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Timestamp: 2020-08-12 00:35:52+00:00

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Art. 316 bis codice civile - Concorso nel mantenimento - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 316 bis Codice civile
(1)I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
(1) Articolo aggiunto con d.lgs. 28 dicembre 2013, n. n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.
Massime relative all'art. 316 bis Codice civile
Cass. civ. n. 23978/2015
Ove i genitori siano privi di mezzi economici, i parenti in linea collaterale (nella specie, le zie paterne) non possono essere condannati a fornire loro quanto necessario ad adempiere ai doveri imposti dalla legge nei confronti dei figli, atteso che l'art. 148, comma 2, c.c. (nella formulazione, applicabile "ratione temporis", antecedente alle modifiche di cui all'art. 4 del d.l.vo n. 154 del 2013) fa riferimento esclusivamente agli "ascendenti" e, quindi, ai soli parenti in linea retta.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 23978 del 24 novembre 2015)
Cass. civ. n. 17831/2013
Nel procedimento di opposizione al decreto ex art. 148 c.c., la decisione finale può consistere non solo nella conferma o nella revoca del provvedimento, ma anche in una statuizione parzialmente modificativa, che può tenere conto anche dei profili di novità successivi al ricorso, stante il potere di provvedere di ufficio con riguardo ai minori.
(Cassazione civile, Sez. VI-1, ordinanza n. 17831 del 22 luglio 2013)
Cass. civ. n. 19015/2011
Non sussiste colpa grave nell'aver proposto l'azione con la quale viene chiesto un contributo al mantenimento del figlio minore agli ascendenti del genitore sistematicamente inadempiente ai suoi obblighi di contribuzione, in quanto l'art. 148 c.c. pone loro l'onere di concorrere in solido con il genitore che provvede al mantenimento qualora l'altro genitore non possa o non voglia farvi fronte; ne consegue che, per la citata azione, il gratuito patrocinio può riconoscersi ai sensi dell'art. 76 del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115. (Nella specie la S.C., in applicazione del riportato principio, accogliendo il ricorso e decidendo nel merito ha accolto la proposta opposizione alla revoca del patrocinio a spese dello Stato).
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 19015 del 16 settembre 2011)
Riduzione dell’assegno per la figlia se la madre ha un posto fisso - 13/05/2020
relative all'articolo 316 bis Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 316 bis Codice civile - Concorso nel mantenimento | Quesito Q201822242
sabato 27/10/2018 - Marche
Il fratello del mio compagno ( al quale sono legato da unione civile dal 2016) non versa da tempo l'assegno di mantenimento, determinato in fase di separazione( seguita poi da divorzio) ai propri 2 figli ( di cui uno gravemente
disabile , titolare di pensione) affidati alle ex moglie. Su richiesta di quest'ultima, da qualche tempo l'assegno viene detratto dalla pensione della madre dell'ex marito . Le mie domande sono le seguenti: alla morte di quest'ultima, potrà essere chiamato il mio compagno, in quanto fratello dell'inadempiente, a versare la somma corrispondente? Per determinare la capacità di versare mensilmente tale somma , verranno calcolati , e quindi messi a cumulo, anche il mio reddito e proprietà immobiliari? Preciso che , all'atto della costituzione di unione civile, abbiamo scelto la separazione dei beni. Sperando di essere stato sufficientemente chiaro ed esaustivo, ringrazio ed attendo la vostra gentile risposta.
Consulenza legale i 05/11/2018
L’art. 316 bis del c.c. (introdotto con D. Lgs. n. 154/2013), il quale riproduce in sostanza una previsione già contenuta nel vecchio testo dell’art. 148 del c.c., stabilisce che, quando i genitori non hanno mezzi sufficienti per provvedere al mantenimento della prole, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
Tale disposizione è applicabile, naturalmente, anche in caso di divorzio.
Dalla lettura della norma si evince che l’obbligo di provvedere in via sussidiaria al mantenimento dei minori grava sugli ascendenti (quindi essenzialmente sui nonni), e non sui parenti in linea collaterale (come, nel caso in esame, lo zio).
Tale soluzione ha trovato espressa conferma da parte di Cass. Civ., Sez. I, 23978/2015, che, riferendosi all’art. 148 c.c. (nel testo applicabile ratione temporis), ha precisato che lo stesso si riferisce testualmente agli “ascendenti” dei genitori del figlio da mantenere.
La disposizione non può che intendersi, dunque, se non come riferita ai nonni del figlio da mantenere, e non certo agli zii. Costoro non sono, infatti, parenti in linea retta – ai quali soltanto si attaglia il termine “ascendenti“, giacché trattasi di “persone di cui l’una discende dall’altra” – bensì in linea collaterale, in quanto, in relazione al nipote, pur avendo uno stipite comune, non discendono l’uno dall’altro (art. 75 del c.c.).
Concettualmente diverso sarebbe l’obbligo di prestare gli alimenti ai minori ai sensi degli artt. 433 ss. c.c., che presupporrebbe, però, il loro stato di bisogno (art. 438 del c.c.).
Tuttavia, anche in questo caso gli zii non rientrerebbero comunque tra i soggetti obbligati (che sono nell’ordine, ex art. 433 c.c.: 1) il coniuge; 2) i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi; 3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti; 4) i generi e le nuore; 5) il suocero e la suocera; 6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali): il rapporto di parentela è da intendersi infatti riferito al minore che necessita dei mezzi di sussistenza, e non ai genitori dello stesso.
La risposta negativa fornita al primo quesito rende superfluo l’esame della seconda domanda.

References: Articolo 316

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 148

Cass. 
 sentenza 
 Articolo 316
 Cass. 
 art. 433