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Timestamp: 2018-11-19 03:33:50+00:00

Document:
{FEMM}Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità
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<RefProc>2000/0195RefProc><RefTypeProc>(COD)RefTypeProc>
{07.12.2000}7 dicembre 2000
della {FEMM}commissione per i diritti della donna e le pari opportunità
destinato alla {EMPL}commissione per l'occupazione e gli affari sociali
sulla proposta di decisione del Parlamento e del Consiglio relativa a misure comunitarie di incentivazione nel settore dell'occupazione
(COM(2000) 459 – C5 0384/2000 – 2000/0195(CNS))
Relatrice per parere: María Antonia Avilés Perea
Nella riunione del 14 settembre 2000 la {FEMM}commissione per i diritti della donna e le pari opportunità ha nominato relatrice per parere María Antonia Avilés Perea.
Nella riunione (Nelle riunioni) del …… ha esaminato il progetto di parere.
In quest'ultima riunione/Nell'ultima riunione indicata ha approvato gli emendamenti in appresso con ... voti favorevoli, ... contrario(i) e ... astensione(i)/all'unanimità.
Erano presenti al momento della votazione ... (presidente/presidente f.f.), ... (vicepresidente), ... (vicepresidente), ...(relatrice per parere), ..., ... (in sostituzione di ...), ... (in sostituzione di ..., a norma dell'articolo 153, paragrafo 2, del regolamento), ... e ... .
Il presente parere fa riferimento a una proposta di decisione del Parlamento e del Consiglio relativa a misure comunitarie di incentivazione dell'occupazione. Detta proposta di decisione implica il ricorso per la prima volta nel diritto comunitario al nuovo articolo 129 del trattato che istituisce la Comunità europea, inserito successivamente alla riforma introdotta dal trattato di Amsterdam e che dispone che: "Il Consiglio deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni, può adottare misure di incentivazione dirette a promuovere la cooperazione tra Stati membri e a sostenere i loro interventi nel settore dell'occupazione, mediante iniziative volte a sviluppare gli scambi di informazioni e delle migliori prassi, a fornire analisi comparative e indicazioni, nonché a promuovere approcci innovativi e a valutare le esperienze realizzate, in particolare mediante il ricorso a progetti pilota". A sua volta la proposta della Commissione serve a dare continuità alla decisione 98/171/CE del Consiglio, relativa alle attività comunitarie in materia di analisi, indagine e cooperazione nell'ambito dell'occupazione e del mercato del lavoro, che scade alla fine dell'anno 2000 e la cui base giuridica è stata l'articolo 235 TCE, sorta di scatola magica del diritto comunitario al quale far ricorso allorché non si trovava nei trattati nessuna base giuridica più appropriata.
La proposta della Commissione ha per obiettivo fondamentale di promuovere la cooperazione fra gli Stati membri per quanto attiene all'analisi, l'indagine e il seguito della politica dell'occupazione, determinando le migliori prassi e promuovendo gli scambi e i trasferimenti di informazione e di esperienze.
Di conseguenza partendo dalla necessità di appoggiare e sviluppare la strategia europea per l'occupazione di cui al titolo Occupazione del trattato che istituisce la Comunità (artt. da 125 a 130), la Commissione propone una serie di misure che comprendono azioni in materia di analisi, indagine e cooperazione tra gli Stati membri nell'ambito dell'occupazione, esse contribuiranno in gran misura, a raggiungere il nuovo obiettivo strategico definito a Lisbona, vale a dire riconvertire l'Europa a un'economia basata sulla conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo, con i più numerosi e migliori posti di lavoro e con una maggiore coesione sociale.
La relatrice appoggia ampiamente la proposta della Commissione, pur considerando che potrebbe essere migliorata sotto taluni aspetti che a grandi linee sono i seguenti:
In primo luogo e per quanto attiene alle misure comunitarie previste, una di esse è di appoggiare un atteggiamento più strategico della politica dell'occupazione nell'Unione attraverso l'analisi e la valutazione dei fattori che determinano le tendenze dell'occupazione, il quadro politico generale, ecc. A questo proposito la proposta della Commissione non prevede che l'analisi e la valutazione siano effettuate in modo specifico per gli uomini o le donne, sebbene la relatrice lo consideri imprescindibile, se teniamo conto che la disoccupazione in Europa è per la maggior parte femminile. Non risulta sproporzionato affermare che non tenendo conto della disoccupazione femminile, in molte regioni dell'Unione vi sarebbero addirittura situazioni di piena occupazione. In questo senso, e dato che le misure di incentivazione dell'occupazione devono costituire uno degli strumenti chiave per lo sviluppo delle pari opportunità tra uomini e donne nell'ambito dell'occupazione, la relatrice è del parere che nella misura del possibile, l'analisi e la valutazione debbono sempre essere specifiche per uomini o donne.
Altra misura che la relatrice considera necessario aggiungere per arrivare a uno degli obiettivi del vertice di Lisbona, che è di aumentare il tasso di occupazione, che nel 1999 si situava al 62,2%, fino a raggiungere il 70% nel 2010 (più del 60% per le donne) - è di disporre il finanziamento di attività destinate ad appoggiare gli sforzi degli Stati membri in materia di pari opportunità tra uomini e donne quanto all'occupazione. Detta misura deve trovare appoggio sia rispetto alla valutazione dei piani nazionali sia per un impulso più strategico della politica di occupazione nell'Unione allo scopo di conoscere, seguire e analizzare le valutazioni attraverso indicatori.
Si è anche considerato necessario includere, unitamente alle misure comunitarie di incentivo dell'occupazione già previste dalla Commissione, e allo scopo di contribuire anche allo sviluppo e alla valutazione della strategia europea per l'occupazione, la realizzazione di analisi sulle cause dell'interruzione dell'attività lavorativa, sui congedi parentali e il lavoro a tempo parziale, come pure la realizzazione di studi sull'offerta di asili nido e doposcuola e l'assistenza sociale a domicilio. In questo senso è necessario assicurare un'offerta sufficiente di servizi di qualità di asili nido e doposcuola e di assistenza ad altre persone a carico, allo scopo di favorire l'inserimento e l'equa ripartizione delle responsabilità familiari, di conciliare la vita familiare e professionale. L'avvio di detti studi aiuterebbe senza alcun dubbio a comprendere i problemi che presenta il reinserimento di uomini e donne sul mercato del lavoro dopo una assenza e a risolverli. In molti paesi dell'Unione l'offerta di asili nido e doposcuola pubblici è scarsa. Quelli a carattere privato sono per molte famiglie prive di risorse, inarrivabili, per il cospicuo sborso economico che comportano, e, in definitiva impediscono il reinserimento o la continuità specialmente della donna sul mercato del lavoro. Pertanto è necessario realizzare ricerche in questo senso, per trarre profitto dalle esperienze positive degli Stati membri più avanzati in materia e in qualche modo allertare anche gli agenti su scala locale e regionale affinché finanzino il costo in ogni caso necessario per la creazione di nuovi centri per l'infanzia di carattere pubblico.
In secondo luogo, e per quanto attiene alla complementarietà e coerenza tra le misure applicate in virtù della presente decisione e degli altri programmi e iniziative comunitarie, la proposta della Commissione contempla unicamente il programma di inserimento sociale e il programma quadro per azioni di indagine, dimostrazione e sviluppo tecnologico. Con l'obiettivo di evitare innecessarie duplicazioni di lavoro, si dovrebbe tener conto anche del nuovo programma quadro sulla parità tra uomini e donne (2001-2005), dato che attraverso il medesimo si finanziano anche azioni di analisi e valutazione di tutti quei fattori e politiche che sono direttamente correlati alla parità.
In terzo ed ultimo luogo, la proposta prevede che la Commissione sia assistita da un comitato consulto integrato da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dalla Commissione. Si dispone che allo scopo di garantire la coerenza e complementarità del programma con le misure sopracitate, il Comitato tenga regolarmente informata la Commissione europea. Ciò non ostante detto Comitato dovrebbe riferire non soltanto alla Commissione ma anche al Parlamento europeo, dato che più ampia è la procedura migliori saranno i risultati. Inoltre sia gli Stati membri che la Commissione debbono vigilare a una maggiore rappresentanza femminile nella composizione di detti comitati, cosa cui la Commissione già si è impegnata in numerose occasioni.
La {FEMM}commissione per i diritti della donna e le pari opportunità invita la {EMPL}commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:
Testo della Commissione 1
Articolo 3, punto 1 (1) (Misure comunitarie)
(1) attività che, nel contesto dell’obiettivo politico dichiarato consistente nell’elevare il tasso di occupazione, facciano da supporto a un approccio più strategico alla politica occupazionale dell’UE, grazie all’analisi e alla valutazione delle tendenze del settore e delle condizioni politiche generali, nonché al giudizio sulle opzioni politiche e sull’impatto delle politiche comunitarie. Si farà tutto il possibile affinché l’analisi sia specifica per quanto attiene al genere;
(1) attività che, nel contesto dell’obiettivo politico dichiarato consistente nell’elevare il tasso di occupazione, facciano da supporto a un approccio più strategico alla politica occupazionale dell’UE, grazie all’analisi e alla valutazione delle tendenze del settore e delle condizioni politiche generali, nonché al giudizio sulle opzioni politiche e sull’impatto delle politiche comunitarie. L’analisi sarà specifica per genere;
La commissione per i diritti della donna e le pari opportunità considera le misure di incentivo all'occupazione come uno degli strumenti principali dello sviluppo delle pari opportunità tra uomini e donne. Perché l'approccio strategico della politica dell'occupazione sia efficace, è necessario procedere all'analisi differenziata per genere. L'approccio integrato della parità dei sessi, consacrato dall'articolo 2 del trattato di Amsterdam, deve tradursi nelle misure concrete miranti particolarmente alla valutazione e all'analisi della situazione dell'occupazione.
Articolo 3.1, 4 bis (nuovo) (Misure comunitarie)
(4bis) Le attività che mirano a sostenere gli sforzi degli Stati membri in materia di pari opportunità tra uomini e donne nel settore dell'occupazione. Detto esercizio deve essere sostenuto sia quanto alla valutazione dei piani di azione nazionali sia per un approccio più strategico della politica dell'occupazione nell'Unione europea, allo scopo di conoscere, seguire e analizzare gli sviluppi attraverso l'elaborazione di indicatori.
La Commissione considera le misure di incentivazione all'occupazione come uno dei principali strumenti di sviluppo delle pari opportunità tra uomini e donne. L'integrazione delle pari opportunità nel settore dell'occupazione è uno dei quattro pilastri della strategia europea per l'occupazione.
Articolo 3.1, 5 bis (nuovo)
(5bis) Analisi delle cause dell'interruzione di attività professionale, congedo parentale e lavoro a tempo parziale, differenziato per donne e uomini.
Allo scopo di contribuire allo sviluppo e alla valutazione della strategia europea per l'occupazione, si dovrebbe inserire tra le misure comunitarie previste la realizzazione di analisi differenziate per genere, sulle cause che portano all'interruzione dell'attività di lavoro, ai congedi parentali e al lavoro a tempo parziale.
Articolo 3.1, 5 ter (nuovo)
(5ter) Studi sull'offerta di asili nido e doposcuola per l'infanzia e assistenza sociale a domicilio per favorire l'inserimento e la continuità di lavoro per uomini e donne.
I risultati ottenuti da detti studi possono contribuire alla scelta di strategie efficaci per creare maggiori e migliori posti di lavoro per tutti, uomini e donne.
(Emendamento 5)
Articolo 4 (Coerenza e complementarietà)
I risultati delle attività di cui all’articolo 3 varieranno a seconda del tipo di attività avviate: si tratterà della relazione L’Occupazione in Europa e di altre pubblicazioni, di documenti di lavoro, relazioni da presentare al Consiglio e alla Commissione (in particolare la Relazione congiunta sull’occupazione), seminari nazionali ad esempio in preparazione dei Piani nazionali d’azione, seminari sulla politica in materia di occupazione o importanti manifestazioni internazionali su argomenti prioritari o di importanza generale. Si farà un maggiore ricorso a Internet per la divulgazione dei risultati (pubblicazione in rete, chat e seminari in linea), allo scopo di rafforzare la cooperazione e lo scambio d’informazioni.
I risultati delle attività di cui all’articolo 3 varieranno a seconda del tipo di attività avviate: si tratterà della relazione L’Occupazione in Europa e di altre pubblicazioni, di documenti di lavoro, relazioni da presentare al Consiglio e alla Commissione (in particolare la Relazione congiunta sull’occupazione), seminari nazionali ad esempio in preparazione dei Piani nazionali d’azione, seminari sulla politica in materia di occupazione o importanti manifestazioni internazionali su argomenti prioritari o di importanza generale. Si pubblicheranno le relazioni elaborate sulla situazione della donna sul mercato del lavoro e le difficoltà che le impediscano un maggiore accesso al medesimo. Si farà un maggiore ricorso a Internet per la divulgazione dei risultati (pubblicazione in rete, chat e seminari in linea), allo scopo di rafforzare la cooperazione e lo scambio d’informazioni.
Risulta vitale e imprescindibile che sia gli Stati membri come il gran pubblico abbiano accesso a dette relazioni.
Articolo 5 (Coerenza e complementarietà)
La Commissione cura la coerenza e la complementarità tra le misure attuate nell’ambito della presente decisione e gli altri programmi e iniziative comunitarie pertinenti (come il programma relativo all’integrazione sociale e il programma quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione). I risultati delle altre iniziative comunitarie possono essere usati come contributi alle azioni di cui alla presente decisione, e i risultati delle attività qui menzionate possono essere utilizzati come contributi per le altre iniziative comunitarie.
La Commissione cura la coerenza e la complementarietà tra le misure attuate nell’ambito della presente decisione e gli altri programmi e iniziative comunitarie pertinenti (come il programma relativo all’integrazione sociale e il programma quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione e il nuovo programma quadro sulla parità dei generi (2001-2005)). I risultati delle altre iniziative comunitarie possono essere usati come contributi alle azioni di cui alla presente decisione, e i risultati delle attività qui menzionate possono essere utilizzati come contributi per le altre iniziative comunitarie.
Il nuovo programma quadro sulla parità dei generi (2001-2005) è un'iniziativa pertinente che deve essere presa in considerazione allo scopo di rendere più funzionale la strategia coordinata a favore dell'occupazione a titolo del trattato di Amsterdam.
(Emendamento 7)
Articolo 7 , par. 5 (Attuazione)
5. Per garantire la coerenza e complementarità di questo programma con le altre misure di cui all’articolo 5, la Commissione informa regolarmente il Comitato di ogni altra azione comunitaria attinente. Ove opportuno, la Commissione avvia una cooperazione regolare e strutturata fra il Comitato e i comitati istituiti per altre politiche, strumenti e azioni attinenti.
5. Per garantire la coerenza e complementarietà di questo programma con le altre misure di cui all’articolo 5, la Commissione informa regolarmente il Comitato e il Parlamento europeo di ogni altra azione comunitaria attinente. Ove opportuno, la Commissione avvia una cooperazione regolare e strutturata fra il Comitato e i comitati istituiti per altre politiche, strumenti e azioni attinenti. La Commissione e gli Stati membri vigilano a che la rappresentanza femminile nella composizione di detti comitati sia la migliore.
La procedura deve essere quanto più aperta possibile e la Commissione deve informare non soltanto il Comitato ma anche il Parlamento europeo. D'altro canto sia la Commissione che già si è impegnata in ciò in varie occasioni, che gli Stati membri debbono vigilare su una maggiore rappresentanza delle donne nella composizione di detti comitati.
1 GU C …...
PA\424775IT.doc
PE 287.037

References: articolo 129

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 7