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CCNL normativo 1994 – 1997 economico 1994 – 1995 186 Kb
Art.3 : Obiettivi e strumenti
Art.4 : Tempi e procedure per la stipulazione o il rinnovo del contratto collettivo decentrato
Art.5 : Livelli di contrattazione. Materie e limiti della contrattazione decentrata.
Art.6 : Composizione delle delegazioni
Art.7 : Informazione
Art.8 : Esame
Art.9 : Pari opportunità
Art.10 : Consultazione
Art.11 : Forme di partecipazione
Art.12 : Rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro
Art.14 : Contratto individuale di lavoro
Art.15 : Rapporto di lavoro a tempo parziale
Art.16 : Ferie
Art.17 : Festività
Art. 20 : Permessi brevi
Art. 21 : Assenze per malattia
ART. 1 : (SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI)
b) servizio doganale;
c) igiene, sanità ed attività assistenziali;
d) attività di tutela della libertà della persona e sicurezza pubblica;
e) produzione e distribuzione di energia e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, per quanto attiene alla sicurezza degli stessi;
g) l’erogazione di assegni e di indennità con funzione di sostentamento.
h) servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali;
Nell’ambito dei servizi essenziali di cui al comma 1 è garantita, con le modalità di cui all’articolo 2, la continuità delle seguenti prestazioni indispensabili per assicurare il rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati:
a) sicurezza e funzionamento degli impianti a ciclo continuo, relativamente alla custodia del patrimonio artistico, archeologico e monumentale, dei natanti, dei depositi munizioni e carburanti;
b) attività giudiziaria - Ministero di grazia e giustizia e Ministero della difesa: limitatamente all’assistenza dalle udienze nei processi con rito direttissimo o con imputati detenuti, alle scarcerazioni ed alla libertà provvisoria;
c) ordine pubblico, sicurezza e relazioni internazionali - Ministero di grazia e giustizia e istituti di pena: limitatamente alla custodia dei detenuti e alla confezione e distribuzione dei pasti; Ministero dell’interno: limitatamente all’Ufficio di Gabinetto del prefetto, al cifrario ed all’archivio generale della questura; Ministero degli affari esteri: limitatamente al centro cifra e telecomunicazioni in Italia e all’estero, ed ai servizi essenziali di tutela dell’integrità ed incolumità dei connazionali all’estero nell’ambito dell’unità di crisi;
d) attività sanitaria - Ministero della sanità: limitatamente alla sanità marittima ed aerea ed al servizio sanitario di confine, per gli animali vivi e per le merci rapidamente deperibili e non conservabili in frigorifero; Ministero di grazia e giustizia: limitatamente all’assistenza ai detenuti; Ministero della difesa - enti della sanità militare: limitatamente al servizio di pronto soccorso e pronto intervento;
e) attività di sdoganamento: limitatamente alla merce rapidamente deperibile non conservabile in frigorifero, ai medicinali salvavita ed agli animali vivi;
f) attività di sorveglianza idraulica di fiumi e degli altri corsi d’acqua e dei bacini idrici: limitatamente al periodo di preallarme e di piena;
h) attività di sorveglianza forestale: limitatamente al servizio antincendi;
i) servizio elettorale: limitatamente alle attività indispensabili nei giorni precedenti alla scadenza dei termini previsti dalla normativa vigente, per assicurare il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali;
l) le informazioni e le notizie per il servizio meteorologico, per gli avvisi ai naviganti e per la viabilità, anche ai fini del soccorso aereo, marittimo e stradale;
m) servizio attinente alla protezione civile: prestazioni ridotte anche col personale in reperibilità;
n) servizio di trasporto aereo, limitatamente alla esigenza di assistenza per i voli di Stato, sia nazionali che esteri, di emergenza ed ai collegamenti con le isole;
o) il pagamento degli stipendi, delle pensioni, delle indennità sociali e l’adeguamento delle rendite previdenziali, per il periodo di tempo strettamente necessario in base all’organizzazione delle singole amministrazioni.
ART. 2: (PRESTAZIONI INDISPENSABILI E CONTINGENTI DI PERSONALE)
In ciascuna amministrazione, le prestazioni indispensabili per garantire la continuità dei servizi di cui all’articolo 1 sono individuate, insieme ai relativi contingenti di personale, con le procedure di cui ai commi successivi.
2. ( Livello nazionale )
A livello nazionale, per ciascuna amministrazione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente contratto collettivo nazionale di lavoro e prima dell’inizio di ogni altra trattativa decentrata, con le organizzazioni maggiormente rappresentative nell’amministrazione interessata, sono individuate, in sede di contrattazione decentrata, le qualifiche e le professionalità che formano i contingenti e sono disciplinati i criteri per la determinazione dei contingenti medesimi, necessari a garantire la continuità delle prestazioni indispensabili ad assicurare l’erogazione dei servizi di cui all’art.1 resi da ciascuna amministrazione.
La quantificazione dei contingenti numerici di cui ai commi 1 e 2 è effettuata in sede di contrattazione decentrata a livello locale, entro quindici giorni dall’accordo di cui al comma 2, e comunque prima dell’inizio di ogni altra trattativa decentrata.
In conformità degli accordi decentrati di cui al comma precedente, i dirigenti responsabili del funzionamento dei singoli uffici o sedi di lavoro, in occasione di ogni sciopero individuano i nominativi del personale incluso nei contingenti come sopra definiti, tenuto all’erogazione delle prestazioni necessarie e perciò esonerato dall’effettuazione dello sciopero. I nominativi sono comunicati alle organizzazioni sindacali locali ed ai singoli interessati, entro il quinto giorno precedente alla data dello sciopero. Il personale individuato ha il diritto di esprimere, entro il giorno successivo alla ricezione della predetta comunicazione, la volontà di aderire allo sciopero chiedendo la conseguente sostituzione, nel caso sia possibile.
ART. 3: (MODALITÀ DI EFFETTUAZIONE DEGLI SCIOPERI)
Le strutture e le rappresentanze sindacali che indicono azioni di sciopero che coinvolgono i servizi di cui all’art.1 sono tenute a darne comunicazione alle amministrazioni interessate con un preavviso non inferiore a 10 giorni, precisando, in particolare, la durata dell’astensione dal lavoro.
La proclamazione e la revoca degli scioperi relativi alle vertenze nazionali di comparto deve essere comunicata alla Presidenza del consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica; la proclamazione e la revoca di scioperi relativi a vertenze nazionali di Ministero o di grande ripartizione deve essere comunicata all’amministrazione con cui si ha la vertenza e alla Presidenza del consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica; la
proclamazione e la revoca di scioperi relativi a vertenze di livello territoriale o di posto di lavoro deve essere comunicata agli uffici periferici con cui si hanno le vertenze.
Nei casi in cui lo sciopero incida su servizi resi all’utenza, le Amministrazioni sono tenute a trasmettere agli organi di stampa ed alle reti radiotelevisive di maggiore diffusione nell’area interessata dallo sciopero una comunicazione circa i tempi, le modalità e l’eventuale revoca dell’azione di sciopero. Le Amministrazioni si assicurano che i predetti organi di informazione garantiscano all’utenza una informazione chiara, esauriente e tempestiva dello sciopero, anche relativamente alla frequenza e alle fasce orarie di trasmissione dei messaggi.
a) di durata superiore ad una giornata lavorativa all’inizio di ogni vertenza e, successivamente, di durata superiore a due giornate lavorative; gli scioperi di durata inferiore alla giornata si svolgeranno in un unico periodo di ore continuative, riferito a ciascun turno;
b) in caso di scioperi distinti nel tempo, con intervalli inferiori alle ventiquattro ore tra un’azione di sciopero e l’altra;
c) articolati per servizi e reparti, o per qualifiche professionali, di una medesima unità lavorativa, con svolgimento in giornate successive consecutive.
a) nel mese di agosto limitatamente ai servizi:
+ del Ministero dei trasporti collegati con il trasporto aereo;
+ di fruizione del patrimonio artistico, archeologico e monumentale;
+ di sdoganamento;
+ di sanità;
e) nei giorni di pagamento di stipendi e pensioni;
f) nella giornata precedente o susseguente alla proclamazione di scioperi di carattere generale.
ART. 4: (PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO E DI CONCILIAZIONE)
Durante l’esperimento dei tentativi di conciliazione, le amministrazioni si asterranno dall’adottare iniziative pregiudizievoli per la situazione dei lavoratori interessati al conflitto.
ART. 5: (SANZIONI)
In caso di inosservanza delle disposizioni di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146, e di quelle contenute nel presente contratto, si applicano gli articoli 4 e 9 della predetta legge n.146.
ART. 6: (APPLICABILITÀ DEL CONTRATTO)
Le norme di cui al presente contratto non si applicano nelle vertenze relative alla difesa dei valori e dell’ordine costituzionale, o per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori.
ART. 7: (PUBBLICITA’ DELL’ACCORDO)
1.(Obblighi)
Le amministrazioni hanno l’obbligo di adottare ogni utile iniziativa al fine di garantire la massima pubblicità del presente accordo. In particolare, le stesse amministrazioni sono tenute a rendere pubblico il presente accordo in ogni sede di livello dirigenziale che abbia rapporti con l’utenza.
2. Al fine di raccordare le norme del presente contratto con le disposizioni dello Statuto speciale della regione Trentino Alto Adige e delle relative norme di attuazione nonchè delle leggi integrative in materia di proporzionale negli uffici statali siti nella provincia di Bolzano, di amministrazione del relativo personale, di conoscenza delle lingue italiana, tedesca e ladina e del loro uso negli uffici pubblici si procede entro sessanta giorni dalla stipulazione del presente contratto ad apposita contrattazione.
* le norme dell'ordinamento del personale dell'amministrazione civile del Ministero dell'Interno, disciplinato dal D.P.R. 340/1982 e successive modificazioni ed integrazioni;
* le norme derivanti dal decreto legge n. 487 del 1993, convertito dalla legge n. 71 del 1994. per il personale dei ruoli del Ministero delle Poste.
* personale dipendente dalle Agenzie per l’impiego, di cui all’art. 24 della legge 56/87;
* personale dipendente dall’Amministrazione penitenziaria, in relazione a quanto previsto dall’ art. 40 della legge 15 dicembre 1990, n.395;
* personale di nazionalità italiana assunto con contratto a tempo indeterminato dal Ministero degli affari esteri nelle sedi diplomatiche e consolari e negli Istituti italiani di cultura all’estero, ai sensi del DPR 5 gennaio 1967, n. 18. e ai sensi della L.401/90.
5.ll riferimento al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni è riportato nel testo del presente contratto come d. lgs. n.29 del 1993.
2. Gli effetti giuridici decorrono dalla data di stipulazione, salvo diversa prescrizione del presente contratto. La stipulazione si intende avvenuta al momento della sottoscrizione del contratto da parte dei soggetti negoziali a seguito del perfezionamento delle procedure di cui all’art.51, commi 1 e 2 del d.lgs. n.29/1993, e viene portata a conoscenza delle amministrazioni interessate con idonea pubblicità da parte dell’ARAN.
3. Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere vincolato ed automatico sono applicati dalle Amministrazioni destinatarie del presente contratto entro 30 giorni dalla data
di stipulazione di cui al comma 2.
6. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente contratto, ai dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa indennità, secondo le scadenze previste dall'accordo sul costo del lavoro del 23 luglio 1993.
Per l' erogazione di detta indennità si applica la procedura dell'art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 29 del 1993.
7. In sede di rinnovo biennale per la parte economica ulteriore punto di riferimento del negoziato sarà costituito dalla comparazione tra l’inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente biennio, secondo quanto previsto dall’accordo tra Governo e parti sociali del 23 luglio 1993.
a) contrattazione collettiva; si svolge a livello nazionale ed a livello decentrato sulle materie, con i tempi e le procedure indicate rispettivamente dagli artt. 2, 4 e 5 del presente contratto, secondo le disposizioni del d.lgs n. 29 del 1993. La piena e corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali e decentrati è garantita dalle parti anche mediante le procedure di risoluzione delle controversie interpretative previste dall'art.13. In coerenza con il carattere privatistico della contrattazione, essa si svolge in conformità ai distinti ruoli delle parti;
e) conciliazione, mediazione dei conflitti e risoluzione delle controversie interpretative; procedure finalizzate al raffreddamento dei conflitti medesimi secondo le disposizioni di cui all' art.13.
ART. 4: Tempi e procedure per la stipulazione o il rinnovo del contratto collettivo decentrato
1. Le piattaforme per il rinnovo del contratto collettivo decentrato sono presentate almeno tre mesi prima della scadenza del precedente contratto.
3. L' Amministrazione provvede a costituire la delegazione di parte pubblica abilitata alla trattativa entro 30 giorni dalla data di stipulazione del presente contratto, ai sensi dell'art. 2, comma 2 ed a convocare la delegazione sindacale di cui all'art. 6, comma 2, per l'avvio del negoziato, entro 15 giorni dalla presentazione delle piattaforme.
5. Il contratto decentrato si attua entro trenta giorni dalla stipulazione, che si intende avvenuta con la sottoscrizione, al termine del perfezionamento delle procedure previste dall'articolo 51, terzo comma, del d.lgs. n. 29 del 1993. I contratti decentrati devono contenere apposite clausole circa tempi, modalità e procedure di verifica della loro attuazione. Essi conservano la loro efficacia fino alla stipulazione dei successivi contratti.
ART. 5: Livelli di contrattazione, materie e limiti della contrattazione decentrata
2. La contrattazione decentrata riguarda le materie e gli istituti di cui ai commi 4 e 5 secondo le clausole di rinvio del presente articolo ed in conformità ai criteri e procedure indicate nell' art. 4.
4. La contrattazione decentrata si svolge a livello di singola Amministrazione nell’ambito degli obiettivi e dei programmi definiti ai sensi dell’ art. 3, comma 1 del d.lgs. n. 29 del 1993, sulle seguenti materie:
- i criteri per: la individuazione dei dipendenti da adibire ai singoli progetti in modo funzionale alle priorità organizzative e di servizio degli uffici per la partecipazione agli stessi; le verifiche da espletare per la valutazione dei risultati, che saranno attuate nei modi e nei tempi risultanti dall’art.4; la conseguente attribuzione dei fondi di produttività ai gruppi e ai singoli, secondo le regole selettive previste dall'art. 36 del presente contratto,
c) gli accordi di mobilità di cui all’art.35, 8^comma, del d.lgs. n. 29 del 1993, ed i criteri per l’ applicazione delle disposizioni vigenti in materia di prevenzione e gestione della mobilità in caso di esuberi; in particolare, per l'attuazione della mobilità volontaria all'interno della Amministrazione, anche nei casi in cui si tratti di mobilità all'estero ;
5. Presso ogni sede centrale o sede distaccata di amministrazione centrale e ufficio periferico di livello dirigenziale, fermo restando quanto previsto dal d. lgs. n. 29 del 1993 , la trattativa decentrata si svolge sulle seguenti materie:
c) i criteri di applicazione, con riferimento ai tempi ed alle modalità, delle normative relative all'igiene, all'ambiente, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, nonchè alle misure necessarie per facilitare il lavoro dei dipendenti disabili.
e) implicazioni, in ordine alla qualità del lavoro e alla professionalità dei dipendenti, delle innovazioni organizzative e tecnologiche, nonchè delle modifiche delle funzioni e delle strutture amministrative nell’ambito dei livelli di inquadramento;
ART. 6: Composizione delle delegazioni
- dalle R.S.U. ,
- da componenti di ciascuna delle rappresentanze sindacali di cui all’ art. 12, lett. b),
2. Le amministrazioni del comparto possono avvalersi, nella contrattazione collettiva decentrata, della attività di rappresentanza e di assistenza dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.RA.N.), alle cui direttive sono tenuti in ogni caso a conformarsi, ai sensi dell'art. 50, comma 7 del d. lgs n. 29 del 1993.
* stato dell'occupazione e politiche degli organici;
* parametri e risultati concernenti la qualità e produttività dei servizi prestati;
* distribuzione complessiva dei carichi di lavoro;
* attuazione dei programmi di formazione del personale;
* misure in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro;
* andamento generale della mobilità del personale;
* qualità del servizio e rapporti con l'utenza;
* distribuzione delle ore di lavoro straordinario e relative prestazioni;
* distribuzione complessiva dei fondi per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale, ai sensi degli artt. 36 e 37.
* introduzione di nuove tecnologie e processi di riorganizzazione delle amministrazioni aventi effetti generali sull'organizzazione del lavoro;
* oncessione in appalto di attività proprie dell'Amministrazione nell'ambito della disciplina fissata dalla legge;
* iniziative rivolte al miglioramento dei servizi sociali in favore del personale.
5. L'articolazione dell'orario degli uffici deve tener conto delle disposizioni contenute nell'art. 36, comma 3, della legge 8 giugno 1990, n. 142, al fine dell' armonizzazione dello svolgimento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti tenuto conto della presenza di adeguati servizi sociali.
ART. 8: Esame
1. Ciascuno dei soggetti di cui all'articolo 6, ricevuta l'informazione, ai sensi dell'art.7 comma 2, può chiedere, in forma scritta, un incontro per l'esame delle seguenti materie, ai sensi dell' articolo 10 del d.lgs n. 29 del 1993 :
Sono inoltre oggetto di esame, ai sensi dell’art.48 del d.lgs. n.29 del 1993, le implicazioni dei processi generali di riorganizzazione delle Amministrazioni.
1. In materia di pari opportunità sono confermate tutte le disposizioni dell'art. 20 del DPR 17 gennaio 1990 n. 44;
2. Le misure per favorire pari opportunità nel lavoro e nello sviluppo professionale sono oggetto di negoziazione decentrata, ai sensi degli artt. 5 e 6 , anche ai fini delle azioni positive di cui alla legge 10 aprile 1991, n.125.
3. Le modalità di attuazione delle misure di cui al comma precedente sono oggetto di informazione preventiva ed eventuale esame, ai sensi dell'art. 61 del d.lgs. n. 29 del 1993 e delle procedure individuate dagli artt. 7 e 8 del presente contratto.
ART.10: Consultazione
* delle rappresentanze di cui all'art. 6 nel caso previsto dall'ottavo comma dell'art. 59 del d.lgs n. 29 del 1993, e negli altri casi previsti da altre disposizioni di legge o contrattuali;
* del rappresentante per la sicurezza nei casi previsti dall'art. 19 del d.lgs 19 settembre 1994, n. 626.
ART. 11: Forme di partecipazione
1. Presso ogni Ministero sarà costituita una Conferenza di rappresentanti dell’ Amministrazione e delle organizzazioni sindacali abilitate alla contrattazione decentrata, nel corso della quale sono esaminate due volte l'anno le linee essenziali di indirizzo in materia di organizzazione e gestione dell' amministrazione, con particolare riguardo ai sistemi di verifica dei risultati in termini di efficienza, di efficacia e di qualità dei servizi istituzionali.
2. Per l'approfondimento di specifiche problematiche, in particolare concernenti l'organizzazione del lavoro, la formazione, l'ambiente, l'igiene e sicurezza del lavoro, i servizi sociali, a richiesta, sono costituite, a livello nazionale, senza oneri aggiuntivi per l'Amministrazione, Commissioni bilaterali o Osservatori con il compito di raccogliere dati relativi agli argomenti trattati - che l' Amministrazione è tenuta a fornire - o di formulare proposte in ordine agli stessi temi. Per la pari opportunità continuano ad operare i comitati istituiti ai sensi dell'articolo 41 del DPR 8 maggio 1987 n. 266 ed art. 20 del DPR 17 gennaio 1990, n. 44.
ART. 12: Rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro
a) le rappresentanze sindacali unitarie (R.S.U.) previste dai protocolli di intesa A.RA.N - Confederazioni sindacali del 20 aprile , 14 e 16 giugno e 22 settembre 1994 nonchè dal protocollo d'intesa A.RA.N - Organizzazioni sindacali del comparto del 12.5.1994 , ferma restando l’applicabilità dell’art. 19 della legge n. 300/1970 per le Organizzazioni sindacali stipulanti tale accordo;
4. Con le medesime modalità si procede, tra le parti che li hanno sottoscritti, quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti decentrati. L'eventuale accordo, stipulato con le procedure di cui all'articolo 51, terzo comma, del d.lgs n.29 del 1993, sostituisce la clausola controversa sin dall'inizio della vigenza del contratto decentrato.
5. Gli accordi di interpretazione autentica di cui ai precedenti commi producono gli effetti previsti dall’art. 53, comma 2 del d.lgs n.29 del 1993.
ART.14: Il contratto individuale di lavoro
g) termine finale in caso di rapporto a tempo determinato;
4. L'assunzione può avvenire con rapporto di lavoro a tempo pieno o a tempo parziale. In quest'ultimo caso, il contratto individuale di cui al comma 1 indica anche l'articolazione dell'orario di lavoro assegnata, nell'ambito delle tipologie di cui all'art.15, comma 6.
5. L'amministrazione prima di procedere alla stipulazio-ne del contratto di lavoro individuale ai fini dell'assunzione, invita il destinatario a presentare la documentazione prescritta dalle disposizioni regolanti l'accesso al rapporto di lavoro, indicata nel bando di concorso, assegnandogli un termine non inferiore a trenta giorni. Nello stesso termine il destinatario , sotto la sua responsabilità, deve dichiarare, salvo quanto previsto dal comma 8 dell’art.15, di non avere un altro rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato con altra amministrazione, pubblica o privata, e di non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità richiamate dall’art.58 del d.lgs. n. 29 del 1993. In caso contrario, unitamente ai documenti, deve essere espressamente presentata la dichiarazione di opzione per la nuova amministrazione .
ART. 15: Rapporto di lavoro a tempo parziale
1. Tutte le Amministrazioni possono costituire rapporti di lavoro a tempo parziale mediante assunzione o trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei dipendenti, nei limiti massimi del 25 % della dotazione organica complessiva di personale a tempo pieno di ciascuna qualifica funzionale con esclusione dei profili professionali indicati nel comma 3 e , comunque, entro i limiti di spesa massima annua previsti per la dotazione organica medesima.
3. Il rapporto di lavoro a tempo parziale non può essere costituito relativamente a profili che comportino l'esercizio di funzioni ispettive, di direzione o di coordinamento di struttura comunque denominata oppure l'obbligo della resa del conto giudiziale. Tale esclusione non opera nei confronti del personale in servizio che, pur appartenendo ad uno dei profili in questione, non svolga le predette funzioni. L'individuazione dei profili di cui al presente comma è effettuata dall'amministrazione che ne informa le organizzazioni sindacali.
4. Il dipendente a tempo parziale copre una frazione di posto di organico corrispondente alla durata della prestazione lavorativa che non può essere inferiore al 30 % di quella a tempo pieno. In ogni caso, la somma delle frazioni di posto a tempo parziale non può superare il numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno trasformati in tempo parziale.
* con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale);
* con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell'anno ( tempo parziale verticale), in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell'arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno).
8. Al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione dell'amministrazione, l'esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività di istituto della stessa amministrazione.
9. Il trattamento economico, anche accessorio, del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche, ivi compresa l’indennità integrativa speciale e l’eventuale retribuzione individuale di anzianità, spettanti al personale con rapporto a tempo pieno appartenente alla stessa qualifica e profilo professionale.
11. Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute nell'art.8 della legge 554/1988 e successive modificazioni ed integrazioni.
12. Per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale e viceversa si applicano, nei limiti previsti dal presente articolo, le disposizioni contenute nell'art. 7 del D.P.C.M. del 17 marzo 1989, n. 117.
13. Ai sensi dell'art. 1 , le disposizioni di cui al presente articolo sono applicate negli uffici periferici delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, aventi sede nella provincia di Bolzano nel rispetto delle disposizioni previste dal DPR 26 luglio 1976, n. 752.
ART. 16: Ferie
10. Compatibilmente con le oggettive esigenze del servizio, l’Amministrazione assicura comunque al dipendente il frazionamento delle ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà avvenire nel rispetto dei turni di ferie prestabiliti garantendo al dipendente che ne faccia richiesta il godimento di almeno 2 settimane continuative di ferie nel periodo 1 giugno - 30 settembre.
ART. 17: Festività
3. Ai lavoratori appartenenti alle chiese cristiane avventiste ed alla religione ebraica è riconosciuto il diritto di fruire, a richiesta, del riposo sabatico in luogo di quello settimanale domenicale, nel quadro della flessibilità dell’organizzazione del lavoro, ai sensi delle leggi del 22 novembre 1988, n.516 e dell’ 8 marzo 1989, n.101. Le ore lavorative non prestate il Sabato sono recuperate la Domenica o in altri giorni lavorativi senza diritto ad alcun compenso straordinario o maggiorazioni.
ART. 18: Permessi retribuiti
* lutti per coniuge, parenti entro il secondo grado ed affini di primo grado: giorni tre per evento;
7. Nell'ambito del periodo complessivo di astensione facoltativa dal lavoro previsto per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri dall'art. 7, comma 1 della legge n. 1204/1971 integrata dalla legge n. 903/1977, i primi trenta giorni sono considerati permessi per i quali spetta il trattamento di cui ai commi 4 e 5.
Nel successivo biennio, nei casi previsti dall'art. 7, comma 2 della legge 1204/1971 alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono concessi giorni trenta annuali di permesso retribuito.
8. Alle lavoratrici madri in astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi dell’art. 4 della legge 30 dicembre 1971, n.1204, spetta l’intera retribuzione fissa mensile nonchè il trattamento economico accessorio, come determinato ai sensi dell’ art. 34 .
ART. 19: Orario di lavoro
1. L’orario ordinario di lavoro è di 36 ore settimanali. Ai sensi di quanto disposto dall’art. 22 della legge 23 dicembre 1994, n.724, l’orario di lavoro, previo esame con le organizzazioni sindacali ai sensi dell’art. 8 del presente contratto, è articolato su cinque giorni, fatte salve le esigenze dei servizi da erogarsi con carattere di continuità, che richiedono orari continuativi o prestazioni per tutti i giorni della settimana, o che presentino particolari esigenze di collegamento con le strutture di altri uffici pubblici.
2. L’orario di lavoro è funzionale all’orario di servizio e di apertura al pubblico; le rispettive articolazioni, ai sensi dell’art. 22 della legge 23 dicembre 1994, n.724, sono determinate, previo esame con le organizzazioni sindacali, dai dirigenti responsabili in conformità agli artt. 16, comma 1, punto d) e 17. comma 2, del d.lgs. n. 29 del 1993.
* ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane;
* miglioramento della qualità delle prestazioni;
* ampliamento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza;
* miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed altre amministrazioni.
* orario articolato su cinque giorni: si attua con la prosecuzione della prestazione lavorativa nelle ore pomeridiane; le prestazioni pomeridiane possono avere durata e collocazione diversificata fino al completamento dell’orario d’obbligo.
* orario articolato su sei giorni: si svolge di norma per sei ore continuative antimeridiane;
* orarioflessibile: si realizza con la previsione di fasce temporali entro le quali sono consentiti l’inizio ed il termine della prestazione lavorativa giornaliera;
* turnazioni : da attivare ai sensi dell’art.12 del DPR 266/87, nel caso di attività i cui risultati non siano conseguibili mediante l’adozione di altre tipologie di orario;
* orario plurisettimanale: consiste nel ricorso alla programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali e annuali con orari superiori o inferiori alle trentasei ore settimanali nel rispetto del monte ore.
4. L’orario di lavoro massimo giornaliero è di nove ore, ai sensi della normativa comunitaria. Dopo massimo sei ore continuative di lavoro deve essere prevista una pausa che comunque non può essere inferiore ai 30 minuti.
5. Al fine di completare la disciplina contrattuale di tutti gli istituti relativi all’orario di lavoro, nel rispetto della legge 23 dicembre 1994, n.724, e del d.lgs. n. 29 del 1993, si procederà entro il 31 marzo 1995 ad apposita contrattazione.
ART. 20: Permessi brevi
ART. 21: Assenze per malattia
a) intera retribuzione fissa mensile, con esclusione di ogni compenso accessorio, comunque denominato, per i primi 9 mesi di assenza. Nell'ambito di tale periodo per le malattie superiori a quindici giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post ricovero, al dipendente compete anche il trattamento economico accessorio come determinato ai sensi dell'art. 34;
8. L'assenza per malattia deve essere comunicata all'ufficio di appartenenza tempestivamente e comunque all'inizio dell'orario di lavoro del giorno in cui si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione dell’assenza, salvo comprovato impedimento.
15. Nel caso in cui l'infermità derivante da infortunio non sul lavoro sia causata da responsabilità di terzi, il dipendente è tenuto a darne comunicazione all’ amministrazione, la quale ha diritto di recuperare dal terzo responsabile le retribuzioni da essa corrisposte durante il periodo di assenza ai sensi del comma 7, lettere "a", "b" e "c", compresi gli oneri riflessi inerenti.
ART. 22: Infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio
1. In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, il dipendente ha diritto alla conservazione del posto fino a completa guarigione clinica . In tale periodo al dipendente spetta l'intera retribuzione di cui all'art. 21, comma 7, lett. a), comprensiva del trattamento accessorio come determinato ai sensi dell’ art. 34.
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, se l'assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l'intera retribuzione di cui all'art. 21 , comma 7, lett. a), comprensiva del trattamento accessorio come determinato ai sensi dell’ art. 34, per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all'art. 21, commi 1 e 2.
ART. 23: Doveri del dipendente
b) rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell'art. 24 L. 7 agosto 1990 , n. 241;
d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all'attività amministrativa previste dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'amministrazione nonché attuare le disposizioni della legge 4 gennaio 1968, n. 15 in tema di autocertificazione;
h) eseguire gli ordini inerenti all'espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l'ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a chi l'ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l'ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente non deve, comunque, eseguire l'ordine quando l'atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;
ART. 24: Sanzioni e procedure disciplinari
7. L'ufficio competente per i procedimenti disciplinari, sulla base degli accertamenti effettuati e delle giustificazioni addotte dal dipendente, irroga la sanzione applicabile tra quelle indicate nell’art. 25, nel rispetto dei principi e dei criteri di cui al comma 1 dello stesso art. 25. Quando il medesimo ufficio ritenga che non vi sia luogo a procedere disciplinarmente dispone la chiusura del procedimento, dandone comunicazione all'interessato.
ART. 25: Codice disciplinare
1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza ed in conformità di quanto previsto dall'art. 59 del d. lgs. n. 29/1993 e successive modificazioni ed integrazioni, sono fissati i seguenti criteri generali:
o alla intenzionalità del comportamento, alla rilevanza della violazione di norme o disposizioni;
o al grado di disservizio o di pericolo provocato dalla negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibiltà dell'evento;
o all' eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti;
o alle responsabilità derivanti dalla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
o al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra di loro;
o al comportamento complessivo del lavoratore, con particolare riguardo ai precedenti disciplinari, nell'ambito del biennio previsto dalla legge;
o al comportamento verso gli utenti;
* inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro;
* condotta non conforme a principi di correttezza verso altri dipendenti o nei confronti del pubblico;
* negligenza nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza;
* inosservanza delle norme in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro nel caso in cui non ne sia derivato un pregiudizio al servizio o agli interesssi dell'Amministrazione o di terzi;
* rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'Amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 6 della l. n.300/70;
* insufficiente rendimento;
* recidiva nelle mancanze che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa oppure quando le mancanze previste nel comma 2 presentino caratteri di particolare gravità;
* assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all'amministrazione, agli utenti o ai terzi;
* ingiustificato ritardo, non superiore a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori;
* svolgimento di attività lavorative durante lo stato di malattia o di infortunio;
* rifiuto di testimonianza oppure per testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari;
* minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
* manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'Amministrazione, nel rispetto della libertà di pensiero ai sensi dell'art. 1 della L. 300 del 1970;
* atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
* qualsiasi comportamento da cui sia derivato grave danno all'Amministrazione o a terzi.
* recidiva plurima, almeno tre volte nell'anno, in una delle mancanze previste nel comma 3, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia comportato l'applicazione della sanzione massima di dieci giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione;
* occultamento di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di spettanza o di pertinenza dell'Amministrazione o ad essa affidati, quando in relazione alla posizione rivestita abbia un obbligo di vigilanza o controllo;
* rifiuto espresso del trasferimento disposto per esigenze di servizio;
* assenza arbitraria ed ingiustificata dal servizio per un periodo superiore a dieci giorni consecutivi lavorativi;
* persistente insufficiente rendimento, ovvero per qualsiasi fatto grave che dimostri piena incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
* condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori del servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità.
b) recidiva, negli ambienti di lavoro, di vie di fatto contro altri dipendenti o terzi, anche per motivi non attinenti al servizio
2) quando alla condanna consegua,comunque, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
ART. 26: Sospensione cautelare in corso di procedimento disciplinare
ART. 27: Sospensione cautelare in caso di procedimento penale
4. Resta fermo l’obbligo di sospensione nei casi previsti dall’art. 15, comma 1, della legge n. 55/1990, come sostituito dall’art. 1, comma 1, della legge n. 16/1992.
6. Al dipendente sospeso ai sensi del presente articolo sono corrisposti un' indennità pari al 50 % della retribuzione fissa mensile e gli assegni del nucleo familiare, con esclusione di ogni compenso accessorio, comunque denominato, anche se pensionabile.
ART. 28: Termini di Preavviso
* 2 mesi per dipendenti con anzianità di servizio fino a 5 anni;
* 3 mesi per dipendenti con anzianità di servizio fino a 10 anni;
* 4 mesi per dipendenti con anzianità di servizio oltre 10 anni.
ART. 29: Struttura della retribuzione
1. La struttura della retribuzione del personale delle amministrazioni dello Stato appartenenti al comparto dei Ministeri si compone delle seguenti voci:
b) retribuzione individuale di anzianità, comprensiva della maggiorazione per esperienza professionale;
d) competenze di cui all’art. 72 del d.lgs. n.29/1993 ed all’ Allegato B del presente contratto;
e) fondo per la produttività collettiva ed il miglioramento dei servizi di cui all’ art. 36;
f) fondo per la qualità della prestazione individuale di cui all’ art. 37;
h) altre indennità previste da specifiche disposizioni di legge.
ART. 30: Aumenti della retribuzione base
1. Gli stipendi come stabiliti dall’articolo 8, comma 1, del DPR 17 gennaio 1990, n. 44, previo conglobamento dell’elemento distinto della retribuzione di cui all’ art. 7 del D.L. n. 384/ 1993, convertito dalla legge n. 438 / 1993, sono incrementati, a regime, delle seguenti misure mensili lorde:
ART. 31: Personale delle qualifiche direttive ad esaurimento
1. Il presente contratto collettivo si applica nei confronti del personale direttivo delle qualifiche ad esaurimento di cui agli artt. 60 e 61 del DPR 30 giugno 1972, n. 748, e successive modificazioni, in conformità a quanto previsto dall’art. 25, comma 4, del d.lgs.3 febbraio 1993, n. 29.
Direttore di divisione r.e. (iniziale)
Direttore di divisione r.e. (dopo 2 anni)
Ispettore generale r.e. (iniziale)
Ispettore generale r.e. (dopo 2 anni)
3. Gli aumenti mensili di cui al comma 2 competono con decorrenza 1°dicembre 1995.
Tale valutazione si effettua con riferimento al trattamento stipendiale derivante dall’applicazione dell’art. 6, 1°comma, del decreto legge n.123/1990, convertito dalla legge n.29/1991, ed ai valori percentuali dei relativi aumenti biennali.
7. I trattamenti economici accessori sono corrisposti secondo i criteri e le modalità di cui agli artt. 33, 34, 35, 36 e 37 del presente contratto. Il fondo per la qualità della prestazione individuale di cui all’ art. 37 è eventualmente corrisposto nella misura spettante al personale della nona qualifica funzionale.
ART. 32: Effetti dei nuovi stipendi
1. Le misure degli stipendi risultanti dall’applicazione del presente contratto hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul compenso per il lavoro straordinario, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sull’indennità di buonuscita, sull’indennità di cui all’art. 27, 6° comma, del presente contratto, sull’equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi, comprese la ritenuta in conto entrata Tesoro od altre analoghe ed i contributi di riscatto.
2. I benefici economici - ivi compresa l’indennità di vacanza contrattuale - risultanti dalla applicazione degli articoli. 30, 31 e 40 sono corrisposti integralmente alle scadenze e negli importi previsti dai medesimi articoli al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza contrattuale. Agli effetti dell’indennità di buonuscita e di licenziamento si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio.
ART. 33: Il contenimento del lavoro straordinarioì
1. A decorrere dal 1° gennaio 1995, i singoli stanziamenti per la remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale regolato dal presente CCNL, risultanti dagli appositi capitoli dei bilanci di previsione delle amministrazioni dello Stato, nonché dal fondo di cui all’art. 3 della legge 22.7.1978, n. 385 (capitolo 6682 del bilancio di previsione del Ministero del tesoro), sono ridotti nella misura del 20%. L’importo di tale riduzione è destinato al finanziamento degli istituti finalizzati all’incentivazione della produttività, previsti dal presente CCNL.
ART. 34: Disciplina della retribuzione accessoria
1. I trattamenti economici accessori in atto presso le singole amministrazioni del comparto, secondo la specifica disciplina legislativa, contrattuale ed amministrativa in vigore, sono conservati nelle amministrazioni medesime in base alle modalità determinate ai sensi del comma seguente.
2. Nell’allegato B le parti definiscono le voci e le quote di retribuzione accessoria utili ai fini dei diversi istituti contrattuali, ed inoltre, per le singole, distinte amministrazioni:
a) tabelle di retribuzione accessoria mensile distinte per livello, comprendenti le quote di retribuzione accessoria aventi carattere di generalità e continuità in base alla specifica disciplina legislativa, contrattuale ed amministrativa in vigore, anche ai sensi dell’art. 72, 3° comma, del D.L.vo 29/1993, facendo riferimento agli importi corrisposti per l’anno 1993, rilevati sulla base del bilancio consuntivo;
b) le residue quote di retribuzione accessoria non aventi carattere di generalità e continuità, che concorreranno ad alimentare il fondo per la produttività collettiva, di cui al successivo art. 36, nell’ amministrazione di appartenenza.
3. Gli importi di cui al comma 2 lettera a) sono corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 1995. Le amministrazioni provvedono ad effettuare i conseguenti conguagli delle somme già corrisposte in base alle disposizioni di cui all’art, 72, terzo comma del d.lgs. n. 29 del 1993.
4. La determinazione delle tabelle e degli elementi di cui al comma 2 non può comportare né oneri né vantaggi per le parti.
5. Gli incrementi sessennali dell’indennità di servizio penitenziario derivanti dall’art. 16, 1° comma della legge 16.10.1991, n. 321, e dalla relativa tabella, cessano di essere corrisposti dal 1° dicembre 1995. Da tale data, gli incrementi sessennali in godimento al 30 novembre 1995, con l’aggiunta della valutazione economica dei ratei di incremento sessennale maturati alla stessa data, vengono corrisposti in aggiunta agli importi di cui alla allegata tabella B.
6. L’indennità di servizio penitenziario derivante dall’art. 16, 1° comma della legge 16.10.1991, n. 321, e dalla relativa tabella, come riportata nell’allegato B al presente contratto, nonchè dal trattamento di cui al comma 5 continua ad essere corrisposta per tredici mensilità e ad essere utile agli effetti del calcolo del trattamento di quiescenza.
ART. 35: Il riequilibrio della retribuzione accessoria fra i Ministeri
1. Una parte dell’incremento retributivo contrattuale pari a £ 20.000 mensili medie per dipendente viene utilizzato a partire dal 1/12/1995 per costituire un fondo complessivo destinato al personale delle seguenti amministrazioni: Ministero della pubblica istruzione, Ministero dei beni culturali, Ministero delle risorse agricole ed alimentari ( ad eccezione della Direzione generale dell’economia montana e delle foreste ), Ministero della sanità, Ministero dell’industria, Ministero degli esteri (ad eccezione degli Uffici all’estero), Ministero dei lavori pubblici, Ministero dei trasporti e della navigazione (per il solo personale già dipendente dal soppresso Ministero della marina mercantile), Ministero dell’ambiente , nonchè al personale del soppresso Ministero del Turismo e spettacolo, purchè non percepisca la retribuzione accessoria mensile di cui all’ allegato B presso l’ amministrazione di assegnazione.
Tale fondo viene utilizzato per la determinazione di uno specifico importo pari a £. 120.000 medie mensili per dipendente, che concorre alla formazione di una distinta voce retributiva uguale per tutti i Ministeri sopra indicati, definita ai sensi del precedente articolo 34, in sede di individuazione della quota di retribuzione accessoria mensile avente carattere di generalità e continuità per le singole amministrazioni del comparto e risultante dall’ allegato B.
ART. 36: Il fondo per la produttività collettiva e per il miglioramento dei servizi
1. Allo scopo di aumentare la produttività degli uffici e la qualità dei servizi è istituito in ciascun Ministero od Amministrazione un fondo alimentato dalle somme di cui all’art. 6 del DPR 44/1990, ad eccezione del compenso incentivante base di cui al DPR 344/1983 nelle misure in atto vigenti, e dagli altri fondi destinati alla produttività, determinati come previsto all’articolo 34, comma 2.
A partire dal 1° dicembre 1995 il Fondo è incrementato di un importo determinato moltiplicando il numero dei dipendenti in servizio al 31 dicembre 1992 presso ciascuna Amministrazione per una somma corrispondente a £ 25.000 medie mensili, derivanti anche dal finanziamento di cui all’art. 33 e ponderate sulla base della distribuzione del personale all’interno dei singoli livelli retributivi.
2. Le risorse previste nel fondo sono destinate, oltre che alla retribuzione delle particolari posizioni di cui al comma seguente, a progetti di interesse nazionale o locale. Per progetti nazionali una quota variabile fra il 30 e il 50 % sarà determinata per ogni Amministrazione secondo le rispettive priorità organizzative. Le risorse previste per tali progetti dovranno essere attribuite a non più del 50% del totale dei dipendenti di ciascuna amministrazione.
La quota residua di risorse è attribuita a progetti di interesse locale. L’individuazione dei progetti di interesse nazionale e di quelle locali è operata in sede di contrattazione decentrata ai sensi dell’art. 5.
3. Nella contrattazione decentrata di Amministazione sono individuate le risorse da destinare alla retribuzione delle particolari posizioni di lavoro già coperte dalle maggiorazioni del compenso incentivante di cui al DPR 344/1983, o di altre posizioni, quali la reperibilità e specifiche responsabilità di direzione.
4. In base ai criteri definiti in sede di contrattazione decentrata, l’individuazione dei dipendenti da adibire ai progetti di produttività collettiva sarà determinata dal dirigente sulla base della loro collocazione organizzativa e professionale e della funzionalità della loro partecipazione agli obiettivi assegnati ai singoli progetti. I criteri di valutazione della produttività e dei risultati saranno definiti in sede di contrattazione decentrata, tenendo conto dei caratteri e degli obiettivi dei progetti, in modo da garantire la selettività delle erogazioni ai dipendenti ed il loro effettivo carattere incentivante. La valutazione potrà basarsi sia su fattori collettivi attinenti alla qualità e al grado di raggiungimento complessivo degli obiettivi del progetto, sia su elementi attinenti alla qualità e intensità della partecipazione individuale.
5. I risultati raggiunti per ciascuna Amministrazione in termini di maggiore produttività e di miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi, mediante l’impiego del Fondo di cui al presente articolo, sono oggetto di monitoraggio e valutazione da parte del competente Servizio per il controllo interno o Nucleo di valutazione istituito ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. n. 29/93. L’attività di monitoraggio e valutazione si conclude con un rapporto da trasmettere all’ ARAN, in allegato alla Relazione annuale sullo stato dell’amministrazione.
6. Nell’ambito del fondo per la produttività collettiva viene stanziato un importo pari a £ 72.000 annue lorde pro capite, la cui destinazione verrà definita con accordo tra le parti entro il 1°dicembre 1995, anche in relazione alle proposte della Commissione di cui al successivo art. 38.
ART. 37: Il fondo per la qualità della prestazione individuale
1. Allo scopo di valorizzare la capacità dei dipendenti e il loro contributo alla maggiore efficienza delle amministrazioni e alla qualità del servizio pubblico è istituito un fondo annuo per i premi di qualità della prestazione individuale.
Gli stessi dirigenti provvedono all’erogazione del premio nei mesi di luglio e dicembre entro il limite massimo del 15% del numero dei lavoratori in servizio. L’importo di detti premi è determinato secondo i valori della tabella di cui all’allegato C. Per il 1995 il premio è attribuito nel mese di dicembre, con riferimento al secondo semestre dell’anno.
4. I risultati raggiunti in termini di maggiore produttività, per ciascuna Amministrazione, mediante l’impiego del Fondo di cui al presente articolo, sono oggetto di monitoraggio e valutazione da parte del competente Servizio per il controllo interno o Nucleo di valutazione istituito ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. n. 29/93. L’attività di monitoraggio e valutazione si conclude con un rapporto da trasmettere all’ARAN in allegato alla Relazione annuale sullo stato dell’amministrazione.
ORDINAMENTO E VERIFICA DEGLI ONERI
ART. 38: Istituzione della Commissione per la revisione dell’ordinamento
1 - E’ istituita una Commissione composta da rappresentanti dell’A.RA.N. e da rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto nazionale di lavoro, con il compito di acquisire ed elaborare tutti gli elementi di conoscenza sull’attuale sistema di organizzazione del lavoro nelle amministrazioni e di formulare proposte per la revisione dell’ordinamento, con particolare riguardo:
Art. 39: Verifica delle disponibilità finanziarie complessive
1. In caso di accertamento da parte del Ministero del Tesoro di maggiori oneri del contratto rispetto a quelli previsti, le parti firmatarie possono richiedere il controllo e la certificazione di tali oneri ai sensi dell’art. 52, comma 3, del d.lgs. n. 29 del 1993, al nucleo di valutazione della spesa relativa al pubblico impiego, istituito presso il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro dall’art.10 della legge 30 dicembre 1991, n. 412.
ART. 40: Segretari comunali
1. In attesa dell’approvazione della legge di riforma dell’ordinamento dei segretari comunali e provinciali, e della conseguente ridefinizione del regime giuridico e della collocazione contrattuale di tale categoria, le norme del presente contratto non si applicano alla categoria medesima, ad eccezione di quelle contenute nel presente articolo, nonchè nell’ art. 32.
2. Gli stipendi per i segretari comunali come stabiliti dall’articolo 8, comma 7 e seguenti, del DPR 17 gennaio 1990, n. 44, sono incrementati, a regime, delle seguenti misure mensili lorde:
3. Gli aumenti mensili di cui al comma 2 competono con decorrenza 1 dicembre 1995.
4. Dal 1° gennaio 1995 al 30 novembre 1995 competono i seguenti aumenti mensili:
5. Gli aumenti di cui al comma 4 hanno effetto fino al conseguimento di quelli successivi ed assorbono l’indennità di vacanza contrattuale.
6. In attesa dell’approvazione della legge di riforma dell’ordinamento dei segretari comunali e provinciali, gli incrementi stipendiali di cui all’ art. 8, commi 12 e 13 del DPR 44/1990, e gli incrementi dell’indennità di funzione e coordinamento di cui all’art. 8, 14° comma, dello stesso DPR, vengono corrisposti fino al 30 novembre 1995.
Il valore degli incrementi stipendiali e degli incrementi dell’indennità di funzione e coordinamento in godimento alla predetta data, con l’aggiunta della valutazione economica dei ratei di incremento maturati alla stessa data, viene conservato come retribuzione individuale di anzianità per gli incrementi stipendiali, e come misura individuale dell’indennità di funzione e di coordinamento per gli incrementi di questa.
7. A decorrere dal 1° 12 1995, la misura dell’indennità di funzione e coordinamento spettante a tale data, anche ai sensi del comma precedente, è provvisoriamente incrementata dalla somma di 86.600 lire mensili pro capite.
8. Le parti si impegnano entro il 1° Dicembre 1995 a rivedere le problematiche relative alla categoria dei segretari comunali anche alla luce dell’eventuale legge di riforma.
ART. 41: Norme transitorie
2. Alle infrazioni disciplinari accertate ai sensi del comma 1, si applicano le sanzioni previste dall'art. 24, qualora più favorevoli, in luogo di quelle previste dall'art. 78 del Testo unico degli impiegati civili dello Stato approvato con DPR 1O gennaio 1957, n. 3 .
3. Nel primo e secondo anno di vigenza contrattuale, qualora le somme stanziate per il finanziamento degli istituti di cui agli artt. 34, 35, 36 e 37 non siano impegnate nei rispettivi esercizi finanziari, sono riassegnate nell'esercizio dell'anno successivo.
ART. 42: Norma finale
3. Le integrazioni al presente contratto, derivanti dal precedente comma 2 , nonchè da ogni altra intesa prevista nel contratto medesimo, non possono comportare costi aggiuntivi, nè altri oneri a carico delle parti.
Art.43: Disapplicazioni
1. Dalla data di stipulazione del presente contratto sono inapplicabili, nei confronti del personale del comparto, le seguenti disposizioni
a) con riferimento all’articolo 4 (Procedure per la contrattazione decentrata): artt. 18 e 19 del D.P.R. n. 266 del 1987; art. 7 del D.P.R. 494/1987 ; art. 14 D.P.R. 44/90;
b) con riferimento all’articolo 5 ( Livelli di contrattazione ): art. 15 del D.P.R. n. 266 del 1987; artt. 5 e 6 del D.P.R. 494/1987; art. 14 D.P.R. 44/90;
c) con riferimento all’articolo 6 ( Composizione delle delegazioni ): art. 16 del D.P.R. n. 266 del 1987;
d) con riferimento all’articolo 7 ( Informazione ): artt. 18 e 20 del D.P.R. n. 13 del 1986; art. 32 del D.P.R. n 266 del 1987,
e) con riferimento all’articolo 9 ( Pari opportunità ): art. 16 D.P.R. 395 del 1988;
f) con riferimento all’articolo 11 ( Forme di partecipazione ): art. 146, comma 1, lettera ‘d’ e parte successiva, e comma 2 del D.P.R. n. 3 del 1957;
g) con riferimento all’articolo 12 ( Rappresentanze sindacali ): art. 25 della legge n. 93 del 1983;
h) con riferimento all’articolo 13 ( Interpretazione dei contratti ): art. 14, comma 6, del D.P.R. n. 44 del 1990; art. 21, lettera ‘b’, del D.P.R. n.13 del 1986;
i) con riferimento all’articolo 14 ( Contratto individuale ): art. 12 D.P.R. n. 3 del 1957; art. 10 del DPCM 10 giugno 1986; art. 17 del D.P.R. n. 487 del 1994,
j) con riferimento all’articolo 15 ( Tempo parziale ): art. 1, comma 1, art. 2, comma 1, art. 3, 4, 5 e 6 del DPCM n. 117 del 1989; art. 4 del D.P.R. n. 13 del 1986;
k) con riferimento all’articolo 16 ( Ferie ): art. 36, 39 e 40 del D.P.R. n. 3 del 1957, art. 18 del D.P.R. n. 686 del 1957; art. 15 della legge n. 312 del 1980; art. 4 del D.P.R. n. 395 del 1980;
l) con riferimento all’articolo 18 ( Permessi retribuiti ): art. 37, 39, 41 del D.P.R. n. 3 del 1957; art. 3, commi da 37 al 41 della legge n. 537 del 1993 ; art.22, commi dal 22 al 26 della legge n. 724 del 1994.
m) con riferimento all’articolo 20 ( Permessi brevi ): art. 11 del D.P.R. n. 13 del 1986; art.13 del D.P.R. n.266 del 1987;
n) con riferimento all’articolo 21 ( Malattia ): art. 37, 68, commi dal primo all’ottavo, 70 e 71 del D.P.R. n. 3 del 1957, art. 30, 31, 32, 33 e 34 del D.P.R. n. 686 del 1957;
o) con riferimento all’articolo 22 ( Infortuni sul lavoro ): art. 68, comma 7, del D.P.R. n. 3 del 1957;
p) con riferimento all’articolo 23 ( Doveri ): artt. 12, 13, 14, 15, 16 e 17 del D.P.R. n. 3 del 1957;
q) con riferimento agli articoli 24, 25, 26 e 27 ( Disciplina ): artt. da 78 all’87, artt. dal 91 al 99, art. 134, del D.P.R. n. 3 del 1957; art. 61 del D.P.R. n. 686 del 1957;
r) con riferimento all’articolo 32 ( Effetti dei nuovi stipendi ): art. 10 del D.P.R. n. 44 del 1990;
s) con riferimento all’articolo 34 ( Disciplina della retribuzione accessoria ): art. 8 L. n. 455/85; art. 23, comma 8, L. n. 936/86; art.1 L.152/89; art. 2 e 3 L. n. 412/89; art. 3, comma 3, DL n. 469/92 conv. L. n. 23/93; art. 4, comma 4, DL n. 853/84 conv. L. n.17/85; art. 3, lett. i, punto 2 L. n. 349/89; L. n. 221/88; art. 4 DL n. 356/87 conv. L. n. 436/87; art. 9, comma 4, DL n. 86/88 conv. L. n. 160/88; art. 10, commi 1 e 2, DL n. 108/91 conv. L. n.169/91; art. 1 L. 209/92; art.19, comma 8, L n. 870/86; art.14 L. n. 245/90;
t) con riferimento all’articolo 36 ( Fondo per la produttività collettiva ): art. 12, 13 e 14 del D.P.R. n. 13 del 1986; rt. 15 del D.P.R. n. 395 del 1988; art. 50 del D.P.R. n. 266 del 1987; art. 7 del D.P.R. n. 44 del 1990;
u) con riferimento all’articolo 40 ( Segretari comunali ): art.8, commi 12, 13 e 14 del D.P.R. n.44/1990.
L’A.RA.N. e le OO.SS. firmatarie del presente contratto intendono sottolineare che il comune essenziale obiettivo delle norme che disciplinano i rapporti, ai vari livelli, tra Amministrazioni e rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati è di trovare soluzioni conciliative ai problemi che riguardano, in generale, la tutela delle condizioni di lavoro.
Allo stesso modo le parti si danno atto che esse hanno inteso superare ogni forma di cogestione nell’ adozione delle misure necessarie al buon funzionamento dell’ amministrazione.
Pertanto, nelle sedi di contrattazione decentrata la definizione dei criteri dovrà escludere qualsiasi riferimento alla individuazione dei singoli dipendenti.
Le parti riconoscono dunque che nella formulazione delle disposizioni di cui al titolo II esse hanno inteso far salve, nella loro integralità, da un lato le competenze e la responsabilità dei dirigenti così come definite dal D.Lgs. 29/93 e relativi correttivi, e dall’altro le autonome funzioni e capacità di azione delle OO.SS. dei lavoratori.
Le parti riconoscono l’opportunità di una fase transitoria nella quale, fino alla definizione del quadro normativo, restano invariate le regole sulla rappresentatività, anche in relazione ai criteri sulla distribuzione dei distacchi, aspettative e permessi tra le varie sigle sindacali.
Le parti riconoscono altresì l’opportunità di una fase transitoria che consenta il mantenimento della situazione in atto esistente in materia di assegnazione dei locali per le rappresentanze sindacali.
L’esame di tutte le materie elencate dovrà essere concluso entro il 30/6/1995.
Entro la data del 30/6/1995 le parti si incontreranno per dare attuazione al d.lgs. 19 settembre 1994, n. 626.
Entro la data del 30/6/1995 le parti si incontreranno per definire consensualmente il regime dei contributi sindacali ed il regime delle trattenute per sciopero; fino a tale data si continuano ad applicare le norme attualmente vigenti.
In relazione a quanto previsto dall’art. 13, comma 2, si chiarisce che, nel caso delle Organizzazioni sindacali, per “parte interessata” si intende anche una singola sigla firmataria del presente contratto.
DICHIARAZIONE A VERBALE ARAN N.1
L’ARAN considera di tutta evidenza che la contrattazione decentrata non comporta l’obbligo di arrivare ad un accordo, nel senso che, in mancanza dell’ accordo, anche su tali punti resta ferma la competenza decisionale e la relativa responsabilità dei dirigenti nonchè l’autonomia organizzativa delle amministrazioni. Tale competenza non è neppure limitata temporalmente, in questa fattispecie, dalla previsione del termine di quindici giorni contemplata, per l’esame congiunto, dall’art.10 del d.lgs. n.29 del 1993 e dall’art.8 del presente contratto.
ALLEGATO B (ART. 34, 2° Comma
Individuazione degli istituti normativi utili ai fini della corresponsione della retribuzione accessoria.
1. Gli istituti normativi presi in esame sono: Tempo parziale (art.15), Ferie (art. 16), Permessi retribuiti (art. 18), Maternità (art. 18, 7°comma ), Assenze per malattia (art. 21), Sospensione cautelare per procedimento disciplinare (art.26), Sospensione cautelare per procedimento penale (art.27), Permessi distacchi e aspettative sindacali, Sciopero.
2. Le voci retributive considerate sono: Indennità di amministrazione (art.34), Fondo di produttività collettiva (art. 36), Fondo per la qualità della prestazione individuale (art. 37), Compenso per lavoro straordinario.
3. Le indennità di amministrazione vengono corrisposte, di norma, nelle medesime fattispecie in cui viene erogato lo stipendio tabellare; vengono ridotte, perciò, pro quota in caso di tempo parziale orizzontale, ed al 50 % in caso di sospensione cautelare per procedimento disciplinare. Vengono erogate per intero in tutte le altre fattispecie di cui al punto 1, ad eccezione dello sciopero.
Il compenso per lavoro straordinario nonchè i due Fondi non competono in alcuna delle fattispecie di cui al comma 1. Le assenze a qualsiasi titolo non pregiudicano la corresponsione del trattamento accessorio di cui agli artt. 36 e 37 nel caso in cui le medesime non siano rilevanti e/o determinanti agli effetti della valutazione complessiva della produttiività o della qualità della prestazione individuale.
4. Le indennità sono calcolate al lordo delle ritenute a carico del lavoratore ed al netto delle ritenute a carico dell’amministrazione.
5. L’indennità spettante al personale inquadrato nella prima qualifica corrisponde a quella definita per il personale della seconda qualifica.
6. In caso di malattia di durata inferiore a 15 giorni lavorativi, la riduzione dell’indennità sulle giornate di assenza viene calcolata sulla base di 1/30, come disposto dalla normativa vigente.
7. Entro il 31 marzo di ogni anno le amministrazioni determinano l’ammontare delle risorse destinate al Fondo per la produttività collettiva.
Le somme di cui all’art. 6 del DPR 44/1990 e degli altri fondi destinati alla produttività che non sono utilizzati per le erogazioni tabellari vengono assegnati al Fondo.
A seguito della registrazione da parte della Corte dei Conti del D.P.C.M. del 3 marzo 1995, con il quale l’A.RA.N. è stata autorizzata a sottoscrivere il testo concordato del CCNL del comparto Ministeri, il giorno 16 maggio 1995, alle ore 19 presso la sede dell’A.RA.N ha avuto luogo l’incontro tra l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, rappresentata dai componenti del Comitato Direttivo come di seguito indicati :
Dr. Paolo Panzani
e le seguenti Confederazioni ed Organizzazioni sindacali di categoria :
Organizzazioni Sindacali di categoria Confederazioni Sindacali
F.P. CGIL CGIL
FILS CISL CISL
UIL STATALI UIL
UNSA CONFSAL
FAS CISAL CISAL
Si allega ,altresì, il “Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni” definito, ai sensi dell’art.58 bis del D.L.vo. n.29/1993, dal Ministro per la Funzione Pubblica con Decreto del 31 marzo 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.149 del 28 giugno 1994.
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30/04/1996	Accordo concessione dei buoni pasto

References: Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art.8

Art.9

Art.10

Art.11

Art.12

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art. 20

Art. 21

ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7
 art. 40
 art.13

ART. 4

ART. 5
 art. 4
 art. 3

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ART. 8
 articolo 10

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ART. 32

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 articolo 34

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ART. 37

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Art. 39

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ART. 41

ART. 42

Art.43
 art. 7
 art. 14
 art. 15
 art. 14
 art. 16
 art. 32
 art. 16
 art. 146
 art. 25
 art. 14
 art. 21
 art. 12
 art. 10
 art. 17
 art. 1
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 36
 art. 18
 art. 15
 art. 4
 art. 37
 art. 3
 art.22
 art. 11
 art.13
 art. 37
 art. 30
 art. 68
 art. 134
 art. 61
 art. 10
 art. 8
 art. 23
 art.1
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 3
 art. 4
 art. 9
 art. 10
 art. 1
 art.19
 art.14
 art. 12
 art. 50
 art. 7
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