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Timestamp: 2020-07-10 04:29:21+00:00

Document:
Stop all’utilizzo degli autovelox nelle strade secondarie - Cassazione civile , sez. II, sentenza 15.11.2011 n° 23882
Luca Ricci il Ven Gen 23, 2015 2:22 pm
Stop all’utilizzo degli autovelox nelle strade secondarie
Cassazione civile , sez. II, sentenza 15.11.2011 n° 23882 (Manuela Rinaldi)
Re: Stop all’utilizzo degli autovelox nelle strade secondarie - Cassazione civile , sez. II, sentenza 15.11.2011 n° 23882
Luca Ricci il Ven Gen 23, 2015 2:24 pm
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha confermato la sentenza del Tribunale - di accoglimento del ricorso - che si fondava su doppia articolazione della ratio decidendi costituita dalla affermazione sia della necessità della contestazione immediata qualora gli strumenti di rilevamento a distanza della velocità vengano utilizzati sulle strade non ricomprese nell’elenco di legge o in un decreto prefettizio, sia dalla errata qualificazione della strada de qua, non avente le caratteristiche per essere considerata una strada urbana di scorrimento (Cass. II sez.15.11.2011, n.23882).
Il giudice di pace di Castrovillari il 7 febbraio 2007 annullava il verbale di accertamento di violazione dell’art. 142 del CdS a carico di , relativo a infrazione stradale rilevata il 19 luglio 2006 con apparecchiatura elettronica L’appello proposto dal comune di veniva rigettato dal Tribunale di Castrovillari con sentenza 23 luglio 2008.
Il tribunale affermava che infondatamente il comune sosteneva che ai fini della omessa contestazione dell’infrazione erano irrilevanti le caratteristiche della strada in cui era avvenuto il rilevamento, non potendo essere installati gli apparecchi elettronici di rilevazione su una strada extraurbana secondaria quale quella percorsa da .
Il Comune di ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 12 ottobre 2009.
Il quesito viene posto specificando, al termine del motivo, che la censura va nel senso dell’integrale riforma della sentenza, avendo il giudice ordinario inteso disapplicare l’atto amministrativo sotto il profilo del merito e non della legittimità, violando i limiti di cui all’articolo 5 L. n. 2248 all. E del 1965.
Il quesito di diritto di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ. deve compendiare: a) la riassuntiva esposizione degli elementi di fatto sottoposti al giudice di merito; b) la sintetica indicazione della regola di diritto applicata da quel giudice; c) la diversa regola di diritto che, ad avviso del ricorrente, si sarebbe dovuta applicare al caso di specie (Cass. n. 19769/08). Pertanto deve essere formulato, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., in termini tali da costituire una sintesi logico - giuridica della questione così da consentire al giudice di legittimità di enunciare una “regula iuris" da applicare nel caso concreto (Cass 9477/09; Su 7433/09).
La sentenza del tribunale di Castrovillari, che a pag. 4 della sentenza ha espresso sostanzialmente questi precetti, va dunque confermata.
Depositata in Cancelleria il 15.11.2011.

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