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Timestamp: 2020-07-12 10:21:16+00:00

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I giornali dal 1997 al 2012 - Villaggio Terrata 2
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La Nuova Sardegna - 26 febbraio 2012
Il Tar conferma lo sgombero di Terrata 2. I proprietari avevano chiesto la sospensiva dell'ordinanza del sindaco di Golfo Aranci.
GOLFO ARANCI. Avevano impugnato al Tar le ordinanze di sgombero emesse dal Comune chiedendo la sospensione del provvedimento in attesa che lo stesso tribunale si esprimesse nel merito del ricorso, ma la richiesta dei condòmini di Terrata 2 è stata respinta. Un'ennesima doccia fredda per i proprietari delle case, da anni al centro di una lunga vicenda giudiziaria che ruota attorno al complesso edilizio Terrata 2, diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva. I magistrati della sezione seconda del Tar hanno deciso, nella camera di consiglio del 15 febbraio scorso, di respingere l'istanza cautelare sostanzialmente in base a tre considerazioni: la prima, è che l'ordinanza di sgombero è stata adottata dal Comune in esecuzione di decisioni dell'autorità giudiziaria ordinaria a oggi pienamente valide ed efficaci, la seconda, è che sulla vicenda pende ancora un ricorso in Cassazione presentato dai condòmini (l'udienza è fissata per l'11 aprile), la terza, è che non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare trattandosi di residenze estive utilizzate dai proprietari esclusivamente durante i periodi di vacanza. Niente sospensione, dunque: il provvedimento di sgombero resta efficace. Il ricorso al Tar era stato presentato nel dicembre scorso dopo che il Comune aveva emesso oltre 70 ordinanze di sgombero per altrettante abitazioni, in gran parte residenze estive, «provvedimento obbligatorio, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione», aveva spiegato l'amministrazione comunale. Un atto ritenuto «affetto da vizi di legittimità» per i ricorrenti, che lo hanno impugnato, con una serie di motivazioni. A cominciare dal fatto che è ancora pendente un ricorso in Cassazione, a cui i condòmini si sono rivolti per chiedere l'annullamento dell'ordinanza del Tribunale di Olbia con cui veniva rigettata la richiesta di revoca della confisca delle case. Pronunciamento che i ricorrenti sperano possa ribaltare le decisioni assunte dal tribunale olbiese, salvando le abitazioni che avevano acquistato 15, 20 anni fa. Ma nel ricorso al Tar, si faceva anche leva sulla buona fede degli acquirenti, dimostrando la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca, «avendo acquistato prima che sorgesse il caso». Secondo i ricorrenti, non ci sarebbero, insomma, i presupposti per lo sgombero che colpirebbe soggetti terzi di buona fede. A ogni modo, la sospensione richiesta dai condòmini è stata respinta. La discussione nel merito del ricorso non è stata ancora fissata.
La Nuova Sardegna - 14 aprile 2012
Da una parte la confisca delle case, dall’altra lo sgombero. La crociata dei settanta condòmini di Terrata 2 va avanti a suon di carte bollate. E se viene annunciato il ricorso alla Corte Europea in opposizione alla sentenza della Cassazione, è invece già pronto e sarà presentato in questi giorni, l’appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar: il tribunale amministrativo regionale aveva respinto nel febbraio scorso l’istanza dei proprietari delle abitazioni che chiedevano la sospensione del provvedimento di sgombero. Il ricorso al Tar era stato presentato mesi fa, dopo che il Comune aveva emesso oltre settanta ordinanze di sgombero per altrettante abitazioni «provvedimento obbligatorio, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione», aveva spiegato l’amministrazione comunale. Un atto ritenuto «affetto da vizi di legittimità» secondo i ricorrenti, che lo avevano impugnato con una serie di motivazioni. Ma il Tar ha respinto l’istanza cautelare: niente sospensione, lo sgombero resta efficace. «E’ già pronto il ricorso al Consiglio di Stato – fa sapere il legale –. Chiederemo anche che venga fissata al più preso l’udienza di merito».
GOLFO ARANCI La speranza di salvare le proprie case dalla confisca si è drasticamente infranta contro il pronunciamento della Corte suprema di Cassazione che nell’udienza di mercoledì scorso ha rigettato i loro ricorsi, ma i condòmini di Terrata 2 non gettano le armi neppure ora, e si dicono pronti a continuare la battaglia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Un ennesimo ed estremo schiaffo quello appena ricevuto dai proprietari delle case, da anni al centro di una lunga vicenda giudiziaria che ruota intorno al complesso edilizio Terrata 2, diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva (2006). Non si conoscono ancora le motivazione della decisione, che saranno depositate nei prossimi mesi. Ma il dispositivo è lapidario: la terza sezione penale della Corte suprema di Cassazione ha rigettato i ricorsi e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. Di fatto, dunque, le case di Terrata 2 continuano a rimanere nelle mani del Comune. Un pronunciamento che non ribalta affatto –, così com’era nelle speranze dei ricorrenti, una settantina in tutto difesi dall’avvocato Benedetto Ballero –, ma conferma le decisioni già assunte dal tribunale di Olbia. I condòmini avevano infatti presentato ricorso in Cassazione per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del tribunale olbiese con cui veniva rigettata la richiesta di revoca della confisca delle case. Una decisione che ha letteralmente gelato i ricorrenti, in gran parte proprietari di seconde case, che da anni combattono per cercare di salvare le abitazioni che avevano acquistato 15, 20 anni fa, una battaglia legale condotta su più fronti e basata sostanzialmente su due punti cardine: la buona fede degli acquirenti, che hanno cercato di dimostrare nelle varie sedi giudiziarie la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca, «avendo acquistato prima che sorgesse il caso», e l’insussistenza della violazione della normativa urbanistica, come ribadito anche in Cassazione. Finora, però, senza alcun risultato positivo per loro. Comunque decisi ad andare ancora avanti, nonostante l’ultimo pronunciamento dall’esito inatteso. «Aspettiamo di conoscere le motivazioni, in ogni caso ricorreremo alla Corte Europea», dice l’avvocato Ballero, confermando l’intento già più volte espresso dai ricorrenti di voler procedere fino alla fine. Tutto ciò mentre resta ancora aperto il capitolo relativo al Tar e allo sgombero delle case disposto dall’amministrazione comunale, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione. Il braccio di ferro legale per fermare il provvedimento andrà, anche questo, avanti. Resta ora da capire cosa farà l’amministrazione comunale alla luce degli ultimi pronunciamenti, quello della Cassazione e quello del Tar , che non aveva concesso la sospensiva al provvedimento di sgombero richiesto dai ricorrenti.
La Nuova Sardegna - 17 aprile 2012
di Tiziana Simula GOLFO ARANCI Ora che anche la Corte suprema di Cassazione ha rigettato i ricorsi con i quali i condòmini di Terrata 2 cercavano di scongiurare la confisca delle proprie case, il Comune dà un’accelerata alle procedure già avviate per dare esecuzione al provvedimento di sgombero delle abitazioni: questa, è la decisione dell’amministrazione comunale all’indomani del pronunciamento della terza sezione penale, che ha respinto l’istanza dei ricorrenti (non si conoscono ancora le motivazioni) che chiedevano l’annullamento dell’ordinanza del tribunale di Olbia con cui veniva rigettata la richiesta di revoca della confisca. Salvare le case di Terrata 2 sembra essere ormai impossibile: in settimana il Comune terrà un incontro con le forze dell’ordine e il legale del comune per pianificare l’intervento di sgombero. «Un provvedimento inevitabile – spiega il sindaco Giuseppe Fasolino –. Ci dispiace per i proprietari delle case, ma la legge dev’essere rispettata. L’amministrazione aveva già avviato le procedure con l’emissione delle ordinanze di sgombero nell’ottobre scorso: ora, alla luce di quest’ultima sentenza che conferma la proprietà del Comune, daremo esecuzione al più presto al provvedimento». Un drammatico epilogo per i condomini, in gran parte proprietari di residenze estive, ma c’è anche chi, è il caso di due famiglie, perderà la casa dove risiede. I condòmini del complesso edilizio, diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva (2006), hanno annunciato ricorso alla Corte europea in opposizione al pronunciamento di qualche giorno fa della Corte di Cassazione e al Consiglio di Stato, contro l’ordinanza del Tar che ha rigettato la richiesta di sospensiva dello sgombero.
La Nuova Sardegna - 21 aprile 2012
Terrata 2, un incubo per i condòmini. La lottizzazione abusiva di Golfo Aranci resta confiscata. Beffati i residenti: «Noi abbiamo comprato regolarmente
GOLFO ARANCI. Ora che anche l’ultima speranza a cui si erano aggrappati per salvare le proprie case dalla confisca è crollata, lo spettro dello sgombero non è più solo una terribile minaccia ma una realtà. Ultimo doloroso capitolo per le tante famiglie che da quindici anni lottano per difendere gli appartamenti acquistati a suo tempo a Terrata 2, un complesso edilizio finito nella bufera giudiziaria e diventato di proprietà del Comune dopo la confisca penale stabilita nel 2006 dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva. Sull’ estenuante battaglia legale portata avanti dagli acquirenti, una settantina in tutto, decisi a difendere fino all’ultimo grado di giudizio le loro proprietà, ha messo la parola fine la Corte suprema di Cassazione che, nei giorni scorsi, ha rigettato i ricorsi presentati, confermando la confisca delle abitazioni. Che rimangono, quindi, nelle mani del Comune. E ora sulle loro case, incombe pesantemente il provvedimento di sgombero, già emesso dall’amministrazione comunale in ottemperanza alla sentenza della Cassazione. Un dramma per tutti i condòmini, in gran parte proprietari di seconde case, ancora di più per chi, in quegli appartamenti di 40, 45 metri quadri, ci vive.
«Se davvero ci mandano via da qui, non so neppure dire dove andremo io e i miei due figli – dice Vincenzo Muraca, originario di Novara, che nel 2003 si era trasferito a Golfo Aranci, andando a vivere nella casa che aveva acquistato nel ’95, sebbene il complesso edilizio fosse sotto sequestro preventivo dal ’97. «L’ho comprata regolarmente, ho in mano rogito e mappa catastale», continua a ripetere Muraca. Qualche mese fa, ha perso la moglie, intestataria dell’appartamento. E ora, ai suoi due ragazzi deve badare lui, che a 52 anni è senza lavoro e – se sgombero sarà, come ormai appare inevitabile –, presto anche senza un tetto sulla testa. «Se fossi solo, dormirei in macchina, ma con due figli come faccio ...». I condòmini di Terrata 2 si ritengono vittime di errori commessi da altri, e in tutti questi anni di lotta hanno tentato di dimostrare nelle varie sedi giudiziarie la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca «avendo acquistato prima che sorgesse il caso», e «l’insussistenza della violazione della normativa urbanistica», come ribadito anche in Cassazione. Ma neppure l’ultimo pronunciamento, quello in cui tutti credevano, è stato per positivo. «Questa sentenza ci ha gelato, speravamo davvero di mettere fine a quest’incubo», dice Stefania Cardinetti, madre di due figli . Racconta che furono i costruttori del complesso edilizio per i quali lavorava (allora, Rita Sarda srl), a darle l’appartamento. «Poi, un giorno, arrivai e trovai i sigilli, e non avendo altro posto dove andare, il magistrato mi diede il permesso di restare. Da allora vivo lì. So che il Comune è obbligato ad attuare lo sgombero e che questa situazione l’attuale amministrazione l’ha ereditata, ma chiediamo che ci aiuti a non finire per strada». La stessa richiesta che fanno Manuela Masala e suo marito, anche loro con un figlio. «I costruttori ci diedero questa casa in cambio dei lavori fatti da mio marito, che aveva realizzato i giardini del villaggio – spiega Manuela –. Molti di noi, hanno avuto gli appartamenti così, in cambio dei lavori fatti. Siamo andati ad abitarci nel maggio ’97 e a novembre la finanza ha messo i sigilli. Siamo rimasti col permesso del tribunale, che ci ha affidato la custodia dell’appartamento. La nostra ultima speranza è che il Comune aiuti chi vive qui, a non perdere la sua unica casa: la nostra presenza servirà anche per vigilare sul villaggio, come avvenuto in questi anni».
La Nuova Sardegna 27 aprile 2012
Abusi a «Terrata», nuova inchiesta della magistratura
GOLFO ARANCI. Se i condòmini di Terrata 2 lottano da anni per salvare dalla confisca le proprie case – oggi racconteranno in una conferenza, insieme al loro legale, la propria odissea giudiziaria...
GOLFO ARANCI. Se i condòmini di Terrata 2 lottano da anni per salvare dalla confisca le proprie case – oggi racconteranno in una conferenza, insieme al loro legale, la propria odissea giudiziaria finita con la conferma della confisca da parte della Corte suprema di Cassazione – i proprietari delle villette della lottizzazione vicina di Terrata 1, portano avanti le loro rivendicazioni in una battaglia legale parallela, ritenendosi loro, la vera parte lesa nella vicenda giudiziaria che si trascina ormai da quindici anni. Gli abitanti del complesso residenziale assistiti dallo studio Soldano sostengono infatti che siano state utilizzate le aree di loro proprietà per la realizzazione di Terrata 2, il complesso edilizio diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita nel 2006 dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva: secondo i legali, dev’essere ripristinato lo stato dei luoghi con la demolizione delle case del complesso abusivo confiscato.
Due vicende che si intrecciano e che potrebbero riservare brutte sorprese al Comune, contro cui punta il dito Terrata 1 che si era opposto alla revoca della confisca presentata da Terrata 2, e che accusa l’amministrazione di non aver ancora ottemperato alla sentenza della Cassazione provvedendo all’acquisizione delle aree e alla demolizione delle case. Ora, della vicenda se ne sta occupando anche la procura: il giudice dell’esecuzione Riccardo De Vito che ha seguito le cause di Terrata 1 e Terrata 2, ha disposto la trasmissione degli atti relativi al procedimento, alla procura di Tempio per accertare le responsabilità del Comune in merito all’inottemperanza del provvedimento di confisca stabilito dalla Cassazione.
Un provvedimento che non può che fare piacere ai proprietari delle case di Terrata 1 che in questi anni hanno portato avanti in varie sedi giudiziarie la loro battaglia contro il Comune, rivendicando la demolizione delle opere abusive realizzate. Lo studio Soldano ha anche presentato un esposto alla procura di Sassari per capire come si sta evolvendo il procedimento, visto che la trasmissione degli atti alla procura tempiese risale a diversi mesi fa. Un nuovo capitolo giudiziario che si aggiunge a una vicenda già complessa, mentre il Comune prepara lo sgombero di Terrata 2.
Unione Sarda venerdì 27 aprile 2012 - Olbia e provincia
GOLFO ARANCI. Ora la lottizzazione abusiva si salva solo con una delibera di pubblico utilizzo
Terrata 2: villette da demolire
La Procura riapre il caso, il Comune prepara lo sgombero
A distanza di 10 anni dalla sentenza che dispone la confisca delle ville, il provvedimento deve essere eseguito e il Comune non ha mai detto come vuole usare il residence.
GOLFO ARANCI Tempo scaduto per Terrata 2: la Procura riprende in mano la sentenza che impone la confisca della lottizzazione abusiva, si riparla di demolizione degli immobili e il Comune di Golfo Aranci prepara lo sgombero delle 70 villette con vista sul mare di Molara. I nodi sono arrivati al pettine: il residence potrebbe essere abbattuto se il Consiglio comunale golfarancino non stabilisce con una delibera la destinazione (pubblica) degli edifici. Gli appartamenti vengono utilizzati dalle persone che li hanno acquistati dai costruttori (i Pulcini di Roma) e sono loro i destinatari delle ordinanze di sgombero. Le vittime di una vicenda iniziata nel 1997 e arrivata al capolinea.
IL CASO GIUDIZIARIO La sentenza del Tribunale di Olbia (reati prescritti e confisca) risale al 31 marzo 2003 ed è stata confermata dalla Cassazione il 7 novembre 2006. Chi ha comprato le ville ha cercato di far valere le sue ragioni, ma in tutti i gradi di giudizio è stata confermata la decisione di primo grado e successivamente, il provvedimento del giudice Riccardo De Vito che, in sostanza, impone al Comune di Golfo Aranci di incamerare il bene. Formalmente gli edifici fanno già parte del patrimonio indisponibile del Municipio, ora i proprietari (il Comune di Golfo Aranci li chiama “utilizzatori”) devono lasciare le ville. Ma non basta. La Procura di Tempio si sta occupando di nuovo del caso. I pm galluresi hanno ricevuto una segnalazione che evidenzia una situazione di inerzia del comune golfarancino. Il caso è riaperto e l'ultima opzione, quella delle demolizioni, è di nuovo sul tavolo dei magistrati.
LE RUSPE A TERRATA? I meccanismi della giustizia italiana sono di una lentezza estenuante, ma quando la macchina si mette in moto, produce effetti devastanti. Dopo la confisca delle 70 villette di Terrata 2 (la trascrizione del provvedimento nella Conservatoria dei registri immobiliari è del 20 marzo 2009) il Consiglio comunale di Golfo Aranci avrebbe dovuto deliberare sull'utilizzo del complesso residenziale. In altre parole, stabilire le modalità della destinazione (ovviamente pubblica) degli edifici: museo, centro servizi, uffici o alloggi popolari. La delibera non esiste e, a questo punto (lo stabiliscono le leggi in vigore) l'unica alternativa è quella delle demolizioni.
IL RAPPORTO DEI VIGILI URBANI In Procura è stato depositato anche un rapporto stilato dalla polizia locale di Golfo Arannci. Nel 2010 (dopo un interrogazione del capo gruppo di minoranza Andrea Viola) i vigili urbani sono entrati a Terrata 2. Sono state identificate diverse persone (anche lavoratori stranieri) che occupavano le villette. Qualcuno ha spiegato: «A titolo gratuito». Ecco uno dei passaggi più interessanti della relazione finale dei vigili: «Si ritiene utile suggerire l'adozione di provvedimenti urgenti per evitare locazioni, sub-locazioni e scambi commerciali». Sul patrimonio del Comune di Golfo Aranci, denuncia la polizia locale, e tutti sapevano.
Fasolino: «Sigilleremo le porte col fabbro»
Il sindaco di Golfo Aranci non cade dalle nuvole, Giuseppe Fasolino sa benissimo che il caso Terrata 2 è arrivato alla stretta finale e conferma: «L'ordinanza di sgombero deve essere eseguita. Ho chiesto un incontro con il Prefetto, le operazioni potrebbero richiedere la presenza di personale delle forze dell'ordine. La prossima settimana, comunque, faremo il punto della situazione. Naturalmente gli interessati verranno informati preventivamente. Chiederemo che vengano liberati gli immobili. Poi saremo costretti a intervenire con un fabbro per cambiare le serrature e sigillare gli edifici». Va detto che il Comune golfarancino si è mosso con i piedi di piombo, esegue le ordinanze di sgombero soltanto dopo gli ultimi pronunciamenti di Cassazione e Consiglio di Stato. Fasolino, per quanto riguarda il rischio demolizioni, aggiunge: «Dobbiamo decidere sull'utilizzo degli immobili, è vero. Ma lo faremo soltanto dopo i pareri dell'avvocatura dello Stato e degli altri enti che devono dirci come usare Terrata 2». I provvedimenti non riguarderanno le quattro famiglie residenti. Il parere di Andrea Viola, capogruppo di minoranza in consiglio comunale, da sempre molto atttento al caso Terrata: «Alla fine il Comune sta prendendo i provvedimenti che noi suggeriamo da anni. Il problema vero è che sono state alimentate false aspettative». ( a. b. )
La Nuova Sardegna 28 aprile 2012
Golfo Aranci, la rivolta dei proprietari di Terrata 2
Prima l’assemblea poi la manifestazione davanti al Comune: «Siamo vittime di un errore giudiziario»
GOLFO ARANCI. Si definiscono «vittime di un clamoroso errore giuridico», i condòmini di Terrata 2, che da un giorno all’altro si vedranno portare via le case che hanno comprato quindici, vent’anni fa, immobili diventati di proprietà del Comune dopo la confisca penale stabilita nel 2006 dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva. Lo hanno gridato ieri, all’indomani del pronunciamento della Corte suprema di Cassazione che ha confermato la confisca delle abitazioni, e in cui avevano riposto ogni speranza dopo aver scalato inutilmente tutti i gradi di giudizio per scongiurarne la perdita. Ma la sentenza non ha smorzato la loro rabbia, tutt’altro: ieri, gli oltre settanta acquirenti, in gran parte proprietari di seconde case, si sono ritrovati tutti insieme, a Olbia, e sostenuti dai loro legali hanno ribadito la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca, «ci portano via le case senza essere stati mai inquisiti e mai ascoltati», hanno detto. Poi, nel pomeriggio, il sit-in davanti al Palazzo comunale di Golfo Aranci e l’incontro col sindaco Giuseppe Fasolino, nell’estremo tentativo di fermare uno sgombero non più rinviabile, e che ormai ha solo i giorni contati. A ripercorrere l’odissea giudiziaria che ha travolto la vita dei condòmini che da anni cercano di dimostrare di aver acquistato in buona fede e a spiegare perchè si ritengono «vittime di un clamoroso errore giuridico», è stato l’avvocato Benedetto Ballero. Che ha dimostrato l’insussistenza della violazione della normativa urbanistica, la cosidetta legge salvacoste (45/’89), oggetto della sentenza del 2003 del tribunale di Olbia (poi confermata nei successivi gradi) che ha disposto la confisca, ritenendo illeggittima la concessione edilizia per la costruzione di Terrata 2 perchè basata su un nullaosta di deroga alberghiera non più valido. «Il nullaosta era ancora valido perchè la legge successiva, la 11/’92 impediva solo il rilascio di nuovi nullaosta, quindi, i precedenti erano efficaci, come ha confermato poi la legge 22/’92 che ha sospeso solo alcuni dei 300 nullaosta rilasciati dalla Regione, dove non figurava appunto Terrata 2. Gli acquirenti hanno dunque comprato su una lottizzazione leggittima, e nei loro confronti si sta perpetrando una profonda ingiustizia portandogli via le case senza che abbiano fatto niente che possa giustificare questo». L’altra contestazione riguarda il cambio di destinazione d’uso del complesso edilizio, costruito dalla Rita sarda srl, nato come Rta, residenza turistico alberghiera. «Ci sono atti che dimostrano che era già iniziata l’attività della Rta: il sequestro degli immobili avvenuto nel ’97, ha impedito che venisse portata avanti», ha spiegato ancora il legale. Che ha aggiunto. «Il giudice dell’esecuzione ha riconosciuto la buona fede in merito alle norme urbanistiche ma non sul cambio di destinazione d’uso da Rta a residenziale, che non era neppure oggetto di giudizio penale».
Tutte queste rivendicazioni, Terrata 2 le ha portate avanti nei vari gradi di giudizio, una battaglia legale che va avanti da quindici anni, destinata ancora a non fermarsi. Perchè, è stato confermato anche ieri, ricorreranno alla Corte europea, mentre resta ancora aperto il capitolo relativo al Tar e allo sgombero disposto dal Comune in ottemperanza alla sentenza della Cassazione: i condòmini avevano chiesto la sospensiva del provvedimento, istanza rigettata. «Lo abbiamo già impugnato al Consiglio di Stato – ha fatto sapere ancora Ballero –. Abbiamo anche chiesto un provvedimento presidenziale cautelare, notificato a Comune e Regione». Immancabile il riferimento all’amministrazione comunale, «che nel Puc ha confermato le volumetrie esistenti a Terrata 2 senza dare la destinazione dell’area. Sarebbe stato più corretto fare un piano di recupero». Richiesta fatta, poi, nel pomeriggio allo stesso sindaco.
Unione Sarda sabato 28 aprile 2012 - Olbia e provincia
GOLFO ARANCI. Protesta contro le confische. Poi l'incontro con Fasolino, che dice: sono con voi
«Vogliono rubarci le nostre case»
I proprietari di Terrata 2 bloccano la strada del Municipio
GOLFO ARANCI Loro no. Gli ottantotto di Terrata 2 non si sentono come Scajola. «Perché la casa, le nostre case, non le abbiamo avute in dono. Ce le siamo comprate coi risparmi di una vita, ma vogliono portarcele via».
LUNGA GIORNATA La mattina si fa pomeriggio, eppure gli ormai ex proprietari delle villette sono sempre lì, in trincea. Prima a Olbia, all'Hilton Double tree, dove si fa il punto su un sogno che sfuma, e qualche lacrima scivola sui visi. Poi tappa a Golfo Aranci, il Comune che governa anche su Terrata: quasi alle 16, il battito lento delle mani. Ladri, ladri , si urla per un po'. Giuseppe Fasolino , il sindaco, non tarda ad arrivare. Quindi, tutti in aula consiliare. Finisce che nasce la task force tra Municipio e proprietari. Obiettivo: studiare una soluzione per riavere le villette. Ma una cosa è sicura: sgomberi e confische non si possono aggirare. L'ha imposto la Cassazione, ultimo grado di un giudizio cominciato nel '97. E l'amministrazione ha l'obbligo di rispettare la sentenza.
L'ACCORDO La pace scoppia appena prima delle 17. Sarà che il sindaco non solleva mai la voce. E lo stesso fanno le colombe di Terrata 2, che pure vorrebbero gridare la loro rabbia. Ma si trattengono. Fatto sta che Fasolino dice: «Io sono con voi, e lo ve l'ho dimostrato. Però, da amministratore, ho il dovere di seguire la legge. Anzi: ho rischiato fin troppo». Perché la Suprema corte ha emesso il suo verdetto nel 2007. E visto il ritardo, la Procura di Tempio sta facendo pressing. «Eppure non abbiamo ancora acquisito le case al patrimonio indisponibile del Comune, come ci è stato imposto». L'inquilino del Municipio avvisa: «Non possiamo aspettare più, dobbiamo eseguire gli sgomberi. Ma cerchiamo di capire se c'è un'alternativa alle demolizioni».
LA STORIA Tra gli ottantotto di Terrata 2 non ce n'è uno che creda più nella giustizia. «Non potremmo fare diversamente», dice Sergio Besana , uno di quelli che, nel frattempo, ha pure pagato due condoni. Diecimila euro di conto. O giù di lì. Non fosse altro che per anni, «abbiamo creduto che la lottizzazione fosse stata costruita abusivamente, a nostra insaputa, ma ci siamo voluti tutelare». Poi quell'accusa contro i Pulcini - i costruttori romani della Rita srl - è crollata. E loro, diventati formalmente gli ex proprietari di Terrata 2, sono rimasti col cerino in mano. Ovvero: nemmeno la Cassazione li ha considerati vittime.
LA BATTAGLIA Tutto ruota intorno alla Rta (residence turistico alberghiero). È una formuletta che anni fa andava parecchio di moda. Quindi: davanti al notaio si compra la casa, per sempre. Poi con gli impresari-venditori si firma un contratto di locazione, ventennale stavolta. Risultato: nei mesi in cui non si va in vacanza, la casa si può affittare. Insomma: un modo come un altro per pagare il mutuo. Solo che a Terrata 2, Saturno si è messo contro. Perché la Rta non è mai decollata. «I proprietari non ne hanno avuto il tempo, visto che nel '97, per un clamoroso errore giudiziario, le villette sono state sequestrate». Lo spiega Bebetto Ballero , l'amministrativista scelto nel 2008, quando su Terrata 2 è calato il sipario col verdetto della Cassazione. Al legale che, ha ricorso al Tar contro le confische, si chiede il miracolo: difendere 88 proprietà che sembrano perdute.
«La dignità mai perduta»
Una storia iniziata 20 anni fa
Silvio Rinaldi*
Stiamo perdendo le nostre case senza aver commesso nulla. Nessuno ci ha mai chiesto il perché dei fatti e nessuno ci ha mai inquisito. Quasi vent'anni fa (all'epoca molti avevano figli adolescenti e bambini molto piccoli), siamo entrati in un'agenzia immobiliare per comprare una casetta di una residenza turistico alberghiera. Di Terrata e delle sue meraviglie abbiamo imparato a conoscere ogni sasso. Ma ben presto abbiamo anche imparato ad amare i luoghi splendidi della Sardegna come "custodi e manutentori" di una casa che, nel frattempo, era stata posta sotto sequestro. Abbiamo dovuto imparare a spese nostre a convivere con l'ingiustizia scoprendo progressivamente la truffa ben architettata alle nostre spalle. Perchè di truffa si tratta. A chi si è chiesto il perché di tanto silenzio nei confronti dei media rispondiamo che ci siamo affidati alla giustizia italiana come ogni buon cittadino dovrebbe fare pensando di non aver nulla da temere in quanto essa avrebbe fatto il suo corso. Invece. Invece negli anni ci ha immancabilmente e invariabilmente deluso e da truffati siamo passati a doverci difendere quasi fossimo malfattori. I nostri ragazzi ci chiedono spesso come possano, allo stato attuale, credere in una giustizia che non si realizza nella concretezza della nostra vita. Colpiti non solo nei diritti ma soprattutto nella dignità di cittadini perché questo esproprio, che toglie valori affettivi e ricordi, che lascia amaro in bocca, si realizza mentre la Costa subisce, pezzo dopo pezzo, devastazioni e demolizioni a favore di ecomostri veri e non di due schiere di casette colorate. Qualcuno conosce la storia? Sa la verità ? Ha voglia di saperla? Noi continuiamo, da tutta Italia, a far parte integrante di questa meravigliosa terra. Prima e seconda generazione di Terrata.
*Portavoce Comitato Terrata 2
La Nuova Sardegna 29 aprile 2012
Ora i condomini di Terrata 2 sperano nel Consiglio di Stato
GOLFO ARANCI. Il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza per il 22 maggio: è questa l’ultima novità del caso Terrata 2, dopo la giornata di protesta di venerdì scorso che ha visto scendere in piazza con un sit in davanti al palazzo comunale, gli oltre settanta condòmini del complesso edilizio confiscato. Al Consiglio di Stato, i proprietari (o ex) delle case, si erano rivolti dopo che il Tar aveva respinto, nel febbraio scorso, l’istanza dei ricorrenti che chiedevano la sospensione del provvedimento di sgombero emesso dal Comune. Ma il tribunale amministrativo regionale ha respinto l’istanza cautelare. Da qui, la decisione di impugnarlo al Consiglio di Stato. «Abbiamo anche chiesto un provvedimento presidenziale cautelare, notificato a Comune e Regione», ha fatto sapere l’avvocato Benedetto Ballero due giorni fa, durante l’assemblea organizzata dai condòmini per denunciare quella che ritengono una grave ingiustizia subìta, destinata a sfociare presto nello sgombero delle loro case, che passeranno nelle mani del Comune.
Dal canto suo, l’amministrazione comunale è intenzionata a dare attuazione al più presto al provvedimento di sgombero, ormai non più rinviabile, «non possiamo più aspettare», ha detto chiaramente il sindaco Giuseppe Fasolino agli stessi proprietari degli appartamenti, nell’incontro successivo al sit-in davanti al municipio di via Libertà. Già fissata la riunione con le forze dell’ordine, la polizia municipale e il legale del Comune – previsto per mercoledì prossimo –, per pianificare l’operazione. Il sindaco incontrerà anche il prefetto. Un’accelerata necessaria anche perchè su Terrata 2 e sul ritardo del Comune nell’ottemperanza alla sentenza della Cassazione che ha stabilito la confisca penale, vuole vederci chiaro la Procura che si sta occupando di nuovo del caso. (t.s.)
Unione Sarda domenica 29 aprile 2012 - Olbia e provincia
GOLFO ARANCI. Giuseppe Fasolino potrebbe essere indagato per omissione d'atti d'ufficio
Il sindaco rischia l'incriminazione
Terrata 2, il giudice: «Ora il Comune applichi la sentenza»
La nota è stata trasmessa in Procura da mesi e gli stessi pm devono rispondere alle sollecitazioni delle persone che si ritengono vittime della lottizzazione abusiva.
GOLFO ARANCI Ha ragione il sindaco di Golfo Aranci quando dice che non ci sono più spazi di manovra per Terrata 2 e lo sgombero è ormai un passaggio obbligato. Il giudice che ha confermato la confisca del residence (la sentenza ha superato l'esame della Cassazione) è lo stesso che ha firmato una nota stringata indirizzata alla Procura con la quale invita i pm a provvedere per l'esecuzione. Il magistrato è Riccardo De Vito, le sue parole sono chiarissime: «Rilevato che vi sia luogo a procedere per l'ottemperanza della pubblica amministrazione, il giudice dispone la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica».
SCELTA OBBLIGATA La nota arriva a diversi anni di distanza dal passaggio in giudicato della sentenza che chiude in caso Terrata 2. L'effetto più importante della segnalazione riguarda l'immediato futuro, perché il sindaco di Golfo Aranci, in caso di mancata esecuzione delle ordinanza di sgombero, rischia l'incriminazione per omissione d'atti d'ufficio. Sul punto, Giuseppe Fasolino, non bluffa, la situazione è proprio questa. E la nota trasmessa ai pm impone anche delle verifiche sull'operato degli amministratori golfarancini, che, bisogna dirlo, si sono sempre mossi tenendo conto delle necessità e della situazione di chi occupa le villette della lottizzazione abusiva.
TERRATA 1 ALL'ATTACCO Per avere un quadro completo della vicenda bisogna ricordare che dentro la partita ci sono anche i condomini di Terrata 1. I proprietari delle villette, quasi 200 persone, ritengono di essere le vere vittime della lottizzazione abusiva confiscata, ossia Terrata 2. Perché, dicono, il complesso fuorilegge è stato costruito sui loro terreni. La battaglia va avanti da anni e viene combattuta davanti ai giudici penali e civili. Il gruppo di Terrata 1 marca stretto non solo il Comune di Golfo Aranci, ma anche gli stessi magistrati di Tribunale e Procura. Tramite i loro avvocati, stanno verificando l'operato dell'amministrazione comunale e hanno chiesto conto degli atti dei pm investiti del caso. Non si tratta di questioni di principio: i condomini di Terrata 1 sostengono di essere stati privati degli spazi (parcheggi, aree verdi e servizi) indispensabili per le loro abitazioni e insistono per l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato.
CONSIGLIO DI STATO Il caso Terrata 2 è entrato in fase delicatissima e il sindaco Giuseppe Fasolino deve tenere conto delle richieste di tutte le parti in causa, un compito veramente difficile. Il primo cittadino di Golfo Aranci, in teoria, potrebbe prendere tempo, visto che il prossimo 22 maggio, il Consiglio di Stato si occuperà delle ordinanze di sgombero. Settimane preziose per cercare di risolvere un problema che richiede provvedimenti chiari e coerenti. Un fatto è certo, non c'è più spazio per rinvii alla cieca.
Un piano di recupero per evitare le demolizioni
Gli ex proprietari di Terrata 2 si sono affidati al professore Benedetto Ballero per far valere le loro ragioni in questa penosa e complicata vicenda. Il 22 maggio, l'avvocato amministrativista chiederà al Consiglio di Stato di bloccare le ordinanze di sgombero. Intanto, però, lo stesso Ballero e un gruppo di colleghi, sta dialogando con gli amministratori comunali di Golfo Aranci. Ecco le proposte del professore cagliaritano: «Adesso abbiamo il passaggio davanti al Consiglio di Stato e dobbiamo attendere la decisione dell'organo supremo della giustizia amministrativa. È stato ricordato nei ricorsi che, a parità di condizioni, altre lottizzazioni nello stesso territorio di Golfo Aranci, sono rimaste in piedi. La proposta, allora, potrebbe essere quella di un piano di recupero, in attesa delle conclusione dei procedimenti che avvieremo in tutte le sedi competenti. Il recupero è possibile». Le prossime settimane saranno decisive da questo punto di vista, il sindaco Giuseppe Fasolino chiederà un parere ai legali del Comune e all'Avvocatura dello Stato. Il primo cittadino di Golfo Aranci non ha molto tempo a disposizione, perché la procedura dello sgombero è già avviata e difficilmente potrà essere sospesa. A breve lo stesso Fasolino incontrerà il Prefetto per fare il punto della situazione. ( a. b. )
La Nuova Sardegna 4 maggio 2012
Terrata, il sindaco incontra il prefetto
GOLFO ARANCI. Mentre i condòmini di Terrata 2 attendono il pronunciamento del Consiglio di Stato - l'udienza è fissata per il 22 maggio -, a cui avevano fatto ricorso dopo che il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva del provvedimento di sgombero disposto dal Comune, il sindaco Giuseppe Fasolino e l'assessore all'Urbanistica Sebastiano Meloni, hanno incontrato ieri il prefetto di Sassari Salvatore Mulas, una prima riunione, a cui ne seguiranno altre, per pianificare l'intervento e stabilire la data di attuazione dello sgombero. «Il Prefetto - riferiscono gli amministratori -, ha confermato la propria disponibilità con l'intervento delle forze dell'ordine per l'esecuzione dello sgombero, compatibilmente ai due impegni istituzionali, il referendum e le elezioni amministrative». Ciò, significa che il nuovo incontro col Prefetto non avverrà prima di giugno. Nel frattempo, l'amministrazione acquisirà i pareri necessari per capire cosa potrà fare dopo aver preso possesso degli immobili, decidere, insomma, il futuro delle case di Terrata 2: demolizione o altra destinazione? (t.s.)

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