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Timestamp: 2020-01-25 06:54:48+00:00

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RS 0.101 Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)
0.101 Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)
Conchiusa a Roma il 4 novembre 1950
Approvata dall’Assemblea federale il 3 ottobre 19742
Entrata in vigore per la Svizzera il 28 novembre 1974
I Governi firmatari, Membri del Consiglio dell’Europa,
considerato che il fine del consiglio dell’Europa è quello di realizzare una unione più stretta tra i suoi Membri, e che uno dei mezzi per conseguire tale fine è la salvaguardia e lo sviluppo dei Diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
risoluti, in quanto Governi di Stati europei animati da uno stesso spirito e forti di un patrimonio comune di tradizioni e di ideali politici, di rispetto della libertà e di preminenza di diritto, a prendere le prime misure adatte ad assicurare la garanzia collettiva di certi diritti enunciati nella Dichiarazione Universale,
Art. 1 Obbligo di rispettare i diritti dell’uomo
per assicurare la difesa di qualsiasi persona dalla violenza illegale;
per effettuare un regolare arresto o per impedire l’evasione di una persona legalmente detenuta;
Art. 4 Divieto di schiavitù e lavori forzati
ogni lavoro normalmente richiesto ad una persona detenuta alle condizioni previste dall’articolo 5 della presente Convenzione o nel periodo di libertà condizionata;
ogni servizio di carattere militare o, nel caso di obiettori di coscienza nei paesi nei quali l’obiezione di coscienza è riconosciuta legittima, un altro servizio sostitutivo di quello militare obbligatorio;
ogni lavoro o servizio che faccia parte dei normali doveri civici.
Art. 5 Diritto alla libertà e alla sicurezza
se è in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento legittimamente adottato da un tribunale ovvero per garantire l’esecuzione di un obbligo imposto dalla legge;
se è stato arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi all’autorità giudiziaria competente quando vi sono ragioni plausibili per sospettare che egli abbia commesso un reato o ci sono motivi fondati per ritenere necessario di impedirgli di commettere un reato o di fuggire dopo averlo commesso;
se si tratta della detenzione regolare di un minore, decisa per sorvegliare la sua educazione, o di sua legale detenzione al fine di tradurlo dinanzi all’autorità competente;
se si tratta della detenzione regolare di una persona per prevenire la propagazione di una malattia contagiosa, di un alienato, di un alcoolizzato, di un tossicomane o di un vagabondo;
se si tratta dell’arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di penetrare irregolarmente nel territorio, o contro la quale è in corso un procedimento d’espulsione o d’estradizione.
Art. 6 Diritto ad un processo equo
essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in un modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico;
disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie per preparare la sua difesa;
difendersi da sé o avere l’assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia;
interrogare o far interrogare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l’interrogazione dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nell’udienza.
Art. 7 Nessuna pena senza legge
1. Nessuno può essere condannato per un’azione o una omissione che al momento in cui fu commessa non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non può del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella che era applicabile al momento in cui il reato è stato commesso.
Art. 8 Diritto al rispetto della vita privata e familiare
Art. 9 Libertà di pensiero, di coscienza e di religione
Art. 10 Libertà di espressione
Art. 11 Libertà di riunione ed associazione
2. L’esercizio di questi diritti non può costituire oggetto di altre restrizioni oltre quelle che, stabilite per legge, costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico, la prevenzione dei reati, la protezione della salute e della morale o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui. Il presente articolo non vieta che restrizioni legittime siano imposte all’esercizio di questi diritti da parte dei membri delle forze armate, della polizia o dell’amministrazione dello Stato.
Art. 12 Diritto al matrimonio
Art. 13 Diritto ad un ricorso effettivo
Art. 14 Divieto di discriminazione
Art. 16 Restrizione all’attività politica degli stranieri
Art. 17 Divieto dell’abuso di diritto
Art. 18 Limitazioni dell’uso di restrizioni ai diritti
Titolo II:3 Corte europea dei diritti dell’uomo
Art. 19 Istituzione della Corte
Al fine di assicurare il rispetto degli impegni derivanti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli alle Alte Parti contraenti, viene istituita una Corte europea dei diritti dell’uomo, dappresso denominata «la Corte». Essa opera in modo permanente.
Art. 20 Numero dei giudici
Art. 21 Condizioni per l’esercizio delle funzioni
Art. 22 Elezione dei giudici
1 Abrogato dall’art. 1 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, con effetto dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 231Durata del mandato e revoca
1. I giudici vengono eletti per un periodo di nove anni. Essi non sono rieleggibili.
2. Il mandato dei giudici termina con il raggiungimento del settantesimo anno di età.
3. I giudici restano in carica sino alla loro sostituzione. Gli stessi continuano tuttavia ad occuparsi delle cause di cui sono già investiti.
4. Nessun giudice può essere revocato dall’incarico se non quando gli altri giudici decidono, a maggioranza dei due terzi, che lo stesso non soddisfa più le condizioni richieste.
1 Nuovo testo giusta l’art. 2 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 241Cancelleria e relatori
1. La Corte dispone di una cancelleria le cui funzioni e organizzazione sono stabilite dal regolamento della Corte.
2. Quando siede nella composizione di giudice unico, la Corte è assistita da relatori che svolgono le loro funzioni sotto la supervisione del presidente della Corte. Essi fanno parte della cancelleria della Corte.
1 Originario art. 25. Nuovo testo giusta l’art. 4 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 251Assemblea plenaria della Corte2
elegge, per una durata di tre anni, il suo presidente ed uno o due vice-presidenti: possono essere rieletti;
istituisce le sezioni per un periodo di tempo determinato;
elegge i presidenti delle sezioni della Corte; questi possono essere rieletti;
adotta il regolamento della Corte;
elegge il cancelliere e uno o più vice-cancellieri;
presenta l’istanza di cui al paragrafo 2 dell’articolo 26.
2 Nuovo testo giusta l’art. 5 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
3 Introdotto dall’art. 5 n. 3 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 261Giudice unico, comitati, sezioni e sezione allargata
1. Per l’esame dei casi ad essa rimessi, la Corte siede nella composizione di giudice unico, in comitati composti da tre giudici, in sezioni composte da sette giudici e in una sezione allargata composta da diciassette giudici. Le sezioni della Corte istituiscono i comitati per un periodo di tempo determinato.
2. Su istanza dell’Assemblea plenaria della Corte, il Comitato dei Ministri può, mediante decisione unanime e per un periodo determinato, ridurre a cinque il numero dei giudici delle sezioni.
3. Un giudice che siede in qualità di giudice unico non esamina alcun ricorso presentato contro l’Alta Parte contraente a titolo della quale tale giudice è stato eletto.
4. Il giudice eletto a titolo di un’Alta Parte contraente parte alla procedura è membro di diritto della sezione e della sezione allargata. In caso di assenza di detto giudice o se è impossibilitato a sedere, siede in qualità di giudice una persona scelta dal presidente della Corte tra quelle figuranti su una lista previamente presentata da tale Parte.
5. Fanno parte della sezione allargata anche il presidente della Corte, i vice-presidenti, i presidenti delle sezioni ed altri giudici designati conformemente al regolamento della Corte. Quando una causa è deferita alla sezione allargata in virtù dell’articolo 43, non può sedere nessun giudice della sezione che ha emesso il giudizio, ad eccezione del presidente della sezione e del giudice che abbia partecipato al giudizio a titolo dell’Alta Parte interessata.
1 Originario art. 27. Nuovo testo giusta l’art. 6 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 271Competenza dei giudici unici
1. Un giudice unico può dichiarare irricevibile o cancellare dal ruolo un ricorso individuale presentato in virtù dell’articolo 34 nei casi in cui tale decisione può essere presa senza ulteriore esame.
2. La decisione è definitiva.
3. Se non dichiara irricevibile o non cancella dal ruolo un ricorso, il giudice unico lo trasmette a un comitato o a una sezione per ulteriore esame.
1 Introdotto dall’art. 7 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 281Competenza dei comitati
1. Un comitato investito di un ricorso individuale presentato in virtù dell’articolo 34 può, con voto unanime:
dichiararlo irricevibile o cancellarlo dal ruolo nei casi in cui tale decisione può essere presa senza ulteriore esame; o
dichiararlo ricevibile e pronunciare nel contempo una sentenza sul merito, se la questione relativa all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei suoi Protocolli all’origine della causa è oggetto di una giurisprudenza consolidata della Corte.
3. Se il giudice eletto a titolo dell’Alta Parte contraente parte alla procedura non è membro del comitato, quest’ultimo può, in qualsiasi momento della procedura, invitarlo a sedere al posto di uno dei suoi membri, tenendo conto di tutti i fattori pertinenti, compresa l’eventualità che tale Parte abbia contestato l’applicazione della procedura di cui al paragrafo 1.b.
1 Nuovo testo giusta l’art. 8 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 29 Decisioni delle sezioni sulla ricevibilità e il merito
1. Se non viene presa alcuna decisione in virtù degli articoli 27 e 28 e non viene emessa alcuna sentenza in virtù dell’articolo 28, una sezione si pronuncia sulla ricevibilità e sul merito dei ricorsi individuali presentati in virtù dell’articolo 34. La decisione sulla ricevibilità può essere adottata separatamente.1
2. Una sezione si pronuncia sulla ricevibilità ed il merito dei ricorsi interstatali presentati in virtù dell’articolo 33. Salvo decisione contraria della Corte per casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilità viene adottata separatamente.2
1 Nuovo testo giusta l’art. 9 cpv. 1 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
2 Per. introdotto dall’art. 9 cpv. 2 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
3 Abrogato dall’art. 9 cpv. 3 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, con effetto dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 30 Trasferimento di competenza alla sezione allargata
Art. 31 Poteri della sezione allargata
si pronuncia sui ricorsi presentati in virtù dell’articolo 33 o dell’articolo 34 allorquando la causa le è stata deferita da una sezione in virtù dell’articolo 30 o quando la causa le è stata rimessa in virtù dell’articolo 43;
si pronuncia sulle questioni per le quali il Comitato dei Ministri ha adito la Corte in virtù dell’articolo 46, paragrafo 4; e
esamina le richieste di parere presentate in virtù dell’articolo 47.
1 Introdotta dall’art. 10 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
2 Originaria lett. b).
Art. 32 Competenza della Corte
1. La competenza della Corte si estende a tutte le questioni riguardanti l’interpretazione e l’applicazione della Convenzione e dei suoi Protocolli che le verranno sottoposte nei termini previsti dagli articoli 33, 34, 46 e 47.1
1 Aggiornato dall’art. 11 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 33 Cause interstatali
Art. 34 Ricorsi individuali
Art. 35 Criteri di ricevibilità
è anonimo, o
è sostanzialmente uguale ad un ricorso precedentemente esaminato dalla Corte o è già stato sottoposto ad un’altra istanza internazionale di inchiesta o di composizione e non contiene fatti nuovi.
3. La Corte dichiara irricevibile ogni ricorso individuale presentato in virtù dell’articolo 34 qualora:
lo ritenga incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi Protocolli, o manifestamente infondato o abusivo; o
il ricorrente non abbia subito alcun pregiudizio significativo, a meno che il rispetto dei diritti dell’uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli non esiga l’esame del merito del ricorso e purché ciò non comporti la reiezione di un ricorso che non sia stato debitamente esaminato da un tribunale nazionale.
1 Nuovo testo giusta l’art. 12 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 36 Intervento di terzi
3. Per tutte le cause rimesse ad una sezione o alla sezione allargata, il Commissario per i Diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa può presentare osservazioni scritte e prendere parte alle udienze.1
1 Introdotto dall’art. 13 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 37 Cancellazione dei ricorsi dal ruolo
il ricorrente non intenda più mantenerlo; o
la controversia sia stata risolta; o
per ogni altra ragione accertata dalla Corte, non sia più giustificato continuare l’esame del ricorso.
Art. 381Esame della causa
La Corte esamina la causa con i rappresentanti delle parti e, nel caso in cui sia necessario, procede a un’indagine, per la cui conduzione efficace le Alte Parti contraenti interessate forniranno tutte le agevolazioni necessarie.
1 Nuovo testo giusta l’art. 14 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 391Composizione amichevole
1. In qualsiasi momento della procedura, la Corte può mettersi a disposizione delle parti interessate al fine di giungere ad una composizione amichevole della causa che si ispiri al rispetto dei diritti dell’uomo riconosciuti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli.
2. La procedura ai sensi del paragrafo 1 è riservata.
3. In caso di composizione amichevole, la Corte cancella la causa dal ruolo mediante una decisione che si limita a una breve esposizione dei fatti e della soluzione adottata.
4. Tale decisione è trasmessa al Comitato dei Ministri, che controlla l’esecuzione dei termini della composizione amichevole previsti dalla decisione.
1 Nuovo testo giusta l’art. 15 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 40 Udienze pubbliche ed accesso ai documenti
Art. 41 Equa soddisfazione
Art. 42 Sentenze delle sezioni
Art. 43 Rinvio alla sezione allargata
Art. 44 Sentenze definitive
quando le parti dichiarano di non voler deferire la causa alla sezione allargata; o
tre mesi dopo la data della sentenza, se non è richiesto il deferimento della causa alla sezione allargata; o
quando il collegio della sezione allargata respinge la richiesta di rinvio formulata in applicazione dell’articolo 43.
Art. 45 Motivazione delle sentenze e delle decisioni
Art. 461Forza vincolante ed esecuzione delle sentenze
3. Se il Comitato dei Ministri ritiene che il controllo dell’esecuzione di una sentenza definitiva sia ostacolato da una difficoltà d’interpretazione di tale sentenza, può adire la Corte affinché essa si pronunci su tale questione d’interpretazione. La decisione di adire la Corte è presa a maggioranza dei due terzi dei rappresentanti aventi diritto a sedere nel Comitato.
4. Se il Comitato dei Ministri ritiene che un’Alta Parte contraente rifiuti di conformarsi a una sentenza definitiva in una controversia di cui è parte, può, dopo aver ammonito detta Parte, deferire alla Corte, con decisione presa a maggioranza dei due terzi dei rappresentanti aventi diritto di sedere nel Comitato, la questione del rispetto da parte di tale Stato membro dell’obbligo di cui al paragrafo 1.
5. Se la Corte accerta una violazione del paragrafo 1, rinvia la causa al Comitato dei Ministri affinché esamini le misure da adottare. Se la Corte accerta che non vi è stata una violazione del paragrafo 1, rinvia la causa al Comitato dei Ministri, il quale dichiara concluso il suo esame.
1 Nuovo testo giusta l’art. 16 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
Art. 47 Pareri
Art. 48 Competenza consultiva della Corte
Art. 49 Motivazione dei pareri
Art. 50 Spese di funzionamento della Corte
Art. 51 Privilegi e immunità dei giudici
I giudici, durante l’esercizio delle loro funzioni, godono dei privilegi e delle immunità previsti dall’articolo 40 dello Statuto del Consiglio d’Europa1 e dagli accordi conclusi in virtù di detto articolo.
Titolo III:4 Disposizioni diverse
Art. 52 Richieste del Segretario generale
Art. 53 Salvaguardia dei diritti dell’uomo riconosciuti
Art. 54 Poteri del Comitato dei Ministri
Nessuna disposizione della presente Convenzione porta pregiudizio ai poteri conferiti al Comitato dei Ministri dallo Statuto del Consiglio d’Europa.1
Art. 55 Rinuncia ad altri mezzi di risoluzione delle controversie
Art. 56 Applicazione territoriale
Art. 57 Riserve
Art. 58 Denuncia
Art. 59 Firma e ratifica
2. L’Unione europea può aderire alla presente Convenzione.1
3. La presente Convenzione entrerà in vigore dopo il deposito di dieci strumenti di ratifica.2
4. Per ogni firmatario che la ratificherà successivamente, la Convenzione entrerà in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.3
5. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notificherà a tutti i membri del Consiglio d’Europa l’entrata in vigore della Convenzione, i nomi delle Alte Parti Contraenti che l’avranno ratificata, come anche il deposito di ogni altro strumento di ratifica che si sia avuto successivamente.4
Fatto a Roma, il 4 novembre 1950 in francese e in inglese, le due versioni facendo egualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale ne comunicherà copie certificate conformi a tutti i firmatari.
1 Introdotto dall’art. 17 del Prot. n. 14 del 13 mag. 2004, approvato dall’AF il 16 dic. 2005, in vigore dal 1° giu. 2010 (RU 2009 3067 3065, 2010 1241; FF 2005 1913).
2 Originario n. 2.
3 Originario n. 3.
4 Originario n. 4.
Campo d’applicazione il 23 febbraio 20125
Curaçao b
Parte caraibica (Bonaire, Sant’Eustachio e Saba)b
Sint Maarten b
Akrotiri e Dhekelia c
Anguilla d
Georgia del Sud e Isole Sandwich del Sud e
Gibilterra e
Guernesey f
Isola di Man g
Isole Caimane f
Falkland e
Isole Turche e Caicos h
IsoleVergini britanniche i
Sant’Elena e dipendenze (Ascension e Tristan da Cunha)d
Le riserve e dichiarazioni non sono pubblicate nella RU. I testi francese e inglese possono essere consultati sul sito internet del Consiglio d’Europa: www.conventions.coe.int/Treaty/Commun/ListeDeclarations.asp?NT=009&CM=8&DF=09/03/2012&CL=ITA&VL=1 oppure ottenuti presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.
Il 9 mag. 2007 nella sua 994 (bis) sessione il comitato dei Ministri del Consiglio di Europa a deciso considerare il Montenegro come Stato parte a questa Conv. con effetto dal 6 giu. 2006. Le firma e ratificazione sono quelle della «Serbia e Montenegro».
Dichiarazione d'applicazione giusta l'art. 56.
Dichiarazione d'accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 1° mag. 2004.
Dichiarazione d'accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 22 nov. 2010.
Dichiarazione d’accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 14 gen. 2006.
Dichiarazione d’accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 23 feb. 2006.
Dichiarazione d’accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 1° giu. 2003.
Dichiarazione d’accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 14 ott. 2009.
Dichiarazione d’accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56, dal 25 set. 2009.
j Dichiarazione d’accettazione permanente della competenza della Corte conforme agli art. 34 e 56 par. 4 dal 14 gen. 2001.
RU 1974 2151; FF 1974 I 1008
1 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta. Il testo originale inglese può essere ottenuto presso l’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL), Vendita di pubblicazioni federali, 3003 Berna. (RU 1975 614).
2 Art. 1 cpv. 1 lett. a del DF del 3 ott. 1974 (RU 1974 2148).
3 Nuovo testo giusta l’art. 1 del Prot. n. 11 dell’11 mag. 1994, approvato dall’AF il 12 giu. 1995, in vigore dal 1° nov. 1998 (RU 1998 2993 2992; FF 1995 I 835).
4 Originario Tit. V. Aggiornato dall’art. 2 del Prot. n. 11 dell’11 mag. 1994, approvato dall’AF il 12 giu. 1995, in vigore dal 1° nov. 1998 (RU 1998 2993 2992; FF 1995 I 835).
5 RU 1974 2168, 1977 147 1464, 1978 64, 1982 285 2065, 1983 1592, 1984 973 1491, 1985 360, 1986 169, 1987 314 1346, 1988 1264, 1989 276, 1990 55, 1991 789, 1992 657 2219, 1993 3097, 2000 916, 2002 1145, 2005 1835, 2006 3319 e 2012 1143. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
RU 1974 2151
23.02.2012 PDF DOC
14.06.2006 PDF DOC
01.04.1999 PDF DOC
Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)

References: Art. 1

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 231

Art. 241
 art. 25

Art. 251

Art. 261
 art. 27

Art. 271

Art. 281
 sentenza 

Art. 29
 sentenza 

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 381

Art. 391

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 461
 sentenza 
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Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

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