Source: http://www.federmot.it/com/2006/050406.htm
Timestamp: 2017-04-23 08:06:10+00:00

Document:
| Statuto | Autoregolamentazione | Formazione | News e Comunicati Spese di giustizia
sottopongo alla vostra attenzione l'allegata circolare del Ministero della Giustizia in materia di spese di giustizia.
Purtroppo il paragrafo 5, che è quello che ci riguarda, non chiarisce alcuni punti controversi in materia di seconda indennità.
La Federmot si attiverà per sollecitare maggiori e più specifiche delucidazioni in materia.
Dipartimento per gli Affari di Giustizia Circolare
OGGETTO: Razionalizzazione e contenimento delle spese di giustizia 1.Premessa. 2. Le intercettazioni e l'acquisizione di dati relativi al traffico telefonico e telematico.
2.2. Le intercettazioni preventive. 3. Liquidazione dei compensi in favore dei consulenti tecnici, dei periti, degli interpreti e dei traduttori.
3.2. La determinazione degli onorari. 4. Le indennità in favore dei giudici di pace.
4.5. L'indennità per l'emissione dei decreti di archiviazione. 5. Le indennità in favore dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari. 6. Le trasferte di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria. 7. Le spese relative alla demolizione delle opere abusive. 8. Le modifiche introdotte dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito con modificazioni con la legge n. 168 del 17 agosto 2005.
8.3. Restituzione dei beni sequestrati. 9. Alienazione dei veicoli giacenti a seguito di provvedimenti di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria (d. dirig. 26 settembre 2005). 10. Difesa in giudizio degli uffici giudiziari nei conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. 1. Premessa
In particolare, non possono essere considerate spese di giustizia: le spese necessarie all'effettuazione di intercettazioni preventive c.d. “ambientali”, che non comportino prestazioni a carico degli operatori telefonici (ad es. noleggio e/o utilizzo delle apparecchiature necessarie alla captazione delle comunicazioni o conversazioni tra presenti); le spese di traduzione delle conversazioni telefoniche e delle comunicazioni telematiche in lingua straniera. 3. Liquidazione dei compensi in favore dei consulenti tecnici, dei periti, degli interpreti e dei traduttori
I compensi corrisposti in favore dei consulenti tecnici, dei periti, degli interpreti e dei traduttori, per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorità giudiziaria, costituiscono una voce consistente delle spese di giustizia, almeno per i compensi liquidati nel settore penale, dove la spesa è anticipata dall'erario e non sempre è recuperabile a carico di una delle parti del processo, vuoi perché il procedimento non si conclude con una condanna alle spese dell'imputato o del querelante, vuoi per l'oggettiva difficoltà, sopra ricordata, di procedere al recupero nei confronti del soggetto pur condannato al pagamento. Appare dunque indispensabile richiamare l'attenzione delle SS.LL. sulla necessità di strettamente vigilare, ferma restando l'autonomia decisionale del singolo magistrato titolare del procedimento, affinché il conferimento degli incarichi avvenga con oculatezza e affinché la determinazione dei relativi onorari sia operata nel pieno rispetto dei rigorosi criteri fissati dalla legge (v. art. 49 ss. D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 4, L. 8 luglio 1980, n. 319, D.M. 30 maggio 2002). 3.1. Criteri generali
I limiti, minimi e massimi, delle predette tabelle non appaiono superabili neppure quando la stima dei beni, con riferimento a scaglioni di valore contiguo e progressivo, sia eccedente il limite superiore dello scaglione massimo (Cass., sez. II, 3 agosto 2001, n. 10745; Cass., sez. I, 14 maggio 1997, n. 4243). Nella liquidazione dei compensi per visite medico-legali e accertamenti medico-diagnostici, è necessario attenersi rigorosamente alla misura degli onorari stabilita negli art. 20 e 21 dell'allegato al D.M. 30 maggio 2002. Nella liquidazione degli onorari commisurati al tempo, il magistrato è tenuto, sotto la sua personale responsabilità, a calcolare il numero delle vacazioni da liquidare con rigoroso riferimento al numero delle ore che siano state strettamente necessarie per l'espletamento dell'incarico, indipendentemente dal termine assegnato per il deposito della relazione o traduzione. Il magistrato non può liquidare più di quattro vacazioni al giorno per ciascun incarico, salve le eccezioni espressamente previste. Poiché l'art. 4, L. 8 luglio 1980, n. 319 è chiaro nello stabilire che detto limite è da riferirsi a ciascun incarico conferito, non può essere negata la liquidazione di un numero superiore di vacazioni pur quando lo stesso ausiliario abbia svolto, nello stesso periodo temporale, più di un incarico, per lo stesso o per diversi uffici giudiziari. E' innegabile che ciò possa determinare alcuni inconvenienti, sia in termini di aumento delle spese, sia in termini di qualità dell'attività svolta dal consulente o perito con riferimento al numero di ore impegnate in una stessa giornata. Poiché tuttavia, per le ragioni esposte, non appare praticabile la soluzione, suggerita da alcuni uffici giudiziari, di non oltrepassare il tetto delle quattro ore giornaliere neppure in caso di pluralità di incarichi, si suggerisce di valutare con attenzione, al momento del conferimento dell'incarico, l'opportunità di assegnarlo a una persona che si sappia già impegnata in altre attività peritali. La concessione di proroghe per l'espletamento dell'incarico è subordinata al verificarsi di fatti sopravvenuti e non imputabili all'ausiliario. Il mancato rispetto del termine stabilito o prorogato per l'espletamento dell'incarico, oltre a impedire la liquidazione di vacazioni per il periodo successivo alla scadenza, impone la riduzione di un quarto degli onorari, comunque determinati. La liquidazione delle spese sostenute dall'ausiliario deve avvenire sulla base di una nota specifica e documentata, che il magistrato è tenuto, sotto la propria responsabilità, a verificare accuratamente, escludendo dal rimborso le spese non necessarie. La spesa relativa all'attività di altri prestatori d'opera può essere liquidata solo se gli ausiliari sono stati preventivamente autorizzati ad avvalersene. L'aumento degli onorari fissi e variabili sino al venti per cento, ex art. 51, comma 2, D.P.R. 115/2002, è subordinato alla dichiarazione d'urgenza del magistrato, da rendersi con decreto motivato, al momento del conferimento dell'incarico e non durante il suo svolgimento o dopo la sua conclusione. L'aumento degli onorari sino al doppio, ex art. 52, comma 1, D.P.R. 115/2002, è consentito in presenza di prestazioni di eccezionale importanza, complessità e difficoltà. Si invitano le SS. LL. a richiamare l'attenzione dei magistrati sulla necessità di verificare il ricorrere di tali condizioni, dovendosi assolutamente evitare il rischio che detto aumento sia utilizzato per compensare prestazioni di ordinaria difficoltà, per le quali le tabelle degli onorari fissi e variabili prevedono tariffe obiettivamente non elevate. L'intera normativa in materia di consulenze tecniche e perizie e in particolare le norme che disciplinano l'iscrizione all'albo dei periti presso il tribunale, inducono a ritenere che l'incarico dell'ausiliario abbia carattere personale e non possa essere pertanto conferito in favore di persone giuridiche o altri enti collettivi. Ciò si pone del resto in sintonia con le regole di carattere generale, secondo le quali, fuori dalle poche ipotesi in cui la legge espressamente lo consente, l'attività professionale di carattere intellettuale non può essere esercitata in forma societaria. Sembra pertanto doversi escludere che gli incarichi peritali e di consulenza, possano essere conferiti in favore di società o altri enti collettivi. In ogni caso, qualora, facendo leva sul carattere pubblicistico dell'incarico conferito dal magistrato, si ritenga di dover accedere a una diversa interpretazione, sarà cura dei magistrati e dei funzionari preposti al pagamento delle somme liquidate verificare la corrispondenza tra la persona in favore della quale è stato conferito l'incarico, il soggetto beneficiario del decreto di liquidazione e l'intestatario della fattura. Va infatti assolutamente evitato che la fattura sia rilasciata in favore di soggetto diverso da quello nominato dal magistrato. 4. Le indennità in favore dei giudici di pace
Per la corresponsione dell'indennità in relazione all'attività svolta per periodi inferiori al mese, essa verrà calcolata proporzionalmente ai giorni di effettivo esercizio delle funzioni: pertanto, nei confronti del giudice di pace coordinatore, che risulti impedito per qualsiasi motivo, l'indennità mensile verrà decurtata in misura corrispondente ai giorni di assenza; correlativamente, nei confronti del giudice di pace che lo sostituisce, verrà corrisposta un'indennità rapportata ai giorni di effettivo svolgimento della funzione di coordinatore. 4.2. L'indennità di udienza e l'indennità per ogni procedimento assegnato
e comunque definito o cancellato dal ruolo
Ora, in data 15 dicembre 2005 è stata stipulata, tra il Ministero della giustizia, il Ministero delle infrastrutture e trasporti e il Ministero della difesa, la convenzione organizzativa prevista dall'art. 62 del D.P.R. 115/2002, relativa all'individuazione delle modalità di intervento del Ministero della difesa per la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi disposte con le sentenze di condanna per reati edilizi e ambientali. Ora, detta convenzione, oltre a regolare il procedimento di esecuzione dei suddetti provvedimenti ad opera delle unità tecnico-operative del Ministero della difesa, ha disciplinato alcuni aspetti contabili che meritano di essere qui richiamati e sottolineati. La convenzione tiene conto infatti di una modifica normativa intervenuta dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 115/2002, che consente di attingere, per il finanziamento delle attività di demolizione di opere abusive (ma non di ripristino dello stato originario dei luoghi), a un fondo istituito presso la Cassa depositi e prestiti s.p.a. dall'art. 32, comma 12 d.l. 269/03 conv. nella L.326/03 (Per opportuna conoscenza, si informa che la Cassa Depositi e Prestiti s.p.a. ha emanato sull'argomento due circolari interpretative: la n. 1264 del 2 febbraio 2006, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, Parte II, n. 51 del 2 marzo 2006. e la n. 1254/04, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Parte II, n. 260 del 5 novembre 2004. La connessa documentazione contrattuale è disponibile sul sito http://www.cassaddpp.it/, nella sezione Politiche di sviluppo\Prodotti\Fondo Demolizioni Opere Abusive.). Tale possibilità appare di grande importanza ai fini del contenimento delle spese di giustizia. La demolizione viene infatti finanziata attraverso un fondo estraneo al capitolo di bilancio relativo alle spese di giustizia e il recupero nei confronti dell'interessato, oltremodo difficile, è operato dal Comune del luogo dove la demolizione deve avvenire. Onde consentire l'attivazione di tale meccanismo, l'art. 7 della convenzione organizzativa prevede che, dopo l'emissione del decreto ai sensi dell'art. 169 D.P.R. 115/2002, l'ufficio che dispone il pagamento sospenda la compilazione dell'apposito modello previsto dall'articolo 177 dello stesso Testo Unico e trasmetta senza ritardo copia del decreto al Comune del luogo dove l'intervento deve essere eseguito e alla Cassa Depositi e Prestiti s.p.a., unitamente al provvedimento di demolizione, ai fini della concessione del finanziamento. In caso di concessione, totale o parziale, del finanziamento, l'ufficio che dispone il pagamento ne dà comunicazione all'Amministrazione della difesa e la autorizza ad avvalersene presso il Comune interessato. Qualora il finanziamento, in tutto o in parte, non sia concesso, l'ufficio che dispone il pagamento, ottenuto dal Comune interessato il provvedimento della Cassa Depositi e Prestiti s.p.a. che rigetta, in tutto o in parte, la concessione del finanziamento, riavvia la procedura di pagamento nelle forme ordinarie previste dal D.P.R. 115/2002.
Si coglie infine l'occasione per una fornire una precisazione concernente un errore materiale contenuto nell'art. 7, comma 12 della convenzione. Laddove è scritto: “quando l'intervento è diretto alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi e quando l'intervento diretto alla demolizione di opere abusive ha, in tutto o in parte, esito infruttuoso…”, il riferimento all'esito infruttuoso deve in realtà intendersi operato non già all'intervento di demolizione, ma alla procedura di finanziamento attraverso il fondo presso la Cassa depositi e prestiti s.p.a. 8. Le modifiche introdotte dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115,
convertito con modificazioni con la legge n. 168 del 17 agosto 2005.
L'art. 154 del Testo Unico disciplina la destinazione: delle somme e valori sequestrati non ritirati dall'avente diritto: questi sono devoluti alla cassa delle ammende, decorsi tre mesi dalla comunicazione dell'avviso di cui di cui all'ultima parte del comma 4 dell'art.150 T.U.; delle somme e valori appartenenti a persona ignota o irreperibile: questi sono devoluti alla cassa delle ammende, decorsi sei mesi dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile ovvero dalla data in cui il provvedimento è divenuto definitivo; del ricavato dalla vendita disposta ex art. 151 T.U.: questo, dedotte le spese prenotate a debito (contributo unificato e diritti di copia) e le spese anticipate dall'erario (le spese di spedizione o le indennità di trasferta per le notificazioni a richiesta dell'ufficio, le spese ed onorari agli ausiliari del magistrato, l'indennità di custodia, le spese per gli strumenti di pubblicità dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria (art. 155 DPR n.115/2002), è devoluto alla cassa delle ammende, decorsi tre mesi dalla data in cui è stata eseguita la vendita. Per ciò che concerne le spese di custodia, è opportuno precisare che, sulla somma ricavata dalla vendita, vanno recuperate soltanto quelle anticipate dall'erario successivamente al provvedimento di dissequestro.
Al fine di rendere più efficace il sistema di controllo sopra delineato, si ritiene utile richiamare l'attenzione dei Capi degli Uffici affinché: venga individuato un responsabile della tenuta del registro modello 42; venga redatta annualmente la rassegna numerica delle posizioni ancora aperte, sottoscritta dal responsabile ed inviata al capo dell'ufficio; vengano impartite opportune disposizioni per la più sollecita iscrizione sul registro modello 42 di ogni bene sequestrato e per assicurare la maggiore diligenza possibile nella tenuta di tale registro. Al riguardo, il funzionario responsabile degli adempimenti connessi alla fase della convalida del sequestro deve: dare atto dell'esistenza di cose in sequestro sulla copertina del fascicolo, con apposita annotazione; compilare l'elenco delle cose sequestrate da inserire nel fascicolo (art. 3, comma 2, D.M. 30 settembre 1989); trasmettere copia del verbale di sequestro e del relativo provvedimento di convalida al funzionario responsabile della tenuta del registro modello 42. Quest'ultimo dovrà, poi, segnalare il numero di presa in carico del bene, da riportare sull'elenco delle cose sequestrate e sulla copertina del fascicolo.
9. Alienazione dei veicoli giacenti a seguito di provvedimenti di sequestro da parte
dell'autorità giudiziaria (d. dirig. 26 settembre 2005).
Rientrano nell'ambito della predetta disciplina i beni che presentano cumulativamente i requisiti di cui all'art. 1, co. 312, legge 30 dicembre 2004, n. 311 e cioè: siamo ritenute cessate, con ordinanza dell'autorità giudiziaria, da comunicare all'avente diritto alla restituzione, le esigenze che avevano motivato l'adozione del provvedimento di sequestro; siamo immatricolati per la prima volta da oltre cinque anni e siano privi di interesse storico e collezionistico, ossia, allo stato, tenuto conto della entrata in vigore della legge finanziaria, siano stati immatricolati anteriormente alla data del 1° gennaio 2000; siano comunque custoditi da oltre due anni alla data del 1° luglio 2002; siano trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione all'avente diritto alla restituzione dell'ordinanza di cui alla lettera a) senza che questi abbia provveduto al ritiro. La speciale disciplina prevista dalla legge finanziaria si applica, altresì, ai veicoli in possesso dei suddetti requisiti per i quali la procedura di alienazione o rottamazione sia stata già avviata secondo la disciplina ordinaria, purché questa non sia stata ancora conclusa, nonché alle istanze di liquidazione dei compensi presentati dai custodi, qualora esse riguardino i medesimi veicoli (art. 1, comma 321, legge cit.).
Dette Commissioni, tuttavia, rimangono distinte nell'attività da svolgere. Predisposizione degli elenchi
dalle ordinanze attestanti la cessazione delle esigenze che avevano motivato l'adozione del provvedimento di sequestro; dalla comunicazione all'avente diritto alla restituzione con l'attestazione che il proprietario non ha provveduto al ritiro entro sessanta giorni dalla comunicazione, così come accertato presso il custode. La commissione predispone gli elenchi definitivi dei veicoli da alienare a favore di ogni singolo custode, individuando prioritariamente quelli destinati alla rottamazione. Modalità di alienazione e criteri di valutazione
Pertanto, dal prezzo di acquisto dei veicoli, determinato ai sensi dell'art. 4, commi 4 e 5, D.D., andranno detratti: la liquidazione del compenso al custode, liquidato con le tariffe di cui all'art 1, commi 318 e 319 della legge finanziaria. A tal proposito si ritiene opportuno chiarire che la specialità della materia esclude che le predette tariffe possano applicarsi al di fuori del procedimento straordinario per il quale sono state previste; gli eventuali oneri di rottamazione che possono gravare sul medesimo custode. Nel caso in cui l'importo dovuto per le spese di custodia sia superiore al valore del veicolo, la differenza dovrà essere corrisposta dagli uffici interessati al custode con ordine di pagamento tratto sul capitolo di bilancio 1360 (spese di giustizia).
La procedura straordinaria si conclude con la trasmissione del provvedimento di alienazione dei veicoli all'autorità giudiziaria che aveva disposto il sequestro. Ciò, affinché la cancelleria provveda: ad annotare i provvedimenti medesimi nel proprio registro Modello 42 (registro delle cose sequestrate ed affidate in custodia a terzi) ed a depennarli dalla relativa pendenza ovvero a trasmetterli all'ufficio che li ha in carico, se diverso da quello sopra indicato; ad iscrivere nel foglio delle notizie l'importo liquidato al custode, per il successivo recupero da parte dell'ufficio competente (art. 208 T.U. spese di giustizia). Il provvedimento è, altresì, comunicato, a cura della commissione, al pubblico registro automobilistico competente, il quale provvede, senza oneri, all'aggiornamento delle relative iscrizioni.
10. Difesa in giudizio degli uffici giudiziari nei conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale.
Roma, 15 marzo 2006 IL CAPO DEL DIPARTIMENTO Augusta Iannini

References: art. 49
 art. 4
 art. 20
 art. 51
 art. 52
 sentenza 
 art. 151