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Timestamp: 2017-09-20 20:55:04+00:00

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PPT - Il ruolo degli Enti Locali Relatore : Avv. Valerio Cicchiello Milano – 31 marzo 2010 PowerPoint Presentation - ID:6974994
Il ruolo degli Enti Locali Relatore : Avv. Valerio Cicchiello Milano – 31 marzo 2010PowerPoint Presentation
Il ruolo degli Enti Locali Relatore : Avv. Valerio Cicchiello Milano – 31 marzo 2010
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Il ruolo degli Enti Locali Relatore : Avv. Valerio Cicchiello Milano – 31 marzo 2010 - PowerPoint PPT Presentation
“LA NUOVA V.I.A. NELLA REGIONE LOMBARDIA” La Legge regionale 2 febbraio 2010 n. 5 “Norme in materia di impatto ambientale”. Il ruolo degli Enti Locali Relatore : Avv. Valerio Cicchiello Milano – 31 marzo 2010 AUDITORIO SAN CARLO – SALA VERDE Corso Matteotti 14. Programma del seminario.
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“LA NUOVA V.I.A. NELLA REGIONE LOMBARDIA”La Legge regionale 2 febbraio 2010 n. 5“Norme in materia di impatto ambientale”
Relatore: Avv. Valerio Cicchiello
Milano – 31 marzo 2010
AUDITORIO SAN CARLO – SALA VERDE
CorsoMatteotti 14
IntroduzioneDefinizioni e concetti preliminari
“LA NUOVA V.I.A. NELLA REGIONE LOMBARDIA” – Il ruolo degli Enti Locali
Milano – 31 Marzo 2010 – Corso Matteotti 14
Introdurre le nuove disposizioni relative alla “NUOVA V.I.A. REGIONALE LOMBARDA”
Esaminare il nuovo ruolo e coinvolgimento nella procedura da parte degli Enti Locali
Analizzare alcune problematiche emergenti per gli Enti Locali dall’applicazione delle nuove disposizioni
(Art. 5, comma 1, let. b, D.Lgs. 152/2006)
Procedimentoamministrativovalutativoesteso
A dimensionepuntuale
Con finalitàditutelaambientale
Valutazione ambientale dei progetti, nel seguito valutazione d'impatto ambientale, di seguito VIA: il processo che comprende, secondo le disposizioni di cui al titolo III della seconda parte del presente decreto, lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità, la definizione dei contenuti dello studio d'impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del progetto, dello studio e degli esiti delle consultazioni, l'informazione sulla decisione ed il monitoraggio
Cfr..: Sentenza della Corte Costituzionale26 marzo 2010 n. 120
Sentenza della Corte Costituzionale26 Febbraio 2010 n. 67
(Art. 5, comma 1, let. c) D.Lgs. 152/2006)
sulterritorio
Impatto ambientale: l'alterazione qualitativa e/o quantitativa, diretta ed indiretta, a breve e a lungo termine, permanente e temporanea, singola e cumulativa, positiva e negativa dell'ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici, in conseguenza dell'attuazione sul territorio di piani o programmi o di progetti nelle diverse fasi della loro realizzazione, gestione e dismissione, nonche' di eventuali malfunzionamenti
Cfr. Sentenza del Consigliodi Sato, Sez. V 26 febbraio 2010 n.1134
La verifica attivata allo scopo di valutare, ove previsto, se piani, programmi o progetti possono avere un impatto significativo sull'ambiente e devono essere sottoposti alla fase di valutazione secondo le disposizioni del presente decreto
(Art. 5, comma 1, let. m) D.Lgs. 152/2006)
Accertamentovalutativo
Sul rapporto tra Verifica di Via e Via cfr:
Sentenza della Corte Costituzionale 26 marzo 2010 n. 120
DI VERIFICA: il provvedimento obbligatorio e vincolante dell'autorità competente che conclude la verifica di assoggettabilità
- di verifica
(Art. 5, comma 1, let. n) D.Lgs. 152/2006)
- di valutazione dell’ impatto ambientale (Art. 5, comma 1, let. o) D.Lgs. 152/2006)
DI VALUTAZIONE:il provvedimento dell'autorità competente che conclude la fase di valutazione del processo di VIA. E' un provvedimento obbligatorio e vincolante che sostituisce o coordina, tutte le autorizzazioni, le intese, le concessioni, le licenze, i pareri, i nulla osta e gli assensi comunque denominati in materia ambientale e di patrimonio culturale.
Cfr. Sentenza della Corte diGiustiziaeuropea 3 luglio 2008, proc.C-215/06;
Sentenza Tar Lombardia, Brescia, Sez. I, 22 gennaio 2010, n. 211
La ripartizione di competenze tra V.I.A. Regionale, Provinciale e Comunale
T1: La ripartizione di competenze tra V.I.A. Regionale, Provinciale e Comunale
Criterio della ripartizione secondo D.Lgs 152/2006
Pubblica Amministrazione ex Legge Regionale
Competenza : Ministerodell’Ambiente
Allegato II **
**“Sono sottoposti a VIA in sede statale i progetti di cui all'allegato II al presente decreto”
(art. 7, comma 3 D.Lgs. 152/2006).
Competenza : Ministerodell’Ambiente*
*“In sede statale, l’Autorita’ competente e’ il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare …”
(art. 7, comma 5 D.Lgs. 152/2006).
“ Sono sottoposti a VIA secondo le disposizioni delle leggi regionali, i progetti di cui agli allegati III e IV al presente decreto” (Art. 7, comma 4 D.Lgs. 152/2006).
“In sede regionale, l'autorità competente e' la pubblica amministrazione con compiti di tutela, protezione e valorizzazione ambientale individuata secondo le disposizioni delle leggi regionali o delle province autonome” (art. 7, comma 6 D.Lgs. 152/2006).
Tema 1La ripartizione di competenze tra VIA Regionale, Provinciale e Comunale
T1: La ripartizione di competenze tra VIA Regionale, Provinciale e Comunale
a)Normativa previgente: Legge regionale n. 20 del 1999
(in vigore fino al 18 febbraio 2010)
“La Regione è autorità competente in via generale per le procedure di VIA e di verifica riguardante i progetti indicati all’articolo 2, comma 1, fatte salve le disposizioni di cui ai commi successivi”
(Art. 3, comma 1 L.r. 20/1999)
Secondoil principio dicorrispondenza
“Relativamente alle opere per la cui approvazione o autorizzazione sia competente la provincia territorialmente interessata, quest’ultima è l’autorità competente anche per le procedure di VIA e di verifica”
(Art. 3, comma 2 L.r. 20/1999)
Dgr. 13 ottobre 2008 n. 7366
individuate le opere e gli interventi in materia di rifiuti per le quali la procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. è gia’ ora di competenza della Provincia territorialmente interessata dal progetto e competente al rilascio dell'autorizzazione.
Secondoglielenchiapprovati
“La Giunta regionale approva appositi elenchi, predisposti e periodicamente aggiornati …. , recanti la ricognizione delle opere e degli interventi soggetti alla competenza provinciale ai sensi del comma 2” (Art. 3, comma 3 L.r. 20/1999)
In via puntuale
Solo operericomprese in appositoelenco
“I comuni e le comunità montane … sono autorità competenti alle procedure di valutazione di impatto ambientale e di verifica nei casi e per le tipologie di opere compresi in specifico elenco approvato dalla giunta regionale entro sessanta giorni dall’entrata in vigore delle presente legge” (Art. 3, comma 4L.r. 20/1999)
Concretamente: non e’ stato approvato alcun elenco: la Via comunale non e’ mai stata operativa
secondo la Legge regionale n. 20 del 1999
Il ruolo attivo attuale degli Enti Locali (Province) nella V.I.A.:
→ settoriale (per il solo settore dei Rifiuti)
→ concretamente operativo di recente (quanto ad effettiva messa in opera: a partire da fine 2008)
Confronto numerico verifica di assoggettabilità (relativo all’anno 2009):
→ Verifiche Via Regionali: 204
→ Verifiche Via Provinciali: 135
(Fonte: Silvia Sistema Informativo Lombardo per la Valutazione di Impatto Ambientale; dati aggiornati al 16.3 2010)
b) Normativa vigente: Legge regionale n. 5 del 2010
(in vigore a partire dal 19 febbraio 2010)
Per a) verifica di V.I.A.
b) V.I.A.
secondo il principio della corrispondenza
Tra competenza all’autorizzazione e VIA
secondo il principio della continuità
Vedi parte I allegato C, L.R. 5/2010
secondo una serie di criteri complementari (9) ed uno speciale
Art. 2, comma 2 e Art. 15 L.R. 5/2010
Vedi parte II allegato C, L.R. 5/2010
N.B.: IL CONFERIMENTO DI COMPETENZA, in materia di V.I.A., ALLA PROVINCIA NON E’ IMMEDIATO
Ma è di:
Vedi Art. 2, comma 4 e progetti individuati nell'allegato B della L.R. 5/2010
Cosa cambia per i
ANALIZZIAMO LA NORMA:
ART. 2, COMMA 4 LEGGE Regionale Lombardia n. 5/2010
“Il Comunesul cui territorio si prevede di realizzare l'intervento è, secondo la decorrenza stabilita dall'articolo 14, comma 9, autorità competente all'espletamento delle procedure di VIA e di verifica di assoggettabilità a VIA per i progetti individuati nell'allegato B,rispetto ai quali il comune è competente all'approvazione o all'autorizzazione”.
I requisiti espliciti sono 3:
1) la localizzazione dell’intervento sul territorio;
2) la competenza autorizzatoria od approvativa;
3) l’individuazione dell’intervento nell’elenco dell’Allegato B
COSA CAMBIA RISPETTO A PRIMA PER I COMUNI?
“I comuni e le comunità montane … sono autorità competenti alle procedure di valutazione di impatto ambientale e di verifica nei casie per le tipologie di opere compresi in specifico elenco approvato dalla giunta regionale entro sessanta giorni dall’entrata in vigore delle presente legge” (Art. 3, comma 4L.R. 20/1999)
era PUNTUALE:
“Il Comune sul cui territorio si prevede di realizzare l'intervento è, secondo la decorrenza stabilita dall'articolo 14, comma 9, autorità competenteall'espletamento delle procedure di VIA e di verifica di assoggettabilità a VIA per i progetti individuati nell'allegato B, rispetto ai quali il comune ècompetente all'approvazione o all'autorizzazione” (Art. 2, comma 4 L.R. 5/2010)
è x COMPETENZA:
IL CRITERIO DI ATTRIBUZIONE DELLA COMPETENZA IN MATERIA DI VIA X I COMUNI E’ ORA ….
2. E’ ANCHE IL CRITERIO DI CHIUSURA GENERALE.
1. IL MEDESIMO di quello previsto per Regione e Province (criterio della CORRISPONDENZA)
““La legge regionale che dispone il conferimento di competenze approvative o anche autorizzatorie relative ai progetti di cui alla presente legge deve fare riferimento anche alle corrispondenti competenze in materia di VIA o verifica di assoggettabilità a VIA. Nel silenzio della legge si applicail principio della corrispondenza fra competenze approvative o anche autorizzatorie e competenze in materia di VIA”. Art 2, comma 9, L.R. no. 5/2010
coerente con il principio costituzionale della sussidiarietà : art. 118 Cost
N.B.: IL CONFERIMENTO DI COMPETENZA, in materia di V.I.A., AL COMUNE NON E’ IMMEDIATO
APPROFONDIMENTO: la competenza dei Comuni in materia di via secondo la nuova legge regionale lombarda
Quanti e Quali sono gli interventi (attualmente) individuati nell’Allegato B per cui la competenza è Comunale?
a) Cambiamento di uso di aree non coltivate, semi-naturali o naturali per la loro coltivazione agraria intensiva con una superficie superiore a 10 ettari –
(Settore agricoltura, Let. a allegato B L.r. 5/2010)
b) Piscicoltura per superficie complessiva oltre 5 ettari
(Settore agricoltura, Let. e allegato B L.r. 5/2010)
c) Parcheggi di uso pubblico con capacità superiore a 500 posti auto
(Settore “Progetti di infrastrutture, Let. a allegato B L.r. 5/2010)
La portata dell’innovazione è circoscritta a questi 3 interventi?
Gli allegati A, B, C sono periodicamente aggiornati
Attraverso delibera di Giunta annuale che recepisce le “modifiche legislative”.
Da questo punto di vista, è possibile una futura estensione delle competenze comunali (ugualmente dicasi per le Province).
Art. 2, comma 8 L.r. 5/2010
APPROFONDIMENTO: la competenza degli Enti Locali in materia di via secondo la nuova legge regionale lombarda
L’attribuzione all’Ente Locale della competenza in materia di VIA nel silenzio di disciplina si applica solo per il futuro?
un’interpretazione letterale dell’art. 2, comma 9 della L.r. 5/2010.
un’interpretazione logico-sistematica dell’art.2, c. 9 L.r. 5/2010
E’ possibile [nel senso di giuridicamente sostenibile] un’attuale estensione della competenza degli Enti Locali in materia di VIA, in aggiunta ai casi già specificamente previsti dalla L.R. 5/2010?
Il problema si pone quando …
Vi siano già ora competenze autorizzatorie/approvative del Comune/Provincia in corrispondenza della quale non vi sia una specifica regolamentazione legislativa della competenza in materia di Via: il presupposto, quindi, e’ una lacuna normativa di specificazione delle competenze in materia di VIA
In questo caso, secondo un’interpretazione sistematica della norma, l’Autorità competente …
deveesserel’Ente Locale competenteall’autorizzazionedell’opera/intervento, in applicazione del principio “nelsilenzio della legge ….”
Il caso specifico del Comune: l’attribuzione al Comune della competenza in materia di VIA nel silenzio di disciplina si applica solo per il futuro?
A titolo di prima ricerca: esistono materie per cui si pone già ora il tema? …
Vediamo le seguente norma …..
Art. 1 D.p.r. 447 del 1998
1. Il presenteregolamento ha per oggettola localizzazionedegliimpiantiproduttividibeni e servizi, la lororealizzazione, ristrutturazioneampliamento, cessazione, riattivazione e riconversionedell’attivitàproduttiva …
3. E’ fatto salvo quantodispostodall’art. 27 del decretolegislativo 31 marzo 1998, n. 112, …, in ordine al procedimentodivalutazionediimpattoambientale
… in materia di localizzazione ed autorizzazione degli impianti produttivi
Art. 23 del D.Lgs. 112 /1998
1. Sono attribuite aicomunile funzioni amministrative concernenti la realizzazione, l'ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione e la rilocalizzazione di impianti produttivi, ….
Art. 24 del D.Lgs. 112 /1998
1.Ogni comune esercita, singolarmente o in forma associata, … le funzioni di cui all'articolo 23, …..
2. Presso la struttura è istituito uno sportello unico….
Istituzione sportello unico
Art. 27 del D.Lgs. 112 /1998
1. Sono fatte salve le vigenti norme in materia di valutazione di compatibilità e di impatto ambientale. ….
Silenzio –rinvio in materia di VIA
Art. 6 L.r. n. 1 del 2007, I comma
1. Lo sportello unico di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della l. 15 marzo 1997, n. 59) é responsabile di tutti i procedimenti amministrativi inerenti le attività economiche produttive di beni e servizi. Laddove non sia ancora attivo, le relative funzioni sono assolte dal competente ufficio comunale.
Art. 6 L.r. n. 1 del 2007, V comma
1. Qualora l’intervento sia soggetto a Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) o Valutazione Ambientale Strategica (VAS), i termini [n.d.r.: x la convocazione della conferenza dei servizi che si deve pronunciare sugli atti di assenso] decorrono dalla comunicazione dell’esito favorevole delle relative procedure.
N.B.: AL CONFERIMENTO DI COMPETENZA, in materia di V.I.A., A FAVORE DEGLI ENTI LOCALI DOVREBBE CORRISPONDERE
per scelta legislativa espressa:
Art. 1, comma 3 L.r. n. 1 del 2000
Salvo diversa ed espressa disposizione della presente leggee nel rispetto dell’autonomia organizzativa degli enti locali, il trasferimento ovvero la delega di funzioni comprendono anche l’organizzazione, le dotazioni finanziarie e di personale, nonché le attività strumentali necessarie all’esercizio delle funzioni stesse, secondo i principi fissati dalla normativa regionale
Il trasferimento di:
Il coinvolgimento istruttorio degli Enti Locali nella VIA
T2: Il coinvolgimento istruttorio degli Enti Locali nella VIA
- Al coinvolgimento istruttorio di un Ente Locale
- nelle Via NON STATALI (Regione, Provincia, Comune)
- per cui l’Ente Locale in questione non è competente
N.B.: L’AMBITO DI RIFERIMENTO DEL PRESENTE APPROFONDIMENTO
E’ CIRCOSCRITTO :
La disciplina regionale previgente: che cosa prevedeva la Legge R. n. 20 del 1999?
Articolo 5 L.r. 20 1999
Sono individuati quali enti interessati alla procedura di VIA, ai sensi dell'art. 4, comma 1, del d.p.r. 12 aprile 1996:
a) le province, i comuni e le comunità montanenel cui territorio ricadono l'opera progettata e gli impianti connessi;
b) gli enti gestori di aree protette, nel caso in cui le opere progettate e gli impianti connessi ricadano anche solo parzialmente nel territorio di loro competenza;
c) i soggetti pubblicicui compete il rilascio di atti autorizzatori, concessori, nulla-osta o di assenso, comunque denominati, da acquisire per la realizzazione dell'opera progettata e degli impianti connessi.[1 ]
[1] Articolo abrogato dall'articolo 13 della L.R. n. 5 del 02 febbraio 2010.
→ Principio del coinvolgimento necessario:
T2: Il coinvolgimento istruttorio degli Enti Locali nella VIA sovracomunale
La disciplina regionale vigente: che cosa prevede la Legge R. n. 5 del 2010?
Art. 2, commi 10 e 11 L.r. 5/2010
10. Ai fini della partecipazione al procedimento, sono enti direttamente interessatile province, i comuni, le comunità montane e i parchi nazionali e regionalinel cui territorio è prevista la realizzazione dei progetti per i quali si chiede l'espletamento della procedura di VIA e di verifica di assoggettabilità a VIA.
11. Ai fini della partecipazione al procedimento, sono enti non direttamente interessati gli enti, diversi da quelli di cui al comma 10, sul territorio dei quali sono configurabili potenziali impatti ambientali connessi alla realizzazione dei progetti oggetto di VIA o di verifica di assoggettabilità a VIA. Per partecipare al procedimento gli enti non direttamente interessati presentano all'autorità competente motivata istanza di partecipazione alla procedura di VIA o di verifica di assoggettabilità a VIA. L'autorità competentepuònegare la partecipazionesolo a seguito di provvedimento espresso e motivato, nei casi in cuigli enti indicati al periodo precedente non possano subire pregiudizio alcuno dall'intervento.
Principio del coinvolgimento Principio del coinvolgimento su necessario: richiesta: ≠ da prima
Secondo la territorialità dell’opera
Secondo il principio del potenziale impatto ambientale
dei Parchi nazionali e regionali
di prima (vdinfra)
non c’è più il principio del coinvolgimento degli Enti che hanno competenza:
-al rilascio di autorizzazioni / atti di assenso
Confronto tra normativa previgente e l’attuale
Quanto al principio della territorialità (cfr. art. 5, let. a e b L.r. 20/99 con art. 2, c.10 L.r. 5/2010)
non sono più coinvolti i Gestori di tutte le aree protette che non siano Gestori di parchi nazionali e regionali:
Sono escluse, avendo come riferimento la qualificazione delle aree protette data dal Legislatore lombardo:
- “le riserve naturali”;
- “i monumenti naturali”;
- “le zone di particolare rilevanza naturale e ambientale …. ”;
(L.r. n. 86 del 1983: cfr e vd. art. 1, 2, ed annesso Allegato A alla Legge)
Sono altresì escluse, avendo come riferimento le aree per la salvaguardia della biodiversità costituenti la “Rete Natura 2000”
- “le zone di protezione speciale” (ZTS)
- “i siti di importanza comunitaria” (SIC) ed i proposti siti di importanza comunitaria (Psic);
- “le zone speciali di conservazione” (ZSC)
(L.r. n. 86 del 1983: art. 25 bis e seguenti; D.p.r. 357 del 1997)
Sono pure parimenti escluse:
- “i parchi locali di interesse sovracomunale”
(L.r. n. 86 del 1983: previsti dall’art. 34 ma soppressi dall’art. 2 L.r. 11 del 2010)
- “le riserve naturali locali”
(L.r. n. 86 del 1983: richiamati dall’art. 36)
La portata della modifica in questione
(n.d.r. da cui va scomputata l’area ricoperta dai
parchi regionali, il cui Ente gestore deve essere coinvolto anche ora )
Il “"Sistema delle Aree Protette Lombarde“
comprende24 parchi regionali, distinti per tipologia: fluviali, montani, di cintura metropolitana, agricoli e forestali 78 parchi locali di interesse sovracomunale , 65 riserve naturali, 29 monumenti naturali, questa "rete" copre oltre 450.000 ettari di territorio della Lombardia”
(fonte: Sito Sistema Parchi della Regione Lombardia” http://www.parchi.regione.lombardia.it/html/01_sezione.asp?codalbero=1&nomeclassif=Argomento )
I Siti natura 2000 nella Regione Lombarda
comprendono193 SIC, 66 ZPS (aggiornati con DGR 6648/2008) e ricoprono 372.068 ettari di territorio della Lombardia
(fonte: Ministero Ambiente
http://www.minambiente.it/opencms/export/sites/default/archivio/allegati/finanziamenti_natura_2000/natura2000_lombardia.pdf)
Quanto al nuovo principio del coinvolgimento eventuale
(cfr. art. 5, let. c L.r. 20/99 con art. 2, c.11 L.r. 5/2010)
Viene introdotta una nuova “figura” giuridica:
la figura di “Ente non direttamente interessato”
Ente sul cui territorio sono configurabili potenziali effetti ambientali connessi alla realizzazione dei progetti
Secondo la nuova impostazione:
la partecipazione di questi Enti non DEVE (“dovrebbe”) essere più ricercata dall’Ente competente ma … ammessa a seguito di “motivata istanza”
Il sub procedimento (di ammissione alla partecipazione da parte degli Enti “non direttamente interessati”), per essere tale, e cioè funzionale all’ingresso nel procedimento, porterebbe l’Autorità competente a pronunciarsisulla sussistenza o meno di un potenziale pregiudizio dell’interesse protetto dall’Ente istanteprima della conclusione del procedimento, e cioè prima che la stessa Autorità competente abbia concluso l’iter istruttorio ed acquisitivo delle osservazioni da parte dei soggetti istanti.
Il ruolo degli Enti Locali secondo la nuova Legge
regionale lombarda in materia di V.I.A.
Nello specifico: il coinvolgimento degli Enti locali nella Via regionale
C’è un regime transitorio:
Applicazione delle regole di partecipazione procedurali previgenti
(art. 14, comma 3 L.r. n. 5/2010)
Ci sarà una nuova disciplina procedurale:
Con la costituzione della commissione istruttoria regionale per la V.i.a.
(art. 3. comma 3 L.R. n. 5/2010)
Con applicazione, da subito, della distinzione tra Ente direttamente interessato ed Ente non direttamente interessato
Tema 3Lo svolgimento della V.I.A. degli Enti Locali in proprio, in forma associata, in forma convenzionata ed il suo finanziamento
T3: Lo svolgimento della V.I.A. degli Enti Locali in proprio, in forma associata, in forma convenzionata ed il suo finanziamento
Possibile esercizio in forma associata
Possibile incentivazione regionale
Art. 3, comma 2 DLgs. 112/1998
Al fine di favorire l'esercizio associato delle funzioni dei comuni di minore dimensione demografica, le regioni individuano livelli ottimali di esercizio delle stesse, ….. Nell'ambito della previsione regionale, i comuni esercitano le funzioni in forma associata, individuando autonomamente i soggetti, le forme e le metodologie, entro il termine temporale indicato dalla legislazione regionale. Decorso inutilmente il termine di cui sopra, la regione esercita il potere sostitutivo nelle forme stabilite dalla legge stessa. La legge regionale prevede altresì appositi strumenti di incentivazione per favorire l'esercizio associato delle funzioni.
Le forme possibili di Via degli Enti Locali in Regione Lombardia
a) il supporto tecnico- amministrativo alla Regione
b) il supporto tecnico-scientifico all’Arpa
“La Regione assicura, se richiesto, adeguato supporto tecnico-amministrativo in materia di VIA alle altre autorità competenti ai sensi della presente legge” (art. 3, comma 9 L.R. n. 5 /2010).
Lo svolgimento della V.I.A. degli Enti Locali in proprio
“Le autorità diverse dalla Regione …possono avvalersi del contributo tecnico- scientifico dell'ARPA per l'espletamento delle procedure di VIA e di verifica di assoggettabilità a VIA in relazione alle attività di competenza elencate alle lettere a), b), c) e d) del comma 3 ed esclusivamente secondo le modalità stabilite nel regolamento di cui al comma 1 e …” (art. 3, comma 4 L.r. n. 5/2010).
a) Attraverso la forma associata
b) Attraverso la Convenzione:
con la comunità montana
altre forme associative con il vincolo di risultato:
“almeno 5.000 residenti”
Lo svolgimento della V.I.A. degli Enti Locali (per i piccoli comuni) in coordinamento con altri Enti Locali
“Per l'espletamento delle procedure …. i piccoli Comuni … possono costituire o aderire … a una delle forme associative di cui all'articolo 16, comma 1, lettere a) e c), della legge regionale 27 giugno 2008, n. 19 …., che raggiunga una popolazione di almeno 5.000 residenti, ovvero stipulare convenzioni con la rispettiva provincia o …. con la rispettiva comunità montana” (art. 2, comma 5 L.r. 5/2010).
N.B.: in base alla Legge regionale n. 7 del 5 febbraio 2010
I Piccoli Comuni (così come definiti dalla Legge 5 maggio 2004, n. 11, modificata dalla L.r. n. 7/2010)
sono passati da: 2.000 a:3.000
I comuni così interessati passano così
da: 687 a: 870
Il conseguente possibile accesso ai fondi regionali
“Sono destinatarie dei contributi di cui all'articolo 1, comma 1 [n.d.r.: i contributi regionali], …: a) le unioni di comuni lombarde …. costituite ai sensi dell'articolo 18 della l.r. n. 19/2008, che esercitano la gestione associata di funzioni e servizi all'interno degli ambiti territoriali di riferimento ….; b) le comunità montane”. (art. 2 Reg. Regionale 2 del 27 luglio 2009, in Burl n. 30 del 27.07.2009)
“La Giunta regionale, nell'atto di determinazione dei contributi regionali per la gestione associata di funzioni e servizi comunali, provvede a raddoppiare i parametri economici per abitante per i piccoli comuni di cui al presente articolo” (Art 5, comma 5 L.R. 11 del 2004).
Le forme possibili di V.I.A. degli Enti Locali in Regione Lombardia
attraverso l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali:
-nelle unioni di comuni
-nelle comunità montane
Lo svolgimento della V.I.A. comunale (per i comuni non piccoli) in coordinamento tra di loro:
“Sono destinatarie dei contributi di cui all'articolo 1, comma 1 [n.d.r.: i contributi regionali], …: a) le unioni di comuni lombarde …. costituite ai sensi dell'articolo 18 della l.r. n. 19/2008, che esercitano la gestione associata di funzioni e servizi all'interno degli ambiti territoriali di riferimento ….; b) le comunità montane”. (art. 2 Reg. Regionale 2 del 27 luglio 2009, in Bur n. 30 del 27.07.2009)
Il finanziamento della V.I.A. degli Enti Locali
il soggetto che propone l'opera
A CHI PAGA?
all'autorità competente
entro quindici giorni dalla presentazione dell'istanza …
Fonte: Art. 3, comma 5, L.R. 5/2010
… QUANDO PAGA?
Come si calcola il momento di presentazione dell’istanza?
Per la verifica di assoggettabilità:
La procedura di verifica di assoggettabilità a VIA è svolta dall'autorità competente secondo le modalità stabilite con il regolamento di cui all'articolo 3, comma 1, ferme restando le procedure di semplificazione e coordinamento di cui all'articolo 4; ai fini della presente legge, è formalmente avviata e i relativi termini iniziano a decorrere con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, su istanza del proponente, dell'avviso dell'avvenuta trasmissione della necessaria documentazione. (art. 6, comma 1 L.R. 5/2010)
Per la V.I.A.:
La legge regionale non specifica il momento esatto:
lo potrà fare il regolamento;
nel silenzio, applicazione analogica del principio stabilito per la verifica di assoggettabilità
pubblicazione del progetto e dello studio di impatto ambientale
(art. 5, comma 1, let. b della L.r. n. 5/2010)
… QUANTO PAGA?
N.B.: SCOMPUTO ONERI GIA’ ASSOLTI PRIMA DELLA VIA
In caso di progetto assoggettato a VIA a seguito di relativa verifica di assoggettabilità o per il quale sia stata svolta la fase facoltativa di consultazione con l'autorità competente di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), dagli oneri istruttori della procedura di VIA dovuti dal proponente ai sensi dei commi 5 e 6 è scomputata una somma pari a quanto versato per la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA o per lo svolgimento della fase facoltativa.
(ART. 3, comma 7 L.R. n. 5/2010)
LE ULTERIORI PRECISAZIONI SUGLI ONERI CHE SARANNO DECISE IN SEDE DI REGOLAMENTO ( secondo l’art.3, comma 6, lettera A e B L.R. 5/2010):
GLI AGGIORNAMENTI DEGLI ONERI (secondo l’art. 3, comma 8 L.R. 5/2010)
A cura della Giunta regionale
Tema 4Le dinamiche procedimentali della V.I.A. degli Enti Locali
T4: Le dinamiche procedimentali della V.I.A. degli Enti Locali
1. Prima della V.I.A.:
Procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A.
2. Insieme alla V.I.A.:
Procedura di autorizzazione contestuale alla V.I.A.
3. Prima dell’avvio della V.I.A.:
4. La V.I.A.
La procedura di verifica diassoggettabilità a V.I.A.
Una prima ipotesi procedimentale:
LA VERIFICA DI VIA ENDOPROCEDIMENTALE ALLA VAS
“In sede di VAS,
l'autorità procedentepuò
individuare i progetti di cui all'allegato B, previsti dal piano o dal programma, che per natura, dimensione e localizzazione ritiene di valutare in modo coordinato, per individuarne gli impatti cumulativi;
in tal caso la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA è effettuata in sede di VAS, sentita l'autorità competente in materia di verifica di assoggettabilità a VIA, e garantita adeguata informazione e partecipazione al relativo procedimento, ….”
(art. 4, comma 11 L.r. 5/2010)
Il contesto procedimentale:
In sede di Vas
La pluralità di progetti
individuare gli impatti cumulativi dei progetti
Autorità procedente alla Vas
Autorità competente alla Verifica di Via
Partecipante al procedimento
All’interno della VAS
Al di fuori della VAS
VERIFICA DI VIA ENDOPROCEDIMENTALE
Verifica di VIA AUTONOMA
L’ipotesi della verifica di assoggettabilità in sede di VAS:
NON E’ soggetta alla previa definizione di regole procedimentali ed applicative: in teoria tale strumento di raccordo è operativo da subito
Tra le disposizione transitorie è, però, previsto la definizione dei CRITERI E DELLE MODALITA’ per l’integrazione delle procedure con Delibera di Giunta (art. 14, comma 5 L.r. n. 5/2010)
La ve La Verifica di assoggettabilità autonoma
Il quadrodiriferimentoprocedimentale
I parametri di azione e riferimento:
Necessità di coordinare le norme sul procedimento:
- previste dalla L.r. 5/2010 e dal regolamento attuativo
con quelle altrove presenti sul tema (tra cui. L. n. 241 del 1990 e il D.Lgs. 152/2006*)
con quelle statutarie e regolamentari di ciascun Ente Locale → vd. infra
*Art. 35 D.lgs. 152 /2006
2. Trascorso il termine di cui al comma 1, trovano diretta applicazione le disposizioni del presente decreto, ovverole disposizioni regionali vigenti in quanto compatibili.
Le fasi del procedimento di verifica - FASE I
AVVIO(per impulso ed a cura del Soggetto proponente)
→ presentazione istanza, contenente:
dichiarazione di conformità delle copie digitali alla documentazione cartacea
alla trasmissione avvenuto breve avviso sul burl
alla trasmissione documentazione a dimostrazione avvenuto pagamento oneri
al deposito anche c/o Comune /Provincia/Regione interessata
→pubblicazione sintetico avviso di “avvenuta trasmissione della documentazione” sul Burl, contenente:
Indicazione Proponente
l'oggetto e la localizzazione prevista per il progetto, il luogo ove possono essere consultati gli atti nella loro interezza ed i tempi entro i quali e' possibile presentare osservazioni” (ex. Art. 20, comma 2 D.lgs. 152/2006)
Le fasi del procedimento di verifica - FASE II : adempimenti e verifiche preliminari
Adempimenti e verifiche preliminari (a cura dell’Ente Locale)
a) adempimenti
Individuazione dell’Ufficio e del Responsabile competente
La competenza funzionale interna:
l’individuazione dell’Unità organizzativa responsabile delle istruttoria e dell’adozione del provvedimento
l’Ufficio competente all’adozione dell’atto autorizzatorio comunque denominato
Le fasi del procedimento di verifica - FASE II: adempimenti e verifiche preliminari
nel rispetto dell’autonomia organizzativa dell’Ente
“Nel rispetto dei princìpi fissati dalla legge e dello statuto, il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni”
(art. 7 D.Lgs. n. 267/2000, Tuel).
“Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per regolamento, le amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza l'unità organizzativa responsabiledella istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell'adozione del provvedimento finale.
(art. 4 L. n. 241/1990)
l’individuazione del responsabile delle istruttoria e dell’adozione del provvedimento
“Il regolamento … individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti …”
(art. 10, comma 2 D.Lgs. n. 267/2000, Tuel).
“Il dirigente di ciascuna unità organizzativa provvede ad assegnare a sé o ad altro dipendente addetto all'unità la responsabilità della istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonché, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale. Fino a quando non sia effettuata l'assegnazione di cui al comma 1, è considerato responsabile del singolo procedimento il funzionario preposto alla unità organizzativa determinata a norma del comma 1 dell'articolo 4” (art. 5 L. n. 241/90).
Verifica di competenza positiva:
Il progetto appartiene a quelli riservati alla competenza dell’Ente Locale interessato?
(cfr. Allegato B - All IV D.lgs. 152/2006)
(se ne darà conto in sede di provvedimento nei “preso atto” ai fini della catalogazione progettuale cfr esempio provvedimento di verifica di assoggettabilità: “preso atto che la tipologia progettuale in esame è prevista dal punto …., let. … dell’allegato B della L.R. n. 5/2010)
provvedimento di improcedibilità per incompetenza
Le fasi del procedimento di verifica - FASE II
Verifica di competenza negativa:
Il progetto appartiene a quelli riservati alla Regione in base ad uno degli speciali criteri di competenza (cfr. art. 2, commi 2 e 6 L.R. 5/2010 )
se ne potrà dare conto in sede di provvedimento nei “preso atto” ai fini della certificazione di assenza di competenza: “preso atto che la tipologia progettuale in esame non rientra tra i progetti di cui all’art. 2, commi 2 e 6 della L.r. 5/2010 sottoposti, in ogni caso, alla competenza regionale”)
Il profilo della gestione di una rilevata causa di incompetenza potrebbe essere affrontato in sede di stipulazione protocollo di intesa con enti locali (che deve stabilire, “tra l’altro, le modalità di raccordo e di coordinamento tra le strutture della regione competenti in materia di Via e quelle delle altre autorità competenti” art. 7, comma 3 L.r. 5/2010)
Verifica di localizzazione del progetto :
l’area ricade in zona protetta (parco nazionale e/o regionale)?
L’area ricade in comunità montana?
Per saperlo: http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silviaAreeProtette/showimage.aspx
tenerne conto ai fini dell’individuazione della documentazione da produrre, delle comunicazioni di avvio rivolte agli Enti direttamente interessati (cfr. art. 2, comma 11 L.r. 5/2010) e dell’individuazione delle soglie dimensionali (cfr. art. 6, comma 8 D.Lgs. 152/2006).
l’area ricade in Aree Rete natura?
Per saperlo:
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silviaAreeProtette/showimage.aspx
tenerne conto ai fini dell’individuazione della documentazione da produrre e delle comunicazioni dirette agli Enti potenzialmente interessati (cfr. art. 6, comma 3 L.r. n. 5/2010)
“La VAS e la VIA comprendono le procedure di valutazione d'incidenza di cui all'articolo 5 del decreto n. 357 del 1997;
a tal fine, il rapporto ambientale, lo studio preliminare ambientale o lo studio di impatto ambientale contengono gli elementi di cui all'allegato G dello stesso decreto n. 357 del 1997 e la valutazione dell'autorita' competente si estende alle finalità di conservazione proprie della valutazione d'incidenza oppure dovrà dare atto degli esiti della valutazione di incidenza. Le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale” (art. 10, comma 3 D.Lgs. 152/2006).
l’area ricade in zona sottoposta a vincolo
(ad esempio: idrogeologico/paesaggistico/fascia di rispetto/ prossimità)?
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/mapsiba20/IndexVincoli.jsp
tenerne conto ai fini dell’individuazione della documentazione da produrre e
delle comunicazioni dirette agli Enti potenzialmente interessati (dipende dal vincolo)
Verifica di completezza dei documenti presentati:
Verifica di completezza minima
E’ presente la documentazione minima richiesta?
Verifica di completezza specifica
E’ presente la documentazione richiesta
dalla tipologia dell’opera e dalla localizzazione specifica?
“Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, i termini”
(n.d.r.: per la conclusione del procedimento) “possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell’amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 14, comma 2. (Art. 2, comma 7 L. n. 241/1990)
Opportunità di avvalersi della facoltà di sospensione
al termine delle verifiche preliminari
Eventuale verifica e pronuncia sull’istanza di riservatezza:
E’ presente una istanza per la pubblicazione con omissione di dati riservati ?
Pronuncia sull’istanza
Fonte: (art. 9, comma 4 D.lgs. 152/2006)
Le fasi del procedimento di verifica - FASE III
Agli Enti direttamente interessati
Fonte: (art. 2, comma 10 L.R. 5/2010; art 7, L.241/1990)
Agli Enti non direttamente interessati?
NO, in base all’art. 2, comma 11 L.r. n. 5/2010
SI, in base all’art. 7, comma 1 secondo periodo della L. n. 241 Del 1990; art. 29, comma 2 bis L. n. 241/1990)
Le fasi del procedimento di verifica - FASE IV
Adempimenti preliminari successivi all’avvio (a cura dell’Ente Locale)
Affissione avviso c/o Albo Pretorio
Fonte: (art. 20, comma 2 D.Lgs. 152/2006)
Pubblicazione avviso sul sito web: principali elaborati del progetto preliminare + studio preliminare ambientale
Fonte: (art.20, comma 2 D.Lgs. 152/2006; art. 7, comma 1 L.R. 5/2010)
“A far data dal 1º gennaio 2011, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati” (art. 32 Legge n. 69/2009, così come modificato dall’art 1, comma 1 della Legge n. 25/2010).
Le fasi del procedimento di verifica - FASE V
Istruzione (a cura dell’Ente Locale):
Eventuale intervento nel procedimento (art. 9 l. n. 241/1990)
Tempo per la partecipazione:
“Entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso di cui al comma 2 chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie osservazioni”.
(art. 20, comma 3 D.Lgs. 152/2006)
“Le pubbliche amministrazioni regionali e locali hanno facoltà di assegnare ai cittadini residenti caselle di posta elettronica certificata atte alla trasmissione di documentazione ufficiale” (Art. 6, comma 2-bis D.Lgs. 82 /2005, Codice Amministrazione digitale).
Esempio: regione Lombardia [email protected]
Eventuale supplemento istruttorio
(attraverso Richiesta Pareri )
Agli Enti territoriali interessati → Parere di merito
Alla Commissione → Parere specialistico di competenza
(art. 6, comma 2 L.R. n. 5/2010)
All’Arpa → parere tecnico-scientifico
(art. 3, comma 4 L.R. n. 5/2010)
Necessario esame
Le fasi del procedimento di verifica - FASE VI
Tempo per la decisione:
45 gg. dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni
“L’autorità competente nei successivi quarantacinque giorni, sulla base degli elementi di cui all'allegato V del presente decreto e tenuto conto dei risultati della consultazione, verifica se il progetto abbia possibili effetti negativi apprezzabili sull'ambiente. Entro la scadenza del termine l'autorità competente deve comunque esprimersi.”
(art. 20, comma 4 D.Lgs. 152/2006)
Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza .
(art. 2, comma 5 L. n. 241 del 1990)
Le fasi del procedimento di verifica - FASE VI: la Decisione
provvedimento di verifica di NON assoggettabilità a Via
→ semplice
→ con prescrizioni
provvedimento di verifica di assoggettabilità
→ necessario avvio della VIA
Le caratteristiche del provvedimento di verifica di assoggettabilità:
Obbligatorio e vincolante
(a titolo di conclusione del procedimento di verifica; cfr. art. 5, comma 1, lett. n., D.Lgs. 152/2006)
II) INSIEME ALLA V.I.A.: Procedura di autorizzazione contestuale alla V.I.A.
La Via contestuale all’’Autorizzazione/ Approvazione del Progetto
P.A. competente in materia di V.I.A.
P.A. competente in materia di Autorizzazione
presenta istanza di V.I.A.
attiva anche la procedura di autorizzazione
Principio di contestualità delle istanze
“Il soggetto proponente, contestualmente alla presentazione dell'istanza di VIA, attiva le procedure autorizzatorie o anche approvative riferite al relativo progetto, ….. affinché le pubbliche amministrazioni competenti .… , ove diverse dall'autorità competente in materia di VIA, siano tempestivamente informate dei procedimenti in essere. …” (Art. 4, comma 1 L.r. 5 /2010)
Obbligo di verifica preliminare da parte della P.A. ricevente l’istanza
“… la documentazione tecnica depositata a corredo dell'istanza di VIA deve rendere contodi quanto depositato dal soggetto proponente presso le altre amministrazioni a corredo delle specifiche richieste autorizzatorie o anche approvative” (Art. 4, comma 1 L.r. 5 /2010).
Il procedimento contestuale
L’Autorità competente in materia di V.I.A.
Enti competenti all’Autorizzazione /Approvazione
Enti competenti all’Approvazione dal punto di vista paesistico-ambientale (se diverso dall’autorità competente x VIA)
Indice conferenza dei servizi istruttoria
Enti gestori dei siti di Rete Natura 2000
Enti territoriali che hanno richiesto di partecipare
Direz. Gen. Min. x i Beni e le Attività Culturali (se progetto ricade su aree vincolate ex D.Lgs. 42/2004)
Partecipazione, attraverso pareri
La procedura di consultazione / scoping
→ soggetto proponente e l’Ente Locale competente sulla VIA
→ definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale
Facoltativa →	in generale
Obbligatoria	→ per infrastruttura
(per lo più di competenza provinciale)
Le fasi della Via in senso stretto
Presentazione e pubblicazione :
Oggetto: progetto e studio di impatto ambientale
Indizione di conferenze di servizi
Svolgimento di consultazioni
Oggetto: studio di impatto ambientale ed esiti della consultazione
Decisione dell'autorità competente
Monitoraggio secondo il piano di cui all'articolo 8.
La disciplina transitoria eda regime (schema)
T5: La disciplina transitoria ed a regime (schema)
Competenze Regione in materia di VIA a regime
Le opere in rapporto alle quali la Regione era già competente in base alla L.r. n. 20 del 1999
e che non sono state trasferite a favore degli Enti Locali
Competenze Provincia in materia di VIA già acquisite
Le opere in rapporto alle quali la Provincia era già competente in base alla L.r. n. 20 del 1999
e che non sono state trasferite a favore del Comune (n.d.r.: rifiuti ; vd DGR 28.05.2008 VIII/007366)
Competenze della Regione (al posto della Provincia) in via transitoria
Nuove Competenze della Provincia in materia di Via
Impianti di smaltimento-trattamento. Recupero dei rifiuti
Agricoltura; lavorazione dei metalli e dei prodotti minerali; industria dei prodotti alimentari; industria dei tessili, del cuoio, del legno e della carta; industria della gomma e delle materie plastiche; altri progetti.
Competenze della Regione (al posto del Comune) in via transitoria
Le Competenze del Comune in materia di VIA
Cambiamento uso aree per coltivazione intensiva superficie > 10 ettari
Piscicoltura per superficie complessiva oltre 5 ettari
Parcheggi di uso pubblico con capacità superiore a 500 posti auto
60 giorni dal Reg.
180 giorni dal Regolamento attuativo
9 marzo 2009 Relazione annuale Comitato Pari Opportunita dell Universita degli Studi di Milano

References: Sentenza 

Sentenza 
 Sentenza 

Sentenza 
 Sentenza 

Sentenza 

Art. 2
 Art. 15
 Art. 2

ART. 2
 art. 118

Art. 2

Art. 1

Art. 23

Art. 24

Art. 27

Art. 6

Art. 6

Art. 1

Articolo 5

Art. 2
 art. 5
 art. 2
 art. 1
 art. 25
 art. 5
 art. 2

Art. 3
 Art. 3
 Art. 20
 art. 2
 art. 7
 art. 2
 art. 6
 art. 6
 art. 29
 art. 7
 art. 5