Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8241-del-30-03-2017
Timestamp: 2020-05-27 01:13:19+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 8241 del 30/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8241 del 30/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/03/2017, (ud. 21/02/2017, dep.30/03/2017), n. 8241
sul ricorso 7669-2016 proposto da:
M.V. e Z.S. elettivamente domiciliati in
ROMA, VIA COSSERIA 2, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO
ANNARUMMA, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato
FRANCESCO BARBARO;
avverso la sentenza n. 931/3/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LIGURIA, depositata il 17/09/2015;
La Commissione tributaria regionale della Liguria, con la sentenza indicata in epigrafe, dichiarava inammissibile il ricorso per revocazione, ex art. 395 c.p.c., nn. 3 e 5 proposto dai contribuenti avverso la sentenza n. 9/13/05 della stessa Commissione regionale.
In particolare, il Giudice della revocazione riteneva che non ricorressero i presupposti di cui all’art. 395 c.p.c., n. 3 non potendosi ritenere documento decisivo, ai sensi della norma invocata, una sentenza di questa Corte. Aggiungeva, inoltre, che il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 64, comma 2 limita la revocazione per contrasto di giudicati all’ipotesi ordinaria e cioè in relazione a sentenze per le quali non sia decorso il termine per l’impugnazione, mentre nella specie la sentenza oggetto di revocazione era già passata in giudicato onde l’inammissibilità del ricorso. Rilevava, in ogni caso, che non vi era identità di giudicati.
Avverso la sentenza i contribuenti hanno proposto ricorso per cassazione su unico motivo.
1. Con l’unico motivo – rubricato: violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 64, comma 2 i ricorrenti si dolgono dell’errore in diritto commesso dal Giudice nell’avere dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione ai sensi dell’art. 395 c.p.c., n. 5 perchè la sentenza oggetto di revocazione era cosa giudicata.
2. La censura è inammissibile per difetto di interesse. La C.T.R., infatti, dopo avere rilevato che la sentenza oggetto di revocazione era già cosa giudicata, hanno, comunque, compiutamente motivato le ragioni per le quali nella specie non era possibile un contrasto tra giudicati e tale ratio decidendi, idonea a reggere autonomamente la decisione, non è stata censurata.
3. Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna dei ricorrenti, soccombenti, alle spese liquidate come in dispositivo.
4. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
Condanna i ricorrenti, in solido, al pagamento in favore dell’Agenzia delle Entrate delle spese processuali liquidate in complessivi Euro 4.000,00 oltre eventuali spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 395
 sentenza 
 sentenza 
 art. 64
 sentenza 
 sentenza 
 art. 64
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13