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Timestamp: 2018-02-20 15:55:10+00:00

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Le benedizioni religiose a scuola secondo il TAR
» La scuola e le benedizioni religiose secondo il TAR e il Consiglio di Stato.
Il TAR dell’Emilia Romagna si è pronunciato di recente proibendo i riti religiosi all'interno della scuola con una sentenza che ha fatto molto parlare di sé. La circostanza nasce a seguito del ricorso presentato da un gruppo di genitori e docenti di un istituto comprensivo di Bologna che aveva approvato le benedizioni pasquali all'interno dei locali della scuola.
L’avvocato esperto spiega che i ricorrenti avevano espresso per iscritto la contrarietà a tali riti religiosi, seppur volontari e al di fuori dagli orari di lezione, ritenendola una scelta discriminatoria che lede il carattere laico dello Stato.
La sentenza del TAR ha dato loro ragione revocando la delibera del consiglio d’istituto bolognese sulla base del principio costituzionale della laicità il quale, sottolineano gli avvocati specializzati, non rappresenta disinteresse nei confronti della sfera religiosa, ma piuttosto equilibrio e obiettività nei confronti di tutte le confessioni religiose.
Secondo i giudici amministrativi, quindi, la scuola non può essere compromessa dalla celebrazione di riti religiosi che si riferiscono alle scelte private di ogni individuo e si sottrae ad un contesto pubblico che deve di per sé evitare disparità.
L'indicazione dei giudici amministrativi, ribadisce l’avvocato esperto, è totalmente chiara: la scuola è laica pertanto le pratiche religiose devono avvenire al di fuori.
Se per il TAR dell'Emilia Romagna, quindi, le benedizioni religiose in classe violano il principio di laicità della scuola, ma il Consiglio di Stato si è espresso in modo differente.
La sentenza, si legge nella nota degli avvocati esperti, aveva acceso nuovamente le polemiche diffondendosi anche sulle pagine dei giornali stranieri e provocando la reazione immediata della Curia che esprimeva sorpresa e delusione per una scelta non condivisibile che non afferma un principio di laicità inteso in modo corretto. D’altro canto anche il consigliere comunale di Bologna giudicava positivamente la sentenza affermando che già l'insegnamento della religione cattolica tra le materie scolastiche, quale scelta di ideale o confessione di adulti, limitava parzialmente la laicità della scuola.
Accogliendo l'istanza presentata dal ministero della Pubblica Istruzione, informano gli avvocati specializzati, il Consiglio di Stato ha sospeso immediatamente l'esecutività della sentenza del TAR emiliano che aveva annullato la delibera scolastica che autorizzava le benedizioni pasquali all’interno dei locali scolastici.
Nel ricorso presentato dal ministero si comunicava che la sentenza del tribunale amministrativo bolognese risultava quantomeno indecifrabile dal momento che non vi era nulla da sospendere considerando che la sentenza stessa aveva svuotato i suoi effetti arrivando a conclusione delle celebrazioni pasquali del 2015.
Il Consiglio di Stato ha quindi accolto le doglianze avanzate dal Ministero che, secondo gli avvocati esperti, ha così inteso sospendere l'affermazione di un fondamentale principio costituzionale e superare il corretto andamento processuale senza aspettare la pronuncia del tribunale d'appello.
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