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Elezioni 2019. La propaganda elettorale. – Polizia Locale Ciampino
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11 May 2019 by polizialocale in Approfondimenti 3086 0 0
Il prossimo 26 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative in concomitanza con le elezioni europee. A tale data farà seguito, con riferimento alla sola consultazione amministrativa, quella del 9 giugno nel caso di ballottaggio. Nelle righe che seguono ricordiamo le principali norme in materia di propaganda elettorale sulla base delle indicazioni fornite nel Vademecum ANCI
L’arco temporale di regolamentazione della propaganda per i periodi elettorali ha inizio dalla data di convocazione dei comizi elettorali (L. 28/2000, art. 4). La legge n. 28 del 2000 non indica espressamente quale sia il termine di chiusura della campagna elettorale nei mezzi di informazione. Sono peraltro presenti nell’ordinamento alcune disposizioni, le quali fanno riferimento a tale termine in relazione a diverse forme o strumenti di propaganda elettorale, fissandolo nelle ore 24 del penultimo giorno precedente le elezioni.
A partire dal 30° giorno antecedente le votazioni i manifesti di propaganda elettorale (diretta ed indiretta) devono essere affissi esclusivamente negli appositi spazi messi a disposizione di tutti i candidati da parte del comune. Il D.P.R. n. 639/1972 dispone che sia l’imposta di pubblicità che la tariffa dei diritti sulle pubbliche affissioni sono ridotte del 50% nei confronti dei partiti e delle associazioni politiche, sindacali e culturali e il comune può consentire negli spazi di loro pertinenza agli interessati l’affissione diretta senza avvalersi del servizio comunale. Ai sensi della Circolare Min. interno 08/04/80 n° 194 3/V par. 6 lett. a) e b) dal momento della assegnazione degli appositi spazi a coloro che ne hanno titolo è vietata l’affissione di qualsiasi materiale di propaganda negli spazi destinati alle normali affissioni. È altresì vietata l’esposizione di materiale di propaganda elettorale in spazi a disposizione dei partiti o privati, tipo le bacheche, unica eccezione riguarda la possibilità in tali bacheche di affiggere giornali quotidiani o periodici. A questo riguardo il Comune di Ciampino, nella persona del Commissario Straordinario ha adottato i seguenti atti:
Deliberazione avente ad oggetto: ELEZIONE DEI MEMBRI ITALIANI NEL PARLAMENTO EUROPEO in data 26 Maggio 2019. Delimitazione, ripartizione ed assegnazione degli spazi per le affissioni di propaganda a coloro che partecipano alla competizione elettorale con liste di candidati. del 33
Deliberazione avente ad oggetto:ELEZIONE DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE IN DATA 26 MAGGIO 2019. Delimitazione, ripartizione ed assegnazione degli spazi per le affissioni di propaganda a coloro che partecipano alla competizione elettorale con liste e candidature. del 34
In materia di affissioni fuori dagli spazi elettorali assegnati è importante il rimando alla Cassazione che ha affermato che poiché lo scopo della legge 4 aprile 1956, n. 2012 è quello di tutelate la par condicio di coloro che concorrono nella compagna elettorale, l’art. 8, terzo comma punisce non solo chiunque affigge manifesti elettorali fuori delle superfici globalmente destinate alla propaganda, ma a maggior ragione chiunque li affigga dentro quelle superfici globali e tuttavia fuori dalla specifica superficie assegnata alla lista o al concorrente uninominale propagandato dal manifesto affisso (Cfr. Cass. Penale, III, 28 settembre 1994, n.10256, Sett. Giur.1995, 124). L’affissione dei manifesti al di fuori dagli spazi, in spazi diversi da quelli assegnati dal Comune è punita, ai sensi dell’art. 15 comma 17 della L.515/1993 in relazione all’art. 8 comma 3° della L. 04/04/1956, con sanzione amministrativa da €103,00 a €1.032,00. Per queste violazioni non è ammesso il pagamento in misura ridotta, per cui gli organi accertatori dovranno trasmettere il verbale di accertamento al Prefetto specificando che la somma dovuta dovrà essere quantificata dall’organo prefettizio.
Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda (L. 212/1956, art. 9, comma 1). L’art. 6 della legge n. 212 del 1956 determina solo il termine iniziale dei divieti relativi alle forme di propaganda da esso disciplinate (propaganda luminosa o figurativa fissa in luogo pubblico, lancio di volantini, propaganda luminosa mobile) ma non specifica quando essi vengono a cessare. In base alla circolare (ancora vigente) n. 1943/V dell’8 aprile 1980, emanata dal Servizio elettorale del Ministero dell’interno, “deve ritenersi che il termine finale, dei divieti in questione, coincide con la chiusura delle operazioni di votazione”. Le spese sostenute dal comune per la rimozione della propaganda abusiva sono invece a carico in solido dell’esecutore materiale e del committente responsabile. Al riguardo occorre tenere presente anche quanto stabilito dalla Cassazione Penale, sezione III con la sentenza 17.02.2017 n. 7680 che ha stabilito che le sanzioni per l’applicazione della propaganda, per così dire, “non autorizzata”, ovvero quella che il comma 3 dell’art. 8 della Legge 212/1956 definisce fuori degli appositi spazi possa trovare applicazione anche ad altri mezzi quali ad esempio gli adesivi in quanto il riferimento a “stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale” sia meramente esemplificativo e non anche tassativo, in quanto lo scopo evidente della norma è quello di disciplinare le modalità di effettuazione della campagna elettorale mediante affissioni, che devono essere effettuate negli spazi appositi. La legge non effettua, inoltre, alcuna distinzione riguardo alle dimensioni del materiale affisso, coerentemente con le finalità di ordinato svolgimento della propaganda elettorale che la legge si prefigge, come peraltro implicitamente rilevato laddove si è riconosciuta la sussistenza del reato con riferimento all’ipotesi di propaganda elettorale effettuata mediante affissione di stampati nelle vetrine e negli ingressi di negozi.
Nei giorni destinati alla votazione è comunque vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali (L.212/1956, art. 9, comma 2).
Disposizioni SPECIFICHE:
propaganda elettorale luminosa o figurativa a carattere fisso in luogo pubblico, lancio di volantini, propaganda luminosa mobile: dal 30° giorno precedente la data fissata per le elezioni sono vietate tali forme di propaganda (L. 212/1956, art. 6). “Al contrario – in base alla circolare sopra citata – deve ritenersi ammessa ogni forma di propaganda figurativa non luminosa eseguita con mezzi mobili”. Per quanto riguarda il lancio di volantini, la medesima circolare precisa che “dalla formulazione della norma risulta evidente che sono proibiti solamente il getto e il lancio dei volantini, mentre ne è consentita la distribuzione”;
comizi e riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico: possono avere luogo a partire dal 30° giorno antecedente la data delle elezioni (L. 130/1975, art. 7, primo comma) e sono vietati nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni (L. 212/1956, art. 9, comma 1). Sono qualificate “come elettorali, agli effetti dell’applicazione dell’ultimo comma dell’art. 18 del T.U. 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza, solamente quelle riunioni che si svolgono dal 30° giorno antecedente la data fissata per le elezioni, fino alle ore 24 del venerdì precedente la data della votazione. Pertanto solo durante questo periodo, i promotori delle riunioni in luogo pubblico sono esentati dall’obbligo di darne avviso al Questore almeno con tre giorni di anticipo”.
Uso di altoparlanti su mezzi mobili: L’effettuazione della pubblicità sonora durante il periodo elettorale è regolato dall’art. 7 comma 2 della L. 24 aprile 1975, n. 130. Questo articolo stabilisce che durante il periodo elettorale “l’uso di altoparlanti su mezzi mobili è consentito soltanto per il preannuncio dell’ora e del luogo in cui si terranno i comizi e le riunioni di propaganda elettorale e solamente dalle ore 9 alle ore 21,30 del giorno della manifestazione e di quello precedente, salvo diverse motivate determinazioni più restrittive adottate da parte degli enti locali interessati relativamente agli orari anzidetti”. L’impiego di altoparlanti è, inoltre, sottoposto ad autorizzazione comunale in forza dell’art. 23 C.d.S. Nell’annuncio del comizio possono essere compresi il nome dell’oratore e il tema del discorso (capitolo III Circolare Ministero Interno 08/04/80 n° 1943/V). Durante il passaggio del veicolo è consentita l’esposizione di manifesti, ma ciò fino a quando il veicolo circola, una volta fermo gli stessi devono essere tolti. N.B. La limitazione all’uso delle propaganda a mezzo fonica riguarda i mezzi mobili in movimento, quando questi siano fermi ed asserviti ad un comizio o riunione di propaganda elettorale invece non esistono le limitazioni di cui al punto b) (capitolo III Circolare Min. interno 08/04/80 n° 1943/V).
nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda: sono vietati nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni (L. 212/1956, art. 9, comma 1).
Sedi di partito, comitati, gazebo: Non sono riconducibili a forme di pubblicità e sono pertanto consentite le insegne indicanti le sedi dei partiti, movimenti o liste. Nei gazebo è consentita pertanto soltanto la suddetta pubblicità, mentre è vietato l’utilizzo di manifesti dei candidati e delle liste. E’ vietata l’esposizione di materiale di propaganda elettorale anche nelle vetrine dei sedi elettorali. I manifesti dei candidati e delle liste potranno essere affissi esclusivamente alle pareti interne delle sedi medesime. Nelle postazioni assegnate per i banchetti elettorali, con autorizzazione per occupazione di suolo pubblico, è vietato l’uso di vele fisse o flash.
Propaganda elettorale tramite chiamate telefoniche, email, mms o sms -Utilizzazione di dati personali. Chi utilizza queste modalità di comunicazione per la propaganda elettorale ha l’obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli abbonati a servizi di comunicazione elettronica o di telefonia mobile e gli utilizzatori di schede di traffico prepagato. Il Garante per la protezione dei dati personali ha fornito indicazioni sulle modalità con cui partiti, organismi politici, comitati promotori e sostenitori e singoli candidati possono utilizzare, rispettando i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, dati personali dei cittadini per iniziative di propaganda elettorale (Garante per la protezione dei dati personali, Provvedimento in materia di trattamento di dati presso i partiti politici e di esonero dall’informativa per fini di propaganda elettorale, 6 marzo 201451). Per finalità di propaganda elettorale, i partiti e i singoli candidati possono trattare dati personali estratti da “fonti pubbliche” senza richiedere il consenso degli interessati. In particolare, possono essere utilizzati i dati estratti da:
liste elettorali detenute presso i comuni;
elenco degli elettori italiani che votano all’estero per le elezioni del Parlamento europeo;
liste aggiunte dei cittadini elettori di uno Stato membro dell’Unione europea residenti in Italia e che intendano ivi esercitare il diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo;
elenco provvisorio dei cittadini italiani residenti all’estero aventi diritto al voto e quelli aventi diritto al voto per l’elezione del Comitato degli italiani all’estero.
I partiti sono anche esonerati dall’obbligo di rendere l’informativa preventiva (ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/2003) sul trattamento dei dati personali estratti da tali elenchi durante il periodo a partire dal 60° giorno antecedente la data del voto, fino al 60° giorno successivo. Possono, inoltre, essere utilizzati senza consenso, ma previa informativa, i dati degli aderenti ai partiti e dei soggetti che hanno con essi contatti regolari. La disposizione non riguarda i dati dei simpatizzanti, raccolti in occasione di singole iniziative, per i quali è necessario il rilascio del consenso informato. Analogamente, sono utilizzabili previa informativa e consenso dell’interessato, i dati degli iscritti ad organismi associativi a carattere non politico.
Non sono utilizzabili ai fini di propaganda elettorale i seguenti dati:
• dati raccolti o utilizzati per lo svolgimento di attività istituzionali (tra cui le anagrafi della popolazione residente, archivi dello stato civile, liste elettorali di sezione già
utilizzate nei seggi, sulle quali sono annotati dati relativi ai non votanti, albi e collegi professionali);
• dati resi pubblici alla luce della disciplina in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni (si tratta dei dati personali resi disponibili sui siti istituzionali dei soggetti pubblici sulla base di obblighi derivanti dalle disposizioni in materia di trasparenza delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, quali la L. 69/2009 e il D.Lgs. 33/2013, nonché da altre norme di settore);
• dati raccolti da titolari di cariche elettive e di altre funzioni pubbliche
• dati raccolti nell’esercizio di attività professionali, di impresa e di cura;
• dati reperiti sul web.Alcune particolari modalità di contatto (invio di mail, telefax, messaggi tipo sms o mms, chiamate preregistrate) richiedono il consenso specifico di abbonati a servizi di comunicazione elettronica. Il consenso può anche essere acquisito una tantum e deve riguardare specificatamente le modalità di contatto.
l’effettuazione, nei trenta giorni che precedono le elezioni, di propaganda luminosa mobile;
l’effettuazione, nei trenta giorni che precedono le elezioni, di propaganda figurativa o luminosa a carattere fisso in luogo pubblico fatta eccezione per le insegne che
individuano la sede dei partiti.
l’effettuazione di iscrizioni murali o su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e recinzioni, in materia di propaganda elettorale.
Lanciare o gettare volantini di contenuto relativo alla propaganda elettorale in luogo pubblico o aperto al pubblico. Rimane invece consentita la distribuzione a mano
(capitolo II Circolare Min. interno 08/04/80 n° 1943/V ).
Sottrarre o distruggere stampati, giornali murali o altri, o manifesti di propaganda destinati all’affissione o alla diffusione.
Staccare, lacerare o rendere comunque illeggibili stampati, giornali murali o altri, o manifesti di propaganda elettorale già affissi negli spazi riservati alla stessa.
La violazione di tutte le disposizioni sopra specificate è soggetta a sanzione amministrativa pecuniaria da € 103,00 a €1.032,00 con pagamento in misura ridotta non consentito. Costituiscono comportamenti leciti, invece, l’effettuazione di propaganda elettorale a mezzo delle cd. vele pubblicitarie appositamente omologate nonché il volantinaggio mediante consegna diretta dei manifestini che, in ogni caso, devono recare l’indicazione del committente responsabile nonché la tipografia che ha provveduto a stampare i volantini.
La legge 22 febbraio 2000, n. 28 – Disposizioni generali per la parità di accesso ai mezzi d’informazione durante le campagne elettorali e referendarie
e per la comunicazione politica. In particolare l’articolo 9 stabilisce che alla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quella in forma impersonale e indispensabile per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni; Le emittenti radiotelevisive pubbliche e private, su indicazione delle istituzioni competenti, informano i cittadini delle modalità di voto e degli orari di apertura e di chiusura dei seggi elettorali.
Il Regolamento per l’accesso al servizio radio-televisivo pubblico, approvato dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radio televisivi nella seduta del 30 gennaio 2001, pubblicato sulla G.U. 21 marzo 2001, n. 67 per gli indirizzi generali che possono trovare applicazione anche per le trasmissioni relative alle elezioni.
La Legge 4 aprile 1956, n. 212 (Norme per la disciplina della propaganda elettorale) successivamente modificata ed integrata dalla legge 24 aprile 1975.
n. 130 e dalla legge 10 dicembre 1993. n. 515. Tale testo di legge, oggetto di una circolare del Ministero dell’Interno n. 1943/V datata 8 aprile 1980, riguarda, principalmente, l’affissione dei manifesti elettorali. Come osservato, più volte dalla giurisprudenza tale normativa non mirava tanto e solo alla tutela
dei luoghi da un’affissione incontrollata, quanto a garantire la par condicio tra i partiti concorrenti.
Per quanto riguarda l’individuazione e la delimitazione degli spazi per la propaganda elettorale il Vademecum ricorda come l’articolo 2 della L. 4 aprile
1956 n. 212 stabilisca che la Giunta Comunale, tra il 33° e il 30° giorno antecedente alle votazioni è tenuta ad individuare, all’interno del territorio comunale, appositi spazi nei quali collocare i tabelloni per la fissione dei manifesti.
INFO: contatta il nostro Comando alla mail info@polizialocaleciampino.it

References: art. 4
 Cass. 
 art. 9
 sentenza 
 art. 9
 art. 6
 art. 7
 art. 9
 art. 9