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Timestamp: 2019-09-18 08:09:37+00:00

Document:
61997CJ0420_IT
Nel procedimento C-420/97,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del Protocollo 3 giugno 1971 relativo all'interpretazione, da parte della Corte di giustizia, della Convenzione 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dallo Hof van Cassatie del Belgio nella causa dinanzi ad esso pendente tra
domanda vertente sull'interpretazione degli artt. 2 e 5, punto 1, della precitata Convenzione 27 settembre 1968 (GU 1972, L 299, pag. 32), come modificata con la Convenzione 9 ottobre 1978 relativa all'adesione del Regno di Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (GU L 304, pag. 1, e, per il testo modificato, pag. 77),
composta dai signori G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, P.J.G. Kapteyn, J.-P. Puissochet, G. Hirsch e P. Jann, presidenti di sezione, J.C. Moitinho de Almeida (relatore), C. Gulmann, J.L. Murray, D.A.O. Edward, H. Ragnemalm, L. Sevón, M. Wathelet e R. Schintgen, giudici,
- per la Leathertex Divisione Sintetici SpA, dagli avv.ti S. Beele e F. Busschaert, del foro di Courtrai;
- per la Bodetex BVBA, dagli avv.ti D. Van Poucke e B. Demeulenaere, del foro di Gand;
- per il governo tedesco, dal signor Rolf Wagner, Regierungsdirektor presso il ministero federale della Giustizia, in qualità di agente;
- per il governo del Regno Unito, dal signor John E. Collins, Assistant Treasury Solicitor, in qualità di agente, assistito dal signor M. Hoskins, barrister;
sentite le osservazioni orali del governo italiano, rappresentato dal signor O. Fiumara, del governo del Regno Unito, rappresentato dal signor L. Persey, QC, e della Commissione, rappresentata dai signori J.L. Iglesias Buhigues e P. van Nuffel, all'udienza del 15 dicembre 1998,
sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 16 marzo 1999,
1 Con sentenza 4 dicembre 1997, pervenuta in cancelleria l'11 dicembre seguente, lo Hof van Cassatie ha sottoposto a questa Corte, in forza del Protocollo 3 giugno 1971, relativo all'interpretazione da parte della Corte di giustizia della Convenzione 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (in prosieguo: il «Protocollo»), una questione pregiudiziale vertente sull'interpretazione degli artt. 2 e 5, punto 1, di detta Convenzione (GU 1972, L 299, pag. 32), come modificata con la Convenzione 9 ottobre 1978 relativa all'adesione del Regno di Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (GU L 304, pag. 1, e, per il testo modificato, pag. 77; in prosieguo: la «Convenzione»).
2 La detta questione è stata sollevata nell'ambito di una controversia che oppone la Leathertex Divisione Sintetici SpA (in prosieguo: la «Leathertex»), società con sede a Montemurlo (Italia), alla Bodetex BVBA (in prosieguo: la «Bodetex»), società con sede a Rekkem-Menen (Belgio), per quanto attiene al versamento degli arretrati di commissioni e di un'indennità compensativa di preavviso, chiesto dalla Bodetex alla Leathertex, di cui essa era il rappresentante commerciale nei mercati belga e olandese.
3 L'art. 2, primo comma, della Convenzione recita:
4 L'art. 3, primo comma, della Convenzione dispone:
5 Ai sensi dell'art. 5 della Convenzione:
6 L'art. 6, punto 1, della Convenzione aggiunge che lo stesso convenuto può essere citato, in caso di pluralità di convenuti, davanti al giudice nella cui circoscrizione è situato il domicilio di uno di essi.
7 Infine, l'art. 22, primo comma, stabilisce:
«Ove più cause connesse siano proposte davanti a giudici di Stati contraenti differenti e siano pendenti in primo grado, il giudice successivamente adito può sospendere il procedimento».
8 Per diversi anni la Bodetex era stata rappresentante commerciale per la Leathertex sui mercati belga e olandese nell'ambito di un rapporto duraturo. La Bodetex riceveva il 5% di commissioni a titolo di retribuzione.
9 Avendo chiesto infruttuosamente alla Leathertex, durante l'anno 1987, il versamento di commissioni che riteneva dovutele, la Bodetex considerava che era stato posto fine al suo contratto di agenzia commerciale e, con lettera 9 marzo 1988, prendeva atto della risoluzione del contratto e chiedeva alla Leathertex il pagamento degli arretrati di commissione nonché un'indennità compensativa di preavviso.
10 Essendo detta lettera rimasta senza risposta, la Bodetex, il 2 novembre 1988, citava la Leathertex per il pagamento del corrispettivo dinanzi al Rechtbank van Koophandel di Kortrijk.
11 Con sentenza 1° ottobre 1991, il Rechtbank van Koophandel riteneva che due distinte obbligazioni costituissero il fondamento della domanda. Considerava che la prima obbligazione, vale a dire l'obbligazione di osservare un termine di preavviso ragionevole in caso di risoluzione di un contratto di agenzia commerciale e, in caso di inosservanza di detto preavviso, di versare un'indennità compensativa di preavviso, doveva essere eseguita in Belgio, mentre la seconda obbligazione, cioè l'obbligazione di versare le commissioni, doveva essere eseguita in Italia in forza del principio dell'esigibilità dei debiti presso il debitore. Il Rechtbank van Koophandel si riteneva quindi competente per quanto concerne l'obbligazione di versare l'indennità compensativa di preavviso ex art. 5, punto 1, della Convenzione, e quindi si dichiarava competente per l'insieme della lite, tenuto conto della connessione fra questa obbligazione e quella di versare le commissioni. Condannava la Leathertex a pagare alla Bodetex arretrati di commissioni e un'indennità compensativa di preavviso.
12 La Leathertex interponeva appello avverso detta sentenza dinanzi allo Hof van Beroep di Gand che, con sentenza 29 ottobre 1993, confermava la competenza del Rechtbank van Koophandel a conoscere della domanda proposta dalla Bodetex. Lo Hof van Beroep considerava che due distinte obbligazioni derivanti dal contratto d'agenzia costituivano il fondamento della domanda della Bodetex, che l'obbligazione di versare le commissioni non poteva essere considerata l'obbligazione principale e che le due obbligazioni dovevano essere considerate equivalenti, di modo che nulla si opponeva a che la Bodetex intentasse la sua azione dinanzi al giudice del luogo dell'adempimento di una di dette due obbligazioni. Di conseguenza, riteneva che il Rechtbank van Koophandel fosse competente a conoscere della lite principale in quanto giudice del luogo in cui l'obbligazione di osservare un termine di preavviso ragionevole doveva essere eseguita.
13 La Leathertex ha proposto ricorso in cassazione dinanzi al Hof van Cassatie. Essa ha fatto valere, in primo luogo, che, ritenendosi competente a conoscere del capo della domanda attinente al versamento degli arretrati di commissione, mentre l'obbligazione di pagare dette commissioni doveva essere eseguita in Italia, lo Hof van Beroep aveva violato l'art. 5, punto 1, della Convenzione. Secondo la Leathertex, il giudice della controversia, se non riesce a distinguere, fra le varie obbligazioni che costituiscono il fondamento della domanda, l'obbligazione principale e quelle accessorie, è competente soltanto a pronunciarsi sulle obbligazioni il cui luogo di esecuzione si trova, secondo le proprie norme di rinvio, nell'ambito della sua giurisdizione. In secondo luogo, la Leathertex ha sostenuto che lo Hof van Beroep aveva violato l'art. 22 della Convenzione, dichiarandosi competente a conoscere l'insieme della lite, mentre detto articolo può applicarsi soltanto quando domande connesse sono state presentate dinanzi ai giudici di due o più Stati contraenti.
14 Nella sentenza di rinvio lo Hof van Cassatie rileva, anzitutto, che la sentenza impugnata non ha applicato l'art. 22 della Convenzione e respinge, per tale motivo, il motivo della Leathertex basato sull'inosservanza di detto articolo.
15 Per quanto concerne l'asserita violazione dell'art. 5, punto 1, della Convenzione, lo Hof van Cassatie ricorda che, nella sentenza 15 gennaio 1987, causa 266/85, Shenavai (Racc. pag. 239, punto 19), la Corte ha affermato che, nel caso particolare in cui la lite verte su più obbligazioni derivanti dallo stesso contratto e che costituiscono il fondamento dell'azione esperita dall'attore, il giudice adito, per determinare la propria competenza, si orienterà sul principio secondo il quale l'accessorio segue il principale, di modo che sarà l'obbligazione principale, fra le varie in questione, quella che determinerà la competenza del giudice adito.
16 Lo Hof van Cassatie osserva che, nella fattispecie, è pacifico che l'obbligazione di versare le commissioni non può essere considerata l'obbligazione principale nell'ambito della domanda proposta dalla Bodetex, che il giudice belga è competente a pronunciarsi sull'obbligazione di versare un'indennità compensativa di preavviso, giacché tale obbligazione è di natura contrattuale e dev'essere eseguita in Belgio, e che le due precitate obbligazioni sono equivalenti.
17 Lo Hof van Cassatie si chiede quindi se sia possibile derogare al principio generale enunciato dall'art. 2 della Convenzione nel caso di una lite che riguarda varie obbligazioni derivanti da un medesimo contratto d'agenzia, di cui nessuna è subordinata alle altre e di cui una soltanto sostiene la competenza del giudice adito, tenuto conto del suo luogo di esecuzione.
18 In tali circostanze, lo Hof van Cassatie ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
«Se l'art. 5, punto 1), e l'art. 2 della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, nella versione da applicare nella fattispecie, debbano essere interpretati nel senso che un'azione composita, basata su varie obbligazioni derivanti da un medesimo contratto, può essere esperita dinanzi ad uno stesso tribunale, anche se, secondo le norme di rinvio dello Stato del giudice adito, le obbligazioni contrattuali sulle quali si basa l'azione debbono essere eseguite una nello Stato del giudice adito e l'altra in un altro Stato membro dell'Unione europea, tenuto conto del fatto che il giudice adito, in base all'azione dinanzi ad esso promossa, considera le due obbligazioni costituenti il fondamento dell'azione non subordinate l'una rispetto all'altra, ma equivalenti».
19 Con tale questione il giudice a quo chiede, in sostanza, se gli artt. 2 e 5, punto 1, della Convenzione debbano essere interpretati nel senso che lo stesso giudice è competente a conoscere l'insieme di una domanda basata su due obbligazioni equivalenti derivanti da un medesimo contratto, anche se, secondo le norme di rinvio dello Stato di questo giudice, le obbligazioni devono essere eseguite una in questo Stato e l'altra in un altro Stato contraente.
20 Il governo del Regno Unito fa valere, in via principale, che, fra le due obbligazioni sulle quali si basa la domanda nella causa principale, l'obbligazione di versare le commissioni costituisce l'obbligazione che costituisce il fondamento principale dell'azione giudiziaria. Infatti, secondo la sentenza di rinvio, il mancato pagamento delle commissioni controverse sarebbe l'unico motivo per il quale la Bodetex avrebbe considerato che il contratto era stato rescisso senza preavviso. L'indennità compensativa di preavviso dovrebbe quindi essere versata solo se fosse provato che le commissioni controverse erano effettivamente dovute. Il governo del Regno Unito propone pertanto di riformulare la questione pregiudiziale al fine di dichiarare che, in una fattispecie come quella della causa principale, l'obbligazione contrattuale che costituisce il fondamento principale dell'azione giudiziaria e in forza della quale la competenza può essere determinata in base all'art. 5, punto 1, della Convenzione è costituita dall'obbligazione di versare le commissioni.
21 A questo proposito, va rilevato, tenuto conto della ripartizione delle competenze nell'ambito del procedimento pregiudiziale previsto dal Protocollo, che è compito del giudice nazionale valutare l'importanza relativa delle obbligazioni contrattuali di cui trattasi nella causa principale e della Corte di interpretare la Convenzione alla luce delle considerazioni del giudice nazionale.
22 Inoltre, una modifica della sostanza della questione pregiudiziale sarebbe incompatibile con il ruolo assegnato alla Corte dal Protocollo, nonché con il suo obbligo di dare ai governi degli Stati membri e alle parti interessate la possibilità di presentare osservazioni ai sensi degli artt. 5 del Protocollo e 20 dello Statuto CE della Corte, tenuto conto del fatto che, a norma di quest'ultima disposizione, alle parti interessate vengono notificate solo le decisioni di rinvio [v., quanto al procedimento di cui all'art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), sentenze 20 marzo 1997, causa C-352/95, Phytheron International, Racc. pag. I-1729, punto 14, e 16 luglio 1998, causa C-235/95, Dumon e Froment, Rac. pag. I-4531, punto 26].
23 In tali circostanze si deve risolvere la questione pregiudiziale considerando, come emerge dalla sentenza di rinvio, che le due obbligazioni contrattuali sulle quali si basa la domanda sono equivalenti.
24 La Leathertex, il governo tedesco e, in subordine, il governo del Regno Unito sostengono che un giudice di uno Stato contraente non è competente in forza dell'art. 5, punto 1, della Convenzione a conoscere l'insieme di un'azione basata su più obbligazioni equivalenti derivanti da un medesimo contratto, quando il luogo di esecuzione di una di tali obbligazioni o di alcune di esse si trova in un altro Stato contraente.
25 L'art. 5, punto 1, della Convenzione dovrebbe essere interpretato restrittivamente. Dal momento che le due obbligazioni che costituiscono il fondamento della domanda sono considerate equivalenti dal giudice adito, occorrerebbe prendere in considerazione, per conoscere di ciascuna di tali obbligazioni, la competenza del giudice del luogo in cui ciascuna di esse deve essere eseguita ed accettare il frazionamento delle competenze che potrebbe risultarne. Siffatta interpretazione dell'art. 5, punto 1, della Convenzione sarebbe conforme alla ratio di tale disposizione, che è quella di dare a ciascuna parte, in materia contrattuale, la garanzia che la domanda sarà esaminata dal giudice del luogo in cui l'obbligazione controversa deve essere eseguita.
26 La Bodetex adduce, in primo luogo, che il contratto da cui derivano le due obbligazioni di cui trattasi nella causa principale è analogo ad un contratto di lavoro di rappresentante di commercio. Pertanto, per l'applicazione dell'art. 5, punto 1, della Convenzione in caso di domanda basata su obbligazioni diverse derivanti da un medesimo contratto di agenzia, si dovrebbe, al pari dei contratti di lavoro, prendere in considerazione l'obbligazione che caratterizza tale contratto, vale a dire, nella fattispecie, quella di trovare nuovi clienti e di distribuire i prodotti della Leathertex, in particolare, in Belgio. In più Stati contraenti la giurisprudenza e la dottrina avrebbero esteso tale soluzione al contratto di concessione, col quale il contratto d'agenzia commerciale avrebbe del pari analogie.
27 La Bodetex sostiene, in secondo luogo, che l'obbligazione di pagare le commissioni presenta un nesso con quella di versare un'indennità compensativa di preavviso. Entrambe risulterebbero dal contratto d'agenzia. Per di più, la mancata esecuzione dell'obbligo di versare le commissioni costituirebbe il motivo per cui è stato posto fine al contratto, facendo così sorgere l'obbligazione di versare un'indennità compensativa di preavviso. Tale connessione giustificherebbe il fatto che il giudice competente a statuire sull'obbligazione di versare l'indennità compensativa di preavviso sia competente a statuire anche sull'obbligazione di pagare le commissioni.
28 Secondo la Bodetex, siffatta interpretazione dell'art. 5, punto 1, della Convenzione consentirebbe di garantire un'organizzazione utile del processo evitando una frammentazione delle competenze.
29 Infine, la Commissione fa valere che, qualora un attore formuli due domande basate su due obbligazioni equivalenti, il giudice che è competente a conoscere di una di esse a norma dell'art. 5, punto 1, della Convenzione è competente a conoscere anche dell'altra se fra tali domande sussiste una relazione talmente stretta che vi è interesse a istruirle e a giudicarle contemporaneamente, al fine di evitare soluzioni che potrebbero essere inconciliabili se le cause fossero giudicate separatamente.
30 Secondo la Commissione, una soluzione del genere corrisponde nel modo migliore al sistema della Convenzione. Da un lato, essa sarebbe analoga, mutatis mutandis, alla soluzione enunciata dall'art. 6, punto 1, della Convenzione in caso di pluralità di convenuti. Dall'altro, essa si imporrebbe alla luce dell'art. 22 della Convenzione. Infatti, in una controversia come quella di cui trattasi nella causa principale, se l'attore decidesse, in forza dell'art. 5, punto 1, della Convenzione, di presentare la domanda di pagamento dell'indennità compensativa in uno Stato contraente e quella di versamento degli arretrati di commissione in un altro Stato contraente, l'art. 22 della Convenzione si applicherebbe a causa della connessione fra queste due domande. Occorrerebbe pertanto interpretare l'art. 5, punto 1, della Convenzione in modo da evitare in anticipo situazioni alle quali l'art. 22 della Convenzione sarebbe applicabile.
31 Si deve ricordare anzitutto che, ai punti 8-10 della sentenza 6 ottobre 1976, causa 14/76, De Bloos (Racc. pag. 1497), la Corte, dopo aver ricordato che la Convenzione mira a determinare la competenza degli organi giurisdizionali degli Stati contraenti nell'ordinamento internazionale, a facilitare il riconoscimento delle rispettive decisioni giudiziarie e ad instaurare un procedimento rapido inteso a garantire l'esecuzione delle decisioni, ha affermato che detti obiettivi implicano la necessità di evitare, nei limiti del possibile, la molteplicità dei criteri di competenza giurisdizionale rispetto al medesimo contratto e che non si può quindi interpretare l'art. 5, punto 1, della Convenzione nel senso ch'esso faccia riferimento a qualsivoglia obbligazione derivante dal contratto considerato. La Corte ne ha desunto, ai punti 11 e 13 della stessa sentenza, che, per la determinazione del luogo di esecuzione ai sensi dell'art. 5, punto 1, della Convenzione, l'obbligazione di cui si deve tener conto è quella corrispondente al diritto del contratto sul quale si basa l'azione dell'attore. Essa ha precisato, al punto 14 di detta sentenza, che, nell'ipotesi in cui l'attore rivendichi il diritto al risarcimento del danno o chieda la risoluzione del contratto per inadempimento della controparte, detta obbligazione è sempre quella derivante dal contratto ed il cui inadempimento è dedotto a sostegno di dette domande.
32 Siffatta interpretazione è stata confermata in occasione della conclusione della Convenzione 9 ottobre 1978, relativa all'adesione del Regno di Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, la quale ha modificato, in talune versioni linguistiche, l'art. 5, punto 1, della Convenzione, al fine di precisare che l'obbligazione il cui luogo di esecuzione determina il giudice competente in materia contrattuale è «l'obbligazione dedotta in giudizio».
33 Occorre ricordare inoltre che la Corte ha ripetutamente affermato che il luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita va determinato conformemente al diritto sostanziale disciplinante l'obbligazione controversa secondo le norme di rinvio del giudice adito (sentenze 6 ottobre 1976, causa 12/76, Tessili/Dunlop, Racc. pag. 1473, punto 13; 29 giugno 1994, causa C-288/92, Custom Made Commercial, Racc. pag. I-2913, punto 26, e 28 settembre 1999, causa C-440/97, Groupe Concorde e a., Racc. pag. I-6307, punto 32).
34 Al riguardo, va rilevato che, nella fattispecie, i giudici belgi hanno considerato, in base alla succitata giurisprudenza, che l'obbligazione di versare un'indennità compensativa di preavviso doveva essere eseguita in Belgio, mentre l'obbligazione di pagare le commissioni doveva essere eseguita in Italia.
35 Peraltro, dalla sentenza di rinvio nonché dagli atti trasmessi dal giudice nazionale emerge che il contratto di cui trattasi nella causa principale, in base al quale sono state presentate le domande di pagamento delle commissioni e di un'indennità compensativa di preavviso, non costituisce un contratto di lavoro.
36 Orbene, quando le particolarità specifiche dei contratti di lavoro non sussistono, non è né necessario né opportuno identificare l'obbligazione che caratterizza il contratto, né accentrare nel suo luogo di adempimento la competenza giurisdizionale, in quanto luogo di adempimento, per le liti relative a qualsiasi obbligazione contrattuale (precitata sentenza Shenavai, punto 17).
37 Pertanto, non si deve, nella causa principale, prendere in considerazione l'obbligazione che caratterizza il contratto di agenzia per determinare la competenza giudiziaria, in base al luogo di esecuzione.
38 Il giudice competente a conoscere della domanda di pagamento di un'indennità compensativa di preavviso non può neanche basare la sua competenza quanto alla domanda di pagamento di commissioni su un'eventuale connessione fra queste due domande. Infatti, come ha precisato la Corte, l'art. 22 della Convenzione contempla l'ipotesi in cui cause connesse siano proposte dinanzi ai giudici di Stati contraenti diversi. Esso non attribuisce competenze; in particolare, non determina la competenza di un giudice di uno Stato contraente a statuire su una domanda connessa a un'altra domanda dinanzi ad esso proposta a norma della Convenzione (v. sentenze 24 giugno 1981, causa 150/80, Elefanten Schuh, Racc. pag. 1671, punto 19, e 27 ottobre 1998, causa C-51/97, Réunion européenne e a., Racc. pag. I-6511, punto 39).
39 Infine, nel caso in cui la lite verta su più obbligazioni equivalenti derivanti dallo stesso contratto, il giudice adito non può orientarsi, per determinare la propria competenza, sul principio affermato dalla Corte al punto 19 della sentenza Shenavai, secondo il quale l'accessorio segue il principale.
40 In tali circostanze, lo stesso giudice non è competente a conoscere l'insieme di una domanda basata su due obbligazioni equivalenti derivanti da un medesimo contratto, nel caso in cui, secondo le norme di rinvio dello Stato di detto giudice, tali obbligazioni devono essere eseguite una in questo Stato e l'altra in un altro Stato contraente.
41 Va ricordato che, anche se il fatto che vari aspetti di una stessa lite siano giudicati da giudici diversi comporta inconvenienti, l'attore ha sempre, conformemente all'art. 2 della Convenzione, la facoltà di proporre l'insieme della sua domanda dinanzi al giudice del domicilio del convenuto.
42 Si deve pertanto risolvere la questione pregiudiziale come segue: l'art. 5, punto 1, della Convenzione dev'essere interpretato nel senso che lo stesso giudice non è competente a conoscere dell'insieme di una domanda basata su due obbligazioni equivalenti derivanti da un medesimo contratto, nel caso in cui, secondo le norme di rinvio dello Stato di detto giudice, tali obbligazioni debbano essere eseguite una in questo Stato e l'altra in un altro Stato contraente.
43 Le spese sostenute dai governi tedesco, italiano e del Regno Unito nonché dalla Commissione, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.
pronunciandosi sulle questioni sottopostele dallo Hof van Cassatie del Belgio con sentenza 4 dicembre 1997, dichiara:
L'art. 5, punto 1, della Convenzione 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, come modificata con la Convenzione 9 ottobre 1978, relativa all'adesione del Regno di Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dev'essere interpretato nel senso che lo stesso giudice non è competente a conoscere dell'insieme di una domanda basata su due obbligazioni equivalenti derivanti da un medesimo contratto, nel caso in cui, secondo le norme di rinvio dello Stato di detto giudice, tali obbligazioni debbano essere eseguite una in questo Stato e l'altra in un altro Stato contraente.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 234
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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