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Timestamp: 2018-12-10 20:38:49+00:00

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2 Camoscio Classe Maschi 2 o più anni Yearling maschio/femmina Femmine 2 o più anni Classe 0 maschio/ femmina 1 agosto - 15 dicembre 1 settembre - 15 dicembre Periodo Capriolo Classe Zona Periodo Maschio ATC 1 giugno -15 luglio 15 agosto - 30 settembre Femmina e Cl. 0 ATC 1 gennaio - 15 marzo Classe Zona Periodo Maschio CA 1 giugno -15 luglio 15 agosto - 15 novembre Femmina e Cl. 0 CA 15 settembre - 15 dicembre Nell ambito della suddivisione dei periodi i distretti di bassa valle dei CA possono essere assimilati a quelli degli A.T.C.. Cervo* Classe Maschio Cl. I Femmina e Cl. 0 Maschio Periodo 1 agosto 15 settembre 15 ottobre 15 dicembre 15 ottobre - 15 dicembre (1-14 ottobre secondo regolamento**) NOTA: * nei distretti di bassa valle il prelievo è consentito fino al 31 gennaio. ** dal 01 al 14 ottobre il prelievo del maschio, a chi pratica l assegnazione nominativa può essere autorizzato esclusivamente ai sensi di specifico regolamento deliberato da ogni ATC o CA e trasmesso alla Regione, tenendo conto almeno delle seguenti disposizioni: - può essere assegnato, in rapporto 1:1, un numero massimo di capi pari al 50% del piano dei maschi di classe III; - le uscite di caccia nonché il prelievo devono essere distribuiti omogeneamente sull intera superficie del distretto; - il cacciatore autorizzato deve essere accompagnato da personale tecnico in possesso di titolo di studio in materia faunistica oppure da altro personale che abbia ottenuto la qualifica di accompagnatore a seguito di specifico corso, ai sensi dell art. 2, comma 2 della l.r. 17/1999, organizzato dalla Provincia in accordo con gli ATC o CA. Il superamento del corso dà diritto ad un attestato di accompagnatore alla caccia di selezione del cervo. Non è prevista l equipollenza del suddetto attestato, per le medesime finalità, in altri ATC o CA della Regione Piemonte. Per le finalità di cui sopra non sono riconosciuti attestati di abilitazione rilasciati da altre Amministrazioni od organismi, stante la diversità del contesto operativo ed ambientale piemontese rispetto a quello di rilascio; il corso deve comunque prevedere le seguenti materie: - biologia e etologia; - riconoscimento delle classi oggetto di prelievo; - tecniche di prelievo; - principi di balistica e norme di sicurezza. Muflone Classe Zona Periodo Maschi 2 o più anni Yearling maschio ATC 1 agosto - 30 settembre Tutte ATC 1 novembre - 31 gennaio Maschi 2 o più anni CA 1 agosto - 15 dicembre Yearling maschio/femmina Tutte CA 1 settembre - 15 dicembre Nota: Nelle A.F.V. e A.A.T.V., caratterizzate da una bassa pressione di caccia e nelle quali è previsto l affiancamento del cacciatore da parte di un accompagnatore incaricato dall azienda, i periodi di caccia ammessi II
3 sono: muflone: dal 1 agosto al 31 gennaio; cervo: dal 1 agosto al 31 gennaio; Daino Classe Maschio Cl. I Maschio Cl. I - II o più anni Tutte Periodo 1 settembre - 30 settembre 1 novembre - 31 dicembre 1 gennaio - 15 marzo Cinghiale Classe ST - RO - MM Tutte Periodo 15 aprile - 31 gennaio 1 ottobre - 31 gennaio p) specie cacciabili dal 28 settembre al 28 dicembre o dal 1 novembre al 31 gennaio, anche in forma non selettiva: cinghiale L esercizio venatorio dal 1 al 31 gennaio è consentito esclusivamente da appostamento temporaneo, ad eccezione di quello relativo alle specie: - volpe e cinghiale a squadre, anche con l'ausilio dei cani; - ungulati in prelievo selettivo; - fagiano, negli istituti privati della caccia, A.F.V. e A.A.T.V. ove la specie è oggetto di incentivazione e di piani numerici di prelievo, anche con l ausilio dei cani Negli istituti a gestione privata della caccia A.A.T.V., il prelievo delle specie starna e pernice rossa è consentito, in deroga a quanto previsto al punto 1.1. lettera d), fino al 31 dicembre. 2) CARNIERE 2.1. Per ogni giornata di caccia al cacciatore è consentito il seguente abbattimento massimo: - due capi di fauna selvatica stanziale di cui una sola lepre comune, - dieci capi delle specie migratorie di cui non più di due beccacce, cinque tortore e cinque quaglie Durante l intera stagione venatoria ogni cacciatore può abbattere complessivamente un numero massimo di capi di fauna selvatica così stabilito: a) cinghiale: venticinque capi annuali, con il limite di cinque capi giornalieri in deroga al punto 2.1; b) coturnice, pernice bianca, fagiano di monte, lepre bianca: complessivamente quattro capi annuali nel rispetto del piano numerico di prelievo, i Comitati di gestione dei C.A. possono limitare il carniere giornaliero ad un capo per ogni specie; c) lepre comune: cinque capi annuali; d) starna e pernice rossa: cinque capi annuali per specie, nel rispetto del piano di prelievo numerico di prelievo approvato dalla Giunta regionale; e) fagiano: trenta capi annuali; f) minilepre: sessanta capi annuali con il limite di 15 capi giornalieri in deroga al punto 2.1.; g) coniglio selvatico, cornacchia grigia, cornacchia nera, gazza, ghiandaia: cinquanta capi annuali per specie, con il limite di dieci capi giornalieri per specie in deroga al punto Per i cervidi e i bovidi il prelievo è in base ai piani di prelievo selettivo approvati dalla Giunta regionale Durante l intera stagione venatoria ogni cacciatore può inoltre abbattere complessivamente un numero di capi di specie migratorie o di specie non comprese tra quelle elencate nel punto 2.2., non superiore a cinquanta di cui non più di dieci beccacce, venticinque tortore e venticinque quaglie. 3) GIORNATE E ORARI III
4 3.1. Ai sensi dell articolo 18, comma 5 della Legge 157/1992, il numero di giornate di caccia settimanali per ogni cacciatore è di tre Fermo restando il limite di cui al punto 3.1: A) negli ATC: a) l attività venatoria è consentita nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica; b) la caccia di selezione agli ungulati, è consentita nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. I Comitati di gestione possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1., le giornate destinate al prelievo selettivo, che possono coincidere con le altre forme di caccia; B) nei CA: a) l attività venatoria è consentita nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica; b) la caccia di selezione agli ungulati, è consentita nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. I Comitati di gestione possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1. le giornate per la caccia programmata e quelle per il prelievo selettivo che possono coincidere con le altre forme di caccia; C) il prelievo delle specie migratorie è consentito nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica, in ogni A.T.C. e C.A.. I Comitati di gestione possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1., le giornate destinate al prelievo o consentire la libera scelta del cacciatore; D) nel territorio destinato alla caccia riservata a gestione privata, l attività venatoria è consentita nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica Ai sensi dell articolo 18, commi 5 e 7 della Legge 157/92: - l esercizio venatorio è vietato in tutto il territorio regionale nelle giornate di martedì e venerdì; - la caccia è consentita da un ora prima del sorgere del sole fino al tramonto; - la caccia di selezione agli ungulati è consentita fino ad un ora dopo il tramonto. 4) ORA DI INIZIO E TERMINE DELLA GIORNATA VENATORIA 4.1. L'ora di inizio e termine di ogni giornata venatoria è definita secondo i seguenti orari medi mensili arrotondati, desunti dall'osservatorio Astronomico di Torino: - dal 15 al 30 aprile dalle ore 5,30 alle ore 19,50; - dal 1 al 30 maggio dalle ore 4,50 alle ore 20,30; - dal 1 al 30 giugno dalle ore 4,30 alle ore 20,45; - dal 1 al 31 luglio dalle ore 4,45 alle ore 20,45; - dal 1 al 31 agosto dalle ore 5,15 alle ore 20,15; - dal 1 al 30 settembre dalle ore 5,50 alle ore 19,30; - dal 1 al 25 ottobre: dalle ore 6,15 alle ore 18,30; - dal 26 ottobre al 30 novembre: dalle ore 5,45 alle ore 17,15; - dal 1 al 31 dicembre: dalle ore 6,30 alle ore 16,45; - dal 1 al 31 gennaio: dalle ore 6,45 alle ore 17,15; - dal 1 al 28 febbraio dalle ore 6,00 alle ore 18,00; - dal 1 al 15 marzo dalle ore 5,30 alle ore 18,15. 5) MEZZI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA VENATORIA 5.1. Ai sensi dell articolo 13, commi 1, 2 e 4 della legge 157/1992, l esercizio dell attività venatoria è consentito con i mezzi di seguito riportati: a) fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12; b) fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica con caricatore contenente non più di due colpi, di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri 40; IV
5 c) fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6; d) arco e falco Nella zona faunistica delle Alpi è vietato l uso del fucile con canna ad anima liscia a ripetizione semiautomatica salvo che il relativo caricatore sia adattato in modo da non contenere più di un colpo L uso del fucile con canna ad anima rigata è consentito, nell ambito dei piani di prelievo selettivo degli ungulati ruminanti e per il prelievo delle specie cinghiale e volpe, con le limitazioni riportate nelle Istruzioni operative Sono vietati tutte le armi e tutti i mezzi per l esercizio venatorio non esplicitamente ammessi dall articolo 13 della l. 157/ Il titolare della licenza di porto di fucile anche per uso di caccia è autorizzato, per l esercizio venatorio, a portare, oltre alle armi consentite, gli utensili da punta e da taglio atti alle esigenze venatorie. 6) Sono da ritenersi non valide le indicazioni contenute nel tesserino venatorio regionale predisposto, per ragioni tecniche, prima dall approvazione del presente calendario venatorio, qualora risultino in contrasto con le disposizioni del medesimo. L ASSESSORE ALL AGRICOLTURA E FORESTE, CACCIA E PESCA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE V
6 ALLEGATO B 1) TESSERINO REGIONALE ISTRUZIONI OPERATIVE SUPPLEMENTARI 1.1. I titolari di licenza di porto di fucile per uso caccia (compresi quelli residenti all estero) devono essere muniti di apposito tesserino regionale rilasciato dai Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A. nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 12, comma 12 della l. 157/ I cacciatori residenti nella Regione Piemonte o all estero devono restituire il tesserino dell'annata precedente al Comitato di gestione dell'a.t.c. o del C.A. all'atto della richiesta del tesserino per l'annata venatoria successiva. Ai fini di monitorare i dati relativi agli abbattimenti effettuati nell attività venatoria il Comitato di gestione dell A.T.C. e del C.A. adotta una scheda riepilogativa, su modello predisposto dalla Regione da consegnare ad ogni cacciatore ammesso. Sulla scheda il cacciatore deve annotare i capi abbattuti sul territorio regionale durante l intera stagione venatoria. Tale scheda deve essere restituita, compilata in ogni sua parte, ai Comitati di gestione degli A.T.C. e C.A. entro il 15 febbraio Il tesserino deve avere il timbro indelebile attestante l'a.t.c. o il C.A. in cui il cacciatore è autorizzato ad esercitare l'attività venatoria I cacciatori residenti nella Regione Piemonte che esercitano l'attività venatoria esclusivamente nelle zone destinate a gestione privata o in altre Regioni devono ritirare il tesserino venatorio presso l'a.t.c. o il C.A. di residenza del cacciatore o per i residenti in Provincia di Torino presso la Regione Piemonte - Settore Tutela e gestione della fauna selvatica e acquatica - C.so Stati Uniti, 21 - Torino Il cacciatore che esercita l attività venatoria in altre Regioni, in periodi diversi da quelli consentiti nella Regione Piemonte, deve utilizzare le pagine in bianco, poste al fondo del tesserino venatorio regionale, nel rispetto delle disposizioni vigenti nella Regione ove esercita l attività Il cacciatore, all atto dell inizio dell attività venatoria, deve annotare in modo indelebile con il segno X l apposito spazio del tesserino venatorio indicante il giorno di caccia e, con un puntino, i capi di fauna selvatica non appena abbattuti e a recupero avvenuto. In caso di deposito degli stessi, deve aggiungere un cerchio attorno al puntino Le giornate di caccia ovunque effettuate sono cumulate In caso di smarrimento o di sottrazione del tesserino, il titolare, al fine di ottenere il duplicato, deve dimostrare di aver provveduto a denunciare il fatto all autorità di pubblica sicurezza e deve esibire l attestazione del versamento delle tasse di concessione regionale relative all abilitazione venatoria Le specie oggetto di prelievo non indicate sul tesserino venatorio ma contenute al punto 1 del calendario venatorio regionale, devono essere annotate negli appositi spazi bianchi L utilizzo dei cani può essere autorizzato negli A.T.C. e nei C.A. dai rispettivi organismi di gestione, per la stagione venatoria di riferimento. Tale attività può essere esercitata: - nei giorni indicati sull autorizzazione nominativa rilasciata dai Comitati di gestione e negli orari previsti per l attività venatoria; - senza l impiego dei mezzi di cui al punto 5 del Calendario venatorio; - da chi abbia effettuato il versamento della relativa quota di partecipazione economica, stabilita dal Comitato di gestione per l ammissione dei cacciatori, che non costituisce ammissione all A.T.C. o C.A.; - senza il possesso del tesserino venatorio; - mediante l utilizzo, da parte di ogni soggetto autorizzato, di due cani o di cani appartenenti ad una muta specializzata a cui l Ente Nazionale Cinofilia Italiana (E.N.C.I.) abbia rilasciato apposito brevetto di idoneità. 2) AZIENDE FAUNISTICO-VENATORIE E AZIENDE AGRI-TURISTICO-VENATORIE 1
7 2.1. Nel territorio destinato alla caccia riservata a gestione privata l'esercizio dell'attività venatoria è consentito per le specie oggetto di incentivazione e secondo i piani annuali di abbattimento approvati dalla Giunta regionale Anche per le aziende faunistico-venatorie (A.F.V.) e agri-turistico-venatorie (A.A.T.V.) si applicano le disposizioni di cui al punto 1.6 delle presenti istruzioni operative relativamente all annotazione delle giornate di caccia e dei capi abbattuti, ad eccezione delle specie oggetto di incentivazione faunistica, degli ungulati e della tipica fauna alpina, approvati dalla Giunta regionale ai sensi della D.G.R dell e s.m.i Gli uffici regionali competenti e gli A.T.C. ed i C.A. rilasciano ai cacciatori residenti all estero, che esercitano l attività venatoria esclusivamente nelle A.F.V. e nelle A.A.T.V. del Piemonte, il tesserino venatorio, nel rispetto di quanto previsto dall art. 12, comma 12 della l. 157/ Il concessionario è tenuto a far applicare, al capo non appena abbattuto e a recupero avvenuto, il previsto contrassegno inamovibile alla tipica fauna alpina ed agli ungulati, compreso il cinghiale nella zona faunistica delle Alpi e, anche in pianura se il prelievo è selettivo, e a far compilare la scheda rilevamento dati. 3) PERIODO PER L ADDESTRAMENTO E L ALLENAMENTO DEI CANI 3.1. I Comitati di gestione dei C.A. possono autorizzare l utilizzo dei cani, finalizzato all effettuazione dei censimenti nel C.A. interessato, dal 1 al 14 agosto, a quote inferiori a m. ed in apposite zone individuate dagli stessi Il cacciatore può esercitare l addestramento e l allenamento dei cani da caccia nell ambito di caccia ove risulti ammesso all esercizio dell attività venatoria come segue: nei C.A. : - a quote inferiori a m. ed in apposite zone individuate dal Comitato di gestione, dal 16 agosto al 31 agosto, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì; - dal 1 settembre fino al 24 settembre compreso, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì, nei terreni destinati all esercizio dell attività venatoria, ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione; negli A.T.C.: - dal 16 agosto al 24 settembre compreso, anche ai fini dell effettuazione dei censimenti, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì, nei terreni destinati all esercizio dell attività venatoria, ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione L addestramento dei cani nelle Z.P.S. e nelle Z.S.C. ricadenti nel territorio degli A.T.C., dei C.A., delle A.F.V. e delle A.A.T.V. può essere effettuato a partire dal 1 settembre fino al 24 settembre compreso, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì, nei terreni destinati all esercizio dell attività venatoria, ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione L attività di addestramento ed allenamento dei cani da caccia rimane invariata anche nel caso di modifica dei periodi dell attività venatoria a determinate specie e può proseguire negli A.T.C. e C.A., nelle A.F.V. e A.A.T.V. fino al 31 dicembre compreso Le operazioni di addestramento e di allenamento dei cani sono vietate a distanza inferiore a 100 metri dai luoghi in cui la caccia è vietata e dalle A.F.V. e A.A.T.V.. 4) DIVIETI E LIMITAZIONI 4.1. Ai fini dell applicazione del presente Calendario venatorio si applicano i divieti di cui all articolo 21 della l. 157/1992 e all articolo 40, comma 4, della l.r. 5/ L uso del fucile con canna ad anima rigata può essere limitato o altrimenti disciplinato dai Comitati di gestione degli A.T.C. qualora non sussistano i presupposti morfo-altimetrici del territorio, nonché le condizioni di copertura boschiva e vegetativa, che permettano di svolgere l attività venatoria in sicurezza E vietato l impiego del fucile con canna ad anima rigata al cacciatore singolo per il prelievo del cinghiale nella zona faunistica di pianura, fatta eccezione per il prelievo selettivo o dagli appostamenti di cui al punto
8 4.4. Negli istituti a gestione privata della caccia di pianura, le eventuali limitazioni all uso del fucile con canna ad anima rigata sono stabilite dai concessionari delle singole aziende L utilizzo del fucile con canna ad anima rigata per il prelievo della specie volpe è consentito esclusivamente previa autorizzazione nominativa rilasciata dal Comitato di gestione o, negli istituti a gestione privata della caccia, dai concessionari delle singole aziende E altresì consentito l uso del fucile con canna ad anima rigata qualora si predispongano appostamenti per gli ungulati, tali strutture non sono appostamenti fissi, ai sensi dell art. 5, comma 5 della l. 157/ In assenza di norme che regolamentino l allevamento, la vendita e la detenzione di uccelli utilizzabili come richiami vivi appartenenti alle specie di cui all art. 4, comma 4, della l. 157/1992, nel territorio della Regione Piemonte non ne è consentito il loro utilizzo. 5) ESERCIZIO DELL ATTIVITA VENATORIA IN AREE CONTIGUE AD AREE PROTETTE 5.1. Nelle aree contigue ai confini delle aree protette, delimitate ai sensi dell art. 6 della l.r , n. 19 ( Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità ) l attività venatoria è consentita secondo quanto previsto dall artico 2, comma 3 della l.r. n. 11 del ) DISPOSIZIONI PARTICOLARI 6.1. I Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A. regolamentano il prelievo degli ungulati e della tipica fauna alpina nel rispetto delle Linee guida regionali e possono, altresì, regolamentare esclusivamente la caccia a squadre, al cinghiale ed alla volpe, anche con l'ausilio dei cani. Non sono valide le disposizioni regolamentari degli A.T.C. e dei C.A. non previste o in contrasto con le disposizioni vigenti. I Comitati di gestione regolamentano, inoltre, la fruizione venatoria delle aree a caccia specifica (ACS) ubicate nel territorio di competenza. Per le violazioni delle disposizioni regolamentari degli A.T.C. e dei C.A. nei casi del presente punto si applica la sanzione amministrativa prevista dall art. 40, comma 5, lett. dd), della l.r. 5/ I contrassegni previsti dalle disposizioni regionali, rilasciati dagli A.T.C. e dai C.A. ai cacciatori, devono essere restituiti ai medesimi organismi entro e non oltre il 30 marzo. Il Presidente del Comitato di gestione deve comunicare alla Provincia i nominativi dei cacciatori inadempienti. La mancata restituzione comporta la sanzione amministrativa prevista dall art. 40, comma 5, lett. i), della l.r. 5/2012. L organismo di gestione faunistico-venatoria trasmette il rendiconto dei contrassegni, consegnati e restituiti, al competente Settore tutela e gestione della fauna selvatica e acquatica entro il mese di aprile, utilizzando gli specifici prospetti pubblicati sul sito del Settore anzidetto ( ) ATTIVITA VENATORIA NELLE AREE DELLA RETE NATURA 2000 (DIRETTIVE 92/43/CEE HABITAT e 2009/147/CEE UCCELLI ) 7.1. L attività venatoria nelle aree della Rete Natura 2000, salvo che nei siti ricadenti nelle Province di Novara e Vercelli dotate di Piano faunistico-venatorio sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) e Valutazione di Incidenza (V.I.), è vietata fino alla conclusione delle procedure previste dalla Valutazione di Incidenza (V.I.) di cui all art. 5, comma 2 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni e all art. 43 della l.r. 19/2009 ed è subordinata al rispetto delle prescrizioni e delle raccomandazioni così come esplicitate negli specifici provvedimenti adottati dalle Strutture competenti Fatte salve le eventuali disposizioni più specifiche che saranno previste dalle Misure di conservazione e dai Piani di gestione dei siti della Rete Natura 2000, ai sensi del Decreto del Ministro dell Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare in data 22 gennaio 2009 ( Modifica del Decreto 17 3
9 ottobre 2007, concernente i criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione (ZSC) e Zone di protezione speciale (ZPS) ) pubblicato sulla G.U. n 33 del e recepito con D.G.R. n del come integrata con D.G.R. n del , è vietato: a) effettuare la preapertura dell'attività venatoria, con l'eccezione della caccia di selezione agli ungulati; b) utilizzare munizionamento a pallini di piombo all interno delle zone di cui all allegato B della D.G.R. n del ( Disposizioni sull attività venatoria nelle zone di protezione speciale in applicazione del D.M. 17 ottobre 2007 ), di seguito elencate: IT Lago di Viverone IT Garzaia del Rio Druma IT Risaie Vercellesi IT Lama del Badiotto e Garzaia della Brarola IT Palude di San Genuario e San Silvestro IT Lago di Mergozzo e Mont'Orfano IT Garzaie novaresi IT Fiume Tanaro e Stagni di Neive IT Zone umide di Fossano e Sant'Albano Stura IT Fiume Po - Tratto vercellese e alessandrino (1) (1) esclusivamente nelle zone in cui è esposta esplicita tabellazione; tali zone sono indicate nella cartografia consultabile all indirizzo c) effettuare ripopolamenti faunistici a scopo venatorio, ad eccezione di quelli con soggetti appartenenti a sole specie e popolazioni autoctone provenienti da allevamenti nazionali, o da zone di ripopolamento e cattura, o dai centri pubblici e privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale insistenti sul medesimo territorio; d) abbattere esemplari appartenenti alla specie pernice bianca (Lagopus mutus) fatte salve le zone ove sia monitorato e verificato un favorevole stato di conservazione della specie mediante l effettuazione di adeguati censimenti primaverili ed estivi secondo le disposizioni di cui alla D.G.R. n del ( Linee guida per la gestione ed il prelievo degli ungulati selvatici e tipica fauna alpina ); e) svolgere l'attività di addestramento di cani da caccia prima del 1 settembre e dopo la chiusura della stagione venatoria, fatte salve le zone sottoposte a procedura di valutazione positiva ai sensi dell art. 5 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni; f) costituire nuove zone per l'allenamento e l'addestramento dei cani e per le gare cinofile, nonché ampliare quelle esistenti; fatte salve quelle sottoposte a procedura di valutazione positiva ai sensi dell art. 5 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni; g) distruggere o danneggiare intenzionalmente nidi e ricoveri di uccelli; h) l esercizio dell attività venatoria nel mese di gennaio, con l eccezione della caccia da appostamento temporaneo e in forma vagante alla specie volpe anche con l ausilio dei cani limitatamente alle giornate di mercoledì e della domenica nonché con l eccezione della caccia agli ungulati Per le violazioni delle disposizioni di cui al punto 7.1. si applica la sanzione amministrativa prevista dall art. 55, commi 15 e 16 della l.r. 19/2009, a seconda delle fattispecie da sanzionare Per le violazioni delle disposizioni di cui al punto 7.2. si applica la sanzione amministrativa prevista dall art. 40, comma 5, lett. dd), della l.r. 5/ ) PUBBLICITA' DEGLI ATTI 8.1. I Comitati di gestione devono dare adeguata pubblicità al calendario venatorio, alle istruzioni operative supplementari ed alle modifiche dei periodi dell attività venatoria. A tale scopo le predette disposizioni sono inserite a cura del Settore competente nell apposita sezione del Sito Caccia, Pesca ed acquacoltura all indirizzo: 4
10 8.2. I Comitati di gestione, inoltre, devono dare adeguata pubblicità in ordine ai seguenti aspetti: - piano di prelievo numerico per le specie: starna, pernice rossa, volpe, pernice bianca, coturnice, fagiano di monte, lepre bianca, cervo, capriolo, camoscio, muflone, daino e cinghiale in selezione; - chiusura della caccia a quelle specie il cui piano di prelievo sia stato completato Gli organismi di gestione faunistico-venatoria (A.T.C. e C.A.) e i concessionari delle A.F.V. e delle A.A.T.V. devono porre in essere tutte le possibili azioni atte a informare i cacciatori della presenza delle ZPS e ZSC sui territori di competenza e delle relative limitazioni. L ASSESSORE ALL AGRICOLTURA E FORESTE, CACCIA E PESCA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 5

References: art. 2
 articolo 18
 articolo 18
 articolo 13
 articolo 13
 art. 12
 articolo 21
 articolo 40
 art. 5
 art. 4
 art. 6
 art. 40
 art. 40
 art. 5
 art. 43
 art. 5
 art. 5
 art. 55
 art. 40