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Timestamp: 2016-12-10 03:05:21+00:00

Document:
Norme per l'istituzione del servizio militare professionale
GU 269 del 17/11/2000
Art. 1. (Compiti delle Forze armate)
1. Le Forze armate sono al servizio della
2. L'ordinamento e l'attività delle Forze armate sono
conformi agli articoli 11 e 52 della Costituzione e alla legge.
3. Compito prioritario delle Forze armate è la difesa
4. Le Forze armate hanno altresì il compito di operare
al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, in conformità alle
regole del diritto internazionale ed alle determinazioni delle organizzazioni
internazionali delle quali l'Italia fa parte.
5. Le Forze armate concorrono alla salvaguardia delle
libere istituzioni e svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica
calamità e in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza.
6. Le Forze armate sono organizzate su base
obbligatoria e su base professionale secondo quanto previsto dalla presente
7. L'articolo 1 della legge 11 luglio 1978, n. 382, e
l'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 1986, n. 958, sono abrogati.
Art. 2. (Personale militare impegnato nella
difesa nazionale)
1. Le finalità di cui all'articolo 1 sono
assicurate da:
a) ufficiali in servizio permanente, di cui
all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490;
b) sottufficiali in servizio permanente, di cui
all'articolo 3 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196;
c) volontari di truppa, distinti in volontari in
servizio permanente, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio
1995, n.
196, e volontari in ferma volontaria prefissata;
d) personale dell'Arma dei carabinieri;
e) personale del Corpo della guardia di finanza, nei
limiti di cui all'articolo 1 della legge 23 aprile 1959, n. 189;
f) personale da reclutare su base obbligatoria, salvo
quanto previsto dalla legge in materia di obiezione di coscienza, nel caso in
cui il personale in servizio sia insufficiente e non sia possibile colmare le
vacanze di organico mediante il richiamo in servizio di personale militare
volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni, nei seguenti casi:
1) qualora sia deliberato lo stato di guerra ai
sensi dell'articolo 78 della Costituzione;
2) qualora una grave crisi internazionale nella
quale l'Italia sia coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad
una organizzazione internazionale giustifichi un aumento della consistenza
numerica delle Forze armate.
2. Il servizio militare obbligatorio nei casi previsti
dalla lettera f) del comma 1 ha la durata di dieci mesi, prolungabili unicamente
in caso di deliberazione dello stato di guerra. Non possono essere richiamati in
servizio gli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile ed al
Art. 3. (Trasformazione progressiva dello
strumento militare in professionale)
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un
anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle
competenti Commissioni parlamentari che si esprimono entro sessanta giorni dalla
data di assegnazione del relativo schema, corredato dai pareri previsti dalla
legge, un decreto legislativo per disciplinare la graduale sostituzione, entro
sette anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto
legislativo, dei militari in servizio obbligatorio di leva con volontari di
truppa e con personale civile del Ministero della difesa. Il decreto legislativo
sarà informato ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) disciplinare la progressiva riduzione a 190 mila
unità dell'organico complessivo delle Forze armate, secondo un andamento della
consistenza del personale in servizio coerente con l'evoluzione degli oneri di
cui alla tabella A allegata alla presente legge, ad esclusione dell'Arma dei
carabinieri, del Corpo della guardia di finanza e del Corpo delle capitanerie di
porto, entro il periodo di sette anni di cui all'alinea del presente comma, in
1) non pregiudicare l'assolvimento delle
finalità di cui all'articolo 1;
2) prevedere un rapporto percentuale rispondente
alle esigenze ordinativo-funzionali di ciascuna Forza armata tra le seguenti
categorie di personale:
2.1) ufficiali in servizio permanente, di
cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490;
2.2) sottufficiali in servizio permanente,
di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196;
2.3) volontari di truppa, parte in servizio
permanente ai sensi del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, e parte in
ferma prefissata, di cui garantire l'immissione anche in deroga all'articolo 39
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni;
b) prevedere il soddisfacimento delle esigenze delle
Forze armate, nel periodo di sette anni di cui all'alinea del presente comma,
ricorrendo ai giovani soggetti alla leva nati entro il 1985, rispettando la
progressiva riduzione dell'organico complessivo delle Forze armate ai sensi
della lettera a);
c) disciplinare il progressivo raggiungimento
dell'entità dell'organico delle singole categorie indicate alla lettera a),
prevedendo anche il transito del personale in esubero rispetto all'organico
delle Forze armate nei ruoli di altre amministrazioni in relazione alle
esigenze, ai profili di impiego e alla programmazione delle assunzioni da parte
delle amministrazioni stesse o, in caso di mancato reimpiego, il collocamento in
ausiliaria se con meno di cinque anni dai limiti di età previsti per ciascuna
categoria di personale;
d) prevedere l'emanazione di norme e l'individuazione
di incentivi di carattere giuridico per il reclutamento, anche decorso il
periodo di sette anni di cui all'alinea del presente comma, di ufficiali
ausiliari delle Forze armate, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della
guardia di finanza, da trarre anche dagli ufficiali di complemento in congedo;
e) nell'ambito del progressivo incremento dell'entità
dell'organico dei volontari, assicurare per il triennio 2000-2002 un
reclutamento di volontari in ferma prefissata nella misura massima di 30.506
unità e l'immissione in servizio permanente di non più di 10.450 volontari ad
incremento della consistenza massima fissata dall'articolo 2 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 196;
f) prevedere norme riguardanti i volontari in ferma
prefissata delle Forze armate, con esclusione dell'Arma dei carabinieri. In
particolare il decreto legislativo:
1) prevede il reclutamento di volontari in ferma
prefissata di durata di uno o cinque anni, da impiegare sia sul territorio
nazionale sia all'estero, modificando in funzione di tali previsioni le
corrispondenti disposizioni del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196,
nonché la possibilità di differenziare le modalità di reclutamento in
relazione alla durata della ferma contratta, di alimentare con i volontari in
ferma di un anno i volontari in ferma prefissata di cinque anni e di rimanere in
servizio dopo la ferma di cinque anni per due successive rafferme biennali;
2) prevede modalità per consentire, al termine
di una ferma minima di cinque anni, l'immissione dei volontari in ferma
prefissata nel ruolo dei volontari in servizio permanente, in relazione alle
esigenze organiche da soddisfare annualmente;
3) prevede che per l'accesso alla ferma
prefissata di cinque anni, per le rafferme biennali e per il transito nei ruoli
dei volontari in servizio permanente, costituiscano titoli da valutare
l'espletamento, senza demerito, della ferma di un anno e le qualifiche e
specializzazioni acquisite durante tale periodo;
4) incentiva il reclutamento dei volontari in
ferma prefissata di cinque anni prevedendo che le possibilità di accesso dei
volontari di truppa in servizio permanente al ruolo dei marescialli
dell'Esercito, esclusa l'Arma dei carabinieri, della Marina e dell'Aeronautica,
previste dall'articolo 11 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, siano
incrementate in relazione alla disponibilità di personale con i requisiti
fissati nel medesimo articolo 11 ed in relazione alle carenze organiche;
5) disciplina le modalità per favorire
l'inserimento nel mondo del lavoro del personale eccedente rispetto all'organico
delle Forze armate ai sensi della lettera a), nell'ambito degli ordinari
stanziamenti di bilancio previsti per gli interventi indicati al presente
5.1) prevedendo iniziative per il sostegno,
la formazione professionale, il completamento di cicli di studio ed il
collocamento preferenziale sul mercato del lavoro privato, anche attraverso il
ricorso a convenzioni tra il Ministero della difesa e le associazioni delle
imprese private e l'attivazione di agevolazioni anche finanziarie che
favoriscano le assunzioni da parte delle imprese;
5.2) determinando il numero di posti da
riservare ai militari volontari che cessano dal servizio senza demerito nei
ruoli iniziali dell'Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato, del Corpo
della guardia di finanza, del Corpo di polizia penitenziaria, del Corpo
forestale dello Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei Corpi di
polizia municipale e nei ruoli civili del Ministero della difesa;
5.3) rideterminando la percentuale della
riserva obbligatoria per l'assunzione presso le amministrazioni civili dello
Stato, di cui all'articolo 30 della legge 31 maggio 1975, n. 191, come
sostituito dall'articolo 19 della legge 24 dicembre 1986, n. 958;
5.4) prevedendo che, qualora la riserva per
i volontari nei concorsi per l'assunzione agli impieghi civili di cui al numero
5.3) e per l'accesso ai ruoli iniziali di cui al numero 5.2) non possa operare,
integralmente o parzialmente, perché dà luogo a frazione di posto, tale
frazione si cumuli con la riserva a concorsi dello stesso tipo banditi dalla
stessa amministrazione ovvero ne sia prevista l'utilizzazione nell'ipotesi in
cui l'amministrazione proceda ad assunzioni attingendo dalla graduatoria degli
6) disciplina il trattamento giuridico ed
economico dei volontari in ferma prefissata quinquennale ed in rafferma,
armonizzandolo con quello dei volontari in servizio permanente ed adeguandolo ai
diversi tempi di prestazione del servizio volontario;
7) prevede che a decorrere dalla data della sua
entrata in vigore sia modificata la disciplina di cui ai commi 3, 4, 4-bis e
4-ter dell'articolo 2 del decreto-legge 21 aprile 1999, n. 110, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 giugno 1999, n. 186, in corrispondenza delle
previsioni da esso recate;
8) detta norme transitorie e di raccordo volte
anche a tutelare la posizione del personale in servizio o in corso di
arruolamento alla data di entrata in vigore della presente legge e ad
armonizzare le previsioni del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, con
quelle del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 198;
g) prevedere, al fine di salvaguardare prioritariamente
l'impiego operativo dei volontari di truppa, il progressivo affidamento di
incarichi amministrativi e logistici a personale civile del Ministero della
difesa, nel rispetto delle vigenti procedure e garantendo il soddisfacimento
delle esigenze organiche previste dal decreto legislativo 16 luglio 1997, n.
265, avvalendosi, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, anche di
imprese private per lo svolgimento di attività di natura logistica attualmente
svolte da personale militare e non connesse al soddisfacimento di esigenze di
sicurezza e di difesa delle strutture militari;
h) adeguare la normativa che regola il servizio
militare obbligatorio, fermo restando quanto previsto per le modalità di
chiamata alla leva o alle armi, nonché per le dispense di cui agli articoli 1 e
7 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 504, in modo da:
1) consentire una gestione unitaria dei giovani
disponibili a prestare in armi il servizio di leva, secondo quanto disposto
sulla formazione dei contingenti e sulla disponibilità dall'articolo 1 del
decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 504;
2) indicare espressamente le norme abrogate in
materia di servizio militare obbligatorio, coordinando le restanti norme in
vigore con quelle emanate in attuazione della presente legge;
3) prevedere che sia reclutato prioritariamente
il personale da assegnare ad enti o reparti dislocati entro cento chilometri dal
luogo di residenza ed il personale che risponde per indice di idoneità
somatico-funzionale o titolo di studio o precedente occupazione ai profili di
incarico delle Forze armate, prevedendo altresì che il Ministro della difesa,
di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione e sentite le
regioni interessate, assuma iniziative volte ad agevolare la fruizione dei mezzi
di trasporto per i militari di leva, con particolare riguardo per coloro che non
possono essere impiegati entro i cento chilometri dal luogo di residenza, a
causa della dislocazione delle unità e delle strutture militari sul territorio
nazionale, allo scopo di favorirne il rientro periodico al luogo di residenza;
i) coordinare le norme vigenti in materia di
reclutamento del personale militare femminile;
l) prevedere che, ferme restando le disposizioni
vigenti, soddisfatte le esigenze delle Forze armate, ivi comprese quelle delle
Capitanerie di porto, a decorrere dal 1º gennaio 2003 e relativamente al
periodo di sette anni di cui all'alinea del presente comma, il Ministro della
difesa stabilisca, con proprio decreto adottato di concerto con i Ministri
dell'interno, della giustizia e delle finanze, i contingenti autorizzati a
prestare servizio di leva nell'Arma dei carabinieri, nella Polizia di Stato, nel
Corpo della guardia di finanza, nel Corpo di polizia penitenziaria e nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco tenendo conto della progressiva contrazione del
contingente di giovani da chiamare alle armi.
2. Al fine di incentivare i reclutamenti dei volontari
di truppa in ferma prefissata e favorire l'iniziale sostituzione del personale
di leva, il Ministero della difesa è autorizzato per l'anno 2000 a immettere in
servizio permanente, a valere sul contingente aggiuntivo di cui alla lettera e)
del comma 1 del presente articolo, 2531 volontari ad incremento della
consistenza massima fissata dall'articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio
1995, n. 196.
3. Al fine di promuovere la formazione culturale e
sociale e la qualità della vita del personale di truppa delle Forze armate, con
particolare riferimento al personale di leva, il Ministro della difesa emana
direttive volte a:
a) assicurare che siano fornite informazioni sulle
principali norme di legge e regolamentari afferenti al servizio militare con
specifica indicazione dei relativi diritti e doveri, nonché sui contenuti
fondamentali della Costituzione, ricorrendo a tale scopo a lezioni di educazione
civica;
b) assicurare il miglioramento degli standard di
addestramento e di formazione tecnica e culturale del personale delle Forze
armate per adeguarli alle esigenze inerenti alla partecipazione a missioni
c) verificare l'adeguamento delle infrastrutture a
standard abitativi rispondenti alle normative sull'igiene, la sicurezza e la
d) garantire l'attuazione delle previsioni di cui
all'articolo 30 della legge 24 dicembre 1986, n. 958, promuovendo inoltre,
nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio a tale fine disponibili, la
stipula di convenzioni con le associazioni di categoria interessate per
agevolazioni nel settore dei servizi di ristorazione e alberghieri, compreso
l'eventuale utilizzo di buoni pasto;
e) prevedere che, ad integrazione di quanto già
previsto dal comma 2 dell'articolo 29 della legge 24 dicembre 1986, n. 958, gli
organi di base della rappresentanza, con particolare riferimento alla componente
di truppa, coadiuvino i comandi responsabili anche nella elaborazione dei
programmi per l'utilizzo delle infrastrutture per l'attività ricreativa,
culturale e per il tempo libero.
4. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno
dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, uno o
più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive al
medesimo decreto legislativo, nel rispetto delle modalità e dei princìpi e
criteri direttivi indicati nel medesimo comma 1.
Art. 4. (Facoltà di trasformazione del
servizio di leva in ferma annuale volontaria)
1. In via transitoria, il servizio di leva previsto
dalla legislazione vigente può essere trasformato in ferma annuale, a domanda
dell'interessato, entro quaranta giorni dalla data di incorporazione.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica
relativamente ad una quota delle unità di personale da reclutare in ferma
annuale, definita con decreto del Ministro della difesa, e comunque nell'ambito
dei limiti di spesa indicati, per ciascun anno, dalla tabella A allegata alla
Art. 5. (Misure per agevolare l'inserimento
dei volontari congedati nel mondo del lavoro)
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, il Ministro della difesa individua, con proprio decreto,
nell'ambito delle direzioni generali del Ministero della difesa, una struttura
competente a svolgere attività informativa, promozionale e di coordinamento al
fine di valutare l'andamento dell'attività di reclutamento di personale
volontario e di agevolare l'inserimento nel mondo del lavoro dei militari
volontari congedati senza demerito. Per il perseguimento delle predette
finalità tale struttura si avvale anche degli uffici periferici della Difesa,
acquisisce le opportune informazioni dalla Presidenza del Consiglio dei ministri
- Dipartimento della funzione pubblica, cura i rapporti con i datori di lavoro
pubblici e privati e stipula convenzioni, nell'ambito degli ordinari
stanziamenti di bilancio a tale fine disponibili, con i predetti datori di
lavoro, con gli uffici regionali competenti in materia di promozione
dell'occupazione, individuati ai sensi del decreto legislativo 23 dicembre 1997,
n. 469, con i soggetti abilitati all'attività di mediazione tra domanda ed
offerta di lavoro ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del citato decreto
legislativo n. 469 del 1997, e con i soggetti abilitati all'attività di
fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo ai sensi dell'articolo 2 della
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 17
della legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni, con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri della
pubblica istruzione e dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica, sono determinati i crediti formativi per i cittadini che prestano
servizio militare volontario, rilevanti, nell'ambito dell'istruzione e della
formazione professionale, ai fini del compimento di periodi obbligatori di
pratica professionale o di specializzazione, previsti per l'acquisizione dei
titoli necessari all'esercizio di specifiche professioni o mestieri.
Art. 6. (Relazione al Parlamento)
1. A decorrere dall'anno successivo a quello di
entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'articolo 3, il Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, presenta al
Parlamento la relazione annuale sullo stato della disciplina militare e sullo
stato dell'organizzazione delle Forze armate in relazione agli obiettivi di
ristrutturazione, nella quale in particolare riferisce sul livello di
operatività delle singole Forze armate, sul grado di integrazione del personale
militare volontario femminile e sull'azione della struttura di cui al comma 1
dell'articolo 5. Tale relazione sostituisce quelle di cui all'articolo 48 della
legge 24 dicembre 1986, n. 958, ed all'articolo 24 della legge 11 luglio 1978,
n. 382.
Art. 7. (Adeguamenti organizzativi e
1. Al fine di adeguare i procedimenti, la struttura
ordinativo-funzionale e le infrastrutture delle Forze armate alle esigenze della
progressiva trasformazione dello strumento militare in professionale, il
Governo, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, per aggiornare e semplificare con criteri di
economicità, efficacia ed efficienza la disciplina dell'ordinamento dei
servizi, dell'amministrazione e della contabilità delle Forze armate, al fine
di pervenire ad una disciplina omogenea a livello interforze in aderenza ai
princìpi di cui alla legge 18 febbraio 1997, n. 25, ed in conformità ai
criteri e princìpi indicati al comma 5, lettere a), b), c), d), e) e g),
dell'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, fatti salvi i necessari
adattamenti alle peculiarità dei compiti e dell'ordinamento delle Forze armate.
Con i regolamenti di cui al presente articolo sono individuate le disposizioni
regolamentari che cessano di avere efficacia dalla data di entrata in vigore dei
regolamenti stessi. Salvo quanto previsto dall'articolo 4-quater del
decreto-legge 17 giugno 1999, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge
2 agosto 1999, n. 269, a decorrere dalla data di entrata in vigore dei
regolamenti di cui al presente articolo sono inoltre abrogate o cessano di avere
efficacia le disposizioni, incompatibili con quanto previsto dagli stessi
regolamenti, contenute nei seguenti provvedimenti:
a) regolamento per l'amministrazione e contabilità dei
corpi, istituti e stabilimenti militari, approvato con regio decreto 10 febbraio
1927, n. 443;
b) testo unico delle disposizioni legislative
concernenti l'amministrazione e la contabilità dei corpi, istituti e
stabilimenti militari, approvato con regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263;
c) decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre
1965, n. 1482;
d) regolamento per gli stabilimenti e arsenali militari
a carattere industriale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5
giugno 1976, n. 1077;
e) legge 16 giugno 1977, n. 372;
f) legge 27 aprile 1978, n. 183;
g) legge 22 dicembre 1989, n. 419;
h) decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265.
Art. 8. (Copertura finanziaria)
1. All'onere derivante dall'attuazione della
presente legge, valutato, per il triennio 2000-2002, rispettivamente, in lire 43
miliardi per l'anno 2000, lire 362 miliardi per l'anno 2001 e lire 618 miliardi
per l'anno 2002, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
programmazione economica per l'anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero della difesa.
2. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente
legge per ciascuno degli anni a decorrere dal 2003 sono determinati nella misura
massima indicata dalla tabella A allegata alla presente legge.
L'onere a regime a decorrere dal 2020 è determinato
nella misura massima di lire 1.096 miliardi.
3. A decorrere dall'anno 2003 e fino all'anno 2020, nel
caso in cui il tasso di incremento degli oneri individuato dalla tabella A
allegata alla presente legge risulti superiore al tasso di incremento del
prodotto interno lordo a prezzi correnti, previsto nel documento di
programmazione economico-finanziaria approvato dalle risoluzioni parlamentari,
la legge finanziaria quantifica, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera i),
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, la quota
dell'onere, relativo all'anno di riferimento, corrispondente alla differenza tra
i due tassi di variazione.
4. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
1. La presente legge entra in vigore il giorno
- Piazza Armerina, 15 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
 articolo 11

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8