Source: http://docplayer.it/2158328-Parte-i-azioni-collettive-risarcitorie.html
Timestamp: 2017-06-29 09:39:10+00:00

Document:
PARTE I AZIONI COLLETTIVE RISARCITORIE - PDF
Download "PARTE I AZIONI COLLETTIVE RISARCITORIE"
1 PARTE I AZIONI COLLETTIVE RISARCITORIE2 Guido Alpa L ART. 140 BIS DEL CODICE DEL CONSUMO NELLA PROSPETTIVA DEL DIRITTO PRIVATO. PRIME NOTE 1. Premessa. 2. Caratteri della classe. 3. Ambiti di tutela dei diritti e fondamento dell azione di classe. 4. I diritti contrattuali. 5. I danni da prodotto. 6. Le garanzie nella vendita. 7. I danni da pratiche commerciali scorrette. 8. I danni da comportamenti anticoncorrenziali. 9. Alternative sulla applicazione della normativa. 10. Il filtro dell azione di classe. 1. Premessa L art. 49 della legge 23 luglio 2009, n. 99 ha ridisegnato il profilo dell azione collettiva risarcitoria, disciplinata dall art. 140 bis cod. cons. La precedente versione, dettata dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 non era mai entrata in vigore. Ora la rubrica della disposizione è intitolata all azione di classe. Riferita alle persone, l espressione classe è inusuale nel nostro lessico giuridico, e pertanto il suo significato deve essere costruito sulla base dello stesso contenuto della disposizione. Non possono essere utilizzati criteri sistematici, perché nell ambito del codice del consumo altri strumenti processuali, come le azioni previste dagli artt. 139 e 140, sono rivolti alla tutela di interessi collettivi dei consumatori, e sono affidati non a rappresentanti di una classe bensì alle associazioni rappresentative dei consumatori inserite nell elenco previsto dall art Nell ordinamento si contano diverse ipotesi di azioni a difesa di interessi di categoria oltre alle azioni individuali promosse nell ambito dello stesso giudizio da una pluralità di soggetti ma nessuna disposizione che le riguarda può essere invocata per interpretare l art. 140 bis, il quale è un unicum nel nostro universo processuale. Non si possono neppure assumere a modello o come indirizzo interpretativo le regole comunitarie, posto che una disciplina uniforme dell azione collettiva non è ancora giunta a maturazione in ambito europeo, e neppure modelli stranieri, posto che ciascuno di essi ha una3 4 GUIDO ALPA propria fisionomia. L uso della formula class action, con cui per semplicità ci si riferisce anche allo strumento processuale italiano, è frutto di una semplice assonanza con la class action americana, e pur alludendo alla esperienza statunitense che fa capo alla Rule 23 delle Federal Rules of Civil Procedure, che risalgono al 1938, non si può spingere più in là di una mera convenzione linguistica. Peraltro nelle esperienze europee questo strumento processuale è definito in vario modo, facendo riferimento, in particolare, ad un gruppo di soggetti. 2. Caratteri della classe I caratteri della classe si possono rinvenire innanzitutto nella qualificazione dei soggetti che sono legittimati a proporre l azione, qualificati come consumatori e utenti. L art. 140 bis cod. cons. non definisce questo modo di identificare il soggetto, ma, essendo la disposizione contenuta in un codice di settore, si può fare riferimento al contesto normativo in cui essa è collocata: ed è appunto l art. 3, 1 comma, lett. A) che definisce come consumatore o u- tente «la persona fisica che agisce per scopi estranei all attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta». L azione di classe non può quindi essere promossa da persone giuridiche, o da enti non provvisti di personalità giuridica, ad eccezione delle associazioni a cui la persona fisica così qualificata abbia dato mandato ovvero dei comitati a cui la persona fisica partecipi (1 comma). Non è consentito neppure estendere il significato di consumatore o utente a soggetti che svolgano una delle attività sopra richiamate che valgono ad escludere lo status richiesto. Non sono legittimati gli avvocati, i quali peraltro possono difendere anche individualmente il consumatore o utente che voglia promuovere l azione di classe, o assistere il consumatore che intenda aderire ad essa (in questo caso, tuttavia, il 3 comma precisa che l adesione può essere effettuata «senza ministero di difensore»). L azione di classe può essere promossa anche da un solo consumatore o utente, ma deve riguardare una pluralità di soggetti: non è richiesto né un numero adeguato, né un rappresentante di categoria. Il requisito della pluralità di soggetti compare varie volte nel testo: ad es., al 2 comma, ove si parla di una «pluralità di consumatori e utenti» (lett. a)), oppure di «consumatori finali» (lett. b)), oppure al plurale di «consumatori e utenti» (lett. c)), così come al 3 comma. Pur potendo promuovere la tutela dei propri diritti (individuali) mediante l azione di classe il proponente deve però apparire «in grado di curare adeguatamente l interesse della classe» (6 comma). La classe dunque da un lato risulta composta da più soggetti che fanno valere diritti individuali, dall altro diventa identificativa dei soggetti legittimati a coltivare l azione, perché il vaglio della ammissibilità della domanda è effet-4 ART. 140 BIS COD. CONS. NELLA PROSPETTIVA DEL DIRITTO PRIVATO 5 tuato dal tribunale nella fase preliminare con riguardo non tanto alla sommatoria degli interessi individuali quanto piuttosto all interesse della categoria. I caratteri della classe emergono poi da altri indici normativi, dati: dall ambito dei settori in cui l azione può essere promossa, che, secondo il 2 comma, riguardano i diritti contrattuali, i danni da prodotti, i danni derivanti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali; dalla titolarità di diritti e dalla fondatezza della domanda (6 comma); dalla insussistenza di conflitti d interesse dei promotori (il cui interesse opportunamente identificato e qualificato deve quindi riverberarsi sull intera classe) (6 comma); dalla omogeneità dei diritti individuali fatti valere, omogeneità che riceve, a seconda dei settori sopra considerati, diverse connotazioni (1 comma); dai caratteri dei diritti individuali come definiti dal tribunale con l ordinanza di ammissibilità; dai criteri di inclusione o di esclusione degli aderenti all azione nella classe di riferimento (9 comma). Oltre che appartenere a più persone, i diritti debbono essere omogenei oppure identici. L omogeneità dei diritti fatti valere è specificata: per i diritti contrattuali, dalla identità di situazione in cui versano i consumatori e gli utenti nei confronti di una stessa impresa (e non quindi in generale di un professionista, come definito dall art. 3, 1 comma, lett. c), cod. cons.); per i danneggiati dai prodotti, dall essere «consumatori finali» titolari di diritti identici; per i danneggiati da pratiche scorrette e da comportamenti anticoncorrenziali, dall essere gli stessi consumatori e utenti titolari di diritti identici. Sono sufficienti questi indici per definire la classe e quindi per valutare la possibilità di coltivare l azione di classe? Cosa significa omogeneità e identità dei diritti? A questi interrogativi si può rispondere per il momento con altri interrogativi. Può essere sufficiente considerare il titolo in base al quale si agisce? Così sembrerebbe dal tenore del 3 comma, per il quale «l adesione comporta rinuncia a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo». Ma l identità dei diritti, cioè la loro formale e/o sostanziale corrispondenza deve essere ancora più profonda? Se il titolo discende dal rapporto istituito con il convenuto, sarebbe sufficiente la titolarità del diritto al risarcimento o alla restituzione, a sua volta fondato sul contratto o sull atto illecito? Si debbono anche considerare le circostanze di fatto, cioè il tipo di danno subìto, il nesso causale tra comportamenti e danno, la lesione dell interesse tute-5 6 GUIDO ALPA lato che porterebbero in modo formalmente identico per tutti a radicare un azione di classe risarcitoria o restitutoria? O è sufficiente considerare come omogenei ed identici i diritti formalmente vantati, senza riguardo alle specifiche circostanze in cui il danno si è verificato? Cambierebbe la qualificazione della omogeneità e della identità se l azione anziché essere rivolta al risarcimento e alla restituzione fosse circoscritta al mero accertamento del diritto? La dottrina non ha ancora sciolto il nodo delle domande che si possono introdurre con l azione di classe, perché, se si dovesse accedere alla tesi per la quale l espressione «accertamento della responsabilità e condanna» impiegata nel 1 comma allude ad una duplicità di azioni, si dovrebbe ammettere la proponibilità di un azione di accertamento indipendentemente dall azione di condanna. Ma se le parole usate dal legislatore dovessero essere intese in senso letterale, si potrebbe argomentare in senso contrario, cioè nel senso della inscindibilità delle azioni in forza del disposto del 12 comma, secondo il quale «se accoglie la domanda, il tribunale pronuncia sentenza di condanna». Il testo della disposizione si arresta alla qualificazione dei diritti, e non si dilunga più di tanto nella individuazione dei criteri utili per la loro qualificazione. In altri termini, fino a che punto si deve spingere il processo di qualificazione dei diritti omogenei o identici? Si deve ritenere che il danno lamentato dai proponenti sia identico anche nell ammontare? La risposta dovrebbe essere negativa. Rifacendosi sempre alla lettera della norma, l interprete nota che il 12 comma menziona le «somme definitive», il che lascerebbe propendere per una possibile differenza tra le somme liquidate a ciascun proponente o aderente; e così quando il comma si riferisce al «criterio omogeneo di calcolo per la liquidazione di dette somme». La formula di diritti omogenei, diritti identici, situazioni identiche, e così via può essere dunque assunta almeno in tre diverse accezioni, che graduano o colorano il suo significato: quella di identità formale, derivante dallo stesso titolo, quella di identità sostanziale, derivante dalla stessa tipologia di danno, quella di identità assoluta, consistente nella ripetitività delle situazioni per così dire fotografate nella loro oggettività, divergenti tra loro solo per la loro riconducibilità ai soggetti questi sì non identici, ma accomunati dal medesimo status componenti della classe. I problemi interpretativi, però, non finiscono qui. In altri termini, si deve considerare la classe come una categoria unitaria, o si possono distinguere sotto-gruppi, sotto-classi, sotto-categorie di diritti appartenenti ai soggetti inclusi nella classe e protetti da una definizione ampia di essa? Un esempio emblematico della questione può essere tratto dalla casistica in materia di violazione del dovere di informazione sulle caratteristiche dei prodotti finanziari, sempre che si ritenga che l azione di classe sia applicabile anche a questa materia (questione che si accennerà tra poco): vi sono casi nei quali il consumatore aveva sottoscritto moduli predisposti dall intermediario6 ART. 140 BIS COD. CONS. NELLA PROSPETTIVA DEL DIRITTO PRIVATO 7 che consentivano a questo di scegliere tra i prodotti finanziari, altri casi in cui il consumatore aveva sottoscritto moduli di acquisto di prodotti non adeguatamente illustrati, altri casi ancora in cui il consumatore aveva sottoscritto moduli che contenevano clausole di recesso esperibile nella lunga durata, altre volte ancora il consumatore non aveva sottoscritto moduli di acquisto ma moduli di gestione del patrimonio; e casi in cui il consumatore non aveva effettuato l acquisto ma aveva rinvenuto i titoli nel proprio portafoglio grazie ad un acquisto per così dire imposto. Di più: in alcuni casi il consumatore aveva effettuato una pluralità di investimenti, in altri casi gli investimenti erano stati effettuati in tempi diversi; ancora, alcuni consumatori avevano dichiarato una bassa propensione al rischio, in altri una media e in altri una alta propensione. Oppure, si pensi al danno alla salute derivante dalla diffusione di una partita di cibo in scatola avariato: i danni potrebbero riguardare diverse partite dei prodotti, diversi periodi di tempo di immissione sul mercato, diversi riflessi sulla integrità fisio-psichica, diversi tipi di danno patrimoniale correlati con l attività lavorativa che non si è potuta esercitare, diverse tipologie di consumatori distinti per età ed esperienza, e così via. In tutte queste ipotesi si formano classi separate che richiedono azioni separate oppure sottoclassi di una unica classe per un unica azione di classe? 3. Ambiti di tutela dei diritti e fondamento dell azione di classe Alcuni dei problemi sopra accennati si erano già affacciati nel corso della discussione della versione precedente del testo dell art. 140 bis cod. cons. Il primo fra tutti riguardava e riguarda tuttora il significato della collocazione di questa disposizione nel contesto di un codice di settore dedicato al consumo, e non nel codice di procedura civile; si era poi sottolineato che il codice del consumo attiene per l appunto alla categoria economica e ai rapporti che si intrecciano tra professionisti e consumatori e non è uno statuto dei diritti dei consumatori, anche se essi sono enunciati, in modo certamente non esaustivo, dall art. 2 che apre il codice. Di qui la sovrapposizione di diversi piani di tutela, tra loro non facilmente coordinabili. Se si interpreta la lettera restrittivamente, il nuovo strumento processuale può essere utilizzato solo per la tutela dei diritti elencati nelle lett. a), b), c) del 2 comma dell art. 140 bis, ma non per la tutela di tutti i diritti «riconosciuti come fondamentali» dall art. 2 cod. cons., e ciò nonostante che i diritti espressamente elencati come oggetto di tutela offerta dall azione di classe siano riconducibili ai diritti fondamentali, senza esaurirli interamente. Così accade per i diritti contrattuali : per l appunto i c.d. diritti contrattuali sono contemplati anche all art. 2, 2 comma, lett. e), ove si sancisce il diritto dei consumatori alla correttezza, alla trasparenza ed all equità nei rapporti contrattua-7 8 GUIDO ALPA li. Così accade per il danno da prodotto: il danno da prodotto è implicitamente considerato dalle lett. a) e b) dell art. 2, 2 comma, ove si sancisce il diritto dei consumatori alla tutela della salute e alla sicurezza della qualità dei prodotti e dei servizi; il danno da pratiche commerciali scorrette può essere ricondotto alla lett. c-bis) della medesima disposizione ove si sancisce il diritto dei consumatori all esercizio delle pratiche commerciali secondo principi di buona fede, correttezza e lealtà; il danno da comportamenti anticoncorrenziali non è ricompreso nell elenco dei diritti fondamentali del codice del consumo, ma la Risoluzione comunitaria sulla tutela del consumatore risalente al 1975 includeva tra i diritti dei consumatori anche, genericamente, la tutela degli interessi economici, tutela ribadita dalla Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, a cui ben possono afferire i diritti derivanti dalla violazione di regole di concorrenza aventi effetti pregiudizievoli per i consumatori. Se si scorrono poi altre disposizioni contenute nel codice del consumo, a questi diritti si debbono aggiungere i diritti degli utenti pregiudicati dall esercizio di attività televisive e i diritti degli utenti derivanti dalla diffusione di messaggi pubblicitari di medicinali per uso umano (art. 139, concernente la legittimazione ad agire delle associazioni iscritte nell elenco ministeriale per promuovere l azione inibitoria in materia). Il nuovo testo dell art. 140 bis rimuove i dubbi sulla tutela degli interessi collettivi dei consumatori, perché in tante occasioni sottolinea come l azione di classe così come congegnata sia rivolta a proteggere solo diritti individuali. La dimensione collettiva però non è stata definitivamente soppressa: la promozione dell azione di classe deve rispondere alla apparenza di tutela di un interesse della classe. Non si deve poi passare sotto silenzio il fatto che l art. 2 con cui si apre il codice del consumo si premura di enunciare il riconoscimento e la garanzia dei «diritti e degli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti» promuovendone la protezione «anche in forma collettiva e associativa». La tutela degli interessi collettivi sembra dunque circoscritta alla tutela inibitoria (artt cod. cons.). L azione di classe è uno strumento che riguarda dunque alcuni diritti non tutti i diritti dei consumatori. Sono dunque esclusi dall ambito di proponibilità dell azione di classe i diritti fondamentali della persona intesi come diritti inviolabili costituzionalmente garantiti, i diritti riconosciuti nella Carta dell unione europea e i diritti dell uomo protetti dalla Convenzione di Roma e ciò nonostante che proprio le grandi sfide della nostra epoca e il grado di democrazia di un Paese si misurino sulla intensità/effettività della tutela dei diritti fondamentali; anzi, questo settore appare come il più significativo nella storia della giurisprudenza statunitense che ha consentito il ricorso alla class action. È escluso dall ambito di applicazione dello strumento processuale anche il diritto all ambiente, inteso sia come diritto alla salute leso da inquinamento o deterioramento dell ambiente, sia come interesse collettivo alla conservazione8 ART. 140 BIS COD. CONS. NELLA PROSPETTIVA DEL DIRITTO PRIVATO 9 dei beni ambientali; e ciò nonostante che i casi via via sottoposti all esame dei giudici dalla vicenda della nube tossica di Seveso a quella dei fanghi rossi di Scarlino, da quella dell inquinamento delle falde acquifere dovuto a scarichi industriali a quella dell inquinamento del suolo cagionato da rifiuti radioattivi, all inquinamento marino per il deposito di residui di cromo o per l avaria di una nave petroliera siano assai eloquenti sulla esigenza di assicurare alle vittime un adeguato rimedio processuale per rendere efficiente, sollecita, semplificata la reazione dell ordinamento di fronte a disastri che colpiscono intere collettività. E che dire dei diritti dei risparmiatori ormai per giurisprudenza consolidata (e non solo per orientamento pressoché univoco della dottrina) accomunati ai diritti dei consumatori, ma protetti in due testi unici, il t.u. bancario e il t.u. sulla intermediazione finanziaria, estranei al codice del consumo, salva la disciplina dei contratti a distanza di servizi finanziari? In quanto tali non si potrebbero proteggere con l azione di classe, neppure se connessi ad un rapporto di credito al consumo, a meno che non si facciano rientrare, ma ad altro titolo, nella categoria dei diritti contrattuali come si è proposto negli e- sempi iniziali o nei danni da comportamenti anticoncorrenziali. Rimangono poi estranei alla operatività dell azione di classe ma non all azione inibitoria di cui agli artt. 139 e 140 cod. cons. gli interessi collettivi e gli interessi diffusi. Le preoccupazioni dell interprete che si proponga di esaminare questa disciplina dal punto di vista del diritto sostanziale non si esauriscono nelle questioni che si sono accennate, perché si estendono anche alle categorie dei diritti in cui l azione di classe è esplicitamente garantita. 4. I diritti contrattuali Il 2 comma identifica uno dei settori capitali del mercato del consumo i vincoli negoziali istituiti tra consumatori e imprese alludendo alla tutela dei diritti che i consumatori possono proteggere anche facendo ricorso alla azione di classe. Questi diritti sono denominati contrattuali : di solito ci si riferisce al diritto contrattuale come ad una branca del diritto civile o ad una sezione dell ordinamento privatistico; qui la nozione è soggettivata, e pertanto si dovrebbe intendere nel senso di diritti che derivano da fonte contrattuale, cioè da un vincolo contrattuale istituito dal consumatore (o utente) con il professionista, qui connotato come imprenditore. I diritti che derivano da fonte contrattuale sono i più vari, stante l orizzonte indefinito dell autonomia contrattuale. Nell ambito del rapporto di consumo, secondo il quale si articola la normativa contenuta nell apposito codice di settore, si disciplinano i contratti del9 10 GUIDO ALPA consumatore in generale, cioè le clausole vessatorie (art. 33 ss.), la promozione delle vendite (art. 39 ss.) il credito al consumo (anche se solo accennato per un rinvio), la conclusione di contratti fuori dei locali commerciali, la conclusione di contratti a distanza inclusi i servizi finanziari ai consumatori la multiproprietà, i servizi turistici, le clausole di esonero dalla responsabilità del produttore (art. 1124) e le garanzie nella vendita (art. 128 ss.). I diritti riconosciuti dal codice del consumo sono irrinunciabili, essendo nulla ogni disposizione in contrasto con il codice (art. 143). Questo è, per scelta legislativa, il corpus delle regole sui contratti del consumatore, a cui si applicano anche le regole sul contratto in generale, ove non derogate dalle prime (art bis cod. civ.). Il 2 comma non fa menzione, a proposito dei diritti contrattuali, della disciplina contenuta nel codice del consumo, ma va da sé che la fonte contrattuale primaria è costituita dai contratti del consumatore e quindi dalle regole legislative e convenzionali che si applicano ad essi. L inciso «inclusi i diritti relativi a contratti stipulati ai sensi degli artt e 1342 cod. civ.» è pertanto additivo. La conoscibilità delle condizioni generali di contratto (art. 1341, 1 comma), la inefficacia delle clausole vessatorie elencate nel 2 comma della medesima disposizione, la prevalenza delle clausole aggiunte su quelle predisposte in moduli o formulari (art. 1342) ampliano, in quanto possibile, l ambito di tutela assicurato dalle disposizioni contenute nel codice del consumo. Il codice del consumo, sempre con riguardo ai contratti del consumatore e quindi, ai diritti contrattuali che ne discendono contiene una norma di rinvio, l art. 38, per la quale «ai contratti conclusi tra il consumatore ed il professionista si applicano le disposizioni del codice civile». Ora, anche se si volesse circoscrivere la tutela ai diritti contrattuali derivanti da rapporti istituiti con le imprese (e non con tutti i professionisti), ed anche se i diritti contrattuali che si possono far valere con l azione di classe debbono essere vantati da una «pluralità di consumatori che versano ( ) in situazione identica», rimarrebbero sempre prospettabili azioni di adempimento, azioni di risoluzione, a- zioni di risarcimento del danno. Si può pensare anche all azione di nullità prevista dall art. 36 cod. cons., che è una azione di accertamento cui consegue però la restituzione? Oppure si può pensare ad una nullità dichiarata incidentalmente con condanna al risarcimento del danno ex art cod. civ., oppure ad un risarcimento del danno per violazione della correttezza e buona fede? E come si devono intendere i rimedi collegati con le garanzie nella vendita? O si deve pensare che la normativa riguardi solo i contratti redatti per i- scritto e le singole clausole che essi contengono? Anche la identità delle situazioni deve essere meditata. Se identità significa identità di contratti conclusi dai consumatori che agiscono mediante l azione di classe o ad essa aderiscono, nulla quaestio. Ma ciò significa anche identità di domande derivanti dalla violazione di diritti contrattuali fondati sul medesimo contratto? Se la domanda riguarda una clausola di esonero da responsa-10 ART. 140 BIS COD. CONS. NELLA PROSPETTIVA DEL DIRITTO PRIVATO 11 bilità contenuta nel modulo contrattuale sottoscritto da una pluralità di consumatori, il giudice può rilevare d ufficio (come ha statuito di recente la Corte di Giustizia dell Unione europea) la nullità di altre clausole? Si debbono promuovere tante azioni di classe quante sono le clausole o i gruppi di clausole che si vogliono colpire? Se la prima delle azioni di classe promossa ne colpisce solo una, i suoi promotori o i consumatori aderenti possono poi promuovere o aderire ad altre azioni di classe avviate per colpire altre clausole del medesimo contratto diffuso dalla medesima impresa? Se tutte le azioni promosse per o- gni singola clausola sono presentate dinanzi al medesimo giudice, questi può decidere di riunirle? 5. I danni da prodotto Il danno da prodotto non colpisce solo il consumatore finale, ma ogni vittima che sia venuta a contatto con il prodotto, come il semplice bystander, l ospite, il componente della famiglia che non ha comprato il prodotto; il consumo del prodotto non è necessario per potersi avvalere della disciplina. Gli intenti della direttiva comunitaria, della disciplina attuativa, e delle regole del codice del consumo che l hanno recepita, agli artt. 114 ss. cod. cons., sono indubbi a questo proposito. Il testo del 2 comma, lett. b) che fa riferimento ai «diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale» dovrebbe essere dunque inteso nel senso che come già per l interpretazione del codice del consumo l inserimento di queste disposizioni nel codice di settore non implica una riduzione della categoria dei soggetti tutelati, ma una interpretazione letterale delle disposizioni non superabile cioè non comprimibile da quella sistematica. Tutte le vittime di un prodotto difettoso possono invocare questa disciplina, se hanno subito un danno dal prodotto. Certo la disciplina qui prevista deve essere poi integrata da quella recata dagli artt. 114 ss. cod. cons. I soggetti sono tutelati «anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale» con il «relativo produttore». L azione ha natura extracontrattuale, se si tratta di consumo o contatto con il prodotto; il consumatore o danneggiato possono avvalersene anche se non hanno istituto un rapporto contrattuale con il produttore. Sorgono però due questioni. La prima è se l azione sia proponibile dall acquirente, che sia consumatore solo per status ma non abbia direttamente consumato il prodotto e quindi non sia stato colpito nella sua integrità fisica, ma abbia però istituito un rapporto contrattuale diretto con il produttore. L «anche» inserito nel testo sopra riportato porterebbe ad ammetterlo. La seconda è se legittimato passivo sia solo il produttore, visto che il 2 comma della lett. b) si riferisce al produttore senza definirlo. Il codice del11 12 GUIDO ALPA consumo ne dà una definizione ampia, che comprende anche altre categorie di professionisti. La formula dell art. 3, 1 comma, lett. d), cod. cons. riprende le regole previste dall art. 116 cod. cons. sulla responsabilità del fornitore e dell importatore. Anche in questo caso occorre individuare la regola interpretativa che collega l art. 140 bis con le regole interne al codice del consumo. È necessario poi stabilire se si debba istituire un collegamento delle disposizioni processuali e sostanziali anche dal punto di vista del tipo di danno risarcibile e delle condizioni di decadenza e prescrizione stabilite dal codice del consumo in deroga al codice civile. Ma questo rinvio alle regole sulla responsabilità del produttore contenute nel codice del consumo non si rinviene nel testo dell art. 140 bis: ed allora, anche in questo caso, o si ritiene che si tratti di una disciplina che si deve ricondurre in via sistematica al contesto normativo nel quale essa è collocata, e quindi deve essere integrata dalle disposizioni della materia, anche se non e- splicitamente richiamate, oppure si tratta di una disciplina che, introducendo un nuovo strumento processuale, può esorbitare dall ambito del codice del consumo. Se così fosse, non si applicherebbero le limitazioni riguardanti la tipologia dei danni risarcibili, la decadenza e la prescrizione, e così via, ma se l azione fosse fondata sull art cod. civ. sarebbe dubbia la possibilità di imputare al produttore una responsabilità oggettiva. Sul punto, per la verità, la dottrina non è univoca, perché già in epoca anteriore alla attuazione della direttiva comunitaria in materia si era convenuto da molti che si fosse in presenza di responsabilità senza colpa. 6. Le garanzie nella vendita Anche i diritti derivanti dal contratto di vendita di beni di consumo hanno natura contrattuale: pertanto i consumatori-acquirenti possono farli valere, alle condizioni previste, anche mediante azione di classe. Ciò a duplice titolo: come diritti contrattuali derivanti da contratti conclusi mediante moduli o formulari ex artt e 1342 cod. civ., come diritti contratti derivanti da un rapporto istituito con l impresa anche al di fuori della applicazione degli artt e 1342 ed allora mi riferirei agli artt. 128 ss. cod. cons. e come soggetti danneggiati dal prodotto, che si aggiungono alle categorie delle vittime che non abbiano istituito un rapporto contrattuale con il produttore. I rimedi concessi dalla disciplina speciale del rapporto di consumo rientrano nell ambito della garanzia e quindi in senso lato della responsabilità contrattuale (sostituzione, riparazione) a cui si può aggiungere il risarcimento del danno. Sarebbe difficile impedire il ricorso a queste regole sol perché nel testo dell art. 140 bis non sono menzionate direttamente le garanzie nella vendita. Documenti analoghi
Avv. Sergio Maria Battaglia Docente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio Roma, 28 marzo 2009 I profili di responsabilità nei rapporti banca cliente La violazione degli obblighi Biennio Dettagli LeggeMania ~ Quos ego
LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell Dettagli Portabilità del mutuo e surrogazione dopo l articolo 8 del D.L. sulla concorrenza (cd. Bersani-bis)
Portabilità del mutuo e surrogazione dopo l articolo 8 del D.L. sulla concorrenza (cd. Bersani-bis) Decreto Legge 25 gennaio 2007 Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, Dettagli DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO
IX LEGISLATURA AREA GIURIDICO-LEGISLATIVA Servizio per l'assistenza giuridico-legislativa in materia di attività economico produttive e di territorio e ambiente DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO Argomento: Dettagli Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa
Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione Premessa La disciplina del risarcimento del danno arrecato dalla Pubblica Amministrazione, qualora la stessa avesse occupato aree di proprietà Dettagli Scheda n. 10 L'azione di classe in antitrust a cura della redazione dell Osservatorio ARC di Giorgio Afferni (Università degli Studi di Genova)
Scheda n. 10 L'azione di classe in antitrust a cura della redazione dell Osservatorio ARC di Giorgio Afferni (Università degli Studi di Genova) 1. A cosa servono le azioni di classe? 2. Quali soggetti Dettagli Il credito al consumo ed il mutuo di scopo
Il credito al consumo ed il mutuo di scopo Nota a : Cassazione Civile, 16 Febbraio 2010, n. 3589, sez. III. A cura del Dott. Matteo Smacchi, LL.M. 1 La sentenza della Corte di Cassazione Civile n. 3589 Dettagli RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa Dettagli IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa.
Milano, 16 aprile 2012 CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA DEL DISTRETTO DI MILANO LE RECENTI NOVITA' NORMATIVE E IL LORO IMPATTO SUL MONDO DELLA GIUSTIZIA: Dettagli CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009
Avv. Sergio Maria Battaglia Docente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio Roma, 28 marzo 2009 IL CONTRATTO DI INVESTIMENTO: principi e regole di comportamento nelle trattative La disciplina Dettagli DIRITTO COMMERCIALE INTERNAZIONALE
DIRITTO COMMERCIALE INTERNAZIONALE PARTE GENERALE A/A 2014-2015 PROF. AVV. ROBERTO CECCON UNIVERSITÀ DI TRENTO FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA 1 ES: AZIONE AVANTI IL GIUDICE STRANIERO Un produttore francese Dettagli L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima
L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima dell atto introduttivo del giudizio, perché le azioni Dettagli LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE
INFORMA. Circolare informativa - ottobre 2009 Materia Giuridica: Mediazione tipica e mediazione atipica: i nuovi profili di responsabilità delineati dalla pronuncia della Cassazione civile 14.07.2009 n. Dettagli Il principio di buona fede nei contratti di franchising
Il principio di buona fede nei contratti di franchising In questo articolo verrà analizzato il principio di buona fede applicato ai contratti di franchising, anche grazie all analisi della giurisprudenza Dettagli DIRITTI CIVILI E POLITICI
Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del Dettagli LA SURROGA DELL ASSICURATORE
LA SURROGA DELL ASSICURATORE L ASSICURATORE CHE HA PAGATO L INDENNITÀ È SURROGATO, FINO ALLA CONCORRENZA DELL AMMONTARE DI ESSA NEI DIRITTI DELL ASSICURATO VERSO I TERZI RESPONSABILI. (Art. 1916 C.C.) Dettagli REGOLAMENTO INTERMEDIARI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA ETICA O SOCIALMENTE RESPONSABILE (ART. 117-TER DEL TUF) ESITO DELLE CONSULTAZIONI
REGOLAMENTO INTERMEDIARI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA ETICA O SOCIALMENTE RESPONSABILE (ART. 117-TER DEL TUF) ESITO DELLE CONSULTAZIONI 1 giugno 2007 Il 7 febbraio 2007 la Consob ha diffuso un documento Dettagli Diritto dell Unione Europea. Indice
IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema Dettagli RISOLUZIONE N. 175/E
RISOLUZIONE N. 175/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma 28 aprile 2008 Oggetto: Operazioni finanziarie IVA Art. 10 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 Istanza di interpello 2007. Con istanza Dettagli IL COLLEGIO DI ROMA. [Estensore]
IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale..... Presidente Avv. Bruno De Carolis. Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio.. Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Membro designato Dettagli TRIBUNALE DI PISTOIA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale di Pistoia, sezione lavoro, in persona del dott.
TRIBUNALE DI PISTOIA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Pistoia, sezione lavoro, in persona del dott. Giuseppe De Marzo, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile Dettagli DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 2260
Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 2260 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori SANGALLI, BUBBICO e FIORONI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 5 LUGLIO 2010 Modifiche al codice delle assicurazioni Dettagli ORDINANZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA. DELL UNIONE EUROPEA (Seconda Sezione) 28 aprile 2015 (*)
ORDINANZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA DELL UNIONE EUROPEA (Seconda Sezione) 28 aprile 2015 (*) «Articolo 34, paragrafi 1 e 2, del regolamento di procedura Pregiudizio alla corretta amministrazione Dettagli INDENNIZZO DIRETTO EX ART. 149 CODICE DELLE ASSICURAZIONI
INDENNIZZO DIRETTO EX ART. 149 CODICE DELLE ASSICURAZIONI di Guido Belli Cultore di diritto civile nell Università di Bologna SOMMARIO: 1. Il risarcimento diretto. 2. Ambito di applicazione. 3. Questioni Dettagli IL COLLEGIO DI NAPOLI. - avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia
IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri...Presidente - avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia - prof. avv. Fabrizio Maimeri...membro designato Dettagli La procedura è improseguibile ed è sospesa fino all omologazione
(Tribunale di Bari, G.E. dott. N.Magaletti, ord. del 18.11.2013) MUTUO FONDIARIO CONCORDATO PREVENTIVO DIVIETO AZIONI ESECUTIVE La procedura è improseguibile ed è sospesa fino all omologazione di Walter Dettagli Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale)
CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte Dettagli PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Dettagli DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
L 110/30 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 1.5.2009 DIRETTIVE DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009 relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi Dettagli APPLICABILITA DELLE DISPOSIZIONI ANTIRICICLAGGIO ALLE SOCIETA PER LA CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI
APPLICABILITA DELLE DISPOSIZIONI ANTIRICICLAGGIO ALLE SOCIETA PER LA CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI 1. Premessa La disciplina antiriciclaggio contenuta, in particolare, nel Decreto Legge 3 maggio 1991, Dettagli TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 ORDINANZA
N. R.G. 2015/435 TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 Il Giudice del Lavoro dott. Mariarosa Pipponzi, a scioglimento Dettagli Art. 5, comma 8 del d.l. n. 95/2012, convertito nella legge n. 135/2012.
Art. 5, comma 8 del d.l. n. 95/2012, convertito nella legge n. 135/2012. La monetizzazione delle ferie maturate e non fruite aveva trovato una prima regolamentazione, specifica ed espressa, nei CCNL dei Dettagli Prima traccia esame avvocato 2015: parere di diritto civile
Prima traccia esame avvocato 2015: parere di diritto civile PRIMA TRACCIA Tizio coniugato con due figli è deceduto ab intestato il 12.1.2015 lasciando un patrimonio costituito esclusivamente da un appartamento Dettagli COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari
COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SANTORO Membro designato Dettagli LA REVOCA DEGLI AFFIDAMENTI BANCARI
LA REVOCA DEGLI AFFIDAMENTI BANCARI Il problema derivante dall eventuale responsabilità delle banche per la revoca degli affidamenti alle imprese trova il suo fondamento nella prevalenza sempre maggiore Dettagli SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03
SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03 «Politica di immigrazione Diritto al ricongiungimento familiare dei figli minori di cittadini di paesi terzi Tutela dei diritti Dettagli Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14
Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione Dettagli L OGGETTO DEL CONTRATTO DI LOGISTICA
SCOPO DEL MIO INTERVENTO Con questo intervento vorrei riuscire a fornirvi dei facili strumenti interpretativi per gestire correttamente gli eventi sinistrosi di qualsiasi natura che possono verificarsi Dettagli Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale
Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Corte di Cassazione, sezione terza civile, Sentenza del 7 gennaio 2004, Dettagli La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni
IMMIGRAZIONE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Campania Legge della Regione Campania 8 febbraio 2010, n. 6 recante Norme per l inclusione sociale, economica e culturale Dettagli La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.
La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com La Corte Costituzionale, nell ormai lontano 1965, fu chiamata a pronunciarsi Dettagli Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale
Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento Dettagli APPALTI, SERVIZI E FORNITURE
APPALTI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE PROF. SERGIO PERONGINI Indice 1 APPALTI, SERVIZI E FORNITURE -------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 di 9 1 Appalti, Dettagli Speciale riforma delle società. Società a responsabilità limitata IL CONTROLLO CONTABILE NELLE S.R.L. ALLA LUCE DELLA RIFORMA di Vincenzo Salafia
Società a responsabilità limitata IL CONTROLLO CONTABILE NELLE S.R.L. ALLA LUCE DELLA RIFORMA di Vincenzo Salafia Una delle questioni che la lettura e l interpretazione delle regole contenute nel nuovo Dettagli La revoca del licenziamento
Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria Dettagli NEwSLETTER. Del 17 marzo 2014
NEwSLETTER Del 17 marzo 2014 La giurisprudenza a seguito delle novità Introdotte con il d.l. 150/2012 (c.d. decreto balduzzi), convertito con modificazioni dalla l. 189/2012 In considerazione delle problematiche Dettagli RISOLUZIONE N. 52 /E
RISOLUZIONE N. 52 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 16 maggio 2014 OGGETTO: Consulenza giuridica Disciplina IVA delle prestazioni, rese alle imprese assicuratrici, di gestione degli attivi a copertura Dettagli SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*)
SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*) «Rinvio pregiudiziale Spazio di libertà, sicurezza e giustizia Cooperazione giudiziaria in materia civile Regolamento (CE) n. 864/2007 Articolo Dettagli 3. Il servizio di ricezione e trasmissione di ordini
Le specificità dei singoli servizi. Offerta fuori sede e tecniche di comunicazione a distanza 161 3. Il servizio di ricezione e trasmissione di ordini Per la prestazione del servizio di ricezione e trasmissione Dettagli 6 L art. 3 della direttiva IPPC fa riferimento agli obblighi fondamentali del gestore.
Pagina 1 di 6 SENTENZA DELLA CORTE (Settima Sezione) 31 marzo 2011 (*) «Inadempimento di uno Stato Ambiente Direttiva 2008/1/CE Prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento Condizioni di autorizzazione Dettagli Decreto legislativo recante riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori - Codice del consumo.
Decreto legislativo recante riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori - Codice del consumo. Art. 1 (Finalità ed oggetto) Art. 2 (Diritti dei consumatori) Art. 3 (Definizioni) Dettagli di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)
Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in Dettagli IL COLLEGIO DI MILANO
IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente - Prof. Avv. Emanuele Cesare Lucchini Guastalla Membro designato dalla Banca d'italia (Estensore) - Prof. Avv. Mauro Dettagli Tribunale Civile di Genova Nona Sezione
N. 4829/2014 R.G. Tribunale Civile di Genova Nona Sezione Il Tribunale riunito in camera di consiglio in persona dei magistrati Dott. Luigi Costanzo Presidente Dott. Cinzia Casanova Giudice Dott. Emanuela Dettagli CLASS ACTION. Dal primo gennaio 2010, anche in Italia è possibile, come ormai da. moltissimi anni in tanti Paesi, procedere alle cause di gruppo.
CLASS ACTION Dal primo gennaio 2010, anche in Italia è possibile, come ormai da moltissimi anni in tanti Paesi, procedere alle cause di gruppo. La class action, regolamentata dall art. 140 bis del codice Dettagli Segue una breve disamina dei principali contenuti degli altri articoli.
Circolare n. 86 AP/cg - 30 ottobre 2007 TITOLO: Approvazione dello schema di decreto legislativo concernente disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Dettagli i diritti dei membri della famiglia legittima.
Secondo il dettato dell art 30 della Costituzione, la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, salvo il limite di compatibilità con i diritti dei membri della Dettagli COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTARELLI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari
COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) LAPERTOSA (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SANTARELLI Membro Dettagli A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
A001031, 1 A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO Importante sentenza della Corte di cassazione, con cui la Dettagli 1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione.
DOTT. SABRINA PAGANI - PARTNER AVV. ROBERTO RESPINTI - PARTNER Milano, 4 Dicembre 2014 Licenziamenti collettivi e Dirigenti: novità in vigore dal 25.11.2014. (Legge 30 Ottobre 2014 n. 161 che estende l Dettagli In linea generale, l impresa collettiva è quella
UNIBAS ECONOMIA AZIENDALE -Diritto commerciale 2013/14 IMPRESA COLLETTIVA E SCOPI ASSOCIATIVI In linea generale, l impresa collettiva è quella - esercitata in comune da più soggetti; - nella titolarità Dettagli SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 3 settembre 2015 (*)
SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 3 settembre 2015 (*) «Rinvio pregiudiziale Direttiva 93/13/CEE Articolo 2, lettera b) Nozione di consumatore Contratto di credito concluso da una persona fisica che Dettagli TRIBUNALE ORDINARIO di FIRENZE. Sezione lavoro ORDINANZA. contro. Avv. DE ANGELIS RAFFAELLA
TRIBUNALE ORDINARIO di FIRENZE Sezione lavoro ORDINANZA R.G. n. 2013 / 2679 ASSOCIAZIONE STUDI GIURIDICI SULL IMMIGRAZIONE Avv. CONSOLI DANIELA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIRENZE Avv. DE ANGELIS RAFFAELLA Dettagli Proposte in ordine alla rielaborazione del vigente D.Lgs. 188/2008
Proposte in ordine alla rielaborazione del vigente D.Lgs. 188/2008 Audizione XIII Commissione Territorio, ambiente e beni ambientali Senato della Repubblica Il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Dettagli RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte
RISOLUZIONE N. 56/E Roma, 30 maggio 2014 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte Pervengono alla scrivente quesiti circa il trattamento Dettagli RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità Dettagli Commercio internazionale e norme applicabili ai contratti internazionali
STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA ABILITATO AL BILINGUISMO TEDESCO - ITALIANO DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO IDONEO ALL ESAME DI STATO DI COMPETENZA LINGUISTICA CINESE Dettagli NEGLI ENTI LOCALI 19 APRILE 2010 INTRODUZIONE
CONTRATTI BANCARI INTEREST RATE SWAP NEGLI ENTI LOCALI 19 APRILE 2010 INTRODUZIONE PREMESSA Numerosi enti locali negli ultimi dieci anni hanno sottoscritto i tanto discussi contratti derivati I.R.S., c.d. Dettagli I I PRODOTTI ASSICURATIVI MODULO 1 L
INDICE Premessa PARTE I I PRODOTTI ASSICURATIVI MODULO 1 L assicurazione vita e l assicurazione danni 1.1. Le Polizze Vita: impignorabilità, insequestrabilità e trattamento successorio 1.1.1 I contrasti Dettagli Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri
Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri L estensione dell obbligo della formazione continua agli iscritti all Ordine degli Ingegneri (art. 3, comma 5, lettera b) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. Dettagli SINTESI DURATA GIUDIZIO
SINTESI Cause Apicella c/ Italia (ricorso n. 64890/01), Cocchiarella c/ Italia (ricorso n. 64886/01), Ernestina Zullo c/ Italia (ricorso n. 64897/01), Giuseppe Mostacciuolo c/ Italia (n. 1) (ricorso n. Dettagli Studio Legale Avv.ti Brandolini & Marcati Via Palestro n. 40 Legnano (MI) Tel. + 39 0331 441050 r.a. Fax + 39 0331 450379 E mail brandolini@nemo.
Studio Legale Avv.ti Brandolini & Marcati Via Palestro n. 40 Legnano (MI) Tel. + 39 0331 441050 r.a. Fax + 39 0331 450379 E mail brandolini@nemo.it NOTA INFORMATIVA N. 1/2009 IL RECUPERO CREDITI DI SOCIETA Dettagli COMUNIONE: LA RAPPRESENTANZA RECIPROCA CON LEGITTIMAZIONE SOSTITUTIVA Annotazione a Corte di appello di Roma, sezione quarta, sentenza del 13.2.2013.
Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 ----------------------------------------------- COMUNIONE: LA RAPPRESENTANZA RECIPROCA CON LEGITTIMAZIONE SOSTITUTIVA Annotazione Dettagli LE NORME STUDIO LEGALE ANDREELLO VIA MEDOACO 4 PADOVA TEL. 0498765327 FAX 0498647543
LE NORME La responsabilità del produttore per i danni derivanti da prodotto difettoso è stata introdotta nel nostro ordinamento dal D.P.R. 224/1988 che ha dato attuazione alla Direttiva 85/374/CEE relativa Dettagli 1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie;
1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; 1993 - sentenza Brasserie du Pecheur: 1) le condizioni fissate per il risarcimento del danno a Dettagli DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO
DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA di NICOLA LOFRANCO Con la sentenza n. 29/2015 del 7 gennaio 2015 la Corte d Appello Dettagli TRIBUNALE DI UDINE - sezione civile Decreto. nel procedimento di opposizione allo stato passivo promosso da. contro
TRIBUNALE DI UDINE - sezione civile Decreto Il Tribunale di Udine, sezione civile, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori magistrati: dott. Alessandra BOTTAN GRISELLI Presidente dott. Dettagli Compravendita: evizione parziale subita dal compratore dell immobile acquistato
STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA ABILITATO AL BILINGUISMO TEDESCO - ITALIANO DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO IDONEO ALL ESAME DI STATO DI COMPETENZA LINGUISTICA CINESE Dettagli SENTENZA DELLA CORTE (Decima Sezione) 13 giugno 2013 (*)
1 di 7 18/06/2013 17.23 SENTENZA DELLA CORTE (Decima Sezione) 13 giugno 2013 (*) «Inadempimento di uno Stato Direttiva 2002/91/CE Rendimento energetico nell edilizia Articoli 7, paragrafi 1 e 2, 9, 10 Dettagli Deliberazione n.57/pareri/2008
Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri Dettagli Il fondo comune d investimento. Patrimonio separato e soggettività. 14/07/2014. Annunziata & Conso
Il fondo comune d investimento. Patrimonio separato e soggettività. 14/07/2014 Annunziata & Conso La recente sentenza del Tribunale di Roma del 20 maggio 2014, n. 11384, offre l occasione per fare il punto Dettagli Chiesa cattolica e imposta ICI. Decaduto il decreto 163/2005 resta in vigore la legge 504/1992
Chiesa cattolica e imposta ICI. Decaduto il decreto 163/2005 resta in vigore la legge 504/1992 Nota dell'ufficio Avvocatura della Diocesi di Milano Con la rinuncia da parte del Governo a richiedere alla Dettagli LA CORTE DEI CONTI SEZIONE DI CONTROLLO PER LA REGIONE VALLE D AOSTA/VALLÉE D AOSTE. Del. n. 19/2013/PAR. composta dai magistrati:
Del. n. 19/2013/PAR LA CORTE DEI CONTI SEZIONE DI CONTROLLO PER LA REGIONE VALLE D AOSTA/VALLÉE D AOSTE composta dai magistrati: Gaetano D Auria Presidente Claudio Gorelli Michele Cosentino Adriano Del Dettagli LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO.
LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO. di Maria Letizia Magno Con il Decreto Legislativo 6 Settembre Dettagli CORSO PROFORM DI PREPARAZIONE AL CONCORSO PER
Il corso, rivolto ad avvocati, praticanti avvocati e specializzati presso le Scuole di Specializzazione per le Professioni Forensi, si articolerà in appuntamenti di approfondimento teorico ed in esercitazioni Dettagli Circolare n. 32. del 10 ottobre 2013
Circolare n. 32 del 10 ottobre 2013 Responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i debiti retributivi e contributivi - Novità del DL 28.6.2013 n. 76 conv. L. 9.8.2013 n. 99 Dettagli IL DIRIGENTE. VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante il Codice delle comunicazioni elettroniche, e in particolare l art.
Determinazione n. 4/2012 Oggetto: definizione della controversia XXX/Sky Italia XXX IL DIRIGENTE VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249 Istituzione dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme Dettagli Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n.
Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n. 19200 ) La lesione di un interesse legittimo, al pari di quella di Dettagli IL COLLEGIO DI ROMA. Membro designato dalla Banca d'italia. (RM) CARATELLI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari
IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: (RM) MARZIALE (RM) DE CAROLIS (RM) LEPROUX Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (RM) CARATELLI Membro designato Dettagli 1.3 Con l espressione Press Up S.r.l. si intendono il soggetto indicato in epigrafe ovvero il soggetto prestatore dei servizi di informazione.
CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO 1. Identificazione della Press Up S.r.l. I servizi oggetto delle presenti condizioni generali sono offerti dalla Press Up s.r.l. con sede in Roma, Via Catone, 6 iscritta Dettagli RECESSO ABUSIVO DAL CONTRATTO DI APERTURA DI CREDITO A proposito di ABF Roma, n. 5680/2013
Marzo 2014 RECESSO ABUSIVO DAL CONTRATTO DI APERTURA DI CREDITO A proposito di ABF Roma, n. 5680/2013 Apertura di credito a tempo indeterminato Recesso della banca Mancanza idoneo preavviso Assenza di Dettagli BIOERA S.P.A. Assemblea Ordinaria
BIOERA S.P.A. Assemblea Ordinaria Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione sulle proposte concernenti le materie poste all ordine del giorno ai sensi dell articolo 125-ter del Decreto Legislativo Dettagli REGOLAMENTO DI MEDIAZIONE
REGOLAMENTO DI MEDIAZIONE Art. 1 - Ambito di applicazione del Regolamento Art. 2 - Segreteria Art. 3 - Responsabile Art. 4 - Mediatori Art. 5 - Avvio della Procedura di Mediazione Art. 6 - Luogo della Dettagli OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

References: ART. 140
 art. 49
 art. 140
 art. 140
 art. 140
 art. 3
 ART. 140
 art. 3
 sentenza 
 ART. 140
 art. 140
 art. 2
 art. 140
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 140
 art. 2
 ART. 140
 art. 38
 art. 36
 ART. 140
 art. 3
 art. 116
 art. 140
 art. 140
 art. 140
 articolo 8
 articolo 8
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 10
 SENTENZA 
 ART. 149
 ART. 149
 Articolo 1
 Art. 5

Art. 5
 SENTENZA 

SENTENZA 
 Sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 

SENTENZA 
 art. 3
 SENTENZA 
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 140
 sentenza 
 art.24
 SENTENZA 

SENTENZA 
 Articolo 2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 125
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6