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Timestamp: 2019-02-18 04:37:48+00:00

Document:
Trasporti - Trasporto a fune: CCNL 6 giugno 1991
Data firma: 6 giugno 1991
Validità: 01.05.1991 - 30.04.1994
Parti: Anef e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uitrasporti-Uil
Art. 8 - Flessibilità dell'orario di lavoro
Art. 11 - Sospensione dell'attività di trasporto
Art. 14 - 13ª mensilità o gratifica natalizia
Art. 15 - 14ª mensilità o premio annuo
Art. 29 - Indennità di anzianità Trattamento Fine Rapporto
Art. 30 - Indennità in caso di morte Art. 31 - Cessione e trasformazione dell'Azienda
Art. 32 - Istituti riservati all'area nazionale
Accordo 20 novembre 1990
Legge 29 maggio 1982, n. 297 disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica
Legge 18 aprile 1962, n. 230 disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato
Decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17 misure per il contenimento del costo del lavoro e per favorire l'occupazione
Legge 25 marzo 1983, n. 79 conversione in legge con modificazioni del decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17, recante misure per il contenimento del costo del lavoro e per favorire l'occupazione
Decreto legge n. 726 del 30 ottobre 1984, misure urgenti a sostegno e ad incremento dei livelli occupazionali e della relativa legge di conversione n. 863 del 19 dicembre 1984
Contratto integrativo regionale Valle d'Aosta, 26 ottobre 1988
L'anno 1991, il giorno 6 giugno in Roma tra l'Anef - Associazione Nazionale Esercenti Funiviari e la Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Settore Autoferrotranvieri si è convenuto di rinnovare il CCNL 19 novembre 1987 per gli addetti agli impianti di trasporto a fune, alle condizioni di seguito indicate:
Il contratto stesso non riguarda i lavoratori addetti a funivie portuali e funicolari terrestri od aree, assimilate per atto di concessione alle ferrovie, cui si riferisce la legge 1 febbraio 1978 n. 30.
L'assunzione può essere effettuata a termine per far fronte alle esigenze stagionali della azienda nonché negli altri casi previsti dalle leggi vigenti.
L'apposizione dei termine è priva di effetto se non risulta da atto scritto.
Ferme restando le norme di legge in materia di orario di lavoro, con le relative deroghe ed eccezioni (art. 3 R.D.L. 15 marzo 1923 n. 692, art. 6 R.D. 10 settembre 1923 n. 1955, R.D. 6 dicembre 1923 n. 2657), la durata normale contrattuale dell'orario medesimo è stabilita, con decorrenza dal 1° giugno 1981, in 40 ore settimanali, che possono essere distribuite anche in maniera non uniforme nei singoli giorni destinati al lavoro.
Nel corso della giornata lavorativa al personale deve essere assicurata una sosta di lavoro, non computata nel l'orario, destinata al pasto, di durata non inferiore ad un'ora e da fruirsi, se necessario, a turno nel periodo tra le 11 e le 15.
Per far fronte ad obiettivi di produttività complessiva, anche attraverso il miglior utilizzo degli impianti e corrispondere positivamente alle variazioni di intensità dell'attività lavorativa, per le aziende che in determinati periodi dell'anno o dell'esercizio non sono nelle condizioni di poter utilizzare l'orario contrattuale normale di lavoro l'orario settimanale contrattuale normale (40 ore) può essere realizzato come media in un arco temporale annuo fino ad un massimo - per il superamento dell'orario settimanale medesimo - di 160 ore per anno solare o per esercizio e con un minimo di 24 ore settimanali.
Per lo stesso periodo in cui viene utilizzato l'istituto della flessibilità non si può far ricorso al regime di cui al 2° comma del precedente articolo 7 (lavoro supplementare).
I lavoratori hanno diritto ad un giorno di riposo settimanale, che può cadere in giorno diverso dalla domenica secondo il turno predisposto. Ricorrendo casi di particolare necessità, il giorno destinato al riposo settimanale può essere spostato dall'azienda nell'ambito dei sei giorni successivi, sentito il lavoratore interessato e corrispondendo, comunque, per il lavoro prestato nel giorno già destinato al riposo, la maggiorazione del 20 per cento sulla retribuzione ordinaria.
- tossicodipendenze.
Rientrano nella competenza della contrattazione (aziendale o interaziendale) i trattamenti economici e normativa non espressamente riservati all'area di contrattazione nazionale per quanto riguarda particolari condizioni e modalità di esecuzione del lavoro. Le parti inoltre si danno atto che in nessuno caso la contrattazione a livello territoriale potrà avere per oggetto materie già definite a livello di contrattazione nazionale.
Le parti nel darsi atto della comune valutazione che gli strumenti del part-time, dei contratti di formazione e lavoro nonché della flessibilità possono costituire validi supporti a sostegno della occupazione e della competitività complessiva delle aziende, senza pregiudizio dell'attuale struttura delle stesse, convengono sulla necessità di porre in essere, a livello aziendale, coerenti comportamenti finalizzati ad un loro pieno utilizzo.
Le parti stipulanti, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche e delle peculiarità del settore, nell'intento di favorire il consolidamento delle relazioni industriali, convengono di incontrarsi, di norma una volta all'anno, a livello nazionale e territoriale, per scambiarsi informazioni globali ed aggregate sulle linee generali di andamento del settore e le sue problematiche, sullo stato e le prospettive dell'attività produttiva e dell'occupazione, tenendo conto anche delle realtà locali, sulla situazione dei flussi di finanziamento e degli stanziamenti.
Tale osservatorio onde esprimere valutazioni e orientamenti finalizzati all'individuazione di soluzioni ed iniziative atte a favorire lo sviluppo del settore funiviario nonché il superamento dei suoi punti di fragilità nella consapevolezza della sua interdipendenza con l'intero sistema del turismo montano, valuterà la possibilità di promuovere studi o indagini su temi di comune interesse definendo modalità e criteri di realizzazione.
- andamento del mercato nazionale ed internazionale con particolare riferimento ai riflessi derivanti dall'apertura del mercato unico europeo;
L'Osservatorio entrerà in funzione entro 6 mesi dalla stipula del presente contratto, formulerà le proprie valutazioni ed orientamenti con maggioranza qualificata e le comunicherà alle parti stipulanti che, se del caso, interesseranno le istanze locali. In occasione della prima riunione, provvederà altresì alla regolamentazione e alla programmazione della propria attività.
I lavoratori in servizio presso aziende con più di 35 dipendenti, componenti l'Osservatorio Nazionale ovvero la commissione per la pari opportunità,
segnalati alle aziende per il tramite dell'Anef in misura non superiore ad una unità per ogni azienda, hanno diritto a fruire di 8 ore di permesso retribuito rispettivamente ogni trimestre ovvero ogni semestre per partecipare alle riunioni dei predetti organismi.
Il permesso dovrà essere richiesto con un preavviso di almeno una settimana e non potrà comportare la contemporanea assenza di lavoratori che godano dei permessi sindacali ai sensi del terz'ultimo comma dell'art. 26.
Della comunicazione da affiggere verrà informata la Direzione aziendale mediante consegna di una copia comunicazione della stessa.
Le eventuali controversie relative all'interpretazione e/o all'applicazione delle norme di cui al presente contratto saranno deferite alle Organizzazioni nazionali stipulanti le quali, entro 30 giorni dalla data di convocazione all'uopo fissata, ricercheranno una soluzione che tenga conto dei diversi interessi.

References: Art. 8

Art. 11

Art. 14

Art. 15

Art. 29

Art. 30
 Art. 31

Art. 32
 art. 6
 articolo 7