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TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA ' ARTICOLATO - PDF
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Renzo Romeo
1 TESTO UNICO DELLE. B DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA ' ARTICOLATO
2 PARTE I DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI TITOLO I DISPOSIZIONI COMUNI... 1 CAPO I DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI... I Art I Definizioni Arr 2 Rapporti con il diritto comunitario... 3 Art 3 Vigilanza...q Art. 4 Provvedimenti... q CAPO II ESPONENTI AZIENDALI E PARTECIPANTI AL CAPITALE... 4 Ah 5 Requisiti di professionalit& e onorabilità degli esponenti aziendali... 4 Art. 6 Requisiti di onorabilita dei partecipanti al capitale... 5 Art. 7 Partecipazione al capitale... 5 Art. 8 Sospensione del diritto di voto... 6 Art. 9 Richiesta di inforniazioni sulle partecipaziohi I CAPO III VIGILANZA...:... 7 Art. 10 Vigilanza regolamentare... 7 Art. I I Interventi sui soggetti abilitati..., Art. 12 Vigilanza informativa... 8 Art. 13 Revisione e cenificazione del bilancio... L... 8 Art. 14 Vigilanza ispettiva... 9 Art. 15 Composizione del gruppo... 9 Art 16 Vigilanza sul gruppo Art. 17 Segreto d'ufficio e collaborazione tra autonth CAPO I SOGGETTI E AUTORIZZ4ZIONE... I Art. 18 Soggetti... I I Art. 19 Autorizzazione... l2 Art. 20 Albo CAPO II SVOLGIMENTO DEI SERVIZI DI INVESTIMENTO Art. 21 Criteri generali Art. 22 Separazione patrimoniale Art 23 Contratti Art 24 Eccezione di gioco e onere della prova Art. 25 Gestione di portafogli di investimento TITOLO i1 SERVIZI DI WVESTIMENTO 11 Art. 26 Attività di negoziazione nei mercati regolamentati...:... I5 C~PO III OPEM TIVITA' TRQNSFRONTAWEM Art. 27 Succursali e libera prestazione di servizi di SIM... L Art. 28 Imprese di investimento comunitarie Art. 29 Impnse'di investimento extracomunitarie Art. 30 Banche C4PO IV OFFERTA FUORI SEDE Art. 3 1 Offerta fuori sede Art. 32 Promotori finanziari Art. 33 hmozione e collocamento a distanza di servizi di investimento e strumenti fmanziari TITOLO I11 GESTIONE COLLEiTIVA DEL RISPARMIO..., CAPO I SOGGETTI A UTORIZW TI An. 34 Attività esercitabili CAPO Il FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO Art 35 Autorizzazione della societh di gestione del risparmio Art 36 Albo Art. 37 Fondi comuni di investimento Art. 38 Schemi di funzionamento dei fondi comuni di investimento...?i A n. 39 Banca depositari a Art 40 Regolamento del fondo., 23 An 41 Regole di comportamento e diritto di voto 23 Art 42 Opntivita all'estero delle societh di gestione del risparmio 24.
3 Art. 43 Offerta in Italia di quote di fondi comuni di investimento armonizzati e non armonizzati CAPO l11 SOCIETA DI INYESTIMENTO A CAPITA LE VARIABILE An 44 Costituzione della SICAV An 45 Albo Art 46 Capitale della SICAV Art 47 Attivita esercitabili dalla SICAV e deleghe gestionali An 48 Azioni della SICAV Art. 49 Assemblea Art. 50 Modifiche dello statuto AI t. 51 SICAV rnulticompano... 2p Art 52 Scioglimento e liquidazione volontaria Art. 53 Fusione e scissione tra SICAV Art. 54 Altre norme applicabili 29. t Art. 55 Disposizioni generali... i...! TITOLO IV AGENTI DI CAMBIO Art. 56 Ruolo speciale Art. 57 Ruolo unico... i TITOLO V DISCIPLMA DELLE CRISI CAPO I DISCIPLINA DEI PROVVEDIMENTI INGIUNTIVJ Ari 58 Provvedimenti ingiuntivi nei confronti di intermediari nazionali e extracomunitari Art 59 Provvedimenti ingiuntivi nei confronti di intermediari comunitari Art 60 Sospensione degli organi amministrativi Art. 61 Sospensione dell'offerta di quote di OICR esteri CAPO II DISCIPLINA DELLE CRISI Art. 62 Amministrazione straordinaria Art. 63 Liquidazione coatta-amministrativa Art. 64 Succursali di imprese di investimento estere Ari. 65 Crisi dell'agente di cambio Art. 66 Sistemi d'indennizzo Art. 67 Adesione ai sistemi d'indennizzo da parte di intermediari esteri TITOLO VI SANZIONI Ari. 68 Abusivismo Art. 69 Gestione infedele Art. 70 Confusione di patrimoni Art. 71 Abuso di denominazione Art. 72 Partecipazioni al capitale Art. 73 Tutela dell'attivitil di vigilanza Art. 74 Altre sanzioni amministrative pecuniarie Art 75 Procedura sanzionatoria Art. 76 Sanzioni e provvedimenti cautelari applicabili ai promotori finanziari Art. 77 Modifiche ail'articolo 107 del Testo Unico bancario Art. 78 Girata di titoli azionari Art. 79 Trasparcna delle condizioni contrattuali Art. 80 Societg fiduciarie Art. 81 Intermediari giii autorizzati Art. 82 Abrogazione TITOLO VI1 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 40 PARTE I1 DISCIPLINA DEI MERCATI E DELLA GESTIONE ACCENTRATA DI STRUMENTI FI- NANZIARI CAPO I MERCATI REGOL-lMEhlTATI Art. 83 Mercati regolamentati. di strumenti finanziari A it. 84 Regolamento del mercato... 44, : Art. 85 Autorizzazione dei mercati regolamentati... An 86 Organizzazione e funzionnmento del mercato..., TITOLO I DISCIPLINA DEI MERCATI 43
4 Ari 87 Sistemi di garanzia dei contratti An 88 Vigilanza sui mercati An 89 Riconoscimento dei mercati Art 90 Compensazione e liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari non derivati Ari 9 1 Compensazione e garanzia delle operazioni su strumenti finanziari derivati Art 92 Vigilanza Art 93 Definitività del regolamento delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari Art 94 Provvedimenti d'urgenza Art 95 Disciplina delle insolvenze di mercato Art 96 Vigilanza sulle societa di gestione Art. 97 Provvedimenti straordinari a tutela del mercato e crisi della società di gestione Art. 98 Mercati all'ingrosso di titoli di Stato CAPO II MERCATI NON REGOLAMENTA TI......, Art 99 Scambi organizzati di strumenti finanziari Art. 100 Contratti a termine CAPO III SANZIONI Art IO1 Tutela dell'attività di vigilami Art. 102 Sanzioni amministrative Art. 103 Attivid di gestione accentrata di strumenti finanziari Art. 104 Sanzione penale Art 105 Regolamento di attuazione e regolamento dei servizi... : Art 106 Certificazione del bilancio Art 107 Vigilanza Art 108 Crisi delle societi di gestione Art 109 Sanzioni amministrative Art 110 Gestione accentrata dei titoli di Stato : An. I I I Disposizioni wsitorie TITOLO I1 GESTIONE ACCENTRATA DI STRUMENTI FiNANZiARi 52 TITOLO 111 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FMALI 55 Art. 112 Scambi di fondi interbancari PARTE 111 DISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE TITOLO I APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO CAPO I SOLLECITAZIONE ALLWVESTIMENTO Art. 113 Sollecitazione all'investimento Art. 114 Obblighi degli offerenti...: Art. 115 Disposizioni di attuazione Art. 116 Bilanci dell'unittente Art 117 Obblighi informativi Art 118 Riconoscimento del prospetto Art 119 Poten interdittivi Ari 120 Casi di inau~iicabilità Art. 121 Annunci pubblicitari CAPO II OFFERTE PUBBLICHE DI ACQUISTO. O DI SCAMBIO Sezione I Disposizioni generali Art. l22 Definizioni Art 123 Obblighi degli offerenti e poteri interdittivi Art 124 Svolgimento delfofferta Art. 125 Autorizzazione deil'assemblca... i Sezione 11 OtTene pubbliche di acquisto obbligatorie An. 126 Disposizioni generali Ar t, 127 Offerta pubblica di acquisto successiva An 128 Offerta pubblica di acquisto rcsiduale..., An 129 Acquisto di conceno An 130 Diritto di acquisto An 13 1 Disposizioni di attuazione Art. 132 Sospensione dcl diritto di voto l
5 Art. 133 Acquisto di azioni proprie e della societh controilante Art 134 ParitA di trattamento Art 135 Mercati regoiamentati An. 136 Definizione di gruppo Sezione I Obblighi di trasparenza Art 137 Ambito di applicazione Art 138 Prospetto di quotazione Art 139 Comunicazioni al pubblico Art 140 Comunicazioni alla CONSOB Art. 141 Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico 66 Art. 142 Informazione contabile... ) Sezione I1 Assetti proprietari C.? Art 143 Ambito dl applicauone Art 144 Obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti An. 145 Disciplina delle partecipazioni reciproche Art. 146 Pubblicità dei pani parasaciali riguardanti l'esercizio del voto Art. 147 Altri patti Art. 148 Casi di inappiicabilità Art. 149 Durata dei patti e diritto di recesso '... Sezione I Collegio sindacale Art 150 Ambito di applicazione Art. 151 Composizione del collegio sindacale Art. 152 Doveri del collegio sindacale Art. 153 Informazione del collegio sindacale... r...* Art. 154 Poteri del cotlegio sindacale Art. 155 Denunzia al tribunale Art. 156 Obbligo di riferire all'assemblea Art. 157 Disposizioni non applicabili Sezione I1 Poteri delle minoranze Art. 158 Ambito di applicazione Art 159 Convocazione dell'assunblea su richiesta della minoranza Art. 160 Assemblea straordinaria Art. 161 Voto per conispondenza Art 162 Denuncia ai collegio sindacale e al tribunale Art. 163 Azione sociale di responsabilità Art. 164 Informazione dei soci Art. 165 Diritto di recesso in caso di fusioni e scissioni Art. 166 Esclusione su richiesta dalle negoziazioni Sezione 111 Azioni di risparmio Ah 167 Emissione delle azioni An 168 Assemblea speciale Art. 169 Rappresentante comune Sezione IV Deleghe di voto Ah 170 Ambito di applicazione t definizioni Art. 171 Disposizioni generali Art. 172 Sollecitazione An 173 Requisiti del committente An 174 Soggetti abilitati dlr sollecitazione Afi 175 Associazione di azionisti Art. 176 Delega di voto TITOLO 11 EMITTENTI STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI 63 CAPO I INFORMAZIONE SOCIETARIA 64 CAPO II DISCIPLINA DELLE SOCIETA CON AZIONI QUOTATE Svolgimento della sollecitaziont e della raccolta mbito di gpplicazione An 177 RaponsabilitA 78 Sezione V Revisione contabile 79 An \
6 An 180 Attiviti di revisione contabile....' An. 181 Giudizi sui bilanci Art 182 Effetti dei giudizi sui bilanci An. 183 Proposte di aumento di capitale. di fusione. di scissione e di distribuzione di acconti sui dividendi Ah 184 Conferimento e revoca dcll'incarico An. 185 Incompatibilità Ah 186 Albo speciale delle societa di revisione Art 187 Vigilanza Art I88 Provvedimenti della CONSOB Art. 189 Responsabili Art 190 Revisione contabile dei gruppi Art. 191 Disposizioni transitorie e finali...; TITOLO 111 SANZIONI CAPO I ABUSO DI INFOWUONI PRIVILEG+~TE E AGGIOTAGGIO SUSTRUMENTI FINANZIARI 85 Art. 192 Ambito di applicazione Art 193 Informazione priyilegiata Art 194 Abuso di informazioni privilegiate Art 195 Aggiotaggio su stnimenti finmziari Art. 196 Pene ~ CC~SSOI~ Art 197 Reati commessi all'cstero Art 198 Misure interdittive Art 199 Registrazione delle operazioni su strumenti finanziari Art 200 Notizia di reato Art 20 1 Anività di accenamento Art 202 Accompagnamento coattivo Art 203 Inottcmpe~zalle richieste della CONSOB Art 204 False informazioni Art 205 Ispezioni. perquisizioni e sequestri Art 206 Trasmissione degli atti al pubblico ministero Art. 207 Facolta della CONSOB nel procedimento penale CAPO IISANZIONI PENALI Art 208 Operazioni non autorizzate dall'assemblea Art 209 Irregolare acquisto di azioni proprie e della società controllante Art 2 10 Omessa alienazione di partecipazioni reciproche eccedenti Art 211 False comunicazioni Art. 212 Ostacolato esercizio delle funzioni della CONSOB An 213 Falsith nelle relazioni o comunicazioni deila società di revisione Art. 214 Utilizzazione e divulgazione di notizie riservate relative alla società assoggettata a revisione Art Illeciti rapporti patrimoniali con la società assoggettata a revisione Art 216 Compensi illegali di amministratori, soci e dipendenti della società di revisione Art 2 17 Circostanza aggravante Comunicazione della sentenza di condanna Art Ambito di applicauone 92 CAPO /II SANZIONI AMMINISTRATIVE...t Art Violazioni in tema di sollecitazione all'investimento Art. 220 Violazioni in tema di offene pubbliche di acquisto o di scambio An 221 Violazioni in tema di informativa sacietaria Art. 222 Violazioni in tema di patti parasociali Art 223 Violmioni in tuna di deleghe di voto..., &t 224 Violazioni in tema di revisione contabile Art 225 Sostintzione della sanzione amministrativa pecuniaria con il richiamo Art 226 Responsabiliti degli enti per il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie Art 227 Procedimento di applicazione delle sanzioni An 228 Inapplic~bilitil &l pagamento in misura ridotta Afl. 229 Pubblicith della violazione An. 230 Segreto d'ufficio TITOLO IV DlSPOSlZlONl FINALI 95 An 23 I Collabomione tra autodti 96
7 Art. 232 Società cooperative Art. 233 Aumenti di capitale Art. 234 Nome applicabili alle società quotate in mercati diversi dalla borsa Art. 235 Modifiche al testo unico bancario Art. 236 Abrogazioni Art. 237 Noma transitoria ALLEGA T
8 PARTE I DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI, TITOLO I DISPOSlZIONl COMUNI., d CAPO I DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI 1. Per "strumenti finanziari" si intendono: Art. 1 Definizioni a) azioni e altri titoli rappresentativi di capitale di rischio negoziabili sul mercato dei capitali; b) obbligazioni, titoli di Skto e altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali; C) quote di organismi di investimento collettivo; d) titoli normalmente negoziati sul mercato monetario; e) qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che permetta di acquisire gli strumenti indicati nelle precedenti lettere, e i relativi indici; f) contratti "futures" su strumenti finanziari, su tassi di interesse, su valute, su merci e sui relativi indici, anche quando l'esecuzione awenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti;. g) contratti di scambio a pronti e a termine (swaps) su tassi di interesse, su valute, su merci nonchd su indicì azionari (equity swaps), anche quando l'esecuzione awenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti; h) contratti a termine collegati a strumenti finanziari, a tassi d'interesse, a valute, a merci e ai relativi indici, anche quando l'esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in - contanti. i) contratti di opzione per acquistare o vendere gli strumenti indicati nelle precedenti lettere e i. relativi indici, nonché contratti di opzione su valute, su tassi d'interesse, su merci e sui relativi. '. indici, anche quando l'esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti; ' ' ' j) combinazioni di contratti o di titoli indicatixelle precedenti lettere. 2. I mezzi di pagamento non sono considerati strumenti finanziari Per "servizi di investimento" si intendono le seguenti anività, quando hanno per oggetto,.:_ Y., strumenti finanziari:, - V &+.-- -, i -. -_ P.,-.
9 a) negoziazione per conto proprio; b) negoziazione per conto terzi; C) collocamento, con e senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'em ittente; d) gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi; e) ricezione e trasmissione di ordini nonché mediazione. 4. Per "servizi accessori" si intendono i seguenti: a) custodia e amministrazione di strumenti finanziari; b) locazione di cassette di sicurezza;. \ C) cmcessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un'operaziooe relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene il soggetto che concede il finanziamento;. d) consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi concernenti le concentrazioni e l'acquisto di imprese; e) servizi connessi all'emissione o al collocamento di strumenti finanziari, ivi compresa l'organizzazione e la costituzione di consoni di garanzia e collocamento; f) consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari; g) intermediazione in cambi, quando collegata alla prestazione di servizi d'investimento. 5. Si intende per: a) "fondo comune di investimento", i1 patrimonio autonomo, suddiviso in qu~te, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte; b) "fondo aperto", il fondo comune di investimento i cui partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso delle quote secondo. le modalità previste dallo schema di funzionamento del fondo; C) "fondo chiuso", il fondo comune di investimento in cui il diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate; d) "società di investimento a capitale variabile" (SICAV), la società per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni; e) "organismi di investimento collettivo del 'risparmio" (OICR), i fondi comuni di investimento, le SICAV; f) "parti di OICR", le quote di fondi comuni di investimento e le azioni di SICAV ; g) "gestione collettiva del risparmio", il servizio che si realizza attraverso: 1) la promozione, istituzione e organizzazione di fondi comuni di investimento e l'amministrazione dei rapporti con i partecipanti; 2) la gestione del patrimonio di OICR, di propria o altrui istituzione, mediante l'investimento avente ad oggetto strumenti finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili; h) "società di gestione del risparmio". la società per azioni con sede legale e direzione generale in.-
10 Italia autorizzata a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio; i) "società promotrice", la società di gestione del risparmio che svolge l'attività indicata nelfa lettera g), punto 1); j) "gestore", la società di gèstione del risparmio che svolge l'attività indicata nella lettera g), punto 2); k) "banca depositaria", la banca alla quale è affidata la custodia dei valori e delle disponibilità liquide di un OICR; I) "soggetti abilitati", le imprese di investimento, le banche, gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, le società di gestione del risparmio e le SICAV.. 6. Si intendono per: I 5 a) "Testo Unico bancario" (T.U. bancario), il decreto legislativo lo settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni; b) "legge fallimentare", il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni; C) "società di intermediazione mobiliare" (SIM), l'impresa, diversa dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, autorizzata a svolgere servizi di investimento, avente sede legale e direzione generale in Italia; d) "Stato comunitario", lo Stato appartenente allyunione Europea; e)!'stato extracomunitari;", lo Stato non appartenente all9unione Europea; f) "impresa di investimento comunitariay', l'impresa, diversa dalla banca, autorizzata a svolgere servizi di investimento, avente sede legale e direzione generale in un medesimo Stato comunitario, diverso dallyitalia; g) "impresa di investimento extracomunitaria", l'impresa, diversa dalla banca, autorizzata a svolgere servizi di investimento, avente sede legale in uno Stato extracomunitario; h) "imprese di investimento": le SIM e le imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie; i) "servizi ammessi al mutuo riconoscimento", i servizi elencati nelle sezioni A e C della tabella allegata al presente decreto, autorizzati nello Stato comunitario d'origine; j) "strumenti finanziari derivati". gli strumenti finanziari previsti dal comma 1, lettere.0, g), h), i) ej). Art. 2 Rapporti con il diritto comunitaria 1. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, la Banca d'italia e la CONSOB esercitano i poteri loro attribuiti in armonia con le disposizioni comunitarie, applicano i regolamenti e le decisioni dell0unione Europea e provvedono in merito alle raccomandazioni concernenti i servizi disciplinati dal presente decreto.
11 Art. 3 Vigilanza 1. L'attività di vigilanza ha per scopo la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione dei soggetti abilitati, avendo riguardo alla tutela degli investitori e alla stabilità, alla competitività e al buon funzionamento del sistema finanziario. 2. La Banca d'italia è competente per quanto riguarda il contenimento del rischio e la stabilità patrimoniale. 3. La CONSOB è competente per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei comportamenti. 4. La Banca d'italia e la CONSOB esercitano i poteri di vigilanza nei confronti delle imprese di investimento, delle banche, delle società di gestione del risparmio, delle SICAV e degli altri soggetti abilitati, in conforrhità del presente decreto; ciascuna vigila sull'osservanza delle disposizioni regolanti le materie di competenza. 5. La Banca d'italia e la CONSOB operano in modo cooidinato anche al fine di ridurre al minimo gli oneri gravanti sui soggetti vigilati e si danno reciproca comunicazione dei prowedimenti assunti e delle irregolarità rilevate nell'esercizio dell'attività di vigilanza. Art. 4 Prowedimenti 1. I regolamenti del Ministro dei tesoro, del bilancio e della programmazione economica previsti dal presente decreto sono adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n La Banca d'italia e la CONSOB stabiliscono i termini e le procedure per l'adozione degli atti e dei prowedimenti di propria competenza previsti dal presente decreto. 3. I regolamenti e i prowedimenti di carattere generale della Banca d'italia e della CONSOB emanati ai sensi del presente decreto sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Gli altri prowedirnenti rilevanti relativi ai soggetti sottoposti a vigilanza sono pubblicati dalla Banca d'italia e dalla CONSOB nei rispettivi Bollettini. CAPO I1 ESPONENTI AZIENDALI E PARTECIPANTI AL CAPITALE Art. 5 Requisiti di professionalità e onorabilità degli esponenti aziendali 1. I soggetti che svolgono hnzioni di amministrazione, direzione e controllo presso SIM, società di gestione del risparmio, SICAV devono possedere i requisiti di professionalità e onorabilità stabiliti dal Ministro del tesoro. del bilancio e della programmazione economica, con regolamento adottato sentite la Banca d'italia e ia CONSOB difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica. Essa è dichiarata dal consiglio di amministrazione entro trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto soprawenuto. In
12 caso di inerzia, la decadenza è pronunciata dalla Banca d'ltalia o dalla CONSOB regolamento previsto dal comma 1 stabilisce le cause che comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. La sospensione è dichiarata con le modalità indicate nel cornrna 2. Art. 6 Requisiti di onorabilità dei partecipanri al capitale 1. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della progrzmmazione economica, con regolamento adottato sentite la Banca d'italia e la CONSOB, determina i'requisiti di onorabilità dei partecipanti al capitale delle SIM, delle società di gestione del risparmio e delle SICAV. 2. Con il medesimo regolamento il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica stabilisce la quota'percentuale del capitale che deve essere posseduta per l'applicazione del comma 1. Per le SICAV si fa riferimento alle sole azioni nominative. 3. Ai fini del comma 2 si considerano anche le azioni possedute per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persoria, nonché i casi in cui il diritto di voto spetta o è attribuito ad un soggetto diverso dal socio o esistono accordi concernenti l'esercizio dei diritti di voto. 4. In assenza dei requisiti non può essere esercitato il diritto di voto inerente alle azioni eccedenti il suddetto limite. In caso di inosservanza, la deliberazione è impugnabile a norma dell'articolo 2377 del codice civile se la maggioranza richiesta non sarebbe stata raggiunta senza i voti inerenti alle predette azioni. L'irnpugnazione può essere proposta anche dalla Banca d'italia o dalla CONSOB entro sei mesi dalla data della deliberazione ovvero, se questa è soggetta a iscrizione nel registro delle imprese, entro sei mesi dall'iscrizione. Le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea. 5. Per le SICAV il regolamento indicato al comma 1 stabilisce le ipotesi, con riguardo alla data di acquisto, in cui le azioni nominative, al fine dell'attribuzione del diritto di voto, sono considerate come azioni al portatore. Art. 7 Partecipazione al capitale 1. Chiunque, a qualsiasi titolo, intenda acquisire o cedere, direttamente o indirettamente, una partecipazione qualificata nel capitale di una SIM, società di gestione del risparmio, SICAV, rappresentato da azioni con diritto di voto, deve dame preventiva comunicazione alla Banca d'italia. La comunicazione preventiva è dovuta anche per gli acquisti e le cessioni da cui derivino variazioni, in aumento o in diminuzione, della partecipazione quando ciò comporti il superamento delle soglie partecipative stabilite ai sensi del comrna 5, ovvero I'acquisizione o la perdita del controllo dell'intermediario. 2. La Banca d'italia, entro novanta giorni dalla comunicazione. può vietare I'acquisizione della partecipazione quando ritenga che il potenziale acquirente non sia idoneo ad assicurare una gestione sana e prudente dell'intermediario o a consentire l'effettivo esercizio della vigilanza. La Banca d'ltalia può fissare un termine massimo per I'acquisizione nonché comunicare, anche prima della scadenza del termine, che nulla osta all'operazione. 3. Gli acquisti e le cessioni indicati nel comma 1 sono comiinicati, una volta avvenuti, alla -
13 Banca d'italia, alla CONSOB e all'interrnediario. La comunicazione è dovuta anche per le variazioni della partecipazione che comportino il superamento, in aumento o in diminuzione, delle soglie partecipative stabilite ai sensi del comma 5, ovvero I'acquisizione del controllo della società. 4. Si considerano acquisite o cedute indirettamente le partecipazioni al capitale dell'intermediario quando l'acquisto o la cessione avvengano per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona. Il controllo sussiste nei casi previsti dall'articolo 23 del T.U. bancario. 5. La Banca d'italia determina con regolamento: a) la partecipazione qualificata e le soglie partecipative; b) i soggetti tenuti a effettuar,; le comunicazioni quando il diritto di voto spetta o è attribuito a un soggetto diverso dal socio, nonché quando esistono accordi concernenti l'esercizio del diritto di voto; C) le procedure e i termini per l'effettuazione delle comunicazioni. Art. 8 Sospensione del diritto di voto 1. I1 diritto di voto inerente alle azioni acquisite non può essere esercitato quando non siano state effemiatè le comunicazioni previste dall'articolo 7, quando sia intervenuto il divieto della Banca d'italia o non sia ancora decorso il termine entro il quale la Banca d'italia può vietare l'acquisizione o quando sia scaduto il termine massimo eventualmente fissato ai sensi deli'artico10 7, comma L.a Banca d'italia, anche su proposta della CONSOB, può in ogni momento sospendere il diritto di voto inerente a una partecipazione qualificata in una SIM, società di gestione del risparmio, SICAV, quando I'infl uenza esercitata dal titolare del diritto di voto possa pregiudicarne la gestione sana e prudente o l'effettivo esercizio della vigilanza. 3. In caso di inosservanza dei divieti previsti dai commi precedenti, la deliberazione è impugnabile a norma dell'articolo 2377 del codice civile, se la maggioranza richiesta non sarebbe stata raggiunta senza i voti che non avrebbero potuto essere espressi. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Banca d'italia o dalla CONSOB entro sei mesi dalla data della deliberazione owero se questa (! soggetta a iscrizione nel registro delle imprese, entro sei mesi dall'iscrizione. Le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della mgolare costituzione dell'assemblea. Art. 9 Richiesta di informazioni sulle partecipazioni l. La Banca d'italia e la CONSOB indicando il termine per la risposta. possono richiedere: a) alle SIM, alle società di gestione del risparmio e alle SICAV. l'indicazione nominativa dei soci secondo quanto risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altri dati a loro disposizione;
14 b) alle società e agli enti di qualsiasi natura che partecipano al capitale dei soggetti indicati nella lettera a), I'indicazione nominativa dei soci secondo quanto risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altri dati a loro disposizione; C) agli amministratori delle società e degli enti che partecipano al capitale dell'intermediario, l'indicazione dei soggetti controllanti; d) alle società fiduciarie che partecipano al capitale dell'intermediario, le generalità dei fiducianti. CAPO m VIGILANZA Art. 10 Vigilanza regolamentare 1. La Banca d'italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento: a) l'adeguatezza patrimoniale, il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni, le partecipazioni detenibili, l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni dei soggetti abilitati; b) le modalità di deposito e di sub-deposito degli strumenti finanziari e del denaro di pertinenza della clientela; C) le regole applicabili agli OICR aventi ad oggetto: 1) i criteri e i divieti relativi all'attività di investimento, avuto riguardo anche ai rapporti di W'PPO; 2) le norme prudenziali di contenimento e frazionamento del rischio; 3) gli schemi-tipo e le modalità di redazione dei prospetti contabili che le società di gestione e le SICAV devono redigere periodicamente; 4) i metodi di calco-lo del valore delle parti di OICR; 5) i criteri e le modalità da adottare per la valutazione dei beni e dei valori in cui è investito il patrimonio e la periodicità della valutazione. Per la valutazione di beni non negoziati sui mercati regolamentati, la Banca d'italia può prevedere il ricorso ad esperti indipendenti e richiederne - l'intervento anche in sede di acquisto e vendita dei beni da parte del gestore.,&+ l 2. La CONSOB, sentita la Banca d'italia, tenuto conto delle differenti esigenze di tutela degli investitori connesse con la qualità e l'esperienza professionale dei medesimi, disciplina con regolamento: a) le procedure, anche di controllo interno, relative ai servizi prestati e la tenuta delle evidenze degli ordini e delle operazioni effettuate: b) il comportamento da osservare nei rapporti con gli investitori. anche tenuto conto dell'esigenza di ridurre al minimo i conflitti di interessi e di assicurare che la gestione del risparmio su base individuale si svolga con modalità aderenti alle specifiche esigenze dei singoli investitori e che quella su base collettiva avvenga nel rispetto degli obiettivi di investimento deli'o1~~; I
15 C) gli obblighi informativi nella prestazione dei servizi; i flussi informativi tra i diversi settori dell'organiuazione aziendale, anche tenuto conto dell'esigenza di evitare interferenze tra la prestazione del servizio di gestione su base individuale e gli altri servizi previsti dal presente decreto. Art. 1 1 Interventi sui soggetti abililati 1. La Banca d'italia e la CONSOB, nell'ambito delle rispettive competenze, possono, con riguardo ai soggetti abilitati: a) convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti; -. b) ordinare la convocazione degli organi colleiali, fissandone l'ordine del giorno; C) procedere direttamente alla convocazione degli organi collegiali quando gli organi competenti non abbiano ottemperato a quanto previsto dalla lettera b). 2. La Banca d'italia può emanare, a fini di stabilità, disposizioni di carattere particolare aventi aa oggetto le materie disciplinate nell'articolo 10, comma 1, lettera a). 3. Nell'interesse pubblico o dei partecipanti la Banca d'italia e la CONSOB, ciascuna per quanto di competenza, possono ordinare la sospensione o la limitazione temporanea dell'emissione o del rimborso delle parti di OICR. Art. 12 Vigilanza in formativa 1. La Banca d'italia e la CONSOB possono chiedere, per le materie di rispettiva competenza, ai soggetti abilitati la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalità e nei termini dalle stesse stabiliti. 2. I poteri previsti dal comma 1 possono essere esercitati anche nei confronti della società incaricata della revisione e della certificazione del bilancio. 3. I verbali delle riunioni e degli accertamenti del collegio sindacale concernenti irregolarità nella gestione dei soggetti abilitati, ovvero violazioni delle norme che ne disciplinano l'attività, sono trasmessi in copia alla Banca d'italia e alla CONSOB, a cura del presidente del collegio entro 10 giorni dalla data dell'atto. Le disposizioni del presente cornma si applicano alle banche, limitatamente alla prestazione dei servizi di investimento. Art. 13 Revisione e certificazione del bilancio I. Alle SIM, società di gestione del risparmio, e SICAV si applicano le disposizioni della parte 111, titolo 11, capo 11, sezione V. a eccezione dell'articolo 182, commi 1 e 2, e dell'articolo Per le società di gestione del risparmio, la società incaricata della revisione provvede anche alla certificazione dei prospetti periodici del fondo comune di cui all'articolo 38, comma 2, lenera C), ai sensi dell'articolo 18 1.
16 3. La società incaricata della revisione e della certificazione del bilancio della SIM, della società di gestione del risparmio, e della SICAV ovvero di società appartenenti al gruppo di cui I'intemediario è parte, comunica alla Banca d'italia e alla CONSOB gli elementi che possono costituire causa del rifiuto della certiticazione del bilancio. Il gruppo di appartenenza dell'intermediario è quello rilevante ai fini dell'articolo 15. Art. 14 Vigilanza ispettiva l. La Banca d'italia e la CONSOB possono, per le materie di rispettiva competenza e in armonia con le disposizioni comunitarie, effettuare ispezioni e richiedere l'esibizione dei documenti e il compimento degli atti ritenutipecessari presso i soggetti abilitati. 2. Ciascuna autorità comunica le ispezioni disposte all'altra autorità, la quale può chiedere accertamenti su profili di propria competenza. 3. La Banca d'italia e la CONSOB possono chiedere alle autorità competenti di uno Stato comunitario di effettuare accertamenti presso succursali di SIM e di banche, stabilite sul temtorio di detto Stato owero concordare altre modalità per le verifiche. 4. Le autorità competenti di uno Stato comunitario, dopo aver informato la Banca d'italia e la CONSOB, possono ispezionare, anche tramite loro incaricati, le succursali di imprese di investimento e di banche comunitarie dalle stesse autorizzate, stabilite nel territorio della Repubblica. Se le autorità di uno Stato comunitario lo richiedono, la Banca d'italia e la CONSOB, nell'ambito delle rispettive competenze, procedono direttamente agli accertamenti.owero concordano altre modalità per le verifiche. 5. La Banca d'italia e la CONSOB possono concordare, per le materie di rispettiva competenza, con le autorità competenti degli Stati extracomunitari modalità per l'ispezione di succursali di imprese di investimento e di banche insediate nei rispettivi territori. Art. 15 Composizione del gruppo 1. La Banca d'italia, sentita la CONSOB: l) determina la nozione di gruppo rilevante ai fini della verifica del requisito previsto dall'articolo 19, comma 1, lettera h) e dall'articolo 3 5, comma 1, lettera f); 2) pub emanare disposizioni volte a individuare l'insieme dei soggetti esercenti servizi di investimento, servizi di gestione collettiva del risparmio nonché attività connesse e strumentali o altre attivitii finanziarie, non soggetti alle disposizioni previste dal titolo 111, capo Il, sezione I, del T.U. bancario, da sottoporre a vigilanza sul gruppo. Tali soggetti sono individuati tra quelli che: a) sono controllati, direttamente o indirettamente. da una SIM o da una società di gestione del risparmio; b) controllano, direttamente o indirettamente, una SIM o una società di gestione del risparmio; C) sono controllati, direttamente o indirettamente, dagli stessi soggetti che controllano la SIM o la
17 società di gestione del risparmio; d) sono partecipati almeno per il 20 per cento da uno dei soggetti indicati nelle lettere a), b) e C), dalla SIM o dalla società di gestione del risparmio. Art. 16 Vigilanza sul gruppo 1. La Banca d'italia ha la facoltà di impartire alla SIM, alla società di gestione del risparmio o alla società finanziaria posta al vertice del gruppo,individuato ai sensi dell'articolo 15, numero 2, disposizioni riferite al complesso dei soggetti individuati ai sensi del medesimo articolo, aventi a oggetto le materie dell'articoio 10, comma 1, lettera a). Ove lo richiedano esigenze di stabilità degli intermediari, la Banca'd71talia può emanare nehe stesse materie disposizioni di carattere particolare. 2. La SIM, la società di gestione del risparmio o la socktà finanziaria capogruppo, nell'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento, emanano disposizioni alle componenti del gruppo individuato ai sensi dell'articolo 15, numero 2, per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'italia. Gli amministratori delle società del gruppo sono tenuti a fornire ogni dato e informazione per l'emanazione delle disposizioni e la necessaria collaborazione per il rispetto delle norme sulla vigilanza consolidata. 3. La Banca d'italia e la CONSOB possono chiedere, per le materie di rispettiva competenza, ai soggetti individuati ai sensi dell'articolo 15, numero 2, la trasmissione, anche periodica, di dati e informazioni. Le informazioni utili all'esercizio della vigilanza possono essere richieste anche ai soggetti che, pur non svolgendo servizi di investimento, servizi di gestione collettiva del risparmio nonché attività connesse e strumentali o altre attività finanziarie, siano legati alla SIN o alla società di gestione del risparmio dai rapporti partecipativi indicati nell'articolo 15, numero La Banca d'italia può disporre nei confronti dei soggetti appartenenti al gruppo l'obbligo di certificazione del bilancio ai sensi della parte 111, titolo 11, capo 11, sezione V, a eccezione dell'articolo 182, commi 1 e 2, e dell'articolo La Banca d'italia e la CONSOB possono, per le materie di rispettiva competenza, effettuare ispezioni presso i soggetti individuati ai sensi dell'articolo 15, numero 2. La Banca d'italia e la CONSOB possono altresì, al fine esclusivo di verificare l'esattezza dei dati e delle informazioni forniti, effettuare ispezioni presso i soggetti che, pur non svolgendo servizi di investimento, servizi - di gestione collettivzi del risparmio nonché attività connesse e strumentali o altre attività finanziarie, siano legati alla SIM o alla società di gestione del risparmio dai rapporti partecipativi indicati nell'articolo 15, numero 2.. :- " M Art. 17 Segreto d'uflcio e collaborazione tra autoritd 1. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, la Banca d'italia, la CONSOB. la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, I'ISVAP e I'UIC collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Dette autorit non possono reciprocamente opporsi il segreto d'ufficio.
18 2. La Banca d'ltalia e la CONSOB collaborano, anche mediante scambio di informazioni, con le autoriti competenti deil'unione Europea e dei singoli Stati comunitari al fine di agevolare ]e rispettive funzioni. 1 ae informazioni ricevute dalla Banca d'ltalia e dalla CONSOB possono essere trasmesse, in conformità della disciplina comunitaria, ad altre autorità italiane competenti e a terzi, con il consenso dell'autorità dell'unione Europea e dello Stato comunitario che ha fornito le informazioni. 3. La Banca d'italia e la CONSOB possono cooperare, anche mediante scambio di informazioni, con le autorid competenti degli Stati extracomunitari. 4. La Banca d'italia e la CONSOB possono scambiare informazioni: a) con autorità amministrative o giudiziarie nell'ambito di procedimenti di liquidazione o di fallimento in Italia o all'estero, relativi a soggetti abilitati; b) con gli organismi preposti'all'amministrazione dei sistemi di indennizzo; C) con gli organismi preposti alla compensazione o al regolamento delle negoziazioni nei mercati, al fine di garantire il regolare funzionamento di tali organismi. 5. Le informazioni indicate nel cornma 4, lettere b) e C), possono essere rivelate a terzi, con il consenso del soggetto che le ha fornite. Si può prescindere dal consenso ove le informazioni siano fornite in ottemperanza a obblighi di cooperazione e collaborazione internazionale. 6. Le informazioni previste dai commi 2, 3 e 4 possono essere scambiate anche in deroga al segreto d'ufficio. 7. La Banca d'italia e la CONSOB possono esercitare i poteri ad esse assegnati dall'ordinamento anche ai fini della cooperazione con altre autorità e su richiesta delle medesime. 8. Ad ogni altro fine, restano ferme le norme che disciplinano il segreto di ufficio sulle notizie, i dati e le informazioni in possesso della Banca d'italia e della CONSOB. Sono fatti salvi i casi previsti dalla legge per le indagini su violazioni sanzionabili penalmente. 9. La Banca d'italia può concordare con le autorità di vigilanza di altri Stati comunitari forme di cohaborazione nonché la ripartizione dei compiti di ciascuna autorità in ordine all'esercizio della vigilanza su base consolidata nei confronti di gruppi operanti in più paesi. TITOLO Il SERVIZI DI INVESTIMENTO CAPO I SOGGETTI E AUTORIZZAZIONE Art. 18 Soggetti 1,'l'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi di investimento is riservato alle imprese di investimento e alle banche, ai sensi delle disposizioni del presente decreto.
19 2. L'esercizio professionale nei confronti del pubblico del servizio previsto dall'articolo I, comma 3, lettera d) è consentito anche alle società di gestione del risparmio. 3. Le SIM possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi accessori e altre attività finanziarie, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge. 4. Le norme di attuazione e di integrazione delle riserve di attività previste dal presente articolo, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, sono adottate con regolamento del Ministro del tesoro, del bilancio e della economica, sentite la Banca d'italia e la CONSOB. 5. I1 Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, con regolamento adottato sentite la Banca d'italia e la CONSOB, può individuare, al fine di tener conto dell'evoluzione dei mercati finanziari e delle norme di adattamento stabilite dalle autorità comunitarie, nuove categorie 4 strumenti finanziari, nuovi servizi di investimento e nuovi servizi accessori. Con il medesimo 'regolamento vengono indicati quali soggetti sottoposti a forme di vigilanza prudenziale possono esercitare i nuovi servizi. 6. Nei casi e alle condizioni stabiliti dalla Banca d'italia, sentita la CONSOB, gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario possono prestare i servizi previsti dall'articolo 1, comma 3, lettera a), limitatamente agli strumenti finanziari derivati, nonché i servizi previsti dall'articolo 1, comma 3, lettera C)..Art. 19 Autorizzazione 1. La CONSOB, sentita la Banca d'italia, autorizza l'esercizio dei servizi di investimento da parte delle SIM quando ricorrono le seguenti condizioni: a) sia adottata la forma di società per azioni; b) la denominazione sociale comprenda le parole "società di intermediazione mobiliare"; C) la sede legale e la direzione generale della società siano situate nel territorio della Repubblica; d) il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d'italia; e) venga presentato, unitamente all'atto costitutivo e allo statuto, un programma concernente l'attività iniziale nonché una relazione sulla struttura organizzativa; f) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo abbiano i requisiti di professionalità e onorabilità indicati nell'articolo 5; g) i partecipanti al capitale abbiano i requisiti di onorabilità e di idoneità stabiliti dall'articolo 6; h) la struttura del gruppo di cui è parte la società non sia tale da pregiudicare l'effettivo esercizio della vigilanza sulla società stessa e siano fornite almeno le informazioni richieste ai sensi dell'articolo 7, comma L'autorizzazione è negata quando dalla verifica delle condizioni indicate nel comma 1 non risulta garantita la sana e prudente gestione. 3. La CONSOB. sentita la Banca d'italia, disciplina la procedura di autorizzazione e le ipotesi di decadenza dalla stessa quando la SIM non abbia iniziato 'o abbia interrotto lo svolgimento dei?.. li. a..i a- 'q.;) Y
20 servizi autorizzati. 4. La Banca d'italia autorizza l'esercizio dei servizi d'investimento. da parte delle banche autorizzate in Italia, nonché l'esercizio dei servizi indicati nell'articolo 18, comma 6, da parte di intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario. Art. 20 Albo 1. La CONSOB iscrive in un apposito albo le SIM e le imprese di investimento extracomunitarie. Le imprese di investimento comunitarie sono iscritte in un apposito elenco allegato all'albo. * 2. I soggetti indicati nel cfmma 1 indicano negli atti e nella corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo o all'elenco. 3. La CONSOB comunica alla Banca d'italia le iscrizioni all'albo. CAPO I1 SVOLGIMENTO DEI SERVIZI DI INVESTIMENTO Art. 2 1 Criteri generali 1. Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori, i soggetti abilitati devono: a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrità dei mercati; b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati; C) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque ai clienti trasparenza e equo trattamento; d) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi; e) svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati. Art. 22 Separazione patrimoniale 1. Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori, gli strumenti finanziari e le somme di denaro dei singoli clienti, a qualunque titolo detenuti dall'impresa di investimento, nonché gli strumenti finanziari dei singoli clienti a qualsiasi titolo detenuti dalta banca, costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell'intermediario e da quello degli altri clienti. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori dell'intermediario o nell'interesse degli
La disciplina della gestione accentrata
Scuola di Economia e Management DISAG- Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici Corso di Diritto Europeo della Banca e della Finanza (EGIF) Prof.ssa Antonella Brozzetti a.a. 2015/2016 La disciplina

References: Art. 4
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