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Timestamp: 2019-12-09 05:41:34+00:00

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Il diritto del comodatario non è mai opponibile al fallimento - Trib. Taranto 23.1.2015 Giud. Claudio CASARANO
Il caso di un comodato di cui si disquisisce se sia opponibile al fallimento, a prescindere dalla sua durata ed anche quando si di data certa anteriore
di Paolo M. Storani - Il caso che sottoponiamo all'attenzione dei visitatori di LIA Law In Action è quello di un comodato di cui si disquisisce se sia opponibile al fallimento, a prescindere dalla sua durata ed anche quando sia di data certa anteriore.
Ci guida sicuro nell'approfondimento di un'intricata matassa di istituti giuridici la felice penna del Dott. Claudio Casarano del Tribunale di Taranto.
La decisione è del 23 gennaio 2015. I neretti sono nostri ed il testo integrale della pronuncia è depurato dei dati personali.
Il Fallimento della ...S.A.S. di ... & C. e del sig. ..., di persona, con ricorso depositato in data ...-2013, affermava che il fallito risultava proprietario, fra gli altri, dei seguenti immobili: l'appartamento sito in Massafra alla via ... n. ... al primo piano, ed il locale commerciale sito in Massafra alla via ... n. ..., al piano terra.
Il fallito, aggiungeva l'istante, dichiarava che aveva concesso nel gennaio 2006 i predetti beni in comodato gratuito decennale ai sig.ri ..., rispettivamente padre e madre del fallito.
Nel presupposto che ai sensi dell'art. 2923, c.c. il comodato, peraltro gratuito e di data non certa, non fosse opponibile al fallimento, da intendersi infatti come un pignoramento generale di tutti i beni del fallito, l'attore chiedeva che le controparti fossero condannate al rilascio dei suddetti beni.
L'istante chiedeva altresì che le parti convenute fossero condannate al pagamento di un equo indennizzo per l'occupazione dei predetti immobili fin dalla data del fallimento, intervenuto in data ...-2012, anzi fino a due anni prima ex art. 64 della legge fallimentare.
I comodatari costituendosi eccepivano l'incompetenza del giudice adito, posto che la domanda doveva essere proposta davanti al giudice delegato nelle forme prescritte dagli art. 93 e 103 della L.F.
Nel merito eccepiva che il comodato era di data certa anteriore al fallimento, come poteva desumersi dalla presenza, sull'allegata scrittura privata, del timbro postale recante la data del ...-2006.
Senza necessità di istruzione orale, all'udienza del ...-2015 la causa veniva discussa e decisa.
La competenza funzionale del giudice delegato infatti ha un senso quando si tratta di azioni tese ad ottenere una somma o a rivendicare un bene esistente nella massa; ma se è il fallimento ad agire - ad esempio con decreto ingiuntivo per il pagamento di somme o per risarcimento dei danni o con azione petitoria od anche, come in questo caso, con azione di risoluzione e conseguente rilascio di bene - residua pur sempre la competenza del giudice ordinario.
Leggendo l'art. 2923 c.c., che riguarda il pignoramento - ma il disposto normativo è da intendersi esteso al fallimento, che è infatti una forma di pignoramento generale, come ricordava la difesa istante - ci si accorge che per l'opponibilità al terzo acquirente, in sede di vendita forzata, viene presa in considerazione la detenzione qualificata derivante dalla locazione, ossia da un contratto oneroso, mentre nulla viene detto con riferimento al comodato.
Né è possibile un'interpretazione analogica, trattandosi di fatti diversi: in un caso un contratto oneroso, nell'altro una forma di liberalità.
Un argomento contrario sotto altro profilo non può desumersi dal disposto ex art. 64 della legge fallimentare, secondo cui: "Sono privi di effetto rispetto ai creditori, se compiuti dal fallito nei due anni anteriori al fallimento, gli atti a titolo gratuito…"; nel senso cioè di essere autorizzati a ritenere, per effetto di questo disposto normativo, che gli atti di comodato più risalenti rispetto ai due anni dal fallimento, come quello in esame, la regola sarebbe quella della conservazione della loro efficacia sino alla scadenza del termine di durata prevista nel comodato.
Ad escludere siffatta interpretazione infatti depone il rilievo che la predetta norma contempla gli atti di vera e propria disposizione di un bene del fallito a titolo gratuito, come reso evidente dalla sua seconda parte: "…esclusi i regali d'uso e gli atti compiuti in adempimento di un dovere morale o a scopi di utilità sociale, in quanto la liberalità sia proporzionata al patrimonio del donante".
Senza contare che in tema di rapporti obbligatori pendenti alla data del fallimento, quale quello che si originerebbe dal comodato, e la cui durata vada naturalmente al di là del fallimento, la legge fallimentare detta non a caso agli art. 72 e ss. un'apposita disciplina, ben diversa da quella prevista dal citato art. 64.
Ed anche in questa diversa disciplina, verso la quale l'interprete deve guardare, il legislatore nulla dice per il contratto di comodato.
Né poi può applicarsi al caso in esame la regola fissata per le locazioni dall'art. 80 della legge fallimentare, atteggiandosi, come sopra si è già detto, il comodato come un caso diverso e non analogo.
La stessa conclusione dell'inopponibilità del comodato, peraltro, va ammessa con riguardo al caso della stessa semplice vendita del bene, non potendosi anche in questo caso applicarsi in via analogica al comodato la regola dell'opponibilità prevista per la locazione dall'art. 1599, I co., c.c..-
il diritto all'indennità di occupazione
Si deve considerare dimostrata la certa anteriorità del comodato rispetto al fallimento, non essendo stata minata l'efficacia probatoria della certificazione postale allegata dai resistenti.
Può invece ammettersi che l'efficacia della predetta domanda decorra dalla vana richiesta di restituzione del bene, ossia dal ...-2013, e non quindi dal preventivo fallimento e meno che mai dai due anni prima, come sostenuto dalla difesa istante.
Per quel che concerne il quantum, in via equitativa può stabilirsi, tutto considerando, sia per l'appartamento sia per il locale commerciale, la misura dell'indennizzo in euro 200,00 mensili per ciascuno ed a far data dal ...-2013.
Le spese del processo seguono la prevalente soccombenza dei resistenti si liquidano come da dispositivo, tenuto conto anche dell'effettiva attività svolta.
Definitivamente pronunziando sulla domanda proposta dal Fallimento della ... S.A.S. di ...& C. e del sig. ..., in persona del curatore, con ricorso depositato in data ...-2013, nei confronti dei sig.ri ..., rigettata ogni altra domanda ed eccezione, così provvede:
Accoglie la domanda principale e condanna i convenuti in solido al rilascio degli immobili di cui al comodato dedotto in giudizio: l'appartamento sito in Massafra alla via ... n. ... al primo piano ed il locale commerciale sito in Massafra alla via ... n. ..., al piano terra;
Condanna i convenuti al pagamento della somma di euro 400,00 mensili dal ...-2013 fino alla data del rilascio;
Condanna i convenuti in solido al pagamento delle spese processuali sopportate dall'attore, che si liquidano, in suo favore, in euro 480,00 per esborsi ed euro 3.500,00 per compenso professionale, oltre accessori di legge.
Riserva giorni 5 per il deposito della sentenza ex art. 429, I co., c.p.c.
(18/05/2015 - Law In Action - di P. Storani)

References: art. 64
 art. 93
 art. 64
 art. 72
 art. 64
 sentenza 
 art. 429