Source: https://romana.org/65/curia-romana/motu-proprio-maiorem-hac-dilectionem-11-vii-2017/
Timestamp: 2019-10-18 16:58:10+00:00

Document:
Motu proprio Maiorem hac dilectionem (11-VII-2017) - Romana - Opus Dei
Motu proprio Maiorem hac dilectionem (11-VII-2017)
Numero 65Dalla Santa SedeCuria Romana
Sono degni di speciale considerazione e onore quei cristiani che, seguendo più da vicino le orme e gli insegnamenti del Signore Gesù, hanno offerto volontariamente e liberamente la vita per gli altri e hanno perseverato fino alla morte in questo proposito.
L’offerta della vita è una nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, distinta dalle fattispecie sul martirio
e sull’eroicità delle virtù.
– Art. 1: “Ai Vescovi diocesani, agli Eparchi e a quanti a essi sono equiparati dal diritto, nell’ambito della loro giurisdizione, sia d’ufficio, sia a istanza dei singoli fedeli o di legittime associazioni e dei loro rappresentanti, compete il diritto di investigare circa la vita, le virtù, l’offerta della vita o il martirio e la fama di santità, di offerta della vita o
di martirio, sui presunti miracoli, ed eventualmente sul culto antico del Servo di Dio, di cui si chiede la canonizzazione”.
– Art. 2,5: “L’Inchiesta sui presunti miracoli si faccia separatamente da quella sulle virtù, sull’offerta della vita o sul martirio”.
– Art. 7,1: “studiare le cause loro affidate con i collaboratori esterni e preparare le Positiones sulle virtù, sull’offerta della vita o sul martirio”.
– Art. 13,2: “Se il Congresso giudicherà che la causa è stata istruita secondo le norme di legge, stabilirà di affidarla a uno dei Relatori; il Relatore, a sua volta, aiutato da un collaboratore esterno, farà la Positio sulle virtù, sull’offerta della vita o sul martirio, secondo le regole della critica agiografica”.
– Art. 7: “La causa può essere recente o antica; è detta recente, se il martirio, le virtù o l’offerta della vita del Servo di Dio possono essere provati attraverso le deposizioni orali di testimoni oculari; è detta antica quando le prove relative al martirio o le virtù possono essere desunte soltanto da fonti scritte”.
– Art. 10,1: “nelle cause sia recenti che antiche, una biografia di un certo valore storico sul Servo di Dio, se esiste, o, in mancanza di questa, un’accurata relazione cronologica sulla vita e le attività del Servo di Dio, sulle virtù o sull’offerta della vita o sul martirio, sulla fama di santità e di miracoli, senza omettere ciò che pare contrario o meno favorevole alla causa stessa”.
– Art. 10,3: “solo nelle cause recenti, un elenco delle persone che possono contribuire a esplorare la verità sulle virtù o sull’offerta della vita o sul martirio del Servo di Dio, come pure sulla fama di santità e di miracoli, oppure impugnarla”.
– Art. 15,a: “Ricevuta la relazione, il Vescovo consegni al promotore di giustizia o a un altro esperto tutto ciò che è stato acquisito fino a quel momento, affinché possa preparare gli interrogatori utili a indagare e mettere in luce la verità circa la vita, le virtù, l’offerta della vita o il martirio, la fama di santità, di offerta della vita o di martirio del Servo di Dio”.
– Art. 15,b: “Nelle cause antiche gli interrogatori riguardino soltanto la fama di santità, di offerta della vita o di martirio ancora presente e, se è il caso, il culto reso al Servo di Dio in tempi più recenti”.
– Art. 19: “A provare il martirio, l’esercizio delle virtù o l’offerta della vita e la fama dei miracoli di un Servo di Dio che sia appartenuto a qualche istituto di vita consacrata, i testimoni presentati devono essere, in parte notevole, estranei; a meno che ciò sia impossibile, a motivo della particolare vita del Servo di Dio”.
– Art. 32: “L’inchiesta sui miracoli dev’essere istruita separatamente dall’inchiesta sulle virtù o sull’offerta della vita o sul martirio e si svolga secondo le norme che seguono”.
– Art. 36: “Sono proibite nelle chiese le celebrazioni di qualunque genere o i panegirici sui Servi di Dio, la cui santità di vita è tuttora soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori della chiesa bisogna astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l’inchiesta, fatta dal vescovo, sulla vita e sulle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del Servo di Dio, comporti la certezza della futura canonizzazione dello stesso Servo di Dio”.
Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 11 luglio 2017, quinto del Nostro Pontificato.
Romana, Nº 65, Luglio-Dicembre 2017, p. 262-264.
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References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 7
 Art. 13
 Art. 7
 Art. 10
e contrario
 Art. 10
 Art. 15
 Art. 15
 Art. 19
 Art. 32
 Art. 36