Source: http://nessunotocchicaino.it/bancadati/stati-uniti-d-america-e-canada/texas-40000492
Timestamp: 2018-06-18 19:14:27+00:00

Document:
braccio della morte: 298 (ad aprile 2013, fonte: DPIC)
Esecuzioni: 6
Il metodo d’esecuzione è l’iniezione letale. La condanna è decisa da una giuria. Il braccio della morte si trova a Livingston (donne: Gatesville). Per concedere la grazia il governatore deve avere la raccomandazione del Board of Pardons and Paroles.
Il 17 giugno 2005, il governatore Rick Perry ha firmato la legge che introduce per le giurie nei casi capitali la possibilità di condannare l’imputato all’ergastolo senza condizionale. Fino ad allora le giurie avevano due opzioni: la pena di morte o l’ergastolo con possibilità di libertà condizionale dopo 40 anni di reclusione.
USA - Texas. Juan Castillo, 37 anni, ispanico, è stato giustiziato.
USA - Texas. Erick Davila (31 anni, nero) è stato giustiziato.
USA - Texas. John David Battaglia è stato giustiziato.
USA - Texas. William Earl Rayford è stato giustiziato.
USA - Texas. Anthony Allen Shore è stato giustiziato.
17 Maggio 2018 :
Juan Castillo, 37 anni, ispanico, è stato giustiziato. Era stato condannato a morte il 1° settembre 2005 (vedi) nella Bexar County con l’accusa di aver ucciso, nel corso di una rapina, il 3 dicembre 2003, Tommy Garcia, 19 anni. Castillo è entrato nella camera della morte di Huntsville alle 18,21, ed è stato dichiarato morto 23 minuti dopo, dopo una iniezione letale di Pentobarbital. Castillo diventa il 6° giustiziato di quest’anno in Texas, il 551° da quando lo stato ha ripreso le esecuzioni nel 1982, l’11° dell’anno negli Usa, e il n° 1476 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonti: sentencing.typepad.com, 16/05/2018)
27 Aprile 2018 :
Erick Davila (31 anni, nero) è stato giustiziato. Gli è stata iniettata una dose di pentobarbital, ed è stato dichiarato morto alle 18:31, apparentemente senza problemi. Davila era stato condannato a morte il 27 febbraio 2009 (vedi) nella Tarrant County con l’accusa di aver condotto una spedizione punitiva contro un membro di una gang rivale, Jerry Stevenson, cercando di colpirlo mentre questo era a una festa di compleanno di bambini. Il 6 aprile 2008 rimasero uccisi Queshawn Stevenson, 5 anni, e la nonna del bambino, Annette Stevenson, 48 anni. Altre 4 persone, tra cui 3 bambini, rimasero ferite. La difesa aveva chiesto le attenuanti per il basso livello intellettivo di Davila, e per la difficile infanzia. Venne concepito dalla madre a 13 anni dopo uno stupro, e il padre era in carcere per omicidio. Dopo la sentenza i familiari delle vittime avevano dichiarato di perdonarlo. Davila diventa il 5° giustiziato di quest’anno in Texas, il 550° da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 9° dell’anno negli Usa, e il n° 1474 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonti: Texas Tribune, 25/04/2018)
02 Febbraio 2018 :
John David Battaglia, 62 anni, bianco, è stato giustiziato. Era stato condannato a morte nella Dallas County il 30 aprile 2002 (vedi) con l’accusa di aver ucciso le due figlie per vendetta contro la ex moglie. L’uomo sparò alle bambine, Faith, 9 anni, e Liberty, 6 anni, nel maggio 2001 dopo aver chiamato al telefono la moglie, Mary Jane Pearle, in modo che sentisse quanto stava accadendo. Al processo e fino a poche ore dall’esecuzione Battaglia ha tentato di ottenere l’attenuante delle condizioni mentali, ma il giudice Robert Burns all’epoca precluse questa strada notando come l’uomo, tra l’altro, avesse una laurea di secondo grado (master). Battaglia diventa la 3° persona giustiziata quest’anno in Texas, la 548° in Texas da quando lo stato ha ripreso le esecuzioni nel 1982, la 3° dell’anno negli Usa, e la n° 1.468 da quando gli Usa hanno ripreso le elezioni nel 1977.
(Fonti: Associated Press, Reuters, 01/02/2018)
31 Gennaio 2018 :
William Earl Rayford, 64 anni, nero, è stato giustiziato. L’esecuzione, effettuata con una dose di Pentobarbital, sembra non abbia presentato problemi. Era accusato, e in parte aveva ammesso, di aver ucciso, il 16 novembre 1999, la ex fidanzata Carol Hall, 44 anni. In quell’occasione aveva anche gravemente ferito il figlio di 11 anni della donna, che però era sopravvissuto ed aveva testimoniato al processo. Contro Rayford c’erano anche i riscontri del Dna. In precedenza Rayford era stato condannato a 23 anni per aver ucciso, nel 1986, la ex moglie Gail Rayford, ed aveva ottenuto la libertà sulla parola dopo 8 anni. Rayford diventa il 2° giustiziato di quest’anno in Texas, il 547° da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 2° dell’anno negli Usa, e il n° 1467 da quando glòi Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonti: Nessuno tocchi Caino, The Marshall Project, 30/01/2018)
19 Gennaio 2018 :
Anthony Allen Shore, 55 anni, bianco, è stato giustiziato. Era accusato di 4 omicidi a sfondo sessuale. Era stato soprannominato dalla stampa “Lo Strangolatore” e "Tourniquet Killer", ossia l’assassino del laccio emostatico. L’omicidio per il quale oggi è stato giustiziato era quello di Maria del Carmen Estrada, 21 anni, avvenuto il 16 aprile 1992, e per il quale era stato condannato a morte nella Harris County il 27 ottobre 2004 (vedi). I suoi omicidi vennero tutti scoperti con diversi anni di ritardo, solo dopo lo sviluppo delle banche dati del Dna. Dopo aver scontato una pena per aver molestato sessualmente le sue due figlie minori, ed essere stato inserito nel database dei crimini sessuali, venne associato al caso irrisolto di Estrada, ed arrestato il 24 ottobre 2003. In seguito aveva confessato gli omicidi, preceduti da violenze sessuali, di Laurie Lee Tremblay, 14 anni, rapita mentre andava a scuola il 26 settembre 1986, di Dana Sanchez, 16 anni, uccisa il 6 luglio 1995; e Diana Rebollar, 9 anni, violentata e uccisa l’8 agosto 1994. Tutte le vittime erano ispaniche. In seguito altre 3 donne hanno sostenuto di essere state violentate da Shore. Al processo aveva ammesso i fatti, sostenendo di non essere riuscito a controllarsi. Oggi, con le sue ultime parole, ha espresso rimorso. Shore diventa il 1° giustiziato di quest’anno in Texas e negli Usa, il 546° da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, e la e il n° 1.466 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonti: Associated Press, 18/01/2018)
USA - Documentario della ABC su due condannati a morte, Darlie Lynn Routier e Julius Jones.
USA - Texas. La Corte d’Appello NON ha commutato la condanna a morte di Bobby Moore.
USA - Texas. Michael Wayne Norris leaves death row
USA - Texas. Una giuria popolare ha condannato a morte Gustavo Tijerina Sandoval
USA - Texas. La Corte Suprema di Stato sottoscrive obbligo di rendere nota fonte del farmaco letale per 2 esecuzioni del 2014.
USA - Texas. Il giudice Everett Young raccomanda una commutazione della condanna di Paul Storey
USA - Texas. Una giuria popolare ha condannato a morte Isidro Delacruz
USA - Texas. Al termine della ripetizione del processo Douglas Armstrong è stato condannato all'ergastolo senza condizionale
USA - Texas. Una giuria popolare ha condannato a morte Jason Wade Delacerda
USA - Texas. Meno di un’ora prima dell’esecuzione, il governatore Abbott ha commutato la condanna di Thomas Whitaker in ergastolo senza condizionale.
USA - Texas. La Texas Board of Pardons and Paroles ha raccomandato un gesto di clemenza nei confronti di Thomas Whitaker
USA - Texas. Al termine della ripetizione del processo Stanley Griffin, 52 anni, nero, è stato condannato all'ergastolo
18 Giugno 2018 :
Un nuovo documentario della Abc, The Last Defense, tratta di due condannati a morte che si dichiarano innocenti, Darlie Lynn Routier e Julius Jones. Il documentario, prodotto dall’attice Viola Davis, già vincitrice dei premi Oscar ed Emmy, e da suo marito, Julius Tennon, per le prime 4 puntate tratta la storia di Darlie Lynn Routier, una donna condannata a morte in Texas con l’accusa di aver ucciso i propri figli di 5 e 6 anni, e per le altre puntare affronta il caso di Julius Jones, che all’epoca dell’omicidio di cui è stato accusato in Oklahoma era uno studente universitario di colore di 19 anni. Routier, che ora ha 48 anni, bianca, il 6 giugno 1996 alle 2.30 del mattino chiamò il 911 sostenendo che un uomo avesse fatto irruzione in casa sua e avesse accoltellato i suoi figli, Davon, 6 anni, e Damon di 5 anni. La stessa donna aveva riportato ferite, che i soccorritori hanno definito “superficiali”, seppure a 2 millimetri dalla carotide. 12 giorni dopo il fatto, la donna venne arrestata, e accusata di aver ucciso i bambini a causa delle condizioni economiche della famiglia. Venne condannata a morte il 4 febbraio 1997, dopo un processo di soli 2 giorni, per la sola morte di Damon. Non è mai stata processata per la morte di Davon. I suoi nuovi avvocati sostengono che la donna non abbia ricevuto quella che viene definita “adeguata assistenza legale” (che è garantita dalla Costituzione) all’epoca del processo. La difesa ha chiesto nuovi test del Dna. Sebbene un tribunale abbia ordinato i test per verificare la storia dell’intrusione, da allora i ritardi burocratici hanno tenuto il caso fermo. In una relazione del 19 giugno 2017 sullo stato dei test è scritto: "Nel maggio 2017, il consulente del procuratore distrettuale della Dallas County ha appreso che i materiali che avrebbero dovuto essere trasportati al Dipartimento di Pubblica Sicurezza per i test del DNA, come ordinato dal tribunale, non erano mai arrivati." Julius Darius Jones invece venne condannato a morte in Oklahoma il 1° maggio 2002 con l’accusa di aver ucciso, nel luglio 1999, per rubargli l’auto, Paul Howell, 45 anni, bianco. Il coimputato, di Jones al processo, Christopher Jordan, si era dichiarato colpevole di concorso, ma aveva accusato Jones per le responsabilità principali, nonostante le descrizioni fornite dai testimoni oculari si adattassero molto di più a lui che non a Jones. Aveva ottenuto una condanna minore, ed è stato scarcerato dopo 15 anni. I difensori di Jones hanno chiesto più volte nuovi test del Dna, che sono sempre stati respinti, e inoltre insistono che il processo è stato viziato da chiari elementi di discriminazione razziale, accusa che ricorre spesso nei processi in cui un imputato di colore viene accusato di aver ucciso una vittima bianca. La prima puntata di “The Last Defense” andrà in onda il 13 giugno su ABC.
(Fonti: Dallas Morning News, The Philadelphia Inquirer, The New York Times, 12/06/2018)
La Corte d’Appello NON ha commutato la condanna a morte di Bobby Moore. Moore è un detenuto con disabilità mentale che ha ottenuto dalla Corte Suprema degli Stati Uniti l’annullamento della condanna perché la disabilità era stata valutata con sistemi troppo rigidi e ormai scientificamente superati (vedi 28 marzo 2017), ed aveva anche ottenuto un parere favorevole da parte della Pubblica Accusa (vedi 1 novembre 2017), ma oggi si è visto confermare, con un voto 4-3, la condanna a morte da parte della Texas Court of Criminal Appeals, che è per procedura quella incaricata di rivedere i casi cassati dalla Corte Suprema. Moore, 59 anni, nero, venne condannato a morte il 24 luglio 1980 nella Harris County con l’accusa di aver ucciso il 25 aprile 1980, durante una rapina in un negozio, Jim McCarble, 73 anni. Il 17 giugno 2003 Moore, assistito da nuovi avvocati, contestò che ai sensi dell’Ottavo Emendamento e della sentenza Atkins v. Virginia (Corte Suprema degli Stati Uniti, 20 giugno 2002) la sua esecuzione non poteva essere consentita in quanto portatore di ritardo mentale (definizione che in seguito verrà aggiornata con “deficit intellettivo”). Nel 2014 un giudice di stato esaminò il ricorso, e dopo aver ascoltato diversi esperti concluse che Moore, il cui quoziente intellettivo era stato misurato in 70,6 punti, rientrava negli standard del ritardo mentale, e come tale non poteva essere giustiziato. La sentenza venne impugnata dalla pubblica accusa, e la Texas Court of Criminal Appeals aveva annullato l’annullamento. Il 28 marzo 2017 la Corte Sprema degli Stati Uniti, con la sentenza Moore v. Texas, aveva dichiarato incostituzionale il metodo per valutare la disabilità intellettuale utilizzato in Texas. Più precisamente, la Corte Sprema aveva annullato la decisione della corte d’appello, e aveva confermato la validità della sentenza precedente. Per la Corte Suprema di Washington (che aveva votato 5-3), il metodo di valutazione della corte d’appello, basato su protocolli vecchi di 25 anni, doveva considerarsi scientificamente superato in quanto basato largamente su concetti stereotipati, noti come “fattori Briseño” (dal nome di una sentenza del 1992 in cui per la prima volta venivano elencati 7 criteri di giudizio). La Corte d’appello inoltre aveva fatto riferimento a una sentenza del 2004 che citava un famoso personaggio letterario, Lennie Small, nel romanzo “Uomini e topi” di John Steinbeck, come esempio di una persona nei confronti della quale non si dovrebbe procedere con l’esecuzione. A marzo la Corte Suprema aveva deciso che i fattori Briseño o citare Lennie Small come parametro di chi è o non è un ritardato mentale non è un metodo scientifico. Nel 2014 la stessa Corte Suprema Usa aveva già affrontato il tema del ritardo mentale, e in un caso proveniente dalla Florida (Hall v. Florida) aveva dichiarato incostituzionale la legge di quello stato nella parte in cui era troppo rigida e formale nel fissare a 70 punti il limite del deficit intellettivo. La sentenza di marzo 2017 si rifaceva a quella sentenza, ma oltre al deficit cognitivo indicava che deve essere preso in considerazione anche il deficit adattivo. La Corte Suprema aveva rimandato il caso di Moore alla Corte d’Appello del Texas. Il 1 novembre 2017 la procuratrice della Harris County Kim Ogg, Bianca, Democratica, aveva comunicato alla Corte d’Appello di riconoscere la disabilità intellettiva dell’imputato, e di concordare che la sua pena venisse rideterminata in un ergastolo. La Corte d’Appello invece oggi ha deciso di dover aggiornare i propri standard, ma anche con i nuovi standard di ritenere che Moore non abbia i requisiti per veder riconosciuta la disabilità intellettuale, e di confermare quindi la condanna a morte. A riprova della propria affermazione, la Corte d’Appello ha indicato che Moore durante la detenzione avrebbe imparato a leggere e scrivere, ed inoltre sa svolgere la procedura per effettuare acquisti dal negozio interno al carcere. I giudici che hanno votato in dissenso hanno allegato una loro opinione di 67 pagine. La Procuratrice Ogg non ha risposto alle domande della stampa, ma gli osservatori hanno fatto notare che un eventuale mandato di esecuzione dovrebbe essere richiesto da lei, cosa che non sembra probabile.
(Fonti: Texas Tribune, Houston Chronicle, Hands off Cain, 06/06/2018)
Michael Wayne Norris, 60 anni, nero, che ha trascorso più di 30 anni nel braccio della morte, oggi ha avuto la condanna ricalcolata in due ergastoli da scontare consecutivamente. Norris era stato rilasciato “sulla parola” dopo una condanna ad 8 anni per un omicidio dopo una lite stradale quando, il 12 novembre 1986, uccise la ex fidanzata, Georgia Rollins, 38 anni e il figlio di 2 anni della donna, Keith Emmanuel Rollins. Venne condannato a morte nella Harris County nel giugno 1987. Dopo anni di ricorsi, nel 2015 il suo avvocato, Patrick McCann ottenne l’annullamento della condanna a morte da un giudice federale. I casi come quello di Norris vengono definiti “Casi Penry”, da Johnny Paul Penry, un ex condannato a morte del Texas che per primo ottenne la commutazione in ergastolo dopo che il suo caso era stato discusso 2 volte dalla Corte Suprema degli Stati Uniti che sancivano che non solo le giurie popolari devono essere informate dei problemi mentali di un imputato, ma anche adeguatamente informate di come tali problemi vadano valutati come possibili attenuanti. Come in altri “casi Penry”, Norris ha ottenuto di ripetere la fase di sentenza (non quella in cui viene deciso il verdetto di colpevolezza), e poiché all’epoca del reato nel codice penale del Texas non era previsto l’ergastolo senza condizionale, la pena massima alla quale poteva puntare la pubblica accusa era l’ergastolo “semplice”, che però l’accusa ha chiesto per entrambe gli omicidi, e ai 2 ergastoli ha anche aggiunto 3 condanne a 20 anni per i reati minori.
(Fonti: mysanantonio.com, 06/06/2018)
Una giuria popolare della Cameron County ha condannato a morte Gustavo Tijerina Sandoval, 34 anni, di nazionalità messicana. L’uomo è accusato di aver ucciso, durante una rapina, un agente di frontiera fuori servizio, Javier Vega Jr., il 3 agosto 2014, e di aver ferito gravemente il padre della vittima, Javier Vega Sr.. Sandoval ha parzialmente ammesso il fatto, ma sostiene di aver sparato per legittima difesa. Un altro imputato, Ismael Hernandez Vallejo, anche lui messicano, sarà processato nei prossimi mesi, ed anche nel suo caso la pubblica accusa chiederà la pena di morte.
(Fonti: mysanantonio.com, 05/06/2018)
La Corte Suprema di Stato non ha accolto il ricorso della pubblica accusa contro la sentenza della 3a Corte d’Appello (sentenza che quindi è confermata) che imponeva all’Amministrazione Penitenziaria di rivelare la fonte dei farmaci letali per le esecuzioni compiute prima del 2015. Dopo quella data è entrata in vigore una nuova legge che rende legale tenere segreti diversi particolari del protocollo di esecuzione. In realtà, considerato quanto già noto, la sentenza sembra si applichi praticamente solo a 2 esecuzioni compiute nel 2014 con Pentobarbital fabbricato da un laboratorio artigiano, ma i fautori della pena di morte ne temono comunque le conseguenze della sentenza. Tutti i giudici della Corte Suprema del Texas sono Repubblicani, e nessuno di loro ha commentato la sentenza.
(Fonti: Associated Press, Houston Chronicle, 01/06/2018)
10 Maggio 2018 :
Il giudice Everett Young della Tarrant County, incaricato di riesaminare il caso di Paul Storey, raccomanda una commutazione della condanna. Storey, 33 anni, nero, è accusato di aver ucciso, il 16 ottobre 2006 durante una rapina, Jonas Cherry, 28 anni. La sua esecuzione era fissata per il 12 aprile 2017. 5 giorni prima, il 7 aprile (vedi) la Texas Court of Criminal Appeals aveva sospeso l’esecuzione, disponendo che il caso venisse rimandato a una corte di grado inferiore per esaminare quanto asserito dalla difesa, ossia che la pubblica accusa avesse presentato “prove false” quando aveva sostenuto che i familiari della vittima chiedevano la pena di morte. Il 27 marzo 2017 (vedi) erano stati gli stessi Glenn e Judy Cherry a chiedere un provvedimento di clemenza per Storey. A favore di Storey si era schierato anche uno dei giurati popolari che ne decretò la condanna a morte, Sven Berger. Berger, 36 anni, bianco, ingegnere informatico. In una serie di dichiarazioni alla stampa e in una dichiarazione giurata consegnata ai difensori di Storey aveva detto che nessuno all’epoca del processo era stato informato dei deficit cognitivi dell’imputato, e che di sicuro lui, ma forse altri giurati, avrebbero votato diversamente. Inoltre Berger ha lamentato che la pubblica accusa aveva tenuto i giurati all’oscuro del fatto che il complice di Storey, Mike Porter, aveva ottenuto proprio dalla pubblica accusa un accordo per una condanna all’ergastolo senza condizionale in cambio della testimonianza contro Storey, quando è del tutto evidente che tra i due la personalità preminente fosse Porter. Berger ha detto che l’aver appreso questa circostanza lo ha fatto infuriare. Inoltre ha accusato i procuratori di aver tenuto la giuria all’oscuro del fatto che già all’epoca del processo i familiari della vittima avessero chiesto di non condannare a morte Storey. “Tutte circostanze che avrebbero sicuramente indotto me a votare diversamente, e credo anche altri giurati”. Oggi il giudice Young ha appurato che effettivamente la pubblica accusa aveva mentito quando aveva chiesto ai giurati di emettere una condanna a morte “perché lo volevano i familiari”, e che questo fatto, assieme agli altri evidenziati dalla difesa, sollevano il “ragionevole dubbio” che uno o più dei giurati popolari, se informati correttamente, avrebbero potuto giungere ad una conclusione diversa. Il caso passa ora di nuovo alla Corte d’Appello, che prenderà la decisione finale.
(Fonti: The Texas Tribune, 08/05/2018)
20 Aprile 2018 :
Una giuria popolare della Tom Green County ha condannato a morte Isidro Delacruz, 27 anni, ispanico. L’uomo è accusato di aver tagliato la gola a una bambina di 5 anni, Naiya Villegas, figlia della sua convivente, il 2 settembre 2014. I difensori d’ufficio non hanno negato il fatto, ma hanno cercato di ottenere le attenuanti legate alle condizioni mentali dell’imputato e alla difficile infanzia dell’imputato. Il giudice Ben Woodward del 119° Distretto ha contestualmente formalizzato la sentenza.
(Fonti: gosanangelo.com, 17/04/2018)
22 Marzo 2018 :
Al termine della ripetizione del processo Douglas Armstrong, 48 anni, nero, è stato condannato all’ergastolo senza condizionale. Il 30/01/2007 (vedi) una giuria popolare della Hidalgo County aveva condannato a morte Armstrong con l’accusa di aver rapinato e ucciso, il 21 aprile 2006, Rafael Castelan, 60 anni. Il 15 novembre 2017 (vedi) la Texas Court of Criminal Appeals aveva votato 5-4 per l’annullamento della condanna (non del verdetto di colpevolezza ritenendo che l’imputato avesse ricevuto una “inadeguata assistenza legale”, perché se i suoi avvocati avessero illustrato meglio la storia familiare dell’imputato, o i suoi problemi di salute fisica e mentale, c’era l’eventualità che almeno un giurato votasse contro la condanna a morte, che come è noto il Texas deve essere decisa all’unanimità. Oggi, dopo un accordo con la pubblica accusa, la nuova condanna.
(Fonti: The Monitor, 19/03/2018)
01 Marzo 2018 :
Una giuria popolare della Hardin County ha condannato a morte Jason Wade Delacerda, 40 anni, bianco. L’uomo è accusato di aver torturato e ucciso la figlia di 4 anni di Amanda Guidry, la sua convivente. La piccola Breonna è morta il 17 agosto 2011. Anche la madre della bambina sarà processata, ma nel suo caso la pubblica accusa non intende chiedere la pena di morte.
(Fonti: beaumontenterprise.com, 27/02/2018)
23 Febbraio 2018 :
Meno di un’ora prima dell’esecuzione, il governatore Abbott ha commutato la condanna di Thomas Whitaker (38 anni, bianco) in ergastolo senza condizionale. L’esecuzione era prevista per le 18. Due giorni fa (vedi 20/02/2018) la Commissione incaricata di vagliare le richieste di clemenza (Texas Board of Pardons and Paroles) aveva raccomandato all’unanimità un gesto di clemenza nei confronti di Whitaker. Era la prima volta dal 2009 che il Board emetteva un parere positivo nei confronti di un condannato a morte. Ed è la prima volta dal 2007 che un governatore del Texas accetta di commutare una condanna a morte. Whitaker venne condannato a morte l’8 marzo 2007 (vedi) con l’accusa di aver affidato al suo compagno di stanza all’università l’omicidio dei genitori e di un fratello, al fine di ereditare un milione e mezzo di dollari. Il complice, Chris Brashear, il 10 dicembre 2003, eseguì il piani quando la famiglia tornò dai festeggiamenti per la laurea di Whitaker. Per non destare sospetti anche Whitaker si fece colpire, ovviamente in modo non grave. Il padre, seppure ferito gravemente, sopravvisse, e al processo chiese che il figlio non venisse condannato a morte. Brashear ha raggiunto un accordo con la pubblica accusa ed ha ottenuto una condanna all’ergastolo con la condizionale non prima di 30 anni in cambio della sua testimonianza contro Thomas. Potrà chiedere la condizionale nel 2035. Un altro complice, che aveva guidato l’auto usata per la fuga, Steve Champagne, ha patteggiato una condanna a 15 anni. Anche lui ha testimoniato contro Whitaker, il quale a sua volta aveva cercato un accordo con la pubblica accusa, accordo non accettato. Nei giorni scorsi la stampa aveva dato risalto ad una lettera del padre dell’imputato, Kent Whitaker, che chiedeva che lo stato non aggiungesse al dolore per la perdita degli altri familiari, anche quella per la perdita, con l’esecuzione, dell’unico figlio rimasto. Abbott, un Repubblicano molto favorevole alla pena di morte, in un comunicato ha detto di aver concesso la commutazione sia perché era stata chiesta da una delle vittime (il padre), sia perché la persona che aveva materialmente commesso gli omicidi aveva ottenuto una pena inferiore, sia perché l’imputato aveva accettato di non presentare ulteriori ricorsi di nessun tipo, accettando quindi di rimanere in carcere fino al suo ultimo giorno di vita. A Favore di Whitaker nei giorni scorsi si erano espressi pubblicamente alcuni detenuti, che hanno testimoniato sul suo comportamento, e due parlamentari, il Democratico Joe Moody e il Repubblicano Jeff Leach.
(Fonti: texastribune.org, 22/02/2018)
La Texas Board of Pardons and Paroles ha raccomandato all’unanimità un gesto di clemenza nei confronti di Thomas Whitaker, la cui esecuzione è fissata per il 22 febbraio. Che la Commissione incaricata di vagliare le richieste di clemenza emetta un parere positivo è un evento raro in Texas, soprattutto nei confronti di condannati a morte. Da quando lo stato ha ripreso le esecuzioni nel 1982, questa è solo la 4° volta che lo fa. I 7 membri della commissione sono tutti nominati dal Governatore. La loro raccomandazione non è vincolante, e difatti in 2 dei precedenti casi il governatore pro tempore (Rick Perry) ordinò di procedere con l’esecuzione. Per “gesto di clemenza” si intende la commutazione della condanna a morte in ergastolo senza condizionale. Whitaker venne condannato a morte l’8 marzo 2007 (vedi) con l’accusa di aver affidato al suo compagno di stanza all’università l’omicidio dei genitori e di un fratello, al fine di ereditare un milione e mezzo di dollari. Il complice, Chris Brashear, il 10 dicembre 2003, eseguì il piani quando la famiglia tornò dai festeggiamenti per la laurea di Whitaker. Per non destare sospetti anche Whitaker si fece colpire, ovviamente in modo non grave. Il padre, seppure ferito gravemente, sopravvisse, e al processo chiese che il figlio non venisse condannato a morte. Brashear ha raggiunto un accordo con la pubblica accusa ed ha ottenuto una condanna all’ergastolo con la condizionale non prima di 30 anni in cambio della sua testimonianza contro Thomas. Un altro complice, che aveva guidato l’auto usata per la fuga, Steve Champagne, ha patteggiato una condanna a 15 anni. Anche lui ha testimoniato contro Whitaker, il quale a sua volta ha cercato un accordo con la pubblica accusa, accordo non accettato. Nei giorni scorsi la stampa aveva dato risalto ad una lettera del padre dell’imputato, Kent Whitaker, che chiedeva che lo stato non aggiungesse al dolore per la perdita degli altri familiari, anche quella per la perdita, con l’esecuzione, dell’unico figlio rimasto. Nelle prossime ore il governatore Greg Abbott dovrà prendere una decisione.
(Fonti: AP, 20/02/2018)
Al termine della ripetizione del processo Stanley Griffin, 52 anni, nero, è stato condannato all’ergastolo con la condizionale non prima di 30 anni. Griffin era stato condannato a morte il 29 giugno 2012 (vedi)nella Brazos County con l’accusa di aver ucciso, il 19 settembre 2010, Jennifer Marie Hailey, 29 anni, e di aver ferito molto gravemente il figlio di 9 anni della donna. Il 27 gennaio 2016, con un voto 6-3, la Texas Court of Criminal Appeals aveva annullato la condanna (non il verdetto di colpevolezza) ritenendo non sufficientemente provate le circostanze aggravanti utilizzate dalla pubblica accusa per chiedere la pena capitale.
(Fonti: WTAW news, 08/02/2018)
ETIOPIA: RILASCIATI CENTINAIA DI PRIGIONIERI CONDANNATI PER TERRORISMO

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