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Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Servizio al cittadino Corso di formazione per passaggi darea Storico dellArte. - ppt scaricare
PubblicatoFranca Natale Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Servizio al cittadino Corso di formazione per passaggi darea Storico dellArte."— Transcript della presentazione:
1 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Servizio al cittadino Corso di formazione per passaggi darea Storico dellArte
2 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Di cosa parleremo in breve Carta della qualità dei servizi dei musei Accoglienza Servizi al cittadino
3 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Testi di riferimento Atto dindirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei (art. 150, comma 6, D.L. n. 112/1998). Codice dei beni culturali e del paesaggio, (D. L. numero 42 del 22 gennaio 2004 e successive modifiche e integrazioni, fino alle ultime due disposizioni del marzo 2008). Carta della qualità dei servizi (D.M. 18.X.2007)
4 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Carta della qualità: cosa è E un vero e proprio patto con gli utenti che fissa principi e regole tra chi eroga il servizio e chi ne usufruisce. Tutte le carte si ispirano ai principi fondamentali contenuti nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1994. Ma è con la direttiva Nicolais del 2007, dal titolo Per una pubblica amministrazione di qualità che si richiede alle amministrazioni un impegno concreto per il miglioramento continuo. I principi fondamentali sono quelli delluguaglianza e dellimparzialità, della continuità, della partecipazione, dellefficienza e dellefficacia.
5 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La Carta della qualità dei servizi: un impegno per la qualità, un impegno per linformazione La Direttiva del Ministro,emanata il 18.X.2007, introduce lobbligo di adozione della Carta e fornisce una serie di linee guida per ciascuna tipologia di Istituto. La Carta della qualità dei servizi impegna i musei, le aree e parchi archeologici, le biblioteche e gli archivi ad informare il pubblico sul livello di qualità dei servizi Esistono tre modelli della Carta (Musei, Archivi e Biblioteche)
6 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La Carta della qualità dei servizi: la partenza 5 Archivi di Stato Palermo,Catania,Messina, Ragusa,Trapani 2 Biblioteche Nazionale Vittorio Emanuele III,Napoli Universitaria, Sassari 6 Musei e Aree archeologiche Museo archeologico, Napoli Museo archeologico Paestum Parco archeologico Velia Museo di Capodimonte Reggia di Caserta Pinacoteca Cagliari
7 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Tutti gli Istituti e i luoghi della cultura che erogano servizi pubblici mettono a disposizione degli utenti la propria carta con i relativi standard di prestazione. Le Carte indicano precisi livelli e standard qualitativi cui attenersi e non possono contenere impegni indefiniti e non controllabili o peggio ancora vaghe promesse e dichiarazioni di intenti.
8 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La Carta della qualità dei servizi: fattori di qualità e indicatori I fattori di qualità e gli indicatori che ne derivano, ritenuti rilevanti per la soddisfazione dellutenza, sono: - la regolarità e la continuità del servizio - laccoglienza del visitatore - lampiezza dellofferta - i servizi per leducazione e la didattica o per la consultazione - lesistenza di strutture o strumenti per le persone con disabilità
9 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 I fattori/indicatori di qualità per le persone con disabilità sui quali si prevedono impegni precisi sono: per laccoglienza laccesso facilitato e, per la fruizione, la mediazione attraverso lassistenza qualificata per le categorie svantaggiate nonchè la disponibilità di strumenti specifici per disabilità sensoriali e cognitive.
10 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Un primo dato: gli indicatori sono tarati su utenze diverse
11 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Carta della qualità – Musei,Aree archeologiche – Selezione contenuti
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17 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Valutare il gradimento dei servizi offerti Rapporto con il pubblico si basa sulla collaborazione concreta tra istituzione e persona Per valutare lefficacia del proprio rapporto con il pubblico, il museo deve provvedere a sollecitare: osservazioni e reclami dei visitatori segnalando all'ingresso la possibilità che il visitatore manifesti critiche e suggerimenti (in un apposito registro o attraverso la compilazione di un modello prestampato). La direzione esaminerà periodicamente le considerazioni espresse e le sottoporrà al personale del museo, al quale richiederà ulteriori proposte e suggerimenti.
18 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei AMBITO VII tratta dei RAPPORTI DEL MUSEO CON IL PUBBLICO E RELATIVI SERVIZI (cfr. Gazzetta Ufficiale n.238, 19 ottobre 2001) (Decreto del 10 maggio 2001 )
19 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti LAtto di Indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei (art. 150, comma 6, D.L. n. 112/1998). è un decreto istituito nel maggio 2001 Contiene una serie di criteri tecnico scientifici e di standard minimi cui riferirsi per garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni. ( in corso di revisione) E diviso in Ambiti (ognuno dei quali affronta aspetti legati alla vita del museo, dallo status giuridico alle strutture del museo, alla gestione delle collezioni).
20 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti LAmbito VII tratta dei Rapporti del museo con il pubblico e relativi servizi
21 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti LAmbito VII affronta alcuni temi che sono connessi allarea dellaccoglienza Condizioni di accessibilità e fruibilità Orario di apertura Modalità di accesso Accoglienza e servizio informazioni Assistenza a speciali categorie di utenti
22 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti LAmbito affronta anche aree apparentemente marginali come: lorganizzazione di spazi custoditi a uso di guardaroba gli spazi per la sosta e il riposo le aree per la proiezione di audiovisivi
23 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti Laccoglienza al pubblico del museo, quindi, e fatta di elementi indispensabili cui si deve dare la massima visibilità. Qualche esempio Organizzazione di uno sportello/punto per le informazioni (ruolo chiave del personale che deve orientare gli utenti) Servizio di biglietteria Affissione del regolamento (contiene diritti e doveri dei visitatori,norme di sicurezza,fasi di accesso e uscita,eventuale fruizione di servizi nel corso della visita,quali didattica,punti vendita ecc.) Assistenza a speciali categorie di utenti
24 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti Nelle condizioni preliminari di accessibilità e fruibilità,, lAtto si occupa in specifico dellassistenza a speciali categorie di utenti. Si parte dalla raggiungibilità del sito, che deve essere garantita sia con mezzo pubblico che privato, prevedendo anche il parcheggio nelle immediate adiacenze. Successivamente si affronta il superamento delle barriere architettoniche allentrata, alluscita e nei percorsi. Il museo deve risultare accessibile e fruibile in ogni sua parte pubblica alla totalità dei visitatori, specificando che anche i visitatori con svantaggi di vario genere devono essere messi in grado di fruire pienamente della visita e dei servizi, con attenzione alle disabilità sensoriali nella progettazione dellallestimento, e con un esplicito riferimento alla leggibilità delle didascalie.
25 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Atto dindirizzo: i contenuti Queste sono norme fondamentali per la vita del museo e il corretto rapporto con il pubblico
26 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Un altro aspetto interessante è affrontato nel punto 3 dellAmbito VII, Servizi speciali per gli utenti in cui si ribadisce la missione educativa del museo, la funzione di studio, documentazione, produzione scientifica svolta dallo staff tecnico dellistituto, nellottica di fare del museo un luogo di eccellenza per lapproccio al passato, integrativo della formazione scolastica e universitaria nonché dei percorsi culturali individuali.
27 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 I servizi speciali Servizio educativo Biblioteca e Centro di documentazione Fototeca Laboratorio didattico
28 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Il museo, insomma, deve garantire al pubblico una fruizione agevole e una permanenza piacevole. Concetto forte è raggiungimento della migliore qualità del servizio che va perseguita con ogni mezzo.
29 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Individuiamo il pubblico Quale pubblico ?
30 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Pubblico o…. pubblici ? Famiglie, scuole,anziani studenti, cultori della materia, studiosi, gruppi, turisti, insegnanti, associazioni,persone con disabilità…
31 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Laccoglienza del pubblico Il ruolo dellaccoglienza e unassistenza attenta e capace di un buon livello di comunicazione verbale, si rendono sempre più necessari, perché sempre più sono partecipi dellesperienza del museo categorie di persone con esigenze diversificate: famiglie con bambini piccoli visitatori della terza età persone con disabilità
32 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Laccoglienza del pubblico: una questione di reciproco scambio L accoglienza del pubblico al museo è un segmento strategico poiché è attraverso le strutture, i materiali e i servizi che il museo mette in campo che si agevolano: la visita la comprensione del percorso espositivo la conoscenza delle opere e degli oggetti esposti e si stimola linteresse e il desiderio di approfondimento culturale favorendo unesperienza di visita soddisfacente e piacevole
33 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Un interlocutore inesistente ? Ma esiste anche un Non pubblico
34 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Un interlocutore inesistente ? Il significato del termine, stimolante e forse anche un po provocatorio, è chiarito con grande puntualità nelle pubblicazioni informative prodotte dai servizi educativi dei Musei Reali di Belle Arti del Belgio già dal 2003.
35 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Non pubblico La negazione di questo sostantivo indica fasce di popolazione per le quali non è poi così scontato visitare un museo! Qualche causa a) comportamenti di autoesclusione dallevento, dovuti ad una personale percezione di inadeguatezza o alla mancanza di strumenti interpretativi b) mancanza di interesse allevento stesso c) oggettiva impossibilità di accesso al servizio, indipendente dalla volontà degli interessati
36 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Non pubblico: cosa nasconde questo termine Questo gioco di parole apparentemente innocuo, maschera realtà sociali molto serie: quelle dei disabili sensoriali o psichici o di chi vive pesanti situazioni di esclusione sociale, di non partecipazione alla vita e alla cultura del paese.
37 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Non pubblico: cosa nasconde questo termine una scarsa scolarizzazione una conoscenza ridotta della lingua madre, un processo di inserimento in un paese in cui si arriva come forza lavoro e nel quale si vive culturalmente a margine Ecco alcune delle cause che generano una situazione di oggettiva difficoltà nella fruizione del patrimonio culturale.
38 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Non pubblico: cosa nasconde questo termine Creare le condizioni che permettano a questo pubblico negato il passaggio nella categoria dei frequentatori, anche sporadici, del museo è una delle attività più meritorie ed eticamente alte che il museo può intraprendere.
39 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Strategie di lavoro e un piccolo racconto ovvero: la prima volta in un museo Un museo visto dagli occhi di un bambino
40 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Strategie di lavoro e un piccolo racconto ovvero: la prima volta in un museo … La Galleria non ho capito come era fatta perché io volevo fermarmi a guardare quanto era alta, ma dovevamo andare, poi pioveva e la maestra era già tutta agitata e continuava a ripetere: non toccate i quadri!
41 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Strategie di lavoro e un piccolo racconto ovvero: la prima volta in un museo io ho chiesto come mai sti quadri non si toccano e lei mi ha detto che sono molto preziosi e costano un mucchio di soldi.
42 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Strategie di lavoro e un piccolo racconto ovvero: la prima volta in un museo Sono passato dentro alla galleria e, nel prato, ho visto delle cose di ferro e la maestra mi ha detto che erano delle sculture.
43 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Strategie di lavoro e un piccolo racconto ovvero: la prima volta in un museo Io non ho mai visto delle sculture, ma al mare cera un mucchio di navi rotte come quelle robe lì.
44 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Strategie di lavoro e un piccolo racconto ovvero: la prima volta in un museo In questa galleria, sui muri, cerano tanti quadri inchiodati e cerano molte donne nude. Io non avevo mai visto tanti disegni, con le cornici, tutti insieme e in un posto così grande e con lodore che senti in un barattolo quando lo apri e i pavimenti di legno[1][1] [ 1][ 1] Città di Torino – Divisione Servizi Culturali, IRRE Piemonte, Provv.to agli studi di Torino, Tra scuola e museo: lo spazio dellarte. Incontri, didattica, esperienze di formazione, Torino 2001, op. cit.
45 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico La narrazione fresca e spontanea di questa prima esperienza museale è di unefficacia incredibile, sia dal punto di vista dellimpatto emozionale vissuto, che il bambino è capace di restituirci passo dopo passo, sia dal punto di vista dei bisogni pedagogici che lui stesso esprime inconsapevolmente.
46 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Il bambino è capace di farci ripercorre con una serie di piani sequenza quasi cinematografici la sua esperienza, cominciando con un ordine rigoroso dal suo arrivo di fronte alledificio. Riviviamo così il primo incontro con il museo che ai suoi occhi appare gigantesco e di cui non riesce ad avere una visione dinsieme, anche perché non gliene lasciano il tempo…. entriamo poi in un interno ignoto di cui non ci dice le caratteristiche strutturali, ma che percepiamo esercitare su di lui un grande fascino.
47 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Non ci dice cosa vede precisamente, ma ci trasmette limpegno che profonde nel tentativo di capire il significato di ciò che gli adulti si affannano a mostrargli. E nellincapacità di afferrare e rendere proprie le considerazioni e i giudizi che altri fanno per lui, non lo soddisfano le risposte che gli vengono date e che sente generiche e forse tirate un po via.
48 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Le sue curiosità restano inappagate: le promesse che quel grande edificio sembrava contenere ad inizio di giornata, alla fine risultano come un po gualcite e sciupate.
49 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Torniamo alla narrazione di Marco e analizziamo i punti in cui trapelano gli errori compiuti dagli adulti nel corso di questo impatto con il museo. La prima reazione emotiva che Marco manifesta è lo stupore di fronte allaspetto e alle dimensioni delledificio. Marco ci dice che ha bisogno di assimilare lentamente il rapporto che lega l edificio alla sua funzione ed il rapporto che intercorre tra questo e lambiente perimuseale.
50 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Ci chiede implicitamente di analizzare larchitettura nella quale sta per entrare, di spiegargliene la forma, di dargli il tempo di valutarne le dimensioni, di metterlo in grado di riconoscere la novità di quelledificio rispetto agli altri di cui ha esperienza: la casa, la scuola, i luoghi di incontro della città che egli frequenta. Ci parla di conoscenza sensoriale e ci suggerisce di utilizzare, se possiamo, non un codice comunicativo ma un sistema pluricodice
51 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Apprendere per lui è unazione che passa anche per il tatto, oltre che per la parola e questo nel museo gli è impedito, per motivi che non capisce perché probabilmente nessuno lo ha preparato a confrontarsi con sistemi di regole e di comportamento, in un luogo in cui lapprendimento avviene per altri canali.
52 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Ci chiede di spiegargli quali criteri di selezione hanno portato certi oggetti al museo mentre altri, apparentemente simili, sono fuori. Ci chiede di fargli capire una scala di valori economici per oggetti di cui non capisce nemmeno bene perché siano lì. Bisognerà spiegargli che non tutto quello che è prezioso e costoso è degno di entrare in un museo e fargli introiettare il difficile concetto di bene culturale, in tutte le sue accezioni.
53 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Quanto ai soggetti delle opere ed allimportanza di azzeccare il filone iconografico migliore, per colpire limmaginario dei bambini, quelle donne nude parlano da sole e rafforzano la necessità di individuare nel museo dei percorsi monotematici efficaci che provochino domande
54 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Impariamo qualcosa dal nostro pubblico Quanto alle strategie di comunicazione, ancora una volta ci viene in aiuto il diretto interessato, quando si dichiara senza tanto mistero poco incline ai temi, ai contenuti, alle forme dellarte contemporanea, un patrimonio di oggetti e informazioni su cui taglia corto con un significativo sti quadri e quelle robe lì, quasi a prendere psicologicamente le distanze da un mondo che non riconosce come familiare, nel quale vede cose, non opere darte.
55 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Fruizione e valorizzazione Titolo II del Codice Fruizione e valorizzazione Capo I Fruizione dei beni culturali
56 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Codice dei beni culturali e del paesaggio, Sono vari gli articoli che nel Codice mettono laccento sulla fruizione pubblica, e di conseguenza sullaccessibilità, quale scopo primario della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. In particolare: art. 1: …. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale;
57 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Valorizzazione cioè promozione della conoscenza art. 1: …. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale; art. 6: La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso….; Codice dei beni culturali e del paesaggio,
58 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Valorizzazione cioè promozione della conoscenza art. 6: La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso….;
59 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Fruizione art. 102 comma 1: Lo stato,le regioni, gli altri enti pubblici territoriali ed ogni altro ente ed istituto pubblico assicurano la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati allart. 101, nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente codice
60 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Fruizione art. 105 Il Ministero e le regioni vigilano, nellambito delle rispettive competenze,affinché siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle disposizioni della presente Parte
61 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Fruizione del patrimonio culturale Il tema della fruizione del patrimonio culturale (D.L. n. 42 del 22 gennaio 2004 parte prima Art.1 punto 3), come sancito nella normativa di riferimento, è un argomento cruciale e non può essere che interpretato nella maniera più ampia possibile, in considerazione del fatto che le persone sono portatrici di bisogni
62 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Tra le condizioni di fruibilità sono da ritenere compresi tutti quei provvedimenti e accorgimenti che mettono anche i visitatori con svantaggi di vario genere in grado di fruire pienamente della visita e dei servizi, (bagni,aree di sosta,bookshop,caffetteria) esperienze ed informazioni connessi, tenendo conto nellallestimento dei problemi di vista e udito, oltre a quelli di deambulazione. Un buon esempio è la cura da dedicare alle didascalie.
63 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Valorizzazione La valorizzazione sembra trovare la sua essenza costitutiva nelle azioni che promuovono la conoscenza del bene ne assicurano l'utilizzazione e la fruizione pubblica.
64 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La missione educativa del museo Tra i servizi speciali per gli utenti, strettamente collegati alla missione educativa del museo sono Il Servizio educativo ( rapporti con le scuole ) La Biblioteca e centro di documentazione (rapporti con singoli studiosi) La Fototeca (rapporti con singoli studiosi)
65 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Focus su La pedagogia del patrimonio
66 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Pedagogia del patrimonio Dal 1998 pedagogia del patrimonio (secondo il lessico francese) o educazione al patrimonio (più consono alluso linguistico italiano) sono i termini con i quali viene designata la missione che il Consiglio dEuropa raccomanda alle istituzioni educative dei 46 paesi che ne fanno parte.
67 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La pedagogia del patrimonio Il Comitato dei Ministri del Consiglio dEuropa, ha concretizzato nel 1998 una lunga serie di riflessioni sul tema dellheritage education emanando una Raccomandazione, indicata con la sigla R (98) 5. In questo testo, considerando alcuni provvedimenti presi in precedenza nellambito di: formazione professionale specifica del settore, linguistica, promozione della consapevolezza di appartenenza europea, interculturalità, creatività e produzione artistica, diritti civili, ruolo dei musei nelleducazione complessiva della persona, così si definisce la materia: heritage education means a teaching approach based on cultural heritage, incorporating active educational methods, cross-curricular approaches, a partnership between the fields of education and culture and employing the widest variety of modes of communication and expression (Per) pedagogia del patrimonio si intende un approccio didattico basato sul patrimonio culturale e che compendia metodi didattici fattivi, approcci trasversali (tra materie curriculari), (e associa) il campo dellistruzione e quello della cultura e che si serve della più ampia varietà possibile di metodi di comunicazione ed espressione. (TdA)
68 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La pedagogia del patrimonio Luso di tradurre il termine inglese heritage nellitaliano patrimonio, e non nel più lessicalmente corretto eredità è rivelatore della sottile complessità del tema. Eredità in italiano è parola che indica un complesso di beni che passano di mano e divengono oggetto di possesso unico e totale per chi li riceve. Patrimonio, dal latino pater-patris, (padre) e munus-muneris (dono,obbligo,impegno) esprime una più forte carica emotiva e relazionale: dal padre che ha custodito per il figlio al figlio che in dono riceve, che si fa carico di un obbligo nel momento stesso in cui riceve, che prende in consegna per sé e per i suoi figli, in una ideale rete di premurosa custodia temporanea di opere,valori,simboli di una civiltà.
69 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La pedagogia del patrimonio Ecco allora che la pedagogia del patrimonio diventa una tappa strategica per la costruzione del senso di appartenenza alla propria comunità ma anche per la conoscenza e il rispetto delle altre realtà socio culturali: il patrimonio culturale diventa così uno dei fattori forti, nel senso strategico del termine, di tolleranza e integrazione sociale.
70 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 La pedagogia del patrimonio Si riceve un patrimonio del quale gradualmente si deve imparare a conoscere il valore, in termini storici, artistici,documentari. Un patrimonio comune che deve essere riconosciuto come tale e per il quale, inevitabilmente, ogni generazione sarà chiamata ad assumersi importanti responsabilità in termini di conservazione, fruizione, salvaguardia e tutela. Occorre perciò facilitare precocemente il passaggio culturale generazionale ed educare al patrimonio con un rapporto conoscitivo diretto, costante, quotidiano, legato quanto più possibile al territorio, grande risorsa di informazione.
71 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Didattica museale Didattica museale è l'insieme delle metodologie e degli strumenti utilizzati dalle istituzioni museali e da quelle scolastiche per rendere accessibili (comprensibili attraverso una comunicazione adeguata) al pubblico collezioni, raccolte, mostre e in generale ogni tipo di esposizione culturale. Attraverso la didattica museale si costruisce e si matura la conoscenza del proprio territorio, si risponde ai diversi bisogni di natura socio culturale del pubblico, si migliorano i processi di apprendimento.
72 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Didattica museale Ciò che rende unica la didattica museale è il fatto che usa un libro in cui si può fisicamente entrare: il museo. Le pagine sono le sale; le illustrazioni sono le opere in tutta la loro concreta fisicità. Ciò che rende unica la didattica del patrimonio culturale territoriale è il suo essere segno concreto della storia là dove si vive e, quindi,un grande laboratorio di apprendimento.
73 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Didattica museale Le potenzialità di questi due contesti educativi possono essere infinite quando si prenda la decisione di sperimentare una didattica dellarte non letta ma agita, in contesti formativi estranei alla scuola, come una chiesa, un parco archeologico, una villa storica, una sede museale, con unazione di conoscenza diretta e un forte recupero dell identità culturale.
74 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Dialogare con il pubblico Un partner privilegiato: la Scuola
75 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 art. 119 - Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole Comma 2. Sulla base degli accordi previsti al comma 1, i responsabili degli istituti e dei luoghi della cultura di cui allarticolo 101 possono stipulare con le scuole di ogni ordine e grado, appartenenti al sistema nazionale di istruzione, apposite convenzioni per la elaborazione di percorsi didattici, la predisposizione di materiali e sussidi audiovisivi, nonché per la formazione e laggiornamento dei docenti. I percorsi, i materiali e i sussidi tengono conto della specificità della scuola richiedente e delle eventuali particolari esigenze determinate dalla presenza di alunni disabili
76 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Fare scuola al museo ? fare scuola al museo si può, sempre e comunque, perché la scuola e il museo sono fatti di cose, intenti, programmi, persone che comunicano attraverso il dialogo, quello tra istituzioni e quello tra singoli individui. E non cè circostanza in cui non si possa trovare un punto dincontro sul come costruire un progetto didattico.
77 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Lapprendimento in museo Lapprendimento museale richiede, da parte degli educatori, il controllo su una serie di variabili che non corrispondono a quelle presenti nella quotidianità della vita scolastica di aula. Ad esempio il luogo dove avviene lapprendimento: sale, corridoi, gallerie, spazi in cui le regole di comportamento, i tempi e le stesse modalità di svolgimento dellattività sono solo in parte o non sono affatto stabiliti ed esplicitati dallinsegnante, contrariamente a quanto succede a scuola dove si sa bene chi detta le regole del gioco e fino a che punto ci si può spingere…
78 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Museo e scuola Didattica interattiva Dalla tradizionale comunicazione unilaterale delle visite guidate ad altre forme di attività didattiche più interattive
79 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Museo e scuola Ad esempio pensando, con gli insegnanti a modelli didattici che integrino linformazione scolastica con una serie di attività pratiche e lelaborazione di prodotti didattici
80 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Oggetti, segnali e sollecitazioni In un convegno tenutosi a Caserta nel 2003 che aveva come tema leducazione al patrimonio culturale, Ludovico Solima ha chiarito quali e quante siano le sollecitazioni e i segnali che il visitatore percepisce nel museo. I segnali più forti provengono, ovviamente, dagli oggetti esposti e risalgono alla funzione, alluso, alla provenienza, al materiale eccetera. Il visitatore prova a decifrarli facendo ricorso alle proprie capacità interpretative, quelle per intenderci che costituiscono il suo personale bagaglio culturale, ed ai supporti che il museo allestisce espressamente per questo. Questo è uno dei problemi di comunicazione che il museo deve risolvere.
81 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Il riferimento bibliografico del Convegno è il seguente: Iacono M.R., Furia F. ( a cura di ) Educazione al Patrimonio culturale:problemi di fondazione e di metodo Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D di Caserta e Benevento, Caserta 2004
82 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Oggetti mediatori Gli oggetti mediano linformazione consentono una complessa interazione tra il soggetto e i saperi che ha dentro di sé, ma…
83 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Oggetti,pannelli,interpretazioni Il museo oggi cerca di offrire un sistema espositivo che valorizzi le collezioni, rispettandone specificità e caratteristiche, magari ridisegnandone lassetto, nel rispetto conservativo di strutture museali storiche, così numerose nel nostro paese. In molti casi ci troveremo di fronte a scelte espositive che isolano loggetto nello spazio o nella vetrina, per farne risaltare la sua qualità di unicum artistico, il suo valore assoluto di documento; in altri casi gli oggetti sono esposti in modo che sia evidente e facile da cogliere una relazione reciproca; in altri gli oggetti sono raggruppati in modo non articolato. Ad ogni esposizione corrisponde un diverso approccio con le opere: potremo confrontarci da solo a solo con loggetto isolato, che ci vincolerà alla sua visione, oppure coglieremo laspetto complessivo dei nessi tra gli oggetti.
84 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Oggetti,pannelli,interpretazioni La vita del museo e il suo rapporto con il pubblico concerne la sua funzione espositiva e la necessità di trovare delle formule che sappiano ben valorizzare i beni museali. Lesposizione è un problema che è sempre andato a braccetto con lidea stessa di collezione : viene spontaneo constatare quanta distanza ci separa dalla logica delle antiche quadrerie seicentesche con le loro pareti affastellate di dipinti o dagli immensi e grandiosi spazi espositivi in cui le sale si susseguono una dietro laltra senza alcuna pausa visiva per locchio del visitatore!
85 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Oggetti,pannelli,interpretazioni Lallestimento dellapparato informativo di corredo alle opere, pannelli esplicativi, schede informative,didascalie e cartellini che riportano i dati indispensabili e per così dire strategici ai fini della presentazione delle collezioni, comporta da parte del personale del museo unanalisi molto attenta dei contenuti e unaltrettanto attenta redazione dei testi, a tutela della scientificità di cui il museo si deve fare garante e dei bisogni complessivi di un pubblico che, in realtà, è un insieme di più pubblici poiché è formato da persone di ogni tipo, età, cultura, interesse.
86 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Oggetti,pannelli,comprensione Limmagine percepita del museo è fatta anche dei suoi apparati espositivi che possono respingere il pubblico se usano linguaggi troppo specifici. Il museo, cioè gli specialisti che vi lavorano, trova ancora difficoltà a semplificare linformazione quasi a temere che una comunicazione scritta di facile e immediata comprensione possa essere interpretata come un abbassamento del livello scientifico.
87 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Per leducazione alla conoscenza Riprendiamo ora la lettura del Codice e leggiamo la definizione di museo art. 101: Gli istituti ed i luoghi della cultura che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico…. (art.101) «museo», una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio; Leducazione alla conoscenza del patrimonio culturale, dunque, rappresenta, da molti punti di vista, lobiettivo prioritario del museo quale ambiente educativo
88 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Qualche spunto di dibattito
89 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Museo e territorio interagire fattivamente nel settore della pedagogia del patrimonio
90 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Museo e territorio Ascoltare i bisogni dellutenza
91 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Museo e scuola Rapporti con le scuole: come costruirli
92 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Museo e scuola Lo strumento della convenzione
93 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Persone con disabilità Riferimento costante alle associazioni per progetti di conoscenza mirati sulle specifiche esigenze formative
94 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Lapparato informativo Elaborare testi facilitati per una comunicazione dei contenuti efficace
95 Patrizia De SocioRoma 20 XI 2008 Buon lavoro a tutti
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DIDATTICA MUSEALE VERSO I GIOVANI

References: art. 1
 art. 1
 art. 6
 art. 6
 art. 102
 art. 105
 Art.1
 art. 119
 art. 101