Source: http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/le-prime-scelte/03-inizio-variazione-attivit%C3%A0.aspx
Timestamp: 2019-09-15 05:26:31+00:00

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L'inizio e la variazione dell'attività: comunicazioni e procedure
La “Comunicazione Unica” consente attraverso la presentazione di “un modello unico” di trasmettere una sola domanda di iscrizione/variazione, assolvendo così agli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al Registro delle imprese, per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA, nonché ai fini previdenziali e assistenziali.
L’inizio dell’attività economica imprenditoriale è subordinato all’adempimento di una serie di atti formali, indispensabili affinché si possa intraprendere correttamente l’attività prescelta.
La “Comunicazione Unica”, introdotta dal DL 7/2007, art. 9, al fine di semplificare le procedure di iscrizione, modifica e cancellazione delle attività economiche, consente di assolvere agli adempimenti richiesti dai vari enti con un’unica trasmissione, necessaria:
ai fini amministrativi, per l’iscrizione al Registro delle imprese;
ai fini assistenziali e previdenziali;
ai fini fiscali per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.
L'utilizzo, da parte dei soggetti interessati, del modello di Comunicazione Unica è diventato obbligatorio a decorrere dal 1° aprile 2010, data a partire da cui si hanno i seguenti effetti:
non è più possibile presentare alle singole Amministrazioni interessate le domande/denunce/dichiarazioni secondo le previgenti modalità;
è possibile presentare ComUnica presso tutte le Camere di commercio;
devono presentare ComUnica tutti gli utenti, quindi la generalità delle imprese;
è possibile presentare ComUnica sia per via telematica, sia agli sportelli camerali su supporto informatico;
ComUnica deve essere presentata per eseguire tutti gli adempimenti connessi all’avvio dell’attività di impresa, previsti dalla legge ai fini assistenziali, previdenziali, fiscali e pubblicitari, ed anche quelli connessi alle successive domande/dichiarazioni/denunce di modifica e di cessazione.
Organo preposto all’accoglimento della comunicazione è lo sportello delle Camere di commercio, che provvede, contestualmente al ricevimento di una ComUnica, a rilasciare la ricevuta costituente titolo per l’immediato avvio dell’attività imprenditoriale. Attraverso il sistema informativo delle Camere di commercio, i dati sono inviati all’Agenzia delle Entrate, ma anche, per le informazioni di loro spettanza, all’INPS e all’INAIL.
L’Agenzia delle Entrate provvede immediatamente (esperiti gli eventuali controlli) a comunicare per via telematica, all’interessato e all’ufficio del Registro delle imprese, il codice fiscale e la partita IVA. Entro sette giorni le competenti Amministrazioni comunicheranno gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate.
Un requisito obbligatorio per poter inviare ComUnica, è possedere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata necessario per ricevere le comunicazioni dai vari Enti. In particolare la nuova procedura telematica prevede l’utilizzo di un software gratuito denominato “ComUnica Impresa”, scaricabile dal sito www.registroimprese.it.
la firma digitale, per firmare la pratica dandogli lo stesso valore legale della firma autografa;
le credenziali di accesso a Telemaco, per spedire la propria pratica al Registro Imprese.
La firma digitale si ottiene presso la Camera di commercio di propria competenza, dove è possibile farne richiesta, mentre per ottenere le credenziali per Telemaco occorre registrarsi sul sito del Registro Imprese, attivando un fondo da alimentare con carta di credito o altri sistemi di pagamento bancari.
Con l’avvio del sistema previsto nel DL 7/2007, viene a ribaltarsi l’impostazione originaria dettata dall’art. 2196 c.c., secondo la quale l’obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese deve essere attuata entro trenta giorni dall’avvio dell’attività. In sostanza, al Registro delle Imprese, presso la Camera di commercio, viene ora attribuito un ruolo preponderante e prodromico per l’avvio dell’attività.
Si precisa che, i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione fiscale di inizio attività, i quali svolgano un’attività che non debba essere iscritta nel Registro delle Imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (REA), trasmettono esclusivamente il modello apposito all’Agenzia delle entrate. Per tutte le altre imprese, soggette all’obbligo di iscrizione nel registro delle Imprese o nel REA, invece, tale dichiarazione diviene parte integrante del nuovo modello “ComUnica – Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa (DL 7/2007, art.9), come sopra anticipato.
I destinatari di ComUnica
La Comunicazione Unica è nata con l’intento di ridurre il peso della burocrazia sulle imprese al fine di sostenerne la nascita e lo sviluppo. In tal modo il legislatore ha inteso, dunque, alleggerire l’impresa dalle innumerevoli formalità previste per avviare l’attività, consentendogli la possibilità di espletare i principali adempimenti amministrativi con un unico invio. Al momento, però, la Comunicazione Unica non è ancora un modello elettronico unificato, a causa delle diverse normative poste a disciplina di ogni singolo adempimento: si tratta, infatti, di un insieme di file contenenti i vari modelli elettronici destinati alle singole Amministrazioni coinvolte.
Ciò che oggi sicuramente è unico, per il momento, è il canale di trasmissione: il Registro delle Imprese.
L’art. 4 DPCM, del 6 maggio 2009, elenca le Amministrazioni destinatarie della Comunicazione Unica:
il Registro delle imprese delle Camere di Commercio Industria e Agricoltura;
l’Albo imprese artigiane, se ancora previsto dalla normativa regionale di riferimento;
L’articolo 5 del DPR 7 settembre 2010, n°160 ha introdotto un nuovo eventuale destinatario:
il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) per le ipotesi in cui l’impresa avvii l’attività economica contestualmente alla presentazione della SCIA (per le attività soggette a SCIA)
Il Ministero del Lavoro non ha fatto ancora conoscere i dati che devono essere ad esso trasmessi e le modalità attraverso le quali devono essergli comunicati. Parrebbe trattarsi più di un Ente deputato a ricevere i dati destinati alle altre Amministrazioni, piuttosto che di un Ente destinatario di propri adempimenti amministrativi; è chiaro, che a tale riguardo, l’attuale normativa sulla Comunicazione Unica si presenta lacunosa e conseguentemente dovrà essere completata.
La Legge n. 340/2000 ha reso obbligatorio l’utilizzo degli strumenti informatici e telematici per la presentazione delle domande e delle denunce al Registro Imprese e al REA da parte delle imprese aventi forma giuridica societaria, con esclusione quindi delle imprese individuali.
Con la disciplina della Comunicazione Unica, la modalità telematica o informatica diventa per tutte le imprese, comprese quelle individuali, oltre che obbligatoria, l’unica modalità di trasmissione possibile per eseguire tutti gli adempimenti connessi alla fase costitutiva, modificativa ed estintiva dell’impresa, oltre che ai fini della pubblicità legale nel Registro imprese anche ai fini fiscali, previdenziali ed assistenziali. La Comunicazione Unica deve, infatti, essere sempre firmata digitalmente e presentata obbligatoriamente in una delle due seguenti modalità:
Ai fini dell’avvio dell’attività d’impresa, il legislatore non individua chiaramente il soggetto legittimato alla presentazione della Comunicazione Unica, limitandosi a fare generico riferimento al “soggetto interessato”. Soggetto interessato è sicuramente l’impresa alla quale la Comunicazione Unica si riferisce e, per essa, chi la rappresenta:
il titolare nel caso dell’impresa individuale;
il legale rappresentante/amministratore, nel caso della società.
L’imprenditore che non possiede un dispositivo di firma digitale e gli altri strumenti tecnici necessari può conferire ad altro soggetto l’incarico di presentare, in sua vece, la Comunicazione Unica, sottoscrivendo con firma autografa il modello procura, sul quale per il procuratore, verrà indicata la qualifica di “delegato”.
A tal fine il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto il modello fac-simile della procura speciale.
Quando l’imprenditore conferisce ad altro soggetto la procura speciale, copia informatica della stessa, sottoscritta autografamente dall’imprenditore e digitalmente dal procuratore, deve essere allegata in formato PDF alla pratica Comunica. In un file a parte, deve inoltre essere allegata alla comunicazione anche copia semplice e valida del documento di identità del soggetto che ha conferito la procura.
Si evidenzia che è necessario per l’imprenditore conferire apposita procura speciale soltanto laddove il soggetto al quale viene conferita, non sia già titolare di una propria e specifica legittimazione, riconosciuta per legge, alla presentazione di uno o più degli adempimenti oggetto della comunicazione. Si tratta in questo caso di soggetti quali notaio, consulente o professionista.
In pratica, si ritiene che la procura debba essere conferita dall’imprenditore soltanto laddove questo risulti essere l’unico soggetto legittimato all’esecuzione degli adempimenti contenuti nella Comunicazione Unica.
La struttura e la gestione di ComUnica
Per attivare la nuova procedura, a seconda degli adempimenti che si vogliono eseguire, occorre compilare, anzitutto, il modello principale cioè, il modello ComUnica, che funge da copertina al fascicolo elettronico destinato al Registro Imprese, al quale sono allegati tutti gli altri modelli destinati alle singole Amministrazioni destinatarie.
Gli strumenti necessari alla ComUnica
Prima di predisporre una pratica di Comunicazione Unica è necessario procurarsi tutti gli strumenti tecnici necessari alla compilazione e alla sottoscrizione delle diverse modulistiche che la costituiscono.
Occorre dotarsi innanzitutto di:
un dispositivo di firma digitale per firmare i vari file in essa contenuti con lo stesso valore legale della firma autografa;
un lettore di smart-card, non necessario se il dispositivo di firma digitale è una Business-Key;
un applicativo di firma digitale, non necessario se il dispositivo di firma digitale è una Business-Key;
una PEC (Posta Elettronica Certificata);
credenziali di accesso al sito di registroimprese, per l’invio telematico della Comunicazione Unica al Registro Imprese.
Per poter leggere i file in formato PDF A (unico formato standard riconosciuto dalla procedura) contenenti le distinte dei vari modelli componenti la pratica ComUnica é necessario installare Adobe Reader, scaricabile sul sito Adobe (www. Adobe.it nella sezione Prodotti).
La modalità più semplice per predisporre e spedire le pratiche di ComUnica è ComunicaStarweb, servizio online che non richiede l'istallazione di software e prevede la compilazione guidata della pratica. Il rischio di errori viene, dunque, limitato, anche grazie alla precompilazione di alcuni quadri o modelli in relazione ai dati già presenti nei registri camerali.
ComunicaStarweb permette di svolgere qualsiasi pratica di Comunicazione Unica relativa a imprese individuali, ma non consente la compilazione di pratiche che comportino un atto notarile, quali:
variazione dati costitutivi di società: denominazione, forma giuridica, indirizzo sede (fatta eccezione per il trasferimento nell'ambito dello stesso Comune), capitale sociale, oggetto sociale, azioni...
ComunicaFedra
Nei casi di cui sopra, in cui ComunicaStarweb non è utilizzabile, va adottata la seconda modalità, ossia ComunicaFedra, la quale richiede l'istallazione dei seguenti programmi:
Fedra Plus: compilazione modulistica Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS artigiani, commercianti e imprese con dipendenti
Comunica Impresa: compilazione del modello di Comunicazione Unica, modulistica INAIL e INPS agricoltura, completamento e spedizione della pratica
In data 23 settembre 2014 è stata pubblicata sul sito del MISE la Circolare 3674/C, in materia di "Modifica dei modelli di certificati tipo inerenti il Registro delle imprese e per il rilascio di certificati camerali in lingua inglese".
La circolare in oggetto chiarisce le disposizioni previste dal Decreto MISE del 18 settembre 2014, il quale ha apportato le seguenti novità:
nuovi modelli di certificato (allegati A, B e C del decreto), rilasciati dagli uffici del Registro delle imprese;
nascita del certificato in lingua inglese (allegato D), rilasciato dagli uffici del Registro delle imprese;
nuovo modello di ricevuta di accettazione di ComUnica (allegato E), relativa alla nascita d'impresa e rilasciata dagli uffici del Registro delle imprese.
Sebbene non si riscontrino rilevanti modifiche rispetto al precedente modello di ricevuta di accettazione della Comunicazione Unica, si sottolinea che il documento, previsto dall'art.9, comma 7 del Dl 40/2007, riassume gli elementi costitutivi della pratica, quali:
numero e data di protocollo e codice pratica
informazioni anagrafiche dell'impresa
domicilio elettronico dell'impresa
elenco delle distinte informatiche presenti nella comunicazione
il responsabile del procedimento (estremi della firma digitale)
A seconda degli adempimenti da eseguire saranno poi da gestire uno o più degli altri modelli elettronici riguardanti:
la modulistica per le domande di iscrizione e deposito destinate al Registro Imprese e le denunce al REA (Fedra Plus o programmi compatibili, Starweb), integrata con la modulistica INPS relativa all’assicurazione obbligatoria dei titolari e dei soci di imprese commerciali e artigiane;
la modulistica per le domande destinate all’Albo imprese artigiane;
la modulistica dell’Agenzia delle Entrate;
la modulistica INPS per le domande di iscrizione, variazione e cessazione relative alle imprese con dipendenti (DM68), compilabile direttamente tramite l’applicativo ComUnica;
la modulistica INPS per le domande di iscrizione, variazione e cessazione relative alle imprese agricole (DA), compilabile direttamente tramite l’applicativo ComUnica;
la modulistica INAIL per le domande di iscrizione, variazione e cessazione relative alle imprese, compilabile direttamente tramite l’applicativo ComUnica.
Tutti i file della Comunicazione Unica, componenti la stessa pratica, sono identificati dallo stesso “codice pratica” (o nome file), costituito da 8 caratteri, rappresentanti la data-time in cui la pratica (registro imprese) è stata costituita, definito secondo un’apposita convenzione. Tutti i file fisici componenti la pratica ComUnica sono registrati nel file di riepilogo della domanda presentata al Registro delle Imprese e non nel modello ComUnica, dove invece é registrato soltanto l’elenco dei “file distinta” allegati alla stessa in formato PDF/A.
Gli adempimenti assolti da ComUnica
Gli adempimenti assolti dalla Comunicazione Unica sono stati raggruppati in 6 categorie, in base alle quali verranno compilati esclusivamente i modelli ed i quadri necessari alla comunicazione di riferimento, al fine di facilitare l'imprenditore nella predisposizione del modello
Gli adempimenti assolti con la ComUnica sono chiaramente elencati dall’art. 5 DPCM del 6 maggio 2009 e così sintetizzabili:
dichiarazione di inizio attività, variazione dati e cessazione attività ai fini IVA;
domanda di iscrizione di nuove imprese, modifica, cessazione nel Registro delle imprese e nel REA, con esclusione del deposito dei bilanci;
domanda d’iscrizione, variazione, cessazione dell’impresa ai fini INAIL;
domanda di iscrizione , variazione, cessazione al Registro delle Imprese con effetto per l’INPS relativamente alle imprese artigiane e commerciali;
In particolare, al fine di facilitare l’utente, i vari adempimenti indirizzati ai diversi enti, sono stati raggruppati nel modello in sei categorie omogenee.
1. Nuova impresa con immediato inizio attività economica
Si procede all’iscrizione di una società o una ditta individuale al Registro delle Imprese; oltre all’iscrizione si comunica il contestuale inizio dell’attività economica e quindi l’attivazione immediata dell’oggetto sociale. La data di inizio attività deve coincidere con la data dell’invio della pratica di comunicazione unica.
Modulistica obbligatoria:
Registro imprese: si dovrà allegare il modello I1 (individuale) oppure S1 ed intercalare S5 (società) compilati negli appositi quadri;
Agenzia delle Entrate: si dovrà compilare la relativa modulistica per richiedere la partita iva e dichiarare l’inizio attività ai fini IVA (AA7 per le società o AA9 per le persone fisiche). Nel caso si sia già in possesso di una partita iva, si dovrà inserire un modulo di variazione;
INPS gestione commercianti/artigiani: compilare la relativa modulistica per comunicare l'iscrizione (o la non iscrizione) del titolare e degli eventuali collaboratori familiari alla gestione previdenziale commercianti oppure alla gestione previdenziale artigiana.
2. Costituzione nuova impresa senza immediato inizio attività economica
Tramite questo adempimento si procede all’iscrizione di una società o una ditta individuale al Registro delle Imprese, ma l'impresa viene iscritta come "inattiva" e sarà necessaria una successiva pratica per attivare l'oggetto sociale. Siccome l'attività economica non viene svolta, non è prevista la compilazione della modulistica INPS/INAIL; tale modulistica verrà compilata al momento dell'inizio dell'attività economica.
Registro Imprese: si dovrà allegare il modello I1 (individuale) oppure S1 (società) compilati negli appositi quadri, senza indicare la data di inizio attività;
Agenzia delle Entrate: compilare la relativa modulistica per richiedere la partita iva e dichiarare l’inizio attività ai fini IVA. Nel caso si sia già in possesso di una partita iva, si dovrà inserire un modulo di variazione.
3. Inizio attività per impresa già iscritta nel Registro delle imprese
Questo adempimento è strettamente legato a quello precedente (costituzione impresa senza immediato inizio attività) in quanto si procede all’attivazione dell’oggetto sociale: la data di inizio attività deve coincidere con la data dell’invio della pratica di comunicazione unica. Così facendo l'azienda passa quindi da inattiva ad attiva. L'adempimento va comunicato solo una volta nella vita dell'azienda. Non deve essere utilizzato per comunicare l'inizio di nuove attività (sia nelle sede, sia in sede secondarie/UL) successive alla prima; per questi adempimenti deve essere utilizzato un modello di variazione.
Registro Imprese: si dovrà allegare il modello I2 (individuale) oppure S5/R (società) indicando l'inizio della prima attività al Registro delle Imprese;
4. Variazione
Nel corso della propria attività, un’impresa può avere la necessità di modificare i propri dati. La modifica può riguardare uno o più enti, attraverso le varie modulistiche si possono comunicare tutte le variazioni richieste. E' possibile inoltre inviare una pratica solo per variazioni che non riguardano direttamente il registro delle imprese (ad esempio pratiche inviate solo ai fini Agenzia Entrate o INAIL): in questo caso il software precompila automaticamente la pratica Registro Imprese e si dovranno inserire esclusivamente le informazioni relative agli altri enti. Queste pratiche sono gratuite (0 Euro di diritti di segreteria ed esenti dall'imposta di bollo).
Registro Imprese: l'unica modulistica obbligatoria è quella del registro delle imprese e si dovrà, quindi, scegliere il modello base appropriato sulla base delle informazioni da comunicare.
Tramite questo adempimento si cessa tutta l'attività al registro delle imprese, all’agenzia dell’entrate ed eventualmente anche all’INPS e all'INAIL. Così facendo l’impresa risulterà ancora iscritta al registro imprese, ma con posizione INATTIVA. Al momento dell'effettiva cancellazione dal Registro delle Imprese si dovrà compilare un'ulteriore pratica, scegliendo l'omonimo adempimento.
Registro Imprese: la modulistica obbligatoria del registro delle imprese sarà formato dal modello I2 (individuale) oppure S5/R (società) all'interno della quale dovrà essere specificata la chiusura di tutte le attività dell'azienda
6. Cancellazione dal Registro Imprese
Tramite questo adempimento si può cancellare una società/impresa individuale dal registro delle imprese, chiudere la partita IVA all’agenzia dell’entrate ed eventualmente cancellare le posizioni previdenziali ed assicurative all’INPS e all'INAIL.
Registro imprese: la modulistica obbligatoria del registro delle imprese sarà formato dal modello I2 (individuale) oppure S3 (società) all'interno della quale dovrà essere specificata la cancellazione dal Registro delle Imprese ed eventualmente dall'Albo Artigiani.
Ogni volta che si utilizza ComUnica, dovrà essere selezionato uno di questi punti, ossia, quello corrispondente all’oggetto della pratica. Il dettaglio degli adempimenti, che con quella pratica ComUnica si devono effettuare, è naturalmente contenuto nelle singole modulistiche, di competenza delle diverse Amministrazioni interessate, nell’ambito delle quali devono essere rese le specifiche istanze e dichiarazioni.
Per aprire la partita Iva è necessario compilare il modello di inizio attività, diverso per persone fisiche e giuridiche e messo a disposizione dall'Agenzia delle entrate
Ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/1972, il soggetto che voglia intraprendere attività d’impresa è tenuto a trasmettere telematicamente, entro trenta giorni dall’inizio dell’attività, la dichiarazione fiscale di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione finanziaria, una volta ricevuta la dichiarazione, provvederà a trasmettere al soggetto interessato o suo intermediario il numero di partita Iva.
Come anticipato nei precedenti paragrafi, la trasmissione della dichiarazione avviene tramite la Comunicazione Unica, nel caso in cui il soggetto sia tenuto all’iscrizione al REA ed al Registro delle Imprese; diversamente il contribuente dovrà trasmettere la dichiarazione in via autonoma.
Dalla dichiarazione fiscale di inizio attività devono risultare:
per le persone fisiche: cognome, nome, luogo di nascita, codice fiscale, residenza, domicilio fiscale ed eventuale denominazione della ditta;
per i soggetti diversi dalle persone fisiche: natura giuridica, denominazione, ragione sociale o ditta, sede legale o in mancanza quella amministrativa, domicilio fiscale e codice fiscale per almeno una delle persone che ne hanno la rappresentanza;
per i soggetti residenti all’estero: oltre alle informazioni di cui sopra, l’ubicazione della stabile organizzazione;
il tipo e l’oggetto di attività e il luogo o i luoghi in cui viene esercitata anche a mezzo di sedi secondarie, filiali, stabilimenti, succursali, negozi, depositi e simili, il luogo o i luoghi in cui sono tenuti e conservati i libri, i registri, le scritture e i documenti prescritti dalla normativa sull’Imposta sul Valore Aggiunto e da altre disposizioni;
l’eventuale opzione per i regimi fiscali agevolati;
per i soggetti che svolgono attività di commercio elettronico: l’indirizzo del sito web e i dati identificativi dell’internet service provider;
ogni altro elemento richiesto dal modello ad esclusione dei dati che l’Agenzia delle Entrate è in grado di acquisire autonomamente.
A queste informazioni se ne aggiungono altre, sulla base del provvedimento del 21/12/2006 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate così come modificato ed integrato dal provvedimento del 14 gennaio 2008:
il numero di telefono, il numero di fax, l’indirizzo di posta elettronica e dell’eventuale sito web;
gli estremi catastali degli immobili destinati all’esercizio dell’attività, indicandone il possesso o la detenzione;
gli estremi di registrazione dell’eventuale contratto di locazione o comodato;
l’ammontare annuo degli acquisti e delle cessioni che si prevede di effettuare nell’ambito dell’Unione Europea;
nel caso in cui l’attività svolta rientri in uno dei codici di attività ricompresi nei gruppi 46.49.90 (Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a.), 46.76.90 (Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi), 46.90.00 (Commercio all’ingrosso non specializzato), 47.59.99 (Commercio al dettaglio di altri articoli diversi per uso domestico n.c.a.), 47.78.99 (Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari n.c.a.), 63.99.00 (Altre attività dei servizi di informazione n.c.a.), 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.), 82.99.99 (Altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.) occorre indicare anche: la tipologia della clientela prevalente, la presenza o meno di un luogo di esercizio aperto al pubblico, nonché l’ammontare di investimenti previsti nel primo esercizio dell’attività;
nel caso in cui l’attività sia compresa nel macrosettore delle Costruzioni e sia gestita in forma societaria, il valore complessivo degli investimenti in beni strumentali già effettuati
I Modelli AA7/10 – AA9/11
I modelli di dichiarazione di inizio attività sono disponibili gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it o sul sito del Ministero delle Finanze www.finanze.it e sono i seguenti:
modello AA9/11 per le persone fisiche (lavoratori autonomi ed imprese individuali)
modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche
La trasmissione dei modelli, se non avviene tramite la Comunicazione Unica, può essere effettuata:
in duplice esemplare direttamente (o tramite persona delegata) a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
in unico esemplare a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui risultano spedite;
in via telematica direttamente dal contribuente (scaricando l’apposito software dal sito dell’Agenzia delle entrate) o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica. Le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18 maggio 2012 è stato confermato il modello AA7/10 (per i soggetti diversi dalle persone fisiche) e introdotto il nuovo modello AA9/11 (L’acronimo AA indica “allegato anagrafico”; i numeri 7 e 9 distinguono i modelli in funzione della natura del contribuente tenuto alla presentazione; i numeri 10 e 11 indicano i numeri di aggiornamenti apportati nel tempo) per le persone fisiche-imprese individuali, da utilizzare a decorrere dal 22 maggio 2012 per le dichiarazioni di:
variazione dati;
Il termine di trenta giorni previsto per la dichiarazione di inizio attività, è previsto anche per la dichiarazione di variazione o cessazione dell’attività, a partire dalla data del suo verificarsi.
Il modello AA9/11 è stato introdotto al fine di gestire le novità introdotte dal nuovo regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27 DL 6 luglio 2011). Pertanto, al fine di adeguare alla vigente normativa la struttura e il contenuto del modello da utilizzare per la presentazione delle dichiarazioni previste dall’art. 35 del D.P.R. n. 633 del 1972 da parte delle persone fisiche, approvato da ultimo con provvedimento del 29 dicembre 2009, e di semplificarne la compilazione, si è proceduto all’introduzione di alcune modifiche nel Modello.
Nei moduli predetti sono presenti diverse sezioni ed in particolare:
1) il mod. AA7/10 è composta da:
Quadro A – Tipo di dichiarazione: va segnalata la motivazione della trasmissione della dichiarazione (per inizio attività, variazione dei dati precedentemente comunicati oppure per cessazione dell’attività, ecc…) e la decorrenza della medesima;
Quadro B – Dati relativi al soggetto d’imposta: accoglie informazioni sul soggetto d’imposta, sia di natura anagrafica che sull’attività esercitata e sul luogo di esercizio dell’attività prevalente. In questa sezione deve essere indicato il volume d’affari presunto, nel caso di inizio attività, mentre per le società esistenti andrà indicato soltanto se viene intrapresa una nuova attività prevalente e nel caso in cui la realizzazione di tale volume d’affari comporti l’applicazione, quale regime naturale, di disposizioni speciali in merito agli adempimenti o a criteri speciali di determinazione dell’imposta (ad esempio agricoltori esonerati, soggetti che effettuano spettacoli viaggianti..);
Quadro C – Dati relativi al rappresentante legale o, in mancanza, di uno dei soci amministratori;
Quadro D – Dati necessari qualora siano intervenute operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive che comportino o meno l’estinzione del soggetto trasformato;
Quadro E – Dati relativi al soggetto depositario delle scritture contabili nonché i dati relativi ai luoghi di conservazione delle scritture contabili;
Quadro F – Dati relativi ad altri rappresentanti o soci;
Quadro G – Dati relativi all’indicazione delle altre attività esercitate oltre a quella principale – altri luoghi in cui vengono esercitate le attività e/o conservate le scritture contabili;
Quadro H – Dati relativi al rapporto di rappresentanza nel caso di passaggio di beni (in base a quanto previsto dall’art. 1 c. 1 e 4 del DPR 441/97, si tratta di fornire gli elementi necessari al fine di vincere la presunzione di cessione delle merci non presenti nei locali/magazzini dell’impresa. Si presumono infatti ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, né in quelli dei suoi rappresentanti. Il rapporto di rappresentanza deve risultare da atto pubblico, da scrittura privata registrata, da lettera annotata, in data anteriore a quella in cui è avvenuto il passaggio dei beni, in apposito registro presso l'ufficio IVA competente in relazione al domicilio fiscale del rappresentante o del rappresentato, ovvero da comunicazione effettuata all'ufficio IVA sempre che di data anteriore al passaggio dei beni);
Quadro I – Dati relativi alle ulteriori informazioni previste dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (menzionati nel paragrafo precedente) in particolare è in questo quadro che devono essere riepilogati i dati relativi ai rapporti Intracomunitari che si intendono porre in essere, anche al fine di essere inseriti nell’elenco VIES; questo quadro va compilato esclusivamente in caso di inizio attività;
Allegati - Devono essere indicati, nel presente riquadro, tutti i documenti richiesti dall'ufficio e presentati, unitamente alla dichiarazione, al fine di attestare la sussistenza degli elementi soggettivi ed oggettivi indicati nel modello;
Quadri compilati e firma della dichiarazione – Devono essere indicati tutti i quadri compilati e il codice fiscale del rappresentante legale che deve, in caso di presentazione cartacea, anche firmare la dichiarazione;
Delega – Questo quadro deve essere compilato, qualora la presentazione non sia effettuata direttamente dal legale rappresentante ma tramite un terzo delegato;
Impegno alla trasmissione telematica – Deve essere compilato dall’intermediario che si impegna a trasmettere la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
2) il mod. AA9/11 è composto da:
Quadro A – Tipo di dichiarazione: va segnalata la motivazione della trasmissione della dichiarazione (se per inizio attività, modifica, cessazione …) e la decorrenza della medesima;
Quadro B – Dati relativi al soggetto d’imposta: accoglie informazioni sul soggetto d’imposta, sia di natura anagrafica che sull’attività esercitata e sul luogo di esercizio dell’attività prevalente. È in questa sezione che viene indicato il volume d’affari presunto, nel caso di inizio attività, soltanto nel caso in cui la realizzazione di tale volume d’affari comporti l’applicazione, quale regime naturale, di disposizioni speciali in merito agli adempimenti o a criteri speciali di determinazione dell’imposta (ad esempio agricoltori esonerati, soggetti che effettuano spettacoli viaggianti, ecc...). Nel quadro sono inserite due sezioni, una da compilare nel caso in cui ci si avvalga di regimi fiscali agevolati (contribuenti minimi o nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo) e l’altra per la dichiarazione di inizio, o di cessazione, dell’attività di commercio elettronico;
Quadro C – Dati relativi al titolare;
Quadro D – Dati relativi al rappresentante, se è un soggetto diverso dal contribuente;
Quadro E – Dati necessari qualora siano intervenute operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive che comportino o meno l’estinzione del soggetto trasformato;
Quadro F – Dati relativi al soggetto depositario delle scritture contabili nonché i dati relativi ai luoghi di conservazione delle scritture contabili;
Quadro H – Dati relativi al rapporto di rappresentanza nel caso di passaggio di beni (in base a quanto previsto dall’art. 1 c. 1 e 4 del DPR 441/97);
Quadro I – Dati relativi alle ulteriori informazioni previste dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (menzionati nel paragrafo precedente), in particolare è in questo quadro che devono essere riepilogati i dati relativi ai rapporti Intracomunitari che si intendono porre in essere, anche al fine di essere inseriti nell’elenco VIES; questo quadro va compilato esclusivamente in caso di inizio attività;
Allegati - Devono essere indicati, nel presente riquadro, tutti i documenti richiesti dall'ufficio e presentati, unitamente alla dichiarazione, attestanti la sussistenza degli elementi soggettivi ed oggettivi indicati;
Quadri compilati e firma della dichiarazione – Devono essere indicati tutti i quadri compilati e il codice fiscale del contribuente o di chi ne ha la rappresentanza, in caso di presentazione cartacea, anche firmare la dichiarazione;
Delega – Questo quadro deve essere compilato, qualora la presentazione non sia effettuata direttamente dal contribuente o da chi ne ha la rappresentanza ma tramite un terzo delegato;
Impegno alla trasmissione telematica – Deve essere compilato dall’intermediario che si impegna a trasmettere la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.
Partita IVA: controlli e soggetti non residenti
I soggetti non residenti nel territorio dello Stato, nell’esercitare i diritti e i doveri derivanti dall’effettuazione di operazioni rilevanti ai fini IVA e in presenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, possono nominare un rappresentante fiscale o, in alternativa, identificarsi direttamente (art. 35-ter del DPR n. 633/1972).
A decorrere dal 1° novembre 2006 i controlli dell’Agenzia delle entrate sulla procedura di rilascio di partita Iva si sono fatti più incisivi.
Ai sensi dell’art. 37, c. da 18 a 20, del DL 4 luglio 2006 n. 223, infatti, vengono espletati una serie di verifiche volte alla individuazione di eventuali elementi di rischio connessi all’inizio della nuova attività. Gli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, anche attraverso le informazioni in loro possesso e ai nuovi dati previsti dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21/12/2006, programmano specifici controlli mirati ad un riscontro automatizzato dei dati, al fine di fare emergere tali eventuali elementi di rischio. Ai riscontri automatizzati si associa la possibilità di effettuare un accesso preventivo nei luoghi deputati allo svolgimento dell’attività imprenditoriale. Gli uffici locali, pertanto, sono tenuti ad individuare e selezionare, all’interno degli elenchi delle nuove partite IVA attivate sul loro territorio, quei soggetti – attraverso controlli in Anagrafe tributaria- per i quali si possano evincere degli elementi di criticità, ad esempio:
frequenti attivazioni e chiusure di partite IVA;
frequenti cambi di residenza in breve lasso di tempo;
soggetti con età superiore ai 60 o inferiore ai 20 anni;
presenza di accertamenti notificati al soggetto e alle società rappresentate;
mancanza di dichiarazioni dei redditi, dichiarazione e comunicazione IVA, negli ultimi tre anni;
richieste di rimborsi IVA.
La finalità della previsione normativa è chiaramente anti-elusiva connotandosi come strumento deterrente volto a contrastare il fenomeno delle frodi all’IVA, in modo particolare le c.d. “frodi carosello” che coinvolgono operatori appartenenti a diversi Stati membri dell’Unione Europea.
Il DL 223/06 ha, inoltre, previsto che, i soggetti che intendono effettuare acquisti intracomunitari dei beni indicati nei decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze emanati in attuazione dell’art. 60-bis del DPR 633/72 (autoveicoli, prodotti di telefonia, computer, carni..), debbano presentare una polizza fideiussoria, rilasciata da imprese di assicurazione autorizzate all’esercizio del ramo cauzioni, o di una fideiussione bancaria. La fideiussione, di durata minima di tre anni e un importo rapportato al volume d’affari annuo presunto, da indicare nella garanzia stessa, e comunque non inferiore a euro 50.000, deve essere intestata al Direttore del competente ufficio delle entrate, e deve essere altresì presentata all’ufficio prima di effettuare gli acquisti cui la stessa fa riferimento.
I dati e le notizie dei contribuenti in possesso dell’Anagrafe tributaria sono raccolti su scala nazionale al fine di valutare la capacità contributiva, nel rispetto del diritto alla riservatezza e protezione dei medesimi contribuenti. E’ garantita, inoltre, la sicurezza dei dati in caso di invio telematico, mediante un meccanismo di autorizzazione a doppio fattore, che si avvale di un duplice codice personale.
I soggetti non residenti nel territorio dello Stato, nell’esercitare i diritti e i doveri derivanti dall’effettuazione di operazioni rilevanti ai fini IVA e in mancanza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, possono nominare un rappresentante fiscale o, in alternativa, identificarsi direttamente (art. 35-ter DPR n. 633/1972).
Sia i non residenti, che si avvalgono di una stabile organizzazione in Italia, sia i rappresentanti fiscali dagli stessi, nominati ai sensi dell’art. 17 DPR n. 633/1972, c.2, devono provvedere all’apertura di una posizione IVA utilizzando uno dei predetti modelli (AA7/10 o AA9/11). Quelli che intendono identificarsi direttamente, invece, devono redigere la dichiarazione di inizio attività sul modello ANR/3, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2009 (disponibile anch’esso sul sito dell’Agenzia) e presentarla, direttamente o tramite servizio postale, esclusivamente all’Agenzia delle Entrate Centro Operativo di Pescara, competente a gestire i rapporti con tali contribuenti. Non è previsto, per questo tipo di dichiarazione, l’invio telematico che è invece possibile per le dichiarazioni di variazione dati o cessazione attività.
Anche il suddetto modulo è diviso in varie sezioni, così articolate:
Quadro A – Tipo di dichiarazione: va segnalata la ragione dell’invio della dichiarazione (per inizio attività, variazione dei dati precedentemente comunicati oppure per cessazione dell’attività, ecc...) e la decorrenza;
Impegno alla trasmissione telematica – Deve essere compilato dall’intermediario che si impegna a trasmettere la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate;
Quadro B – Soggetto d’imposta: è diviso in due sezioni di cui una per le persone fisiche e una per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Devono essere segnalate le informazioni sia di natura anagrafica, sia sul luogo dell’attività svolta;
Quadro C – Attività esercitata: deve essere indicato il codice e la descrizione dell’attività svolta;
Allegati: vanno indicati tutti i documenti richiesti dall’ufficio e presentati insieme alla pratica;
Firma della dichiarazione: deve esserci la sottoscrizione da parte del contribuente o di chi ne ha la rappresentanza;
Delega: deve essere compilato se il modello viene presentato da un terzo incaricato.
Con l’art.16 del DL 185/2008 convertito nella Legge 228/1/2009 è stato introdotto un nuovo adempimento in capo alle imprese che si costituiscono in forma societaria. Il provvedimento, volto alla riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese stesse, ha previsto l’attivazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), preventivamente all’iscrizione della società stessa nel registro delle imprese.
L’art.16 del DL 185/2008, convertito nella Legge n°2/2009, ha introdotto un nuovo adempimento in capo alle imprese che si costituiscono in forma societaria. Il provvedimento, volto alla riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese stesse, ha previsto l’attivazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), preventivamente all’iscrizione della società stessa nel registro delle imprese. Con il DL 18 ottobre 2012 n. 179 l’obbligo di attivazione di un indirizzo di posta elettronica certificata, già previsto per le imprese costituite in forma societaria, è stato esteso anche alle ditte individuali. Le imprese individuali già iscritte alla data del 20 ottobre 2012 - nonché le imprese individuali iscritte dopo tale data ma con domanda di iscrizione presentata prima del 20 ottobre 2012 - sono state chiamate a comunicare il loro indirizzo PEC con successiva domanda di iscrizione, da presentare entro il 30 giugno 2013.
Tale obbligo vige se l'impresa individuale è attiva e se non è soggetta a procedure concorsuali, come precisato dalla Circolare 3664/C del MISE del 2 dicembre 2013.
La domanda di iscrizione del solo indirizzo PEC non è soggetta ad imposta di bollo (sia per le imprese societarie, sia per quelle individuali) e al pagamento di diritti di segreteria. Nel caso in cui si utilizzi il software Starweb, l'informazione della PEC va indicata nel campo 'variazione sede dell'impresa'. Nel caso in cui si utilizzino altri software, va tenuto presente che l'adempimento si compie con il modello I2 e compilando il riquadro 5.
Le imprese individuali che non comunicano l'indirizzo PEC entro il 30 giugno 2013, subiscono la “sanzione” della sospensione, fino a 45 giorni, di qualunque successiva ed ulteriore domanda anagrafica di variazione, presentata dal 1° luglio 2013 in poi. Trascorso tale periodo, in mancanza di regolarizzazione, la domanda si intende come non presentata.
In particolare, come precisato dal MISE con il parere n°141955 del 29 agosto 2013, nel caso in cui la comunicazione dell’indirizzo PEC non sia presentata entro il termine della sospensione stessa (3 mesi per le società, 45 giorni per le imprese individuali) la Camera di Commercio invita la società a ripresentare, entro breve termine, la domanda di modifica completa di PEC. Non sono, inoltre, previste eccezioni o specificazioni circa le tipologie di "iscrizione": qualunque la tipologia di atto o fattispecie di cui l'iscrizione è richiesta, la stessa dovrà essere sospesa per il termine di legge fino a comunicazione dell'indirizzo PEC.
L'art. 1, comma 19, n. 3 della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilità 2013), ha introdotto, all'art. 17 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221), il comma 2-bis nel quale si stabilisce l'obbligo della comunicazione della PEC entro dieci giorni dalla nomina al Registro delle Imprese per :
il curatore (nel fallimento)
il commissario giudiziale (nel concordato preventivo)
il commissario giudiziale (nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi)
L’obbligo è in vigore dal 1° gennaio 2013, pertanto le domande presentate oltre i 10 giorni dalla nomina comporteranno l’applicazione della sanzione ai sensi dell’art. 2194 c.c. e, dunque, il pagamento liberatorio è pari a € 20,00. Si precisa che la violazione è prevista solo per i soggetti nominati dal 1° gennaio 2013 e, pertanto, la sanzione non si applica ai curatori o ai commissari nominati prima di tale data che comunicano la pec, pur in assenza di obbligo.
La posta elettronica certificata è un sistema di comunicazione simile alla posta elettronica ordinaria, ma con l’aggiunta di sicurezza e di certificazione della trasmissione, in modo da poter essere opponibili ai terzi. La trasmissione viene considerata posta certificata solo se entrambe le caselle di posta del mittente e del destinatario sono certificate.
La PEC consente di:
inviare e-mail con valore legale,in sostituzione delle posta cartacea (raccomandate, fax);
inviare ordini, contratti, fatture;
convocare Consigli, Assemblee, Giunte;
gestire delle comunicazioni ufficiali all'interno di organizzazioni articolate o a "rete" (franchising, agenti, eccetera);
integrare delle trasmissioni certificate in altri prodotti come ERP, paghe e stipendi, protocollo, gestori documentali, workflow;
Tramite PEC è anche possibile verificare in tempo reale i documenti inviati da Equitalia e di conoscere con esattezza giorno e ora della notifica. Il Comunicato del 26 agosto 2014 dell'ente di riscossione ha informato che per semplificare il rapporto con i contribuenti la notifica delle cartelle di pagamento attraverso PEC è stata estesa anche alle persone fisiche titolari di partita Iva (ditte individuali).
Le caselle di posta certificata sono consultabili gratuitamente da chiunque in forma telematica, presso albi e registri pubblici; in tal modo la presenza di un vero e proprio "domicilio elettronico” disponibile a tutti, permette a professionisti, aziende e Pubblica Amministrazione di comunicare reciprocamente in maniera veloce e sicura.
Il DL 18 ottobre 2012 n. 179, ha inoltre istituito l’indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e professionisti (INI-PEC) accessibile a chiunque ne abbia interesse tramite sito web senza necessità di autenticazione.
In fase di prima costituzione, la Sezione Imprese è realizzata attraverso l'estrazione massiva, dal Registro delle Imprese, delle informazioni che riguardano le imprese attive che hanno depositato il proprio indirizzo PEC. Infocamere, ogni 30 giorni, aggiorna le informazioni contenute nella Sezione
Negli ultimi anni diversi interventi normativi, volti a semplificare l’inizio attività nel settore delle attività commerciali, hanno portato diverse innovazioni che hanno facilitato non poco l’inizio dell’attività stessa, specialmente dopo l’introduzione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (la cosiddetta SCIA)
La Segnalazione Certificata di Inizio Attività è stata introdotta dal DL 78/2010, convertito, con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010 n.122, il quale ha riformulato l’art.19 della Legge 241/1990, in tema di semplificazione dell’attività amministrativa.
La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (la cosiddetta SCIA) ha preso il posto della “dichiarazione di inizio attività” e sostituisce il rilascio di un'autorizzazione da parte dell'Amministrazione comunale ai soggetti che intendano iniziare l'esercizio di alcune categorie di attività economiche e costituisce titolo necessario per intraprendere con decorrenza immediata l'esercizio dell'attività (autocertificazione/dichiarazione sostitutiva di certificazione e/o atto di notorietà).
A titolo esemplificativo, si elencano le principali attività produttive sottoposte a presentazione della SCIA:
apertura, subingresso e trasferimento dei locali di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in esercizi quali bar, ristoranti;
Eventuali pareri di organi o enti appositi, o l’esecuzione di verifiche preventive, ove previsti dalla legge, sono sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive, dalle attestazioni, dalle asseverazioni e dalle dichiarazioni di conformità di cui sopra.
La nuova normativa prevede che l’attività oggetto della segnalazione possa essere iniziata dal giorno della presentazione della segnalazione stessa. L’amministrazione competente ha poi 60 giorni di tempo per procedere alla verifica della segnalazione e delle dichiarazioni e certificazioni poste a suo corredo e, in caso di verificata assenza dei requisiti e dei presupposti di legge, per inibire la prosecuzione dell’attività, salva la regolarizzazione della stessa entro un termine fissato dall’amministrazione medesima. Decorso detto termine di 60 giorni, l’Amministrazione competente può eventualmente modificare il provvedimento consolidatosi, solo:
a) mediante provvedimenti in autotutela ai sensi degli artt. 21-quinquies e 21-octies L. n. 241 del 1990
b) mediante la procedura interdittiva, purché sia verificato che siano state rese, in sede di SCIA, dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false e mendaci
c) mediante la procedura interdittiva, nel caso in cui sussista pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.
La segnalazione, dunque, dovrà:
essere corredata, per quanto riguarda gli stati, le qualità personali e i fatti previsti dagli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445 del 2000, dalle dichiarazioni sostitutive dell’interessato (attestanti i dati fiscali, la residenza, il titolo di studio, stati o qualità professionali, ecc....)
essere, ove necessario, accompagnata dalle eventuali attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte di un’agenzia per le imprese di cui all’art. 38, c. 4, DL n. 112 del 2008, attestante la sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge.
La segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) può essere presentata contestualmente alla Comunicazione Unica e, come precisato dalla Risoluzione 24/E dell'8 aprile 2013, non è soggetta ad imposta di bollo, purché, a seguito della sua presentazione, non sia previsto il rilascio di un provvedimento o di certificazioni da parte dell’amministrazione ricevente.
Chi è esonerato dal presentare la SCIA?
industrie insalubri quali officine per lavorazione di metalli, falegnamerie, tipografie, friggitorie, lavanderie a secco (vedi elenchi delle attività riportati nel Decreto Ministero della Sanità 5 settembre 1994) precedentemente soggette al cd. “NOE” - nulla osta esercizio;
attività quali autolavaggio, autofficina, elettrauto, stoccaggio e trasporto rifiuti;
La riforma del commercio, introdotta dal DLgs 114/1998 (Legge Bersani) ha liberalizzato il settore adeguando la normativa italiana a quella europea.
Per l'avvio, il trasferimento di sede o l'ampliamento di un'attività commerciale è necessaria la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune, nel caso in cui la superficie dell'esercizio sia minore o uguale a:
150 metri quadrati, nei comuni con meno di 10.000 abitanti;
250 metri quadrati nei comuni con più di 10.000 abitanti.
Il modello della SCIA, facilmente recuperabile sul sito del comune di interesse o sul sito della provincia, richiede, tra l’altro, l’indicazione dei seguenti dati:
dati anagrafici del titolare della ditta individuale o del rappresentante legale della società;
dati dell’impresa (partita Iva, sede legale, numero di iscrizione al registro imprese);
luogo in cui sarà ubicata l’attività commerciale;
settore commerciale (alimentare/non alimentare/misto);
attività svolta e l’eventuale appartenenza a tabelle speciali dei prodotti commercializzati (generi di monopolio, carburanti, ecc...);
metri quadri di vendita.
E’ importante fare attenzione al conteggio dei metri quadri di vendita verificando le modalità della loro determinazione sul piano regolatore del comune di interesse; normalmente non vengono considerati nel conteggio dei metri quadri di vendita le superfici relative ai magazzini, agli uffici e ai laboratori.
Sono invece subordinate ad un'autorizzazione, rilasciata dal Comune competente per territorio, l'apertura, il trasferimento di sede e l'ampliamento di strutture di vendita con superficie superiore alle precedenti, fino a:
1.500 metri quadrati, nei comuni con meno di 10.000 abitanti;
2.500 metri quadrati nei comuni con più di 10.000 abitanti.
All’autorizzazione, oltre alle informazioni sopra già evidenziate per gli esercizi di piccole dimensioni, deve essere allegata la planimetria dell’immobile con separata indicazione della zona vendita, magazzino e uffici, nonché la carta tecnica della città dove va evidenziata la collocazione dell’immobile ed aggiunta una relazione tecnica dove è indicato, in sintesi:
la tipologia di offerta commerciale;
la tipologia distributiva;
la descrizione dell’ubicazione commerciale;
la destinazione d’uso attuale degli immobili;
gli estremi dell’eventuale certificato di agibilità;
l’impatto ambientale dell’attività, l’impatto acustico per superfici di vendita superiori a 900mq, la distribuzione e dimensione dei parcheggi (necessari per i supermercati), l’impegno a corrispondere un onere aggiuntivo compreso tra 30% o 50% degli oneri di urbanizzazione primaria o secondaria.
Il D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 114 ha abolito l’obbligo di iscrizione al REC (Registro Esercenti il Commercio) della Camera di Commercio per chi vuole intraprendere un’attività commerciale. In particolare l’imprenditore che vuole iniziare un’attività di vendita (non alimentare) è chiamato, dal punto di vista soggettivo, unicamente a possedere i cosiddetti requisiti di onorabilità; per quanto sopra quindi non possono esercitare l’attività commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione:
a) coloro che hanno riportato una condanna con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
b) coloro che hanno riportato una condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti di cui al titolo II e VIII del libro II del Codice Penale, ovvero di ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina.
c) coloro che hanno riportato due o più condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, accertate con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli artt. 442,444, 513, 513Bis, 515, 516 e 517 del Cod.Pen , o per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali
d) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla Legge del 27 dicembre 1956 n°1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla Legge del 31 maggio 1965, n° 575, ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza.
Con la Legge 340/2000 – entrata in vigore il 9 dicembre 2000 – sono state previste numerose semplificazioni amministrative relative agli atti societari. Sono state in particolare abolite le disposizioni civilistiche riguardanti l’omologazione degli atti societari e la pubblicità di alcuni atti relativi ad operazioni straordinarie.
Il DPR 14/12/99 n. 558, emanato in attuazione della L. 15/03/97 n. 59 (c.d. “Legge Bassanini 1”) ha semplificato i procedimenti amministrativi di iscrizione e denuncia di inizio attività presso il Registro delle imprese e il Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA). In particolare è stata prevista:
l’unificazione delle quattro sezioni speciali del Registro delle imprese;
la presentazione delle domande in via telematica o su supporto informatico;
la proroga di diritto al primo giorno lavorativo successivo dei termini che scadono di sabato o di giorno festivo.
Attualmente, pur essendo “unico”, il registro si suddivide principalmente in due sezioni: ordinaria e speciale.
gli imprenditori agricoli (persone fisiche e società) con la qualifica di imprenditore agricolo o coltivatore diretto
L’iscrizione della società nel Registro delle imprese è richiesta contestualmente al deposito dell’atto costitutivo (art. 32 c. 2 della L. n. 340/2000, art. 2330 c. 3 c.c.).
Il controllo degli atti societari avviene in due momenti:
controllo preventivo di legittimità da parte del notaio: il controllo notarile assolve alla funzione di verificare la conformità alla legge del contratto sociale, a tutela dell’interesse pubblico sul regolare funzionamento delle società di capitali, in quanto organismi istituzionalmente deputati allo svolgimento di attività imprenditoriali in regime di responsabilità limitata;
controllo di regolarità formale da parte dell’ufficio del Registro delle imprese: il controllo dell’ufficio del Registro delle imprese adempie alla funzione di verificare la regolarità formale della documentazione presentata e la veridicità di quanto dichiarato nella domanda di iscrizione della società.
Il registro è uno strumento di pubblicità legale, costitutiva o dichiarativa, ma anche di mera pubblicità-notizia. Di regola, gli effetti della pubblicità si attuano nel momento in cui avviene l’iscrizione dell’atto o del fatto nel Registro delle imprese: la sola presentazione della domanda di iscrizione all’Ufficio del Registro delle imprese e la sua protocollazione non determinano ancora gli effetti dell’iscrizione.
Tuttavia, l'art.20 del Dl 91/2014., come chiarito dalla Circolare 3673/C MISE del 19 settembre 2014, introduce una rilevante novità in materia di iscrizione degli atti presso il Registro Imprese: quando l'iscrizione è richiesta sulla base di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata, l'iscrizione dell'atto è immediata.
Si tratta della fattispecie degli atti notarili e di tutti gli atti provenienti da un'autorità pubblica (le sentenze). Sarà il pubblico ufficiale ad accertare successivamente che siano rispettate le condizioni richieste dalla normativa in vigore e, in caso contrario, a procedere alla cancellazione d'ufficio dell'atto iscritto.
Le nuove disposizioni riguardano qualsiasi tipo di atto, fatta esclusione per quelli che riguardano le società per azioni e si applicano a partire dagli atti presentati a partire dal 1°settembre 2014, primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.
I controlli che la disposizione ha posticipato all'iscrizione nel RI e che, fino al 31 agosto 2014, erano propedeutici all'iscrizione stessa, sono quelli previsti dall'art.11, comma 6, del d.P.R. 581/95, (formato allegati, illegibilità, modulistica, etc.). Il MISE ha chiarito che il controllo antecedente all'iscrizione si riduce alla competenza territoriale della Camera ed all’autenticità della sottoscrizione della domanda. La ratio alla base della disciplina è quella di accelerare le procedure burocratiche e rafforzare il grado di conoscibilità delle vicende relative all'attività d'impresa.
Si sottolinea, infine che, la nuova disciplina è derogabile nel caso in cui l’istanza di iscrizione dell'atto pervenga da parte di un’impresa che non ha provveduto alla comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata a norma di legge, come ribadito dal comunicato del Consiglio nazionale del Notariato del 25 settembre 2014.
A decorrere dal 6/12/2000, il numero di iscrizione degli imprenditori nel Registro delle imprese o nella sezione speciale dello stesso e quello dei soggetti obbligati alla denuncia al Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA), coincide con il numero di codice fiscale (art. 3 c. 1 del DPR n. 558/99).
Le sanzioni relative al Registro Imprese, invece, vengono applicate in caso di domanda di iscrizione o di deposito nel Registro delle imprese oltre il termine previsto dalla legge, ossia per le imprese individuali entro 30 giorni dal momento della nascita, mentre per le società entro i termini e le modalità previste dal Codice Civile in base alla forma giuridica.
La domanda di iscrizione al Registro delle imprese priva di indirizzo PEC della società comporta la sospensione dell'iscrizione per 3 mesi, periodo entro il quale la società può integrare la domanda. Nel caso in cui la comunicazione non venga integrata, la società viene comunque iscritta al RI, ma ciascun soggetto tenuto all'adempimento, è assoggettato al pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 2630 c.c., ossia da 103 euro a 1.032 euro.
Il REA, ovvero il repertorio delle notizie economiche ed amministrative, integra le informazioni contenute nel Registro delle imprese. Attraverso il REA, infatti, è acquisita dall’Ufficio del Registro delle imprese anche ogni altra notizia di carattere economico, statistico ed amministrativo non prevista ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese.
tutti i soggetti collettivi (associazioni, consorzi, fondazioni, etc.) che, pur esercitando un'attività economica commerciale e/o agricola, non abbiano tuttavia per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di un'impresa;
A decorrere dal 12 maggio 2012, ad integrazione dell’originaria struttura del REA, è stata istituita anche un’apposita Sezione Speciale, in cui si iscrivono:
Con Decreto direttoriale del 18 ottobre 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato le specifiche tecniche della nuova modulistica informatica per la compilazione delle domande e delle denunce da presentare all’ufficio del Registro delle imprese e al REA, in vigore dal 1° febbraio 2014.
In particolare la nuova modulistica, le cui istruzioni sono contenute nella circolare del MISE n. 3668/C del 27 febbraio 2014, ha previsto:
l’obbligo del codice fiscale per tutte le persone fisiche che a qualsiasi titolo si iscrivono nel Registro Imprese o nel REA, compresi i soggetti con cittadinanza straniera anche se residenti all’estero;
l’abolizione del modello C17 (Albo Cooperative) sostituito da apposito riquadro inserito nella modulistica;
nuove modalità di compilazione delle domande relative alle società Start-up innovative/Incubatori certificati e ai contratti di rete.
Ai sensi dell'art. 9 D.P.R. n. 581/95, le sanzioni REA vengono applicate in caso di:
denuncia tardiva di dati economici e/o amministrativi (oltre il termine di 30 giorni, come previsto dall’art.1 della Legge n. 630/1981)
denuncia a rettifica di precedenti comunicazioni
Il diritto annuale rappresenta il tributo che ogni impresa iscritta o annotata nel registro imprese al primo gennaio dell'anno di riferimento è tenuta a versare alla Camera di commercio di competenza.
Il diritto annuale rappresenta il tributo che ogni impresa iscritta o annotata nel registro imprese, è tenuta a versare alla Camera di commercio di riferimento. Sono tenute al pagamento del diritto annuale le imprese che al 1° gennaio di ogni anno sono: iscritte o annotate nel registro (anche se lo saranno solo per una frazione dell'anno di riferimento), le imprese che risultano in liquidazione alla data del 1° gennaio e le imprese che, pur avendo cessato l’attività nell’anno precedente, vengono cancellate dal registro dopo il 30 gennaio.
Il MISE, con il Decreto dell'8 gennaio 2015 (GU n. 44 del 23/­2/­2015), rende nota la rimodulazione delle misure del diritto annuale dovuto ad ogni singola camera di commercio a decorrere dal 2015.
In particolare, vengono confermate le misure dei diritti previste a partire dal 2011 dal decreto interministeriale 21 aprile 2011 articoli da 2 a 6 (aliquote, fasce di fatturato, nonchè importi del diritto in cifra fissa), a cui, tuttavia, si applica una riduzione dall'importo da versare pari al (art. 28, co. 1 del DL 90/2014, convertito in Legge n. 114 dell'11 agosto 2014):
35% a decorrere dall'anno 2015;
40% a decorrere dall'anno 2016;
50% a decorrere dall'anno 2017.
Misure fisse e transitorie
In base alla vigente normativa le imprese pagano il diritto annuale secondo il loro inquadramento giuridico:
Fino al 2014 le misure fisse erano così stabilite:
Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese: € 88,00;
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese: € 200,00.
Le disposizioni del decreto di cui sopra aggiornano di fatto gli importi del diritto annuale dovuto nella misura fissa, di cui all'art. 2 del Decreto Interministeriale del 21 aprile 2011, che nel 2015 risultano pari a:
57,20€ (arrotondato per difetto a 57€) per imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale del R.I. (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli), non più 88,00€;
130,00 € per imprese individuali (imprenditori commerciali) iscritte o annotate nella sezione ordinaria del Registro, non più 200€;
19,50€ (arrotondato per eccesso a 20€) per i soggetti che in via transitoria pagano in misura fissa.
130,00 € per le imprese con ragione sociale di società semplice non agricola e le società di cui al comma 2 dell’articolo 16 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96;
65,00 € per le imprese con ragione sociale di società semplice agricola;
19,50 € (arrotondato per eccesso a 20€) per i soggetti iscritti solo al REA (associazioni, fondazioni)
Il D.L. n. 179/2012 ha disposto l'esonero dal pagamento del diritto annuale per le imprese che chiedono l'iscrizione nella sezione speciale del Registro Imprese delle start-up innovative; l'esenzione, determinata dall'anno di costituzione, è dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge e dura non oltre il quarto anno dall'iscrizione.
Le altre imprese iscritte nel Registro delle imprese versano un diritto annuale, con riferimento alla sede legale, applicando al fatturato dell’esercizio 2014 le seguenti misure fisse o aliquote per scaglioni di fatturato:
Le imprese sono inoltre tenute al pagamento di un diritto pari al 20% di quanto dovuto per la sede, per ciascuna unità locale/sede secondaria iscritta nel Registro delle imprese al 1° gennaio. Al fine di un corretto calcolo del numero delle unità locali, si consiglia di seguire le indicazioni contenute nella scheda impresa allegata alla lettera informativa o, in assenza, di verificare i dati contenuti nel Registro delle imprese. Non è dovuto il diritto annuale per l'anno 2015 relativamente alle unità locali/sedi secondarie chiuse entro il 31 dicembre 2014 la cui domanda di cessazione sia stata presentata al Registro delle imprese entro il 30 gennaio 2015.
Diritto annuale per i soggetti che si iscrivono nel Registro delle imprese e nel REA a decorrere dal 1° gennaio 2015
Con circolare n. 227775 del 29 dicembre 2014, il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito indicazioni in merito all'applicazione del diritto annuale per i soggetti che si iscrivono nel Registro delle imprese e nel REA a decorrere dal 1°gennaio 2015.
Anche per tali contribuenti l'importo del diritto annuale è ridotto per l'anno 2015 del 35%. Per le imprese di nuova iscrizione il diritto è versato al momento di tale iscrizione o con F24 entro 30 giorni dalla stessa.
Imprenditori individuali e gli altri soggetti che versano le misure fisse del diritto annuale, in sede di prima iscrizione versano:
Tali misure sono state indicate nel loro importo esatto, mentra ai fini del versamento dell'importo complessivo a ciascuna camera di commercio occorre provvedere all'arrotondamento all'unità di euro per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi e per difetto, negli altri casi, sull'intero importo dovuto dall'impresa.
Le imprese tenute al versamento del diritto annuale commisurato al fatturato, in sede di pirma iscrizione versano per l'anno 2015 la misura fissa prevista per la prima fascia di fatturato (200 €) ridotta del 35%:versano, dunque, un diritto annuale 2015 pari a 130€.
Il versamento del diritto deve essere eseguito, in unica soluzione esclusivamente tramite il modello di pagamento F24 con modalità telematica (salvo casi particolari indicati nella pagina dedicata al Modello F24), entro il 16 giugno; la scadenza del versamento che coincide con il sabato o un giorno festivo, è prorogata al primo giorno lavorativo successivo.
Il versamento eseguito entro il trentesimo giorno successivo al termine previsto deve essere maggiorato dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo. In questo caso sarà sufficiente compilare un unico rigo sommando l'importo del diritto e della maggiorazione.
Le società di capitali devono pagare il diritto entro il termine previsto per il versamento del primo acconto delle imposte sui redditi ( art.37 D.L. 223/2006 convertito in L. 248/2006).
Presa in considerazione la categoria delle imprese individuali iscritte nella sezione speciale, le modalità di calcolo da applicare sono desumibili dal seguente schema:
Solo Sede Sede + 1UL Solo 1UL Sede + "n"UL Solo "n"UL
Dovuto 88,00 88,00 + 20% di 88 17,60 88,00 + (17,60 x "n"UL) 17,60 x "n"UL
Riduzione 35% 57,20 68,64 11,44 -35% -35%
Da versare 57,00 69,00 11 Tot. arrotondato all'euro
Tot. arrotondato all'euro
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/le-prime-scelte/03-inizio-variazione-attività.aspx

References: art. 9
 art.9
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2330
 art.37