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Appendice 1 Aspetti normativo istituzionali - PDF
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1 Appendice 1 Aspetti normativo istituzionali L appendice descrive i principali istituti afferenti alla spesa pensionistica (sezioni A E), alle indennità di accompagnamento (sezione F) e alla normativa fiscale applicata alle pensioni previdenziali e alla previdenza complementare (sezioni G H). A Rivalutazione ai prezzi delle pensioni; B Metodo di calcolo delle pensioni nuove liquidate; C Requisiti di accesso; D Interventi a favore delle pensioni minime; E La disciplina del cumulo fra reddito e pensione previdenziale; F Le indennità di accompagnamento; G Cenni sulla normativa fiscale applicata alle pensioni previdenziali; H La tassazione della previdenza complementare. 189
2 A Rivalutazione ai prezzi delle pensioni L attuale normativa prevede la rivalutazione ai prezzi delle pensioni al 1 gennaio di ogni anno sulla base del tasso di inflazione dell anno precedente (variazione dell indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi: c.d. foi nt). Il decreto ministeriale che fissa la rivalutazione ai prezzi da applicare al 1 gennaio è predisposto dal Ministero dell Economia e delle Finanze nel mese di novembre prendendo a riferimento la comunicazione Istat sulle ultime informazioni disponibili circa l andamento effettivo dell inflazione e di quello presumibile fino a fine anno. La necessità di predisporre tale decreto a novembre risiede nell esigenza di concedere agli enti previdenziali i necessari tempi tecnici per predisporre i pagamenti del rinnovo delle pensioni al 1 gennaio. Pertanto, in base alla effettiva variazione di consuntivo dell indice preso a base per la rivalutazione, possono rendersi necessari eventuali recuperi (a credito o a debito) con relativi conguagli in occasione della rivalutazione effettuata l anno successivo La rivalutazione è effettuata con un elasticità variabile per fasce di importo (periodo dal 2008 al 2010, come previsto dall articolo 5 del DL 81/2007, convertito in L 121/2007): al 100% per le fasce di importo fino a 5 volte il trattamento minimo INPS (TMx5= ,95 euro annui nel 2011) e al 75% per le fasce di importo superiori a 5 volte il trattamento minimo. La rivalutazione è applicata al trattamento pensionistico complessivo, che tiene conto, qualora il beneficiario sia titolare di più trattamenti pensionistici, della somma di tali pensioni Triennio Dal 2011 Fasce di importo Coefficienti elasticità Coefficienti elasticità Coefficienti elasticità fino a 3 volte trattamento minimo INPS 100% 100% 100% da 3 a 5 volte trattamento minimo INPS 90% 100% 90% oltre 5 volte trattamento minimo INPS 75% 75% 75% 201 La L 247/2007 ha stabilito che per il solo anno 2008 non sia concessa la rivalutazione ai prezzi ai soggetti beneficiari di un trattamento pensionistico complessivo superiore a 8 volte il trattamento minimo (TMx8= ,24 euro annui nel 2008). 190
3 I tassi di rivalutazione applicati negli anni sono risultati i seguenti: Anni Tasso rivalutazione (di cui recupero a credito/debito per il pensionato) ,6% (0,1%) ,5% (0,1%) ,9% (0,2%) ,4% ,5% ,9% ,8% (0,1%) ,0% ,6% ,4% (0,1%) ,6% ( 0,1%) ,4% 191
4 B Metodo di calcolo delle pensioni di nuova liquidazione Le regole di calcolo della pensione nei 3 regimi pensionistici (retributivo, contributivo e misto) sono riportate in forma schematica nella tabella seguente: Regime retributivo Regime misto Regime contributivo (lavoratori con almeno 18 anni di contributi alla fine del 1995) (lavoratori con meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995) (lavoratori con ingresso in assicurazione dal 01/01/1996) Pensioni di vecchiaia, anzianità e invalidità La pensione (P) è calcolata usando il metodo di calcolo retributivo. P = 2% * (C 1 *W 1 + C 2 *W 2 ) (1) dove: W 1 e W 2 = retribuzione pensionabile C 1 e C 2 = anni di contribuzione Per i contributi versati prima del 1992 (C 1 ), W 1 è l ultima retribuzione mensile per i dipendenti pubblici e la media degli ultimi 5 o 10 anni rispettivamente per i dipendenti privati e gli autonomi. Per i contributi successivi al 1992 (C 2 ), W 2 è la retribuzione media degli ultimi 10 anni per i dipendenti privati e per quelli pubblici (2), degli ultimi 15 anni per gli autonomi. La pensione è ottenuta come somma di due componenti (P=PA+PB). La prima (PA) è calcolata col metodo di calcolo retributivo, mentre la seconda (PB) utilizzando il metodo di calcolo contributivo. PA = 2% * (C 1 *W 1 + C k *W 2 ) (cfr. nota 1) dove: W 1 e W 2 = retribuzione pensionabile C 1 e C k = anni di contribuzione Per i contributi versati prima del 1992 (C 1 ), W 1 è l ultima retribuzione mensile per i dipendenti pubblici e la media degli ultimi 5 o 10 anni rispettivamente per i dipendenti privati e gli autonomi. Per i contributi tra il 1993 ed il 1995 (C k ), W 2 è la retribuzione media di un numero di anni progressivamente crescente. PB = ct * M (per spiegazioni vedere la colonna di destra della tavola). La pensione è calcolata usando il metodo di calcolo contributivo. PB= ct * M dove: ct = coefficiente di trasformazione M = montante contributivo, ossia la somma di tutti i contributi versati durante l intera vita lavorativa e capitalizzati ad un tasso pari alla media mobile su 5 anni del tasso di crescita nominale del PIL. I coefficienti di trasformazione oscillano da un minimo di 4,72% a 57 anni ad un massimo di 6,14% a 65 anni (oltre i 65 anni di età si usa il coefficiente previsto per il pensionamento a 65 anni). Dal 2010 i predetti coefficienti oscillano da un minimo di 4,42% a 57 anni ad un massimo di 5,62% a 65 anni (oltre i 65 anni di età si usa il coefficiente previsto per il pensionamento a 65 anni). La normativa prevede che tali coefficienti vengano rivisti ogni 3 anni conformemente alle modifiche nella speranza di vita. L aliquota di contribuzione utilizzata per calcolare l ammontare di contributi versati annualmente è il 33% per i lavoratori dipendenti ed il 20% per gli autonomi (per i lavoratori co.co.pro al 26%). Tale contribuzione è calcolata sui redditi fino ad un massimale di ,00 euro nel Pensioni di reversibilità (3) 60% della pensione calcolata col metodo retributivo sopra descritto, se il superstite è il vedovo/a di un lavoratore assicurato. 60% della pensione del defunto, se il superstite è il vedovo/a di un pensionato. La percentuale è gradualmente ridotta in dipendenza del reddito totale del superstite. 60% della pensione calcolata col metodo sopra descritto, se il superstite è il vedovo/a di un lavoratore assicurato. 60% della pensione del defunto, se il superstite è il vedovo/a di un pensionato. La percentuale è gradualmente ridotta in dipendenza del reddito totale del superstite. 60% della pensione calcolata col metodo contributivo sopra descritto, se il superstite è il vedovo/a di un lavoratore assicurato. 60% della pensione del defunto, se il superstite è il vedovo/a di un pensionato. La percentuale è gradualmente ridotta in dipendenza del reddito totale del superstite. (1) La formula riportata è riferita al regime generale dell Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO). Per i dipendenti pubblici e per gli iscritti ai fondi sostitutivi dell AGO si hanno variazioni nel calcolo della pensione che attengono sia alla definizione delle voci di retribuzioni valide ai fini del pensionamento che alla definizione dell aliquota di trasformazione. Infine va rilevato che l aliquota di trasformazione del 2% è gradualmente ridotta per fasce di retribuzione pensionabile superiore ad un limite ( tetto ) che, per il 2011 è fissato in ,00 euro. (2) Per i dipendenti pubblici i dieci anni sono raggiunti nel novembre del A fine 2003 la retribuzione pensionabile dei dipendenti pubblici è calcolata sulle ultime 81 mensilità. (3) Le percentuali crescono all 80% e al 100% rispettivamente nel caso di coniuge con un figlio e con due figli. Le percentuali sono diversamente modulate nel caso del diritto per i soli figli. 192
5 C Requisiti di accesso Nelle seguenti tabelle vengono riportati i requisiti di accesso al pensionamento di vecchiaia (tab. C1), di anzianità (tab. C2), di invalidità e ai superstiti (tab. C3). Un ulteriore approfondimento sui requisiti di accesso al pensionamento di anzianità, nel sistema retributivo e misto, è riportato nel paragrafo C4. C.1 Requisiti di accesso al pensionamento di vecchiaia 202 Sistema retributivo e misto Lavoratori già assunti al 31/12/1995 Sistema contributivo Lavoratori neoassunti dal 01/01/1996 (Vecchiaia e vecchiaia anticipata) 2000 dal 2001 fino al 2007 dal 2008 sulla base della riforma pensionistica, L 243/2004, come modificata dalla L 247/ anni per gli uomini e 60 per le donne. almeno 19 anni di contributi. 65 anni per gli uomini e 60 per le donne del settore privato. Per le donne del settore pubblico dal 2010 l età è 61 anni elevata a 65 anni dal 2012 (1). almeno 20 anni di contributi. Gli individui possono scegliere di andare in pensione tra i 57 ed i 65 anni di età. Sono richiesti almeno 5 anni di contribuzione. Inoltre è possibile pensionarsi prima dei 65 anni (ma sempre dopo i 57) solo se la pensione maturata è pari ad almeno 1,2 volte l assegno sociale (AS) (1,2xAS= 6.509,88 euro nel 2011). E comunque consentito l accesso al pensionamento con 40 anni di anzianità a prescindere dal requisiti anagrafico con l applicazione del coefficiente di trasformazione di 57 anni nel caso di accesso con età inferiori Per gli uomini, prima dei 65 anni, la pensione è concessa dal 2008 se in possesso di 35 anni di contributi e 58 anni di età, progressivamente elevato a 62 anni a partire dal 2013 (per i lavoratori autonomi le predette età anagrafiche sono rispettivamente 59 anni e 63 anni) oppure con 40 anni di contribuzione a prescindere dall età. E consentita da luglio 2009 la possibilità di accedere al pensionamento con requisito anagrafico inferiore di 1 anno a condizione di possedere un anzianità contributiva di 36 anni. L importo a calcolo deve essere pari o superiore ad almeno 1,2 volte l assegno sociale (AS) (1,2xAS= 6.509,88 euro nel 2011) (2). Per le donne del settore privato la pensione è concessa a 60 anni di età (gradualmente elevata a 65 anni per le donne del settore pubblico) con almeno 5 anni di contribuzione oppure con 40 anni di contribuzione a prescindere dall età (l importo a calcolo deve essere pari o superiore ad almeno 1,2 volte l assegno sociale (AS) (1,2xAS= 6.509,88 euro nel 2011)). (1) L'accelerazione rispetto a quanto previsto (graduale elevazione a 65 anni dal 2018) è stata introdotta in sede di conversione del DL 78/2010. (2) La L 243/2004 prevede dal 2008 l estensione delle regole per la decorrenza del trattamento, c.d. finestre, nel caso di accesso al pensionamento in via anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne (gradualmente elevata a 65 anni per le donne del settore pubblico nel sistema contributivo a partire da 61 anni nel 2010 al passo di 1 anno ogni biennio), così come modificate per il pensionamento di anzianità nel sistema retributivo e misto dalla medesima L 243/ Per il periodo la L 247/2007 ha introdotto un regime delle decorrenze (c.d. finestre ) anche per l accesso al pensionamento di vecchiaia con 60 anni per le donne e con 65 anni per gli uomini. Per i soggetti che maturano i requisiti dal 01/01/2011, per il pensionamento di vecchiaia ordinario, si consegue il diritto alla decorrenza del trattamento: decorsi dodici mesi dalla maturazione dei requisiti previsti per i lavoratori dipendenti; decorsi diciotto mesi dalla maturazione dei requisiti previsti per i lavoratori autonomi. In sede di conversione del DL 78/2010 (L 122/2010) è stato introdotto dal 2015 l adeguamento triennale dei requisiti anagrafici all incremento della speranza di vita. 193
6 C.2 Requisiti di accesso al pensionamento anticipato 203 Sistema retributivo e misto (lavoratori già assunti al 31/12/1995) e sistema contributivo (lavoratori assunti dal 01/01/1996) Dal 2008 sulla base della riforma pensionistica L 243/2004, come modificata dalla L 247/2007 (1) Dipendente settore privato 35 anni di contributi e 55 anni di età (2) oppure 37 anni di contribuzione a prescindere dall età. 35 anni di contributi e 57 anni di età (3) oppure 39 anni di contribuzione a prescindere dall età. 35 anni di contributi e 58 anni di età fino al 30/06/2009, 60 anni di età dal 01/07/2009 progressivamente elevato a 62 anni a partire dal 2013, oppure 40 anni di contribuzione a prescindere dall età. E consentita dal 01/07/2009 la possibilità di accedere al pensionamento con un requisito anagrafico inferiore di 1 anno a condizione di possedere un anzianità contributiva di 36 anni. Dipendente settore pubblico 35 anni di contributi e 54 anni di età oppure 37 anni di contribuzione a prescindere dall età. 35 anni di contributi e 57 anni di età (4) oppure 39 anni di contribuzione a prescindere dall età. 35 anni di contributi e 58 anni di età fino al 30/06/2009, 60 anni di età dal 01/07/2009 progressivamente elevato a 62 anni a partire dal 2013, oppure 40 anni di contribuzione a prescindere dall età. E consentita dal 01/07/2009 la possibilità di accedere al pensionamento con un requisito anagrafico inferiore di 1 anno a condizione di possedere un anzianità contributiva di 36 anni. Autonomi 35 anni di contributi e 57 anni di età oppure 40 anni di contribuzione a prescindere dall età. 35 anni di contributi e 58 anni di età (5) oppure 40 anni di contribuzione a prescindere dall età. 35 anni di contributi e 59 anni di età fino al 30/06/2009, 61 anni di età dal 01/07/2009 progressivamente elevato a 63 anni a partire dal 2013, oppure 40 anni di contribuzione a prescindere dall età. E consentita dal 01/07/2009 la possibilità di accedere al pensionamento con un requisito anagrafico inferiore di 1 anno a condizione di possedere un anzianità contributiva di 36 anni. (1) La riforma pensionistica (L 243/2004, come modificata dalla L 247/2007) prevede che i nuovi requisiti si applichino a coloro che maturano i requisiti di accesso al pensionamento dal 01/01/2008. E' inoltre prevista per le donne la possibilità fino al 2015 di conseguire il diritto all accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180 e successive modificazioni e integrazioni. La L 247/2007 prevede, inoltre, l introduzione di deroghe per l accesso al pensionamento anticipato con un requisito anagrafico minimo ridotto di 3 anni rispetto a quello previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti, comunque con un minimo di 57 anni di età e fermo restando il requisito minimo di anzianità contributiva di 35 anni. Tali deroghe riguardano particolari categorie di lavoratori nel limite delle risorse dell'apposito fondo. (2) Il requisito di età è ridotto a 54 anni per operai e lavoratori precoci (lavoratori che risultino essere stati iscritti a forme pensionistiche obbligatorie per non meno di un anno in età compresa tra i 14 ed i 19 anni a seguito di effettivo svolgimento di attività lavorativa). (3) Tale requisito è raggiunto nel 2002 per gli impiegati e nel 2006 per gli operai e lavoratori precoci (lavoratori che risultino essere stati iscritti a forme pensionistiche obbligatorie per non meno di un anno in età compresa tra i 14 ed i 19 anni a seguito di effettivo svolgimento di attività lavorativa). (4) Tale requisito è raggiunto nel 2004 per gli impiegati e nel 2006 per gli operai e lavoratori precoci (lavoratori che risultino essere stati iscritti a forme pensionistiche obbligatorie per non meno di un anno in età compresa tra i 14 ed i 19 anni a seguito di effettivo svolgimento di attività lavorativa). (5) Tale requisito è raggiunto nel Per una maggior dettaglio si rinvia alla successiva e specifica scheda C4 relativa ai requisiti di accesso al pensionamento anticipato. In sede di conversione del DL 78/2010 (L 122/2010) è stato introdotto dal 2015 l adeguamento triennale dei requisiti anagrafici all incremento della speranza di vita. 194
7 C.3 Requisiti di accesso al pensionamento di invalidità e ai superstiti Pensione di inabilità 5 anni di contribuzione, 3 dei quali versati negli ultimi cinque anni. Tale prestazione spetta ai lavoratori iscritti all'assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e alle forme sostitutive ed esclusive, che a causa di infermità o di difetto fisico o mentale, si trovano nell assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività di lavoro. La pensione di inabilità è incompatibile con qualsiasi reddito da attività lavorativa ed è reversibile ai superstiti. La pensione di inabilità è calcolata sulla base dell anzianità contributiva maturata, aumentata di un ulteriore periodo compreso fra la decorrenza della pensione e la data di compimento dell età pensionabile e comunque non oltre i 40 anni complessivi (1). Assegno ordinario di invalidità 5 anni di contribuzione, 3 dei quali versati negli ultimi cinque anni. Il diritto alla pensione dipende soltanto dal grado di invalidità e non dalle condizioni sul mercato del lavoro (2). Tale prestazione spetta ai lavoratori iscritti ad AGO e a forme sostitutive che, a causa di infermità o di difetto fisico o mentale, hanno subito una riduzione permanente della propria capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle attitudini dell assicurato, a meno di un terzo. La prestazione ha carattere temporaneo con durata triennale; alla fine di ogni triennio, e comunque non oltre il 120 giorno successivo alla scadenza, può essere richiesto il rinnovo subordinato alla permanenza dello stato invalidante. Dopo due rinnovi l assegno diventa definitivo, nel senso che è confermato automaticamente. Al compimento dell età pensionabile l assegno si trasforma in pensione di vecchiaia. L assegno di invalidità è compatibile con ogni attività di lavoro ed è cumulabile con i redditi derivanti da tale attività nelle misure indicate nel paragrafo E. Pensione di reversibilità Se lavoratore attivo (e non già pensionato), il dante causa deve aver accumulato in qualsiasi epoca almeno 15 anni di contributi oppure essere assicurato da almeno 5 anni di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data di decesso. (1) Per le pensioni di inabilità i cui titolari possano far valere al 31/12/1995 un anzianità contributiva inferiore a 18 anni, la maggiorazione convenzionale è determinata con il nuovo sistema contributivo mediante l aggiunta al montante contributivo individuale, posseduto all atto dell ammissione al trattamento, di un ulteriore quota di contribuzione con riferimento al periodo mancante al raggiungimento del 60 anno di età dell interessato (nel limite massimo di 40 anni di anzianità contributiva). Nel caso in cui l età al pensionamento sia inferiore a 57 anni si applica comunque il coefficiente di trasformazione corrispondente all età di 57 anni. (2) La L 222/84 ha istituito la pensione di inabilità e l assegno di invalidità, in precedenza veniva liquidata una pensione di invalidità agli iscritti all AGO nei casi in cui veniva riconosciuta una riduzione a meno di un terzo della capacità di guadagno in occupazioni confacenti alle proprie attitudini. Questa prestazione è stata soppressa dalla predetta L 222/84 e continua ad essere erogata a tutti coloro a cui è stata liquidata prima dell entrata in vigore della medesima L 222/84. C.4 Requisiti di accesso al pensionamento anticipato fino al 31/12/2007 (per coloro che maturano i requisiti di accesso al pensionamento fino al 31/12/2007) Di seguito vengono rappresentati più nel dettaglio gli attuali requisiti per l accesso alla pensione di anzianità sulla base dell ordinamento vigente. Al riguardo occorre comunque rilevare che ai fini della decorrenza del trattamento pensionistico oltre ai requisiti di accesso ha effetto il c.d. meccanismo delle finestre, introdotto con la legge n. 335/95 e modificato dalla legge n. 449/97. Tale meccanismo produce di fatto un posticipo del pensionamento per coloro che accedono al pensionamento con i requisiti minimi, come successivamente illustrato. 195
8 Requisiti di accesso al pensionamento di anzianità a normativa vigente fino al 31/12/2007 (per coloro che maturano i requisiti fino al 31/12/2007) Dipendenti privati (1) Anno Operai Requisito congiunto Impiegati Requisito congiunto Alternativo al req. congiunto Età anagrafica Anzianità Età anagrafica Anzianità Anzianità Dipendenti pubblici (1) Anno Operai Requisito congiunto Impiegati Requisito congiunto Alternativo al req. congiunto Età anagrafica Anzianità Età anagrafica Anzianità Anzianità (1) Per il periodo per i dipendenti pubblici era possibile accedere al pensionamento di anzianità anche nei casi di anzianità contributiva inferiore ai 35 anni (ed in ogni caso a prescindere dall'età anagrafica) con penalizzazioni non aventi carattere attuariale e parametrate agli anni di contribuzione mancanti rispetto a 37 anni. La legge n. 449/97 a decorrere dal 1998 ha eliminato tale possibilità equiparando i dipendenti pubblici ai dipendenti privati con riferimento ai requisiti originariamente previsti dalla legge n. 335/95 e prevedendo un'accelerazione per i lavoratori impiegati. Lavoratori autonomi Alternativo al req. Requisito congiunto Anni congiunto Età anagrafica Anzianità Anzianità dal 2001 e fino al 31/12/
9 Regime delle decorrenze del trattamento pensionistico di anzianità (per coloro che maturano i requisiti di accesso al pensionamento fino al 31/12/2007) Lavoratori dipendenti Data entro la quale vengono maturati i requisiti 31/03/anno n 30/06/anno n Decorrenza della pensione 01/07/anno n: lavoratori con età pari o superiore a 57 anni 01/10/anno n: lavoratori con età pari o superiore a 57 anni 30/09/anno n 01/01/anno n+1 31/12/anno n 01/04/anno n+1 Lavoratori autonomi Data entro la quale vengono maturati i requisiti 31/03/anno n Decorrenza della pensione 01/10/anno n 30/06/anno n 01/01/anno n+1 30/09/anno n 01/04/anno n+1 31/12/anno n 01/07/anno n+1 Per il periodo , la riforma pensionistica (L 243/2004) ha previsto il potenziamento degli incentivi per il posticipo del pensionamento di anzianità per i lavoratori dipendenti del settore privato rispetto all ordinamento previgente (art. 75 della L 388/2000 Finanziaria 2001). All articolo 1, commi da 12 a 17 della predetta legge è infatti stabilito che, per il periodo , il lavoratore che ha maturato i requisiti minimi per il diritto alla pensione di anzianità (confronta tabella precedente) può optare, in luogo del pensionamento ovvero della prosecuzione dell attività lavorativa con versamento dei contributi pensionistici all ente previdenziale, per un regime che consente al lavoratore medesimo di: a) percepire come quota aggiuntiva alla retribuzione l intera contribuzione pensionistica che sarebbe stata versata all ente previdenziale; b) percepire la quota aggiuntiva di cui al punto a) sulla base di un regime fiscale che prevede per la medesima l esenzione completa dall imposizione fiscale; c) percepire all atto del pensionamento un trattamento pari a quello corrispondente all anzianità contributiva maturata alla data di esercizio dell opzione in esame, fatti salvi gli adeguamenti per effetto della rivalutazione automatica al costo della vita. 197
10 C.5 Requisiti di accesso al pensionamento anticipato dal 2008 (per coloro che maturano i requisiti di accesso al pensionamento dal 1 gennaio 2008) per effetto della L 243/2004 come modificata dalla L 247/2007 Per coloro che maturano i requisiti dal 1 gennaio 2008 viene prevista la possibilità di accesso al pensionamento anticipato, in tutti e tre i regimi (retributivo, misto e contributivo), rispetto all età di 65 anni per gli uomini e di 60 anni per le donne del settore privato (per le donne del settore pubblico tale età è pari a 61 anni nel elevata fino a 65 anni dal ), se in possesso dei requisiti indicati nelle seguenti tabelle, fermo restando il requisito di anzianità contributiva minima di 35 anni. Rimane confermata la possibilità di accedere al pensionamento anticipato indipendentemente dall età anagrafica se in possesso di un anzianità contributiva minima di 40 anni. Età anagrafica Anno Lavoratori dipendenti pubblici e privati Lavoratori autonomi iscritti all'inps dal 01/01/2009 al 30/06/ Lavoratori dipendenti pubblici e privati Lavoratori autonomi iscritti all'inps (1) Somma di età anagrafica e anzianità contributiva Età anagrafica minima per la maturazione del requisito indicato in colonna (1) (2) Somma di età anagrafica e anzianità contributiva Età anagrafica minima per la maturazione del requisito indicato in colonna (2) 2009 dal 01/07/2009 al 31/12/ Dal L accelerazione rispetto a quanto originariamente previsto (graduale elevazione a 65 anni dal 2018) è stata introdotta in sede di conversione del DL 78/2010 (L 122/2010). 198
11 Per chi matura i requisiti per l accesso al pensionamento anticipato in tutti e tre i regimi (retributivo, misto e contributivo) dal 2008 fino al 31/12/2010, il regime delle decorrenze è definito come segue: Lavoratori dipendenti Data entro la quale vengono maturati i requisiti Decorrenza della pensione 30/06/anno n 01/01/anno n+1: lavoratori con età pari o superiore a 57 anni 31/12/anno n 01/07/anno n+1 Lavoratori autonomi Data entro la quale vengono maturati i requisiti Decorrenza della pensione 30/06/anno n 01/07/anno n+1 31/12/anno n 01/01/anno n+2 Per coloro che accedono al pensionamento anticipato con 40 anni di anzianità nel periodo è mantenuto in vigore il regime delle decorrenze così come previsto prima del 1 gennaio Per i soggetti che maturano i requisiti dal 01/01/2011 per il pensionamento anticipato, anche con 40 anni di contribuzione, si consegue il diritto alla decorrenza del trattamento: decorsi dodici mesi dalla maturazione dei requisiti previsti per i lavoratori dipendenti; decorsi diciotto mesi dalla maturazione dei requisiti previsti per i lavoratori autonomi. Sono previste, per i lavori c.d. usuranti, deroghe per l accesso al pensionamento anticipato con un requisito anagrafico minimo ridotto al massimo di 3 anni (per talune fattispecie la riduzione del requisito anagrafico è inferiore) rispetto a quello previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti, fermo restando il requisito minimo di anzianità contributiva di 35 anni e in ogni caso l adeguamento dei requisiti anagrafici all aumento della speranza di vita dal 2015 come previsto per la generalità dei lavoratori. Tali deroghe riguardano particolari categorie di lavoratori nell ambito delle risorse di apposito Fondo. E in ogni caso previsto, per tali lavoratori, l applicazione del regime generale delle decorrenze. I lavoratori in esame, che devono soddisfare specifici requisiti di permanenza nelle attività in esame, appartengono alle seguenti categorie: lavoratori che svolgono le attività particolarmente usuranti previste dal decreto del Ministro del lavoro 19 maggio 1999; lavoratori notturni, come definiti dall articolo 1, comma 2, lettera e) del DL 66/2003; lavoratori addetti alla catena di montaggio; conducenti di mezzi pubblici pesanti per trasporto di persone. Inoltre, l articolo 22 ter del DL 78/2009 convertito con L 102/2009 prevede che, con provvedimento da adottarsi entro il 2014, a decorrere dal 1 gennaio 2015 i requisiti anagrafici per l accesso al sistema pensionistico italiano siano adeguati all incremento della speranza di vita accertato dall Istituto Nazionale di Statistica. Le necessarie norme di attuazione dovranno 199
12 essere emanate con regolamento, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze. In sede di prima attuazione, il primo incremento dei requisiti anagrafici riferito al quinquennio antecedente non può comunque superare i tre mesi. C.6 Adeguamento dei requisiti anagrafici per il pensionamento di vecchiaia ordinario e per il pensionamento anticipato In sede di conversione del DL 78/2010 (L 122/2010) è stata introdotta apposita disposizione diretta a prevedere: l adeguamento triennale, a decorrere dal 1 gennaio 2015, dei requisiti anagrafici per l accesso al pensionamento di vecchiaia ordinario, al pensionamento anticipato e all assegno sociale, alla variazione della speranza di vita all età corrispondente a 65 anni accertata dall Istat in riferimento al triennio precedente; l estensione del coefficiente di trasformazione di cui al comma 6 dell articolo 1 della L 335/1995 anche per età superiori a 65 anni ogni qualvolta l adeguamento triennale dei requisiti anagrafici comporti, con riferimento al requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia originariamente previsto a 65 anni, l incremento dello stesso tale da superare di una o più unità il predetto valore di 65; l applicazione dell adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi di speranza di vita anche con riferimento ai c.d. regimi speciali, fermo restando che l adeguamento non opera in relazione al requisito per l accesso per limite di età per i lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per il raggiungimento di tale limite di età. Restano fermi i requisiti di anzianità contributiva minima previsti dalla normativa vigente in via congiunta ai requisiti anagrafici, nonché la disciplina del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico rispetto alla data di maturazione dei requisiti secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La disposizione prevede espressamente che la procedura di adeguamento a cadenza triennale dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi di speranza di vita sia rientrante pienamente nella sfera dell azione amministrativa con conseguente certezza di rispetto delle scadenze fissate e di applicazione degli stessi adeguamenti. Ciò in linea alla procedura già prevista all articolo 1, comma 11 della L 335/1995, come modificata dall articolo 1, comma 15, della L 247/2007 relativamente all aggiornamento del coefficiente di trasformazione di cui all articolo 1, comma 6, della predetta L 335/1995. Al fine di uniformare la periodicità temporale dell adeguamento dei requisiti a quella prevista per la procedura di cui all articolo 1, comma 11 della L 335/1995, come modificata dall articolo 1, comma 15, della L 247/2007, il secondo adeguamento è effettuato, derogando alla periodicità triennale, con decorrenza 1 gennaio Per la valutazione degli incrementi della speranza di vita a 65 anni, considerando lo scenario demografico Istat centrale, l incremento dei requisiti dal 1 gennaio 2015 è stimato pari a 3 mesi, in quanto assorbente l incremento della speranza di vita registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi); per i successivi adeguamenti triennali dal 2019 la stima di tali adeguamenti incrementativi triennali è pari a 4 mesi per gli adeguamenti fino a circa il 2030, con successivi adeguamenti inferiori e attorno ai 3 mesi fino al 2050 circa. Ciò comporta un adeguamento cumulato, ad esempio al 2050, pari a circa 3,5 anni. Va da sé che, 200
13 come indicato dalla normativa in esame, gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall Istat a consuntivo. Una stima dell andamento prospettico dei requisiti anagrafici a seguito dell applicazione della normativa sopra descritta è di seguito rappresentata: Requisiti di età per l'accesso al pensionamento anticipato (1) Dipendenti pubblici e privati Autonomi Somma di età anagrafica e anzianità contributiva (1) Età anagrrafica minima per la maturazione del requisito indicato in (1) Anzianità contributiva indipendente dall'età anagrafica Somma di età anagrafica e anzianità contributiva (2) Età anagrrafica minima per la maturazione del requisito indicato in (2) dal 01/07/2009 al 31/12/ dal 01/01/2013 al 31/12/ dal 01/01/2015 al 31/12/ ,3 61 e 3 mesi 40 98,3 62 e 3 mesi 40 dal 01/01/2019 al 31/12/ ,6 61 e 7 mesi 40 98,6 62 e 7 mesi 40 dal 01/01/2022 al 31/12/ ,9 61 e 11 mesi 40 98,9 62 e 11 mesi 40 dal 01/01/2025 al 31/12/ ,3 62 e 3 mesi 40 99,3 63 e 3 mesi 40 dal 01/01/2028 al 31/12/ ,6 62 e 7 mesi 40 99,6 63 e 7 mesi 40 dal 01/01/2031 al 31/12/ ,9 62 e 11 mesi 40 99,9 63 e 11 mesi 40 dal 01/01/2034 al 31/12/ ,3 63 e 3 mesi ,3 64 e 3 mesi 40 dal 01/01/2037 al 31/12/ ,5 63 e 6 mesi ,5 64 e 6 mesi 40 dal 01/01/2040 al 31/12/ ,8 63 e 9 mesi ,8 64 e 9 mesi 40 dal 01/01/2043 al 31/12/ dal 01/01/2046 al 31/12/ ,3 64 e 3 mesi ,3 65 e 3 mesi 40 dal 01/01/2049 al 31/12/ ,5 64 e 6 mesi ,5 65 e 6 mesi 40 Anzianità contributiva indipendente dall'età anagrafica (1) Il diritto alla decorrenza del trattamento spetta 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti per i lavoratori dipendenti e 18 mesi dopo la maturazione dei requisiti per i lavoratori autonomi. Per il settore della scuola è confermata la possibilità di accesso al pensionamento a settembre dell'anno di maturazione dei requisiti. Dal 2015 i requisiti anagrafici sono stimati, a titolo esemplificativo fino a circa il 2050, sulla base dello scenario demografico Istat centrale. I requisiti anagrafici saranno comunque adeguati sulla base dell'aumento della speranza di vita anche successivamente al In ogni caso i requisiti effettivi risulteranno determinati in corrispondenza di ogni adeguamento sulla base della speranza di vita accertato a consuntivo dall'istat. 201
14 Requisiti di età per l'accesso al pensionamento di vecchiaia ordinario (1) Lavoratori Lavoratrici del pubblico impiego Lavoratrici del settore privato Assegno sociale Requisito anagrafico di età (2) Requisito anagrafico di età (2) Requisito anagrafico di età (2) dal 01/01/2013 al 31/12/ dal 01/01/2015 al 31/12/ e 3 mesi 65 e 3 mesi 60 e 3 mesi 65 e 3 mesi dal 01/01/2019 al 31/12/ e 7 mesi 65 e 7 mesi 60 e 7 mesi 65 e 7 mesi dal 01/01/2022 al 31/12/ e 11 mesi 65 e 11 mesi 60 e 11 mesi 65 e 11 mesi dal 01/01/2025 al 31/12/ e 3 mesi 66 e 3 mesi 61 e 3 mesi 66 e 3 mesi dal 01/01/2028 al 31/12/ e 7 mesi 66 e 7 mesi 61 e 7 mesi 66 e 7 mesi dal 01/01/2031 al 31/12/ e 11 mesi 66 e 11 mesi 61 e 11 mesi 66 e 11 mesi dal 01/01/2034 al 31/12/ e 3 mesi 67 e 3 mesi 62 e 3 mesi 67 e 3 mesi dal 01/01/2037 al 31/12/ e 6 mesi 67 e 6 mesi 62 e 6 mesi 67 e 6 mesi dal 01/01/2040 al 31/12/ e 9 mesi 67 e 9 mesi 62 e 9 mesi 67 e 9 mesi dal 01/01/2043 al 31/12/ dal 01/01/2046 al 31/12/ e 3 mesi 68 e 3 mesi 63 e 3 mesi 68 e 3 mesi dal 01/01/2049 al 31/12/ e 6 mesi 68 e 6 mesi 63 e 6 mesi 68 e 6 mesi (1) Il diritto alla decorrenza del trattamento spetta 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti per i lavoratori dipendenti e 18 mesi dopo la maturazione dei requisiti per i lavoratori autonomi. Per il settore della scuola è confermata la possibilità di accesso al pensionamento a settembre dell'anno di maturazione dei requisiti. Dal 2015 i requisiti anagrafici sono stimati, a titolo esemplificativo fino a circa il 2050, sulla base dello scenario demografico Istat centrale. I requisiti anagrafici saranno comunque adeguati sulla base dell'aumento della speranza di vita anche successivamente al In ogni caso i requisiti effettivi risulteranno determinati in corrispondenza di ogni adeguamento sulla base della speranza di vita accertato a consuntivo dall'istat. (2) E' comunque previsto un requisito contributivo minimo (e/o di importo minimo del trattamento maturato), tranne nei casi previsti dalle prime due colonne nel sistema contributivo. 202
15 C.7 Sintesi delle principali regole di accesso del sistema pensionistico italiano in funzione della sostenibilità di medio lungo periodo della finanza pubblica Pensionamento di vecchiaia ordinario. Il sistema pensionistico italiano prevede per il pensionamento di vecchiaia ordinario il requisito anagrafico di 65 anni per gli uomini e di 60 anni per le donne lavoratrici nel settore privato 205. Il predetto requisito anagrafico per le lavoratrici del pubblico impiego è stato incrementato dai 60 anni nel 2009 anni a 61 anni nel biennio , per essere incrementato a 65 anni dal 1 gennaio Ciò consente, a partire dal 2012, la piena equiparazione dei requisiti di accesso al pensionamento fra uomini e donne nel pubblico impiego (65 anni). Tale intervento è stato adottato al fine di dare attuazione alla sentenza della corte di giustizia delle Comunità europee del 13 novembre 2008, che ha imposto l eliminazione di ogni differenza di genere nei requisiti di accesso al pensionamento del settore pubblico. In ogni caso una volta maturato il requisito per l accesso al pensionamento di vecchiaia ordinario, l effettiva decorrenza della pensione (e, di fatto, quindi, l età effettiva di accesso al pensionamento) è ulteriormente posticipata di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per i lavoratori autonomi (pertanto l età minima alla quale decorre la pensione è 66 anni per i lavoratori dipendenti e le lavoratrici del settore pubblico, 61 anni per le lavoratrici dipendenti del settore privato, 61,5 per le lavoratrici autonome e 66,5 anni per i lavoratori autonomi). Pensionamento anticipato. L accesso al pensionamento ad età inferiori a quelle indicate precedentemente (c.d. pensionamento anticipato) è consentito nei seguenti casi: se in possesso di un anzianità contributiva di almeno 40 anni (in questo caso si prescinde dall età anagrafica); se in possesso di un anzianità contributiva di almeno 35 anni 206 ed un età gradualmente crescente dai 60 anni del 2010 ai 62 anni a partire dal 2013 per i lavoratori dipendenti e dai 61 anni del 2010 ai 63 anni a partire dal 2013 per i lavoratori autonomi. E possibile la maturazione del diritto ad accedere ad età inferiori 1 anno a quelle indicate solo se in possesso di un anzianità contributiva minima di almeno 36 anni. In ogni caso una volta maturato il requisito per l accesso al pensionamento anticipato (anche con anzianità contributiva di almeno 40 anni), l effettiva decorrenza della pensione (e, di fatto, quindi, l età effettiva di accesso al pensionamento) è ulteriormente posticipata di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per i lavoratori autonomi (pertanto, ad esempio, dal 2013 l età minima alla quale decorre la pensione con 35 anni di contributi è 63 anni per i lavoratori dipendenti e 64,5 anni per i lavoratori autonomi). Dal 2015 viene applicato l adeguamento triennale dei requisiti anagrafici per l accesso al pensionamento di vecchiaia ordinario, al pensionamento anticipato e all assegno sociale alla variazione della speranza di vita all età corrispondente a 65 anni accertata dall Istat in riferimento al triennio precedente. La disposizione prevede espressamente che la procedura di adeguamento a cadenza triennale dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi di 205 In ogni caso è prevista un anzianità contributiva minima pari a 20 nei sistemi retributivo e misto e di 5 anni nel sistema contributivo (per le donne lavoratrici del settore privato, che presentano un età inferiore, nel sistema contributivo è previsto anche il vincolo della maturazione di un importo di pensione superiore ad una certa soglia pari a 1,2 volte l assegno sociale). 206 Questa seconda possibilità per le donne lavoratrici del settore privato è di fatto assorbita dal permanere della possibilità di accesso al pensionamento a 60 anni (poi adeguato dal 2015 agli incrementi della speranza di vita) anche con anzianità contributive significativamente inferiori a 35 anni. 203
16 speranza di vita sia rientrante pienamente nella sfera dell azione amministrativa con conseguente certezza di rispetto delle scadenze fissate e di applicazione degli stessi adeguamenti. Ciò in linea alla procedura già prevista relativamente all aggiornamento del coefficiente di trasformazione di cui all articolo 1, comma 6, della L 335/1995. Al fine di uniformare la periodicità temporale dell adeguamento dei requisiti anagrafici a quella prevista per l aggiornamento del coefficiente di trasformazione, il secondo adeguamento è effettuato, derogando alla periodicità triennale, con decorrenza 1 gennaio Circa la valutazione dell adeguamento dei requisiti anagrafici agli incrementi della speranza di vita a 65 anni, considerando lo scenario demografico Istat centrale, si fa presente che l incremento dei requisiti dal 1 gennaio 2015 è stimato pari a 3 mesi, in quanto assorbente l incremento della speranza di vita registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi) 207 e pari a 4 mesi per gli adeguamenti fino a circa il 2030, con successivi adeguamenti inferiori e attorno ai 3 mesi fino al 2050 circa. Ciò comporta un adeguamento cumulato, al 2050, pari a circa 3,5 anni. In ogni caso gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall Istat a consuntivo. 207 Con riferimento al solo adeguamento del 2015, è previsto che l incremento dei requisiti anagrafici non possa comunque superare i tre mesi. 204
17 D Interventi a favore delle pensioni minime 208 D.1 Una rete di salvaguardia per gli anziani in condizioni disagiate L evoluzione del sistema di protezione sociale, avvenuta negli ultimi anni a seguito di una serie combinata di interventi, ha di fatto garantito la disponibilità di un reddito minimo, inteso come risorse economiche complessivamente disponibili, per gli anziani in condizioni disagiate. In estrema sintesi, nel 2011: ad un anziano con età pari o superiore a 70 anni senza alcuna contribuzione versata durante la vita lavorativa (ovvero in assenza di una soglia minima di contribuzione versata) è comunque garantito un reddito mensile minimo pari a circa 645 euro (più una tredicesima mensilità di circa 605 euro), ivi includendo il beneficio della Carta acquisti (art. 82, DL 112/2008, convertito con L 133/2008); per una coppia di anziani, entrambi con età pari o superiore a 70 anni senza alcuna contribuzione versata durante la vita lavorativa (ovvero in assenza di una soglia minima di contribuzione versata) ovvero di cui un soggetto con almeno 70 anni e l altro soggetto con almeno 65 anni sempre senza alcuna contribuzione versata durante la vita lavorativa, è comunque garantito un reddito mensile cumulato di circa euro (più una tredicesima mensilità di circa euro) ivi includendo il beneficio della Carta acquisti (art. 82, DL 112/2008, convertito con L 133/2008). Nel caso di soggetti pensionati con versamenti contributivi, le differenti integrazioni della pensione previdenziale a calcolo, previste dalla normativa vigente nei casi di condizioni reddituali disagiate, sono tali da garantire un reddito mensile minimo comunque superiore a quello indicato in precedenza. Ad esempio, nel caso analogo di cui al primo punto con una pensione a calcolo relativa ad un anzianità contributiva di 20 anni la disponibilità economica del soggetto non è inferiore a circa 665 euro mensili (più una tredicesima mensilità di circa 605 euro). In via aggiuntiva, per il pensionato previdenziale è prevista la riduzione della soglia anagrafica in corrispondenza della quale è comunque garantito un reddito minimo in ragione di 1 anno anagrafico ogni 5 anni di contributi a condizione, comunque, di essere in possesso di un età non inferiore a 65 anni. Di seguito, vengono illustrati nel dettaglio i differenti istituti che concorrono a realizzare la garanzia di un reddito minimo per i soggetti anziani in condizioni disagiate. D.2 Pensioni previdenziali D.2.1 Integrazioni al trattamento minimo Ai pensionati in possesso di una pensione previdenziale è garantita un integrazione della pensione a calcolo fino al valore massimo complessivo di 467,43 euro mensili al 1 gennaio 2011 (TM=6.076,59 euro annui) a condizione che: il soggetto non possegga redditi individuali superiori a ,18 euro annui; 208 Valori provvisori per l anno
18 il soggetto non possegga redditi cumulati con quelli del coniuge superiori a ,36 euro annui. In sintesi: l integrazione al minimo non spetta se il pensionato possiede redditi propri per un importo superiore a 2 volte l ammontare annuo del minimo calcolato in misura pari a 13 volte l importo mensile in vigore al 1 gennaio, ovvero redditi cumulati con quelli del coniuge per un importo superiore a 4 volte il predetto minimo annuo (art. 2, co. 14, L 335/1995). D.2.2 Maggiorazioni sociali delle pensioni minime L articolo 1 della L 544/88 ha introdotto l istituto della maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici previdenziali con riferimento ai soggetti che si trovano in condizioni reddituali particolarmente disagiate. Tale istituto è stato significativamente rivisto con incrementi di tali maggiorazioni nell ambito delle leggi finanziarie 2001 e In particolar modo l articolo 38 della L 448/2001 (Finanziaria 2002), come modificato dall articolo 5 del DL 81/2007, convertito con L 127/2007, ha aumentato le predette maggiorazioni al fine di garantire ai soggetti beneficiari, con età elevate, un reddito mensile pari a 516,46 euro a partire dall anno 2002 (6.713,98 euro su base annua), poi annualmente rivalutato (nel 2011 pari a 7.850,31 euro su base annua). In sintesi l attuale ordinamento prevede: Requisiti reddituali (per l anno 2011) per accedere alla maggiorazione sociale. Il soggetto non deve possedere redditi: personali pari o superiori al trattamento minimo annuo (TM=6.076,59 euro annui) incrementato della maggiorazione sociale annua (limite personale); cumulati con quello del coniuge pari o superiori al predetto limite personale incrementato dell assegno sociale annuo (AS=5.424,90 euro annui). Importi legali della maggiorazione sociale. Tali importi sono così determinati: soggetti con età pari o superiore a 60 anni ed inferiore a 65 anni: 25,83 euro mensili per tredici mensilità (335,79 euro su base annua) 209 ; soggetti con età pari o superiore a 65 anni ed inferiore a 70 anni: 82,64 euro mensili per tredici mensilità (1.074,32 euro su base annua) 210 ; soggetti con età pari o superiore a 70 anni: 136,44 euro mensili per tredici mensilità (1.773,72 euro su base annua) 211. Si noti che per i soggetti con età pari o superiore a 65 anni, ma inferiore a 70 anni per ogni quinquennio di anzianità contributiva maturata è concesso un bonus anagrafico di un anno ai fini della determinazione dell importo della maggiorazione sociale. Per i pensionati beneficiari di pensione di inabilità l importo della maggiorazione legale è pari a 136,44 euro mensili per tredici mensilità per i soggetti con età pari o superiore a 60 anni. 209 Ciò comporta la seguente determinazione dei requisiti reddituali: reddito personale: 6.412,38 euro annui; reddito cumulato con quello del coniuge: ,28 euro annui. 210 Ciò comporta la seguente determinazione dei requisiti reddituali: reddito personale: 7.150,91 euro annui; reddito cumulato con quello del coniuge: ,81 euro annui. 211 Ciò comporta la seguente determinazione dei requisiti reddituali: reddito personale: 7.850,31 euro annui; reddito cumulato con quello del coniuge: ,21 euro annui. 206
19 Tali importi legali non sono soggetti a rivalutazione. Il calcolo effettivo dell importo della maggiorazione sociale. La maggiorazione sociale spettante è quella di importo meno elevato tra l intero importo della maggiorazione e quello risultante dal calcolo effettuato sulla base del reddito personale e della sommatoria dei redditi del pensionato e del coniuge. Il calcolo è effettuato sulla base del seguente algoritmo: [Limite personale (RP + P)] / 13 [Limite coniugato (RF + RP + P)] / 13 dove: RP è il reddito del pensionato da considerare ai fini della maggiorazione sociale; RF indica il reddito del coniuge del pensionato da considerare ai fini della maggiorazione sociale; P è l importo della pensione spettante nell anno. I redditi presi in considerazione per l accertamento del diritto ed il calcolo della maggiorazione non sono solo i redditi soggetti ad IRPEF, come nel caso dell integrazione al minimo, ma tutti i redditi (mobiliari, derivanti da altre prestazioni assistenziali, ecc.) con esclusione del reddito della casa di abitazione. Per effetto dell articolo 5 del DL 81/2007, convertito con L 127/2007, dal 2008 l'incremento ulteriore delle maggiorazioni sociali delle pensioni in favore di soggetti disagiati previsto dal medesimo articolo 5 per le pensioni previdenziali, è assorbito dalla concessione della somma aggiuntiva introdotta dallo stesso articolo 5 ( D.2.4). D.2.3 Assegno aggiuntivo alla tredicesima mensilità E concesso ai pensionati previdenziali un importo aggiuntivo alla tredicesima mensilità pari a 154,94 euro (art. 70, L 388/2000) a condizione che: il soggetto sia titolare di uno o più trattamenti pensionistici previdenziali il cui importo complessivo, al netto degli assegni familiari, non sia superiore al TM incrementato dell importo aggiuntivo (6.231,53 euro annui per l anno 2011); il soggetto non possieda redditi soggetti ad IRPEF pari o superiori a 1,5 volte il TM (9.114,89 euro annui per l anno 2011); il soggetto non possieda redditi soggetti ad IRPEF cumulati con quello del coniuge pari o superiori a 3 volte il TM (18.229,77 euro annui per l anno 2011). Tale assegno aggiuntivo non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali. D.2.4 Somma aggiuntiva introdotta dal DL 81/2007, convertito con L 127/2007 L articolo 5 del DL 81/2007, convertito con L 127/2007, ha previsto l introduzione dal 2007 di una somma aggiuntiva concessa a soggetti con età pari o superiore a 64 anni, pensionati previdenziali, a condizione che il soggetto non possieda redditi complessivi pari o superiori a 1,5 volte il TM (9.114,89 euro annui per l anno 2011). Tale somma aggiuntiva è così articolata in dipendenza dell anzianità contributiva complessiva del pensionato: 207
20 Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi Somma aggiuntiva (in euro) Anno 2007 Somma aggiuntiva (in euro) Dal 2008 Anni di contribuzione Anni di contribuzione (in corrispondenza della mensilità di novembre ovvero della tredicesima mensilità) (in corrispondenza della mensilità di luglio) Fino a 15 Fino a Sopra 15 fino a 25 Sopra 18 fino a Oltre 25 Oltre Nel caso in cui il soggetto sia titolare sia di pensione diretta sia di pensione ai superstiti si tiene conto della sola anzianità contributiva relativa ai trattamenti diretti. Nel caso in cui il soggetto sia titolare solo di pensioni ai superstiti, ai fini dell applicazione della sopraindicata tabella, l anzianità contributiva complessiva è computata al 60%, ovvero alla diversa percentuale riconosciuta dall'ordinamento per la determinazione del predetto trattamento pensionistico. Agli effetti del requisito reddituale, si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, eccetto sia quelli derivanti dall'assegno per il nucleo familiare ovvero dagli assegni familiari e dall'indennità di accompagnamento, sia il reddito della casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. La somma aggiuntiva non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, con esclusione, dall'anno 2008, per un importo pari a 156 euro, dell'incremento delle maggiorazioni sociali di cui all'articolo 38 della L 448/2001, come rideterminato dallo stesso articolo 5 del DL 81/2007, convertito con L 127/2007. D.3 Assegni sociali D.3.1 Importi e requisiti per l accesso Ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di reddito ovvero in condizioni particolarmente disagiate è corrisposto l assegno sociale (AS). Per l anno 2011 l importo di tale assegno risulta pari a 417,30 euro mensili per 13 mensilità (su base annua: 5.424,90 euro). Tale assegno (o quota parte) spetta qualora il soggetto: non possieda redditi pari o superiori all AS (5.424,90 euro annui per l anno 2011); non possieda redditi cumulati con quello del coniuge pari o superiori a 2 volte l AS (10.849,80 euro annui per l anno 2011). 208

References: articolo 5
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 22
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 sentenza 
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 38
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