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Allegato 1 - Mario Abbruzzese
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Area: IMPRESA SOCIALE E SERVIZIO CIVILE
Criteri di selezione e approvazione progetti di Servizio Civile Nazionale di competenza regionale di cui al Prontuario approvato
con DPCM del 4 novembre 2009. Aggiornamento dei criteri di valutazione dei progetti di Servizio Civile relativamente ai venti
punti aggiuntivi regionali, modifica del numero minimo dei volontari da impiegare nel singolo progetto e introduzione della
possibilit&agrave; per gli enti iscritti all'Albo Regionale di presentare congiuntamente lo stesso progetto in co progettazione.
(SICCARDI EMANUELA)
L' ESTENSORE
IL RESP. PROCEDIMENTO
(T. BIOLGHINI)
(G. MAGRINI)
(Visini Rita)
COMMISSIONE CONSILIARE:
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
senza osservazioni
Data di ricezione: 28/04/2014 prot. 220
IL DIRIGENTE COMPETENTE
Oggetto: Criteri di selezione e approvazione progetti di Servizio Civile Nazionale di competenza
regionale di cui al Prontuario approvato con DPCM del 4 novembre 2009. Aggiornamento dei
criteri di valutazione dei progetti di Servizio Civile relativamente ai venti punti aggiuntivi regionali,
modifica del numero minimo dei volontari da impiegare nel singolo progetto e introduzione della
possibilit&agrave; per gli enti iscritti all’Albo Regionale di presentare congiuntamente lo stesso progetto in
co progettazione.
SU PROPOSTA dell’Assessore alle Politiche Sociali e Sport;
VISTA la L.R. 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e successive
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale n. 1 del
6 settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 6 marzo 2001, n. 64 con la quale &egrave; stato istituito il servizio civile nazionale ed &egrave;
stata conferita delega al governo per l’emanazione dei decreti legislativi d’attuazione;
VISTO che, in attuazione della delega suddetta, &egrave; stato approvato il decreto legislativo 5 aprile
2002 n.77 recante la disciplina del servizio civile nazionale, le cui disposizioni sono
entrate in vigore integralmente dal primo gennaio 2006;
ATTESO che il decreto suddetto, nel prevedere la partecipazione delle Regioni e delle Province
autonome nella gestione del servizio civile nazionale, ha stabilito, all’articolo 6, commi 4
e 5, la ripartizione delle competenze in materia di valutazione ed approvazione dei progetti
di servizio civile tra l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, le Regioni e le Province
PRESO ATTO del Protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e le
Regioni approvato dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province Autonome nella seduta del 26 gennaio 2006, che contiene gli indirizzi per
l’istituzione, a livello regionale, degli albi degli enti di servizio civile;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n&deg; 82 del 14.02.2006 pubblicata sul B.U.R. L. del
28 febbraio 2006 avente ad oggetto: “Istituzione albo regionale degli enti di servizio
civile: procedure e modalit&agrave;”;
PRESO ATTO che con DPCM del 4 novembre 2009 &egrave; stato approvato il “Prontuario contenente le
caratteristiche e le modalit&agrave; per la redazione e la presentazione dei progetti di Servizio
Civile nazionale da realizzarsi in Italia e all’estero nonch&eacute; i criteri per la selezione e
RITENUTO OPPORTUNO confermare, ai fini della valutazione dei progetti di servizio civile
presentati dagli enti accreditati, i criteri di selezione ed approvazione dei progetti di
servizio civile previsti dal “Prontuario” approvato con DPCM del 4 novembre 2009;
CONSIDERATO che il Prontuario suddetto prevede al punto 4.3 la possibilit&agrave; per le Regioni e le
Province Autonome di stabilire, entro 45 giorni prima della scadenza del termine di
presentazione dei progetti, ulteriori criteri di valutazione, per un punteggio aggiuntivo a
quello massimo complessivo raggiungibile sulla base dei criteri di valutazione adottati
dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile di non oltre 20 punti;
VISTA la DGR. n. 75 del 5.02.10 con cui la Regione Lazio ha preso atto dei criteri di selezione ed
approvazione dei progetti di servizio civile previsti dal “Prontuario” approvato con DPCM
del 4 novembre 2009 e ha confermato gli ulteriori criteri di valutazione esplicitati
nell’allegato A della D.G.R. 649 del 3.10.2006;
VISTA la DGR . n. 45 del 4.02.11: ”Adozione nuovi criteri di valutazione dei progetti di servizio
civile relativamente ai venti punti aggiuntivi regionali, e modifica del numero minimo dei
volontari da impiegare nel singolo progetto”;
CONSIDERATA la necessit&agrave; di selezionare in modo trasparente e coerente con le nuove esigenze
del sistema del Servizio Civile che opera sul territorio regionale, i progetti presentati dagli
RITENUTO OPPORTUNO adottare nuovi criteri di valutazione, per un punteggio aggiuntivo a
dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile di non oltre 20 punti, detto allegato A, che
costituisce parte integrante della presente deliberazione;;
CONSIDERATO altres&igrave; che il Prontuario suddetto prevede al paragrafo 1 la possibilit&agrave; per le
Regioni e le Province Autonome di ridurre il numero dei volontari da impiegare nei
progetti presentati da enti iscritti al proprio albo;
RITENUTO opportuno ridurre a 2 unit&agrave; il numero minimo dei volontari da impiegare nei progetti
presentati dagli enti accreditati per rispondere alle esigenze manifestate dagli enti;
CONSIDERATO infine, che il suddetto prontuario al Paragrafo 3.1 prevede la possibilit&agrave; che gli
enti iscritti nel proprio albo regionale possano presentare congiuntamente lo stesso
progetto in co-progettazione;
RITENUTO OPPORTUNO pertanto introdurre la possibilit&agrave; degli enti iscritti all’albo regionale di
presentare congiuntamente lo stesso progetto in co-progettazione
di confermare, ai fini della valutazione dei progetti di servizio civile presentati dagli enti
accreditati, i criteri di selezione ed approvazione dei progetti di servizio civile previsti dal
“Prontuario” approvato con DPCM del 4 novembre 2009;
di adottare i nuovi criteri di valutazione come esplicitati nell’allegato A, parte integrante della
presente deliberazione, per un punteggio di non oltre 20 punti, in aggiunta a quello massimo
complessivo raggiungibile sulla base dei criteri di valutazione adottati dall’Ufficio Nazionale
per il Servizio Civile, ai fini della selezione dei progetti che verranno presentati alla Regione
dagli enti accreditati;
di ridurre a 2 unit&agrave; il numero minimo dei volontari da impiegare nei progetti presentati dagli
di introdurre la possibilit&agrave; degli enti iscritti all’albo regionale di presentare congiuntamente lo
stesso progetto in co-progettazione.
La presente deliberazione &egrave; pubblicata sul sito www.regione.lazio.it e sul Bollettino Ufficiale della
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione, che risulta
Servizio Civile della Regione Lazio
Griglia di valutazione relativa ai venti punti aggiuntivi
Voce scheda Progetto
Opportunit&agrave; e
Elementi posti alla base della valutazione
Realizzazione di almeno 12 ore di attivit&agrave;
di orientamento lavorativo finalizzato a
favorire la conoscenza del mondo delle
imprese e delle politiche attive di
accesso al mondo del lavoro e il contatto
con le agenzie pubbliche e private per
l’impiego lavorativo.
Progetti che favoriscano l’accesso di
giovani stranieri nel Servizio Civile
Riserva di posti di servizio civile per
candidati volontari con bassa
scolarizzazione (scuola dell’obbligo)
Si terranno in considerazione tutte le iniziative di coinvolgimento dei
giovani ai fini di una maggiore conoscenza e di un concreto contatto con il
mondo delle imprese e con le agenzie pubbliche e private finalizzate
all’impiego lavorativo, con particolare riferimento al programma Garanzia
Si tende a valorizzare i progetti che favoriscano l’accesso al Servizio Civile
Nazionale anche agli stranieri soggiornanti
regolarmente in Italia, in considerazione del Decreto del 4 dicembre 2013
del Dipartimento della Giovent&ugrave; e del Servizio Civile Nazionale
Ufficio per il servizio civile nazionale. Si terranno in considerazione i casi in
cui vengono riservati specifici posti di servizio civile nel progetto o anche
quelli in cui vengono attivate partnership con gruppi o associazioni di
giovani stranieri in Italia.
Si tende a valorizzare quei progetti che per la propria natura e le modalit&agrave; di
svolgimento favoriscano l’accesso ai giovani a bassa scolarit&agrave; e/o a rischio di
Il punteggio sar&agrave; assegnato in base alla dichiarazione rilasciata dal legale
Rappresentante e verificato nella fase di avvio del progetto.
Si tende a valorizzare quei progetti che per la propria natura e le modalit&agrave;
di svolgimento favoriscano l’accesso ai giovani in condizioni di disabilit&agrave;.
(i candidati idonei selezionati potranno
presentare certificato medico di idoneit&agrave; in
relazione al tipo di attivit&agrave; richieste dal
Nel progetto dovranno essere indicate modalit&agrave; di inserimento e compiti
previsti per portatori di handicap.
Quando il punteggio ha un range, per esempio 0-4, significa che possono essere assegnati alternativamente i seguenti punti: 0, 1, 2, 3 o 4.
Progetti che presentino caratteristiche di
innovazione e sperimentazione di forme
di “amministrazione condivisa”
Progetti che si realizzano in partnership,
anche nella forma della co-progettazione
tra enti accreditati, con soggetti pubblici e
privati che possano apportare al progetto
un concreto contributo in termini di know
- how tecnico e professionale a vantaggio
dei giovani che partecipano al progetto.
Per le priorit&agrave; e le caratteristiche degli interventi si veda la nota 3
Si tende a premiare gli interventi in partnership e la co-progettazione fra
enti, sia pubblici che privati.
La co-progettazione prevede la individuazione di un ente capofila che avr&agrave; la
responsabilit&agrave; della attuazione e del coordinamento del progetto.
 Partnership tra 2 enti accreditati = punti 1
 Partnership tra 3 enti accreditati = punti 2
Si tende a valorizzare i progetti che prevedano risposte innovative e/o
sperimentali rispetto alle esigenze di un determinato territorio dal punto di
vista culturale, sociale, ambientale, supportate da indicatori per la verifica
della loro concreta realizzabilit&agrave;, della loro efficacia e del loro impatto.
Non &egrave; fissato un numero massimo di enti partecipanti e la valutazione circa
la partnership dipender&agrave; dalla qualit&agrave; del contributo fornito al progetto
rispetto alle potenzialit&agrave; della esperienza per i giovani in termini di
Priorit&agrave; per Area di intervento del progetto e caratteristiche degli interventi
Interventi in situazioni di abbandono e di carenza assistenziale di persone con disagio psichico o affette da autismo (A06, A15)
Interventi a favore delle donne in difficolt&agrave; a causa della mancanza di servizi che consentano di conciliare i tempi del lavoro femminile (A11)
Interventi che favoriscono l’inclusione e il reinserimento sociali di categorie di cittadini in condizione di fragilit&agrave; attraverso programmi di agricoltura sociale (A05, A10, A11, A,16, A17, A20)
Interventi che promuovono una cultura delle prevenzione dei rischi del territorio attraverso attivit&agrave; di indagine e di monitoraggio allo scopo di aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei cittadini circa
la cura e la salvaguardia del territorio in cui vivono (B04)
Interventi che promuovano una cultura della salvaguardia e tutela dell’ambiente attraverso forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni
urbani, sulla base del principio della “amministrazione condivisa” (orti urbani, “vigilanza” nei parchi, ecc.) (CO4)
Interventi che promuovano la fruizione e l’accesso ai beni artistici e architettonici attraverso forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni
urbani, sulla base del principio della “amministrazione condivisa” (valorizzazione di siti archeologici, recupero centri storici, apertura di musei, ecc.) (D01, D02, D04)
Interventi che promuovano e accrescano una cultura civica attraverso forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, sulla base del
principio della “amministrazione condivisa” (E02, E03, E06, E08, E09, E10, E13E14, E16)
 Partnership tra 2 enti accreditati e un ente
non accreditato del settore privato = punti 3
La co-progettazione pu&ograve; essere effettuata solo tra enti iscritti all’albo
Le collaborazioni tra pi&ugrave; enti e soggetti dovranno essere formalizzate
attraverso un “accordo di partnership”
 Partnership tra 2 enti accreditati e 2 enti non
accreditati del settore privato = punti 4
Per ogni ente coinvolto, dovranno essere specificati i compiti,le modalit&agrave; di
realizzazione, i tempi, i luoghi di attuazione e le risorse umane individuate,
accludendo i relativi curricula. Per ogni ente coinvolto, si richiede una breve
descrizione delle caratteristiche e delle attivit&agrave; svolte, nei casi in cui non si
tratta di enti accreditati all’Albo regionale del Servizio Civile.
Progetti che prevedano uno scambio di
esperienze con i giovani partecipanti ad
altri progetti di servizio civile che
interessano il territorio regionale, sia
dello stesso ente che tra enti e progetti
Progetti che prevedano un numero
massimo di 4 posti di servizio civile
volontario per i giovani
Si intende valorizzare la dimensione di rete dell’esperienza dei giovani in
servizio civile nella Regione Lazio, non limitandosi ai momenti della
formazione d’aula, ma prevedendo occasioni e opportunit&agrave; di incontro tra i
giovani anche di differenti aree di intervento del servizio civile.
Una visione pi&ugrave; ampia del contesto in cui si inserisce l’attivit&agrave; di servizio
civile e lo sviluppo di rapporti e relazioni con altri giovani pu&ograve;
rappresentare un valore aggiunto sia per il percorso di crescita formativa,
sia per le attivit&agrave; e i risultati del progetto.
Si intende valorizzare la diffusione sul territorio dei progetti di servizio
civile e a promuovere una migliore organizzazione e qualit&agrave; del lavoro
svolto dai giovani in servizio civile.
Area: RICERCA FINALIZZ., INNOVAZ. E GREEN ECONOMY
Approvazione schema di Accordo di Programma multiregionale tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Universit&agrave; e della Ricerca e la
Regione Lazio per l'attuazione di &quot;azioni di sviluppo, valorizzazione promozione dei Cluster Tecnologici Nazionali&quot;, nel quadro
dell'Avviso D.D. n. 257/Ric. del 30/05/2012.
(ALESSANDRI CLAUDIA)
(MARINA SCAZZOCCHIO)
(F. MAZZOTTA)
(R. BELLOTTI)
(Fabiani Guido)
Data di ricezione: 09/05/2014 prot. 243
OGGETTO: Approvazione schema di Accordo di Programma multiregionale tra il Ministero
dell’Istruzione, dell’Universit&agrave; e della Ricerca e la Regione Lazio per l’attuazione di “azioni di
sviluppo, valorizzazione promozione dei Cluster Tecnologici Nazionali”, nel quadro dell’Avviso
D.D. n. 257/Ric. del 30/05/2012.
dell’Assessore Sviluppo Economico e Attivit&agrave; Produttive;
la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, recante la
“Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e
disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale”;
il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche ed
integrazioni, denominato “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei
servizi della Giunta Regionale”;
la Legge Regionale 30 dicembre 2013, n. 14, recante “Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2014-2016;
che il Ministero dell’Istruzione della Ricerca e dell’Universit&agrave; (MIUR) con decreto direttoriale
n. 257/Ric. del 30 maggio 2012, ha pubblicato l’“Avviso per lo sviluppo e potenziamento di
Cluster Tecnologici Nazionali” ai quali attribuisce particolare rilievo strategico come propulsori
della crescita economica sostenibile dei territori e dell’intero sistema economico nazionale;
che i cluster, come definiti dall’art. 1, co. 4 dell’“Avviso” rappresentano aggregazioni
organizzate di imprese, universit&agrave;, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri soggetti
anche finanziari attivi nel campo dell'innovazione, articolate in pi&ugrave; aggregazioni pubblicoprivate, ivi compresi i distretti tecnologici gi&agrave; esistenti, presenti su diversi ambiti territoriali,
guidate da uno specifico organo di coordinamento e gestione, focalizzate su uno specifico
ambito tecnologico e applicativo, idonee a contribuire alla competitivit&agrave; internazionale sia dei
territori di riferimento sia del sistema economico nazionale;
PRESO ATTO che con l’APQ6 Stralcio “Distretto Tecnologico nell’industria Aerospaziale” il
30/06/2004 il MIUR, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Lazio hanno firmato
la costituzione del Distretto Tecnologico Aerospaziale del Lazio (DTA), 1&deg; Distretto tecnologico
Aerospaziale d’Italia che prevedeva l’attuazione di iniziative congiunte da parte della Regione, di
istituti finanziari, di centri di ricerca, di Universit&agrave; e delle imprese di settore;
PRESO ATTO che, il 10 luglio 2012 MIUR, e Regione Lazio hanno siglato un Protocollo d’Intesa
per promuovere e sostenere i Distretti tecnologici del Lazio, al fine di metterne a sistema la
funzione, come strumenti di intermediazione tecnologica e di produzione di nuove tecnologie e
innovazioni per il territorio, incentivando la collaborazione tra gli organismi di ricerca ed il sistema
delle imprese laziali;
PRESO ATTO che per il Distretto Tecnologico Aerospaziale del Lazio sono previsti 10,6 milioni
di euro con la finalit&agrave; di sviluppare progetti di ricerca industriale e di alta formazione;
CONSIDERATO che il comparto aerospaziale nel Lazio vanta una consolidata tradizione e
riunisce la maggior parte delle competenze industriali e scientifiche italiane di settore;
PRESO ATTO che l’art. 2, comma 3 del citato “Avviso” MIUR D.D. n. 257/Ric del 30 maggio
2012, prevede che le domande a valere su detto “Avviso” per la concessione delle agevolazioni,
presentate dallo specifico organo di coordinamento e gestione del cluster tecnologico nazionale al
MIUR, debbano essere corredate da specifica lettera di intenti delle regioni di riferimento del
cluster che descriva la coerenza e la funzionalit&agrave; rispetto alle strategie regionali;
VISTA la dichiarazione, rilasciata ai sensi dell’art. 2 comma 3, prot. n. 117 del 21/09/2012, con cui
la Regione Lazio manifesta il proprio interesse a sostenere, anche finanziariamente, attivit&agrave;
complementari e/o funzionali allo sviluppo e valorizzazione dei Cluster ai quali ha deciso di aderire
al fine della partecipazione all’“Avviso” MIUR;
PRESO ATTO che la Regione Lazio ha individuato in Fi.La.S SpA il soggetto che fa parte
dell’organo di coordinamento del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospaziale (CTNA), nato
nell’ambito del pi&ugrave; volte citato “Avviso” MIUR del 30 maggio 2012 e riconosciuto soggetto
Nazionale aggregante e interlocutore per il MIUR in tema di aerospazio dal 14 dicembre 2012;
PRESO ATTO, altres&igrave;, che la Regione Lazio ha partecipato, per il tramite di FILAS SpA, ai lavori
preparatori della proposta al MIUR per lo sviluppo del CTN “Aerospazio”, promossa e coordinata
dalla Regione Campania, dalla Regione Lazio, dalla Regione Lombardia, dalla Regione Puglia e
dalla Regione Piemonte, che si sono fatti interpreti delle istanze espresse dai territori e dalle
principali componenti del “sistema aerospaziale italiano”;
RITENUTO che gli indirizzi strategici inseriti nella summenzionata proposta, sono ritenuti
coerenti con quelli definiti dalla Regione Lazio in tema di Aerospazio per il supporto alla ricerca e
all’innovazione tecnologica del comparto e con quanto stabilito dal “Programma Strategico
Regionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico”, approvato con Deliberazione
Consiliare n. 25 del 25 luglio 2012, in attuazione della Legge Regionale 4 agosto 2008, n. 13
“Promozione della ricerca e sviluppo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico nella
Regione Lazio” e dal POR FESR Lazio 2007-2013, Asse 1 “Ricerca, Innovazione e Rafforzamento
della base produttiva”, finalizzato a rafforzare la competitivit&agrave; del sistema produttivo laziale
attraverso la promozione della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico;
PRESO ATTO che, con Decreto Direttoriale del 14 dicembre 2012, n. 18 “Cluster Tecnologici
Nazionali - Approvazione graduatoria progetti ammessi”, il MIUR ha giudicato ammissibili alle
agevolazioni, sulla base dei criteri di punteggio di cui all'Art. 5, comma 4 del D.D. n. 257/ 2012, 8
domande, proposte da uno specifico raggruppamento di soggetti attuatori, come di seguito elencate:
 CTN01_00163 Fabbrica Intelligente (CFI);
 CTN01_00063 Chimica verde (GreenChem);
 CTN01_00177 Scienze della vita (ALISEI);
 CTN01_00176 Mezzi e sistemi per la mobilit&agrave; di superficie terrestre e marina (trasporti Italia
 CTN01_00230 Agrifood (C.L.A.N.);
 CTN01_00236 Aerospazio (CTNA);
 CTN01_00034 Tecnologie per le Smart Communities (CTN-TSC);
 CTN01_00128 Tecnologie per gli Ambienti di Vita (TAV);
rinviando a successivi e appositi decreti l'ammissione a finanziamento delle singole domande fino a
concorrenza delle disponibilit&agrave; finanziarie, pari a 368 M€ a valere sui fondi FAR e ulteriori 40 M€ a
carico del PON R&amp;C 2007-2013 per le quote di attivit&agrave; progettuali da svolgersi nelle Regioni
PRESO ATTO dell’inserimento in detta graduatoria del progetto CTN01-00236 Aerospazio –
Cluster Tecnologico Nazionale per l’Aerospazio;
TENUTO CONTO della partecipazione della Regione Lazio all’Organo di Coordinamento del
CTN “aerospazio”, avvenuta attraverso FILAS SpA, che ha contribuito alla definizione degli
indirizzi strategici del Cluster e ha garantito la coerenza con il processo di smart specialization in
atto nella Regione Lazio;
RITENUTO OPPORTUNO, dando un seguito all’impegno regionale formalizzato con nota prot.
n. 117 del 21/09/2012 di cui sopra, contribuire al sostegno delle attivit&agrave; complementari e/o
funzionali allo sviluppo e valorizzazione dei Cluster tecnologici regionali con un importo
complessivo pari a Euro 50.000 ( tra attivit&agrave; “in kind” ed erogazioni “cash” entrambe da indicarsi
nel Piano annuale per il Fondo di Dotazione della Filas SpA ex L. R. 28 dicembre 2007, n&deg; 26, art.
CONSIDERATA la necessit&agrave; di contribuire in modo efficace e sinergico alla strategia regionale
relativa al cluster tecnologico nazionale dell’aerospazio e dare attuazione a quanto gi&agrave; manifestato
dalla Regione Lazio in sede di lettere di intenti e nei termini concertati con il MIUR e le altre
Regioni coinvolte, in particolare:
 procedendo all’approvazione dello schema di Accordo di Programma multiregionale con il
MIUR, di durata triennale, secondo lo schema negoziato tra le Amministrazioni e il Ministero
ed allegato al presente atto quale sua parte integrante e sostanziale (allegato 1), al fine di
assicurare il sostegno e la migliore valorizzazione delle competenze dei soggetti costituenti i
Cluster e dei progetti ammessi alle agevolazioni nei rispettivi ambiti territoriali determinando,
tra l'altro, anche in ottica di Programmazione comunitaria 2014-2020, le azioni, le modalit&agrave; di
utilizzo e combinazione delle risorse, nonch&eacute; le azioni di monitoraggio e valutazione degli
Accordi stessi;
 autorizzando l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attivit&agrave; Produttive, alla sottoscrizione
dell’Accordo e degli eventuali atti integrativi per la tematica del cluster aerospazio;
 autorizzando FILAS SpA alla messa a sistema delle attivit&agrave; complementari e/o funzionali alla
valorizzazione del Cluster Tecnologico Aerospaziale promosse nell’ambito del territorio
tutto ci&ograve; visto, premesso, dato atto, rilevato, ritenuto e richiamato.
per le motivazioni richiamate nelle premesse, che costituiscono parte integrante e sostanziale del
di approvare lo schema di Accordo di Programma multiregionale con il MIUR, allegato al
presente atto quale sua parte integrante e sostanziale (allegato 1) che definisce e mette a
sistema le azioni di sviluppo, valorizzazione e promozione dei Cluster Tecnologici
Nazionali, sostenute nell’ambito dei rispettivi territori dalle Regioni sottoscrittrici dei singoli
di autorizzare l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attivit&agrave; Produttive, alla
sottoscrizione dell’Accordo e degli eventuali atti integrativi per la tematica del cluster
di autorizzare FILAS SpA alla messa a sistema delle attivit&agrave; complementari e/o funzionali
alla valorizzazione del Cluster Tecnologico Aerospaziale promosse nell’ambito del territorio
di contribuire al sostegno delle attivit&agrave; complementari e/o funzionali allo sviluppo e
valorizzazione del Cluster tecnologico Aerospaziale nazionale, con un importo annuo fino a
Euro 50.000, tra attivit&agrave; “in kind” ed erogazioni “cash” entrambe da indicarsi nel Piano
annuale per il Fondo di Dotazione della Filas SpA ex L. R. 28 dicembre 2007, n&deg; 26, art. 26;
Il Direttore pro-tempore della Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit&agrave;
Produttive provveder&agrave; all’emanazione di tutti gli atti attuativi della presente deliberazione, compresi
quelli connessi e consequenziali alla firma dell’allegato Accordo;
Il presente provvedimento sar&agrave; pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il su esteso schema di deliberazione, che risulta
approvato all'unanimit&agrave;.
“Azioni di sviluppo, valorizzazione e promozione
del Cluster Tecnologico Nazionale ………………………………
nel quadro dell’Avviso di cui al D.D. 257/Ric del 30/05/2012
nelle REGIONI ……………………………………………………………….
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSIT&Agrave; E DELLA RICERCA
VISTO l’articolo 15 della Legge n. 241 del 1990, il quale prevede che le Amministrazioni
Pubbliche possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione
di attivit&agrave; di interesse comune e in particolare, il comma 2 bis) che prevede l’obbligo di
sottoscrizione degli accordi con firma digitale o firma elettronica avanzata o firma elettronica
qualificata pena la nullit&agrave; degli stessi;
VISTO il D. Lgs. n. 297 del 27 luglio 1999 e ss.mm.ii. recante il “Riordino della disciplina e
snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle
tecnologie, per la mobilit&agrave; dei ricercatori” e ss.mm.ii.;
VISTO il D. M. n. 593 dell’8 agosto 2000 “Modalit&agrave; procedurali per la concessione delle agevolazioni
previste dal D. Lgs. 27 luglio 1999 n. 297” e ss.mm.ii. e, in particolare, il D. M. del 6.12.2005 n.
3245/Ric. ed il D. M. del 2 gennaio 2008 “Adeguamento delle disposizioni del D.M. 593/2000 alla
Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla
Comunicazione 2006/C 323/01”;
VISTI, in particolare, gli artt. 12 e 13
del citato D. M. n. 593/2000 recanti rispettivamente
“Progetti di ricerca e formazione presentati in conformit&agrave; a bandi emanati dal Murst per la realizzazione di
obiettivi specifici” e “Specifiche iniziative di programmazione”;
VISTO il D. Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 recante “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;
VISTA la Legge 14 luglio 2008 n. 121 di conversione, con modificazioni, del D. L. 16 maggio 2008
n. 85 recante &quot;Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell'art.
1, commi 376 e 377, della Legge 24 dicembre 2007 n. 244&quot; con la quale &egrave; stato previsto che le funzioni
del Ministero dell'Universit&agrave; e della Ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di
personale, sono trasferite al Ministero dell'Istruzione, dell'Universit&agrave; e della Ricerca (di seguito
MIUR);
VISTO il D.P.C.M. del 6 agosto 2008 &quot;Ricognizione, in via amministrativa delle strutture trasferite al
Ministero dell'Istruzione, dell'Universit&agrave; e della Ricerca, ai sensi dell'articolo 1 comma 8 del decreto-legge
16 maggio 2008 n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008 n. 121;
VISTA la Comunicazione COM(2008) 652 def. della Commissione al Consiglio, al Parlamento
Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni &quot;Verso cluster
competitivi di livello mondiale nell'Unione europea&quot; che identifica come una delle priorit&agrave; assolute
l'attuazione di un'ampia strategia dell'innovazione per il raggiungimento dell'eccellenza dei
Cluster europei;
VISTO il D.P.R. del 20 gennaio 2009 n. 17 “Regolamento recante disposizioni di riorganizzazione del
MIUR”;
VISTA la Comunicazione COM(2011) 808 def. della Commissione al Consiglio, al Parlamento
Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni &quot;Orizzonte 2020&quot;
nella quale viene illustrato il quadro strategico comune in materia di ricerca e innovazione per il
periodo 2014-2020 e che prevede tre priorit&agrave; che si rafforzano reciprocamente: 1. generare una
scienza di alto livello finalizzata a rafforzare l'eccellenza scientifica dell'UE a livello
internazionale; 2. promuovere la leadership industriale mirata a sostenere l'attivit&agrave; economica,
anche attraverso il sostegno alle PMI; 3. innovare per affrontare le sfide sociali, in modo da
rispondere direttamente alle priorit&agrave; identificate nella strategia Europa 2020 per mezzo di attivit&agrave;
ausiliari che coprono l'intero spettro delle iniziative, dalla ricerca al mercato.
VISTO l’art. 9, comma 1, del D. L. 13 maggio 2011 n. 70 recante “Semestre Europeo – Prime
disposizioni urgenti per l’economia”, convertito dalla Legge 106/2011;
VISTI gli artt. 60, 61, 62, 63 del D. L. 22 giugno 2012 n. 83 recante “Misure urgenti per la crescita
del Paese”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 134/2012;
VISTO il D.M. n.115 del 19 febbraio 2013 concernente “Modalit&agrave; di utilizzo e gestione del Fondo per
gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la
concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e
63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
134”;
VISTO l’Avviso di cui al D. D. n. 257/Ric del 30 maggio 2012, come modificato e integrato dal
D. D. n. 414 del 12 luglio 2012, finalizzato alla nascita e allo sviluppo di Cluster Tecnologici
Nazionali da identificare come propulsori della crescita economica sostenibile dei territori
dell’intero sistema economico nazionale;
VISTO il D. D. del Capo Dipartimento per l’universit&agrave;, l’alta formazione artistica, musicale e
coreutica e per la ricerca prot. n. 18 del 14 dicembre 2012, che ha approvato le graduatorie finali
relative alle domande presentate per l’Avviso D. D. n. 257/Ric del 30 maggio 2012 e giudicato
ammissibili alle agevolazioni n. 8 (otto) domande presentate, come di seguito elencate:
CTN01_00163 Fabbrica Intelligente (CFI)
CTN01_00063 Chimica verde (GreenChem);
CTN01_00177 Scienze della vita (ALISEI);
CTN01_00176 Mezzi e sistemi per la mobilit&agrave; di superficie terrestre e marina (Trasporti Italia
CTN01_00230 Agrifood (C.L.A.N.)
CTN01_00034 Tecnologie per le Smart Communities (CTN-TSC)
CTN01_00236 Aeropsazio (CTNA)
CTN01_00128 Tecnologie per gli Ambienti di Vita (TAV)
VISTO che con Decreto Direttoriale n. 1883 dell’ 11 ottobre 2013 il Ministero dell’Istruzione,
dell’Universit&agrave; e della Ricerca, con Decreto Direttoriale ha provveduto alla rideterminazione dei
costi dei progetti ammessi a finanziamento, di cui alla graduatoria approvata con Decreto
Direttoriale del 14 dicembre 2012, n. 18;
CONSIDERATO il Protocollo d'Intesa siglato in data 25 giugno 2009 tra il Ministro
dell'Istruzione, dell’Universit&agrave; e della Ricerca e i Presidenti delle Regioni della Convergenza, per
l'attuazione del PON R&amp;C;
CONSIDERATO che l’art. 6 del citato Avviso D. D. 257/Ric del 30 maggio 2012 assegna alle
domande ammesse a finanziamento risorse pari a complessivi 368 milioni di euro a valere sui
fondi FAR (comma 1) e ulteriori 40 milioni di euro a carico del PON R&amp;C 2007-2013 per le quote
di attivit&agrave; progettuali da svolgersi nelle Regioni Convergenza, a valere sul FESR (50%) e sul DFS
(50%) (comma 2);
CONSIDERATO che con Decreto Ministeriale n. 9 del 27 febbraio 2013, registrato alla Corte dei
Conti, le risorse disponibili di cui all’art. 6 del citato Avviso D. D. 257/Ric del 30 maggio 2012
sono state incrementate con risorse reperite nell’ambito del Piano del Riparto del FAR per l’anno
CONSIDERATO che con Decreto Direttoriale n. 435 del 13 marzo 2013 dette risorse aggiuntive
sono state allocate a copertura finanziaria delle domande giudicate ammissibili alle agevolazioni
di cui al D.D. n.257/Ric del 30 maggio 2012;
CONSIDERATO che nella graduatoria di domande giudicate ammissibili con D. D. del Capo
Dipartimento per l’universit&agrave;, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca
prot. n. 18 del 14 dicembre 2012 rientra il Cluster id.xxxxx denominato “xxxxxx”comprensivo dei
progetti CTN 01……., ……. finanziato per un importo pari a €……
CONSIDERATO che tutte le Regioni rispettivamente (con note prot………… del ……………..)
partecipanti al presente Accordo hanno gi&agrave; manifestato con specifica lettera di intenti, ai sensi
dell’art. 2 comma 3 del citato Avviso D. D. 257/Ric del 30 maggio 2012, l’interesse a sostenere
anche finanziariamente, nell’ambito di specifici Accordi di Programma con il MIUR, le attivit&agrave;
complementari e/o funzionali allo sviluppo e alla valorizzazione del Cluster Tecnologico
Nazionale ………………………;
CONSIDERATA la necessit&agrave; di procedere alla stipula di appositi Accordi di Programma con le
Regioni coinvolte ai sensi dell’art. 5, comma 6 del citato Avviso D. D. 257/Ric, al fine di assicurare il
sostegno e la migliore valorizzazione del Cluster e dei progetti ammessi alle agevolazioni nei rispettivi
ambiti territoriali;
CONSIDERATO che ciascuna Regione sta elaborando, secondo gli indirizzi di Europa 2020 una
propria strategia di Smart Specialization, all’intero della quale provvede ad identificare le aree e
i temi prioritari su cui concentrare, secondo un approccio di sistema, i propri interventi e che, a
livello operativo, ci&ograve; si tradurr&agrave; nella valorizzazione di settori/ambiti tecnologici e/o di nicchie
di mercato dove il territorio dispone di chiari vantaggi competitivi o di determinate potenzialit&agrave;
di sviluppo imprenditoriale;
CONSIDERATO che il Cluster Tecnologico Nazionale rappresenta un riferimento per
l'aggregazione multiregionale di imprese, universit&agrave;, altre istituzioni pubbliche o private di
ricerca, altri soggetti anche finanziari attivi nel campo dell'innovazione, focalizzato su uno
specifico ambito tecnologico e applicativo, idoneo a contribuire alla competitivit&agrave; internazionale
sia dei territori di riferimento sia del sistema economico nazionale;
CONSIDERATO che pertanto le Regioni, possono trovare nel CTN un ambito organizzativo per
azioni collaborative e di condivisione per la valorizzazione dei propri interventi definiti
nell’ambito della Strategia di Smart Specialisation;
VISTI i seguenti documenti di programmazione:
Protocollo d’intesa sottoscritto in data 30 marzo 2012 tra il Ministero dell’Istruzione,
dell’Universit&agrave; e dalla Ricerca e la Regione Marche che prevede, tra le diverse
tematiche di ricerca, anche quella relativa a Tecnologiche avanzate e a materiali
innovativi per prodotti “Made in Italy” personalizzati ed eco-efficenti;
Regione…………..
Regione …………
Regione…………
CONSIDERATO che con la sottoscrizione del presente Accordo le Parti dichiarano che gli
interventi previsti riguardano investimenti pubblici tesi ad assicurare la migliore valorizzazione
del cluster e dei progetti ammessi alle agevolazioni nei rispettivi ambiti territoriali, che verranno
attuati nel rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali in materia di regimi di aiuto e
di appalto di beni e servizi e dei regolamenti interni, nonch&eacute; in materia di tutela di brevetti, di
diritto di autore e della concorrenza;
LE PARTI STIPULANO IL SEGUENTE
Recepimento delle premesse e termini di riferimento
Le premesse di cui sopra costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Accordo di
Programma (di seguito “Accordo”).
Agli effetti del presente Accordo si intendono:
a) per MIUR, il Ministero dell'Istruzione, dell'Universit&agrave; e della Ricerca;
b) per Regioni, le Amministrazioni regionali che, ai sensi dell’Avviso D.D. 257/Ric del 30
maggio 2012 hanno prodotto la lettera di intenti,
c) per Parti, il MIUR e le Regioni che sottoscrivono il presente Accordo;
d) per Parti finanziatrici, le Regioni che finanziano le azioni indicate nell’art.4 del presente
e) per Parti non finanziatrici, le Regioni che non partecipano finanziariamente alle azioni
indicate nell’art. 4 del presente Accordo, ma che si riservano di individuare risorse
finanziarie da destinare alle annualit&agrave; successive ad integrazione di quanto attualmente
f) per Cluster, il Cluster Tecnologico Nazionale CTN01_00XXX - Denominazione
g) per Piano di Sviluppo strategico del Cluster, la cornice strategica presentata unitamente
ai Progetti dal Cluster ai sensi dell’Avviso D.D. 257/Ric del 30 maggio 2012
h) per Organo di Coordinamento e Gestione, l’Organo costituito nel Cluster ai sensi
dell’Avviso D.D. 257/Ric del 30 maggio 2012
i) per Governance del Cluster, il modello organizzativo del Cluster
Oggetto del presente Accordo sono la definizione e la messa a sistema delle attivit&agrave;
complementari e/o funzionali allo sviluppo, alla valorizzazione e alla promozione del Cluster
…………………….., di cui all’Allegato 1 promosse nell’ambito dei rispettivi territori dalle
Regioni sottoscrittrici dell’Accordo.
In particolare, le attivit&agrave; avranno come oggetto:
la realizzazione di specifiche azioni (animazione, formazione, promozione,
internazionalizzazione, open innovation, foresight tecnologico ecc…) complementari e
funzionali allo start-up e allo sviluppo del Cluster, a complemento dei progetti ad oggi
ammessi a finanziamento dal MIUR di cui all’Allegato 2;
la definizione e l’attuazione tra MIUR e Regioni di ulteriori linee di intervento che,
sulla base della governance del Cluster, favoriscano processi di sviluppo e di
potenziamento del Cluster, attraverso un programma coordinato di attivit&agrave; e
comprensivo di azioni di monitoraggio e valutazione nella logica della Smart
Specialization, per l’integrazione e cooperazione fra sistema della ricerca e sistema
produttivo e lo sviluppo della rete dei servizi nei rispettivi territori regionali anche in
vista della nuova programmazione.
Le azioni, di cui al precedente comma 2, sono finalizzate al consolidamento e alla
valorizzazione del Cluster promuovendo una strategia coordinata di sviluppo su base
territoriale, anche in raccordo con le Aggregazioni pubblico-private gi&agrave; esistenti nelle Regioni
ed una sistematica efficace sinergia tra tutte le Parti, secondo il modello di governance
individuato nel Piano strategico del Cluster.
Articolo n 3.
1. Sulla base delle Premesse, le Parti:
a. convengono sulla mission del Cluster quale piattaforma intermedia di integrazione e
soggetto catalizzatore ed organizzatore di progettualit&agrave; provenienti dai territori,
aperto e inclusivo nei confronti di tutti i soggetti portatori di competenze e conoscenze
negli ambiti tecnologici di riferimento;
b. condividono le linee di intervento ricomprese nel presente Accordo e ne riscontrano la
coerenza con gli atti di pianificazione e programmazione generale e settoriale di
c. convengono che gli interventi ricompresi nel presente Accordo siano anche a supporto
del Cluster ……………………di cui all’Avviso D.D. 257/Ric del 30 maggio 2012;
d. concordano sull’opportunit&agrave; di implementare anche con accordi e atti integrativi le
azioni di cui al successivo articolo 4;
2. Le Parti, ciascuna nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, si impegnano ad
individuare e definire congiuntamente tutte le azioni e le modalit&agrave; necessarie alla migliore
realizzazione delle finalit&agrave; di cui al precedente articolo 2;
il MIUR, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze si impegna a:
a) Attivare ed utilizzare integralmente, nei tempi indicati nel successivo articolo 8, le risorse
finanziarie per la realizzazione dei progetti del Cluster approvati con Decreto Direttoriale
dell’11 ottobre 2013 n. 1883, di cui all’allegato 2;
b) Realizzare le attivit&agrave; di monitoraggio in itinere dei progetti fino alla loro scadenza e, se
necessario, proporre eventuali aggiornamenti e/o modifiche;
c) Attivare forme di stretta collaborazione con il ricorso in particolare a strumenti di
semplificazione dell’attivit&agrave; amministrative e di snellimento dei processi decisionali, di
d) Individuare eventuali ulteriori progetti specifici e risorse aggiuntive da rendere disponibili
attraverso specifici accordi integrativi, a valere sulla nuova programmazione 2014 - 2020
Le Regioni, ciascuna nell’ambito delle proprie funzioni, competenze e territori, si impegnano
a) Mettere a disposizione le rispettive strutture territoriali a supporto delle aggregazioni
pubblico-private regionali di riferimento del Cluster;
b) Attivare e realizzare, rispettando i termini concordati, le attivit&agrave; riportate nell’allegato 1 al
c) Individuare ulteriori linee di intervento, con ricadute territoriali, a supporto del Cluster
attraverso il coordinamento di tutti i settori delle rispettive Amministrazioni;
d) Promuovere il partenariato locale pubblico-privato e attivare azioni nel territorio di
competenza coordinate con le politiche del Cluster;
e) Individuare eventuali ulteriori risorse aggiuntive (anche private) da rendere disponibili per
specifici accordi integrativi, a valere sulla nuova programmazione;
Individuare, nell’ambito delle attivit&agrave; di cui all’articolo 2 comma 2 lettera b), in stretta
collaborazione con l’organismo di coordinamento del Cluster, linee di intervento e azioni a
supporto del Cluster a valere sulla nuova programmazione, da proporre al Comitato
Tecnico dell’Accordo di cui al successivo articolo 5;
g) Attivare forme di stretta collaborazione con il ricorso in particolare a strumenti di
Copertura finanziaria delle azioni complementari e/o funzionali previste dall’Accordo
1. La copertura finanziaria delle azioni di cui all’articolo 2 comma 2 lettera a) previste
dall’Accordo sar&agrave; garantita per la prima annualit&agrave; (2013) dalle Parti finanziatrici per un totale
di €…………..e avverr&agrave; secondo il dettaglio di riportato nella tabella che segue:
PARTI FINANZIATRICI
FONTE FINANZ.
2. Per le annualit&agrave; successive la copertura finanziaria delle azioni complementari e/o funzionali
previste dall’Accordo, verr&agrave; disposta attraverso specifici accordi integrativi.
Le azioni e l’articolazione delle risorse per ciascuna Parte finanziatrice sono descritte
Comitato Tecnico dell’Accordo
1. Per l’attuazione, del presente Accordo, &egrave; istituito un Comitato Tecnico (“Comitato”), composto
da n. 2 persone designate dal MIUR, di cui uno con funzioni di Presidente, e da n. 1 persona
designata con nota dell’Assessore competente di ciascuna Regione firmataria del presente
Accordo. Partecipa al Comitato il Presidente dell’Organismo di coordinamento e gestione del
2. Ai lavori del Comitato potranno essere invitati i rappresentanti degli altri Ministeri competenti
in materia in relazione agli ambiti tematici del Cluster e, su richiesta di una delle Parti e a
seconda delle tematiche da affrontare, anche esperti di riconosciuta competenza. A supporto
dei lavori e delle attivit&agrave; del Comitato possono essere invitate a partecipare le organizzazioni e
le strutture amministrative delle Parti, ciascuna per le rispettive competenze.
3. La nomina dei componenti del Comitato dovr&agrave; avvenire – con decreto del MIUR– entro 30
giorni dalla sottoscrizione del presente Accordo. Le sostituzioni e/o le integrazioni dei
componenti devono avvenire con le stesse modalit&agrave; di nomina prevista dal presente comma, a
seguito di comunicazione scritta alle Parti. Entro i successivi 30 giorni il MIUR provveder&agrave; ad
emanare il nuovo decreto di nomina.
4. Il decreto di nomina del Comitato, nel rispetto delle disposizioni legislative nazionali e
regionali vigenti, determina gli eventuali oneri per il suo funzionamento, che saranno a carico
delle singole Amministrazioni rappresentate e partecipanti.
5. Il Comitato ha il compito di:
a) assicurare, tramite il raccordo con i competenti uffici regionali e nazionali, la corretta
ed efficace attuazione del presente Accordo;
b) monitorare lo stato di attuazione del presente Accordo e relazionare alle Parti;
c) individuare e comunicare alle Parti eventuali nuove risorse finanziarie che si
rendessero disponibili da allocare sul presente Accordo;
d) proporre alle Parti eventuali proroghe e/o rinnovi dei termini di efficacia del
presente Accordo, di cui al successivo art.8;
e) assicurare che le attivit&agrave; del Cluster siano coerenti con gli indirizzi strategici delle
politiche regionali, nazionali ed europee;
f) proporre alle Parti la definizione di ulteriori linee di intervento di cui all’articolo 2
comma 2 lettera b), a valere sulla nuova programmazione, da inserire in nuovi
accordi o atti integrativi, sulla base delle indicazioni pervenute dal MIUR ai sensi
dell’articolo 3, comma 3 lettere d) ed e), nonch&egrave; dalle Regioni ai sensi dell’articolo 3
comma 4, lettere c), e) e f);
g) proporre alle Parti le richieste di adesione di ulteriori Regioni la cui partecipazione
ed azione sia necessaria e/o comunque opportuna per la compiuta realizzazione
delle attivit&agrave; e degli interventi previsti dal presente Accordo.;
Qualora nei casi di cui ai punti e), f) e g)si rendesse necessario il ricorso ad una votazione,
potranno esprimersi a riguardo unicamente il MIUR e le Parti finanziatrici.
6. Il Comitato si riunisce, su convocazione del proprio Presidente, la prima volta entro 15 giorni
dalla nomina per l’insediamento e per fissare i criteri per l’emanazione del regolamento interno
relativo al proprio funzionamento.
7. Il Comitato produrr&agrave; relazioni periodiche sullo stato di avanzamento dell’Accordo, inviandole,
attraverso il suo Presidente, per opportuna conoscenza e presa d’atto, a ciascuna delle Parti.
8. Il Comitato, al fine di garantire la piena realizzazione degli obiettivi del presente Accordo, pu&ograve;
proporre integrazioni, modifiche e aggiornamenti, opportunamente motivati, al presente
9. Il Comitato dura in carica fino al completamento delle attivit&agrave; approvate per la realizzazione
degli obiettivi e delle finalit&agrave; del presente Accordo.
Termine dell’Accordo
Il presente Accordo entra in vigore al momento della sottoscrizione e ha durata triennale
ovvero fino al completamento dei progetti e delle azioni e comunque non oltre i termini ultimi
previsti dalle normative inerenti le fonti di finanziamento del presente Accordo ovvero dalle
normative contabili. Le Parti, per concorde volont&agrave;, si riservano la facolt&agrave; di prorogarne
l’efficacia o di rinnovarlo in tutto o in parte anche con specifici Accordi integrativi.
Il presente Accordo &egrave; vincolante per le Parti.
1. Possono aderire all’Accordo, anche con risorse aggiuntive, e secondo le modalit&agrave; che saranno
definite dal Comitato Tecnico di cui al precedente art. 5, altre Regioni nei limiti di quanto
previsto dalla vigente normativa, la cui partecipazione ed azione sia necessaria e/o comunque
opportuna per la compiuta realizzazione delle attivit&agrave; e degli interventi previsti dal presente
Le Parti si obbligano a compiere tutti gli atti necessari alla sua esecuzione, ivi incluso a
trasmetterlo agli organi di controllo, ove cos&igrave; previsto dalla pertinente regolamentazione.
Il presente Accordo, sottoscritto (con firma digitale o firma elettronica avanzata ovvero con altra
firma elettronica qualificata) in n. X copie originali, sar&agrave; sottoposto alle prescritte approvazioni e
registrazioni di legge.
Roma, l&igrave; …………
ALLEGATO 1 ALL'ACCORDO DI PROGRAMMA
complessive da
(descrivere)
Sviluppo dei meccanismi di
Animazione, diffusione e
Azione sul capitale umano,
TOTALE GENERALE RISORSE
Area: CONSERVAZ. QUAL. AMBIENTE E BONIF. SITI INQUIN.
D.Lgs. 152/2006 art. 94 comma 2 - Direttive per l'individuazione dell' area di salvaguardia delle acque destinate al consumo
umano distribuite a terzi mediante approvvigionamenti autonomi.
(ANNECCHIARICO IRENE)
(S. RODOLICO)
(B. PLACIDI)
INFRASTRUTTURE, POLITICHE ABITATIVE, AMBIENTE
(Refrigeri Fabio)
08/05/2014 - prot. 241
Data di ricezione ______________________
Oggetto: D.Lgs. 152/2006 art. 94 comma 2 - Direttive per l’individuazione dell’ area di
salvaguardia delle acque destinate al consumo umano distribuite a terzi mediante
approvvigionamenti autonomi.
su proposta dell’Assessore Infrastrutture politiche abitative ambiente
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del Sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e ss.mm.ii.;
VISTO il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 “Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale” e ss.mm.ii.;
VISTA la Legge Regionale 18 novembre 1991 n. 74 “Disposizioni in materia di tutela ambientale.
Modificazioni ed integrazioni alla L. R. 11 aprile 1985 n. 36”;
VISTA la Legge regionale 22 gennaio 1996, n. 6 “Individuazione degli ambiti territoriali ottimali e
organizzazione del servizio idrico integrato in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36;
VISTO il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 che stabilisce le competenze regionali in
materia di individuazione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano;
CONSIDERATO che l’art.94 comma 1 del D.Lgs. 152/2006 disciplina le aree di salvaguardia delle
acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di
acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse;
CONSIDERATO che l’art. 94 comma 2 del D.Lgs 152/06 specifica che “per gli
approvvigionamenti diversi da quelli di cui al comma 1, le Autorit&agrave; competenti impartiscono, caso
per caso, le prescrizioni necessarie per la conservazione e la tutela della risorsa e per il controllo
delle caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano”;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale 14 dicembre 1999 n&deg; 5817 “Approvazione ed
emanazione delle direttive per l’attuazione delle competenze regionali. Direttive per
l’individuazione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano”;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale 27 settembre 2007 n.&deg; 42 che approva il Piano di
Tutela delle Acque Regionali (P.T.A.R.) ai sensi del D. Lgs. 152/99 e s.m.i.;
CONSIDERATA la necessit&agrave; di tutelare la risorsa idropotabile e prevenire possibili fonti di
TENUTO CONTO che la perimetrazione delle zone da tutelare ai sensi dell’art.94 comma 1 del
D.Lgs.152/06 riguarda le risorse idropotabili erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che
riveste carattere di pubblico interesse;
CONSIDERATO che le acque destinate al consumo umano distribuite a terzi mediante
approvvigionamenti autonomi devono comunque essere tutelate ma con azioni di salvaguardia che
incidano il meno possibile sull’economia del territorio;
TENUTO CONTO della necessit&agrave; di definire le modalit&agrave; di tutela delle acque destinate al consumo
CONSIDERATO che la Asl competente effettuer&agrave; i dovuti controlli sanitari con le frequenze che
riterr&agrave; opportune, in relazione alla vulnerabilit&agrave; dell’acquifero;
DELIBE RA
1. di stabilire che, per le acque destinate al consumo umano distribuite a terzi mediante
approvvigionamenti autonomi, il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario
della struttura dovr&agrave; provvedere a delimitare una zona di tutela assoluta intorno alla
captazione idrica;
2. la zona di tutela assoluta dovr&agrave; essere opportunamente dimensionata in relazione alla
situazione di rischio della risorsa, adibita esclusivamente alle opere di captazione, recintata,
idoneamente protetta e provvista di opere di regimazione delle acque dilavanti, rendendo
interdetto l’accesso ai non autorizzati. Altre attivit&agrave; in essa esistenti, diverse da quelle
anzidette, dovranno essere rimosse;
3. il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura dovr&agrave; dare
comunicazione della delimitazione realizzata a questa Regione – Area Conservazione
qualit&agrave; dell’ambiente e bonifica dei siti inquinati - ed alla ASL competente per territorio,
fornendo l’esatta ubicazione della captazione e della delimitazione della zona di tutela sia su
carta C.T.R. che su planimetria catastale con l’indicazione della localit&agrave;, foglio e particella
e la georeferenziazione del punto con le coordinate UTM WGS84, fuso 33;
4. il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura dovr&agrave; acquisire
dalla Asl competente il giudizio di potabilit&agrave; dell’acqua captata e distribuita;
5. il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura &egrave; tenuto ad
effettuare i controlli interni per la verifica della qualit&agrave; dell’acqua destinata al consumo
umano ai sensi del D.Lgs.31 del 2 febbraio 2001;
6. Tutti gli interventi di tutela previsti e gli oneri da essi derivanti sono a carico del soggetto
concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura;
La presente delibera sar&agrave; pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Area: INTERNAZIONALIZZ. E MARKETING TERRITORIALE
Disposizioni regionali per l'individuazione delle modalit&agrave; di attuazione del Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del
13 marzo 2014 &quot;Linee guida delle politiche regionali sull'internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. Programma di
interventi 2014.&quot; - Criteri di valutazione e selezione delle operazioni.
(TENNENINI MASSIMO)
(R. MONACHESI)
12/05/2014 - prot. 245
OGGETTO: Disposizioni regionali per l’individuazione delle modalit&agrave; di attuazione del
Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo 2014 “Linee
guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del
Lazio. Programma di interventi 2014.” – Criteri di valutazione e selezione delle
SU proposta dell’Assessore allo Sviluppo Economico e Attivit&agrave; Produttive;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni
denominato “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale”;
VISTA la legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 recante “Norme in materia di programmazione,
bilancio e contabilit&agrave; della Regione”;
VISTA la L.R. 02 Aprile 1991, n. 14 ”Disciplina e promozione delle manifestazioni fieristiche nella
Regione Lazio. Valorizzazione delle piccole e medie industrie e dell'artigianato del Lazio” e in
particolare, l’art. 12 della suddetta legge per il quale la Regione, anche in rapporto al programma
promozionale predisposto dal Ministero dello Sviluppo economico (gi&agrave; Ministero del Commercio
con l’Estero), pu&ograve; svolgere attivit&agrave; promozionali dirette alla realizzazione di specifici comparti
produttivi e settori merceologici e di allestire e gestire propri spazi nell’ambito delle aree di
manifestazioni fieristiche che si svolgono in Italia e all’estero;
VISTA la L.R. 10 Luglio 2007, n. 10 &quot;Disciplina generale in materia di artigianato. Modifiche alla
legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 &quot;Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per
la realizzazione del decentramento amministrativo&quot; e successive modifiche ed a leggi regionali
concernenti l'artigianato&quot; e, in particolare l’art. 77, secondo comma, “La Giunta regionale pu&ograve;: a)
realizzare iniziative promozionali dirette alla valorizzazione di specifici comparti produttivi, settori
merceologici ed attivit&agrave; artigiane; b) allestire e gestire direttamente propri spazi nell’ambito delle
aree di manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero”;
VISTA la L.R. 27 maggio 2008, n. 5 “Disciplina degli interventi regionali a sostegno
dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del Lazio” in particolare l’articolo 5
“Attuazione degli interventi” che individua Sviluppo Lazio s.p.a. quale soggetto attuatore degli
interventi in materia di internazionalizzazione delle PMI come individuati dall’articolo 3 “Interventi
indiretti” e dall’articolo 4 “Interventi diretti”;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale 12 settembre 2008, n. 641, avente ad oggetto
“Approvazione delle modalit&agrave; di funzionamento del Comitato Permanente per
l'Internazionalizzazione, di cui all'art. 7 della Legge regionale n. 5 del 27 maggio 2008”,
CONSIDERATO che con nota prot. 277/SP del 20 febbraio 2014 l’Assessore per lo Sviluppo
Economico e le Attivit&agrave; Produttive della Regione Lazio, in qualit&agrave; di Presidente del Comitato
Permanente per l'Internazionalizzazione, ha convocato il Comitato medesimo per la consultazione
d_1399546193062OTV055252405.doc
prevista dall’articolo 7 della L.R. 5/2008, nonch&eacute; dall’articolo 4, comma 2 dell’Allegato A della
citata DGR n. 641 del 2008;
CONSIDERATO che nelle more della convocazione del Comitato Permanente per
l'Internazionalizzazione sono state attivate, con la partecipazione di Sviluppo Lazio S.p.a., le forme
di consultazione previste dall’art. 7 comma 9, L.R. 5/2008 tramite l’organizzazione, nel corso dei
mesi di novembre e dicembre 2013, di n. 10 focus group in cui sono stati ascoltati gli stakeholder
settorialmente competenti;
VISTE le schede risultanti dall’esito degli incontri organizzativi sopracitati;
VISTO il parere della VIII Commissione Consiliare - Agricoltura, artigianato, commercio,
formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo
economico nella seduta n. 19 del 27.2.2014 con il quale la Commissione si &egrave; espressa
favorevolmente sullo schema di deliberazione con il quale la Giunta ha successivamente definito le
linee guida delle politiche regionali e il programma d'interventi per l'anno 2014.
VISTO il parere del Comitato Permanente per l'Internazionalizzazione espresso nella seduta del
27.2.2014;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale n. 110 del 13 marzo 2014 che ha approvato le Linee
Guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio e il
Programma di interventi 2014;
CONSIDERATO che per l’attuazione del Programma di interventi 2014 di cui alle Linee Guida
delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio &egrave; necessario
individuare le modalit&agrave; di attuazione cui la Regione Lazio intende attenersi;
RITENUTO di dover procedere all’approvazione delle modalit&agrave; di attuazione del Programma 2014
delle Linee guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del
Lazio e dei criteri per la valutazione e la selezione delle operazioni;
VISTO l’allegato A alla presente deliberazione recante Modalit&agrave; di attuazione del Programma di
interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo 2014 “Linee guida delle politiche regionali
sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. Programma di interventi 2014.” –
Criteri di valutazione e selezione delle operazioni.
CONSIDERATO che la convenzione disciplinante i rapporti tra l’Amministrazione regionale e
Sviluppo Lazio per le attivit&agrave; di cui alla LR 5/2008 approvata con determina dirigenziale n. C0611
del 31/03/2009 &egrave; scaduta il 31/12/2011 e si rende pertanto necessario procedere alla sottoscrizione
di una nuova convenzione;
VISTO l’allegato B alla presente Deliberazione recante “Schema di convenzione disciplinante i
rapporti tra l’Amministrazione regionale e Sviluppo Lazio per le attivit&agrave; di cui alla LR 5/2008”
VISTA la legge regionale 30 dicembre 2013, n. 13, concernente: “Legge di stabilit&agrave; regionale
VISTA la legge regionale 30 dicembre 2013, n. 14, concernente: “Bilancio di previsione finanziario
della Regione Lazio 2014-2016”;
RICHIAMATA la deliberazione di Giunta regionale 13 marzo 2014 n. 110, ed in particolare
l’allegato A della suddetta deliberazione recante “Programma di interventi 2014” che prevede uno
stanziamento di € 11.400.000,00 e trova copertura negli stanziamenti di € 8.000.000,00 sul capitolo
B21101 ed € 1.469.500,87 sul capitolo B25916 E.F. 2014, a cui si aggiungono i residui finanziari
disponibili presso Sviluppo Lazio S.p.a., derivanti da precedenti affidamenti a valere sulle attivit&agrave; di
Internazionalizzazione, pari ad € 1.930.499,13;
di approvare l’allegato A alla presente deliberazione recante Modalit&agrave; di attuazione del
Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo 2014 “Linee guida delle
politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. Programma
di interventi 2014.” – Criteri di valutazione e selezione delle operazioni, che forma parte
di approvare l’allegato B alla presente deliberazione recante “Schema di convenzione
disciplinante i rapporti tra l’Amministrazione regionale e Sviluppo Lazio per le attivit&agrave; di
cui alla LR 5/2008”, che forma parte integrante della presente deliberazione.
Il presente provvedimento sar&agrave; pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul Web
Modalit&agrave; di attuazione del Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo
2014 “Linee guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo
del Lazio. Programma di interventi 2014.” – Criteri di valutazione e selezione delle
La Regione Lazio con deliberazione di Giunta regionale n. 110 del 13 marzo 2014 ha approvato le
Linee guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio ed
il relativo Programma di interventi 2014.
Il Programma prevede tre linee di intervento articolate a loro volta in azioni per un importo
complessivo di € 11.400.000,00 cos&igrave; come di seguito dettagliato.
Programma di interventi 2014
1 Sostegno a progetti di internazionalizzazione
2 Azioni a regia regionale
 Cofinanziamento di progetti promossi dal sistema imprenditoriale
 Voucher per servizi all’internazionalizzazione
Progetti integrati a regia regionale: Mediterraneo e Americhe
Diplomazie economiche: Mediterraneo allargato, Russia, Estremo Oriente
Promozione dell’artigianato artistico
Progetti interregionali: Africa Subsahariana, Cina, Russia e Emirati Arabi Uniti
Supporto ai percorsi di export management
Partecipazione a Fiere Internazionali e progetti EXPO 2015
Festival Internazionale Startup
3 Governance di sistema
 Orientamento e comunicazione
 Monitoraggio e valutazione
 Strumenti di governance: convocazione periodica di tavoli settoriali e del Comitato
Regionale per l'Internazionalizzazione
 Riforma della legislazione regionale sistema fieristico (L.R. 14/91)
Finalit&agrave; del presente documento
Attraverso il presente documento la Giunta regionale intende delineare il quadro di riferimento per
l’attuazione e la gestione delle attivit&agrave; previste dal Programma di interventi 2014.
In particolare in merito alle modalit&agrave; di:
- selezione delle operazioni;
- individuazione dei soggetti beneficiari dei contributi pubblici di cui alla LR 5/08;
- applicazione dei criteri di selezione dei soggetti beneficiari,
conformemente agli indirizzi contenuti nelle Linee guida ed in particolare nel Programma di
interventi 2014.
Modalit&agrave; attuative
Il Programma di interventi sar&agrave; attuato mediante le seguenti modalit&agrave;:
a) Avvisi pubblici per la concessione di aiuti a P.M.I.; per la selezione di soggetti beneficiari
nell’ambito degli interventi diretti di cui all’art. 4 della LR 5/2008 e ricompresi nel punto 1 del
Programma degli interventi 2014. Gli importi degli aiuti saranno commisurati ai regimi di
riferimento applicabili, in particolare agli articoli 26 e 27 del Regolamento Generale di Esenzione
per Categoria (Reg. CE 800/2008 e successive modificazioni) che prevedono un’intensit&agrave; massima
di aiuto pari al 50% della spesa ammissibile ed in pari misura ai sensi del Regime de minimis,
laddove applicato. Eventuali fattispecie di aiuti diverse da quelli indicati saranno riconosciute nei
limiti massimi di intensit&agrave; applicabili dal regime di riferimento adottato.
b) Manifestazioni di interesse per il cofinanziamento di progetti a regia regionale proposti da enti
ed o organismi rappresentativi o portatori di interessi diffusi e collettivi del sistema delle imprese
regionali; per la selezione di soggetti beneficiari nell’ambito degli interventi di cui all’art. 3 della
LR 5/2008 e ricompresi nel punto 2 del Programma degli interventi 2014.
c) Voucher; per la selezione di soggetti beneficiari nell’ambito degli interventi diretti di cui all’art. 4
della LR 5/2008 e ricompresi nel punto 1 del Programma degli interventi 2014 anche tramite
soggetti intermedi.
d) Accordi di partenariato con soggetti gi&agrave; individuati; i soggetti sono individuati dalla Regione
Lazio nell’ambito del punto 2 del Programma di interventi 2014. La Regione Lazio, a valle di
specifiche intese - sottoscritte o da sottoscrivere - con i soggetti istituzionali di cui sopra, richieder&agrave;
a Sviluppo Lazio di elaborare una scheda progetto con il partner individuato. Un successivo
provvedimento amministrativo approver&agrave; detta scheda progetto, disporr&agrave; il trasferimento a Sviluppo
Lazio delle risorse ad essa destinate e fornir&agrave; tutte le conseguenti disposizioni attuative.
e) Attuazione diretta; la Regione Lazio, qualora valuti opportuno che alcune componenti delle
attivit&agrave; ricomprese nel punto 2 del Programma degli interventi 2014 vengano realizzate direttamente
da Sviluppo Lazio, approver&agrave; con specifico provvedimento amministrativo le schede progetto,
disponendo il trasferimento alla stessa Societ&agrave; regionale delle risorse ad essa destinate e fornir&agrave; tutte
le conseguenti disposizioni attuative. Nella realizzazione delle suddette attivit&agrave; Sviluppo Lazio
potr&agrave; avvalersi di fornitori esterni per l’acquisizione di beni e servizi nel rispetto delle normative di
cui al “codice appalti”, alle disposizione di controllo analogo attivati per le societ&agrave; in house
providing dalla Regione Lazio, e allo specifico regolamento interno a Sviluppo Lazio in materia di
1) Avvisi pubblici e manifestazioni di interesse. I progetti saranno selezionati sulla base delle
procedure di cui al Dlgs 123/98, art. 5, comma 2 “Procedura valutativa a graduatoria”, e art. 6
“Procedura negoziale”. La prima per quanto attiene gli interventi di cofinanziamento di progetti
promossi dal sistema imprenditoriale; la seconda per quanto riguarda i progetti a regia regionale.
Nell’ambito di selezione delle operazioni, Sviluppo Lazio adotta i seguenti criteri:
Criteri di ammissibilit&agrave; generali:
 Conformit&agrave; dell’operazione alla normativa internazionale, comunitaria, nazionale e
regionale applicabile;
 Coerenza dell’operazione alle Linee guida e ai Programmi annuali di intervento;
 Rispetto dei requisiti soggettivi ed oggettivi dei soggetti proponenti (caratteristiche
specifiche del/i soggetto/i proponente/i previste dalle Linee guida e dai Programmi);
Criteri di ammissibilit&agrave; specifici:
Per i progetti individuati attraverso Manifestazioni d’interesse, la fase di negoziazione &egrave;
elemento condizionante ai fini dell’ammissibilit&agrave; al contributo delle proposte progettuali,
rispetto alle quali Sviluppo Lazio &egrave; tenuta a selezionare le operazioni maggiormente coerenti
con le Linee guida e, laddove necessario, richiedere ai soggetti proponenti di conformare le
proposte progettuali a queste ultime.
Criteri di selezione per gli Avvisi pubblici per aiuti alle P.M.I.:
Validit&agrave; tecnicoeconomica
Fattibilit&agrave; tecnica
Fattibilit&agrave; economica
Coerenza dimensionale
Coerenza interna del progetto in termini di chiarezza
nell’individuazione degli obiettivi e di coerenza con le attivit&agrave;
programmate con i risultati attesi; accurata descrizione dello stato
attuale e delle attivit&agrave; ritenute necessarie per raggiungere gli obiettivi
Completezza e consistenza del piano finanziario previsto per la
Compatibilit&agrave; degli obiettivi di mercato con la struttura aziendale
proponente, con i contenuti della proposta progettuale e le condizioni
dei mercati esteri target
Innovativit&agrave; del
Innovativit&agrave; del servizio, valutato in base alla coerenza della proposta
progettuale rispetto al piano annuale
Livello di novit&agrave; delle prestazioni di servizi richiesti rispetto ai servizi
utilizzati correntemente dall’impresa (ad es. inserimento di export
manager, prima realizzazione di show room all’estero)
Ammontare del cofinanziamento richiesto rispetto al piano
finanziario presentato
Congruit&agrave; dei costi rispetto alle attivit&agrave; programmate e rispetto dei
massimali di spesa individuati nell’avviso pubblico
Priorit&agrave;/Premialit&agrave;
Ricomposizione di
Premialit&agrave; per le proposte progettuali rivolte ai Paesi obiettivo
individuati dalle Linee Guida (richiamati al paragrafo 4.5
“Opportunit&agrave;”)
Priorit&agrave; per le proposte progettuali relative alle aree di
specializzazione produttiva definite dalla legge sui distretti, i distretti
tecnologici e le eccellenze regionali (richiamate nel paragrafo 3 delle
Linee Guida)
Premialit&agrave; per le aggregazioni tra soggetti appartenenti alla/e
medesima/e filiera/e, anche operanti in settori differenti
Aggregazioni sotto
forma di contratti di rete
Premialit&agrave; per le proposte sottoposte da aggregazioni di imprese sotto
forma di contratto di rete
Indice di aggregazione
Premialit&agrave; in base alla dimensione dell’aggregazione
Premialit&agrave; per i progetti che si configurano come estensione
funzionale e non routinaria di progetti gi&agrave; realizzati
Premialit&agrave; (punteggio aggiuntivo) alle imprese in possesso del rating
di legalit&agrave;
Continuit&agrave; progettuale
Rating di legalit&agrave;
Criteri di selezione per le Manifestazioni di interesse per il cofinanziamento di progetti a regia
Capacit&agrave; tecnico-organizzativa
relativamente al settore e/o al
Competenze ed esperienza del soggetto proponente nella
gestione di progetti di internazionalizzazione e del personale
assegnato al progetto (da CV)
Numero di risorse umane assegnato al progetto in rapporto alla
struttura organizzativa del soggetto proponente
Specializzazione del soggetto proponente misurata rispetto agli
anni di attivit&agrave; e dai progetti realizzati nel settore o nel paese
Qualit&agrave; della proposta
Efficacia: ricaduta dirette o
indiretta sul sistema delle
Sinergia: grado di integrazione
con attivit&agrave; di altri soggetti
Livello di approfondimento e livello di declinazione delle
azioni programmate; individuazione puntuale degli obiettivi
strategici e dei risultati attesi
Individuazione delle potenzialit&agrave; della proposta progettuale in
ordine alla sua capacit&agrave; di conseguire risultati diretti e indiretti
a favore dei soggetti coinvolti, quali: potenziali nuovi clienti e
distributori, partner; raccolta e diffusione di informazioni del
Numero di imprese regionali coinvolte nelle varie fasi del
progetto a beneficio delle quali sono svolte le attivit&agrave;
Sinergie con partner in grado di garantire una maggiore
efficacia alla proposta progettuale e capacit&agrave; del progetto di
inserirsi in contesti complessi di attivit&agrave; di
Congruit&agrave; dei costi rispetto alle attivit&agrave; programmate e rispetto
dei massimali di spesa individuati dalla manifestazione
2)Voucher; tali interventi riguarderanno servizi per l’internazionalizzazione erogati a favore delle
PMI da parte di strutture specializzate; la Regione definir&agrave; le modalit&agrave; di accreditamento dei
soggetti intermedi con successivo atto amministrativo, anche nell’ambito di specifici accordi di
cooperazione con il sistema delle Camere di Commercio del Lazio.
3) Accordi di partenariato con soggetti gi&agrave; individuati; con la stipula degli accordi, la Regione
partecipa al cofinanziamento di attivit&agrave; individuate tra quelle di cui al punto 2 del Programma degli
interventi 2014 e per le quali si prevede l’elaborazione da parte di Sviluppo Lazio, congiuntamente
al partner individuato dalla Regione, di schede progetto che identifichino attivit&agrave;, costi e modalit&agrave; di
Le schede progetto, conformi ai medesimi criteri evidenziati per le manifestazioni di interesse
relativamente a caratteristiche del progetto ed al budget, saranno soggette a specifica approvazione
regionale che disporr&agrave; il trasferimento a Sviluppo Lazio delle risorse relative.
4) Attuazione diretta; anche per le attivit&agrave; realizzate direttamente da Sviluppo Lazio saranno
predisposte specifiche schede progetto da elaborare utilizzando – laddove applicabili – i medesimi
criteri evidenziati per le manifestazioni d’interesse relativamente a caratteristiche del progetto ed al
budget. L’approvazione regionale di dette schede disporr&agrave; il trasferimento a Sviluppo Lazio delle
risorse relative.
Le Linee Guida della programmazione triennale regionale 2014-2016 in tema di
internazionalizzazione prevedono, tra le azioni di riforma della governance, un’attivit&agrave; di
monitoraggio e valutazione finalizzata a verificare sia l’effettiva realizzazione degli interventi
previsti dal Piano, sia l'impatto che tali interventi avranno sul sistema produttivo regionale
coinvolto nei progetti.
A tale scopo, Sviluppo Lazio &egrave; chiamata a costruire un sistema per la raccolta dei dati ex ante, in
itinere ed ex post propedeutica all'attivit&agrave; di monitoraggio per la valutazione della realizzazione
delle attivit&agrave; regionali e del loro impatto sul grado di internazionalizzazione del sistema produttivo
regionale. Tale sistema dovr&agrave; essere illustrato all’interno di un Piano di lavoro dell’attivit&agrave; di
monitoraggio degli interventi per l’intrernazionalizzazione, soggetto ad approvazione regionale.
Qualora nella realizzazione di detta attivit&agrave; Sviluppo Lazio debba avvalersi di fornitori esterni, si
atterr&agrave; alle stesse regole e procedure gi&agrave; indicate per le attivit&agrave; ad “Attuazione diretta”.
Alle azioni di cui al Programma 2014 sono destinate le seguenti risorse:
Attivit&agrave; dirette
€ 11.400.000,00
Schema di convenzione disciplinante i rapporti tra l’Amministrazione regionale e
Sviluppo Lazio per le attivit&agrave; di cui alla LR 5/2008
(Ai sensi della legge regionale 27 maggio 2008, n. 5, recante “disciplina degli interventi
regionali a sostegno dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del Lazio”)
La Regione Lazio (di seguito denominata Regione), con sede legale in Roma, Via
Cristoforo Colombo n. 212, C.F. 80143490581, rappresentata da ___________________
nato a ______________ il _____/______/__________ C.F. ________________________
in esecuzione della delibera di giunta regionale n. ____ del_____/_______/________;
Sviluppo Lazio S.p.A.. - Agenzia Regionale per gli Investimenti e lo Sviluppo del Lazio –
(di seguito denominata Sviluppo Lazio) con sede legale in Roma, Via Vincenzo Bellini, n.
22 C.F. e P.I. 05950941004, rappresentata dal ………………….., nato a ________, il
___/___/______ .
che Sviluppo Lazio &egrave; stata individuata dall’art. 24 della Legge Regionale 7 giugno
1999, n. 6 (“Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della
Regione Lazio per l’esercizio finanziario 1999”) quale strumento operativo per la
gestione delle iniziative attinenti allo sviluppo di aree territoriali e di settori economici
Sviluppo Lazio, &egrave; una societ&agrave; “in house providing” della Regione Lazio;
che la Regione, ai sensi dell’articolo 1 della Legge Regionale 27 maggio 2008, n. 5
(“Disciplina degli interventi regionali a sostegno dell’internazionalizzazione delle
piccole e medie imprese del Lazio”), agevola e sostiene la competitivit&agrave; del sistema
produttivo laziale e promuove politiche a favore dell’internazionalizzazione delle
piccole e medie imprese (PMI) basate sul principio della responsabilit&agrave; sociale, anche
attraverso la conclusione di accordi commerciali internazionali, nel rispetto dei diritti
umani, della tutela della salute, della conservazione delle risorse ambientali, della
salvaguardia dei diritti dei lavoratori e dei minori.
che l’articolo 5 comma 3 della suddetta Legge, in riferimento agli interventi diretti di
cui all’art. 4 della medesima, ha individuato Sviluppo Lazio, quale soggetto incaricato
della attivit&agrave; istruttoria, della redazione della graduatoria relativamente all' erogazione
dei contributi alle PMI, nei limiti degli stanziamenti di bilancio;
che l‘articolo 5 comma 1 stabilisce, inoltre, che gli interventi indiretti di cui all’art.3
della stessa Legge sono attuati dalla Direzione regionale competente in materia di
internazionalizzazione delle PMI, avvalendosi di Sviluppo Lazio S.p.A., sulla base di
uno specifico programma di attivit&agrave; annualmente redatto dalla stessa societ&agrave;;
che si rende necessario, sulla base di quanto sopra esposto, procedere alla stipula della
convenzione approvata con determinazione dirigenziale n…… del…..
che con determinazione dirigenziale n…. del ……. viene indicato l’ammontare delle
risorse trasferite a Sviluppo Lazio per la realizzazione delle attivit&agrave; ad essa assegnate
per l’annualit&agrave; in corso e che con successive determinazioni dirigenziali verr&agrave;
determinato e disposto l’ammontare delle risorse da trasferire per la realizzazione delle
attivit&agrave; afferenti le successive annualit&agrave;.
La presente convenzione ha per oggetto la disciplina dei rapporti tra la Regione Lazio e
Sviluppo Lazio S.p.A. relativamente allo svolgimento delle attivit&agrave; attinenti l’ attuazione
della Legge ….. in oggetto.
Sviluppo Lazio relativamente all’attuazione degli interventi ”indiretti”, cos&igrave; come definiti
dall’articolo 3 della legge regionale 27 Maggio 2008, n. 5, provveder&agrave; a:
a) supportare la Direzione Regionale …. nella predisposizione delle Linee Guida delle
politiche regionali sull’internazionalizzazione, secondo quanto stabilito all’art. 2 della
Legge 5/2008;
b) supportare la suddetta Direzione Regionale nella predisposizione del programma di
attivit&agrave; annuale, di cui all’art. 5, co. 1, L.R. 5/2008, che sar&agrave; trasmesso alla Direzione
Regionale ed al Comitato Permanente per l’internazionalizzazione di cui all’art. 7, per
la successiva approvazione da parte della Giunta Regionale;
c) supportare la stessa Direzione Regionale nella predisposizione degli atti e delle azioni
necessarie all’attuazione del Programma approvato sulla base dei criteri e delle
modalit&agrave; di attuazione stabiliti dalla Giunta regionale;
d) redigere semestralmente una relazione sullo stato di avanzamento degli interventi
realizzati, da trasmettere alla Direzione regionale competente. Sviluppo Lazio
provveder&agrave; inoltre all’invio di uno stato di avanzamento dei progetti anche da un
punto di vista finanziario al termine di ogni annualit&agrave;.
Sviluppo Lazio relativamente all’’attuazione degli interventi ”diretti”, cos&igrave; come definiti
dall’articolo 4 della legge regionale 27 Maggio 2008, n. 5, provveder&agrave; a:
a) predisporre appositi Avvisi pubblici che definiscano le risorse disponibili, i soggetti
beneficiari, i termini e le modalit&agrave; di presentazione delle domande, le spese
ammissibili e l’ammontare del contributo concedibile, nel rispetto dei criteri di
valutazione e selezione delle domande stabiliti dalla Giunta regionale;
b) provvedere alle istruttorie dei progetti presentati, individuando le spese ammissibili,
l’ammontare del finanziamento concedibile e la relativa percentuale;
c) inoltrare al Nucleo di valutazione regionale, presso la Direzione regionale
competente, un elenco delle domande ammissibili ed un elenco delle domande non
ammissibili, specificandone i motivi;
d) attivare tutte le procedure e le azioni previste nei Bandi Avvisi pubblici, ivi
compresa la stipula degli atti d’impegno per il finanziamento dei progetti, l’analisi
della rendicontazione delle spese e per l’erogazione del saldo del relativo contributo
nei limiti della effettiva disponibilit&agrave; delle risorse assegnate a Sviluppo Lazio, al
fine dell’erogazione degli incentivi;
e) comunicare alla Direzione regionale competente, per le determinazioni da assumere,
gli eventuali motivi di revoca delle agevolazioni concesse;
f) provvedere alla gestione del contenzioso insorto con i soggetti beneficiari di
agevolazioni, attivandosi nei modi di legge per l’eventuale recupero degli importi
g) monitorare annualmente lo stato di attuazione dei progetti finanziati, esplicitando
eventuali motivi di revoca dei contributi concessi;
h) promuovere e divulgare, attraverso lo sportello SprintLazio e tramite gli altri
strumenti di comunicazione individuati, tutte le informative inerenti la conoscenza
della legge attivando, altres&igrave;, specifici servizi informativi in favore dei soggetti
richiedenti, per la corretta redazione delle domande di agevolazione e la conoscenza
dei successivi iter attuativi;
i) predisporre annualmente una relazione che evidenzi i progetti finanziati e gli
importi erogati nell’anno precedente nonch&eacute; l’idonea documentazione contabile e/o
bancaria da cui si evincano tutti i movimenti del fondo stesso.
Sviluppo Lazio provveder&agrave; inoltre a svolgere un’attivit&agrave; di monitoraggio e valutazione di
tutti gli interventi previsti dai Programmi annuali finalizzata a verificare l’effettiva
realizzazione degli interventi e l'impatto che tali interventi hanno sul sistema produttivo
(Compensi per attivit&agrave; operativa)
Le spese relative alle risorse interne ed esterne necessarie alla gestione e al coordinamento
dei Programmi annuali sono ricomprese da apposite schede inserite nel Piano annuale delle
attivit&agrave; di Sviluppo Lazio a valere sul Fondo di Dotazione per lo Sviluppo Regionale del
Lazio, ex art. 24, L.R. 6/99.
1. Per l’esecuzione delle attivit&agrave; previste dai Programmi annuali, la Regione Lazio si
impegna a trasferire a Sviluppo Lazio, anticipatamente a titolo di contributo, le risorse
finanziarie necessarie. Sviluppo Lazio &egrave; pertanto autorizzata a prelevare dal Fondo L.R.
5/2008 le risorse finanziarie necessarie al pagamento dei soggetti e degli organismi
beneficiari dei contributi, ovvero degli altri fornitori che saranno coinvolti nell’attuazione
delle attivit&agrave; di cui ai Programmi annuali approvati.
2. Qualora durante il corso dell'anno si configuri l'esigenza o l'opportunit&agrave; di avviare
attivit&agrave; non previste nel Programma annuale, ovvero di apportare variazioni alle singole
attivit&agrave; previste superiori al 10% del valore dell'attivit&agrave; stessa, Sviluppo Lazio ne d&agrave;
comunicazione motivata alla Regione per le opportune verifiche e valutazioni. La Regione,
con apposita determinazione dirigenziale, assume le variazioni proposte da Sviluppo Lazio
ovvero, qualora ne ricorrano i motivi, indica a Sviluppo Lazio le eventuali ed opportune
3. Eventuali economie derivanti dall’attuazione delle attivit&agrave; del Programma annuale degli
interventi saranno portate ad incremento della dotazione finanziaria del Programma
dell’anno successivo per ulteriori ed analoghe attivit&agrave;.
(Amministrazione del fondo speciale di cui alla legge regionale 05/2008)
1. Il trattamento contabile delle risorse trasferite per le finalit&agrave; di cui alla L.R. 5/2008 &egrave;
effettuato da Sviluppo Lazio con apposite scritture separate e con rendiconti da trasmettere
annualmente alla Regione unitamente al Bilancio societario.
1. La presente convenzione ha durata triennale. Essa decorre dalla data della sua
sottoscrizione e si intende automaticamente rinnovata per ulteriori tre anni, salvo disdetta
scritta di una delle due parti da comunicarsi con un preavviso di almeno 6 (sei) mesi.
(Assicurazioni antinfortunistiche e assistenziali)
1. Nell’ambito dello svolgimento della attivit&agrave; di cui alla presente convenzione, Sviluppo
Lazio osserva le norme relative alle assicurazioni obbligatorie in materia antinfortunistica,
previdenziale ed assistenziale.
(Inadempienze e risoluzioni)
1. Qualora Sviluppo Lazio esegua la prestazione in modo non conforme a quanto
specificato nel presente atto o con un ritardo non concordato tra le parti, ovvero nel caso di
inadempienze gravi e ripetute &egrave; fatta salva la facolt&agrave; dell’Amministrazione di procedere alla
(Imposte di registro)
1. Le imposte di registro ed i relativi oneri accessori dovuti per la presente convenzione
sono a carico di Sviluppo Lazio.
2. Entrambe le parti chiedono l’applicazione delle agevolazioni fiscali previste per gli
interventi finanziari effettuati dalla Regione a favore delle imprese e l’applicazione
dell’imposta di registro in misura fissa a norma dell’art. 38 del D.P.R. n.634/72 e
successive disposizioni
(Legge applicata e foro competente)
1. La presente convenzione &egrave; regolata dalla legge italiana.
2. Il foro competente per qualsivoglia controversia che dovesse originarsi
nell'interpretazione o nell'esecuzione del presente atto &egrave; esclusivamente quello di Roma.
Roma, l&igrave; __________________
Il ……………….
Per Sviluppo Lazio S.p.A.
FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Area: RICERCA E INNOVAZIONE PER PROGR. REGIONALE
Modifica ed integrazioni alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 297 del 17 giugno 2011. Riapprovazione integrale dei suoi
Allegati 1 e 2 concernenti rispettivamente le &quot;Linee guida del Nucleo di Valutazione - L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per
la valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico&quot; e &quot;Albo dei revisori - L.R. 4 agosto 2008
n.13. Criteri di individuazione dei revisori - Costituzione dell'Albo dei revisori ex art. 13 Legge Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo
funzionamento&quot;
(ZOCCHI MARIA ENRICA)
(MARIA ENRICA ZOCCHI)
(C. FELCI)
(P. BOTTARO)
FORMAZIONE, RICERCA, SCUOLA, UNIVERSITA
(Smeriglio Massimiliano)
25/02/2014 - prot. 83
OGGETTO: Modifica ed integrazioni alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 297 del 17 giugno
2011. Riapprovazione integrale dei suoi Allegati 1 e 2 concernenti rispettivamente le “Linee guida del
Nucleo di Valutazione – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per la valutazione dei progetti di
ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico” e “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008
n.13. Criteri di individuazione dei revisori – Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge
Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo funzionamento”
Su proposta dell’Assessore alla Formazione, Universit&agrave;, Scuola e Ricerca
Di concerto con l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attivit&agrave; Produttive
VISTA la L.R. 18/02/2002, n. 6 – “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e
disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” - e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO l’art.13 della L.R. 4 agosto 2008 n. 13 – Legge sulla “Promozione della ricerca e sviluppo
dell'innovazione e del trasferimento tecnologico nella Regione Lazio” che disciplina l’attivit&agrave; di
valutazione in subiecta materia;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n.125 del 6 marzo 2009 che ha attuato il dettato
normativo di cui all’art.13 su indicato, con l’istituzione del Comitato strategico per la ricerca e
l’innovazione e dell’Albo dei revisori dei progetti di ricerca e con l’approvazione dei criteri operativi
relativi alle procedure di valutazione dei progetti e delle modalit&agrave; di svolgimento delle attivit&agrave; del
Nucleo di Valutazione, dell’applicazione delle regole procedurali per la valutazione dei progetti di
ricerca nonch&eacute; della definizione dei criteri per l’individuazione dei revisori e per il funzionamento
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 297 del 17 giugno 2011 con la quale &egrave; stata modificata
la DGR 125/2009 citata;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 53 del 22 marzo 2013, concernente: “Modifiche del
regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi
della Giunta regionale) e successive modificazioni” con la quale si &egrave; proceduto, tra l’altro, alla
sostituzione dell’Allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 - Organigramma delle
strutture organizzative per la gestione - ;
CONSIDERATO che il suddetto allegato alla DGR 53/2013 attribuisce alla Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit&agrave;, Diritto allo Studio la competenza in materia
di ricerca, di innovazione e di trasferimento tecnologico, ivi compresa l’attuazione di quanto
disciplinato dalla L.R. 13/2008 succitata;
CONSIDERATO pertanto che la dicitura “Direttore della Programmazione Economica, Ricerca e
Innovazione” contenuta nella DGR 297/11 debba intendersi “Direzione Regionale Formazione, Ricerca
e Innovazione, Scuola e Universit&agrave;, Diritto allo Studio”;
RITENUTO NECESSARIO altres&igrave; procedere alla modifica della DGR 297/11 anche nella parte
relativa alla composizione del Comitato Strategico, riducendo il numero di componenti al fine di
snellirne l’attivit&agrave;, sostituendo la formulazione del primo capoverso del deliberato come segue:
“DI ISTITUIRE il Comitato strategico per la ricerca e l’innovazione, presieduto dall’Assessore alla
Formazione, Universit&agrave;, Scuola e Ricerca o suo delegato e composto da:
 tre esperti di alta qualificazione e di elevata professionalit&agrave; provenienti dal settore della politica
industriale, dell’economia e della ricerca con competenze in materia di pianificazione strategica
delle attivit&agrave; di ricerca;
 tre consiglieri regionali indicati, tenendo conto della rappresentanza dell’opposizione.”;
RITENUTO NECESSARIO, pertanto, riapprovare integralmente gli Allegati 1 e 2, che costituiscono
RITENUTO NECESSARIO, altres&igrave;, modificare altres&igrave;, la DGR 297/11 sostituendo entrambi gli
allegati 1 e 2 concernenti, rispettivamente: “Linee guida del Nucleo di Valutazione – L.R. 4 agosto
2008 n.13. Criteri operativi per la valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e
trasferimento tecnologico”e “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri di individuazione dei
revisori – Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo
funzionamento”.
CONSIDERATO che la presente Deliberazione non &egrave; soggetta a concertazione con le parti sociali;
ACQUISITO il parere della competente Commissione Consiliare espresso nella seduta del
Per le motivazioni illustrate in premessa che qui si intendono integralmente richiamate,
DI MODIFICARE la DGR 297/11 sostituendo il primo capoverso del deliberato, con il seguente:
DI APPROVARE integralmente il testo dell’Allegato 1 :“Linee guida del Nucleo di Valutazione –
L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per la valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo,
innovazione e trasferimento tecnologico” e dell’Allegato 2: “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008
Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo funzionamento” , quali parti integranti e sostanziali della presente
DI SOSTITUIRE entrambi gli Allegati 1 e 2 della DGR 297/11 con i sopra richiamati Allegati
Allegato 1 “Linee guida del Nucleo di Valutazione – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per la
valutazione dei progetti di ricerca” e
Allegato 2 “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri di individuazione dei revisori –
Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che risulta approvato
La presente deliberazione verr&agrave; pubblicata sul B.U.R. della Regione Lazio.
LINEE GUIDA DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE – L.R. 4 AGOSTO 2008, N. 13
CRITERI OPERATIVI PER LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI RICERCA,
SVILUPPO, INNOVAZIONE E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
I criteri operativi delle procedure di valutazione dei progetti e le modalit&agrave; di svolgimento delle
attivit&agrave; del Nucleo di Valutazione, istituito ai sensi dell’art.13 Legge Regionale 4 agosto 2008, n. 13
sono disciplinati dal presente Allegato.
2. FUNZIONAMENTO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE
Al fine di assicurare il puntuale svolgimento dei compiti affidati al Nucleo di Valutazione ex art. 13,
comma 3, L.R. 4 agosto 2008, n.13 e di consentire l’espletamento di tutte le attivit&agrave; inerenti la
valutazione dei progetti di ricerca nel rispetto dei principi di trasparenza ed efficienza, il Nucleo &egrave;
Direttore della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit&agrave;, Diritto allo Studio, o suo delegato, in qualit&agrave; di Presidente;
Quattro esperti multidisciplinari in sistemi di valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo e
In casi di particolare complessit&agrave;, il Nucleo pu&ograve; avvalersi, su proposta del Presidente, della
collaborazione di soggetti con specifiche competenze.
La segreteria del Nucleo di Valutazione &egrave; curata dalla Fi.La.S. S.p.A.
Il Nucleo di Valutazione si riunisce almeno 1 volta ogni tre mesi e ogni qualvolta il suo Presidente
ravvisi la necessit&agrave; e/o l’opportunit&agrave;:
In particolare si riunisce d’obbligo:
per la definizione e l’approvazione della procedura di valutazione dei progetti;
per l’esame delle domande di iscrizione all’albo dei revisori;
per l’approvazione delle linee guida e ponderazione delle tabelle punteggi dei singoli bandi;
per la verifica della rispondenza delle valutazioni dei singoli progetti alle linee guida ed alla
ponderazione delle tabelle punteggi ;
per la redazione delle graduatorie finali dei progetti;
per la proposta di revoca dei finanziamenti nei casi previsti dai singoli bandi.
Le riunioni del Nucleo di valutazione si intendono validamente costituite se sono presenti almeno 4
componenti; le decisioni vengono assunte a maggioranza dei presenti.
In caso di dimissioni di uno dei componenti del Nucleo, si provveder&agrave; tempestivamente alla sua
Gli oneri relativi al funzionamento del Nucleo, ivi comprese le attivit&agrave; di segreteria, sono a valere
sul Capitolo C32501 “Fondo regionale per la promozione della Ricerca e lo Sviluppo
dell’Innovazione e del Trasferimento Tecnologico nella Regione Lazio – L.R.9/2010, art.2, comma
9, lett.c)”.
3.INDIVIDUAZIONE E ASSEGNAZIONE DEI REVISORI PER OGNI SINGOLO
Fi.La.S. S.p.A. procede all’individuazione e all’assegnazione di due revisori, scelti dall’Albo,
secondo criteri predeterminati e tali da garantirne l’imparzialit&agrave; e l’adeguata competenza scientifica,
per la selezione e la valutazione di ogni singolo progetto di ricerca, sviluppo e innovazione, e
trasferimento tecnologico, presentato nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione Lazio per
le finalit&agrave; riconnesse alla Legge Regionale n.13/2008.
Un revisore scientifico valuta la qualit&agrave; scientifica e la capacit&agrave; innovativa dei progetti, mentre un
revisore dei costi, scelto nella “sezione di esperti in analisi dei costi”, esprime un giudizio di
sostenibilit&agrave; finanziaria del progetto e di congruit&agrave; del prospetto finanziario.
In sede di definizione ed approvazione della procedura di valutazione dei progetti, il Nucleo pu&ograve;
disporre che ciascun progetto venga assegnato a due revisori scientifici, oltre al revisore dei costi.
La scelta deve essere effettuata in modo da garantire l’anonimato e l’indipendenza dei revisori
rispetto al progetto da valutare.
I revisori esaminano il progetto e forniscono un dettagliato giudizio attenendosi alle linee guida
approvate dal Nucleo di Valutazione ed alla tabella dei punteggi predisposta per i singoli bandi.
La valutazione e i criteri ad essa sottesi deve rispettare le regole del cd. peer review, ovvero una
valutazione ispirata a principi di chiarezza, competenza e rigore metodologico.
4.FASI DELLA VALUTAZIONE
La valutazione &egrave; articolata in due fasi:
La prima fase consiste nella formalizzazione e perfezionamento degli incarichi ai revisori
individuati per la valutazione dei progetti; tale incarico dovr&agrave; necessariamente prevedere l’impegno
a terminare la valutazione entro 30 giorni dall’accettazione dello stesso.
La seconda fase consiste nella valutazione vera e propria nella quale, unitamente al progetto, &egrave;
consegnata al revisore scientifico e al revisore dei costi, una scheda di valutazione appositamente
predisposta che dovr&agrave; essere compilata attenendosi scrupolosamente alle linee guida ed alla
ponderazione dei punteggi approvata dal Nucleo di Valutazione e resa disponibile ai revisori stessi.
Al termine della disamina dei progetti, i revisori consegnano a Fi.La.S. S.p.A. le schede di
valutazione compilate e le relazioni, utili ai fini della redazione della graduatoria da parte Nucleo di
Le fasi di valutazione possono essere gestite anche attraverso supporti informatici, che garantiscano
il rispetto delle procedure previste nel presente Allegato.
5. ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO
La Fi.La.S. S.p.A., per conto del Presidente del Nucleo di Valutazione, assegna ogni singolo
progetto, approvato e finanziato, ad un revisore competente per materia, che ne cura
monitoraggio per quel che attiene la parte tecnico scientifica. Il revisore “monitore” del progetto,
che deve essere soggetto diverso da colui che ha compiuto la valutazione ex ante, assolve ai
esamina e valuta le relazioni periodiche predisposte dai beneficiari circa l’andamento del
progetto e i risultati conseguiti;
compie verifiche presso le sedi di svolgimento delle attivit&agrave; progettuali;
verifica l’ammissibilit&agrave; di eventuali modifiche progettuali di carattere tecnico-scientifico
richieste dai beneficiari;
valuta la congruit&agrave; dei risultati tecnici intermedi e finali conseguiti;
All’esito delle attivit&agrave; di verifica svolte, il revisore predispone un report che consegna a Fi.La.S.
Il monitoraggio degli aspetti economici e finanziari del progetto &egrave; affidata a Fi.La.S. S.p.A. che in
particolare ha il compito di :
esaminare e valutare le rendicontazioni periodiche predisposte dai beneficiari circa
l’andamento della spesa sostenuta sui progetti;
compiere verifiche,
autonomamente o su richiesta della Regione e/o del Nucleo di
Valutazione, presso le sedi di svolgimento delle attivit&agrave;
per la verifica della
valutare la congruit&agrave; delle spese documentate rispetto a quelle previste nel progetto;
verificare l’ammissibilit&agrave; di eventuali rimodulazioni progettuali proposte dai beneficiari, da
sottoporre al Nucleo di Valutazione;
valutare ed approvare eventuali rimodulazioni del Piano degli Investimenti.
All’esito delle attivit&agrave; di verifica svolte, Fi.La.S. S.p.A. predispone un report che consegna al
Il Nucleo di Valutazione sovraintende le attivit&agrave; di monitoraggio dello stato di avanzamento dei
progetti, evidenziandone le eventuali criticit&agrave; anche al fine della sospensione e revoca dei
finanziamenti concessi. In particolare, il Nucleo di Valutazione:
esamina i report di monitoraggio economico-finanziario e tecnico dei progetti predisposti da
Fi.La.S. S.p.A. al fine di valutare l’andamento dei progetti e i risultati conseguiti;
formula eventuali osservazioni o certifica la regolare esecuzione dei progetti sulla base dei
report di monitoraggio di cui al punto precedente;
pu&ograve; richiedere verifiche presso le sedi di svolgimento delle attivit&agrave; progettuali;
approva le rimodulazioni progettuali valutate da Fi.La.S. S.p.A.
Se nel corso dell’esecuzione del progetto si verificano irregolarit&agrave; di natura tecnico-scientifica e/o
amministrativo contabile, il Nucleo di Valutazione propone la sospensione dei finanziamenti o la
revoca degli stessi, da adottarsi con Determinazione Dirigenziale.
ALBO DEI REVISORI – L.R. 4 AGOSTO 2008, N.13”
CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEI REVISORI - COSTITUZIONE DELL’ALBO DEI
REVISORI EX ART.13 LEGGE REGIONALE 4 AGOSTO 2008, N.13 E SUO
Al fine di individuare appositi revisori di comprovata competenza e indipendenza, per la
valutazione e selezione dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e trasferimento tecnologico,
presentati per la concessione dei contributi nell’ambito delle finalit&agrave; previste dalla Legge Regionale
4 agosto 2008, n.13, &egrave; istituito presso la Regione Lazio – Direzione Regionale Formazione, Ricerca
e Innovazione, Scuola e Universit&agrave;, Diritto allo Studio l’elenco pubblico dei revisori dei progetti di
ricerca, di seguito denominato “Albo”.
2. DOMANDA DI ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI REVISORI
L’iscrizione all’Albo avviene dietro presentazione di apposita domanda, redatta in base al modello
allegato all’Avviso Pubblico di cui al punto 7, con allegato un curriculum che accerti il possesso dei
requisiti di onorabilit&agrave;, qualificazione scientifica e che dimostri l’esperienza professionale acquisita.
Possono presentare domanda esclusivamente persone fisiche appartenenti ad una delle seguenti
b) soggetti in possesso del diploma di laurea, conseguito secondo la normativa in vigore
anteriormente al D.M. 509/1999, oppure laurea specialistica o magistrale equiparata ai sensi
del D.I. del 5.5.2004 e di documentata esperienza professionale, almeno decennale, in
attivit&agrave; di ricerca e di valutazione di progetti di ricerca presso una struttura di ricerca
pubblica o privata. Sono inoltre ammessi i candidati che abbiano conseguito presso
un’Universit&agrave; straniera una laurea dichiarata “equivalente” dalle competenti Universit&agrave;
italiane o dal Ministero dell’Universit&agrave; e della ricerca Scientifica e Tecnologica e che
abbiano, comunque, ottenuto detto riconoscimento secondo la vigente normativa in materia
(art. 38, D.Lgs. n. 165/2001; art. 1, Dlgs. N. 115/1992; art. 332, Regio Decreto n.
1592/1933). E’cura del candidato dimostrare – pena l’esclusione - “l’equivalenza”
mediante la produzione del documento che la riconosca.
Per i candidati di nazionalit&agrave; non italiana costituisce requisito di ammissibilit&agrave; la buona conoscenza
della lingua italiana, parlata e scritta.
La selezione &egrave; volta accertare il possesso della competenza nelle diverse discipline scientificotecnologico, socio-economiche, umanistiche, artistiche e giuridiche.
All’interno dell’Albo &egrave; istituita apposita sezione – “sezione di esperti in analisi dei costi”- che
valuta la congruit&agrave; dei costi dei progetti presentati. La domanda di iscrizione in predetta sezione pu&ograve;
essere presentata da soggetti che abbiano comprovata competenza in materia di valutazione
economica di progetti di ricerca.
E’ ammessa la contestuale iscrizione nell’area tematica prescelta e nella “sezione di esperti in
analisi dei costi” che ad essa si riferisce, per i candidati che ne facciano espressa richiesta.
Le domande ed il relativo curriculum sono valutate, previa istruttoria svolta da Filas S.p.A., dal
Nucleo master istituito presso la Regione Lazio ai sensi dell’art.13 L.R. 4 agosto 2008, n.13, che ne
verifica l’ammissibilit&agrave;.
Le domande di cui al presente punto potranno essere presentate anche successivamente alla
scadenza del termine fissato dall’Avviso Pubblico di cui al successivo punto 7.
Le stesse saranno esaminate dal Nucleo di Valutazione con cadenza trimestrale.
L’inserimento nell’albo, ovvero l’esclusione, &egrave; disposta con Determinazione della Direzione
Regionale competente di cui sar&agrave; data idonea e tempestiva comunicazione agli interessati.
In caso di ammissione, il soggetto inserito nell’elenco si impegna a:
Non esprimere valutazioni nel caso in cui queste possano avere un’incidenza specifica su
interessi propri del revisore o di soggetti allo stesso collegati da qualunque genere di
rapporto personale e/o lavorativo;
Non divulgare l’intero contenuto del progetto o parte di esso, al di fuori delle finalit&agrave;
connesse alle procedure di valutazione n&eacute; utilizzare informazioni acquisite a causa della sua
attivit&agrave; di valutazione;
Non partecipare, a qualunque titolo, ai progetti sui quali sia stato incaricato di esprimere la
Il mancato rispetto di tali obblighi comporta l’applicazione di quanto previsto al punto 5, fatte salve
eventuali azioni civili e/o penali promosse dai terzi interessati.
la mancanza dei requisiti di cui al punto 2;
aver riportato condanne penali .
Non costituisce causa di esclusione l’inserimento in elenchi di esperti costituiti presso altri Enti.
5. CANCELLAZIONE DALL’ALBO
La cancellazione dall’Albo, disposta con Determinazione della Direzione competente, avviene:
a. su istanza, a seguito di presentazione di apposita domanda da parte dell’interessato;
b. d’ufficio, a seguito della perdita dei requisiti previsti al punto 2 o a seguito
dell’accertamento della mancanza dei suddetti ab origine;
c. d’ufficio, nel caso di inosservanza degli obblighi di cui al punto 3.
Dell’avvenuta cancellazione viene data apposita comunicazione con lettera raccomandata con
La cancellazione per le cause di cui alle lettere a. e b. non pregiudica la presentazione successiva
della domanda nel caso in cui l’interessato possegga in tale data i requisiti previsti dal punto 2 del
Nel caso di cancellazione per i motivi di cui alla lettera c., la domanda non potr&agrave; essere pi&ugrave;
6. MODALITA’ TECNICHE DI TENUTA DELL’ELENCO
L’elenco &egrave; predisposto e tenuto aggiornato da FILAS ed &egrave; liberamente consultabile in via telematica
sul sito internet di FILAS e sul sito della Regione Lazio nell’area tematica Ricerca e Innovazione.
Della istituzione del predetto Albo e delle modalit&agrave; di presentazione delle domande verr&agrave; data
idonea pubblicit&agrave; mediante Avviso da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale Regione Lazio.
In fase di prima applicazione, l’Albo medesimo verr&agrave; predisposto inserendo i nominativi contenuti
nell’Albo degli esperti tenuto presso il Ministero dell’Universit&agrave; e Ricerca, costituito ai sensi del
Dlgs. 27 luglio 1999, n.297. L’inserimento avverr&agrave; previo consenso degli interessati.
9. INDIVIDUAZIONE E ASSEGNAZIONE DEI REVISORI PER OGNI SINGOLO
FILAS procede all’individuazione e all’assegnazione dei revisori, scelti dall’Albo, secondo criteri
predeterminati e tali da garantirne l’imparzialit&agrave; e l’adeguata competenza scientifica per la selezione
e la valutazione di ogni singolo progetto di ricerca presentato nell’ambito delle iniziative promosse
dalla Regione Lazio per le finalit&agrave; riconnesse alla Legge Regionale n.13/2008.
rispetto al progetto da valutare, secondo le linee guida delineate al Punto 3. dell’Allegato 1 alla
Gli oneri relativi al funzionamento dell’Albo e i compensi dei revisori sono a valere sul Capitolo
C32501 “Fondo regionale per la promozione della Ricerca e lo Sviluppo dell’Innovazione e del
Trasferimento Tecnologico nella Regione Lazio – L.R.9/2010, art.2, comma 9, lett.c)”.
Approvazione Schema di Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e il CNR per l'attuazione di progetti, programmi di ricerca,
sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni economici e sociali dell'Amministrazione Regionale.
(DANIELA PIEMONTESE)
12/05/2014 - prot. 244
OGGETTO: Approvazione Schema di Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e il CNR per
l’attuazione di progetti, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni
economici e sociali dell’Amministrazione Regionale.
Su proposta dell’Assessore alla Formazione, Ricerca, Scuola e Universit&agrave;;
VISTA la Legge Statutaria 11 novembre 2004, n.1 (Nuovo Statuto della Regione Lazio);
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n.6 (Disciplina del sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e successive
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni;
CONSIDERATO che &egrave; interesse dell’Amministrazione Regionale promuovere la ricerca
scientifica e tecnologica e l'innovazione, quali motori della strategia di sviluppo economico e
sociale regionale in attuazione della Legge regionale n.13 del 4 agosto 2008 e ss.mm.ii, e
valorizzare le potenzialit&agrave; scientifiche e tecnologiche del proprio territorio caratterizzato dalla
presenza di numerose universit&agrave; statali e non statali, di enti pubblici e centri di ricerca in linea con
gli obiettivi del Programma strategico regionale per la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento
tecnologico 2011-2013, approvato con Deliberazione Consiliare n. 25 del 25 luglio 2012;
CONSIDERATO, inoltre, che l’Amministrazione Regionale, al fine di conseguire l'obiettivo dello
sviluppo della ricerca e dell'innovazione, pu&ograve;, secondo quanto previsto dalla normativa vigente,
stipulare convenzioni con Enti di ricerca ed &egrave; interessata altres&igrave;, a sviluppare collaborazioni di
ricerca internazionale fra imprese ed Enti di ricerca operanti nel suo territorio e analoghi organismi
PRESO ATTO che il CNR &egrave; un Ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica
generale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attivit&agrave; di
ricerca nei principali settori delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico,
tecnologico e sociale del Paese, perseguendo l'integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed
innovative anche attraverso accordi di collaborazione e programmi integrati;
TENUTO CONTO, inoltre, che il CNR svolge, promuove e coordina attivit&agrave; di ricerca con
obiettivi di eccellenza in ambito nazionale e internazionale, finalizzate all'ampliamento delle
conoscenze nei principali settori di sviluppo, individuati nel quadro della cooperazione ed
integrazione europea e della collaborazione con le universit&agrave; e con altri soggetti sia pubblici che
CONSIDERATO che la Regione Lazio e il CNR ritengono opportuno con specifico riferimento
alle esigenze regionali:
- promuovere e svolgere attivit&agrave; di ricerca trasferimento tecnologico, al fine di accrescere lo
sviluppo del territorio regionale, attraverso la soluzione di problemi pi&ugrave; critici sul piano
economico, sociale e ambientale;
- sostenere iniziative volte a rafforzare la collaborazione nazionale e internazionale in materia di
ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico;
- fornire a soggetti pubblici e privati servizi ad alto contenuto tecnologico, studi, ricerche, misure,
prove e valutazioni;
CONSIDERATO, inoltre, che la Regione Lazio e il CNR intendono, in particolare, collaborare per
lo sviluppo di attivit&agrave; di ricerca nell’ambito della biochimica ad alto potenziale di sviluppo e
trasferimento tecnologico su tematiche di valore strategico per la ricerca italiana e per la elevata
ricaduta di natura sociale e in cui risulta carente l'investimento privato;
PRESO ATTO che la Regione Lazio e il CNR hanno svolto in passato attive e profittevoli
collaborazioni, gi&agrave; avviate mediante la sottoscrizione in data 16 maggio 2006 di un Accordo
Quadro, ed intendono ora rafforzare ed estendere le collaborazioni in atto attraverso la stipula di
uno specifico Protocollo d'Intesa;
RITENUTO necessario approvare l’allegato schema di Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e
il CNR per l’attuazione di progetti, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati ai
bisogni economici e sociali dell’Amministrazione Regionale;
ATTESO che il presente atto non &egrave; soggetto a concertazione con le parti sociali;
in conformit&agrave; alle premesse che fanno parte integrante del presente provvedimento:
di approvare l’allegato schema di Protocollo di Intesa (allegato n.1), parte integrante della
presente Deliberazione, tra la Regione Lazio e il CNR.
Il Protocollo di Intesa sar&agrave; sottoscritto dal Presidente della Giunta Regionale o da un suo delegato.
La presente deliberazione verr&agrave; pubblica sul B.U.R. della Regione Lazio.
la Regione Lazio (nel seguito denominata Regione) con sede in Roma, via Cristoforo Colombo, 212,
C.a.p. 00147 - C.F. 80143490581 - nella persona ________________, in qualit&agrave; di Presidente della
Regione Lazio, domiciliato per la carica presso la sede della Regione
il Consiglio Nazionale delle Ricerche (di seguito denominato CNR), con sede legale in _______, via
__________________________ - C.F. ________________________ - nella persona di
___________________________________, domiciliato per la carica presso la sede dell'Ente
 esercita i propri poteri secondo quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dal
proprio Statuto, in conformit&agrave; agli strumenti di programmazione regionale di settore;
 nell'ambito dei poteri esercitati, assegna particolare rilevanza alla promozione della ricerca
scientifica e tecnologica e dell'innovazione, quali motori della strategia di sviluppo economico
e sociale regionale in attuazione della Legge regionale n.13 del 4 agosto 2008 e ss.mm.ii;
 valorizza le potenzialit&agrave; scientifiche e tecnologiche del proprio territorio caratterizzato dalla presenza
di numerose universit&agrave; statali e non statali, di enti pubblici e centri di ricerca in linea con gli
obiettivi del Programma strategico regionale per la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento
 al fine di conseguire l'obiettivo dello sviluppo della ricerca e dell'innovazione, pu&ograve;, secondo
quanto previsto dalla normativa vigente, stipulare convenzioni con Enti di ricerca;
 &egrave; interessata, altres&igrave;, a sviluppare collaborazioni di ricerca internazionale fra imprese ed Enti di
ricerca operanti nel suo territorio e analoghi organismi internazionali.
Il CNR:
 &egrave; un Ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale con il compito di
svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attivit&agrave; di ricerca nei principali
settori delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico e
sociale del Paese, perseguendo l'integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed innovative
anche attraverso accordi di collaborazione e programmi integrati;
 svolge, promuove e coordina attivit&agrave; di ricerca con obiettivi di eccellenza in ambito nazionale e
internazionale, finalizzate all'ampliamento delle conoscenze nei principali settori di sviluppo,
individuati nel quadro della cooperazione ed integrazione europea e della collaborazione con
le universit&agrave; e con altri soggetti sia pubblici che privati.
La Regione e il CNR ritengono opportuno con specifico riferimento alle esigenze regionali:
 promuovere e svolgere attivit&agrave; di ricerca trasferimento tecnologico al fine di accrescere lo
 sostenere iniziative volte a rafforzare la collaborazione nazionale e internazionale in materia di
 fornire a soggetti pubblici e privati servizi ad alto contenuto tecnologico, studi, ricerche, misure,
La Regione e il CNR hanno svolto in passato attive e profittevoli collaborazioni, gi&agrave; avviate mediante la
sottoscrizione in data 16 maggio 2006 di un Accordo Quadro, ed intendono ora rafforzare ed estendere
le collaborazioni in atto attraverso la stipula di uno specifico Protocollo d'Intesa,
Le premesse e le considerazioni formano parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d'Intesa e
si intendono integralmente riportate nel presente articolo.
Il CNR e la Regione, nell'ambito dei compiti e delle funzioni attribuiti loro dalle leggi, concordano di
cooperare per l'attuazione di progetti, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni
economici e sociali della Regione.
A tale fine, intendono, in particolare, collaborare per lo sviluppo di attivit&agrave; di ricerca nell’ambito della
biochimica ad alto potenziale di sviluppo e trasferimento tecnologico su tematiche di valore strategico
per la ricerca italiana e per la elevata ricaduta di natura sociale e in cui risulta carente l'investimento
(Tematiche di collaborazione)
La collaborazione tra il CNR e la Regione riguarda, nell'ambito del presente Protocollo, le seguenti
 sviluppo di progetti di ricerca e di piattaforme tecnologiche di rilevanza nazionale e
internazionale che abbiano ad oggetto la collezione di composti chimici e di librerie ad alta
complessit&agrave; di peptidi e domini proteici costruite tramite la metodologia del Phage Display
Tecnology, con sistemi di gestione innovativi con la finalit&agrave; di operare campagne di High
Throughput Screening su targets di interesse in diverse aree terapeutiche allo scopo di
identificare small molecules o agenti biologici da utilizzare per scopi diagnostici o terapeutici.
 conseguente sviluppo della ricerca di nuovi farmaci per le malattie rare, trascurate e della povert&agrave;
attraverso progetti che valorizzino il ruolo del sistema ricerca e innovazione regionale
implementando le collezioni e le relative attivit&agrave; di screening gi&agrave; attive sul territorio e ne
favoriscano l'internazionalizzazione, mediante la mobilit&agrave; e lo scambio internazionale dei
ricercatori e la collaborazione con Societ&agrave; multinazionali, Fondazioni ed Universit&agrave; straniere.
Le suddette tematiche progettuali avranno altres&igrave; lo scopo di generare opportunit&agrave; di crescita
professionale per i ricercatori fornendo strumenti per generare nuova ricerca applicata e per accedere a
collaborazioni e a finanziamenti europei.
Le Parti concordano di istituire, in relazione alle tematiche di cui al precedente art. 3, una Cabina di
regia con il compito di individuare i progetti che saranno oggetto di specifica convenzione operativa di
cui al successivo art.5.
La Cabina di regia &egrave; composta da tre membri, uno, con funzione di Presidente, designato d'intesa tra la
Regione Lazio e il CNR, uno designato dalla Giunta regionale e uno designato dal CNR.
(Convenzione operativa)
A seguito dell'individuazione dei progetti da parte della Cabina di regia, le Parti stipuleranno specifica
Convenzione operativa, adottata in conformit&agrave; alle rispettive procedure deliberative e regolamentari.
Alla predetta Convenzione potranno aderire, su approvazione delle Parti, altri Soggetti di volta in volta
interessati. Nella Convenzione saranno descritti i singoli programmi/progetti individuati dalla Cabina di
regia, sar&agrave; indicata l'articolazione delle azioni in cui gli stessi si svilupperanno, saranno individuati gli
impegni reciproci, i tempi di esecuzione, la ripartizione degli oneri finanziari di competenza di ciascuna
delle Parti e dei Soggetti firmatari.
Inoltre, nella Convenzione verr&agrave; indicata la disciplina riguardante il regime di propriet&agrave; delle
Ciascun Soggetto stipulante la Convenzione provveder&agrave; alla nomina di un proprio Responsabile, per la
corretta esecuzione delle disposizioni ivi contenute, e ne dar&agrave; tempestiva comunicazione scritta agli
Il CNR, su richiesta delle Regione, potr&agrave; svolgere attivit&agrave; di gestione, monitoraggio e controllo di
attivit&agrave; di ricerca svolte da terzi e sostenute con fondi messi a disposizione dalla Regione.
Il presente Protocollo d'Intesa avr&agrave; una durata pari a cinque anni a decorrere dalla data di sottoscrizione
dello stesso; la durata potr&agrave; essere prorogata, per un ulteriore quinquennio, previo accordo scritto tra le
Parti che dovr&agrave; intervenire prima della scadenza.
Ciascuna delle Parti potr&agrave; recedere in qualunque momento dal presente Protocollo dando un preavviso
all'altra Parte di almeno 180giorni.
Nel caso di scadenza o di recesso, gli impegni assunti nell'ambito delle Convenzioni operative, di cui al
precedente art. 5, dovranno essere portati a compimento, salvo diverso accordo tra le Parti e i Soggetti
firmatari, di volta in volta, interessati.
Per il CNR

References: art. 26
 articolo 4
 articolo 2
 articolo 8
 articolo 5
 art.8
 art. 5
 art. 94
 art. 94
 art. 5
 art. 6
 art. 24
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art.2
 ART.13
 art. 1
 art. 332
 art.2
 art. 3
 art.5
 art. 5