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Timestamp: 2020-07-13 13:23:24+00:00

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L'utilizzo del minor prezzo - AppaltInforma
L’utilizzo del minor prezzo
La sentenza in commento ha attentamente analizzato il criterio di aggiudicazione del minor prezzo stabilito all’art. 95 del Codice, anche alla luce dell’insegnamento dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.
Il Collegio ha anzitutto riassunto il disposto dell’art. 95 del D.lgs. n. 50/2016
Quindi i Giudici hanno ricordato la recente pronuncia dell’Adunanza Plenaria (sentenza 21 maggio 2019, n. 8) sul punto
La sentenza dell’Adunanza Plenaria ha chiarito che dall’analisi del citato art. 95 si ricava che nell’ambito della generale facoltà discrezionale nella scelta del criterio di aggiudicazione, le stazioni appaltanti sono nondimeno vincolate alla preferenza accordata dalla legge a criteri di selezione che abbiano riguardo non solo all’elemento prezzo, ma anche ad aspetti di carattere qualitativo delle offerte.
la preferenza in questione:
In punto di ratio, il T.A.R. ha anzitutto richiamato tanto la legge delega quanto la direttiva comunitaria
Con specifico riferimento al diritto europeo, i Giudici hanno evidenziato che
E’ infatti la disposizione di diritto sovranazionale ora richiamata ad avere integrato l’alternativa tradizionale tra offerta economicamente più vantaggiosa e minor prezzo, prevista dall’art. 53 della previgente direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004, con un ulteriore criterio di selezione delle offerte con a base il costo, secondo “un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita”;
l’ultimo capoverso del paragrafo 2 del medesimo art. 67 ha quindi riconosciuto al legislatore nazionale la facoltà di prevedere che le amministrazioni aggiudicatrici “non possano usare solo il prezzo o il costo come unico criterio di aggiudicazione” o di “limitarne l’uso a determinate categorie di amministrazioni aggiudicatrici o a determinati tipi di appalto”.
Quanto poi all’attuale disposto normativo, il Collegio ha ribadito che
e, sempre in punto di ratio, che
Quindi il T.A.R. ha richiamato la sentenza della massima assise amministrativa
Sulla base di tali coordinate, sinteticamente richiamate, l’Adunanza Plenaria ha concluso così definendo il rapporto tra i diversi commi da 2 a 5 dell’art. 95 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50:
– ai sensi del comma 2 le Amministrazioni possono aggiudicare i contratti di appalto pubblico secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata dal miglior rapporto qualità/prezzo o che abbia a base il prezzo o il costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia;
– in attuazione della facoltà riconosciuta agli Stati membri dalla direttiva 2014/24/UE di escludere o limitare per determinati tipi di appalto il solo prezzo o il costo, e in conformità ai criteri direttivi della legge delega n. 11 del 2016, il comma 3 pone invece una regola speciale derogatoria di quella generale, in base alla quale per essi è obbligatorio il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo;
– per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate si riespande invece la regola generale posta dal comma 2, con il ritorno alla possibilità di impiegare un criterio di aggiudicazione con a base l’elemento prezzo, e precisamente il “minor prezzo”, purché questa scelta sia preceduta da una “motivazione adeguata”.
Infine il Collegio ha richiamato anche le Linee Guida ANAC n. 2, che
T.A.R. Veneto, Venezia, Sez. I, sentenza n. 1277 del 25 novembre 2019

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 95
 art. 67
 sentenza 
 sentenza