Source: http://docplayer.it/12988461-Comune-di-saltara-piano-di-classificazione-acustica-del-territorio-comunale.html
Timestamp: 2019-04-21 10:27:30+00:00

Document:
COMUNE DI SALTARA PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE - PDF
Download "COMUNE DI SALTARA PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE"
Serena Angelica Palla
1 COMUNE DI SALTARA PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE RELAZIONE METODOLOGICA AGGIORNAMENTO CLASSIFICAZIONE ACUSTICA PER VARIANTE PRG Dr. Giampietro Fusillo Docente di Fisica Ambientale Facoltà di Scienze e Tecnologie Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo" A CURA DI: Specialista in Fisica Sanitaria Ambientale Tecnico Competente in Acustica (det.dir.amb.prov.rn n.501 del 30/12/1999) Rev.3 luglio
2 SOMMARIO RIFERIMENTI NORMATIVI LA LEGISLAZIONE DELLA REGIONE MARCHE Legge Regionale 28/ La Delibera Regionale LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO INTRODUZIONE Principi generali per la determinazione dei criteri di classificazione acustica del territorio IL PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI SALTARA Analisi della situazione passata Analisi della situazione attuale Conclusioni APPENDICE - TAVOLE CARTOGRAFICHE E CD
3 RIFERIMENTI NORMATIVI 1.1 LA LEGISLAZIONE DELLA REGIONE MARCHE Legge Regionale 28/2001 La regione Marche ha provveduto a recepire i contenuti e le disposizioni della Legge Quadro con la Legge Regionale 14 novembre 2001, n. 28, Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche. L art.8 di tale legge riguarda la rilevanza della classificazione ai fini della pianificazione urbanistica : Nella redazione di nuovi strumenti urbanistici, loro revisioni o varianti, le destinazioni d uso delle aree o varianti, devono essere stabilite, a pena di nullità degli strumenti stessi, secondo quanto stabilito dall art.2, in modo da prevenire e contenere i disturbi alla popolazione residente. Il comma 3 dell art.2 di tale legge stabilisce che il territorio comunale è classificato in: a) aree particolarmente protette (classe I): rientrano in questa classe le aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, aree di interesse ambientale, aree di interesse storicoarcheologico; b) aree destinate ad uso prevalentemente residenziale (classe II): rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali; c) aree di tipo misto (classe III): rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali ed uffici, con limitata presenza di attività artigianali ed assenza di attività industriali, le aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici; d) aree ad intensa attività umana (classe IV): rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali ed uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie; e) aree prevalentemente industriali (classe V): rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di insediamenti abitativi; f) aree esclusivamente industriali (classe VI): rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate ad attività industriali e prive di insediamenti abitativi
4 1.1.2 La Delibera Regionale La Regione ha emesso la Deliberazione di Giunta n.896/am/tam del 24/06/2003 recante Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dell inquinamento acustico nella Regione Marche Approvazione del documento tecnico Criteri e linee guida di cui all art.5, comma 1, punti a) b) c) d) e) f) g) h) i) l), all art.12, comma 1, all art.20 comma 2 della L.R.28/2001, che riprende la precedente Deliberazione di Giunta n.425/me/amb del 28/02/2000. Approvazione dello studio finalizzato alla definizione dei criteri di cui all art.4, comma 1 lettere: a), e), f) L.447/95 per la classificazione acustica e per la predisposizione dei piani di risanamento acustico. Nella redazione del piano di classificazione acustica è possibile seguire alcune linee guida principali, che impongono differenti metodologie nell identificazione delle classi acustiche nel territorio: Metodologie di classificazione di tipo qualitativo. Con tale metodo la classificazione è ottenuta come risultato di un attenta analisi della pianificazione urbanistica vigente, sulla base quindi delle destinazioni d uso previste del territorio, che possono differire dall assetto attuale dello stesso; permette di ottenere una pianificazione acustica adeguata anche senza la disponibilità di una ampia base di dati demografici e statistici. Metodologie di classificazione di tipo quantitativo: Con tale metodologia la classificazione acustica è ottenuta come risultato di un calcolo di indici demografici e parametri rappresentativi dell uso del territorio; permette una accurata analisi delle caratteristiche territoriali, viste come possibili generatrici di rumore. Metodologie di classificazione di tipo quali-quantitativo: Con tale metodologia vengono usati alcuni indici descrittori dell uso del territorio insieme a conoscenze di tipo qualitativo
5 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO 2.1 INTRODUZIONE Principi generali per la determinazione dei criteri di classificazione acustica del territorio Secondo i dettami del D.P.C.M. 14 novembre 1997, il territorio comunale viene suddiviso in sei classi acustiche, da individuarsi sul territorio in funzione dell uso reale e previsto dello stesso. Le classi acustiche sono identificate in base a criteri generali di definizione, riportati nella tabella seguente: CLASSI DEL TERRITORIO COMUNALE CLASSE I - aree particolarmente protette: rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed alo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II - aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali CLASSE III - aree di tipo misto: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali, aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici CLASSE IV - aree di intensa attività umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie CLASSE V - aree prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. CLASSE VI - aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi Ad ogni classe di destinazione d uso del territorio corrisponderanno per le sorgenti sonore fisse diversi limiti di emissione, di immissione assoluti, di immissione differenziali, valori di attenzione e valori di qualità elencati nelle tabelle sottostanti: Tabella B del D.P.C.M. 14 novembre 1997: VALORI LIMITE DI EMISSIONE - Leq in db(a) Definizione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette
6 II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Note: I valori limite di emissione del rumore da sorgenti mobili e da singoli macchinari costituenti le sorgenti sonore fisse, laddove previsto, sono anche regolamentati dalle norme di omologazione e certificazione delle stesse. Tabella C del D.P.C.M. 14 novembre 1997: VALORI LIMITE ASSOLUTI DI IMMISSIONE - Leq in db(a) Definizione: il valore massimo di rumore, determinato con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale, che può essere immesso dall insieme delle sorgenti sonore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno misurato in prossimità dei ricettori. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Note: I valori sopra riportati non si applicano alle infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime, aeroportuali ed alle altre sorgenti sonore di cui all art. 11 della Legge quadro n. 447 (autodromi, etc.), all interno delle rispettive fasce di pertinenza. All esterno di tali fasce, dette sorgenti concorrono al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione. Art.4 del D.P.C.M. 14 novembre 1997: VALORI LIMITE DIFFERENZIALI DI IMMISSIONE - Leq in db(a) Definizione: la differenza massima tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il rumore residuo, all interno degli ambienti abitativi. Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) Differenza in db(a) 5 3 Note: Tali valori non si applicano: nelle aree classificate nella classe VI della Tabella A; nei seguenti casi in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile: se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno; se il livello di rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno; alla rumorosità prodotta da: infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso
7 Tabella del D.P.C.M. 14 novembre 1997: VALORI DI ATTENZIONE - Leq in db(a) Definizione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l ambiente. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno Notturno ( ( ) 06.00) Tempo di un ora Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Note: I valori di attenzione non si applicano alle fasce territoriali di pertinenza delle infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime ed aeroportuali. Tabella D del D.P.C.M. 14 novembre 1997: VALORI DI QUALITA - Leq in db(a) Definizione: i valori di rumore da conseguire nel breve, medio e lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare le finalità previste dalla Legge Quadro n.447/95. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali
8 IL PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI SALTARA Analisi della situazione passata All epoca della redazione del Piano di Classificazione Acustica, il PRG allora vigente è stato utilizzato per una prima lettura delle modalità di fruizione del territorio e per l identificazione delle classi I e V. I dati ISTAT 2001 sono stati infine utilizzati per estrapolarne le informazioni relative alle densità di popolazione, di esercizi commerciali ed uffici e di attività artigianali, per il calcolo dei parametri necessari all individuazione delle aree di classe II, III e IV. Quanto alla scelta dell'unità territoriale di base, si è fatto riferimento alle stesse Sezioni di Censimento ISTAT, questo per un duplice motivo: in primo luogo per limitare le suddivisioni del territorio, che avrebbero comportato una classificazione eccessivamente frammentata dello stesso; in secondo luogo per via del tipo di dati utilizzati, disponibili soltanto su tale base. Nell individuazione delle classi II, III e IV si è fatto uso degli indici quantitativi, al fine di descrivere numericamente l influenza della popolazione residente e delle attività industriali-artigianali, commerciali e di servizio sul clima acustico del territorio comunale, seguendo le istruzioni impartite nel paragrafo della D.G.R. Successivamente si è proceduto ad eliminare le cosiddette macchie di leopardo e le discontinuità cercando di omogeneizzare quanto più possibile le aree ottenute anche in vista di successivi sviluppi urbanistici Analisi della situazione attuale Vista la variante del PRG sottoriportata; - 8 -
9 Visto l utilizzo di metodologia mista quali-quantitativa nella redazione del Piano di Classificazione Acustica; Vista la indisponibilità di dati previsionali nelle nuove aree oggetto di variante per quanto riguarda l incremento di numero di addetti attività industriali, artigianali, commerciali e servizi; si è optato per un analisi qualitativa della variante di PRG, in attesa di poter operare eventualmente un analisi quantitativa con dati più aderenti alla situazione reale del territorio. Tale lettura è, come già detto, permessa della DGR 896/2003. Vista la superficie delle U.T.O., cioè delle zone censuarie, si può ritenere che gran parte delle variazioni intervenute nelle classi III e IV siano assimilabili negli indici statistici utilizzabili nel caso di metodologia quantitativa. Pertanto, è possibile elencare le rimanenti situazioni nella variante di PRG da analizzare qualitativamente: 1) Presenza di aree residenziali di espansione, terziario di espansione in aree classificate in classe V; 2) Presenza di aree D (industriali) in classe III; Ambedue i casi discendono dalla sostanziale variazione delle aree classificate D (sottoindicate) nella variante di PRG rispetto a quanto fatto nel precedente lavoro. Si è pertanto deciso di apportare alla classificazione acustica precedente le seguenti modifiche al fine di rendere coerente la variante di PRG con tale strumento pianificatorio: 1) Assegnazione alla classe V di tutte le zone classificate D nella variante di PRG; di conseguenza sono state anche ridisegnate alcune aree rispetto al preesistente piano ed eliminate quelle non più classificate D; 2) Creazione di fasce di transizione di 50 m (ove possibile) in classe IV attorno alle classi V, come previsto nella DGR 896/2003; - 9 -
10 3) Vista la modifica in atto, pur non essendo necessario, si è ritenuto, per un semplice criterio di maggiore omogeneità del piano, di provvedere a creare fasce di transizione di 50 m in classe II anche attorno alle classi I esistenti, al fine di eliminare le aree potenzialmente critiche dal punto di vista formale (non sostanziale, come già provato nella precedente relazione del 2007). Ciò ha comportato una parziale ridefinizione dell area dell abitato di Saltara in quanto attorno alla fascia di transizione in classe II si è dovuto creare un ulteriore piccola transizione in classe III Conclusioni Nella nuova versione non risultano più segnalate discontinuità e si conferma in generale quanto riportato nella precedente relazione: Nella tavola n.7 (invariata) vengono delineate le sole fasce di pertinenza stradale ai sensi del D.P.R.n.142/2004, con le sole delimitazioni (rosa per le strade B,Ca,Cb, nero per le E,F) senza colori interni. Si è mantenuta la tavola n.1 perché in ogni caso di maggiore immediatezza per la comprensione dei limiti. Per gli edifici in classe I, si ribadisce che tale colorazione in azzurro, anziché verde, sta a significare, come detto nella DGR n.896/2003, che il rispetto dei limiti si riferisce al solo periodo della giornata di effettiva fruizione della struttura, come nel caso del periodo diurno per le scuole. Si ribadisce che per tutte le sorgenti escluse le strade, occorre far riferimento alla tavola n.2 (ed alle tavole 3,4,5,6 in altra scala), mentre per il rumore stradale occorre far riferimento alla tavola n.7 o a quella complessiva, la n.1. Come risulta evidente da quanto sopraesposto, le modifiche apportate alla classificazione acustica del 2007 sono assolutamente non sostanziali, ma anzi è possibile affermare che con l occasione si è colta l opportunità di apportare miglioramenti per una maggiore omogeneità di criteri seguiti nella produzione del piano. Non si è ravvisata alcuna necessità di apportare variazioni alle Norme Tecniche di Attuazione approvate a suo tempo
11 Layout di stampa realizzati Appendice - TAVOLE CARTOGRAFICHE E CD Per la stampa delle tavole cartografiche sono state realizzate 7 tavole principali (versione con CTR, mentre le versioni senza CTR sono presenti sul CD), rappresentative del Piano di Classificazione Acustica del territorio comunale. INDICE DELLE TAVOLE Tavola 1 Classificazione acustica con fasce di pertinenza stradali intero territorio comunale su base CTR scala Tavola 2 Classificazione acustica intero territorio comunale su base CTR scala Tavola 3 Classificazione acustica Saltara-Borgaccio-Calcinelli su base CTR scala Tavola 4 Classificazione acustica Calcinelli su base CTR scala Tavola 5 Classificazione acustica Saltara su base CTR scala Tavola 6 Classificazione acustica Borgaccio su base CTR scala Tavola 7 Territorio comunale con fasce di pertinenza stradale su base CTR scala Tavola 1bis Classificazione acustica con fasce di pertinenza stradali intero territorio comunale scala Tavola 2bis Classificazione acustica intero territorio comunale scala Tavola 3bis Classificazione acustica Saltara-Borgaccio-Calcinelli scala Tavola 4bis Classificazione acustica Calcinelli scala Tavola 5bis Classificazione acustica Saltara scala Tavola 6bis Classificazione acustica Borgaccio scala Tavola 7bis - Territorio comunale con fasce di pertinenza stradale scala CONTENUTO DEL CD Tavole sopraelencate in formato.pdf Relazione Metodologica in formato.pdf Norme Tecniche di Attuazione e Regolamenti in formato.pdf Progetto (formato arview.apr, completo degli shape files)

References: art.8
 art.2
 art.2
 art.5
 art.12
 art.20
 art.4
 art. 11
 Art.4