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Timestamp: 2019-06-19 17:01:12+00:00

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Telefonia Archives - Pagina 5 di 14 - CONFCONSUMATORI
Telefono e internet disattivati senza consenso Risarcito un pisano: un altro utente aveva chiamato una compagnia telefonica dicendo che il numero era suo e voleva cambiare operatore
Pisa, 24 gennaio 2013 – Un cittadino di Pisa si è trovato da un giorno all’altro senza telefono né internet perché un altro utente aveva chiamato una compagnia telefonica concorrente dicendo che il numero telefonico apparteneva a lui e voleva cambiare operatore. Un’altra importante vittoria ottenuta dalla Confconsumatori Pisa: il giudice ha condannato la compagnia telefonica dell’utente, risarcendo sia il danno patrimoniale che il cosiddetto danno esistenziale.
«A chiunque – commenta Giovanni Longo, legale di Confconsumatori Pisa che ha difeso in giudizio l’associato – può realmente accadere di ritrovarsi da un giorno ad un altro privo del collegamento telefonico ed internet, senza aver dato il proprio espresso consenso. Infatti, in questo caso la compagnia telefonica ha ceduto, con disarmante leggerezza ed ingenuità, l’utenza ad un altro gestore telefonico, per il semplice fatto che questi ne aveva fatto richiesta»
Secondo il giudice la compagnia con la quale era abbonato il cliente ha violato i principi di buona fede nel rapporto contrattuale e quelli di correttezza e trasparenza nei confronti del consumatore ex L. 281/98. Ha, infatti, privato il cliente del servizio in essere, basandosi sulla semplice richiesta di una parte terza al rapporto contrattuale.
«Di fatto, – spiega Longo – a prescindere dagli obblighi ed automatismi gravanti ex lege nel rapporto con gli altri gestori telefonici, la compagnia non ha effettuato alcuna verifica circa l’effettività del consenso del cliente alla attivazione del servizio con un’altra compagnia, pur potendo provvedervi agevolmente».
Per tale motivo il Giudice ha condannato la compagnia telefonica a cui era intestata l’utenza, al risarcimento sia del danno patrimoniale sia di quello esistenziale. «Riguardo quest’ultimo, -chiarisce Longo – il verificarsi di un lungo black out telematico lascia intuire lo stato di frustrazione del cliente trovatosi a dover fronteggiare una situazione di disagio psico-fisico assolutamente non preventivata e derivante da negligenza altrui. Tale disagio, generato dal non poter contare sul rapporto della tecnologia più elementare e routinaria, va ritenuta fonte di alterazione di una condizione di rilassatezza nello svolgimento della propria attività».
Grosseto: 268 giorni per il trasloco dell’utenza Un grossetano dopo il trasloco aveva atteso 268 giorni per il trasferimento dell’utenza telefonica: la compagnia deve risarcirlo
Grosseto, 9 gennaio 2013 – Dopo aver traslocato aveva dovuto attendere 268 giorni per il trasferimento dell’utenza telefonica. Quello appena risolto dalla Confconsumatori di Grosseto non è il primo caso: spesso avviene che, quando un cittadino cambia casa e chiede di trasferire l’utenza telefonica al nuovo indirizzo, il gestore non provvede nel termine previsto dalla Carta dei Servizi.
Con una recente e importante sentenza il Giudice di Pace di Grosseto, Avvocato Alessandro Falconi Amorelli, ha condannato la società telefonica, colpevole di non aver traslocato l’utenza nei termini previsti, a risarcire al cliente di Grosseto con un indennizzo per ogni giorno di ritardo, per un totale di 770 euro, oltre alle spese legali di oltre 800 euro.
La sentenza statuisce e conferma il principio secondo il quale, a fronte del mancato trasloco dell’utenza al nuovo domicilio dopo diversi mesi, il consumatore può recedere dal contratto per inadempimento della società telefonica, la quale ha l’onere di procedere con l’operazione nel termine fissato nella propria Carta dei Servizi. Inoltre l’utente, in caso di ritardo, salvo la prova del maggior danno, ha diritto almeno all’indennizzo contrattualmente fissato dal gestore telefonico per ogni giorno di ritardo.
É opportuno ricordare, infine, che la richiesta di trasloco va inviata a mezzo fax o comunque in forma scritta.
Firma falsa sul contratto: sentenza esemplare Dopo aver palesemente falsificato il contratto, TeleTu aveva ignorato la denuncia e il tentativo di conciliazione: sentenza “punitiva”
«Il fatto grave che si è verificato in questa occasione – precisa l’avv. Franco Conte – è che la società di telefonia pur avendo avuto conoscenza della palese falsità del contratto a cui stava dando corso ha imperterrita continuato per la sua strada».
in Toscana due importanti vittorie A Grosseto e a Pisa riconosciuti i danni patrimoniali ed esistenziali per il distacco o mancato allaccio di linea telefonica e Adsl
Grosseto-Pisa, 27 giugno 2012 – Il distacco o il mancato allaccio della linea telefonica e del collegamento ad Internet rappresentano un danno patrimoniale ed "esistenziale" per il titolare del contratto e per tutti i suoi famigliari . Due recenti sentenze ottenute da Confconsumatori a Grosseto e a Pisa confermano la necessità di tutelare i consumatori dalle inadempienze dei gestori telefonici.
" E’ grave – ha commentato il Presidente di Confconsumatori Toscana, Marco Festelli – che un cittadino sia obbligato ad adire le vie legali per il riconoscimento di diritti legislativamente garantiti nonostante i numerosi provvedimenti dell’Autorità Garante in materia. Gli sportelli di Confconsumatori in Toscana continuano a riscontrare vicende simili e comportamenti scorretti da parte dei gestori della telefonia ".
GROSSETO – Un gestore telefonico aveva offerto l’utilizzo del servizio telefonico e dell’ADSL, garantendo il funzionamento di entrambi, senza prima accertarsi la copertura della rete in quella determinata zona e la possibilità di effettivo allaccio alla linea telefonica. Così un consumatore di Grosseto si era trovato senza linea fissa e senza Internet per circa un anno nonostante il pagamento delle relative fatture e le vane promesse di risoluzione del problema. Grazie all’intervento di Confconsumatori l’utente, difeso dall’avvocato Sara Serritiello, ha ottenuto il risarcimento sia del danno patrimoniale sia di quello "esistenziale", avendo l’inadempienza del gestore inciso anche nella sfera relazionale dell’interessato, rendendo precario lo svolgimento delle abituali attività quotidiane. Disagio aggravato dal fatto che, nel frattempo, la compagnia telefonica, pur riconoscendo l’esistenza del disservizio, inviava fatture di pagamento, che l’utente pagava regolarmente, sollecitato dalle vane promesse di risoluzione del problema. Il Giudice di Pace di Grosseto ha stabilito il risarcimento del danno patrimoniale ed esistenziale, per un totale di 2.800 euro, oltre al pagamento delle spese processuali e gli onorari di legge.
Scarica la sentenza di Grosseto cliccando QUI .
PISA – Gli avvocati Giovanni Longo e Andrea Lupetti, di Confconsumatori Pisa, hanno ottenuto un’mportante e innovativa sentenza in materia di telefonia promossa da tre distinti soggetti, rispettivamente il titolare dell’utenza telefonica, la moglie ed il figlio, i quali da un unico evento, ovvero il distacco arbitrario della linea telefonica e del collegamento internet, hanno avanzato autonome domande risarcitorie, tutte accolte. Il giudice preliminarmente ha stabilito che la compagnia dovrà rispondere nei confronti del titolare ma anche degli altri due soggetti a titolo extracontrattuale, in quanto il danno da mancato funzionamento della linea è pluri-offensivo e coinvolge non solo l’intestatario del contratto, in genere il capofamiglia, ma anche i suoi famigliari in quanto utilizzatori di detta linea e portatori di un diritto alla comunicazione telefonica, soprattutto nell’era attuale in cui tale comunicazione è insita in quasi tutte le attività del vivere quotidiano. Per tale motivo il Giudice ha liquidato i danni documentalmente provati , oltre che una somma di mille euro a titolo di danno non patrimoniale o c.d. “esistenziale” per ogni singolo richiedente , per un totale di 5000 euro. " La giurisprudenza più recente in proposito – ha argomentato il giudice – ha affermato che vi sono situazioni che provocano stress e affaticamento psicologico, conseguenti a determinati comportamenti volontari o anche colposi, che vengono a determinarsi nei soggetti che li subiscono. Non è necessario che questi siano previsti dalla legge come reati, ma è sufficiente che vi sia stata la prova del travaglio interno o se vogliamo del danno esistenziale, sia pure di breve durata, e delle difficoltà che gli stessi hanno creato nei soggetti che li hanno dovuti subire ".
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Nota compagnia telefonica condannata per truffa contrattuale Aveva promosso contratti in un Comune senza copertura: il Tribunale di Grosseto la condanna a pagare 3500 euro per truffa contrattuale
Grosseto, 29 febbraio 2012 – L’operatore li aveva rassicurati ma una volta acquistati i videofonini, con relativo contratto di abbonamento, scoprono che nella loro zona non c’è alcun segnale telefonico. Questa la storia di tre piccoli operatori economici del Comune di Scansano (Grosseto) che erano stati avvicinati – nell’anno 2008 – da uno scaltro venditore di contratti telefonici. I clienti nel loro primo incontro avevano obbiettato che nel Comune di Scansano non vi era segnale telefonico della compagnia. Di fronte a questa eccezione il venditore aveva ringraziato e salutato.
Qualche settimana dopo il promotore d’affari della compagnia era tornato per dimostrare come, in realtà, la zona fosse ormai coperta da segnale telefonico. A quel punto i tre operatori economici “abboccano” e decidono di stipulare i contratti.
All’arrivo dei videofonini invece l’amara scoperta: nessun segnale telefonico . Dopo inutili reclami e anche un inutile tentativo di conciliazione, di fronte alle pressanti richieste di pagamento della Compagnia telefonica – del tutto disinteressata alle motivate contestazioni dei clienti – questi si rivolgono al Tribunale tramite la Confconsumatori.
Con la sentenza n. 1128/2011, dopo approfondita istruttoria nella quale sono stati sentiti testimoni e assunte informazioni presso gli uffici comunali per accertare l’esistenza (all’epoca dei fatti) di ripetitori telefonici della Compagnia in questione, il Tribunale di Grosseto (Giudice Unico Dr.ssa Paola Caporali) ha dichiarato l’annullamento dei contratti di abbonamento telefonico per dolo della Compagnia , ha configurato nel comportamento della stessa il reato di truffa contrattua le ex articolo 640 c.p. condannandola al pagamento di 1.500 euro a titolo di danno morale, oltre a 2.000 euro di spese del giudizio , oltre a dichiarare che nulla devono i clienti alla Compagnia telefonica in questione. Va sottolineato, infine, che la Compagnia non ha contestato la decisione del Giudice e ha pagato le spese cui è stata condannata.
Per Confconsumatori non finisce qui la battaglia : l’associazione inoltrerà la sentenza all’Autorità Antitrust per chiedere l’applicazione delle sanzioni di legge per l’adozione di pratica commerciale scorretta.
Per scaricare la sentenza clicca QUI .
Fastweb condannata a risarcire 5 mila euro A Grosseto affermato un principio importante: il tentativo di conciliazione è valido non solo presso il Corecom, ma anche nelle Camere di Commercio
Grosseto, 13 dicembre 2011 – Una vittoria importante soprattutto per il principio che viene affermato: il tentativo di conciliazione è valido non solo presso il Corecom, ma anche nelle Camere di Commercio e presso tutti gli enti di conciliazione riconosciuti dall’articolo 141 Codice del Consumo. Con la sentenza 1084/2011 il Tribunale di Grosseto ha affrontato una particolare fattispecie, ovvero gli organismi di conciliazione abilitati a dirimere le liti tra utenti e società telefoniche.
Il Giudice, quindi, ha dichiarato valido il tentativo svolto dinanzi alla Camera di Commercio di Grosseto, tentativo fallito per la mancata comparizione di Fastweb .
La sentenza ha riconosciuto un risarcimento di 5.000 euro per un’azienda che nel periodo maggio-agosto 2008 ha visto funzionare la propria linea telefonica a singhiozzo , perché in tale lasso di tempo per 35 giorni il servizio telefonico è risultato inutilizzabile . Per il Tribunale l’ammontare del risarcimento va determinato sia pure equitativamente anche sulla base dei minori incassi, se accertati, risultanti dalla contabilità dell’azienda rispetto agli anni pregressi. Non solo quindi i privati cittadini ma anche le aziende, utenti di servizi di telecomunicazioni, possono ottenere equi risarcimenti del danno a fronti di disservizi reiterati delle compagnie telefoniche. Lo sportello Confconsumatori di Grosseto segue da anni una media di oltre 200 pratiche all’anno di reclamo di utenti telefonici .

References: sentenza 
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 articolo 640
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