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Timestamp: 2020-08-03 18:32:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1654 del 24/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1654 del 24/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 24/01/2011, (ud. 23/09/2010, dep. 24/01/2011), n.1654
avverso la decisione n. 50/9/08 della Commissione tributaria
regionale di Ancona, emessa e depositata in data 8 aprile 2008, R.G.
747/06;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore 2010 Generale
Dott. LECCISI Giampaolo;
1. rilevato che in data 7 luglio 2010 è stata depositata una relazione che, con alcuni emendamenti destinati a una migliore esposizione dei fatti o alla correzione di errori materiali, qui si riporta:
Il relatore Cons. Dott. Giacinto Bisogni Letti gli atti depositati, osserva:
1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione, da parte del contribuente B.G., del silenzio-rigetto dell’istanza di rimborso dell’IRAP corrisposta nell’anno 2002. Il ricorrente ha contestato la sussistenza del presupposto di imposta rilevando l’assenza di una autonoma organizzazione della propria attività professionale di ingegnere, svolta senza l’ausilio di lavoro subordinato e senza l’impiego di beni e capitali rilevanti;
2. La C.T.P. di Pesaro ha accolto il ricorso e la C.T.R. ha confermato tale decisione;
3. Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate con quattro motivi di impugnazione: a) violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 e D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3; b) violazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, primo periodo, e art. 3, comma 1, lett. c); c) insufficienza di motivazione su un fatto decisivo e controverso (sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione); d) omessa motivazione su un fatto decisivo e controverso (rilevanza del ricorso a lavoro di terzi per l’integrazione del presupposto dell’autonoma organizzazione);
2. 1. il ricorso sia palesemente fondato perchè la motivazione della C.T.R. si è basata sul richiamo del requisito dell’autonoma organizzazione intesa nel senso chiarito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (autonoma organizzazione in senso oggettivo) secondo cui in tema di IRAP, presupposto di applicabilità dell’imposta alle professioni intellettuali è che l’attività del professionista sia autonomamente organizzata, cioè presenti un contesto organizzativo esterno anche minimo, derivante dall’impiego di capitali e/o di lavoro altrui, che potenzi l’attività intellettuale del singolo: il valore aggiunto che costituisce oggetto dell’imposizione deve infatti derivare dal supporto fornito all’attività del professionista dalla presenza di una struttura riferibile alla combinazione di fattori produttivi, funzionale all’attività del titolare (fra le altre Cass. civ. sez. 5^, n. 3675/2007) ma ha omesso di verificare in concreto la fattispecie nonostante le indicazioni dell’Amministrazione appellante che indicavano specificamente l’entità del ricorso a manodopera esterna e investimento di capitali;
3. sussistono i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e, se l’impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio, per l’accoglimento del ricorso;
ritenuto che tale relazione non può essere condivisa in quanto la C.T.R. nella sua motivazione ha escluso che il B. sia ricorso all’impiego di capitali rilevanti e di personale dipendente al fine di dotarsi di una struttura autonoma idonea a potenziare le sue capacità produttive di reddito mentre l’Agenzia delle Entrate, nel suo ricorso, indica, senza alcuna specificazione, una cifra che il B. avrebbe investito senza alcuna specificazione dell’oggetto e delle finalità dell’investimento e asserisce il ricorso a personale esterno anche qui senza indicare l’entità, l’oggetto e le finalità delle prestazioni di cui il B. si sarebbe avvalso;
ritenuto che pertanto il ricorso con specifico riferimento al terzo e quarto motivo si presenta privo del requisito dell’autosufficienza e comunque infondato dato che dalla esposizione dell’Agenzia ricorrente non emerge una carenza motivazionale chiaramente apprezzabile. Quanto al primo e secondo motivo deve rilevarsi che la sentenza non contraddice in realtà i principi giurisprudenziali invocati dalla ricorrente perchè in ogni caso l’investimento di capitali e il ricorso a lavoro esterno deve avere la finalità e la capacità di creare una struttura organizzativa autonoma capace di potenziare le capacità reddituali dell’attività professionali;
ritenuto che pertanto il ricorso deve essere respinto senza alcuna statuizione sulle spese del giudizio di cassazione.

References: Sentenza 
 art. 38
 art. 2
 art. 3
 Cass. 
 sentenza