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Timestamp: 2019-07-16 08:20:45+00:00

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Diritto penale | Studio Legale Buono & Prosperi, Bologna | Page 2
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n.16340/2015, in materia di pornografia minorile ex art. 600-ter cod. pen., si è espressa sulla potenzialità diffusiva dei social network come Facebook. Il reato di pornografia minorile costituisce reato di pericolo concreto, mediante il quale l’ordinamento appresta una tutela penale anticipata della libertà sessuale del minore, reprimendo quei comportamenti prodromici che, anche se non necessariamente a fine di lucro, ne mettono a repentaglio il libero sviluppo personale con la mercificazione del suo corpo e l’immissione nel circuito perverso della pedofilia. Per la … Continua a leggere →
La vicenda si era così svolta: l’imputato si era impossessato di un paio di scarpe da ginnastica, sottraendole dal punto vendita calzature, e dopo averle occultate nella felpa che aveva indosso aveva oltrepassato la barriera anitaccheggio facendo scattare l’allarme; si era quindi dato alla fuga, ma notato da un Carabiniere, libero dal servizio, che si trovava in abiti civili nel centro commericiale, è stato poi bloccato, arrestato e condannato per il reato di furto con l’aggravante di aver commesso il fatto con mezzo fraudolento alla pena di mesi otto di … Continua a leggere →
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15499 della Terza sezione penale, primissima pronuncia della Suprema Corte sulla nuova causa di non punibilità entrata in vigore il 2 aprile, ha affermato che la nuova disposizione di cui all’art. 131 bis cod. pen., introdotta dal d. lgs. 28/2015, deve essere ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore. La natura sostanziale dell’istituto di nuova introduzione implica, infatti, la vigenza del principio di retroattività della legge più favorevole, così come stabilito dall’art. 2 comma 4 … Continua a leggere →
Dopo avere accertato con una perizia che lo stato mentale dell’imputato è tale da impedirgli la cosciente partecipazione al procedimento, il giudice deve disporne la sospensione (art. 71 cod. proc. pen).In seguito, il giudice deve eseguire ogni sei mesi ulteriori accertamenti peritali, fino a quando non risulta possibile la cosciente partecipazione dell’imputato al procedimento o non risulta che nei suoi confronti debba essere pronunciata una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere (art. 72 cod. proc. pen.). Durante la sospensione del procedimento, però, rimane sospeso anche il corso … Continua a leggere →
Tra le cause di estinzione del reato previste dal nostro codice penale, rientra l’istituto della prescrizione, peraltro sempre rinunciabile dall’imputato, che collega l’effetto estintivo del reato al decorso del tempo prescritto dalla legge senza che sia intervenuta una sentenza di condanna irrevocabile. La ratio della prescrizione va rinvenuta nell’affievolimento dell’interesse dello Stato ad attuare la pretesa punitiva nei confronti del reo quando sia trascorso un considerevole lasso di tempo determinato dal legislatore in relazione alla gravità del reato. L’istituto in questione è stato oggetto di profonde modifiche ad opera della … Continua a leggere →
Guida in stato di ebbrezza: spetta al Giudice definire le modalità di esecuzione della sanzione sostitutiva
In caso di guida in stato di ebbrezza, la sostituzione della pena principale con quella del lavoro di pubblica utilità non può essere negata perché l’imputato ha chiesto di svolgerla in Comune esterno alla Provincia di residenza. La Corte Suprema di Cassazione, IV sezione penale, con la sentenza n. 1829/2015, annullando la sentenza della Corte di Appello di Milano con cui si motivava il diniego della pena alternativa con la circostanza che “il lavoro non poteva essere eseguito in un comune di provincia diverso da quello in cui risiede l’imputato”, … Continua a leggere →
L’imputato, ritenuto responsabile del reato previsto e punito dall’art. 2 della legge 638/83, ha impugnato la sentenza di condanna davanti alla Suprema corte deducendo la violazione di legge ed il vizio di motivazione, laddove non si riconosceva la nullità della notifica di accertamento della violazione da parte dell’Inps perché effettuata a mezzo del servizio postale senza il rispetto delle prescritte formalità, in violazione dell’art. 40 comma 3 d.P.R. 655/82 in relazione all’art. 1135 cod.civ. L’art. 2 Legge 638/83 al comma 1-bis prevede che l’omesso versamento delle ritenute previdenziali ed … Continua a leggere →

References: sentenza 
 art. 600
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