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Timestamp: 2017-01-17 14:57:47+00:00

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Pubblicato il 29 novembre 2016 Articolo di Valentina Azzini Come scrivere una contestazione disciplinare L’AUTORE: Valentina Azzini
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in pratica Ecco un modello di lettera di contestazione
Sentenza [1] Cass. civ., Sez. lavoro, 07/07/2015, n. 14106: “Nell’ambito di un licenziamento disciplinare il diritto di recesso del datore di lavoro deve essere correlato all’immediatezza del provvedimento espulsivo in quanto una contestazione non tempestiva può sottintendere la volontà dello stesso di soprassedere al licenziamento ritenendo la condotta del lavoratore non grave o, comunque, non meritevole dell’applicazione della suindicata sanzione“.
Cass. civ. Sez. lavoro, 12/01/2016, n. 281: “Il criterio della immediatezza della contestazione disciplinare va inteso in senso relativo, dovendo nel relativo computo tenersi conto delle ragioni che possono far ritardare la contestazione, quali il tempo necessario per l’espletamento delle indagini dirette all’accertamento dei fatti e la complessità dell’organizzazione aziendale. La valutazione in proposito compiuta dal giudice di merito è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata. (Nel caso concreto il giudice del merito, con motivazione congrua e corretta, ha escluso la tardività della contestazione e la conseguente lesione dei diritto di difesa del lavoratore, cui una tempestiva contestazione è finalizzata, evidenziando, dopo aver premesso che la parte datoriale non aveva mai dato ad intendere di voler soprassedere dalla verifica disciplinare, che la nota di contestazione veniva inoltrata una volta completata l’indagine ispettiva e, quindi, in una concentrazione temporale assolutamente congrua)“.
[2] Cass. n.317/1995: “La contestazione dell’addebito, prescritta, preliminarmente all’irrogazione di una sanzione disciplinare, dall’art. 7, comma 2, legge n. 300 del 1970, pur non richiedendo particolari formalità, deve contenere anche la non equivoca manifestazione dell’intenzione del datore di lavoro di considerare gli addebiti come illecito disciplinare (Nella specie, ha confermato la sentenza con cui il giudice di merito aveva escluso che integrassero i requisiti della contestazione ex art. 7 i rilievi mossi da un’impiegato da parte dei sindaci della società datrice di lavoro, durante un’ispezione contabile, e del Consiglio di amministrazione, in occasione di una riunione dello stesso)“.
Cass. n.12621/2000: “Costituisce onere del datore di lavoro che esercita il potere disciplinare quello di fornire, nella previa contestazione dell’addebito, l’indicazione degli elementi di fatto che consentono di evidenziare il significato univoco dell’addebito stesso, sicchè tale necessaria contestazione non può ridursi ad allusioni o a vaghi sospetti, ma deve esprimersi nell’attribuzione di fatti precisi dai quali derivare una responsabilità del lavoratore al fine di consentire a quest’ultimo un’idonea e piena difesa“.
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 Cass. 

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 sentenza 
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