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Timestamp: 2019-01-18 02:56:38+00:00

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Introduzione. L applicazione dei piani delle zone di pericolo. Arch. Frank Weber. Ufficio Pianificazione territoriale - PDF
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Saverio Gori
1 Introduzione Ufficio Pianificazione territoriale Elementi cartografici del piano urbanistico sino ad oggi, esempio Postal
2 Nuovi elementi cartografici del piano urbanistico, esempio Postal Elementi del piano delle zone di pericolo, fasi I+II (Direttive per la redazione dei piani delle zone di pericolo e per la classificazione del rischio specifico)
3 Elementi del piano delle zone di pericolo, esempio Postal Carta delle zone di pericolo Pericoli idraulici Elementi del piano delle zone di pericolo, esempio Postal Carta dei fenomeni Pericoli idraulici Relazione tecnica
4 Elementi del piano delle zone di pericolo, fase III (Direttive per la redazione dei piani delle zone di pericolo e per la classificazione del rischio specifico) Il rischio specifico è dato dall interazione tra i pericoli idrogeologici (H) e gli elementi a rischio caratterizzati da una vulnerabilità (V) specifica. Dall intersezione della Carta delle zone di pericolo con la Carta della vulnerabilità ha origine la Carta delle zone di rischio specifico CZRs (UNESCO), Rs = H V. Elementi del piano delle zone di pericolo, esempio Postal Carta delle zone di rischio specifico
5 L applicazione della pianificazione Come si legge il piano delle zone di pericolo? Come si può verificare e dimostrare la compatibilità dell intervento con il pericolo? Interventi ammissibili secondo il regolamento
6 Il regolamento di esecuzione Decreto del Presidente della Provincia i 05/05/2008, n. 42, in vigore dal 03/12/2008 Regolamento di esecuzione concernente i piani delle zone di pericolo, art. 5 Interventi consentiti sul patrimonio edilizio nelle zone di pericolo idrogeologico elevato (H3) 1. Nelle zone di pericolo idrogeologico elevato sono consentiti sul patrimonio edilizio tutti gli interventi indicati nell articolo 4, nonché gli interventi di seguito indicati: 2. La realizzazione degli interventi di cui al comma 1, lettere da a) a g), è subordinata alla verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica di cui all'articolo 11, in modo che sia garantito, ai sensi delle direttive, il rischio specifico medio (Rs2) oppure un rischio minore. anche gli articoli 3, 4, 6, 7 e 9 fanno riferimento alla verifica di compatibilità Il regolamento di esecuzione Decreto del Presidente della Provincia 05/05/2008, n. 42,, in vigore dal 03/12/2008 Regolamento di esecuzione concernente i piani delle zone di pericolo, art. 11 Verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica 1. Ove richiesto dal presente regolamento, i progetti possono essere approvati dalla competente autorità esclusivamente previa contestuale verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica, di seguito denominata verifica di compatibilità. Nel corso di detta verifica si valutano altresì la conformità alle disposizioni del presente regolamento, nonché gli effetti e le implicazioni i i per la sicurezza di persone e beni. L elaborazione di questa verifica, relativa all oggetto, è a spese del proprietario o gestore in questione.
7 Il regolamento di esecuzione 2. La verifica di compatibilità può essere effettuata solo per progetti nelle zone già indagate nella relativa categoria di grado di studio. Essa stabilisce la compatibilità del progetto con i pericoli rilevati dalla carta delle zone di pericolo del comune e deve essere predisposta ai sensi delle direttive. Con la verifica di compatibilità devono essere date indicazioni vincolanti relative a: a) valutazione del rischio specifico in base alle interferenze tra dissesti ed uso del suolo attuale e programmato; b) esistenza di elementi vulnerabili e gravità dei danni potenziali; c) valutazione delle misure di sicurezza necessarie; d) garanzia che non siano cagionati danni o rischi maggiori a terzi. La verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica Come muoversi? Identificazione dell area d intervento e del grado di pericolosità Identificazione dell intervento (tipologia, dimensione, effetti a terzi) È richiesta la verifica di compatibilità (vedi regolamento, artt. 4, 5, 6, 7, 9)? È già garantita Rs2 o bisogna predisporre ulteriori misure di sicurezza? (zona gialla è sempre < Rs2, vedi matrice) Quantificare la vulnerabilità del progetto. Dove si trovano i punti deboli? (La prevenzione è sufficiente solo se sono compresi tutti gli elementi sensibili!) Ci sono effetti strutturali dovuti alle misure di sicurezza scelte? (stabilità del suolo, diminuzione delle superfici alluvionabili, spostamenti di pericoli in zone sino ad ora non pericolose, ecc. evtl. coinvolgimento i degli uffici i competenti) ti)
8 La verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica Rs = H V prevenire il pericolo verifica di pericolo art.10 riduzione della vulnerabilità verifica di compatibilità art.11 prevalentemente opere di difesa nel territorio provvedimenti per mitigare la vulnerabilità di edifici La verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica Le direttive stabiliscono la vulnerabilità per superfici in relazione alla destinazione urbanistica!
9 La verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica Nelle direttive per la redazione dei piani delle zone di pericolo è prevista la seguente regolamentazione per singoli progetti (ancora da approvare della GP): C.1.4 Classificazione del rischio ai fini della verifica di compatibilità Ai fini della verifica di compatibilità la valutazione del rischio avviene a scala di singolo progetto. In questo caso la vulnerabilità viene definita, utilizzando la stessa scala V1-V4, mediante analisi di dettaglio delle caratteristiche costruttive in relazione al tipo di processo insistente. La vulnerabilità cosí stabilita può differire dalla vulnerabilità secondo allegato E.2. Stato attuale della ricerca - progetto MOVE, Università Vienna
10 Stato attuale della ricerca - progetto MOVE, Università Vienna Curva di vulnerabilità (edifici) Stato attuale della ricerca - progetto MOVE, Università Vienna Documentazione per p la registrazione di danni
11 La verifica di compatibilità idrogeologica o idraulica Direttive per la redazione dei piani delle zone di pericolo e per la classificazione del rischio specifico, C. 1.2 Si definiscono le seguenti classi di rischio: rischio molto elevato: sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socio-economiche; rischio elevato: sono possibili problemi per l incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, l'interruzione del funzionamento delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale; rischio medio: sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale che non pregiudicano l'incolumitàl delle persone, l'agibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche; rischio moderato: i danni sociali, economici ed al patrimonio ambientale sono marginali. possiamo imparare. Buona fortuna!
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References: art. 5
 articolo 4
 art. 11
 art.10
 art.11
 Articolo 1
 Articolo 1
 Art. 10