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Timestamp: 2019-03-22 00:10:42+00:00

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Observa ius: Titolo IV - Norme per le controversie in materia di lavoro - Art.409 - 473
Titolo IV - Norme per le controversie in materia di lavoro - Art.409 - 473
Art. 409.(Controversie individuali di lavoro)
Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a:1) rapporti di lavoro subordinato privato, anche se non inerenti all'esercizio di una impresa;2) rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonche' rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni specializzate agrarie;3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato;4) rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attivita' economica;5) rapporti di lavori dei dipendenti di enti pubblici ed altri rapporti di lavoro pubblico, sempreche' non siano devoluti dalla legge ad altro giudice.
Art. 410. (1)(Tentativo obbligatorio di conciliazione)
Chi intende proporre in giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo 409, e non ritiene di avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai contratti e accordi collettivi deve promuovere, anche tramite l'associazione sindacale alla quale aderisce o conferisca mandato, il tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione individuata secondo i criteri di cui all'articolo 413.La comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza.La commissione, ricevuta la richiesta, tenta la conciliazione della controversia, convocando le parti, per una riunione da tenersi non oltre dieci giorni dal ricevimento della richiesta.Con provvedimento del direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione e' istituita in ogni provincia, presso l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, una commissione provinciale di conciliazione composta dal direttore dell'ufficio stesso o da un suo delegato, in qualita' di presidente, da quattro rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei datori di lavoro e da quattro rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei lavoratori, designati dalle rispettive organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale.Commissioni di conciliazione possono essere istituite, con le stesse modalita' e con la medesima composizione di cui al precedente comma, anche presso le sezioni zonali degli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione.Le commissioni, quando se ne ravvisi la necessita', affidano il tentativo di conciliazione a proprie sottocommissioni, presiedute dal direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione o da un suo delegato, che rispecchino la composizione prevista dal precedente terzo comma.In ogni caso per la validita' della riunione e' necessaria la presenza del presidente e di almeno un rappresentante dei datori di lavoro e di uno dei lavoratori.Ove la riunione della commissione non sia possibile per la mancata presenza di almeno uno dei componenti di cui al precedente comma, il direttore dell'ufficio provinciale del lavoro certifica l'impossibilita' di procedere al tentativo di conciliazione.
(1) Articolo così da ultimo modificato dal Dlgs. 29 ottobre 1998, n. 387.
Art. 410-bis. (1)(Termine per l'espletamento del tentativo di conciliazione)
Il tentativo di conciliazione, anche se nelle forme previste dai contratti e accordi collettivi, deve essere espletato entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta.Trascorso inutilmente tale termine, il tentativo di conciliazione si considera comunque espletato ai fini dell'articolo 412-bis.
(1) Articolo inserito dal Dlgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 411.(Processo verbale di conciliazione)
Se la conciliazione riesce, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal presidente del collegio che ha esperito il tentativo, il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilita' di sottoscrivere.Il processo verbale e' depositato a cura delle parti o dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione nella cancelleria del tribunale (1) nella cui circoscrizione e' stato formato. Il giudice (1), su istanza della parte interessata, accertata la regolarita' formale del verbale di conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto.Se il tentativo di conciliazione si e' svolto in sede sindacale, il processo verbale di avvenuta conciliazione e' depositato presso l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione a cura di una delle parti o per il tramite di un'associazione sindacale. Il direttore, o un suo delegato, accertatane la autenticita', provvede a depositarlo nella cancelleria del tribunale (1) nella cui circoscrizione e' stato redatto. Il giudice (1), su istanza della parte interessata, accertata la regolarita' formale del verbale di conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto.
(1) Le parole "pretura" e "pretore" sono state sostituite dalle parole "tribunale" e "giudice" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 412. (1)(Verbale di mancata conciliazione)
Se la conciliazione non riesce, si forma il processo verbale con l'indicazione delle ragioni del mancato accordo; in esso le parti possono indicare la soluzione anche parziale sulla quale concordano, precisando, quando e` possibile, l'ammontare del credito che spetta al lavoratore. In quest'ultimo caso il processo verbale acquista efficacia di titolo esecutivo, osservate le disposizioni di cui all'articolo 411.L'Ufficio provinciale del lavoro rilascia alla parte copia del verbale entro cinque giorni dalla richiesta.Le disposizioni del primo comma si applicano anche al tentativo di conciliazione in sede sindacale.Delle risultanza del verbale di cui al primo comma il giudice tiene conto in sede di decisione sulle spese del successivo giudizio.
(1) Articolo così da ultimo modificato dal Dlgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 412-bis. (1)(Procedibilità della domanda)
L'espletamento del tentativo di conciliazione costituisce condizione di procedibilita` della domanda.L'improcedibilita` deve essere eccepita dal convenuto nella memoria difensiva di cui all'articolo 416 e puo` essere rilevata d'ufficio dal giudice non oltre l'udienza di cui all'articolo 420.Il giudice ove rilevi che non è stato promosso il tentativo di conciliazione ovvero che la domanda giudiziale è stata presentata prima dei sessanta giorni dalla promozione del tentativo stesso, sospende il giudizio e fissa alle parti il termine perentorio di sessanta giorni per promuovere il tentativo di conciliazione.Trascorso il termine di cui al primo comma dell'articolo 410-bis, il processo puo` essere riassunto entro il termine perentorio di centottanta giorni.Ove il processo non sia stato tempestivamente riassunto, il giudice dichiara d'ufficio l'estinzione del processo con decreto cui si applica la disposizione di cui all'articolo 308.Il mancato espletamento del tentativo di conciliazione non preclude la concessione dei provvedimenti speciali d'urgenza e di quelli cautelari previsti nel capo III del titolo I del libro IV.
Art. 412-ter. (1)(Arbitrato irrituale previsto dai contratti collettivi)
Se il tentativo di conciliazione non riesce o comunque e` decorso il termine previsto per l'espletamento, le parti possono concordare di deferire ad arbitri la risoluzione della controversia, anche tramite l'organizzazione sindacale alla quale aderiscono o abbiano conferito mandato, se i contratti o accordi collettivi nazionali di lavoro prevedono tale facolta` e stabiliscono:a) le modalita` della richiesta di devoluzione della controversia al collegio arbitrale e il termine entro il quale l'altra parte puo` aderirvi;b) la composizione del collegio arbitrale e la procedura per la nomina del presidente e dei componenti;c) le forme e i modi di espletamento dell'eventuale istruttoria;d) il termine entro il quale il collegio deve emettere il lodo, dandone comunicazione alle parti interessate;e) i criteri per la liquidazione dei compensi agli arbitri.I contratti e accordi collettivi possono, altresi`, prevedere l'istituzione di collegi o camere arbitrali stabili, composti e distribuiti sul territorio secondo criteri stabiliti in sede di contrattazione nazionale.Nella pronuncia del lodo arbitrale si applica l'articolo 429, terzo comma, del codice di procedura civile.Salva diversa previsione della contrattazione collettiva, per la liquidazione delle spese della procedura arbitrale si applicano altresi` gli articoli 91, primo comma, e 92 del codice di procedura civile.
Art. 412-quater. (1)(Impugnazione ed esecutività del lodo arbitrale)
Sulle controversie aventi ad oggetto la validità del lodo arbitrale decide in unico grado il Tribunale, in funzione del giudice del lavoro, della circoscrizione in cui e` la sede dell'arbitrato. Il ricorso è depositato entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del lodo.Trascorso tale termine, o se le parti hanno comunque dichiarato per iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovvero se il ricorso è stato respinto dal tribunale, il lodo e` depositato nella cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione è la sede dell'arbitratro. Il giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarita` formale del lodo arbitrale, lo dichiara esecutivo con decreto.[La Corte d'appello decide con sentenza provvisoriamente esecutiva ricorribile in cassazione.] (2)
(1) Articolo così da ultimo modificato dal Dlgs. 29 ottobre 1998, n. 387.(2) Comma eliminato dal Dlgs. 29 ottobre 1998, n. 387.
Art. 413.(Giudice competente)
Le controversie previste dall'articolo 409 sono in primo grado di competenza del tribunale (1) in funzione di giudice del lavoro.Competente per territorio e' il giudice nella cui circoscrizione e' sorto il rapporto ovvero si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale e' addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto.Tale competenza permane dopo il trasferimento dell'azienda o la cessazione di essa o della sua dipendenza, purche' la domanda sia proposta entro sei mesi dal trasferimento o dalla cessazione. Competente per territorio per le controversie previste dal numero 3) dell'articolo 409 e' il giudice nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell'agente, del rappresentante di commercio ovvero del titolare degli altri rapporti di collaborazione di cui al predetto numero 3) dell'articolo 409. (2)Competente per territorio per le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni è il giudice nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio al quale il dipendente è addetto o era addetto al momento della cessazione del rapporto.Nelle controversie nelle quali è parte una Amministrazione dello Stato non si applicano le disposizioni dell'articolo 6 del regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. (3)Qualora non trovino applicazione le disposizioni dei commi precedenti, si applicano quelle dell'articolo 18. Sono nulle le clausole derogative della competenza per territorio.
(1) La parola "pretore" è stata sostituita dalla parola "tribunale" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.(2) Comma aggiunto dall'art. 1, Legge 11 febbraio 1992, n. 128.(3) Comma aggiunto dal Dlgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 414.(Forma della domanda)
La domanda si propone con ricorso, il quale deve contenere:1) l'indicazione del giudice; 2) il nome, il cognome, nonche' la residenza o il domicilio eletto del ricorrente nel comune in cui ha sede il giudice adito, il nome, il cognome e la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto; se ricorrente o convenuto e' una persona giuridica, un'associazione non riconosciuta o un comitato, il ricorso deve indicare la denominazione o ditta nonche' la sede del ricorrente o del convenuto; 3) la determinazione dell'oggetto della domanda; 4) l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si fonda la domanda con le relative conclusioni; 5) l'indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e in particolare dei documenti che si offrono in comunicazione.
Art. 415.(Deposito del ricorso e decreto di fissazione dell'udienza)
Il ricorso e' depositato nella cancelleria del giudice competente insieme con i documenti in esso indicati. Il giudice, entro cinque giorni dal deposito del ricorso, fissa, con decreto, l'udienza di discussione, alla quale le parti sono tenute a comparire personalmente. Tra il giorno del deposito del ricorso e l'udienza di discussione non devono decorrere piu' di sessanta giorni. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato al convenuto, a cura dell'attore, entro dieci giorni dalla data di pronuncia del decreto, salvo quanto disposto dall'articolo 417. Tra la data di notificazione al convenuto e quella dell'udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni. Il termine di cui al comma precedente e' elevato a quaranta giorni e quello di cui al terzo comma e' elevato a ottanta giorni nel caso in cui la notificazione prevista dal quarto comma debba effettuarsi all'estero.Nelle controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al quinto comma dell'articolo 413, il ricorso e` notificato direttamente presso l'amministrazione destinataria ai sensi dell'articolo 144, secondo comma. Per le amministrazioni statali o ad esse equiparate, ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio, si osservano le disposizioni delle leggi speciali che prescrivono la notificazione presso gli uffici dell'Avvocatura dello Stato competente per territorio. (1)
(1) Comma aggiunto dal Dlgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 416.(Costituzione del convenuto)
Art. 417.(Costituzione e difesa personali delle parti)
In primo grado la parte puo' stare in giudizio personalmente quando il valore della causa non eccede gli € 129,11. La parte che sta in giudizio personalmente propone la domanda nelle forme di cui all'articolo 414 o si costituisce nelle forme di cui all'articolo 416 con elezione di domicilio nell'ambito del territorio della Repubblica. Puo' proporre la domanda anche verbalmente davanti al giudice (1) che ne fa redigere processo verbale. Il ricorso o il processo verbale con il decreto di fissazione dell'udienza devono essere notificati al convenuto e allo stesso attore a cura della cancelleria entro i termini di cui all'articolo 415. Alle parti che stanno in giudizio personalmente ogni ulteriore atto o memoria deve essere notificato dalla cancelleria.
Art. 418.(Notificazione della domanda riconvenzionale)
Art. 419. (1)(Intervento volontario)
(1) La Corte costituzionale con sentenza 29 giugno 1983, n. 193 ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale di questo articolo nella parte in cui, ove un terzo spieghi intervento volontario, non attribuisce al giudice il potere-dovere di fissare - con il rispetto del termine di cui all'art. 415, comma 5 (elevabile a quaranta giorni allorquando la notificazione ad alcune delle parti originarie contumaci debba effettuarsi all'estero) - una nuova udienza, non meno di dieci giorni prima della quale potranno le parti originarie depositare memorie, e di disporre che, entro cinque giorni, siano notificati alle parti originarie il provvedimento di fissazione e la memoria dell'interveniente, e che sia notificato a quest'ultimo il provvedimento di fissazione della nuova udienza.
Art. 420.(Udienza di discussione della causa)
Art. 420-bis. (1)(Accertamento pregiudiziale sull'efficacia, validita' ed interpretazione dei contratti e accordi collettivi)
Quando per la definizione di una controversia di cui all'articolo 409 e' necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia, la validita' o l'interpretazione delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale, il giudice decide con sentenza tale questione, impartendo distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione o, comunque, per la prosecuzione della causa fissando una successiva udienza in data non anteriore a novanta giorni.La sentenza e' impugnabile soltanto con ricorso immediato per cassazione da proporsi entro sessanta giorni dalla comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza.Copia del ricorso per cassazione deve, a pena di inammissibilita' del ricorso, essere depositata presso la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata entro venti giorni dalla notificazione del ricorso alle altre parti; il processo e' sospeso dalla data del deposito.
Art. 421. (1)(Poteri istruttori del giudice)
(1) Articolo così modificato dal Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112.
Art. 422.(Registrazione su nastro)
Art. 423.(Ordinanze per il pagamento di somme)
Art. 424.(Assistenza del consulente tecnico)
Art. 425.(Richiesta di informazioni e osservazioni alle associazioni sindacali)
Art. 426. (1)(Passaggio dal rito ordinario al rito speciale)
Il giudice (2), quando rileva che una causa promossa nelle forme ordinarie riguarda uno dei rapporti previsti dall'articolo 409, fissa con ordinanza l'udienza di cui all'articolo 420 e il termine perentorio entro il quale le parti dovranno provvedere all'eventuale integrazione degli atti introduttivi mediante deposito di memorie e documenti in cancelleria. Nell'udienza come sopra fissata provvede a norma degli articoli che precedono.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 14 gennaio 1977, n. 14 ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del combinato disposto dell'art. 426 del codice di procedura civile, come modificato dall'art. 1, della legge 11 agosto 1973, n. 533 (sul nuovo rito del lavoro), e dell'articolo 20 della legge medesima nella parte in cui, con riguardo alle cause pendenti al momento dell'entrata in vigore della legge, non e' prevista la comunicazione anche alla parte contumace dell'ordinanza che fissa la udienza di discussione ed il termine perentorio per l'integrazione degli atti. (2) La parola "pretore" è stata sostituita dalla parola "giudice" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 427.(Passaggio dal rito speciale al rito ordinario)
Il giudice (1), quando rileva che una causa promossa nelle forme stabilite dal presente capo riguarda un rapporto diverso da quelli previsti dall'articolo 409, se la causa stessa rientra nella sua competenza dispone che gli atti siano messi in regola con le disposizioni tributarie, altrimenti la rimette con ordinanza al giudice competente, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con il rito ordinario. In tal caso le prove acquisite durante lo stato di rito speciale avranno l'efficacia consentita dalle norme ordinarie.
Art. 428.(Incompetenza del giudice)
Quando una causa relativa ai rapporti di cui all'articolo 409 sia stata proposta a giudice incompetente, l'incompetenza puo' essere eccepita dal convenuto soltanto nella memoria difensiva di cui all'articolo 416 ovvero rilevata d'ufficio dal giudice non oltre l'udienza di cui all'articolo 420. Quando l'incompetenza sia stata eccepita o rilevata ai sensi del comma precedente, il giudice rimette la causa al tribunale (1) in funzione di giudice del lavoro, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con rito speciale.
Art. 429. (1)(Pronuncia della sentenza)
Art. 430.(Deposito della sentenza)
Art. 431.(Esecutorieta' della sentenza)
Le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all'articolo 409 sono provvisoriamente esecutive. All'esecuzione si puo' procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza. Il giudice di appello puo' disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa quando dalla stessa possa derivare all'altra parte gravissimo danno. La sospensione disposta a norma del comma precedente puo' essere anche parziale e, in ogni caso, l'esecuzione provvisoria resta autorizzata fino alla somma di € 258,23. Le sentenze che pronunciano condanna a favore del datore di lavoro sono provvisoriamente esecutive e sono soggette alla disciplina degli articoli 282 e 283. (1) Il giudice di appello puo' disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa in tutto o in parte quando ricorrono gravi motivi. (1)
Art. 432.(Valutazione equitativa delle prestazioni)
Quando sia certo il diritto ma non sia possibile determinare la somma dovuta, il giudice la liquida
con valutazione equitativa.
Art. 433.(Giudice d'appello)
L'appello contro le sentenze pronunciate nei processi relativi alle controversie previste nell'articolo 409 deve essere proposto con ricorso davanti alla corte di appello (1) territorialmente competente in funzione di giudice del lavoro. Ove l'esecuzione sia iniziata, prima della notificazione della sentenza, l'appello puo' essere proposto con riserva dei motivi che dovranno essere presentati nel termine di cui all'articolo 434.
(1) Le parole "al tribunale" sono state sostituite dalle parole "alla corte di appello" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 434.(Deposito del ricorso in appello)
Il ricorso deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti e i motivi specifici dell'impugnazione, nonche' le indicazioni prescritte dall'articolo 414. Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della corte di appello (1) entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza, oppure entro quaranta giorni nel caso in cui la notificazione abbia dovuto effettuarsi all'estero.
(1) Le parole "del tribunale" sono state sostituite dalle parole "della corte di appello" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 435.(Decreto del presidente)
Il presidente della corte di appello (1) entro cinque giorni dalla data di deposito del ricorso nomina il giudice relatore e fissa, non oltre sessanta giorni dalla data medesima, l'udienza di discussione dinanzi al collegio. L'appellante, nei dieci giorni successivi al deposito del decreto, provvede alla notifica del ricorso e del decreto all'appellato. (2) Tra la data di notificazione all'appellato e quella dell'udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di venticinque giorni. Nel caso in cui la notificazione prevista dal secondo comma deve effettuarsi all'estero, i termini di cui al primo e al terzo comma sono elevati, rispettivamente, a ottanta e sessanta giorni.
(1) Le parole "del tribunale" sono state sostituite dalle parole "della corte di appello" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51 (Altalex).(2) La Corte costituzionale con sentenza 14 gennaio 1977, n. 15 ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente comma nella parte in cui non dispone che l'avvenuto deposito del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza di discussione sia comunicato all'appellante e che da tale comunicazione decorra il termine per la notificazione all'appellato.
Art. 436.(Costituzione dell'appellato e appello incidentale)
Art. 437.(Udienza di discussione)
Art. 438.(Deposito della sentenza di appello)
Art. 439.(Cambiamento del rito in appello)
La corte di appello (1), se ritiene che il provvedimento in primo grado non si sia svolto secondo il rito prescritto, procede a norma degli articoli 426 e 427.
(1) Le parole "Il tribunale" sono state sostituite dalle parole "La corte di appello" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 440.(Appellabilita' delle sentenze)
Art. 441.(Consulente tecnico in appello)
Il collegio, nell'udienza di cui al primo comma dell'articolo 437, puo' nominare un consulente tecnico rinviando ad altra udienza da fissarsi non oltre trenta giorni. In tal caso con la stessa ordinanza puo' adottare i provvedimenti di cui all'articolo 423. Il consulente deve depositare il proprio parere almeno dieci giorni prima della nuova udienza.
Art. 442. (1)(Controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie)
Art. 443.(Rilevanza del procedimento amministrativo)
Art. 444. (1)(Giudice competente)
Art. 445.(Consulente tecnico)
Art. 446.(Istituti di patronato e di assistenza sociale)
Art. 447.(Esecuzione provvisoria)
Art. 447-bis. (1)(Norme applicabili alle controversie in materia di locazione, di comodato e di affitto)
Le controversie in materia di locazione e di comodato di immobili urbani e quelle di affitto di aziende sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma, 422, 423, primo e terzo comma, 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo e secondo comma, 430, 433, 434, 435, 436, 437, 438, 439, 440, 441, in quanto applicabili. (2)[Per le controversie relative ai rapporti di cui all'articolo 8, secondo comma, numero 3), e' competente il giudice del luogo dove si trova la cosa.] (3) Sono nulle le clausole di deroga alla competenza. Il giudice puo' disporre d'ufficio, in qualsiasi momento, l'ispezione della cosa e l'ammissione di ogni mezzo di prova, ad eccezione del giuramento decisorio, nonche' la richiesta di informazioni, sia scritte che orali, alle associazioni di categoria indicate dalle parti. Le sentenze di condanna di primo grado sono provvisoriamente esecutive. All'esecuzione si puo' procedere con la sola copia del dispositivo in pendenza del termine per il deposito della sentenza. Il giudice d'appello puo' disporre con ordinanza non impugnabile che l'efficacia esecutiva o l'esecuzione siano sospese quando dalle stesse possa derivare all'altra parte gravissimo danno.
(1) Articolo aggiunto dall'art. 70, Legge 26 novembre 1990, n. 353.(2) Comma così sostituito dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.(3) Periodo soppresso dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 448. (1)[(Rimessione al collegio)]
(1) Articolo abrogato dalla Legge 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 449. (1)[(Disposizioni sulle spese)]
Art. 450. (1)[(Giudice d'appello)]
Art. 451. (1)[(Cambiamento del rito in appello)]
Art. 452. (1)[(Appellabilità delle sentenze)]
Art. 453. (1)[(Consulente tecnico in appello)]
Art. 454. (1)[(Ricorso per cassazione)]
Art. 455. (1)[(Arbitrato dei consulenti tecnici)]
Art. 456. (1)[(Pronuncia dei consulenti tecnici)]
Art. 457. (1)[(Decadenza dei consulenti tecnici)]
Art. 458. (1)[(Impugnazione delle sentenze dei consulenti)]
Art. 459. (1)[(Controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie)]
Art. 460. (1)[(Improponibilità della domanda)]
Art. 461. (1)[(Giudice competente)]
Art. 462. (1)[(Patrocinio)]
Art. 463. (1)[(Assistenza del consulente tecnico)]
Art. 464. (1)[(Rinvio)]
Art. 465. (1)[(Giudice d'appello)]
Art. 466. (1)[(Appellabilità delle sentenze)]
Art. 467. (1)[(Denuncia all'associazione sindacale)]
Art. 468. (1)[(Nomina del consulente tecnico)]
Art. 469. (1)[(Intervento delle associazioni sindacali)]
Art. 470. (1)[(Sospensione del procedimento)]
Art. 471. (1)[(Ricorso per cassazione)]
Art. 472. (1)[(Accertamento tecnico preventivo)]
Art. 473. (1)[(Procedimento ed efficacia dell'accertamento)]

References: Art.409
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Art. 409

Art. 410

Art. 410

Art. 411

Art. 412

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Art. 418

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Art. 420

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