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Timestamp: 2019-10-21 22:57:15+00:00

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I delitti contro il patrimonio | StudioPenalista.it
Codice Penale: i delitti contro il patrimonio
11 dicembre 2015 Codice Penale Avv. Marco Cesetti
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 4 luglio 2007, n. 25548, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 11 novembre 2008, n. 43224 e Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 24 aprile 2009, n. 17604
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 20 novembre 2008, n. 43378
7-bis) se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica; (3)
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 24 aprile 2009, n. 17604
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 14 giugno 2007, n. 23417 e Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 30 ottbre 2008, n. 40577
Sottrazione di cose comuni. (abrogato con depenalizzazione 2016)
Articolo abrogato dal decreto legislativo n. 7 2016, art.1
(1) Numero aggiunto dall’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.
(2) Numero aggiunto dall’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94 e, successivamente, così modificato dall’art. 7, comma 2, lett. a), D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.
(3) Comma aggiunto dall’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.
(4) Numero aggiunto dall’art. 7, comma 2, lett. b), D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 14 giugno 2007, n. 23418 e Cassazione Penale, sez. II, sentenza 19 ottobre 2009, n. 40473 Vedi anche Simone Marani, “Rapina impropria, Sezioni Unite: è configurabile il tentativo”, nota a Cassazione, SS.UU. Pen., sentenza 12 settembre 2012, n. 34952
La pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 5.000 a euro 15.000 se concorre taluna delle circostanze indicate nell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 5 ottobre 2007, n. 36642, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 24 ottobre 2007, n. 35484, Cassazione Penale, sez. VI,sentenza 14 gennaio 2008, n. 1705, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 16 maggio 2008, n. 19711, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 luglio 2008, n. 28682, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 24 aprile 2009, n. 17674 e Cassazione Penale, sez. II, sentenza 18 novembre 2009, n. 44029
Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione. (1)
(1) La Corte Costituzionale, con sentenza 19 marzo 2012, n. 68, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo “nella parte in cui non prevede che la pena da esso comminata è diminuita quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità.“
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 9 ottobre 2007, n. 37139, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 23 gennaio 2008, n. 3561 e Cassazione Penale, sez. II,sentenza 8 giugno 2009, n. 23756
Danneggiamento. (sostituito da depenalizzazione 2016)
Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui con violenza alla persona o con minaccia ovvero in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico o del delitto previsto dall’articolo 331, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Per i reati di cui al primo e al secondo comma, la sospensione condizionale della pena e’ subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attivita’ non retribuita a favore della collettivita’ per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalita’ indicate dal giudice nella sentenza di condanna.
Il presente articolo è stato sostituito dal decreto legislativo n.7 2016.
il vecchio articolo recitava: Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309.
3) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all’esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici ovvero su immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati, o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell’articolo 625;
Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici. (modificato da depenalizzazione 2016)
Se il fatto e’ commesso con violenza alla persona o con minaccia ovvero con abuso della qualita’ di operatore del sistema, la pena e’ della reclusione da uno a quattro anni.(1)
(1) Il secondo comma del presente articolo è stato sostituito dal decreto legislativo n.7 2016, art.2.
Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità. (modificato da depenalizzazione 2016)
Salvo che il fatto costituisca piu‘ grave reato, chiunque commette un fatto diretto a distruggere, deteriorare, cancellare, alterare o sopprimere informazioni, dati o programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o ad essi pertinenti, o comunque di pubblica utilità, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Se il fatto e’ commesso con violenza alla persona o con minaccia ovvero con abuso della qualita’ di operatore del sistema, la pena e’ aumentata. (1)
(1) Il terzo comma del presente articolo è stato sostituito dal decreto legislativo n.7 2016, art.2.
Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (modificato da depenalizzazione 2016)
Art. 635-quinquies
Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità. (modificato da depenalizzazione 2016)
Cfr. Cassazione penale, sez. II, sentenza 19 maggio 2008, n. 19949, Cassazione penale, sez. V, sentenza 11 giugno 2008, n. 23623, Cassazione penale, sez. II,sentenza 5 settembre 2008, n. 34726, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 settembre 2008, n. 35058, Cassazione penale, sez. II, sentenza 29 ottobre 2008, n. 40429, Cassazione penale, sez. II, sentenza 10 aprile 2009, n. 15670, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 aprile 2009, n. 15671, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 giugno 2009, n. 23491, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 24 giugno 2009, n. 26270, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 7 settembre 2009, n. 34538, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 3 marzo 2010, n. 16735 e il focus Art. 640 c.p. annotato con la giurisprudenza
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 11 dicembre 2008, n. 45845 e Cassazione Penale, sez. II, sentenza 7 settembre 2009, n. 34546
Frode informatica. [ndr. furto identità digitale]
La pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000 se il fatto è commesso con furto o indebito utilizzo dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti. (1)
Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o un’altra circostanza aggravante. (2)
(1) Comma inserito dall’art. 9, comma 1, lett. a), D.L. 14 agosto 2013, n. 933, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.
(2) Comma così modificato dall’art. 9, comma 1, lett. b), D.L. 14 agosto 2013, n. 933, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.
Cfr. Cassazione penale, sez. II, sentenza 21 gennaio 2008, n. 3102
Cfr. Cassazione penale, sez. II,sentenza 15 maggio 2009, n. 20530
Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona.
Chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
(1) L’articolo, è stato abrogato dall’art. 1, L. 7 marzo 1996, n. 108, in materia di usura. Lo stesso recitava: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 644, approfittando delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria di persona che svolge una attività imprenditoriale o professionale, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra cosa mobile, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a lire venti milioni.
Si applica la disposizione del terzo comma dell’articolo 644.”
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 18 ottobre 2007, n. 38604 e Cassazione Penale, sez. II, sentenza 24 settembre 2009, n. 37498
Art. 647. (abrogato da depenalizzazione 2016)
Cfr. Cassazione penale, SS.UU., sentenza 26 settembre 2007, n. 35535, Cassazione penale, sez. II, sentenza 10 marzo 2009, n. 10580, Cassazione penale, sez. II, sentenza 16 giugno 2009, n. 24825, Cassazione penale, sez. II, sentenza 9 settembre 2009, n. 35080, Cassazione penale, sez. II, sentenza 22 dicembre 2009, n. 49263, Cassazione penale, sez. II, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4800, Cassazione penale, sez. II, sentenza 20 gennaio 2010, n. 2465 e Cassazione penale, SS.UU., sentenza 30 marzo 2010, n. 12433
Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000. (1)
(1) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, L. 15 dicembre 2014, n. 186.
Cfr. Cassazione penale, sez. II, sentenza 27 giugno 2007, n. 21667, Cassazione penale, sez. II, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4800 e Cassazione penale, sez. V,sentenza 7 maggio 2010, n. 17694
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648 e 648bis, impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000. (1)
(1) Comma così modificato dall’art. 3, comma 2, L. 15 dicembre 2014, n. 186.
Cfr. Cassazione penale, sez. II, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4800
(1) Articolo inserito dall’art. 3, comma 3, L. 15 dicembre 2014, n. 186.
Art. 648-quater
Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dagli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persone estranee al reato. (1)
In relazione ai reati di cui agli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1, il pubblico ministero può compiere, nel termine e ai fini di cui all’articolo 430 del codice di procedura penale, ogni attività di indagine che si renda necessaria circa i beni, il denaro o le altre utilità da sottoporre a confisca a norma dei commi precedenti. (1)
(1) Comma così modificato dall’art. 3, comma 4, lett. a), L. 15 dicembre 2014, n. 186.
appropriazione indebita autoriciclaggio danneggiamento estorsione frode informatica furto insolvenza fraudolenta rapina reati informatici ricettazione riciclaggio truffa usura
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 art.1
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 art.2
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 Art. 640
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Art. 647
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Art. 648