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Timestamp: 2019-02-19 13:54:18+00:00

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Corte di Casaszione, sezione III, sentenza 28 settembre 2012, n. 16516. In materia di risarcimento danni, in caso di lesione di un diritto fondamentale della persona, la regola, secondo la quale il risarcimento deve ristorare interamente il danno subito, impone di tenere conto dell'insieme dei pregiudizi sofferti, ivi compresi quelli esistenziali - Renato D'Isa
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Corte di Casaszione, sezione III, sentenza 28 settembre 2012, n. 16516. In materia di risarcimento danni, in caso di lesione di un diritto fondamentale della persona, la regola, secondo la quale il risarcimento deve ristorare interamente il danno subito, impone di tenere conto dell’insieme dei pregiudizi sofferti, ivi compresi quelli esistenziali
1. In materia di risarcimento danni, in caso di lesione di un diritto fondamentale della persona, la regola, secondo la quale il risarcimento deve ristorare interamente il danno subito, impone di tenere conto dell’insieme dei pregiudizi sofferti, ivi compresi quelli esistenziali, purché sia provata nel giudizio l’autonomia e la distinzione degli stessi.
2. Il danno alla salute presuppone una lesione dell’integrità psicofisica e ne consegue che, in difetto di prova di una lesione dell’integrità psicofisica del soggetto, non è configurabile un danno biologico risarcibile.
Sentenza 28 settembre 2012, n. 16516
La Corte di appello di Napoli, evocata su impugnazione principale dei genitori della vittima, che hanno lamentato la incongrua liquidazione del danno patrimoniale futuro e del danno biologico iure proprio, e dei fratelli, che hanno censurato il mancato riconoscimento del danno biologico iure proprio;su impugnazione incidentale della Nuova Tirrena, che ha censurato l’attribuzione della responsabilità esclusiva al V. e la misura della liquidazione dei danni, ha accertato il concorso di colpa del guidatore della moto nella misura del 20%, ha rigettato le impugnazioni in relazione alla liquidazione dei danni, condannando i conventi al risarcimento nella misura corrispondente all’accertata responsabilità.
Assumono i ricorrenti che la sentenza ha erroenamente ridotto il risarcimento del danno in corrispondenza alla misura dell’accertata responsabilità, non avendo la Tirrena proposto domanda in tal senso
3.Con il quinto motivo si denunzia violazione degli artt. 116 c.p.c., e artt. 1362, 1988, 770, 1414 e 1470 c.c. e vizio motivazione sulla natura giuridica della scrittura privata con cui Ba.Ga. si era impegnato a versare ai genitori la somma di lire 2.500.000 al mese per tutta la durata della loro vita,interpretata dalla Corte di merito comepromessa di donazioni future,mentre tale scrittura costituiva una promessa di pagamento o ricognizione di debito.
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 28 novembre 2012, n. ...
renatodisa - 5 Dicembre 2012

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