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Timestamp: 2020-06-01 14:38:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25222 del 24/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25222 del 24/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 24/10/2017, (ud. 07/07/2017, dep.24/10/2017), n. 25222
sul ricorso 15535/2016 proposto da:
F.A., E.A.;
avverso la sentenza della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositato il
23/12/2015, Cron. n. 16664/2015, R.G.V.G. n. 50199/2011;
La Corte d’Appello di Roma, con decreto del 23 dicembre 2015, ha condannato il Ministero della Giustizia a pagare la somma di Euro 4.500 sia in favore di F.A. che di E.A., a titolo di equa riparazione per la durata irragionevole di un processo iniziato di fronte al Tribunale di Napoli.
Il ricorrente ha depositato memoria. La memoria, per la parte in cui pone in essere una integrazione del ricorso con un nuovo motivo “esplicativo del motivo 1 a suo tempo proposto”, è inammissibile.
Col primo motivo di ricorso il Ministero della Giustizia lamenta la violazione o falsa applicazione della L. n. 89 del 2001, art. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la Corte d’appello ritenuto applicabile al termine di decadenza di cui all’articolo 4 della citata legge la sospensione dei termini nel periodo feriale. Richiamata la pronuncia delle sezioni unite di questa Corte n. 16783/2012 che ha escluso il decorso del termine di prescrizione del diritto all’equa riparazione in quanto impedito dal termine di decadenza di cui all’art. 4, il ricorrente afferma che da tale premessa non può che discendere, sul piano logico-sistematico, l’inapplicabilità di un istituto come la sospensione dei termini nel periodo feriale, che è proprio dei termini processuali.
Il secondo motivo denuncia, anch’esso, la violazione o falsa applicazione del medesimo articolo 4, ma in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4: si sostiene che la riduzione da un anno a sei mesi del termine lungo per proporre impugnazione rende incomprensibile come in certi casi al termine semestrale la sospensione sia inapplicabile (appunto il termine per proporre l’impugnazione) e in altri casi (il termine L. n. 89, ex art. 4) sia invece applicabile.
Entrambi i motivi, da esaminare congiuntamente, sono infondati. Essi si contrappongono, senza argomenti idonei a mutarlo, all’indirizzo ormai consolidato di questa Corte in base al quale – in quanto fra i termini sospesi nel periodo feriale vanno ricompresi non solo i termini inerenti alle fasi successive all’introduzione del processo, ma anche il termine entro il quale il processo stesso deve essere instaurato quando l’azione in giudizio rappresenta l’unico rimedio per far valere il diritto – la sospensione si applica anche al termine previsto dalla L. n. 89, art. 4, per la proposizione della domanda (in tal senso, da ultimo, Cass. 4147/2017). Nè conferente sul punto può essere ritenuta la circostanza – oggetto specifico del secondo motivo – che il termine di decadenza dalla proposizione dell’impugnazione di cui all’art. 327 c.p.c., comma 1, sia stato dal legislatore nel 2009 ridotto da un anno a sei mesi, venendo così a coincidere con il termine di proposizione dell’azione di equa riparazione.
Nulla viene disposto in punto spese, non essendosi gli intimati difesi in questo giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 articolo 4
 art. 4
 art. 4
 Cass.