Source: http://lettere.avvenirelavoratori.eu/2010/09/
Timestamp: 2019-11-17 04:29:37+00:00

Document:
settembre 2010 ~ L' Avvenire dei lavoratori
Carissimi, mi permetto di segnalarvi un mio libro che sta per uscire da FrancoAngeli perché penso che possa interessare diversi tra voi. Si tratta di uno studio delle idee europeiste di Anna Siemsen, pedagogista tedesca, socialista, federalista, antifascista ed esule in Svizzera durante il nazismo e nel giro di Ignazio Silone.
Il libro consiste in un saggio e la traduzione di quattro articoli o pamphlets della stessa Siemsen scritti durante l'esilio svizzero. Di più non posso ovviamente dirvi, se non che la Siemsen era una "tosta", e le sue idee sull'Europa, sul socialismo europeo, sull'interculturalità (anche se allora non si chiamava così) hanno molto da dire ancora oggi.
Grazie della segnalazione e felicitazioni vivissime! – La reddell'ADL
Ogni volta che sono capitato a Zurigo ho sempre frequentato il ristorante Cooperativo, anche per parlare con i compagni socialisti.
Tra questi ho conosciuto anche Ferrari il quale mi parlò della presenza di Nenni durante il suo esilio quale antifascista e della redazione dell'Avanti che veniva stampato in Svizzera e poi diffuso clandestinamente in Italia.
Non sono riuscito ad avere altre notizie della presenza di Nenni al coopi durante il suo esilio. Pertanto se avete notizie in merito , sono molto interessato ad averle.
Leggo assiduamente e con interesse L'Avvenire dei lavoratori.
Armando Pescatore, Avellino
Caro Pescatore, grazie del tuo d'interesse. Per ora possiamo segnalarti una biografia in lingua tedesca dedicata a Pietro Bianchi, leggendario direttore responsabile (pro forma) dell'Avanti! diretto da Pietro Nenni. L'organo ufficiale del PSI aveva la sede redazionale a Parigi ma veniva stampato a Zurigo in coedizione con la nostra testata, la quale reggeva l'attività del partito all'estero grazie ai proventi delle cooperative socialiste italiane di Zurigo, Winterthur e Sciaffusa oltreché al sostegno del PS e dei sindacati svizzeri. I contatti erano frequenti, ma ovviamente clandestini e quindi non esiste una documentazione puntuale né delle visite zurighesi di Nenni, Modigliani, Balabanoff eec. né delle visite parigine di Silone, Canevascini, Vuattolo ecc. Caduto il fascismo, Nenni ritornò a Zurigo nel 1967 in qualità di ministro degli esteri e volle trascorrere con i vecchi compagni del Cooperativo una memorabile serata in compagnia (nella foto ascolta l'indirizzo di saluto del deputato socialista Ezio Canonica, presidente dell'Unione Sindacale Svizzera e della Società Cooperativa Italiana Zurigo). Il volume cui abbiamo accennato s'intitola "Pietro Bianchi, Maurer und organisiert", è di Michele Morach ed è uscito presso il Limmat Verlag di Zurigo nel 1979. Accanto a questo volume possiamo consigliarti la lettura del magistrale saggio di Stefano Merli su " Il laboratorio socialista de L’Avvenire dei Lavoratori". Lo abbiamo ristampato due anni fa (ADL 2008, 1-2) ed è disponibile in rete, gratuitamente: http://www.avvenirelavoratori.eu/mediawiki/images/d/de/Centro_Estero_web.pdf. Un abbraccio e buona lettura. – La reddell'ADL
Tagli alla scuola e silenzio degli intellettuali
Carissimi, mentre l'anno scolastico 2010-2011 vede ancora tagli al personale e ai saperi, mentre mancano docenti nelle scuole e nelle università, mancano presidi, mancano strutture, manca sicurezza, mancano fondi, mancano investimenti per l'istruzione, perché gli intellettuali non intervengono in difesa della scuola pubblica?
Di questo tratta la puntata di vivalascuola di questa settimana, che si può leggere qui: http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/09/20/vivalascuola-57/ .
Completano la puntata segnalazioni e informazioni, con una sintesi delle notizie della settimana riguardanti la scuola.
LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLA
REPUBBLICA, DEL SENATO E DELLA CAMERA
Appello alla modifica dei quorum di garanzia costituzionale come necessario bilanciamento alla introduzione delle leggi elettorali maggioritarie
di Rino Formica ed Emanuele Macaluso
Illustri Presidenti, i nostri padri costituenti prima di dare inizio alla elaborazione del testo costituzionale affrontarono due temi dirimenti e pregiudiziali:
1. La forma di Stato;
2. La struttura formale della Carta. Sul primo punto si votò l' o.d.g. Petrassi (no al Governo presidenziale e no al Governo direttoriale sì ad un sistema parlamentare).
Sul 2° punto si aprì una discussione intorno a 3 o.d.g. (Bozzi, Calamandrei e Dossetti). L' Assemblea approvò l' o.d.g. Bozzi integrato dai suggerimenti di Togliatti e di Piccioni («il testo della Costituzione dovrà contenere nei suoi articoli disposizioni concrete di carattere normativo e istituzionale, anche nel campo economico e sociale»).
I Costituenti, per tenere insieme la costruzione di un ordinamento istituzionale democratico ed equilibrato, previdero poteri bilanciati da sostenere con un sistema di garanzie regolato sul principio della rappresentanza proporzionale della volontà popolare. (La Costituente votò un o.d.g. di Antonio Giolitti in tal senso).
Noi, che scriviamo questa lettera, siamo in condizioni di poter parlare con scienza e coscienza di esperienza vissuta e partecipata, perché abbiamo attraversato tutte le fasi pacifiche e drammatiche della vita repubblicana dalla Costituente ad oggi.
Non vogliamo affrontare i temi caldi che attualmente incidono sull' equilibrio costituzionale: la crisi dello Stato nazionale; la crisi del partito politico e della democrazia organizzata; il lento svanire della democrazia parlamentare.
Vogliamo cogliere l' occasione che ci offre la discussione in corso sulla possibile fine anticipata della legislatura per porre alle più alte cariche istituzionali un problema ineludibile: o si cambia la legge elettorale in senso proporzionalistico o si cambiano i quorum di garanzie degli artt. 64 (regolamenti della Camera), art. 83 (elezione Presidente della Repubblica), art. 135 (elezione giudici della Corte Costituzionale), art.138 (procedura di revisione costituzionale). La questione non è nuova, ma oggi il conflitto tra quorum di garanzia costituzionale e legge elettorale maggioritaria, è più grave del passato a causa della debolezza delle forze politiche e per la crisi del bipolarismo bipartitico.
La stessa sconcezza della nomina diretta dei parlamentari da parte dei capipartito appare come una infelice irrisione di ogni principio di libera determinazione della volontà popolare.
Dalla Costituente (1946) alla XI legislatura (1992) la rappresentanza parlamentare è stata eletta con leggi proporzionali. Il tema dei quorum di garanzia è nato con il Referendum abrogativo del 18 aprile 1993 su la legge elettorale del Senato.
Il Gruppo Socialista, pochi giorni dopo quel voto, presentò il 14 maggio 1993 la proposta di legge costituzionale (atto Camera n.2665) per l' abrogazione del terzo comma dell' art.138. Il 3 novembre 1993 il testo approdò in Aula. Tutti i Gruppi si dichiararono d' accordo con l' eccezione di Rifondazione comunista e i Radicali. Il testo fu approvato con 341 voti a favore e 7 voti contrari. Lo scioglimento delle Camere affossò la modifica dell' art. 138.
Il 28 febbraio 1995 il centro-sinistra presentò un'organica proposta di legge costituzionale (atto Camera n.2115) per la modifica degli artt. 64, 83, 135 e 138. Tutti gli altri Gruppi presentarono proposte di modifiche del 138. La discussione si svolse su tutte le proposte, il 2 e 3 agosto 1995 ed ebbe il parere favorevole del Governo. Ma anche in questo caso l' anticipato scioglimento delle Camere (1996) affossò le modifiche costituzionali.
Sul tema cadde il silenzio interrotto da una proposta alla Camera nella fine della XV legislatura e nella riproposizione del testo al Senato all' inizio dell' attuale legislatura (4 giugno 2008) a firma Oscar Luigi Scalfaro (atto Senato n.741). L' argomento è ancora una modifica del quorum dell' art. 138, e ancora una volta si osserva che la nuova legge per l' elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica con premio di maggioranza, consente a maggioranze relative di elettori di diventare maggioranze assolute dei deputati e dei senatori; pertanto la quota di voti parlamentari necessaria per l'approvazione in seconda deliberazione di riforme costituzionali (metà più uno degli eletti) è, per così dire, «a portata di mano» per cambiare le regole e i principi della Costituzione secondo le opinioni o, peggio, le convenienze dei vincitori nell' ultima competizione elettorale.
A questo punto c' è da chiedersi: perché le forze politiche che da 17 anni hanno sempre votato alla quasi unanimità in prima lettura le proposte di modifica dei quorum di garanzia costituzionale come necessario bilanciamento alla introduzione delle leggi elettorali maggioritarie, hanno accantonato la questione?
A questa domanda si può dare una sola risposta: nel potere costituito è prevalsa la convinzione che l' attenuarsi delle garanzie costituzionali può essere giocata come arma politica aggiuntiva da una parte politica contro l' altra.
Noi ci rivolgiamo a Voi come supremi garanti della democrazia italiana, perché sia posto al Parlamento, prima dello scioglimento delle Camere, il tema per deliberare o una modifica in senso proporzionalista della legge elettorale o una modifica dei quorum di garanzia costituzionale.
Il tempo stringe e non consente oziose e inconcludenti discussioni.
La nostra generazione si ribellò alla notte buia della dittatura, ed ha avuto l' onore di partecipare alla costruzione di una grande democrazia moderna. Noi temiamo che disattenzione o, peggio, fatalistica rassegnazione, possa distruggere un' opera preziosa per tutti.

References: art. 83
 art. 135
 art.138
 art.138
 art. 138
 art. 138