Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2016-0354_IT.html
Timestamp: 2019-08-21 16:13:29+00:00

Document:
concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati
Relatore: Jan Philipp Albrecht
sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati
– visto l'accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati (08557/2016),
1. A seguito degli inviti del Parlamento europeo, il 3 dicembre 2010 il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Commissione ad avviare i negoziati per un accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti sulla protezione dei dati personali trasferiti e trattati a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, compreso il terrorismo, nel quadro della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale (in appresso "accordo quadro"). Il 28 marzo 2011 la Commissione ha avviato i negoziati con il Dipartimento della Giustizia statunitense. Durante i negoziati, il Parlamento è stato regolarmente informato in conformità dell'articolo 218, paragrafo 10, TFUE, e il relatore ha elaborato una serie di documenti di lavoro per agevolare le discussioni in seno alla commissione LIBE.
2. Il testo dell'accordo è stato siglato l'8 settembre 2015. A seguito dell'adozione da parte del Congresso statunitense, il 24 febbraio 2016, della legge sul ricorso giudiziario (Judicial Redress Act), il 18 luglio 2016 il Consiglio ha deciso di chiedere al Parlamento europeo di dare la sua approvazione alla conclusione dell'accordo, in conformità dell'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), punto v), TFUE, e il 12 settembre 2016 ha presentato la richiesta al Parlamento.
3. Lo scopo dell'accordo è garantire un elevato livello di protezione dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla vita privata per quanto riguarda il trattamento dei dati personali quando questi sono trasferiti alle autorità competenti dell'Unione europea e dei suoi Stati membri e degli Stati Uniti per tali finalità.
4. Il relatore ritiene importante sottolineare che l'accordo quadro non fornisce una base giuridica per i trasferimenti di dati personali. La base giuridica per tali trasferimenti va trovata negli accordi esistenti tra l'UE e gli Stati Uniti o negli accordi bilaterali tra gli Stati membri e gli Stati Uniti o nelle disposizioni nazionali che prevedono lo scambio di dati personali (per esempio gli accordi internazionali sui dati PNR, sul TFTP o sull'assistenza giudiziaria reciproca). L'accordo quadro integra le tutele e le garanzie previste da tali accordi e rafforza e armonizza i diritti degli interessati. Dal momento che il Servizio giuridico del Parlamento, nel suo parere del 14 gennaio 2015, ha tuttavia sollevato alcune questioni che potrebbero richiedere ulteriori chiarimenti, il relatore fa riferimento alla dichiarazione resa dalla Commissione(1) nel contesto della procedura di approvazione del Parlamento. Uno dei chiarimenti riguarda l'ultima parte-frase dell'articolo 5, paragrafo 3 ("non è necessaria alcuna ulteriore autorizzazione [per i trasferimenti]"). Tale clausola non fornisce di fatto una decisione di adeguatezza, ma afferma semplicemente che, come già avviene, non è necessaria alcuna ulteriore base giuridica oltre al rispettivo accordo di cui all'articolo 3, paragrafo 1. La Commissione ha inoltre chiarito che la presunzione di conformità alle norme internazionali applicabili in materia di trasferimento non è automatica, ma qualificata, ovvero è relativa e non pregiudica i poteri delle autorità responsabili della protezione dei dati.
5. Conformemente all'articolo 3, l'accordo si applica ai trasferimenti di dati personali tra le autorità di contrasto dell'UE o degli Stati membri e le autorità di contrasto degli Stati Uniti a fini di prevenzione, accertamento, indagine e perseguimento di reati, compreso il terrorismo. Esso comprende i trasferimenti di dati tra tali autorità, indipendentemente dalla cittadinanza o dal luogo di residenza dell'interessato e riguarda inoltre i dati personali trasferiti da entità private nel territorio di una delle parti alle autorità competenti dell'altra parte per tali finalità, sulla base di un accordo internazionale.
6. L'accordo non comprende gli scambi di dati tra le autorità di sicurezza nazionali, dal momento che non sono di competenza dell'Unione. Esso non comprende neppure i trasferimenti transatlantici tra entità private (ad esempio in base a clausole contrattuali o nel quadro dello scudo UE-USA per la privacy) né l'ulteriore accesso a tali dati personali negli Stati uniti da parte di un'autorità di contrasto statunitense o di un'autorità di sicurezza nazionale.
7. L'accordo prevede inoltre che ciascuna parte attuerà le sue disposizioni senza alcuna discriminazione arbitraria o ingiustificata tra i propri cittadini e quelli dell'altra parte. Secondo la Commissione, tale disposizione rafforza altre disposizioni dell'accordo, come quelle che prevedono garanzie per gli interessati (ad esempio in materia di accesso, rettifica e ricorso amministrativo), poiché garantisce che i cittadini europei beneficino, in linea di principio, di parità di trattamento con i cittadini statunitensi per quanto riguarda l'attuazione pratica dell'accordo (articolo 4).
Principali elementi dell'accordo quadro
8. L'accordo contiene disposizioni che stabiliscono principi fondamentali in materia di protezione dei dati, ovvero:
9. Limitazioni delle finalità e degli usi dei dati personali trasferiti (articolo 6). Le informazioni personali sono trattate per finalità specifiche autorizzate dalla base giuridica del trasferimento. Il trattamento successivo ad opera di altre o delle stesse autorità di contrasto, regolamentari o amministrative è consentito a condizione che non sia incompatibile con le finalità iniziali del trasferimento. L'autorità competente del trasferimento può, nell'ambito del trasferimento e del successivo trattamento, imporre condizioni aggiuntive nella misura in cui il quadro giuridico applicabile lo consenta.
10. Qualità e integrità delle informazioni (articolo 8) e periodo di conservazione (articolo 12). Le informazioni personali mantengono l'esattezza, la pertinenza, il contenuto aggiornato e la completezza necessarie e adeguate per la liceità del loro trattamento. Inoltre, il trattamento è soggetto a periodi di conservazione specifici per garantire che i dati personali non siano trattati più a lungo di quanto necessario. Il periodo di conservazione è precisato nella base giuridica che disciplina il trattamento. Le parti pubblicano o rendono conoscibili tali periodi.
11. Norme sul trasferimento successivo, sia alle autorità nazionali della parte (per esempio quando la polizia francese condivide con la polizia tedesca informazioni ricevute dall'FBI statunitense) sia alle autorità di paesi terzi o a organizzazioni internazionali non vincolate dall'accordo (articolo 7). In quest'ultimo caso, è necessario il previo consenso dell'autorità di contrasto che ha effettuato il trasferimento di dati originario.
12. Per quanto riguarda il trattamento di dati personali non in relazione con specifici casi, indagini o azioni penali (massa di dati), l'accordo quadro stabilisce che qualsiasi accordo specifico che consenta il "trasferimento in blocco" di dati personali deve precisare ulteriormente le norme e le condizioni alle quali può avvenire tale trattamento in blocco, in particolare per quanto riguarda il trattamento di dati sensibili, i trasferimenti successivi e i periodi di conservazione dei dati. Il trasferimento in blocco di dati, soprattutto di quelli sensibili, può sollevare questioni di compatibilità con il quadro dell'UE per la protezione dei dati quale interpretato dalla Corte di giustizia. Tuttavia, dal momento che l'accordo quadro non costituisce una base giuridica per tali trasferimenti in blocco, la questione deve essere chiarita nel contesto dei rispettivi accordi di trasferimento. Di conseguenza, nel 2014 il Parlamento ha deciso di chiedere alla CGUE un parere sulla compatibilità dell'accordo PNR UE-Canada con la Carta. Il procedimento è tuttora pendente.
13. L'accordo stabilisce inoltre i diritti delle persone fisiche (informazione, accesso, rettifica, cancellazione) e i diritti effettivi di ricorso amministrativo e giurisdizionale. Tutti questi diritti sono esercitati in conformità del diritto del paese in cui sono invocati (deroghe comprese).
14. Una delle principali novità dell'accordo quadro è che dà ai cittadini di ogni parte il diritto di proporre ricorso giurisdizionale avverso i) il diniego dell'accesso, ii) il diniego della rettifica o iii) la comunicazione illecita ad opera delle autorità dell'altra parte. Tali diritti sono esercitati in conformità del diritto dello Stato in cui sono invocati. Per rimediare alla mancanza di diritti dei cittadini non statunitensi, il 24 febbraio 2016 il Congresso degli Stati Uniti ha adottato la legge sul ricorso giudiziario (Judicial Redress Act). Questa legge estenderà ai cittadini dei "paesi contemplati" (ad esempio gli Stati membri) alcuni motivi di ricorso giurisdizionale previsti dalla legge statunitense sulla privacy del 1974. Tuttavia, tali diritti non sono conferiti ai cittadini di paesi extra UE i cui dati sono stati trasferiti verso gli Stati Uniti. Questa disparità di trattamento tra i cittadini dell'UE e i cittadini di paesi terzi stabilita dal Judicial Redress Act ha sollevato interrogativi. La Commissione ha tuttavia chiarito che negli Stati Uniti sono disponibili altre modalità di ricorso giurisdizionale per tutte le persone fisiche dell'UE interessate dal trasferimento dei dati a fini di contrasto, indipendentemente dalla loro cittadinanza o luogo di residenza.
15. Per quanto riguarda le possibili esenzioni previste all'articolo 552a, paragrafo j), punto 2) della legge statunitense sulla privacy, i diritti degli interessati conferiti dall'accordo quadro sono formulati in maniera incondizionata e, di conseguenza, le autorità statunitensi non possono invocare esenzioni previste dalla legge sulla privacy per le banche dati relative alle attività di contrasto al fine di negare un effettivo ricorso giurisdizionale ai cittadini dell'UE, come avviene attualmente con le banche dati relative alle attività di contrasto (dati PNR e TFTP). La Commissione, nella sua dichiarazione, conferma questa interpretazione giuridica.
16. L'accordo quadro stabilisce che le parti si dotano di una o più autorità di supervisione pubbliche che esercitano funzioni e poteri di supervisione indipendente, tra cui verifica, indagine e intervento, se del caso su propria iniziativa; hanno il potere di ricevere e dar seguito ai reclami presentati da persone fisiche in merito alle misure di attuazione dell'accordo quadro; e hanno il potere di segnalare le violazioni di legge connesse al presente accordo ai fini di un'azione giudiziaria o disciplinare, a seconda dei casi. Il quadro dell'UE per la protezione dei dati prevede autorità esterne indipendenti dalle entità sottoposte a controllo al fine di garantire la loro indipendenza da qualsiasi influenza esterna diretta o indiretta. L'accordo quadro prevede che le autorità di supervisione esercitino funzioni e poteri di supervisione indipendente.
17. Infine, l'accordo quadro è sottoposto a verifiche congiunte periodiche — la prima è effettuata entro tre anni dalla data di entrata in vigore dall'accordo quadro e quelle successive a scadenze regolari — e la composizione delle rispettive delegazioni include rappresentanti delle autorità responsabili della protezione dei dati e delle autorità di contrasto. I risultati delle verifiche congiunte sono resi pubblici.
18. Il relatore conclude che l'accordo rappresenta un importante passo avanti per la protezione dei dati personali trasferiti tra l'Unione europea e gli Stati Uniti nel contesto delle attività di contrasto. Forse non è il miglior accordo che si sarebbe potuto concludere, ma è certamente il miglior accordo possibile alla luce della situazione attuale. Inoltre, l'accordo non limita né viola alcun diritto degli interessati, in quanto non costituisce la base giuridica di nessun trasferimento di dati. Esso integra semplicemente i quadri esistenti relativi ai trasferimenti di dati con nuovi diritti e tutele nel contesto della cooperazione tra l'Unione e gli Stati Uniti in materia di attività di contrasto.
19. Il relatore raccomanda pertanto ai membri della commissione parlamentare per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni di sostenere la presente relazione e al Parlamento europeo di dare la sua approvazione.
[riferimento da aggiungere quando sarà disponibile la dichiarazione della Commissione].
PARERE della commissione giuridica (9.11.2016)
sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, di un accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati
Il 2 maggio 2016 la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, di un accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati [2016/0126 (NLE) - COM (2016)237 final], anche detto "Accordo quadro".
La proposta è stata presentata al Consiglio dopo l'adozione del Judicial Redress Act del 2015 (legge sul ricorso giudiziario) da parte del Congresso degli Stati Uniti. In virtù di questa legge il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti è autorizzato a designare altri paesi od organizzazioni regionali per l'integrazione economica i cui cittadini o persone fisiche avranno facoltà di avviare un'azione civile nei confronti di determinati enti governativi statunitensi ai fini dell'accesso o della modifica di dati in possesso di tali enti oppure del ricorso per la divulgazione illecita di dati trasferiti da un altro paese agli Stati Uniti allo scopo di prevenire, indagare, accertare e perseguire reati.
Il 18 luglio 2016 il Consiglio ha deciso di chiedere al Parlamento europeo il consenso al progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione di detto accordo.
Il relatore esorta la commissione giuridica affinché inviti la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni a raccomandare l'approvazione dell'accordo da parte del Parlamento per i motivi indicati di seguito.
a) L'accordo previsto poggia su una corretta base giuridica
L'articolo 16, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), rappresenta la corretta base giuridica della proposta.
L'articolo 16, paragrafo 1 TFUE prevede che ogni persona abbia diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano e il paragrafo 2 del medesimo articolo conferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, la facoltà di stabilire le norme relative alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale. L'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), dispone che il Consiglio ottenga l'approvazione del Parlamento europeo alla conclusione di un accordo internazionale, fra gli altri, quando l'accordo riguarda settori ai quali si applica la procedura legislativa ordinaria.
Scopo del presente accordo è garantire un elevato livello di protezione delle informazioni personali e migliorare la cooperazione tra gli Stati Uniti e l'Unione europea e i suoi Stati membri in materia di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, compreso il terrorismo (articolo 1).
L'accordo previsto è dedicato essenzialmente all'istituzione di una ricca serie di tutele e garanzie da applicarsi ai trasferimenti di dati di carattere personale a fini di contrasto penale tra gli Stati Uniti, da un lato, e l'Unione europea o i suoi Stati membri, dall'altro. A tale riguardo, l'accordo comprende disposizioni in materia di non discriminazione (articolo 4), limitazioni all'uso dei dati (articolo 6), consenso preventivo ai trasferimenti successivi (articolo 7), procedure a garanzia della qualità e dell'integrità delle informazioni personali (articolo 8), informazione in caso di violazioni della sicurezza dei dati (articolo 9), notificazione di un incidente di sicurezza delle informazioni (articolo 10), documentazione (articolo 11), periodi di conservazione (articolo 12), categorie particolari di informazioni personali (articolo 13), misure volte a promuovere l'assunzione di responsabilità per il trattamento delle informazioni personali (articolo 14), diritto di accesso e rettifica (articoli 16 e 17), ricorso amministrativo o giurisdizionale in caso di diniego dell'accesso o della rettifica dei dati personali o di divulgazione illecita di dati personali (articoli 18 e 19) e meccanismi per una supervisione e cooperazione efficaci tra le autorità di supervisione (articoli 21 e 22).
A tale proposito, è opportuno sottolineare che, a norma dell'articolo 1 dell'accordo, l'accordo in sé non costituisce la base giuridica per il trasferimento delle informazioni personali per il quale è sempre necessaria una base giuridica distinta.
b) L'accordo proposto garantisce un elevato livello di tutela del diritto fondamentale alla protezione dei dati di carattere personale e contribuisce alla certezza del diritto
Le numerose tutele e garanzie citate, se opportunamente applicate, sono idonee ad assicurare un elevato livello di tutela del diritto alla protezione dei dati personali, come stabilito dall'articolo 16 TFUE e dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali, e sono conformi alla giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di protezione dei dati. A tale riguardo è opportuno sottolineare che, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia nella causa Schrems (C-362/14, EU:C:2015:650), l'accordo proposto impone alle parti di prevedere nei rispettivi quadri giuridici applicabili la possibilità per i cittadini di chiedere il controllo giurisdizionale in relazione al diniego dell'accesso o della modifica della documentazione o all'intenzionale comunicazione illecita di informazioni (articolo 19). In qualunque caso, le istituzioni coinvolte nell'attuazione dell'accordo e nella negoziazione degli accordi futuri in base ai quali avrà luogo il trasferimento di dati personali dovrebbero prestare la dovuta considerazione e ispirarsi, ove opportuno, alla citata sentenza della Corte nella causa Schrems, alla sentenza nella causa Digital Rights Ireland e a. (C-293/12 e C-594/12, EU:C:2014:238) e, ovviamente, alla giurisprudenza futura della Corte, incluso il prossimo parere della Corte in merito all'accordo proposto tra il Canada e l'Unione europea sul trasferimento e sul trattamento dei dati del codice di prenotazione.
L'accordo proposto crea un quadro per la protezione dei dati personali che contribuisce alla certezza del diritto. Esso integrerà, ove necessario, le garanzie di protezione dei dati contemplate negli accordi vigenti o futuri per il trasferimento di dati o nelle disposizioni nazionali che autorizzano tali trasferimenti (articolo 5). Si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto alla situazione attuale, in cui le informazioni personali sono trasferite agli Stati Uniti sulla base di strumenti giuridici che generalmente non contengono disposizioni sulla protezione dei dati o prevedono solo disposizioni deboli. A ciò si aggiunge che l'accordo crea una base di riferimento per futuri accordi relativi al trasferimento di dati personali in rapporto alle attività di contrasto penale tra gli Stati Uniti e l'Unione europea o i suoi Stati membri, stabilendo un livello di protezione minimo al di sotto del quale non si potrà scendere. L'accordo rappresenta anche un precedente importante per eventuali accordi analoghi con altri partner internazionali.
Occorre notare, inoltre, che l'accordo impone alle parti di adottare tutte le misure necessarie all'attuazione del presente accordo, in particolare gli obblighi ivi previsti in materia di accesso, rettifica e ricorso amministrativo e giurisdizionale per le persone fisiche, indipendentemente dal grado di tutela equivalente delle rispettive normative in materia di protezione dei dati (articolo 5). L'accordo impone alle parti lo svolgimento di verifiche congiunte periodiche delle politiche e delle procedure istituite per la sua attuazione e della relativa efficacia. La prima verifica deve essere svolta entro tre anni dalla data di entrata in vigore dell'accordo. Nell'accordo è indicato espressamente che i risultati della verifica congiunta debbano essere resi pubblici (articolo 23). Il relatore ritiene che il Parlamento debba essere tempestivamente informato di qualunque azione intrapresa in virtù di tale disposizione, nonché dei risultati della verifica congiunta, affinché possa intraprendere in tempo utile qualunque possibile misura reputata opportuna.
c) L'accordo proposto migliorerà la cooperazione con gli Stati Uniti nell'attività di contrasto
L'accordo avrà un impatto significativo sulla cooperazione di polizia e nell'attività di contrasto tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e gli Stati Uniti. Istituendo un quadro comune e completo di norme e garanzie di protezione dei dati, permetterà all'UE e ai suoi Stati membri, da un lato, e alle autorità di contrasto penale degli Stati Uniti, dall'altro, di cooperare più efficacemente. Faciliterà, inoltre, la conclusione di futuri accordi con gli Stati Uniti per il trasferimento di dati nel settore dell'attività di contrasto penale, in quanto le garanzie di protezione dei dati saranno già concordate e non dovranno essere rinegoziate ogni volta. Infine, l'introduzione di norme comuni in questo settore di cooperazione può contribuire in modo significativo a ripristinare la fiducia nei trasferimenti transatlantici di dati.
La commissione giuridica invita la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, competente per il merito, a raccomandare l'approvazione da parte del Parlamento del progetto di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, di un accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati.
Rif.: D(2016)51448
il 12 settembre 2016 è stata sottoposta all'approvazione del Parlamento europeo una proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'UE, di un accordo tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati (2016/0126 NLE).
Nella riunione del 27 ottobre 2016, i coordinatori della commissione per gli affari esteri (AFET) hanno deciso di fornire al relatore e alla commissione che Lei presiede un parere della commissione AFET sul suddetto accordo sotto forma di lettera. In qualità di presidente della commissione per gli affari esteri, ho il piacere di trasmetterLe tale parere.
Innanzitutto, occorre sottolineare che la sigla dell'accordo, cinque anni dopo l'adozione da parte del Consiglio, il 3 dicembre 2010, di una decisione che autorizzava la Commissione ad avviare i negoziati, rappresenta un successo, in particolare nell'attuale contesto degli sforzi internazionali per combattere il terrorismo.
Il fatto stesso che le parti rafforzino la cooperazione garantendo al contempo un elevato livello di protezione dei dati è estremamente positivo per poter affrontare le sfide comuni di entrambe le sponde dell'Atlantico. La commissione per gli affari esteri appoggia in particolare il sostanziale miglioramento per quanto riguarda le tutele offerte a tutti i dati personali degli interessati dell'UE scambiati con gli Stati Uniti a fini di contrasto penale. La commissione accoglie con favore anche il fatto che i cittadini europei beneficeranno di parità di trattamento con i cittadini statunitensi per quanto riguarda l'attuazione pratica dell'accordo (cfr. articolo 4).
Tuttavia, vorrei sottolineare che occorre procedere con estrema cautela per quanto riguarda la garanzia di un livello elevato di sicurezza dei dati personali scambiati dalle parti (cfr. articolo 9). Inoltre, i provvedimenti opportuni che potrebbero essere adottati per attenuare i danni causati dagli incidenti (cfr. articolo 10) dovrebbero essere ulteriormente definiti tenendo presente la protezione degli interessati dell'UE nel rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.
Molto positivo è anche il fatto che l'accordo stabilisca che le parti dovranno istituire delle autorità di supervisione al fine di controllarne l'attuazione, esaminare le denunce dei cittadini e segnalare le violazioni ai fini di un'azione giudiziaria. Vorrei sottolineare che le azioni di tali autorità saranno molto utili per le verifiche congiunte periodiche.
Desidero pertanto comunicare che il parere della commissione per gli affari esteri è di sostenere l'approvazione alla conclusione dell'accordo.
Copia: Jan Philipp Albrecht, relatore
Accordo tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione europea sulla protezione delle informazioni personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati

References: CGUE 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 4
 articolo 9
 articolo 10