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Timestamp: 2020-08-08 03:56:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14233 del 12/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14233 del 12/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 12/07/2016, (ud. 12/05/2016, dep. 12/07/2016), n.14233
sul ricorso 1570/2015 proposto da:
dell’avvocato LUISA GOBBI, rappresentati e difesi dall’avvocato
FRANCESCO CATALDO giuste procure a margine della prima e terza
pagina del ricorso;
AMT – AZIENDA MUNICIPALE TRASPORTI DI CATANIA, in elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA ENNIO QUIRINO VISCONTI 20, presso lo
studio dell’avvocato MARIO ANTONINI, rappresentato e difeso
dall’avvocato FRANCESCO ANDRONICO giusta procura speciale in calce
avverso la sentenza n. 1375/2013 della CORTE D’APPELLO di CATANIA
udito l’Avvocato Francesco Cataldo difensore dei ricorrenti che ha
Preliminarmente, ad integrazione di quanto osservato nella relazione, deve essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso per mancato conferimento di procura al difensore, nel presente giudizio di legittimità, da parte di G.R. e degli eredi di T. S.L., nei cui confronti tale declaratoria esonera da ogni altra motivazione.
Per gli altri ricorrenti, osserva il Collegio che il contenuto della sopra riportata relazione è pienamente condivisibile in quanto in linea con i precedenti di questa Corte e, in particolare, con la pronuncia n. 3932/2001 (relativa ad un caso assimilabile al presente in cui dipendenti dell’AMT di Catania chiedevano l’inclusione nella base di calcolo dello straordinario di emolumenti accessori aventi carattere fisso e continuativo, caso poi conclusosi definitivamente con il rigetto della domanda dei lavoratori giusta Cass., 17 novembre 2008, n. 27312).
In effetti, per ritenere illegittimamente escluse indennità, emolumenti ed altre voci non è rilevante la continuità della relativa corresponsione, che, secondo i ricorrenti ne imporrebbe la considerazione tra gli elementi della normale retribuzione, quanto piuttosto occorre verificare se gli stessi siano inclusi nella retribuzione “normale” secondo quanto stabilito dal contratto collettivo, dovendo dalla stessa rimanere escluse quelle voci che, per la relativa funzione e caratteristiche, siano rivolte a compensare particolari prestazioni e disagi specifici ovvero situazioni particolari meritevoli di tutela, anche se di fatto corrisposte con continuità (v. Cass. n. 27312/2008 cit.). E tale indagine, come esposto nella relazione, risulta essere stata correttamente condotta dalla Corte di merito attraverso l’interpretazione della normativa contrattuale.
Le spese del presente giudizio, per il principio della soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (con esclusione della G. e degli eredi T.S.) e vengono liquidate come da dispositivo.
Sussistono i presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti muniti di procura dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto della L. egge 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013). Tale disposizione trova applicazione ai procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013, quale quello in esame, avuto riguardo al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario (Sezioni Unite, sent. n. 3774 del 18 febbraio 2014).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso proposto da G. R., T.S.G.G., T.S. A. e T.S.G., quali eredi di T. S.L.. Rigetta il ricorso degli altri ricorrenti e condanna gli stessi a pagare all’AMT le spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 3.600,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, nonchè al rimborso delle spese forfetarie nella misura del 15%.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti muniti di procura, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 13