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Timestamp: 2020-05-28 19:35:46+00:00

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Qualora due giudizi tra le stesse parti riguardino il medesimo rapporto di lavoro, il giudicato formatosi sul TFR determina la preclusione di ogni contestazione sulla misura delle retribuzioni.
Cosa giudicata civile - Giudizi tra le stesse parti relativi al medesimo rapporto di lavoro - Giudicato sul TFR - Misura della retribuzione mensile - Preclusione - Sussistenza.
Qualora due giudizi tra le stesse parti riguardino il medesimo rapporto di lavoro, il giudicato formatosi sul TFR determina la preclusione di ogni contestazione sulla misura delle retribuzioni mensili sulla base delle quali il trattamento è stato determinato in quanto, sebbene il diritto alla retribuzione mensile e quello al TFR costituiscano diritti diversi, gli stessi dipendono da un unico fenomeno giuridico pregiudiziale, consistente nella configurazione della retribuzione prevista per il contratto di lavoro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 27 February 2020, n. 5409.
Prescrizione e legittimazione ad agire del contribuente in materia di crediti previdenziali.
Legittimazione ad agire – Crediti previdenziali – Eventi estintivi del credito
Prescrizione – Termine breve.
È legittimato ad agire per l’accertamento dell’estinzione dei propri debiti previdenziali il contribuente che fa valere il verificarsi di eventi estintivi del credito intervenuti successivamente alla notifica della cartella che si intende impugnare.
I contributi e i premi assicurativi dovuti dai lavoratori e dai datori di lavoro si prescrivono nel termine breve di cinque anni a partire dal gennaio 1996. La mancata impugnazione della cartella entro il termine stabilito dalla legge ha come effetto sostanziale quello di rendere irretrattabile il credito, ma non anche la conversione del termine prescrizionale da breve in ordinario, posto che la cartella non impugnata non può essere in ogni caso assimilata ad un titolo giudiziale. (Enrico Scoccini) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 14 February 2020.
Rapporto di lavoro e accertamento tecnico preventivo ex art. 445-bis c.p.c..
Lavoro - Accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis c.p.c. - Ammissibilità - Presupposti - Interesse ad agire in relazione all'utilità dell'accertamento medico - Fondamento.
L'ammissibilità dell'accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis c.p.c. presuppone, come proiezione dell'interesse ad agire ai sensi dell'art. 100 c.p.c., che l'accertamento medico-legale, richiesto in vista di una prestazione previdenziale o assistenziale, risponda ad una concreta utilità per il ricorrente - la quale potrebbe difettare ove siano manifestamente carenti, con valutazione "prima facie", altri presupposti della predetta prestazione -, al fine di evitare il rischio della proliferazione smodata del contenzioso sull'accertamento del requisito sanitario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 February 2020, n. 2587.
Risarcimento danni e onere di provare che il lavoratore ha comunque lavorato.
Risarcimento danni - "Aliunde perceptum" - Onere della prova - Ripartizione.
In tema di azione per risarcimento danni, la circostanza che il lavoratore ingiustamente estromesso (così come quello ingiustamente licenziato) abbia, nelle more del giudizio, lavorato e percepito comunque un reddito (cd. "aliunde perceptum") rappresenta un fatto impeditivo della pretesa attorea e deve essere provato da colui che lo eccepisce, non da chi invoca il risarcimento, in applicazione del generale precetto di cui all'art. 2697 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 January 2020, n. 1636.
Enti pubblici: Il compenso incentivante legato al raggiungimento di determinati e specifici obbiettivi non è incompatibile con la natura determinata del rapporto di lavoro.
Compenso incentivante di cui all'art. 32 del c.c.n.l. enti pubblici non economici 1999-2001 - Dipendenti a tempo determinato della Croce Rossa Italiana - Spettanza - Fondamento.
Il compenso incentivante di cui all'art. 32 del c.c.n.l. enti pubblici non economici 1999-2001, legato al raggiungimento di determinati e specifici obbiettivi, non è incompatibile con la natura determinata del rapporto di lavoro, sicché la mancata corresponsione anche ai dipendenti a tempo determinato (nella specie, della Croce Rossa Italiana) si pone in contrasto con la disciplina contrattuale di settore e, data l'assenza di ragioni oggettive che giustifichino il trattamento differenziato, con il divieto di discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato sancito dall'art. 6 del d.lgs. n. 368 del 2001, in attuazione della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato oggetto della direttiva n. 99/70/CEE. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 15 January 2020, n. 715.
Il Tribunale di Teramo chiarisce definitivamente la funzione della Cassa edile valorizzandone le fonti contrattuali.
Cassa Edile – Obbligatorietà dei versamenti – Denuncia mensile dei lavoratori occupati – Adempimento diretto della obbligazione – Carenza di legittimazione della Cassa Edile – Insussistenza.
L’adempimento diretto da parte del datore di lavoro dell’obbligazione avente ad oggetto i trattamenti economici in favore dei dipendenti non esclude la legittimazione della Cassa Edile non potendosi configurare una revoca della delegazione di pagamento vincolante per il datore di lavoro. L’adesione del lavoratore alla pattuizione a proprio favore, intercorsa tra datore di lavoro e Cassa Edile con l’invio delle denunce mensili da parte del primo alla seconda, si inserisce in un rapporto complesso che chiama in causa le fonti di finanziamento della Cassa e la funzione economico-sociale dell’Ente presupposta nella previsione contrattuale. (1) (Giuseppe Di Maira) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 08 January 2020.
Cassa Previdenza Geometri ed effetti del riscatto del cd. periodo di solidarietà.
Cassa Previdenza Geometri - Riscatto del cd. periodo di solidarietà - Anzianità contributiva - Rilevanza - Incidenza sulla misura del trattamento - Esclusione.
In tema di Cassa di previdenza geometri, il riscatto del cd. periodo di solidarietà è idoneo unicamente ad incidere sull'anzianità contributiva dell'assicurato, rendendo utilizzabili, ai fini dell'accesso al diritto a pensione, periodi di esercizio dell'attività professionale occasionali non coperti da contribuzione, ma non introduce alcuna deroga al criterio di calcolo della misura del trattamento pensionistico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 January 2020, n. 25.
Non ha diritto di surroga nei confronti del Fondo di garanzia il committente che paga i dipendenti del proprio appaltatore.
Insolvenza del datore di lavoro - Fondo di garanzia INPS - Committente che corrisponde i trattamenti retributivi ed il tfr - Diritto di surroga quale avente diritto del lavoratore - Azione di accertamento - Interesse ad agire - Esclusione - Ragioni.
Il committente che, in forza dell'art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003, corrisponda i trattamenti retributivi ed il tfr ai dipendenti del proprio appaltatore, adempie un'obbligazione propria nascente dalla legge, e, pertanto, non diviene avente diritto dal lavoratore, sicché è legittimato a surrogarsi nei diritti di quest'ultimo verso l'appaltatore, ex art. 1203, n. 3, c.c., ma, non avendo titolo per ottenere l'intervento del Fondo di garanzia di cui all'art. 2 della l. n. 297 del 1982, è privo di interesse ad agire, nei confronti dell'INPS, in relazione alla domanda di mero accertamento del diritto di sostituirsi al lavoratore nell'erogazione della prestazione dovuta dal Fondo suddetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 January 2020, n. 33.
Licenziamento disciplinare nel pubblico impiego privatizzato e superamento della pregiudizialità penale.
Pubblico impiego privatizzato - Licenziamento disciplinare - Superamento della pregiudizialità penale ex art. 55 ter del d.lgs. n. 165 del 2001 - Derogabilità ad opera della contrattazione collettiva - Esclusione - Fattispecie.
In tema di licenziamento disciplinare nel pubblico impiego privatizzato, l'articolo 55 ter del d.lgs. n. 165 del 2001, introdotto dal d.lgs. n. 150 del 2009, che ha previsto la regola generale dell'autonomia del processo penale e del procedimento disciplinare, costituisce, in forza dell'art. 55, comma 1, del medesimo d.lgs. n. 165, norma imperativa ai sensi e per gli effetti degli artt. 1339 e 1419 c.c., sicché non è derogabile ad opera della contrattazione collettiva. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto l'inapplicabilità per i giudizi disciplinari iniziati dal 16 novembre 2009, ovvero dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2009, dell'art. 14 del c.c.n.l. del comparto sanità relativo al triennio 2002-2005, nonché dell'omologo art. 6, comma 4, del c.c.n.l. relativo al triennio 2006-2009, nella parte in cui prevedevano, in caso di commissione in servizio di gravi illeciti di rilevanza penale, la sospensione del procedimento disciplinare fino al giudicato penale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 02 January 2020, n. 6.
Somministrazione di lavoro e responsabilità per i danni cagionati a terzi da fatti illeciti compiuti dal lavoratore.
Fatto illecito del prestatore di lavoro - Responsabilità esclusiva dell’utilizzatore - Sussistenza - Fondamento - Art. 26 d.lgs. n. 276 del 2003 - Valenza meramente confermativa.
In tema di contratto di somministrazione di lavoro disciplinato dal d.lgs. n. 276 del 2003, la responsabilità per i danni cagionati a terzi da fatti illeciti compiuti dal lavoratore nello svolgimento della missione grava non già sul somministratore, mero datore di lavoro, bensì, ed in via esclusiva, sull'utilizzatore, quale soggetto che inserisce il lavoratore nella propria struttura imprenditoriale ed esercita poteri di direzione e controllo sulla prestazione lavorativa, soggetto assimilabile, quindi, al paradigma generale del padrone o committente ex art. 2049 c.c., assumendo la espressa previsione di responsabilità dell'utilizzatore contenuta nell'art. 26 del d.lgs. n. 276 del 2003 valenza meramente confermativa dell'applicabilità della norma codicistica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 December 2019, n. 31889.
Iscrizione di libero professionista alla Gestione separata e mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi.
Iscrizione di libero professionista alla Gestione separata - Mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi - Inidoneità a determinare la sospensione della prescrizione.
In relazione all’obbligo di iscrizione alla Gestione separata di un libero professionista non iscritto alla propria Cassa professionale, la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi non vale a determinare la sospensione della prescrizione nei confronti dell’Inps ai sensi dell’art. 2941 n. 8) c.c., sia per l’assenza del dolo, ritenendo il professionista in buona fede di non esservi tenuto; sia per non esservi stato in fatto occultamento, avendo l’Inps attestato nell’avviso bonario che risultava dalla dichiarazione dei redditi la produzione di un reddito derivante dall’esercizio abituale di arti e professioni. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 03 December 2019.
Impugnativa di licenziamento disciplinare e prova indiziaria.
Prova presuntiva nel processo civile.
Quando la natura degli addebiti mossi al lavoratore è tale da integrare la giusta causa di licenziamento, la prova della responsabilità del dipendente può scaturire anche da un ragionamento presuntivo composto da elementi gravi, precisi e concordanti ai sensi dell’art. 2727 c.c. in relazione all’art. 2119, c.c. Tanto è possibile quando il cumulo degli elementi indiziari emersi nel corso del giudizio e la valutazione di ogni singolo aspetto del fatto controverso inducano a ritenere che le mancanze dell’ex lavoratore abbiano rivestito una tale gravità da far venire definitivamente meno il vincolo fiduciario, quale presupposto indefettibile della collaborazione tra le parti, e rendere impossibile la prosecuzione anche temporanea del rapporto di lavoro. (Stefania Piacentini) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 December 2019.
Intervento dell'INPS nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento promosso dal concessionario.
Fallimento - Credito contributivo - Opposizione allo stato passivo del concessionario - Intervento dell'Inps - Ammissibilità - Pendenza di autonomo ricorso - Irrilevanza.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento, promosso dal concessionario per crediti contributivi iscritti a ruolo, è ammissibile l'intervento dell'INPS, che conserva la titolarità del credito azionato, senza che rilevi la contemporanea pendenza di una eventuale autonoma opposizione da quest'ultimo proposta, a cui soccorre lo specifico rimedio processuale della riunione dei procedimenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 27 November 2019, n. 30999.
Prescrizione del credito contributivo dopo la notifica della cartella di pagamento.
Contributi previdenziali - Termine di prescrizione - Art. 3 l. 335/1995 - Quinquennale - Cartella di pagamento - Natura giuridica - Titolo esecutivo - Efficacia di giudicato - Art. 2953 c.c. - Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi - Inapplicabilità.
Il termine di prescrizione in materia di contributi previdenziali è quinquennale (art. 3 della legge n°335/95), non decennale (art. 2953 c.c.). L’ingiunzione avente ad oggetto contributi previdenziali, al pari dell’ingiunzione fiscale, è espressione del potere di auto accertamento e di autotutela della P.A. ed ha natura di atto amministrativo che cumula in sé le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto ma che è priva di attitudine ad acquistare efficacia di giudicato; pertanto la decorrenza del termine per l’opposizione alla cartella esattoriale, pur determinando la decadenza dall’impugnazione ( come appunto nella fattispecie), non produce effetti di ordine processuale ma solo l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito con la conseguente inapplicabilità dell’art. 2953 c.c. ai fini della prescrizione (v. sentenza della Corte di Cassazione n°12263 del 25-5-2007 in tema di ingiunzione fiscale; Cass. sez. un. 23397/2016; Cass. ordinanza 10337/2019).
[Sulla base dell’enunciato principio il Tribunale ha rigettato l’eccezione di prescrizione dell’Agente della Riscossione che intendeva attribuire alla cartella di pagamento per crediti contributivi, l’effetto di una sentenza di condanna passata in giudicato, con conseguente applicazione del più lungo termine prescrizionale di dieci anni ex art. 2953 c.c. ] (Francesco Milanese) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 20 November 2019.
Risarcimento del danno da demansionamento e dequalificazione professionale, prova e liquidazione.
Demansionamento e dequalificazione professionale – Lesione del diritto fondamentale alla piena esplicazione della vita professionale – Illegittima emarginazione – Danno da legittima aspettativa di carriera – Fatti lesivi successivi all’instaurazione del giudizio – Conseguenze dannose in corso di causa ulteriori direttamente connesse all’unico comportamento datoriale dedotto in ricorso e alla permanenza dei suoi effetti nel corso del tempo necessario alla celebrazione del giudizio.
L’efficacia vincolante di giudicato della sentenza penale irrevocabile di assoluzione nel giudizio risarcitorio civile è circoscritta ai sensi dell’art. 652 c.p.p. all’accertamento che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima, non allorché l’assoluzione sia pronunziata ai sensi dell’art. 530, comma secondo, c.p.p. per mancanza o insufficienza di prove. (Silvia Dragotta) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 30 October 2019.
Nullità della cessione di ramo d’azienda per omessa esposizione del fine perseguito.
Cessione di un ramo d’azienda – Società appena costituita – Nullità – Omessa esposizione, nella comunicazione con cui è stata avviata la procedura, del fine perseguito.
La decadenza di cui all’art. 32, 4° c., lett. c), insuscettibile di interpretazione analogica, riguarda il caso in cui si impugna la novazione contrattuale insita nel trasferimento d’azienda, intendendo permanere presso il cedente; non quindi il caso in cui si intenda far accertare il diritto a proseguire il rapporto presso il cessionario.(Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 October 2019.
Invito a regolarizzare, sgravi contributivi e contestazione del contribuente.
Disconoscimento ex art. 1 comma 1175 L. 296/2006 di benefici contributivi usufruiti ex Legge 190/2014 – Inefficacia dell’avviso di addebito per il recupero dei detti sgravi laddove si accerti l’insussistenza della irregolarità e quindi l’infondatezza della emissione di un DURC negativo.
(c) oppure, ancora, quando relative a un periodo per il quale sussisteva per altro verso prova (contraria) di regolarità, rinveniente da copertura pro tempore di 120 giorni di cui all’art. 7 comma 2 del DM 30 gennaio 2015 di un pregresso DURC. (Marco Pedrett) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 October 2019.

References: art. 445
 art. 445
 art. 445
 art. 1203
 art. 55
 art. 6
 Art. 26
 art. 2049
 Art. 3
 Art. 2953
 sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 2953
 sentenza 
 art. 1