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Timestamp: 2020-08-06 01:24:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18555 del 26/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18555 del 26/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/07/2017, (ud. 06/07/2017, dep.26/07/2017), n. 18555
sul ricorso 6252-2014 proposto da:
V.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI
PIETRALATA, n. 320, presso lo studio dell’avvocato GIGLIOLA MAZZA
RICCI, che la rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente
avverso la sentenza n. 1097/2013 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
partecipata del 06/07/2017 dal Consigliere Dott. ROSA ARIENZO.
che il Tribunale di Vasto, in accoglimento del ricorso proposto da V.S. – collaboratrice scolastica alle dipendenze del MIUR in virtù di una serie di consecutivi contratti a termine susseguitisi nel tempo sin dal 11.1.2002 – dichiarò il diritto della predetta al riconoscimento dell’anzianità di servizio conseguente ai contratti a termine stipulati tra le parti e condannò il Miur alla corresponsione delle differenze retributive maturate a tale titolo;
che la Corte di Appello di L’Aquila ha confermato la riconosciuta progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e, in parziale accoglimento del gravame del M1UR, ha specificato che le differenze retributive riconosciute dovessero essere calcolate tra quanto effettivamente percepito e quanto spettante, in relazione ai medesimi periodi, al corrispondente personale di ruolo nei limiti della prescrizione quinquennale;
che la Corte territoriale, per quel che rileva nella presente sede, ha richiamato, a fondamento della pronuncia, il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t. d. trasfuso nella indicata Direttiva;
che di tale sentenza il MIUR chiede la cassazione sulla base di unico motivo, al quale ha opposto difese la V., con controricorso;
2. che viene denunziata violazione e falsa applicazione: del 1D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, artt. 485,489 e 526, del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, artt. 6 e 10, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, artt. 36 e 45, degli artt. 77, 79 e 106 del c.c.n.l. comparto scuola del 29 novembre 2007, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa;
6. che la novità e la complessità della questione, diversamente risolta dalle Corti territoriali, giustificano la compensazione delle spese del giudizio di legittimità;
rigetta il ricorso e compensa le spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 CGUE 
 sentenza 
 art. 9
 art. 1
 art. 4