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Timestamp: 2019-05-21 23:28:58+00:00

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 gennaio 2018, n. 1634. Ai fini del licenziamento per superamento del periodo di comporto - Renato D'Isa
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Ai fini del licenziamento per superamento del periodo di comporto il datore non può limitarsi a produrre le buste paga senza i certificati medici.
Sentenza 23 gennaio 2018, n. 1634
3. La (OMISSIS) s.p.a. ricorre per la cassazione di questa sentenza con tre motivi (il primo articolato in piu’ punti), illustrati da memoria. Il lavoratore resiste con controricorso. Le societa’ (OMISSIS) s.p.a. e (OMISSIS) s.p.a. sono rimaste intimate.
3. Con il terzo motivo il ricorrente denunzia nullita’ della sentenza per “totale contraddittorieta’ e/o apparenza di motivazione o motivazione manifestamente illogica (in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 4)” avendo, la Corte territoriale, omesso qualsivoglia motivazione circa la qualificazione del periodo 819.8.2007 quale ferie ovvero quale malattia, nonostante tale. Fosse stato controverso tra le parti sin dal primo grado.
In particolare, si deve ribadire, il consolidato orientamento di legittimita’, per il quale il licenziamento per superamento del periodo di comporto e’ assimilabile non gia’ ad un licenziamento disciplinare ma ad un licenziamento per giustificato motivo oggettivo; cosi’ che “solo impropriamente, riguardo ad esso, si puo’ parlare di contestazione delle assenze, non essendo necessaria la completa e minuta descrizione delle circostanze di fatto relative alla causale e trattandosi di eventi, l’assenza per malattia, di cui il lavoratore ha conoscenza diretta. Ne consegue che il datore di lavoro non deve indicare i singoli giorni di assenza, potendosi ritenere sufficienti indicazioni piu’ complessive, idonee ad evidenziare un superamento del periodo di comporto in relazione alla disciplina contrattuale applicabile, come l’indicazione del numero totale delle assenze verificatesi in un determinato periodo, fermo restando l’onere, nell’eventuale sede giudiziaria, di allegare e provare, compiutamente, i fatti costitutivi del potere esercitato”: Cass. n. 11092/2005; in senso conforme Cass. n. 284/2017; Cass. n. 23312/2010; Cass. n. 23920/2010.
Il licenziamento per superamento del periodo di comporto configura una causa di impossibilita’ della prestazione lavorativa, di carattere temporaneo e implicante la totale impossibilita’ della prestazione, che determina ai sensi dell’articolo 2110 c.c., la legittimita’ del licenziamento quando ha causato l’astensione dal lavoro per un tempo superiore al periodo di comporto: discende dalla L. n. 604 del 1966, articolo 5 l’onere di provare, a carico del datore di lavoro, il requisito costitutivo dell’esercizio del potere espulsivo ossia il superamento, da parte del lavoratore, di un numero di assenze per malattia indicate – come nel caso di specie – dalla contrattazione di settore quale limite massimo alla conservazione del rapporto di lavoro.

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Sentenza 
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 Cass. 
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 articolo 5