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Timestamp: 2020-08-06 02:11:10+00:00

Document:
Ordonnance du DETEC du 20 mai 2015 concernant les règles de l’air applicables aux aéronefs (ORA)
Art. 2 Campo d’applicazione territoriale
Art. 10a Restrizioni per il pilotaggio di determinati aeromo...
Art. 15 Zona d’informazione di volo
Sezione 3: Piano di volo, annuncio di volo e lasciapassare p...
Art. 24 Decolli di elicotteri e di palloni con nebbia alta o...
Art. 29 Obbligo di recare a bordo e di utilizzare
Art. 29a Prescrizioni operative
visto l’articolo 75 dell’ordinanza del 14 novembre 19731 sulla navigazione aerea; in applicazione del regolamento di esecuzione (UE) n. 923/20122 nella versione vincolante per la Svizzera conformemente al numero 5 dell’allegato dell’accordo del 21 giugno 19993 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul trasporto aereo,
1 La presente ordinanza non si applica agli aeromobili dell’aviazione militare; a questi ultimi si applicano le prescrizioni emanate dal Comando delle Forze aeree d’intesa con l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) sulla base dell’articolo 107 della legge federale del 21 dicembre 19481 sulla navigazione aerea.
2 A eccezione dell’articolo 9, la presente ordinanza non si applica ai lanci con paracadute, ai cervi volanti, ai paracadute ascensionali, ai palloni frenati e agli aeromobili senza occupanti; a essi si applica l’ordinanza del DATEC del 24 novembre 19942 sulle categorie speciali di aeromobili.
3 Agli alianti da pendio e agli alianti da pendio con propulsore elettrico si applicano le norme di circolazione per gli alianti, sempre che l’ordinanza del 24 novembre 1994 sulle categorie speciali di aeromobili non stabilisca altrimenti.
L’autorità competente ai sensi dell’articolo 2 numero 55 del regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012 è l’UFAC.
Le modalità di utilizzazione delle classi di spazio aereo in Svizzera sono stabilite nell’allegato 1.
Alle disposizioni dell’allegato al regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012 si farà riferimento con la sigla «SERA»1 e il numero corrispondente.
1 Per effettuare voli acrobatici negli spazi aerei delle classi C e D o al di sopra degli aerodromi è necessaria un’autorizzazione.
2 L’autorizzazione è rilasciata dal competente organo di controllo del traffico aereo o, in mancanza di tale organo, dal capo dell’aerodromo.
3 L’autorizzazione è rilasciata se, tenuto conto della situazione del traffico, il volo acrobatico non costituisce un pericolo per la sicurezza aerea.
6 L’UFAC può autorizzare deroghe alla quota minima se necessario per allenarsi in vista di concorsi o dimostrazioni di volo. A tal fine stabilisce le necessarie condizioni nell’interesse della sicurezza.
1 Durante il volo è permesso lanciare oggetti o spargere liquidi solo con l’autorizzazione dell’UFAC.
in caso d’emergenza: carburante o oggetti pericolosi, possibilmente sopra un luogo prestabilito d’intesa con il competente organo di controllo del traffico aereo;
per l’atterraggio: fumogeni;
Nel quadro dell’organizzazione dello spazio aereo, per garantire la sicurezza aerea l’UFAC può designare le zone seguenti:
zone pericolose secondo l’articolo 2 numero 65 del regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012.
1 Introdotto dal n. I dell’O del DATEC del 24 giu. 2015, in vigore dal 15 lug. 2015 (RU 2015 2177).
Quando due aeromobili volano lungo un pendio avvicinandosi di fronte o quasi e pressoché alla stessa quota, l’aeromobile che ha il pendio sulla sinistra devia verso destra. Gli è vietato passare sopra o sotto l’altro aeromobile.
1 Un aliante deve scostarsi a destra dell’altro aliante che sta effettuando delle spirali in una corrente ascensionale.
2 L’aliante che entra in una corrente ascensionale in cui evolve già un altro aliante, deve eseguire le spirali nel medesimo senso di quest’ultimo.
1 Una zona d’informazione di volo (FIZ1) è uno spazio aereo definito attorno a un aerodromo all’interno del quale un servizio informazioni di volo aeroportuale (AFIS2) offre un servizio d’informazione di volo e un servizio d’allarme.
2 Un AFIS è un servizio che fornisce ai piloti informazioni per garantire uno svolgimento del volo sicuro ed efficiente nei pressi dell’aerodromo nonché sulle piste e sulle vie di rullaggio.
3 All’interno di una FIZ è obbligatorio il contatto radio permanente con l’AFIS.
1 L’obbligo di presentare il piano di volo si basa sulla norma SERA.4001.
3 Per facilitare il compito del servizio di ricerca e salvataggio, un piano di volo può essere presentato anche per voli a vista per i quali non vige l’obbligo di presentazione.
4 L’esercente di un aerodromo dotato di servizio di controllo del traffico aereo può chiedere al competente organo di controllo del traffico aereo, in applicazione della norma SERA.4001 lettera d, scadenze più brevi per la presentazione dei piani di volo. Scadenze più brevi possono essere autorizzate purché sia garantito il flusso del traffico. L’esercente dell’aerodromo fa pubblicare le scadenze più brevi nella Pubblicazione di informazioni aeronautiche.2
1 La Pubblicazione di informazioni aeronautiche può essere richiesta, a pagamento, a Skyguide (aipversand@skyguide.ch) e consultata gratuitamente presso l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), 3003 Berna.
2 Introdotto dal n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
1 Un piano di volo deve contenere le informazioni previste dal modulo standard1 dell’ICAO2.
2 Un piano di volo semplificato ai sensi della norma SERA.4001 lettera a che considera soltanto la parte di un volo per cui è necessaria un’autorizzazione ATC3, può essere presentato per radio contemporaneamente alla richiesta d’autorizzazione.
1 Il modulo standard si trova nella Pubblicazione di informazioni aeronautiche. Quest’ultima può essere richiesta, a pagamento, a Skyguide (aipversand@skyguide.ch) e consultata gratuitamente presso l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), 3003 Berna.
2 ICAO = International Civil Aviation Organisation (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile).
L’esercente di un aerodromo può esigere che i decolli previsti vengano notificati per iscritto, se necessario ai fini della sorveglianza locale.
Per i voli con aliante o le ascensioni con palloni all’estero, per il quali non deve essere presentato alcun piano di volo (art. 16 cpv. 2), deve essere compilato e recato a bordo il modulo per voli di distanza1 rilasciato dall’UFAC.
1 Il modulo per voli di distanza può essere richiesto all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), 3003 Berna.
2 Su richiesta di un aeromobile negli spazi aerei delle classi D ed E, l’organo di controllo del traffico aereo, in via eccezionale rispetto alla separazione prevista dalla norma SERA.8005, può emettere l’autorizzazione per un volo se:
quest’ultimo mantiene la propria separazione per una parte specifica del volo al di sotto dei 3050 m (10 000 piedi) durante la fase di decollo o di atterraggio, di giorno e in condizioni meteorologiche di volo a vista; e se
l’altro aeromobile approva l’autorizzazione.
3 L’UFAC può autorizzare l’esercente di un aerodromo a utilizzare una procedura di volo strumentale in assenza di un servizio di controllo del traffico aereo se l’esercente dimostra che la sicurezza del volo è garantita.
proseguire il volo conformemente all’ultima autorizzazione ricevuta;
annunciare, con il mezzo più rapido, l’atterraggio al competente organo di controllo del traffico aereo.
sopra l’aiuto alla navigazione dell’aerodromo di destinazione iniziare il volo di discesa all’ora di avvicinamento prevista, comunicata e confermata per ultimo. Se detta ora non è stata comunicata o confermata, bisogna attenersi per quanto possibile all’ora d’arrivo prevista secondo il piano di volo in vigore;
seguire la procedura normale di avvicinamento strumentale, stabilita per l’aerodromo in questione;
atterrare nei 30 minuti successivi all’ora d’arrivo prevista nel piano di volo in vigore.
3 Se l’autorizzazione relativa ai livelli vale soltanto per una parte della rotta, il volo è mantenuto agli ultimi livelli comunicati e confermati fino ai punti specificati nell’autorizzazione. In seguito è mantenuto ai livelli di crociera specificati nel piano di volo presentato.
1 Abrogato dal n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, con effetto 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
2 La Pubblicazione di informazioni aeronautiche può essere richiesta, a pagamento, a Skyguide (aipversand@skyguide.ch) e consultata gratuitamente presso l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), 3003 Berna.
1 Nuovo testo giusta n. I dell’O del DATEC del 10 ott. 2018, in vigore 1° gen. 2019 (RU 2018 3847).
2 Abrogato dal n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, con effetto 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
4 La Pubblicazione di informazioni aeronautiche può essere richiesta, a pagamento, a Skyguide (aipversand@skyguide.ch) e consultata gratuitamente presso l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), 3003 Berna.
1 Se i valori minimi non possono essere rispettati a causa di nebbia alta o bassa, i voli di elicotteri secondo l’articolo 4 paragrafo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012 e i decolli di palloni sono autorizzati se:
il limite inferiore dello strato nebbioso non si trova a più di 200 m sopra l’area di decollo e lo spessore dello strato non supera i 300 m.
2 Per questi casi l’UFAC definisce una specifica procedura di decollo.
1 Nuovo testo giusta n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
la distanza verticale tra la base della nube e l’ostacolo al suolo più alto deve essere di almeno 300 m.
2 All’interno delle zone di volo a vela dello spazio aereo della classe E gli alianti devono mantenere, in deroga all’articolo 23 capoverso 1, le seguenti distanze minime:
all’interno delle zone di controllo attive (CTR2);
4 Una regione di controllo terminale è la parte di un’area di controllo normalmente situata alla confluenza di rotte ATS4 nelle vicinanze di uno o più aerodromi importanti.
5 I voli strumentali sono vietati all’interno delle zone di volo a vela.
1 Se il volo a vista notturno si allontana dalle vicinanze di un aerodromo, deve essere presentato un piano di volo conformemente alla norma SERA.4001. Fanno eccezione i voli notturni conformemente all’articolo 4 capoverso 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012 negli spazi aerei delle classi E e G.
2 I voli a vista notturni possono essere effettuati soltanto in partenza e a destinazione di aerodromi equipaggiati e autorizzati a tale scopo. In casi particolari e alle condizioni di cui ai capoversi 3 e 4, l’UFAC può autorizzare deroghe a tale restrizione. La restrizione non si applica alle operazioni di ricerca, salvataggio e polizia, ai voli di istruzione e trasporto urgente con elicotteri, nonché alle ascensioni in pallone.
contatto visivo con la superficie: ininterrotto fino a 900 m (3000 piedi) di altezza sul livello del mare o 300 m (1000 piedi) di altezza sul livello del suolo; è determinante l’altezza maggiore.
4 Nel caso di aerodromi privi di un organo di controllo del traffico aereo attivo, è ammessa la deroga ai valori minimi secondo il capoverso 3 previa autorizzazione del capo dell’aerodromo, se l’aerodromo e l’aeromobile permangono in contatto visivo. I valori minimi secondo la norma SERA.5001 devono tuttavia essere in ogni caso rispettati.3
6 Durante i voli a vista notturni l’aeromobile deve stabilire e mantenere una comunicazione sul canale radio appropriato del servizio di controllo del traffico aereo, se disponibile.
2 Introdotta dal n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
3 Nuovo testo giusta n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
4 Nuovo testo giusta n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
5 Nuovo testo giusta n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
2 Per quanto necessario, è ammessa l’inosservanza delle quote minime di volo unicamente:
durante voli con elicotteri a scopo d’istruzione fuori da regioni densamente popolate nonché, con l’autorizzazione del capo dell’aerodromo, a scopo di esercitazione sopra un aerodromo o nelle sue vicinanze;
durante voli in pallone effettuati a scopo d’istruzione, se a bordo è presente un istruttore; o
previa autorizzazione speciale dell’UFAC.
voli a vista con aeromobili motorizzati o non motorizzati effettuati in uno spazio aereo della classe G a un’altezza superiore a 300 m (1000 piedi) sul livello del suolo secondo i valori minimi di cui all’articolo 23 capoverso 3;
decolli di elicotteri e di palloni con nebbia alta e bassa ai sensi dell’articolo 24 in tutte le classi di spazio aereo.
3 Inoltre, nelle zone di utilizzazione obbligatoria del transponder definite dall’UFAC sulla base del regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012, la presenza a bordo e l’utilizzo di un transponder in modo S che risponda ai requisiti elencati al capoverso 1 sono obbligatori.
4 Se a bordo vi è un transponder, questo deve essere utilizzato anche durante i voli per i quali non vi è l’obbligo di utilizzo secondo i capoversi 1–3 (SERA.13001 lettera a). Ciò si applica anche agli aeromobili non motorizzati, a condizione che vi sia un’alimentazione di energia elettrica sufficiente (SERA.13001 lettera c).
5 Il competente organo di controllo del traffico aereo può impartire un’istruzione che, contrariamente a quanto stabilito ai capoversi 1 e 4, esiga lo spegnimento del transponder.
2 Nuovo testo giusta n. I dell’O del DATEC del 10 ott. 2018, in vigore 1° gen. 2019 (RU 2018 3847).
1 L’esercizio dei transponder si basa sulle norme SERA.13001 lettera b, SERA.13005 lettere a e b, SERA.13010 lettera a, nonché SERA.13015 lettera a.
1 Introdotto dal n. I dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
in regioni montuose di più di 3050 m sopra il livello del mare: almeno 600 m (2000 piedi) sopra l’ostacolo più elevato situato in un raggio di 8 km intorno alla posizione stimata dell’aeromobile;
altrove: almeno 300 m (1000 piedi) sopra l’ostacolo più elevato situato in un raggio di 8 km intorno alla posizione stimata dell’aeromobile.1
2 Il competente organo di controllo del traffico aereo può impartire un’istruzione che esiga lo spegnimento del transponder.
1 L’ordinanza del DATEC del 4 maggio 19811 concernente le norme di circolazione per aeromobili è abrogata.
2 La modifica di un altro atto normativo è disciplinata nell’allegato 2.
In deroga all’articolo 29, i transponder in modo A/C già installati a bordo di aeromobili al momento dell’entrata in vigore della presente ordinanza rimangono utilizzabili fino al 31 marzo 2016 per i voli a vista in tutti gli spazi aerei. Tuttavia, nel caso in cui dovessero essere sostituiti, i nuovi transponder devono corrispondere a quelli previsti dall’articolo 29 capoverso 1 se utilizzati in spazi aerei nei quali, conformemente all’articolo 29, vige l’obbligo di utilizzare i transponder.
– Al di fuori di G, D e C
1 Aggiornato n. II dell’O del DATEC del 13 set. 2017, in vigore 12 ott. 2017 (RU 2017 5067).
3 La pubblicazione può essere richiesta, a pagamento, all’Ufficio federale di topografia, 3084 Wabern e consultata gratuitamente presso l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), 3003 Berna.
1 RS 748.012 Regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012 della Commissione, del 26 settembre 2012, che stabilisce regole dell’aria comuni e disposizioni operative concernenti servizi e procedure della navigazione aerea e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 1035/2011 e i regolamenti (CE) n. 1265/2007, (CE) n. 1794/2006, (CE) n. 730/2006, (CE) n. 1033/2006 e (UE) n. 255/2010.3 RS 0.748.127.192.68
(VRV-L)
vom 20. Mai 2015 (Stand am 1. Januar 2019)
gestützt auf Artikel 75 der Luftfahrtverordnung vom 14. November 19731, in Ausführung der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/20122 in der für die Schweiz gemäss Anhang Ziffer 5 des Abkommens vom 21. Juni 19993 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Europäischen Gemeinschaft über den Luftverkehr jeweils verbindlichen Fassung,
Art. 1 Verhältnis zum EU-Recht
Die Verkehrsregeln für Luftfahrzeuge richten sich:
in erster Linie nach der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012;
ergänzend nach der vorliegenden Verordnung.
Die Verkehrsregeln nach dieser Verordnung gelten für den Luftraum der Schweiz.
1 Für die Militärluftfahrzeuge gilt diese Verordnung nicht; für sie gelten die vom Kommando der Luftwaffe im Einvernehmen mit dem Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL) gestützt auf Artikel 107 des Luftfahrtgesetzes vom 21. Dezember 19481 erlassenen Vorschriften.
2 Für Fallschirmabsprünge, Drachen, Drachenfallschirme, Fesselballone und unbemannte Luftfahrzeuge gilt diese Verordnung mit Ausnahme von Artikel 9 nicht; für sie gilt die Verordnung des UVEK vom 24. November 19942 über Luftfahrzeuge besonderer Kategorien.
3 Für Hängegleiter und für Hängegleiter mit elektrischem Antrieb gelten die Verkehrsregeln für Segelflugzeuge, soweit nicht die Verordnung vom 24. November 1994 über Luftfahrzeuge besonderer Kategorien etwas anderes bestimmt.
4 Für Motorsegler mit laufendem Motor gelten die Verkehrsregeln für Flugzeuge, für solche mit abgestelltem Motor diejenigen für Segelflugzeuge.
2 SR 748.941
Die zuständige Behörde im Sinne von Artikel 2 Ziffer 55 der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012 ist das BAZL.
Art. 5 Anwendung der Luftraumklassen
Die Anwendung der Luftraumklassen in der Schweiz ist in Anhang 1 festgelegt.
Art. 6 Verweise auf SERA
Auf die Bestimmungen des Anhangs der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012 wird mit «SERA»1 und der entsprechenden Ziffer verwiesen.
1 SERA = Standardised European Rules of the Air (Standardisierte europäische Flugverkehrsregeln)
2. Kapitel: Allgemeine Verkehrsregeln
1. Abschnitt: Vermischte Bestimmungen
Art. 7 Lärmbekämpfung
Mit einem Luftfahrzeug darf nur in dem Masse Lärm verursacht werden, als es bei rücksichtsvollem Verhalten und sachgemässer Bedienung unvermeidbar ist.
Art. 8 Kunstflüge
1 Kunstflüge in den Lufträumen der Klassen C und D sowie über Flugplätzen bedürfen einer Bewilligung.
2 Die Bewilligung wird von der zuständigen Flugverkehrskontrollstelle oder, wenn keine solche vorhanden ist, vom Flugplatzleiter erteilt.
3 Die Bewilligung wird erteilt, wenn der Kunstflug unter Berücksichtigung der Verkehrssituation die Flugsicherheit nicht gefährdet.
4 Verboten sind Kunstflüge über dichtbesiedelten Zonen von Ortschaften sowie bei Nacht.
5 Die Mindestflughöhe beträgt bei Kunstflügen:
mit Flugzeugen oder Hubschraubern: 500 m über Grund;
mit Segelflugzeugen: 300 m über Grund.
6 Das BAZL kann Ausnahmen von den Mindestflughöhen bewilligen, wenn das für Trainingszwecke im Hinblick auf Wettbewerbe oder Flugvorführungen notwendig ist. Dabei legt es die im Interesse der Sicherheit gebotenen Auflagen fest.
Art. 9 Abwerfen oder Sprühen
1 Während des Fluges dürfen Gegenstände oder Flüssigkeiten nur mit Bewilligung des BAZL abgeworfen oder versprüht werden.
2 Ohne Bewilligung dürfen abgeworfen werden:
Ballast in Form von Wasser oder feinem Sand;
in Notfällen: Treibstoff oder gefährliche Gegenstände; dabei ist der Ort des Abwurfs nach Möglichkeit im Einverständnis mit der zuständigen Flugverkehrskontrollstelle zu bestimmen;
zur Hilfeleistung erforderliche Gegenstände oder Stoffe;
auf Flugplätzen: Schleppseile und abwerfbare Fahrwerke;
bei Fallschirmabsprüngen: Winddriftanzeiger;
für die Landung: Raucherzeuger;
bei fliegerischen Wettbewerben: Meldetaschen.
Art. 10 Flugbeschränkungs- und Gefahrengebiete
Das BAZL kann bei der Festlegung des Luftraums zur Wahrung der Flugsicherheit folgende Gebiete festlegen:
Flugbeschränkungsgebiete nach SERA.3145;
Gefahrengebiete nach Artikel 2 Ziffer 65 der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012.
Art. 10a1Einschränkungen für den Betrieb von bestimmten Luftfahrzeugen auf Landesflughäfen
Auf den Flughäfen Genf und Zürich ist der Betrieb von Tragschraubern und elektrisch angetriebenen aerodynamisch gesteuerten Flugzeugen untersagt.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V des UVEK vom 24. Juni 2015, in Kraft seit 15. Juli 2015 (AS 2015 2177).
2. Abschnitt: Verhütung von Zusammenstössen
Art. 11 Verbandsflüge
Für Flüge im Verband gelten nur die in SERA.3135 vorgesehenen Bedingungen.
Art. 12 Entgegenkommende Luftfahrzeuge am Hang
Begegnen sich zwei Luftfahrzeuge am Hang in ganz oder nahezu entgegengesetzter Flugrichtung und ungefähr auf gleicher Höhe, so weicht das Luftfahrzeug, das den Hang zu seiner Linken hat, nach rechts aus. Es darf das andere Luftfahrzeug nicht unter- oder überfliegen.
Art. 13 Überholen am Hang mit Segelflugzeugen
Ein am Hang fliegendes Segelflugzeug darf ein in ungefähr gleicher Höhe fliegendes anderes Segelflugzeug nicht überholen.
Art. 14 Kreisen mit Segelflugzeugen
1 Ein Segelflugzeug hat einem im Aufwind kreisenden anderen Segelflugzeug nach rechts auszuweichen.
2 Fliegt ein Segelflugzeug in einen Aufwindschlauch, in dem schon ein anderes kreist, so hat es die Drehrichtung des ersten einzuhalten.
3 Fliegen zwei oder mehr Segelflugzeuge am gleichen Hang, so ist Kreisen oder Kurven gegen den Hang verboten.
Art. 15 Fluginformationszone
1 Eine Fluginformationszone (FIZ1) ist ein definierter Luftraum um einen Flugplatz, in dem ein Fluginformations- und Alarmdienst durch einen Flugplatz-Fluginformationsdienst (AFIS2) angeboten wird.
2 Ein AFIS ist ein Dienst, der Luftfahrzeugführerinnen und -führern Informationen zum sicheren und effizienten Verlauf des Fluges in der Umgebung des Flugplatzes sowie auf Pisten und Rollwegen übermittelt.
3 Innerhalb einer FIZ muss ein ständiger Funkkontakt zum AFIS bestehen.
4 Im Übrigen gelten die Regeln der Luftraumklasse, in der sich die FIZ befindet.
2 AFIS = Aerodrome Flight Information Service
3. Abschnitt: Flugplan, Fluganmeldung und Streckenflugausweis
Art. 16 Einreichen eines Flugplans
1 Die Flugplanpflicht richtet sich nach SERA.4001.
2 Bei Flügen mit Segelflugzeugen und Fahrten mit Ballonen über die Landesgrenze ist kein Flugplan erforderlich, sofern die betreffenden ausländischen Staaten auf einen solchen verzichten (SERA.4001 Bst. b Ziff. 5). Im Luftfahrthandbuch1 wird publiziert, welche Staaten darauf verzichten.
3 Zur Erleichterung des Such- und Rettungsdienstes können Flugpläne auch für Sichtflüge, für die keine Flugplanpflicht gilt, eingereicht werden.
4 Der Halter eines Flugplatzes mit Flugverkehrskontrolldienst kann bei der zuständigen Flugverkehrskontrollstelle in Anwendung von SERA.4001 Buchstabe d kürzere Fristen für die Abgabe der Flugpläne beantragen. Die kürzeren Fristen dürfen nur bewilligt werden, wenn die Abwicklung des Verkehrsflusses gewährleistet ist. Der Flugplatzhalter lässt die kürzeren Fristen im Luftfahrthandbuch veröffentlichen.2
1 Das Luftfahrthandbuch kann bei Skyguide (aipversand@skyguide.ch) gegen Bezahlung bezogen und beim Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL), 3003 Bern kostenlos eingesehen werden.
2 Eingefügt durch Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
Art. 17 Flugplandaten
1 Ein Flugplan hat die Angaben gemäss dem Standardformular1 der ICAO2 zu enthalten.
2 Ein abgekürzter Flugplan im Sinn von SERA.4001 Buchstabe a, der sich nur auf denjenigen Teil des Fluges bezieht, für den eine ATC-Freigabe3 eingeholt werden muss, kann unmittelbar beim Einholen der Freigabe über Funk eingereicht werden.
3 Der im Flugplan verwendete Begriff «Flugplatz» kann sich auch auf Landestellen beziehen, die von Luftfahrzeugen mit besonderen Einsatzmöglichkeiten benützt werden, zum Beispiel von Hubschraubern oder Ballonen.
1 Das Standardformular befindet sich im Luftfahrthandbuch. Das Luftfahrthandbuch kann bei Skyguide (aipversand@skyguide.ch) gegen Bezahlung bezogen und beim Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL), 3003 Bern kostenlos eingesehen werden.
2 ICAO = International Civil Aviation Organisation (Internationale Zivilluftfahrt-Organisation)
3 ATC = Air Traffic Control (Flugsicherung)
Art. 18 Fluganmeldung
Der Flugplatzhalter kann verlangen, dass geplante Abflüge schriftlich angezeigt werden, wenn dies für die örtliche Aufsicht nötig ist.
Art. 19 Streckenflugformular
Bei Flügen mit Segelflugzeugen und Fahrten mit Ballonen ins Ausland, bei denen kein Flugplan eingereicht werden muss (Art. 16 Abs. 2), muss das vom BAZL herausgegebene Streckenflugformular1 mitgeführt und ausgefüllt werden.
1 Das Streckenflugformular kann beim Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL), 3003 Bern bezogen werden.
4. Abschnitt: Dienste der Flugsicherung
Art. 20 Flugverkehrskontrolldienst
1 Der Flugverkehrskontrolldienst muss in Anspruch genommen werden für:
Instrumentenflüge unter Vorbehalt der Absätze 3 und 4;
Sichtflüge gemäss SERA.8001 Buchstaben b, c und d.
2 Auf Verlangen eines Luftfahrzeugs in Lufträumen der Klassen D und E kann die Flugverkehrskontrollstelle als Ausnahme von den Staffelungsvorgaben in SERA.8005 eine Freigabe für einen Flug erteilen, wenn:
bei diesem eine eigene Staffelung für einen bestimmten Teil des Flugs unter 3050 m (10 000 ft) während des Steig- oder Sinkflugs am Tag unter Sichtwetterbedingungen beibehalten wird; und
das andere Luftfahrzeug der Freigabe zustimmt.
3 Das BAZL kann einem Flugplatzhalter die Anwendung eines Instrumentenflugverfahrens ohne Flugverkehrskontrolldienst bewilligen, wenn der Flugplatzhalter nachweist, dass die Flugsicherheit gewährleistet ist.
4 Es kann einem Luftfahrzeug unter den gleichen Voraussetzungen auch ausserhalb von Flugplätzen die Anwendung von Instrumentenflugverfahren ohne Flugverkehrskontrolldienst bewilligen.
Art. 21 Standortmeldungen
1 Über den im Luftfahrthandbuch1 als obligatorisch bezeichneten Meldepunkten sind der zuständigen Flugverkehrskontrollstelle unaufgefordert die verlangten Angaben zu melden, es sei denn, von der Flugverkehrskontrollstelle wurde ausdrücklich das Gegenteil angeordnet.
2 Sind keine solchen Meldepunkte festgelegt, so ist der jeweilige Standort nach den Weisungen der zuständigen Flugverkehrskontrollstelle zu melden.
Art. 22 Unterbruch der Funkverbindung
1 Wird bei einem kontrollierten Flug unter Sichtwetterbedingungen die Funkverbindung unterbrochen, so gilt Folgendes:
Der Flug wird nach der zuletzt erhaltenen Freigabe fortgesetzt.
Es ist auf dem nächsten geeigneten Flugplatz zu landen.
Die Landung ist durch das rascheste Mittel der zuständigen Flugverkehrskontrollstelle zu melden.
2 Wird bei einem Flug unter Instrumentenwetterbedingungen die Funkverbindung unterbrochen, so gilt Folgendes:
Der Flug wird nach dem geltenden Flugplan fortgesetzt.
Über der Navigationshilfe des Zielflugplatzes wird der Sinkflug zu dem zuletzt erhaltenen und bestätigten voraussichtlichen Anflugzeitpunkt eingeleitet. Ist kein solcher erhalten oder bestätigt worden, so wird so weit als möglich die voraussichtliche Ankunftszeit nach dem geltenden Flugplan eingehalten.
Es wird ein normales Instrumentenanflugverfahren befolgt, wie es für den betreffenden Flugplatz angegeben ist.
Es ist innerhalb von 30 Minuten nach der Ankunftszeit zu landen, die sich aus dem geltenden Flugplan ergibt.
3 Gilt die Freigabe für Flughöhen nur für einen Teil der Flugstrecke, so sind die zuletzt zugewiesenen und bestätigten Flughöhen bis zu den in der Freigabe genannten Punkten beizubehalten. Anschliessend sind die Reiseflughöhen des eingereichten Flugplans einzuhalten.
5 Vorbehalten bleiben die im Luftfahrthandbuch2 veröffentlichten besonderen örtlichen Verfahren.
1 Aufgehoben durch Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, mit Wirkung seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
2 Das Luftfahrthandbuch kann bei Skyguide (aipversand@skyguide.ch) gegen Bezahlung bezogen und beim Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL), 3003 Bern kostenlos eingesehen werden.
3. Kapitel: Sichtflugregeln
1. Abschnitt: Mindestwerte
Art. 23 Allgemeine Bestimmungen
1 Bei Tag sind Sichtflüge so durchzuführen, dass mit Ausnahme der Absätze 3 und 4 die Mindestwerte für Flugsicht und Abstand von Wolken gemäss SERA.5001 eingehalten werden.1
3 Im Luftraum der Klasse G ist der Flug ausserhalb von Wolken und mit ständiger Sicht auf den Grund durchzuführen.
4 Im Luftraum der Klasse G beträgt die Mindestflugsicht 5000 m. Eine Mindestflugsicht von 1500 m ist für folgende Flüge zulässig:
für Flüge mit einer Geschwindigkeit von 140 kt IAS3 oder weniger, sodass anderer Verkehr und Hindernisse rechtzeitig erkannt werden können, um Zusammenstösse zu vermeiden;
für Flüge unter Umständen, in denen die Wahrscheinlichkeit eines Zusammentreffens mit anderem Verkehr in der Regel gering ist, zum Beispiel in Gebieten mit geringem Verkehrsaufkommen und bei Arbeitsflügen in geringer Höhe.
5 Hubschrauber dürfen im Luftraum der Klasse G bei einer Mindestflugsicht von 800 m betrieben werden, wenn mit einer Geschwindigkeit geflogen wird, die zulässt, dass anderer Verkehr und Hindernisse rechtzeitig erkannt werden, um Zusammenstösse zu vermeiden. Bei einer Mindestflugsicht unter 800 m kann in Sonderfällen geflogen werden, zum Beispiel bei medizinischen Flügen, Such- und Rettungsflügen und Flügen zur Brandbekämpfung.
6 Die Tag- und Nachtgrenzen sind im Luftfahrthandbuch4 festgelegt.
7 Beim Betrieb von Hubschraubern in Sonderfällen, wie medizinischen Flügen, Such- und Rettungsflügen und Flügen zur Brandbekämpfung, kann von den in SERA.5010 Buchstaben a und b vorgesehenen Bedingungen abgewichen werden.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V des UVEK vom 10. Okt. 2018, in Kraft seit 1. Jan. 2019 (AS 2018 3847).
2 Aufgehoben durch Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, mit Wirkung seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
3 IAS = Indicated Airspeed (angezeigte Fluggeschwindigkeit)
4 Das Luftfahrthandbuch kann bei Skyguide (aipversand@skyguide.ch) gegen Bezahlung bezogen und beim Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL), 3003 Bern kostenlos eingesehen werden.
Art. 241Abflüge von Hubschraubern und Ballonen bei Boden- oder Hochnebel
1 Können die Mindestwerte wegen Boden- oder Hochnebel nicht eingehalten werden, so sind Hubschrauberflüge gemäss Artikel 4 Absatz 1 der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012 und Abflüge mit Ballonen gestattet, wenn:
über der Nebelschicht Sichtwetterbedingungen herrschen; und
die Untergrenze der Nebelschicht nicht höher als 200 m über dem Startplatz liegt und die Schicht selbst nicht dicker als 300 m ist.
2 Das BAZL legt für diese Fälle ein besonderes Abflugverfahren fest.
3 Mit Ballonen sind solche Abflüge nur im Luftraum der Klasse G zulässig.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
Art. 25 Wolkenflug mit Segelflugzeugen
1 Für Wolkenflüge mit Segelflugzeugen gilt Folgendes:
Sie sind nur in Kumulus- oder Kumulonimbus-Wolken, jedoch nie in geschlossenen Wolkendecken erlaubt.
Die Wolken dürfen keine umliegenden Hindernisse berühren.
Der vertikale Abstand zwischen der Wolkenuntergrenze und dem höchsten Hindernis am Boden muss mindestens 300 m betragen.
2 Ein Wolkenflug darf erst begonnen werden, wenn ihn die zuständige Flugverkehrskontrollstelle freigegeben hat.
Art. 26 Segelflugzonen
1 Die Segelflugzonen sind im Luftfahrthandbuch1 festgelegt. Sie werden als Flugbeschränkungsgebiete publiziert.
2 In den Segelflugzonen gelten im Luftraum der Klasse E, in Abweichung von Artikel 23 Absatz 1, für Segelflugzeuge folgende Mindestabstände:
50 m vertikal zu den Wolken;
100 m horizontal zu den Wolken.
3 Die Regeln der Segelflugzonen gelten nicht:
innerhalb aktiver Kontrollzonen (CTR2);
in Nahkontrollbezirken (TMA3);
in Lufträumen der Klasse G;
in den übrigen Flugbeschränkungs- und Gefahrengebieten.
4 Der Nahkontrollbezirk ist der Kontrollbezirk, der in der Regel am Knotenpunkt von ATS4-Strecken in der Nähe eines oder mehrerer grösserer Flugplätze errichtet ist.
5 Instrumentenflüge sind innerhalb von Segelflugzonen verboten.
2 CTR = Control Zone
3 TMA = Terminal Control Area
4 ATS = Air Traffic Service (Flugsicherung)
Art. 27 Sichtflüge bei Nacht
1 Geht ein Sichtflug bei Nacht über die Umgebung eines Flugplatzes hinaus, so ist ein Flugplan gemäss SERA.4001 abzugeben. Von dieser Pflicht ausgenommen sind Flüge in der Nacht gemäss Artikel 4 Absatz 1 der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012 in den Lufträumen der Klassen E und G.
2 Sichtflüge bei Nacht dürfen nur von und zu Flugplätzen erfolgen, die hierfür eingerichtet und zugelassen sind. Das BAZL kann in besonderen Fällen und unter den Bedingungen der Absätze 3 und 4 Ausnahmen von dieser Einschränkung bewilligen. Die Einschränkung gilt nicht für Such-, Rettungs-, Polizei- und Ausbildungsflüge und dringende Transportflüge mit Hubschraubern sowie für Ballonfahrten.
3 Bei Sichtflügen bei Nacht müssen folgende Mindestwerte eingehalten werden:
Flugsicht: 8 km;
horizontaler Wolkenabstand: 1,5 km;
vertikaler Wolkenabstand: 300 m (1000 ft);
Erdsicht: ununterbrochen bis und mit 900 m (3000 ft) Höhe über Meer oder 300 m (1000 ft) Höhe über Grund; massgebend ist die grössere Höhe.
4 Bei Flugplätzen ohne aktive Flugverkehrskontrollstelle kann, sofern eine dauernde Sichtverbindung zwischen Flugplatz und Luftfahrzeug besteht, mit Bewilligung des Flugplatzleiters von den Mindestwerten nach Absatz 3 abgewichen werden. Die Mindestwerte gemäss SERA.5001 müssen jedoch in jedem Fall eingehalten werden.3
5 Bei Hubschrauberflügen kann in Sonderfällen von den Mindestwerten nach den Absätzen 3 und 4 abgewichen werden, zum Beispiel bei medizinischen Flügen, Such- und Rettungsflügen sowie Flügen zur Brandbekämpfung.4
6 Für Sichtflüge bei Nacht muss eine Funkverbindung auf dem entsprechenden Flugverkehrsdienst-Funkkanal hergestellt und aufrechterhalten werden, sofern ein solcher verfügbar ist.
7 Sonderflüge nach Sichtflugregeln in Kontrollzonen sind gemäss SERA.5010 und in Abweichung zu Absatz 3 möglich.5
3 Fassung gemäss Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
4 Fassung gemäss Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
5 Fassung gemäss Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
Art. 28 Mindestflughöhen
1 Bei Sichtflügen gelten sowohl am Tag als auch in der Nacht die Mindestflughöhen gemäss SERA.5005 Buchstabe f.
2 Diese Mindestflughöhen dürfen, soweit erforderlich, nur unterschritten werden:
bei Such-, Rettungs- und Polizeiflügen;
für die Bedürfnisse von Abflug und Landung;
im Rahmen von Notlandeübungen mit Flugzeugen ausserhalb von dicht besiedeltem Wohngebiet, sofern ein Fluglehrer, eine Fluglehrerin, ein einweisungsberechtigter Pilot oder eine einweisungsberechtigte Pilotin an Bord ist;
mit Hubschraubern zu Ausbildungszwecken ausserhalb von dicht besiedeltem Wohngebiet sowie, mit Zustimmung des Flugplatzleiters, zu Übungszwecken auf einem Flugplatz oder in der Nähe eines solchen;
mit Ballonen zu Ausbildungszwecken, wenn ein Fahrlehrer oder eine Fahrlehrerin an Bord ist; oder
mit besonderer Bewilligung des BAZL.
3 Bei Hangflügen mit Segelflugzeugen beträgt die Mindestflughöhe 60 m über Grund. Dabei muss ein genügender seitlicher Sicherheitsabstand zum Hang eingehalten werden.
2. Abschnitt: Ausrüstung mit Transpondern
Art. 291Mitführ- und Betreibungspflicht
1 Motorisierte Luftfahrzeuge müssen für Flüge nach Sichtflugregeln in den folgenden Fällen einen Mode-S-Transponder von mindestens Level 2 mit SI-Code und Elementary-Surveillance-Funktionalität mitführen und betreiben:
bei Flügen in den Lufträumen der Klassen C und D;
bei Flügen in den Lufträumen der Klasse E ab 2100 m (7000 ft) über mittlerem Meeresspiegel;
bei Sichtflügen bei Nacht in allen Luftraumklassen.
2 Ein Transponder nach Absatz 1 muss auch mitgeführt und betrieben werden:
bei Ballonfahrten bei Nacht in allen Luftraumklassen;
bei Flügen nach Sichtflugregeln mit motorisierten oder nichtmotorisierten Luftfahrzeugen, bei welchen in der Luftraumklasse G in einer Höhe über 300 m (1000 ft) über Grund nach den Mindestwerten gemäss Artikel 23 Absatz 3 geflogen wird;
bei Abflügen von Hubschraubern und Ballonen bei Boden- und Hochnebel im Sinn von Artikel 24 in allen Luftraumklassen.
3 Überdies sind in den vom BAZL gestützt auf die Verordnung (EU) 923/2012 festgelegten Zonen mit Transponderpflicht Mode-S-Transponder, welche die Anforderungen gemäss Absatz 1 erfüllen, mitzuführen und zu betreiben.
4 Sofern ein Transponder mitgeführt wird, ist er auch während Flügen zu betreiben, für welche sich aus den Absätzen 1–3 keine Betreibungspflicht ergibt (SERA.13001 Buchstabe a). Für nichtmotorisierte Luftfahrzeuge gilt dies nur, sofern eine ausreichende elektrische Stromversorgung gewährleistet ist (SERA.13001 Bst. c).
5 Die zuständige Flugverkehrskontrollstelle kann die Anweisung erteilen, den Transponder entgegen der Regelung in den Absätzen 1 und 4 auszuschalten.
2 Fassung gemäss Ziff. I der V des UVEK vom 10. Okt. 2018, in Kraft seit 1. Jan. 2019 (AS 2018 3847).
Art. 29a1Betriebsvorschriften
1 Der Betrieb der Transponder richtet sich nach SERA.13001 Buchstabe b, SERA.13005 Buchstaben a und b, SERA.13010 Buchstabe a, sowie SERA.13015 Buchstabe a.
2 Die zu verwendenden Codes werden im Luftfahrthandbuch2 publiziert.
3 Die Luftfahrzeugbetreiber stellen sicher, dass die von Mode-S-Transpondern übermittelten Daten korrekt, vollständig und aktuell sind. Dies gilt auch für Daten, die freiwillig übermittelt werden.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
4. Kapitel: Instrumentenflugregeln
Art. 30 Mindestflughöhen
1 Für Instrumentenflüge gelten die folgenden Mindestflughöhen:
über gebirgigem Gelände von mehr als 3050 m über Meer: mindestens 600 m (2000 ft) über dem höchsten Hindernis, das in einem Umkreis von 8 km um den geschätzten Standort des Luftfahrzeuges liegt;
anderswo: mindestens 300 m (1000 ft) über dem höchsten Hindernis, das in einem Umkreis von 8 km um den geschätzten Standort des Luftfahrzeuges liegt.1
2 Bei Abflug und Landung darf von den Mindesthöhen abgewichen werden.
Art. 31 Ausrüstung mit Transpondern
1 Luftfahrzeuge müssen für Flüge nach Instrumentenflugregeln einen Mode-S-Transponder von mindestens Level 2 mit SI-Code und Elementary-Surveillance-Funktionalität mitführen und betreiben.
2 Die zuständige Flugverkehrskontrollstelle kann die Anweisung erteilen, den Transponder auszuschalten.
Art. 32 Aufhebung und Änderung anderer Erlasse
1 Die Verordnung des UVEK vom 4. Mai 19811 über die Verkehrsregeln für Luftfahrzeuge wird aufgehoben.
2 Die Änderung eines anderen Erlasses ist in Anhang 2 geregelt.
1 [AS 1981 1066, 1985 1908 Ziff. II, 1989 560, 1992 548, 1993 1377, 1994 3076 Art. 22 Ziff. 1, 1997 905, 2001 511, 2006 4279 4701, 2008 639, 2011 1153]
Zum Zeitpunkt des Inkrafttretens dieser Verordnung in Luftfahrzeugen bereits eingebaute Mode-A/C-Transponder dürfen in Abweichung von Artikel 29 bis zum 31. März 2016 für Flüge nach Sichtflugregeln in allen Lufträumen weiterhin verwendet werden. Im Falle des Austausches dieser Transponder sind diese jedoch durch Transponder nach Artikel 29 Absatz 1 zu ersetzen, falls sie in Lufträumen eingesetzt werden, in denen gemäss Artikel 29 eine Transponderpflicht besteht.
Diese Verordnung tritt am 15. Juni 2015 in Kraft.
Anwendung der Luftraumklassen in der Schweiz
Luftraumklasse
In der Schweiz nicht verwendet
Luftraum oberhalb FL1952
Nahkontrollbezirke mit starkem Instrumentenflugverkehr
Jura-Mittelland FL100 bis FL195
Luftstrasse in Alpen
während mil. Flugbetriebszeiten FL130 bis FL195, ausserhalb mil. Flugbetriebszeiten FL150 bis FL195
gemäss Luftfahrtkarte 1:500 0003 und Luftfahrthandbuch4
Nahkontrollbezirke (TMA) mit Instrumentenflugverkehr
Kontrollzonen (CTR)
gemäss Luftfahrtkarte 1:500 000 und Luftfahrthandbuch
Ausserhalb G, D und C
Grund bis 600 m (2000 ft) AGL5
1 Bereinigt gemäss Ziff. II der V des UVEK vom 13. Sept. 2017, in Kraft seit 12. Okt. 2017 (AS 2017 5067).
2 FL = Flight Level (Flugfläche)
3 Die Publikation kann beim Bundesamt für Landestopografie, 3084 Wabern gegen Bezahlung bezogen und beim Bundesamt für Zivilluftfahrt (BAZL), 3003 Bern kostenlos eingesehen werden.
5 AGL = Above Ground Level (Höhe über Grund)
(Art. 32 Abs. 2)
Änderung eines anderen Erlasses
1 Die Änd. kann unter AS 2015 1643 konsultiert werden.
AS 2015 1643
1 SR 748.012 Durchführungsverordnung (EU) Nr. 923/2012 der Kommission vom 26. Sept. 2012 zur Festlegung gemeinsamer Luftverkehrsregeln und Betriebsvorschriften für Dienste und Verfahren der Flugsicherung und zur Änderung der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 1035/2011 sowie der Verordnungen (EG) Nr. 1265/2007, (EG) Nr. 1794/2006, (EG) Nr. 730/2006, (EG) Nr. 1033/2006 und (EU) Nr. 255/2010.3 SR 0.748.127.192.68
Ordonnance du DETEC concernant les règles de l’air applicables aux aéronefs
du 20 mai 2015 (Etat le 1er janvier 2019)
vu l’art. 75 de l’ordonnance du 14 novembre 1973 sur l’aviation1, en exécution du règlement d’exécution (UE) no 923/20122 dans la version qui lie la Suisse en vertu du ch. 5 de l’annexe de l’Accord du 21 juin 1999 entre la Confédération suisse et la Communauté européenne sur le transport aérien3,
Art. 1 Rapport avec le droit européen
Les règles de l’air applicables aux aéronefs sont régies:
en premier lieu par le règlement d’exécution (UE) no 923/2012;
à titre complémentaire par la présente ordonnance.
Art. 2 Champ d’application territorial
Les règles de l’air au sens de la présente ordonnance s’appliquent dans l’espace aérien suisse.
1 La présente ordonnance ne s’applique pas aux aéronefs militaires, ceux-ci étant soumis aux prescriptions édictées par le commandement des Forces aériennes en accord avec l’Office fédéral de l’aviation civile (OFAC) et dans les limites de l’art. 107 de la loi fédérale du 21 décembre 1948 sur l’aviation1.
2 A l’exception de l’art. 9, la présente ordonnance ne s’applique pas aux cerfs-volants, aux parachutes ascensionnels, aux ballons captifs et aux aéronefs sans occupants, lesquels sont soumis à l’ordonnance du 24 novembre 1994 sur les aéronefs de catégories spéciales2.
3 Les planeurs de pente et les planeurs de pente à propulsion électrique sont soumis aux règles de l’air applicables aux planeurs, à moins que l’ordonnance du 24 novembre 1994 sur les aéronefs de catégories spéciales n’en dispose autrement.
4 Les motoplaneurs dont le moteur est en marche sont soumis aux règles de l’air applicables aux avions, les motoplaneurs dont le moteur est à l’arrêt sont soumis aux règles de l’air applicables aux planeurs.
L’OFAC est l’autorité compétente au sens de l’art. 2, ch. 55, du règlement d’exécution (UE) no 923/2012.
Art. 5 Utilisation des classes d’espace aérien
Les modalités d’utilisation des classes d’espace aérien en Suisse sont fixées dans l’appendice 1.
Art. 6 Renvoi aux règles SERA
Les dispositions de l’annexe du règlement d’exécution (UE) no 923/2012 auxquelles la présente ordonnance renvoie sont désignées par l’abréviation «SERA»1 suivie d’un chiffre.
1 SERA = Standardised European Rules of the Air (règles de l’air européennes normalisées)
Chapitre 2 Règles générales de l’air
Section 1 Dispositions diverses
Art. 7 Lutte contre le bruit
Il est interdit de causer avec un aéronef davantage de bruit que celui résultant d’un comportement respectueux et d’un emploi approprié.
Art. 8 Acrobatie aérienne
1 Les vols d’acrobatie dans les espaces aériens des classes C et D ou au-dessus des aérodromes requièrent une autorisation.
2 L’autorisation est délivrée par l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne ou, si celui-ci fait défaut, par le chef d’aérodrome.
3 L’autorisation est délivrée si, compte tenu des conditions de trafic, la sécurité aérienne n’est pas compromise.
4 Les vols d’acrobatie sont interdits au-dessus des zones à forte densité des agglomérations, ainsi que de nuit.
5 Les vols d’acrobatie ne seront pas effectués:
à moins de 500 m au-dessus du sol s’agissant des avions ou des hélicoptères;
à moins de 300 m au-dessus du sol en ce qui concerne les planeurs.
6 L’OFAC peut autoriser des dérogations aux hauteurs minimales de vol si l’entraînement en prévision de concours ou de démonstrations aériennes l’exige. Il fixe à cet égard les conditions requises dans l’intérêt de la sécurité.
Art. 9 Largage et épandage
1 Des objets ou des liquides ne peuvent être largués ou épandus à partir d’un aéronef en vol qu’avec l’autorisation de l’OFAC.
2 Peuvent être largués sans autorisation:
le lest, sous forme d’eau ou de sable fin;
en cas d’urgence: le carburant ou les objets dangereux, si possible à un endroit déterminé en accord avec l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne;
les objets ou substances destinés aux opérations de secours;
au-dessus d’un aérodrome: les câbles de remorquage et les chariots largables;
pour les sauts en parachute: les indicateurs de dérive;
pour l’atterrissage: les fumigènes;
lors de concours aériens: les dépêches.
Art. 10 Zones réglementées et zones dangereuses
En établissant l’espace aérien, l’OFAC peut définir les zones suivantes afin de garantir la sécurité aérienne:1
zones réglementées au sens de la règle SERA.3145;
zones dangereuses au sens de l’art. 2, ch. 65, du règlement d’exécution (UE) no 923/2012.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
Art. 10a1Restrictions à l’exploitation de certains aéronefs sur les aéroports nationaux
L’exploitation d’autogires et d’avions à propulsion électrique dotés de commandes aérodynamiques est interdite sur les aéroports de Genève et de Zurich.
1 Introduit par le ch. I de l’O du DETEC du 24 juin 2015, en vigueur depuis le 15 juil. 2015 (RO 2015 2177).
Section 2 Prévention des abordages
Art. 11 Vols en formation
Dans le cas des vols en formation, seules les conditions prévues par la règle SERA.3135 s’appliquent.
Art. 12 Aéronefs se rapprochant de face le long d’une pente
Lorsque deux aéronefs évoluent le long d’une pente et qu’ils se rapprochent de face, ou presque de face, approximativement à la même hauteur, l’aéronef qui a la pente à sa gauche doit s’écarter vers la droite. Il lui est interdit de passer au-dessous ou au—dessus de l’autre aéronef.
Art. 13 Dépassement en planeur le long d’une pente
Un planeur évoluant le long d’une pente ne doit pas dépasser un autre planeur volant approximativement à la même hauteur.
Art. 14 Voltes de planeurs
1 Le pilote d’un planeur rencontrant un autre planeur qui exécute des voltes dans une ascendance s’écartera vers la droite.
2 Le pilote d’un planeur qui entre dans une ascendance où évolue déjà un autre planeur doit exécuter ses voltes dans le même sens que le premier.
3 Lorsque deux planeurs ou plus évoluent le long d’une même pente, il est interdit aux pilotes d’effectuer des voltes ou des virages contre la pente.
Art. 15 Zone d’information de vol
1 Une zone d’information de vol (FIZ1) est un espace aérien défini autour d’un aérodrome à l’intérieur duquel un service d’information de vol et un service d’alerte sont fournis par un service d’information de vol d’aérodrome (AFIS2).
2 Un AFIS est un service dispensant aux commandants d’aéronefs des informations utiles pour assurer le déroulement sûr et efficace des vols aux environs de l’aérodrome ainsi que sur les pistes et les voies de circulation.
3 Un contact radio avec l’AFIS doit être assuré en permanence à l’intérieur d’une FIZ.
4 Pour le reste, les règles de la classe d’espace aérien dans lequel la FIZ est située sont applicables.
Section 3 Plan de vol, annonce des vols et laissez-passer pour vols de distance
Art. 16 Dépôt du plan de vol
1 L’obligation de déposer un plan de vol est régie par la règle SERA.4001.
2 Aucun plan de vol n’est requis pour des vols transfrontières en planeur ou en ballon lorsque les pays étrangers concernés n’exigent pas le dépôt d’un plan de vol (règle SERA.4001 let. b, ch. 5). Les pays qui n’exigent pas le dépôt d’un plan de vol sont publiés dans la publication d’information aéronautique1.
3 En vue de faciliter la tâche du service de recherches et de sauvetage, des plans de vol peuvent être déposés pour les vols effectués selon les règles de vol à vue qui ne sont pas soumis à l’obligation de déposer un plan de vol.
4 L’exploitant d’un aérodrome doté d’un service du contrôle de la circulation aérienne peut, en application de la règle SERA.4001, let. d, demander à l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne d’autoriser des délais plus courts pour le dépôt des plans de vol. Des délais plus courts ne peuvent être autorisés que si la gestion de la circulation aérienne est assurée. L’exploitant d’aérodrome fait publier les délais raccourcis dans les publications d’information aéronautique.2
1 La publication d’information aéronautique peut être obtenue contre paiement auprès de Skyguide (aipversand@skyguide.ch) et consultée gratuitement à l’OFAC, 3003 Berne.
2 Introduit par le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
Art. 17 Contenu du plan de vol
1 Un plan de vol doit comprendre les données à fournir conformément au formulaire1 de plan de vol OACI2 standard.
2 Un plan de vol simplifié au sens de la règle SERA.4001, let. a, qui n’a trait qu’à la partie du vol pour laquelle une autorisation ATC3 est nécessaire peut être déposé par radio au moment même où l’autorisation est demandée.
3 Le terme «aérodrome» figurant dans le plan de vol peut aussi se rapporter aux terrains d’atterrissage utilisés par des aéronefs au champ d’utilisation particulier comme les hélicoptères ou les ballons.
1 Le formulaire standard figure dans la publication d’information aéronautique. Cette dernière peut être obtenue contre paiement auprès de Skyguide (aipversand@skyguide.ch) et consultée gratuitement à l’Office fédéral de l’aviation civile (OFAC), 3003 Berne.
2 OACI = Organisation de l’aviation civile internationale
3 ATC = Air Traffic Control (contrôle de la circulation aérienne)
Art. 18 Annonce des vols
Un exploitant d’aérodrome peut exiger que les décollages prévus soient annoncés par écrit si les impératifs de la surveillance locale le requièrent.
Art. 19 Formulaire pour vol de distance
Dans le cas des vols transfrontières en planeur ou en ballon pour lesquels le dépôt d’un plan de vol n’est pas obligatoire (art. 16, al. 2), le formulaire pour vol de distance1 publié par l’OFAC doit être dûment rempli et emporté à bord.
1 Le formulaire pour vol de distance peut être obtenu auprès de l’OFAC, 3003 Berne.
Section 4 Service de la navigation aérienne
Art. 20 Service du contrôle de la circulation aérienne
1 Il y a lieu de recourir au service du contrôle de la circulation aérienne pour les vols suivants:
vols aux instruments sous réserve des al. 3 et 4;
vols à vue conformément à la règle SERA.8001, let. b, c et d.
2 Par dérogation aux prescriptions en matière de séparation prévues à la règle SERA.8005, l’organe du contrôle de la circulation aérienne peut, à titre exceptionnel, délivrer une clairance à la demande d’un aéronef dans un espace aérien de classe D ou E, à condition que:
cet aéronef maintienne sa propre séparation dans une partie spécifique du vol en dessous de 3050 m (10 000 ft) pendant la phase de montée ou de descente, de jour et dans des conditions météorologiques de vol à vue; et que
l’autre aéronef approuve la clairance.
3 L’OFAC peut autoriser un exploitant d’aérodrome à appliquer une procédure d’approche aux instruments sans recours au service du contrôle de la circulation aérienne si les preuves de la sécurité exigées sont fournies.
4 Il peut également autoriser aux mêmes conditions l’application, en dehors des aérodromes, de procédures de vol aux instruments sans recours au service du contrôle de la circulation aérienne.
Art. 21 Comptes rendus de position
1 Les renseignements requis seront transmis d’office à l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne lors du passage à chaque point de compte rendu déclaré obligatoire dans la publication d’information aéronautique1, à moins que l’organe du contrôle de la circulation aérienne n’ait expressément stipulé le contraire.
2 Lorsque de tels points de compte rendu ne sont pas spécifiés, les comptes rendus de position seront donnés conformément aux instructions de l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne.
Art. 22 Interruption des communications
1 En cas de panne de l’équipement radio durant un vol contrôlé effectué en conditions météorologiques de vol à vue, il faut:
poursuivre le vol conformément à la dernière clairance reçue;
atterrir sur le premier aérodrome approprié qui se présente;
annoncer l’arrivée à l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne en ayant recours au moyen de communication le plus rapide.
2 En cas de panne de l’équipement radio durant un vol effectué en conditions météorologiques de vol aux instruments, il faut:
poursuivre le vol conformément au plan de vol en vigueur;
entamer la descente au-dessus de l’aide à la navigation de l’aérodrome de destination, à l’heure d’approche prévue qui a été communiquée et confirmée en dernier lieu. Si une telle heure n’a pas été communiquée ni confirmée, il convient de s’en tenir le plus possible à l’heure d’arrivée prévue selon le plan de vol en vigueur;
suivre la procédure normale d’approche aux instruments, telle qu’elle est spécifiée pour l’aérodrome en question;
atterrir dans les 30 minutes qui suivent l’heure d’arrivée prévue selon le plan de vol en vigueur.
3 Si la clairance relative aux niveaux ne concerne qu’une partie de la route, l’aéronef sera maintenu aux derniers niveaux communiqués et confirmés jusqu’aux points spécifiés dans la clairance. Par la suite, il sera maintenu aux niveaux de croisière spécifiés dans le plan de vol déposé.
5 Les procédures locales particulières qui figurent dans la publication d’information aéronautique2 sont réservées.
1 Abrogé par le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, avec effet au 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
2 La publication d’information aéronautique peut être obtenue contre paiement auprès de Skyguide (aipversand@skyguide.ch) et consultée gratuitement à l’OFAC, 3003 Berne.
Chapitre 3 Règles de vol à vue
Section 1 Minimums applicables
Art. 23 Dispositions générales
1 De jour, les vols selon les règles de vol à vue seront effectués de telle manière que les minimums de visibilité et de distance par rapport aux nuages visés à la règle SERA.5001 soient respectés, sauf exceptions prévues aux al. 3 et 4.1
3 Dans l’espace aérien de classe G, le vol hors des nuages s’effectue en vue permanente du sol.
4 La visibilité en vol dans l’espace aérien de classe G s’élève en principe à 5000 m. Des visibilités en vol réduites, au plus, à 1500 m peuvent être autorisées pour des vols effectués:
à des vitesses de 140 kts IAS3, ou moins, pour laisser la possibilité de voir tout autre aéronef ou tout obstacle à temps pour éviter une collision; ou
dans des circonstances où la probabilité de rencontrer d’autres aéronefs serait normalement faible, par exemple dans des zones à faible densité de circulation et pour des travaux aériens à basse altitude.
5 Les hélicoptères peuvent voler avec une visibilité en vol de 800 m au moins s’ils volent à une vitesse qui permet de voir tout autre aéronef ou tout obstacle à temps pour éviter une collision. Les vols à des visibilités en vol inférieures à 800 m sont autorisés dans des cas particuliers tels que les vols médicaux, les vols de recherche et de sauvetage ainsi que les vols de lutte contre les incendies.
6 Les limites du jour et de la nuit sont fixées dans la publication d’information aéronautique4.
7 L’exploitation d’hélicoptères dans des cas particuliers tels que les vols médicaux, les vols de recherche et de sauvetage ainsi que les vols de lutte contre les incendies peut déroger aux conditions prévues par la règle SERA.5010, let. a et b.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DETEC du 10 oct. 2018, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 3847).
2 Abrogé par le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, avec effet au 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
3 IAS = Indicated Airspeed (vitesse indiquée)
4 La publication d’information aéronautique peut être obtenue contre paiement auprès de Skyguide (aipversand@skyguide.ch) et consultée gratuitement à l’OFAC, 3003 Berne.
Art. 241Décollages d’hélicoptères et de ballons par brouillard au sol ou par brouillard élevé
1 Lorsque les minimums ne peuvent pas être respectés en raison du brouillard au sol ou du brouillard élevé, le décollage d’hélicoptères conformément à l’art. 4, al. 1 du règlement d’exécution (UE) n° 923/2012 et le décollage de ballons sont autorisés si:
des conditions météorologiques de vol à vue règnent au-dessus de la couche de brouillard;
la limite inférieure de la couche de brouillard ne se trouve pas à plus de 200 m au-dessus de la place de décollage et que la couche elle-même n’a pas une épaisseur supérieure à 300 m.
2 L’OFAC définit des procédures de départ particulières pour ces cas-là.
3 Ces décollages de ballon ne sont autorisés que dans l’espace aérien de classe G.
Art. 25 Vol dans les nuages en planeur
1 Les vols dans les nuages en planeur obéissent aux règles suivantes:
ils ne sont autorisés que dans les cumulus et les cumulonimbus, mais jamais dans des bancs compacts de nuages;
les nuages ne doivent toucher aucun obstacle avoisinant;
la distance verticale entre la base du nuage et l’obstacle au sol le plus élevé doit être d’au moins 300 m.
2 Un vol dans les nuages ne peut débuter que s’il a été autorisé par l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne.
Art. 26 Zones de vol à voile
1 Les zones de vol à voile sont fixées dans la publication d’information aéronautique1. Elles sont publiées en tant que zones réglementées.
2 A l’intérieur de ces zones de vol à voile, dans l’espace aérien de la classe E, les planeurs observent, par dérogation à l’art. 23, al. 1, les distances minimales suivantes:
une distance verticale par rapport aux nuages de 50 m au moins;
une distance horizontale par rapport aux nuages de 100 m au moins.
3 Les règles relatives aux zones de vol à voile ne s’appliquent pas:
à l’intérieur de zones de contrôle actives (CTR2);
dans les régions de contrôle terminales (TMA3);
dans l’espace aérien de classe G;
dans les autres zones réglementées ou dangereuses.
4 La région de contrôle terminale est une portion de région de contrôle établie, en principe, au carrefour de routes ATS4 aux environs d’un ou de plusieurs aérodromes importants.
5 Les vols aux instruments sont interdits à l’intérieur des zones de vol à voile.
4 ATS = Air Traffic Service (service de la circulation aérienne)
Art. 27 Vols effectués de nuit selon les règles de vol à vue
1 Un plan de vol est déposé conformément à la règle SERA.4001 en cas de vol effectué de nuit selon les règles de vol à vue au-delà des abords d’un aérodrome. Cette obligation ne s’applique pas aux vols visés à l’art. 4, par. 1, du règlement (UE) no 923/2012 qui sont effectués de nuit dans les espaces aériens de classe E et G.
2 Les vols selon les règles de vol à vue ne peuvent être effectués de nuit qu’à partir et à destination d’aérodromes équipés et autorisés à cet effet. L’OFAC peut, dans des cas particuliers et aux conditions figurant aux al. 3 et 4, autoriser des dérogations à cette restriction. Cette dernière n’est pas applicable aux vols de recherche et de sauvetage, de police, d’instruction et de transport urgent effectués par hélicoptère, ainsi qu’aux vols en ballon.
3 Les valeurs minimales suivantes s’appliquent aux vols effectués de nuit selon les règles de vol à vue:
visibilité en vol: 8 km;
distance horizontale par rapport aux nuages: 1,5 km;
distance verticale par rapport aux nuages: 300 m (1000 ft);
vue du sol: permanente à 900 m (3000 ft) au-dessus du niveau moyen de la mer et au-dessous ou à 300 m (1000 ft) au-dessus du relief, si ce niveau est plus élevé.
4 Lorsque l’aérodrome n’est pas doté d’un organe du contrôle de la circulation aérienne en activité, une dérogation aux minimums prescrits à l’al. 3 est également admise avec l’autorisation du chef d’aérodrome si l’aérodrome et l’aéronef restent constamment en vue l’un de l’autre. Les minimums visés à la règle SERA.5001 doivent cependant toujours être respectés.3
5 L’exploitation d’hélicoptères peut déroger aux minimums prévus par les al. 3 et 4 dans des cas particuliers tels que les vols médicaux, les vols de recherche et de sauvetage ainsi que les vols de lutte contre les incendies.4
6 En vol effectué de nuit selon les règles de vol à vue, l’aéronef établit et maintient une communication bilatérale sur le canal radio approprié du service de la circulation aérienne, pour autant qu’il soit disponible.
7 Conformément à la règle SERA.5010 et par dérogation à l’al. 3, des vols à vue spé-ciaux peuvent être autorisés à l’intérieur de zones de contrôle.5
2 Introduite par le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
3 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
4 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
5 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
Art. 28 Hauteurs minimales de vol
1 Les hauteurs minimales visées à la règle SERA.5005, let. f, s’appliquent aux vols selon les règles de vol à vue de nuit comme de jour.
2 Dans la mesure où ils sont nécessaires, les vols au-dessous des hauteurs minimales ne sont autorisés que:
lors de vols de recherche, de sauvetage ou de police;
pour les besoins du décollage et de l’atterrissage;
dans le cadre d’exercices d’atterrissage d’urgence en avion en dehors des régions fortement peuplées à condition qu’un instructeur ou un pilote autorisé à diriger une initiation soit présent à bord;
lors de vols en hélicoptère effectués à des fins d’instruction en dehors des régions fortement peuplées et, avec l’autorisation du chef d’aérodrome, à des fins d’entraînement sur un aérodrome ou à proximité d’un aérodrome;
lors de vols en ballon libre effectués à des fins d’instruction, à condition qu’un instructeur soit présent à bord; ou
avec une autorisation spéciale de l’OFAC.
3 La hauteur minimale pour les vols de pente en planeur est de 60 m au-dessus du sol. Un écartement latéral de sécurité suffisant doit être maintenu par rapport à la pente.
Section 2 Emport de transpondeurs
Art. 291Emport et utilisation obligatoires
1 Les aéronefs motorisés qui volent selon les règles de vol à vue emportent et utilisent dans les cas suivants un transpondeur mode S de niveau 2 au moins répondant au besoin de la surveillance élémentaire et disposant de la gestion du code SI:
lors de vols dans les espaces aériens des classes C et D;
à une altitude qui n’est pas inférieure à 2100 m (7000 ft) en cas de vol dans les espaces aériens de la classe E;
lors de vols à vue de nuit, quelle que soit la classe d’espace aérien.
2 L’emport et l’utilisation d’un transpondeur tel que celui visé à l’al. 1 sont également obligatoires:
lors de vols de nuit en ballon, quelle que soit la classe d’espace aérien;
lors de vols selon les règles de vol à vue effectués au moyen d’aéronefs motorisés ou non motorisés dans l’espace aérien de classe G à plus de 300 m (1000 ft) au-dessus du relief dans le respect des valeurs minimums visées à l’art. 23, al. 3;
lors de décollages d’hélicoptères et de ballons par brouillard au sol ou par brouillard élevé conformément à l’art. 24, quelle que soit la classe d’espace aérien.
3 En outre, dans les zones à utilisation obligatoire de transpondeur définies par l’OFAC en application du règlement d’exécution (UE) no 923/2012, l’emport et l’utilisation d’un transpondeur mode S répondant aux exigences énoncées à l’al. 1 sont obligatoires.
4 Dès lors qu’un transpondeur est emporté, il doit aussi être utilisé lors de vols pour lesquels aucune utilisation n’est obligatoire aux termes des al. 1 à 3 (règle SERA.13001, let. a). Ce qui précède ne s’applique aux aéronefs non motorisés que pour autant que ceux-ci disposent d’une alimentation électrique suffisante (règle SERA.13001, let. c).
5 Par dérogation aux al. 1 et 4, l’organe compétent du contrôle de la circulation aérienne peut émettre une consigne exigeant l’extinction du transpondeur.
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DETEC du 10 oct. 2018, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 3847).
Art. 29a1Prescriptions d’utilisation
1 L’utilisation du transpondeur est régie par les règles SERA.13001, let. b, SERA.13005, let. a et b, SERA.13010, let. a, et SERA.13015, let. a.
2 Les codes à employer sont publiés dans la publication d’information aéronautique2.
3 Les exploitants d’aéronefs veillent à ce que les données transmises par le transpondeur mode S soient exactes, complètes et à jour. Cela vaut aussi pour les données transmises sur une base volontaire.
1 Introduit par le ch. I de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
Chapitre 4 Règles de vol aux instruments
Art. 30 Hauteurs minimales de vol
1 Les hauteurs minimales de vol suivantes s’appliquent aux vols aux instruments:
au-dessus des régions montagneuses de plus de 3050 m d’altitude: au moins 600 m (2000 ft) au-dessus de l’obstacle le plus élevé situé dans un rayon de 8 km autour de la position estimée de l’aéronef;
partout ailleurs: au moins 300 m (1000 ft) au-dessus de l’obstacle le plus élevé situé dans un rayon de 8 km autour de la position estimée de l’aéronef.1
2 Il est admis de déroger aux hauteurs minimales de vol pour les besoins du décollage et de l’atterrissage.
Art. 31 Transpondeur
1 Les aéronefs motorisés volant selon les règles de vol aux instruments emportent et utilisent un transpondeur mode S de niveau 2 au moins répondant au besoin de la surveillance élémentaire disposant de la gestion du code SI.
2 L’organe du contrôle de la circulation aérienne compétent peut émettre une consigne exigeant l’extinction du transpondeur.
Art. 32 Abrogation et modification d’autres actes
1 L’ordonnance du DETEC du 4 mai 1981 concernant les règles de l’air applicables aux aéronefs1 est abrogée.
2 La modification d’autres actes est réglée dans l’appendice 2.
1 RO 1981 1066, 1985 1908 ch. II, 1989 560, 1992 548, 1993 1377, 1994 3076 art. 22 ch. 1, 1996 2802, 1997 905, 2001 511, 2006 4279 4701, 2008 639, 2011 1153
Art. 33 Disposition transitoire
Par dérogation à l’art. 29, les transpondeurs mode A/C déjà installés à bord d’aéronefs à la date de l’entrée en vigueur de la présente ordonnance restent utilisables pour les vols selon les règles de vol à vue jusqu’au 31 mars 2016 quelle que soit la classe d’espace aérien. Toutefois, en cas d’échange de ces transpondeurs, ceux-ci doivent être remplacés par des transpondeurs tels que ceux spécifiés à l’art. 29, al. 1, au cas où ils sont utilisés dans des espaces aériens soumis à une obligation d’emport et d’utilisation de transpondeur conformément à l’art. 29.
La présente ordonnance entre en vigueur le 15 juin 2015.
Utilisation des classes d’espace aérien en Suisse
N’est pas utilisée en Suisse
Espace aérien au-dessus du FL 1952
Régions de contrôle terminales avec fort trafic selon les règles de vol aux instruments
Jura-Plateau FL 100 jusqu’au FL 195
Voies aériennes dans les Alpes
durant les heures d’exploitation MIL FL 130 jusqu’au FL 195
hors des heures d’exploitation MIL FL 150 jusqu’au FL 195
conformément à la carte aéronautique 1:500 0003 et à la publication d’information aéronautique4
Autres régions de contrôle terminales (TMA) avec trafic selon les règles de vol aux instruments
Zones de contrôle (CTR)
conformément à la carte aéronautique 1:500 000 et à la publication d’information aéronautique
Hors des espaces des classes G, D et C
Sol jusqu’à 600 m (2 000 ft) AGL5
1 Mise à jour selon le ch. II de l’O du DETEC du 13 sept. 2017, en vigueur depuis le 12 oct. 2017 (RO 2017 5067).
2 FL = Flight Level (niveau de vol)
3 La publication peut être obtenue contre paiement auprès de l’Office fédéral de la topographie, 3084 Wabern, et consultée gratuitement à l’OFAC, 3003 Berne.
5 AGL = Above Ground Level (hauteur au-dessus du sol)
(art. 32, al. 2)
Modification d’un autre acte
1 La mod. peut être consultée au RO 2015 1643.
RO 2015 1643
1 RS 748.012 Règlement d’exécution (UE) no 923/2012 de la Commission du 26 sept. 2012 établissant les règles de l’air communes et les dispositions opérationnelles relatives aux services et procédures de navigation aérienne et modifiant le règlement d’exécution (UE) no 1035/2011, ainsi que les règlements (CE) no 1265/2007, (CE) no 1794/2006, (CE) no 730/2006, (CE) no 1033/2006 et (UE) no 255/2010.3 RS 0.748.127.192.68

References: Art. 2

Art. 10

Art. 15

Art. 24

Art. 29

Art. 29

Art. 1

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 241

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 291

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32
 Art. 22

Art. 1

Art. 2

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 241

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 291

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32
 art. 22

Art. 33