Source: https://instat.wordpress.com/2018/04/
Timestamp: 2019-08-19 02:20:07+00:00

Document:
aprile | 2018 | Instat
L’art. 6 chiarisce la Liceità del trattamento, che passa necessariamente per le condizioni espresse nel Regolamento, tra cui il consenso dell’interessato, l’esecuzione di un contratto, l’adempimento di un obbligo legale, l’esecuzione di un compito di interesse pubblico, il perseguimento di un interesse legittimo (quest’ultimo non applicabile per le Pubbliche Amministrazioni). Ciò comporta che per ogni Trattamento sia specificata la base giuridica che lo giustifica e spetta al Titolare, per il principio di accountability, dimostrare di aver adempiuto alla raccolta del consenso. L’art. 7 introduce il Diritto di revocare il consenso da parte dell’interessato e l’Art. 8, Art. 9 e Art. 10 approfondiscono alcuni aspetti relativi rispettivamente al Consenso dei minori, il Trattamento di categorie particolari di dati personali (sensibili) che presuppone il Consenso esplicito dell’interessato e di quelli relativi a Condanne penali e reati. Il Capo III tratta i Diritti dell’Interessato e si articola in diverse sezioni, tra cui: Trasparenza e modalità (Art. 12), Informazione ed accesso ai dati personali (Art. 13 – Art. 15), Rettifica e cancellazione (Art. 16 – Art. 20) Diritto di opposizione (Art. 21 e Art. 22). Quanto previsto nelle succitate Sezioni si traduce concretamente nell’obbligo per i Titolari di informare gli Interessati in modo chiaro, conciso e trasparente circa il Trattamento che intendono effettuare (Art. 12 – Art. 14) oltre che nel fornire esplicite ed ulteriori informazioni circa il Diritto dell’interessato ad opporsi al Trattamento dei Dati personali che lo riguardano (Art. 13). L’innovativo approccio del Regolamento si basa senz’altro sul nuovo concetto di Consenso quale risultato di un comportamento attivo da parte dell’Interessato, che ha chiaramente manifestato l’intenzione di far trattare i suoi Dati personali. La possibilità inoltre di esercitare i Diritti previsti nel Regolamento (Art. 15 – Art. 22) da parte dell’Interessato è senz’altro in sintonia con questo fattivo e nuovo approccio. Il Regolamento al Capo IV “Titolare del trattamento e responsabile del trattamento” introduce dei nuovi obblighi in capo a queste fondamentali figure. In particolare (Art. 24) “il Titolare del trattamento deve mettere in atto misure tecniche ed organizzative adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che il trattamento è effettuato conformemente al presente Regolamento. Dette misure sono riesaminate ed aggiornate qualora necessario.” Per dimostrare il rispetto degli obblighi in capo al Titolare, possono essere utilizzate l’adesione ai Codici di condotta (Art. 40) o ad un Meccanismo di certificazione (Art. 42). All’Art. 28 è contemplata la possibilità di individuare un Responsabile del trattamento, qualora il trattamento debba essere effettuato per conto del Titolare. E’ obbligo per il titolare di avvalersi di soggetti che garantiscono il rispetto del Regolamento. Attraverso un “contratto o altro atto giuridico” a norma del diritto UE, viene sancito il vincolo tra il Responsabile del trattamento ed il Titolare del trattamento, nel merito: l’oggetto del trattamento, la durata del trattamento, la natura e la finalità del trattamento, il tipo di dati personali e le categorie di interessati, gli obblighi e i diritti del Titolare del trattamento. Importante novità introdotta nel Regolamento è la tenuta del Registro delle attività di trattamento (Art. 30), a cura del Titolare o, se applicabile, del suo Rappresentante, nel quale vengono riportati, a titolo esemplificativo, i riferimenti ed i contatti del Titolare, l’indicazione dei Dati trattati, le Finalità del trattamento, gli interessati, le categorie di destinatari a cui i Dati sono stati o saranno comunicati, e ove possibile una descrizione generale delle misure di Sicurezza dei dati personali, tecniche ed organizzative di cui all’Art. 32 par.1. Anche il Responsabile è tenuto alla redazione del Registro. Il Regolamento (Art. 30 par. 5) esenta i Titolari che hanno meno di 250 dipendenti dal tenere il registro, salvo il caso in cui trattino Dati sensibili o siano presenti elevati rischi per gli Interessati. In questo modo non è più obbligatoria la notifica all’Anc (Autorità di controllo), ma è necessario esibire tale registro all’Anc (Autorità prevista nel Capo VI, Art. 51 – Art. 59), su richiesta. All’Anc dovrà essere invece comunicata entro 72 ore la Violazione dei dati personali (Data breach) (Art. 33), in applicazione della procedura di gestione di tale violazione, di cui deve rimanere traccia anche nell’organizzazione del Titolare. Si ricorda l’opportunità di adeguare le polizze assicurative in relazione a tale rischio! Tale accadimento dovrà essere comunicato tempestivamente anche all’Interessato (Art. 34), unitamente alle informazioni circa le misure di sicurezza implementate per porvi rimedio o attenuarne gli impatti. Un processo importante, previsto all’Art. 35, da porre in atto prima di un Trattamento potenzialmente lesivo per i diritti e le libertà delle persone fisiche, è la Valutazione di impatto privacy (Vip) sulla protezione dei dati personali. Nella fattispecie è lo strumento atto a valutare i potenziali rischi di uno o più Trattamenti, a dimostrazione della conformità dell’operato del Titolare alle norme del Regolamento. E’ previsto che l’Autorità di controllo stenda un elenco delle tipologie di trattamento soggette o meno a tale procedura. La Sezione IV (Art. 37 – Art. 39) è interamente dedicata all’introduzione di una nuova figura: il Responsabile della protezione dei dati “Data Protection Officer (DPO)”. La sua designazione è obbligatoria se “il trattamento è effettuato da una autorità pubblica o da un organismo pubblico, eccettuate le autorità giurisdizionali”, “le attività principali del Titolare del trattamento o del responsabile consistono in trattamenti che, per loro natura, ambito di applicazione e/o finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala”, oppure “le attività principali del Titolare del trattamento o del Responsabile consistono nel trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali di cui all’Art. 9 o di dati relativi a condanne penali e a reati di cui all’Art. 10”. Il DPO è designato in funzione delle qualità professionali, della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati. E’ figura apicale e può essere anche un consulente esterno, che svolge i suoi compiti in base ad un contratto di servizi. All’Art. 39 sono elencati i compiti attribuiti al DPO. Il Capo V disciplina i “Trasferimenti di dati personali verso paesi terzi o organizzazioni internazionali” (Art. 44 – Art. 50). Il Capo VI (Art. 51 – Art. 59) è incentrato sulle “Autorità di controllo indipendenti”, di cui già brevemente accennato. Il Capo VII è dedicato alla “Cooperazione e coerenza” (Art. 60 – Art. 76). A seguire, nel Capo VIII (Art. 77 – Art. 84) sono affrontati i temi dei “Mezzi di ricorso, responsabilità e sanzioni”. E’ in questo Capo che si trovano il “Diritto al risarcimento dei danni” (Art. 82) secondo cui il Titolare ed il Responsabile (in alcune fattispecie di comportamento) sono tenuti a risarcire all’interessato i danni (siano essi materiali o immateriali) subiti in ragione di un trattamento illecito, qualora Titolare e Responsabile non siano in grado di dimostrare che l’evento dannoso non è loro imputabile in alcun modo. All’Art. 83 vengono illustrate le “Condizioni generali per infliggere sanzioni amministrative pecuniarie”, che continuano ad essere “effettive, proporzionate e dissuasive”, in ragione anche degli elementi riportati al par. 2. Ai par. 4 e par. 5 sono riportati i massimali delle sanzioni amministrative pecuniarie inflitte, che possono arrivare a 20 milioni di € per le persone fisiche e al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente dell’impresa, per i casi di violazioni e non conformità. L’Autorità competente ad infliggere le sanzioni è l’Anc, che decide se e quanto sanzionare rispettivamente Titolare e Responsabile del trattamento. All’Art. 84 vengono introdotte le “Sanzioni” (chiaramente non amministrative). In questo caso viene lasciata discrezionalità a ciascun Paese, all’interno del proprio ordinamento giuridico nazionale, in merito all’introduzione di norme penali. Dette disposizioni è previsto che siano notificate alla Commissione entro il 25 maggio 2018. In questo ambito potrà venir meno il principio di omogeneità e non frammentazione della normativa, che invece ha ispirato l’intero Regolamento.
Turismo in Italia: andamento stagionale e Ponte del Primo Maggio 2018 – Bilanci e Previsioni – Europasia informa
Achille Colombo Clerici con Giovanni Legnini vincitore Premio Excellent 2018
Il primo di questi incontri ha avuto quale tema “-Qualità urbana, progettazione urbana” coordinatore Gianni Verga, relatori Alberico Belgiojoso, Enrico Maria Tacchi, Felice Perussia.
“Volentieri e con interesse ospitiamo questa serie di incontri organizzati da Ciam, ArchxMi e AIM sui temi dell’urbanistica.
Oggi si impone un nuovo approccio culturale sui temi dell’urbanistica e sui temi alla stessa connessi. Quali:
– Ecologia e Ambiente – Arte e Storia – Turismo Ma anche – Progresso e Tecnica
Vogliamo qualche esempio? Per non dire della storica prevenzione nei confronti della locazione abitativa privata, che ha prodotto i ben noti danni, ricordiamo che in nome del mantenimento della tradizione abbiamo optato per la conservazione acritica del manufatto edilizio contro ogni logica economica, ma anche sacrificando la sicurezza dell’edificato. E che dire poi della prevenzione verso la costruzione in altezza, contro ogni logica di interesse sociale ed economico? Solo ora ci accorgiamo di aver consumato una quantità smisurata di suolo.
Voglio ricordare le bellissime pagine dettate da Romano Guardini nelle sue ‘ Lettere dal lago di Como’. Briefe vom Comer See.
Guardini, filosofo esistenzialista cattolico tedesco, di origine italiana (occupava la cattedra di filosofia di Heidelberg, nell’Università dove aveva insegnato Immanuel Kant), nelle sue lettere scritte in tedesco nel 1959, osservando il dolce e armoniosamente classico paesaggio del comasco ( ‘vedevo un campanile e accanto una ciminiera’), e ricordando quello tedesco, occupato da capannoni e fabbriche, immagina lo snaturamento cui andrà incontro una volta sottoposto alle trasformazioni derivanti dal progresso tecnico.
La sua risposta non è sulla linea di Bernard Berenson il quale paradossalmente diceva: ‘l’Italia sarà bella sinché sarà povera’. In fondo auspicando il permanere di una condizione di arretratezza economica, ma, alla fine, anche culturale. Poiché si trattava di un vero e proprio appello a remare contro il progresso.
Guardini non è di questo avviso. La sua idea, espressa nella nona lettera, è quella che l’uomo si debba adoperare per ‘umanizzare la tecnica’ rifiutando i compromessi che portino a snaturare la terra, per ottenerne uno strumento viceversa per ‘umanizzare la terra’.
In questo passaggio la bellezza si trasforma e si perpetua.E’ questo il compito della nostra politica, ma ancor prima, della nostra cultura. E il nostro compito è quello di muovere in campo culturale per propiziare questo passaggio.”
L’”anima” della città è stata oggetto degli interventi del sociologo dell’ambiente e del territorio ed architetto Enrico Maria Tacchi, docente all’Università Cattolica di Brescia che in un interessante excursus ha preso in esame l’evoluzione delle conurbazioni dalle città-stato greche alle smart cities del XXI secolo: confermando l’ipotesi che le soluzioni proposte per migliorare la qualità della vita si basano sempre su giudizi di valore, anche se talvolta impliciti. È auspicabile allora che la ricerca scientifica non rinunci a porsi anche questioni di natura teleologica, assumendo le proprie responsabilità etiche, deontologiche e sociali. Mentre Felice Perussia, docente di Psicologia nell’Università di Torino – presso cui, tra l’altro, ha fondato la Facoltà di Psicologia – ha trattato il comportamento dell’abitante metropolitano che risponde sempre a precise regole (un esempio: osservando, con la più evoluta tecnologia fotografica, il transito in piazza Duomo si è accertato che i passanti percorrono degli ideali “tratturi”, cioè prevalentemente i medesimi itinerari, quasi fossero guidati da invisibili binari).
Alberico Barbiano di Belgiojoso, Gianni Verga, Achille Colombo Clerici a Caidate

References: Art. 9
 Art. 10
 Art. 15
 Art. 20
 Art. 22
 Art. 14
 Art. 22
 Art. 51
 Art. 59
 Art. 39
 Art. 50
 Art. 59
 Art. 76
 Art. 84