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Timestamp: 2018-12-13 05:56:28+00:00

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Separazione, modifica condizioni ex art. 710 cpc, giustificati motivi - Iussit.com
PRESUPPOSTI PER LA MODIFICA DELLE CONDIZIONI EX ART. 710 CPC – GIUSTIFICATI MOTIVI: NOVUM IUDICIUM – VALORE GIURIDICO DELLA INVESTIGAZIONE PRIVATA
Tribunale di Nola, decreto del 28 giugno 2017
IL TRIBUNALE DI NOLA – I SEZIONE CIVILE
Dott. Laura Alfano Giudice
Dott. Sabrina Serrelli Giudice
Nella causa civile iscritta al n. …/2016 VG
avente per oggetto: MODIFICA CONDIZIONI ex art. 710 cpc
Tizio Ax n. Xxxx (…) rapp.tato e difeso dall’avv. G. Pxx
Sempronia Bxx Cxx n. Xxxx (…) rapp.tata e difesa dall’avv. A. Qxx
– rilevato che parte ricorrente formulava richiesta di modifica delle condizioni della separazione statuite in sentenza n. …/2014 del 10.12.2014 in cui veniva fissato un assegno di mantenimento a favore della sig. Sempronia nella misura di euro 400,00 nonché contributo al mantenimento delle due figlie maggiorenni Dxx e Exx Fxx nella misura di euro 300,00 per ciascuna, statuizione poi modificata da pronuncia della Corte di Appello di Napoli n. …/2015 del 10.9.2015, con la revoca del contributo al mantenimento per la figlia Exx Fxx, confermando nel resto, nel senso di revocare/ridurre il contributo al mantenimento sia della resistente Sempronia Bxx Cxx, che della figlia maggiorenne Dxx;
– rilevato che a fondamento della domanda in questa sede processuale parte ricorrente assumeva: 1) di aver dovuto chiedere un prestito al Banco Napoli per vivere in modo dignitoso, che sta estinguendo pagando rata di euro 498,52 mensili; 2) di aver subito atto di pignoramento presso terzi su iniziativa della NNN Group Costruzioni in esecuzione a sentenza n. …/2015, che condannava il ricorrente al pagamento della somma di euro 15.047,62 oltre 2.800,00 di spese processuali; 3) che con decreto dell’1.7.2016 del Tribunale di Nola veniva emesso ordine al terzo datore di lavoro del ricorrente di pagamento diretto a favore della sig. Sempronia dell’ammontare contributivo sopra indicato come statuito in sentenza citata; 4) che la resistente non svolge attività di impiegata part time presso Supermercati TTT, ma a tempo pieno come risultante da indagine investigativa prodotta in atti; 5) che in data 15.9.2014 la sig. Sempronia Bxx Cxx ha acquistato con atto per notar Sxx un fabbricato per il prezzo di euro 30.000,00 risultante pagato con assegni emessi dalla figlia Dxx delle parti in causa, dichiaratasi disoccupata in sede di separazione; 6) che la resistente non vive più quindi in appartamento condotto in locazione con il venir meno del relativo onere; 7) che la resistente è nuda proprietaria di appezzamenti di terreno da cui ricava rendita; 8) la figlia Bxx svolge attività lavorativa quindi ha raggiunto l’autonomia economica;
– rilevato che parte resistente, costituitasi, evidenziava che: 1) il ricorrente si sarebbe appropriato indebitamente di tutti i risparmi della famiglia ammontanti a circa euro 224.000,00 tanto che la resistente ha intentato relativa azione a tutela definita con sentenza n. …/2015 che ha accolto le istanze della sig. Sempronia contro il sig. Tizio finalizzate alla restituzione della metà dell’ammontare dei risparmi ma che a tutt’oggi non sono stati restituiti; 2) il ricorrente è proprietario sia della casa coniugale in cui vive che di appezzamenti di terreno; 3) il ricorrente è sempre stato irregolare nel pagamento del contributo al mantenimento di moglie e figlia pur percependo stipendio di insegnante di euro 1.800,00 ; 4) l’accertamento condotto dalla parte con risultanze indagine investigativa non è attendibile sia per il metodo di indagine che per il fatto che è risalente nel tempo cioè al 2015; 5) l’acquisto dell’immobile nel 2014 è stato effettuato con lasciti pervenuti in successione dal padre della Sempronia. La resistente concludeva dunque con la richiesta di rigetto del ricorso e conferma della statuizione vigente.
Osserva quanto segue in punto di
In linea di premessa teorica il Tribunale osserva che il provv.to ex art. 710 di modifica delle statuizioni previgenti giusta sentenza di separazione o decreto di omologa di accordi di separazione consensuale presuppone la sussistenza di “giustificati motivi” , Più precisamente in materia di assegno di mantenimento, i –giustificati motivi– la cui sopravvenienza consente di rivedere le determinazioni adottate in sede di separazione dei coniugi, sono ravvisabili nei fatti nuovi sopravvenuti, modificativi della situazione in relazione alla quale la sentenza era stata emessa o gli accordi erano stati stipulati, con la conseguenza che esulano da tale oggetto i fatti preesistenti alla separazione, ancorché non presi in considerazione in quella sede per qualsiasi motivo. (cfr. Cass. 8 maggio 2008, n. 11488).
La legge, infatti, non attribuisce al procedimento ex art. 710, c.p.c., natura di revisio prioris instantiae, e, quindi, di rivisitazione (melius re perpensa) delle determinazioni già adottate nel giudizio di separazione, ma di novum iudicium, perché lo considera finalizzato ad adeguare la regolamentazione dei rapporti (economici) tra i coniugi al mutamento della situazione di fatto, laddove, una siffatta modificazione incida concretamente sulle loro condizioni patrimoniali, determinandone un profondo squilibrio. Trib. Bari, 26 febbraio 2008.
In sede di revisione dell’assegno di mantenimento disposto nel corso di una separazione, non possono essere presi in considerazione, i vizi del consenso che abbiano in ipotesi inciso sul contenuto degli accordi raggiunti dai coniugi, né tutti quei fatti, preesistenti o coevi alla determinazione dell’assegno di mantenimento, che avrebbero potuto e dovuto essere dedotti in tale sede, in ragione del fatto che la pronuncia sull’assegno di mantenimento è idonea a dar luogo ad un giudicato, sia pur “rebus sic stantibus”, sul quale non possono incidere tutte le circostanze preesistenti alla formazione del titolo, in base al noto principio per cui il giudicato copre il dedotto ed il deducibile. (cfr. Cass. 17 giugno 2009, n. 14093; conforme Cass. 8 maggio 2008, n. 11489; Cass. 22 novembre 2007, n. 24321; Cass. 5 marzo 2001, n. 3149).
Pertanto in sede di revisione dell’assegno di mantenimento, il Giudice non può procedere ad una nuova ed autonoma valutazione dei presupposti o dell’entità dell’assegno, sulla base di una diversa ponderazione delle condizioni economiche delle parti, ma, nel pieno rispetto delle valutazioni espresse al momento dell’attribuzione dell’emolumento, deve limitarsi a verificare se e in che misura le circostanze sopravvenute abbiano alterato l’equilibrio così raggiunto e ad adeguare l’importo o lo stesso obbligo della contribuzione alla nuova situazione patrimoniale (cfr. Trib. Modena, 20 gennaio 2012)
Ebbene nel caso che ci occupa parte ricorrente pone a fondamento della richiesta di revoca del contributo al mantenimento della resistente Sempronia Bxx Cxx la circostanza che costei svolga attività lavorativa come commessa a tempo pieno e non part time presso il Supermercato “TTT srl” di (…) con conseguenziale maggior introito reddituale stipendiale, decisamente superiore ai 650,00 euro considerati in sede di statuizione separativa. Parte ricorrente pone a suffragio probatorio dell’assunto le risultanze di una indagine investigativa privata.
Ebbene a parere del Tribunale tale apporto probatorio, di per sé, non è assolutamente idoneo a suffragare l’assunto del ricorrente in quanto in primo luogo in quanto prova documentale precostituita dalla parte richiedente, ergo esso non ha valore probatorio pieno ma al più valore indiziario, valutabile in sede processuale se riscontrabile con altri elementi probatori. Inoltre l’indagine investigativa privata ha una valenza temporale limitata facendo riferimento ad un arco di tempo ristretto (10 giorni), in epoca risalente rispetto alla data della presente decisione cioè risalente al 2015, quindi ben due anni fa: ragion per cui la situazione attuale potrebbe non essere necessariamente la stessa che si intende far dedurre dalle risultanze della indagine.
Quanto all’ulteriore rilievo svolto dal ricorrente secondo il quale la resistente Sempronia Bxx Cxx avrebbe acquistato in data 15.9.2014 il fabbricato in cui attualmente vive la madre della sig. Sempronia, il che sarebbe sintomatico di una sopravvenuta aumentata capienza economica da parte della sig. Sempronia così come risultante formalmente, il Tribunale ritiene che detto assunto è privo di rilievo giuridico ai fini della decisione che ci occupa.
Invero dalle risultanze documentali emerge che l’atto pubblico di acquisto è stato effettuato dalla figlia delle parti in causa Dxx, che come subito, si preciserà è autonoma economicamente. Quindi non è un atto riferibile direttamente alla resistente. In ogni caso la sig. Sempronia ha dichiarato a verbale di aver ricevuto per successione ereditaria paterna un piccolo lascito pari a circa euro 6.000,00 e di aver ricevuto in prestito dai germani la somma di euro 20.000,00: quindi pur volendo assumere che di fatto la sig. Sempronia ha versato il prezzo dell’acquisto dell’immobile risultante intestato a Dxx, la resistente ha dato contezza di come ha fatto fronte all’acquisto, evidenziando una situazione che di per sé non denota un miglioramento in senso assoluto della propria situazione economica , ma piuttosto la sopravvenienza di una isolata situazione di contenuta liquidità. I fatti rappresentati dalla resistente non sono stati oggetto di contestazione da parte del ricorrente.
Ebbene alla luce delle considerazioni fin qui svolte il Tribunale ritiene che non risulta comprovata una sopravvenuta situazione di miglioramento economico della posizione della sig. Sempronia, tale per cui risulti superata la condizione di sperequazione tra le posizioni reddituali delle parti constatata in sentenza di separazione.
Pertanto il contributo a carico del ricorrente a favore della resistente per il mantenimento di questa ultima va confermato.
Quanto alla posizione economica della figlia maggiorenne Dxx il tribunale osserva che secondo consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr. ex multis: Cass. Civ. Sez. II 7.7.2004 n.12477) per il figlio maggiorenne che sia entrato nel mondo del lavoro è da reputarsi che sia divenuto autonomo, anche se svolgesse detta attività lavorativa , in modo precario e saltuario, e quindi non sono più ipotizzabili né un suo rientro in famiglia nella posizione di incapace autonomia, né un ripristino in suo favore di quella situazione di particolare tutela correlata alla corresponsione dell’assegno di mantenimento .
Nel caso che ci occupa la stessa resistente ha dichiarato a verbale che Dxx svolge attività di infermiera e si è trasferita in (…): è dunque provata con dichiarazione avente valenza “confessoria” che è sopravvenuta l’autonomia economica della figlia Dxx a cui va dunque revocato il contributo al mantenimento a carico del ricorrente.
La domanda di parte ricorrente va accolta per quanto di ragione in riferimento alla revoca dell’assegno a favore della figlia maggiorenne Dxx, tenuto conto che risulta già statuita la revoca per il contributo al mantenimento della figlia Exx Fxx (sentenza n. …/2015 della Corte di Appello di Napoli 10.7.2015) , ma confermato il contributo al mantenimento per la sig. Sempronia Bxx Cxx , il cui pagamento è già destinato direttamente alla resistente con ordine al terzo datore di lavoro del ricorrente giusto decreto di questo Tribunale del 4.5.2016.
In virtù delle risultanze decisorie sussistono equi motivi per compensare tra le parti le spese di lite
accoglie la domanda di parte ricorrente per quanto di ragione e per l’effetto a modifica della sentenza …1/2014 Tribunale Nola come modificata da sentenza n. …/2015 Corte di Appello Napoli revoca il contributo al mantenimento della figlia delle parti in causa Dxx maggiorenne ed autonoma economicamente, conferma il contributo al mantenimento della resistente Sempronia Bxx Cxx a carico del ricorrente Tizio Ax e per l’effetto conferma la statuizione ex decreto 4.5.2016 Tribunale di Nola.
Nola, 28.6.2017
Il Presidente est. dott. Vincenza Barbalucca
accordo di separazione, art. 710 cpc, figli maggiorenni, investigazione privata, modifiche condizioni separazione, separazione

References: art. 710
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