Source: http://www.avvocatogratis.com/2012/06/nellopposizione-alla-liquidazione-del-gratuito-patrocinio-si-deve-citare-in-giudizio-il-ministero/
Timestamp: 2016-10-24 15:52:43+00:00

Document:
NELL'OPPOSIZIONE ALLA LIQUIDAZIONE DEL GRATUITO PATROCINIO SI DEVE CITARE IN GIUDIZIO IL MINISTERO
La conoscenza è potere: condividi e fai girare.GRATUITO PATROCINIO: IL SOGGETTO LEGITTIMATO PASSIVO NEL PROCESSO E’ IL MINISTERO DI GIUSTIZIA Corte di Cassazione La Corte di Cassazione a Sezioni unite interviene per eliminare il contrasto sorto per la determinazione dellâ€™amministrazione che deve essere chiamata in giudizio qualora lâ€™avvocato voglia radicare una lite in riferimento allâ€™adeguatezza o meno del pagamento dei compensi liquidate con il gratuito patrocinio con un’opposizione ex art. 170 â€œavverso il decreto di pagamento del compenso al difensore, allâ€™ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parteâ€.La Suprema Corte, con la sentenza 8516/2012, afferma che la legittimazione passiva non va individuata nellâ€™Agenzia delle entrate perchÃ¨ il soggetto passivo corretto Ã¨ il ministero della Giustizia. Questo anche in ragione del fatto che il costo dell’eventuale soccombenza graverÃ sul ministero di Giustizia.Gli ermellini hanno deciso che: â€œPosto che il procedimento di opposizione ex articolo 170 Dpr 115/2002 (al decreto di liquidazione dei compensi a custodi ed ausiliari del giudice ed al decreto di liquidazione degli onori dovuti ai difensori di patrocinanti a spese dello Stato) presenta, anche se riferito a liquidazioni inerenti ad attivitÃ espletate ai fini del giudizio penale, carattere di autonomo giudizio contenzioso avente ad oggetto controversia di natura civile incidente su situazione soggettiva dotata della consistenza di diritto soggettivo patrimoniale, parte necessaria dei procedimenti suddetti deve considerarsi ogni titolare passivo del rapporto di debito oggetto del procedimento; con la conseguenza che in tale prospettiva finalistica va letta la previsione di cui allâ€™articolo 170 Dpr 115/2002 e che, nei procedimenti di opposizione a liquidazione inerenti a giudizi civili e penali suscettibili di restare a carico dellâ€™erario, anche questâ€™ultimo, identificato nel ministero della Giustizia, Ã¨ parte necessariaâ€.Infatti si dice in sentenza che â€œlâ€™ineludibile principio dellâ€™effettivitÃ del contraddittorio, impone, altrettanto imprescindibilmente, che, in relazione agli errori di identificazione incidenti su soggettivitÃ diverse, lâ€™operativitÃ dellâ€™articolo 4 legge 260/1958 sia circoscritta al profilo della rimessione in termine; con esclusione, dunque, di ogni possibilitÃ di automatica stabilizzazione nei confronti del reale destinatario, in funzione della comune difesa, degli effetti di atto giudiziario notificato ad altro soggetto e del conseguente giudizioâ€.Di seguito riportiamo il testo del provevdimento per esteso.David Del Santo Corte di cassazione – Sezioni unite – Sentenza 29 maggio 2012 n. 8516
Lâ€™Avv. R.S. propone ricorso per cassazione avverso provvedimento, del Presidente delegato del Tribunale di Brescia, di rigetto del ricorso da lui promosso, ai sensi degli artt. 84 e 170 d.p.r. 115/2002, contro decreto, con il quale giudice del Tribunale gli aveva liquidato, riducendone la pretesa esposta nella nota spese, lâ€™onorario per lâ€™opera professionale prestata nellâ€™ambito di giudizio penale a favore di soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Ha instaurato contraddittorio nei confronti dellâ€™Agenzia delle Entrate e del Procuratore della Repubblica presso quel Tribunale.
Deducendo violazione e falsa applicazione dellâ€™art. 82 d.p.r. 115/2002 e del d.m. 127/2004 nonchÃ© omessa e/o insufficiente e/o contraddittoria motivazione – il ricorrente lamenta che il provvedimento non specifica in maniera analitica le voci della tariffa professionale ridotte in sede di liquidazione nÃ© svolge motivazione adeguata in merito alla semplicitÃ del processo penale assunta a giustificazione dellâ€™operata decurtazione della pretesa.
Lâ€™Agenzia delle Entrate resiste con controricorso eccependo, preliminarmente, il proprio difetto di legittimazione passiva.
Emergendo contrasto giurisprudenziale sulla questione della legittimazione passiva, con ordinanza interlocutoria (n. 12621/11, depositata lâ€™1.4.2011), la Prima sezione civile della Corte, originariamente investita del giudizio, ha rimesso la causa al Primo Presidente, che lâ€™ha, quindi, assegnata a queste Sezioni Unite.
I.1 – Il provvedimento di liquidazione degli onorari al difensore di soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato Ã¨ impugnabile, ai sensi del combinato disposto dagli artt. 84 e 170 d.p.r. 115/2002 (â€œTesto unico in materia di spese di giustiziaâ€), con opposizione dinanzi al Presidente dellâ€™Ufficio competente.
Lâ€™art. 84 d.p.r. 115/2002 (contemplato nella parte del testo normativo che specificamente regola il patrocinio a spese dello Stato) stabilisce che â€œavverso il decreto di pagamento del compenso al difensore, allâ€™ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte, Ã¨ ammessa opposizione ai sensi dellâ€™art. 170â€. Lâ€™art. 170 (contemplato nella parte del testo normativo che regola i titoli di pagamento in genere), stabilisce a sua volta, al comma 1, che â€œavverso il decreto di pagamento emesso a favore dellâ€™ausiliario del magistrato, del custode e delle imprese private cui Ã¨ affidato lâ€™incarico di demolizione e riduzione in pristino, il beneficiario e le parti processuali, compreso il pubblico ministero, possono proporre opposizione, entro venti giorni dallâ€™avvenuta comunicazione, al presidente dellâ€™ufficio giudiziario competenteâ€.
Quale provvedimento dotato di carattere decisorio, (incidendo direttamente sulle situazioni giuridiche delle parti) e definitivo (tale essendo espressamente qualificato dalla previsione dellâ€™art. 29 l. 794/1942 e da quella dellâ€™art. 15, comma 6, d.lgs. 150/2011, richiamate, rispettivamente, dallâ€™originaria formulazione dellâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002, applicabile alla fattispecie concreta, e da quella attualmente in vigore), il provvedimento presidenziale Ã¨ suscettibile di ricorso per Cassazione (cfr. Cass. 5881/07, ss.uu. 28266/05, 2592/05).
2 – La compenetrazione normativa realizzata dal rinvio dellâ€™art. 84 d.p.r. 115/2002 alla previsione del successivo art. 170, impone che lâ€™indagine sulla legittimazione passiva nel procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari del difensore di soggetto patrocinato a spese dello Stato, demandata a queste Sezioni Unite, muova dal dato, di evidenza testuale, costituito dalla parte della disposizione richiamata, che (nel riproporre sostanzialmente la previsione del previgente art. 11, comma 5, l. 319/1980) attribuisce il potere di agire, nelle contemplate opposizioni, al â€œbeneficiarioâ€ ed alle â€œparti processualiâ€ compreso il â€œpubblico ministeroâ€; laddove il riferimento alle â€œparti processualiâ€ non sembra poter riguardare che le parti del giudizio presupposto.
Lâ€™indicato dato letterale non risulta, tuttavia, appagante ai fini della soluzione della questione in esame, giacchÃ©, non in relazione ad ogni opposizione devoluta alla disciplina della norma, esso appare in grado di investire il titolare passivo del rapporto sostanziale oggetto della controversia introdotta con lâ€™opposizione.
GiÃ in sede di prima approssimazione al problema, puÃ², invero, notarsi che – se, in relazione allâ€™originario ambito di applicazione dellâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 (costituito dalle opposizioni alla liquidazione dei compensi spettanti allâ€™ausiliario di giustizia), il riconoscimento della legittimazione passiva alle parti processuali del giudizio (civile o penale) presupposto non rivela stridenti incoerenze, essendo tendenzialmente ciascuna di esse, almeno in potenza, titolare del rapporto di debito oggetto della liquidazione opposta – altrettanto non puÃ² dirsi in merito alle opposizioni alle liquidazioni dei compensi dei difensori dei soggetti patrocinati a spese dello Stato (che lâ€™art. 170 d.p.r. 215/2002 Ã¨ chiamato a regolare per rinvio dallâ€™art. 84), atteso che tali compensi non gravano necessariamente sulle parti del giudizio presupposto, ma tendono, per definizione, ad incidere sullo Stato, genericamente qualificato â€œerarioâ€ dagli artt. 131 e 132 d.p.r. 115/2002, che puÃ² non essere (e, in larga misura, non Ã¨) parte del giudizio presupposto.
3 – Alla luce delle esposte premesse, occorre, dunque, indagare se (a prescindere dalla formula letterale dellâ€™art. 170 d.p.r. 215/2002) lo Stato, ancorchÃ© estraneo al giudizio presupposto, rivesta, comunque, ruolo di parte necessaria nel procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari spettanti ai difensori dei soggetti gratuitamente patrocinati, in quanto titolare del rapporto di debito oggetto del procedimento medesimo. Attesa la genericitÃ dellâ€™accezione â€œerarioâ€ utilizzata dalla legge per identificare lo Stato quale soggetto passivo del rapporto sostanziale oggetto del procedimento, sarÃ quindi, eventualmente, necessario chiarire come tale generico concetto venga, in concreto, ad identificarsi con riferimento alla legittimazione passiva nei procedimenti in rassegna.
Come evidenziato dallâ€™ordinanza di rimessione al Primo Presidente, in proposito si riscontrano nella giurisprudenza di questa Corte orientamenti disparati.
Alcune pronunzie (seppur in relazione a fattispecie caratterizzate dalla mancata instaurazione di ogni contraddittorio, e, pertanto, al limitato fine di rilevare la radicale inammissibilitÃ del ricorso, in quanto solo depositato e non notificato ad alcuno) dimostrano dâ€™intendere che lâ€™ambito della legittimazione passiva dei procedimenti di opposizione alla liquidazione degli onorari dei difensori dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato Ã¨ conclusivamente tratto, in via speculare, dalla previsione di cui allâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 (cfr. Cass. 5881/07, 2542/05). CiÃ², del resto, in sintonia con quanto giÃ affermato, in relazione alla previgente (e sostanzialmente analoga) previsione dellâ€™art. 11, comma 5, l. 319/1980 in tema di opposizione a liquidazione di compenso di ausiliare del giudice (cfr. Cass. 4175/98, 4819/97).
Sempre con riguardo alla previgente disciplina sulle opposizioni alle liquidazioni dei compensi spettanti agli ausiliari del giudice, altre pronunzie, in base ad una valutazione eminentemente letterale del dato normativo, attribuiscono ruolo centrale, ai fini della rappresentanza dellâ€™interesse pubblico nei procedimenti in oggetto, al Pubblico Ministero (cfr. Cass. 5132/96; 7227/98).
Ulteriore indirizzo (per il quale, v. Cass. 24349/07 non massimata, in tema di opposizione alla liquidazione di onorario per attivitÃ di difensore dâ€™ufficio ricondotta alla disciplina di cui allâ€™art. 84 d.p.r. 115/2002, dal successivo art. 116) reputa parte necessaria del procedimento lâ€™Agenzia delle Entrate. CiÃ², essenzialmente, in funzione dellâ€™applicazione analogica, al procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari spettanti ai difensori dei patrocinati a spese dello Stato, delle disposizioni in tema di legittimazione passiva previste, in relazione al procedimento di ammissione al gratuito patrocinio, dallâ€™art. 99 d.p.r. 115/2002, che espressamente attribuisce, allâ€™ufficio finanziario, ruolo di parte nel relativo processo.
Altra impostazione (v. Cass. 3342/1992, in tema di liquidazione di compensi a c.t.u. in procedimento penale, regolata dalla previgente l. 319/1980), reputa, infine, parte necessaria, nel giudizio di opposizione alla liquidazione, il Ministero della Giustizia, quale soggetto in concreto chiamato a far fronte ai correlativi esborsi.
II.1 – Ad avviso di queste Sezioni unite, fondamentale, ai fini della risoluzione del delineato contrasto, risulta il rilievo che, con la precedente sentenza 19161/09, si Ã¨ definitivamente riconosciuto che il procedimento di opposizione ex art. 170 d.p.r. 115/2002 (al decreto di liquidazione dei compensi ad ausiliari del giudice e custodi ed al decreto di liquidazione degli onorari dovuti ai difensori di patrocinati a spese dello Stato) presenta, anche se riferito a liquidazioni inerenti ad attivitÃ espletate ai fini di giudizio penale, carattere di autonomo giudizio contenzioso avente ad oggetto controversia di natura civile incidente su situazione soggettiva dotata della consistenza di diritto soggettivo patrimoniale.
In base ai principi generali, lâ€™affermato criterio rende, infatti, ineludibile considerare parte necessaria dei procedimenti di opposizione a liquidazione regolati dallâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 ogni titolare passivo del rapporto di debito oggetto del procedimento medesimo (ogni soggetto, cioÃ¨, esposto allâ€™obbligo di sopportare lâ€™onere economico del compenso); con la conseguenza che in tale prospettiva finalistica va letta la previsione di cui allâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 e che dunque – nei procedimenti, di opposizione a liquidazioni di compensi e onorari inerenti a giudizi civili e penali, suscettibili di restare a carico dellâ€™â€œerarioâ€ – anche questâ€™ultimo Ã¨ parte necessaria, ancorchÃ© estraneo al giudizio presupposto.
2.1 – In tale prospettiva ed approfondendo il tema dellâ€™identificazione del soggetto destinato ad assumere, per lâ€™â€erarioâ€, il ruolo di legittimato passivo nei procedimenti in oggetto, deve, in primo luogo, disattendersi la tesi di chi assegna tale ruolo allâ€™Agenzia delle Entrate.
Lâ€™impostazione Ã¨, come si visto, essenzialmente fondata sullâ€™applicazione analogica, al procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari spettanti ai difensori dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, delle disposizioni in tema di legittimazione passiva previste, in relazione al procedimento di ammissione al gratuito patrocinio, dallâ€™art. 99 d.p.r. 115/2002.
Lâ€™ambito applicativo dellâ€™art. 99 d.p.r. 115/2002, Ã¨, tuttavia, troppo specificamente ancorato al tema dellâ€™ammissione al patrocinio a spese dello Stato ed al procedimento di opposizione al correlativo diniego, per essere suscettibile di applicazione analogica, alle opposizioni alle liquidazioni regolate dallâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 (e ciÃ² non solo, come Ã¨ intuitivo, con riguardo alle opposizioni avverso i decreti di liquidazione dei compensi agli ausiliari del giudice, ma, anche, con riferimento a quelle avverso le liquidazioni degli onorari del gratuito patrocinio).
In proposito, appare decisivo il rilievo che, nel caso dellâ€™ammissione al patrocinio a spese dello Stato, lâ€™art. 98 d.p.r. 115/2002 rende lâ€™ufficio finanziario parte attiva del procedimento di ammissione al beneficio, demandandogli il riscontro del requisito di reddito per la concessione del beneficio medesimo ed attribuendogli anche il potere di richiederne la revoca ai sensi dellâ€™art. 112, sicchÃ© Ã¨ solo in ragione di tali peculiari attribuzioni (non replicate in tema di liquidazione dei compensi e, del resto, non conferenti rispetto ad esso), che il successivo art. 99, conferisce espressamente allâ€™ufficio tributario ruolo di parte nel procedimento di opposizione al diniego del beneficio (cfr. Cass. pen. 3 9501/06, Infranca; 31369/05, Alicata).
Esclusa lâ€™applicazione analogica dellâ€™art. 99 d.p.r 115/2002 al procedimento di opposizione alla liquidazione dei compensi e degli onorari di cui allâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 – e riscontrato, peraltro, che, significativamente, gli artt. 82 e 168 d.p.r. 115/2002 omettono di annoverare lâ€™ufficio finanziario tra i destinatari della comunicazione dei decreti di pagamento dei compensi e degli onorari – deve, poi, considerarsi che gli artt. 57 e 62 d.lgs. (istitutivo) 300/1999 – nel circoscrivere lâ€™ambito di azione dellâ€™Agenzia delle Entrate allo svolgimento dei servizi relativi allâ€™amministrazione, alla riscossione ed al conten2ioso dei tributi diretti e dellâ€™iva nonchÃ© di tutte le imposte, diritti o entrate erariali o locali, anche di natura extra-tributaria, giÃ di competenza del Dipartimento delle Entrate del Ministero delle Finanze o affidati alla sua gestione in base alla legge o ad apposite convenzioni – non consente di riconoscere allâ€™Agenzia alcuna funzione in tema di erogazione dei compensi dovuti ad ausiliari del giudice o ai difensori incaricati di esercitare la difesa in regime di patrocinio a spese dello Stato.
2.2 – Da disattendere Ã¨, altresÃ¬, lâ€™orientamento che ravvisa nel Pubblico Ministero il soggetto destinato ad assumere ruolo di legittimato passivo nei procedimenti di liquidazione di compensi ed onorari destinati a restare a carico dellâ€™â€erarioâ€.
In disparte il rilievo che lâ€™accezione â€œerarioâ€ evoca piuttosto riferimento ad esponente dello Stato-Amministrazione, lâ€™inadeguatezza dellâ€™impostazione risulta palese ove si consideri che il Pubblico Ministero Ã¨ sempre parte solo nei processi penali ovvero in quei processi civili in cui Ã¨ prevista la sua partecipazione obbligatoria, mentre (disciplinando lâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002, unitariamente, lâ€™opposizione alla liquidazione di compensi ed onorari nel processo penale e in quello civile) resta imperscrutabile il titolo che ne imponga il ruolo di parte necessaria in relazione a tutti i procedimenti di opposizione alle liquidazioni che concernono i giudizi civili cui non partecipa.
Deve, peraltro, considerarsi (nella prospettiva di cui al precedente punto II.1), che il Pubblico Ministero non Ã¨, certamente, titolare passivo del rapporto di debito oggetto del procedimento di opposizione alla liquidazione (non essendo nemmeno dotato, al pari di tutti gli altri uffici giudiziari, di autonomo bilancio) e, dâ€™altro canto, che il potere di proporre opposizione alla liquidazione, riconosciutogli dallâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002, appare idoneamente giustificabile in funzione al suo tradizionale ruolo di tutore dellâ€™interesse della legge.
3. Lâ€™inadeguatezza delle altre soluzioni e la riscontrata esigenza di osservare il principio, secondo cui parte necessaria dei procedimenti di opposizione a liquidazione regolati dallâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 deve inevitabilmente reputarsi ogni titolare passivo del rapporto di debito oggetto del procedimento medesimo (principio, che, del resto, solo in tal modo viene ad acquisire piena attuazione) impongono di propendere per la tesi che individua il Ministero della Giustizia quale parte necessaria nei procedimenti suddetti, se concernenti compensi e onorari, relativi a giudizi civili o penali, suscettibili di restare a carico dellâ€™â€erarioâ€.
Come emerge anche dalla previsione di cui allâ€™art. 185, comma 1, d.p.r. 115/2002, Ã¨, infatti, sul bilancio del Ministero della Giustizia (attualmente sul relativo capitolo 1360) che viene a gravare lâ€™onere degli esborsi correlativi, in concreto gestito attraverso aperture di credito a favore dei funzionari delegati (mentre, altrimenti, incidono le corrispondenti spese in tema di giudizi tributario, penale militare e amministrativo).
PuÃ², dunque, pervenirsi allâ€™affermazione del seguente principio di diritto: â€œposto che il procedimento di opposizione ex art. 170 d.p.r. 115/2002 (al decreto di liquidazione dei compensi a custodi ed ausiliari del giudice ed al decreto di liquidazione degli onorari dovuti ai difensori di patrocinati a spese dello Stato) presenta, anche se riferito a liquidazioni inerenti ad attivitÃ espletate ai fini di giudizio penale, carattere di autonomo giudizio contenzioso avente ad oggetto controversia di natura civile incidente su situazione soggettiva dotata della consistenza di diritto soggettivo patrimoniale, parte necessaria dei procedimenti suddetti deve considerarsi ogni titolare passivo del rapporto di debito oggetto del procedimento; con la conseguenza che in tale prospettiva finalistica va letta la previsione di cui allâ€™art. 170 d.p.r. 115/2002 e che, nei procedimenti di opposizione a liquidazioni inerenti a giudizi civili e penali suscettibili di restare a carico dellâ€™â€erarioâ€, anche questâ€™ultimo, identificato nel Ministero della Giustizia, Ã¨ parte necessariaâ€.
III.1 – Le conclusioni raggiunte in precedenza, portano, nel caso concreto, a rilevare – in accoglimento della corrispondente eccezione preliminare dellâ€™interessata – la carenza di legittimazione passiva dellâ€™Agenzia delle Entrate, intimata e costituitasi (con lâ€™Avvocatura dello Stato), ed a cassare il provvedimento impugnato, in quanto emesso in assenza di contraddittorio con la parte necessaria, Ministero della Giustizia.
La causa va, peraltro, rinviata al Presidente del Tribunale di Brescia, che disporrÃ la notificazione dellâ€™atto, alla sopra identificata parte necessaria, ai sensi dellâ€™art. 4 l. 260/1958.
2.1 – A tale ultimo riguardo, va osservato che la norma citata deve ritenersi applicabile anche quando lâ€™errore dâ€™identificazione riguardi distinte ed autonome soggettivitÃ di diritto pubblico ammesse al patrocinio dellâ€™Avvocatura dello Stato; nella specie: Agenzia delle Entrate (che, facoltativamente difesa dallâ€™Avvocatura dello Stato ai sensi degli artt. 72 d.lgs. 300/1999 e 43 r.d.l. 1611/1933, si Ã¨ in concreto costituita a mezzo del relativo patrocinio, eccependo la propria carenza di legittimazione passiva) e Ministero della Giustizia, (difeso ex lege dallâ€™Avvocatura dello Stato). CiÃ² tuttavia, in forza dellâ€™inviolabile principio del contraddittorio, limitatamente alla prevista rimessione in termine e con esclusione di ogni possibilitÃ di automatica â€œstabilizzazioneâ€ (cfr. Cass. 6177/10), nei confronti dellâ€™effettivo destinatario, degli effetti dellâ€™atto giudiziario notificato ad altro soggetto.
Ad avviso di queste Sezioni unite, Ã¨ infatti, in tali termini, che va ricondotto a sintesi sistematicamente coerente il contrasto riscontrabile, anche allâ€™interno della giurisprudenza di questa Corte, tra lâ€™orientamento (per cui, v. Cass. 10.010/11, 6917/05) che reputa lâ€™operativitÃ dellâ€™art. 4 l. 260/1958 circoscritta agli errori di identificazione, per cosÃ¬ dire, â€œinterniâ€ alle singole soggettivitÃ (che incidano, cioÃ¨, sullâ€™organo in concreto munito di legittimazione processuale nellâ€™ambito del medesimo soggetto di diritto pubblico), e quello che ritiene la norma applicabile anche agli errori di identificazione incidenti su soggettivitÃ distinte (diverse Amministrazioni dello Stato: cfr. Cass. 1405/03, 8697/01, 10806/00, 10890/96; e addirittura enti diversi, quali Stato e Regione: v. Cass. 3709/11, 11473/03, che aderisce al principio pur ritenendolo non applicabile alla fattispecie concreta, e 4755/03).
Lâ€™adesione al secondo indirizzo appare, invero, imprescindibilmente imposto dal rilievo che esso pienamente compatibile con il complessivo dato letterale, in funzione della relativa elasticitÃ (â€œLâ€™errore di identificazione della persona, alla quale lâ€™atto introduttivo del giudizio ed ogni altro atto doveva essere notificato…â€) – si rivela il solo idoneo a soddisfare compiutamente la ratio legis. CiÃ², essendo questa identificabile – secondo non smentita indicazione di questa Corte e del Giudice amministrativo (cfr. Cass. 11473/03, 4755/03), confortata, del resto, dagli obiettivi imposti dal principio del c.d. â€œgiusto processoâ€ – nellâ€™intento di agevolare lâ€™effettivitÃ del diritto alla tutela giurisdizionale delle pretese vantate nei confronti della pubblica amministrazione (cfr. artt. 24, comma 1, Cost.), in rapporto alla circostanza che lâ€™esercizio di tale diritto, condizionato dal rispetto di rigorosi termini di decadenza, rischia di essere vanificato nelle non infrequenti ipotesi (delle quali quella oggetto della presente vicenda processuale costituisce esempio emblematico), in cui la concreta individuazione dellâ€™organo investito della rappresentanza dellâ€™amministrazione convenuta ovvero quella del soggetto pubblico passivamente legittimato al giudizio risulti particolarmente ardua, se non aleatoria.
Dâ€™altro canto (considerato anche che lâ€™unitarietÃ ed inscindibilitÃ dello Stato nellâ€™esercizio della sue funzioni sovrane non elide lâ€™autonomia soggettiva delle persone giuridiche di diritto pubblico: v. Cass. 6917/05), lâ€™ineludibile principio dellâ€™effettivitÃ del contraddittorio (che lâ€™art. 111, comma 2, Cost., in tema di â€œgiusto processoâ€ non sottordina ad alcuna altra sua espressione e la rilevabilitÃ della cui violazione non incorre in preclusione di sorta, se non quella della formazione di giudicato esplicito, v: Cass. ss.uu. 26019/08 e 24883/08), impone, altrettanto imprescindibilmente, che, in relazione agli errori di identificazione incidenti su soggettivitÃ diverse (e quindi, in definitiva, sulla stessa legitimatio ad causam), lâ€™operativitÃ dellâ€™art. 4 l. 260/1958 sia circoscritta al profilo della rimessione in termine; con esclusione, dunque, di ogni possibilitÃ di automatica stabilizzazione nei confronti del reale destinatario, in funzione della comune difesa, degli effetti di atto giudiziario notificato ad altro soggetto e del conseguente giudizio.
3. Il giudice del rinvio provvedere anche in ordine alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimitÃ .
la Corte, a sezioni unite, decidendo sul ricorso, dichiara la carenza di legittimazione passiva dellâ€™Agenzia delle Entrate; cassa il provvedimento impugnato e rinvia la causa, anche per le spese di questo giudizio, al Presidente del Tribunale di Brescia. ASSOCIAZIONE ART. 24 COST. PER LA TUTELA DEL DIRITTO DI DIFESASe ORA vuoi davvero saperne di più sul Patrocinio a spese dello Stato, scarica qui di seguito le Guide Brevi predisposte dallo staff di Avvocatogratis.com e dall’associazione ART. 24 Cost.:Guida Breve per l’accesso al GRATUITO PATROCINIO.Guida Breve alla Separazione ed al Divorzio con il gratuito patrocinio.Guida Breve all’Affidamento Condiviso dei figli con il gratuito patrocinio.Guida Breve al Licenziamento ed all’Impugnativa con il gratuito patrocinio.Guida Breve al Recupero dei Crediti di Lavoro con il gratuito patrocinio.Guida Breve all’Amministratore di Sostegno con il gratuito patrocinioGuida Breve alla Mediazione Civile con il gratuito patrocinioGuida Breve alla Riabilitazione Penale con il gratuito patrocinioGuida Breve alla Esdebitazione Fallimentare con il gratuito patrocinioGuida Breve al Recupero Crediti dei lavoratori dell’appalto con il gratuito patrocinioGuida Breve alle Dimissioni per Giusta Causa con il gratuito patrocinioGuida Breve al Risarcimento ex Legge Pinto con il gratuito patrocinioGuida Breve al Recupero del Credito con Decreto Ingiuntivo anche con il gratuito patrocinioGuida Breve per l’accesso alla procedura di ristrutturazione della Crisi da Sovraindebitamento anche con il gratuito patrocinioGuida Breve allo Sfratto per Morosità anche con il gratuito patrocinio Non aspettare per imparare come darti la migliore tutela: saperne di più vuol dire NON SBAGLIARE! Scarica adesso le guide brevi, sono gratis.
Questo articolo è stato pubblicato in Avvocato gratuito, Gratuito patrocinio, Processo civile, Processo penale, Sentenze e taggato come Avvocato gratuito, Gratuito patrocinio, Liquidazione compenso, Opposizione, patrocinio a spese dello stato il 20 giugno 2012 da Alessio Alberti	Navigazione articolo
← APPELLO A MONTI PERCHE’ AGGIORNI IL TETTO REDDITUALE PER IL GRATUITO PATROCINIO
PROTOCOLLO PER LA LIQUIDAZIONE DELLE SPESE LEGALI PER IL GRATUITO PATROCINIO →

References: art. 170
 sentenza 
 articolo 170
 sentenza 
 Sentenza 
 Cass. 
 art. 170
 art. 11
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 116
 Cass. 
 sentenza 
 art. 170
 art. 99
 Cass. 
 art. 170
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 ART. 24
 ART. 24