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Timestamp: 2020-06-05 07:18:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19363 del 18/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19363 del 18/07/2019
Cassazione civile sez. I, 18/07/2019, (ud. 30/05/2019, dep. 18/07/2019), n.19363
sul ricorso 19734/2018 proposto da:
D.F., elettivamente domiciliato in Sarzana (SP), via 8
marzo n. 3, presso lo studio dell’Avv. Federico Lera, che lo
avverso la sentenza n. 1691/2017 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
30/05/2019 dal cons. Dott. SOLAINI LUCA.
La Corte d’Appello di Genova ha respinto il gravame proposto da D.F., cittadino del Senegal, avverso l’ordinanza del Tribunale di Genova che confermando il provvedimento della competente Commissione territoriale aveva negato al richiedente asilo il riconoscimento della protezione internazionale anche nella forma sussidiaria e di quella umanitaria.
Contro la sentenza della Corte d’Appello è ora proposto ricorso per cassazione, da parte del cittadino straniero, sulla base di un motivo.
Il ricorrente censura la decisione della Corte d’Appello sotto il profilo, della violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32,comma 3 e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto, erroneamente, la Corte territoriale aveva ritenuto irrilevante le minacce di morte rivolte al richiedente da parte del marito della donna investita dal carro che il ricorrente stava conducendo verso la città (come bracciante agricolo) e successivamente deceduta. Il motivo è inammissibile.
La Corte d’appello ha invero, accertato in fatto che il ricorrente è privo di legami affettivi e familiari in Italia, vivendo tutta la sua famiglia in Gambia, che il medesimo è giovane e gode di buona salute e che non ha reperito in Italia neppure un’occupazione che gli consenta di mantenersi nello Stato di accoglienza. Per contro, sub specie del vizio di violazione di legge, il motivo di ricorso, mentre non riporta alcun elemento – sottoposto ai giudici di merito – dal quale possa desumersi che il rientro in patria possa determinare per l’immigrato una grave compromissione dei propri diritti fondamentali, si traduce, sostanzialmente, in una richiesta di rivisitazione del merito inammissibile in questa sede (Cass., 07/12/2017, n. 29404; Cass., 04/08/2017, n. 19547; Cass., 02/08/2016, n. 16056).
Segue, la condanna al pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, statuizione che la Corte è tenuta ad emettere in base al solo elemento oggettivo, costituito dal tenore della pronuncia (di inammissibilità, improcedibilità o rigetto del ricorso, principale o incidentale), senza alcuna rilevanza delle condizioni soggettive della parte, come l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato (Cass., 05/04/2019, n. 9661).
Condanna il ricorrente a pagare all’amministrazione dello Stato le spese di lite del presente giudizio che liquida nell’importo di Euro 2.100,00, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 art. 5
 art. 13