Source: https://www.slideshare.net/Porfirina/campionamento-rifiuti-indifferenziati
Timestamp: 2017-03-23 13:39:03+00:00

Document:
Il campionamento dei rifiuti indifferenziati (Ischia 2005)
Evoluzione della regolamentazione e delle norme tecniche applicative in materia di prelievo e analisi dei rifiuti - convegno Ischia 2005 - Passaggio da norme IRSA a norme UNI per il campionamento, verbale di prelievo/piano di campionamento, avviso alla parte, revisione, poteri dei consulenti tecnici, classificazione dei rifiuti (2005), piano di campionamento, tipologie di analisi usuali
ISCHIA, convegno 12, 13, 14 ottobre 2005 “ I rifiuti indifferenziati - gestione, campionamento, caratterizzazione chimico fisica e casi applicativi” Relazione del 12.10.2005 DAL DPR 915/82 AL DECRETO 03/8/2005. - l’adozione di specifiche norme tecniche ha seguito l’evoluzione della legislazione di settore: - la relazione cerca di illustrare l’evoluzione delle norme tecniche (campionamento e analisi), in relazione all’evoluzione della normativa di settore sui rifiuti Il campionamento è il primo atto del processo analitico * la versione precedente è del maggio 1999 * Il D.M. 13/3/03 introduce la norma UNI 10802 con l’All. 2, punto 2.2, per il campionamento e i test di cessione; i test di cessione per Tab. 1 (inerti), Tab. 6 (pericolosi) e Tab. 7 (???) sono la metodica per rifiuti granulari, Appendice B della UNI 10802 (ma l’Appendice B si riferisce ai metodi di analisi e non ai test di cessione!) - prima scadenza: vecchie norme valide fino al 16/7/05, per disc. già autorizzate alla data di entrata in vigore del D.Lgs 36/03 (Art. 17 del D.Lgs 36/2003); - proroga vecchie norme autorizzazioni al 31/12/05: L. n° 168 del 17/8/05 eccetto per RCA (termine il giorno successivo alla pubblicazione in GU del 22/8/05) N.B. : la L. n° 168 del 17/8/05 è la conversione in legge del D.L. n° 115 del 30.06.05, che in origine si limitava a spostare al 31.12.05 il termine previsto dall’art. 17 del D.Lgs. n° 36/2003, per tutte le “vecchie” discariche; nella legge di conversione è stato inserita una aggiunta (emendamento “Stiffoni-Dozzo”) che ha escluso dalla proroga fino al 31.12.05 le discariche 2A autorizzate per i materiali contenenti amianto. - nel frattempo il D.M. 13/3/03 è stato abrogato dal Decreto 03/8/05 (GU n° 201 del 30/8/05) Di fatto il D.M. 13/3/03 è “morto” prima ancora di essere applicato! Lo schema intende che le norme tecniche non sono state prorogate in senso esplicito, ma che, prorogando le autorizzazioni concesse ai sensi del D.P.R. 915/82, la caratterizzazione connessa continua ad essere eseguita secondo i vecchi criteri * il Decreto 03/8/05, All. 3 (campionamento e analisi dei rifiuti) prevede la UNI 10802 solo per il campionamento ; per i test di cessione e le analisi ENV 12457/1-4, ENV 12506, ENV 13370; - il precedente D.M. 13/3/03 ( “ Criteri di ammissibilita&apos; dei rifiuti in discarica ”) di fatto riprendeva lo schema previsto dalla Dec. CE 19/12/02, senza tuttavia mai nominarla; N.B. La Dec. CE 19/12/02 per esteso è: “DECISIONE DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 2002 che stabilisce criteri e procedure per l&apos;ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell&apos;articolo 16e dell&apos;allegato II della direttiva 1999/31/CE” - il Decreto 03/8/05 la cita e la recepisce in modo più completo, saltando tuttavia alcuni collegamenti importanti (es: caratterizzazione dei rifiuti/test di cessione), che sono chiari nella Decisione e incomprensibili nel Decreto; Elenco dei parametri “normati” EN 13370 (giugno 2003) Ammonio EN ISO 11732, ISO 7150-1 AOX EN 1485 conduttività EN 27888 Hg EN 1483 indice fenolo ISO 6439, EN ISO 14402 (dopo distillazione) TOC EN 1484 CN (“facilmente liberabili”) ISO 6703-2, EN ISO 14403 (il cianuro libero è equivalente al cianuro facilmente liberabile) EN ISO 10304-1 (per eluati con bassa contaminazione organica), ISO 10359-1 EN 12506 (giugno 2003) pH ISO 10523 As EN ISO 11885 ; EN ISO 11969 Ba EN ISO 11885 Cd ISO 8288; EN ISO 11885 Cl- ISO 9297; EN ISO 10304-1; EN ISO 10304-2 Co EN ISO 11885 Cr EN ISO 11885 Cr VI ISO 11083 Cu ISO 8288; EN ISO 11885 Mo EN ISO 11885 Ni ISO 8288 ; EN ISO 11885 NO2- EN 26777; EN ISO 10304-1; EN ISO 10304-2; EN ISO 13395 Pb ISO 8288; EN ISO 11885 S totale EN ISO 11885 SO4 2- EN ISO 10304-1; EN ISO 10304-2 V EN ISO 11885 Zn ISO 8288; EN ISO 11885 * tralasciando il caso dei rifiuti monolitici; - tutti i test sono previsti solamente per composti inorganici ; - tutti appartengono alla “ Categoria 2 : prove di &amp;quot;conformità&amp;quot; caratterizzate da una facile e veloce esecuzione tecnica, con possibilità di variare alcuni parametri operativi e destinate a determinare se il rifiuto è conforme allo specifico comportamento previsto dalla caratterizzazione di base o a valori di riferimento quali quelli legislativi.” (versione italiana UNI 10802) NB: nella versione inglese delle ENV 12457 si riporta: (2) &amp;quot;Compliance&amp;quot; tests are used to determine whether the waste complies with specific reference values. The tests focus on key variables and leaching behaviour identified by basic characterisation tests ; - il test ENV 12457/3 prevede due estrazioni consecutive; il risultato è espresso come quantità complessiva di ciscun componente che viene eluita, quindi si sommano i risultati dei due test; - ** INDICAZIONE ISS che verrà formalizzata in seguito NB: il test ENV 12457/2 corrisponde sostanzialmente al test di cessione previsto dalla Norma Uni 10802 * di fatto con queste metodiche, oltre alle già citate ENV 12506 e 13370, vengono coperti tutti i parametri più comuni - queste (con le precedenti) diventano quindi le metodiche di riferimento, per tutti i laboratori , nell’analisi dei rifiuti - notare che le metodiche di digestione sono passaggi importanti, che condizionano la possibilità di dosare certi elementi (es. Stagno) * va fatto presente ai “clienti” quando vi sono risultati non conformi o necessità di ulteriori approfondimenti, con tutte le cautele legate alla “conservabilità” dei singoli parametri - la L. n° 689/81 si riferiva alle analisi di revisione degli alimenti; - N.B. la revisione era correlata al divieto di abbandono dei rifiuti (Artt. 9, 24 e 28 D.P.R. 915/82): pena diversa per rifiuti urbani, speciali, tossici - le Norme di Attuazione del CPP (2001), Art. 223 (analisi di campioni e garanzie per l&apos;interessato), sono più generali, in applicazione dell&apos;Art. 230 del CPP “Attività dei consulenti tecnici”; - ricordare i poteri dei consulenti tecnici: - partecipare alle operazioni; - proporre specifiche indagini; - formulare osservazioni e riserve “ delle quali deve darsi atto nella relazione” (peritale) - in ogni caso l&apos;attività dei consulenti “non può ritardare l&apos;esecuzione della perizia” - si può porre il problema della forma chimica (speciazione) dell’elemento, che può fare grossa differenza nell’etichettatura, es: Cr III : Sali di scarsa tossicità Cr VI : (escluso Bario Cromato) Sali etichettati come Tossici (teschio) e carcinogeni 2° cat (R 49) - nel dubbio conviene optare per la classificazione più cautelativa , essendo spesso difficile eseguire una speciazione dell’elemento, che può richiedere tecniche ed indagini particolari, che esulano dalla attività routinaria - la metodica per la determinaz. dell’umidità (pag. 73) è interessante per la tabellina che dà una indicazione diretta sul valore della massa ritenuta rappresentativa in funzione della pezzatura; - per pezzatura &lt; 5 mm sono sufficienti 100 g; per tale motivo il test di eluizione per rifiuti granulari (&lt; 4 mm) previsto dalla Norma UNI prevede tale massa. * non deve esistere “vi porto il campione: fate voi!” Nel caso di prelievi routinari presso discariche, il piano di campionamento “generico” potrebbe essere valutato (e approvato) nell’ambito dei piani di gestione operativa, previsti dal D.Lgs n° 36/2003, divenendo così vincolante sia per gli Enti di controllo, che per i gestori. * vedi es. bonifiche, per campioni custoditi presso altri laboratori/sedi; - se il camp. è preso in carico dal lab. che ne fa l&apos;analisi, vale quanto previsto dal sistema di qualità del lab. stesso! ** chi firma risponde! (NB: garanzie difesa!); diverso il caso (forse) se viene usato solo per screening - nel caso di analisi non normate si esce dall’ambito dei controlli routinari e si entra in quello della perizia: meglio evitare, o attrezzarsi in tal senso sin dall’inizio - la norma è innovativa rispetto al DPR 915/82, definendo anche dal punto di vista “analitico” cosa si intende per “inerte”, nelle discariche adeguate al D.Lgs 36/03; - resta il problema dei parametri accettabili in discariche di inerti non adeguate: es: la Provincia di Treviso richiede, per le discariche 2A non adeguabili (fondo), il rispetto della colonna A del D.M. 471/99 per i rifiuti conferiti, ancorchè classificati “inerti” secondo il DPR 915/82 - tenere presente il grosso salto di concentrazioni ammesse per gli ex “speciali” e i “non pericolosi” odierni (un “non pericoloso” può essere “tossico e nocivo”!), che ha un immediato riscontro nelle maggiori cautele di impermeabilizzazione e gestione richieste per le nuove discariche Il campionamento dei rifiuti indifferenziati (Ischia 2005)
Il campionamento dei rifiuti indifferenziatiEvoluzione della regolamentazione e delle norme tecniche applicative Dr. Tiziano Vendrame ISCHIA, convegno 12, 13, 14 ottobre 2005 Servizio Territoriale - U.O. Vigilanza Ambientale Dipartimento Provinciale ARPAV di Treviso 2.
Introduzioneq L’analisi chimica inizia con il campionamentoq Ilcampionamento è parte integrante del processo analitico 3.
Problema generale del campionamentopassare da una grande massa eterogenea a una piccola massa omogenea e rappresentativa10 t 1g 4.
Metodi di campionamentoq CNR-IRSA/85: "Metodi analitici per i fanghi" Q.64. Vol. 3. Parametri chimico- fisici. Appendice I: campionamentoq UNI 10802 (2002*): “Rifiuti liquidi, granulari, pastosi e fanghi - campionamento manuale e preparazione ed analisi degli eluati” 5.
Prime metodicheq CNR-IRSA (1985): D.P.R. 915/82 Del. 27/07/84 sostituite da metodiche D.M.13/3/03* ma prorogate (per discariche già autorizzate) fino al 31/12/05 (L.168 del 17/8/05) eccetto per rifiuti contenenti amianto (scadenza 23/8/05) 6.
Metodiche attualiUNI 10802:2002 (campionamento*) Dir. CE 1999/31 Dec. CE 19/12/02 D.Lgs. 13/1/03, n. 36 D.M. 13/03/03 (abrogato) D. 03/8/05 (copia parziale della Dec. CE 19/12/02) 7.
Norme tecniche del D. 03/8/05Il Decreto impone anche le norme:q ENV 12457/1-..-4:2002 (quattro diversi tipi di test di cessione)q ENV 12506:2003 (analisi di: pH, As, Ba, Cd, Cl-, Co, Cr, CrVI, Cu, Mo, Ni, NO2-, Pb, S tot., SO42-, V, Zn)q ENV 13370:2003 (analisi di NH4, AOX, Cond., Hg, Indice fenolo, CN-, F-) 8.
Test di cessioneGranulometria (mm)*; rapporto Liquido: Solido (l/Kg); tempo (ore)q UNI 10802 4 10:1 24 (NO!?)q ENV 12457/1 4 2:1 24q ENV 12457/2 4 10:1 24 (SI**)q ENV 12457/3 4 2:1 (6) + 8:1 (18)q ENV 12457/4 10 10:1 24 9.
“Altre” analisi (Dec.CE 19/12/02)Metodi non citati nel Decr. 03/8/05, già indicati dalla Dec. CE 19/12/02*EN 13137: TOC (acqua, fanghi, sedimenti)PrEN 14346: Materia secca;EN 13657: Digestione in acqua regia;EN 13656: Digestione (microonde);P r E N 14 0 3 9 : I d r o c a r b u r i C 10 -C 4 0 ( G C ) 10.
Norme CNR-IRSA (1985):q CAMPIONAMENTO: norme CNR/IRSA previste dall’Art. 6.3 della Delibera del 27/07/84q TEST DI CESSIONE (ac. Acetico o CO2): testi riportati per esteso nella stessa Delibera (in All. Tab. 6.1) 11.
Verbale di prelievo: Delibera del 27/07/84q Il Verbale deve contenere (Art. 6.4): a) numero dordine del p.; b) data, ora e luogo del p.; c) generalità e qualifica di chi esegue il p.; 12.
Verbale di prelievo/2d) nominativo titolare / L. R. dellimpresa /ente che gestisce lo stabilimento, limpianto,locale o mezzo tecnico in cui il p. vieneeffettuato,nonché la generalità del responsabile dellostabilimento, impianto locale o mezzo tecnicomedesimo 13.
Verbale di prelievo/3e) generalità delle persone che assistono, perconto dellimpresa / ente, al p.;f) le modalità seguite nel p. dei campioni;g) dichiarazioni di chi ha assistito al p. perconto dellimpresa / ente (se non recanopregiudizio alla speditezza del p.); 14.
Verbale di prelievo/4h) indicazioni che il verbale e stato letto agliinteressati e che ne viene consegnata unacopia assieme ad unaliquota dei campioni;i) firme del personale che ha eseguito ilprelievo e dei soggetti indicati nellaprecedente lettera g) (la “controparte”); sequesti si rifiutano di firmare, dovrà essernefatta menzione nel verbale 15.
Verbale e Aliquote/1 (Art. 6.4)Quattro aliquote per campioni non deperibili:una per l’interessatotre al laboratorio di analisi di cui:q una è aperta per l’analisiq una è conservata per eventuale revisioneq una è conservata per eventuale perizia giudiziale (max 12 mesi*) 16.
Verbale e Aliquote/2Due aliquote per campioni “rapidamente deteriorabili”:q una per il laboratorioq una per la controparte AVVISO ALLA PARTE (verbalizzato): giorno, ora, luogo apertura campione e inizio analisi non è prevista la revisione, ma solo l’avviso alla parte dell’inizio analisi (difesa=presenza) 17.
Verbale e Aliquote: revisioneq revisione analisi: - in origine: Art. 15 L. N° 689/81* - oggi: Art. 223 N. di A. del C.P.P.- obbligo di avviso apertura campione- diritto di assistere alle analisi 18.
Revisione e CPPPoteri dei consulenti tecnici: (N. di A.del CPP, Art. 223 Art. 230 del CPP) - partecipare alle operazioni; - proporre specifiche indagini; - formulare osservazioni e riserve “dellequali deve darsi atto nella relazione” -lattività dei consulenti “non può ritardarelesecuzione della perizia” 19.
Con la controparte…Sia per il prelievo che per l’analisi:- non dare mai indicazioni dubbie/imprecise: meglio riservarsi (domanda scritta/risposta scritta);- dare solo informazioni certe;- non farsi “intimidire” dai consulenti. 20.
Classificazione: DPR 915/82Criterio tabellare (Del. 27/7/84)Il rifiuto è “Tossico e Nocivo” se la concentrazione/sommatoria supera: 100 ppm (As, Cd, Cr esa, Hg, Se, Te, Amianto-fibre libere) 500 ppm (Be + “organici”) 5000 ppm (Pb, Cu solubile) 21.
Classificazione: Dec. 2000/532/CECriterio di EtichettaturaIl rifiuto è “Pericoloso” se: T+ ≥ 0,1% (1000 ppm) T ≥ 3% (30 000 ppm) X n ≥ 25% (250 000 ppm) X i ≥ 1% (10 000 ppm)Canc:(cat.1-2 T ) ≥ 0,1%; (cat. 3 X n ) ≥ 1% ecc. ecc. 22.
Norma UNI 10802:2002q Introdotta dal D.M.13/03/03 e confermata dal D. 03/8/05: “Definizione dei criteri di ammissibilita dei rifiuti in discarica” che definisce: - metodi di campionamento - determinaz. umidità (secondo pezzatura)* - test di cessione (rif. granulari/monolitici) - analisi eluati (ENV 13370 e ENV 12506) 23.
UNI 10802: terminologiaIncrementi (singoli prelievi)q campione primario (grezzo/composito)q campione secondarioq campione di laboratorioq campione di analisi 24.
Prima di iniziare…q qual’è lo scopo del campionamento ? (classificazione, conoscitivo, gestionale...) tipo di campionamentoq quali i parametri da determinare e con che precisione ? modalità di prelievo/precauzioni 25.
UNI 10802: piano di campionamentoè il primo passaggio per predisporre un campionamento corretto:q cosa/dove campionareq analita/laboratori/precisioneq strategia/metodi campionamentoq documentazione annessa ai campioniEssenziale il collegamento con il laboratorio!* Il piano di campionamento è una parte qualificante/novità della Norma 26.
UNI 10802: punti essenzialiAi fini pratici del prelievo occorre predefinire:q n° incrementiq massa degli incrementiq massa del campione primario 27.
Problemi pratici….q Calcolo n° di incrementiq Calcolo massa minima da campionare (N.B. prospetto 22 massa/pezzatura)q Varianza totale e precisione 28.
UNI 10802: documenti campioneq Almeno…. - modulo di descrizione del campione; - modulo di catena di custodia; - modulo di richiesta analisi; - modulo per le analisi di campo. 29.
UNI 10802: modulo di descrizione del campioneq Corrisponde sostanzialmente al classico verbale di prelievo, se opportunamente predisposto;q Deve essere adattato / semplificato in base al piano di campionamento 30.
Es.: proposta modulo/verbale/relazione di prelievo:• data, ora e luogo del prelievo (e giacitura,se rilevante);• generalità del personale che esegue il prelievo;• scopo del prelievo (es. classificazione del rifiuto ai fini di recupero, smaltimento, ecc.);• descrizione del tipo di rifiuto prelevato e del processo da cui questo origina;• descrizione (se presso il luogo di produzione) delle condizioni di processo…e ogni elemento ritenuto utile per associare il rifiuto ad un preciso ciclo di lavorazione;• modalità seguite per il campionamento e criteri di scelta di tali modalità (vedi piano campionamento); 31.
Segue proposta…• numero di aliquote sigillate e caratteristiche dei contenitori utilizzati;• modalità di trasporto/ conservazione fino al laboratorio (refrigerazione, stabilizzazione..);• modalità di sigillatura ed elementi di identificazione (sigla) delle aliquote a cui si riferisce il modulo/verbale/relazione di prelievo;• riferibilità precisa alla documentazione relativa alla specifica partita di rifiuto che viene campionata: annotazione nel registro di carico/scarico, formulario di identificazione o altra documentazione, se prevista; 32.
UNI 10802: altri moduli- m. catena di custodia: definisce responsabilità di custodia (es. campioni custoditi da terzi)*- m. richiesta analisi: quali analisi voglio?- m. analisi di campo (se previste): è un referto di analisi** 33.
Quali analisi “voglio”?q Problema non banale, causa la complessità della normativa, es: – classificazione rifiuti speciali /tossici (“semplice”, tranne che per gli inerti) – classificazione pericoloso/non pericoloso (spesso non possibile/corretta a posteriori) – rifiuti destinati a recupero (test e analisi molto particolari, talvolta non normate*) 34.
Analisi: rifiuti inerti* (D. 03.8.05)Lista R. ammessi (Tab.1) + divieti:PCDD/PCDF > Tab.3PCB > 1 mg/KgAltre Sostanze in Conc. > Col. B, Tab. 1 D.M. 471/99+ ELUATO Conc. > Tabella 2* per discariche adeguate al D.Lgs 36/03 35.
Analisi: rifiuti non pericolosiAmmessi RSU + lista positiva (senza analisi) + rif. peric. “non reattivi”; divieti:PCB > 10 mg/KgPCDD/F T.Eq. > 0,002 mg/Kg (2 µg/Kg)Canc. (cl. 1 e 2) > 1/10 CL o Σ > 0,1%+ ELUATO Conc. > Tabella 5 36.
The words “figure”and “fictitious” both derivefrom the same Latin root:“fingere”. Beware! M.J.Moroney Recommended
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Planimetria focolai anchilostoma Treviso 1939
Mappa referenziata Treviso 1939 2000

References: Art. 223
 Art. 15
 Art. 223
 Art. 223
 Art. 230
 sentenza