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D. LGS. N. 22/2015: IL NUOVO TRATTAMENTO DI DISOCCUPAZIONE (NASPI)
Posted By pietrogallo On 09/21/2015 @ 16:35 In LAVORO,WELFARE | Comments Disabled
Testo del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22, emanato in attuazione della legge-delega 10 dicembre 2014, n. 183, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2015, n. 54
Visti gli articoli 76 [1], 87 [2], quinto comma, e 117 [3], terzo comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 1, comma 1 [4], della legge 10 dicembre 2014, n. 183 [5], il quale, allo scopo di assicurare, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale e di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato del lavoro ovvero siano beneficiari di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure amministrative e riducendo gli oneri non salariali del lavoro, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali, tenuto conto delle peculiarità dei diversi settori produttivi;
Visto l’articolo 1, comma 2, lettera b) [4], della citata legge n. 183 del 2014 [5], recante i criteri di delega relativi al riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali con riferimento agli strumenti di sostegno in caso di disoccupazione involontaria, in particolare tramite la rimodulazione dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI);
Visto l’articolo 1, comma 3 [4], della legge n. 183 del 2014 [5], il quale, allo scopo di garantire la fruizione dei servizi essenziali in materia di politica attiva del lavoro su tutto il territorio nazionale, nonché di assicurare l’esercizio unitario delle relative funzioni amministrative, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;
Visto l’articolo 1, comma 4, lettera p) [4], della legge n. 183 del 2014 [5], recante il criterio di delega relativo all’introduzione di principi di politica attiva del lavoro che prevedano la promozione di un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo inserimento nel tessuto produttivo, anche attraverso la conclusione di accordi per la ricollocazione che vedano come parte le agenzie per il lavoro o altri operatori accreditati, con obbligo di presa in carico, e la previsione di adeguati strumenti e forme di remunerazione, proporzionate alla difficoltà di collocamento, a fronte dell’effettivo inserimento almeno per un congruo periodo, a carico di fondi regionali a ciò destinati, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica statale o regionale;
Vista l’intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 3 [6] del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 [7], nella riunione del 12 febbraio 2015;
Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto, per i profili di rispettiva competenza, con i Ministri dell’economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione;
Art. 1. Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego – NASpI
1. A decorrere dal 1° maggio 2015 è istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 [8] della legge 9 marzo 1989, n. 88 [9], e nell’ambito dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) di cui all’articolo 2 [10] della legge 28 giugno 2012, n. 92 [11], una indennità mensile di disoccupazione, denominata: «Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)», avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La NASpI sostituisce le prestazioni di ASpI e mini-ASpI introdotte dall’articolo 2 [10] della legge n. 92 del 2012 [11], con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015.
1. Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 [12], del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 [13], e successive modificazioni, nonché degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali ultimi trovano applicazione le norme di cui all’articolo 7, comma 1 [14], del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86 [15], convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160 [16], all’articolo 25 [17] della legge 8 agosto 1972, n. 457 [18], all’articolo 7 [19] della legge 16 febbraio 1977, n. 37 [20], e all’articolo 1 [21] della legge 24 dicembre 2007, n. 247 [22].
a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c) [23], del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 [24], e successive modificazioni;
2. La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 [25] della legge 15 luglio 1966, n. 604 [26], come modificato dall’articolo 1, comma 40 [27], della legge n. 92 del 2012 [11].
Art. 4. Calcolo e misura
4. Alla NASpI non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 [28] della legge 28 febbraio 1986, n. 41 [29].
1. La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017 la NASpI è corrisposta per un massimo di 78 settimane.
Art. 6. Domanda e decorrenza della prestazione
Art. 7. Condizionalità
1. L’erogazione della NASpI è condizionata alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera g) [23], del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 [24], e successive modificazioni.
2. Con il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 3 [4], della legge 10 dicembre 2014, n. 183 [5], sono introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della NASpI alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.
Art. 8. Incentivo all’autoimprenditorialità
Art. 9. Compatibilità con il rapporto di lavoro subordinato
3. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 [25] della legge 15 luglio 1966, n. 604 [26], come modificato dall’articolo 1, comma 40 [27], della legge n. 92 del 2012 [11], e il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti, di percepire la NASpI, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta giorni dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.
4. La contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività di lavoro subordinato non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 [8] della legge n. 88 del 1989 [9].
Art. 10. Compatibilità con lo svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale
1. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La NASpI è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la NASpI percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.
2. La contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 [8] della legge n. 88 del 1989 [9].
Art. 11. Decadenza
Art. 12. Contribuzione figurativa
2. Le retribuzioni computate nei limiti di cui al comma 1, rivalutate fino alla data di decorrenza della pensione, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta non considerando tali retribuzioni. Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente non considerati nella determinazione della retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell’articolo 24, comma 2 [30], del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 [31], convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 [32].
Art. 13. Misura dell’indennità per i soci lavoratori ed il personale artistico
1. Per i soci lavoratori delle cooperative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602 [33], e per il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, a decorrere dal 1° maggio 2015 la NASpI è corrisposta nella misura di cui all’articolo 4.
Art. 15. Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa – DIS-COLL
1. In attesa degli interventi di semplificazione, modifica o superamento delle forme contrattuali previsti all’articolo 1, comma 7, lettera a) [4], della legge n. 183 del 2014 [5], in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, con esclusione degli amministratori e dei sindaci, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL.
a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c) [23], del decreto legislativo n. 181 del 2000 [24], e successive modificazioni;
10. L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c) [23], del decreto legislativo n. 181 del 2000 [24], e successive modificazioni, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’articolo 1, comma, 2 lettera g), del decreto legislativo n. 181 del 2000 [24], e successive modificazioni. Con il decreto legislativo previsto all’articolo 1, comma 3 [4], della legge n. 183 del 2014 [5], sono introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della DIS-COLL alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.
11. In caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a cinque giorni il lavoratore decade dal diritto alla DIS-COLL. In caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a cinque giorni la DIS-COLL è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608 [34], e successive modificazioni. Al termine di un periodo di sospensione l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.
12. Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve comunicare all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attività il reddito annuo che prevede di trarne. Nel caso di mancata comunicazione del reddito previsto il beneficiario decade dal diritto alla DIS-COLL a decorrere dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale. La DIS-COLL è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.
13. I soggetti di cui all’articolo 2, commi da 51 a 56 [10], della legge n. 92 del 2012 [11] fruiscono fino al 31 dicembre del 2015 esclusivamente delle prestazioni di cui al presente articolo. Restano salvi i diritti maturati in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi nell’anno 2013.
14. Le risorse finanziarie già previste per il finanziamento della tutela del sostegno al reddito dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 19, comma 1 [35], del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 [36], convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 [37] e all’articolo 2, commi 51 e 56 [10], della legge n. 92 del 2012 [11], concorrono al finanziamento degli oneri relativi alle disposizioni di cui al presente articolo per l’anno 2015 e pertanto in relazione allo stesso anno 2015 non trovano applicazione le disposizioni di cui al citato articolo 2, commi da 51 a 56 [10], della legge n. 92 del 2012 [11].
15. All’eventuale riconoscimento della DIS-COLL ai soggetti di cui al presente articolo anche per gli anni successivi al 2015 si provvede con le risorse previste da successivi provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie e in particolare con le risorse derivanti dai decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge n. 183 del 2014 [5].
Art. 16. Assegno di disoccupazione – ASDI
1. A decorrere dal 1° maggio 2015 è istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, l’Assegno di disoccupazione (ASDI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori beneficiari della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) di cui all’articolo 1 che abbiano fruito di questa per l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015, siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno.
3. L’ASDI è erogato mensilmente per una durata massima di sei mesi ed è pari al 75 per cento dell’ultima indennità NASpI percepita, e, comunque, in misura non superiore all’ammontare dell’assegno sociale, di cui all’articolo 3, comma 6 [38], della legge 8 agosto 1995, n. 335 [39]. L’ammontare di cui al periodo precedente è incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore nella misura e secondo le modalità stabilite con il decreto di cui al comma 6.
a) la situazione economica di bisogno del nucleo familiare di cui al comma 1, valutata in applicazione dell’ISEE, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159 [40], non computando l’ammontare dei trattamenti NASpI percepiti dal richiedente l’ASDI;
f) i flussi informativi tra i servizi per l’impiego e l’INPS volti ad alimentare il sistema informativo dei servizi sociali, di cui all’articolo 21 [41] della legge 8 novembre 2000, n. 328 [42], per il tramite del Casellario dell’assistenza, di cui all’articolo 13 [43] del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 [44], convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 [45];
7. Al finanziamento dell’ASDI si provvede mediante le risorse di uno specifico Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La dotazione del Fondo è pari ad euro 200 milioni nel 2015 e 200 milioni nel 2016. Nel limite dell’1 per cento delle risorse attribuite al Fondo, possono essere finanziate attività di assistenza tecnica per il supporto dei servizi per l’impiego, per il monitoraggio e la valutazione degli interventi, nonché iniziative di comunicazione per la diffusione della conoscenza sugli interventi. All’attuazione e alla gestione dell’intervento provvede l’INPS con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L’INPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.
8. All’eventuale riconoscimento dell’ASDI negli anni successivi al 2015 si provvede con le risorse previste da successivi provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie e in particolare con le risorse derivanti dai decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge n. 183 del 2014 [5].
Art. 17. Contratto di ricollocazione
1. Il Fondo per le politiche attive del lavoro, istituito dall’articolo 1, comma 215 [46], della legge 27 dicembre 2013, n. 147 [47], è incrementato, per l’anno 2015, di 32 milioni di euro provenienti dal gettito relativo al contributo di cui all’articolo 2, comma 31 [10], della legge 28 giugno 2012, n. 92 [11]. Nel rispetto dei principi del presente decreto, le regioni, nell’ambito della programmazione delle politiche attive del lavoro, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, lettera u) [4], della legge 10 dicembre 2014, n. 183 [5], possono attuare e finanziare il contratto di ricollocazione.
2. Il soggetto in stato di disoccupazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c) [23], del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 [24], ha diritto di ricevere dai servizi per il lavoro pubblici o dai soggetti privati accreditati un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro attraverso la stipulazione del contratto di ricollocazione, finanziato ai sensi del comma 1, a condizione che il soggetto effettui la procedura di definizione del profilo personale di occupabilità, ai sensi del decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 4 [4], della legge 10 dicembre 2014 n. 183 [5], in materia di politiche attive per l’impiego.
3. A seguito della definizione del profilo personale di occupabilità, al soggetto è riconosciuta una somma denominata «dote individuale di ricollocazione» spendibile presso i soggetti accreditati.
5. L’ammontare della dote individuale è proporzionato in relazione al profilo personale di occupabilità e il soggetto accreditato ha diritto a incassarlo soltanto a risultato occupazionale ottenuto, secondo quanto stabilito dal decreto legislativo di cui al comma 2.
6. Il soggetto decade dalla dote individuale nel caso di mancata partecipazione alle iniziative previste dalle lettere b) e c) del comma 4 o nel caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera c) [48], del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 [24] pervenuta in seguito all’attività di accompagnamento attivo al lavoro. Il soggetto decade altresì in caso di perdita dello stato di disoccupazione.
7. All’eventuale rifinanziamento del Fondo di cui al comma 1 negli anni successivi al 2015 si provvede con quota parte delle risorse derivanti dai decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge 10 dicembre 2014 n. 183 [5].
1. Ai maggiori oneri derivanti dagli articoli da 1 a 15, valutati in 751 milioni di euro per l’anno 2015, 1.574 milioni di euro per l’anno 2016, 1.902 milioni di euro per l’anno 2017, 1.794 milioni di euro per l’anno 2018, 1.707 milioni di euro per l’anno 2019, 1.706 milioni di euro per l’anno 2020, 1.709 milioni di euro per l’anno 2021, 1.712 milioni di euro per l’anno 2022, 1.715 milioni di euro per l’anno 2023 e 1.718 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 e dagli articoli 16 e 17, pari a 232 milioni di euro per l’anno 2015 e a 200 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede, quanto a 114 milioni di euro per l’anno 2015, a valere sulle risorse di cui all’articolo 15, comma 14 e, per la restante parte, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107 [49], della legge 23 dicembre 2014, n. 190 [50].
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni introdotte dal presente decreto e, nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, adotta tempestivamente, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, le conseguenti iniziative legislative volte alla correzione dei predetti effetti, ai sensi dell’articolo 17, comma 13 [51], della legge 31 dicembre 2009, n. 196 [52], ovvero, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera l) [53], della legge medesima, qualora tali scostamenti siano in procinto di verificarsi al termine dell’esercizio finanziario.
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[1] articoli 76: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000105833ART77,__m=document
[2] 87: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000105833ART88,__m=document
[3] 117: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000105833ART118,__m=document
[4] 1, comma 1: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807506ART13,__m=document
[5] legge 10 dicembre 2014, n. 183: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807506ART0,__m=document
[6] 3: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000114903ART4,__m=document
[7] decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000114903ART0,__m=document
[8] 24: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115584ART24,__m=document
[9] legge 9 marzo 1989, n. 88: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115584ART0,__m=document
[10] 2: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000771180ART14,__m=document
[11] legge 28 giugno 2012, n. 92: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000771180ART0,__m=document
[12] 1, comma 2: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145985ART2,__m=document
[13] decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145985ART0,__m=document
[14] 7, comma 1: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000114330ART8,__m=document
[15] decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000114330ART0,__m=document
[16] legge 20 maggio 1988, n. 160: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000135874ART0,__m=document
[17] 25: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115525ART25,__m=document
[18] legge 8 agosto 1972, n. 457: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115525ART0,__m=document
[19] 7: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115519ART7,__m=document
[20] legge 16 febbraio 1977, n. 37: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115519ART0,__m=document
[21] 1: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000594094ART1,__m=document
[22] legge 24 dicembre 2007, n. 247: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000594094ART0,__m=document
[23] 1, comma 2, lettera c): http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000141392ART2,__m=document
[24] decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000141392ART0,__m=document
[25] 7: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000114205ART7,__m=document
[26] legge 15 luglio 1966, n. 604: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000114205ART0,__m=document
[27] 1, comma 40: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000771180ART13,__m=document
[28] 26: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000100840ART26,__m=document
[29] legge 28 febbraio 1986, n. 41: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000100840ART0,__m=document
[30] 24, comma 2: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000761503ART57,__m=document
[31] decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000761503ART0,__m=document
[32] legge 22 dicembre 2011, n. 214: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000762339ART0,__m=document
[33] decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000115602ART0,__m=document
[34] legge 28 novembre 1996, n. 608: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000125622ART0,__m=document
[35] 19, comma 1: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000636091ART40,__m=document
[36] decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000636091ART0,__m=document
[37] legge 28 gennaio 2009, n. 2: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000638803ART0,__m=document
[38] 3, comma 6: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000110062ART3,__m=document
[39] legge 8 agosto 1995, n. 335: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000110062ART0,__m=document
[40] decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000794964ART0,__m=document
[41] 21: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000144010ART21,__m=document
[42] legge 8 novembre 2000, n. 328: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000144010ART0,__m=document
[43] 13: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000661382ART37,__m=document
[44] decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000661382ART0,__m=document
[45] legge 30 luglio 2010, n. 122: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000678333ART0,__m=document
[46] 1, comma 215: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000793923ART26,__m=document
[47] legge 27 dicembre 2013, n. 147: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000793923ART0,__m=document
[48] 4, comma 1, lettera c): http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000141392ART6,__m=document
[49] 1, comma 107: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807995ART15,__m=document
[50] legge 23 dicembre 2014, n. 190: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807995ART0,__m=document
[51] 17, comma 13: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000654083ART44,__m=document
[52] legge 31 dicembre 2009, n. 196: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000654083ART0,__m=document
[53] articolo 11, comma 3, lettera l): http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000654083ART32,__m=document

References: Art. 1

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15
 articolo 2

Art. 16

Art. 17
 articolo 11