Source: http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2009-07-14;20@2018-04-12
Timestamp: 2019-11-14 06:01:33+00:00

Document:
Capo I. Disposizioni straordinarie realizzabili in deroga
Art. 1. (Disposizioni a termine)
Art. 3. (Interventi di ampliamento in deroga)
Art. 4. (Interventi di demolizione e ricostruzione in deroga)
Art. 5. (Limitazioni)
Art. 6. ((Facoltà comunali in ordine all'applicazione della legge)
Art. 7. (Interventi in deroga per l'edilizia artigianale, produttiva, direzionale e turistico ricettiva)
Art. 14. (Interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia)
In attuazione dell'intesa tra Stato, Regioni ed enti locali del 1° aprile 2009, la Regione, per sostenere il rilancio dell'economia attraverso gli interventi edilizi, favorendo la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dal punto di vista della qualità architettonica e dell'efficienza energetica, nonché migliorando la sicurezza delle strutture e l'accessibilità degli edifici, approva le disposizioni di cui alla presente legge.
Le disposizioni contenute nel capo I sono valide fino al 30 giugno 2018.
I soggetti che hanno utilizzato o utilizzano le disposizioni del presente Capo I, non possono applicare i disposti di cui all'articolo 5, commi 9, 10, 11 e 14 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia), convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.
Ai fini della presente legge, si applicano le seguenti definizioni:
le unità immobiliari catastalmente autonome con destinazione d'uso residenziale, compresi gli edifici già rurali che, persi i requisiti per il riconoscimento della ruralità, sono stati dichiarati al catasto edilizio urbano, ai sensi dell'articolo 2, commi 36, 37 e 38, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria) convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286;
la volumetria complessiva, la superficie coperta e la superficie utile lorda (SUL) sono quelle calcolate con il metodo previsto dallo strumento urbanistico o, in mancanza, dal regolamento edilizio vigente nel comune.
Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 5, negli edifici residenziali esistenti, legittimamente realizzati o che hanno ottenuto il titolo abilitativo alla data di entrata in vigore della presente legge, è consentito realizzare interventi di ampliamento delle unità edilizie in edifici uni e bi-familiari, nonché di chiusura di loggiati e porticati in fabbricati con tipologia costruttiva a schiera previa presentazione del progetto unitario, anche in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, a condizione che per la realizzazione si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico e al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell'accessibilità degli edifici. In ogni caso, ad intervento compiuto, la volumetria complessiva data da quella esistente sommata all'ampliamento realizzato, come disciplinato ai commi 3, 4 e 5, non deve superare i 1.200 metri cubi.
Le istanze presentate ai sensi della presente legge prima dell'entrata in vigore della modifica del comma 2 ai sensi della legge regionale 22 dicembre 2015, n. 26 (Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l'anno 2015) sono istruite e definite sulla base del testo vigente alla data di presentazione.
Art. 4.[11]
Al fine di favorire la sostituzione e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente a destinazione residenziale, è consentito realizzare interventi di demolizione, totale o parziale, e di ricostruzione, in deroga agli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, a condizione che per la realizzazione si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico e al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell'accessibilità degli edifici.
La quota di standard urbanistici dovuti ai sensi degli articoli 20 e 21 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 (Tutela ed uso del suolo), se non reperibili, deve essere monetizzata; deve essere comunque reperita in loco o secondo le indicazioni dello strumento urbanistico la dotazione standard di parcheggi pubblici e deve essere soddisfatta la dotazione di parcheggi privati prevista dalla legge 122/1989 . Il contributo per il rilascio del permesso di costruire in deroga è dovuto secondo quanto previsto dall' articolo 16 del d.p.r. 380/2001 e si applicano le riduzioni previste dall' articolo 17 del d.p.r. 380/2001 . Il contributo di costruzione, quando dovuto, è ridotto del 20 per cento per gli interventi edilizi di cui al presente articolo che prevedano il raggiungimento del requisito di visitabilità degli edifici, ai sensi della l. 13/1989.
Art. 5.[13]
Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 3, 4 e 7, gli interventi di cui alla presente legge non possono essere realizzati su edifici che, al momento della richiesta dell'intervento in deroga e fino alla loro regolarizzazione, risultano eseguiti in assenza o in difformità anche parziale dal titolo abilitativo o, comunque, siano oggetto di procedimenti di cui al Titolo IV del d.p.r. 380/2001.
Gli interventi di cui agli articoli 3, 4 e 7 sono realizzabili nelle aree individuate dai piani regolatori ricadenti in classe di pericolosità I, II, IIIb2) e IIIb3) o in classe di pericolosità IIIb) se non diversamente suddivisa, ai sensi della circolare del Presidente della Giunta regionale n. 7/LAP dell'8 maggio 1996, fatto salvo quanto previsto dalle norme di attuazione degli strumenti urbanistici; sono comunque ammessi gli interventi di ampliamento in deroga di cui all'articolo 3. Gli interventi di ristrutturazione edilizia in tali aree possono comprendere anche l'integrale demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti.
Le disposizioni contenute negli articoli 3 e 4 non sono utilizzabili per i rustici, ai quali si applica la legge regionale 29 aprile 2003, n. 9 (Norme per il recupero funzionale dei rustici), salvo che siano già stati oggetto di recupero ai sensi della l.r. 9/2003.
Art. 6.[17]
((Facoltà comunali in ordine all'applicazione della legge)
Art. 7.[18]
Per gli edifici di cui al comma 1 è altresì consentito realizzare interventi di ampliamento pari al 20 per cento della SUL esistente, fino a un incremento massimo consentito di 2.000 metri quadrati, in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati.
Art. 8.[20]
Art. 13.[24]
Art. 14.[25]
(Interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia)
Al fine di promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate i comuni individuano ambiti di territorio su cui promuovere programmi di rigenerazione urbana, sociale e architettonica tramite azioni partecipative e di concerto con gli operatori privati; con tali programmi i comuni individuano edifici, anche inutilizzati, legittimamente costruiti, ma ritenuti incongrui, per dimensioni o tipologie, con il contesto edilizio circostante, da riqualificare in funzione di una maggiore efficienza energetica o a fini sociali, per i quali gli strumenti urbanistici possono prevedere interventi di demolizione, totale o parziale, e di ricostruzione. Gli ambiti di territorio di cui al presente comma possono essere proposti anche da soggetti privati mediante la presentazione di progetti da inserire nei programmi di rigenerazione urbana. Per gli edifici a destinazione commerciale sono, comunque, fatte salve le norme di settore.
Per incentivare gli interventi di cui al comma 1, lo strumento urbanistico può prevedere premialità di cubatura nel limite massimo del 35 per cento del volume preesistente.
La parziale ricostruzione di cui al comma 1 può avvenire sullo stesso sedime nel rispetto delle caratteristiche tipologiche del contesto, mentre la cubatura eccedente, sommata alla premialità prevista al comma 2, può essere ricostruita in altre aree, individuate dal comune, anche attraverso sistemi perequativi. La totale ricostruzione, compresa di ogni premialità, può avvenire in altre aree, individuate dal comune, anche attraverso sistemi perequativi.
Gli interventi previsti ai commi 1, 2 e 3, volti al miglioramento della qualità architettonica, ambientale, energetica e sociale, sono consentiti a condizione che, fermo restando il rispetto delle disposizioni regionali in materia di rendimento energetico nell'edilizia, per la realizzazione si utilizzino tecnologie per il raggiungimento di una qualità ambientale ed energetica degli edifici tali da raggiungere il valore 2,5 del sistema di valutazione denominato "Protocollo Itaca Sintetico 2009 Regione Piemonte". L'utilizzo delle tecniche costruttive e il rispetto dei valori della scala di prestazione sono dimostrati nel progetto allegato al titolo abilitativo previsto, il loro conseguimento è certificato dal direttore dei lavori o altro professionista abilitato con la comunicazione di ultimazione dei lavori; in mancanza di detti requisiti o della presentazione della comunicazione stessa, non può essere certificata l'agibilità dell'intervento realizzato.
I comuni possono individuare, altresì, edifici produttivi o artigianali, anche inutilizzati, legittimamente costruiti, localizzati in posizioni incongrue o che costituiscono elementi deturpanti il paesaggio, per i quali prevedere, anche tramite premi di cubatura entro il limite del 35 per cento della SUL e previa loro demolizione, il trasferimento in aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA), come disciplinate dalle linee guida regionali e individuate anche attraverso sistemi perequativi o l'acquisizione alla proprietà pubblica dell'area di decollo dell'intervento. Gli interventi di cui al presente comma possono essere proposti anche da soggetti privati. La Regione, allo scopo di incentivare la realizzazione di tali aree, può avvalersi degli strumenti di intervento previsti negli atti di programmazione adottati in attuazione della legge regionale 22 novembre 2004, n. 34 (Interventi per lo sviluppo delle attività produttive) e delle risorse finanziarie regionali, nazionali, comunitarie allo scopo destinate. All'interno degli strumenti urbanistici è disciplinata, altresì, la nuova destinazione d'uso dell'area di decollo dell'intervento prevedendone la riqualificazione paesaggistica e ambientale.
Le modalità operative per la ristrutturazione o la rilocalizzazione degli edifici di cui al presente articolo possono essere preventivamente definite da una convenzione stipulata tra i comuni, gli operatori interessati e, eventualmente, la Regione e le province, se richieste, contenente gli impegni delle parti.
Gli interventi di cui al presente articolo, ove comportino variazione dello strumento urbanistico generale, sono approvati con la procedura di cui all' articolo 17 bis, comma 5 della l.r. 56/1977.
La Regione sostiene altresì il recupero del patrimonio paesaggistico, favorendo la realizzazione di coperture e di mascheramenti di fabbricati esistenti a destinazione artigianale o produttiva che ne riducano l'impatto ambientale sul paesaggio.
Al fine di cui al comma 7, la Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, individua i criteri di attribuzione e le modalità di erogazione del contributo utilizzando le procedure e gli stanziamenti di cui alla legge regionale 16 giugno 2008, n. 14 (Norme per la valorizzazione del paesaggio).
Art. 14 bis.[30]
Art. 15.[31]
[1] Nel comma 2 dell'articolo 1 le parole "30 giugno 2017" sono state sostituite dalle parole "30 giugno 2018" ad opera del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 9 del 2017.
[2] Il comma 2 bis dell'articolo 1 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[3] Il comma 3 dell'articolo 1 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 1 del 2011.
[4] Il comma 3 bis dell'articolo 1 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 1 del 2011.
[5] La lettera a del comma 1 dell'articolo 2 è stata sostituita dal comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 1 del 2011.
[6] L'articolo 3 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 1 del 2011.
[7] Nel comma 1 dell'articolo 3 le parole ", e ai regolamenti edilizi" sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 9 del 2017.
[8] Il comma 2 dell'articolo 3 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 29 della legge regionale 26 del 2015.
[9] Il comma 2 bis dell'articolo 3 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale 26 del 2015.
[10] Il comma 2 ter dell'articolo 3 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 28 del 2015.
[11] L'articolo 4 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 1 del 2011.
[12] Nel comma 1 dell'articolo 4 le parole ", e ai regolamenti edilizi" sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 9 del 2017.
[13] L'articolo 5 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 1 del 2011.
[14] Il comma 1 dell'articolo 5 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[15] Il comma 4 dell'articolo 5 è stato sostituito dal comma 3 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[16] Nel comma 8 dell'articolo 5 le parole "o regolarizzati al catasto edilizio urbano" sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 9 del 2017.
[17] L'articolo 6 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 1 del 2011.
[18] L'articolo 7 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 1 del 2011.
[19] Nel comma 2 dell'articolo 7 le parole ", e ai regolamenti edilizi" sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 9 del 2017.
[20] Nella rubrica dell'articolo 8 sono state aggiunte le parole "e segnalazione certificata di inizio attività" ad opera del comma 4 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[21] Il comma 1 dell'articolo 8 è stato sostituito dal comma 5 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[22] Nel comma 2 dell'articolo 8 le parole "o i prospetti" sono state soppresse ad opera del comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 17 del 2013.
[23] Nella lettera a) del comma 3 dell'articolo 8 le parole "dall' articolo 3 del d.p.r. 380/2001" sono state sostituite dalle parole "dall' articolo 10, comma 1, lettera c) del d.p.r. 380/2001 " ad opera del comma 7 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[24] L'articolo 13 è stato abrogato dal comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 1 del 2011.
[25] Nella rubrica dell'articolo 14 dopo la parola "riqualificazione" sono state aggiunte le parole "urbanistica ed" ad opera del comma 8 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[26] Il comma 1 dell'articolo 14 è stato sostituito dal comma 9 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[27] Nel comma 4 dell'articolo 14 le parole "alla richiesta del permesso di costruire o della DIA" sono state sostituite dalle parole "al titolo abilitativo previsto" ad opera del comma 10 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[28] Il comma 5 dell'articolo 14 è stato sostituito dal comma 11 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[29] Il comma 6 bis dell'articolo 14 è stato inserito dal comma 12 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[30] L'articolo 14 bis è stato inserito dal comma 13 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[31] L'articolo 15 è stato sostituito dal comma 14 dell'articolo 86 della legge regionale 3 del 2013.
[32] Il comma 7 dell'articolo 15 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 45 della legge regionale 3 del 2015.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 14

Art. 4
 articolo 16
 articolo 17

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 13

Art. 14
 articolo 17

Art. 14

Art. 15
 articolo 3
 articolo 10