Source: https://www.exeo.it/free/competenza-corte-di-appello-su-opposizione-alla-stima
Timestamp: 2018-05-28 05:22:33+00:00

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Competenza Corte di Appello su opposizione alla stima
Sintesi: Va esclusa la possibilità per l'ente convenuto beneficiario della espropriazione di far valere, nell'ambito del giudizio di opposizione alla stima, pretese nei confronti dei soggetti delegati al compimento degli atti espropriativi o alla occupazione a norma degli artt. 35 e 60 della L. n. 865 del 1971, soggetti che restano estranei al rapporto espropriativo, trattandosi di rapporti che esulano la speciale competenza della corte d'appello in unico grado contemplata dall'art. 19, L. 1971, n. 865 - oggi art.54 del T.U.
Estratto: «5. Va dichiarata inammissibile la domanda spiegata in via subordinata dal Comune nei confronti della società cooperativa superficiaria, terza chiamata in causa, ed avente ad oggetto il pagamento della eventuale maggiore somma che dovesse essere riconosciuta come dovuta a titolo di indennità per l'esproprio e di occupazione legittima e ciò in forza della convenzione stipulata in data 8.2.95 e della previsione dell'art. 35 della L. n. 865 del 1971 .E' sufficiente qui ricordare che il legittimato passivo del procedimento di espropriazione alla stima proposta dall'espropriato è il soggetto a cui favore e a beneficio de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ulta adottato il provvedimento ablatorio . Peraltro proprio in considerazione della natura e funzione del presente giudizio di opposizione alla stima così come individuato al paragrafo 2, va esclusa la possibilità per l'ente convenuto beneficiario della espropriazione di far valere, nell'ambito di detto giudizio, pretese nei confronti dei soggetti delegati al compimento degli atti espropriativi o alla occupazione a norma degli artt. 35 e 60 della L. n. 865 del 1971, soggetti che restano estranei al rapporto espropriativo .trattandosi di rapporti che esulano la speciale competenza della corte d'appello in unico grado contemplata dall'art. 19, L. 1971, n. 865 - oggi art.54 del T.U. (cfr. in questi esatti termini Cass. 13456/2011 resa in tema di espropriazione per la realizzazione di programmi per l'edilizia pubblica residenziale; in senso conforme Cass. 23.10.2008 n. 25622).»
Sintesi: La competenza eccezionale in unico grado attribuita al giudice dell'opposizione alla stima, indicato dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 nella Corte d'Appello competente per territorio, è circoscritta alla domanda di determinazione dell'indennità dovuta al proprietario del bene espropriato, ma non comprende anche la domanda - diversa ed autono... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t;petitum" e "causa petendi" - diretta a stabilire chi sia, nei rapporti interni, il soggetto che, in via di regresso, debba sopportare l'onere economico, appartenendo il relativo giudizio al giudice di primo grado secondo gli ordinari criteri della competenza.
Estratto: «7. Infondato, è, invece, il primo motivo del ricorso principale, con cui il comune ha denunciato violazione dell'art. 112 cod. proc. civ. per non avere la sentenza impugnata esaminato la propria domanda di manleva rivolta nei confronti della s.p.a. Esselunga, non avendo la Corte di merito l'obbligo di pronunciare su di una domanda inammissibile attesa la propria incompetenza per materia a statuire su di essa: ciò in quanto la competenza eccezionale in unico grado attribuita al giudice dell'opposizione alla stima, indicato dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 nella Corte d'Appello competente per territorio, è circoscritta alla domanda di determinazione dell'indennità dovuta al proprietario del bene espropriato ed a quelle accessorie di pagamento degli interessi e dell'eventuale maggior danno per il ritardato adempimento; ma non comprende anche la domanda - diversa ed autonoma per "petitum" e "causa petendi" - diretta a s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i sia, nei rapporti interni, il soggetto che, in via di regresso, debba sopportare l'onere economico dell'indennità corrisposta dall'espropriato, appartenendo il relativo giudizio al giudice di primo grado secondo gli ordinari criteri della competenza (Cass. 18188/06; 1234/1995; 5753/1993).»
Sintesi: La domanda di garanzia che l'espropriante formuli avverso un altro soggetto che, a suo giudizio, sia tenuto a rivalerlo, non rientra nella competenza in unico grado della Corte di Appello a giudicare le controversie di opposizione alla stima, stabilita dall'art. 54, TU 327/01, poiché questa speciale competenza non è estensibile a rapporti diversi da quelli relativi alla determinazione dell'indennità.
Estratto: «Per costante giurisprudenza, parte del procedimento espropriativo, obbligato al pagamento dell'indennità e quindi legittimato passivo nel giudizio di opposizione alla stima è il soggetto espropriante, a favore del quale è stato pronunziato il decreto di espropriazione, dovendosi comunque identificare l'obbligato al versamento delle indennità esclusivamente nel soggetto che nel provvedimento ablatorio risulta beneficiario dell'esproprio. Nel caso in esame, il decreto di esp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; stato pronunciato in favore del Comune di Apollosa, cui, pertanto, spetta in via esclusiva la legittimazione passiva e nei cui confronti gli attori hanno correttamente proposto il giudizio di opposizione.Il Consorzio è stato chiamato in causa dal Comune che ha proposto nei suoi confronti domanda di garanzia impropria sulla base di una clausola del contratto di cessione dell'area espropriata concluso tra il Comune e il Consorzio in data 4/09/07. La domanda è inammissibile. Come eccepito dal Consorzio, la domanda di garanzia che l'espropriante formuli avverso un altro soggetto che, a suo giudizio, sia tenuto a rivalerlo, non rientra nella competenza in unico grado della Corte di Appello a giudicare le controversie di opposizione alla stima, stabilita dall'art. 54, TU 327/01, poiché questa speciale competenza non è estensibile a rapporti diversi da quelli relativi alla determinazione dell'indennità. (Giur. pacifica. V. per tutte, Cass. 8/5/08 n. 11477, e sotto il vigore dell'art. 20, n. 867/1971, Cass. 24/04/1993 n. 4841). Trattandosi di pronuncia in rito, sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite tra il Comune e il Consorzio.»
Sintesi: Non rientra nella competenza in unico grado della Corte di Appello a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le controversie di opposizione alla stima, stabilita dall'art. 54, TU 327/01, la domanda di garanzia che l'espropriante formuli avverso un altro soggetto che, a suo giudizio, sia tenuto a rivalerlo, poiché questa speciale competenza non è estensibile a rapporti diversi da quelli relativi alla determinazione dell'indennità.
Estratto: «Per costante giurisprudenza, parte del procedimento espropriativo, obbligato al pagamento dell'indennità e quindi legittimato passivo nel giudizio di opposizione alla stima è il soggetto espropriente, a favore del quale è stato pronunziato il decreto di espropriazione, dovendosi comunque identificare l'obbligato al versamento delle indennità esclusivamente nel soggetto che nel provvedimento ablatorio risulta beneficiario dell'esproprio. Nel caso in esame, il decreto di esproprio è stato pronunciato in favore del Comune di Apollosa, cui, pertanto, spetta in via esclusiva la legittimazione passiva e nei cui confronti gli attori hanno correttamente proposto il giudizio di opposizione. Solo tardivamente, in conclusioni, essi hanno chiesto la condanna del Consorzio al pagamento della giusta indennità nell'ipotesi, che si è appena esclusa, in cui fosse riconosci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttimazione passiva del Consorzio.Il Consorzio è stato chiamato in causa dal Comune che ha proposto nei suoi confronti domanda di garanzia impropria sulla base di una clausola del contratto di cessione dell'area espropriata concluso tra il Comune e il Consorzio in data 4/09/07. La domanda è inammissibile. Come eccepito dal Consorzio, non rientra nella competenza in unico grado della Corte di Appello a giudicare le controversie di opposizione alla stima, stabilita dall'art. 54, TU 327/01, la domanda di garanzia che l'espropriante formuli avverso un altro soggetto che, a suo giudizio, sia tenuto a rivalerlo, poiché questa speciale competenza non è estensibile a rapporti diversi da quelli relativi alla determinazione dell'indennità. (Giur. pacifica. V. per tutte, Cass. 8/5/08 n. 11477, e sotto il vigore dell'art. 20, l. 867/1971, Cass. 24/04/1993 n. 4841).»
Sintesi: In ordine alla domanda di manleva con cui cui il Comune richiede, in virtù della convenzione stipulata, il riconoscimento del diritto ad essere tenuto indenne, con relativo onere della Cooperativa delegata al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare, da ogni somma che dovesse esser... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o a pagare per la controversia ad oggetto la tutela risarcitoria per mancata conclusione della procedura, va affermato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.
Estratto: «3. Deve parimenti essere respinta l'eccezione di difetto di legittimazione passiva formulata dalla difesa dell'Amministrazione Comunale, tesa, in subordine, ad essere tenuta indenne dalla responsabilità extracontrattuale. Con riguardo all'eccezione di difetto di legittimazione passiva, giova, all'uopo, richiamare il consolidato e condiviso orientamento giurisprudenziale, secondo il quale, ai fini della individuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno derivante da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare - svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante - non priva quest'ultimo, pur sempre tenuto a promuovere correttamente la procedura ablatoria, dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio vale a rendere il delegante corresponsabile dell'illecito, sicché spetta a quest'ultimo l'onere di allegare e dimostrare di aver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... detti poteri, laddove il fatto stesso della tempestiva mancata emissione del decreto di esproprio nel termine di durata dell'occupazione legittima è sufficiente a far presumere, in assenza di contrarie risultanze processuali, il mancato esercizio di tali poteri (cfr.: Cassazione Civile, sez. I, 9 ottobre 2007, n. 21096; 2 luglio 2007, n. 14959; T.AR. Sicilia, Palermo, sez. II, 22 settembre 2008, n. 1182).Nel caso in specie, l'Amministrazione Comunale, pur avendo delegato il compimento degli atti espropriativi alla Cooperativa Luna, mantenendo un obbligo di vigilanza, di diretta derivazione dai principi costituzionali di legalità, buon andamento, e imparzialità dell'amministrazione, oltre che dalla tutela del diritto di proprietà - del quale, ferma restandone la funzione sociale, deve garantire l'effettività -, non ha fornito alcuna prova, in concreto, di avere esercitato tali poteri nei confronti della cooperativa, non essendo stata versata in atti alcuna documentazione, da cui possa evincersi che la P.A. procedente abbia concretamente compiuto atti di stimolo e/o di sollecitazione per la definizione del procedimento ablatorio.Per quanto attiene, invece, alla domanda di manleva, con cui il Comune di Palermo ha chiesto, in virtù della co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tipulata in data 29.11.1982, il riconoscimento del diritto ad essere tenuto indenne, con relativo onere della Cooperativa Luna, da ogni somma che dovesse essere condannato a pagare per la controversia in interesse, va affermato il difetto di giurisdizione di questo Tribunale, non essendo la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo estensibile anche ai diritti soggettivi, quale si presenta quello esercitato, nel caso in specie, dalla resistente Amministrazione Comunale (T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 25 marzo 2009, n. 687; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, 26 luglio 2006, m.334).»
GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> RIVALSA --> ART. 16 BIS L. 11/2005
Sintesi: In base all'art. 16 bis della legge n. 11/2005 lo Stato ha "diritto" di rivalersi - sulle regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti territoriali, gli altri enti pubblici e i soggetti equiparati responsabili delle relative violazioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo - degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese nei suoi confronti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; dalla qualificazione formale di "diritto" della pretesa di rivalsa, discende la giur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el giudice ordinario in ordine alla relativa controversia.
Estratto: «1. Il Comune di Morro d'Alba impugna in questa sede l'atto con il quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato il diritto di rivalsa di cui all'art. 16-bis della L. n. 11/2005 (al fine di recuperare le somme che lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a pagare alla ditta Gigli Costruzioni S.r.l. a titolo di risarcimento dei danni derivanti dalla illegittima quantificazione dell'indennità di espropriazione).2. Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.Al riguardo, il Tribunale ritiene di dover aderire all'orientamento giurisprudenziale che, ancora in nuce al momento della proposizione del ricorso e della trattazione della domanda cautelare, si va consolidando. In effetti, alla sentenza del TAR Reggio Calabria n. 378/2012 (di cui si era fatta menzione nel corso della discussione orale sull'istanza di sospensiva e nell'ordinanza cautelare n. 325/2012) – la quale aveva come unici precedenti specifici le ordinanze cautelari dello stesso Tribunale calabrese n. 111/2011 e della Sez. IV del Consiglio di Stato n. 3785/2011– sono seguite altre decisioni conformi di var... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (ad esempio, TAR Veneto, n. 1546/2012).Fra queste, ai sensi dell'art. 74 cod. proc. amm., il Collegio ritiene di poter richiamare la decisione del TAR Bari n. 1461/2012, in cui si è in sostanza affermato che:- in base alle disposizioni di cui l'amministrazione statale ha fatto applicazione nella presente vicenda, lo Stato ha "diritto" di rivalersi - sulle regioni, le province autonome, gli enti territoriali, gli altri enti pubblici e i soggetti equiparati responsabili delle relative violazioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo - degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese nei suoi confronti dalla C.E.D.U.;- la qualificazione formale di "diritto", operata dal suddetto art. 16-bis, della pretesa di rivalsa dello Stato trova conferma anche sul piano sostanziale, poiché la legge non attribuisce allo Stato alcun potere discrezionale relativamente a detta rivalsa, individuando direttamente presupposti e contenuto del relativo rapporto obbligatorio, che sostanzialmente insorge ex lege (diverso problema essendo quello della verifica della sussistenza dei presupposti di legge, questione della quale può naturalmente essere investito il giudice dei diritti soggettivi);- in senso cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uò neppure invocarsi il valore di titolo esecutivo riconosciuto al provvedimento di determinazione del dovuto anche in assenza di "intesa" con gli enti interessati, visto che tale valore attiene, facilitandola, alla fase di realizzazione in concreto del diritto (e al riguardo viene spontaneo il riferimento ad atti sicuramente "privati", ai quali è riconosciuto valore di titolo esecutivo, quali gli assegni e le cambiali), mentre l'insorgere di quest'ultimo avviene direttamente per legge, non secondo il canone pubblicistico (potestà – interesse legittimo), ma attraverso quello obbligatorio (credito – debito).»
Sintesi: L'art. 16 bis della legge n. 11/2005, disciplina il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti degli enti territoriali che si siano resi responsabili di violazioni delle disposizioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Della questione in ordine alla sussistenza del diritto soggettivo dello Stato ad essere rimborsato ed il quantum di tale risarcimento, conosce il G.O. In tale ipotesi, infatti non si non vi è da stabilire se il potere sia stato legittimamente esercitato in sede di emissione del decreto con cui è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itato il diritto di rivalsa, ma solo se sussista il diritto soggettivo dell'amministrazione ad essere rimborsata, ed in quale misura.
Estratto: «L'eccezione di difetto di giurisdizione avanzata dalla difesa delle amministrazioni statali è fondata.L'art. 16 bis della legge n. 11/2005, per quanto d'interesse nella presente causa, disciplina il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti degli enti territoriali che si siano resi responsabili di violazioni delle disposizioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.In particolare, tale art. 16 bis prevede che lo Stato ha diritto di rivalersi sugli enti territoriali degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese nei suoi confronti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.Conformemente a tale disciplina legislativa, il Ministero dell'economia e delle finanze ha dapprima cercato di raggiungere un'intesa con il Comune di Spinea sull'entità del credito, sui tempi e le modalità di pagamento e poi, fallito tale tentativo, ha trasmesso gli atti alla Presidenza del Consiglio. Quest'ultima, sentita la Conferenza Unificata, ha emanato il decreto oggi impugnato, che ai sensi del comma 8 del predetto art. 16... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lore di titolo esecutivo.Ebbene, dall'esame del tenore letterale dell'art. 16 bis, risulta evidente come già i termini "diritto di rivalsa" dello Stato e "responsabilità" degli enti territoriali riportano la fattispecie in esame nell'ambito della responsabilità extracontrattuale delle amministrazioni pubbliche, senz'altro soggetta ai principi ed alle regole di diritto comune.Nel caso di specie siamo in presenza di una condanna dello Stato, inteso non solo come Stato – persona giuridica ma anche come Stato – apparato (che comprende tutti i pubblici poteri, ivi compresi gli enti locali), ad un risarcimento del danno cagionato a privati da amministrazioni pubbliche in seguito a violazioni delle disposizioni della C.E.D.U. .In particolare, poiché l'unico soggetto abilitato a stare in giudizio dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo è lo Stato – persona giuridica (unico soggetto nel nostro ordinamento dotato di personalità di diritto internazionale), anche in rappresentanza di tutti i pubblici poteri incolpati di una violazione della Convezione europea dei diritti dell'uomo, può verificarsi che esso sia tenuto a risarcire soggetti privati per violazioni poste in essere da altre amministrazioni pubbliche (in q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...un ente territoriale), e ciò giustifica il diritto di rivalsa dello Stato, previsto e disciplinato appunto dall'art. 16 bis L. 11/2005, che va esercitato nei confronti degli enti territoriali effettivamente responsabili del danno.Viene in questione, dunque, un'ordinaria pretesa creditoria dello Stato nei confronti di un ente territoriale, i cui presupposti (sentenza di condanna della CEDU resa nei confronti dello Stato e responsabilità dell'ente territoriale) sono stabiliti direttamente dalla legge.Ne consegue che ciò che è richiesto al Giudice di accertare nella presente controversia è la sussistenza del diritto soggettivo dello Stato ad essere rimborsato ed il quantum di tale risarcimento, che andrà misurato sulla base della responsabilità dell'ente coinvolto, in ragione della gravità della colpa, del nesso di causalità e delle conseguenze derivate.Non si tratta, quindi, di un sindacato sull'esercizio di un pubblico potere, in quanto il provvedimento (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) qui impugnato costituisce solo lo strumento concesso allo Stato per portare ad esecuzione il credito vantato senza necessità di adire preventivamente l'autorità giudiziaria.Pertanto, non vi è da s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... il potere sia stato legittimamente esercitato in sede di emissione del decreto in esame, ma solo se sussista il diritto soggettivo dell'amministrazione ad essere rimborsata, ed in quale misura.La difesa del ricorrente, sul punto, ha sostenuto che saremmo invece in presenza di esercizio di un pubblico potere, anche perché il provvedimento in esame è assistito dal potere coattivo di riscossione diretta delle somme dovute, appositamente conferito dall'art. 16 bis, comma 6 della L. n. 11/2005, che costituisce un'attribuzione tipica del provvedimento amministrativo autoritativo.Tuttavia, si osserva, in linea di teoria generale, che l'esecutorietà del provvedimento amministrativo non deriva automaticamente e necessariamente dall'imperatività dello stesso, ma costituisce una situazione eccezionale che la legge consegna alla pubblica amministrazione per imporre coattivamente l'adempimento di obblighi nei suoi confronti, a prescindere dall'esercizio sul piano sostanziale di un potere autoritativo atto a modificare unilateralmente le situazioni soggettive del privato.Appare allora chiaro che nel caso in esame il decreto del Presidente del Consiglio impugnato non incide, modificandolo, sul rapporto sostanziale, che è e resta un rapporto obbligatorio pari... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ì rappresenta l'esercizio, nella successiva fase esecutiva del rapporto, di tale capacità speciale di diritto pubblico, specificamente attribuita allo Stato al fine di procedere con forza coattiva alla riscossione del credito.Ebbene, nel caso in esame, al Giudice non è chiesto di conoscere e giudicare in ordine al momento esecutivo (di esercizio del potere specifico di riscossione), bensì in merito al sottostante rapporto sostanziale.Si richiamano sul punto due precedenti giurisprudenziali, rispettivamente del TAR Calabria – Reggio Calabria, n. 378/2012 e del TAR Puglia – Bari, n. 1461/2012, riguardanti casi analoghi a quello in esame, decisi con sentenze declinatorie della giurisdizione, laddove si è osservato che: "..non può neppure invocarsi il valore di titolo esecutivo riconosciuto al provvedimento di determinazione del dovuto anche in assenza di "intesa" dell'ente interessato, giacché tale valore attiene, facilitandola, alla fase di realizzazione in concreto del diritto (si pensi agli atti sicuramente "privati", ai quali è riconosciuto valore di titolo esecutivo, quali gli assegni e le cambiali), mentre l'insorgere di quest'ultimo avviene direttamente per legge, non secondo il canone pubblicistico (potest&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ash; interesse legittimo), ma attraverso quello obbligatorio (credito – debito). Né detto provvedimento esecutivo può limitare il diritto del preteso debitore di contestare la sussistenza dei presupposti di legge della rivalsa, innanzi al giudice dei diritti soggettivi, cioè l'A.G.O".Pertanto, alla luce di quanto sopra rappresentato, il Collegio ritiene che difetti la giurisdizione in capo al giudice amministrativo sulla controversia in esame e che la stessa sia da attribuire al giudice ordinario.»
Sintesi: In base all'art. 16 bis della legge n. 11/2005 lo Stato ha "diritto" di rivalersi - sulle regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti territoriali, gli altri enti pubblici e i soggetti equiparati responsabili delle relative violazioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo - degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese nei suoi confronti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; dalla qualificazione formale di "diritto" della pretesa di rivalsa, discende la giurisdizione del giudice ordinario in ordine alla relativa controversia.
Estratto: «Il Comune di S. Ferdinando è stato destinatario di un d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...PCM con cui lo Stato ha esercitato il diritto di rivalsa per la somma pagata in esecuzione di una condanna della CEDU per violazione del diritto di proprietà derivante da una procedura espropriativa illegittima.La violazione imputata al comune di S. Ferdinando è consistita nella mancata adozione del provvedimento di esproprio nel termine quinquennale dalla disposta occupazione di urgenza, con conseguente violazione di uno dei diritti fondamentali previsti dall'art.1 protocollo 1, così come interpretato dalla Corte .All'udienza cautelare del 12.7.2012 la causa è stata trattenuta in decisione.Il Collegio condivide la posizione di recente assunta (24.5.2012) dal TAR Calabria, sez. staccata di Reggio Calabria, con la sentenza n.378/2012.In quella sede si è affermato che è preliminare ed assorbente l'eccezione di difetto di giurisdizione.L'art. 16 bis della legge n. 11/2005 e succ. modif. dispone, nei commi da 5 a 9, quanto segue:"5. Lo Stato ha altresì diritto di rivalersi sulle regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti territoriali, gli altri enti pubblici e i soggetti equiparati, i quali si siano resi responsabili di violazioni delle disposizioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rtà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, resa esecutiva ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, e dei relativi Protocolli addizionali, degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti dello Stato in conseguenza delle suddette violazioni.6. Lo Stato esercita il diritto di rivalsa di cui ai commi 3, 4 e 5:a) nei modi indicati al comma 7, qualora l'obbligato sia un ente territoriale;b) mediante prelevamento diretto sulle contabilità speciali obbligatorie istituite presso le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi della legge 20 ottobre 1984, n. 720, per tutti gli enti e gli organismi pubblici, diversi da quelli indicati nella lettera a), assoggettati al sistema di tesoreria unica;c) nelle vie ordinarie, qualora l'obbligato sia un soggetto equiparato ed in ogni altro caso non rientrante nelle previsioni di cui alle lettere a) e b).7. La misura degli importi dovuti allo Stato a titolo di rivalsa, comunque non superiore complessivamente agli oneri finanziari di cui ai commi 3, 4 e 5, è stabilita con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro tre mesi dalla notifica, nei confronti degli obbligati, della sentenza esecuti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nna della Repubblica italiana. Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze costituisce titolo esecutivo nei confronti degli obbligati e reca la determinazione dell'entità del credito dello Stato nonché l'indicazione delle modalità e i termini del pagamento, anche rateizzato. In caso di oneri finanziari a carattere pluriennale o non ancora liquidi, possono essere adottati più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze in ragione del progressivo maturare del credito dello Stato.8. I decreti ministeriali di cui al comma 7, qualora l'obbligato sia un ente territoriale, sono emanati previa intesa sulle modalità di recupero con gli enti obbligati. Il termine per il perfezionamento dell'intesa è di quattro mesi decorrenti dalla data della notifica, nei confronti dell'ente territoriale obbligato, della sentenza esecutiva di condanna della Repubblica italiana. L'intesa ha ad oggetto la determinazione dell'entità del credito dello Stato e l'indicazione delle modalità e dei termini del pagamento, anche rateizzato. Il contenuto dell'intesa è recepito, entro un mese dal perfezionamento, in un provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze che costituisce titolo esecutivo nei confronti degli obbligati.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... oneri finanziari a carattere pluriennale o non ancora liquidi, possono essere adottati più provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze in ragione del progressivo maturare del credito dello Stato, seguendo il procedimento disciplinato nel presente comma.9. In caso di mancato raggiungimento dell'intesa, all'adozione del provvedimento esecutivo indicato nel comma 8 provvede il Presidente del Consiglio dei Ministri, nei successivi quattro mesi, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In caso di oneri finanziari a carattere pluriennale o non ancora liquidi, possono essere adottati più provvedimenti del Presidente del Consiglio dei Ministri in ragione del progressivo maturare del credito dello Stato, seguendo il procedimento disciplinato nel presente comma".In base a tali disposizioni, lo Stato ha "diritto" di rivalersi - sulle regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti territoriali, gli altri enti pubblici e i soggetti equiparati responsabili delle relative violazioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo - degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese nei suoi confronti dalla Corte europea dei diritt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....La qualificazione formale di "diritto", operata dall'art. 16 bis, citato, della pretesa di rivalsa dello Stato trova conferma anche sul piano sostanziale, giacché la legge non attribuisce allo Stato alcuna potestà autoritativa relativamente a detta rivalsa, ma individua direttamente presupposti e contenuto del relativo rapporto obbligatorio, che insorge in buona sostanza ex lege.In senso contrario non può neppure invocarsi il valore di titolo esecutivo riconosciuto al provvedimento di determinazione del dovuto anche in assenza di "intesa" dell'ente interessato, giacché tale valore attiene, facilitandola, alla fase di realizzazione in concreto del diritto (si pensi agli atti sicuramente "privati", ai quali è riconosciuto valore di titolo esecutivo, quali gli assegni e le cambiali), mentre l'insorgere di quest'ultimo avviene direttamente per legge, non secondo il canone pubblicistico (potestà – interesse legittimo), ma attraverso quello obbligatorio (credito – debito).Né detto provvedimento esecutivo può limitare il diritto del preteso debitore di contestare la sussistenza dei presupposti di legge della rivalsa, innanzi al giudice dei diritti soggettivi, cioè l'A.G.O.In relazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o precede, il ricorso in esame deve dichiararsi inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, appartenendo la controversia alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria (cfr. C.S., ord., IV, 31 agosto 2011, n. 3785).»
GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> RIVALSA --> RITENUTE
Sintesi: Le controversie tra sostituto d'imposta e sostituito, relative al legittimo e corretto esercizio del diritto di rivalsa delle ritenute alla fonte versate direttamente dal sostituto, volontariamente o coattivamente, non sono attratte alla giurisdizione del giudice tributario, ma rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di diritto esercitato dal sostituto verso il sostituito nell'ambito di un rapporto di tipo privatistico, cui resta estraneo l'esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione, proprio del rapporto tributario.
Estratto: «1. Col primo motivo i ricorrenti insistono nel sostenere che la presente controversia ricade nella giurisdizione tributaria, a norma del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 1.La doglianza è però infondata, dovendosi dare continuità all'orientamento da ultimo più vo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tato dalle sezioni unite di questa corte, secondo cui le controversie tra sostituto d'imposta e sostituito, relative al legittimo e corretto esercizio del diritto di rivalsa delle ritenute alla fonte versate direttamente dal sostituto, volontariamente o coattivamente, non sono attratte alla giurisdizione del giudice tributario, ma rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di diritto esercitato dal sostituto verso il sostituito nell'ambito di un rapporto di tipo privatistico, cui resta estraneo l'esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione, proprio del rapporto tributario (cfr. Sez. un., 8 aprile 2010, n. 8312; e Sez. un., 26 giugno 2009, n. 15032) e nelle quali manca di regola "un atto qualificato", rientrante nella tipologia di cui al citato D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19 (cfr. Sez. un., 19 dicembre 2009, n. 26820). Principio, questo, destinato a trovare applicazione in ogni caso in cui la controversia non abbia ad oggetto il rapporto tra il contribuente e l'amministrazione tributaria, bensì un rapporto implicante un accertamento in ordine alla debenza dell'imposta contestata destinato ad avere valore meramente incidentale (cfr. Sez. un., 28 gennaio 2011, n. 2064).»

References: art.54
 art.54
 Cass. 
 Cass. 
 art. 19
 sentenza 
 art. 19
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 ART. 16
 sentenza 
 art. 16
 art. 16
 art. 16
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 19