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2014 VIA VAS AIA VI Prof. ssa Elisa Scotti.
PubblicatoSalvatore Lupi Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "2014 VIA VAS AIA VI Prof. ssa Elisa Scotti."— Transcript della presentazione:
1 VIA VAS AIA VI Prof. ssa Elisa Scotti
2 Rapporti con i procedimenti autorizzatori
Procedimenti autonomi funzionalmente e talora strutturalmente Autonomia e integrazione delle valutazioni ambientali, specie in relazione all’ambito energetico
3 Procedimenti autorizzatori
D.P.R. 2 dicembre 1997 n. 509 concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto D.P.R. 380/2001 tuedilizia D.P.R. 160/2012 SUAP D.lgs. 387/2003 Energie rinnovabili
4 Autorizzazione unica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili
Art. 12 d.lgs. 387/2033 razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative. La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione ed all'esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una AUTORIZZAZIONE UNICA, rilasciata dalla Regione o dalle province delegate, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico – artistico, che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico
5 Procedimenti autorizzatori complessi
Comunicazione (d.i.a./s.c.i.a.) Silenzio-assenso Procedimento autorizzatorio semplificato Conferenza di servizi Autorizzazione unica In tutti i casi occorrono una pluralità di atti di assenso
6 Atti di assenso 1. l'autorizzazione ambientale integrata di cui al decreto legislativo 18 febbraio 2005 n. 59, recante attuazione integrale della direttiva 96/61/CE 2. l'autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'articolo 146 del d.lgs. 42/2004 e s.m.i. 3. la valutazione dell'impatto ambientale prevista dalla parte seconda del decreto legislativo 152/06 di competenza dello Stato o della Regione 4. l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera prevista dalla parte quinta decreto legislativo n. 152/06, di competenza della regione o della provincia 5. l'autorizzazione alla gestione dei rifiuti ai sensi della parte quarta del decreto legislativo n. 152/06 6. il nulla osta di competenza dell'Ente di gestione dell'area protetta di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 7. permesso di costruire di cui al DPR 380 del 2001, di competenza del Comune interessato 8. parere di conformità del progetto alla normativa di prevenzione incendi, di cui all'articolo 2 del DPR 12 gennaio 1998, n. 37, rilasciato dal Ministero dell'Interno - comando Provinciale VV.FF. 9. il nulla osta delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica) per le servitu' militari e per la sicurezza del volo a bassa quota solo se necessario e solo nel caso di impianti ubicati i prossimita‘ di zone sottoposte a vincolo militare
7 10. il nulla osta idrogeologico previsto dal R. D. 30 dicembre 1923, n
10. il nulla osta idrogeologico previsto dal R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 61, comma 5, del decreto legislativo n. 152/06 11. il nulla osta sismico ai sensi della legge. 2 febbraio 1974, n. 64 e successivi provvedimenti attuativi 12. il nulla osta per la sicurezza del volo da rilasciarsi da parte dell'aeronautica civile (ENACENAV), ai sensi del R.D. 30 marzo 1942, n. 327 recante il codice della navigazione 13. il mutamento di destinazione d'uso temporaneo o definitivo dei terreni gravati da uso civico di cui alla legge n del 1927 e successive modificazioni 14. l'autorizzazione al taglio degli alberi prevista dalle leggi regionali 15. la verifica di coerenza con i limiti alle emissioni sonore rilasciata dall'amministrazione competente ai sensi della legge 447 del 1995 e successive modificazioni e integrazioni 16. nulla osta dell'ispettorato del Ministero delle comunicazioni oggi Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 95 del D.Lgs. n. 259 del 2003 17. l'autorizzazione all'attraversamento e all'uso delle strade ai sensi del Codice della strada 18. l'autorizzazione agli scarichi rilasciata dall'autorità competente ai sensi del decreto legislativo 152 del 2006. 19. nulla osta minerario relativo all'interferenza dell'impianto e delle relative linee di collegamento alla rete elettrica con le attività minerarie ai sensi dell'art. 120 del R.D. n. 1775/1933
8 Molti interessi protetti,
Molte norme di settore, Molte autorità, Molti procedimenti Molti interessi sono di natura ambientale
9 Esigenza di coordinamento
Come avviene il coordinamento? 1. Tramite conferenza di servizi: tutti i procedimenti complessi, anche se articolati come procedimento unico o come sportello unico si basano su conferenze di servizi. L’unicità è solo rispetto al cittadino (front office). 2. Per i progetti, i programmi, i piani e gli impianti con un rilevante impatto ambientale, attraverso procedimenti INTEGRATI
10 Principio di integrazione
Il principio di integrazione è un principio strettamente collegato con il principio dello sviluppo sostenibile e del bilanciamento: le esigenze connesse con la protezione dell’ambiente devono essere prese in considerazione appena possibile ed integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche economiche e settoriali nonché nell’elaborazione e messa a punto dei processi produttivi .
11 Procedimenti integrati ambientali
12 CARATTERI COMUNI =>Procedimenti autorizzatori complessi => Funzione controllo preventivo VAS valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente VIA valutazione di impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati AIA valutazione delle emissioni di sostanze inquinanti di determinati impianti Valutazione d’incidenza dei piani e programmi sugli habitat naturali
13 NEPA (National Environmental Policy Act ) del 1969:
ORIGINE USA NEPA (National Environmental Policy Act ) del 1969: necessità di programmazione dei progetti in bilancio; valutazione ambientale da integrarsi con le valutazioni economiche. Il progetto deve essere esaminato nella sua complessità per poterne valutare correttamente tutte le implicazioni 13
14 La Comunità adotta dal 1973 programmi di azione ambientale;
Origine europea: La Comunità adotta dal 1973 programmi di azione ambientale; Fino al 1988 NON ha poteri in materia ambientale; Esercita le proprie competenze in materia di tutela della concorrenza: i costi ambientali non possono rimanere all’esterno ma devono entrare nel processo produttivo 14
15 Carattere globale e integrato
Carattere speciale: tassatività delle ipotesi * Origine comunitaria VAS 2001/42/CE, VIA 85/337/CEE, (modificata dalle dir. 97/11/CE 2003/35/CE) e poi codificata con la direttiva 2011/92/UE AIA 96/61/CE VALUTAZIONE D’INCIDENZA 92/43/CEE
VAS VIA AIA D.lgs. n. 152/2006 come modificato dal D.Lgs n.4/2008 (correttivo del codice: sostituisce la seconda parte relativa a VAS VIA e AIA ) e dal VI D.P.R. 120/2003
17 Natura tecnica e complessità dell’istruttoria
Tecnicità dell’organismo competente all’istruttoria Politicità o estrema discrezionalità delle decisioni
18 Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Art. 5. Definizioni.
1. Ai fini del presente decreto si intende per: a) valutazione ambientale di piani e programmi, nel seguito valutazione ambientale strategica, di seguito VAS: il processo che comprende, secondo le disposizioni di cui al titolo II della seconda parte del presente decreto, lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità, l'elaborazione del rapporto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del piano o del programma, del rapporto e degli esiti delle consultazioni, l'espressione di un parere motivato, l'informazione sulla decisione ed il monitoraggio;
19 b) valutazione ambientale dei progetti, nel seguito valutazione d'impatto ambientale, di seguito VIA: il procedimento mediante il quale vengono preventivamente individuati gli effetti sull'ambiente di un progetto, secondo le disposizioni di cui al titolo III della seconda parte del presente decreto, ai fini dell'individuazione delle soluzioni più idonee al perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 4, commi 3 e 4, lettera b) ;
20 o-bis) autorizzazione integrata ambientale: il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto rientrante fra quelli di cui all'articolo 4, comma 4, lettera c), o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti di cui al titolo III bis del presente decreto ai fini dell'individuazione delle soluzioni più idonee al perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 4, comma 4, lettera c). Un'autorizzazione integrata ambientale può valere per uno o più impianti o parti di essi, che siano localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore .
21 VALUTAZIONE DI INCIDENZA (CD. HABITAT D.P.R. 120/2003
procedimento volto alla valutazione dell’incidenza di piani o progetti sugli habitat naturali e sulle specie di flora e fauna esistenti Ambito: sito di Natura 2000 =>rete di aree definita a livello europeo (Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS)) destinate alla conservazione della biodiversità sul territorio dell’Unione Europea
22 LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA (art.6 del D.P.R. 120/2003)
Obiettivo: salvaguardare integrità e funzionalità dei siti della rete Natura 2000 Come: attraverso l’esame delle interferenze di piani e progetti o interventi, non direttamente connessi alla conservazione dei siti stessi, che ne condizionano l’equilibrio ambientale. Iter: in caso di interventi che possono avere incidenze significative sulle specie e gli habitat presenti in un sito, è obbligatorio presentare lo Studio di Valutazione di Incidenza => individua e valuta i principali effetti . Per i progetti assoggettati a VIA, la VI è ricompresa nell'ambito della procedura di VIA che, in tal caso, considera anche gli effetti diretti ed indiretti dei progetti sugli habitat e sulle specie per i quali detti siti e zone sono stati individuati. L’autorità competente ha 60 giorni per esprimersi, e può chiedere una sola volta delle integrazioni, a seguito delle quali il termine suddetto decorre nuovamente.
23 Procedimenti autonomi ma coordinati
24 Norme per il coordinamento di VIA VAS AIA VI
Codice ambiente Art. 10. Norme per il coordinamento e la semplificazione dei procedimenti (art. così modificato dall'art 2, co 8, d.lgs. n. 128/2010) a. via aia 1. Il provvedimento di valutazione d'impatto ambientale fa luogo dell'autorizzazione integrata ambientale per i progetti per i quali la relativa valutazione spetta allo Stato e che ricadono nel campo di applicazione dell'allegato XII del presente decreto. Qualora si tratti di progetti rientranti nella previsione di cui al comma 7 dell'articolo 6, l'autorizzazione integrata ambientale può essere richiesta solo dopo che, ad esito della verifica di cui all'articolo 20, l'autorità competente valuti di non assoggettare i progetti a VIA.
25 1-ter. Nei casi di cui al comma 1, il monitoraggio e i controlli successivi al rilascio del provvedimento di valutazione di impatto ambientale avviene anche con le modalità di cui agli articoli 29-decies e 29-undecies Le regioni e le province autonome assicurano che, per i progetti per i quali la valutazione d'impatto ambientale sia di loro attribuzione e che ricadano nel campo di applicazione dell'allegato VIII del presente decreto, la procedura per il rilascio di autorizzazione integrata ambientale sia coordinata nell'ambito del procedimento di VIA. è in ogni caso disposta l'unicità della consultazione del pubblico per le due procedure. Se l'autorità competente in materia di VIA coincide con quella competente al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, le disposizioni regionali e delle province autonome possono prevedere che il provvedimento di valutazione d'impatto ambientale faccia luogo anche di quella autorizzazione. In questo caso, si applica il comma 1-bis del presente articolo.
26 . 3. La VAS e la VIA comprendono le procedure di valutazione d'incidenza di cui all'articolo 5 del decreto n. 357 del 1997; a tal fine, il rapporto ambientale, lo studio preliminare ambientale o lo studio di impatto ambientale contengono gli elementi di cui all'allegato G dello stesso decreto n. 357 del 1997 e la valutazione dell'autorità competente si estende alle finalità di conservazione proprie della valutazione d'incidenza oppure dovrà dare atto degli esiti della valutazione di incidenza. Le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale. 4. La verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 20 può essere condotta, nel rispetto delle disposizioni contenute nel presente decreto, nell'ambito della VAS. In tal caso le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale.
27 VIA-VAS 5. Nella redazione dello studio di impatto ambientale di cui all'articolo 22, relativo a progetti previsti da piani o programmi già sottoposti a valutazione ambientale, possono essere utilizzate le informazioni e le analisi contenute nel rapporto ambientale. Nel corso della redazione dei progetti e nella fase della loro valutazione, sono tenute in considerazione la documentazione e le conclusioni della VAS.
28 V.I.A. VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
29 QUADRO NORMATIVO COMUNITARIO
30 Secondo la Direttiva Comunitaria del 27 giugno 1985, n
Secondo la Direttiva Comunitaria del 27 giugno 1985, n. 337 e la successiva 97/11/CE: ‘...la migliore politica ecologica consiste nell'evitare fin dall'inizio inquinamenti ed altre perturbazioni, anziché combatterne successivamente gli effetti...’ (Considerando 1); ‘…. l'esistenza di disparità tra le legislazioni vigenti negli Stati membri in materia di valutazione dell'impatto ambientale dei progetti pubblici e privati può creare condizioni di concorrenza ineguali e avere perciò un'incidenza diretta sul funzionamento del mercato comune; che è quindi opportuno procedere al ravvicinamento delle legislazioni ….’ (Considerando 2);
31 Segue CONSIDERANDO DIRETTIVA 1985/337/CE
‘ ….. risulta inoltre necessario realizzare uno degli obiettivi della Comunità nel settore della protezione dell'ambiente e della qualità della vita …..’ (Considerando 3) Da cui la necessità di '... introdurre principi generali di valutazione dell' impatto ambientale allo scopo di completare e coordinare le procedure di autorizzazione dei progetti pubblici e privati che possono avere un impatto rilevante sull'ambiente...’(Considerando 5). 08/11/10
32 Principi generali della Valutazione di Impatto Ambientale: • Prevenzione: analisi in via preliminare di tutte le possibili ricadute dell'azione dell'uomo, al fine di salvaguardare e migliorare la qualità dell'ambiente e della vita. • Partecipazione: apertura del processo di valutazione dei progetti all'attivo contributo dei cittadini ai fini di una maggiore trasparenza sui contenuti delle proposte progettuali e sull'operato della Pubblica Amministrazione. • Integrazione: considerazione di tutte le componenti ambientali e delle interazioni fra i diversi effetti possibili.
33 La Direttiva Europea impegna i Paesi della Comunità Europea al recepimento legislativo in materia di compatibilità ambientale definendo gli scopi della valutazione di impatto ambientale (art. 3), i progetti che ne siano oggetto (Allegati I e II), le autorità competenti (art. 6).
34 direttiva 2011/92/UE
35 Oggetto della VIA: progetti di impatto ambientale rilevanti per natura, dimensioni o ubicazione (art. 2 Direttiva 337/85/CEE) Allegato I via obbligatoria: Impatto presunto - le opere devono essere obbligatoriamente sottoposte a VIA da parte di tutti gli Stati membri; Allegato II via facoltativa: Impatto da verificare - gli Stati membri possono scegliere se assoggettarle a VIA o sottoporle a procedure di screening.
36 QUADRO NORMATIVO NAZIONALE
37 Da ultimo (d.lgs. 128/2010) è stata introdotta anche l’AIA
Il recepimento della direttiva VIA è stato lungo e travagliato (procedure di infrazione); Fino all’adozione del c.d. Codice dell’Ambiente (2006) è mancata una disciplina unitaria della VIA; Il Codice dell’Ambiente ha introdotto nella Parte II (artt. 4 ss.) la disciplina di VIA e VAS; La Parte II del Codice è stata dapprima sospesa, poi profondamente modificata (d.lgs. 4/2008); Da ultimo (d.lgs. 128/2010) è stata introdotta anche l’AIA 08/11/10
38 La VIA così come oggi disciplinata rappresenta uno strumento strategico flessibile, che affronta i problemi relativi alla realizzazione di opere e interventi attraverso una sostanziale interazione tra chi progetta e chi autorizza sin dalle fasi iniziali della progettazione.
39 L’iter è complesso: il progetto preliminare è sottoposto a verifica di assoggettabilità (quando prevista); il progetto definitivo è sottoposto a VIA; Consente l’esperimento di procedure amministrative, di consultazione e tecniche mediante le quali vengono fornite tutte le indicazioni necessarie per le successive fasi di progettazione esecutiva e di realizzazione, qualora ricorrano le condizioni di compatibilità ambientale.
40 Norme. Evoluzione STEP 1: Legge 349 del 08/07/1986 'Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale'. Con l’art. 6 della Legge 349/86 si fissano i principi generali, i tempi e le modalità di recepimento integrale della direttiva europea, attribuendo al Ministero dell'Ambiente il compito di pronunciarsi, di concerto con il Ministero per i Beni Ambientali e Culturali, sulla compatibilità delle opere assoggettate a VIA
41 STEP 2 Con il DPCM 377 del 10 agosto 1988 sono varate le disposizioni per l'applicazione della Direttiva Comunitaria 85/337/CEE e dell'art. 6 della L. 349/86 che reca la “Regolamentazione delle pronunce di compatibilità ambientale di cui all'art. 6 della L. 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale” In realtà la trasposizione della direttiva è imprecisa, tanto è vero che non compare mai l’espressione valutazione di impatto ambientale
42 Con il DPCM del 27 dicembre 1988, ”Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all'art. 6 della L. 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell'art. 3 del DPCM 10 agosto 1988, n. 377” vengono definiti per tutte le categorie di opere elencate nell'art. 1 del DPCM 10 agosto 1988 n. 377, i contenuti degli studi di impatto ambientale, la loro articolazione, la documentazione relativa, l'attività istruttoria, i criteri di formulazione del giudizio di compatibilità, le componenti ed i fattori ambientali da analizzare . . .
43 NORMATIVA ATTUALE DECRETO LEGISLATIVO 152/06 Il D. Lgs
NORMATIVA ATTUALE DECRETO LEGISLATIVO 152/06 Il D.Lgs. 152/06 detta per la prima volta a livello dell’ordinamento statale una disciplina organica della procedura di valutazione di impatto ambientale . L’ambito di applicazione della normativa in materia di V.I.A. è individuato mediante un rinvio ad un elenco di progetti assoggettati alla procedura in esame.
44 Progetti sottoposti a VIA
ALLEGATO II : progetti da sottoporre a VIA statale Allegati III – IV : progetti da sottoporre a VIA regionale La distinzione tra VIA statale e regionale corrisponde a distinzione tra VIA obbligatoria e facoltativa 08/11/10
45 Rapporto Stato – Regioni
Determinazione del discrimine fra le competenze statali e le competenze regionali, in quanto la disciplina della VIA e della VAS rientra nell’ambito della: “…s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali." (art. 117 Cost, comma 2) di competenza esclusiva dello Stato, come prescrive lo stesso D.Lgs. 152/2006 all’art 35 comma 1: “Le regioni ove necessario adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni del presente decreto, entro dodici mesi dall'entrata in vigore. In mancanza di norme vigenti regionali trovano diretta applicazione le norme di cui al presente decreto. (…)”. Nella procedure si intersecano inoltre aspetti relativi a materie di competenza concorrente Stato-Regioni (governo del territorio ecc….art 117 Cost, comma 3). La Corte Costituzionale svolge questa essenziale funzione. Corte Costituzionale ,sentenza 28 maggio 2010, n. 186; Corte Costituzionale, sentenza 13 maggio 2010, n. 171; Corte Costituzionale, sentenza 26 marzo 2010, n.120; Corte Costituzionale, sentenza 26 febbraio 2010, n. 67. 08/11/10
46 Normative regionali. La Regione Lazio
L.R. 11 Agosto 2008, n. 14 “Assestamento del bilancio annuale e pluriennale della Regione Lazio Art. 1, commi da 19 a 23 Disposizioni sulle procedure di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale. Modifica all’articolo 46 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 6” Determinazione del Direttore 26 Maggio 2010, n. B2767 “Disposizioni operative relative all’attivazione dei procedimenti di Verifica di Assoggettabilità a V.I.A. e di Valutazione di Impatto Ambientale e approvazione dell’elenco della documentazione tecnicoamministrativa da presentare ai sensi del D.Lgs del 3 aprile 2006, n. 152” D.G.R. 15 Maggio 2009, n.363 “D.Lgs del 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche e integrazioni. Disposizioni applicative in materia di VIA e VAS al fine di semplificare i procedimenti di valutazione ambientale”
47 FUNZIONE DELLA VIA
48 L’EVOLUZIONE NORMATIVA ACCENTUA LA FINALITA’ DI TUTELA AMBIENTALE RISPETTO ALLE ORIGINI DELL’ISTITUTO (vd. Autorità) 08/11/10
49 ART. 4 (finalità della via) a) la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impatti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori: 1) l'uomo, la fauna e la flora; 2) il suolo, l'acqua, l'aria e il clima; 3) i beni materiali ed il patrimonio culturale; 4) l'interazione tra i fattori di cui sopra;
50 AUTORITA’ COMPETENTI
51 Art. 7, commi In sede statale, l'autorità competente è il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare. Il provvedimento di via e il parere motivato in sede di VAS sono espressi di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, che collabora alla relativa attività istruttoria In sede regionale, l'autorità competente è la pubblica amministrazione con compiti di tutela, protezione e valorizzazione ambientale individuata secondo le disposizioni delle leggi regionali o delle province autonome.
52 OGGETTO DELLA VIA
53 I progetti che possono avere impatti signficativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale (art. 6 comma 5) Nello specifico l’art. 6 comma 6 sottopone a V.I.A.: a) i progetti di cui agli allegati II e III; b) i progetti di cui all'allegato IV, relativi ad opere o interventi di nuova realizzazione, che ricadono, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come definite dalla legge 6 dicembre 1991, n La valutazione è inoltre necessaria, ai sensi del comma 7, qualora, in base alle disposizioni di cui al successivo articolo 20 (che disciplina la verifica di assoggettabilità) si ritenga che possano produrre impatti significativi e negativi sull'ambiente, per: a) i progetti elencati nell'allegato II che servono esclusivamente o essenzialmente per lo sviluppo ed il collaudo di nuovi metodi o prodotti e non sono utilizzati per più di due anni; b) le modifiche o estensioni dei progetti elencati nell'allegato II che possono avere impatti significativi e negativi sull'ambiente; c) i progetti elencati nell'allegato IV.
54 La medesima procedura si applica anche agli interventi su opere già esistenti, non rientranti nelle categorie espressamente previste, qualora da tali interventi derivi un'opera che rientra nelle categorie stesse. Si applica altresì alle modifiche sostanziali di opere ed interventi rientranti nelle categorie di cui al comma 1, lettere a) e b).
55 Possono essere esclusi dal campo di applicazione del titolo quei progetti che, a giudizio dell'autorità competente, non richiedano lo svolgimento della procedura di valutazione di impatto ambientale (art. 6 , commi 10 e 11): a) i progetti relativi ad opere ed interventi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale; b) i progetti relativi ad opere ed interventi destinati esclusivamente a scopi di protezione civile, oppure disposti in situazioni di necessità e d'urgenza a scopi di salvaguardia dell'incolumità delle persone da un pericolo imminente o a seguito di calamità;
56 Progetti sottoposti a verifica di assoggettabilità (screening) L’art
Progetti sottoposti a verifica di assoggettabilità (screening) L’art . 20 del D.Lgs. 152/06 , sottopone a verifica di assoggettabilità a) i progetti elencati nell'allegato II che servono esclusivamente o essenzialmente per lo sviluppo ed il collaudo di nuovi metodi o prodotti e non sono utilizzati per più di due anni; b) le modifiche o estensioni dei progetti elencati nell'allegato II che possono avere impatti significativi e negativi sull'ambiente; c) i progetti elencati nell'allegato IV.
57 PROCEDIMENTO
58 Nella procedura di V.I.A. si possono individuare : Tre fasi necessarie Introduttiva Istruttoria Decisoria Due fasi eventuali Una fase di verifica di assoggettabilità (cd.screening) Una fase preliminare (“Definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale – cd. scoping)
59 Procedimento di verifica preliminare (screening) Art. 20
Procedimento di verifica preliminare (screening) Art Il proponente trasmette all’autorità competente: il progetto preliminare lo Studio preliminare ambientale Il proponente cura la pubblicazione in GU o nel Bur nonché nell’albo pretorio dei comuni interessati della trasmissione e deposita presso i comuni copia degli atti e presso le province per i progetti di competenza statale.
60 Pubblicità della decisione: GU o Bur (estratto); sito web dell’autorità competente (integrale). Entro 45 giorni: osservazioni di chiunque Nei successivi 45 giorni l’autorità si esprime, “verifica se il progetto abbia possibili effetti negativi e significativi sull'ambiente”. La tutela avverso il silenzio dell'Amministrazione è disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo (silenzio inadempimento).
61 La fase preliminare Art
La fase preliminare Art. 21 (scoping) Definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale Sulla base del progetto preliminare, dello studio preliminare ambientale e di una relazione che, sulla base degli impatti ambientali attesi, illustra il piano di lavoro per la redazione dello studio di impatto ambientale, il proponente ha la facoltà di richiedere una fase di consultazione con l'autorità competente e i soggetti competenti in materia ambientale al fine di definire la portata delle informazioni da includere, il relativo livello di dettaglio e le metodologie da adottare. La documentazione presentata dal proponente, in formato elettronico, ovvero nei casi di particolare difficoltà di ordine tecnico, anche su supporto cartaceo, include l'elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati necessari alla realizzazione ed esercizio del progetto.
62 2. L'autorità competente: a) si pronuncia sulle condizioni per l'elaborazione del progetto e dello studio di impatto ambientale; b) esamina le principali alternative, compresa l'alternativa zero; c) verifica, anche con riferimento alla localizzazione prevista dal progetto, l'esistenza di eventuali elementi di incompatibilità; d) in carenza di tali elementi, indica le condizioni per ottenere, in sede di progetto definitivo, i necessari atti di consenso, senza che ciò pregiudichi la definizione del successivo procedimento Le informazioni richieste tengono conto della possibilità per il proponente di raccogliere i dati richiesti e delle conoscenze e dei metodi di valutazione disponibili La fase di consultazione di cui al comma 1 si conclude entro sessanta giorni e, allo scadere di tale termine, si passa alla fase successiva.
63 SIA Art. 22 Lo studio di impatto ambientale deve contenere le seguenti informazioni: a) una descrizione del progetto con informazioni relative alle sue caratteristiche, alla sua localizzazione ed alle sue dimensioni; b) una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e possibilmente compensare gli effetti negativi rilevanti; c) i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti sull'ambiente e sul patrimonio culturale che il progetto può produrre, sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio; d) una descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal committente, ivi compresa la cosiddetta “opzione zero", con indicazione delle principali ragioni della scelta, sotto il profilo dell'impatto ambientale; e) una descrizione delle misure previste per il monitoraggio.
64 Allo studio di impatto ambientale deve essere allegata una sintesi non tecnica delle caratteristiche dimensionali e funzionali dell'opera o intervento progettato e dei dati ed informazioni contenuti nello studio stesso. La documentazione dovrà essere predisposta al fine consentirne un'agevole comprensione da parte del pubblico ed un'agevole riproduzione (comma 5).
65 LA FASE INTRODUTTIVA Art. 23. Presentazione dell'istanza 1
LA FASE INTRODUTTIVA Art. 23. Presentazione dell'istanza L'istanza è presentata dal proponente l'opera o l'intervento all'autorità competente. Ad essa sono allegati il progetto definitivo, lo studio di impatto ambientale, la sintesi non tecnica e copia dell'avviso a mezzo stampa, di cui all'articolo 24, commi 1 e 2. Dalla data della presentazione decorrono i termini per l'informazione e la partecipazione, la valutazione e la decisione. La documentazione è depositata presso gli uffici dell'autorità competente, delle regioni, delle province e dei comuni il cui territorio sia anche solo parzialmente interessato dal progetto o dagli impatti della sua attuazione.
66 Contestualmente alla presentazione della domanda il committente o proponente provvede a proprie spese: a) al deposito del progetto dell'opera, dello studio di impatto ambientale e di un congruo numero di copie della sintesi non tecnica presso gli uffici individuati, ai sensi del comma 1, dalle amministrazioni dello Stato, dalle regioni e dalle province autonome interessate;
67 b) alla diffusione di un annuncio dell'avvenuto deposito a mezzo stampa e sul sito web dell’autorità competente. La pubblicazione deve contenere, oltre una breve descrizione del progetto e dei suoi possibili principali impatti ambientali, l'indicazione delle sedi ove possono essere consultati gli atti nella loro interezza ed i termini entro i quali è possibile presentare osservazioni.
68 Consultazioni Art. 24 Partecipazione Il soggetto interessato che intenda fornire elementi conoscitivi e valutativi concernenti i possibili effetti dell'opera o intervento progettato può presentare all'autorità competente osservazioni scritte su tale progetto entro 60 giorni. Il proponente, anche su propria richiesta, essere chiamato, prima della conclusione della fase di valutazione, ad un sintetico contraddittorio con i soggetti che hanno presentato pareri o osservazioni. Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale deve tenere in conto le osservazioni pervenute, considerandole contestualmente, singolarmente o per gruppi.
69 Art. 24 comma 6 L' autorità competente alla valutazione dell'impatto ambientale può disporre lo svolgimento di un'inchiesta pubblica per l'esame dello studio presentato dal committente o proponente, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini. L'inchiesta si conclude con una relazione sui lavori svolti ed un giudizio sui risultati emersi, che sono acquisiti e valutati ai fini del provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale.
70 7070 Modifiche eventuali a seguito dei processi di partecipazione. Art. 24, comma 9. Entro trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 4, il proponente può chiedere di modificare gli elaborati, anche a seguito di osservazioni o di rilievi emersi nel corso dell'inchiesta pubblica o del contraddittorio di cui al comma 8. Se accoglie l'istanza, l'autorità competente fissa per l'acquisizione degli elaborati un termine non superiore a quarantacinque giorni, prorogabili su istanza del proponente per giustificati motivi, ed emette il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale entro novanta giorni dalla presentazione degli elaborati modificati.
71 Eventuale riapertura della fase di consultazione. Art. 24 comma 9-bis
Eventuale riapertura della fase di consultazione. Art. 24 comma 9-bis. 9-bis. L'autorità competente, ove ritenga che le modifiche apportate siano sostanziali e rilevanti per il pubblico, dispone che il proponente ne depositi copia ai sensi dell'articolo 23, comma 3 e, contestualmente, dia avviso dell'avvenuto deposito secondo le modalità di cui ai commi 2 e 3. Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione del progetto, emendato ai sensi del comma 9, chiunque abbia interesse può prendere visione del progetto e del relativo studio ambientale, presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi in relazione alle sole modifiche apportate agli elaborati ai sensi del comma 9. In questo caso, l'autorità competente esprime il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale entro novanta giorni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione delle osservazioni
72 Partecipazione dei soggetti pubblici. Art
Partecipazione dei soggetti pubblici. Art. 25 comma 3 Contestualmente alla pubblicazione di cui all'articolo 24, il proponente, affinché l'autorità competente ne acquisisca le determinazioni, trasmette l'istanza, completa di allegati, a tutti i soggetti competenti in materia ambientale interessati, qualora la realizzazione del progetto preveda autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati in materia ambientale. Le amministrazioni rendono le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui all'articolo 23, comma 1, ovvero nell'ambito della Conferenza dei servizi istruttoria eventualmente indetta a tal fine dall’Autorità competente.
73 LA FASE ISTRUTTORIA L'istruttoria tecnica ha le seguenti finalità: a) accertare la completezza della documentazione presentata; b) verificare la rispondenza della descrizione dei luoghi e delle loro caratteristiche ambientali a quelle documentate dal proponente; c) verificare che i dati del progetto, per quanto concerne la produzione e gestione di rifiuti liquidi e solidi, le emissioni inquinanti nell'atmosfera, i rumori ed ogni altra eventuale sorgente di potenziale inquinamento, corrispondano alle prescrizioni dettate dalle normative di settore;
74 d) accertare la coerenza del progetto, per quanto concerne le tecniche di realizzazione ed i processi produttivi previsti, con i dati di utilizzo delle materie prime e delle risorse naturali; e) accertare il corretto utilizzo degli strumenti di analisi e previsione, nonché l'idoneità delle tecniche di rilevazione e previsione impiegate dal proponente in relazione agli effetti ambientali; f) individuare e descrivere l'impatto complessivo della realizzazione del progetto sull'ambiente e sul patrimonio culturale anche in ordine ai livelli di qualità finale, raffrontando la situazione esistente al momento della comunicazione con la previsione di quella successiva.
75 Le attività tecnico-istruttorie per la valutazione ambientale dei progetti di opere ed interventi di competenza dello Stato sono svolte dalla Commissione tecnico-consuntiva.
76 La Commissione acquisisce e valuta tutta la documentazione presentata, nonché le osservazioni, obiezioni e suggerimenti inoltrati ed esprime il proprio parere motivato Il parere emesso é trasmesso al competente vicepresidente al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l'adozione del giudizio di compatibilità ambientale.
77 LA FASE DECISORIA Art. 26. Decisione 1
LA FASE DECISORIA Art. 26. Decisione Salvo quanto previsto dall'articolo 24 [riapertura della consultazione] l'autorità competente conclude con provvedimento espresso e motivato il procedimento di valutazione dell'impatto ambientale nei centocinquanta giorni successivi alla presentazione dell'istanza. Nei casi in cui è necessario procedere ad accertamenti ed indagini di particolare complessità, l'autorità competente, con atto motivato, dispone il prolungamento del procedimento di valutazione sino ad un massimo di ulteriori sessanta giorni dandone comunicazione al proponente.
78 3. L'autorità competente può richiedere al proponente entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'articolo 24, comma 4, in un'unica soluzione, integrazioni alla documentazione presentata. 4. Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale sostituisce o coordina tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati in materia ambientale, necessari per la realizzazione e l'esercizio dell'opera o dell'impianto.
79 Mancata adozione della VIA nei termini - Procedimento sostitutivo
Art. 26 comma 2. 2. L'inutile decorso dei termini previsti dal presente articolo ovvero dall'articolo 24, implica l'esercizio del potere sostitutivo da parte del Consiglio dei Ministri, che provvede, su istanza delle amministrazioni o delle parti interessate, entro sessanta giorni, previa diffida all'organo competente ad adempire entro il termine di venti giorni. Per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale in sede non statale, si applicano le disposizioni di cui al periodo precedente fino all'entrata in vigore di apposite norme regionali e delle province autonome, da adottarsi nel rispetto della disciplina comunitaria vigente in materia e dei principi richiamati all'articolo 7, comma 7, lettera e), del presente decreto.
80 Silenzio. Art. 26 comma 2-bis
2-bis. La tutela avverso il silenzio dell'Amministrazione è disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo (silenzio-inadempimento). L’art. 14 ter l. n. 241/90 dispone a questo proposito che se la VIA non interviene nei termini l’autorità procedente in conferenza dei servizi può innescare il meccanismo dell’intervento sostitutivo previsto dall’art. 26
81 Informazione sulla decisione Art. 27
1. Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale è pubblicato per estratto, con indicazione dell'opera, dell'esito del provvedimento e dei luoghi ove lo stesso potrà essere consultato nella sua interezza, a cura del proponente nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana per i progetti di competenza statale ovvero nel Bollettino Ufficiale della regione, per i progetti di rispettiva competenza. Dalla data di pubblicazione decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale deve essere pubblicato per intero e su sito web dell'autorità competente indicando la sede ove si possa prendere visione di tutta la documentazione oggetto dell'istruttoria e delle valutazioni successive.
82 L'amministrazione competente all'autorizzazione definitiva alla realizzazione dell'opera o dell'intervento progettato acquisisce il giudizio di compatibilità ambientale. Nel caso di iniziative promosse da autorità pubbliche, il provvedimento definitivo che ne autorizza la realizzazione deve adeguatamente evidenziare la conformità delle scelte effettuate agli esiti della procedura d'impatto ambientale. Negli altri casi i progetti devono essere adeguati agli esiti del giudizio di compatibilità ambientale prima del rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione.
83 VIA e conferenza di servizi (art. 14-ter l. 241/1990)
La VIA rappresenta un presupposto del procedimento autorizzatorio: deve essere acquisita in conferenza di servizi (possibile proroga del termine per la sua conclusione e possibile affidamento delle attività tecniche istruttorie a soggetti diversi, ad es. università); Nel caso di VIA positiva, non si applica la disciplina del dissenso delle P.A. ambientali previste dalla l. 241/1990 08/11/10
84 VIA e conferenza: ritardo nella conclusione del procedimento di VIA
Art. 14 ter. L. n. 241/90 Se la VIA non interviene nel termine previsto per l'adozione del relativo provvedimento, l'amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente periodo è prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessità di approfondimenti istruttori. Per assicurare il rispetto dei tempi, l’amministrazione competente al rilascio dei provvedimenti in materia ambientale può far eseguire anche da altri organi dell’amministrazione pubblica o enti pubblici dotati di qualificazione e capacità tecnica equipollenti, ovvero da istituti universitari tutte le attività tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In tal caso gli oneri economici diretti o indiretti sono posti a esclusivo carico del soggetto committente il progetto, secondo le tabelle approvate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (62).
85 VIA/VAS Se il progetto esaminato in conferenza di servizi è stato oggetto di una VAS positiva, espressa nella medesima sede statale o regionale, i relativi risultati e prescrizioni vengono utilizzati senza modificazioni ai fini VIA (art. 14 ter l. 241/1990) 08/11/10
86 Gli esiti della procedura di valutazione di impatto ambientale devono essere comunicati ai soggetti del procedimento, a tutte le amministrazioni pubbliche competenti, anche in materia di controlli ambientali, e devono essere adeguatamente pubblicizzati.
87 Monitoraggio - Art. 28 Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale contiene ogni opportuna indicazione per la progettazione e lo svolgimento delle attività di controllo e monitoraggio degli impatti. Il monitoraggio assicura il controllo sugli impatti ambientali significativi sull'ambiente provocati dalle opere approvate, nonché la corrispondenza alle prescrizioni espresse sulla compatibilità ambientale dell'opera, anche, al fine di individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e di consentire all'autorità competente di essere in grado di adottare le opportune misure correttive.
88 Qualora dalle attività di cui al comma 1 risultino impatti negativi ulteriori e diversi, ovvero di entità significativamente superiore, rispetto a quelli previsti e valutati nel provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale, l'autorità competente può modificare il provvedimento ed apporvi condizioni ulteriori. Qualora dall'esecuzione dei lavori ovvero dall'esercizio dell'attività possano derivare gravi ripercussioni negative, non preventivamente valutate, sulla salute pubblica e sull'ambiente, l'autorità competente può ordinare la sospensione dei lavori o delle attività autorizzate, nelle more delle determinazioni correttive da adottare.
89 Controlli e sanzioni - Art. 29
90 Cons. St. V, 16 giugno 2009, n. 3849 Necessità di valutare il progetto nel suo complesso; illegittimità del frazionamento di un progetto, che consenta di omettere la VIA che sarebbe necessaria per l’opera nel suo complesso; “Quanto alla portata della acclarata fondatezza dei motivi di ricorso, si deve osservare che l’avanzato e non più reversibile stato di realizzazione dell’opera, per quel che attiene all’ambito territoriale interessato dal presente giudizio, impedisce, anche alla luce della regula iuris sottesa agli artt e 2933 c.c. , l’adozione di una pronuncia costituiva di annullamento con effetti demolitori e ripristinatori. La Sezione deve allora pervenire ad un accertamento dell’illegittimità, senza esito di annullamento e con effetti nei riguardi del solo appellante, ai fini della tutela risarcitoria invocabile con riguardo agli eventuali danni patiti per effetto dell’esecuzione dei provvedimenti di che trattasi.” 08/11/10
91 Adeguamento dell’opera o intervento in caso di violazioni delle prescrizioni impartite o modifiche progettuali tali da incidere sugli esiti e sulle risultanze finali di valutazione; Sospensione dei lavori, eventuale demolizione e ripristino dello stato dei luoghi e della situazione ambientale a cura e spese del responsabile; Applicazione delle sanzioni previste dalle norme vigenti.
92 VAS
93 QUADRO NORMATIVO COMUNITARIO
94 Dir. 2001/41/CE Art.1 Al fine di estendere i principi della VIA anche ai piani ed ai programmi, l'Unione Europea ha adottato la Direttiva 2001/42/CE concernente “La valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente”, il cui obiettivo è quello di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente, per cui è si rende necessaria ''l'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, assicurando che, ai sensi della presente direttiva, venga effettuata la valutazione di determinati piani e programmi che possano avere effetti significativi sull'ambiente''.
95 L'ambito di applicazione della VAS è essenzialmente costituito dai piani, urbani e regionali, e dai programmi soggetti a certe condizioni o vincoli. Per piani e programmi si intendono quelli "che: •sono elaborati e/o adottati da un'autorità a livello nazionale, regionale o locale oppure predisposti da un'autorità per essere approvati, mediante una procedura legislativa, dal parlamento o dal governo e •che sono previsti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative (Direttiva 2001/42/CE, art.2a)."
96 Sono soggetti ad una valutazione ambientale i piani e i programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente, (art.3, paragrafo 1): in particolare tutti i piani 'che sono elaborati per i settori :agricolo ' forestale - della pesca - delle telecomunicazioni ' turistico - della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli e che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della direttiva 85/337/CEE' (art.3, paragrafo 2a). Gli Stati membri determinano se i piani e programmi, diversi da quelli sopra citati possono avere effetti significativi sull'ambiente esaminandoli caso per caso; per tale valutazione, essi devono tenere conto dei criteri riportati all'Allegato II
97 E' compito degli Stati membri, una volta approvati i piani o programmi, controllare gli effetti ambientali significativi dell'attuazione degli stessi, 'al fine, tra l'altro, di individuare tempestivamente gli effetti negativi imprevisti ' (art.10, paragrafo 1).
98 QUADRO NORMATIVO NAZIONALE
99 Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152.
Artt. 4 e ss., artt. 11 e ss.
100 FUNZIONE
101 Art 4 comma 4 a) la valutazione ambientale di piani e programmi che possono avere un impatto significativo sull'ambiente ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.
102 OGGETTO DELLA VAS
103 I piani e i programmi che possono avere impatti significativi sull'ambiente e sul patrimonio culturale(art. 6 comma 1). In particolare sono assoggettati a VAS tutti i piani e programmi (art 6.2): che sono elaborati per la valutazione e gestione della qualità dell'aria ambiente, per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per l'approvazione, l'autorizzazione, l'area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti elencati negli allegati II, III e IV del presente decreto; per i quali, in considerazione dei possibili impatti sulle finalità di conservazione dei siti designati come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica, si ritiene necessaria una valutazione d'incidenza ai sensi dell'articolo 5 del d.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni.
104 L'autorità competente valuta, secondo le disposizioni di cui all'articolo 12 (Verifica di assoggettabilità), se i piani e i programmi, diversi da quelli di cui al comma 2, che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti, producano impatti significativi sull'ambiente.
105 Sono esclusi dal campo di applicazione del decreto (art. 6 comma 4):
a) i piani e i programmi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale caratterizzati da somma urgenza o coperti dal segreto di Stato ricadenti nella disciplina di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni; b) i piani e i programmi finanziari o di bilancio; c) i piani di protezione civile in caso di pericolo per l'incolumità pubblica; c-bis) i piani di gestione forestale o strumenti equivalenti, riferiti ad un ambito aziendale o sovraziendale di livello locale, redatti secondo i criteri della gestione forestale sostenibile e approvati dalle regioni o dagli organismi dalle stesse individuati.
106 Sono sottoposti a VAS in sede statale i piani e programmi di cui all'articolo 6, commi da 1 a 4, la cui approvazione compete ad organi dello Stato. Sono sottoposti a VAS secondo le disposizioni delle leggi regionali, i piani e programmi di cui all'articolo 6, commi da 1 a 4, la cui approvazione compete alle regioni e province autonome o agli enti locali.
107 PROCEDIMENTO
108 Anche nella procedura di V. A. S
Anche nella procedura di V.A.S. si possono individuare : Tre fasi necessarie Introduttiva Istruttoria Decisoria Due fasi eventuali la fase di verifica di assoggettabilità (cd.screening) una fase cd. di scoping
109 L’art. 11 D.Lgs. 152/2006 prevede le seguenti fasi: a) lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità limitatamente ai piani e ai programmi di cui all'articolo 6, commi 3 e 3-bis; b) l'elaborazione del rapporto ambientale; c) lo svolgimento di consultazioni; d) la valutazione del rapporto ambientale e gli esiti delle consultazioni; e) la decisione; f) l'informazione sulla decisione; g) il monitoraggio.
110 Verifica di assoggettabilità. Art 12.
L'autorità procedente trasmette un rapporto preliminare comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull'ambiente dell'attuazione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull'ambiente dell'attuazione del piano o programma L'autorità competente in collaborazione con l'autorità procedente, individua i soggetti competenti in materia ambientale da consultare e trasmette loro il documento preliminare per acquisirne il parere. Il parere è inviato entro trenta giorni all'autorità competente ed all'autorità procedente. L'autorità competente, sulla base degli elementi di cui all'allegato I e tenuto conto delle osservazioni pervenute, verifica se il piano o programma possa avere impatti significativi sull'ambiente. Entro novanta giorni dalla trasmissione di cui al comma 1, emette il provvedimento di verifica assoggettando o escludendo il piano o il programma dalla valutazione e, se del caso, definendo le necessarie prescrizioni. Il risultato della verifica di assoggettabilità, comprese le motivazioni, deve essere reso pubblico.
111 Rapporto ambientale dell'Autorità responsabile del piano/programma. Art. 13
Il rapporto ambientale rappresenta lo strumento di raccolta ed elaborazione dell'informazione ambientale necessaria per una decisione ponderata e costituisce parte integrante del piano o del programma e ne accompagna l'intero processo di elaborazione ed approvazione (comma 3). Deve essere preparata contestualmente una sintesi non tecnica dell'informazione contenuta nel rapporto ambientale.
112 Nel rapporto ambientale debbono essere individuati, descritti e valutati gli impatti significativi che l'attuazione del piano o del programma proposto potrebbe avere sull'ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma stesso. L'allegato VI al T.U. Ambiente riporta le informazioni da fornire nel rapporto ambientale a tale scopo. Il Rapporto ambientale dà atto della consultazione di cui al comma 1 dell’art. 13 ed evidenzia come sono stati presi in considerazione i contributi pervenuti. Per evitare duplicazioni della valutazione, possono essere utilizzati, se pertinenti, approfondimenti già effettuati ed informazioni ottenute nell'ambito di altri livelli decisionali o altrimenti acquisite in attuazione di altre disposizioni normative.
113 Fase di “scoping”. La direttiva 2001/42/CE disciplina una procedura di “scoping”, con la quale viene definita l'informazione necessaria per consentire la valutazione degli impatti significativi diretti ed indiretti derivanti dall'implementazione del piano/programma sull'uomo, su fauna e flora, su suolo, acqua, aria, clima, paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale
114 Art. 13 D.Lgs. 152/2006, commi 1 e 2 (scoping)
Sulla base di un rapporto preliminare sui possibili impatti ambientali significativi dell'attuazione del piano o programma, il proponente e/o l'autorità procedente entrano in consultazione, sin dai momenti preliminari dell'attività di elaborazione di piani e programmi, con l'autorità competente e gli altri soggetti competenti in materia ambientale, al fine di definire la portata ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto ambientale. La consultazione, salvo quanto diversamente concordato, si conclude entro novanta giorni dall'invio del rapporto preliminare di cui al comma 1 del presente articolo.
115 La proposta di piano o di programma
il rapporto ambientale la sintesi non tecnica dello stesso sono comunicate all’autorità competente Sono altresì messi a disposizione dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico interessato affinché questi abbiano l'opportunità di esprimersi (art 13 comma 5).
116 Tutta la documentazione è depositata presso gli uffici dell'autorità competente e presso gli uffici delle regioni e delle province il cui territorio risulti anche solo parzialmente interessato dal piano o programma o dagli impatti della sua attuazione (art 13 comma 6)
117 Consultazione Art. 14: pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana o nel Bollettino Ufficiale della regione o provincia autonoma interessata. L'avviso deve contenere: il titolo della proposta di piano o di programma, il proponente, l'autorità procedente, l'indicazione delle sedi ove può essere presa visione del piano o programma e del rapporto ambientale e delle sedi dove si può consultare la sintesi non tecnica. L'autorità competente e l'autorità procedente mettono, a disposizione del pubblico la proposta di piano o programma ed il rapporto ambientale mediante il deposito presso i propri uffici e la pubblicazione sul proprio sito web.
118 Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione dell'avviso in GU o sul BUR, chiunque può prendere visione della proposta di piano o programma e del relativo rapporto ambientale e presentare proprie osservazioni in forma scritta, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.
119 Valutazione del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni - Art L'autorità competente, in collaborazione con l'autorità procedente, svolge le attività tecnico-istruttorie, acquisisce e valuta tutta la documentazione presentata, nonché le osservazioni, obiezioni e suggerimenti ed esprime il proprio parere motivato entro il termine di novanta giorni a decorrere dalla scadenza di tutti i termini di cui all'articolo 14. La tutela avverso il silenzio dell'Amministrazione è disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo. 2. L'autorità procedente, in collaborazione con l'autorità competente, provvede, prima della presentazione del piano o programma per l'approvazione e tenendo conto delle risultanze del parere motivato di cui al comma 1 e dei risultati delle consultazioni transfrontaliere, alle opportune revisioni del piano o programma.
120 Art. 16. Decisione 1. Il piano o programma ed il rapporto ambientale, insieme con il parere motivato e la documentazione acquisita nell'ambito della consultazione, sono trasmessi all'organo competente all'adozione o approvazione del piano o programma.
121 Art. 17. Informazione sulla decisione 1
Art. 17. Informazione sulla decisione 1. La decisione finale è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino Ufficiale della Regione con l'indicazione della sede ove si possa prendere visione del piano o programma adottato e di tutta la documentazione oggetto dell'istruttoria. Sono inoltre rese pubbliche, anche attraverso la pubblicazione sui siti web della autorità interessate: a) il parere motivato espresso dall'autorità competente; b) una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate; c) le misure adottate in merito al monitoraggio di cui all'articolo 18.
122 Art. 18. Monitoraggio Il monitoraggio assicura il controllo sugli impatti significativi sull'ambiente derivanti dall'attuazione dei piani e dei programmi approvati e la verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e da adottare le opportune misure correttive. Il monitoraggio è effettuato dall'Autorità procedente in collaborazione con l'Autorità competente anche avvalendosi del sistema delle Agenzie ambientali e dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il piano o programma individua le responsabilità e la sussistenza delle le risorse necessarie per la realizzazione e gestione del monitoraggio. Le informazioni raccolte sono tenute in conto nel caso di eventuali modifiche al piano o programma e comunque sempre incluse nel quadro conoscitivo dei successivi atti di pianificazione o programmazione.
123 Norme per il coordinamento e la semplificazione dei procedimenti
Relazioni tra VAS e VIA Art. 10 Norme per il coordinamento e la semplificazione dei procedimenti 4. La verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 20 può essere condotta, nel rispetto delle disposizioni contenute nel presente decreto, nell'ambito della VAS. In tal caso le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale.
124 5. Nella redazione dello studio di impatto ambientale di cui all'articolo 22, relativo a progetti previsti da piani o programmi già sottoposti a valutazione ambientale, possono essere utilizzate le informazioni e le analisi contenute nel rapporto ambientale. Nel corso della redazione dei progetti e nella fase della loro valutazione, sono tenute in considerazione la documentazione e le conclusioni della VAS.
125 AIA autorizzazione integrata ambientale
. Ai fini dell'esercizio di nuovi impianti, della modifica sostanziale e dell'adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti
126 Art. 4 co. 4 c) funzione l'autorizzazione integrata ambientale ha per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento proveniente dalle attività di cui all'allegato VIII e prevede misure intese a evitare, ove possibile, o a ridurre le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente salve le disposizioni sulla valutazione di impatto ambientale
127 OBIETTIVO semplificare il regime autorizzatorio previsto per una attività potenzialmente lesiva di diversi fattori ambientali: invece di richiedere distinte autorizzazioni, l’interessato deve ottenere un'unica autorizzazioni che consideri unitariamente i diversi profili quadro unitario degli effetti di una determinata attività anche per raccogliere ed elaborare i relativi dati più facilmente .
128 ambito di applicazione oggettivo (art. 6, comma 13)
apposito elenco (Allegato VIII e XII del d lgs. 152/2006): attività energetiche; attività di produzione e lavorazione dei metalli; attività di produzione e lavorazione dei minerali; industria chimica; gestione dei rifiuti; altre attività (cartiere, industria tessile, concerie, macelli, allevamenti zootecnici con una certa capacità produttiva) + le modifiche sostanziali agli impianti suddetti (nel caso di modifiche non sostanziali e cambio del gestore è sufficiente darne comunicazione all’autorità competente che può aggiornare A.I.A.)
129 Autorità competente A.I.A. di livello statale,
impianti relativi alle attività indicate nell’Allegato XII o loro modifiche sostanziali per cui competente è il Ministero dell’Ambiente, sentito il Ministro dell’Interno, del Lavoro, della Salute, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole alimentari e forestali A.I.A. di livello regionale impianti relativi alle attività indicate nell’Allegato VIII in cui è competente l’ autorità indicata dalla legge regionale
130 procedimento Se l’A.I.A. si somma alla V.I.A.
innesto dell’A.I.A. nella V.I.A., => procedimento unitario nel quale alcuni adempimenti formali (domanda introduttiva, partecipazione del pubblico ecc. ecc. ) sono svolti con riguardo ad entrambi i fini (restando distinti ovviamente i parametri e l’oggetto della valutazione) Altrimenti: PROCEDIMENTO AUTONOMO
131 1. domanda 29-ter. Domanda di autorizzazione integrata ambientale.
1. Ferme restando le informazioni richieste dalla normativa concernente aria, acqua, suolo e rumore, la domanda deve contenere le seguenti informazioni: a) l'impianto, il tipo e la portata delle sue attività; b) le materie prime e ausiliarie, le sostanze e l'energia usate o prodotte dall'impianto; c) le fonti di emissione dell'impianto; d) lo stato del sito di ubicazione dell'impianto; e) il tipo e l'entità delle emissioni dell'impianto in ogni settore ambientale, nonché un'identificazione degli effetti significativi delle emissioni sull'ambiente; f) la tecnologia utilizzata e le altre tecniche in uso per prevenire le emissioni dall'impianto oppure per ridurle; g) le misure di prevenzione e di recupero dei rifiuti prodotti dall'impianto; h) le misure previste per controllare le emissioni nell'ambiente nonché le attività di autocontrollo e di controllo programmato che richiede l'intervento dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici e delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente (146); i) le eventuali principali alternative prese in esame dal gestore, in forma sommaria; l) le altre misure previste per ottemperare ai principi di cui all'articolo 6, comma 15, del presente decreto. 2. sintesi non tecnica
132 2. Pubblicità L'autorità competente, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda ovvero, in caso di riesame ai sensi dell'articolo 29-octies, comma 4, contestualmente all'avvio del relativo procedimento, comunica al gestore la data di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e la sede degli uffici di cui al comma 2. Entro il termine di quindici giorni dalla data di ricevimento della comunicazione il gestore provvede a sua cura e sue spese alla pubblicazione su un quotidiano a diffusione provinciale o regionale, ovvero a diffusione nazionale nel caso di progetti che ricadono nell'ambito della competenza dello Stato, di un annuncio contenente l'indicazione della localizzazione dell'impianto e del proprio nominativo, nonché gli uffici individuati ai sensi del comma 2 ove è possibile prendere visione degli atti e trasmettere le osservazioni. … Le informazioni pubblicate dal gestore ai sensi del presente comma sono altresì pubblicate dall'autorità competente nel proprio sito web.
133 3. Istruttoria Entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’annuncio si apre fase di partecipazione del pubblico per cui i soggetti interessati possono osservazioni in forma scritta sulla domanda;
134 3. a. Conferenza di servizi
5. La convocazione da parte dell'autorità competente, ai fini del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, di apposita conferenza di servizi, alla quale sono invitate le amministrazioni competenti in materia ambientale e comunque, nel caso di impianti di competenza statale, i Ministeri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dello sviluppo economico, oltre al soggetto richiedente l'autorizzazione, ha luogo ai sensi degli articoli 14, 14-ter, commi da 1 a 3 e da 6 a 9, e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. 9. Salvo quanto diversamente concordato, la Conferenza dei servizi di cui al comma 5 deve concludersi entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine previsto dal comma 4 per la presentazione delle osservazioni.
135 4. Decisoria acquisite le determinazioni delle amministrazioni coinvolte nel procedimento e considerate le osservazioni presentate dal pubblico, viene emesso il provvedimento finale di rilascio o diniego dell’autorizzazione nel termine di 150 giorni* dalla presentazione della domanda, e depositato a cura dell’autorità competente presso l’ufficio già individuato per il deposito di domande e documenti, unitamente alle informazioni rilevanti sulla partecipazione del pubblico al procedimento * 180 nel caso in cui nell’ambito della conferenza di servizi sia stata richiesta un’integrazione istruttoria
136 Il provvedimento 11. Le autorizzazioni integrate ambientali, rilasciate ai sensi del presente decreto, sostituiscono ad ogni effetto le autorizzazioni riportate nell'elenco dell'allegato IX, secondo le modalità e gli effetti previsti dalle relative norme settoriali.
137 che cosa rimane ancora fuori?
1.i titoli edilizi e quindi la conformità urbanistica (di competenza comunale) 2. profili sanitari dell’inquinamento atmosferico (di competenza comunale) 3. autorizzazione paesaggistica
138 contenuto 12. Ogni autorizzazione integrata ambientale deve includere le modalità previste dal presente decreto per la protezione dell'ambiente, nonché l'indicazione delle autorizzazioni sostituite. 1. misure necessarie per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso. 3. L'autorizzazione integrata ambientale deve includere valori limite di emissione fissati per le sostanze inquinanti, in particolare quelle elencate nell'allegato X, che possono essere emesse dall'impianto interessato in quantità significativa, in considerazione della loro natura, e delle loro potenzialità di trasferimento dell'inquinamento da un elemento ambientale all'altro, acqua, aria e suolo, nonché i valori limite ai sensi della vigente normativa in materia di inquinamento acustico. Se necessario, l'autorizzazione integrata ambientale contiene ulteriori disposizioni che garantiscono la protezione del suolo e delle acque sotterranee, le opportune disposizioni per la gestione dei rifiuti prodotti dall'impianto e per la riduzione dell'inquinamento acustico. Se del caso, i valori limite di emissione possono essere integrati o sostituiti con parametri o misure tecniche equivalenti.
139 Contenuto in funzione del monitoraggio
5. 6. L'autorizzazione integrata ambientale contiene gli opportuni requisiti di controllo delle emissioni, che specificano, in conformità a quanto disposto dalla vigente normativa in materia ambientale e nel rispetto delle linee guida di cui all'articolo 29-bis, comma 1, la metodologia e la frequenza di misurazione, la relativa procedura di valutazione, nonché l'obbligo di comunicare all'autorità competente i dati necessari per verificarne la conformità alle condizioni di autorizzazione ambientale integrata ed all'autorità competente e ai comuni interessati i dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall'autorizzazione integrata ambientale. Tra i requisiti di controllo, l'autorizzazione stabilisce in particolare, nel rispetto delle linee guida di cui all'articolo 29-bis, comma 1, e del decreto di cui all'articolo 33, comma 1, le modalità e la frequenza dei controlli programmati di cui all'articolo 29-decies, comma 3. Per gli impianti di cui al punto 6.6 dell'allegato VIII, quanto previsto dal presente comma può tenere conto dei costi e benefici. Per gli impianti di competenza statale le comunicazioni di cui al presente comma sono trasmesse per il tramite dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. 9. L'autorizzazione integrata ambientale può contenere altre condizioni specifiche ai fini del presente decreto, giudicate opportune dall'autorità competente. Le disposizioni di cui al successivo art. 29-nonies non si applicano alle modifiche necessarie per adeguare la funzionalità degli impianti alle prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale (151).
140 29-septies. Migliori tecniche disponibili e norme di qualità ambientale.
1. Se, a seguito di una valutazione dell'autorità competente, che tenga conto di tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad impianti, localizzati in una determinata area, misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di assicurare in tale area il rispetto delle norme di qualità ambientale, l'autorità competente può prescrivere nelle autorizzazioni integrate ambientali misure supplementari particolari più rigorose, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualità ambientale (152).
141 pubblicità 13. Copia dell'autorizzazione integrata ambientale e di qualsiasi suo successivo aggiornamento, è messa a disposizione del pubblico, presso l'ufficio di cui al comma 2. Presso il medesimo ufficio sono inoltre rese disponibili informazioni relative alla partecipazione del pubblico al procedimento
142 29-octies. Rinnovo e riesame.
143 Riesame anticipato . Il riesame è effettuato dall'autorità competente, anche su proposta delle amministrazioni competenti in materia ambientale, comunque quando: a) l'inquinamento provocato dall'impianto è tale da rendere necessaria la revisione dei valori limite di emissione fissati nell'autorizzazione o l'inserimento in quest'ultima di nuovi valori limite; b) le migliori tecniche disponibili hanno subito modifiche sostanziali, che consentono una notevole riduzione delle emissioni senza imporre costi eccessivi; c) la sicurezza di esercizio del processo o dell'attività richiede l'impiego di altre tecniche; d) nuove disposizioni legislative comunitarie o nazionali lo esigono.
144 controllo 3. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, per impianti di competenza statale, o le agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente, negli altri casi, accertano, secondo quanto previsto e programmato nell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 29-sexies, comma 6 e con oneri a carico del gestore: a) il rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale; b) la regolarità dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell'inquinamento nonché al rispetto dei valori limite di emissione; c) che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l'autorità competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che influiscano in modo significativo sull'ambiente, tempestivamente dei risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto.
145 Revoca In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l'autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni: a) alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità; b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività autorizzata per un tempo determinato, ove sì manifestino situazioni di pericolo per l'ambiente; c) alla revoca dell'autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell'impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l'ambiente.
146 Valutazione d’incidenza
DPR n. 357/1997 come modif. dal DPR n. 120/2003
147 Art. 4 d.p.r. 357/1997 1. Nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei proposti siti di importanza comunitaria, dei siti di importanza comunitaria e delle zone speciali di conservazione. 2. I proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti, predispongono, secondo i contenuti di cui all'allegato G, uno studio per individuare e valutare gli effetti che il piano può avere sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Gli atti di pianificazione territoriale da sottoporre alla valutazione di incidenza sono presentati, nel caso di piani di rilevanza nazionale, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, nel caso di piani di rilevanza regionale, interregionale, provinciale e comunale, alle regioni e alle province autonome competenti.
148 3. I proponenti di interventi non direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito, ma che possono avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, presentano, ai fini della valutazione di incidenza, uno studio volto ad individuare e valutare, secondo gli indirizzi espressi nell'allegato G, i principali effetti che detti interventi possono avere sul proposto sito di importanza comunitaria, sul sito di importanza comunitaria o sulla zona speciale di conservazione, tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei medesimi. 4. Per i progetti assoggettati a procedura di valutazione di impatto ambientale, ai sensi dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7 settembre 1996, e successive modificazioni ed integrazioni, che interessano proposti siti di importanza comunitaria, siti di importanza comunitaria e zone speciali di conservazione, come definiti dal presente regolamento, la valutazione di incidenza è ricompresa nell'àmbito della predetta procedura che, in tal caso, considera anche gli effetti diretti ed indiretti dei progetti sugli habitat e sulle specie per i quali detti siti e zone sono stati individuati. A tale fine lo studio di impatto ambientale predisposto dal proponente deve contenere gli elementi relativi alla compatibilità del progetto con le finalità conservative previste dal presente regolamento, facendo riferimento agli indirizzi di cui all'allegato G.
149 5. Ai fini della valutazione di incidenza dei piani e degli interventi di cui ai commi da 1 a 4, le regioni e le province autonome, per quanto di propria competenza, definiscono le modalità di presentazione dei relativi studi, individuano le autorità competenti alla verifica degli stessi, da effettuarsi secondo gli indirizzi di cui all'allegato G, i tempi per l'effettuazione della medesima verifica, nonché le modalità di partecipazione alle procedure nel caso di piani interregionali. 6. Fino alla individuazione dei tempi per l'effettuazione della verifica di cui al comma 5, le autorità di cui ai commi 2 e 5 effettuano la verifica stessa entro sessanta giorni dal ricevimento dello studio di cui ai commi 2, 3 e 4 e possono chiedere una sola volta integrazioni dello stesso ovvero possono indicare prescrizioni alle quali il proponente deve attenersi. Nel caso in cui le predette autorità chiedano integrazioni dello studio, il termine per la valutazione di incidenza decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono alle autorità medesime.
150 7. La valutazione di incidenza di piani o di interventi che interessano proposti siti di importanza comunitaria, siti di importanza comunitaria e zone speciali di conservazione ricadenti, interamente o parzialmente, in un'area naturale protetta nazionale, come definita dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, è effettuata sentito l'ente di gestione dell'area stessa. 8. L'autorità competente al rilascio dell'approvazione definitiva del piano o dell'intervento acquisisce preventivamente la valutazione di incidenza, eventualmente individuando modalità di consultazione del pubblico interessato dalla realizzazione degli stessi.
151 9. Qualora, nonostante le conclusioni negative della valutazione di incidenza sul sito ed in mancanza di soluzioni alternative possibili, il piano o l'intervento debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica, le amministrazioni competenti adottano ogni misura compensativa necessaria per garantire la coerenza globale della rete «Natura 2000» e ne danno comunicazione al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio per le finalità di cui all'articolo 13. 10. Qualora nei siti ricadano tipi di habitat naturali e specie prioritari, il piano o l'intervento di cui sia stata valutata l'incidenza negativa sul sito di importanza comunitaria, può essere realizzato soltanto con riferimento ad esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o ad esigenze di primaria importanza per l'ambiente, ovvero, previo parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (24).
152 Portualità sostenibile
153 Normativa in materia di produzione energetica da fonti rinnovabili
D.Lgs. 29 Dicembre 2007, n.283 (recepimento della Direttiva 2001/77/CE) L. 23 Luglio 2009, n.99 “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” (recante modifiche al D.Lgs. 387/2003) D.M. 10 Settembre 2010 “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” Dlgs n. 28/2011 Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE
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References: Art. 12
 Art. 5
 Art. 10
 sentenza 
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 ART. 4
 Art. 7
 articolo 20
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 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
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 Art. 24
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 Art. 25
 Art. 26
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 Art. 27

Art. 14
 Art. 28
 Art. 29
 Art.1
 art.2
 Art. 13
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 Art. 14
 Art. 16
 Art. 17

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