Source: http://docplayer.it/35367188-Sorveglianza-sanitaria.html
Timestamp: 2018-11-13 03:12:16+00:00

Document:
Cristiano Cipriani
1 SORVEGLIANZA SANITARIA Riferimenti normativi Art. 2, comma 2, lettera h) Il Medico Competente ARGOMENTI Definizione Il medico competente viene definito come medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all articolo 29, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti previsti dal decreto. L attività del medico competente (art. 39 comma 1 D. Lgs. 81/08) deve essere svolta secondo i principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH), nel rispetto del codice deontologico professionale. Il datore di lavoro assicura al medico competente le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone l autonomia (art. 39 comma 4 D. Lgs. 81/08) Gli ambiti in cui opera il medico competente possono essere suddivisi in 3 tradizionali macro aree: Art. 25, lettera a) - Attività collaborative e partecipative; - Sorveglianza sanitaria; - Attività informative-formative. Attività collaborative e partecipative del medico competente Le funzioni di collaborazione del medico competente con il datore di lavoro ed il servizio di prevenzione e protezione sono state fortemente ampliate e valorizzate nel nuovo decreto (si veda anche l art.28 comma 1 lett. e) che prevede l indicazione del nominativo del medico competente che ha partecipato alla valutazione dei rischi) nell ambito degli obblighi del medico competente, come descritto all art. 25: 1. Valutazione dei rischi con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria; 2. Predisposizione dell attuazione delle misure per la tutela della salute e dell integrità psico-fisica dei lavoratori; 3. Attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, in particolare sui fattori di rischio per la salute e sui livelli di esposizione, 4. Organizzazione del servizio di primo soccorso considerando tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro; 5. Attuazione e valorizzazione di programmi volontari di promozione della Pag. 1 a 10
2 Art. 2, lettera m), Art. 25 e 41 Art. 25, lettera b) Art. 25, lettera m) salute, secondo i principi della responsabilità sociale. La Sorveglianza Sanitaria Definizione La sorveglianza sanitaria è l insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell attività lavorativa, come definite all art.2, lettera m del Lgs. 81/08. Obiettivi della sorveglianza sanitaria Tutela dello stato di salute e scurezza dei lavoratori attraverso: - Valutazione della compatibilità tra condizioni di salute e compiti lavorativi. - Individuazione degli stati di ipersuscettibilità individuale ai rischi lavorativi. - Verifica dell efficacia delle misure di prevenzione dei rischi attuate in azienda. Strumenti della sorveglianza sanitaria: gli accertamenti sanitari specialistici. Gli accertamenti sanitari specialistici previsti per i lavoratori sono riportati all interno del protocollo sanitario definito dal medico competente in funzione dei rischi specifici presenti in azienda e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati (art. 25, comma 1 lettera b D. Lgs. 81/08); il protocollo sanitario va considerato parte integrante dello stesso documento di valutazione dei rischi (art. 29, comma 1): gli accertamenti sanitari devono essere sempre e comunque mirati al rischio e il meno invasivi possibili (art. 229, comma 4 D. Lgs. 81/08), secondo i già citati principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH). Inoltre, ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria, il medico competente partecipa alla programmazione del controllo dell esposizione dei lavoratori (indagini ambientali e di monitoraggio biologico) i cui risultati gli sono forniti con tempestività (art. 25, comma 1 lettera m) D. Lgs. 81/08). Gli accertamenti sanitari effettuati dal medico competente sono finalizzati ad esprimere un giudizio d idoneità alla mansione specifica assegnata al lavoratore da parte del datore di lavoro. Si ricorda che per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria in materia di lavoro notturno, gravidanza, disabili e minori si continua a far riferimento alle normative specifiche. Gli accertamenti sanitari possono essere effettuati (D. Lgs. 81/08 art. 41, comma 3): a) In fase pre-assuntiva (tale divieto diviene esecutivo a partire dal 1 gennaio 2009 anche se era già previsto dalla normativa precedente); b) Per accertare stati di gravidanza; c) In altri casi vietati dalla normativa vigente: accertamento dello stato di sieropositività per HIV (Legge 135 del , art. 6), esami che espongano essi stessi a fattori di rischio (radiografie o esami invasivi) se non esiste precisa indicazione clinica o esami finalizzati a verificare il possesso di particolari requisiti e non correlati ai rischi cui il lavoratore è esposto. Il monitoraggio biologico è obbligatorio per i lavoratori esposti agli agenti per i quali è stato fissato un valore limite biologico (attualmente soltanto per la piombemia come riportato all allegato XXXIX del D. Lgs. 81/08). Il monitoraggio biologico risulta Pag. 2 a 10
3 inoltre utile per la valutazione dello stato di salute dei lavoratori nel caso di esposizione a sostanze chimiche laddove sono consolidati i valori limite di esposizione fissati dalle maggiori agenzie internazionali (es: nichel, cromo, ac ippurico, metilippurico urinari, ). Dei risultati di tale monitoraggio viene informato il lavoratore interessato. Come riportato all art. 229, comma 3 del D. Lgs. 81/08, i risultati di tale monitoraggio, in forma anonima, vengono allegati al documenti di valutazione dei rischi e comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori. Gli adempimenti relativi alla sorveglianza sanitaria vengono demandati al datore di lavoro (art. 2, comma 1 lettera b del D. Lgs. 81/08) che viene identificato come il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o il soggetto che ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa, come individuato del documento di valutazione dei rischi. Pertanto in quelle situazioni che potremmo definire di lavoro atipico in quanto il titolare del rapporto di lavoro non coincide con il datore di lavoro dell azienda in cui il lavoratore presterà la sua opera, gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/08 sono generalmente ripartiti fra il fornitore (obblighi generici) e l utilizzatore (obblighi specifici). La sorveglianza sanitaria in quanto atto medico inscindibile dai rischi specifici presenti nell azienda in cui lavoratore opera, è un obbligo demandato all utilizzatore. Al contrario, per i soci lavoratori di cooperative e per i lavoratori volontari tutti gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/08 sono a carico del datore di lavoro delle stesse cooperative o associazione di volontariato anche se i lavoratori prestano la loro opera presso una ditta utilizzatrice. All art. 3, comma 2, si precisa che nei riguardi delle organizzazioni di volontariato (di cui alla legge 1 agosto 1991, n. 266), le disposizioni del presente decreto sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletati o alle peculiarità organizzative, individuate entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988 n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro e della prevenzione sociale, della salute e delle riforme. Art. 41, comma 2 Vanno considerati come lavoratori autonomi per esempio: padroncini, coltivatori diretti, libero-professionisti. In tale caso è facoltà del lavoratore, e occorre che questa facoltà venga promossa e raccomandata soprattutto nei settori a maggior rischio come agricoltura ed edilizia, sottoporsi o meno a sorveglianza sanitaria a proprie spese, ma l utilizzatore del servizio può, e in alcuni casi deve (per le mansioni per le quali è previsto l obbligo di accertamento in assenza di condizioni di alcol dipendenza o di assunzione di sostanze psicotrope o stupefacenti), richiedere il certificato di idoneità alla mansione specifica rilasciato da un medico competente. Modalità di svolgimento degli accertamenti sanitari La sorveglianza sanitaria comprende (art. 41, comma 2): TIPOLOGIA: QUANDO: SCOPI: Accertamenti Dopo l assunzione e - Constatare l assenza di medici prima di adibire il controindicazioni al lavoro Pag. 3 a 10
4 preventivi lavoratore alla mansione Accertamenti medici periodici Accertamenti medici su richiesta del lavoratore Accertamenti medici alla cessazione del rapporto di lavoro Di norma annuali Eseguiti con periodicità stabili per legge Fissati dal medico competente in funzione dei risultati della valutazione dei rischi Qualora sia ritenuta dal medico compente correlata ai rischi professionali o alle condizioni di salute del lavoratore suscettibili di peggioramento a causa dell attività lavorativa svolta In caso di esposizione a rischio chimico, rischio biologico (G. III e IV), rischio da esposizione a cancerogeni e mutageni Pag. 4 a 10 cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica. - Verificare la compatibilità della mansione affidata con specifiche condizioni di salute del soggetto in indagine - Controllare nel tempo lo stato di salute - Controllare l insorgenza di eventuali modificazioni precoci dello stato di salute causati dall esposizione a fattori specifici di rischio professionale - Esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica - Verificare l efficienza delle misure di prevenzione e protezione dei rischi Rivalutare l idoneità alla mansione specifica svolta dal lavoratore - Valutare lo stato di salute del lavoratore - Fornire eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare - Fornire eventuali indicazioni sull opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti anche dopo la cessazione dell esposizione Valutare l idoneità alla nuova mansione svolta dal lavoratore Accertamenti Prima di adibire il medici in lavoratore a nuovo occasione del profilo di rischio cambio della mansione Raccomandiamo inoltre, anche se non previsto all art. 41 del D. Lgs. 81/08, l effettuazione di accertamenti medici al rientro dal lavoro dopo prolungato periodo di assenza dovuto a malattia comune, malattia professionale, infortunio sul lavoro o
5 grave incidente, al fine di verificare il mantenimento dell idoneità alla mansione specifica o per ricollocare il lavoratore in un eventuale nuova mansione. Tali accertamenti si dovranno comunque svolgere su richiesta del lavoratore. Accertamenti medici su richiesta del datore di lavoro per controllare l idoneità fisica o le assenze per infermità del lavoratore possono essere effettuati soltanto attraverso le Commissioni medico-legali attivate ai sensi dell art. 5 dello Statuto dei Lavoratori, presso ogni ULSS ed i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti per territorio. Per quanto riguarda gli accertamenti medici periodici, l organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente, come stabilito all art. 41, comma 2, lettera b). Art. 25 La cartella sanitaria e di rischio Per ogni lavoratore viene istituito e periodicamente aggiornata una cartella sanitaria dove sono annotate le condizioni psicofisiche di ogni lavoratore, compresi i risultati degli accertamenti strumentali, di laboratorio e specialisti, eventuali livelli di esposizione professionale individuali forniti dal servizio di prevenzione e protezione ( come suggerito all allegato n. 3a), nonché il giudizio di idoneità. La cartella sanitaria e di rischio, deve soddisfare i requisiti minimi contenuti nell allegato n. 3 del D. Lgs. 81/08 e può essere predisposta su formato cartaceo o informatizzato secondo quanto previsto all art. 53 (conformemente alle indicazioni previste da decreto sulla gestione dei documenti informatizzati e al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di protezione dei dati personali) (art. 41, comma 5). CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO 1. Deve essere istituita e aggiornata periodicamente dal medico competente per ciascun lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria (art. 25, lettera c)); 2. Deve essere custodita sotto la responsabilità del medico competente con salvaguardia del segreto professionale (art. 25, lettera c)); 3. Nel caso di aziende con più di 15 dipendenti il luogo di custodia delle cartelle sanitarie deve essere concordato con il datore di lavoro (art. 25, lettera c)); 4. Deve essere firmata sul frontespizio dal datore di lavoro di lavoro (vedi Allegato 3 ); 5. Deve essere firmata dal lavoratore per presa visione dei dati anamnestici e clinici e del giudizio di idoneità alla mansione, delle informazioni relative alle modalità di conservazione della stessa o di eventuali accertamenti sanitari cui il lavoratore deve sottoporsi anche dopo la cessazione dell attività lavorativa (vedi Allegato 3a); 6. Su richiesta deve essere fornita copia al lavoratore; 7. In caso di cessazione dell attività dell azienda o di risoluzione del rapporto di lavoro deve essere consegnata la documentazione sanitaria del medico Pag. 5 a 10
6 competente al lavoratore, che firmerà la ricevuta (art. 25, comma 1 lettera e)); 8. In caso di cessazione dell incarico il medico competente deve consegnare la documentazione sanitaria in suo possesso, sempre con salvaguardia del segreto professionale, al datore di lavoro, che firmerà per ricevuta (art. 25, letta d)). Art. 41, comma 4 Legge n. 125 del 30 marzo 2001 Nelle azienda in cui vi è rischio di esposizione ad agenti pericolosi cancerogeni, mutageni o biologici (Gr. III e IV) la normativa vigente prevede l obbligo per il datore di lavoro di istituire ed aggiornare un registro dei lavoratori esposti. Nel caso di lavoratori esposti tali agenti, alla cessazione del rapporto di lavoro o all attività dell azienda, il datore di lavoro invio all istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro ISPESL la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro dei lavoratori esposti, sempre con salvaguardia del segreto professionale, e ne consegna copia al lavoratore stesso (per l esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni secondo le modalità contenute del D. M. 155/07). Verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti. Per le mansioni elencate nella Legge 125/01 e nell Intesa Stato-Regioni del 30 ottobre 2007, gli accertamenti sanitari preventivi, periodici e in occasione del cambio di mansione sono finalizzati anche alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti (art. 41, comma 4). Verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza E comunque tuttora in vigore la legge n. 125 del 30 marzo 2001, legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol-correlati tesa al recupero del lavoratore con problemi di abuso di alcol. Nelle attività lavorative elencate da tale normativa è vietata l assunzione e la somministrazione di bevande alcoliche, divieto che è esteso all intervallo pranzo. La normativa non stabilisce un limite di alcolemia. Il medico competente ha la possibilità di effettuare test alcolimetri, non come esami di screening, ma per confermare od escludere a fini preventivi condizioni in gradi di determinare eventuali comportamenti dannosi per sé o per gli altri. A tal fine si suggerisce tale procedura operativa: VERIFICA DI ASSENZA DI CONDIZIONI DI ALCOL DIPENDENZA SU TUTTI I SOGGETTI CON MANSIONE A RISCHIO IDENTIFICATA NELLA NORMATIVA Pag. 6 a 10 Visite mediche specialistiche in medica del lavoro con anamnesi mirata all identificazione di problemi alcolcorrelati. Informazione, formazione e counselling collettivo sui rischi lavorativi associati all assunzione di alcol e sulle modalità di verifica dell assunzione di alcol da parte del medico competente. Indicatori di laboratori mirati all individuazione dei soggetti a
7 rischio*. Se verifica positiva: giudizio di inidoneità temporanea alla mansione, autodiagnosi e counselling individuale. Invio ai servizi competenti dell Unità Sanitaria Locale. *Tra gli indicatori di laboratorio utili per una diagnosi di alcol dipendenza figurano: transferrina desialata (CDT), volume corpuscolare medio (MCV), transaminasi (Got e GPT), gamma-glutemil-transpeptidasi (GGT). L intesa Stato-Regioni in materia di accertamento di assenza di tossicodipende nza del 30 ottobre 2007 Test alcolimetr effettuato dal med SUL LAVORATORE CON competente o dal med SOPSETTA MANSIONE A RISCHIO dell organo di vigilanza. INTOSSICAZIONE Se test positivo: invio ALCOLICA ACUTA SERT. SEGNALATO Invio alla commissio DALL AZIENDA MANSIONE NON A medico legale ex art. RISCHIO Statuto dei Lavoratori. Verifica di assenza di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti. L intesa di Stato-regioni in materia di accertamento di tossicodipendenza del 30 ottobre 2007 individua le mansioni a rischio (allegato I) per la quali il medico competente, nell ambito dell attività di sorveglianza sanitaria, deve richiedere test di screening per verificare l assenza di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti. Secondo tale normativa il datore di lavoro, prima di adibire un lavoratore all espletamento di mansioni comprese nell elenco di cui all allegato I dell Intesa, qualunque sia il rapporto di lavoro instaurato, provvede a richiedere al medico competente gli accertamenti sanitari del caso comunicando il nominativo dei lavoratori interessati. Fino all approvazione dell accordo tra Stato, regioni e provincie autonome di cui all art. 8, comma2 (non ancora emanato) si dovranno applicare le procedure disciplinate nel decreto ministeriale n. 186/90. Tali procedure prevedono di effettuare con particolare attenzione l anamnesi, mirata alla ricerca di pregressi trattamenti e/o ricoveri dovuti a patologie correlate all assunzione abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope, e l esame obiettivo, ricercando sintomi fisici e/o psichici e segni di abuso delle stesse e test di screening. Le classi di sostanze stupefacenti e psicotrope, più frequentemente coinvolte nei casi di abuso, che consigliamo di indagare sono: oppiacei, cocaina, amfetamina, metamfetamine, cannabinoidi. Casi particolari sono le benzodiazepine e i barbiturici, farmaci che spesso sono parte di terapie con precise indicazioni mediche, che potrebbero diventare potenziali farmaci di abuso: una loro eventuale ricerca con test di laboratorio va attentamente valutata con un approfondimento anamnestico. Tali accertamenti vanno effettuati nel rispetto della dignità e della libertà della persona e dovranno essere il meno invasivi possibili (suggeriamo l utilizzo di test urinari). Nei caso che dai test emerga una positività all assunzione di stupefacenti, il lavoratore va inviato ai SERT per l effettuazione di ulteriori accertamenti. Il riscontro di un risultato positivo ai test comporta inoltre un giudizio di non idoneità temporanea alla mansione. Pag. 7 a 10
8 Qualora gli ulteriori accertamenti effettuati presso il SERT evidenzino uno stato di tossicodipendenza, il lavoratore interessato dovrà sottoporsi ad un percorso di recupero che renda possibile un successivo inserimento della persona nell attività lavorativa a rischio. Nel frattempo il lavoratore avrà il diritto a conservare il posto di lavoro e sarà adibito a mansioni diverse da quelle comprese nell allegato I dell Intesa. Accanto al percorso peculiare che segue questi tipo di sorveglianza sanitaria, tendente a far emergere casi di dipendenza allo scopo di un recupero del lavoratore, rimane valido quanto stabilito dal D. Lgs. 81/08, compresa la possibilità di ricorrere all organo di vigilanza contro il giudizio di idoneità emesso dal medico competente. VERIFICA DI ASSENZA DI ASSYUNZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI O PSICOTROPE (D.M. 186/90) SU TUTTI I SOGGETTI CON MANSIONE A RISCHIO IDENTIFICATA NELLA NORMATIVA Visite mediche specialistiche in medica del lavoro an amnesi mirata all accertamento dell uso abituale di sostanze stupefacenti e psicotrope. Test di screening nei quindi biologici (preferibilmente urina). Verifica positiva: giudizio di inidoneità temporanea alla mansione e counselling individuale. Art. 41, comma 6 Invio ai SERT. Il giudizio di idoneità alla mansione specifica Sulla base dei risultati degli accertamenti medici previsti in corso di sorveglianza sanitaria, il medico competente esprime uno dei seguenti giudizi di idoneità alla mansione specifica (art. 41, comma 6): All espletamento dell attività lavorativa, senza la Idoneità totale necessità di interventi correttivi su ambiente, organizzazione del lavoro e uomo. Idoneità parziale, temporanea o permanente Inidoneità, temporanea o permanente Con prescrizioni: quando l esposizione ad alcuni rischi può essere consentita, in alcuni lavoratori che hanno particolare suscettibilità verso quei rischi, solo con particolare precauzioni, ad es. mediante l uso di dispositivi di protezione individuale specifici (DPI). Con limitazioni: quando vengono esclusi alcuni compiti previsti nella mansione. Determinata da condizioni patologiche che impediscono lo svolgimento della mansione lavorativa. Nel caso di espressione del giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i miti temporanei di validità (art. 41, comma 7). Del giudizio di idoneità, il medico competente informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore (art. 41, comma 8). Avverso il giudizio del medico competente è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all organo di vigilanza Pag. 8 a 10
9 Art. 25, lettera l) Art. 35 territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso (art. 41, comma 9). Viene quindi esplicitamente previsto il ricorso anche in caso di giudizio di idoneità piena. Il sopralluogo in azienda Il medico competente visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all anno o con cadenza diversa in base alla valutazione dei rischi. L indicazione di una periodicità diversa deve essere comunicata al datore di lavoro e annotata nel documento di valutazione dei rischi (art. 25, lettera l) D. Lgs. 81/08). Anche nei cantieri temporanei o mobili in cui svolgono l attività i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria il medico competente visita almeno una volta l anno l ambiente di lavoro. Il sopralluogo può essere sostituito o integrato con la visione dei piani di sicurezza per i cantieri cui la durata presunta dei lavoratori è inferiore ai 200 giorni lavoratori ed il medico abbia già effettuato sopralluogo in altri cantieri aventi caratteristiche analoghe e gestiti dalla stessa impresa (art. 104, comma 2 D. Lgs. 81/08). Non è previsto l obbligo di sopralluogo congiunto con ilo responsabile del servizio di prevenzione e protezione. La riunione periodica DOVE: QUANDO: CHI PARTECIPA: ARGOMENTI DA TRATTARE: VANNO INDIVIDUATI: Nelle aziende e nelle unità produttive che occupano più di 15 lavoratori. Nelle aziende e nelle unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori è facoltà del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza chiedere la convocazione di un apposita riunione. Almeno una volta all anno. In occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e l introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori. a) Il datore di lavoro o un suo rappresentante; b) Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; c) Il medico competente, ove nominato, d) Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. a) il documento di valutazione dei rischi; b) l andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria; c) i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l efficacia dei dispositivi di protezione individuale; d) i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute. Codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali. Obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Pag. 9 a 10
10 Art. 25, lettera i) In occasione della riunione annuale, il medico competente comunica per iscritto al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione di protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psicofisica dei lavoratori (art. 25, lettera i) D. Lgs. 81/08) La relazione sanitaria annuale La relazione sanitaria annuale sui risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria deve essere prodotta in forma scritta e presentata nell ambito della riunione periodica (art. 25, lettera i) D. Lgs. 81/08). Inoltre art. 40, comma 1 del D. Lgs. 81/08 introduce un nuovo obbligo: entro il primo trimestre dell anno successivo all anno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competente per il territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in allegato 3b. Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano trasmettono tali informazioni aggregate dalle aziende sanitarie locali, all ISPESL (art. 40, comma 2). Pag. 10 a 10
ALCOL STUPEFACENTI E LAVORO: IL PUNTO DI VISTA DEL SERVIZIO PSAL
ALCOL STUPEFACENTI E LAVORO: IL PUNTO DI VISTA DEL SERVIZIO PSAL Milano, 27 novembre 2012 ALCOL E LAVORO Diversi riferimenti: Legge 30 marzo 2001, n 125- legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati,

References: Art. 2
 articolo 38
 articolo 29
 Art. 25
 art.28
 art. 25
 Art. 2
 Art. 25
 Art. 25
 Art. 25
 art.2
 art. 41
 art. 6
 art. 229
 art. 3
 articolo 17
 Art. 41
 art. 41
 art. 5
 art. 41
 Art. 25
 art. 53
 Art. 41
 art. 8
 Art. 41
 Art. 25
 Art. 35
 Art. 25
 art. 40