Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13484-del-29-05-2017
Timestamp: 2020-01-21 07:59:43+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13484 del 29/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13484 del 29/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 29/05/2017, (ud. 08/03/2017, dep.29/05/2017), n. 13484
sul ricorso 8172-2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 651/2010 della CORTE D’APPELLO di POTENZA,
depositata il 18/11/2010 R.G.N. 112/2008.
che con sentenza in data 18 novembre 2010 Corte di Appello di Potenza ha riformato la sentenza del Tribunale di Lagonegro, dichiarando la nullità della clausola appositiva del termine “per sostenere il livello di servizio del recapito durante la fase di realizzazione di processi di mobilità tuttora in fase di completamento, di cui agli accordi del 17/18 e 23 ottobre 2001, 11 dicembre 2001, 11 gennaio, 13 febbraio, 17 aprile, 23 maggio e 18 settembre 2002 che prevedono al riguardo il riposizionamento su tutto il territorio degli organici della società”, di cui al contratto di lavoro stipulato tra A.R. e Poste Italiane Spa il 29 novembre 2002, e la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e condanna della società al pagamento delle retribuzioni maturate dal 6 aprile 2004, detratto l’aliunde perceptum;
che avverso tale sentenza Poste Italiane Spa ha proposto ricorso affidato a plurimi motivi, cui non ha opposto difese l’ A. intimata con notifica a mezzo posta in data 1 aprile 2011;
che la società ha comunicato memoria, poi replicata in vista dell’Adunanza camerale.
che con il primo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1 e degli accordi collettivi tra Poste e le OO.SS. degli anni 2001/2002 per avere la sentenza impugnata ritenuto la nullità del termine apposto al contratto de quo per genericità della clausola; con il secondo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c. nonchè omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione per avere la Corte territoriale ritenuto che la società non avesse fornito la prova della sussistenza delle ragioni poste a fondamento dell’apposizione del termine; con il terzo motivo ci si duole che l’impugnata sentenza non avrebbe condiviso la prospettazione dell’esponente società secondo cui, anche in caso di termine nullo, non avrebbe luogo la trasformazione del rapporto in contratto a tempo indeterminato; con il quarto motivo si denuncia ancora violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alle richieste economiche del lavoratore prive di adeguato supporto probatorio; infine, nell’ipotesi di conferma della sentenza, la società ha invocato l’applicazione della L. n. 183 del 2010, art. 32;
che il primo motivo è inconferente perchè la Corte territoriale pone la ragione fondamentale del decisum non sulla genericità della clausola appositiva del termine, quanto piuttosto negando che la società avesse fornito la prova della ricorrenza delle indicate esigenze collegate al processo di mobilità in nesso causale con l’assunzione;
che con il secondo motivo inammissibilmente si censura tale statuizione con doglianze che investono la quaestio facti, con critiche anche attinenti all’ammissibilità ed alla rilevanza della prova, nonchè alla sua rinuncia, che sfuggono al sindacato di legittimità di questa Corte;
che non merita accoglimento neanche il terzo motivo di ricorso per le ragioni già espresse da questa Corte in numerose pronunce dalle quali non v’è ragione di discostarsi (Cass. n. 12985 del 2008; conf. Cass. n. 7244 del 2014);
La Corte accoglie il motivo concernente l’applicazione della L. n. 183 del 2010, art. 32 rigettati gli altri, cassa la sentenza impugnata in relazione ad esse rinvia alla Corte di Appello di Potenza, in diversa composizione, anche per le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 Cass. 
 art. 32
 sentenza