Source: http://www.giulianokremmerz.com/index.php/articoli-riviste/614-chiesa-gnostica-martinismo-ed-eletti-cohen-di-francesco-brunelli
Timestamp: 2020-01-22 06:55:08+00:00

Document:
Del Martinismo che dire? Sorto dall'opera di Martinez de Pasqually, propagandato e variato (quanto a forme) in modo particolare da due suoi discepoli, L. C. de Saint Martin e G. B. Willermotz, rinvigorito in Francia ad opera di un gruppo di esoteristi tra i quali principalmente Papus e Chaboseau, diffuso in tutto il mondo anche se frazionato in numerosi clan differenti tra loro, essenzialmente per problemi di indirizzo sull'uso delle tecniche integrative (tecniche in definitiva di secondaria importanza e che non intaccano la sostanza del Martinìsmo investendo piuttosto i modi di realizzazione), esso occupa un posto di primaria importanza nell'ambiente esoterico ed è alla radice di importanti movimenti culturali sia in tempi passati, sia oggi. Orbene, il Martinismo (così come la Massoneria, i Riti Massonici, le diverse confraternite iniziatiche in modo particolare in occidente) è di chiara essenza gnostica. Esso, nei primi del '900, come sopra abbiamo accennato e come è noto, riprese in pieno « forza e vigore » parallelamente al risveglio della Chiesa Gnostica ed essendo gli uomini alla radice dei due movimenti, in pratica gli stessi, emerse la necessità di sancire con dei trattati tale essenza.
E poiché i fatti parlano chiaro, ci sembrano inutili délle polemiche tendenti a diminuire la portata dei trattati. Il Ventura (3) sostiene che Bricaud non aveva al tempo del primo trattato nel 1911 la veste per firmare in qualità di Patriarca Gnostico il noto accordo con l'Ordine Martinista, sostenendo che allora gli mancava la filiazione apostolica. Noi per contro sottolineiamo l'evento per il significato ch'esso ha. Per il significato interiore, diciamo che è quello ben evidente della conferma dell'essenza gnostica del Martinismo al di là di ogni « confessionalità » anche proveniente da una filiazione apostolica che come tale non necessariamente si identifica con la Gnosi, altrimenti tutti i curati della Chiesa Romana sarebbero degli ...gnostici! E qualsiasi persona dabbene sa che è vero il contrario in quanto i curati romani con gli gnostici han sempre fatto ciò che un buon cuoco fa con i polli ruspanti. Sempre.
Ed ecco il testo del TRATTATO DEL 1911.
« Tra i poteri sottosegnati:
1) Supremo Consiglio dell'Ordine Martinista sedente a Parigi;
2) Supremo Consiglio dell'Alto Sinodo della Chiesa Gnostica Universale sedente in Lione; rappresentanti dai rispettivi Delegati muniti dei necessari poteri, è stato convenuto quanto segue:
Art. 1 — Tra i due Poteri contraenti è stabilito un trattato di alleanza.
Art. 2 — L'Ordine Martinista non riconosce altro Patriarca della Chiesa Gnostica che non sia S.B. + Giovanni II, regolarmente consacrato, munito di tutti i poteri di consacrazione e riconosciuto come unico Sovrano Patriarca.
Art. 3 - I — I Vescovi Gnostici consacrati da S.B. + Giovanni II fanno d'ora innanzi parte del Supremo Consiglio Martinista in qualità di Membri d'Onore.
Art. 3 - II — I Membri Effettivi del Supremo Consiglio Martinista faranno d'ora innanzi parte, in qualità dí Membri d'Onore, del Supremo Consiglio dell'Alto Sinodo della Chiesa Gnostica Universale.
Art. 4 — Sarà organizzato a Parigi un Centro della Chiesa Gnostica Universale all'obbedienza esclusiva del Sovrano Patriarca Giovanni II di Lione.
Art. 5 — La rivista INITIATION sarà d'ora innanzi l'organo ufficiale della Chiesa Gnostica Universale.
Il presente Trattato è stato ratificato dai due Poteri sopraindicati.
f.to Papus
Sovrano Gran Maestro Generale dell'Ordine Martinista.
f to + Giovanni II
Sovrano Patriarca della Chiesa Gnostica Universale
Questo trattato, così semplice e così lineare ed aggiungeremo così ovvio, poteva anche non stipularsi se non vi fossero state delle esigenze di « politica iniziatica ». Le cause prime e determinanti non furono — come potrebbe apparire — la conferma di principi scontati quale l'affermazione di una unica essenza informatrice dell'azione del Martinismo e della Chiesa Gnostica, ma semplicemente quella di sconfessare un piccolo gruppo gnostico parigino cui appartenevano Fabre des Essarts e René Guénon rimasti legati ai principi informatori del risveglio gnostico, (4) e di porre ordine « al reclutamento di adepti (martinisti) praticato senza discriminazione » (5) così come purtroppo avviene ancor oggi in certi raggruppamenti.
Ma a parte ciò è lo « spirito » di questo trattato che è importante. Non si firma un patto in cui ci si identifica l'uno con l'altro se non esiste in realtà questa identificazione!
E questo « spirito » è perdurato ininterrottamente per decenni, malgrado le proteste di alcuni ed anche le scissioni come quella che ai tempi del Teder avvenne in Italia con la inevitabile creazione di due gruppi, uno facente capo al Soro e l'altro al Banti ed al Sacchi.
Nel 1967 tale « spirito » fu riconfermato ulteriormente in occasione della ascensione al seggio Patriarcale di T. ANDRÈ. Nella Rivista L'INITIATION (N. 3-4, 1967) veniva infatti pubblicato un comunicato del Patriarca della Chiesa Gnostica Apostolica che così terminava « ...la CHIESA GNOSTICA vuole essere al servizio di chiunque avrà bisogno di soccorsi spirituali. Ma volendo permanere sulla via e sulle intenzioni dei nostri illustri predecessori Papus e Bricaud, vogliamo, in accordo con il Supremo Consiglio dell'Ordine Martinista, confermare il senso e lo spirito, in una applicazione attuale, del Trattato concluso nel 1911 tra l'Ordine Martinista e la Chiesa Gnostica che fa di questa la Chiesa ufficiale del Martinismo...
T. ANDRÈ - Patriarca Successore della Chiesa Gnostica Apostolica ».
Pochi mesi dopo questa « essenza » veniva confermata da un ulteriore atto che vogliamo pubblicare per esteso perché chiarisce il senso della « applicazione attuale » del vecchio Trattato del 1911. Oltre mezzo secolo aveva dato ammaestramenti e suggerimenti.
RINNOVO DEL TRATTATO — 14 GENNAIO 1968
ORDINE MARTINISTA - CHIESA GNOSTICA APOSTOLICA
Entro i sottoscritti:
— La Camera di Direzione dell'ORDINE MARTINISTA rappresentata dal Sovrano Gran Maestro Philippe Encausse (Paris) da una parte;
— Il Consiglio Patriarcale della CHIESA GNOSTICA APOSTOLICA rappresentata dal Patriarca T Andrè di Besancon, dall'altra parte, si è convenuto quanto segue:
1) Il trattato di alleanza sottoscritto nel 1911 dall'ORDINE MARTINISTA e dalla CHIESA GNOSTICA UNIVERSALE conserva forza e vigore.
2) L'ORDINE MARTINISTA riconosce T ANDRÈ come solo Patriarca regolare della Chiesa Gnostica Apostolica.
3) Il trattato di alleanza esistente tra l'Ordine Martinista e la Chiesa Gnostica Apostolica non può, in alcuna maniera, arrecare danno alla piena indipendenza di ciascuna parte firmataria.
4) Un centro della Chiesa Gnostica Apostolica funzionante a Parigi sotto l'alta autorità del Patriarca T Andrè di Besancon, rappresentato dal suo coadiutore generale Robert Deparis, sarà a disposizione dei membri dell'Ordine Martinista.
Fatto a Parigi, domenica 14 gennaio 1968.
per l'Ordine Martinista Dr. Philippe Encausse
per la Chiesa Gnostica Apostolica T Andrè
Questi tre documenti stilati in 57 anni sono di una evidenza così lineare, così semplice e così elementare che da soli dicono tutto e chiaramente parlano al colto ed all'incolto.
Una unica essenza — quella gnostica Una chiara scelta da parte del Martinismo. Una dichiarazione di « indipendenza » e quindi di « libertà » dentro le scelte.
Qualsiasi ulteriore commento oscurerebbe la nitidezza dello « spirito ».
Quale è la posizione dei Martinisti italiani? Le cose in Italia sono abbastanza chiare ed abbastanza semplici, malgrado le apparenze. Tutti sanno che attualmente in Italia esistono due Ordini Martinisti differenziandosi tra di loro per le origini e nei modi, nelle forme e nelle tecniche di praticare il Martinismo e realizzare dentro il proprio essere i suoi presupposti. Il primo gruppo si distaccò dal Martinismo all'epoca di Bricaud e pubblicò un comunicato nel 1923 (6) di cui riportiamo un passo essenziale:
« ...È vero che il Supremo Consiglio dell'Ordine Martinista, ricostituito da Papus (dott. Gerard Encausse) nel 1887, risiedeva in Francia e che attualmente è Presidente di quel Supremo Consiglio Sua Beatitudine Giovanni II (Bricaud), ma è altrettanto vero che (1890) da quando il Papus, allora Gran Maestro Generale, stipulò il trattato di Alleanza colla Chiesa Gnostica Universale che si era andata da tempo ricostituendo, e per il quale i membri effettivi del Supremo Consiglio Martinista erano chiamati a far parte dell'Alto Sinodo della Chiesa stessa, i Martinisti Italiani — regolarmente iniziati — pur dichiarandosi rispettosi e tolleranti di qualsiasi opinione religiosa, si distaccarono dal Supremo Consiglio di Francia e dal Suo Sovrano Patriarca e Gran Maestro (7), non volendo appartenere a nessuna chiesa, rispettandole tutte, e costituirono il Gran Consiglio Italico allo Zenith di Roma, che assunse la Suprema direzione delle Logge Martiniste che si erano fatte sempre più numerose in Italia... » (8).
Sempre nel 1923 questo gruppo di Martinisti (9) trasformava il « Consiglio Nazionale Italico » in « Supremo Consiglio » per « eliminare ogni limitazione geografica territoriale », cioè estendeva la sua giurisdizione su tutta la Terra (!?!) invece che alla sola Italia e « salvi i doveri di tolleranza reciproca, si pronuncia in pieno la contrapposizione tra la nostra Obbedienza e quella del G. M. Bricaud, ossia Giovanni II Patriarca della Chiesa Gnostica... ».
Gli eredi del Supremo Consiglio del Sovrano Ordine Martinista mantengono ancor oggi la posizione di «rigetto» verso la Chiesa Gnostica e conseguentemente evitano qualsiasi contatto con essa.
Il secondo gruppo di Martinisti italiani proviene sia dal Martinismo lionese, sia dal Martinismo degli Eletti Cohen di Robert Ambelain. Questi dopo un tentativo di convivenza durato dieci anni con i primi ripresero la loro autonomia costituendo l'Ordine Martinista Antico e Tradizionale in cui l'aspetto operativo e teurgico ha preminenza sull'aspetto esclusivamente razionalistico del Martinismo, e ciò in accordo con gli insegnamenti del Martinismo antico e di tradizione e del suo Maestro Martinez de Pasqually. Benché questo gruppo, né antecedentemente alla unificazione, né posteriormente alla ripresa della sua autonomia abbia emesso una nota ufficiale, esso raggruppa un congruo numero di gnostici e quasi tutta la gerarchia della Chiesa Gnostica Apostolica in Italia. Tuttavia il mantenimento di una neutralità e di un rispetto assoluto della libertà e della indipendenza nelle scelte è rigorosamente mantenuto nel suo interno, sì che mai sono sorti contrasti di tale natura.
Il problema non viene posto, né devesi porre, nella scelta di una chiesa, ma su un impegno sacrale. Ed è, bene ricordare quanto scrisse Aloysius, primo Gran Maestro di questo Ordine e contemporaneamente Vescovo gnostico: « La forma di iniziazione propria del movimento Martinista è di essenza sacrale...Il carattere sacrale è già acquisito in potenza dal profano iniziando nel momento dell'associazione all'ordine: è acquisito come fenomeno di coscienza con la promessa pronunciata nel momento di ricevimento del I grado; diventa fenomeno di impegno operativo al ricevimento del III grado le cui caratteristiche di acquisizione sottintendono il futuro conferimento della autorità sacerdotale, che diverrà effettiva con il IV grado e l'acquisizione della facoltà di trasmettere dei poteri, facoltà di carattere eminentemente sacerdotale... ».
Su questo punto il dissenso è di fondo. Ma è su questo punto che si può comprendere l'intimo legame intercorrente — dichiarazioni ufficiali o no — tra il Martinismo e la Chiesa Gnostica detentrice di certi «poteri», carenti i quali — tenuto conto delle vicende martiniste — tutto si riduce o si ridurrebbe ad iniziazioni « simboliche ».
Questo discorso ci porta direttamente in pieno argomento ELETTI COHEN. Qui i rapporti tra Chiesa Gnostica ed Eletti Cohen non sono semplicemente « cosa » da discutere, ma addirittura condizionanti. È a tutti noto che l'Ordine creato da Martinez de Pasqually si estinse definitivamente senza nessun erede che potesse «passare » il sacramento dell'Ordine ad un successore. Oggi e così al tempo del « risveglio » nel 42-43, non esiste, né esisteva una filiazione diretta. Altro discorso potrebbe esser condotto per quanto concerne í gradi della Professione dei Cavalieri Beneficenti della Città Santa dí Willermotz.
Fu Robert Ambelain che riaprì l'Ordine degli Eletti Cohen. Quando si dimise dai gruppi ch'egli aveva creato, designò il 29 giugno 1967 a capo dei Cohen il F. HERMETE che così divenne il suo legittimo successore, ma divenne successore dell'Ordine rivitalizzato da Ambelain e non dell'Ordine creato da Martinez de Pasqually. Uno dei primi atti del F. Hermete fu quello di svincolare l'Ordine dal contesto del Martinismo desiderando di ricrearne il carattere massonico e contemporaneamente — a sottolineare tale evento — gli restituì il titolo martinezista di « Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo »; tuttavia avendo compreso il bisticcio, il 14 agosto 1968 pose lo stesso Ordine in sonno per un tempo indeterminato, sonno nel quale ancora perdura, malgrado alcuni « entusiasti » ne desiderino il risveglio presi da un «sacro fuoco»... Il F. Hermete ha perfettamente ragione perché l'Ordine è sempre stato un misto di Massoneria e no. La classe segreta dei REAU + non ha mai avuto un carattere massonico, ma « cavalcava » un sistema di Massoneria mistica di alti gradi posti sopra i tre blu universali. Infatti esso era così strutturato: I Apprendista, Compagno, Maestro. Maestro Perfetto Eletto. Apprendista, Compagno e Maestro Cohen. Grande Architetto, Cavaliere d'Oriente, Gran Commendatore d'Oriente, Reau + . In questi gradi quello in cui si operava teurgicamente, era solo l'ultimo, negli altri si studiava e ci si addentrava progressivamente nella conoscenza della dottrina di Martinez, che era segreta e che veniva consegnata solo ai REAU + . Oggi il libro della « Dottrina della reintegrazione degli esseri » si trova nelle librerie, per cui è assurdo praticare dei gradi Massonici per apprendere cose che si possono comodamente studiare in un periodo più o meno breve strettamente dipendente dall'interesse e dalla cultura specifica del lettore. Quanto alla pratica di « certe cose » occorre sempre ricordare quanto chiaramente scrisse il maestro Agrippa: ...si richiede infatti che la persona che opera abbia santità di vita e potere di santificare, le quali ambedue si acquistano mercé la dignificazione e la iniziazione... .
In breve i poteri d'ordine ed i poteri sacerdotali connessi a certi gradi e che condizionano — si noti bene — la loro stessa possibilità e potestà operativa nell'Ordine Cohen risvegliato da Ambelain e da questi trasmesso ad Hermete, vengono puramente e semplicemente dalla Chiesa Gnostica Apostolica ed Universale.
Negli Statuti dell'Ordine Interiore dei Cohen infatti si legge « Essi (i poteri sacerdotali) sono stati depositati nel seno dell'Ordine Interiore dall'Alto Sinodo della Chiesa Gnostica Apostolica che tiene la sua successione episcopale dalla prima Chiesa di Antiochia fondata dall'Apostolo Pietro, attraverso la Chiesa Monofisica, la Chiesa Gallicana, e la Chiesa Gnostica Universale. La validità di questa successione non è mai stata messa in dubbio, nemmeno dai suoi avversari.
E così — senza tema di smentite — con questa rivelazione abbiamo chiarito alcuni elementi fondamentali in rapporto ai Cohen e cioè:
a — il risveglio operato da Ambelain fu legittimo perché quand'anche non vi fosse stata una regolarità per via obbedenziale per i gradi massonici i poteri d'ordine, necessari alle consacrazioni ed alle ordinazioni, erano perfettamente regolari;
b — che i poteri nell'Ordine degli Eletti Cohen non sono né massoniei, né iniziatici qualunque sia il significato che ad essi si intende dare, ma semplicemente « sacerdotali »;
c — che probabilmente senza poteri obbedenziali massonici la trasformazione operata da Hermete nel 1968 appare difficilmente legittima e ciò giustifica appieno il fatto che contemporaneamente l'Ordine veniva dallo stesso messo in sonno;
d — che tale Ordine può avere una sua « regolarità » solo in virtù dei poteri sacerdotali qualunque siano í veicoli inferiori che tali « poteri » governino secondo l'indirizzo a suo tempo dato dall'Ambelain che l'aveva veicolato nel Martinismo di cui possedeva i poteri iniziatici.
È possibile che queste note — rigidamente redatte su documenti ufficiali — dispiacciano a qualcuno, disilludano altri. Non importa. La verità sulle cose, la chiarezza oltre le nebulosità, in un mondo oggi immerso in una grave crisi di trasformazione, ha il sapore di un servizio che si apporta ai ricercatori. Ed è con amore e semplicità che abbiamo voluto servire.
(1) T. Franciscus: Tavola della successione apostolica della Chiesa Gnostica Apostolica Universale d'Italia: Conoscenza, 1973, N. 6 pag. 41 e seg.
(2) Brunelli: Il Catechismo gnostico del Patriarca Valentino II. Ed. Volumnia, Perugia, 1976.
(3) G. Ventura: I riti massonici di Misraim e Memphis. Ed. Atanor, Roma, 1975. pag. 122. Per quanto concerne la validità del titolo con il quale Bricaud firmò il trattato, rimandiamo alla pubblicazione citata nella nota n. 2 del presente articolo ed ai volumi del Soro pubblicati dalla editrice Atanor e reperibili in antiquariato o nelle pubbliche biblioteche.
(4) Per maggiori dettagli vedi op. citata a nota 2.
(5) Dalla biografia di Chevillon consacrata a Bricaud nel 1934 citata in Philippe Encausse: Sciences Occultes, Paris, ed. Ocia, 1949.
(6) Rivista O’TANATOS, Ancona, n. 2, febbraio 1923, pag. 42.
(7) In effetti il distacco definitivo avvenne con Bricaud.
(8) Il Capo di questo gruppo era Synesius, l'avv. Alessandro Sacchi di Roma.
(9) O’TANATOS, n. 10, dicembre 1923, pag. 4.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 3

Art. 4

Art. 5