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Timestamp: 2019-11-13 12:28:39+00:00

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Art. 2615 codice civile - Responsabilità verso i terzi - Brocardi.it
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Articolo 2615 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2615 Codice civile
Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza [2612, n. 4], i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile (1).
Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi ultimi solidalmente col fondo consortile [1705, 2339]. In caso di insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell'insolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote [1299, 2280] (2).
(1) Comma così modificato dall'art. 3, L. 10 maggio 1976, n. 377.
(2) I consorzi che contrattano con i terzi per conto dei consorziati, operano quali loro mandatari, dovendosi farsi carico delle obbligazioni assunte verso i terzi.
Il secondo comma, in deroga al principio generale contenuto nell'art. 1705, prevede una responsabilità solidale tra consorzio e singolo consorziato che crea una duplice legittimazione passiva degli stessi.
Massime relative all'art. 2615 Codice civile
Cass. civ. n. 3196/2016
Qualora la regione affidi in concessione un'opera pubblica a una società consortile per azioni da essa partecipata, unico titolare delle obbligazioni nascenti dal contratto di appalto stipulato dalla società concessionaria per la realizzazione dell'opera è la società medesima, in quanto l'amministrazione concedente è estranea all'attività negoziale della concessionaria appaltante e - quale socio di una società di capitali - non risponde a titolo solidale ex art. 2615 c.c..
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3196 del 18 febbraio 2016)
Cass. civ. n. 18235/2008
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 18235 del 3 luglio 2008)
Cass. civ. n. 3664/2006
I consorzi, contrattando con i terzi per conto dei consorziati, operano quali loro mandatari, dovendo farsi carico delle obbligazioni assunte verso i terzi; tuttavia, in deroga al principio generale contenuto nell'art. 1705 c.c., la responsabilità solidale tra consorzio e singolo consorziato, prevista dal secondo comma dell'art. 2615 c.c. in ipotesi di obbligazioni contratte per conto del singolo consorziato, crea una duplice legittimazione passiva del consorzio e del consorziato, anche senza spendita del nome di quest'ultimo, la cui obbligazione sorge, quindi, direttamente in capo a lui, per il solo fatto che sia stata assunta nel suo interesse. Trattandosi di responsabilità per debito altrui, l'obbligazione, nei rapporti interni fra consorzio e consorziato, grava unicamente su quest'ultimo.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3664 del 21 febbraio 2006)
Cass. civ. n. 9509/1997
In deroga al principio generale contenuto nell'art. 1705 c.c., la responsabilità solidale tra consorzio e singolo consorziato, prevista dal secondo comma dell'art. 2615 c.c. in ipotesi di obbligazioni contratte per conto del singolo consorziato, non richiede la spendita del nome di quest'ultimo, la cui obbligazione sorge, quindi, direttamente in capo a lui, per il solo fatto che sia stata assunta nel suo interesse.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9509 del 27 settembre 1997)
Cass. civ. n. 10956/1996
Il consorzio con attività esterna, pur essendo sfornito di personalità giuridica, è un autonomo centro di rapporti giuridici e pertanto assume la responsabilità, garantita dal fondo consortile, dei contratti che stipula in nome proprio. Quindi se un terzo subisce un danno ingiusto provocato dalla esecuzione, da parte di un'impresa consorziata, di opere oggetto di un contratto di appalto stipulato da un consorzio, è questo a risponderne, a titolo di responsabilità extracontrattuale, sotto il profilo del rischio derivante dalla gestione di un'attività imprenditoriale.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10956 del 9 dicembre 1996)
Cass. civ. n. 6774/1996
Con la modifica dell'art. 2602 c.c., introdotta dalla legge 10 maggio 1976, n. 377, e l'entrata in vigore della legge 21 maggio 1981, n. 240 — che hanno realizzato un ampliamento della causa storica del contratto di consorzio — specifiche fasi dell'attività dei consorziati vengono affidate ad una organizzazione autonoma, che, per la gestione che deve compiere, non può non avere rilevanza esterna. Pertanto, il consorzio, contrattando con i terzi, ex art. 2615 c.c., comma secondo, e coerentemente ai principi di cui agli artt. 2608, 2609 c.c., opera quale mandatario dei consorziati, qualità nella quale è legittimato a compiere, ai sensi dell'art. 1710 c.c., atti interruttivi della prescrizione (nella specie, il consorzio aveva stipulato un'assicurazione per conto delle società consorziate).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6774 del 26 luglio 1996)

References: Articolo 2615

Articolo 2615

Cass. 
 art. 2615
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