Source: http://www.plsafety.it/plfire/articolo_14.htm
Timestamp: 2019-08-18 00:44:29+00:00

Document:
Il Decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 235 riguardante modifiche al Titolo III D.Lgs. 626/94 “Uso delle attrezzature di lavoro (lavori in quota)”
Nuovi obblighi introdotti a carico delle aziende a riguardo dell’utilizzo di scale a pioli
Direttiva Macchine e marchio CE
Il DPR 547/55
Alcuni buoni consigli ……..
Le scale - Opuscolo in materia di Salute e Sicurezza
Gli articoli 36-bis e 36-ter inseriti nel D.Lgs. 626/94 dal recente D.Lgs. 235/03 introducono alcuni obblighi a carico del Datore di lavoro in merito alla prevenzione e protezione del rischio da utilizzo di scale a pioli:
Art. 36-bis. - Obblighi del Datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota
4. Il Datore di lavoro dispone affinché siano impiegati sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi alle quali il lavoratore e' direttamente sostenuto, soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risulta che il lavoro può essere effettuato in condizioni di sicurezza e l'impiego di un'altra attrezzatura di lavoro considerata più sicura non è giustificato a causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare. Lo stesso datore di lavoro prevede l'impiego di un sedile munito di appositi accessori in funzione dell'esito della valutazione dei rischi ed, in particolare, della durata dei lavori e dei vincoli di carattere ergonomico.
Art. 36-ter. - Obblighi del Datore di lavoro relativi all'impiego delle scale a pioli
Dei due articoli, quello più ricco di novità è certamente il 36-bis, essendo il 36-ter una mera conferma di quanto già da moltissimo tempo sancito dagli “storici” D.P.R. 547/55, 164/56 e 323/56, ancora in vigore:
Decreto Presidente Repubblica 27/04/1955, n. 547 “Norme per la prevenzione degli infortuni.”
Capo II - Scale fisse.
Art. 16. SCALE FISSE A GRADINI.-
Art. 17. SCALE FISSE A PIOLI. -
Le scale a pioli di altezza superiore a m. 5, fissate su pareti o incastellature verticali o aventi una inclinazione superiore a 75 gradi, devono essere provviste, a partire da metri 2,50 dal pavimento o dai ripiani, di una solida gabbia metallica di protezione avente maglie o aperture di ampiezza tale da impedire la caduta accidentale della persona verso l'esterno.
Capo III - Scale e ponti sospesi .
Art. 18. SCALE SEMPLICI PORTATILI. -
Per le scale provviste alle estremità superiori di dispositivi di trattenuta, anche scorrevoli su guide, non sono richiestele misure di sicurezza indicate nelle lettere a) e b).
Art. 20. SCALE AD ELEMENTI INNESTATI. -
b) le scale in opera lunghe più di 8 metri devono essere munite di rompitratta per ridurre la freccia di
Art. 21. SCALE DOPPIE. -
Le scale doppie non devono superare l'altezza di m.5 e devono essere provviste di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impedisca la apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza.
Art. 22. SCALE AEREE E PONTI MOBILI SVILUPPABILI. -
Le scale aeree ad inclinazione variabile, montate su carro e comunque azionate, devono essere munite di dispositivi indicatori per la messa a livello del carro e per la elevazione massima e minima della volata, nonché di calzatoie o di alti dispositivi per assicurare in ogni caso la stabilità del carro.
Art. 23. PONTI E SEDIE SOSPESI. -
I ponti sospesi ed i sostegni a sedia devono, sia per le caratteristiche costruttive che perle modalità di montaggio e di uso, presentare sufficienti garanzie di resistenza.
I ponti devono essere provvisti di parapetto normale completo in modo che ne sia assicurata la stabilità ed essere provvisti di cinghie o di altri mezzi di trattenuta che impediscano la caduta del lavoratore.
Art. 24. UTENSILI A MANO. -
Decreto Presidente Repubblica 07/01/1956, n. 164
”Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni.”
Decreto del Presidente della Repubblica 20/03/1956, n. 323
”Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro negli impianti telefonici.”
Art. 3. Scale ad elementi innestati. -
Durante l'esecuzione dei lavori, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza della scala.
Nelle operazioni di costruzione, riparazione, manutenzione e demolizione delle linee telefoniche, è ammesso lo spostamento laterale di scale portatili ad elementi innestati per lunghezza non superiore a 18 metri e per ampiezza di spostamento non superiore a m. 1,50, mentre un solo lavoratore vi si trova sopra, purché il lavoratore sia munito e faccia uso di cintura di sicurezza e siano osservate le altre disposizioni di cui all'art. 10 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164 , contenente norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni.
Possono essere adibiti a lavorare su scale di lunghezza superiore a 15 metri soltanto i lavoratori il cui addestramento sia stato accertato dai vigili del fuoco. Tale condizione deve risultare da un certificato rilasciato dal Comando dei vigili del fuoco medesimo.
Pur non essendo rivoluzionario, l’articolo 36-bis pone comunque alcuni punti fermi che era bene fissare. In particolare, per le scale:
ð Scelta di attrezzature adatte alla tipologia di attività da svolgere, al contesto ambientale ed ai rischi presenti.
ð Evidenza che una scala a pioli non deve e non può essere considerato un luogo di lavoro continuativo: pertanto, il suo utilizzo rispetto ad attrezzature più sicure è subordinato alla breve durata di impiego e/o a caratteristiche particolari del sito di intervento.
ð Inserimento delle condizioni metereologiche come ulteriore fattore di rischio da considerare.
Appare opportuno in questa sede approfondire gli aspetti “hard” delle scale, ovvero quelli inerenti le caratteristiche costruttive delle stesse, non specificando, le norme finora analizzate, quali siano le caratteristiche strutturali nonché i collaudi e le certificazioni che garantiscano le Aziende rispetto ad un acquisto oculato delle attrezzature e ad un loro corretto mantenimento in perfetta efficienza nel tempo, visto che il mercato di questo prodotto non è del tutto trasparente.
Innazitutto, non esiste il collaudo delle scale, non essendoci alcuna norma dello Stato che ne preveda l’obbligo o disciplini tale istituto: sono presenti vecchie circolari emanate a suo tempo dall’ormai abolito ENPI (Ente Nazionale per la Prevenzione degli Infortuni), che possono essere utilizzate volontaristicamente dai Produttori o Rivenditori ma che non scagiona gli stessi da qualsiasi responsabilità.
La “Direttiva Macchine”, ovvero il Decreto di recepimento delle Direttive comunitarie inerenti i principi di sicurezza di macchine ed attrezzature che ne prevede una precisa certificazione da parte del Produttore, non è applicabile alle scale, non rientrando queste nella definizione di Legge di macchine.
Esistono due norme tecniche europee volontarie riguardanti specificatamente le scale, la UNI-EN 131-1 (“Scale. Terminologia, tipi, dimensioni funzionali”) e la UNI-EN 131-2 (“Scale. Requisiti, prove, marcatura”), ma non sono mai state trasformate in Direttiva Europea.
Tutto ciò implica l’impossibilità di avere, sul mercato, scale dotate legittimamente di marchio CE che garantisca il rispetto dei requisiti minimi di sicurezza rispetto ad una Direttiva Europea.
Ma allora come fa un’Azienda ad acquistare scale che garantiscano il rispetto dei requisiti minimi di sicurezza così come previsto dall’articolo 28, lettera a) del D.Lgs. 626/94 ?
D.Lgs. Governo 19/09/1994, n. 626
”Attuazione delle direttive 89/391CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 2001/45/CE e 99/92/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.”
a) è riconosciuta la conformità alle vigenti norme per la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo
di lavoro di mezzi e sistemi di sicurezza [....];
Con la pubblicazione del D.M. 23/03/2000 “Riconoscimento di conformità alle vigenti norme di mezzi e sistemi di sicurezza relativi alla costruzione ed all’impiego di scale portatili” è stata colmata una evidente lacuna legislativa.
Per effetto di questo fondamentale Decreto, che risponde proprio al succitato articolo 28, lettera a) del D.Lgs. 626/94, chiunque voglia produrre scale può farlo conformemente a quanto indicato dalle norme UNI-EN 131-1 e 131-2, purché faccia certificare il prodotto da un Ente abilitato.
Per citare un esempio, in Italia, esiste un pool di Aziende (Associate ACAL) che, avvalendosi del Politecnico di Milano come Ente certificatore, appongono sui loro prodotti il marchio “ACAL EN 131”, bypassando, di fatto, la mancanza di possibilità di apporre il marchio CE ma garantendo ugualmente gli acquirenti delle scale rispetto ai requisiti di sicurezza.
Fino alla pubblicazione dell D.M. 23/03/2000 l’unico riferimento normativo certo per la produzione delle scale era il D.P.R. 547/55, pur con tutti i limiti più sopra indicati.
Per completezza di informazione, si evidenzia che quest’ultimo non viene cancellato dal Decreto del 2000 e, di conseguenza, rimane una norma tecnica specifica che rappresenta una “alternativa” della quale i Costruttori hanno piena facoltà di avvalersi a tutti gli effetti di Legge, senza però la possibilità di avvalersi della certificazione di un Ente abilitato.
In conclusione, si allega alla presente informativa un opuscolo contenente una serie di consigli pratici sull’uso delle scale in sicurezza.
Opuscolo in materia di Salute e Sicurezza
L’impiego di scale portatili, di diverso forma o tipologia, è consuetudine in ogni luogo di lavoro.
L’accesso ai ripiani superiori di una scaffalatura, il raggiungimento di un punto o di un oggetto collocato in altezza, lo svolgimento di operazioni di manutenzione o pulizia, come ad esempio la sostituzione di un corpo illuminante guasto, rappresentano attività normalmente svolte con l’ausilio di una scala.
L’impiego scorretto delle scale è fonte di circa 22.000 infortuni all'anno, pertanto è necessario osservare particolare attenzione nella scelta, nella collocazione e nell’utilizzo di una scala.
· l’assenza di pioli rotti o fessurati;
· l’assenza di fessurazioni o cedimenti nei montanti;
· lo stato degli appoggi antisdrucciolevoli alla base dei montanti.
Segnalare tempestivamente eventuali danni rilevati, al fine di poter disporre il ripristino delle condizioni originarie o la sostituzione della scala!
· la lunghezza della scala deve essere tale che i montanti sporgano di almeno un metro oltre il piano d'accesso;
· nel trasporto o nella sistemazione della scala, soprattutto se in metallo, verificare la distanza da corpi illuminanti o linee elettriche aeree;
· non appoggiare la scala su superfici curve o spigoli se non si può vincolare la scala, nell’estremità superiore, a parti fisse;
· verificare, prima della salita, la giusta inclinazione della scala. E’ottenibile collocando il piede ad una distanza, dalla proiezione del punto di appoggio superiore, pari a 1/4 dell’altezza della scala stessa oppure applicando la “Prova del gomito” (si veda più avanti);
· salire e scendere sempre con il viso rivolto alla scala;
· non salire o scendere la scala tenendo una o entrambe le mani impegnate, ma dotarsi di portattrezzi a tracolla;
· quando la scala deve essere utilizzata più volte nello stesso luogo, occorre assicurarla (ad esempio con legature o guide) per evitare scivolamenti laterali e rotazioni indesiderati;
· le estremità inferiori della scala devono essere assicurate contro gli scivolamenti. Tali dispositivi debbono essere adatti al tipo di materiale che costituisce il piano di appoggio (zoccoli, puntali appuntiti, rinforzi metallici, ecc.).
Per lavori prolungati chiedere l’assistenza di un altro lavoratore che vigili e assicuri la stabilità della scala.
1 dispositivo di appoggio/appiglio (“guardiacorpo”)
2 piattaforma di stazionamento
· la scala doppia più sicura è quella a gradini con piattaforma di stazionamento e dispositivo di appoggio/appiglio (“guardiacorpo”);
· le scale doppie a pioli, accessibili da entrambi i lati, sono pericolose, ma spesso sono indispensabili. Essendo prive di piattaforma di stazionamento e di dispositivo di appoggio/appiglio (“guardiacorpo”) devono essere scelte di altezza tale da evitare di salire sugli ultimi 3 pioli, che devono garantire la stabilità della posizione di lavoro;
· non dare alla scala doppia un “piede” troppo grande: potrebbe scivolare facilmente alle estremità inferiori o spezzarsi;
· prima di salire controllare che il dispositivo di trattenuta dei montanti sia efficace, ossia che la catena o il tirante sia già in tiro o che la piattaforma di stazionamento sia stata agganciata correttamente;
· non salire mai a cavalcioni della scala perché questa si potrebbe ribaltare facilmente.
Scale a carrello (tipo “cimiteriale”)
þ se l’altezza da raggiungere è inferiore a m. 2,00 è possibile utilizzare scale a 2/3 gradini, a libretto, con piano di appoggio;
þ per altezze superiori a m. 2,00 impiegare scale a carrello con appoggi fissi e parapetto;
þ collocare la scala ad una distanza tale dall’oggetto da afferrare che non richieda lo sporgersi da essa, al fine di prevenire cadute o ribaltamenti;
þ se la scala è munita di parapetto su un solo lato, collocarla in modo che lo stesso risulti opposto alla scaffalatura;
þ impiegare gli apposti dispositivi fermaruota, se presenti, per assicurare la stabilità della scala e prevenire movimenti incontrollati;
þ prima di raggiungere il piano di appoggio accertarsi che la distanza da ostacoli in altezza, o dal soffitto, sia tale da non esporre a urti o collisioni.
B Date il vostro contributo per il controllo del pericolo comunicando le situazioni pericolose ed incoraggiando gli altri a fare lo stesso.
E’ di vitale importanza assicurarsi che la scala sia posizionata in un’area uniforme e che la base sia localizzata ad una distanza dal muro approssimativamente ad 1/4 dell’altezza verticale della scala.
Corretto posizionamento della scala.
La base a circa 1 metro di distanza dal muro rispetto a 4 metri di altezza.
La base della scala è posizionata troppo lontano dal muro.
Possono verificarsi degli scivolamenti improvvisi.
Altri buoni consigli ……..
Usare una scala più lunga!
Con questa scala si rischia un incidente mortale!
Tenere conto della natura dei materiali: il metallo è scivoloso ed il vetro è fragile!
Angolo di appoggio corretto
“Prova del gomito”: l’inclinazione corretta della scala può essere controllata anche in questo modo.
La scala ha un “piede” troppo piccolo:
pericolo di rovesciamento!
Posizione instabile e pericolosa:
Non usare mai la scala a cavalcioni:
rischio di ribaltamento in avanti o indietro!
Non sporgersi troppo di lato:
se il centro di gravità del corpo si viene a trovare all’esterno dei montanti, la scala può spostarsi di lato e fare cadere il lavoratore!
Non usare la scala doppia al postodi quella semplice: le cerniere sarebbero sottoposte a sforzi eccessivi!
Rivolgere sempre il viso verso la scala.
Le scala devono sporgere di almeno 1 metro dal piano di appoggio o disporre di dispositivi di appiglio.
!! Divieti !!
Nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala quando se ne effettua lo spostamento.

References: Art. 36

Art. 36

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 3
 articolo 28