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Timestamp: 2019-08-21 06:35:45+00:00

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Cassazione, il comune non deve risarcire i danni all'immobile abusivo
Martedì 30 Luglio 2019 13:31	redazione
Il Comune non è responsabile del risarcimento dei danni provocati dalla cattiva manutenzione delle strade a immobili costruiti abusivamente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente sentenza, la n. 20132/2019, in cui specifica che il difetto di concessione edilizia del bene danneggiato «viene ad affievolire, se non ad azzerare, il diritto del proprietario del bene ad essere risarcito» del danno sofferto.
La vicenda oggetto della sentenza risale al 1996, quando a Positano, a causa di un nubifragio, si verificò un'esondazione di acqua e fango dalla strada comunale. L'episodio provocò una serie di danni patrimoniali al piano terra e al primo piano di un palazzo abusivo. I giudici di merito in primo e secondo grado avevano riconosciuto una parte di responsabilità del comune per omessa custodia, anche relativamente alla natura totalmente abusiva degli immobili danneggiati.
Ma nella decisione dei giudici di legittimità il rispetto delle norme edilizie avrebbe potuto evitare il verificarsi dei danni, mentre la violazione delle regole ha aggravato la posizione di garanzia cui è tenuta la Pa.
Cassazione_20312-2019.pdf [ ] 647 Kb
Martedì 16 Luglio 2019 14:16	redazione
L'ordinanza sindacale che impone al proprietario del fondo di recintare i suoi terreni è illegittima. Lo ha stabilito con la sentenza n. 986/2019 il Tar Lecce.
La sentenza riguarda il caso di un sindaco in provincia di Lecce che aveva ordinato ai proprietari di alcuni lotti di adottare misure antincendio e realizzare la recinzione dei fondi presenti nel territorio comunale. Ma i proprietari decidono di impugnare l'ordinanza nella parte in cui era stato prescritto di recintare i terreni, provvedendo invece a portare a termine altri lavori come la scerbatura e l'aratura. La norma alla quale si appellavano i proprietari è l'art. 841 c.c. che configura la chiusura del fondo come una facoltà del proprietario e non un obbligo.
La tesi dei ricorrenti è stata accolta dal Tar di Lecce, specificando che la chiusura del fondo non rientra nelle prescrizioni che il sindaco rivolge ai proprietari con le ordinanze ex art. ex articoli 192 Dlgs 152/2006, 50 e 54 Tuel.
Il Tar ha precisato, inoltre, che il potere di imporre la recinzione del fondo può esserci solo in situazioni particolari e in casi eccezionali, per i quali è richiesta una valutazione specifica dell'Amministrazione. Ma nella vicenda in oggetto il Collegio non ha riscontrato che il sindaco avesse il potere di prescrivere la recinzione ai proprietari.
Le ordinanze impugnate dai proprietari dei terreni sono state, quindi, annullate nella parte in cui veniva imposta la recinzione dei terreni.
tar lecce n.986-2019.pdf [ ] 210 Kb
Corte dei Conti: tariffe scuolabus per garantire copertura integrale costi
Mercoledì 26 Giugno 2019 13:54	redazione
Il servizio di trasporto scolastico rientrerebbe nella categoria dei servizi pubblici locali e non in quella di domanda individuale. Con la delibera n. 46/2019, la Corte dei Conti, sezione di controllo del Piemonte, ha escluso qualsiasi discrezionalità per l'azione amministrativa dell'ente che intenda agevolare la frequenza all'attività didattica da parte dell'utenza scolastica.
Il caso oggetto della sentenza riguardava l'esigenza di un comune che, al termine dei lavori di costruzione di un nuovo plesso scolastico, ha attivato in via sperimentale un servizio di trasporto scolastico che collegasse il centro abitato con il nuovo plesso.
Rivolgendosi alla Sezione, il sindaco ha domandato se fosse possibile organizzare tale servizio, in riferimento alla clausola di invarianza finanziaria prevista dall'articolo 5, comma 2, del Dlgs 63/2017. Sulla base di tale decisione, i giudici hanno inquadrato il servizio scolastico come servizio pubblico a domanda individuale.
Secondo l'art. 117 del Tuel in tema di gestione dei servizi pubblici non lascia adito a dubbi in ordine alla necessità che le tariffe da approvarsi a cura dell'ente debbano «assicurare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione», tenuto conto di alcuni criteri. In primis, la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare l'integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario; l'equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti e il capitale investito; l'entità dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualità del servizio; l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato.
cdc46_2019.pdf [ ] 66 Kb
Mercoledì 19 Giugno 2019 11:23	redazione
L'ente proprietario di una strada è responsabile, secondo la delibera (n. 289/94) che richiama il regolamento di attuazione del Codice della strada, a vigilare sul corretto posizionamento e sullo stato di conservazione e buona manutenzione di cartelli, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari.
Così la Cassazione ha accolto, con la sentenza n. 16295 depositata ieri, il ricorso di una donna che era stata colpita da un cartellone pubblicitario caduto a causa delle forti raffiche di vento mentre era in motorino. Secondo quanto avevano stabilito precedentemente il Tribunale e la Corte d'Appello, la responsabilità non poteva ricadere su Roma Capitale in quanto aveva dato in gestione il servizio e, pertanto, avrebbe dovuto rispondere dal danno la società che aveva ottenuto l'appalto.
Ma secondo la Cassazione, l'ente locale è responsabile dei danni cagionati nelle strade di sua competenza, salva dimostrazione del caso fortuito. Nel caso oggetto della sentenza, la raffica di vento non rappresenta un caso fortuito, oltretutto essendo già stata segnalata la precarietà del cartellone.
sentenza_cartelloni_pubbl..pdf [ ] 379 Kb
Corte Costituzionale, illegittima la trasformazione delle indennità di dirigenza in assegno personale
Martedì 11 Giugno 2019 10:59	redazione
In una recente sentenza la Corte Costituzionale dichiara costituzionalmente illegittime le disposizioni della legge della Provincia autonoma di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige che prevedevano la trasformazione delle indennità dei dirigenti in assegni personali pensionabili dopo la cessazione dell'incarico.
La Corte, con la sentenza n. 138 depositata il 6 giugno, ha precisato che la normativa censurata pone in essere una lesione diretta dei principi posti a tutela dell'equilibrio del bilancio e della copertura della spesa. E ha chiarito che l'avanzo di amministrazione non può essere equiparato a un utile di esercizio.
Mercoledì 24 Aprile 2019 11:25	redazione
Per la concessione da parte dell'amministrazione comunale di spazi pubblici a privati per propaganda politica ed elettorale, il Tar Piemonte si è espresso con la sentenza n. 447 del 18 aprile 2019.
Il Tar ha stabilito che l'amministrazione comunale può richiedere, al fine di valutare la meritevolezza dell'interesse dedotto, una dichiarazione di impegno al rispetto dei valori costituzionali e, più nello specifico, di ripudio del fascismo e nazismo. Nella sentenza si ricorda che i valori dell'antifascismo e della Resistenza sono fondanti la Costituzione repubblicana del 1948. Il riferimento va anche alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, sia nell’art. 1 della legge “Scelba” n. 645 del 20 giugno 1952.
I giudici amministrativi del Tar Piemonte spiegano, nella sentenza, che sussiste, quindi, un limite nella libertà di manifestazione del pensiero, di riunione e di associazione degli individui, che non possono esplicarsi in forme che denotino un concreto tentativo di raccogliere adesioni ad un progetto di ricostituzione del disciolto partito fascista.

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