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1 INTERNAZIONALE Operatori Mobili Virtuali Convergenti: trend tecnologici e opportunità di business. GIANPIO DI MARIO Una delle molteplici sfaccettature della convergenza tra reti di telecomunicazione mobili e fisse è rappresentata dalla tecnologia così detta Dual Mode. Questa può essere genericamente definita come la possibilità di accedere ad un servizio di telefonia in modalità wireless e dallo stesso terminale sia utilizzando i sistemi GSM/UMTS sia i sistemi WiFI. Sono vari in Europa gli esempi di Operatori che stanno utilizzando questa tecnologia per differenti proposte di servizo, ma in generale sono raggruppabili in tre grandi categorie: Operatori contemporaneamente fissi e mobili, Operatori Broadband che sono anche Operatori Mobili Virtuali e infine Internet Service Providers. Tra i primi possiamo annoverare Orange, Telia e Telecom Italia; tra i secondi possiamo annoverare British Telecom; la terza categoria è rappresentata da Operatori quali Arcor in Germania, Neuf in Francia, Eutelia in Italia. In questo articolo saranno brevemente illustrate le strategie che questi modelli sottendono e verrà proposto un focus sugli Operatori Broadband che affiancano alla loro attività il business dell Operatore Mobile Virtuale secondo una modalità che sarà chiamata Operatore Mobile Virtuale Convergente. Infine verrà illustrato come Telecom Italia può utilizzare questa tecnologia per penetrare con servizi sia larga banda sia mobili anche in mercati maturi. 1. Introduzione Il fermento che sta animando il settore delle comunicazioni mobili negli ultimi mesi può essere ben esemplificato da quanto sta succedendo all Operatore fisso incumbent in Gran Bretagna, Paese che è stato tra l altro la patria del primo Operatore mobile virtuale di successo: Virgin Mobile. BT UK è stato attivo, fino a novembre del 2001, anche come Operatore pubblico di telefonia mobile con CellNET; poi decise di scorporare questa attività e costituì una società separata che chiamò mmo2 e che successivamente, nel gennaio 2006, vendette a Telefonica. Di recente BT ha nuovamente deciso di rientrare nella telefonia mobile, proponendosi però come Operatore Virtuale. BT ha in più deciso di meglio impiegare la propria rete di accesso fissa, diffusa in maniera capillare nel Paese, per compensare, in parte, la mancanza di una propria rete di accesso mobile. Ha, infatti, lanciato un servizio, chiamato BT Fusion - basato su terminali dual mode (GSM- WiFi) realizzati in tecnologia UMA (Unlicensed Mobile Access) - in grado di utilizzare la rete WiFi in alternativa alla rete di accesso GSM. Questi terminali usano connessioni WiFi a casa dei clienti, ma anche nei numerosissimi Hot Spot che BT ha nel Paese. BT ha inoltre in corso di realizzazione una copertura radio estesa WiFi in dodici città. L utilizzo del WiFi permette all Operatore di connettere i propri utenti mobili direttamente sulla propria rete, non dovendo, in questi casi, riconoscere alcun compenso all Operatore Mobile partner per l utilizzo della sua rete, come normalmente avviene quando una chiamata è effettuata fuori dall area servita dai sistemi WiFi. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile2 Partendo da questo esempio, può essere rilevato che in questi ultimi tempi stiamo assistendo a tre situazioni che, combinate insieme, possono dare a un Operatore come Telecom Italia un occasione molto favorevole per aggredire sia il mercato dei servizi offerti da postazioni fisse a larga banda, sia quello dei servizi proposti da terminali mobili, anche in ambienti maturi quali quello europeo. Le opportunità vantaggiose che oggi si presentano sono più precisamente: la nascita e il progressivo affermarsi degli Operatori Virtuali Mobili; la crescita tumultuosa della domanda di servizi a larga banda da terminali fissi; il consolidarsi delle tecnologie dual mode che permettono l utilizzo di reti di accesso wireless alternative per fornire servizi mobili. 2. Gli Operatori Mobili Virtuali e loro classificazione Accesso Prima di affrontare l oggetto di questo articolo sembra utile richiamare, sia pur brevemente, la storia e i motivi che hanno portato a costituire gli Operatori Mobili Virtuali. La nascita degli MVO (Mobile Virtual Operator) si fa comunemente risalire al 1997, quando tre impiegati del service provider norvegese Talkline fondarono la società Sense, con l obiettivo di replicare il trend di liberalizzazione della telefonia fissa anche su quella mobile. Sense si scontrò, però, con il netto rifiuto degli operatori mobili nel concedergli l uso della propria infrastruttura, rifiuto che portò Sense a intentare un lungo processo che si concluse solo nel La decisione dell organo regolatore fu favorevole a Sense, ma ormai le risorse della società erano allo stremo e si dovette perciò dichiarare il fallimento dell iniziativa. Sense, tuttavia si è poi ripresa ed è tuttora un Operatore Virtuale attivo nel mercato scandinavo. Nel 1999 fu, invece, lanciato Virgin Mobile in Gran Bretagna, che è tuttora indicato come uno dei casi di maggiore successo tra quanti si sono proposti come Operatore Mobile Virtuale. Il numero degli MVO è progressivamente aumentato e oggi si contano alcune centinaia di operatori in tutto il mondo. Una ricerca, effettuata da Telecompaper Research [1], stima che, a settembre 2007, l elenco delle società comprenda 563 MVO tra quelle che hanno avviato un attività o la stanno gestendo, ovvero hanno solo annunciato di volerla svolgere. Di queste, 400 circa operano in Europa. Come si è detto, questi elenchi comprendono anche società che hanno concluso l attività e altre che non l hanno ancora avviata; il numero delle società dà, tuttavia, una chiara indicazione dell attenzione e del fermento che agita il settore. 2.1 Definizione di un MVO Un operatore mobile virtuale è una società che offre servizi di telefonia mobile senza possedere alcuna licenza per lo spettro radio e che utilizza, per fornire il servizio, una parte dell infrastruttura di un operatore mobile. Gli asset fondamentali di un MVO sono, quindi, i clienti e un accordo con un operatore mobile. Questa definizione generale è molto ampia, ed è possibile svolgere l attività di Operatore Mobile Virtuale in diversi modi, come sarà chiarito nel seguito. Così come è formulata è una definizione in negativo: essa specifica cosa l Operatore sicuramente non gestisce (la rete di accesso radio), ma non dice nulla circa gli asset che invece possiede, né su come l MVO svolge la propria attività. Diverse società hanno interpretato in maniera differente il concetto di MVO: sono possibili, perciò, classificazioni differenti basate su vari parametri come, ad esempio, il modello di business, la tipologia di prodotti offerti o le infrastrutture di cui l Operatore Virtuale è dotato. In questo articolo sarà data una classificazione basata sugli aspetti più legati alle diverse tipologie di rete. L infrastruttura e i processi caratteristici di un operatore mobile sono sintetizzati nella figura 1. Più precisamente un (Mobile Network Operator) possiede le piattaforme e gestisce tutti i processi rappresentati nella figura 1: dalla rete di accesso a quella di vendita. Trasmissione Commutazione Applicazioni e servizi FIGURA 1 Infrastrutture e processi di un Operatore Mobile. La definizione di un MVO comporta, come si è detto, che l unico processo e le uniche piattaforme che l Operatore non possiede sono quelle relative alla rete d accesso. L MVO non possiede, infatti, licenze per l uso dello spettro radio. Se predefiniamo come rete di trasmissione quella che connette la rete d accesso alla rete di commutazione, ne deriva che l MVO non potrà possedere nemmeno questa porzione di infrastruttura. 2.2 Modello Full-MVNO Billing Care Marketing Branding Vendite Una prima classe di Operatori virtuali è comunemente nota con il nome di Full MVNO o più semplicemente come MVNO (Mobile Virtual Network Operator). L Operatore possiede gli stessi processi e le stesse piattaforme di un tranne la rete d accesso, come è mostrato in figura NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile 20083 Accesso Trasmissione Commutazione Applicazioni e servizi ESP Enhanced Service Provider Mobile Network Operator MVNO Mobile Virtual Network Operator SP Service Provider FIGURA 2 Rappresentazione orizzontale dei modelli MVNO. Per la fornitura del servizio l MVNO deve, naturalmente, utilizzare la rete d accesso del, che, per questo motivo, è anche chiamato MHO (Mobile Host Operator). È importante rilevare che, in questo caso, poiché il Full-MVNO detiene la rete di commutazione, esso è anche l Operatore che emette e convalida le SIM. Dal punto di vista regolatorio, esso si deve, perciò, dotare di MNC (Mobile Network Code), tramite il quale generare gli IMSI (International Mobile Subscriber Identity) delle SIM. Esso si può dotare anche di un arco di numerazione MSISDN (Mobile Subscriber ISDN Number) propria e quindi si può interconnettere con le altre reti mobili e fisse come un normale. A differenza degli altri modelli che vedremo nel seguito, il Full-MVNO stabilisce una relazione di roaming nazionale con l e perciò i suoi clienti sono a tutti gli effetti clienti ospiti sotto la rete dell come accade quando si va all estero. Questo modello di MVO è molto complesso da realizzare e da gestire, poiché richiede una forte competenza nelle telecomunicazioni, ma presenta alcuni benefici di assoluto rilievo: tra i più importanti, può essere citata la possibilità di cambiare in maniera molto semplice il MHO che fornisce la rete radio, giacché è sufficiente modificare l accordo di roaming. Per gli altri modelli, come si vedrà nel seguito del paragrafo, questo beneficio non è ottenibile se non con costi molto elevati. 2.3 Modello ESP (Enhanced Service Provider) Un diverso modello di Operatore Virtuale, detto ESP-MVNO o, semplicemente, ESP, è rappresentato nella seconda barra di figura 2. Billing Care Marketing Branding Vendite MVNO FULL ESP-MVNO SP-MVNO L ESP possiede tutti i processi caratteristici del modello precedente con l esclusione della commutazione. A differenza del Full- MVNO, l ESP non possiede alcun componente dell infrastruttura per la fornitura dei servizi di telefonia mobile. Possiede, invece, le infrastrutture per la fornitura dei VAS (Value Added Services) e quelle per la commercializzazione dei prodotti. Anche in questo caso è richiesta una competenza nel settore delle telecomunicazioni, ma, in misura inferiore rispetto al caso precedente. Infatti, non possedendo una Core Network, le SIM sono emesse dall, che è anche responsabile della fornitura di tutti i servizi di telefonia di base. Il rapporto con l è, in questo caso, molto più stretto, perché i clienti dell ESP sono, agli effetti delle reti GSM, degli utenti dell dato che utilizzano SIM di quest ultimo Operatore. Se quindi l ESP volesse cambiare operatore mobile sarebbe costretto a cambiare SIM a tutti i clienti con, naturalmente, costi e ripercussioni negative. Questo modello ha tuttavia lati positivi: i clienti sono, ad esempio, automaticamente abilitati al roaming internazionale, ereditando gli accordi che l ha già stipulato con gli Operatori di altri Paesi. Reseller-MVNO 2.4 Modello SP-MVNO Un altro modello di Operatore Virtuale è noto con il nome di SP (Service Provider) MVNO ed è riportato nella terza barra di figura 2. Dal punto di vista delle SIM e del rapporto con l, questo modello ha le stesse caratteristiche di quello precedente; variano solo le attività che sono di competenza dell operatore mobile. In questo caso la differenza nel rapporto con l riguarda solo le tariffe e il marketing, mentre i servizi a valore aggiunto sono all incirca gli stessi, potendo il SP richiedere l implementazione di servizi specifici sulla base di accordi commerciali. 2.5 Modello reseller Un altro modello che estremizza il concetto di Operatore Virtuale è noto con il nome di reseller ed è rappresentato nell ultima barra di figura 2. In questo caso le attività dell Operatore Virtuale sono ridotte al minimo e normalmente non richiedono un elevata specializzazione nelle telecomunicazioni. Le responsabilità riguardano essenzialmente il marketing, la vendita e la presenza di un customer care usualmente dato in outsourcing al MHO. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile4 2.6 Modello MVNE (Mobile Virtual Network Enabler) Tra i differenti modelli di MVO è comparso di recente anche un nuovo attore chiamato MVNE che opera tra l MHO e l MVO, fornendo le infrastrutture necessarie alla realizzazione del business. Le infrastrutture e i processi di cui l MVNE si dota sono mostrati in figura 3. Come si può notare, un MVNE possiede in genere le infrastrutture di commutazione e quindi emette proprie SIM. Esso inoltre può negoziare un accordo con l host operator. L Operatore Virtuale si occupa in questo caso solo del marketing e della vendita dei prodotti e quindi è un reseller a tutti gli effetti. La figura 4 mostra come al diminuire della complessità del modello (il meno complesso é il reseller) decresce il livello di investimento necessario per realizzare il business, ma anche la possibilità per l Operatore di differenziare i servizi e quindi diminuisce l ARPU (Average Revenue Per User). La maggior parte degli Operatori si è posizionata a un livello basso, ma lo spazio si sta saturando. ARPU ESP MVO MVNO Capex, Opex, e Risk MVO massmarket Reseller Accesso 3. Convergenza delle reti d accesso fisse e mobili Da quanto si è esposto, può essere osservato che la differenza tra un Full-MVNO e un risieda nell impossibilità del primo di avere una licenza per l utilizzo di frequenze radio e quindi una propria rete d accesso. Trasmissione Commutazione Applicazioni e servizi Billing Care Marketing Branding Vendite MVNO FULL ESP-MVNO SP-MVNO Reseller-MVNO MVNE MVO ESP Enhanced Service Provider Mobile Network Operator MVO Mobile Virtual Operator MVNE Mobile Virtual Network Enabler MVNO Mobile Virtual Network Operator SP Service Provider FIGURA 3 Rappresentazione orizzontale di un MVNE rispetto ai vari modelli di MVO. Principalmente dedicati ai contenuti, stanno emergendo anche altre opportunità di servizi a valore aggiunto. MVO di nicchia MVO a tariffe scontate Full MVNO MVO a Valore Aggiunto Differenzazione di servizio e ARPU Average Revenue Per User (tipicamente su base mensile) Enhanced Service Provider Mobile Virtual Operaor Mobile Virtual Network Operaor Nonostante il business dell MVO sia risultato in molti casi profittevole, la mancanza di questa parte di rete non permette di raggiungere ancora i margini operativi raggiunti dagli. La differenza è causata, principalmente, dalla mancanza di una propria rete d accesso. L MVO non può offrire, infatti, il servizio senza transitare nella rete terminale di un operatore mobile, che, a sua volta, gli fornisce l accesso radio a un prezzo di poco inferiore a quello a cui lo fornisce ai propri clienti. In questo modo l Operatore Virtuale non ha margini particolarmente elevati, mentre potrebbe averli se si dotasse di una propria rete di accesso anche se parziale. Questa soluzione è particolarmente semplice quando l MVO è anche Operatore di rete fissa e di reti a larga banda. In questo caso, infatti, l Operatore possiede o può utilizzare una rete di accesso in rame o in fibra, alla quale può collegare punti di accesso WiFi e quindi offrire al cliente anche un accesso wireless. Si hanno, così, a disposizione tutti i principali elementi per aggiungere alla rete un accesso di tipo mobile. Non è, tuttavia, sufficiente disporre di un accesso wireless per gestire la mobilità dell utente. L anello mancante è costituito, finora, dall impiego di due possibili tecnologie: UMA (Unlicensed Mobile Gli MVO di nicchia si spostano nello spazio di quelli a Valore Aggiunto quando cercano di offrire servizi più ricchi e più mirati. FIGURA 4 Posizionamento dei vari modelli di MVO rispetto a complessità ed opportunità. ESP Access) [2][3] e IMS/VCC (IP Multimedia Subsystem/Voice Call Continuity) [4]. 14 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile 20085 La prima permette, in particolare, di utilizzare l accesso a larga banda e il WiFi come una rete d accesso alternativa a quella GSM. Il cliente, utilizzando un opportuno telefono dual mode (cioè dotato di interfaccia radio GSM e WiFi), riesce a usufruire anche nel WiFi di tutti i servizi della rete mobile. Come si è già messo in evidenza, questa soluzione è alla base della realizzazione dell offerta Fusion di BT in Gran Bretagna [5]. Il cliente di BT sottoscrive un abbonamento ADSL e poi si dota di un telefonino dual mode UMA. Quando si trova nella propria abitazione, o comunque in un area coperta dal WiFi, il telefono si disconnette dal GSM e si attesta sulla rete WiFi. In queste condizioni, i minuti di conversazione costano al cliente circa un quarto rispetto a quando si connette alla rete GSM tradizionale. La copertura WiFi è ovviamente presente a casa del cliente, ma anche in altri numerosi Hot Spot che BT sta realizzando in tutto il Paese. Oggi BT offre il servizio con tre modelli diversi di telefonino. Dal punto di vista del servizio il cliente non si accorge di aver cambiato rete di accesso, se non per via di un icona che si accende sullo schermo del telefono. Inoltre, anche sul WiFi, ha accesso a tutti i servizi telefonici supplementari e ai VAS disponibili sulla rete GSM: dall avviso di chiamata alla navigazione GPRS. Quest ultima tra l altro è fruibile a velocità molto elevata, in quanto non risente delle limitazioni imposte dall interfaccia radio del GSM. La stessa tecnologia è oggi utilizzata da altri Operatori tradizionali quali, ad esempio, Orange, T- Mobile USA e Telia per fornire servizi di tipo convergente ai propri clienti. Le ragioni che giustificano questo tipo di offerta sono fondamentalmente differenti rispetto al caso di BT. L Operatore inglese utilizza il WiFi come un alternativa alla rete d accesso dell host operator che nel caso specifico è Vodafone. I ricavi ottenuti da ogni minuto di conversazione effettuato in copertura WiFi sono, perciò, introitati tutti da BT che non deve riconoscere alcuna quota all Host Operator. Gli altri Operatori menzionati, invece, possiedono sia una rete fissa sia una mobile e quindi il WiFi non è utilizzato come sostituto della rete d accesso mobile, ma come mezzo per permettere una convergenza tra terminale fisso e terminale mobile. Nelle offerte di questi Operatori, al cliente è data generalmente la possibilità di utilizzare il telefono mobile da casa per fare chiamate uscenti a un prezzo prossimo a quello delle chiamate da fisso. L Operatore in questo modo fidelizza il cliente che, a sua volta, ottiene alcuni vantaggi quali: un minore costo, una bolletta unica, la convergenza dei terminali fisso e mobile in un unico apparecchio e, in alcuni casi, una migliore copertura radio all interno degli edifici. Si potrebbe obiettare che, rispetto alle chiamate entranti, effettuate verso il numero fisso, il cliente è ancora costretto a rispondere con il terminale di casa. In realtà sono già disponibili alcune predisposizioni che permettono il cosiddetto dual ringing: quando una chiamata è diretta verso il numero fisso e il terminale dual mode si trova in un area coperta dal WiFi domestico, la chiamata è inviata parallelamente anche verso il numero mobile. Per il cliente, quindi, è come se il terminale mobile fosse stato predisposto come un estensione del terminale fisso. Nel panorama internazionale si incontrano altri esempi di operatori fissi e MVO che stanno cercando di sfruttare l opportunità messa a disposizione dal WiFi e dai telefoni dual mode. Tra i più noti possono essere ricordati Free e Neuf in Francia e Arcor in Germania. In Italia un servizio analogo è offerto da Eutelia sotto il nome VoIPMobile [6]. Gli Operatori che offrono questo servizio sono generalmente degli ISP che forniscono anche servizi voce di tipo tradizionale e VoIP. L avvento di telefoni dual mode con client VoIP e che impieghino il protocollo SIP integrato permette dunque a queste società di offrire un servizio VoIP di tipo nomadico. Questi Operatori vendono in genere un telefono dual mode di fascia bassa (come il Pirelli Discus) sul quale configurano un account VoIP. Il servizio fruibile con la parte GSM del telefono è, quindi, completamente diverso da quello fruibile con la parte VoIP associata al WiFi. Molti di questi Operatori, tra cui Eutelia, non si configurano, infatti,come un Operatore Virtuale. Essi suggeriscono ai propri clienti di continuare ad utilizzare la propria SIM e ad appoggiarsi per i servizi mobili a un normale operatore cellulare. Il telefono dispone però di un client SIP sul quale è possibile configurare un profilo, a cui corrisponde un numero di rete fissa. I servizi offerti sull interfaccia WiFi sono tipicamente quelli voce e i servizi telefonici supplementari base. In questo caso, quindi, il telefono dual mode racchiude al proprio interno due tipi di servizi separati e distinti: il servizio di telefonia mobile erogato da un operatore cellulare tradizionale e il servizio VoIP associato ad un numero fisso, fornito dall ISP e che assume le caratteristiche di nomadicità, se l Operatore dispone di una rete di hot spot alla quale il cliente può connettersi. La mobilità di tipo ridotto può essere sicuramente di interesse per le chiamate uscenti, ma lo è molto meno per quelle entranti. Infatti, la probabilità di trovare il telefono sotto copertura WiFi è molto bassa. I due tipi di servizi che sono stati presentati, ancorché abbiano caratteristiche notevolmente diverse, sono esempi di convergenza tra l accesso di tipo fisso e quello mobile. A tal proposito va aggiunto che proprio BT ha lanciato un progetto di copertura WiFi estesa in alcune città del Regno Unito. Al momento le città in cui è stata annunciata la copertura sono dodici, ed è presumibile che, se l iniziativa avrà successo, la copertura venga estesa ad altre città. L uso del WiFi per questo tipo di iniziative pone degli interrogativi. Un Operatore che decida di investire in questa tecnologia dovrebbe, infatti, accettare di gestire una certa incertezza sulla qualità del servizio offerto, legata al fatto che lo spettro WiFi NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile6 non è regolamentato. Questo implica che non potendo l Operatore riservare per sé l uso esclusivo dello spettro, se un altro soggetto decide di voler coprire la stessa area può farlo liberamente, eventualmente andando anche ad incidere sulla qualità del servizio dell Operatore preesistente. Una situazione del genere è però improbabile. Anche il nuovo Operatore, infatti, avrebbe serie difficoltà a garantire un qualunque livello di qualità del servizio e quindi effettuerebbe un investimento con ritorni molto incerti. È più probabile che, in questo caso, la volontà di un nuovo soggetto a entrare nel business possa costringere il primo Operatore a trovare un accordo per gestire assieme la rete mediante un network sharing. Per un approfondimento sulle reti WiFi municipali si veda ad esempio [7]. Ma se questi problemi sono legati all utilizzo di uno spettro non licenziato, quale quello del WiFi, con l utilizzo di altre porzioni di spettro, quali ad esempio quelle assegnate al WiMAX, queste incertezze sarebbero risolte. Se, infatti, il livello fisico d accesso del WiMAX e del WiFi sono diversi, entrambi hanno come interfaccia d accesso il protocollo IP e quindi permettono l utilizzo trasparente delle tecnologie UMA e IMS/VCC. Dal punto di vista di rete il WiMAX permette coperture geografiche più ampie, giacché ha un limite sulla potenza in uscita molto maggiore di quella del WiFi: si passa da potenze massime di 100 mw a circa 4 W e, quindi a coperture nello spazio libero quaranta volte più ampie. D altra parte non si hanno problemi tecnici o tecnologici particolari nello sviluppo di modem router ADSL equipaggiati con accesso Wireless WiMAX, o anche con accesso WiMAX - WiFi per permettere di effettuare sinergie con la rete di accesso fissa e per aumentare la copertura all interno degli edifici. Sul mercato sono già disponibili AP (Access Point) WiMAX domestici che utilizzano la tecnologia mesh e che sono in grado di connettersi automaticamente via radio a una rete esterna per fornire il servizio, ad esempio, all interno di un edificio. Con più elementi di questo tipo si può estendere la copertura della rete anche in misura notevole. Il vantaggio nell impiego di una rete WiMax rispetto a una WiFi sarà migliore se, in accordo con le recenti normalizzazioni UIT saranno assegnate agli Operatori di rete WiMax bande a 2,5 GHz, rispetto a quelle oggi impiegate in Europa allocate intorno a 3,5 GHz e se saranno impiegate parte delle frequenze sotto 1 MHz, liberate nelle bande oggi utilizzate per la televisione nel passaggio dalla TV analogica a quella digitale (come sembra che avverrà nei prosimi mesi negli Stati Uniti). L operatore mobile virtuale potrebbe quindi fornire il servizio sulla rete WiMAX con le tecnologie UMA o IMS/VCC e, dove non è disponibile una copertura diretta, potrebbe connettersi alla rete dell host operator con le tecnologie mobili tradizionali. Il tutto è anche condizionato dalla disponibilità di telefoni dual mode WiMAX-GSM/UMTS, la cui disponibilità è già stata annunciata dai maggiori produttori di terminali. 4. L MVNO convergente Da quanto scritto, emerge un nuovo modello di MVNO che merita una trattazione separata. Questo modello potrebbe essere chiamato MVNO convergente, facendo riferimento all esempio più importante: quello di BT con la sua offerta Fusion. Il modello si caratterizza per il fatto di essere contemporaneamente un operatore virtuale mobile e uno di rete fissa con terminazioni foniche e a larga banda. Poter offrire una connessione ADSL ai propri clienti permette, infatti, all Operatore di offrire una copertura radio alternativa a quella dell Host Operator. Analisi effettuate da diversi operatori mobili indicano che una percentuale notevole delle chiamate mobili (entranti o uscenti) è effettuata dall interno degli edifici e rappresentano tra il 70 e l 80 % del totale delle chiamate. Se un MVNO convergente riuscisse a coprire le abitazioni e i luoghi di lavoro dei propri clienti, potrebbe facilmente impiegare una rete proprietaria per il trasporto di una percentuale rilevante delle chiamate entranti e uscenti. L utilizzo della propria rete può abbattere i costi verso l host operator, per le chiamate che vi transitano, fino ad avvicinarsi molto al raggiungimento del totale del traffico, in funzione del modello adottato. Possono, infatti, essere seguite sostanzialmente due modalità per realizzare questo tipo di convergenza. 4.1 L ESP convergente BT ha scelto di impiegare un modello che potrebbe essere chiamato ESP-Convergente. Ha, infatti, firmato un accordo molto stretto con Vodafone UK, che fornisce, oltre alla copertura radio, anche tutte le prestazioni di core network. Più in particolare le SIM sono quelle di Vodafone, opportunamente customizzate per BT. Gli apparati UMA necessari a fornire la connettività mobile sul WiFi sono da un lato interconnessi direttamente alla core network di Vodafone e dall altro alla rete IP di BT. Nella figura 5 è mostrata la configurazione di rete scelta da BT. La figura permette di esaminare i diversi possibili instradamenti del traffico e i flussi economici ad esso associati. L analisi è descritta in maniera semplificata per motivi di chiarezza e potrebbe perciò risultare leggermente imprecisa, pur non compromettendo la sostanza dei risultati presentati. Una chiamata entrante, indirizzata a un cliente dell MVNO e proveniente da una rete esterna, è consegnata su un gateway MSC di frontiera dell host operator. L ambiente esterno all Operatore Virtuale riconosce l MSISDN (Mobile Subscriber ISDN Number) come un numero di questo operatore. Il GMSC (Gateway Mobile Switching Center) interroga l HLR (Home Location Register) per conoscere la Location Area dove è al momento registrato l utente. 16 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile 20087 BSC GGSN GSM HLR IN MMSC Nel caso in cui l utente si trovi in un area coperta dalla rete GSM, la chiamata è indirizzata verso l appropriato BSC (Base Station Controller), quindi verso la Stazione Radio BT Base e, infine, verso il terminale desiderato. Come si vede questo caso non presenta differenze rispetto a quello di un normale ESP (Enhanced Service Provider). Con gli stessi criteri è stabilito il rapporto economico tra l Operatore della rete mobile e quello virtuale. Se invece il cliente si trova in un area coperta dal WiFi, la chiamata è instradata nuovamente verso l MSC, a cui è attestato l (Uma Network Controller), e quindi la chiamata è indirizzata al terminale mediante la rete IP, attraverso il WiFi. In questo caso la rete d accesso utilizzata è completamente quella dell MVNO e perciò l Operatore Virtuale può chiedere che gli venga riconosciuta una percentuale della tariffa di terminazione BSC Base Station Controller Gateway GPRS Support Node General System for Mobile communications Home Location Register Intelligent Network Multimedia Messaging Service Center Mobile Network Operator MVNO PSTN SGSN SMSC UMA VAS Mobile Virtual Network Operator Public Switched Telephone Network Serving GPRS Support Node Short Message Service Center Unlicensed Mobile Access UMA Network Controller Value Added Service FIGURA 5 Rete di Enhanced Service Provider Convergente che utilizza la tecnologia UMA. MHO Domain MVNO Domain BSC GGSN GSM HLR IN MHO MMSC mobile che l Operatore che origina la chiamata paga all host operator. Per la chiamata uscente valgono considerazioni analoghe. Se essa è effettuata da un cliente che si trovi in un area coperta dalla rete GSM, ovvero dall UMTS, non si hanno differenze rispetto al caso ESP standard. Se viceversa è effettuata in una zona coperta con il WiFi, la chiamata non impegna le risorse radio dell host operator e pertanto l Operatore Virtuale può offrire un sensibile sconto sulla tariffa applicata. Alle stesse conclusioni si perverrebbe per tutti gli altri servizi ragionando in maniera analoga. 4.2 Full-MVNO Convergente Un modello diverso, che permette potenzialmente maggiori utili per l MVO, è riportato nella figura 6. Residential Gateway Multimedia Terminal Adaptor Base Station Controller Gateway GPRS Support Node General System for Mobile communications Home Location Register Intelligent Network Mobile Host Operator Multimedia Messaging Service Center Converged Services Server MVNO PSTN SGSN SMSC UMA VAS FIGURA 6 Full MVNO Convergente che utilizza la tecnologia UMA. Mobile Virtual Network Operator Public Switched Telephone Network Serving GPRS Support Node Short Message Service Center Unlicensed Mobile Access UMA Network Controller Value Added Service NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile8 Come è mostrato nella figura, l MVNO in questo caso è anzitutto un Full MVNO. In altre parole si è dotato di una propria infrastruttura di Core Network del tutto indipendente da quella dell host operator. Nella figura sono, infatti, messi in risalto gli unici elementi dell MHO che sono in qualche modo utilizzati dai clienti dell MVO: più precisamente la centrale di commutazione MSC, il nodo che gestisce il traffico a pacchetto in entrata e in uscita SGSN (Serving GPRS Support Node) e l accesso radio. Come è già stato sottolineato, l Operatore Virtuale, essendo di tipo Full, emette e convalida proprie SIM e quindi i propri clienti vanno in roaming nazionale sulla rete dell host operator e utilizzano solo la BTS e il BSC per l accesso radio, l MSC/VLR (Visitor Location Register) per il traffico a circuito e l SGSN per il traffico dati a pacchetti. Questo modello di Operatore, che potrebbe essere chiamato Full MVNO Convergente, unito a una tecnologia come UMA, presenta notevoli vantaggi rispetto al modello precedente, cioè all ESP Convergente. In questo caso una chiamata entrante da una rete esterna è instradata verso il Gateway MSC dell Operatore Virtuale. Il GMSC consulta il database con le informazioni degli utenti, l HLR dell MVNO, per localizzare il cliente cercato. Se l utente si trova in roaming sotto la rete del MHO la chiamata è inoltrata verso l MSC che gestisce l utente e quindi viene indirizzata verso il terminale richiesto. In questo caso l MVNO può esigere di trattenere per sé una parte della tariffa di terminazione mobile, in quanto la porzione della rete maggiormente impegnata nella gestione della chiamata è la sua (GMSC, HLR, eventuale IN, ). Se viceversa il cliente si trova nell area coperta dal WiFi, la chiamata rimane confinata all interno della rete dell MVNO. L MVNO può, quindi, trattenere per sé l intera tariffa di terminazione mobile. Per le chiamate uscenti si perviene a un analoga conclusione. Se la chiamata è originata sul WiFi, l host operator non ha alcuna visibilità sulla connessione e il ricavo di questa chiamata è tutto dell MVNO. Se, invece, la chiamata è originata sulla rete radio dell host operator non si ha una particolare differenza rispetto al caso dell ESP convergente. L operatore virtuale può però chiedere di gestire tutte le chiamate uscenti dei propri clienti e quindi di instradarle direttamente verso la destinazione finale. Può, così, controllare direttamente gli accordi di interconnessione con gli altri Operatori, qualora questi non siano regolamentati. Va rilevato che nel caso di chiamate on-net (cioè quelle stabilite tra due clienti di due operatori virtuali) e quando entrambi si trovino in un area coperta con il WiFi, la chiamata resta interamente sulla rete dell Operatore Virtuale. Questa connessione è di particolare interesse nel caso di piani tariffari che incentivino il traffico on-net. Nella tabella 1 sono sintetizzate le diverse caratteristiche dei due modelli di MVNO convergente. Si può, dunque, concludere che il modello di Full MVNO convergente garantisce i vantaggi del Full MVNO che sono già stati prima descritti e la possibilità di maggiori ricavi, perché alcune porzioni di traffico rimangono nell ambito della rete dell Operatore Virtuale. Questa soluzione comporta tuttavia, come si è visto, maggiori investimenti e costi operativi che, come chiarito nei prossimi paragrafi, possono essere contenuti se l infrastruttura è condivisa tra più soggetti. Le considerazioni fin qui fatte valgono anche nel caso si voglia utilizzare la tecnologia IMS/VCC per l accesso radio in WiFi. Caso di traffico Chiamata entrante con utente connesso alla rete GSM Chiamata entrante con utente connesso alla rete WiFi Chiamata uscente con utente connesso alla rete GSM Chiamata uscente con utente connesso alla rete WiFi Chiamate on net con chiamato e chiamante connessi alla rete WiFi Costi di rete e di terminali Investimenti Costi operativi ESP Convergente Tariffa di terminazione mobile tutta all'host operator L'ESP può negoziare una parte della tariffa di terminazione mobile L'ESP deve riconoscere all'host operator l'impegno della rete L'ESP deve riconoscere all'host operator l'impegno della rete con l'eccezione della rete d'accesso L'ESP deve riconoscere l'impegno della rete di commutazione all'operatore host Accesso radio WiFi; terminali dual mode Modesti Full MVNO Convergente L'MVNO può negoziare per trattenere una parte della tariffa di terminazione Tariffa di terminazione mobile tutta all'operatore virtuale L'operatore virtuale deve riconoscere a quello host l'impegno della rete, ma può negoziare accordi di interconnessione con reti di altri operatori L'operatore virtuale non deve riconoscere nulla all'host operator La chiamata si mantiene tutta sulla rete dell'operatore virtuale e quindi i ricavi sono tutti dell'mvno Core network completa; accesso radio WiFi; terminali dual mode Elevati ESP Enhanced Service Provider MVNO Mobile Virtual Network Operator TABELLA 1 Comparazione tra un ESP e un Full MVNO Convergenti. 18 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile 20089 5. Il ruolo di un MVNE per MVO convergenti transnazionali Da quanto è stato esposto, un modello di Operatore Virtuale molto interessante per un gestore che già fornisce servizi a larga banda, è il Full MVNO Convergente. Come già si è detto, per massimizzare i ricavi, l MVNO deve dotarsi di una core network completa e di tutte le piattaforme necessarie a fornire i servizi a valore aggiunto. Questa scelta potrebbe risultare un ostacolo per un Operatore che non abbia esperienza nel campo mobile, perché, oltre ai maggiori investimenti, richiederebbe il possesso di un know how non trascurabile e soprattutto l acquisizione di uno staff tecnico qualificato e opportunamente dimensionato. La possibilità di ridurre gli investimenti e di disporre dello specifico know how e del personale per la gestione degli apparati potrebbe rendere questo tipo di business molto più interessante e profittevole, per la società che voglia intraprenderlo. In questo senso un Operatore di telefonia mobile tradizionale potrebbe strutturarsi come MVNE per offrire un servizio a società estere che già gestiscono servizi a larga banda. L Operatore potrebbe mettere a disposizione, in maniera centralizzata e condivisa per le varie società, le infrastrutture necessarie a fornire la funzioni di Full MVNO: MSC-Server, HLR, IN, SGSN, GGSN e, in maniera condivisa con le operations domestiche, le piattaforme per la fornitura dei servizi VAS. La struttura di rete che può essere realizzata è rappresentata in figura 7. La società che volesse offrire il servizio di MVNO Convergente dovrebbe dotarsi solo dei Media Gateway e degli. Questa struttura di rete permetterebbe di mantenere nel Paese il traffico fonico e di trasportare in Italia - dove sono già disponibili le piattaforme di controllo - solo il traffico di segnalazione. Il traffico di dati potrebbe essere gestito, inizialmente, in maniera differente convogliandolo tutto in Italia, vista la relativa esiguità di esso e il basso costo del trasporto. Questo tipo di architettura potrebbe portare benefici reciproci molto importanti: la società estera potrebbe acquistare un prodotto plug and play ed entrare nel mercato dei servizi convergenti con rapidità ed efficacia. Potrebbe, inoltre, utilizzare il know how e l intero portafoglio di servizi già a disposizione dell Operatore Mobile. La condivisione delle infrastrutture tra diverse società porterebbe, peraltro, a ciascuna di esse un beneficio in termini economici. GGSN HLR IN MGW MMSC MVNE SGSN SMSC VAS IP Network 6. Conclusioni Il vertiginoso sviluppo degli operatori mobili virtuali rappresenta un opportunità che oggi non può più essere trascurata. Tra i vari modelli di MVO, assume ora, un particolare interesse quello di Full MVNO Convergente per società che operano nel settore della larga banda. Il modello si fonda sull utilizzo di tecnologie, quali UMA o nell immediato futuro IMS/VCC, che permettono la fornitura di servizi mobili su bande dello spettro radio non licenziate e sulla sinergia con le reti di accesso fisse gestite da operatori a larga banda. Poiché le chiamate mobili sono effettuate in larga misura da luoghi chiusi - e tra questi assumono maggiore importanza per l entità del traffico svolto l abitazione e la sede di lavoro - la capacità dell MVNO convergente di coprire con il WiFi questi luoghi potrà portare a un aumento delle chiamate effettuate sulla propria rete e quindi consentirà di accrescere il margine di guadagno, non dovendo in questo caso riconoscere alcun compenso all Host Operator. Nell ottica di cogliere le opportunità offerte dagli Operatori Virtuali, un operatore mobile si può proporre come Mobile Virtual Network Enabler, mettendo a disposizione delle società interessate, non solo le piattaforme di rete, ma il proprio know how e l esperienza nell esercizio e nella manutenzione delle reti. Gli MVNO, infine, potrebbero fornire nel loro paese un accesso, in modalità plug and play, che renda disponibile ai clienti l insieme dei servizi a valore aggiunto già sviluppati per il mercato mobile italiano. MGW payload segnalazione IP Network MGW Gateway GPRS Support Node Home Location Register Intelligent Network Media GateWay Multimedia Messaging Service Center Mobile Virtual Network Enabler Serving GPRS Support Node Short Message Service Center UMA Network Controller Value Added Service SGSN MSC-S IN IP Network GGSN FIGURA 7 Architettura di un MVNE per Operatori MVNO Convergenti. Billing MGW HLR SMSC VAS MVNE dedicated infrastructure MVNE shared infrastructure MMSC NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile10 ACRONIMI BIBLIOGRAFIA 3GPP 3rd Generation Partnership Project ARPU Average Revenue Per User (tipicamente su base mensile) BSC Base Station Controller BTS Base Transciever Station CN Core Network E-GPRS Enhanced - GPRS (noto anche con il nome di EDGE) ESP-MVNO Enhanced Service Provider Mobile Virtual Network Operator GGSN Gateway Gprs Support Node GMSC Gateway Mobile Switching Center GPRS General Packet Radio Service HLR Home Location Register IMS/VCC IP Multimedia Subsystem /Voice Call Continuity IMSI International Mobile Subscriber Identity IN Intelligent Network ISP Internet Service Provider MHO Mobile Host Operator MMSC Multimedia Messaging Service Center MNC Mobile Network Code Mobile Network Operator MSC Mobile Switching Center MSISDN Mobile Subscriber ISDN Number MVNE Mobile Virtual Network Enabler MVNO Mobile Virtual Network Operator MVO Mobile Virtual Operator SGSN Serving GPRS Support Node SIM Subscriber Identity Module SIP Session Initiated Protocol SMSC Short Message Service Center ToIP Telephony over IP UMA Unlicensed Mobile Access UMA Network Controller VAS Value Added Service VLR Visitor Location Register VoIP Voice over IP [1] [2] Madella M.:"UMA: tecnologia e aspetti di servizio". Notiziario Tecnico TI, n , pp [3] [4] De Nitto G., Ferrero U., Marino S.: "Le nuove piattaforme per i servizi multimediali". Notiziario Tecnico TI, n , pp [5] [6] [7] Gasbarrone G.:"Le reti wireless municipali". Notiziario Tecnico TI, n , pp Gianpio Di Mario laureato in Ingegneria Elettronica con Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell Informazione e della Comunicazione, nel 1996 entra in TIM, nel settore Tecnologie e Industrializzazione della linea Sviluppo Sistemi Radio. Si occupa di prodotti BSS e di interazione tra onde elettromagnetiche e corpo umano, partecipando a numerosi tavoli di confronto con enti pubblici e privati e ad iniziative di divulgazione. Nel 2000 passa in BLU SpA con il ruolo di responsabile del settore Ingegnerizzazione e Collaudo BSS della linea Ingegneria Radio. Dal 2002 di nuovo nel Gruppo Telecom Italia nell area di Rete Internazionale, poi confluita in Global Network, dove oggi si occupa di supporto alle consociate nello sviluppo di nuove tecnologie e nuove aree di business. 20 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 17 n. 1 - Aprile 2008 Vedere altro
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