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Timestamp: 2018-06-25 03:44:22+00:00

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D. Min. LL.PP. 14/06/1989, n. 236 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN1501
G.U. Suppl. Ord. 23/06/1989, n. 47
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Regolamento di attuazione dell’art. 1 della legge 9 gennaio 1989, n. 13 - Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata
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CAPO II-CRITERI DI PROGETTAZIONE
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Art. 3. - Criteri generali di progettazione
3.1 In relazione alle finalità delle presenti norme si considerano tre livelli di qualità dello spazio costruito
L’accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente la totale fruizione nell’immediato.
La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa dall’edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
La adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità, potenzialmente suscettibile, per originaria previsione progettuale, di trasformazione in livello di accessibilità; l’adattabilità è, pertanto, un’accessibilità differita.
3.2 L’accessibilità deve essere garantita per quanto riguarda:
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Art. 4.- Criteri di progettazione per l’accessibilità
4.1. Unità ambientali e loro componenti
4.1.1. Porte
Sono ammessi dislivelli in corrispondenza del vano della porta di accesso di una unità immobiliare, ovvero degli interventi di ristrutturazione, purché questi siano contenuti e tali comunque da non ostacolare il transito di una persona su sedia a ruote.
Per dimensioni, posizionamento e manovrabilità la porta deve essere tale da consentire una agevole apertura della/e ante da entrambi i lati di utilizzo; sono consigliabili porte scorrevoli o con anta a libro, mentre devono essere evitate le porte girevoli, a ritorno automatico non ritardato e quelle vetrate se non fornite di accorgimenti per la sicurezza. Le porte vetrate devono essere facilmente individuabili mediante l’apposizione di opportuni segnali. Sono da preferire maniglie del tipo a leva opportunamente curvate ed arrotondate.
(Per le specifiche vedi 8.1.1).
4.1.2. Pavimenti
Eventuali differenze di livello devono essere contenute ovvero superate tramite rampe con pendenza adeguata in modo da non costituire ostacolo al transito di una persona su sedia a ruote. Nel primo caso si deve segnalare il dislivello con variazioni cromatiche; lo spigolo di eventuali soglie deve essere arrotondato.
Nelle parti comuni dell’edificio, si deve provvedere ad una chiara individuazione dei percorsi, eventualmente mediante una adeguata differenziazione nel materiale e nel colore delle pavimentazioni.
I grigliati utilizzati nei calpestii debbono avere maglie con vuoti tali da non costituire ostacolo o pericolo rispetto a ruote, bastoni di sostegno, etc.; gli zerbini devono essere incassati e le guide solidamente ancorate.
4.1.3. Infissi esterni
Ove possibile si deve dare preferenza a finestre e parapetti che consentono la visuale anche alla persona seduta. Si devono comunque garantire i requisiti di sicurezza e protezione dalle cadute verso l’esterno.
4.1.4. Arredi fissi
La disposizione degli arredi fissi nell’unità ambientale deve essere tale da consentire il transito della persona su sedia a ruote e l’agevole utilizzabilità di tutte le attrezzature in essa contenute. Dev’essere data preferenza ad arredi non taglienti e privi di spigoli vivi.
Per assicurare l’accessibilità gli arredi fissi non devono costituire ostacolo o impedimento per lo svolgimento di attività anche da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie.
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Art. 5. - Criteri di progettazione per la visitabilità
5.1. Residenza
Nelle unità immobiliari visitabili di edilizia residenziale, di cui all’art. 3, deve essere consentito l’accesso, da parte di persona su sedia a ruote, alla zona di soggiorno o di pranzo, ad un servizio igienico e ai relativi percorsi di collegamento. A tal fine si deve assicurare la rispondenza ai criteri di progettazione di cui ai punti 4.1.1, 4.1.6, 4.1.9, 4.2 e alle relative specifiche dimensionali e/o soluzioni tecniche.
5.2. Sale e luoghi per riunioni, spettacoli e ristorazione
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Art. 6. - Criteri di progettazione per la adattabilità
6.1. Interventi dl nuova edificazione
Gli edifici di nuova edificazione e le loro parti si considerano adattabili quando, tramite l’esecuzione differita nel tempo di lavori che non modificano né la struttura portante, né la rete degli impianti comuni, possono essere resi idonei, a costi contenuti, alle neces
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CAPO III - COGENZA DELLE PRESCRIZIONI
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7.1. Le specificazioni contenute nel capo IV art. 8 hanno valore prescrittivo, le soluzioni tecniche contenute all’ art. 9, anche se non basate su tali specificazioni, sono ritenute rispondenti ai criteri di progettazione e quindi accettabili in quanto sopperiscono alle riduzioni dimensionali con particolari soluzioni spaziali o tecnologiche.
7.2. Tuttavia in sede di progetto possono essere proposte soluzioni alternative alle specific
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CAPO IV - SPECIFICHE E SOLUZIONI TECNICHE
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Art. 8. - Specifiche funzionali e dimensionali
8.0.1. Modalità di misura
Distanza misurata in verticale dal lembo superiore dell’elemento che limita l’affaccio (copertina, traversa inferiore, infisso, eventuale corrimano o ringhierino) al piano di calpestio.
ALTEZZA CORRIMANO.
ALTEZZA PARAPETTO O CORRIMANO SCALE.
LUNGHEZZA DI UNA RAMPA.
LUCE NETTA PORTA O PORTA-FINESTRA.
Larghezza di passaggio al netto dell’ingombro dell’anta mobile in posizione di massima apertura se scorrevole, in posizione di apertura se scorrevole, in posizione di apertura a 90° se incernierata (larghezza utile di passaggio).
ALTEZZA MANIGLIA.
Distanza misurata in verticale dall’asse di rotazione della manopola, ovvero del lembo superiore del pomello, al piano di calpestio.
ALTEZZE APPARECCHI DI COMANDO, INTERRUTTORI, PRESE, PULSANTI.
Distanza misurata in verticale dall’asse del dispositivo di comando al piano di calpestio.
ALTEZZA CITOFONO.
Distanza misurata in verticale dall’asse dell’elemento grigliato microfonico, ovvero dal lembo superiore della cornetta mobile, al piano di calpestio.
ALTEZZA TELEFONO A PARETE E CASSETTA PER LETTERE.
Distanza misurata in verticale sino al piano di calpestio dell’elemento da raggiungere, per consentirne l’utilizzo, posto più in alto.
8.0.2. Spazi di manovra con sedia a ruote
Gli spazi di manovra, atti a consentire spostamenti alla persona su sedia a ruote, sono i seguenti (v. disegno riportato di seguito):
Nei casi di adeguamento e per consentire la visitabilità degli alloggi, ove non sia possibile rispettare i dimensionamenti di cui sopra, sono ammissibili i seguenti spazi minimi di manovra (manovra combinata) (v. disegno riportato di seguito):
8.1. Unità ambientali e loro componenti
8.1.1. Porte
La luce netta della porta di accesso di ogni edificio e di ogni unità immobiliare deve essere di almeno 80 cm. La luce netta delle altre porte deve essere di almeno 75 cm.
Gli spazi antistanti e restrostanti la porta devono essere dimensionati nel rispetto dei minimi previsti negli schemi grafici di seguito riportati (v. disegno riportato di seguito).
L’altezza delle maniglie deve essere compresa tra 85 e 95 cm (consigliata 90 cm).
Devono inoltre, essere preferite soluzioni per le quali le singole ante delle porte non abbiano larghezza superiore ai 120 cm., e gli eventuali vetri siano collocati ad una altezza di almeno 40 cm. dal piano del pavimento. L’anta mobile deve poter essere usata esercitando una pressione non superiore a 8 Kg.
8.1.2. Pavimenti
8.1.3. Infissi esterni
L’altezza delle maniglie o dispositivo di comando deve essere compresa tra cm. 100 e 130; consigliata 115 cm.
Per consentire alla persona seduta la visuale anche all’esterno, devono essere preferite soluzioni per le quali la parte opaca del parapetto, se presente, non superi i 60 cm. di altezza dal calpestio, con l’avvertenza, però, per ragioni di sicurezza, che l’intero parapetto sia complessivamente alto almeno 100 cm. e inattraversabile da una sfera di 10 cm. di diametro. Nelle finestre lo spigolo vivo della traversa inferiore dell’anta apribile deve essere opportunamente sagomato o protetto per non causare infortuni. Le ante mobili degli infissi esterni devono poter essere usate esercitando una pressione non superiore a kg. 8.
8.1.4. Arredi fissi
Nei luoghi aperti al pubblico, nei quali il contatto con il pubblico avviene mediante tavoli o scrivanie, deve essere previsto un adeguato spazio libero, eventualmente in ambiente separato, per poter svolgersi una ordinata attesa, nel quale inoltre possano disporsi un congruo numero di posti a sedere (preferibilmente sedie separate). La distanza libera anteriormente ad ogni tavolo deve essere di almeno 1,50 m, e lateralmente di almeno 1,20 m. al fine di consentire un agevole passaggio fra i tavoli e le scrivanie.
Nei luoghi aperti al pubblico nei quali il contatto con il pubblico avviene mediante sportelli su bancone continuo o su parete, deve essere consentita un’attesa sopportabile dalla generalità del pubblico, al fine di evitare l’insorgere di situazioni patologiche di nervosismo e di stanchezza. In tali luoghi deve pertanto essere previsto un adeguato spazio libero, eventualmente in ambiente separato, dove possa sv
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Art. 9. - Soluzioni tecniche conformi
9.1 Unità ambientali
Le soluzioni A1 - C1 - C3 - e C5 - sono ammissibili solo in caso di adeguamento.
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CAPO V. - NORME FINALI
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Art. 10. - Elaborati tecnici
10.1. Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni di acce
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Art. 11. - Verifiche
11.1. Il Sindaco, nel rilasciare la licenza di abitabilità o di agibilit&agrav
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Art. 12. - Aggiornamento e modifica delle prescrizioni
12.1 La soluzione dei problemi tecnici derivanti dall’applicazione della presente nor
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Interpello - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 – Cessioni di piattaforme elevatrici – Aliquota IVA applicabile.
L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla possibile applicazione dell'aliquoata IVA ridotta del 4% alle cessioni di piattaforme elevatrici.
Il punto 31 della Tabella A, parte seconda, allegata al D.P.R. 26/10/1972, n. 633, prevede l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 4% per «poltrone e veicoli simili per invalidi anche con motore o altro meccanismo di propulsione (v.d. 87.11), intendendosi compresi i servoscala e altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie».
Al fine di individuare i «mezzi simili ai servoscala» menzionati dal citato punto 31 della Tabella A, si fa presente che l’art. 4.1.13 del D.M. 14/06/1989, n. 236, rinviando alle specifiche tecniche contenute nel successivo articolo 8.1.13 (dimensioni, portata, velocità, sicurezze dei comandi), definisce in maniera puntuale i servoscala e le piattaforme elevatrici «atti a consentire, in via alternativa ad un ascensore, il superamento di dislivelli - di norma non superiori a 4 metri - a persone con ridotta o impedita capacità motoria», come tali riconducibili alla previsione di cui al menzionato punto 31.
L'Agenzia precisa inoltre che l'aliquota ridotta può applicarsi in ogni fase di commercializzazione del bene, anche nell’ipotesi in cui il cessionario sia un condominio, un ente, una scuola o simili.
Circ.Ass.R. Sardegna 27/02/2003, n. 4772
L. 9.1.1989, n. 13, art. 9. Concessione di contributi per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Ammissione delle domande e determinazione del fabbisogno comunale.
Circ.Ass.R. Lazio 31/10/1996, n. 3773
D.P.R. 24.7.96, n. 503 - Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 art. 8
 art. 9

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 Articolo 11
 articolo 8
 art. 9