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COLLEGIO IPASVI DELLA PROVINCIA DI LECCO - ppt scaricare
PubblicatoEmiliana Ferrante Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "COLLEGIO IPASVI DELLA PROVINCIA DI LECCO"— Transcript della presentazione:
1 COLLEGIO IPASVI DELLA PROVINCIA DI LECCO
Evoluzione giurisprudenziale e legislativa della responsabilità infermieristica penale e civile. La responsabilità disciplinare dopo la c.d. “Riforma Brunetta”. Dott. A. Zagari Lecco 2010
D.M. 739/94 (Profilo professionale) Codice deontologico 2009 Legge n. 42/99 (abolizione mansionario- definizione campo attività) Autonomia professionale (art. 1) Legge 251/00 Articolazione professionisti sanitari (art. 6) Legge 43/06 DPCM 25 gennaio 2008 Disciplina per l’accesso alla dirigenza infermieristica 2
3 Decreto 14 settembre 1994, n. 739 G. U. 9 gennaio 1995, n
Decreto 14 settembre 1994, n. 739 G.U. 9 gennaio 1995, n. 6 L’infermiere … è l’operatore sanitario che in possesso del diploma universitario è responsabile dell’assistenza generale infermieristica Identifica Pianifica Gestisce Valuta Garantisce per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto
4 Il campo proprio di attività
Legge 42/99 In ambito sanitario … è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali e degli ordinamenti didattici, dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base nonché degli specifici codici deontologici, fatte salve le competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del ruolo sanitario per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea, nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali.
5 Legge 01/02/2006 n.43 Pubbl. sulla Gazzetta Ufficiale del 17/02/2006, n.40 - Serie generale
(Art. 3-4) Istituzione Ordini Professionali per le professioni sanitarie; (Art. 2) Obbligo iscrizione ordine anche per i dipendenti pubblici; (Art. 6) articolazione professionisti sanitari in : P. in possesso del diploma di laurea o titolo equipollente P.Specialisti con master per le funzioni specialistiche P. coordinatori in possesso master coordinamento P.in possesso di laurea specialistica
6 Cosa significa responsabilità professionale?
IL SIGNIFICATO POSITIVO del termine responsabilità è legato alla consapevolezza di un soggetto di assumersi degli obblighi connessi con lo svolgimento di un incarico, ovvero l’impegno dell’operatore sanitario a mantenere un comportamento congruo e corretto ex ante. Corrisponde a: rispetto dei presupposti scientifici delle attività e delle funzioni proprie della professione; rispetto dei valori etici condivisi e delle indicazioni che derivano dalla coscienza personale; rispetto delle norme di riferimento. 1.1. L'infermiere è l'operatore sanitario che, in possesso del diploma abilitante e dell'iscrizione all'Albo professionale, è responsabile dell'assistenza infermieristica. 1.3. La responsabilità dell'infermiere consiste nel curare e prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell'individuo. 1.4. Il Codice deontologico guida l'infermiere nello sviluppo della identità professionale e nell'assunzione di un comportamento eticamente responsabile. E' uno strumento che informa il cittadino sui comportamenti che può attendersi dall'infermiere. 2.1. Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l'assunzione della responsabilità delle cure infermieristiche. 3.2. L'infermiere assume responsabilità in base al livello di competenza raggiunto e ricorre, se necessario, all'intervento o alla consulenza di esperti. Riconosce che l'integrazione è la migliore possibilità per far fronte ai problemi dell'assistito; riconosce altresì l'importanza di prestare consulenza, ponendo le proprie conoscenze ed abilità a disposizione della comunità professionale. 3.3. L'infermiere riconosce i limiti delle proprie conoscenze e competenze e declina la responsabilità quando ritenga di non poter agire con sicurezza. Ha il diritto ed il dovere di richiedere formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle quali non ha esperienza; si astiene dal ricorrere a sperimentazioni prive di guida che possono costituire rischio per la persona. 6.1. L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l'equo utilizzo delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale. 6.3. L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o disservizi provvede a darne comunicazione e per quanto possibile, a ricreare la situazione più favorevole. 6
7 IL SIGNIFICATO NEGATIVO della responsabilità è legato alla possibilità di essere chiamati a rispondere davanti ad un giudicante di una condotta professionale riprovevole o a rendere conto del proprio operato e colpevolezza. In ragione della norma violata ci può essere: responsabilità penale responsabilità Civile responsabilità amministrativa responsabilità disciplinare responsabilità deontologica-disciplinare Responsabilità dirigenziale
Il diritto penale è una branca del diritto pubblico che disciplina i fatti costituenti reato. Vi è responsabilità penale quando per un fatto penalmente rilevante, sia possibile imputare tale fatto ad un determinato soggetto, ove sia accertato il nesso di causalità, e la colpevolezza.
9 La responsabilità professionale di natura colposa l'art. 43 c. p.
Quando c’è la responsabilità colposa dell’infermiere? La responsabilità professionale di natura colposa l'art. 43 c. p. prevede che la colpa, si configura quando un determinato fatto-reato non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia (colpa generica), ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline (colpa specifica)..
10 La Responsabilità penale
Avere un comportamento passivo e non fare nulla, può evitare delle responsabilità ? Delitto omissivo improprio Art. 40 c.p. 2° comma prevede che “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”; questa è l’ipotesi generale del delitto omissivo improprio. La causalità omissiva, pertanto, va individuata attraverso un giudizio ipotetico che, partendo dall'evento, lo suppone cagionato, ove si accerti che esso - senza l'omissione colpevole - non si sarebbe verificato; così che, se il processo logico perviene alla conclusione che l'azione doverosa (omessa) sarebbe valsa (secondo una valutazione probabilistica) ad impedire l'evento stesso, si stabilisce il nesso causale in base alla clausola generale di equivalenza. Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, sussiste sempre il nesso di causalità, allorché il tempestivo e corretto intervento sanitario sarebbe stato idoneo a produrre serie ed apprezzabili possibilità di successo per salvare la vita del paziente la piena certezza. Accanto al concetto della probabilità vi sono quelli della prevedibilità e prevenibilità delle conseguenze dannose. In virtù di ciò si può affermare che l’operatore risponde penalmente nell’ipotesi in cui poteva prevedere e prevenire il fatto-reato, quale conseguenza della sua condotta, in base alle regole di generalizzata esperienza (leggi scientifiche o statistiche di copertura o criterio dell’id quod plerumque accidit). In tal senso, si è ritenuto che sussista la responsabilità per colpa degli infermieri addetti all’assistenza anestesiologica, laddove omettano di controllare le apparecchiature e il materiale necessario per l’anestesia generale, nonché la regolarità del funzionamento degli apparecchi di respirazione automatica, se vi è somministrazione di protossido di azoto, anziché di ossigeno, nel corso di un intervento chirurgico a causa dell’inversione di innesto di tubi portanti i detti gas, anche se l’inversione è stata materialmente effettuata da altri[1]. [1] Cassazione penale, sez. IV, 4 novembre 1983, Cass. pen. 1986, 283.
11 (SPECIALE VINCOLO DI TUTELA) TITOLARE DEL BENE GIURIDICO
POSIZIONE DI GARANZIA (SPECIALE VINCOLO DI TUTELA) LEGGE 251/2000 D.M.739/94 LEGGE 42/99 TITOLARE DEL BENE GIURIDICO (Persona in carico) SOGGETTO GARANTE (ex lege Infermiere) BENE GIURIDICO (la Salute) 11
12 La Responsabilità penale
Nesso di causalità Sussiste il nesso di causalità, qualora l'azione doverosa omessa fosse stata invece compiuta, il singolo evento lesivo non si sarebbe verificato, ovvero si sarebbe inevitabilmente verificato ma in epoca significativamente posteriore ovvero avrebbe avuto luogo con minore intensità lesiva Sentenza Corte di Cassazione - Sezione Quarta Penale , n
13 Quando ci sono due sanitari che cambiano il turno, e omettono ambedue di avere un comportamento corretto, chi è il vero responsabile? Ove, vi siano due omissioni, succedutesi nel tempo e anche, per l'omissione del successore si produca l'evento, lo stesso avrà due antecedenti causali, non potendo la seconda omissione configurarsi come fatto eccezionale, sopravvenuto, sufficiente da solo a produrre l’evento. Cassazione penale sez. IV, 1 ottobre 1998, n in Ced Cassazione 2000. In relazione alle diverse concause che possono intervenire nel verificarsi di un evento, l’art. 41 c.p. prevede che le cause preesistenti, simultanee o sopravvenute alla condotta umana, anche se da essa indipendenti, non facciano venire meno la responsabilità penale del soggetto considerato, facendo parziale eccezione solo per le cause sopravvenute " da sole sufficienti a determinare l'evento".
14 La Responsabilita’ civile
In che cosa consiste la responsabilità civile? La responsabilità civile è costituita dall'obbligo di rispondere delle conseguenze che la legge civile prevede per una condotta illecita che abbia provocato un danno. Cazzaniga A. Compendio di medicina legale e delle assicurazioni op. cit. p. 558 L’infermiere potrebbe essere esente da responsabilità, qualora provi in giudizio che le lesioni personali si siano realizzate per caso fortuito rientrante nel rischio connesso all'attività. Pretura Milano, 16 dicembre Foro ambrosiano 1999, 279
15 La Responsabilità Civile
Quali sono le fonti della responsabilità civile? Atto illecito ex art c.c. Responsabilità contrattuale ex art. 1218
16 Mancato rispetto del contratto Danno ingiusto ex art. 2043
RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE Mancato rispetto del contratto Danno ingiusto ex art. 2043 Il creditore (paziente) deve dimostrare il risultato non soddisfacente rispetto al pattuito. Il debitore (Infermiere) deve dimostrare che non era possibile ottenere risultato migliore Il paziente deve dimostrare sia il danno che la colpa FONDAMENTO ONERE DELLA PROVA Trimarchi P. Istituzioni di diritto privato Giuffrè nona edizione p. 354
17 La Responsabilità disciplinare Responsabilità disciplinare?
Che cosa è la Responsabilità disciplinare? La responsabilità disciplinare è quella particolare forma di responsabilità che grava sul dipendente per la violazione dei doveri di servizio.
18 La Responsabilità disciplinare
Per rispondere dal punto di vista disciplinare, è necessario aver causato un danno all’ente? Si risponde indipendentemente dal fatto che la condotta tenuta o gli eventi da essa cagionati abbiano prodotto un danno economicamente valutabile a carico dell'ente pubblico
19 La Responsabilità disciplinare Quali sono le sanzioni previste?
improvero verbale; * rimprovero scritto (censura); * multa con importo non superiore a quattro ore di retribuzione; * sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di dieci giorni; * sospensione dal lavoro e dalla retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi; * licenziamento con preavviso; * licenziamento senza preavviso. . Il dipendente può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l’applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell’art. 13 commi 7 e 8. Quando vi sia stata sospensione cautelare dal servizio a causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio. Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all’esito del procedimento penale.
20 La Responsabilità disciplinare Quali sono le sanzioni?
Rimprovero verbale Licenziamento CON PREAVVISO Rimprovero scritto (censura) Multa con importo non superiore a 4 ore di retribuzione Licenziamento SENZA PREAVVISO Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di dieci giorni Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi
D.Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 (Riforma Brunetta) NOVITÀ SEMPLIFICAZIONE dei procedimenti disciplinari; ESTENSIONE dei poteri del dirigente della struttura in cui il dipendente lavora RIDUZIONE dei termini POTENZIAMENTO dell’istruttoria ABOLIZIONE dei collegi arbitrali di impugnazione PREVISIONE della validità della pubblicazione del codice disciplinare sul sito dell’amministrazione . Il dipendente può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l’applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell’art. 13 commi 7 e 8. Quando vi sia stata sospensione cautelare dal servizio a causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio. Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all’esito del procedimento penale.
22 Per l’effettività della responsabilità
disciplinare La mancata collaborazione “richiesta o comunque dovuta” è sanzionata con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 15 gg. (55 bis comma 7) Il dirigente che, avendone il potere, non esercita l’azione disciplinare o ne causa la decadenza, è punito con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 3 mesi e con la decurtazione della retribuzione di risultato (55 sexies comma 3) 22
23 Per l’effettività della responsabilità
disciplinare Analoga sanzione per i dipendenti privi di qualifica dirigenziale “ove non stabilito diversamente dal contratto” (55 sexies comma 3) La responsabilità civile del dirigente per “illiceità nello svolgimento del procedimento disciplinare” è limitata al dolo e alla colpa grave (55 sexies comma 4) 23
24 Infrazioni fino a 10 gg di sospensione :
INDIPENDENZA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE DAL PROCEDIMENTO PENALE Art.55 ter Infrazioni fino a 10 gg di sospensione : L’ufficio NON PUÒ sospendere il procedimento Infrazioni più gravi : L’ufficio PUÒ sospendere il procedimento in presenza di due condizioni “particolare complessità dell’accertamento” e “mancanza di elementi sufficienti a motivare l’irrogazione della sanzione” Deve poi riprendere entro 60 gg dalla comunicazione della sentenza e concludere entro 180 gg
25 MARTONE & MARTONE Studio legale
INDIPENDENZA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE DAL PROCEDIMENTO PENALE Art.55 ter Segue … Se il procedimento disciplinare si chiude con l’archiviazione ed il processo penale con una sentenza penale di condanna, l’autorità competente riapre il procedimento disciplinare per adeguare le determinazioni conclusive all’esito del giudizio penale Il procedimento è riaperto anche nel caso in cui dalla sentenza irrevocabile di condanna risulti che il fatto addebitabile al dipendente in sede disciplinare comporta il licenziamento, mentre è stata applicata sanzione diversa La ripresa o la riapertura del procedimento disciplinare avviene, rispettivamente, entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza all’amministrazione d’appartenenza del lavoratore ovvero dalla presentazione dell’istanza di riapertura Il procedimento è concluso entro centottanta giorni dalla ripresa o dalla riapertura 25
26 STRUMENTI “COLLATERALI” (1)
Possibilità per il capo della struttura/ufficio procedimenti di acquisire da altre p.a. informazioni/documenti rilevanti per l’indagine disciplinare (art.55bis comma 6) In caso di trasferimento del dipendente nelle more di procedimento disciplinare, conclusione di questo presso la nuova amministrazione (art.55bis comma 8) In caso di dimissioni del dipendente nelle more di procedimento per violazioni disciplinari punite con licenziamento o se vi è stata sospensione cautelare, questo viene comunque concluso (art.55bis comma 9) concluso (art.55bis comma 9)
27 Quali sono i reati a cui può andare incontro un’infermiere nell’ambito della sua attività professionale?
28 La responsabilità penale Principali reati di evento
Titolo del reato Art. c.p. Omicidio colposo 589 Lesione personale colposa 590 Violenza Privata 610 Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità 340 .
29 LLa Responsabilità penale Principali reati di condotta
Titolo del reato Art. c.p. Omissione di soccorso 593 Rifiuto di atti di ufficio 328 Rivelazione segreto professionale 622 Rivelazione segreto d’ufficio 326 Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità 481 Falsità materiale in atti pubblici 476 Falsità ideologica in atti pubblici 479
30 LLa Responsabilità penale principali reati di condotta
Titolo del reato Art. c.p. Omissione di referto 365 334 c.p.p. Omessa denuncia da parte di un incaricato di pubblico servizio 362 331 Commercio o somministrazione di medicinali guasti 443 Esercizio abusivo di professione 348 c.p
31 RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE
LA GIURISPRUDENZA 1930 Tribunale di Pavia “non risponde di lesioni colpose un infermiere, il quale nell'eseguire, legalmente autorizzato, delle iniezioni, abbia perforato il nervo sciatico del paziente, producendone la paralisi, perché un infermiere non è tenuto a conoscere l'anatomia topografica". 31
32 RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE
LA GIURISPRUDENZA 1980 Tribunale di Bolzano Il medico è responsabile dell'organizzazione interna del servizio a lui affidato e deve svolgere attività di controllo e verifica sull'operato degli ausiliari. Se il medico effettua una prescrizione di farmaci e l'infermiera la trascrive per consegnarla al malato, il primo è tenuto a controllare che la seconda non incorra in errore di trascrizione causativo della morte. Tribunale di Bolzano, sentenza 3 marzo 1980, in Rivista italiana di medicina legale, 605, 1983. 32
LA GIURISPRUDENZA 2008 Sussiste il reato di omicidio colposo in capo agli infermieri di un ospedale per non avere prestato, nella loro qualità, idonea vigilanza durante le ore notturne sui pazienti ricoverati ed in particolare sull’autore dell’aggressione mortale in danno del vicino di camera. Agli infermieri non era stato contestato di avere agito con imperizia, non essendo tenuti ad una diagnosi che è estranea alla loro competenza, ma di avere agito con negligenza, perché se è vero che l'insorgenza della psicosi acuta dissociativa è improvvisa, la imprevedibilità di tale stato riguarda le persone sane, non i soggetti affetti da disturbi di tipo psichico, che palesano irrequietezza. Cassazione Penale – Sezione IV, Sent. n del 27/02/2008 conforme anche Tribunale Milano sez. V 26 febbraio in Foro ambrosiano 2008, 4, 396 (s.m.) (nota di: VILLA) 33
34 QUALI LIMITI INTERPRETATIVI?
GIURISPRUDENZA QUALI LIMITI INTERPRETATIVI? METODO DEDUTTIVO PREMESSE teoriche NON sempre CORRETTE DEDUZIONI NON COERENTI con la realtà fattuale e professionale INTERPRETI DEL DIRITTO Spesso GIUDIZI ANCORATI alla NORMATIVA PREVIGENTE NON RICONOSCIMENTO dell’ evoluzione normativa e professionale e dell’AUTONOMIA INFERMIERISTICA 34
35 A. Manzoni (I promessi sposi, XXXII)
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References: Art. 40
 Cass. 
 Sentenza 
 art. 1218
 art. 2043
 art. 2043
 Art.55
 sentenza 
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