Source: http://www.macchinematematiche.org/index.php?option=com_content&view=article&id=64&Itemid=141&lang=en
Timestamp: 2019-10-16 02:58:22+00:00

Document:
Statuto dell' Associazione MACCHINE MATEMATICHE
rep. 108830/15809
I - DENOMINAZIONE - SEDE - SCOPO - DURATA
Art. 1 - Nell'ambito di un progetto innovativo per l'insegnamento della geometria, sviluppato dal Nucleo di Ricerca in Storia e Didattica della Matematica del Dipartimento di Matematica dell'Università di Modena, coordinato dalla prof.ssa Maria G. Bartolini Bussi, usufruendo anche di contributi del Comune di Modena, a partire dall'anno 1982 sono state progettate e costruite dagli insegnanti del Liceo Scientifico A. Tassoni proff. Annalisa Martinez, Marcello Pergola e Carla Zanoli circa duecento macchine matematiche, utilizzate dagli autori nello svolgimento dell'attività didattica liceale. A partire dall'anno 1997 la collezione delle macchine matematiche è stata ospitata dal Centro Museo universitario di Storia Naturale e della Strumentazione Scientifica dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Per conto del Centro sono state svolte attività didattiche con studenti e attività seminariali con insegnanti e sono state organizzate mostre (Modena 1992, Torino 1996, Modena 1998, Cesenatico 2000, Treviso 2002, Cesena 2002, Firenze 2002, Modena 2003). Esemplari delle macchine destinati a esposizioni pubbliche o ad attività nelle scuole sono stati forniti a diverse istituzioni italiane e straniere (Francia, Olanda, Messico).
Allo scopo di fare proseguire e sviluppare tale attività da parte di un gruppo più consistente di persone, interessate alla promozione della cultura e della ricerca scientifica, viene costituita una associazione di promozione sociale a norma della L. 7.12.2000 n. 383, della L.R. Emilia Romagna 9.12.2002 n. 34 e disposizioni successive con la denominazione
Art. 2 - L'associazione ha sede in Modena.
Art.3 - L 'associazione ha lo scopo di diffondere la cultura matematico-geometrica con particolare attenzione alle sue radici storiche.
Per la realizzazione dei propri scopi e al fine di perseguire interessi rilevanti per la collettività l’associazione promuove , organizza e svolge:
1. attività di formazione e aggiornamento (seminari, corsi, conferenze) per gli insegnanti e le figure professionali che operano nelle scuole di ogni ordine e grado;
2. ricerche di storia e didattica della matematica, traduzione e diffusione di fonti storiche;
3. progettazione, costruzione e diffusione di materiale didattico (modelli fisici, materiali multimediali) per l'insegnamento della geometria;
4. manutenzione e restauro dei modelli fisici prodotti;
5. allestimento di mostre con organizzazione di visite guidate rivolte sia a studenti che ad un pubblico generico;
6. ogni altra attività utile e strumentale agli scopi che l'associazione si propone.
L’associazione, esclusa ogni connotazione politica, si basa sui principi dell’associazionismo liberamente costituito e ispirato ai valori di impegno sociale sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo.
Essa pertanto opera nell'ambito delle risorse del volontariato, dell'aggregazione sociale e della collaborazione con altri organismi, pubblici e privati.
In funzione del perseguimento dei propri scopi e non per fini di lucro l'associazione può anche esercitare attività di natura commerciale nel rispetto delle disposizioni di legge e delle norme tributarie in materia.
Art. 4 - La durata dell'associazione è a tempo indeterminato.
II - RISORSE ECONOMICHE
Art. 5 - L'associazione trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:
b) contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di
istituzioni pubbliche e di altri enti, pubblici e privati;
d) entrate derivanti da prestazione di servizi convenzionati;
e) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale o artigianale, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria, e comunque finalizzate al raggiungimento degli scopi istituzionali;
h) entrate derivanti da manifestazioni e da iniziative promozionali, finalizzate al proprio autofinanziamento, quali esposizioni, feste e sottoscrizioni, anche a premi.
Art. 6 - L'associazione non ha fini di lucro e i proventi non possono in nessun caso essere divisi fra gli associati, neppure in forme indirette.
Gli avanzi di gestione devono essere reinvestiti interamente nelle iniziative dirette alla realizzazione delle finalità istituzionali previste dallo statuto dell'associazione.
I fondi e le riserve, costituiti con le risorse economiche di cui sopra, non possono essere distribuiti agli associati né durante l'esistenza dell'associazione né all'atto del suo scioglimento.
In caso di scioglimento o di estinzione dell'associazione per qualsiasi causa il patrimonio residuo dopo la liquidazione deve essere devoluto a fini di utilità sociale.
Art. 7 - Per lo svolgimento delle proprie attività l'associazione si avvale prevalentemente dell'opera prestata dai propri associati in forma volontaria, libera e gratuita.
L'associazione tuttavia in caso di particolari necessità può fare ricorso a prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, anche fornite dai propri associati.
Art. 8 - L'esercizio finanziario dell'associazione ha inizio il dì 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio finanziario il consiglio direttivo redige il rendiconto dell'esercizio e lo sottopone all'approvazione dell'assemblea degli associati unita- mente alla relazione del collegio dei revisori, se nominato.
III - ASSOCIATI
Art. 9 -Il numero degli associati è illimitato.
L'associazione è aperta a tutti coloro, persone fisiche e enti, che sono interessati al perseguimento dei suoi scopi e ne condividono le finalità istituzionali.
Il domicilio degli associati, per quanto riguarda i loro rapporti con l'associazione, è quello risultate dal libro degli associati.
Art. 10 - Chi intende aderire all'associazione deve presentare domanda di ammissione.
Sulla domanda si pronuncia il consiglio direttivo entro due mesi dalla presentazione e l'eventuale rigetto deve essere motivato.
Contro il rigetto il richiedente può fare ricorso all'assemblea degli associati, che ne viene investita in occasione nella sua prima riunione successiva.
Il consiglio direttivo iscrive il richiedente nel libro degli associati, previo versamento della quota associativa, se istituita dal consiglio direttivo.
Art. 11 - La qualità di associato si perde per recesso, per esclusione o per decesso.
Il recesso deve essere comunicato dall'associato all'associazione in forma scritta con un preavviso di almeno due mesi dalla chiusura dell'esercizio finanziario.
L'esclusione dell'associato è deliberata dal consiglio direttivo per:
mancato pagamento della quota associativa, se istituita dal consiglio direttivo, dopo sei mesi dalla scadenza;
violazioni rilevanti o persistenti degli obblighi associativi. Prima di procedere all'esclusione dell'associato il consiglio direttiva deve contestargli per iscritto gli addebiti e consentirgli facoltà di replica.
Contro il provvedimento di esclusione l'associato può fare ricorso all'assemblea degli associati, che ne viene investita in occasione nella sua prima riunione successiva.
Il ricorso non ha effetto sospensivo sul provvedimento di esclusione.
L'associato receduto, escluso o deceduto non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.
Art. 12 -Gli associati sono obbligati a:
a) osservare lo statuto dell'associazione, i regolamenti interni approvati dal consiglio direttivo e le deliberazioni degli organi dell'associazione;
b) versare la quota associativa iniziale e annuale, se istituite dal consiglio direttivo;
c) mantenere un comportamento corretto nei confronti dell'associazione, dei suoi organi e degli altri associati.
Art. 13 -Gli associati hanno diritto di:
a) partecipare alle attività promosse dall'associazione; ,
h) partecipare all'assemblea degli associati con diritto di voto;
Gli associati non possono vantare alcun diritto nei confronti del patrimonio o del fondo comune dell'associazione.
IV - ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI
Art. 15 - L'assemblea degli associati:
a) fissa gli indirizzi dell'attività dell'associazione;
h) nomina i membri del consiglio direttivo, il presidente e eventualmente i componenti del collegio dei revisori;
h) approva il rendiconto dell'esercizio;
d) adotta i regolamenti interni eventualmente proposti dal consiglio direttivo;
e) delibera su tutti gli altri argomenti sottoposti al suo esame dal consiglio direttivo. L'assemblea si riunisce presso la sede dell'associazione o in altro luogo indicato nell'avviso di convocazione, purché in Italia.
Art. 16 - Hanno diritto di intervenire all'assemblea tutti gli associati.
Ogni associato, persona fisica o ente, dispone di un solo voto.
L'associato può farsi rappresentare in assemblea da un altro associato, che non sia membro del consiglio direttivo o del collegio dei revisori, mediante semplice delega scritta
Ogni associato non può ricevere più di dieci deleghe.
Le deleghe sono conservate agli atti dell'associazione.
Art. 17 - L'assemblea deve essere convocata almeno una volta all'anno per l'approvazione del rendiconto dell'esercizio.
L'assemblea deve inoltre essere convocata tutte le volte che il consiglio direttivo lo ritenga opportuno e quando ne sia fatta richiesta dal collegio dei revisori o da almeno un decimo de-
gli associati con l'indicazione delle materie da trattare.
Art. 18 - L'assemblea viene convocata mediante avviso, contenente l'elenco delle materie da trattare e l'indicazione del luogo, della data e dell'ora della riunione, spedito o recapitato agli associati almeno dieci giorni prima di quello fissato per la riunione al domicilio risultante dal libro degli associati o all'indirizzo di posta elettronica o al numero di telefax comunicati dagli associati con indicazione espressa di tale finalità.
L'avviso può contenere l'indicazione del luogo, della data e dell'ora dell'eventuale riunione in seconda convocazione, che non può avere luogo nello stesso giorno della prima.
Sono tuttavia valide le assemblee, anche in mancanza di formale convocazione, quando vi intervengano tutti gli associati e siano presenti tutti i membri del consiglio direttivo in carica e del collegio dei revisori in carica, se nominato.
Art. 19 - L'assemblea è presieduta dal presidente del consiglio direttivo o, in difetto, dal vice presidente e, in mancanza, da altro membro del consiglio direttivo, scelto dai componenti del consiglio direttivo presenti, o da persona, anche estranea all'associazione, designata dagli associati intervenuti.
Il presidente nomina un segretario, anche estraneo all'associazione, che lo assiste, salvo che non vi provveda l'assemblea, accerta il diritto degli intervenuti di partecipare all'assemblea, controlla la regolarità delle deleghe, dirige la discussione e proclama il risultato delle votazioni.
Il verbale dell'assemblea viene redatto dal segretario sotto la direzione del presidente della stessa e sottoscritto da entrambi.
Art. 20 - L'assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con l'intervento in proprio o per delega di almeno la metà degli associati e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati intervenuti, salvo che si tratti di deliberare sulla modificazione dello statuto, nel qual caso anche in seconda convocazione occorre l'intervento di almeno la metà degli associati.
L'assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti degli associati intervenuti.
V - CONSIGLIO DIRETTIVO
Art. 21 - Il consiglio direttivo è formato da un minimo di tre a un massimo di undici consiglieri, nominati dall'assemblea fra gli associati.
Il consiglio direttivo nomina fra i propri membri il presidente e eventualmente il vice presidente, qualora non vi abbia provveduto l'assemblea. Il consiglio direttivo può nominare un segretario, anche estraneo al consiglio.
I componenti del consiglio direttivo rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili.
La carica di membro del consiglio direttivo è gratuita.
Art. 22 - In caso di cessazione dalla carica di un membro per qualsiasi motivo il consiglio direttivo può provvedere alla sua sostituzione.
I componenti così nominati restano in carica fino alla successiva assemblea, che provvede alla reintegrazione del consiglio.
In caso di cessazione dalla carica di oltre la metà dei membri del consiglio direttivo nominati dall'assemblea, decade l'intero consiglio direttivo e deve essere convocata senza indugio l'assemblea per la nomina del nuovo consiglio direttivo.
I membri del consiglio direttivo possono essere revocati in qualsiasi momento dalla carica per deliberazione dell'assemblea, che provvede alla loro sostituzione.
Art. 23 - Il consiglio direttivo è convocato dal presidente, ogni qualvolta lo ritenga opportuno o quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri in carica o dal collegio dei revisori.
La convocazione è fatta con le stesse formalità previste per la convocazione dell'assemblea degli associati.
In caso di urgenza il consiglio direttivo può essere convocato anche telegraficamente o telefonicamente con un preavviso di almeno ventiquattro ore.
Sono tuttavia valide le riunioni del consiglio direttivo, anche in mancanza di formale convocazione, quando siano presenti tutti i suoi componenti in carica e tutti i componenti del collegio dei revisori in carica, se nominato.
Art. 24 - Le riunioni del consiglio direttivo sono presiedute dal presidente o, in difetto, dal vice presidente e, in mancanza, da un consigliere nominato dai membri prèsenti.
Se non è stato nominato o non è presente il segretario del consiglio direttivo, il presidente nomina un segretario, anche estraneo al consiglio.
Il consiglio direttivo delibera con l'intervento della maggioranza dei suoi membri e con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. Delle riunioni del consiglio direttivo deve essere redatto verbale, sottoscritto dal presidente e dal segretario.
Art. 25 -Il consiglio direttivo:
a) da esecuzione alle deliberazioni dell'assemblea degli associati;
b) redige il rendiconto dell'esercizio;
c) delibera sull'ammissione e sull'esclusione degli associati;
d) fissa l'eventuale quota associativa iniziale e annuale;
e) compie tutti gli atti di amministrazione ordinaria e straordinaria, che non siano riservati dalla legge o dallo statuto all'assemblea degli associati.
Il consiglio direttivo può dare speciali incarichi a uno o più dei suoi membri, istituire comitati esecutivi al proprio interno o scientifici con l'intervento anche di terzi, delegare proprie attribuzioni a singoli componenti e al comitato esecutivo e nominare procuratori.
Art. 26 -La rappresentanza legale dell'associazione di fronte ai terzi e in giudizio spetta al presidente del consiglio direttivo o, in caso di sua assenza o impedimento al vice presidente, se nominato.
La rappresentanza legale dell'associazione spetta inoltre disgiuntamente dal presidente a quei consiglieri, cui sia stata conferita dal consiglio direttivo, nei limiti delle operazioni delegate.
VI - COLLEGIO DEI REVISORI
Art. 27 - L'assemblea degli associati, qualora lo ritenga opportuno, può nominare il collegio dei revisori, composto di tre membri effettivi e due supplenti, designando tra i membri effettivi il presidente.
I revisori possono essere anche estranei all'associazione, durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
L'assemblea può fissare un compenso a favore del presidente e dei membri effettivi del collegio dei revisori.
Art. 28 - Il collegio dei revisori controlla l'amministrazione dell'associazione, la corretta tenuta della contabilità e la corrispondenza del rendiconto con le scritture contabili e ne riferisce annualmente all'assemblea degli associati, convocata per l'approvazione del rendiconto dell'esercizio.
I revisori partecipano alle assemblee degli associati e alle riunioni del consiglio direttivo.
Art. 29 -In mancanza del collegio dei revisori gli associati possono chiedere al consiglio direttivo notizie e informazione sull'andamento della gestione e sulle operazioni dell'associazione.
VII - SCIOGLIMENTO
Art. 30 - In caso di scioglimento dell'associazione l'assemblea nomina, se del caso, uno o più liquidatori, determinandone i poteri e l'eventuale compenso, e stabilisce la devoluzione a
fini di utilità sociale del patrimonio residuo dopo la liquidazione.
VIII - DISPOSIZIONI FINALI
Art. 31 -Per quanto non previsto nello statuto si fa riferimento al codice civile e alle altre leggi vigenti in materia.
F.to: Annalisa Martinez
: Carla Zanoli
: Marcello Pergola
: Marco Turrini
: SILVIO VEZZI NOTAIO -sigillo -.
Copia conforme all'originale su undici pagine.
Modena, lì 6 Giugno 2003

References: Art. 1

Art. 2

Art.3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31