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Timestamp: 2018-08-15 01:25:17+00:00

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ALLEGATO 2 Criteri uniformi per avvalersi della procedura prevista dall articolo 2 comma C della direttiva 9/4/ PDF
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1 ALLEGATO 2 Criteri uniformi per avvalersi della procedura prevista dall articolo 2 comma C della direttiva 9/4/2002 Le procedure per l individuazione del codice CER in caso di difficile attribuzione seguono quanto previsto dall articolo 2 ( 14 ) della direttiva approvata con D.M. Ambiente 9 aprile 2002 recante Indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti. (G.U. 10 maggio 2002, n S.O. 102). In detto articolo, al comma 3, è prevista una procedura laddove lo schema di trasposizione previsto dalla normativa vigente non contenga adeguati elementi per l individuazione del codice in relazione alla singola fattispecie di rifiuto. Si ritiene che detta procedura debba essere attivata da ogni singolo associato, in quanto la trasposizione fatta e illustrata in dettaglio nell allegato 1 alla presente circolare è oggettivamente opinabile in quanto: a) lo schema di trasposizione individua con chiarezza la famiglia 1014 Rifiuti prodotti dai forni crematori (correlato con ) e la sottofamiglia * rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti mercurio La direttiva identifica quindi la famiglia di rifiuti specifici prodotti in un crematorio, con sottofamiglia parziale rispetto alla reale formazione di rifiuti che in esso si determinano. La tipologia di rifiuti prodotti è ampia e diversificata, non certamente limitabile a solo quelli prodotti dalla depurazione dei fumi e tanto meno solo contenenti mercurio. Inoltre, da analisi condotte in taluni impianti non è confermato che i prodotti della depurazione dei fumi contengano sempre mercurio oltre le soglie che determinano la classificazione come rifiuto pericoloso. b) non è soddisfacente l attribuzione dei codici CER per assimilazione ad alcune categorie di rifiuti in esso presenti. Per talune fattispecie di rifiuto (ci si riferisce in particolare a quelli metallici e non metallici, quali viti, pace makers, protesi, ma anche ad incombusti con incorporati metalli fusi, ecc.) ritrovate all interno della camera di combustione primaria dopo ogni cremazione, i codici e sono stati assunti per assimilazione a rifiuti da incenerimento. Inoltre per i rifiuti derivanti dalla abrasione di refrattario interno alla camera di combustione, contenente anche residui metallici, il codice CER che più si avvicina per l attribuzione è quello (*) o , che desta oggettive perplessità laddove si assimila il crematorio ad un impianto di lavorazione non metallurgica e le ceneri umane provenienti da cremazione a ceneri pesanti. c) la delicatezza delle problematiche connesse con la gestione di un crematorio e l allarme sociale che può causare una indeterminazione nella corretta individuazione di ogni tipologia di rifiuto in esso prodotto, consiglia di utilizzare criteri di massima chiarezza sia nella identificazione delle tipologie di rifiuti prodotti in un crematorio sia per i trattamenti consentiti, una volta estratta la componente di ceneri umane. Per tali motivi si è predisposto il seguente schema di nota da indirizzare agli organi preposti da parte di ogni gestore di crematorio che lo ritenga, individuando una serie di proposte che se sottoposte in maniera unitaria possono orientare a trovare una soluzione univoca, su scala nazionale, al problema lamentato. ( 14 ) Articolo 2 (Registri, formulari e MUD) A. Nella compilazione dei registri e dei formulari di cui agli articoli 12 e 15 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 gli operatori dovranno utilizzare i codici di cui all'allegato A alla presente direttiva. Ai fini della compilazione del Modello Unico di dichiarazione (MUD) di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70, i codici di cui all'allegato A alla presente direttiva, dovranno essere inseriti a partire dalla comunicazione in scadenza il 30 aprile 2003, relativa ai dati riferiti al B. Si ricorda che per i rifiuti che hanno acquisito la classificazione di pericolosità, gli operatori interessati hanno dato applicazione al disposto di cui all'art. 1 comma 15 della legge 6 dicembre 2001 n C. I codici dei rifiuti da utilizzare ai fini della lettera a sono individuati da parte dei soggetti interessati nell'allegato B "Schema di trasposizione" della presente direttiva. Nelle ipotesi in cui lo schema di trasposizione non contenga adeguati elementi per l'individuazione del codice in relazione alla singola fattispecie di rifiuti, gli operatori interessati possono utilizzare codici diversi da quelli individuati nello schema in parola previa autorizzazione della Provincia territorialmente competente, da rilasciarsi entro 30 giorni dalla richiesta, e previa comunicazione ai Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e delle Attività produttive nonchè all'agenzia Nazionale per l'ambiente, anche ai fini dell'eventuale revisione dell'allegato B.
2 [su carta intestata di ogni gestore di crematorio] Servizio tutela ambientale Della provincia di ( 15 ) Via Al Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Via Cristoforo Colombo, n Roma Al Ministero dello Sviluppo Economico Via Molise, Roma All APAT Agenzia per la Protezione dell'ambiente e per i Servizi Tecnici Via Vitaliano Brancati, Roma Lo scrivente, in qualità di legale rappresentante della gestione del crematorio di, sito in, via, con la presente, in applicazione del comma C dell articolo 2 della direttiva approvata con D.M. Ambiente 9 aprile 2002 recante Indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti. (G.U. 10 maggio 2002, n S.O. 102), fa presente che: 1) lo schema di trasposizione individua con chiarezza la famiglia 1014 Rifiuti prodotti dai forni crematori (correlato con ) e la sottofamiglia * rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti mercurio La direttiva identifica quindi la famiglia di rifiuti specifici prodotti in un crematorio, con sottofamiglia parziale rispetto alla reale formazione di rifiuti che in esso si determinano. La tipologia di rifiuti prodotti è ampia e diversificata, non certamente limitabile a solo quelli prodotti dalla depurazione dei fumi e tanto meno solo contenenti mercurio. (Da analisi condotte non è risultato che i prodotti della depurazione dei fumi contengano mercurio oltre le soglie che determinano la classificazione come rifiuto pericoloso) ( 16 ). 2) la non soddisfacente attribuzione per assimilazione dei codici individuati in allegato A della citata direttiva ad alcune categorie di rifiuti presenti nel crematorio. Per talune fattispecie di rifiuto (ci si riferisce in particolare a quelli metallici e non ( 15 ) la Provincia sul cui territorio insiste il crematorio ( 16 ) Frase da inserire se si dispone di analisi che comprovano tale affermazione
3 metallici, quali viti, pace makers, protesi, ma anche ad incombusti con incorporati metalli fusi, ecc.) ritrovate all interno della camera di combustione primaria dopo ogni cremazione, i codici e sono stati assunti per assimilazione a rifiuti da incenerimento. Inoltre per i rifiuti derivanti dalla abrasione di refrattario interno alla camera di combustione, contenente anche residui metallici, il codice CER che più si avvicina per l attribuzione è quello (*) o , che desta oggettive perplessità laddove si assimila il crematorio ad un impianto di lavorazione non metallurgica e le ceneri umane provenienti da cremazione a ceneri pesanti. 3) la delicatezza delle problematiche connesse con la gestione di un crematorio e l allarme sociale che può causare una indeterminazione nella corretta individuazione di ogni tipologia di rifiuto in esso prodotto, consiglia di utilizzare criteri di massima chiarezza sia nella identificazione delle tipologie di rifiuti prodotti in un crematorio sia per i trattamenti consentiti, una volta estratta la componente di ceneri umane. Conseguentemente si segnala che come produttore del rifiuto si sono attualmente utilizzati i codici di identificazione di ogni tipologia di rifiuto prodotto nel crematorio, come dal prospetto in allegato A. Per le motivazioni sopra esposte e per dar corso alla procedura di cui al citato comma C dell articolo 2 della direttiva ministeriale sopra indicata, con al presente CHIEDE L AUTORIZZAZIONE ad utilizzare i codici che si elencano nell allegato B. La presente comunicazione è inoltrata anche ai Ministeri competenti e all ANPAT, per la eventuale ed auspicata revisione dell allegato B del decreto in parola. Con distinti saluti Il legale rappresentante
4 Allegato A A) Maniglie e altri oggetti metallici (ad es. cassa di zinco) tolti dalla bara prima della introduzione nel forno a1) se non avviati a recupero, raccolti dal servizio di igiene urbana come rifiuti cimiteriali non pericolosi, di cui all articolo 13 comma 2 del DPR 254/2003 a2) se avviati a recupero dal produttore del rifiuto: rifiuti metallici ferrosi e non ferrosi classificati con codice CER a3) casse di zinco tolte da personale del gestore del crematorio prima della cremazione, venute a contatto con liquidi cadaverici. Si tratta di imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze, a cui si attribuisce il codice CER (*), se la bonifica da sostanze pericolose si esegue NON a cura del gestore del crematorio. Se invece la bonifica è eseguita dal gestore del crematorio si ricade nel caso di cui alla lettera a1) o a2) a seconda dei casi. B) Parti metalliche derivanti dalla separazione delle ceneri umane dai resti della cremazione: b1) materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti comprendendovi sia viti, chiodi, maniglie, protesi, ecc. non separate b2) rifiuti non specificati altrimenti laddove si faccia una cernita delle protesi C) Rifiuti derivanti dalla manutenzione del forno c1) In caso di non pericolosità si applica il codice CER c2) In caso di pericolosità il codice CER (*) D) Polveri, polveri e reagenti, fanghi derivanti dai processi di depurazione dei fumi d1) Nel caso le analisi periodiche escludano che la presenza di mercurio sia significativa (secondo i parametri di legge) il rifiuto è da considerare pericoloso e si applica il codice CER (*) d2) in assenza di analisi o se queste evidenziano tracce di mercurio in quantità superiore alle soglie di ammissibilità, il rifiuto è da considerare pericoloso e si applica il codice CER (*) E) Rifiuti da attività di manutenzione della sezione depurazione fumi Si applica il codice CER (*) Nota compilativa: Si noti che nell allegato A sono stati riportati i codici CER che si sono individuati nella circolare per ogni distinta tipologia di rifiuto. E però ogni gestore di crematorio che dovrà valutare, nella propria autonomia, se attenersi alle indicazioni fornite con la circolare, o se proseguire con le metodologie di attribuzione dei codici CER fino ad ora utilizzate o se, autonomamente, proporre alle Autorità competenti altre soluzioni, ritenute coerenti con la normativa e la tipologia di impianto utilizzato.
5 Allegato B A) Maniglie e altri oggetti metallici (ad es. cassa di zinco) tolti dalla bara prima della introduzione nel forno a1) se non avviati a recupero, raccolti dal servizio di igiene urbana come rifiuti cimiteriali non pericolosi, di cui all articolo 13 comma 2 del DPR 254/2003 a2) se avviati a recupero dal produttore del rifiuto: rifiuti metallici ferrosi e non ferrosi classificati con codice CER a3) casse di zinco tolte da personale del gestore del crematorio prima della cremazione, venute a contatto con liquidi cadaverici. Si tratta di imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze, a cui si attribuisce il codice CER (*), se la bonifica da sostanze pericolose si esegue NON a cura del gestore del crematorio. Se invece la bonifica è eseguita dal gestore del crematorio si ricade nel caso di cui alla lettera a1) o a2) a seconda dei casi. B) Parti metalliche derivanti dalla separazione delle ceneri umane dai resti della cremazione: b1) materiali ferrosi e non ferrosi estratti dalla camera primaria ad esclusione delle ceneri umane (comprendendovi sia viti, chiodi, maniglie, protesi, ecc. non separate) di nuova istituzione. C) Rifiuti derivanti dalla manutenzione del forno C1) In caso di pericolosità si applica il codice CER (*) di nuova istituzione C2) In caso di non pericolosità si applica il codice CER di nuova istituzione D) Polveri, polveri e reagenti, fanghi derivanti dai processi di depurazione dei fumi d1) Nel caso le analisi periodiche escludano che la presenza di mercurio sia significativa (secondo i parametri di legge) il rifiuto è da considerare pericoloso e si applica il codice CER (*) di nuova istituzione d2) in assenza di analisi e se queste evidenziano tracce di mercurio in quantità superiore alle soglie di ammissibilità, il rifiuto è da considerare pericoloso e si applica il codice CER (*) E) Rifiuti da attività di manutenzione della sezione depurazione fumi e1) fuliggine del camino del crematorio. In assenza di analisi o se queste evidenziano tracce di mercurio in quantità superiore alle soglie di ammissibilità, il rifiuto è da considerare pericoloso e si applica il codice CER (*) e2) fuliggine del camino del crematorio. Nel caso le analisi periodiche escludano che la presenza di mercurio sia significativa ma vi siano altri composti pericolosi presenti (secondo i parametri di legge) il rifiuto è da considerare pericoloso e si applica il codice CER (*) di nuova istituzione e3) fuliggine del camino del crematorio. Nel caso le analisi periodiche escludano presenza composti pericolosi in quantità significativa (secondo i parametri di legge) il rifiuto è da considerare non pericoloso e si applica il codice CER di nuova istituzione e4) filtri a manica o similari, maschere, guanti, stracci esausti, contaminati da ceneri o polveri in genere: Si applica il codice CER (*)
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