Source: https://www.stazioneappalti.it/news/id1286-legittima-la-proroga-senza-termine-fisso-purchc-assicuri-l039aggiudicazione
Timestamp: 2019-03-22 15:12:08+00:00

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TUTTO GARE - Legittima la proroga senza termine fisso
Legittima la proroga senza termine fisso purché assicuri l'aggiudicazione
La proroga del contratto in essere - consentita nelle more della conclusione della procedura di affidamento - non ha limiti temporali né questi si possono dedurre dall' attuale quadro normativo contenuto nell' articolo 106 del nuovo codice.
L' eventuale contenzioso giudiziario, per la definizione delle sorti dell' appalto, legittima la prosecuzione del rapporto. Lo ha deciso il Tar Piemonte, Torino, sezione I, con la sentenza n. 276/2018. La disciplina della proroga Il caso di specie riguarda l' aggiudicazione di un appalto per «l' esercizio, conduzione e manutenzione degli impianti elettrici e termomeccanici» oggetto di diverse censure e, infine, revocato in autotutela con indizione di nuova gara. L' aspetto di maggior rilievo - interessante sotto il profilo pratico - riguarda la gestione della fattispecie della proroga da parte del responsabile unico del procedimento ritenuta soggetta a «termine» fisso e non in grado di essere legittimata da situazioni specifiche come il perdurare del contenzioso. Questa configurazione della proroga come soggetta a termine perentorio piuttosto che fino all' aggiudicazione dell' appalto, è stata posta alla base della revoca dell' affidamento e dell' avvio di un nuovo appalto «quale unico rimedio utile in tempi brevi a mettere fine alla proroga del contratto ed evitarne l' affidamento ad un operatore economico che, indotto in errore dalla formulazione degli atti di gara, ha formulato una offerta non conforme» alle necessità della stazione appaltante. La decisione Nella sentenza vengono fornite alcune preziose indicazioni per il Rup circa la configurazione della proroga. In particolare, si rileva che «quantunque la proroga del contratto (c.d. "proroga-ponte") debba essere contenuta nei limiti dello strettamente necessario a portare a termine le procedure di aggiudicazione del nuovo contratto, è altrettanto vero che il legislatore non ha posto un limite massimo al ricorso alla proroga». In effetti, quando il legislatore ha inteso stabilire una durata massima per i contratti in essere, lo ha fatto «con norme chiare e specifiche: ad esempio nel settore della distribuzione del gas)». Il giudice richiama anche il caso disciplinato dall' articolo 23 della legge 63/2005, della cosiddetta «proroga-ponte», che stabiliva chiaramente che «I contratti per acquisti e forniture di beni e servizi, già scaduti o che vengano a scadere nei sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere prorogati per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gare ad evidenza pubblica a condizione che la proroga non superi comunque i sei mesi e che il bando di gara venga pubblicato entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge». Disposizione adottata in seguito alla censura comunitaria di infrazione del nostro Paese sulla delicata questione dei reiterati rinnovi taciti dei contratti d' appalto. In sostanza, le stazioni appaltanti procedevano con la "ripetizione" del contratto in modo arbitrario senza una preventiva indicazione/quantificazione nella legge di gara. L' articolo 106, comma 11, del Dlgs 50/2016 - prosegue la sentenza - «non v' è più traccia della fissazione di una durata massima della proroga, che dunque deve ritenersi ammissibile sino a definizione delle nuove procedure di affidamento ancorché esse possano richiedere un tempo maggiore». Né, peraltro, la previsione «può essere interpretata nel senso che gli eventuali contenziosi giudiziari che determinano ritardi nelle procedure non costituiscono una causa legittima per accordare proroghe al contratto scaduto, poiché una tale interpretazione indurrebbe quasi sistematicamente la riedizione della gara senza attendere l' esito del giudizio, e finirebbe quindi per frustrare il diritto di ricorrere contro le decisioni di aggiudicazione, quantomeno nei casi in cui non venga azionato l' interesse strumentale alla riedizione della gara».
A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 28/03/2018 - autore STEFANO USAI

References: articolo 106
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 23
 articolo 106
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