Source: https://www.scribd.com/document/182260444/Regolamento-Tares-Martina-Franca
Timestamp: 2019-07-16 00:32:51+00:00

Document:
Regolamento Tares Martina Franca
Regolamento sulla tassa dei rifiuti di Martina Franca
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018 FORMATO_RSDF.doc
Manifesto e Regolamento IUC - Copia
Riconoscimento specificazione aggiuntiva
istanza 387 sogliano ambiente
0000002704157
Domanda Ammissione Corsi Pre-Accademici
Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 107 del 24 ottobre 2013
INDICE Art. 1 Oggetto del regolamento Art. 2 Istituzione del tributo Art. 3 Componenti del tributo Art. 4 Presupposto Art. 5 Soggetto attivo Art. 6 Art. 7 Art. 8 Art. 9 Art. 10 Art. 11 Art. 12 Art. 13 Art. 14 Art. 15 Art. 16 Art. 17 Art. 18 Art. 19 Art. 20 Art. 21 Art. 22 Art. 23 Art. 24 Art. 25 Art. 26 Art. 27 Art. 28 Art. 29 Art. 30 Art. 31 Art. 32 Art. 33 Art. 34 Art. 35 Art. 36 All 1 Soggetti passivi
Locali e aree scoperte soggetti al tributo
Pag. 3 Pag. 3
Locali e aree scoperte non soggetti al tributo Produzione di rifiuti speciali non assimilati Rifiuti assimilati agli urbani Copertura dei costi di gestione del servizio rifiuti Piano finanziario e determinazione della tariffa Tariffa del tributo Determinazione della base imponibile Istituzioni scolastiche statali Classificazione delle utenze non domestiche Determinazione del numero degli occupanti delle utenze domestiche Obbligazione tributaria Mancato svolgimento del servizio Riduzione per le utenze non domestiche
Riduzione per la produzione di rifiuti speciali non assimilati
Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 6 Pag. 6 Pag. 7 Pag. 7 Pag 7 Pag. 8 Pag. 8
Pag.9 Pag. 10
Pag. 10 Pag. 10 Pag. 11 Pag. 11 Pag. 12 Pag. 12 Pag. 12 Pag. 13 Pag. 14 Pag. 15 Pag. 15 Pag. 15 Pag. 16 Pag. 16 Pag. 16 Pag. 17 Pag. 17 Pag. 18
Riduzioni tariffarie Esenzioni Tributo giornaliero
Componente servizi del tributo: la maggiorazione Tributo provinciale Dichiarazione di inizio, variazione e cessazione Versamento Importi minimi Funzionario responsabile Verifiche ed accertamenti Sanzioni ed interessi Riscossione coattiva Trattamento dati personali Norma di rinvio Norme transitorie e finali Tabella categorie di attivita con omogenea potenzialita di produzione rifiuti.
Art. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento disciplina lapplicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi nel Comune di Martina Franca, in attuazione dellart. 14 del D.L. 06/12/2011, n. 201 e del D.P.R. 27/04/1999, n. 158. 2. Lentrata qui disciplinata ha natura tributaria, non intendendosi con il presente regolamento attivare la tariffa con natura corrispettiva di cui ai commi 29 e seguenti del citato articolo 14 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201. Art. 2 ISTITUZIONE DEL TRIBUTO 1. Il presente Regolamento istituisce con decorrenza 1 gennaio 2013 il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dal Comune, e dei costi relativi ai servizi indivisibili del comune, ai sensi dellart. 14 D.L. n. 201/2011 convertito con legge n. 214/2011 e dellarticolo 52 del D. Lgs. n. 446/1997. Art. 3 COMPONENTI DEL TRIBUTO 1. Il tributo si articola in due componenti: a. componente rifiuti, destinata a finanziare i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento; b. componente servizi, destinata a finanziare i costi dei servizi indivisibili del Comune, determinata sotto forma di maggiorazione della tariffa della componente rifiuti del tributo, come disciplinata dallart. 14, comma 13, del D.L. 201/2011 e dal successivo art. 25 del presente regolamento. Art. 4 PRESUPPOSTO 1. Il tributo dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.Si intendono per: a) locali, le strutture stabilmente infisse al suolo chiuse da ogni lato verso lesterno, anche se non conformi alle disposizioni urbanistico-edilizie; b) aree scoperte, sia le superfici prive di edifici o di strutture edilizie, sia gli spazi circoscritti che non costituiscono locale, come tettoie, balconi, terrazze, campeggi, dancing e cinema allaperto, parcheggi; c) utenze domestiche, le superfici adibite a civile abitazione; d) utenze non domestiche, le restanti superfici, tra cui le comunit, le attivit commerciali, artigianali, industriali, professionali e le attivit produttive in genere. Art. 5 SOGGETTO ATTIVO 1. Il tributo applicato e riscosso dal Comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo. Ai fini della prevalenza si considera lintera superficie dellimmobile, anche se parte di essa sia esclusa o esente dal tributo.
Art. 6 SOGGETTI PASSIVI
1. Il tributo dovuto da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui al successivo articolo con vincolo di solidariet tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse. In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di propriet, usufrutto, uso, abitazione, superficie. 2. Nel caso di locali in multipropriet e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, nonch alla presentazione della relativa dichiarazione, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.
Art. 7 LOCALI E AREE SCOPERTE SOGGETTI AL TRIBUTO
1. Sono soggetti al tributo tutti i locali comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa al suolo o nel suolo, chiusi o chiudibili da ogni lato verso linterno qualunque sia la loro destinazione o il loro uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani, insistenti interamente o prevalentemente nel territorio del Comune. Si considerano soggetti tutti i locali predisposti alluso anche se di fatto non utilizzati, considerando tali quelli dotati di almeno unutenza attiva ai servizi di rete (acqua, energia elettrica, gas) o di arredamento e, per i locali ad uso non domestico, quelli forniti di impianti, attrezzature o, comunque, ogniqualvolta ufficialmente assentito lesercizio di unattivit nei locali medesimi 2. Sono altres soggette al tributo le aree scoperte operative di utenze non domestiche e le aree comuni condominiali di cui all art. 1117 del codice civile detenute o occupate in via esclusiva.
Art. 8 LOCALI ED AREE SCOPERTE NON SOGGETTI AL TRIBUTO
1. Sono escluse dal tributo: a) le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili ad eccezione delle aree scoperte operative delle utenze non domestiche; b) le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 c.c. che non siano detenute o occupate in via esclusiva, come androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini. 2. La presenza di arredo oppure lattivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione idrica, elettrica, calore, gas, telefonica o informatica costituiscono presunzione semplice delloccupazione o conduzione dellimmobile e della conseguente attitudine alla produzione di rifiuti. Per le utenze non domestiche la medesima presunzione integrata altres dal rilascio da parte degli enti competenti, anche in forma tacita, di atti assentivi o autorizzativi per lesercizio di attivit nellimmobile o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorit. 3. La mancata utilizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati o linterruzione temporanea dello stesso non comportano esonero o riduzione del tributo. 4. Non sono soggetti allapplicazione della tributo i seguenti locali e le seguenti aree scoperte non suscettibili di produrre rifiuti urbani, quali ad esempio:
per le utenze domestiche a) solai e sottotetti non collegati da scale, fisse o retrattili, da ascensori o montacarichi; b) centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vano ascensori e quei locali dove non compatibile la presenza di persone o operatori; c) locali privi di tutte le utenze attive di servizi di rete (gas, acqua, energia elettrica) e non arredati; d) locali in oggettive condizioni di non utilizzo in quanto inabitabili, purch di fatto non utilizzati, o oggetto di lavori di ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo in seguito al rilascio di licenze, permessi, concessioni od autorizzazioni, limitatamente al periodo di validit del provvedimento e, comunque, non oltre la data riportata nella certificazione di fine lavori; per le utenze non domestiche a) locali dove si producono esclusivamente, di regola, rifiuti speciali non assimilati agli urbani secondo le disposizioni normative vigenti, a condizione che il produttore ne dimostri lavvenuto trattamento in conformit alle normative vigenti, fatto salvo quanto previsto allart.9 comma 2 del presente regolamento; b) centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici quali cabine elettriche, silos e simili, dove non compatibile o non si abbia di regola la presenza umana; c) aree scoperte destinate allesercizio dellagricoltura, silvicoltura, allevamento e le serre a terra; d) aree adibite in via esclusiva al transito dei veicoli destinate allaccesso alla pubblica via ed al movimento veicolare interno; e) aree impraticabili o intercluse da recinzione; f) aree in abbandono o di cui si possa dimostrare il permanente stato di inutilizzo; g) aree non presidiate o adibite a mero deposito di materiali in disuso; h) zone di transito e manovra degli autoveicoli allinterno delle aree degli stabilimenti industriali adibite a magazzini allaperto; i) aree adibite in via esclusiva allaccesso dei veicoli alle stazioni di servizio dei carburanti; j) le superfici destinate al solo esercizio di attivita sportiva, ferma restando limponibilita delle superfici destinate ad usi diversi : spogliatoi, servizi igienici, uffici, biglietterie, punti di ristoro, gradinate e simili. 5. Le circostanze di cui al comma precedente devono essere indicate nella dichiarazione originaria o di variazione ed essere riscontrabili in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o da idonea documentazione quale, ad esempio, il certificato di inabitabilit o inagibilit emesso dallufficio tecnico comunale dellEnte a firma del Responsabile del Servizio competente, oppure la revoca, la sospensione, la rinuncia degli atti abilitativi tali da impedire l'esercizio dell'attivit nei locali e nelle aree ai quali si riferiscono i predetti provvedimenti. 6. Nel caso in cui sia comprovato il conferimento di rifiuti al pubblico servizio da parte di utenze totalmente escluse dal tributo ai sensi del presente articolo, lo stesso verr applicato per lintero anno solare in cui si verificato il conferimento, oltre agli interessi di mora e alle sanzioni per infedele dichiarazione.
Art. 9 PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI NON ASSIMILATI
1. I locali e le aree scoperte o le porzioni degli stessi ove si formano di regola rifiuti speciali non assimilati agli urbani ai sensi delle vigenti disposizioni non sono soggetti al tributo a condizione che il produttore ne dimostri lavvenuto trattamento in conformit alla normativa
vigente. 2. Lesenzione di cui al comma precedente viene riconosciuta solo ai contribuenti che provvedano ad indicare le superfici produttive di rifiuti speciali non assimilati nella dichiarazione di cui al successivo art. 27 ed a fornire idonea documentazione comprovante lordinaria produzione dei predetti rifiuti ed il loro trattamento in conformit alle disposizioni vigenti (a titolo di esempio, contratti di smaltimento, copie formulari di trasporto dei rifiuti regolarmente firmati a destinazione, ecc.). In caso di mancata indicazione in denuncia delle superfici produttive di rifiuti speciali, lesenzione di cui al comma 1 non potr avere effetto fino a quando non verr presentata la relativa indicazione nella dichiarazione. 3. Sono esclusi dal tributo i locali e le aree per i quali non sussiste lobbligo dellordinario conferimento dei rifiuti urbani e assimilati per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri. ART 10 RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI 1. Sono assimilati ai rifiuti urbani, ai fini dellapplicazione del tributo e della gestione del servizio, gli oggetti e le sostanze non aventi le caratteristiche di cui allAllegato I della parte quarta del D.Lgs n.152 del 2006, provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi dalla civile abitazione, compresi gli insediamenti adibiti ad attivit agricole, agroindustriali, industriali, artigianali, commerciali, di servizi e da attivit sanitarie, sempre che, per le utenze di superficie complessiva, al netto delle superfici che non possono produrre rifiuti, il rapporto tra la quantit globale (in kg) di detti rifiuti prodotti e la predetta superficie, non superi il 100 % del valore massimo del corrispondente parametro Kd di cui alle tabelle inserite nellallegato 1, punto 4.4. del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 2. Sono comunque assimilati agli urbani i rifiuti che superano il limite quantitativo di cui al precedente comma, purch lEnte, anche tramite il Gestore del servizio ed effettuate le opportune verifiche, specifichi entro 20 giorni dalla presentazione di apposita dichiarazione presentata dalle utenze che ritengono di superare il predetto limite quantitativo di assimilazione, le specifiche misure organizzative atte a gestire tali rifiuti. Art. 11 COPERTURA DEI COSTI DI GESTIONE DEL SERVIZIO RIFIUTI 1. Le tariffe sono determinate in modo da garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati . 2. In particolare il tributo deve garantire la copertura di tutti i costi relativi agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, nonch di tutti i costi desercizio del servizio di gestione dei rifiuti, inclusi i costi di cui allarticolo 15 del D.Lgs 13/01/2003, n. 36, individuati in base ai criteri definiti dal D.P.R. 27/04/1999, n.158. 3. Ai sensi del D.P.R. 158/1999 i costi da coprire con il tributo includono anche i costi per il servizio di spazzamento e lavaggio delle strade pubbliche . 4. I costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati sono determinati annualmente dal piano finanziario di cui allart. 14, comma 23, del D.L. 201/2011. Art. 12 PIANO FINANZIARIO E DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA 1. Annualmente il Consiglio Comunale approva le tariffe del tributo entro il termine fissato da norme statali per lapprovazione del bilancio di previsione, in conformit al Piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso e precedentemente approvato dallo stesso Consiglio Comunale. 2. Il soggetto gestore del servizio consegna tutte le informazioni necessarie alla
predisposizione degli atti di pianificazione entro il 31 ottobre dellanno precedente a quello di applicazione delle tariffe. 3. Il Piano finanziario viene determinato in relazione ai principi espressi nel D.P.R. n. 158/1999.
TARIFFA DEL TRIBUTO 1. Il tributo corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde unautonoma obbligazione tributaria. 2. La tariffa del tributo componente rifiuti determinata sulla base delle quantit e qualit medie ordinarie di rifiuti prodotti per unit di superficie, in relazione agli usi ed alla tipologia di attivit svolte, sulla base dei criteri individuati dal regolamento di cui al D.P.R. 27/04/1999, n. 158 e dallart. 12 del presente regolamento.
Art. 14 DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE
1. In sede di prima applicazione del tributo, la base imponibile, a cui applicare la tariffa, data per tutti gli immobili soggetti dalla superficie calpestabile. Ai fini dellapplicazione del tributo si considerano le superficie dichiarate o accertate ai fini Tarsu . 2. Per le unit immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, a decorrere dallattuazione delle disposizioni volte a realizzare lallineamento tra i dati catastali relativi alle unit immobiliari e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna, di cui allart. 14, comma 9-bis, del D.L. 201/2011, la superficie imponibile sar determinata a regime dall80% della superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal D.P.R. 23/03/1998, n.138. 3. La superficie calpestabile di cui al precedente comma 1 dei locali determinata considerando la superficie dellunit immobiliare al netto dei muri interni, dei pilastri e dei muri perimetrali. Nella determinazione della predetta superficie non si tiene conto dei locali con altezza inferiore a 1,7 mt., delle rientranze o sporgenze realizzate per motivi estetici, salvo che non siano fruibili, dei locali tecnici quali cabine elettriche, vani ascensori, locali contatori ecc. Le scale interne sono considerate solo per la proiezione orizzontale. La superficie dei locali tassabili desunta dalla planimetria catastale o da altra analoga (ad esempio planimetria sottoscritta da un tecnico abilitato iscritto allalbo professionale), ovvero da misurazione diretta. Per le aree scoperte la superficie viene determinata sul perimetro interno delle stesse al netto di eventuali costruzioni in esse comprese. 4. La misurazione complessiva arrotondata al metro quadrato per eccesso o per difetto, a seconda che la frazione sia superiore/pari o inferiore al mezzo metro quadrato. 5. Ai fini dell'attivit di accertamento, il comune, per le unit immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, pu considerare come superficie assoggettabile al tributo quella pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138. Art. 15 ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI 1. Alle istituzioni scolastiche statali continuano ad applicarsi le norme dellart. 33-bis del D.L.31/12/2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla Legge 28/02/2008, n. 31.
A norma dellart. 14, comma 14, del D.L. 201/2011 il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche statali sottratto dal costo che deve essere coperto con il tributo. Art. 16 CLASSIFICAZIONE DELLE UTENZE NON DOMESTICHE 1. Per le utenze non domestiche, sino a che non siano messi a punto e resi operativi sistemi di misurazione delle quantit di rifiuti effettivamente prodotti dalle singole utenze, i locali e le aree con diversa destinazione duso vengono accorpati in classi di attivit omogenee con riferimento alla qualit ed alla presunta quantit di rifiuti prodotti, per lattribuzione rispettivamente della quota fissa e della quota variabile della tariffa, come riportato nellallegato 1 del presente regolamento. 2. Per lindividuazione della categoria di attivit in cui includere le utenze non domestiche, ai fini della determinazione dellimporto del tributo dovuto, si fa riferimento al codice ATECO dellattivit, a quanto risultante dalliscrizione alla CC.II.AA o nellatto di autorizzazione allesercizio di attivit o da pubblici registri o da quanto denunciato ai fini IVA. In mancanza, o in caso di divergenza, si considera lattivit effettivamente svolta, debitamente comprovata dal soggetto passivo. 3. Nel caso di attivit distintamente classificate svolte nellambito degli stessi locali o aree scoperte, per le quali non sia possibile distinguere quale parte sia occupata dalluna o dallaltra si applicheranno i parametri relativi allattivit prevalente, quale risulta dalle iscrizioni obbligatorie, previa verifica di oggettivi parametri quantitativi. Le attivit economiche non incluse esplicitamente nellelenco saranno inserite nella categoria tariffaria con pi similare produttivit potenziale di rifiuti. 4. La tariffa applicabile per ogni attivit economica, determinata in base alla classificazione operata secondo i commi precedenti, unica anche se le superfici che servono per lesercizio dellattivit stessa presentano diversa destinazione duso e sono ubicate in luoghi diversi. 5. Nelle unit immobiliare adibite a civile abitazione in cui sia svolta anche unattivit economia o professionale alla superficie a tal fine utilizzata applicata la tariffa prevista per la specifica attivit esercitata, in base a dichiarazione presentata ai sensi art 27. In assenza di dichiarazione la superficie utilizzata per l attivit economica viene determinata in via presuntiva in mq 25 salvo prova contraria da parte del contribuente nel dimostrare una diversa superficie tassabile. 6. In tutti i casi in cui non sia possibile distinguere la porzione di superficie destinata per luna o laltra attivit economica, si fa riferimento allattivit principale desumibile dalla visura camerale o da altri elementi.
Art. 17 DETERMINAZIONE DEL NUMERO DEGLI OCCUPANTI DELLE UTENZE DOMESTICHE
1. Ai sensi del D.P.R. 27/04/1999, n. 158, la tariffa del tributo per le utenze domestiche commisurata, oltre che alla superficie, anche al numero degli componenti il nucleo familiare. 2. Per le utenze domestiche occupate da nuclei familiari che vi hanno stabilito la loro residenza, ai fini dellapplicazione del tributo, si fa riferimento alla composizione del nucleo familiare risultante dai registri anagrafici comunali. Nel numero dei componenti devono essere altres considerati i soggetti che, pur non avendo la residenza nellunit abitativa, risultano ivi dimoranti, fatta eccezione per quelli la cui permanenza nellabitazione stessa non supera i 180 giorni . Le variazioni del numero dei componenti devono essere denunciate con le modalit e nei termini previsti dal successivo art. 27, fatta eccezione per le variazioni del numero dei componenti residenti le quali sono comunicate dallUfficio
anagrafico comunale ai fini della corretta determinazione della tariffa. 3. Sono considerati presenti nel nucleo familiare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di due o pi nuclei familiari conviventi il numero degli occupanti quello complessivo. 4. I soggetti che risultano iscritti negli elenchi anagrafici del Comune risultanti residenti in una determinata unit abitativa non sono considerati ai fini della determinazione del numero dei componenti nel caso in cui si tratti di: a) anziano dimorante in casa di riposo; b) soggetto che svolge attivit di studio o di lavoro allestero per un periodo superiore a 6 mesi da comprovarsi mediante contratto di fitto ; c) soggetti dimoranti in istituti penitenziari per periodi superiori a 6 mesi. 5. Per le utenze domestiche occupate o a disposizione di persone che hanno stabilito la residenza fuori del territorio comunale e per le abitazioni tenute a disposizione da parte di soggetti residenti, il numero dei componenti occupanti labitazione viene stabilito in base a quanto indicato nella dichiarazione presentata ai sensi dellart. 27. In caso di mancata indicazione nella dichiarazione, salvo prova contraria, il numero degli occupanti si presume pari a tre . 6. Per le utenze domestiche occupate e/o a disposizione di persone non fisiche, sar considerato quale nucleo familiare quello paria a tre componenti considerata tale concentrazione modale di abitanti per nucleo famigliare nel Comune di Martina Franca, salvo diversa specifica indicazione nella dichiarazione di cui allart.27 dei soggetti fisici che occupano limmobile e la possibilit per il contribuente di fornire idonea prova contraria. In caso di utilizzi superiori a mesi 6 nel corso del medesimo anno, soggetto passivo sar loccupante. 7. Il numero degli occupanti le utenze domestiche quello risultante al primo di gennaio dellanno di riferimento dai registri anagrafici o, per le nuove utenze, alla data di apertura. E fatta salva la possibilit di accertare la presenza di ulteriori occupanti non residenti e non appositamente dichiarati. Le variazioni intervenute successivamente avranno efficacia a partire dall'anno seguente. 8. Le cantine, le autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito delle utenze domestiche vengono incluse nella determinazione della parte fissa della tariffa rapportata ai metri quadrati . In caso di cantine, autorimesse o altri simili luoghi di deposito non pertinenziali e adibiti ad uso domestico il tributo viene liquidato con tariffa abitativa corrispondente ad un occupante; se ad uso non domestico , gli stessi sono liquidati con tariffa deposito. Si assume come pertinenziale il garage e/o la cantina risultante tale ai fini IMU. Art. 18 OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA 1. Il tributo dovuto limitatamente al periodo dellanno, computato in giorni, nel quale sussiste loccupazione o la detenzione dei locali o aree. 2. Lobbligazione tributaria decorre dal giorno in cui ha avuto inizio loccupazione o la detenzione dei locali ed aree e sussiste sino al giorno in cui ne cessata lutilizzazione, purch debitamente e tempestivamente dichiarata. 3. Lobbligazione tributaria cessa il giorno in cui termina loccupazione, la detenzione o il possesso, a condizione che il contribuente presenti la dichiarazione di cessata occupazione nel termine indicato dal successivo art. 27. 4. Se la dichiarazione di cessazione presentata in ritardo si presume che lutenza sia cessata alla data di presentazione, salvo che lutente dimostri con idonea documentazione la data di effettiva cessazione. 5. Le variazioni intervenute nel corso dellanno, in particolare nelle superfici e/o nelle destinazioni duso dei locali e delle aree scoperte, che comportano un aumento di tariffa, producono effetti dal giorno di effettiva variazione degli elementi stessi. Il medesimo principio vale anche per le variazioni che comportino una diminuzione di tariffa, a condizione che la dichiarazione, se dovuta, sia prodotta entro i termini di cui al successivo
articolo 27, decorrendo altrimenti dalla data di presentazione. Le variazioni di tariffa saranno di regola conteggiate a conguaglio. Art. 19 MANCATO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO 1. In caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti o di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonch di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dallautorit sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o allambiente, il tributo dovuto dai contribuenti coinvolti in misura massima del 20 % del tributo . 2. Non si intendono gravi violazioni, il mancato ritiro occasionale del rifiuto che prevede sempre il recupero. La segnalazione del grave disservizio da parte dellutente deve avvenire tempestivamente e non oltre tre giorni dal rilievo. Art. 20 RIDUZIONE PER LE UTENZE NON DOMESTICHE 1. Le utenze non domestiche che dimostrino di aver avviato al recupero rifiuti speciali assimilati agli urbani hanno diritto ad una riduzione del tributo nella quota variabile. 2. La riduzione del comma precedente viene calcolata in base al rapporto tra il quantitativo di rifiuti assimilati agli urbani avviati al recupero nel corso dellanno solare e la produzione complessiva di rifiuti assimilati agli urbani prodotti dallutenza nel corso del medesimo anno. La riduzione cos determinata non pu essere, comunque, superiore al 30% della quota variabile del tributo. 3. Al fine del calcolo della precedente riduzione, i titolari delle utenze non domestiche sono tenuti a presentare entro il 31.01 dellanno successivo apposita dichiarazione attestante la quantit di rifiuti avviati al recupero nel corso dellanno solare precedente ed, in via sostitutiva, ai sensi del DPR 445/2000, la quantit complessiva di rifiuti assimilati agli urbani prodotti dallunit locale. A tale dichiarazione dovranno altres allegare copia di tutti i formulari di trasporto, di cui allart. 193 del D.Lgs 152/2006, relativi ai rifiuti recuperati, debitamente controfirmati dal destinatario, o adeguata documentazione comprovante la quantit dei rifiuti assimilati avviati al recupero, in conformit alle normative vigenti. E facolt del Comune, comunque, richiedere ai predetti soggetti copia del modello unico di denuncia (MUD) per lanno di riferimento o altra documentazione equivalente. Qualora si dovessero rilevare delle difformit tra quanto dichiarato e quanto risultante nel MUD/altra documentazione, tali da comportare una minore riduzione spettante, si provveder a recuperare la quota di riduzione indebitamente applicata. Se linteressato non in grado di indicare la quantit complessiva di rifiuti prodotti o la stessa non viene dichiarata, per il calcolo dellincentivo si considera come quantit totale di rifiuti prodotti il risultato della moltiplicazione tra la superficie assoggettata al tributo dellattivit ed il coefficiente di produzione annuo per lattribuzione della quota variabile della tariffa (coefficiente Kd) della categoria corrispondente, indicato nel provvedimento di determinazione annuale delle tariffe. 4. Le agevolazioni indicate nei precedenti commi verranno calcolate a consuntivo con compensazione con il tributo dovuto per lanno successivo o rimborso delleventuale eccedenza pagata nel caso di incapienza.
Art. 21 RIDUZIONE PER LA PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI NON ASSIMILATI
1. Nellobiettiva difficolt di poter delimitare le superfici di produzione dei rifiuti speciali non assimilati rispetto agli urbani, viene individuata la percentuale di riduzione pari al 30%
della quota variabile del tributo da applicare allintera superficie su cui lattivit viene svolta. 2. La domanda di riduzione deve essere presentata dal contribuente, a pena di esclusione, entro la data del 31 gennaio di ogni anno. Nel caso di nuova utenza la richiesta di riduzione avviene contestualmente alla presentazione della dichiarazione di iscrizione e riconosciuta con effetto immediato. 3. Entro 60 giorni dalla chiusura dellanno solare, il contribuente deve presentare al comune la prova dellavvenuto trattamento in conformit alla normativa vigente. 4. La richiesta di riduzione da ritenersi valida fino ad intervenute variazioni della situazione dichiarata. Art. 22 RIDUZIONI TARIFFARIE 1. Ai sensi dellart. 14, comma 15, del D.L. 201/2011, la tariffa del tributo ridotta sia nella parte fissa che variabile nelle seguenti ipotesi: a) abitazioni con unico occupante : riduzione del 30%; b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo riduzione del 30% a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia di cui allart.27 indicando l abitazione di residenza e l abitazione principale e dichiarando espressamente di non volere cedere l alloggio in locazione o in comodato, salvo accertamento da parte del Comune. Il nucleo e pari a tre se non dichiarato ai sensi dellart.27; c) locali, diversi dalle abitazioni ed aree scoperte, adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo ma ricorrente risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per lesercizio delle attivit riduzione del 30% ; d) abitazioni occupate da soggetti che, versando nelle circostanze di cui alla lettera b) risiedano o abbiano la dimora per pi di sei mesi allanno allestero riduzione del 30% ; e) fabbricati rurali ad uso abitativo ,come risultanti dalle specifiche annotazioni in atti del catasto, riduzione del 30% . 2. Le riduzioni di cui ai precedenti commi devono essere richieste dal contribuente con apposita istanza relativa al possesso dei requisiti richiesti per il riconoscimento delle stesse e decorrono dalla data di presentazione della stessa domanda, a seguito di positivo riscontro da parte dell ufficio. 3 Le riduzioni non possono essere cumulate tra loro. 4. Il contribuente tenuto a dichiarare il venir meno delle condizioni che danno diritto alla loro applicazione entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione di variazione. 5. La richiesta di riduzione da ritenersi valida fino ad intervenute variazioni della situazione dichiarata. Le predette riduzioni non possono essere cumulate tra loro. Art. 23 ESENZIONI 1. Ai sensi dellart. 14, comma 22, del D.L. 201/2011, e dell art.52 del D.Lgs 446/97 il regolamento comunale riconosce lapplicazione delle seguente esenzioni: a) Esenzione totale alle abitazioni aventi superficie non superiore a 50mq ubicate nel centro storico racchiuso tra la cinta delle mura urbane e principalmente tra le Vie Verdi, Mercadante, Rossini; Donizetti; Pergolesi, Bellini, Mascagni, Aprile, Barnaba. b) Esenzioni totale per le associazioni del volontariato che non hanno fini di lucro, riconosciuto ai sensi della normativa vigente. 2. Le esenzioni di cui ai precedenti commi devono essere richieste dal contribuente con apposita istanza relativa al possesso dei requisiti richiesti per il riconoscimento delle
stesse e decorrono dalla data di presentazione della stessa domanda, a seguito di positivo riscontro da parte dellufficio. 3. Le esenzioni non possono essere cumulate tra loro. 4. Le esenzioni di cui al precedente comma sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dellesercizio al quale si riferiscono le esenzioni stesse. Art. 24 TRIBUTO GIORNALIERO 1. Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti dai soggetti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali o aree pubbliche o di uso pubblico, dovuto il tributo giornaliero. 2. Loccupazione o la detenzione temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare. 3. La tariffa del tributo giornaliero commisurata per ciascun metro quadrato di superficie occupata, per giorno o frazione di giorno di occupazione. 4. La tariffa giornaliera fissata, per ogni categoria, nella misura di 1/365 della tariffa annuale del tributo (quota fissa e quota variabile) maggiorata del 25 % . E facolt del soggetto passivo chiedere il pagamento della tariffa annuale del tributo. 5. Nel caso di svolgimento dellattivit o di durata delloccupazione superiore o pari a 183 giorni dellanno solare dovuta comunque la tariffa annuale del tributo. 6. Lobbligo della dichiarazione delluso temporaneo assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalit ed i termini previsti per la tassa per loccupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche e, a partire dallentrata in vigore dellimposta municipale secondaria di cui allart. 11 del D.Lgs 23/2011, secondo i termini e le modalit di pagamento della stessa. 7. Alla tariffa del tributo giornaliero si applica la maggiorazione di cui allart. 25. 8. Al tributo giornaliero si applicano, in quanto compatibili, tutte le disposizioni del tributo annuale. 9. Lufficio comunale addetto al rilascio delle concessioni per loccupazione del suolo pubblico e quello addetto alla vigilanza sono tenuti a comunicare allufficio tributi tutte le concessioni rilasciate, nonch eventuali occupazioni abusive riscontrate. Art. 25 COMPONENTE SERVIZI DEL TRIBUTO: LA MAGGIORAZIONE 1. Alla tariffa della componente rifiuti del tributo, determinata secondo le disposizioni precedenti, si applica una maggiorazione di 0,30 euro per metro quadrato di superficie soggetta allo stesso. 2. Il gettito della maggiorazione destinato alla copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del comune. 3. Il Consiglio comunale, con la deliberazione di fissazione annuale delle tariffe della componente rifiuti del servizio, pu incrementare la maggiorazione secondo la normativa vigente. 4. Non si applica alla maggiorazione il tributo provinciale di cui allart. 19 del D.Lgs 504/92. Art. 26 TRIBUTO PROVINCIALE 1. E fatta salva lapplicazione del tributo provinciale per lesercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale di cui allart. 19 del D.Lgs 504/92. 2. Il tributo commisurato alla superficie dei locali e delle aree assoggettabili al tributo ed applicato nelle misura percentuale deliberata dalla Provincia, con esclusione della
maggiorazione di cui allart. 25. Art. 27 DICHIARAZIONE DI INIZIO, VARIAZIONE E CESSAZIONE 1. Il verificarsi del presupposto per lassoggettamento al tributo determina lobbligo per il soggetto passivo di presentare apposita dichiarazione di inizio occupazione/detenzione o possesso dei locali o delle aree soggette. 2. I soggetti passivi del tributo devono dichiarare ogni circostanza rilevante per lapplicazione del tributo e in particolare: linizio, la variazione o la cessazione dellutenza; la sussistenza delle condizioni per ottenere agevolazioni o riduzioni; la richiesta annuale di agevolazioni o riduzioni. 3. Le utenze domestiche residenti non sono tenute a dichiarare il numero dei componenti la famiglia anagrafica e la relativa variazione. 4. La dichiarazione deve essere presentata: a) per le utenze domestiche: dallintestatario della scheda di famiglia nel caso di residenti e nel caso di non residenti dalloccupante a qualsiasi titolo; b) per le utenze non domestiche, dal soggetto legalmente responsabile dellattivit che in esse si svolge. 5. Se i soggetti di cui al comma precedente non vi ottemperano, lobbligo di dichiarazione deve essere adempiuto dagli eventuali altri occupanti, detentori o possessori, con vincolo di solidariet. La dichiarazione presentata da uno dei coobbligati ha effetti anche per gli altri. 6. Nellipotesi di pi soggetti obbligati in solido, la dichiarazione pu essere presentata anche da uno solo degli occupanti/detentori o possessori. 7. I soggetti obbligati provvedono a consegnare al Comune la dichiarazione, redatta sui moduli appositamente predisposti dallo stesso, entro il termine del 31 gennaio dell anno successivo alla data dellinizio delloccupazione, della detenzione o del possesso. La dichiarazione pu essere consegnata o direttamente o a mezzo posta con raccomandata a/r o a mezzo fax, allegando fotocopia del documento didentit, o tramite PEC. La denuncia si intende consegnata allatto del ricevimento da parte del Comune, nel caso di consegna diretta, alla data di spedizione risultante dal timbro postale, nel caso di invio postale, o alla data del rapporto di ricevimento nel caso di invio a mezzo fax e PEC. 8. Ai fini dellapplicazione del tributo la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, semprech non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo. In questultimo caso il contribuente obbligato a presentare apposita dichiarazione di variazione entro il termine di cui al comma 7 del presente articolo. 9. Non comporta obbligo di presentazione della denuncia di variazione la modifica del numero dei componenti il nucleo familiare se si tratta di soggetti residenti. 10. La dichiarazione sia originaria che di variazione deve contenere i seguenti elementi: Utenze domestiche a) Generalit delloccupante/detentore/possessore, il codice fiscale, la residenza; b) Generalit del soggetto denunciante se diverso dal contribuente, con indicazione della qualifica; c) Dati catastali, indirizzo di ubicazione comprensivo del numero dellinterno ove esistente, superficie calpestabile e destinazione duso dei singoli locali; d) Numero degli occupanti i locali; e) Generalit e codice fiscale dei soggetti non residenti nei medesimi; f) Data in cui ha avuto inizio loccupazione/detenzione o il possesso dei locali o in cui intervenuta la variazione. Utenze non domestiche
a) Denominazione della ditta o ragione sociale della societ, relativo scopo sociale o istituzionale della persona giuridica, sede principale o legale, codice fiscale e partita IVA, codice ATECO dellattivit, PEC; b) Generalit del soggetto denunciante, con indicazione della qualifica; c) Persone fisiche che hanno la rappresentanza e lamministrazione della societ; d) Dati catastali, indirizzo di ubicazione comprensivo del numero dellinterno ove esistente, superficie calpestabile e destinazione duso dei singoli locali ed aree denunciati e loro partizioni interne; e) Indicazione delleventuale parte della superficie produttiva di rifiuti speciali non assimilati agli urbani; f) Data di inizio delloccupazione o della conduzione o di variazione degli elementi denunciati. 11. La denuncia deve essere regolarmente sottoscritta. Nellipotesi di invio per posta elettronica o PEC la dichiarazione deve essere comunque sottoscritta, anche con firma digitale. 12. La dichiarazione di cessata occupazione/detenzione o possesso dei locali o delle aree deve essere presentata dal dichiarante originario o dai soggetti conviventi entro il 31 gennaio dell anno successivo alla cessazione, con lindicazione di tutti gli elementi atti a comprovare la stessa. In tale ipotesi il contribuente ha diritto allabbuono o al rimborso del tributo relativo alla restante parte dellanno dal giorno successivo a quello in cui si verificata la cessazione. 13. In caso di mancata presentazione della dichiarazione di cui al comma precedente il tributo non dovuto se il contribuente dimostra di non aver continuato loccupazione, la detenzione o il possesso dei locali e delle aree ovvero se il tributo stato assolto dal soggetto subentrante a seguito di dichiarazione o in sede di recupero dufficio. 14. Nel caso di decesso del contribuente, i familiari conviventi o gli eredi dello stesso, dovranno provvedere alla presentazione della dichiarazione di cessazione entro il termine di cui al precedente comma 7. 15. Gli uffici comunali, in occasione di richiesta di residenza, rilascio di licenze, autorizzazioni o concessioni, devono invitare il contribuente a presentare la dichiarazione nel termine previsto, fermo restando lobbligo del contribuente di presentare la dichiarazione anche in assenza di detto invito. 16. Il termine di cui al comma 12 e solo relativamente al primo anno di introduzione del tributo e quello del 31 marzo dell anno successivo alla cessazione. Art. 28 VERSAMENTO 1. Il pagamento degli importi dovuti nell anno di riferimento deve essere effettuato in quattro rate bimestrali, scadenti al 31 maggio , al 31 luglio, al 30 settembre, al 30 novembre o in unica soluzione entro il 30 giugno . 2. Eventuali conguagli di anni precedenti o dellanno in corso possono essere riscossi anche in unica soluzione. Limporto complessivo del tributo annuo dovuto da versare arrotondato alleuro superiore o inferiore a seconda che le cifre decimali siano superiori o inferiori/pari a 49 centesimi, in base a quanto previsto dal comma 166, art. 1, della L. 296/2006. 3. Le modifiche inerenti alle caratteristiche dellutenza, che comportino variazioni in corso danno del tributo, potranno essere conteggiate nel tributo relativo allanno successivo anche mediante conguaglio compensativo. 4. Il Comune provvede al riversamento alla Provincia del tributo provinciale di cui allart. 19 del D.Lgs 504/92 riscosso, secondo la periodicit e le modalit che saranno concordate con il medesimo Ente o secondo quanto stabilito da specifiche disposizioni. 5. Il versamento deve essere effettuato mediante modello unificato F24 o bollettino di
conto corrente postale intestato all Ente. 6. Solo per l anno di riferimento 2013 il pagamento degli importi dovuti deve essere effettuato in quattro rate scadenti al 31 luglio 2013, al 31 agosto 2013, al 31 ottobre 2013, al 16 febbraio 2014 o in unica soluzione entro il 31 luglio 2013. Art. 29 IMPORTI MINIMI 1. 1. Il contribuente non tenuto al versamento del tributo qualora limporto annuale dovuto, comprensivo della maggiorazione di cui allart. 25 e del tributo provinciale di cui allart. 26 inferiore ad 8,00. 2. Non si procede alla notifica di avvisi di accertamento qualora limporto complessivamente dovuto, inclusivo di tariffa, interessi e sanzioni inferiore ad 12,00. 3. Non sono eseguiti rimborsi di importo annuale dovuto inferiore al medesimo limite di cui al comma 1. Art. 30 FUNZIONARIO RESPONSABILE 1. A norma dellart. 14, comma 36, del D.L. 201/2011, la Giunta Comunale designa il funzionario responsabile del tributo a cui sono attribuiti tutti i poteri per lesercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attivit, nonch la rappresentanza in giudizio per le controversie relative allo stesso tributo. Art. 31 VERIFICHE ED ACCERTAMENTI 1. Il Comune svolge le attivit necessarie al controllo dei dati contenuti nella denuncia e le attivit di controllo per la corretta applicazione del tributo. A tal fine pu: a. inviare al contribuente questionari, da restituire debitamente compilati entro il termine di 60 giorni dalla notifica; b. utilizzare, nel rispetto delle vigenti disposizioni di tutela del trattamento dei dati personali, dati presentati per altri fini, ovvero richiedere ad uffici pubblici o ad enti di gestione di servizi pubblici, dati e notizie rilevanti nei confronti delle singole contribuenti, in esenzione di spese e diritti; c. accedere ai locali ed alle aree assoggettabili al tributo, mediante personale debitamente autorizzato, dando preavviso al contribuente di almeno 7 giorni. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione lente procede allaccertamento sulla base di presunzioni semplici di cui allart. 2729 del codice civile. d. Per accedere agli immobili il personale di cui sopra dovr essere appositamente autorizzato ed esibire apposito documento di riconoscimento con preavviso di almeno sette giorni. e. utilizzare tutte le banche dati messe a disposizione dallAgenzia delle Entrate e dallAgenzia del Territorio. 2. Per le finalit del presente articolo, tutti gli uffici comunali sono obbligati a trasmettere allufficio tributi ai sensi nei modi e con i tempi stabiliti dall Art.14 del Regolamento delle Entrate e, nel rispetto delle vigenti normative in materia di trattamento dei dati personali, copia o elenchi : - delle concessioni per loccupazione di spazi ed aree pubbliche; - dei provvedimenti di abitabilit/agibilit rilasciati per luso dei locali ed aree; - dei provvedimenti relativi allesercizio di attivit artigianali, commerciali fisse o itineranti; - di ogni variazione anagrafica relativa alla nascita, decesso, variazione di residenza e domicilio della popolazione residente. 3. Ai fini dellattivit di accertamento, il comune, per le unit immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbani, pu considerare come superficie
assoggettabile al tributo l80% della superficie catastale, determinata secondo i criteri di cui al D.P.R. 138/1998. In tale caso procede a darne idonea informazione al contribuente. 4. Nei casi di in cui dalle verifiche condotte sui versamenti eseguiti dai contribuenti e dai riscontri operati in base ai precedenti commi, venga riscontrata la mancanza, linsufficienza o la tardivit del versamento ovvero linfedelt, lincompletezza o lomissione della dichiarazione originaria o di variazione, il Comune provveder alla notifica di apposito avviso di accertamento motivato in rettifica o dufficio, a norma dei commi 161 e 162 dellart. 1 della L. 296/2006, comprensivo del tributo o del maggiore tributo dovuto, oltre che degli interessi e delle sanzioni e delle spese. Lavviso di accertamento deve essere sottoscritto dal funzionario responsabile del tributo. 5. Il versamento delle somme dovute a seguito della notifica degli avvisi di accertamento avviene mediante bollettino postale o modello di pagamento unificato F24. 6. Lattivit di accertamento e successiva riscossione del tributo possono essere affidate, in virt delle norme vigenti (art. 7, comma 2, lettera gg- quater e seguenti, del D.L. 70/2011) anche allesterno, ai soggetti indicati nellart. 52, comma 5, del D.Lgs 446/97. 7. In ordine alle richieste di rateazione riferite agli atti di accertamento si rimanda alla norma regolamentare di cui allart.39 del Regolamento delle Entrate. Art. 32 SANZIONI ED INTERESSI 1. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento del tributo risultante dalla dichiarazione alle prescritte scadenze viene irrogata la sanzione del 30% dellimporto omesso o tardivamente versato, stabilita dallart. 13 del D.Lgs 472/97. Per la predetta sanzione non ammessa la definizione agevolata ai sensi dellart. 17, comma 3, del D.Lgs 472/97. 2. Il contribuente puo ravvedersi attraverso l istituto del ravvedimento operoso di cui allart.13 del D.Lgs 471/97. 3. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50,00. 4. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50% al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50,00; 5. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario di cui allart. 33, comma 1 let. a), entro il termine di 60 giorni dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione da 100 a 500. 6. Le sanzioni di cui ai precedenti commi 3 e 4 sono ridotte di un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione ridotta e degli interessi. Art. 33 RISCOSSIONE COATTIVA 1. In mancanza delladempimento dellavviso di cui al precedente articolo, entro il termine di 60 giorni dalla notificazione, sar effettuata la riscossione coattiva secondo le modalit consentite dalle normative vigenti. Art. 34 TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI 1. I dati acquisiti al fine dellapplicazione della tributo sono trattati nel rispetto del D.Lgs 196/2003. Art. 35 NORMA DI RINVIO 1. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento si rinvia alle disposizioni contenute nellart. 14 del D.L. 06/12/2011, n. 201, del DPR 27/04/1999, n. 158
e successive modificazioni ed integrazioni, al regolamento per la disciplina del servizio di smaltimento dei rifiuti adottato da questo Ente, nonch alle altre norme legislative e regolamentari vigenti in materia. Art. 36 NORME TRANSITORIE E FINALI 1. Le disposizioni del presente regolamento hanno effetto a decorrere dal 01/01/2013. 2. Alla data di entrata in vigore del tributo disciplinato dal presente regolamento, a norma dellart. 14, comma 46, del D.L. 201/2011 soppressa lapplicazione della Tarsu , nonch delladdizionale comunale per lintegrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. Rimane ferma lapplicazione di tutte le relative norme legislative e regolamentari per lo svolgimento dellattivit di accertamento del tributo relativo alle annualit pregresse. 3. Per la prima applicazione del tributo si considereranno valide tutte le denunce prodotte in precedenza ai fini della Tarsu , opportunamente integrate con gli elementi in esse non contenuti, necessari per lapplicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Suddetti elementi saranno ottenuti ricorrendo alle informazioni gi presenti sulle banche dati a disposizione dellente, ove queste non siano sufficienti, per mezzo di apposite richieste presentate agli utenti, nel rispetto dei principi della L. 212/2000. 4. In sede di prima applicazione della tariffa il numero dei componenti il nucleo familiare delle utenze domestiche viene determinato in base alle risultanze anagrafiche a disposizione dell Ente. Per le utenze domestiche non residenti il numero dei componenti viene determinato in base ad apposita autocertificazione presentata dallinteressato. In caso di mancata comunicazione nel termine indicato il numero degli occupanti viene fissato secondo il criterio dettato dal comma 5 dellart. 17 del presente regolamento. 5. Per l anno 2013 la scadenze previste per il 31 gennaio si intendono prorogate al 30 novembre 6. In sede di prima applicazione le utenze non domestiche sono classificate nella categoria tariffaria corrispondente alla tipologia di attivit esercitata risultante dal codice ATECO, dalliscrizione alla CC.II.AA, dallatto di autorizzazione allesercizio di attivit, da pubblici registri o da quanto denunciato ai fini IVA.
1) TABELLA CATEGORIE DI ATTIVITA CON OMOGENEA POTENZIALITA DI PRODUZIONE DEI RIFIUTI Utenze domestiche
Utenze domestiche composte da una sola persona Utenze domestiche composte da due persone Utenze domestiche composte da tre persone Utenze domestiche composte da quattro persone Utenze domestiche composte da cinque persone Utenze domestiche composte da sei o pi persone
Utenze non domestiche Cat 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 Descrizione Musei,biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto cinematografi e teatri autorimesse, magazzini senza vendita diretta campeggi,distributori carburante, impianti sportivi stabilimenti balneari esposizioni ed autosaloni alberghi con ristorante alberghi senza ristorante case di cura e riposo Ospedali uffici,agenzie,studi professionali banche ed istituti di credito negozi di abbigliamento,calzature,librerie, cartolerie e beni durevoli edicola,farmacia,tabaccherie negozi particolari: filatelia tende e tessuti , tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato banchi di mercato beni durevoli attivit artigianali:parrucchieri,barbieri ed estetica attivit artigianali:falegnami,idraulici fabbri ed elettricisti carrozzeria, autofficine elettrauto attivit industriali con capannone di produzione attivit artigianali di produzione beni specifici ristoranti,trattorie,osterie, pizzerie e pub mense,birrerie amburgherie bar,caff,pasticceria Supermercati, pane e pasta, macellerie, salumi e formaggi, generi alimentari plurilicenze alimentari e/o miste ortofrutta,pescheria,fiori e piante, pizza a taglio
ipermercati di generi misti banchi mercato generi alimentari discoteche, night club
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 Art. 11
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