Source: http://www.truejustice.org/ee/index.php?/tjmkGiustiziaMeredith/comments/ecco_lintervista_integrale_a_mignini_che_il_reportage_della_cnn_avrebb7/
Timestamp: 2017-03-28 15:53:42+00:00

Document:
TJMK Italiano - Giustizia per Mez
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0’50’’ Mignini: Oh, l’ha interrogata la polizia. Io sono stato avvertito. Io volevo spiegare questo. Io mi ricordo che ero andato a dormire e mi chiama i dirigente della squadra mobile Profazio, perché mi dice : ‘ci sono degli sviluppi, Raffaele ha smentito in pratica quello che aveva detto in precedenza’. E allora sono andato giù e il dirigente della mobile mi ha raccontato cosa è successo. E a un certo punto ci informano che Amanda aveva fatto questa dichiarazione aveva. E quindi l’interrogatorio come persona informata sui fatti è stato sospeso dalla polizia in applicazione dell’art. 63 del c.p.p. perché se emerge un indizio di reato la persona che io sento come persona informata sui fatti non può più essere sentita; bisogna fermarsi. ‘Fermi tutti ci deve essere il difensore’. E quindi la polizia si è fermata e ha informato l’Amanda che si era in pratica collocata nel luogo del delitto e aveva detto di aver accompagnato lei Lumumba, di averlo fatto entrare. Lumumba poi, nell’altra stanza, avrebbe compiuto l’atto sessuale e avrebbe ucciso Meredith. Questo è quello che ha detto.
20’48’’ Allora io, dovendo in qualche modo, diciamo…. quest’interrogatorio della polizia era stato sospeso. A quel punto mi ricordo la, fecero presente che Amanda, perché lei voleva continuare a parlare, mi ricordo, aveva, come bisogno. Allora io le dissi: ‘lei può fare dichiarazioni con me, io non le faccio domande, perché se lei fa una dichiarazione spontanea e la io la raccolgo, raccolgo la dichiarazione come se fossi un notaio, praticamente’. E quindi lei ha ripetuto con l’interprete, che era la Signora Donnino, mi ricordo e c’era poi una poliziotta che verbalizzava, io non le ho fatto domande. Lei ha ripetuto in pratica quello che aveva detto alla polizia e ha firmato il verbale. Io in pratica ad Amanda non le ho fatto domande, né prima perché gliele ha fatte la polizia perché io non c’ero, poi perché ha fatto dichiarazioni spontanee. Se le avessi fatto domande era necessario il difensore. Questa è la procedura.
05’26’’ Mignini: Si. 05’29’’ CNN: Lei dice di no.
05’32’’ Mignini: Guardi l’interprete c’era, l’interprete quando la ho sentita io c’era; l’interprete Anna Donnino, che è un’interprete della polizia, proprio dipendente dalla polizia. Come credo che ci fosse, adesso non ho il verbale, ma questo è un fatto ormai, è pacifico che ci fosse l’interprete.
06’02’’ CNN: Amanda Knox dice che è stata interrogata per 14 ore…
06’11’’ Mignini: No, guardi, assolutamente All’una il verbale del 6 è cominciato all’una e io sono arrivato, 14 ore non può essere, siamo veramente…, assolutamente impossibile. Dunque il verbale è all’una, si è, poi è stato fatto il verbale delle dichiarazioni spontanee alle 5.45 e sarà durato una mezz’oretta perché non sono state rivolte domande. Lei ha fatto le sue dichiarazioni, sono state tradotte e poi verso le 8, mi pare, all’incirca verso le 8, io ho fatto i decreti di fermo. Quindi sono…cioe, lei era stata sentita prima, dunque è stata sentita come persona informata sui fatti verso l’una e quarantacinque. Precedentemente era stata sentita da una poliziotta, ma perchè lei si era recata spontaneamente dalla polizia e lei aveva riferito che, ha detto delle cose abbastanza rilevanti per le indagini su Raffaele ed era stata sentita dall’ispettore Ficarra. Io però…questo non c’ero, non lo so. Io pero ricordo, ci sono i verbali. Poi il verbale in cui lei è stata sentita come persona informata sui fatti inizia alle 1.45 del sei novembre e non può durare 14 ore perché… nella maniera più assoluta. Poi è stata arrestata verso le 8 verso le 9 della mattina, insomma.
08’16’’ Mignini: Guardi io ricordo quello che ho visto personalmente quando l’ho vista, perché lei ha detto, io le ho detto: ‘lei può fare se ritiene, delle dichiarazioni spontanee, perché la legge italiana lo prevede. Se una persona sa di essere indagata, può chiedere di presentarsi, è successo tante volte, anche con me sono venuti, e dice ‘vorrei fare delle dichiarazioni. Benissimo io la ascolto. Se io l’ascolto, volevo che risultasse….fosse chiaro, se io la ascolto e basta, e non faccio domande, può non esserci il difensore. Ma se io faccio domande e le contesto i fatti è come un interrogatorio ed è necessario un difensore.
09’11’’ Mignini: Dunque, io mi ricordo, questa impressione che ho avuto in quel momento che appunto, io le sto spiegando, nello spirito in cui faccio questa intervista, per spiegarle quello che è stata l’adozione dei nostri provvedimenti, quello che è stato, perché il processo è andato in un certo modo. 09’36’’ Lei era, mi è apparsa come sollevata, come se si fosse liberata da un peso e terrorizzata da Lumumba. Questa è una cosa che a me mi è rimasta impressa e non capisco poi. Io mi ricordo che c’era un poliziotto che si chiamava, dello Sco di Roma che mi è rimasto impresso perché era paterno. Cioè lei piangeva come liberata da un peso e lui cercava di consolarla. Mi ricordo c’era anche la poliziotta che, cioè, questa è,… e anch’io sono certo di… cioè, tutta quella che è un po’ l’immagine che è stata poi data successivamente…, in quel momento, non era così. Cioè c’era una situazione che io cercavo di consolarla, cercavo di incoraggiarla, perché credevamo che lei avesse detto la verità.
11’03’’: CNN: Nessuno l’ha colpita ?
11’06’’ Mignini; no, guardi,assolutamente. Questo nella maniera più assoluta e poi diciamo… non ero presente quando è stata sentita dalla polizia, le stanze sono abbastanza lontane…., lei non conosce mai stavo…, è abbastanza lontano come, qui c’è un corridoio, io stavo con il dirigente, Dottor Porfazio, e lei veniva sentita da un’altra parte. Mi ricordo anche che passando, vidi anche Sollecito che era da solo in un’altra stanza, veniva anche lui interrogato, mi ricordo. Io non escludo…, cioè,… io è chiaro, non ero presente, ma non credo che sia stato fatto assolutamente niente, in mio presenza nella maniera più assoluta.
11’55’’ Anzi, c’è stato un atteggiamento di…, cioè le è stato dato.. poi, lei era come, non so se lei ha presente come una persona che piange di liberazione, come se si fosse liberata, ecco. Questo era l’atteggiamento.
13’00’’ Mignini: Guardi questo è, io mi trovavo alla polizia… e tutti gli, diciamo…, quando io ho fatto le indagini nel mio ufficio ho registrato. Ho registrato, abbiamo un apparecchio particolare e ho trascritto. C’è l’interrogatorio per esempio delle ragazze inglese, delle amiche di Meredith, è stato sempre registrato. Come è stato sempre registrato l’interrogatorio di Amanda in carcere e, poi, è stato trascritto e ci sono le trascrizioni della.. Ma, in un ufficio di polizia, nell’immediatezza delle indagini non si fa, insomma, né nei confronti di Amanda, né nei confronti di nessun altro. Cioè, anche perché poi, glielo dico, oggi, anche allora, ma oggi in particolare, poi ci sono delle, dei problemi di bilancio che noi abbiamo, ci sono dei problemi di bilancio non indifferenti che non ci consentono di trascrivere. E’ molto importante il video… perché, io sono d’accordo con lei che è estremamente importante la video-registrazione, cioè bisognerebbe poter disporre di una video registrazione di ogni verbale di assunzione di informazioni. Perché è importantissimo quello che si dice, ma è importantissimo, forse ancora di più, come si dice, cioè il linguaggio non verbale. Perché dal linguaggio non verbale si può…
15’58’’CNN: Alla fine della insomma, avete avuto una confessione, Però tutto quello che stava scritto nella confessione è diventato una bugia?
16’16’’ Mignini: Però poi c’era il fatto che lei si è collocata nella scena del delitto e non c’era Lumumba, insieme a loro tre, a loro due, ma c’era Rudy, secondo quello che poi è emerso successivamente. Quindi questo fatto di avere accusato.. , e lei è imputata anche di calunnia nei confronti di Lumumba, è un elemento che è stato molto importante dal punto di vista della sua posizione processuale, perché. Perché accusare del coinvolgimento del delitto, mettersi nella scena del delitto, perchè lei con quella dichiarazione si è messa nella scena, nel luogo del delitto. E però ci ha messo una persona che era totalmente estranea. Questo perché? E’ una, un particolare che è estremamente significativo. Soprattutto poi Lumumba viene arrestato e nessuno, se non fosse stata la Procura che ha svolto le indagini e che ha l’obbligo di acquisire elementi anche a favore dell’indagato, Lumumba sarebbe rimasto in carcere. Invece noi abbiamo fatto le indagini, abbiamo visto che Lumumba non c’entrava, era oggetto di una calunnia e quindi è stato poi scarcerato ed è stata chiesta l’archiviazione del procedimento. 18’15’’ CNN: gli è stato chiesto di immaginare quello che poteva essere successo?
18’46’’ Mignini: Guardi io, a parte che queste sono valutazioni sulla personalità che noi abbiamo fatto, che noi facciamo, ma ai fini processuali, esclusivamente. Io posso dirle di Amanda, che è una ragazza molto intelligente, estremamente, e questo lo ho detto sempre, io sulla cattiveria non, non…, non vorrei, non posso dire niente. Mi pare che sia al di fuori sarebbe una valutazione così privata, priva di significato. Quello che importa è il fatto, quello che importa è perché viene compito il fatto che è un delitto, che è un delitto non compiuto con premeditazione. Quindi io non.., ogni… cioè non vorrei fare, non ritengo giusto che si debba dire di una persona è buona o è cattiva, nella maniera più assoluta.
20’09’’ Cioè le valutazioni che abbiamo fatto, le abbiamo fatte solo ai fini dell’accertamento della responsabilità, ma quella che è la personalità, quello che è la personalità della persona indagata, questo merita il massimo rispetto e noi non, le valutazioni che facciamo le facciamo solo ai fini dell’accertamento della responsabilità e poi della pena. Lì in effetti si tiene conto, ai fini della pena, del carattere del reo, nell’ordinamento italiano, ma questo noi lo abbiamo fatto, nella richiesta di condanna, ecco, c’era un elemento che ha un’attinenza con l’aspetto psicologico era il fatto che era stato contestato un delitto che era stato commesso per futili motivi, che è un’aggravante. E questo noi abbiamo ritenuto che fosse, che ci fosse appunto un’aggravante, ma solo a questi fini abbiamo fatto una valutazione sulla personalità, non peraltro.
21’26’’ Ho sentito fare durante le indagini, ho letto anche degli articoli, spesso sono stati attribuiti dei giudizi agli inquirenti che non sono mai stati dati,…cioè, io non ho mai dato giudizi di questo tipo. Cioè, ho il massimo rispetto per le persone degli imputati. 22’30’’ CNN: l’accusa dice che una volta che è stato provato che Lumumba era praticamente una bugia di Amanda, lei doveva cominciare da capo. Una volta che erano uscite tutte le prove del DNA di Rudy Ghede, lei doveva diciamo, pure lì, aveva già trovato il colpevole, il fatto che non c’era niente, nessuna traccia, dentro la stanza, pure lì, secondo quello che dice la difesa, la difesa sostiene che lei si è puntato con Amanda e con Sollecito, quasi con ossessione.
23’19’’ Mignini: No, ma assolutamente. Io ho fatto quello che ho fatto e adesso io parlo del passato, di quelle che sono state le indagini, di quello che è stato il processo di primo grado, perché sono…, ero e sono…, ho fatto quello che ho fatto perché sono convinto, sulla base degli elementi raccolti, che erano responsabili, nella maniera più assoluta. Cioè non c’è… come c’entrava Rudy? Rudy era uno degli elementi, ma il delitto e qui torno a ripeterlo, non si può più dire che il delitto è stato commesso da una sola persona. Ormai c’è una sentenza della Corte di cassazione, della corte suprema che dice: il delitto è stato commesso da Rudy in concorso con altre persone e poi indica, perché la sentenza della Corte di cassazione conferma la sentenza della corte d’assise d’appello che ha condannato Rudy che parla incidentalmente anche di Amanda e Raffaele. Quindi ormai il delitto è un delitto compiuto da più persone, tra cui Rudy.
24’36’’ Mignini: Quindi quella che è la valutazione è stata, io vorrei che fosse chiaro questo, proprio ai fini della ricostruzione del fatto: io faccio, vengo chiamato, faccio il decreto di fermo, il decreto di fermo di Amanda, Sollecito e Lumumba; va davanti al giudice per le indagini preliminari che vaglia la fondatezza della, del decreto di fermo, quindi c’è una richiesta di convalida del fermo e di misura cautelare; il giudice per le indagini preliminari convalida il fermo ed emette la misura cautelare. Poi Lumumba esce di scena perché facciamo le indagini e ci accorgiamo che non c’entra e quindi viene tolto di mezzo. Quindi quando noi siamo, abbiamo raccolto gli elementi che ci hanno convinto, io in particolare perché la richiesta l’ho fatta io, la richiesta di archiviazione, prima la scarcerazione e poi l’archiviazione del procedimento. 25’37’’ Se fosse stata, cioè non accetto questa attribuzione, cioè non c’è nessuna, non c’è nessuna. Se il magistrato, se fosse vera questa attribuzione avendo cominciato con Lumumba avrei dovuto continuare con Lumumba. E invece non è così perché Lumumba non c’entrava. Quindi poi, la misura cautelare è stata impugnata davanti al tribunale del riesame, che sono 3 giudici da entrambi gli imputati. Il tribunale del riesame ha confermato la misura cautelare. Sull’ordinanza del tribunale del riesame è stato fatto ricorso per Cassazione sulla misura, da Sollecito, da Rudy e da Amanda. E la Cassazione ha confermato. Cioè Rudy era stata emessa la misura cautelare, comunque, la Cassazione ha confermato. Poi c’è stato il giudice dell’udienza preliminare che li ha rinviati a giudizio, ha condannato Rudy, ha respinto una richiesta di revoca della misura, e il primo grado si è concluso con condanna. Per cui 8 giudici, tra cui due giudici togati e poi 6 giudici popolari, hanno riconosciuto la fondatezza dell’accusa. Quindi, quando c’erano gli elementi e si doveva archiviare, noi abbiamo chiesto l’archiviazione. Cioè non c’è quest’atteggiamento, assolutamente. Io questo posso. Se vi fosse, se vi fosse un elemento vero, credibile diciamo, perché io ho bisogno di questo, che, in ipotesi, dimostrasse che loro sono estranei al delitto, io ne prenderei atto e mi comporterei di conseguenza, mi sarei comportato di conseguenza. Questo nella maniera più assoluta.
29’53’’ CNN: Antonio Curatolo è un testimone affidabile? 29’59’’ Mignini: Ma il testimone giura, si assume la sua responsabilità, quindi se dice il falso commette il delitto di falsa testimonianza e di calunnia, al limite, se dovesse accusare esplicitamente una persona innocente del delitto, quindi, nel nostro, nell’ordinamento italiano, il testimone si presume attendibile, diciamo autentico fino a che non si dovesse dimostrare che ha detto il falso. Però purtroppo, o per fortuna, non lo sappiamo, la persona che stava nella piazza, che ha vissuto nella piazza dieci anni, come minimo 10 anni, che sapeva tutto di quella piazza, era questo clochard. Allora il barbone era un clochard e quindi si diceva non va bene. Non va bene… è un testimone come gli altri. La signora come si chiama, la testimone che abitava, la vicina di casa, quella che sente il grido, è una persona assolutamente credibile, è una normalissima signora che ha raccontato e con grande coerenza quello che ha sentito. La maestra elementare, quella che abitava la’ vicino, è una persona del tutto, assolutamente attendibile. Cioè i testimoni, non è che noi ce li scegliamo i testimoni. I testimoni sono quello, sono quelli che si trovano occasionalmente, in quel momento, e che sono in grado di fornire indicazioni. E, d’altra parte, Curatolo è appunto uno che è vissuto sempre lì, ha reso delle dichiarazioni che sono del tutto credibili, che sono confermate anche da altri. Ci sono anche altri testimoni che sono stati sentiti che erano, non so, per esempio Gioffredi, persona del tutto normale. Cioè non vedo…, cioè il testimone è una persona del tutto normale che deve essere valutato per quello che dice, per la coerenza della sua ricostruzione e bisogna dargli credito fino a prova contraria.
32’26’’ Perché se ha detto di aver visto, si espone, presta giuramento, e quindi si espone ad un’accusa di falsa testimonianza se dice il falso, dobbiamo credergli. Sennò la giustizia, se non ci sono testimoni…, non è che noi purtroppo abbiamo il delitto filmato, perché magari ci potesse essere stata
33’42’’ Mignini: Guardi io so che, no al momento in cui ha dato, credo che avesse dei procedimenti però era in fase di appello, credo che avesse avuto una condanna che però fosse in grado di appello, ecco, non, che poi la sentenza è diventata definitiva però lui ha reso la sua dichiarazione quando la sentenza non era definitiva. Non lo so, adesso questi sono particolari che non saprei indicare… so con certezza che la sentenza di condanna non era definitiva quindi era soggetta ad impugnazione. 34’34’’ CNN: Toto offriva la sua testimonianza con la speranza di avere quealche favore?
34’36’’ Mignini: Non, non ha avuto nessun favore, assolutamente alcun favore. Né questa cosa è stata… il testimone si presenta e ha reso le sue dichiarazioni, tutto qui. Noi le abbiamo raccolte, perché erano dichiarazioni rilevanti.
35’25’’ Mignini: Io sulla, diciamo, la posizione processuale di questa persona, non mi pronuncio perché ha avuto, è stato giudicato per un altro fatto, per un fatto vero che è un fatto totalmente diverso, totalmente estraneo a quello per cui si procede. Lui per questo fatto è testimone. Ed è tanto vero che è totalmente diverso che è stato sentito come testimone senza difensore. Se fosse stato un fatto connesso sarebbe dovuto essere assistito da un difensore ed avrebbe avuto la facoltà di astenersi dal deporre. Lui è su questa vicenda un puro e semplice testimone. Poi, d’altra parte, io non vorrei fare, perché il testimone, non è che noi chiediamo al testimone se ha dei precedenti, se ha delle condanne. Lo si chiede all’indagato, all’indagato, tra le domande che si fanno all’indagato gli si chiede se ha dei precedenti, se ha delle condanne precedenti, non lo si chiede al testimone tranne in sede di investigazioni difensive. Questo è il… , quindi è un testimone che ha reso le sue dichiarazioni. Le sue dichiarazioni sono, sono state ritenute abbastanza, piuttosto credibili. C’è anche per esempio il fatto, ecco, faccio un esempio: la pioggia. Il Curatolo si ricorda che la sera in cui vide i due ragazzi non pioveva, mentre ecco, in effetti la sera del delitto non pioveva. Viceversa, e questo lo dicono, lo hanno detto anche altri testimoni, la notte precedente, solo nella città di Perugia, c’è stato un fenomeno meteorologico abbastanza circoscritto, nel tardo pomeriggio del 31 ottobre pioveva. E me lo ricordo anch’io perché mi ricordo che la strada era umida. Quindi per dire, questo è un particolare che viene confermato dalla.. ecco. Le faccio un esempio per dirle che anche una persona che ha avuto dei precedenti e poi, bisognerebbe allora vedere tutti i testimoni che sono stati sentiti in primo grado, tutti quanti, se avevano. Perché noi non lo facciamo perché non rileva.
40’28’’ Mignini: Sono andato? Io ho preso atto di questa dichiarazione, della dichiarazione di questa testimone e anche dell’altra e, essendo due dichiarazioni di persone che non avevano alcun motivo di mentire e sono dichiarazioni del tutto credibili perché sono del tutto vicine, sono case che si trovano vicinissime a via della Pergola, questa dichiarazione è stata ritenuta del tutto attendibile. C’è stata una richiesta poi, di perizia, ora io non entro in merito all’attualità del processo, però questa cosa è stata valutata sia in sede di indagini, sia dal Gup, sia dalla corte d’assise che ha sentito questa persona, è stata esaminata in contraddittorio, ha detto, ha ripetuto quello che ha detto. Una persona assolutamente credibile che, ovviamente… poi qui a quanto.., non è stato fatto un esperimento sulla possibilità di sentire, non è stato fatto. Ci siamo, abbiamo preso atto del fatto che lei ha raccontato di questa cosa, di questo urlo che ha sentito. Lo ha confermato, ha dato la sua, la sua, diciamo parola, cioè ha giurato in sede di processo, di avere sentito questo urlo. La stessa cosa l’ha detta un’altra testimone, che dovevamo fare: una perizia per accertare, in condizioni diverse, non ripetibili, quello che è stato sentito all’epoca? La testimone ha detto quello che ha sentito. E, quindi, né io né la corte d’assise ha ritenuto diciamo di sottoporre. Diciamo la corte d’assise invece ha fatto una cosa molto importante. E questo è un particolare che ritengo.. Quando ha fatto il sopralluogo nella casa di Via della Pergola, che secondo me, è stata un’iniziativa molto importante, molto determinante ai fini della decisione. Quella è, quella era l’occasione di fare un sopralluogo, per vedere com’era quella casa, com’era questa finestra da cui si sarebbe arrampicato questo soggetto sconosciuto, che poi sarebbe stato Rudy. E la corte si è resa conto che questa ricostruzione era, a mio avviso, inverosimile. 43’35’’ CNN: Sarebbe stato facile fare l’esperimento?
43’38’’ Mignini: Ma diciamo se una persona ha fatto queste dichiarazioni ed è stata così. Perché, vede, io la ho sentita questa persona, è stata registrata, fra l’altro, è stata sentita in contraddittorio, in dibattimento. E’ stata chiarissima. E ha raccontato che lei sentiva continuamente, anche durante altre notti, che lei sentiva i rumori dei ragazzi che facevano chiasso nel garage, nel parcheggio. Quindi….queste cose, questi rumori, li sentiva. Lo ha dichiarato. Non c’era motivo, non conosceva la vittima, non conosceva gli imputati, quale motivo poteva avere… 44’44’’ CNN: non che lei abbia mentito ma questa è una domanda fondamentale per il suo lavoro. Il suo lavoro è di trovare la verità e risolvere il problema o seguire la sua intuizione e cercare di incriminare la prima persona che trova sospetta?
45’16’’ Mignini: Bhè questo è, nell’ordinamento italiano, il pubblico ministero non è un avvocato dell’accusa. E’ un organo di giustizia che deve cercare anche elementi a favore dell’indagato. Cosa che noi abbiamo fatto, in particolare nel caso di Lumumba. E tutte le persone, tutti i testimoni che sono stati indicati dagli imputati, sono stati sentiti, sono stati sentiti in contraddittorio. E’ stata fatta una istruttoria dibattimentale lunghissima, estremamente approfondita, ci sono stati accertamenti di tutti i tipi, accertamenti dal punto di vista delle celle telefoniche. Io non ho parlato delle celle telefoniche, per esempio, ma quello è un altro punto che evidenziano gli spostamenti delle persone, la localizzazione delle persone, a conferma di quella che è l’ipotesi, diciamo, accusatoria. Quindi, tutte queste valutazioni, il magistrato del pubblico ministero, ha fatto delle richieste. Io non ho fatto niente, io ho fatto un decreto di fermo, ho chiesto la convalida, poi sono stati i giudici, che hanno confermato sempre. E il giudice dell’udienza preliminare avrebbe dovuto ritenere, avrebbe dovuto, se ci fossero stati dei motivi di non credibilità dei testimoni, avrebbero dovuto far presente, avrebbero dovuto sottolinearlo. Ma, il giudice per l’udienza preliminare ha valutato la richiesta di rinvio a giudizio, io ho fatto la richiesta di rinvio a giudizio, chi ha fatto il rinvio a giudizio è il Gup Micheli, che ha rinviato a giudizio gli imputati. C’è stato il processo davanti alla corte d’assise, in cui si è fatto, è stato un processo che è durato un anno, un dibattimento che è durato un anno, in cui il caso è stato sviscerato in tutti i modi e quindi questa è la… I magistrato, il pubblico ministero ha l’obbligo, diciamo, nell’ordinamento vigente, di cercare, è un organo imparziale, ha l’obbligo di cercare la verità e se emergono elementi che fanno ritenere credibile, fanno ritenere la persona estranea al fatto, ha l’obbligo di chiedere l’archiviazione o, nel processo, l’assoluzione. Io tante volte mi è capitato che, durante i processo, di fronte a testimonianze, nuove testimonianze, che sono state riprodotte in altri casi, ho chiesto l’assoluzione. Chi mi conosce lo sa, tante volte è successo. Ma in questo caso ho avuto, diciamo, in fase di indagine e nel processo, io ho fatto, abbiamo fatto le nostre richieste, sono state illustrate, sono state motivate, e la corte ha dato, ha riconosciuto la fondatezza di questo impianto. Poi c’è un grado d’appello, c’è il grado di appello. Ora io non parlo di questo perché è l’attualità questa.
50’58’’ CNN: Nel 2006 lei è stato trovato, adesso andiamo sull’altro caso, il pm di Firenze ha detto che lei farebbe qualsiasi cosa pur di difendersi davanti a quelli che criticano il suo modo di fare inchieste…
56’05’’ Mignini Poi vorrei aggiungere una cosa, ascolti bene questo. Se io voglio fare un atto di intimidazione, cioè voglio fare un’indagine che ha un carattere intimidatorio verso una persona perché quella persona parla contro, no? Se io voglio fare un atto intimidatorio, io devo fare un atto che quella persona avverte, che quella persona capisce, conosce, avverte. Devo fare, in ipotesi, faccio una perquisizione, faccio un sequestro, faccio una ispezione… Invece io faccio una intercettazione telefonica che è segreta, sento un testimone che rimane segreto. Come faccio a intimidire una persona facendo un’attività di indagine che rimane segreta? Perché l’attività di indagine deve essere segreta. Questa attività non è come la perquisizione che viene subito conosciuta dalla persona. Se io voglio intimidire una persona che faccio un’attività di indagine che rimane segreta? E come faccio a intimidirla? E’ una contraddizione in termini. Quindi qualcuno mi dovrà spiegare che senso ha questa accusa. 57’32’’: Il problema è che all’origine di questo procedimento ci è stata, io non parlo adesso dell’intero, dell’ufficio della procura di Firenze con cui ho ottimi rapporti. Parlo di un certo momento in cui parlo di un contrasto tra uffici, un contrasto che è finito alla procura generale della cassazione, perché la procura generale di Firenze, cioè la procura di Firenze voleva che venisse trasmesso un procedimento che avevamo noi, questo sulla morte del medico Narducci. Noi abbiamo detto no, la competenza è nostra. La procura generale della Cassazione, dottor Febbraio, in data 29 luglio 2005, ha dato ragione a Perugia. Quindi a monte di questa questione c’è un contrasto di competenza e c’è una incriminazione fatta da noi, questo vorrei che fosse chiaro, la procura di Perugia aveva incriminato l’allora Procuratore capo di Firenze e questo procedimento, quindi a monte di questo procedimento, c’è questo fatto. E questa persona ci aveva anche citato poi civilmente, a me e al Dottor Giuttari. Questo è il… c’è un contrasto di uffici, c’è stato. Permalink for this post • Archived in Mignini parla CNN US2 • Commenti
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