Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2417-del-31-01-2017
Timestamp: 2020-07-14 12:08:38+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2417 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2417 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/01/2017, (ud. 26/10/2016, dep.31/01/2017), n. 2417
sul ricorso 23177/2011 proposto da:
P.M.G., elettivamente domiciliata in ROMA VIA LUIGI
LUCIANI 1, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO CARLEO, che la
rappresenta e difende con procura speciale notarile del Not. Dr.
C.L. in ROMA rep. n. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 97/2011 della COMM. TRIB. REG. del LAZIO,
udito per il ricorrente l’Avvocato RICCIAI per delega con incarico
verbale dell’Avvocato CARLEO che ha chiesto l’accoglimento;
P.M.G., attrice di teatro e di cinema, proponeva ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Roma avverso il silenzio-rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso dell’IRAP versata per gli anni dal 1998 al 2001.
La sentenza di rigetto del ricorso veniva impugnata dalla contribuente dinanzi alla Commissione tributaria regionale del Lazio, che accoglieva l’appello.
La Corte di cassazione, adita dall’Ufficio, annullava la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della commissione tributaria.
Con sentenza del 2.5.2011 la Commissione tributaria regionale del Lazio rigettava il ricorso introduttivo della contribuente.
Avverso tale pronuncia, P.M.G. propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.
1. Con l’unico motivo di ricorso la contribuente deduce “omessa e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5” per non avere la C.T.R. spiegato perchè, pur emergendo dalla documentazione prodotta in atti l’assenza di cespiti nel registro dei beni ammortizzabili nonchè l’assenza nel quadro E di emolumenti corrisposti a terzi, avesse ritenuto sussistente il requisito dell’autonoma organizzazione.
Nel caso di specie, la motivazione della sentenza impugnata si risolve nella seguente proposizione: “Sulla base della documentazione esibita, la contribuente non ha diritto al richiesto rimborso in quanto non sono stati forniti concreti elementi atti a dimostrare l’assenza, nel caso di specie, della “organizzazione di capitali e lavoro altruì, circostanza questa che, in mancanza di specifiche disposizioni normative, costituisce questione di mero fatto, cioè deve essere verificata dí volta in volta”.
Siffatta motivazione si palesa del tutto insufficiente, in quanto priva di ogni riferimento alla fattispecie concreta, nonostante la contribuente avesse prodotto apposita documentazione attestante – secondo il proprio assunto – l’insussistenza del presupposto impositivo, non consentendo, in tal modo, di individuare i fatti ritenuti giuridicamente rilevanti in ordine alla affermata imposizione IRAP, non evidenziando gli elementi considerati o i presupposti della decisione ed impedendo così ogni controllo sul percorso logico-argomentativo seguito per la formazione del convincimento del giudice.
3. Il ricorso va dunque accolto e la sentenza impugnata cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.
Non ricorrono, difatti, i presupposti per la decisione nel merito, essendo necessario che il giudice del rinvio, sulla base dell’esame della documentazione prodotta in giudizio, accerti in concreto la sussistenza o meno del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 sentenza