Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11551-del-06-06-2016
Timestamp: 2020-06-01 13:22:52+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 11551 del 06/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11551 del 06/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 06/06/2016, (ud. 28/04/2016, dep. 06/06/2016), n.11551
sul ricorso 1207/2014 proposto da:
NUOVA BUENOS AIRES DI G.T. & C SNC, in persona del
ROMA, VIA FEDERICO CESI 72, presso lo studio dell’avvocato PAOLO
DE ANGELIS, rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE DI
avverso la sentenza n. 128/2013 della COMM. TRIB. REG. di PALERMO,
28/04/2016 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE CARACCIOLO.
La CTR di Palermo ha accolto l’appello della “Nuova Buenos Aires snc” contro la sentenza n. 441/04/2012 della CTP di Agrigento che aveva respinto il ricorso della società contribuente ad impugnazione di avviso di accertamento per maggiore IVA-IRAP relativa all’anno 2005, avviso poi valorizzato ai fini della tassazione (“per trasparenza”) dei maggiori redditi imputabili ai fini IRPEF anche ai soci i quali ultimi avevano separatamente impugnato i provvedimenti ad essi rivolti.
La predetta CTR ha motivato la decisione nel senso che l’Ufficio si era limitato a fare riferimento al risultato della elaborazione parametrica, senza apportare alcun elemento presuntivo corroborante l’attendibilità dello stesso e senza nulla dire in ordine ai fatti esimenti addotti dalla parte contribuente.
Infatti, preliminarmente rispetto all’esame dei motivi di impugnazione proposti dalla parte ricorrente, occorre porre rilievo sulla questione dell’omessa pronuncia, da parte del giudice del merito, e in controversia caratterizzata da litisconsorzio necessario tra le parti, sulla questione dell’integrazione del contraddittorio.
Risulta infatti dalla sentenza della Commissione Regionale che questa, pur dando atto che il reddito accertato in capo ai soci è diretta conseguenza di quello accertato per il medesimo anno di imposta a carico della società (e per quanto nessuna espressa censura fosse stata proposta a tale proposito), non ha affatto provveduto sulla questione relativa al necessario contraddittorio tra soci e società.
Siffatto principio è stato di recente ribadito dalle Sezioni Unite di questa Corte (Cass. 20.6.2012 n. 10145) anche per ciò che concerne la tassazione “per trasparenza” dei soci, in conseguenza di un accertamento eseguito (come anche nel caso qui di specie) in relazione alla società per ciò che attiene all’IRAP (e senza che possa rivelarsi di qualche utilità la separazione delle cause con riferimento all’accertamento relativo alla sola IVA), sicchè non osta all’accoglimento della censura di parte ricorrente la circostanza che la vicenda si sia appunto originata da un accertamento in tema di Imposta regionale sull’attività produttiva.
Poichè è pacifico che nella specie qui in esame il contraddittorio non sia stato integrato – nei confronti dei restanti soci e della società in relazione al reddito della quale dovrà essere stabilito il reddito da partecipazione imputabile ai socie poichè non ricorrere nella specie di causa il presupposto esonerativo considerato da questa Corte nella sentenza n. 14815/2008 (perchè il processo di appello si è celebrato avanti a collegio diversamente composto nei due distinti procedimenti, con il conseguente difetto del presupposto della identità del giudice), in ossequio al principio sopra richiamato, non resta che annullare la pronuncia qui impugnata e rimettere la controversia al giudice di primo grado (la CTP di Agrigento), affinchè provveda al rinnovo di tutta la procedura irritualmente esperita, previa l’integrazione del contradditorio nei confronti delle altre parti necessarie.
che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio (dando atto che non si prospetta la necessità di provvedere alla separazione delle cause con riferimento alla differenti imposte accertate, sul rilievo della specificità dei caratteri dell’accertamento relativo alla sola IVA, atteso l’orientamento già espresso in precedenti pronunce – per tutte si veda Sez. 5, Sentenza n. 21340 del 21/10/2015 – secondo cui “il profilo dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile IVA, che non sia suscettibile di autonoma definizione in funzione di aspetti ad esso specifici, non si sottrae al vincolo necessario del “simultaneus processus”, attesa l’inscindibilità delle due situazioni e l’esigenza, alla luce dell’art. 111 Cost., di evitare decisioni irragionevolmente contrastanti), condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, il ricorso va accolto;
che le spese di lite posso essere regolate in ragione dell’integrale compensazione anche a riguardo del presente giudizio.
La Corte, provvedendo sul ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTP di Agrigento che, in diversa composizione e previa integrazione del contraddittorio tra le parti necessarie, provvederà sul ricorso introduttivo. Spese di lite integralmente compensate per tutti i gradi, compreso il presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza