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Timestamp: 2020-08-03 23:54:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23142 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23142 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. I, 17/09/2019, (ud. 30/05/2019, dep. 17/09/2019), n.23142
sul ricorso 16279/2018 proposto da:
D.S., elettivamente domiciliato in Roma Viale Angelico 38
avverso la sentenza n. 7345/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 22/11/2017.
La Corte di Appello di Roma con sentenza in data 22/11/2017, ha confermato il provvedimento di rigetto pronunciato dal Tribunale di Roma in ordine alle istanze avanzate da D.S. nato in (OMISSIS), volte, in via gradata, ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, del diritto alla protezione sussidiaria ed il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria.
Il richiedente asilo proveniente dal Senegal aveva riferito alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma di essere fuggito dal proprio paese in quanto aveva ricevuto minacce di morte ed era stato aggredito dai suoi fratelli per essersi opposto alla pratica della infibulazione praticata sulla sorella minore come era costume nel suo paese.
Avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma ha proposto ricorso per cassazione il ricorrente affidato a quattro motivi.
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c. in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 perchè la Corte territoriale ha erroneamente ritenuto non specifici i motivi di appello.
Con il secondo motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 14 in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la Corte ha escluso i presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria nonostante le condizioni sociopolitiche del paese di origine.
Il primo motivo di ricorso, che è l’unico diretto a censurare la sentenza di appello, è inammissibile. Il ricorso per cassazione deve contenere, invero, a pena di inammissibilità, l’esposizione dei motivi per i quali si richiede la cassazione della sentenza impugnata, aventi i requisiti della specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata (Cass., 25/02/2004, n. 3741; Cass., 23/03/2005, n. 6219; Cass., 17/07/2007, n. 15952; Cass., 19/08/2009, n. 18421). In particolare è necessario che venga contestata specificamente la “ratio decidendi” posta a fondamento della pronuncia oggetto di impugnazione (Cass., 10/08/2017, n. 19989). Nel caso concreto, la Corte d’appello ha dichiarato inammissibile il gravame dell’immigrato, per non avere il medesimo “sottoposto a critica le effettive motivazioni poste a fondamento del provvedimento del tribunale, avuto riguardo in particolare alla ingiustificata assenza del ricorrente alle tre udienze fissate per il libero interrogatorio dello stesso ed il conseguente pregiudizio all’accertamento d’ufficio”, ed ha ritenuto, per tale ragione, che l’appello difettasse di specificità, ai sensi dell’art. 342 c.p.c..
Ciò posto, nel motivo di ricorso il ricorrente si limita ad allegare genericamente di avere censurato la decisione di prime cure sotto tutti i profili. Per il resto il motivo si limita ad una ricostruzione, astratta e di principio, in ordine ai presupposti di specificità dell’appello. La doglianza è, pertanto, inammissibile perchè non coglie appieno la ratio decidendi della sentenza impugnata.
Il secondo motivo di ricorso è parimenti inammissibile. Nel giudizio di legittimità introdotto a seguito di ricorso per cassazione non possono, per vero, trovare ingresso, e perciò non sono esaminabili, le questioni sulle quali, per qualunque ragione, il giudice inferiore non sia pronunciato per averle ritenute assorbite in virtù dell’accoglimento di un’eccezione pregiudiziale (nella specie, la ravvisata inammissibilità dell’atto di appello). Tali questioni di merito possono, in ipotesi, essere demandate esclusivamente al giudice di rinvio, in caso di eventuale cassazione della sentenza impugnata per l’accoglimento del motivo alla questione assorbente (Cass., 05/11/2014, n. 23558). Nella specie, il ricorrente ha riprodotto – nei mezzo in esame – le questioni di merito rimaste assorbite dalla pronuncia di inammissibilità dell’appello, per cui le censure sono inammissibili.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 14
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