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Timestamp: 2019-01-19 22:17:42+00:00

Document:
Art. 140 codice del consumo - Azione inibitoria e procedura
Articolo 140 codice del consumo - Azione inibitoria e procedura - D.Lgs. 206/2005
Art. 140 Procedura
1. I soggetti di cui all'articolo 139 sono legittimati nei casi ivi previsti (1) ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti richiedendo al tribunale:
2. Le associazioni di cui al comma 1, nonch� i soggetti di cui all'articolo 139, comma 2, possono attivare, prima del ricorso al giudice, la procedura di conciliazione dinanzi alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, a norma dell'articolo 2, comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, nonch� agli altri organismi di composizione extragiudiziale per la composizione delle controversie in materia di consumo a norma dell'articolo 141. La procedura �, in ogni caso, definita entro sessanta giorni.
3. Il processo verbale di conciliazione, sottoscritto dalle parti e dal rappresentante dell'organismo di composizione extragiudiziale adito, � depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo nel quale si � svolto il procedimento di conciliazione.
4. Il tribunale, in composizione monocratica, accertata la regolarit� formale del processo verbale, lo dichiara esecutivo con decreto. Il verbale di conciliazione omologato costituisce titolo esecutivo.
6. Il soggetto al quale viene chiesta la cessazione del comportamento lesivo ai sensi del comma 5, o che sia stato chiamato in giudizio ai sensi del comma 1, pu� attivare la procedura di conciliazione di cui al comma 2 senza alcun pregiudizio per l'azione giudiziale da avviarsi o gi� avviata. La favorevole conclusione, anche nella fase esecutiva, del procedimento di conciliazione viene valutata ai fini della cessazione della materia del contendere.
7. Con il provvedimento che definisce il giudizio di cui al comma 1 il giudice fissa un termine per l'adempimento degli obblighi stabiliti e, anche su domanda della parte che ha agito in giudizio, dispone, in caso di inadempimento, il pagamento di una somma di denaro da 516 euro a 1.032 euro, per ogni inadempimento ovvero giorno di ritardo rapportati alla gravit� del fatto. In caso di inadempimento degli obblighi risultanti dal verbale di conciliazione di cui al comma 3 le parti possono adire il tribunale con procedimento in camera di consiglio affinch�, accertato l'inadempimento, disponga il pagamento delle dette somme di denaro. Tali somme di denaro sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze al fondo da istituire nell'ambito di apposita unit� previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico (3), per finanziare iniziative a vantaggio dei consumatori.
11. Resta ferma la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di servizi pubblici ai sensi dell'articolo 133, comma 1, lettera c) del codice del processo amministrativo. (2)
12. Restano salve le procedure conciliative di competenza dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni di cui all'articolo 1, comma 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
(1) Le parole: "nei casi ivi previste" sono state aggiunte dal decr. lgs. nr. 221/2007;
(2) Comma sostituito dall'art. 3, comma 17-bis dell'Allegato 4 al decr. lgs. n. 104/2010, come modificato dall'art. 1, comma 3, lett. a), n. 3), d. lgs. n. 195/2011.
(3) Comma modificato dall'art. 1, comma 5, del Decr. Lgs. 6 agosto 2015, n. 130 il quale ha sostituito la locuzione "Ministero delle attivit� produttive" con quella di "Ministero dello sviluppo economico".
Articolo commentato: Il testo dell'art. 140 detta tutta la procedura da eseguire avanti un tribunale qualora si verifichi una lesione in capo ad uno dei diritti previsti dal presente codice. In particolare, le associazioni di cui all'art. 139 possono adire tre differenti tipi di azione ognuna delle quali da luogo a tre differenti provvedimenti: (1) azione inibitoria gia prevista dalla legge nr. 281/1998. L'azione inibitoria � lo strumento pi� potente che le associazioni avrebbero a disposizione. Attraverso l'azione inibitoria si chiede al Giudice di vietare o appunto inibire comportamenti e/o atti ritenuti lesivi degli interessi dei consumatori. Anche in materia di clausole vessatorie � prevista, ex comma 10, l'azione inibitoria. Inoltre l'azione inibitoria e solo questa pu� essere esperita, oltre che con la procedura ordinaria, anche con la procedura d'urgenza prevista dagli artt. 669-bis e ss. c.p.c. nota come inibitoria cautelare o provvisoria; (2) adozione di misure idonee alla rimozione o correzione di effetti dannosi questa azione a differenza della inibitoria mira a ripristinare lo status quo ante cio� a riportare lo stato di fatto esistente prima della violazione; (3) pubblicazione del provvedimento su uno o pi� giornali quotidiani pubblicare la sentenza e/o il provvedimento di condanna qualora ci� pu� servire a correggere e/o eliminare gli effetti della violazione.
La pubblicazione della sentenza che coinvolga grosse aziende, per esempio banche, societ� telefoniche, imprese che erogano luce e gas ecc. ecc. merita una considerazione a parte. La pubblicazione della sentenza � la cosa che in assoluto temono di pi� le grosse aziende in quanto �, tra tutti i rimedi, quella a carattere pi� punitorio. Perch�? Perch� generalmente dopo la pubblicazione della sentenza segue una sensibile perdita di clientela, soprattutto di quella nuova la quale appresa la notizia si rivolge ad altri concorrenti. Per questo crediamo che la pubblicazione in un giornale a taratura nazionale sia pi� efficace dell'azione inibitoria conclusasi all'interno di "quattro mura".
Il comma 2 dell'art. 140 prevede il tentativo NON obbligatorio di conciliazione presso una cciaa competente per territorio il quale, viceversa, diventa obbligatorio ex comma 12, se la procedura � diretta contro un organismo di telecomunicazione. In pratica se volete citare ad es. la Telecom, Infostrada, Vodafone etc. il tentativo di conciliazione � obbligatorio. Altra deroga in tema di procedura riguarda la competenza del giudice che trattandosi di servizi pubblici sar� il Tar e non quello ordinario ai sensi del comma 11.
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