Source: http://www.militari.info/viewtopic.php?p=334893
Timestamp: 2019-10-14 07:16:58+00:00

Document:
Revisione Trattamento di fine servizio.
Inviato: Mar Giu 25, 2019 11:28 am Oggetto:
Per la riduzione di 309,87 va incluso anche il periodo pre-ruolo invece, in pratica tutto il servizio effettivo escluso i periodi riscattati di operativi.
Inviato: Mar Giu 25, 2019 2:59 pm Oggetto:
Se avete soldi da regalare agli avvocati.
cicciovip45
Registrato: 03/02/17 11:12
Inviato: Mer Giu 26, 2019 1:27 pm Oggetto:
spillone63 ha scritto:
io ed altri se non avessimo fatto ricorsi e richieste di equaripazione (legge pinto)
a quest'ora non avremmo ricevuto soldi...
quindi secondo il mio punto di vista se vale la pena bisogna sempre mettere in mezzo un buon avvocato... ma questo è il mio parere
Inviato: Gio Giu 27, 2019 7:37 am Oggetto:
Buongiorno anche io ho preso dei bei soldini (dopo anni) con la legge Pinto ma in questo caso c'è una sentenza della Corte di Cassazione che ha già chiuso tutti i discorsi.
Inviato: Gio Giu 27, 2019 10:30 am Oggetto:
Io sono d'accordo su quello che dici....
Aviatore 66
Registrato: 27/06/06 21:32
Inviato: Mer Ott 02, 2019 2:45 am Oggetto: Re: Revisione Trattamento di fine servizio.
io su consiglio di un collega, anch'egli in quiescenza, ho sottoposto all'INPS la domanda riguardo l'eventuale ricalcolo della ritenuta I.R.Pe.F., applicata alla mio TFS.
Allego il testo della mia domanda e di seguito la risposta pervenuta dall'INPS, purtroppo, non accolta.
Il sottoscritto (omissis), nato a (omissis), il xx.xx.xxxx, C.F. (omissis) residente in Via (omissis), già in servizio presso il Ministero della Difesa
Aeronautica, ruolo Sottufficiali e cessato dall'attività in data 10.10.2017
la revisione della tassazione applicata sul trattamento di fine servizio, erogato da codesto Istituto
Nazionale di Previdenza Sociale con protocollo n. 12345 del 28.12.2017, con l'applicazione dell'abbattimento, ai fini dell'imponibile IRPeF, del 26,04% dell'importo complessivo della indennità spettante considerando, quindi, anche i periodi relativi al servizio pre-ruolo e quelli riscattati ai sensi di legge a titolo oneroso (cfr. Commissione Trib. Prov. Lazio – Viterbo Sez. IV, sentenza 10/09/2013, n. 183 vedasi, altresì, Cass. Civ. Sent. n. 150/1996; nonché Commissione Trib. Reg. Lazio – Roma Sez. I, Sentenza 06/11/2012, n. 508; Commissione Trib. Reg. Lazio, Sez. IV,
03/02/2016 n. 612) e, la liquidazione delle somme trettenute in eccesso.
A tal fine allego:
 fotocopia documento d'identità;
 fotocopia del prospetto di liquidazione inviato da Aeronautica Militare Comando Logistico -Prot. n. M_D ARMxxx 123456 del 22.12.2017.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, invio cordiali saluti.
Roma, 18.06.2019.
In esito alla richiesta di revisione del trattamento di fine servizio, relativamente al calcolo della tassazione, trasmessa con pec del 18 giugno u.s., si precisa che questo Ufficio con mandato n.xxxxxxxx del 18/01/2018 e con mandato n.xxxxxxxxxxx del 16/10/2018 ha liquidato la 1° e 2° rata dell’indennità di buonuscita riferita al Sig. xxxxxxxxxx, secondo le norme contenute nel D.P.R. n.1032/73, che disciplina le prestazioni del Fondo di Previdenza e Credito per i dipendenti civili e militari dello Stato.
L’evoluzione legislativa e gli orientamenti giurisprudenziali intervenuti nel corso degli anni in materia di buonuscita e di riscatto hanno innovato in più parti la normativa sopra citata.
La disciplina fiscale da applicare all'indennità di fine rapporto, che è soggetta a tassazione separata, prevista dal D.P.R. n.597/73, è stata successivamente modificata dalla legge n.482/85, entrata in vigore il 01/10/1985.
Premesso, poi, che l’articolo 23 del D.P.R. n.600/73 prevede il sistema della ritenuta alla fonte disponendo che i datori di lavoro o i soggetti che gestiscono Fondi pensioni o corrispondono indennità debbono operare all'atto del pagamento delle somme le ritenute fiscali (che l'INPS – Gestione Dipendenti Pubblici verserà successivamente alla Tesoreria provinciale dello Stato di Roma, città sede legale dell’Istituto), si precisa che la citata legge n.482/85 prevede che per la determinazione dell'imponibile, l'ammontare lordo dell'indennità (depurata dagli eventuali contributi previdenziali ancora dovuti dal lavoratore - iscritto) è ridotto per ciascun anno preso a base della sua commisurazione (con esclusione delle anzianità convenzionali e cioè in generale le maggiorazioni di servizio) di una somma fissa di € 309,87 (Lit. 600.000) dal 01/01/1998 ai sensi del D.L.vo n.446/97.
Tale disciplina prevista dagli articoli 2 e 4 della citata legge risulta, però, modificata dalla sentenza n.178 del 27/06-07/07/1986 della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato l'illegittimità dei citati articoli, commi primo e quarto, nella parte in cui non prevedevano che "dall'imponibile da assoggettare ad imposta andava detratta una somma pari alla percentuale dell'indennità corrispondente al rapporto esistente alla data del collocamento a riposo tra il contributo del 2,50% posto a carico del pubblico dipendente e l'aliquota complessiva (9,60%) del contributo previdenziale obbligatorio versato al Fondo di Previdenza".
La normativa non risulta modificata dalla riforma fiscale di cui al D.L.vo 18/02/2000, n.47, come stabilito all’art.11, comma 1, punto 2 bis dello stesso decreto; in conclusione, l'importo lordo dell’indennità depurato dei residui contributi previdenziali viene abbattuto per la buonuscita del 26,04%.
La somma così ricavata va divisa per gli anni complessivi e moltiplicata per 12 al fine di ottenere il reddito di riferimento per l'individuazione dell'aliquota IRPEF da applicare sull'imponibile come testé determinato ed al quale va aggiunto l'ulteriore abbattimento di € 309,87 (Lit. 600.000) per ogni anno di servizio.
L'aliquota fiscale è riferita a quella vigente nell'anno in cui è sorto il diritto alla indennità, non a quello successivo ed eventuale del pagamento causato, per esempio, da ritardi nell'acquisizione dei documenti.
Da quanto sopra, appare chiaro che le percentuali innanzi indicate svolgono una duplice funzione riduttiva: in sede di determinazione dell’aliquota e di definizione dell’imponibile netto.
Tanto premesso, va ora detto che nel pubblico impiego per la quantificazione delle indennità concorrono anche gli anni valorizzati dall’iscritto mediante riscatto oneroso, come previsto dalla legge n.1368/65 per l’ex ENPAS.
La Corte Costituzionale con sentenza n.42/92 e più recentemente la Suprema Corte di Cassazione - Sez. I civile - con sentenza n.10584/97 hanno stabilito che “la quota di indennità afferente ai periodi e servizi riscattati a domanda, assume una propria autonomia che la differenzia dalla parte di indennità connessa ai periodi di effettiva prestazione del servizio... non correlabile ad un rapporto previdenziale automatico e ad un meccanismo contributivo, istituzionalmente e cumulativamente riferibile al datore di lavoro”.
Ciò comporta che non solo il valore capitale del contributo di riscatto (o l’importo contestuale in sede di liquidazione della indennità) non va più portato in esenzione ai fini fiscali ma, ai fini della determinazione dell’aliquota e dell’imponibile netto non è neanche applicabile la percentuale del 26,04% sull’importo maturato per gli anni riscattati a titolo di buonuscita.
Infine, poiché l’art. 13bis, comma 1, lettera f, del D.P.R. 917/86, stabilisce che “i contributi previdenziali non obbligatori per legge” sono detraibili dall’imposta lorda sino ad un massimo di lire 2.500.000 (€ 1.291,14) annue, non rientrando gli stessi nella categoria degli oneri deducibili dall’ammontare (buonuscita) previsti dalla lettera e) dello stesso articolo, relativi ai contributi obbligatori, è necessario che l’Istituto certifichi tale prelievo, se fatto in occasione del pagamento della prestazione, altrimenti tale attestazione va fatta dall’amministrazione dell’iscritto, se il contributo di riscatto sia stato pagato durante l’attività del servizio, al fine di consentirne al medesimo iscritto la detrazione in sede di dichiarazione annuale dei redditi.
Sul punto si ritiene, però, di mettere in evidenza che il D.L.vo n.47/2000 innanzi richiamato, concernente la riforma della disciplina fiscale della previdenza complementare, all’articolo 1, apporta modificazioni all’articolo 10 del TUIR 917/1986.
L’Agenzia delle Entrate del citato Dicastero, ha precisato, con circolare n.29 del 20/03/2001 che tali contributi, a decorrere dal 01/01/2001, indipendentemente che siano versati alla gestione pensionistica o previdenziale, non devono essere considerati oneri fiscalmente detraibili nella misura del 19%, e nei limiti innanzi indicati, ma oneri integralmente deducibili dal reddito imponibile, in sede di dichiarazione annuale del soggetto tenuto al versamento delle tasse (mod. Unico).
Nulla è quindi modificato per quanto riguarda la buonuscita per quel che riguarda l’abbattimento del 26,04% per i servizi riscattati.
Pertanto, a seguito di quanto sopra, si conferma l’esattezza della liquidazione della buonuscita e delle ritenute IRPEF, poiché l’istruttoria e la definizione della specie sono risultate pienamente conformi alle vigenti norme in materia.
Prestazioni di Fine Servizio e Previdenza Complementare PP.AA.

References: sentenza 
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 Cass. 
 Sentenza 
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