice dei contratti pubblici
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,».
Modifiche alla parte II, titolo III, del decreto legislativo
1. Alla parte II, titolo III, del decreto legislativo
2003, n. 196, l’articolo 58 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 58 (Trattamenti di dati personali per fini
nazionale o difesa). – 1. Ai trattamenti di dati personali effettuati
dagli organismi di cui agli articoli 4, 6 e 7 della legge 3
2007, n. 124, sulla base dell’articolo 26 della predetta legge
altre disposizioni di legge o regolamento, ovvero relativi
a dati
coperti da segreto di Stato ai sensi degli articoli 39 e
della medesima legge, si applicano le disposizioni
all’articolo 160, comma 4, nonche’, in quanto compatibili,
disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 8, 15, 16, 18, 25, 37,
e 43 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51.
2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, ai trattamenti
effettuati da soggetti pubblici per finalita’ di difesa
sicurezza dello Stato, in base ad espresse disposizioni di legge
prevedano specificamente il trattamento, si applicano le disposizioni
di cui al comma 1 del presente articolo, nonche’ quelle di cui
articoli 23 e 24 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51.
3. Con uno o piu’ regolamenti sono individuate le modalita’
applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, in riferimento
alle tipologie di dati, di interessati, di operazioni di trattamento
eseguibili e di persone autorizzate al trattamento dei dati personali
sotto l’autorita’ diretta del titolare o del responsabile ai
dell’articolo 2-quaterdecies, anche in relazione all’aggiornamento
alla conservazione. I regolamenti, negli ambiti di cui al comma
sono adottati ai sensi dell’articolo 43 della legge 3 agosto
2007, n.
124, e, negli ambiti di cui al comma 2, sono adottati con decreto
Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei
4. Con uno o piu’ regolamenti adottati con decreto del Presidente
della Repubblica su proposta del Ministro della difesa,
disciplinate le misure attuative del presente decreto in materia
esercizio delle funzioni di difesa e sicurezza nazionale da
delle Forze armate.».
Modifiche alla parte II, titolo IV, del decreto legislativo
1. Alla parte II, titolo IV, del decreto legislativo
1) alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
accesso civico»;
2) al comma 1, le parole «sensibili e giudiziari»
sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli
9 e 10 del
regolamento» e le parole «Le attivita’ finalizzate
all’applicazione
di tale disciplina si considerano di rilevante interesse pubblico.»
3) dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente: «1-bis.
presupposti, le modalita’ e i limiti per l’esercizio del diritto
accesso civico restano disciplinati dal decreto legislativo 14
2013, n. 33.»;
b) l’articolo 60 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 60 (Dati relativi alla salute o alla vita
sessuale o
all’orientamento sessuale). – 1. Quando il trattamento concerne
genetici, relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento
sessuale della persona, il trattamento e’ consentito se la situazione
giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la richiesta
accesso ai documenti amministrativi, e’ di rango almeno
pari ai
diritti dell’interessato, ovvero consiste in un diritto
personalita’ o in un altro diritto o liberta’ fondamentale.»;
regole deontologiche»;
«1. Il Garante promuove, ai sensi dell’articolo
2-quater,
l’adozione di regole deontologiche per il trattamento dei
personali provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti
tenuti da soggetti pubblici, anche individuando i casi in cui
essere indicata la fonte di acquisizione dei dati e prevedendo
garanzie appropriate per l’associazione di dati provenienti
da piu’
archivi, tenendo presenti le pertinenti Raccomandazioni del Consiglio
2. Agli effetti dell’applicazione del presente codice
personali diversi da quelli di cui agli articoli 9 e
regolamento, che devono essere inseriti in un albo professionale
conformita’ alla legge o ad un regolamento, possono essere comunicati
a soggetti pubblici e privati o diffusi, ai sensi dell’articolo
2-ter
del presente codice, anche mediante reti di comunicazione
elettronica. Puo’ essere altresi’ menzionata l’esistenza
provvedimenti che a qualsiasi titolo incidono sull’esercizio
professione.».
Modifiche alla parte II, titolo V, del decreto legislativo 30
1. Alla parte II, titolo V, del decreto legislativo 30
giugno 2003,
a) l’articolo 75 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 75 (Specifiche condizioni in ambito sanitario).
– 1. Il
trattamento dei dati personali effettuato per finalita’ di
della salute e incolumita’ fisica dell’interessato o di terzi
collettivita’ deve essere effettuato ai sensi dell’articolo
paragrafi 2, lettere h) ed i), e 3 del regolamento, dell’articolo
2-septies del presente codice, nonche’ nel rispetto delle specifiche
disposizioni di settore.»;
b) la rubrica del Capo II e’ sostituita dalla seguente:
«Modalita’ particolari per informare l’interessato
trattamento dei dati personali»;
c) l’articolo 77 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 77 (Modalita’ particolari). – 1. Le disposizioni
titolo individuano modalita’ particolari utilizzabili dai soggetti
cui al comma 2:
a) per informare l’interessato ai sensi degli articoli
del Regolamento;
2. Le modalita’ di cui al comma 1 sono applicabili:
a) dalle strutture pubbliche e private, che erogano prestazioni
sanitarie e socio-sanitarie e dagli esercenti le professioni
b) dai soggetti pubblici indicati all’articolo 80.»;
1) alla rubrica la parola «Informativa» e’
sostituita dalla
seguente: «Informazioni»;
2) al comma 1, le parole «nell’articolo 13, comma
1» sono
sostituite dalle seguenti: «negli articoli 13 e 14 del
Regolamento»;
3) al comma 2, le parole «L’informativa puo’ essere
fornita»
sono sostituite dalle seguenti: «Le informazioni possono
fornite» e le parole «prevenzione, diagnosi, cura
e riabilitazione»
sono sostituite dalle seguenti: «diagnosi, assistenza
sanitaria»;
4) il comma 3, e’ sostituito dal seguente: «3. Le
possono riguardare, altresi’, dati personali eventualmente
presso terzi e sono fornite preferibilmente per iscritto.»;
5) al comma 4, le parole «L’informativa» sono
sostituite dalle
seguenti: «Le informazioni» e la parola «riguarda»
e’ sostituita
dalla seguente «riguardano»;
6.1. le parole «L’informativa resa» sono
seguenti: «Le informazioni rese»;
6.2. la parola «evidenzia» e’ sostituita
«evidenziano»;
6.3. la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a)
di ricerca scientifica anche nell’ambito di sperimentazioni cliniche,
in conformita’ alle leggi e ai regolamenti, ponendo in particolare
evidenza che il consenso, ove richiesto, e’ manifestato
liberamente;»;
6.4. sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere: «c-bis)
fini dell’implementazione del fascicolo sanitario elettronico
all’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,
n. 221;
c-ter) ai fini dei sistemi di sorveglianza e dei registri
221.»;
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «(Informazioni
parte di strutture pubbliche e private che erogano prestazioni
sanitarie e socio-sanitarie)»;
2) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1.
pubbliche e private, che erogano prestazioni sanitarie
socio-sanitarie possono avvalersi delle modalita’ particolari
all’articolo 78 in riferimento ad una pluralita’ di prestazioni
erogate anche da distinti reparti ed unita’ della stessa struttura
di sue articolazioni ospedaliere o territoriali specificamente
identificate.»;
3) al comma 2, le parole «l’organismo e le strutture»
sostituite dalle seguenti: «la struttura o le sue articolazioni»
parole «informativa e il consenso» sono sostituite
«informazione»;
4) al comma 3, le parole «semplificate di cui agli
articoli 78
e 81» sono sostituite dalle seguenti: «particolari
all’articolo 78»;
5) al comma 4, la parola «semplificate» e’
seguente «particolari»;
f) l’articolo 80 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 80 (Informazioni da parte di altri soggetti).
– 1. Nel
fornire le informazioni di cui agli articoli 13 e 14 del Regolamento,
oltre a quanto previsto dall’articolo 79, possono avvalersi
facolta’ di fornire un’unica informativa per una pluralita’
trattamenti di dati effettuati, a fini amministrativi e in
diversi, rispetto a dati raccolti presso l’interessato e
terzi, i competenti servizi o strutture di altri soggetti pubblici,
diversi da quelli di cui al predetto articolo 79, operanti in
sanitario o della protezione e sicurezza sociale.
2. Le informazioni di cui al comma 1 sono integrate con appositi
idonei cartelli ed avvisi agevolmente visibili al pubblico, affissi
diffusi anche nell’ambito di pubblicazioni istituzionali e
reti di comunicazione elettronica, in particolare per quanto
attivita’ amministrative effettuate per motivi di interesse
rilevante che non richiedono il consenso degli interessati.»;
1) al comma 1, le parole da «L’informativa»
«intervenire» sono sostituite dalle seguenti: «Le
informazioni di cui
agli articoli 13 e 14 del Regolamento possono essere rese»;
2) al comma 2: le parole da «L’informativa»
«intervenire» sono sostituite dalle seguenti:
«Tali informazioni
possono altresi’ essere rese», e la lettera a) e’ sostituita
seguente: «a) impossibilita’ fisica, incapacita’
di agire o
incapacita’ di intendere o di volere dell’interessato, quando
possibile rendere le informazioni, nei casi previsti, a chi
legalmente la rappresentanza, ovvero a un prossimo congiunto,
familiare, a un convivente o unito civilmente ovvero a un fiduciario
ai sensi dell’articolo 4 della legge 22 dicembre 2017, n. 219
loro assenza, al responsabile della struttura presso cui
l’interessato;»;
3) al comma 3, le parole da «L’informativa»
al comma 1 possono essere rese» e le parole «dall’acquisizione
preventiva del consenso» sono sostituite dalle seguenti:
«dal loro
preventivo rilascio»;
4) al comma 4, le parole «l’informativa e’
fornita» sono
sostituite dalle seguenti: «le informazioni sono fornite»
da «anche» fino a «necessario» sono sostituite
dalle seguenti: «nel
caso in cui non siano state fornite in precedenza»;
h) dopo l’articolo 89 e’ inserito il seguente:
«Art. 89-bis (Prescrizioni di medicinali). – 1. Per le
di medicinali, laddove non e’ necessario inserire il nominativo
dell’interessato, si adottano cautele particolari in relazione
quanto disposto dal Garante nelle misure di garanzia
all’articolo 2-septies, anche ai fini del controllo della correttezza
della prescrizione ovvero per finalita’ amministrative o per
fini di
ricerca scientifica nel settore della sanita’ pubblica.»;
1) al comma 1, le parole «organismi sanitari
privati» sono sostituite dalle seguenti: «strutture,
pubbliche e
private, che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie»;
2) al comma 2, lettera a), le parole «di far
valere» sono
sostituite dalle seguenti: «di esercitare», le
parole «ai sensi
dell’articolo 26, comma 4, lettera c),» sono sostituite
seguenti: «, ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 2, lettera
f), del
Regolamento,» e le parole «e inviolabile» sono
3) alla lettera b), le parole «e inviolabile»
Modifiche alla parte II, titolo VI, del decreto legislativo 30
1. Alla parte II, titolo VI, del decreto legislativo
2003, n. 196, l’articolo 96 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 96 (Trattamento di dati relativi a studenti). –
agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento
professionale, anche all’estero, le istituzioni del sistema nazionale
di istruzione, i centri di formazione professionale regionale,
scuole private non paritarie nonche’ le istituzioni di
formazione artistica e coreutica e le universita’ statali
statali legalmente riconosciute su richiesta degli interessati,
possono comunicare o diffondere, anche a privati e per
telematica, dati relativi agli esiti formativi, intermedi e
degli studenti e altri dati personali diversi da quelli di cui
articoli 9 e 10 del Regolamento, pertinenti in relazione
predette finalita’ e indicati nelle informazioni rese
interessati ai sensi dell’articolo 13 del Regolamento. I dati
essere successivamente trattati esclusivamente per le
2. Resta ferma la disposizione di cui all’articolo 2, comma
decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249,
tutela del diritto dello studente alla riservatezza. Restano
ferme le vigenti disposizioni in materia di pubblicazione dell’esito
degli esami mediante affissione nell’albo dell’istituto e di
di diplomi e certificati.».
Modifiche alla parte II, titolo VII, del decreto legislativo
1. Alla parte II, titolo VII, del decreto legislativo
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «(Trattamenti
di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica
storica o a fini statistici)»;
b) l’articolo 97 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 97 (Ambito applicativo). – 1. Il presente titolo
il trattamento dei dati personali effettuato a fini di archiviazione
nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o
statistici, ai sensi dell’articolo 89 del regolamento.»;
c) l’articolo 99 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 99 (Durata del trattamento). – 1. Il trattamento
personali a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di
scientifica o storica o a fini statistici puo’ essere effettuato
anche oltre il periodo di tempo necessario per conseguire i
scopi per i quali i dati sono stati in precedenza raccolti
2. A fini di archiviazione nel pubblico interesse, di
scientifica o storica o a fini statistici possono comunque
conservati o ceduti ad altro titolare i dati personali dei quali,
qualsiasi causa, e’ cessato il trattamento nel rispetto di
previsto dall’articolo 89, paragrafo 1, del Regolamento.»;
1) al comma 1, le parole «sensibili o giudiziari»
2) al comma 2, le parole da «opporsi» fino
alla fine del comma,
sono sostituite dalle seguenti: «rettifica,
limitazione e opposizione ai sensi degli articoli 16, 17, 18
e 21 del
3) dopo il comma 4, e’ aggiunto il seguente: «4-bis.
di cui al comma 2 si esercitano con le modalita’ previste
regole deontologiche.»;
e) la rubrica del Capo II e’ sostituita dalla seguente:
«Trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse
ricerca storica»;
1) al comma 1, le parole «per scopi storici»
sono sostituite
dalle seguenti: «a fini di archiviazione nel pubblico interesse
ricerca storica» e le parole «dell’articolo 11»
seguenti: «dell’articolo 5 del regolamento»;
2) al comma 2, le parole «per scopi storici»
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente:
«(Regole
deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel
interesse o di ricerca storica)»;
promuove, ai sensi dell’articolo 2-quater, la sottoscrizione
regole deontologiche per i soggetti pubblici e privati, ivi
le societa’ scientifiche e le associazioni professionali, interessati
al trattamento dei dati a fini di archiviazione nel
interesse o di ricerca storica.»;
3.1 l’alinea e’ sostituito dal seguente: «2.
deontologiche di cui al comma 1 individuano garanzie adeguate
diritti e le liberta’ dell’interessato in particolare:»;
3.2 alla lettera a), dopo la parola «codice»
sono inserite le
seguenti: «e del Regolamento»;
3.3 alla lettera c) le parole «a scopi
storici» sono
sostituite dalle seguenti: «a fini di archiviazione
interesse o di ricerca storica»;
h) l’articolo 103 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 103 (Consultazione di documenti conservati in archivi).
La consultazione dei documenti conservati negli archivi di Stato,
quelli storici degli enti pubblici e in archivi privati dichiarati
interesse storico particolarmente importante e’ disciplinata
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e dalle relative
deontologiche.»;
i) la rubrica del Capo III e’ sostituita dalla seguente:
«Trattamento a fini statistici o di ricerca scientifica»;
1) alla rubrica, le parole «per scopi statistici
o scientifici»
sono sostituite dalle seguenti: «a fini statistici
o di ricerca
scientifica»;
2) al comma 1, le parole «scopi statistici»
dalle seguenti: «fini statistici» e le parole
«scopi scientifici»
sono sostituite dalle seguenti: «per fini di ricerca scientifica»;
1) al comma 1, le parole «per scopi statistici o
scientifici»
2) al comma 2, le parole «Gli scopi statistici o
sono sostituite dalle seguenti: «I fini statistici
scientifica», le parole «all’articolo 13»
seguenti: «agli articoli 13 e 14 del regolamento»
e le parole «, e
successive modificazioni» sono soppresse;
3) al comma 3, le parole «dai codici» sono
seguenti: «dalle regole deontologiche» e le parole
«l’informativa
all’interessato puo’ essere data» sono sostituite dalle
seguenti: «le
informazioni all’interessato possono essere date»;
4) al comma 4, le parole «per scopi statistici o
scientifica», le parole «l’informativa all’interessato
non e’ dovuta»
sono sostituite dalle seguenti: «le informazioni all’interessato
sono dovute» e le parole «dai codici» sono
sostituite dalle seguenti:
«dalle regole deontologiche»;
n) l’articolo 106 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 106 (Regole deontologiche per trattamenti a fini
statistici o
di ricerca scientifica). – 1. Il Garante promuove, ai
dell’articolo 2-quater, regole deontologiche per i soggetti
e privati, ivi comprese le societa’ scientifiche e le associazioni
professionali, interessati al trattamento dei dati per
statistici o di ricerca scientifica, volte a individuare
adeguate per i diritti e le liberta’ dell’interessato in conformita’
all’articolo 89 del Regolamento.
2. Con le regole deontologiche di cui al comma 1, tenendo
per i soggetti gia’ compresi nell’ambito del Sistema statistico
nazionale, di quanto gia’ previsto dal decreto legislativo
settembre 1989, n. 322, e, per altri soggetti, sulla base di
garanzie, sono individuati in particolare:
a) i presupposti e i procedimenti per documentare e verificare
che i trattamenti, fuori dai casi previsti dal medesimo
legislativo n. 322 del 1989, siano effettuati per idonei ed effettivi
fini statistici o di ricerca scientifica;
b) per quanto non previsto dal presente codice, gli ulteriori
presupposti del trattamento e le connesse garanzie, anche
riferimento alla durata della conservazione dei dati,
informazioni da rendere agli interessati relativamente
raccolti anche presso terzi, alla comunicazione e diffusione,
criteri selettivi da osservare per il trattamento di
identificativi, alle specifiche misure di sicurezza e alle modalita’
per la modifica dei dati a seguito dell’esercizio dei
dell’interessato, tenendo conto dei principi contenuti
pertinenti raccomandazioni del Consiglio d’Europa;
c) l’insieme dei mezzi che possono essere ragionevolmente
utilizzati dal titolare del trattamento o da altri per identificare
direttamente o indirettamente l’interessato, anche in relazione
conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
d) le garanzie da osservare nei casi in cui si puo’ prescindere
dal consenso dell’interessato, tenendo conto dei principi contenuti
nelle raccomandazioni di cui alla lettera b);
e) modalita’ semplificate per la prestazione del consenso
interessati relativamente al trattamento dei dati di cui all’articolo
9 del regolamento;
f) i casi nei quali i diritti di cui agli articoli 15,
16, 18 e
21 del Regolamento possono essere limitati ai sensi dell’articolo
paragrafo 2, del medesimo Regolamento;
g) le regole di correttezza da osservare nella raccolta
dati e le istruzioni da impartire alle persone autorizzate
trattamento dei dati personali sotto l’autorita’ diretta del
o del responsabile ai sensi dell’articolo 2-quaterdecies;
h) le misure da adottare per favorire il rispetto del principio
di minimizzazione e delle misure tecniche e organizzative
all’articolo 32 del Regolamento, anche in riferimento alle
volte ad impedire l’accesso da parte di persone fisiche che non
autorizzate o designate e l’identificazione non autorizzata
interessati, all’interconnessione dei sistemi informativi
nell’ambito del Sistema statistico nazionale e all’interscambio
dati per fini statistici o di ricerca scientifica da effettuarsi
enti ed uffici situati all’estero;
i) l’impegno al rispetto di regole deontologiche da parte
persone che, ai sensi dell’articolo 2-quaterdecies, risultano
autorizzate al trattamento dei dati personali sotto l’autorita’
diretta del titolare o del responsabile del trattamento, che
tenute in base alla legge al segreto d’ufficio o professionale,
da assicurare analoghi livelli di sicurezza e di riservatezza.»;
o) l’articolo 107 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 107 (Trattamento di categorie particolari di dati
– 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2-sexies
dei casi di particolari indagini a fini statistici o di
scientifica previste dalla legge, il consenso dell’interessato
trattamento di dati di cui all’articolo 9 del Regolamento, quando
richiesto, puo’ essere prestato con modalita’ semplificate,
individuate dalle regole deontologiche di cui all’articolo
dalle misure di cui all’articolo 2-septies.»;
p) l’articolo108 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 108 (Sistema statistico nazionale). – 1. Il trattamento
dati personali da parte di soggetti che fanno parte del
statistico nazionale, oltre a quanto previsto dalle
deontologiche di cui all’articolo 106, comma 2, resta
disciplinato dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
322, in
particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati
all’articolo 9 del Regolamento indicati nel programma statistico
nazionale, le informative all’interessato, l’esercizio dei
diritti e i dati non tutelati dal segreto statistico ai
dell’articolo 9, comma 4, del medesimo decreto legislativo n.
322 del
1989.»;
q) all’articolo 109, comma 1, le parole «della
sentito il Ministro» sono sostituite dalle seguenti: «di
sentiti i Ministri»;
r) l’articolo 110 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 110 (Ricerca medica, biomedica ed epidemiologica).
consenso dell’interessato per il trattamento dei dati relativi
salute, a fini di ricerca scientifica in campo medico, biomedico
epidemiologico, non e’ necessario quando la ricerca e’ effettuata
base a disposizioni di legge o di regolamento o al
dell’Unione europea in conformita’ all’articolo 9, paragrafo
lettera j), del Regolamento, ivi incluso il caso in cui la
rientra in un programma di ricerca biomedica o sanitaria previsto
sensi dell’articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre
n. 502, ed e’ condotta e resa pubblica una valutazione d’impatto
sensi degli articoli 35 e 36 del Regolamento. Il consenso
inoltre necessario quando, a causa di particolari ragioni, informare
gli interessati risulta impossibile o implica uno
sproporzionato, oppure rischia di rendere impossibile
pregiudicare gravemente il conseguimento delle finalita’
ricerca. In tali casi, il titolare del trattamento adotta
appropriate per tutelare i diritti, le liberta’ e i legittimi
interessi dell’interessato, il programma di ricerca e’ oggetto
motivato parere favorevole del competente comitato etico a
territoriale e deve essere sottoposto a preventiva consultazione
Garante ai sensi dell’articolo 36 del Regolamento.
2. In caso di esercizio dei diritti dell’interessato ai
dell’articolo 16 del regolamento nei riguardi dei trattamenti
al comma 1, la rettificazione e l’integrazione dei dati sono
senza modificare questi ultimi, quando il risultato di
operazioni non produce effetti significativi sul risultato
ricerca.»;
s) l’articolo 110-bis e’ sostituito dal seguente:
«Art. 110-bis (Trattamento ulteriore da parte di terzi
personali a fini di ricerca scientifica o a fini statistici).
Garante puo’ autorizzare il trattamento ulteriore di dati personali,
compresi quelli dei trattamenti speciali di cui all’articolo
Regolamento, a fini di ricerca scientifica o a fini statistici
parte di soggetti terzi che svolgano principalmente tali attivita’
quando, a causa di particolari ragioni, informare gli interessati
risulta impossibile o implica uno sforzo sproporzionato,
rischia di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente
conseguimento delle finalita’ della ricerca, a condizione che
adottate misure appropriate per tutelare i diritti, le liberta’
legittimi interessi dell’interessato, in conformita’ all’articolo
del Regolamento, comprese forme preventive di minimizzazione
anonimizzazione dei dati.
2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta
autorizzazione entro quarantacinque giorni, decorsi i quali
mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento
autorizzazione o anche successivamente, sulla base di eventuali
verifiche, il Garante stabilisce le condizioni e le misure necessarie
ad assicurare adeguate garanzie a tutela degli interessati
nell’ambito del trattamento ulteriore dei dati personali da parte
terzi, anche sotto il profilo della loro sicurezza.
3. Il trattamento ulteriore di dati personali da parte di terzi
le finalita’ di cui al presente articolo puo’ essere autorizzato
Garante anche mediante provvedimenti generali, adottati d’ufficio
anche in relazione a determinate categorie di titolari
trattamenti, con i quali sono stabilite le condizioni dell’ulteriore
trattamento e prescritte le misure necessarie per assicurare
garanzie a tutela degli interessati. I provvedimenti adottati
del presente comma sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
4. Non costituisce trattamento ulteriore da parte di terzi
trattamento dei dati personali raccolti per l’attivita’ clinica,
fini di ricerca, da parte degli Istituti di ricovero e
carattere scientifico, pubblici e privati, in ragione del carattere
strumentale dell’attivita’ di assistenza sanitaria svolta
predetti istituti rispetto alla ricerca, nell’osservanza di
previsto dall’articolo 89 del Regolamento.».
Modifiche alla parte II, titolo VIII, del decreto legislativo
1. Alla parte II, titolo VIII, del decreto legislativo
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Trattamenti
nell’ambito del rapporto di lavoro»;
b) l’articolo 111 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 111 (Regole deontologiche per trattamenti nell’ambito
rapporto di lavoro). – 1. Il Garante promuove, ai sensi dell’articolo
2-quater, l’adozione di regole deontologiche per i soggetti
e privati interessati al trattamento dei dati personali effettuato
nell’ambito del rapporto di lavoro per le finalita’
all’articolo 88 del Regolamento, prevedendo anche specifiche
modalita’ per le informazioni da rendere all’interessato.»;
c) dopo l’articolo 111 e’ inserito il seguente:
«Art. 111-bis (Informazioni in caso di ricezione di curriculum).
1. Le informazioni di cui all’articolo 13 del Regolamento, nei
di ricezione dei curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati
al fine della instaurazione di un rapporto di lavoro, vengono
al momento del primo contatto utile, successivo all’invio
curriculum medesimo. Nei limiti delle finalita’ di cui all’articolo
6, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento, il consenso
trattamento dei dati personali presenti nei curricula non e’
d) la rubrica del Capo II e’ sostituita dalla seguente:
«Trattamento di dati riguardanti i prestatori di lavoro»;
e) la rubrica del Capo III e’ sostituita dalla seguente:
«Controllo a distanza, lavoro agile e telelavoro»
f) all’articolo 113, sono aggiunte, in fine, le seguenti
«, nonche’ dall’articolo 10 del decreto legislativo
2003, n. 276.»
g) la rubrica dell’articolo 114 e’ sostituita dalla seguente:
«Garanzie in materia di controllo a distanza»);
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «(Telelavoro,
lavoro agile e lavoro domestico)»;
2) al comma 1, le parole «e del telelavoro»
dalle seguenti: «del telelavoro e del lavoro agile»;
i) all’articolo 116, comma 1, le parole «ai sensi
dell’articolo
23» sono sostituite dalle seguenti: «dall’interessato
medesimo».
Modifiche alla parte II, titolo IX, del decreto legislativo 30
1. Alla parte II, titolo IX, del decreto legislativo 30
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Altri
trattamenti in
ambito pubblico o di interesse pubblico»;
b) la rubrica del Capo I e’ sostituita dalla seguente:
«Assicurazioni»;
1) al comma 1, le parole «private e di interesse
(ISVAP)» sono soppresse;
2) al comma 3, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209».
Modifiche alla parte II, titolo X, del decreto legislativo 30
1. Alla parte II, titolo X, del decreto legislativo 30 giugno
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «(Servizi
interessati e definizioni)»;
2) dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni
titolo si intende per:
a) «comunicazione elettronica», ogni informazione
scambiata o
trasmessa tra un numero finito di soggetti tramite un servizio
comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Sono escluse
informazioni trasmesse al pubblico tramite una rete di comunicazione
elettronica, come parte di un servizio di radiodiffusione, salvo
le stesse informazioni siano collegate ad uncontraente o
ricevente, identificato o identificabile;
b) «chiamata», la connessione istituita
da un servizio di
comunicazione elettronica accessibil e al pubblico che consente
c) «reti di comunicazione elettronica»,
i sistemi di
trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione
instradamento e altre risorse, inclusi gli elementi di rete
attivi, che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio,
mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici,
le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse a commutazione
di circuito e a commutazione di pacchetto, compresa Internet,
utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori
televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente elettrica,
nella misura in cui siano utilizzati per trasmettere i segnali,
reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione
trasportato;
d) «rete pubblica di comunicazioni», una rete
elettronica utilizzata interamente o prevalentemente per
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico,
supporta il trasferimento di informazioni tra i punti terminali
e) «servizio di comunicazione elettronica»,
consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione
segnali su reti di comunicazioni elettroniche, compresi i servizi
telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate
per la diffusione circolare radiotelevisiva, nei limiti
dall’articolo 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE
Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002;
f) «contraente», qualunque persona fisica,
persona giuridica,
ente o associazione parte di un contratto con un fornitore di
di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la fornitura
di tali servizi, o comunque destinatario di tali servizi
schede prepagate;
g) «utente», qualsiasi persona fisica che utilizza
di comunicazione elettronica accessibile al pubblico, per
privati o commerciali, senza esservi necessariamente abbonata;
h) «dati relativi al traffico», qualsiasi
dato sottoposto a
trattamento ai fini della trasmissione di una comunicazione
rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione;
i) «dati relativi all’ubicazione», ogni dato
trattato in una
rete di comunicazione elettronica o da un servizio di comunicazione
elettronica che indica la posizione geografica dell’apparecchiatura
terminale dell’utente di un servizio di comunicazione elettronica
accessibile al pubblico;
l) «servizio a valore aggiunto», il servizio
che richiede il
trattamento dei dati relativi al traffico o dei dati
all’ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, oltre a
e’ necessario per la trasmissione di una comunicazione
relativa fatturazione;
m) «posta elettronica», messaggi contenenti
testi, voci, suoni
o immagini trasmessi attraverso una rete pubblica di comunicazione,
che possono essere archiviati in rete o nell’apparecchiatura
terminale ricevente, fino a che il ricevente non ne ha
conoscenza.»;
b) all’articolo 122, comma 1, dopo la parola «con»
e’ soppressa
la parola «le» e le parole «di cui all’articolo
13, comma 3» sono
c) all’articolo 123:
1) al comma 4, le parole «l’informativa di cui all’articolo
sono sostituite dalle seguenti: «le informazioni di cui
13 e 14 del Regolamento»;
2) al comma 5, le parole «ad incaricati del trattamento
operano ai sensi dell’articolo 30» sono sostituite dalle
seguenti: «a
autorizzate al trattamento e che operano» e
«dell’incaricato» sono sostituite dalle seguenti:
«della persona
autorizzata»;
d) all’articolo 125, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il
periodo: «Rimane in ogni caso fermo quanto previsto dall’articolo
comma 1, della legge 11 gennaio 2018, n. 5.»;
e) all’articolo 126, comma 4, le parole «ad incaricati
trattamento che operano ai sensi dell’articolo 30,» sono
dalle seguenti: «a persone autorizzate al trattamento,
dell’articolo 2-quaterdecies, che operano» e
f) l’articolo 129 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 129 (Elenchi dei contraenti). – 1. Il Garante
individua con
proprio provvedimento, in cooperazione con l’Autorita’
garanzie nelle comunicazioni ai sensi dell’articolo 154, comma
in conformita’ alla normativa dell’Unione europea, le modalita’
inserimento e di successivo utilizzo dei dati personali relativi
contraenti negli elenchi cartacei o elettronici a disposizione
2. Il provvedimento di cui al comma 1 individua idonee modalita’
per la manifestazione del consenso all’inclusione negli elenchi
rispettivamente, all’utilizzo dei dati per finalita’ di invio
materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento
ricerche di mercato o di comunicazione commerciale nonche’
finalita’ di cui all’articolo 21, paragrafo 2, del Regolamento,
base al principio della massima semplificazione delle modalita’
inclusione negli elenchi a fini di mera ricerca del contraente
comunicazioni interpersonali, e del consenso specifico ed
qualora il trattamento esuli da tali fini, nonche’ in
verifica, rettifica o cancellazione dei dati senza oneri.»;
g) all’articolo 130:
1) al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente
«Resta in ogni caso fermo quanto previsto dall’articolo
1, comma 14,
della legge 11 gennaio 2018, n. 5.»;
2) al comma 3, le parole «23 e 24» sono
seguenti: «6 e 7 del Regolamento» e le parole «del
presente articolo»
3) al comma 3-bis, le parole «all’articolo 129, comma
1,» sono
sostituite dalle seguenti: «al comma 1 del predetto articolo,»
parole «di cui all’articolo 7, comma 4, lettera b)»
dalle seguenti: «di invio di materiale pubblicitario
o di vendita
diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione
commerciale»;
4.1 alla lettera b), le parole «codice dei contratti
12 aprile 2006, n. 163» sono sostituite dalle seguenti
«codice dei
contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016,
4.2 alla lettera f), le parole «di cui all’articolo
7, comma
4, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «di
pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche
mercato o di comunicazione commerciale»;
4.3 alla lettera g), le parole «23 e 24»
dalle seguenti «6 e 7 del Regolamento»;
6) al comma 5, le parole «all’articolo 7» sono
seguenti: «agli articoli da 15 a 22 del Regolamento»;
7) al comma 6, le parole «dell’articolo 143, comma
1, lettera
b)» sono sostituite dalle seguenti: «dell’articolo
58 del
h) all’articolo 131, la rubrica e’ sostituita dalla seguente:
«(Informazioni a contraenti e utenti)»;
i) all’articolo 132:
1) al comma 3, secondo periodo, le parole «, ferme
restando le
condizioni di cui all’articolo 8, comma 2, lettera f),
traffico entrante» sono soppresse ed e’ aggiunto,
in fine, il
seguente periodo: «La richiesta di accesso diretto alle
telefoniche in entrata puo’ essere effettuata solo quando
derivarne un pregiudizio effettivo e concreto per lo svolgimento
delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000,
397; diversamente, i diritti di cui agli articoli da 12 a
Regolamento possono essere esercitati con le modalita’
all’articolo 2-undecies, comma 3, terzo, quarto e quinto periodo.»;
2) al comma 5, le parole «ai sensi dell’articolo
17» sono
sostituite dalle seguenti: «dal Garante secondo le modalita’
all’articolo 2-quinquiesdecies» e le parole da «nonche’
a:» a «d)»
sono sostituite dalle seguenti: «nonche’ ad»;
3) dopo il comma 5, e’ aggiunto il seguente: «5-bis.
salva la disciplina di cui all’articolo 24 della legge 20
2017, n. 167.»;
l) dopo l’articolo 132-bis sono inseriti i seguenti:
«Art. 132-ter (Sicurezza del trattamento). – 1. Nel
quanto disposto dall’articolo 32 del Regolamento, ai fornitori
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico
applicano le disposizioni del presente articolo.
2. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica
accessibile al pubblico adotta, ai sensi dell’articolo
Regolamento, anche attraverso altri soggetti a cui sia
l’erogazione del servizio, misure tecniche e organizzative
al rischio esistente.
3. I soggetti che operano sulle reti di comunicazione elettronica
garantiscono che i dati personali siano accessibili soltanto
personale autorizzato per fini legalmente autorizzati.
4. Le misure di cui ai commi 2 e 3 garantiscono la protezione
dati relativi al traffico ed all’ubicazione e degli altri
personali archiviati o trasmessi dalla distruzione anche accidentale,
da perdita o alterazione anche accidentale e da archiviazione,
trattamento, accesso o divulgazione non autorizzati o illeciti,
nonche’ garantiscono l’attuazione di una politica di sicurezza.
5. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali
anche l’adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore
servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico
tali misure congiuntamente con il fornitore della rete pubblica
comunicazioni. In caso di mancato accordo, su richiesta di
fornitori, la controversia e’ definita dall’Autorita’ per le
nelle comunicazioni secondo le modalita’ previste dalla normativa
«Art. 132-quater (Informazioni sui rischi). – 1. Il fornitore
gli abbonati e, ove possibile, gli utenti, mediante linguaggio
chiaro, idoneo e adeguato rispetto alla categoria e alla fascia
eta’ dell’interessato a cui siano fornite le suddette informazioni,
con particolare attenzione in caso di minori di eta’, se sussiste
particolare rischio di violazione della sicurezza della
indicando, quando il rischio e’ al di fuori dell’ambito
adottare a norma dell’articolo 132-ter, commi 2, 3 e 5,
possibili rimedi e i relativi costi presumibili.
informazioni sono rese al Garante e all’Autorita’ per le
nelle comunicazioni.».
Modifiche alla parte II, titolo XII, del decreto legislativo
1. Alla parte II, titolo XII, del decreto legislativo 30
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Giornalismo,
liberta’ di informazione e di espressione»;
b) all’articolo 136, comma 1:
1) all’alinea, dopo le parole «si applicano»
seguenti: «, ai sensi dell’articolo 85 del Regolamento,»;
2) alla lettera c), la parola «temporaneo»
e’ soppressa, dopo
la parola diffusione e’ inserita la parola «anche»
«nell’espressione artistica» sono sostituite
dalle seguenti:
«nell’espressione accademica, artistica e letteraria»;
c) l’articolo 137 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 137 (Disposizioni applicabili). – 1. Con riferimento
previsto dall’articolo 136, possono essere trattati i dati
agli articoli 9 e 10 del Regolamento anche senza il
dell’interessato, purche’ nel rispetto delle regole deontologiche
cui all’articolo 139.
2. Ai trattamenti indicati nell’articolo 136 non si applicano
disposizioni relative:
a) alle misure di garanzia di cui all’articolo 2-septies
provvedimenti generali di cui all’articolo 2-quinquiesdecies;
b) al trasferimento dei dati verso paesi terzi o organizzazioni
internazionali, contenute nel Capo V del Regolamento.
3. In caso di diffusione o di comunicazione dei dati
finalita’ di cui all’articolo 136 restano fermi i limiti del
di cronaca a tutela dei diritti di cui all’articolo 1, paragrafo
del Regolamento e all’articolo 1 del presente codice
particolare, quello dell’essenzialita’ dell’informazione riguardo
fatti di interesse pubblico. Possono essere trattati i dati personali
relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente
interessati o attraverso loro comportamenti in pubblico.»;
d) all’articolo 138, comma 1, le parole «dell’articolo
2, lettera a)» sono sostituite dalle seguenti: «dell’articolo
paragrafo 1, lettera g), del Regolamento»;
«Regole
deontologiche relative ad attivita’ giornalistiche e ad
manifestazioni del pensiero»;
f) l’articolo 139 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 139 (Regole deontologiche relative ad
giornalistiche). – 1. Il Garante promuove, ai sensi dell’articolo
2-quater, l’adozione da parte del Consiglio nazionale dell’ordine
giornalisti di regole deontologiche relative al trattamento dei
di cui all’articolo 136, che prevedono misure ed accorgimenti
garanzia degli interessati rapportate alla natura dei dati,
particolare per quanto riguarda quelli relativi alla salute
vita o all’orientamento sessuale. Le regole possono anche prevedere
forme particolari per le informazioni di cui agli articoli 13
2. Le regole deontologiche o le modificazioni od integrazioni
stesse che non sono adottate dal Consiglio entro sei mesi
proposta del Garante sono adottate in via sostitutiva dal Garante
sono efficaci sino a quando diviene efficace una diversa disciplina
secondo la procedura di cooperazione.
3. Le regole deontologiche e le disposizioni di modificazione
integrazione divengono efficaci quindici giorni dopo la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
sensi dell’articolo 2-quater.
4. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nelle
deontologiche, il Garante puo’ vietare il trattamento ai
dell’articolo 58 del Regolamento.
5. Il Garante, in cooperazione con il Consiglio nazionale
dell’ordine dei giornalisti, prescrive eventuali misure
accorgimenti a garanzia degli interessati, che il Consiglio e’
a recepire.
Modifiche alla parte III e agli allegati del codice in materia
di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo
Modifiche alla parte III, titolo I, del decreto legislativo 30
1. Alla parte III, titolo I, del decreto legislativo 30
a) prima del Capo I e’ inserito il seguente:
«Capo 0.I (Alternativita’ delle forme di tutela)
– Art.140-bis
(Forme alternative di tutela). – 1. Qualora ritenga che i diritti
cui gode sulla base della normativa in materia di protezione
personali siano stati violati, l’interessato puo’ proporre reclamo
Garante o ricorso dinanzi all’autorita’ giudiziaria.
2. Il reclamo al Garante non puo’ essere proposto se,
medesimo oggetto e tra le stesse parti, e’ stata gia’
l’autorita’ giudiziaria.
3. La presentazione del reclamo al Garante rende improponibile
un’ulteriore domanda dinanzi all’autorita’ giudiziaria tra le
parti e per il medesimo oggetto, salvo quanto previsto dall’articolo
10, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.
150.»;
b) al capo I, le parole «Sezione I – Principi generali»
c) l’articolo 141 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 141 (Reclamo al Garante). – 1. L’interessato puo’
al Garante mediante reclamo ai sensi dell’articolo
d) dopo l’articolo 141, le parole «Sezione II
amministrativa» sono soppresse;
e) l’articolo 142 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 142 (Proposizione del reclamo). – 1. Il reclamo
un’indicazione per quanto possibile dettagliata dei fatti
circostanze su cui si fonda, delle disposizioni che si presumono
violate e delle misure richieste, nonche’ gli estremi identificativi
del titolare o del responsabile del trattamento, ove conosciuto.
2. Il reclamo e’ sottoscritto dall’interessato o, su mandato
questo, da un ente del terzo settore soggetto alla disciplina
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, che sia attivo nel
della tutela dei diritti e delle liberta’ degli interessati,
riguardo alla protezione dei dati personali.
3. Il reclamo reca in allegato la documentazione utile
della sua valutazione e l’eventuale mandato, e indica un recapito
l’invio di comunicazioni anche tramite posta elettronica, telefax
4. Il Garante predispone un modello per il reclamo, da pubblicare
nel proprio sito istituzionale, di cui favorisce la disponibilita’
5. Il Garante disciplina con proprio regolamento il procedimento
relativo all’esame dei reclami, nonche’ modalita’ semplificate
termini abbreviati per la trattazione di reclami che abbiano
oggetto la violazione degli articoli da 15 a 22 del Regolamento.»;
f) l’articolo 143 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 143 (Decisione del reclamo). – 1. Esaurita
preliminare, se il reclamo non e’ manifestamente infondato
sussistono i presupposti per adottare un provvedimento, il
anche prima della definizione del procedimento puo’ adottare
provvedimenti di cui all’articolo 58 del Regolamento nel
delle disposizioni di cui all’articolo 56 dello stesso.
2. I provvedimenti di cui al comma 1 sono pubblicati nella
Ufficiale della Repubblica italiana se i relativi destinatari
sono facilmente identificabili per il numero o per la complessita’
3. Il Garante decide il reclamo entro nove mesi dalla
presentazione e, in ogni caso, entro tre mesi dalla predetta
informa l’interessato sullo stato del procedimento. In presenza
motivate esigenze istruttorie, che il Garante
all’interessato, il reclamo e’ deciso entro dodici mesi. In
attivazione del procedimento di cooperazione di cui all’articolo
del Regolamento, il termine rimane sospeso per la durata del
4. Avverso la decisione e’ ammesso ricorso giurisdizionale
dell’articolo 152.»;
g) l’articolo 144 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 144 (Segnalazioni). – 1. Chiunque puo’ rivolgere
segnalazione che il Garante puo’ valutare anche ai
dell’emanazione dei provvedimenti di cui all’articolo
2. I provvedimenti del Garante di cui all’articolo
Regolamento possono essere adottati anche d’ufficio.»;
h) all’articolo 152, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
Tutte le controversie che riguardano le materie oggetto dei
giurisdizionali di cui agli articoli 78 e 79 del Regolamento
comunque riguardanti l’applicazione della normativa in materia
protezione dei dati personali, nonche’ il diritto al risarcimento
danno ai sensi dell’articolo 82 del medesimo regolamento,
attribuite all’autorita’ giudiziaria ordinaria.».
Modifiche alla parte III, titolo II, del decreto legislativo
1. Alla parte III, titolo II, del decreto legislativo 30
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Autorita’
controllo indipendente»;
b) l’articolo 153 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 153 (Garante per la protezione dei dati personali).
Garante e’ composto dal Collegio, che ne costituisce il vertice,
dall’Ufficio. Il Collegio e’ costituito da quattro componenti,
due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica
voto limitato. I componenti devono essere eletti tra coloro
presentano la propria candidatura nell’ambito di una procedura
selezione il cui avviso deve essere pubblicato nei siti
della Camera, del Senato e del Garante almeno sessanta giorni
della nomina. Le candidature devono pervenire almeno trenta
prima della nomina e i curricula devono essere pubblicati
stessi siti internet. Le candidature possono essere avanzate
persone che assicurino indipendenza e che risultino di comprovata
esperienza nel settore della protezione dei dati personali,
particolare riferimento alle discipline giuridiche
dell’informatica.
2. I componenti eleggono nel loro ambito un presidente, il
cui voto
prevale in caso di parita’. Eleggono altresi’ un vice presidente,
assume le funzioni del presidente in caso di sua assenza
3. L’incarico di presidente e quello di componente hanno
settennale e non sono rinnovabili. Per tutta la durata dell’incarico
il presidente e i componenti non possono esercitare, a
decadenza, alcuna attivita’ professionale o di consulenza, anche
remunerata, ne’ essere amministratori o dipendenti di enti pubblici
privati, ne’ ricoprire cariche elettive.
4. I membri del Collegio devono mantenere il segreto, sia
sia successivamente alla cessazione dell’incarico, in merito
informazioni riservate cui hanno avuto accesso nell’esecuzione
propri compiti o nell’esercizio dei propri poteri.
5. All’atto dell’accettazione della nomina il presidente
componenti sono collocati fuori ruolo se dipendenti di pubbliche
amministrazioni o magistrati in attivita’ di servizio; se professori
universitari di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni
sensi dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica
luglio 1980, n. 382. Il personale collocato fuori ruolo
aspettativa non puo’ essere sostituito.
6. Al presidente compete una indennita’ di funzione pari
retribuzione in godimento al primo Presidente della Corte
cassazione, nei limiti previsti dalla legge per il trattamento
economico annuo omnicomprensivo di chiunque riceva a carico
finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni nell’ambito di
di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni
statali. Ai componenti compete una indennita’ pari ai due terzi
quella spettante al Presidente.
7. Alle dipendenze del Garante e’ posto l’Ufficio
all’articolo 155.
8. Il presidente, i componenti, il segretario generale
dipendenti si astengono dal trattare, per i due anni successivi
cessazione dell’incarico ovvero del servizio presso il
procedimenti dinanzi al Garante, ivi compresa la presentazione
conto di terzi di reclami richieste di parere o interpelli.»;
c) l’articolo 154 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 154 (Compiti). – 1. Oltre a quanto previsto
disposizioni e dalla Sezione II del Capo VI del regolamento,
Garante, ai sensi dell’articolo 57, paragrafo 1, lettera
v), del
Regolamento medesimo, anche di propria iniziativa e avvalendosi
dell’Ufficio, in conformita’ alla disciplina vigente e nei confronti
di uno o piu’ titolari del trattamento, ha il compito di:
a) controllare se i trattamenti sono effettuati nel
della disciplina applicabile, anche in caso di loro cessazione
riferimento alla conservazione dei dati di traffico;
b) trattare i reclami presentati ai sensi del regolamento,
delle disposizioni del presente codice, anche individuando
proprio regolamento modalita’ specifiche per la trattazione,
fissando annualmente le priorita’ delle questioni emergenti
reclami che potranno essere istruite nel corso dell’anno
c) promuovere l’adozione di regole deontologiche, nei casi
all’articolo 2-quater;
d) denunciare i fatti configurabili come reati perseguibili
d’ufficio, dei quali viene a conoscenza nell’esercizio o
e) trasmettere la relazione, predisposta annualmente ai
dell’articolo 59 del Regolamento, al Parlamento e al Governo
31 maggio dell’anno successivo a quello cui si riferisce;
f) assicurare la tutela dei diritti e delle liberta’ fondamentali
degli individui dando idonea attuazione al Regolamento e al
g) provvedere altresi’ all’espletamento dei compiti
attribuiti dal diritto dell’Unione europea o dello Stato e
le ulteriori funzioni previste dall’ordinamento.
2. Il Garante svolge altresi’, ai sensi del comma 1, la funzione
controllo o assistenza in materia di trattamento dei dati personali
prevista da leggi di ratifica di accordi o convenzioni internazionali
o da atti comunitari o dell’Unione europea e, in particolare:
a) dal Regolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento europeo
Consiglio, del 20 dicembre 2006, sull’istituzione, l’esercizio
l’uso del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione
II) e Decisione 2007/533/GAI del Consiglio, del 12 giugno
sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione
Schengen di seconda generazione (SIS II);
b) dal Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo
Consiglio, dell’11 maggio 2016, che istituisce l’Agenzia dell’Unione
europea per la cooperazione nell’attivita’ di contrasto (Europol)
sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI,
2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI;
c) dal Regolamento (UE) 2015/1525 del Parlamento europeo
Consiglio, del 9 settembre 2015, che modifica il Regolamento
(CE) n.
515/97 del Consiglio relativo alla mutua assistenza tra le autorita’
amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste
la Commissione per assicurare la corretta applicazione
normative doganale e agricola e decisione 2009/917/GAI del Consiglio,
del 30 novembre 2009, sull’uso dell’informatica nel settore doganale;
d) dal Regolamento (CE) n. 603/2013 del Parlamento europeo
Consiglio, del 26 giugno 2013, che istituisce l’Eurodac
confronto delle impronte digitali per l’efficace applicazione
Regolamento (UE) n. 604/2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi
di determinazione dello Stato membro competente per l’esame
domanda di protezione internazionale presentata in uno degli
membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide e
richieste di confronto con i dati Eurodac presentate dalle autorita’
di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto,
che modifica il Regolamento (UE) n. 1077/2011 che istituisce
un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su
scala nello spazio di liberta’, sicurezza e giustizia;
e) dal Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo
Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione
visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti
soggiorni di breve durata (Regolamento VIS) e decisione
2008/633/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa all’accesso
per la consultazione al sistema di informazione visti (VIS) da
delle autorita’ designate degli Stati membri e di Europol
della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione
di reati
di terrorismo e altri reati gravi;
f) dal Regolamento (CE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo
Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione
amministrativa attraverso il sistema di informazione del
interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione
(Regolamento IMI) Testo rilevante ai fini del SEE;
g) dalle disposizioni di cui al capitolo IV della Convenzione
108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento
automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo
il 28 gennaio 1981 e resa esecutiva con legge 21 febbraio 1989,
98, quale autorita’ designata ai fini della cooperazione tra
Stati ai
sensi dell’articolo 13 della convenzione medesima.
3. Per quanto non previsto dal Regolamento e dal presente
il Garante disciplina con proprio Regolamento, ai sensi dell’articolo
156, comma 3, le modalita’ specifiche dei procedimenti
all’esercizio dei compiti e dei poteri ad esso attribuiti
Regolamento e dal presente codice.
4. Il Garante collabora con altre autorita’ amministrative
indipendenti nazionali nello svolgimento dei rispettivi compiti.
5. Fatti salvi i termini piu’ brevi previsti per legge, il
del Garante, anche nei casi di cui agli articoli 36, paragrafo
Regolamento, e’ reso nel termine di quarantacinque giorni
ricevimento della richiesta. Decorso il termine, l’amministrazione
puo’ procedere indipendentemente dall’acquisizione del
Quando, per esigenze istruttorie, non puo’ essere rispettato
termine di cui al presente comma, tale termine puo’ essere interrotto
per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente
venti giorni dal ricevimento degli elementi istruttori da parte
6. Copia dei provvedimenti emessi dall’autorita’ giudiziaria
relazione a quanto previsto dal presente codice o in materia
criminalita’ informatica e’ trasmessa, a cura della cancelleria,
7. Il Garante non e’ competente per il controllo dei trattamenti
effettuati dalle autorita’ giudiziarie nell’esercizio delle
funzioni.»;
d) dopo l’articolo 154 sono inseriti i seguenti:
«Art. 154-bis (Poteri). – 1. Oltre a quanto previsto
disposizioni, dalla Sezione II del Capo VI del Regolamento
presente codice, ai sensi dell’articolo 58, paragrafo
6, del
Regolamento medesimo, il Garante ha il potere di:
a) adottare linee guida di indirizzo riguardanti le
organizzative e tecniche di attuazione dei principi del Regolamento,
anche per singoli settori e in applicazione dei principi
all’articolo 25 del Regolamento;
b) approvare le regole deontologiche di cui all’articolo
2-quater
2. Il Garante puo’ invitare rappresentanti di un’altra autorita’
amministrativa indipendente nazionale a partecipare alle
riunioni, o essere invitato alle riunioni di altra autorita’
amministrativa indipendente nazionale, prendendo parte
discussione di argomenti di comune interesse; puo’ richiedere,
altresi’, la collaborazione di personale specializzato addetto
altra autorita’ amministrativa indipendente nazionale.
3. Il Garante pubblica i propri provvedimenti sulla base di
previsto con atto di natura generale che disciplina anche la
di tale pubblicazione, la pubblicita’ nella Gazzetta Ufficiale
Repubblica italiana e sul proprio sito internet istituzionale
i casi di oscuramento.
4. In considerazione delle esigenze di semplificazione delle
piccole e medie imprese, come definite dalla raccomandazione
2003/361/CE, il Garante per la protezione dei dati personali,
rispetto delle disposizioni del Regolamento e del presente
promuove, nelle linee guida adottate a norma del comma 1, lettera
modalita’ semplificate di adempimento degli obblighi del titolare
Articolo 154-ter (Potere di agire e rappresentanza in giudizio).
1. Il Garante e’ legittimato ad agire in giudizio nei confronti
titolare o del responsabile del trattamento in caso di violazione
delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali.
2. Il Garante e’ rappresentato in giudizio dall’Avvocatura
Stato, ai sensi dell’articolo 1 del regio decreto 30 ottobre
1933, n.
3. Nei casi di conflitto di interesse, il Garante,
l’Avvocato generale dello Stato, puo’ stare in giudizio
propri funzionari iscritti nell’elenco speciale degli
dipendenti di enti pubblici ovvero avvocati del libero foro.»;
e) all’articolo 155, la rubrica e’ sostituita dalla seguente:
«(Ufficio del Garante)»;
f) l’articolo 156 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 156 (Ruolo organico e personale). – 1. All’Ufficio
Garante e’ preposto un segretario generale, nominato tra persone
elevata e comprovata qualificazione professionale rispetto al
ruolo e
agli obiettivi da conseguire, scelto anche tra i magistrati ordinari,
amministrativi e contabili, gli avvocati dello Stato, i professori
universitari di ruolo in materie giuridiche ed economiche, nonche’
dirigenti di prima fascia dello Stato.
2. Il ruolo organico del personale dipendente e’ stabilito
limite di centosessantadue unita’. Al ruolo organico del Garante
accede esclusivamente mediante concorso pubblico. Nei casi in
ritenuto utile al fine di garantire l’economicita’ e l’efficienza
dell’azione amministrativa, nonche’ di favorire il reclutamento
personale con maggiore esperienza nell’ambito delle procedure
concorsuali di cui al secondo periodo, il Garante puo’ riservare
quota non superiore al cinquanta per cento dei posti banditi
personale di ruolo delle amministrazioni pubbliche che sia
assunto per concorso pubblico e abbia maturato un’esperienza
triennale nel rispettivo ruolo organico. La disposizione
all’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, si
applica esclusivamente nell’ambito del personale di ruolo
autorita’ amministrative indipendenti di cui all’articolo 22,
1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito,
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.114.
3. Con propri regolamenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
Repubblica italiana, il Garante definisce:
a) l’organizzazione e il funzionamento dell’Ufficio anche
dello svolgimento dei compiti e dell’esercizio dei poteri di
cui agli
articoli 154, 154-bis, 160, nonche’ all’articolo 57, paragrafo
b) l’ordinamento delle carriere e le modalita’ di reclutamento
del personale secondo i principi e le procedure di cui agli
1, 35 e 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001;
c) la ripartizione dell’organico tra le diverse
aree e
qualifiche;
d) il trattamento giuridico ed economico del personale, secondo
criteri previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, e,
incarichi dirigenziali, dagli articoli 19, comma 6, e 23-bis
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenuto conto
specifiche esigenze funzionali e organizzative. Nelle more della
generale razionalizzazione del trattamento economico delle autorita’
amministrative indipendenti, al personale e’ attribuito l’80
cento del trattamento economico del personale dell’Autorita’
garanzie nelle comunicazioni;
e) la gestione amministrativa e la contabilita’, anche in
alle norme sulla contabilita’ generale dello Stato.
4. L’Ufficio puo’ avvalersi, per motivate esigenze, di dipendenti
dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche o di enti
collocati in posizione di fuori ruolo o equiparati nelle
previste dai rispettivi ordinamenti, ovvero in aspettativa ai
dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica
luglio 1980, n. 382, in numero non superiore, complessivamente,
venti unita’ e per non oltre il venti per cento delle qualifiche
dirigenziali, lasciando non coperto un corrispondente numero
5. In aggiunta al personale di ruolo, l’Ufficio puo’
dipendenti con contratto a tempo determinato o avvalersi
consulenti incaricati ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del
legislativo n. 165 del 2001, in misura comunque non superiore
unita’ complessive. Resta in ogni caso fermo, per i contratti
determinato, il rispetto dell’articolo 36 del decreto legislativo
6. Il personale addetto all’Ufficio del Garante ed i consulenti
sono tenuti, sia durante che dopo il mandato, al segreto su
cio’ di
cui sono venuti a conoscenza, nell’esercizio delle proprie funzioni,
in ordine a notizie che devono rimanere segrete.
7. Il personale dell’Ufficio del Garante addetto agli accertamenti
di cui all’articolo 158 e agli articoli 57, paragrafo 1, lettera
58, paragrafo 1, lettera b), e 62, del Regolamento riveste,
limiti del servizio cui e’ destinato e secondo le rispettive
attribuzioni, la qualifica di ufficiale o agente di
8. Le spese di funzionamento del Garante, in adempimento
all’articolo 52, paragrafo 4, del Regolamento, ivi comprese
necessarie ad assicurare la sua partecipazione alle procedure
cooperazione e al meccanismo di coerenza introdotti dal Regolamento,
nonche’ quelle connesse alle risorse umane, tecniche e finanziarie,
ai locali e alle infrastrutture necessarie per l’effettivo
adempimento dei suoi compiti e l’esercizio dei propri poteri,
poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio
Stato e iscritto in apposita missione e programma di spesa
Ministero dell’economia e delle finanze. Il rendiconto della
finanziaria e’ soggetto al controllo della Corte dei conti.
Garante puo’ esigere dal titolare del trattamento il versamento
diritti di segreteria in relazione a particolari procedimenti.»;
g) l’articolo 157 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 157 (Richiesta di informazioni e di esibizione
di documenti).
– 1. Nell’ambito dei poteri di cui all’articolo 58 del Regolamento,
per l’espletamento dei propri compiti, il Garante puo’ richiedere
titolare, al responsabile, al rappresentante del titolare
responsabile, all’interessato o anche a terzi di fornire informazioni
e di esibire documenti anche con riferimento al contenuto di
di dati.»;
h) l’articolo 158 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 158 (Accertamenti). – 1. Il Garante puo’ disporre
accessi a
banche di dati, archivi o altre ispezioni e verifiche nei luoghi
si svolge il trattamento o nei quali occorre effettuare rilevazioni
comunque utili al controllo del rispetto della disciplina in
di trattamento dei dati personali.
2. I controlli di cui al comma 1, nonche’ quelli effettuati
sensi dell’articolo 62 del Regolamento, sono eseguiti da personale
dell’Ufficio, con la partecipazione, se del caso, di componenti
personale di autorita’ di controllo di altri Stati membri dell’Unione
3. Il Garante si avvale anche, ove necessario, della collaborazione
di altri organi dello Stato per lo svolgimento dei suoi
4. Gli accertamenti di cui ai commi 1 e 2, se svolti
un’abitazione o in un altro luogo di privata dimora o nelle
appartenenze, sono effettuati con l’assenso informato del titolare
del responsabile, oppure previa autorizzazione del presidente
tribunale competente per territorio in relazione al
dell’accertamento, il quale provvede con decreto motivato
ritardo, al piu’ tardi entro tre giorni dal ricevimento
richiesta del Garante quando e’ documentata l’indifferibilita’
5. Con le garanzie di cui al comma 4, gli accertamenti svolti
luoghi di cui al medesimo comma possono altresi’ riguardare
comunicazione accessibili al pubblico, potendosi procedere
all’acquisizione di dati e informazioni on-line. A tal fine,
redatto apposito verbale in contradditorio con le parti
l’accertamento venga effettuato presso il titolare del trattamento.»;
i) all’articolo 159:
1) al comma 1, le parole «ai sensi dell’articolo
156, comma 8»
sono sostituite dalle seguenti: «su cio’ di cui sono
conoscenza, nell’esercizio delle proprie funzioni, in ordine
notizie che devono rimanere segrete»;
2) al comma 3, dopo le parole «o il responsabile»
le seguenti: «o il rappresentante del titolare o del responsabile»
le parole «agli incaricati» sono sostituite dalle
seguenti: «alle
persone autorizzate al trattamento dei dati personali
l’autorita’ diretta del titolare o del responsabile ai
dell’articolo 2-quaterdecies»;
3) al comma 5, le parole «e telefax» sono soppresse;
l) l’articolo 160 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 160 (Particolari accertamenti). – 1. Per i trattamenti
dati personali di cui all’articolo 58, gli accertamenti
effettuati per il tramite di un componente designato dal Garante.
2. Se il trattamento non risulta conforme alle norme
Regolamento ovvero alle disposizioni di legge o di Regolamento,
Garante indica al titolare o al responsabile le necessarie
modificazioni ed integrazioni e ne verifica l’attuazione.
l’accertamento e’ stato richiesto dall’interessato, a quest’ultimo
fornito in ogni caso un riscontro circa il relativo esito,
se cio’
non pregiudica azioni od operazioni a tutela dell’ordine
sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione di
reati o
ricorrono motivi di difesa o di sicurezza dello Stato.
3. Gli accertamenti non sono delegabili. Quando risulta necessario
in ragione della specificita’ della verifica, il componente designato
puo’ farsi assistere da personale specializzato tenuto al segreto
cio’ di cui sono venuti a conoscenza in ordine a notizie che
rimanere segrete. Gli atti e i documenti acquisiti sono custoditi
secondo modalita’ tali da assicurarne la segretezza
conoscibili dal presidente e dai componenti del Garante
necessario per lo svolgimento delle funzioni dell’organo,
numero delimitato di addetti all’Ufficio individuati dal
sulla base di criteri definiti dal Regolamento di cui all’articolo
156, comma 3, lettera a).
4. Per gli accertamenti di cui al comma 3 relativi agli organismi
di informazione e di sicurezza e ai dati coperti da segreto di
il componente designato prende visione degli atti e dei documenti
rilevanti e riferisce oralmente nelle riunioni del Garante.».
m) dopo l’articolo 160 e’ inserito il seguente:
«Art. 160-bis (Validita’, efficacia e utilizzabilita’
procedimento giudiziario di atti, documenti e provvedimenti
sul trattamento di dati personali non conforme a disposizioni
legge o di Regolamento). – 1. La validita’, l’efficacia
l’utilizzabilita’ nel procedimento giudiziario di atti, documenti
provvedimenti basati sul trattamento di dati personali non conforme
disposizioni di legge o di Regolamento restano disciplinate
pertinenti disposizioni processuali.».
Modifiche alla parte III, titolo III, del decreto legislativo
1. Alla parte III, titolo III, del decreto legislativo 30
a) l’articolo 166 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 166 (Criteri di applicazione delle sanzioni
pecuniarie e procedimento per l’adozione dei provvedimenti correttivi
e sanzionatori). – 1. Sono soggette alla sanzione amministrativa
cui all’articolo 83, paragrafo 4, del Regolamento le violazioni
disposizioni di cui agli articoli 2-quinquies, comma
2-quinquiesdecies, 92, comma 1, 93, comma 1, 123, comma 4, 128,
comma 2, e 132-ter. Alla medesima sanzione amministrativa e’
colui che non effettua la valutazione di impatto di cui all’articolo
110, comma 1, primo periodo, ovvero non sottopone il programma
ricerca a consultazione preventiva del Garante a norma del
periodo del predetto comma.
2. Sono soggette alla sanzione amministrativa di cui all’articolo
83, paragrafo 5, del Regolamento le violazioni delle disposizioni
cui agli articoli 2-ter, 2-quinquies, comma 1, 2-sexies, 2-septies,
comma 7, 2-octies, 2-terdecies, commi 1, 2, 3 e 4, 52, commi
4 e 5,
75, 78, 79, 80, 82, 92, comma 2, 93, commi 2 e 3, 96, 99, 100,
1, 2 e 4, 101, 105 commi 1, 2 e 4, 110-bis, commi 2 e
3, 111,
111-bis, 116, comma 1, 120, comma 2, 122, 123, commi 1, 2,
3 e 5,
124, 125, 126, 130, commi da 1 a 5, 131, 132, 132-bis, comma
132-quater, 157, nonche’ delle misure di garanzia, delle
deontologiche di cui rispettivamente agli articoli 2-septies
2-quater.
3. Il Garante e’ l’organo competente ad adottare i provvedimenti
correttivi di cui all’articolo 58, paragrafo 2, del Regolamento,
nonche’ ad irrogare le sanzioni di cui all’articolo 83 del
Regolamento e di cui ai commi 1 e 2.
4. Il procedimento per l’adozione dei provvedimenti
sanzioni indicati al comma 4 puo’ essere avviato, nei confronti
di soggetti privati, sia di autorita’ pubbliche ed organismi
pubblici, a seguito di reclamo ai sensi dell’articolo
Regolamento o di attivita’ istruttoria d’iniziativa del
nell’ambito dell’esercizio dei poteri d’indagine di cui all’articolo
58, paragrafo 1, del Regolamento, nonche’ in relazione ad
accessi,
ispezioni e verifiche svolte in base a poteri di accertamento
autonomi, ovvero delegati dal Garante.
5. L’Ufficio del Garante, quando ritiene che gli elementi acquisiti
nel corso delle attivita’ di cui al comma 5 configurino una
o piu’
violazioni indicate nel presente titolo e nell’articolo 83, paragrafi
4, 5 e 6, del Regolamento, avvia il procedimento per l’adozione
provvedimenti e delle sanzioni di cui al comma 4 notificando
titolare o al responsabile del trattamento le presunte violazioni,
nel rispetto delle garanzie previste dal Regolamento di cui al
10, salvo che la previa notifica della contestazione non
incompatibile con la natura e le finalita’ del provvedimento
6. Entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione
al comma 6, il contravventore puo’ inviare al Garante
difensivi o documenti e puo’ chiedere di essere sentito
medesima autorita’.
7. Nell’adozione dei provvedimenti sanzionatori nei casi di
comma 4 si osservano, in quanto applicabili, gli articoli da
1 a 9,
da 18 a 22 e da 24 a 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689;
medesimi casi puo’ essere applicata la sanzione amministrativa
accessoria della pubblicazione dell’ordinanza-ingiunzione, per
o per estratto, sul sito internet del Garante. I proventi
sanzioni, nella misura del cinquanta per cento del totale annuo,
riassegnati al fondo di cui all’articolo 156, comma 8, per
destinati alle specifiche attivita’ di sensibilizzazione
ispezione nonche’ di attuazione del Regolamento svolte dal Garante.
8. Entro il termine di cui all’articolo 10, comma 3, del
legislativo n. 150 del 2011 previsto per la proposizione del
il trasgressore e gli obbligati in solido possono definire
controversia adeguandosi alle prescrizioni del Garante,
impartite, e mediante il pagamento di un importo pari alla
della sanzione irrogata.
9. Nel rispetto dell’articolo 58, paragrafo 4, del Regolamento,
proprio regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
Repubblica italiana, il Garante definisce le modalita’
procedimento per l’adozione dei provvedimenti e delle sanzioni
al comma 4 ed i relativi termini, in conformita’ ai principi
piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio,
verbalizzazione, nonche’ della distinzione tra funzioni istruttorie
funzioni decisorie rispetto all’irrogazione della sanzione.
10. Le disposizioni relative a sanzioni amministrative previste
presente codice e dall’articolo 83 del Regolamento non si applicano
in relazione ai trattamenti svolti in ambito giudiziario.».
b) l’articolo 167 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 167 (Trattamento illecito di dati). – 1. Salvo
costituisca piu’ grave reato, chiunque, al fine di trarre per
se’ o
per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato,
in violazione di quanto disposto dagli articoli 123, 126 e 130
provvedimento di cui all’articolo 129 arreca nocumento
all’interessato, e’ punito con la reclusione da sei mesi a un
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque,
fine di trarre per se’ o per altri profitto ovvero di arrecare
all’interessato, procedendo al trattamento dei dati personali
agli articoli 9 e 10 del Regolamento in violazione delle disposizioni
di cui agli articoli 2-sexies e 2-octies, o delle misure di
di cui all’articolo 2-septies ovvero operando in violazione
misure adottate ai sensi dell’articolo 2-quinquiesdecies
nocumento all’interessato, e’ punito con la reclusione da uno
3. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, la pena
al comma 2 si applica altresi’ a chiunque, al fine di trarre
per se’
o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato,
procedendo al trasferimento dei dati personali verso un paese
un’organizzazione internazionale al di fuori dei casi consentiti
sensi degli articoli 45, 46 o 49 del Regolamento, arreca nocumento
4. Il Pubblico ministero, quando ha notizia dei reati di
cui ai
commi 1, 2 e 3, ne informa senza ritardo il Garante.
5. Il Garante trasmette al pubblico ministero, con una relazione
motivata, la documentazione raccolta nello svolgimento dell’attivita’
di accertamento nel caso in cui emergano elementi che
presumere la esistenza di un reato. La trasmissione degli
atti al
pubblico ministero avviene al piu’ tardi al termine dell’attivita’
accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al
6. Quando per lo stesso fatto e’ stata applicata a norma
presente codice o del Regolamento a carico dell’imputato o dell’ente
una sanzione amministrativa pecuniaria dal Garante e questa e’
riscossa, la pena e’ diminuita.»;
c) dopo l’articolo 167, sono inseriti i seguenti:
«Art. 167-bis (Comunicazione e diffusione illecita
personali oggetto di trattamento su larga scala). – 1. Salvo
fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque comunica o diffonde
fine di trarre profitto per se’ o altri ovvero al fine di
danno, un archivio automatizzato o una parte sostanziale
contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala,
violazione degli articoli 2-ter, 2-sexies e 2-octies, e’ punito
la reclusione da uno a sei anni.
fine trarne profitto per se’ o altri ovvero di arrecare
comunica o diffonde, senza consenso, un archivio automatizzato
parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto
trattamento su larga scala, e’ punito con la reclusione da uno
anni, quando il consenso dell’interessato e’ richiesto
operazioni di comunicazione e di diffusione.
3. Per i reati di cui ai commi 1 e 2, si applicano i commi
dell’articolo 167.».
«Art. 167-ter (Acquisizione fraudolenta di dati personali
di trattamento su larga scala). – 1. Salvo che il fatto costituisca
piu’ grave reato, chiunque, al fine trarne profitto per se’
ovvero di arrecare danno, acquisisce con mezzi fraudolenti
archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente
dati personali oggetto di trattamento su larga scala e’ punito
2. Per il reato di cui al comma 1 si applicano i commi 4,
dell’articolo 167.»;
d) l’articolo 168 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 168 (Falsita’ nelle dichiarazioni al Garante e
dell’esecuzione dei compiti o dell’esercizio dei poteri del Garante).
– 1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque,
procedimento o nel corso di accertamenti dinanzi al Garante,
o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti
falsi, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
2. Fuori dei casi di cui al comma 1, e’ punito con la reclusione
sino ad un anno chiunque intenzionalmente cagiona un’interruzione
turba la regolarita’ di un procedimento dinanzi al Garante
accertamenti dallo stesso svolti.»;
e) l’articolo 170 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 170 (Inosservanza di provvedimenti del Garante).
Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato
Garante ai sensi degli articoli 58, paragrafo 2, lettera
f) del
Regolamento, dell’articolo 2-septies, comma 1, nonche’
provvedimenti generali di cui all’articolo 21, comma 1, del
legislativo di attuazione dell’articolo 13 della legge 25
2017, n. 163 e’ punito con la reclusione da tre mesi a due anni.»;
f) l’articolo 171 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 171 (Violazioni delle disposizioni in materia di
distanza e indagini sulle opinioni dei lavoratori). –
violazione delle disposizioni di cui agli articoli 4, comma
1, e 8
della legge 20 maggio 1970, n. 300, e’ punita con le sanzioni
all’articolo 38 della medesima legge.»;
g) all’articolo 172, comma 1, dopo le parole «pubblicazione
sentenza» sono aggiunte le seguenti: «, ai sensi
dell’articolo 36,
secondo e terzo comma, del codice penale».
Modifiche all’allegato A del decreto legislativo 30 giugno 2003,
1. L’allegato A e’ ridenominato: «Regole deontologiche».
1. L’articolo 10 del decreto legislativo 1° settembre 2011,
n. 150,
«Art. 10 (Delle controversie in materia di applicazione
disposizioni in materia di protezione dei dati personali). –
controversie previste dall’articolo 152 del decreto legislativo
giugno 2003, n. 196, sono regolate dal rito del lavoro,
ove non
diversamente disposto dal presente articolo.
2. Sono competenti, in via alternativa, il tribunale del luogo
cui il titolare del trattamento risiede o ha sede ovvero il tribunale
del luogo di residenza dell’interessato.
3. Il ricorso avverso i provvedimenti del Garante per la protezione
dei dati personali, ivi compresi quelli emessi a seguito
reclamo dell’interessato, e’ proposto, a pena di inammissibilita’,
entro trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento
ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero.
4. Decorso il termine previsto per la decisione del
dall’articolo 143, comma 3, del decreto legislativo n. 196 del
chi vi ha interesse puo’, entro trenta giorni dalla scadenza
predetto termine, ricorrere al Tribunale competente ai sensi
presente articolo. La disposizione di cui al primo periodo si
anche qualora sia scaduto il termine trimestrale di cui all’articolo
143, comma 3, del decreto legislativo n. 196 del 2003 senza
l’interessato sia stato informato dello stato del procedimento.
5. L’interessato puo’ dare mandato a un ente del terzo
soggetto alla disciplina del decreto legislativo 3 luglio 2017,
117, che sia attivo nel settore della tutela dei diritti
liberta’ degli interessati con riguardo alla protezione dei
personali, di esercitare per suo conto l’azione, ferme
disposizioni in materia di patrocinio previste dal codice
6. Il giudice fissa l’udienza di comparizione delle parti
decreto con il quale assegna al ricorrente il termine perentorio
entro cui notificarlo alle altre parti e al Garante. Tra il
della notificazione e l’udienza di comparizione intercorrono
7. L’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo’
sospesa secondo quanto previsto dall’articolo 5.
8. Se alla prima udienza il ricorrente non compare senza
alcun legittimo impedimento, il giudice dispone la cancellazione
della causa dal ruolo e dichiara l’estinzione del processo, ponendo
carico del ricorrente le spese di giudizio.
9. Nei casi in cui non sia parte in giudizio, il Garante
presentare osservazioni, da rendere per iscritto o in udienza,
controversia in corso con riferimento ai profili relativi
protezione dei dati personali. Il giudice dispone che sia
comunicazione al Garante circa la pendenza della controversia,
trasmettendo copia degli atti introduttivi, al fine di consentire
l’eventuale presentazione delle osservazioni.
10. La sentenza che definisce il giudizio non e’ appellabile
prescrivere le misure necessarie anche in deroga al divieto
all’articolo 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato E),
in relazione all’eventuale atto del soggetto pubblico titolare
responsabile dei dati, nonche’ il risarcimento del danno.».
Definizione agevolata delle violazioni in materia di protezione
1. In deroga all’articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689,
per i procedimenti sanzionatori riguardanti le violazioni di
articoli 161, 162, 162-bis, 162-ter, 163, 164, 164-bis, comma
Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e le violazioni delle misure
cui all’articolo 33 e 162, comma 2-bis, del medesimo Codice,
alla data di applicazione del Regolamento, risultino non
definiti con l’adozione dell’ordinanza-ingiunzione, e’ ammesso
pagamento in misura ridotta di un somma pari a due quinti del
edittale. Fatti salvi i restanti atti del procedimento eventualmente
gia’ adottati, il pagamento potra’ essere effettuato entro
2. Decorsi i termini previsti dal comma 1, l’atto con il quale
stati notificati gli estremi della violazione o l’atto
contestazione immediata di cui all’articolo 14 della legge
novembre 1981, n. 689, assumono il valore dell’ordinanza-ingiunzione
di cui all’articolo 18 della predetta legge, senza obbligo
ulteriore notificazione, sempre che il contravventore non
memorie difensive ai sensi del comma 4.
3. Nei casi di cui al comma 2, il contravventore e’ tenuto
corrispondere gli importi indicati negli atti di cui al primo
del predetto comma entro sessanta giorni dalla scadenza del
previsto dal comma 1.
4. Entro il termine di cui al comma 3, il contravventore
abbia provveduto al pagamento puo’ produrre nuove memorie difensive.
Il Garante, esaminate tali memorie, dispone l’archiviazione
atti comunicandola all’organo che ha redatto il rapporto
alternativa, adotta specifica ordinanza-ingiunzione con la
determina la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge
pagamento, insieme con le spese, all’autore della violazione
persone che vi sono obbligate solidalmente.
5. L’entrata in vigore del presente decreto determina
l’interruzione del termine di prescrizione del diritto a riscuotere
le somme dovute a norma del presente articolo, di cui all’art.
della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Trattazione di affari pregressi
1. Entro il termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell’avviso
al comma 3, i soggetti che dichiarano il loro attuale interesse
possono presentare al Garante per la protezione dei dati personali
motivata richiesta di trattazione dei reclami, delle segnalazioni
delle richieste di verifica preliminare pervenuti entro la
2. La richiesta di cui al comma 1 non riguarda i reclami
segnalazioni di cui si e’ gia’ esaurito l’esame o di cui il
per la protezione dei dati personali ha gia’ esaminato nel corso
2018 un motivato sollecito o una richiesta di trattazione, o
quali il Garante medesimo e’ a conoscenza, anche a seguito di
denuncia, che sui fatti oggetto di istanza e’ in corso
3. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore
presente decreto il Garante per la protezione dei dati personali
provvede a dare notizia di quanto previsto dai commi 1 e 2
avviso pubblicato nel proprio sito istituzionale e trasmesso,
altresi’, all’Ufficio pubblicazioni leggi e decreti del Ministero
della giustizia per la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
4. In caso di mancata presentazione di una richiesta di trattazione
ai sensi del comma 1, e salvo quanto previsto dal comma 2, i
procedimenti di cui al comma 1 sono improcedibili.
5. I ricorsi pervenuti al Garante per la protezione dei
personali e non definiti, neppure nelle forme del rigetto
alla data di applicazione del Regolamento (UE) 2016/679 sono
come reclami ai sensi dell’articolo 77 del medesimo Regolamento.
Codici di deontologia e di buona condotta vigenti alla data di
1. Le disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta
cui agli allegati A.5 e A.7 del codice in materia di protezione
dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del
continuano a produrre effetti, sino alla definizione della procedura
di approvazione cui alla lettera b), a condizione che si verifichino
a) entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
decreto le associazioni e gli altri organismi rappresentanti
categorie interessate sottopongano all’approvazione del Garante
la protezione dei dati personali, a norma dell’articolo
40 del
Regolamento (UE) 2016/679, i codici di condotta elaborati a norma
paragrafo 2 del predetto articolo;
b) la procedura di approvazione si concluda entro sei mesi
sottoposizione del codice di condotta all’esame del Garante
2. Il mancato rispetto di uno dei termini di cui al comma
lettere a) e b) comporta la cessazione di efficacia
disposizioni del codice di deontologia di cui al primo periodo
decorrere dalla scadenza del termine violato.
3. Le disposizioni contenute nei codici riportati negli
A.1, A.2, A.3, A.4 e A.6 del codice in materia di protezione
personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, continuano
a produrre effetti fino alla pubblicazione delle disposizioni
sensi del comma 4.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
presente decreto, il Garante per la protezione dei dati personali
verifica la conformita’ al Regolamento (UE) 2016/679
disposizioni di cui al comma 3. Le disposizioni ritenute compatibili,
ridenominate regole deontologiche, sono pubblicate nella
Ufficiale della Repubblica italiana e, con decreto del Ministro
giustizia, sono successivamente riportate nell’allegato A del
in materia di protezione dei dati personali, di cui al
5. Il Garante per la protezione dei dati personali promuove
revisione delle disposizioni dei codici di cui al comma 3
modalita’ di cui all’articolo 2-quater del codice in materia
protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo
Autorizzazioni generali del Garante per la protezione dei dati
1. Il Garante per la protezione dei dati personali,
provvedimento di carattere generale da porre in consultazione
pubblica entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
presente decreto, individua le prescrizioni contenute
autorizzazioni generali gia’ adottate, relative alle situazioni
trattamento di cui agli articoli 6, paragrafo 1, lettere c) ed
e), 9,
paragrafo 2, lettera b) e 4, nonche’ al Capo IX del regolamento
2016/679, che risultano compatibili con le disposizioni del
regolamento e del presente decreto e, ove occorra, provvede
aggiornamento. Il provvedimento di cui al presente comma e’
entro sessanta giorni dall’esito del procedimento di consultazione
2. Le autorizzazioni generali sottoposte a verifica a norma
comma 1 che sono state ritenute incompatibili con le disposizioni
Regolamento (UE) 2016/679 cessano di produrre effetti dal
della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del provvedimento di cui al comma 1.
3. Le autorizzazioni generali del Garante per la protezione
dati personali adottate prima della data di entrata in vigore
presente decreto e relative a trattamenti diversi da quelli
al comma 1 cessano di produrre effetti alla predetta data.
4. Sino all’adozione delle regole deontologiche e delle misure
garanzia di cui agli articoli 2-quater e 2-septies del Codice
materia di protezione dei dati personali di cui al
legislativo 30 giugno 2003, n. 196 producono effetti,
corrispondente categoria di dati e di trattamenti, le autorizzazioni
generali di cui al comma 2 e le pertinenti prescrizioni individuate
con il provvedimento di cui al comma 1.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, le violazioni
prescrizioni contenute nelle autorizzazioni generali di
presente articolo e nel provvedimento generale di cui al comma
soggette alla sanzione amministrativa di cui all’articolo
paragrafo 5, del Regolamento (UE) 2016/679.
Altre disposizioni transitorie e finali
1. Il presente decreto e le disposizioni dell’ordinamento nazionale
si interpretano e si applicano alla luce della disciplina dell’Unione
europea in materia di protezione dei dati personali e assicurano
libera circolazione dei dati personali tra Stati membri ai
dell’articolo 1, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 2016/679.
2. A decorrere dal 25 maggio 2018 le espressioni «dati
sensibili» e
«dati giudiziari» utilizzate ai sensi dell’articolo
4, comma 1,
lettere d) ed e), del codice in materia di protezione dei
personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003,
ricorrano, si intendono riferite, rispettivamente, alle categorie
particolari di dati di cui all’articolo 9 del Regolamento
2016/679 e ai dati di cui all’articolo 10 del medesimo regolamento.
3. Sino all’adozione dei corrispondenti provvedimenti generali
cui all’articolo 2-quinquiesdecies del codice in materia
del 2003, i trattamenti di cui al medesimo articolo, gia’ in
alla data di entrata in vigore del presente decreto,
proseguire qualora avvengano in base a espresse disposizioni
o regolamento o atti amministrativi generali, ovvero nel caso
siano stati sottoposti a verifica preliminare o autorizzazione
Garante per la protezione dei dati personali, che abbiano individuato
misure e accorgimenti adeguati a garanzia dell’interessato.
4. A decorrere dal 25 maggio 2018, i provvedimenti del Garante
la protezione dei dati personali continuano ad applicarsi, in
compatibili con il suddetto regolamento e con le disposizioni
5. A decorrere dal 25 maggio 2018, le disposizioni di cui ai
1022 e 1023 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n.
applicano esclusivamente ai trattamenti dei dati personali funzionali
all’autorizzazione del cambiamento del nome o del cognome
minorenni. Con riferimento a tali trattamenti, il Garante
protezione dei dati personali puo’, nei limiti e con le modalita’
cui all’articolo 36 del Regolamento (UE) 2016/679,
provvedimenti di carattere generale ai sensi dell’articolo
2-quinquiesdecies. Al fine di semplificare gli oneri amministrativi,
i soggetti che rispettano le misure di sicurezza e gli accorgimenti
prescritti con i provvedimenti di cui al secondo periodo
esonerati dall’invio al Garante dell’informativa di cui al
comma 1022. In sede di prima applicazione, le suddette informative,
se dovute a norma del terzo periodo, sono inviate entro
giorni dalla pubblicazione del provvedimento del Garante
6. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i
alle disposizioni del codice in materia di protezione dei
dal presente decreto, contenuti in norme di legge e di regolamento,
si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni
Regolamento (UE) 2016/679 e a quelle introdotte o modificate
presente decreto, in quanto compatibili.
7. All’articolo 1, comma 233, della legge 27 dicembre 2017,
n. 205,
dopo le parole «le modalita’ di restituzione»
seguenti: «in forma aggregata».
8. Il registro dei trattamenti di cui all’articolo 37, comma
legislativo n. 196 del 2003, cessa di essere alimentato a far
dal 25 maggio 2018. Da tale data e fino al 31 dicembre 2019,
registro resta accessibile a chiunque secondo le modalita’ stabilite
nel suddetto articolo 37, comma 4, del decreto legislativo n.
196 del
9. Le disposizioni di legge o di regolamento che individuano
tipo di dati trattabili e le operazioni eseguibili al
autorizzare i trattamenti delle pubbliche amministrazioni per
di interesse pubblico rilevante trovano applicazione anche
soggetti privati che trattano i dati per i medesimi motivi.
10. La disposizione di cui all’articolo 160, comma 4, del codice
materia di protezione dei dati personali, di cui al
legislativo n. 196 del 2003, nella parte in cui ha riguardo
coperti da segreto di Stato, si applica fino alla data di entrata
vigore della disciplina relativa alle modalita’ di opposizione
Garante per la protezione dei dati personali del segreto di Stato.
11. Le disposizioni del codice in materia di protezione dei
personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, relative
trattamento di dati genetici, biometrici o relativi alla
continuano a trovare applicazione, in quanto compatibili
Regolamento (UE) 2016/679, sino all’adozione delle corrispondenti
misure di garanzia di cui all’articolo 2-septies del citato
introdotto dall’articolo 2, comma 1, lett. e) del presente decreto.
12. Sino alla data di entrata in vigore del decreto del
della giustizia di cui all’articolo 2-octies, commi 2 e 6, del
legislativo n. 196 del 2003, da adottarsi entro diciotto mesi
data di entrata in vigore del presente decreto, il trattamento
dati di cui all’articolo 10 del Regolamento (UE) 2016/679
consentito quando e’ effettuato in attuazione di protocolli di
per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalita’
organizzata stipulati con il Ministero dell’interno o
Prefetture – UTG, previo parere del Garante per la protezione
dati personali, che specificano la tipologia dei dati trattati
delle operazioni eseguibili.
13. Per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore
tiene conto, ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative
e nei limiti in cui risulti compatibile con le disposizioni
Regolamento (UE) 2016/679, della fase di prima applicazione
disposizioni sanzionatorie.
14. All’articolo 1 della legge 11 gennaio 2018, n. 5 sono apportate
a) al comma 9, le parole «di cui all’articolo 162,
comma 2-bis»
sono sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo 166,
b) al comma 10, le parole «di cui all’articolo
162, comma
2-quater» sono sostituite dalle seguenti: «di cui
all’articolo 166,
comma 2».
15. All’articolo 5-ter, comma 1, lettera c), del
legislativo 14 marzo 2013, n. 33 le parole «di cui all’articolo
comma 2-bis» sono sostituite dalle seguenti: «di
cui all’articolo
166, comma 2».
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
a) all’articolo 37, comma 2, alinea, del decreto legislativo
maggio 2018, n. 51, il riferimento all’articolo 154 del codice
legislativo n. 196 del 2003, si intende effettuato agli articoli
e 154-bis del medesimo codice;
b) all’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 18
2018, n. 51, il riferimento agli articoli 142 e 143 del codice
legislativo n. 196 del 2003 si intende effettuato agli articoli
142 e 143 del medesimo codice;
c) all’articolo 42 del decreto legislativo 18 maggio 2018,
n. 51,
il riferimento all’articolo 165 del codice in materia di protezione
dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del
2003, si
intende effettuato all’articolo 166, comma 7, del medesimo codice;
d) all’articolo 45 del decreto legislativo 18 maggio 2018,
il riferimento all’articolo 143, comma 1, lettera c), del codice
legislativo n. 196 del 2003, si intende effettuato all’articolo
paragrafo 2, lettera f), del Regolamento (UE) 2016/679.
Applicabilita’ delle sanzioni amministrative alle violazioni
anteriormente commesse
1. Le disposizioni del presente decreto che, mediante abrogazione,
sostituiscono sanzioni penali con le sanzioni amministrative
dal Regolamento (UE) 2016/679 si applicano anche alle violazioni
commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del
stesso, sempre che il procedimento penale non sia stato definito
sentenza o con decreto divenuti irrevocabili.
2. Se i procedimenti penali per i reati depenalizzati dal
decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore,
sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il
dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando
fatto non e’ previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti
conseguenti. Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza
delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice
3. Ai fatti commessi prima della data di entrata in vigore
presente decreto non puo’ essere applicata una
amministrativa pecuniaria per un importo superiore al massimo
pena originariamente prevista o inflitta per il reato, tenuto
del criterio di ragguaglio di cui all’articolo 135 del codice
A tali fatti non si applicano le sanzioni amministrative accessorie
introdotte dal presente decreto, salvo che le stesse sostituiscano
corrispondenti pene accessorie.
1. Nei casi previsti dall’articolo 24, comma 1, l’autorita’
giudiziaria, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
presente decreto, dispone la trasmissione all’autorita’
amministrativa competente degli atti dei procedimenti penali
ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il
risulti prescritto o estinto per altra causa alla medesima data.
2. Se l’azione penale non e’ stata ancora esercitata,
trasmissione degli atti e’ disposta direttamente dal
ministero che, in caso di procedimento gia’ iscritto, annota
trasmissione nel registro delle notizie di reato. Se il reato
estinto per qualsiasi causa, il pubblico ministero
l’archiviazione a norma del codice di procedura penale; la richiesta
ed il decreto del giudice che la accoglie possono avere ad
anche elenchi cumulativi di procedimenti.
3. Se l’azione penale e’ stata esercitata, il giudice pronuncia,
sensi dell’articolo 129 del codice di procedura penale,
inappellabile perche’ il fatto non e’ previsto dalla legge
reato, disponendo la trasmissione degli atti a norma del comma
Quando e’ stata pronunciata sentenza di condanna, il
dell’impugnazione, nel dichiarare che il fatto non e’ previsto
legge come reato, decide sull’impugnazione ai soli effetti
disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi
4. L’autorita’ amministrativa notifica gli estremi della violazione
agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro
termine di novanta giorni e a quelli residenti all’estero entro
termine di trecentosettanta giorni dalla ricezione degli atti.
5. Entro sessanta giorni dalla notificazione degli estremi
violazione l’interessato e’ ammesso al pagamento in misura
pari alla meta’ della sanzione irrogata, oltre alle spese
procedimento. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni
cui all’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
6. Il pagamento determina l’estinzione del procedimento.
1. Agli oneri derivanti dall’articolo 18 del presente decreto,
ad € 600.000 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021,
mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa
all’articolo 1, comma 1025, della legge 27 dicembre 2017, n.
2. Dall’attuazione del presente decreto, ad esclusione
dell’articolo 18, non devono derivare nuovi o maggiori oneri
della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono
agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato
apportare le occorrenti variazioni di bilancio.
1. Sono abrogati i titoli, capi, sezioni, articoli e allegati
legislativo n. 196 del 2003, di seguito elencati:
2) il titolo II, il titolo III, il titolo IV, il titolo
titolo VI e il titolo VII;
8) i capi II e III del titolo X, il titolo XI e il titolo
2) gli articoli 161, 162, 162-bis, 162-ter, 163,
164-bis,165 e 169;
3) gli articoli 173, 174, 175, commi 1 e 2, 176, 177,
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e
Conte, Presidente del Consiglio
Savona, Ministro per gli
Bongiorno, Ministro per la
Tria, Ministro dell’economia
Di Maio, Ministro dello
Stefano Farina – p.iva 01133310225

References: Art. 2

Art. 2

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Art. 2

Art. 2

Art. 2

Art. 2

Art. 2
 Art. 2

Art. 2
 Art. 2

Art. 2

Art. 2

Art. 2
 Art. 45
in fine
in fine
in fine
 articolo 79
in fine
in fine
in fine
in fine
in fine
 Art.140

Articolo 154
 sentenza 
 articolo 37

sentenza 

sentenza 
 sentenza 
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