Source: http://www.scribd.com/doc/74990429/Class-Action
Timestamp: 2015-05-29 21:19:24+00:00

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P. 1Class ActionClass ActionRatings: (0)|Views: 1,296|Likes: 2Published by prof_lucapossieriarticolo prof. Luca Possieriarticolo prof. Luca PossieriMore info:Categories:Types, Business/LawPublished by: prof_lucapossieri on Dec 07, 2011Copyright:Attribution Non-commercialAvailability:Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.download as PDF, TXT or read online from ScribdFlag for inappropriate content|Add to collectionSee moreSee lesshttps://www.scribd.com/doc/74990429/Class-Action01/15/2013pdftextoriginal 1
l’Azione di Classe (ex art.140 bis Cod. Cons.) come azione atutela dei consumatori e suo rapporto con la mediazionefinalizzata alla conciliazione
l’Azione di Classe, così come concepita ai sensi dell’art 140-bis del Codice delConsumo, segna un controverso passo in avanti verso una più efficiente risoluzionedelle controversie seriali di modico valore, sollevando interessanti riflessioni anche inrapporto alle procedure conciliative che, nel corso del 2010, hanno visto importantisviluppi normativi nel nostro Paese. In particolare si pone forte l’esigenza di valutare laeffettiva capacità di incidere, in termini di giustizia civile, di un procedimento che,nell’aggregazione processuale delle pretese individuali, vorrebbe dare una rispostagiudiziaria a quei tanti, ancora troppi, casi di rinuncia del consumatore o utente a farvalere i propri diritti nei confronti di comportamenti plurioffensivi delle imprese,quando i costi in termini di tempo e denaro sono potenzialmente sproporzionati rispettoall’entità del danno. Ci si interroga inoltre anche sulla presunta o effettiva efficacia di“deterrenza” di questo strumento in forza di una potenziale reazione compatta deiconsumatori, alternativa anche a tentativi di conciliazione adottati “ in ordine sparso”nel vasto campo delle controversie seriali di modico valore. Una riflessione meritaanche il rapporto tra l’Azione di Classe e la mediazione volta alla conciliazione inriferimento alle novità normative come il D.lgs. 4 marzo 2010 n 28 ( art. 5 e art. 15),nonché agli altri ambiti di composizione extragiudiziale delle controversie in materia diconsumo a norma dell'articolo 141 del Codice di Consumo. In questo contesto unanuova visione del fare impresa, improntata alla costruzione di una “comunità morale”,può svolgere la vera funzione di deterrenza nell’anticipare, evitandola, la nascita diconflitti e controversie verso i portatori di interessi e la comunità tutta nel suocomplesso.
Azione di Classe, Class Action, deterrenza dell’illecito civile,consumatore/utente, azione collettiva,
mediazione, composizioneextragiudiziale , controversie di consumo, impresa, portatori di interesse.
La funzione di deterrenza delle condotte illecite, svolta dalla giustizia civile, ormai dadecenni è un processo acquisito negli Stati Uniti e recentemente introdotto, con tutte ledifferenze del caso, che brevemente cercheremo di analizzare, anche nel nostro Paese.Vale la pena ricordare la profonda differenza in termini di impianto giuridico tra unsistema di
, come quello americano, ed il nostro, tradizionalmente basatosulla netta separazione tra tutela penale e tutela civile, a cui, forse per molto tempo, èstata attribuita anche una funzione compensativa.Va altresì detto che nei sistemi come il nostro, in funzione dell’ampiezza del poteregiurisdizionale e della limitata gamma degli strumenti di tutela civilistica esistenti, lafunzione di deterrenza potrebbe apparire depotenziata ab origine.Il processo evolutivo non sembra però arrestarsi, anche e soprattutto in funzione dellaglobalizzazione economica e dei suoi inevitabili effetti uniformatori delle disciplinevigenti nei diversi ordinamenti. La
o azione collettiva risarcitoria è il piùefficace degli strumenti con funzione di deterrenza delle condotte illecite vigentinell’ordinamento americano e di recente introdotti, anche su sollecitazione degliorganismi comunitari, nel nostro ordinamento, unitamente ai
nonammessi, questi, dalla giurisprudenza italiana e sui quali anche la Suprema Corte degliStati Uniti si è recentemente pronunciata nel senso di circoscriverne l’utilizzo e laportata applicativa.
La Legge 23 luglio 2009 n. 997 rappresenta un nuovo intervento riformatore dellegislatore italiano in materia di
In precedenza l’art.2 comma 446 della legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007n.244) aveva inserito nel Codice del Consumo un nuovo art.140-bis, prevedentel’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. Si trattava di un’azionegiudiziale di gruppo, proponibile da associazioni rappresentative di consumatori e diutenti nei confronti di imprese per specifici illeciti contrattuali ed extracontrattuali.L’azione mirava ad ottenere una pronuncia di accertamento della lesione degli interessidi una determinata categoria di persone con la conseguente dichiarazione dell’esistenzadel diritto al risarcimento della stessa categoria. Subordinatamente all’esito positivo
della sentenza di accertamento, seguiva una fase conciliativa finalizzata allaquantificazione del risarcimento individuale.Così, accanto alla tradizionale, ed insufficiente, tutela inibitoria già prevista a tutela deiconsumatori dall’originario art.140 del codice del consumo, l’ordinamento italianoaveva introdotto, seppur in modo alquanto carente dal punto di vista dell’efficienzaapplicativa, una prima forma di tutela risarcitoria modellata sulla scorta del modellonord-americano, anche se caratterizzata da profonde differenze rispetto ad esso.In realtà quella prima forma di azione di classe non ha mai trovato applicazione, inquanto il relativo termine di entrata in vigore è stato per ben due volte prorogato.Infatti l’art.2 comma 447 della Legge 24 dicembre 2007 n.244, che stabiliva il terminedi entrata in vigore dell
istituto della class action, è stato modificato una prima voltadall
art.19 del decreto legge 30 dicembre 2008 n.207, convertito, con modificazioni,dalla legge 27 febbraio 2009 n.14 e successivamente dall
art.16 della Legge 3 agosto2009 n.102 “recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e dellapartecipazione italiana a missioni internazionali” con cui il termine da diciotto mesi èstato sostituito dal termine di ventiquattro mesi.
L’attuale disciplina dell’ Azione di Classe
art.49 della citata Legge 99/2009, intitolato “Modifica dell
art.140-bis del codicedel consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206”, ha successivamenteriformato la disciplina della
nel senso di prevedere - piuttosto cheun
azione di classe – una vera e propria azione collettiva risarcitoria individuale. Inprimo luogo ciò che è mutato rispetto alla pregressa disciplina sono i confini dellalegittimazione ad agire, non più relegata alle associazioni ma estesa a “
componente della classe, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa
”. Precedentemente potevano agire in giudizio esclusivamente “
leassociazioni inserite nell
elenco delle associazioni dei consumatori e degli utentirappresentative a livello nazionale custodito presso il Ministero dello Sviluppo Economico
” e le associazioni e i comitati che fossero “
adeguatamente rappresentativi
”degli interessi collettivi fatti valere (secondo una valutazione che, nel silenzio dellalegge, dovrebbe essere compiuta dal Giudice).La precedente azione di classe tutelava infatti le situazioni giuridiche soggettivederivanti da contratti stipulati ai sensi dell’art 1342 del codice civile, cioè conclusimediante moduli o formulari. Secondo la nuova impostazione si adotta un senso piùampio ed una connotazione forse più individualistica, estendendo ai “
diritti contrattualidi una pluralità di consumatori e utenti che versano nei confronti di una stessa impresain situazione identica, inclusi i diritti relativi a contratti stipulati ai sensi degli artt.1341
e 1342 del codice civile
”. Va rilevato comunque che la nuova disciplina delimitacomunque l’azione collettiva sia in ambito oggettivo, riguardando solo alcune tipologie
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References: art.140
 art. 5
 art. 15
 art.140
 sentenza 
 art.140

art.19

art.16

art.49

art.140