Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1803-del-24-01-2017
Timestamp: 2020-05-29 13:35:16+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 1803 del 24/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1803 del 24/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/01/2017, (ud. 01/12/2016, dep.24/01/2017), n. 1803
sul ricorso 21109-2014 proposto da:
GIOVANNI CARLINI, giusta procura in calce al ricorso;
R.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA
avverso la sentenza n. 514/2014 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
dell’I /12/2016 dal Consigliere Dott. CATERINA MAROTTA;
“Con sentenza n. 514/2014, depositata in data 23 maggio 2014, la Corte di appello di L’Aquila, pronunciando sull’impugnazione proposta da R.G. nei confronti del Comune di Lanciano, in riforma della decisione del Tribunale di Lanciano, accertato il ricorso abusivo alla contrattazione a termine, condannava il Comune al risarcimento del danno in favore dell’appellante nella misura di 20 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre accessori. Riteneva la Corte territoriale che le assunzioni a termine dell’appellante fossero state abusive in quanto intese a soddisfare una esigenza lavorativa ordinaria e, esclusa la possibilità di conversione del rapporto, quantificava il risarcimento del danno in applicazione del meccanismo riparatorio di cui al D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 secondo il quale il danno non può che essere inquadrato quale pregiudizio derivante dalla perdita di un posto di lavoro assistito da tutela reale e così a termini della L. n. 300 del 1970, art. 18, commi 4 e 5, (cinque mensilità valore minimo – comma 4 – più quindici mensilità quale misura sostitutiva della reintegra – comma 5 -).
Il motivo è in ogni caso inconferente rispetto al decisum. Si consideri, infatti, che, in sede di atto introduttivo del giudizio di primo grado (per quanto si rileva dalla trascrizione del relativo passaggio effettuata dal controricorrente), era stato chiesto che fosse accertato e dichiarato l’abuso del Comune di Lanciano in relazione al continuo ricorso a forme instabili di lavoro, nonostante la consapevole, accertata e programmata situazione di stabile fabbisogno di personale. E’ stata, così, sottoposta al giudice di merito la questione della distorta utilizzazione dei contratti a termine per motivi diversi da quelli legislativamente previsti (esigenze di carattere temporaneo ovvero eccezionali ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36, comma 2, nella formulazione ratione temporis vigente). Ed è proprio a questo ricorso abusivo che la Corte territoriale ha fatto specifico riferimento evidenziando che con le assunzioni a termine il Comune di Lanciano aveva inteso soddisfare una esigenza lavorativa ordinaria, corrente, nel tempo immutata, tutt’altro che eccezionale o temporanea, in quanto destinata al soddisfacimento di esigenze permanenti e durevoli attraverso una precisa volontà elusiva di una ordinaria assunzione a tempo indeterminato. Rispetto a tale passaggio decisionale la mancanza di una indicazione formale delle ragioni dell’assunzione lungi dall’integrare essa stessa la ragione della declaratoria di illegittimità è argomento utilizzato dai giudici di appello ad ulteriore sostegno dell’assunto principale.
2 – Il R. ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 18
 art. 36
 art. 380