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﻿Cassazione sentenza n. 18926 del 5 novembre 2012 - Licenziamento individuale ed onere della prova del numero di dipendenti inferiore a 15 - Studio Cerbone
Cassazione sentenza n. 18926 del 5 novembre 2012 – Licenziamento individuale ed onere della prova del numero di dipendenti inferiore a 15
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Corte di Cassazione sentenza n. 18926 del 5 novembre 2012
RAPPORTO DI LAVORO – LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – PROVA IN GENERE IN MATERIA CIVILE – ONERE DELLA PROVA – NUMERO DI DIPENDENTI INFERIORE A 15
L’onere di provare l’esistenza dei requisiti occupazionali, che impediscono l’applicazione della disciplina generale di cui all’art. 18 della L. 300/1970, grava sul datore di lavoro. In tema di riparto dell’onere probatorio in ordine ai presupposti di applicazione della tutela reale o obbligatoria al licenziamento di cui sia accertata l’invalidità, fatti costitutivi del diritto soggettivo del lavoratore a riprendere l’attività e, sul piano processuale, dell’azione di impugnazione del licenziamento sono esclusivamente l’esistenza del rapporto di lavoro subordinato e l’illegittimità dell’atto espulsivo, mentre le dimensioni dell’impresa, inferiori ai limiti stabiliti dall’art. 18 della L. 300/1970, costituiscono, insieme al giustificato motivo del licenziamento, fatti impeditivi del suddetto diritto soggettivo del lavoratore e devono, perciò, essere provati dal datore di lavoro (Cass. civ., Sez. Unite, 10/01/2006, n. 141). Con l’assolvimento di quest’onere probatorio il datore dimostra – ai sensi della disposizione generale di cui all’art. 1218 c.c. – che l’inadempimento degli obblighi derivatigli dal contratto di lavoro non è a lui imputabile e che, comunque, il diritto del lavoratore a riprendere il suo posto non sussiste, con conseguente necessità di ridurre il rimedio esercitato dal lavoratore al risarcimento pecuniario. L’individuazione di siffatto onere probatorio a carico del datore di lavoro persegue, inoltre, la finalità di non rendere troppo difficile l’esercizio del diritto del lavoratore, il quale, a differenza del datore di lavoro, è privo della “disponibilità” dei fatti idonei a provare il numero dei lavoratori occupati nell’impresa.
M.A. ha chiesto che venga accertata l’illegittimità del licenziamento intimatogli dalla I. spa per giustificato motivo oggettivo costituito dalla cessazione dei lavori presso il cantiere di (…) , nel quale il ricorrente ha svolto la propria attività lavorativa con mansioni di capo squadra e sommozzatore professionista nel periodo dal 28.8.1993 al 20.7.1994, con le conseguenze previste dall’art. 18 legge n. 300/70 o dall’art. 8 legge n. 604/66 e con condanna della società al pagamento di altre voci retributive e al risarcimento del danno biologico subito a seguito di un infortunio sul lavoro.
2.- Con il secondo motivo del ricorso principale si denuncia violazione degli artt. 18 legge n. 300/70 e 2697 c.c., relativamente alla statuizione con cui la Corte territoriale ha ritenuto che non fosse stato provato il requisito dimensionale stabilito dall’art. 18 legge n. 300/70 ai fini dell’applicabilità della c.d. tutela reale, e ciò dando esclusivo rilievo alle risultanze della prova testimoniale, che, secondo l’assunto, non poteva ritenersi “prova idonea alla dimostrazione di tale circostanza di fatto”.
3.- Con il primo motivo del ricorso incidentale si denuncia violazione degli artt. 18 legge n. 300/70, 3 legge n. 604/66 e 112 c.p.c., per avere la Corte territoriale preso in considerazione, ai fini della prova del giustificato motivo oggettivo, mansioni diverse da quelle di “capo squadra sommozzatore professionista”, dedotte dal lavoratore con il ricorso introduttivo.
4.- Con il secondo motivo si denuncia violazione degli artt. 13, 18 e ss. legge n. 300/70, 3 legge n. 604/66, 2103 e 2697 c.c., nonché vizio di motivazione, censurando la sentenza impugnata relativamente allo stesso punto oggetto del precedente motivo di ricorso, sotto il profilo della violazione dei principi in materia di onere della prova.
Secondo la giurisprudenza di questa S.C. (cfr. Cass. sez. unite n. 141/2006, cui si è uniformata la successiva giurisprudenza di legittimità), in tema di riparto dell’onere probatorio in ordine ai presupposti di applicazione della tutela reale o obbligatoria al licenziamento di cui sia accertata l’invalidità, i fatti costitutivi del diritto soggettivo del lavoratore a riprendere l’attività e, sul piano processuale, dell’azione di impugnazione del licenziamento sono esclusivamente l’esistenza del rapporto di lavoro subordinato e l’illegittimità dell’atto espulsivo, mentre le dimensioni dell’impresa, inferiori ai limiti stabiliti dall’art. 18 della legge n. 300/70, costituiscono, insieme al giustificato motivo di licenziamento, fatti impeditivi del suddetto diritto soggettivo del lavoratore e devono, perciò, essere provati dal datore di lavoro.

References: sentenza 
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 Cass. sez.