Source: http://allarmescientology.it/txt/belgio_jacobsen11.htm
Timestamp: 2017-06-25 12:15:21+00:00

Document:
2015/2016: Scientology a processo in Belgio (11)
Difesa della religione
Un'indagine viziata
Fissata la data della sentenza
Il giudice respinge le accuse contro Scientology
Di Jonny Jacobsen, 9 marzo 2016
Al processo belga contro Scientology solo la difesa ha chiamato dei testimoni. Quattro di essi sono scientologist praticanti che volevano testimoniare tutto il bene che la chiesa ha fatto per loro. Il loro messaggio alla corte è stato assolutamente chiaro: non si può sottacere il fatto che Scientology è una religione. Per segnare il punto a suo favore, la difesa ha chiamato un testimone esperto [perito — NdT] con credenziali impeccabili.
Il Professor Marco Ventura ha iniziato la sua deposizione alla fine della prima settimana di processo presentandosi alla corte: è professore ordinario di Diritto Canonico e Diritto delle Religioni alla Università di Siena. Nel corso della carriera ha tenuto cattedre o condotto ricerche all'University College di Londra, alla Berkley University in California, alla Université Libre di Bruxelles oltre che in India, Marocco, Francia, Vietnam e altrove.
Il Prof. Ventura parla correntemente tre lingue, ha all'attivo molte pubblicazioni e una impressionante serie di incarichi, quindi sul banco dei testimoni non è certamente salito un peso piuma. (1) Elegante nel suo abito scuro, aveva con sé una cartella di appunti che poi alla fine non ha avuto bisogno di consultare. Ha reso la sua testimonianza in un francese impeccabile, seppur con un leggero accento italiano.
No, non è uno scientologist, ha detto in risposta a una domanda preliminare del giudice Yves Régimont, e non lo è mai stato. Il giudice lo ha invitato a spiegare la sua posizione.
La questione chiave è questa, ha detto il Prof. Ventura: quando si parla di religione, si può dire che Scientology è una religione? Da un punto di vista legale la risposta è inequivocabilmente sì. Le istituzioni europee come il Consiglio d'Europa e l'Unione Europea adottano una definizione ampia di ciò che costituisce una religione, ha spiegato. «Questa definizione inclusiva è ancora più importante perché per queste istituzioni essa implica la protezione concessa ai diritti delle religioni.»
Si possono identificare tre criteri comuni per una religione, ha proseguito: uno è la semplice auto-qualifica, concetto delineato in parecchi testi. L'auto-qualifica significa semplicemente che si considera il proprio movimento una religione. Non appena ci si trova davanti all'auto-qualifica, l'onere della prova che non si tratta di una religione ricade sui detrattori del movimento. Il secondo criterio è relativo alla libertà di religione o di credo: e qui la legge europea offre una interpretazione ampia. «Si deve fare distinzione tra la forma delle religioni tradizionali e quella dei nuovi movimenti religiosi», ha spiegato. «Il fatto che un nuovo movimento religioso non assomigli ai vecchi non significa che non sia ciò che dice di essere.» Dunque i nuovi movimenti religiosi godono degli stessi diritti delle denominazioni tradizionali.
Poi, ha detto il professore, bisogna analizzare il criterio sostanziale, vale a dire i contenuti del movimento in questione. «Essi sono le manifestazioni della religione», ha spiegato. Tali criteri sostanziali comprendono i rituali, gli oggetti religiosi, le pratiche e gli insegnamenti di un movimento. La definizione stabilita dalla legge europea è molto lunga, ha aggiunto, ma i punti salienti sono questi. «C'è dell'altro, ma non ho il tempo per illustrare tutto.»
Un altro elemento importante, almeno per le istituzioni europee, è l'organizzazione: «Per perseguire i propri fini, la chiesa deve essere organizzata.» Il che aiuta la chiesa a superare la prova di diversità, vale a dire che riflettere un'esperienza spirituale che mantiene un'ampia visione del mondo, una dottrina da cui dipendono le sue pratiche. Nel contesto del processo, dunque, la domanda chiave è: Scientology soddisfa questi criteri? Per parte sua la risposta è sì.
«Ciò che è interessante da un punto di vista esterno, per un esperto, è che si riscontrano aspetti moderni, ma anche tradizionali: e aspetti che rappresentano nuove forme religiose, il che soddisfa il criterio di diversità», ha aggiunto. Si potrebbe rispondere sì alla questione religiosa anche alla luce della giurisprudenza europea, cioè come Scientology è stata considerata in precedenti sentenze.
Il Prof. Ventura ha citato una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani relativa a una causa intentata da Scientology nel 1979 contro la Svezia. Quel caso fu una pietra miliare non solo perché per la prima volta venne concesso a Scientology di intentare un'azione in quanto chiesa, ma fu la prima volta in cui a una qualsiasi chiesa fu concesso quel diritto. (2)
Ha poi citato una sentenza del 1997 della Corte Federale Amministrativa tedesca secondo cui il fatto di richiedere un pagamento per i servizi non era in sé argomentazione sufficiente contro il carattere religioso di Scientology. (3)
Infine ha citato una sentenza del tribunale di Amsterdam del 2013 secondo cui auditing e Scientology sono paragonabili alle attività ecclesiastiche delle altre religioni. «Il dibattito non è chiuso, ma sentenze successive non hanno messo in discussione [il carattere religioso di Scientology — NdT].» (4) Altro motivo per cui Scientology dovrebbe essere accettata come religione è la nozione di comunità. Fino ad ora, ha proseguito, aveva parlato di nozione di comunità, «ma le istituzioni europee parlano di organizzazioni.»
E' importante comprendere che il diritto internazionale riconosce le comunità religiose come persone giuridiche, ha spiegato il Prof. Ventura. Inoltre la libertà di religione e la libertà di credo comportano il diritto a organizzarsi come si desidera: perciò queste libertà riguardano anche le comunità religiose. «Nella misura in cui essa è riconosciuta come religione, allora riconosciamo che agli occhi delle istituzioni europee è una religione», ha aggiunto. «Nel Regno Unito non solo è riconosciuta come comunità, ma dal 2013 può celebrare matrimoni riconosciuti anche civilmente.»
Maître Pascal Vanderveeren, legale della Chiesa di Scientology, gli ha fatto domande sul ruolo dell'etica e della disciplina nelle religioni, e come può applicarsi al contesto di Scientology. «Quando si osserva il modo in cui le religiosi si strutturano si può notare che esiste sempre un sistema di controllo», ha spiegato il Prof. Ventura. «Esso influenza il comportamento dell'individuo e del gruppo in seno alla comunità, pensiamo ad esempio a un monastero nella Chiesa Cattolica.» Tutto questo ha implicazioni importanti: «Lo Stato non entrerà mai nella coscienza di una persona, poiché la religione è lì proprio per quello.» E a seconda della comunità presa in esame, quei controlli possono essere molto invasivi.
Tali sistemi di controllo sono strutturati in modo molto diverso da religione a religione, ha proseguito il Prof. Ventura. Nella Chiesa Cattolica, per esempio, uno dei libri dei codici di diritto canonico riguarda il diritto penale, mentre nella Chiesa Protestante si tratta più di un "codice" disciplinare. «Sono scelte semantiche molto importanti», ha aggiunto. Ebraismo, Islam, tutte le religioni più importanti hanno il loro sistema, il loro "codice penale". «Tutte queste cose agiscono a un livello che non è il livello dello Stato. Questo è molto importante», ha spiegato il Prof. Ventura. «E' ovvio che la Chiesa Cattolica non è in competizione con lo Stato, e questo è vero per tutte le religioni comuni.»
Il giudice Régimont lo ha interrotto: «Ma non è forse vero che qualsiasi religione, qualunque essa sia, è comunque obbligata a rispettare le leggi del suo paese?»
«Naturalmente», ha risposto il Prof. Ventura. Tutte le religioni hanno una dottrina in questo senso. «La legge ebraica è molto chiara sul punto. Naturalmente in qualsiasi religione c'è il bisogno che essa riconosca la necessità di rispettare le leggi del paese.»
Ma dal punto di vista dei diritti umani, lo stesso sistema che riconosce il primato allo Stato permette anche un giudizio sul fatto che lo Stato stia o meno invadendo i diritti religiosi. «E' lo Stato, oppure la legge sovranazionale, che assicura il rispetto della libertà religiosa», ha proseguito il professore. E la Corte Europea dei Diritti Umani (ECHR) è la Corte di Appello finale per la maggioranza dei paesi europei. E' importante notare che esistono dei meccanismi per verificare la conformità delle leggi di uno stato con l'Art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo affinché gli stati non limitino eccessivamente quelle libertà. (L'art. 9 garantisce la libertà di pensiero, coscienza e religione). Il Prof. Ventura ha fatto l'esempio dell'esperienza di Scientology in Russia: la ECHR ha emesso tre sentenze contro Mosca in merito al suo trattamento della chiesa. (5)
In quanto osservatore esterno, è sua opinione che la Chiesa di Scientology soddisfi i criteri di religione anche sotto questo aspetto. Ma è importante anche guardare le sue funzioni dall'interno: «il sistema di etica non ha come scopo l'allontanamento delle persone dai loro obblighi legali, è una sfera del tutto diversa.»
Maître Vanderveeren gli ha poi fatto domande sul sacro, o gli oggetti rituali nelle religioni. L'E-meter di Scientology rientra tra di essi? (L'E-meter o elettropsicometro è uno strumento usato nell'auditing Scientology, che il movimento descrive come assistenza spirituale). La risposta è sì, ha commentato il Prof. Ventura, e per due ragioni. La prima è una questione di ciò che la comunità crede e vive. La seconda, «non vedo come si possano accettare altri oggetti, per esempio il rosario, e non l'E-meter... non riesco a vedere elementi oggettivi che considerino diversamente l'E-meter, a meno di non cadere nella discriminazione.»
A questo punto è intervenuto Jean-Pascal Thoreau, il Pubblico Ministero che assiste Christophe Caliman. Poteva capire il punto in relazione a, diciamo, la caratteristica croce a otto punte di Scientology. Ma non è possibile fare distinzioni tra di essa e l'E-meter? E non si potrebbe discutere sul fatto che quegli oggetti sacri non sono alla portata di tutti? E non ci sono differenze tra un simbolo e un rituale? Una croce potrebbe sicuramente essere entrambi. Caliman s'è detto d'accordo con il suo collega, che secondo lui aveva messo il dito su un punto importante. «Si può dire che l'E-meter, quando usato durante una confessione, viene usato in modo religioso?»
Il giudice Régimont ha posto una domanda leggermente diversa: l'E-meter potrebbe essere utilizzato in modo deviante rispetto ala sua funzione originale?
«Dipende da come è usato», ha risposto il professore e ha citato il caso di una cristiana copta che in sede di Corte Europea dei Diritti Umani vinse una causa contro la Gran Bretagna perché la British Airways, presso cui lavorava, le aveva vietato di indossare una croce sul lavoro. (6) «Il principio è che qualsiasi restrizione sarà esaminata in base a rigide condizioni di ammissibilità.»
Thoreau ci ha riprovato: «Gli oggetti religiosi hanno il significato che la comunità vuole attribuire loro. [il meter] Può avere significati diversi dentro la chiesa?»
In genere i tribunali cercano di evitare le speculazioni sul funzionamento di una religione, ha risposto il Prof. Ventura. «Vi sono stati casi di rovesciamento di condanne nazionali perché si basavano su ciò che la corte pensava che una attività religiosa significasse.» Il Prof. Ventura è sembrato riferirsi a delle sentenze della ECHR che hanno rovesciato dei pronunciamenti a livello nazionale: la lezione è sembrata essere che non si può sindacare su ciò che una religione può significare. Nel 2003 la Corte di Strasburgo diede ragione ai Testimoni di Geova in una causa contro la Francia per il rifiuto religioso di permettere le trasfusioni di sangue. (7)
Perciò con questa logica non si può dare una interpretazione di Scientology in base a ciò che si pensa che l'E-meter venga usato per fare, quello che conta è ciò che Scientology pensa che l'E-meter sia.
Caliman per la pubblica accusa non è sembrato ancora convinto. «Forse questo è il dibattito sbagliato? Interessante nella teoria, ma a noi interessano i fatti.»
L'esperto sta semplicemente facendo il suo lavoro, ha sottolineato il giudice Régimont. Ma desiderava che il Prof. Ventura desse maggiori indicazioni sulla distinzione tra la dottrina di una religione e la vera esperienza vissuta.
Il Prov. Ventura ha discusso sul fatto che c'è differenza tra i fatti, come essi vengono percepiti — e chi ha sofferto come conseguenza dei fatti. Perciò la corte deve tenere a mente quale impatto una sentenza avrà sulla Chiesa di Scientology.
In Svizzera, per esempio, la polizia arrestò alcune persone per aver diffuso un pamphlet a sostegno del Fronte Islamico di Salvezza dell'Algeria. Quelle persone furono imprigionate e infine condannate. Era scaturito un dibattito sulla necessità di quelle misure. Bisogna porsi le stesse domande nel contesto Scientology, calibrandole sul principio di discriminazione. E una domanda degna di nota è: se le attività di Scientology fossero fermate, perché loro sì e non casi simili che coinvolgono altre religioni?
Caliman ha fatto riferimento alla testimonianza di uno degli imputati secondo cui l'E-meter, in sé, non fa niente. «Ciò che importa è la persona che lo usa e come lo interpreta, ed è l'auditor che usa la sua conoscenza e la sua esperienza. (8) Quindi la mia domanda è: si potrebbe non distinguere tra l'atto di cura e l'atto di fede? Se si cura, o se si impongono le mani con la preghiera, la persona in sé non fa nulla, ma è lo strumento di Dio. E qui non c'è un parallelo? Per esempio, l'E-meter non è simile visto che non è l'E-meter a fare il lavoro?» Di sicuro, ha obiettato, l'Art. 9 non può essere usato per proteggere l'uso di un E-meter che viola la legge. Considerando i diversi modi in cui gli oggetti sacri vengono usati, il Prof. Ventura non vede «una differenza sostanziale tra un E-meter e qualsiasi altro oggetto.»
A questo punto è intervenuto Maître Cedric Vergauwen, un altro dei legali della difesa. « Viste le domande poste agli imputati non credo che stiamo sbagliando dibattito, come ha suggerito il procuratore.»
Maître Vergauwen e altri membri del team difensivo erano già intervenuti a inizio settimana proprio su questa questione. Avevano obiettato sul modo in cui il giudice aveva interrogato alcuni degli imputati in merito all'E-meter, discutendo sul fatto che avrebbe dovuto mostrare più rispetto per ciò che gli scientologist considerano un manufatto religioso. (9)
«Il fatto che a volte gli E-meter siano molto costosi mina forse l'argomentazione che si tratta di oggetti religiosi?», ha domandato. No, ha risposto il professore: non se fa parte della dottrina della religione.
Si potrebbe fare il paragone con un musulmano che paga per un tappeto da preghiera? Ha chiesto Maître Vergauwen. Il Professor Ventura non si è detto sicuro che in quel caso si tratti di un oggetto religioso, ma ha aggiunto: «Se un cristiano pagasse una fortuna per una reliquia, allora quel gesto non si conformerebbe ai valori della religione cattolica.»
Maître Ines Wouters, un'altra legale della difesa, è intervenuta. Le cartelle di Preclear di Scientology potrebbero essere considerate religiose?
«Certamente» ha risposto il professore «nel senso che esse hanno una funzione nella comunità religiosa.» Si torna sempre — ha ribadito — al principio di auto-qualifica. «La legge europea è molto generale, e lo è per evitare di dover fare norme restrittive». Di conseguenza, i tribunali giudicano queste questioni in base ai singoli casi. «Dunque la linea tra insegnamento e pratica è fluida», ha concluso Maître Wouters.
Per il Professor Ventura la cosa importante da tenere a mente è che le istituzioni europee hanno accettato che le autorità laiche possono dare solo una valutazione limitata di queste faccende. Tutti i casi relativi alla pratica religiosa non dovrebbero essere giudicati in modo troppo restrittivo. Il giudice ha ringraziato il Professor Ventura per la sua esposizione e ha fatto salire sul banco dei testimoni il primo dei quattro scientologist che avrebbero raccontato la loro fede.
Le ultime due ore erano state del tutto accademiche. Il lavoro di ricerca e traduzione di questi articoli e di quelli collegati ha comportato molte ore di impegno volontario. Contribuisci a difendere
Da decenni ormai gli scientologist e i loro legali denunciano tutti gli attacchi giudiziari alle loro pratiche come una forma di persecuzione religiosa. Sentire le loro insistenze che Scientology è una religione legittima è un conto, sentirlo dire da un esperto del campo è un altro.
Qualche settimana dopo, come previsto, il Pubblico Ministero Caliman ha chiesto che la Chiesa di Scientology del Belgio, che lui accusa di essere una organizzazione criminale, venga sciolta. La difesa se lo aspettava e la decisione di Scientology di chiamare a testimoniare il Professor Ventura è stato un modo di frapporre ostacoli nel caso la corte decidesse di condannare la chiesa. E' stato un modo per ricordare che qualsiasi cosa possa pensare di Scientology, la corte belga farebbe meglio a considerare la posizione della Corte Europea dei Diritti Umani sulle questioni religiose. La testimonianza del Professor Marco Ventura — l'argomentazione religiosa in tutte le sue applicazioni — è stata fondamentale per la strategia difensiva.
La sentenza del processo è attesa per venerdì 11 marzo. Note dell'autore:
1. Frattanto il Professor Ventura ha assunto un altro prestigioso incarico come Direttore della Fondazione Bruno Kessler dell'Università di Trento. Il Prof. Ventura parla inglese e francese, oltre all'italiano. A lui vanno i miei ringraziamenti per avermi dedicato il tempo necessario a fornirmi i riferimenti giurisprudenziali che ha citato e per aver ripercorso con me la sua presentazione. 2. Il caso fu presentato in base all'Articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti Umani che garantisce libertà di pensiero, coscienza e religione. Questa è la sentenza a cui si è riferito: X e Chiesa di Scientology contro Svezia (5 maggio 1979).
La Corte in realtà rigettò il ricorso di Scientology, ma il punto chiave sollevato dall'argomentazione del Prof. Ventura è che le fu concesso di presentarlo come chiesa in quanto chiesa.
3. Ecco il riferimento cortesemente fornito dal Prof. Ventura (Bundesverwaltungsgericht, 6 novembre 1997 (N. 25. Versione accessibile presso jurion.de). Qui il comunicato stampa della sentenza del Tribunale Amministrativo Federale.
4. Può essere che il 25 ottobre 2015 la sentenza di una corte fiscale abbia ribaltato il giudizio che il professore ha citato in tribunale, ma mi sono dimenticato di verificare con lui se stavamo parlando dello stesso caso. Si veda il mio resoconto del 24 ottobre 2015 su Underground Bunker di Tony Ortega. 5. Ho raccontato queste tre sentenze contro la Russia sul mio sito web, Infinite Complacency. Si veda "Russia had it coming" del novembre 2014. 6. Qui c'è la sentenza. E qui l'articolo del Guardian sul caso.
7. Il procedimento francese è Palau-Martinez contro Francia, 16 dicembre 2003 (richiesta N. 64927/01). Qui il comunicato stampa dell'ECHR sul caso; e qui la sentenza. Quel procedimento si basò in parte su una sentenza di dieci anni prima, Hoffman contro Austria, 23 giugno 1993 (richiesta N. 12875/87). Ancora una volta ringrazio il Prof. Ventura per avermi fornito i link. 8. Forse Caliman si stava riferendo ai commenti fatti da Patricia R. Si veda: "Chi decide?"
9. Si veda "Domande appropriate".
Di Jonny Jacobsen, 10 marzo 2016
Alla fine della prima settimana di processo sono stati sentiti i quattro testimoni scientologist. Tutti hanno detto di essersi presentati spontaneamente per testimoniare tutto il bene che ha fatto loro la fede. Ma i loro interventi sono serviti anche per ricontestualizzare il dibattito svoltosi fino ad ora.
La pubblica accusa aveva presentato nella luce peggiore pratiche come il Rundown di Purificazione e l'auditing. Per il Pubblico Ministero il Rundown, che implica l'assunzione di forti dosaggi di vitamine e minerali, ginnastica aerobica e lunghi periodi in sauna, costituisce abuso della professione medica. Dal punto di vista della pubblica accusa anche l'auditing, che gli scientologist descrivono come una sorta di assistenza spirituale in cui l'audito spesso discute anche dettagli molto intimi della sua vita, è problematico. Parte del problema consiste nel fatto che spesso i dettagli intimi di quei colloqui vengono conservati nelle cosiddette "Cartelle del Preclear", o pc. Per la Procura la conservazione di informazioni così sensibili costituisce una violazione delle rigide leggi belghe sulla privatezza.
Per la difesa, quindi, l'audizione di questi testimoni serve a rendere chiaro alla corte che — indipendentemente da ciò che sostengono gli ex membri delusi — moltissimi scientologist comuni ancora abbracciano la loro religione.
Due testimoni provengono dalla comunità francofona belga, gli altri due da quella fiamminga [di lingua olandese — NdT]. Nessuno dei quattro è membro dello staff, sono tutti fedeli "public" [del pubblico — NdT], membri ordinari che hanno pagato i corsi frequentati. Si sono presentati come Evelyne Decavele, imprenditrice 43enne, Frédéric Abécassis, imprenditore di 51 anni, Yves Paternoster di 59 anni e Ria Claessens, consulente indipendente di 52 anni.
Maître Pascal Vanderveeren, che difende la Chiesa di Scientology, ha condotto l'esame dei testimoni. La prima domanda rivolta a tutti è stata molto semplice: che cos'ha fatto Scientology per lei?
«Ho scoperto Scientology 10 anni fa», ha detto Evelyne Decavele, una donna minuta con i capelli neri tagliati corti e sbarazzini. Un suo cliente le aveva regalato il libro Dianetics. «Ho pensato che fosse qualcosa di nuovo che mi dava delle risposte, così chiesi al mio cliente di portarmi a un servizio.»
«Ciò che posso dire è che mi diede tranquillità di spirito», ha aggiunto. E sì, ha detto in risposta a una domanda successiva, aveva fatto il Rundown di Purificazione e anche l'auditing, sia con sia senza l'E-meter. «La cosa essenziale è che ora sono in Scientology, posso sperimentare la mia natura spirituale», ha aggiunto. «Tutte queste cose che faccio da dieci anni mi hanno aiutata a comprendere meglio me stessa e mi hanno dato pace interiore — per me e per chi mi sta intorno.»
Frédéric Abécassis ha spiegato di aver conosciuto Scientology alla metà degli anni '80 grazie a un amico scientologist. Dopo aver letto un paio di libri ne volle sapere di più. Ha ammesso che all'inizio aveva alcuni timori dovuti a ciò che aveva sentito dire su Scientology. Poi fece un corso, lesse altri libri, fece dei servizi e si interessò sempre di più alla materia.
Anche lui aveva fatto il Rundown di Purificazione e l'auditing con l'E-meter (la corte aveva appena ascoltato un altro testimone della difesa, un esperto di diritto canonico che aveva detto che l'elettropsicometro di Scientology può essere sicuramente considerato un oggetto religioso.)
«Da sempre mi interesso di spiritualità», ha proseguito il testimone: suo padre era ebreo, sua madre cattolica. «Ho trovato le risposte alle domande che mi facevo», ha detto riferendosi questa volta a Scientology. Alla fine degli anni '80 era stato staff per due anni e mezzo, poi è sempre stato un fedele ordinario. Yves Paternoster, un uomo alto con la barba, ha riferito di avere cominciato nel 1983 dopo aver trovato per caso il libro Dianetics e aver fatto qualche corso. Decise di diventare auditor e acquistò un E-meter. Sì, aveva fatto il Rundown di Purificazione. «Mi sono sentito sempre meglio», ha spiegato. «All'inizio cercavo qualcosa di spirituale e Scientology ha soddisfatto i miei bisogni: risposte a livello spirituale.»
Ria Claessens, una donna con capelli chiari, corti, e gli occhiali, ha detto alla corte: «Mi interesso di questioni spirituali fin da quando ero piccola. Mi facevo domande come "Da dove veniamo?" e "Dove andiamo?". Ho sempre continuato la mia ricerca e alla fine ho letto un libro, Dianetics ... allora andai alla chiesa e incontrai questa donna molto gentile, parlammo per due ore e poi iniziai un corso.» Era il 1992 e sì, aveva fatto il Rundown di Purificazione e ricevuto auditing.
Che cosa ha ottenuto da Scientology? «Da essa ho ricevuto moltissimo, molte risposte alle domande che mi facevo.» Sono migliorati anche i rapporti con i familiari e sul lavoro. Sì, possiede un E-meter e si sta addestrando per diventare auditor.
Maître Vanderveeren ha chiesto loro se in tutti questi anni in Scientology avevano mai avuto esperienze di coercizione. La questione della costrizione — fino a che punto Scientology interferisce con la vita privata dei suoi membri — è stata al centro del dibattito di questa settimana. «In dieci anni non ho mai vissuto delle costrizioni», ha risposto la Decavele. In realtà le esperienze spirituali vissute dalla donna in Scientology le hanno fatto solo desiderare di fare di più, di spingersi oltre. Quando il giudice ha fatto domande sul contenuto delle cartelle di etica, gli imputati gli hanno risposto che possono contenere sia note positive, sia le azioni che richiedono misure disciplinari. La Decavele lo ha confermato: «La mia cartella di etica è abbastanza piena di lettere di ringraziamento per l'aiuto che ho dato.»
La risposta di Abécassis è stata in linea: «Nella mia esperienza Scientology non ho mai notato pressioni.» Nei suoi quasi 30 anni da scientologist ci sono stati periodi in cui non era molto presente, altri in cui non lo era affatto, e per lunghi periodi «ma non ho mai avuto pressioni in merito.» Ha poi aggiunto che «ho una cartella di etica perché è parte della procedura.» Nel suo caso conteneva note sull'essere arrivato a volte in ritardo, «... e note scritte dalle persone che mi avevano dovuto aspettare.» A questo punto in aula si sono sentite delle risate. «Ma ho anche note positive per le mie attività — in realtà sono più di quelle negative.»
Per Yves Paternoster la risposta è molto semplice: «La coercizione non fa parte del mio universo e se in Scientology l'avessi avvertita non sarei più in Scientology.» Uno degli scopi della chiesa, ha aggiunto, è ripristinare l'auto-determinazione. «Non vedo quindi come potrebbero esserci costrizioni, mi pare illogico.» Per quanto riguarda la sua cartella di etica, anche lui ne ha una — ed è quasi vuota. «Arrivo in orario, sono una persona puntuale... la cartella di etica esiste perché ho dato il mio consenso e ne conosco il contenuto», ha sottolineato.
No, ha risposto la Claessens, lei in Scientology non ha mai sperimentato pressioni o costrizioni. «So di avere una cartella di etica, ne conosco il contenuto e ha dei punti negativi, ma anche molti punti positivi.»
E che cosa ne pensano dei costi dei corsi Scientology? Ha domandato loro Maître Vanderveeren.
«Le donazioni che faccio corrispondono assolutamente a ciò che ricevo», ha detto la Decavele — che in Scientology spende sui 4-5000 euro l'anno. «In cambio ottengo qualcosa — non è materiale, ma mi arricchisce tanto a livello spirituale da non poterlo spiegare.»
«Idealmente» ha risposto Abécassis «questo tipo di cose sarebbero gratuite, ma data la realtà materiale ciò non è possibile.» In ogni modo il denaro che pagano aiuta chi sta facendo le opere umanitarie e le campagne sociali per conto di Scientology. Yves Paternoster ha detto che ciò che dà a Scientology serve per costruire la chiesa. «Penso veramente che l'opera religiosa dia qualcosa all'umanità, quindi il significato delle mie contribuzioni è portare qualcosa all'umanità.» Forse è vero che i prezzi sono alti, ma dà i suoi contributi con spirito leggero «... e nello stesso spirito in cui i primi cristiani formarono la loro prima chiesa... non ci sono costrizioni, è un atto libero.»
Ria Claessens ha detto che i soldi pagati a Scientology sono un modo per aiutare a costruire la sua religione. Ha calcolato che nel suo periodo di affiliazione ha speso circa 1000 euro l'anno. «Ho sempre avuto molta ammirazione per chi fa qualcosa per l'umanità. Non ho avuto l'occasione di fare quel tipo di cose, perciò voglio contribuire in qualche modo.»
E ritengono di far parte di un'organizzazione criminale? Ha chiesto loro Maître Vanderveeren. Si tratta dell'imputazione più pesante del rinvio a giudizio, quella che potrebbe portare allo scioglimento della chiesa. «Tutto ciò che posso dire», ha spiegato Evelyne Decavele, «è che questo è il motivo per cui sono qui: per contestare quell'accusa.» Gli altri hanno confermato che anche per loro è stato il motivo principale che li ha spinti a venire a testimoniare.
Il Pubblico Ministero Caliman ha fatto una domanda: i testimoni avevano la sensazione di essere qui senza costrizioni?
Ria Claessens ha risposto che le è stato chiesto se poteva testimoniare, e anche gli altri sono stati d'accordo. Ma supponendo che avessero qualcosa da denunciare relativo a Scientology, ha chiesto Caliman, «potreste farlo senza essere sanzionati dalla chiesa?»
Evelyne Decavele ha risposto che non ha mai avuto problemi con la chiesa. La Claessens ha insistito: «posso dire ciò che mi piace della chiesa e per questo non vengo sicuramente punita.»
Dunque tutti loro erano a conoscenza della direttiva del 17 marzo 1965 di Hubbard dove vengono elencati gli Atti Soppressivi, vale a dire gli alti crimini contro Scientology?
- Ripudiare pubblicamente Scientology o degli scientologist in buoni rapporti con le organizzazioni di Scientology;
- parlare in pubblico come testimone ostile contro Scientology;
- denunciare o minacciare di denunciare Scientology o degli scientologist alle autorità civili;
- fare causa a qualunque organizzazione Scientology o a degli scientologist;
- intraprendere azioni criminali.
«Voi siete al corrente di tutto questo?», ha domandato Caliman. «Se sì, che cosa ne pensate?»
La Decavele ha risposto di non capire a che cosa si stesse riferendo Monsieur le Procureur. «Non conosco queste cose. Ciò che posso dire è che sono qui per mia scelta per difendere la mia religione e non ho altro da aggiungere.»
Paternoster ha detto di ritenere la questione «un po' accademica» perché sa che loro rispettano la legge. E se qualcuno era in conflitto con la Chiesa di Scientology avrebbe già lasciato il movimento, quindi come poteva Scientology punirlo? «Non riesco a capire come potrebbe funzionare.»
La Claessens, di madrelingua olandese, ha risposto di non aver nulla da dire perché il testo era in francese «... e non ho capito la domanda.»
Ormai era il tardo pomeriggio di venerdì e fuori era buio. Molti erano ansiosi di partire per il fine settimana e le festività autunnali. Qualche minuto prima qualcuno fuori dall'aula fischiettava, segno che il Palazzo di Giustizia era ormai semivuoto.
Invece di mandare il cancelliere a riprendere quella persona, il giudice Régimont aveva semplicemente commentato: «qualcuno si sente già in vacanza.» Ora ha detto: J'avance dangereusement, ma qualcuno ha altre domande? Nessuno ne aveva. Il giudice ha quindi aggiornato l'udienza e tutti si sono avviati verso l'uscita.
Di Jonny Jacobsen, 30 novembre 2015
Lunedì mattina, ottavo giorno del processo belga contro Scientology, Maître Pascal Vanderveeren è stato il primo a parlare. L'avvocato della Chiesa di Scientology del Belgio ha aperto le due settimane [ 8 giorni — NdT] riservate alle arringhe della difesa. Considerato che il Pubblico Ministero Christophe Caliman ha chiesto lo scioglimento del movimento, la posta in gioco è molto alta.
Una settimana prima, infatti, Caliman era tornato dalla licenza-malattia di due settimane per presentare la sua requisitoria. Era sembrato ancora più pallido del solito. Aveva presentato la requisitoria in tono basso, spesso monotono, sforando la giornata a lui concessa fino alla pausa pranzo del giorno successivo e rifiutandosi di depositare copia scritta delle sue argomentazioni. E con questo si era fatto poco amare dai legali della difesa.
La sua presentazione affrettata e ingarbugliata aveva sollevato le proteste della difesa: stava rendendo impossibile il loro compito; molti dei suoi riferimenti legali erano difficili da cogliere e stava affrettando la requisitoria per restare entro i limiti che il giudice gli aveva concesso. Ma in diverse occasioni, quando la difesa aveva obiettato alla velocità della sua esposizione, il PM aveva sottolineato quanto fosse pressato dal tempo a sua disposizione.
Il giudice Yves Régimont non era stato molto contento che, nonostante i ripetuti solleciti a procedere con celerità, il procuratore non avesse rispettato i tempi. Era stato un giorno e mezzo difficile e quella settimana poche persone avevano lasciato il tribunale di buon umore. Lunedì, quando il team della difesa ha iniziato le sue due settimane di arringhe, è stato subito chiaro che per loro tutto questo era sintomatico di un problema molto più ampio: si trattava infatti di vizi fondamentali sia nell'indagine, sia nell'impostazione che la Procura aveva dato al procedimento. Maître Vanderveeren ha esordito con una panoramica generale della questione. Ha discusso sul fatto che Scientology deve essere vista nel contesto dell'epoca e del luogo on cui è nata: il dopoguerra degli Stati Uniti che, dopo aver salvato l'Europa dai nazisti, stava entrando in un periodo postbellico di prosperità e di rapido progresso scientifico. E negli Stati Uniti, ha ricordato alla corte, facevano ancora le cose diversamente che in Europa. «Gli Stati Uniti sono in un certo senso la religione del denaro», ha spiegato. «Ed è quello il contesto che dovrebbe influenzare il vostro pensiero su tutto ciò che riguarda la chiesa. Dobbiamo mettere la chiesa in quel contesto», ha continuato. «Un contesto che forse è completamente alieno alla cultura belga.»
Nell'esaminare gli scritti di L. Ron Hubbard, il fondatore di Scientology, bisogna tenerlo a mente. Si tratta di una questione sociale, ha proseguito, e quegli scritti «... provengono da un altro paese che ha un rapporto diverso con il denaro e con il controllo.»
Ha poi citato il defunto Bryan Wilson, ex professore emerito di sociologia all'Università di Oxford, che ha scritto molto su Scientology e che la considerava una chiesa. Ha citato un passaggio di una sentenza del 1997 della Corte di Cassazione italiana che annullò le condanne di un certo numero di dirigenti Scientology in quanto la corte inferiore non aveva preso in esame la questione religiosa.
Quella corte, ha detto Maître Vanderveeren, aveva paragonato i tentativi di conciliare fede e ragione del filosofo del XIIº secolo Tomaso D'Aquino con i tentativi di Hubbard di conciliare il moderno e lo spirituale. «Hubbard, il padre di Scientology, che cosa fece?», ha chiesto. Aveva applicato tecniche moderne alla questione della salvezza. Pertanto, ha concluso, gli aspetti scientifici di alcuni degli scritti di Hubbard non contraddicono la natura religiosa di Scientology. Se la corte non era in grado di andare oltre la derisione dell'E-meter, allora non avrebbe mai compreso nulla di Scientology (in precedenza, durante il processo, il giudice aveva fatto a uno degli imputati alcune domande molto dure su come si pensa che l'apparecchio funzioni).
Parlando dell'istruzione del procedimento, Maître Vanderveeren ha detto che la Procura ha ignorato la questione religiosa. E non era nemmeno l'unico problema. Forse era un po' stanco, ha detto, ma non aveva sentito il Pubblico Ministero spiegare perché ritenesse che la Chiesa di Scientology sia un'organizzazione criminale. «Poi ne chiede lo scioglimento, oh la la!»
Era quasi come se il Pubblico Ministero avesse riempito il suo rinvio a giudizio di tutti gli aspetti religiosi di Scientology, ha continuato. Il Rundown di Purificazione, l'auditing, l'E-meter. «Ogni volta che c'è una pratica religiosa, hup!, la metti nel rinvio a giudizio. Mi spiace, ma quanto abbiamo sentito martedì e mercoledì scorsi c'était un peu fort, le café» ha detto Mtr. Vanderveeren (intendendo dire che il procuratore era andato giù piuttosto pesante).
Il Pubblico Ministero, nelle sue ripetute citazioni dei testi di Hubbard, era stato spesso selettivo. Un passaggio, così come lo aveva citato, aveva fatto dire a Hubbard che il primo stadio dell'auditing consisterebbe nel prendere il controllo del pc (preclear, lo scientologist che si sottopone all'auditing).
Ciò che il PM aveva mancato di aggiungere era la frase immediatamente successiva, il cui senso è che l'idea è di aiutare il pc ad apprendere come controllare se stesso meglio che in precedenza. Ha citato come fonte I fondamenti del pensiero di Hubbard, e il passaggio che aveva in mente può essere questo:
Il primissimo stadio dell'auditing consiste nell'assumere il controllo del prechiaro al fine di ristabilire in lui un maggior controllo di sé di quanto non ne abbia avuto in precedenza. (Capitolo 15)*
Altri documenti che il PM aveva definito segreti e non alla portata del fedele ordinario erano invece disponibili nella biblioteca della chiesa, oltre che essere in vendita. Il procuratore aveva anche parlato della direttiva del Fair Game (una policy letter citata spesso che autorizzava gli scientologist a togliersi i guanti e perseguitare i propri nemici usando qualsiasi tattica ritenessero necessaria). «Quel testo — il Fair Game — non esiste più», ha detto Mtr. Vanderveeren. «E' una interpretazione faziosa del procuratore.» Si è riallacciato a quanto detto da una delle imputate: «Una religione è qualcosa che si vive. Non è qualcosa che leggi in un libro, è qualcosa che vivi.» Rivolgendosi a lei, ha aggiunto: «Grazie, Mme P.» Era un punto molto importante, ha insistito.
Nel pomeriggio è passato a parlare di ciò che secondo lui erano i vizi dell'indagine. L'inchiesta parlamentare del 1997 sulle sette aveva detto che nel paese c'erano dai 4000 ai 5000 scientologist. Oggigiorno, grazie a quella lunga inchiesta e alla costante copertura mediatica, sono scesi a 600. Questa piccola chiesa era stata destinata a diventare una Org Ideale, ha detto Mrt. Vanderveeren facendo riferimento ai progetti Scientology di trasformare la chiesa belga in uno dei suoi centri di eccellenza. Gli inquirenti avevano sollevato molta polvere sul denaro che veniva trasferito alla madre chiesa negli Stati Uniti, ma lui restava convinto che avessero fatto male i conti e, in ogni caso, tra il 1998 e il 2007 le dichiarazioni dei redditi della Chiesa di Scientology del Belgio avevano registrato perdite quattro anni su dieci.
Comunque sia, le chiese maggioritarie come la Chiesa Cattolica facevano precisamente la stessa cosa, incassavano soldi dalle chiese satelliti. Era una pratica del tutto normale. Ecco una citazione per la corte, ha detto l'avvocato. E' un passo della Bibbia, Malachia 3:10: Portate le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa;
poi mettetemi pure alla prova in questo, - dice il Signore degli eserciti - se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti. L'idea di fare offerte è comune a tutte le religioni, ha sottolineato.
Il Pubblico Ministero aveva detto che in Scientology tutto ruota attorno ai soldi: ma che dire delle mostre che organizzano in tutto il paese, tutti gli anni; che dire delle mense e dei vestiti che raccolgono per i poveri? E se il procuratore era così desideroso di far chiudere Scientology, perché non aveva portato il caso davanti alla giustizia civile così da farle togliere lo status di no-profit? Avrebbe impiegato molto meno tempo. Al contrario aveva optato per il processo penale. Ma il rinvio a giudizio era pieno di vizi.
A questo punto Maître Vanderveeren ha cominciato a sviluppare la sua discussione sull'obscuri libelli, ha argomentato cioè che il rinvio a giudizio era formulato così male, in modo così poco chiaro da essere privo di ogni validità.
Durante la requisitoria di Caliman della settimana precedente, quando gli avvocati della difesa non riuscivano a sentire le citazioni, aveva segnalato alla corte che quanto stava accadendo era del tutto inaccettabile — in particolare considerando il fatto che il procuratore aveva scelto di non depositare una versione scritta delle sue argomentazioni. Gli avvocati della difesa avevano il diritto di essere accuratamente informati del procedimento contro i loro clienti in modo da preparare con scrupolo la loro risposta, ha ricordato il legale, perciò la réquisitoire, la messa in stato di accusa, doveva essere preparata bene. Il che in questo caso non era successo. Nel rinvio a giudizio originale c'erano numerosi esempi di imprecisioni, ha continuato. Parti di esso erano poco più che trascrizioni del codice penale con poche spiegazioni su come dovevano essere applicate in questo procedimento. La requisitoria del procuratore della settimana precedente non aveva fatto nulla per rimediare alla situazione, ha aggiunto. Dunque come doveva regolarsi la difesa per preparare la sua arringa?
La corte pensava davvero, in tutta coscienza, di poter accettare questo tipo di imprecisione dalla pubblica accusa, dato il compito impossibile della difesa di ricostruire il caso viste quelle ambiguità? Dopo tutto era la difesa a dover beneficiare della presunzione di innocenza, «siamo in un vicolo cieco.»
Non si era mai trovato a lavorare in circostanze simili, ha proseguito, perché di solito il sistema giudiziario funziona bene. Il lavoro di ricerca e traduzione di questi articoli e di quelli collegati ha comportato molte ore di impegno volontario. Contribuisci a difendere
Mtr. Vanderveeren ha avuto parole dure anche per il modo in cui è stata condotta tutta l'istruttoria. Da una parte non sarebbe dovuta durare così a lungo: ha puntato il dito contro le inspiegabili pause, i lunghi periodi letargici. Non era stato contento della condotta di Jean-Claude Van Espen, il magistrato inquirente che curò la prima parte del procedimento e che era stato fin troppo felice di volare in Francia per vedere come il caso di Lione [contro Scientology] era stato perseguito con successo. Ma non aveva trovato il tempo di andare in Italia o in Spagna, o in qualsiasi altro luogo dove i procedimenti contro gli scientologist erano caduti, o dove le condanne erano state annullate. Ha poi criticato la decisione del procuratore Caliman di partecipare a due convegni organizzati dalla FECRIS, una federazione internazionale di associazioni antisette. Certo, un esposto formale sulla sua condotta avrebbe potuto essere respinto — ma tanto alla svelta da risultare inquietante: otto giorni, ha fatto notare. « Ici, en 8 jours la messe est dite! »
Tuttavia i testi internazionali di procedura penale sottolineano l'importanza che il procuratore mantenga la sua imparzialità e si comporti in maniera irreprensibile. «Dobbiamo analizzare gli atti non solo in termini di prova, ma anche del modo in cui l'indagine è stata condotta», ha concluso.
* I miei ringraziamenti a Caroline Lekteman per avermi cercato questa citazione, come aveva fatto in molte altre occasioni in passato.
In futuro tornerò a riferire sulle arringhe.
Di Jonny Jacobsen, 11 dicembre 2015
La Chiesa di Scientology del Belgio e i 12 singoli individui che sono a processo per rispondere di accuse che vanno dall'estorsione all'abuso di professione medica conosceranno il loro destino il prossimo 11 marzo.
Il presidente della corte Yves Régimont ha annunciato la data al Palais de Justice di Bruxelles dopo l'ultimo giorno di arringhe difensive.
Venerdì il Pubblico Ministero Christophe Caliman ha confermato di volere lo scioglimento della Chiesa di Scientology del Belgio. Ma le udienze si sono chiuse dopo le due settimane in cui la difesa ha messo in dubbio l'imparzialità del procuratore e criticato le sue indagini.
Le prime cinque giornate del processo, iniziato il 26 ottobre [2015], sono state dedicate all'escussione degli indagati. Il giudice li ha interrogati sui motivi per cui il movimento sembra interferire con la vita privata della gente e perché, quando qualcuno vuole andarsene, non lo lasciano semplicemente andare.
Se da una parte il giudice Régimont ha solitamente gestito gli scambi con legali e imputati con senso dell'umorismo, dall'altra si è mostrato implacabile quando voleva ottenere risposte a quelli che considerava dei punti chiave. Alcuni degli imputati hanno avuto difficoltà a rispondere alle sue domande, altri sono stati ridotti in lacrime e più di una volta il giudice si è scontrato con i legali della difesa sul modo in cui ha scelto di condurre il processo.
Il 24 novembre Caliman è tornato dalle due settimane di malattia per tenere la sua molto attesa requisitoria. Ha chiesto lo scioglimento della Chiesa di Scientology del Belgio e una multa di 200.000 euro, ma solo sanzioni pecuniarie minori e condanne sospese per gli imputati individuali. Nonostante i costanti solleciti del giudice a rispettare gli orari e le proteste della difesa, la sua discussione si è protratta per un giorno e mezzo invece che chiudersi nella giornata a lui concessa. Nelle due settimane successive i legali della difesa hanno attaccato il procedimento della Procura sia sul piano procedurale sia sui fatti in questione. Hanno stigmatizzato il Pubblico Ministero e gli inquirenti per quelli che hanno definito dei pregiudizi, per non essere riusciti a seguire la giusta procedura e per il il trattamento sprezzante tenuto verso alcuni degli imputati. Hanno criticato il PM per non aver spiegato di preciso in che modo dovevano essere applicate le accuse ai loro clienti e per l'inaccettabile ritardo con cui il procedimento era stato portato davanti alla corte.
Il procuratore Christophe Caliman ha potuto tenere una breve replica venerdì mattina. Ha detto che, seguendo le linee guida stabilite dal fondatore di Scientology L. Ron Hubbard, durante il reclutamento la chiesa e i suoi membri si sono macchiati di truffa. Il che ha comportato anche l'uso di tecniche incessanti di vendita aggressiva stabilite e approvate dalle direttive di Hubbard.
L'auditing, cioè il sistema di consulenza Scientology durante il quale i membri rivelano i loro segreti più intimi, è uno dei diversi metodi per controllare gli scientologist, ha detto Caliman. L'elemento estorsivo di cui sono accusati gli imputati è da ravvisarsi nel modo in cui l'etica Scientology, cioè il suo sistema disciplinare, è usato per far pressione sui membri. Esso assume la sua forma più brutale nella minaccia di essere dichiarati "soppressivi" e cacciati da Scientology, ha continuato il PM. Gli ex membri avevano detto agli inquirenti di aver impiegato anni per riprendersi dalla "dichiarazione di persona soppressiva" e dall'espulsione. Durante le dichiarazioni di chiusura del pomeriggio, gli avvocati della difesa hanno rimarcato che le loro obiezioni non hanno ricevuto risposta. Maître Pascal Vanderveeren, che conduce la difesa della chiesa, ha criticato il modo in cui il procuratore ha parlato di "robotizzazione" degli scientologist, il che li disumanizza. Ha lodato la «straordinaria serenità» con cui gli scientologist si sono difesi durante il processo. Ma il procuratore è stato «totalmente impermeabile» a questa realtà. Ha ricordato alla corte che il processo si stava tenendo in un contesto religioso: l'accusa di associazione a delinquere, che dovrebbe essere riservata a circostanze eccezionali, è del tutto inappropriata. «Perché per essa non esiste alcuna giustificazione?», ha chiesto Vanderveeren. «Pensavo che dopo aver ascoltato tutto ciò che abbiamo ascoltato, il ministère public ci avrebbe esposto nel dettaglio la sua posizione.» Ma l'intervento finale del PM per salvare quell'accusa, che doveva essere «una offerta finale di chiarezza», non ha chiarito nulla. L'ultima parola è stata data agli imputati.
Marc B., il più anziano, ha espresso soddisfazione per il fatto che alla sua religione è stata data la possibilità di esprimere il suo punto di vista in un'aula di tribunale. Ha detto che tornava a casa fiducioso.
Vincent G. ha fatto riferimento alla persecuzione dei cristiani, 2000 anni fa. «A quel tempo i loro metodi erano brutali, ma almeno erano diretti», ha aggiunto. Ha ringraziato gli avvocati per aver ristabilito la verità. «Sono uno scientologist orgoglioso di esserlo», ha aggiunto.
Martin W. ha detto che a causa di questo procedimento ha vissuto gli ultimi 20 anni sotto una nuvola. «E' chiaro che è stato costruito su preconcetti, pregiudizi e discriminazione. E quando il procuratore parla di noi come dei "robot" — come abbiamo sentito dire tante volte — quello per me è un indicatore molto chiaro di pregiudizio.»
All'uscita dal tribunale Maître Vanderveeren è stato lodato e applaudito per il suo breve discorso agli scientologist presenti e ai colleghi avvocati.
Di Jonny Jacobsen, 11 marzo 2016
Venerdì una corte belga ha respinto le accuse contro la Chiesa di Scientology del Belgio e 12 singoli imputati con una sentenza che è risultata in una "stunning" [che significa splendida, stupenda, sbalorditiva, scioccante. Scegliete l'aggettivo che preferite — NdT] accusa al lavoro del Pubblico Ministero. Il giudice Yves Régimont ha impiegato appena tre ore e mezza per leggere una sentenza che molti osservatori pensavano sarebbe durata tutto il giorno. Ha respinto tutte le accuse in base a diversi elementi procedurali. Ma, cosa più rovinosa per la Procura, ha criticato ciò che ha ritenuto essere stata una mancanza di obiettività nel suo approccio al caso. Con questo ha messo fine a una indagine penale su eventi che risalgono a quasi 20 anni fa.
Il Pubblico Ministero Christophe Caliman aveva presentato una gamma di accuse contro 12 imputati individuali e due organizzazioni: la Chiesa di Scientology del Belgio e l'Ufficio Europeo degli Affari Pubblici e Diritti Umani di Scientology. Durante il processo aveva già ritirato le accuse contro quest'ultimo, ma chiedeva ancora lo scioglimento della Chiesa di Scientology, che ha accusato di essere un'associazione a delinquere.
Ma il giudice Régimont ha detto che il procuratore non aveva dimostrato la colpevolezza della chiesa belga. «Se ci fosse un'organizzazione criminale, essa non sarebbe sicuramente la Chiesa di Scientology del Belgio, visto che era subordinata all'organizzazione di Copenhagen.» Nella sentenza ha scritto che il procuratore non si era concentrato sui singoli imputati, ma sulla Chiesa di Scientology in generale. Le sue conclusioni sul modo in cui il PM ha preparato il procedimento sono state feroci. Il giudice ha rigettato alcune accuse perché i documenti presentati alla Procura da due degli imputati sono andati persi. Le accuse contro molti altri imputati sono cadute per prescrizione dei reati contestati. Ma ha anche fatto riferimento a buchi fatali e a imprecisioni nel rinvio a giudizio. Uno degli imputati, per esempio, era accusato di reati commessi in Belgio in un periodo in cui stava ancora lavorando all'estero. Perciò la corte si è trovata davanti a informazioni contraddittorie, incomplete, addirittura inesistenti su quando i presunti reati sarebbero stati commessi.
Il procuratore non poteva pensare di cavarsela portando in tribunale 120 faldoni di documenti — con altri 300 nel deposito delle prove — e lasciare che fosse la corte a determinare chi aveva fatto cosa, e quando. Non era nemmeno accettabile che il PM avesse preso delle perizie dal processo vinto a Lione, in Francia, contro gli scientologist nel 1996-7 cercando di trasferirle nel procedimento belga.
Caliman, che aveva gestito questa istruttoria per quasi 19 anni, è rimasto impassibile per tutta la lettura della sentenza. Il giudice non ha escluso che alcuni aspetti della filosofia Scientology possano rappresentare un pericolo per alcune persone più vulnerabili, come certi elementi del caso sono sembrati suggerire. Tuttavia la corte poteva giudicare solamente su reati specifici ascritti agli imputati — non su reati che si presume siano contenuti negli insegnamenti e negli scritti di Hubbard e di Scientology. Quanto era risultato chiaro è che gli imputati erano stati presi di mira semplicemente perché erano degli scientologist — cosa che non avevano mai cercato di nascondere. Ma prima di essere messi davanti a dei presunti fatti contro di loro, ci si aspettava che difendessero il contenuto delle loro credenze. Ipotizzando che l'intento criminale fosse da ricercare negli scritti di Scientology, il procuratore aveva addossato agli imputati l'onere di dimostrare la loro innocenza, quando invece sarebbe dovuto essere il contrario.
Non si persegue un prete pedofilo sulle basi di ciò che dice la Bibbia, né un terrorista sulle basi di quanto è scritto nel Corano. La requisitoria finale di Caliman non aveva fatto altro che cementare i dubbi del giudice sul procedimento. Piena di riferimenti ai documenti Scientology, era intenzionata a mostrare il disegno criminale della dottrina Scientology promossa dal suo fondatore L. Ron Hubbard. «In questo contesto, gli imputati sono stati quindi presentati come strumenti per permettere la realizzazione di ciò che vengono visti come i fini criminali di Scientology», ha aggiunto il giudice. Per il PM questo non era stato un processo agli imputati, quanto e soprattutto «un processo a Scientology, nel senso dottrinale del termine.» All'inizio della sentenza il giudice ha rigettato, a volte in termini abbastanza diretti, molte delle argomentazioni della difesa. Ciononostante la sua decisione è stata in linea con il suo approccio in generale.
Negli otto giorni delle arringhe conclusive i primi tre erano stati usati per discutere soprattutto di questioni procedurali, molte delle quali sono state accolte, almeno in parte, dal giudice. Nella sua arringa, Maître Pierre Monville aveva detto che sembrava quasi che il procuratore stesse perseguendo Scientology, prendendosela poi con gli imputati solo in seconda battuta. Era più una crociata che non un procedimento giudiziario. Il che è riecheggiato nella sentenza di venerdì, da lui accolta molto bene. Il PM si era concentrato troppo sugli scritti di Hubbard e non abbastanza sui fatti del caso, ha detto l'avvocato a Byline, aggiungendo che «il giudice è stato molto severo con il Pubblico Ministero.» «Speriamo che il PM trarrà le sue conclusioni da questa deblacle — perché è davvero una debacle», ha aggiunto Monville. L'approccio pesante e fortemente mediatizzato della Procura aveva lasciato il segno sugli imputati, ma si è dimostrato inefficace. «Queste persone sono state molestate perché sono degli scientologist.»
Anche Maître Xavier Magnée, uno dei legali più esperti del team difensivo, ha ritrovato nella sentenza di venerdì l'eco di alcune delle sue argomentazioni. Aveva infatti discusso sul fatto che non spettava alla corte emettere giudizi sui contenuti del sistema di credenze Scientology. Ha accolto la sentenza come una vittoria per la libertà di credo. «Gli accusati emergono da quattro anni di sofferenze e di persecuzione giudiziaria e la sentenza odierna è semplicemente giustizia», ha detto a Byline, aggiungendo che «è una bella vittoria per la libertà di espressione, per la libertà di credo e la fine di una lunga crociata. Ma la sensazione è di sollievo e non c'è tempo per le celebrazioni e l'autocompiacimento. Stiamo riemergendo da un incubo.»
Ha ammesso che durante il processo avevano avuto la sensazione che la chiesa fosse destinata a una condanna grazie a tutti i preconcetti che la Procura aveva messo sul tavolo, alcuni dei quali lo avevano lasciato basito. «Questa è forse la prima volta nella storia del Belgio che mandiamo a processo una religione», ha aggiunto. Ma la sentenza ha un'importanza mondiale perché ha rigettato l'idea che l'ideologia di qualcuno possa essere considerata reato penale in sé. Eric Roux, portavoce di Scientology, ha detto alla stampa: «Oggi la corte sta dicendo che tutte le accuse erano basate sui pregiudizi contro la filosofia religiosa della Chiesa di Scientology, non sui fatti, perché fatti non ce n'erano. Il che mette fine a un'aggressione che dura da 20 anni contro le nostre credenze, ed è in sé un sollievo.»
Il procedimento ha riunito due indagini distinte: una iniziò nel 1997 e partì su denuncia di ex membri di Scientology. La seconda iniziò nel 2008 dopo che Acritis, l'ufficio di collocamento regionale di Bruxelles, presentò denuncia. L'agenzia accusava Scientology di aver fatto degli annunci di lavoro che in realtà non offrivano un lavoro retribuito, ma cercavano di reclutare nuovi membri. Copyright © Allarme Scientology. L'utilizzo anche parziale dei materiali di questo sito - testi, traduzioni, grafica, immagini, digitalizzazione e impaginazione - con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto, non è consentita senza il preventivo consenso scritto del gestore del sito. Per richieste e chiarimenti contattare: allarmescientology@email.it

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