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Timestamp: 2019-01-16 03:50:03+00:00

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Legge 8 febbraio 2006 n. 54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento
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L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indi- cato dalle parti o dal giudice.
«Art. 155-bis (Affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso). – Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore.
Ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere l’affidamento esclusivo quando sussistono le condizioni indicate al primo comma. Il giudice, se accoglie la domanda, dispone l’affidamento esclusivo al genitore istante, facendo salvi, per quanto possibile, i diritti del minore previsti dal primo comma dell’articolo 155. Se la domanda risulta manifestamente infondata, il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell’interesse dei figli, rimanendo ferma l’applicazione dell’articolo 96 del codice di procedura civile [1].
Art. 155-ter (Revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli). – I genitori hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della potestà su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo.
Art. 155-quater (Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza). – Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa fa miliare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell’articolo 2643 [2].
Art. 155-quinquies (Disposizioni in favore dei figli maggiorenni). – Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all’avente diritto.
Ai figli maggiorenni portatori di handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 [3], si applicano integralmente le disposizioni previste in favore dei figli minori.
Art. 155-sexies (Poteri del giudice e ascolto del minore). – Prima dell’emanazione, anche in via provvisoria, dei provvedimenti di cui all’articolo 155, il giudice può assumere, ad istanza di parte o d’ufficio, mezzi di prova. Il giudice dispone, inoltre, l’audizione del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento.
1. Dopo il terzo comma dell’art. 708 del codice di procedura civile [4], è aggiunto il seguente:
2. è competente il tribunale del luogo di residenza del minore. Dopo l’articolo 709-bis del codice di procedura civile, è inserito il seguente:
«Art. 709-ter (Soluzione delle controversie e provvedimenti in caso di inadempienze o violazioni). – Per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale o delle modalità dell’affidamento è competente il giudice del procedimento in corso. Per i procedimenti di cui all’articolo 710 [5]
1. In caso di violazione degli obblighi di natura economica si applica l’articolo 12-sexies della legge 1° dicembre 1970, n. 898 [6].
1. Nei casi in cui il decreto di omologa dei patti di separazione consensuale, la sentenza di separazione giudiziale, di scioglimento, di annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio sia già stata emessa alla data di entrata in vigore della presente legge, ciascuno dei genitori può richiedere, nei modi previsti dall’articolo 710 del codice di procedura civile [5] o dall’articolo 9 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni [7], l’applicazione delle disposizioni della presente legge.
LEGGI RICHIAMATE
(1) Art. 96 codice di procedura civile (Responsabilità aggravata)Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche di ufficio, in sentenza.
(2) Art. 2643 codice civile Atti soggetti a trascrizione
i contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, i diritti del concedente e dell’enfiteuta;
i contratti che costituiscono la comunione dei diritti menzionati nei numeri precedenti
i contratti che costituiscono o modificano servitù prediali, il diritto di uso sopra beni immobili, il diritto di abitazione;
gli atti tra vivi di rinunzia ai diritti menzionati nei numeri precedenti;
i provvedimenti con i quali nell’esecuzione forzata si trasferiscono la proprietà di beni immobili o altri diritti reali immobiliari, eccettuato il caso di vendita seguita nel processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche a favore del terzo acquirente;
gli atti e le sentenze di affrancazione del fondo enfiteutico;
i contratti di locazione dei beni immobili che hanno durata superiore a nove anni;
gli atti e le sentenze da cui risulta liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti, per un termine maggiore di tre anni;
i contratti di società e di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, quando la durata della società o dell’associazione eccede i nove anni o è indeterminata;
gli atti di costituzione dei consorzi che hanno l’effetto indicato dal numero precedente;
le transazioni che hanno per oggetto controversie sui diritti menzionati nei numeri precedenti;
le sentenze che operano la costituzione, il trasferimento o la modificazione di uno dei diritti menzionati nei numeri precedenti
(3) Legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni"Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate."
Art. 3. Soggetti aventi diritto. – 1. E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
(4) Art. 708 codice procedura civile (nella formulazione in vigore dal 1° marzo 2006)All’udienza di comparizione il Presidente deve sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentandone la conciliazione.
Se la conciliazione non riesce, il presidente, anche d’ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell’interesse della prole e dei coniugi; nomina il giudice istruttore e fissa udienza di comparizione e trattazione davanti a questi. Nello stesso modo il Presidente provvede se il coniuge convenuto non compare, sentiti il ricorrente ed il suo difensore.
(5) Art. 710 codice procedura civile (Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi)
(6) Art. 12-sexies l. 1° dicembre 1970, n. 898 (legge sul divorzio)Al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno dovuto a norma degli articoli 5 e 6 della presente legge si applicano le pene previste dall’articolo 570 del codice penale.
Art. 570 codice penale (violazione degli obblighi di assistenza familiare).Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
(7) Art. 9 l. 1° dicembre 1970 e successive modificazioni (legge sul divorzio)PRIMO COMMA
Qualora sopravvengano giustificati motivi, dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, in camera di consiglio, e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del pubblico ministero, può, su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 5 e 6

References: Art. 155

Art. 155

Art. 155

Art. 155
 sentenza 
 Art. 96
 Art. 2643

Art. 3
 Art. 708
 Art. 710
 Art. 12

Art. 570
 Art. 9
 sentenza