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NEWSLETTER LAVORO E PREVIDENZA
A) Legge 23 dicembre 2009 n. 191 (cd. &quot;Finanziaria 2010&quot;) ­ Novità in materia di lavoro La Legge 191 del 23 dicembre 2009 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 2009, del 30 dicembre 2009 ed in vigore dal 1° gennaio 2010, introduce diverse novità in materia di lavoro lavoro. Si segnalano, in particolare: · la proroga sino al 31 dicembre 2010 di tutti gli ammortizzatori sociali in deroga già introdotti nel 2009 (trattamento equivalente all'indennità di mobilità ex art. 7 L. n. 223/91 in caso di licenziamento; CIGS e mobilità per dipendenti di imprese esercanti attività commerciali con più di 50 dipendenti, di agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti, di imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti; diritto all'iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende che occupano meno di 15 dipendenti; stipulazione di contratti di solidarietà per le imprese escluse dal campo di applicazione della CIGS; CIGS sino a 24 mesi nel caso di cessazione di attività) e l'estensione di tali trattamenti estensione a settori o ad ambiti in cui gli stessi non erano applicabili (il Ministero del Lavoro può concedere o prorogare nel corso del 2010 ­ per periodi non superiori a 12 mesi, anche in deroga alla vigente normativa e senza soluzione di continuità ­ i trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilità e di disoccupazione speciale); · l'indennità cd. &quot;una tantum&quot; prevista dall'art. 19, comma 2 L. n. 2/2009 indennità per il caso di cessazione risoluzione ad opera del committente del cessazione/risoluzione rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto viene incrementata ad una somma pari al 30% del reddito dell'anno anno 4.000,00), precedente (entro un massimo di  4.000,00 purché tali collaboratori operino in regime di monocommittenza, abbiamo conseguito nell'anno precedente un reddito lordo non superiore ad  20.000,00 e non inferiore ad  5.000,00, risultino senza contratto di lavoro da almeno due mesi e abbiano versato nell'anno precedente almeno tre mesi di contribuzione presso la &quot;Gestione Separata&quot; dell'INPS; · la parziale modifica dei requisiti per erogazione del cd. &quot;Trattamento Trattamento disoccupazione&quot;, ordinario di disoccupazione talché nel calcolo delle 52 settimane di contributi che debbono risultare accreditati nel biennio precedente la domanda del lavoratore possono essere conteggiati nel 2010 anche i periodi svolti nel biennio precedente in via esclusiva sotto forma di continuativa, collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto, nella misura massima di 13 settimane; settimane · il riconoscimento del diritto alla contribuzione figurativa integrativa (su domanda del lavoratore) fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2010, per tutti coloro che beneficiano di qualsivoglia trattamento di sostegno al reddito non connesso a sospensioni dal lavoro, purché abbiano almeno 35 anni di anzianità contributiva e che accettino un'offerta di lavoro che preveda l'inquadramento in un livello retributivo inferiore di almeno il 20% a quello corrispondente alle mansioni di provenienza; · l'estensione in via sperimentale fino al 31 dicembre 2010 dello sgravio estensione liste contributivo previsto per l'assunzione di lavoratori iscritti alle cd. &quot;liste di assunzione mobilità&quot; mobilità (artt. 8 e 25 L. n. 223/1991) per i datori di lavoro che assumono lavoratori di almeno 50 anni di età che siano beneficiari del trattamento ordinario di disoccupazione;
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la reintroduzione del cd. &quot;staff leasing&quot; e, cioè, la somministrazione a tempo indeterminato regolata dall'art. 20, comma 3 del D. Lgs. n. 276/03; la modifica dell'art. 70 del D. Lgs. n. 276/03 sulla disciplina del lavoro accessorio occasionale, tra cui spicca la disposizione in base alla quale, in via sperimentale e per il solo anno 2010, per prestazioni di accessorio lavoro accessorio si intendono anche le attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatori di lavoro titolari di contratto di lavoro a tempo parziale, con parziale esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale; l'introduzione sino al 31 dicembre 2010, di incentivi per i datori di introduzione, introduzione lavoro che non abbiano effettuato nei 12 mesi precedenti riduzione di personale con la stessa qualifica dei lavoratori da assumere e che non abbiano sospensioni dal lavoro e che, senza esservi tenuti, assumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori che beneficiano del trattamento ordinario di disoccupazione (tali incentivi, concessi dall'INPS previa domanda del datore di lavoro ed utilizzabili a conguaglio coi contributi dovuti a tale istituto, sono pari all'indennità spettante al lavoratore nel limite di spesa del trattamento spettante e con esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa per il numero di mensilità di trattamento di sostegno al reddito non erogate); la detassazione per tutto il 2010 degli elementi di produttività entro il lordi, limite di importo complessivo di  6.000,00 lordi con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito di lavoro dipendente che abbiano percepito nel corso del 2009 redditi lavorativi non superiori ad  35.000,00 lordi. ***
d'azienda A) Trasferimento d'azienda e effetti della violazione della procedura di comunicazione sindacale ex art. 47 L. 428/90 sulla posizione del singolo lavoratore ­ Corte di Cassazione, 13 novembre 2009, n. 24093 Con la sentenza in oggetto, la Suprema Corte ha affermato che, in caso di azienda, cessione d'azienda rappresenta comportamento contrario ai principi di azienda comunicazione, correttezza e buona fede la mancata comunicazione ai sensi dall'art. 47 L. 428/90, alle rappresentanze sindacali costituite nelle unità produttive interessate, del trasferimento d'azienda in atto da parte del datore di lavoro lavoro. azienda Tale comunicazione non fa, però, riferimento ai singoli lavoratori ma esclusivamente alle rappresentanze sindacali. B) Contratto a termine e rilevanza dell'inerzia del lavoratore nel promuovere l'accertamento Cassazione, l'accertamento giudiziale della nullità del termine ­ Corte di Cassazione, 11 novembre 2009, n. 23872 La pronunzia in oggetto si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato, secondo cui la volontà del lavoratore di rinunciare all'accertamento della nullità accertamento dell'apposizione del termine nel rapporto di lavoro a tempo determinato deve apposizione essere accertata valorizzando ogni circostanza e, in particolare, l'esistenza di esistenza un rilevante e significativo intervallo di tempo tra la scadenza dell'ultimo dei ultimo impugnazione giudiziale, contratti e l'impugnazione giudiziale il reperimento di altre idonee occupazioni e im il contenuto professionale delle mansioni possedute possedute.
C) Lavoratrici ultrasessantenni, prosecuzione del rapporto di lavoro e Costituzionale comunicazione al datore della relativa intenzione - Corte Costituzionale 29 275 ottobre 2009, n. 275 La Corte Costituzionale ha recentemente dichiarato l'illegittimità costituzionale illegittimità costituzionale
dell'art. 30 del D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (cd. &quot;Codice delle pari opportunità art. tra uomo e donna&quot;), nella parte in cui prevedeva, a carico della lavoratrice che età, intenda proseguire il rapporto di lavoro oltre il sessantesimo anno di età l'onere di dare tempestiva comunicazione della propria intenzione al datore di onere lavoro, da effettuarsi almeno tre mesi prima della data di perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia nonché nella parte in cui faceva dipendere da tale adempimento l'applicazione al rapporto di lavoro della tutela accordata dalla legge sui licenziamenti individuali. A seguito di tale pronunzia, le lavoratrici in possesso dei requisiti per aver diritto alla pensione di vecchiaia possono continuare a prestare la loro attività fino agli stessi limiti di età previsti per gli uomini anche in assenza di comunicazione al datore di lavoro di tale intenzione. D) Contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto e svolgimento di attività ulteriori rispetto a quelle delineate nel contratto ­ Applicazione dell'art. 69 D. Lgs. N. 276/2003 - Tribunale Milano, 15 ottobre Milano, 2009, n. 8479 Con la recente pronunzia in oggetto, il Tribunale di Milano ha stabilito che, qualora il lavoratore svolga, oltre alle attività delineate nel contratto di progetto, collaborazione coordinata e continuativa a progetto attività estranee al &quot;progetto&quot; (purché non in via puramente occasionale), dovrà trovare occasionale) applicazione il disposto di cui all'art. 69 del D. Lgs. N. 276/2009 e, quindi, il rapporto in questione dovrà essere considerato di natura subordinata ed a tempo indeterminato sin dalla sua costituzione. E) &quot;Mobbing&quot; e durata temporale ­ Corte di Cassazione, 17 settembre 2009, n. 2009, 20046 Con tale pronunzia, la Suprema Corte ha recentemente stabilito che, affinché possa integrarsi una condotta cd. &quot;mobbizzante da parte del datore di lavoro, mobbizzante&quot; mobbizzante occorre che la &quot;persecuzione del lavoratore sia stata sistematica e persecuzione&quot; persecuzione mesi. perdurante per almeno 6 mesi F) Patto di non concorrenza e contribuzione previdenziale ­ Corte di Cassazione, 15 luglio 2009, n. 16489 Modificando il precedente e costante orientamento giurisprudenziale, la Suprema Corte ha recentemente stabilito che le somme corrisposte dal datore di lavoro al lavoratore successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro a titolo di corrispettivo del patto di non concorrenza sono assoggettabili a assistenziale. contribuzione previdenziale ed assistenziale Contratti G) Contratti a tempo determinato - Incostituzionalità dell'art. 4 bis del D. Lgs. 6 Costituzionale, settembre 2001, n. 368 ­ Corte Costituzionale, 8 luglio 2009, n. 214 Com'è noto, l'art. 4 bis del D. Lgs. 6 settembre 2001, n. 368 (introdotto dall'art. 21, comma 1 bis, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, poi convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133), con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore di tale norma (21 agosto 2008) e fatte salve le sentenze passate in giudicato alla medesima data, aveva stabilito che in caso di accertamento dell'illegittimità del termine apposto ad un contratto di illegittimità lavoro subordinato a causa della mancata specificazione per iscritto delle ragioni tecniche, organizzative e produttive, che ne giustificano l'apposizione, il datore di lavoro sarebbe stato &quot;tenuto unicamente a indennizzare il
prestatore di lavoro con un'indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni&quot;.
Tale norma aveva sin dalla sua approvazione suscitato dubbi di
incostituzionalità in quanto stabilisce tra i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato un trattamento differenziato basato esclusivamente su un dato fattuale estrinseco al rapporto di lavoro (vale a dire il fatto che alla data del 21 agosto 2008 fosse pendente tra il datore di lavoro ed il lavoratore un giudizio avente ad oggetto la legittimità del termine apposto al contratto di lavoro). Come noto, infatti, con riguardo alla generalità dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, la giurisprudenza, in caso di accertata nullità del termine apposto al contratto di lavoro, stabilisce che il lavoratore che sia stato illegittimamente allontanato dal posto di lavoro (in forza del termine dichiarato nullo) ha diritto al risarcimento del danno da parte del datore di lavoro, normalmente corrispondente alle retribuzioni che gli sarebbero spettate dal momento della cessazione del rapporto di lavoro sino all'effettivo ripristino del medesimo. A seguito delle critiche avanzate dalla migliore dottrina e dei primi interventi giurisprudenziali (che avevano sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale la legittimità di tale norma), la Corte Costituzionale ha dichiarato ­ con la sentenza in oggetto - l'illegittimità costituzionale dell'art. 4 bis del D. Lgs. 6 settembre illegittimità art. 368. 2001, n. 368 dell'accantonamento H) Deducibilità dell'accantonamento per l'indennità suppletiva di clientela degli agenti di commercio - Corte di Cassazione, 11 giugno 2009, n. 13506 Inaugurando un nuovo filone giurisprudenziale di sicuro interesse per le imprese, con la pronunzia in oggetto la Suprema Corte ha stabilito che gli effettuati accantonamenti effettuati dal preponente per l'indennità suppletiva di clientela indennità spettante agli agenti di commercio sono integralmente deducibili a livello fiscale. fiscale I) Richiesta di audizione personale del lavoratore assente per malattia intimato Licenziamento disciplinare intimato dopo la scadenza del termine per l'irrogazione previsto dal CCNL - Corte di Cassazione, 11 giugno 2009 n. 13596 Con la sentenza in oggetto, la Suprema Corte ha ritenuto legittimo il scadenza licenziamento disciplinare intimato dal datore di lavoro dopo la scadenza del termine per l'irrogazione della sanzione disciplinare previsto dal contrato irrogazione collettivo applicato al rapporto di lavoro in questione qualora il datore di lavoro non abbia potuto rispettare tale termine per aver aderito alla richiesta di malattia. audizione personale del lavoratore assente per malattia In particolare, la Cassazione ha sottolineato che tale comportamento del fede, lavoratore è da considerarsi in violazione delle regole generali di buona fede applicabili anche al rapporto di lavoro.
raggiungimento L) Mancato raggiungimento da parte dell'agente degli obiettivi fissati nel contratto ­Effetto risolutorio del contratto per inadempimento ­ Corte di Cassazione, 5 giugno 2009, n. 13076 Con la pronunzia in oggetto, la Suprema Corte ha affermato che, in caso di contratto, mancato raggiungimento da parte dell'agente degli obiettivi fissati nel contratto raggiungimento agente si verifica l'effetto risolutorio conseguente all'inadempimento secondo la inadempimento, effetto inadempimento previsione contenuta nella relativa clausola ed alla dichiarazione della parte di volersi avvalere della stessa, senza che debba indagarsi sull'importanza importanza dell'inadempimento che è valutata anticipatamente dalla parti e dovendo il inadempimento, parti, inadempimento obbligato, giudice verificare soltanto la sussistenza della colpa dell'obbligato peraltro obbligato presunta ai sensi dell'art. 1218 c.c..
M) Obbligo da parte del lavoratore di ricevere le comunicazioni del datore di Cas 26390 lavoro ­ Corte di Cassazione, 3 novembre 2008, n. 26390 La Suprema Corte ha ribadito l'orientamento giurisprudenziale prevalente
secondo cui il lavoratore è tenuto a ricevere sul luogo di lavoro e nell'orario di orario lavoro, lavoro tutte le comunicazioni del datore di lavoro con la conseguenza che, ai sensi dell'art. 1335 c.c., il rifiuto del destinatario di ricevere la comunicazione del datore di lavoro comporta che la stessa deve ritenersi giunta a conoscenza del destinatario medesimo. La Cassazione ha inoltre precisato che il suindicato principio non si applica qualora il contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro ovvero il contratto individuale prevedano particolari formalità (ad esempio, invio a mezzo raccomandata A/R, telegramma o fax) per la consegna di una determinata comunicazione. ***
contributivo A) Modifica del regime fiscale e contributivo delle &quot;stock option&quot; ­ Circolare INPS ­ 11 dicembre 2009 n. 123 A seguito dell'abrogazione da parte del D.L. n. 112/2008 della lettera g bis) del secondo comma dell'art. 51 del cd. &quot;TUIR&quot;, l'INPS è recentemente intervenuta per fornire alcuni chiarimenti in merito al regime fiscale e previdenziale riservato alle cd. &quot;stock option&quot;. L'INPS ha sottolineato che, posto che la data di efficacia dell'abrogazione della lettera g bis) del secondo comma dell'art. 51 del cd. &quot;TUIR&quot; è il 25 giugno 2008, occorre dunque distinguere: · per le azioni assegnate sino al 24 giugno 2008 in vigenza di tale norma 2008, ed al verificarsi di talune precise condizioni, la differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto al assegnazione ammontare dipendente reddito, dipendente non concorre alla formazione del reddito purché tale ammontare sia equivalente quantomeno al valore della azioni alla data dell'offerta. In applicazione del principio dell'armonizzazione delle basi imponibili, tale disposizione risulta applicabile sia in materia fiscale che previdenziale. previdenziale per le azioni assegnate dal 25 giugno 2008 dal punto di vista fiscale, i 2008, redditi derivanti dall'esercizio dei piani di stock option concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente mentre, dal punto di vista previdenziale, tali redditi saranno esenti da contribuzione.
B) Contratti di solidarietà difensivi anche per le imprese con meno di 15 dipendenti - Nota della Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione, Ministero del lavoro, della salute e delle politiche del sociali, 3 novembre 2009, prot. 14/0022114 La Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione ha chiarito che, in seguito all'entrata in vigore della L. n. 22/2009 (e, in particolare, dell'art. 7ter, comma 9, lett. D), si è inteso estendere la possibilità di stipulare contratti di solidarietà anche alle imprese che occupano meno di 15 individuali. dipendenti al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali In tal caso, le suindicate imprese dovranno allegare alla relativa istanza l'accordo sindacale stipulato con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative, dal quale si deve evincere che il ricorso ai contratti di solidarietà è volto ad evitare licenziamenti plurimi individuali.
Distinzione C) Distinzione tra appalti leciti e illeciti: soglia minima di imprenditorialità Risposta della Direzione Generale dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali all'Istanza di interpello di Confindustria ­ 22 ottobre 2009 In risposta ad un interpello di Confindustria in merito alla corretta interpretazione della disciplina relativa all'impiego di manodopera negli appalti impiego
di opere e di servizi di cui all'art. 29, comma 1, del D.Lgs. n. 276/2003 (che, come noto, stabilisce che &quot;il contratto di appalto, stipulato e regolamentato ai
sensi dell'articolo 1655 del codice civile, si distingue dalla somministrazione di lavoro per la organizzazione dei mezzi necessari da parte dell'appaltatore, che può anche risultare, in relazione alle esigenze dell'opera o del servizio dedotti in contratto, dall'esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell'appalto, nonché per la assunzione, da parte del medesimo appaltatore, del rischio d'impresa&quot;), la Direzione Generale
dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha affermato che il solo utilizzo di strumenti di proprietà del committente ovvero dell'appaltatore da parte dei dipendenti dell'appaltatore o appaltatore appaltatore del subappaltatore non costituisce di per sé, elemento decisivo ai fini della costituisce, appalto, dichiarazione di non genuinità dell'appalto essendo necessaria la verifica di appalto tutte le circostanze concrete che caratterizzano l'appalto e, in particolare, la natura e le caratteristiche dell'opera o del servizio dedotti nel contratto. opera Pertanto, secondo tale Direzione, &quot;potrà ritenersi compatibile con un appalto
genuino anche un'ipotesi in cui i mezzi materiali siano forniti dal soggetto che riceve il servizio, purché la responsabilità del loro utilizzo rimanga totalmente in capo all'appaltatore e purché attraverso la fornitura di tali mezzi non sia invertito il rischio di impresa, che deve in ogni caso gravare sull'appaltatore stesso&quot;.
D) Lavoro intermittente a tempo determinato e successione di contratti Risposta della Direzione Generale dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali all'Istanza di interpello di Federalberghi ­ 12 ottobre 2009 La Direzione Generale dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha chiarito che, nel caso di riassunzione del intermittente, lavoratore con contratto di lavoro intermittente anche se a tempo determinato ­ così come nel caso di contratto di lavoro intermittente a tempo determinato e successivo contratto a termine (a tempo pieno ovvero a tempo parziale) ­ non è necessario il rispetto del periodo minimo previsto dall'articolo 5, comma 3, del D.Lgs. n. 368/2001 il quale, come noto, prevede che &quot;qualora il lavoratore 368/2001,
venga riassunto a termine, ai sensi dell'articolo 1, entro un periodo di dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato&quot;.
E) Cumulo totale tra pensioni di vecchiaia e reddito da lavoro autonomo e subordinato - Messaggio INPS, 25 settembre 2009, n. 21394 Le pensioni di vecchiaia liquidate nel sistema contributivo sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente dal 1° gennaio 2009. Conseguentemente, i titolari delle pensioni di vecchiaia liquidate nel sistema lavoro contributivo sono esclusi dall'obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo obbligo a preventivo per l'anno 2009.
F) Lavoratore iscritto nelle liste di disoccupazione ­ assunzione con qualifica dirigenziale non posseduta precedentemente ­ non applicabilità dei benefici previdenziali previsti dall'art. 8, comma 9, L. n. 407/1990 - Risposta della 407/1990 Direzione Generale dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali all'Istanza di interpello del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ­ 15 maggio 2009 Con risposta ad interpello n. 45/2009, la Direzione Generale dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha affermato che il datore di lavoro che assuma lavoratori iscritti alle liste di disoccupazione ai quali venga attribuita ­ in sede di nuovo contratto di lavoro ­ la qualifica di &quot;dirigente non posseduta precedentemente non possono dirigente&quot; precedentemente, dirigente usufruire dei benefici contributivi previsti dall'art. 8, comma 9, L. n. 407/1990.
Com'è noto, tale norma disciplina le agevolazioni contributive per l'assunzione di lavoratori disoccupati (o sospesi in CIGS da più di 24 mesi), disponendo che:
&quot;(...) in caso di assunzioni con contratto a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da un periodo uguale a quello suddetto, quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi, i contributi previdenziali ed assistenziali sono applicati nella misura del 50% per un periodo di 36 mesi&quot;.
La risposta al summenzionato interpello si basa sull'applicazione del criterio generale di specialità (&quot;lex specialis derogat legi generali, lex posterior generalis non derogat priori speciali&quot;) in quanto l'art. 20 della L. n. 266/1997 prevede uno specifico regime agevolativo ­ e derogatorio rispetto alla disciplina generale prevista per gli altri lavoratori subordinati dal succitato art. 8, comma 9, L. n. 407/1990 ­ per l'assunzione di personale con qualifica dirigenziale (&quot;alle
imprese che occupano meno di duecentocinquanta dipendenti, e ai consorzi tra di esse, che assumano, anche con contratto di lavoro a termine, dirigenti privi di occupazione, è concesso, per ciascuno dei predetti lavoratori, un contributo pari al 50% della contribuzione complessiva dovuta agli istituti di previdenza per una durata non superiore a dodici mesi e nei limiti dell'autorizzazione di spesa (...). Ai fini della concessione del predetto beneficio sono stipulate convenzioni tra l'agenzia per l'impiego, le associazioni rappresentative delle predette imprese e le confederazioni sindacali dei dirigenti (...)&quot;).
chimico2010A) Accordo per il rinnovo CCNL chimico-farmaceutico per il triennio 2010-2012 ­ 18 dicembre 2009 In data 18 dicembre 2009, è stato siglato l'Accordo per il rinnovo del CCNL Accordo chimico-farmaceutico 2010-2012 2012. chimico farmaceutico per il triennio 2010 2012 Tra le principali novità segnaliamo: novità, · · · l'eliminazione degli scatti di anzianità per i nuovi assunti e la eliminazione cristallizzazione ­ come superminimo individuale non assorbibile ­ del lavoratori; diritto acquisito per gli altri lavoratori un aumento economico medio nell'arco del triennio di vigenza, pari a medio, circa  150 150; l'aumento dei contributi a carico delle imprese per la previdenza aumento complementare (Fonchim, +0,20% dal 1° luglio 2010 e +0,25% dal 1° luglio 2011) e l'assistenza sanitaria integrativa (Faschim (+  3 mensili assistenza dal 1° aprile 2010, con riduzione di pari importo dei contributi a carico del lavoratore); il consolidamento del secondo livello di contrattazione contrattazione; il raddoppio ­ in via sperimentale e fermi restando i limiti di legge ­ della durata del periodo di prova per tutti i lavoratori (ad eccezione di quelli inquadrati nelle categorie A e B); l'anticipazione a 2 mesi per la stipulazione del contratto in sostituzione di dipendenti in maternità/paternità nonché la fissazione a 3 mesi del termine per l'esercizio del diritto di precedenza nell'assunzione a tempo indeterminato esercitabile dal lavoratore che abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi.
B) Accordo per il rinnovo del CCNL per i Dirigenti di Aziende Produttrici di Beni e Servizi ­ 25 novembre 2009 In data 25 novembre 2009, Confindustria e Federmanager hanno siglato l'Accordo per il rinnovo del CCNL per i Dirigenti di Aziende Produttrici di Beni e Accordo Servizi. Servizi Tale accordo decorre dal 25 novembre 2009 ed ha durata quadriennale. Tra le principali novità segnaliamo: novità,
l'adeguamento dei valori del cd. &quot;trattamento minimo complessivo di adeguamento trattamento garanzia&quot; garanzia annuo introdotto dall'accordo del 2004, il quale non ha tuttavia effetto sugli importi riconosciuti a titolo di incentivazione all'esodo nell'ambito di risoluzioni consensuali definite prima del 25 novembre 2009 con riguardo a dirigenti ancora in servizio a tale data; l'inclusione nel calcolo del cd. &quot;Trattamento economico individuale inclusione individuale&quot; inc Trattamento delle somme corrisposte al dirigente impegnato in attività direttamente connesse alle vendite e la cui retribuzione sia collegata, per accordi individuali o collettivi, a compensi di natura variabile (cd. &quot;Piani di Piani vendita&quot;) vendita di durata annuale o semestrale con anticipazioni corrisposte su base mensile; l'obbligo di informativa da parte delle aziende alle parti sociali circa i obbligo premianti criteri e le modalità di attuazione dei sistemi incentivanti e premianti adottati; il diritto del dirigente in trasferta per periodi non inferiori a dodici ore e non superiori a due settimane, per ogni giorni di trasferta, a vedersi corrispondere un importo per rimborso spese non documentabili in aggiunta a quelle documentate di viaggio, vitto e alloggio ( 80 dal 1° gennaio 2010 ed  85 dal 1° gennaio 2012). Tali importi non fanno parte della retribuzione ad alcun effetto contrattuale, ivi compreso il TFR e sono suscettibili di assorbimento in eventuali trattamenti aziendali o individuali già in atto allo stesso titolo; l'abrogazione dell'istituto degli scatti di anzianità (sebbene, in via abrogazione transitoria per il periodo di vigenza del CCNL, è stato precisato che ai corrisposto dirigenti in forza alla data del 24 novembre 2004 viene corrisposto un importo lordo mensile di  129,11 in cifra fissa al compimento di ciascun biennio di anzianità e con effetto dal primo giorno del mese successivo); l'adeguamento a far tempo dal 1° gennaio 2010, degli importi relativi adeguamento, adeguamento alla polizza assicurativa prevista dall'art. 12 del CCNL per il caso di morte e di invalidità permanente tale da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro per cause diverse dall'infortunio comunque denominato e da malattia professionale ( 150.000,00 quando il dirigente non abbia figli né coniuge a carico, ovvero  220.000,00 in caso contrario); la modifica del numero di mensilità massimo previsto dall'art. 19 del CCNL a titolo di indennità supplementare per il caso di licenziamento ingiustificato (21 mensilità dal 1° gennaio 2010 e 20 mensilità dal 1° 21 gennaio 2011); gennaio 2011 la modifica del sedicesimo comma dell'art. 19 in tema di incremento art. dell'indennità supplementare A far tempo dal 1° gennaio 2010, tale supplementare. indennità sarà dunque incrementata di: (i) 7 mensilità in corrispondenza del 54° e 55° anno di età del dirigente; (ii) 6 mensilità in corrispondenza del 53° e 56° anno di età del dirigente; (iii) 5 mensilità in corrispondenza del 52° e 57° anno di età del dirigente; (iv) 4 mensilità in corrispondenza del 51° e 58° anno di età del dirigente; (v) 3 mensilità in corrispondenza del 50° e 59° anno di età del dirigente.
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References: art. 7
 art. 47
 sentenza 
 sentenza 
 art. 368
 sentenza 
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