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Timestamp: 2020-05-29 18:45:54+00:00

Document:
Art. 3 Reati politici
Art. 4 Reati militari
Art. 5 Reati fiscali
Art. 6 Estradizione dei cittadini
Art. 7 Luogo del reato
Art. 8 Perseguimenti in corso per gli stessi fatti
Art. 9 Non bis in idem
Art. 11 Pena capitale
Art. 12 Domanda e atti a sostegno
Art. 13 Complemento d’informazioni
Art. 14 Regola della specialità
Art. 15 Riestradizione a uno Stato terzo
Art. 16 Arresto provvisorio
Art. 17 Concorso di domande
Art. 18 Consegna dell’estradato
Art. 19 Consegna rinviata o condizionale
Art. 20 Consegna di oggetti
Art. 21 Transito
Art. 23 Lingue da usare
Art. 25 Definizione di «misure di sicurezza»
Art. 26 Riserve
Art. 27 Campo di applicazione territoriale
Art. 28 Relazioni fra la presente Convenzione e gli accordi ...
Art. 29 Firma, ratificazione, entrata in vigore
Art. 30 Adesione
Art. 31 Disdetta
Art. 32 Notificazioni
Campo d’applicazione il 13 maggio 2013
Accordo previsto all’articolo 27 paragrafo 4 della Convenzio...
Convenzione europea di estradizione1
Conchiusa a Parigi il 13 dicembre 1957
Approvata dall’Assemblea federale il 27 settembre 19662
considerato che lo scopo del Consiglio d’Europa è di attuare una unione più stretta fra i suoi Membri;
convinti che l’accettazione di regole uniformi in materia di estradizione è tale da far progredire siffatta opera di unificazione,
2. Se la domanda di estradizione concerne più fatti distinti puniti ciascuno dalla legge della Parte richiedente e della Parte richiesta con una pena o con una misura di sicurezza privative della libertà, ma di cui taluni non adempiono la condizione sulla quota della pena, la Parte richiesta avrà la facoltà di accordare l’estradizione anche per questi ultimi.1
3. Ciascuna Parte Contraente, la cui legislazione non autorizza l’estradizione per taluni reati indicati nel paragrafo 1 del presente articolo potrà, per quanto la concerne, escludere tali reati dal campo di applicazione della Convenzione.
4. Ciascuna Parte Contraente che vorrà prevalersi della facoltà prevista nel paragrafo 3 del presente articolo notificherà al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, al momento del deposito del suo strumento di ratificazione o di adesione, un elenco dei reati per i quali l’estradizione è autorizzata o un elenco dei reati per i quali l’estradizione è esclusa, indicando le disposizioni legali che autorizzano o escludono l’estradizione. Il Segretario Generale del Consiglio comunicherà gli elenchi agli altri firmatari.
5. Se, successivamente, la legislazione di una Parte Contraente escludesse dall’estradizione altri reati, tale Parte notificherà l’esclusione al Segretario Generale del Consiglio, che ne informerà gli altri firmatari. La notificazione avrà effetto soltanto alla scadenza di un termine di tre mesi dalla data del suo ricevimento da parte del Segretario Generale.
6. Ciascuna Parte, che avrà usato della facoltà prevista nei paragrafi 4 e 5 del presente articolo, potrà, in qualsiasi momento, sottoporre all’applicazione della presente Convenzione i reati che sono stati esclusi. Essa notificherà le modificazioni al Segretario Generale del Consiglio, che le comunicherà agli altri firmatari.
7. Ciascuna Parte potrà applicare la regola della reciprocità per quanto concerne i reati esclusi dal campo di applicazione della Convenzione in virtù del presente articolo.
1 Per gli Stati partecipanti al Secondo Prot. add. del 17 mar. 1978 vedi nondimeno l’art. 1 di detto Prot. (RS 0.353.12).
Art. 31Reati politici
1. L’estradizione non sarà concessa, se il reato, per il quale essa è domandata, è considerato dalla Parte richiesta come un reato politico o come un fatto connesso a un siffatto reato.
2. La stessa regola sarà applicata, se la Parte richiesta ha motivi seri per credere che la domanda d’estradizione motivata con un reato di diritto comune è stata presentata con lo scopo di perseguire o di punire un individuo per considerazioni di razza, di religione, di nazionalità o di opinioni politiche o che la condizione di questo individuo arrischi di essere aggravata per l’uno o l’altro di questi motivi.
3. Per l’applicazione della presente Convenzione, l’attentato alla vita di un Capo di Stato o di un membro della sua famiglia non sarà considerato come reato politico.
4. L’applicazione del presente articolo non concernerà gli obblighi che le Parti Contraenti avranno assunto o assumeranno in virtù di qualsiasi altra convenzione internazionale di natura multilaterale.
1 Per gli Stati partecipanti al Prot. add. del 15 ott. 1975 vedi nondimeno l’art. 1 di detto Prot. (RS 0.353.11).
Art. 51Reati fiscali
1 Per gli Stati partecipanti al Secondo Prot. add. del 17 mar. 1978 vedi nondimeno l’art. 2 di detto Prot. (RS 0.353.12).
a. Ciascuna Parte Contraente avrà la facoltà di rifiutare l’estradizione dei suoi cittadini.
Ciascuna Parte Contraente potrà, mediante una dichiarazione fatta al momento della firma del deposito dello strumento di ratificazione o di adesione, definire, per quanto la concerne, il termine «cittadini» nel senso della presente Convenzione.
La qualità di cittadino sarà valutata al momento della decisione di estradizione. Tuttavia, se tale qualità è accertata soltanto fra la decisione e la data prevista per la consegna, la Parte richiesta potrà parimente prevalersi della disposizione della lettera a del presente paragrafo.
2. Se la Parte richiesta non procede all’estradizione di un suo cittadino, essa dovrà, su domanda della Parte richiedente, sottoporre il caso alle autorità competenti, affinché, ove occorra, possano essere esercitati perseguimenti giudiziari. A tale scopo, gli inserti, le informazioni e gli oggetti relativi al reato saranno trasmessi gratuitamente per la via prevista nel paragrafo 1 dell’articolo 12. La Parte richiedente sarà informata del seguito che sarà stato dato alla sua domanda.
1. La Parte richiesta potrà rifiutarsi di estradare l’individuo richiesto per un reato, che, secondo la sua legislazione, è stato commesso in tutto o in parte sul suo territorio o in un luogo equiparato al suo territorio.
2. Qualora il reato motivante la domanda d’estradizione sia stato rimesso fuori del territorio della Parte richiedente, l’estradizione potrà essere rifiutata soltanto se la legislazione della Parte richiesta non autorizza il perseguimento di un reato dello stesso genere commesso fuori del suo territorio o non autorizza l’estradizione per il reato oggetto della domanda.
Art. 91Non bis in idem
1 Per gli Stati partecipanti al Prot. add. del 15 ott. 1975 vedi nondimeno l’art. 2 di detto Prot. (RS 0.353.11).
Art. 101Prescrizione
1 Per gli Stati partecipanti al Quarto Prot. add. del 20 sett. 2012 vedi anche l’art. 1 di detto Prot. (RS 0.353.14).
Art. 121Domanda e atti a sostegno
1.2 La domanda sarà espressa per iscritto e presentata per via diplomatica. Un’altra via potrà essere convenuta mediante accordo diretto fra due o più Parti.3
2. A sostegno della domanda sarà prodotto:
l’originale o la copia autentica di una decisione esecutiva di condanna o di un mandato di arresto o di qualsiasi altro atto avente la stessa forza, rilasciato nelle forme prescritte nella legge dalla Parte richiedente;
un esposto dei fatti, per i quali l’estradizione è domandata. Il tempo e il luogo del loro compimento, la loro qualificazione legale e il riferimento alle disposizioni legali loro applicabili saranno indicate il più esattamente possibile;
una copia delle disposizioni legali applicabili o, se ciò fosse impossibile, una dichiarazione sul diritto applicabile, come anche il segnalamento il più preciso possibile dell’individuo reclamato e qualsiasi altra informazione atta a determinare la sua identità e la sua cittadinanza.
1 Per gli Stati partecipanti al Quarto Prot. add. del 20 sett. 2012 vedi anche l’art. 2 di detto Prot. (RS 0.353.14).
2RU 2010 5753
3 Per gli Stati partecipanti al Secondo Prot. add. del 17 mar. 1978 vedi anche l’art. 5 di detto Prot. (RS 0.353.12).
Art. 141Regola della specialità
1. L’individuo che sarà stato consegnato non sarà né perseguito né giudicato né detenuto in vista dell’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza né sottoposto ad altre restrizioni della sua libertà personale per un fatto qualsiasi anteriore alla consegna che non sia quello avente motivato l’estradizione, salvo nei casi seguenti:
se la Parte che l’ha consegnato vi acconsente. Una domanda sarà presentata a tale scopo, corredata degli atti previsti nell’articolo 12 e di un processo verbale giudiziario contenente le dichiarazioni dell’estradato. Questo consenso sarà dato quando il reato per il quale è chiesto implica l’obbligo dell’estradizione conformemente alla presente Convenzione;
se, avendo avuto la possibilità di farlo, l’individuo estradato non ha lasciato nei 45 giorni successivi alla sua liberazione definitiva, il territorio della Parte alla quale è stato rilasciato o se vi è ritornato dopo averlo lasciato.
2. Tuttavia, la Parte richiedente potrà prendere le misure necessarie in vista, da un lato, di un eventuale rinvio dal territorio e, dall’altro lato, di una interruzione della prescrizione conformemente alla sua legislazione, compreso il ricorso a una procedura per contumacia.
3. Se la qualificazione data al fatto incriminato è modificata nel corso della procedura, l’individuo estradato sarà perseguito e giudicato soltanto nella misura in cui gli elementi costitutivi del reato nuovamente qualificato permettono l’estradizione.
1 Per gli Stati partecipanti al Quarto Prot. add. del 20 sett. 2012 vedi anche l’art. 3 di detto Prot. (RS 0.353.14).
Art. 151Riestradizione a uno Stato terzo
1 Per gli Stati partecipanti al Quarto Prot. add. del 20 sett. 2012 vedi anche l’art. 4 di detto Prot. (RS 0.353.14).
1. In caso d’urgenza, le autorità competenti della Parte richiedente potranno domandare l’arresto provvisorio dell’individuo ricercato; le autorità competenti della Parte richiesta statuiranno sulla domanda conformemente alla loro legge.
2. La domanda d’arresto provvisorio indicherà l’esistenza di uno degli atti previsti nel paragrafo 2, lettera a dell’articolo 12 e manifesterà l’intenzione di inviare una domanda d’estradizione; essa menzionerà il reato per il quale l’estradizione sarà domandata, il tempo e il luogo ove è stato commesso e, nella misura del possibile, il segnalamento dell’individuo ricercato.
3. La domanda di arresto provvisorio sarà trasmessa alle autorità competenti dalla Parte richiesta sia per via diplomatica, sia direttamente per posta o telegrafo, sia attraverso l’organizzazione internazionale di Polizia criminale (Interpol), sia per qualsiasi altro mezzo lasciante una traccia scritta o ammessa dalla Parte richiesta. L’autorità richiedente sarà informata senza indugio del seguito dato alla domanda.
4. L’arresto provvisorio potrà cessare, se, entro 18 giorni dall’arresto, la Parte richiesta non dispone della domanda di estradizione e degli atti menzionati nell’articolo 12; esso non potrà, in alcun caso, superare 40 giorni dal momento dell’arresto. Tuttavia, la liberazione provvisoria è sempre possibile, in quanto la Parte richiesta prenda tutte le misure da essa ritenute necessarie per evitare la fuga dell’individuo richiesto.
5. La liberazione provvisoria non impedisce un nuovo arresto né l’estradizione, se la domanda di estradizione perviene ulteriormente.
1. La Parte richiesta comunicherà alla Parte richiedente, per la via prevista nel paragrafo 1 dell’articolo 12, la sua decisione sull’estradizione.
2. Qualsiasi rifiuto completo o parziale sarà motivato.
3. Nel caso di consenso, la Parte richiedente sarà informata del luogo e della data di consegna e della durata della detenzione subita in vista della estradizione dall’individuo richiesto.
4. Riservato il caso previsto nel paragrafo 5 del presente articolo, l’individuo richiesto, se non è stato ricevuto alla data stabilita, potrà essere liberato alla scadenza di un termine di 15 giorni da tale data e sarà, in ogni caso, liberato alla scadenza di un termine di 30 giorni; la Parte richiesta potrà rifiutare di estradarlo per lo stesso fatto.
5. Nel caso di forza maggiore che impedisca la consegna o il ricevimento dell’individuo da estradare, la Parte interessata ne informerà l’altra; ambedue si intenderanno su una nuova data di consegna e le disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo saranno applicabili.
1. La Parte richiesta potrà, dopo avere statuito nella domanda di estradizione, rinviare la consegna dell’individuo richiesto, affinché possa essere perseguito da essa o, se è già stato condannato, affinché possa subire sul suo territorio una pena incorsa per un fatto altro di quello per il quale l’estradizione è domandata.
2. Invece di rinviare la consegna, la Parte richiesta potrà rimettere temporaneamente alla Parte richiedente l’individuo richiesto, alle condizioni da determinare di comune intesa fra le Parti.
1. A domanda della Parte richiedente, la Parte richiesta sequestrerà e rimetterà, nella misura consentita dalla sua legislazione, gli oggetti:
che possono servire da mezzi di prova; o
che, provenendo dal reato, sono stati trovati al momento dell’arresto in possesso dell’individuo richiesto o sono scoperti ulteriormente.
2. La consegna degli oggetti indicati nel paragrafo 1 del presente articolo sarà effettuata anche qualora l’estradizione già accordata non potesse aver luogo in seguito alla morte o all’evasione dell’individuo richiesto.
3. Se i detti oggetti sono suscettibili di sequestro o di confisca sul territorio della Parte richiesta, questa potrà, ai fini di una procedura penale in corso, custodirli temporaneamente o rimetterla sotto condizione di restituzione.
4. Sono, tuttavia, riservati i diritti che la Parte richiesta o terzi avrebbero acquisito su questi oggetti. Se vi sono di tali diritti, gli oggetti, terminato il processo, saranno restituiti il più presto possibile e senza spese alla Parte richiesta.
Art. 211Transito
1. Il transito attraverso il territorio di una delle Parti contraenti sarà consentito, su domanda trasmessa per la via prevista nel paragrafo 1 dell’articolo 12, alla condizione che non si tratti di un reato considerato dalla Parte richiesta del transito come rivestente natura politica o puramente militare nel senso degli articoli 3 e 4 della presente Convenzione.
2. Il transito d’un cittadino, nel senso dell’articolo 6, del paese richiesto del transito potrà essere rifiutato.
3. Riservate le disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo, la produzione degli atti previsti nel paragrafo 2 dell’articolo 12 sarà necessaria.
4. Qualora fosse usata la via aerea, saranno applicate le disposizioni seguenti:
se nessun atterraggio è previsto, la Parte richiedente avvertirà la Parte, di cui sarà sorvolato il territorio, e attesterà l’esistenza di uno degli atti previsti nel paragrafo 2, lettera a dell’articolo 12. Nel caso d’atterraggio fortuito, la notificazione conseguirà gli stessi effetti della domanda d’arresto provvisorio nel senso dell’articolo 16 e la Parte richiedente trasmetterà una domanda regolare di transito;
se un atterraggio è previsto, la Parte richiedente trasmetterà una domanda regolare di transito.
5. Tuttavia, una Parte potrà dichiarare, al momento della firma della presente Convenzione o del deposito del suo strumento di ratificazione o di adesione, che essa accorderà il transito di un individuo soltanto alle stesse condizioni che per l’estradizione o a talune di esse. In questi casi, la regola della reciprocità potrà essere applicata.
6. L’individuo richiesto non sarà estradato attraverso un territorio, nel quale vi sarebbe ragione per ritenere che la sua vita o la sua libertà può essere minacciata per motivo della sua razza, religione o cittadinanza o delle sue opinioni politiche.
1 Per gli Stati partecipanti al Quarto Prot. add. del 20 sett. 2012 vedi anche l’art. 5 di detto Prot. (RS 0.353.14).
Salvo disposizione contraria della presente Convenzione, la legge della Parte richiesta è la sola applicabile alla procedura dell’estradizione e a quella dell’arresto provvisorio.
1. Le spese cagionate dall’estradizione nel territorio della Parte richiesta saranno a carico di questa Parte.
2. Le spese cagionate dal transito attraverso il territorio della Parte richiesta del transito saranno a carico della Parte richiedente.
3. Nel caso di estradizione in provenienza da un territorio non metropolitano della Parte richiesta, le spese cagionate dal trasporto fra questo territorio e il territorio metropolitano della Parte richiedente saranno a carico di quest’ultima. La stessa regola vale per le spese cagionate dal trasporto fra il territorio non metropolitano della Parte richiesta e il territorio metropolitano della medesima.
1. Qualsiasi Parte contraente potrà, al momento della firma della presente Convenzione o del deposito del suo strumento di ratificazione o di adesione, esprimere una riserva su una o più determinate disposizioni della Convenzione.
2. Qualsiasi Parte contraente che avesse espresso una riserva la ritirerà non appena le circostanze lo permetteranno. Il ritiro avverrà mediante notificazione al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
3. Una Parte contraente che avesse espresso una riserva su una disposizione della Convenzione potrà pretendere l’applicazione della stessa disposizione da un’altra Parte soltanto nella misura in cui essa l’ha accettata.
1. La presente Convenzione si applicherà ai territori metropolitani delle Parti contraenti.
2. Essa è parimente applicabile, per quanto concerne la Francia, all’Algeria1 e ai dipartimenti d’oltremare, e per quanto concerne il Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del nord, alle isole del canale e all’isola di Man.
3. La Repubblica Federale di Germania potrà estendere l’applicazione della presente Convenzione al Land di Berlino mediante una dichiarazione trasmessa al Segretario Generale del Consiglio d’Europa. Questo la notificherà alle altre Parti.
4. Mediante accordo diretto fra due o più Parti Contraenti, il campo di applicazione della presente Convenzione potrà essere esteso, alle condizioni stipulate in tale accordo, a qualsiasi territorio di una di queste Parti altro che quelli indicati nei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo e di cui una delle Parti assicura le relazioni internazionali. 23
1 L’Algeria è ora uno Stato indipendente.
2 Vedi anche lo Scambio di note del 24 feb./11 mar. 1993 fra la Svizzera e la Francia sull’applicazione della Conv. europea di estradizione del 13 dic. 1957 ai Territori francesi d’oltremare, della Polinesia francese, della Nuova Caledonia e di Wallis e Futuna, come anche alle collettività territoriali di Mayotte e Saint Pierre e Miquelon (RS 0.353.934.93). Vedi anche lo scambio di note alla fine del presente testo.
3 Vedi anche lo scambio di lettere del 9/26 gen. 1996 tra la Svizzera e il Regno Unito di Gran Bretagna e d’Irlanda del Nord concernente l’estensione del campo di applicazione della Conv. europea di estradizione del 13 dic. 1957 a un certo numero di territori per i quali il Regno Unito assicura le relazioni internazionali (RS 0.353.936.78).Vedi anche lo scambio di note alla fine del presente testo.
Art. 28 Relazioni fra la presente Convenzione e gli accordi bilaterali
1. La presente Convenzione abroga, per quanto concerne i territori cui è applicabile, quelle disposizioni dei trattati, convenzioni o accordi bilaterali, che, fra due Parti Contraenti, reggono la materia dell’estradizione.
2. Le Parti Contraenti potranno concludere fra esse accordi bilaterali o multilaterali soltanto per completare le disposizioni della presente Convenzione o per agevolare l’applicazione dei principi contenuti in essa.
3. Se, fra due o più Parti Contraenti, l’estradizione è praticata sulla base di una legislazione uniforme, le Parti avranno la facoltà di disciplinare i loro rapporti reciproci in materia d’estradizione fondandosi esclusivamente su questo sistema, nonostante le disposizioni della presente Convenzione. Lo stesso principio sarà applicabile fra due o più Parti Contraenti, di cui ciascuna ha in vigore una legge che prevede l’esecuzione sul suo territorio dei mandati di arresto emessi sul territorio dell’altra o delle altre Parti. Le Parti Contraenti che escludono o escluderanno dai loro rapporti reciproci l’applicazione della presente Convenzione conformemente alle disposizioni di questo paragrafo, dovranno, a questo scopo, fare una notificazione al Segretario Generale del Consiglio d’Europa. Questi comunicherà alle altre Parti Contraenti qualsiasi ratificazione ricevuta in virtù del presente paragrafo.
1. La presente Convenzione resterà aperta alla firma dei Membri del Consiglio d’Europa. Essa sarà ratificata e gli strumenti di ratificazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio.
1. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa potrà invitare qualsiasi Stato non Membro del Consiglio ad aderire alla presente Convenzione. La risoluzione concernente l’invito soggiace all’accordo unanime dei Membri del Consiglio avente ratificato la Convenzione.
2. L’adesione avverrà mediante il deposito, presso il Segretario Generale del Consiglio, di uno strumento di adesione, che esplicherà effetto 90 giorni dopo il suo deposito.
il deposito di qualsiasi strumento di ratificazione o di adesione;
la data dell’entrata in vigore;
qualsiasi dichiarazione fatta in applicazione delle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 6, del paragrafo 5 dell’articolo 21;
qualsiasi riserva espressa in applicazione delle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 26;
il ritiro di qualsiasi riserva effettuato in applicazione delle disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 26;
qualsiasi notificazione di disdetta ricevuta in applicazione delle disposizioni dell’articolo 31 della presente Convenzione e la data alla quale esplicherà effetto.
Fatto a Parigi, il 13 dicembre 1957, in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio ne invierà copia certificata conforme ai governi firmatari.
Campo d’applicazione il 13 maggio 20133
Austria* **a
Belgio*a
Ceca, Repubblica*a
Finlandia*a
Francia*a
Germania* **a
Grecia*a
Irlanda*a
Italia*a
Lussemburgo*a
Malta*a
Portogallo*a
Slovenia*a
Spagna*a
Svezia*a
Turchia* **
Ungheria*a
Obiezioni. Le riserve, dichiarazioni e obiezioni non sono pubblicate nella RU, eccetto quelle della Svizzera. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito Internet del Consiglio d’Europa: http://conventions.coe.int oppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.
Dichiarazione in virtù dell’art. 28 par. 3. (applicazione della D quadro del 13 giu. 2002 relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di estradizione tra gli Stati membri del UE).
Articolo 1. Il Consiglio federale svizzero dichiara che qualsiasi estradizione accordata dalla Svizzera soggiace alla condizione che il prevenuto non sia deferito a un tribunale d’eccezione. Di conseguenza, esso si riserva il diritto di rifiutare l’estradizione:
se vi è la possibilità che il prevenuto, in caso di estradizione, sia deferito a un tribunale di eccezione e se lo Stato richiedente non dia assicurazioni, ritenute sufficienti, che la sentenza sarà pronunciata da un tribunale, al quale le prescrizioni d’organizzazione giudiziaria attribuiscono in modo generale la competenza di pronunciarsi in materia penale;
se l’estradizione deve servire all’esecuzione di una pena pronunciata da un tribunale di eccezione.
Articolo 2 paragrafo 2. Il Consiglio federale dichiara che, se una estradizione è o è stata accordata per un reato passibile d’estradizione secondo il diritto svizzero, la Svizzera può estenderne gli effetti a qualsiasi altro fatto punibile secondo una disposizione di diritto comune della legislazione svizzera.
Articolo 3 paragrafo 3. In derogazione all’articolo 3, paragrafo 3, della convenzione, la Svizzera si riserva il diritto di rifiutare anche l’estradizione fondandosi sull’articolo 3, paragrafo 1, quando la stessa è domandata per attentato alla vita di un capo di Stato o di un membro della sua famiglia.
Ad articolo 6
Il Consiglio federale svizzero dichiara che il diritto svizzero autorizza l’estradizione di cittadini svizzeri soltanto alle condizioni restrittive previste nell’articolo 7 della legge federale del 20 marzo 19815 sull’assistenza internazionale in materia penale. I reati commessi fuori della Svizzera e repressi secondo la legge svizzera come crimini o delitti possono essere perseguiti e giudicati dalle autorità svizzere se le condizioni legali sono adempiute:
quando essi sono stati commessi contro uno svizzero (art. 5 del Codice penale svizzero6;
quando, secondo il diritto svizzero, essi potrebbero dar luogo a estradizione e sono stati commessi da uno svizzero (art. 67 del CP);
quando essi sono stati commessi a bordo di una nave svizzera o di un aeromobile svizzero (art. 4 della LF del 23 set. 19538 sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera; art. 97 della LF del 21 dic. 19489 sulla navigazione aerea);
quando speciali disposizioni legali lo prevedano per certi reati (art. 20210 e 240 del CP; art. 19 della LF del 3 ott. 195111 sugli stupefacenti; art. 101 della LF del 19 dic. 195812 sulla circolazione stradale; art. 16 della LF del 14 mar. 195813 su la responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali; art. 12 della LF del 26 set. 195814 concernente la garanzia dei rischi delle esportazioni).
Conformemente alla legge del 20 marzo 198115 sull’assistenza internazionale in materia penale, altri reati commessi all’estero da uno svizzero possono essere repressi in Svizzera a domanda dello Stato in cui essi sono stati commessi, qualora la persona perseguita si trovi in Svizzera e debba quivi rispondere di infrazioni più gravi e la sua assoluzione o l’esecuzione penale in Svizzera escluda il suo ulteriore perseguimento per lo stesso atto nello Stato richiedente.
La Svizzera si riserva il diritto di rifiutare parimente l’estradizione, in derogazione all’articolo 9, se le decisioni motivanti il rifiuto dell’estradizione in virtù di tale articolo sono state pronunciate in uno Stato terzo sul cui territorio il reato è stato commesso.
La Svizzera si riserva, inoltre, di consentire l’estradizione, contrariamente all’articolo 9, primo periodo, della convenzione, se essa l’ha consentita per altri reati e lo Stato richiedente ha dimostrato che fatti o mezzi di prova nuovi venuti a sua conoscenza giustificano una revisione della decisione motivante il rifiuto dell’estradizione secondo il detto articolo o se la persona ricercata non ha subìto tutta o parte della pena o della misura pronunciata contro di essa mediante tale decisione.
Articolo 11. La Svizzera si riserva il diritto di applicare l’articolo 11, per analogia, anche nei casi in cui il diritto della parte richiedente preveda che il prevenuto può, per il fatto che dà luogo all’estradizione, essere tenuto a subire una pena che colpisce la sua integrità corporale o essere sottoposto contro la sua volontà a una misura di questo genere.
Articolo 14, paragrafo 1 lettera b. Il Consiglio federale svizzero dichiara che le autorità svizzere considerano la liberazione come definitiva nel senso dell’articolo 14 della convenzione, se essa permette alla persona estradata di circolare liberamente senza violare le regole di condotta e le altre condizioni imposte dall’autorità competente. Secondo le autorità svizzere, l’estradato è sempre ritenuto avere la possibilità di lasciare il territorio di uno Stato nel senso di questa disposizione, quando né una malattia né qualsiasi altra limitazione reale della sua libertà di movimento non lo impediscono di fatto di andarsene.
Articolo 16, paragrafo 2. La Svizzera chiede che qualsiasi domanda trasmessale secondo l’articolo 16, paragrafo 2, contenga una breve descrizione dei fatti messi a carico della persona ricercata, comprese le indicazioni essenziali permettenti di valutare la natura del reato dal profilo del diritto di estradizione.
Articolo 21. La Svizzera si riserva il diritto di non autorizzare il transito neppure se il fatto messo a carico della persona ricercata è comprensivo dell’articolo 5 della convenzione o costituisce una violazione di prescrizioni limitanti il commercio di merci o istituenti un ordinamento del mercato.
Articolo 23. La Svizzera chiede che le domande in materia di estradizione trasmesse alle sue autorità e i loro allegati siano corredati di una traduzione in lingua tedesca, francese o italiana, se esse non sono redatte in una di queste lingue.
Il 21 agosto 1991 la Svizzera ha notificato al Segretario generale quanto segue:
In riferimento alla riserva formulata dal Portogallo nei confronti dell’articolo 1 della Convenzione europea di estradizione (lettera c), la Svizzera aderisce alla dichiarazione fatta dalla Germania il 4 febbraio 1991 ad essa relativa, nonché alla dichiarazione fatta dall’Austria il 4 giugno 1991.
La citata riserva è compatibile con il senso e lo scopo della Convenzione soltanto se essa non si oppone senza distinzione all’estradizione in tutti i casi in cui può essere comminata una pena di carcerazione perpetua o ordinata una misura di sicurezza. La Svizzera comprende parimenti la riserva nel senso che l’estradizione sarà rifiutata soltanto se, conformemente al diritto dello Stato richiedente, la persona condannata a una pena di carcerazione perpetua non dispone di alcun mezzo che le permetta di ottenere, dopo aver scontato una parte determinata della pena o della misura, l’esame del condono da parte di un tribunale in caso di buona condotta durante il resto della pena. Entrata in vigore: 22 agosto 1991.
Estensione della Convenzione
Accordo previsto all’articolo 27 paragrafo 4 della Convenzione, relativo all’estensione della Convenzione alle Antille olandesi e ad Aruba
L’accordo è stato concluso con scambio di note tra i Paesi Bassi 16 ed i seguenti Stati:
Scambio di note del
3 agosto 1993/3 marzo
20 gennaio/4 febbraio
30 luglio/2 dicembre
8 giugno/21 dicembre
30 giugno/29 settembre
20 settembre/22 novembre
26 gennaio/18 febbraio
8/29 luglio
20/28 ottobre
19 gennaio/3 febbraio
RU 1967 850; FF 1966 I 425
1 Per gli Stati partecipanti al Secondo Prot. add. del 17 mar. 1978 vedi anche gli art. 3 e 4 di detto Prot. (RS 0.353.12). Per gli Stati partecipanti al Quarto Prot. add. del 20 sett. 2012 vedi anche gli art. 6 e 8 di detto Prot. (RS 0.353.14).
3 RU 1967 850 1154, 1968 1445, 1970 105, 1971 1351, 1977 911 1657, 1982 889 2263, 1983 165, 1985 492, 1986 322 338 921, 1989 175, 1990 1171, 1991 1367, 1995 1117 1118, 2004 3949, 2007 1383 e 2013 1481. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
4 Art. 2 del DF del 27 set. 1966 (RU 1967 839), art. 1 del DF del 21 giu. 1979 (RU 1982 889), e RU 1983 165, 2004 3949.
6 RS 311.0. Vedi ora l’art. 7.
7 Ora: l’art. 7.
8 RS 747.30
10 Ora: l’art. 196.
11 RS 812.121
12 RS 741.01
13 RS 170.32
14 RS 946.11
15 RS 351.1
16 La dichiarazione fatta dai Paesi Bassi relativa agli art. 6 e 21 della Conv. (RU 1989 175) si applicherà, per quanto concerne l’estradizione dei cittadini olandesi, alle Antille olandesi e ad Aruba soltanto dal momento in cui la Conv. del 21 mar. 1983 sul trasferimento dei condannati (RS 0.343) sarà applicabile sia alle Antille olandesi che ad Aruba.
Europäisches Auslieferungsübereinkommen1
Abgeschlossen in Paris am 13. Dezember 1957
(Stand am 1. November 2016)
in der Erwägung, dass dieses Ziel durch den Abschluss von Vereinbarungen oder durch gemeinsames Vorgehen auf dem Gebiet des Rechts erreicht werden kann;
in der Überzeugung, dass die Annahme einheitlicher Vorschriften auf dem Gebiet der Auslieferung dieses Werk der Vereinheitlichung zu fördern geeignet ist,
Die Vertragsparteien verpflichten sich, gemäss den nachstehenden Vorschriften und Bedingungen einander die Personen auszuliefern, die von den Justizbehörden des ersuchenden Staates wegen einer strafbaren Handlung verfolgt oder zur Vollstreckung einer Strafe oder einer sichernden Massnahme gesucht werden.
1. Ausgeliefert wird wegen Handlungen, die sowohl nach dem Recht des ersuchenden als auch nach dem des ersuchten Staates mit einer Freiheitsstrafe oder die Freiheit beschränkenden sichernden Massnahme im Höchstmass von mindestens einem Jahr oder mit einer schwereren Strafe bedroht sind. Ist im Hoheitsgebiet des ersuchenden Staates eine Verurteilung zu einer Strafe erfolgt oder eine sichernde Massnahme angeordnet worden, so muss deren Mass mindestens vier Monate betragen.
2. Betrifft das Auslieferungsersuchen mehrere verschiedene Handlungen, von denen jede sowohl nach dem Recht des ersuchenden als auch nach dem des ersuchten Staates mit einer Freiheitsstrafe oder die Freiheit beschränkenden sichernden Massnahme bedroht ist, einige aber die Bedingung hinsichtlich des Strafmasses nicht erfüllen, so ist der ersuchte Staat berechtigt, die Auslieferung auch wegen dieser Handlungen zu bewilligen.1
3. Jede Vertragspartei, deren Rechtsvorschriften die Auslieferung wegen bestimmter, in Ziffer 1 erwähnter strafbarer Handlungen nicht zulassen, kann für sich selbst die Anwendung des Übereinkommens auf diese strafbaren Handlungen ausschliessen.
4. Jede Vertragspartei, die von dem in Ziffer 3 vorgesehenen Recht Gebrauch machen will, notifiziert dem Generalsekretär des Europarats bei der Hinterlegung ihrer Ratifikations- oder Beitrittsurkunde entweder eine Liste der strafbaren Handlungen, derentwegen die Auslieferung zulässig ist, oder eine Liste der strafbaren Handlungen, derentwegen die Auslieferung ausgeschlossen ist; sie gibt hierbei die gesetzlichen Bestimmungen an, welche die Auslieferung zulassen oder ausschliessen. Der Generalsekretär des Europarats übermittelt diese Listen den anderen Unterzeichnerstaaten.
5. Wird in der Folge die Auslieferung wegen anderer strafbarer Handlungen durch die Rechtsvorschriften einer Vertragspartei ausgeschlossen, so notifiziert diese den Ausschluss dem Generalsekretär des Europarats, der die anderen Unterzeichnerstaaten davon in Kenntnis setzt. Diese Notifikation wird erst mit Ablauf von drei Monaten nach dem Zeitpunkt ihres Eingangs bei dem Generalsekretär wirksam.
6. Jede Vertragspartei, die von dem in Ziffer 4 und 5 vorgesehenen Recht Gebrauch gemacht hat, kann jederzeit die Anwendung dieses Übereinkommens auf strafbare Handlungen erstrecken, die davon ausgeschlossen waren. Sie notifiziert diese Änderungen dem Generalsekretär des Europarats, der sie den anderen Unterzeichnerstaaten mitteilt.
1 Für die Staaten, die dem zweiten Zusatzprot. vom 17. März 1978 beigetreten sind, siehe jedoch Art. 1 des genannten Protokolls (SR 0.353.12.).
Art. 31Politische strafbare Handlungen
2. Das gleiche gilt, wenn der ersuchte Staat ernstliche Gründe hat, anzunehmen, dass das Auslieferungsersuchen wegen einer nach gemeinem Recht strafbaren Handlung gestellt worden ist, um eine Person aus rassischen, religiösen, nationalen oder auf politischen Anschauungen beruhenden Erwägungen zu verfolgen oder zu bestrafen, oder dass die verfolgte Person der Gefahr einer Erschwerung ihrer Lage aus einem dieser Gründe ausgesetzt wäre.
4. Dieser Artikel lässt die Verpflichtungen unberührt, welche die Vertragsparteien auf Grund eines anderen mehrseitigen internationalen Übereinkommens übernommen haben oder übernehmen werden.
1 Für die Staaten, die dem Zusatzprot. vom 15. Okt. 1975 beigetreten sind, siehe jedoch Art. 1 des genannten Protokolls (SR 0.353.11).
Art. 4 Militärische strafbare Handlungen
Art. 51Fiskalische strafbare Handlungen
In Abgaben-, Steuer-, Zoll- und Devisenstrafsachen wird die Auslieferung unter den Bedingungen dieses Übereinkommens nur gewährt, wenn dies zwischen Vertragsparteien für einzelne oder Gruppen von strafbaren Handlungen dieser Art vereinbart worden ist.
1 Für die Staaten, die dem zweiten Zusatzprot. vom 17. März 1978 beigetreten sind, siehe auch Art. 2 des genannten Protokolls (SR 0.353.12).
Art. 6 Auslieferung eigener Staatsangehöriger
a. Jede Vertragspartei ist berechtigt, die Auslieferung ihrer Staatsangehörigen abzulehnen.
Jede Vertragspartei kann, was sie betrifft, bei der Unterzeichnung oder der Hinterlegung ihrer Ratifikations- oder Beitrittsurkunde durch eine Erklärung den Begriff «Staatsangehörige» im Sinne dieses Übereinkommens bestimmen.
Für die Beurteilung der Eigenschaft als Staatsangehöriger ist der Zeitpunkt der Entscheidung über die Auslieferung massgebend. Wird diese Eigenschaft jedoch erst zwischen der Entscheidung und dem für die Übergabe in Aussicht genommenen Zeitpunkt festgestellt, so kann der ersuchte Staat sich ebenfalls auf die Bestimmung des Buchstabens a dieser Ziffer berufen.
2. Liefert der ersuchte Staat seinen Staatsangehörigen nicht aus, so hat er auf Begehren des ersuchenden Staates die Angelegenheit den zuständigen Behörden zu unterbreiten, damit gegebenenfalls eine gerichtliche Verfolgung durchgeführt werden kann. Zu diesem Zweck sind die auf die strafbare Handlung bezüglichen Akten, Unterlagen und Gegenstände kostenlos auf dem in Artikel 12, Ziffer 1 vorgesehenen Weg zu übermitteln. Dem ersuchenden Staat ist mitzuteilen, inwieweit seinem Begehren Folge gegeben worden ist.
Art. 7 Begehungsort
2. Ist die strafbare Handlung, die dem Auslieferungsersuchen zugrundeliegt, ausserhalb des Hoheitsgebiets des ersuchenden Staates begangen worden, so kann die Auslieferung nur abgelehnt werden, wenn die Rechtsvorschriften des ersuchten Staates die Verfolgung einer ausserhalb seines Hoheitsgebiets begangenen strafbaren Handlung gleicher Art oder die Auslieferung wegen der strafbaren Handlung nicht zulassen, die Gegenstand des Ersuchens ist.
Art. 8 Anhängige Strafverfahren wegen derselben Handlungen
Art. 91Ne bis in idem
1 Für die Staaten, die dem Zusatzprot. vom 15. Okt. 1975 beigetreten sind, siehe jedoch Art. 2 des genannten Protokolls (SR 0.353.11).
Art. 101Verjährung
1 Für die Staaten, die dem vierten Zusatzprot. vom 20. Sept. 2012 beigetreten sind, siehe auch Art. 1 des genannten Protokolls (SR 0.353.14).
Art. 11 Todesstrafe
Ist die Handlung, derentwegen um Auslieferung ersucht wird, nach dem Recht des ersuchenden Staates mit der Todesstrafe bedroht, und ist diese für solche Handlungen nach den Rechtsvorschriften des ersuchten Staates nicht vorgesehen oder wird sie von ihm in der Regel nicht vollstreckt, so kann die Auslieferung abgelehnt werden, sofern nicht der ersuchende Staat eine vom ersuchten Staat als ausreichend erachtete Zusicherung gibt, dass die Todesstrafe nicht vollstreckt wird.
Art. 121Ersuchen und Unterlagen
1. Das Ersuchen wird schriftlich abgefasst und auf dem diplomatischen Weg übermittelt. Ein anderer Weg kann unmittelbar zwischen zwei oder mehreren Vertragsparteien vereinbart werden.2
eine Darstellung der Handlungen, derentwegen um Auslieferung ersucht wird. Zeit und Ort ihrer Begehung sowie ihre rechtliche Würdigung unter Bezugnahme auf die anwendbaren Gesetzesbestimmungen sind so genau wie möglich anzugeben;
eine Abschrift der anwendbaren Gesetzesbestimmungen oder, sofern dies nicht möglich ist, eine Erklärung über das anwendbare Recht sowie eine möglichst genaue Beschreibung des Verfolgten und alle anderen zur Feststellung seiner Identität und Staatsangehörigkeit geeigneten Angaben.
1 Für die Staaten, die dem vierten Zusatzprot. vom 20. Sept. 2012 beigetreten sind, siehe auch Art. 2 des genannten Protokolls (SR 0.353.14).
2 Für die Staaten, die dem zweiten Zusatzprot. vom 17. März 1978 beigetreten sind, siehe jedoch Art. 5 des genannten Protokolls (SR 0.353.12).
Art. 13 Ergänzung der Unterlagen
Art. 141Grundsatz der Spezialität
1. Der Ausgelieferte darf wegen einer anderen, vor der Übergabe begangenen Handlung als derjenigen, die der Auslieferung zugrundeliegt, nur in folgenden Fällen verfolgt, abgeurteilt, zur Vollstreckung einer Strafe oder sichernden Massnahme in Haft gehalten oder einer sonstigen Beschränkung seiner persönlichen Freiheit unterworfen werden:
wenn der Staat, der ihn ausgeliefert hat, zustimmt. Zu diesem Zweck ist ein Ersuchen unter Beifügung der in Artikel 12 erwähnten Unterlagen und eines gerichtlichen Protokolls über die Erklärungen des Ausgelieferten zu stellen. Die Zustimmung wird erteilt, wenn die strafbare Handlung, derentwegen um Zustimmung ersucht wird, an sich nach diesem Übereinkommen der Verpflichtung zur Auslieferung unterliegt;
wenn der Ausgelieferte, obwohl er dazu die Möglichkeit hatte, das Hoheitsgebiet des Staates, dem er ausgeliefert worden ist, innerhalb von 45 Tagen nach seiner endgültigen Freilassung nicht verlassen hat, oder wenn er nach Verlassen dieses Gebiets dorthin zurückgekehrt ist.
2. Der ersuchende Staat kann jedoch die erforderlichen Massnahmen treffen, um einen Ausgelieferten ausser Landes zu schaffen oder nach seinen Rechtsvorschriften die Verjährung zu unterbrechen sowie ein Abwesenheitsverfahren durchführen.
1 Für die Staaten, die dem vierten Zusatzprot. vom 20. Sept. 2012 beigetreten sind, siehe auch Art. 3 des genannten Protokolls (SR 0.353.14).
Art. 151Weiterlieferung an einen dritten Staat
Ausser im Falle des Artikels 14 Ziffer 1 Buchstabe b darf der ersuchende Staat den ihm Ausgelieferten, der von einer anderen Vertragspartei oder einem dritten Staat wegen vor der Übergabe begangener strafbarer Handlungen gesucht wird, nur mit Zustimmung des ersuchten Staates der anderen Vertragspartei oder dem dritten Staat ausliefern. Der ersuchte Staat kann die Vorlage der in Artikel 12 Ziffer 2 erwähnten Unterlagen verlangen.
1 Für die Staaten, die dem vierten Zusatzprot. vom 20. Sept. 2012 beigetreten sind, siehe auch Art. 4 des genannten Protokolls (SR 0.353.14).
Art. 16 Vorläufige Auslieferungshaft
2. In dem Ersuchen um vorläufige Verhaftung ist anzuführen, dass eine der in Artikel 12 Ziffer 2 Buchstabe a erwähnten Urkunden vorhanden ist und die Absicht besteht, ein Auslieferungsersuchen zu stellen; ferner sind darin die strafbare Handlung, derentwegen um Auslieferung ersucht werden wird, Zeit und Ort ihrer Begehung und, soweit möglich, die Beschreibung der gesuchten Person anzugeben.
3. Das Ersuchen um vorläufige Verhaftung wird den zuständigen Behörden des ersuchten Staates auf dem diplomatischen oder unmittelbar auf dem postalischen oder telegrafischen Weg oder über die Internationale Kriminalpolizeiliche Organisation (Interpol) oder durch jedes andere Nachrichtenmittel übersendet, das Schriftspuren hinterlässt oder vom ersuchten Staat zugelassen wird. Der ersuchenden Behörde ist unverzüglich mitzuteilen, inwieweit ihrem Ersuchen Folge gegeben worden ist.
4. Die vorläufige Haft kann aufgehoben werden, wenn das Auslieferungsersuchen und die in Artikel 12 erwähnten Unterlagen dem ersuchten Staat nicht innerhalb von 18 Tagen nach der Verhaftung vorliegen; sie darf in keinem Falle 40 Tage vom Zeitpunkt der Verhaftung an überschreiten. Die vorläufige Freilassung ist jedoch jederzeit möglich, sofern der ersuchte Staat alle Massnahmen trifft, die er zur Verhinderung einer Flucht des Verfolgten für notwendig hält.
Art. 17 Mehrheit von Auslieferungsersuchen
Wird wegen derselben oder wegen verschiedener Handlungen von mehreren Staaten zugleich um Auslieferung ersucht, so entscheidet der ersuchte Staat unter Berücksichtigung aller Umstände, insbesondere der verhältnismässigen Schwere der strafbaren Handlungen, des Ortes ihrer Begehung, des Zeitpunktes der Auslieferungsersuchen, der Staatsangehörigkeit des Verfolgten und der Möglichkeit einer späteren Auslieferung an einen anderen Staat.
Art. 18 Übergabe des Verfolgten
1. Der ersuchte Staat setzt den ersuchenden Staat von seiner Entscheidung über die Auslieferung auf dem in Artikel 12 Ziffer 1 vorgesehenen Weg in Kenntnis.
4. Vorbehältlich des in Ziffer 5 vorgesehenen Falles kann der Verfolgte mit Ablauf von 15 Tagen nach dem für die Übergabe festgesetzten Zeitpunkt freigelassen werden, wenn er bis dahin nicht übernommen worden ist; in jedem Fall ist er nach Ablauf von 30 Tagen freizulassen. Der ersuchte Staat kann dann die Auslieferung wegen derselben Handlung ablehnen.
5. Wird die Übergabe oder Übernahme der auszuliefernden Person durch höhere Gewalt behindert, so hat der betroffene Staat den andern Staat davon in Kenntnis zu setzen. Beide Staaten vereinbaren einen neuen Zeitpunkt für die Übergabe; die Bestimmungen der Ziffer 4 finden Anwendung.
Art. 19 Aufgeschobene oder bedingte Übergabe
1. Der ersuchte Staat kann, nachdem er über das Auslieferungsersuchen entschieden hat, die Übergabe des Verfolgten aufschieben, damit dieser von ihm gerichtlich verfolgt werden oder, falls er bereits verurteilt worden ist, in seinem Hoheitsgebiet eine Strafe verbüssen kann, die er wegen einer anderen Handlung als derjenigen verwirkt hat, derentwegen um Auslieferung ersucht worden ist.
Art. 20 Herausgabe von Gegenständen
die aus der strafbaren Handlung herrühren und im Zeitpunkt der Festnahme im Besitz des Verfolgten gefunden worden sind oder später entdeckt werden.
2. Die in Ziffer 1 erwähnten Gegenstände sind selbst dann herauszugeben, wenn die bereits bewilligte Auslieferung infolge des Todes oder der Flucht des Verfolgten nicht vollzogen werden kann.
4. Rechte des ersuchten Staates oder Dritter an diesen Gegenständen bleiben vorbehalten. Bestehen solche Rechte, so sind die Gegenstände nach Abschluss des Verfahrens so bald wie möglich und kostenlos dem ersuchten Staat zurückzugeben.
Art. 211Durchlieferung
1. Die Durchlieferung durch das Hoheitsgebiet einer der Vertragsparteien wird auf Grund eines Ersuchens, das auf dem in Artikel 12 Ziffer 1 vorgesehenen Weg zu übermitteln ist, bewilligt, sofern die strafbare Handlung von dem um die Durchlieferung ersuchten Staat nicht als politische oder rein militärische strafbare Handlung im Sinne der Artikel 3 und 4 dieses Übereinkommens angesehen wird.
3. Vorbehältlich der Bestimmungen der Ziffer 4 sind die in Artikel 12 Ziffer 2 erwähnten Unterlagen beizubringen.
4. Wird der Luftweg benützt, so finden folgende Bestimmungen Anwendung:
Wenn eine Zwischenlandung nicht vorgesehen ist, hat der ersuchende Staat die Vertragspartei, deren Hoheitsgebiet überflogen werden soll, zu verständigen und das Vorhandensein einer der in Artikel 12 Ziffer 2 Buchstabe a erwähnten Unterlagen zu bestätigen. Im Fall einer unvorhergesehenen Zwischenlandung hat diese Mitteilung die Wirkung eines Ersuchens um vorläufige Verhaftung im Sinne des Artikels 16; der ersuchende Staat hat dann ein formgerechtes Durchlieferungsersuchen zu stellen.
5. Eine Vertragspartei kann jedoch bei der Unterzeichnung dieses Übereinkommens oder der Hinterlegung ihrer Ratifikations- oder Beitrittsurkunde erklären, dass sie die Durchlieferung einer Person nur unter einigen oder unter allen für die Auslieferung massgebenden Bedingungen bewilligt. In diesem Fall kann der Grundsatz der Gegenseitigkeit Anwendung finden.
6. Der Verfolgte darf nicht durch ein Gebiet durchgeliefert werden, wenn Grund zur Annahme besteht, dass dort sein Leben oder seine Freiheit wegen seiner Rasse, Religion, Nationalität oder seiner politischen Anschauung bedroht werden könnte.
1 Für die Staaten, die dem vierten Zusatzprot. vom 20. Sept. 2012 beigetreten sind, siehe auch Art. 5 des genannten Protokolls (SR 0.353.14).
Soweit in diesem Übereinkommen nichts anderes bestimmt ist, findet auf das Verfahren der Auslieferung und der vorläufigen Auslieferungshaft ausschliesslich das Recht des ersuchten Staates Anwendung.
Art. 23 Anzuwendende Sprache
Art. 25 Bestimmung des Begriffs «sichernde Massnahmen»
Im Sinne dieses Übereinkommens bedeutet der Ausdruck «sichernde Massnahmen» alle die Freiheit beschränkenden Massnahmen, die durch ein Strafgericht neben oder an Stelle einer Strafe angeordnet worden sind.
Art. 27 Räumlicher Geltungsbereich
2. Es findet hinsichtlich Frankreichs auch auf Algerien1 und die überseeischen Departemente und hinsichtlich des Vereinigten Königreichs von Grossbritannien und Nordirland auch auf die Kanalinseln und die Insel Man Anwendung.
3. Die Bundesrepublik Deutschland kann die Anwendung dieses Übereinkommens durch eine an den Generalsekretär des Europarats gerichtete Erklärung auf das Land Berlin ausdehnen. Dieser notifiziert die Erklärung den andern Vertragsparteien.
4. Zwischen zwei oder mehreren Vertragsparteien kann die Anwendung dieses Übereinkommens durch unmittelbare Vereinbarung unter den darin festzusetzenden Bedingungen auf andere als die in den Ziffern 1, 2 und 3 erwähnten Gebiete ausgedehnt werden, für deren internationale Beziehungen eine dieser Vertragsparteien verantwortlich ist.2
1 Algerien ist heute ein unabhängiger Staat.
2 Siehe die Briefwechsel vom 24. Febr./11. März 1993 zwischen der Schweiz und Frankreich über die Anwendung des Europäischen Auslieferungsübereinkommens vom 13. Dez. 1957 auf die französischen Überseegebiete Französisch-Polynesien, Neukaledonien und Wallis-et-Futuna sowie auf die Gebietskörperschaften Mayotte und Saint-Pierre-et-Miquelon (SR 0.353.934.93) und 9./26. Jan. 1996 zwischen der Schweiz und dem Vereinigten Königreich von Grossbritannien und Nordirland über die Ausdehnung des Geltungsbereiches des Europäischen Auslieferungsübereinkommens vom 13. Dez. 1957 auf verschiedene Gebiete, für deren internationale Beziehungen das Vereinigte Königreich verantwortlich ist (SR 0.353.936.78) sowie die Vereinb. betreffend Ausdehnung des Geltungsbereiches auf die Niederländischen Antillen und Aruba am Schluss dieses Textes.
Art. 28 Verhältnis dieses Übereinkommens zu zweiseitigen Vereinbarungen
1. Dieses Übereinkommen hebt hinsichtlich der Gebiete, auf die es Anwendung findet, diejenigen Bestimmungen zweiseitiger Verträge, Abkommen oder Vereinbarungen auf, die das Auslieferungswesen zwischen zwei Vertragsparteien regeln.
2. Die Vertragsparteien können untereinander zwei- oder mehrseitige Vereinbarungen nur zur Ergänzung dieses Übereinkommens oder zur Erleichterung der Anwendung der darin enthaltenen Grundsätze schliessen.
3. Wenn die Auslieferung zwischen zwei oder mehreren Vertragsparteien auf der Grundlage einheitlicher Rechtsvorschriften stattfindet, sind diese Parteien berechtigt, ungeachtet der Bestimmungen dieses Übereinkommens ihre wechselseitigen Beziehungen auf dem Gebiet der Auslieferung ausschliesslich nach diesem System zu regeln. Derselbe Grundsatz findet zwischen zwei oder mehreren Vertragsparteien Anwendung, wenn nach den Rechtsvorschriften jeder dieser Parteien in ihrem Hoheitsgebiet Haftbefehle zu vollstrecken sind, die im Hoheitsgebiet einer oder mehrerer der anderen Parteien erlassen worden sind. Die Vertragsparteien, die auf Grund dieser Ziffer in ihren wechselseitigen Beziehungen die Anwendung des Übereinkommens jetzt oder künftig ausschliessen, haben dies dem Generalsekretär des Europarats zu notifizieren. Dieser übermittelt den anderen Vertragsparteien jede auf Grund dieser Ziffer erhaltene Notifikation.
Art. 29 Unterzeichnung, Ratifikation, Inkrafttreten
1. Dieses Übereinkommen liegt zur Unterzeichnung durch die Mitglieder des Europarats auf. Es bedarf der Ratifizierung; die Ratifikationsurkunden werden bei dem Generalsekretär des Europarats hinterlegt.
Art. 30 Beitritt
1. Das Ministerkomitee des Europarats kann jeden Staat, der nicht Mitglied des Europarats ist, einladen, diesem Übereinkommen beizutreten. Die Entschliessung über diese Einladung bedarf der einstimmigen Billigung der Mitglieder des Europarats, die das Übereinkommen ratifiziert haben.
2. Der Beitritt erfolgt durch Hinterlegung einer Beitrittsurkunde bei dem Generalsekretär des Europarats und wird 90 Tage nach deren Hinterlegung wirksam.
Art. 31 Kündigung
Art. 32 Notifikationen
jede nach Artikel 6 Ziffer 1 und nach Artikel 21 Ziffer 5 abgegebene Erklärung;
jeden nach Artikel 26 Ziffer 1 gemachten Vorbehalt;
jede nach Artikel 26 Ziffer 2 vorgenommene Zurückziehung eines Vorbehalts;
jede nach Artikel 31 eingegangene Notifikation einer Kündigung und den Zeitpunkt, in dem diese wirksam wird.
Geschehen zu Paris am 13. Dezember 1957 in französischer und englischer Sprache, wobei jeder Wortlaut in gleicher Weise massgebend ist, in einer Urschrift, die im Archiv des Europarats hinterlegt wird. Der Generalsekretär übermittelt den unterzeichneten Regierungen beglaubigte Abschriften.
Geltungsbereich am 13. Mai 20133
Deutschland* ** a
Finnland* a
Griechenland* a
Irland* a
Österreich* ** a
Slowakei* a
Slowenien* a
Spanien* a
Tschechische Republik* a
Einwendungen. Die Vorbehalte, Erklärungen und Einwendungen werden in der AS nicht veröffentlicht, mit Ausnahme jener der Schweiz. Die französischen und englischen Texte können auf der Internetseite des Europarates: http://conventions.coe.int eingesehen oder bei der Direktion für Völkerrecht, Sektion Staatsverträge, 3003 Bern bezogen werden.
Erklärung gemäss Artikel 28 Absatz 3 (Anwendung des Rahmenbeschlusses vom 13. Juni 2002 über den Europäischen Haftbefehl und die Übergabeverfahren vom 13.6.2002 zwischen den EU-Mitgliedstaaten).
Artikel 1. Der Schweizerische Bundesrat erklärt hiemit, dass die von der Schweiz bewilligten Auslieferungen stets an die Bedingung geknüpft sind, dass der Verfolgte nicht vor ein Ausnahmegericht gestellt werden darf. Demzufolge behält sich die Schweiz das Recht vor, die Auslieferung abzulehnen,
wenn die Möglichkeit besteht, dass der Verfolgte im Falle seiner Auslieferung vor ein Ausnahmegericht gestellt würde, und der ersuchende Staat nicht eine als ausreichend erachtete Zusicherung abgibt, dass die Beurteilung durch ein Gericht erfolgt, das nach den Vorschriften der Gerichtsorganisation allgemein für die Rechtsprechung in Strafsachen zuständig ist;
wenn sie der Vollstreckung einer von einem Ausnahmegericht verhängten Strafe dienen soll.
Artikel 2 Ziffer 2. Der Schweizerische Bundesrat erklärt, dass die Schweiz eine wegen eines Delikts, für das das schweizerische Recht die Auslieferung zulässt, zu bewilligende oder bereits bewilligte Auslieferung auf jede andere Handlung ausdehnen kann, die nach einer gemeinrechtlichen Bestimmung des schweizerischen Rechts strafbar ist.
Artikel 3 Ziffer 3. Die Schweiz behält sich das Recht vor, abweichend von Artikel 3 Ziffer 3 des Übereinkommens die Auslieferung gemäss Artikel 3 Ziffer 1 auch dann abzulehnen, wenn sie verlangt wird wegen eines Angriffs auf das Leben eines Staatsoberhauptes oder eines Mitgliedes seiner Familie.
Artikel 6: Der Schweizerische Bundesrat erklärt hiermit, dass das schweizerische Recht die Auslieferung von Schweizer Bürgern nur unter den einschränkenden Voraussetzungen des Artikels 7 des Rechtshilfegesetzes vom 20. März 19815 zulässt. Ausserhalb der Schweiz begangene, nach schweizerischem Recht als Verbrechen oder Vergehen strafbare Handlungen können bei Vorliegen der gesetzlichen Voraussetzungen von den schweizerischen Behörden verfolgt und geahndet werden,
wenn sie gegen Schweizer Bürger verübt worden sind (Art. 5 des Strafgesetzbuches6),
wenn das schweizerische Recht dafür die Auslieferung zulassen würde und der Täter Schweizer Bürger ist (Art. 6 des Strafgesetzbuches7),
wenn sie an Bord eines schweizerischen Seeschiffs oder Luftfahrzeuges verübt worden sind (Art. 4 des Bundesgesetzes vom 23. Sept. 19538 über die Seeschifffahrt unter der Schweizerflagge; Art. 97 des Bundesgesetzes vom 21. Dez. 19489 über die Luftfahrt),
wenn besondere gesetzliche Bestimmungen es für bestimmte Straftaten vorsehen (Art. 20210 und 240 des Strafgesetzbuches; Art. 19 des Bundesgesetzes vom 3. Okt. 195111 über die Betäubungsmittel; Art. 101 des Strassenverkehrsgesetzes12; Art. 16 des Verantwortlichkeitsgesetzes vom 14. März 195813; Art. 12 des Bundesgesetzes vom 26. Sept. 195814 über die Exportrisikogarantie).
Andere von einem Schweizer Bürger im Ausland begangene strafbare Handlungen können aufgrund des Rechtshilfegesetzes in der Schweiz auf Ersuchen des Tatortstaats geahndet werden, wenn sich der Verfolgte in der Schweiz befindet und sich hier wegen schwerer wiegender Taten ohnehin zu verantworten hat, und wenn der Freispruch oder der Strafvollzug in der Schweiz seine weitere Verfolgung wegen der gleichen Tat im ersuchenden Staat ausschliessen.
Die Schweiz behält sich das Recht vor, abweichend von Artikel 9 die Auslieferung des Verfolgten auch dann abzulehnen, wenn die nach dieser Bestimmung die Ablehnung der Auslieferung begründenden Entscheidungen in einem dritten Staat ergangen sind und es sich dabei um den Staat handelt, auf dessen Hoheitsgebiet die strafbare Handlung begangen worden ist.
Die Schweiz behält sich ferner das Recht vor, entgegen Artikel 9 Satz 1 des Übereinkommens die Auslieferung zu bewilligen, wenn diese wegen anderer strafbarer Handlungen bewilligt worden ist und der ersuchende Staat dargetan hat, dass ihm neu bekanntgewordene Tatsachen oder Beweise eine Revision der nach Artikel 9 die Ablehnung der Auslieferung begründenden Entscheidung rechtfertigen, oder wenn der Verfolgte die in dieser Entscheidung gegen ihn verhängte Strafe oder Massnahme ganz oder teilweise nicht verbüsst hat.
Artikel 11. Die Schweiz behält sich das Recht vor, Artikel 11 sinngemäss auch anzuwenden in Fällen, in denen das Recht der ersuchenden Vertragspartei vorsieht, dass der Verfolgte wegen der zur Auslieferung Anlass gebenden Handlung einer Strafe, die seine körperliche Integrität beeinträchtigt, oder gegen seinen Willen einer Massnahme dieser Art unterworfen werden kann.
Artikel 14 Ziffer 1 Buchstabe b. Der Schweizerische Bundesrat erklärt hiemit, dass die schweizerischen Behörden die Freilassung als endgültig im Sinne von Artikel 14 des Übereinkommens ansehen, wenn sie dem Ausgelieferten erlaubt, sich frei zu bewegen, ohne dadurch die von der zuständigen Stelle getroffenen Anordnungen zu verletzen. Die Möglichkeit, das Hoheitsgebiet eines Staats zu verlassen, besteht im Sinne dieser Bestimmung nach schweizerischer Auffassung stets dann, wenn weder Krankheit noch sonstige wirkliche Beschränkungen seiner Bewegungsfreiheit den Ausgelieferten daran tatsächlich hindern.
Artikel 16 Ziffer 2. Die Schweiz verlangt, dass an sie gerichtete Ersuchen nach Artikel 16 Ziffer 2 eine kurze Beschreibung des dem Verfolgten zur Last liegenden Sachverhalts mit den für die auslieferungsrechtliche Beurteilung der Tat wesentlichen Angaben enthalten müssen.
Artikel 21. Die Schweiz behält sich das Recht vor, die Durchlieferung auch dann nicht zu bewilligen, wenn die dem Verfolgten zur Last liegende strafbare Handlung unter Artikel 5 des Übereinkommens fällt oder eine Verletzung von Vorschriften über die Beschränkung des Handels mit oder über die Bewirtschaftung von Gütern darstellt.
Artikel 23. Die Schweiz verlangt, dass an sie gerichtete Auslieferungsersuchen und deren Unterlagen, soweit sie nicht in deutscher, französischer oder italienischer Sprache abgefasst sind, mit einer Übersetzung in eine dieser Sprachen zu versehen sind.
Am 21. August 1991 hat die Schweiz dem Generalsekretär folgendes mitgeteilt:
In Bezug auf den Vorbehalt, den Portugal zu Artikel 1 des Europäischen Auslieferungsübereinkommens einlegte (unter Bst. c), schliesst sich die Schweiz der Erklärung Deutschlands vom 4. Februar 1991 und der Erklärung Österreichs vom 4. Juni 1991 an.
Dieser Vorbehalt ist nur dann mit Sinn und Zweck des Übereinkommens vereinbar, wenn er sich nicht schlechthin gegen die Auslieferung in Fällen richtet, in denen eine lebenslängliche Freiheitsstrafe verhängt oder eine sichernde Massnahme angeordnet werden kann. Die Schweiz versteht den Vorbehalt ebenfalls dahingehend, dass die Auslieferung nur verweigert wird, wenn die zu einer lebenslänglichen Freiheitsstrafe verurteilte Person nach dem Recht des ersuchenden Staates keine Möglichkeit hat, nach Verbüssung eines bestimmten Teils der Strafe oder Massnahme eine gerichtliche Prüfung der Aussetzung des Rests zur Bewährung herbeizuführen. Inkrafttreten: 22. August 1991.
In Artikel 27 Absatz 4 des Übereinkommens vorgesehene Vereinbarung betreffend die Ausdehnung des Geltungsbereichs des Übereinkommens auf die Niederländischen Antillen und Aruba
Die Vereinbarung ist per Notenaustausch zwischen den Niederlanden15 und folgenden Staaten geschlossen worden:
Notenaustausch vom
20. Januar/4. Februar
30. Juli/2. Dezember
8. Juni/21. Dezember
30. Juni/29. September
20. September/22. November
26. Januar/18. Februar
8./29. Juli
20./28. Oktober
19. Januar/3. Februar
3. August 1993/3. März
AS 1967 814; BBl 1966 I 457
1 Für die Staaten, die dem zweiten Zusatzprot. vom 17. März 1978 beigetreten sind, siehe auch die Art. 3 und 4 des genannten Protokolls (SR 0.353.12). Für die Staaten, die dem vierten Zusatzprot. vom 20. Sept. 2012 beigetreten sind, siehe auch die Art. 6 und 8 des genannten Protokolls (SR 0.353.14).
2 AS 1967 805
3 AS 1967 814 1120, 1968 1476, 1970 101, 1971 1356, 1977 911 1657, 1982 889 2263, 1983 165, 1985 492, 1986 322 338 921, 1989 175, 1990 1171, 1991 1367, 1995 1117 1118, 2004 3949, 2007 1383 und 2013 1481. Eine aktualisierte Fassung des Geltungsbereiches findet sich auf der Internetseite des EDA (www.eda.admin.ch/vertraege).
4 Art. 2 des BB vom 27. Sept. 1966 (AS 1967 805), Art. 1 des BB vom 21. Juni 1979 (AS 1982 889), AS 1983 165 und AS 2004 3949.
6 SR 311.0. Heute: Art. 7
7 Heute: Art. 7
8 SR 747.30. Heute: BG über die Seeschifffahrt unter der Schweizer Flagge.
10 Heute: Art. 196
11 SR 812.121
12 SR 741.01
13 SR 170.32
14 SR 946.11
15 Die vom Königreich der Niederlande abgegebene Erklärung betreffend die Artikel 6 und 21 des Übereinkommens (AS 1989 175) findet hinsichtlich der Auslieferung niederländischer Staatsangehöriger auf die Niederländischen Antillen bzw. Aruba erst Anwendung, wenn das Übereinkommen vom 21. März 1983 über die Überstellung verurteilter Personen (SR 0.343) auf die Niederländischen Antillen bzw. Aruba anwendbar wird.
Convention européenne d’extradition1
Conclue à Paris le 13 décembre 1957
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 27 septembre 19662
(Etat le 1er novembre 2016)
Art. 2 Faits donnant lieu à extradition
2. Si la demande d’extradition vise plusieurs faits distincts punis chacun par la loi de la Partie requérante et de la Partie requise d’une peine privative de liberté ou d’une mesure de sûreté privative de liberté, mais dont certains ne remplissent pas la condition relative au taux de la peine, la Partie requise aura la faculté d’accorder également l’extradition pour ces derniers.1
3. Toute Partie Contractante dont la législation n’autorise pas l’extradition pour certaines infractions visées au par. 1 du présent article pourra, en ce qui la concerne, exclure ces infractions du champ d’application de la Convention.
6. Toute Partie qui aura fait usage de la faculté prévue aux par. 4 et 5 du présent article pourra à tout moment soumettre à l’application de la présente Convention des infractions qui en ont été exclues. Elle notifiera ces modifications au Secrétaire Général du Conseil qui les communiquera aux autres signataires,
1 Pour les Etats parties au deuxième prot. add. du 17 mars 1978, voir toutefois l’art. 1 dudit protocole (RS 0.353.12).
Art. 31Infractions politiques
1 Pour les Etats parties au prot. add. du 15 oct. 1975, voir aussi l’art. 1 dudit prot. (RS 0.353.11).
Art. 4 Infractions militaires
Art. 51Infractions fiscales
1 Pour les Etats parties au deuxième prot. add. du 17 mars 1978, voir toutefois l’art. 2 dudit prot. (RS 0.353.12).
Art. 6 Extradition des nationaux
a. Toute Partie Contractante aura la faculté de refuser l’extradition de ses ressortissants.
Chaque partie Contractante pourra, par une déclaration faite au moment de la signature ou du dépôt de son instrument de ratification ou d’adhésion, définir, en ce qui la concerne, le terme «ressortissants» au sens de la présente Convention,
La qualité de ressortissant sera appréciée au moment de la décision sur l’extradition. Toutefois, si cette qualité n’est reconnue qu’entre l’époque de la décision et la date envisagée pour la remise, la Partie requise pourra également se prévaloir de la disposition de l’al. a du présent paragraphe.
2. Si la partie requise n’extrade pas son ressortissant, elle devra, sur la demande de la Partie requérante, soumettre l’affaire aux autorités compétentes afin que des poursuites judiciaires puissent être exercées s’il y a lieu, A cet effet, les dossiers, informations et objets relatifs à l’infraction seront adressés gratuitement par la voie prévue au par. 1 de l’art. 12. La Partie requérante sera informée de la suite qui aura été donnée à sa demande.
Art. 7 Lieu de perpétration
Art. 8 Poursuites en cours pour les mêmes faits
1 Pour les Etats parties au prot. add. du 15 oct. 1975, voir toutefois l’art. 2 dudit prot. (RS 0.353.11).
Art. 101Prescription
1 Pour les Etats parties au quatrième prot. add. du 20 sept. 2012, voir aussi l’art. 1 dudit protocole (RS 0.353.14).
Art. 11 Peine capitale
Art. 121Requête et pièces à l’appui
1. La requête sera formulée par écrit et présentée par la voie diplomatique. Une autre voie pourra être convenue par arrangement direct entre deux ou plusieurs Parties.2
L’original ou l’expédition authentique soit d’une décision de condamnation exécutoire, soit d’un mandat d’arrêt ou de tout autre acte ayant la même force, délivré dans les formes prescrites par la loi de la Partie requérante;
Un exposé des faits pour lesquels l’extradition est demandée. Le temps et le lieu de leur perpétration, leur qualification légale et les références aux dispositions légales qui leur sont applicables seront indiqués le plus exactement possible; et
Une copie des dispositions légales applicables ou, si cela n’est pas possible une déclaration sur le droit applicable, ainsi que le signalement aussi précis que possible de l’individu réclamé et tous autres renseignements de nature à déterminer son identité et sa nationalité.
1 Pour les Etats parties au quatrième prot. add. du 20 sept. 2012, voir aussi l’art. 2 dudit protocole (RS 0.353.14).
2 Pour les Etats parties au deuxième prot. add. du 17 mars 1978, voir toutefois l’art. 5 dudit prot. (RS 0.353.12).
Art. 13 Complément d’informations
Art. 141Règle de la spécialité
Lorsque la Partie qui l’a livré y consent. Une demande sera présentée à cet effet, accompagnée des pièces prévues à l’art. 12 et d’un procès-verbal judiciaire consignant les déclarations de l’extradé. Ce consentement sera donné lorsque l’infraction pour laquelle il est demandé entraîne elle-même l’obligation d’extrader aux termes de la présente Convention;
Lorsqu’ayant eu la possibilité de le faire, l’individu extradé n’a pas quitté dans les 45 jours qui suivent son élargissement définitif, le territoire de la Partie à laquelle il a été livré ou s’il y est retourné après l’avoir quitté.
1 Pour les Etats parties au quatrième prot. add. du 20 sept. 2012, voir aussi l’art. 3 dudit protocole (RS 0.353.14).
Art. 151Réextradition à un Etat tiers
Sauf dans le cas prévu au par. 1, al. b de l’art. 14, l’assentiment de la Partie requise sera nécessaire pour permettre à la Partie requérante de livrer à une autre Partie ou à un Etat tiers l’individu qui lui aura été remis et qui serait recherché par l’autre Partie ou par l’Etat tiers pour des infractions antérieures à la remise. La Partie requise pourra exiger la production des pièces prévues au par. 2 de l’art. 12.
1 Pour les Etats parties au quatrième prot. add. du 20 sept. 2012, voir aussi l’art. 4 dudit protocole (RS 0.353.14).
Art. 16 Arrestation provisoire
2. La demande d’arrestation provisoire indiquera l’existence d’une des pièces prévues au par. 2, al. a de l’art. 12 et fera part de l’intention d’envoyer une demande d’extradition; elle mentionnera l’infraction pour laquelle l’extradition sera demandée, le temps et le lieu où elle a été commise ainsi que, dans la mesure du possible, le signalement de l’individu recherché.
4. L’arrestation provisoire pourra prendre fin si, dans le délai de 18 jours après l’arrestation, la Partie requise n’a pas été saisie de la demande d’extradition et des pièces mentionnées à l’art. 12; elle ne devra, en aucun cas, excéder 40 jours après l’arrestation. Toutefois, la mise en liberté provisoire est possible à tout moment, sauf pour la Partie requise à prendre toute mesure qu’elle estimera nécessaire en vue d’éviter la fuite de l’individu réclamé.
Art. 17 Concours de requêtes
Art. 18 Remise de l’extradé
1. La Partie requise fera connaître à la partie requérante par la voie prévue au par. 1 de l’art. 12, sa décision sur l’extradition.
4. Sous réserve du cas prévu au par. 5 du présent article, si l’individu réclamé n’a pas été reçu à la date fixée, il pourra être mis en liberté à l’expiration d’un délai de 15 jours à compter de cette date et il sera en tout cas mis en liberté à l’expiration d’un délai de 30 jours; la Partie requise pourra refuser de l’extrader pour le même fait.
5. En cas de force majeure empêchant la remise ou la réception de l’individu à extrader, la partie intéressée en informera l’autre partie; les deux parties se mettront d’accord sur une nouvelle date de remise et les dispositions du par. 4 du présent article seront applicables.
Art. 19 Remise ajournée ou conditionnelle
Art. 20 Remise d’objets
Qui peuvent servir de pièces à conviction, ou
Qui, provenant de l’infraction, auraient été trouvés au moment de l’arrestation en la possession de l’individu réclamé ou seraient découverts ultérieurement.
2. La remise des objets visés au par. 1 du présent article sera effectuée même dans le cas où l’extradition déjà accordée ne pourrait avoir lieu par suite de la mort ou de l’évasion de l’individu réclamé.
Art. 211Transit
1. Le transit à travers le territoire de l’une des Parties Contractantes sera accordé sur demande adressée par la voie prévue au par. 1 de l’art. 12 à la condition qu’il ne s’agisse pas d’une infraction considérée par la partie requise du transit comme revêtant un caractère politique ou purement militaire compte tenu des art. 3 et 4 de la présente Convention.
2. Le transit d’un ressortissant, au sens de l’art. 6, du pays requis du transit, pourra être refusé.
3. Sous réserve des dispositions du par. 4 du présent article, la production des pièces prévues au par. 2 de l’art. 12 sera nécessaire.
Lorsqu’aucun atterrissage ne sera prévu, la Partie requérante avertira la Partie dont le territoire sera survolé, et attestera l’existence d’une des pièces prévues au par. 2, al. a de l’art. 12. Dans le cas d’atterrissage fortuit, cette notification produira les effets de la demande d’arrestation provisoire visée à l’article 16 et la Partie requérante adressera une demande régulière de transit;
Lorsqu’un atterrissage sera prévu, la Partie requérante adressera une demande régulière de transit.
1 Pour les Etats parties au quatrième prot. add. du 20 sept. 2012, voir aussi l’art. 5 dudit protocole (RS 0.353.14).
Art. 23 Langues à employer
Art. 25 Définition des «mesures de sûreté»
Art. 26 Réserves
Art. 27 Champ d’application territoriale
2. Elle s’appliquera également, en ce qui concerne la France, à l’Algérie1 et aux départements d’outre-mer, et en ce qui concerne le Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d’Irlande du Nord, aux Iles Anglo-Normandes et à l’Ile de Man.
4. Par arrangement direct entre deux ou plusieurs Parties Contractantes, le champ d’application de la présente Convention pourra être étendu aux conditions qui sont stipulées dans cet arrangement à tout territoire d’une de ces Parties autre que ceux visés aux par. 1, 2 et 3 du présent article, et dont une des Parties assure les relations internationales.23
1 L’Algérie est actuellement un Etat indépendant.
2 Voir aussi l’échange de lettres des 24 fév./11 mars 1993 entre la Suisse et la France concernant l’application de la Conv. européenne d’extradition du 13 déc. 1957 aux Territoires français d’Outre-Mer, de Polynésie française, de Nouvelle-Calédonie et de Wallis-et-Futuna, ainsi qu’aux collectivités territoriales de Mayotte et de Saint-Pierre-et-Miquelon (RS 0.353.934.93) et l’échange de notes, publié à la fin du présent texte.
3 Voir aussi l’Echange de lettres des 9/26 janv. 1996 entre la Suisse et le Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d’Irlande du Nord concernant l’extension du champ d’application de la Conv. européenne d’extradition du 13 déc. 1957 à un certain nombre de territoires pour lesquels le Royaume-Uni assure les relations internationales (RS 0.353.936.78) et l’échange de notes, publié à la fin du présent texte.
Art. 28 Relations entre la présente convention et les accords bilatéraux
Art. 29 Signature, ratification, entrée en vigueur
Art. 30 Adhésion
Art. 32 Notifications
Toute déclaration faite en application des dispositions du par. 1 de l’art. 6, et du par. 5 de l’art. 21;
Toute réserve formulée en application des dispositions du par. 1 de l’art. 26;
Le retrait de toute réserve effectué en application des dispositions du par. 2 de l’art. 26;
Toute notification de dénonciation reçue en application des dispositions de l’art. 31 de la présente Convention et la date à laquelle celle-ci prendra effet.
Champ d’application le 13 mai 20133
Allemagne* **a
Belgique*a
Espagne* a
Finlande*a
Grèce*a
Irlande*a
Italie*a
Luxembourg*a
Pologne*a
Portugal*a
Slovénie*a
Suède*a
Turquie* **
Objections. Les réserves et déclarations, à l’exception de celles de la Suisse, ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet du Conseil de l’Europe: http://conventions.coe.int ou obtenus à la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.
Déclaration selon art. 28, par. 3. (Application de la Décision-cadre du 13 juin 2002 relative au mandat d’arrêt européen et aux procédures de remise entre Etats membres de l’Union européenne).
Art. 1. Le Conseil fédéral suisse déclare que toute extradition accordée par la Suisse est soumise à la condition que le prévenu ne soit pas déféré à un tribunal d’exception. En conséquence, il se réserve le droit de refuser l’extradition:
Si la possibilité existe que le prévenu, en cas d’extradition, soit déféré à un tribunal d’exception et si l’Etat requérant ne donne pas des assurances estimées suffisantes que le jugement sera rendu par un tribunal auquel les prescriptions d’organisation judiciaire attribuent d’une manière générale la compétence de prononcer en matière pénale;
Si elle doit servir à l’exécution d’une peine prononcée par un tribunal d’exception.
Art. 2, par. 2. Le Conseil fédéral déclare que, si une extradition est ou a été accordée pour une infraction à raison de laquelle l’extradition est autorisée par le droit suisse, la Suisse peut en étendre les effets à tout autre fait punissable selon une disposition de droit commun de la législation suisse.
Art. 3, par. 3. En dérogation à l’art. 3, par. 3, de la convention, la Suisse se réserve le droit de refuser aussi l’extradition en se fondant sur l’art. 3, par. 1, lorsque celle-ci est demandée pour attentat à la vie d’un chef d’Etat ou d’un membre de sa famille.
Art. 6. Le Conseil fédéral déclare que le droit suisse n’autorise l’extradition de ressortissants suisses qu’aux conditions restrictives prévues par l’art. 7 de la loi fédérale du 20 mars 1981 sur l’entraide internationale en matière pénale5. Les infractions commises hors de Suisse et réprimées Selon la loi suisse en tant que crimes ou délits peuvent être poursuivies et jugées par les autorités suisses si les conditions légales sont remplies,
lorsqu’elles ont été commises contre des Suisses (art. 5 du code pénal suisse6);
lorsque, d’après le droit suisse, elles pourraient donner lieu à extradition et qu’elles ont été commises par un Suisse (art. 67 du code pénal suisse);
lorsqu’elles ont été commises à bord d’un navire suisse ou d’un aéronef suisse (art. 4 de la LF du 23 sept. 1953 sur la navigation maritime sous pavillon suisse8; art. 97 de la LF du 21 déc. 1948 sur la navigation aérienne9);
lorsque les dispositions légales particulières le prévoient pour certaines infractions (art. 20210 et 240 du code pénal suisse; art. 19 de la LF du 3 oct. 1951 sur les stupéfiants11; art. 101 de la LF du 19 déc. 1958 sur la circulation routière12; art. 16 de la LF du 14 mars 1958 sur la responsabilité de la Confédération, des membres de ses autorités et de ses fonctionnaires13; art. 12 de la LF du 26 sept. 1958 sur la garantie contre les risques à l’exportation14).
Conformément à la loi du 20 mars 1981 sur l’entraide internationale en matière pénale, d’autres infractions commises à l’étranger par un ressortissant suisse peuvent être réprimées en Suisse à la demande de l’Etat où ces infractions ont été commises, lorsque la personne poursuivie se trouve en Suisse et doit y répondre d’autres infractions plus graves et que son acquittement ou l’exécution d’une sanction en Suisse exclut toute autre poursuite pour le même acte dans l’Etat requérant
La Suisse se réserve le droit de refuser également l’extradition, en dérogation à l’art. 9, lorsque les décisions motivant le refus de l’extradition en vertu de cette disposition ont été rendues dans un Etat tiers sur le territoire duquel l’infraction a été commise;
La Suisse se réserve en outre le droit d’accorder l’extradition, contrairement à l’art. 9, 1re phrase, de la convention, lorsqu’elle l’a accordée pour d’autres infractions et que l’Etat requérant a démontré que des faits ou moyens de preuve nouveaux parvenus à sa connaissance justifient une revision de la décision motivant le refus de l’extradition d’après cet article, ou lorsque la personne recherchée n’a pas subi tout ou partie de la peine ou de la mesure prononcée contre elle par cette décision.
Art. 11. La Suisse se réserve le droit d’appliquer l’art. 11, par analogie, également dans les cas où le droit de la partie requérante prévoit que le prévenu peut, à raison du fait donnant lieu à l’extradition, être astreint à subir une peine portant atteinte à son intégrité corporelle ou être soumis contre son gré à une mesure de cette nature.
Art. 14, par. 1, al. b. Le Conseil fédéral suisse déclare que les autorités suisses considèrent l’élargissement comme définitif au sens de l’art. 14 de la convention, s’il permet à la personne extradée de circuler librement sans violer les règles de conduite et autres conditions imposées par l’autorité compétente. De l’avis des autorités suisses, l’extradé est toujours censé avoir la possibilité de quitter le territoire d’un Etat au sens de cette disposition lorsque ni une maladie ni quelque autre restriction réelle de sa liberté de mouvement ne l’empêche en fait de s’en aller.
Art. 16, par. 2. La Suisse demande que toute requête qui lui est adressée selon l’art. 16, par. 2, contienne une brève description des faits mis à la charge de la personne recherchée, y compris les indications essentielles permettant d’apprécier le caractère de l’infraction au regard du droit d’extradition.
Art. 21. La Suisse se réserve le droit de ne pas autoriser non plus le transit lorsque le fait mis à la charge de la personne recherchée tombe sous le coup de l’art. 5 de la convention ou constitue une violation de prescriptions restreignant le commerce de marchandises ou instituant une réglementation du marché.
Art. 23. La Suisse demande que les requêtes en matière d’extradition adressées à ses autorités ainsi que leurs annexes soient munies d’une traduction en langue allemande, française ou italienne, si elles ne sont pas rédigées dans l’une de ces langues.
Le 21 août 1991, la Suisse a notifié au Secrétaire général ce qui suit:
Se référant à la réserve formulée par le Portugal au sujet de l’art. 1, al. c, de la Convention européenne d’extradition, la Suisse se rallie à la déclaration de l’Allemagne du 4 février 1991 y relative, ainsi qu’à la déclaration de l’Autriche du 4 juin 1991.
La réserve susmentionnée n’est compatible avec le sens et l’objet de la Convention que si elle ne s’oppose pas sans distinction à l’extradition dans tous les cas où une peine privative de liberté à perpétuité peut être prononcée ou une mesure de sûreté ordonnée. La Suisse comprend également la réserve en ce sens que l’extradition ne sera refusée que si, conformément au droit de l’Etat requérant, la personne condamnée à une peine privative de liberté à perpétuité ne dispose d’aucun moyen lui permettant d’obtenir, après avoir subi une partie déterminée de la peine ou de la mesure, l’examen par un tribunal d’un éventuel sursis avec mise à l’épreuve pour le reste de la sanction. Prise d’effet: 22 août 1991.
Arrangement prévu à l’art. 27, par. 4, de la convention, relatif à l’extension de la convention aux Antilles néerlandaises et à Aruba
L’Arrangement a été conclu par échange de notes entre les Pays-Bas15 et les Etats suivants:
Echange de notes des
3 août 1993/3 mars
20 janvier/4 février
30 juillet/2 décembre
8 juin/21 décembre
30 juin/29 septembre
20 septembre/22 novembre
26 janvier/18 février
8/29 juillet
20/28 octobre
19 janvier/3 février
RO 1967 854; FF 1966 I 501
1 Pour les Etats parties au deuxième prot. add. du 17 mars 1978, voir aussi les art. 3 et 4 dudit protocole (RS 0.353.12). Pour les Etats parties au quatrième prot. add. du 20 sept. 2012, voir aussi les art. 6 et 8 dudit protocole (RS 0.353.14).
2 RO 1967 845
3 RO 1967 854 1160, 1968 1524, 1970 105, 1971 1351, 1977 911 1657, 1982 889 2263, 1983 165, 1985 492, 1986 322 338 921, 1989 175, 1990 1171, 1991 1367, 1995 1117 1118, 2004 3949, 2007 1383, 2013 1481. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).
4 Art. 2 de l’AF du 27 sept. 1966 (RO 1967 845), art. 1 de l’AF du 21 juin 1979 (RO 1982 889) et RO 1983 165, 2004 3949.
6 RS 311.0. Actuellement «art. 7».
7 Actuellement «art. 7».
10 Actuellement «art. 196», abrogé par l’AF du 24 mars 2006 (RO 2006 5437 5440; FF 2005 2639).
15 La déclaration faite par les Pays-Bas portant sur les art. 6 et 21 de la convention (RO 1989 175) ne s’appliquera aux Antilles néerlandaises et, respectivement, à Aruba, en ce qui concerne l’extradition des citoyens néerlandais, qu’au moment où la Conv. du 21 mars 1983 sur le transfèrement des personnes condamnées (RS 0.343) sera applicable aux Antilles néerlandaises et, respectivement, à Aruba.

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 23

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 31

Art. 51

Art. 91

Art. 101

Art. 121

Art. 141

Art. 151

Art. 211

Art. 28

Articolo 1
 sentenza 

Articolo 2

Articolo 3
 articolo 6
 art. 97
 art. 19
 art. 101
 art. 16
 art. 12

Articolo 11

Articolo 14

Articolo 16

Articolo 21

Articolo 23
 art. 3
 art. 6
 Art. 2
 art. 1
 art. 6
 Art. 1

Art. 31
 Art. 1

Art. 4

Art. 51
 Art. 2

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 91
 Art. 2

Art. 101
 Art. 1

Art. 11

Art. 121
 Art. 2
 Art. 5

Art. 13

Art. 141
 Art. 3

Art. 151
 Art. 4

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 211
 Art. 5

Art. 23

Art. 25

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32
 Art. 97
 Art. 19
 Art. 101
 Art. 16
 Art. 12
 Art. 3
 Art. 6
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 7
 Art. 7
 Art. 196

Art. 2

Art. 31

Art. 4

Art. 51

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 101

Art. 11

Art. 121

Art. 13

Art. 141

Art. 151

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 211
 art. 3

Art. 23

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 32
 art. 28

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 6
 art. 97
 art. 19
 art. 101
 art. 16
 art. 12

Art. 11

Art. 14

Art. 16

Art. 21

Art. 23
 art. 3
 art. 6
 Art. 2
 art. 1
 art. 6