Source: http://dbnews.tchost.it/2017/01/
Timestamp: 2020-01-20 20:59:33+00:00

Document:
gennaio 2017 – Db Notizie
Redditometro: la prova di elargizioni familiari con estratti c/c
Con la sentenza 20 gennaio 2017, n. 1510, la Corte di Cassazione ha affermato che in caso di accertamento sintetico del reddito (cd. Redditometro), la prova di elargizioni familiari per l’acquisto di un immobile deve essere necessariamente fornita attraverso l’esibizione degli estratti di conto corrente bancari del contribuente, perché idonei a dimostrare sia il “trasferimento” di disponibilità, sia la “durata” del possesso di tali redditi, e dunque, la loro potenziale riferibilità alla spesa contestata.
DISCIPLINA DEL REDDITOMETRO
Con riferimento al periodo d’imposta oggetto di accertamento nel caso sottoposto all’esame dei giudici della Suprema Corte (anno 2006) nella controversia decisa con la sentenza n. 1510 del 20 gennaio 2017, la disciplina in materia di accertamento sintetico del reddito (cd. Redditometro), stabilisce che il Fisco, può, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente in relazione al contenuto induttivo di tali elementi e circostanze quando il reddito complessivo netto accertabile si discosta per almeno un quarto da quello dichiarato.
A tal fine, l’ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione ad elementi indicativi di capacità contributiva specificamente individuati, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d’imposta.
Il contribuente ha facoltà di dimostrare che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. L’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.
I giudici della Suprema Corte hanno in primo luogo evidenziato che la disciplina dell’accertamento sintetico del reddito (cd. Redditometro), legittima la presunzione, da parte del Fisco, di un reddito maggiore di quello dichiarato sulla base di elementi indiziari dotati dei caratteri della gravità, precisione e concordanza e, in particolare, in ragione di una “spesa per incrementi patrimoniali” (quale l’acquisto di un immobile) incoerente con il reddito personale del contribuente.
La Corte di Cassazione ha precisato che in presenza di detti presupposti (rappresentato, ad esempio, da un esborso per l’acquisto di un immobile eccessivo rispetto al reddito personale), la norma non impone altro onere all’amministrazione, ma piuttosto prevede la facoltà (e l’onere) per il contribuente di offrire la prova contraria che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente sia costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte, con la espressa precisazione che l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.
L’oggetto della prova contraria da parte del contribuente, dunque, riguarda non solo la disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte), ma anche l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso.
In altri termini, pur non essendo prevista esplicitamente la prova che gli ulteriori redditi siano stati utilizzati per coprire le spese contestate, in caso di accertamento sintetico (cd. Redditometro), è richiesta tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto (o sia potuto accadere). In tal senso va letto lo specifico riferimento alla prova (risultante da “idonea documentazione”) della “entità” degli eventuali ulteriori redditi e della “durata” del relativo possesso; previsione che ha l’indubbia finalità di ancorare a fatti oggettivi (di tipo quantitativo e temporale) la disponibilità di detti redditi per consentire la riferibilità della maggiore capacità contributiva accertata con metodo sintetico in capo al contribuente proprio a tali ulteriori redditi, escludendo quindi che i suddetti siano stati utilizzati per finalità non considerate ai fini dell’accertamento sintetico. A tal fine, secondo i giudici della Suprema Corte, costituisce una prova idonea l’esibizione degli estratti dei conti correnti bancari facenti capo al contribuente, proprio perché idonei a dimostrare la “durata” del possesso dei redditi in esame, e quindi non soltanto il loro semplice “transito” nella disponibilità del contribuente.
In mancanza, deve ritenersi insufficiente la sola prova del godimento da parte del nucleo familiare del contribuente di ulteriori redditi conseguiti ed elargiti da un familiare (nel caso di specie, la suocera), poiché tale circostanza da sola risulta generica e distante dal concetto di “idonea documentazione” prevista dalla norma.
Con la sentenza 20 gennaio 2017, n. 1510, la Corte di Cassazione ha affermato che in caso di accertamento sintetico del reddito (cd. Redditometro), la prova di elargizioni familiari per l’acquisto di un immobile deve essere necessariamente fornita attraverso l’esibizione degli estratti di conto corrente bancari del contribuente, perché idonei a dimostrare sia il "trasferimento" di disponibilità, sia la "durata" del possesso di tali redditi, e dunque, la loro potenziale riferibilità alla spesa contestata.
A tal fine, l'ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione ad elementi indicativi di capacità contributiva specificamente individuati, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d'imposta.
Qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell'anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti.
Il contribuente ha facoltà di dimostrare che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta. L'entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.
I giudici della Suprema Corte hanno in primo luogo evidenziato che la disciplina dell’accertamento sintetico del reddito (cd. Redditometro), legittima la presunzione, da parte del Fisco, di un reddito maggiore di quello dichiarato sulla base di elementi indiziari dotati dei caratteri della gravità, precisione e concordanza e, in particolare, in ragione di una "spesa per incrementi patrimoniali" (quale l’acquisto di un immobile) incoerente con il reddito personale del contribuente.
La Corte di Cassazione ha precisato che in presenza di detti presupposti (rappresentato, ad esempio, da un esborso per l’acquisto di un immobile eccessivo rispetto al reddito personale), la norma non impone altro onere all'amministrazione, ma piuttosto prevede la facoltà (e l’onere) per il contribuente di offrire la prova contraria che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente sia costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte, con la espressa precisazione che l'entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.
L'oggetto della prova contraria da parte del contribuente, dunque, riguarda non solo la disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte), ma anche l'entità di tali redditi e la durata del loro possesso.
In altri termini, pur non essendo prevista esplicitamente la prova che gli ulteriori redditi siano stati utilizzati per coprire le spese contestate, in caso di accertamento sintetico (cd. Redditometro), è richiesta tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto (o sia potuto accadere). In tal senso va letto lo specifico riferimento alla prova (risultante da "idonea documentazione") della "entità" degli eventuali ulteriori redditi e della "durata" del relativo possesso; previsione che ha l'indubbia finalità di ancorare a fatti oggettivi (di tipo quantitativo e temporale) la disponibilità di detti redditi per consentire la riferibilità della maggiore capacità contributiva accertata con metodo sintetico in capo al contribuente proprio a tali ulteriori redditi, escludendo quindi che i suddetti siano stati utilizzati per finalità non considerate ai fini dell'accertamento sintetico. A tal fine, secondo i giudici della Suprema Corte, costituisce una prova idonea l'esibizione degli estratti dei conti correnti bancari facenti capo al contribuente, proprio perché idonei a dimostrare la "durata" del possesso dei redditi in esame, e quindi non soltanto il loro semplice "transito" nella disponibilità del contribuente.
In mancanza, deve ritenersi insufficiente la sola prova del godimento da parte del nucleo familiare del contribuente di ulteriori redditi conseguiti ed elargiti da un familiare (nel caso di specie, la suocera), poiché tale circostanza da sola risulta generica e distante dal concetto di "idonea documentazione" prevista dalla norma.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 31 gennaio 2017 Categorie NEWS|FISCO
Indennità sostitutiva delle ferie: quando non spetta al dirigente
Il dirigente che sia titolare del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, ove non eserciti detto potere e non fruisca, quindi, del periodo di riposo, non ha il diritto all’indennità sostitutiva, a meno che non provi la ricorrenza di necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive, ostative alla suddetta fruizione.
La vicenda riguarda il ricorso in Cassazione proposto da alcuni medici inquadrati come dirigenti di primo livello, dipendenti di una Fondazione IRCCS, contro la decisione dei giudici di merito che avevano respinto la loro domanda di monetizzazione di ferie non godute. Per i ricorrenti, nella sentenza d’appello si sarebbe erroneamente affermato che:
– il diritto alle ferie non è irrinunciabile ed è onere del lavoratore attivarsi per fruirne, senza che sia compito del datore di lavoro organizzare la propria attività in modo da far godere delle ferie ai propri dipendenti;
– in difetto di richiesta del lavoratore, le ferie non consumate si estinguono e la loro mancata fruizione è dipesa dai ricorrenti, non avendo essi provato di aver programmato le proprie ferie e di non averne, poi, potuto godere per diniego da parte del datore di lavoro.
Secondo la Suprema Corte i motivi sono fondati. La sentenza impugnata si è discostata dall’insegnamento giurisprudenziale di Cassazione, per cui la disposizione di contrattazione collettiva, che dispone il pagamento delle ferie nel solo caso in cui, all’atto della cessazione del rapporto, risultino non fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dirigente, è conforme al principio di irrinunciabilità delle ferie. La previsione citata, infatti, deve applicarsi solo nei confronti dei dirigenti titolari del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza ingerenze da parte del datore di lavoro, e non anche nei confronti dei dirigenti privi di tale potere.
Ne discende, in sostanza, che ai ricorrenti si applica il principio generale secondo cui il lavoratore che agisca in giudizio per chiedere la corresponsione dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute ha soltanto l’onere di provare l’avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati, mentre incombe al datore di lavoro l’onere di fornire la prova del relativo pagamento.
Il dirigente che sia titolare del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, ove non eserciti detto potere e non fruisca, quindi, del periodo di riposo, non ha il diritto all'indennità sostitutiva, a meno che non provi la ricorrenza di necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive, ostative alla suddetta fruizione.
- il diritto alle ferie non è irrinunciabile ed è onere del lavoratore attivarsi per fruirne, senza che sia compito del datore di lavoro organizzare la propria attività in modo da far godere delle ferie ai propri dipendenti;
- in difetto di richiesta del lavoratore, le ferie non consumate si estinguono e la loro mancata fruizione è dipesa dai ricorrenti, non avendo essi provato di aver programmato le proprie ferie e di non averne, poi, potuto godere per diniego da parte del datore di lavoro.
Secondo la Suprema Corte i motivi sono fondati. La sentenza impugnata si è discostata dall'insegnamento giurisprudenziale di Cassazione, per cui la disposizione di contrattazione collettiva, che dispone il pagamento delle ferie nel solo caso in cui, all'atto della cessazione del rapporto, risultino non fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dirigente, è conforme al principio di irrinunciabilità delle ferie. La previsione citata, infatti, deve applicarsi solo nei confronti dei dirigenti titolari del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza ingerenze da parte del datore di lavoro, e non anche nei confronti dei dirigenti privi di tale potere.
Ne discende, in sostanza, che ai ricorrenti si applica il principio generale secondo cui il lavoratore che agisca in giudizio per chiedere la corresponsione dell'indennità sostitutiva delle ferie non godute ha soltanto l'onere di provare l'avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati, mentre incombe al datore di lavoro l'onere di fornire la prova del relativo pagamento.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 31 gennaio 2017 Categorie NEWS|LAVORO
Le spese per beni strumentali e collaborazioni non sempre incidono ai fini Irap
Ai fini Irap i beni strumentali e le collaborazioni di terzi non devono essere valutate solo sul loro ammontare di spesa ma soprattutto sull’apporto alla produzione del reddito del professionista (Corte di cassazione – ordinanza 11 gennaio 2017, n. 521).
Il professionista responsabile dell’organizzazione paga l’Irap quando impiega beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvale di lavoro altrui eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive. In altre parole, il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione ricorre qualora il contribuente:
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.
Ai fini del pagamento del tributo, la sola presenza dei suddetti beni strumentali e delle relative collaborazioni esterne non legittima la soggezione al tributo, che deve essere invece valutata in relazione al contributo che i medesimi beni e collaborazioni hanno sulla produzione del reddito del professionista.
Ai fini Irap i beni strumentali e le collaborazioni di terzi non devono essere valutate solo sul loro ammontare di spesa ma soprattutto sull’apporto alla produzione del reddito del professionista (Corte di cassazione - ordinanza 11 gennaio 2017, n. 521).
- impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.
Sottoscritto il rinnovo del CCNL Energia e Petrolio
Dopo 13 mesi di trattative è stata raggiunta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 per gli addetti al settore energia e petrolio
L’ipotesi di accordo decorre dall’1/1/2016 al 31/12/2018 del settore energia e petrolio scaduto il 31 dicembre 2015 e sarà unitariamente sottoposta all’approvazione delle assemblee dei lavoratori entro il 15/3/2017.
L’intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 97 euro.
1 5 180,85 2864,94 453,26 2913,23 453,26
4 362,61 362,61
3 271,96 271,96
2 181,31 181,31
2 4 163,79 2594,44 271,97 2638,18 271,97
3 203,98 203,98
2 135,98 135,98
1 67,99 67,99
3 4 148,33 2350,63 243,72 2390,23 243,72
3 182,79 182,79
2 121,86 121,86
1 60,93 60,93
4 4 131,08 2077,61 213,57 2112,61 213,57
3 160,18 160,18
2 106,79 106,79
1 53,39 53,39
5 4 114,95 1822,00 181,33 1852,70 181,33
3 136,00 136,00
2 90,66 90,66
1 45,33 45,33
0 00,00 00,00
6 0 100,00 1584,83 00,00 1611,53 00,00
Per il settore ingegneria e costruzioni, limitatamente ai primi 3 anni, l’ammontare del minimo di categoria e del livello di C.R.E.A. per il lavoratori assunti nelle categorie 6, 5, 4, sarà pari all’85,5% dei valori previsti. Data la natura dell’attività e le caratteristiche professionali dei lavoratori ai quali può essere applicata tale previsione, si esclude la possibilità della applicabilità di questa regolamentazione eccezionale al contratto di apprendistato.
1 5 180,85 2851,17 425,76 2899,46 425,76
4 341,61 341,61
3 255,46 255,46
2 170,31 170,31
1 85,15 85,15
2 4 163,79 2581,94 255,47 2625,68 255,47
3 191,48 191,48
2 127,98 127,98
1 63,99 63,99
3 4 148,33 2339,31 228,22 2378,91 228,22
3 171,29 171,29
2 114,36 114,36
1 57,43 57,43
4 4 131,08 2067,61 200,57 2102,61 200,57
3 150,18 150,18
2 100,29 100,29
5 4 114,95 1813,23 170,33 1843,93 170,33
3 128,00 128,00
2 85,16 85,16
1 42,83 42,83
6 0 100,00 1577,20 00,00 1603,90 00,00
Vengono innovativamente utilizzate le quote di produttività(10 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 10 euro per 14 mensilità nel 2018). Al termine della vigenza contrattuale, a giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà alla trasformazione sui minimi dei 20 €. Se invece sarà inferiore si procederà all’adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dei 20 €, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività.
Previdenza complementare – Fondenergia
Previsto l’aumento dello 0,1% dal 1° gennaio 2018, per cui la percentuale a carico delle aziende passa a 2,65%.
Assistenza sanitaria – Fasie
Viene previsto un aumento di 4 euro dal 1/1/2017 e anche l’avvio di un percorso finalizzato alla confluenza dei fondi di previdenza integrativa di aree contrattuali del comparto.
Dopo 13 mesi di trattative è stata raggiunta l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 per gli addetti al settore energia e petrolio
L'ipotesi di accordo decorre dall’1/1/2016 al 31/12/2018 del settore energia e petrolio scaduto il 31 dicembre 2015 e sarà unitariamente sottoposta all'approvazione delle assemblee dei lavoratori entro il 15/3/2017.
L'intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 97 euro.
Per il settore ingegneria e costruzioni, limitatamente ai primi 3 anni, l'ammontare del minimo di categoria e del livello di C.R.E.A. per il lavoratori assunti nelle categorie 6, 5, 4, sarà pari all'85,5% dei valori previsti. Data la natura dell'attività e le caratteristiche professionali dei lavoratori ai quali può essere applicata tale previsione, si esclude la possibilità della applicabilità di questa regolamentazione eccezionale al contratto di apprendistato.
Vengono innovativamente utilizzate le quote di produttività(10 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 10 euro per 14 mensilità nel 2018). Al termine della vigenza contrattuale, a giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà alla trasformazione sui minimi dei 20 €. Se invece sarà inferiore si procederà all'adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dei 20 €, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività.
Previdenza complementare - Fondenergia
Assistenza sanitaria - Fasie
Viene previsto un aumento di 4 euro dal 1/1/2017 e anche l'avvio di un percorso finalizzato alla confluenza dei fondi di previdenza integrativa di aree contrattuali del comparto.
Elenchi nominativi agricoli 2016
Si forniscono precisazioni sulla compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli per l’anno 2016. In particolare, la notifica di tali elenchi avviene mediante pubblicazione telematica sul sito dell’INPS entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, pertanto gli elenchi per il 2016 devono essere pubblicati entro il prossimo 31 marzo.
Ai lavoratori agricoli a tempo determinato che siano stati per almeno cinque giornate alle dipendenze di imprese agricole ricadenti nelle zone colpite da avversità atmosferiche eccezionali e che abbiano beneficiato degli interventi per far fronte ai danni alle produzioni agricole per calamità naturali, è riconosciuto, ai fini previdenziali e assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte alle dipendenze di tali datori di lavoro nell’anno precedente a quello di fruizione dei benefici citati.
A tal fine, le aziende interessate devono trasmettere telematicamente la dichiarazione di calamità direttamente o avvalendosi degli intermediari autorizzati.
Per la concessione del beneficio ai piccoli coloni e compartecipanti familiari, i concedenti devono presentare domanda cartacea entro il 24 febbraio prossimo, per dar modo alle Sedi di procedere alla validazione delle domande, entro il 3 marzo.
L’operatore prende in carico l’istanza e procede all’approvazione o alla reiezione della stessa cliccando sul pulsante “Salva e continua”; nell’ipotesi di reiezione è obbligatorio compilare il campo “Motivazioni del rigetto” per completare l’esito dell’operazione. Le istanze sono consultabili dall’opzione del Menù principale “Consultazione dichiarazione di calamità” da dove è possibile stampare il file PDF dell’esito dell’operazione.
Ai lavoratori agricoli a tempo determinato che siano stati per almeno cinque giornate alle dipendenze di imprese agricole ricadenti nelle zone colpite da avversità atmosferiche eccezionali e che abbiano beneficiato degli interventi per far fronte ai danni alle produzioni agricole per calamità naturali, è riconosciuto, ai fini previdenziali e assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte alle dipendenze di tali datori di lavoro nell'anno precedente a quello di fruizione dei benefici citati.
L’operatore prende in carico l’istanza e procede all’approvazione o alla reiezione della stessa cliccando sul pulsante "Salva e continua"; nell’ipotesi di reiezione è obbligatorio compilare il campo "Motivazioni del rigetto" per completare l’esito dell’operazione. Le istanze sono consultabili dall’opzione del Menù principale "Consultazione dichiarazione di calamità" da dove è possibile stampare il file PDF dell’esito dell’operazione.
Ultimo giorno per l’esonero dal canone RAI
Il termine per la presentazione della dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchio televisivo scade oggi
I soggetti (dipendenti, pensionati, persone fisiche non titolari di partita Iva, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori occasionali) titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che intendono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo devono farlo entro oggi. La dichiarazione in esame può essere resa dall’erede in relazione all’utenza elettrica intestata transitoriamente ad un soggetto deceduto.
La presentazione del modello è necessaria per dichiarare che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oppure, per dichiarare che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV, da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oltre a quello/i per cui è stata presentata la denunzia di cessazione dell’abbonamento radio televisivo per suggellamento.
L’invio del modello può avvenire in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, mediante la specifica applicazione web disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel. In alternativa, Il modello “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato”, unitamente ad una copia di un valido documento di riconoscimento, può essere inviato all’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamento TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino, a mezzo del servizio postale in plico raccomandato senza busta.
I contribuenti, invece, obbligati al pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, per i quali non è possibile l’addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche devono provvedere al pagamento del canone annuale (90 euro) o della prima rata semestrale (45,94 euro) o trimestrale (23,93 euro). Il versamento va effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche, utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure ricorrendo all’home banking del proprio istituto di credito; i non titolari di partita Iva possono effettuare il versamento con modello F24 cartaceo presso banche, Poste italiane e agenti della riscossione, purchè non utilizzino crediti in compensazione. Il codice tributo è TVRI “canone per rinnovo abbonamento Tv uso privato”.
Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica nel luogo in cui hanno la loro residenza anagrafica il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate.
I soggetti (dipendenti, pensionati, persone fisiche non titolari di partita Iva, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori occasionali) titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che intendono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo devono farlo entro oggi. La dichiarazione in esame può essere resa dall'erede in relazione all'utenza elettrica intestata transitoriamente ad un soggetto deceduto.
La presentazione del modello è necessaria per dichiarare che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oppure, per dichiarare che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV, da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oltre a quello/i per cui è stata presentata la denunzia di cessazione dell'abbonamento radio televisivo per suggellamento.
L’invio del modello può avvenire in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, mediante la specifica applicazione web disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel. In alternativa, Il modello "Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato", unitamente ad una copia di un valido documento di riconoscimento, può essere inviato all'Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamento TV - Casella Postale 22 - 10121 Torino, a mezzo del servizio postale in plico raccomandato senza busta.
I contribuenti, invece, obbligati al pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, per i quali non è possibile l'addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche devono provvedere al pagamento del canone annuale (90 euro) o della prima rata semestrale (45,94 euro) o trimestrale (23,93 euro). Il versamento va effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche, utilizzando i servizi "F24 web" o "F24 online" dell'Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure ricorrendo all'home banking del proprio istituto di credito; i non titolari di partita Iva possono effettuare il versamento con modello F24 cartaceo presso banche, Poste italiane e agenti della riscossione, purchè non utilizzino crediti in compensazione. Il codice tributo è TVRI "canone per rinnovo abbonamento Tv uso privato".
Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica nel luogo in cui hanno la loro residenza anagrafica il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall'impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate.
Previdenza complementare: accordo tra le parti istitutive per il passaggio da Previlog al Fondo Priamo
Sottoscritto, il giorno 25/1/2017, tra ASSTRA, ANAV, ANITA, ASSITERMINAL, ASSOLOGISTICA, ASSOPORTI, CONFTRASPORTO, FAI, FEDERAGENTI, FEDESPEDI, FEDIT, UNITAI, FASC e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, l’accordo per il trasferimento collettivo degli iscritti al fondo di previdenza complementare PRE.VI.LOG al fondo di previdenza complementare PRIAMO
Le Fonti istitutive di PREVILOG, come già deciso nel verbale del 28 settembre 2016, con la firma del nuovo accordo hanno predisposto il trasferimento collettivo degli iscritti al fondo di previdenza complementare PRE.VI.LOG, al fondo di previdenza complementare PRIAMO.
A partire dalla data di perfezionamento delle procedure di trasferimento, PRIAMO costituirà l’unico fondo di previdenza complementare di riferimento per i lavoratori attualmente destinatari della forma pensionistica complementare PRE.VI.LOG. Conseguentemente presso PRIAMO, nel rispetto delle previsioni statutarie e regolamentari di quest’ultimo, confluiranno collettivamente, alle condizioni e costi come oggi previsti nei singoli CCNL di provenienza le posizioni dei lavoratori dei seguenti settori iscritti a PRE.VI.LOG alla predetta data di perfezionamento delle procedure di trasferimento:
– Logistica, trasporto merci e spedizione (CCNL 29/1/2005);
– Agenzie marittime e raccomandatarie e mediatori marittimi (CCNL 22/4/2004);
– Autoscuole e studi di consulenza automobilistica (CCNL 1/2/2001);
– Porti (CCNL 26/7/2005);
– Guardie ai fuochi (accordo OO.SS lavoratori – ANGAF del 11/6/2007);
– Lavoratori del FASC;
– Addetti con contratti collettivi affini intesi quelli operanti nel settore funerario che abbiano sottoscritto specifici accordi di adesione.
- Logistica, trasporto merci e spedizione (CCNL 29/1/2005);
- Agenzie marittime e raccomandatarie e mediatori marittimi (CCNL 22/4/2004);
- Autoscuole e studi di consulenza automobilistica (CCNL 1/2/2001);
- Porti (CCNL 26/7/2005);
- Guardie ai fuochi (accordo OO.SS lavoratori - ANGAF del 11/6/2007);
- Lavoratori del FASC;
- Addetti con contratti collettivi affini intesi quelli operanti nel settore funerario che abbiano sottoscritto specifici accordi di adesione.
Prorogata la domanda di contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia
La presentazione delle domande di contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018, o comunque fino ad esaurimento dello stanziamento di 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni, secondo le previsioni della legge di bilancio 2017.
Possono presentare la domanda le madri lavoratrici aventi diritto al congedo parentale, dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro, oppure iscritte alla gestione separata, che, al momento della domanda, siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio. Non sono ammesse alla presentazione della domanda le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale (es: le lavoratrici domestiche, a domicilio, disoccupate); le lavoratrici in fase di gestazione; le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, usufruiscono dei benefici di cui al fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito; le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati. Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti.
Per quanto riguarda le madri lavoratrici autonome o imprenditrici, possono accedere al beneficio in particolare le coltivatrici dirette, mezzadre e colone; le artigiane ed esercenti attività commerciali; le imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne.
Il contributo in argomento è pari ad un importo massimo di 600,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi, solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione di altrettanti mesi di congedo parentale ai quali la lavoratrice, di conseguenza, rinuncia. Si precisa che per frazione mensile intera deve intendersi un mese continuativo di congedo: a titolo esemplificativo, se la lavoratrice ha usufruito di quattro mesi e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare solo come congedo parentale. Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile così come sopra definita.
Le lavoratrici part-time potranno accedere al contributo in misura riproporzionata. Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.
Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati verrà erogato attraverso pagamento diretto alla struttura prescelta dietro esibizione, da parte della struttura, di richiesta di pagamento corredata della documentazione attestante la fruizione del servizio e la delegazione liberatoria di pagamento, fino a concorrenza dell’importo di 600 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia.
Il contributo per il servizio di baby sitting verrà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro corrisposti esclusivamente in modalità telematica.
In sede di domanda, la lavoratrice richiedente deve inserire tutti i dati richiesti e presentarla all’INPS esclusivamente:
– attraverso il canale WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto. Il servizio d’invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia ex art. 4, comma 24, lettera b) della legge n. 92/2012 è disponibile nel portale Internet dell’Istituto (www.inps.it) attraverso il seguente percorso: www.inps.it > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia;
La rinuncia del beneficio può essere effettuata dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento di accoglimento della domanda, esclusivamente via web, nel portale Internet dell’Istituto.
- attraverso il canale WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto. Il servizio d'invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia ex art. 4, comma 24, lettera b) della legge n. 92/2012 è disponibile nel portale Internet dell’Istituto (www.inps.it) attraverso il seguente percorso: www.inps.it > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia;
- tramite patronato.
Il PIN con cui viene effettuata l’autenticazione al servizio deve essere di tipo "dispositivo".
Prorogate le scadenze per l’accesso al credito riqualificazione alberghi
Slittano i termini per l’accesso al credito d’imposta per la ristrutturazione delle strutture alberghiere (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Avviso 26 gennaio 2017).
L’istanza per accedere al credito d’imposta per i costi sostenuti nel 2016, deve essere presentata in forma telematica, insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute.
Il legale rappresentante dell’impresa, non ancora iscritto, può registrarsi sul Portale dei Procedimenti.
Al fine di consentire l’erogazione del supporto tecnico-amministrativo agli utenti, il termine per la compilazione dell’istanza è prorogato alle ore 16,00 di venerdì 3 febbraio 2017.
Conseguentemente il “click day” avverrà dalle ore 10:00 di martedì 7 febbraio 2017 alle ore 16:00 di mercoledì 8 febbraio 2017.
Slittano i termini per l’accesso al credito d'imposta per la ristrutturazione delle strutture alberghiere (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Avviso 26 gennaio 2017).
L’istanza per accedere al credito d'imposta per i costi sostenuti nel 2016, deve essere presentata in forma telematica, insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute.
Conseguentemente il "click day" avverrà dalle ore 10:00 di martedì 7 febbraio 2017 alle ore 16:00 di mercoledì 8 febbraio 2017.
Raggiunto l’accordo per il settore della Metalmeccanica Cooperative
Firmato il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle aziende cooperative industriali metalmeccaniche e dell’installazione di impianti che scade il 31/12/2019
In via sperimentale e per la vigenza del suddetto accordo, vengono introdotte le seguenti modalità di definizione dei minimi contrattuali:
– Per l’anno 2016 sono confermati i minimi vigenti
1.a 1.297,81
2.a 1.432,58
3.a 1.588,63
3.a Super 1622,96
4.a 1.657,28
5.a 1.774,89
6.a 1.902,42
7.a 2.040,98
8.a 2.219,17
9.a 2.445,79
Le parti si incontreranno nel mese di maggio di ciascun anno di vigenza del CCNL per calcolare, sulla base dei dati fomiti dall’ISTAT, gli incrementi dei minimi contrattuali per livello con i criteri di cui al punto precedente.
A decorrere dall’1/1/2017, gli aumenti dei minimi tabellari assorbono gli aumenti individuali riconosciuti successivamente a tale data, salvo che siano stati concessi con una clausola espressa di non assorbibilità, nonché gli incrementi fissi collettivi della retribuzione eventualmente concordati in sede aziendale successivamente alla medesima data ad esclusione degli importi retributivi connessi alle modalità di effettuazione della prestazione lavorativa (ad esempio: indennità/maggiorazioni per straordinario, turni, notturno, festivo).
Ai lavoratori in forza alla data dell’1/3/2017 verrà corrisposta con la retribuzione afferente il mese di marzo 2017 una somma forfettaria una tantum uguale per tutti, pari ad 80,00 euro lordi suddivisibili in quote mensili in funzione della durata del rapporto di lavoro nel periodo 1/1/2017-31/3/2017. La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
A decorrere dall’1/6/2017 le aziende attiveranno a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti piani di “benefici flessibili” per un costo massimo di 100 euro.
Con decorrenza 1/6/2018 e 1/6/2019, tale importo è elevato, rispettivamente, a 150 euro e 200 euro.
Previdenza Complementare – Cooplavoro
A decorrere dall’1/6/2017, a favore dei lavoratori iscritti le aziende contribuiscono con un’aliquota pari al 2% dei minimi contrattuali. I lavoratori iscritti hanno diritto a tale contribuzione versando una contribuzione almeno pari all’1,2% del minimo contrattuale, mediante trattenuta mensile in busta paga, salvo l’esercizio di opzioni individuali per contribuzioni più elevate.
A decorrere dall’1/10/2017, tutti i lavoratori in forza alla medesima data, sono iscritti al Fondo di assistenza sanitaria integrativa costituito allo scopo di erogare prestazioni integrative rispetto a quelle fornite dal Servizio Sanitario Nazionale, fatta salva la facoltà di esercitare rinuncia scritta.
Per i suddetti lavoratori è prevista una contribuzione pari a 156 euro annui (suddivisi in 12 quote mensili da 13 euro l’una) a totale carico dell’azienda comprensiva delle coperture per i familiari fiscalmente a carico ivi compresi i conviventi di fatto con analoghe condizioni reddituali.
Ai lavoratori in forza a tempo indeterminato, che non siano coinvolti in percorsi formativi, vengono riconosciute 24 ore di formazione di cui 2/3 a carico delle Aziende nel triennio 2017-2019, con un contributo massimo di 300 euro.
Quota contribuzione rinnovo CCNL
Le aziende mediante affissione in bacheca da effettuare a partire dal 1° marzo e fino al 31/3/2017, comunicheranno che in occasione del rinnovo del CCNL i sindacati stipulanti chiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di 35,00 euro da trattenere sulla retribuzione afferente al mese di giugno 2017.
Le aziende distribuiranno, insieme alle buste paga di aprile 2017, l’apposito modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnata all’azienda entro il 15/5/2017.
- Per l’anno 2016 sono confermati i minimi vigenti
A decorrere dall’1/6/2017 le aziende attiveranno a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti piani di "benefici flessibili" per un costo massimo di 100 euro.
Previdenza Complementare - Cooplavoro
A decorrere dall’1/6/2017, a favore dei lavoratori iscritti le aziende contribuiscono con un’aliquota pari al 2% dei minimi contrattuali. I lavoratori iscritti hanno diritto a tale contribuzione versando una contribuzione almeno pari all’1,2% del minimo contrattuale, mediante trattenuta mensile in busta paga, salvo l'esercizio di opzioni individuali per contribuzioni più elevate.

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 4
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