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Timestamp: 2019-11-22 01:02:48+00:00

Document:
CIRCOLARE 12 aprile 2000
OGGETTO: Cittadini stranieri non comunitari. Riconoscimento titoli professionali dell'area sanitaria conseguiti all'estero. Autorizzazione all'esercizio professionale.
urn:nir:ministero.sanita:circolare:2000-04-12;nir-1
Il Testo Unico delle disposizioni concernenti l'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero disciplina l'esercizio professionale ed il riconoscimento dei relativi titoli abilitanti per i cittadini stranieri, non comunitari, regolarmente soggiornanti in Italia ( Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 , pubblicato nel Supplemento ordinario n.139/L alla Gazzetta Ufficiale n.191 del 18 agosto 1998).
Il Regolamento di attuazione stabilisce, poi, le modalità , le condizioni ed i limiti temporali per l'autorizzazione all'esercizio delle professioni sanitarie e per il riconoscimento dei relativi titoli abilitanti non ancora riconosciuti in Italia ( D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 , pubblicato nel Supplemento ordinario n. 190/L alla Gazzetta ufficiale. n. 258 del 3.11.1999).
In base alle richiamate disposizioni di legge e regolamentari tutti i cittadini stranieri, non comunitari, che si trasferiscono in Italia, per brevi o lunghi periodi, allo scopo si esercitare una professione sanitaria devono essere in possesso di un titolo abilitante all'esercizio professionale riconosciuto dal Ministero della sanità e devono iscriversi all'albo professionale dell'Ordine o del Collegio professionale o, in mancanza dell'Ordine e Collegio professionale, all'elenco speciale tenuto dal Ministero della sanità .
1. se regolarmente soggiornanti in Italia alla data del 27 marzo 1998, ossia alla data di entrata in vigore della legge 6 mazzo 1998, n.40 , possono iscriversi direttamente agli ordini e collegi professionali o agli elenchi speciali tenuti dal Ministero della sanità ed esercitare la relativa professione sanitaria;
2. se regolarmente soggiornanti in Italia in data successiva al 27 marzo 1998 o che, ancorchè presenti in Italia alla data del 27 mazzo 1998, abbiano conseguito il titolo abilitante dopo tale data, possono iscriversi agli ordini e collegi professionali o agli elenchi speciali previo parere favorevole da parte del Ministero della sanità, in coerenza con le quote annue massime, previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di stranieri da ammettere sul territorio nazionale per motivi di lavoro. Il parere è richiesto, prima di procedere all'iscrizione, direttamente dall'Ordine o Collegio professionale.
B) CITTADINI IN POSSESSO DI UN TITOLO ABILITANTE ACOUISITO O RICONOSCIUTO IN UN PAESE DELL'UNIONE EUROPEA
L'accertamento dei requisiti è effettuato dal Ministero della sanità , sentita la Conferenza dei Servizi di cui all' articolo 12 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.115 ,dell' articolo 14 del decreto legislativo 2 maggio 1994, n.319 .
La verifica non è richiesta per i cittadini regolarmente soggiornanti in Italia alla data del 27 marzo 1998, ossia alla data di entrata in vigore della legge 6 marzo 1998, n. 40 .
6. certificazione dell'Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o, in alternativa, della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel predetto Paese, che attesti, oltre i requisiti richiesti per l'accesso al corso di studi per il conseguimento del titolo, i programmi dettagliati degli studi con indicazione delle ore effettuate (formazione teorica e formazione pratica) e delle discipline svolte, nonchè la validità della struttura presso cui il titolo è stato conseguito;
7. dichiarazione di valore, da parte dell'Autorità diplomatica o consolare italiana nel Paese di conseguimento del titolo, che attesti la validità abilitante del titolo all'esercizio della professione nel Paese in cui il titolo è stato conseguito nonchè le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento.
L'accertamento dei requisiti è effettuato dal Ministero della sanità, sentita la Conferenza dei Servizi di cui all' articolo 12 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115 , o all' articolo 14 del decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319 . Nel caso di riconoscimento dei titoli di medico chirurgo, medico veterinario, odontoiatra e farmacista il Ministero della sanità può richiedere all'interessato il preventivo riconoscimento del titolo accademico da parte di una università italiana ovvero l'effettuazione del tirocinio e all'esame di abilitazione all'esercizio professionale.
Il Ministero della Sanità, sentita la Conferenza dei Servizi, può stabilire con proprio decreto che il riconoscimento sia subordinato al superamento di una misura compensativa di cui all' art.12 del DL 27 gennaio 1992 n.1150 , dell' art.14 D.L. 2 maggio 1994 n.319 . Con il medesimo decreto sono definite le modalità di attuazione della misura compensativa nonchè i contenuti della formazione e le strutture presso le quali la stessa deve essere sostenuta.
4. certificazione dell'Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo, o in alternativa, della Autorità diplomatica o consolare italiana in quel Paese, che attesti, oltre ai requisiti di accesso al corso specifico, i programmi degli studi previsti per il suddetto titolo con l'indicazione delle ore effettuate (formazione teorica e formazione pratica) e delle discipline svolte, nonchè la validità della struttura presso cui il titolo è stato conseguito;
5. dichiarazione di valore, da parte dell'Autorità diplomatica o consolare italiana nel Paese di conseguimento del titolo, che attesti la validità del titolo nonchè le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento.
L'istanza di riconoscimento del titolo e la relativa documentazione devono essere trasmesse - a mezzo servizio postale - al Ministero della Sanità, Dipartimento delle Professioni Sanitarie, delle risorse umane e tecnologiche in sanità e assistenza sanitaria di competenza statale - Ufficio III, P.le dell'Industria, 20 - 00144 Roma. Sulla busta deve essere indicato "Riconoscimento titolo ex legge 40/98 ".
Gli Ordini e Collegi professionali comunicano al Ministero della sanità l'esito negativo dell'accertamento della conoscenza della lingua italiana e delle specifiche disposizioni che regolano l'attività professionale in Italia, la eventuale data della ulteriore verifica nonchè gli adempimenti formativi e di aggiornamento posti a carico dell'interessato.
Gli Ordini ed i Collegi professionali devono comunicare, entro il 30 giugno 2000, l'elenco dei cittadini stranieri, regolarmente soggiornanti in Italia alla data del 27 marzo 1998, iscritti in deroga al possesso della cittadinanza italiana ai sensi del comma i dell'articolo 37 del Testo Unico nonchè comunicare, entro il 31 dicembre di ogni anno, l'elenco dei cittadini stranieri iscritti ai sensi degli artt. 48,49 e 50 del Regolamento di attuazione. In sede di prima applicazione le predette comunicazioni devono essere effettuate entro il 30 giugno 2000.
I presidi e le istituzioni sanitarie private possono assumere o comunque utilizzare cittadini stranieri, non comunitari, iscritti negli albi professionali e negli elenchi speciali con contratti di diritto privato nel rispetto del trattamento retributivo ed assicurativo previsto dalle vigenti disposizioni e dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria. Le aziende sanitarie e le altre istituzioni pubbliche, non possono procedere all'assunzione in ruolo dei cittadini stranieri extracomunitari in quanto l'assunzione in ruolo è riservata ai cittadini italiani.
Le aziende sanitarie e le altre istituzioni pubbliche possono, comunque, possono utilizzare i cittadini extracomunitari con contratti di lavoro di diritto privato a tempo determinato. I contratti, di durata non superiore comunque a quella del permesso di soggiorno, devono garantire parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai cittadini italiani . Al momento della stipula dei contratti devono essere resi, contestualmente, indisponibili un pari numero di posti in organico.
Al fine di assicurare un più ordinato e tempestivo espletamento degli adempimenti richiesti per il riconoscimento dei titoli professionali, lo scrivente Ministero ritiene opportuno il coinvolgimento delle Regioni nonchè degli sponsor e dei datori di lavoro interessati all'utilizzazione del personale sanitario straniero.
Le Regioni sono invitate a comunicare al Ministero della sanità il fabbisogno globale stimato per le singole categorie professionali, soprattutto per le aziende sanitarie e le altre strutture pubbliche sociosanitarie, al fine di consentire anche la valutazione delle esigenze complessive e della compatibilità con i tetti massimi di stranieri da ammettere in Italia per lavoro nel settore sanitario. Le Regioni sono pregate, inoltre, di indicare le strutture formative alle quali poter indirizzare i soggetti, già soggiornanti o che intendono stabilirsi nel territorio regionale, ai quali, ai fini del riconoscimento del titolo, il Ministero eventualmente prescrive misure compensative della formazione posseduta, ai sensi dell' articolo 49, comma 3 del D.P.R. 31 agosto 1999, n.394 .
Sarebbe, altresì opportuno che le Regioni, in relazione alle reali esigenze riscontrate, provvedano anche al coordinamento delle richieste delle varie aziende, strutture ed organismi sanitari pubblici, che operano nel proprio territorio.
- I datori di lavoro
Si ritiene opportuno, infine, richiamare l'attenzione sul fatto che il riconoscimento dei titoli accademici, di studio e di formazione professionale complementare disposto dal Ministero della sanità è finalizzato esclusivamente a consentire lo svolgimento di attività sanitarie, con rapporto di dipendenza o in forma autonoma, nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. Il riconoscimento del titolo abilitante all'esercizio di una professione sanitaria, disposto dal Ministero della sanità si sostanzia cioè nell'autorizzazione all'esercizio dell'attività professionale stessa.
Al riguardo l'articolo 50 del Regolamento prevede che la dichiarazione di equipollenza dei titoli accademici nelle discipline sanitarie, conseguiti all'estero, nonchè l'ammissione ai corrispondenti esami di diploma, di laurea o di abilitazione, con dispensa totale o parziale degli esami di profitto, sono disposte dall'università previo accertamento del rispetto delle quote previste per ciascuna professione dal decreto sui flussi. Il rispetto delle quote comporta che le dichiarazioni di equipollenza o le ammissioni agli esami possono essere disposte solo previo parere del Ministero della sanità al quale è demandato la verifica del rispetto di tale vincolo.
IL MINISTRO DELLA SANITA' Rosy BINDI
6. località
7. Rilasciato dalla questura di
8. Data di rilascio
9. Data di fine validità
10. Indirizzo dichiarato
11. la professione o arte sanitaria di
12. nella provincia di
a) Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
b) Copia autenticata (1) del titolo di studio specifico per l'attività richiesta
c) Copia autenticata (1) del titolo di abilitazione specifico per l'attività richiesta, qualora previsto dal Paese extracomunitario ove e stato conseguito il titolo o dal Paese dell'UE di provenienza
d) Attestazione del Paese dell'UE provenienza dal quale risulti che non esistono impedimenti di tipo professionale o penale all'esercizio della professione che si intende esercitare (2)
e) Copia dell'eventuale iscrizione all'Albo professionale del Paese UE di provenienza
(2) Il documento deve essere prodotto con data non anteriore a tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda. Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale Dall'Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento e stato rilasciato ovvero da un traduttore ufficiale.
5. Luogo di nascita (Paese)
c) Copia autenticata (1) del titolo di abilitazione specifico per l'attività richiesta, qualora previsto dal Paese di conseguimento del titolo
d) Copia dell'eventuale iscrizione all'Albo professionale del Paese di provenienza
e) Certificazione dell'Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel predetto Paese, che attesti:
10. Indirizzo dichiarato in possesso dell'autorizzazione ad esercitare
12. nella provincia Si richiede il riconoscimento del proprio titolo professionale complementare di
b) Copia autenticata (1) del titolo di per il quale è richiesto il riconoscimento
c) Certificazione dell'Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o in alternativa del l'Autorità diplomatica o consolare italiana in quel Paese, che attesti:
d) Dichiarazione di valore da parte dell'Autorità Diplomatica o Consolare italiana del Paese di conseguimento del titolo, che attesti: la validità del titolo, nonché le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento
e) Attestazione, nel caso delle specializzazioni mediche di anestesia e rianimazione, medicina nucleare, radiodiagnostica, radioterapia, di esercizio della specifica attività specialistica per almeno 3 anni negli ultimi 10 o per un periodo proporzionalmente minore nel caso in cui il titolo sia stato conseguito da un periodo di tempo inferiore a 10 anni antecedente la richiesta
MANISCALCO MASSAGGIATORE E CAPO BAGNINO DEGLI STABILIMETI IDROTERAPICI
TECNICO ORTOPEDICO TECNICO SANITARIO DI LABORATORIO BIOMEDICO

References: articolo 12
 articolo 14
 articolo 12
 articolo 14
 art.12
 art.14
 articolo 49