Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2020/direzione-gestione-uffici-giudiziari
Timestamp: 2020-08-05 02:28:23+00:00

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Le modifiche operate rispondono 1 al “fine di garantire la realizzazione di interventi straordinari per la funzionalità dell’organizzazione giudiziaria anche in conseguenza del trasferimento delle competenze di cui all’articolo 1, comma 526 della legge 23 dicembre 2014 n. 190”.2 [NdE vedi anche "Modifiche al regime delle sostituzioni dei magistrati nella legge di bilancio"].
Per il disposto normativo [comma 435 della legge di stabilità 2020], vengono soppressi i richiami, nel D.Lgs. 25 luglio 2006 n. 240, a figure mai entrate in vigore e, nello specifico, quelle di direttore generale regionale o interregionale competente 3, direttore generale o interregionale e al direttore tecnico per i distretti di Roma, Milano, Napoli e Palermo 4 e abrogato l’intero articolo 5 5 .
Nell’ambito degli interventi straordinari per la funzionalità dell’organizzazione giudiziaria6 è incontestabile che [al momento sulla carta] la nuova normativa vada ad incidere su attività e compiti della categoria della dirigenza amministrativa degli Uffici giudiziari con definitivo riconoscimento di attribuzioni, funzioni e competenze, sebbene il passato scoraggi facili ottimismi.
Coabitazione che, per anni, ha portato,erroneamente 7, a parlare di “doppia dirigenza” 8, e trovava soluzione nella competenza del “ magistrato dirigente dell’ufficio tutto quello che riguarda la giurisdizione in senso proprio “ e nella competenza del “ funzionario dirigente tutto quanto riguarda la gestione del personale amministrativo e l’amministrazione dei mezzi e presidi strumentali.” 9
Tali distinzioni di compiti e funzioni sembravano avere trovato definitiva “cristallizzazione” negli articoli 1 e 2 del D.Lgs. 25 luglio 2006 n. 24010 sulla “individuazione delle competenze dei magistrati capi e dei dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari”.
Con l’articolo 2, viene attribuita al Dirigente Amministrativo la “responsabilità della gestione del personale amministrativo, da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell'ufficio11 e con il programma annuale delle attività di cui all'articolo 4.” nonché il potere disciplinare nei confronti del personale amministrativo 12.
Punto qualificante del decreto legislativo 240/2006, vero punto di rottura con il passato gestionale degli uffici giudiziari, doveva essere quanto previsto dal successivo articolo 3 relativo alla “gestione delle risorse finanziarie e strumentali” che si concretizzava, articolo 3 comma 2, con la competenza, del dirigente amministrativo “ad adottare atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, anche nel caso in cui comportino oneri di spesa, nei limiti individuati dal provvedimento di assegnazione delle risorse di cui al comma 1” e con la nomina, del Dirigente Amministrativo, articolo 3 comma 3,a Funzionario delegato 13.
Un decreto legislativo “rispondente ad equilibri costituzionalmente garantiti” .
La Costituzione italiana“prevede una netta separazione tra i poteri dello Stato”, in particolare, “alla magistratura spetta l'esercizio della funzione giurisdizionale, mentre al potere esecutivo, che esercita la funzione amministrativa, spetta la predisposizione di tutto quanto necessario perché la funzione giudiziaria possa essere esercitata efficacemente”. 14
Tale principio costituzionale trova (troverebbe) “una, alquanto, anomala” applicazione relativamente alle nomine dei vertici gestionali nel Dicastero della Giustizia 15.
Inutile evidenziare che quanto previsto dal citato decreto legislativo 240/2006 è rimasto lettera morta, con eccezione della nomina di Funzionario Delegato 16, con assegnazione dei specifici capitoli di spesa , anch’essa in “coabitazione” considerato che anche il magistrato capo dell’Ufficio è, se pur per altri capitoli di spesa, Funzionario Delegato.
Riportiamo, condividendolo, quanto asserito dall’Associazione Dirigenti Giustizia 17: “Il permanere delle funzioni di funzionario delegato dei capi degli Uffici Distrettuali per una serie di capitoli di spesa non è coerente con il disposto di cui all’art. 3 comma 3 del D.Lgs. 240 del 2006.
Sostanzialmente annullato il potere disciplinare 18 e mai attuata la competenza “ad adottare atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, anche nel caso in cui comportino oneri di spesa”.
Infatti il Ministero delega per la stipula dei contratti il magistrato capo dell’ufficio relegando, in alcuni casi, il Dirigente amministrativo al secondario compito di Responsabile Unico del procedimento 19 .
L’istituzione, ex D. P.R.18 agosto 2015 n. 133 20 , delle Conferenze Permanenti che hanno sostituito le Commissioni di manutenzione nella gestione spese di funzionamento degli uffici giudiziari a seguito del passaggio di competenza dai Comuni al Ministero della Giustizia ha determinato altre criticità nell’ambito della materiale gestione della spese.
Con la “particolarità” che un componente la Conferenza stessa, con diritto di voto, il Dirigente amministrativo, deve, riferire non alla Conferenza stessa ma “al presidente della conferenza permanente sugli esiti delle attività di cui alle lettere a) e b)” [ cfr = articolo 3 punto 5 lettera c) d.P.R. 133/2015] laddove le attività di cui alla richiamata lettera b) , su cui si dovrebbe riferire rientrerebbero nelle competenze esclusive del Dirigente amministrativo ex articolo 3 decreto legislativo 240/2006.
Per il Decreto Ministro Giustizia 01/10/2015 21 attuativo dell’Ufficio del processo, articolo 2 punto 1, “ Il dirigente amministrativo adotta le misure di gestione del personale di cancelleria coerenti con le determinazioni del capo dell'ufficio ” salvo poi statuire, articolo 2 punto 4, che “Il coordinamento e il controllo delle strutture organizzative di cui al comma 1 sono esercitati dai presidenti di sezione, o dai giudici delegati allo svolgimento dei predetti compiti “.
Il 31 luglio 2019, l'Associazione Dirigenti Giustizia scrive 22 al Ministro della Giustizia: “da alcuni anni, a partire dalla scorsa legislatura, sono stati attuati una serie di interventi, normativi e gestionali, finalizzati a ridimensionare -quando non completamente escludere- la presenza e il ruolo della Dirigenza dello Stato nel Ministero della Giustizia.
Ne citiamo soltanto i più rilevanti: esclusione dei Dirigenti informatici dalla DGSIA e conferimento del 100% degli incarichi a funzionari, utilizzando in maniera sistematica una facoltà prevista dalla vigente normativa per casi residuali ed eccezionali; assegnazione al magistrato capo ufficio, nell'ambito del D.M sul c.d. Ufficio per il Processo, del potere di "articolarne" la composizione (esautorando il dirigente amministrativo dalla competenza, attribuita da norma primaria, di gestire pienamente il personale); assegnazione al Presidente del Tribunale, e non al Dirigente Amministrativo del medesimo ufficio, della gestione del personale degli Uffici del Giudice di Pace del Circondario; mancato coinvolgimento dei Dirigenti amministrativi in molte delle riunioni che hanno trattato questioni gestionali.
La novità, in legge di stabilità anno 2020, sembrerebbe 23 prendere “le mosse da un documento sottoscritto da molti presidenti di tribunale e inviato al CSM, al Ministero della Giustizia e alla ANM a febbraio/ marzo 2019” e, nascere, dal tavolo di confronto promosso dal Ministero della giustizia al quale “ hanno partecipato alcuni Presidenti di Corte, alcuni Procuratori Generali e alcuni Dirigenti amministrativi”.
Appare chiaro, dal combinato disposto dei nuovi articoli 6 e 8 del decreto legislativo 240/2006 per come modificati dalla normativa in commento, che gli organi periferici di livello dirigenziale sono identificati [cfr = articolo 8] nella dirigenza amministrativa. 24
La novità normativa in commento non deve avere soddisfatto i c.d. primi promotori della stessa che lamentano 25 la mancata e preventiva acquisizione di parere da parte del Consiglio Superiore della Magistratura ai sensi dell’articolo 10, comma terzo, legge 195/1958 26 e, cosa che sembrerebbe importante per i detti primi promotori, avere il Legislatore accantonato il problema dei rapporti tra capo dell’ufficio giudiziario e dirigente amministrativo.
Inoltre, sempre a fronte delle novità normative in oggetto, la prima domanda da farsi non è, come è stato fatto 27 , “in quali casi il magistrato capo Ufficio può chiedere al Ministero intervento in via sostitutiva e nei casi più gravi, la revoca del dirigente.”28
Importante sarebbe adoperarsi per la costruzione di un rapporto che trovi (o troverebbe) soluzione non in inesistenti rapporti gerarchici (inesistenti in diritto ma, purtroppo, esistenti di fatto ed emergenti nei caso di contrasti tra magistrati capo dell’ufficio e dirigente 29) ma su una chiara e definitiva distinzione di ruoli, competenze, funzioni e soprattutto responsabilità.
Occorre aspirare a distinzioni di ruoli e funzioni che portino ad una collaborazione reale ed efficace e, in quanto tale, non “condizionata” da un rapporto di subordinazione di fatto, che troverebbe errata legittimazione nella valutazione annuale del magistrato capo dell’ufficio sull’operato del dirigente 30 e nel “ rapporto funzionale tra presidente della conferenza permanente [ un magistrato] che comporterebbe 31 un inesistente “ potere/dovere del presidente di esercitare una costante attività di vigilanza sul dirigente amministrativo” .
È stato scritto 32, che molte delle novità normative della legge 160/2019 avrebbero potuto attuarsi per via “ meramente amministrativa, senza necessità di modificare nessuna norma (né regolamentare né tantomeno legislativa)”.
La Dirigenza amministrativa ha, da sempre, manifestato malumori dovuti non a semplici e strumentali rivendicazioni economiche 33 ma nascenti dall’assenza del riconoscimento del ruolo, delle funzioni 34 e soprattutto della propria indipendenza, nel rispetto dei compiti attribuiti dalla legge.
E’ notorio come le attività di un ufficio giudiziario siano caratterizzate non solo dal supporto alla giurisdizione ma abbracciano sempre più ampi settori amministrativi, informatici, tecnici e contabili e, la stessa attività di supporto alla giurisdizione, comporti attività non giurisdizionali di esclusiva competenza, autonomia e responsabilità del personale amministrativo.35
L’entrata in vigore dell’articolo 1, commi 526 e 527, legge 23 dicembre 2014 che ha portato al subentro del Ministero della Giustizia nelle spese di funzionamento degli uffici giudiziari prima a carico [= anticipate] dei Comuni 36, dal 1 settembre 2015 , ha aumentato le complessità della direzione di un ufficio giudiziario.
Oggi dirigere e gestire un ufficio giudiziario, specie in quelle realtà in cui i comuni, per questioni di bilancio, hanno limitato le collaborazioni 37, comporta specificità e competenze del tutto estranee alla giurisdizione e che solo la categoria della Dirigenza amministrativa ha, e soprattutto, garantisce .
Non possono ancora rimanere gli Uffici notifiche e protesti (UNEP), anche in considerazione della loro spiccata specificità amministrativa/contabile, sotto la direzione di un magistrato. 38
Andrebbe abrogata la norma 39 che attribuisce al presidente del tribunale il coordinamento dell’ufficio del giudice di pace in relazione al compito di gestione del personale amministrativo.
Va garantita la presenza del Dirigente amministrativo in tutti gli uffici anche mediante l’istituzione della vice Dirigenza 40.
È notorio che, riportiamo quanto scriveva il 6 novembre 2019 l’Associazione Dirigenti Giustizia 41 “ le posizioni dirigenziali degli Uffici Giudiziari non sono state riviste dopo il DPCM 84 del 2015, né successivamente alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
E, non da ultimo, occorre una ulteriore modifica normativa, indirizzata a una definitiva e piena attuazione del disposto di cui punto 1 dell’articolo 2 del Decreto Legislativo 25 luglio 2006, n. 240 ai sensi del quale “ Il dirigente amministrativo preposto all'ufficio giudiziario e' responsabile della gestione del personale amministrativo, da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell'ufficio e con il programma annuale delle attività di cui all'articolo 4 “ sostituendo l’inciso “da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell'ufficio e con il programma annuale delle attività di cui all'articolo 4 “ con “da attuare in coerenza con le attività giurisdizionali, amministrative e contabili proprie dell’ufficio giudiziario “ ridando centralità all’Ufficio in quello che è il suo vero compito: il servizio al cittadino.
1 cfr = comma 434 legge 27 dicembre 2019 n. 160
2 Passaggio della gestione delle spese dai comuni sede degli uffici giudiziari al Ministero della Giustizia e istituzione delle conferenze permanenti.
3 Operandosi una modifica all’articolo 3 comma 1, decreto legislativo 25 luglio 2006 n. 240
4 Operandosi una modifica all’articolo 4 comma 1, decreto legislativo 25 luglio 2006 n. 240
5 Che istituiva presso le Corti di appello da Roma, Milano, Napoli e Palermo la figura del direttore tecnico
6 interventi caratterizzate una eccezionale politica di assunzioni di personale amministrativo, alcune in atto altre previste in tempi brevi,nonché l’istituzione , con previsione di apposite qualifiche, di un ufficio tecnico in supporto alle attività di spesa per il funzionamento degli uffici presso gli uffici giudiziari nazionali e gli uffici giudiziari distrettuali
7 la normativa sulla dirigenza statale , in particolare l’articolo 37 del D.P.R. 748/1972, manteneva ferma la vigenza degli artt. 101 e 102 della legge 1196/1960 in materia di ordinamento del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, confermando che “nulla è innovato alle disposizioni che attribuiscono la dirigenza degli organi ed uffici giudiziari ai magistrati”
8 le delibere del Consiglio Superiore della Magistratura del 3 maggio 1995 e 19 giugno 1996 escludevano , nel silenzio del decreto legislativo 29/1993, il principio della doppia dirigenza ritenendo pienamente operante il potere di direzione e sorveglianza da parte del magistrato capo dell’ufficio .
9 in risposta a quesito del 19 giugno 1996 Consiglio Superiore della Magistratura
10 in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 175 del 29-07-2006 – Supplemento Ordinario n. 173.
11 il Consiglio Superiore della Magistratura nella delibera del 14 giugno 2017 ha escluso che “ i poteri di indirizzo riconosciuti al magistrato capo dell’ufficio si traducano in un rapporto di gerarchia verticale tra le due figure dirigenziali”.
12 ai sensi dall'articolo 55, comma 4, terzo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
13 Funzionario Delegato è “ l’ordinatore secondario di spesa il quale eroga fondi posti a sua disposizione a mezzo di ordinativi di pagamento da un organo ordinatore primario di spesa”. (cfr= pagina 5 “manuale della contabilità di Stato” Papiano)
14 cfr “Ruoli e responsabilità in materia di gestione delle spese di funzionamento e di edilizia giudiziaria “- 6 novembre 2019 - Associazione Dirigenti Giustizia.
15 nel Ministero della Giustizia su sette posizioni di Capo Dipartimento e Vice Capo Dipartimento nessuna è assegnata ad un dirigente amministrativo e su diciassette posizioni di Direttore Generale una sola posizione è assegnata ad un dirigente amministrativo della giustizia ( fonte= sito Ministero della Giustizia – Percorsi chiari e precisi, un tuo diritto)
16 negli Uffici Giudiziari Distrettuali e in alcuni Uffici Giudiziari Circondariale sono individuate le figure del Funzionario Delegato espletate, in relazione ai capitoli di competenza, dal Magistrato Capo Ufficio e dal Dirigente Amministrativo. Quest’ultimo è competente per i capitoli 1360,1362 e 1363 che afferiscono alle liquidazioni inerenti : intercettazioni ambientali e telefoniche , consulenze, perizie, custodie dei beni confiscati, onorari e spese agli avvocati e all’ausiliari del magistrato nel patrocinio a spese dello Stato, onorari e spese agli avvocati nelle ipotesi di cui agli articoli dal 115 al 118 DPR 115/02 , testimonianze, indennità ai giudici popolari.
17 cfr “Ruoli e responsabilità in materia di gestione delle spese di funzionamento e di edilizia giudiziaria “- 6 novembre 2019 a Firma del Presidente dell’Associazione Dirigenti Giustizia.
18 con la riforma operata all’articolo 55-bis 30 marzo 2001 n 165 dal decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150
19 vedasi da ultimo la gara per l’acquisizione del servizio per la corrispondenza amministrativa
20 in G.U. Serie Generale n.198 del 27-08-2015 in vigore dal 28/08/2015
21 pubblicato G.U. Serie Generale n. 255 del 02/11/2015
22 Associazione Dirigenti Giustizia Appello per scongiurare la fine della dirigenza dello Stato presso il Ministero della Giustizia Milano 31 luglio 2019
23 è quanto riportato in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
24 Non è dato ancora di sapere se individuata negli uffici Distrettuali o con la costituzione di specifici Uffici decentrati
25 in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
26 la stranezza di una legislazione dove per emanare un provvedimento normativo il Legislatore deve chiedere il parere all’organo di autogoverno della magistratura che le norme dovrebbe applicare e fare rispettare
27 sempre in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
28 ancora una volta riemergono nostalgie, mai sopite, per la normativa del 1960, nello specifico articoli 101 e 102 della legge 1196/1960, che disponeva da un lato il principio generale del potere di sorveglianza dei magistrati dirigenti gli uffici giudiziari sul personale amministrativo dell’ufficio medesimo e, dall’altro,prescrivono che la direzione dei servizi affidata ai capi delle cancellerie e delle segreterie , sia esercitata con il necessario consenso e con la prescritta collaborazione del magistrato dirigente “ dal quale sono sentiti in ordine a qualsiasi provvedimento che attinenza con servizi di cancelleria e segreteria”e al quale rispondono ( cfr= delibera Consiglio Superiore della Magistratura del 19 giugno 1996)
29 segnali evidenti le innumerevoli e spiacevoli situazioni che si sono avuti anche in tempi recenti con episodi di palese prevaricazioni di funzioni.
30 una normativa che vede un soggetto, il Dirigente Amministrativo soggetto al controllo di un altro soggetto, il magistrato capo ufficio, nei confronti del quale non esiste nessun rapporto gerarchico verticale ma che ne condiziona, con il visto, anche gli obiettivi .
31 cfr =in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
32 “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
33 il contratto giuridico economico dei dirigenti giustizia è fermo al 2007 ( tredici anni !!!!!) e le indennità di risultato vengono erogate con ritardi di tre/quattro anni.
34 per tutte sul problema della governace degli uffici giudiziari evidenziamo la nota del 18 dicembre 2015 da parte dei vertici dell’Associazione Dirigenti Giustizia nella persona del Presidente. Nota in cui, ottimamente centrati i punti della questione, veniva, e con forza, affermato il ruolo della dirigenza amministrativa e la “distinzione delle sue funzioni da quelle del magistrato capo dell’Ufficio “
35 Si pensi oltre all’esecuzione materiale dei provvedimenti giurisdizionali e per rimanere ai servizi resi all’utenza esterna :al recupero delle spese anticipate e/o prenotate a debito, alle attività di registrazione e rilascio copie atti, all’attività di pagamento e recupero delle spese di giustizia, alla gestione applicativi informatici, alle attività documentali, elettorali, di esecuzione dei contratti ecc..
36 ai sensi dell’articolo 1 , comma 2, legge 24 aprile 1941 n. 392 ora abrogato
37 per sopperire alle difficoltà dovute all’entrata in vigore della norma che ha previsto il subentro del Ministero è stata sottoscritta , il 27 agosto 2015, tra lo stesso Ministero della Giustizia e l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) una convenzione quadro che ha avuto effetti risibili
38 D.P.R. 15 dicembre 1959 n. 1229 ( ordinamento degli ufficiali giudiziari e degli aiutanti ufficiali giudiziari)
39 art. 5 legge 28 aprile 2016 n. 57; legge pubblicata in G.U. Serie Generale n. 99 del 29/04/2016
40 figura che riconosca l’attività dei tanti direttori amministrativi che hanno di fatto retto le sorti dell’ufficio in assenza del Dirigente Amministrativo.
41 In Ruoli e responsabilità in materia di gestione delle spese di funzionamento e di edilizia giudiziaria - 6 novembre 2019 Nicola Stellato Presidente Associazione Dirigenti Giustizia

References: articolo 5
 articolo 3
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 articolo 2
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 articolo 8
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