Source: https://www.liduroma.org/la-nascita-della-nostra-costituzione-i-lavori-della-costituente-la-costituzione-della-repubblica-italiana.html
Timestamp: 2018-02-21 13:04:40+00:00

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La nascita della nostra Costituzione. I lavori della Costituente. La Costituzione della Repubblica Italiana - LIDU onlus - Comitato di Roma
LE DISCUSSIONI IN ASSEMBLEA COSTITUENTE
Titolo I - Rapporti Civili 3
Titolo II – 5 Rapporti Etico - Sociali 5
Titolo III – 6 Rapporti Economici 6
Titolo IV – 8 Rapporti Politici 8
Titolo I – Il Parlamento. 9
Sezione I – Le Camere. 9
Sezione II – 12 La Formazione delle Leggi 12
Titolo II – 14 Il Presidente della Repubblica. 14
Titolo III 16 – Il Governo. 16
Sezione I – Il Consiglio dei Ministri 16
Sezione II 16 – La Pubblica Amministrazione. 16
Sezione III 17 – Gli Organi Ausiliari 17
Titolo IV – 17 La Magistratura. 17
Sezione I – Ordinamento Giurisdizionale. 17
Sezione II 19 – Norme sulla Giurisdizione. 19
Titolo V. 20 – Le Regioni, le Province i Comuni 20
Titolo VI 29 - Garanzie Costituzionali 29
Sezione I 29 – La Corte Costituzionale. 29
Sezione II 30 - Revisione della Costituzione - Leggi Costituzionali 30
Disposizioni transitorie e finali 31
Articolo 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Articolo 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Articolo 10 L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Parte prima - Diritti e Doveri dei cittadini Titolo I - Rapporti Civili Titolo I -
Articolo 13 La libertà personale è inviolabile.
Titolo I - Articolo 14 Il domicilio è inviolabile.
Titolo I - Articolo 15 La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
Titolo I - Articolo 16 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Titolo I - Articolo 17 I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Titolo I - Articolo 18 I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Titolo I - Articolo 19 Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Titolo I - Articolo 20 Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Titolo I - Articolo 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Titolo I - Articolo 22 Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.
Titolo I - Articolo 23 Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.
Titolo I - Articolo 24 Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
Titolo I - Articolo 25 Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Titolo I - Articolo 26 L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali.
Titolo I - Articolo 27 La responsabilità penale è personale.
Titolo I - Articolo 28 I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
Titolo II – Rapporti Etico - Sociali Titolo II -
Articolo 29 La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Titolo II - Articolo 30 E' dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Titolo II - Articolo 31 La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Titolo II - Articolo 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Titolo II - Articolo 33 L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
Titolo II - Articolo 34 La scuola è aperta a tutti.
Titolo III – Rapporti Economici Titolo III -
Titolo III - Articolo 36 Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
Titolo III - Articolo 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione.
Titolo III - Articolo 38 Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
Titolo III - Articolo 39 L'organizzazione sindacale è libera.
Titolo III - Articolo 40 Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.
Titolo III - Articolo 41 L'iniziativa economica privata è libera.
Titolo III - Articolo 42 La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
Titolo III - Articolo 43 A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
Titolo III - Articolo 44 Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
Titolo III - Articolo 45 La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
Titolo III - Articolo 46 Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
Titolo III - Articolo 47 La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Titolo IV – Rapporti Politici Titolo IV -
Titolo IV - Articolo 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Titolo IV - Articolo 50 Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
Titolo IV - Articolo 51 Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunita' tra donne e uomini.
Titolo IV - Articolo 52 La difesa della patria è sacro dovere del cittadino.
Titolo IV - Articolo 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Titolo IV - Articolo 54 Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
Parte seconda – Ordinamento della Repubblica Titolo I – Il Parlamento Sezione I – Le Camere
Titolo I - Articolo 55 Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Titolo I - Articolo 56 La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
Titolo I - Articolo 57 Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
Titolo I - Articolo 58 I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.
Titolo I - Articolo 59 E' senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Titolo I - Articolo 60 La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.
Titolo I - Articolo 61 Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Titolo I - Articolo 62 Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
Titolo I - Articolo 63 Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza.
Titolo I - Articolo 64 Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Titolo I - Articolo 65 La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore.
Titolo I - Articolo 66 Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
Titolo I - Articolo 67 Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Titolo I - Articolo 68 I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Titolo I - Articolo 69 I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.
Sezione II – La Formazione delle Leggi Titolo I - Articolo 70 La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
Titolo I - Articolo 71 L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Titolo I - Articolo 72 Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Titolo I - Articolo 73 Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione .
Titolo I - Articolo 74 Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Titolo I - Articolo 75 E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. (*)
Titolo I - Articolo 76 L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Titolo I - Articolo 77 Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Titolo I - Articolo 78 Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.
Titolo I - Articolo 79 L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
Titolo I - Articolo 80 Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Titolo I - Articolo 81 Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
Titolo I - Articolo 82 Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
Titolo II - Articolo 83 Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Titolo II - Articolo 84 Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.
Titolo II - Articolo 85 Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Titolo II - Articolo 86 Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.
Titolo II - Articolo 87 Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Titolo II - Articolo 88 Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Titolo II - Articolo 89 Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
Titolo II - Articolo 90 Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. (*)
Titolo II - Articolo 91 Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Titolo III – Il Governo Sezione I – Il Consiglio dei Ministri
Titolo III - Articolo 92 Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i Ministri.
Titolo III - Articolo 93 Il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Titolo III - Articolo 94 Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Titolo III - Articolo 95 Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene la unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei Ministri.
Titolo III - Articolo 96 Il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale. (*)
Titolo III - Articolo 97 I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e la imparzialità dell'amministrazione.
Titolo III - Articolo 98 I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.
Sezione III – Gli Organi Ausiliari Titolo III - Articolo 99 Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
Titolo III - Articolo 100 Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione.
Titolo IV – La Magistratura Sezione I – Ordinamento Giurisdizionale
Titolo IV - Articolo 101 La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Titolo IV - Articolo 102 La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Titolo IV - Articolo 103 Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della Pubblica Amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
Titolo IV - Articolo 104 La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Titolo IV - Articolo 105 Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Titolo IV - Articolo 106 Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.
Titolo IV - Articolo 107 I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Titolo IV - Articolo 108 Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge. La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del Pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia.
Titolo IV - Articolo 109 L'Autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.
Titolo IV - Articolo 110 Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministero della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Titolo IV - Articolo 111 La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parita', davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
Titolo IV Articolo 112 Il Pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.
Titolo IV - Articolo 113 Contro gli atti della Pubblica Amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
Titolo V - Articolo 114 La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
Titolo V - Articolo 115 (Abrogato) (*)
Titolo V - Articolo 116 Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. (**)
Titolo V - Articolo 117 La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Titolo V - Articolo 118 Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
Titolo V - Articolo 119 I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
Titolo V - Articolo 120 La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, nè adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Titolo V - Articolo 121 Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.
Titolo V - Articolo 122 Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonchè dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi. (**)
Titolo V - Articolo 123 Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Titolo V - Articolo 124 (Abrogato) (*)
Titolo V - Articolo 125 Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l'ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione. (*)
Titolo V - Articolo 126 Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica. (**)
Titolo V - Articolo 127 Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.
Titolo V - Articolo 128 (Abrogato) (*)
Titolo V - Articolo 129 (Abrogato) (*)
Titolo V - Articolo 130 (Abrogato) (*)
Titolo V - Articolo 131 Sono costituite le seguenti Regioni:
Titolo V - Articolo 132 Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Titolo V - Articolo 133 Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell'ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
Titolo VI Garanzie Costituzionali Sezione I – La Corte Costituzionale
Articolo 134 La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; (*) sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione. (*)
Articolo 135 La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. I giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio. I Giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.
Articolo 136 Quando la Corte dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di un atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
Articolo 137 Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte. (*)
Articolo 138 Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. (*)
Articolo 139 La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.
X Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all'articolo 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del Titolo V, della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l'articolo 6.
XIII I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.
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