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Timestamp: 2020-08-07 12:53:12+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8644 del 03/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8644 del 03/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/04/2017, (ud. 22/02/2017, dep.03/04/2017), n. 8644
sul ricorso 4629/2016 proposto da:
D.E., MINISTERO ECONOMIA FINANZE;
avverso la sentenza n. 244/2015 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,
1. la Corte d’appello di Messina, in parziale accoglimento del gravame svolto dall’INPS avverso la sentenza di primo grado, ha riconosciuto il diritto dell’assistita (nata il (OMISSIS)) all’assegno di invalidità a decorrere dal 1 aprile 2014;
6. costituisce principio, ripetutamente enunciato dalla giurisprudenza di questa Corte, quello per cui: “La pensione e l’assegno di inabilità civile di cui alla L. 30 marzo 1971, n. 118, artt. 12 e 13, non possono essere riconosciuti a favore dei soggetti il cui stato di invalidità, a norma di legge, si sia perfezionato con decorrenza successiva al compimento dei sessantacinque anni (o che, comunque, ne abbiano fatto domanda dopo il raggiungimento di tale età), come si evince dal complessivo sistema normativo che per gli ultrasessantacinquenni prevede l’alternativo beneficio della pensione sociale anche in sostituzione delle provvidenze per inabilità già in godimento e come è stato espressamente confermato dal D.Lgs. 23 novembre 1988, n. 509, art. 8” (cfr. ex multis, Cass. 192 del 2011 e numerose successive conformi);
7. alla stregua del suddetto principio occorre, dunque, per negare il diritto alle prestazioni assistenziali previste dalla L. n. 118 del 1971, che lo stato di invalidità si sia perfezionato con decorrenza successiva al compimento dei sessantacinque anni e, nel caso in esame, secondo l’accertamento del giudice di merito, la situazione invalidante si è perfezionata per l’appunto in epoca successiva al compimento del sessantacinquesimo anno di età da parte della richiedente;
8. il ricorso va, pertanto, accolto, con la cassazione della sentenza impugnata e, per non essere necessari ulteriori accertamenti di fatto, con la decisione nel merito di rigetto della originaria domanda;
9. l’esito alterno giudizi di merito e il comportamento processuale dell’intimata, che nulla ha opposto ai rilievi dell’I.N.P.S. e non ha in alcun modo dato causa all’errore di diritto contenuto nel provvedimento impugnato consentono di compensare tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, il22 febbraio 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 8
 Cass. 
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