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PROGETTARE IL VERDE PENSILE ASPETTI URBANISTICI E TECNICHE DI REALIZZAZIONE - PDF
PROGETTARE IL VERDE PENSILE ASPETTI URBANISTICI E TECNICHE DI REALIZZAZIONE
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Gaspare Mancuso
1 PROGETTARE IL VERDE PENSILE ASPETTI URBANISTICI E TECNICHE DI REALIZZAZIONE Giornata di studio 13 luglio 2017 ore giardino dell Acciaiolo ǀ Via Pantin 63, Scandicci (FI) Le iniziative in atto della Regione Toscana per la qualità del verde in ambiente urbano Contributo Arch. Paolo Lucattini Regione Toscana, Settore Pianificazione del Territorio 1
2 La Regione Toscana è da tempo impegnata a promuovere e sostenere le politiche di sviluppo della sostenibilità nel settore dell edilizia, prevedendo già nella precedente legge per il governo del territorio, LR 5/2005, dei contenuti specificamente rivolti a questo tema. La versione attualmente in vigore delle Linee Guida per l edilizia sostenibile è stata approvata nell aprile L attuale legge regionale per il governo del territorio, L.R. 65/2014 prevede un ripensamento delle Linee Guida attualmente in vigore oltre ad un nuovo sistema di certificazione e gestione dell attività di controllo. La legge regionale 65/2014, differentemente dalla L.R. 5/2005, introduce degli incentivi di tipo economico, da applicare a sconto degli oneri di urbanizzazione fino ad un massimo del 70%, ed attenua gli incrementi volumetrici. Nelle pagine che seguono si riporta per sommi capi: 1. il contenuto della disciplina per l edilizia sostenibile ai sensi dalla legge regionale 65/2014; 2. un breve accenno allo stato dell arte dei lavori per la redazione delle nuove Linee Guida per l edilizia sostenibile. E opportuno inoltre ricordare che la Regione Toscana in coerenza con il dibattito europeo sulla città sostenibile per la rigenerazione urbana ed in attuazione delle politiche nazionali ha introdotto nella propria legge per il governo del territorio misure volte ad incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e a promuovere e agevolare la rigenerazione delle aree degradate con l intento di includere nei processi di regolazione fisica delle trasformazioni urbane nuovi obiettivi quali ad esempio la sostenibilità ambientale (vedi artt LR 65/2104). L attuazione delle strategie in favore della rigenerazione urbana, tuttavia, non si è esaurita nella disposizione di un corpo di norme dedicate ma ha dato luogo ad una serie di attività volte al sostegno degli interventi ed alla diffusione di una cultura urbanistica e progettuale più attenta anche alla qualità degli spazi pubblici. In questo senso la Regione Toscana è impegnata da qualche anno nel coordinamento di un gruppo di lavoro che fa capo ad ITACA per la redazione di un protocollo per la valutazione della sostenibilità degli interventi a scala urbana di varia dimensione, dall isolato al quartiere fino all intera città. Tale strumento, ancora in fase di sperimentazione, è stato pubblicato in forma provvisoria alla fine dello scorso anno (http://www.itaca.org/documenti/news/protocollo%20itaca%20 Scala %20urbana_ pdf ). In estrema sintesi il Protocollo comprende tutti quei parametri, legati al concetto di sostenibilità che vanno dal miglioramento energetico ed ambientale dell organismo urbano, al contrasto del consumo di suolo, ai cambiamenti climatici, alla qualità degli spazi pubblici, alle connessioni ecologiche, alla sicurezza, al sistema di mobilità pubblica, alla complessità funzionale, alla capacità di rispondere alla domanda di integrazione sociale. 2
3 I. EDILIZIA SOSTENIBILE La Regione Toscana con la disciplina prevista al Titolo VIII della L.R. 65/2014 promuove e incentiva la sostenibilità ambientale, il risparmio e la produzione energetica nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, nonché gli interventi di rigenerazione urbana, di cui al titolo V, capo III, ispirati ai principi dell ecoquartiere volti a perseguire la autosostenibilità energetica mediante l uso integrato di fonti rinnovabili, la resilienza ai cambiamenti climatici, la gestione razionale delle risorse, l impiego di tecnologie a bassa emissione di carbonio, sistemi di mobilità multimodale sostenibili. (art. 217) 1. Gli obiettivi della Regione sono i seguenti - (art. 217 co. 2): la sostenibilità ambientale, il risparmio e la produzione energetica nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, gli interventi di rigenerazione urbana, ispirati ai principi dell ecoquartiere volti a perseguire la auto-sostenibilità energetica mediante l uso integrato di fonti rinnovabili, la resilienza ai cambiamenti climatici, la gestione razionale delle risorse, l impiego di tecnologie a bassa emissione di carbonio, sistemi di mobilità multi-modale sostenibili. 3. Obbligo della certificazione di sostenibilità ambientale per interventi con finanziamento pubblico superiore al 50 % e per gli interventi che beneficiano degli incentivi di cui all articolo 220 (art co. 3): 2. L attuazione degli obiettivi suddetti dovrà avvenire ad opera dei Comuni mediante (art co,4): la redazione o modifica dei Regolamenti Edilizi coerentemente alle Linee Guida regionali (e al Regolamento Edilizio Tipo); L applicazione degli incentivi; Monitoraggio dell efficacia in collaborazione con la regione. 3
4 3. Contenuti delle Linee Guida - (art co. 1) le linee guida dovranno definire un sistema di valutazione (prestazionale non prescrittivo) che contenga: a) i criteri prestazionali, con particolare riferimento al risparmio idrico, al recupero delle acque meteoriche e grigie, alla selezione dei materiali da costruzione salubri e al relativo ciclo di vita, al risparmio energetico, all approvvigionamento energetico, alla selezione dei materiali da costruzione salubri ed al relativo ciclo di vita; b) i requisiti minimi da raggiungere per ottenere gli incentivi; c) il metodo di verifica delle prestazioni riferite ai requisiti e il sistema di valutazione degli stessi, nonché la loro ponderazione in relazione alle particolari esigenze ambientali del territorio regionale; d) i criteri per il recupero dell'edilizia tradizionale locale o rurale con presenza di elementi e soluzioni costruttive proprie dell'architettura sostenibile; e) i criteri per il miglioramento dei livelli di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico coerenti e compatibili con i caratteri morfo-tipologici dell'edilizia di valore storico. 4. Sistema di certificazione della sostenibilità ambientale e attività di gestione (art. 219 co.2): in sintesi il sistema di certificazione richiama necessariamente alla necessità di definire nelle LG: l organismo certificatore; le modalità di accreditamento dei certificatori; le procedure e documentazione per la richiesta ed il rilascio della certificazione; l attività di gestione e controllo in fase di progetto ed esecuzione, degli edifici soggetti a certificazione ambientale ecc.; 5. Incentivi economici ed urbanistici (art. 220): Nel rispetto delle linee guida regionali, al fine di incentivare l edilizia sostenibile, i comuni applicano incentivi economici mediante la riduzione degli oneri di urbanizzazione in misura crescente fino ad un massimo del 70%, a seconda dei livelli di risparmio energetico, di qualità ecocompatibile dei materiali e delle tecnologie costruttive utilizzate. Salvo quanto previsto dalla normativa sismica, dalle norme sulla la difesa del suolo e la tutela del paesaggio e nel rispetto delle disposizioni del regolamento per unificazione dei parametri 4
5 II. LE NUOVE LINEE GUIDA PER L EDILIZIA SOSTENIBILE La Regione è attualmente impegnata nell aggiornamento delle Linee Guida in vigore, approvate più di 10 anni fa. Le Linee Guida dovranno pertanto individuare da un lato uno strumento di valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici e dall altro un sistema di certificazione ambientale degli edifici. Lo strumento di valutazione per le nuove Linee Guida dovrà riferirsi a requisiti di affidabilità scientifica, flessibilità (nuova edificazione e recupero), reperibilità dei dati, semplicità nell utilizzo e nel metodo di valutazione (utilizzo software). Tra gli obiettivi prioritari riveste grande importanza quello di produrre uno strumento adeguato alla complessità richiesta dal tema in oggetto, ma allo stesso tempo di facile impiego e soprattutto condiviso tra i vari utilizzatori (enti pubblici, ente certificatore, progettisti, committenti, imprese di costruzione, ecc.). Pertanto il sistema dovrà individuare: criteri prestazionali: con riferimento agli ambiti identificati dalla legge (risparmio idrico, risparmio e produzione di energia, selezione dei materiali in relazione alla loro salubrità ed al ciclo di vita) e con riferimento anche alla compatibilità ed al rispetto dei caratteri costruttivi dell edilizia di valore storico e della tradizione locale e rurale. scala di prestazione: determinazione dei livelli di sostenibilità da raggiungere per gli incentivi. metodo di verifica delle prestazioni: definizione delle modalità per il calcolo dei punteggio dei singoli criteri e della loro pesatura e aggregazione, con riferimento alla specificità ambientali dei diversi territori della Toscana. Il GdL, attualmente impegnato nella redazione delle nuove Linee Guida, ha avviato una prima verifica mettendo a confronto i seguenti sistemi di certificazione ambientale per gli edifici, allo scopo di acquisire elementi per la definizione dei criteri di valutazione : il nuovo Protocollo ITACA edifici residenziali (2011), versione Prassi di Riferimento UNI/PdR 13:2015, le attuali Linee Guida regionali per l edilizia sostenibile, il sistema Abitare Mediterraneo, i Criteri Ambientali Minimi (CAM - DM 11/1/2017). La fase successiva alla definizione di uno strumento di valutazione si dovrà operare per individuare il soggetto (pubblico) che avrà l onere della gestione del processo di certificazione (formazione, accreditamento soggetti certificatori, controlli, ecc..). 5
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References: articolo 220
 Art. 1
 Art. 36
 Art. 1
 Art. 2
 art. 12
 art. 8
 articolo 17