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Timestamp: 2019-02-15 21:40:02+00:00

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Referendum 2003: Disposizioni in materia di comunicazione politica - Delibera Autorità TLC
Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per i referendum popolari per l’abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e della servitù coattiva di elettrodotto indetti per il giorno 15 giugno 2003
VISTA la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante "Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull’iniziativa legislativa del popolo" , e successive modificazioni;
1.Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione durante la campagna per i referendum popolari per l’abrogazione:
a.dell’articolo 18, commi primo, secondo e terzo, della legge 20 maggio 1970,
n. 300, dell’articolo 2, comma 1, e dell’articolo 4, comma 1, della legge 11
maggio 1990, n. 108 e dell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e
successive modificazioni, limitatamente alle parole e ai periodi indicati nel
decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 2003;
b.della servitù di elettrodotto stabilita dall’articolo 119 del testo unico delle
disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, approvato con regio
decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, nonché dall’articolo 1056 del codice
civile, come previsto nel decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile
2.Le disposizioni del presente provvedimento si applicano su tutto il territorio nazionale sino alla data di svolgimento dei referendum di cui al comma 1.
1.Ai fini del presente provvedimento, in applicazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, si intendono per soggetti politici:
c. i comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi, comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche di rilevanza nazionale, diverse da quelle riferibili ai soggetti di cui alla lettera a) e b), che abbiano un interesse obiettivo e specifico al quesito referendario, con una esplicita indicazione della posizione a favore o contro il quesito referendario, rilevabile sulla base dei rispettivi statuti; questi ultimi organismi devono essersi costituiti entro dieci giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento
2.Entro lo stesso termine di dieci giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento, i soggetti politici di cui al comma 1 rendono nota all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la propria posizione a favore o contro il quesito referendario, al fine della partecipazione ai programmi di comunicazione politica e della trasmissione dei messaggi politici autogestiti. L’Autorità comunica, anche a mezzo telefax, l’elenco dei predetti soggetti ai Comitati regionali per le comunicazioni o, ove questi non siano costituiti, ai Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi.
TITOLO II RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA Capo I COMUNICAZIONE POLITICA IN CAMPAGNA REFERENDARIA Articolo 3 Riparto degli spazi per la comunicazione politica
1. Nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento e la data di chiusura della campagna referendaria, gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica nazionale privata e locale dedica alla comunicazione politica nelle forme previste dall'articolo 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28 sono ripartiti in misura uguale tra i favorevoli e i contrari al quesito referendario.
Capo II MESSAGGI AUTOGESTITI IN CAMPAGNA REFERENDARIA SULLE EMITTENTI NAZIONALI Articolo 4 Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito
c. i messaggi non possono interrompere altri programmi, né essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18,00 - 19,59; seconda fascia 14,00 - 15,59; terza fascia 22,00 - 23,59; quarta fascia 09,00 - 10,59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore sono almeno due e sono comunque ripartiti in misura uguale tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesito referendario. A tal fine, qualora il numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni di voto sia diverso, l’assegnazione degli spazi ai soggetti più numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando in ogni caso i limiti di cui alle lettere e) ed f). L’eventuale mancanza di messaggi a sostegno di una delle due indicazioni di voto non pregiudica, in ogni caso, la trasmissione di quelli a sostegno dell’indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi ad essa spettanti;
g. ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito" con l'indicazione del soggetto politico committente.
a. rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l'emittente informa i soggetti politici che presso la sede dell’emittente, di cui viene indicato l’indirizzo, il numero telefonico e la persona da contattare, è depositato un documento, che può essere reso disponibile anche nel sito web dell’emittente, concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto.
b. inviano, anche a mezzo telefax, all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il documento di cui alla lettera a), nonché possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva del documento stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto.
Capo III MESSAGGI AUTOGESTITI IN CAMPAGNA REFERENDARIA SULLE EMITTENTI LOCALI Articolo 8 Messaggi politici autogestiti gratuiti e a pagamento
1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito le emittenti di cui all’articolo 8, comma 1, osservano le seguenti modalità, stabilite sulla base dei criteri fissati dall'articolo 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a. il numero complessivo dei messaggi è ripartito secondo quanto previsto
all’articolo 3, comma 1; i messaggi sono trasmessi a parità di condizioni tra i
soggetti politici, anche con riferimento alle fasce orarie;
b. i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere una durata
sufficiente alla motivata esposizione di una posizione favorevole o contraria al
quesito referendario e comunque compresa, a scelta del richiedente, fra uno e
tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le
h. i messaggi non possono interrompere altri programmi, né essere interrotti,
hanno una autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in
appositi contenitori, fino a un massimo di sei contenitori per ogni giornata di
programmazione. I contenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti
fasce orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18,00 -
19,59; seconda fascia 12,00 - 14,59; terza fascia 21,00 - 23,59; quarta
fascia 07,00 - 8,59; quinta
c. fascia 15,00 - 17,59; sesta fascia 09,00 - 11,59. I messaggi trasmessi in
ciascun contenitore sono almeno due e sono comunque ripartiti in misura
uguale tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesito referendario. A tal
fine, qualora il numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni di voto
sia diverso, l’assegnazione degli spazi ai soggetti più numerosi avviene
secondo un criterio di rotazione, fermi restando in ogni caso i limiti di cui alle
lettere e) ed f). L’eventuale mancanza di messaggi a sostegno di una delle due
indicazioni di voto non pregiudica, in ogni caso, la trasmissione di quelli a
sostegno dell’indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi
ad essa spettanti;
d. i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di affollamento
e. nessun soggetto politico può diffondere più di un messaggio in ciascuna
giornata di programmazione sulla stessa emittente;
f. ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito gratuito" con
l'indicazione del soggetto politico committente.
1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a pagamento le emittenti di cui
all’articolo 8, comma 1, osservano le seguenti modalità, stabilite sulla base dei criteri
fissati dall'articolo 4, comma 7, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a. i messaggi sono organizzati in modo autogestito, devono avere una durata
b. i messaggi non possono interrompere altri programmi né essere interrotti,
appositi contenitori, fino ad un massimo di sei per ogni giornata di
programmazione, distinti da quelli dedicati ai messaggi a titolo gratuito;
c. i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di affollamento
d. nessun soggetto politico può diffondere più di due messaggi in ciascuna
e. ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito a pagamento" con
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente
provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, le emittenti
radiofoniche e televisive locali che accettano di trasmettere messaggi politici
autogestiti a titolo gratuito e che si avvalgono della facoltà di diffondere messaggi
politici autogestiti a pagamento:
a. rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere
almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l'emittente
informa i soggetti politici che presso la sede dell’emittente, di cui viene indicato
l’indirizzo, il numero telefonico e la persona da contattare, è depositato un
documento, che può essere reso disponibile anche nel sito web dell’emittente,
predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti e il
termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto.
b. inviano, anche a mezzo telefax, al competente Comitato regionale per le
comunicazioni o, ove non costituito, al Comitato regionale per i servizi
radiotelevisivi, che ne informa sinteticamente l’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni, il documento di cui alla lettera a), nonché, possibilmente con
almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva del documento
stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel
palinsesto. Le emittenti radiofoniche e televisive locali a diffusione
pluriregionale sono tenute agli adempimenti di cui al comma 1, lettera b), nei
confronti di ogni Comitato territorialmente competente, nonché a collocare nel
loro palinsesto contenitori distinti e riconoscibili per ciascuna regione.
2. A decorrere dal sesto giorno e fino al decimo giorno successivo alla data di
pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica, i soggetti politici interessati a trasmettere messaggi autogestiti
comunicano alle emittenti e ai competenti Comitati regionali per le comunicazioni o,
ove non costituiti, ai Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi, anche a mezzo
telefax, le proprie richieste, indicando il proprio responsabile per il referendum, i
relativi recapiti e la durata dei messaggi. Articolo 12 Numero complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti
1. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni approva la proposta del competente
Comitato regionale per le comunicazioni o, ove questo non sia ancora stato
costituito, del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, ai fini della fissazione del
numero complessivo dei messaggi autogestiti gratutiti da ripartire tra i soggetti politici
richiedenti in ciascuna regione, in relazione alle risorse disponibili previste dal decreto
del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze per l’anno 2003.
1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori previsti per il primo
comunicazioni o, ove non costituito, del Comitato regionale per i servizi
radiotelevisivi, nella cui area di competenza ha sede o domicilio eletto l’emittente che
trasmetterà i messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso.
presenza di un funzionario del Comitato, secondo un criterio di rotazione a scalare di
un posto all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio di parità di
presenze all'interno delle singole fasce.
Capo IV PROGRAMMI DI INFORMAZIONE NEI MEZZI RADIOTELEVISIVI Articolo 14 Programmi di informazione
1. A decorrere dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del presente provvedimento e fino alla data di chiusura della campagna
referendaria, al fine di garantire la parità di trattamento, l'obiettività, la completezza e
l'imparzialità dell'informazione, nei programmi radiotelevisivi di informazione,
riconducibili alla responsabilità di una specifica testata giornalistica, quando vengano
trattate questioni relative ai temi oggetto dei referendum, le posizioni dei diversi
soggetti politici impegnati a favore o contro il quesito referendario vanno
rappresentate in modo corretto e obiettivo. Resta salva per l’emittente la libertà di
commento e di critica, in chiara distinzione tra informazione e opinione.
2. Nel periodo di cui al precedente comma 1, in qualunque trasmissione
radio-televisiva, diversa da quelle di comunicazione politica e dai messaggi politici
autogestiti, è vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto
relative ai referendum. Direttori dei programmi, registi, conduttori e ospiti devono
attenersi ad un comportamento tale da non influenzare, anche in modo surrettizio ed
allusivo, le libere scelte dei votanti.
Capo V DISPOSIZIONI PARTICOLARI Articolo 15 Circuiti di emittenti radiotelevisive locali
emittenti locali che operano in circuiti nazionali comunque denominati sono
considerate come trasmissioni in ambito nazionale; il consorzio costituito per la
gestione del circuito o, in difetto, le singole emittenti che fanno parte del circuito,
sono tenuti al rispetto delle disposizioni previste per le emittenti nazionali dai capi
primo e secondo del presente titolo, che si applicano altresì alle emittenti autorizzate
alla ripetizione dei programmi esteri ai sensi dell'articolo 38 della legge 14 aprile
2. Ai fini del presente provvedimento, il circuito nazionale si determina con riferimento
all’articolo 3, comma 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
autonoma, le disposizioni previste per le emittenti locali dai capi primo e terzo del
1. In conformità a quanto disposto dall’articolo 6 della legge 22 febbraio 2000, n. 28,
le disposizioni di cui ai capi primo, secondo, terzo e quarto del presente titolo non si
applicano alle imprese di radiodiffusione sonora che risultino essere organo ufficiale
di un partito politico rappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai sensi
dell’articolo 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per tali imprese è
comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia gratuito, di spazi per messaggi
2. I partiti sono tenuti a fornire con tempestività all’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni ogni indicazione necessaria a qualificare l’impresa di radiodiffusione
come organo ufficiale del partito.
1. Le emittenti radiotelevisive sono tenute a conservare le registrazioni della totalità dei
programmi trasmessi sino al giorno della votazione per i tre mesi successivi a tale
data e, comunque, a conservare, sino alla conclusione del procedimento, le
registrazioni dei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazione di
violazione di disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28, ovvero di quelle
emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei
servizi radiotelevisivi o recate dal presente provvedimento.
TITOLO II STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA Articolo 18 Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici
provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, gli editori di
quotidiani e periodici che intendano diffondere a qualsiasi titolo, fino a tutto il
penultimo giorno prima delle votazioni, nelle forme ammesse dall'articolo 7, comma
2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali relativi ai
referendum sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un
apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di
messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di
effettiva distribuzione, desumibile dagli adempimenti di deposito delle copie d'obbligo
e non di quella di copertina. Ove in ragione della periodicità della testata non sia
stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo,
la diffusione dei messaggi non potrà avere inizio che dal numero successivo a quello
recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia
stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata,
quotidiana o periodica, di analoga diffusione.
dell’accesso, nonché l’indirizzo e il numero di telefono della redazione della testata
presso cui è depositato un documento analitico, consultabile su richiesta,
a. le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale indicazione del
termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno di pubblicazione entro il
quale gli spazi medesimi possono essere prenotati;
b. le tariffe per l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni
c. ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la
fruizione degli spazi medesimi, in particolare la definizione del criterio di
accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale.
3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi
politici elettorali relativi ai referendum le condizioni di migliore favore praticate ad
uno di essi per il modulo acquistato.
4. Ogni editore è tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta dei soggetti
politici interessati, le condizioni praticate per l'accesso agli spazi in questione, nonché
i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi.
nazionale, tali intendendosi ai fini del presente atto le testate con diffusione
pluriregionale, dovranno indicarsi distintamente le tariffe praticate per le pagine locali
e le pagine nazionali, nonché, ove diverse, le altre modalità di cui al comma 2.
6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1 costituisce condizione
per la diffusione dei messaggi politici elettorali nel periodo considerato dallo stesso
comma 1. In caso di mancato rispetto del termine a tale fine stabilito nel comma 1 e
salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la diffusione dei
messaggi può avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione
del comunicato preventivo.
1. I messaggi politici elettorali di cui all'articolo 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28,
recare la dicitura "messaggio politico referendario" con l’indicazione del soggetto
politico committente.
2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da quelle elencate al
comma 2 dell’articolo 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di messaggi politici relativi ai
referendum su quotidiani e periodici e sull'accesso in condizioni di parità ai relativi
spazi non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e
alle stampe dei soggetti politici interessati ai referendum di cui all’articolo 2, comma
2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il giornale quotidiano o
periodico che risulta registrato come tale ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 febbraio
1948, n. 47, ovvero che rechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risulti
indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o del movimento
3. I partiti e i movimenti politici e i soggetti politici interessati ai referendum sono tenuti
a fornire con tempestività all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ogni
indicazione necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti e dei
movimenti politici, nonché le stampe di soggetti politici interessati ai referendum.
TITOLO III SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI Articolo 21 Divieto di sondaggi politici ed elettorali
1. Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle
operazioni di voto, è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche
parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle votazioni e sugli orientamenti politici
e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo
precedente a quello del divieto. E' vietata, altresì, la pubblicazione e la trasmissione
dei risultati di quesiti rivolti in modo sistematico a determinate categorie di soggetti
perché esprimano con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma le proprie preferenze di
voto o i propri orientamenti politici.
2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione o pubblicazione
integrale o parziale dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente
corredata da una "nota informativa" che ne costituisce parte integrante e contiene le
seguenti indicazioni, di cui è responsabile il soggetto che realizza il sondaggio:
c. i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando se si tratta di
d.il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
f. il testo integrale delle domande rivolte o, nel caso di pubblicazione parziale del
sondaggio, dei singoli quesiti ai quali si fa riferimento;
g.la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi soltanto se
contestualmente resi disponibili dal committente nella loro integralità e corredati della
"nota informativa" di cui al medesimo comma 2 sull’apposito sito web istituito e
tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza
del Consiglio dei ministri www.sondaggipoliticoelettorali.it, ai sensi dell’articolo 8,
comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
4. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzo stampa, la "nota
informativa" di cui al comma 2 è sempre evidenziata con apposito riquadro.
5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di comunicazione televisiva, la
"nota informativa" di cui al comma 2 viene preliminarmente letta dal conduttore e
appare in apposito sottotitolo a scorrimento.
6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la "nota informativa" di cui
al comma 2 viene letta ai radioascoltatori.
TITOLO IV VIGILANZA E SANZIONI Articolo 22 Compiti dei Comitati regionali per le comunicazioni o dei Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi
1. I Comitati regionali per le comunicazioni o, ove questi non siano stati ancora
costituiti, i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi, assolvono, nell'ambito
territoriale di rispettiva competenza, oltre a quelli previsti agli articoli 11, 12 e 13, i
a. di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e
del presente provvedimento da parte delle emittenti locali, nonché delle
disposizioni dettate per la concessionaria del servizio pubblico dalla
b. di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo i relativi atti e gli
eventuali supporti e formulando le conseguenti proposte all'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni per i provvedimenti di competenza di
quest'ultima, secondo quanto stabilito all'articolo 23 del presente
1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28, nonché di quelle
emanate dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei
servizi radiotelevisivi o dettate con il presente atto, sono perseguite d'ufficio
dall'Autorità, al fine dell'adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 10 della
medesima legge. Ciascun soggetto politico interessato può comunque denunciare tali
violazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal fatto.
2. La denuncia delle violazioni prevista al comma 1 deve essere inviata, anche a mezzo
telefax, a ciascuno dei destinatari indicati dall’articolo 10, comma 1, della legge 22
3. La denuncia indirizzata all'Autorità è procedibile solo se sottoscritta in maniera
leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l'avvenuto invio della
denuncia medesima anche agli altri destinatari indicati dalla legge.
4. La denuncia contiene, a pena di inammissibilità, l'indicazione dell'emittente e della
5. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni provvede direttamente alle istruttorie
sommarie di cui al comma 1 riguardanti emittenti radiotelevisive nazionali ed editori di
giornali e periodici, mediante le proprie strutture, che si avvalgono, a tale fine, del
nucleo della Guardia di Finanza istituito presso l'Autorità stessa.
6. I procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali sono istruiti
sommariamente dai competenti Comitati regionali per le comunicazioni, ovvero, ove
questi non siano ancora costituiti, dai Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi,
che formulano le relative proposte all'Autorità secondo quanto previsto al comma 8.
7. Il gruppo della Guardia di Finanza competente per territorio, ricevuta la denuncia
della violazione, da parte di emittenti radiotelevisive locali, delle disposizioni di cui al
comma 1, provvede entro le dodici ore successive all’acquisizione delle registrazioni
e alla trasmissione delle stesse agli uffici del competente Comitato di cui al comma 6,
dandone immediato avviso, anche a mezzo telefax, all’Autorità per le garanzie nelle
8. Il Comitato di cui al comma 6 procede ad una istruttoria sommaria, se del caso
contesta i fatti, anche a mezzo telefax, sente gli interessati ed acquisisce le eventuali
controdeduzioni nelle ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo
scadere dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche in via
compositiva, agli obblighi di legge mediante immediato ripristino dell’equilibrio
nell'accesso ai mezzi di comunicazione politica, secondo le modalità di cui ai commi
3, 4 e 5 dell'articolo 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, lo stesso Comitato
trasmette atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno specifico verbale di accertamento,
redatto, ove necessario, in cooperazione con il competente gruppo della Guardia di
Finanza, all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che provvede nel termine di
cui al comma 2 del precitato articolo 10, decorrente dalla data di deposito presso gli
uffici del Dipartimento garanzie e contenzioso dell’Autorità medesima.
9. In ogni caso, il Comitato di cui al comma 6 segnala tempestivamente all’Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni le attività svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o
ripetuti di mancata attuazione della vigente normativa.
10. Gli ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni collaborano, a richiesta,
con i Comitati regionali per le comunicazioni, ovvero, ove questi non siano ancora
costituiti, con i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi.
11. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni verifica il rispetto dei propri
provvedimenti ai fini previsti dall'articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n.
12. Le sanzioni amministrative pecuniarie stabilite dall'articolo 15 della legge 10 dicembre
1993, n. 515, come modificato dall'articolo 1, comma 23, del decreto-legge 23
ottobre 1996, n. 545, convertito con legge 23 dicembre 1996, n. 650, per le
violazioni delle disposizioni della legge medesima, non abrogate dall'articolo 13 della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, ovvero delle relative disposizioni dettate dalla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi
radiotelevisivi o delle relative disposizioni di attuazione dettate con il presente
provvedimento, non sono evitabili con il pagamento in misura ridotta previsto
dall'articolo 16 della legge 24 ottobre 1981, n. 689. Esse si applicano anche a carico
dei soggetti a favore dei quali sono state commesse le violazioni, qualora ne venga
accertata la responsabilità.
Articolo 24 Ambito territoriale di applicazione
1. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, della campagna
referendaria di cui all’articolo 1, comma 1, della presente delibera, con altre
consultazioni elettorali politiche e amministrative saranno applicate le disposizioni di
attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28 relative a ciascun tipo di
2. Restano applicabili le disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28 di
cui alla delibera n. 200/00/CSP riguardo alla comunicazione politica e alla parità di
accesso ai mezzi di informazione che non attengono alla campagna per la
consultazione referendaria di cui all’articolo 1, comma 1, della presente delibera.
3. Nei giorni di votazione e in quelli precedenti del 24, 25, 26 maggio e 7, 8, 9 giugno
2003, la trasmissione dei programmi di comunicazione politica o dei messaggi politici
autogestiti è, in ogni caso, sospesa sulle emittenti radiofoniche e televisive private
nazionali, in considerazione della consistenza del corpo elettorale interessato dalle
campagne relative a tutte le consultazioni in atto.
italiana, nel Bollettino ufficiale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed è
reso disponibile nel sito web della stessa Autorità: www.agcom.it.

References: Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 8
 Articolo 12
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 18
 Articolo 21
 Articolo 22
 articolo 10

Articolo 24