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Timestamp: 2019-09-23 07:42:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22247 del 05/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22247 del 05/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 05/09/2019, (ud. 05/03/2019, dep. 05/09/2019), n.22247
sul ricorso 9881-2018 proposto da:
B.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VALADIER 53,
avverso la sentenza n. 1630/2017 del TRIBUNALE di TRANI, depositata
il 10/10/2017;
Il tribunale di Trani, in sede di procedimento ex art. 445 bis c.p.c., con la sentenza n. 1630/2017 aveva condannato l’Inps ad erogare dal 1.1.2015 a B.S. la indennità di accompagnamento con condanna anche al pagamento delle spese di giudizio liquidate e distratte in complessivi Euro 2.500,00.
Avverso tale statuizione, solo con riguardo alle spese di lite, parte ricorrente proponeva ricorso per cassazione affidato ad un solo motivo, anche coltivato con successiva memoria, cui resisteva con controricorso l’Inps.
Con un solo motivo è denunciata la violazione e falsa applicazione delle norme di diritto quali le tabelle n. 9 e 2 del D.M. n. 55 del 2014 nonchè L. n. 794 del 1942, art. 24,D.M. n. 585 del 1994, art. 4, comma 1, L. n. 1051 del 1957, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.
Rilevava la incongruità della somma liquidata rispetto al valore della controversia, indicando in complessivi E. 7.360,00 l’importo invece dovuto per le due fasi del giudizio (dal quale andava detratta la somma già liquidata).
Il motivo risulta fondato. Si osserva che, ai fini della individuazione degli scaglioni applicabili in ragione del valore della causa per la liquidazione delle spese di giudizio, nelle controversie relative a prestazioni assistenziali deve applicarsi il criterio previsto dall’art. 13 c.p.c., comma 1, di talchè, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all’ammontare delle somme dovute per due anni (Cass. S.U. n. 10455 del 2015). Applicando tali principi al caso in esame, il valore della causa va individuato tra Euro 5.200,00 ed Euro 26.000,00, in tale scaglione rientrando l’ammontare di due annualità della prestazione richiesta, ed i parametri minimi stabiliti per tale scaglione, computando tre fasi per il procedimento di istruzione preventiva e quattro per la causa di merito, vanno individuati in 911,00 per la fase di istruzione preventiva (risultanti dalla somma di Euro 270,00 per studio della controversia, Euro 337,50 per la fase introduttiva del giudizio ed Euro 303,00 per la fase istruttoria e/o di trattazione, dovendosi ridurre le prime due del 50h e la terza del 70%, ai sensi del D.M. n. 55 del 2014, art. 4) e, trattandosi di causa inquadrabile nella tab. 4 (cause di previdenza), in Euro 2.251,00 per il giudizio di merito (risultanti dalla somma di Euro 442,50 per la fase di studio, Euro 370,00 per la fase introduttiva del giudizio, Euro 475,50 per la fase istruttoria e/o di trattazione ed Euro 962,00 per la fase decisionale, dovendosi ridurre le prime due e la fase decisionale del 50% e la fase istruttoria del 70%, ancora ai sensi del D.M. n. 55 del 2014 cit., art. 4).
Con riguardo alla fase istruttoria e/o di trattazione, la riduzione va operata sottraendo il 70% all’importo del parametro medio, dovendo così interpretarsi il disposto del D.M. n. 55 del 2014, art. 4, che testualmente prevede un riduzione “fino al 70 per cento” dell’importo liquidato per tale fase. Avuto riguardo all’importo dianzi delineato, balza evidente come la liquidazione delle spese contenuta nell’impugnata sentenza sia inferiore a detti minimi, nè risulta alcuna motivazione in ordine alla non riconoscibilità, nel caso concreto, di alcuni compensi stabiliti dal D.M. n. 55 del 2014 cit., in relazione alle singole fasi processuali.
Le spese del giudizio di legittimità, tenuto conto dell’accoglimento solo in minima parte della domanda e della consequenziale sussistenza dei presupposti della soccombenza reciproca (cfr. in tal senso Cass. n. 21684 del 2013), vanno interamente compensate tra le parti;

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 445
 sentenza 
 art. 24
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 sentenza 
 Cass.