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Timestamp: 2020-02-28 21:57:00+00:00

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﻿ Istituto Nazionale Previdenza Sociale Circolare 14 marzo 2013, n.40 Articolo 4, comma 24, lettera a) Legge 28 giugno 2012 n. 92 "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita": diritto del padre al congedo obbligatorio e al congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre. Maternità - paternità - congedi parentali - astensione di maternità - congedo di maternità - congedo di paternità - congedo obbligatorio - congedo facoltativo - padre lavoratore dipendente - ambito di applicazione
Circolare 14 marzo 2013, n.40
Articolo 4, comma 24, lettera a) Legge 28 giugno 2012 n. 92 "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita": diritto del padre al congedo obbligatorio e al congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre.
Maternità - paternità - congedi parentali - astensione di maternità - congedo di maternità - congedo di paternità - congedo obbligatorio - congedo facoltativo - padre lavoratore dipendente - ambito di applicazione
Oggetto: Articolo 4, comma 24, lettera a) Legge 28 giugno 2012 n. 92 "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita": diritto del padre al congedo obbligatorio e al congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre.
La legge 28 giugno 2012, n. 92, recante "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita", pubblicata nella G. U. n. 153 del 3/7/2012 supplemento ordinario n. 136, ha previsto alcuni interventi volti alla promozione di una "cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro".
In particolare il comma 24 lettera a) dell’art. 4 istituisce per il padre, lavoratore dipendente, un congedo obbligatorio (un giorno) e un congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre (due giorni), d’ora innanzi denominato "congedo facoltativo".
Alla luce di quanto disposto dall’art. 1, commi 7 e 8 della citata legge 92 del 2012, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, ha chiarito che la normativa in questione non è direttamente applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, sino all’approvazione di apposita normativa che, su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione, individui e definisca gli ambiti, le modalità ed i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
Pertanto, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro - e successivamente conguagliata con modalità che saranno illustrate con successivo messaggio - fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS, come previsto per l’indennità di maternità in generale (msg. INPS n. 18529 del 13 luglio 2010 e msg. INPS n. 28997 del 18 novembre 2010).
Ai sensi dell’art. 3 del decreto ministeriale del 22 dicembre 2012, per poter usufruire dei giorni di congedo il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date in cui intende fruirne, con un anticipo di almeno quindici giorni, e ove richiesti in relazione all'evento nascita, sulla base della data presunta del parto.
In particolare, entrambi i congedi possono essere richiesti anche durante il periodo indennizzato per indennità di disoccupazione (ASpI) e mini ASpI, nel periodo transitorio durante la percezione dell’indennità di mobilità e del trattamento di integrazione salariale a carico della cassa integrazione guadagni con le stesse modalità previste nel sopra menzionato art. 24 d.lgs. 151/2001 con riferimento ai periodi di congedo di maternità. Di conseguenza, in tali periodi, analogamente a quanto previsto in materia di congedo di maternità, è prevalente l’indennità per la fruizione dei congedi in argomento, di cui all’art. 4, comma 24, lett. a) della citata legge 92/2012, rispetto alle altre prestazioni a sostegno del reddito, che sono, pertanto, incumulabili.
6. Trattamento previdenziale (contribuzione figurativa) del congedo obbligatorio e facoltativo del padre.
Ai sensi dell’art. 2, comma 2, del decreto ministeriale 22.12.2012, al congedo obbligatorio e facoltativo del padre di cui all’art. 4, comma 24, lett. a della legge n. 92/2012, si applica la disposizione prevista in materia di congedo di paternità dall’art. 30 del D.Lgs. n.151 /2001.
Come è noto, il predetto articolo 30, nel disciplinare il trattamento previdenziale del congedo di paternità di cui all’art. 28 del D.lgs. 151/2001, rinvia a sua volta all’art. 25 del citato decreto 151, che disciplina il trattamento previdenziale (contributi figurativi ), sia per il periodo di congedo di maternità caduto in corso di rapporto di lavoro (art. 25, comma 1) sia per il periodo corrispondente al congedo di maternità trascorso al di fuori del rapporto di lavoro (art. 25 comma 2).
Al riguardo va evidenziato che il congedo obbligatorio del padre si configura come un diritto aggiuntivo a quello della madre ed autonomo rispetto ad esso, in quanto spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio. Pertanto, esclusivamente per l’ipotesi di congedo obbligatorio del padre di cui sopra, la contribuzione figurativa nel periodo trascorso al di fuori del rapporto di lavoro è riconosciuta analogamente a quanto accade per il congedo obbligatorio della madre (artt. 16 e 17 del citato testo unico), a condizione che il soggetto possa far valere, all'atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro (art. 25 comma 2). La contribuzione dovrà essere valorizzata in base a quanto previsto dalle disposizioni vigenti e varrà ai fini del diritto e della misura della pensione, fatte sempre salve le disposizioni specifiche che limitino o escludano l’efficacia della contribuzione figurativa.
Ove il lavoratore dipendente si trovi in congedo di paternità previsto dall’art. 28 del D.lgs. n. 151/2001, potrà chiedere il congedo obbligatorio di cui all’art. 4, comma 24, lett. a, della legge 92/2012 ( ciò in forza di quanto previsto dall’ art. 1, comma 6, DM 22.12.2012). Anche in questo caso, la contribuzione figurativa a copertura del giorno di fruizione del congedo obbligatorio sarà valorizzata secondo le disposizioni vigenti e la scadenza del congedo di paternità ex art. 28 del D.lgs. 151 si sposterà di un giorno.
La contribuzione figurativa per il congedo obbligatorio e facoltativo di cui all’art.4, comma 24, lett.a della legge 92/2012, spetterà anche nei casi di applicazione dell’art. 24 del D.Lgs. 151/2001 previsti dal paragrafo 5 della presente circolare.

References: Articolo 4

Articolo 4
 Articolo 4
 art. 24
 articolo 30
 art. 1
 art. 28