Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8005-del-28-03-2017
Timestamp: 2020-06-07 06:24:28+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 8005 del 28/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8005 del 28/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.28/03/2017), n. 8005
sul ricorso 26737-2014 proposto da:
L.A., elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO VITTORIO
EMANUELE II 18, presso lo studio dell’avvocato LESSONA STUDIO
LEGALE, rappresentata e difesa dall’avvocato MAURO MONTINI;
avverso la sentenza n. 686/2013 del TRIBUNALE di FIRENZE, depositata
il 14/06/2013;
1. che con ordinanza in data 13.5.2014 la Corte d’appello di Firenze ha dichiarato inammissibile, ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., gli appelli proposti dal Comune di Firenze e da L.A. avverso la sentenza di primo grado la quale, in parziale accoglimento della domanda proposta dalla lavoratrice, aveva condannato l’ente territoriale al pagamento in favore di questa, a titolo di risarcimento del danno, di una somma pari a quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita, oltre accessori.
2. che per la cassazione della sentenza di primo grado il Comune di Firenze ha proposto ricorso affidato a due motivi;
3. che la intimata ha resistito con controricorso;
4. che il Comune di Firenze ha depositato atto di rinunzia al ricorso per cassazione notificato a controparte;
5. che la rinuncia non è stata accettata, ma tale circostanza, non applicandosi l’art. 306 c.p.c. al giudizio di cassazione, non rileva ai fini dell’estinzione del processo;
5.1 che, infatti, la rinunzia al ricorso per cassazione non ha carattere cosiddetto accettizio, che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28675; Cass. 15 ottobre 2009, n. 21894; Cass. 5 maggio 2011, n. 9857; Cass. 26 febbraio 2015, n. 3971) ma pur sempre carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c. che essa sia notificata alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259). Ciò deriva anche dall’art. 391, comma 4 secondo cui in caso di rinuncia, non è pronunciata condanna alle spese se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente, o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
5.2 che l’accettazione della controparte rileva dunque unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo l’art. 391 c.p.c., comma 2 che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.
5.3. che a tanto consegue la declaratoria di estinzione del processo;
6. che sussistono i presupposti per farsi luogo alla compensazione delle spese attesa la necessità dell’intervento chiarificatore delle sezioni unite in merito alla questione relativa alla decorrenza del termine di impugnazione in ipotesi di ordinanza ex art. 348 bis c.p.c. (Cass. ss.uu. n. 25043 del 2016);
7. che in materia di impugnazioni, la declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (Cass. ord. n. 19560 del 2015).
La Corte dichiara l’estinzione del giudizio. Compensa le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 348
 art. 13