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Timestamp: 2018-07-22 20:05:50+00:00

Document:
Società Civile e Costituzione: La Corte di Cassazione contro Paolo di Tarso e il suo odio per la sessualità umana. Sentenza 19517
La Corte di Cassazione contro Paolo di Tarso e il suo odio per la sessualità umana. Sentenza 19517
La Corte di Cassazione contro Paolo di Tarso.
E’ il senso di questa sentenza che riconosce la sessualità come un patrimonio inalienabile della persona.
Mentre Paolo di Tarso auspicava l’astinenza sessuale e condannava la sessualità portando la propria impotenza sessuale a modello quale “dono della grasia del suo dio padrone”, la Corte di Cassazione in sentenza dichiara che i danni alla sessualità, subiti in incidenti di lavoro, vanno risarciti.
Mentre Paolo di Tarso esalterebbe la menomazione come dono del suo dio, (eunuchi per il regno dei cieli) , la Corte di Cassazione, di fatto, condanna l’ideologia di morte di paolo di Tarso per riaffermare i diritti Costituzionali che vedono i diritti dell’uomo, dei cittadini, prevalere ai “diritti” del dio padrone dei cristiani e dell’ideologia che li supporta.
Incidenti lavoro,risarcire danni coppia
Suprema Corte, danni non patrimoniali valutati univocamente
(ANSA) - ROMA, 14 SET -La Cassazione conferma la risarcibilita' dei danni sofferti in incidenti sul lavoro nella vita di coppia compresa l'attivita' sessuale. La Cassazione ha deciso pure la risarcibilita' per i mutamenti nell'approccio alla vita di relazione. Con sentenza 19517 ha ribadito che in caso di pregiudizi subiti per incidenti legati a attivita' di lavoro i risarcimenti si liquidano insieme alle voci danno biologico, morale, vita di relazione, esistenziale valutati univocamente 'danno non patrimoniale'.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/14/visualizza_new.html_1783300455.html
L’integrità dell’individuo deve essere sempre garantita. L’integrità dell’individuo in quanto individuo sociale; in quanto portatore e fruitore di diritto Costituzionali, non in quanto servo o soggetto sottomesso ad un padrone o ad un dio padrone.
Così, fra tutte le contraddizioni, la società si sta avviando verso la definizione di principi morali diversi da quelli che per duemila anni sono stati imposti dall’orrore cristiano, ma il pericolo di tornare indietro è sempre in agguato, dietro l’angolo, perché troppi sono gli interessi che troppe persone hanno nel ridurre i cittadini in schiavi o in sudditi sottomessi ad un assoluto.
Etichette: costituzione, morale, paolo di Tarso, sentenza 191517, sessualità

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