Source: https://www.ricognizioni.it/viaggio-nel-cattocomunismo-toscano-seconda-parte-di-vinicio-catturelli/
Timestamp: 2020-01-25 12:23:42+00:00

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Viaggio nel cattocomunismo toscano / seconda parte – di Vinicio Catturelli – Ricognizioni
Viaggio nel cattocomunismo toscano / seconda parte – di Vinicio Catturelli
Il Forteto: la catastrofe del Donmilanismo e del Meuccismo… mentre il cattocomunista Meucci ci viene additato come testimone cristiano che ha seguito l’esempio del Cardinale Dalla Costa
“Era la fine degli anni Settanta quando per la prima volta Il Forteto fu oggetto di un’inchiesta penale che vedeva alla sbarra per atti di libidine violenta e maltrattamenti all’interno della cooperativa i suoi capi carismatici Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi . Il 29 novembre 1978, su richiesta del Pubblico Ministero Carlo Casini, che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali nel Forteto, Fiesoli viene arrestato . Il 24 febbraio 1979 lascia il carcere per tornare alla Comunità. Il 20 novembre dello stesso anno il Tribunale dei Minori di Firenze affida ai coniugi Rodolfo Fiesoli e Lucia Castellucci un bambino di tre anni affetto da sindrome di Down. Da tale atto firmato dall’allora Presidente del Tribunale dei Minori Giampaolo Meucci (di cui abbiamo già parlato ampiamente nella prime puntata di questo servizio del 23 luglio 2016 ma su cui ritorneremo presto – n.v.c.), si deduce che il Forteto è una comunità accogliente e idonea.
Nel 1985 viene emessa la sentenza di condanna in via definitiva per Luigi Goffredi e Rodolfo Fiesoli. Quest’ultimo viene condannato dalla Corte d’Appello di Firenze a due anni di reclusione , per atti di libidine violenta e per corruzione di minorenne. Dalla sentenza emerge “istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici” e “una pratica diffusa di omosessualità” L’otto maggio 1985 il ricorso in Cassazione avanzato dai due condannati viene respinto , ma gli affidamenti di minori ai due e a persone interne alla Comunità Il Forteto continuano senza tener conto della sentenza passata in giudicato…nel 1998, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) a Strasburgo…..ha giudicato come violazione dei diritti della madre (che era ricorsa al Cedu contro il Forteto per poter aver contatto con i figli inviati in quella comunità di pedofili – n.v.c) l’aver ostacolato il mantenimento dei rapporti tra i bambini inseriti nel Forteto, la madre e la nonna…Nonostante l’ulteriore pronunciamento di condanna e nonostante l’esplicito richiamo all’obbligo delle autorità ad eseguire le sentenze, gli incontri figli – madre continuano ad essere ostacolati. Più in generale gli affidamenti dei minori all’interno del Forteto si interromperanno soltanto nel 2012, in seguito al nuovo arresto del Fiesoli.
Il 20 dicembre 2011, Rodolfo Fiesoli detto Il Profeta, fondatore della cooperativa Il Forteto e capo carismatico della comunità – setta viene arrestato, per essere collocato ai domiciliari tre giorni dopo. A suo carico si ipotizzano reati di maltrattamento e violenza sessuale a danni di minori affidati al Forteto. Il 16 ottobre 2012 la procura di Firenze annuncia la chiusura delle indagini e notifica altri 22 avvisi di garanzia. Il 27 dicembre 2012 i 23 indagati vengono rinviati a giudizio …Il Tribunale di Firenze, Seconda Sezione Penale, il 17 giugno 2015 emette sentenza di condanna di primo grado nei confronti di 17 imputati. Tra questi Rodolfo Fiesoli viene condannato a 17 anni e mezzo di carcere per abusi sessuali e maltrattamenti, mentre all’ “ideologo” della comunità Luigi Goffredi vengono comminati 8 anni per maltrattamenti. Nella requisitoria il pubblico ministero Ornella Galeotti ha affermato: “Per alcuni anni in Toscana si è verificato un fenomeno rispetto al quale le leggi dello Stato hanno subìto una sospensione”.
(Dalla Relazione conclusiva della Commissione di Inchiesta della Regione Toscana sulle individuazioni e analisi delle responsabilità politiche istituzionali relativamente alla vicenda Il Forteto, pagg. 10 -12. Da ora in poi CRF- Commissione Regionale Forteto)
La sentenza d’Appello del luglio 2016, pur facendo qualche piccolo sconto, sostanzialmente ha confermato le condanne ai componenti della cooperativa rossa degli orchi pedofili de Il Forteto.
Queste condanne sono state possibili (ma di commissariare il lager neanche se ne parla) solo dopo quasi quarant’anni da quando venne fuori il “Caso Forteto” …per quarant’anni il Tribunale dei Minori di Firenze (a cominciare dall’allora Presidente Giampaolo Meucci) ha ignorato letteralmente le sentenze definitive e perfino la condanna della Corte Europea (Cedu) e ha continuato a inviare a questi “orchi pedofili” i bambini che lì, dati in affidamento a coppie scelte dal Fiesole, vivevano, come in un lager, subendo costrizioni, violenze fisiche e morali e le “attenzioni particolari” del guru Fiesoli che diceva di fare quegli atti di “sodomizzazione” o altre sconcerie, per togliere la “materialità”; in effetti al “Forteto” si voleva distruggere la famiglia naturale. E’ l’opera infame di questi “cattocomunisti” che si rifanno all’altro guru, quello di Barbiana, a due tiri di schioppo dal Forteto, quel don Milani che gli stessi cattocomunisti stanno portando da anni e anni sugli scudi e che, ora, specie dopo l’avvento di Francesco d’Argentina, vorrebbero portare anche sugli altari…ammesso che questa gente creda ancora alla sacralità degli altari. Insomma :
“Insomma dal Forteto passavano tutti: chi per far la spesa, chi per stringere mani in campagna elettorale…la politica, a più livelli e con gradi differenti di coinvolgimento è sempre stata legata anche fisicamente a doppio filo col Forteto. Ideologicamente poi …il Forteto (era il) totem di certo comunitarismo di sinistra …portabandiera di quell’area cattolica che si richiamava all’esperienza di don Milani. E questo con Barbiana proprio dirimpetto alla tenuta del Forteto…“(Cfr CRF pag 51)
E chi, allora, toccava certi totem, certe “cattedrali”, o meglio, certe “logge”del progressismo postconciliare, era destinato, ed è tuttavia destinato, ad essere messo nel ghetto degli intoccabili.
“…è abbastanza straordinario – dichiara la giornalista de “La Città” Selvatici ai membri della Commissione Regionale sul Forteto – che si sia aspettato il 2011 per fare una Commissione d’inchiesta, scusate,dopo che era venuto fuori tutto quello che era venuto fuori….Ora: Carlo Casini è sicuramente uno che ha le sue idee, che possono essere tranquillamente non condivise, ma quando una sentenza va in Cassazione…e beh! I messaggi sono tanti eh! Quindi le opinioni personali, discutibili, quello che volete, di un giudice poi vengono…E noi abbiamo fatto la trasmissione in presenza di due persone condannate per reati di pedofilia, che erano all’interno di una casa nella quale (…)lo Stato mandava i bambini in affidamento. Cioè delle cose da pazzi” (Cfr. CRF pag.63).
E’ istruttivo poi vedere quello che non fu capace di fare e, soprattutto, senza vergogna, di scrivere certa stampa. Leggiamo sempre la relazione della Commissione del Consiglio Regionale sul Forteto :
“La testimonianza della giornalista Selvatici riporta in evidenza come il giudizio politico si sia intrecciato fin dall’inizio delle vicende del Forteto : quando alle indagini dell’allora pm Carlo Casini seguono l’arresto di Fiesoli e Goffredi e l’ordinanza di rinvio a giudizio del giudice Tricomi, gran parte della stampa ipotizza diffusamente una montatura giudiziaria riferibile a uno scontro politico interno alla magistratura e all’area cattolica fiorentina tra lo stesso Carlo Casini e Gian Paolo Meucci. Di fronte alle prime avvisaglie giudiziarie , il tenore dei titoli presso la stampa locale era del tipo Siamo tutti sotto accusa (“La Nazione” del 13 – I – 1979) Pieno sostegno alla coop il Forteto (“L’Unità” del 13 – I – 1979) Forteto : tutta una montatura oppure caso esplosivo?(“La Città” dell’uno aprile 1980).
Si osava toccare i miti di Barbiana e dei suoi seguaci? Orrore, frutto di “menti malate e contorte rimaste alla vecchia Chiesa preconciliare”…Ricordo allora, nella mia Montecatini, un prete di una delle tante Comunità di Base (allora così si chiamavano le varie Barbiana e i vari Forteti in sedicesimo) che ripeteva: “Ma quale scandalo del Forteto, lì non è accaduto un bel niente…è tutta una montatura dei “perbenisti” capeggiati dal Magistrato Carlo Casini…quello contro l’aborto e il divorzio… che sono conquiste popolari e civili”.
Ma ecco quello che succedeva al Forteto (clicca su T7 Il caso Forteto e su T7 Il caso Forteto, seconda parte).
Son serviti oltre trent’anni, come appunto faceva notare la giornalista Selvatici, per nominare una Commissione Regionale di inchiesta. Solo nel 2012 iniziò a operare una commissione con la Presidenza di Stefano Mugnai (FI), che fece un buon lavoro e che è stato integrato da questa seconda commissione. Ebbene nel formare quest’ultima commissione ci furono polemiche (specie da parte dei consiglieri leghisti) in quanto, per una prassi istituzionale, il Presidente si sarebbe dovuto nominare tra i consiglieri dell’opposizione e invece il Partito democratico impose un suo uomo, il Consigliere Paolo Bambagioni (PD) che già nella precedente Commissione aveva avuto la Vice Presidenza. Dobbiamo però dire che, una volta tanto, i nostri politici (destra – centro – sinistra) hanno lavorato davvero bene, hanno fatto un lavoro egregio; una volta tanto la politica ha avuto la meglio su certi “poteri forti” come la potente Lobby dei Magistrati, quella del conformismo della stampa, quella di certi intellettuali “à la page”, nostalgici del sessantotto, pronti a calar le brache a ogni folata di venticello. Ricordiamo queste persone che, finalmente, hanno, in maniera definitiva, tolto l’ultima velatura a questo scandalo orribile dove gli orchi ghermivano le “giovani prede”, come le chiamava Roger Peyrefitte, e tentavano esperimenti per creare un nuovo tipo di famiglia “innaturale”; ricordiamo questi componenti della Commissione che, una volta tanto, si sono comportati da “uomini veri”.
Ecco la Commissione alla quale tutti dobbiamo gratitudine:
Bambagioni Paolo (PD) – Presidente
Donzelli Giovanni (FdI) – Vice Presidente
Quartini Andrea (Mov. 5 Stelle) v. Pres. Segretario
Alberti Jacopo (Lga Nord) – Componente
Mugnai Stefano (FI) – Componente
Sarti Paolo (Sinistra It) Componente
Sappiano fin da ora questi coraggiosi consiglieri che si sono messi, nella loro ricerca della verità, contro i “poteri forti”: magistratura, clero cattocomunista, parte dei sindacati e della potentissima Lega delle Coop legata, allora e tuttavia, a doppio filo con Il Forteto; sappiano che lo stesso PD, dopo essersi costituito parte civile contro il Forteto, ora ha già cambiato giubba e vorrebbe invece – dopo che la commissione ha auspicato “un necessario segno di discontinuità sia formale che sostanziale rispetto alla precedente gestione, che potrà avvenire solo con il commissariamento esterno” – che tutto tornasse come prima in quanto la triade del Partito Democratico (Regionale – metropolitana e locale) ha sentenziato, mettendo il c..o al posto della faccia e la faccia al posto del c..o,
“Dopo la proposta di commissariamento del Forteto abbiamo assistito a nuove strumentalizzazioni politiche del centrodestra che troviamo inopportune e controproducenti (…) auspichiamo che il commissariamento, possa essere evitato e che i rilievi posti dagli ispettori possano trovare soluzioni mantenendo l’attuale gestione”….
Le operazioni di guerra contro i membri della Commissione sono già iniziate, come ben abbiamo documentato nella prima puntata del nostro servizio del 23 luglio, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, quando, durante i funerali del Cardinal Piovanelli, l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, tra lo sgomento dei numerosissimi fedeli ha scandito con voce stentorea il nome di Gian Paolo Meucci tra i testimoni cattolici del XX secolo, da portare come esempio, in quanto ha seguito l’insegnamento dell’arcivescovo Elia Dalla Costa!
E lo dicevo l’altra volta riportando anche la “vox populi” di quel rumore che veniva dalle cripta posta sotto l’altare : i vescovi fiorentini che si rivoltavano nella tomba. Ed erano anche le grida di quei ragazzini, violentati, stuprati, torturati per anni, anche grazie, e soprattutto grazie a quel testimone cristiano del XX Secolo che risponde al nome di Gian Paolo Meucci. Al peggio non c’è mai fine, davvero….
Tanto per dare un’idea di quanto sia stata, in questi quasi quaranta anni, vigile e tenace la tentazione di nascondere i fatti, riportiamo alcuni episodi tratti dalla CRF a pag.62 :
“Nel 2002, a seguito di una condanna dello Stato Italiano da parte della Corte di Strasburgo, Bruno Vespa manda in onda una puntata dedicata appunto al caso Forteto. …i protagonisti ci sono tutti, da Elena Zazzeri all’ex procuratore capo dei minorenni Aldo Nesticò. A un certo punto Bruno Vespa, faccia increspata di contrarietà, si prende l’inquadratura di una telecamera, e, rivolto a quel punto alle case della nazione, afferma:
“In questi anni di Porta a Porta ci siamo occupati tante volte di minori, ma non abbiamo mai subito tante pressioni (come) per non occuparci di questa vicenda del Forteto. Pressioni quotidiane che sono avvenute con una sistematicità che francamente ci ha sconcertato. Noi ci siamo occupati sempre con grande prudenza di minori, nessuno ha mai avuto niente da obiettare e adesso si vorrebbe sostenere che il solo fatto di pronunziare questo nome proibito, il Forteto, possa nuocere a questi bambini”
Vorremmo anche sommessamente far presente che, grazie alla politica di Gian Paolo Meucci, indicatoci nella cattedrale fiorentina, il 12 luglio, come il Testimone cristiano del XX Secolo che si è ispirato agli insegnamenti della parola e della pastorale del Cardinale Dalla Costa, “ignorando mediante uno studiato espediente tecnico la sentenza di condanna” sono passati attraverso il Gulag del Forteto cinquantotto giovani, molti dei quali, ahimè, sono passati anche dalla camera da letto di Rodolfo Fiesoli.
Ora grazie anche a uno dei più documentati e intelligenti siti (www.ilcovile.it ) dal quale i nostri elettori potranno scaricare l’essenziale documentazione di Le raccolte del Covile – Il Forteto, catastrofe del cattocomunismo cliccando QUI, intendiamo dimostrare i legami (a doppio filo) tra don Milani, Barbiana, il Fiesoli, il Forteto e tutti gli ambienti del cattocomunismo o donmilanmeuccismo, come titola uno dei suoi articoli Il Covile.
Il ritornello è questo : ma che c’entra don Milani con il Forteto? Don Milani era già morto quando il Fiesoli aprì la sua Comunità etc…paragonare l’esperienza di Barbiana con quella del Forteto è demagogia. e in questo i cattocomunisti sono aiutati da parte del clero che, specialmente ora, visto l’andazzo neopauperistico e papolatra della Chiesa, vanno in brodo di giuggiole al solo rammentare il nome del prete fiorentino mandato a “prender l’aria buona” sulle colline mugellane.
Vediamo la continuità del progetto Barbiana con il Forteto: nel 2001 – e quindi quando il Fiesoli e il Goffredi erano già stati condannati e non si poteva far finta di non sapere – troviamo sul sito “Mondo e missione” dei Comboniani di Alex Zanotelli, il prete rossoarcobaleno, fan di don Milani, impegnato nei “Beati costruttori di pace” (ora sembra sia a seminar zizzania e odio a Napoli) questa cronaca:
VICCHIO BARBIANA (FI) sulle orme di don Milani….per il suo mondo, dove si legge :
“(…)Le catechesi si sono integrate con le testimonianze degli ex alunni di San Donato e di Barbiana con cui abbiamo conosciuto don Lorenzo (Milani n.v.c.) educatore, di don Pollini che ci ha raccontato di don Milani sacerdote e di Michele Gesualdi che…con difficoltà e “gelo” iniziale ha dato voce a Lorenzo Milani, proprio in quelle stanze in cui ha vissuto più come figlio che alunno del priore. Queste persone e con lui anche Nanni il falegname di Barbiana e RODOLFO ( FIESOLI n.v.c.) il fondatore del Forteto, cooperativa onlus presente a Vicchio, sono state raggiunte in diverso modo dalla parola di don Milani e diversamente oggi la testimoniano”.
Poi viene riportata la “canzone di Barbiana” che va cantata sull’aria di “Paese te ne stai sulle colline…”
Barbiana mia che stai sulle colline
Barbiana mia ti amo e vado via.
Tornerà, tornerò, tornerà,
Michele (Gesualdi n.v.c.) forse un giorno ci aprirà
chi gratta poi diventa tutto vero
se la maglietta è sporca credi non è colpa mia….
Porterà, porterà, porterà,
Er motto di Lorenzo era “I Care”
e le romane te dicono “me stà (sic) a core”
E se il cancello proprio hai da oltrepassà
er permesso caro mio tu devi usa’.
Scatterà, scatterà, scatterà,
l’ultima foto qui si scatterà
e fra duemila anni ci ritornerà,
dirà : “So stati bravi sti rigà”
“Sorella mia ti bacio sulla bocca”
“Fratello mio io scappo e vado via”
Partirà, partirà, partirà,
Come ben si vede gli alunni di Barbiana, Michele Gesualdi, la Fondazione don Milani, il Fiesoli…sono tutti pane e cacio, tante anime in un nocciolo.
Nel 2002 Edoardo Martinelli (ex allievo di don Milani, in un primo momento era stato uno dei fondatori de Il Forteto, poi, dopo pesanti attenzioni del Fiesoli nei suoi confronti…aveva fatto valigia ed era partito) contesta vivacemente la presenza alla Marcia di Barbiana del Gruppo il Forteto e amareggiato scrive: “l’espressione più alta della Marcia di Barbiana , la sindaca Elettra Lorini e la Fondazione don Lorenzo Milani, vanno a braccetto con Rodolfo”….Del resto proprio Rodolfo Fiesoli sarà per anni, fino all’ultimo arresto, incontestato consigliere del Centro documentazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana”
Insomma ecco gli eroi, testimoni del nostro tempo, che sono esempi per i cristiani in quanto seguirono l’esempio della parola e l’insegnamento del venerato Cardinale Dalla Costa. Che, poveraccio, come minimo dovrebbe avere diritto alla replica. Noi, domani sera, comunque torneremo sull’argomento.

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