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Timestamp: 2020-07-11 16:25:24+00:00

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Home IVA Autofattura: guida ai casi di emissione
Autofattura Elettronica: guida alle casistiche di emissione e procedura
Cos’è l’autofattura? Chi la deve emettere? Quali sono i termini di emissione? Vediamo in cosa consiste l’autofattura e come viene trattata dalla normativa IVA. Tutti i casi di emissione della Autofattura, sia per operazioni nazionali che estere. Le sanzioni applicabili in caso di errore. Guida all’emissione di autofattura con Fattura Elettronica.
Quando parliamo di Autofattura ci riferiamo ad un documento fiscalmente rilevante che il soggetto passivo (professionista o impresa), sia azienda che persona fisica, va ad emettere nei confronti di se stesso.
In pratica emettere un’autofattura significa effettuare una vendita nei confronti di se stessi. Vendita che deve essere certificata da un documento valido fiscalmente l’autofattura.
Si tratta di un istituto che può essere utilizzato esclusivamente in particolari fattispecie specificate dalla legge, che andrò ad analizzare in questo contributo.
L’obiettivo è quello di offrirti un supporto per la comprensione di questo istituto derivante dalla normativa sull’Imposta sul valore aggiunto (IVA).
Di seguito scopriremo le varie fattispecie per le quali è obbligatoria l’emissione dell’autofattura e come deve essere redatta attraverso la Fatturazione Elettronica.
Tutte le info sull’autofattura nella nostra guida.
Autofattura Elettronica: guida
EMISSIONE DI AUTOFATTURA NELLE OPERAZIONI RILEVANTI AI FINI IVA NAZIONALI E INTERNAZIONALI
AUTOFATTURA: TERMINI E MODALITA’ DI REGISTRAZIONE CONTABILE
TERMINE DI EMISSIONE DELL’AUTOFATTURA
GESTIONE DELL’AUTOFATTURA CON LA FATTURA ELETTRONICA
AUTOFATTURA ELETTRONICA DENUNCIA, PER REGOLARE LO SPLAFONAMENTO E OMAGGI
AUTOFATTURA ELETTRONICA PER APPLICAZIONE DEL REVERSE CHARGE
AUTOFATTURA: TUTTE LE FATTISPECIE DI EMISSIONE DEL DOCUMENTO
Autofatturazione omaggi a clienti e fornitori
AUTOFATTURA PER AUTOCONSUMO DI BENI E SERVIZI
AUTOFATTURA DENUNCIA IN CASO DI MANCATO RICEVIMENTO DELLA FATTURA O DI RICEZIONE DI FATTURA IRREGOLARE
AUTOFATTURA PER ACQUISTI DA SOGGETTI RESIDENTI IN PAESI EXTRA-UE
AUTOFATTURA PER ACQUISTI DA PARTE DI IMPRESA AGRICOLA
EMISSIONE DI AUTOFATTURA: CONSIGLI E CONSULENZA
L’Autofattura è una particolare tipologia di Fattura.
Essa si caratterizza per il fatto che l’obbligo di applicare l’IVA e di emettere la fattura è posto a carico del cessionario/committente (al posto del soggetto prestatore).
La fattura, in questo caso prende il nome di “autofattura“.
Questa è un’eccezione alla normale fatturazione che prevede che chi deve ricevere il pagamento emetta la fattura.
Vediamo di seguito i termini di emissione e annotazione dell’autofattura e tutte le fattispecie in cui la normativa IVA prevede l’emissione dell’autofattura. Il tutto tenendo presente la procedura legata alla Fattura Elettronica.
Questo sia per quanto riguarda la normativa nazionale che per quanto riguarda le operazioni con l’estero.
Sono soggette ad Autofattura le operazioni effettuate da soggetti extra UE (articolo 17, comma 2 del DPR n. 633/72), territorialmente rilevanti in Italia.
Inoltre, ai sensi della normativa IVA nazionale vi sono alcune operazioni interne soggette all’emissione di questo particolare documento. Queste operazioni saranno analizzate con maggiore dettaglio nel proseguo della guida.
L’autofattura deve essere emessa anche in caso di operazioni per le quali non sia stata emessa la fattura entro i termini da parte del soggetto obbligato.
Disciplina prevista dall’articolo 21, comma 4, lettera d) del DPR n. 633/72.
L’autofattura, una volta verificata il rispetto di una delle fattispecie che ne prevedono l’emissione, deve essere redatta in unico esemplare.
Questo secondo quanto disposto dall’articolo 21, comma 5, del DPR n 633/72.
L’autofattura per poter essere considerata tale deve contenere l’indicazione:
Dell’IVA, se si tratta di un’operazione imponibile;
Del titolo di non imponibilità o di esenzione, se si tratta di un’operazione non imponibile o esente da imposta.
Sul documento deve essere riportata la seguente dicitura che serve ad individuare l’emissione di questo particolare documento IVA:
“autofatturazione” di cui all’articolo 21, comma 6-ter del DPR n 633/72
Vediamo di seguito i termini di emissione dell’autofattura.
Il momento di emissione varia a seconda che la prestazione per cui si deve emettere sia una cessione di beni, una prestazione di servizi generici o specifici.
Di seguito il dettaglio di tutte le casistiche.
CESSIONE DI BENI E PRESTAZIONE DI SERVIZI SPECIFICI
Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi specifici, l’autofattura deve essere emessa nel momento di effettuazione dell’operazione.
Il momento di effettuazione dell’operazione è determinato a norma dell’articolo 6 del DPR n 633/72.
Per servizi specifici si deve far riferimento a quanto contenuto negli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n 633/72.
L’autofattura deve esse annotata:
Nel registro delle fatture emesse entro 15 giorni e con riferimento alla data di emissione. articolo 23, comma 1, primo periodo del DPR n 633/72;
Nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione. Articolo 25 del DPR n 633/72.
PRESTAZIONE DI SERVIZI GENERICI
Le prestazioni di servizi generici (di cui all’articolo 7-ter del DPR n. 633/72), si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate.
Ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi (articolo 6, comma 6, del DPR n. 633/72).
Le stesse prestazioni si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino all’ultimazione delle prestazioni medesime. Questo se sono effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore a un anno e se non comportano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo.
La ricezione di un qualsiasi documento emesso dal fornitore, volto a certificare l’operazione posta in essere, è indice di ultimazione dell’operazione. Oppure di maturazione del corrispettivo.
Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nel primo periodo è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si intende effettuata. Tuttavia, limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento.
L’autofattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione (articolo 21, comma 4, lettera d) del DPR n. 633/72) ed annotata:
Nel registro delle fatture emesse entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione. Articolo 23, comma 1, secondo periodo, del DPR n. 633/72;
Nel registro degli acquisti. Anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione.
REGISTRAZIONE DELL’AUTOFATTURA ATTRAVERSO REGISTRI IVA SEZIONALI
Gli obblighi di numerazione e di registrazione si considerano regolarmente adempiuti attraverso un’unica numerazione e registrazione delle autofatture su un apposito registro sezionale.
Questo in analogia a quanto già riconosciuto dall’Amministrazione finanziaria in materia di acquisti intracomunitari di beni.
Registro che funge da registro sezionale sia del registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi), sia del registro degli acquisti.
Vediamo adesso tutti i casi di emissione dell’autofattura.
Il primo aspetto da considerare è che le operazioni con l’estero non sono coinvolte nella Fattura Elettronica. Di conseguenza l’assolvimento dell’IVA nelle fatture delle operazioni intracomunitarie o con soggetti extra-UE non subiscono alcun cambiamento.
Le disposizioni in materia di Fattura Elettronica disciplinano soltanto la fattispecie della c.d. Autofattura Denuncia emessa ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del DLgs n 471/97.
Si tratta della fattispecie secondo cui se il cessionario / committente non riceve la fattura (o la riceve irregolare) deve provvedere all’emissione della stessa (come autofattura) entro 4 mesi dal momento di effettuazione dell’operazione.
Per quest’ipotesi, il Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018, prevede che il documento sia emesso in formato elettronico (XML) utilizzando il codice di tipo documento “TD20“.
Da questo è possibile estendere l’obbligo di emissione dell’Autofattura Elettronica anche alla fattispecie della regolarizzazione dell’avvenuto splafonamento da parte dell’esportatore abituale. Questo posto che con la R.M. n. 16/E del 2017 l’Agenzia ha richiamato la medesima procedura di cui all’articolo 6, comma 8 del DLgs n 471/97.
Come abbiamo già anticipato sopra, nulla viene detto in relazione alle altre ipotesi in cui le disposizioni IVA richiedono l’emissione di un’autofattura (es. autoconsumo, cessione omaggi, estrazione di beni da un deposito IVA).
Per queste ultime fattispecie, c’è solo un riferimento nelle specifiche tecniche del Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018. Quindi, si presume che anche queste tipologie di operazioni debbano essere autofatture da emettere in formato XML.
L’autofattura elettronica può essere utilizzata anche per procedere ad effettuare l’integrazione della fattura nelle ipotesi in cui si rende applicabile il regime di inversione contabile di cui all’articolo 17 del DPR n 633/72.
Considerata la natura elettronica del documento transitato presso il SdI, l’integrazione può essere effettuata predisponendo un ulteriore documento,
“da allegare al file della fattura in questione” e ad essa riferibile. Documento che contenga i dati necessari per porre in essere l’inversione contabile.
Tale documento, per consuetudine viene chiamato Autofattura poiché contiene i dati tipici di una fattura. In particolare l’identificativo IVA dell’operatore tenuto all’integrazione, sia nel campo del cedente/prestatore
che in quello del cessionario/committente. Esso potrà essere inviato al Sistema di Interscambio e, se l’operatore decide di aderire al servizio di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate, potrà essere portato automaticamente in conservazione.
Diverse considerazioni vanno operate invece con riferimento al “reverse charge” relativo:
Agli acquisti di beni o servizi intracomunitari e
Agli acquisti di servizi extra-comunitari.
In questi casi, infatti, l’operatore IVA che risiede o è stabilito nel territorio dello Stato, è tenuto a trasmettere le informazioni previste dall’articolo 1 comma 3-bis del DLgs n 127/2015 (Esterometro).
Tutte le imprese, per promuovere la loro attività si possono trovare di fronte alla situazione di dover effettuare delle cessioni gratuite di beni.
Si tratta di cessioni (c.d. “omaggi“) effettuata allo scopo di promuovere la propria attività.
Per omaggi si intendono tutte le cessioni gratuite di beni che configurano spese di rappresentanza. Cioè quelle sostenute per promuovere l’immagine globale dell’impresa nella sua configurazione esterna.
Quanto si parla di omaggi dobbiamo sempre tenere presente che:
In ogni caso, l’impresa ha la possibilità di scegliere di non detrarre l’IVA a credito relativa all’acquisto dei beni oggetto dell’attività. Beni e destinati a essere ceduti come omaggio. Questo al fine di non assoggettare a Iva la successiva cessione gratuita;
Qualora si ritenga che la spesa relativa al bene oggetto dell’attività ceduto gratuitamente è qualificata come “spesa di rappresentanza“, l’IVA a credito è detraibile per i beni di costo unitario non superiore a € 50,00. Mentre la cessione del bene è rilevante ai fini Iva indipendentemente dal valore dello stesso. Ferma restando l’esclusione da Iva della cessione gratuita se questa non è stata detratta sull’acquisto;
Qualora si ritenga che la spesa relativa al bene oggetto dell’attività ceduto gratuitamente non possa essere qualificata quale spesa di rappresentanza, l’IVA a credito è detraibile. Questo a prescindere dall’importo e la cessione gratuita sarà rilevante ai fini IVA indipendentemente dal valore del bene. Ferma restando la possibilità di rinunciare alla detrazione escludendo così dall’IVA la cessione gratuita.
Inoltre, è da tenere in debita considerazione che la rivalsa dell’IVA non è obbligatoria. Così come disposto dall’articolo 18, DPR n. 633/72.
Come spesso accade, l’Iva rimane a carico del cedente e costituisce per quest’ultimo un costo indeducibile. Questo ex articolo 99, comma 1, del DPR n. 617/86.
Ai fini pratici, si potrà:
Emettere una fattura con applicazione dell’Iva, senza addebitare la stessa al cliente, specificando che trattasi di “omaggio senza rivalsa dell’Iva ex articolo 18, DPR n. 633/72“;
Emettere un’autofattura in unico esemplare. Con indicazione del valore dei beni come sopra individuato (prezzo di acquisto o di costo), dell’aliquota e della relativa imposta. Specificando che trattasi di “autofattura per omaggi“. La stessa può essere:
Singola per ciascuna cessione (“autofattura immediata“);
Globale mensile per tutte le cessioni effettuate nel mese (“autofattura differita“).
Per approfondire: “Omaggi: la disciplina Iva“
Si ha l’emissione di una autofattura per autoconsumo quando i beni dell’impresa vengono destinati ad un uso diverso da quello dell’attività.
In questo caso i beni dell’azienda vengono destinati ad usi diversi da quelli originariamente previsti. Questo è l’autoconsumo.
Pensa all’imprenditore che decide di tenere per se alcuni beni che ha prodotto. Questo è il classico caso di scuola di autoconsumo.
E’ possibile distingue fra:
AUTOCONSUMO INTERNO. I beni sono assegnati all’uso o al consumo del professionista o dell’imprenditore. Questo è il consumo interno di beni dell’impresa;
AUTOCONSUMO ESTERNO. I beni sono destinati ad altre finalità. Sono donati per esempio per un fine di liberalità e beneficenza a terzi. L’autoconsumo è verso terzi. Soggetti che non hanno nessun collegamento con l’incremento o il mantenimento della clientela e/o del fatturato.
Il tratto comune di entrambe la situazioni è il cambiamento di destinazione del bene. Lo stesso, infatti, passa da una finalità inerente all’attività aziendale, ad una finalità estranea e non inerente.
Ai fini IVA l’autoconsumo è assimilato ad una cessione di beni.
Perciò trattasi di operazione imponibile indipendentemente dal valore e dalla tipologia del bene stesso.
L’unica eccezione si ha quando al momento dell’acquisto del bene l’IVA non è stata detratta. In questo caso il bene viene considerato fuori campo IVA. Classico esempio è la fattura per autoconsumo nel momento in cui un professionista cessa l’attività e fa fuoriuscire l’auto che utilizzava nel suo lavoro.
Quindi, in caso di autoconsumo, è necessario documentare l’operazione procedendo con le seguenti operazioni:
Emettere un DDT con causale “autoconsumo“, con destinatario il soggetto che autoconsuma i beni;
Emettere un’autofattura. Documento che deve essere registrata nel registro delle fatture emesse (e non in quello degli acquisti).
Si tratta, di un elemento molto importante, in quanto, come sappiamo, ai fini IVA, ma anche per la determinazione del reddito imponibile, non è possibile prescindere dall’aspetto documentale dell’operazione.
Questo al fine di legittimare la deduzione del costo, o la detrazione dell’IVA pagata al fornitore.
Occorre vedere quanto disposto dall’articolo 6, commi 8 e 9 del D.Lgs. n. 471/97.
In questi casi l’imprenditore o il professionista che, nell’esercizio della propria attività:
Non ricevere la fattura dal proprio fornitore entro quattro mesi dall’effettuazione dell’operazione, o che
Riceva una fattura irregolare
è tenuto ad adottare i provvedimenti che vado ad elencare di seguito.
Mancato ricevimento della Fattura da parte del Fornitore
In caso di mancato ricevimento della fattura entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione si deve regolarizzare la posizione.
Entro il trentesimo giorno successivo il contribuente è chiamato a pagare l’imposta relativa all’operazione. Contestualmente è necessario presentare all’Ufficio competente un’autofattura in duplice esemplare.
Un esemplare dell’autofattura, è restituita dall’Ufficio competente all’interessato. L’ufficio restituisce l’autofattura con l’attestazione di avvenuto pagamento o avvenuta regolarizzazione.
Infine il contribuente deve registrare il documento nel registro IVA degli acquisti.
Ricevimento di una fattura irregolare da parte del Fornitore
In caso di ricevimento di una fattura irregolare entro il trentesimo giorno successivo occorre regolarizzare la situazione.
Entro 30 giorni dalla registrazione contabile della stessa si deve presentare all’Ufficio competente un’autofattura integrativa.
Autofattura da emettere sempre in duplice esemplare. Questo previo versamento della maggiore imposta dovuta.
Per approfondire: “Mancato ricevimento della fattura: quali rimedi?“
Quando un soggetto passivo IVA residente in Italia acquista beni o servizi da parte di aziende che sono residenti in Paesi Extra-UE o che comunque non hanno nessun tipo di rappresentanza legale nel nostro Paese, si rende necessaria l’emissione di un’autofattura.
Questo fatta eccezione per quei casi in cui l’Imposta sul valore aggiunto può essere desunta dalla bolletta doganale che accompagna le merci.
Tale documento deve essere datato e protocollato per l’annotazione nel registro IVA vendite e nel registri IVA acquisti.
Inoltre, deve necessariamente possedere i sotto indicati requisiti, ai fini della sua corretta validità:
Per approfondire: “Operazioni con l’estero: reverse charge“
Per i piccoli agricoltori il nostro regime fiscale prevede un particolare regime di esonero. regime disciplinato dal comma 6 dell’articolo 34 del DPR n. 633/72.
Si tratta del regime fiscale naturale per gli imprenditori agricoli con volume di affari annuo non superiore a €. 7.000 costituito per almeno due terzi dalla cessione di prodotti agricoli.
Questo regime consente all’imprenditore agricolo di essere esonerato da qualunque adempimento ai fini Iva.
Unico adempimento resta quello di conservare e numerare progressivamente tutte le fatture di acquisto. Ed anche conservare copia delle autofatture emesse da parte degli acquirenti.
Questo in quanto sono essi stessi che emettono autofattura in luogo dell’emissione della normale fattura dal parte del soggetto cedente che adotta questo particolare regime di esonero.
Il regime in questione non è assolutamente obbligatorio. Tuttavia, può essere appunto scelto se e solo se non si supera un volume di affari di €. 7000 per anno solare.
In questo caso, l’obbligo contabile in caso di acquisti ricade in capo ai clienti dell’agricoltore esonerato. Questi, quando acquistano merci o servizi, sono chiamati ad emettere autofattura.
Nell’autofattura deve essere indicato l’imponibile e l’imposta relativa.
Imposta che viene stabilita seguendo quelle che sono le aliquote che corrispondono alle proprie percentuali di compensazione.
Spetta all’imprenditore agricolo in regime di esonero conservare l’autofattura.
L’IVA dovrà, quindi, essere scorporata dall’importo totale da pagare all’imprenditore agricolo. Importo che dovrà essere documentato dal documento di trasporto redatto dal cedente.
Chi invece acquista la merce registrerà l’autofattura, tenendola separatamente nel registro degli acquisti.
Per approfondire: “Imprenditore agricolo: il regime di esonero“
Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai a che fare con una delle fattispecie che prevedono l’emissione di un’autofattura.
Autofattura richiesta per legge al fine regolarizzare un’operazione professionale o commerciale di cui sei parte in causa.
L’emissione di autofattura è un adempimento richiesto dalla normativa fiscale.
Pertanto, al fine di evitare l’applicazione di sanzioni, è necessario predisporre questo documento avendo cura di verificare la corretta applicazione della fattispecie in cui ne è richiesta l’emissione. Ma anche la correttezza della compilazione del documento stesso.
Per questo, se hai bisogno di aiuto, contattaci attraverso il nostro servizio di consulenza online.
Potrai avere la consulenza di un professionista che ti aiuterà a risolvere i tuoi dubbi, in merito all’emissione di autofattura. Sia in ambito nazionale che nelle operazioni con controparti estere.
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Antonio Perreca Novembre 21, 2018 at 0:45
Buonasera, sto impazzendo. Probabilmente costituirò una società in Albania e avrò rapporti con una banca italiana (soggetto esente iva) a cui offrirò dei servizi. La fattura albanese che io emetterò sarà esente iva in quanto in Albania i servizi sono esenti iva ma la banca italiana, dovrà autofatturare e pagare l’iva o non è tenuto a pagare l’iva?
Federico Migliorini Novembre 21, 2018 at 10:57
La banca italiana registrerà la fattura in reverse e se l’operazione è esente IVA in Italia dovrà versare l’IVA sulla fattura ricevuta.
Antonio Dicembre 23, 2018 at 11:29
effettuiamo acquisti da produttori agricoli esonerati secondo l’articolo 34 del d.p.r. numero 633 del 1972
al momento emettiamo autofattura.
che tipo di documento dobbiamo generare come fattura elettronica?
Federico Migliorini Dicembre 23, 2018 at 12:42
L’acquisto dovrà essere sempre certificato con autofattura, che dovrà transitare dal Sistema di Interscambio (SdI). Allo scopo di identificare il tipo di documento è necessario indicare, nella sezione “Dati Generali”, il codice convenzionale alfanumerico, composto di 4 caratteri, che per l’autofattura è TD20.
Alessio Dicembre 27, 2018 at 12:11
Buongiorno, cortesemente chiedo chiarimenti relativamente al settore in cui opero, ovvero il commercio dei rifiuti speciali non pericolosi (rottami ferrosi/ metallici). Essendo i rottami soggetti a regime di reverse change, quando il produttore del rifiuto risulta essere un privato cittadino, lo stesso fino ad oggi produceva autofattura dietro presentazione della quale pagavamo il corrispondente valore del materiale ritirato. Cosa cambierà con la fatturazione elettronica, e come?
Federico Migliorini Dicembre 27, 2018 at 22:21
Salve Alessio, un soggetto privato non può mai emettere fattura, e nemmeno autofattura. Forse c’è qualcosa da rivedere nella procedura che segue.
CLAUDIO CORSI Dicembre 30, 2018 at 16:28
in qualità di gestore di un deposito iva, con l’entrata in vigore della fattura elettronica, nulla viene detto in relazione alle ipotesi in cui le disposizioni iva richiedono l’emissione di autofattura, secondo voi devono essere emesse in formato XML e non più cartaceo?
grazie saluti e auguri di buon anno
CLAUDIO CORSI Dicembre 30, 2018 at 16:36
in qualità di gestore di un deposito iva, con l’entrata in vigore della fattura elettronica, nulla viene detto in relazione alle ipotesi in cui le disposizioni iva richiedono l’emissione di autofattura, per l’estrazione dovrò riceverle in formato XML o cartaceo?
Federico Migliorini Dicembre 30, 2018 at 17:13
Per garantire la conservazione digitale è opportuno emettere l’autofattura in formato elettronico XML.
luca Dicembre 31, 2018 at 12:43
caso autofattura per acquisto da produttori agricoli esonerati: il cessionario emette l’autofattura.
Nella fattura da indicato il codice TD020? Inoltre nell’autofattura cedente e cessionario risulteranno uguali, ed i dati del produttore agricolo esonerato dove devono essere indicati? come faccio a recapitargli l’autofattura?
Federico Migliorini Dicembre 31, 2018 at 15:07
L’emissione di autofattura elettronica segue le stesse regola per l’autofattura, quindi dati di cedente e cessionario sono identici. L’autofattura deve essere visualizzata in formato XML, stampata ed inviata in cartaceo.
attilio Ceccarelli Dicembre 31, 2018 at 18:34
Gli accompagnatori di gite con fatturazione iva 74ter, riportano spesso in agenzia viaggi scontrini di spese sostenute quali ingressi musei, piccole consumazioni, taxi, etc inerenti la gita, tutte senza fattura ma appunto con scontrino o ricevuta fiscale. Solo per scaricare il costo (non interessa recupero iva), possiamo fare per queste spese una autofattura per il totale delle piccole spese della gita?
Federico Migliorini Gennaio 1, 2019 at 12:30
Salve Attilio, quella che descrive non è ipotesi per cui può essere emessa autofattura. Quegli oneri sono eventualmente un rimborso spese documentato dell’accompagnatore.
Matteo Gennaio 11, 2019 at 18:09
Salve, è possibile emettere autofattura per acquisto di materiali ai fornitori pagando solo l’imponibile? Grazie
Federico Migliorini Gennaio 11, 2019 at 18:15
Salve Matteo, l’autofattura come trova indicato nell’articolo per operazioni interne trova applicazione solo nei casi menzionati. Il suo non mi sembra rientrare in nessuno di questi.
Pierangelo Tarantino Gennaio 11, 2019 at 18:28
Per riepilogare, caso autofattura per acquisto da produttori agricoli esonerati: allora codice documento TD20, Cedente che emette il documento e Cessionario/Committente coincidono ed è il cliente del produttore agricolo esonerato, giusto ?
I dati del produttore agricolo vanno indicati ?
Va indicata eventualmente nella Causale “Autofattura emessa per acquisti da soggetto esonerato a norma dell’art. 34, 6° c. DPR 633/72” ?
Un fac-simile di fattura per imprenditore agricolo esonerato recita:
Come strutturare l’autofattura elettronica corrispondente ?
Nel caso specifico mi riferisco ad operatori commerciali nel settore olivicolo-oleario, frantoi, commercianti di olive che fanno largo uso di autofatture come sopra.
Federico Migliorini Gennaio 11, 2019 at 22:10
Le indicazioni che ha trovato sono corrette, occorre strutturare la fattura elettronica indicando i dati del soggetto acquirente ed indicando i dati dei beni acquistati ed indicando la causale IVA corrispondente.
Pierangelo Tarantio Gennaio 13, 2019 at 9:38
Buongiorno, per continuare il discorso sulle autofatture per acquisti da agricoltori esonerati mi permetto di allegare copia xml. Cortesemente potrebbe confermarmi la giustezza, eseguendo il controllo del documento online esso è corretto, mi chiedo se lo sia dal punto di vista fiscale inoltre mi sorge il dubbio sull’indicazione del codice destinatario e/o pec, mi chiedo se essi debbano essere o meno valorizzati o se sia da valorizzare solo il codice univoco destinatario con valore 0000000 per far si che il documento sia solo acquisito dall’AdE.
Federico Migliorini Gennaio 13, 2019 at 11:53
Pierangelo non posso pubblicare il file xml, ma quello che le posso dire è che il codice destinatario deve essere quello della sua azienda, lei sta praticamente inviando una fattura a se stesso, con l’indicazione degli acquisti fatti all’agricoltore in regime di esonero. Questa è la procedura corretta da seguire.
Antonio Stampete Gennaio 21, 2019 at 9:22
Sempre riguardo ad Autofattura emessa a soggetti esonerati per acquisto di prodotti agricoli:
Valorizzato con TD20 il campo TipoDocumento così come suggerito, nella generazione del file .xml restano dei dubbi sulla valorizzazione dei soggetti coinvolti nella operazione. Abbiamo:
a) Il soggetto trasmittente, che è l’azienda che invia il file (nel ns caso specifico una Coop. Olearia)
b) Il cedente/prestatore, rappresentato dal soggetto esonerato che vende il prodotto alla Coop.
c) Il cessionario/committente rappresentato dalla Coop.
Da quanto letto sopra, non mi è chiaro dove compare il produttore agricolo cedente ?
Federico Migliorini Gennaio 21, 2019 at 11:18
Salve Antonio, nell’autofattura il produttore agricolo non compare, l’autofattura ha come cedente e cessionario l’azienda che acquista i prodotti.
Antonieta Febbraio 18, 2019 at 13:28
Buongiorno Dott. Federico Migliorini,
vorrei gentilmente chiedere nel caso di cessione dei beni che si trovano fuori dal UE (Tunisia) al un soggetto passivo extra UE l’azienda italiana emette la fattura ex art. 21 c.6-bis, lettera b) con l’annotazione “operazione non soggetta” . Per evitare l’invio del esterometro è possibile di trasmettere tale fattura attraverso SDI inserendo i dati del cliente extra UE e p.iva 99999999999 o con l’autofatturazione ? Inoltre, le cessioni dei beni fuori dal’UE ( ex art. 7-bis/633) limitano la detrazione sul acquisti ?
Rigraziando anticipatamente, porgo
Federico Migliorini Febbraio 18, 2019 at 15:15
Salve Antonietta, la procedura descritta è corretta per far transitare la fattura di vendita dal SDI, in questo modo evita l’esterometro. Le operazioni attive ex art. 7-bis non limitano detrazione in acquisto.
Massimiliano Febbraio 21, 2019 at 12:56
Buongiorno, in caso di ricezione fattura in reverse charge da parte di prestatore di servizi di pulizia (operazione soggetta al reverse charge art. 17, comma 6. lettera a-ter, DPR 633/72) io, in qualità di committente, cosa devo fare all’atto del ricevimento della fattura da parte del SdI?
Federico Migliorini Febbraio 21, 2019 at 13:00
Salve Massimiliano, la fattura ricevuta deve essere integrata con le stesse modalità, nulla è cambiato dal 2019, si deve applicare la procedura di reverse charge annotando sulla fattura l’IVA ed annotando la stessa in acquisto ed in vendita. Può essere opportuno, adottare uno specifico sezionale vendite.
Massimiliano Febbraio 21, 2019 at 19:29
Utilizzando il software dell’AdE ho letto sulla circolare 13E che dovrei emettere un TD01 inserendo come destinatario me stesso e riportando lo stesso xml ma annotando sulla fattura l’IVA, ecc., per fare in modo che l’operazione passi dal SdI, però non capisco come realizzare in pratica tale operazione e non trovo delle linee guida specifiche.
E’ obbligatorio effettuare questa procedura?
Federico Migliorini Febbraio 22, 2019 at 7:18
Massimiliano non è obbligatoria la procedura, a meno che non si tratti di autofattura “interna”, se si tratta di operazione Extra-UE non è obbligatoria l’autofattura elettronica. La procedura di autofatturazione, in questo caso, può essere gestita in cartaceo.
Barbara Maggio 17, 2019 at 10:32
la mia società si occupa di vendita a consumatori finali di gas e luce e sto procedendo con il subentro nel contratto di luce. In questo caso dovrò emettere un’autofattura per autoconsumo? come devo procedere?
Federico Migliorini Maggio 17, 2019 at 17:04
Salve Barbara, deve emettere una normale fattura intestata all’azienda stessa. Si tratta di autoconsumo. Non vi sono regole particolari da seguire.
Marco Giugno 6, 2019 at 13:24
Ho sostituito il furgone aziendale con un’autovettura ad uso promiscuo, il furgone devo autofatturarmelo? E se si, a che costo?

References: articolo 23
 Articolo 25
 Articolo 23
 Provvedimento n. 
 Provvedimento n. 
 articolo 99
 articolo 18
 art. 21
 art. 7
 art. 7
 art. 17