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Timestamp: 2019-11-15 20:42:32+00:00

Document:
Regolamento di Ateneo in materia di brevetti: Regolamenti
Emanato con D.R. n. 351 del 28/06/2012, modificato con D.R. n. 81 del 05/02/2016 e modificato con D.R. n. 345 del 10/05/2017
Regolamento di Ateneo in materia di brevetti163 K
Art. 1 - Oggetto del regolamento e definizioni
Il presente regolamento disciplina, giuste le previsioni della vigente normativa e, in particolare, quanto previsto dal D. Lgs. 10 febbraio 2005 n. 30 (Codice della Proprietà Industriale, in seguito c.p.i.), le procedure interne relative alle invenzioni, ai modelli di utilità, disegni e modelli e ogni altra innovazione (di seguito definita "Invenzione") suscettibile di formare oggetto di brevetto o di registrazione.
brevetto, il titolo giuridico che conferisce al suo titolare la facoltà esclusiva, e temporalmente limitata, di attuare l’invenzione e di trarne profitto nel territorio dello Stato nel quale il brevetto è stato concesso. In particolare, il brevetto conferisce il diritto esclusivo di vietare a terzi, salvo il consenso del titolare, di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare a tali fini, applicare, non a titolo personale o sperimentale, un prodotto o procedimento che ne forma oggetto.
inventore, l’autore di un’invenzione. All'inventore spettano in ogni caso i diritti morali relativi alla propria invenzione; l’appartenenza dei diritti patrimoniali derivanti dall'invenzione è invece regolata dagli articoli successivi del presente Regolamento e dalle leggi di riferimento. Nel proseguo si parlerà di Inventore riferendosi sia al singolo autore che al gruppo di persone che concorrono all'invenzione. Le quote di titolarità saranno determinate in base all'apporto di ciascuno al conseguimento del risultato inventivo dichiarato in sede di domanda.
novità, quando l’invenzione, prima del suo deposito, non sia stata divulgata o comunque resa accessibile al pubblico in Italia o all'estero, in modo da poter essere attuata; a tale fine si raccomanda agli Inventori la necessità di mantenere la più stretta riservatezza in relazione all’invenzione onde evitare il rischio che forme di pubblicazione anticipata possano compromettere la validità della domanda di brevetto;
attività inventiva, quando l’invenzione non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica: la soluzione che l'invenzione presenta non deve risultare ovvia ad una persona esperta del ramo cui l'invenzione appartiene;
industrialità, quando l’invenzione è atta ad avere un'applicazione industriale;
liceità, quando l’attuazione dell’invenzione non è contraria all’ordine pubblico o al buon costume.
l'Invenzione: una soluzione originale ad un problema tecnico, adatta a essere realizzata ed applicata in campo industriale. L'essenza dell'invenzione non sta nell'oggetto in cui si materializza, ma nell’attuazione dell’insegnamento che ne sta alla base: consiste cioè nel trovare nuove e originali (nel senso che non risultano in modo evidente dallo stato della tecnica) funzioni o funzionalità da attribuire ad un oggetto, un prodotto, un dispositivo, un procedimento, un composto chimico, elementi biologici e/o biotecnologici e procedimenti correlati ad essi;
il modello di utilità: un trovato che fornisce a macchine o parti di esse, a strumenti, a utensili od oggetti di uso in genere, particolare efficacia o comodità di pubblicazione o d'impiego.
Le disposizioni del presente Regolamento si applicano anche ai modelli di utilità, modelli o disegni ove compatibili con le disposizioni del c.p.i.
Si dà atto che, stante l’immanente finalità della ricerca universitaria diretta a rendere pubblicamente accessibili i risultati delle proprie attività di ricerca, il know how, (altrimenti noto come “segreto industriale” e ricompreso tra le “informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriale”, definite dall’art. 98 c.p.i.) viene considerato ai fini di questo Regolamento come essenzialmente prodromico e non alternativo all’attività di brevettazione.
Ai fini della piena ottemperanza del presente Regolamento alle norme di legge, tutti i soggetti (Inventori) interessati dall’applicazione del Regolamento si impegnano a comunicare all’Università la realizzazione di invenzioni potenzialmente idonee a formare oggetto di brevettazione, prima di qualsiasi forma di divulgazione delle medesime, mediante descrizione scritta od orale, utilizzazione o qualsiasi altro mezzo. Il difetto comunicazione costituisce violazione del Regolamento stesso.
Art. 2 - Tipologie di invenzioni rilevanti per il presente Regolamento
Gli obblighi ed i diritti nascenti dall'invenzione e di cui al presente Regolamento dipendono dal tipo di rapporto intrattenuto dall'Inventore con l'Università. In particolare hanno rilevanza per l'Ateneo:
le invenzioni realizzate da dipendenti nell'ambito delle proprie mansioni, ovvero senza nesso di causalità con l'attività dovuta, ma che rientrano nel campo di attività dell'Università (Titolo II del presente Regolamento);
le invenzioni conseguite da soggetti non dipendenti, ma che hanno un rapporto temporaneo con l'Università (affidatari di incarichi relativi ad attività di didattica o ricerca, che possono contemplare anche esclusivamente attività innovativa, nonché borsisti, assegnisti, dottorandi, ecc.) nell'ambito dei propri incarichi, ovvero senza uno specifico nesso di causalità con l'attività dovuta, ma che rientrano nel campo di attività dell'Università (Titolo III del presente Regolamento);
le invenzioni realizzate da dipendenti/non dipendenti nell'ambito di contratti e convenzioni stipulate con soggetti di terzi (Titolo IV del presente Regolamento).
Rientrano nel campo di applicazione del presente Regolamento anche i perfezionamenti, le combinazioni, le traslazioni dell’invenzione qualora implichino un’attività inventiva e giustifichino quindi la richiesta di rilascio di un nuovo brevetto.
Art. 3 - Invenzioni in collaborazione con dipendenti di altre istituzioni
Qualora si conseguano invenzioni con la partecipazione di ricercatori dipendenti di altre istituzioni, italiane o straniere (qui di seguito “Inventori esterni”), gli Inventori esterni devono darne tempestiva comunicazione ai rispettivi Enti di appartenenza, al fine di giungere ad un accordo in merito alla titolarità dei risultati conseguiti e al riparto delle eventuali spese di deposito della domanda e di gestione del brevetto.
Qualora si conseguano invenzioni con la partecipazione di ricercatori dipendenti da altre università italiane o da pubbliche amministrazioni aventi tra i propri scopi istituzionali finalità di ricerca, (qui di seguito “Soggetto di appartenenza”), le disposizioni di cui al comma precedente si applicano nel caso in cui i ricercatori dichiarino di rinunciare alla titolarità dei risultati conseguiti a favore del Soggetto di appartenenza.
Qualora l’Inventore esterno, dipendente da altre università italiane o da pubbliche amministrazioni aventi tra i propri scopi istituzionali finalità di ricerca, decida di non cedere la titolarità dei risultati al Soggetto di Appartenenza dovrà stipulare con Ca’ Foscari un apposito accordo di cessione o licenza. In caso di cessione si applicheranno agli stessi le medesime condizioni riconosciute al personale dipendente.
Art. 4 - Commissione Tecnica Brevetti
Con Decreto Rettorale, sentito il Senato Accademico, è istituita la Commissione Tecnica Brevetti (di seguito Commissione) formata da una componente fissa e una componente variabile. Quest’ultima viene convocata dal Presidente in relazione alle competenze tecnico-scientifiche necessarie per le deliberazioni.
La componente fissa, il cui mandato ha una durata di 3 anni accademici rinnovabili, è composta da:
il Rettore o suo delegato, che la presiede;
due docenti: uno appartenente ai settori economico-gestionali e uno appartenente ai settori giuridici;
il Direttore Generale, o suo delegato.
Il Rettore, raccolte le indicazioni dei Direttori di Dipartimento, forma ogni tre anni un elenco composto da almeno tre professori e/o ricercatori di ruolo per ciascun Dipartimento dell’Università, tra cui verranno di volta in volta scelti dal Presidente i membri della componente variabile della Commissione in relazione alle competenze tecnico/scientifiche necessarie per le deliberazioni e fermo restando il divieto di partecipazione per i proponenti delle iniziative oggetto di valutazione.
La durata del predetto elenco è fissata in un triennio e ciascun nominativo potrà esservi incluso per non più di una volta consecutiva. La durata di validità dell’elenco è automaticamente prorogata fino all’emanazione del nuovo elenco.
Il segretario della Commissione è indicato dal Direttore Generale fra il personale tecnico e amministrativo dell’Università.
Partecipa ai lavori, con funzione consultiva, il Direttore di Dipartimento cui afferisce o con cui collabora l’Inventore che presenta domanda di Brevetto.
La Commissione ha le seguenti competenze:
controllare la corretta applicazione del presente Regolamento;
deliberare in merito alle richieste di deposito di domande di brevetto e di registrazione, alle richieste di cessione di domande di brevetto già depositate, nonché di loro estensione all'estero nell'ambito del budget annuale fissato dal Consiglio di Amministrazione per la copertura dei costi di deposito e mantenimento del brevetto e dell'eventuale prototipazione;
fornire pareri agli Organi dell’Ateneo sugli atti negoziali finalizzati allo sfruttamento economico delle domande di brevetto e/o dei brevetti concessi;
fornire pareri sul mantenimento in vita dei Brevetti e delle Registrazioni, negli anni successivi al deposito della domanda, mediante monitoraggio sullo stato di sviluppo dei medesimi;
fornire pareri agli Organi dell’Ateneo sulle procedure, linee guida, criteri adottati in materia di brevettazione.
Ai fini di un più approfondito esame delle varie istanze di brevettazione e registrazione sottoposte alla sua valutazione, la Commissione, su richiesta dei propri membri, può invitare ai suoi lavori esperti dotati di specifica esperienza, nonché consulenti scelti sia nell’ambito dell’Università sia all’esterno che parteciperanno senza diritto di voto.
La Commissione con il supporto dell’Area Ricerca provvede a monitorare lo stato di sviluppo e applicazione industriale dei brevetti da parte dell’Inventore e dei suoi aventi causa, al fine di verificare l’esatta quota di spettanza dei diritti economici in favore dell’Università, nonché l’eventuale mancata attuazione dell’invenzione.
Art. 5 - Norme di funzionamento della Commissione
La Commissione si riunisce periodicamente (almeno una volta l’anno) su convocazione del Presidente. La convocazione è disposta tramite avviso inviato a cura del segretario a mezzo di posta elettronica indicante gli argomenti da trattare.
Le sedute potranno svolgersi anche per via telematica. Le deliberazioni della Commissione devono essere assunte a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
La Commissione sarà chiamata a deliberare sulle domande di deposito brevetto entro 30 giorni dalla data della richiesta. La Commissione può richiedere all’Inventore di integrare la documentazione presentata con ogni documento necessario e/o utile ai fini dell’assunzione della propria decisione. In tal caso, il termine di cui sopra resta sospeso fino alla consegna della documentazione integrativa richiesta.
La Commissione nella stessa composizione in cui ha autorizzato il deposito della domanda di brevetto sarà chiamata a decidere sul rilascio delle autorizzazioni di cui al successivo Art. 6 c. 4 lettera c). Si considera autorizzata la pubblicazione qualora venga acquisito il parere favorevole della maggioranza dei componenti. Tali pareri potranno essere espressi anche tramite posta elettronica.
In ogni caso in cui sia chiamata ad emettere il proprio parere, la Commissione può compiere tutti gli atti istruttori necessari per la più adeguata e ponderata valutazione, compresa l’audizione dei soggetti interessati ai casi in esame.
Per tutte le procedure e gli incarichi previsti dal presente Regolamento l’Area
Art. 6 - Procedure per la richiesta di deposito di una domanda di brevetto
La richiesta all’Ateneo di deposito di una domanda di brevetto, redatta secondo appositi moduli approvati dalla Commissione Brevetti, deve essere inoltrata alla Commissione, attraverso l’Area Ricerca.
La proposta di brevetto dovrà contenere le seguenti informazioni:
la descrizione sintetica dell’idea brevettuale;
il nome dell’Inventore o degli Inventori e la qualifica;
in caso di più Inventori l’indicazione dell’apporto di ciascuno al conseguimento del risultato inventivo per la determinazione delle quote di titolarità di ciascuno e la gestione del riparto degli eventuali margini derivanti dallo sfruttamento;
una verifica preliminare dei requisiti di novità ed originalità del ritrovato;
un elenco dei settori industriali potenzialmente interessati al brevetto;
un elenco di Aziende potenzialmente interessate all’utilizzo e/o sviluppo congiunto;
un preventivo di massima dei costi necessari allo sviluppo del ritrovato.
In tutte le fasi di strutturazione della proposta di brevetto, l’Inventore/gli Inventori potrà/potranno chiedere la collaborazione dell’Area Ricerca, che fornirà, avvalendosi di eventuali collaborazioni di esperti, anche esterni all’Ateneo e sempre salvo l’obbligo di riservatezza, i seguenti servizi:
verifica dello stato dell’arte attraverso la consultazione di banche dati brevettuali;
individuazione dei settori industriali potenzialmente interessati al brevetto;
indagine preliminare volta a verificare che il ritrovato soddisfi almeno in prima analisi i requisiti di novità, originalità, industrialità e sufficienza di descrizione.
Nella richiesta gli Inventori dovranno dichiarare l’impegno a:
trasferire, mediante stipulazione di apposito contratto, all'Università i diritti patrimoniali relativi all'invenzione alle condizioni stabilite al successivo art. 12 comma 6;
sottoscrivere la liberatoria per il trattamento economico alle condizioni indicate nel presente Regolamento;
non divulgare in nessuna forma o sede il contenuto della domanda di brevetto per invenzione per un periodo di 18 mesi dalla data di deposito, ovvero 3 mesi qualora venga richiesta la pubblicazione anticipata senza la preventiva autorizzazione della Commissione. La Commissione collaborerà con i dipendenti-Inventori per individuare le forme più opportune per salvaguardare la segretezza delle domande di brevetto e, contemporaneamente, garantire, nei tempi più brevi possibili, la pubblicazione dei risultati scientifici: pubblicazione che, comunque, non può riguardare il contenuto dell’insegnamento inventivo;
collaborare con l’Università ai fini dell'individuazione di opportunità di sfruttamento del brevetto.
Art. 7 - Estensione della tutela
Al ricevimento del Rapporto di ricerca, e comunque entro il termine di undici mesi dal deposito della prima domanda di protezione dell’invenzione, il Presidente convoca la Commissione, al fine di valutare l'estensione della tutela che potrà essere deliberata in considerazione di:
opportunità tecnico-scientifica e commerciale di estensione del brevetto;
impegno dell’Inventore/degli Inventori a contribuire ai relativi costi.
L’Area Ricerca comunica agli Inventori l’esito della procedura disciplinata dal presente articolo.
Nel caso in cui la Commissione decidesse di non procedere all’estensione o di limitare l’estensione a determinati Paesi, agli Inventori, salvo diverso accordo tra le parti nel relativo contratto di cessione dei diritti derivanti dall’invenzione, è riconosciuta la facoltà di poter procedere autonomamente all’estensione estera a proprio nome e spese. Gli Inventori si impegnano comunque a riconoscere all’Università non meno del 20% degli eventuali vantaggi economici derivanti dallo sfruttamento dell’invenzione nei Paesi esteri oggetto di estensione autonoma.
Art. 8 - Onere della riservatezza
Il personale dell'Università che a vario titolo viene a conoscenza dell'invenzione o del know how è tenuto ad osservare la massima riservatezza in merito onde evitare il rischio che forme di rivelazione anticipata possano compromettere la validità della domanda di brevetto.
I soggetti esterni che parteciperanno ai lavori della Commissione sono tenuti a sottoscrivere un preventivo impegno in merito all’obbligo di segretezza delle informazioni acquisite.
Art. 9 - Atti di sfruttamento delle invenzioni
L’Università può valorizzare e sfruttare economicamente i risultati della ricerca tecnico scientifica di sua proprietà mediante accordi di collaborazione con altri soggetti pubblici o privati interessati allo sviluppo ed all’applicazione industriale delle conoscenze e dei prodotti inventivi di proprietà dell’Ateneo. A tal fine l’Ateneo può stipulare accordi con soggetti terzi aventi ad oggetto la cessione dell’invenzione (o dei disegni e modelli) e del relativo brevetto (o della registrazione), ovvero la sua cessione in licenza, esclusiva o non esclusiva, o, ancora, la cessione del diritto alla domanda di brevetto (o registrazione).
Nel rispetto della normativa vigente e di un principio generale di concorsualità, l’Ateneo al fine di procedere all’individuazione del cessionario o del licenziatario, pubblica sul proprio sito web tutte le domande di brevetto (o le registrazioni di disegni e modelli) o i brevetti (o i disegni e modelli) di cui è titolare o contitolare che intende cedere ovvero concedere in licenza d’uso a terzi.
Decorsi trenta giorni dalla data di pubblicazione sul sito web, il Rettore, o un Delegato a tal fine designato dal Consiglio di Amministrazione (di seguito Delegato), d’intesa con la Commissione Brevetti e con gli Inventori, valuta le offerte eventualmente pervenute sulla base dei seguenti criteri:
il ritorno economico per l’Ateneo;
la possibilità di dare visibilità e promuovere la ricerca di Ateneo;
la capacità di industrializzazione del cessionario/licenziatario;
le finalità etiche e di utilità sociale.
Se non sono state presentate offerte entro il termine di cui al comma 3, il Rettore o il Delegato, sentita la Commissione Tecnica Brevetti, può avviare e condurre procedure negoziali dirette con soggetti terzi al fine di procedere alla stipula di contratti di cessione ovvero di concessione di licenza d’uso delle domande di brevetto (o le registrazioni di disegni e modelli) o i brevetti (o i disegni e modelli) di cui è titolare o contitolare l’Ateneo.
Regolamento di Ateneo in materia di brevettiRegolamento di Ateneo per la costituzione di spin off

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 Art. 6

Art. 6
 art. 12

Art. 7

Art. 8

Art. 9