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Timestamp: 2019-01-19 14:47:43+00:00

Document:
Riforma delle professioni: PROPOSTA TESTO BASE DEI RELATORI On. Pierluigi Mantini et On. Giuseppe Chicchi. RELAZIONE sui “PRINCIPI FONDAMENTALI DELLE PROFESSIONI” .
PROPOSTA TESTO BASE
et On. Giuseppe Chicchi.
“PRINCIPI FONDAMENTALI
DELLE PROFESSIONI” .
Il testo base che si propone tiene conto di tutte le proposte e i disegni di legge presentati sulla base degli utili contributi emersi nel corso delle audizioni con gli ordini, le associazioni professionali, sindacali, dei consumatori, l’Autorità garante del mercato, il Parlamento europeo.Restano confermate e valorizzate le motivazioni dell’azione di modernizzazione delle professioni, settore vitale e fondamentale nell’economia della conoscenza e dei servizi, sulla base dei principi di oncorrenza, qualità, responsabilità professionale. Gli obiettivi della riforma possono essere sintetizzati nel modo seguente:
1. modernizzazione degli ordini professionali esistenti e riduzione di essi attraverso la unificazione delle figure professionali simili, nonché trasformazione di essi a maggior garanzia degli utenti e non solo degli iscritti;
2. riconoscimento delle associazioni delle professioni attualmente non regolamentate che siano in possesso di statuti ed elementi costitutivi e organizzativi che garantiscano l’emersione di nuovi skill professionali e il responsabile esercizio delle attività (sistema duale);
3. promozione delle società professionali e interprofessionali, coerenti con le nuove domande e adeguate alla crescita competitiva nei mercati dei servizi;
4. formazione permanente e garanzia della qualità professionale;
5. pubblicità informativa, obbligo di assicurazione, eliminazione dei minimi tariffari fissi e non negoziabili;
7. autonomia delle Casse Previdenziali e sviluppo del welfare professionale;
8. riconoscimento di politiche fiscali ed economiche per la crescita professionale e del ruolo sociale e politico delle professioni nelle grandi scelte di concertazione.
Il testo che si propone persegue queste finalità articolando la proposta di legge nel modo seguente:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Capo Primo. Richiamati i principi costituzionali il testo, tenuto conto delle osservazioni delle Regioni, riconosce alla competenza statale la definizione dei principi fondamentali della materia, oltre che di quella esclusiva in tema di tutela della concorrenza, e alle Regioni le competenze in materia di formazione e di organizzazione di rilievo regionale, sulla base di quanto già affermato dalla giurisprudenza costituzionale.
Vengono proposte le definizioni (art. 2) e stabiliti i principi fondamentali della materia (art. 3), di particolare rilievo perché costituiscono il “cuore” della riforma ed hanno efficacia anche ai fini della legislazione regionale e subprimaria.
L’art. 4, fondamentale nell’impianto normativo proposto, stabilisce i principi specifici degli ordinamenti professionali di categoria che includono espressamente “il riconoscimento e l’attuazione in forma specifica dei principi fondamentali di cui all’art. <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />3” (art. 4, lett. a).
I Consigli Nazionali delle categorie professionali attualmente organizzate in ordini e collegi devono recepire i principi fondamentali e quelli specifici nei loro ordinamenti professionali, con atto regolamentare da adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge.
I nuovi ordinamenti sono approvati dal Governo con regolamento, ai sensi dell’art. 17 della legge 23 agosto 1998, n. 400, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, che hanno facoltà di apportare modifiche solo in caso di sostanziale inattuazione.
Questo impianto consente di realizzare i principi comuni della riforma in modo duttile e articolato, rispettando le specificità e le differenze (talvolta significative) tra le diverse categorie professionali, valorizzando l’autonomia degli ordinamenti professionali e il controllo finale del parlamento e del governo.
È un punto su cui vale riflettere nell’ottica di una costruttiva collaborazione.
Il Capo II affronta il tema della trasformazione e dell’unificazione degli ordini che costituisce comunque un principio fondamentale degli ordinamenti di categoria (art. 3, lett. b).
Muovendo con realismo da avvertite e condivise esigenze si stabilisce l’unificazione dei geometri, dei periti industriali e dei periti agrari in un unico Ordine dei Tecnici Laureati per l’Ingegneria, una figura unica, con laurea triennale, di livello europeo, molto richiesta dal mercato.
Con analogo realismo, in attuazione della legge 43/2006, viene mutata la denominazione da collegi in ordini degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d’infanzia, figure centrali dell’odierno sistema sanitario, senza oneri pubblici né mutamento delle vigenti normative.
Il Capo III fissa i principi comuni organizzativi per gli ordinamenti di categoria, in rispetto e integrazione dell’autonomia ordinamentale.
In particolare vengono stabilite le linee organizzative degli ordini territoriali e i compiti.
Il Capo IV stabilisce disposizioni comuni all’esercizio delle professioni intellettuali, integrando i principi fondamentali di cui all’art 3 (esercizio della professione, art. 13; professionisti liberi e dipendenti, artt. 14 e 15; tirocinio ed esame di stato, art. 16; scuole di formazione e aggiornamento professionale, art. 17; assicurazione obbligatoria, art. 18; pubblicità, art. 19; regime tariffario, art. 20; norme previdenziali, ove si ribadisce il principio di autonomia privata delle Casse, art 21).
Il Capo V stabilisce i punti fermi, ad integrazione dell’autonomia ordinamentale, in materia di codice deontologico e sanzioni disciplinari.
Il Capo VI stabilisce le disposizioni relative al riconoscimento delle associazioni professionali non regolamentate, conformemente al recepimento della direttiva 2005/36/UE.
È un punto di rilievo che consente l’emersione e la responsabilizzazione delle nuove professioni, con un riconoscimento in forma associativa, di tipo europeo (sistema duale).
Viene precisato che “i professionisti iscritti alle associazioni riconosciute non possono esercitare attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie. È comunque vietata l’adozione e l’uso di denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini e collegi” (art. 30).
È utile evidenziare che, a far data dall’ 1 gennaio 2011, per l’iscrizione alle associazioni professionali riconosciute sarà necessario almeno il titolo della laurea triennale ed inoltre che, con un principio innovativo, è data facoltà ai nuovi professionisti di iscriversi alle Casse di Previdenza di ordini e collegi corrispondenti per materia.
Il Capo VII stabilisce i principi di delega al Governo per la disciplina delle società tra professionisti.
Sono principi dettagliati, innovativi, ampiamente condivisi nei mondi professionali.
Per le società tra avvocati, a garanzia dell’indipendenza e dell’autonomia professionale, vigono le norme dell’ordinamento comunitario ed è comunque esclusa la presenza di un socio terzo di puro capitale (art. 32).
Le Norme finali stabiliscono i principi di integrazione dei professionisti nelle politiche economiche di sostegno alla crescita e il riconoscimento del ruolo delle professioni nelle grandi scelte di concertazione. Viene inoltre specificato che il governo, nell’esercizio della potestà regolamentare e legislativa delegata, provvede all’abrogazione delle norme incompatibili con i nuovi principi.
Principi fondamentali delle professioni intellettuali
Capo I: Oggetto e principi.
Capo II Trasformazione di Ordini e Collegi.
Capo III Principi organizzativi per gli ordinamenti di categoria.
Capo IV Disposizioni comuni all’esercizio delle professioni intellettuali.
Capo V Codice deontologico e sanzioni.
Capo VI Riconoscimento delle associazioni professionali non regolamentate.
Capo VII Società e associazioni tra professionisti.
Capo VIII Norme finali.
2. La disciplina dei princìpi fondamentali degli ordinamenti delle professioni intellettuali, ai sensi degli articoli 33, 35, 41, 117 e 118 della Costituzione e dei princìpi comunitari in tema di concorrenza, spetta alla legislazione esclusiva dello Stato; la disciplina delle professioni intellettuali in tema di formazione e di organizzazione di particolare rilievo regionale spetta alle regioni.
b) per «professione ordinistica», la professione per lo svolgimento della quale la legge richiede l'iscrizione ad albi previo superamento dell'esame di Stato e possesso degli altri requisiti accertati ai sensi di legge;
1. Le leggi ed i regolamenti, dello Stato e delle regioni, ai sensi degli articoli 4, 33, 35, 41, 117 e 118 della Costituzione, si conformano ai seguenti principi fondamentali:
b) tutelare i diritti e gli interessi generali connessi con l'esercizio professionale, favorendo la prestazione da parte di privati di attività di interesse generale in attuazione del principio di sussidiarietà, ai sensi dell’art. 118 della Costituzione;
c) prevedere che l'accesso alle professioni intellettuali sia libero, in conformità al diritto comunitario, senza vincoli di predeterminazione numerica, salvo quanto previsto alla lettera f), e favorire l'accesso delle giovani generazioni alle professioni stesse attraverso un esame di Stato che consista nella verifica dell’effettività e dell’utilità del tirocinio svolto;
d) valorizzare e razionalizzare l'attività delle professioni intellettuali, quale componente essenziale dell’economia della conoscenza e dello sviluppo del Paese con politiche specifiche e attraverso la consultazione periodica sulle grandi scelte economiche e sociali del Paese;
e) garantire la libertà di concorrenza dei professionisti e il diritto degli utenti ad una effettiva e informata facoltà di scelta e ad un adeguato livello qualitativo della prestazione professionale;
f) individuare, sulla base degli interessi pubblici meritevoli di tutela, le professioni intellettuali affini da unificare in un solo ordine o albo professionale, in modo tale che ne derivi una riduzione di quelli già previsti dalla legislazione vigente e riconoscere le nuove professioni in forma associativa, fermo restando il divieto di istituzione di nuovi ordini salvo che in materia di riconoscimento di diritti costituzionali;
g) riorganizzare le attività riservate a singole professioni regolamentate limitandole a quelle strettamente necessarie per la tutela di diritti costituzionalmente garantiti e per il perseguimento di finalità primarie di interesse generale, previa verifica della inidoneità di altri strumenti diretti a raggiungere il medesimo fine e revisionando le riserve già previste dalla legislazione vigente;
h) conformemente ai princìpi di proporzionalità e di salvaguardia della concorrenza, prevedere la possibilità di limitate e specifiche ipotesi di predeterminazione numerica, nei soli casi in cui le attività professionali siano caratterizzate dall'esercizio di funzioni pubbliche o dall'esistenza di uno specifico interesse generale, per una migliore tutela della domanda di utenza, alla limitazione del numero dei professionisti che possono esercitare, in particolare per quanto concerne i notai e i farmacisti;
i) prevedere che l'esercizio dell'attività sia fondato sull'autonomia e sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista e sulla responsabilità;
l) prevedere che la professione possa essere esercitata in forma individuale o in forma associata o in forma societaria; prevedere apposite garanzie a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza intellettuale e tecnica del professionista anche per prevenire il verificarsi di situazioni di conflitto di interesse; prevedere, in relazione ai casi di rapporto di lavoro subordinato, le ipotesi in cui l'iscrizione ad ordini, albi o collegi sia obbligatoria o sia compatibile con lo stesso, con riferimento alle attività riservate;
m) assicurare, qualunque sia il modo o la forma di esercizio della professione, un'adeguata tutela degli interessi pubblici generali eventualmente connessi all'esercizio della professione, il rispetto delle regole deontologiche, la diretta e personale responsabilità del professionista nell'adempimento della prestazione e per il risarcimento del danno ingiusto che dall'attività del professionista sia eventualmente derivato;
n) consentire la pubblicità a carattere informativo, con esclusione della pubblicità comparativa e negativa, improntata a trasparenza e a veridicità, relativamente ai titoli e alle specializzazioni professionali, alle caratteristiche del servizio professionale offerto e ai costi complessivi delle prestazioni;
o) prevedere che il corrispettivo della prestazione sia consensualmente determinato tra le parti, anche pattuendo compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti; garantire il diritto del cliente alla preventiva conoscenza del corrispettivo ovvero, se ciò non sia possibile, all'indicazione di una somma individuata nel minimo e nel massimo; prevedere, a tutela del cliente, l'individuazione generale di limiti massimi dei corrispettivi per ciascuna prestazione;
p) prevedere l’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile del singolo professionista ovvero della società professionale, con un massimale adeguato al livello di rischio di causazione di danni nell'esercizio dell'attività professionale ai fini dell'effettivo risarcimento del danno, anche in caso di attività svolta da dipendenti professionisti; prevedere la possibilità per gli ordini, gli albi e i collegi e per le associazioni riconosciute di negoziare per i propri iscritti le condizioni generali delle polizze, anche stipulando un idoneo contratto operante per tutti gli iscritti, previa procedura di gara conforme alla normativa comunitaria in materia di affidamento di servizi e fatta salva la facoltà di ogni iscritto di aderire; introdurre l'obbligo per il professionista di rendere noti al cliente, all'atto di assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza e il relativo massimale;
q) per una corretta informazione del cliente e per tutelarne l' affidamento, prevedere l'obbligo per il professionista di indicare la propria appartenenza a ordini, collegi o associazioni professionali e di fornire indicazioni sulla sua specifica esperienza, sui titoli di studio e professionali nonché sull'esistenza di potenziali situazioni di conflitto di interesse in relazione alla prestazione richiesta.
r) riconoscere il principio secondo cui gli enti previdenziali privati disciplinati dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e dal decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, esercitano i compiti statutari e le attività previdenziali ed assistenziali ai sensi dell’articolo 38 della Costituzione, in posizione di indipendenza ed autonomia, normativa contabile e gestionale, senza finanziamenti diretti o indiretti da parte dello Stato.
(Principi specifici)
1. I Consigli nazionali delle categorie professionali attualmente organizzate in ordini e collegi, sentiti gli organismi territoriali, adottano, entro e non oltre dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il nuovo ordinamento di categoria, con proprio regolamento, nel rispetto dei seguenti principi specifici:
a) riconoscimento e attuazione in forma specifica dei principi fondamentali di cui all’art. 3;
b) organizzazione territoriale basata su principi democratici e di trasparenza gestionale, con specifica valorizzazione delle strutture regionali;
c) specificazione del ruolo degli ordini professionali a tutela dei cittadini utenti anche attraverso forme di convenzionamento con le associazioni dei consumatori;
d) previsione di forme specifiche di formazione permanente, anche attraverso un sistema di crediti, con un monte ore comunque non inferiore a 60 ore annuali;
e) riconoscimento della pubblicità informativa sui requisiti soggettivi e i contenuti delle prestazioni professionali offerte;
f) obbligo di concordare preventivamente con il cliente il prezzo, in relazione ai contenuti, le modalità e i tempi prevedibili delle prestazioni professionali;
g) riconoscimento del diritto all’equo compenso dei praticanti, della riduzione del periodo di tirocinio, della semplificazione dell’esame di Stato con la previsione che i componenti delle commissioni giudicatrici non possono essere in maggioranza appartenenti all’ordine professionale della sede territoriale in cui si svolge l’esame;
h) obbligo di adeguata copertura assicurativa per i rischi professionali a garanzia del cliente;
i) attuazione del principio di separazione organica tra consigli dell’ordine e organi di disciplina, eletti contestualmente e separatamente dai consigli degli ordini, che amministrano i procedimenti sanzionatori e che devono comunque essere composti con la presenza di membri territorialmente esterni all’ordine di appartenenza del professionista.
2. L’ordinamento di categoria deve essere approvato, nei successivi sei mesi con regolamento del Governo ai sensi dell’art. 17 della legge n. 23 agosto 1998 n. 400, che ne verifica la conformità con i principi di cui al precedente comma, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimersi entro sessanta giorni .
3. In caso di sostanziale inattuazione dei principi di cui al comma 1, il Governo procederà all’approvazione apportando le necessarie modifiche previa comunicazione al soggetto che ha adottato l’atto.
(Trasformazione di Ordini e Collegi)
(Unificazione delle categorie professionali di Geometri, Periti Agrari e Periti Industriali nell’Ordine dei Tecnici Laureati per l’Ingegneria)
1. E’ istituito l’Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria, nel quale sono iscritti i soggetti in possesso di titoli di studio universitario triennale di matrice tecnica, nonché i professionisti attualmente iscritti agli albi professionali dei geometri, dei periti agrari e periti agrari laureati e dei periti industriali e periti industriali laureati.
2. Il Governo, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, è delegato ad emanare uno o più decreti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 17, L. n. 400/1988, al fine di:
a) definire le modalità per la costituzione del Consiglio Nazionale, dei Consigli locali e dei relativi organi esecutivi del nuovo Ordine professionale e la loro composizione;
b) individuare i titoli universitari e le classi di laurea, nonché gli altri titoli regolati dall’ordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e succ. mod., che costituiscono i requisiti di ammissione all’esame di Stato;
c) istituire distinti settori di competenza nell’albo, individuati in base ai diversi percorsi formativi dei possessori del titolo di laurea, di cui al punto b);
d) definire l’ambito, le condizioni e le modalità di svolgimento della attività oggetto della professione, ai sensi e per gli effetti di cui al R.D. 11 febbraio 1929, n. 274, al R.D. 11 febbraio 1929, n. 275, al R.D. 25 novembre 1929, n. 2365 ed alle disposizioni vigenti, avuto riguardo ai titoli di studio e, quindi, ai singoli percorsi formativi;
e) determinare le prove dell’esame di Stato per l’abilitazione all’iscrizione ai distinti settori dell’albo, con la previsione della possibilità di svolgimento del tirocinio durante il corso di studi ed esenzione da una delle prove scritte dell’esame di Stato in funzione dell’esito di un corso realizzato sulla base di convenzioni tra università e ordini locali;
f) adottare norme transitorie che disciplinano l’iscrizione all’Ordine per gli attuali iscritti negli albi dei geometri, dei periti agrari e periti agrari laureati e dei periti industriali e periti industriali laureati, con specifica indicazione, per ciascuno, dell’anzianità di iscrizione, della specializzazione e del Collegio di provenienza;
g) tutelare il nuovo titolo professionale di Tecnico laureato per l’ingegneria, utilizzabile solo dagli iscritti nel relativo Ordine professionale;
h) adottare norme transitorie che garantiscono, allo scioglimento degli attuali organismi dirigenti dei Consigli Nazionali e dei Collegi, le maggioranze e la distribuzione delle cariche, assicurando a ciascuno dei settore dell’albo un numero minimo di rappresentanti all’interno degli organi collegiali, nonché l’ambito territoriale degli Ordini locali e le procedure per la prima elezione dei rispettivi organismi direttivi;
i) definire le regole da seguire nel processo di unificazione delle rispettive Casse di previdenza, al fine di assicurare la sostenibilità delle prestazioni da erogare, l’applicazione da parte delle Casse unificande del principio del pro rata per le prestazioni già maturate, l’esenzione da imposte e tasse di tutti gli atti finalizzati all’unificazione;
j) prevedere la proroga degli organi dei Consigli Nazionali e locali dei Collegi, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, almeno fino al 31 dicembre del primo anno successivo a quello di entrata in vigore del decreto delegato, nonché la proroga degli organi deliberativi e amministrativi degli enti previdenziali in carica.
(Ordini delle professioni sanitarie e infermieristiche)
1. I collegi degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d’infanzia di cui alla legge 29 ottobre 1954 n. 1049 assumono la denominazione di Ordini professionali delle professioni sanitarie infermieristiche.
2. Presso l’Ordine delle professioni sanitarie infermieristiche sono tenuti l’albo della professione sanitaria di infermiere e l’albo della professione sanitaria di infermiere pediatrico, ai quali si accede sulla base dei requisiti di formazione e dei titoli già previsti dalla vigente normativa.
3. I Collegi delle ostetriche di cui al decreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 13 settembre 1946 n. 233 assumono la denominazione di Ordini professionali della professione sanitaria di Ostetrica.
4. Presso l’Ordine dalla professione sanitaria di Ostetrica è istituito l’albo delle ostetriche cui si accede sulla base dei requisiti di formazione e dei titoli già previsti dalla vigente normativa.
5. Le spese per l’assunzione delle nuove denominazioni ed ogni altra relativa al funzionamento degli ordini e alla tenuta degli albi sono a totale carico degli iscritti.
(Principi comuni organizzativi per gli ordinamenti di categoria)
2. Gli ordinamenti di categoria stabiliscono le modalità di formazione e di tenuta dell'albo e i contenuti stabiliti dall’art.3.
(Ordine professionale)
1. Ai sensi del presente titolo, coloro che esercitano una professione per la quale è necessaria l'iscrizione all'albo, ai sensi di quanto previsto all'articolo 15, sono organizzati in Ordine professionale, con compiti di rappresentanza istituzionale, ferme restando le funzioni di rappresentanza proprie dei sindacati relativamente ai rispettivi iscritti che sono distinte da quelle degli ordini.
2. L'Ordine professionale è ente pubblico nazionale non economico, ha autonomia patrimoniale e finanziaria e determina con regolamento la propria organizzazione, nel rispetto delle disposizioni della presente legge ed in particolare dell’autonomia ordinamentale stabilita dall’art. 3. I regolamenti sono approvati dal Ministro della giustizia, che ha compiti di vigilanza sugli Ordini, ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettera e).
3. Ferma restando una più specifica articolazione stabilita, ai sensi dell’art. 3, con l’ordinamento di categoria, l’Ordine si compone nel modo seguente:
(Ordine territoriale)
(Compiti dell'Ordine territoriale)
(Organizzazione e compiti del Consiglio nazionale)
b) il controllo della tenuta dei conti e della gestione del bilancio è affidato a un collegio dei revisori dei conti, composto da due membri nominati fra gli iscritti all'elenco dei revisori dei conti, nominati dal Ministro della giustizia ogni quattro anni. Il mandato dei revisori dei conti può essere rinnovato per non più di due volte consecutive.
l) accreditare i percorsi formativi anche attraverso convenzioni con Università, enti pubblici e privati;
n) svolgere ogni altra funzione attribuita dall'ordinamento di categoria.
(Disposizioni per il funzionamento)
(Disposizioni comuni all’esercizio delle professioni intellettuali)
2. L'esame di Stato per l'esercizio professionale di una professione ordinistica non è soggetto a predeterminazione numerica dei posti, salvo eccezioni previste da leggi statali, ed è basato sulla verifica dell'effettività e dell’utilità del tirocinio.
3. La professione di notaio è soggetta a predeterminazione numerica in quanto partecipe dell’amministrazione della giustizia. Per l’accesso al notariato deve essere garantito un concorso annuale con disponibilità di posti non inferiore a 350 unità.
3. La legge stabilisce le professioni il cui esercizio è compatibile con la prestazione di lavoro subordinato, predisponendo apposite garanzie per assicurare l'autonomia e l'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista nonché l’assenza di conflitti di interesse anche in caso di part-time.
(Professionisti dipendenti)
1. I professionisti dipendenti esercitano la professione in conformità alle disposizioni della presente legge, fatte salve le incompatibilità previste dagli ordinamenti di categoria e dalla legge.
(Tirocinio ed esame di Stato)
1. Nell’ordinamento professionale approvato ai sensi dell’art. 3, sono stabiliti le condizioni e i requisiti del tirocinio professionale per l'ammissione all'esame di Stato, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
e) deve essere stabilito un equo compenso in favore di chi svolge il tirocinio, tenendo conto dell'effettivo apporto del tirocinante, con riferimento al regime tariffario delle prestazioni rese. La retribuzione economica non può comunque essere inferiore del 20 per cento del trattamento contrattuale più favorevole previsto per gli apprendisti negli studi professionali, anche se erogata con riferimento alle vigenti tariffe professionali.
3. Nell’ordinamento professionale approvato ai sensi dell’art. 3, si provvede a disciplinare l'esame di Stato sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) l'esame deve garantire la seria valutazione del merito dei candidati e la verifica oggettiva del possesso delle conoscenze e delle attitudini necessarie per lo svolgimento dell'attività professionale;
b) l'esame deve prevalentemente basarsi su una verifica periodica dell'effettività del tirocinio, soggetta a valutazione anche tramite un sistema di crediti;
c) nelle commissioni giudicatrici non più oltre la metà dei commissari, tra cui il presidente, sono designati dall'Ordine tra gli iscritti allo stesso Ordine territorialmente competente per l’esame.
4 In ogni caso, almeno la metà dei commissari sono designati con sorteggio tra i professionisti iscritti all’albo da almeno dieci anni.
(Scuole di formazione e corsi di aggiornamento professionale)
4. Le università e gli istituti del secondo ciclo di istruzione, di intesa con gli Ordini territoriali, possono istituire corsi per la preparazione all'esame di Stato, e per l'aggiornamento professionale e per l’anticipazione del tirocinio nell’ultimo anno di istruzione.
(Assicurazione per la responsabilità professionale)
2. I codici deontologici prevedono le conseguenze disciplinari della violazione dell'obbligo stabilito dal comma 1 del presente articolo.
3. Gli ordinamenti di categoria e gli statuti delle associazioni di cui al capo III della presente legge stabiliscono i termini di copertura e le caratteristiche essenziali delle polizze assicurative per la responsabilità professionale.
1. L’esercizio professionale, in qualunque modo esercitato può essere oggetto di pubblicità informativa, con esclusione di metodi di pubblicità comparativa e negativa.
2. La pubblicità informativa può avere per oggetto le caratteristiche soggettive dell’organizzazione professionale, i contenuti, la qualità, le modalità, e, unitamente a tali elementi, i costi delle prestazioni professionali.
3. Nelle professioni sanitarie e veterinarie le informazioni pubblicitarie si adeguano ai modelli stabiliti dai codici deontologici e dagli ordinamenti di categoria.
(Regime tariffario)
1. Nel rispetto del principio di libera determinazione del compenso tra le parti di cui all'articolo 2233 del codice civile, le tariffe, previa istruttoria con i soggetti interessati, sono stabilite, per le sole attività riservate rese nell'interesse generale, con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro competente sul settore economico di riferimento della professione, su proposta del rispettivo Consiglio nazionale, sentiti il Consiglio di Stato, le associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte all'elenco previsto dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e l’Autorità Garante per il Mercato.
2. Le tariffe prevedono livelli massimi inderogabili e minimi, negoziabili dal cliente in relazione alle modalità, al tempo e ai risultati delle prestazioni. Non sono comunque previsti livelli minimi per le prestazioni professionali rese in favore delle attività di volontariato definite ai sensi della legislazione vigente.
3. Nelle controversie legali gli onorari degli avvocati non possono comunque superare il dieci per cento del valore della causa o dell’affare.
4. Nello svolgimento dei concorsi e delle gare per le attività di progettazione delle opere pubbliche i criteri di selezione devono privilegiare la qualità e le prestazioni professionali non possono essere remunerate con uno sconto inferiore ad un terzo dei minimi tariffari previsti.
5. In caso di controversia sull'applicazione delle tariffe, il consiglio dell'Ordine territoriale competente garantisce al soggetto che contesta la parcella professionale il diritto al contraddittorio e l'assistenza da parte di un rappresentante di una organizzazione sindacale o di tutela dei consumatori di sua fiducia.
6. In sede di revisione delle tariffe deve essere privilegiata la struttura che consente di definire il costo forfettario delle prestazioni.
2. Sono assoggettati a contribuzione obbligatoria a favore dell'ente previdenziale di categoria tutti i redditi indicati negli ordinamenti di categoria di riferimento. Sono comunque assoggettati a contribuzione obbligatoria, anche in mancanza di specifica previsione negli ordinamenti di categoria di riferimento, i redditi derivanti dall'attività di amministratore, revisore e sindaco di società e di enti svolta dai soggetti che sono tenuti alla contribuzione nei confronti dell'ente di categoria.
4. Nel rispetto dell'autonomia privata, gli enti previdenziali conformano le proprie funzioni allo scopo di soddisfare tutte le moderne esigenze di previdenza e assistenza.
5. I soggetti che esercitano la professione riconosciuta in forma associativa possono iscriversi, sulla base del principio contributivo, alle Casse di previdenza delle professioni ordinistiche corrispondenti per materia e contenuti professionali.
1. Il codice deontologico per l'esercizio professionale assicura il corretto esercizio della professione nonché il decoro e il prestigio della professione medesima e garantisce i diritti dei cittadini utenti delle prestazioni professionali. Il codice deontologico afferma i principi della responsabilità professionale, della qualità, della sussidiarietà, della leale concorrenza.
b) comportarsi in modo conforme alla dignità e al decoro professionale, alla qualità professionale, al rispetto dell’utente, al principio di leale concorrenza;
6. Nel caso di società tra professionisti iscritti all'albo, la responsabilità disciplinare del socio concorre con quella della società se la violazione commessa è ricollocabile a direttive impartite dalla società.
1. Gli ordinamenti di categoria disciplinano, nel rispetto dei princìpi del codice di procedura civile, in quanto compatibili, il procedimento disciplinare, che ha inizio d'ufficio, su segnalazione del cliente, di chiunque vi abbia interesse, nonché, nell’esercizio dei poteri di vigilanza, su richiesta del Ministro della giustizia.
4. L'azione disciplinare si prescrive in cinque anni dalla data della presunta violazione e il procedimento deve concludersi, a pena di decadenza, entro ventiquattro mesi dalla sua apertura, fatte salve le ipotesi di sospensione e di interruzione del procedimento stesso.
(Riconoscimento delle associazioni professionali non regolamentate)
1. La legge garantisce la libertà di costituzione di associazioni professionali formate da professionisti, di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza vincolo di esclusiva e nel rispetto della libera concorrenza.
3. Le associazioni professionali garantiscono la formazione permanente e adottano un codice deontologico, vigilano sul comportamento degli associati e definiscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.
(Riconoscimento delle associazioni e requisiti)
°°°°°1 Al fine del riconoscimento delle associazioni delle professioni attualmente non regolamentate si tiene conto: a) dell’avvenuta costituzione per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o per scrittura privata registrata presso l’Ufficio del Registro, o da altra idonea documentazione ufficiale, da almeno quattro anni; b) della adozione di uno statuto che sancisca un ordinamento a base democratica, senza scopo di lucro, la precisa identificazione delle attività professionali qui l’associazione di riferisce, i titoli di studio e le esperienze formative necessari, la rappresentatività elettiva delle cariche interne e l’assenza di situazioni di conflitto di interesse o di incompatibilità, la trasparenza degli assetti organizzativi e l’attività dei relativi organi, l’esistenza di una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all’effettivo raggiungimento delle finalità dell’associazione; c) la tenuta di un elenco degli iscritti, aggiornato annualmente con l’indicazione delle quote versate direttamente alla associazione per gli scopi statutari; d) della chiara individuazione di elementi di deontologia; e) della previsione dell’obbligo della formazione permanente; f) della ampia diffusione sul territorio nazionale (almeno dieci regioni); g) della mancata pronuncia nei confronti dei suoi legali rappresentanti di condanna, passato ingiudicato, in relazione ad attività professionali o riferibili all’associazione medesima.
Le associazioni in possesso dei requisiti di cui al periodo precedente sono riconosciute, previo parere del CNEL, con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle politiche comunitarie e del Ministro competente per materia o settore prevalente di attività.
Le associazione individuate con decreto ministeriale possono rilasciare agli iscritti un attestato di competenza.
(Registro delle associazioni professionali)
1. Presso il Ministero della Giustizia è istituito il Registro delle associazioni professionali, di seguito denominato «Registro».
2. Con il decreto di riconoscimento di cui al comma precedente le associazioni possono chiedere l'iscrizione nel Registro.
1. È istituito l'attestato di competenza, in conformità alla direttiva 92/51/CEE con il quale le associazioni professionali di cui al presente titolo attestano il possesso dei prescritti requisiti professionali, l'esercizio abituale della professione, il costante aggiornamento del professionista nonché un comportamento conforme alle norme del corretto svolgimento della professione.
3. L'attestato di competenza, che ha validità triennale, non è requisito vincolante per l'esercizio delle attività professionali di cui al presente titolo ed è rilasciato a tutti i professionisti iscritti alle associazioni professionali che ne fanno richiesta e che dimostrano di essere in possesso dei requisiti di cui ai commi 2 e 4.
4. Il professionista, ai fini del rilascio dell'attestato di competenza, deve altresì essere in possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale.
6. L'iscritto all'associazione professionale ha l'obbligo di informare l'utenza, qualora richiesto, del proprio numero di iscrizione all'associazione e degli estremi dell'iscrizione dell'associazione stessa nel Registro.
(Limiti all’esercizio della professione)
I professionisti iscritti alle associazioni riconosciute non possono esercitare attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie.
E’ comunque vietata l’adozione e l’uso di denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini e collegi.
1. Il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, vigila sull'operato delle associazioni professionali al fine di verificare il rispetto e il mantenimento dei requisiti di cui al presente titolo, e ne dispone la cancellazione dal Registro, con la conseguente revoca dell'autorizzazione a rilasciare gli attestati di competenza nel caso ravvisi irregolarità nell'operato delle predette associazioni, perdita dei requisiti, o prolungata inattività.
(Società e Associazioni tra professionisti)
(Società tra professionisti. Principi di delega)
1. È consentita la costituzione di società per l'esercizio di attività professionali, che possono essere ammessi a godere di agevolazioni fiscali, secondo i tipi previsti dal codice civile e dalla legislazione vigente.
4. La società tra professionisti può essere costituita anche per l'esercizio di più attività professionali.
5. Il Governo è delegato alla disciplina delle società tra professionisti con decreto legislativo da emanare, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, entro sei mesi dalla approvazione della presente legge, sulla base dei seguenti principi e criteri:
b) prevedere che alla società possano partecipare soltanto professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, nonché cittadini degli Stati membri dell'Unione europea purché in possesso del titolo di studio abilitante ovvero soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche o con una partecipazione minoritaria, fermo restando il divieto per tali soci di partecipare alle attività riservate e agli organi di amministrazione della società;
c) disciplinare con precisione la ragione sociale della società a tutela dell'affidamento degli utenti e prevedere l'iscrizione della società agli albi professionali;
i) prevedere che anche la società sia soggetta al regime disciplinare dell'ordine al quale risulti iscritta;
l) prevedere le opportune deroghe nell’applicazione delle norme fallimentari alle società professionali;
m) riconoscere comunque i diversi modelli societari già vigenti al momento dell’entrata in vigore della presente legge, in particolare nei settori dell’ingegneria e della sanità.
Per le società tra avvocati, a garanzia dell’indipendenza e dell’autonomia professionale, vigono le norme dell’ordinamento comunitario ed è comunque esclusa la presenza di un socio terzo di puro capitale.
(Esercizio della professione in forma associata)
1. È consentito l'esercizio in forma associata delle professioni da parte delle persone che, munite dei necessari titoli di studio e di abilitazione professionale, ovvero autorizzate all'esercizio di specifiche attività in forza di particolari disposizioni di legge, si associano per l'esercizio delle professioni o delle altre attività per cui sono abilitate o autorizzate.
(Associazioni specialistiche degli iscritti agli albi)
1. I professionisti iscritti agli albi, al fine di favorire l'identificazione di specifici profili professionali, possono costituire apposite associazioni dotate dei seguenti requisiti:
2. Le associazioni di cui al presente articolo comunicano il possesso dei requisiti previsti dal comma 2 del presente articolo al Ministero della giustizia ai fini del pieno esercizio delle funzioni di vigilanza. Nel caso in cui sia accertata la mancanza dei suddetti requisiti è inibita all'associato la pubblicizzazione della propria appartenenza all'associazione medesima.
(Politiche economiche per i professionisti)
1. I provvedimenti che introducono agevolazioni o incentivi diretti a favorire la formazione e l'aggiornamento professionali, lo sviluppo dell'occupazione e l'accesso al credito devono tenere in considerazione coloro che esercitano le attività professionali di cui alla presente legge. In particolare devono essere privilegiate le società tra professionisti e interprofessionali costituite da giovani e quelle che costituiscono sedi operative in Cina e nei principali mercati emergenti.
(Principio di concertazione)
(Effetti e abrogazioni)
1 Nell’esercizio della delega in materia societaria di cui all’art. 32, e nell’esercizio della potestà regolamentare prevista dall’art. 3, da esercitare ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1998, n. 400 e successive modificazioni, il Governo è autorizzato a indicare le norme abrogate in quanto incompatibili con i principi della presente legge.

References: art. 13
 art. 16
 art. 17
 art. 18
 art. 19
 art. 20