Source: http://www.meltingpot.org/articolo10065.html
Timestamp: 2018-08-19 19:29:19+00:00

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Diritto di circolazione e di soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro familiari - Progetto Melting Pot Europa
[1] Attualmente non lo sono.
[2] Non e’ esplicitamente prevista l’equiparazione del minore adottato al figlio. L’ingresso del minore adottato e’ comunque consentito dal combinato disposto di art. 1, co. 2 e art. 29, co. 2 del D. Lgs. 286/1998. In mancanza di equiparazione, il minore affidato ricongiunto non risulterebbe pero’ titolare di diritto di soggiorno.
[3] Disposizione non prevista esplicitamente dalla Direttiva 2004/38/CE
[4] Quantificazione non dettata esplicitamente dalla Direttiva 2004/38/CE.
[5] Verosimilmente, del diritto di ingresso.
[6] Verosimilmente, ove raggiunga il cittadino comunitario, solo per il periodo di soggiorno residuo del cittadino comunitario
[7] Verosimilmente, anche se, privo di visto o di passaporto valido, e’ stato ammesso in Italia essendo riuscito a dimostrare, entro 24 ore, di essere familiare del cittadino comunitario; in caso contrario, non si capirebbe perche’ non sia stato respinto; per di piu’, il possesso del visto non e’ richiesto dalla Direttiva 2004/38/CE ai fini del soggiorno.
[8] Verosimilmente, per i familiari presenti in Italia
[9] In base ad art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998 dovrebbe essere possibile l’iscrizione facoltativa al SSN
[10] La Direttiva 2004/38/CE richiede solo, in questo caso, che il cittadino comunitario assicuri che lui e i suoi familiari non diventeranno un onere per l’assistenza pubblica
[11] La Direttiva 2004/38/CE limita, per questo caso, il diritto di soggiorno ai soli coniuge, o partner registrato, e figli, imponendo solo agli Stati membri di trattare con favore l’ammissione degli ascendenti a carico
[12] Verosimilmente, anche di riqualificazione professionale
[13] L’inciso "salvo il caso di disoccupazione involontaria" significa, forse, che la condizione si applica, per esempio, in caso di dimissioni
[14] Significa, verosimilmente, che il cittadino puo’ iscriversi all’anagrafe, alle condizioni previste per gli italiani, anche sulla base della sola intenzione di soggiornare per piu’ di tre mesi
[15] La quantificazione delle risorse, senza una previa valutazione della situazione personale, appare contraria al disposto della Direttiva 2004/38/CE; lo e’ certamente nel caso di cittadino comunitario soggiornante per studio o formazione, che in base alla Direttiva dovrebbe limitarsi ad assicurare che lui e i suoi familiari non diventeranno un onere per l’assistenza pubblica
[16] La generalizzazione della quantificazione delle risorse necessarie e quella, che segue, della possibilita’ di ricorrere all’autocertificazione fanno si’ che i soggiornanti per studio o formazione non godano di alcun vantaggio specifico rispetto ai soggiornanti per motivi diversi; l’onere di certificazione dell’iscrizione al corso di studi o formazione, che grava solo su chi soggiorni per studio o formazione risulta cosi’ immotivato
[17] Il possesso di visto non e’ richiesto ai fini dell’iscrizione anagrafica dalla Direttiva 2004/38/CE; in ogni caso, si dovrebbe poter derogare al requisito del possesso di visto nello stesso modo in cui si puo’ derogare ai fini dell’ingresso
[18] Non e’ chiaro, neanche dalla Direttiva, se si tratti del proprio ingresso o, in caso di raggiungimento del cittadino comunitario, dell’ingresso di questi; in caso di raggiungimento, il vero termine dovrebbe essere il piu’ avanzato tra i tre mesi successivi all’ingresso del cittadino comunitario e gli otto giorni successivi all’ingresso del familiare straniero
[19] In contrasto con la Direttiva 2004/38/CE
[20] La Direttiva 2004/38/CE prevede che la durata sia inferiore se tale e’ la durata del soggiorno previsto per il cittadino comunitario; le disposizioni del D. Lgs. in relazione al caso di partenza del cittadino comunitario mostrano, tuttavia, come l’indipendenza della durata della carta da quella del soggiorno di tale cittadino sia, in realta’, solo apparente
[21] La Direttiva 2004/38/CE prevederebbe anche il caso di scioglimento dell’unione registrata, ove questa fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[22] Mia interpretazione di una clausola altrimenti pleonastica
[23] Non e’ chiaro se rilevi solo il periodo trascorso in quanto familiare del cittadino comunitario; es.: cittadino straniero che abbia sposato il cittadino comunitario poco prima del decesso di questi, dopo aver soggiornato legalmente per oltre un anno in Italia
[24] La mancata previsione di una previa considerazione delle condizioni personali contrasta con la Direttiva 2004/38/CE
[25] Per chi soddisfi questa condizione si dovrebbe prescindere dalla condizione di un anno di soggiorno legale anteriore al decesso; si pensi al figlio appena nato
[26] Verosimilmente, purche’ soddisfi una delle altre due condizioni
[27] Disposizione positiva, non prevista dalla Direttiva 2004/38/CE
[28] Non e’ considerato il caso di divorzio o annullamento del matrimonio
[29] Verosimilmente, anche il figlio del coniuge
[30] Non e’ chiaro se il riferimento sia al corso di studi al quale e’ iscritto il figlio o anche dei corsi a cui si iscrivera’ successivamente
[31] La Direttiva 2004/38/CE prevederebbe anche il caso di scioglimento dell’unione registrata, ove questa fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[32] La formulazione dell’at. 13, co. 2 Direttiva 2004/38/CE sembra mettere a repentaglio il diritto di soggiorno anche per il familiare che abbia formalmente acquisito quello di soggiorno permanente; la cosa contrasta pero’ con il successivo art. 16, co. 2; l’art. 12, co. 2 del D. Lgs., in ogni caso, esclude che tale familiare possa perdere il diritto di soggiorno
[33] La Direttiva 2004/38/CE prevederebbe anche il caso di unione registrata, ove questa fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[34] La Direttiva 2004/38/CE prevederebbe anche il caso di scioglimento dell’unione registrata, ove questa fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[35] O partner, secondo la Direttiva 2004/38/CE, ove l’unione registrata fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[36] La Direttiva 2004/38/CE fa riferimento, in modo molto piu’ generale, all’esistenza di "situazioni particolramente difficili"
[37] O partner, secondo la Direttiva 2004/38/CE, ove l’unione registrata fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[38] O tra i conviventi, secondo la Direttiva 2004/38/CE, ove l’unione registrata fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[39] Verosimilmente, purche’ soddisfi una delle due condizioni precedenti
[40] Disposizione positiva, non prevista dalla Direttiva 2004/38/CE
[41] La quantificazione non e’ prevista dalla Direttiva 2004/38/CE, che fa riferimento solo alla necessita’ di non gravare sull’assistenza sociale, e mal si accorda con l’ovvia assenza di controlli in ingresso
[42] La Direttiva 2004/38/CE prevede che in caso di dubbio sulla permanenza delle condizioni possano essere effettuate verifiche, comunque non sistematiche, ma che il ricorso all’assistenza pubblica non da’ luogo automaticamente a un provvedimento di allontanamento; il D. Lgs. non si pronuncia su questi punti; la Direttiva 2004/38/CE prevede anche che lo scadere del documento di identita’ o del passaporto non giustifichino l’allontanamento
[43] Questa quantificazione non e’ prevista dalla Direttiva 2004/38/CE, che fa piuttosto rifermento alla possibilita’ di dimostrare di avere buone possibilita’ di trovare occupazione; inoltre, non e’ chiaro se si richieda la condizione che si sia iscritto entro i primi di tre mesi di soggiorno o immediatamente dopo
[44] La legge italiana contempla tali categorie?
[45] La Direttiva 2004/38/CE esigerebbe che fosse considerato anche il caso del partner di tale persona, ove l’unione registrata fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[46] La Direttiva 2004/38/CE esigerebbe che fosse considerato anche il caso del partner di tale persona, ove l’unione registrata fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[47] La Direttiva 2004/38/CE prescrive la condizione di ritorno in Italia almeno una volta alla settimana
[48] Non gode dello stesso vantaggio il familiare comunitario di cittadino comunitario che abbia acquistato il diritto di soggiorno permanente a seguito di soggiorno continuativo di 5 anni - es.: il familiare che abbia raggiunto successivamente il cittadino
[49] L’art. 14, co. 2 del D. Lgs., a differenza di art. 16, co. 2 Direttiva 2004/38/CE, sembra richiedere solo la contemporaneita’ del soggiorno, non la convivenza; la cosa e’ rilevante, per es., per il figlio del coniuge straniero che risieda per studio in altra citta’ italiana
[50] Non gode dello stesso vantaggio il familiare straniero di cittadino comunitario che acquisiti il diritto di soggiorno permanente a seguito di soggiorno continuativo di 5 anni - es.: il familiare che abbia raggiunto successivamente il cittadino
[51] La Direttiva 2004/38/CE prevederebbe anche il caso di scioglimento dell’unione registrata, ove questa fosse parificata al matrimonio dalla legislazione italiana
[52] La Direttiva 2004/38/CE prevede che la sanzione in caso di mancato rispetto di tale termine debba essere proporzionata e non discriminatoria; dovrebbe quindi essere escluso la possibilita’ di diniego della carta di soggiorno permanente
[53] Significa "mediante autocertificazione", dal momento che si tratta di stati o fatti a conoscenza dell’amministrazione dello Stato?
[54] La Direttiva 2004/38/CE stabilisce che l’interruzione si abbia in caso di valida esecuzione del provvedimento
[55] Non e’ chiaro se di tale beneficio i familiari stranieri godano autonomamente, o solo in quanto familiari del cittadino comunitario (la distinzione e’ rilevante, per esempio, per i familiari stranieri con diritto di soggiorno permanente acquisito successivamente al decesso del cittadino comunitario o a divorzio da questi)
[56] Non e’ chiaro se il riferimento sia al soggiorno del cittadino comunitario
[57] La Direttiva 2004/38/CE stabilisce esplicitamente che il possesso di un attestato di iscrizione anagrafica o di una carta di soggiorno o della ricevuta di richiesta di carta di soggiorno non puo’ costituire in nessun caso prerequisito per l’esercizio di un diritto o per il completamento di una formalita’ amministrativa
[58] Per il cittadino straniero, il D. Lgs. 286/1998 prevede la possibilita’ di respingimento a seguito di controlli sanitari e, quindi, in linea teorica, la possibilita’ di diniego di rilascio o rinnovo del permesso e di revoca dello stesso (e, indirettamente, la possibilita’ di espulsione); su queste disposizioni prevale pero’ l’obbligo di prestare le cure mediche (sia in caso di straniero presente sul territorio sia in caso di straniero che si presenti alla frontiera); discutibile, quindi, che si possa effettivamente allontanare il familiare straniero di cittadino italiano o di cittadino comunitario per motivi di sanita’ pubblica
[59] La Direttiva 2004/38/CE prevede, con maggior severita’, la condizione che la malattia o l’infermita’ siano insorte prima che siano trascorsi tre mesi dall’ingresso, nonche’ la possibilita’ di sottoporre l’interessato a visita medica, in caso di sospetta patologia rilevante, durante i primi tre mesi di soggiorno
[60] L’art. 4, co. 3 del D. Lgs. 286/1998, come modificato da D. Lgs. 5/2007 stabilisce che ai fini dell’ingresso per ricongiungimento familiare, i motivi ostativi sono limitati al caso di pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell’Area Schengen. Il D. Lgs. e la Direttiva 2004/38/CE non esigono, nel caso generale, che i motivi di ordine pubblico o di sicurezza pubblica siano talmente gravi da mettere a repentaglio la sicurezza dello Stato (tale condizione e’ invece richiesta esplicitamente solo in caso di cittadino comunitario che abbia soggiornato in Italia per tutti gli ultimi 10 anni ovvero di cittadino comunitario minorenne). In base all’art. 1, co. 2 del D. Lgs. 286/1998 (applicabilita’ ai cittadini italiani o comunitari delle disposizioni del D. Lgs. 286/1998, se piu’ favorevoli), dovrebbe valere la delimitazione dei motivi che consentono il diniego del diritto di soggiorno al solo caso di pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell’Area Schengen
[61] L’art. 20, co. 7 D. Lgs. 6/2/2007 sembra disporre che, anche per il minorenne, il provvedimento sia adottato dal Ministro dell’interno, cosa in contrasto con art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998. Inoltre, applicandosi la delimitazione dei motivi di sicurezza pubblica solo al minore comunitario, il minore straniero familiare di cittadino italiano o comunitario potrebbe essere allontanato anche per motivi di sicurezza pubblica non tanto gravi da configurare il pericolo per la sicurezza dello Stato; da art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998 dovrebbe discendere, pero’, l’applicazione delle disposizioni piu’ favorevoli previste per il generico minore straniero (espellibilita’ solo per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, con provvedimento adottato dal Tribunale per i minorenni)
[62] L’art. 20, co. 7 D. Lgs. 6/2/2007 sembra disporre che il provvedimento sia adottato dal Ministro dell’interno, cosa priva di senso e in contrasto con art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998
[63] L’art. 32 Direttiva 2004/38/CE impone che sia garantita all’interessato la possibilita’ di comprendere contenuto e conseguenze del provvedimento
[64] La Direttiva 2004/38/CE prevede, con maggior severita’, che sia fissato un termine, non posteriore a tre anni dopo l’esecuzione dell’allontanamento, dopo il quale la persona allontanata possa presentare istanza di cancellazione di un divieto di reingresso altrimenti permanente
[65] La previsione di un termine non inferiore a un mese non sembra adatta ad un provvedimento di respingimento alla frontiera - ad es.: di familiare straniero che raggiunga il cittadino comunitario; l’art. 30 co. 3 Direttiva 2004/38/CE potrebbe essere interpretato nel senso di escludere che tale termine debba essere concesso in caso di respingimento
[66] Significa, verosimilmente, "quando manchino o vengano a mancare"
[67] E’ incluso il caso di diritto di soggiorno permanente, che viene meno in caso di assenza dall’Italia per piu’ di due anni consecutivi
[68] Le disposizioni del Testo Unico sull’immigrazione si applicano ai cittadini comunitari se piu’ favorevoli (art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998). Dovrebbe essere previsto quindi il divieto di allontanamento nei casi in cui e’ previsto il divieto di espulsione per lo straniero. Dovrebbe inoltre essere rilasciato un permesso di soggiorno in tutti i casi in cui il cittadino comunitario o il suo familiare privi di diritto di soggiorno si trovino nelle condizioni che consentono il rilascio di permesso a cittadino straniero (es.: permesso per minore eta’, permesso per motivi umanitari, anche ex art. 18, permesso per assistenza del minore, permesso per motivi di cura per la donna incinta o per la puerpera o per il marito convivente)
[69] In base ad art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998, si deve tener conto ai fini dell’adozione del provvedimento di allontanamento di un cittadino comunitario o di un suo familiare straniero anche delle conseguenze dell’allontanamento per l’interessato e i suoi familiari (da art. 9, co. 11, T.U., come modificato da D. Lgs. 3/2007)
[70] Rileva la dimora, per esempio, in caso di cittadino comunitario che prolunghi il suo soggiorno, senza averne i requisiti, per piu’ di 3 mesi senza essere iscritto all’anagrafe
[71] Non sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto di tale termine
[72] Un provvedimento che non preveda un divieto di reingresso ha il solo effetto di interrompere la continuita’ del soggiorno e, quindi, di ostacolare la maturazione del diritto di soggiorno permanente
[73] L’art. 31, co. 3 Direttiva 2004/38/CE imporrebbe che il TAR decida con giurisdizione estesa al merito
[74] Verosimilmente, non definitivo
[75] Verosimilmente, in caso di mancato rispetto dei termini per l’allontanamento o del divieto di reingresso, ovvero in presenza di una condanna per reati particolarmente gravi
[76] Verosimilmente, non definitivo, sulla base di disposizioni seguenti
[77] Non e’ chiaro di che decisione giudiziale si tratti, non essendo previste sanzioni per il mancato rispetto del termine fissato per l’allontanamento e che i motivi del provvedimento non sono relativi all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica
[78] In base ad art. 31, co. 4 Direttiva 2004/38/CE questa disposizione deve applicarsi anche in caso di provvedimento adottato per motivi di ordine pubblico o sicurezza pubblica; se cosi’ non fosse, d’altra parte, la specificazione relativa all’assenza di gravi mionacce per l’ordine pubblico o la sicurezza pubblica sarebbe pleonastica
[79] Si sarebbe dovuto abrogare anche la disposizione di cui all’art. 30, co. 1, lettera b D. Lgs. 286/1998, per la parte che prevede il rilascio del permesso di soggiorno a chi abbia contratto matrimonio con cittadino italiano o comunitario, nonche’, per la parte corrispondente, la disposizione di cui al successivo art. 30, co. 1 bis (revoca del permesso in caso di mancata convivenza), a meno di considerarle applicabili a persone che, a seguito di tale matrimonio, non maturino il diritto di soggiorno (es.: matrimonio con italiano non lavoratore privo di risorse)
[ 22 marzo 2007 ]

References: art. 1
 art. 29
 art. 1
 art. 16
 art. 16
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 18
 art. 1
 art. 9
 art. 31
 art. 30