Source: https://centrostudiatesini.wordpress.com/
Timestamp: 2020-01-21 02:36:37+00:00

Document:
Centro Studi Fondo Sammlung Bettoni Pojaghi – Istituto e Biblioteca Italo-Tedesca a Villa Torlonia
Il “Centro Studi Fondo Sammlung Bettoni Pojaghi” viene fondato a Roma, agli inizi degli anni Duemila, con le finalità di promuovere attività culturali il cui fil rouge è rappresentato dall’incontro con la cultura tedesca e di raccogliere, rendendoli fruibili al pubblico di studiosi, i numerosi volumi storici facenti parte della nostra biblioteca. Il Fondo bibliotecario del Centro Studi è infatti composto da una nutrita sezione libraria e archivistica composta da un patrimonio di circa 8.500 volumi, con particolare riferimento alla cultura germanica, a quella letteraria italiana, a una ampia sezione di Storia dell’Arte e ad un Fondo di letteratura francese. Una parte consistente della collezione bibliotecaria del Centro è stata raccolta dal 1975 ad oggi dal prof. Marco R. Bettoni Pojaghi, fondatore e presidente, germanista e studioso di arte e letteratura.
Nel corso della sua attività di promozione culturale, il Centro ha curato pubblicazioni di volumi, convegni scientifici realizzati in sinergia con altri Enti culturali e di ricerca. Recentemente ha proposto e ideato e realizzato la mostra bio-bibliografica dedicata al grande musicista Arturo Benedetti Michelangeli, svoltasi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (da aprile a giugno 2013, poi ripresa anche al Conservatorio di S. Cecilia oltre che in diverse città italiane) con il titolo “Arturo Benedetti Michelangeli. Ogni nota una goccia di cristallo“. In questa primavera 2017 ha organizzato cinque seminari, di taglio interculturale, confluiti nel ciclo “Tra Germania e Italia. Percorsi interdisciplinari tra storia, arte, biblioteconomia e letteratura”. Le singole lezioni e gli interventi scientifici sono curati da giovani relatori dediti ciascuno all’approfondimento di campi di studio diversi. L’ultimo di questi incontri è stato tenuto dal prof. Bettoni Pojaghi e ha visto la partecipazione, con un suo intervento, del Sottosegretario di Stato al MiBACT Ilaria Borletti Buitoni. L’intenzione primaria del Centro e della sua Biblioteca è di essere ente culturale e di documentazione scientifica, punto di riferimento, a Roma, per amanti e appassionati di cultura: tedesca ma non solo.
Marco Bettoni Pojaghi è nato a Roma. Autore di contributi e scritti sulle relazioni culturali italo-tedesche e firma del “Corriere della Sera” nelle edizioni del Nordest (ha scritto più di 150 saggi e interventi per il Corriere del Trentino e il Corriere dell’Alto Adige), è erede di una lunga tradizione familiare legata al mondo tedesco e austriaco. Nella sua famiglia pittori e scultori noti, come i Brioschi, gli Imhof, i collezionisti d’arte e pittori a Berlino e Monaco Gurlitt (Wolfgang Gurlitt è stato il fondatore della celebre Collezione Gurlitt a Linz, in Austria – oggi Museo di Arte contemporanea). Sua nonna paterna è figlia del pittore viennese Othmar Brioschi, accademico di S. Luca a Roma dal 1880, artefice di una serie di disegni su Villa d’Este (conservati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), su Villa Borghese, Villa Adriana e la Campagna romana in genere: Brioschi fa parte a sua volta della famiglia di decoratori e scenografi Brioschi, per tre generazioni – dal 1804 al 1910 – direttori del settore decorativo e scenografico del Teatro dell’Opera di Vienna. Tra le messe in scena più note realizzate dai Brioschi, alcune prime di Richard Wagner e diverse opere di Richard Strauss. I Brioschi parteciparono tra l’altro alla decorazione di stanze del castello di Schönbrunn (il castello di Sissi), residenza imperiale a Vienna.
Bettoni Pojaghi è autore di numerosi interventi in campo germanistico ed è stato allievo del caposcuola degli studi tedeschi in Italia, Paolo Chiarini. Si è laureato con una tesi sulla scrittura femminile nell’estetica del primo romanticismo presso il seminario di Germanistica dell’Università di Roma “la Sapienza”. Borsista di associazioni e istituzioni tedesche come il DAAD e il Centro Thomas Mann, ha tenuto tra il 1994 e il 2010 diverse conferenze a Stoccarda, Monaco di Baviera, Milano, Roma, presso note istituzioni culturali tedesche.
Ha pubblicato scritti e saggi in ambito di:
1) Relazioni culturali italo-tedesche
2) Letteratura tedesca
3) Letteratura austriaca
4) Storia e cultura di una “realtà tedesca” in Italia: l’Alto Adige e il suo capoluogo Bolzano
Con particolare riguardo ai seguenti nuclei tematici:
– Artisti e gruppi di artisti moderni e contemporanei, legati al mondo tedesco
– Dimore storiche tra Italia, Norditalia e Trentino Alto-Adige: loro legame culturale con il mondo e la storia di lingua tedesca
– Mostre e artisti legati all’ambito italo-tedesco
– Libri e letteratura di frontiera
– Castelli e famiglie storiche in Alto Adige
– Famiglie illustri (tra queste alcuni suoi studi hanno riguardato le famiglie/dinastie Feltrinelli, Brioschi, Rottonara, Cascella, Scarpa, ecc.)
– Relazioni tra cultura e politica in Alto Adige, lungo il periodo 1998 e 2010
– Temi legati al mondo dell’università e al mondo della scuola e dell’insegnamento: in particolare i temi del plurilinguismo (soprattutto ital./tedesco)
– Relazioni politico-istituzionali tra Roma e l’Alto Adige
– Storia della scenografia italiana in Austria e nella capitale dell’allra impero Asburgo, Vienna
Dal 1998 al 2012 è stato professore di Tedesco e Civiltà straniera per 14 anni a Bolzano (Alto Adige/Südtirol). Si occupa oggi dello studio della lingua e della cultura tedesca a Roma, con specifico riferimento non solo alla promozione e alla diffusione linguistica (per la quale è coordinatore del German Speakers Group), ma anche con approfondimenti realizzati su autori, artisti o problematiche legate al confronto culturale tra Italia, Austria, Germania e Svizzera.
Ha lavorato nel settore delle televisioni e dei media, per la società Modern Video di Stoccarda (Germania), collaborando alla programmazione della rete televisiva tedesca “SAT.1”, dal 1994 al 1996, come responsabile per la redazione immagini del TG in lingua tedesca.
Ha coordinato a Monaco di Baviera l’AIST (Associazione Italiana per gli Studi Tedeschi e.V.), da lui fondata insieme al prof. Claus Riessner e al prof. Pietro Roselli, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera. Come coordinatore scientifico dell’AIST ha invitato professori e studiosi italiani a Monaco e ha organizzato, nel 1998, le celebrazioni dedicate allo scrittore italiano e germanista Bonaventura Tecchi.
Come presidente del Centro Studi ha inoltre organizzato, a Bolzano, diversi convegni specialistici su toponomastica e problematiche inerenti la convivenza e il dialogo inter-etnico in Alto Adige, ottenendo unanime consenso per le sue posizioni moderate.
Ha invitato in Alto Adige esponenti significativi della cultura italiana e realizzato una serie di pubblicazioni indipendenti, tra cui un volume di saggi e studi di cultura italo-tedesca nel 2004, nel solco dell’attività editoriale del Centro Studi. E’ autore della iscrizione, nel 2004, del Centro Studi alla banca dati online della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e del suo inserimento nel Catalogo bibliografico nazionale “Alice”.
E’ stato autore della donazione di volumi storici del “Fondo Centro Studi Atesini” (circa 100 volumi), alla Biblioteca Provinciale in lingua italiana “Claudia Augusta” di Bolzano (sita nell’odierna Via Mendola). Per una descrizione di questo Fondo, si veda http://www.bpi.claudiaugusta.it/fondi.cfm.
Una raccolta parziale dei suoi scritti e degli interventi sul mondo dell’Alto Adige (quasi tutta pubblicata per il Corriere della Sera) è conservata presso la Biblioteca tedesca “Dr. Friedrich Tessmann” di Bolzano. Nel 2008, ha dato vita al progetto umanitario “Pillole di Cultura”, realizzato in collaborazione con la sanitaria dell’Ospedale S. Maurizio di Bolzano. Il progetto ha visto la partecipazione attiva di numerose studentesse/studenti lungo diversi anni scolastici.
Dal 2010 le attività del Centro Studi Atesini sono confluite nella fondazione “Centro Studi Fondo Sammlung Bettoni Pojaghi” di Roma, creata a Roma agli inizi degli anni Duemila e dotata di nuovo statuto, che promuove l’amicizia e la collaborazione tra Italia e Germania ed è dotata di una sua propria Biblioteca e Fondo archivistico. Il Fondo Bettoni Pojaghi è stato inserito, per il suo pregio e valore storico nel sistema SBN delle Biblioteche di Roma e nel Polo degli Istituti Culturali romani (IEI). http://www.istituticulturalidiroma.it/
Art. 1 – Funzioni
La Biblioteca del Centro Studi Fondo Sammlung Bettoni Pojaghi assolve, nell’ambito del Sistema Bibliotecario Nazionale, il compito di istituto specializzato negli studi filologici e letterari italo-tedeschi. Il nucleo fondante del patrimonio bibliotecario del Centro è infatti legato agli studi sul mondo di lingua tedesca, con particolare relazione ai secoli Ottocento e Novecento. All’interno del proprio campo di interesse, la Biblioteca dedica particolare attenzione alle raccolte di letteratura primaria, ma anche ai numerosi volumi di letteratura critica ed alle pubblicazioni in lingua straniera (in lingua italiana, francese, inglese, oltre alla base del patrimonio in lingua tedesca). In tale direzione, il Fondo Bettoni Pojaghi è orientato a una idea multidisciplinare e plurilinguistica del concetto di biblioteca contemporanea.
Valorizza con idonei strumenti di ricerca bibliografica e adeguate manifestazioni pubbliche le proprie collezioni. Una particolare attenzione è dedicata alla sezione “Rara”, con una serie di collezioni di volumi pregiati per impaginazione, particolari illustrazioni, anno di edizione, legatura, caratteri tipografici.
Il Centro promuove, in sinergia con altri Enti e istituzioni italiane (tra questi in primo luogo il Ministero dei Beni Culturali e la Direzione Generale delle Biblioteche Italiane, ma anche Enti ed Istituti stranieri), la valorizzazione del suo patrimonio, anche in riferimento a una parte dei suoi fondi archivistici di proprietà privata della famiglia Bettoni Pojaghi.
Art. 2 – Orario
La Biblioteca è aperta tutto l’anno solare. L’orario di apertura si articola nelle giornate del Martedì e Giovedì, con una apertura dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 16.
Durante i mesi di giugno, luglio e agosto l’orario potrà subire delle variazioni, anche in relazione alle esigenze del personale del Centro. Eventuali periodi di chiusura, legati a lavori di revisione e riordinamento verranno stabiliti dal Direttore e comunicati sul sito del Centro Studi.
La Biblioteca è aperta a chiunque abbia necessità di consultare le sue raccolte. Per l’accesso è necessario avere compiuto il 18° anno di età. Eventuali eccezioni saranno valutate di volta in volta dalla Direzione.
a) di munirsi di documento d’identità valido da mostrare al personale della Biblioteca, utile per ottenere qualsiasi tipologia di servizi e accedere al prestito;
b) di depositare nella stanza di ingresso riservata alle bibliotecarie beni di uso personale, telefoni, zaini o notebook e personal computer. La Biblioteca non è responsabile degli oggetti diversamente introdotti dagli utenti nei suoi locali.
Gli utenti possono portare volumi o fotocopie di loro proprietà se necessari alla consultazione dei documenti posseduti dalla Biblioteca (bibliografie o testi da collazionare), previa autorizzazione dei bibliotecari assistenti.
Gli utenti sono tenuti a consentire che il personale verifichi l’eventuale possesso di materiale bibliografico o documentale della Biblioteca. La Biblioteca si riserva di applicare le sanzioni del caso.
Art. 4 – Consultazione e informazioni bibliografiche
La Biblioteca dispone di quattro sale di consultazione e di una sala riservata all’uso della postazione catalografica. Un tavolo è riservato alla consultazione del materiale, con esclusione dei volumi rari o di pregio, per i quali è necessario l’ausilio diretto del referente di Biblioteca.
Il servizio informazioni è assicurato per tutto l’orario di apertura al pubblico. Sono fornite informazioni bibliografiche su richieste esterne formulate per scritto e trasmesse per via posta, o e-mail (centrostudi.roma@outlook.it). Sono a carico dell’utente tutte le spese sostenute per l’erogazione dei servizi di prestito interbibliotecario, riproduzione, di informazioni bibliografiche che comportino costi aggiuntivi derivanti da ricerca del personale addetto o all’utilizzo delle nuove tecnologie (collegamenti a basi dati, downolads/copie su carta o su supporti elettronici di documentazione in formato digitale). Le tariffe e le modalità di pagamento sono a cura della direzione del Centro Studi e vengono regolati dalla normativa vigente.
E’ a disposizione degli utenti un Registro per eventuali suggerimenti circa nuove proposte d’acquisto librario; segnalazioni per il miglioramento del servizio possono essere sottoposte al Referente della Biblioteca.
Art. 5 – Distribuzione del materiale moderno
Il servizio di distribuzione del materiale librario ha luogo unicamente su accordo con il personale della Biblioteca, in sede, e ha inizio mezz’ora dopo l’apertura della Biblioteca stessa e termina un’ora prima della chiusura. La presa del materiale librario avviene sempre a cura e sotto la tutela del personale bibliotecario negli orari di servizio.
Ogni documento desiderato in lettura deve essere richiesto tramite un semplice modulo che viene fornito dalla Biblioteca e che viene compilato dall’utente nelle sue varie parti (generalità, data di nascita, indirizzo di residenza, documento di identità, telefono cellulare). Possono essere date in lettura due opere per un massimo di volumi 2 alla volta, fatte salve le eccezioni che il Referente della Biblioteca possa concedere.
Qualora la Biblioteca disponga di una riproduzione, su qualsiasi supporto, del documento richiesto, questa deve essere data in lettura in sostituzione dell’originale, a meno che l’utente non dimostri la reale necessità di servirsi dell’originale.
L’accesso agli scaffali di Archivi o alle sezioni legate agli schedari da quotidiani/periodici è vietato al pubblico.
Prima di uscire dalla Biblioteca l’utente deve riconsegnare tutti i documenti ricevuti in lettura.
Art. 6 – Distribuzione dei manoscritti e del materiale fino al 1940 e di pregio
Sono considerati materiale raro e di pregio volumi, giornali, opuscoli, spartiti musicali, fascicoli, volantini vari e ogni altro tipo di materiale a stampa, con data di pubblicazione fino al 1940, compresa naturalmente l’intera sezione “Rara” propriamente detta e le eventuali opere manoscritte.
Le richieste vanno formulate rispettando l’apposita indicazione all’interno del modulo di richiesta e, al momento della consegna, l’utente dovrà firmare anche il registro previsto per la visione dei “Rara” o delle opere anteriori al 1940. I volumi rari vengono dati in visione uno per volta, nel pieno rispetto da parte dell’utente del volume in oggetto e sotto il diretto controllo della Direzione: tali volumi/opere non possono essere tenuti in deposito. Inoltre devono essere riconsegnati al referente di Biblioteca, ogni qualvolta ci si allontani dalla postazione di studio, anche per breve o brevissimo periodo.
Art. 7 – Prestito
Il prestito osserva lo stesso orario generale della Biblioteca. Possono fruire del prestito tutti i cittadini che risiedono nel Lazio. Per periodi limitati di tempo possono fruirne anche:
b) i cittadini extracomunitari che, oltre a poter documentare le proprie necessità di studio e di ricerca e il proprio domicilio nella regione, siano presentati dal Consolato o dall’Ambasciata o da una istituzione culturale di rilevanza internazionale e siano in possesso della certificazione attestante il periodo di soggiorno.
Per ottenere il prestito è necessario un documento d’identità e documentare il possesso dei requisiti richiesti. La persona che richieda un prestito verrà naturalmente iscritta nell’apposito Registro del prestito. Ogni cambio di residenza o di domicilio deve essere immediatamente comunicato al personale della Biblioteca, pena l’esclusione dalla stessa.
b) le opere collocate nelle sezioni numero IF1, IF2, IF4, WO, i Rara e tutte le opere in precario stato di conservazione;
d) i materiali archivistici, le carte geografiche, le incisioni, le stampe e le fotografie;
e) ogni altro materiale per il quale particolari ragioni sconsigliano l’allontanamento dalla sede.
Può essere presa in prestito esclusivamente una opera per un massimo di volumi 1. La durata massima del prestito è di quindici giorni, senza possibilità di prolungamento, e fatti salvi naturalmente i diritti di prenotazione da parte di altri utenti. È vietato dare ad altri i volumi ricevuti in prestito.
a) chi non restituisce puntualmente il volume avuto in prestito è sospeso dal servizio;
b) chi restituisce il volume danneggiato o lo smarrisce è tenuto, salve ulteriori sanzioni, al suo reintegro o al versamento di una somma comunque non inferiore al doppio del valore commerciale del volume;
Una volta all’anno verrà effettuata una revisione del materiale librario e delle registrazioni legate al servizio di prestito. Nei quindici giorni precedenti tale revisione tutti i documenti in prestito devono essere restituiti alla biblioteca e non vengono concessi nuovi prestiti. Il periodo di sospensione del servizio di prestito viene comunicato agli utenti attraverso il sito del Centro Studi.
Art. 8 – Riproduzioni
È possibile ottenere, a proprie spese, la riproduzione per uso personale di studio delle opere possedute dalla Biblioteca, nel rispetto della normativa vigente sul diritto d’autore, (Legge n. 248/2000), ad esclusione dei “Rara”, delle opere anteriori al 1940 e purché lo stato di conservazione e l’obbligo di tutela la consentano.
Sono escluse tassativamente dalla riproduzione tramite fotocopia:
a) tutte le opere pubblicate fino al 1940;
b) le opere di grande formato;
c) le opere in cattivo stato di conservazione;
d) i giornali;
e) il materiale manoscritto e raro.
E’ espressamente vietata di tale materiale anche la riproduzione fotografica o in microfilm.
L’autorizzazione alla riproduzione per le opere consentite deve essere richiesta alla Direzione e congiuntamente al referente della Biblioteca del Centro, attraverso la compilazione di un apposito modulo che deve essere presentato al Referente della Biblioteca. La riproduzione deve essere realizzata, sotto la vigilanza e la cura del Bibliotecario, nei modi e con i mezzi ritenuti più idonei per garantire la tutela assoluta del materiale riprodotto.
Qualora la Biblioteca disponga già di una riproduzione, la copia richiesta verrà tratta dalla medesima.
Le opere possedute dalla Biblioteca non possono essere riprodotte a scopi editoriali o commerciali, in osservanza alla normativa vigente sul diritto d’autore nonché alla Legge n. 4/93 e del successivo regolamento D.M. 31/1/94.
Art. 9 – Comportamento e sanzioni
Gli utenti devono rispettare le disposizioni previste dal D.P.R. 417/95 (“Regolamento recante norme sulle biblioteche pubbliche statali”) e dal presente regolamento.
Chi contravvenga alla normativa sopra indicata, fatta salva ogni responsabilità civile o penale, potrà essere escluso temporaneamente o definitivamente dalla Biblioteca; in particolare chi si renda colpevole di sottrazioni, mutilazioni o danneggiamenti di qualsiasi natura sarà escluso dalla Biblioteca e deferito all’autorità giudiziaria. Potrà inoltre essere escluso chi faccia segni o scriva, anche a matita, su libri o documenti, chi disturbi in qualsiasi modo l’attività di studio e di lavoro. Resta fermo, in tutti i casi sopra indicati, l’obbligo del risarcimento del danno.
Si ricorda agli utenti che rilasciano autocertificazioni che, in base ai commi 1 e 2 dell’art. 76 della L. 28 dicembre 2000, n. 445:
“1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia; 2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso”.
Gli utenti devono avere un abbigliamento e mantenere un comportamento idoneo al decoro del Fondo Bettoni Pojaghi e della Biblioteca del Centro Studi, sita in una palazzina-villino degli Anni Venti del quartiere adiacente la storica Villa Torlonia.
f) servirsi in maniera impropria degli arredi, delle attrezzature e degli ambienti (usare il computer a disposizione per scopi diversi da quelli inerenti la ricerca specifica svolta presso il Centro, sedere sui tavoli, sulle scale, sostare ugualmente lungo le scale dei piani di accesso al Centro o a amggior ragione nel cortile pubblico) e impedire la piena agibilità da parte degli altri utenti dello spazio messo a disposizione;
Le stesse norme debbono essere rispettate anche dal Personale interno e da quello esterno di sostegno, da stagisti e volontari ad ogni titolo operanti presso la Biblioteca del Centro nonché da tutti coloro che, dietro autorizzazione, sono ammessi a visite temporanee della sede della Biblioteca.
È fatto obbligo al personale, che dovrà rendersi in ogni caso riconoscibile, di intervenire direttamente o su segnalazione degli utenti al fine di far rispettare le norme previste dal presente articolo, prendendo, di concerto con la Direzione, le necessarie misure di prevenzione e sanzione.
Senza pregiudizio del risarcimento di eventuali danni, la direzione si riserva di applicare le sanzioni del caso a chi non ottempera a questo Regolamento, ivi compresa per gli utenti, l’esclusione temporanea o definitiva dalla frequenza della Biblioteca.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9