Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/04/18/bancarotta-fraudolenta-documentale-il-mancato-reperimento-di-scritture-contabili-risalenti-nel-tempo-non-integra-il-reato-fallimentare-in-mancanza-di-prova-del-dolo-specifico/
Timestamp: 2020-08-06 09:56:56+00:00

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Bancarotta fraudolenta documentale: il mancato reperimento di scritture contabili risalenti nel tempo non integra il reato fallimentare in mancanza di prova del dolo specifico – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza 8429.2020, resa dalla V Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto, esprimendosi in merito ad un caso di reati fallimentari e tributari, chiarisce il perimetro punitivo della fattispecie di bancarotta fraudolenta documentale, soffermandosi sull’elemento psicologico del reato, declinato nella forma del dolo specifico.
I reati contestati ed il doppio giudizio di merito
La Corte di appello di L’Aquila riformava parzialmente la sentenza con la quale il Tribunale di Lanciano condannava gli imputati per i reati fallimentari e tributari loro ascritti con riferimento al fallimento della società.
Avverso la decisione resa dalla Corte territoriale, la difesa degli imputati interponeva ricorso per cassazione, deducendo plurimi motivi di impugnazione.
In particolare, ai fini del presente commento riveste maggiore interesse la disamina della doglianza relativa alla violazione di legge ed al vizio di motivazione in ordine alla configurazione del delitto di bancarotta fraudolenta documentale.
Secondo la tesi difensiva, invero, il mancato reperimento di libri sociali risalenti nel tempo (segnatamente, il libro dei verbali di assemblea dei soci ed il primo libro degli inventari), non può costituire elemento idoneo ad integrare la sottrazione intenzionale delle scritture contabili, in ragione dell’impossibilità di configurare in capo ai giudicabili il dolo specifico consistente nel fine di procurarsi un ingiusto vantaggio o nell’arrecare danno ai creditori.
In tal caso, piuttosto, si tratterebbe di mero smarrimento dei libri sociali, dovuto a cause indipendenti dalla volontà degli imputati.
I Giudici di legittimità, nel disporre l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata, rilevano il vizio di motivazione della pronuncia di secondo grado in ordine alla sussistenza del dolo specifico con riferimento alla condotta della sottrazione fraudolenta dei libri sociali.
, laddove in primo grado l’assoluzione da tale reato è intervenuta solo limitatamente alla sottrazione avente ad oggetto il libro soci.
Orbene, a fronte di uno specifico motivo di appello, volto a contestare la sussistenza del dolo specifico, che, come è noto, rappresenta uno degli elementi costitutivi del delitto di bancarotta fraudolenta documentale, contestato, con riferimento alla condotta consistente nella sottrazione del libro dei verbali di assemblea dei soci e del primo libro degli inventari, come commesso allo scopo di arrecare pregiudizio ai creditori sociali, la corte territoriale è venuta meno al suo dovere di fornire una puntuale risposta alla doglianza difensiva.
Né, dalla lettura della sentenza oggetto di ricorso, è possibile individuare quali siano state le ragioni che il giudice di secondo grado, anche implicitamente, ha posto a fondamento della sua decisione di non accogliere l’indicato motivo di appello.
Si impone, pertanto, sul punto l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata, con rinvio alla corte di appello di Perugia, che provvederà a colmare l’evidenziata carenza motivazionale>.
Art. 216 L. fall. – Bancarotta fraudolenta
Ricettazione e frode informatica: risponde di ricettazione il soggetto che riceva... Risponde di appropriazione indebita il dipendente che sottragga dati informatici...

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Art. 216