Source: https://www3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/raccolta-leggi/legge/numero/7.1.1.1.1
Timestamp: 2018-09-22 19:41:18+00:00

Document:
701.110
della legge sullo sviluppo territoriale
(RLst)
Art. 11Il Consiglio di Stato esercita i compiti che gli assegna la legge e che questo regolamento dettaglia.
a)la vigilanza sullo sviluppo territoriale del Cantone (art. 2 cpv. 3 Lst) e
b)il coordinamento nei confronti della Confederazione, dei Cantoni confinanti, delle Regioni limitrofe e delle pianificazioni comunali fra di loro.
Art. 21La Sezione dello sviluppo territoriale (SST, in seguito: Sezione) è il servizio competente ai sensi dell’art. 31 della legge federale sullo sviluppo territoriale (LPT) del 22 giugno 1979.
a)elabora le decisioni relative alla procedura di approvazione del piano direttore cantonale, dei piani regolatori, dei piani particolareggiati e dei piani d’utilizzazione cantonali della Lst;
b)raccoglie i preavvisi interni, per i quali può imporre termini e scadenze;
c)ha la facoltà, nel caso vi fossero preavvisi discordanti su aspetti pianificatori in sede di elaborazione del piano direttore, di esame preliminare o approvazione di piani regolatori, piani particolareggiati o piani d’utilizzazione cantonali, di ponderare gli interessi e di formulare la proposta conclusiva all’attenzione del Dipartimento o del Consiglio di Stato, tenendo segnatamente conto dei principi materiali della legislazione e dell’autonomia comunale;
d)elabora i progetti di decisione sui ricorsi in materia di piani regolatori e di piani particolareggiati, integrandoli nell’atto di approvazione dei piani;
e)rappresenta lo Stato del Cantone Ticino presso tutte le istanze politiche e giudiziarie in ogni vertenza attinente al piano direttore cantonale, ai piani regolatori, ai piani particolareggiati ed ai piani d’utilizzazione cantonali della Lst;
f)elabora il preavviso dipartimentale sulle zone di pianificazione comunali (art. 59 cpv. 1 Lst);
g)decide il finanziamento dell’elaborazione ed attuazione dei piani previsti dalla Lst (art. 88 Lst); elaborando in particolare le decisioni sul contributo cantonale ai piani regolatori intercomunali, a quelli dei Comuni aggregati o alle pianificazioni che dipendono da progetti di valenza regionale o cantonale (art. 89 lettere a) e b) Lst) sino a fr. 100’000.–;
h)decide il finanziamento delle misure di valorizzazione e tutela del paesaggio (art. 102 Lst) sino a fr. 100’000.–;
i)elabora linee guida negli ambiti tematici disciplinati dalla legge sullo sviluppo territoriale, sentite le cerchie interessate.[1]
a)Ufficio del piano direttore (UPD);
b)Ufficio della pianificazione locale (UPL);
c)Ufficio della natura e del paesaggio (UNP);
d)Ufficio dei beni culturali (UBC).
Art. 3La Sezione della mobilità è il servizio cui compete l’applicazione degli articoli da 51 a 62 di questo regolamento (posteggi privati).
Art. 4Il Consiglio di Stato, scaduto infruttuosamente il termine per l’adozione o per l’uniformazione dei piani regolatori alla legge, al piano direttore, o a sue decisioni emanate in sede d’approvazione, stabilisce una zona di pianificazione oppure fa allestire un piano regolatore, o una variante dello stesso, a spese del Comune.
Art. 51Il Consiglio di Stato diffida il Comune, avvertendo che in caso d’ulteriore inadempienza attuerà una misura sostitutiva.
Art. 61L’informazione deve essere adeguata all’importanza della pianificazione e alla cerchia degli interessati.
a)la comunicazione sui quotidiani, sulle pagine web e all’albo comunale;
b)la serata informativa;
c)il deposito degli atti;
d)la spiegazione ad invito, se la cerchia degli interessati è ristretta e ben definita.
Art. 71Gli atti sono depositati per un periodo di trenta giorni presso le cancellerie dei Comuni, a disposizione della popolazione, degli enti e delle persone interessate dalla pianificazione.
a)i cittadini attivi e le persone giuridiche con sede nel Comune;
b)i proprietari di terreni;
c)le associazioni a scopo ideale o economico;
d)i Comuni limitrofi, gli altri Enti pubblici e gli Enti regionali di sviluppo.
Art. 81La Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità, rispettivamente i Municipi possono circoscrivere la procedura di partecipazione ai soli direttamente interessati, nei casi in cui la pianificazione abbia un impatto territoriale limitato o riguardi aspetti settoriali che non ne mettono in discussione i concetti fondanti.[2]
Art. 91Dispongono delle qualifiche per l’elaborazione dei piani previsti dalla Lst:
a)i possessori di un titolo di studio conferito da una scuola politecnica federale o da una scuola svizzera o estera equivalente, oppure da una scuola universitaria professionale o da una scuola superiore svizzera o estera equivalente, e che hanno frequentato con successo un corso specialistico di pianificazione del territorio in una scuola sopra citata o equivalente;
b)gli iscritti nel Registro A o B dei pianificatori del territorio (REG A o REG B).
Art. 101I tecnici provenienti da altri Cantoni o Stati, che intendono elaborare i piani previsti dalla Lst, sottostanno per analogia all’art. 9 di questo regolamento.
Art. 111Il Dipartimento allestisce e tiene aggiornato l’elenco dei tecnici qualificati.
Piani informatizzati[3]
Art. 12[4]1L’Ufficio della pianificazione locale certifica che il geodato relativo al piano regolatore (art. 18 segg. Lst) e al piano particolareggiato (art. 51 segg. Lst) è stato approvato dal Consiglio di Stato (art. 29, 52 cpv. 1 Lst) ed è cresciuto in giudicato.
2Nell’ambito dell’approvazione del piano regolatore e del piano particolareggiato (art. 29, 52 cpv. 1 Lst), tale certificazione è conferita dal Consiglio di Stato.
3La gestione dei geodati è curata dall’Ufficio della pianificazione locale.
Linee guida[5]
Art. 13[6]La Sezione elabora linee guida, in particolare sugli aspetti procedurali da osservare per conseguire la certificazione.
TITOLO II[7]
Art. 14Obiettivi pianificatori cantonali, schede e piani costituiscono la parte vincolante del piano direttore; il rapporto esplicativo riveste carattere indicativo.
Art. 151Gli obiettivi pianificatori esprimono gli orientamenti del Cantone e le sue scelte prioritarie negli ambiti tematici patrimonio, rete urbana, mobilità e vivibilità.
Art. 161Le schede attuano gli obiettivi pianificatori.
a)gli indirizzi esprimono gli orientamenti strategici della scheda, a lungo termine;
b)le misure concretizzano gli indirizzi con indicazioni più dettagliate e circoscritte;
c)i compiti stabiliscono competenze ed obblighi dei diversi livelli istituzionali e degli attori coinvolti.
Art. 171Ad ogni scheda è assegnato un determinato grado di consolidamento:
a)i dati acquisiti riguardano provvedimenti consolidati, vincolanti per le autorità;
b)i risultati intermedi riguardano provvedimenti parzialmente consolidati, di cui le autorità devono tener conto;
c)le informazioni preliminari riguardano provvedimenti dei quali sono noti pochi elementi, con obbligo di informazione reciproca.
Art. 181I piani accompagnano le schede, visualizzando graficamente l’insieme dei provvedimenti previsti.
Art. 191Il programma d’attuazione indica i responsabili, i tempi e i mezzi per l’attuazione dei provvedimenti contenuti in ogni scheda.
Art. 201I progetti di obiettivi, schede di dato acquisito e piani sono depositati per un periodo di trenta giorni presso le Cancellerie dei Comuni interessati e consultabili sul sito web del Cantone, a disposizione della popolazione, degli enti e delle persone interessate dalla pianificazione.
Art. 211Il Dipartimento cura l’elaborazione di obiettivi, schede e piani (articoli 12, 13 cpv. 1 e 14 Lst) e allestisce il rapporto sulle osservazioni o proposte pianificatorie non recepite (art. 20 cpv. 3 RLst).
a)decide se esperire la procedura di partecipazione per le schede o singoli provvedimenti di risultato intermedio e informazione preliminare (art. 14 cpv. 1 Lst);
b)annuncia almeno cinque giorni prima agli albi comunali, sul Foglio ufficiale e nei quotidiani la pubblicazione delle schede di dato acquisito e dei piani e poi li pubblica (art. 13 cpv. 2 Lst) per garantire la facoltà di ricorso al Gran Consiglio;
c)trasmette al Consiglio federale obiettivi, schede e piani per approvazione (art. 15 cpv. 3 Lst).
Art. 22Le schede di dato acquisito e i piani crescono in giudicato:
a)con il decorso inutilizzato del termine di ricorso al Gran Consiglio, oppure
b)in caso di ricorso, con la decisione del Gran Consiglio, se non impugnata, o con la decisione del Tribunale federale.
Art. 231Il piano direttore vincola segnatamente le seguenti autorità:
a)a livello federale, il Consiglio federale e l’Amministrazione;
b)a livello cantonale, il Consiglio di Stato, l’Amministrazione e il Gran Consiglio nell’esercizio di attività d’incidenza territoriale;
c)a livello regionale e comunale gli Enti regionali di sviluppo, il Municipio, l’Amministrazione ed il Legislativo.
Art. 241Sono adattamenti le modifiche importanti del piano direttore (art. 9 cpv. 2 LPT), come l’elaborazione di una nuova scheda o il cambiamento sostanziale dei suoi contenuti vincolanti (indirizzi, misure, compiti); essi seguono la procedura prevista per l’adozione.
Art. 251I Municipi possono promuovere l’elaborazione di uno studio di base che stabilisce le grandi opzioni di organizzazione territoriale del comparto interessato.
Art. 261Il piano delle zone suddivide in zone di utilizzazione tutto il territorio comunale.
Art. 27Il piano delle zone ed il regolamento edilizio riprendono e precisano le seguenti zone:
a)di produzione intensiva o non intensiva di beni;
b)di produzione intensiva o non intensiva di servizi;
c)di produzione intensiva o non intensiva di beni o di servizi.
a)a strutturare gli insediamenti, ed in particolare a separare i comparti residenziali da quelli per il lavoro o a separare le località;
b)a creare o conservare superfici libere dall’edificazione.
a)i terreni idonei alla coltivazione agricola necessari all’adempimento dei vari compiti dell’agricoltura e fra questi, segnatamente, le superfici per l’avvicendamento colturale (SAC) e gli ulteriori terreni idonei alla campicoltura e foraggicoltura di prima e seconda priorità;
b)i terreni che, nell’interesse generale, devono essere coltivati dall’agricoltura.
a)i comparti naturali d’importanza nazionale e cantonale ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 della legge cantonale sulla protezione della natura del 12 dicembre 2001 (LCN) ed i comparti naturali, gli elementi emergenti, i biotopi ed i geotopi ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LCN;
b)la molteplicità delle specie animali e vegetali mediante riserve forestali e genetiche ai sensi dell’art. 23 della legge cantonale sulle foreste del 21 aprile 1998 (LCFo);
c)i paesaggi che presentano contenuti o valori importanti ai sensi dell’art. 105 Lst;[8]
d)i beni culturali immobili ai sensi degli articoli 20 e 22 cpv. 2 della legge sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997.
a)i terreni che non si prestano ad alcuna utilizzazione, segnatamente il terreno improduttivo;
b)i terreni prevalentemente edificati che non possono essere assegnati ad alcun’altra zona.
Art. 281Il piano dell’urbanizzazione stabilisce:
a)la rete delle vie di comunicazione, cioè le strade, i percorsi pedonali ed i percorsi ciclabili, i sentieri ed i passi pedonali, i posteggi pubblici, le linee d’arretramento e di costruzione e le alberature;
b)lo schema del piano generale di smaltimento delle acque;
c)lo schema della rete per l’approvvigionamento idrico (distribuzione di acqua potabile) e di quella per la distribuzione di elettricità e di altre energie (teleriscaldamento, gas, eccetera).[9]
a)trasporti su rotaia: l’area ferroviaria e la stazione;
b)trasporti su gomma: la fermata;
c)trasporti aerei: l’area e la stazione aeroportuale;
d)trasporti su acqua: l’attracco e l’imbarcadero;
e)trasporti su filo: la stazione di partenza e d’arrivo, i piloni, l’asse della teleferica o funivia.
Art. 291Il programma d’urbanizzazione stabilisce per ogni zona e per ogni comparto da urbanizzare, almeno il termine (art. 37 Lst) e l’ordine entro il quale l’ente pubblico intende mettere a disposizione le opere necessarie.
Art. 301Riguardo al piano delle zone, il regolamento edilizio stabilisce:
1.La disciplina di dettaglio di ogni zona (precisazione della destinazione e dello scopo), in particolare:
a)le attività e le costruzioni ammesse;
b)il regime applicabile alle costruzioni esistenti;
c)la destinazione prevalente;
d)i fondi soggetti ad espropriazione.
2.I parametri edificatori di ogni zona, in particolare altezze, distanze, indici di occupazione, di sfruttamento o di edificabilità.
3.Le condizioni dell’uso o dell’edificazione della zona:
a)per tutelare la qualità della vita, a dipendenza di immissioni ambientali rilevate o presumibili;
b)per tutelare la sicurezza, a dipendenza del grado di pericolo naturale accertato.
4.L’inserimento delle costruzioni nel contesto territoriale (tipologia edilizia, materiali, linee di arretramento o di allineamento) e le condizioni e le modalità d’esercizio e di sistemazione delle zone per estrazioni o discariche.
5.Le regole riguardo ad impianti accessori, installazioni comuni, costruzioni sotterranee e sistemazioni degli spazi esterni, in particolare:
a)la sistemazione e pavimentazione del suolo (segnatamente superfici verdi e di svago);
b)i posteggi privati non soggetti agli articoli 51 ss. di questo regolamento;
c)i contributi sostitutivi della formazione di posteggi e di superfici verdi e di svago;
d)gli accessi;
e)le opere di cinta e di sostegno e le regole riguardo alla manutenzione di costruzioni e terreni.
6.I vincoli di protezione del patrimonio naturale, culturale e del paesaggio.
7.I gradi di sensibilità al rumore per ogni zona.
8.Le condizioni per l’ubicazione e la costruzione delle antenne di telefonia mobile:
a)per tutelare il carattere, la qualità e l’attrattività in particolare delle zone destinate all’abitazione mediante la protezione dalle immissioni ideali delle antenne di telefonia mobile;
b)per garantire il loro adeguato inserimento nel contesto territoriale, in particolare a salvaguardia del patrimonio naturale, culturale e del paesaggio.[10]
1.vincoli particolari, come:
a)l’assoggettamento dei terreni a piano di quartiere o raggruppamento particellare;
b)le limitazioni per abitazioni primarie o secondarie;
c)i parametri edilizi minimi per lo sfruttamento dei fondi;
d)i vincoli per agevolare il pubblico accesso alle rive dei laghi e dei corsi d’acqua;
e)prescrizioni edilizie inerenti il criterio di sufficiente adattamento degli impianti solari al tetto (art. 32a cpv. 2 OPT).[11]
2.nelle zone edificabili, distanze inferiori a quelle previste dagli articoli 155 ss. della legge di applicazione e complemento del CCS (Lac) del 18 aprile 1911 per le piantagioni.
a)gli elementi del piano (la rete delle vie di comunicazione, la rete di smaltimento delle acque e la rete e le infrastrutture per l’approvvigionamento idrico e di energie);
b)la gerarchia delle strade;
c)le linee d’arretramento;
d)i percorsi pedonali ed i percorsi ciclabili;
e)i sentieri e i passi pedonali;
f)i posteggi pubblici;
Art. 311Il rapporto di pianificazione è un documento di analisi della situazione, di formulazione degli obiettivi di sviluppo e di motivazione delle scelte del Comune; nella motivazione delle scelte considera segnatamente le esigenze poste dal diritto federale riguardo alle superfici per l’avvicendamento delle colture (art. 26 ss. OPT).
Art. 321Il piano d’indirizzo, concretizzando le opzioni indicate dallo studio di base, esprime gli orientamenti ed i contenuti del piano regolatore in allestimento.
Art. 331Il piano d’indirizzo si compone di un rapporto e di rappresentazioni grafiche:
a)il rapporto sintetizza studi, indagini di base ed il compendio dello stato dell’urbanizzazione; espone obiettivi, indirizzi e opzioni di sviluppo; indica le aree oggetto d’analisi o di interventi particolari; informa su eventuali conflitti con la pianificazione superiore o con quella dei Comuni vicini e sulla avvenuta ponderazione degli interessi;
b)le rappresentazioni grafiche visualizzano gli indirizzi delle utilizzazioni e delle protezioni ed i vincoli prospettati dal rapporto; esse sono di regola in scala 1:5000.
Art. 341Il Dipartimento esperisce una verifica d’ordine generale sulla congruenza del piano d’indirizzo o del progetto di piano regolatore con la pianificazione direttrice (compresi i piani settoriali cantonali), la legislazione federale e cantonale e le pianificazioni dei Comuni vicini.
Art. 351Per le modalità dell’informazione si applica l’art. 6 di questo regolamento.
Art. 361Il Municipio allega copia dell’esame preliminare all’incarto di piano regolatore da sottoporre al legislativo.
Art. 371Con l’avvio della pubblicazione, il Municipio trasmette al Consiglio di Stato i seguenti documenti:
a)i piani (piano delle zone e dell’urbanizzazione);
b)il regolamento edilizio;
c)il programma d’urbanizzazione;
d)il rapporto di pianificazione;
e)gli studi di base e studi specialistici;
f)il messaggio municipale e il rapporto delle commissioni;
g)il verbale della seduta del legislativo.
2I piani ed il regolamento edilizio, che devono riportare gli eventuali emendamenti adottati dal legislativo, sono sottoscritti conformemente all’art. 119 lett. d) della legge organica comunale del 10 marzo 1987.[12]
Art. 381Scaduti i termini per la presentazione del ricorso, il Municipio informa il Consiglio di Stato se sono stati presentati gravami.
Art. 391Il Consiglio di Stato rinvia gli atti al Municipio indicandogli di allestire una variante e di applicare:
a)la procedura ordinaria, nei casi di revisione totale o parziale del piano regolatore oppure di variante con rilevante incidenza territoriale;
b)la procedura ordinaria senza esame preliminare, nei casi di variante materialmente circoscritta;
c)la procedura semplificata, nei casi dell’art. 34 Lst.
Art. 40Il Municipio può esercitare il diritto d’espropriazione segnatamente per:
a)le superfici di cui è prevista l’espropriazione nel piano delle zone (in particolare zona per il tempo libero, zona per scopi pubblici e zona di protezione) e nel piano dell’urbanizzazione (in particolare strade, percorsi pedonali, percorsi ciclabili, posteggi pubblici);
b)i diritti reali necessari alla realizzazione di opere pubbliche, di cui il piano riporta l’opera e non la superficie da espropriare.
Art. 41È dato un notevole cambiamento delle circostanze quando sono cumulativamente adempiute le seguenti condizioni:
a)il mutamento concerne criteri determinanti della pianificazione;
b)il mutamento è molto rilevante;
c)si rende necessario un adattamento del piano regolatore.
Art. 421La condizione del mutamento minimo del disciplinamento del suolo (lett. a) si riferisce in particolare ai parametri edilizi (altezza massima, distanza dai confini, indice di sfruttamento, di occupazione o di edificabilità) ed alle linee d’arretramento.
Art. 431Il Municipio elabora gli atti della modifica e li trasmette al Dipartimento per approvazione.
Art. 44[13]1Il Municipio annuncia la pubblicazione della modifica di poco conto almeno cinque giorni prima agli albi comunali, sul Foglio ufficiale e avvisa personalmente, con lettera semplice, i proprietari di terreni interessati dalla modifica.
a)con la crescita in giudicato, cioè con il decorso inutilizzato dei termini di ricorso al Consiglio di Stato, oppure
b)con la decisione governativa sul ricorso.
Art. 451Il Municipio elabora il programma d’urbanizzazione (articoli 22 Lst e 29 RLst) fondandosi sul compendio dello stato dell’urbanizzazione (inventario delle zone edificabili non costruite o ancora poco edificate, art. 31 OPT) e coordinandolo con il piano dell’urbanizzazione ed il piano finanziario.
Art. 46I privati contribuiscono al finanziamento dell’urbanizzazione tramite contributi di miglioria per le opere di urbanizzazione (strade, elettrodotti, acquedotti, gasdotti, eccetera, art. 3 cpv. 1 lett. a) legge sui contributi di miglioria del 24 aprile 1990, LCMI) e contributi di costruzione per gli impianti di evacuazione e depurazione delle acque (art. 55 lett. c legge d’applicazione della legge federale contro l’inquinamento delle acque 8 ottobre 1971 del 2 aprile 1975, LALIA).
Art. 471Il proprietario fondiario interessato può chiedere al Municipio di accertare il mancato rispetto del programma d’urbanizzazione, comunicando di voler provvedere da sè all’urbanizzazione dei fondi oppure di anticipare i costi.
Art. 481Il proprietario fondiario interessato può chiedere al Municipio di anticipare la realizzazione delle opere d’urbanizzazione rispetto al programma, assumendo preventivamente i relativi costi.
Art. 49La Sezione chiede l’iscrizione nel piano regolatore di vincoli per opere sovracomunali, indicandone in particolare il beneficiario.
Spazi riservati alle acque[14]
Art. 50[15]1Il piano delle zone fissa gli spazi riservati alle acque, giusta gli art. 36a della legge federale sulla protezione delle acque del 24 gennaio 1991 (LPAc) e art. 41a e 41b dell’ordinanza sulla protezione delle acque del 28 ottobre 1998 (OPAC).
Posteggi privati (art. 42 e 43 Lst)
Art. 511Gli articoli da 51 a 62 costituiscono il Regolamento cantonale posteggi privati.
3Esse si applicano a tutte le costruzioni, ad eccezione di quelle destinate all’abitazione, nei Comuni elencati nell’allegato 1.[16]
4…[17]
Art. 521Sono posteggi privati quelli al servizio di una specifica costruzione (edificio o impianto), che possono essere di uso esclusivo o di uso comune.
2Il fabbisogno massimo di riferimento corrisponde al fabbisogno teorico di posteggi di un edificio o di una zona nell’ipotesi che siano unicamente serviti da trasporti individuali motorizzati (articoli 53 - 56).[18]
4Esso è inferiore o uguale al fabbisogno massimo di riferimento e si calcola riducendo tale fabbisogno in funzione della qualità del servizio di trasporto pubblico (articoli 59-60) o di situazioni particolari (art. 61), oppure mediante valutazione del singolo caso (art. 61a).[19]
Art. 53[20]
Destinazione dei posteggi
Industria a bassa densità di posti di lavoro e logistica
Ospiti - Clienti - Personale
0.6 posteggi / 100 mq SUL
1 posteggio/100 mq SUL
Art. 54[21]
2.5 posteggi/100 mq SUL
Art. 55[22]
Destinazione posteggi
Negozi singoli (SUL ≤ 500 mq)
4 posteggi/100 mq SUL
Negozi singoli e piccoli centri commerciali (500 mq < SUL ≤ 5000 mq)
8 posteggi/100 mq SUL
Grandi negozi o centri commerciali (SUL > 5000 mq)
Necessario studio specifico
1I valori della tabella devono essere ridotti se la clientela ha la possibilità di utilizzare posteggi al servizio di altri tipi di contenuti o posteggi pubblici situati nelle immediate vicinanze.
2I posteggi riservati al personale devono essere demarcati in modo distinto da quelli per ospiti e clienti.
Art. 56[23]Il calcolo del fabbisogno massimo di riferimento per altri contenuti, non residenziali, si effettua applicando i parametri della norma SN 640 281 dell’Unione dei professionisti svizzeri della strada (VSS).
e) posteggi per fornitori e veicoli di servizio
Art. 56a[24]In tutti i casi di cui agli articoli 53, 54, 55 e 56, eventuali posteggi riservati ai fornitori e ai veicoli di servizio sono stabiliti in base alle reali necessità e vanno costruiti separatamente e demarcati adeguatamente.
Art. 57Per la determinazione del numero di posteggi necessari occorre tener conto:
a)della categoria della fermata del trasporto pubblico;
b)del livello di qualità del servizio di trasporto pubblico.
Art. 581La Sezione della mobilità classifica le fermate del trasporto pubblico in categorie da I a III, in base al tipo di trasporto pubblico e all’intervallo tra una corsa e l’altra (elenco fermate in FU).[25]
Art. 59[26]1La qualità del servizio di trasporto pubblico a disposizione di un edificio o di una zona è classificata in livelli da A a C, in base alla raggiungibilità e alla categoria della fermata, secondo la tabella seguente:
Categoria di fermata
Raggiungibilità della fermata (distanza in metri)
2La Sezione della mobilità, sulla base di una proposta del Municipio, può elaborare un piano tecnico che suddivide il territorio comunale in settori corrispondenti al livello di qualità del trasporto pubblico; essa fruisce di un margine di apprezzamento per tener conto degli ostacoli (naturali o artificiali) che comportano un prolungamento dei percorsi a piedi, garantendo una razionale suddivisione in settori.
Art. 60[27]1La tabella che segue esprime il numero di posteggi necessari in percentuale rispetto al fabbisogno massimo di riferimento.
Livello di qualità del servizio trasporto pubblico
Posteggi necessari /
2Per posteggi destinati a contenuti industriali o artigianali (art. 53), amministrativi (art. 54) e a scuole (art. 56) sono da applicare i valori più restrittivi.
3Per i posteggi destinati a stabilimenti con lavoro a turni è possibile applicare i valori meno restrittivi a dipendenza dell’effettiva offerta di trasporto pubblico all’inizio e della fine dei turni.
4Valori più restrittivi rispetto a quelli indicati possono essere applicati in combinazione con un piano di mobilità per gli spostamenti generati dai contenuti della costruzione.
5Restano riservate norme comunali più restrittive a tutela del paesaggio o per motivi di mobilità e protezione dell’ambiente.
Art. 61Si possono praticare ulteriori riduzioni del numero dei posteggi necessari nei seguenti casi particolari:
a)se nel comparto in cui si trovano i posteggi la rete stradale è già prossima alla saturazione;[28]
b)se il posteggio o traffico generato dai posteggi provoca situazioni di pericolo;
c)se sono presenti paesaggi o beni culturali che un inventario cantonale o federale definisce;
d)in ossequio alle disposizioni in materia di protezione dell’ambiente (Legge federale sulla protezione dell’ambiente del 7 ottobre 1983 (LPamb) e ordinanze d’applicazione);
e)in ossequio a disposizioni amministrative di polizia.
Grandi stabilimenti e scuole di livello terziario
Art. 61a[29]1Nel caso di grandi stabilimenti con oltre 100 posti di lavoro e di scuole di livello terziario, il numero di posteggi necessari è stabilito in base ad un’attenta valutazione del singolo caso, tenuto conto dell’applicazione di un adeguato piano di mobilità per gli spostamenti generati dai contenuti della costruzione.
2In ogni caso non possono essere superati i parametri relativi al fabbisogno massimo stabiliti dalla norma SN 640 281 dell’Unione dei professionisti svizzeri della strada (VSS) e le percentuali rispetto al fabbisogno massimo di riferimento di cui all’art. 60.
da costruzioni; uso comune
Art. 621Il Municipio può autorizzare posteggi unicamente se questi sono al servizio di costruzioni; l’autorizzazione è soggetta a condizione risolutiva nella licenza edilizia.
Art. 63Per le componenti fanno stato gli articoli da 19 a 24 Lst e da 26 a 31 RLst, che si applicano per analogia.
Art. 641Il Dipartimento comunica al Gran Consiglio, ai Comuni ed agli enti regionali per lo sviluppo interessati l’avvio dei lavori di elaborazione del piano d’utilizzazione cantonale; la comunicazione al Gran Consiglio può avvenire anche solo verbalmente.
Art. 651Il Dipartimento annuncia la pubblicazione del piano approvato almeno cinque giorni prima agli albi comunali, sul Foglio ufficiale e nei quotidiani del Cantone.
Art. 66La Sezione menziona a registro fondiario l’esistenza del piano d’utilizzazione per ogni singolo fondo.
Art. 671Per gli effetti e le modifiche fanno stato gli articoli 32 e 33 Lst e 40 e 41 RLst, che si applicano per analogia.
Art. 681Per le modifiche di poco conto si applicano per analogia gli articoli 34 Lst e 42 RLst.
Art. 691Il Dipartimento annuncia la pubblicazione della modifica di poco conto almeno cinque giorni prima agli albi comunali, sul Foglio ufficiale e nei quotidiani.
Art. 701Se il piano particolareggiato è previsto nel piano regolatore, questo deve definire almeno gli obiettivi della pianificazione particolareggiata, la destinazione del comparto ed i parametri edificatori (indici, altezza, distanze).
Art. 71Il progetto di piano particolareggiato, presentato dal Municipio al Dipartimento per l’esame preliminare (art. 25 Lst) ed alla popolazione per l’informazione e partecipazione (art. 26 Lst), deve essere corredato, per conoscenza, dalla documentazione relativa alla domanda di costruzione almeno a livello di progetto di massima.
Art. 72Il progetto di piano particolareggiato, presentato per adozione al legislativo comunale (art. 27 Lst), deve essere corredato dalla documentazione relativa alla domanda di costruzione, che deve adempiere alle prescrizioni dell’art. 4 cpv. 2 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE) e degli articoli 8 cpv. 1, 9 lett. a,b,c,d,e,f, 11, 12 lett. a,b,d,e e 15 del regolamento d’applicazione della legge edilizia del 9 dicembre 1992 (RLE).
Art. 731Il Municipio pubblica il piano particolareggiato adottato e la documentazione relativa alla domanda di costruzione secondo le prescrizioni degli articoli 27 cpv. 2 Lst e 6 cpv. 2 e cpv. 3 LE.
d) Tasse
Art. 73a[30]Per il rilascio dell’autorizzazione a costruire fa stato l’art. 19 LE.
e) rimedi di diritto
(art. 53 cpv. 2 let. d Lst)[31]
Art. 741Il piano particolareggiato ed il rilascio dell’autorizzazione a costruire possono essere impugnati al Consiglio di Stato entro quindici giorni dalla scadenza del termine di pubblicazione.
f) altre varianti di progetto
(art. 53 cpv. 2 let. f Lst)[32]
Art. 75Per le varianti di progetto che non coinvolgono il piano particolareggiato si applica l’art. 16 LE.
Art. 761Il piano regolatore deve contenere i requisiti qualitativi minimi, che dipendono dagli obiettivi e dai contenuti che il Comune vuole incentivare mediante il piano di quartiere.
Art. 771La relazione tecnica esprime gli obiettivi progettuali, i dati quantitativi ed i concetti paesaggistici, architettonici ed urbanistici del progetto per quanto attiene alle volumetrie degli edifici, alla sistemazione degli spazi esterni ed alle relazioni viarie e funzionali con il paesaggio circostante.
Art. 781Il piano di quartiere è elaborato dai proprietari che detengono i due terzi della superficie soggetta a vincolo, o con il loro consenso; esso è presentato al più tardi al momento dell’inoltro della domanda per la prima costruzione.
Art. 791In caso di opposizione alla realizzazione del piano, i proprietari che detengono i due terzi della superficie vincolata possono chiedere al Consiglio di Stato il conferimento del diritto d’espropriazione.
2Il Consiglio di Stato concede il diritto d’espropriare solo se sussiste un interesse pubblico importante alla realizzazione del piano di quartiere.[33]
Art. 801La zona di pianificazione è uno strumento conservativo che mira ad evitare che la pianificazione in atto o in allestimento sia ostacolata da un uso del territorio in contrasto con il suo indirizzo.
Art. 811La scheda descrittiva illustra motivi, contenuti, scopi, effetti e durata della zona di pianificazione.
Art. 82Prima di adottare una zona di pianificazione, i Municipi devono chiedere l’avviso scritto del Dipartimento e il Consiglio di Stato quello dei Municipi interessati.
Art. 831Il Municipio o il Dipartimento devono presentare istanza di proroga al Consiglio di Stato, almeno sessanta giorni prima della scadenza della zona di pianificazione (art. 60 cpv. 2 Lst).
a)una seria intenzione pianificatoria;
b)una costante attività durante il periodo di validità della zona di pianificazione.
Art. 841Uno studio pianificatorio è considerato in atto quando esiste un progetto sommario di piano, che consente di valutare l’incidenza della domanda di costruzione sul piano.
a)costruzioni su terreni riservati a costruzioni d’interesse pubblico (scuole, ospedali, cimiteri, strade, eccetera);
b)nel caso di uno sfruttamento del suolo incompatibile con la destinazione prevista, oppure di superamento sostanziale dell’indice di sfruttamento.
Art. 851Sono costruzioni ai sensi della Lst gli edifici e impianti del diritto federale (art. 22 LPT).
a)la realizzazione di costruzioni ex novo;
b)la ricostruzione o costruzione sostitutiva di edifici demoliti o distrutti.
a)la modifica - sia sostanziale che semplice - di una costruzione, dal punto di vista architettonico o dell’aspetto esterno;
b)l’ampliamento;
c)il cambiamento di destinazione.
Art. 861Sono lavori di manutenzione quelli che prevengono il deperimento di una costruzione, senza comportare interventi sulla sua struttura o sulla sua sostanza.
a)è oggettivamente indispensabile ai fini di un ulteriore uso della costruzione;
b)sono rispettate tutte le norme di piano regolatore, segnatamente indici, distanze e altezze;
c)il contrasto con il nuovo diritto non pregiudica sensibilmente la funzionalità della zona e l’interesse dei vicini.
a)non incide sull’aspetto esterno o sui contenuti della costruzione, alterandone l’identità in misura significativa o comunque tale da consolidare i momenti di contrasto con il nuovo diritto;
b)il contrasto con il nuovo diritto non pregiudica sensibilmente la funzionalità della zona e l’interesse dei vicini.[34]
Art. 87Sono riservate disposizioni di diritto federale direttamente applicabili (art. 24d cpv. 1 bis LPT).
Art. 881La scheda P3 “Paesaggi con edifici e impianti degni di protezione” del piano direttore definisce i criteri in base ai quali valutare il carattere degno di protezione dei paesaggi e degli edifici tipici.
Art. 891Oltre alle costruzioni elencate all’art. 72 cpv. 1 Lst, si considerano grandi generatori di traffico anche altre costruzioni a forte affluenza di visitatori come i centri espositivi e fieristici e gli stadi integrati in una struttura multifunzionale.
a)le infrastrutture sportive al servizio di realtà locali;
b)gli eventi che si svolgono saltuariamente.
Art. 901L’istante in licenza può dimostrare che la costruzione progettata genera un traffico giornaliero medio inferiore a 1000 movimenti, mediante una perizia che indichi:
a)il numero dei dipendenti e l’organizzazione dei turni;
b)la stima del numero di clienti/visitatori, in base al piano di finanziamento della costruzione;
c)l’organizzazione delle forniture;
d)la stima dei tempi di permanenza media dei diversi utenti;
e)la stima dei movimenti veicolari in entrata ed uscita, la loro distribuzione oraria e giornaliera sull’arco della settimana;
f)il numero, l’ubicazione, la destinazione ed il tipo di gestione dei posteggi.
Art. 91Fra più costruzioni commerciali, che singolarmente non adempiono i requisiti del grande generatore di traffico, sussiste in particolare una stretta connessione funzionale se i progetti delle costruzioni si completano o possono completarsi a vicenda, in modo da dover essere considerati, dal profilo gestionale, come un’unità.
Art. 921La partecipazione del proprietario alle spese è stabilita in base al beneficio tratto dalla sua costruzione.
Art. 931La procedura di permuta generale è disciplinata dall’art. 94 a della Legge sul raggruppamento e la permuta dei terreni del 23 novembre 1970 (LRPT); il Municipio funge da ente esecutore.
a)il perimetro interessato dalla permuta;
b)le superfici da acquisire tramite deduzione collettiva (gratuita o onerosa) e da destinare ad opere di interesse pubblico (strade, posteggi, aree di svago, eccetera);
c)il concetto di riattribuzione dei fondi da permutare.
Art. 94I terreni da destinare ad uso pubblico o a scopi d’interesse pubblico si possono acquisire in via contrattuale o mediante espropriazione.
Art. 95Sono attività di produzione non intensiva di beni quelle che non presentano una marcata incidenza sul territorio e sull’ambiente.
Art. 96La Sezione elabora una linea guida sul regolamento della zona edificabile d’interesse comunale.
FINANZIAMENTO DELLA PIANIFICAZIONE[36]
Capitolo primo[37]
Art. 971Il contributo cantonale è stabilito in base all’indice di forza finanziaria (IFF) degli articoli 8 e 9 della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale del 25 giugno 2002.
a)piani regolatori intercomunali
forza finanziariacontributo
fino a 30 punti30%
da 120 punti10%
b)progetti di valenza regionale o cantonale
fino a 30 punti50%
a)i progetti relativi agli indirizzi delle schede R7 (poli di sviluppo economico), R8 (grandi generatori di traffico) e P7 (laghi e rive lacustri);
b)i progetti relativi alle schede da M2 a M5 (piani regionali dei trasporti e programmi d’agglomerato) e da R2 a R5 (concetti d’organizzazione territoriale) del piano direttore, segnatamente i nodi intermodali e le riqualifiche di comparti strategici.
(art. 91 Lst)[38]
Art. 981Il contributo comunale è stabilito in base all’indice di forza finanziaria (IFF) degli articoli 8 e 9 della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale del 25 giugno 2002.
a)schede comprensoriali della pianificazione direttrice
fino a 30 punti10%
da 120 punti30%
b)piani di utilizzazione cantonale
da 120 punti50%
Capitolo secondo[39]
Sezione 1[40]
Plusvalore di massima
Art. 98a[41]1Dopo l’esame preliminare dipartimentale secondo l’art. 25 cpv. 3 Lst, il Municipio può elaborare una stima di massima del plusvalore per l’intero comparto interessato dalla misura pianificatoria.
2Esso può allegare la stima di massima agli atti della misura pianificatoria.
Scambio e doveri di informazione
Art. 98b[42] 1L’Ufficio della pianificazione locale trasmette all’Ufficio dei registri e all’Ufficio delle domande di costruzione copia della risoluzione d’approvazione della misura pianificatoria che ingenera il plusvalore.
2Su richiesta del Municipio, l’Ufficio di statistica mette a disposizione le informazioni della banca dati delle transazioni immobiliari, necessarie al perito incaricato per eseguire il calcolo del plusvalore; la procedura di accesso ai dati è retta dall’art. 129c del regolamento concernente la legge sul registro fondiario (RLRF) del 1 aprile 1998.
3Gli Uffici dei registri comunicano ai Municipi interessati le compravendite avvenute riguardo a terreni soggetti al contributo di plusvalore, conformemente all’art. 41 RLRF.
4Il notaio informa le parti dell’esistenza di un’ipoteca legale iscritta a garanzia del pagamento del contributo di plusvalore.
Debitore del contributo
(art. 94 cpv. 1 Lst)
Art. 98c[43]Il debitore del contributo di plusvalore è il proprietario del terreno al momento dell’entrata in vigore della misura pianificatoria.
Sezione 2[44]
Calcolo del plusvalore e del contributo
Estimo peritale
(art. 95 cpv. 1 e 2 Lst)
Art. 98d[45]1Dopo l’entrata in vigore della misura pianificatoria dell’art. 93 cpv. 1 Lst, il Municipio incarica un perito di procedere al calcolo del plusvalore e del contributo per ogni singolo terreno avvantaggiato.
2Il perito calcola il plusvalore applicando di principio il metodo statistico-comparativo; per ogni caso di estimo redige una relazione che indica i criteri di calcolo applicati e le motivazioni.
3Resta riservato l’art. 5 cpv. 1 quater LPT.
Decisione sul contributo
(art. 95 cpv. 2 e 3, 97 cpv. 2, 100 Lst)
Art. 98e[46]1Nella decisione sul contributo il Municipio stabilisce il plusvalore e l’ammontare del contributo dovuto, con l’indicazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo al momento della decisione.
2Contro la decisione sul contributo è dato reclamo al Municipio; contro la decisione su reclamo sono dati i rimedi di diritto dell’art. 95 cpv. 3 Lst.
3Il Municipio notifica la decisione al proprietario del terreno e chiede all’Ufficio dei registri l’iscrizione dell’ipoteca legale a garanzia del contributo (art. 183a cpv. 2 della legge di applicazione e complemento del Codice civile svizzero del 18 aprile 1911).
Sezione 3[47]
Enti esenti (art. 96 Lst)
Art. 98f[48]1Sono altri enti pubblici esenti dal contributo giusta l’art. 96 Lst i Patriziati, i Consorzi e le Parrocchie, nonché l’Azienda cantonale rifiuti, l’Ente ospedaliero cantonale, l’Azienda elettrica ticinese, l’Ente ospedaliero cantonale, la Banca dello Stato del Cantone Ticino, le organizzazioni turistiche regionali, e l’Università della Svizzera italiana e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) in quanto istituzioni autonome del diritto cantonale.
2Non soggiacciono inoltre al contributo gli enti autonomi del diritto comunale ai sensi dell’art. 193c Loc.
Sezione 4[49]
Prelievo del contributo di plusvalore
Decisione di prelievo
(art. 97 cpv. 1 e 99 cpv. 3 Lst)
Art. 98g[50]1Dopo la crescita in giudicato della licenza edilizia o l’iscrizione a registro fondiario della vendita del terreno, il Municipio decide il prelievo del contributo.
2Per la decisione di prelievo fa stato il contributo stabilito ai sensi dell’art. 98e, aggiornato all’indice nazionale dei prezzi al consumo e dedotto il contributo eventualmente pagato in base all’art. 11 della legge sulla conservazione del territorio agricolo del 19 dicembre 1989.
3Contro la decisione di prelievo è dato reclamo al Municipio; contro la decisione su reclamo sono dati i rimedi di diritto dell’art. 95 cpv. 3 Lst.
Scadenza del credito, termine e
Art. 98h[51]1Il credito relativo al contributo di plusvalore scade con la notifica della decisione di prelievo.
2Il contributo viene pagato entro trenta giorni dalla sua scadenza.
3Qualora il pagamento del contributo entro il termine stabilito costituisse un grave rigore per il debitore, il Municipio può prorogare la scadenza o concedere pagamenti rateali.
Art. 98i[52]1Se, nonostante diffida, il contributo di plusvalore non è stato pagato, il Municipio procede in via esecutiva.
2Nella procedura di esecuzione, le decisioni cresciute in giudicato esplicano gli stessi effetti di una decisione giudiziaria esecutiva.
Radiazione dell’ipoteca
(art. 100 Lst)
Art. 98k[53]Ad avvenuto pagamento, il Municipio chiede all’Ufficio dei registri la radiazione dell’iscrizione dell’ipoteca legale (art. 183e della legge di applicazione e complemento del Codice civile svizzero del 18 aprile 1911).
Sezione 5[54]
Riversamento al Cantone e impiego del contributo
Riversamento al Cantone
(art. 98 cpv. 1 Lst)
Art. 98l[55]Il Municipio procede, entro 30 giorni dall’incasso, al conteggio e al versamento al Cantone della sua quota parte di contributo.
Impiego dei proventi del contributo
(art. 98 cpv. 2 e 3 Lst)
Art. 98m[56]1Il Cantone può impiegare il contributo di plusvalore anche per interventi di valorizzazione territoriale e per indennità d’espropriazione materiale che non riguardano il comparto territoriale oggetto di prelievo del plusvalore.
2Il rapporto che illustra come sono utilizzati i proventi del contributo è allestito a scadenza quadriennale.
(art. 102 Lst)[57]
Art. 991Per la definizione di paesaggio fa stato la Convenzione europea sul Paesaggio del 20 ottobre 2000.
a)la varietà è determinata dalla molteplicità dei paesaggi che interessano il territorio;
b)la qualità è data dall’autenticità e dalla coerenza d’insieme delle singole componenti che costituiscono il paesaggio;
c)il carattere corrisponde alla tipicità di un paesaggio, cioè all’insieme delle caratteristiche che lo differenziano da altri paesaggi.
(art. 104 cpv. 2 Lst)[58]
Art. 100Una costruzione è inserita nel paesaggio in maniera ordinata e armoniosa quando si integra nello spazio circostante, ponendosi in una relazione di qualità con le preesistenze e le caratteristiche dei luoghi.
(art. 105 Lst)[59]
Art. 1011Sono paesaggi con contenuti e valori importanti:
a)i paesaggi di particolare qualità per l’armonia della loro composizione;
b)i paesaggi di rilevanza storica o simbolica;
c)i paesaggi di particolare rilevanza naturalistica.
(art. 106 Lst)[60]
Art. 1021Il Cantone tutela i paesaggi d’importanza cantonale con il piano cantonale d’utilizzazione o con i piani regolatori; i Comuni tutelano quelli d’interesse locale con il piano regolatore.
(art. 107 cpv. 1 e 2 Lst)[61]
Art. 1031Il progetto di paesaggio comprensoriale si articola in due fasi:
a)lettura e valutazione del paesaggio;
b)formulazione di obiettivi e misure di valorizzazione.
a)l’analisi storica della sua evoluzione;
b)la descrizione degli elementi che lo compongono ed il loro modo di porsi in relazione;
c)la descrizione delle tendenze evolutive e dei fattori che le condizionano;
d)l’individuazione dei punti di fragilità e quelli di forza;
e)la descrizione delle potenzialità e delle minacce;
a)gli interventi di recupero e promozione della qualità degli spazi urbani;
b)la promozione integrata di percorsi ed aree per lo svago;
c)la valorizzazione di corsi d’acqua e rive dei laghi;
d)l’arredo del paesaggio;
e)la promozione della biodiversità;
f)gli interventi a favore del patrimonio storico e culturale;
g)la gestione agricola e forestale.
(art. 108 Lst)[62]
Art. 1041I Comuni fungono di regola da promotori del progetto di paesaggio comprensoriale.
a)collabora con i Comuni all’elaborazione degli obiettivi e delle misure di valorizzazione;
b)coordina i progetti di paesaggio dei diversi comprensori e assume, in via eccezionale, la funzione di promotore, quando esistano evidenti interessi cantonali.
Art. 1051Le parti coinvolte nel progetto di paesaggio possono sottoscrivere mediante contratto di diritto pubblico l’impegno ad attuare gli obiettivi e le misure di valorizzazione decisi.
(art. 107 cpv. 2 Lst)[63]
Art. 1061Il progetto di paesaggio locale si distingue da quello comprensoriale, in particolare per la scala considerata.
(art. 109 Lst)[64]
Art. 1071Per autorizzazione a costruire si intende la decisione con cui l’autorità autorizza l’edificazione o la trasformazione di una costruzione, ad esempio la licenza edilizia (art. 1 LE) o il progetto stradale (art. 16 Lstr).
a)i piani di quartiere;
b)quelli riguardanti superfici di terreno superiori ai 2000 m2;
c)quelli riguardanti costruzioni a gradoni o case torri;
d)quelli che risultano estranei alle caratteristiche dei luoghi segnatamente per aspetto, forma, dimensione, colore o tipologia costruttiva.
3I Comuni possono richiedere il parere del Cantone (art. 109 Lst) mediante l’invio della documentazione della domanda di costruzione o della notifica, ai sensi della LE.
Art. 108La Sezione elabora linee guida su temi di paesaggio.
Art. 1091L’Ufficio natura e paesaggio esprime un giudizio di qualità paesaggistica:
a)sugli strumenti della pianificazione territoriale (piano regolatore, piano d’utilizzazione cantonale, piano particolareggiato, piano di quartiere, progetto stradale cantonale e progetto di sistemazione dei corsi d’acqua);
b)su singoli progetti (domanda di costruzione, progetto stradale comunale, progetto di bonifica, dissodamento, notifiche, ecc.);
c)sui progetti di paesaggio comprensoriali e locali.
(art. 110 cpv. 1 Lst)[65]
Art. 110La Commissione del paesaggio esplica funzioni di consulenza verso l’Ufficio natura e paesaggio.
(art. 110 cpv. 2 e 3 Lst)[66]
Art. 1111La Commissione è composta da sette a nove membri in modo da garantire una rappresentanza interdisciplinare di esperti in materia di paesaggio, provenienti dagli ambiti della geografia, dell’architettura, della pianificazione territoriale, dell’urbanistica e delle scienze ambientali.
(art. 111 Lst)[67]
Art. 1121La Commissione esprime un giudizio di qualità paesaggistica su temi e oggetti di grande rilevanza territoriale.
Art. 1131La piattaforma paesaggio è un organo interdipartimentale istituito dal Consiglio di Stato:
a)per agevolare l’informazione reciproca e coordinare l’azione dei servizi coinvolti in materia di paesaggio;
b)in particolare per coordinare le prese di posizione e le decisioni di carattere finanziario a sostegno di progetti di paesaggio.
–la Sezione dello sviluppo territoriale,
–la Sezione forestale,
–la Sezione dell’agricoltura,
–l’Ufficio dello sviluppo economico,
–la Sezione degli enti locali,
–l’Ufficio della natura e del paesaggio,
–l’Ufficio dei beni culturali,
–l’Ufficio dei corsi d’acqua,
–l’Ufficio delle bonifiche e del catasto,
–Ticino Turismo.
(art. 113 cpv. 2 Lst)[68]
Art. 1141Il contributo comunale è stabilito in base all’indice di forza finanziaria (IFF) degli articoli 8 e 9 della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale del 25 giugno 2002.
forza finanziariacontributo massimo
debole10%
forte25%
Contributo cantonale per la tutela di oggetti
d’importanza locale e per la valorizzazione
(art. 114 e 115 cpv. 1 Lst)[69]
Art. 115[70]1Il contributo cantonale per gli oggetti d’importanza locale è stabilito in base all’indice di forza finanziaria (IFF) degli articoli 8 e 9 della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale del 25 giugno 2002.
debole50%
media35%
forte20%
(art. 118 Lst)[71]
Art. 116I tecnici qualificati già riconosciuti ai sensi dell’art. 8 della legge cantonale d’applicazione della legge federale sulla pianificazione del territorio del 23 maggio 1990 (LALPT) possono elaborare i piani previsti dalla Lst.
Antenne per la telefonia mobile[72]
Art. 117[73]1I Comuni provvedono ad adottare le disposizioni di cui all’art. 30 cpv. 1 cifra 8 entro dieci anni.
2…[74]
3…[75]
4…[76]
Art. 118Le norme d’attuazione di piano regolatore in vigore o già adottate e pubblicate dal legislativo, che contemplano un piano di quartiere facoltativo ed enunciano chiari requisiti di qualità paesaggistica, architettonica ed urbanistica vanno uniformate al nuovo diritto entro il 31 dicembre 2013.
Art. 119Questo regolamento è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° gennaio 2012.
Allegato 1[77]: Comuni soggetti al Regolamento cantonale posteggi privati (art. 51)
[1] Cpv. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[2] Cpv. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[3] Nota marginale modificata dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475.
[4] Art. modificato dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475; precedente modifica: BU 2013, 145.
[5] Nota marginale modificata dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475.
[6] Art. modificato dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475.
[7] Titolo modificato dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[8] Lett. modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[9] Lett. modificata dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[10] Cifra introdotta dal R 21.1.2015; in vigore dal 23.1.2015 - BU 2015, 12.
[11] Lett. introdotta dal R 21.5.2014; in vigore dal 23.5.2014 - BU 2014, 283.
[12] Cpv. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[13] Art. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[14] Nota marginale modificata dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[15] Art. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[16] Cpv. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[17] Cpv. abrogato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[18] Cpv. modificato dal R 20.1.2015; in vigore dal 18.12.2014 - BU 2015, 16; precedente modifica: BU 2014, 195.
[19] Cpv. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236.
[20] Art. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[21] Art. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[22] Art. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2014, 228; BU 2015, 16.
[23] Art. modificato dal R 20.1.2015; in vigore dal 18.12.2014 - BU 2015, 16; precedente modifica: BU 2014, 195.
[24] Art. introdotto dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236.
[25] Cpv. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[26] Art. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[27] Art. modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[28] Lett. modificata dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 195; BU 2015, 16.
[29] Art. introdotto dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236.
[30] Art. introdotto dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475.
[31] Nota marginale modificata dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475.
[32] Nota marginale modificata dal R 21.10.2014; in vigore dal 24.10.2014 - BU 2014, 475.
[33] Cpv. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[34] Cpv. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[35] Cpv. abrogato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[36] Titolo modificato dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[37] Capitolo modificato dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[38] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[39] Capitolo modificato dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[40] Sezione modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[41] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[42] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[43] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[44] Sezione introdotta dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[45] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[46] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[47] Sezione introdotta dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[48] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[49] Sezione introdotta dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[50] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[51] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[52] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[53] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[54] Sezione introdotta dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[55] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[56] Art. introdotto dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[57] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[58] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[59] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[60] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[61] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[62] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[63] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[64] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[65] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[66] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[67] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[68] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[69] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[70] Art. modificato dal R 27.3.2013; in vigore dal 2.4.2013 - BU 2013, 145.
[71] Nota marginale modificata dal R 4.11.2015; in vigore dal 6.11.2015 - BU 2015, 490.
[72] Nota marginale modificata dal R 21.1.2015; in vigore dal 23.1.2015 - BU 2015, 12.
[73] Art. modificato dal R 21.1.2015; in vigore dal 23.1.2015 - BU 2015, 12.
[74] Cpv. annullato dalla sentenza 8.12.2015 del Tribunale federale; in vigore dal 8.12.2015 - BU 2017, 157.
[75] Cpv. annullato dalla sentenza 8.12.2015 del Tribunale federale; in vigore dal 8.12.2015 - BU 2017, 157.
[76] Cpv. annullato dalla sentenza 8.12.2015 del Tribunale federale; in vigore dal 8.12.2015 - BU 2017, 157.
[77] Allegato modificato dal R 13.5.2015; in vigore dal 19.5.2015 - BU 2015, 236; precedenti modifiche: BU 2014, 228; BU 2015, 16.

References: Art. 11

Art. 21

Art. 3

Art. 4

Art. 51

Art. 61

Art. 71

Art. 81

Art. 91

Art. 101

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 art. 3

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 art. 36
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