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Timestamp: 2014-10-31 14:09:23+00:00

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Codice dei contratti pubblici relativi a lavori servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE Sentenza licitazione esclusione P.A. Pubblica Amministrazione gare d'appalto bandi di gara offerta gara AmbienteDiritto.it Legislazione Giurisprudenza
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< Informazioni per la pubblicit� su AmbienteDiritto.it Appalti - Incertezza delle prescrizioni del capitolato di gara - Clausole del bando incerta - Esclusione - Illegittimit� - Principio della massima partecipazione alla gara - Applicabilit�. L�obbiettiva incertezza del criterio indicato nel capitolato, la presenza di uno studio che poteva prestarsi a interpretazione diverse, configurano una condizione di obbiettiva incertezza delle prescrizioni del capitolato di gara e della loro concreta applicazione. Pertanto, � legittima l�operativit� del principio della massima partecipazione alla gara ogni qualvolta le clausole del bando siano di incerta interpretazione (C. di S., sez. V, 13 dicembre 1996 n. 1536, sez.V 25 giugno 2002 n. 3269, sez. V, 25 marzo 2002 n. 1695). Pres. Frascione - Est. Carlotti - S.A.R. - AUTOLINEE RIVIERA S.P.A. (avv.ti Bormioli e Clarizia) c. PROVINCIA DI SAVONA (avv.ti Alberti e Romanelli) e altri (annulla TAR Liguria, sez. II sentenza n. 364). CONSIGLIO DI STATO sez. V, 4 novembre 2004 (Cc. 13.7.2004), Sentenza n. 7140 Appalti - Affidamento di un partecipante - Garanzia del pari trattamento dei concorrenti - Selezione competitiva dei concorrenti - lex specialis - favor partecipationis - Comportamento contraddittorio o ambiguo tenuto dall�amministrazione aggiudicataria. In tema di appalti, la considerazione dell�affidamento di un partecipante pu� rilevare, con finalit� latamente �sananti�, alla condizione imprescindibile che essa risulti compatibile con la preminente protezione dei valori primari della garanzia del pari trattamento dei concorrenti e della selezione competitiva tra gli stessi (competizione che, si noti bene, attiene anche all�attento esame ed alla corretta interpretazione della lex specialis), tal che il bilanciamento tra i differenti valori in gioco pu� risolversi a vantaggio dell�affidamento, qui inteso quale particolare declinazione del favor partecipationis, nelle sole ipotesi in cui esso poggi su di un atteggiamento psichico formatosi, appunto, �legittimamente�. Detto altrimenti, il principio in rassegna pu� esclusivamente invocarsi nei casi in cui alla genesi dell�errore, di percezione o di comprensione della lex specialis, nel quale sia incorso il concorrente interessato abbia causalmente contribuito il comportamento contraddittorio o ambiguo tenuto dall�amministrazione aggiudicataria. Pres. Frascione - Est. Carlotti - S.A.R. - AUTOLINEE RIVIERA S.P.A. (avv.ti Bormioli e Clarizia) c. PROVINCIA DI SAVONA (avv.ti Alberti e Romanelli) e altri (annulla TAR Liguria, sez. II sentenza n. 364). CONSIGLIO DI STATO sez. V, 4 novembre 2004 (Cc. 13.7.2004), Sentenza n. 7140 Appalti - Dichiarazione sostitutiva - Funzione - Omessa allegazione del documento di identit� - Effetti. L�allegazione al testo della dichiarazione sostitutiva di volta in volta rilasciata di un valido documento di identit�, lungi dal costituire un vuoto formalismo, costituisce piuttosto un fondamentale onere del sottoscrittore, configurandosi come l�elemento della fattispecie normativa teleologicamente diretto a comprovare (per di pi�, con la surricordata valenza di monito), non tanto (melius, non soltanto) le generalit� del dichiarante, ma ancor prima l�imprescindibile nesso di imputabilit� soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica. In altre parole la dichiarazione sostitutiva del privato formata a norma degli artt. 38 e 47 d.p.r. n. 445/2000, � un documento con lo stesso valore giuridico di un atto di notoriet�: segue da ci� che se il sottoscrittore dichiara il falso sar� punibile per falsit� in atti. (Contra: v. Cons. St., sez. V, 1�.10.2003, n. 5677, secondo cui l�omessa allegazione del documento di identit� integrerebbe una mera irregolarit� della dichiarazione sostitutiva dell�atto di notoriet� come tale suscettibile di emenda). Pres. Frascione - Est. Carlotti - S.A.R. - AUTOLINEE RIVIERA S.P.A. (avv.ti Bormioli e Clarizia) c. PROVINCIA DI SAVONA (avv.ti Alberti e Romanelli) e altri (annulla TAR Liguria, sez. II sentenza n. 364). CONSIGLIO DI STATO sez. V, 4 novembre 2004 (Cc. 13.7.2004), Sentenza n. 7140 Appalti - Incertezza della portata precettiva di una clausola - Applicazione principio del favor partecipationis - Fondamento. In tema di appalti, correttamente la commissione ha fatto applicazione della consolidata regola per cui, nell�incertezza della portata precettiva di una clausola, dev�essere assicurata, in ossequio al principio del favor partecipationis, l�ammissione del maggior numero di concorrenti, al duplice fine di tutelare l�interesse pubblico al pi� ampio confronto concorrenziale e di non pregiudicare l�affidamento ingenerato nelle imprese partecipanti da clausole ambigue e suscettibili di diverse interpretazioni (cfr. ex multis Cons. St., sez. V, 30 giugno 2003, n.3870). Pres. Venturini - Est. Deodato - S.R.L. SOGESI (avv. RIENZI) c. MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI (Avv. Gen. Stato) ed altri (conferma TAR TOSCANA - FIRENZE: Sezione I n.466/1994). CONSIGLIO DI STATO sez. IV, 2 novembre 2004 (Cc. 6.7.2004), Sentenza n. 7104
Appalti - Potere discrezionale di fissare requisiti di partecipazione ad una singola gara - Presupposti - Principi costituzionali di imparzialit� e buon andamento dell�azione amministrativa - Imprese di pulizia. Sulla base della lettura sistematica del secondo e del terzo comma dell�articolo 17 del decreto legislativo 17 marzo 1995 e, per quanto attiene alle imprese di pulizia, dal delineato sistema di qualificazione di cui al D.M. 7 luglio 1997, n. 274, non pu� dubitarsi che l�amministrazione aggiudicatrice abbia il potere discrezionale di fissare requisiti di partecipazione ad una singola gara, anche molto rigorosi e superiori a quelli previsti dalla legge, e che possa pertanto pretendere l�attestazione di requisiti di capacit� diversi ed ulteriori dalla semplice iscrizione nell�elenco, (C.d.S., sez. V 1 giugno 2001, n. 2973;, 31 dicembre 2003, n. 9305; sez. VI, 10 ottobre 2002, n. 5442), le previsioni indicate nelle accennate disposizioni normative limitandosi a stabilire una semplice presunzione di possesso dei requisiti minimi per la partecipazione alla gara, che pertanto ben possono essere derogati (o meglio incrementati, sotto l�aspetto qualitativo e quantitativo) dall�amministrazione in relazione alle peculiari caratteristiche del servizio da appaltare. L�esercizio di detto potere discrezionale costituisce in realt� precipua attuazione dei principi costituzionali di imparzialit� e buon andamento dell�azione amministrativa, predicati dall�articolo 97 della Costituzione, e si sostanzia quindi nel potere - dovere assegnato all�amministrazione di apprestare (proprio attraverso la specifica individuazione degli specifici requisiti di ammissione e di partecipazione ad una gara) gli strumenti e le misure pi� adeguati, opportuni, congrui, efficienti ed efficaci ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell�interesse pubblico concreto, oggetto dell�appalto da affidare: le scelte cos� operate da un�amministrazione aggiudicatrice, ampiamente discrezionali, impingono nel merito dell�azione amministrativa e si sottraggono, pertanto, al sindacato del giudice amministrativo, salvo che non siano ictu oculi manifestamente irragionevoli, irrazionali, arbitrarie, sproporzionate, illogiche e contraddittorie. (C.d.S., sez. V 1 giugno 2001, n. 2973; 31 dicembre 2003, n. 9305; sez. VI, 10 ottobre 2002, n. 5442, nonch� sez. V, 15 febbraio 2000, n. 801). (In specie, la richiesta del possesso in capo alle imprese di uno specifico requisito economico - finanziario (di aver realizzato negli ultimi tre esercizi finanziari un fatturato medio non inferiore a quello presunto del lotto o dei lotti per i quali l�impresa concorre) � evidentemente finalizzata alla scelta del concorrente che dia prova di adeguata affidabilit� all�espletamento del servizio da affidare per aver svolto un�attivit� di corrispondente valore finanziario nell�ultimo triennio, cos� che la relativa scelta � del tutto coerente, logica ed adeguata in relazione allo specifico oggetto della gara di appalto. La legittimit� di tale scelta esclude la fondatezza di qualsiasi censura, circa l�eventuale violazione dei principi di concorrenzialit� e della pi� ampia partecipazione possibile alle gare pubbliche). Conf.: C.d.S. sez. IV, 22 ottobre 2004, sentenze nn. 6971-6970-6969-6968-6967. Pres. COSTANTINO - Est. SALTELLI. CONSIGLIO DI STATO, sez. IV, 22 ottobre 2004, (Cc. 27.05. 2004) sentenza n. 6972
Appalti - Pubblica Amministrazione - Revoca d�ufficio - Annullamento dell�aggiudicazione - Presupposti - Contratti della P. A. - Aggiudicazione - Scelta del contraente. Bench� nei contratti della Pubblica Amministrazione l�aggiudicazione, in quanto atto conclusivo del procedimento di scelta del contraente, segna di norma il momento dell�incontro della volont� della pubblica amministrazione di concludere il contratto e della volont� del provato manifestata con l�offerta ritenuta migliore (con la conseguenza che da tale momento sorge il diritto soggettivo dell�aggiudicatario nei confronti della stessa pubblica amministrazione), non � precluso all�amministrazione stessa di procedere, con atto successivo, purch� adeguatamente motivato con richiamano ad un preciso e concreto interesse pubblico, alla revoca d�ufficio ovvero all�annullamento dell�aggiudicazione. (ex multis, C.d.S., sez. IV, 12 settembre 2000, n. 4822; sez. V, 20 settembre 2001, n. 4973; sez. VI, 14 gennaio 2000, n. 244). Il potere di annullamento in autotutela dell�aggiudicazione si fonda sul principio costituzionale di buon andamento che, com�� noto, impegna la pubblica amministrazione ad adottare atti il pi� possibile rispondenti ai fini da conseguire. (C.d.S., sez. V, 20 settembre 2001, n. 4973). Pres. COSTANTINO - Est. SALTELLI - MINISTERO DELLA DIFESA (Avvocatura generale dello Stato) c. S.N.C. CIANDOR ed altro (n.c.) (riforma Tribunale amministrativo regionale per il Veneto n. 831 del 25 maggio 1995). CONSIGLIO DI STATO, sez. IV, 22 ottobre 2004, (Cc. 27.05. 2004) sentenza n. 6931
Appalti - Aggiudicazione di una gara - Ricorso in ottemperanza. L�aggiudicazione di una gara � un atto valutabile anche nell�ambito della portata logica dei motivi di ricorso in ottemperanza quale contegno elusivo, dovendosi poi lasciare al merito la questione dei limiti nei quali l�azione dell�amministrazione non � risultata conforme al giudicato (CdS IV 23 novembre 2003 n. 7778). ENTERPRISE DIGITAL ARCHITECTS S.P.A. (gi� Enterprise Ericsson) (avv. Cardarelli) c. MINISTERO DELL�ISTRUZIONE, DELL�UNIVERSITA� E DELLA RICERCA (Avvocatura Generale dello Stato) ed altri. CONSIGLIO DI STATO Sez. VI, 1.10.2004, (30 luglio 2004 ) Sentenza n. 6457 (vedi:
Appalti - Indizione di nuova gara o alla rinnovazione parziale delle attivit� pregresse - Operato della commissione di gara - Limitazione - Motivazione postuma - Esclusione - Effetto di annullamento degli atti di gara. Ferma la scelta discrezionale per l�amministrazione relativa all�indizione di nuova gara o alla rinnovazione parziale delle attivit� pregresse, (CdS VI 4/12/1998 n. 1668), va rilevato che limitare l�operato della commissione, in sede di rinnovazione degli atti di gara, ad una verbalizzazione delle operazioni a suo tempo svolte, significa ridurre l�effetto di annullamento degli atti di gara alla mera necessit� di fornire, per quanto possibile, una prova dello svolgimento dei fatti, prova che tuttavia sarebbe legata alla evenienza fattuale di una esatta memoria dei commissari di gara. Pertanto, la rinnovazione delle operazioni di gara non pu� poi mai risolversi in una inammissibile motivazione postuma (come sarebbe se fosse imposto alla commissione di esprimersi ora per allora, per giunta basandosi solo sulla circostanza della ricostruzione mnemonica dei fatti che pu� essere inficiata da circostanze varie ed imponderabili) con il che risulta evidente che detta rinnovazione deve risolversi in un nuovo esercizio del medesimo potere che, male esercitato una prima volta, pu� esitare nell�annullamento. ENTERPRISE DIGITAL ARCHITECTS S.P.A. (gi� Enterprise Ericsson) (avv. Cardarelli) c. MINISTERO DELL�ISTRUZIONE, DELL�UNIVERSITA� E DELLA RICERCA (Avvocatura Generale dello Stato) ed altri. CONSIGLIO DI STATO Sez. VI, 1.10.2004, (30 luglio 2004 ) Sentenza n. 6457 (vedi:
Appalti - Operato della commissione di gara - Processo di impugnazione - Motivazione postuma - Inammisssibilit� - Sviamento dell�azione amministrativa. In tema di appalti, la motivazione postuma (resa ora per allora) � inammissibile nel corso del processo di impugnazione e quindi, a fortiori, non pu� essere un modo di eseguire un giudicato di annullamento per difetto di motivazione che sia sintomo di sviamento dell�azione amministrativa (sull�inammissibilit� della motivazione postuma nel giudizio di legittimit�: C. Stato, sez. V, 01-10-2001, n. 5187 secondo cui l�atto amministrativo, oggetto di impugnazione, non pu� essere integrato con motivazione postuma nel corso del giudizio, con la conseguenza che va esaminato alla stregua delle sole ragioni poste a suo sostegno e in esso esplicitate; sul concetto di motivazione postuma C. Stato, sez. VI, 06-05-2002, n. 2400 secondo cui l�integrazione postuma della motivazione si ha quando il provvedimento amministrativo viene prima adottato e poi motivato, non quando il provvedimento adottato con una determinata motivazione viene comunicato al destinatario in forma sintetica e poi conosciuto all�atto della produzione in giudizio). ENTERPRISE DIGITAL ARCHITECTS S.P.A. (gi� Enterprise Ericsson) (avv. Cardarelli) c. MINISTERO DELL�ISTRUZIONE, DELL�UNIVERSITA� E DELLA RICERCA (Avvocatura Generale dello Stato) ed altri. CONSIGLIO DI STATO Sez. VI, 1.10.2004, (30 luglio 2004 ) Sentenza n. 6457 (vedi:
Appalti - Condizionamenti del giudizio della commissione di gara - Analiticit� della motivazione e la compiutezza della verbalizzazione - Aggiudicazione di gara mediante appalto-concorso - Valutazione delle offerte - Mancata formulazione dei criteri di massima - Rinnovazione della gara - Principio della conservazione delle attivit� legittimamente espletate. In tema di appalti, i condizionamenti del giudizio della commissione sono evitabili mediante l�analiticit� della motivazione e la compiutezza della verbalizzazione alle quali essa � chiamata nel rinnovare il giudizio (in senso analogo CdS IV, n. 4834/2004; CdS VI 11/12/1998 n. 1668 C. Stato, sez. VI, 11-12-1998, n. 1668 secondo cui a seguito dell�annullamento giurisdizionale dell�aggiudicazione di una gara mediante appalto-concorso per mancata formulazione dei criteri di massima in base ai quali procedere alla valutazione delle offerte, l�amministrazione non sempre deve rinnovare la gara ab initio, giacch� talora prevale il principio della conservazione delle attivit� legittimamente espletate). ENTERPRISE DIGITAL ARCHITECTS S.P.A. (gi� Enterprise Ericsson) (avv. Cardarelli) c. MINISTERO DELL�ISTRUZIONE, DELL�UNIVERSITA� E DELLA RICERCA (Avvocatura Generale dello Stato) ed altri. CONSIGLIO DI STATO Sez. VI, 1.10.2004, (30 luglio 2004 ) Sentenza n. 6457 (vedi:
Appalti - Azienda speciale - Partecipazione gara fuori del territorio dell�Ente - Presupposti - Limiti - Possibilit� di stipulare apposite convenzioni - Estensione dell�attivit� delle aziende speciali comunali al di fuori del territorio dell�Ente - Collegamento funzionale tra servizio e collettivit� locale - Necessit�. L�azienda speciale del Comune non pu� partecipare ad una gara (oppure stipulare un contratto a trattativa privata) per l�affidamento della gestione di un servizio pubblico al di fuori del proprio territorio, salva proprio l�ipotesi di cui all'art. 5 D.P.R. 4 ottobre 1986 n. 902 (e quindi la possibilit� di stipulare apposite convenzioni), in quanto essa � configurata come strumento attraverso il quale l'Ente locale svolge s� un�attivit� (pubblica) di carattere industriale ed economico, ma pur sempre nell�ambito dei fini predeterminati dalla legge (Cons. Stato, V, 20 marzo 2000, n. 1520). L'estensione dell�attivit� delle aziende speciali comunali al di fuori del territorio dell�Ente che le ha costituite, oltre a richiedere il rispetto delle regole procedimentali e dei limiti sostanziali posti da norme positive, presuppone, nondimeno, un collegamento funzionale tra il servizio eccedente l�ambito locale e le necessit� della collettivit� locale. L�azienda speciale di un Comune pu� anche estendere il proprio servizio in un altro Comune, ma a patto che ci� realizzi un�integrazione funzionale della propria attivit� con quella del Comune vicino, sicch� vengano in tal modo soddisfatte anche le esigenze della collettivit� stanziata sul territorio dell'Ente che l�ha costituita. Il Comune, pertanto, non pu� semplicemente �spogliarsi� di un servizio in favore di un�azienda istituita da un Comune viciniore (cfr. Cons. Stato, VI, 25 settembre 2000, n. 5011). (Annulla T.A.R. Lombardia - Milano - Sez. III - n. 3088/2003 depositata in data 11 giugno 2003). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 27 settembre 2004 (C.C. 24 Febbraio 2004), sentenza n. 6325 (vedi:
Appalti - Azienda speciale - Speciali moduli convenzionali e consorziali tra Enti locali. Le aziende speciali, al di fuori degli speciali moduli convenzionali e consorziali tra Enti locali previsti dalle norme di legge e regolamentari, non sono legittimate a partecipare, in concorrenza con altri soggetti privati ed alla stregua di una qualsiasi impresa operante sul mercato, alle gare per l'appalto di pubblici servizi da svolgersi presso altri Enti locali. (Annulla T.A.R. Lombardia - Milano - Sez. III - n. 3088/2003 depositata in data 11 giugno 2003). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 27 settembre 2004 (C.C. 24 Febbraio 2004), sentenza n. 6325 (vedi:
Appalti - Costituzione di una societ� mista a partecipazione pubblica maggioritaria - Aggiudicazione di un servizio - Affidamento diretto. In presenza della costituzione di una societ� mista a partecipazione pubblica maggioritaria, l�esperimento di una procedura di gara ai fini dell�aggiudicazione di un servizio inerente all�oggetto sociale rappresenta gi� di per s� una garanzia aggiuntiva rispetto alla possibilit�, espressamente riconosciuta dall�ordinamento e del resto logicamente sottesa alla scelta dell�amministrazione relativa alle modalit� di organizzazione e gestione del servizio di cui trattasi, di affidamento diretto del medesimo alla societ� all�uopo costituita. (Cons. giust. amm. Sicilia, sez. giurisd., 24 dicembre 2002, n. 692). (Annulla T.A.R. Lombardia - Milano - Sez. III - n. 3088/2003 depositata in data 11 giugno 2003). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 27 settembre 2004 (C.C. 24 Febbraio 2004), sentenza n. 6325 (vedi:
Appalti - Esclusione da una procedura concorsuale - Impugnazione. L�esclusione da una procedura concorsuale costituisce atto lesivo per il destinatario, il quale pu� impugnarlo senza dover dimostrare che avrebbe vinto la gara o il concorso; n� il giudice amministrativo � tenuto a svolgere istruttoria al riguardo, salva la possibilit� di dichiarare inammissibile l�impugnazione stessa quando risulti positivamente la sua inutilit�. (Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana, 23 agosto 2000 n. 398 e 20 gennaio 2001 n. 14). (Conferma, TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, sentenza 1 aprile 2004 n. 2263). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 7 Settembre 2004 (Ud. 1 giugno 2004), Sentenza n. 5878
Appalti - Offerta - Incompletezza e irregolarit� della documentazione - Esclusione - Legittimit�. L�autorit� di gara non pu� (pena l�invalidit� della gara) prendere contezza delle offerte se non dopo aver verificato la completezza e regolarit� della documentazione prescritta per la partecipazione. (Conferma, TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, sentenza 1 aprile 2004 n. 2263). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 7 Settembre 2004 (Ud. 1 giugno 2004), Sentenza n. 5878
Appalti - Esclusione da una procedura contrattuale ad evidenza pubblica - Corretto svolgimento della gara - Efficienza dell�azione amministrativa. Anche le norme che prevedono l�esclusione da una procedura contrattuale ad evidenza pubblica devono ragionevolmente risolversi in un interesse specifico al corretto svolgimento della gara ed alla assicurazione dei migliori risultati possibili in termini di efficienza dell�azione amministrativa posta in essere dell�Amministrazione stessa. Pres. Iannotta - Est. Zaccardi. CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (16 Aprile 2004), Sentenza n. 5659
Appalti - Appalto di lavori da aggiudicarsi mediante pubblico incanto col criterio del prezzo pi� basso - Disciplina - Calcolo aritmetico della media - Eliminazione del 10% delle offerte di maggiore e di minore ribasso (c.d. taglio delle ali) - Effetti distorsivi determinati dalle offerte marginali - L. n. 166/2002 (c.d. Merloni-quater). L�appalto di lavori da aggiudicarsi mediante pubblico incanto col criterio del prezzo pi� basso, trova la sua disciplina regolatrice, quanto alla determinazione della soglia di anomalia delle offerte, nell�art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come da ultimo modificato dall�art. 7, comma 1, lett. n), della legge 1� agosto 2002 n. 166 (c.d. Merloni-quater), espressamente richiamato sia dal bando che dal disciplinare di gara, che testualmente recita (per quanto qui interessa): �(�) l�amministrazione interessata deve valutare l'anomalia delle offerte di cui all'articolo 30 della direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, relativamente a tutte le offerte che presentino un ribasso pari o superiore alla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato all�unit� superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media��. L�anzidetto meccanismo prevede, quindi, l�eliminazione del 10% delle offerte di maggiore e di minore ribasso (c.d. taglio delle ali); ci� al fine di evitare, nella determinazione della soglia di anomalia, il prodursi di effetti distorsivi determinati dalle offerte marginali. Pres. Iannotta - Est. Mastrandrea. CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (Ud. 2 marzo 2004), sentenza n. 5656 (vedi:
Appalti - Appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria - Offerte anomale - Appalti sopra-soglia - Computo aritmetico della media - Esclusione automatica delle offerte - Art. 21, c 1-bis, l. 109/94 e s.m.. Applicandosi de plano la versione vigente dell�art. 21, comma 1-bis, della l. 109/94, risulta chiaro, che negli appalti sopra-soglia, individuate le offerte anomale secondo la procedura delineata nel primo periodo del predetto comma (e quindi in virt� dell�esclusione fittizia delle cos� dette ali estreme ai fini del computo aritmetico della media), tutte le offerte anomale vanno obbligatoriamente sottoposte a verifica, comprensivamente di quelle che si collocano nelle cos� dette ali superiori, essendo riservata, come chiarito dall�ultimo periodo del comma citato, l�esclusione automatica delle offerte (almeno cinque) sospette di anomalia ai soli appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria. Pres. Iannotta - Est. Mastrandrea. CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (Ud. 2 marzo 2004), sentenza n. 5656 (vedi: sentenza per esteso)
Appalti - Dichiarazione concernente l'inesistenza delle cause di esclusione - Necessit� - Esclusione dalla gara - Legittimit�. Il giudizio d'inidoneit� morale degli imprenditori persone giuridiche poggia, invero, �sulla convinzione che vi sia la presunzione che la condotta penalmente riprovevole di quelle persone fisiche che svolgono od abbiano svolto di recente un ruolo rilevante all'interno dell'impresa, abbia inquinato l'organizzazione aziendale. Una presunzione che � assoluta, nel caso in cui il soggetto ancora svolga un ruolo all'interno dell'organizzazione di impresa, e relativa, consentendo cos� l'impresa di fornire la prova contraria, nel caso in cui questo sia cessato dalla carica e non sia ancora trascorso quel lasso di tempo, che ragionevolmente consente di ritenere il venir meno dell�influenza negativa recata dal soggetto medesimo� (cfr. Cons. Stato, Sez V, 16 giugno 2003 n. 3380). Il vero � che, alla stregua ed ai fini della normativa in questione, (art. 75, comma 1, lett. c) del D.P.R. n. 554 del 1999 e s.m.) incombe al concorrente l�obbligo di rendere una dichiarazione tanto completa e precisa che consenta alla stazione appaltante di effettuare il dovuto esame della sua situazione; obbligo che, nel caso in esame, non � stato assolto dall'impresa mandante. Pres. Iannotta, Est. Allegretta - SOC. COOPERATIVA EDILE MOLISANA s.c.a.r.l. - SO.C.E.M. (avv.ti Mazzocco e Masiani) c. Comune di Cerreto di Spoleto (avv. Figorilli) ed altro, (Conferma, TAR Umbria, sentenza n. 356 pronunciata in data 19 maggio 2003). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (C.c. 3 Febbraio 2004), Sentenza n. 5651
Appalti - Produzione di certificati in fotocopia e non in originale - Esclusione dalla gara - Illegittimit� - Principio del c.d. favor admissionis. E� illegittima l�esclusione dalla gara disposta esclusivamente per avere prodotto dei certificati in fotocopia e non in originale. Nei fatti, l�art. 7 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, recante norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme, considerava valida la produzione di copie autentiche al posto degli originali, e la norma � stata trasfusa nel vigente art. 18, primo comma, del DPR n. 445/2000, il quale testualmente dispone in modo identico. Da un lato, all�art 46, comma 1, lettera aa), del ripetuto DPR n. 445/2000, che riguardo alle istanze degli interessati rivolte a pubbliche Amministrazioni - tra le quali ben possono essere incluse le domande di partecipazione alle pubbliche gare - indica espressamente tra le �dichiarazioni sostitutive di certificazioni� anche quella �di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l�applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa�; e, dall�altro, al principio del cosiddetto favor admissionis che impone di interpretare il bando di gara nel senso di semplificare e non aggravare gli oneri documentali delle parti concorrenti. Pres. Iannotta - Est. Allegretta - INTERFIN LAVORI s.p.a. (avv.ti Starace e Allodi) c.Comune di Maddaloni e l�a.t.i. Sole Engeenering s.r.l. (Conferma, TAR Campania, Napoli, Sezione I, 6 marzo 2003, sentenza n. 2224). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (C.c. 3 Febbraio 2004), Sentenza n. 5649
Appalti - Procedura per la scelta del contraente e �lex specialis�. Tutte le disposizioni che in qualche modo regolano i presupposti, lo svolgimento e la conclusione della procedura per la scelta del contraente, siano esse contenute nel bando ovvero nella lettera d�invito e nei loro allegati (capitolati, convenzioni e simili), concorrono a formarne la disciplina e ne costituiscono, nel loro insieme, la �lex specialis�. CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (C.c. 17 Febbraio 2004), Sentenza n. 5648
Appalti - Appalti di servizi - Appalti di lavori - A.T.I. - Conferimento del mandato speciale collettivo irrevocabile - Impresa capogruppo - Legittimazione attiva - Presentazione dell�offerta - Aggiudicazione - Normativa comunitaria. Nel caso di impugnativa di atti di una procedura di selezione del contraente, sussiste la legittimazione attiva - intesa come titolarit� in astratto della posizione soggettiva di cui si chiede tutela - dell�impresa singola facente parte di una A.T.I., sia che il raggruppamento sia gi� costituito al momento della presentazione dell�offerta, sia che questo debba costituirsi all�esito dell�aggiudicazione (cfr. C.d.S., Sez. VI, 23.1.2002, n. 937; Sez. V, 18.3.2004 n. 1411). Ci� perch� il conferimento del mandato speciale collettivo irrevocabile all�impresa capogruppo attribuisce al legale rappresentante di quest�ultima la rappresentanza processuale nei confronti dell�amministrazione e delle imprese terze controinteressate, ma non preclude o limita la facolt� delle singole imprese di agire in giudizio in proprio, mancando una espressa previsione in tal senso nella normativa comunitaria di riferimento e in quella nazionale di recepimento, non solo in tema di appalti di servizi (v. art. 11 d.lgs. n. 157 del 1995), ma anche in tema di appalti di lavori (v. artt. 11 e 13 L. n. 109 del 1994) e forniture (v. art. 11 d.lgs. n. 358 del 1992). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (C.c. 2 marzo 2004), Sentenza n. 5646
Appalti - Rifiuti - Attivit� di gestione e di smaltimento dei rifiuti - Affidamento diretto di vari servizi pubblici - Interesse diretto all'impugnazione - Necessit�. Per configurare l�esistenza di un interesse ad ottenere l�annullamento dell�atto impugnato, non � sufficiente che la societ� interessata abbia nel suo oggetto sociale le voci di attivit� corrispondenti a quelle della societ� vincitrice ma � indispensabile che essa abbia provato di avere gi� svolto analoghi servizi in tutta la loro gamma ovvero abbia dimostrato di essere concretamente in grado di farlo per essere provvista della necessaria potenzialit�, per disponibilit� di mezzi, di personale e di capacit� organizzative. Difetta pertanto di interesse diretto all'impugnazione la Societ� che, di fatto, non pu� occuparsi della costruzione e della gestione di impianti per il trattamento dei rifiuti, della bonifica dei siti contaminati n� pu� procedere all�accertamento, alla liquidazione e alla riscossione delle tariffe. Pres. Iannotta - Est. Marchitiello Ciampa A., s.r.l. (Avv. Palma) c. Comune di Sorrento (Avv. Marone) e altro (Conferma T.A.R. Campania, I Sezione, del 20.1.2000, n. 136). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 Agosto 2004 (C.c. 16 aprile 2004), Sentenza n. 5643
Appalti - La ratio della legge in materia di lavori pubblici - Garanzie - Rispetto dei fondamentali principi della par condicio e della segretezza delle offerte - art. 2359 c.c.. La ratio della legge in materia di lavori pubblici consiste nell�evitare il turbamento nello svolgimento della gara, derivante da situazioni di influenza dominante tra pi� imprese, che possano influire sulle offerte delle concorrenti, sulla loro media, e sulla conseguente soglia di anomalia, con connessa violazione dei principi di segretezza dell�offerta, della par condicio e della trasparenza; non pu� pertanto ritenersi che tale divieto di partecipazione (che determina la esclusione) si applichi solo alle societ�, perch� � evidente che la struttura di impresa non societaria costituirebbe soltanto lo strumento per frodare la legge. Il rispetto dei fondamentali principi della par condicio e della segretezza delle offerte, posti a garanzia della regolarit� della procedura concorsuale, nell�interesse sia della pubblica amministrazione che dei partecipanti, postula necessariamente che fra i concorrenti ad una gara non venga in rilievo una relazione idonea a consentire un flusso formativo (delle offerte), e informativo in merito alla fissazione dell�offerta, ovvero agli elementi valutativi ad essa sottostanti; in presenza di significativi indizi sintomatici, il rischio di una intesa preventiva si traduce in una seria e ragionevole presunzione che le offerte dei diversi concorrenti siano riconducibili al medesimo centro decisionale. Risulta evidente dal combinato disposto delle norme che la legge ha esteso a tutte le imprese, sia individuali che collettive, a prescindere dalla forma che in concreto rivestano, la disciplina, chiaramente dettata per le societ�, di cui all�art. 2359 c.c.. Conf.: CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 19 luglio 2004, (ud. 22 giugno 2004) Sentenze nn. 5195; 5194; 5193; 5192; 5191; 5190; 5189; 5188; 5187; 5186; 5185. CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 19 luglio 2004, (ud. 22 giugno 2004) Sentenza n. 5196 (vedi:
sentenza per esteso)Appalti - Finalit� pubblicistica (di ordine pubblico economico) - Individuazione del �giusto contraente� - Profilo tecnico-economico - Incroci di partecipazioni - Art. 2359 c.c. - L. n. 109/94. In considerazione della finalit� pubblicistica (di ordine pubblico economico) alla quale sono preordinati i suddetti principi, che pu� sintetizzarsi come esigenza alla individuazione del �giusto contraente�, al loro rispetto non � tenuta solo la stazione appaltante, ma anche coloro che intendono partecipare alla gara, sui quali incombe l�obbligo di presentare offerte che, al di l� del loro profilo tecnico-economico (specifico oggetto della valutazione di merito da parte della stazione appaltante), devono avere le caratteristiche della compiutezza, completezza, seriet�, indipendenza, segretezza, le quali soltanto assicurano quel gioco della libera concorrenza e del libero confronto attraverso cui pu� giungersi ad individuare il miglior contraente possibile (in tal senso C. Stato, IV; 923/2002). Rimandando all�art. 2359 c.c., la L.109/94 fa rilevare il fatto che, in virt� di incroci di partecipazioni, di collegamenti tra amministratori, di patti parasociali, o per altre situazioni di influenza notevole, si rilevi la esistenza di un unico centro decisionale, corrispondente a quello che, con la maggioranza dei voti, si avvera nelle societ� controllate o collegate (in tal senso C. Stato, V, 1 luglio 2002, n.3601). Conf.: CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 19 luglio 2004, (ud. 22 giugno 2004) Sentenze nn. 5195; 5194; 5193; 5192; 5191; 5190; 5189; 5188; 5187; 5186; 5185. CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 19 luglio 2004, (ud. 22 giugno 2004) Sentenza n. 5196 (vedi:
Appalti - L�azione di risarcimento di un �danno da provvedimento amministrativo illegittimo� - Giudizio di annullamento. L�azione di risarcimento di un <<danno da provvedimento amministrativo illegittimo>> pu� essere proposta solo a condizione che sia stato impugnato tempestivamente il provvedimento illegittimo e che sia stato coltivato con successo il relativo giudizio di annullamento, in quanto al giudice amministrativo non � dato di poter disapplicare atti amministrativi non regolamentari� (Ad. Plenaria Consiglio di Stato, n.4/2003). Conf.: CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 19 luglio 2004, (ud. 22 giugno 2004) Sentenze nn. 5195; 5194; 5193; 5192; 5191;

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 Art. 21
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 art. 18
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 Sentenza 
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 art. 11
 art. 11
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 art. 2359
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 Art. 2359
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