Source: http://www.centroshiatsudo.fvg.it/formazione-corsi-e-gradi/regolamento-generale-e-provvedimenti-disciplinari/codice-deontologico
Timestamp: 2018-07-23 07:53:38+00:00

Document:
Il codice deontologico e di condotta professionale – in seguito anche semplicemente Codice – è l’insieme dei principi e delle norme che l’associato ad Apos, Associazione Professionale Operatori e Insegnanti Shiatsu, deve osservare nell'esercizio della propria professione.
Il presente codice, già ratificato dagli associati nell'Assemblea Ordinaria del 20 Novembre 2011 è stato aggiornato, per meglio recepire l’articolo 2 comma 2 della legge 14. 01. 2013 n° 4, “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 26.01. 2013 e, per adeguare tutti i dispositivi al nuovo Statuto approvato dagli associati nell'Assemblea Straordinaria del 16 Novembre 2014.
Tale complesso di principi e regole orientano il professionista nell'esercizio dell’attività professionale, garantendo al “consumatore” la qualità del loro operato.
Il presente codice, sottoscritto dall'associato, costituisce un vincolo per il professionista che è stato accettato nell'associazione, come previsti dallo Statuto negli articoli: Art.3 paragrafi e) ed f); e Art.5 paragrafo c), la mancata accettazione ed inosservanza cagiona l'applicazione di sanzioni disciplinari previste nell'articolo 7 paragrafo 7.1 e 7.2 del suddetto Statuto.
È demandata all'associazione, attraverso la propria organizzazione, la divulgazione del codice, la tutela del consumatore e dell’associato, nonché l’obbligo di vigilare sull'eventuale comportamento scorretto degli associati ai sensi dell’articolo 3 paragrafo e) dello Statuto medesimo.
Sarà cura dell’associazione dare soddisfazione a tutti i reclami pervenuti in applicazione di quanto previsto dall'articolo 3 comma g), comma h) e comma k) dello Statuto vigente.
Il codice di condotta di cui al comma 1 della nota all'articolo 2 della legge 4 – 2013, è comunicato, per la relativa adesione ad ogni associato.
Il Presidente nel caso in cui l’associato appartenga alle categorie Operatori Professionisti Attestati o Insegnanti Professionisti Attestati, a tutela del consumatore, dovrà rendere pubblico l’elenco degli associati aderenti a queste categorie e di segnalare all'utenza nello stesso contesto coloro che non lo abbiano sottoscritto.
Qualora si rendesse necessario, per la peculiarità delle professioni rappresentate, avere un “codice dedicato” per la professione di operatore e/o di insegnante, sarà anch'esso conservato ed aggiornato a cura del medesimo, che adotterà gli stessi criteri di cui sopra.
È demandato all'APOS, per mezzo del proprio rappresentante legale, l’obbligo di vigilare sull'eventuale comportamento scorretto degli associati ai sensi dell’articolo 2 comma 3 della legge 4 – 2013.
Principi e regole vincolanti per gli iscritti all'Apos, Associazione Professionale Operatori e Insegnanti Shiatsu
Gli Associati, nell'ambito della singola professione rappresentata dall'Associazione, si dividono nelle seguenti due categorie Operatori Shiatsu e Insegnanti Shiatsu:
Sono Operatori Professionisti Attestati coloro i quali, avendo soddisfatto i requisiti di cui all'articolo 4 e Art. 4 comma a) dello Statuto siano in possesso dei requisiti richiesti dal presente Statuto e dal Regolamento, e abbiano superato positivamente la valutazione prevista dal Regolamento dell'Associazione per il rilascio dell’Attestato di Qualità.
Sono Operatori Professionisti Aggiornati, coloro i quali, avendo soddisfatto i requisiti di cui all'articolo 4 e Art. 4 comma b) siano in possesso dei requisiti richiesti dal presente Statuto e dal Regolamento, che abbiano superato eventi previsti per la Formazione Permanente, ma che non hanno ancora richiesto di superare l’esame per il rilascio dell’Attestato di Qualità.
Sono Operatori Professionisti Ordinari, coloro i quali, avendo soddisfatto i requisiti di cui all'articolo 4 e Art. 4 comma c), in possesso dei requisiti richiesti dal presente Statuto e dal Regolamento, non abbiano ancora superato l’apposita valutazione o avendola superata non abbiano soddisfatto il Programma di Formazione Permanente.
Sono quegli Operatori Shiatsu che, in possesso dei requisiti di formazione per gli insegnanti previsti dallo Statuto e dal Regolamento, non hanno ancora superato l’apposita valutazione per iscriversi nell'Elenco degli Insegnanti Professionisti Attestati (EIA) o avendola superata non hanno soddisfatto il Programma di Formazione Permanente.
Gli associati ordinari, pur non svolgendo alcuna attività di carattere economico, pur non avendo gli stessi obblighi previsti per gli associati professionisti, sono tenuti ugualmente al rispetto ed all'osservanza dello statuto, del regolamento e dei principi deontologici e di condotta.
Entrambe le professioni rappresentate hanno in comune le stesse finalità meglio specificate nell'articolo 3 dello Statuto vigente.
L’associato Operatore, Apos, basa la sua attività professionale sul rapporto interpersonale e sull'applicazione di discipline energetiche, olistiche, naturali e tecniche corporee.
L’associato Insegnante, Apos, basa la sua attività professionale nell'applicazione delle strategie necessarie ed indispensabili per fornire all'utenza, conoscenze, abilità e competenze, durante l’iter formativo, ed una preparazione adeguata per consentire all'operatore a fine percorso di essere in grado di effettuare trattamenti in autonomia con capacità professionale ed imprenditoriale come previsto dallo Statuto e dal Regolamento.
L’associato professionale Apos, deve porre tutte le sue conoscenze e capacità al servizio della professione ed usare la massima scrupolosità nell'educare ed indirizzare le persone verso il miglioramento e la conservazione del benessere.
Tale associato è tenuto all'aggiornamento permanente delle proprie competenze ed a conseguire l’annuale attestato di qualità.
L’associato non professionista, pur praticando la propria disciplina in modo occasionale e di natura non economica, quando esercita la propria disciplina, dovrà mettere in pratica le proprie capacità, ed esperienze adottando tutti gli accorgimenti ed i comportamenti richiesti all'associato esercente, in quanto il metro di giudizio professionale prescinde dall'eventuale diverso titolo della prestazione.
L’associato Apos deve svolgere l’attività che gli compete, senza sconfinare nell'ambito di pertinenza di altre professioni, né trarre profitto dalla conoscenza del cliente o dell’allievo per esercitare azioni di concorrenza sleale.
In entrambi i casi gli associati potranno adire alle vie legali indipendentemente dai giudizi formulati.
L’associato insegnante, nello svolgimento della sua docenza si atterrà alla didattica ed al rispetto del rapporto docente discente evitando ogni sorta di promiscuità che potesse derivare dall'eventuale rapporto di sudditanza psicologica che si potrebbe creare durante lo svolgimento delle lezioni. Nei rapporti interpersonali egli assumerà ogni comportamento basato sulla correttezza e sulle norme del codice civile, impegnandosi a tutelare gli allievi.
L’associato professionista Apos, nel libero esercizio della propria attività, pone al centro del suo operato la persona, o la classe/gruppo, alla quale dedica la sua prestazione. Egli curerà in modo particolare la sua persona facendo attenzione all'aspetto, alla pulizia ed alla propria salute, nonché alla sua integrità psicofisica e morale.
Curerà il decoro e la pulizia del proprio studio o del proprio luogo di lavoro, concedendo all'utenza la miglior accoglienza nel rispetto della persona e delle leggi vigenti.
Sarà chiaro coerente e corretto nell'applicazione della propria parcella; se ha usato la prassi del consenso informato ne dovrà dare una copia all'utente allegandola alla fattura o ricevuta emessa.
Nella parcella dovranno essere presenti oltre ai dati richiesti dal regime fiscale adottato, il proprio numero identificativo nell'associazione nonché i dati di riferimento di Apos nel rispetto della legge 14. 01. 2013 n° 4, “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”.
In caso di contenzioso con i singoli professionisti e prima di adire altre autorità, i committenti delle prestazioni professionali possono rivolgersi allo sportello per il cittadino consumatore al fine di presentare i propri rilievi. All'atto del recepimento della segnalazione, l’associazione ai sensi degli articoli: Art.5 , Art.7 e Art. 21 dello statuto applicherà i dispositivi previsti dal codice deontologico e di condotta per risolvere la controversia.
In ogni caso, qualunque sia l'esito della procedura, non pregiudica il diritto del consumatore di adire all'autorità o al giudice competente ed all'associato di difendersi in altra sede.
Qualora le dichiarazioni rese dall'associato risultassero mendaci l’aspirante associato non sarà ammesso e se nel mentre fosse stato accettato verrà espulso e cancellato immediatamente dal libro degli associati per indegnità all'appartenenza nella categoria, a titolo risarcitorio non verrà restituita l’annualità versata. Tale provvedimento, a tutela del consumatore, sarà reso pubblico.
Le sanzioni disciplinari della censura, della sospensione temporanea e dell’espulsione dall'associazione non sono deontologicamente compatibili con l’assunzione e/o il mantenimento delle cariche di Presidente, consigliere, revisore dei conti o probiviro.
La censura e la sospensione temporanea dall'associazione sono rese pubbliche mediante affissione presso la bacheca nella sede nazionale dell’Associazione e a tutela del consumatore nell'apposito sito web
Le sanzioni sono deliberate dal Collegio dei Probiviri a conclusione del procedimento disciplinare, salvo “l’espulsione” che su richiesta del Collegio dei Probiviri sarà eseguita dal Presidente che la porrà all'ordine del giorno della successiva assemblea degli associati per la ratifica.
Contro il provvedimento di espulsione l’interessato può ricorrere all'assemblea degli associati presentando una memoria scritta da leggere all'assemblea stessa prima della votazione per la ratifica del provvedimento.
Tali norme tendono a tutelare la libera espressione dei componenti nell'esercizio del loro mandato, ma nel contempo a tutela del socio è necessario regolamentare i comportamenti e le prassi da seguire, qualora entrassero in conflitto i rapporti interni tra gli Organi dell’Associazione, le cariche istituzionali ed i componenti tra loro stessi.
Ogni conflitto all'interno del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Probiviri, del Collegio dei Revisori, del Comitato Tecnico Scientifico sarà risolto rispettivamente al loro interno.
Il Presidente porrà il caso all'ODG nella prima Assemblea utile ed i soci saranno chiamati, dopo discussione e memorie difensive, a decidere a maggioranza le sorti del contendere.

References: Art.3
 Art.5
 Art. 4
 Art. 4
 Art. 4
 Art.5
 Art.7
 Art. 21