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Timestamp: 2019-09-21 11:20:30+00:00

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LA RIFORMA DELLART. 111 DELLA COSTITUZIONE NEI SUOI RIFLESSI SUL SISTEMA PENALE
INCONTRO DI STUDIO - ROMA, 6-8 SETTEMBRE 2001
LA TERZIETA DEL GIUDICE
Relazione di Ignazio Patrone 1 1. . davanti a giudice terzo e imparziale: unoperazione di manipolazione testuale Come risulta evidente dallesame dei deludenti lavori preparatori, lintroduzione in Costituzione dei principi del giusto processo, attraverso la novellazione dellart. 111, lungi dallaver rappresentato loccasione per una approfondita discussione sullo stato dei diversi sistemi processuali (civile, penale, amministrativo, tributario, contabile) n Italia, sulle garanzie da riconoscere alle parti in ciascuno di essi, al di l del formalismo e tenute in debito conto le loro differenti funzioni, e sul recupero di un minimo comun denominatore di effettivit ed efficienza del processo. Il dibattito svoltosi in Parlamento stato infatti frettoloso e di bassa qualit 2, esso stato dichiaratamente e volutamente appiattito sulla volont di reazione del legislatore alle ritenute invasioni di campo della Corte costituzionale in materia di formazione e valutazione della prova nel processo penale; stato assunto acriticamente, quale documento base, il non esaltante testo che era stato licenziato dalla abortita Commissione bicamerale per le riforme costituzionali e il Parlamento non ha infine considerato necessario alcun contributo della dottrina processualistica italiana. Nel corso del dibattito parlamentare, e prima ancora nelle Relazioni che hanno accompagnato i diversi d.d.l. di riforma costituzionale poi confluiti nella novella, lart. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali 3 stato ampiamente citato quale fonte ispiratrice della legge, ma il riferimento a quel testo normativo sempre stato fatto senza lapprofondimento critico, che pure sarebbe stato necessario, sulla portata delle diverse norme contenute in quella ed in altre disposizioni della Convenzione e sul diritto vivente formatosi in un quarantennio di giurisprudenza della
La presente relazione costituisce una rielaborazione, con i necessari adattamenti, dellarticolo
pubblicato sul n. 2/2001 di Questione giustizia dal titolo Limparzialit difficile: appunti sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti delluomo.
P. Ferrua, Il processo penale dopo la riforma dellart. 111 della Costituzione, in Questione
giustizia, 2000, pag. 49, definisce gli enunciati dei primi due commi della norma novellata regole confusamente affastellate, destinate a suscitare pi che a risolvere problemi. In senso fortemente critico riguardo alle modalit con le quali si svolta la discussione in Parlamento v. anche M. Pivetti, Per un processo civile giusto e ragionevole, in Il nuovo art. 111 della Costituzione e il giusto processo civile, Atti del Convegno dellElba (9-10 giugno 2000), a cura di M.G. Civinini e C. Verardi, Milano 2001, pag. 55. In seguito, per brevit, il volume verr citato come Atti Elba.
Dora in poi, per brevit, citata nel testo come Convenzione. 1
Corte europea dei diritti delluomo 4; le disposizioni dellart. 6 sono state cos decontestualizzate e si ha la sensazione che le frequenti citazioni de l testo della Convenzione siano state fatte allo scopo di dare una patente di necessit europea ad unoperazione che stata in realt dapprima voluta e quindi rapidamente perseguita in vista di esigenze squisitamente nazionali 5. Alla sensazione di una non dichiarata e neppure troppo raffinata manipolazione del testo dellart. 6 della Convenzione non si sottrae certo lendiadi giudice terzo e imparziale ora contenuta nel primo comma dellart. 111, maldestra (o callida ? 6) trasposizione nel nostro testo costituzionale dellespressione independent and impartial tribunal tribunal indpendant et impartial, una disposizione che conferma un dato di comune esperienza sul quale non vi era mai stata alcuna discussione; e cio che la giurisdizione, per essere qualificata tale e per essere credibile agli occhi del cittadino, deve essere esercitata da organi che non siano dipendenti da altri poteri, pubblici o privati, e nei quali operano persone fisiche che, sole o riunite in collegio, non abbiano n un interesse personale nella controversia, n una posizione, soggettiva o oggettiva, tale da giustificare il sospetto di un loro pre-giudizio 7. Tutte
Di seguito, in sintesi, la Corte europea. tutti i testi delle decisioni sono stati scaricati dal sito web
www.echr.coe.int/ - della Corte di Strasburgo; nelle note, ove disponibile, stato usato
il testo in francese. Sulla manipolazione dellart. 6 della Convenzione, sia pure con riferimento allanalogo testo dellart. 130 della proposta di revisione costituzionale della Commissione bicamerale, si vedano le acute osservazioni di V. Grevi, Garanzie soggettive e garanzie oggettive nel processo penale secondo il progetto di revisione costituzionale, in Riv. it. dir. proc. pen, 1998, pag. 736: Di fronte alla prospettiva di un puro e semplice trapianto nel tessuto della Costituzione di un complesso di previsioni di garanzia cos specifiche e dettagliate, quali sono quelle ricalcate sullart. 6, terzo comma, Conv. eur., non si possono sottacere diverse perplessit, soprattutto a causa del valore di assolutezza che le medesime previsioni (estrapolate in modo meccanico dalla sede di provenienza, senza alcun riguardo per gli equilibri interni delloriginario quadro convenzionale) verrebbero ad assumere una volta trasfuse tout court nel testo costituzionale. Esse, infatti, finirebbero per tradursi in princpi di carattere assoluto, che dovrebbero valere come tali, in quanto caratterizzati da un notevole tasso di rigidezza. Quindi, praticamente, senza possibilit di adattamento alle peculiarit delle diverse fas e dei i diversi modelli processuali, e nel contempo senza possibilit di un ragionevole contemperamento con altri valori (ad esempio quelli espressi attraverso la formula della efficienza del processo) meritevoli di tutela anche a livello costituzionale, ma non riconducibili a previsioni altrettanto specifiche e puntuali. Con il pericolo, dunque, di precostituire nel seno della Costituzione delle barriere rigide, idonee a configurarsi come preclusive rispetto a soluzioni di mediazione tra opposte esigenze (di garanzie individuali e, rispettivamente, di accertamento dei fatti) tipiche della sfera di discrezionalit del legislatore processuale penale. In termini analoghi v. anche M. Chiavario, Nelle carte europee garanzie pi equilibrate e un freno agli abusi, in Diritto & Giustizia, n. 1/2000, pag.5 e segg. Sia consentito anche richiamare sul punto I. Patrone, Il nuovo art. 111 della Costituzione e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali, in Atti Elba, cit., p. 153 segg.
Loperazione manipolatoria potrebbe infatti qui nascondere altri intendimenti, che poco hanno a che
fare col giusto processo e molto con le prospettiva di una futura riforma dellordinamento giudiziario; attraverso lintroduzione (apparentemente pleonastica) della terziet del giudice quale attributo che si aggiunge allimparzialit, si forse voluto aprire la strada costituzionale ad una possibile futura separazione delle carriere dei magistrati tra giudici e pubblici ministeri; sul punto, in senso marcatamente critico, v. S. Chiarloni, Il nuovo art. 111 Cost. e il processo civile, Relazione introduttiva svolta dallAutore al Convegno dellElba, Atti cit., pag. 13 segg. Negli stessi termini v. anche P. Ferrua, Rischio di contraddizione sul neo-contraddittorio. Troppi dettagli nel 111, in Diritto & Giustizia, n. 1/2000, pag. 4, il quale parla di una malizia dellendiadi.
Sullo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, ed. 2001, si legge: Imparziale: Detto di chi
opera o giudica in modo obiettivo ed equanime, senza favorire nessuna delle parti: giudice, critico, storico imparziale. Sinonimi. Giusto, equo, spassionato. 2
cose che, come vedremo, sono semplici da dire ma difficili da tradurre in norme operanti nei diversi sistemi processuali. Il legislatore costituzionale, senza che negli atti parlamentari sia possibile rinvenirne una qualche valida ragione, ha abbinato inscindibilmente la terziet allimparzialit (concetto molto simile al primo, se non coincidente con lo stesso 8), mentre non ha mostrato alcuna attenzione per lindipendenza, attributo della giurisdizione anchesso assente dal primitivo testo della Costituzione e che per questo motivo (gi che si era deciso di utilizzare per la novella costituzionale lart. 6 della Convenzione) avrebbe potuto a buon titolo essere espressamente inserito: omissione che non pu essere considerata neutra e cos passare sotto silenzio, nel contesto di una nozione enfatica e retorica di giusto processo quale quella adottata e che potrebbe lasciar intendere che possa esservi un processo giusto purch il giudice sia imparziale e terzo tra le parti anche se non indipendente, prescindendo cio dai suoi rapporti con gli altri poteri dello Stato; come sottolineare una giurisdizionalit dellorgano definita solo allinterno del processo e non nel quadro di un rinnovato disegno degli equilibri tra i poteri dello Stato. Lomissione appare infine particolarmente significativa (sia pure in negativo) dal momento che la disposizione sulla terziet del giudice tra quelle contenute nei primi due commi del nuovo art. 111 ed cos destinata non solo allo specifico campo del processo penale, come i commi successivi, ma a tutta lattivit giurisdizionale. In una situazione nella quale lindipendenza dei componenti le giurisdizioni amministrativa, contabile e tributaria appare tuttaltro che garantita dalle possibili intromissioni del potere politico ed era stata oggetto di attenzione del Parlamento ai tempi della Commissione bicamerale, la previsione dellindipendenza quale attributo generale di ogni attivit giurisdizionale avrebbe potuto avere effetti (positivi) non marginali. 2. Lintroduzione in costituzione del principio di terziet e imparzialit era davvero necessaria ? Lintenzione dichiarata a tutte lettera dei proponenti e dai Relatori era dunque quella di portare chiarezza, efficienza e maggiori garanzie nel processo italiano mediante linnesto nel tessuto dello stesso ritenuto evidentemente carente - di istituti e discipline di derivazione sovranazionale, e segnatamente europea; tali istituti e discipline sono stati assunti come: (a) esistenti e facilmente individuabili nel loro contenuto normativo; (b) vincolanti per lItalia in virt di trattati e di accordi vigenti, che avrebbero addirittura imposto la modifica del testo della Costituzione; (c) tali da consentire di risolvere difficolt ed aporie derivanti da una presunta insufficienza delle garanzie processuali
8 V. ampiamente sul punto R. Sabato, Limparzialit del giudice civile alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti delluomo, in Atti Elba, cit., pag. 167; in particolare sub nota (1).Per la verit la Corte costituzionale, nella motivazione della sentenza n. 131 del 1996, pres. Ferri, est. Zagrebelsky, parsa avvalorare lidea che limparzialit sia solo uno degli aspetti della terziet: si veda il punto 3.1 del Considerato in diritto: Il "giusto processo" - formula in cui si compendiano i principi che la Costituzione detta in ordine tanto ai caratteri della giurisdizione, sotto il profilo soggettivo e oggettivo, quanto ai diritti di azione e difesa in giudizio - comprende l'esigenza di imparzialita' del giudice: imparzialita' che non e' che un aspetto di quel carattere di "terzieta'" che connota nell'essenziale tanto la funzione giurisdizionale quanto la posizione del giudice, distinguendola da quella di tutti gli altri soggetti pubblici, e condiziona l'effettivita' del diritto di azione e di difesa in giudizio. Le norme sulla incompatibilita' del giudice sono funzionali al principio di imparzialita'-terzieta' della giurisdizione e cio' ne chiarisce il rilievo costituzionale. 3
previste dalla Costituzione e dallinterpretazione alle stesse data dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. Orbene possiamo dire che proprio sul terreno della imparzialit e terziet del giudice la revisione costituzionale cos rapidamente approvata dal Parlamento tale da suscitare nellinterprete i pi ampi dubbi circa la sua reale utilit, al di l delle contingenti motivazioni ideologiche che lhanno ispirata e che sono da ricercare nella risalente polemica sulla presunta contiguit dei giudici ai PM e su asseriti atteggiamenti di loro acquiescenza alle loro richieste e segnatamente a quelle cautelari. Ci va detto, anzitutto, in ordine alla necessit di inserire una disposizione di tal fatta nel testo della carta fondamentale, dal momento che proprio la questione dellimparzialit del giudice era, e da tempo, una delle pi arate dalla giurisprudenza costituzionale e che la Corte aveva ripetutamente affermato trattarsi di un principio costituzionale gi pienamente vigente perch ricavabile dalle norme gi vigenti sulla giurisdizione e dal principio di eguaglianza, non bisognevole perci di ulteriore esplicitazione 9: anzi, se un principio costituzionale di derivazione giurisprudenziale si era dimostrato, nei fatti, ingombrante, esso era proprio quello dellimparzialit del giudice (in specie di quello penale), tanto che nessuna norma del codice del 1989 aveva ed ha subito tante pronunce di illegittimit costituzionale quanto lart. 34 e nessuna vicenda giurisprudenziale ha provocato tanti sconquassi nellorganizzazione giudiziaria 10 durante lintera storia repubblicana. Paradossalmente al momento della riforma costituzionale la lunga stagione delle pronunce di illegittimit costituzionale dellart. 34 cod.proc.pen. sembrava stesse volgendo al termine, un po perch consumatasi per effetto delle stesse sentenze della Corte (che ormai avevano vagliato in dettaglio una casistica molto dettagliata), un po perch lintroduzione del riesame distrettuale e (soprattutto) lunificazione degli uffici di primo grado stavano avendo gli effetti voluti sul piano dellorganizzazione degli uffici nel senso di evitare, con la creazione della filiera cautelare e la automatica creazione di organici pi ampi anche in tribunali di dimensione medio -piccola, lemergere di problemi nella formazione dei collegi e nellassegnazione dei processi. Che si tratti di una esperienza in qualche modo in via di esaurimento dimostrato dal pur lento rarefarsi delle ordinanze di rimessione e dei provvedimenti della Corte 11, pur dopo la modifica dellart. 111, e dalla sentenza n. 283 del 2000 della Corte, che ha quasi chiuso il cerchio
Si veda in particolare la sent. n. 131 del 1996, cit. supra, nota 8. Il passo della motivazione trova Dal 1990 al 31 dicembre 2000 la Corte risulta essere intervenuta ben 106 volte (tra sentenze ed
peraltro diretto riscontro in numerosissime altre pronunzie della Corte di questi anni.
ordinanze) sullart. 34 cod. proc. pen., mentre 5 sono i provvedimenti riguardanti lart. 36 e 12 quelli che hanno esaminato lart. 37. A sua volta il legislatore ha riformulato la disposizione in numerose occasioni. Gli interventi della Corte in tema di incompatibilit del giudice penale sono stati motivo non ultimo della riforma del giudice unico di cui al d. lgs. N. 51 del 1998 e prima ancora hanno quasi obbligato il legislatore, al fine di impedire la paralisi dei processi, ad introdurre la competenza distrettuale per il riesame dei provvedimenti cautelari e gli appelli sui provvedimenti del Gip. La letteratura sulle sentenze della Corte in questa materia smisurata; basti qui riassuntivamente richiamare due recenti e documentate relazioni svolte in questi incontri di studio organizzati dal CSM e segnatamente: P.P. Rivello, Incompatibilit, astensione e ricusazione nel processo penale: delimitazione delle fattispecie; nuove norme in tema di giudice unico; effetti processuali derivanti dalla violazione della disciplina, relazione svolta il 2 marzo 1999, pubblicata con integrazioni su Riv. It. Dir. Proc. Pen., 1999, 1359; e V. Rotundo, La terziet del giudice penale: incompatibilit, astensione e ricusazione, relazione svolta il 20 ottobre 2000, a quanto consta sino ad oggi inedita.
Negli anni 2000 e 2001 (da gennaio a luglio) si contano solo 13 sentenze ed ordinanze 4
riguardanti la materia, a fronte delle almeno 37 del biennio 1998/99.
della propria precedente giurisprudenza in materia, attribuendo alle parti il potere di chiedere la ricusazione del giudice che abbia gi legittimamente manifestato la propria opinione in un procedimento penale diverso ma avente ad oggetto i medesimi fatti 12; quasi una ultima Thule del giudice imparziale, al di l della quale si potrebbero collocare, forse, solo i casi del giudice che abbia gi manifestato la propria opinione - magari intervenendo in convegni o scrivendo articoli su riviste giuridiche - su questioni di diritto, sostanziale o processuale, analoghe a quelle che deve affrontare nel giudizio di cui si tratta, o che abbia delle opinioni derivanti da manifestazioni del pensiero, o che abbia gi comunque giudicato lo stesso imputato, sia pure per fatti diversi 13. Riguardo invece ad un presunto obbligo europeo da adempiere, cui sarebbe seguita, per effetto immediato, una maggior chiarezza del diritto nazionale sul punto, sembra che nessuno tra i parlamentari che sono intervenuti nel dibattito abbia considerato che dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo - che esamina in dettaglio una grande variet di casi provenienti dai pi diversi ordinamenti processuali e giudiziari non emergono certezze assolute e soluzioni gi pronte, apparendo al contrario evidente lestrema difficolt di elaborare un concetto unitario di giudice imparziale (o terzo che dir si voglia). Difficolt che in particolare si possono riscontrare ogni qual volta si esce dalla patologia del singolo processo (il giudice che non si astiene davanti ad un caso palese di proprio interesse, diretto o mediato, nella causa, o il giudice che fa successivamente parte del collegio di primo e di secondo grado, e cos via) e si deve valu tare limparzialit di fronte alla fisiologica presenza, nel procedere verso la decisione definitiva di merito, di pi momenti nei quali, sia pure con diverso approfondimento e con variabili effetti sul prosieguo della causa, il giudice deve assumere un giudizio, una valutazione, una decisione che sono s preliminari, ma sono anche suscettibili di influenzare la decisione della fase o del grado processuale di cui si tratta. Si sarebbe allora potuto verificare come le medesime difficolt siano presenti anche in altri ordinamenti (si potrebbe dire: in tutti) e si manifestino negli stessi variabili orientamenti della Corte europea, che presentano una serie veramente notevole di analogie con le questioni affrontate (e variamente risolte) dalla nostra Corte costituzionale ante riforma dellart. 111; difficolt derivanti tutte da quella medesima esigenza di fissare una regola che consenta di
Sulla importante sentenza v. le note di G. Di Chiara, Appunti in tema di imparzialit del giudice
penale, ricusabilit per invasione e previa manifestazione non indebita di convincimento sui fatti di causa, Cass. Pen., 2001, 527, e Giurisprudenza manipolativa della Corte costituzionale e tutela dellimparzialit del giudice: appunti in tema di rapporti tra astensione e ricusazione della iudex suspectus, in Giur. Cost., 2000, pag. 3386. 13 La previsione di questi sviluppi in tema di imparzialit solo apparentemente paradossale e non si tratta di fantadiritto: nel corso della appena trascorsa XIII legislatura stato presentato da parte dellattuale Presidente del Senato, prof. Pera, ed altri, in data 23 maggio 2000, il ddl n. 4621 avente ad oggetto Norme di attuazione del principio costituzionale dellimparzialit dei magistrati; nella Relazione che accompagna il ddl si legge: ..appare consono alla nuova enfasi posta sul principio della imparzialit dallarticolo 111 della Costituzione, estendere, nellarticolo 37, primo comma, del codice di procedura penale, la possibilit della ricusazione anche ai casi contemplati nella lettera h dellarticolo 36, primo comma, del codice di procedura penale e prevedere, nelluno e nellaltro articolo, anche il caso del pregiudizio che derivi da manifestazioni del pensiero o adesioni a partiti, movimenti o associazioni politiche avversi a quelli dellimputato; lart. 1 del ddl conseguentemente cos recita: 1. La lettera b) del comma 1 dellarticolo 36 del codice di procedura penale sostituita dalla seguente: omissis.. 3. La lettera h) del comma 1 dellarticolo 36 del codice di procedura penale sostituita dalla seguente: h) se esistono gravi ragioni di convenienza, determinate anche da comportamenti o manifestazioni del pensiero ovvero da adesioni a movimenti o associazioni, che possono far sorgere il fondato sospetto di pregiudizio allimparzialit del giudice. 5
previamente organizzare la terziet nella grande ed imprevedibile variet delle relazioni che possono instaurarsi tra procedimenti distinti o tra giudizi resi nel medesimo processo, e nella molteplicit dei contenuti che i relativi atti sono suscettibili di assumere sempre avendo presente il rischio di arrivare ad una casistica senza fine 14 che, in quanto tale, la negazione stessa della possibilit di individuare una norma che sia ragionevole e che consenta di conoscere preventivamente quando un giudice persona fisica si trover in una situazione di difetto di imparzialit, allo scopo di apprestare un meccanismo predeterminato per la sua sostituzione. 3. Gli orientamenti della Corte europea dei diritti delluomo in tema di imparzialit del giudice La Corte europea dei diritti delluomo, quando deve esaminare un ricorso col quale si lamenta la violazione dellart. 6.1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali sotto il profilo dellimparzialit del giudice 15, distingue tra un significato "soggettivo" ed uno "oggettivo" della norma; l'approccio "soggettivo" si riferisce alla posizione personale dei membri del tribunale e, secondo la Corte, deve ritenersi presunta sino a prova contraria. Esso non d luogo ad un gran numero di casi, probabilmente (ma una supposizione) perch si tratta di profili di evidente difetto di imparzialit, che trovano facilmente il loro naturale rimedio nelle norme di diritto interno dei singoli Stati in materia di astensione e di ricusazione dei giudici.16. Al contrario, la giurisprudenza della Corte che riguarda le asserite violazioni del principio di imparzialit sotto il profilo "oggettivo" risulta essere pi vasta e la casistica affrontata sembra in aumento negli ultimi anni; segno forse (ma anche questa una congettura) della difficolt che ogni sistema processuale del continente incontra nel fissare preventivamente regole generali in tema di incompatibilit del giudice che riguardino (non situazioni personali dei singoli componenti lordine giudiziario rispetto ad una determinata causa civile o penale, ma) lesigenza che il giudice non sia n appaia condizionato da precedenti valutazioni compiute nei confronti delle parti, tali da far risultare pregiudicata la sua posizione di terziet, con particolare riferimento agli atti compiuti nel procedimento 17; difficolt che, possiamo anticipare,
14 Corte costituzionale, sent. n. 307 del 1997, presidente Granata, estensore Mezzanotte 15 lart. 6.1 della Convenzione, nel testo ufficiale in francese, recita : Toute personne a droit ce que sa cause soit entendue quitablement, publiquement et dans un dlai raisonnable, par un tribunal indpendant et impartial, tabli par la loi, qui dcidera, soit des contestations sur ses droits et obligations de caractre civil, soit du bien-fond de toute accusation en matire pnale dirige contre elle. .. 16 Tale profilo soggettivo presenta minor rilievo e non verr ulteriormente trattato. Per una decisione riguardante lItalia e concernente un caso di parzialit soggettiva determinata dallavere un componente del collegio (nel caso di specie il presidente di un tribunale minorile) espresso la propria opinione sulloggetto del processo in dichiarazioni rese alla stampa, vedi la sentenza Buscemi c. Italia del 16 settembre 1999, 68: Avec la Commission, la Cour estime que le fait que le prsident du tribunal ait employ publiquement des expressions sous-entendant un jugement dfavorable au requrant avant de prsider l'organe judiciaire appel trancher l'affaire, ne semble l'vidence pas compatible avec les exigences d'impartialit de tout tribunal, consacres l'article 6 1 de la Convention. En effet, les dclarations du prsident du tribunal taient de nature justifier objectivement les craintes du requrant l'gard de son impartialit (voir, mutatis mutandis, larrt Ferrantelli et Santangelo c. Italie du 7 aot 1996, Recueil 1996-III, p. 952, 59 et 60). 69. Partant, il y a eu violation de larticle 6 1 de la Convention. 17 Come precisamente indica la sent. Corte cost. n. 307 del 1997, pres. Granata, rel. Mezzanotte. 6
fa apparire la giurisprudenza della Corte ondivaga e sempre alla ricerca del punto di equilibrio tra lesigenza che il giudice non appaia preventivamente orientato e la necessit che i sistemi processuali rispondano ad un minimo criterio di concentrazione, se non altro per garantire che il processo - come richiede lo stesso art. 6.1 della Convenzione - si svolga in un tempo ragionevole; ci che diverrebbe impossibile qualora venisse previsto che ogni qual volta un giudice assume un qualunque provvedimento interinale atto ad incidere sul giudizio finale, anche una semplice decisione sulla ammissibilit sui mezzi di prova, egli debba essere sostituito, creandosi in tal modo una catena senza fine e senza utilit. La Corte europea solita nelle sue motivazioni inserire alcune affermazioni generali, che potremmo definire di principio; ritiene infatti che occorre aver riguardo al modo come il tribunale costituto e organizzato e se vi sia stata, nello stesso processo, per taluno dei suoi componenti, una successione di funzioni tale da minare - anche solo sotto laspetto dell'apparenza - la fiducia che il giudice, in una societ democratica, deve ispirare ai cittadini. Il timore che il tribunale, o uno dei suoi componenti, possa non essere imparziale deve essere oggettivamente giustificato e quindi il punto di vista dell'imputato (e delle parti in genere) al riguardo, pur se importante, non decisivo 18. Sempre secondo il giudice europeo, il timore del pregiudizio del giudice non pu fondarsi esclusivamente sulla circostanza che questi abbia in precedenza assunto decisioni nello stesso processo (solitamente quindi prima della fase dibattimentale); in particolare esso non pu essere fondato sulla mera circostanza che il giudice abbia preso, prima del dibattimento, decisioni in ordine alla custodia cautelare 19, escludendosi per sempre la possibilit che al giudizio possano partecipare magistrati che hanno svolto nel procedimento le loro funzioni quali pubblico ministero o giudice istruttore 20. La Corte si talvolta sbilanciata nel senso di ritenere che la conoscenza approfondita del fascicolo da parte del giudice (per avere lo stesso gi assunto decisioni nel corso della causa) non solo
18 Affermazioni ricorrenti nella giurisprudenza della Corte; v. ad es. le sentenze: Piersack c. Belgio, 1 ottobre 1982; De Cubber c. Belgio, 26 ottobre 1984; Hauschildt c. Danimarca, 24 maggio 1989; Fey c. Austria, 24 febbraio 1993; Padovani c. Italia, 26 febbraio 1993; Saraiva de Carvalho c. Portogallo, 22 aprile 1994; Academy Trading Ltd and others c. Grecia, 4 aprile 2000. 19 v. sentenze nei casi: Sainte-Marie c. Francia, 16 dicembre 1992; Nortier c. Olanda, 24 agosto 1993; Bulut c. Austria, 22 febbraio 1996; Thomann c. Svizzera, 10 giugno 1996 e le sentt. Hauschildt e Saraiva de Carvalho, citt. 20 vedi sentenze Piersack e De Cubber, citt.
non implica, ex se, pregiudizio per le parti 21, ma costituisce al contrario una garanzia per il rispetto del dlai raisonnable 22 del processo. 4. Le difficolt della Corte europea di fronte alla variet dei casi sottoposti al suo esame Fin qui, come si vede, affermazioni ragionevoli ed assai moderate, che appaiono ben al di sotto dei requisiti richiesti, in ambito penale, dalla nostra Corte costituzionale 23 per laccertamento di una situazione di incompatibilit derivante dal previo giudizio su aspetti rilevanti del medesimo fatto; constatazione questa che oltretutto ha un ben scarso valore pratico, esistendo nel diritto della Convenzione il principio di cui allart. 53 24 secondo il quale tra una disposizione della stessa ed una di diritto nazionale che riconosce una maggiore ampiezza al diritto delluomo, prevale comunque quella pi favorevole. La Corte europea, per, solita anche affermare che circostanze particolari, relative al caso di specie, possono portare ad una differente conclusione; col che si comprende che il giudice di Strasburgo ritiene opportuno avere mano libera nellesaminare ogni singola questione, e ci nella consapevolezza della difficolt, se non dellimpossibilit, di stabilire una norma unitaria, o anche solo dei criteri generali che guidino linterprete nel labirinto del pregiudizio da prevenzione. Si prenda ad esempio la sentenza emessa nel caso De Haan c. Paesi Bassi del 26 agosto 1997, decisione sofferta essendo stata presa per sei voti a tre, con i tre giudici rimasti in minoranza che hanno depositato le proprie motivazioni dissenzienti 25. La Corte, prima di arrivare la
21 V., ad esempio, laffermazione contenuta nella motivazione della sentenza Morel c. Francia del 6 giugno 2000, riguardante una procedura di amministrazione controllata di una societ, di competenza del Tribunale di commercio, nella quale era stato sollevato un dubbio sullimparzialit del "jugecommissaire" per avere lo stesso una conoscenza del caso determinata dallavere assunto delle decisioni nella fase "d'observation", e nel quale la Corte ha ritenuto linsussistenza della violazione: De plus, le simple fait, pour un juge, davoir dj pris des dcisions avant le procs ne peut passer pour justifier en soi des apprhensions relativement son impartialit. Ce qui compte est ltendue des mesures adoptes par le juge avant le procs. De mme, la connaissance approfondie du dossier par le juge nimplique pas un prjug empchant de le considrer comme impartial au moment du jugement sur le fond. Enfin, lapprciation prliminaire des donnes disponibles ne saurait non plus passer comme prjugeant lapprciation finale. Il importe que cette apprciation intervienne avec le jugement et sappuie sur les lments produits et dbattus laudience (voir, notamment, mutatis mutandis, arrts Hauschildt c. Danemark du 24 mai 1989, srie A n 154, p. 22, 50 ; Nortier c. Pays-Bas du 24 aot 1993, srie A n 267, p. 15, 33 ; Saraiva de Carvalho c. Portugal du 22 avril 1994, srie A n 286-B, p. 38, 35). 22 vedi in questo senso, esplicitamente, la sentenza Thomann c. Svizzera del 10 giugno 1996; si une juridiction devait modifier sa composition chaque fois qu'elle fait droit au recours d'un condamn absent, celui-ci se verrait avantag par rapport aux prvenus qui comparaissent ds l'ouverture de leur procs, car il obtiendrait ainsi que d'autres magistrats le jugent une seconde fois dans la mme instance. Cela contribuerait de surcrot ralentir le travail de la justice, obligeant un plus grand nombre de juges tudier un mme dossier, ce qui parat peu compatible avec le respect du "dlai raisonnable". 23 R. Sabato, Limparzialit del giudice civile cit., pag. 175 e nota 23. 24 Sauvegarde des droits de l'homme reconnus - Aucune des dispositions de la prsente Convention ne sera interprte comme limitant ou portant atteinte aux droits de l'homme et aux liberts fondamentales qui pourraient tre reconnus conformment aux lois de toute Partie contractante ou toute autre Convention laquelle c Partie contractante est partie ette 25 Il caso, molto in breve, era il seguente; una lavoratrice aveva subito una malattia, probabilmente causata dalle sostanze chimiche utilizzate sul lavoro (si trattava di una lavanderia); essendo stata licenziata, aveva impugnato latto davanti al tribunale di appello di Groninga, che aveva seguito la procedura semplificata denominata nella sentenza permanent medical expert procedure; si tratta di 8
nocciolo duro della sua decisione (esservi stata, nel caso di specie, una violazione del principio di imparzialit determinata dalla circostanza che lo stesso giudice /persona fisica aveva emesso la prima decisione, fondata esclusivamente su una consulenza tecnica, quindi presieduto il collegio che aveva deciso la successiva fase, a contraddittorio pieno, di impugnazione del primo provvedimento), sente il bisogno, per cercare di restituire una almeno apparente coerenza alla sua giurisprudenza, di citare un gran numero di propri precedenti, alcuni pertinenti, altri meno; quindi, con un salto logico che non appare facilmente comprensibile, non esamina approfonditamente la questione di diritto sottoposta al suo esame (che era data dalla legittimit o meno di una procedura che prevedeva una fase sommaria ed una successiva fase contraddittoria, davanti a due organi incardinati nel medesimo ufficio giudiziario e, nel caso, composti in parte dalla stessa persona fisica) ma fa consistere la violazione nella circostanza che la decisione del tribunale di appello, pur se soggetta ad un controllo effettivo da parte di una istanza superiore, come nel caso era avvenuto, non era stata annullata con rinvio ad un diverso collegio. Hanno allora avuto buon gioco i giudici De Meyer, Van Dijk e Matscher a motivare le loro dissenting opinions nel sostenere che la procedura di diritto olandese contestata prevedeva in realt due diverse fasi nello stesso primo grado di giudizio, la prima caratterizzata da un contraddittorio limitato alla consulenza medica, la seconda al contrario con un contraddittorio pieno, davanti ad un collegio, su tutti i punti della controversia, ivi comprese le risultanze della consulenza, e che in tale situazione il timore di parzialit del giudice espresso dalla parte non era fondato; in particolare la opinion del giudice Van Dijk, cui il giudice Matscher ha aderito, sottolinea come lapproccio in generale tenuto dalla Corte europea sul tema sia diventato too casuistic e come tale non possa fornire alcuna guida n alle Corti n ai legislatori nazionali. Ma i casi dubbi o contrastati, nellultima giurisprudenza di Strasburgo, non si fermano qui; con la sentenza Rojas Morales c. Italia del 16 novembre 2000 la Corte europea, sulle tracce (in motivazione non dichiarate) di alcune pronunce della Corte costituzionale, ha ritenuto la violazione del principio di imparzialit nel caso di un tribunale penale che aveva condannato un imputato di traffico di stupefacenti, dopo che due componenti del collegio avevano, tempo prima, condannato alcuni altri concorrenti nello stesso fatto reato, avendo rilevato che la prima sentenza conteneva numerosi passi che si riferivano alla responsabilit del Rojas Morales 26. Peccato che la stessa Corte europea, solo quattro anni prima,
un giudizio affidato ad un perito nominato dal Tribunale di appello, nel corso del quale il contraddittorio si svolge solo fra gli esperti medici; in particolare non si tiene alcuna udienza; in base alla perizia medica la domanda era stata respinta con una motivazione scritta dal giudice professionale facente parte del collegio utilizzando un modulo prestampato; linteressata impugnava la decisione presa nella procedura semplificata davanti alo stesso Tribunale di appello, come previsto dalla legge, chiedendo espressamente che del caso non si occupasse il giudice estensore della prima sentenza, ma la richiesta veniva respinta e, nel merito, limpugnazione era rigettata; a questo punto la ricorrente si rivolgeva al Tribunale centrale di appello sia per motivi di merito che di rito, chiedendo linvalidazione della seconda sentenza per mancanza di oggettiva imparzialit del collegio, avendone fatto parte lo stesso giudice estensore della prima. Anche questo estremo ricorso era respinto e linteressata proponeva allora ricorso alla Corte europea, sostenendo che era stato violato il principio dellimparzialit del giudice di cui allart. 6.1 della Convenzione. La procedura semplificata potrebbe probabilmente essere definita, secondo i nostri schemi, come un procedimento di accertamento sommario, a contenuto essenzialmente tecnico, le cui risultanze possono essere contestate con una successiva fase contenziosa, che spetta alla parte attivare. 26 plusieurs passages se rfrent au requrant comme tant lorganisateur ou le promoteur dun trafic de stupfiants entre lItalie et lAmrique latine (voir paragraphe 12 cidessus). Deux des juges ayant prononc le jugement du 6 juillet 1993 - notamment Mmes M. et B. ont ensuite t appeles dcider sur le bien-fond des accusations portes lencontre du 9
con la sentenza nel caso Thomann c. Svizzera del 10 giugno 1996, avesse salvato un processo elvetico nel quale lo stesso identico collegio aveva dapprima condannato un imputato in contumacia, quindi laveva ri-processato quando questi si era costituito; la Corte in questo caso aveva infatti sostenuto che nel secondo processo i giudici non fossero, n apparissero, in alcun modo legati alla loro prima decisione dal momento che la comparizione personale dellimputato avrebbe loro fornito una informazione pi completa 27, il che francamente appare singolare. Contraddittorie appaiono ancora le due decisioni nei casi Diennet c. Francia e Procola c. Lussemburgo, rispettivamente del 26 e del 28 settembre del 1995, coi quali la Corte ha da un lato ritenuto la non sussistenza della violazione dellart. 6.1 nel caso (francese) di un giudizio di rinvio, in una procedura disciplinare, davanti ad un collegio composto in parte da giudici che avevano fatto parte del collegio che aveva emesso la decisione poi annullata; dallaltro ha ritenuto la violazione nel caso (lussemburghese) di un giudizio giurisdizionale amministrativo svoltosi davanti ad una sezione del Consiglio di stato composta (in parte) da consiglieri che avevano esercitato, sul medesimo oggetto, funzioni consultive; qui la Corte ha ritenuto, contrariamente ad altre sue pronunce, che fosse sufficiente anche il semplice dubbio di parzialit per alterare il principio di terziet richiesto dalla Convenzione. Ed ancora, anche sul delicatissimo terreno della situazione pregiudicante determinata dallavere il giudice assunto decisioni sulla custodia cautelare dellimputato che si trova poi a processare nel dibattimento, emergono le evidenti incertezze della Corte europea nello stabilire dei principi di fondo per la sua giurisprudenza, come appare evidente dalla lettura delle sentenze Saraiva de Carvalho c. Portogallo del 22 aprile 1994, nella quale stato ritenuto imparziale, anche quanto alle apparenze, un tribunale penale del quale faceva parte un giudice che aveva assunto decisioni sulla libert dellimputato sulla base di indici sufficienti di colpevolezza, e Hauschild c. Danimarca del 24 maggio 1989, quando la Corte europea ha ritenuto, al contrario, la sussistenza della violazione dellapparenza della terziet in base alla circostanza che, secondo il diritto danese, la decisione sulla custodia in carcere si fonda su di un sospetto particolarmente confermato; distinzione, quella operata dal giudice dei diritti delluomo, che appare, allinterprete di un paese terzo, pi nominalistica che idonea a dettare una regola generale in materia, specie se si considera che in altre sentenze si sono valutati elementi del tutto intrinseci ai casi specie; ad esempio in Sainte-Marie c. Francia del 16 dicembre 1992 stato ritenuto decisivo (nel senso della infondatezza del dubbio di parzialit) il fatto che le decisioni sulla detention provisoire fossero fondate anche su dichiarazioni di colpevolezza rese dallo stesso imputato, cos come in Nor tier c. Paesi Bassi del 24 agosto 1993. 5. Spunti per la possibile ricostruzione di un sistema e prospettive dopo il nuovo art. 111.
requrant, qui concernaient, au moins en partie, les mmes faits qui taient la base de la condamnation de M. A.
les juges qui rexaminent en prsence de l'intress une affaire qu'ils ont d d'abord juger
par dfaut, sur la base des lments dont ils pouvaient alors disposer, ne sont en aucune manire lis par leur premire dcision; ils reprennent son point de dpart l'ensemble de l'affaire, toutes les questions souleves par celle-ci restant ouvertes et faisant cette fois l'objet d'un dbat contradictoire la lumire de l'information plus complte que peut leur fournir la comparution personnelle de l'accus. C'est aussi ce qui s'est pass en l'espce. 10
Come si visto (ma altri esempi potrebbero essere fatti) ci troviamo di fronte ad una serie quasi inestricabile di pronunce fra loro contraddittorie, tanto che la giurisprudenza di Strasburgo sembra priva di qualsivoglia indirizzo unitario; ci suscita le perplessit dellinterprete che, nonostante ogni sforzo, non riesce a ricavarne alcuna utile linea guida. Verrebbe quasi da pensare che i giudici europei dei diritti delluomo decidano in realt caso per caso, secondo i criteri di un minimalismo giudiziario condizionato dallesame degli atti relativi ad ogni singolo ricorso e perci dalla condotta tenuta dai giudici nazionali nel processo concreto. Ci in parte leffetto della struttura del giudizio demandato dalla Convenzione alla Corte, che sempre costituito, a seguito di un ricorso dellinteressato, da un caso concreto, il pi delle volte gi esaminato dalle giurisdizioni nazionali, visto che lesaurimento delle vie interne di ricorso una delle condizioni per poter adire la Corte 28 Le sentenze del giudice di Strasburgo contengono sempre, oltre ad una trattazione dettagliata delliter processuale svoltosi davanti ai giudici del Paese a quo, anche la (non sempre sommaria) illustrazione delle norme di diritto interno applicate (o applicabili) dal giudice nazionale al caso di specie, a volte accompagnata anche dalla illustrazione del c.d. diritto vivente, e cio dall'interpretazione prevalente adottata dalle supreme magistrature nazionali; il giudizio sulla conformit della soluzione data dal giudice nazionale al caso secondo le norme della Convenzione si svolge perci su un duplice, anche se non sempre evidente, piano: da un lato si tratta di un giudizio di conformit della norma nazionale raffrontata con quella pattizia, dallaltro si tratta di una sorta di revisione dellapplicazione concreta della norma interna fatta dal giudice nazionale. Se il nostro Parlamento pensava di poter ricavare dallart. 6.1 della Convenzione (e dalla manipolazione del suo testo) principi e criteri direttivi derivanti da fonti sovranazionali vincolanti, capaci di risolvere i problemi nostrani - tra i quali certamente vi quello del difficile equilibrio tra limparzialit del giudice e lefficienza del processo 29 dobbiamo prevedere che nessun aiuto verr da Strasburgo allinterprete italiano e che il dibattito sviluppatosi a seguito delle sentenze della Corte costituzionale in tema di incompatibilit del giudice ancora lontano dal trovare un punto di equilibrio generalmente accettato; infatti, se le fonti europee sono esistenti, esse non sono sempre facilmente individuabili nel loro contenuto normativo e tali quindi da consentire di risolvere, almeno sul terreno della terziet, le difficolt emerse nella giurisprudenza nazionale. La decisione, poi, di utilizzare la fonte sovranazionale (peraltro gi vigente in Italia a seguito della legge che ha dato esecuzione alla Convenzione del 50) per ricavarne materiali testuali da inserire nel testo del novellato art. 111, senza risolvere il problema del rango da attribuire direttamente alla Convenzione nel sistema delle fonti 30 rischia di creare problemi al legislatore ordinario ed ai giudici, ordinari e costituzionali; ad oggi, infatti, lenunciato dellart. 6.1 della Convenzione in ordine alla imparzialit del giudice inserito, contemporaneamente, nelle seguenti fonti normative:
art. 35 Conditions de recevabilit - 1 La Cour ne peut tre saisie qu'aprs l'puisement des
voies de recours internes, tel qu'il est entendu selon les principes de droit international gnralement reconnus, et dans un dlai de six mois partir de la date de la dcision interne dfinitive.
Sui rapporti tra garanzie processuali ed efficienza del sistema v., con grande chiarezza, M. Problema da tempo aperto, anche a seguito di alcune sentenze della Corte costituzionale (ad es. la n. 11
Chiavario, Garanzie individuali ed efficienze del processo, in Cass. Pen., 1998, 940.
10 del 1995 e la n. 388 del 1999)
a. nella Costituzione, art. 111 novellato, sia pure con le manipolazioni cui si fatto riferimento; b. nel Trattato dellUnione europea, allart. 6, nel quale contenuto un espresso rinvio alla Convenzione: L'Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario. Si tratta di una fonte che nel diritto interno ha rango di legge ordinaria, pur godendo della particolare forza vincolante e di resistenza dei Trattati europei. c. nella legge ordinaria - che ha dato esecuzione alla Convenzione, legge 4 agosto 1955, n. 848; d. ora anche dalla Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea, che pur non essendo ancora una fonte del diritto in senso stretto, costituisce certamente un documento solennemente proclamato dalle tre principali istituzioni comunitarie (Parlamento, Commissione e Consiglio) ed un qualche valore potrebbe presto assumere per via di interpretazione giurisprudenziale da parte della Corte di giustizia, che qualche scorribanda sul terreno dei diritti fondamentali usa compiere da un certo tempo. Ce n abbastanza da far girare la testa allinterprete nazionale, anche perch, come stato autorevolmente sottolineato 31, la tecnica seguita dal legislatore costituzionale non ha considerato che ogni enunciato resta inserito nel testo complessivo di cui fa parte, potendo in tal modo assumere, a lessico invariato, significati normativi non coincidenti fra loro 32. Ci che possiamo dare come certo (risultato in s insoddisfacente, ma che costituisce una pur utile base per iniziare unanalisi critica) un maggiore interesse che sembra affacciarsi per le problematiche emergenti dalla giurisprudenza della Corte europea, che ci insegna, prima di tutto, che ogni sistema processuale del continente si trova di fronte ai medesimi problemi; essi sono riassumibili nella necessit, cos bene individuata dalla nostra Corte costituzionale, di organizzare la terziet, essendo chiaro che da un lato non possibile prevedere che il giudice cambi ogni qual volta si debba prendere una decisione interlocutoria, cos come necessario che vi siano situazioni nelle quali, al contrario, una rivalutazione degli elementi di giudizio gi acquisiti venga proposta davanti a giudici /persone fisiche diversi da quelli che hanno gi partecipato al giudizio, assumendo decisioni di importanza e profondit tale da implicare un venir meno della loro imparzialit, o anche solo dellapparenza della stessa. Ed proprio la questione dellapparenza dellimparzialit, sotto il profilo che la Corte europea definisce oggettivo, a suscitare i maggiori problemi; come stato esattamente sottolineato 33, essa rischia di
S. Bartole, Implicazioni costituzionali (a altro) nelladozione del giusto processo , in Studium Sia detto incidenter tantum che il problema, serio, della lingua delle fonti sovranazionale non stato
juris, 2000, pag. 751.
neppure considerato nei lavori preparatory del nuovo 111; si veda in proposito quanto scrivono F.G. Jacobs R. C.A. White, The European Convention on Human Rights, 2nd ed. Oxford, 1996: p. 123; una ulteriore difficolt che concerne particolarmente lart. 6 (1) che ci sono differenze nella sintassi e nella struttura tra i testi inglese e francese della norma. Queste differenze hanno accentuato la difficolt di interpretazione. (trad. di chi scrive).
P. Martens, La tyrannie de l'apparance, in Revue Trimestrielle des droits de l'homme, 1996, p. 12
640, che parla di un assouplissement de la jurisprudence della Corte europea. Larticolo, scritto a
diventare una tirannia e di alimentarsi di continui sospetti verso la terziet del giudice, fondati sulla sola circostanza che egli abbia gi reso decisioni interlocutorie nel processo; sospetti che al contrario potrebbero apparire infondati se si compisse un esame pi attento dei valori che sono ogni volta in discussione e delle strutture e funzioni dei diversi modelli processuali. Per provare a tracciare una linea di confine che sia da un lato attenta al principio in discussione (limparzialit del giudice non certo una nuova esigenza introdotta dal novellato art. 111 Cost., costituendo essa un prerequisito della stessa attivit giurisdizionale), ma che dallaltro non insegua la chimera del giudice vergine, figura che mai esistita e che nessuno si augura in buona fede di incontrare 34, si potrebbe cominciare a dire, sulla falsariga della motivazione della sentenza della Corte costituzionale n. 326 del 1997 35, che i processi non sono, sotto questo particolare profilo, tutti uguali. La materia penale, per la sua funzione, la sua struttura, i principi (anche nel sistema della Convenzione) che la reggono, diversa dalle altre perch non meccanicamente assimilabile al processo civile cos come a quelli amministrati vo, tributario, contabile o disciplinare. Il processo penale, infatti, essenzialmente finalizzato allaccertamento del fatto ascritto allimputato, la cui posizione costantemente assistita dal favor rei ed inoltre vede lobbligatoria iniziativa di una parte pubblica che non dispone dellazione che esercita e non pu rinunciarvi; quindi ragionevole prevedere, per il processo penale, regole a maglie pi strette, tanto pi che intuitivamente diverso avere gi giudicato della libert personale dellim putato o avere concesso alla parte di un processo civile una misura cautelare. Il processo civile, al contrario, informato al principio dispositivo, si svolge nel contraddittorio, su un piano di parit delle parti e in esso il convincimento del giudice subisce, di regola, la mediazione dellimpulso delle domande e delle eccezioni delle parti. Qui dunque lesigenza di terziet, effettiva o apparente, va verificata sulla diversa posizione che assume il giudice rispetto ai poteri delle parti e va garantita, piuttosto che con regole rigide di incompatibilit, con leffettivit del contraddittorio e con lesistenza di gradi ulteriori di giudizio nei quali sia possibile rimettere ragionevolmente in discussione le decisioni previamente assunte. Prevedere oggi quale sar limpatto sulla giurisprudenza della Corte costituzionale dellintroduzione espressa in Costituzione del principio di terziet e imparzialit del giudice non appare possibile; le pronunce successive alla riforma costituzionale sono troppo poche per poterne desumere un qualche orientamento del giudice delle leggi e soprattutto per poter dire se la nuova disposizione verr utilizzata per operazioni interpretative che si discostino da quelle sino ad oggi fatte proprie dalla Corte; neppure dato sapere se il richiamo insistito alle disposizioni della Convenzione europea, che ha caratterizzato i lavori preparatori della nuova disposizione, dar o meno luogo ad una pi diretta utilizzazione da parte della Corte della giurisprudenza di Strasburgo, ad oggi quasi totalmente ignorata.
commento della decisione del caso Bulut c. Austria del 22 febbraio 1996, si segnala per la completezza dellesame della giurisprudenza di Strasburgo in tema di imparzialit del giudice.
P. Gaeta G. Tei, I pregiudizi sul pregiudizio ovvero il falso mito della verginit del giudice di
merito, Foro it., 1996, I, 411. Il mito del giudice vergine sembra essersi alimentato da riferimenti, per hearsay , al diritto nordamericano, dimenticando che l il giudice del dibattimento , di regola, una giuria, non tenuta a motivare le sue decisioni.
Presidente Granata, estensore Ruperto. 13
APPENDICE IL GIUDICE IMPARZIALE NELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
A) L'IMPARZIALIT DEL GIUDICE, IN GENERALE 1.) Per stabilire se il giudice sia imparziale, nel senso indicato dall'art. 6.1 della Convenzione, occorre distinguere tra un significato "soggettivo" ed uno "oggettivo" della norma; l'approccio "soggettivo" si riferisce alla imparzialit personale dei membri del tribunale o della corte e deve ritenersi presunta sino a prova contraria. Sotto il profilo "oggettivo", occorre aver riguardo al modo come il tribunale costituto e organizzato e se vi sia stata, nello stesso processo, per taluno dei suoi componenti, una successione di funzioni tale da minare - anche solo sotto il profilo dell'apparenza - la fiducia che il giudice, in una societ democratica, deve ispirare ai cittadini. Il timore che il tribunale, o uno dei suoi componenti, possa non essere imparziale deve essere "oggettivamente giustificato" e il punto di vista dell'imputato al riguardo, pur se importante, non decisivo. Piersack, 1 ottobre 1982 .......................................................................................................... De Cubber, 26 ottobre 1984 .................................................................................................... Hauschildt, 24 maggio 1989 .................................................................................................... Fey, 24 febbraio 1993 .............................................................................................................. Padovani, 26 febbraio 1993 ..................................................................................................... Saraiva de Carvalho, 22 aprile 1994 ....................................................................................... Academy Trading Ltd and others c. Grecia, 21 marzo 2000
2.) Il timore del pregiudizio del giudice non pu fondarsi esclusivamente sulla circostanza che questi abbia in precedenza assunto decisioni nello stesso processo (solitamente prima della fase dibattimentale, o "trial" in senso stretto); in particolare esso non pu essere giustificato dalla mera circostanza che il giudice abbia preso, prima del dibattimento, decisioni in ordine alla durata della custodia cautelare ("detention on remand"); solo circostanze particolari, relative al caso di specie, possono portare ad una differente conclusione. La conoscenza approfondita del fascicolo da parte del giudice (per avere lo stesso gi assunto decisioni nel corso della causa) non implica, ex se, pregiudizio per le parti. Hauschildt, 24 maggio 1989 .................................................................................................... 50. (..) In the Court's view, therefore, the mere fact that a trial judge or an appeal judge, in a system like the Danish, has also made pre-trial decisions in the case, including those concerning detention on remand, cannot be held as in itself justifying fears as to his impartiality. 51. Nevertheless, special circumstances may in a given case be such as to warrant a different conclusion. In the instant case, the Court cannot but attach particular importance to the fact that in nine of the decisions continuing Mr Hauschildt's detention on remand, Judge Larsen relied specifically on section 762(2) of the Act (see paragraph 20 above). Similarly, when deciding, before the opening of the trial on appeal, to prolong the applicant's detention on remand, the judges who eventually took part in deciding the case on appeal relied specifically on the same provision on a number of occasions (see paragraphs 26-27 above). 52. The application of section 762(2) of the Act requires, inter alia, that the judge be satisfied that there is a "particularly confirmed suspicion" that the accused has committed the crime(s) with which he is charged. This wording has been officially explained as meaning that the judge has to be convinced that there is "a very high degree of clarity" as to the question of guilt (see paragraphs 34-35 above). Thus the difference between the
issue the judge has to settle when applying this section and the issue he will have to settle when giving judgment at the trial becomes tenuous. The Court is therefore of the view that in the circumstances of the case the impartiality of the said tribunals was capable of appearing to be open to doubt and that the applicant's fears in this respect can be considered objectively justified. 53. The Court thus concludes that there has been a violation of Article 6 para. 1 (art. 6-1) of the Convention. Sainte-Marie, 16 dicembre 1992 32. L'essentiel de la thse du requrant - avoir statu sur la dtention provisoire entranerait ncessairement un dfaut d'impartialit objective - va l'encontre de la jurisprudence de la Cour. D'aprs l'arrt Hauschildt du 24 mai 1989, qui selon ses propres termes vise d'ailleurs uniquement les dcisions d'un juge non charg de prparer le dossier en vue du procs au fond, le simple fait qu'un tel juge ait dj pris des dcisions avant ledit procs, notamment au sujet de la dtention provisoire, ne peut justifier en soi des apprhensions quant son impartialit (srie A n 154, p. 22, paras. 50-51). Seules des circonstances particulires peuvent, comme dans l'affaire Hauschildt, autoriser une autre conclusion (mme arrt, pp. 22-23, par. 52). 33. Avec la Commission, la Cour n'aperoit rien de semblable en l'occurrence. Le 8 aot 1985, la chambre d'accusation dclara se "rfrer expressment" aux faits dj examins par elle dans l'arrt du 5 avril 1985. Or ce dernier, rendu dans une composition largement diffrente (paragraphe 13 ci-dessus), renfermait des constatations fort prcises: M. Sainte-Marie "se disait membre d'Iparretarrak, revendiquait la proprit des armes, munitions et objets rprhensibles ou suspects dcouverts dans les voitures et son domicile", et "reconnaissait mme avoir particip en tant que chauffeur l'expdition de la nuit du 24 au 25 novembre 1984" contre la gendarmerie de Lecumberry; "l'arme et les munitions saisies [taient] du type de celles utilises habituellement par le groupe rvolutionnaire basque Iparretarrak" (paragraphe 12 ci-dessus). Les juges de la dtention fondrent ainsi leur arrt du 8 aot 1985 sur les propres declarations de l'intress, qui ne revint pas sur elles et ne prtendit jamais qu'elles lui eussent t extorques, dclarations corrobores de surcrot par des preuves matrielles non contestes. Ils se bornrent apprcier sommairement les donnes disponibles pour dterminer si de prime abord les soupons de la gendarmerie avaient quelque consistance et laissaient craindre un risque de fuite. 34. En conclusion, la participation des conseillers Bataille et Biecher l'adoption de l'arrt du 29 octobre 1985 n'a pas port atteinte l'impartialit de la chambre des appels correctionnels, les apprhensions du requrant ne pouvant passer pour objectivement justifies. Il n'y a donc pas eu violation de l'article 6 par. 1 (art. 6-1). Nortier, 24 agosto 1993 ........................................................................................................... 35. Quant ses ordonnances relatives la dtention provisoire, elles n'auraient pu lgitimer des apprhensions concernant son impartialit que dans des circonstances spciales du genre de celles de l'affaire Hauschildt (arrts Hauschildt c. Danemark du 24 mai 1989, srie A n 154, p. 22, par. 51, et Sainte-Marie c. France du 16 dcembre 1992, srie A n 253-A, p. 16, par. 32). Or rien de tel en l'espce. Nonobstant la thse contraire du requrant, les questions trancher par M. Meulenbroek aux fins desdites dcisions ne concidaient pas avec celles qu'il dut traiter en se prononant sur le fond. Pour constater l'existence d'"indices srieux" contre M. Nortier, il lui suffisait de vrifier que de prime abord l'accusation porte par le ministre public reposait sur des donnes valables (paragraphe 27 ci-dessus). L'intress l'avait du reste admise et l'poque dj d'autres lments de preuve la corroboraient. Saraiva de Carvalho c. Portogallo, 22 aprile 1994 38. Le prsent litige se distingue des affaires Piersack c. Belgique (arrt du 1er octobre 1982, srie A n 53) et De Cubber c. Belgique (arrt du 26 octobre 1984, srie A n 86) par la nature des tches que les juges qui sigrent dans lesdites espces excutrent avant d'examiner le fond. En laborant le despacho, M. Salvado agissait dans le cadre de ses fonctions de juge la quatrime chambre; il n'accomplit aucun acte d'instruction ou d'accusation. Sa connaissance approfondie du dossier n'impliquait pas un prjug empchant de le considrer comme impartial au moment du jugement sur le fond. Son rle, au stade initial de la procdure, consistait s'assurer de l'existence non de "soupons particulirement renforcs" (arrt Hauschildt prcit, p.
22, par. 52), mais d'indices suffisants (comparer avec les indices srieux mentionns dans l'affaire Nortier prcite, p. 16, par. 35). L'apprciation prliminaire, par M. Salvado, des donnes disponibles ne saurait non plus passer pour un constat formel de culpabilit. Celui-ci n'intervint qu'avec le jugement du 20 mai 1987; il s'appuyait sur les lments produits et dbattus au cours de 263 sances, lesquels amenrent la chambre prside par ledit magistrat condamner le requrant. 39. Quant la dcision de laisser un accus en dtention provisoire, elle ne pourrait lgitimer des apprhensions concernant l'impartialit d'un juge que dans des circonstances spciales. Or, l'poque, M. Salvado ne se livra aucune apprciation nouvelle de nature exercer une influence dcisive sur son opinion quant au fond: il procda sans plus un examen sommaire, lequel ne rvla pas d'lments militant pour l'largissement de M. Saraiva de Carvalho. 40. En conclusion, la participation du juge Salvado l'adoption du jugement du 20 mai 1987 n'a pas port atteinte l'impartialit de la quatrime chambre du tribunal criminel, les apprhensions du requrant ne pouvant passer pour objectivement justifies. Il n'y a donc pas eu violation de l'article 6 par. 1 (art. 6-1). Bulut, 22 febbraio 1996 33. In the instant case the fear that the trial court might not be impartial was based on the fact that one of its members had questioned witnesses during the preliminary investigation. Undoubtedly, this kind of situation may give rise to misgivings on the part of the accused as to the impartiality of the judge. However, whether these misgivings should be treated as objectively justified depends on the circumstances of each particular case; the mere fact that a trial judge has also dealt with the case at the pre-trial stage cannot be held as in itself justifying fears as to his impartiality (see, mutatis mutandis, the Hauschildt v. Denmark judgment of 24 May 1989, Series A no. 154, pp. 21-22, paras. 49-50, and the Nortier v. the Netherlands judgment of 24 August 1993, Series A no. 267, p. 15, para. 33). 34. In contrast to the facts of the Hauschildt case (cited above), it has not been suggested that Judge Schaumburger was responsible for preparing the case for trial or for deciding whether the accused should be brought to trial. In fact, it has not been established that he had to take any procedural decisions at all. His role was limited in time and consisted of questioning two witnesses. It did not entail any assessment of the evidence by him nor did it require him to reach any kind of conclusion as to the applicant's involvement. In this limited context, the applicant's fear that the Innsbruck Regional Court lacked impartiality cannot be regarded as objectively justified (see, mutatis mutandis, the Nortier judgment cited above, p. 16, para. 37). In any event, it is not open to the applicant to complain that he had legitimate reasons to doubt the impartiality of the court which tried him, when he had the right to challenge its composition but refrained from doing so. There has therefore been no violation of Article 6 para. 1 (art. 6-1) of the Convention as far as the applicant's first complaint is concerned. Thomann c. Svizzera, 21 maggio 1996 Processo contumaciale svizzero - rinnovazione del dibattimento nel caso in cui il latitante successivamente compaia - processo rinnovatao davanti agli stessi componenti della corte che ha condannato in contumacia - timore di pregiudizio nei confronti dei componenti il collegio giudicante per avere gli stessi gi esaminato lo stesso identico fatto "in absentia" - non sussistenza della violazione - bilanciamento del principio dell'imparzialit con l'esigenza del "tempo ragionevole" della decisione richiesto dalla stessa norma della Convenzione. 35. Ces considrations ne sont pas de nature convaincre la Cour. Comme l'a expliqu le Tribunal fdral (paragraphe 13 ci-dessus), les juges qui rexaminent en prsence de l'intress une affaire qu'ils ont d d'abord juger par dfaut, sur la base des lments dont ils pouvaient alors disposer, ne sont en aucune manire lis par leur premire dcision; ils reprennent son point de dpart l'ensemble de l'affaire, toutes les questions souleves par celle-ci restant ouvertes et faisant cette fois l'objet d'un dbat contradictoire la lumire de l'information plus complte que peut leur fournir la comparution personnelle de l'accus. C'est aussi ce qui s'est pass en l'espce. Une telle situation ne suffit pas mettre en doute l'impartialit des juges dont il s'agit. 36. Du reste, si une juridiction devait modifier sa composition chaque fois qu'elle fait droit au recours d'un condamn absent, celui-ci se verrait avantag par rapport aux prvenus qui comparaissent ds l'ouverture de
leur procs, car il obtiendrait ainsi que d'autres magistrats le jugent une seconde fois dans la mme instance. Cela contribuerait de surcrot ralentir le travail de la justice, obligeant un plus grand nombre de juges tudier un mme dossier, ce qui parat peu compatible avec le respect du "dlai raisonnable". 37. En conclusion, il n'y a pas eu violation de l'article 6 par. 1 de la Convention (art. 6-1).
4.) Il timore di pregiudizio risulta peraltro fondato quando del tribunale o della corte faccia parte un giudice che ha conosciuto precedentemente il caso quale pubblico ministero, o quale "juge d'instruction (investigating judge)". Piersack, 1 ottobre 1982 .......................................................................................................... 30. d) Pour que les tribunaux inspirent au public la confiance indispensable, il faut de surcrot tenir compte de considrations de caractre organique. Si un juge, aprs avoir occup au parquet une charge de nature l'amener traiter un certain dossier dans le cadre de ses attributions, se trouve saisi de la mme affaire comme magistrat du sige, les justiciables sont en droit de craindre qu'il n'offre pas assez de garanties d'impartialit. De Cubber 26 ottobre 1984 ..................................................................................................... 30. In conclusion, the impartiality of the Oudenaarde court was capable of appearing to the applicant to be open to doubt. Although the Court itself has no reason to doubt the impartiality of the member of the judiciary who had conducted the preliminary investigation (see paragraph 25 above), it recognises, having regard to the various factors discussed above, that his presence on the bench provided grounds for some legitimate misgivings on the applicant's part. Without underestimating the force of the Government's arguments and without adopting a subjective approach (see paragraphs 25 and 28 above), the Court recalls that a restrictive interpretation of Article 6 para. 1 (art. 61) - notably in regard to observance of the fundamental principle of the impartiality of the courts - would not be consonant with the object and purpose of the provision, bearing in mind the prominent place which the right to a fair trial holds in a democratic society within the meaning of the Convention (see the above-mentioned Delcourt judgment, Series A no. 11, pp. 14-15, para. 25 in fine).
B) DECISIONI RELATIVE ALL'IMPARZIALIT DI GIUDICI INVESTITI DI PROCEDIMENTI CIVILI, DISCIPLINARI O AMMINISTRATIVI Albert e Le Compte c. Belgio, 28 gennaio 1983 ..................................................................... Non sussiste fondato timore di pregiudizio nei confronti dei componenti il collegio giudicante in materia disciplinare istituito presso gli Ordini dei medici del Belgio, quanto alle modalit di composizione del "tribunale" (la Corte ha preliminarmente ritenuto la natura giurisdizionale della procedura prevista dalla legge belga in materia; vedi sul punto anche la decisione nel caso Le Compte, Van Leuven e De Meyere, c. Belgio, 27 maggio 1981 che pure si allega). Diennet c. Francia, 31 agosto 1995 ......................................................................................... Annullamento con rinvio, per mero vizio di forma, da parte del Consiglio di Stato francese di una decisione disciplinare dell'Ordine dei Medici francese - nuovo esame del caso da parte di un collegio di cui fanno parte tre (su sette) professionisti che hanno contribuito a prendere la decisione annullata - non sussiste fondato timore di pregiudizio, pur nella (parziale) identit delle due decisioni prese dai diversi collegi. 36. Le requrant ne conteste pas l'impartialit personnelle des membres de la section disciplinaire du conseil national de l'ordre des mdecins dans sa formation de renvoi. En revanche, il affirme que la conjonction de plusieurs lments fait objectivement peser un trs fort doute sur l'impartialit de ladite section en tant que telle: non seulement trois de ses sept membres - dont le rapporteur - avaient dj connu de l'affaire en appel, mais en plus la seconde dcision est identique la premire, l'exception de l'ajout d'un paragraphe prenant en considration la loi d'amnistie intervenue entre temps.
Il soutient que des supplants auraient d remplacer les trois titulaires en cause. A cet gard, on ne saurait lui reprocher de ne pas avoir rcus ces derniers: d'une part, une telle procdure - exceptionnelle en droit franais - et t voue l'chec et, d'autre part, le vice relatif la motivation de la seconde dcision de la section disciplinaire ne lui fut rvl que le jour de la notification de ladite dcision, lorsqu'il put constater qu'elle tait identique la premire. 37. Le Gouvernement et la Commission rappellent l'arrt Ringeisen c. Autriche du 16 juillet 1971, d'aprs lequel "(...) on ne saurait poser en principe gnral dcoulant du devoir d'impartialit qu'une juridiction de recours annulant une dcision administrative ou judiciaire a l'obligation de renvoyer l'affaire une autre autorit juridictionnelle ou un organe autrement constitu de cette autorit" (srie A n 13, p. 40, par. 97). Le premier prcise cet gard que l'article 11 de la loi du 31 dcembre 1987 portant rforme du contentieux administratif prvoit expressment que si le Conseil d'Etat renvoie une affaire devant la mme juridiction, celle-ci doit statuer dans une autre formation, sauf impossibilit tenant la nature de celle-ci (paragraphe 17 ci-dessus); or en raison de l'unicit de la section disciplinaire du conseil national de l'ordre des mdecins, il y aurait en l'espce une telle impossibilit. Au sujet du grief tenant la motivation, le Gouvernement souligne que la premire dcision n'a t annule que pour vice de forme, et qu'aucun fait nouveau n'a t invoqu aprs le renvoi, si bien que la similitude des textes des deux dcisions, mme rapproche de la composition de la section disciplinaire dans sa formation de renvoi, ne permet pas plus de douter objectivement de l'impartialit de cette dernire. 38. Selon la Cour, on ne peut voir un motif de suspicion lgitime dans la circonstance que trois des sept membres de la section disciplinaire ont pris part la premire dcision (voir l'arrt Ringeisen prcit, loc. cit.; paragraphe 12 ci-dessus). En outre, mme avec une rdaction diffrente, la seconde dcision aurait eu ncessairement le mme fondement puisqu'il n'y avait pas d'lments nouveaux. Les apprhensions de l'intress ne peuvent donc passer pour objectivement justifies. 39. Partant, il n'y a pas eu violation de l'article 6 par. 1 (art. 6-1) de ce chef. Procola c. Lussemburgo, 28 settembre 1995 con nota di D. Spielmann, "Le Conseil d'Etat luxemburgeois aprs l'arret Procola de la Cour europen des droits de l'homme" ...................... Sussiste fondato timore di pregiudizio qualora del collegio giudicante facciano parte giudici che hanno gi espresso il loro parere sullo stesso oggetto della causa quali componenti di un organo consultivo (caso concernente le funzioni giurisdizionali e consultive del Consiglio di Stato del Granducato del Lussemburgo) 45. La Cour constate qu'il y a eu confusion, dans le chef de quatre conseillers d'Etat, de fonctions consultatives et de fonctions juridictionnelles. Dans le cadre d'une institution telle que le Conseil d'Etat luxembourgeois, le seul fait que certaines personnes exercent successivement, propos des mmes dcisions, les deux types de fonctions est de nature mettre en cause l'impartialit structurelle de ladite institution. En l'espce, Procola a pu lgitimement craindre que les membres du comit du contentieux ne se sentissent lis par l'avis donn prcdemment. Ce simple doute, aussi peu justifi soit-il, suffit altrer l'impartialit du tribunal en question, ce qui dispense la Cour d'examiner les autres aspects du grief. Partant, il y a eu violation de l'article 6 par. 1 (art. 6-1).
British American Tobacco Company Ltd. c. Olanda 23 ottobre 1995 ................................... Ufficio olandese dei brevetti - decisione di rigetto di una domanda di brevetto - ritenuto dubbio di parzialit nei componenti l'Ufficio - possibilit di impugnare la decisione davanti al giudice civile ordinario inammissibilit della questione relativa alla indipendenza ed imparzialit dei componenti il c ollegio amministrativo. 85. Il n'appartient pas la Cour de spculer sur le point de savoir si les tribunaux civils nerlandais auraient estim que la division des recours ne remplissait pas les critres de l'article 6 par. 1 (art. 6-1), ce qui leur et confr plnitude de juridiction sur le fond. Si les tribunaux civils s'taient prononcs en ce sens, la socit requrante aurait eu sa disposition un recours judiciaire du type classique prsentant les garanties requises par l'article 6 par. 1 (art. 6-1), mme si elle aurait d, conformment la condition mise par le droit nerlandais, saisir d'abord la division des recours avant de porter sa cause devant les tribunaux civils. 86. Alors que, partant, la socit requrante aurait pu soumettre sa prtention aux tribunaux civils pour examen, elle a choisi, pour une raison quelconque, de ne pas le faire. Dans ces conditions, la Cour ne saurait considrer, dans l'abstrait, que les recours que le droit nerlandais offrait la socit requrante pour
revendiquer son prtendu droit un brevet ne satisfaisaient pas aux exigences de l'article 6 par. 1 (art. 6-1) (voir, mutatis mutandis, l'arrt Air Canada c. Royaume-Uni du 5 mai 1995, srie A n 316-A, p. 21, par. 62). 87. Ds lors, il n'y a pas eu violation de l'article 6 par. 1. per un caso parzialmente analogo, conclusosi nel senso della ritenuta violazione dell'art. 6.1 della Convenzione, v. Kingsley c. Regno Unito, 7 novembre 2000 ....................................................... Gaming Board for Great Britain (autorit che sovrintende sul gioco d'azzardo) - decisione di rigetto di una domanda di autorizzazione - ritenuto dubbio di parzialit nei componenti l'Ufficio - possibilit di impugnare la decisione davanti al giudice ordinario - insufficienza del rimedio giurisdizionale quanto alla possibilit di annullare, con rinvio ad una autorit indipendente, la decisione del Board - sussistenza della violazione dell'art. 6.1. De Haan c. Olanda, 30 giugno 1997 Ricorso alle procedure previste dalla legge olandese in materia di diritti sociali (nella specie diritto a percepire indennit di malattia) - decisione di rigetto da parte dell'Appeal Tribunal - opposizione davanti alla Chamber of Appeal presieduta dal giudice che ha preso la decisione del Tribunal - sussistenza della violazione del principio di imparzialit con opinione dissenziente sul punto 1. The Court observes the following features of the permanent-medical-expert procedure under the Appeals Act. Firstly, the sole responsibility for taking the decision falls to the president (or acting president) of the Appeals Tribunal, even when as in the instant case he does no more than ratify the opinion of the permanent medical expert (see the above-mentioned Feldbrugge judgment, p. 17, 44). Secondly, unlike the Government, the Court takes the view that the permanent-medical-expert procedure is not comparable to criminal proceedings in absentia in which the accused is neither present nor represented, such as were considered in the above-mentioned Thomann judgment. The procedure here in issue involved a medical examination of the applicant. She was in a position to make any comments she considered appropriate, albeit to a medical expert and not to a judge. She was thus actively involved in the establishment of the expert's opinion which was to be the basis of the acting president's decision. 2. In the present case, unlike in the Feldbrugge case (loc. cit., pp. 17 18, 44), it is undisputed that the applicant had unlimited access to the Appeals Tribunal (see paragraph 30 above). It must accordingly be decided whether that tribunal offered the guarantees required by Article 6 1, in particular that of impartiality. 3. The Court recalls that, when the impartiality of a tribunal for the purposes of Article 6 1 is being determined, regard must be had not only to the personal conviction and behaviour of a particular judge in a given case the subjective approach but also to whether it afforded sufficient guarantees to exclude any legitimate doubt in this respect (see, among other authorities, the above-mentioned Thomann judgment, p. 815, 30). 4. As regards the subjective aspect of such impartiality, there was nothing to indicate in the present case any prejudice or bias on the part of Judge S., and indeed the applicant did not suggest otherwise. There thus remains the objective test. 5. The decisive feature of the case is that Judge S. presided over a tribunal called upon to decide on an objection against a decision for which he himself was responsible (see paragraph 47 above). It is also significant that the tribunal was composed of a professional judge assisted by two lay judges. Unlike in the Diennet case, there had been no intervening decision by a higher body. The situation is more akin to that obtaining in the case of Oberschlick v. Austria (no. 1) (judgment of 23 May 1991, Series A no. 204), in which a judge who had participated in the judgment at first instance also participated in the hearing of an appeal against the same judgment. Against this background the Court finds that the applicant's fears in this regard were objectively justified. 6. Nonetheless no violation of Article 6 1 could be found if the decision of the Appeals Tribunal was subject to subsequent control by a judicial body that had full jurisdiction and did provide the guarantees of Article 6 (see, inter alia and mutatis mutandis, the Albert and Le Compte v. Belgium judgment of 10 February 1983, Series A no. 58, p. 16, 29; more recently, the British-American Tobacco Company Ltd v. the Netherlands judgment of 20 November 1995, Series A no. 331, pp. 2526, 78).
7. In its Feldbrugge judgment the Court noted that decisions of an Appeals Tribunal in proceedings such as those here in issue were not subject to appeal save, as had been held in the case-law of the Central Appeals Tribunal, in the event of non-observance of rules of a formal nature. The scope of review of the latter tribunal was held by the Court to be insufficient to make up for the failings of the procedure before the Appeals Tribunal (loc. cit., p. 18, 45-46). It does not appear that this situation had changed substantially by the time the Central Appeals Tribunal was called upon to consider the appeal brought by the applicant (see paragraph 37 above). In particular, the Central Appeals Tribunal was not able to reassess the medical evidence and thus to decide itself the issue in dispute. 8. However, the possibility exists that a higher or the highest tribunal may, in some circumstances, make reparation for an initial violation of one of the Convention's provisions (see the De Cubber v. Belgium judgment of 26 October 1984, Series A no. 86, p. 19, 33). The Central Appeals Tribunal had the power to quash the decision appealed against on the ground that the composition of the Appeals Tribunal had not been such as to guarantee its impartiality and to refer the case back to the Appeals Tribunal for rehearing if necessary (see paragraphs 36 and 37 above). However, it declined to do so and, as a consequence, did not cure the failing in question. 9. In conclusion, there has been a violation of Article 6 1 of the Convention. Opinione dissenziente dei giudici VAN DIJK e MATSCHER Neither the efforts of the Delegate of the Commission to distinguish the two procedures nor the arguments given by the majority to underline the distinction made have convinced me. In both cases the judge who gives the first decision does so on the basis of all available information and evidence, but at the same time he is fully aware that he may be called upon to reconsider his decision if that decision is objected against on the ground that the person concerned was not heard at a trial. If that is the case, the examination of the case will start afresh and in the presence of the person concerned, and a new decision will be taken on the basis of not only the information and evidence which was already available but also any new information or evidence that may emerge. Accordingly, the main aspects which distinguish the present case and the Diennet, Thomann and Ringeisen cases from the cases in which the Court reached the conclusion that prior involvement of a judge impaired his impartiality in an objective sense are precisely that (a) here the previous decision did not have irreversible consequences and could be reconsidered by the same judicial authority at the same instance; (b) the judge was aware of that when he took his decision; and (c) the second decision was not in the nature of an appeal or revision, but of a continuation or reopening of the examination of the case at the same instance: a fresh consideration of the whole case (Thomann judgment cited above, p. 816, 35). Although it would certainly have been preferable had the judge who took the first decision not sat in the Chamber dealing with the case after the hearing, the applicant had, in my opinion, no reasonable ground for questioning Judge S.'s impartiality. In this case, too, one must ... look beyond the appearances ... and concentrate on the realities of the situation (De Jong, Baljet and Van den Brink v. the Netherlands judgment of 22 May 1984, Series A no. 77, p. 23, 48). Of course, Judge S. had formed an opinion about the case before the hearing and had made it known to the applicant. That does not imply that he no longer offered sufficient guarantees that in participating in the Chamber he based his opinion solely on the law and the facts; foreknowledge is not the same as bias. sulla natura giurisdizionale della procedura olandese in tema di diritto sociali, v. anche Feldbrugge c. Olanda, 23 aprile 1986, ampiamente richiamata nella decisione sopra riportata ..........................
Academy Trading Ltd and others c. Grecia, 21 marzo 2000 Corte di Cassazione greca - modalit di formazione del collegio - dubbio sulla imparzialit determinata dalle modalit di scelta dei componenti il collegio - insussistenza della violazione Morel c. Francia 6 giugno 2000 Amministrazione controllata di societ in Francia - Tribunale di commercio - dubbio sulla imparzialit del juge-commissaire - conoscenza del caso per aver preso delle decisioni nella fase "d'observation" insussistenza della violazione.
10. (.) De plus, le simple fait, pour un juge, davoir dj pris des dcisions avant le procs ne peut passer pour justifier en soi des apprhensions relativement son impartialit. Ce qui compte est ltendue des mesures adoptes par le juge avant le procs. De mme, la connaissance approfondie du dossier par le juge nimplique pas un prjug empchant de le considrer comme impartial au moment du jugement sur le fond. Enfin, lapprciation prliminaire des donnes disponibles ne saurait non plus passer comme prjugeant lapprciation finale. Il importe que cette apprciation intervienne avec le jugement et sappuie sur les lments produits et dbattus laudience (voir, notamment, mutatis mutandis, arrts Hauschildt c. Danemark du 24 mai 1989, srie A n 154, p. 22, 50 ; Nortier c. Pays-Bas du 24 aot 1993, srie A n 267, p. 15, 33 ; Saraiva de Carvalho c. Portugal du 22 avril 1994, srie A n 286-B, p. 38, 35). 11. Au vu de ces principes, la Cour estime que les apprhensions du requrant ne peuvent se justifier en elles-mmes par le fait que le juge-commissaire a pris certaines dcisions durant la phase dobservation (ordonnances de gestion des socits, de licenciement et de mesures conservatoires). Sa connaissance du dossier ne fut pas non plus en soi dterminante. Quant linfluence allgue par le requrant du jugecommissaire au sein de la formation collgiale, elle nest pas ici lobjet du dbat. 12. La Cour est simplement appele dcider si, compte tenu de la nature et de ltendue des fonctions du juge-commissaire durant la phase dobservation et des mesures adoptes, ce dernier fit preuve dun parti pris quant la dcision rendre par le tribunal. Ce serait le cas si les questions traites par le juge-commissaire durant la phase dobservation avaient t analogues celles sur lesquelles il statua au sein du tribunal (arrt Saraiva de Carvalho prcit, p. 39, 38). 13. Or il ne ressort pas du dossier que tel est le cas ici. Le dossier indique que le juge-commissaire traita par voie dordonnance des questions relatives la gestion de la survie conomique et financire des socits et la gestion du personnel des socits au cours de la phase dobservation. Selon le droit interne applicable, son rle tait de veiller au droulement rapide de la procdure et la protection des intrts en prsence. Saisi ensuite sur la base de larticle 61 de la loi du 25 janvier 1985 (soit contrairement ce que soutient le requrant sans rapport crit du juge-commissaire), le tribunal quil prsidait tait charg dapprcier la viabilit plus ou moins long terme du plan de continuation propos par le requrant la fin de la phase dobservation. A cet gard, le tribunal devait examiner les garanties financires et autres lments produits par le requrant laudience ainsi que ltat de ses socits cette date (personnel, actif immobilier, secteur dactivit en difficult). Il se fondait galement sur les lments fournis par ladministrateur. Cette apprciation se fit sur la base des lments produits et dbattus laudience. En atteste le fait que le tribunal ne statua dfinitivement quaprs avoir demand et obtenu du requrant des documents complmentaires prouvant la crdibilit des garanties quil avait produites. La Cour relve donc que le juge-commissaire fut confront deux questions bien distinctes. Si du fait de son rle durant la phase dobservation, il disposa dune connaissance privilgie de ltat des socits, soit lun des lments pris en compte par le tribunal pour trancher, il ne pouvait pour autant avoir dj adopt un point de vue sur le plan de continuation propos par le requrant laudience devant le tribunal et dont le tribunal apprcia la viabilit au regard des garanties fournies et examines laudience (voir, mutatis mutandis, les arrts prcits Saraiva de Carvalho, p. 39, 38 in fine, et, a contrario, Hauschildt). 14. La Cour ne trouve donc, en lespce, aucun motif objectif de croire que la nature et ltendue des tches du juge-commissaire durant la phase dobservation destine assurer la gestion courante des socits impliquaient un prjug sur la question distincte trancher au sein du tribunal concernant lapprciation de la viabilit du plan de continuation propos par le requrant la fin de la priode dobservation et des garanties financires produites laudience. 15. Au vu des circonstances particulires de la prsente affaire, la Cour conclut que les apprhensions du requrant ne se trouvent pas, en lespce, objectivement justifies. Partant, il ny a pas eu violation de larticle 6 1 en tant quil garantit le droit un tribunal impartial. Wettstein c. Svizzera, 21 dicembre 2000 Corti amministrative cantonali di diritto elvetico - composizione mista di giudici professionali e giudici onorari, scelti tra gli appartenenti alle categorie forensi - sussistenza della violazione dell'art. 6.1 per sospetto di carenza di imparzialit nel caso in cui alcuni dei giudici onorari avessero trattato altre questioni, quali avvocati, nei confronti del ricorrente.
C) DECISIONI RELATIVE A RICORSI CONTRO L'ITALIA IN TEMA DI IMPARZIALIT DEL GIUDICE Padovani c. Italia, 26 febbraio 1993 (La Corte ha ritenuto l'insussistenza della violazione dell'art. 6.1 in un caso di giudizio direttissimo tenuto dal pretore e svoltosi nelle forme del codice di procedura penale previgente, quando tale giudice assommava in se le competenze del PM e del giudicante; la Corte ha operato un bilanciamento dell'esigenza di imparzialit con quella, richiesta dalla stessa norma della Convenzione, del "tempo ragionevole") 28. En l'espce, la crainte d'un dfaut d'impartialit tenait au fait que le pretore, avant la procdure de jugement, avait interrog le requrant, avait pris des mesures restreignant sa libert et l'avait cit comparatre devant lui (paragraphes 10-11 ci-dessus). Or si pareille situation pouvait susciter des doutes chez l'intress, on ne saurait pour autant les considrer comme objectivement justifis. Des renseignements recueillis par la Cour (paragraphe 8 ci-dessus), il ressort en effet que les actes d'instruction sommaire mentionns au paragraphe 16 du rapport de la Commission se limitrent en l'espce l'audition des trois inculps, alors que le juge d'instance aurait pu en accomplir davantage en vertu de l'article 231 du code de procdure pnale (paragraphe 14 in fine ci-dessus). Il appert en outre qu'en dlivrant le mandat d'arrt du 26 fvrier 1987, ledit magistrat se fondait notamment sur les propres dclarations de M. Padovani (paragraphes 11-12 ci-dessus et arrt Sainte-Marie c. France du 16 dcembre 1992, srie A n 253A, p. 16, par. 33). La Cour note de surcrot que le pretore obissait des dispositions prcises applicables aux cas de flagrant dlit relevant de sa comptence. Le giudizio direttissimo est une procdure souple qui cherche rpondre l'exigence du respect du "dlai raisonnable". 29. Il n'y a donc pas eu violation de l'article 6 par. 1 (art. 6-1). v. per, in senso contrario, la pi recente decisione nel caso Tierce e altri c. San Marino, 25 luglio 2000 (Funzioni del "Commissario della legge" della Repubblica di San Marino, organo che nella "procedura sommaria" assomma in se le funzioni di giudice istruttore e di giudice del dibattimento, similmente al pretore italiano secondo il vecchio rito - ritenuta violazione dell'art. 6.1. per difetto di imparzialit - interpretazione della decisione nel caso Padovani nel senso che nel caso allora esaminato si trattava di un giudizio direttissimo fondato anche sulle ammissioni del condannato e non di una vera e propria istruttoria penale) Ferrantelli e Santangelo c. Italia, 26 giugno 1996 (Situazione ritenuta pregiudicante: presidente di una corte di assise che ha emesso una sentenza di condanna nei riguardi di imputati maggiorenni per un reato commesso in concorso con minorenni. Situazione pregiudicata; la presenza dello stesso presidente della corte in funzione di presidente del collegio minorile che ha giudicato in epoca successiva gli imputati minorenni concorrenti nel reato identit del fatto - ritenuta violazione dell'art. 6.1) .......................................................................... 58. Under the second, it must be determined whether, quite apart from the judge's conduct, there are ascertainable facts which may raise doubts as to his impartiality. In this respect even appearances may be of a certain importance. What is at stake is the confidence which the courts in a democratic society must inspire in the public. This implies that in deciding whether in a given case there is a legitimate reason to fear that a particular judge lacks impartiality, the standpoint of the accused is important but not decisive. What is decisive is whether this fear can be held objectively justified (see the Hauschildt judgment, cited above, p. 21, para. 48, and, mutatis mutandis, the Fey v. Austria judgment of 24 February 1993, Series A no. 255-A, p. 12, para. 30). 59. Like the Commission, the Court notes that in the instant case the fear of a lack of impartiality derived from a double circumstance. In the first place, the judgment of 2 June 1988 of the Caltanisetta Assize Court of Appeal, presided over by Judge S.P. (see paragraph 26 above) contained numerous references to the applicants and their respective roles in the attack on the barracks. In particular, mention was made of the "co-perpetrators" of the double crime and of "the precise statement by G.V. that G.G. together with Santangelo had been responsible for physically
carrying out the murders", and it was affirmed that Mr Ferrantelli had helped to search the barracks and to transport material belonging to the carabinieri. Secondly, the judgment of the Juvenile Section of the Caltanisetta Court of Appeal of 6 April 1991 (see paragraph 30 above) convicting the applicants cited numerous extracts from the decision of the Assize Court of Appeal concerning G.G. In the Juvenile Section it was once again Judge S.P. who presided and indeed he was the reporting judge. 60. These circumstances are sufficient to hold the applicants' fears as to the lack of impartiality of the Juvenile Section of the Caltanisetta Court of Appeal to be objectively justified. There has accordingly been a breach of Article 6 para. 1 (art. 6-1) on this point. Buscemi, 16 settembre 1999, (Caso di parzialit soggettiva determinato da dichiarazioni rese alla stampa dal Presidente del tribunale per i minorenni sui criteri adottai per la trattazione di un procedimento civile in corso - dovere di riservatezza del giudice - ritenuta violazione dell'art. 6.1) 67. La Cour souligne avant tout que la plus grande discrtion s'impose aux autorits Judiciaires lorsquelles sont appeles juger, afin de garantir leur image de juges impartiaux. Cette discrtion doit les amener ne pas utiliser la presse, mme pour rpondre des provocations. Ainsi le veulent les impratifs suprieurs de la justice et la grandeur de la fonction judiciaire. 68. Avec la Commission, la Cour estime que le fait que le prsident du tribunal ait employ publiquement des expressions sous-entendant un jugement dfavorable au requrant avant de prsider l'organe judiciaire appel trancher l'affaire, ne semble l'vidence pas compatible avec les exigences d'impartialit de tout tribunal, consacres l'article 6 1 de la Convention. En effet, les dclarations du prsident du tribunal taient de nature justifier objectivement les craintes du requrant l'gard de son impartialit (voir, mutatis mutandis, larrt Ferrantelli et Santangelo c. Italie du 7 aot 1996, Recueil 1996-III, p. 952, 59 et 60). 69. Partant, il y a eu violation de larticle 6 1 de la Convention. Rojas Morales, 16 novembre 2000 (Situazione ritenuta pregiudicante: due componenti del tribunale che hanno svolto funzioni di presidente e di giudice nel collegio che ha emesso la sentenza di condanna nei riguardi di un coimputato - situazione pregiudicata: il giudizio sugli stessi fatti a carico del coimputato, la cui posizione era stata all'epoca stralciata - valutazioni contenute nella prima sentenza riguardo alla penale responsabilit del coautore del reato - ritenuta violazione dell'art. 6.1) 16. La Cour note qu'en l'occurrence la crainte d'un manque d'impartialit tient du fait que le jugement du tribunal de Milan du 6 juillet 1993, prononc lencontre de M. A., contenait de nombreuses rfrences au requrant et son rle au sein de lorganisation criminelle de laquelle il tait souponn faire partie. En particulier, plusieurs passages se rfrent au requrant comme tant lorganisateur ou le promoteur dun trafic de stupfiants entre lItalie et lAmrique latine (voir paragraphe 12 ci-dessus). Deux des juges ayant prononc le jugement du 6 juillet 1993 - notamment Mmes M. et B. - ont ensuite t appeles dcider sur le bien-fond des accusations portes lencontre du requrant, qui concernaient, au moins en partie, les mmes faits qui taient la base de la condamnation de M. A. 17. La Cour considre que ces lments suffisent pour considrer comme objectivement justifies les craintes du requrant l'gard de l'impartialit du tribunal de Milan. 18. Par consquent, il y a eu violation de l'article 6 1.
D) CASI PARTICOLARI DECISI DALLA CORTE Castillo Algar c. Spagna, 28 ottobre 1998 Sulla imparzialit delle Corti militari spagnole Gregory c. Regno Unito, 25 febbraio 1997 Sander c. Regno Unito, 9 maggio 2000 Entrambe sul pregiudizio razziale e l'imparzialit delle giurie di diritto anglosassone
Remli c. Francia, 30 marzo 1996 Sul pregiudizio razziale e l'imparzialit delle giurie nelle Corti d'assise francesi Pullar c. Regno Unito, 20 maggio 1996 Ancora sulle delle giurie di diritto anglosassone e sui criteri di valutazione dell'imparzialit dei "jurors". Oberschlick c. Austria, 25 aprile 1991 Processo penale in Austria - mancato rispetto delle norme interne sull'incompatibilit - sussistenza della violazione.
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art. 35
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