Source: https://www.scribd.com/document/186330466/Convocazione-e-Atti-Istruttori-Consiglio-Comunale-del-28-11-2013
Timestamp: 2017-09-20 03:10:02+00:00

Document:
Description: 1. COMUNICAZIONI DEL SINDACO. 2. COMUNICAZIONE DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 53 DEL 24/10/2013 COMPORTANTE PRELEVAMENTO DAL FONDO DI RISERVA. 3. RISPOSTA AD INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE. 4....
Le pratiche saranno consultabili, a partire dal giorno 22/11/2013, nel modo seguente: Sabato 23/11/2013 dalle ore 9,15 alle ore 11,45 presso l’Ufficio Anagrafe; negli altri giorni presso l’Ufficio Segreteria, in orari d’ufficio, nei termini di Regolamento.
In riferimento all’art. 166, comma 2, del Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali che dispone la comunicazione al Consiglio Comunale delle deliberazioni della Giunta Comunale con le quali venga utilizzato il fondo di riserva iscritto nel Bilancio di Previsione, l’Ass. Cilia illustra il contenuto della deliberazione G.C. n. 53 del 24/10/2013.
Interrogazione: aumento delle corse sulla linea Milano-Asso Egregio Signor Sindaco del Comune di Seveso Paolo Butti, Egregio Signor Presidente del Consiglio Comunale Giorgio Garofalo, si apprende da fonti di stampa Ferrovienord incrementerà di ulteriori 12 corse giornaliere feriali il numero dei treni passanti per i passaggi a livello di Seveso dal mese di Dicembre 2013. Considerato che 1. la Città di Seveso è proprietaria del sedime costituente i passaggi a livello e del diritto di passaggio in piano su di essi, diritto che ha un valore reale; 2. il diritto di passaggio su passaggi a livello è stato enormemente e illegittimamente ridotto in questi anni da tempi di chiusura crescenti fino ad arrivare a superare attualmente i 40 minuti in ora di punta; 3. l’ennesimo incremento della frequenza di treni annunciato provocherà ulteriori tempi di chiusura dei passaggi a livello di Seveso; 4. tutte le Amministrazioni fino ad oggi succedutesi alla guida di questa citta' hanno colpevolmente trascurato di salvaguardare questo diritto legittimando un comportamento irresponsabile verso il territorio di Regione Lombardia e Ferrovienord, comportamento che ha permesso alle stesse di evitare investimenti volti a rendere compatibile il servizio ferroviario con il nostro diritto di passaggio salvo prospettarci opere mortificanti per occupazione di suolo, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico e del paesaggio; 5. abbandonare la difesa del nostro diritto di passaggio ha permesso a Regione Lombardia di evitare di introdurre nei contratti di servizio, a cui Ferrovienord deve attenersi, parametri di qualità riguardanti i tempi di chiusura dei passaggi a livello, parametri di qualità invece conquistati da una azione forte e determinata dei comitati dei pendolari; 6. l'attivita di dialogo, o presunto tale, delle Amministrazioni di Seveso con Regione Lombardia e Ferrovienord non ha mai portato ad alcun risultato a favore della qualità della mobilita cittadina essendo continuato, nei fatti, l’esproprio dei diritti di passaggio; 7. l'incapacita di difesa dei diritti della città da parte di tutte le Amministrazioni fin qui succedutesi al governo di Seveso ha minato l'autorevolezza delle Amministrazioni di Seveso contribuendo a creare frustrazione tra i cittadini e sfiducia sia nella capacità che nelal volontà di difesa della comunità da parte del Sindaco; 8. questo Consiglio Comunale con delibera 17 / 2012 ha già deliberato di sanzionare comportamenti ulteriormente lesivi del diritto di passaggio di questo Comune e che l’Amministrazione precedente e quella l’attuale non hanno ottemperato a tale delibera; si interroga l'Amministrazione per sapere se e' intenzione, anche di questa Amministrazione, continuare nella politica di silenzio, sottomissione e regalo dei nostri diritti sui passaggi a livello di Seveso fin qui adottata o se intenda invece adottare le prescrizioni da tempo richieste da questo Consiglio Comunale per ricondurre i tempi di chiusura dei passaggi a livello di Seveso a limiti conformi all’esistenza di un diritto condiviso che non può essere unilateralmente usurpato. Si chiede che la presente interrogazione venga iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale. Lista Civica Sevesoviva Capogruppo e Consigliere Comunale Daniele Tagliabue
Gestione ed interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Interrogazione relativa ad un progetto regionale di fattibilità concernente una nuova linea ferroviaria tra Camnago e Milano Grego parallela alla superstrada Milano-Meda Interrogazione relativa all’aumento delle corse sulla linea ferroviaria Milano-Asso.
Visto che sono stati presentati per l’approvazione i verbali delle sedute del Consiglio Comunale del 27/06/2013 e 26/07/2013; Ritenuti i medesimi, sia in motivazione che in dispositivo, conformi alla volontà espressa; Visto il D.Lgs. 18 Agosto 2000 n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”; Visti i pareri resi a norma dell’art. 49 del Testo Unico sopra citato, che si allegano al presente atto quale parte integrante e sostanziale dello stesso; Visto il seguente risultato della votazione:
L’Assemblea del Centro Studi PIM, richiamati: la “Dichiarazione dei Sindaci” del 5 novembre 1961, in base alla quale è stato istituito il Centro Studi PIM; il Regolamento del Centro Studi PIM, approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 5 maggio 1962; lo Statuto approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 31 maggio 1988, che ha sostituito il succitato Regolamento; lo Statuto approvato nell’Assemblea dei Soci del 9 marzo 2004; lo Statuto approvato nell’Assemblea dei Soci del 23 giugno 2005; approva il nuovo testo dello Statuto, contenente modificazioni ed integrazioni al testo vigente.
DENOMINAZIONE – FORMA - SEDE
1. E’ costituita l’associazione denominata Centro Studi per la Programmazione Intercomunale dell’area Metropolitana, com prendente i territori delle Province di Milano e di Monza e Brianza, abbreviato in Centro Studi PIM. 2. Il Centro Studi PIM è un’associazione volontaria tra Enti pubblici locali, riconosciuta con DPGR n.19737 del 27.12.2005. 3. La sede dell’Associazione è stabilita in Milano, via Manin, 2.
1. Il Centro Studi PIM non ha scopi di lucro e persegue obiettivi attinenti allo svolgimento di attività di supporto operativo e tecnico-scientifico agli Enti locali associati in materia di governo del territorio, ambiente e infrastrutture, limitatamente all’ambito regionale. 2. Le attività istituzionali del Centro Studi PIM hanno come oggetto specifico: a) lo svolgimento, anche in collaborazione con altri istituti ed enti, di studi, indagini e ricerche riguardanti le dinamiche e le problematiche di assetto e di sviluppo territoriale; b) lo svolgimento di attività di supporto alla gestione di banche dati e di sistemi informativi su aspetti e temi particolarmente significativi per le politiche territoriali; c) lo svolgimento di specifiche attività a favore dei Soci, da qualificare in programmi annuali di attività, in particolare per quanto attiene alla predisposizione di studi su proble-
matiche territoriali e all'attività di collaborazione e assistenza nella redazione dei rispettivi atti di programmazione, pianificazione e progettazione. 3. Nel perseguimento dei propri fini istituzionali l’Associazione può svolgere ulteriori attività accessorie, anche di natura commerciale, a carattere non prevalente, in particolare dirette al miglior utilizzo delle risorse umane, materiali e conoscitive del Centro Studi, su richiesta degli stessi Soci, di altri Enti pubblici o di soggetti privati. 4. Qualora le richieste di attività da parte di soggetti privati interessino il territorio di Comuni associati, dovrà essere preventivamente valutata la compatibilità rispetto agli interessi e agli orientamenti programmatici dei medesimi Comuni e delle Province di Milano e di Monza e Brianza. 5. Analogamente dovrà essere preventivamente valutata la compatibilità delle richieste di uno o più Comuni associati con gli orientamenti programmatici degli altri Comuni e delle Province di Milano e di Monza e Brianza. 6. L’Associazione può partecipare, previa approvazione da parte dell’Assemblea di tutti gli elementi costitutivi e statutari, a Società di servizi, strumentali al raggiungimento dei propri scopi statutari o alla miglior gestione delle attività connesse o complementari all’espletamento delle finalità istituzionali dell’Associazione. 7. Le attività svolte per il perseguimento degli scopi istituzionali, come specificate al precedente comma 2, lettere a,b,c, non assumono il carattere della commercialità.
1. L’attività del Centro Studi PIM è organizzata attraverso programmi annuali, anche sulla base delle esigenze e delle richieste evidenziate dagli Enti associati. 2. Il programma prevede, ad integrazione delle attività di carattere generale aventi rilevanza per l’insieme degli Enti associati, attività specifiche a favore di singoli Soci, ai sensi della lettera c, secondo comma del precedente art. 2, con l’indicazione dell’eventuale contributo aggiuntivo necessario alla copertura dei maggiori oneri connessi allo svolgimento di tali specifiche attività. 3. Il programma può essere aggiornato ed integrato nel corso dell’anno di riferimento, mediante lo svolgimento di ulteriori attività rispondenti alle esigenze degli Enti associati, fatta salva
la preventiva definizione dell’eventuale contributo aggiuntivo previsto al comma precedente.
1. Sono soci del Centro Studi PIM il Comune di Milano, la Provincia di Milano, il Comune di Monza, la Provincia di Monza e Brianza nonché, alla data di approvazione del presente statuto, e salvi eventuali recessi di associati e/o nuove adesioni, i seguenti Comuni:
Abbiategrasso, Aicurzio, Arcore, Arese, Assago, Baranzate, Bareggio, Basiglio, Binasco, Bovisio Masciago, Brugherio, Buccinasco, Caponago, Carpiano, Carugate, Casarile, Cassina de’ Pecchi, Ceriano Laghetto, Cesano Boscone, Cesano Maderno, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cornaredo, Corsico, Cusago, Dairago, Gaggiano, Garbagnate Milanese, Gessate, Gorgonzola, Lacchiarella, Lainate, Liscate, Lissone, Locate di Triulzi, Melegnano, Melzo, Nova Milanese, Novate Milanese, Noviglio, Opera, Pantigliate, Paullo, Pero, Peschiera Borromeo, Pessano con Bornago, Pieve Emanuele, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho, Rosate, Rozzano, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Sedriano, Segrate, Sesto San Giovanni, Settala, Settimo Milanese, Solaro, Sovico, Trezzano sul Naviglio, Tribiano, Vanzago, Vernate, Vizzolo Predabissi, Zibido San Giacomo.
2. Possono diventare soci del Centro Studi PIM gli altri Comuni della Regione che ne deliberino l’adesione. L’adesione avrà effetto dalla data di ricevimento della comunicazione dell’adesione stessa. L’Assemblea successiva alla delibera di adesione è chiamata alla presa d’atto. 3. Possono, inoltre, aderire all’Associazione altri Enti pubblici, previo pronunciamento favorevole dell’Assemblea con il quale vengono stabilite le modalità di partecipazione e le quote di rappresentanza.
1. Ogni Ente Comunale Socio del Centro Studi PIM è titolare di una quota associativa ogni mille abitanti o frazione di mille abitanti residenti sul proprio territorio accertati al 31 dicembre 2009. 2. Le due Province di Milano e di Monza e Brianza sono titolari di un numero di quote associative calcolate secondo il criterio di una quota ogni tre mila abitanti o frazione di tre mila abitanti residenti nelle rispettive aree di riferimento accertati alla stessa data. La ripartizione delle quote è riportata nell’allegata tabella.
3. Il Consiglio Direttivo, ogni cinque anni, accerta la consistenza numerica della popolazione residente nei Comuni aderenti e procede all’aggiornamento del relativo riparto delle quote associative, successivamente ratificato dall'Assemblea entro il 31 marzo dell'anno successivo alla scadenza del quinquennio. 4. Analogamente si procede in caso di aggiornamento infraquinquennale della tabella, conseguente a recesso di associati o all'ammissione di nuovi associati.
1. Ognuno degli Enti associati può cessare di fare parte del Centro Studi PIM con dichiarazione resa dal Sindaco o dal Presidente della Provincia, previa deliberazione del relativo Consiglio Comunale o del Consiglio Provinciale, qualora si tratti di ente locale territoriale, da trasmettere entro il 30 giugno di ciascuno anno. 2. Il recesso ha effetto solo a partire dall'anno successivo a quello di trasmissione della suddetta dichiarazione, subordinatamente all'integrale assolvimento, da parte del Comune o della Provincia, degli obblighi contributivi e finanziari fino a quel momento maturati nei confronti dell'Associazione. 3. Nel caso di Enti associati diversi dagli Enti locali territoriali, la dichiarazione di recesso dovrà essere resa dal legale rappresentante, previa deliberazione dell’organo competente.
Sono organi dell'Associazione: • l'Assemblea dei Soci; • il Presidente dell'Associazione; • il Vice-Presidente; • il Consiglio Direttivo; • il Collegio dei Revisori dei Conti.
1. L'Assemblea dei Soci è costituita dai rappresentanti degli Enti associati, in persona del Sindaco di ciascun Comune e dei Presidenti delle Province, o Assessore o Consigliere da loro delegato.
2. I rappresentanti dei Soci nell'Assemblea durano in carica fino alla loro sostituzione da parte degli Enti che li hanno nominati. 3. Ogni rappresentante di Ente associato esprime un numero di voti pari a quello delle quote associative di propria spettanza. 4. L'Assemblea è legalmente costituita con la presenza di un numero di partecipanti che rappresentino, in prima convocazione, almeno il 50% degli Enti associati e il 60% delle quote associative, in seconda convocazione almeno il 30% degli Enti e il 40% delle predette quote, e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza delle quote rappresentate in Assemblea, fatte salve le differenti maggioranze qualificate previste dal presente Statuto. 5. Compete all'Assemblea: a) indicare le linee generali vincolanti dell’attività dell'Asso ciazione e le forme per promuovere la partecipazione e il confronto tra i Soci sui temi di comune interesse; b) eleggere il Presidente dell'Associazione; c) eleggere il Consiglio Direttivo, con le modalità di cui al successivo art. 10; d) eleggere i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti e determinarne gli emolumenti; e) approvare il bilancio di previsione e il bilancio consuntivo annuale entro 31 marzo di ciascun anno; f) approvare il programma annuale delle attività; g) approvare l’adesione di nuovi Enti pubblici, stabilendo per questi ultimi le modalità di partecipazione e le quote di rappresentanza ai sensi dell’art. 4, comma 3; h) approvare l'adeguamento quinquennale o infraquinquennale del riparto delle quote associative, ai sensi dell’art. 5; i) determinare le indennità del Presidente e del Vice-Presidente e i gettoni di presenza dei membri del Consiglio Direttivo, con possibilità di delegare al Consiglio, sulla base di precisi criteri, la determinazione delle eventuali indennità da riconoscere nel caso dell’attribuzione di specifici incarichi e funzioni come previsto al successivo art. 9 lettera c); l) approvare la partecipazione dell’Associazione a Enti o Società ed i relativi atti o autorizzarne la costituzione o promozione, ai sensi dell'art. 2; m) approvare le modifiche dell’atto costitutivo e dello Statuto; n) deliberare lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio; o) prendere atto dell’adesione di nuovi Comuni ai sensi dell’art. 4, comma 2.
6. Ai fini dell’approvazione delle determinazioni di cui alle lettere b, c, g, l, m, l’Assemblea delibera con la presenza di almeno il 40% dei rappresentanti degli Enti Soci e con il voto favorevole di almeno il 70% delle quote associative. 7. Ai fini dell’approvazione delle deliberazioni di cui alla lettera n, l’Assemblea delibera con la maggioranza dei tre quarti degli enti associati e, comunque, con almeno il 75% delle quote associative. 8. L'Assemblea è convocata almeno una volta all'anno dal Presidente dell'Associazione in sessione ordinaria per l'approvazione del bilancio preventivo annuale e del consuntivo dell'anno precedente, nonché qualora ne facciano richiesta scritta tanti membri da rappresentare almeno 1/4 delle quote associative o 1/4 degli Enti associati. 9. L'Assemblea è convocata mediante lettera raccomandata a.r. spedita agli associati, nel domicilio risultante dalla documentazione sociale, almeno cinque giorni prima dell'adunanza. Può essere convocata anche mediante telefax o e-mail da spedirsi agli associati, rispettivamente al numero o all'indirizzo risultante dalla documentazione sociale, almeno cinque giorni prima dell'adunanza. 10. Nell'avviso di convocazione deve essere indicato il luogo, il giorno e l'ora dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare. 11. L'Assemblea può essere convocata dovunque, anche fuori dalla sede associativa, purché nel territorio lombardo.
1. Il Presidente è eletto dall’Assemblea e dura in carica 5 anni. 2. Il Presidente è il rappresentante legale del Centro Studi PIM. 3. Sono compiti del Presidente: a) convocare e presiedere l'Assemblea, fissando l'ordine del giorno; b) convocare e presiedere il Consiglio Direttivo, fissando l'ordine del giorno; c) coordinare l’attività dei membri del Consiglio Direttivo e de l Vice-Presidente ai quali il Presidente stesso, su indicazione del Consiglio Direttivo, abbia attribuito specifici incarichi e funzioni; d) sottoscrivere accordi, contratti e convenzioni, con possibilità di delega al Direttore nei casi stabiliti dal Consiglio Direttivo, ai sensi dell’art. 10, comma 5, lettera g.
4. Il Presidente nomina nella prima seduta del Consiglio Direttivo il Vice-Presidente, scelto tra i membri del Consiglio Direttivo medesimo, che dura in carica 5 anni. 5. Nel caso di vacanza del Presidente o di sua temporanea assenza o impedimento, il Vice-Presidente lo sostituisce nella funzione, svolgendo il compito di legale rappresentante, convocando e presiedendo l’Assemblea e il Consiglio Direttivo, coordinando l’attività dei membri del Consiglio Direttivo, sottoscrivendo accordi, contratti e convenzioni, rappresentando l’Associazione all’esterno. Nel caso in cui anche il Vice-Presidente risulti temporaneamente assente o impedito, le relative funzioni sono svolte dal membro del Consiglio Direttivo più anziano di età.
1. Il Consiglio Direttivo è composto da 14 membri effettivi tra cui il Presidente, 3 dei quali di diritto indicati dal Comune di Milano, 1 dal Comune di Monza, 2 dall’Amministrazione Provinciale di Milano e 1 dall’Amministrazione Provinciale di Monza e Brianza, i restanti eletti dall’Assemblea. 2. Il Consiglio Direttivo è eletto per cinque anni decorrenti dalla sua elezione e resta comunque in carica fino alla sua sostituzione da parte dell'Assemblea. 3. Qualora un componente del Consiglio Direttivo cessi per una qualsiasi ragione dal proprio ufficio, l’Assemblea elegge un suo sostituto che resta in carica per la residua durata del Consiglio medesimo. 4. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza di oltre la metà dei membri in prima convocazione; in seconda convocazione e in quelle successive è sufficiente che siano presenti almeno 5 membri del Consiglio Direttivo. Esso delibera a maggioranza dei voti espressi; in caso di parità, il voto del Presidente vale doppio. 5. Il Consiglio Direttivo svolge le seguenti funzioni: a) nel quadro delle linee generali indicate dall'Assemblea, adotta i provvedimenti di carattere generale per il funzionamento dell'Associazione; b) nomina il Direttore del Centro Studi, stabilendone, in conformità al presente Statuto, i compiti, le funzioni e le retribuzioni. Il Direttore partecipa a titolo consultivo alle riunioni del Consiglio Direttivo e, in tali occasioni, svolge anche la funzione di segretario; c) propone i bilanci preventivi e consuntivi; d) predispone ed approva il Regolamento del Personale;
propone il programma annuale di attività e vigila sulla relativa attuazione; delibera sugli aggiornamenti e integrazioni al programma annuale e sulle proposte di attività, con la determinazione dell’eventuale contributo aggiuntivo, come previsto dal comma terzo del precedente art. 3; delibera la sottoscrizione di accordi, contratti e convenzioni, nei casi in cui tale competenza non riguardi attività di ordinaria amministrazione e, come tale, non sia delegata al Presidente o al Direttore, a mezzo di delibere “quadro” del Consiglio Direttivo medesimo; formula indicazioni al Presidente per l’eventuale attribuzione di specifici incarichi e funzioni ai membri del Consiglio Direttivo e delibera sulle eventuali indennità da riconoscere per tali incarichi e funzioni, in conformità ai criteri stabiliti dall’Assemblea; delibera la sottoscrizione di contratti di mutuo o finanziamento, se indicati nel bilancio di previsione; propone all'Assemblea la partecipazione, costituzione o promozione di Società o altri Enti; assicura il funzionamento del Centro Studi e garantisce che i servizi siano resi a tutti i Soci aderenti; procede all’aggiornamento e provvede al conseguente riparto delle quote associative, ai sensi dell’art. 5, comma 3 e 4.
VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA’ DELLE ATTIVITA’ E GARANZIE NEI CONFRONTI DEGLI ENTI ASSOCIATI
1. Per le proposte di attività da realizzare in attuazione e aggiornamento-integrazione del Programma annuale (lettera f art. 10) o in base a contratti o convenzioni (lettera g art. 10), che abbiano incidenza sul territorio degli Enti associati, la valutazione di compatibilità di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 2 è effettuata dal Consiglio Direttivo su esplicita richiesta del Presidente o di un proprio membro. 2. Le proposte si intendono sospese o respinte e per le stesse non si procede a deliberazione, qualora venga espresso in modo formale e con adeguate motivazioni un parere negativo da parte dei seguenti membri del Consiglio Direttivo: - il rappresentante del Presidente della Provincia di Milano, opportunamente delegato, per quanto attiene la compatibilità dell’attività proposta con i contenuti del Piano Territoriale Provinciale e dei Piani di Settore; - il rappresentante della Provincia di Monza e Brianza, per quanto attiene la compatibilità dell’attività proposta con i
contenuti del Piano Territoriale Provinciale e dei Piani di Settore; il rappresentante del Sindaco di Milano, opportunamente delegato, per quanto riguarda le attività che hanno incidenza sul territorio del Comune medesimo; il rappresentante del Comune di Monza, per quanto riguarda le attività che hanno incidenza sul territorio del Comune medesimo; i rappresentanti dei Comuni diversi da Milano e Monza per quanto riguarda le attività che interessano il territorio di uno o più Comuni associati.
3. Il parere di cui sopra deve essere formalizzato nella seduta di Consiglio Direttivo in cui è previsto l’esame relativo all’attività proposta oppure, su richiesta dell’interessato, nella seduta immediatamente successiva. 4. Trascorse le due sedute senza che il parere sia stato formalizzato e adeguatamente motivato, il Presidente può decidere di procedere nella deliberazione relativa alla proposta di attività.
1. Il Consiglio Direttivo provvede alla nomina del Direttore, entro tre mesi dalla sua elezione ad opera dell'Assemblea, scegliendolo tra soggetti di provata esperienza e competenza professionale nelle tematiche territoriali. 2. Il Direttore è nominato con incarico a tempo determinato di durata quinquennale, rinnovabile; i contenuti del contratto sono determinati dal Consiglio Direttivo, al quale spetta altresì la determinazione dei relativi emolumenti. 3. Nel caso in cui il Consiglio Direttivo debba provvedere alla sostituzione del Direttore nel corso del quinquennio del proprio mandato, il sostituto viene nominato per un periodo limitato alla permanenza in carica del Consiglio Direttivo medesimo. 4. Qualora l’incarico di Direttore venga affidato a dipendenti di ruolo del Centro Studi, per la durata dell’incarico il dipendente viene posto in regime di aspettativa senza assegni. 5. Sono compiti del Direttore: a) dirigere il Centro Studi, adottando i provvedimenti di carattere particolare per il funzionamento dell'Associazione e curare l'attuazione delle delibere del Consiglio Direttivo; b) coordinare l'attività del personale, stabilendone compiti e funzioni, proponendo al Consiglio Direttivo i provvedimenti di assunzione e licenziamento e determinandone le condi-
zioni di lavoro (in conformità a quanto stabilito nel Regolamento del Personale); curare gli adempimenti tecnici per la formulazione della proposta del programma di attività al Consiglio Direttivo e curarne l’attuazione; definire compiti e funzionamento della struttura tecnica e curare la predisposizione dei progetti di competenza del Centro Studi; sottoscrivere accordi, contratti e convenzioni previa autorizzazione del Consiglio Direttivo, attraverso delibera quadro ai sensi dell’art. 10, comma 5, lettera g. curare gli adempimenti tecnici connessi alla predisposizione dei bilanci preventivo e consuntivo; riferire, con periodicità e tempestività, al Consiglio Direttivo su tutti i fatti ed oggetti riguardanti la gestione dell’Associa zione e sui rapporti con gli Associati, indicando espressamente quegli elementi che sono rilevanti ai fini di una corretta conduzione dei rapporti istituzionali fra gli Enti stessi; svolgere le funzioni di Segretario del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea.
1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è nominato ai sensi della l.r. 6 aprile 1995, n. 14 tra i revisori contabili iscritti nel registro di cui all'art. 1 del d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 88 "Attuazione della direttiva n. 85/253/CEE relativa all'abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili", dura in carica tre anni ed è composto da tre membri effettivi, di cui uno con funzione di Presidente, e da due supplenti. 2. Gli emolumenti dei Revisori sono determinati all’atto della loro elezione da parte dell’Assemblea nel rispetto delle tariffe professionali vigenti. 3. Qualora un componente del Collegio cessi per una qualsiasi ragione dal proprio ufficio, chi è eletto in sua sostituzione resta in carica per la residua durata del Collegio medesimo. 4. Al Collegio dei revisori spettano la vigilanza sulla formulazione dei bilanci, sulla regolarità contabile e sulle procedure inerenti la gestione economico-finanziaria dell'Associazione. 5. I Revisori possono partecipare senza diritto di voto a tutte le sedute del Consiglio Direttivo e chiedere l’iscrizione a verbale delle loro eventuali osservazioni. 6. Il Collegio partecipa di diritto, su invito del Presidente, alle sedute nelle quali si discutono il bilancio preventivo, il bilancio
BILANCIO, FINANZIAMENTO E PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE
1. L'Associazione trae i mezzi finanziari necessari al proprio funzionamento, secondo le previsioni e le risultanze del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo redatti annualmente: a) dal contributo corrisposto dagli Associati in misura corrispondente alla propria quota di partecipazione determinata ai sensi dell'articolo 5. Tale contributo è determinato annualmente, quale apposito allegato del bilancio di previsione, che è trasmesso, entro i trenta giorni successivi alla sua approvazione da parte dell'Assemblea, a tutti i Soci; b) dal contributo corrisposto dagli Associati in relazione alle attività svolte dal Centro Studi ai sensi dell’art. 3; c) dai proventi derivanti dallo svolgimento delle attività accessorie indicate al terzo comma dell’art. 2; d) da eventuali proventi derivanti dalla partecipazione del Centro Studi a Società o altri Enti; e) dai contributi di Enti pubblici, privati e di persone fisiche. 2. Il contributo annuale di cui alla lettera a) è pagato dal Comune di Milano e dalle due Province in due soluzioni, una entro il mese di maggio e l’altra entro il mese di settembre; dagli altri Comuni è pagata in un’unica soluzione entro il mese di maggio. 3. Il bilancio di previsione, da approvarsi entro il 31 marzo di ciascun anno, indica: - le spese correnti e gli investimenti che si prevedono per il successivo esercizio; - la destinazione degli eventuali avanzi dell'esercizio precedente, in particolare stabilendone l'eventuale accantonamento come riserva. 4. L'esercizio finanziario coincide con l'anno solare. 5. Il patrimonio dell’Associazione è costituito da: a) il fondo di dotazione dell’Associazione, pari ad € 100 mila, quale risulta dalla deliberazione Assembleare n. 6 del 23 giugno 2005. Esso può essere accresciuto attraverso ulteriori conferimenti effettuati dai soci (titoli, patrimonio immobiliare, ecc) ed emolumenti che verranno specificamente destinati allo scopo; b) dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’Associazione non confluenti nel fondo di dotazione; c) dalle quote sociali, da donazioni, contributi, liberalità, elargizioni e lasciti destinati ad incremento patrimoniale.
Gli eventuali avanzi di gestione saranno esclusivamente reinvestiti in opere ed attività volte a perseguire le finalità dell’associazione medesima. E’ esclusa la distribuzione in modo diretto o indiretto degli avanzi di gestione, di riserve e del fondo di dotazione.
IL CONSIGLIO COMUNALE Premesso che il Centro Studi PIM (Programmazione Intercomunale dell’Area Metropolitana, già Piano Intercomunale Milanese) è un’associazione volontaria di Enti Locali senza scopi di lucro, iscritta nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche, che svolge attività di supporto operativo e tecnico-scientifico a favore degli Enti Locali associati in materia governo del territorio, ambiente e infrastrutture. Preso atto che le attività istituzionali del PIM hanno come oggetto specifico: a) lo svolgimento, anche in collaborazione con altri istituti ed enti, di studi, indagini e ricerche riguardanti le dinamiche e problematiche di assetto e di sviluppo territoriale; b) lo svolgimento di attività di supporto alla gestione di banche dati e di sistemi informativi su aspetti e temi particolarmente significativi per le politiche territoriali; c) lo svolgimento di specifiche attività a favore degli Enti Locali soci, da qualificare in programmi annuali di attività, in particolare per quanto attiene alla predisposizione di studi su problematiche territoriali e all’attività di collaborazione e assistenza nella redazione dei rispettivi atti di programmazione, pianificazione e progettazione. Nel perseguimento dei propri fini istituzionali l’Associazione può svolgere ulteriori attività accessorie anche di natura commerciale a carattere non prevalente, in particolare dirette al miglior utilizzo delle risorse umane, materiali e conoscitive del Centro Studi, su richiesta degli stessi Soci, di altri Enti pubblici o di soggetti privati. Preso atto altresì che : - l’attività del Centro Studi PIM è organizzata attraverso programmi annuali, anche sulla base delle esigenze e delle richieste evidenziate dagli Enti associati; - il programma prevede, ad integrazione delle attività di carattere generale aventi rilevanza per l’insieme degli Enti associati, attività specifiche a favore dei singoli Soci, con l’indicazione dell’eventuale contributo aggiuntivo necessario alla copertura dei maggiori oneri connessi allo svolgimento di tali specifiche attività; - il programma può essere aggiornato ed integrato nel corso dell’anno di riferimento, mediante lo svolgimento di ulteriori attività rispondenti alle esigenze degli Enti associati, fatta salva la preventiva definizione dell’eventuale contributo aggiuntivo previsto al comma precedente. Rilevato che nella sua ormai cinquantennale esperienza il Centro Studi PIM: - ha realizzato un vastissimo repertorio di studi, ricerche, progetti riguardanti non solo la pianificazione territoriale, ma anche interventi operativi in materia di infrastrutture di mobilità, di sistemazione ambientale e di sviluppo socio-economico locale; - dispone di una vasta conoscenza sulla struttura, le funzioni e le modalità operative degli Enti Locali, organizzata attraverso un Sistema Informativo Territoriale in grado di offrire un quadro conoscitivo ampio e aggiornato sul territorio della regione urbana milanese. Visto che sono attualmente soci del Centro Studi PIM le Province di Milano e di Monza e Brianza, i Comuni di Milano, di Monza e altri 59 Comuni. Considerato che : - ogni Ente Comunale Socio del Centro Studi PIM è titolare di una quota associativa ogni mille abitanti o frazione di mille abitanti residenti sul proprio territorio accertati al 31 dicembre 2009, mentre le due Provincie di Milano e di Monza e Brianza sono titolari di un
numero di quote associative calcolate secondo il criterio di una quota ogni tre mila abitanti residenti residenti nelle rispettive aree di riferimento accertati alla stessa data; ogni cinque anni si procede ad accertare la consistenza numerica della popolazione residente negli Enti aderenti nonché all’aggiornamento del relativo riparto delle quote associative; che ogni Associato corrisponde un contributo annuale corrispondente alla propria quota di partecipazione; il Comune di Seveso dispone di una popolazione, al 31/12/2009, pari a 22.412 abitanti (Fonte ISTAT Movimenti anagrafici 2009), che da diritto a n. 23 quote associative, per un contributo di importo presunto pari a € 5.750,00, da determinarsi a cura del Centro Studi PIM;
Dato atto che : - il Comune di Seveso manifesta la necessità di un supporto, collaborazione e assistenza nella predisposizione dei propri atti di pianificazione e di progettazione del territorio, avvalendosi di una struttura tecnico-scientifica in grado di assicurare competenze specialistiche di alto livello ed una visione di carattere sovra comunale; - questa Amministrazione comunale, in esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Comunale n. 30 del 10/10/2013 e della Giunta Comunale n. 55 del 24/10/2013, ha riavviato il procedimento di redazione del Piano di Governo del Territorio della Città. - i processi di pianificazione generale devono essere necessariamente supportati da attività di studi, ricerche e progetti in materia di infrastrutture di mobilità, di riqualificazione ambientale e di sviluppo socio-economico che il P.I.M., nella sua esperienza cinquantennale, dimostra di aver raggiunto ; - il territorio del Comune di Seveso nel prossimo futuro sarà interessato dalla realizzazione di un’importante infrastruttura sovracomunale di trasporto (Sistema Pedemontano Lombardo ed opere connesse), che andrà a modificare sostanzialmente il sistema della mobilità ; Dato atto che risulta in tal senso opportuno avvalersi di un organismo sovracomunale, di elevata capacità tecnico-giuridica, che supporti la struttura tecnica nell’assunzione di scelte pianificatorie, associandosi al Centro Studi P.I.M.; Vista la deliberazione della Giunta Comunale n. 66 del 21/11/2013, dichiarata immediatamente eseguibile, recante ad oggetto “Adesione al Centro Studi PIM. Proposta al Consiglio Comunale” ; Visto l’allegato Statuto del Centro Studi PIM, approvato dalla 94° Assemblea dei Soci del 15 dicembre 2010. Visto il D.Lgs. 18 Agosto 2000 n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”. Attesa, per quest’atto, la competenza del Consiglio Comunale. Visti gli allegati i pareri resi a norma dell’art. 49 del Testo Unico sopracitato, che si allegano al presente atto quale parte integrante e sostanziale dello stesso. Visto l’art. 134, comma 4, del Testo Unico sopraccitato. Ad unanimità di voti legalmente resi ed accertati, con la seguente votazione D E LIB E R A 1) La premessa forma parte integrante e sostanziale del presente atto e qui si intende approvata.
2) Di aderire, in qualità di Socio, al Centro Studi PIM con sede operativa a Milano in via Felice Orsini,21 dalla data di approvazione della presente deliberazione, approvandone il relativo Statuto qui allegato quale parte integrante e sostanziale; 3) Di dare mandato al competente Settore di predisporre gli atti necessari al fine di corrispondere la quota associativa per l’anno 2014, così come sarà determinata dallo stesso Centro Studi PIM; 4) Di trasmettere al Centro Studi PIM la presente deliberazione; Con successiva votazione unanime il presente atto è dichiarato immediatamente eseguibile ai sensi dell’art.134, comma 4 del Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali.
IL CONSIGLIO COMUNALE Premesso: che da anni è in funzione nel territorio comunale di Seregno una “Scuola Primaria Speciale”, ora annessa all’Istituto Comprensivo Statale “G. Rodari”, riservata ad alunni portatori di gravi disabilità psico – fisiche con apposita certificazione sanitaria; che la “Scuola Primaria Speciale” di Seregno, ubicata in Via Pacini n. 71, promuove il benessere dei minori accolti, anche provenienti da altri Comuni, attraverso attività didattiche finalizzate all’autodeterminazione e ad orientare il progetto di vita adulta attraverso l’attivazione di risorse umane e sociali, anche avvalendosi di un lavoro di rete in armonia con le norme sull’istruzione obbligatoria e con quelle dell’integrazione scolastica, ai sensi della Legge quadro 5/2/1992 n. 104 (art. 12, 13, 18) sull’integrazione dei soggetti con disabilità grave; Dato atto che il riconoscimento della realtà educativa di che trattasi è stato sancito con la stipula di una apposita Convenzione tra il Comune di Seregno, l’ufficio Scolastico Provinciale di Milano e l’Istituto Comprensivo G. Rodari di Seregno, chiamati a garantire funzionalità ed efficacia delle prestazioni, ciascuno per le proprie competenze e con le proprie risorse economiche e materiali, dando piena realizzazione e visibilità ad un complesso lavoro sinergico in atto tra i suddetti Enti; Rilevato che, al fine di consentire l’inserimento di un minore residente in Seveso presso la citata “Scuola Speciale” , occorre aderire all’apposita Convenzione per la disciplina dei rapporti con i Comuni di residenza degli alunni frequentanti la Scuola stessa, approvata dal Comune di Seregno con deliberazione C.C. n. 47/2007 per un periodo di n. 7 anni decorrenti dall’anno scolastico 2007/2008; Visto lo schema di convenzione allegato al presente atto quale parte integrante e sostanziale dello stesso, che si compone di n. 12 articoli, e ritenuto di approvarlo; Richiamate la Legge n. 328 dell’8/11/2000, “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di Interventi e Servizi Sociali”; Richiamata la Legge n. 104/1992 e successive modificazioni, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate"; Visto il D.Lgs. 18 Agosto 2000 n. 267, “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”; Visti i pareri resi a norma dell’art. 49 del Testo Unico sopracitato, che si allegano al presente atto quale parte integrante e sostanziale dello stesso; Visto l’art. 134, comma 4, del Testo Unico sopracitato; Ad unanimità di voti legalmente resi e accertati / con voti Delibera
La premessa forma parte integrante e sostanziale del presente atto e qui si intende deliberata; di approvare, per le ragioni esplicate in premessa, lo schema di Convenzione da sottoscrivere con il Comune di Seregno per la disciplina dei rapporti con Comuni di residenza degli alunni della “Scuola Primaria Speciale” G. Rodari, il cui testo è composto da n. 12 articoli, per l’anno scolastico 2013-2014; di demandare al Funzionario competente tutti gli adempimenti derivanti dall’approvazione della presente deliberazione.
Con successiva votazione unanime il presente atto è dichiarato immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali.
Allegati: A - Schema di convenzione; B – Pareri.
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References: art. 2
 art. 10
 art. 9
 art. 3
 art. 10
 art. 10