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Timestamp: 2019-02-18 16:11:19+00:00

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Sent.C. Cass. 12/10/2007, n. 21495 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP8223
1. Ved. Cass. 26 ottobre 2004 n. 20749;[R=W26O0420749] 6 luglio 2002 n. 9844; [R=W6L029844] 2 ottobre 1999 n. 10937 R 1a. Sulla iscrizione all’albo professionale e questioni ad esso relative, ved. Cass. 14 luglio 2006 n. 16127 R (1. Cancellazione dall’albo professionale di professionista per fatti sopravvenuti o anteriori all’iscrizione - Ammissibilità. 2. Cancellazione dall’albo professionale di professionista per sopravvenuta caducazione del titolo di studio - Ammissibilità); 29 settembre 2005 n. 19052 R (1. Divieto di iscrizione all’albo professionale per i geometri impiegati dello Stato e delle altre pubbliche amministrazioni. 2. Inefficacia dell’iscrizione alla C.N.P.A. per geometri illegittimamente iscritti all’albo professionale); C.Stato II, Par. 19 gennaio 2005 n. 797/03 R (1. Iscrizione all’albo professionale di professionista laureato in urbanistica, incaricato della redazione di piani urbanistici - Non necessaria. 2. Partecipazione di professionista laureato in urbanistica ad esami di Stato per iscrizione in albo architetti - Ammissibilità. 3. Introduzione della figura del pianificatore territoriale nell’albo professionale degli architetti - Legittimità); IV 31 dicembre 2003 n. 9298 R (Le controversie sulla iscrizione ad albo professionale riguardano posizioni di diritto soggettivo e sono perciò devolute alla autorità giudiziaria ordinaria); Cass. 2 agosto 2002 n. 11541 R(L’iscrizione nell’albo configura un atto costitutivo dello status di professionista che opera erga omnes); 7 agosto 2001 n. 10898 R (Obbligo di comunicazione, ad un geometra, dell’avvio del procedimento di sua cancellazione dall’albo); 1 agosto 2001 n. 10495 R (Necessità, ai fini dell’iscrizione all’albo dei geometri, del conseguimento dell’abilitazione professionale); S.U. 7 marzo 2001 n. 91 R (Giurisdizione in merito alle controversie sulla tassa di iscrizione all’albo professionale); S.U. 13 aprile 2000 n. 132 R (Giurisdizione su controversia relativa alla tassa di iscrizione dei geometri all’albo professionale); 11 aprile 2000 n. 4501 R (Residenza in Italia non necessaria per l’iscrizione dei geometri nel registro dei praticanti); 24 febbraio 2000 n. 2089 R (Iscrizione nell’albo professionale: ha natura costitutiva dello status professionale); 2 ottobre 1999 n. 10937 R e 10 novembre 1990 n. 10858 R(Mancanza di iscrizione nell’albo professionale - Compenso non dovuto per attività professionale svolta, neanche a titolo di arricchimento senza causa); 8 settembre 1999 n. 9509 R (Legittimità dell’impugnazione, da parte del Ministero di grazia e giustizia, di provvedimenti sulla tenuta dell’albo professionale); 8 gennaio 1999 n. 85 R (Esperibilità dell’azione di risarcimento danni in caso di rifiuto illegittimo della iscrizione all'albo professionale); S.U. 13 maggio 1998 n. 4822 R (Trasferimento di un perito industriale da un albo professionale ad un altro in seguito a cambiamento di residenza - Inammissibile sindacato del secondo collegio dei periti industriali sulla precedente iscrizione); C.Cost. 1° aprile 1998 n. 83 R (Organo competente, nominato dal Consiglio nazionale, a decidere nelle controversie sull’iscrizione all’albo professionale dei geologi); Cass. S.U. 21 novembre 1997 n. 11622 R (Ricorsi contro i provvedimenti di cancellazione dall’albo professionale decisi dal Consiglio dell’ordine degli ingegneri - Giurisdizione del Consiglio nazionale ingegneri e non del T.A.R.); S.U. 14 ottobre 1997 n. 10035 R (Ammissibilità dell’iscrizione all’albo dei praticanti, di un geometra dipendente da ente pubblico); 3 ottobre 1997 n. 9655 R (Possibilità di iscrizione di cittadini extracomunitari all’albo professionale ex L. 28 febbraio 1990 n. 39); S.U. 25 settembre 1997 n. 9432 R e S.U. 10 marzo 1992 n. 2856 R [Necessità della cancellazione di un geometra dall’albo professionale in seguito a dichiarazione di fallimento - Preventiva comunicazione dell’avvio del procedimento, ex art. 7, comma 1, L. 7 agosto 1990 n. 241, non necessaria (Cass. 97/9432)]; S.U. 19 maggio 1997 n. 4445 R (Albo speciale per i periti industriali non esercenti a tempo pieno, non previsto dall’art. 7, comma 4, L. 24 giugno 1923 n. 1395 - Contrasto insussistente con artt. 3, 35 e 97 Costituzione); S.U. 19 maggio 1997 n. 4444 R e 20 ottobre 1995 n. 10939 R e 20 ottobre 1995 n. 10936 R e 21 giugno 1995 n. 7012 R [Divieto d’iscrizione all’albo professionale per i periti industriali dipendenti di enti pubblici, ex art. 7 R.D. 11 febbraio 1929 n. 275 - Limiti - Iscrizione ammissibile per i dipendenti I.N.P.D.A.I. inquadrati nel ruolo professionale (Cass. 97/4444), per i dipendenti INAIL (Cass. 95/10939), per i dipendenti del Registro aeronautico italiano (Cass. 95/10936) - Divieto d’iscrizione anche per i dipendenti U.S.L. (Cass. 95/7012)]; C.Stato IV 12 dicembre 1996 n. 1299 R e V 3 giugno 1996 n. 609 R e V 5 dicembre 1994 n. 983 R e Csi 1 marzo 1993 n. 81 R e Cass. S.U. 8 agosto 1991 n. 8641 R e C.Stato VI 6 luglio 1988 n. 909 R e V 9 giugno 1986 n. 432 R (Giurisdizione A.G.O. nelle controversie sulla iscrizione all’albo professionale); Cass. 6 dicembre 1996 n. 10891 R (Cancellazione di un professionista dall’albo professionale per mancanza di requisito essenziale per l’iscrizione - Non è atto discrezionale); 16 gennaio 1996 n. 305 R e 2 dicembre 1993 n. 11947 R (Mancanza di iscrizione nell’albo professionale - Nullità assoluta rilevabile anche d’ufficio, dell’incarico professionale e conseguente esclusione del diritto al compenso); 29 novembre 1994 n. 10194 R e S.U. 12 marzo 1993 n. 3014 R (Ammissibilità della iscrizione all’albo professionale di geometri pensionati ex art. 22 L. 20 ottobre 1982 n. 773); 9 novembre 1994 n. 9292 R (Necessità per un architetto di iscrizione nell’albo professionale del Consiglio dell’ordine del luogo in cui è residente - Obbligo di trasferimento dell’iscrizione in caso di trasferimento della residenza - Obbligo di cancellazione dall’albo in caso di trasferimento in Stato extracomunitario); 4 maggio 1994 n. 4330 R (Mancanza di iscrizione all’albo - Esclusione del diritto al compenso anche per l’arbitrato di equità); S.U. 3 febbraio 1994 n. 1112 R e S.U. 3 febbraio 1988 n. 1065 R [Divieto d’iscrizione all’albo professionale per i geometri dipendenti pubblici, ex art. 7 R.D: 11 febbraio 1929 n. 274 - Condizioni - Iscrizione ammissibile per dipendenti di istituti di credito privato (Cass. 88/1065)]; 26 agosto 1993 n. 9034 R (Iscrizione all’albo professionale dei periti agrari e ricorsi); S.U. 16 luglio 1993 n. 7878 R e S.U. 29 ottobre 1992 n. 11785 R e S.U. 20 marzo 1991 n. 2985 R e S.U. 15 maggio 1990 n. 4206 R (Iscrizione all’albo professionale di ingegneri o di architetti - Inammissibile sindacato del Consiglio dell’ordine sulla capacità tecnica del professionista); S.U. 15 giugno 1992 n. 7300 R (Modalità di notifica al geometra del provvedimento di cancellazione dell’albo professionale); S.U. 8 agosto 1991 n. 8641 R (Controversie sulla tassa di iscrizione all’albo professionale - Giurisdizione A.G.O. o giudice amministrativo); C.Stato VI 13 dicembre 1990 n. 1050 R (Funzione dell’albo professionale; preordinazione all’esercizio dell’attività professionale); Cass. S.U. 14 marzo 1990 n. 2077 R e C.Cost. 23 gennaio 1990 n. 26 [R=WCC23GE9026] (Requisiti di iscrizione all’albo dei geometri - Periodo di pratica e superamento di apposito esame di Stato); C.Cost. 23 gennaio 1990 n. 26 [R=WCC23GE9026] (Ammissibilità della iscrizione all’albo professionale dei periti industriali, con titolo di studio conseguito presso istituti tecnici industriali); Cass. S.U. 20 luglio 1988 n. 4699 R [Diploma necessario ex art. 1 e art. 4, comma 1, lett. c), R.D. 11 febbraio 1929 n 275 per l’iscrizione all’albo dei periti industriali]; C.Stato VI 6 luglio 1988 n. 909 R (Compito dell’Ordine professionale sulla richiesta d’iscrizione all’albo professionale: verifica che il professionista possieda i requisiti prescritti); Cass. S.U. 28 gennaio 1988 n. 744 R (Requisiti per l’iscrizione all’albo professionale di periti industriali - Insufficienza del diploma di maturità per tecnico delle industrie meccaniche); S.U. 18 dicembre 1987 n. 9410 R (Iscrizione nell’albo professionale di ingegneri - Inammissibile sindacato del Consiglio dell’ordine sul diploma di abilitazione conseguito dall’ingegnere col superamento dell’esame di Stato); S.U. 16 dicembre 1987 n. 9318 R (Trasferimento di un geometra da un albo professionale ad un altro in seguito a cambiamento di residenza - Inammissibile sindacato del secondo collegio dei geometri sulla precedente iscrizione); S.U. 13 luglio 1987 n. 6102 R (Iscrizione nell’albo professionale degli ingegneri - Inammissibile indagine del Consiglio dell’ordine sulla idoneità tecnica o sulla validità della laurea dell’istante). 1n. Codice civile - Art. 1418: ved. Cass. 5 febbraio 2008 n. 2670.R Art. 2231 (Mancanza d’iscrizione) - (c.1) Quando l’esercizio di un’attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento della retribuzione. (c.2) La cancellazione dall’albo o elenco risolve il contratto in corso, salvo il diritto del prestatore d’opera al rimborso delle spese incontrate e a un compenso adeguato all’utilità del lavoro compiuto.
Sent.C. Cass. 05/02/2008, n. 2670
1. Appalti ll.pp. - Gara - A.T.I. - Responsabilità «solidale delle imprese riunite» 2. Appalti ll.pp. - Collaudo - Certificato - Approvazione - Scadenza del termine - Polizza cauzionale - Automatica estinzione - Conseguenze
1. In forza dell’art. 22 della L. 8 agosto 1977 n. 584, in materia di adeguamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici alle direttive della Comunità europea, nel mandato conferito all’impresa capogruppo dalle altre imprese riunite, il quale attribuisce alla società mandante la rappresentanza esclusiva delle imprese mandanti, è incluso il potere di stipulare polizze fideiussorie per l’importo richiesto dal committente o, in ogni caso, di concedere garanzie, salvo che le imprese mandanti non dispongano diversamente con la scrittura privata autenticata di conferimento del mandato stesso, ai sensi del primo comma del citato art. 22, circoscrivendo così i poteri dell’impresa mandataria. Pertanto, ove non sussista una siffatta espressa limitazione, nel caso di inadempimento degli obblighi nei confronti del committente, garantiti da impegni fideiussori, le imprese mandanti rispondono solidalmente anche nei confronti del fideiussore e ciò in base alle norme generali in tema di mandato e di responsabilità contrattuale e non per effetto della (non consentita) estensione a quest’ultimo soggetto privato della tutela che l’art. 21, c. 3, della L. 77/584 riserva al committente pubblico, giacché la medesima L. 77/584 offre soltanto i criteri di interpretazione del contenuto del mandato, quanto alla natura degli obblighi assunti dalle imprese riunite verso il committente, ai quali obblighi deve essere riferita la garanzia fideiussoria. 2. In tema di appalto di opera pubblica, una volta scaduto il termine previsto dall’art. 5, c. 4 della legge 10 dicembre 1981 n. 741 per l’approvazione del certificato di collaudo (o di quello di regolare esecuzione dei lavori), le polizze fideiussorie, rilasciate dall’appaltatore a garanzia della regolare esecuzione dell’opera, devono ritenersi automaticamente estinte, con la conseguente liberazione dell’appaltatore dall’obbligazione del pagamento dei premi alla società assicuratrice, non potendo il rapporto assicurativo o fideiussorio perdurare al venir meno del suo fondamento causale ed essendo nulla, a norma dell’art. 1418 Cod. civ., per contrasto con le disposizioni imperative dello stesso cit. art. 5 , una eventuale pattuizione contraria che subordini ad obblighi di comunicazione o ad altri adempimenti la cessazione dell’obbligo dell’appaltatore di pagare il premio.
Sent.C. Cass. 14/07/2006, n. 16127
1. Professionisti - Albo professionale - Cancellazione - Per fatti sopravvenuti o anteriori all’iscrizione - Ammissibilità. 2. Professionisti - Albo professionale - Cancellazione - Per sopravvenuta caducazione del titolo di studio.
1. L’interesse pubblico all’adozione del provvedimento di cancellazione dall’albo discende direttamente dalla legge e non può venir meno per effetto dell’esercizio di fatto della professione, quale ne sia la durata, e per il conseguimento, in data successiva all’illegittima iscrizione all’albo, di un valido diploma di laurea, fatti, questi, cui non può attribuirsi efficacia sanante. Infatti, proprio in ragione dell’interesse pubblico sottostante al potere di cancellazione dall’albo, esercitabile sia per fatti sopravvenuti che per fatti anteriori all’iscrizione, resta esclusa la configurabilità di diritti acquisiti alla permanenza di un’iscrizione ottenuta sulla base di presupposti inesistenti. 2. Se la legge prescrive per l’iscrizione all’albo professionale il superamento dell’esame di stato abilitativo, e la partecipazione a tale esame richiede a sua volta il possesso di un valido diploma di laurea (per i dottori commercialisti, ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. 27 ottobre 1953 n. 1067), è conseguenzialmente logico ritenere che col venir meno del titolo di studio (nella specie, per il sopravvenuto annullamento di alcuni esami di profitto e dell’esame finale di laurea del ricorrente dottore commercialista) viene necessariamente a caducarsi il titolo abilitativo e, con esso, la validità dell’iscrizione (con la conseguente legittimità della cancellazione da parte del competente Consiglio dell’ordine professionale), e ciò indipendentemente dal fatto che un’altra disposizione del medesimo testo normativo di riferimento - l’art. 34 - non includa espressamente tale ipotesi tra quelle per le quali è prevista la cancellazione dell’albo.
Par.C. Stato 19/01/2005, n. 797
1. Professionisti - Laureato in urbanistica - Incarico di redazione di piani urbanistici - Ammissibilità - Iscrizione in albo professionale - Non necessaria. 2. Professionisti - Laureato in urbanistica - Partecipazione ad esami di Stato per iscrizione in albo architetti - Ammissibilità. 3. Professionisti - Pianificatore territoriale - Iscrizione all'albo architetti - Non necessaria.
1. L'affidamento dell'incarico di redigere uno strumento urbanistico (come piano regolatore o regolamento edilizio) a professionista laureato in urbanistica è legittimo, non essendo necessario a tal fine (né preclusivo in contrario) l'iscrizione in appositi albi professionali (degli ingegneri o architetti, ovvero, a più limitati fini, degli agronomi) e non sussistendo nell'ordinamento la riserva di attività pianificatoria quale competenza esclusiva degli ingegneri ed architetti. 2. Il laureato in urbanistica ai sensi dell'art. 19, D.P.R. 5 giugno 2001 n. 328 può partecipare agli esami di Stato per accedere all'albo degli architetti, settore della pianificazione territoriale. 3. L'introduzione nell'albo professionale degli architetti della figura del pianificatore territoriale, da parte del D.P.R. 5 giugno 2001 n. 328, è derivata dall'opportunità di valorizzare attività professionali che, avendo progressivamente acquisito una propria autonoma fisionomia, possono oggi essere esercitate anche da coloro che non sono in possesso del titolo professionale di architetto, in quanto si tratta di attività (libere) non riservate ad alcuna figura professionale.
Sent.C. Stato 31/12/2003, n. 9298
1. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - Controversie - Giurisdizione A.G.O..
1. Le controversie su iscrizioni ad albo professionale riguardano posizioni di diritto soggettivo e sono perciò devolute alla autorità giudiziaria ordinaria.
Sent.C. Cass. 02/08/2002, n. 11541
1. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - Status che opera erga omnes - Partecipazione alle elezioni del Consiglio direttivo dell'ordine - Ammissibilità - Limiti.
1. L'iscrizione nell'albo professionale configura un atto di accertamento costitutivo dello «status» di professionista che opera «erga omnes» fino a quando non intervenga un provvedimento di cancellazione. Pertanto, il professionista, avvenuta l'iscrizione, può esercitare tutti i diritti derivanti da tale «status», compreso quello di partecipare come elettore o come eligendo alle elezioni del Consiglio direttivo dell'Ordine territoriale, pur in presenza di eventuali cause d'incompatibilità, sino al momento in cui non intervenga un provvedimento di cancellazione (o di sospensione) dall'albo stesso.
1. Geometri - Albo professionale - Cancellazione - Avvio del procedimento - Obbligo di comunicazione.
1. Nel procedimento, di natura amministrativa, davanti al collegio locale dei geometri, diretto alla cancellazione dall'albo del professionista che si trovi in situazione di incompatibilità, trova applicazione il primo comma dell'art. 7 della L. n. 241 del 1990 (recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di accesso ai documenti amministrativi) che, con formulazione tale da ricomprendervi tutti i provvedimenti amministrativi, salve le eccezioni di cui al successivo art. 13 della stessa legge, impone di comunicare l'avvio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti e a quelli che per legge devono intervenirvi.
Sent.C. Cass. 01/08/2001, n. 10495
1. Geometri - Albo professionale - Iscrizione - Previo conseguimento dell'abilitazione professionale - Necessità.
1. Il D.Lgs. n. 319 del 1994, coerentemente con la direttiva comunitaria alla quale esso ha dato attuazione, non ha fatto venire meno la disciplina nazionale dettata dalla L. n. 75 del 1985, che subordina l'iscrizione all'albo dei geometri al conseguimento dell'abilitazione professionale (la quale richiede il superamento dell'esame di Stato), ma ha soltanto disciplinato il riconoscimento in Italia dei titoli di formazione professionale rilasciati dagli altri paesi membri della Comunità europea. Sicché, le due discipline, avendo un diverso ambito d'applicazione, coesistono.
Sent.C. Cass. 13/04/2000, n. 132
1. Professionisti - Albo professionale - Tassa di iscrizione - Controversia - Giurisdizione - Fattispecie per geometri.
1. In tema di determinazione della tassa di iscrizione agli ordini professionali, il professionista ha un interesse legittimo, tutelabile dinanzi al giudice amministrativo, alla corretta emanazione dell'atto generale di determinazione della prestazione pecuniaria, ed è invece titolare di un diritto soggettivo, tutelabile dinanzi all'Organo avente giurisdizione professionale, all'accertamento dell'inesistenza del potere del Consiglio dell'ordine (o del Collegio o della Commissione professionale) di imporre la prestazione o la misura di esse fissata nei suoi confronti. (Nella specie, le S.U., investite in punto di giurisdizione, hanno confermato la decisione del Consiglio nazionale dei geometri che, ritenuta esagerata in relazione ai criteri dettati dall'art. 7 del D.Lgs. 1944 n. 382 la tassa di reiscrizione all'albo richiesta al professionista ricorrente, aveva annullato la deliberazione del Collegio provinciale dei geometri concernente il rifiuto di reiscrizione per mancato pagamento della suddetta tassa).
Sent.C. Cass. 11/04/2000, n. 4501
1. Geometri - Registro dei praticanti - Iscrizione - Requisiti - Residenza in Italia - Non necessaria.
1. L'iscrizione nel registro dei praticanti geometri non postula il requisito della residenza dell'istante nel territorio della Repubblica, requisito richiesto, per converso, per l'iscrizione all'albo della detta categoria professionale.
Sent.C. Cass. 24/02/2000, n. 2089
1. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - In genere - Natura costitutiva - Apprezzamenti di natura tecnica.
1. L'iscrizione negli albi professionali ha natura costitutiva del particolare status professionale ed integra un diritto soggettivo, atteso che l'organo o ente incaricato si deve limitare ad accertare l'esistenza dei requisiti prescritti dalle fonti normative con valutazioni ed apprezzamenti di natura tecnica, che non rappresentano esercizio di vera e propria discrezionalità amministrativa e le norme regolanti l'iscrizione prendono direttamente in considerazione l'interesse del privato allo svolgimento di attività lavorativa quale diritto fondamentale riconosciuto dall'art. 4 Cost.
1. Società di capitali - Attività di progettazione e costruzione di opere civili - Ammissibilità - Contratti per attività riservate ai professionisti iscritti all'albo - Nullità. 2. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - Necessità - Mancata iscrizione - Attività professionale - Compenso - Non spetta - Neanche per arricchimento senza causa - Stesso principio applicabile a società di capitali.
1. Le disposizioni di cui agli artt. 13 legge n. 183 del 1976, 1 D.L. n. 20 del 1979, convertito con modificazioni in legge n. 92 del 1979, e 11 legge n. 17 del 1981, che consentono la costituzione di società per azioni aventi ad oggetto attività di progettazione di impianti industriali esercitata in forma industriale mediante una complessa organizzazione tecnica ed amministrativa, ovvero attività di studi e di progettazioni che richiedono speciali competenze tecniche e scientifiche, hanno parzialmente abrogato solo il divieto di cui all'art. 2 legge n. 1815 del 1939, non anche le disposizioni inderogabili in materia di professioni intellettuali che sanciscono la responsabilità dei professionisti per i singoli atti che la legge ed i regolamenti professionali riservano loro in via esclusiva e che essi devono compiere personalmente o a mezzo di ausiliari da loro diretti; deve pertanto ritenersi nullo per contrasto con le suddette disposizioni inderogabili il contratto che, in materia di progettazione e costruzione di opere civili, affidi ad una società di capitali attività che, secondo il motivato accertamento del giudice di merito, rientrino interamente nell'attività professionale tipica dell'ingegnere e dell'architetto e non in una complessa prestazione di servizi di tipo imprenditoriale i cui contenuti trascendano, sebbene possano in parte comprenderli, quelli delle libere professioni (Fattispecie relativa a contratto concluso anteriormente all'entrata in vigore della legge n. 109 del 1994). 2. A norma dell'art. 2231 C.c., quando l'esercizio di un'attività professionale è condizionato all'iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita, da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento del compenso, onde, in tali ipotesi, non può ritenersi esperibile neppure l'azione generale di arricchimento di cui all'art. 2041 C.c.; i suddetti principi devono ritenersi applicabili anche quando la prestazione resa sia riferibile ad una società di capitali, per essersi essa assunta contrattualmente tale impegno, a nulla rilevando che la società si sia servita, per l'espletamento di detta attività, di tecnici iscritti ai relativi albi.
Sent.C. Cass. 08/09/1999, n. 9509
1. Professionisti - Albo professionale - Ministero G.G. - Legittimato a impugnare provvedimenti sulla tenuta dell'albo.
1. Il Ministero di grazia e giustizia è legittimato ad impugnare i provvedimenti relativi alla tenuta degli albi professionali (comprese le iscrizioni e le cancellazioni), derivando tale legittimazione dal potere di vigilanza sugli ordini professionali che, di regola, gli è affidata.
1. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - Rifiuto illegittimo - Conseguente azione di risarcimento danni - Esperibilità.
1. L'illegittimo rifiuto di iscrizione ad un albo professionale opposto dal competente consiglio provinciale dell'ordine è lesivo ab origine del diritto soggettivo ad ottenere la richiesta di iscrizione, e costituisce un fatto illecito potenzialmente produttivo di un danno ingiusto, tale da legittimare l'esperimento di un'azione risarcitoria dinanzi all'A.G.O., indipendente dalla eventualità che l'interessato possa ottenere dal competente ordine professionale sovraordinato una pronuncia di annullamento dell'illegittimo rifiuto opposto, nonchÈ un ulteriore statuizione del giudice amministrativo in relazione all'eventuale inottemperanza alla decisione di annullamento. (Fattispecie in tema di illegittimo rifiuto di iscrizione all'albo degli ingegneri avverso il quale il richiedente aveva, dapprima, proposto vittorioso ricorso al consiglio nazionale dell'Ordine e, successivamente, a seguito di inosservanza alla decisione di tale organo da parte del consiglio provinciale, instaurato giudizio di ottemperanza ex art. 27, n. 4, T.U. sul Consiglio di Stato dinanzi al TAR. La S.C., nel confermare la decisione del giudice di merito che aveva accolto l'istanza risarcitoria conseguentemente coltivata dall'ingegnere, ha affermato il principio di diritto di cui in massima).
1. Periti industriali - Albo professionale - Trasferimento da uno ad altro degli albi professionali per cambiamento di residenza - Poteri del collegio dei periti industriali del luogo del trasferimento - Sindacato sulla precedente iscrizione - Inammissibilità - Potere di verifica d'ufficio della legittimità dell'iscrizione - Apertura di un procedimento ad hoc nell'esercizione dei poteri di autotutela - Necessità.
1. Quando a seguito di richiesta dell'interessato prenda avvio il procedimento di cui all'art. 6 del R.D. 11 febbraio 1929 n. 275 (regolante la professione di perito industriale) il quale prevede che, essendo consentito il trasferimento e non la contemporanea iscrizione in più albi, il perito iscritto in un determinato albo può domandare la cancellazione e la contemporanea iscrizione in un albo diverso, il collegio del luogo in cui deve avvenire la nuova iscrizione è chiamato a verificare la ricorrenza dei presupposti che giustificano la richiesta, e soprattutto la contestuale cancellazione dall'albo della precedente iscrizione, ma non ha il potere di sindacare a legittimità di tale precedente iscrizione in relazione al possesso del prescritto titolo di studio, trattandosi di requisito già in passato accertato, ferma restando peraltro la possibilità di procedere a verificare l'esistenza (anche iniziale) dei requisiti previsti dalla legge per l'iscrizione all'albo e, in caso negativo, a cancellare dallo stesso l'iscritto, in virtù del generale potere di autotutela, nella ricorrenza delle condizioni che ne giustificano l'esercizio ed in esito a specifico procedimento appositamente predisposto al fine indicato con l'osservanza dei termini e delle garanzie soprattutto di pubblicità previsti dalla legge in favore dell'interessato.
Sent.Corte Cost. 01/04/1998, n. 83
1. Professionisti - Geologi - Iscrizione all'albo professionale e giudizi disciplinari - Controversie - Organo competente - Nomina di due componenti geologi dal Consiglio nazionale - Incostituzionalità parziale - Conseguenze.
1. L'art. 6, 6° comma, L. 12 novembre 1990 n. 339 (sul decentramento dell'Ordine nazionale dei geologi), limitatamente alle parole “designati di volta in volta dal Consiglio nazionale”, è in contrasto con gli artt. 25, 102 e 108 Cost.; quelle parole sono contenute nella parte in cui la norma suddetta stabilisce - sulle questioni relative alle iscrizioni, trasferimenti, cancellazioni e reiscrizioni nell'albo ed in materia disciplinare o elettorale - che il Consiglio nazionale designa di volta in volta, ad integrazione dei giudici del tribunale (e della Corte d'appello) competenti a decidere su dette questioni, due geologi iscritti all'Ordine che pertanto non hanno la necessaria indipendenza nei confronti dello stesso Consiglio nazionale. In conseguenza della dichiarazione di parziale incostituzionalità, la designazione dei due geologi compete - ai sensi dell'art. 10, 1° c., n. 2 L. 24 marzo 1958 n. 195 - al Consiglio superiore della magistratura o, su delega di questo, ai presidenti delle Corti di appello, ai sensi dell'art. 38 D.P.R. 16 settembre 1958 n. 916.
Sent.C. Cass. 21/11/1997, n. 11622
1. Ingegneri e architetti - Albo professionale - Provvedimento di cancellazione adottato dal Consiglio dell'Ordine - Impugnazione innanzi al Consiglio nazionale - Necessità - Giurisdizione T.A.R. - Inconfigurabilità. 2. Ingegneri e architetti - Procedimento e provvedimento disciplinari - Omesso versamento contributi annuali al Consiglio dell'Ordine - Sanzione della sospensione a tempo indeterminato - Ammissibilità - Provvedimento di cancellazione - Illegittimità - Ricorso ammissibile al Consiglio nazionale.
1. I ricorsi contro i provvedimenti di cancellazione dall'albo, adottati dai Consigli provinciali dell'Ordine degli ingegneri tanto nell'esplicazione di funzioni disciplinari, quanto di mera tenuta dell'albo medesimo, sono devoluti alla giurisdizione del Consiglio nazionale dell'Ordine e non dei tribunali amministrativi regionali, avendo l'art. 2 L. 6 dicembre 1971 n. 1034 trasferito a questi ultimi la giurisdizione generale di legittimità di primo grado per la tutela di interessi legittimi nei confronti della Pubblica amministrazione, mentre la posizione del professionista inserito nella categoria professionale organizzata, vuoi sotto il profilo dell'appartenenza all'Ordine (c.d. «tenuta dell'Albo»), vuoi sotto quello dell'osservanza delle regole di disciplina (c.d. «buona condotta») è configurabile in termini di diritto soggettivo perfetto, costituzionalmente protetto ai sensi dell'art. 4 della Carta fondamentale. 2. Il mancato versamento dei contributi annuali dovuti al Consiglio provinciale dell'Ordine degli ingegneri consente a quest'organo l'adozione, nei confronti dell'iscritto, in sede disciplinare (e non di mera tenuta dell'albo), della sanzione della sospensione a tempo indeterminato (e non della cancellazione dall'albo), provvedimento da infliggersi con l'osservanza delle forme del procedimento disciplinare, contro il quale è dato ricorso, in sede giurisdizionale, al Consiglio nazionale degli ingegneri.
Sent.C. Cass. 14/10/1997, n. 10035
1. Geometra - Iscrizione all'albo dei praticanti - Ammissibilità per dipendente da ente pubblico.
1. E' illegittimo il rifiuto del Consiglio del Collegio dei geometri che abbia rigettato la domanda di iscrizione nell'albo dei praticanti per incompatibilità con l'attività lavorativa svolta dal richiedente alla dipendenza di un Ente pubblico, atteso che tra i requisiti necessari prescritti dalla legge professionale (L. 7 marzo 1985 n. 75) non ve n'è alcuno che riguardi le condizioni lavorative dell'aspirante, che possa essere di impedimento all'iscrizione medesima, salva la valutazione, riservata al Collegio suddetto all'esito del periodo di praticantato, dell'effettività e della continuità della pratica svolta al fine dell'ammissione all'esame di abilitazione professionale.
Sent.C. Cass. 03/10/1997, n. 9655
1. Professionisti - Albo professionale - Possibilità di iscrizione per cittadini extracomunitari ex L. 1990 n. 39.
1. L'art. 10 settimo comma D.L. 30 dicembre 1989 n. 416, convertito dalla L. 28 febbraio 1990 n. 39, non ha natura di norma transitoria, ma contiene una disposizione di carattere innovativo e generale riguardante tutti i cittadini extracomunitari laureati, diplomati od abilitati, ai fini della possibilità di iscrizione negli Albi professionali, in deroga alle disposizioni che prevedono il possesso della cittadinanza italiana per l'esercizio delle relative professioni, senza prevedere ulteriori limitazioni temporali di presenza nel territorio dello Stato italiano.
1. Geometra - Albo professionale - Dichiarazione di fallimento - Cancellazione dall'albo - Preventiva comunicazione di avvio del procedimento ex L. 1990 n. 241 - Non occorre.
1. La cancellazione dall'albo professionale dei geometri a seguito di sentenza dichiarativa del fallimento dell'iscritto non presuppone una preventiva comunicazione all'interessato dell'avvio del procedimento di cancellazione, giacché, non trattandosi di provvedimento di natura disciplinare, non devono osservarsi le regole previste dall'art. 12 R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, per la tutela dei diritti del geometra incolpato di comportamenti contrari alla deontologia mentre, per altro verso, non può trovare applicazione l'art. 7 primo comma L. 7 agosto 1990 n. 241 (recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di accesso ai documenti amministrativi) che, con formulazione tale da ricomprendervi tutti i provvedimenti amministrativi, salve le eccezioni di cui al successivo art. 13, impone di comunicare l'avvio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge devono intervenirvi, atteso che il procedimento diretto alla cancellazione del geometra a seguito di fallimento, per le incapacità (anche di diritto pubblico) automaticamente derivanti da questo, deve considerarsi caratterizzato da particolari esigenze di celerità, e rientra quindi fra quelli per i quali, ai sensi dell'art. 7 cit. secondo comma, in deroga a quanto disposto dal primo comma, la comunicazione dell'avvio non è dovuta.
1. Periti industriali - Dipendenti di enti pubblici - Iscrizione all'albo professionale - Divieto ex art. 7 R.D. 1929 n. 275 - Dipendenti I.N.P.D.A.I. inquadrati nel ruolo professionale - Iscrizione ammissibile.
1. Il divieto di iscrizione nell'albo professionale dei periti industriali, posto dall'art. 7 Regolamento approvato con R.D. 11 febbraio 1929 n. 275 opera nei confronti dei dipendenti degli Enti pubblici di cui all'art. 15 L. 20 marzo 1975 n. 70, solo quando l'ordinamento degli Enti medesimi fissi una preclusione assoluta all'esercizio dell'attività professionale e pertanto deve essere escluso nei riguardi dei dipendenti dell'I.N.P.D.A.I. (Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali) che siano inquadrati nel ruolo professionale, essendo agli stessi consentito, sia pure previa autorizzazione, di assumere incarichi professionali anche in favore di terzi (art. 20 D.P.R. 16 ottobre 1979 n. 509).
Sent.C. Cass. 19/05/1997, n. 4445
1. Perito industriale - Albo speciale per i non esercenti a tempo pieno - Mancata previsione da art. 7, 4° c., L. 1923 n. 1395 - Contrasto con artt. 3, 35 e 97 Cost. - Insussistenza.
1. E' inammissibile per difetto di rilevanza la questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, 4° c., L. 24 giugno 1923 n. 1395, in riferimento agli artt. 3, 35 e 97 Cost., nella parte in cui non prevede per alcune categorie professionali (ed in particolare per i periti industriali) l'istituzione di elenchi od albi speciali nei quali devono essere iscritti coloro che non possono esercitare la libera professione a tempo pieno, liberamente e senza vincoli di sorta, in quanto rivolta ad una pronuncia additiva che postula una scelta discrezionale di competenza del Legislatore.
Sent.C. Stato 12/12/1996, n. 1299
1. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - Controversie - Giurisdizione A.G.O.
1. Il problema dell'iscrizione all'albo professionale è sempre condizionato, nella sua soluzione, al riscontro della esistenza dei requisiti rigidamente e tassativamente predeterminati dalla legge senza che, sul punto, possano residuare spazi per valutazioni discrezionali della Pubblica amministrazione; pertanto, vertendosi in materia di diritti soggettivi le relative controversie sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario.
Sent.C. Cass. 06/12/1996, n. 10891
1. Professionisti - Albi professionali - Cancellazione per mancanza di requisito essenziale per l'iscrizione - Non è atto discrezionale.
1. La cancellazione di un professionista da un albo per il venir meno o per l'assenza di un requisito essenziale di iscrizione, quale il possesso di adeguato titolo di studio, non è atto discrezionale che abbisogni di specifica valutazione sotto il profilo del pubblico interesse.
Sent.C. Stato 03/06/1996, n. 609
1. Professionisti - Albo professionale - Cancellazione - Controversie - Giurisdizione A.G.O.
1. La cognizione dei provvedimenti di cancellazione dagli albi professionali, che incidono su posizioni aventi consistenza di diritti soggettivi è devoluta alla giurisdizione speciale dei Consigli nazionali, ovvero all'Autorità giudiziaria ordinaria. (Fattispecie relativa a cancellazione dall'albo dei geometri).
Sent.C. Cass. 16/01/1996, n. 305
1. Professionisti - Albo professionale - Mancanza d'iscrizione - Nullità assoluta del rapporto - Rilevabilità anche d'ufficio - Diritto a compenso - Esclusione - Fattispecie.
1. In forza dell'art. 2231 Cod. civ., l'esecuzione di una prestazione d'opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell'apposito Albo previsto dalla legge, dà luogo a nullità assoluta del rapporto tra professionista e cliente, rilevabile anche d'ufficio, e, privando il contratto di qualsiasi effetto, non attribuisce al professionista azione per il pagamento della retribuzione. (Nella specie, la Corte suprema ha confermato la decisione di merito, la quale aveva ritenuto che l'attività di consulenza e di elaborazione e stampa di dichiarazioni tributarie, con indagini in tema di bilancio, di conti e di ogni documento contabile aziendale, rientrasse tra le attività professionali esclusivamente riservate agli iscritti nell'Albo dei ragionieri, ai sensi dell'art. 1 lett. c) D.P.R. 27 ottobre 1953 n. 1068).
1. Periti industriali - Albo professionale - Iscrizione - Divieto ex art. 7 R.D. 1929 n. 275 - Ammissibilità per i dipendenti del Registro aeronautico italiano.
1. Il divieto di iscrizione all'albo dei periti industriali, posto dall'art. 7 regolamento approvato con R.D. 11 febbraio 1929 n. 275, opera, nei confronti dei dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici non economici di cui all'art. 1 L. 20 marzo 1975 n. 70, solo quando l'ordinamento degli Enti medesimi fissi una preclusione assoluta all'esercizio dell'attività professionale e, pertanto, deve essere escluso nei riguardi dei dipendenti del R.A.I. (Registro aeronautico italiano) che siano inquadrati nel ruolo professionale, essendo agli stessi consentito, sia pure previa autorizzazione, di assumere incarichi professionali anche in favore di terzi (art. 20 D.P.R. 16 ottobre 1979 n. 509).
1. Periti industriali - Albo professionale - Iscrizione - Divieto per i pubblici dipendenti ex art. 7 R.D. 1929 n. 275 - Condizioni - Dipendenti I.N.A.I.L. - Inapplicabilità - Limiti.
1. Il divieto di iscrizione all'albo dei periti industriali, posto dall'art. 7 Regolamento approvato con R.D. 11 febbraio 1929 n. 275, opera, nei confronti dei dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici non economici di cui all'art. 1 L. 20 marzo 1975 n. 70, solo quando l'ordinamento degli Enti medesimi fissi una preclusione assoluta all'esercizio dell'attività professionale; pertanto, tale divieto deve essere escluso nei riguardi dei dipendenti dell'I.N.A.I.L., in virtù del riferimento contenuto nell'art. 10 Regolamento del personale di quell'Istituto all'art. 20 D.P.R. 16 ottobre 1979 n. 509, a norma del quale il personale appartenente al ruolo professionale, ove si riscontri uno specifico interesse dell'Ente, non può essere autorizzato di volta in volta ad assolvere, fuori dall'orario d'ufficio, incarichi di carattere professionale non attinenti ad attività di istituto, sempreché le relative spese ed onorari facciano carico a terzi.
Sent.C. Cass. 21/06/1995, n. 7012
1. Periti industriali - Albo professionisti - Iscrizione - Dipendenti U.S.L. - Divieto - Autorizzazione U.S.L. a svolgere attività di consulenza - Irrilevanza.
1. I dipendenti delle Unità sanitarie locali - attesa l'applicabilità nei loro confronti, ai sensi dell'art. 27 D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, del T.U. 10 gennaio 1957 n. 3, il cui art. 60 stabilisce che l'impiegato non può esercitare alcuna professione - non possono essere iscritti all'albo dei periti industriali, giusta la previsione del regolamento di cui al R.D. 11 febbraio 1929 n. 275, non rilevando in contrario la possibilità di autorizzazione, da parte della U.S.L. dalla quale il perito dipende ai sensi dell'art. 27 D.P.R. 20 maggio 1987 n. 270, dello svolgimento di una mera attività di consulenza.
Sent.C. Stato 05/12/1994, n. 983
1. Professionisti - Albo - Iscrizione - Controversia - Giurisdizione A.G.O.
1. L'affermazione della giurisdizione del giudice ordinario in tema di iscrizione ad un albo professionale comporta che sia esclusa una concorrente giurisdizione del giudice amministrativo in tema di impugnazione di atti emanati nello stesso procedimento.
1. Geometri - Albo professionale - Pensionati - Iscrizione - Possibilità ex art. 22 L. n. 773/82 - Ininfluenza dell'art. 7 R.D. n. 274/29 e art. 7 L. n. 773/82 cit.
1. La possibilità per i pensionati di essere iscritti all'albo dei geometri (che non può essere aprioristicamente negata in base al rilievo che i geometri pensionati potrebbero offrire le loro prestazioni a condizioni più vantaggiose per i clienti) è inequivocabilmente prevista dall'art. 22 L. 20 ottobre 1982 n. 773, mentre non può trarsi argomento in contrario né dalla mancata menzione di tali soggetti nell'art. 7 R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 - risolvendo tale norma il problema (che non può sussistere con riguardo ai pensionati) della compatibilità fra iscrizione all'albo e svolgimento attuale di attività di pubblico impiego -, né dall'art. 7 legge n. 773 del 1982, non potendo da questa norma trarsi un principio generale secondo il quale chi non può essere iscritto alla Cassa di previdenza non può essere iscritto all'albo.
1. Geometri - Dipendenti pubblici - Albo professionale - Iscrizione - Divieto ex art. 7 R.D. n. 274/1929 - Eventuale.
1. L'impossibilità, per i geometri dipendenti da Enti pubblici economici, di essere iscritti nell'Albo professionale ai sensi dell'art. 7 R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 postula l'esistenza, nell'ordinamento del personale di tali Enti, di un divieto assoluto, non derogabile mediante specifiche autorizzazioni, di svolgere attività professionale e, pertanto, in mancanza del divieto anzidetto, va esclusa con riguardo a geometra dipendente dall'Ente autonomo per l'acquedotto pugliese (Ente pubblico non economico).
Sent.C. Cass. 02/12/1993, n. 11947
1. In forza del disposto dell'art. 2231 C.c., l'esecuzione di una prestazione d'opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell'apposito albo previsto dalla legge, dà luogo a nullità assoluta del rapporto tra professionista e cliente, rilevabile anche d'ufficio e, privando il contratto di qualsiasi effetto, non attribuisce al professionista azione per il pagamento della retribuzione.
Sent.C. Cass. 26/08/1993, n. 9034
1. Periti agrari - Albo professionale - Iscrizione - Provvedimenti del Collegio nazionale su ricorsi contro le determinazioni dei Consigli locali - Impugnazione - Parti necessarie - Individuazione.
1. Nel giudizio di impugnazione davanti al giudice ordinario dei provvedimenti resi dal Collegio nazionale dei periti agrari sui ricorsi contro le determinazioni dei Consigli dell'Ordine locali in materia di iscrizione all'albo, è parte necessaria, oltre al professionista interessato ed al Pubblico ministero, anche il Collegio nazionale, quale autorità che ha emanato il provvedimento amministrativo definitivo oggetto di gravame ed unico titolare del diritto di difenderlo in sede di controllo giurisdizionale.
1. Ingegneri - Albo professionale - Iscrizione - Poteri del Consiglio dell'ordine Sindacato sulla capacità tecnica del professionista - Inammissibilità.
1. In sede di iscrizione nell'albo professionale del laureato in ingegneria che abbia superato l'esame di Stato e conseguito il relativo diploma di abilitazione, il Consiglio dell'ordine può riscontrare la sussistenza dei requisiti indicati nell'art. 2 L. 25 aprile 1938 n. 897 (specchiata condotta morale), ma - anche dopo il D.P.R. 20 maggio 1989 (modificativo dell'ordinamento didattico universitario relativamente ai corsi di laurea della facoltà di ingegneria) e la Direttiva C.E.E. n. 48 del 1989 - non può rinnovare la valutazione dell'idoneità tecnica del professionista definitivamente accertata col suddetto esame di Stato, né indagare sulla legittimità dell'esame medesimo e del provvedimento di abilitazione, neppure sotto il profilo della validità della laurea in relazione al piano di studi seguito, atteso che siffatto sindacato esula dalle attribuzioni del Consiglio dell'ordine, il quale è vincolato dall'efficacia abilitante del provvedimento, fino a quando esso non venga annullato dalla medesima Autorità amministrativa che lo ha emesso oppure dal giudice amministrativo in sede di impugnazione.
1. Geometra - Albo - Pensionati - Possibilità di iscrizione ex art. 22 L. 1982 n. 773
1. La possibilità dei pensionati di essere iscritti all'albo dei geometri (che non può essere aprioristicamente negata in base al rilievo che i geometri pensionati potrebbero offrire le loro prestazioni a condizioni più vantaggiose per i clienti), è inequivocabilmente prevista dall'art. 22 L. 20 ottobre 1982 n. 773, mentre non può trarsi argomento in contrario né dalla mancata menzione di tali soggetti nell'art. 7 R.D. Il febbraio 1929 n. 274 - risolvendo tale norma il problema (che non può sussistere con riguardo ai pensionati) della compatibilità fra iscrizione all'albo e svolgimento attuale di attività di pubblico impiego - né dall'art. 7 legge n. 773 del 1982 cit., non potendo da tale norma trarsi un principio generale secondo il quale chi non può essere iscritto alla Cassa di previdenza non può essere iscritto all'albo.
Sent. CGAR. Sicilia 01/03/1993, n. 81
Professionisti - Albo - Iscrizione - Controversie relative - Giurisdizione A.G.O.
1. In base ai principi generali le questioni relative all'iscrizione a un albo professionale (ad eccezione di quelle sulla legittimità di eventuali prove di idoneità) attengono a diritti soggettivi; pertanto, quando non siano attribuite a giurisdizioni speciali istituite prima del 1° gennaio 1948, sono devolute alla cognizione dell'autorità giudiziaria ordinaria.
Sent.C. Cass. 29/10/1992, n. 11785
1. Ingegneri e architetti - Iscrizione di ingegnere all'albo professionale - Poteri del Consiglio dell'ordine - Sindacato sulla capacità tecnica del richiedente l'iscrizione - Inammissibilità - Ragioni - Sopravvenienza L. 1989 n. 168 e direttiva C.E.E. 1989 n. 48 - Ininfluenza
1. In sede di iscrizione nell'albo professionale del laureato in ingegneria che abbia superato l'esame di Stato e conseguito il relativo diploma di abilitazione, il Consiglio dell'Ordine può riscontrare la sussistenza dei requisiti indicati nell'art. 2 L. 25 aprile 1938 n. 897 (specchiata condotta morale), ma non può rinnovare la valutazione della idoneità tecnica del professionista definitivamente accertata con il suddetto esame di Stato, né indagare sulla legittimità dell'esame medesimo e del provvedimento di abilitazione, neppure sotto il profilo della validità della laurea in relazione al piano di studi eseguito, atteso che siffatto sindacato esula dalle attribuzioni del Consiglio dell'Ordine, il quale è vincolato all'efficacia abilitante del provvedimento, fino a quando esso non venga annullato dalla medesima autorità amministrativa che lo ha emesso oppure dal giudice amministrativo in sede di impugnazione ; tale principio non trova deroga né con riguardo alla normativa della L. 9 maggio 1989 n. 168 relativa all'istituzione del Ministero dell'Università e della ricerca scientifica ed al D.P.R. 20 maggio 1989, sulla modifica dell'ordinamento didattico universitario ed al decreto rettorale di modifica dello statuto dell'Università «La Sapienza» relativamente alla facoltà di ingegneria, che ha reso più penetrante il controllo del Consiglio di facoltà sui piani di studi individuali predisposti dagli studenti, ma nulla dispone circa i potei! del Consiglio dell'Ordine in ordine alla valutazione dell'idoneità tecnica del professionista accertata con l'esame di Stato, come la direttiva C.E.E. n. 48 del 1989, che non faculta in alcun modo il Consiglio dell'Ordine di rifiutare - rivalutando la validità della laurea in relazione al piano di studio seguito - l'iscrizione al professionista che ha superato il relativo esame di Stato, per il fatto che una tale iscrizione potrebbe, in ipotesi, non consentire l'esercizio della professione in altro stato CEE..
1. Geometra - Dipendente dello Stato o di Ente pubblico non economico - Iscrizione nell'albo professionale - Divieto, ex art. 7, 1° e. R.D. 1929 n. 274 - Dipendente di Ente pubblico economico - Insussistenza del divieto - Incompatibilità con l'ordinamento dell'Ente - Rilevanza solo per sanzioni disciplinari. 2. Geometra - Cancellazione dell'albo - Notifica del provvedimento - Modalità (M.d.r.).
1. Il divieto, ai sensi dell'art. 7 1° c. R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 (regolamento per la professione di geometra), di iscrizione all'albo professionale, nell'ipotesi in cui l'ordinamento dell'Ente datore di lavoro non permetta l'esercizio della libera professione, concerne solo i geometri impiegati dello stato e degli altri Enti pubblici non economici, nei quali si identificano le «altre pubbliche amministrazioni» menzionate, insieme con lo Stato, da tale disposizione,- pertanto, i dipendenti degli Enti pubblici economici, attesa l'inapplicabilità nei loro confronti del divieto predetto, possono essere iscritti all'albo professionale dei geometri, non avendo a tal fine alcuna rilevanza l'incompatibilità sancita nell'ordinamento particolare dell'Ente datore di lavoro (per l'I.N.A. art. 5 R.D. 20 maggio 1926 n. 933), la quale esplica effetti nell'ambito del rapporto d'impiego, con la conseguenza, in caso di violazione del relativo precetto, dell'eventuale applicabilità di misure disciplinari. 2. La notifica delle decisioni del Consiglio del Collegio provinciale dei geometri in ordine alla iscrizione e alla cancellazione dall'albo deve essere effettuata agli interessati, come prescrive l'art. 15, 1° comma del R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 mediante raccomandata postale e non con atto dell'ufficiale giudiziario, modalità questa prescritta solo per le decisioni applicative delle sanzioni disciplinari indicate nel 3' comma del precedente art. 11 (censura, sospensione e cancellazione, da non confondersi con quella disposta per motivi non disciplinari). (M.d.r.)
Sent.C. Cass. 08/08/1991, n. 8641
1. Professionisti - Albo professionale - Tassa annuale di iscrizione - Controversie - Giurisdizione
1. Con riguardo alla tassa annuale di iscrizione all'albo professionale (nella specie, albo dei geometri), deve essere affermata la giurisdizione del giudice amministrativo, quando si verta in tema d'impugnazione della deliberazione resa dal Consiglio dell'Ordine o del Collegio professionale sulla determinazione dei criteri liquidatori, trattandosi di provvedimento generale, adottato nell'esercizio di potere amministrativo di autorganizzazione, e rispetto al quale le posizioni dell'iscritto hanno natura di meri interessi legittimi, mentre va affermata la giurisdizione del giudice ordinario, quando sia in discussione il singolo atto impositivo e, quindi, il diritto del destinatario a non essere soggetto ad esborsi se non nei casi e nella misura consentita dalla legge.
Sent.C. Stato 13/12/1990, n. 1050
1. Professionisti - Iscrizione all'albo - Funzione - Preordinazione all'esercizio dell'attività professionale.
1. L'iscrizione all'albo professionale è preordinata proprio all'esercizio di attività professionale e ne costituisce l'indice formale di essenziale rilievo, quale che sia poi l'effettivo esplicarsi di essa, legato a circostanze contingenti e variabili, di per sé di difficile accertamento.
Sent.C. Cass. 10/11/1990, n. 10858
1. Professionisti - Iscrizione all'albo - Atto di accertamento costitutivo che opera erga omnes - Sindacato dell'A.G.O. - Inammissibilità.
1. L'iscrizione nell'albo professionale configura un atto di accertamento costitutivo dello status del professionista che opera erga omnes fino a quando non intervenga un provvedimento di cancellazione, con la conseguenza che nelle controversie relative a rapporti di lavoro, aventi come presupposto l'iscrizione, deve escludersi che il giudice ordinario possa effettuare un sindacato incidentale sulla legittimità dell'iscrizione stessa, al fine della sua eventuale disapplicazione, salva la facoltà del datone di lavoro di intimare il licenziamento per giusta causa in difetto di un requisito stabilito per l'iscrizione all'albo e che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.
Sent.C. Cass. 14/03/1990, n. 2077
1. Geometri - Albo professionale - Iscrizione - Requisiti ex L. 1985 n. 75 - Periodo di pratica e superamento di apposito esame di Stato - Ambito di applicazione ex art. 3 L. 1985 n. 75 - Contrasto con art. 3 Cost. - Esclusione.
1. In tema d'iscrizione all'albo professionale dei geometri, la L. 7 marzo 1985 n. 75, la quale richiede, per tale iscrizione, non solo il possesso del diploma di geometra, ma anche il conseguimento dell'abilitazione professionale, previo superamento, al termine di un determinato periodo di pratica, di apposito esame di Stato, trova applicazione, ai sensi della disposizione transitoria contenuta nell'art. 3 L. n. 75 cit., nei confronti di tutti coloro che non siano già iscritti alla data dell'entrata in vigore della L. cit., mentre non rileva in proposito che abbiano in precedenza ottenuto detto diploma (salva restando la computabilità del periodo di pratica già svolto); tale principio manifestamente non pone la citata norma transitoria in contrasto con l'art. 3 Cost., trattandosi di una difforme regolamentazione di situazioni obiettivamente diverse, rispetto alla sopravvenienza della nuova disciplina.
1. Periti industriali - Albo - Iscrizione - Diploma necessario - Individuazione - Sindacabilità da parte del Consiglio dell'Ordine - Esclusione - Q.L.C. ex art. 33, 5° c., Cost. - Infondatezza.
1. Al fine dell'iscrizione nell'albo dei periti industriali (nonché del diritto al relativo titolo), il diploma richiesto dagli artt. 1 e 4 primo comma lett. c) del regolamento professionale, approvato con R.D. 11 febbraio 1929 n. 275, si identifica in quello conseguito in base alle norme dell'ordinamento degli esami di stato in vigore al momento della domanda d'iscrizione, incluso, pertanto, il diploma di maturità tecnica, previsto nella revisione di detto ordinamento di cui al D.L. 15 febbraio 1969 n. 9 (convertito, con modificazioni, in L. 5 aprile 1969 n. 119), senza che possa riconoscersi al Consiglio dell'Ordine la possibilità di sindacare l'idoneità del diploma stesso ad assicurare la preparazione necessaria all'esercizio professionale; tale principio non pone le citate norme regolamentari in contrasto con l'art. 33, 5° c., Cost., il quale, nel prescrivere l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio professionale, non osta a che il legislatore ordinario equipari od unifichi l'esame conclusivo degli studi con la prova di attitudine alla professione.
Sent.C. Stato 06/07/1988, n. 909
1. Professionisti - Albo professionale - Iscrizione - Requisiti - Accertamento - Attribuzioni dell'ordine professionale - Limiti - Controversie - Giurisdizione A.G.O.
1. L'Ordine professionale che è preposto alla tenuta dell'albo non ha la facoltà di valutare se la richiesta di iscrizione corrisponda all'interesse pubblico, ma ha soltanto il compito di verificare se l'aspirante sia in possesso dei requisiti all'uopo normativamente prescritti che, ove sussistenti, danno diritto all'iscrizione predetta; pertanto, poiché la connessa tutela giurisdizionale si pone non già in relazione ad un'attività discrezionale amministrativa, ma a salvaguardia, in via diretta ed immediata, della posizione del privato, che si configura come diritto soggettivo, la conseguente tutela giurisdizionale spetta al giudice ordinario.
1. Geometri - Albo professionale - Iscrizione - Divieto per impiegati ex art. 7 R.D. 1929 n. 274 - Inapplicabile ai dipendenti di Istituti di credito privato.
1. Il divieto d'iscrizione nell'Albo professionale dei geometri, di cui all'art. 7 R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, riguarda gli impiegati dello Stato o delle altre Pubbliche amministrazioni (ove i rispettivi ordinamenti non consentano l'esercizio della professione), e, quindi, non è applicabile alla diversa ipotesi dei dipendenti degli Istituti di credito di diritto privato (nella specie, Banca popolare di Siracusa).
Sent.C. Cass. 28/01/1988, n. 744
1. Periti industriali - Albo - Iscrizione - Requisiti - Diploma di maturità per tecnico delle industrie meccaniche - Insufficienza.
1. Il diploma di maturità per tecnico delle industrie meccaniche, conseguito presso un Istituto professionale, non abilita all'iscrizione nell'albo professionale dei periti industriali, in considerazione della sua non equiparabilità al diploma di perito industriale rilasciato dagli Istituti tecnici industriali, se non ai limitati fini contemplati dall'art. 3 L. 27 ottobre 1969 n. 754 (accesso ad impieghi pubblici e studi universitari).
1. Ingegneri - Albo professionale - Iscrizione - Requisiti - Accertamento - Attribuzioni del Consiglio dell'ordine - Limiti.
1. Al fine dell'iscrizione all'albo professionale del laureato in ingegneria che abbia superato l'esame di Stato e conseguito il relativo diploma di abilitazione, il Consiglio dell'ordine degli ingegneri non ha il potere di sindacare i presupposti di detta abilitazione, ivi inclusa la regolarità del corso di studi, ma resta in proposito vincolato dal relativo provvedimento, fino a quando non venga rimosso nelle competenti sedi amministrative o giurisdizionali.
Sent.C. Cass. 16/12/1987, n. 9318
1. Geometri - Albo professionale - Iscrizione - Requisiti ex L. 1985 n. 75 - Geometri prima non iscritti - Applicabilità - Diploma conseguito anteriormente - Irrilevanza - Contrasto con art. 3 Cost. - Insussistenza.
1. In tema d'iscrizione all'albo professionale dei geometri, la L. 7 marzo 1985 n. 75, la quale richiede, per tale iscrizione, non solo il possesso del diploma di geometra, ma anche il conseguimento dell'abilitazione professionale, previo superamento, al termine di un determinato periodo di pratica, di apposito esame di Stato, trova applicazione, ai sensi della disposizione transitoria di cui all'art. 3, nei confronti di tutti coloro che non siano già iscritti alla data dell'entrata in vigore della legge cit., mentre non rileva in proposito che abbiano in precedenza ottenuto detto diploma (salva restando la computabilità del periodo di pratica già svolto); tale principio manifestamente non pone la citata norma transitoria in contrasto con l'art. 3 Cost., trattandosi di una difforme regolamentazione di situazioni obiettivamente diverse, rispetto alla sopravvenienza della nuova disciplina.
Sent.C. Stato 09/06/1986, n. 432
1. Professionisti - Albo - Iscrizione - Controversie con l'ordine professionale - Giurisdizione A.G.O..
1. Gli Ordini professionali, nell'esaminare le istanze di iscrizione ai relativi albi, devono solo verificare se l'aspirante sia in possesso dei requisiti prescritti dalla legge, senza operare alcuna valutazione del pubblico interesse ad accogliere la domanda; le controversie in materia rientrano, pertanto, nella giurisdizione del giudice ordinario e non in quella del giudice amministrativo.
1. L’esecuzione di una prestazione d’opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell’apposito albo previsto dalla legge, dà luogo, ai sensi degli artt. 1418 e 2231 C.c., a nullità assoluta del rapporto tra professionista e cliente, privando il contratto di qualsiasi effetto, sicché il professionista non iscritto all’albo o che non sia munito nemmeno della necessaria qualifica professionale per appartenere a categoria del tutto differente, non ha alcuna azione per il pagamento della retribuzione, nemmeno quella sussidiaria di arricchimento senza causa. Peraltro, al fine di stabilire se ricorra la nullità prevista dall’art. 2231 C.c., occorre verificare se la prestazione espletata dal professionista rientri in quelle attività che sono riservate in via esclusiva a una determinata categoria professionale, essendo l’esercizio della professione subordinato per legge all’iscrizione in apposito albo o ad abilitazione.

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 art. 60
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