Source: http://punto-informatico.it/48858/PI/Commenti/botta-risposta-snail-e-mail.aspx
Timestamp: 2017-12-18 20:43:34+00:00

Document:
PI: Botta e risposta su Snail E-mail
Botta e risposta su Snail E-mail
Articolo21 critica l'operazione con cui si intende portare all'attenzione della stampa la mobilitazione contro la legge sull'editoria. Rispondono gli organizzatori di Snail E-mail: impossibile stare a guardare
Roma - Sull'operazione di protesta telematica messa in piedi da Snail E-Mail di cui Punto Informatico ha parlato nei giorni scorsi, ospitiamo un "botta e risposta" tra Articolo21.it e gli organizzatori della protesta telematica.
Articolo21: www punto centro sociale okkupato
C'era una volta la protesta in Rete. Quando la New Economy era ancora un lontano miraggio e le tariffe telefoniche erano tutt'altro che libere, un gruppo di ragazzi fece grande scalpore, finendo sulla stampa nazionale ed estera, per aver creato la prima protesta telematica italiana su larga scala, contro la tariffa urbana a tempo (TUT) di Telecom Italia, che ostacolava la crescita della Rete.
I tempi sono cambiati, le tariffe e le abitudini dei navigatori anche: come ex webmaster del sito di NoTUT posso solo sperare che almeno una parte di questi cambiamenti sia dovuta alle iniziative portate avanti dal sito e dalle persone che ne condividevano gli ideali. Ciononostante, il Movimento No-TUT (o meglio, quel che ne restava dopo le defezioni dei componenti storici del gruppo) ha scelto la strada dell'evoluzione, trasformandosi in "Movimento Utenti Internet", una sorta di portale dedicato alle tematiche dell'accesso alla Rete, ma che da molto tempo mi dava l'impressione di essere troppo schierato dal punto di vista politico per essere un movimento di protesta trasversale.
L'ultima iniziativa del Movimento, conosciuta come Snail E-Mail, non fa altro che rafforzare la mia tesi, dispensando ai visitatori della pagina in questione una serie di affermazioni decisamente poco adatte alla tematica che si sta trattando, sciorinando riferimenti al popolo di Seattle ed altri slogan da "centro sociale okkupato" che ben poco hanno a che vedere con la telematica e la libertà di comunicazione, che con Seattle c'entra ben poco...
Prima ancora di discutere modi e tempi della protesta, fermiamoci ad analizzare il testo della pagina dedicata alla protesta, dove, ben evidenziato in nero su sfondo giallo, capeggia la dicitura:
sabotaggio telematico ai mass-media
contro l'informazione di regime
contro la legge sull'editoria
Parlare di un invio di massa come di un sabotaggio telematico mi sembra quantomeno irrazionale: il massimo livello di disturbo che un'azione del genere può procurare è l'intasamento della mailbox bersagliata con conseguente irritazione del Webmaster di turno; un sabotaggio, telematico o meno, è un'azione di forza e di protesta estrema, che va oltre la semplice pressione del tasto "Invia" del programma di posta elettronica, così come abbiamo già avuto modo di dire nel nostro articolo di qualche giorno fa relativamente al Netstrike pro-SMS.
Parlare di "Informazione di regime" proprio durante l'avvicendamento tra due governi di colore diverso, poi, non sta né in cielo né in terra: il "regime" c'entra poco, la colpa della Legge Bavaglio è da ricercarsi soprattutto nella corporazione dei giornalisti, al legislatore al limite si può attribuire la mancanza di quella cultura della Rete che tanto è stata sbandierata nei programmi politici di tutti i partiti alla vigilia delle elezioni.. ma un "regime" è un'altra cosa.. Singapore e Pechino sono ancora miglia e miglia distanti dall'Italia, nonostante il nocumento provocato dalla legge Bavaglio al Web Italiano, parlare di "regime" proprio non sta in piedi.
Passiamo ora all'analisi della protesta vera e propria: si è parlato di "snail" e-mail, e-mail lumaca, forse a sottolineare che non è necessaria una sveltezza mentale da volpe argentata per capire che questo genere di protesta è priva di qualsiasi utilità.
Un mail bombing, legittimato da condizioni discriminanti come l'invio di una sola mail da parte di molte persone, resta pur sempre un'azione di violenza e un attacco di tipo Denial Of Service, l'informazione online, obiettivo dei messaggi e-mail dei partecipanti, non sarà certo incentivata a parlare in termini positivi di una protesta che causa dei problemi al funzionamento di un'applicazione vitale per chi fa informazione.
Il popolo di Seattle, a cui il sito fa riferimento, è passato più di una volta dalla parte del torto, pur sostenendo ragioni condivisibili: siamo tutti d'accordo che spaccare vetrine e bruciare automobili sia un gesto di protesta e di rabbia, ma ben diverso è mantenersi nei limiti della protesta civile evitando di fare, una volta di più, la figura degli "Ultras" telematici scontrandosi con una mentalità, quella giornalistica, ancora legata al concetto della Rete come covo di "acchers" e di depravati.
Ben diversa è la protesta, con gli stessi fini ed obiettivi (la riformulazione della legge sull'editoria) attuata da Punto Informatico: una petizione on-line per tutelare la libertà della rete, con firme ed indirizzi Web in bella mostra e in crescita costante, è un gesto simbolico e civile, ancor di più se consideriamo che viene appoggiata da una testata giornalistica vera e propria e non da uno sparuto gruppetto di persone dallo slogan facile.
Il Netstrike è utile solo quando non se ne organizza uno a settimana, il mail bombing non è utile mai: anche sulla Rete, protestare è una scelta di vita, una dimostrazione di indipendenza e di civiltà.
Antonello Iunco
Ma ecco la risposta di Snail E-mail.
45 Commenti alla Notizia Botta e risposta su Snail E-mail
I monopolisti della protesta.... nr: non autenticato
tutto questo papiro, caro Lunco, solo per dire
Ma no, ai miei tempi SI che si protestava".
Il timore di finire dimenticati in un mondo che ha gia' dimenticato la NOTUT, il timore di tornare ad essere mister nessuno, la voglia di calcare un palcoscenico della protesta senza protestare, ma contestando chi protesta...
solo questo leggo in quel comunicato.
Il parossistico tentativo di dire "la vera, unica ed originale protesta su internet era la NOTUT.le altre sono imitazioni. La protesta sono io".
Prenda esempio da Micro$oft, allora, e metta un copyright sulla protesta in rete, e si faccia pagare le royalities....magari la Siae mettera' pure il bollino sulle proteste.
Scritto il 29/05/2001 alle 13.23
> tutto questo papiro, caro Lunco, solo per
Iunco, con la "I" di Imola .
> "e questa sarebbe una protesta?
> Ma no, ai miei tempi SI che si protestava".
Ho risposto a chi mi diceva che a nuovi tempi corrispondono nuovi generi di protesta, ho semplicemente risposto che anche ai tempi della new economy, una protesta di piazza e' ancora la via piu' immediata per "fare notizia".
> di tornare ad essere mister nessuno, la
> voglia di calcare un palcoscenico della
> protesta senza protestare, ma contestando
Caro Lev, io non calco alcun palcoscenico e non dirigo alcuna protesta: la NoTUT e' il nucleo originario di Snail cosi' come di Articolo21, l'ho citata come esempio perche' le azioni di protesta di NoTUT sono riuscite a far breccia nel caos mediatico dell'epoca, non certo perche' sia stata l'unica protesta in Rete.
> solo questo leggo in quel comunicato.
Io non diramo "comunicati", Articolo21 non e' un'associazione. Il mio e' un articolo, ossia un testo che serve ad esporre le mie idee. Non intendo rappresentare nessuno, volevo solo che il dialogo partisse e credo di essere riuscito a giungere a questo risultato.
> Prenda esempio da Micro$oft, allora, e metta
> un copyright sulla protesta in rete, e si
> faccia pagare le royalities....magari la
> Siae mettera' pure il bollino sulle
Sulle mie opinioni su Microsoft e SIAE, ti invito a leggere i miei articoli precedenti.
Scritto il 29/05/2001 alle 13.38
> Ho risposto a chi mi diceva che a nuovi
> tempi corrispondono nuovi generi di
> protesta, ho semplicemente risposto che
> anche ai tempi della new economy, una
> protesta di piazza e' ancora la via piu'
> immediata per "fare notizia".
Quando facevo affermazioni come questa ai tempi dell'universita' di solito mi si rispondeva
"Bel teorema, adesso lo dimostri per favore".
> > di tornare ad essere mister nessuno, la
> > voglia di calcare un palcoscenico della
> > protesta senza protestare, ma contestando
> Caro Lev, io non calco alcun palcoscenico e
> non dirigo alcuna protesta: la NoTUT e' il
> nucleo originario di Snail cosi' come di
> Articolo21,
C'ero su internet ai tempi della notut.
E mi ricordo bene la sua storia: quando inizio' tutti i provider dicevano si si si, tutti appoggiavano la campagna, perche' internet stentava a diffondersi e questa cosa gli portava acqua al mulino.
Poi improvvisamente, gli stessi piccoli provider che si dicevano "strangolati" dalla notut fecero un clamoroso passo indietro, quando si resero conto che non avevano abbastanza banda per soddisfare un aumento dei consumi del 50%.
Quindi, siccome nessuno e' fesso, non mi spacciare la NoTut per qualcosa che non fu: si tratto' dun un qualcosa che fu sostenuto dai piccoli provider finche' portava acquetta al mulino, e poi abbandonato quando di acqua ne richiedeva troppa....
Da qui a dire che la notut fu qualcosa di autenticamente contro , e autenticamente a favore degli utenti, ce ne passa.
Perche' gli incontri coi ministri ci furono, e ad un certo punto furono proprio quei provider legati alla citta' digitale a doppia mandata a tirarsi indietro per mancanza di banda.
E nessuno spese UNA PAROLA che una a chiedersi con quale professionalita' questi signori che strillavano con citta' digitale avessero fondato un provider con 64K di banda.....
Quello che ho visto con la storia di notut era un cartello che strillava contro telecom quando c'era la tut, e poi ha fatto un passo indietro quando si e' rischiato di ottenere qualcosa.
Certo, oggi la stragrande maggioranza dei naviganti NON c'era in rete nel periodo, e la notut viene conosciuta come mito.
MA per chi c'era, il mito e' soltanto storia.
E una storia non troppo bella e non troppo chiara, fatta di poizioni ambigue dell' AIIP e di riunioni a porte chiuse con rappresentati del ministero.
Scritto il 31/05/2001 alle 11.16
> Il parossistico tentativo di dire "la vera,
> unica ed originale protesta su internet era
> la NOTUT.le altre sono imitazioni. La
> protesta sono io".
Gia'...NoTUT era un enorme numero di persone, migliaia, e non una-due-tre persone.
Scritto il 29/05/2001 alle 13.59
> Gia'...NoTUT era un enorme numero di
> persone, migliaia, e non una-due-tre
Mah, Mai detto che "io sono la protesta". Tutti possono protestare come meglio credono, il paragone con NoTUT era un paragone storico e non contenutistico, ci mancherebbe altro. NoTUT era un fenomeno molto diverso, dove in ballo c'erano interessi economici evidenti (degli utenti cha pagavano in TUT, dei provider ecc.ecc.)
Scritto il 29/05/2001 alle 15.29
non è servito. nr: non autenticato
Se hanno cambiato qualcosa è perché gli conveniva, perché ci guadagnavano di più. Non perché tu hai protestato e fatto casino.
Scritto il 29/05/2001 alle 11.06
non credo che Snail ci "guadagni" qualcosa da questa protesta che non sia popolarita'.
L'unico vero difetto di utenti.org e' che li vedo sempre troppo vicini all'ideale di un determinato partito politico (per scoprire quale, basta scorrere gli interventi).
Non che ci sia niente di male ad essere schierati, ma i toni usati nella protesta snail, e persino la grafica del sito, ricordano troppo ecn.org, il sito dei centri sociali. ECN e' un ottimo sito, per carita', ma non nasconde di certo le sue simpatie politiche. E' per questo che il titolo dell'articolo e' "Www punto centro sociale okkupato", in modo volutamente provocatorio.
Ho le mie buone ragioni per affermare, pero', che ne' snail ne' utenti.org incasseranno una lira per questa protesta.
Scritto il 29/05/2001 alle 11.17
> non credo che Snail ci "guadagni" qualcosa
> da questa protesta che non sia popolarita'.
> dell'articolo e' "Www punto centro sociale
> okkupato", in modo volutamente provocatorio.
> Ho le mie buone ragioni per affermare,
> pero', che ne' snail ne' utenti.org
> incasseranno una lira per questa protesta.
Ahhh! Adesso capisco! Sai, dire che Snail e' vicino ad un ideale politico per il colore che usa nella pagina web e', come minimo, sconvolgente E' questo che ti hanno insegnato alla scuola di giornalismo?
Iunco, se cambiano i metodi utilizzati dal potere devono cambiare anche i metodi di lotta. Quelli utilizzati 50 anni fa, ora, come allora, sarebbero -si'!- inutili.
Scritto il 29/05/2001 alle 11.23
> Ahhh! Adesso capisco! Sai, dire che Snail e'
> vicino ad un ideale politico per il colore
> che usa nella pagina web e', come minimo,
> sconvolgente E' questo che ti hanno
Infatti non solo di quello si tratta. Si tratta piuttosto su termini forti e riferimenti al popolo di Seattle che non credo sia di destra .
Il colore di una pagina web, poi, viene spesso sottovalutato: il colore e' un messaggio, esattamente come il testo che ci viene scritto sopra. Non per nulla siti informativi e quanto piu' possibile neutrali usano il bianco come colore di sfondo, siti di protesta come Netstrike.it usano colori contrastanti come nero, rosso, giallo e bianco (i colori usati dagli indiani in guerra, e' una precisazione esplicita del webmaster del sito).
> insegnato alla scuola di giornalismo?
Alla scuola di giornalismo ti insegnano solo a cercare di ragionare a 360°. L'Ordine dei Giornalisti non e' IL giornalismo, proprio perche' e' una sorta di casta (non Letizia) che segue sempre e solo una sola direzione.
> lotta. Quelli utilizzati 50 anni fa, ora,
> come allora, sarebbero -si'!- inutili.
Si riuscissero a radunare 50 mila utenti in piazza, come si faceva negli anni 60-70, ti assicuro che i giornalisti sarebbero costretti a parlarne. Cambiano i tempi, ma la posta elettronica e' quello che fino a pochi anni fa era la posta tradizionale: un veicolo per scambiare informazioni, anche proteste, perche' no. Ma tra spedire una lettera e scendere in piazza c'e' differenza, anche nella societa' dell'informazione.
Scritto il 29/05/2001 alle 11.43
> > insegnato alla scuola di giornalismo?
> Alla scuola di giornalismo ti insegnano solo
> a cercare di ragionare a 360°. L'Ordine dei
> Giornalisti non e' IL giornalismo, proprio
> perche' e' una sorta di casta (non Letizia)
> che segue sempre e solo una sola direzione.
Premetto che come commento non entra molto nel merito principale della questione, comunque a giudicare dalle esperienze con altri 'giornalisti', l'unico modo in cui riesco a interpretare al definizione 'ragionare a 360°' è 'occuparsi di tutto senza avere competenza in nulla'., il che lascia la porta aperta allo scrivere le castronate più assurde.
A proposito di castronate, spero che l'affermazione che i mail bombing creano solo 'l'intasamento della mailbox bersagliata con conseguente irritazione del Webmaster (???) di turno' sia stata una semplice svista.
Scritto il 29/05/2001 alle 22.21
no, intendevo che se qualcosa è cambiato nelle TUT e in tutte le altre faccende di soldi ... non è cambiato perché qualcuno ha protestato.
E' cambiato perché gli conveniva.
Adesso conviene così, quindi internet è alla portata di tutti. E via dicendo.
Scusa se mi sono espresso in maniera poco chiara (forse anche adesso).
Lucciole per lanterne nr: non autenticato
Non credo sia un mistero che Snail eMail sia nata con l'intento di far sì che tutti, ma proprio tutti, avessero la possibilità di scrivere idiozie come quelle del pezzo di articolo21.
C'è un movimento che cerca di raccogliere la difficile ma entusiasmante sfida di quei 50000 che hanno firmato la petizione di PI e ci sono un paio (forse meno...!) di persone pronte ad additare all'appiattimento politico su posizioni da (ma ho letto bene?) centro sociale okkupato.
Come biasimare il "non perdere troppo tempo con voi" della replica?
Primo, tutte le persone dei centri sociali okkupati sono le benvenute. Secondo, se solo chi si erge a giornalista improvvisato avesse lo scrupolo di informarsi un po', scoprirebbe che i primi appoggi al movimento sono pervenuti da persone che sono distanti anni luce dal pur rispettabilissimo popolo di Seattle. In primis, Carlo Stagnaro (già proprio quello dell'articolo su National Review insieme a Dave Kopel), Alberto Mingardi, editorialista di Libero (noto giornale comunista...) e Daniele Capezzone, che stamattina, su l'Opinione, prende come modello per l'organizzazione del partito on-line proprio il movimento Snail.
Che dire: "la saggezza vi (ti?) persegue, ma siete troppo lesti..."
Scritto il 29/05/2001 alle 9.57
Articolo21 non e' certo la Bibbia, e quello che dice non e' Legge ne' per gli uomini ne' per gli Dei.
Alla prima lezione di giornalismo, mi hanno insegnato una cosa che ancora oggi ritengo basilare: la finalita' di un articolo non e' semplicemente di descrivere una situazione, ma di spingere alla riflessione.
A volte basta un commento impersonale per far scattare la molla dell'approfondimento, a volte serve provocare reazioni in modo piu' marcato, come era mia intenzione in questo articolo.
Il pezzo era volutamente provocatiorio e dissacratiorio, il vero messaggio che voleva mandare, al di la' del caso specifico, e' che in Italia si sta facendo un ricorso troppo sistematico al Netstrike e a forme estreme di protesta che perdono il loro impatto proprio perche' troppo frequenti.
Ergersi a giornalisti improvvisati, come dici nel tuo commento, e' proprio il diritto che Punto Informatico, e noi con lui, intendiamo difendere. Non inonderemo le caselle di posta dei giornalisti di tutta Italia per farlo, preferiamo usare l'arma del dialogo piuttosto che un "sabotaggio telematico", che riteniamo non essere un buon mezzo per acquistare credibilita'. Ma non stiamo certo ergendo il nostro punto di vista a maesta' imperiale, ognuno e' libero di pensarla come crede.
Punto Informatico e' riuscito a radunare tutte quelle firme senza far ricorso a mailbombing di nessun genere o di terminologie esagerate come "sabotaggio", o "bombardamento". Un giornalista che riceve una montagna di mail da una protesta come snail, e magari non e' un esperto di Internet va alla pagina di Snail, legge che c'e' un sabotaggio in atto (perche' cosi' c'e' scritto) e ne scrive peggio che puo': prima di tutto perche' e' un giornalista e difende le sue posizioni, poi perche' legge queste frasi da guerriglia telematica e immagina che la realta' sia diversa da quella che e'. So che un mailbombing non e' un sabotaggio, ma bisogna anche considerare che il destinatario del messaggio puo' non esserne al corrente.
- Scritto da: @mat
> Non credo sia un mistero che Snail eMail sia
> nata con l'intento di far sì che tutti, ma
> proprio tutti, avessero la possibilità di
> scrivere idiozie come quelle del pezzo di
> articolo21.
> Però, rileggendo, ho pensato: peccato!
> C'è un movimento che cerca di raccogliere la
> difficile ma entusiasmante sfida di quei
> 50000 che hanno firmato la petizione di PI e
> ci sono un paio (forse meno...!) di persone
> pronte ad additare all'appiattimento
> politico su posizioni da (ma ho letto bene?)
> centro sociale okkupato.
> Come biasimare il "non perdere troppo tempo
> con voi" della replica?
> Primo, tutte le persone dei centri sociali
> okkupati sono le benvenute. Secondo, se solo
> chi si erge a giornalista improvvisato
> avesse lo scrupolo di informarsi un po',
> scoprirebbe che i primi appoggi al movimento
> sono pervenuti da persone che sono distanti
> anni luce dal pur rispettabilissimo popolo
> di Seattle. In primis, Carlo Stagnaro (già
> proprio quello dell'articolo su National
> Review insieme a Dave Kopel), Alberto
> Mingardi, editorialista di Libero (noto
> giornale comunista...) e Daniele Capezzone,
> che stamattina, su l'Opinione, prende come
> modello per l'organizzazione del partito
> on-line proprio il movimento Snail.
> Che dire: "la saggezza vi (ti?) persegue, ma
> siete troppo lesti..."
Scritto il 29/05/2001 alle 10.20
lo scopo di Snail non è fine a se stesso. Il sabotaggio o bombardamento (o come diavolo lo vuoi chiamare) è solo un mezzo per richiamare l'attenzione su un problema molto serio. Ti assicuro che non trovo un particolare appagamento nell'usare metodi violenti (anche se solo dal punto di vista informatico), ma trovo invece soddisfazione quando il mezzo genera riflessione, notizia, approfondimento.
Se leggi bene il testo dell'appello capirai che il nostro non è un attacco (si possono usare le metafore senza correre il rischio di essere denunciati?) tout-court, ma una specie di osservatorio critico ai mezzi di informazione. Qualcuno l'ha inteso, come Andrea Morigi, sabato su Libero (editorialista economico). Qualcun'altro continua a fare orecchi da mercante ed è con questi che, ostinatamente (violentemente? non credo...) cerchiamo il dialogo.
I primi risultati vengono fuori.
Stamattina Carlo Stagnaro (editorialista di National Review, USA), nella sua consueta rubrica sul giornale online diretto dalla Olcese ha preso la parola per difendere la nostra battaglia.
Ha lanciato un invito che spero anche tu possa raccogliere (http://www.virusilgiornaleonline.com/martedi.htm).
Non sperperiamo energie preziose su improbabili slalom mediatici. Qua, c'è posto per tutti.
http://snail.utenti.org
Scritto il 29/05/2001 alle 11.14
sono ben conscio del fatto che Snail non e' un'iniziativa fine a se' stessa, ma il problema principale e' che in Italia, specie nella cerchia dei giornalisti, la cultura di Internet non e' ancora abbastanza radicata da discernere un attacco organizzato per protesta (quindi "pacifico") da un semplice mailbombing attuato da ragazzini o da lamers dell'ultima ora.
Ho visitato il link, ed ancora una volta sento parlare di "fascismo" relativamente ad una legge (la Legge Bavaglio, sempre lei) che e' stata votata da una maggioranza di sinistra.
Siamo assolutamente contro la legge 42 quanto lo siete voi, e siamo consci che la normativa sull'editoria risale agli anni del fascio, ma anche del fatto che questa non e' una battaglia politica ma sociale.
Scritto il 29/05/2001 alle 11.31
> Siamo assolutamente contro la legge 42
> quanto lo siete voi, e siamo consci che la
> normativa sull'editoria risale agli anni del
> fascio, ma anche del fatto che questa non e'
> una battaglia politica ma sociale.
Sei fuori strada. Avrai tempo per accorgertene. In bocca al lupo.
Scritto il 29/05/2001 alle 11.35
in bocca al lupo a voi per la vostra protesta. Spero tanto di sbagliarmi e che Snail raggiunga il suo scopo, comunque la politica del nostro sito e' quella di accogliere tutte le opinioni, da noi il dialogo e' sempre il benvenuto.
Del resto e' di questo che ci voglioni privare
> Ciao @mat,
> in bocca al lupo a voi per la vostra
> protesta. Spero tanto di sbagliarmi e che
> Snail raggiunga il suo scopo, comunque la
> politica del nostro sito e' quella di
> accogliere tutte le opinioni, da noi il
> dialogo e' sempre il benvenuto.
> Del resto e' di questo che ci voglioni
> privare
E tu stai a guardare
Scritto il 29/05/2001 alle 11.53
Ciao "uno che mi conosce",
Articolo21 e' un sito di informazione, non un centro nevralgico di potere telematico. Abbiamo dimostrato la nostra contrarieta' alla legge 42 con articoli, pubblicati e commentati anche qui su PI, e con la firma della petizione di PI.
Gli unici che stanno veramente a guardare sono i giornalisti delle grandi testate, noi facciamo solo quanto ci e' permesso dalle piccole risorse di cui il sito dispone.
Scritto il 29/05/2001 alle 12.22
> Gli unici che stanno veramente a guardare
> sono i giornalisti delle grandi testate, noi
> facciamo solo quanto ci e' permesso dalle
> piccole risorse di cui il sito dispone.
L'hai detto, i giornalisti stanno a guardare. E allora? Credo che, al loro "stare a guardare", voi rispondiate con un "non ci posso fare niente". Anzi, fate qualcosina per poi poter dire "abbiamo fatto". Ma cosa? E' inutile firmare una petizione se l'Italia NON lo sa!
Scritto il 29/05/2001 alle 13.15
cioe' NIENTE! Anzi peggio, criticando quelli che intendono fare qualcosa. Complimenti.
Scritto il 29/05/2001 alle 13.35
> > facciamo solo quanto ci e' permesso dalle
> > piccole risorse di cui il sito dispone.
> cioe' NIENTE! Anzi peggio, criticando quelli
> che intendono fare qualcosa. Complimenti.
il semplice fatto che stiamo discutendo su questo forum, e che magari altre persone leggendo i nostri interventi hanno preso una posizione di qualche genere riguardo questo argomento, mi sembra ben piu' di "niente". Di certo Articolo21 non organizza netstrike o mail bombing, non perche' non ne siamo capaci ma perche' non siamo un'associazione o comunque non rappresentiamo nessuno a parte noi stessi. La liberta' di discutere e, perche' no, anche di criticare se dalla critica nasce qualcosa di migliorativo (ad esempio Snail non parla piu' di "sabotaggio" ma si e' mitigato in semplice "bombardamento"), e' sempre e comunque piu' di "niente".
Se hai un commento, o un intervento particolare che vorresti vedere pubblicato sul nostro sito, noi siamo aperte alle opinioni di tutti, non per niente l'articolo nasce come confronto e non come un proclama di parte.
Scritto il 29/05/2001 alle 13.51
Per tutti da Articolo21 nr: non autenticato
l'articolo che avete letto e' stato creato con spirito di provocazione, per stimolare una riflessione piu' profonda sulle modalita' di protesta in rete. Il mailbombing di Snail e' un'inutilita': L'articolo 21 della Costituzione tutela certo la liberta' di espressione, ma non e' invadendo le caselle di posta delle redazioni giornalistiche con migliaia di messaggi uguali che si otterra' un'eco della protesta. I destinatari degli attacchi scriveranno, come sempre, che hanno subito un attacco, un atto di teppismo e non una protesta. I giornalisti ci vedono cosi'.
Mettiamo il mio caso: L'altro giorno una finanziaria (di quelle dei "prestiti a tutti") non accontentandosi della pubblicita' sul parabrezza, mi ha incollato al vetro del guidatore un bel messaggio pubblicitario: peccato che la colla e' rimasta sul finestrino e io mi sono incavolato abbastanza, e ho strappato il foglio senza nemmeno leggerlo.
Il mailbombing genera questo tipo di reazioni, del resto se Punto Informatico ha scelto la petizione non e' stato a caso: portare firme davanti al legislatore e' ben diverso che scontrarsi con una classe (e non con un regime, che e' ben diverso, chiedetelo a chi ha fatto il Ventennio) che difende i propri interessi come possono essere i giornalisti, e' ben diverso e ben piu' efficace: il problema va combattuto alla fonte, non e' intasando mailbox che si cambieranno gli interessi del giornalismo italiano.
Scritto il 29/05/2001 alle 9.22
> l'articolo che avete letto e' stato creato
> con spirito di provocazione, per stimolare
> una riflessione piu' profonda sulle
> modalita' di protesta in rete.
mi pari scemo. Invece che prendertela con chi limita la liberta' di espressione te la la pigli con chi cerca di fare qualcosa??? E magari sei pure giornalista...
Scritto il 29/05/2001 alle 9.41
> mi pari scemo. Invece che prendertela con
> chi limita la liberta' di espressione te la
> la pigli con chi cerca di fare qualcosa??? E
> magari sei pure giornalista...
Articolo21 e' stato uno dei primi siti ad aderire alla protesta di Punto Informatico contro la legge sull'editoria, firmando la petizione e lanciando sul sito (che ti invito a visitare, quando ne hai tempo) numerosi articoli contro la Legge Bavaglio, rilanciati peraltro anche da Punto Informatico stesso con cui abbiamo stabilito una collaborazione (gratuita, s'intende).
"Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo", diceva Voltaire, e la liberta' di espressione consiste anche nel confronto e nella critica costruttiva, se noti, sulla pagina di Snail ora non e' piu' riportato "Sabotaggio Telematico", ma "Bombardamento Telematico". Ovviamente i personaggi in questione (che si firmano come "coordinamento", mentre io mi firmo con nome e cognome, si sono ben guardati dall'ammettere che il termine "sabotaggio" era decisamente esagerato per una protesta del genere.
Snail ha risposto che "non ha tempo" di rispondere al nostro articolo, io credo sia solo un modo per sottrarsi al dialogo e continuare nella loro battaglia contro i mulini al vento.
Per quanto riguarda la professione, non ho mai nascosto di essere un giornalista, e sinceramente non ci vedo niente di male. Tieni conto che pero' sono un freelance, ossia non sono iscritto a nessun albo professionale e sono il primo a criticare l'OdG. Inoltre Articolo21 e' un'attivita' Non-Profit, cioe' senza scopo di lucro, quindi i miei articoli non mi portano denaro in cassa.
Se vuoi, scrivimi pure e ne discutiamo.
Scritto il 29/05/2001 alle 9.54
ma non l'hai capito? è proprio perchè è giornalista che difende la sua corporazioncina di m..... (peraltro potentissima)
> > Ciao ragazzi,
> > l'articolo che avete letto e' stato creato
> > con spirito di provocazione, per stimolare
> > una riflessione piu' profonda sulle
> > modalita' di protesta in rete.
Scritto il 29/05/2001 alle 18.14
Volevo solo dirti che sono un freelance: non faccio parte dell'Ordine dei Giornalisti e difendo l'informazione indipendente (altrimenti non sarei qui a criticare la Legge sull'editoria).
Ho votato per l'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti e dei privilegi corporativistici di cui si fregia.
Scritto il 29/05/2001 alle 18.30
> Ho votato per l'abolizione dell'Ordine dei
> Giornalisti e dei privilegi corporativistici
> di cui si fregia.
E quando l'avresti fatto?
Condivido al tua posizione riguardo Snail email anche se non ne condivido lo "spirito di provocazione".
Ti rispondo xchè penso che Tu mi possa dare una chiara opinione riguardo la legge sull'editoria e la petizione di PI.
In altri Forum di PI ho già espresso in qualche modo la mia opinione, malgrado io sia troppo spesso incapace di tradurre in parole scritte il mio modo di pensare.
Pur considerando perfetto e giusto, il "metodo di PI" che consiste nel raccogliere firme per l'abolizione degli articoli 2 e 3 della legge che regolamenta l'editoria, ho dei dubbi sulla buonafede di PI.
1)Mi sembra che il "chiosco virtuale" dove si raccolgono le firme, somigli a quei banchetti per la raccolta di firme appunto, dove ci sono dei volonterosi ragazzi che fermano i passanti, e, mettendo in mano loro una penna, dicono frasi del tipo: "Metta una firma è per i poveri", oppure "... è per i malati di AIDS" e via dicendo, senza fornire, a chi passa, le motivazioni vere della raccolta.
Come avevo già detto è facile raccogliere firme parlando di "legge bavaglio che limita la libertà di tutti": in questo modo non si invita il lettore a riflettere, ma piuttosto lo si circuisce come fanno certi cartelloni pubblicitari...
2)X i lettori di PI + attenti, invece, basta dare una lettura anche approssimativa alla legge in questione per trovarne difetti sia di forma che di contenuto: indubbiamente questa legge contiene molte "inesattezze".
Sicuramente l'intento del legislatore era quello di riscrivere una legge ormai vecchia, x regolamentare le pubblicazioni editoriali in Internet, ma i "ritocchi" sono troppo pochi e indicano la poca dimestichezza del legislatore con la "nuova" materia che si vuole regolamentare.
Però i sottoscrittori della petizione non vedono questa "legge limitata" con gli stessi occhi: alcuni, penso, vogliano solamente abrogare la legge perchè con essa si vuole "controllare Internet" (pazzesco! ma è così, ho letto molti post, in alcuni forum di PI, che danno questa motivazione), altri (come penso PI) vogliono semplicemente cambiarla ma non indicano come.
3)Io proporrei di fare una cosa diversa: oltre alla giusta e sacrosanta petizione, aggiungere una "paginetta" che contenga il testo della legge voluto da PI. Questo aiuterebbe il lettore a capire le vere intenzioni di PI e aiuterebbe il legislatore o colui che propone un testo di legge a scrivere una legge + giusta: e poi se trovasse la "pappa già pronta", sicuramente la sfrutterebbe o no?
4) Dai Forum di PI, è una mia interpretazione, ho capito che PI vuole cambiare la legge x ottenere finanziamenti statali diversi o aggiuntivi rispetto a quelli che la legge prevede: che Nobiltà di intenti!
Se non ho visto male PI vorrebbe ad esempio degli sconti di stato per le spese di telefonia o x gli acquisti di mezzi o supporti informatici in genere: la verità è che anche la testate della carta stampata e i tele/radio giornali fanno molto uso di internet e "tecnologia avanzate" e anche a loro farebbe piacere ricevere degli aiuti in quel senso.
Perchè non rivolgersi a loro chiedendo il loro appoggio per questo motivo?
5)Altro punto che vorrei chiarire riguarda l'albo dei giornalisti.
Mi è stato fatto notare che PI è una testata giornalistica regolarmente registrata presso l'ente di stato preposto a ciò, ma mi è stato detto che i giornalisti di PI non sono iscritti all'albo: perchè?
Lei mi può spiegare quali sono i vantaggi e i privilegi, gli svantaggi e le limitazioni professionali che si hanno dall'iscrizione a tale albo?
Già in molti hanno espresso dei dubbi sulla cifra, in quanto la stessa persona può aver firmato la petizione con nomi diversi.
> modalita' di protesta in rete. Il
> mailbombing di Snail e' un'inutilita':
> L'articolo 21 della Costituzione tutela
> certo la liberta' di espressione, ma non e'
> invadendo le caselle di posta delle
> redazioni giornalistiche con migliaia di
> messaggi uguali che si otterra' un'eco della
> protesta. I destinatari degli attacchi
> scriveranno, come sempre, che hanno subito
> un attacco, un atto di teppismo e non una
> protesta. I giornalisti ci vedono cosi'.
> Mettiamo il mio caso: L'altro giorno una
> finanziaria (di quelle dei "prestiti a
> tutti") non accontentandosi della
> pubblicita' sul parabrezza, mi ha incollato
> al vetro del guidatore un bel messaggio
> pubblicitario: peccato che la colla e'
> rimasta sul finestrino e io mi sono
> incavolato abbastanza, e ho strappato il
> foglio senza nemmeno leggerlo.
> Il mailbombing genera questo tipo di
> reazioni, del resto se Punto Informatico ha
> scelto la petizione non e' stato a caso:
> portare firme davanti al legislatore e' ben
> diverso che scontrarsi con una classe (e non
> con un regime, che e' ben diverso,
> chiedetelo a chi ha fatto il Ventennio) che
> difende i propri interessi come possono
> essere i giornalisti, e' ben diverso e ben
> piu' efficace: il problema va combattuto
> alla fonte, non e' intasando mailbox che si
> cambieranno gli interessi del giornalismo
> Articolo21.it
Scritto il 01/06/2001 alle 18.00
Rispondo solo per dirti che secondo me sei stolto.
Hai già detto le cose che scrivi e ti sono state smontate (in massa) una per una.
Insisti perché sei incapace di autocritica?
Perché il tuo posto di lavoro è più importante del bene comune?
Non lo so, però hai rotto (o, meglio: RRotto)
Rileggiti le notizie di PI, le dichiarazioni di tutti e, se non cambi idea, rileggile, e poi a ancora.
Non è possibile: o ci sei o ci fai. Secondo me ci sei...
> Sono un programmatore da poco freelance.
> Leggo abitualmente PI e mi piace farlo.
> Condivido al tua posizione riguardo Snail
> email anche se non ne condivido lo "spirito
> di provocazione".
> Ti rispondo xchè penso che Tu mi possa dare
> una chiara opinione riguardo la legge
> sull'editoria e la petizione di PI.
> In altri Forum di PI ho già espresso in
> qualche modo la mia opinione, malgrado io
> sia troppo spesso incapace di tradurre in
> parole scritte il mio modo di pensare.
> Io la vedo così:
> Pur considerando perfetto e giusto, il
> "metodo di PI" che consiste nel raccogliere
> firme per l'abolizione degli articoli 2 e 3
> della legge che regolamenta l'editoria, ho
> dei dubbi sulla buonafede di PI.
> 1)Mi sembra che il "chiosco virtuale" dove
> si raccolgono le firme, somigli a quei
> banchetti per la raccolta di firme appunto,
> dove ci sono dei volonterosi ragazzi che
> fermano i passanti, e, mettendo in mano loro
> una penna, dicono frasi del tipo: "Metta una
> firma è per i poveri", oppure "... è per i
> malati di AIDS" e via dicendo, senza
> fornire, a chi passa, le motivazioni vere
> della raccolta.
> Come avevo già detto è facile raccogliere
> firme parlando di "legge bavaglio che limita
> la libertà di tutti": in questo modo non si
> invita il lettore a riflettere, ma piuttosto
> lo si circuisce come fanno certi cartelloni
> 2)X i lettori di PI + attenti, invece, basta
> dare una lettura anche approssimativa alla
> legge in questione per trovarne difetti sia
> di forma che di contenuto: indubbiamente
> questa legge contiene molte "inesattezze".
> Sicuramente l'intento del legislatore era
> quello di riscrivere una legge ormai
> vecchia, x regolamentare le pubblicazioni
> editoriali in Internet, ma i "ritocchi" sono
> troppo pochi e indicano la poca
> dimestichezza del legislatore con la "nuova"
> materia che si vuole regolamentare.
> Però i sottoscrittori della petizione non
> vedono questa "legge limitata" con gli
> stessi occhi: alcuni, penso, vogliano
> solamente abrogare la legge perchè con essa
> si vuole "controllare Internet" (pazzesco!
> ma è così, ho letto molti post, in alcuni
> forum di PI, che danno questa motivazione),
> altri (come penso PI) vogliono semplicemente
> cambiarla ma non indicano come.
> 3)Io proporrei di fare una cosa diversa:
> oltre alla giusta e sacrosanta petizione,
> aggiungere una "paginetta" che contenga il
> testo della legge voluto da PI. Questo
> aiuterebbe il lettore a capire le vere
> intenzioni di PI e aiuterebbe il legislatore
> o colui che propone un testo di legge a
> scrivere una legge + giusta: e poi se
> trovasse la "pappa già pronta", sicuramente
> la sfrutterebbe o no?
> 4) Dai Forum di PI, è una mia
> interpretazione, ho capito che PI vuole
> cambiare la legge x ottenere finanziamenti
> statali diversi o aggiuntivi rispetto a
> quelli che la legge prevede: che Nobiltà di
> Se non ho visto male PI vorrebbe ad esempio
> degli sconti di stato per le spese di
> telefonia o x gli acquisti di mezzi o
> supporti informatici in genere: la verità è
> che anche la testate della carta stampata e
> i tele/radio giornali fanno molto uso di
> internet e "tecnologia avanzate" e anche a
> loro farebbe piacere ricevere degli aiuti in
> quel senso.
> Perchè non rivolgersi a loro chiedendo il
> loro appoggio per questo motivo?
> 5)Altro punto che vorrei chiarire riguarda
> l'albo dei giornalisti.
> Mi è stato fatto notare che PI è una testata
> giornalistica regolarmente registrata presso
> l'ente di stato preposto a ciò, ma mi è
> stato detto che i giornalisti di PI non sono
> iscritti all'albo: perchè?
> Lei mi può spiegare quali sono i vantaggi e
> i privilegi, gli svantaggi e le limitazioni
> professionali che si hanno dall'iscrizione a
> tale albo?
> 6) Ultimo argomento: le 50000 firme raccolte.
> Già in molti hanno espresso dei dubbi sulla
> cifra, in quanto la stessa persona può aver
> firmato la petizione con nomi diversi.
> Grazie in anticipo per la risposta
> > modalita' di protesta in rete. Il
> > mailbombing di Snail e' un'inutilita':
> > L'articolo 21 della Costituzione tutela
> > certo la liberta' di espressione, ma non
> > invadendo le caselle di posta delle
> > redazioni giornalistiche con migliaia di
> > messaggi uguali che si otterra' un'eco
> > protesta. I destinatari degli attacchi
> > scriveranno, come sempre, che hanno subito
> > un attacco, un atto di teppismo e non una
> > protesta. I giornalisti ci vedono cosi'.
> > Mettiamo il mio caso: L'altro giorno una
> > finanziaria (di quelle dei "prestiti a
> > tutti") non accontentandosi della
> > pubblicita' sul parabrezza, mi ha
> incollato
> > al vetro del guidatore un bel messaggio
> > pubblicitario: peccato che la colla e'
> > rimasta sul finestrino e io mi sono
> > incavolato abbastanza, e ho strappato il
> > foglio senza nemmeno leggerlo.
> > Il mailbombing genera questo tipo di
> > reazioni, del resto se Punto Informatico
> > scelto la petizione non e' stato a caso:
> > portare firme davanti al legislatore e'
> > diverso che scontrarsi con una classe (e
> > con un regime, che e' ben diverso,
> > chiedetelo a chi ha fatto il Ventennio)
> > difende i propri interessi come possono
> > essere i giornalisti, e' ben diverso e ben
> > piu' efficace: il problema va combattuto
> > alla fonte, non e' intasando mailbox che
> > cambieranno gli interessi del giornalismo
> > Articolo21.it
Scritto il 02/06/2001 alle 0.25
> Rispondo solo per dirti che secondo me sei
> stolto.
> Hai già detto le cose che scrivi e ti sono
> state smontate (in massa) una per una.
non te la prendere michele, rr e' un celebre troll su questi forum. ripete *sempre* le stesse cose, sperando di provocare le stesse risposte.
Scritto il 02/06/2001 alle 13.02
Riflessione non condivisa nr: non autenticato
Credo che quelle di articolo21.it, non siano idee chiare.
Se l' informazione è controllata, qualche motivo
ci sarà, non lo chiamate regime ?
Se qualcuno crede ancora di vedere militari in divisa con qualche stemmino si sbaglia.
Manipolano l' informazione per far capire quello che vogliono, e non è la destra o la sinistra, ma
sono tutti sullo stesso piano, dato che chi comanda oramai sono le multinazionali, e qui caschiamo sul popolo di Seattle !
E propio su quest' ultimo caso che dimostrate che
o la disinformazione ha lavato le vostre menti e quindi non siete consapevoli di cosa dite, oppure
siete voi che parlando così volete fare disinformazione.
Perchè il popolo di Seattle sono persone pacifiche
e non violente, se qualche provocatore o qualche
teppista fà dei danni, non si può dire che il
restante 99,99 % dei sostenitori siano "ULTRAS".
Se vi informate vedrete che hanno fatto cariche su
persone innocenti, bambini, madri e padri, solo per il fatto che erano presenti.
Per quanto l' iniziativa Snail E-mail, lo trovo un
tentativo di farsi sentire. Forse faranno più male che bene, ma sicuramente qualcuno ne parlerà.
Scritto il 29/05/2001 alle 5.12
> Credo che quelle di articolo21.it, non siano
> idee chiare.
> Se l' informazione è controllata, qualche
> ci sarà, non lo chiamate regime ?
ma appunto! Non si capisce poi la ragione dell'attacco a Snail. Loro almeno fanno qualcosa. Quelli di Articolo21 che fanno?
Possibile che non capiscano che il regime dell'informazione non dipende dai governi, ma dai poteri forti che ci sono dietro, e che sono sempre stati pappa e ciccia con chi comandava in quel momento.
In italia praticamente NON esistono i cosiddetti "editori puri", i proprietari di giornali e televisioni guarda caso sono tutti idustriali i cui principali interessi sono altrove. Possibile siano tutti "appassionati" di editoria? Ma via! I giornali sono utilizzati come mezzo di pressione su questo o quello, e per scambi di favori coi politici.
E in mezzo al grande inciucio che dura orami da mezzo secolo ci stanno i giornalisti, al solito lestissimi a servire il padrone di turno.
50.000 firmatari di una petizione letteralmente spariti dai media. Se non altro come fenomeno sociologico, avrebbero pur meritato una notizia.
Macche', niente, cancellati perche' andavano contro la cosca mafiosa dei giornalisti. Se questo non e' un regime...
Ma quelli di Articolo21 dove vivono? SVEGLIA!
Scritto il 29/05/2001 alle 8.14

References: Articolo21
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