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Timestamp: 2017-09-23 18:00:13+00:00

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N. 165 ORDINANZA 24 aprile - 7 maggio 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Piemonte - Edilizia e urbanistica - Variazione della destinazione di uso degli immobili eseguita senza opere edilizie - Soggezione al regime della concessione, anziche' a quello dell'autorizzazione - Prospettato contrasto con il principio fondamentale dettato in materia dalla legislazione dello Stato | Architetto.info
N. 165 ORDINANZA 24 aprile – 7 maggio 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Piemonte – Edilizia e urbanistica – Variazione della destinazione di uso degli immobili eseguita senza opere edilizie – Soggezione al regime della concessione, anziche’ a quello dell’autorizzazione – Prospettato contrasto con il principio fondamentale dettato in materia dalla legislazione dello Stato
N. 165 ORDINANZA 24 aprile - 7 maggio 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Piemonte - Edilizia e urbanistica - Variazione della destinazione di uso degli immobili eseguita senza opere edilizie - Soggezione al regime della concessione, anziche' a quello dell'autorizzazione - Prospettato contrasto con il principio fondamentale dettato in materia dalla legislazione dello Stato - Sopravvenuta modifica
N.  165 ORDINANZA 24 aprile – 7 maggio 2002.
Regione   Piemonte  –  Edilizia  e  urbanistica  –  Variazione  della
destinazione  di uso degli immobili eseguita senza opere edilizie –
Soggezione   al   regime   della  concessione,  anziche’  a  quello
dell’autorizzazione   –  Prospettato  contrasto  con  il  principio
fondamentale  dettato  in  materia dalla legislazione dello Stato –
Sopravvenuta  modifica  del parametro costituzionale – Restituzione
degli atti al giudice rimettente.
– Legge della Regione Piemonte 8 luglio 1999, n. 19, art. 8.
– Costituzione, art. 117; legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3.
(GU n. 19 del 15-5-2002)
Presidente: Massimo VARI;
Francesco AMIRANTE;
nel  giudizio  di legittimita’ costituzionale dell’art. 8 della legge
della  Regione  Piemonte  8 luglio  1999,  n. 19 (Norme in materia di
edilizia  e  modifiche  alla  legge  regionale 5 dicembre 1977, n. 56
“Tutela  ed  uso  del  suolo”),  promosso  con  ordinanza  emessa  il
17 gennaio  2001 dal Tribunale amministrativo regionale del Piemonte,
iscritta  al  n. 702  del  registro ordinanze 2001 e pubblicata nella
Gazzetta   Ufficiale  della  Repubblica  n. 38,  1a  serie  speciale,
dell’anno 2001.
Udito  nella  camera di consiglio del 27 febbraio 2002 il giudice
relatore Valerio Onida.
Ritenuto  che il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte,
nel   corso   di   un   giudizio   promosso  per  l’annullamento  del
provvedimento  del Comune di Domodossola che intimava alla ricorrente
la  riduzione  in pristino della modifica di destinazione d’uso di un
appartamento,   da   direzionale  a  residenziale,  realizzata  senza
esecuzione  di  opere  edilizie, con ordinanza emessa il 17 gennaio e
pervenuta  il  7 agosto  2001, ha sollevato questione di legittimita’
costituzionale   dell’art. 8   della  legge  della  Regione  Piemonte
8 luglio  1999,  n. 19 (Norme in materia di edilizia e modifiche alla
legge  regionale  5 dicembre  1977, n. 56 “Tutela ed uso del suolo”),
secondo  il  quale  “costituisce  mutamento  di  destinazione  d’uso,
subordinato a concessione, il passaggio, anche senza opere edilizie”,
tra   le   altre,  dalla  destinazione  d’uso  direzionale  a  quella
che  la  questione e’ posta in riferimento all’art. 117 della
Costituzione,   in   relazione   al   principio   fondamentale  della
legislazione  statale  contenuto nell’art. 25 della legge 28 febbraio
1985,   n. 47   (Norme   in   materia   di  controllo  dell’attivita’
urbanistico-edilizia,  sanzioni,  recupero  e  sanatoria  delle opere
edilizie),  secondo  cui la variazione della destinazione d’uso degli
immobili,  se eseguita senza opere edilizie, potrebbe essere soggetta
al massimo a semplice autorizzazione;
che  il  giudice a quo ricorda che analoga questione, da esso
stesso sollevata nel 1992, ed avente ad oggetto la disposizione della
legge  regionale  del 1977 allora vigente in materia, con la sentenza
n. 498  del  1993 di questa Corte era stata dichiarata inammissibile,
in  quanto  l’art. 25 della legge n. 47 del 1985, indicata come norma
interposta   anche   nel  presente  giudizio,  essendo  successiva  e
gerarchicamente  sovraordinata,  aveva implicitamente abrogato quella
regionale con essa confliggente;
che nel caso in esame, pero’, non potrebbe farsi applicazione
degli  stessi  principi  allora enunciati, perche’ la legge regionale
n. 19 del 1999, recante la disposizione impugnata, e’ successiva alla
detta legge statale n. 47 del 1985;
che  la  questione, secondo il giudice a quo, e’ rilevante in
quanto   dalla   sua   risoluzione   dipende   la   legittimita’  del
provvedimento   ripristinatorio   impugnato,   che  sarebbe  precluso
all’amministrazione   qualora   l’intervento  non  fosse  soggetto  a
che  nel  giudizio  e’ intervenuto il Presidente della Giunta
della  Regione  Piemonte,  chiedendo  che la questione sia dichiarata
inammissibile e, comunque, manifestamente infondata;
che,   anzitutto,   la   regione   eccepisce  il  difetto  di
motivazione  sulla rilevanza, in quanto la sommarieta’ e l’incertezza
degli  elementi  in  fatto  offerti dalla ordinanza di remissione non
consentirebbero di valutare la pregiudizialita’ della questione;
che,  secondo  la  regione, la normativa dettata dallo stesso
art. 8  della  legge  regionale denunciata attribuirebbe ai comuni la
facolta’  di  subordinare a semplice autorizzazione, rilasciata anche
per  silenzio  assenso,  taluni  mutamenti di destinazione d’uso, ed,
inoltre,  non  sottoporrebbe  a  concessione  ne’ ad autorizzazione i
mutamenti di destinazione d’uso degli immobili relativi ad unita’ non
superiori  a  700 m3 che siano compatibili con le norme di attuazione
del piano regolatore generale e degli strumenti esecutivi.
dell’art. 8  della legge della Regione Piemonte 8 luglio 1999, n. 19,
viene  sollevata  in riferimento all’art. 117 della Costituzione, per
contrasto  con  un  principio fondamentale della legislazione statale
(peraltro  ricavato  da  una  disposizione,  l’art. 25, ultimo comma,
della  legge  n. 47  del  1985,  che  e’  stata oggetto di successive
modifiche  ad  opera dell’art. 4, comma 20, del d.l. n. 398 del 1993,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  n. 493  del  1993,  e
dell’art. 2, comma 60, della legge n. 662 del 1996 – modifiche di cui
il  remittente  non  da’  conto  –  ,  e  da ultimo e’ stata abrogata
dall’art. 136   del   d.lgs.   6 giugno   2001,  n. 378,  e  trasfusa
nell’art. 10,  comma 2, del testo unico approvato con d.P.R. 6 giugno
2001, n. 380);
che,   successivamente   all’emanazione   dell’ordinanza   di
rimessione,  e’  stata  promulgata  ed  e’ entrata in vigore la legge
parte  seconda  della  Costituzione),  il  cui  art. 3  ha sostituito
l’intero testo dell’art. 117 della Costituzione;
che  pertanto,  in  via  del  tutto  preliminare,  stante  il
mutamento  della  norma  costituzionale  invocata  come  parametro di
giudizio,  si rende necessario disporre la restituzione degli atti al
giudice  remittente  per  un  nuovo esame dei termini della questione
(cfr. ordinanze n. 382 del 2001, n. 14, n. 76 e n. 117 del 2002).
Ordina  la  restituzione  degli  atti al Tribunale amministrativo
regionale del Piemonte.
Palazzo della Consulta, il 24 aprile 2002.
Il Presidente: Vari
Il redattore: Onida
02C0390
N. 165 ORDINANZA 24 aprile – 7 maggio 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Piemonte – Edilizia e urbanistica – Variazione della destinazione di uso degli immobili eseguita senza opere edilizie – Soggezione al regime della concessione, anziche’ a quello dell’autorizzazione – Prospettato contrasto con il principio fondamentale dettato in materia dalla legislazione dello Stato redazione redazione 2015-05-06T09:58:00+00:00

References: art. 8
 art. 117
 art. 3
 sentenza

art. 8
 art. 3