Source: https://www.studiocerbone.com/determinazione-del-compenso-professionale-ed-art-2333-c-c-cassazione-sentenza-n-15786-del-2013/
Timestamp: 2019-12-07 22:01:36+00:00

Document:
Determinazione del compenso professionale ed art. 2333 c.c. - Cassazione sentenza n. 15786 del 2013 - Studio Cerbone
Determinazione del compenso professionale ed art. 2333 c.c. – Cassazione sentenza n. 15786 del 2013
Sei qui: Home » Determinazione del compenso professionale ed art. 2333 c.c. – Cassazione sentenza n. 15786 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15786 del 24 giugno 2013 interviene in tema di determinazione del compenso professionale statuendo che il compenso per prestazioni professionali va determinato in base alla tariffa ed adeguato all’importanza dell’opera solo nel caso in cui esso non sia stato liberamente pattuito, in quanto l’art. 2233 cod. civ. pone una garanzia di carattere preferenziale tra i vari criteri di determinazione del compenso, attribuendo rilevanza in primo luogo alla convenzione che sia intervenuta fra le parti e poi, solo in mancanza di quest’ultima, e in ordine successivo, alle tariffe e agli usi e, infine, alla determinazione del giudice, mentre non operano i criteri di cui all’art. 36, primo comma, Cost., applicabili solo ai rapporti di lavoro subordinato. La violazione dei precetti normativi che impongono l’inderogabilità dei minimi tariffari (quale, per gli ingegneri ed architetti, quello contenuto nella legge 5 maggio 1976, n. 340) non importa la nullità, ex art. 1418, primo comma, cod. civ., del patto in deroga, in quanto trattasi di precetti non riferibili ad un interesse generale, cioè dell’intera collettività, ma solo ad un interesse della categoria professionale. (in senso conforme, Cass. 11/8/2011 n. 17222.)
La vicenda ha riguardato tre architetti che con citazione convenivano in giudizio i committenti affinché venissero condannate in solido al pagamento del compenso professionale per asserite attività di progettazione di alloggi e attività commerciali da realizzarsi su terreni di proprietà di uno dei convenuti.
Il Tribunale accoglieva la domanda attorea nei soli confronti della SIME e nei limiti della somma di L. 320.000.000. La SIME proponeva appello deducendo:
di non avere conferito alcun incarico ai tre architetti;
che il pagamento del compenso documentalmente pattuito era subordinato alla condizione del rilascio delle concessioni edilizie e al termine di 30 giorni decorrente dal rilascio delle concessioni; la condizione non si era verificata;
nessun elaborato progettuale redatto per conto della SIME era provato in atti.
Si costituivano l’Arciconfraternita e gli architetti i quali chiedevano il rigetto dell’appello e con appello incidentale chiedevano un maggiore compenso.
La Corte di Appello accoglieva l’appello principale della SIME e rigettava la domanda proposta nei suoi confronti dagli attori; di conseguenza rigettava il loro appello incidentale.
I giudici della Corte territoriale osservava che il conferimento dell’incarico di progettazione da SIME ai tre architetti era provato da una missiva inviata dalla committente all’architetto J. nella quale erano richiamati i termini dell’incarico e da una scrittura privata del 7/2/1992, sottoscritta dai tre architetti nella quale erano richiamati i termini economici dell’accordo e le modalità di pagamento;
che nella scrittura informale del 7/2/1992 sottoscritta dai tre architetti era inserita una clausola (così testualmente formulata: “Prog. architettonico 320 milioni a 30 gg. dalla concessione edilizia”)che doveva essere qualificata come condizione sospensiva perché subordinava il pagamento ad un evento futuro e incerto quale il rilascio della concessione edilizia che costituiva anche il momento iniziale per la decorrenza del termine di 30 giorni per l’adempimento della prestazione, – che la condizione non si era verificata;
che la clausola che subordinava il compenso al rilascio della concessione non poteva dirsi affetta da nullità perché non violava norme imperative di legge; la Corte di Appello, sul punto rimanda a Cass. SSUU. 18450/2005);
La Corte di Appello non decideva invece sugli altri motivi dell’appello principale ritenendoli assorbiti dall’accoglimento dell’appello sotto gli evidenziati profili.
Gli architetti propongono ricorso affidato a tre motivi e depositano memoria. Ricorso che gli Ermellini rigettano ritenendolo infondato.
Compenso professionale non compete se vi è esercizio abusivo della professione – Cassazione sentenza n. 19989 del 2013
Compenso professionale: rinuncia anche con comportamento concludendo
Diritto al compenso e prova dell’accordo con il cliente – Cassazione sentenza n. 20146 del 2013
La firma del mandato congiunto fa sorgere il diritto al compenso – Cassazione sentenza n. 20344 del 2013
Procedure concorsuale credito professionale per incarichi plurimi – Cassazione sentenza n. 1740 del 2014
Bilancio: responsabilità nella sua redazione da parte del professionista – Cassazione sentenza n. 15029 del 2013
ARCHIVI Seleziona il mese Dicembre 2019 (136) Novembre 2019 (577) Ottobre 2019 (631) Settembre 2019 (584) Agosto 2019 (561) Luglio 2019 (477) Giugno 2019 (443) Maggio 2019 (456) Aprile 2019 (460) Marzo 2019 (516) Febbraio 2019 (524) Gennaio 2019 (530) Dicembre 2018 (504) Novembre 2018 (518) Ottobre 2018 (613) Settembre 2018 (591) Agosto 2018 (570) Luglio 2018 (654) Giugno 2018 (680) Maggio 2018 (648) Aprile 2018 (621) Marzo 2018 (668) Febbraio 2018 (594) Gennaio 2018 (618) Dicembre 2017 (765) Novembre 2017 (994) Ottobre 2017 (938) Settembre 2017 (1000) Agosto 2017 (709) Luglio 2017 (1013) Giugno 2017 (1013) Maggio 2017 (875) Aprile 2017 (740) Marzo 2017 (849) Febbraio 2017 (399) Gennaio 2017 (883) Dicembre 2016 (722) Marzo 2016 (1) Febbraio 2016 (1) Gennaio 2015 (4) Novembre 2014 (3) Agosto 2014 (2) Febbraio 2014 (458) Gennaio 2014 (842) Dicembre 2013 (760) Novembre 2013 (770) Ottobre 2013 (787) Settembre 2013 (721) Agosto 2013 (608) Luglio 2013 (676) Giugno 2013 (595) Maggio 2013 (381) Aprile 2013 (236) Marzo 2013 (71) Febbraio 2013 (15) Gennaio 2013 (45) Dicembre 2012 (37) Novembre 2012 (25) Ottobre 2012 (22) Agosto 2012 (1)

References: art. 2333
 sentenza 
 art. 2333
 sentenza 
 art. 2333
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1418
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza