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Timestamp: 2018-08-14 22:05:07+00:00

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Corte di Cassazione, Sezione III, sentenza n. 12965 del 14 giugno 2011. Il semplice cambio della denominazione sociale attraverso la costituzione di una nuova società è insufficiente per sfuggire all’esecuzione - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, Sezione III, sentenza n. 12965 del 14 giugno 2011. Il semplice cambio della denominazione sociale attraverso la costituzione di una nuova società è insufficiente per sfuggire all’esecuzione
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Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza depositata il 14.6.2011 n. 12965. Il semplice cambio della denominazione sociale attraverso la costituzione di una nuova società è insufficiente per sfuggire all’esecuzione
Corte di Cassazione – Sezione III – sentenza n. 12965 del 14.6.2011
Per i giudici di Piazza Cavour, la società esecutata non aveva superato la presunzione di cessione di azienda di cui al comma IV dell’art. 66 del DPR n. 602 del 1973, secondo il quale la cessione si presume quando nei medesimi locali o in parte di essi viene esercitata attività commerciale dello stesso genere di quella esercitata dai precedenti titolari.
Infatti, la norma prevede unicamente che via sia l’identità di attività e l’esercizio della stessa nei medesimi locali, senza porre alcun limite temporale all’occupazione dei locali in cui prima era esercitata l’attività del debitore esecutato.
Per bloccare il pignoramento dei beni deve essere dimostrato mediante l’esibizione di atti pubblici o scritture private autenticate che appartenevano ad altri soggetti.
Mentre la prova per testi articolata dalla società non era idonea a provare la proprietà di beni pignorati.
Inoltre analoghe conclusioni per quanto riguarda le scritture contabili che non costituiscono circostanza sufficiente a provare l’assenza della cessione di azienda, ovvero quella prova assistita da fede privilegiata quali l’atto pubblico e la scrittura privata autenticata.
Si legge nella sentenza che la mera assenza di acquisti o cessioni dei beni appartenuti all’originario debitore di imposta, nei registri e nelle scritture contabili, non poteva costituire circostanza sufficiente a provare l’assenza della cessione di azienda, presunta ex lege.
Sorrento, 15/6/2011.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2011-06-15T13:18:46+00:0015 giugno 2011|Cassazione civile 2011, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Societario|0 Commenti

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