Source: http://www.slideshare.net/MarcoGrondacci/direttiva-1999-32-testo-coordinato-al-2012
Timestamp: 2016-12-04 21:56:52+00:00

Document:
Direttiva 1999 32 testo coordinato al 2012
BNL Focus #43
Schio Domani - i luoghi dell'innova...
Direttiva quadro sul tenore di zolfo nei combustibili da trazione e da uso marittimo - testo coordinato al 2012
DIRETTIVA 1999/32/CE DEL CONSIGLIO del 26 aprile 1999 relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi e che modifica la direttiva 93/12/CEEIL CONSIGLIO DELLUNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità… europea, in particolare larticolo 130 S, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione , visto il parere del Comitato economico e socialedeliberando secondo la procedura di cui allarticolo 189 C del trattato,(1) considerando che gli obiettivi e i principi della politica della Comunità… in materia ambientaleenunciati nei relativi programmi di azione, in particolare il quinto programma di azione a favoredellambiente , sulla base dei principi di cui allarticolo 130 R del trattato, mirano in particolare agarantire unefficace protezione della popolazione dai rischi riconosciuti derivanti dalle emissioni dianidride solforosa e a tutelare lambiente evitando depositi di zolfo che superino i carichi e i livellicritici;(2) considerando che, secondo larticolo 129 del trattato, le esigenze di protezione della salutecostituiscono una componente delle altre politiche della Comunità…; che, a norma dellarticolo 3, lettera o),del trattato, lazione della Comunità… dovrebbe altresì comportare un contributo al conseguimento di unelevato livello di protezione della salute;(3) considerando che le emissioni di anidride solforosa contribuiscono notevolmente al problemadellacidificazione nella Comunità… e che lanidride solforosa ha inoltre un effetto diretto sulla saluteumanae sullambiente;(4) considerando che lacidificazione e lanidride solforosa atmosferica danneggiano gli ecosistemi sensi-bili, riducono la biodiversit… e il valore paesaggistico, ed hanno inoltre un impatto negativo sullecoltivazioni e sulla crescita forestale; che la pioggia acida sulle città… può• causare danni rilevanti agliedifici e al patrimonio architettonico; che linquinamento dovuto allanidride solforosa può• ancheavere una notevole incidenza sulla salute umana, soprattutto per le fasce della popolazione chesoffrono di malattie respiratorie;(5) considerando che lacidificazione un fenomeno transfrontaliero che esige soluzioni a livellocomunitario, nazionale e locale;(6) considerando che le emissioni di anidride solforosa contribuiscono alla formazione di particellenellatmosfera;(7) considerando che la Comunità… e i singoli Stati membri sono parti contraenti della convenzioneUNECE sullinquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza; che il secondo protocolloUNECE sullinquinamento transfrontaliero da anidride solforosa prevede che le parti contraentiriducano le emissioni di tale sostanza ad un livello pari o superiore alla riduzione del 30 % specificatanel primo protocollo e che tale secondo protocollo UNECE parte dalla premessa che i carichi e livellicritici continueranno ad essere superati in alcune zone sensibili; che per rispettare gli obiettivi delquinto programma dazione a favore dellambiente si richiederanno ancora ulteriori misure di riduzionedelle emissioni di anidride solforosa; che le parti contraenti dovrebbero pertanto operare ulteriori riduzionisignificative delle emissioni di anidride solforosa;(8) considerando che lo zolfo, naturalmente presente in piccole quantità… nel petrolio e nel carbone, dadecenni Š stato riconosciuto come la fonte principale delle emissioni di anidride solforosa che sonouna delle grandi cause delle «piogge acide» e uno dei principali fattori allorigine dellinquinamentoatmosferico registrato in molte zone urbane e industriali; 2.
(9) considerando che la Commissione ha recentemente pubblicato una comunicazione relativa ad unastrategia economicamente razionale per combattere lacidificazione nella Comunità…; che il controllodelle emissioni di anidride solforosa dovute alla combustione di alcuni combustibili liquidi Š statoconsiderato una componente integrante di questa strategia improntata al rapporto costi/efficacia; chela Comunità… riconosce la necessità… di misure per quanto concerne tutti gli altri combustibili;(10) considerando che degli studi hanno indicato che i vantaggi che si ottengono riducendo le emissioni dianidride solforosa mediante riduzioni del tenore di zolfo dei combustibili saranno spesso, nel quadrodella presente direttiva, notevolmente superiori ai costi stimati per lindustria e che la tecnologicanecessaria per ridurre il tenore di zolfo dei combustibili liquidi esiste ed ben consolidata;(11) considerando che, sulla base del principio di sussidiarietà… e del principio di proporzionalità… di cuiallarticolo 3 B del trattato, lobiettivo di ridurre le emissioni di anidride solforosa dovute alla combustionedi alcuni combustibili liquidi non può• essere raggiunto efficacemente dai singoli Stati membri; cheunazione non concertata non garantisce il conseguimento dellobiettivo auspicato, Š potenzialmentecontroproducente e provocherà… notevoli incertezze sul mercato dei prodotti combustibili interessati; che,vista la necessità… di ridurre nella Comunità… le emissioni di anidride solforosa, Špertanto più— efficaceintervenire a livello comunitario; che la presente direttiva si limita alle prescrizioni minime necessarie per ilraggiungimento dellobiettivo auspicato;(12) considerando che nella direttiva 93/12/CEE del Consiglio, del 23 marzo 1993, relativo al tenore dizolfo di alcuni combustibili liquidi si chiesto alla Commissione di presentare al Consiglio una proposta cheprescrivesse limiti più— bassi per il tenore di zolfo dei gasoli e nuovi limiti per il kerosene per aviazione; chesarebbe appropriato fissare limiti per il tenore di zolfo di altri combustibili liquidi, in particolare gasolipesanti, oli combustibili per uso bordo, oli e gasoli per diesel marini sulla base di studi di costo/efficacia;(13) considerando che, a norma dellarticolo 130 T del trattato, la presente direttiva non dovrebbe impe-dire agli Stati membri di mantenere e di prendere provvedimenti per una protezione ancora maggiore;che tali provvedimenti devono essere compatibili con il trattato e dovrebbero essere notificati allaCommissione;(14) considerando che uno Stato membro, prima di introdurre nuovi provvedimenti per una maggioreprotezione, dovrebbe notificare alla Commissione i progetti di detti provvedimenti, secondo la direttiva83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una procedura di informazione nel settoredelle norme e delle regolamentazioni tecniche;(15) considerando che, un riferimento al limite per il tenore di zolfo dellolio combustibile pesante, Šopportuno prevedere deroghe per gli Stati membri o alcune loro regioni quando lo consentano lecondizioni ambientali;(16) considerando che, con riferimento al limite per il tenore di zolfo dellolio combustibile pesante, Šanche opportuno prevedere deroghe per luso dello stesso negli impianti di combustione conformi aivalori limiti di emissione stabiliti dalla direttiva 88/609/CEE del Consiglio, del 24 novembre 1988,concernente la limitazione delle emissioni nellatmosfera di taluni inquinanti originari dai grandiimpianti di combustione; che alla luce dellimminente revisione della direttiva 88/609/CEE può•essere necessario riesaminare e, ove opportuno, modificare talune disposizioni della presente direttiva;(17) considerando che, per gli impianti di combustione delle raffinerie esclusi dal campo dapplicazionedella lettera c) del punto i) del paragrafo 3 dellarticolo 3, il valore medio delle emissioni di anidridesolforosa non dovrebbe essere superiore ai limiti stabiliti nella direttiva 88/609/CEE o in eventualirevisioni della stessa; che, nellapplicare la presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero tener contodel fatto che la sostituzione di combustibili diversi da quelli contemplati allarticolo 2 della presentedirettiva non dovrebbe provocare un aumento delle emissioni di sostanze inquinanti acide;(18) considerando che la direttiva 93/12/CEE ha già…stabilito un valore limite di 0,2 % per il tenore dizolfo dei gasoli; che questo valore limite dovrebbe essere ridotto fino allo 0,1 % al 1 gennaio 2008;(19) considerando che, in base allatto di adesione del 1994, lAustria e la Finlandia possono, per unperiodo di quattro anni dalla data di adesione, derogare alle disposizioni della direttiva 93/12/CEErelative al tenore di zolfo del gasolio;(20) considerando che i valori limite di 0,2 % (a decorrere dallanno 2000) e di 0,1 % (a decorreredallanno 2008) per il tenore di zolfo dei gasoli per uso marittimo adoperati dalle navi possono presentareproblemi tecnici ed economici per lintero territorio della Grecia, per la Spagna relativamente alle Isole 3.
Canarie, per la Francia relativamente ai dipartimenti francesi doltremare e per il Portogallo relativamenteagli arcipelaghi di Madera e delle Azzorre; che una deroga per la Grecia, le Isole Canarie, i dipartimentifrancesi doltremare e gli arcipelaghi di Madera e delle Azzorre non dovrebbe avere effetti negativi sulmercato dei gasoli per uso marittimo e che le esportazioni di gasoli per uso marittimo dalla Grecia, dalleIsole Canarie, dai dipartimenti francesi doltremare e dagli arcipelaghi di Madera e delle Azzorre verso glialtri Stati membri dovrebbero soddisfare i requisiti vigenti nello Stato membro di destinazione; che laGrecia, le Isole Canarie, i dipartimenti francesi doltremare e gli arcipelaghi di Madera e delle Azzorredovrebbero usufruire di una deroga dai valori limite di zolfo in peso per i gasoli per uso marittimo;(21) considerando che le emissioni di zolfo derivanti da trasporti marittimi e dovute alla combustione dicombustibili per uso bordo con alto tenore di zolfo contribuiscono allinquinamento da anidride solfo-rosa e allacidificazione; che la Comunità… invocherà… una protezione più— efficace delle aree sensibilialleemissioni di SOx e la riduzione del normale valore limite per gli oli combustibili per uso bordo (attualmentepari al 4,5 %) negli attuali e futuri negoziati sulla convenzione MARPOL nellambito dellOrganizzazionemarittima internazionale (IMO); che dovrebbero essere proseguite le iniziative della Comunità… volte adottenere che La Manica/Mare del Nord vengano dichiarati zona a controllo speciale di bassa emissione diSOx;(22) considerando che necessaria una ricerca più approfondita per quanto riguarda gli effettidellacidificazione sugli ecosistemi e sul corpo umano; che la Comunità… contribuisce a tale ricercanellambito del quinto programma quadro di ricerca;(23) considerando che in caso di interruzione dellapprovvigionamento di greggio, di prodotti petroliferio di altri idrocarburi, la Commissione può• autorizzare lapplicazione di un limite più— elevato sul territoriodi uno Stato membro;(24) considerando che gli Stati membri dovrebbero introdurre opportuni sistemi per controllarelosservanza della presente direttiva; che dovrebbero essere periodicamente inviate alla Commissionerelazioni sul tenore di zolfo dei combustibili liquidi;(25) considerando che, per ragioni di chiarezza, sarà… necessario modificare la direttiva 93/12/CEE, 4.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 Finalità… e ambito di applicazione1. Scopo della presente direttiva ridurre le emissioni di anidride solforosa derivanti dalla combustione dialcuni tipi di combustibili liquidi, diminuendo cos gli effetti nocivi di tali emissioni per le persone elambiente.2. La riduzione delle emissioni di anidride solforosa dovute alla combustione di alcuni combustibililiquidi derivati dal petrolio è ottenuta imponendo limiti al tenore di zolfo di questi combustibilicome condizione per il loro utilizzo nel territorio, nelle acque territoriali e nelle zone economicheesclusive o zone di controllo dellinquinamento degli Stati membri.Tuttavia i limiti al tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi derivati dal petrolio stabiliti dallapresente direttiva non si applicano:a) ai combustibili destinati a fini di ricerca e sperimentazione;b) ai combustibili destinati alla trasformazione prima della combustione finale;c) ai combustibili destinati alla trasformazione nellindustria della raffinazione;d) ai combustibili utilizzati e immessi sul mercato nelle regioni ultraperiferiche della Comunità, acondizione che gli Stati membri interessati assicurino che in tali regioni: - le norme di qualità dellaria siano rispettate, - gli oli combustibili pesanti non siano utilizzati se il loro tenore di zolfo supera il 3 % in massa;e) ai combustibili utilizzati dalle navi da guerra e da altre navi in servizio militare. Tuttavia,ciascuno Stato membro si sforza di assicurare che tali navi operino in modo compatibile, nellamisura in cui ciò sia ragionevole e praticabile, con la presente direttiva, adottando appropriatemisure che non ostacolino le operazioni o le capacità operative di queste navi;f) a qualsiasi impiego di combustibili a bordo di una nave necessario per garantire specificamentela sicurezza di una nave o per salvare vite in mare;g) a qualsiasi impiego di combustibili a bordo di una nave reso necessario dal danneggiamentodella medesima o delle sue attrezzature, a condizione che siano state prese tutte le precauzioniragionevoli, dopo il verificarsi del danno, per impedire o ridurre al minimo le emissioni in eccesso eche vengano quanto prima adottate misure per ovviare al danno. Ciò non si applica se ilproprietario o comandante ha agito con lintento di causare danni o sconsideratamente;h) fatto salvo l’articolo 3 bis, ai combustibili utilizzati a bordo di navi che impiegano metodi di riduzionedelle emissioni conformemente agli articoli 4quater e 4quinquies. 5.
Articolo 2 DefinizioniAi fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:1) Olio combustibile pesante, - qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio, escluso il combustibile per uso marittimo,che rientra nei codici NC da 2710 19 51 a 2710 19 69, oppure»; - qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio, a parte il gasolio di cui ai punti 2 e 3, che,per i suoi limiti di distillazione, rientra nella categoria di oli pesanti destinati ad essere usati come combustibile e di cui meno del 65 % in volume, comprese le perdite, si distilla a 250 °C con il metodo ASTMD86. Se la distillazione non pu• essere determinata con il metodo ASTM D86, il prodotto petrolifero rientra ugualmente nella categoria degli oli combustibili pesanti.2) Gasolio: - qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio, escluso il combustibile per uso marittimo,che rientra nei codici NC 2710 19 25, 2710 19 29, 2710 19 45 o 2710 19 49, oppure - qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio, escluso il combustibile per uso marittimo,di cui meno del 65 % in volume (comprese le perdite) distilla a 250 oC e del quale almeno l85 % involume (comprese le perdite) distilla a 350 oC secondo il metodo ASTM D86;I combustibili diesel quali definiti all’articolo 2, punto 2, della direttiva 98/70/CE del Parlamentoeuropeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998, relativa alla qualità della benzina e del combustibilediesel (*), sono esclusi da tale definizione. I combustibili utilizzati dalle macchine mo-bili non stradali e dai trattori agricoli sono anch’essi esclusi da tale definizione;3) Combustibile peruso marittimo, qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio destinato alluso o in uso abordo di una nave, compresi i combustibili definiti nella norma ISO 8217;3 bis) Olio diesel marino, qualsiasi combustibile per uso marittimo definito per la qualità DMBnella tabella I della norma ISO 8217 con l’eccezione del riferimento al tenore di zolfo;3 ter) Gasolio marino, qualsiasi combustibile per uso marittimo definito per le qualità DMX, DMA eDMZ nella tabella I della norma ISO 8217 con l’eccezione del riferimento al tenore di zolfo;3 quater) Convenzione MARPOL, la convenzione internazionale del 1973 per la prevenzionedellinquinamento causato da navi, modificata dal relativo protocollo del 1978.3 quinquies) Allegato VI della convenzione MARPOL, lallegato, intitolato “Regolamento per laprevenzione dellinquinamento atmosferico causato da navi”, aggiunto dal protocollo del 1997 allaconvenzione MARPOL.3 sexies) Zone di controllo delle emissioni di SOx, le zone marittime definite talidallOrganizzazione marittima internazionale (IMO) ai sensi dellallegato VI della convenzioneMARPOL.3 septies) Nave passeggeri, nave che trasporti più di dodici passeggeri, ove per passeggero siintende qualsiasi persona che non sia: i) il comandante, un membro dellequipaggio o altra persona impiegata o occupata a qualsiasititolo a bordo di una nave in relazione allattività della nave stessa; e ii) un bambino di età inferiore ad un anno.3 octies) Servizio di linea, una serie di traversate effettuate da navi passeggeri in modo daassicurare il collegamento tra gli stessi due o più porti, oppure una serie di viaggi da everso lo stesso porto senza scali intermedi: i) in base ad un orario pubblicato; oppure ii) con traversate regolari o frequenti tali da essere equiparabili ad un orarioriconoscibile. 6.
3 nonies) Nave da guerra, una nave che appartiene alle forze armate di uno Stato, che porta isegni distintivi esteriori delle navi militari della sua nazionalità ed è posta sotto ilcomando di un ufficiale di marina debitamente incaricato dal governo dello Stato eiscritto nellapposito Ruolo degli ufficiali o in un documento equipollente, e il cuiequipaggio sia sottoposto alle regole della disciplina militare.3 decies) Navi allormeggio, qualsiasi nave ormeggiata in sicurezza o ancorata in un portocomunitario per le operazioni di carico, scarico o stazionamento (hotelling), compresoil periodo trascorso senza effettuare tali operazioni.3 undecies) Nave adibita alla navigazione interna, nave destinata in particolare ad essere utilizzatain una via navigabile interna come definita nella direttiva 82/714/CEE del Consiglio, del 4 ottobre1982, che fissa i requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna (*), ivi compresetutte le navi munite: i) di un certificato comunitario di navigazione interna, quale definito nella direttiva 82/714/CEE; ii) di un certificato rilasciato a norma dellarticolo 22 della convenzione riveduta per lanavigazione del Reno.3 duodecies) Immissione sul mercato, la fornitura o messa a disposizione di terzi, a pagamentoo gratuitamente, ovunque nelle giurisdizioni degli Stati membri, di combustibili per uso marittimoa scopo di combustione a bordo. È esclusa la fornitura o la messa a disposizione di combustibili peruso marittimo per lesportazione allinterno di cisterne della nave.3 terdecies) Regioni ultraperiferiche, i dipartimenti francesi doltremare, le Azzorre, Maderae le Isole Canarie, ai sensi dellarticolo 299 del trattato.3 quaterdecies) Metodo di riduzione delle emissioni, qualsiasi apparecchiatura, materiale,strumento o dispositivo da installare su una nave o qualsiasi altra procedura, combustibilealternativo o metodo per conformarsi alla normativa, utilizzati come alternativa al combustibileper uso marittimo a basso tenore di zolfo conforme ai requisiti fissati nella presente direttiva e chesia verificabile, quantificabile e applicabile;4) Metodo ASTM, i metodi stabiliti dalla «American Society for Testing and Materials»nelledizione 1976 delle definizioni e specifiche tipo per il petrolio e i prodotti lubrificanti.5) Impianto di combustione, qualsiasi apparato tecnico nel quale i combustibili vengono ossidati alfine di usare il calore prodotto. 7.
Articolo 3 Tenore massimo di zolfo dellolio combustibile pesante1. Gli Stati membri provvedono affinché non siano utilizzati nel loro territorio oli combustibilipesanti con un tenore di zolfo superiore all’1 % in massa.2. Fino al 31 dicembre 2015, fatto salvo l’adeguato controllo delle emissioni da parte delle autoritàcompetenti, il paragrafo 1 non si applica agli oli combustibili pesanti usati:a) negli impianti di combustione che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente lalimitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti dicombustione (*), che sono soggetti all’articolo 4, paragrafo 1 o 2 o all’articolo 4, paragrafo 3,lettera a), di tale direttiva e che rispettano i limiti di emissione di anidride solforosa per taliimpianti di cui a tale direttiva;b) negli impianti di combustione che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva2001/80/CE, che sono soggetti all’articolo 4, paragrafo 3, lettera b) e all’articolo 4, paragrafo 6, ditale direttiva e la cui media mensile di emissioni di anidride solforosa non supera 1 700 mg/Nm3,con riferimento ad un tenore di ossigeno nell’emissione di fumo del 3 % in volu­me, misurato a secco;c) negli impianti di combustione non compresi nelle lettere a) o b), e per i quali la media mensiledelle emissioni di anidride solforosa non supera 1 700 mg/Nm3, con riferimento ad un tenore diossigeno nell’emissione di fumo pari al 3 % in volume, misurato a secco;d) per la combustione nelle raffinerie, se la media mensile delle emissioni di anidride solforosa ditutti gli impianti della raffineria, indipendentemente dal tipo di combustibile e dalle combinazionidi combustibili utilizzati, ma escludendo gli impianti che rientrano nelle lettere a) e b), le turbine agas e i motori a gas, non supera 1 700 mg/Nm3, con riferimento ad untenore di ossigeno nell’emissione di fumo pari al 3 % in volume, misurato a secco.3. A decorrere dal 1°gennaio 2016, fatto salvo l’adeguato controllo delle emissioni da parte delleautorità competenti, il paragrafo 1 non si applica agli oli combustibili pesanti usati:a) negli impianti di combustione che rientrano nell’ambito di applicazione del capo III delladirettiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (**), e che sono conformi ai limiti diemissione per l’anidride solforosa previsti per tali impianti nell’allegato V della suddetta direttivao, quando tali valori limite delle emissioni non sono applicabili conformemente alla direttiva, per iquali la media mensile delle emissioni di anidride solforosa non supera 1 700 mg/Nm3, conriferimento ad un tenore di ossigeno nell’emissione di fumo del 3 % in volu­me, misurato a secco;b) negli impianti di combustione che non rientrano nella lettera a), e la cui media mensile delleemissioni di anidride solforosa non supera 1 700 mg/Nm3, con riferimento ad un tenore diossigeno nell’emissione di fumo pari al 3 % in volume, misurato a secco;c) per la combustione nelle raffinerie, quando la media mensile delle emissioni di anidridesolforosa di tutti gli impianti della raffineria, indipendentemente dal tipo di combustibile e dallecombinazioni di combustibili utilizzati, ma escludendo gli impianti che rientrano nella lettera a), leturbine a gas e i motori a gas, non supera 1 700 mg/Nm3, con riferimento ad un tenore di ossigenonell’emissione di fumo pari al 3 % in volume, misurato a secco.Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché nessun impianto di combustione cheutilizza oli combustibili pesanti con una concentrazione di zolfo superiore a quella di cui alparagrafo 1 operi senza l’autorizzazione di un’autorità competente nella quale siano speci­ficati i limiti di emissione. 8.
Articolo 3 bis Tenore massimo di zolfo del combustibile per uso marittimoGli Stati membri provvedono affinché non siano utilizzati nel loro territorio combustibili per usomarittimo con un tenore di zolfo superiore al 3,50 % in massa, ad eccezione dei combustibilidestinati all’approvvigionamento delle navi che utilizzano i metodi di riduzione delle emissioni dicui all’articolo 4 quater con sistemi a circuito chiuso.»; 9.
Articolo 4 Tenore massimo di zolfo nel gasolio1. Gli Stati membri provvedono affinché non siano utilizzati nel loro territorio gasoli con un tenore di zolfosuperiore allo 0,10 % in massa.(2. In deroga al paragrafo 1, la Spagna per le Canarie, la Francia per i dipartimenti francesi doltremare, laGrecia per tutto il suo territorio o una parte di esso e il Portogallo per gli arcipelaghi di Madera e delleAzzorre possono autorizzare limpiego di gasoli per uso marittimo con un tenore di zolfo superiore ai limiti dicui al paragrafo 1) (2).(3. Nel rispetto delle norme di qualità dellaria relative allanidride solforosa stabilite nella direttiva80/779/CEE o in qualsiasi atto legislativo della Comunità… che abroghi e sostituisca tali norme e nelle altrepertinenti disposizioni comunitarie, e purché‚ le emissioni non contribuiscano in modo significativo alsuperamento dei carichi critici in altri Stati membri, uno Stato membro può• autorizzare, su tutto il suoterritorio o su una parte di esso, luso di gasoli aventi un tenore di zolfo compreso tra 0,10 e 0,20 % inmassa. Tale autorizzazione si applica soltanto se le emissioni di uno Stato membro non contribuisconoal superamento dei carichi critici in qualsiasi Stato membro e non va al di là…del 1 gennaio 2013.4. Lo Stato membro che intende avvalersi della facoltà di cui al paragrafo 3 ne informa la Commissione e ilpubblico con almeno dodici mesi di anticipo. Alla Commissione devono essere fornite informazioni sufficientiper valutare se i criteri previsti al paragrafo 3 siano stati rispettati. La Commissione informa gli altri Statimembri. Entro sei mesi dalla data di ricezione delle suddette informazioni dallo Stato membro, laCommissione esamina i provvedimenti previsti e, secondo la procedura di cui allarticolo 9, prende unadecisione e la comunica agli Stati membri.) (3) (1) Dizione in corsivo soppressa a partire dal 1/1/2010 (2) Il paragrafo 2 è soppresso a partire dal 1/1/2010 (3) I paragrafi 3 e 4 sono soppressi a partire dal 11/8/2005 10.
Articolo 4 bis Tenore massimo di zolfo dei combustibili per uso marittimo utilizzati nelle acque territoriali, nelle zone economiche esclusive e nelle zone di controllo dell’inquinamento degli Stati membri, incluse le aree di controllo delle emissioni di SOx e dalle navi passeggeri che effettuano servizi di linea da o verso porti dell’Unione1. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché, nelle rispettive acque territoriali,zone economiche esclusive e zone di controllo dell’inquinamento che rientrano nelle aree dicontrollo delle emissioni di SOx, non siano utilizzati combustibili per uso marittimo con un tenoredi zolfo superiore in massa a:a) 1,00 % fino al 31 dicembre 2014;b) 0,10 % a partire dal 1°gennaio 2015;Il presente paragrafo si applica alle navi battenti qualsiasi bandiera, comprese le navi provenientidall’esterno dell’Unione. La Commissione tiene nel debito conto qualsiasi eventuale futuramodifica degli obblighi ai sensi dell’allegato VI della convenzione MARPOL applicabilientro le aree di controllo delle emissioni di SOx e, se del caso, presenta senza indugio propostepertinenti al fine di modificare la presente direttiva di conseguenza.1 bis. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché, nelle rispettive acqueterritoriali, zone economiche esclusive e zone di controllo dell’inquinamento, non siano utilizzaticombustibili per uso marittimo con un tenore di zolfo superiore in massa a:a) 3,50 % a partire dal 18 giugno 2014;b) 0,50 % a partire dal 1° gennaio 2020.Il presente paragrafo si applica alle navi battenti qualsiasi bandiera, comprese le navi provenientidall’esterno dell’Unione, fatti salvi i paragrafi 1 e 4 del presente articolo e l’articolo 4 ter.2. Le date di messa in applicazione del paragrafo 1 sono le seguenti:a) per la zona del Mar Baltico di cui alla regola 14, paragrafo 3, lettera a), dellallegato VI dellaconvenzione MARPOL, 11 agosto 2006;b) per il Mare del Nord: ­ 12 mesi dopo lentrata in vigore della designazione dellIMO, in base alle procedurestabilite, oppure ­ 11 agosto 2007, se anteriore;c) per tutte le altre zone marine, compresi i porti, che lIMO designerà in seguito come zone dicontrollo delle emissioni di SOx conformemente alla regola 14, paragrafo 3, lettera b), dellallegatoVI della convenzione MARPOL: 12 mesi dopo lentrata in vigore di tale designazione.3. Gli Stati membri sono responsabili dellapplicazione del paragrafo 1 almeno per quantoriguarda: ­ le navi battenti la loro bandiera, e ­ nel caso degli Stati membri che confinano con zone di controllo delle emissioni di SOx, le navibattenti qualsiasi bandiera mentre si trovano nei loro porti.Gli Stati membri possono inoltre prendere misure addizionali di applicazione nei riguardi dellealtre navi conformemente al diritto marittimo internazionale.4. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché, nelle rispettive acque territoriali,zone economiche esclusive e zone di controllo dell’inquinamento non comprese nelle aree dicontrollo delle emissioni di SOx e dalle navi passeggeri che effettuano servizi di linea da o verso 11.
porti dell’Unione, non siano utilizzati combustibili per uso marittimo con un tenore di zolfosuperiore all’1,50 % in massa fino al 1°gennaio 2020.Gli Stati membri sono responsabili dell’applicazione di tale prescrizione almeno per quantoriguarda le navi battenti la loro bandiera e le navi battenti qualsiasi bandiera mentre si trovano neiloro porti.5. Gli Stati membri impongono la corretta tenuta dei giornali di bordo, comprese le indicazionirelative alle operazioni di cambio del combustibile.5 bis. Gli Stati membri si impegnano a garantire la disponibilità di combustibile per uso marittimoche sia conforme alla presente direttiva ed informano la Commissione in merito alla disponibilitàdi tale combustibile per uso marittimo nei propri porti e terminali.5 ter. Se uno Stato membro riscontra che una nave non rispetta le norme in materia dicombustibile per uso marittimo conformi alla presente direttiva, l’autorità competente dello Statomembro può chiedere alla nave di:a) presentare un rendiconto delle misure adottate al fine di rispettare le norme; eb) fornire la prova che ha tentato di acquistare combustibile per uso marittimo conforme allapresente direttiva nell’ambito del proprio piano di viaggio e che, nei casi in cui non era disponibilenel luogo previsto, ha tentato di individuare fonti alternative ove reperire detto combustibile peruso marittimo e che, nonostante si sia adoperata al massimo per ottenere combustibile per usomarittimo conforme alla presente direttiva, questo non era disponibile per l’acquisto.La nave non è tenuta a deviare dalla rotta prevista o a ritardare indebitamente il viaggio perconseguire il rispetto delle norme.Se una nave fornisce le informazioni di cui al primo comma, lo Stato membro interessato tieneconto di tutte le circostanze pertinenti e delle prove addotte, per determinare le azioniappropriate da intraprendere, compresa la rinuncia all’adozione di misure di controllo.Una nave notifica al proprio Stato di bandiera e all’autorità competente del porto di destinazioneinteressato quando non le è possibile acquistare combustibile per uso marittimo conforme allapresente direttiva.Lo Stato di approdo informa la Commissione quando una nave ha addotto la prova della mancatadisponibilità di combustibile per uso marittimo conforme alla presente direttiva.6. Gli Stati membri, conformemente alla regola 18 dell’allegato VI della convenzione MARPOL:a) tengono un registro, a disposizione del pubblico, dei fornitori locali di combustibile per usomarittimo;b) provvedono affinché il tenore di zolfo di tutti i combustibili per uso marittimo venduti sul loroterritorio sia indicato dal fornitore sul bollettino di consegna del combustibile, accompagnato daun campione sigillato firmato dal rappresentante della nave destinataria;c) adottano misure nei confronti dei fornitori di combustibile per uso marittimo che hanno fornitocombustibile risultato non conforme a quanto indicato sul bollettino di consegna;d) provvedono affinché siano adottate misure idonee per garantire la conformità del combustibileper uso marittimo risultato non conforme.7. Gli Stati membri garantiscono che oli diesel marini non siano immessi sul mercato nel loroterritorio se il tenore di zolfo degli stessi è superiore all’1,50 % in massa. 12.
Articolo 4 ter Tenore massimo di zolfo dei combustibili per uso marittimo utilizzati dalle navi all’ormeggio nei porti dell’Unione1. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per garantire che le navi all’ormeggio neiporti dell’Unione non utilizzino combustibili per uso marittimo con tenore di zolfo superiore allo0,10 % in massa, accordando all’equipaggio tempo sufficiente per completare le necessarieoperazioni per il cambio del combustibile il più presto possibile dopo l’arrivo all’ormeggio e il piùtardi possibile prima della partenza.Gli Stati membri prescrivono che siano iscritti nei giornali di bordo i tempi delle operazioni dicambio del combustibile.2. Il paragrafo 1 non si applica:a) quando, in base agli orari pubblicati, è previsto che le navi restino ormeggiate per meno di dueore;b) alle navi all’ormeggio nei porti con i motori spenti e collegate a un sistema elettrico lungo lacosta.3. Gli Stati membri garantiscono che i gasoli per uso marittimo non siano immessi sul mercato nelloro territorio se il tenore di zolfo degli stessi è superiore allo 0,10 % in massa. 13.
Articolo 4 quater Metodi di riduzione delle emissioni1. Gli Stati membri autorizzano l’uso di metodi di riduzione delle emissioni da parte di navi battentiqualsiasi bandiera nei rispettivi porti, nelle rispettive acque territoriali, zone economiche esclusive e zone dicontrollo dell’inquinamento, in alternativa all’utilizzo di combustibili per uso marittimo conformi ai requisitidi cui agli articoli 4bis e 4 ter, fatti salvi i paragrafi 2 e 3 del presente articolo.2. Le navi che utilizzano metodi di riduzione delle emissioni di cui al paragrafo 1 ottengono costantementeriduzioni delle emissioni di anidride solforosa che siano almeno equivalenti alle riduzioni che si sarebberoottenute utilizzando combustibili per uso marittimo conformi ai requisiti di cui agli articoli 4 bis e 4 ter.Valori di emissione equivalenti sono stabiliti conformemente all’allegato I.2 bis. Come soluzione alternativa per ridurre le emissioni, gli Stati membri incoraggiano l’utilizzo di energiaelettrica prodotta a terra da parte delle navi ormeggiate in porto.3. I metodi di riduzione delle emissioni di cui al paragrafo 1 sono conformi ai criteri specificati neglistrumenti di cui all’allegato II.4. Se giustificato alla luce dei progressi scientifici e tecnici relativi ai metodi alternativi di riduzione delleemissioni ed in modo da garantire la piena coerenza con gli strumenti e le norme pertinenti adottatedall’IMO:a) alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 9 bis chemodifica gli allegati I e II;b) la Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono i requisiti dettagliati ai fini del monitoraggiodelle emissioni, ove opportuno. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cuiall’articolo 9, paragrafo 2. 14.
Articolo 4 quinquies Approvazione di metodi di riduzione delle emissioni a bordo di navi battenti bandiera di uno Stato membro1. I metodi di riduzione delle emissioni che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 96/98/CEdel Consiglio (*) sono approvati in conformità di suddetta direttiva.2. I metodi di riduzione delle emissioni che non rientrano nel paragrafo 1 del presente articolo sonoapprovati secondo la procedura di cui all’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2099/2002 delParlamento europeo e del Consiglio, del 5 novembre 2002, che istituisce un comitato per la sicurezzamarittima e la prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi (comitato COSS) (**), tenendo conto:a) delle linee guida elaborate dall’IMO;b) dei risultati delle sperimentazioni effettuate ai sensi dell’articolo 4 sexies;c) degli effetti sull’ambiente, incluse le riduzioni delle emissioni realizzabili, e degli impatti sugli ecosistemiin baie, porti ed estuari; nonchéd) della realizzabilità del monitoraggio e della verifica. 15.
Articolo 4 sexies Sperimentazioni di nuovi metodi di riduzione delle emissioniGli Stati membri possono, in cooperazione con altri Stati membri, ove opportuno, approvaresperimentazioni di metodi di riduzione delle emissioni prodotte dalle navi sulle navi battenti la lorobandiera o in zone marittime sotto la loro giurisdizione. Nel corso di tali sperimentazioni, non èobbligatorio l’uso di combustibili per uso marittimo conformi ai requisiti di cui agli articoli 4 bis e 4 ter, acondizione che siano soddisfatte tutte le condizioni seguenti:a) la Commissione e lo Stato di approdo interessato sono informati per iscritto almeno sei mesi primadell’inizio delle sperimentazioni;b) la durata delle autorizzazioni relative alle sperimentazioni non è superiore a diciotto mesi;c) tutte le navi partecipanti installano apparecchiature a prova di manomissione per il monitoraggiocontinuo dei gas emessi dai fumaioli e le utilizzano per tutta la durata delle sperimentazioni;d) tutte le navi partecipanti ottengono riduzioni delle emissioni almeno equivalenti a quelle che siotterrebbero applicando i valori limite di zolfo dei combustibili specificati nella presente direttiva;e) per tutta la durata delle sperimentazioni sono disponibili adeguati sistemi di gestione dei rifiuti prodottidai metodi di riduzione delle emissioni;f) è valutato l’impatto sull’ambiente marino, in particolare sugli ecosistemi in baie, porti ed estuari, pertutta la durata delle sperimentazioni; eg) i risultati completi sono comunicati alla Commissione e messi a disposizione del pubblico entro sei mesidalla conclusione delle sperimentazioni. 16.
Articolo 4 septies Misure finanziarieGli Stati membri possono adottare misure finanziarie a favore degli operatori interessati dalla presentedirettiva, qualora tali misure finanziarie siano conformi con le norme in materia di aiuti di Stato e debbanoessere adottate in tale settore. 17.
Articolo 5 Mutamenti nellapprovvigionamento di combustibiliQualora un mutamento improvviso nellapprovvigionamento di greggio, di prodotti petroliferi, o di altriidrocarburi renda difficile per uno Stato membro lapplicazione dei limiti massimi del tenore di zolfo di cuiagli articoli 3 e 4, detto Stato membro ne informa la Commissione. La Commissione può• autorizzarelapplicazione di un limite più— elevato sul territorio di detto Stato membro, per un periodo non superiorea sei mesi e notifica la sua decisione al Consiglio e agli Stati membri. Ogni Stato membro può• deferire alConsiglio, entro un mese, la decisione della Commissione. Il Consiglio, deliberando a maggioranzaqualificata, può• adottare una decisione differente entro due mesi. 18.
Articolo 6 Campionamento e analisi1. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per verificare mediante campionamento che iltenore di zolfo dei combustibili usati sia conforme agli articoli 3, 3bis, 4, 4 bis e 4 ter. Il campionamento hainizio alla data di entrata in vigore del valore limite relativo al tenore massimo di zolfo del combustibile inquestione. Esso è effettuato periodicamente con frequenza e quantità sufficienti e secondo modalità cheassicurino la rappresentatività dei campioni rispetto al combustibile esaminato e, nel caso del combustibileper uso marittimo, rispetto al combustibile utilizzato dalle navi che si trovano nelle zone marittime e neiporti pertinenti. I campioni sono analizzati senza indebito ritardo.1 bis. Sono utilizzate le seguenti modalità di campionamento, analisi e ispezione del combustibile per usomarittimo:a) ispezione dei giornali di bordo e dei bollettini di consegna del combustibile;e, ove appropriato, le seguenti modalità di campionamento e analisi:b) campionamento del combustibile marittimo destinato alla combustione a bordo al momentodella consegna alle navi, secondo le linee guida per il campionamento di olio combustibile perdeterminare la conformità all’allegato VI riveduto della convenzione MARPOL, adottate il 17 luglio2009 mediante la risoluzione 182(59) del comitato per la protezione dell’ambiente marino (MEPC)dellIMO, e analisi del suo tenore di zolfo; oc) campionamento e analisi del tenore di zolfo del combustibile per uso marittimo destinato allacombustione a bordo contenuto nei serbatoi, ove fattibile sul piano tecnico ed economico, e neicampioni sigillati a bordo delle navi.1 ter. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti di esecuzione per quanto riguarda:a) la frequenza dei campionamenti;b) i metodi di campionamento;c) la definizione di un campione rappresentativo del combustibile esaminato.Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 9, paragrafo 2.2. Il metodo di riferimento adottato per determinare il tenore di zolfo è il metodo ISO 8754 (2003)o PrEN ISO 14596 (2007).Al fine di stabilire se il combustibile per uso marittimo consegnato e utilizzato a bordo delle navisia conforme ai valori limite di zolfo previsti dagli articoli 3 bis, 4, 4bis e 4 ter, si ricorre allaprocedura di verifica del combustibile stabilita nell’appendice VI dell’allegato VI della con­venzione MARPOL. 19.
Articolo 7 Relazioni e riesame1. Entro il 30 giugno di ogni anno, sulla base dei risultati del campionamento, dell’analisi e delleispezioni effettuati conformemente all’articolo 6, gli Stati membri presentano alla Commissioneuna relazione sulla conformità alle norme relative al tenore di zolfo stabilite nella presentedirettiva per l’anno civile precedente. Sulla base delle relazioni ricevute conformemente alprimo comma del presente paragrafo e delle notifiche concernenti la non disponibilità dicombustibile per uso marittimo conforme alla presente direttiva trasmesse dagli Stati membriconformemente all’articolo 4 bis, paragrafo 5 ter, quinto comma, la Commissione, entrododici mesi dalla data di cui al primo comma del presente paragrafo, elabora e pubblica unarelazione sull’attuazione della presente direttiva. La Commissione valuta la necessità di unulteriore rafforzamento delle pertinenti disposizioni della presente direttiva e presenta eventualiproposte legislative a tal fine.1 bis. La Commissione può adottare atti di esecuzione riguardo alle informazioni da inserire nellarelazione e al formato della relazione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedurad’esame di cui all’articolo 9, paragrafo 2.2. Entro il 31 dicembre 2013 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio unarelazione, corredata se del caso di proposte legislative. Nella sua relazione la Commissione valutala possibilità di ridurre l’inquinamento atmosferico tenendo conto, tra l’altro: delle relazioniannuali presentate conformemente ai paragrafi 1 e 1 bis; della qualità dell’aria e dell’acidificazionerilevate; dei costi del combustibile; dell’impatto economico potenziale e rilevato del trasferimentomodale; e dei progressi conseguiti nella riduzione delle emissioni prodotte dalle navi.3. La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e le parti interessate, elabora, entro il 31dicembre 2012, misure adeguate, incluse quelle identificate nel documento di lavoro dei servizidella Commissione del 16 settembre 2011, dal titolo “Pollutant emission reduction from maritimetransport and the sustainable waterborne transport toolbox”, al fine di promuovere la conformitàcon le norme ambientali della presente direttiva e ridurre al minimo eventuali effetti negativi.4. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 9 bisriguardo agli adeguamenti al progresso tecnico e scientifico dell’articolo 2, punti 1, 2, 3, 3 bis, 3 tere 4, dell’articolo 6, paragrafo 1 bis, lettera b) e dell’articolo 6, paragrafo 2,. Tali adeguamenti noncomportano alcuna modifica diretta dell’ambito di applicazione della presente direttiva o deivalori limite di zolfo dei combustibili specificati nella presente direttiva. 20.
Articolo 8 Modifiche della direttiva 93/12/CEE1. La direttiva 93/12/CEE Š modificata come segue:a) allarticolo 1, la lettera a) del paragrafo 1 e il paragrafo 2 sono soppressi;b) allarticolo 2, il primo comma del paragrafo 2 e il paragrafo 3 sono soppressi;c) gli articoli 3 e 4 sono soppressi.2. Il paragrafo 1 si applica a decorrere dal 1 luglio 2000. 21.
Articolo 9 Procedura di comitato1. La Commissione è assistita da un comitato. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n.182/2011, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e iprincipi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio dellecompetenze di esecuzione attribuite alla Commissione (*).2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 5 del regolamento(UE) n. 182/2011.Qualora il comitato non esprima alcun parere, la Commissione non adotta il progetto di atto diesecuzione e si applica l’articolo 5, paragrafo 4, terzo comma, del regolamento (UE) n. 182/2011. 22.
Articolo 9 bis Esercizio della delega1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presentearticolo.2. Il potere di adottare atti delegati di cui all’articolo 4quater, paragrafo 4, e all’articolo 7, paragrafo 4, èconferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 17 dicembre 2012. LaCommissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza delperiodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a menoche il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima dellascadenza di ciascun periodo.3. La delega di potere di cui all’articolo 4 quater, paragrafo 4 e all’articolo 7, paragrafo 4, può essererevocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio.La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dalgiorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da unadata successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.4. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamentoeuropeo e al Consiglio.5. L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 4 quater, paragrafo 4, e dell’articolo 7, paragrafo 4, entra invigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesidalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamentoeuropeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Taletermine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio. 23.
Articolo 10 RecepimentoGli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie perconformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1 luglio 2000. Essi ne informano immediatamente laCommissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presentedirettiva o sono corredate di un siffatto riferimento allatto della pubblicazione ufficiale. Le modalità… delriferimento sono decise dagli Stati membri.Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno adottate nellamateria disciplinata dalla presente direttiva. Articolo 11 Sanzioni1. Gli Stati membri stabiliscono le sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate aisensi della presente direttiva.2. Le sanzioni stabilite devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e possono includere multecalcolate in modo tale da garantire che i responsabili siano privati almeno dei benefici economici derivantidalla loro infrazione e che tali multe aumentino gradualmente per le infrazioni ripetute. 24.
Articolo 12 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità…europee. Articolo 13 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Lussemburgo, addì 26 aprile 1999.Per il ConsiglioIl presidenteJ. FISCHER Recommended
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