Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-16065-del-28-06-2017
Timestamp: 2020-01-22 11:24:35+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 16065 del 28/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16065 del 28/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 28/06/2017, (ud. 13/12/2016, dep.28/06/2017), n. 16065
sul ricorso 2950/2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 94/2011 della COMM. TRIB. REG. della PUGLIA,
ZENO Immacolata, che ha concluso per improcedibilità per la
notifica in subordine rigetto del ricorso.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, con un motivo, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia che, rigettandone l’appello, ha confermato l’annullamento dell’avviso con il quale veniva rettificato il reddito dichiarato dalla SAIL spa per il 2004, recuperandosi a tassazione la detta quota di ammortamento dell’avviamento di Euro 411.035,83 per l’esercizio 2004, computata senza che in relazione al disavanzo da annullamento fosse stata pagata l’imposta sostitutiva di cui al D.Lgs. n. 358 del 1997, art. 6, comma 1 e senza che ricorresse alcuna delle condizioni di cui al successivo comma 2.
Si trattava di stabilire se la previsione del detto del D.Lgs. n. 358 del 1997, art. 6, comma 2, lett. b) – secondo cui “i maggiori valori iscritti in bilancio per effetto del disavanzo da annullamento delle azioni o quote si intendono fiscalmente riconosciuti senza l’applicazione dell’imposta sostitutiva, fino a concorrenza dell’importo complessivo netto,… dei maggiori o dei minori valori, rispetto ai relativi valori di acquisizione, derivanti dalla cessione delle azioni o quote che hanno concorso a formare il reddito di un’impresa residente” andasse letta, come opinavano il giudice di primo grado e la società contribuente, nel senso che i maggiori o minori valori rispetto a quelli di acquisizione rilevano per il solo fatto di aver concorso alla formazione del reddito d’impresa e, quindi, indipendentemente da un versamento d’imposta, oppure se, come sostenuto dall’ufficio sulla scorta della relazione al decreto legislativo, la disposizione in parola andasse intesa nel senso che l’affrancamento del disavanzo da annullamento sia possibile solo se si dimostra che tali maggiori valori “scaturiscono da plusvalori precedentemente assoggettati a tassazione”, e, cioè, abbiano scontato le imposte ordinarie.
Ad avviso della Commissione regionale, l’interpretazione letterale della disposizione indicava in modo chiaro ed univoco che “i maggiori valori iscritti in bilancio per effetto dell’imputazione del disavanzo da annullamento delle azioni o quote si intendono fiscalmente riconosciuti senza l’applicazione dell’imposta sostitutiva, fino a concorrenza dell’importo complessivo netto dei maggiori e dei minori valori, che hanno concorso a formare il reddito di un’impresa residente”, indipendentemente dal pagamento o meno dell’imposta.
Ha inoltre rilevato che, ai fini del riconoscimento dell’affrancamento dei maggiori valori in discorso, il successivo comma 3 del D.Lgs. n. 358 del 1997, art. 5, richiede “la dimostrazione, mediante idonea documentazione da parte della società incorporante o beneficiaria, dei componenti positivi e negativi di reddito relativi alle azioni o quote annullate realizzate dalla società stessa e dai precedenti possessori”, e l’amministrazione finanziaria nelle sue circolari aveva precisato che “l’obbligo previsto dal legislatore di documentare i predetti componenti reddituali può essere assolto anche mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di cui alla L. 4 gennaio 1968, n. 15”.
Ed ha in proposito riscontrato, per un verso, che la contribuente spa SAIL, incorporante, aveva acquistato l’intero capitale sociale della Daunia srl, incorporata, dal Consorzio Emiliano Produttori Latte, ed aveva prodotto copia della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale il legale rappresentante del Consorzio dichiarava che la “cessione delle quote della Daunia Natura srl aveva determinato in capo alla società cedente un maggior valore di Lire 17.380.000.000, rispetto al valore di bilancio, e che detto maggior valore aveva concorso alla formazione del reddito d’impresa del Consorzio”; e, per altro verso, che l’ufficio aveva accertato che la plusvalenza realizzata dalla cessione della Daunia srl era stata fedelmente dichiarata dal Consorzio Emiliano Produttori Latte.
Da ciò derivava, ha concluso il giudice d’appello, che legittimamente la contribuente aveva computato tra i componenti negativi di reddito 2004 la quota di ammortamento oggetto della presente controversia.
Condanna la ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 3.200, oltre alle spese generali determinate forfettariamente nella misura del 15% e agli accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 6
 art. 5