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Timestamp: 2019-11-21 23:34:11+00:00

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Nuovo Codice Deontologico Forense RAPPORTI CON IL CLIENTE E CON LA PARTE ASSISTITA
Il Codice Deontologico Forense pubblicato in Gazzetta Ufficiale 241 del 2014
di ProfessioneGiustizia.it | 16/04/2018
Art. 23 –Conferimento dell’incarico
Art. 24 –Conflitto di interessi
Art. 25 –Accordi sulla definizione del compenso
Art. 26 –Adempimento del mandato
1. L’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo.
Art. 27 –Doveri di informazione
3. L'avvocato, all'atto del conferimento dell'incarico, deve informare chiaramente la parte assistita della possibilita' di avvalersi del procedimento di negoziazione assistita e, per iscritto, della possibilita' di avvalersi del procedimento di mediazione; deve altresi' informarla dei percorsi alternativi al contenzioso giudiziario, pure previsti dalla legge. [*]
4. L’avvocato, ove ne ricorrano le condizioni, all’atto del conferimento dell’incarico,deve informare la parte assistita della possibilità di avvalersi del patrocinio a spese dello Stato.
9.La violazione dei doveri di cui ai commi da 1 a 5 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento. La violazione dei doveri di cui ai commi 6, 7 e 8 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura.
[*] Comma così modificato Il Consiglio nazionale forense nella seduta amministrativa del 23 febbraio 2018. Gazz. Uff. n. 86/2018.
Art. 28 –Riserbo e segreto professionale
Art. 29 –Richiesta di pagamento
7.L’avvocato non deve subordinare l’esecuzione di propri adempimenti professionali al riconoscimento del diritto a trattenere parte delle somme riscosse per conto del cliente o della parte assistita.
9. La violazione dei doveri di cui ai commi da 1 a 5 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura. La violazione dei doveri di cui ai commi 6, 7 e 8. comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da sei mesi a un anno
Art. 30 –Gestione di denaro altrui
Art. 31 –Compensazione
a)quando vi sia il consenso del cliente e della parte assistita;
Art. 32 –Rinuncia al mandato
Art. 34 –Azione contro il cliente e la parte assistita per il pagamento del compenso
1. L’avvocato, per agire giudizialmente nei confronti del cliente o della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali, deve rinunciare a tutti gli incarichi ricevuti.
2. La violazione del dovere di cui al comma precedente comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura.
Art. 35 –Dovere di corretta informazione *
1. L'avvocato che da' informazioni sulla propria attivita' professionale, quali che siano i mezzi utilizzati per rendere le stesse, deve rispettare i doveri di verita', correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale.
2. L'avvocato non deve dare informazioni comparative con altri professionisti ne' equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l'attivita' professionale.
4. L'avvocato puo' utilizzare il titolo accademico di professore solo se sia o sia stato docente universitario di materie giuridiche; specificando in ogni caso la qualifica e la materia di insegnamento.
5. L'iscritto nel registro dei praticanti puo' usare esclusivamente e per esteso il titolo di «praticante avvocato», con l'eventuale indicazione di «abilitato al patrocinio» qualora abbia conseguito tale abilitazione.
6. Non e' consentita l'indicazione di nominativi di professionisti e di terzi non organicamente o direttamente collegati con lo studio dell'avvocato.
7. L'avvocato non puo' utilizzare nell'informazione il nome di professionista defunto, che abbia fatto parte dello studio, se a suo tempo lo stesso non lo abbia espressamente previsto o disposto per testamento, ovvero non vi sia il consenso unanime degli eredi.
8. Nelle informazioni al pubblico l'avvocato non deve indicare il nominativo dei propri clienti o parti assistite, ancorche' questi vi consentano.
9. Le forme e le modalita' delle informazioni devono comunque rispettare i principi di dignita' e decoro della professione.
10. La violazione dei doveri di cui ai precedenti commi comporta l'applicazione della sanzione disciplinare della censura.
* Articolo così modificato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta amministrativa del 22 gennaio 2016. pubblicarta in G.U. n.102 del 3-5-2016.
Art. 36 -Divieto di attività professionale senza titolo e di uso di titoli inesistenti
Art. 37 –Divieto di accaparramento di clientela
DOVERI DELL'AVVOCATO NEL PROCESSO
RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI FORENSI - DISPOSIZIONE FINALE

References: Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37