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Timestamp: 2019-05-26 07:54:16+00:00

Document:
Direttiva 6 febbraio 2001
(in GU 29 maggio 2001 n. 123)
Linee guida per l'attuazione, nel sistema di istruzione, dell'Accordo sancito dalla Conferenza unificata il 2 marzo 2000
Visto l'Accordo per la riorganizzazione e il potenziamento dell'educazione permanente degli adulti, sancito dalla Conferenza unificata Stato-regioni-città e autonomie locali il 2 marzo 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2000;
Visto il Testo Unico in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
Visto il Decreto legislativo 31 marzo 1998 n.112, articoli 138 e 139;
Vista la legge 8 marzo 2000, n. 53, con particolare riferimento all'art. 6;
Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, concernente il Regolamento per l'autonomia scolastica, e, in particolare, gli articoli 3, 7, 8 e 9;
Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2000, n. 347, relativo al regolamento recante norme di organizzazione del Ministero della pubblica istruzione;
Visto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola 26 maggio 1999, articoli 24, 25, 27 e 39 e il relativo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo 31 agosto 1999, articoli 7 e 37;
Vista l'Ordinanza ministeriale 29 luglio 1997, n 455;
Visto l'Accordo tra il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano per l'individuazione degli standard minimi delle qualifiche professionali e dei criteri formativi e per l'accreditamento delle strutture della formazione professionale sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 18 febbraio 2000 ;
Ritenuto necessario avviare, nell'anno 2000/2001, il processo di riorganizzazione e potenziamento dell'Educazione degli adulti nel sistema di istruzione, in attuazione del citato Accordo del 2 marzo 2000;
Acquisito il parere della Conferenza unificata espresso nella seduta dell1 febbraio 2001;
1. Il sistema di istruzione concorre con il sistema della formazione professionale e dell'educazione non formale alla riorganizzazione e al potenziamento dell'educazione permanente degli adulti, al fine di accompagnare lo sviluppo della persona garantendo il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e favorendo il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.
2. La presente direttiva contiene le linee guida per la definizione degli interventi finalizzati all'educazione permanente degli adulti relativi al sistema di istruzione, da attuare sulla base della programmazione regionale, come previsto nell'Accordo sancito dalla Conferenza unificata il 2 marzo 2000, di seguito denominato "Accordo".
3. Le presenti linee guida hanno validità triennale dalla data della loro pubblicazione.
1. Gli obiettivi prioritari degli interventi nel sistema di istruzione di cui all'articolo 1, comma 2, sono i seguenti:
a) la progressiva revisione dei corsi di alfabetizzazione culturale (istruzione elementare), di scuola media (150 ore) e di istruzione secondaria superiore per gli adulti, in relazione al processo di riordino dei cicli d'istruzione di cui alla legge 10 febbraio 2000, n° 30;
b) l'alfabetizzazione funzionale della popolazione adulta che consideri i differenziati bisogni di istruzione delle persone e di promozione culturale nei contesti locali;
c) lo sviluppo dei livelli di integrazione fra istruzione e formazione;
d) il rafforzamento della programmazione coordinata tra i livelli locali, provinciali e regionali;
e) la progressiva riorganizzazione dei Centri territoriali già previsti dall'ordinanza ministeriale n° 455/97 nel contesto del sistema formativo integrato;
f) lo sviluppo della collaborazione tra i Centri territoriali e gli Enti locali attraverso la realizzazione di progetti pilota con lo scopo di rafforzare il complessivo sistema dell'educazione degli adulti;
g) la personalizzazione dei percorsi, il riconoscimento dei crediti e la progressiva realizzazione del sistema integrato di certificazione;
h) lo sviluppo di attività di orientamento, informazione e consulenza in collegamento con i servizi offerti dal sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro;
i) la formazione e l'aggiornamento degli operatori;
j) l'adozione di misure di accompagnamento per facilitare il conseguimento degli obiettivi di cui al presente articolo.
1. L'educazione degli adulti, nel sistema di istruzione, è caratterizzata dai seguenti interventi progressivamente riorganizzati in relazione ai traguardi formativi previsti dalla legge 20 gennaio 1999, n. 9 (disposizioni urgenti per l'elevamento dell'obbligo di istruzione) e dalla legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 68 (obbligo di frequenza di attività formative sino a 18 anni) realizzati dai Centri territoriali permanenti (CTP) di cui all'art. 6 e dalle relative reti di istituzioni scolastiche:
a) i corsi per adulti finalizzati all'alfabetizzazione culturale (istruzione elementare);
b) i corsi di scuola media per adulti (150 ore);
c) i corsi per gli adulti negli istituti d'istruzione secondaria di II grado;
d) i percorsi di alfabetizzazione funzionale degli adulti;
e) i percorsi integrati di istruzione e formazione, ferme restando le rispettive competenze;
f) i progetti pilota per l'integrazione dei sistemi formativi, nel rispetto delle competenze di ciascun sistema.
2. Le finalità di cui all'art.2 possono essere perseguite dai Centri Territoriali anche attraverso la realizzazione di interventi individuali di informazione e orientamento e di interventi culturali per l'inserimento delle persone nel contesto sociale, in aggiunta alle attività di cui al comma 1.
3. Gli interventi di cui ai commi 1 e 2 mirano prioritariamente all'integrazione dei percorsi di istruzione e formazione e sono strutturati in modo da promuovere la personalizzazione degli insegnamenti e degli apprendimenti degli adulti attraverso l'organizzazione modulare dei percorsi ed il riconoscimento delle conoscenze e delle competenze comunque acquisite, con l'attestazione e la certificazione dei relativi esiti, anche, in termini di crediti, secondo criteri di trasparenza.
4. I percorsi finalizzati all'alfabetizzazione funzionale degli adulti previsti al comma 1, lettera d), sono organizzati secondo le linee guida contenute nell'allegato "A", che fa parte integrante della presente direttiva. Le indicazioni in esso contenute possono essere modificate ed integrate sulla base delle proposte formulate dal Comitato nazionale di cui all'articolo 10.
Percorsi integrati di istruzione e formazione
1. I percorsi integrati di istruzione e formazione di cui all'articolo 3, comma 1, lettere e), sono finalizzati a sostenere lo sviluppo dell'istruzione e della formazione sulla base delle indicazioni contenute nella programmazione regionale dell'offerta formativa, attraverso azioni concertate dai Centri territoriali con le agenzie di formazione professionale accreditate. Essi sono prioritariamente destinati alle fasce deboli della popolazione e del mercato del lavoro.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono finalizzati al conseguimento di:
- un titolo di studio con la contemporanea certificazione di crediti spendibili nella formazione professionale;
- una qualifica professionale e la certificazione di crediti spendibili nell'ordinamento scolastico, nel rispetto delle specifiche competenze delle Regioni e degli Enti locali;
- la certificazione di crediti spendibili per la prosecuzione degli studi e per il conseguimento di una qualifica professionale.
3. I Centri Territoriali permanenti e le relative reti di istituzioni scolastiche realizzano i percorsi di cui al presente articolo nell'ambito della programmazione locale dell'offerta formativa di cui all'articolo 9.
Progetti pilota per l'integrazione dei sistemi formativi
1. I progetti pilota di cui all'articolo 3, comma 1, lettera f), sono finalizzati a promuovere il nuovo sistema integrato dell'educazione permanente degli adulti così come delineato dall'Accordo, nel quadro della programmazione locale dell'offerta formativa integrata di cui all'articolo 9, con particolare riferimento alle fasce deboli della popolazione e del mercato del lavoro. Essi hanno come obiettivo la produzione di una modellistica di elevata qualità, con alto grado di trasferibilità nel territorio nazionale con particolare riferimento alla personalizzazione degli ingressi nei percorsi di istruzione e formazione.
2. Le risorse destinate ai progetti pilota di cui al presente articolo, tratte dal bilancio del ministero della pubblica istruzione, sono assegnate sulla base dei criteri generali proposti dal Comitato nazionale di cui all'articolo 10 e sono utilizzate sulla base delle intese assunte dai dirigenti degli uffici scolastici regionali con le Regioni o con gli Enti locali da esse delegati.
Centri territoriali per l'educazione degli adulti
1. I Centri territoriali sono i centri di servizio del sistema di istruzione deputati all'attuazione dell'offerta formativa integrata attraverso accordi di rete tra scuole di diverso ordine e grado a norma del Decreto del Presidente della Repubblica 8.marzo 1999, n. 275, articoli 7 e 9. Essi svolgono le funzioni previste dal punto 8.2.3 lettera a) dell'Accordo.
2. La dislocazione dei Centri territoriali è definita dalle Regioni, d'intesa con gli Enti locali e con il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, nel confronto con le Parti sociali, secondo gli obiettivi della programmazione regionale dell'offerta formativa di cui al decreto legislativo n.112/98, articolo 138 e sulla base delle indicazioni contenute nel punto 7.4, lettera b) dell'Accordo. Con le medesime procedure sono istituiti anche i nuovi Centri compatibilmente con le risorse e le strutture disponibili.
3. Sulla base delle determinazioni di cui comma 2, i provvedimenti relativi alla riorganizzazione e all'istituzione di nuovi Centri sono adottati del dirigente del competente Ufficio scolastico regionale.
1. Le risorse professionali da impiegare per l'Educazione degli adulti, nel sistema dell'istruzione, sono definite in attuazione di accordi contrattuali, nonché di confronto con le Organizzazioni sindacali per quanto attiene le dotazioni organiche - tenuto conto di quanto indicato al punto 8.2.3 lettera a) dell'Accordo - al fine di costituire in ogni centro un nucleo di base di docenti con competenze organizzative, relazionali e metodologico - didattiche nel campo dell'educazione degli adulti.
2. La funzione docente per l'educazione degli adulti si esplica secondo le indicazioni dell'articolo 39, lettera e) del CCNL 26.5.1999, con particolare riferimento alla organizzazione flessibile dell'orario su base annua. Per le attività aggiuntive e le collaborazioni plurime si fa riferimento agli articoli 25 e 27 del CCNL 26.5.1999.
1. Gli interventi previsti dalla presente direttiva sono sostenuti da progetti di formazione del personale scolastico, nel rispetto dei contratti collettivi nazionali di categoria e nei limiti delle risorse allo scopo destinate nel bilancio del ministero della Pubblica Istruzione, prioritariamente finalizzati alla formazione congiunta con gli operatori degli altri sistemi formativi, anche attraverso specifici accordi che il dirigente dell'ufficio scolastico regionale stipula con gli altri soggetti istituzionali interessati, allo scopo di favorire la formazione di competenze professionali con particolare riferimento all'accoglienza, al contratto formativo e all'assistenza tutoriale, alla didattica modulare, alla progettazione integrata, al lavoro in rete, alle competenze in rapporto all'alfabetizzazione funzionale.
2. Gli Istituti Regionali di Ricerca Educativa (IRRE) partecipano alla promozione e alla realizzazione dei progetti di cui al comma 1.
3. Nel caso di progetti integrati che prevedano anche il finanziamento regionale, l'attività di formazione del personale coinvolto nei progetti di educazione degli adulti sarà svolta dal soggetto selezionato sulla base delle procedure individuate dalle Regioni o dagli Enti locali da esse delegati.
Programmazione locale dell'offerta formativa integrata
1. Gli interventi per l'educazione degli adulti, di cui agli articolo 3 lettere d), e), f), sono parte integrante della programmazione locale dell'offerta formativa svolta in attuazione degli indirizzi e dei criteri contenuti nella programmazione regionale di cui del decreto legislativo 112/98, articolo 138, in relazione a quanto previsto al punto 7.4 lettera c dell'Accordo.
2. Gli interventi per l'educazione degli adulti di cui all'art. 3 lettere a), b), c) per quanto stabiliti nell'ambito dei Piani dell'Offerta Formativa di cui all'art. 3 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, devono essere comunque coerenti con la programmazione locale dell'offerta formativa di cui al primo comma e devono essere ricondotti ad essa facendone ugualmente parte integrante. A questo fine, nel procedimento di approvazione dei Piani dell'Offerta Formativa, le istituzioni scolastiche per la definizione di tali interventi attivano, secondo quanto già espressamente previsto al quarto comma del citato art. 3 del D.P.R. 275/99, i necessari rapporti con le varie realtà del territorio, ricercandoli e stabilendoli, per tale scopo, in seno ai comitati locali di cui al citato punto 7.4 lettera c) dell'Accordo, non appena questi sono costituiti.
3. Il Comitato locale programma l'offerta formativa di cui al comma 1 con le relative misure di accompagnamento e recepisce contestualmente il programma degli interventi di cui al comma 2, entro il mese di marzo di ciascun anno. Quanto sopra viene svolto, tenuto conto delle risorse disponibili individuate sulla base delle intese raggiunte tra il dirigente dell'ufficio scolastico regionale e la Regione o gli Enti locali da essa delegati, nonché delle eventuali ulteriori risorse disponibili nel territorio di competenza.
4. Il Comitato locale propone ai Centri territoriali la realizzazione delle attività comprese nella programmazione locale di cui al comma 3. Le istituzioni scolastiche che afferiscono al centro territoriale sulla base degli accordi di rete di cui all'articolo 6, comma 1 deliberano in merito all'inserimento delle attività medesime nel piano dell'offerta formativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.275/99, articolo 3.
1. In attesa della compiuta attuazione del sistema integrato per l'educazione degli adulti è istituito, presso il ministero della Pubblica Istruzione, il Comitato nazionale così composto:
- 2 rappresentanti del ministero della Pubblica Istruzione
- 2 rappresentanti del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale
- 1 rappresentante del ministero dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica
- 1 rappresentante del dipartimento degli Affari sociali
- 6 rappresentanti delle Regioni
- 4 rappresentanti dei Comuni
- 1 rappresentante delle Comunità montane
- 2 rappresentanti delle Province
- 8 rappresentanti delle parti sociali di cui 4 in rappresentanza dei lavoratori e 4 in rappresentanza dei datori di lavoro.
2. Il Comitato nazionale di cui al comma 1 svolge le funzioni previste al punto 7.4 dell'Accordo, raccordandosi con il Comitato nazionale per l'istruzione e la formazione tecnica superiore (IFTS).
1. Sino alla compiuta riorganizzazione dei corsi di cui all'articolo 3 comma 1 lettere a) e b), viene rispettivamente rilasciato il titolo di licenza elementare o di licenza media, secondo i criteri e le modalità previste dall'ordinanza ministeriale 29 luglio 1997 n. 455, art. 7, comma 2.
2. In attesa dell'attuazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze professionali previsto dall'accordo sancito dalla Conferenza Unificata il 18 febbraio 2000, le attestazioni relative ai percorsi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d),e),f) ed i crediti spendibili sono certificati secondo il modello contenuto nell'allegato "B" che fa parte integrante della presente direttiva.
Nota tecnica per la progettazione e la certificazione dei percorsi individuali di alfabetizzazione funzionale degli adulti
1 ) L’alfabetizzazione funzionale degli adulti
Molti adulti in Italia e nei paesi industrializzati, come ha dimostrato la recente indagine I.A.L.S. -S.I. A.L.S. , oggi sono a rischio alfabetico. Solo nel 20-30 % dei casi comprendono testi corredati anche da grafici e tabelle, sanno compilare correttamente la modulistica occorrente nella vita quotidiana, hanno completa padronanza del linguaggio scritto per formulare e leggere un messaggio.
In gran parte della popolazione adulta, inoltre, può essere notata una caduta precoce della competenza alfabetica in quanto sempre più persone dimenticano quello che hanno appreso.
Un tempo leggere , scrivere e far di conto erano competenze necessarie per informare ed essere informati; oggi i mezzi di comunicazione elettronica e telematica forniscono soluzioni alternative e le conoscenze e le competenze alfabetiche, non più esercitate, rischiano di invecchiare presto se non sono sostenute da un organico piano richiamo e di rinforzo.
Una strategia permanente di manutenzione e sviluppo delle conoscenze e competenze è quindi necessaria per contrastarne la perdita e per promuovere ed accrescere nelle persone la motivazione ad apprendere durante il corso della loro vita. Per conseguire questo obiettivo è decisiva la progressiva acquisizione delle competenze che consentono di imparare in una dimensione di autoapprendimento. Il diritto alla formazione permanente, in quanto diritto di cittadinanza, si traduce nel diritto di saper utilizzare gli strumenti del leggere, dello scrivere, dei linguaggi propri della società dell’informazione, di possedere la capacità di porre domande e di analizzare i fatti, di sapersi collocare nei contesti di vita e di lavoro, al fine di sviluppare competenze personali e collettive.
Il rinforzo della competenza alfabetica nella popolazione adulta riguarda anche i bambini e i giovani perché bassi livelli di scolarità e di cultura delle famiglie incidono negativamente sul destino scolastico di giovani e di adolescenti. Particolari bisogni di alfabetizzazione esprimono le fasce deboli e le altre culture, soprattutto come esigenza di convivenza, di coesione sociale, di espressione delle identità e delle differenze di tutti i gruppi sociali, risorsa e ricchezza della società contemporanea.
L’alfabetizzazione funzionale degli adulti è, pertanto, uno strumento di intervento mirato sulle forme di esclusione sociale.
I percorsi individuali di alfabetizzazione sono potenzialmente correlati alle esigenze di promozione sociale del territorio legate alle trasformazioni del mondo del lavoro e alla valorizzazione delle culture locali. Essi possono essere realizzati in funzione dei bisogni espressi da specifici gruppi - obbiettivo ( extracomunitari, casalinghe , disabili, militari di leva, detenuti , lavoratori socialmente utili).
Per corrispondere a questi fabbisogni il programma degli interventi di cui all’art.2 della Direttiva promuove la personalizzazione degli insegnamenti e degli apprendimenti degli adulti e consente il riconoscimento delle conoscenze e delle competenze, comunque acquisite e sviluppate, attraverso la negoziazione, l’organizzazione modulare e la trasparente certificazione degli esiti di percorsi di istruzione, in via prioritaria dedicati all’alfabetizzazione funzionale degli adulti.
2. L’organizzazione e la gestione dei percorsi individuali.
Gli adulti, per la loro storia individuale e per la natura degli specifici processi cognitivi, di astrazione e concettualizzazione, apprendono in modo molto diverso dai bambini e dai giovanissimi che frequentano la scuola i cui curricoli scolastici sono ancora formalizzati e costituiti da contenuti disciplinari che si snodano in modo prevalentemente sequenziale .
L’apprendimento adulto mette invece in primo piano la soggettività biografica , la concreta situazione in cui si generano e contemporaneamente interagiscono gli apprendimenti e la mediazione personale.
Per questo motivo è molto importante favorire la diffusione di prassi destinate a valorizzare la pluralità delle intelligenze, compresa quella emotiva, che entrano in gioco nell’apprendimento adulto.
Il modello formativo flessibile che caratterizza i percorsi modulari è orientato non solo ad agevolare l’acquisizione delle competenze di base da parte degli adulti, ma anche a mantenerne la stabilità nel tempo in rapporto al mutare delle esigenze personali, lavorative, sociali.
La flessibilità formativa. inoltre, è strettamente correlata alla capacità di riflessione dell’adulto sui processi cognitivi di cui è attore. La riflessione consente l’apertura verso spazi di migliorabilità e pertanto è fattore non secondario per originare la tensione verso l’apprendere ad apprendere e si traduce, in definitiva in fattore primario di motivazione e di sostegno per l’adulto.
I percorsi individuali vanno perciò organizzati in moduli sviluppati, in linea di massima, nelle fasi di seguito illustrate .
2.1 Accoglienza, orientamento e accreditamento
La fase di accoglienza ha un ruolo primario e fondamentale in ogni percorso di EDA. Essa si sviluppa nei momenti dell’orientamento e dell’accreditamento in ingresso. L’adulto è in grado di instaurare un dialogo costruttivo quando avverte un clima positivo nella fase di inizio del processo formativo, che percepisce attento alle caratteristiche e alle motivazioni personali. Le condizioni preliminari e necessarie per la realizzazione di un ambiente idoneo all’accoglienza risiedono nella qualità della presenza degli adulti e delle relazioni interpersonali. Su questi aspetti si focalizza, ma non si esaurisce, ogni strategia di accoglienza. In particolare, le buone prassi sperimentate hanno dimostrato che un percorso strutturato di accoglienza presenta le seguenti articolazioni :
· pubblicizzazione;
· contatto;
· conoscenza;
· analisi e autoanalisi delle competenze in ingresso ;
· individuazione del ‘potenziale’;
· progettazione attraverso la negoziazione del percorso formativo e individuazione del segmento di istruzione in cui il percorso si colloca. (art. 3, comma 1. della direttiva ).
Per poter apprendere durante il corso della vita assumono particolare rilevanza le competenze trasversali. L’autostima, il saper valutare il proprio potenziale, il saper riconoscere le proprie aspettative, il sapersi collocare nei contesti, attribuire senso al proprio e altrui fare, il sapersi orientare , scegliere, decidere, , conoscere i propri stili di apprendimento, sapersi dirigere nell’apprendimento (capacità di progettualità e di controllo dei processi), sono aspetti strategici, per poter garantire non solo il mantenimento ma anche la gestione, manutenzione e sviluppo delle competenze.
La collaborazione, il sostegno, la solidarietà , il rispetto per sé e per gli altri si possono tradurre a livello operativo in competenze trasversali e dare spazio alla creatività personale, alla libertà di progettazione, alla soluzione autonoma dei problemi.
L’area della relazionalità e della comunicazione, tra loro strettamente interconnesse, consentono alla persona di trasformare i saperi in comportamenti efficaci, di costruire una rete positiva di rapporti adeguata al proprio contesto di vita e di lavoro .
I successivi momenti dell’orientamento e dell’accreditamento in ingresso sono finalizzati a:
- verificare le caratteristiche individuali (titoli, esperienze, competenze, motivazioni ecc.) e il fabbisogno educativo/formativo;
- definire un "Progetto di sviluppo personale " e un conseguente patto formativo;
- accertare eventuali competenze già acquisite da considerarsi quali crediti per la determinazione dei percorsi individuali.
In particolare il processo prevede le seguenti fasi
· orientamento, per l’approfondimento delle motivazioni, del fabbisogno formativo e della progettualità individuale. In questa fase l’adulto va sostenuto particolarmente per ricostruzione l’esperienza pregressa e per definire le prospettive di sviluppo personale;
· valutazione/accertamento: in questa fase vanno poste in trasparenza le effettive caratteristiche degli adulti per definirne la coerenza con gli obiettivi dei percorsi stessi;
· riconoscimento/attestazione attraverso l’accreditamento delle competenze già acquisite quali crediti ai fini della personalizzazione del percorso.
Al fine di garantire omogeneità nelle procedure, le fasi di cui sopra possono realizzarsi nel modo seguente:
· fase di orientamento: il percorso è condotto da personale ( es. docenti, tutor consiglieri di orientamento), particolarmente qualificato, ed in possesso di competenze psicologiche e psico-pedagogiche. A conclusione di questa fase il suddetto personale redige collegialmente per ciascun adulto il "Progetto di sviluppo personale" che costituisce il patto formativo tra l'adulto e l'istituzione;
· fase di valutazione/accertamento: composizione del "Dossier individuale" per la ricostruzione e documentazione del curriculum pregresso. Tale Dossier, elaborato dall’adulto con l’assistenza di una delle professionalità indicate per le funzioni di orientamento, contiene informazioni, messe a disposizione dell’interessato, documentate, autodichiarate e/o eventualmente approfondite nell’ambito di colloqui specifici, nei seguenti ambiti:
1. istruzione/formazione (ad es. titoli di studio, certificazioni o attestazioni formative, esperienze formative interrotte o in corso, contenuti dei percorsi, conoscenze e competenze acquisite);
2. esperienze di lavoro (ad es. documentazione relativa alle esperienze professionali in corso o pregresse, settore di riferimento, attività svolte, prodotti/risultati, conoscenze e competenze acquisite);
3. tirocini, volontariato o altro (ad es. documentazione relativa alle esperienze, attività svolte, conoscenze e competenze acquisite);
· fase di riconoscimento/attestazione di eventuali crediti in ingresso il "Dossier individuale" è sottoposto alla valutazione di una Commissione tecnica per l'accreditamento costituita dal dirigente scolastico coordinatore del Centro territoriale per l’educazione degli adulti secondo le modalità previste a paragrafo 3 della presente nota. La Commissione, tenendo conto del Dossier individuale e del "Progetto di sviluppo personale " formula e motiva le determinazioni in ordine al riconoscimento di competenze già acquisite con valore di credito e provvede a compilare la relativa Scheda di accreditamento contenuta nel Certificato di cui all'All. B.
Il "Progetto di sviluppo personale " e il "Dossier individuale", così come le informazioni e documentazioni in esso contenute, sono riservate secondo le norme relative al trattamento dei dati sensibili.
2.2. La progettazione del percorso individuale
L’opzione pedagogica della flessibilità formativa mira alla acquisizione di competenze attraverso percorsi individuali predisposti sulla base degli esiti dell’orientamento e accreditamento.
Tale opzione si concretizza nell’organizzazione modulare dei percorsi, in modo funzionale alle modalità dell’apprendimento adulto.
La modularità agevola la personalizzazione dei percorsi e permette la possibilità di frequenza a persone che non possono partecipare a programmi intensivi e, allo stesso tempo, consente una marcata intenzionalità educativa, perché comporta l’acquisizione di saperi essenziali, significativi, stabili e capitalizzabili.
I contenuti dei moduli, inoltre, sono uno strumento per rendere reale e consapevole il diritto di cittadinanza attiva, per valorizzare la dimensione orientativa dei percorsi formativi e per fornire le competenze necessarie per fruire anche dei beni letterari, artistici e scientifici.
L’organizzazione modulare si dimostra utile per:
· inserire in fasi e momenti diversi del percorso formativo adulti che possiedono crediti riconosciuti;
· fornire competenze per individuare , utilizzare e integrare forme espressive e linguaggi diversi;
· alternare momenti di studio e di lavoro;
· valorizzare le attività pratiche e di laboratorio;
· certificare competenze definite e spendibili nel rientro in percorsi di istruzione, formazione e nel lavoro;
Nell’organizzazione dei percorsi modulari devono trovare spazio le competenze trasversali quali elementi costitutivi e fondanti della realizzazione del pieno diritto di cittadinanza in quanto danno centralità all’adulto come persona. Gli consentono di diagnosticare , di relazionarsi, di affrontare le situazioni, di osservare, analizzare e situarsi in un contesto organizzativo, pianificare le risorse e gli obiettivi, lavorare in gruppo, negoziare, in una parola di essere creativo ed innovativo nel cercare soluzioni
Le competenze trasversali occupano, perciò, uno spazio di specifica progettazione modulare sin nella fase di accoglienza e vanno anche declinate nei moduli riferiti alle quattro aree previste al punto 2.2.1.
Nella progettazione del percorso individuale vanno inoltre previsti moduli specifici per il recupero dei precedenti deficit di istruzione e formazione accertati nella fase di orientamento e di accreditamento in ingresso..
2.2.1. Le Aree
I percorsi modulari per l’alfabetizzazione funzionale sono prioritariamente riferiti a quattro aree :
- Socio - economica
Per ciascuna area sono di seguito indicate le competenze da acquisire in esito al percorso individuale. che vanno riferite ai livelli di istruzione richiamati dalla Direttiva. art.3, comma 1 lett. a/b/c .
· Identificare le diverse modalità dei processi di comunicazione per renderle oggetto di riflessione e per meglio saperle gestire; utilizzare stili e mezzi diversi di comunicazione verbale; riconoscere e usare le principali strutture morfosintattiche e i livelli lessicali adeguati alle esigenze di interazione sociale, di inserimento professionale, di espressività individuale;
· integrare linguaggi diversi, verbali e non verbali;
· produrre e capire, gestire e interpretare messaggi adeguati per struttura, contenuti e funzioni ai contesti di comunicazione."
AREA SOCIO- ECONOMICA
· utilizzare gli stimoli della realtà contemporanea per impostare percorsi di approfondimento nello spazio e nel tempo;
· individuare mutamenti, durate, periodi;
· cogliere le caratteristiche dei cambiamenti prodotti dalle innovazioni, scientifiche e tecnologiche nel mondo del lavoro;
· orientarsi nel panorama delle organizzazioni che operano in ambito sovranazionale, nazionale, locale;
· formulare problemi sulle questioni trattate;
· riconoscersi come soggetto di diritti e di doveri in un contesto sociale e nel rispetto delle sfere giuridiche altrui;
· orientarsi nelle dinamiche del mondo del lavoro soprattutto in relazione alla definizione di un progetto personale;
· risolvere compiti che presuppongono la comprensione di testi che hanno contenuti quantitativi;
· utilizzare i linguaggi formalizzati per operazioni di calcolo, misure e per rappresentazioni con grafici, tabelle, soprattutto in relazione a problemi e situazioni della vita quotidiana;
· riconoscere varie tipologie di strumentazione in rapporto alla loro destinazione d’uso;
· essere in grado di utilizzare supporti tecnologici nella gestione di attività e per la risoluzione di problemi che il cittadino deve affrontare nella vita quotidiana;
· possedere adeguati codici linguistici per la fruizione consapevole delle strumentazioni tecnologiche a maggior diffusione ;
· saperne comprendere le potenzialità di utilizzo in diversi contesti.
3. La verifica e la valutazione degli apprendimenti
L’impianto formativo flessibile e l’individuazione dei percorsi comportano la necessità di verificare e valutare le competenze acquisite con criteri coerenti rispetto alla scansione del percorso ed alle caratteristiche specifiche degli adulti.
Le prove di verifica e di valutazione concludono il percorso individuale in modo da tener conto delle verifiche intermedie e valutare l'apprendimento in tutti i suoi profili sulla base di prove determinate dalle Commissioni in relazione agli obiettivi contenuti nel progetto di sviluppo personale.
Le commissioni sono costituite dal dirigente scolastico coordinatore del centro territoriale . Esse sono composte dai docenti e dai tutor impegnati nella progettazione e nell’attuazione del percorso.
Nel caso dei percorsi integrati previsti dalla direttiva, articolo 3 comma 1, lettera e) la commissione è integrata dai docenti delle agenzie formative che partecipano all’attuazione dei percorsi medesimi, secondo le modalità concordate con le Regioni o con gli enti locali da esse delegati.
Ogni percorso modulare si conclude con la trasparente descrizione del percorso svolto e delle competenze acquisite allo scopo di consentirne la leggibilità e il loro eventuale riconoscimento con valore di credito in successivi percorsi di istruzione e formazione.
Il dispositivo di certificazione "Certificato personale", di cui all’Allegato b), documenta le competenze e i crediti acquisiti nei percorsi per l’educazione permanente degli adulti con le seguenti funzioni:
a) assicura la trasparenza in linea con gli orientamenti dell’Unione Europea;
b) favorisce l’integrazione tra le istituzioni e gli attori sociali che, a diverso titolo, sono coinvolti nei percorsi dell’educazione degli adulti;
c) favorisce la coerenza tra la progettazione dei percorsi e le azioni di accreditamento in ingresso nonché il riconoscimento dei crediti in uscita verso altri sistemi;
d) favorisce il riconoscimento dei crediti da parte degli altri sistemi, anche ai fini del conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale.
La documentazione puntuale del percorso è facilitata dalla struttura del "Certificato personale", articolato in schede, che documentano le competenze valutate in esito al percorso, con l’indicazione dei crediti. Esso esplicita il livello di istruzione in cui il percorso individuale si colloca e, nel caso di percorsi integrati di istruzione e formazione professionale comprende anche i riferimenti all’eventuale qualifica professionale considerata, in modo da facilitare il riconoscimento dei crediti.
Nel certificato vanno inseriti, ove possibile, i riferimenti ad altri sistemi di certificazione, nazionali, comunitarie ed internazionali, soprattutto per quanto concerne l’inglese, l’informatica e l’italiano come lingua straniera .
Certificato Personale - Dispositivo di certificazione e documentazione dei percorsi di educazione permanente degli adulti
Il Certificato personale di seguito allegato si compone di due sezioni.
1. la prima sezione contiene i dati anagrafici del titolare, il percorso di istruzione in cui il progetto individuale è inserito, il percorso individuale (moduli, unità formative, etc.), i crediti maturati.
2. la seconda sezione, è composta da più "Schede di attestazione e documentazione" del progetto individuale, da allegare al certificato. In particolare:
_ la "Scheda di documentazione di riconoscimento dei crediti in ingresso (accreditamento)";
_ le "Schede di attestazione e documentazione" relative ai percorsi d’istruzione e formazione svolti presso i diversi sistemi (Centri territoriali per l’Educazione Permanente degli Adulti, in strutture di formazione professionale regionale o del privato sociale);
Il Certificato personale di seguito allegato è corredato da note esplicative che hanno l’obiettivo di chiarire il significato dei diversi indicatori, e di facilitare la compilazione da parte delle sedi educative e formative.
Logo Ministero Pubblica Istruzione
Centro Territoriale per l’Educazione permanente degli Adulti
Sede________________________________________________
Nat ___ a________________il________________________________
Luogo e data del rilascio ______________________________________
_____________________ (Timbro)
Indice sintetico del progetto individuale
Livello di istruzione in cui il percorso è inserito_____________________________
Crediti in ingresso _______________________________________________________
Descrizione del percorso formativo Svolto presso le seguenti
Crediti in uscita___________________________________________________________________
Centro Territoriale permanente dell’Educazione degli adulti
Nome___________________ __________________ Sede__________________________
Credito riconosciuto in ingresso
Ambito di acquisizione del credito
Livello di istruzione di riferimento
Luogo e data del rilascio Firma
Scheda di attestazione del Centro Territoriale
Centro Territoriale per l’Educazione permanente degli adulti (5)
Nome_____________________ __________________ Sede________________________________
Percorso formativo (6)
Moduli durata in ore Contenuti (7) Contesto di apprendimento (8)
Modalità di valutazione (10)
Note integrative (11)
Altre informazioni (12)
Luogo e data del rilascio firma (13)
5. Va indicato il nome del centro presso cui si svolge il percorso.
6. Inserire in questa voce il titolo dei moduli o delle unità formative.
7. Esplicitare in forma sintetica i contenuti dei moduli o delle unità formative e/o delle esperienze pratiche realizzate.
8. Indicare per ogni modulo quale è stato il/i contesto/i di apprendimento (aula, laboratorio, lavoro individuale, project work, esperienze pratiche ecc.)
9. Nell’attestazione delle competenze con riferimento ai diversi moduli o unità formative o esperienze pratiche il termine competenze identifica l’insieme di conoscenze e abilità, acquisite dall’individuo in esito al percorso formativo. Per una documentazione omogenea delle diverse attestazioni devono essere utilizzate forme sintetiche quali ad es. "Utilizzare tecniche e strumenti per la ricerca attiva del lavoro", "Orientarsi nelle dinamiche del mondo del lavoro", etc.). Il legame tra competenze e modulo è l’elemento qualificante della trasparenza del percorso formativo .
10. Indicare le modalità di valutazione delle competenze attestate quali esito del percorso compiuto (colloqui, prova scritta, prova pratica e/o simulazione, esercitazioni, test, ecc.).
11. Possono essere riportate, se necessario, informazioni qualitative riguardanti l’esperienza pratica e le modalità di svolgimento del modulo (ad esempio: metodologie didattiche innovative, ecc.).
12. Esplicitare gli eventuali riferimenti agli altri sistemi di certificazione, nazionali, comunitarie e internazionale (es. le certificazioni di competenza linguistica per l’italiano come lingua straniera riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, la certificazione ECDL per l’informatica, il livello PET o Frst Certificati per l’inglese).
13. Tale attestazione ,è a firma del dirigente scolastico coordinatore del Centro territoriale
Scheda di attestazione delle strutture di FP regionali o del Privato Sociale (14)
Logo dell’Amministrazione competente che rilascia attestazione
Struttura Formativa (15)
Percorso formativo (16)
Moduli durata in ore Contenuti (17) Contesto di apprendimento (18)
Competenze (19)
Modalità di valutazione (20)
Note integrative (21)
Luogo e data del rilascio firma (23)
14. Tale scheda va compilata nel caso di progetti integrati.
15. Va indicato il nome della struttura formativa presso cui si svolge il percorso.
16. Inserire in questa voce il titolo dei moduli o delle unità formative.
17. Esplicitare in forma sintetica i contenuti dei moduli o delle unità formative e/o delle esperienze pratiche realizzate.
18. Indicare per ogni modulo quale è stato il/i contesto/i di apprendimento (aula, laboratorio, lavoro individuale, project work, esperienze pratiche ecc.).
19. Nell’attestazione delle competenze con riferimento ai diversi moduli o unità formative o esperienze pratiche il termine competenze identifica l’insieme di conoscenze e abilità, acquisite dall’individuo in esito al percorso formativo. Per una documentazione omogenea delle diverse attestazioni devono essere utilizzate forme sintetiche quali ad es. "Utilizzare tecniche e strumenti per la ricerca attiva del lavoro", "Orientarsi nelle dinamiche del mondo del lavoro", etc.). Il legame tra competenze e modulo è l’elemento qualificante della trasparenza del percorso formativo.
20. Indicare le modalità di valutazione delle competenze attestate quali esito del percorso compiuto (colloqui, prova scritta, prova pratica e/o simulazione, esercitazioni, test, ecc.).
21. Inserire l’eventuale qualifica professionale di riferimento nel caso di percorsi integrati di istruzione e formazione professionale.
22. Esplicitare gli eventuali riferimenti agli altri sistemi di certificazione nazionali, comunitarie e internazionale (es. le certificazioni di competenza linguistica per l’italiano come lingua straniera riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, la certificazione ECDL per l’informatica, il livello PET o First Certificate per l’inglese).
23. Tale attestazione è a firma del responsabile della struttura formativa presso cui si svolge il percorso, delegata dall’Amministrazione competente

References: art. 68
 articolo 138
 articolo 3
 articolo 138
 art. 3
 articolo 3
 art. 7
 art.3
 articolo 3