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Timestamp: 2020-07-07 16:30:42+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19965 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19965 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 07/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19965
sul ricorso 10168-2015 proposto da:
T.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA L. SETTEMBRINI 30,
presso lo studio dell’avvocato LORETO ANTONELLO CHIOLA, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato RICCARDO BERNARDINI,
CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso dagli Avvocati GIUSEPPE
BERTONI, MAURILIO BERTONI, giusta procura speciale a margine del
avverso la sentenza n. 3254/2014 del TRIBUNALE di GENOVA, depositata
il 15/10/2014;
07/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO.
– T.E. convenne in giudizio il Condominio dell’edificio di (OMISSIS), proponendo opposizione al decreto ingiuntivo notificatogli in relazione al pagamento di spese condominiali deliberate in apposita assemblea condominiale;
– nella resistenza del condominio convenuto, il Giudice di Pace di Genova rigettò l’opposizione e confermò il decreto impugnato;
– sul gravame proposto dal T., il Tribunale di Genova confermò la pronuncia di primo grado;
– per la cassazione della sentenza di appello ricorre T.E. sulla base di due motivi;
– resiste con controricorso il condominio convenuto;
– il primo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e falsa applicazione di norme di diritto, per avere il Tribunale ritenuto che la mancata impugnazione della deliberazione assembleare rendesse la pretesa creditoria incontestabile, nonostante la precedente mancata comunicazione della convocazione assembleare) appare manifestamente infondato, in quanto – secondo la giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi – la mancata comunicazione, a taluno dei condomini, dell’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale comporta, non la nullità, ma l’annullabilità della delibera condominiale, la quale, ove non impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall’art. 1137 c.c., comma 3, (decorrente, per i condomini assenti, dalla comunicazione, e, per i condomini dissenzienti, dalla sua approvazione), è valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio (Sez. U, Sentenza n. 4806 del 07/03/2005, Rv. 579439);
– il secondo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e falsa applicazione di norme di diritto, con riferimento alla ritenuta non necessità di preventiva messa in mora ai fini della emanazione del decreto ingiuntivo) appare inammissibile per la assoluta genericità del motivo, con quale non si menziona alcuna norma di legge della quale si lamenti la violazione (cfr. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 635 del 15/01/2015, Rv. 634359) e, comunque, appare manifestamente infondato, in quanto la preventiva messa in mora non costituisce condizione di emanazione del decreto ingiuntivo (cfr. Sez. 2, Sentenza n. 22951 del 04/11/2011, Rv. 620146);
Ritenuto che il ricorso può essere avviato alla trattazione camerale, per essere ivi rigettato”.
– il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380-bis c.p.c. alla quale non sono stati mossi rilievi critici;

References: Sentenza 
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 art. 380