Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_fallimentare/143
Timestamp: 2020-07-13 20:23:29+00:00

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I. Il tribunale, con il decreto di chiusura del fallimento o su ricorso del debitore presentato entro l’anno successivo, verificate le condizioni di cui all’articolo 142 e tenuto altresì conto dei comportamenti collaborativi del medesimo, sentito il curatore ed il comitato dei creditori, dichiara inesigibili nei confronti del debitore già dichiarato fallito i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente. Il ricorso e il decreto del tribunale sono comunicati dal curatore ai creditori a mezzo posta elettronica certificata. (1)
II. Contro il decreto che provvede sul ricorso, il debitore, i creditori non integralmente soddisfatti, il pubblico ministero e qualunque interessato possono proporre reclamo a norma dell’articolo 26.
Procedura di Amministrazione Straordinaria – Beneficio dell’esdebitazione – Applicabilità.
Ove ne sussistano i presupposti di legge, il beneficio dell’esdebitazione deve essere garantito non solo ai soggetti, persone fisiche, che sono sottoposti ad una procedura fallimentare, bensì anche a coloro che sono soggetti ad una procedura di amministrazione straordinaria, e ciò in forza di un’interpretazione costituzionalmente orientata, rispettosa del principio di uguaglianza, nonché delle tendenze, sia europee sia interne, volte a favorire, dopo un periodo ragionevole, la ricollocazione sul mercato di imprese e imprenditori sottoposti a procedure concorsuali. (Nicola Bottero) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12 Febbraio 2019. Segue...
Esdebitazione - Presupposto oggettivo ex art. 142, comma 2, l.fall. - Portata - Prudente apprezzamento del giudice - Nozione.
In tema di esdebitazione, la valutazione del presupposto di cui al comma 2 dell'art. 142 l.fall. (per il quale tale beneficio non può essere concesso "qualora non siano stati soddisfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali"), pur rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, deve essere operata secondo un'interpretazione coerente con il "favor debitoris" che ispira la norma, sicché, ove ricorrano i presupposti di cui al comma 1, il beneficio dell'esdebitazione deve essere concesso a meno che i creditori siano rimasti totalmente insoddisfatti o siano stati soddisfatti in percentuale affatto irrisoria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Marzo 2018, n. 7550. Segue...
Esdebitazione - Estinzione dei debiti nascenti dall'IVA - Questione pregiudiziale di interpretazione del diritto comunitario.
La Corte di cassazione ha chiesto alla Corte di Giustizia UE di pronunciarsi in via pregiudiziale sulle questioni di interpretazione del diritto comunitario specificate in motivazione ponendo il quesito pregiudiziale di seguito riportato.
La vicenda trae origine dalla notifica, avvenuta nel 2012, di una cartella di pagamento per somme a titolo di IVA e IRAP ad un soggetto che, nel 2008, aveva ottenuto dal Tribunale di Mondovì un decreto di esdebitazione ai sensi dell'art. 142 L.F. Impugnata la cartella, la CTR Piemonte rigettava l'appello dell'Agenzia delle entrate, la quale proponeva il ricorso per cassazione.
Quesito pregiudiziale posto alla Corte di Giustizia UE:
L'articolo 4, paragrafo 3, TUE e gli articoli 2 e 22 della sesta direttiva 77/388, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari, devono essere interpretati nel senso che essi ostano all'applicazione, in materia di imposta sul valore aggiunto, di una disposizione nazionale che prevede l'estinzione dei debiti nascenti dall'IVA in favore dei soggetti ammessi alla procedura di esdebitazione disciplinata dagli artt.142 e 143 del R.D. n.267/1942. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 01 Luglio 2015, n. 13542. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Chiusura del fallimento - Effetti - Esdebitazione - Fallimento chiuso con decreto anteriore alla data del 16 luglio 2006 di entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006 - Ammissibilità dell'istanza - Sussistenza - Fondamento..
È ammissibile l'istanza di esdebitazione del debitore, il cui fallimento sia già chiuso alla data del 16 luglio 2006, momento di entrata in vigore del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, nonostante l'art. 19 del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 estenda la disciplina dell'esdebitazione alle sole procedure fallimentari pendenti alla data del 16 luglio 2006 citata, in quanto la chiusura del fallimento non si verifica sino a che non sia divenuto definitivo il decreto di chiusura stesso; ne consegue che tale effetto si produce soltanto con l'inutile decorso del termine di quindici giorni previsti per il relativo reclamo, ai sensi dell'art. 119 legge fall.
In tema di esdebitazione, la condizione di soddisfacimento, almeno parziale, dei creditori concorsuali, prevista dal secondo comma dell'art. 142 legge fall., deve intendersi realizzata anche quando talune categorie di creditori (nella specie, i creditori chirografari) non abbiano ricevuto alcunché in sede di riparto. Cassazione civile, sez. I, 14 Giugno 2012, n. 9767. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Chiusura del fallimento - Effetti - Esdebitazione - Procedimento - Integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i creditori non integralmente soddisfatti - Necessità - Applicazione dell'art.143 legge fall., a seguito della pronuncia n.181 del 2008 della Corte costituzionale - Domanda del debitore anteriore alla predetta pronuncia - Nullità del procedimento - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze. .
In tema di esdebitazione, istituto previsto dagli artt.142 a 144 della legge fall., nel testo novellato dal d.lgs. n. 5 del 2006 e dal d.lgs. n. 169 del 2007, la domanda con cui il debitore chiede di essere ammesso a tale beneficio va notificata, unitamente al decreto col quale il giudice fissa l'udienza in camera di consiglio, a cura del ricorrente e nelle forme previste dagli artt. 137 e seguenti cod. proc. civ., ai creditori concorrenti non integralmente soddisfatti, in applicazione della sentenza della Corte costituzionale del 30 maggio 2008, n. 181, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 143 legge fall.; nè rileva la circostanza che detta pronuncia sia posteriore all'emanazione del decreto del tribunale di rigetto della domanda, trattandosi di sentenza additiva o manipolativa con cui, in sede di dichiarazione di illegittimità della norma, la Corte costituzionale ha enunciato, con effetti "ex tunc", valevoli per i rapporti ancora non esauriti, quella previsione la cui assenza ha giustificato la pronuncia stessa. (Principio affermato dalla S.C., in sede di cassazione con rinvio al tribunale, con riguardo a decreto della corte d'appello che non aveva rilevato d'ufficio la ritenuta nullità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Ottobre 2010, n. 21864. Segue...
Fallimento – Esdebitazione – Pronuncia di inesigibilità – Efficacia di accertamento costitutivo. (12/10/2010).
L’esdebitazione, ossia la liberazione del debitore dai debiti residui (art. 142, comma primo, l. fall.), non è un effetto che si produce prima del e indipendentemente dal provvedimento giudiziale, ma è creato proprio e solo da questo (che è, perciò, un provvedimento di accertamento costitutivo: art. 2908 c.c.). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Settembre 2010, n. 0. Segue...
Fallimento – Esdebitazione – Ammissione – Presupposto oggettivo. (12/10/2010).
La disposizione dell’art. 142, comma secondo, legge fallimentare, che vieta la concessione del beneficio «qualora non siano stati soddisfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali», deve essere interpretata in stretta correlazione con la disposizione dell’art. 143, comma primo, legge fallimentare, nel senso che il soddisfacimento «in parte» è il soddisfacimento non integrale di tutti i debiti (rectius: crediti), cui si riferisce tale ultima disposizione, e non già il soddisfacimento di una parte, ossia di alcuni o di uno solo, dei creditori concorrenti. Da ciò consegue che la pronuncia liberatoria è possibile solo se tutti i debiti da dichiarare inesigibili siano stati tutti parzialmente soddisfatti e non è, viceversa, possibile qualora vi siano debiti per nulla soddisfatti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Settembre 2010, n. 0. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Riabilitazione del fallito - Condizioni - In genere - Chiusura del fallimento prima dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006 - Conseguenze - Cessazione delle incapacità personali del fallito - Fondamento - Sentenza della Corte Cost. n. 39 del 2008..
La chiusura del fallimento, ancorché intervenuta in epoca anteriore all'entrata in vigore del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, comporta il venir meno delle incapacità personali derivanti al fallito dalla dichiarazione di fallimento, e ciò in virtù della sentenza della Corte costituzionale n. 39 del 2008, con cui è stata dichiarata l'illegittimità degli art. 50 e 142 l. fall. (nel testo precedente al d.lgs. n. 5 del 2006, che ha abrogato tali istituti), nella parte in cui stabilivano che le incapacità del fallito, anziché arrestarsi con la chiusura del fallimento, perdurassero nel tempo sino alla concessione della riabilitazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2009, n. 4630. Segue...
Fallimento – Esdebitazione – Procedimento introdotto dopo la chiusura del fallimento – Natura contenziosa – Assistenza tecnica del difensore – Necessità..
Il procedimento per esdebitazione introdotto dopo la chiusura del fallimento ha natura contenziosa (incide sulle posizioni soggettive del ricorrente e dei creditori concorsuali non integralmente soddisfatti che assumono la veste di contraddittori necessari) e richiede pertanto l’assistenza tecnica di un difensore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 05 Febbraio 2009. Segue...
Fallimento – Esdebitazione – Procedimento – Natura di procedimento giurisdizionale – Garanzie del contraddittorio – Contrasto con l’art. 24 Cost. – Notificazione del ricorso ai creditori concorrenti non integralmente soddisfatti – Necessità – Omessa previsione – Incostituzionalità..
E’ costituzionalmente illegittimo l'art. 143 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa), nel testo introdotto a seguito della entrata in vigore del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'art. 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80), limitatamente alla parte in cui esso, in caso di procedimento di esdebitazione attivato, ad istanza del debitore già dichiarato fallito, nell'anno successivo al decreto di chiusura del fallimento, non prevede la notificazione, a cura del ricorrente e nelle forme previste dagli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, ai creditori concorrenti non integralmente soddisfatti del ricorso col quale il debitore chiede di essere ammesso al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei medesimi creditori, nonché del decreto col quale il giudice fissa l'udienza in camera di consiglio. Corte Costituzionale, 30 Maggio 2008, n. 181. Segue...

References: art. 142
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2908
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 50