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Timestamp: 2020-03-31 07:56:21+00:00

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Recensioni dalla Stampa al 12 febbraio 2011
left – 4 febbraio 2011
“Nelle tasche dei professori”
░ Gli stipendi più bassi tra i Paesi dell’OCSE. E il carico di lavoro cresce.(Giuseppe Benedetti)
Qualche giorno fa la Ragioneria generale dello Stato ha certificato che nella scuola si registrano gli stipendi più bassi tra tutti i dipendenti della P.A.. In media, i docenti guadagnano il 5% in meno degli altri statali. Dal rapporto della Ragioneria emerge che nei prossimi due anni chi lavora nella scuola guadagnerà ancora meno di oggi…. Se poi confrontiamo gli stipendi dei docenti italiani con la media delle retribuzioni degli insegnanti dei Paesi monitorati dall’Ocse balza agli occhi che siamo schiacciati dall’ennesima umiliazione: a inizio carriera siamo sotto la media quasi del 50%, e alla vigilia della pensione, di oltre 10mila dollari anno. Tuttavia, gli esponenti dei sindacati di categoria restano al loro posto e non cambiano strategia. Prigionieri dei propri piccoli interessi di bottega, occupano gran parte del loro tempo nel marcare le differenze dagli altri. Si tratta di differenze del tutto teoriche, che vivono e muoiono nelle schermaglie interne volte a spostare i rapporti di forza tra le varie sigle…. I cosiddetti risparmi provengono dall’aumento del carico di lavoro dei docenti, che si trovano con più classi e più alunni da gestire…
L’informazione (di Parma) – 4 febbraio 2011
“I sindacati: Insegnante licenziato senza motivo”
░ Il Miur non paga, e lui, insegnante di materia alternativa alla RC, perde il posto.
La vicenda è avvenuta in un comune montano. Il d.s. ha interrotto il contratto già stipulato, senza alcuna motivazione. La collaborazione dell’insegnante con la scuola sarebbe dovuta terminare il 30 giugno, e invece il contratto è stato rescisso in questi giorni…. Nei mesi scorsi i sindacati di categoria hanno più volte rilevato che solo a Parma sussisteva la mancanza delle nomine dei docenti di attività alternativa; grazie alle sollecitazioni, la situazione si è sboccata, però molti di questi docenti a oggi non hanno ricevuto lo stipendio. La Ragioneria territoriale dello Stato di Parma assicura che è in corso un tavolo tecnico tra Miur e Ministero delle Finanze per risolvere la questione…
I sindacati stanno adesso valutando con attenzione la situazione di questi docenti… e avvieranno, se necessario, iniziative legali a tutela dei diritti dei lavoratori e degli alunni danneggiati…
Il Manifesto – 4 febbraio 2011
“In Italia un quindicenne su cinque non sa leggere”
░ La UE lancia l’allarme analfabetismo: il 21% degli studenti quindicenni è, in Italia, non capace di leggere e scrivere un testo.
Lo dicono i risultati dei test OCSE-Pisa pubblicati lo scorso dicembre, che sono stati oggetto di studio della Commissione europea… A fronte di un 21% dei piccoli italiani semianalfabeti, che superano la media europea di un punto e mezzo, ci sono Paesi già in linea con l’obiettivo fissato dalla UE (15,2%)… Dalla lettura dei test nostrani….. emerge anche una sostanziale differenza di risultati, in base alla provenienza geografica. Gli studenti del Nord si collocano al di sopra della media….
Gazzetta di Reggio – 4 febbraio 2011
“Professori, un tirocinio per abilitarsi”
░ Ma mancano certezze sui tempi. L’ultimo concorso è stato nel 2000.
Se con la chiusura della SIS nel 2007, abilitarsi per l’insegnamento era rimasto solo un bel sogno, oggi la rotta è tracciata e risponde al nome di tirocinio formativo attivo. Spiega Alan Albertosi della CGIL Scuola: “…finalmente è arrivata la risposta alle legittime aspetattive dei laureati… ma non sappiamo ancora quando e come sarà convocato il test di ammissione…. Stando alle parole del Ministro, che ha parlato di abilitazioni in base al reale fabisogno delle nostre scuole, ci chiediamo quale sarà il calcolo che verrà effettuato…”
Press-IN anno III / n. 388 – 06 febbraio 2011
“Quando ai disabili pensavamo noi compagni di scuola”
░ L’Agenzia riporta un articolo, a firma Federica Moncini (Montecatini), pubblicato su Il Tirreno.
Voglio commentare, attraverso la mia esperienza personale, la situazione della madre della figlia disabile che si è vista costretta a non mandare in gita scolastica la figlia perché l’insegnante di sostegno era malata. Indubbiamente sono in difetto totale la scuola e/o quelle istituzioni che devono garantire a chi ha disabilità le stesse opportunità degli altri. Oggi sono previsti contributi diretti ed indiretti che danno la possibilità a persone svantaggiate di avere assistenza per condurre una vita come tutti; è quindi riprovevole che la mancanza di personale o di fondi faccia cadere questo diritto. Ma il problema sta altrove: manca lo spirito di solidarietà umana e, a dimostrazione, vi racconto la mia esperienza. Ho frequentato le superiori tra il 1978 e il 1983 (anno del diploma). Per ben 5 anni due classi, di cui una era la mia, hanno permesso a due ragazzi disabili di prendere il diploma senza l’intervento di assistenti personali o insegnanti di sostegno. Uno dei ragazzi era completamente disabile fisicamente e costretto in carrozzina ma senza alcun problema intellettivo; l’altro poteva deambulare solo sorretto e aveva difficoltà nell’apprendimento, oltre che occasionali crisi di ansia. Questi due ragazzi hanno potuto diplomarsi come tutti nonostante all’epoca non fosse previsto per la scuola superiore l’insegnante di sostegno. La mattina venivano accompagnati dal genitore o dallo scuolabus a scuola; entrati in classe vi era un compagno che provvedeva a sistemare i loro libri sul banco. Quando c’era necessità di andare in bagno i compagni (età 14-19 anni), a turno, provvedevano. Nel caso di compito in classe, era l’insegnante che affiancava il ragazzo svantaggiato per aiutarlo a scrivere e, nel caso di necessità del bagno, chiamava il custode. Uno di questi ragazzi aveva difficoltà a studiare da solo perché non riusciva a ricordare i contenuti. Pertanto all’inizio di ogni anno programmavamo con gli insegnanti un calendario che prevedeva nei pomeriggi la presenza a casa sua di uno o più compagni per aiutarlo a preparare le lezioni del giorno successivo. L’impegno era di due volte al mese per ciascuno (5-6 ore mensili). Gli “aiutanti” erano giustificati il mattino seguente, e non venivano interrogati. Inoltre i miei compagni disabili sono potuti andare in gita scolastica, anche all’estero 4 giorni (senza accompagnatore!) grazie alla solidarietà della classe. In 5 anni nessuno, né insegnanti, né custodi, né compagni, né le famiglie degli studenti hanno mai detto: “questo non mi spetta”, “non sono pagato per questo”, “non vogliamo responsabilità nel caso si faccia male”. Tutti ci siamo diplomati, non abbiamo mai perso ore di lezione, nessuno si è mai fatto male. Non sarebbe forse questa la soluzione più semplice e gratificante per tutti?
Il Giornale (Milano) – 7 febbraio 2011
“Quattro scuole accettano pagelle e premi ai prof. E si rompe il fronte del no”
░ La maggioranza degli istituti si oppone alla riforma Gelmini; solo qualcuna aderisce alla sperimentazione della meritocrazia. Favorevoli 4 istituti: il Tecnico Bernocchi a Legnano; il Comprensivo di Carugate; e le scuole Levi Montalcini e De Andrè di Peschiera Borromeo.
Un premio ai professori più bravi: uno stipendio in più. Per ora come “una tantum” poi, nel 2013 quando il decreto Brunetta verrà applicato, come busta paga più pesante. Ma, al momento, gli insegnanti che accettano di farsi giudicare sono pochi; sono in corso i referendum tra i collegi dei docenti; gli istituti che si esprimono per il si devono comunicarlo alla direzione scolastica, entro l’11 febbraio. Hanno espresso parere favorevole quattro istituti…. A giudicare i prof sarà un “nucleo di valutazione” composto da due insegnanti interni alla scuola, nominati dai colleghi, e dal preside…. A Milano le scuole sembrano più restie ad accettare l a novità
“Scure su ventimila insegnanti”
░ A settembre nuovo maxi-taglio di insegnanti. Complessivamente saranno tagliate 19.600 cattedre, circa la metà alla scuola primaria (attraverso l’estensione delle 27 ore settimanali). Il taglio meno incisivo si avrà alla secondaria di primo grado (1310 cattedre in meno). Gli ATA saranno quasi 15 mila in meno. Gli alunni crescono di qualche migliaio.
Il 2011-2012 è l’ultimo anno del triennio investito dall’art.64 della legge 133 del 2008, sarà segnato quindi da una riduzione di personale scolastico pari a 19.700 docenti e a 14.167 Ata…. Le misure che Viale Trastevere vuole mettere in campo… prevedono l’innalzamento del rapporto alunni-classe di 0,1 unità…
ItaliaOggi (Sette) – 7 febbraio 2011
“La class action non affonda i colpi”
░ Il punto sullo stato delle vertenze, a un anno dal debutto delle azioni collettive dei consumatori.
La class action stenta a decollare, a un anno dall’introduzione in Italia… Tante le minacce delle associazioni dei consumatori ma poche le cause avviate… …. Pistole puntate in primis su compagnie telefoniche, utility, fornitrici di energia elettrica e gas, Alitalia, Poste italiane, Ebay e Paypal, Sky, notai e case automobilistiche… La scuola è nel mirino della Codacons che ha raccolto le adesioni per presentare udienza al TAR del Lazio, per denunciare lo stato delle classi affollate. E in pochi giorni si è avuta già una sentenza a favore dei cittadini. I ministeri dell’Istruzione e dell’Economia sono stati condannati a emanare entro 4 mesi il piano generale di edilizia scolastica….
Domani – Arcoiris TV – 7 febbraio 2011
“Il 2011 della protesta studentesca”
░ Enrico Pellucco sulle iniziative, i programmi e le mobilitazioni della protesta universitaria
“Ricominciamo da ZERO!”. Così si sono espressi gli studenti Autonomi in Movimento, che l’1 febbraio hanno occupato il rettorato
dell’università di Parma. “ZERO polizia nell’Università” è scritto sul loro striscione; ZERO(81) come il nome del collettivo di studenti napoletani fatti sgomberare con la forza dalla polizia, mentre occupavano spazi autogestiti dell’Orientale; ZERO come le risposte del governo alle proteste del dicembre scorso; ZERO come gli impegni presi da politica e società civile per tradurre in fatti concreti le belle parole del discorso di fine anno del Presidente Napolitano; ZERO, infine, come la voglia che hanno gli studenti di tutta Italia (e non solo: si veda la mobilitazione di questi giorni a Londra) di fermarsi e di arrendersi.
E cosa preparano allora i vari movimenti per questo inizio di 2011? L’attenzione dell’opinione pubblica forse si è un po’ allentata, ma le iniziative ci sono, il movimento non si è fermato. Dal 14 dicembre parte una linea, non si è segnato un punto, come scrivono i “teorici” del movimento sul Network delle facoltà ribelli, UNIRIOT. La lotta ora si gioca su più fronti: uno di questi è la protesta congiunta di studenti e metalmeccanici, UNITI CONTRO LA CRISI, come il 28 gennaio, sciopero generale a Bologna. È un segnale importante, di compattezza e di unione d’intenti, già constatato nelle tante iniziative di universitarie contro il referendum-ricatto di Mirafiori. Poi si registrano continue manifestazioni, per ora a livello locale: la contestazione a Torino per l’inaugurazione dell’Anno Accademico, per esempio, o il già citato movimento ZERO81 di Napoli, per niente spaventato dalle irruzioni della polizia. Ma non c’è solo la piazza, e gli studenti lo dimostrano con i fatti. Così alle elezioni di alcuni membri del CUN, Consiglio Universitario Nazionale, sono sei su sette i settori dove hanno vinto candidati del movimento “29 aprile”, i ricercatori della linea dura contro la riforma: il loro peso si farà sempre più sentire. E poi, dal momento che la riforma Gelmini è passata in Parlamento, ma deve essere tradotta in Statuti d’Ateneo, gli studenti stanno attivando tutto ciò che è nelle loro possibilità per ostacolare i decreti delega e attuativi a livello delle singole università. Così, raccogliendo talvolta solidarietà e “collaborazione” dagli stessi rettori, come nel caso di Parma, e altre volte contestando le nomine dall’alto delle commissioni incaricate di riscrivere lo statuto, come a Pisa, l’azione diretta degli studenti non si ferma. «L’approvazione del DDL Gelmini non significa aver perso la partita. Ci saranno molti decreti attuativi e gli atenei si troveranno in difficoltà nell’applicare la riforma per la mancanza di fondi, mentre i ricercatori continueranno probabilmente con il blocco della didattica», questo il piano di battaglia, sintetizzato dagli esponenti di UNIRIOT.
Il Sole 24Ore – 8 febbraio 2011
“Restyling dell’esame di terza media”
░ A un convegno, a Parma, Max Bruschi prospetta cambiamenti possibili (ma non da quest’anno), nell’esame di Stato della secondaria di primo grado.
Il Miur sta lavorando a una riforma dell’esame di terza media. Lo rivela Max Bruschi, il consigliere del Ministro Gelmini, sottolieando che comunque nulla sarà toccato nell’edizione 2011. Il restyling potrebbe prevedere il mantenimento di una sola prova interna (il tema di Italiano) cui affiancare un test Invalsi “potenziato” su Italiano, Matematica e Inglese. Oltre a ciò potrebbe aggiungersi una terza prova stabilita dai singoli istituti.
ItaliaOggi – 8 febbraio 2011
“Anche i voti nelle pagelle dei prof”
░ Il decreto sulla valutazione degli insegnanti (da collocare in 3 fasce di merito) sarebbe pronto; andrebbe in vigore nel 2013, ma secondo i sindacati non è attuabile. (Carlo Forte)
Una graduatoria d’istituto per attribuire i premi ai docenti che hanno gli alunni più bravi. Lo prevede una bozza di dpcm che dovrebbe essere esaminata oggi in un vertice con i sindacati… Il dispositivo prevede la stesura di una classifica, scuola per scuola, che recherà le valutazioni di merito dei docenti. E chi si collocherà in posizione utile otterrà il trattamento accessorio collegato alla performance, previsto dal decreto Brunetta. Va detto che le nuove disposizioni non andranno ad intaccare il fondo d’istituto o degli scatti di anzianità, perché verranno finanziate con fondi aggiuntivi… Massino di Menna, segretario della UIL scuola: “E’ un decreto del tutto inutile perché inattuabile visto che rinvia ad altro decreto…. Per la scuola, la questione del merito si porrà nel prossimo contratto 2013-2015”. Stando al DPCM, la valutazione sarà effettuata tenendo presenti tre elementi: in primo luogo i risultati di apprendimento declinati nelle indicazioni di carattere generale per il primo e il secondo ciclo (dunque la bravura degli alunni)). Poi verrà preso in considerazione il contesto socio-culturale nel quale l’istituzione scolastica opera. Infine si terrà conto del POF…. Non verranno considerati i periodi di congedo di maternità, paternità e parentali… è ragionevole ritenere che le assenze per malattia o altre assenze dovrebbero precludere, almeno in parte, la possibilità di ottenere il premio. E ciò si evince anche dall’espresso richiamo al concetto di quantità della prestazione a cui fa riferimento il dispositivo. La bozza del decreto dedica un articolo anche alla trasparenza: nel sito della scuola, infatti, sarà pubblicato l’ammontare complessivo dei premi effettivamente distribuiti al personale. In più dovrà essere pubblicata anche l’analisi dei dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialità e i curricula dei titolari di posizioni organizzative. E infine gli incarichi retribuiti e non retribuiti… In ogni caso, i premi saranno assegnati ad una fascia di docenti non superiore al 75% dell’organico della scuola.
“Lavoro, parola alla Consulta”
░ Il rinvio della Cassazione, sui limiti imposti dal decreto per i danni per l’ingiusta reiterazione dei contratti di supplenza. (Carlo Forte)
Le norme del Collegato Lavoro che fissano un tetto massimo ai risarcimenti per l’ingiusta reiterazione dei contratti di supplenza approdano alla Consulta. Il 28 gennaio scorso, la sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale in riferimento ai commi 5 e 6 dell’art.32 L.183/2010: le norme che fissano a un massimo di 12 mensilità di stipendio il risarcimento ottenibile dai precari i cui contratti siano stati reiterati illegittimamente. …. Il contrasto, secondo i giudici di legittimità, si verificherebbe sia rispetto all’art.4 Cost., che sancisce il diritto al lavoro, sia verso gli artt. 24 e 111 della Carta, che contemplano i principi relativi al diritto a far valere i propri diritti e interessi legittimi dinanzi al giudice, e quelli del c.d. giusto processo. In più, secondo il Palazzaccio, il collegato lavoro sarebbe in contrasto con l’art.117 Cost…. Infine, il Collegato violerebbe anche il principio di ragionevolezza di cui all’art.3 Cost… Insomma, una bocciatura totale…
La Repubblica (ed.Palermo) – 8 febbraio 2011
“Prova scritta per i presidi. Un ricorso allunga i tempi”
░ Il pasticciaccio brutto di via Fattori.
Dopo mesi di delusioni, i presidi “congelati” siciliani segnano un punto a loro favore. Con l’ennesimo controricorso i 426 dd.ss. hanno ricusato il presidente del CGA, Riccardo Virgilio, e quindi chiesto allo stesso organismo di fare pronunciare il CdS sulla competenza a decidere sulla questione: lo stesso CGA, o il TAR-Lazio ? Dopo tanti no, questa voltail CGA accoglie la seconda istanza e sospende il giudizio di merito, che viene spostato al 18 maggio. Nel frattempo, il CdS potrà pronunciarsi, e se stabilirà che la competenza è del TARR Lazio, dopo 30 giorni decadrà l’ordinanza cautelare sulla legge salva-presidi stoppata dal CGA.
“Corsa ad agguantare l’una tantum”
░ Ai 250 mila amministrativi, tecnici e ausiliari saranno dati circa 180 euro. E’ il frutto dei risparmi di sistema. I presidi devono trasmettere i dati per l’accreditamento sul cedolino.
E’ in fase di liquidazione l’una tantum di 180 euro (lordo, pro capite dipendente) a oltre 250 mila Ata. Si tratta di coloro che hanno prestato servizio effettivo nell’a.s.2008/2009, sia con un contratto a t.i. che di durata annuale, ovvero fino al termine delle attività didattiche…. La somma deriva dalle economie delle procedure sulla valorizzazione della sequenza contrattuale, di cui all’accordo siglato il 3 dicembre 2009 e definitivamente stipulato il 15 dicembre 2010… Con una nota del 27 gennaio 2011, il Miur ha emanato apposite disposizioni per consentire agli aventi titolo la corresponsione nel cedolino dello stipendio dell’una tantum…
“E sull’organizzazione del lavoro si va verso il rinvio”
░ In contrasto con alcuni pronunciamenti di direzioni scolastiche regionali e di tribunali, il Miur si orienta a confermare, con una circolare imminente, lo statu quo antea in materia di contrattazione integrativa d’istituto. (Mario d’Adamo)
Il Miur intende affrontare di petto la questione delle materie sulle quali è ancora possibile attivare la contrattazione integrativa, dopo che sono intervenute opposte pronunce giurisdizionali e posizioni divergenti degli uffici scolastici regionali del Veneto e della Toscana. E dopo che la scorsa settimana è stato sottoscritto l’accordo di Palazzo Chigi sulla attuazione della Riforma Brunetta. In tal senso dovrebbe essere emanata, a ore, una circolare che dovrebbe ricalcare nei contenuti quella della Toscana…. La Direzione regionale della Toscana è intervenuta con’interpretazione secondo cui la contrattazione integrativa d’istituto, fino a quando non sarà stipulato un nuovo contratto nazionale che la escluda, resta operativa su tutte le materie previste dall’art.6 del vigente contratto scuola, quindi anche sulle modalità d’impiego del personale…. La stessa posizione è stata assunta da diversi giudici del lavoro (Salerno, Torino, Trieste ecc..) In tal senso è orientato anche il Miur, dopo l’intesa di Palazzo Chigi che ha bloccato l’applicazione delle fasce di merito e ha rinviato a un apposito accordo in sede Aran l’applicazione delle nuove relazioni sindacali…. Intanto nelle scuole regna la confusione. E anche la contestazione tra dd.ss. e RSU, l’un contro l’altro armati. La circolare del Miur dovrebbe fare chiarezza.
“Precari, assunzione o risarcimento”
░ Fioccano le sentenze di condanna al Miur, dopo l’accordo quadro UE; l’ultima, quella del giudice Jacqueline Magi, del tribunale di Livorno, favorevole a 12 insegnanti che, 10 anni addietro, avevano presentato ricorso: assunzione a t.i e risarcimento con una somma commisurata alla ricostruzione della carriera, come avessero avuto un contratto a t.i.
Via libera alle immissioni in ruolo dei precari, oppure agli aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio. Senza passare dall’autorizzazione del Ministero dell’economia. Ma a patto che sia un giudice a disporlo. La normativa europea vieta sia la reiterazione delle supplenze che degli stipendi più bassi per i precari….. … La recente sentenza (r.g. 428/2010) emessa dal giudice del lavoro di Livorno… ha disposto l’immissione in ruolo dei ricorrenti…. Il 3 gennaio è stata emessa dal giudice del lavoro di Trieste una sentenza (n.503/2010) che ha condannato l’amministrazione scolastica ad attribuire ai ricorrenti la ricostruzione di carriera. Le pronunce si inquadrano in un vero e proprio filone, ingenerato dal recente orientamento della giurisprudenza comunitaria, basato sulla dir. 28/&/99/70 CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a t.d.
www.aipd.it/cms/schedenormative – 8 febbraio 2011
“Esito positivo per la prima azione antidiscriminatoria per il sostegno scolastico (Ord. Trib. Milano 10/01/2011)”
░ Riportiamo passaggi dalla Scheda n. 325 Aggiornamento dell’Associazione Italiana Persone Down. La scheda riprende lavoro di Salvatore Nocera (Osservatorio Scolastico sull’Integrazione, dell’AIPD Nazionale) pubblicato sul sito www.superando.it
La LEDHA di Milano ha sostenuto numerose famiglie in una citazione al Tribunale civile per
ottenere il ripristino delle ore di sostegno ridotte all’inizio del corrente anno. Per la prima volta però non è ricorsa al TAR, procedura ormai consolidata, ma ha tentato una nuova strada , quella del ricorso alla L. n° 67/06 contro le discriminazioni ai danni di persone con disabilità. …. L’ordinanza del Tribunale civile di Milano del 10 Gennaio 2011 ha pienamente accolto le richieste.
… E’ in primo luogo da salutare positivamente come la prima applicazione della L. n° 67/06 in materia di inclusione scolastica sia andata a segno, costituendo un precedente assai rilevante, anche per le argomentazioni svolte dal tribunale. Esso infatti ha argomentato sulla base della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che ribadisce nell’art. 24 il diritto all’inclusione scolastica da noi sancito già dalla L. n°104/92. Il Tribunale ha molto basato la propria decisione sulla sentenza della Corte costituzionale n° 80/10 secondo la quale il nucleo essenziale di un diritto costituzionalmente garantito, come quello allo studio, non può essere condizionato da ragioni di bilancio e rimane pienamente esigibile tramite la Magistratura. Il Tribunale ha dichiarato che ridurre le ore di sostegno assegnate l’anno precedente, senza una
motivazione di carattere pedagogico ma solo per ragioni di risparmio, è discriminazione verso gli
alunni con disabilità….
Corriere nazionale – 9 febbraio 2011
“Stipendi dei precari della Scuola. Riconosciuti gli anni pre-ruolo”
░ In applicazione di una sentenza del tribunale del lavoro di Trieste, il periodo di precariato verrà calcolato per intero; oggi lo si valuta perintero limitatamente ai primi 4 anni, e quanto al restante periodo lo si valuta per due terzi. Non pochi docenti hanno oltre 10 anni preruolo.
Buone notizie perle diverse migliaia di precari della scuola: il tribunale del lavoro di Trieste, attraverso la sentenza n.503/2010, resa nota nelle ultime ore, ha accettato il riconoscimento, ai fini degli avanzamenti stipendiali di carriera del personale docente e ATA, di tutti gli anni di servizio precedenti all’assunzione in ruolo. Si tratta di una sentenza importante, per altro non la prima in questa direzione… Il Tribunale ha ritenuto lecita l’osservazione dei legali dei ricorrenti, secondo i quali in Italia non si terrebbe conto della direttiva europea 1999/70 che… ha prevalenza sul diritto nazionale contrattuale…

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