Source: https://isolapulita.wordpress.com/2012/05/03/scioglimento-del-consiglio-comunale-e-provinciale-casistica/
Timestamp: 2017-07-22 04:36:23+00:00

Document:
Scioglimento del consiglio comunale e provinciale, casistica | isolapulita
May 2012	Leave a Comment	Scioglimento del consiglio comunale e provinciale, casistica	NORMATIVA
LEGGE 8 giugno 1990, n. 142 – art. 37, 37 bis, 39 >
DECRETO LEGISLATIVO 25 febbraio 1995, n. 77 – artt. 36, 80, 93 >
DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 1997, n. 9 – art. 6 >
norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Friuli – Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni
LEGGE REGIONALE 4 luglio 1997, n. 23 – art. 23 >
norme urgenti per la semplificazione dei procedimenti amministrativi, in materia di autonomie locali e di organizzazione dell’Amministrazione regionale
DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 – art. 52, 143 >
LEGGE REGIONALE 26 febbraio 2001, n. 4 >
LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2003, n. 21 – art. 1, cc. 10, 11 >
norme urgenti in materia di enti locali, nonché di uffici di segreteria degli Assessori regionali
Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 – art. 119 >
MINISTERO DELL’INTERNO – 7 giugno 1990, n. 17102/127/1-Uff.3° >
MINISTERO DELL’INTERNO – Ufficio rapporti con gli amministratori degli enti locali, 8 aprile 1998, n. 4/98 >
MINISTERO DELL’INTERNO – Direzione generale dell’amministrazione civile, 30 giugno 1999, n. 2/99 >
scioglimenti delle amministrazioni locali, disposti ai sensi dell’art. 15-bis della legge n. 55/1990
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Direzione regionale per le autonomie locali, 2 novembre 2000, prot. n. 11701/1.10 >
applicabilità nella Regione Friuli-Venezia Giulia del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267
MINISTERO DELL’INTERNO – Direzione centrale delle autonomie, 6 settembre 2001, n. 7 >
prerogative del vicesindaco
MINISTERO DELL’INTERNO, 7 giugno 2004, n. 25000/3038/200401489 >
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Direzione centrale per le relazioni internazionali e per le autonomie locali, 2 agosto 2004, prot. n. 15334/1.10 >
legge regionale 11 dicembre 2003, n. 21. Soppressione del Comitato di Garanzia
ALTRA DOCUMENTAZIONE MINISTERO DELL’INTERNO – Ufficio rapporti con gli amministratori degli enti locali, 8 gennaio 1999, prot. n. 15925/71 >
concernente l’effetto dissolutorio delle dimissioni presentate dalla metà più uno dei consiglieri e la conseguente preclusione dell’esercizio del potere di surroga da parte del consiglio
MINISTERO DELL’INTERNO – Ufficio rapporti con gli amministratori degli enti locali, 8 febbraio 1999, prot. n. 15967/67 >
concernente la non applicabilità della procedura di scioglimento quando l’ente ha approvato il bilancio, anche se l’atto deliberativo di approvazione è affetto da vizi di forma
MINISTERO DELL’INTERNO – Direzione generale dell’amministrazione civile, 20 aprile 2000, prot. n. 15900/L.265/99/23 >
concernente il caso di decesso del sindaco, conseguente decadenza del consiglio e della giunta che rimangono in carica sino al rinnovo degli organi, e svolgimento delle funzioni da parte del vicesindaco
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio elettorale, 15 settembre 2000, prot. n. 10005/1.3.16 >
applicabilità degli artt. 37 bis e 39 della l. 142/1990 nella Regione Friuli Venezia Giulia
CONSIGLIO DI STATO – I Sezione, 14 giugno 2001, n. 501/2001 >
concernente: 1) i pieni poteri del vicesindaco nel periodo di reggenza fino alla convocazione dei comizi; 2) la necessaria nomina del commissario prefettizio nel caso di successivo impedimento, rimozione o decesso del vicesindaco reggente
CONSIGLIO DI STATO – I Sezione, 13 marzo 2002, n. 762/2002 >
concernente l’efficacia temporale dei decreti di scioglimento dei consigli
MINISTERO DELL’INTERNO, giugno 2002 >
concernente la data di decorrenza delle dimissioni del sindaco
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio affari istituzionali e sistema autonomie locali, 5 aprile 2005, prot. n. 5658/1.3.16 >
mozione di sfiducia. Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, art. 52, comma 2
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio elettorale, 20 luglio 2005, prot. n. 12231/1.3.11 >
comune di …. Approvazione rendiconto gestione 2004 – Riscontro a nota di data 16 luglio 2005
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio affari istituzionali e sistema autonomie locali, 20 luglio 2006, prot. n. 12022 >
dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri. Modalità di presentazione
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio affari istituzionali e sistema autonomie locali, 21 luglio 2006, prot. n. 12162 >
dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri comunali. Invalidità di alcune delle dichiarazioni di dimissioni. Conseguenze
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio affari istituzionali e sistema autonomie locali, 16 gennaio 2007, prot. n. 689 >
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio affari istituzionali e sistema autonomie locali, 3 luglio 2008, prot. n. 10878 >
oggetto: impossibilità di riunione del consiglio comunale per mancanza del numero legale
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – Servizio affari istituzionali e sistema autonomie locali, dicembre 2008 >
lo scioglimento anticipato dei consigli degli enti locali nel Friuli Venezia Giulia. Vademecum ad uso degli amministratori, dei funzionari degli enti e dei commissari
CORTE COSTITUZIONALE 23 giugno – 11 luglio 1961, n. 40 >
tra le diverse mozioni che dell’ordine pubblico si hanno nella legislazione, la nozione da accettarsi, ai fini dello scioglimento dei consigli comunali, è quella che attiene alla sicurezza ed alla quiete pubblica
CONSIGLIO DI STATO – Adunanza plenaria, 24 luglio 1997, n. 15 >
con la l. 142/90 il legislatore ha innovato la materia eliminando la previsione della presa d’atto delle dimissioni da parte del consiglio; con le modifiche normative del 1993 le dimissioni dei consiglieri vanno assoggettate al regime giuridico dell’art. 31 della l. 142/90 (surroga) se infra dimidium, ovvero vanno assoggettate al regime giuridico dell’art. 39 (scioglimento del consiglio) se ultra dimidium
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 22 settembre 1999, n. 1142 >
l’omessa deliberazione dello stato di dissesto integra l’ipotesi di scioglimento del consiglio di cui all’art. 39, comma 1, lett. a), della l. 142/1990
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Campania – Napoli: I Sezione, 23 gennaio 2002, n. 443 >
ai sensi dell’art. 39, comma 1, lett. b), n. 2) della l. 142/90, è legittimo lo scioglimento del consiglio comunale per dimissioni ultra dimidium dei consiglieri, a nulla rilevando che le dette dimissioni sono state presentate al sindaco anziché al consiglio
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 6 maggio 2003, n. 2382 >
le dimissioni di oltre la metà dei consiglieri comunali, rassegnate nello stesso giorno, ma presentate al protocollo del comune non insieme, ma in orari differenti e con atti diversi e separati, non sono idonee a determinare lo scioglimento del consiglio
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 4 giugno 2003, n. 3082 >
ai fini dello scioglimento del consiglio comunale ex art. 39, comma 1, lett. b), n. 2-bis) della l. 142/1990, i componenti del consiglio comunale sono i consiglieri che effettivamente fanno parte del consiglio, non invece quelli astrattamente previsti dalla norma. Ciò consente, in carenza di candidature, l’abbassamento del quorum per la costituzione dei consigli comunali
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Sardegna, 5 giugno 2003, n. 689 >
la legge ammette l’approvazione tardiva del bilancio, prevedendo il subentro del Commissario ad acta per la formazione del progetto di bilancio e la fissazione del termine massimo di 20 giorni per la successiva approvazione da parte del consiglio comunale
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Campania – Napoli: I Sezione, 16 ottobre 2003, n. 12811 >
nel caso di scioglimento anticipato del consiglio comunale per autodissoluzione, sono sciolti anche i consigli di circoscrizione e i componenti di tali organi decadono senza poter esercitare le funzioni sino all’insediamento dei nuovi
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 4 febbraio 2004, n. 371 >
la singola manifestazione di volontà del consigliere diretta allo scioglimento del consiglio, incorporandosi nell’intesa con la volontà di altri consiglieri e dando vita alla successiva comune dichiarazione, non è più ritrattabile. Non sussiste l’obbligo, previsto dalla l. 241/90, di comunicare agli interessati l’avvio del procedimento
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Puglia – Lecce: I Sezione, ordinanza 28 settembre 2005, n. 1144 >
l’atto contestuale di dimissioni dei consiglieri ha natura di atto solidale collettivo che unifica una pluralità di dimissioni in un fine specifico e convenuto. Tali dichiarazioni sono valide per il raggiungimento della comune finalità, per cui l’invalidità di alcune rende inutile l’intero atto contestuale: in tal caso l’atto può essere reiterato dagli stessi consiglieri, non comportando le dimissioni ex art. 141 t.u. 267/2000 le dimissioni dalla carica e la conseguente surroga
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 9 ottobre 2006, n. 6006 >
le dimissioni della maggioranza dei consiglieri producono automaticamente un effetto di obiettiva gravità nella vita politica della comunità locale e pertanto sono sottoposte a formalità tra cui, se non presentate personalmente, la necessità di essere corredate dall’autenticazione della firma
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Sardegna – II Sezione, 8 febbraio 2007, n. 98 >
è compito del consiglio comunale procedere alla verifica dei requisiti di eleggibilità del sindaco legalmente previsti, tra cui vi è il rispetto del divieto di terzo mandato. Consentire ad un soggetto ineleggibile di guidare le sorti del comune, indica la volontà di persistere in un’ipotesi di violazione di legge. È pertanto legittimo l’esercizio del potere di scioglimento del consiglio che abbia ritenuto di convalidare la nomina del sindaco, nonostante la prescrizione normativa cogente che ne preclude l’eleggibilità al terzo mandato
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Sicilia – Catania: II Sezione, 8 febbraio 2007, n. 236 >
lLa delibera con cui il consiglio comunale deliberi la mozione di sfiducia al sindaco deve essere motivata con riferimento a circostanza e fatti accaduti a pena di illegittimità. È idonea una motivazione incentrata sulla diversità degli orientamenti politici del sindaco rispetto alla sua maggioranza, anche se non riferita a precise inadempienze rispetto al programma elettorale
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 12 giugno 2007, n. 3137 >
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Lazio – I Sezione ter, 26 giugno 2007, n. 5802 >
la sentenza, pur di secondo grado, che dichiara l’ineleggibilità del sindaco per raggiungimento del limite dei mandati non è causa di nullità delle elezioni. È pertanto illegittimo il provvedimento del Prefetto di nomina di un commissario in quanto l’ente locale può essere retto dal vicesindaco sino al primo turno elettorale utile
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Puglia – Bari: III Sezione, 31 gennaio 2008, n. 119 >
CONSIGLIO DI STATO – V sezione, sentenza 9 giugno 2008, n. 2765 >
in caso di decadenza dalla carica di Sindaco dovuta a causa di incandidabilità originaria ed irremovibile – divieto del terzo mandato – è legittimo il commissariamento dell’ente locale ai sensi dell’art. 19, del R.D. 383/1934
CONSIGLIO DI STATO – VI Sezione, 12 agosto 2009, n. 4936 >
nel caso di dimissioni contestuali dalla carica, l’invalidità di uno solo degli atti di dimissione incide sulla validità dell’intero procedimento e non si può procedere alla surroga del consigliere le cui dimissioni siano regolari. Tuttavia, ciascun atto di dimissione individuale contestuale presentato ai fini dello scioglimento del consiglio comunale deve essere presentato ai sensi delle previsioni di cui all’art. 38 del D.Lgs. 267/2000. La mancata autenticazione delle firme dei consiglieri dimissionari può ritenersi sanata dall’attestazione del segretario generale della loro apposizione alla sua presenza
CORTE COSTITUZIONALE 19 marzo 1993, n. 103 >
scioglimento (del consiglio comunale) per infiltrazioni della criminalità organizzata
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Lazio – I Sezione, 16 settembre 1993, n. 1295 >
scioglimento per mancata approvazione nei termini del bilancio
TRIBUNALE – Palermo, 27 novembre 1999 >
legittimazione a ricorrere e giurisdizione competente
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Puglia – Lecce: I Sezione, 18 dicembre 2001, n. 7955 >
dimissioni “ultra dimidium” e mozione di sfiducia
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Puglia – Lecce: I Sezione, 2 aprile 2003, n. 1574 >
dimissioni “ultra dimidium”
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 21 novembre 2003, n. 7633 >
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Campania – Napoli: I Sezione, 29 gennaio 2004, n. 846 >
CONSIGLIO DI STATO – IV Sezione, 22 giugno 2004, n. 4467 >
scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata
CONSIGLIO DI STATO – IV Sezione, 15 novembre 2004, n. 7455 >
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 16 marzo 2005, n. 1081 >
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 5 ottobre 2005, n. 5368 >
dimissioni contestuali
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Piemonte – II Sezione, 22 ottobre 2005, n. 3278 >
partecipazione al procedimento di scioglimento del consiglio comunale
CONSIGLIO DI STATO – V Sezione, 23 agosto 2006, n. 4946 >
scioglimento per infiltrazioni o condizionamento di tipo mafioso
CONSIGLIO DI STATO – VI Sezione, 5 ottobre 2006, n. 5948 >
CONSIGLIO DI STATO – VI Sezione, 13 marzo 2007, n. 1222 >
legittimità degli atti di scioglimento
CORTE COSTITUZIONALE – 5 novembre 2007, n. 373 >
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE – Calabria, Catanzaro: I Sezione, 2 aprile 2008, n. 346 >
presentazione personale delle dimissioni al protocollo
CONSIGLIO DI STATO – IV Sezione, 21 maggio 2008, n. 2407 >
scioglimento per mancata approvazione riequilibri di bilancio
http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/opencms/AALL/Elezioni/GuidaElezAmm/o/o1/
Posted in Uncategorized and tagged casistica, Scioglimento del consiglio comunale e provinciale	Single Post Navigation	← Older Entry	Newer Entry →	Leave a Reply Cancel reply	Enter your comment here...

References: art. 37
 art. 6
 art. 23
 art. 52
 art. 1
 art. 119
 art. 52
 art. 39
 art. 141
 sentenza