Source: https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Paesaggio-Territorio-Urbanistica-Genio-Civile/Urbanistica
Timestamp: 2020-07-11 21:50:16+00:00

Document:
Regione Utile / Paesaggio Territorio Urbanistica Genio Civile / Urbanistica
Dirigente Posizione di Funzione Urbanistica, Paesaggio ed Edilizia
Arch. Maria Cristina Borocci - tel. 071.806.3536 - fax 071.806.3014
maria.cristina.borocci@regione.marche.it
E-MAIL: funzione.urbanistica@regione.marche.it
Isabella Gherlantini - tel. 071.806.3536
Ersilia di Girolamo - tel. 071.806.3885
Consulenza in materia urbanistica
Michele Salvatore - 071.806.3430
michele.salvatore@regione.marche.it
Paolo Storani - 071.806.3804
paolo.storani@regione.marche.it
Normativa edilizia e modulistica
Nuova L.R. Governo del Territorio
Intesa Regolamento Edilizio Tipo
Conformità urbanistica opere dello Stato
PIT - PTC
Le attività relative all’urbanistica sono svolte dalla PF Urbanistica, paesaggio e informazioni territoriali e riguardano prevalentemente i seguenti settori:
elaborazione di norme regionali in materia urbanistica e di governo del territorio;
accertamento della conformità urbanistica ai fini dell’approvazione delle Opere dello stato e relative varianti urbanistiche (D.P.R. 616/1977, art. 81 così come modificato dal D.P.R. 383/1994 - L. 210/1985, art. 25);
procedure connesse all’approvazione delle opere infrastrutturali e relative varianti di cui alla Legge Obiettivo n. 163/2006 e successive modifiche e integrazioni;
attività di supporto agli Enti locali anche con formulazione di pareri su materie di edilizia e urbanistica.
Leggi e regolamenti in materia di Urbanistica
Leggi e regolamenti in materia di Edilizia
Modulo unificato e standardizzato per la presentazione delle domanda di Permesso di Costruire
La Regione Marche, con DGR n.1051 del 19.09.2017, facendo seguito all’Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali in sede di Conferenza Unificata del 06.07.2017, pubblicato sulla G.U. n.190 del 16.08.2017, ha adeguato alla normativa regionale, relativamente alla materia edilizia, il modulo unificato e standardizzato per la presentazione delle domanda di Permesso di Costruire, allegando alla Deliberazione Regionale il modulo adeguato. Ai sensi dell’art.1, comma 2, dell’accordo del 06.06.2017, i Comuni adeguano la modulistica in uso entro e non oltre il 20 ottobre 2017. E’ ora scaricabile la versione editabile
Il 3 maggio 2018 la Regione Marche, con Legge regionale 03 maggio 2018, n. 8, ha recepito lo schema di Regolamento Edilizio Tipo (RET) che lo Stato ha emanato in attuazione dell’intesa stabilita in sede di Conferenza unificata del 20 ottobre 2016, (pubblicata in G.U. serie generale n.268 del 16.11.2016, versione PDF) concernente l’adozione dello schema di Regolamento Edilizio Tipo.
La Regione Marche, con DGR n.1051 del 19.09.2017 ha adeguato alla normativa regionale, relativamente alla materia edilizia, il modulo unificato e standardizzato per la presentazione delle domanda di Permesso di Costruire di cui è ora scaricabile la versione editabile
Regolamento Edilizio Tipo - E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.268 del 16-11-2016 l’intesa tra il Governo, le Regioni e i Comuni sull’adozione del RET (Regolamento edilizio-tipo) sancita dalla Conferenza unificata nella seduta del 20 ottobre 2016
Una nuova legge regionale per il GOVERNO DEL TERRITORIO - La Giunta Regionale ha iniziato un percorso che dovrà portare all’approvazione di una nuova Legge Regionale per il Governo del Territorio. La revisione della normativa regionale si avvarrà di un processo aperto e partecipato che consentirà un ampio coinvolgimento di tutti gli operatori e la valorizzazione delle specifiche conoscenze di cui ognuno è portatore.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili alla pagina Nuova legge regionale per il governo del territorio.
La prima fase di ascolto e confronto voluta dall’Assessore all’Urbanistica Anna Casini sui temi che caratterizzeranno la prossima legge regionale sul governo del territorio si è conclusa il 12 luglio con la terza giornata di approfondimento sul tema “Verso l’Osservatorio Regionale del Paesaggio”.
Queste le altre tappe del percorso partecipativo:
5 novembre 2015 - Città Paesaggio e Territorio: Nuove Politiche per le Marche
2 marzo 2016 - La nuova Governance Territoriale
1 aprile 2016 - Il territorio delle Marche
18 maggio 2016 - Dimensione urbana delle Marche
17 giugno 2016 - Costruire, rigenerare, nuove forme dell'abitare
24 giugno 2016 - La percezione del paesaggio
- Permesso di Costruire RTF - PDF
- Segnalazione Certificata Inizio Attività RTF - PDF
- Comunicazione Inizio Lavori Asseverata RTF - PDF
- Comunicazione Inizio Lavori nel settore edilizia RTF - PDF
I moduli sono stati esaminati dal tavolo tecnico permanente dei SUAP con gli accordi in Conferenza Unificata del 12 giugno 2014 e 18 dicembre 2014.
Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) -Con l’entrata in vigore dell’articolo 49 della legge 122/2010, che ha modificato l’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è stata introdotta la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Questo nuovo istituto ha sollevato molte aspettative presso gli operatori, ma anche molte perplessità sulla sua applicazione, in rapporto alla denuncia inizio attività (DIA) prevista dagli articoli 22 e 23 del D.P.R. 380/2001.
Opere e interventi classificati come attività edilizia libera -L’articolo 6 del D.P.R. 380/2001, come modificato dall’art. 5 della L. 73/2010 (entrata in vigore dal 26/05/2010), amplia l’elenco delle opere e degli interventi classificati come attività edilizia libera, che non necessitano di Permesso di costruire o Denuncia di Inizio Attività.
L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming: http://www.regione.marche.it/In-Primo-Piano/Diretta-Streaming
Il percorso partecipativo si è avviato con l’incontro pubblico del 5 novembre 2015 presso il Ridotto delle Muse di Ancona dal titolo Città Paesaggio e Territorio: Nuove Politiche per le Marche. Fabrizio Barca (Ex-Ministro e Dirigente del MEF) e Silvia Viviani (Presidente dell’INU) hanno aiutato a definire questioni di metodo e di merito cui dare risposta con la nuova legge.
Oltre alla riflessione su come progettare i nuovi strumenti per il governo del territorio sono emerse numerose questioni di frontiera di cui tenere conto nella nuova legge: i cambiamenti climatici, la longevità e l’invecchiamento della popolazione, la domanda di personalizzazione dei servizi, i flussi migratori, le trasformazioni tecnologiche e infine la richiesta emergente di nuovi spazi pubblici, liberi e non troppo strutturati.
Sono disponibili i files audio della giornata
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Il passo successivo è stata la progettazione di tre Giornate del Territorio per permettere alla società marchigiana (Istituzioni, Associazioni, Università etc.) di discutere e avanzare proposte sulle questioni più rilevanti.
La prima Giornata dal titolo La nuova Governance Territoriale si è svolta presso la Regione Marche il 2 marzo 2016 e si è focalizzata sulla nuova architettura istituzionale del governo del territorio, sulla partecipazione dei cittadini e sulle procedure per la gestione delle trasformazioni.
Sono disponibili la presentazione e il video della giornata.
La seconda Giornata, “Il territorio delle Marche” (1° aprile 2016) si concentra su temi quali il consumo di suolo e il rischio idrogeologico, il paesaggio e la definizione di scenari strategici a scala regionale.
Con la terza Giornata del Territorio, dal titolo “Dimensione urbana delle Marche”, si è chiuso il ciclo di incontri sulla nuova legge regionale sul governo del territorio. Il terzo e ultimo incontro è stato dedicato ai problemi e alla gestione delle nostre città, dal recupero edilizio e della rigenerazione urbana, alle prestazioni ambientali degli insediamenti ed al valore dei servizi nelle città come fattori di coesione sociale.
Allo scopo di approfondire il confronto che porterà alla nuova legge per il governo del territorio venerdì 17 e venerdì 24 giugno si sono tenuti altri due incontri dal titolo " Costruire, rigenerare, nuove forme dell'abitare " (video della giornata) e " La percezione del paesaggio " (video della giornata).
La prima fase di ascolto e confronto voluta dall’assessore all’Urbanistica Anna Casini, al termine della quale la Giunta Regionale potrà definire gli indirizzi che costituiscano la cornice per la costruzione del nuovo testo normativo, si è conclusa il 12 luglio 2016 con la terza giornata di approfondimento dal tema “Verso l’Osservatorio Regionale del Paesaggio” (video della giornata)
Tale Regolamento è così strutturato:
- Parte Prima: “Principi generali e disciplina dell’attività edilizia” (contenente il “Quadro delle definizioni uniformi” e la “Ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia”);
- Parte seconda: “Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia (indice generale).
L’art.2 dell’intesa stabilisce, infatti, che le Regioni provvedano al recepimento dello schema di Regolamento Edilizio Tipo e delle definizioni uniformi, nonché all’integrazione della raccolta delle diposizioni sovraordinate in materia edilizia predisposti dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Inoltre le Regioni individuano le definizioni aventi incidenza sulle previsioni dimensionali contenute negli strumenti urbanistici e, ove necessario e in via transitoria, possono dettare indicazioni tecniche di dettaglio ai fini della prima applicazione di tali definizioni.
Il recepimento dello schema di RET è quindi accompagnato dalla raccolta delle disposizioni regionali sovraordinate in materia edilizia. Ulteriori informazioni ed approfondimenti relativi al RET sono disponibili nella pagina della Rete delle Professioni Tecniche.
Tale ricognizione ha portato alla redazione della tabella allegata aggiornata al 31/12/2018.
Arch. Giuseppe Baffoni tel. 071. 8063956 - fax 071.8063014 - E-mail Giuseppe.Baffoni@regione.marche.it
Arch. Paolo Storani tel. 071. 8063804 - fax 071.8063014 - E-mail paolo.storani@regione.marche.it
tel. 071.8063536 / fax 071.8063014
e-mail: funzione.urbanistica@regione.marche.it / PEC: regione.marche.paesaggioterritorio@emarche
Orario di ricevimento del pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00
REGIONE MARCHE - PF Urbanistica, Paesaggio e Informazioni territoriali
Palazzo Leopardi - Via Tiziano 44, 60125 Ancona
Pagina aggiornata al 18/02/2019
Ogni attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale comporta, ai sensi degli articoli 16, 17 e 19, del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, la corresponsione di un contributo di costruzione commisurato all'incidenza delle spese di urbanizzazione nonché al costo di costruzione.
Sono in ogni caso previste forme di riduzione o esenzione per taluni interventi di lieve entità o per determinate tipologie di interventi.
In particolare il contributo non è dovuto:
Compete alle regioni l’emanazione di provvedimenti normativi e regolamentari volti a stabilire i criteri per la determinazione del contributo di costruzione.
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (articoli 16, 17 e 19)
"Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)" (G.U. 20 ottobre 2001, n. 245 - Supplemento ordinario n. 239 - Rettifica G.U. 25 febbraio 2002, n. 47)
Legge regionale 15 novembre 2010, n. 16 (articolo 27)
“Assestamento del bilancio 2010” (B.U.R. 18 novembre 2010, n. 201., suppl. n. 8)
Legge regionale 5 agosto 1992, n. 34 (articolo 72)
“Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio” (B.U.R. 6 agosto 1992, n. 68
Decreto ministeriale 10 maggio 1977, n. 801
“Determinazione del costo di costruzione di nuovi edifici” (G.U. 31 maggio 1977, n. 146)
Regolamento regionale 28 febbraio 1979, n. 9
“Determinazione della quota del contributo di concessione commisurata al costo di costruzione degli edifici”. (B.U.R. 8 marzo 1979, n. 13)
Di seguito si elencano i procedimenti di competenza della P.F. Urbanistica, Paesaggio e Informazioni Territoriali in merito all’accertamento della conformità urbanistica delle opere dello Stato ai fini ll’approvazione delle stesse da parte dello Stato:
Accertamento della conformità urbanistica ai fini dell’intesa Stato Regione per la localizzazione e realizzazione di opere da eseguirsi da Amministrazioni statali o ricadenti su aree del demanio statale (DPR 616/1977, art.81 - DPR 383/1994)
Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti chiede alla Regione l’accertamento della conformità del progetto rispetto agli strumenti urbanistici ed edilizi vigenti. In caso di accertamento di non conformità il Ministero convoca una Conferenza di Servizi in cui gli enti Interessati esprimono il proprio parere ai fini del raggiungimento dell’Intesa Stato Regione, in tale sede la Regione esprime un parere in merito alle questioni urbanistiche e localizzative. L'intesa in conferenza dei servizi costituisce presupposto per l'approvazione da parte del Ministero del progetto anche ai fini edilizi e della relativa variante urbanistica e sostituisce ogni altra autorizzazione o nulla osta statale e regionale.
Verifica della conformità urbanistica per la realizzazione di opere ferroviarie (L. 210/1985, art. 25)
I progetti per la costruzione e l’ampliamento di impianti ferroviari e delle opere connesse vengono trasmessi alla Regione per una verifica di conformità alle prescrizioni e ai vincoli delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi da effettuarsi entro 60 giorni dalla comunicazione. In caso di non conformità il Ministero dei Trasporti promuove un accordo di programma tra tutte le parti interessate da sottoscriversi dai rappresentanti autorizzati dei rispettivi organi deliberanti e da approvarsi con Decreto del Presidente della Repubblica. L’accordo equivale all’intesa i cui all’art.81 del DPR n.616/77 ed ha diretta efficacia di variazione degli strumenti urbanistici. Un estratto del Decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e si adottano le adeguate misure di pubblicità. Se l’intesa non si perfeziona entro 90 giorni dall’invito del Ministro dei Trasporti si provvede, sentite le Regioni interessate, con Decreto del Presidente della repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei Trasporti.
Approvazione dei progetti preliminari di infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale - “Legge obiettivo” (D.lgs. n. 163/2006, art. 165).
Il soggetto aggiudicatore (Quadrilatero SpA) trasmette il progetto preliminare al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministero dell’Ambiente (se competente) alla Regione, agli Enti interferenti e alle Amministrazioni interessate che si esprimono in Conferenza dei Servizi con finalità istruttoria, convocata non prima di 30 giorni e non oltre 60 giorni dalla ricezione dei progetti. La Regione si pronuncia sentiti i Comuni nel cui territorio si realizza l’opera. Il progetto preliminare è approvato dal CIPE che decide a maggioranza, con il consenso della Regione, e perfeziona l’intesa Stato Regione sulla sua localizzazione, con automatica variazione degli strumenti urbanistici e apposizione di vincolo preordinato all’esproprio.
Approvazione dei progetti definitivi e varianti di infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale - “Legge obiettivo” (D.lgs. n. 163/2006, art. 166 – art.169, comma 3).
Il soggetto aggiudicatore (Quadrilatero SpA) trasmette il progetto definitivo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministero dell’Ambiente (se competente) alla Regione, agli Enti e alle Amministrazioni interessate. Le pubbliche Amministrazioni competenti e gli Enti gestori di servizi nel termine perentorio di 60 giorni dal ricevimento dei progetti possono presentare proposte di variazione dei progetti che non modifichino la localizzazione e le caratteristiche essenziali dell’opera e nel rispetto dei limiti di spesa e delle caratteristiche progettuali individuati in sede di progetto preliminare. Il progetto definitivo è approvato dal CIPE, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti; l’approvazione sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominato. Il decreto di esproprio può essere emanato entro 7 anni dalla data di efficacia della Delibera CIPE di approvazione.
Le varianti rilevanti sotto l’aspetto localizzativo sono approvate dal CIPE con il consenso della Regione, sentiti i Comuni interessati dalle opere.
Approvazione di varianti non essenziali ai progetti definitivi di infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale - “Legge obiettivo” (D.lgs. n. 163/2006, art. 169 comma 4).
Il soggetto aggiudicatore (Quadrilatero SpA) informa il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dell’Ambiente (se l’intervento è soggetto a VIA) e la Regione delle varianti che intende approvare direttamente in quanto ritenute non essenziali poiché non assumono rilievo sotto l’aspetto localizzativo e progettuale e non richiedono nuovi finanziamenti. La Regione, nel termine perentorio di 45 giorni dalla data di ricezione del progetto, ha facoltà di rimettere l’approvazione della variante al CIPE. Decorso detto termine il soggetto aggiudicatore approva la variante. Ove la variante comporti variazione del piano particellare di esproprio, il progetto è nuovamente approvato dall’autorità espropriante ai fini della dichiarazione di pubblica utilità.
UO responsabile dell'istruttoria e del procedimento: Paolo Storani
tel. 071. 8063804 - fax 071.8063014 - E-mail paolo.storani@regione.marche.it
Orario di ricevimento del pubblico: tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00
- Istituto Nazione di Urbanistica (INU)
PIT e PTC
La struttura della pianificazione regionale, così come prevista e stabilita dalla Legge Regionale n.34 del 5 agosto 1992, è costituita da due diversi livelli di pianificazione sovraordinati ai Piani Regolatori Generali comunali: al livello regionale opera il Piano di Inquadramento Territoriale (PIT) mentre al livello provinciale è previsto il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC).
Il PIT regionale, approvato con Delibera Amministrativa del Consiglio regionale n.295 del 08.02.2000, è lo strumento di cui si è dotata la Regione Marche il quale, operando a fianco del Piano Paesistico Regionale (PPAR) che ha lo specifico fine della salvaguardia e valorizzazione delle componenti storiche-paesistiche-ambientali delle Marche, fissa gli indirizzi di fondo e gli obiettivi prioritari della pianificazione regionale al fine di:
- stimolare lo sviluppo solidale delle identità regionali;
- migliorare la qualità ambientale esistente e futura;
- facilitare l’inserimento dello spazio regionale nel contesto europeo;
- accrescere l’efficienza funzionale del territorio;
- ridurre gli squilibri infraregionali più gravi;
- assicurare efficacia e consensualità alle scelte del piano.
Il PTC è lo strumento di pianificazione intermedio tra la pianificazione a scala regionale e quella comunale. Per questa sua natura esso costituisce il tramite tra le indicazioni strategiche di gestione del territorio fissate dal PIT e l’effettuazione delle effettive scelte di uso del territorio a scala comunale. Il PTC, quindi, recepisce le linee di indirizzo sovraordinate determinate dallo Stato e dalla Regione e le tramuta in direttive specifiche atte a orientare la pianificazione dei Comuni, nonché i piani settoriali di Enti e Consorzi e le scelte di infrastrutturazione. La conformità al PPAR e al PIT nonché il rispetto delle normative e degli indirizzi statali e regionali in tema di programmazione socio-economica e territoriale viene accertata con un decreto del Presidente della Giunta Regionale, secondo una procedura stabilita dalla L.R. 34/92 all’art.25.
Le cinque Province della Marche sono tutte dotate di PTC vigente. Si riportano di seguito gli estremi dei provvedimenti approvativi di ogni PTC provinciale:
- PTC Provincia di Pesaro e Urbino: approvazione definitiva con Delibera di Consiglio Provinciale n.109 del 20.07.2000;
- PTC Provincia di Ancona: approvazione definitiva con Delibera di Consiglio Provinciale n.117 del 28.07.2003
- PTC Provincia di Macerata: approvazione definitiva con Delibera di Consiglio Provinciale n.75 del 11.12.2001;
- PTC Provincia di Fermo: approvazione definitiva con Delibera di Consiglio Provinciale n.11 del 31.03.2015;
- PTC Provincia di Ascoli Piceno: approvazione definitiva con Delibera di Consiglio Provinciale n.209 del 17.12.2002.

References: art. 81
 art. 25
 art.81
 art. 25
 art. 165
 art. 166
 art.169
 art. 169