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Timestamp: 2020-01-22 07:46:36+00:00

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Pubblicata l’Edizione 3 del Regolamento SAPR di ENAC (in aggiornamento) – ArcheoDigital Srls
Ieri 15 novembre l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), seppur con notevole ritardo rispetto alle sue stesse intenzioni, ha pubblicato l'Ed. 3 dell'11 novembre 2019 del Regolamento "Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto". Sostituirà integralmente l'Edizione 2 Emendamento 4 del 21 maggio 2018 a partire dal 15 dicembre 2019 data di entrata in vigore.
News e comunicazioni Regolamento "Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto" Ed. 3 dell'11 novembre 2019
Regolamento Mezzi Aerei A Pilotaggio Remoto Ed 3 11112019
I droni sotto i 250 grammi sono fuori Regolamento SAPR? Non sono nemmeno aeromodelli puri
Fin dalla pubblicazione delle bozze avvenuta in estate, abbiamo imparato a conoscere quali sarebbero stati i principali cambiamenti che avrebbero coinvolto il settore dei droni nel corso del regno del cd Regolamento Transitorio ENAC.
Art. 7: D-Flight diventa il portale di riferimento anche per la cartografia aeronautica. Dunque non sarà più necessario acquistare le carte stampate AIP, che rimangono comunque lo strumento principe per la navigazione aeronautica, ma basterà ora consultare la web-app online che è considerato strumento conforme.
Art. 8 comma 1: tutti gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale devono obbligatoriamente registrarsi sul sito D-Flight e apporre il codice identificativo QR sull'APR. Quando si dice tutti, vuol dire proprio tutti: ENAC infatti non fa distinzione in base al peso, pertanto che si voglia utilizzare per lavoro un Tello, un Mavic Mini, piuttosto che un Matrice 210, bisogna registrarsi online. A differenza del Regolamento EASA, viene confermata la distinzione tra drone per lavoro e drone ricreativo dal momento che i droni come il Tello e il Mavic Mini utilizzati per diletto non sono soggetti al Regolamento ENAC in quanto il loro peso è inferiore a 250 grammi.
Art. 8 comma 6: viene introdotto nel Regolamento SAPR il volo notturno, per il quale si devono usare luci che consentano il riconoscimento della posizione e dell'orientamento del drone nello spazio aereo. Ora le operazioni di notte non sembrano limitate al solo scenario critico e non si dovranno usare le luci aeronautiche (verde a destra, rossa a sinistra, bianca dietro) per poter distinguere il drone da altri aeromobili.
Art. 8 comma 7: tutti gli APR possono essere condotti solo da un pilota in possesso di attestato di competenza in stato di validità.
Art. 8 comma 8: il pilota che conduce un APR in VLOS in scenario CRO deve essere visibile e chiaramente identificabile tramite l’uso obbligatorio di giubbetti ad alta visibilità recanti l’identificativo “pilota di APR”. Dunque non è richiesto il giubbetto per le operazioni in scenari non critici.
Art. 12 comma 5: si conferma che gli APR con MOD di 300 grammi possono essere condotti in condizioni considerate non critiche in tutti gli scenari operativi. Tuttavia il pilota deve conseguire l’Attestato, secondo quanto previsto al successivo articolo 21, entro il 1° luglio 2020. Dunque mentre oggi gli operatori erano esentati, entro l'entrata in vigore del Regolamento EASA dovranno conseguire l'Attestato.
Art. 21: si dispone che l'Attestato di pilota venga conseguito completando un apposito corso di formazione online fornito da ENAC e il superamento di un esame online su un portale web dedicato dell’ENAC composto da almeno 40 domande a risposta multipla. L'Ente ha già fatto sapere che tutto sarà attivo entro il 1 marzo 2020, data dalla quale bisognerà acquisire i vari attestati entro il 1 luglio 2020, data di entrata in vigore del Regolamento EASA.
Art. 22: per effettuare operazioni in scenari CRO il corso di formazione dovrà essere completato presso un centro di addestramento APR e prevede un esame teorico addizionale di almeno 30 domande a risposta multipla; è previsto inoltre il completamento di un apposito corso di addestramento pratico articolato su specifici scenari addestrativi (Standard e/o Non-Standard) al termine del quale il Pilota sostiene uno skill test con un Esaminatore APR. L'attestato ha validità 5 anni e per il rinnovo è prevista la frequentazione di un corso teorico di aggiornamento e il superamento di uno skill test.
Art. 24 comma 5: qui è fondamentale la dizione zone regolamentate (R) attive, un dato che non era presente nella Circolare ATM-09 e che conferma il fatto che il divieto di operare all'interno di zone regolamentate è valido soltanto se quella zona è attiva, secondo le disposizioni contenute in AIP-Italia ENR 5.
Art. 24 comma 6: l'ENAC può istituire zone con divieto temporaneo di sorvolo agli APR. Le informazioni su queste zone saranno pubblicate soltanto sul portale D-Flight.
Art. 37: gli attestati di pilota APR esistenti rimangono validi fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima di tale data, vanno rinnovati secondo le disposizioni dell'art. 21, qualora scadessero dopo tale data saranno convertiti da parte dell’ENAC con una certificazione di competenza in conformità alle previsioni del Regolamento (CE) 2019/947. Non vi sono ancora informazioni in merito a questa conversione.
Art. 37 comma E: i piloti di APR con MOD superiore a 250 grammi usati per scopi ricreativi dovranno conseguire l'attestato di competenza nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020. Oltre tale data non sarà possibile volare con un drone in assenza di attestato. Sono dunque esclusi da tale norma i Tello e i Mavic Mini.
Vi sono alcune importanti novità ma anche alcune norme che ci porteremo dietro fino al 1 luglio 2020. Riassumiamo velocemente quanto abbiamo letto sugli articoli del Regolamento:
Il portale D-Flight diventa il nuovo hub di riferimento per i droni. Anzi presto la registrazione dei droni avverrà soltanto tramite il portale e non più tramite ENAC. Le mappe presenti su D-Flight assumono validità legale e anzi diventano l'unico punto di riferimento per sapere dove poter volare e dove no.
Tutti i droni indipendentemente dal loro peso se usati per lavoro sono soggetti al Regolamento. Soltanto i droni ricreativi sotto i 250 grammi ne sono esclusi. Dunque per droni come il Tello e il Mavic Mini bisognerà fino a luglio 2020 scegliere se usarlo come SAPR o come "aeromodello". ENAC dunque accoglie solo per metà le previsioni del Regolamento EASA. Dunque l'Ente ha scelto di interpretare alla lettera il concetto di transizione.
Anche i piloti di un APR "trecentino" dovranno acquisire l'attestato di pilotaggio, attraverso il superamento di un corso e un esame online di 40 domande proposti da ENAC. Il tutto dovrà avvenire nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020.
Il giubbotto con la scritta "pilota di APR" rimane obbligatorio soltanto per le operazioni condotte in scenari critici.
Il volo notturno entra adesso nei requisiti generali dei SAPR, quindi non sembra più limitato alle sole operazioni con APR CRO. Non viene utilizzata la dizione "luci aeronautiche", che si traduce nel dover usare qualsiasi sistema di luci atto a riconoscere posizione e orientamento del drone nello spazio aereo di tipo differente per distinguerli da altri aeromobili di linea. In nessun caso sono sufficienti le sole luci del drone.
Sarà necessario frequentare un Centro di Addestramento soltanto qualora si voglia acquisire un attestato di pilotaggio per scenari CRO e lo skill test pratico sarà effettuato su scenari operativi.
Gli attestati di pilota basici e CRO oggi esistenti avranno validità fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima andranno rinnovati secondo le specifiche regolamentari, se scadono dopo verranno convertiti da ENAC con un adeguato Certificato di Competenza in accordo con il Regolamento EASA.
Per tutti i dronisti che volano per divertimento, fino a oggi lo si poteva fare senza essere soggetti ad alcuna burocrazia, a patto di volare al di fuori di CTR e altre aree soggette a restrizioni di volo. Dal 15 dicembre 2019 chi vorrà volare con un drone che supera i 250 grammi (quindi esclusi Tello e Mavic Mini, oltre a tutti i dronini Eachine etc.), per intenderci droni come Xiaomi Fimi X8 o Fimi A3, Hubsan Zino, i Walkera, insomma tutta quella categoria di droni che pochi si sognerebbero di usare per lavoro ma molti per diletto visto i bassissimi costi, sarà soggetto a registrazione sul sito D-Flight, assicurazione (alcune assicurazioni forniscono per fortuna premi assicurativi che coprono tutta l'attività hobbystica e non il singolo mezzo, mentre chi è assicurato professionalmente potrebbe avere compreso il volo ricreativo come previsto dal Regolamento EASA), acquisizione dell'attestato di pilota basico. Ma guadagnerà la possibilità di poter volare anche nelle CTR essendo il suo volo inquadrato nelle operazioni non critiche, a patto naturalmente di rispettare i requisiti richiesti, ovvero lontano almeno 50 metri dalle persone, 150 metri dalle aree congestionate, in spazi aperti lontano dai centri urbani e dai parchi pubblici, etc.
La dizione droni ricreativi crea la categoria cd degli aeromodelli puri, che sono esclusi dal Regolamento secondo l'art. 35. Mentre per i droni i limiti sono imposti dalla Circolare ATM-09, per gli aeromodelli il Regolamento impone un'altezza massima di 70 m AGL entro un raggio massimo di 200 m, al di fuori di CTR e ATZ, oppure volare all'interno delle aree istituite da ENAC (soprattutto i campi volo riconosciuti con ATM-03). Si conferma che l'Attestato di Aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall'Aero Club d'Italia consente il superamento del limite di 70 m AGL per l'altezza massima.
L'Ing. Veccia su Dronezine e l'Ing. Cardi, vicedirettore generale di ENAC, su Affari Italiani hanno rilasciato dichiarazioni chiare in merito al fatto che i droni sotto i 250 grammi usati per scopo ricreativo sono esclusi dal Regolamento. Dunque non solo non sono soggetti a registrazione e attestato di pilota, ma probabilmente non saranno nemmeno soggetti agli altri dettami del Codice della Navigazione Aerea. È quindi possibile che dal 15 dicembre 2019 al 1 luglio 2020 i Tello e i Mavic Mini potranno volare sul Colosseo, vicino gli aeroporti, a 500 metri d'altezza, senza incorrere in alcun tipo di sanzione? Ovvero la non soggezione al Regolamento li esclude anche dal rispetto della cartografia aeronautica?
Noi forniamo questa possibile interpretazione: i droni ricreativi sotto i 250 grammi di MOD non sono classificati come APR e non ricadono nemmeno all'interno dell'art. 35 che li classifica come aeromodelli puri in quanto per definizione un aeromodello è un velivolo sprovvisto di sistema che ne permetta il volo automatico e/o autonomo, e il Mavic Mini ha un dispositivo GPS che può essere utilizzato a tal fine. La maggior parte non sono nemmeno giocattoli perché riportanti il bollino 14+. Quindi pur essendo considerati non offensivi, non pericolosi, che non sono di interesse aeronautico, non è ben chiaro se sono vincolati al rispetto delle limitazioni previste dalla cartografia aeronautica, come volare al di fuori di CTR e ATZ e lontano da cose e persone. Di certo c'è che se si decide di registrarli come APR, pur essendo poi soggetti all'acquisizione di un attestato che sarà valido solo 4 mesi, alla registrazione e all'assicurazione, si potranno usare per uso ricreativo anche all'interno delle CTR.
Le testate giornalistiche Dronezine e Quadricottero News hanno chiesto chiarimenti ad ENAC in proposito, e vi aggiorneremo prontamente appena arriverà una risposta ufficiale da parte dell'Ente.
Per ora, oltre naturalmente al buon senso, invitiamo tutti alla cautela e a non fidarsi di interpretazioni estreme del Regolamento, ovvero ad attendere che questi dubbi si dipanino nel corso delle prossime settimane per non incorrere in spiacevoli sorprese di carattere amministrativo e penale.

References: Art. 7

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 12
 articolo 21

Art. 21

Art. 22

Art. 24

Art. 24

Art. 37

Art. 37