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Timestamp: 2020-05-31 19:17:29+00:00

Document:
Consiglio di Stato, Sezione sesta, Sentenza 20 aprile 2020, n. 2522.
Sentenza 20 aprile 2020, n. 2522
sul ricorso numero di registro generale 482 del 2020, proposto da
Te. Se. società consortile a r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Fr. Co., Ma. Di Lu. e Lo. Au., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Me. Se. s.p.a., in proprio e quale mandataria del costituendo RTI con Is. A. Ba. s.r.l., non costituita in giudizio;
sul ricorso numero di registro generale 540 del 2020, proposto da
quanto al ricorso n. 540 del 2020:
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, 19 dicembre 2019 n. 704, resa tra le parti;
quanto al ricorso n. 482 del 2020:
Con ricorso iscritto al n. 482 del 2020, Mi. Se. s.p.a. e Fi. s.p.a. Se. Am. Ce., nelle rispettive qualità di mandante e mandataria del costituendo RTI partecipante alla gara in seguito meglio precisata, propongono propongono appello avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, 19 dicembre 2019 n. 704 con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Te. Se. società consortile a r.l. contro l’Università degli studi dell’Aquila, le stesse appellanti nonché Me. Se. s.p.a., in proprio e quale mandataria del costituendo raggruppamento con Is. A. Ba. S.r.l., per l’annullamento:
a) della delibera del Consiglio di Amministrazione n. 144/2019 del 30.04.2019, con cui l’Università degli Studi dell’Aquila ha aggiudicato definitivamente alla Mi. Se. S.p.a., quale mandataria del costituendo RTI con la Fi. s.p.a. Se. Am. Ce., la procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia e di igiene ambientale da svolgersi presso le sedi dell’Università degli Studi dell’Aquila per la durata di tre anni – lotto n. 1;
b) della nota prot. 18423 del 3 maggio 2019, per quanto occorrer possa, trasmessa in pari data, con cui l’Università degli Studi dell’Aquila ha comunicato agli operatori economici partecipanti alla gara per il lotto n. 1 l’intervenuta aggiudicazione definitiva in favore della società Mi. Se. S.p.a.;
c) del verbale n. 30 della seduta pubblica del 3 aprile 2019, per quanto occorrer possa, con il quale la Commissione giudicatrice ha comunicato le risultanze della verifica di congruità dell’offerta della Mi. Se. S.p.a. ed ha proposto di procedere all’aggiudicazione della gara in favore di detto operatore economico;
d) dell’operato della Stazione appaltante nella parte in cui non ha provveduto all’esclusione dalla gara dell’ATI Me. Se. S.p.a. – Is. A. Ba. S.r.l. seconda in graduatoria;
— sia mediante reintegrazione in forma specifica con subentro nell’esecuzione del servizio e nel contratto di appalto ove stipulato;
–) sia mediante ristoro per equivalente nella misura da quantificare in corso di causa, fatta salva la valutazione equitativa;
– della determinazione prot. 20897 del 20.5.2019, con la quale l’Università degli Studi dell’Aquila ha stabilito di non concedere alla ricorrente l’integrale accesso agli atti di gara, con specifico riferimento alle offerte tecniche ed economiche della Mi. Se. S.p.a. prima classificata e della Me. Se. S.p.a. seconda in graduatoria nonché dei verbali di gara;
e per la conseguente condanna della P.A. all’ostensione delle offerte tecniche ed economiche presentate dalle controinteressate Mi. Se. S.p.a. e Me. Se. S.p.a. nella loro integralità nonché di tutti i verbali di gara;
II. per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 12.7.2019:
aa) della delibera del Consiglio di Amministrazione n. 144/2019 del 30.4.2019, con cui l’Università degli Studi dell’Aquila ha aggiudicato definitivamente alla società Mi. Se. S.p.a., quale mandataria del costituendo ATI con la Fi. s.p.a. Se. Am. Ce., la procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia e di igiene ambientale da svolgersi presso le sedi dell’Università degli Studi dell’Aquila per la durata di tre anni – lotto n. 1;
bb) per quanto occorrer possa della nota prot. 18423 del 3 maggio 2019, trasmessa in pari data, con cui l’Università degli Studi dell’Aquila ha comunicato agli operatori economici partecipanti alla gara per il lotto n. 1 l’intervenuta aggiudicazione definitiva in favore della società Mi. Se. S.p.a.;
cc) del verbale n. 30 della seduta pubblica del 3 aprile 2019, per quanto occorrer possa, con il quale la Commissione giudicatrice ha comunicato le risultanze della verifica di congruità dell’offerta della Mi. Se. S.p.a. ed ha proposto di procedere all’aggiudicazione della gara in favore di detto operatore economico;
dd) dell’operato della Stazione appaltante nella parte in cui non ha provveduto all’esclusione dalla gara dell’ATI Me. Se. S.p.a. – Is. A. Ba. S.r.l. seconda in graduatoria;
ee) di ogni altro atto e/o provvedimento a questi presupposto, collegato, connesso, antecedente o successivo, ancorché non conosciuto;
— sia mediante ristoro per equivalente nella misura da quantificare in corso di causa, fatta salva la valutazione equitativa.
L’originaria ricorrente ha preso parte, classificandosi terza in graduatoria (con 88,14508 punti), alla gara aperta indetta dall’Università degli Studi dell’Aquila per l’affidamento, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, del lotto n. 1 del servizio di pulizia e di igiene ambientale da eseguirsi presso una delle le sedi (omissis) dell’Università per la durata di tre anni.
Con il ricorso in decisione Te. Se. S.r.l. impugna l’aggiudicazione disposta in favore del controinteressato RTI Mi. Se. S.p.a. – Fi. S.p.a., primo in graduatoria con 92,84314 punti, e la mancata esclusione dell’ATI Me. Se. S.p.a. – Is. A. Ba. S.r.l., seconda in graduatoria con 88,58733 punti.
Il RTI Mi. ha indicato nella propria offerta un organico composto da soli addetti inquadrati nel II livello contrattuale, benché l’adempimento delle prestazioni oggetto dal capitolato speciale richieda l’impiego di lavoratori inquadrati nel III livello contrattuale, giudicato essenziale dallo stesso RUP come ripotato nel verbale di gara n. 29 del 13.3.2019; ne deriverebbe la carenza dell’offerta dell’aggiudicataria di uno dei requisiti minimi stabiliti dalla legge di gara che avrebbe dovuto determinarne l’esclusione ai sensi dell’art. 29 del capitolato che impone il rispetto del CCNL
Con il terzo motivo la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 97 del d.lgs. n. 50/2016; violazione e falsa applicazione dei principi di imparzialità, buon andamento dell’azione amministrativa, trasparenza e par condicio dei concorrenti; violazione e falsa applicazione dell’art. 97 Cost., eccesso di potere in tutte le sue figure sintomatiche e in particolare per illogicità ‘ e irrazionalità ‘ manifesta, confusione e perplessità, difetto di istruttoria, sviamento di potere, contraddittorietà .
L’offerta del RTI aggiudicatario sarebbe economicamente insostenibile e non avrebbe potuto essere considerata congrua all’esito della verifica di anomalia, in quanto
– propone un corrispettivo d’appalto di Euro 715.631,79 a fronte di una base d’asta di Euro 1.081.325,91;
– le spese generali, indicate in complessivi Euro 18.515,17, di cui Euro 5.550,00 per gli oneri annuali, non sarebbero sufficienti a coprire le retribuzioni delle prestazioni per trecento ore aggiuntive durante le sessioni di laurea, le retribuzioni dei capisquadra, del responsabile del servizio, del responsabile della qualità della commessa, delle squadre per interventi straordinari reperibili tutti i giorni per ventiquattro ore al giorno, i costi per la formazione, le divise del personale e i macchinari.
La censura, che assorbe dichiaratamente il quarto motivo del ricorso introduttivo, lamenta la mancata esclusione dell’offerta tecnica perché sarebbe stata modificata in sede di giustificazioni dalle quali è emerso che i capisquadra sono addetti a sedi operative ubicate a Roma, o operai di secondo livello impegnati in mansioni superiori per mezz’ora al giorno, quindi impossibilitati a garantire una presenza giornaliera e continuativa, come invece espressamente indicato nell’offerta tecnica che propone un caposquadra ogni quattro addetti, inquadrato nel III livello con capacità di intervento immediata, presenza in sede di esecuzione del servizio giornaliera/continuativa e responsabilità operativa, di coordinamento e controllo della squadra assegnata.
– il costo dei macchinari nuovi offerti dal RTI e quello da sostenersi per il noleggio di altri macchinari, comporterebbe oneri per ammortamenti annuali del tutto incompatibili con la somma pari a Euro 5.186,95 indicata a detto titolo nei chiarimenti;
– i costi generali che il RTI aggiudicatario calcola in Euro 18.515,17, di cui Euro 5.550,00 per oneri della sicurezza a carico dell’azienda, sarebbero di gran lunga inferiori ai reali costi da sostenere, come da offerta, per garantire:
a) la fornitura di 300 ore di prestazioni aggiuntive durante le sessioni di laurea;
c) il finanziamento dell’importo per la fornitura e all’installazione di 114 asciugatori elettrici offerti come miglioria;
d) la copertura delle spese per la formazione, per le dieci squadre di emergenza reperibili 24 ore su 24, per la remunerazione del responsabile del servizio di 7° livello e del responsabile qualità della commessa.
La costituenda ATI Me., nella relazione tecnica, ha dichiarato di sostenere oneri per ammortamenti pari a Euro 2.500,00 e che “…tutte le macchine e le attrezzature saranno acquistate nuove e dedicate esclusivamente al presente appalto”; secondo la ricorrente avrebbe poi modificato l’offerta, in sede di chiarimenti, rendendola inoltre indeterminata e contraddittoria affermando che “… pur possedendo presso i propri magazzini, di un congruo numero di attrezzature e macchinari già ammortizzati, sicuramente sufficienti per le esigenze dell’odierno appalto, ha comunque stimato un eventuale costo per il noleggio…”.
Resistono l’Università degli Studi dell’Aquila ed altri in proprio e quale capogruppo del RTI aggiudicatario che eccepisce l’inammissibilità per carenza d’interesse del ricorso e dei motivi aggiunti facendo riferimento in articolare al nono motivo aggiunto con il quale l ricorrente censura la mancata esclusione della seconda classificata, nonostante avesse modificato l’offerta in sede di chiarimenti.
La S.p.a. Me. Se., ritualmente intimata, quale capogruppo e mandataria della costituenda ATI con Is. A. Ba. S.r.l., non si è costituita.
Nel giudizio di appello, si è costituita l’Università degli studi dell’Aquila, in posizione adesiva, e Te. Se. società consortile a r.l., chiedendo invece di dichiarare inammissibile o, in via gradata, rigettare il ricorso.
La medesima sentenza è oggetto di impugnativa da parte dell’Università degli studi dell’Aquila, con ricorso iscritto al nrg. 540 del 2020.
All’udienza del 13 febbraio 2020, le istanze cautelari proposte in entrambi i giudizi venivano accolte, rispettivamente con ordinanza 14 febbraio 2020 n. 719 e ordinanza 14 febbraio 2020 n. 720.
2. – Ancora in via preliminare, va evidenziata l’irrilevanza dell’eccezione sul superamento dei limiti massimi della memoria prodotta dall’appellata TEAM in data 31 marzo 2020, atteso che le ragioni di infondatezza dell’appello non derivano da motivo introdotti in quell’atto ma dalla valutazione complessiva della sentenza gravata.
Infatti, stante la posizione di terza classificata della ricorrente Te. Se. società consortile a r.l., questa ha dovuto proporre censure anche in relazione alla seconda classificata, Società Cooperativa Pu., il che, da un lato, ha implicato che il giudice ha dovuto incidere su poteri amministrativi non esercitati, atteso che le giustificazioni di Pu., pur presentate, non sono mai state valutate dalla commissione; e dall’altro, Te. Se. non ha provato di poter giungere in via diretta al beneficio cui mira, senza l’ulteriore esercizio di un provvedimento discrezionale dell’Amministrazione.
La stessa doglianza è poi proposta dall’Università degli studi dell’Aquila, con il suo primo motivo di appello, rubricato “1) Sull’inammissibilità del ricorso principale di Te. Se. Società Consortile a r.l. Violazione di legge”, e può quindi essere qui contestualmente esaminata.
5. – Con il secondo motivo di diritto, rubricato “2. Errores in judicando. Violazione dell’art. 97 del d.lgs. n. 50/2016. Violazione e falsa applicazione del capitolato speciale di appalto (allegato 2/E); degli artt. 4, 10 e 17 del CCNL imprese di pulizia e servizi integrati multiservizi; travisamento degli atti di causa. Violazione dell’art. 112 c.p.c. per ultrapetizione ed omessa pronuncia”, viene lamentata l’erroneità della sentenza nella parte in cui ha accolto la censura proposta da Te. Se. dove ha lamentato che il RTI appellante, in violazione della lex specialis e del CCNL di categoria, non avrebbe previsto l’impiego di operai di terzo livello ma esclusivamente di secondo livello, con ciò impedendo l’esecuzione di due attività da effettuarsi con frequenza semestrale: (a) la “ceratura e deceratura pavimenti” e b) la “detersione superfici vetrose delle finestre nella parte interna ed esterna e relativi infissi e cassonetti accessibili dall’interno”, che prevedono l’impiego di macchinari industriali e/o scale che possono essere utilizzati esclusivamente da personale inquadrato nel terzo livello del CCNL Multiservizi.
Come si evince dagli atti, per la pulizia dei vetri esterni il costituendo RTI aveva offerto un diverso macchinario (“Vip Clean/Out Compat Pro”) dotato di braccio allungabile “fino a 20 metri” manovrato da terra dal lavoratore, il quale dunque non era costretto a svolgere alcuna attività in altezza. Pertanto, non può non evidenziarsi come il chiarimento sia in sé idoneo a spiegare le modalità di svolgimento del servizio e anche la sua sufficienza in relazione alle esigenze dell’amministrazione.
Da un primo punto di vista, viene censurata la scelta del primo giudice, di ritenere sufficiente la stima operata dalla ricorrente del detto costo in almeno Euro 80.300,00 con un onere di ammortamento di Euro 9.636,00, stima non contestata dall’Università, con ciò non ritenendo corretta la diversa stima data dal RTI nella proposta contrattuale di un suo partner commerciale per un canone fisso annuo di Euro 9.765,54.
8. – Con il quinto motivo, rubricato “5. Errores in judicando. Violazione dell’art. 3 c.p.a. per genericità /insussistenza della motivazione. Violazione dell’art. 34, comma 2, c.p.a. Violazione dell’art. 64, comma 2 c.p.a. con conseguente inversione dell’onere della prova”, si censura l’accoglimento, da parte del T.A.R., del motivo con cui Te. Se. (con censura analoga a quella rivolta al RTI Mi. nel settimo motivo) lamenta che anche Me. avrebbe modificato l’offerta deducendo che, in offerta tecnica, avrebbe previsto di impiegare macchinari nuovi, per poi prevedere nelle giustificazioni macchinari già in possesso, con costo ammortizzato e comunque detto che il costo stimato per le attrezzature (pari a Euro 2.500,00) era assolutamente insufficiente.
1. Dispone la riunione degli appelli n. 482 del 2020 e n. 540 del 2020.
2. Respinge gli appelli riuniti n. 482 del 2020 e n. 540 del 2020.
3. Condanna le parti appellanti a rifondere a Te. Se. società consortile a r.l. le spese del presente grado di giudizio, che liquida in Euro. 3.000 (euro tremila) oltre I.V.A., C.N.A.P. e rimborso spese generali, se dovute, in capo a Mi. Se. s.p.a. e Fi. s.p.a. Se. Am. Ce., in solido tra loro; e in Euro. 3.000 (euro tremila) oltre I.V.A., C.N.A.P. e rimborso spese generali, se dovute, in capo all’Università degli studi dell’Aquila.
Allorquando due giudizi tra le stesse parti vertano sullo stesso rapporto...

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