Source: http://www.cai-inzago.it/chi-siamo/statuto
Timestamp: 2020-08-07 21:27:12+00:00

Document:
Cai Inzago - Statuto Sezionale - Montagna, Escursioni, Sci, Snowboard, Alpinismo
Art. 7 (Quota associativa) Art. 8 (Durata)
Art. 10 (Perdita della qualità di Socio) Art. 11 (Sanzioni disciplinari)
Art. 17 (Presidente e Segretario dell’Assemblea) >
Art. 32 (Tentativo di conciliazione).
Art. 33 (Rinvio delle norme del Club Alpino Italiano ed entrata in vigore)
E’ costituita, con sede legale in INZAGO (Milano), l’associazione denominata “CLUB ALPINO ITALIANO - Sezione di Inzago” con sigla “CAI - Sezione di Inzago”, struttura pe- riferica del Club Alpino Italiano, di cui fa parte a tutti gli effetti. E’ soggetto di diritto pri- vato, dotato di proprio ordinamento che le assicura una autonomia organizzativa, funzio- nale e patrimoniale. Si rapporta al Gruppo Regionale Lombardia del Club Alpino Italiano. L’associazione ha durata illimitata. L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
L’Associazione ha per scopo di promuovere l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la co- noscenza e lo studio delle montagne specie quelle del territorio in cui si svolge l’attività Sociale, e la tutela del loro ambiente naturale. Per conseguire tali scopi, provvede: alla realizzazione, alla manutenzione, ed alla gestione di rifugi e bivacchi; al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione dei sentieri, delle opere alpine, e delle attrezzature alpinistiche, anche in collaborazione con le Sezioni consorelle competenti; alla diffusione della frequentazione della montagna e alla organizzazione di iniziative ed attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleo- logiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche; alla indizione e programmazione, in accordo con le apposite scuole competenti in ma- teria, o alla organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per le attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, na- turalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche; alla programmazione e collaborazione con le apposite Scuole del CAI, competenti per materia, per la formazione di Soci dell’associazione come istruttori di alpinismo e sci- alpinismo, ed accompagnatori per lo svolgimento delle attività di cui alle lett. c) e d); alla promozione, anche in collaborazione con Enti e Associazioni locali, di attività scientifiche, culturali, artistiche e didattiche per la diffusione della conoscenza di ogni aspetto della montagna; alla promozione di ogni iniziativa idonea alla tutela ed alla valorizzazione dell’ambiente montano; alla organizzazione, anche in eventuale collaborazione con le altre Sezioni, di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nello svolgimento di attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologi- che, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile, nonché a collaborare con il C.N.S.A.S. al Soccorso di persone in stato di pericolo ed al recupero di vittime; a pubblicare il periodico sezionale denominato “il Sentiero” del quale è editrice e pro- prietaria a provvedere alla sede dell’associazione, a curare la biblioteca, la cartografia e l’archivio. E’ vietato lo svolgimento di attività diverse da quelle menzionate, ad eccezione di quelle ad esse connesse.
Nei locali della sede non possono svolgersi attività che contrastino con le attività istitu- zionali. Essi non possono essere utilizzati, neppure temporaneamente, da terzi, se non previo consenso del Consiglio Direttivo e, nei casi di urgenza, del Presidente.
Sono previste le seguenti categorie di Soci: benemeriti, ordinari, familiari e giovani. Non è ammessa alcuna altra categoria di Soci. Partecipano alla attività della Sezione con gli stessi diritti dei Soci ordinari i Soci CAI ap- partenenti alle Sezioni nazionali che versano la quota associativa sezionale fissata dall’Assemblea. Il Socio della Sezione (persona fisica) che abbia acquisito particolari meriti alpinistici o benemerenze nell’attività sociale può essere iscritto, anche alla memoria, in un albo d’onore della Sezione stessa.
Chiunque intenda aderire al Club Alpino Italiano deve presentare domanda al Consiglio Direttivo della Sezione, completa dei propri dati anagrafici, su apposito modulo, contro- firmato da almeno un Socio presentatore, iscritto alla Sezione da almeno due anni. Se minore di età la domanda deve essere firmata anche da chi esercita la potestà. Il Consi- glio Direttivo della Sezione alla quale è stata presentata la domanda decide sull’accettazione. La domanda presentata nell’ultimo bimestre dell’anno ha effetto per l’anno successivo.
Il Socio è tenuto a corrispondere alla Sezione: la quota di ammissione, comprensiva del costo della tessera, del distintivo Sociale, delle copie dello Statuto e del Regolamento Generale dei CAI e di quello sezionale, che gli vengono consegnati all’atto dell’iscrizione; la quota associativa annuale; il contributo ordinario annuale per le pubblicazioni Sociali e per le coperture assicurative; eventuali contributi straordinari destinati a fini istituzionali. Le somme dovute di cui alle lett. b), c), d) del comma precedente devono essere versate entro il 31 marzo di ogni anno. Il Socio non in regola con i versamenti non potrà partecipare alla vita sezionale, né usu- fruire dei servizi Sociali, né ricevere le pubblicazioni. Il Socio è considerato moroso se non rinnova la propria adesione versando la quota associativa annuale entro il 31 marzo di ciascun anno sociale. Il Consiglio Direttivo accerta la morosità, dandone comunicazione al Socio. Non si può riacquistare la qualifica di Socio, mantenendo l’anzianità di adesione, se non previo pagamento alla Sezione alla quale si era iscritti delle quote associative annuali ar- retrate. Il Socio di cui sia stata accertata la morosità perde tutti i diritti spettanti ai Soci.
La partecipazione della vita associativa si estende a tutta la durata del rapporto sociale. Non sono ammesse iniziative dei Soci in nome della Sezione del CAI, se non da questi au- torizzate. Non sono ammesse altresì iniziative o attività dei Soci in concorrenza o in con- trasto con quelle ufficiali programmate dalla Sezione o dal CAI. Le prestazioni fornite dai Soci sono volontarie e gratuite.
Il Socio può dimettersi dal Club Alpino Italiano in qualsiasi momento; le dimissioni devo- no essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo della Sezione, sono irrevocabili ed hanno effetto immediato, senza restituzione dei ratei della quota sociale versata. Il Socio è libero di iscriversi presso una qualsiasi Sezione. Il trasferimento da una Sezione ad un’altra deve essere comunicato immediatamente alla Sezione di provenienza dalla Sezione presso la quale il Socio intende iscriversi. Il trasferimento ha effetto dalla data di comunicazione.
Il Consiglio Direttivo può adottare nei confronti del Socio che tenga un contegno non con- forme ai principi informatori del Club Alpino Italiano ed alle regole della corretta ed edu- cata convivenza i provvedimenti previsti dal Regolamento disciplinare.
In conformità ai principi, alle procedure e nei termini stabiliti dal Regolamento disciplina- re, contro i provvedimenti disciplinari il Socio può presentare ricorso al Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri competente per territorio, quale organo giudicante di primo grado. Il Socio ed il Consiglio Direttivo della Sezione possono presentare ricorso avverso le decisioni di primo grado avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri del Club Alpino Italia- no.
Sono organi della Sezione almeno i seguenti: l’Assemblea dei Soci; il Consiglio Direttivo; il Presidente; il Collegio dei Revisori dei Conti.
L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano della Sezione; essa è costituita da tutti i Soci or- dinari e familiari di età maggiore di anni diciotto, le sue deliberazioni vincolano anche gli assenti o i dissenzienti. L’Assemblea: adotta lo statuto ed i programmi annuali e pluriennali della Sezione; elegge il Consiglio direttivo, il Collegio dei revisori dei conti ed i delegati all’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano nel numero assegnato, scelti tra i Soci maggio- renni ordinari e familiari della Sezione, con le modalità stabilite dal presente statuto, escluso il voto per corrispondenza; delibera le quote associative ed i contributi a carico dei Soci, per la parte destinata al- la Sezione ed eccedente le quote stabilite dall’Assemblea dei Delegati; approva l’operato del Consiglio Direttivo, i bilanci d’esercizio e la relazione del Presidente; delibera l’acquisto, l’alienazione di immobili o la costituzione di vincoli reali sugli stessi; delibera lo scioglimento della Sezione; delibera sulle modificazioni da apportare allo statuto sezionale in unica lettura; delibera su ogni altra questione, contenuta nell’ordine del giorno, che le venga sotto- posta dal Consiglio Direttivo o da almeno il 10% dei Soci, aventi diritto al voto.
L’Assemblea ordinaria dei Soci si svolge almeno una volta all’anno entro il termine peren- torio del 31 marzo per l’approvazione dei bilanci e la nomina delle cariche sociali. L’assemblea straordinaria può essere convocata ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ri- tenga necessario o quando ne sia inoltrata richiesta da parte del CDC, del CDR, del Colle- gio dei revisori dei Conti della Sezione oppure da almeno 10% dei Soci maggiorenni della Sezione. La convocazione avviene mediante avviso che, almeno dieci giorni prima della data dell’Assemblea, deve essere esposto nella sede sociale, e spedita a ciascun socio a- vente diritto al voto. Nell’avviso devono essere indicati: l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora della convo- cazione.
Hanno diritto di intervenire all’Assemblea ed hanno diritto di voto tutti i Soci ordinari e familiari maggiorenni in regola con il pagamento della quota sociale relativa all’anno in cui si tiene l’assemblea; i minori di età possono assistere all’Assemblea. Ogni Socio può farsi rappresentare in Assemblea da altro Socio, che non sia componente del Consiglio Direttivo, e farlo votare in sua vece anche nelle votazioni a scheda segreta, mediante rilascio di delega; ogni Socio delegato può portare al massimo sino a n. 2 deleghe. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza, di persona o per delega, di almeno della metà degli aventi diritto al voto; in seconda convocazione, che dovrà tenersi almeno ventiquattro ore dopo la prima, l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il nu- mero dei presenti. E’ escluso il voto per corrispondenza.
L’Assemblea nomina un Presidente, un Segretario e tre Scrutatori; spetta alla Commis- sione verifica poteri, nominata dal Consiglio Direttivo, verificare la regolarità delle dele- ghe ed in generale il diritto di partecipare all’Assemblea.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti mediante votazioni per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto, secondo la modalità decisa dalla maggioranza dei Soci presenti aventi diritto al voto. Le cariche sociali sono elettive e a titolo gratuito. Per la designazione e per l’elezione alle cariche sociali il voto è libero, in quanto l’elettore ha diritto di esprimere il proprio voto a favore di qualsiasi Socio eleggibile, anche se non indicato ufficialmente come candidato alla carica. La designazione va espressa su scheda segreta: è escluso pertanto dal proce- dimento di designazione o di elezione ogni altro tipo di votazione, inclusa quella per ac- clamazione. A parità di voti è eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione al CAI. Sono esclusi dal computo i voti di astensione. Nessun Socio può trovarsi eletto contempo- raneamente a più di una carica sociale. Le deliberazioni concernenti l’acquisto, l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su immobili devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei Soci presenti a- venti diritto al voto; tali deliberazioni non acquistano efficacia se non dopo l’approvazione da parte del Comitato centrale di indirizzo e controllo. La deliberazione di scioglimento della Sezione deve essere approvata con la maggioranza di tre quarti dei Soci aventi diritto al voto. Tutte le deliberazioni dell’Assemblea sono rese pubbliche mediante affissione all’albo se- zionale per almeno quindici giorni.
Il Consiglio Direttivo è l’organo di gestione della Sezione e si compone di numero 7 com- ponenti, eletti dall’Assemblea dei Soci. Il Consiglio Direttivo assolve almeno le seguenti specifiche funzioni: convoca l’Assemblea dei Soci; propone all’Assemblea dei Soci i programmi annuali e pluriennali della Sezione; redige, collaziona e riordina le modifiche dello statuto della Sezione; pone in atto le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci; adotta gli atti ed i provvedimenti secondo le direttive impartite dall’Assemblea dei So- ci per cui è responsabile in via esclusiva dell’amministrazione, della gestione e dei re- lativi risultati; cura la redazione dei bilanci di esercizio della Sezione; delibera la costituzione di nuove sottosezioni con le modalità previste dal presente statuto; delibera i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soci; delibera sulle domande d’iscrizione di nuovi Soci; delibera la costituzione o lo scioglimento di Commissioni, Gruppi e Scuole e ne coordina l’attività; cura l’osservanza dello Statuto e del Regolamento Generale del CAI e del presente statuto sezionale; proclama i Soci venticinquennali, cinquantennali, sessantennali e settantacinquennali Nella sua prima riunione il Consiglio Direttivo nomina fra i suoi componenti il Presidente, il Vice Presidente; nomina inoltre il tesoriere ed il segretario, che possono essere scelti anche fra i Soci non facenti parte del Consiglio Direttivo e che, in questo caso specifico, non hanno diritto di voto.
Gli eletti durano in carica non più di tre anni e sono rieleggibili. Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo, dura in carica non più di tre anni ed è rieleggibile per altri tre anni. Dopo il secondo mandato deve trascorrere almeno un anno prima di poter essere rieletto. Il Consiglio Direttivo dichiara decaduti dalla carica i componenti che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti a n. 3 riunioni consecutive. Al consigliere venuto a mancare per qualsiasi motivo subentra il primo dei non eletti con la stessa anzianità del sostituito. Qualora vengano a mancare la metà dei componenti originari si deve convocare l’assemblea per la elezione dei mancanti entro il termine di trenta giorni. I nuovi eletti assumono l’anzianità dei sostituiti. In caso di dimissioni dell’intero Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti, entro quindici giorni, convoca l’Assemblea dei Soci da tenersi nei successivi trenta giorni dalla convocazione per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo.
Alle riunioni del Consiglio Direttivo il Presidente può invitare i Delegati all'Assemblea Ge- nerale del CAI ed i Soci che fanno parte degli Organi Centrali del CAI. Il Presidente può altresì invitare alle riunioni, con il consenso del Consiglio Direttivo, anche persone estra- nee, qualora lo ritenga utile o necessario.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, o dal consigliere anziano o da chi ne fa le veci, o a richiesta di un terzo dei consiglieri almeno una volta ogni 90 giorni, mediante avviso contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora della convocazione, ed invia- to almeno cinque giorni prima della riunione, salvo i casi di urgenza. Le riunioni del Con- siglio Direttivo, per essere valide, devono essere presiedute dal Presidente o, in caso di sua mancanza od impedimento, dal Vice Presidente, o in mancanza di entrambi dal con- sigliere con più anzianità di iscrizione al CAI. All'insorgere di eventuale conflitto di interessi su una particolare operazione della Sezione che riguardi il componente del Consiglio direttivo, il suo coniuge o il convivente, i suoi pa- renti entro il secondo grado, lo stesso componente non può partecipare alla discussione né alle deliberazioni relative, né può assumere in materia incarichi di controllo o di ispezione. I verbali delle sedute sono redatti dal segretario o da un consigliere all’uopo designato, approvati nella seduta successiva e sottoscritti dal Presidente e dal verbalizzante. I ver- bali possono essere consultati dai Soci nella sede sociale, previa richiesta al presidente, che non ha facoltà di consentire il rilascio delle copie, anche di stralci dei singoli atti con- sultati.
Il Presidente della Sezione è il legale rappresentante della stessa; ha poteri di rappresen- tanza che può delegare con il consenso del Consiglio Direttivo; ha la firma sociale; assolve almeno le seguenti funzioni specifiche: sottoscrive la convocazione dell’assemblea dei Soci; convoca e presiede le riunioni del consiglio direttivo; presenta all’assemblea dei Soci la relazione annuale, accompagnata dal conto economi- co dell’esercizio e dallo stato patrimoniale della Sezione; pone in atto le deliberazioni del consiglio direttivo; in caso di urgenza, adotta i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo, che dovranno essere ratificati dallo stesso Consiglio nella prima seduta utile. Il candidato alla carica di Presidente della Sezione al momento della elezione deve aver maturato esperienza almeno triennale negli organi centrali o negli organi delle strutture periferiche o deve avere anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a due anni So- ciali completi. Il Presidente è nominato dal Consiglio Direttivo, secondo le modalità stabilite dallo statu- to della Sezione.
Il Tesoriere ha la responsabilità della custodia dei fondi della Sezione; ne tiene la contabi- lità, conservandone ordinatamente la documentazione; firma i mandati di pagamento u- nitamente al Presidente.
Il Segretario redige i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, dà attuazione alle deli- bere di questo organo e sovrintende ai servizi amministrativi della Sezione.
Il Collegio dei Revisori dei Conti elegge il presidente tra i propri componenti effettivi, che ha il compito di convocare e presiedere le sedute del collegio: i componenti del Collegio intervengono alle riunioni del Consiglio Direttivo sezionale, senza diritto di voto ed assi- stono alle sedute dell’Assemblea dei Soci.
E’ compito dei Revisori dei conti: l’esame del conto economico, del bilancio consuntivo e del bilancio previsionale della Sezione, predisponendo apposita relazione da presentare all’assemblea dei Soci; il controllo collegiale od individuale degli atti contabili della Sezione o della sottoSezione; la convocazione dell’assemblea dei Soci nel caso di riscontro di gravi irregolarità conta- bili o amministrative o di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo.
Sono eleggibili alle cariche sociali i Soci con diritto di voto in possesso dei seguenti requi- siti: siano iscritti all’associazione da almeno due anni; non abbiano riportato condanne per un delitto non colposo; siano soggetti privi di interessi personali diretti o indiretti nel- la gestione del patrimonio sociale; siano persone di capacità e competenza per attuare e conseguire gli scopi indicati dallo Statuto e dal Regolamento generale del Club Alpino Italiano.
La gratuità della cariche esclude esplicitamente l’attribuzione e l’erogazione al Socio, al coniuge o convivente, ai parenti entro il secondo grado, di qualsiasi tipo di compenso, comunque configurato a partire dal momento della sua designazione ad una carica socia- le, durante lo svolgimento del relativo mandato o attribuzione di incarico, nonché per al- meno tre anni dopo la loro conclusione.
Non sono eleggibili alle cariche sociali o candidabili ad incarichi quanti hanno rapporto di lavoro dipendente con il Club Alpino Italiano o quanti intrattengono un rapporto economi- co continuativo con le strutture centrale o periferiche.
Il Consiglio Direttivo può costituire organi tecnici consultivi, commissioni e scuole, formati da Consiglieri e/o Soci aventi competenza in specifici rami dell’attività associativa, de- terminandone il numero di componenti, le funzioni, i poteri, specialmente definiti in un regolamento predisposto dallo stesso Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo può costituire gruppi aventi autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa in linea con le direttive sezionali e degli eventuali OTC/OTP di riferimento. Tali gruppi operano secondo apposito regolamento sezionale, non hanno rappresentanza esterna né patrimonio autonomo, ma gestiscono direttamente le risorse finalizzate dalla Sezione all’attività del gruppo stesso. E’ vietata la costituzione di gruppi di non Soci.
Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Rego- lamento Generale del CAI, costituire una o più Sottosezioni; la sottosezione fa parte inte- grante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati elettivi all’assemblea dei delegati del CAI. I Soci della Sottosezione hanno gli stessi diritti dei Soci della Sezione. La Sottosezione dispone del grado di autonomia previsto dall’ordinamento della Sezione, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura centrale.
Ha un proprio ordinamento, che non può essere in contrasto con quello della Sezione e che è soggetto all’approvazione, anche nelle sue modifiche, da parte del Consiglio Diretti- vo della Sezione.
Il patrimonio sociale è costituito da beni mobili ed immobili; da eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio; da qualsiasi altra somma che venga erogata da enti o privati. Le entrate sociali sono costituite: dalle quote associative annuali; dai canoni dei rifugi ed altri introiti sui beni sociali; dai contributi di Soci benemeriti ed enti pubblici; da altre donazioni, proventi o lasciti. I fondi liquidi che non siano necessari per le esigenze di cassa, devono essere depositati in un conto corrente bancario o postale intestato alla Se- zione stessa. I Soci non hanno alcun diritto sul patrimonio sociale. Gli utili e gli avanzi di gestione devono essere reimpiegati per la realizzazione delle attività istituzionali. E’ vie- tata la distribuzione fra i Soci, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi riserve.
Gli esercizi Sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Alla chiusura di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio che, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio dei Revisori dei Conti, devono essere presentati all’Assemblea dei Soci per l’approvazione. Il bilancio reso pubblico mediante affissione all’albo sezionale per almeno quindici giorni antecedenti l’Assemblea dei Soci, deve esporre con chiarezza e veridicità la situazione patrimoniale ed economica della Sezione. Dal bilancio devono espressamen- te risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti. In caso di scioglimento della Sezione, che comporta il contemporaneo scioglimento delle Sottosezioni, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione da farsi sotto il controllo del Collegio nazionale dei revisori dei conti del Club Alpino Italiano, sono assun- te in consegna e amministrate per non più di tre anni dal CDR competente; dopo tale pe- riodo restano acquisite al patrimonio del GR interessato. In caso di scioglimento di una Sottosezione, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione, da farsi sotto il controllo del Collegio regionale o interregionale dei revisori dei conti competente per ter- ritorio, restano immediatamente acquisite al patrimonio della Sezione. I Soci della Sotto- sezione mantengono la loro iscrizione alla Sezione.
La giustizia interna al Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il pri- mo a livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri è l’organo giudicante di primo grado, il Collegio Nazionale dei Probiviri è l’organo giudicante di secondo grado. Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci o fra i Soci ed organi periferici, relative alla vita sociale, non potranno essere deferite all’autorità giudiziaria, né al parere o all’arbitrato di persone o enti estranei al sodalizio, senza che prima vengano aditi gli organi competenti a giudicare, secondo le norme pro- cedurali stabilite dallo Statuto, da Regolamento Generale del CAI e dal regolamento di- sciplinare, e non si sia esaurito nei suoi possibili gradi l’intero iter della controversia rela- tiva.
Per tutto quanto non previsto nel presente statuto si applicano le disposizioni dello Statu- to e del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano. Il presente ordinamento entrerà in vigore dopo la sua approvazione da parte del Comitato Centrale di indirizzo e controllo del CAI.
Inzago, 31 marzo 2010
Approvazioni del presente Statuto:
Statuto Sezionale della Sezione del Club Alpino Italiano di Inzago (Mi) approvato dal Co- mitato Centrale di Indirizzo e di Controllo del Club Alpino Italiano Sede Centrale, nella ri- unione del 28 marzo 2009. Comunicatoci con lettera del 07 luglio 2009 protocollo 001370.

References: Art. 7
 Art. 8

Art. 10
 Art. 11

Art. 17

Art. 32

Art. 33