Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/mercati_energetici
Timestamp: 2019-05-23 21:59:19+00:00

Document:
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed il sistema idrico (AEEGSI) è stata inoltre ridenominata, con legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017, articolo 1, commi 527-530 ), Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), in conseguenza delle funzioni di regolazione e controllo in materia di ciclo dei rifiuti attribuitele.
Sempre per ciò che attiene al processo di liberalizzazione dei mercati energetici, si ricorda che, con la legge annuale sulla concorrenza (Legge n. 124 del 2017 ), è stata disposta la cessazione del regime "di maggior tutela" nel settore del gas naturale e nel settore dell'energia elettrica abrogando, a partire dal 1° luglio 2019 la relativa disciplina, che prevede la definizione da parte dell' ARERA delle tariffe per i consumatori che non abbiano ancora scelto un fornitore sul mercato libero.
Nell'aprile 2009 è stato adottato un terzo pacchetto legislativo (che modifica il secondo) volto a liberalizzare ulteriormente il mercato interno dell'elettricità e del gas. Le nuove direttive, quella sul mercato interno dell'UE dell'energia elettrica (2009/72/UE), che abroga la direttiva 2003/54/UE , e quella sul mercato interno dell'UE del gas (2009/73/UE), che abroga la direttiva 2003/55/UE , provvedono in particolare a:
Il terzo pacchetto energia, entrato in vigore il 3 marzo 2011, in diversi Stati membri non è ancora stato pienamente attuato. L'talia vi ha proceduto con il D.Lgs. 93/2011 come da ultimo modificata dalla legge europea 2015-2016 (L. n. 122/2016 ).
Il pacchetto di proposte rientra nel più ampio pacchetto di iniziative della Commissione europea denominato "Energia pulita per tutti gli europei ", che comprende misure in materia di efficienza energetica, energie rinnovabili, sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica e governance dell'Unione dell'energia. Esso è stato oggetto di esame da parte della X Commissione attività produttive della Camera per l'espressione in fase ascendente di rilievi con l'approvazione di un documento conclusivo, in data 2 agosto 2017. Per un'analisi più approfondita delle proposte si rinvia al Dossier predisposto dall'Ufficio Rapporti con l'Unione europea di Documentazione per le Commissioni, n. 81 del 14 marzo 2017.
Per ciò che attiene alle misure legislative e piani nazionali nel settore dell'energia adottati nei principali paesi europei, si rinvia all'appunto relativo .
Le basi per la progressiva apertura dei mercati energetici sono state poste, alla fine degli anni novanta, con l'adozione dei decreti legislativi: D.Lgs. n. 79/1999 (per il settore elettrico, recettivo della direttiva 1996/92/UE ) e D.Lgs. n. 164/2000 (per il settore del gas, recettivo della direttiva 1998/30/UE ).
La legge di riordino del settore dell'energia (L. 239/2004 ), oltre a precisare le competenze di Stato e Regioni in materia energetica, ha stimolato soprattutto l'ulteriore progresso della liberalizzazione del mercato elettrico a favore dei clienti finali, nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico derivanti dalla normativa comunitaria e dalla legislazione vigente. La concessione delle attività di trasporto e di dispacciamento, con l'obbligo di connessione di terzi secondo criteri di trasparenza ed imparzialità, dapprima affidata al Gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN), è stata successivamente trasferita alla società Terna Spa, proprietaria della rete di trasporto nazionale (per effetto del DPCM 11 maggio 2004 ), con la previsione della riduzione da parte di ENEL della propria partecipazione in detta società ad una quota non superiore al 20%. Terna è partecipata per il 29,85% da Cassa depositi e Prestiti, a sua volta partecipata in via diretta dallo Stato.
A questo medesimo soggetto – trasformato perciò da Gestore del mercato elettrico a Gestore del mercato dell'energia - è stata affidata, dalla Legge n. 99/2009 , anche la gestione economica del mercato del gas naturale (art. 30), da organizzare secondo criteri di neutralità, trasparenza, obiettività e concorrenza. Il D.M. 18 marzo 2010 e il D.M. 6 agosto 2010 hanno danno avvio in maniera graduale alla Borsa del gas affidata al GME. La stessa norma del 2009 ha assegnato ad un soggetto denominato Acquirente Unico, quale fornitore di ultima istanza, il compito di garantire la fornitura di gas ai clienti finali domestici in condizioni di continuità, sicurezza ed efficienza del servizio.
Infine, finalizzate ad una maggiore concorrenza e liberalizzazione del mercato energetico sono le disposizioni contenute nella legge annuale sulla concorrenza (Legge 4 agosto 2017, n. 124 ). In particolare, la legge dispone la cessazione del regime "di maggior tutela" nel settore del gas naturale e nel settore dell'energia elettrica abrogando, a partire dal 1° luglio 2019 la relativa disciplina, che prevede la definizione da parte dell'ARERA delle tariffe per i consumatori che non abbiano ancora scelto un fornitore sul mercato libero.
diritto dei consumatori alla rateizzazione delle bollette di energia elettrica e gas di importo elevato, c.d. maxibollette, derivanti da ritardi, interruzioni della fatturazione o prolungata indisponibilità dei dati di consumo reali. Su tale punto è poi intervenuta la legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017 , articolo 1, commi 4-10) la quale ha introdotto disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l'erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici. In particolare, nei contratti di fornitura relativi a tali servizi, viene introdotto un termine di prescrizione pari a due anni del diritto al pagamento del corrispettivo. Sono previste altresì norme relative: al diritto dell'utente alla sospensione del pagamento in attesa della verifica della legittimità della condotta dell'operatore; al rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio e alla definizione, da parte dell'ARERA, di misure a tutela dei consumatori, di misure atte a incentivare l'autolettura senza oneri a carico dell'utente, nonché di norme per l'accesso dei clienti finali ai dati riguardanti i propri consumi;
La Strategia energetica nazionale , - il documento programmatorio adottato dal Governo con D.M.10 novembre 2017 che prevede azioni con un orizzonte temporale sino al 2030 - evidenzia tale dato, rilevando che sul gas, sebbene in diminuzione, rimane significativo il gap di costo sui mercati all'ingrosso che si riflette sui prezzi finali.
Come evidenzia anche la Relazione del MISE sulla situazione energetica nazionale , pubblicata ad aprile 2017 e relativa all'anno precedente, nell'anno 2016 si è arrestato il processo di convergenza dei prezzi italiani verso quelli europei iniziato dopo il 2012: il differenziale dei prezzi dei prodotti energetici con la media europea è rimasto sostanzialmente stabile.
Secondo quanto specificato dall'Autorità di regolazione energia reti e ambiente (ARERA ex AEEGSI, cfr. Memoria inviata alla X Commissione attività produttive della Camera dei deputati del 30 novembre 2017, Doc. ARERA 805/2017/EEL ) il fabbisogno complessivo del conto A3 stimato per il 2018 è significativamente inferiore, rispetto a quello del 2016, di circa 2 miliardi di euro. Una significativa riduzione di fabbisogno si è già verificata nel corso del 2017. Fin dal I trimestre 2017, l'Autorità ha dunque comunicato di aver provveduto a ridurre corrispondentemente l'aliquota della componente A3, adeguandone il gettito alla riduzione di fabbisogno, tenuto conto delle disponibilità di cassa.
il D.L. n.145/2013 , articolo 1, commi 3-6, ha previsto il cosiddetto "spalma-incentivi volontario" con il quale si è proposto ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili titolari di impianti che beneficiano di Certificati Verdi, Tariffe Onnicomprensive e tariffe premio, un'alternativa tra continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo oppure optare per la fruizione di un incentivo ridotto a fronte di una proroga del periodo di incentivazione
il D.L. n. 91/2014 , articolo 26, ha poi introdotto il cosiddetto "spalma-incentivi obbligatorio", che prevede nuove modalità di erogazione degli incentivi a carico delle tariffe elettriche già riconosciuti all'energia prodotta dai grossi impianti fotovoltaici (di potenza incentivata superiore a 200KW), lasciando ai produttori la scelta tra tre opzioni.
In particolare, per i clienti domestici, è stata avviata dall'ARERA (ex AEEGSI), nell'ambito dei poteri ad essa legislativamente conferiti (articolo 11, comma 3, del D.Lgs. n. 102/2014 ), la riforma delle tariffe elettriche.
Resta da completare, nell'ambito della riforma del sistema tariffario per i clienti domestici, l'ultima fase della riforma stessa, data dal superamento del criterio della progressività delle componenti della tariffa elettrica a copertura degli oneri generali del sistema elettrico. Tale ultima fase è stata rinviata al 1° gennaio 2019 (rispetto alla data in precedenza fissata del 1° gennaio 2018) da parte dell'ARERA , sulla base degli indirizzi adottati in sede parlamentare e condivisi dal Governo (cfr. Segnalazione dell'AEEGSI (ora ARERA) a Governo e Parlamento 733/2017/I/EEL del 2 novembre 2017, memoria inviata alla X Commissione attività produttive della Camera dei deputati del 30 novembre 2017, Doc. ARERA 805/2017/EEL , e le Risoluzioni abbinate in commissione 7-01392 Benamati e la 7-01393 Crippa approvate il 13 dicembre 2017 e accolte dal Governo).
La motivazione di tale proroga sta nel fatto che sugli oneri generali di sistema pagati dall'insieme della tipologia dei clienti domestici impatta la nuova disciplina di sostegno ai clienti non domestici ad alto consumo di energia, le cosiddette "imprese energivore", adottata con la legge europea 2017 (legge n. 167/2017 , articolo 19, commi 2-5 e Decreto attuativo del 21 dicembre 2017 del Ministro dello sviluppo economico). Tale disciplina è stata adottata sulla base e all'esito della Decisione della Commissione UE 2014/C 200/01 circa la compatibilità del nostro sistema di sostegno con la normativa europea sugli aiuti di Stato in materia di ambiente ed energia (comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione).
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed il sistema idrico (AEEGSI), ridenominata, con legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017, articolo 1, commi 527-530 ), Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), è un organismo indipendente istituito con la legge 14 novembre 1995, n. 481 , avente funzioni di regolazione e controllo nei settori dell'energia elettrica, del gas, del sistema idrico e dei rifiuti.
Tale è il caso dell'ARERA che svolge un ruolo primario nel sistema della regolazione energetica ai sensi della legge istitutiva n. 481/1995, nonché delle direttive europee del c.d. "Terzo pacchetto Energia " (direttive 2009/72/UE e 2009/73/UE): le norme europee impongono che la funzione regolatoria si affidata ad un organismo che offra le massime garanzie di essere "funzionalmente indipendente da qualsiasi altro soggetto pubblico e privato" (articolo 35 della direttiva 2009/72/UE ).
Sono proseguiti, in particolare, gli interventi (già inaugurati con il D.L. n. 248/2007 , convertito dalla legge n. 31 del 2008 e con l'articolo 23, comma 1 del D.L. n. 201/2011 ), tesi a favorire la predisposizione di regole unitarie per le Autorità, pur nella salvaguardia della pluralità di modelli e di obiettivi e della conseguente pluralità di soluzioni organizzative e funzionali.
Va in tale direzione l'articolo 22 del D.L. n. 90/2014 , che ha modificato la legge n. 481/1985 istitutiva delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. Ai sensi di tale intervento, i componenti dell'Autorità, alla cessazione dall'incarico, non possono essere nuovamente nominati componenti di una autorità indipendente, a pena di decadenza, per un periodo pari a cinque anni.
La legge di riforma della pubblica amministrazione (art. 8, co. 1, lett. c), n. 6), L. 124/2015 ) ha previsto poi un intervento di ampio respiro, delegando il Governo a proseguire nell'opera di razionalizzazione su tre aspetti:
Per ciò che specificamente concerne le funzioni dell'Autorità in materia di energia, si è intervenuti per dar seguito ai rilievi mossi dalla Commissione UE circa la non corretta attuazione da parte dello Stato Italiano del Terzo pacchetto energia (procedura di infrazione n. 2014/2286 ), con la legge europea 2014 (legge n. 115/2015 ) e con la legge europea 2015-2016 (Legge n. 122/2016 ).
Infine, come sopra già evidenziato, l'articolo 1, commi 527-530 della legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205/2017 ) ha attribuito all'Autorità funzioni di regolazione e controllo del ciclo dei rifiuti, espressamente incluso tra i servizi a rete. In conseguenza dell'ampliamento delle competenze, l'Autorità ha assunto la denominazione di "Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente" (ARERA). La medesima legge di bilancio ha fissato la composizione dell'Autorità in cinque membri, compreso il Presidente, nominati, ai sensi dell'articolo 2, commi 7 e 8, della legge 14 novembre 1995, n. 481 , su proposta del Ministro dello sviluppo economico d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Conseguentemente, la norma prevede la soppressione della lettera c) del comma 1 dell'articolo 23 del D.L. 201/2011 , che aveva ridotto i membri da cinque a tre, compreso il Presidente.
Per l'originaria Autorità per l'energia elettrica ed il gas furono delineate dalla legge istitutiva (legge 14 novembre 1995, n. 481 ) competenze molto generali che interessavano settori in corso di liberalizzazione ai sensi della disciplina europea in materia. Tali competenze sono state via via implementate. Le competenze regolatorie e di controllo dell'Autorità sono state così estese ai servizi idrici (D.L. n. 201/2011 ) e, da ultimo, nel corso della XVII legislatura, con la Legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi 527-530, Legge n. 205/2017 ), al ciclo dei rifiuti. In conseguenza di quest'ultimo intervento, l'Autorità è stata ridenominata "Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente" (ARERA).
Per ciò che attiene al sistema idrico, si ricorda che, nella XVI legislatura, l'articolo 21, comma 19 del Decreto legge n. 201/11 , convertito nella legge n. 214/11 , ha attribuito all'Autorità funzioni di regolazione e controllo in materia, da esercitare con i poteri attribuiti dalla legge istitutiva n. 481/95. Il D.P.C.M. 20 luglio 2012 ha poi individuato le funzioni dell'Autorità attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici.
stabilisce ed aggiorna, in relazione all'andamento del mercato, la tariffa base, i parametri e gli altri elementi di riferimento per determinare le tariffe nei settori dell'energia, in modo da assicurare la qualità, l'efficienza del servizio, l'adeguata diffusione del medesimo sul territorio nazionale, nonché la realizzazione degli obiettivi di carattere sociale, tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse, tenendo separato dalla tariffa qualsiasi onere improprio (articolo 2 della legge n. 481/1995 ).
L'Autorità viene preposta alla regolazione e al controllo del settore di propria competenza con il riconoscimento di una piena autonomia e indipendenza di giudizio e di valutazione (articolo 2 della legge n. 481/1995 ).
La legge di bilancio per il 2018 (Legge n. 205/2017 , articolo 1, comma 527) - senza operare una modifica esplicita alla legge n. 481/1995) attribuisce all'Autorità - nell'ambito dei princìpi, delle finalità e delle attribuzioni, anche di natura sanzionatoria, stabiliti dalla legge n. 481/1995 - una serie di funzioni di regolazione e controllo, in materia di ciclo dei rifiuti, tra i quali l'emanazione di direttive per la valutazione dei costi delle singole prestazioni; la definizione dei livelli di qualità dei servizi, sentite le regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori, nonché vigilanza sulle modalità di erogazione dei servizi; la conoscenza e trasparenza delle condizioni di svolgimento dei servizi a beneficio dell'utenza; la tutela dei diritti degli utenti, singoli o associati; la definizione di schemi tipo dei contratti di servizio; la predisposizione e l'aggiornamento del metodo tariffario per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti sulla base del principio « chi inquina paga »; l'approvazione delle tariffe definite, ai sensi della legislazione vigente, dall'ente di governo dell'ambito territoriale ottimale per il servizio integrato e dai gestori degli impianti di trattamento; la formulazione di proposte relativamente alle attività comprese nel sistema integrato di gestione dei rifiuti da assoggettare a regime di concessione o autorizzazione in relazione alle condizioni di concorrenza dei mercati; la formulazione di proposte di revisione della disciplina vigente, segnalandone altresì i casi di gravi inadempienze e di non corretta applicazione e la predisposizione di una relazione annuale alle Camere sull'attività svolta.
I poteri di regolazione riconosciuti dalla legge istitutiva in materia energetica debbono essere letti alla luce della evoluzione del processo di liberalizzazione del mercato dell'energia a livello europeo e dunque debbono essere integrati con quelli previsti dal D. Lgs. n. 93/2011 , di attuazione delle direttive del cd. "Terzo pacchetto energia": Direttive 2009/72/UE, 2009/73/UE e 2008/92/UE.
l'articolo 26 della legge europea 2014 (legge n. 115/2015 )
l'articolo 33 della legge europea 2015-2016 (Legge n. 122/2016 ).
In particolare, quest'ultimo provvedimento apporta, a seguito di successive interlocuzioni con la Commissione UE, ulteriori modifiche al D.Lgs. n. 93/2011 rispetto a quelle già apportate dall'articolo 26 della legge n. 115/2015 , con la finalità di assicurare la definitiva chiusura della procedura di infrazione (cfr. sul punto, quanto dichiarato dalla viceministra Teresa Bellanova, intervenuta il 7 giugno 2017 in Commissione attività produttive della Camera ).
L'ARERA ha dunque una funzione consultiva nei confronti di Parlamento e Governo ai quali può formulare segnalazioni e proposte e presentare annualmente, come anticipato sopra, una Relazione Annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta. L'ultima relazione è stata presentata il 31 marzo 2017 .
La nuova Strategia energetica nazionale (SEN) adottata dal Governo a novembre 2017 , è documento di programmazione e indirizzo nel settore energetico, approvato all'esito di un processo di aggiornamento e di riforma del precedente Documento programmatorio, già adottato nell'anno 2013.
La prima Strategia Energetica Nazionale del 2013 è stata infatti frutto di un processo di consultazione avviato a metà ottobre 2012 in seguito all'approvazione in Consiglio dei Ministri del documento di proposta ed è proseguito con il confronto con le istituzioni, le associazioni di categoria, le parti sociali e sindacali, le associazioni ambientaliste e dei consumatori, enti di ricerca e centri studi. Sono stati inoltre ricevuti suggerimenti e contributi da cittadini e singole aziende attraverso la consultazione pubblica che si è svolta on-line sul sito web del Ministero dello Sviluppo economico. La prima SEN è stata approvata con decreto interministeriale firmato dai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente allo scadere della XVI legislatura ( decreto 8 marzo 2013 ).
Il 24 ottobre 2017, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno svolto un'audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive di Camera e Senato sugli esiti della consultazione pubblica. In tale occasione è stato presentato un documento relativo allo stato di avanzamento della consultazione, con le relative schede riassuntive .
Si evidenzia in proposito che la programmazione energetica nazionale necessita di un approccio coordinato con gli indirizzi e gli atti di politica energetica adottati all'interno dell'Unione europea . Infatti, l'articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) introduce una base giuridica specifica per il settore dell'energia, basata su competenze condivise fra l'UE e i Paesi membri.
La nuova Strategia Energetica Nazionale , adottata con D.M. 10 novembre 2017 , prevede i seguenti macro-obiettivi di politica energetica:

References: articolo 1
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 articolo 26
 articolo 19
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