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Timestamp: 2020-08-10 03:18:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20261 del 25/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20261 del 25/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 25/07/2019, (ud. 05/02/2019, dep. 25/07/2019), n.20261
sul ricorso 11401-2017 proposto da:
P.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BARBERINI,
47, presso lo studio dell’avvocato LUCANTONI SILVIA, che lo
rappresenta e difende unitamente agli avvocati TURCO MARIALUCREZIA,
TURSI ARMANDO, PANDOLFO ANGELO;
della SOCIETA’ DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI INPS (SCCI) SPA,
avvocati D’ALOISIO CARLA, MARITATO LELIO, MATANO GIUSEPPE, DE ROSE
EMANUELE, VITA SCIPLINO ESTER ADA, SGROI ANTONINO;
avverso la sentenza n. 172/2017 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
depositata il 14/02/2017;
che, con sentenza del 14.2.2017, la Corte d’appello di Firenze,. confermava la pronuncia di primo grado che aveva affermato la sussistenza dell’obbligo di P.A. di iscriversi e versare i contributi presso la Gestione separata degli esercenti attività commerciali tenuta dall’INPS in relazione all’attività svolta di produttore diretto o libero di assicurazioni;
che avverso tale pronuncia P.A. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo tre motivi di censura;
che, con il primo motivo, il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo 25.5.1939 per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le sub-agenzie e i produttori di assicurazioni e del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, (conv. con L. n. 326 del 2003), in relazione alla L. n. 613 del 1966, art. 1, della L. n. 160 del 1975, art. 29, e della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 202, per avere la Corte di merito ritenuto che l’obbligo di iscrizione presso la Gestione commercianti sussisterebbe non soltanto per i produttori il cui rapporto si sia instaurato con un’agenzia di assicurazioni ma anche per coloro che svolgono l’attività in virtù di un rapporto costituito direttamente con la compagnia di assicurazioni;
che, con il secondo motivo, il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 13 preleggi, in forza del quale non è consentita l’applicabilità in via analogica della disciplina del contratto corporativo del 1939 a rapporti giuridici intercorrenti tra un produttore assicurativo e una compagnia (piuttosto che un’agenzia);
che con il terzo motivo il ricorrente deduce, ancora, violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti tra agenzie, subagenzie e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 e del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, art. 44, comma 2, nonchè dell’art. 2697 c.c. poichè i contenuti della lettera di autorizzazione allegata al citato contratto collettivo del 1939, con riferimento all’attribuzione di “zona o piazza” e il potere di firmare proposte contrattuali, costituiscono elementi sostanziali della fattispecie identificativa del produttore assicurativo di IV gruppo, elementi dei quali l’Inps non aveva dato prova nella specie;
che i motivi, unitariamente considerati, sono manifestamente fondati, dovendosi dare continuità al principio secondo cui l’obbligo di iscrizione di cui al cit. D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, cit., non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub-agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è, per la precisione del rinvio, un elemento significativo utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018);
che, pertanto, la sentenza impugnata, non avendo fatto applicazione degli esposti principi, va cassata con rinvio al giudice del merito che provvederà a fare applicazione dei principi di diritto sopra esposti, liquidando anche le spese del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia,
anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Firenze in diversa composizione.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte
del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 44
 art. 1
 art. 29
 art. 1
 art. 44
 art. 44
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13