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Timestamp: 2020-08-11 12:53:00+00:00

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Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti può concorrere con la contravvenzione di intermediazione illegale di manodopera – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti può concorrere con la contravvenzione di intermediazione illegale di manodopera.
Si segnala ai lettori del blog la recente sentenza di legittimità n.15754/2019 (depositata il 10 aprile 2019) che affronta il tema del concorso tra il reato di cui all’art.2 D.Lgs. n.74/2000 e quello di intermediazione illecita di manodopera.
Il Tribunale della Libertà di Frosinone rigettava il ricorso il decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari in sede sulla ritenuta sussistenza indiziaria del reato di cui all’art. 2 D.Lgs. n. 74 del 2000 e, per l’effetto, aveva ordinato il sequestro, finalizzato alla confisca di valore, dei beni immobili e mobili registrati e dei valori fino alla concorrenza di € 2.473.069,99 corrispondente al profitto del reato.
Al giudicabile veniva contestata l’incolpazione provvisoria di aver indicato nelle dichiarazioni annuali IRES ed IVA, relative agli anni di imposta 2012-2016, elementi passivi fittizi avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti emesse da diverse imprese.
La decisione della Corte di cassazione ed il principio di diritto.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso; di seguito si riporta il passaggio estratto dalla parte motiva della sentenza in commento di maggiore interesse per gli operatori di diritto circa il ritenuto concorso tra la frode fiscale e l’intermediazione illegale di mano d’opera:
“Il ricorrente, astraendosi completamente dal testo del provvedimento impugnato, affida le proprie ragioni al contenuto dei processi verbali della Guardia di Finanza e degli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate (dei quali non eccepisce il travisamento e che nemmeno allega), senza nemmeno confrontarsi con quel che risulta dall’ordinanza del tribunale del riesame, non da ultimo con il dato, fortemente indiziante, secondo il quale la società beneficiaria dei servizi e delle prestazioni rese in suo favore aveva pagato un importo pari a meno del 5% dei corrispettivi complessivamente fatturati.
In ultima analisi, l’erronea applicazione delle norme invocate presuppone una diversità del fatto descritto nell’ordinanza rispetto a quello ritenuto dal ricorrente che esclude in radice l’ammissibilità del ricorso. In ogni caso, diversamente da quanto sostiene il ricorrente, è configurabile il concorso fra la contravvenzione di intermediazione illegale di mano d’opera (art. 18 D.Lgs. n. 276 del 2003) ed il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. n. 74 del 2000), nel caso di utilizzo di fatture rilasciate da una società che ha effettuato interposizione illegale di manodopera (Sez. 3, n. 24540 del 20/03/2013, De Momi, Rv. 256424; Sez. 3, n. 5175 del 20/01/2015, Mazzini, n.m.; Sez. 3, n. 43552 del 30/04/2014, Zamboni, n.nn.).
Da ultimo, del tutto priva di pregio è la doglianza circa la mancanza di prova della derivazione da reato dei beni sequestrati posto che, trattandosi di sequestro finalizzato alla confisca per equivalente e non del profitto del reato, tale prova non è assolutamente necessaria attesa la natura sanzionatoria della confisca stessa”.
Art. 2 D.Lgs. n. 74/2000. Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
Arresti giurisprudenziali richiamati in sentenza:
Cassazione penale, sez. III, 20/03/2013 , n. 24540
È configurabile concorso fra la contravvenzione di intermediazione illegale di mano d’opera (art. 18 d.lg. n. 276 del 2003) ed il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000), nel caso di utilizzo di fatture rilasciate da una società che ha effettuato interposizione illegale di manodopera. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato la sentenza di proscioglimento del g.u.p. che aveva escluso sussistesse il reato tributario sul presupposto che non potevano considerarsi soggettivamente inesistenti le fatture rilasciate dalla società svolgente l’intermediazione illegale di manodopera, perché comunque erano stati effettivamente sopportati i costi per il pagamento dei lavoratori).
Cassazione penale sez. III, 20/01/2015, n. 5175
Nel reato di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro l’interesse protetto dal legislatore è rappresentato dal rapporto di lavoro e il bene tutelato va individuato non già nella fonte del rapporto ma nello stesso rapporto di lavoro che il legislatore ha inteso sottrarre nel suo complesso ad ingerenze di terzi (Sez. 3, Sentenza n. 24540 del 20/03/2013 Cc. dep. 05/06/2013 Rv. 256424; Sez. 3, Sentenza n. 25726 del 24/02/2004 Ud. dep. 09/06/2004 Rv. 228957).
Quadro giurisprudenziale di riferimento relativa sull’art. 2 D.Lgs. n. 74/2000:
Cassazione penale, sez. III, 23/11/2018, n. 10801
La dichiarazione fraudolenta appartiene alla lista dei reati tributari che godono della copertura prevista dall’ art. 5-quinques d.l. n. 167/1990, che esclude la punibilità per tale delitto di colui che presta collaborazione volontaria. Pertanto, qualora le somme derivanti dall’utilizzo di fatture emesse per operazioni inesistenti siano state sottoposte a sequestro, venendo meno la punibilità dell’imputato, viene meno anche la legittimità della protrazione del sequestro di tali somme finalizzato unicamente alla confisca.
Cassazione penale , sez. III , 20/07/2018 , n. 53318
In tema di reati tributari, il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, di cui all’ art. 2 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 , tutela l’interesse dello Stato a riscuotere ciò che è dovuto nell’ambito e nei limiti del diritto tributario. (In motivazione la Corte ha precisato che l’utilizzazione delle fatture per operazioni inesistenti costituisce un ante factum meramente strumentale alla realizzazione dell’illecito).
Sicurezza sul lavoro: la Cassazione fa il punto sull’operatività della causa... Bancarotta fraudolenta documentale: l’amministratore uscente può essere condannato...

References: sentenza 
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Art. 2
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 art. 5
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