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Timestamp: 2015-11-29 01:31:18+00:00

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Dopo la sentenza sul G8 e la scuola Diaz, i Radicali chiedono la Commissione d’inchiesta
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La tua pubblicità con noi, scarica qui la nostra brochure Dopo la sentenza sul G8 e la scuola Diaz, i Radicali chiedono la Commissione d’inchiesta	08 Luglio 2012	Fabrizio Ferrante	La sentenza della Cassazione sui fatti verificatisi alla scuola Diaz di Genova nel 2001 durante il G8 (clicca qui) rappresenta la verità giudiziaria di un fatto su cui le polemiche sono destinate a durare. La conclusione della vicenda processuale potrebbe aprire la strada verso un nuovo filone politico attraverso l'istituzione di una Commissione d'Inchiesta, già proposta dai Radicali ma mai avviata. Le condanne che hanno decapitato i vertici di vasti settori delle forze dell'ordine non riguardano le lesioni, per le quali è scattata la prescrizione.
Partendo da quest'ultimo aspetto, non si può non notare ancora una volta, la natura di amnistia illegale di casta e di classe insita nella prescrizione. Del resto, 200 mila procedimenti all'anno finiscono in tal guisa e naturalmente se ciò accade in un processo particolarmente sentito, gli strali e le grida allo scandalo non si contano. Chi si lamenta di ciò dovrebbe considerare quanto l'amnistia, quella vera, assieme al superamento del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale e un diritto penale minimo, ridurrebbe di molto i rischi di prescrizione per i processi importanti, garantendo più giustizia e meno sprechi, di tempo e risorse. Tornando alla sentenza, se con essa è stata fornita alla storia una ricostruzione processuale dei fatti, adesso sarà dovere di chi ha governato in quel periodo, fornire le spiegazioni che da oltre 10 anni il paese aspetta.
Evidentemente, se a pagare sono stati alti funzionari che hanno dedicato l'intera vita al servizio dello Stato, è altresì chiaro che gli ordini non possano essere scesi dal cielo. In questo contesto, l'assoluzione di Gianni De Gennaro – Capo della Polizia all'epoca dei fatti – stona con la mannaia abbattutasi sui dirigenti condannati. In pratica, gli ormai ex dirigenti di Polizia condannati avrebbero agito di propria iniziativa, per quanto ciò appaia difficilmente credibile. Questa storia ha un carico di mistero intrinseco, quasi pari a quello dei grandi misteri italiani o delle storie su cui si è fatta luce in maniera parziale. Adesso che la sentenza definitiva è stata emessa, appare inevitabile che i membri del Governo dell'epoca chiariscano i punti oscuri al paese. Claudio Scajola, ministro degli Interni nel 2001, ha sempre rifiutato di chiarire i propri rapporti con De Gennaro all'epoca dei fatti, Gianfranco Fini, ex Ministro degli Esteri, si trovava in prima linea nelle operazioni con tanto di presenza fisica – a quale titolo? - al fianco dei dirigenti delle Forze dell'Ordine e Silvio Berlusconi era a capo di un esecutivo che è accusabile di aver usato la repressione per delegittimare i movimenti anti G8.
Il solo a recarsi sul posto – non alla Diaz ma alla Caserma di Bolzaneto, laddove avvennero altri massacri – fu il leghista Roberto Castelli, all'epoca ministro della Giustizia. E chissà se anche per via di questo atteggiamento mirante solo a dare dignità a quanto accaduto quel maledetto 22 luglio del 2001, non sia nato l'ostracismo che ha spinto Castelli sempre più ai margini del suo stesso movimento – con tanto di "sgambetto" alle Comunali di Lecco -. La posizione dei Radicali è quella di sempre, ovvero l'istituzione di una Commissione Parlamentare d'inchiesta, in grado di completare il puzzle delle responsabilità politiche, di certo non meno gravi di quelle sancite da un Tribunale penale.
Così il deputato radicale, Maurizio Turco, ha espresso attraverso il sito dei Radicali Italiani la necessità di tale sbocco in Parlamento: "Adesso che c'è la sentenza possiamo dare corso alla nostra proposta di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle vicende relative ai fatti accaduti a Genova nel luglio 2001 in occasione della riunione del G8 e delle manifestazioni del Genoa Social Forum" dopo che ci è stata negata perché c'era un processo in corso e non dovevamo "interferire" con le attività giudiziarie? O adesso il fatto che ci sia una sentenza la Commissione è meglio non farla per non "delegittimare" la magistratura? Ritengo che né l'una né l'altra motivazione sia fondata ma, visto che la prima non ha più ragione di esistere e la seconda non ha mai impedito al Parlamento di indagare, si proceda con celerità ad istituire la Commissione. Vogliamo sapere come sono andati i fatti e descriverli. La sentenza resterà la verità giudiziaria. Vorremmo descrivere la verità storica dei fatti accaduti. C'è qualcuno che non è d'accordo?".
Il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini, ha così commentato l'esito della vicenda processuale sulla scuola Diaz: "Con la sentenza della Cassazione si conclude il fronte giudiziario di una delle pagine più gravi di violazione di diritti umani che ha coinvolto le nostre forze di sicurezza.La gravità di quanto accaduto al G8 - per cui rimane attuale la richiesta di una Commissione d'inchiesta - non deve far dimenticare l'irresponsabilità di chi ha voluto dal giugno 2010 lasciare nei loro incarichi operativi coloro che erano stati già condannati in secondo grado e interdetti dai pubblici uffici. Ci rendiamo conto cosa significa che, nel giro di pochi giorni, rimarranno scoperti tutti insieme i vertici dell'Anticrimine, dello Sco, della Polfer, del Dipartimento analisi dell'Aisi, senza considerare i capi della Mobile di Firenze, Napoli e Genova? È stato folle arrivare a questo punto così come lasciare per due anni che anche solo una parte degli italiani potesse nutrire dubbi sulla serenità di chi occupava quei posti di comando. Una situazione che non ha precedenti nelle democrazie moderne e che ha visto Governi e opposizioni uniti nel nasconderla e minimizzarla. Non si ripeta, allora, lo stesso errore con il generale Ganzer, condannato a 14 anni in primo grado ma che ancora oggi incredibilmente occupa un incarico operativo come quello di responsabile dei Ros".
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