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REGOLAMENTO DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO - PDF
REGOLAMENTO DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO
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1 Allegato alla deliberazione n. 330 del 30/06/2008 REGOLAMENTO DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO PER L ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE INTRAMURARIA DEI DIRIGENTI MEDICI VETERINARI 1
2 PREMESSA Il presente regolamento, sostituisce integralmente quello già approvato in sede di stipula dei contratti collettivi integrativi aziendali della Dirigenza Medica Veterinaria, di cui alla deliberazione n. 690/2007,. per la parte interessante la predetta Dirigenza Medica Veterinaria che viene disciplinata esclusivamente con il presente regolamento. ART. 1 NORME GENERALI L A S L di Lecco organizza l esercizio dell attività libero-professionale intramuraria da parte dei Dirigenti Medici Veterinari nel rispetto dei seguenti principi generali 1. per attività libero-professionale dei medici veterinari con rapporto di lavoro esclusivo, si intende l attività che detto personale, individualmente o in equipe esercita fuori dell orario di servizio fuori dai turni di pronta disponibilità e di aspettativa a vario titolo, fuori dai giorni di festività infrasettimanali (ivi incluso il Santo Patrono ), in favore e su libera scelta dell assistito e con oneri a carico dello stesso o di assicurazioni o fondi sanitari integrativi; 2. deve essere garantita da parte del dirigente interessato la prevalenza dell attività istituzionale definita dai LEA sull attività libero professionale intramuraria sia in termini di orario che di volumi di prestazioni; pertanto come previsto dall art. 15 quinques, comma 3, del D. Lgvo 502/1992 per assicurare un corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e corrispondente attività libero professionale, quest ultima non può comportare, un volume di prestazioni superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali, nonché un impegno superiore al 50% dell orario di servizio effettivamente prestato; 3. l attività libero professionale non deve contrastare con le finalità istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale con particolare riferimento alla tutela, da parte del servizio pubblico, della salute dei cittadini ne essere concorrenziale con le finalità e le attività istituzionali dell Azienda ma deve concorrere ad aumentare la disponibilità e a migliorare la qualità complessiva dei servizi resi all utenza, integrandosi con quella istituzionale; 4. la libera professione dovrà essere esercitata in sintonia con le finalità proprie dell Azienda così da rafforzarne il ruolo primario nel settore; 5. l attività libero professionale è prestata nella disciplina di appartenenza o in disciplina equipollente. Ai sensi del D.M. 28 febbraio 1997 il personale che in ragione delle funzioni svolte o della disciplina di appartenenza non può esercitare l attività libero professionale nella propria struttura o nella propria disciplina, può essere autorizzato dal Direttore Generale, previa acquisizione del parere favorevole del Direttore sanitario e del Collegio di Direzione e delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria, ad esercitare l attività in altra struttura dell Azienda o in una disciplina diversa da quella di appartenenza, purché esso sia in possesso della specializzazione nella disciplina o di una anzianità di servizio di cinque anni nella disciplina stessa purché tale attività sia compresa tra quelle erogabili in via istituzionale; 6. con una corretta programmazione dell attività libero professionale intramuraria e con le risorse dalla stessa derivanti, nonché con ulteriori risorse eventualmente disponibili,. dovranno, essere definiti interventi mirati alla salvaguardia, ai potenziamento ed alla valorizzazione delle attrezzature dell Azienda; 2
3 ART. 2 TIPOLOGIE L'esercizio dell attività libero professionale può avvenire nelle seguenti forme: a) libera professione individuale, caratterizzata dalla scelta diretta da parte dell utente in forma singola o associata del singolo professionista cui viene richiesta la prestazione; b) attività libero professionale a pagamento svolta in equipe, all'interno delle strutture aziendali, caratterizzata dalla richiesta di prestazioni da parte dell'utente all équipe, che vi provvede nei limiti delle disponibilità orarie concordate; c) attività libero-professionale richiesta a pagamento da singoli utenti e svolta individualmente o in equipe, in strutture di altra Azienda del S.S.R. o in altre strutture sanitarie non accreditate, messe a disposizione da terzi, previa convenzione; d) attività libero-professionali a pagamento richieste da terzi (utenti singoli o associati, aziende o enti) all'azienda, anche al fine di consentire la riduzione dei tempi di attesa secondo programmi predisposti dall'azienda stessa, d'intesa con le équipes dei servizi interessati. Le prestazioni di cui alla lettera d) potranno essere richieste dall Azienda, in via eccezionale e temporanea, ad integrazione dell'attività istituzionale, ai propri Dirigenti allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza d'organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti con personale in possesso dei requisiti di legge. Le prestazioni erogate secondo questa modalità devono essere chiaramente separate dalla libera professione intramuraria, sulla base di una specifica programmazione e gestione aziendale. Le prestazioni erogate secondo questa modalità in casi di eccezionalità stabiliti dalla Direzione Aziendale non devono essere conteggiate nel numero di prestazioni erogate con i limiti previsti al comma 2 dell art. 1. ART. 3 PRESTAZIONI EROGABILI L art. 15 quinques, comma 3, del D. Lgvo 502/92 sancisce che deve essere assicurato un corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e corrispondente attività libero professionale pertanto, i dirigenti che hanno optato per l esercizio della Libera professione intramuraria dovranno garantire un livello di produttività quanti-qualitativo almeno pari, sia in regime di assistenza pubblica che in regime di attività libero professionale, attraverso l erogazione delle stesse tipologie di prestazioni; non è quindi possibile erogare particolari prestazioni solo in regime di attività libero professionale ne variane il contenuto qualitativo;. ART. 4 ATTIVITÀ ESCLUSE Non rientrano fra le attività libero professionali, ancorché possano comportare la corresponsione di emolumenti ed indennità, le seguenti attività: 1. partecipazione ai corsi di formazione, diplomi universitari e scuole di specializzazione e diploma, in qualità di docente; 3
4 2. collaborazioni a riviste e periodici scientifici e professionali; 3. partecipazione a commissioni di concorso o altre commissioni presso enti o Ministeri; 4. relazione a convegni e pubblicazioni dei relativi interventi; 5. partecipazione a comitati scientifici; 6. partecipazione ad organismi istituzionali della propria categoria professionale o sindacale non in veste di dirigenti sindacali; 7. attività professionale sanitaria, resa a titolo gratuito o con il solo rimborso delle spese sostenute, a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni e associazioni di volontariato o altre organizzazioni senza fine di lucro, previa comunicazione all azienda della dichiarazione da parte dell organizzazione interessata della totale gratuità delle prestazioni; 8. l espletamento dell incarico di perito o consulente tecnico d ufficio a seguito di nomina da parte dell autorità giudiziaria (D.M. 28/02/1997 e nota Dipartimento funzione pubblica 16/12/1996, prot ). L attività non occasionale di consulente tecnico d ufficio deve essere previamente comunicata al Responsabile di afferenza gerarchica ed al Direttore del Dipartimento competente per materia. I proventi derivanti dall incarico in argomento sono da corrispondere direttamente al dirigente interessato dal richiedente la prestazione senza l utilizzo del bollettario fatture aziendale ART. 5 AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO Il Dirigente con rapporto di lavoro esclusivo che intende svolgere l attività libero professionale deve presentare richiesta, alla Direzione Generale, corredata del parere del Responsabile di Cdr, di Dipartimento e della Direzione Aziendale competente. L istanza di esercizio della libera professione dovrà essere redatta nel seguente modo: a) Generalità e recapito; b) Specializzazioni possedute se richieste per l esercizio; disciplina di appartenenza; c) Calendari e orari riservati all'esercizio dell'attività libero professionale; d) Tipologia delle prestazioni, e dettaglio dei certificati in caso di attività medico legale; e) Tariffa prescelta; f) Locali ed attrezzature; g) Sede; h) Eventuale personale di supporto; i) se prestata in equipe, indicazione degli altri componenti. j) Parere Resp. Cdr k) Parere direttore competente l) Parere direttore distretto per spazi Eventuali modifiche dei punti sopraelencati (da b a i) prevedono il medesimo iter. Le consulenze tecniche di parte, fatta eccezione per quelle medico-legali, devono essere richieste singolarmente di volta in volta, per il tramite del Responsabile della struttura di appartenenza e del Direttore del Dipartimento competente per materia, previa acquisizione del parere del Direttore competente. 4
5 ART. 6 ORGANIZZAZIONE DELL'ATTIVITÀ L attività libero professionale deve essere esercitata in fasce temporali diverse dal normale orario di servizio e, comunque, secondo i seguenti criteri: 1) l'attività libero professionale ambulatoriale deve espletarsi in orari preventivamente concordati con il Responsabile della struttura di appartenenza del Dirigente interessato. Essa deve comunque essere prestata al di fuori dell'impegno di servizio e al di fuori dei turni di pronta disponibilità; 2) L'attività libero professionale viene svolta presso le strutture dell'azienda o, previa preventiva autorizzazione, presso altra struttura 3) deve essere garantito un equilibrato rapporto tra le attività libero professionali e quelle in attività istituzionale; 4) nello svolgimento dell'attività libero professionale di cui all'art. 1 non è consentito l'uso del ricettario del Servizio Sanitario Nazionale; ART. 7 TIPOLOGIE DI PRESTAZIONI Le tipologie di attività libero professionale oggetto delle presenti linee sono quelle svolte in forma individuale e di equipe (art. 55 c. 1 lettera a) del CCNL 8 giugno 2000). Le restanti tipologie di attività libero professionale di cui all art. 55 c. 1 e 2 del CCNL 8 giugno 2000 trovano esaustiva regolamentazione nelle vigenti normative contrattuali ed in sede di contrattazione integrativa aziendale. L attività libero professionale intramuraria dei dirigenti medici veterinari va distinta come segue: Attività ambulatoriali erogate a livello istituzionale presso strutture dell Azienda Attività necessariamente extra-ambulatoriali erogate a livello istituzionale Per attività ambulatoriali si intendono tutte quelle prestazioni cliniche o professionali erogate presso specifiche strutture: visite cliniche ambulatoriali Interventi chirurgici ambulatoriali Autopsie di piccoli animali o animali da cortile Analisi biochimiche Studio di dati, referti clinici, progettualità, piani di intervento, ecc. Per attività necessariamente extra ambulatoriali si intendono tutte quelle prestazioni che devono essere erogate presso le strutture di custodia degli animali o presso le strutture produttive: Visite cliniche o accertamenti presso il domicilio o sedi dei richiedenti Visite cliniche presso gli allevamenti. 5
6 ART. 8 MODALITA DI PRENOTAZIONE La prenotazione delle prestazioni da erogare in regime di libera professione intramuraria da parte dei medici veterinari può essere effettuata dal richiedente presso le segreterie amministrative dei Servizi del Dipartimento Veterinario oppure presso lo stesso dirigente veterinario al quale si chiede la prestazione che comunicherà successivamente alla segreteria la prenotazione della prestazione. Le prestazioni programmabili devono, invece, essere registrate preventivamente presso le segreterie amministrative dei Servizi veterinari. Le prestazioni a carattere d urgenza o richieste fuori dall orario di servizio direttamente al veterinario devono essere registrate presso le segreterie amministrative dei Servizi del Dipartimento Veterinario il primo giorno lavorativo successivo alla richiesta d intervento, la registrazione viene effettuata direttamente a cura del dirigente veterinario che ha erogato la prestazione. ART. 9 CONTROLLI E SITUAZIONI DI INCOMPATIBILITÀ. L attività di controllo sulla libera professione è garantita, per gli ambiti di rispettiva competenza, dal Direttore Sanitario che si può avvalere della collaborazione dei Direttori di Dipartimento interessati. Tali competenze rendono incompatibile lo svolgimento della libera professione nell ambito in cui esercitano il controllo. Tale attività di controllo si esercita mediante verifica della regolarità della prestazione resa in regime di libera professione (art. 2 tipologie) attività aziendale a pagamento (art. attività aziendale a pagamento). ART. 10 PERSONALE COINVOLTO NELLA RIPARTIZIONE DEI PROVENTI. II personale coinvolto nell'attività libero professionale in regime ambulatoriale è individuato come segue: a) Dirigente (singolo o in equipe) al quale l'utente, pagante in proprio, richiede la prestazione e che esercita l'attività libero professionale ambulatoriale fuori dall'impegno di servizio; b) Personale di supporto indiretto: personale dei restanti ruoli che collabora per assicurare l'esercizio dell'attività libero-professionale ai sensi del comma 1, lett.c) art. 8 D.M. Sanità c) Personale della dirigenza sanitaria che ha optato per l'attività libero professionale intramuraria e che, in ragione delle funzioni svolte, dell incarico gestionale assegnato o della disciplina di appartenenza, non può esercitare l'attività libero - professionale ai sensi del comma 1, lett. b art. 8 D.M. Sanità ART. 11 TARIFFE. Per tutte le prestazioni erogate in regime di libera professione si farà riferimento ai tariffari che saranno determinati in accordo con i professionisti. 6
7 Le tariffe così stabilite dovranno assicurare l integrale copertura di tutti i costi direttamente e in direttamente correlati alla gestione dell attività libero professionale, ivi compresi quelli connessi alle attività di prenotazione e di riscossione degli onorari Il personale interessato deve notificare, nell istanza di autorizzazione all esercizio, la tariffa prescelta indicando al tariffa stabilità dal tariffario nazionale/regionale vigente e l eventuale percentuale di variazione Entro il 30 novembre di ogni anno, e con decorrenza dal successivo mese di gennaio, il personale interessato potrà rideterminare la tariffa previo accordo con la Direzione Aziendale.. ART.12 ATTIVITÀ AZIENDALE A PAGAMENTO. Il dirigente a rapporto esclusivo può essere autorizzato a svolgere attività di consulenza, richiesta da soggetti terzi all Azienda, al di fuori dell impegno di servizio, nei seguenti casi e con le seguenti modalità: 1. in servizi sanitari di altra azienda o ente del comparto, mediante apposita convenzione tra le istituzioni interessate; 2. presso istituzioni pubbliche non sanitarie o istituzioni socio-sanitarie senza scopo di lucro, mediante apposita convenzione tra i soggetti istituzionali che attesti che l attività non è in contrasto con le finalità ed i compiti del Servizio Sanitario Nazionale presso istituzioni/enti/aziende private anche aventi scopo di lucro, 3. mediante apposita convenzione tra le istituzioni interessate. La convenzione deve disciplinare: 1. la durata del rapporto; 2. i limiti orari minimi e massimi dell impegno (con specifica indicazione degli orari in cui potrà/dovrà essere espletata l'attività di consulenza), 3. l entità del compenso, da considerare omnicomprensiva di tutte le spese correlate all espletamento della consulenza; 4. la natura della prestazione e le modalità di svolgimento; 5. la motivazioni e fini della consulenza al fine di accertarne la compatibilità con l attività di istituto; 6. la periodicità di rendicontazione dell attività, commisurata al volume ed alla frequenza delle prestazioni; 7. il Dirigente titolare della funzione di controllo in conformità all'articolo 9 del presente Regolamento. L attività di consulenza di cui al presente articolo, sommata alle tipologie di attività libero professionale di cui al precedente art. 2, non dovrà pregiudicare per il Dirigente interessato il regolare svolgimento dell attività istituzionale. L attività di consulenza di cui al presente articolo si applica anche alla Dirigenza Amministrativa, Tecnica e Professionale. 7
8 I compensi per l attività di consulenza vengono ripartiti come indicato nella seguente tabella: QUOTA AZIENDALE QUOTA DIRIGENTE FONDO PEREQUATIVO SUPPORTO INDIRETTO CONSULENZE 5% 95% - 8,5% IRAP - - ART. 13 RISCOSSIONE DEI PROVENTI. La riscossione dei proventi relativi all erogazione di prestazioni libero-professionali, tenuto conto delle disposizioni previste dall art. 1 comma 4 della L. 3 agosto 2007 n. 120 e delle determinazione di cui alla D.G.R. n del 25 luglio 2007 avviene, di norma, attraverso il pagamento con il POS/bancomat. Tenuto conto delle peculiarità delle prestazioni che spesso si svolgono direttamente presso il domicilio dei richiedenti o presso gli allevamenti le Aziende Sanitarie Locali dovranno provvedere a fornire al proprio personale medico veterinario, che esercita l attività di libera professione, i POS cordless. Sarà cura delle Aziende Sanitarie locali contattare la società di gestione dei POS per negoziare con la stessa le condizioni del servizio richiesto. In caso di impossibilità di utilizzo del bancomat sarà il dirigente veterinario a consegnare il bollettino con il quale saldare il costo della prestazione. Il dirigente veterinario che effettua la prestazione presso il domicilio del richiedente e che verifica al momento della stessa una reale situazione di impossibilità al pagamento tramite POS e di difficoltà e disagio al pagamento mediante bollettino di c/c postale potrà in via eccezionale riscuotere direttamente il costo della prestazione. Per situazioni di difficoltà e disagio si intendono i seguenti casi: le persone anziane le situazioni geograficamente disagiate nelle zone montane Il Dirigente provvederà a versare quanto percepito all Ente di appartenenza entro il terzo giorno lavorativo successivo all esecuzione della prestazione. Il Dirigente Veterinario indipendentemente dalla modalità di riscossione della prestazione rilascerà ricevuta al Cliente attraverso l apposito bollettario intestato all ASL con indicate le prestazioni erogate ad il relativo compenso. In sede di contrattazione integrativa decentrata dovranno essere definite le modalità di recupero delle somme eventualmente non versate dai richiedenti. Successivamente alla riscossione della somma l Azienda sanitaria locale emetterà al cliente regolare fattura quietanzata e provvedrà a erogare al Dirigente nello stipendio del primo mese utile successivo all avvenuto incasso, le somme da corrispondere nella misura stabilita a livello di ogni Azienda. 8
9 ART. 14 PRESTAZIONI RIPETUTE In caso di prestazioni ripetute il dirigente veterinario rilascerà al cliente attestazione delle attività svolte. L Azienda sanitaria locale emetterà al cliente fattura riepilogativa delle prestazioni effettuate. Il cliente verserà all Azienda sanitaria locale l importo indicato nella fattura tramite bancomat, bonifico bancario o bollettino postale. L Azienda provvederà a erogare al Dirigente, nello stipendio del primo mese utile successivo all avvenuto incasso, le somme da corrispondere nella misura stabilita a livello di ogni Azienda. ART. 15 REGIME FISCALE II Dirigente che esercita solamente l'attività libero-professionale intramoenia non necessita del possesso di partita IVA, ai sensi del D.P.R. n. 633/1972, in quanto le somme pagate dai cittadini vengono direttamente incassate dall'a.s.l. Il compenso del Dirigente erogato con le competenze stipendiali è, ai fini fiscali, assimilato al reddito da lavoro dipendente. ART. 16 RESPONSABILITÀ E CONSEGUENZE SANZIONATORIE DEI PROFESSIONISTI Nell esercizio dell attività libero professionale intramuraria il dirigente ha le stesse responsabilità personali (penale e civile) e amministrative (disciplinare, contabile) di quelle assunte in orario di servizio. L'Azienda risponde di eventuali danni causati a terzi durante lo svolgimento dell'attività libero professionale solamente se esercitata all interno delle proprie strutture o a domicilio dei richiedenti. Fatto salvo quanto previsto in tema di responsabilità penale e civile dal vigente ordinamento giuridico, la violazione delle norme regolamentari aziendali è fonte di responsabilità amministrativa e costituisce grave inosservanza delle direttive impartite, sanzionabile ai sensi dell art. 36 del C.C.N.L Area dirigenza medica e veterinaria e dell art. 35 del C.C.N.L Area della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa, con risoluzione del rapporto di lavoro con o senza preavviso ART. 17 COMITATO DI GARANZIA La Direzione Sanitaria, attraverso un apposito organismo di verifica costituito in forma paritetica tra i Dirigenti della dirigenza Medica e Veterinaria e della dirigenza sanitaria non medica,rappresentanti delle OO.SS. della dirigenza Medica e Veterinaria e della dirigenza sanitaria non medica e rappresentanti dell'azienda, denominato Comitato di Garanzia, monitora costantemente il rapporto tra attività istituzionale resa in regime ordinario o di area a pagamento e attività libero professionale intramuraria, e propone al Direttore Generale eventuali misure correttive in caso di superamento del limite di cui all art. 1 La Direzione Sanitaria riferisce al Direttore Generale sull operato del Comitato di Garanzia. 9
10 ART. 18 FUNZIONI DI CONTROLLO Il Direttore Sanitario si avvale, per la finalità di controllo del corretto esercizio dell attività libero professionale, dei Direttori di Dipartimento e di Distretto. ART. 19 PUBBLICITÀ Presso tutte le strutture, ed a cura del responsabile del presidio ove viene svolta l'attività liberoprofessionale, saranno esposti, in modo ben visibile per gli utenti, gli orari dell'attività libero professionale e di quella istituzionale con pari evidenza e con indicazione delle relative tariffe che saranno predisposte dal Servizio Affari Generali e Legali Le sopraddette notizie saranno pubblicate sul portale web aziendale. Al di fuori delle sopra citate modalità, non sono consentite altre forme di pubblicità. ART. 20 RIPARTIZIONE DEI PROVENTI I proventi sono ripartiti come indicato nella tabella allegata al presente provvedimento (tabella n. 1). Il riparto dei proventi è soggetto a verifiche periodiche. RIPARTIZIONE TARIFFE RESE IN LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA TIPOLOGIA PRESTAZIONI DIRIGENTE QUOTA ASL FONDO PEREQUATIVO COORDINAMENTO (Servizi Dipartimento Veterinario) COORDINAMENTO (Servizio Economico Finanziarioo 84% - 58% (- IRAP) 9% fino ad un massimo del 35%(utlizzo ambulatorio ASL) 88% - 62% (- IRAP) 5% (utilizzo ambulatorio Privato) fino ad un massimo del 31% 5% 1% 1% 10
11 ART. 21 ASSICURAZIONE L aspetto assicurativo è regolato sulla base delle disposizioni contrattuali. Il relativo onere sarà compreso nella quota a carico della ASL. ART. 22 EXTRAMOENIA L attività libero professionale da parte dei soggetti che hanno optato per la L.P. extramuraria non può comunque essere svolta presso le strutture sanitarie pubbliche, diverse da quella di appartenenza, o presso le strutture sanitarie private accreditate, anche parzialmente. 11
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References: ART. 1
 art. 15
 ART. 2
 art. 1
 ART. 3
 art. 15
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 art. 55
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 art. 8
 art. 8
 ART. 11
 ART.12
 art. 2
 ART. 13
 art. 1
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 16
 art. 36
 art. 35
 ART. 17
 art. 1
 ART. 18
 ART. 19
 ART. 20
 ART. 21
 ART. 22
 Art. 1
 Art. 2
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art.1
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 Art.3
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