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Timestamp: 2020-06-01 15:57:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25969 del 15/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25969 del 15/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 15/12/2016, (ud. 07/07/2016, dep.15/12/2016), n. 25969
sul ricorso 18342/2014 proposto da:
R.S., elettivamente domiciliato a ROMA PIAZZA CAVOUR
MASSIMO URSO, giusta procura a margine del ricorso;
INAPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOVIALE, in persona del
ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso L’AVATOCATURA CENTRALE
CAPANNOLO, MAURO RICCI, CLEMENTINA PULLI, giusta procura speciale a
margine del cotroricorso;
avverso la sentenza n. 1603/2013 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO
del 21/11/2013, depositata il 30/12/2013;
07/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FABRIZIA GARRI;
udito l’Avvocato Mauro Ricci difensore del resistente che si riporta
ai motivi.
La Corte di appello di Catanzaro, in adesione alle valutazioni mediche espresse dal consulente nominato nel corso del giudizio di primo grado, ha confermato la sentenza del Tribunale di Cosenza che aveva a sua rigettato la domanda di R.S. tesa al riconoscimento del diritto a percepire la pensione di inabilità già negatagli in via amministrativa.
Per la cassazione della sentenza ricorre R.S. ed articola quattro motivi con i quali denuncia la violazione e falsa applicazione in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, L. n. 118 del 1980, art. 12; D.Lgs. n. 509 del 1988, artt. 2, 3, 4 e 5, L. n. 407 del 1990, art. 3, comma 3 e del D.M. 5 febbraio 1992; dell’art. 149 disp. att. c.p.c. e dell’art. 132 disp. att. c.p.c., comma 4 e art. 118 disp. att. c.p.c., comma 1, questi ultimi in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.
Il ricorso è manifestamente fondato e va accolto.
La Corte territoriale ha ritenuto che le patologie accertate in primo grado non determinavano la totale invalidità del R. poichè all’esame neurologico risultava “orientato nel tempo e nello spazio e disponibile al colloquio” ed era in grado di deambulare in modo autonomo e mantenere la stazione eretta (cfr. pag. 3 sentenza in fine).
Come ha correttamente sottolineato il ricorrente nel suo primo motivo di ricorso in tal modo la Corte territoriale ha erroneamente utilizzato parametri propri della diversa prestazione assistenziale dell’indennità di accompagnamento spettante a coloro che versino in una situazione di incapacità ad attendere agli atti quotidiani della vita e/o non siano in grado di deambulare autonomamente laddove invece la L. n. 118 del 1971, art. 12, prevede che la pensione sia riconosciuta in favore di coloro nei cui riguardi sia accertata una situazione di “totale inabilità lavorativa”. A ciò si aggiunga che la Corte di merito ha del tutto omesso di esaminare, incorrendo nella denunciata violazione dell’art. 149 disp. att. c.p.c., la documentata sopravvenienza di nuove patologie da valutare insieme alle altre già accertate per verificare il grado di invalidità del R..
Per tutto quanto sopra considerato il ricorso, manifestamente fondato, deve essere accolto e la sentenza cassata deve essere rinviata alla Corte di merito che procederà ad un nuovo esame delle condizioni del R. per verificare la sussistenza dei requisiti per il riconoscimento della pensione di inabilità chiesta.
Alla Corte del rinvio è demandata anche la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
La Corte, accoglie il ricorso. Cassa la sentenza e rinvia alla Corte di appello di Reggio Calabria che provvederà anche alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere generalità ed atti identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 art. 3
 art. 118
 sentenza 
in fine
 art. 12
 sentenza 
 sentenza 
 art. 52