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AGEVOLAZIONI FISCALI SUL GAS NATURALE. Come richiedere l applicazione delle accise agevolate - PDF
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1 2 AGEVOLAZIONI FISCALI SUL GAS NATURALE Come richiedere l applicazione delle accise agevolate3 Agevolazioni fiscali sul gas naturale AGEVOLAZIONI FISCALI SUL GAS NATURALE di Federica Bonafaccia e Antonio Griesi EDIZIONI ISTA Istituto Internazionale di Studi e Documentazione Turistico Alberghiera Giovanni Colombo Roma via Toscana 1 copyright 2010 Federalberghi & Format La traduzione, l adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie), nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i Paesi. 24 Agevolazioni fiscali sul gas naturale INDICE Premessa...5 La normativa...7 La tassazione del gas destinato alla combustione...7 Tabella delle imposte...9 Le attività connesse...10 L appartamento privato del gestore...11 La ristorazione...11 La distribuzione commerciale...12 Come richiedere l accisa erariale agevolata...13 Fac-simile modulo autocertificazione...15 Allegati5 Agevolazioni fiscali sul gas naturale 46 Agevolazioni fiscali sul gas naturale PREMESSA Il prezzo del gas metano, che ha subito in questi ultimi anni un sensibile incremento, influenza in modo rilevante i costi sostenuti dalle imprese del settore turistico ricettivo. In Italia, il costo finale per l'approvigionamento del gas risulta tra i più alti d'europa, anche a causa del livello di tassazione. Tale costo può essere ridotto grazie alle disposizioni - introdotte nell'ordinamento italiano su proposta di Federalberghi - che consentono alle imprese turistico ricettive di beneficiare di una tassazione agevolata sulle forniture di gas naturale. Non tutti sanno però che l'applicazione dell'aliquota ridotta non avviene automaticamente: è necessario che l'impresa presenti una domanda al proprio fornitore. Questo manuale, realizzato su misura per le imprese alberghiere, oltre a contenere informazioni sulle disposizioni che regolano la materia, fornisce indicazioni operative utili per richiedere l'applicazione del regime fiscale agevolato. 57 Agevolazioni fiscali sul gas naturale 68 Agevolazioni fiscali sul gas naturale LA NORMATIVA L uso di gas naturale come combustibile è soggetto ad accisa, i cui livelli e aliquote sono definiti a livello nazionale dal Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, approvato con il D.Lgs. 26 ottobre 1995 n L articolo 26 del suddetto Testo Unico distingue tra usi civili ed usi industriali, quest ultimi assoggettati ad una aliquota agevolata. Sono considerati compresi negli usi industriali gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, in tutte le attività industriali produttive di beni e servizi e nelle attività artigianali ed agricole, nonchè gli impieghi nel settore alberghiero, nel settore della distribuzione commerciale, negli esercizi di ristorazione, negli impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fini di lucro, eccetera. Sono invece compresi negli usi civili gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nei locali delle imprese industriali, artigiane e agricole, posti fuori dagli stabilimenti, dai laboratori e dalle aziende dove viene svolta l'attività produttiva, nonchè alla produzione di acqua calda, di altri vettori termici o di calore, non utilizzati in impieghi produttivi dell'impresa, ma ceduti a terzi per usi civili. LA TASSAZIONE DEL GAS DESTINATO ALLA COMBUSTIONE Le imposte indirette che gravano sul consumo di gas naturale sono le seguenti: accisa erariale, ai sensi del D.Lgs. 504/1995; addizionale regionale all accisa, determinata autonomamente da ciascuna Regione con proprio provvedimento, tenuto conto dei limiti imposti dalla normativa generale sulle imposte; IVA, calcolata sulla somma di tutte le voci della bolletta, con aliquota del 10% o del 20%. Le imposte rappresentano circa il 39% della bolletta. Accisa erariale Per gli usi civili l accisa erariale è oggi differenziata sulla base di scaglioni di consumo. Esistono però accise per usi civili ridotte nei seguenti territori: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, alle province di Latina e di Frosinone, ai comuni della provincia di Rieti già compresi nell ex circondario di Cittaducale, ai comuni compresi nella zona del comprensorio di bonifica del fiume Tronto, ai comuni della provincia di Roma compresi nella zona della bonifica di Latina, all Isola d Elba, nonché agli interi territori dei comuni di Isola del Giglio e di Capraia Isola. 79 Agevolazioni fiscali sul gas naturale Nel caso in cui invece l uso sia industriale, l aliquota varia a seconda dell entità dei consumi annuali. Se i consumi non superano nell anno termico il quantitativo di mc, l aliquota è pari a 0, euro ed è fissa. (Vedi Tabella). Addizionale regionale L art. 9 del D.Lgs. 21 Dicembre 1990, n. 398, in attuazione dell art. 6 della legge n. 158 del 1990, ha istituito un addizionale regionale all accisa sul gas naturale usato nelle regioni a statuto ordinario come combustibile, nella misura determinata da ciascuna Regione con propria legge. Nella generalità dei casi l addizionale regionale è fissata nella misura del 50% dell accisa erariale sia per usi civili che industriali. (Vedi Tabella). Imposta sul valore aggiunto Il totale corrisposto dal cliente per l acquisto del gas naturale, insieme ai servizi ancillari, all accisa erariale ed all imposta addizionale, concorre alla formazione della base imponibile ai fini del pagamento dell imposta sul valore aggiunto. Tale imposta può avere aliquota ordinaria del 20% o aliquota del 10%. L agenzia delle entrate ha chiarito con la circolare n.2/e del 17 gennaio 2008 che a partire dal 1 gennaio 2008 l aliquota agevolata del 10%, riferibile ad utilizzi civili, si applica sui primi 480 metri cubi annui di consumo. Lo scaglione di consumo di 480 metri cubi è riferito a ciascun anno solare. Solo per i consumi eccedenti questi limite vale l aliquota I.V.A. ordinaria del 20%. Per gli usi industriali, la normativa prevede l aliquota agevolata per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere. L Aliquota I.V.A. agevolata deve essere richiesta al proprio fornitore. (Vedi Tabella). 810 Agevolazioni fiscali sul gas naturale TABELLA DELLE IMPOSTE Fascia di consumo annuo fino a 120 mc da 120 a 480 mc USI CIVILI da 480 a mc oltre mc USI INDUSTRIALI fino a mc oltre mc ACCISA (cent/ ) Normale 4,40 17,50 17,00 18,60 1,2498 0,7499 Territori ex-cassa del Mezzogiorno (A) 3,80 13,50 12,00 15,00 1,2498 0,7499 ADDIZIONALE REGIONALE(B) (cent/ ) Piemonte 2, , , , , ,52000 Veneto 0, , , , , ,51650 Liguria - zone climatiche C e D 2, , , , , , zona climatica E 1, , , , , , zona climatica F 1, , , , , ,52000 Emilia Romagna 2, , , , , ,51646 Toscana 1, , , , , ,52000 Umbria 0, , , , , ,51650 Marche 1, , , , , ,52000 Lazio 2, , , , , ,51600 Abruzzo - zone climatiche E e F 1, , , , , , altre zone 1, , , , , ,51600 Molise 1, , , , , ,52000 Campania 1, , , , , ,52000 Puglia 1, , , , , ,51646 Calabria 1, , , , , ,51646 ALIQUOTA IVA (C) 20 (C) (%) FONTE: Autorità per l energia elettrica e il gas A) Si tratta dei territori indicati all'art.1 del D.P.R. 6 marzo 1978, n B) Le regioni a statuto speciale hanno posto l'addizionale regionale pari a 0; l'imposta non è più dovuta anche in Lombardia dal 2002 (L.R. 18/12/2001, n.27) e in Basilicata dal 2008 (L.R. 28/12/2007, n. 28) C) Per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere l'aliquota è del 10%. 911 Agevolazioni fiscali sul gas naturale LE ATTIVITÀ CONNESSE L Agenzia delle Dogane, con il Telex MF prot. 3273/IV del 27 novembre 1998, ha chiarito che si considerano comprese negli usi industriali le utilizzazioni di gas metano relative, non solo a tutto il complesso di prestazioni che vengono effettuate ai fini produttivi, ma anche alle attività connesse purché svolte in locali ubicati all interno del recinto delle imprese (uffici amministrativi, mense aziendali, docce, abitazione del custode, eccetera). Secondo l Amministrazione, tra tali prestazioni non può rientrare il consumo di metano per il riscaldamento delle abitazioni del proprietario, dei dirigenti e degli impiegati eventualmente ubicate nell interno delle fabbriche. Relativamente agli usi alberghieri, con la risoluzione n.1/d, del 14 giugno 2004 (allegata), l Agenzia delle Dogane ha fornito un interpretazione estensiva della norma richiamata, sostenendo che l aliquota ridotta sul gas metano impiegato negli alberghi ( usi industriali ) trova applicazione alle attività connesse, anche se svolte in locali ubicati fuori dal recinto delle imprese, funzionalmente ed esclusivamente collegate all attività principale (cfr circolare Federalberghi n. 181 del ). Secondo l Avvocatura generale dello Stato (parere n. CS 44023/ Sez. 3), infatti, la distinzione operata dalla norma tra locali posti all'esterno e all'interno degli "stabilimenti" in cui ha luogo l'attività produttiva va individuata nella necessità, ai fini del trattamento fiscale più favorevole, che ricorra una stretta connessione tra l'utilizzazione del prodotto tassato e l'esercizio concreto dell'attività imprenditoriale. L'Avvocatura sostiene infatti che il vincolo tra i beni aziendali è dato dalla loro destinazione funzionale a costituire lo strumento dell'attività d'impresa, mentre non va dato rilievo alla mera vicinanza materiale dei beni medesimi. L'applicazione dell'aliquota per "usi industriali" non può quindi negarsi allorché le strutture in cui vengono erogati servizi alberghieri accessori, ancorché separate dalla struttura principale, abbiano un vincolo di destinazione esclusiva e riservata per i clienti dell'albergo, mentre, nel caso in cui la separazione materiale delle strutture sia espressione di autonomia funzionale deve applicarsi l'aliquota di accisa per "usi civili". Alla luce dell orientamento espresso dall'avvocatura dello Stato, l Agenzia delle Dogane ha ritenuto che, rispetto agli impieghi del gas metano effettuati per lo svolgimento di attività connesse con quella alberghiera, svolte al di fuori del recinto aziendale, possa ammettersi l'applicazione della più favorevole ed eccezionale aliquota "usi industriali", in luogo di quella ordinaria per "usi civili", previo il rigoroso accertamento da parte del locale ufficio dell'agenzia delle Dogane (ufficio tecnico di finanza o, ove istituito, ufficio delle Dogane) della sussistenza di un vincolo di destinazione esclusiva e riservata, tra l'attività principale e quella connessa, tale che quest'ultima possa qualificarsi senza dubbio quale emanazione della prima, con 1012 Agevolazioni fiscali sul gas naturale esclusione di ulteriori profili di autonomia funzionale che possano favorire il perseguimento di finalità elusive dell'applicazione della normale aliquota "usi civili". L APPARTAMENTO PRIVATO DEL GESTORE Non è attualmente riconosciuta la possibilità di applicare l aliquota agevolata ai consumi effettuati nell appartamento privato dell albergatore interno alla struttura ricettiva. L aliquota agevolata può essere applicata invece ai consumi effettuati in un appartamento privato interno ad un albergo solo se lo stesso viene utilizzato per uso di guardiania e/o custodia. A tal fine devono essere soddisfatte, contestualmente, le seguenti condizioni: che i relativi locali non siano accatastati ai fini fiscali come abitazione civile; che essi non abbiano accesso separato rispetto alla struttura principale; che abbiano, nel loro insieme, una dimensione proporzionata in relazione al loro uso; che siano occupati da un soggetto lavoratore dipendente dell impresa alberghiera. LA RISTORAZIONE La legge n. 488/1999 (art. 12, quinto comma) ha modificato l'art. 26 del Testo Unico sulle Accise, comprendendo negli usi industriali gli utilizzi del gas metano negli esercizi di ristorazione, negli impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fine di lucro e nelle attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all'assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti, anche quando non è previsto lo scopo di lucro. L Agenzia delle Dogane, nella circolare n. 64/D-IV del 4 aprile 2000, ha ritenuto applicabile l agevolazione, ai ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie e esercizi similari (cfr circolare Federalberghi n. 105 del ). Ha invece ritenuto esclusi dall'applicazione dell'aliquota agevolata gli esercizi di somministrazione di sole bevande, quali i bar, i caffè, le gelaterie, le pasticcerie e gli altri esercizi similari. Con la nota del 12 marzo, 2008 (in allegato), a seguito dell estensione dell agevolazione al settore della distribuzione commerciale, l Agenzia delle Dogane ha però modificato tale interpretazione. L Avvocatura Generale dello Stato, infatti, ha ritenuto che anche l attività di somministrazione di bevande può essere considerata come un attività di distribuzione commerciale, e pertanto possono farsi rientrare tra i soggetti beneficiari dell agevolazione anche i titolari di bar, birrerie e simili. 1113 Agevolazioni fiscali sul gas naturale Sulla base del parere dell Avvocatura, pertanto, l Agenzia delle Dogane ha stabilito che l applicazione dell aliquota d accisa per usi industriali deve ritenersi ammissibile anche rispetto ai consumi di gas relativi ai locali destinati all esercizio dell attività di somministrazione di bevande, di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gelateria e di prodotti di gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari). Secondo la normativa vigente (Legge n. 287/1991), infine, l'attività di ristorazione ovvero di somministrazione di bevande può effettuarsi anche congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari (attività che non usufruiscono dell agevolazione). In tal caso, in assenza di distinti contatori, occorre procedere ad una determinazione presunta dei consumi di gas metano da assoggettare all'aliquota di accisa prevista per uso industriale, imputando il 50% del consumo ad uso industriale e il rimanente 50% ad uso civile. Ove, invece, il titolare dell'esercizio ritenga che possa essere imputato un consumo maggiore del 50% all'attività di ristorazione ovvero di somministrazione di bevande, deve produrre una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà nella quale, sotto la propria personale responsabilità, dichiara la sussistenza di impedimenti tecnici all'istallazione di distinti contatori e che i consumi sono prevalentemente da imputare all'attività di ristorazione ovvero di somministrazione di bevande. In presenza di una tale dichiarazione l'intero consumo di gas metano viene assoggettato all'aliquota prevista per uso industriale. LA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE L art. 7, comma 27, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262 ha esteso l aliquota ridotta dell accisa, prevista per il gas metano destinato ad usi industriali, alle forniture di gas metano utilizzato nell attività di distribuzione commerciale. Il legislatore ha così ammesso al beneficio erariale, già esistente per le imprese alberghiere e della ristorazione, anche le imprese della distribuzione commerciale. L Agenzia delle Dogane ha fornito una prima interpretazione del nuovo ambito applicativo dell agevolazione con la nota n. 4428/V del 27 dicembre 2006, senza indicare però quali attività dovessero essere incluse nella categoria distribuzione commerciale. Con la nota del 12 marzo 2008 (in allegato), l Agenzia rende, invece, pubblico il parere dell Avvocatura di Stato del 14 novembre 2007, prot. n /07, avente ad oggetto l individuazione delle imprese che debbono considerarsi parte del settore della distribuzione commerciale, ai fini dell applicazione della disposizione agevolativa sul gas metano. 1214 Agevolazioni fiscali sul gas naturale Secondo l Avvocatura, la genericità del dato normativo e la sua atecnicità (intesa come non coincidenza con le categorie del commercio definite in altri testi di legge, quali l art. 4, par.1, D.Lgs. n. 114/98) depone per un individuazione dell ambito di applicazione dell agevolazione senza limitazioni all interno di quella categoria generale contemplata. L interpretazione del dato letterale trova conferma nell elaborazione della nozione di distribuzione commerciale maturata dalla dottrina economica come lo strumento attraverso il quale vengono immesse merci e servizi sul mercato, con le diverse forme di organizzazione della: distribuzione diretta, ove la vendita si attua direttamente nella sede dell impresa e ove è l impresa stessa che assume su di se tutte le funzioni attinenti alla messa in commercio del prodotto; distribuzione indiretta, nella quale operatori commerciali autonomi operano a diversi livelli, quali dettaglianti o grossisti, ponendosi come intermediari tra produttore e consumatore finale. Oltre al settore del commercio al dettaglio, a parere dell Avvocatura Generale dello Stato, occorre ricomprendere tra i soggetti destinatari dell agevolazione anche coloro che svolgono un attività di commercio all ingrosso ed, analogamente, gli esercenti un attività di intermediazione commerciale o comunque non direttamente connessa alla vendita diretta al consumatore finale. Non si possono, poi, escludere dal novero di coloro che possono fruire dell applicazione dell aliquota ridotta (sempre secondo il parere riportato dell Avvocatura) gli esercenti le attività di vendita per catalogo e di commercio elettronico, che devono essere riconosciute, a tutti gli effetti, quali attività di distribuzione commerciale. Sono quindi assoggettate alla aliquota agevolata i consumi di gas naturale effettuati dagli esercenti: di attività di commercio al dettaglio, ivi comprese le cd. forme speciali di vendita al dettaglio (vendita per corrispondenza, mediante distributori automatici, tramite televisione o altro mezzo di comunicazione, vendita per catalogo) e di commercio elettronico; di attività di commercio all ingrosso; di attività di intermediazione commerciale o comunque non direttamente connesse alla vendita. COME RICHIEDERE L ACCISA ERARIALE AGEVOLATA L accisa agevolata per usi industriali non è applicata in modo automatico dal fornitore ma deve essere richiesta. Può anche capitare che nel passaggio da un fornitore all altro tale diritto si perda, e si renda necessario chiederne nuovamente l applicazione. Pertanto, una volta verificato sulla propria bolletta che l accisa applicata non corrisponde a quella 1315 Agevolazioni fiscali sul gas naturale agevolata, occorre verificare con il proprio fornitore di gas le modalità per richiedere l agevolazione. In ogni caso, la normativa prevede che il fornitore debba certificare il tipo di attività svolta dall impresa per comprendere se rientra nella casistica degli usi industriali. Per far questo il cliente finale deve presentare apposta dichiarazione sostitutiva del certificato c.c.i.a.a. e dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà relativo all uso del gas metano. Si riporta di seguito un esempio di modulo di autocertificazione evidenziando che in ogni caso è necessario richiedere lo specifico modulo al fornitore. Al riguardo, il rappresentante legale dell azienda deve dichiarare, sotto la propria personale responsabilità, ai sensi dell art. 46 del D.P.R n. 445: l avvenuta iscrizione presso l Ufficio Registro delle Imprese della Camera di Commercio,Industria, Artigianato e Agricoltura; il numero di iscrizione; l attività svolta. 1416 Agevolazioni fiscali sul gas naturale FAC-SIMILE MODULO AUTOCERTIFICAZIONE Spett. le Istanza, dichiarazione sostitutiva del certificato C.C.I.A.A. e dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà relative all applicazione del regime fiscale agevolato previsto per gli usi industriali sul consumo di gas metano Denominazione ditta / Ragione Sociale del cliente SEDE LEGALE indirizzo Comune Prov. Codice fiscale Partita IVA Telefono Fax LOCALITÀ DI FORNITURA Indirizzo Comune Prov. Codice utenza Matricola contatore Il/La sottoscritto/a nato/a a Prov. Il residente a Prov. Indirizzo nella sua qualità di rappresentante legale/negoziale della Ditta/Società sopra indicata, 1517 Agevolazioni fiscali sul gas naturale 16 DICHIARA sotto la propria personale responsabilità, ai sensi dell art. 46 del D.P.R n. 445 che la Ditta/Società qui rappresentata risulta iscritta presso l Ufficio Registro delle Imprese della Camera di Commercio C.C.I.A.A. di dal con il numero di iscrizione che la sede di fornitura per la quale è prodotta la presente documentazione risulta iscritta ovvero è indicata nella domanda di iscrizione al predetto Ufficio. INOLTRE DICHIARA sotto la propria personale responsabilità che i consumi di gas metano relativi all utenza sopra indicata, sono dovuti esclusivamente agli usi agevolati di cui all art.26 e relativa nota 1, ed all allegato I e tabella A del D.L. 26/10/95 n.504, dei quali ha preso conoscenza e, più in particolare, agli impieghi indicati in corrispondenza della casella di seguito barrata: IMPIEGHI NEL SETTORE ALBERGHIERO attività esercitata nell ambito del settore alberghiero (ALBERGO, HOTEL, MOTEL, PENSIONE, LOCANDA, CONVITTO, CAMPEGGIO, OSTELLO PER LA GIOVENTU, VILLAGGIO, ALBERGO, RESIDENZA TURISTICO-ALBERGHIERA, ALLOGGIO AGRO- TURISTICO, ESERCIZIO DI AFFITTACAMERE) secondo quanto definito dalla normativa vigente. IMPIEGHI NEGLI ESERCIZI DI RISTORAZIONE esercizio di RISTORAZIONE per il quale è stata rilasciata la autorizzazione comunale per la somministrazione pasti e bevande secondo quanto definito dalla normativa vigente (RISTORANTI, TRATTORIE, TAVOLE CALDE, PIZZERIE, BIRRERIE BAR, CAFFE, GELATERIE, PASTICCERIE ED ESERCIZI SIMILARI). esercizio di RISTORAZIONE per il quale è stata rilasciata l autorizzazione comunale oltre che per l attività di somministrazione di pasti e bevande, (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie, ed esercizi similari), ai sensi della normativa vigente, anche per l attività di intrattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari. Sulla base di una determinazione presunta dei consumi, come indicato dalla circolare n.64/2000 l aliquota di accisa ridotta per uso industriale viene applicata al 50% del consumo. esercizio di RISTORAZIONE per il quale è stata rilasciata l autorizzazione comunale oltre che per l attività di somministrazione di pasti e bevande (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie, bar, caffè, gelaterie, pasticceria ed esercizi similari), ai sensi della normativa vigente, anche per l attività di intrattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari. Il sottoscritto dichiara sotto la propria personale responsabilità che i consumi sono da imputare prevalentemente all attività di ristorazione e dichiara la sussistenza di impedimenti tecnici all installazione di distinti contatori. 1618 Agevolazioni fiscali sul gas naturale IMPIEGHI IN DEPOSITI, UFFICI, MENSE, DOCCE, SPOGLIATOI, ABITAZIONE DEL CUSTODE (O PER EVENTUALI ALTRE ATTIVITÀ CONNESSE, COSÌ SPECIFICATE indicare il tipo di utilizzo Pertanto, il/la sottoscritto/a CHIEDE che ai consumi di gas metano riguardanti la predetta fornitura sia applicato il regime fiscale agevolato previsto per gli usi industriali sopra dichiarati, ai fini dell accisa e dell imposta regionale. Dichiara che la documentazione allegata in copia è conforme all originale (art. 19 del D.P.R n. 445). 17 Luogo e data TIMBRO e FIRMA Allega fotocopia del documento di identità in corso di validità 1719 Agevolazioni fiscali sul gas naturale ALLEGATI 1820 19 Agevolazioni fiscali sul gas naturale21 Agevolazioni fiscali sul gas naturale D.Lgs n. 504 Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative. Pubblicato nella Gazz. Uff. 29 novembre 1995, n. 279, S.O. Articolo 26. Disposizioni particolari per il gas naturale. 1. Il gas naturale (codici NC e NC ), destinato alla combustione per usi civili e per usi industriali, nonchè all'autotrazione, è sottoposto ad accisa, con l'applicazione delle aliquote di cui all'allegato I, al momento della fornitura ai consumatori finali ovvero al momento del consumo per il gas naturale estratto per uso proprio. 2. Sono considerati compresi negli usi civili anche gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nei locali delle imprese industriali, artigiane e agricole, posti fuori dagli stabilimenti, dai laboratori e dalle aziende dove viene svolta l'attività produttiva, nonchè alla produzione di acqua calda, di altri vettori termici o di calore, non utilizzati in impieghi produttivi dell'impresa, ma ceduti a terzi per usi civili. 3. Sono considerati compresi negli usi industriali gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, in tutte le attività industriali produttive di beni e servizi e nelle attività artigianali ed agricole, nonchè gli impieghi nel settore alberghiero, nel settore della distribuzione commerciale, negli esercizi di ristorazione, negli impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fini di lucro, nel teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che abbiano le caratteristiche tecniche indicate nella lettera b) del comma 2 dell'articolo 11 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, anche se riforniscono utenze civili. Si considerano, altresì, compresi negli usi industriali, anche quando non è previsto lo scopo di lucro, gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nelle attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all'assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti. 4. Sono assoggettati all'aliquota relativa al gas naturale impiegato per combustione per usi industriali i consumi di gas naturale impiegato negli stabilimenti di produzione anche se nei medesimi vengono introdotte e depositate merci provenienti da altri stabilimenti, purchè di società controllate o di società collegate con quella titolare della concessione ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, nonchè i consumi relativi ad operazioni connesse con l'attività industriale. 5. Ai fini della tassazione di cui al comma 1 si considerano gas naturale anche le miscele contenenti metano ed altri idrocarburi gassosi in misura non inferiore al 70 per cento in volume. Per le miscele contenenti metano ed altri idrocarburi gassosi in misura inferiore al 70 per cento in volume, ferma restando l'applicazione dell'articolo 21, commi 3, 4 e 5, quando ne ricorrano i presupposti, sono applicate le aliquote di accisa, relative al gas naturale, in misura proporzionale al contenuto complessivo, in volume, di metano ed altri idrocarburi. Per le miscele di gas naturale con aria o con altri gas ottenuti nelle officine del gas di città, l'imposta si applica con riguardo ai quantitativi di gas naturale originari, 2022 Agevolazioni fiscali sul gas naturale secondo le percentuali sopraindicate, impiegati nelle miscelazioni. Per le miscele di gas ottenuto nelle officine del gas di città od in altri stabilimenti, con qualsiasi processo di lavorazione che utilizzi metano o altra materia prima, l'imposta si applica sulla percentuale di metano puro che risulta in esso contenuta. 6. Non sono sottoposte ad accisa le miscele gassose di cui al comma 5 di origine biologica destinate agli usi propri del soggetto che le produce. 7. Sono obbligati al pagamento dell'imposta di cui al comma 1 secondo le modalità previste dal comma 13 e con diritto di rivalsa sui consumatori finali: a) i soggetti che procedono alla fatturazione del gas naturale ai consumatori finali comprese le società aventi sede legale nel territorio nazionale e registrate presso la competente Direzione regionale dell'agenzia delle dogane, designate da soggetti comunitari non aventi sede nel medesimo territorio che forniscono il prodotto direttamente a consumatori finali nazionali; b) i soggetti che acquistano per uso proprio gas naturale da Paesi comunitari o da Paesi terzi, avvalendosi delle reti di gasdotti ovvero di infrastrutture per il vettoriamento del prodotto; c) i soggetti che acquistano il gas naturale confezionato in bombole o in altro recipiente da altri Paesi comunitari o da Paesi terzi; d) e) i soggetti che estraggono per uso proprio gas naturale nel territorio dello Stato. 8. Su richiesta possono essere riconosciuti come soggetti obbligati i gestori delle reti di gasdotti nazionali per il solo gas naturale impiegato per il vettoriamento del prodotto. 9. Si considerano consumatori finali anche gli esercenti impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione non dotati di apparecchiature di compressione per il riempimento di carri bombolai. 10. I soggetti di cui ai commi 7 e 8 hanno l'obbligo di denunciare preventivamente la propria attività all'ufficio dell'agenzia delle dogane competente per territorio e di prestare una cauzione sul pagamento dell'accisa. Tale cauzione è determinata dal medesimo Ufficio in misura pari ad un dodicesimo dell'imposta annua che si presume dovuta in relazione ai dati comunicati dal soggetto nella denuncia e a quelli eventualmente in possesso dell'ufficio competente. Il medesimo Ufficio, effettuati i controlli di competenza e verificata la completezza dei dati relativi alla denuncia e alla cauzione prestata, rilascia, ai soggetti di cui ai commi 7 ed 8, un'autorizzazione, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della denuncia. I medesimi soggetti sono tenuti a contabilizzare, in un apposito registro di carico e scarico, i quantitativi di gas naturale estratti, acquistati o ceduti e ad integrare, a richiesta dell'ufficio competente, l'importo della cauzione che deve risultare pari ad un dodicesimo dell'imposta dovuta nell'anno precedente. 11. Sono esonerate dall'obbligo della prestazione della cauzione di cui al comma 10 le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici. L'Agenzia delle dogane ha facoltà di esonerare dal medesimo obbligo le ditte affidabili e di notoria solvibilità. Tale esonero può essere revocato nel caso in cui mutino le condizioni che ne avevano consentito la 2123 Agevolazioni fiscali sul gas naturale concessione; in tal caso la cauzione deve essere prestata entro quindici giorni dalla notifica della revoca. 12. L'autorizzazione di cui al comma 10 viene negata o revocata a chiunque sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per reati connessi all'accertamento ed al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici o sull'energia elettrica per i quali è prevista la pena della reclusione. 13. L'accertamento dell'accisa dovuta viene effettuato sulla base di dichiarazioni annuali, contenenti tutti gli elementi necessari per la determinazione del debito d'imposta, che sono presentate dai soggetti obbligati entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce. Il pagamento dell'accisa è effettuato in rate di acconto mensili da versare entro la fine di ciascun mese, calcolate sulla base dei consumi dell'anno precedente. Il versamento a conguaglio è effettuato entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui si riferisce. Le somme eventualmente versate in eccedenza all'imposta dovuta sono detratte dai successivi versamenti di acconto. L'Amministrazione finanziaria ha facoltà di prescrivere diverse rateizzazioni d'acconto sulla base dei dati tecnici e contabili disponibili. Per la detenzione e la circolazione del gas naturale non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 5 e Contestualmente all'avvio della propria attività, i soggetti che effettuano l'attività di vettoriamento del gas naturale ne danno comunicazione al competente Ufficio dell'agenzia delle dogane e presentano una dichiarazione annuale riepilogativa contenente i dati relativi al gas naturale trasportato rilevati nelle stazioni di misura. La dichiarazione è presentata al competente Ufficio dell'agenzia delle dogane entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce. Gli stessi soggetti sono altresì tenuti a rendere disponibili agli organi preposti ai controlli i dati relativi ai soggetti cui il prodotto è consegnato. 15. In occasione della scoperta di sottrazione fraudolenta di gas naturale, i venditori compilano una dichiarazione per i consumi di gas naturale accertati e la trasmettono al competente ufficio dell'agenzia delle dogane appena i consumi fraudolenti sono stati accertati. 2224 RISOLUZIONE N. 1/D Protocollo: Rif.: 1851/V/AGT Roma, 14 giugno 2004 Alle Direzioni regionali dell Agenzia delle Dogane LORO SEDI Allegati: OGGETTO: D. Leg.vo n. 504/1995. Art. 26 nota (1). - Gas metano. - Aliquota di accisa ridotta per usi industriali. - Applicabilità alle prestazioni effettuate a fini produttivi. Usi nel settore alberghiero. - Estensibilità alle attività connesse. L articolo 26, comma 1, del Testo unico delle accise, approvato con decreto legislativo n. 504/1995, nel definire l ambito applicativo dell accisa sul gas metano, stabilisce che tale prodotto viene sottoposto a tassazione allorché destinato all autotrazione o alla combustione per usi civili e usi industriali, specificando, alla nota (1), le diverse tipologie di impiego cui sono applicabili le due aliquote specifiche sopra menzionate. La norma richiamata stabilisce, quindi, che ai fini dell applicazione del livello di tassazione ridotto corrispondente all aliquota usi industriali : a) si considerano compresi negli usi civili anche gli impieghi del gas metano nei locali delle imprese industriali, artigiane ed agricole, posti fuori degli stabilimenti, dai laboratori e delle aziende dove viene svolta l attività produttiva, e nella produzione di acqua calda, di altri vettori termici e/o di calore non utilizzati in impieghi produttivi dell impresa ma per la cessione a terzi per usi civili; b) si considerano compresi negli usi industriali gli impieghi nel settore alberghiero, negli esercizi di ristorazione, negli impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fine di lucro, nel teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che hanno le caratteristiche tecniche indicate nell art. 11, comma 2, lett. b), della legge 9 gennaio1991, n. 10, anche se riforniscono utenze civili, gli impieghi in tutte le attività industriali produttive di beni e servizi, nonché, anche quando è AREA GESTIONE TRIBUTI E RAPPORTI CON GLI UTENTI Ufficio per le esenzioni, per le agevolazioni e per le franchigie ROMA, Via M. Carucci, 71 Telefono Fax25 previsto lo scopo di lucro, gli impieghi negli impianti sportivi e nelle attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti. Inoltre, ai fini della concreta applicazione della norma richiamata, in deroga alla tassazione secondo la normale aliquota usi civili, è stato sino ad oggi ammesso il riconoscimento della più favorevole aliquota usi industriali anche rispetto ad utilizzazioni di gas metano relative non solo al complesso di prestazioni effettuate a fini produttivi, ma anche ad attività connesse purché svolte in locali ubicati all interno del recinto delle imprese (cd. criterio del recinto aziendale). La mancata ricorrenza del criterio derogatorio da ultimo richiamato ha, invece, determinato l applicazione dell ordinaria aliquota usi civili. Sul punto l Avvocatura Generale dello Stato, nel pronunciarsi, con parere n. 7061/97 del , circa l applicabilità dell aliquota usi industriali nel settore alberghiero, rispetto a strutture diverse da quelle alberghiere, ha sottolineato la necessità di riferirsi in maniera rigorosa al disposto della nota (1) all art. 26 del D. Leg.vo n. 504/1995 e, al fine del riconoscimento dell aliquota specifica, di verificare puntualmente la ricorrenza dei due seguenti presupposti: a) che il metano venga impiegato da parte di un soggetto che eserciti un attività industriale, intesa come attività economica esercitata professionalmente, organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi, con scopo di lucro; b) che il gas metano venga utilizzato come combustibile nel settore alberghiero, nell esercizio di un attività industriale. Prosegue, poi, il citato organo legale ritenendo che il riferimento, contenuto nella norma, al settore alberghiero comprenda anche altre strutture che esercitano attività ricettiva, cioè forniscono un servizio di ospitalità. Tale criterio interpretativo è stato portato a conoscenza degli uffici dell ex Dipartimento delle Dogane e delle Imposte Indirette con telex n. 2181/98/IV/DCPC del A tal proposito, al fine di una corretta identificazione delle attività cui applicare l aliquota usi industriali, deve farsi riferimento alla normativa di settore, in funzione di una valutazione oggettiva dell attività per il cui svolgimento vengono utilizzati i prodotti da sottoporre a tassazione 226 (anche al fine dell eventuale riconoscimento di aliquote più favorevoli rispetto a quelle ordinarie). Con particolare riguardo al settore alberghiero deve rilevarsi che la normativa di settore è stata oggetto di un significativo processo di evoluzione normativa che ha portato all abrogazione della legge del , n. 217, Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell offerta turistica ad opera della legge , n. 135, Riforma della legislazione nazionale del turismo. Infatti, l art. 6 (Strutture ricettive) della legge n. 217/1983, classificava le strutture alberghiere distinguendo alberghi, motels, villaggialbergo ed altre e nel caso degli alberghi individuava nella fornitura di alloggio il requisito essenziale per la qualificazione in tal senso della struttura ricettiva considerata, riconoscendo alla previsione di servizi accessori e perfino del vitto, una valenza meramente eventuale e secondaria. Il successivo art. 7 della ripetuta legge n. 217/1983 definiva i requisiti minimi delle strutture ricettive, al fine di contrassegnarle in maniera adeguata, prendendo in considerazione, quale parametro di classificazione per gli alberghi, soltanto il dato relativo all elemento strutturale utile alla fornitura di un servizio di alloggio. La legge , n. 135 ha innovato il preesistente quadro normativo abrogando la legge n. 217/1983 per effetto dell emanazione, ai sensi dell art. 2, comma 4, del DPCM che è finalizzato a fissare, in linea generale, gli standards minimi del servizio turistico offerto ai consumatori. Tale decreto ha introdotto un criterio classificatorio di portata più ampia rispetto a quello adottato nel vigore della legge n. 217/1983, individuando le principali tipologie di valenza generale di attività turistiche e distinguendo, tra le altre, le attività ricettive a cui viene ricondotto lo svolgimento di attività di gestione di strutture e complessi con destinazione turistico-ricettiva, con annessi servizi turistici ed attività complementari, fra cui alberghi e residenze turistico-alberghiere/residences e le attività finalizzate al benessere della persona o all arricchimento culturale. L art. 2, comma 6, del predetto DPCM ha poi delegato alle singole regioni a statuto ordinario la facoltà di adottare entro il termine ivi indicato specifici provvedimenti attuativi delle disposizioni di cui al testo predetto, in assenza dei quali trovano applicazione i principi del decreto medesimo. Tutto ciò premesso, atteso che sono state sottoposte all attenzione della scrivente alcune questioni concernenti l applicabilità della più 327 favorevole aliquota usi industriali ad attività connesse con quella alberghiera, svolte al di fuori del recinto aziendale, al fine di una corretta valutazione dell incidenza che i richiamati mutamenti normativi hanno prodotto sulla disciplina fiscale afferente la tassazione del gas metano è stato acquisito uno specifico parere dell Avvocatura Generale dello Stato. Il predetto Organo consultivo ha espresso il proprio avviso con parere n. CS 44023/03 Sez. 3 del chiarendo che la ratio della distinzione, operata dall art. 26, comma 1, nota (1) del D. Leg.vo n. 504/1995, tra locali posti all esterno e all interno degli stabilimenti in cui ha luogo l attività produttiva va individuata nella necessità, ai fini del trattamento fiscale più favorevole, che ricorra una stretta connessione tra l utilizzazione del prodotto tassato e l esercizio concreto dell attività imprenditoriale. In tal senso, la norma richiamata deve considerarsi di stretta interpretazione, al fine di evitare che il trattamento impositivo ordinario venga eluso con facilità attribuendo il carattere dell accessorietà a beni organizzati in maniera autonoma e dunque sostanzialmente estranei alla struttura aziendale principale. Il predetto organo legale ha poi concentrato la propria attenzione sulla definizione del concetto di settore alberghiero (legge n. 135/2001 e DPCM ) che viene messo in relazione con il più ampio concetto di impresa turistica, sulla base del quale vanno collegate all impresa alberghiera anche le attività ad essa connesse. L Avvocatura, inoltre, contemperando le formulazioni espresse dalla nuova legislazione con i concetti generali di impresa e azienda espressi dal codice civile rispettivamente agli artt e 2555 ha sottolineato il fatto che il vincolo tra i beni aziendali è dato dalla loro destinazione funzionale a costituire lo strumento dell attività d impresa, mentre non va dato rilievo alla mera vicinanza materiale dei beni medesimi. Il citato organo legale ha ritenuto, infatti, che l applicazione dell aliquota usi industriali non può negarsi allorché le strutture in cui vengono erogati servizi alberghieri accessori, ancorché separate dalla struttura principale, abbiano un vincolo di destinazione esclusiva e riservata per i clienti dell albergo, mentre, nel caso in cui la separazione materiale delle strutture sia espressione di autonomia funzionale deve applicarsi l aliquota di accisa per usi civili. Pertanto, tenuto conto del suesposto orientamento espresso dall Avvocatura Generale dello Stato, si ritiene che, rispetto agli impieghi del gas metano effettuati per lo svolgimento di attività connesse con quella alberghiera, svolte al di fuori del recinto aziendale, possa ammettersi 428 l applicazione della più favorevole ed eccezionale aliquota usi industriali, in luogo di quella ordinaria per usi civili, previo il rigoroso accertamento da parte del locale ufficio dell Agenzia delle Dogane (ufficio tecnico di finanza o, ove istituito, ufficio delle Dogane) della sussistenza di un vincolo di destinazione esclusiva e riservata, tra l attività principale e quella connessa, tale che quest ultima possa qualificarsi senza dubbio quale emanazione della prima, con esclusione di ulteriori profili di autonomia funzionale che possano favorire il perseguimento di finalità elusive dell applicazione della normale aliquota usi civili. Le Direzioni regionali in indirizzo provvederanno all adozione di tutte le iniziative necessarie alla diffusione del presente provvedimento presso le proprie articolazioni territoriali, a garantirne l osservanza nonché a segnalare alla scrivente tutte le problematiche connesse all applicazione dello stesso o, comunque, al riconoscimento della particolare aliquota usi industriali. La presente risoluzione è stata approvata dal Comitato di indirizzo permanente nella seduta del 7 giugno Il Direttore dell Area Centrale Dr. A. Tarascio 529 Roma, Protocollo: 4941/V Rif.: Allegati: Alle Direzioni regionali dell Agenzia delle Dogane LORO SEDI Agli Uffici delle Dogane LORO SEDI e p.c.: Agli Uffici di diretta collaborazione del Direttore dell Agenzia delle Dogane LORO SEDI Alle Aree centrali dell Agenzia delle Dogane SEDE Al Dipartimento per le Politiche Fiscali del Ministero dell Economia e delle Finanze Via Pastrengo n ROMA Al Comando Generale della Guardia di Finanza ROMA (fax 06/ ) OGGETTO: Tassazione del gas naturale destinato alla combustione. Applicazione dell aliquota usi industriali al gas naturale impiegato nel settore della distribuzione commerciale ed in altre specifiche attività. L art. 2, comma 73, della legge 24 novembre 2006, n. 286, con la quale è stato convertito in legge il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, ha modificato il testo della nota (1) all art. 26 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, estendendo l ambito applicativo dell aliquota relativa al gas metano destinato alla combustione per usi industriali anche agli impieghi nel settore della distribuzione commerciale. Come già chiarito con la circolare n. 17/D, del 28 maggio u.s., l art. 1, comma 1, lett. i) del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26 ha AREA GESTIONE TRIBUTI E RAPPORTI CON GLI UTENTI Ufficio per le esenzioni, per le agevolazioni e per le franchigie ROMA, Via M. Carucci, 71 Telefono Fax Vedere altro
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 art. 7
 art. 4
 art. 46
 art. 46
 art.26
 Articolo 26
 sentenza 
 Art. 26
 articolo 26
 art. 11
 art. 26
 art. 6
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 art. 2
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