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SCHEDA REGIONALE REGIONE CAMPANIA - PDF
SCHEDA REGIONALE REGIONE CAMPANIA
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1 SCHEDA REGIONALE REGIONE CAMPANIA Indice tematico: 1. Adozioni nazionali ed internazionali 2. Affido familiare 3. Abusi e maltrattamenti sui minori 4. Trattamento dei minorenni sottoposti a misure penali 5. Sanità 6. Diritto all istruzione 7. Child rights governance 8. Interventi a sostegno della condizione giovanile 9. Sostegno alle attività oratoriali e similari 10. Edilizia residenziale pubblica 11. Edilizia residenziale per minori 12. Edilizia scolastica 13. Dignità e cittadinanza sociale 14. Interventi e servizi sociali alla persona 15. Politiche regionali per minori e famiglie 16. Educazione alla legalità 17. Interventi a sostegno degli stranieri e degli immigrati 1
2 1. Adozioni nazionali ed internazionali La disciplina dell adozione, in conformità con i principi sanciti dalla legge n. 184 del 4 maggio 1983, si fonda sul presupposto che l adozione costituisca un complesso processo culturale in cui la genitorialità e la filiazione sperimentano percorsi alternativi, in conseguenza dei quali i fattori evolutivi, sociali e psicologici assumono forme nuove rispetto a quelle tipiche della genitorialità biologica. La Giunta regionale, in attuazione di detti principi, ha elaborato le Linee Guida regionali relative all adozione nazionale ed internazionale, che introducono i seguenti parametri: Requisiti per l adozione: matrimonio contratto da almeno tre anni e senza separazione, neppure di fatto. Tuttavia, la stabilità del rapporto può ritenersi realizzata anche quando i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo, per un periodo di tre anni, prima del matrimonio; differenza tra l età dell adottante e quella dell adottato di minimo 18 anni e massimo 45 anni. L adozione è possibile anche quando il limite massimo di età sia superato, da uno dei coniugi, in misura non superiore ai dieci anni; capacità di educare, istruire e mantenere il minore. Diritti dei genitori adottivi e di coloro che abbiano un minore in affidamento pre-adottivo: astensione dal lavoro; assenza dal lavoro; congedo di durata corrispondente al periodo di permanenza nello Stato straniero; deduzione ai fini fiscali del reddito complessivo del 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l espletamento della procedura di adozione internazionale. Fasi del percorso adottivo: informazione: mira a divulgare informazioni su requisiti, procedure e tempi necessari per la conclusione dell iter adottivo, nonché a far conoscere alla coppia i propri diritti, attraverso opuscoli, guide, materiale informativo. orientamento e preparazione: mira a preparare le coppie aspiranti all adozione attraverso incontri formativi individuali, di coppia e di gruppo, integrandoli con momenti di confronto ed incontri con alcune famiglie che abbiano già adottato. valutazione: mira a stabilire l idoneità delle coppie disponibili all adozione, attraverso: i. relazione socio-ambientale: certifica la situazione sociale, culturale, abitativa, occupazionale ed economica della coppia; ii. relazione psicologica: certifica l evoluzione individuale di ciascun coniuge, le dinamiche di coppia e familiari, le motivazioni e le aspettative relative iii. all adozione; relazione di sintesi: integra i contributi delle due relazioni ed esprime una valutazione comune, in base alla quale si traggono le indicazioni per l abbinamento famiglia-minore. idoneità: sancita con decreto motivato del Tribunale per i Minorenni, contiene anche indicazioni per favorire l incontro tra la coppia ed il minore. 2
3 affido pre-adottivo: consiste nell assistenza alla coppia e nella tutela del minore attraverso l attivazione di interventi di sostegno e di vigilanza, nonché nell espletamento delle necessarie pratiche e procedure. accompagnamento della coppia (per l adozione internazionale): adempimento delle procedure, tutela del minore e sostegno alla famiglia adottiva, sino al momento del trasferimento in Italia. adozione: attribuisce al minore straniero tutti i diritti riconosciuti al minore italiano nonché lo status di figlio legittimo degli adottanti, e fa cessare ogni legame con la famiglia di origine. post-adozione: si concretizza nell assistenza agli affidatari, ai genitori adottivi e al minore, nonché nella segnalazione al Tribunale dei Minorenni di eventuali difficoltà per gli opportuni interventi, e si protrae per almeno un anno dall ingresso del minore nel nuovo nucleo adottivo, ai fini di una corretta integrazione familiare e sociale. gestione delle criticità: attivazione di interventi di sostegno che aiutino la famiglia ed il minore a superare eventuali momenti di crisi, anche al fine di ridurre i danni legati al fallimento dell adozione nonché alla restituzione. Si segnala che la Regione Campania, con l elaborazione delle Linee guida per il percorso adottivo, ha mostrato grande attenzione al tema dell adozione, distinguendosi da altre realtà regionali prive di una legislazione specifica in materia. Normativa di riferimento: D.G.R. 24 APRILE 2002, N RECEPIMENTO ED APPROVAZIONE LINEE GUIDA REGIONALI RELATIVE ALL ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2. Affido familiare L istituto giuridico dell affidamento familiare è previsto dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, che sancisce il diritto del minore ad essere educato nell ambito di una famiglia. In attuazione della normativa nazionale in materia, la Giunta regionale ha elaborato Linee d indirizzo regionali per l affidamento familiare, che stabiliscono quanto segue: Caratteristiche dell affido: non deve pregiudicare la continuità del rapporto educativo con la famiglia, ma anzi rendere possibile il reinserimento, una volta cessata la condizione di momentanea precarietà; deve prioritariamente applicarsi a situazioni in cui i minori si trovino temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo, garantendo loro 3
4 educazione, istruzione, e relazioni affettive da parte di altri adulti in funzione genitoriale; deve essere attuato in via prioritaria rispetto all ipotesi di inserimento dei minori in difficoltà in strutture residenziali. Tipologie di affido: etero familiare: non sussistono vincoli di parentela tra il minore e la famiglia affidataria; intra familiare: accoglienza del minore da parte di parenti entro il IV grado; sine die: affido etero familiare per un periodo di tempo indefinito; part time: affido limitato ad alcuni momenti della giornata o della settimana. Disciplina dei c.d. casi particolari: minori in affido che raggiungono la maggiore età: se del caso, possono restare inseriti in un progetto di affidamento fino al compimento del 21 anno di età; minori stranieri e rom, per i quali è prevista la redazione di un progetto socioeducativo che tenga conto delle specifiche esigenze del minore, del rispetto della sua identità culturale e dell eventuale credo religioso; accoglienza sperimentale di adulti: gestanti, madri e padri con figli. L accoglienza di adulti privi di reddito viene supportata con un contributo mensile pari al 30% della quota minima prevista per gli affidamenti residenziali. Requisiti delle famiglie affidatarie: consapevolezza della temporaneità dell affidamento, degli impegni di cura, mantenimento ed educazione del minore, capacità di collaborare con la famiglia di origine e con i servizi sociali, livello sociale, economico e culturale degli affidatari il più possibile omogeneo con quello dell ambiente di provenienza del minore. Si segnala come la Regione Campania abbia indicato le caratteristiche generali della famiglia affidataria piuttosto che descrivere veri e propri requisiti per l accesso all affido, con l obiettivo di determinare il tipo di esperienza di cui il minore ha bisogno, per giungere al migliore abbinamento possibile. Formazione degli affidatari: percorso che deve coinvolgere i minori abbinati alla famiglia in formazione, articolato in almeno cinque incontri, per una durata complessiva di almeno dieci ore. Diritti degli affidatari: assegni familiari mensili 1, prestazioni previdenziali, astensione dal lavoro, permessi per malattia, riposi giornalieri. 1 Le misure di sostegno economico vengono calcolate come segue: per gli affidamenti residenziali il sostegno economico mensile è uguale ad un importo pari alla pensione minima INPS moltiplicata per 1,5; tale contributo può essere incrementato: fino ad un massimo del 40% nel caso in cui il minore presenti particolari problemi di natura fisica, psichica e/o sensoriale; del 100% nel caso in cui il minore affidato sia non deambulante e/o non autosufficiente, riconosciuto invalido al 100% ai sensi della normativa vigente. per gli affidamenti part-time il sostegno economico mensile è pari al 60% di quanto previsto per l affido residenziale; tale contributo viene decurtato del 20% per ogni minore affidato oltre il primo. 4
5 Servizio Affido d Ambito (SAT): istituito da ogni Ambito territoriale, è costituito da un équipe multidisciplinare composta almeno da uno psicologo e da un assistente sociale. Il SAT ha il compito di curare tutto l iter affidatario e, in particolare, si occupa di: selezione e formazione delle coppie, abbinamento famiglia-minore, predisposizione del Progetto educativo individualizzato, sostegno e supporto continuo alla famiglia d origine al fine di risolvere i problemi che hanno determinato la necessità dell affido. Progettazione socio-educativa: redatta e realizzata dai SAT, deve esplicitare le modalità di collegamento tra la famiglia affidataria e quella naturale; le modalità di inserimento del minore nella famiglia affidataria; le specifiche modalità di raccordo tra affidanti ed affidatari in merito alle decisioni in ambito scolastico e sanitario; gli impegni degli affidatari; gli impegni degli affidanti. Coordinamento regionale per l affido, istituito con l obiettivo di promuovere il pieno sviluppo dell affidamento familiare su tutto il territorio regionale e di creare una modalità stabile di raccordo e confronto tra le diverse istituzioni ed organizzazioni impegnate in materia. Anagrafe degli affidatari: istituita da ogni SAT, contiene tutti i dati relativi a famiglie e persone che, compiuto il percorso di formazione, risultino idonee all affidamento, ed è finalizzata alla miglior realizzazione degli abbinamenti. Si noti la particolare attenzione prestata dalla Regione al tema dell affido familiare che, con l elaborazione delle Linee d indirizzo, risulta disciplinato in modo completo ed organico rispetto ad altre realtà regionali, nella cui legislazione non si rinvengono parametri altrettanto specifici. Normativa di riferimento: D.G.R. 30 APRILE 2004, N. 644 LINEE D INDIRIZZO PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE D.G.R. 22 DICEMBRE 2006, N AZIONI REGIONALI PER L INFANZIA, L ADOLESCENZA E LE RESPONSABILITÀ FAMILIARI CONTRASTO ALL ISTITUZIONALIZZAZIONE DEI MINORI IN DIFFICOLTÀ PERSONALI E/O SOCIO-FAMILIARI. SOSTEGNO AFFIDO TEMPORANEO 3. Abusi e maltrattamenti sui minori Nel 2003 la Regione Campania, in attuazione delle leggi nazionali in materia di maltrattamenti e abusi in danno di minori, ha elaborato le Linee di indirizzo e programmazione in materia di maltrattamenti e abusi nei confronti dei minori, che introducono i seguenti parametri: Tipologie di abuso: abuso fisico: si realizza quando i genitori o le persone legalmente responsabili del bambino eseguono o permettono che si eseguano lesioni fisiche, o mettono i bambini in condizioni di rischiare lesioni fisiche. 5
6 abuso psicologico: si realizza attraverso comportamenti attivi od omissivi, agiti individualmente o collettivamente da persone che sono in posizione di potere rispetto al bambino, e si concretizza in atti di rifiuto, terrorismo psicologico, sfruttamento, isolamento, allontanamento del bambino dal contesto sociale. patologie delle cure: si tratta di situazioni in cui i genitori o le persone legalmente responsabili del bambino non provvedono adeguatamente ai suoi bisogni, fisici e psichici, in rapporto al momento evolutivo ed all età, e comprendono tre categorie: i. incuria: si realizza quando le cure sono carenti (trascuratezza); ii. discuria: si realizza quando le cure vengono fornite ma in modo distorto e non appropriato al momento evolutivo; iii. ipercura: si realizza quando le cure sono somministrate in eccesso. abuso sessuale: comprende tutte le pratiche sessuali manifeste o mascherate cui i bambini vengono sottoposti. Iter procedurale di contrasto al fenomeno: rilevazione: percorso di primo approfondimento della situazione di sofferenza del minore, allo scopo di avviare un precoce intervento di tutela, protezione, valutazione, presa in carico. protezione: consiste nell insieme di interventi finalizzati ad interrompere i comportamenti maltrattanti ed abusanti. valutazione: percorso che impegna competenze sociali, psicologiche e sanitarie, ed è finalizzato a comprendere il malessere del bambino, riconoscere i sintomi specifici ed aspecifici di una condizione traumatica, raggiungere una diagnosi al fine di formulare una prognosi e predisporre un idoneo trattamento, comprendere il funzionamento delle dinamiche familiari, valutare le risorse genitoriali ed individuare le risorse presenti nel contesto sociale e familiare. trattamento: percorso che impegna competenze psicologiche, sociali, sanitarie ed educative, finalizzato a ripristinare condizioni di benessere del minore e/o della famiglia, attuabile attraverso interventi di protezione, educativi e terapeutici. Equipe specialistica multi professionale interistituzionale, istituita con l obiettivo della presa in carico del minore in tutte le fasi dell intervento assistenziale. Coordinamento regionale in materia di Maltrattamento e Abuso nei confronti dei Minori, istituito con il compito di coordinare i soggetti coinvolti, monitorare le attività poste in essere e promuovere attività di formazione ed informazione in materia. Inoltre, nel più specifico ambito dell abuso sessuale e del fenomeno della tratta, la Giunta regionale ha approvato il Progetto Fuori Tratta, finalizzato alla realizzazione di azioni di protezione sociale nei confronti delle vittime di tratta, di grave sfruttamento sessuale e lavorativo o impiegate in attività di accattonaggio sul territorio della Regione Campania, che prevede: protezione sociale e azioni di inclusione sociale e lavorativa; assistenza sanitaria; accoglienza abitativa e tutela di donne, minori e giovani; supporto psicologico per il trattamento delle situazioni traumatiche; supporto legale per l ottenimento del permesso di soggiorno. 6
7 Per la realizzazione del Progetto, le risorse regionali stanziate sono state pari ad ,00 (anno 2008). Infine, nel 2010 la Regione ha approvato il Progetto Assistenza ai minori vittime di maltrattamento e violenza psico-fisica: accoglienza e percorsi di cura in collaborazione con la Fondazione Santobono Pausilipon, ONLUS che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nei settori dell assistenza socio-sanitaria, assistenza sanitaria, formazione, ricerca scientifica. Per la realizzazione del Progetto, che prevede la creazione di una struttura assistenziale intermedia tra l Ospedale, il territorio e il contesto socio-familiare del bambino al fine di una precoce riabilitazione psichiatrica, la Regione ha stanziato risorse pari ad ,00. Si noti l impegno dimostrato dalla Regione nel contrasto al fenomeno dell abuso sui minori, realizzato attraverso la predisposizione di apposite Linee guida e la previsione di specifici progetti in materia. Normativa di riferimento: D.G.R. 16 SETTEMBRE 2005, N LINEE DI INDIRIZZO E PROGRAMMAZIONE IN MATERIA DI MALTRATTAMENTI E ABUSI NEI CONFRONTI DEI MINORI D.G.R. 21 MARZO 2008, N. 480 PROMOZIONE PROGETTO FUORI TRATTA: AZIONE DI PROTEZIONE SOCIALE E PROMOZIONE DELLE OPPORTUNITÀ RIVOLTE ALLE VITTIME DI TRATTA O GRAVE SFRUTTAMENTO IN AMBITO SESSUALE, LAVORATIVO E NELLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ DI ACCATTONAGGIO SUL TERRITORIO DELLA REGIONE CAMPANIA D.G.R. 23 MARZO 2010, N. 396 PROGETTO ASSISTENZA AI MINORI VITTIME DI MALTRATTAMENTO E VIOLENZA PSICO-FISICA: ACCOGLIENZA E PERCORSI DI CURA 4. Trattamento dei minorenni sottoposti a misure penali Nell ambito del trattamento dei minori sottoposti a misure penali, la Regione Campania ha elaborato Azioni regionali volte al sostegno dell'inserimento sociale e dell'emancipazione dei minori dell'area penale attraverso la presa in carico terapeutico-formativa e sociale in ambito territoriale comunitario, che introducono i seguenti parametri: Finalità: incrementare il funzionamento delle comunità per i minori dell area penale e favorire lo sviluppo qualitativo degli interventi di accoglienza residenziale e continuità della presa in carico terapeutica, formativa e sociale, in un ottica di reinserimento sociale ed emancipazione del minore. Progetto sociale individualizzato: strumento attraverso il quale si definisce la natura dell intervento assistenziale in favore del minore, che deve contenere: il bisogno rilevato; gli obiettivi che si intendono raggiungere; i risultati attesi; le azioni specifiche, la tipologia 7
8 delle prestazioni e le figure professionali impegnate; la quantità, la modalità, la frequenza e la durata di ogni tipologia di intervento/prestazione, necessari al raggiungimento degli esiti desiderati; la durata complessiva del piano; le risorse necessarie. Contributi regionali finalizzati a garantire una riserva posti presso i servizi residenziali del territorio, nonché a contribuire ai costi sostenuti dagli uffici periferici statali sia per il collocamento dei minori che per la realizzazione dei progetti sociali individualizzati: 20,00 a posto al giorno a favore dei servizi residenziali che garantiscono una riserva posti per minori dell area penale; quota aggiuntiva pari ad 20,00 a favore di servizi residenziali che ospitano minori in area penale, anche in ragione della complessità dei progetti sociali individualizzati riferiti ai minori. stanziamento finanziario regionale: pari ad ,00 (anno 2007). Normativa di riferimento: D.G.R. 28 SETTEMBRE 2007, N AZIONI REGIONALI VOLTE AL SOSTEGNO DELL INSERIMENTO SOCIALE E DELL EMANCIPAZIONE DEI MINORI DELL AREA PENALE. PRESA IN CARICO TERAPEUTICO-FORMATIVO E SOCIALE IN AMBITO TERRITORIALE COMUNITARIO 5. Sanità La Regione Campania riconosce il diritto alla salute e alla tutela dell integrità fisica e psichica per tutte le persone residenti a qualsiasi titolo nel territorio regionale, e ha prestato particolare attenzione alla tutela della salute per minori e adolescenti approvando il Piano per la salute degli adolescenti, articolato in due macro obiettivi: Obiettivo 1: Migliorare, sul versante qualitativo e quantitativo, le attività di promozione ed educazione alla salute rivolte agli adolescenti, agli insegnanti e ai genitori, attraverso una stretta integrazione tra scuola e azienda sanitaria locale. Obiettivo 2: Migliorare la capacità di attivare una presa in carico integrata, nell ambito di percorsi di salute relativi ai bisogni complessi e multidimensionali degli adolescenti, di condotte irregolari come i fenomeni emergenti del bullismo, disturbi del comportamento alimentare e dipendenze varie, attraverso percorsi di salute e presa in carico integrata, finalizzata all individuazione di bisogni e situazioni a rischio che consentano specifici interventi assistenziali. La presa in carico deve prevedere: un percorso mirato e protetto, strettamente correlato al percorso di prima accoglienza; l accesso diretto e gratuito; 8
9 la costituzione di un nucleo di operatori referenti capaci di garantire risposte integrate ai bisogni complessi e multidimensionali degli adolescenti, nonché di attivare trattamenti ed interventi a lungo termine. Stanziamento regionale per la realizzazione del Piano: pari ad ,00 (anno 2007). Inoltre, la Regione ha previsto ulteriori interventi specificamente rivolti ai minori, legiferando come segue: Tutela psicoaffettiva dei bambini di età non superiore ai 10 anni ricoverati in presidi ospedalieri, garantita attraverso: ingresso e permanenza, nel reparto in cui il minore è ricoverato, della madre o di chi ne fa le veci 24 ore su 24. Tale facoltà è limitata in presenza di comprovate ragioni igienico-sanitarie; adozione di provvedimenti, anche a carattere temporaneo, che consentano la permanenza della madre o di chi ne fa le veci accanto al minore; inserimento, nell organico dei presidi sanitari, di assistenti sociali con il compito di facilitare l adattamento del minore e della madre o di chi ne fa le veci all ambiente ospedaliero. Approvazione di Linee guida regionali per l ottimizzazione dell assistenza ospedaliera in neonatologia e pediatria d urgenza che, tra l altro, istituiscono i c.d. Punti nascita, prevedendone tre livelli: 1 livello: prevede l assistenza ai neonati con i fisiologici problemi di adattamento alla vita extrauterina; 2 livello: prevede l assistenza a neonati affetti da patologie che necessitano di cure intermedie ma non richiedono cure intensive; 3 livello: prevede l assistenza a neonati che richiedono cure intensive. Piano per la lotta contro la mortalità infantile e la tutela della salute psicofisica dell infanzia e dell adolescenza, da realizzarsi attraverso i seguenti interventi: programma di lotta contro le cause sociali della mortalità infantile, dei disturbi dello sviluppo psico-fisico e dell emarginazione infantile; programma preventivo per la gravidanza; programma preventivo per i primi due anni di vita del bambino; programma preventivo per l assistenza al bambino in età prescolare, nelle scuole materne ed elementari. Potenziamento dei servizi consultoriali, attraverso la previsione di un percorso operativo di presa in carico della donna, anche minorenne, relativamente agli interventi di IVG (interruzione volontaria di gravidanza), strutturato come segue: orientamento e accoglienza, finalizzati alla prevenzione, alla diffusione di una corretta informazione ed educazione sulla procreazione consapevole, sui metodi contraccettivi e sui complessi problemi del nucleo familiare; colloquio, nel corso del quale viene garantito sostegno e supporto psicologico e sociale, finalizzato anche a rimuovere le cause della decisione qualora vi sia incertezza da parte della donna o qualora la scelta sia dettata da contingenze che possono essere risolte; 9
10 certificazione, rilasciata dal medico del consultorio e necessaria per procedere con l IVG; prenotazione, effettuata attraverso il Servizio Unico Regionale Centralizzato di Prenotazione o direttamente attraverso il consultorio; in entrambi i casi, viene assicurato l anonimato; procedura di IVG e controlli post IVG: queste due fasi devono garantire alla donna luoghi dedicati e rispettosi della privacy, una presa in carico integrata e la presenza di un mediatore culturale per l accoglienza e l informazione delle donne immigrate. Normativa di riferimento: D.G.R. 29 DICEMBRE 2007, N APPROVAZIONE PROGRAMMA DI PREVENZIONE DEI DISTURBI COMPORTAMENTALI IN ADOLESCENZA (BULLISMO, COMPORTAMENTI ALIMENTARI, SALUTE RIPRODUTTIVA) L.R. 20 FEBBRAIO 1978, N. 7 TUTELA DELLA CONDIZIONE DEL BAMBINO RICOVERATO NEGLI OSPEDALI REGIONALI D.G.R. 12 NOVEMBRE 2004, N APPROVAZIONE LINEE GUIDA REGIONALI PER L OTTIMIZZAZIONE DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA IN NEONATOLOGIA E PEDIATRIA D URGENZA. CON ALLEGATO L.R. 20 NOVEMBRE 1979, N. 37 LOTTA CONTRO LA MORTALITÀ INFANTILE E PER LA TUTELA DELL INFANZIA L.R. 8 AGOSTO 1977, N. 44 NORMATIVA PER L ISTITUZIONE DEI CONSULTORI FAMILIARI D.G.R. 13 GIUGNO 2008, N MIGLIORAMENTO E POTENZIAMENTO DELLE ATTIVITÀ CONSULTORIALI FINALIZZATE AD UNA IDONEA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 194/78 - LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI 6. Diritto all istruzione La Regione Campania, al fine di realizzare l effettivo esercizio del diritto allo studio, ha promosso interventi idonei a rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che impediscono di poter fruire pienamente di tale diritto, legiferando come segue: Destinatari: alunni di scuole pubbliche e paritarie, allievi di corsi di formazione professionale e di corsi per adulti. Interventi: fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo: erogazione di contributi in favore di studenti che appartengano a famiglie con un reddito ISEE non superiore ad ,00 (anno 2008). Per l anno 2005, le risorse statali destinate alla fornitura di libri di testo per la scuola dell obbligo sono state pari ad ,00, quelle destinate alla fornitura di libri di testo per la scuola superiore sono state pari ad ,00. servizi di mensa, finanziati tenendo conto della popolazione scolastica frequentante ciascuna provincia e del reddito medio pro capite per provincia. 10
11 servizi di trasporto: agevolazioni tariffarie sul costo dell abbonamento mensile per la mobilità da assegnare a studenti residenti in Campania, frequentanti le scuole elementari e medie di I e II grado con limite di età fino a 20 anni, nonché frequentanti corsi di formazione professionale e corsi universitari con limite di età fino a 26 anni, appartenenti a famiglie con reddito ISEE: i. inferiore o uguale ad 6.967,00: sconto del 35%; ii. inferiore o uguale ad ,00: sconto del 25%; iii. inferiore o uguale ad ,00: sconto del 15%. Le risorse regionali complessivamente stanziate sono state pari ad ,00 (esercizio finanziario 2008). servizi residenziali, finanziati tenendo conto della popolazione scolastica frequentante ciascuna provincia e del reddito medio pro capite per provincia. trasporto speciale, materiale didattico e strumentale, personale aggiuntivo per soggetti con handicap. borse di studio per alunni dell istruzione e della formazione professionale che versino in condizioni economiche disagiate, tenuto conto del numero di alunni in condizioni di disagio economico nonché del degrado socio-economico dei singoli comuni. Per l anno 2005, le risorse statali destinate all erogazione di borse di studio sono state pari ad ,00. borse di studio per merito eccezionale, da assegnare agli studenti residenti in Campania, che frequentano i percorsi del 2 ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione e che abbiano conseguito risultati eccezionali nell anno scolastico immediatamente precedente, secondo le seguenti percentuali: i. 50% agli studenti residenti nelle periferie urbane di Comuni con popolazione superiore ai 40mila abitanti; ii. 25% agli studenti appartenenti a famiglie vittime della criminalità organizzata; iii. 25% agli studenti immigrati. La Regione eroga 100 borse di studio all anno, del valore di 2.500,00 ciascuna. carta studenti per l accesso facilitato ai canali culturali; mediatori culturali per favorire l inserimento di immigrati e rom. Interventi complementari della Regione: contributi ai Comuni per l acquisto di scuolabus che, per l anno 2008, sono stati pari ad ,00; contributi straordinari ai Comuni che ne facciano richiesta per far fronte ad esigenze di carattere eccezionale che impediscano l esercizio del diritto allo studio degli studenti. Potenziamento dell azione educativo-formativa, attraverso le seguenti misure: i. Promozione del successo scolastico e formativo: percorsi formativi anche personalizzati, integrazioni curricolari ed extra curricolari sulla base delle caratteristiche sociali e culturali del territorio, iniziative finalizzate all orientamento; ii. Elaborazione di percorsi integrati tra istruzione e formazione professionale: elaborazione di linee di indirizzo relative alle tipologie di percorsi integrati, sulla base dei fabbisogni educativi e formativi del territorio; 11
12 iii. Apprendimento per tutta la vita: offerte flessibili nel sistema scolastico, nella formazione professionale e nell educazione non formale, per favorire l adattabilità dei saperi ed evitare l obsolescenza delle competenze; iv. Promozione dell integrazione tra politiche scolastiche e politiche culturali, scientifiche e sportive: costruzione di una comunità a rete per favorire il confronto e la consultazione a livello locale; v. Applicazione dell innovazione tecnologica alle metodologie di insegnamento e apprendimento: supporti didattici e strumentali per progetti di innovazione e sperimentazione finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica; vi. Integrazione tra servizi sociali, istruzione e formazione: azioni di coordinamento degli interventi e delle risorse finalizzate a prevenire il disagio giovanile e a favorire l inserimento di ragazzi in difficoltà, persone disabili o in condizioni di disagio sociale, stranieri immigrati; vii. Rimotivazione formativa di giovani e adulti: educazione alla scelta, per favorire la comprensione e l espressione di interessi e attitudini degli studenti ed educazione alle opportunità professionali, per favorire la conoscenza, anche diretta, del mondo viii. del lavoro; Arricchimento dell offerta formativa: scambi internazionali, educazione alla cittadinanza attiva, legalità, tolleranza, diritti umani, intercultura. Conferenza regionale per il diritto allo studio, cui partecipano la Regione, gli Enti locali, le scuole, gli enti di formazione accreditati, gli istituti e le realtà culturali, formative, assistenziali e del terzo settore, convocata almeno due volte l anno con l obiettivo di verificare l attuazione del diritto allo studio nella Regione. Conferenze provinciali di coordinamento, cui partecipano i Comuni, l amministrazione scolastica regionale, le Università, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le istituzioni scolastiche e gli organismi di formazione professionale accreditati, nonché i soggetti operanti nell ambito dell educazione degli adulti, con il compito di esprimere parere sull approvazione del Programma degli interventi. Normativa di riferimento: L.R. 1 FEBBRAIO 2005, N. 4 NORME REGIONALI PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO ALL ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE D.G.R. 31 MAGGIO 2005, N. 680 L.R. 1 FEBBRAIO 2005, N. 4 CRITERI E MODALITÀ DI ATTUAZIONE D.G.R. 11 SETTEMBRE 2008, N DIRITTO ALLO STUDIO - INTERVENTI PER L'ACQUISTO E IL COMODATO D'USO DEI LIBRI DI TESTO PER GLI ALUNNI APPARTENENTI ALLE FASCE DEBOLI D.G.R. 29 DICEMBRE 2007, N INIZIATIVE A FAVORE DELLE POLITICHE PER IL DIRITTO ALLA STUDIO - CONTRIBUTO A SOSTEGNO DEGLI STUDENTI PER LA MOBILITÀ CASA - SCUOLA/UNIVERSITÀ SUL TERRITORIO REGIONALE D.G.R. 31 DICEMBRE 2008, N L.R. 1 FEBBRAIO 2005, N. 4 APPROVAZIONE CRITERI PER IL FINANZIAMENTO AGLI ENTI LOCALI PER L ACQUISTO SCUOLABUS 12
13 7. Child rights governance In materia di child rights governance, la Regione Campania ha istituito presso il Consiglio regionale l Ufficio del Garante dell infanzia e dell adolescenza con l obiettivo di assicurare la piena attuazione, nell ambito del territorio regionale, dei diritti e degli interessi riconosciuti ai minori. Al Garante sono assegnate le seguenti funzioni: dare attuazione alla Convenzione internazionale di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 e alla Carta europea di Strasburgo sui diritti del fanciullo del 25 gennaio 1996; promuovere iniziative per la diffusione di una cultura dell infanzia e dell adolescenza e per la tutela dei minori; accogliere segnalazioni in merito a violazioni dei diritti dei minori e rappresentare alle amministrazioni competenti la necessità dell adozione di interventi adeguati alla rimozione delle cause che le determinano; esercitare vigilanza sull assistenza prestata ai minori ricoverati in istituti educativoassistenziali, strutture residenziali o comunque in ambienti esterni alla propria famiglia segnalando agli organi competenti gli opportuni interventi; promuovere, in collaborazione con gli enti locali, con le organizzazioni del privato sociale e con le organizzazioni sindacali, iniziative per la tutela dei diritti dei minori, con particolare riferimento alla prevenzione ed al trattamento degli abusi, del lavoro minorile e della dispersione scolastica; segnalare alle amministrazioni competenti violazioni dei diritti dei minori o fattori di rischio o di danno per i minori a causa di situazioni ambientali carenti o inadeguate dal punto di vista igienico-sanitario, abitativo ed urbanistico; promuovere e sostenere forme di partecipazione dei minori alla vita delle comunità locali; vigilare, in collaborazione con il CO.RE.COM., sulla programmazione televisiva, sulla comunicazione a mezzo stampa e sulle altre forme di comunicazione audiovisive e telematiche affinché siano salvaguardati e tutelati i minori sia sotto il profilo della percezione infantile che in ordine alla rappresentazione dell'infanzia stessa, allo scopo di segnalare alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni le eventuali trasgressioni; verificare gli interventi volti all inserimento del minore straniero non accompagnato. Inoltre, nell esercizio delle sue funzioni, il Garante è tenuto a riferire semestralmente alla Giunta regionale sull attività svolta, nonché a presentare annualmente al Consiglio regionale una relazione sulla condizione dell infanzia e dell adolescenza nella Regione, sullo stato dei servizi esistenti e sull efficacia delle azioni promosse. Infine il Consiglio regionale, allo scopo di promuovere e rafforzare una più diffusa sensibilità sui temi e le problematiche dell infanzia e adolescenza, organizza con cadenza triennale la Conferenza regionale sull infanzia, in collaborazione con il Garante, l assessorato alle politiche sociali, gli enti locali e tutti i soggetti interessati. 13
14 Per l espletamento delle sue funzioni e per la realizzazione delle opportune azioni e politiche, al Garante è riconosciuto un contributo annuo che, per l esercizio finanziario 2007, è stato pari ad ,00. Normativa di riferimento: L.R. 24 LUGLIO 2006, N. 17 ISTITUZIONE DEL GARANTE DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA 8. Interventi a sostegno della condizione giovanile In materia di politiche in favore dei giovani, la Regione Campania nel 2008 ha elaborato le Linee operative di politiche giovanili, che si articolano nelle seguenti azioni: Informiamoci: migliorare l accesso dei giovani all informazione, soprattutto attraverso la promozione e l incentivazione dei servizi informagiovani, per ampliare la loro partecipazione alla vita pubblica. Partecipiamo: promuovere ed incentivare la cittadinanza attiva e la partecipazione effettiva dei giovani alla vita democratica. Progettiamo: sostenere progetti innovativi in materia di politiche giovanili. Una Regione giovane, dinamica e competitiva scambi culturali dei giovani: sostenere le attività socio-culturali e favorire la mobilità dei giovani, mediante politiche di scambi, per sviluppare la consapevolezza della propria cittadinanza europea e per permettere ai giovani di contribuire attivamente alla costruzione dell Europa. Osserviamoci: istituire un Osservatorio permanente sulla condizione giovanile, con il compito di fotografare la realtà giovanile ed ottenerne una conoscenza approfondita, in grado di cogliere la dinamicità del mondo giovanile e le variazioni che intervengono riguardo a interessi, abitudini, attività. Formiamoci: rafforzare un offerta adeguata di formazione superiore, per migliorare le condizioni di occupabilità dei giovani e contrastare l emarginazione sociale, economica e la devianza giovanile. Interventi per centri polifunzionali per i giovani: promuovere e sostenere la realizzazione di centri polifunzionali o laboratori creativi per attività artistiche, scientifiche, culturali e sociali, in collaborazione con la scuola, gli istituti universitari e l associazionismo culturale. Risorse stanziate: ,00. Si noti il carattere innovativo delle Linee operative di politiche giovanili elaborate dalla Regione, che costituiscono un esempio di strumento completo in materia, laddove altre realtà regionali risultano prive di una legislazione specifica ed organica sul tema. Inoltre la Regione ha promosso la realizzazione di azioni volte a sostenere la partecipazione dei giovani a livello economico, sociale e culturale e, a tal fine, ha introdotto i seguenti parametri: 14
15 Contributi regionali a sostegno dell autoimprenditorialità, finalizzati alla creazione di nuove opportunità di inserimento per i giovani, le donne e le fasce svantaggiate. beneficiari: piccole e medie imprese di nuova costituzione aventi sede legale ed operativa nella Regione, di cui almeno i 2/3 dei soci presentino i seguenti requisiti: i. età compresa tra i 18 e i 35 anni, elevata a 40 anni per disabili, lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, cassaintegrati, immigrati con regolare permesso di soggiorno, donne; ii. assenza di stabile occupazione. settori di intervento: industria, artigianato, commercio, turismo, servizi alle imprese. interventi finanziati: programmi di investimento relativi all avvio di attività di importo complessivo agevolabile non superiore ad ,00, limitato ad ,00 per le imprese di servizi. I programmi devono essere realizzati entro 24 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni, salvo proroga non superiore a 6 mesi concessa previa presentazione di apposita istanza motivata. cofinanziamento: almeno il 25% dell importo totale delle spese ammissibili. Di tale apporto almeno il 15% deve essere costituito da mezzi propri. stanziamento regionale complessivo: pari ad ,00 (anno 2004). Approvazione di Protocolli di interventi per la promozione di azioni di inclusione sociale in favore dei giovani, da stipulare con le diverse Diocesi e con i diversi Organismi delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, per i quali la Regione ha stanziato risorse pari ad ,00 (esercizio finanziario 2007). Contributi regionali per la realizzazione di progetti finalizzati all inserimento lavorativo di giovani a rischio di emarginazione, con problemi socio-familiari o tossicodipendenti, di età compresa tra i 15 ed i 20 anni: Progetto Villaggi giovanili, per il recupero delle arti e dei mestieri; Progetti Nisida e Villaggio dell artigianato, per integrare attività di apprendimento, lavoro e cultura. Infine la Regione, a completamento del quadro descritto, ha previsto quanto segue: Consulta regionale dei ragazzi e delle ragazze, composta da 39 membri residenti da almeno un anno in Campania di età compresa tra i 14 ed i 20 anni, istituita con il compito di facilitare il confronto tra giovani ed istituzioni, permettere l individuazione dei loro bisogni e favorire la comprensione delle diverse realtà sociali, politiche, economiche e culturali. Per la realizzazione delle attività della Consulta, la Regione ha stanziato risorse pari ad ,41 (anno 2005). Forum regionale della gioventù, istituito presso la Presidenza del Consiglio regionale con il compito di rappresentare gli interessi e le aspirazioni dei giovani e di favorire la loro presa in carico da parte delle istituzioni. Forum comunali giovanili, finalizzati alla realizzazione delle condizioni istituzionali, strutturali e di concertazione della partecipazione dei giovani, per il funzionamento dei quali la Regione ha stanziato risorse pari ad ,00 (anno 2002). Servizio per le politiche giovanili, istituito presso la Presidenza della Giunta regionale con il compito di promuovere studi e indagini, raccogliere dati, diffondere informazioni relative 15
16 alla condizione giovanile in tutti i suoi aspetti, valutare l impatto della politica regionale sui giovani nonché vigilare sull attuazione di tutti gli interventi di cui i giovani siano destinatari. Servizi informagiovani, istituiti con funzioni di ricerca, trattamento, diffusione delle informazioni, comunicazione, consulenza e orientamento, gestione degli interventi o delle relazioni nei settori dell istruzione, formazione professionale, educazione, cultura, occupazione, salute, vita sociale, tempo libero. Per il raggiungimento delle finalità descritte, la Regione ha costituito una rete di strutture dei servizi informagiovani denominato Sistema informativo regionale giovanile, articolato come segue: Agenzia servizi informagiovani, quale struttura unica al servizio delle altre strutture informagiovani del territorio. E aperta al pubblico almeno 20 ore a settimana. Centro informagiovani, con compiti di gestione dell informazione, individuazione dei bisogni informativi, sviluppo dell attività di comunicazione e di gestione delle relazioni, consulenza, attività di ricerca e documentazione, collaborazione con enti, organismi e servizi anche del privato sociale del territorio, interessati alla condizione giovanile. E aperto al pubblico almeno 15 ore a settimana. Punto informagiovani, con compiti di diffusione delle informazioni, individuazione dei bisogni informativi, attività di comunicazione e di gestione delle relazioni, consulenza. E aperto al pubblico almeno 8 ore a settimana. Albo regionale dell associazione giovanile, cui possono iscriversi le rappresentanze regionali delle Associazioni nazionali nonché le Associazioni regionali che abbiano almeno 10 strutture di base sul territorio regionale, o che siano presenti in almeno tre province della Campania. Normativa di riferimento: L.R. 21 NOVEMBRE 1987, N. 41 INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CONDIZIONE GIOVANILE IN CAMPANIA L.R. 18 OTTOBRE 1989, N. 22 REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEGLI ARTICOLI 2 E 3 DELLA LEGGE REGIONALE 21 NOVEMBRE 1987, N. 41 CONCERNENTE INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CONDIZIONE GIOVANILE IN CAMPANIA D.G.R. 30 APRILE 2008, N. 777 LINEE OPERATIVE DI POLITICHE GIOVANILI D.G.R. 28 SETTEMBRE 2007, N APPROVAZIONE PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DEI GIOVANI PER L INCLUSIONE SOCIALE D.G.R. 30 DICEMBRE 2004, N DISCIPLINARE CHE REGOLAMENTA L'ATTUAZIONE DEL REGIME PER L'IMPRENDITORIA GIOVANILE AI FINI DELLA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI E CONTESTUALE ATTIVAZIONE DEL BANDO D.G.R. 18 NOVEMBRE 2005, N UNA REGIONE PER I GIOVANI, CON I GIOVANI: ISTITUZIONE DELLA CONSULTA REGIONALE DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE DELLA CAMPANIA. APPROVAZIONE DELLO STATUTO L.R. 25 AGOSTO 1989, N. 14 ISTITUZIONE DEL SERVIZIO PER LE POLITICHE GIOVANILI E DEL FORUM REGIONALE DELLA GIOVENTÙ L.R. 14 APRILE 2000, N. 14 PROMOZIONE ED INCENTIVAZIONE DEI SERVIZI INFORMAGIOVANI E ISTITUZIONE DELLA RETE TERRITORIALE DELLE STRUTTURE D.G.R. 24 APRILE 2003, N PROMOZIONE E INCENTIVAZIONE DEI FORUM COMUNALI GIOVANILI 16
17 9. Sostegno alle attività oratoriali e similari La Regione Campania riconosce la validità sociale ed educativa delle attività oratoriali promosse dalla Chiesa cattolica e dagli altri Enti di culto che hanno stipulato un Intesa con lo Stato italiano, considerate come la forma più diretta di azione educativa offerta all infanzia e all adolescenza e finalizzate alla promozione, accompagnamento e supporto alla crescita armonica dei ragazzi e degli adolescenti. In attuazione delle relative disposizioni nazionali, la Regione ha legiferato come segue: Finalità: integrazione culturale, diffusione della cultura della solidarietà, promozione della convivenza pacifica, contrasto all emarginazione sociale, alla discriminazione razziale e alla devianza minorile. Tipologie di interventi: gestione del tempo libero, sostegno allo studio, attività socioculturali, attività ludico-ricreative, educazione civica, attività sportive. Istituzione di un apposito Gruppo di lavoro composto da dipendenti regionali in servizio presso il Settore dell assistenza sociale e da esponenti delle Diocesi campane e delle altre confessioni religiose, finalizzato a contribuire alla realizzazione delle suddette attività oratoriali, per il quale la Regione ha stanziato un contributo finanziario pari ad ,00 (anno 2006). Criteri per l assegnazione dei contributi regionali: contesto territoriale di localizzazione delle attività; numero di minori coinvolti nelle attività; spazi dedicati alla realizzazione delle attività; qualità progettuale; innovazione e promozione; sviluppo della rete territoriale; particolare attenzione ai giovani svantaggiati o a rischio di esclusione sociale. Criteri di riparto dei finanziamenti regionali: erogati sulla base della maggiore o minore presenza della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose sul territorio regionale. Stanziamento regionale che, per l esercizio finanziario 2010, è stato pari a: ,00 destinati a favorire l accoglienza, l accompagnamento ed il sostegno della crescita armonica di minori e giovani, nonché la prevenzione del disagio minorile e giovanile; ,00 destinati a promuovere l attivazione e la realizzazione di oratori e di spazi parrocchiali che perseguano le finalità indicate. Normativa di riferimento: D.G.R. 21 DICEMBRE 2010, N. 954 AZIONI REGIONALI PER L INFANZIA, L ADOLESCENZA E LE RESPONSABILITÀ FAMILIARI RICONOSCIMENTO, SOSTEGNO E VALORIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ ORATORIALI D.G.R. 23 NOVEMBRE 2006, N AZIONI REGIONALI PER L INFANZIA, L ADOLESCENZA E LE RESPONSABILITÀ FAMILIARI SOSTEGNO ALLE ATTIVITÀ ORATORIALI SVOLTE DALLA CHIESA CATTOLICA E DALLE CONFESSIONI RELIGIOSE CHE HANNO STIPULATO UN INTESA CON LO STATO AI SENSI DELLA COSTITUZIONE. INDICAZIONI OPERATIVE D.G.R. 23 DICEMBRE 2005, N SOSTEGNO ALLE ATTIVITÀ ORATORIALI SVOLTE DALLA CHIESA CATTOLICA E DALLE CONFESSIONI RELIGIOSE CHE HANNO STIPULATO UN INTESA CON LO STATO AI SENSI DELLA COSTITUZIONE. INDICAZIONI OPERATIVE E CRITERI DI RIPARTO 17
18 D.G.R. 18 DICEMBRE 2004, N INTEGRAZIONE CON FONDI REGIONALI (L.R. N. 7/04) AL SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ ORATORIALI E SIMILARI (DGRC N. 1825/04) CON ALLEGATI D.G.R. 8 OTTOBRE 2004, N AZIONI REGIONALI PER L INFANZIA, L ADOLESCENZA E LE RESPONSABILITÀ FAMILIARI. SOSTEGNO ALLE ATTIVITÀ ORATORIALI E SIMILARI. INDICAZIONI OPERATIVE E CRITERI DI RIPARTO 10. Edilizia residenziale pubblica In materia di assegnazione e gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, la Regione Campania ha legiferato introducendo i seguenti parametri: Requisiti per l accesso: cittadinanza italiana; cittadinanza europea; il cittadino di altri Stati è ammesso soltanto se in possesso dello status di rifugiato o titolare di carta di soggiorno o permesso di soggiorno almeno biennale; residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva ovvero principale nel Comune o in uno dei Comuni compresi nell ambito territoriale cui si riferisce il bando di concorso; assenza del diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare del richiedente 2 ; non titolarità di diritti di proprietà su uno o più alloggi ubicati in qualsiasi località, il cui valore catastale complessivo sia almeno pari al valore catastale di un alloggio adeguato; assenza di precedenti assegnazioni in proprietà immediata o futura di un alloggio realizzato con contributi pubblici o di precedenti finanziamenti agevolati, concessi dallo Stato o da Enti pubblici; reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore ad ,39. non aver ceduto in tutto o in parte l alloggio eventualmente assegnato in precedenza. Formazione delle graduatorie di assegnazione, sulla base di criteri di priorità riferiti al livello di gravità del bisogno abitativo, che viene valutato tale in presenza di determinate condizioni soggettive e oggettive: Condizioni soggettive: i. reddito pro capite del nucleo familiare; ii. nuclei familiari numerosi; 2 Si considera adeguato alle esigenze del nucleo familiare un alloggio avente una superficie utile non inferiore a: mq 45 per un nucleo familiare composto da 1 o 2 persone; mq 55 per un nucleo familiare composto da 3 persone; mq 65 per un nucleo familiare composto da 4 persone; mq 75 per un nucleo familiare composto da 5 persone; mq 85 per un nucleo familiare composto da 6 persone; mq 95 per un nucleo familiare composto da più di 6 persone. 18
19 iii. richiedenti che abbiano superato il 60 anno di età, a condizione che vivano soli o in coppia anche con eventuali minori a carico; iv. famiglie formatesi da non più di tre anni, a condizione che nessuno dei due componenti la coppia abbia superato il 35 anno di età e che la famiglia richiedente viva in coabitazione o occupi locali a titolo precario; v. nuclei familiari nei quali un componente sia portatore di handicap; vi. nuclei familiari che intendano rientrare in Italia per stabilirvi la propria residenza. Condizioni oggettive: i. richiedenti che abitino da almeno due anni 3 dalla data del bando in alloggi impropri 4, procurati a titolo precario dalla pubblica assistenza; ii. richiedenti che abitino con il proprio nucleo familiare, da almeno due anni dalla data del bando, in uno stesso alloggio con altro o più nuclei familiari; iii. nucleo familiare che abiti in un alloggio che presenti standard di affollamento iv. o in un alloggio antigienico; richiedenti che debbano abbandonare l alloggio a seguito di provvedimento esecutivo di sfratto, ordinanza di sgombero o provvedimento per motivi di pubblica utilità. Consegna degli alloggi, mediante atto di sottoscrizione da parte degli aventi diritto. L alloggio deve essere occupato dall assegnatario entro 30 giorni, salvo proroga di ulteriori 30 giorni concessa dal Comune a seguito di motivata istanza; la mancata occupazione entro i termini previsti comporta la decadenza dall assegnazione. Subentro nella domanda e nell assegnazione, in caso di decesso dell aspirante assegnatario o dell assegnatario, da parte dei componenti del nucleo familiare. Decadenza dall assegnazione, dichiarata dal Sindaco del Comune territorialmente competente nei casi in cui l assegnatario: abbia perso uno dei requisiti richiesti; non abbia occupato l alloggio assegnatogli entro i termini previsti; abbia ceduto, in tutto o in parte, l alloggio assegnatogli o ne abbia mutato la destinazione d uso; non occupi stabilmente l alloggio; abbia adibito l alloggio ad attività illecite o immorali; sia incorso nelle condizioni di morosità del pagamento del canone con conseguente risoluzione contrattuale. Annullamento dell assegnazione, disposto con provvedimento motivato del Sindaco del Comune competente per territorio in caso di: 3 Si segnala come il requisito della residenza appaia di dubbia legittimità se confrontato con la normativa nazionale vigente e con la più recente giurisprudenza (cfr. articolo 3 Cost. e sentenze Corte Costituzionale n. 432/2005 e n. 40/2011), violando il principio di uguaglianza, parità di trattamento ed introducendo, di fatto, una discriminazione tra i fruitori di provvidenze sociali. Il requisito di anzianità di residenza si tradurrebbe, infatti, in una indiscriminata esclusione di intere categorie di persone dal godimento di quelle rilevanti prestazioni sociali che, in quanto volte a rimuovere situazioni di bisogno, di precarietà economica, di disagio individuale o sociale, rientrerebbero nella categoria dei diritti inviolabili dell uomo. 4 Rientrano nella categoria degli alloggi impropri le baracche, le stalle, le grotte, le caverne, i sotterranei, le soffitte, i garage e le cantine. 19
20 assegnazione avvenuta in contrasto con le norme vigenti al momento dell assegnazione medesima; assegnazione ottenuta sulla base di dichiarazioni mendaci o di documentazioni risultate false. Regolarizzazione delle occupazioni senza titolo di alloggi di edilizia residenziale pubblica. L assegnazione, effettuata dal Sindaco del Comune nel quale è situato l alloggio, è subordinata all accertamento del possesso, da parte degli occupanti, dei requisiti per l accesso all edilizia residenziale pubblica nonché al recupero, da parte dell Ente gestore, di tutti i canoni arretrati dalla data dell occupazione abusiva, con possibilità di rateizzazione delle somme dovute. Riserva di alloggi per situazioni di emergenza abitativa, non superiore al 25% degli alloggi disponibili, per far fronte a specifiche e documentate situazioni di emergenza abitativa quali pubbliche calamità, sfratti, sistemazione di profughi, sgombri di unità immobiliari da recuperare, trasferimenti degli appartenenti alle forze dell ordine, forze armate e vigili del fuoco, ed altre gravi particolari esigenze individuate dai Comuni. Osservatorio regionale sulla casa, istituito al fine di compiere studi e analisi per l elaborazione di programmi regionali, generali e di settore riguardanti l edilizia residenziale, formulare proposte in materia e valutare dati, proposte e relazioni formulate dai Comuni interessati. Anagrafe dell utenza e del patrimonio abitativo, costituita al fine di evitare la duplicazione di agevolazioni pubbliche a favore del medesimo beneficiario nonché di fornire allo Stato, alla Regione ed ai Comuni una precisa conoscenza dei dati relativi alle caratteristiche sia dei beneficiari che delle agevolazioni concesse. Fondo unico per l edilizia residenziale pubblica, istituito per finanziare interventi e progetti finalizzati a rimuovere fattori di disuguaglianza sociale nel settore dell edilizia abitativa agevolata, convenzionata e sovvenzionata, garantendo nel contempo qualità urbana e sostenibilità ambientale. Inoltre, la Regione ha previsto specifiche misure di sostegno per l accesso alla casa in favore delle categorie meno abbienti, legiferando come segue: Agevolazioni per l acquisto di alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte degli assegnatari che posseggano i requisiti per l accesso all ERP suindicati. Le agevolazioni riguardano le modalità di pagamento delle quote di anticipo e le dilazioni, stabilite sulla base del reddito degli assegnatari: reddito limite pari ad ,90: quota di anticipo pari al 12% e dilazione del pagamento in 15 anni. reddito limite pari ad ,20: quota di anticipo pari all 8% e dilazione del pagamento in 20 anni. reddito limite pari ad ,04: quota di anticipo pari al 6% e dilazione del pagamento in 25 anni. Per la realizzazione delle agevolazioni previste, la Regione ha stanziato risorse pari ad ,90 (esercizio finanziario 2003). 20
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SCHEDA REGIONALE REGIONE LOMBARDIA
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References: articolo 3
 Art. 1
 Art. 2
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 Art. 3