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Timestamp: 2018-11-15 08:47:43+00:00

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La soccombenza delle spese nel processo tributario (parte seconda) | Commercialista Telematico
La soccombenza delle spese nel processo tributario (parte seconda)
La legittimità costituzionale dell’art. 46, comma 3, D.Lgs. n. 546/92
Una deroga alla disposizione di cui all’art. 15 cit. è contenuta nell’art. 46, comma 3, del D.Lgs. n. 546/92, il quale, per il caso di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, prevede che le spese restino “a carico della parte che le ha anticipate, salvo diverse disposizioni di legge”.
La Corte Costituzionale, tuttavia, (fino alla sentenza del 12 luglio 2005 n. 274) si è pronunciata negativamente in tutte le occasioni, a partire dalla sentenza n. 53 del 12 marzo 1998, con la quale la Consulta ha ritenuto costituzionalmente legittima la norma contenuta nell’art. 46, comma 3, cit. affermando che “il processo tributario, rispetto a quello civile ed amministrativo, conserva una sua spiccata specificità, correlata sia alla configurazione dell’organo decidente sia al rapporto sostanziale oggetto del giudizio. Rapporto che attiene alla fondamentale ed imprescindibile esigenza dello Stato di reperire i mezzi per l’esercizio delle sue funzioni attraverso l’attività dell’Amministrazione finanziaria, la quale ha il potere-dovere di provvedere, con atti autoritativi, all’accertamento ed alla pronta riscossione dei tributi. Stante la piena autonomia dei sistemi processuali messi a confronto, che si presentano in sé compiuti e riguardano liti in materie non omogenee, la non simmetrica costruzione delle relative singole norme non é dunque idonea a produrre il prospettato vulnus al principio di uguaglianza”, anche perché la obbligatoria compensazione delle spese in ogni caso di cessazione della materia del contendere è prevista nei confronti di entrambe le parti e, quindi, non ci sarebbe privilegio a favore della Pubblica Amministrazione.
La decisione destò all’epoca non poche perplessità, come anche le ordinanze che l’hanno seguita: Corte Costituzionale, ordinanze n. 368 del 28/10/1998; n. 77 del 18/03/1999; n. 265 del 23/06/1999; n. 465 del 03/11/2000.
Tale orientamento, tra l’altro, è stato fatto proprio anche dai giudici della Corte di Cassazione, i quali, aderendo alle conclusioni della Corte Costituzionale, hanno deciso per l’operatività della compensazione delle spese in tutti i casi di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. In tal senso, la Corte di Cassazione, Sez. Trib., con la sentenza n. 19695 del 01/10/2004, ha precisato che, l’annullamento in via di autotutela, nel corso del processo, da parte dell’Ufficio, dell’atto impugnato non costituisce rinuncia al processo stesso, bensì integra la specifica e diversa ipotesi della cessazione della materia del contendere. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 46 del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546, l’estinzione del giudizio per cessazione del contendere comporta che non si faccia luogo a liquidazione di spese a favore di una parte o dell’altra, ma che si disponga la compensazione delle spese. (Nello stesso senso Cass., sez. trib. n. 16987 del 12/11/2003).
Le Commissioni tributarie, dichiarando estinto il giudizio per cessata materia del contendere e condannando l’ufficio al pagamento delle spese, hanno anticipato quella che poi è stata la decisione della stessa Corte Costituzionale che, finalmente, con la sentenza n. 274 del 12 luglio 2005, ha cambiato radicalmente orientamento.
La Sezione tributaria della Corte di Cassazione, nelle pronunce successive alla sentenza n. 274/05, (cfr. sentt. n. 634/06; n. 3444/06; n. 11163/06) mostra di aver recepito il principio espresso dalla Corte Costituzionale con la detta decisione; in particolare, proprio di recente, con la sentenza 4 ottobre 2006, n. 21380 ha affermato che “qualora l’Amministrazione finanziaria, a seguito dell’impugnazione dell’atto impositivo, in quanto viziato sul piano formale (nella specie, per la mancata indicazione delle aliquote applicate al maggior reddito d’impresa accertato in sede di rettifica della dichiarazione), abbia provveduto alla sua sostituzione con altro atto idoneo a sanare il vizio tempestivamente fatto valere dal contribuente, l’intervenuta cessazione della materia del contendere, dichiarata ai sensi dell’art. 46 del D.Lgs. n. 546/92, non esclude la soccombenza virtuale dell’Amministrazione, onde la motivazione del giudice di merito, che legittimamente, sia pure in base al terzo comma di detta disposizione come successivamente riformulato a seguito della parziale declaratoria di illegittimità costituzionale pronunciata con sentenza n. 274 del 2005 della Corte Costituzionale, abbia condannato l’Ufficio a rifondere le spese sostenute dal contribuente, non è contraddittoria, ma pienamente coerente con la “ratio” della previsione legislativa, in tali sensi resa conforme a Costituzione”.
Infatti, l’annullamento dell’atto impugnato, configura, in realtà, un implicito riconoscimento della fondatezza delle ragioni del contribuente, per cui sarebbe irragionevole ed ingiustificatamente lesivo dei diritti di quest’ultimo porre a suo carico le spese di un giudizio che egli ha correttamente instaurato, ma che si è concluso per effetto di un comportamento con cui l’Amministrazione finanziaria ha implicitamente riconosciuto le sue ragioni.
La sentenza n. 274/05 della Corte Costituzionale è, finalmente, intervenuta su un incoerente ed illogico dato normativo, dovendosi considerare tale una legislazione che, dapprima, (all’art. 15) riconosce il principio della soccombenza nelle spese processuali e, poi, (art. 46, 3) prevede che le spese del giudizio estinto per cessazione della materia del contendere restino, in ogni caso, a carico della parte che le ha anticipate. La Corte ha, in tal modo, posto fine ad una situazione di ingiustificato e irragionevole privilegio dell’Amministrazione finanziaria nei confronti del contribuente ed ha reso più coerente l’impianto del processo tributario, anche rispetto ai principi di correttezza, buona fede ed imparzialità.
Con la pronuncia in oggetto, è stata eliminata una irragionevole disparità di trattamento, perché d’ora in poi non sarà sempre e soltanto il contribuente ad essere gravato dell’onere di sopportare le spese del processo. Qualora l’Amministrazione Finanziaria sia consapevole di aver sbagliato e ciò nonostante decida di stare in giudizio, allora, in caso di “soccombenza virtuale”, essa dovrà sostenere le spese processuali, come un qualunque contribuente.
– Art. 15 Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546
– Art. 46, comma 3, Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546
– Artt. 90-97 cod. proc. civ.
– Corte Cost. 24 novembre 1982, n. 196;
– Cass. 10 settembre 1986 n. 5539;
– Cass. 11 gennaio 1988 n. 13;
– Cass. 25 marzo 2001 n. 4201; Cass. 14 dicembre 2000 n. 15787;
– Cass. 7 agosto 2001 n. 10911; Cass. 10 agosto 1999 n. 583;
– Cass. 9 febbraio 2000 n. 1440; Cass. 6 dicembre 1986 n. 7248;
– Cass. 19 febbraio 2007n. 3775;
– Cass. 7 dicembre 1999 n. 13724; Cass. 10 ottobre 1997 n. 9859; Cass. 13 giugno 1994 n. 5720;
– Cass. 28 marzo 2001 n. 4485;
– Cass. 5 febbraio 1997 n. 1082;
– Cass. 5 febbraio 2003 n. 1672; Cass. 1 febbraio 2000 n. 1073; Cass. 21 aprile 1997 n. 3412; Cass. 2 maggio 1996 n. 4023; Cass. 20 dicembre 1990 n. 12089;
– Cass. 24 marzo 2000 n. 3536;
– Cass. 30 luglio 2002 n. 11276; 16 febbraio 1995 n. 1707;
– Cass. 1 giugno 2006 n. 13085; Cass. 1 agosto 2002 n. 11483; Cass. 30 ottobre 1998 n. 10864;
– Cass. 4 aprile 2003 n. 5327; Cass. n. 11483/2002; n. 9947/2001; n. 1073/2002;
– Cass. 1 dicembre 2000, n. 15373;
– Cass. 2 febbraio 1976 n. 340; Cass. 19 maggio 1979 n. 2885;
– Cass. 9 luglio 1993 n. 7535; Cass. 29 maggio 1979 n. 3132;
– Cass. 9 febbraio 1990 n. 48; Cass. 13 maggio 1971 n. 1379;
– Cass. 23 maggio 2003 n. 8210; Cass. 11 maggio 1978 n. 2299;
– Cass. 6 dicembre 2003 n. 18705;
– Cass. n. 18037/2005; n. 23258/2004; n. 18236/2003; n. 7463/2003; n. 8210/2003; n. 14095/2002; n. 1898/2002;. n. 5721/2001; n. 5413/1987;
– Cass. 30/06/2006 n. 15124; Cass. 09/09/2005 n. 18037; Cass. n. 137/05; Cass. n. 23258/2004; Cass. n. 8210/2003; Cass. n. 16012/2002; Cass. n. 5988/2001; n. 5607/1997;
– Cass. 17 gennaio 2003 n. 633;
– Cass. 22 aprile 2005 n. 8540; Cass. n. 8623/2005;
– Cass. 31 luglio 2006 n. 17457;
– Cass. 17 marzo 2004 n. 5405; Cass. n. 11597/02;
– Cass. 15 luglio 2005, n. 14989;
– Cass. 30 giugno 2006 n. 15176;
– Cass. 5 maggio 1999 n. 4455;
– Cass. 10 febbraio 2004 n. 2505;
– Cass. 18 aprile 2005 n. 8028;
– Cass. 1 marzo 2007 n. 4854;
– Corte Cost. 12 marzo 1998 n. 53;
– Corte Cost. ord. 28/10/1998 n. 368; 18/03/1999 n. 77; 23/06/1999 n. 265; 03/11/2000 n. 465;
– Cass. 1 ottobre 2004 n. 19695; Cass. 12 novembre 2003. n. 16987;
– Corte Cost. 12 luglio 2005 n. 274;
– Cass. n. 634/06; n. 3444/06; n. 11163/06; Cass. 4 ottobre 2006 n. 21380.
– Il processo tributario, L. Quercia, Esselibri- Simone, 2006;
– Il contenzioso tributario, G. Antico, M. Conigliaro, M. Farina; Il Sole 24 ore, 2006;
– Il nuovo processo tributario, commentario, Giuffrè, 2004;
– Manuale del processo tributario, A. Lattanzio, Admaiora, 2006;
– Sulle spese di giudizio e sulla prassi di disporne la compensazione nel processo tributario, G. Verna, Boll. Trib. n. 8/2006;
– Compensazione delle spese processuali. Le valutazioni discrezionali del giudice vanno motivate, A. Buscema, Dialoghi di Diritto Tributario n. 6/2006;
– L’obbligo di motivare la pronuncia di compensazione delle spese del giudizio tributario, A.Voglino, Boll. Trib. n. 4/2006;
– Discrezionalità al giudice per le spese di lite, E. Di Giacomo, Fisco oggi del 25/11/2005;
– La compensazione delle spese è nei poteri discrezionali del giudice, F. La Face, Fisco oggi del 20/07/2005;
– La compensazione delle spese processuali per giusti motivi, F. Graziano, Corr. Trib. n. 39/2003;
– Esplicita indicazione dei “giusti motivi”, M. Spataro, Fisco oggi, 12/01/2006;
– Il regime delle spese nel nuovo processo tributario, S. Zenati, Corr. Trib. n. 44/1998;
– Condanna alla rifusione delle spese di lite nel processo tributario, F. Coronas, La settimana fiscale n. 20/2005;
– Esecuzione della sentenza di condanna alle spese e liquidazione giudiziale, S. Zenati, Corr. Trib. n. 48/1998;
– La condanna alle spese, F. Pace, Corr. Trib. n. 9/2001;
– Condanna alle spese ed estinzione del giudizio per autotutela, F.Coronas, Forun fiscale 1/11/2002;
– Spese di lite nel processo tributario – nuovo orientamento della Corte Costituzionale, F. Coronas, La Settimana Fiscale, n. 32/2005;
– L’indiscrimi1163/06) . sazione delle spese,sia le domande di una parte che quelle dell’ comportamento scorretto della parte vittoriosa annnata compensazione delle spese di lite non sfugge al controllo sulla ragionevolezza; M Buzzone, GT n. 9/2005;
– Corte Cost. 12 luglio 2005, n. 274, commento, C. Glendi, Corr. Trib. n. 34/2005;
– L’autotutela non dribbla le spese, Italia Oggi, 13/07/2005;
– Cessazione della materia del contendere e spese giudiziali, M. Anita, Pratica fiscale e professionale, n. 47/2006;
– Spese di giustizia con motivazione, Italia Oggi, 13/04/2007;
– Le spese di giudizio nel processo tributario, Commissione Contenzioso dell’unione Giovani Dottori Commercialisti di Cosenza.

References: sentenza 
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 Art. 15
 Art. 46
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