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La PSD è servita | CloseToPay
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Pubblicato in G.U. il Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 – Recepimento PSD »
22 gennaio 2010 di Roberto Garavaglia Ci siamo !
Pubblicato su Observer, OpenMind, Rules, ValueAdded | Contrassegnato da tag 2007-64-EC, PaymentInstitutions, PaymentServicesDirective, PSD | 20 commenti	20 Risposte
su 22 gennaio 2010 a 3:08 pm | Rispondi Attilio
C’è qualche notizia sulla decorrenza effettiva ?
su 22 gennaio 2010 a 4:42 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
RISPONDO AD ATTILIO
Cerco di essere il più possibile esaustivo.
La Legge 23 agosto 1988, n. 400 – “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, prevede all’Art. 14 che i Decreti Legislativi adottati dal Governo (ai sensi dell’articolo 76 della Costituzione), siano emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di “decreto legislativo” e con l’indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei Ministri.
Nel caso della Direttiva Comunitaria 2007/64, la delega al Governo, prevista all’Art. 32 della legge n. 88 del 7 luglio 2009 – “Legge Comunitaria 2008”, prevedeva una scadenza al 30 Gennaio 2010 (come prorogato ex art. 1, c. 3, L. 88/2009).
Come previsto, il Decreto Legislativo deliberato questa mattina dal Consiglio dei Ministri, viene quindi presentato al Presidente della Repubblica per la effettiva emanazione.
Vacatio Legis (qui, mi obbligo ad usare il condizionale)
L’introduzione di un periodo di vacatio legis, dovrebbe spostare l’entrata in vigore del D.lgs, al primo lunedì successivo al quindicesimo giorno dopo la pubblicazione (v. anche quanto avevo scritto qui).
Facendo un po’ i conti, dovrebbe aver compreso che l’entrata in vigore, potrebbe avvenire in un periodo compreso tra il 15 ed il 28 Febbraio 2010; da questa data, partirà la fase attuativa della PSD in Italia, durante la quale la nostra Banca Centrale è chiamata ad emanare le opportune disposizioni (a valere sulla normativa secondaria), per procedere (ad esempio) alla regolamentazione dei nuovi Istituti di Pagamento ed a fissare i dettagli afferenti i requisiti di corretta ed adeguata informativa al consumatore, in materia di trasparenza.
su 26 gennaio 2010 a 4:40 pm | Rispondi CRISTINA
…In definitiva un P.I., soddisfatti i requisiti patrimonali, potrà emettere di carte di credito senza doversi iscrivere all’Elenco Speciale…(salvo, ovviamente, iscriversi all’elenco degli Istituti di Pagamento). Dove sbaglio?
su 26 gennaio 2010 a 5:59 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
“In definitiva” è un termine che contrasta con il sentiment del mio post “La PSD è servita“, in particolare laddove ho cercato di trasmettere come, inequivocabilmente, <<[…] questo argomento, che, oggi 22 Gennaio 2010, vede nell’approvazione del decreto suddetto, non già il termine, bensì l’inizio di un cambiamento, per alcuni tratti, di natura epocale>>.
Ciò detto, in aggiunta a quanto avevo scritto nell’articolo “I tesisti e CloseToPay” del 27 Luglio 2009, è pur vero che lo schema del D.lgs di recepimento sottoposto al c.d.m. di Venerdì 22 Gennaio 2010, individua tra le attività definite “Servizi di Pagamento”, l’emissione e/o acquisizione di strumenti di pagamento (Art. 1 – b, punto 5).
Se agli Istituti di Pagamento è altresì riservata l’attività di Servizi di Pagamento, si può desumere che l’emissione di uno strumento di pagamento (pure non propriamente “Carta di Pagamento”) sia un’attività esercibile anche dai suddetti nuovi intermediari.
Il termine “Carta di Credito” che lei usa nella sua domanda, dovrebbe in qualche modo ricondurla al significato previsto nella direttiva comunitaria 2007/64 all’Art. 16, che autorizza gli Istituti di Pagamento alla concessione di crediti, fatta salva la clausola della “accessorietà” (concessione crediti legati a servizi di pagamento, con durata non superiore a 12 mesi; concessione prestiti con durata anche superiore a 12 mesi, in relazione ai soli pagamenti effettuati con Carta di Credito). In tal senso, il D.lgs di recepimento, rinvia alla Banca d’Italia il compito di specificarne la possibilità di esercizio, nei limiti e con le modalità individuate dalla PSD stessa. In conclusione, penso abbia ben compreso che, la materia di suo interesse, sarà (in Italia) oggetto di ulteriore attenzione, nella fase di attuazione della Direttiva sui Servizi di Pagamento.
su 26 gennaio 2010 a 8:08 pm | Rispondi CRISTINA
La ringrazio x la riposta e mi scuso x la mia “insensibilità semantica”: non volevo urtare il suo entusiastico sentiment, convinta che così come altri “eventi epocali” (es. il web,…) hanno preceduto la Psd, altri ne verranno in futuro, in un mutamento perenne della monetica (se non altro x definizione, essendo Moneta + Elettronica).
Comprenda tuttavia come ANCHE quando – IN RITARDO – la Psd venga calata NEL CONCRETO, se da un lato si ammette la possibilità per i PI di emettere carte di credito (intese nell’accezione giuridica, ossia come strumenti di pagamento che concedono una dilazione dello stesso – non già un credito – di 30 gg), dall’altro si rimandano alla Psd limiti/modalità di esercizio…non mi sembra pretendere troppo dal decreto di recepimento di 1 direttiva sui servizi di pagamento…
Pragmaticamente, prendo atto che la mia th è “claudicante”…
su 29 gennaio 2010 a 9:54 am | Rispondi STEFANO
Ma è vero che il recepimento della PSD comporterà la possibilità per il debitore di revocare gli addebiti sul proprio conto (anche tramite strumenti tipo il RID) fino a 8 settimane dalla sacdenza in cui l’importo è stato addebitato?
Me lo ha spiegato un impiegato della nostra banca ma ci sembra quasi incredibile. Tutelerebbe moltissimo il debitore, ma il creditore dovrebbe gestire incassi salvo buon fine per oltre due mesi.
su 29 gennaio 2010 a 11:40 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
Beh, andiamoci piano … e con ordine !
Penso che, innanzitutto, lei si voglia riferire non già alla revoca bensì al rimborso di un addebito.
Vediamo quali sono gli addebiti in questione e le ragioni adducibili per chiederne il rimborso, secondo quanto previsto dallo schema di D.lgs di recepimento della PSD, approvato in occasione del c.d.m del 28 Ottobre 2009:
– operazioni ad iniziativa del beneficiario, per esempio gli addebiti diretti (in attuazione del Art. 62 della Direttiva Comunitaria);
– il diritto del debitore/pagatore al rimborso dell’importo trasferito nelle operazioni di cui sopra, sussiste quando al momento del rilascio dell’autorizzazione, l’importo del pagamento non era noto e risultava sproporzionato rispetto alle legittime attese del pagatore (in attuazione del medesimo articolo ut supra).
Se ci si trova in tali condizioni, il rimborso deve essere chiesto entro otto settimane dall’addebito e avere luogo entro 10 giorni operativi dalla richiesta; in caso di rifiuto, questo deve essere motivato.
Se può interessarle, le segnalo un ottimo articolo scritto dall’amico Vito Vavalli di AITI (l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa) su BancaMatica di Giugno 2009, dal titolo: “Gli incassi elettronici nel mercato unico europeo (pagg. 46 – 49). Il testo può essere letto accedendo a: http://www.bancamatica.it/rivistaonline_bm.aspx.
su 16 febbraio 2010 a 3:49 pm Roberta
Che lei sappia, sono già disponibili i tracciati record CBI relativi ai cambiamenti che dovremo apportare nei gestionali delle ns aziende?
su 31 gennaio 2010 a 6:07 pm | Rispondi Paolo
Salve, ho letto con molto interesse il suo blog ma non ho ancora chiaro quali sono i servizi che le aziende di distribuzione potranno offrire ai propri clienti… e se sarà appannaggio solo delle grandi aziende) tipo catene di ipermercati etc.
su 31 gennaio 2010 a 11:22 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
La PSD apre il mercato dell’intermediazione dei pagamenti al dettaglio, anche a soggetti non bancari o finanziari (i Payment Institutions, appunto), permettendo un’ibridazione del ruolo con attività imprenditoriali diverse.
Ad esempio i retailers (grande distribuzione e distribuzione organizzata), possono essere particolarmente attenti alla possibilità di acquisire una licenza di Istituto di Pagamento ibrido, laddove vi ritrovano un’opportunità per migliorare le value proposition dei loro schemi loyalty (ciò che io chiamo “loaylty scheme broadening”).
“il business sarà ad appannaggio solo delle grandi aziende ?”, è una domanda a cui si può rispondere solo conoscendo il modello di servizio (e di business, appunto) individuato dalle aziende che vogliono competere nello scenario abilitato dalla nuova direttiva, nonchè il target di riferimento, che le medesime intendono raggiungere.
Ricordo che l’Art. 26 della PSD (trasposto nell’Art. 114-sexiesdecies del T.U.B. modificato dal D.lgs di recepimento), prevede un regime di deroghe per i c.d. “Small P.I.” (p.e. a valere sui requisiti patrimoniali, e la vigilanza).
su 2 febbraio 2010 a 8:45 pm | Rispondi francy
E’ possibile avere il testo del D.lgs. approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 gennaio?
In Gazzetta Ufficiale infatti non è ancora stato pubblicato.
su 2 febbraio 2010 a 11:02 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
RISPONDO a FRANCY
No, non è possibile avere il testo del D.lgs di recepimento della PSD, prima della pubblicazione in .G.U.
Per sua informazione, il D.lgs è stato comunque emanato; il Presidente della Repubblica, ha firmato l’atto in data 27/01/2010.
su 7 febbraio 2010 a 11:40 pm | Rispondi ferdinando
Ciao, una curiosità, ma entro quanto tempo il decreto legislativo deve essere pubblicato?
in questo caso è stato approvato il 22/1, firmato il 27/1 dal Presidente della Repubblica e ad oggi ancora nulla!!
su 8 febbraio 2010 a 8:06 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
RISPONDO a FERDINANDO
Comprendo la spontaneità della domanda, alla quale purtroppo non vi è risposta.
Ad oggi, possiamo solo ritenere che, laddove la pubblicazione in G.U. dl D.lgs di recepimento avvenisse entro la fine della corrente settimana (ossia entro il 12 febbraio), si avrebbe un’entrata in vigore il 1 marzo 2010 (post vacatio legis).
su 8 febbraio 2010 a 9:52 am | Rispondi Roberta
alla data di sabato 6 febbraio, il decreto non risultava ancora pubblicato su G.U.
Il che significa che, ad oggi, l’attivazione minima sarebbe a decorrere dal 01/03/2010.
Quello che non mi è chiaro è se, da tale data, saranno già attive, da parte delle Banche, le nuove disposizioni in materia ( obbligatorietà dell’IBAN, impossibilità ad applicare valute antergate, adozione calendario Target, ecc ) di lavorazione dei bonifici o, se, invece, vi sarà ancora un ulteriore periodo transitorio durante il quale Banca d’Italia andrà ad emanare le disposizioni in materia ( o queste ultime riguardano solo la parte relativa all’istituzione dei nuovi Istituti di Pagamento ? )
su 8 febbraio 2010 a 8:11 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
RISPONDO a ROBERTA
Ove il D.lgs venisse pubblicato in G.U. entro la fine della settimana corrente (ovvero il 13 febbraio), è corretto quello che lei dice, al netto di una precisazione che mi corre l’obbligo di fare: “entrata in vigore” … non “attivazione”.
Il periodo transitorio a cui lei allude, è quello dell’attuzione del D.lgs, durante il quale Banca d’Italia emanerà disposizioni a valere sulla normativa secondaria, per una serie di articoli che provo a riassumere, analizzando il solo testo presentato all’approvazione del c.d.m. del 22 gennaio u.s. e correlandolo con il testo legislativo comunitario (2007/64/EC).
Art. 31 – Misure di attuazione Nell’esercizio della funzione di cui all’articolo 146 T.U.B. (Vigilanza -> Sorveglianza), la Banca d’Italia emana disposizioni di carattere generale o particolare volte a:
– attuare il Titolo II (ovvero il TITOLO IV della PSD trasposto, ossia quello dei “Diritti ed Obblighi delle parti”);
– recepire le ulteriori misure di attuazione eventualmente adottate dalla Commissione (secondo la procedura di regolamentazione con controllo prevista nell’ambito del Comitato dei Pagamenti), per quanto attiene:
(.) l’adozione dell’elenco delle attività definite “Servizi di Pagamento” (cfr. allegato della PSD);
(.) l’aggiornamento (in considerazione dell’inflazione e di “significativi sviluppi del mercato“.)
degli importi specificati per le deroghe concesse ai c.d. “Small P.I.”, e del limite massimo relativo
alla responsabilità del pagatore per l’utilizzo non autorizzato di operazioni di pagamento.
Art. 114-novies – Autorizzazione per gli Istituti di Pagamento (articolo introdotto nel nuovo. T.U.B. al nuovo TITOLO V-ter, come previsto da Art. 33 del testo di D.lgs di recepimento – Disciplina degli Istituti di Pagamento)
Art. 114-undecies – Rinvio (articolo introdotto nel nuovo. T.U.B. al nuovo TITOLO V-ter, come previsto da Art. 33 del testo di D.lgs di recepimento – Disciplina degli Istituti di Pagamento)
Art. 4 – Deroga per gli strumenti di pagamento di basso valore e moneta elettronica
La Banca d’Italia, può disporre l’applicazione di limiti di importo diversi da quelli previsti dai commi 1, 2 e 3 (overo:
(.) 30 € per transazioni one-shot, 150 € limite di spesa complessivo/avvaloramento, raddopiabili nel solo caso di Payment Service Providers insediati in Italia, con il limite dei 150 € portato a 500 € per gli strumenti pre-pagati,
(.) limite di avvaloramento dello strumento di moneta elettronica di 500 € per cui è esentata l’applicazione degli Art. 11 e 12.
su 9 febbraio 2010 a 8:54 am | Rispondi Roberta
In breve, quindi, mi pare di capire che, qualora la pubblicazione avvenisse entro il 12 febbraio, l’entrata in vigore a partire dal 01/03/2010 rappresenterà già, per i consumatori, il primo step reale: obbligatorietà IBAN, no valuta antergata. Quindi, in generale, sì tempi più brevi per la ricezione delle somme, ma anche maggiore organizzazione nel disporre i pagamenti che, a differenza di oggi, non potranno più contare sull’agevolazione della “valuta antergata”.
Vi è la sensazione che già il sistema sia pronto per tali novità ?
Vi è la sensazione che tutto ciò possa trovare il sistema ( bancario anche, non solo delle imprese ) già preparato a partire da marzo ?
su 9 febbraio 2010 a 11:46 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
Sì, le sue conclusioni sono potenzialmente corrette, al netto delle perplessità che solleva nella parte finale del suo commento, sulle quali (come dire …) lascio aperto il dibattito …
su 9 febbraio 2010 a 8:53 pm | Rispondi andrea
Ciao, un chiarimento in merito all’IBAN come identificativo unico:
Potranno essere inviati bonici indicando anche un beneficiario diverso dal titolare del conto di accredito identificato dall’iban?
Se devo ricevere una somma posso fornire al debitore l’iban del conto di mia madre o c’è il rischio che essendo il mio nome indicato nel campo beneficiario la banca possa stornare il bonifico?
su 9 febbraio 2010 a 11:50 pm | Rispondi Roberto Garavaglia
Interessante osservazione !
Ti offro la mia personale interpretazione.
L’Identificativo unico, trova una chiara ed intelligibile definizione all’Art. 1 lettera r), del testo di D.lgs presentato per l’approvazione al c.d.m. del 22/01/2010:
<< “identificativo unico”: la combinazione di lettere, numeri o simboli che il prestatore di servizi di pagamento indica all’utilizzatore di servizi di pagamento e che l’utilizzatore deve fornire al proprio prestatore di servizi di pagamento per identificare con chiarezza l’altro utilizzatore del servizio di pagamento e/o il suo conto di pagamento per l’esecuzione di un’operazione di pagamento. Ove non vi sia un conto di pagamento, l’identificativo unico identifica solo l’utilizzatore del servizio di pagamento >>
Ho evidenziato la “e” di quel “e/o”, che unisce/disgiunge identificativo dell’utilizzatore del servizio di pagamento e il suo conto di pagamento, poiché credo sia in essa che possa trovarsi la risposta “logica” (boleanamente parlando … ) alla tua domanda.
In termini assai più pratici, non posso escludere che durante la Payment Initiation, alcune procedure di ausilio alla gestione di SCT e SDD che effettuano le verifiche di coerenza tra IBAN e titolare del conto, di fronte al caso che tu esemplifichi, possano addirittura impedire la Payment Execution.

References: art. 1
 Art. 62

Art. 31

Art. 114
 Art. 33

Art. 114
 Art. 33

Art. 4
 Art. 11