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Timestamp: 2019-07-23 22:17:39+00:00

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Il Decreto Legislativo n. 81/2008, in vigore dal 15 maggio 2008, è la legge di riferimento in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e stabilisce regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro.
Garantire l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati.
(Art. 1, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 (finalità) conosciuto come Testo Unico Sicurezza Lavoro entrato in vigore a maggio del 2008).
In altri termini, l’insieme delle misure di prevenzione e protezione (tecniche, organizzative e procedurali) ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza dei lavoratori, attraverso misure di prevenzione e bonifica dai rischi ed idonei percorsi formativi per la promozione della salute e della sicurezza sul lavoro.
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In Italia la norma di riferimento è il D.Lgs. 81/2008 che ha recepito ed attuato le direttive comunitarie (89/391/CEE, 89/654/CEE/89/655/CEE, 89/656/CEE, 89/269/CEE/ 89/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE) che si basano sul principio della programmazione e della partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel processo di miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, mettendo al centro della prevenzione l’impegno continuo e coordinato del Datore di Lavoro, Dirigenti, Preposti e dei Lavoratori.
Le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 81/2008 costituiscono l’attuazione (art. 1 Legge 3 agosto 2007, n. 123) per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo “TUSL – Testo Unico della sicurezza sul lavoro”.
(*) La principale direttiva Europea SSL (9/391) del 1989 rappresenta una svolta evolutiva nel panorama della sicurezza in Europa introducendo l’obbligo delle Valutazione dei Rischi nei luoghi di lavoro, l’attribuzione di significative responsabilità e doveri in capo ai Datori di Lavoro e l’obiettivo di definire criteri omogenei di prevenzione per tutte le categorie lavorative. Il recepimento di questa direttiva in Italia ha dato luogo in primo luogo al D.Lgs 626/94 (comunemente conosciuta come “la 626”) e successivamente all’attuale D.Lgs 81/08.
Per “Sicurezza” s’intende la condizione o la caratteristica che rende un qualsiasi oggetto o situazione esente da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi eventuali danni a cose o persone.
Il riconoscimento della tutela della salute emerge con chiarezza nel nostro ordinamento giuridico sia come interesse costituzionalmente garantito (artt. 32 e 41 Cost.) sia dalla legislazione ordinaria sia essa di derivazione codicistica o configurabile come speciale.
L’art 2087 del codice di procedura civile (c.p.c.), impone al datore di lavoro di “adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore”.
La legge, pertanto, stabilisce regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, con l’obiettivo di evitare o, laddove non fosse possibile, di ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori ai rischi legati all’attività lavorativa per evitare infortuni, incidenti o di contrarre una malattia professionale.
Ne consegue che Il datore di lavoro ha l’obbligo di provvedere a definire delle misure generali di tutela che vengono così sintetizzate (Artt. 17 e 18 T.U.S.L – Obblighi del datore di lavoro)
Valutare tutti i rischi presenti in azienda.
Programmare le misure di prevenzione e protezione
Programmare le azioni per il miglioramento dei livelli di sicurezza
Instituire il Servizio di Prevenzione e Protezione nominando il RSPP e qualora necessario gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione
Designare i lavoratori incaricati per il servizio di primo soccorso e lotta antincendio ed evacuazione.
Nominare il Medico Compente (MC)
Informare e formare i lavoratori sui rischi e le corrispondenti misure di prevenzione.
Il datore di lavoro è tenuto ad un’attività di controllo e di vigilanza costante volta ad impedire comportamenti del lavoratore tali da rendere inutili od insufficienti le cautele tecniche apprestate (Sentenza Cass. 8 febbraio 1993, n. 1523) e deve adottare se necessario, sanzioni di carattere disciplinare anche di carattere espulsivo come il licenziamento. Datori di lavoro, dirigenti e preposti – nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze – devono “disporre ed esigere che i lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione”.
L’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008 – (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti) obbliga il Datore di Lavoro a provvedere affinché ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro la cui durata, contenuti minimi e modalità della formazione sono definiti dall’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011.
Sempre l’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 al comma 4 stabilisce che tale formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico, devono avvenire in occasione della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio
dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro, in occasione del trasferimento o cambiamento di mansioni del lavoratore ed infine in occasione dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie nonché di nuove sostanze e preparati pericolosi.
La ELLEPI S.r.l. effettua corsi in materia di sicurezza sul lavoro direttamente presso le aziende.
Come detto l’ art.37 del D.Lgs. 81/2008 – (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti) obbliga il Datore di Lavoro affinché ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza nei luoghi.
Prima di elencare però quali sono i corsi sulla sicurezza e quali figure all’interno dell’azienda ne sono coinvolte serve specificare, brevemente, quali sono i soggetti della prevenzione previsti dal legislatore in materia di sicurezza sul lavoro.
Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP – DL-SPP):
Persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
Medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti previsti dal decreto 81/2008;
persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere ….(omissis).
Tralasciando per ovvie ragioni la figura del Medico Competente che è un medico libero professionista, tutte le altre figure rientrano nell’obbligo di formazione in carico al Datore di Lavoro.
Artt. 36 e 37 D. Lgs. n. 81/2008 e Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011
(Durata minima in base alla classificazione del settore di appartenenza. ATECO)
Basso rischio: 8 ore (4 ore di formazione generale + 4 ore di formazione specifica)
Medio rischio: 12 ore (4 ore di formazione generale + 8 ore di formazione specifica)
Alto rischio: 16 ore (4 ore di formazione generale + 12 ore di formazione specifica)
Aggiornamento formativo previsto:
Periodicità: 5 anni
Durata: 6 ore per tutti i livelli di rischio
Metodologia: aula, e-learning
(Nell’aggiornamento non è compresa la formazione relativa al trasferimento o cambiamento di mansioni e all’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. Non è ricompresa, inoltre la formazione in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza dì nuovi rischi.)
Art. 37 D. Lgs. n. 81/2008 e Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011
Art. 34 D.Lgs n. 81/2008 (comma 2) e Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011
Basso rischio: 16 ore
Medio rischio: 32 ore
Alto rischio: 48 ore
Art. 37 comma 11 D.Lgs. n. 81/2008
Durata: 32 ore per tutti i livelli di rischio
Durata: 4 ore da 15 a 50 lavoratori 8 ore con più di 50 lavoratori
Metodologia: aula
Art. 37 comma 9 D.Lgs. n. 81/2008 e Decreto ministeriale 10 marzo 1998 allegato IX e circolare n°12653 del 23/02/2011 del Dip. VV.FF.
Periodicità: non specificato (3 anni consigliato)
rischio basso 2 ore;
rischio medio 5 ore;
rischio alto 8 ore.
rischio basso (aula, sussidi audiovisi o pratica)
rischio medio (aula e pratica)
rischio alto (aula e pratica)
Art. 37 comma 9 D.Lgs. n. 81/2008 e Decreto Ministeriale n. 388 del 15 Luglio 2003
Aziende del Gruppo A: 16 ore;
Periodicità: 3 anni
Gruppo A 6 ore;
Gruppo B e C 4 ore.

References: Cass. 
 art.37

Art. 37

Art. 34

Art. 37

Art. 37

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