Source: http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=glossario&lettera=E
Timestamp: 2019-02-20 16:21:45+00:00

Document:
l.r. 14/1999, art. 32
l.r.7/2012
d.p.c.m. 31/5/2005
Per e-government si intende il processo di informatizzazione della pubblica amministrazione, il quale, unitamente ad azioni di cambiamento organizzativo, consente di trattare la documentazione e di gestire i procedimenti con sistemi digitali, grazie all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), allo scopo di ottimizzare il lavoro degli enti e di offrire agli utenti, cittadini ed imprese, servizi on line nuovi e più rapidi, attraverso, ad esempio, i siti web delle amministrazioni interessate, con conseguente impatto sulla produttività sia del settore pubblico che di quello privato.
Elettorato (attivo e passivo)
l. 108/1968, art. 4
L’elettorato è l’insieme di tutti i cittadini convocati alle urne per le elezioni politiche o amministrative e chiamati ad esercitare il diritto di voto. L’appartenenza al corpo elettorale è documentata dall’iscrizione nelle liste elettorali dei comuni di residenza. Si distingue un elettorato attivo da uno passivo.
L’elettorato attivo è il diritto che ogni cittadino ha di essere elettore e si acquista con il compimento del 18° anno d’età. Per l’elezione del Senato della Repubblica è richiesto il compimento del 25° anno.
L’elettorato passivo consiste nella capacità di essere eletto ed è attribuito a chi, oltre ad esser capace di intendere e di volere, abbia i requisiti richiesti dalla legge (cittadinanza, età) e non si trovi in condizioni di incandidabilità. Per essere eletti alla Camera dei Deputati è richiesto il compimento del 25° anno di età, mentre per il Senato il requisito anagrafico è innalzato al compimento del 40° anno.
Sono eleggibili alla carica di Presidente della Regione e di consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale, gli elettori di un qualsiasi comune della Repubblica che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione.
Sono elettori del Presidente della Regione e dei consigli regionali i cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età entro il primo giorno dell'elezione.
(vedi Sistema elettorale)
Consiste nella facoltà concessa a ciascun consigliere ed alla Giunta di richiedere modifiche a proposte di atti all’esame delle commissioni consiliari o dell’Aula.
Relativamente alla fase di discussione della proposta in Aula, è ammessa la possibilità della presentazione di emendamenti anche da parte della competente commissione consiliare.
Gli emendamenti possono essere interamente o parzialmente soppressivi; modificativi; integrativi e aggiuntivi. Ogni emendamento può a sua volta essere emendato a seguito della presentazione di un subemendamento.
Il regolamento dei lavori del Consiglio disciplina le modalità di presentazione e di votazione degli emendamenti.
Cost., artt. 114; 117 co. VI; 118, co. II e 119
Gli enti locali sono enti pubblici il cui compito è di amministrare parte del territorio della Repubblica. Sono enti locali il Comune, la Città Metropolitana, la Provincia, le Comunità montane, le Comunità isolane e le Unioni di Comuni.
Gli enti locali rappresentano la comunità territoriale di riferimento, sono titolari di funzioni proprie e funzioni delegate.
I Comuni, le Città Metropolitane e le Province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria.
Enti pubblici dipendenti
l.r. 25/2001, art. 56
l.r. 1/2008, art. 8
La legge regionale può istituire enti pubblici dipendenti per lo svolgimento di funzioni amministrative, tecniche o specialistiche che rientrano nella competenza regionale, sulla base della normativa di carattere generale disposta dalla Regione.
Alla Giunta regionale competono il potere d’indirizzo nonché i poteri di vigilanza e controllo.
Gli enti dipendenti adottano il medesimo sistema contabile della Regione; i bilanci sono approvati annualmente nei termini e nelle forme stabiliti dallo Statuto e dalle leggi regionali e sono pubblicati sul sito internet della Regione.
Rappresentano una categoria degli enti pubblici e sono caratterizzati dal fatto che il territorio costituisce un loro elemento costitutivo e quindi necessario.
Essendo enti a rappresentanza generale di tutti coloro che risiedono nei rispettivi ambiti territoriali, sono dotati dei massimi livelli di autonomia, prima fra tutte quella politica, che consente loro di determinare autonomamente gli indirizzi politici relativi alla propria attività.
Sono enti territoriali lo Stato, le Regioni, la Città Metropolitana, la Provincia, il Comune, le Comunità montane, le Comunità isolane e le Unioni di Comuni.
d.lgs. 118/2011, art. 44
l.r. 25/2001, art. 19
Nel bilancio della Regione le entrate sono ripartite in titoli e tipologie. I titoli sono definiti secondo la fonte di provenienza delle entrate. Le tipologie sono ripartite in categorie, in capitoli ed eventualmente in articoli.
Le entrate in conto capitale e derivanti da debito non possono essere destinate per le spese correnti, ma esclusivamente al finanziamento di spese di investimento.
Entrata in vigore (della legge regionale)
Stat. art. 39, co.3
Perché una legge regionale entri in vigore e ne sia obbligatorio il rispetto da parte di tutti i cittadini, occorre che sia pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione e che sia trascorso, di norma, un certo periodo di tempo.
Dalla pubblicazione della legge decorrono, infatti, i termini della c.d. vacatio legis, cioè quell’intervallo temporale tra il momento della pubblicazione dell’atto e il momento della sua effettiva operatività.
Normalmente la legge regionale entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione, salvo che la stessa legge preveda un termine diverso.
Equilibrio di bilancio delle Regioni
l. 243/2012, art. 9
l. 208/2015, artt. 1 co. 707; 709-713; 719-734
L’Italia e gli altri Stati membri dell’Unione Europea, con la sottoscrizione del “Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e la governance” (il così detto “Fiscal Compact”), il 2 marzo del 2012, si sono impegnati a introdurre nei propri ordinamenti il principio di equilibrio di bilancio, c.d. pareggio di bilancio. È stato di conseguenza introdotto nel nostro ordinamento il principio generale secondo il quale tutte le amministrazioni pubbliche devono assicurare l'equilibrio tra entrate e spese del bilancio e la sostenibilità del debito, nell'osservanza delle regole dell'Unione europea in materia economico-finanziaria. Successivamente sono stati disciplinati e aggiornati i principi e le regole di bilancio per tutte le pubbliche amministrazioni.
Il bilancio della Regione è considerato in equilibrio quando si consegue un saldo non negativo tra le entrate finali e le spese finali, in termini di competenza, sia nella fase di previsione sia in quella di rendiconto. La normativa concede alle Regioni la flessibilità qualora, in sede di rendiconto di gestione, siano conseguiti valori negativi: l’ente può effettuarne la correzione entro i tre esercizi successivi o con modalità di recupero diverse al fine di rispettare i vincoli derivanti dall’ordinamento UE.
Con l’obiettivo di indurre ad una gestione virtuosa dei bilanci pubblici è prevista la possibilità di istituire, con legge dello Stato, un sistema di premi e sanzioni, ispirato a principi di proporzionalità tra premi e sanzioni e tra sanzioni e violazioni e che destini agli enti virtuosi i proventi delle sanzioni a carico degli enti inadempienti.
Con il principio di equilibrio di bilancio si supera l’applicazione del meccanismo del Patto di Stabilità interno, introdotto con la legge finanziaria per l’anno 1999.
reg. lav., art. 61
L’esame abbinato consiste nel valutare ed esaminare contestualmente due o più proposte di legge o di provvedimento amministrativo di identico contenuto o vertenti su identica materia.
Il regolamento dei lavori del Consiglio prevede l’obbligo di procedere all’esame abbinato qualora proposte di legge o di provvedimento amministrativo identiche o vertenti su materia identica si trovino contemporaneamente all’ordine del giorno di una commissione, dove l’espressione “ordine del giorno” va intesa in un’accezione ampia, nel senso di comprendere tutte le proposte assegnate alla competenza di una commissione consiliare.
Al fine di delimitare la materia e definire l’identità della stessa, occorre riferirsi sia al titolo delle proposte che ai relativi contenuti.
Al termine dell’esame preliminare delle proposte abbinate la Commissione procede alla scelta di un testo base ovvero alla redazione di un testo unificato.
Con la scelta di un testo base gli altri testi possono essere considerati come emendamenti al testo base e l’approvazione finale del testo comporterà l’assorbimento delle concorrenti proposte.
Nel caso di redazione di un testo unificato tutte le proposte concorrono alla formazione dello stesso. Il testo unificato verrà identificato, fino alla conclusione del procedimento di approvazione, con tutti i numeri di presentazione assegnati a ciascun provvedimento e pertanto le varie proposte risulteranno avere tutte esaurito il loro iter.
Concetto economico-giuridico con il quale si indica il complesso degli atti di gestione (entrate e spese) e delle operazioni amministrative che si compiono nel corso dell’anno finanziario.
Stat., art. 58, co.6
d.lgs 118/2011, art. 43
l. r. 25/2001, art. 59
reg.reg. 26/2017, art. 11
Con apposita legge regionale può essere concesso l’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per periodi non superiori a tre mesi qualora il bilancio non venga approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente. La legge regionale autorizza l’accertamento e la riscossione delle entrate nonché l’impegno e il pagamento delle spese sulla base della proposta di bilancio annuale presentata dalla Giunta al Consiglio.
Nel corso dell’esercizio provvisorio non è consentito il ricorso all'indebitamento e possono essere impegnate solo spese correnti e le eventuali spese correlate, riguardanti le partite di giro, salvo quelle riguardanti i lavori pubblici di somma urgenza o altri interventi urgenti; gli enti possono impegnare mensilmente, per ciascun programma, unitamente alla quota dei dodicesimi non utilizzata nei mesi precedenti, spese correnti non superiori ad un dodicesimo delle somme previste nel secondo esercizio dell'ultimo bilancio di previsione deliberato.
Pertanto, nel corso dell’esercizio provvisorio:
a) sono impegnate nel limite dei dodicesimi le spese che, per loro natura, possono essere pagate in dodicesimi;
b) sono impegnate, al di fuori dei limiti dei dodicesimi, le spese tassativamente regolate dalla legge, quelle che, per loro natura, non possono essere pagate frazionandole in dodicesimi, e le spese a carattere continuativo necessarie per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi esistenti, impegnate a seguito della scadenza dei relativi contratti.

References: art. 32
 art. 4
 art. 56
 art. 8
 art. 44
 art. 19
 art. 39
 art. 9
 art. 61
 art. 58
 art. 43
 art. 59
 art. 11