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Attività con l Estero
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1 N OTIZIARIO A CURA DI COMMERCIOESTERO CONSULTING Periodico trimestrale Omaggio Spedizione in A.P. 45% Art. 2, comma 20/B Legge 662/96, Filiale di Forlì Anno I N. 1 LUG/SETT 2002 E d i t o r i a l e Direttore responsabile Cinzia Fontana Hanno collaborato Marco Tupponi Berardo di Ferdinando Cinzia Fontana Giovanni Ciminelli Giuseppe De Marinis Michele Lenoci Segretaria di edizione Sabrina Tedaldi SOMMARIO Editoriale Nuova immagine per AE-Attività con l estero A proposito di Incentivi alle imprese per la Ricerca I contratti elettronici Attenzione su I vettori stranieri alla conquista di un porto al sole La disciplina degli adempimenti doganali Pag. 6 (Parte II) Opportunità di business Pag. 1 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4 Pag. 7 Nuova immagine per AE-Attività con l estero I l notiziario AE-Attività con l estero edito, della redazione di fornire un valore aggiunto al da oggi, da Commercioestero Consulting panorama delle pubblicazioni del settore, pro- Srl cambia veste grafica. Da questo ponendo approfondimenti che saranno un utile numero, il primo dell anno 2002, pur continuando strumento ed un supporto all operatore. ad informare i suoi lettori sulle problematiche I professionisti di AE-Attività con l estero, si inerenti il commercio estero ed i servizi per propongono di rispettare, in un ottica di miglioramento continuo, i criteri di chiarezza e di facile l'internazionalizzazione dell'impresa, si presenterà in modo diverso, più fresco ed ancora più ricco di informazioni. Spaziando nei diversi settori legale, fiscale, delle politiche di marketing, informatico, commerciale, finanziario, continuerà ad offrire utili informazioni ad imprenditori, operatori del settore o semplici curiosi, ma proporrà anche opportunità di affari, grazie a rubriche quali Opportunità di business. La nuova grafica è stata voluta in linea con il nuovo portale di Commercioestero Consulting (www. commercioestero.net), anche al fine di sottolineare la continuità e la complementarietà fruibilità degli articoli contenuti nel notiziario, dei servizi erogati dal team di professionisti. principi che hanno da sempre contraddistinto Tra le novità di quest anno, vale la pena segnalare la realizzazione di alcuni numeri monografici redazione, affinchè la pubblicazione rappresenti l operato dei professionisti, collaboratori della su temi di specifico interesse ed attualità, al fine un competente ed affidabile punto di riferimento di orientare ed approfondire argomenti interessanti ed indispensabili all imprenditore che si lavori che per il lettore comune. sull internazionalizzazione, sia per gli addetti ai affaccia su un mercato o che vuole consolidarne la propria posizione. Spesso però tali argomenti, Marco Tupponi per la complessità della materia non vengono PRESIDENTE trattati in maniera esaustiva. Da qui, l impegno COMMERCIOESTERO CONSULTING S.R.L.2 Incentivi alle imprese per la ricerca Il V Programma Quadro rappresenta il principale strumento finanziario dell Ue realizzato per Il finanziamento ha lo scopo di sostenere le imprese che abbiano un idea progettuale comune nello svolgimento delle diverse progetti dimostrativi: sono rivolti a dimostrare il possibile utilizzo di nuove tecnologie che, pur avendo già superato la fase a proposito di promuovere la ricerca e lo sviluppo tecnologico. L Unione europea ha previsto misure specifiche rivolte alle piccole e medie imprese, che intendano rafforzare la propria competitività attraverso la ricerca e l innovazione tecnologica. Le misure specifiche per le pmi si suddividono sostanzialmente in due categorie: Contributi per la fase esplorativa; Contributi per la ricerca cooperativa. Ci occuperemo in questa sede dei contributi per la fase esplorativa. Il programma deve coinvolgere almeno due pmi appartenenti a due diversi Stati membri dell Ue oppure attività necessarie alla presentazione di proposte progettuali che corrispondono agli obiettivi di ricerca e sviluppo tecnologico. I progetti di ricerca ammissibili riguardano ad esempio: progetti di ricerca cooperativa: sono elaborati da gruppi di pmi con problemi tecnologici simili e strumenti di ricerca inadeguati alla loro soluzione. Per tale motivo viene incaricato un esecutore esterno (Università, Centri di ricerca, ecc..) di svolgere per loro conto l attività di ricerca; progetti di ricerca collaborativa: elaborati da gruppi di pmi per svolgere ricerca ed acquisire conoscenze necessarie allo svi- di ricerca, non possono essere ancora ammesse alla commercializzazione. Il finanziamento consiste in un contributo del 75% dei costi sostenuti nell attività di progettazione, fino ad un massimo di euro. La durata massima del contributo per la fase esplorativa è di un anno. Sono ammissibili le spese per attività necessarie alla realizzazione di una proposta progettuale (analisi di mercato, verifica della novità, studi di fattibilità, ricerche di ulteriori partner). Le spese eligibili riguardano, ad esempio, viaggi e soggiorni, subfornitura, personale, ad uno Stato membro e a uno Stato asso- luppo o al miglioramento di prodotti, processi amministrazione. ciato. produttivi, di servizi, ecc..; Cinzia Fontana Direttore responsabile Cinzia Fontana Proprietario ed Editore: Commercioestero Consulting S.r.l. Sede legale: Via Maceri, Forlì (FC) Presidente: Marco Tupponi Amministratore Delegato: Alessandro Zoriaco Registrazione Tribunale di Forlì n. 18 del 3 giugno 2002 Direzione, redazione: Via Maceri, Forlì - Tel Telefax Commercioestero Consulting S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta con mezzi grafici e meccanici quali la fotoriproduzione e la registrazione. Manoscritti e fotografie, su qualsiasi supporto veicolati, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Pubblicità: Trade Italy s.n.c. - Via Lago D Arvo, 9/11/ TARANTO Progetto grafico: Scirocco Multimedia - Via Leuca, 17/A LECCE Stampa: Filograf s.r.l. - Via N.Sacco, Forlì (FC) 23 a proposito di I contratti elettronici Oltre alla distinzione principale tra contratti business-to-business (tra imprenditori) e business-toconsumer (tra imprenditore e consumatore) è possibile distinguere i "contratti telematici", ovvero conclusi via Internet, a seconda del tipo di meccanismo utilizzato: e pagine web. Con l le parti possono scambiarsi le dichiarazioni contrattuali mentre, con l'utilizzo di un modulo predisposto da uno dei contraenti, può essere usato l interfaccia del browser per avviare la contrattazione in ambiente web. I contratti con il consumatore devono rispettare le numerose limitazioni introdotte nel sistema a tutela del consumatore stesso, limitando così l'autonomia contrattuale delle parti. Più semplice appare, invece, la stipulazione di un contratto tra imprenditori, soprattutto se questi già si conoscono, procedendo normalmente con la strutturazione di una extranet, un sistema attraverso il quale far transitare i rapporti contrattuali. L'art del nostro codice civile assicura in tal caso un'ampia sfera di libertà all'autonomia dei privati che, anche in considerazione del particolare rapporto di fiducia che li lega, possono dar vita al modello contrattuale che più si adatti alle loro esigenze. Il principale problema della contrattazione in rete è dato dalla scarsa affidabilità e sicurezza. La certezza giuridica, infatti, è messa in serio pericolo a causa della facile intercettabilità dei messaggi soprattutto da parte di un utente esperto. I problemi più importanti al riguardo si risolvono in alcune principali esigenze: - sicurezza (il messaggio può esser facilmente intercettato da terzi); - certezza dell integrità del documento (il messaggio può essere alterato da chiunque); - certezza d imputazione (non è possibile avere la certezza del mittente del messaggio); - prova (il mittente può sempre negare la provenienza o il contenuto del messaggio). Questi problemi potrebbero essere ovviati dall introduzione di alcuni regolamenti quale il DPR 513/97, la legge 59/97 e il DPCM 8 Febbraio 1999, dove si disciplinano nuovi sistemi di contrattazione come la firma digitale e la cifratura asimmetrica. Altro nodo cruciale nella negoziazione telematica è quello relativo alla determinazione del tempo e del luogo di conclusione del contratto. Ai sensi dell art del codice civile il contratto si presume concluso quando il proponente riceve l accettazione della controparte. L'indirizzo cui fare riferimento in caso di contratti conclusi tramite Internet è la casella di posta elettronica oppure, in 3 ambito web, il numero di IP del cliente o del server collegato alla rete. Più problematica è l individuazione del luogo di conclusione del contratto che secondo le disposizioni del nostro codice dovrebbe coincidere con il luogo in cui si trova il destinatario al momento dell accettazione. Ma nel caso di contratti conclusi per via telematica questo criterio presenta ampi margini di incertezza, in quanto una può essere scaricata in un luogo totalmente diverso da quello in cui si trova il server su cui la posta stessa è registrata. E pertanto importante quanto prescritto dalla Convenzione di Bruxelles secondo la quale, in mancanza di certezza sul luogo di conclusione del contratto e al fine di determinare la giurisdizione competente in caso di controversia, si prende in considerazione il domicilio del convenuto (per i contratti business-to-business) o il domicilio del consumatore (per i contratti business-to-consumer). La Convenzione di Roma considera infine applicabile la legge del rispetto al quale il contratto presenta il collegamento più stretto. Proprio perché può risultare molto difficile individuare i criteri di collegamento, considerata la particolare natura dei contratti telematici, e al fine di evitare incertezze, sarebbe consigliabile per le parti indicare nel contratto stesso il luogo in cui esso si intende concluso. proposito di Berardo Di Ferdinand4 attenzione e su I vettori stranieri alla conquista di un porto al sole Una recente ricerca del Centro gioramento sembra incontrovertibile. Non Studi di Federtrasporto (Federazione imprese italiane di tra- recentemente (nel 1999), la metodologia si tratta di un errore contabile dato che, sporto terrestre, marittimo ed aereo), sulla salute del comparto Trasporti, ha reso pubblico il persistente buco finanziario fatto registrare, sistematicamente, dai conti di fine anno dell Impresa Italia nel settore. La stessa situazione, finora, era stata denunciata solo da Confitarma (Confederazione Italiana Armatori). Il disavanzo previsto 1 per l anno 2001, nella sezione Trasporti della Bilancia Italiana dei Pagamenti, secondo le stime di Federtrasporto su fonte Banca d Italia, sarà pari a oltre 6 miliardi di euro (circa miliardi di lire). Agli occhi dei non addetti ai lavori queste cifre potrebbero sembrare, nel migliore dei casi, frutto di errori commessi nel utilizzata dall Ufficio Italiano Cambi nell elaborazione degli importi monetari da inserire nel prospetto contabile della bilancia dei pagamenti è stata modificata 2 e, con essa, rivista l intera serie storica dei saldi monetari dal Qual è, allora, il significato di questo persistente disavanzo nei conti pubblici? Secondo le due associazioni di categoria, i rilevamenti statistici sono la prova che le imprese nazionali di trasporto continuano a perdere ingenti quote di mercato nei traffici da/per l Italia a beneficio di operatori stranieri. Un emorragia iniziata dalla metà degli anni 80 e, aggiungiamo noi, acutizzatasi nell ultimo decennio. Dove nasce il deficit del settore? Per convenzione, processo di elaborazione dati. Verità, quest ultima, che potrebbe essere suffragata dall evidenza dei fatti quando Deficit Bilancia dei Pagamenti - Sez. Trasporti Stima Centro Studi Federtrasporto (Fonte Banca d Italia) si considera il peso crescente dell Italia negli scambi commerciali europei e mondiali. Alcuni indicatori statistico-economici, infatti, riportano una cre- scita costante del flusso di merci che attraversa il nostro territorio (si è passato da 380 milioni di tonnellate nel 1996 ai 450 milioni di tonnellate nel 2000) sottolineata, tra l altro, dai dati sulle movimentazioni in aumento dei containers nei principali porti italiani e dall incremento dei mezzi per l autotrasporto in conto terzi sulle nostre strade. In realtà l emorragia di denaro c è e, al momento attuale, la tendenza ad un peg- nella sezione Trasporti sono registrati, in dare e avere, gli importi monetari delle operazioni internazionali relative alle prestazioni di servizi che il realizza con il resto del mondo. Gli importi delle transazioni sono catalogati in base al genere di attività svolta (trasporto merci, trasporto passeggeri, servizi ausiliari) e al tipo di mezzo utilizzato per gli spostamenti di merci e persone (aerei, navi, altro). Procedendo per attività svolta, si scopre che l andamento negativo della sezione è Saldi monetari (Lire lt.) determinato unicamente da saldi passivi registrati alla voce noli merci, cioè nel trasporto fisico delle merci. Se si aggregano i valori monetari in base al tipo di vettore utilizzato nel trasporto, si scopre che la voce vettore marittimo riporta ingenti valori passivi crescenti nel tempo. Riportando tali risultati nella pratica quotidiana, la conclusione più ovvia, e inconfutabile, è che gli imprenditori italiani preferiscono rivolgersi a vettori stranieri per il trasporto delle proprie merci, piuttosto che a quelli italiani. Ma è proprio vero che l origine del problema risiede unicamente nel grado di preferenza degli operatori nazionali verso vettori non residenti? Per Federtrasporto le imprese italiane del trasporto e della logistica soffrono in competitività. Pochi sono gli investimenti nostrani in infrastrutture e servizi, capaci di migliorare l offerta e di renderla pari a quella dei giganti mondiali del trasporto. Queste carenze determinano le scelte finali del cliente/consumatore. Secondo noi, invece, la soluzione del problema è più complessa in quanto macchinoso è l ambiente in cui ci muoviamo ogni qualvolta si parla di trasporto. Vero è che la pecora nera in Italia è il trasporto marittimo, però non si può parlare di semplice gap competitivo in quanto le imprese italiane, quando importano/esportano, non possono scegliere il vettore ma, al massimo, l ambito portuale di cui servirsi (che logicamente sarà quello più vicino al proprio raggio d azione). L attività del Trasporto merci via mare comprende sia il mercato delle materie prime (merci povere), sia quello dei prodotti industriali (finiti o semi-lavorati). I traffici di queste merci seguono rotte geograficamente diverse sia in import, sia in export. I prodotti finiti, invece, hanno una fascia di 1) Gli importi esatti dei saldi saranno pubblicati a fine maggio 2002, in occasione della Relazione Annuale del Governatore della Banca d Italia, all Assemblea Generale Ordinaria dei Partecipanti, sulla situazione economica del paese. 2) Il processo di elaborazione dati si basa ora su rilevamenti statistici compiuti dall Istat e non più su dichiarazioni scritte di imprenditori e banche commerciali (le comunicazioni valutarie statistiche) 45 attenzione su mercato più ampia. L Italia, da sempre di trasformazione, importa in grande quantità merci povere, quasi esclusivamente dal bacino del Mediterraneo, ed esporta prodotti finiti nazionali, in prevalenza nel mercato europeo, privilegiando la modalità dell autotrasporto. Seguendo i bisogni del e la distribuzione geografica degli scambi internazionali, si comprende la scelta storica dei vettori nazionali di specializzarsi nel trasporto delle merci alla rinfusa (materie prime) e di impiegare il grosso della propria flotta, nelle tratte internazionali cosiddette a corto raggio. Negli ultimi anni, la tendenza a scoprire vie d acqua sempre più economiche e veloci per trasportare merci containerizzate dall Est all Ovest del pianeta, ha fatto riscoprire il valore strategico del bacino del Mediterraneo, ed in particolar modo della nostra penisola. Avviene sempre più spesso che compagnie di navigazione straniere, attirate dall ampiezza delle attività di import/export dell Italia, ottengono in concessione l utilizzo di vaste aree portuali nazionali. Ne sono prova i dati sulle fusioni ed acquisizioni di imprese italiane di logistica ed handling portuale da parte di operatori stranieri qualificati. Per l economia italiana, il vantaggio principale è che imaggiori porti nazionali, per movimentazione di prodotti industriali (a mezzo container), sono divenuti dei centri nevralgici del traffico internazionale. 3 Si spiega così l incremento delle merci in entrata ed uscita dal. Lo svantaggio è rappresentato, invece, dal fatto che i porti in questione sono serviti quasi esclusivamente da mezzi navali delle compagnie estere per quanto riguarda le lunghe tratte internazionali. Agli eventuali vettori terzi è lasciata l offerta residuale del trasporto (cabotaggio e transhipment), che collega il porto-terminal con le aree remote del mercato. In questa nicchia si concentrano la maggior parte dei vettori nazionali dediti al trasporto di prodotti finiti containerizzati. La nostra conclusione è che, dato il ruolo centrale giocato dai porti italiani nell area mediterranea, dato la nicchia di lavoro riservata ai vettori marittimi nel trasporto internazionale di prodotti industriali e quella di leader nel mercato delle materie prime, per riuscire a risollevare l andamento dei saldi nella bilancia dei noli, è necessario agire in una direzione ben precisa: la costituzione di imprese terminalistiche portuali, capaci di garantire agli utenti una vasta gamma di servizi logistici e di handling, gestite interamente da operatori italiani. Impresa, questa, ben più onerosa dell incoraggiare le piccole imprese italiane esistenti nel trasporto e logistica ad investire per migliorare l offerta e renderla pari a quella dei giganti mondiali del trasporto. Giovanni Ciminelli 3) Ci piace ricordare che nella classifica dei primi cento porti containerizzati del mondo, stimata dalla rivista Containerisation International dei Lloyd s, il porto di Gioia Tauro si posiziona al 27 posto, primo tra quelli italiani. 5 ttenzione su6 attenzione su La disciplina degli adempimenti doganali (Parte II) attenzione e su Il presente articolo completa l analisi della disciplina degli adempimenti doganali intrapresa nell ultimo numero. In particolare, si analizzeranno i regimi doganali previsti dal Codice doganale comunitario. 1 La scelta di vincolare la merce ad un determinato regime è funzione del particolare rapporto giuridico che il soggetto passivo intende instaurare con l autorità doganale. I regimi doganali previsti sono: Immissione in libera pratica; Transito (interno ed esterno); Deposito doganale (di merci comunitarie e non); Perfezionamento attivo (temporanea importazione); Trasformazione sotto controllo doganale; Ammissione temporanea; Perfezionamento attivo (temporanea importazione); Perfezionamento passivo (temporanea esportazione); Esportazione. L immissione in libera pratica (art. 79) è il regime che attribuisce la posizione di merce comunitaria ad una merce non comunitaria, previo l espletamento delle formalità doganali previste (cfr. parte 1) e il pagamento dei tributi dovuti. Il transito si applica a tutte le merci soggette a formalità doganali che devono spostarsi da un luogo ad un altro. Secondo gli artt. 91 e 163 è di due tipi: esterno: permette sia la circolazione di merci non comunitarie all'interno del territorio della Comunità, senza che tali merci siano sottoposte al pagamento di dazi all importazione o ad altre imposte, sia la circolazione di merci comunitarie oggetto di una misura (comunitaria) implicante la necessità della loro esportazione verso Paesi terzi e per cui sono espletate le corrispondenti formalità doganali di esportazione (art. 91). Interno: consente a merci comunitarie di circolare da un territorio comunitario ad un altro, con l attraversamento del terzo, senza che muti la loro posizione doganale (art. 163). Il deposito, come pure gli altri regimi doganali, esclusa l importazione definitiva, non comporta l esito definitiavo delle merci. Tale regime consente l immagazzinamento in un deposito doganale di: merci non comunitarie; merci comunitarie. Sono previste diverse categorie di depositi a seconda del tipo di utilizzo. La principale distinzione si ha tra depositi pubblici e privati. La trasformazione sotto controllo doganale consente di utilizzare, nel territorio doganale comunitario, merci non comunitarie per sottoporle a processi di trasformazione senza che ciò comporti il pagamento di tributi. Infatti, questi ultimi dovranno essere pagati solo dopo che le merci trasformate vengono immesse in libera pratica. (art. 130). L ammissione temporanea permette l utilizzo, nel territorio doganale comunitario (senza che il soggetto passivo espleti nessuna misura di politica commerciale) 2 di merci non comunitarie destinate ad essere riesportate senza aver subito modifiche, ad eccezione del deprezzamento dovuto all uso che ne è fatto (art. 137). L istituto del perfezionamento attivo consente alle merci che entrano nel territorio comunitario per essere sottoposte a lavorazione, trasformazione, riparazione ecc., di esentare dal pagamento dei tributi doganali, in quanto merci destinate ad essere riesportate sotto forma di prodotti compensatori. Il perfezionamento passivo è l istituto opposto del perfezionamento attivo, in quanto consente, in assenza totale o parziale dei dazi all'importazione, la temporanea esportazione e la successiva reimportazione di merci comunitarie da sottoporre a operazioni di perfezionamento (art. 145). L ultimo istituto è l esportazione. Tale regime consente alle merci comunitarie di uscire dal territorio doganale della Comunità. L'esportazione di merci comunitarie comporta l applicazione delle formalità previste all atto dell uscita, comprese, come rileva lo stesso art. 161, misure di politica commerciale ed eventuali dazi all esportazione (art. 161). Giuseppe De Marinis 1) Reg. Cee 12 ottobre 1992, n. 2913/92 Artt. 79, 91, 98, 114, 130, 137, 145, 161, 163. Modificato come da ultimo dal regolamento Ce della Commissione 4 maggio 2001, n. 993/01. 2) Per le merci cui è concesso l'esonero totale dei dazi, l'ammissione temporanea comporta anche l'esenzione Iva. Se, al contrario, l'esonero dei dazi è solo parziale, l'iva è dovuta per intero e la riscossione si ha all'atto della riesportazione. Consulenza - Formazione - Finanziamenti Via Contarini, CESENA (FC) Tel. 0547/ Fax 0547/ Commercioestero Consulting S.r.l. promuove un Master per Export Manager diretto alle imprese che vogliono formare il loro personale in questo settore, nonchè ai laureati interessati ad entrare in questa area professionale. Per maggiori informazioni: Dott. Michele Lenoci Responsabile area Formazione Commercioestero Consulting s.r.l. Tel Fax7 opportunità di business Opportunità di business Mercosur Agroalimentare Imprenditori del settore agroalimentare interessati a contattare aziende italiane produttrici di lumache per importazione e scambio di know-how Rif. 001/2002 Stati Uniti Alimentare - Vino Distributore con show room interessato a contattare produttori di vini per distribuzione nel mercato USA. Rif. 002/2002 Colombia Ortopedia Si cercano aziende italiane produttrici di articoli ortopedici interessate ad esportare in Colombia. Rif. 003/2002 Venezuela Cosmetica Si cercano aziende produttrici di profumi e cosmetici interessate ad esportare in Venezuela. Rif. 004/2002 Romania Tipo di annuncio Offerta Legno Azienda rumena cerca dei partner in Italia per l esportazione di prodotti in legno. In particolare abete, pino, faggio, oak, etc. Rif. 005/2002 Stati Uniti Cosmetica Distributore cerca sapone liquido per le mani in contenitori da 220 e 300 ml pompetta. Quantità richiesata 1 container al mese. Rif. 006/2002 Inghilterra Arredo bagno Si cercano produttori di Jacuzzi per distribuire nel Regno Unito.. Rif. 007/2002 Per avere ulteriori informazioni contattare: Fax 1782/ indicando il riferimento di interesse 7 pportunità di business8 COMMERCIOESTERO CONSULTING La tendenza attuale alla globalizzazione dei mercati impone alle imprese, ed anche agli enti pubblici e privati che sostengono l'imprenditoria, uno sforzo importante al fine di mantenere una competitività sempre più serrata e una posizione sul mercato sempre più difficile da conservare. Questa sfida ha necessità del supporto di competenze professionali altamente qualificate che siano in grado di assistere i soggetti imprenditoriali in tutti i settori del mercato internazionale. Commercioestero Consulting S.r.l., grazie alle significative esperienze pluriennali dei suoi professionisti, ha maturato competenze di rilievo idonee a sostenere l'impresa nel suo processo di internazionalizzazione. In particolare, la società si occupa delle problematiche inerenti il commercio estero ed i servizi per l'internazionalizzazione dell'impresa, offrendo assistenza, consulenza e formazione nei settori legale, fiscale, delle politiche di marketing, informatico, commerciale, della logistica, finanziario. LEGALE FISCALE FINANZA LOGISTICA MARKETING IT & E-BUSINESS Diritto Commerciale Diritto societario Diritto telematico Diritto industriale Prevenzione e soluzione delle controversie Informazione e documentazione IVA intra ed extracomunitaria Doppia imposizione Pianificazione fiscale Tassazione dei redditi all'estero Aspetti fiscali dell'e-commerce Analisi dei rischi Garanzie bancarie internazionali Assicurazione crediti Forfaiting Merger & Acquisition Linee di credito stand-by Crediti documentari Agevolazioni nazionali ed internazionali Assistenza progettuale per la presentazione di pratiche di finanziamento Razionalizzazione reti logistiche distributive Ingegneria del packaging Ottimizzazione costi di trasporto Assicurazione delle merci Individuazione e ottimizzazione TARIC Assistenza alle pratiche doganali INCOTERMS 2000 Strategie di marketing nazionali ed internazionali Ricerche di mercato nazionali ed internazionali Ricerca e valutazione partners commerciali Organizzazione fiere e missioni commerciali Match-making Ingegneria dell'export - export check up Ufficio estero in outsourcing Web marketing Progettazione e realizzazione siti Internet e reti Intranet ed Extranet Promozione sui principali motori di ricerca Strumenti di Comunicazione on line Bollettini Commerciali E-procurement Accanto ad una erogazione dei servizi in forma tradizionale, Commercioestero Consulting S.r.l., è in grado di fornire assistenza e consulenza on line anche attraverso il proprio sito internet, il primo portale italiano privato dedicato allo sviluppo delle relazioni commerciali internazionali delle PMI, al cui interno, tra l'altro, trovano collocazione un efficace bollettino commerciale internazionale e la versione in formato elettronico del notiziario AE - Attività con l estero, interessante opportunità di supporto e documentazione per tutti gli operatori del settore. La Società annovera tra i propri soci anche l associazione Commercioestero Network, nata dalla pluriennale esperienza dei suoi fondatori, si propone come stimolo e strumento di studio delle problematiche inerenti l internazionalizzazione dell'impresa, promuovendo il permanente aggiornamento professionale, la puntuale e approfondita ricerca sulle tematiche più innovative e la formazione continua. Si propone, altresì, l'obiettivo di favorire il miglioramento della qualità delle prestazioni professionali erogate dagli associati ai propri clienti. Nelle aree di competenza l Associazione promuove la formazione professionale attraverso seminari tematici, conferenze e convegni informativi, pubblicazioni, attività corsuali. Ai sensi dell'art. 10 della legge n. 675/1996 La informiamo che ai fini dell'invio di questo Notiziario, i Suoi dati sono conservati nel nostro archivio informatico. La informiamo inoltre che ai sensi dell'art. 13 della legge, Lei ha diritto di conoscere, aggiornare, cancellare, rettificare i Suoi dati od opporsi all'utilizzo degli stessi, se trattati in violazione della legge. Si invita a segnalare eventuali rettifiche allo 0543/27852 COMMERCIOESTERO NETWORK ITALIA - FORLI' - Via Maceri, 25 contact FORLI' CESENA ANCONA - BARI - BERGAMO FOGGIA LECCE - NAPOLI - PADOVA TARANTO - TERAMO - AMMAN - ATENE Documenti analoghi
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 art. 1
 sentenza 
 articolo 1
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 art. 2
 art. 26
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 25
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