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Timestamp: 2019-04-24 23:54:51+00:00

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Art. 272 codice di procedura penale - Limitazioni alle libertà della persona - Brocardi.it
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Articolo 272 Codice di procedura penale
Limitazioni alle libertà della persona
Dispositivo dell'art. 272 Codice di procedura penale
1. Le libertà della persona possono essere limitate con misure cautelari soltanto a norma delle disposizioni del presente titolo [Cost. 13] (1).
(1) Il principio di legalità viene qui inteso anche sotto il profilo della tassatività in quanto l'esercizio della dicrezionalità del giudice in materia di limitazioni della libertà personale risulta rigorosamente vincolato alla previsione legislativa.
Tale formulazione esprime la fondamentale garanzia del principio di legalità, sotto il profilo della riserva di legge, diretta a salvaguardare il principio della libertà personale di natura costituzionale (art. 13).
Spiegazione dell'art. 272 Codice di procedura penale
La disposizione in esame esprime in positivo il principio di legalità delle misure cautelari, secondo il quale la libertà personale può essere limitata tramite misure cautelari solamente nei casi previsti dalla legge.
Alla norma in oggetto ed alla garanzia che se ne ricava sotto il profilo della riserva di legge fa subito riscontro la disposizione di cui all'art. 279, norma generale attributiva della competenza funzionale, nella quale si riflette la garanzia della riserva di giurisdizione in ordine al medesimo settore.
In tal modo viene data attuazione alla scelta della legge delega di riservare all'organo giurisdizionale la titolarità esclusiva dei poteri in materia di restrizioni della libertà personale, riconoscendo al pubblico ministero unicamente il potere di fermo degli indiziati (art. 384).
Il procedimento è minuziosamente disciplinato dal codice di procedura penale (artt. 380 e ss.) con riferimento all'arresto ed al fermo. Ad ogni modo, l'articolo 13 Cost. richiede il rispetto della personalità e dignità della personalità, con il divieto assoluto di compiere atti arbitrari di violenza o di coercizione.
Per quanto concerne più nello specifico le misure cautelari, esse si dividono in personali, il cui presupposto principale è l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza (oltre al pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato), e reali, che determinano l'indisponibilità di cose o beni, per esigenze probatorie o di pubblica sicurezza.
Massime relative all'art. 272 Codice di procedura penale
Sopraggiunta l'elezione parlamentare dell'imputato nel corso di un procedimento penale, non è più possibile emettere o eseguire provvedimenti di arresto o altri provvedimenti cautelari limitativi della libertà personale del neoeletto, senza previa autorizzazione della camera di appartenenza; parimenti non è possibile emettere o eseguire provvedimenti di perquisizione e sequestro, senza la stessa previa autorizzazione. Tuttavia i provvedimenti di perquisizione o sequestro emessi ed eseguiti prima della elezione parlamentare (prima della proclamazione del neoeletto) restano efficaci e utilizzabili, anche se non preceduti dall'autorizzazione (giuridicamente impossibile) della Camera di appartenenza.
Cass. pen. n. 3523/1995
Per l'applicazione delle modifiche normative in tema di custodia cautelare deve farsi riferimento al principio generale della natura processuale della materia e perciò alla regola del tempus regit actum. In Cassazione l'applicazione delle norme procedurali introdotte con la L. 9 agosto 1995, n. 332 può quindi concernere quelle relative alla sussistenza del presupposto per la custodia in carcere o alla presunzione ex art. 275 c.p.p., ma non può riguardare le modalità di documentazione o di motivazione di atti già posti in essere sotto la precedente disciplina.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3523 del 13 novembre 1995)
Cass. pen. n. 127/1994
Le misure cautelari sono disciplinate dalle norme vigenti al momento della loro attuazione e non da quelle vigenti al momento in cui il reato è stato commesso.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 127 del 17 febbraio 1994)
Cass. pen. n. 353/1992
Le norme che disciplinano le misure cautelari, essendo di natura processuale, non sono soggette al principio della irretroattività previsto dagli artt. 2 c.p. e 25 della Costituzione. (Fattispecie in tema di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la custodia in carcere ai sensi dell'art. 1, primo comma, D.L. 9 settembre 1991, n. 292, convertito in L. 8 novembre 1991, n. 356).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 353 del 18 marzo 1992)

References: Articolo 272

Articolo 272

Cass. 
 art. 275
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza