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03/10/2007 - IL CGA ACCOGLIE IL RICORSO DEI SOCIALISTI. GENOVESE DECADE | LarderiaWeb
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03/10/2007 - IL CGA ACCOGLIE IL RICORSO DEI SOCIALISTI. GENOVESE DECADE
Francantonio Genovese non é più sindaco di Messina. Con lui decadono Giunta e Consiglio Comunale.
"P. Q. M. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana in sede giurisdizionale come da motivazione accoglie l’appello principale e dichiara inammissibili gli appelli incidentali. Annulla le consultazioni elettorali per il rinnovo delle cariche municipali di Messina, svoltesi il 27 e 28 novembre 2005."
E' questa la sentenza (scarica la sentenza) del Cga che sancisce la decadenza dell'amministrazione Genovese, della Giunta, del Consiglio Comunale e dei consigli di quartiere.
Attesa da fine giugno é finalmente giunta a conclusione la telenovela. I socialisti napoletani hanno vinto.
La storia che ha tenuto sul filo di lana tutta Messina é questa. Antonio Di Trapani, napoletano, nel novembre del 2005, si presenta alle amministrative messinesi a capo di una lista il Nuovo Psi, infarcita di suoi corregionali e direttamente collegata alla creatura politica di Gianni De Michelis. A seguito di una controversia giudiziale con l'altra metà socialista facente capo a Bobo Craxi, con conseguente disputa giudiziaria sull'uso del simbolo del garofano, il Tar di Catania ordina alla Commissione elettorale di Messina di eliminare dalla scheda la lista dei candidati del Nuovo Psi, nonostante l'orientamento generale del Consiglio di Stato fosse quello di ammettere tutti e analizzare i ricorsi in seguito. A elezioni avvenute, una sentenza della terza sezione del Tribunale civile di Roma, revocava l'ordinanza favorevole a Bobo Craxi, dando la carica di segretario del Nuovo Psi Gianni De Michelis ed autorizzandolo così, a posteriori, ad utilizzare il simbolo del partito e a presentare un proprio sindaco alle amministrative. A complicare ulteriormente le cose, a febbraio del 2006, ci pensava il ricorso presentato dall'avvocato Giambattista Di Blasi per l'annullamento delle ultime amministrative in città, su mandato dei cittadini Vincenzo D'Antoni e Giuseppe Previti. Respinto dal Tar. Ultimo atto, fino ad oggi, Il 27 gennaio, data del ricorso presentato, dopo il pronunciamento sfavorevole del Tribunale Amministrativo, da Antonio Di Trapani e Salvatore Gennaro del Nuovo Psi, attraverso il loro avvocato, Gianfranco Barbagallo.
I punti su cui Gianfranco Barbagallo ha presentato il ricorso, il 27 gennaio di quest'anno, sono cinque: i primi due riguardano la presunta inammissibilità del ricorso presentato da Bobo Craxi (che costò l'esclusione della lista del Nuovo Psi), e cioè la pronuncia del giudice civile in merito e il difetto di giurisdizione. Il terzo inerisce all'ammissibilità dei ricorsi elettorali, il quarto, anch'esso legato a Craxi, rileva presunte violazioni dei principi sul giusto processo e di una serie di norme della legge istitutiva dei Tar, mentre il quinto si sofferma sulla riunificazione dei diversi ricorsi che avrebbe ritardato la definizione di quello principale.
Stamattina, dopo tre mesi d'attesa, la sentenza. E adesso per Messina si profila un commissariamento fino alla prossima tornata elettorale utile, che sarà probabilmente in concomitanza con le provinciali.
Fioccano i primi commenti a caldo:
Francesco Rizzo di An ormai ex consigliere comunale
«E' una storia già vista a parti invertite. Chiaramente l'analogia è nell'effetto, non nella causa. Mi domando, però, com'è possibile che accada tutto ciò? La democrazia è talmente sofisticata da consentire a un manipolo di “truffatori napoletani”, e mi assumo la responsabilità di ciò che dico, di far finta di presentarsi alla competizione elettorale di una città che forse hanno conosciuto solo in questi giorni sull'Espresso».
Peppino Buzzanca, presidente provinciale di AN
"Genovese è stato abbattuto dal fuoco amico. E' stato lo stesso centrosinistra ad impallinarlo proponendo il ricorso e questo è il vero problema di questa città. Qualche anno fa il centrosinistra ha coltivato il sogno di far decadere il sindaco di centrodestra per la mia ormai nota vicenda giudiziaria. Non mi hanno messo alla prova, non mi hanno fatto lavorare e sono voluti andare fino in fondo. Adesso che hanno governato loro li abbiamo visti alla prova e possiamo dire che non hanno convinto nessuno. Oggi la gente esultava per la decadenza del sindaco e questo la dice lunga sui due anni di amministrazione Genovese". Sul commissariamento Buzzanca non drammatizza: "Sarà breve, non più di cinque mesi. Ritengo si voterà ad aprile insieme con le provinciali. E comunque fra un pessimo sindaco ed un buon commissario sempre meglio il buon commissario". Continua sottolineando: "Ci attrezzeremo con una candidatura unitaria. Non importa se sarà di Alleanza Nazionale, di Forza Italia o di altri partiti. Ciò che conta che sia un candidato che faccia gli interessi dei messinesi".
Il commento del deputato Udc Giampiero D'Alia
"Mi dispice per la città" questo il primo commento del leader Udc Giampiero D'Alia. "Ho appena appreso la notizia e a caldo le posso dire che sono dispiaciuto per Messina che deve subire un altro commissariamento. Mi auguro che le forze politiche di destra sappiano incontrarsi su progetto unitario per non lasciare la città in balia degli interessi privati".
L'assessore Bottari:
"Premesso che le sentenze vanno accettate - spiega la Bottari - per il ruolo che ho rivestito con l'amministrazione Genovese sono molto preoccupata delle tristi sorti che aspettano la città. Il lavoro avviato dalla giunta potrà avere delle battute d'arresto. E questo vale per tutti gli assessorati. Questa sentenza è un pugno nello stomaco per l'intera città".
Loris Foti, capogruppo della Margherita:
«le sentenze non si giudicano», ma allo stesso tempo «mandare una città al commissariamento e far tornare al voto solo perché una lista in cui 37 su 45 candidati erano campani non interessati alle questioni di una città che neanche conoscevano, è pazzesco. Non è stata l'amministrazione ad essersi insediata in maniera illegittima». Un ruolo importante, adesso, sarà assunto dalla direzione generale. Il city manager Emilio Fragale ha dichiarato: «Questa sentenza era nell'aria da giorni, ma nonostante tutto non pensavamo che il sindaco potesse decadere. Adesso si aspetta l'insediamento del commissario straordinario che avverrà presto, e i nostri ruoli non saranno più definiti. Si cercherà di stringere i tempi per le nuove elezioni, perché Messina ha bisogno di un governo stabile. Posso dire senza essere smentito che è una sconfitta per tutti».
Salvatore Ticonosco, consigliere di An:
«con la coscienza pulita per aver agito sempre nell'interesse dei cittadini, e pronto a ricandidarmi».
Il segretario generale della Uil Amato:
“Adesso è necessario pretendere consultazioni elettorali nel più breve tempo possibile”
"L’ennesima iattura che si abbatte sulla città lasciandola sempre più sprofondare nel dramma dei problemi irrisolti e delle incompiute. Nonostante lo scetticismo la città conservava ancora un barlume di speranza nei fondi ex ponte e nei poteri speciali attribuiti al sindaco per l’emergenza traffico. Ora che anche questa speranza è venuta meno i provvedimenti istituzionali si paralizzeranno sempre più e verrà meno anche la bozza progettuale costituita dalla Cec. Senza voler entrare nel merito della sentenza non si capisce come una competizione elettorale possa risultare inficiata da un ricorso presentato da un partito costituito per l’occasione e non rappresentativo della messinesità, un partito nato da beghe interne alla compagine socialista. Non ci si spiega, soprattutto, come politici responsabili abbiano, all’indomani dei risultati elettorali, pensato di poter ricorrere alla giustizia amministrativa sapendo di poter nuocere gravemente alle sorti della città. Una ulteriore dimostrazione di quanto la politica abbia a cuore il futuro di Messina. Il punto adesso, conclude il segretario generale della Uil, è chiedere consultazioni elettorali al più presto, magari contestualmente alle elezioni provinciali, per far sì che la città resti sotto il giogo del commissariamento, un giogo purtroppo ben noto ai messinesi, il minor tempo possibile”.
Il leader dei Socialisti italiani Bobo Craxi:
Pesanti dichiarazioni del leader dei Socialisti italiani Bobo Craxi in merito alla sentenza del Cga di Palermo. «La lista del Partito socialista - Nuovo Psi che venne presentata nel novembre del 2005 alle elezioni comunali di Messina era vistosamente viziata da un misto di imbroglio e malafede».
E aggiunge, rivelando i retroscena di una vicenda che niente ha a che vedere con l’amministrazione di una città: «Composta in larga maggioranza di candidati residenti nel napoletano, fu presentata a bella posta per creare un precedente che riconoscesse l'invalidità di un Congresso che si era concluso con una scissione: tutti i tribunali, per due anni, hanno accolto i nostri ricorsi contro di essa. Il giudizio, inappellabile e supremo, del Cga siciliano, che rispettiamo, ha dell'incredibile,
poichè costringe i messinesi a tornare al voto certificando uno dei tanti imbrogli della malapolitica: sono costernato».
Il capogruppo della Margherita all'Ars, Giovanni Barbagallo:
ha espresso «piena solidarietà e sostegno» a Francantonio Genovese dopo l'annullamento della sua elezione a sindaco di Messina. «Nessun cavillo giuridico – ha commentato Barbagallo - potrà inficiare il senso politico della grande vittoria elettorale riportata da Genovese nelle elezioni amministrative del 2005. Ci dispiace soltanto che viene interrotta una proficua attività amministrativa a favore dei cittadini messinesi. Il commissariamento blocca un percorso amministrativo che ci auguriamo possa essere ripristinato al più presto».
Le prime parole dell' Ex Sindaco Francantonio Genovese, ore 19,10:
«Spero che questa sera nessuno festeggi, perché questa non è una sentenza contro il sindaco e l'amministrazione comunale, ma piuttosto contro gli interessi di tutta la città. Messina, infatti, vanterà da oggi il non invidiabile primato di due commissariamenti, seppur per motivi diversi, in appena 4 anni. Si commenta da sé una sentenza che obbliga a ripetere le elezioni per l'esclusione di una lista di candidati napoletani al consiglio comunale di Messina, in un momento in cui è forte il dibattito sui costi della politica e delle istituzioni. All'amarezza per l'esito della vicenda giurisdizionale si accompagna la consapevolezza di aver lavorato con impegno e dedizione, nel tentativo di risollevare questa città dalle gravi condizioni, soprattutto finanziarie, in cui versava alla data del nostro insediamento. Non è l'ora dei consuntivi né dei proclami ma voglio sperare che in questo momento in cui la città ha subito l'ennesima mortificazione, tutte le forze politiche sappiano recuperare l'equilibrio e la saggezza necessari per far sì che i mesi che ci separano dalle prossime elezioni siano vissuti dalla nostra comunità nel modo meno traumatico possibile. Da parte mia resterà sempre forte l'impegno e massima la disponibilità nei confronti di Messina e dei messinesi».
Il Segretario Generale della Cisl Bernava:
La nostra è una città di nuovo commissariata, e ciò contribuisce a rafforzare l'idea di Messina città pantano. Messina sembra Babilonia. Una Babilonia di anni di mal governo e malaffare, una Babilonia per il commissariamento e il vuoto di governo dal 2003 al 2005, una Babilonia degli ultimi due anni di governo della città senza strategie e senza capacità di concertare e progettare sviluppo. Una città che rischia di non avere la forza di rialzarsi. L’ennesimo commissariamento arriva in una città dove è indistinto il passato, il presente e il futuro perché è una città senza punti di riferimento e di governo e che probabilmente non ha imparato la dura lezione, che rischia di riconsegnarsi ai soliti potentati elettorali clientelari senza idee, senza progettualità, senza etica e sempre con lo sguardo riguardo al passato di degrado e arretratezza.
Tonino Russo, segretario regionale Ds
È una sentenza che probabilmente farà piacere ad alcuni esponenti del centrodestra, ma che certamente crea un grave danno a Messina e ai messinesi. Ma anche di fronte a quelle che paiono profonde ingiustizie bisogna andare avanti e non fermarsi. Sono convinto che quando si tornerà a votare, già nella prossima primavera, Genovese sarà di nuovo in campo e con il pieno sostegno del centrosinistra tornerà ad essere il sindaco di Messina».
Francesco Cascio, capogruppo di Forza Italia:
Era una notizia attesa da tempo. Oggi è diventata ufficiale. Adesso prepariamoci alle elezioni di maggio con un unico obiettivo: non ripetere lo stesso errore e conquistare il Comune di Messina. La scelta di candidare più uomini del centrodestra ha portato a regalare il Comune alla sinistra. Ora dobbiamo presentarci uniti e compatti e puntare su un uomo che abbia il consenso dei messinesi e che rappresenti le istanze del centrodestra. Ma non possiamo perdere».
Il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana Calogero Speziale:
«Decisione abnorme. Si scarica sulla città di Messina una sentenza che, capovolgendo l'orientamento espresso dal Tar, determina l'annullamento di democratiche elezioni e del loro esito, creando una condizione di difficoltà e di disagio per l'intera comunità di Messina, che registra un nuovo commissariamento nel giro di pochissimi anni. Con un provvedimento giudiziario viene interrotta una positiva esperienza amministrativa apprezzata dalla stragrande maggioranza dei messinesi».
Soddisfatto Di Trapani, il promotore del ricorso:
Antonino Di Trapani, coordinatore della segreteria nazionale del Nuovo Psi, e candidato a sindaco alle elezioni amministrative di Messina del 2005 prima che la Commissione elettorale escludesse l’intera lista che l’appoggiava dalle consultazioni, prende atto «con soddisfazione, della decisione». «Con il segretario nazionale, Stefano Caldoro – aggiunge –, resteremo in stretto contatto, per le opportune iniziative conseguenti, con i legali del foro di Catania guidati dall'avvocato Gianfranco Barbagallo che ha curato l'appello».

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