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CIRCOLARE N.28/E. Roma, 2 luglio Prot.: 2012/97954 Alle Direzioni regionali e provinciali - PDF
CIRCOLARE N.28/E. Roma, 2 luglio Prot.: 2012/97954 Alle Direzioni regionali e provinciali
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1 CIRCOLARE N.28/E Direzione Centrale Normativa Settore Imposte sui Redditi e sulle Attività Produttive Ufficio Redditi di Capitale e Diversi Roma, 2 luglio 2012 Prot.: 2012/97954 Alle Direzioni regionali e provinciali Agli Uffici dell Agenzia delle entrate OGGETTO: Imposta sul valore degli immobili situati all estero e sul valore delle attività finanziarie detenute all estero. Articolo 19, commi da 13 a 23, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni. Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate 5 giugno 2012.2 2 INDICE PREMESSA IMPOSTA SUL VALORE DEGLI IMMOBILI SITUATI ALL ESTERO (IVIE) Ambito soggettivo Base imponibile dell IVIE Immobili situati in Europa Modalità di calcolo dell IVIE Detrazioni per crediti di imposta Immobili situati in Europa Immobili esteri adibiti ad abitazione principale dai soggetti che prestano lavoro all estero la cui residenza fiscale in Italia è determinata ex lege Termini e modalità di dichiarazione e versamento dell IVIE IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE ALL ESTERO (IVAFE) Ambito soggettivo Ambito oggettivo Polizze di assicurazione in regime di libera prestazione di servizi Base imponibile dell IVAFE Modalità di calcolo dell IVAFE Conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in Europa Detrazioni per crediti di imposta Termini e modalità di dichiarazione e versamento dell IVAFE... 253 3 PREMESSA L articolo 19, commi da 13 a 17, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (di seguito, decreto ) ha istituito un imposta sul valore degli immobili situati all estero di proprietà di persone fisiche residenti nel territorio dello Stato o in relazione ai quali le stesse siano titolari di diritti reali. Inoltre, i commi da 18 a 22 dello stesso decreto legge n. 201 del 2011 hanno istituito un imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all estero da persone fisiche residenti in Italia. Tale disposizione è stata successivamente modificata dall articolo 8, commi 16 e 17, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16 e ulteriori modifiche sono state apportate in sede di conversione dalla legge 26 aprile 2012, n. 44. La prima delle imposte in questione, vale a dire l imposta sul valore degli immobili situati all estero (IVIE), presenta analogie con l imposta municipale propria (IMU) 1 che si applica agli immobili situati in Italia e, in tale contesto, alcune delle disposizioni ad essa applicabili sono state estese ai fini della tassazione degli immobili situati all estero per ragioni di coerenza e di uniformità di trattamento. L introduzione di un imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all estero (IVAFE) deriva anch essa da esigenze di coerenza del sistema, posto che per le attività detenute presso intermediari italiani è prevista l applicazione di un imposta di bollo come riformulata dallo stesso articolo 19 del decreto nell ambito dell articolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n Ai sensi del comma 23 dello stesso articolo 19 del decreto è stato emanato il Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 5 giugno 2012, 1 L imposta municipale propria (IMU) è stata istituita con l articolo 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 ed è stata anticipata in via sperimentale dall articolo 13 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.4 4 pubblicato sul sito che reca, tra l altro, le modalità di determinazione e applicazione delle imposte. Di tale provvedimento, che sostituisce quello del 14 febbraio 2012, si tiene conto nel fornire i chiarimenti che seguono. 1 IMPOSTA SUL VALORE DEGLI IMMOBILI SITUATI ALL ESTERO (IVIE) A decorrere dal periodo d imposta 2011, l IVIE è dovuta sul valore degli immobili situati all estero detenuti a titolo di proprietà o di altro diritto reale dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso essi siano destinati. Sono inclusi nell ambito di applicazione della norma anche gli immobili che sono stati oggetto di operazioni di emersione ai sensi dell articolo 13-bis del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, e degli articoli 12 e 15 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 350 convertito con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409 e successive modificazioni cosiddetto scudo fiscale sia mediante la procedura della regolarizzazione sia del rimpatrio giuridico. L imposta è dovuta nella misura dello 0,76 per cento in proporzione alla quota di titolarità del diritto di proprietà o altro diritto reale e ai mesi dell anno nei quali si è protratto tale diritto. Al fine di determinare la residenza delle persone fisiche, si deve fare riferimento alla nozione contenuta nell articolo 2, comma 2, del TUIR, in base alla quale si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile. Tali criteri sono, come noto, alternativi essendo sufficiente che sia verificato anche uno solo di essi affinché una persona fisica possa considerarsi fiscalmente residente in Italia.5 5 Il requisito della residenza si acquisisce ex tunc con riferimento al periodo d imposta nel quale la persona fisica instaura il collegamento territoriale rilevante ai fini fiscali. Pertanto, soltanto alla fine dell anno solare è possibile effettuare la verifica del requisito temporale della permanenza in Italia (183 o 184 giorni in caso di anno bisestile) per determinare la residenza fiscale della persona. Inoltre, come stabilito dal successivo comma 2-bis del medesimo articolo 2 del TUIR, si considerano altresì residenti, salvo prova contraria del contribuente, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze. Al riguardo si ricorda che, fino all emanazione del citato decreto, si considerano residenti in Italia i cittadini emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato individuati dal D.M. 4 maggio 1999 (cosiddetta black list ). Ne consegue che, ricorrendone le condizioni, anche questi ultimi soggetti rientrano nell ambito soggettivo di applicazione dell IVIE. 1.1 Ambito soggettivo Sono soggetti passivi dell imposta: a) il proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali per natura o per destinazione destinati ad attività di impresa o di lavoro autonomo; il titolare del diritto reale di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi (e non il titolare della nuda proprietà); b) il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali; c) il locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. Il locatario è soggetto passivo a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.6 6 Ai fini dell individuazione dei diritti reali che attribuiscono ai loro titolari l obbligo passivo dell imposta, si deve fare riferimento agli analoghi istituti previsti negli ordinamenti esteri in cui l immobile è ubicato. Ad esempio, si rileva che per gli immobili situati in Paesi di common law può sussistere sia un diritto di proprietà fondiaria assoluta - freehold - che un diritto al possesso dei beni - leasehold. Quest ultimo dà diritto al possesso di beni immobili, disgiuntamente alla proprietà, solitamente per un periodo di tempo molto elevato, dietro il pagamento di un corrispettivo. Considerato che tale istituto presenta maggiori analogie con i diritti reali come disciplinati dall ordinamento italiano (in particolare, con l usufrutto), piuttosto che con il diritto di locazione, si ritiene che in tal caso sono tenuti al pagamento dell imposta in questione i titolari di tale diritto e non anche i titolari della proprietà fondiaria assoluta. Se gli immobili sono detenuti in comunione l imposta è dovuta da ciascun soggetto partecipante alla comunione con riferimento al valore relativo alla propria quota. L imposta trova applicazione nel caso in cui gli immobili siano detenuti direttamente dai soggetti sopra elencati o siano detenuti per il tramite una società fiduciaria nonché nei casi in cui detti beni siano formalmente intestati ad entità giuridiche (ad esempio società, fondazioni, o trust) che agiscono quali persone interposte mentre l effettiva disponibilità degli immobili è da attribuire a persone fisiche residenti. Come precisato nella circolare 4 dicembre 2001, n. 99/E, relativamente alla nozione di interposta persona, la questione non può essere risolta in modo generalizzato, essendo direttamente connessa alle caratteristiche e alle modalità organizzative del soggetto interposto. Per quanto concerne gli immobili detenuti tramite un trust (sia esso residente che non residente) occorre considerare se lo stesso sia in realtà un semplice schermo formale e se la disponibilità dei beni che ne costituiscono il patrimonio sia da7 7 attribuire ad altri soggetti, disponenti o beneficiari del trust. In tali casi, lo stesso deve essere considerato come un soggetto meramente interposto ed il patrimonio, nonché i redditi da questo prodotti, devono essere ricondotti ai soggetti che ne hanno l effettiva disponibilità. Al fine di individuare alcuni di tali fattispecie si rinvia a quanto indicato nelle circolari n. 43/E del 10 ottobre 2009, paragrafo 1, e n. 61/E del 27 dicembre Base imponibile dell IVIE Il valore dell immobile è costituito, nella generalità dei casi, dal costo risultante dall atto di acquisto o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per l acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà. Qualora la valorizzazione dei diritti reali diversi dalla proprietà (ad esempio, l usufrutto) non sia rilevabile da un contratto, essa si assume secondo i criteri dettati dalla legislazione del Paese in cui l immobile è situato. Nel caso in cui l immobile sia stato costruito, si fa riferimento al costo di costruzione sostenuto dal proprietario e risultante dalla relativa documentazione. In mancanza di tali valori o in mancanza della relativa documentazione si assume il valore di mercato rilevabile al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l immobile. Qualora l immobile non sia più posseduto alla data del 31 dicembre dell anno si deve fare riferimento al valore dell immobile rilevato al termine del periodo di detenzione. Tale valore può essere desunto in base alla media dei valori risultanti dai listini elaborati da organismi, enti o società operanti nel settore immobiliare locale. Per quanto riguarda gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell atto registrato o in altri atti previsti dagli ordinamenti esteri con finalità analoghe. In mancanza, si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante8 8 come risultante dalla relativa documentazione; in assenza di tale documentazione si assume il valore di mercato come sopra determinato Immobili situati in Europa Per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare al fine della determinazione dell imposta è prioritariamente quello catastale, come determinato e rivalutato nel Paese in cui l immobile è situato ai fini dell assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale ovvero di altre imposte determinate sulla base del valore degli immobili, anche se gli immobili sono pervenuti per successione o donazione. Nel caso in cui ad uno stesso immobile siano attribuibili diversi valori catastali ai fini delle imposte reddituali e delle imposte patrimoniali, deve essere preso in considerazione il valore catastale utilizzabile ai fini delle imposte patrimoniali, comprese quelle di competenza di enti locali e territoriali. Pertanto, per gli immobili nei predetti Stati si assume direttamente il valore catastale, intendendosi per tale il valore dell immobile preso a base per la determinazione di imposte ivi dovute. Non è, invece, utilizzabile, a tal fine, un valore che esprima il reddito medio ordinario dell immobile, a meno che la legislazione locale non preveda l applicazione di meccanismi di moltiplicazione e rivalutazione analoghi a quelli previsti dalla legislazione italiana, idonei a consentire la determinazione del valore catastale dell immobile. In mancanza del valore catastale come sopra definito, si deve fare riferimento al costo risultante dall atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l immobile. Per evitare disparità di trattamento tra contribuenti che hanno acquisito l immobile in epoche diverse, qualora la legislazione estera preveda un valore espressivo del reddito medio ordinario e non vi siano meccanismi di moltiplicazione e rivalutazione analoghi a quelli previsti dalla9 9 legislazione italiana, può essere assunto come base imponibile dell IVIE il valore dell immobile che risulta dall applicazione al predetto reddito medio ordinario dei coefficienti stabiliti ai fini dell IMU (cfr. tabella 2 allegata alla presente circolare). In questa ipotesi, il reddito medio ordinario è assunto tenendo conto di eventuali rettifiche previste dalla legislazione locale. E il caso, ad esempio, degli immobili siti in Francia, laddove il valore locativo catastale presunto è abbattuto del 50 per cento ai fini dell applicazione della tax fonciere. Come sopra illustrato, le particolari disposizioni in esame, relative all utilizzo del valore catastale, si applicano nel caso di immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti al SEE. Pertanto, data la formulazione letterale della norma, nell ambito di applicazione sono compresi non solo i Paesi membri dell Unione Europea, ma anche la Norvegia e l Islanda. Infatti, con questi ultimi due Paesi, che appartengono al SEE, sono in vigore convenzioni contro le doppie imposizioni che assicurano lo scambio di informazioni non solo ai fini dell applicazione delle stesse, ma anche delle imposte italiane. In allegato alla presente circolare sono elencati i Paesi europei Tabella 1 Elenco Paesi UE e SEE distinguendo quelli per i quali: risulta compilata la colonna 2 Imposta presa a riferimento ai fini della determinazione del valore dell immobile, in relazione ai quali si deve assumere quale base imponibile dell IVIE il valore catastale dell immobile utilizzato ai fini dell assolvimento delle imposte indicate in tale colonna; non risulta compilata la colonna 2 (Belgio, Francia, Irlanda e Malta), in relazione ai quali per la determinazione della base imponibile dell IVIE si deve fare riferimento al costo risultante dall atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l immobile o, a scelta del contribuente, al valore che si ottiene moltiplicando il reddito medio ordinario, eventualmente previsto dalle legislazioni locali, per i coefficienti IMU.10 10 La Tabella 1 Elenco Paesi UE e SEE è stata redatta sulla base di un analisi delle legislazioni degli Stati interessati condotta autonomamente dall Agenzia delle Entrate senza possibilità di verifica, ad oggi, con le corrispondenti Autorità fiscali estere. Qualora normative estere sopravvenute o non considerate conducano alla determinazione di un valore dell immobile da assumere a base dell IVIE differente da quello ricavabile in base alla predetta tabella ovvero all individuazione di una imposta patrimoniale pagata all estero non elencata, il contribuente può utilizzare tali valori dandone evidenza in sede di controllo da parte dell Amministrazione finanziaria. Nel diagramma che segue sono esemplificate le varie ipotesi di determinazione della base imponibile dell IVIE per gli immobili europei, utilizzando l acronimo RMO per intendere il reddito medio ordinario. Valore catastale Valore catastale = = Valore dell immobile Valore dell immobile Sì Valore Valore catastale catastale No Valore dell immobile Valore dell immobile = = RMO x moltiplicatori RMO x moltiplicatori locali locali Sì RMO x RMO x moltiplicatori moltiplicatori locali locali No Valore dell immobile Valore dell immobile = = RMO senza RMO senza moltiplicatori locali moltiplicatori locali Sì Costo di Costo di acquisto acquisto No oppure RMO x RMO x moltiplicatori moltiplicatori IMU IMU No Valore di Valore di mercato mercato oppure RMO x RMO x moltiplicatori moltiplicatori IMU IMU Assenza di valori Assenza di valori catastali catastali Sì Costo di Costo di acquisto acquisto No Valore di Valore di mercato mercato11 Modalità di calcolo dell IVIE L imposta è dovuta nella misura dello 0,76 per cento del valore dell immobile determinato sulla base dei criteri finora descritti. Il versamento dell imposta non è dovuto se l importo della stessa non supera complessivamente euro 200. In sostanza sussiste una soglia di esenzione dal versamento dell IVIE per gli immobili il cui valore complessivo non superi euro circa. In tal caso il contribuente non è tenuto neanche ad indicare i dati relativi all immobile nel quadro RM della dichiarazione dei redditi, fermo restando l obbligo di compilazione del modulo RW 2. Ai fini dell applicazione della soglia di esenzione di euro 200 si deve fare riferimento all imposta determinata sul valore complessivo dell immobile a prescindere da quote e periodo di possesso e senza tenere conto delle detrazioni previste per lo scomputo dei crediti di imposta di cui al paragrafo successivo. L imposta è dovuta proporzionalmente alla quota di titolarità del diritto di proprietà o altro diritto reale e ai mesi dell anno nei quali si è protratto tale diritto. A tale proposito, il mese durante il quale il diritto si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero Detrazioni per crediti di imposta Dall imposta si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d imposta pari all importo dell eventuale imposta patrimoniale versata nell anno di riferimento nello Stato estero in cui è situato l immobile e ad esso relativa. In sostanza, dall IVIE dovuta per il 2011 si scomputa l imposta patrimoniale pagata all estero nel medesimo anno. Qualora l imposta patrimoniale sia corrisposta anche con riferimento ad altri beni, diversi dagli immobili, occorre effettuare un calcolo 2 Si ricorda che, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d imposta 2009, i contribuenti sono comunque tenuti ad indicare nel modulo RW gli immobili tenuti a disposizione, indipendentemente dalla effettiva produzione di redditi imponibili nel periodo d imposta, semprechè di importo superiore a euro12 12 proporzionale al fine di individuare la quota parte dell imposta riferibile agli immobili. Con riferimento agli immobili detenuti in Europa, nella colonna 3 della Tabella 1, allegata alla presente circolare, sono individuate, ove esistano, le imposte di natura patrimoniale che danno diritto allo scomputo dall IVIE. Anche per gli immobili detenuti in Paesi diversi da quelli elencati nella tabella 1, dall IVIE si detraggono le imposte patrimoniali ivi pagate nell anno di riferimento. Ad esempio, si detrae: - per gli immobili situati negli Stati Uniti, la Real property tax; - per gli immobili in Argentina, la Impuesto inmobiliario; - per gli immobili in Svizzera, l Imposta sulla sostanza delle persone fisiche e l Imposta immobiliare; - per gli immobili in Russia, la Tassa sulla proprietà delle persone fisiche, Налог на имущество физических лиц (Nalog na imuschestvo fizicheskih litz). Il credito d imposta non può, in ogni caso, superare l imposta dovuta in Italia. Appare opportuno precisare che non è possibile detrarre, considerandole imposte patrimoniali, le imposte legate all utilizzo di un determinato immobile in qualità di abitazione dal momento che tali tasse più che essere finalizzate a colpire la ricchezza costituita dal patrimonio sono dirette a richiedere un contributo, anche se rapportato al valore dell immobile, al soggetto che abitando in un determinato luogo usufruisce dei servizi ivi forniti dalle amministrazioni pubbliche Immobili situati in Europa Per gli immobili situati in Paesi appartenenti all Unione Europea o in Paesi aderenti al SEE che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, dall imposta dovuta in Italia, si detraggono prioritariamente le imposte patrimoniali13 13 effettivamente pagate nel Paese in cui sono situati gli immobili nell anno di riferimento. Inoltre, qualora sussista un eccedenza di imposta reddituale gravante su immobili ivi situati non utilizzata ai sensi dell articolo 165 del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), dall imposta dovuta in Italia per quegli immobili si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, anche un ulteriore credito d imposta derivante da tale eccedenza. Con particolare riferimento alla dichiarazione relativa ai redditi 2011, nel quadro RM, sezione XIV, colonna 6, del modello UNICO 2012 deve essere indicato l ammontare complessivo del credito d imposta derivante dalle imposte patrimoniali estere e dalle imposte reddituali estere che non sono state portate a credito ai sensi dell articolo 165 del TUIR. A tale riguardo deve essere conservata dal contribuente separata evidenza delle imposte patrimoniali estere pagate nel 2011 e portate a credito e delle imposte reddituali estere relative al periodo d imposta 2011 utilizzate quale credito d imposta relativamente all IVIE. 1.4 Immobili esteri adibiti ad abitazione principale dai soggetti che prestano lavoro all estero la cui residenza fiscale in Italia è determinata ex lege Per i soggetti che prestano lavoro all estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e per le persone fisiche che lavorano all estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l Italia, la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal TUIR, in base ad accordi internazionali ratificati, l IVIE è stabilita nella misura dello 0,4 per cento per l immobile adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze. Analogamente a quanto previsto dalla normativa italiana relativa all IMU, si ritiene che per pertinenze dell abitazione principale si debbano intendere le unità14 14 classificabili nelle tre categorie catastali di seguito riportate, nella misura massima di un unità pertinenziale per ciascuna categoria: - magazzini e locali di deposito; - stalle, scuderie, rimesse e autorimesse senza fine di lucro; - tettoie chiuse o aperte. L applicazione dell aliquota ridotta permane fintanto che il lavoratore presta la propria attività all estero e viene meno al suo rientro in Italia. Pertanto, l aliquota dell imposta si applica nella misura piena dello 0,76 per cento a decorrere dal periodo d imposta in cui il lavoratore acquisisce la residenza in Italia secondo le disposizioni ordinarie dell articolo 2 del TUIR e non sulla base di accordi internazionali. Dall imposta dovuta per l unità immobiliare situata all estero adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, la somma di euro 200 rapportata al periodo dell anno durante il quale si protrae tale destinazione. In tale fattispecie non trova applicazione la soglia di esenzione di euro 200 di cui all articolo 19, comma 15, del decreto. Qualora l unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale da più soggetti, la detrazione spetta, proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica, a ciascuno dei soggetti passivi la cui residenza fiscale in Italia sia determinata ex lege. Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione è maggiorata di euro 50 per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l importo massimo di euro 400. Naturalmente, l applicazione del descritto regime agevolato si applica a condizione che tali soggetti non possiedano in Italia un immobile per il quale15 15 usufruiscano delle medesime agevolazioni previste ai fini del calcolo dell IMU per l abitazione principale. Si fa presente, infine, che limitatamente agli immobili adibiti ad abitazione principale dai soggetti che prestano lavoro all estero di cui sopra, è previsto che non trovano applicazione le disposizioni di cui all articolo 70, comma 2, del TUIR. Ciò comporta, sostanzialmente, la non imponibilità di tali redditi in Italia. 1.5 Termini e modalità di dichiarazione e versamento dell IVIE Il decreto prevede che per il versamento, la liquidazione, l accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per il contenzioso relativi all IVIE trovano applicazione le disposizioni previste per l imposta sul reddito delle persone fisiche. Al fine di dichiarare il valore degli immobili situati all estero il contribuente deve compilare la Sezione XVI del quadro RM del modello UNICO Persone fisiche, indicando il controvalore in euro degli importi in valuta calcolato in base all apposito provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate emanato ai sensi dell articolo 4, comma 6, del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n Per l anno 2011 i predetti cambi sono stati indicati nel provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate del 30 gennaio L imposta deve essere versata dal contribuente entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi derivanti dalla dichiarazione relativa al periodo d imposta di riferimento, a decorrere dal 2011, ai sensi dell articolo 17, commi 1 e 2, del D.P.R. 7 dicembre 2001, n Non sono dovuti acconti ed è consentito rateizzare l imposta dovuta ai sensi dell articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n Si ricorda che ai sensi dell articolo 1, comma 137, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 non si esegue il versamento per il debito della singola imposta o16 16 addizionale risultanti dalla dichiarazione dei redditi che non superano ciascuna l importo di euro 12,00. Conseguentemente nel caso in cui il debito di imposta relativo all IVIE non sia superiore a 12 euro il versamento non deve essere effettuato. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno 2012, è stato disposto, per l anno in corso, il differimento dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali da parte delle persone fisiche. In luogo del 18 giugno 2012 il versamento può essere effettuato entro il 9 luglio 2012 senza alcuna maggiorazione, oppure dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. La proroga si estende anche ai versamenti per l IVIE dovuti dalle società fiduciarie in quanto tenute all adempimento per conto del contribuente/fiduciante. Nel caso di immobili ivi compresi quelli oggetto di operazione di emersione mediante la procedura del rimpatrio giuridico per i quali sia stato stipulato un contratto di amministrazione con una società fiduciaria, quest ultima deve applicare e versare l imposta dovuta dal contribuente, ricevendo apposita provvista da parte dello stesso. In tali casi la fiduciaria indica i dati complessivi relativi ai versamenti dell imposta nel modello di dichiarazione dei sostituti d imposta e degli intermediari (modello 770 ordinario), a partire dal periodo di imposta 2012 (mod. 770/2013). Inoltre, devono essere forniti i dati di ciascun contribuente nonché le indicazioni circa l ammontare dell imposta riferibile agli stessi. E evidente che in tale ipotesi il contribuente non deve compilare la predetta Sezione XVI del quadro RM e, peraltro, non è tenuto a indicare tali immobili nel modulo RW del predetto modello, ai sensi di quanto disposto dall articolo 4 del decreto 28 luglio 1990, n. 167, come modificato dall articolo 8, comma 16-bis, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16.17 17 Qualora, invece, il contribuente non fornisca la provvista, la società fiduciaria deve effettuare la segnalazione nominativa all Amministrazione finanziaria attraverso il predetto modello di dichiarazione 770. Nel caso in cui la fiduciaria pur disponendo della provvista non effettui in tutto o in parte il versamento ovvero lo effettui oltre il termine previsto, per le relative sanzioni si applicano le disposizioni relative alle omissioni in materia di imposte sui redditi di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 e per il cosiddetto ravvedimento operoso si applica la disposizione di cui all articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n Il versamento dell IVIE deve essere effettuato utilizzando i codici indicati nella risoluzione n. 54/E del 7 giugno 2012: denominato Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato per i versamenti effettuati dalle persone fisiche; denominato Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - Società fiduciarie per i versamenti effettuati dalle società fiduciarie. 2. IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE ALL ESTERO (IVAFE) A decorrere dal periodo d imposta 2011, è dovuta l IVAFE sul valore delle attività finanziarie detenute all estero da persone fisiche residenti in Italia. Sono soggette all imposta anche le attività finanziarie che sono state oggetto di operazioni di emersione mediante la procedura della regolarizzazione. Non si considerano, invece, detenute all estero le attività finanziarie rimpatriate (sia fisicamente che giuridicamente). Vedere altro
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