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⭐ELENCO COMPLETO DEI PROVVEDIMENTI NORMATIVI PROPOSTI
ELENCO COMPLETO DEI PROVVEDIMENTI NORMATIVI PROPOSTI
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Annunziata Bonfanti
1 ELENCO COMPLETO DEI PROVVEDIMENTI NORMATIVI PROPOSTI2 Sviluppo di una finanza e un credito sostenibili per la green economy Misura Operativa Modifiche normative da inserire in provvedimenti di legge Proposte da inserire in decreti o regolamenti ministeriali di competenza del Ministro dell ambiente o dello Sviluppo economico Misure attuative, già previste da disposizioni di legge vigenti, ma non attuate o attuate solo in parte Misure e atti di indirizzo, accordi volontari e altre misure innovative Rafforzare un uso mirato degli strumenti economici Titoli di Efficienza Energetica: introdurre ed eventualmente semplificare la possibilità di usare i TEE come garanzia per i finanziamenti delle opere di efficienza energetica. Emissione di titoli ( Bond Verdi ) come Buoni Ordinari emessi da Enti Locali, obbligazioni, certificati di deposito, ecc.. I titoli potranno essere garantiti da soggetti Pubblici ed emessi con interessi più alti rispetto a quelli di mercato. Una possibilità è quella che possano essere messi a pegno per il finanziamento. I Bond Verdi potrebbero presentare le seguenti caratteristiche: durata minima 18 mesi per i certificati di deposito e 4 anni per obbligazioni e buoni ordinari; al fine di garantire una raccolta il più stabile possibile a fronte di finanziamenti a medio lungo termine, è importante prevedere la possibilità di rinnovo per i titoli con durate brevi ed incentivare la sottoscrizione di titoli a durata più lunga; taglio minimo di Euro, in modo da stimolare l interesse del medio e del piccolo risparmiatore; emessi con un tasso d interesse fisso tale da garantire, al netto, un rendimento pari al tasso di inflazione programmata punti base (3% di interesse); il maggior costo rispetto alla remunerazione ordinaria sarebbe a carico dello Stato o delle Regioni competenti. La raccolta può avvenire tramite gli sportelli di banche selezionate con bando ad evidenza pubblica, che collocheranno i titoli, con la massima trasparenza e pubblicità. Adottare misure di fiscalità ecologica Il Decreto Sblocca Debiti della Pubblica Amministrazione (DL 35/2013) inopinatamente proroga la possibilità di uso degli oneri di urbanizzazione da parte delle amministrazioni comunali per la copertura delle spese correnti per altri due anni. Questo provvedimento incentiva le amministrazioni ad autorizzare nuove costruzioni per assicurare copertura ai servizi pubblici e quindi a consumare suolo. Tale opzione deve essere cancellata. (Elena Jachia) Inserire una tassazione riferita al ciclo di vita (LCA) dei prodotti, con l'obiettivo di Rimodulazione della tassazione sulle abitazioni (IMU / Service Tax) agganciandola3 incentivare lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti poco energivori ed a minore impatto ambientale all'efficienza energetica delle stesse. Eventuali interventi di efficienza energetica possono portare all'esenzione parziale (es: 70%) della maggiorazione caricata su IMU / Service Tax Migliorare e rafforzare, agendo sulla regolazione e sulla leva fiscale, le iniziative degli istituti di credito per la green economy Agevolare la bancabilità dei Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi) Sarebbe auspicabile che GSE/GME adottino anche per i Certificati Bianchi quegli strumenti che hanno contribuito al grande sviluppo del Conto Energia. È necessario definire con gli enti finanziatori procedure standard per la cessione dei crediti (o mandato irrevocabile all incasso) dei proventi derivanti dalla cessione dei TEE, al fine di rinforzare il pacchetto di garanzie concedibili agli enti stessi. Decreto ministeriale 28 dicembre 2012 cd Conto Termico: Sarebbe opportuno prevedere che il credito generato dall incentivo possa essere ceduto alla banca a garanzia del finanziamento e limitare tale ipotesi ai soli casi nei quali l investimento da realizzare, e di conseguenza l incentivo, superi una determinata soglia dimensionale di Ciò al fine di evitare che GSE debba gestire un numero eccessivamente elevato di richieste di cessione del credito di importo unitario limitato e che, anche dal punto di vista economico, non giustificherebbero, per il beneficiario, i costi connessi all operazione di cessione del credito (in particolare, la realizzazione dell operazione attraverso atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio). Sarebbe inoltre opportuno limitare l ipotesi della cessione del credito ai soli casi nei quali l investimento, sopra la soglia anzidetta, sia realizzato attraverso il ricorso a un finanziamento erogato da banche o intermediari finanziari. Tale vincolo, limiterebbe ulteriormente il numero delle pratiche che il GSE dovrebbe gestire. Finanziamento alle ESCO Le ESCo non sembrano fornire, nella maggior parte dei casi, le garanzie necessarie per favorire la concessione dei finanziamenti da parte delle banche. Al riguardo, la costituzione di specifici fondi di garanzia per le ESCo potrebbe contribuire a superare la criticità derivante dalla loro sottocapitalizzazione.4 Prevedere la piena deducibilità fiscale degli oneri finanziari maturati sui finanziamenti concessi alle imprese per effettuare investimenti nella green economy Ulteriori elementi che potrebbero favorire positivamente allo sviluppo del comparto potrebbero essere rappresentati da fondi rotativi a supporto della riqualificazione energetica degli edifici o sistemi di incentivazione specifici. Al fine di facilitare il finanziamento delle ESCo che intendano realizzare interventi di riqualificazione energetica degli edifici della PA, si ritiene che particolare importanza avrà inoltre la definizione di specifici modelli contrattuali anche in virtù di quanto previsto dal decreto 28 dicembre 2012 conto termico all art. 7 comma 12: «Consip S.p.a.» e le Regioni, anche con il coinvolgimento dell ANCI, tenuto conto delle norme tecniche di cui all art. 16 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, sviluppano congiuntamente contratti tipo di rendimento energetico, tra le amministrazioni pubbliche, le ESCO e gli enti finanziatori al fine di facilitare l accesso agli incentivi per l efficienza energetica e la produzione di calore da fonti rinnovabili. L art. 96 del Testo Unico delle Imposte Dirette limita la deducibilità degli oneri finanziari, prevedendo però specifiche deroghe per determinate fattispecie (ad es.: investimenti in project finance; realizzazione di interporti; realizzazione di infrastrutture rilevanti etc.etc.). È necessario inserire tra i casi di deroga anche gli investimenti nella green economy. Escludere dalla Robin Hood Tax gli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (almeno quelli di nuova realizzazione che non godono più di un sistema d incentivazione spinto) Modificare il comma 16 dell art. 81 del d.l. 112/2008 escludendo l applicazione dell imposta addizionale per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tale esclusione era prevista nel testo originario del d.l. 112/2008, sino all entrata in vigore del d.l. 138/2011 che lo ha emendato Fornire funding a basso costo agli istituti credito La fornitura di raccolta per le banche finalizzata al finanziamento di interventi di efficienza energetica può essere fornita: dalla BEI, ampliando l'offerta e rendendola fruibile con maggiore facilità5 dalla BCE, istituendo una linea ad hoc Promuovere e sostenere iniziative di venture capital e private equity Necessario ed urgente avviare un Fondo chiuso per iniziative di questo tipo, tramite soggetti come la C. D. P Promuovere iniziative legate all' equity crowdfunding nel settore delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica in funzione delle possibilità date dal regolamento Consob appena pubblicato (Delibera del 26/06/2013) banca etica) RENDERE OBBLIGATORIA PUBBLICAZIONE INDICATORI ESG La pubblicazione dev'essere obbligatoria sul sito internet aziendale per le imprese di una certa dimensione. Il bilancio di sostenibilità, con indicatori ESG, dovrà essere poi sempre agganciato al bilancio economico e caricato nei sistemi informativi accessibili alle Banche per la valutazione delle aziende. sostegno alla proposta di Direttiva che la Commissione Europea ha presentato il 16 aprile scorso sulla pubblicazione da parte delle imprese Europee di informazioni extra- finanziarie «Non- Financial Disclosure». Questa proposta contiene alcune modifiche alle Direttive europee sui requisiti contabili (Direttive 78/669/CEE e 83/349/CEE). Il testo è ora all esame del Parlamento Europeo e del Consiglio e seguirà la procedura legislativa ordinaria Creare Fondo di Garanzia nazionale Il Fondo di Garanzia (fondo rotativo) dovrà garantire le operazioni di efficienza energetica: proposte dalle Esco con margini di miglioramento energetico notevoli (es: - 50% dei consumi) Per funzionare, operazioni di questo tipo dovrebbero essere garantite in modo automatico e immediato per una buona percentuale dell'investimento (es: 30%). L'alimentazione del fondo di garanzia può avvenire tramite appositi fondi europei (es: BEI, BCE) oppure6 apposita tassazione dell'inefficienza (vedi Misura 4) Definire un quadro normativo, coerente, stabile ed efficace Misura Rinnovare le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica per interventi dal 01/01/2014. La possibilità di detrazioni dovrà: valere per almeno 3 anni fornire un beneficio fiscale allettante (es: almeno il 50% a 10 anni o 35% in 5 anni) Eliminare progressivamente qualsiasi sussidio ad attività economiche che inquinano (es: CIP6) Uno dei principali scogli nel finanziamento di interventi di efficienza energetica riguarda la possibilità di considerare l'efficienza energetica come garanzia. la nostra proposta e' quella di ribaltare l'approccio e usare la tassazione sull'inefficienza come garanzia come segue oppure inserire un obbligo di efficienza energetica minima per determinate categorie di edifici (es: grandi edifici pubblici, stabilimenti industriali, condomini, ecc.) ed un tempo limite entro il quale effettuare gli interventi ed adeguare gli edifici prevedere una tassa sull'inefficienza in modo tale che coloro che non si adeguano alla normativa richiedente l'efficienza vengano tassati. garantire il finanziamento delle opere di efficienza con i proventi della tassa per l'inefficienza che quindi andranno a costituire un fondo di garanzia di adeguato importo e con adeguata copertura un contributo in conto esercizio (simil conto energia). la logica è quindi quella che l'intervento di efficienza venga pagato/garantito da chi sceglie di continuare ad essere inefficiente7 Regioni ed enti locali per la green economy Misura Operativa Modifiche normative da inserire in provvedimenti di legge Proposte da inserire in decreti, regolamenti o bandi ministeriali di competenza del Ministro dell ambiente o dello Sviluppo economico Misure attuative, già previste da disposizioni di legge vigenti, ma non attuate o attuate solo in parte Misure e atti di indirizzo, accordi volontari e altre misure innovative Tema - Governance Misura 2.1 a Definire un accordo quadro tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali per condividere ed elaborare politiche di sviluppo in cui Piano industriale e Piano Energetico siano al centro di una nuova alleanza che coinvolga tutti i livelli di governo ed i soggetti interessati Tema - Programmazione dei fonti strutturali Misura 3.1 a Le Regioni potrebbero convergere nel proporre misure coordinate a livello nazionale sulla Green Economy (riguardanti ad esempio l eco- innovazione in termini di processo e di prodotto, le filiere produttive, gli interventi a scala di cluster, l applicazione del Patto dei sindaci) per fare massa critica. Misura 3.1 b Potrebbe essere opportuno un coordinamento per l implementazione di un sistema di monitoraggio omogeneo in tutte le regioni italiane (concordando ad esempio sulle categorie di imprese classificate come green o sui sistemi di qualificazione ambientale di prodotto) in modo da far passare un messaggio unitario e chiarificatore, oltre che culturale, su cosa sia realmente green. Misura 3.1 c Prestare particolare attenzione al potenziale per lo sviluppo della Green Economy nella selezione dei territori e dei settori funzionali su cui sperimentare e sviluppare lo strumento degli Investimenti Territoriali Integrati a partire dai temi strategici dello sviluppo urbano e di quello delle aree interne. Misura 3.1 d Si propone di utilizzare le risorse connesse all obiettivo 11 dell Accordo di Partenariato per l utilizzo dei fondi comunitari denominato Rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un amministrazione pubblica efficiente per intervenire sulla Capacity Building degli Enti locali al fine di accrescere le competenze e le conoscenze e sviluppare gli strumenti necessari alla PA per stimolare8 Tema - Mercati verdi pubblici e privati Misura 3.2 a Misura 3.2 b Misura 3.2 c Misura 3.2 d il raggiungimento del massimo grado di sviluppo della Green Economy Agevolare il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del PAN GPP (che secondo la recente modifica del Piano nazionale prevede che gli Enti arrivino al 50% di appalti verdi), tramite l offerta di opportuni strumenti di supporto alle Regioni e agli altri Enti Locali che abbiano adottato criteri ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi. Un aiuto in tal senso potrebbe venire dallo studio, nell ambito della disciplina e dei principi propri della contabilità pubblica, di meccanismi premiali nel calcolo della spesa delle amministrazioni che acquistano secondo criteri ambientali. Avviare un azione riformatrice del mercato elettronico in modo che tenga conto dell offerta economicamente più vantaggiosa e quindi dei criteri contenuti nei CAM, anche attraverso l allargamento della partecipazione ai Gruppo di lavoro di livello ministeriale che attualmente prevedono la presenza delle sole Centrali di committenza regionali. Disciplinare in maniera puntuale il processo decisionale che porta alla definizione dei CAM, ampliando anche la rappresentanza degli stessi Enti Locali nella definizione dei CAM (criteri ambientali minimi) che si stanno definendo a livello nazionale per le diverse categorie merceologiche. Rendere i CAM più efficaci e funzionali nell applicazione sia da parte delle Stazioni appaltanti, sia da parte degli operatori economici (in sede di presentazione della documentazione È opportuno mettere a regime l attuale metodologia di rendicontazione eseguita dall AVCP (Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, oggi confluita nella Autorità nazionale Anticorruzione ANAC) anche attraverso un sistema di premialità/sanzione per le stazioni appaltanti, nonché l elaborazione di una disciplina più dettagliata e prescrittiva sulla compilazione della scheda Acquisti Verdi Pan GPP della piattaforma SIMOG (Sistema informativo) dell Osservatorio nazionale contratti pubblici.9 Misura 3.2 e Misura 3.2 f Misure 3.2 g attestante i requisiti ambientali richiesti) anche attraverso un attività di omogeneizzazione degli stessi per le diverse categorie merceologiche, così come individuate nel PANGPP, con maggiore attenzione agli aspetti ambientali trasversali. Promuovere la formazione presso le Pubbliche Amministrazioni e gli operatori economici e favorire il flusso di informazioni corrette e puntuali per creare una nuova cultura e sensibilità presso le Stazioni Appaltanti: prevedendo idonei strumenti per divulgazione e diffusione per i fornitori; prevedendo opportuni schemi di rendicontazione che giungano fino ai cittadini e garantiscano maggiore trasparenza delle azioni intraprese; disciplinando le competenze del personale idoneo a ricoprire il ruolo di commissario nelle Commissioni giudicatrici nell ambito delle procedure pubbliche di appalto mediante il criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa(ciò potrebbe ovviare a criticità talvolta riscontrate ad es. relativamente alla verifica dei requisiti equipollenti alle certificazioni ambientali di processo e/o di prodotto). Puntare sulla crescente sensibilizzazione del consumatore per sostenere iniziative di qualificazione green di prodotti sfruttando leva competitiva del mercato privato. Avviare iniziative di stimolo alla Ricerca e Innovazione ambientale attraverso il ricorso al pre- commercial procurement (promuovere gare pubbliche per trainare domanda e ricerca in direzione green ). Misure 3.2 h Prendere la Città come ambito privilegiato di riferimento per operare sulla qualificazione di settori chiave dell economia nazionale con interventi che riguardino l innovazione e la ricerca (smart cities) e la rigenerazione urbana a partire dalla riqualificazione energetica degli edifici (edilizia).10 Tema Fiscalità ambientale, Credito e Finanziabilità Misura 3.3 a Misure 3.3 b Misure 3.3 c Misure 3.3 d Misure 3.3 e Avviare un tavolo urgente coinvolgendo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per fare sintesi dei fondi, razionalizzandoli (meno bandi, più risorse) e con al centro settori, come l edilizia, strategici per l economia nazionale. Riformulare il mix di strumenti fiscali di competenza nazionale/regionale e/o comunale al fine di privilegiare lo stimolo alla produzione e al consumo eco- compatibile, ad esempio riducendo l imposizione su altri fattori critici propri dell attività di impresa (trasferendo parte della tassazione dal lavoro alle risorse ambientali). Sviluppare forme di fiscalità proporzionali all effettivo sfruttamento delle risorse ambientali ed energetiche (carbon tax) così da generare meccanismi virtuosi e premianti (es. credito d imposta allargato a vari temi, imposta sugli immobili proporzionale all efficienza energetica) adeguati rispetto al contributo e al coinvolgimento che si chiede ai cittadini/utenti e anche alla funzione di stimolo all economia locale che i servizi pubblici ambientali possono avere (strumenti per adozione efficace della Rendere strutturali gli strumenti di incentivo più efficaci (es. bonus fiscali del 65% e 55% per interventi di efficientamento energetico degli edifici, conto termico) ampliandoli a interventi di rigenerazione urbana e prevendendo anche strumenti di incentivazione specifici che possano consentire la partecipazione anche di coloro che non hanno capacità di reddito (rif. Proprietari incapienti). In materia di riordino degli strumenti di incentivazione pubblica, si propone di orientare secondo criteri green una quota di risorse ulteriore rispetto agli incentivi green già esistenti. Ciò è in accordo con le indicazioni dell United Nations Environment Programme - UNEP 200911 TARES). Misure 3.3 f Misure 3.3 g Misure 3.3 h Misure 3.3 i Tema Sviluppo di Public Private partnership Misura 3.4 a Attivare nuovi strumenti e prodotti finanziari anche basati sulla possibilità di fornire garanzia pubblica ai capitali privati investiti nella realizzazione di interventi territoriali, per superare le attuali incertezze del soggetto bancario che ne frenano il coinvolgimento (incertezze che vanno dall effettivo conseguimento dei risparmi attesi su base progettuale, all effettivo e puntuale pagamento ). Dare impulso a livello nazionale per la trasformazione dei distretti industriali in eco- distretti. Modalità precise di finanziamento per le iniziative di APEA potrebbero rafforzare l inquadramento nazionale (9 regioni su 21 hanno legiferato) e un aiuto potrebbe provenire dall istituzione di un registro nazionale. La simbiosi industriale potrebbe beneficiare di regolamenti specifici per la gestione e valorizzazione degli scarti di produzione e dei rifiuti approvvigionamento energetico, acquisti verdi condivisi tra più imprese nonché di una reale attuazione delle semplificazioni previste e mai decollate nell art. 26 del decreto 112/98. Finanziare studi di fattibilità e analisi costi/benefici Mettere in campo con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) strumenti per favorire la riqualificazione del patrimonio pubblico (sull esempio della sperimentazione sulle case popolari condotte da alcune Aziende pubbliche per la casa) e considerare la premialità urbanistica un importante strumento per incentivare interventi sul patrimonio privato. Intervenire sulla disciplina del rapporto tra Enti Locali ed Esco al fine di favorire la realizzazione di interventi di efficienza energetica del patrimonio pubblico, ad esempio attraverso la definizione di modelli di contratti Energy Perfomance Contract (EPC) Prevedere specifiche agevolazioni fiscali per le imprese in grado di dimostrare il proprio impegno in materia di ambiente e sicurezza attraverso il ricorso a specifiche certificazioni (ad es. esperienza già condotta con successo dalla Regione Toscana e dalla Regione Veneto che hanno previsto un sistema di aliquote agevolate IRAP con livelli pari rispettivamente al 3,21% e 3,75%).12 Misura 3.4 b Misura 3.4 c Misura 3.4 d specifici per la figura del Soggetto Gestore delle infrastrutture e servizi ambientali di area la cui costituzione, soprattutto quando si interviene in aree esistenti, si sta rivelando come uno dei passaggi più difficili nell applicazione delle varie discipline regionali. Sostenere attività specifiche per la valorizzazione dei prodotti italiani anche sotto il profilo della qualificazione ambientale, rilanciando iniziative quale il protocollo d intesa per lo sviluppo di un marchio di qualità ambientale nazionale nei distretti e nelle filiere produttive sottoscritto dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell Ambiente e sette Regioni italiane. L interrogazione parlamentare relativa al protocollo di intesa ha ricevuto il 26 giugno 2014 una risposta positiva da parte del MATTM. Inoltre è stato presentato un emendamento al collegato ambientale (art. 10- bis Qualificazione ambientale dei prodotti che caratterizzano i sistemi produttivi locali, i distretti industriali e le filiere che caratterizzano il sistema produttivo nazionale). Un approccio di distretto o di cluster, in particolare, può favorire la competitività delle piccole e medie imprese che caratterizzano il territorio italiano. Promuovere iniziative a livello nazionale per affrontare il tema relativo alle semplificazioni delle procedure autorizzative in campo ambientale ed energetico di imprese/ organizzazioni dotate di certificazione in campo ambientale e/o energetico o di imprese che sono insediate in aree produttive aventi caratteristiche di tutela ambientale (APEA). Stabilire e incentivare forme di partecipazione pubblico private che facilitino la ricerca e lo sviluppo di innovazione green anche riferendosi ai progetti speciali di cui all art. 13 comma 2 del Fondo per la crescita sostenibile emanato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.13 Tema - Tutela e Valorizzazione dei territori Misure 3.5 a Misure 3.5 b Misure 3.5 c Misura 3.5 d Prevedere idonee premialità (ad es. nell erogazione di finanziamenti nazionali con caratteristiche ambientali) per gli Enti pubblici in grado di dimostrare il proprio impegno al miglioramento degli aspetti ambientali, territoriali e paesaggistici attraverso i sistemi di gestione ambientali certificati (EMAS e/o ISO 14001) od attraverso l adesione al Patto dei Sindaci (con il piano d azione per l energia sostenibile - PAES- approvato). Per la gestione integrata dei rifiuti sarà cruciale una applicazione coerente della direttiva quadro 98/08/CE e del principio di responsabilità del produttore, oltre al principio di prossimità già ribadito anche a livello europeo dalle diverse norme di settore. Sarà altresì opportuno attuare in maniera corretta e coerente le norme europee che stabiliscono la priorità del recupero di materia e relative all effettivo avvio a riutilizzo e riciclo, prevedendo con Definire meccanismi e strumenti (nella direzione ad es. della golden rule) per sbloccare la possibilità di intervento degli enti locali consentendo ad esempio di derogare al patto di stabilità per spese di interventi di prevenzione e in generale di tutela e messa in sicurezza del territorio o per interventi di efficienza energetica degli edifici pubblici (anche al fine di favorire il raggiungimento dei target della nuova direttiva 27/2012). Incentivare modalità di pianificazione territoriale che includano gli aspetti paesaggistici, ambientali ed ecosistemici, che considerino le funzioni del capitale naturale e dei suoi cicli (delle acque, dei rifiuti, dell energia, ecc.) e siano orientate alla riduzione del consumo di suolo, alla riqualificazione delle aree urbane, al recupero e risanamento dei centri storici e delle aree industriali dismesse. In tal senso appare auspicabile dar luogo ad una programmazione nazionale di investimenti per la manutenzione, tutela e messa in sicurezza del territorio (a partire dalla sicurezza sismica di scuole e ospedali e idraulica) anche in piena coerenza con la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. L incapacità di un territorio di perseguire l adattamento ai Cambiamenti Climatici aumenta il rischio degli investimenti e quindi genera la necessità di maggiori oneri assicurativi.14 Misure 3.5 e Misure 3.5 f la pianificazione regionale e di livello inferiore (ATO) l adeguata infrastruttura impiantistica anche attraverso una legge obiettivo necessaria a raggiungere gli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti, superando il mero obiettivo di raccolta differenziata laddove non vi sono le condizioni di contesto. Centrale sarà una tempistica certa per i piani regionali di gestione e prevenzione e il riportare chiarezza in merito ai rapporti fra soggetto gestore del servizio e Comune circa i proventi della valorizzazione dei materiali affinché i proventi vadano a detrazione delle imposizioni a carico dei cittadini/utenti. Finanziare progetti sperimentali per favorire nuove opportunità di sviluppo economico sostenibile, capaci di gestire in modo innovativo le risorse proprie dei territori, con particolare riferimento alle aree interne e ad iniziative finalizzate alla creazione di green jobs e alla valorizzazione economica dei territori stessi (es. tutela del territorio, valorizzazione del turismo sostenibile, dell agricoltura multifunzionale e delle produzioni agroforestali). Con particolare riferimento al ruolo di Parchi e aree protette occorre sostenere le nuove forme di valorizzazione della qualità ambientale innanzitutto attraverso lo sviluppo di percorsi organici di filiera che mettano a sistema con maggiore efficacia il primario agricolo al secondario dell'artigianato o dell'agroalimentare al terziario del turismo, ma anche sviluppando percorsi identitari di territorio per le comunità residenti. Definire metodi e strumenti in grado di favorire la condivisione sociale e nuove forme di contrattualistica sin dalla definizione degli obiettivi. Occorre andare oltre la classica distinzione dei settori di intervento propri della Pubblica Amministrazione mediante forme di elaborazione partecipata che chiamino al confronto componenti sociali tradizionalmente fra loro impermeabili e da lì generino proposte condivise e per tutti impegnative. Il modello dei Contratti di Fiume rappresenta un esempio avanzato di tale modalità partecipativa e dovrebbe essere esteso alla tutela dei tanti ecosistemi complessi. Ovviamente questi approcci15 Misure 3.5 g Sviluppare politiche di investimenti strutturali nel campo della difesa del suolo affiancando azioni di promozione dell economia verde mirate a garantire la manutenzione diffusa del territorio, attraverso interventi di difesa attiva nelle aree collinari e montane, e la corretta e ottimale gestione della vegetazione ripariale del demanio idrico anche utilizzando forme di partenariato pubblico- privato che vedano il coinvolgimento attivo delle comunità locali e dei frontisti. costano, per cui l'investimento (il cui carattere pubblico è garanzia di imparzialità) deve trovare adeguati strumenti di monitoraggio al fine di dimostrarne l'efficacia, potenzialmente molto forte.16 Sviluppo dell ecoefficienza, della rinnovabilità dei materiali e del riciclo dei rifiuti Modifiche normative da inserire in provvedimenti di legge Misura 1. Abolizione del SISTRI (art.1, comma 1116 Legge 27 dicembre 2006 n.296; art.2, comma 24 Dlgs.16 gennaio 2008, n.4; art.14- bis Legge 3 agosto 2009, n.102), con specifico provvedimento legislativo che contestualmente imposti il tavolo di lavoro per un nuovo sistema di tracciabilità, concordato con gli operatori del settore, funzionale, semplice e non oneroso. A tal fine il Documento di approfondimento 1. elaborato da FISE Assoambiente e FISE UNIRE nell ambito dei lavori del GdL2 mira ad evidenziare le criticità del SISTRI e ad elaborare generali basi per un nuovo sistema. Misura 2. Modifica dell attuale impostazione della TARI verso una tariffazione puntuale per la sola gestione dei rifiuti, adottando un meccanismo che assicuri la copertura integrale dei costi in applicazione del principio chi inquina paga. Proposte da inserire in decreti o regolamenti ministeriali di competenza del Ministro dell ambiente o dello Sviluppo economico Misura 1. Decreto Ministeriale atto a definire la metodologia di calcolo della percentuale di avvio a riciclo ex art. 195, comma 1 lett.s) del Dlgs.152/06 come da Decisione europea n.753 del , per verificare gli obiettivi determinati dalla Direttiva Europea 98/2008 e istituire un sistema nazionale di monitoraggio dei dati. Misura 2. Disegno di Legge atto a rendere più svantaggioso lo smaltimento in discarica dei rifiuti e favorire, così, il riciclo ed il recupero energetico introducendo un sistema di prelievo fiscale sulle quantità di rifiuti avviate allo smaltimento finale. Misura 3. GPP: L obiettivo del 50% di acquisti sostenibili sul totale degli acquisti (calcolato in valore monetario) deve diventare, con apposita norma, un obbligo per ogni singola amministrazione pubblica, fermo restando l individuazione di risorse e strumenti idonei ed effettivi. Inoltre, occorre creare un collegamento tra l attuale metodologia di rendicontazione annuale eseguita dall AVCP e un sistema di premialità/sanzione per le stazioni appaltanti con una norma del tipo: I decreti di adozione di Criteri Ambientali Minimi approvati dal Ministero dell Ambiente, del Territorio e della Tutela del Mare - secondo quanto previsto dal punto 4.3 del documento allegato al Decreto 10 Aprile 2013 di Revisione 2013 del Piano d azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione - viene immediatamente trasmesso all Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, per attivare, automaticamente, le procedure di monitoraggio da parte dell Osservatorio sui Contratti Pubblici. Le Stazioni Appaltanti comunicano, tramite collegamento disponibile sul sito dell Autorità Area Servizi, le informazioni rientranti nell ambito di applicazione dei diversi decreti di adozione dei CAM.17 Misura Operativa Modifiche normative da inserire in provvedimenti di legge Proposte da inserire in decreti o regolamenti ministeriali di competenza del Ministro dell ambiente o dello Sviluppo economico (Inserire in forma sintetica il tema trattato dalla proposta normativa inserita nella casella corrispondente) Misura 1. Misura 2 Misura 3.. Aggiornamento del D.M.392/96, di concerto con il MISE, atto a definire le norme tecniche per la gestione degli oli usati per renderle omogenee con quanto previsto dal Dlgs133/2005: alcuni limiti fisico- chimici imposti dal D.M. non sono più riscontrabili nelle qualità degli oli usati raccolti impedendone l avvio a riciclo od il recupero energetico. Modifica all art. 39 D.L.83/12, convertito con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, relativo i criteri di revisione del sistema delle accise sull'elettricità e sui prodotti energetici e degli oneri generali di sistema elettrico per le imprese a forte consumo di energia, prevedendo regimi tariffari speciali anche le imprese del comparto della trattamento e del riciclo meccanico dei rifiuti, in base a requisiti e parametri relativi a livelli minimi di consumo ed incidenza del costo dell'energia sul valore dell'attività d'impresa e di condizioni di efficienza energetica. Disegno di Legge, da sottoporre al Ministero dell Economia atto a determinare ex art. 216, comma 8 del Dlgs152/06 modalità, condizioni e misure di concessione di incentivi finanziari per incentivare l avvio a riciclo e recupero dei rifiuti. Ad esempio: Detrazione IRPEF al 55% (al pari del risparmio energetico) per chi usa materie prime seconde e materiali da costruzione derivanti da recupero; Credito di imposta - a costo zero per chi utilizza materiali end- of- waste in quanto contribuisce a sostituire materie prime vergini e riduce lo smaltimento di rifiuti in discarica. il credito d'imposta non dovrebbe soggiacere al limite annuale di utilizzo pari a euro di cui all'art. 1, comma 53, L.24 dicembre 2007, n Misure attuative, già previste da disposizioni di legge vigenti, ma non attuate o attuate solo in parte GPP: Definizione delle specifiche tecniche (% di riciclato, requisiti ambientali, obbligo di riciclo/recupero, etc.) nei vari Criteri Ambientali Minimi - CAM, in quelli mancanti e aggiornando quelli già emanati, rendendoli omogenei. Decreti attuativi ex art.184 bis, comma 2, Dlgs.152/06 relativi la definizione di sottoprodotti per la modifica ed integrazione delle misure per stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare, affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. La definizione di sottoprodotto costituisce uno strumento per la prevenzione dei rifiuti. Decreto attuativo ex art. 195 comma 2 lett.e) Dlgs.152/06 per giungere ad una determinazione enunciazione omogenea su tutto il territorio nazionale eliminando le distorsioni esistenti, penalizzanti per gli operatori del settore. Misure e atti di indirizzo, accordi volontari e altre misure innovative (* elaborate in collaborazione con il GdL9; ** elaborate in collaborazione con il GdL4) Linee guida circa*: 1. Codifica omogenea operazioni di recupero / smaltimento ex art.195 comma 1b bis) e comma 2 lett.u; 2. Definizione contenuti minimi autorizzazioni rilasciate ai sensi degli artt.208, 215 e 216); 3. Definizione contenuti tecnici minimi per i provvedimenti autorizzativi di cui agli artt.208, 209 e 211; 4. Applicazione uniforme dei codici CER fornendo indicazioni chiare e certe per creare omogeneità di applicazione su tutto il territorio nazionale. GPP*: Favorire la diffusione di etichette, asserzioni o dichiarazioni certificate, conformi agli standard internazionali (ad esempio norme UNI EN ISO e 14021). Le certificazioni devono essere condotte e verificate da enti terzi accreditati. GPP*: Introduzione di un sistema di valutazione, fondato su un controllo certo ed efficace dell operato della PA, anticipato dall emanazione di un capitolato di gara tipo e dall organizzazione di corsi di formazione. Misura 4. Decreti attuativi ex art.184 ter dei criteri end of waste, cessazione della qualifica di rifiuto, quali strumenti attraverso cui introdurre anche misure di contabilizzazione delle quantità di rifiuti effettivamente riciclate (ex DM 22/2013 e gli obblighi di rendicontazione annuale ivi contenuti all art. 14). Documento di approfondimento su energia da rifiuti e CSS **18 Sviluppo dell'efficienza e del risparmio energetico Misura Operativa Modifiche normative da inserire in provvedimenti di legge Proposte da inserire in decreti o regolamenti ministeriali di competenza del Ministro dell ambiente o dello Sviluppo economico Misure attuative, già previste da disposizioni di legge vigenti, ma non attuate o attuate solo in parte Misure e atti di indirizzo, accordi volontari e altre misure innovative Revisione e rafforzamento delle misure di incentivazione dell efficienza energetica Misura 1.1 Ruolo CDP e banche per riqualificazione spinta Edilizia pubblica govern. + AREL nell ambito Dirett. 2012/27/UE e Roadmap 2050 Misura 1.2 Innalzamento obiettivi TEE e prolungamento al 2020 Misura 1.3 Attivazione del fondo per il teleriscaldamento previsto dall art. 22 del D.Lvo 28/11 Misura 1.4 Finanziamento audit energetici per PMI, terziario, edilizia pubblica Misura 1.5 Misura 1.6 Misura 2.1 Rendere permanente detrazioni fiscali 65% per interventi intero edificio e antisismici, 55% per gli altri tipi di intervento con ampliamento degli stessi, come per es. estensione alle schermature solari Rendere obbligatoria dal 2015 l adozione di un sistema di gestione dell energia certificato ISO per poter accedere ai benefici previsti per i consumatori energy intensive (D.M. 5 aprile 2013). Definizione di valori più incisivi prestazioni energetiche della nuova edilizia a partire dal 2015 Misura 2.2 Misura 2.3 Mandato a UNI CEI CTI per definire un formato di output standard per le diagnosi energetiche, al fine di facilitare l impiego degli audit nell ambito dei contratti pubblici e privati a prestazioni garantite e nell ottica dell inventario previsto dalla direttiva 2012/27/UE. Decreto recepimento art. 16 D.Lgs. 115/2008 che definisca i criteri per ESCO, EGE e audit recependo le norme emanate dagli organismi tecnici e definendo dei limiti minimi chiari per l esperienza degli EGE.19 Misura 2.4 Verifiche a campione delle certificazioni energetiche degli edifici Accordi Volontari Misura 3.1 Favorire accordi di programma con gruppi industriali volti a definire targets di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti unitarie20 Sviluppo delle fonti Energetiche Rinnovabili A. Proposte e misure di carattere trasversale Misura PROPOSTA 1 SEMPLIFICARE E ARMONIZZARE GLI ITER AUTORIZZATIVI Tipo di intervento 1.1 Produrre una analisi delle barriere e degli ostacoli esistenti sugli iter autorizzativi degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, da condividere con le imprese e le associazioni d impresa del settore attraverso uno specifico tavolo di consultazione tra i Ministeri dell Ambiente e dello Sviluppo Economico e le Associazioni delle imprese del settore per individuare misure efficaci volte a ridurre l eccesso di burocrazia e le lungaggini dei procedimenti autorizzativi e di VIA. 1.2 Predisporre un documento di linee guida per l armonizzazione delle procedure di VIA regionale per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. D D 1.3 Estendere per i piccoli impianti non soggetti a VIA la possibilità di autocertificazione, associate a meccanismi efficaci di controllo e sanzione, e l introduzione di una procedura on- line integrata e con tempi certi sul modello one stop shop. D PROPOSTA 2: PERSEGUIRE UNA NUOVA POLITICA DI SOSTEGNO ALLE RINNOVABILI INTEGRATA CON L OBIETTIVO DEL CONTENIMENTO DELLA BOLLETTA ENERGETICA DI IMPRESE E FAMIGLIE 2.1 Fare una analisi dei costi impropri di incentivazione che ricadono in bolletta, inclusi quelli all utilizzo dei combustibili fossili, e una proposta per una loro progressiva eliminazione. D 2.2 Introdurre misure di defiscalizzazione per R&S delle imprese nel campo delle rinnovabili e rafforzare, ottimizzare e orientare verso le rinnovabili i fondi e le risorse per il finanziamento della ricerca pubblica. D PROPOSTA 3 ATTIVARE MISURE IN FAVORE DELLA GENERAZIONE DISTRIBUITA E DELLA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ELETTRICO 3.1 Sviluppare ulteriormente modalità di cessione diretta dell energia elettrica dal produttore ai clienti finali, dando la possibilità di stipulare contratti di vendita con soggetti plurimi e promuovendo la possibilità di introdurre forme di contrattualizzazione a lungo termine. D 3.2 Innalzare la soglia di accesso al meccanismo dello scambio sul posto a 500 kw. B PROPOSTA 4: PROMUOVERE LO SVILUPPO E LA GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE DI RETE E DEI PICCOLI SISTEMI DI ACCUMULO DI ENERGIA Vedere altro
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 art. 81
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 art.2
 art.14
 art. 195
 art. 39
 art. 216
 art.184
 art. 195
 art.195
 art.184
 art. 14
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 Art.4
 Art. 4
 Art.5
 Art. 194