Source: http://telviolaroma.blogspot.com/2012/
Timestamp: 2017-06-28 17:34:05+00:00

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benvenuto: 2012
CONVEGNO PENSARE OLTRE
TELEFONO VIOLA e' stato inviato al seguente convegno dal dott. Roberto Cestari. Lo ritengo molto interessante e invito i nostri associati e sostenitori a partecipare. Alessio Coppola
INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI - RICHIESTA PRENOTAZIONE ALLA MAIL: comunicazione@pensareoltre.org
LA LIBERTA' SOSPESA/LIBRO INTERVENTO
Domenica 2 dicembre 2012 alle ore 16 presso la Rocca del Castello di Castelnuovo di Porto, con l'organizzazione a cura dell'Associazione Artipelago ci sarà la presentazione del Libro "La Libertà Sospesa" che raccoglie articoli ed interventi sul problema del TSO anche alla luce della recente sentenza del processo Mastrogiovanni. Parteciperà tra gli altri l'Avvocato Gioacchino Di Palma. Sarà presente il Presidente di Telefono Viola, Alessio Coppola. Pubblicato da
LE DUE PAGINE DELLA SENTENZA DEL PROCESSO MASTROGIOVANNI
SENTENZA STORICA DEL 30 OTT. 2012
COMUNICATO DI TELEFONO VIOLA
QUALCHE ORA FA LA STORICA SENTENZA CONTRO LA CONTENZIONE PSICHIATRICA SENZA
CONTROLLO INFERTA DAL REPARTO PSICHIATRICO DI VALLO DELLA LUCANIA
ALL'INSEGNANTE FRANCESCO MASTROGIOVANNI. LA PRESIDENTE DOTTORESSA ELISABETTA GARZO HA ACCOLTO LA TESI ACCUSATORIA DEGLI
AVVOCATI DELLA FAMIGLIA E DELLE PARTI CIVILI IN RELAZIONE AI CAPI D’IMPUTAZIONE RIGUARDANTI I
MEDICI E HA ASSOLTO GLI INFERMIERI. IN PARTICOLARE, COSì COME ANCHE TELEFONO VIOLA, MEDIANTE L'AVVOCATO DI PALMA AVEVA
RICHIESTO IN REQUISITORIA, IL TRIBUNALE MONOCRATICO HA CONDANNATO PER SEQUESTRO
DI PERSONA E MORTE COME DELITTO DERIVATO DAL SEQUESTRO, CINQUE DEI SEI PSICHIATRI, CHI A QUATTRO ANNI DI CARCERE (QUATTRO DI LORO) E CHI A TRE (UNO DI LORO), MENTRE TUTTI E SEI SONO
STATI INTERDETTI PER CINQUE ANNI DAI PUBBLICI UFFICI. E' STATA COSì SODDISFATTA
AMPIAMENTE, A NOSTRO PARERE, L'ESIGENZA DI GIUSTIZIA E DI VERITA' RECLAMATA DALLA FAMIGLIA
MASTROGIOVANNI, ALLA QUALE CI SIAMO STRETTI CON GIOIA IN UN SOLO FORTE
ABBRACCIO. SONO STATE RILASCIATE INTERVISTE A RADIO TV E STAMPA. ALTRI DETTAGLI
NELLE PROSSIME ORE GIORNI. ORA DICIAMO SOLO UN GRAZIE E UN BRAVO AL NOSTRO
AVVOCATO GIOACCHINO DI PALMA, CHE HA TENUTO SEMPRE UNO STILE SOBRIO MA MOLTO
EFFICACE.INVITIAMO TUTTI I NOSTRI UTENTI AD APRIRE IL CUORE ALLA SPERANZA DI
UN MAGGIOR CONTROLLO FUTURO CONTRO LO STRAPOTERE DI UNA CERTA PSICHIATRIA
COSTRITTIVA E DELITTUOSA. IN VENT'ANNI E PIù DELLA NOSTRA ATTIVITà QUESTA E' LA
PIU BELLA NOTIZIA CHE ABBIAMO POTUTO DARE!
P.S. Ho scritto il post a memoria. Dovremo confrontarlo con il dispositivo originale della sentenza per le opportune integrazioni e precisazioni. Mi dicono che il dispositivo già gira su internet.
P.S.S. Allego foto oltre che mia (Legale rapresentante di Telefono Viola al processo), e degli avvocati Gioacchino Di Palma (Telefono Viola) e Michele Capano (Avvocati senza frontiere - Associazione Robin Hood), di Caterina sorella di Francesco Mastrogiovanni e foto di Avv. Caterina Mastrogiovanni, avvocato principale nel processo. L'avvocata è con Grazia Serra, nipote di F. Mastrogiovanni e con Giuseppe Galzerano del Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni. Segue foto delle due sorelle Grazia e Teresa. Ieri in attesa della sentenza (postate da A. C.).
IERI AL PROCESSO MASTROGIOVANNI
Ieri al processo Mastrogiovanni l’avvocato di Telefono Viola
Gioacchino di Palma ha argomentato brillantemente e chiaramente per 45 minuti
sulle ragioni che fanno ritenere illegittimo il TSO comminato a Francesco
Mastrogiovanni, proseguito con la contenzione altrettanto illegittima di 82 ore
di contenzione e di abbandono fino alla morte.
Carenze fondamentali
come quella di una visita medica che anticipasse l’ordinanza del sindaco,
braccaggio di una persona indifesa e impaurita e non aggressiva, nessun ricorso
a cure alternative differenti da quella estrema del TSO, configurano un vero e
proprio sequestro di persona. La totale disorganizzazione del reparto, la
contenzione praticata per ragioni di comodità del personale, gli aspetti
punitivi della stessa, cosi come emersi nella fase istruttoria, portano a
concludere che tutti e 18 gli imputati, psichiatri e infermieri, sono
egualmente e dolosamente responsabili dei reati contestati. Questa è stata la
posizione di Telefono Viola, del tutto aderente ai fatti e alla dinamica degli
eventi, aliena da ogni filosofia precostituita rispetto all’operato concreto
degli psichiatri e degli infermieri. Prima dell’intervento dell’Avvocato Di Palma già l’Avvocato
Caterina Mastrogiovanni aveva ripercorso e commentato i momenti salienti del
lungo video delle 82 ore del calvario dell’insegnante, che sono la prova
incontrovertibile dello stato di sequestro e di abbandono a cui il paziente è stato
A queste arringhe si sono aggiunte quelle degli avvocati
Dell’Aiuto, Capano, De Vita, Russo, Restaino, Ferrara che hanno tutte evidenziato
in modo dettagliato le colpe gravi della psichiatria di Vallo della Lucania
nell’arresto e nella delittuosa contenzione cui è stato sottoposto Francesco
Mastrogiovanni e che hanno contestato il
profilo minimalista tenuto su tutta la vicenda dal Pubblico Ministero Dr
Martusciello. Le udienze proseguiranno nei giorni 22 - 23 - 24 - 29
ottobre. La sentenza sarà letta in aula, dal Giudice Dr.ssa Elisabetta Garzo,
il giorno 30 (ore 10,00 in
poi). l’Associazione Telefono Viola invita i suoi iscritti e utenti ad essere
presenti personalmente in udienza per significare concretamente la nostra testimonianza
finale in un processo che ci ha visto in prima linea, così da lasciare un segno
di continuità nella nostra lotta per i diritti dei pazienti contro gli abusi e
le violenze psichiatriche, e per dare un
ulteriore e tangibile significato di partecipazione e solidarietà alla famiglia
Mastrogiovanni. Alessio Coppola, Presidente di Telefono Viola
Oggi 4 agosto 2012
Nel quarto anniversario della morte dell’insegnante
Francesco Mastrogiovanni, anzi del suo assassinio
psichiatrico, provocato nel reparto psichiatrico di Vallo della Lucania, ci
stringiamo solidali con i familiari e con il Comitato Verità e Giustizia per
Invitiamo tutti i perseguitati dalla psichiatria coercitiva italiana a
INSORGERE contro tale abominio e a presenziare
massicciamente anche se MUTI alle prossime e ultime udienze del processo in
corso in segno di imperitura memoria
e testimonianza.
ALESSIO Coppola,
fondatore di Telefono Viola, contro gli busi e le violenze psichaitriche
Stiamo partecipando a diversi convegni portando la nostra esperienza e testimonianza sulla questione psichiatrica a favore di una visione antisegregativa e anticostrittiva delle pratiche psichiatriche. La prossima occasione ce la offre un convegno cui ci imnvita l'Avvocato Gioacchino Di Palma. Abbiamo accettato volentieri l'invito. Segue lettera (presa dalla pagina di Facebook di Telefono Viola, cui potrete accedere per avere l'informazione più completa:
Continua il nostro impegno ne partecipare a convegni per allargare la conoscenza e la critica sulla questione psichiatrica contro abusi e violenze. Riporto qui di seguito un invito dell'Avvocato Gioacchino Di Palma al quale ho assicurato la mia partecipazione. Magari qualche amicizia FB potrà partecipare... Ecco segue:Ciao Alessio,Venerdì 4 maggio dalle ore 19,00 c/o il Castello di Castelnuovo di Porto,l'associazione "Artipelago", presenta una mostra che ha come tema quello della detenzione....Visualizza altro
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Matrogiovanni: Udienza del 27 marzo. Un libero commento di A. C.
Udienza del 27 marzo 2012
UN CASO DRAMMATICO DI AGITAZIONE PSICOMOTORIA DEGLI PSICHIATRI
Commento di Alessio Coppola, presidente di Telefono Viola
(presente all’udienza insieme con l’Avv. Gioacchino di Palma)
Ieri, nel corso dell’udienza tenutasi a Vallo della Lucania, sono stati interrogati il Dott. Michele Di Genio, Direttore del Dipartimento da cui dipendeva anche l’ SPDC di Vallo della Lucania ed il Dott. MDP, psichiatra responsabile delle cure (…cure?...) praticate all’insegnante Mastrogiovanni nella notte tra il 31 ed il 1° Agosto.
- Il primo si è mostrato distaccato, infastidito, scocciato, e, direbbero in psichiatria, “dissociato dal suo stesso ruolo” e bisognoso di urgenti trattamenti antidepressivi. Gli domandano: “Ma Lei era in ferie” ? Risponde: “No”. Dopo un po’ gli richiedono: Ma Lei, Direttore, era in ferie? Risponde “Si”. Ma insomma dottore era o non era in ferie, risponda semplicemente con un Si o un No ? Risponde “Si e No”. Lo sapeva e lo decideva solo lui… Ma cosa dobbiamo pensare di uno cosi ? Ci tiene anche a dire che alla prima fugace visita di pochi secondi “Mastrogiovanni lo riconobbe e gli diede anche la mano”. Questo direttore ci vorrebbe forse far credere che lui a Mastrogiovanni lo ha pure confortato? Peccato che si è fermato solo per 10 secondi al capezzale di Francesco, perché altrimenti avrebbe sentito certamente anche le parole di quest’ultimo: “Bravo direttore, qua la mano, quanto è buono Lei che mi tiene qui al guinzaglio come un cane! Vada avanti così ancora per una ottantina di ore e poi vedrà come sarò guarito e la ringrazierò”. Gli domandano ancora: Direttore, ma lei sapeva quali cure davano al paziente? Risponde: “No, mi fido ciecamente del mio delegato il dottor Barone” (che sentiremo forse la prossima udienza, Ndr).
- Il secondo dottore ci ha tenuto per quasi un’ora col fiato sospeso, visto che sudava, sbavava dalla bocca, non aspettava nemmeno le domande. Faceva tutto da solo. Si domandava e si rispondeva. Un vero fiume in piena. Caso evidente, direbbero sempre in psichiatria (con il fidato DSM IV sotto il braccio), di persona affetta da “agitazione psicomotoria, in crisi logorroica, con spunti maniacali ed in evidente stato di ansia”.
Noi, da comuni mortali, comprendiamo che fosse agitato seduto su quella scomoda sedia e nella scomoda veste di imputato. Comunque confermiamo, il dottore era veramente fuori controllo. Neppure le domande della Presidente, Dott.ssa Garzo, riuscivano a “sedarlo”. Guardo gli avvocati e il pubblico, tutti allibiti e quasi preoccupati per quel fiume in piena, o meglio in piena acuzie di crisi distonica con sovraccarico di ansia del tutto “fuori luogo”. Lo sconcerto è generale. Per sua fortuna nessuno dei colleghi psichiatri presenti in aula, pensa di comminargli un TSO. Eppure per un attimo, solo per un attimo, ho pensato: “forse 83 ore di contenzione continua potrebbero calmarlo” - Ovviamente tutto per il suo bene, per la sua tranquillità, ed al solo fine di “stabilizzarlo” (come direbbe lui stesso e qualunque psichiatra).
Ma torniamo al Direttore del Dipartimento. Continuo a seguire sempre i miei pensieri, ed in applicazione della vecchia “legge del contrappasso” ipotizzo la somministrazione di un bel “buffet misto di prozac e di elettroshock”, ovviamente sempre per il suo bene, per curarlo dalla sua apatia, dargli una smossa, fargli capire una buona volta, e perché appare necessario (come dicono loro per ogni caso di TSO) la gravità della sua assenza continua dal reparto, di fronte a una così chiara emergenza come quella rappresentata dal caso di Francesco Mastrogiovanni legato per 83 ore continuative ad un letto del suo reparto.
Accidenti, seguendo i miei pensieri stavo dimenticando che Francesco Mastrogiovanni era “in uno stato continuo e perenne di agitazione psicomotoria”. Proprio come quella del suo dottore, che ora continua a parlarsi addosso, affastellando concetti medici, valutazioni personali e giudizi sempre indiscutibili (ma loro in questo sono dei veri maestri).
Continua l’esame del secondo dottore. Siamo passati ai sedativi somministrati a Francesco Mastrogiovanni. Gli chiedono: Dottore ma perché, la prima notte, ha tolto la fiala di entumin al paziente? Risponde che da un suo calcolo presunto (o approssimativo?) il paziente da mezzogiorno, ora di arrivo in reparto, tra benzodiazepine e neurolettici, aveva avuto già 10 iniezioni (dieci!!!). Ma come dieci, abbiamo sentito bene? Si dieci, due di EN, 2 di Trimeton, 1 di Entumin, e fanno cinque; poi altre due di Entumin come la prescrizione e stiamo a sette. E le altre tre dottore? Le altre tre, devo presumere che glie le abbiano fatte la mattina… sul territorio (dicesi “territorio”, per la psichiatria rappresentata a Vallo, un insieme di braccaggi e siringamenti del “paziente mostro”, inseguito tra il CSM di zona e la caccia libera fin sulla spiaggia di Acciaroli!!! NDR). E fanno dieci! E dato che anche il dottore agitato ammette che l’effetto sedativo e neurolettico può durare vari giorni, non solo uno, allora ne deduco che QUESTI SIGNORI HANNO UN RAPPORTO DIRETTO DI RESPONSABILITA’ CON LA MORTE DELL’INSEGNANTE MASTROGIOVANNI, FIN DAL PRIMO GIORNO DI PRIGIONIA PSICHIATRICA.
Comunque, in questa udienza abbiamo visto il risveglio del PM. Ebbene si, il Pubblico Ministero, forse a causa dei primi refoli di primavera, si sveglia dal suo torpore e pone domande importanti ed insidiose. Vorremmo dire però che la vera pubblica accusa questa volta è, e sarà quella delle centinaia, migliaia di persone psichiatrizzate contro la loro volontà, detenute in TSO, senza processo e senza difesa legale PREVENTIVA, terrorizzati da questi signori dalla sedazione facile ed a oltranza, che vedono il loro operato avallato da Sindaci (spesso) ignoranti in materia, cosi come da Giudici che credono e si fidano di questi nuovi stregoni, capi in fila di questa pseudoscienza della contenzione chimica, fisica o meccanica.
- Mi domando:
Ma questi signori che firmano ordinanze e convalide, sono mai entrati in un reparto di psichiatria ? Dove si muore, perché per “stabilizzare” un paziente, lo si lega a letto per 83 ore continuative?
- Mi rispondo :
Penso proprio di no. Allora, mi confermo nelle mie convinzioni. Il “Trattamento Sanitario Obbligatorio”, principe della psichiatria di tutti i tempi, da quella manicomiale a quella dei reparti e delle comunità protette, DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE DICHIARATO INCOSTITUZIONALE, perché getta le persone umane in balia di piccoli e feroci dittatori del corpo e dell’anima altrui, che si arrogano il potere di capire cosa, e chi è anormale, fino al punto di annientarlo. Dobbiamo fare ancora molta strada, ma io spero incessantemente che vi siano sempre più psichiatri, medici come Giorgio Antonucci, che si ribellino a queste pratiche vessatorie, offensive, disonoranti, oltraggiose della dignità, e … mortali. E ci ispirino una cultura dell’ analisi umana e della tolleranza della diversità.
Processo Mastrogiovanni: La faccia buona della psichiatria...
Sul Processo Mastrogiovanni a Vallo della Lucania Ribaltamento della strategia difensiva degli psichiatri nell’udienza del 13 marzo 2012. Non ritengo casuale il ribaltamento che c’è stato nella scorsa udienza del 13 marzo da parte dei consulenti della difesa (difesa dei 6 psichiatri e 12 infermieri imputati nel processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni). Certamente una parte di tale innovazione di strategia difensiva è dovuta a una particolare bravura e aggressività professionale, mostrata in modo molto brillante dagli avvocati di parte civile (più sobrio e insidioso l’Avv. Di Palma di Telefono Viola, più insistente e mordace l’Avv. Capano, più scolastica quella dell’Avv. Caterina Mastrogiovanni, che sta svolgendo, con molta accortezza e sin dall’inizio tutta l’accusa). Un’altra ragione di questo cambiamento però è dovuta alla necessità di rappresentare nel processo anche un lato più “buono e democratico” della psichiatria. Il consulente della difesa Prof. Dott. Fiore infatti, su cui potreste sentire su You Tube l’ottima cronaca con interviste condotta da Luigi Pastore (www.unotvweb.it) ha rappresentato anche il lato umano dei trattamenti psichiatrici, che sarebbero improntati al dialogo col paziente, se potessero restare nell’ambito “salottiero come in TV”, oppure nella psichiatria del territorio (nei CSM) dove, quasi per principio, si cerca di dare solidarietà ai malati. Il problema vero, dice Fiore, è quando siamo di fronte ai malati veri, a quelli gravi. E qui la psichiatria è quella “vera, reale e materiale” che si fa nei reparti ospedalieri. Qui, sembra dire, non ci si può trastullare… E quando siamo di fronte ai malati gravi? Quando la crisi “psicomaniacale” o “bipolare” o il “disturbo schizofrenico” diventa “un disturbo delirante in paranoico acuto”, come lui pensa sia successo nelle “acuzie” di Francesco Mastrogiovanni. E questo quando lo sappiamo? come e quando si fanno queste, chiamiamole pure, diagnosi? Vanno fatte prima delle terapie giusto? No, dice Fiore, “le diagnosi si fanno dopo, non prima, si fanno col paziente”. Bello e truffaldino insieme, perché questo spiega, secondo lui la variazione a cui spesso va incontro la stessa diagnosi, per cui un bipolare, può diventare uno schizofrenico, un dissociato acuto può diventare un delirante paranoide, e via di questo passo. A controbilanciare questa indiretta stigmatizzazione del “malato grave Mastrogiovanni”, necessaria comunque a giustificare il prolungato TSO fisico-meccanico e farmacologico, il consulente “buono” degli psichiatri accusati, rende quasi un tributo al “personaggio” Mastrogiovanni, sembrando quasi un suo seguace, ne rivendica il fascino per “l’intelligenza”, la “solarità”, la “ricchezza delle idee”, lo “spirito libertario”. Però, cari miei, concesso questo, non facciamo troppo salotto… C’è un tempo per il salotto, e lo scambio delle ricche idee in libertà, ma c’è poi la necessità dei trattamenti sanitari, con il loro apparato costrittivo. Dottore, gli si chiede, si poteva fare a meno della sedazione? Qui Fiore si smarca rispondendo “non sono in grado di rispondere”. Gli si chiede ancora ma esiste una contenzione preventiva? Risponde “non si spiegherebbe. Considero la contenzione un errore al pari degli altri”. Ma lei cosa pensa sul problema della causalità della contenzione rispetto alla morte improvvisa che sarebbe intervenuta dopo 82 ore di bloccaggio al letto? No, non vi è causalità alcuna. Allora? Allora Il Dott. Fiore tira fuori l’escogitato già usato dai consulenti dell’udienza precedente, quelli della faccia feroce della psichiatria, quando -“deus ex maquina”- dovendo salvare e spiegare le loro diagnosi ballerine, i bloccaggi ininterrotti per tenere sotto controllo “il mostro” che veniva fuori dalla “troppa intelligenza”, dalla “solarità”, dalla “voglia di libertà” di Mastrogiovanni, la “morte improvvisa” si può spiegare e correlare al ruolo svolto dal farmaco (Entumin). Lo si può leggere anche nel bugiardino, e via a leggere la stessa pagina delle controindicazioni dell’Entumin, così come aveva già fatto il consulente interrogato nella scorsa udienza. Qui le strategie, quelle della faccia crudele e della faccia buona della psichiatria, si uniscono. Non è che alla fine ci sarà stata solo un po’ di imperizia per l’uso prolungato dell’Entumin? Magari a questo punto loro non c’entrano, bisognerà prendersela al massimo con la casa farmaceutica che produce quel potente ed a volte mortale neurolettico (però ricordate che ad acuzie gravi si risponde con “bastonate” gravi, chiaro?), senza prendersela con un intero reparto di psichiatria. E qui, sinceramente, per quanto io non capisca molto di ruoli giudiziari, aumenta lo sconcerto per quanto si va affermando. Assistendo alle udienze, di fronte all’atteggiamento inerte del Pubblico Ministero mi domando anche: “Ma cosa deve fare la Pubblica accusa ?” L’Avvocato Di Palma mi risponde che deve, appunto, sostenere l’accusa formulata, e la mia perplessità aumenta esponenzialmente. Il Pubblico Ministero non sembra molto calato nel ruolo, non interviene mai, non sostiene nulla di quanto scritto dai suoi consulenti, sembra quasi non partecipare. Evidentemente capisco veramente poco di strategie processuali e non vorrei essere troppo ansioso, però mi aspetto a questo punto ardentemente, che anche il PM, in mezzo a tanti avvocati di parte civile che stanno sostenendo l’accusa, qualche intervento e/o domanda a chiarimento la faccia pure lui. Una domanda però mi permetto di suggerirla io. Come è stato possibile che un Basaglia e un Giorgio Antonucci, abbiano slegato e liberato tante persone, dopo decine di anni di contenzione nei manicomi, solo e sottolineo “SOLO”, con il dialogo e l’integrazione sociale. Le due facce della psichiatria che ci vengono presentate dai consulenti della difesa, quella salottiera “buona e democratica” e l’altra, quella operativa che si fa nei reparti ospedalieri, necessariamente “vera, reale, materiale, aggressiva”, non mi convincono. Hanno portato a morte certa (altro che improvvisa), una delle migliori intelligenze, uno dei più amati insegnanti, un vulcano di idee, un campione di libertà come Francesco Mastrogiovanni. Questa è la mia pubblica accusa! Alessio Coppola, Presidente di “Telefono Viola” (contro gli abusi e le violenze psichiatriche)
Seconda Conferenza Sociale di Telefono Viola - Anno 2012
Giovedì 29 marzo 2012 ci riuniremo nella seconda conferenza sociale di Telefono Viola dell’anno in corso. L’orario è dalle 16, con conclusione prevista per le 18,30. L’indirizzo è lo stesso della prima conferenza: Via Liberiana 17 00185 (sede legale di Telefono Viola) presso il CESV Regionale del Lazio, vicino Termini, adiacente a Basilica di S. Maria Maggiore.
I temi proposti alla comunicazione e discussione sono:
1) Come va (e come vogliamo che finisca) il processo alla psichiatria di Vallo della Lucania per la morte dell’insegnante Francesco Mastrogiovanni dopo 82 ore di contenzione e di abbandono. Contiamo di avere la partecipazione dell’Avvocato Gioacchino Di Palma che sta seguendo tutte le udienze del processo;
2) Qual è l’approccio seguito da Telefono Viola nella contestazione, a volte con esito positivo, di trattamenti sanitari obbligatori sotto varie forme comminati. Importanza di avere segnalazioni le più complete possibili, come previsto dalla scheda del segnalante, pubblicata sulla pagina di Facebook e ora postata anche sul blog;
3) Ampliamento delle consulenze legali e psicologiche con condizioni economiche sostenibili. Discussione circa l’ipotesi della pubblicazione di Elenchi “virtuosi” di professionisti e gruppi di auto aiuto;
4) Situazioni ed esperienze esposte di o da partecipanti su cui attivare possibili soluzioni o miglioramenti.
5) Come garantire un maggiore sostegno a Telefono Viola. Invitiamo alla conferenza sociale i soci e i sostenitori di Telefono Viola, come anche i pazienti e loro familiari in cerca di un aiuto rispettoso della libertà personale.
Nota: E’ gradito un preavviso di partecipazione, inviando il proprio nominativo a telviolaroma@yahoo.it.
Le due psichatrie contro Mastrogiovanni
Processo Mastrogiovanni a Vallo della Lucania
Ribaltamento della strategia difensiva degli psichiatri nell’udienza del 13 marzo 2012.
Non ritengo casuale il ribaltamento che c’è stato nella scorsa udienza del 13 marzo da parte dei consulenti della difesa (difesa dei 6 psichiatri e 12 infermieri imputati nel processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni). Certamente una parte di tale innovazione di strategia difensiva è dovuta a una particolare bravura e aggressività professionale, mostrata in modo molto brillante dagli avvocati di parte civile (più sobrio e insidioso l’Avv. Di Palma di Telefono Viola, più insistente e mordace l’Avv. Capano, più scolastica quella dell’Avv. Caterina Mastrogiovanni, che sta svolgendo, con molta accortezza e sin dall’inizio tutta l’accusa). Un’altra ragione di questo cambiamento però è dovuta alla necessità di rappresentare nel processo anche un lato più “buono e democratico” della psichiatria. Il consulente della difesa Prof. Dott. Fiore infatti, su cui potreste sentire su You Tube l’ottima cronaca con interviste condotta da Luigi Pastore (www.unotvweb.it) ha rappresentato anche il lato umano dei trattamenti psichiatrici, che sarebbero improntati al dialogo col paziente, se potessero restare nell’ambito “salottiero come in TV”, oppure nella psichiatria del territorio (nei CSM) dove, quasi per principio, si cerca di dare solidarietà ai malati. Il problema vero, dice Fiore, è quando siamo di fronte ai malati veri, a quelli gravi. E qui la psichiatria è quella “vera, reale e materiale” che si fa nei reparti ospedalieri. Qui, sembra dire, non ci si può trastullare… E quando siamo di fronte ai malati gravi? Quando la crisi “psicomaniacale” o “bipolare” o il “disturbo schizofrenico” diventa “un disturbo delirante in paranoico acuto”, come lui pensa sia successo nelle “acuzie” di Francesco Mastrogiovanni. E questo quando lo sappiamo? come e quando si fanno queste, chiamiamole pure, diagnosi? Vanno fatte prima delle terapie giusto? No, dice Fiore, “le diagnosi si fanno dopo, non prima, si fanno col paziente”. Bello e truffaldino insieme, perché questo spiega, secondo lui la variazione a cui spesso va incontro la stessa diagnosi, per cui un bipolare, può diventare uno schizofrenico, un dissociato acuto può diventare un delirante paranoide, e via di questo passo. A controbilanciare questa indiretta stigmatizzazione del “malato grave Mastrogiovanni”, necessaria comunque a giustificare il prolungato TSO fisico-meccanico e farmacologico, il consulente “buono” degli psichiatri accusati, rende quasi un tributo al “personaggio” Mastrogiovanni, sembrando quasi un suo seguace, ne rivendica il fascino per “l’intelligenza”, la “solarità”, la “ricchezza delle idee”, lo “spirito libertario”. Però, cari miei, concesso questo, non facciamo troppo salotto… C’è un tempo per il salotto, e lo scambio delle ricche idee in libertà, ma c’è poi la necessità dei trattamenti sanitari, con il loro apparato costrittivo. Dottore, gli si chiede, si poteva fare a meno della sedazione? Qui Fiore si smarca rispondendo “non sono in grado di rispondere”. Gli si chiede ancora ma esiste una contenzione preventiva? Risponde “non si spiegherebbe. Considero la contenzione un errore al pari degli altri”. Ma lei cosa pensa sul problema della causalità della contenzione rispetto alla morte improvvisa che sarebbe intervenuta dopo 82 ore di bloccaggio al letto? No, non vi è causalità alcuna. Allora? Allora Il Dott. Fiore tira fuori l’escogitato già usato dai consulenti dell’udienza precedente, quelli della faccia feroce della psichiatria, quando -“deus ex maquina”- dovendo salvare e spiegare le loro diagnosi ballerine, i bloccaggi ininterrotti per tenere sotto controllo “il mostro” che veniva fuori dalla “troppa intelligenza”, dalla “solarità”, dalla “voglia di libertà” di Mastrogiovanni, la “morte improvvisa” si può spiegare e correlare al ruolo svolto dal farmaco (Entumin). Lo si può trovare anche nel bugiardino, e via a leggere la stessa pagina delle controindicazioni dell’Entumin, così come aveva già fatto il consulente interrogato nella scorsa udienza. Qui le strategie, quelle della faccia crudele e della faccia buona della psichiatria, si associano. Non è che alla fine ci sarà stata solo un po’ di imperizia per l’uso prolungato dell’Entumin? Magari a questo punto loro non c’entrano, bisognerà prendersela al massimo con la casa farmaceutica che produce quel potente ed a volte mortale neurolettico (però ricordate che ad acuzie gravi si risponde con “bastonate” gravi, chiaro?), senza prendersela con un intero reparto di psichiatria. E qui, sinceramente, per quanto io non capisca molto di ruoli giudiziari, aumenta lo sconcerto per quanto si va affermando.
Assistendo alle udienze, di fronte all’atteggiamento inerte del Pubblico Ministero mi domando anche: “Ma cosa deve fare la Pubblica accusa?” L’Avvocato Di Palma mi risponde che deve, appunto, sostenere l’accusa formulata, e la mia perplessità aumenta esponenzialmente. Il Pubblico Ministero non sembra molto calato nel ruolo, non interviene mai, non sostiene nulla di quanto scritto dai suoi consulenti, sembra quasi non partecipare. Evidentemente capisco veramente poco di strategie processuali e non vorrei essere troppo ansioso, però mi aspetto a questo punto ardentemente, che anche il PM, in mezzo a tanti avvocati di parte civile che stanno sostenendo l’accusa, qualche intervento e/o domanda a chiarimento la faccia pure lui. Una domanda però mi permetto di suggerirla io. Come è stato possibile che un Franco Basaglia e, ancor più, un Giorgio Antonucci, abbiano slegato e liberato tante persone, dopo decine di anni di contenzione nei manicomi, solo e sottolineo “SOLO”, con il dialogo e l’integrazione sociale?
Le due facce della psichiatria che ci vengono presentate dai consulenti della difesa, quella salottiera “buona e democratica” e l’altra, quella “operativa” che si fa nei reparti ospedalieri, necessariamente “vera, reale, materiale, aggressiva”, non mi convincono. Hanno portato a morte certa (altro che improvvisa!), una delle migliori intelligenze, uno dei più amati insegnanti, un vulcano di idee, un campione di libertà come Francesco Mastrogiovanni.
Questa è la nostra pubblica accusa! Roma, 16 marzo 2012
Alessio Coppola, Presidente di “Telefono Viola” (contro gli abusi e le violenze psichiatriche).
MORTE IMPROVVISA COME LUCIO DALLA!
PER GLI PSICHIATRI DI VALLO DELLA LUCANIA, MASTROGIOVANNI E' MORTO COME LUCIO DALLA!
Secondo gli psichiatri di Vallo della Lucania e loro consulenti medici legali, Francesco Mastrogiovanni, dopo 4 giorni di dura contenzione chimica e fisica, sarebbe deceduto per “morte improvvisa” come Lucio Dalla stanotte.
“IERI ALL’UDIENZA PER IL PROCESSO MASTROGIOVANNI”
Postato a Roma il primo marzo sul blog di Telefono Viola
Venerdì 28 febbraio, un’udienza storica del Processo Mastrogiovanni (commento personale di Alessio Coppola)
Se non ci stesse di mezzo la tragedia di un crimine a più mani, ci sarebbe da divertirsi.
Ieri finalmente abbiamo sentito la prima volta da un esimio esponente dell’associazione nazionale di medicina legale, consulente della difesa degli psichiatri e infermieri imputati, che l’endumin, l’antipsicotico somministrato in abbondanti dosi diurne a Francesco Mastrogiovanni, prima e durante la contenzione fisica di 92 ore, era altamente pericoloso per il cuore. Ha anche spiegato che il foglietto illustrativo degli antipsicotici come questo (peggio se dato in associazione con EN o altri neurolettici come nel nostro caso) volgarmente detto “bugiardino”, non dice per nulla le bugie, ma, soprattutto in questo caso dei neurolettici, è il risultato di copiose osservazioni di carattere scientifico. L’endumin, e suoi consimili (anche di nuova generazione), può portare anche alla morte come nel caso di “sindrome neurolettica maligna”. Ma allora, ci chiediamo, perché e come somministrarlo? La risposta data in anticipo dal consulente è che “stiamo parlando di uno psicotico grave” come potrà spiegare la psichiatra qui presente. La psichiatra qui presente, ci dice poco dopo, che loro devono fare un bilancio tra rischi e benefici. Per questa ragione avevano sospeso l’iniezione di notte rispetto alla prescrizione che prevedeva una iniezione di endumin due volte al giorno. La notte assicuravano la contenzione con la sola legatura! Ma che teneri! Quindi, la morte si può dire che sia intervenuta a causa dei neurolettici? E no, perché la notte glielo toglievano, e solo il giorno glielo davano. Quindi un accumulo progressivo di neurolettici viene reso inoffensivo dalla sospensione notturna…). E allora, come si spiega la morte? La morte, dice il consulente di cui sopra, è ascrivibile a un destino (sic!), non agli psicofarmaci e non alla contenzione prolungata. Questo destino è quello che spiega “la statistica che ci dice che in America ci sono dai 300 mila a 400 mila casi all’anno di “morti improvvise””. Ma questa è stata una morte improvvisa, dice lui. Ergo, è nel destino previsto dalla statistica americana che Mastrogiovanni sia morto. E’ chiaro? La registrazione della lunga deposizione di questo consulente sarà da tenere ben presente per le conseguenze che se ne potranno dedurre. Non vogliamo qui invadere il ruolo dei nostri avvocati. Una cosa però, come parte civile in quanto prima associazione italiana contro gli abusi e le violenze psichiatriche, la dobbiamo far sapere a tutto il mondo. Che né psichiatri, né infermieri, e loro consulenti, con l’insegnante Mastrogiovanni hanno mai parlato veramente (diciamo effettivamente, nel senso di aver pronunciato domande e sentito risposte in un ambiente adatto allo scambio umano di parole). Al riguardo, la difesa da parte del consulente di cui sopra, è sintetica e diamantina. Prima non gli hanno potuto parlare perché “era molto agitato” e poi non gli hanno potuto parlare perché era molto sedato. Cioè questi signori non hanno mai veramente parlato con Mastrogiovanni!!! Allora, chiediamo e ci chiediamo, ma cosa facevano psichiatri e infermieri del reparto di Vallo della Lucania, che entravano e uscivano a varie ore nella stanza della contenzione (dichiarata da loro in questo processo come “terapeutica” senza ombra di dubbio…). Laconici: SORVEGLIAVANO, COME DA PROTOCOLLO, DA LINEE GUIDA COME DEL NIGUARDA O DELLA SAPIENZA DI ROMA!
Infine, noi stiamo uscendo dal battage contro i Pronti Soccorsi romani dove legano una donna per giorni in attesa di … ricovero. Ma come facciamo a darci pace se pensiamo a quello che succede a donne e uomini che “invece” sono ricoverati subito nei reparti psichiatrici? Chi ferma le mani di questi signori della morte (lenta o improvvisa che sia)? Questi che se la vogliono cavare anche contro un video di 92 ore dell’agonia di un loro “ricoverato”, che li inchioda alle loro responsabilità?
Conferenza Sociale 2012
Giovedì 26 gennaio 2012 si terra’ la prima Conferenza Sociale di Telefono Viola per il nuovo anno L’incontro avrà luogo presso il CESV Regionale in Via Liberiana 17 in zona Termini, accanto alla Basilica di S. Maria Maggiore in Roma. Iniziera’ alle ore 16 e terminerà intorno alle ore 18,30.Alla riunione parteciperanno i soci attivi dell’ associazione, i simpatizzanti, gli interlocutori e gli utenti interessati a trovare le soluzioni migliori per la difesa dei diritti dei pazienti contro gli abusi psichiatrici.L’Avvocato Di Palma interverra’ per fornire informazioni sul processo Mastrogiovanni e su alcuni interventi tipici del Telefono Viola per la difesa dei diritti in ambito psichiatrico.Sono invitati anche psicoterapeuti e counsellors per partecipare ad una rete di consulenza molto economica per persone che rischiano di subire trattamenti sanitari obbligatori e di restarne vittime per tutta la vita.E’ gradita anche la presenza di studenti universitari di varie discipline che si possono candidare a fare volontariato (anche nella forma del servizio civile) per il Telefono Viola iniziando dalle visite di solidarieta’ presso reparti psichiatrici ospedalieri. Si ringrazia il CESV per l’ospitalita’ e la collaborazione.Roma, 12 gennaio 2012
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