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Timestamp: 2017-09-24 03:03:50+00:00

Document:
Vittoria, due arresti per spaccio di droga
Nel corso della giornata di ieri, a Vittoria, i Carabinieri hanno effettuato numerose perquisizioni, personali e domiciliari, nella centralissima Piazza Manin, finalizzate a contrastare attivamente la detenzione e lo spaccio di sostanza stupefacente, specie tra i giovani e nei luoghi di loro principale aggregazione. L’attività, conclusasi positivamente, ha permesso di arrestare due maghrebini con precedenti specifici, Fazani Khaled, cl. 83, e Jaballah Fouad, cl. 86, sorpresi nel centro cittadino con cocaina e denaro contante. L’atteggiamento nervoso ed agitato dei due, durante un normale controllo, ha subito insospettito i militari che li hanno perquisiti, rinvenendo nelle loro disponibilità quasi 30 grammi di cocaina e 185 euro in contanti, ritenuti il provento dell’attività di spaccio: droga e denaro rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale.E’ scattato così l’arresto per i cittadini tunisini che, dopo essere stati condotti presso la caserma di via Garibaldi e espletate le formalità di rito, sono stati associati alla Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott.ssa Giulia Bisello, dinanzi alla quale dovranno rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio. La droga sequestrata, invece, è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili, tenuto conto anche dell’ingente quantitativo rinvenuto. The post Vittoria, due arresti per spaccio di droga appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-14By Redazione
Vittoria, monopolio dei videopoker truccati: sequestro da 30 milioni a Rosario D’Agosta
Beni per 30 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Catania coordinati dal generale Antonio Quintavalle Cecere, su disposizione del Tribunale di Ragusa all’imprenditore di Vittoria Rosario D’Agosta 64 anni ritenuto contiguo a “Cosa Nostra” catanese non prima di essere stato un affiliato alla “Stidda”. Le indagini delle fiamme gialle hanno accertato che i beni illecitamente accumulati da D’Agosta sono il frutto della monopolizzazione, avvenuta già negli anni novanta, del settore della commercializzazione e installazione degli apparecchi da gioco “truccati” nel territorio vittoriese. Un affare lucroso storicamente appetito alle organizzazioni criminali anche per la possibilità di riciclare danaro “sporco”. Nel corso degli anni diversi controlli amministrativi hanno portato al sequestro di numerosissime “macchinette” illegali, con conseguente revoca delle licenze per la gestione degli apparecchi da gioco. Tuttavia, il D’Agosta continuava a permanere nel settore attraverso la creazione di società le cui quote venivano affidate al figlio e alla figlia della convivente, anche per evitare l’applicazione delle misure di prevenzione antimafia. Le indagini patrimoniali dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania , guidati dal tenente colonello Francesco Ruis, condotte anche con l’ausilio del sofisticato software “Molecola”, sviluppato dalla Guardia di Finanza per l’acquisizione massiva e l’analisi di tutte le informazioni rilevabili dalle numerose banche dati, si sono allungate dal 1991 al 2015. I complessi accertamenti di polizia economico-finanziaria, e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare del D’Agosta e le sue acquisizioni immobiliari. Con un ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-13By Redazione
481 persone approdate ieri a Pozzallo: Polizia ferma 5 scafisti
La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: MANJANG Yankuba, nato in Gambia il 12.08.1992 e GHEMAL MOHAMMAD Abdelrahman, nato in Egitto il 09.12.1998 (primo evento), MOUHAMED Alì, nato in Egitto il 15.07.1990 (secondo evento), BAH Ebrima, nato in Gambia il 10/11/1995 e MZEMBABA Ismael, nato nelle Isole Comore il 08/11/1988 (terzo evento). Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 11.08 del giorno 09.07.2017, IMRCC di Roma comunicava alla nave “DICIOTTI” della Guardia Costiera Italiana di aver ricevuto una chiamata satellitare di soccorso per un gommone carico di migranti. ... read more
Prosegue l’azione di prevenzione e contrasto dei reati da parte dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria che sono stati impegnati in controlli a tappeto nei confronti di tutte le persone socialmente pericolose, sottoposte a misure di prevenzione e a misure di sicurezza. L’attività ha permesso ai militari di sorprendere in via Marsala, nella serata di ieri, un sorvegliato speciale che transitava a piedi e si intratteneva con un altro pregiudicato del luogo, violando le prescrizioni impostegli: per Bensihamdi Mounir, 45enne di origine algerina, sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, sono scattate così le manette. L’uomo, tratto in arresto in base a quanto previsto dal decreto legislativo nr. 159 del 2011, il cosiddetto “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, è stato condotto presso la caserma di via Garibaldi da dove, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica per i provvedimenti di competenza. Sono tuttora in corso accertamenti da parte degli inquirenti per capire le ragioni per le quali il pregiudicato non si trovava presso il proprio domicilio a quell’ora della giornata: i Carabinieri, tra i compiti istituzionali, hanno anche quello di verificare quotidianamente che i soggetti destinatari di misure di prevenzione, ovvero a cui sono state concesse misure alternative alla detenzione carceraria, rispettino gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. The post Vittoria, viola le prescrizioni: arrestato dai Carabinieri appeared first on .: La Spia :. contro ... read more
Corse Clandestine di Cavalli a Noto, altri video con i volti dei partecipanti. Indagini delle Forze dell’Ordine
Le Forze dell’Ordine di Noto indagano sulla corsa clandestina di cavalli che pochi giorni fa è stata disputata sulla “maremonti”, nel netino e da noi denunciata (LEGGI ARTICOLO). Intanto siamo venuti in possesso, in esclusiva, di un altro video dal quale si vede distintamente l’arrivo in una prospettiva molto più vicina rispetto al video pubblicato nel precedente articolo. Il video che pubblichiamo in esclusiva conferma la clandestinità della corsa e mostra (con un lavoro sul file) volti e targhe, oltre ad altri elementi che possono essere utili ad individuare i partecipanti. Fra i clacson degli scooter e le automobili che chiudono la strada per la gara, si vedono chiaramente i due cavalli: da un lato il cavallo “Luchino” (soprannominato anche, in maniera molto blasfema, “Padre Pio”), portabandiera della scuderia “Spinna” Cardiddi, dall’altro lato il cavallo “Marley”, della scuderia “Apache”. I “Cardiddi”, lo abbiamo scritto nell’articolo di pochi giorni fa, sono una famiglia tristemente nota nel netino, soprattutto per Sebastiano Restuccia (detto Iano Spinna Caddiddi), già in passato molto reputato vicino capomafia Antonino Pinuccio Trigila. La scuderia, secondo quanto emerge dalle stesse foto, è di Salvatore Restuccia (detto zu Turi) coadiuvato da Nino Restuccia. La scuderia “Apache”, invece, ha nel profilo Facebook il proprio cavallo con accanto Giuseppe Crispino (detto u barbieri), più volte citato nei nostri articoli (LEGGI). LA GARA DI MAGGIO Basta fare una semplice ricerca su Youtube per trovare un altro video (pubblicato il 28 maggio dall’Utente “Donny Italia”) con le gesta del cavallo della scuderia “Spinna” Cardiddi. Il titolo del video è già un programma “La corsa ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-13By Paolo Borrometi
Comiso, arrestato Nunzio Re per stalking e danneggiamento
In data 03.02.2017 si presentava presso questi uffici una donna comisana, in compagnia della figlia per proporre formale denuncia-querela nei confronti di RE Nunzio nato il 21.05.1984 a Comiso per tutta una serie di episodi verificatosi già da diversi mesi. La signora iniziava a riferire alcuni fatti ricostruendo mesi di angherie subite da lei e dai suoi familiari a causa dell”innamoramento” del pregiudicato RE Nunzio nei suoi confronti. I fatti iniziavano lo scorso 24.08.2016 quando veniva a sapere dalla figlia, che RE Nunzio era andato presso un negozio di un familiare chiedendo di parlare con il figlio della donna. Il pomeriggio alle ore 17.00 RE Nunzio ritornava al negozio e parlando con il figlio diceva testuali parole “cosa dobbiamo fare con tua suocera. Guarda che io non gli do botte, io do botte solo a chi mi fa qualcosa. Né dicono tante su di me, che rubo, che ho sparato a uno, ma io do botte solo se qualcun la corteggia. Digli a tua moglie che l’età non ha importanza. Adesso ti lascio il mio numero di telefono tu dallo a tua suocera almeno lei mi chiama e cominciamo a sentirci”. il genero non dava tanta importanza al fatto, pensando che Nunzio RE fosse in uno stato confusionale. La donna, conosciuti i fatti, rimaneva perplessa in quanto la situazione un po’ la preoccupava e la spaventava. Il giorno dopo 25.08.2016 alle ore 10.30 RE Nunzio ritornava al negozio, li insisteva nel voler parlare con la donna, ma ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-12By Redazione
“Riqualificare le aree artigianali di Vittoria (sia quella pubblica che quella privata) significa rispettare le imprese insediate nelle due zone”. Lo dicono i due portavoce per le zone artigianali della Cna comunale, Gianluigi Augurale e Salvatore Stracquadaini, dopo la riunione tenutasi ieri sera nella sede cittadina dell’associazione di categoria a cui ha partecipato il sindaco Giovanni Moscato. “Ci stiamo riferendo – spiegano i due – ad attività che hanno effettuato investimenti non indifferenti, che hanno creato posti di lavoro non precario, che hanno qualificato la loro condizione d’impresa e hanno migliorato le condizioni economiche della città. Tutto questo deve meritare attenzione e rispetto”. Erano presenti diversi titolari di imprese che operano nelle due aree di insediamento produttivo che hanno potuto così dialogare con il primo cittadino dando vita a un confronto non polemico, aperto, chiaro, senza fronzoli. Gli artigiani hanno chiesto rispetto per i loro investimenti e quindi una maggiore pulizia delle aree artigianali, la riattivazione dell’illuminazione pubblica, un maggiore controllo delle zone in questione, la sistemazione dell’impianto idrico dei suddetti siti magari prevedendo l’installazione di colonnine antincendio, la risistemazione dell’impianto fognario e quella del manto stradale. E’ stata anche evidenziata al sindaco l’esistenza, nell’area artigianale pubblica, di una strada, oggi coperta da una fitta vegetazione spontanea, che permetterebbe di migliorare la viabilità della zona”. Il primo cittadino, nel recepire positivamente le legittime richieste provenienti dagli imprenditori, ha assunto l’impegno di verificare ciclicamente la manutenzione delle due aree di insediamento produttivo. “Il nostro unico interesse – hanno spiegato Augurale e ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-12By Salvo Vassallo
Mafia: estorsioni a tappeto, 39 arresti; azzerato clan Scalisi del catanese
Sono 39 le persone arrestate dalla polizia su delega della Procura distrettuale antimafia di Catania: smantellato e decapitato il clan Scalisi attivo ad Adrano, articolazione dei Laudani di Catania. Le indagini hanno consentito di verificare come la cosca sottoponesse sistematicamente ad estorsione la gran parte delle attivita’ commerciali nel territorio adranita, in primo luogo il mercato ortofrutticolo. La misura cautelare, eseguita dalla Squadra mobile di Catania e dal commissariato di Adrano, contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, reati in materia di armi, danneggiamento seguito da incendio, con l’aggravante di aver commesso il fatto in nome e per conto della cosca mafiosa Scalisi e al fine di agevolarne le attivita’ illecite. Mafia: mani su mercato nel Catanese, imposto ‘dazio’ a produttori Il clan Scalisi federato con i Laudani di Catania ha imposto nel Comune di Adrano un dazio criminale sulle merci a tutti i produttori che conferivano nel paese prodotti vari, dalla carne alle uova all’ortofrutta. E’ quanto emerge dall’operazione antimafia della Mobile e del commissariato di Adrano che ha arrestato 36 delle 39 persone. I clan controllava il traffico delle merci con i propri uomini dislocato su tutto il territorio e pronti a bloccare coloro che entravano in paese con camioncini e furgoni pretendendo il pagamento della tassa. La polizia ha scoperto 22 casi tra estorsioni e tentate estorsioni. ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-11By Redazione
Nottata movimentata quella appena trascorsa, che ha visto i Carabinieri e la Polizia impegnati su più fronti. Infatti, sarebbe potuta finire in tragedia la rissa scoppiata poco dopo mezzanotte nella centralissima Piazza Cavour, nella frazione marittima di Scoglitti, che ha visto coinvolti ben cinque giovani, tutti vittoriesi e un marocchino. Grazie al tempestivo intervento dei militari e degli agenti la situazione è rientrata nella normalità: è stato necessario visionare i filmati delle telecamere di videosorveglianza del PON “Sicurezza per lo Sviluppo” e raccogliere le dichiarazioni di alcuni testimoni per meglio ricostruire la dinamica di quanto accaduto e addebitare le responsabilità ai cinque ragazzi. Tutto è successo dopo una nottata trascorsa da un bar all’altro, forse eccedendo nel bere e, forse, qualche parola di troppo, ha fatto aizzare un gruppo di giovani, di età compresa tra i 19 e i 23 anni, che se le sono date di santa ragione. La situazione è poi ulteriormente degenerata: Polizia e Carabinieri, giunti immediatamente con diverse pattuglie, oltre a far intervenire il personale del 118 per i soccorsi, sono riusciti a sedare gli animi ed a bloccare tutti i giovani, e, dopo aver ricostruito la dinamica dei fatti, hanno tratto in arresto i responsabili, Cultraro Davide cl. 96, Cultraro Alex cl. 98, Denina Giovanni cl. 97, Giannone Giuseppe Giorgio Massimiliano cl. 96 e Znaiber Nabil cl. 94 questi ultimi due, già denunciati dalla Polizia di Vittoria nel 2013 per avere partecipato ad una rissa. Al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma ... read more
A seguito di un esposto di un’associazione di tutela di persone disabili, avente sede a Ragusa, con il quale si denunciava un fenomeno diffuso nel nostro territorio, ovvero l’inciviltà di persone sane che utilizzano irregolarmente i parcheggi per invalidi, il Prefetto della Provincia di Ragusa Maria Carmela Librizzi ha emanato una apposita direttiva al fine di contrastare il deprecabile fenomeno. La Polizia Stradale di Ragusa ha, pertanto, avviato una verifica in ambito provinciale, che in un periodo limitato, di appena un mese, ha permesso di riscontrare nr. 8 infrazioni commesse nelle città di Ragusa e di Comiso. Ai proprietari delle vetture è stato contestato l’art. 158 C.d.S. che prevede una sanzione di euro 85, la decurtazione di 2 punti e la rimozione del veicolo. Le giustificazioni addotte da alcuni proprietari delle vetture erano, in alcuni casi, di non aver visto il cartello ed in altri che avevano lasciato la vettura nel posto invalidi per un veloce caffè. Nell’esposto veniva evidenziato come i posti previsti e riservati agli invalidi sono stati pensati per avere uno spazio apposito per smontare la carrozzina, per cui una persona con disabilità non può occupare un posto qualsiasi. Di recente la Suprema Corte di Cassazione, Sezione V Penale, con la sentenza del 7 aprile 2017, n. 17794 ha evidenziato che quando lo spazio è espressamente riservato ad una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute, alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiunge la denuncia alla Procura della Repubblica per il ... read more
Cosa nostra è una organizzazione che più volte è stata data per morta, ma che purtroppo non lo è. Ma il modello vincente all’interno di cosa nostra quale è? Quello violento, di scontro frontale con lo Stato in auge negli anni 80/90 dei corleonesi? Oppure quello dei catanesi raffinati ed al contempo silenti ed espansivi mirante alla infiltrazione di massimo livello in Italia ed all’estero? Esistono anche altri modelli intermedi tra i due ma che non è mia intenzione al momento trattare. Se esaminiamo gli ultimi mesi vi sono stati 2 casi emblematici della raffinatezza e della pericolosità raggiunta dai clan catanesi mafiosi in totale silenzio e con il rispetto delle altre forme mafiose. Il primo caso riguarda l’occupazione di una parte delle direzioni generali della multinazionale LIDL operata da parte del clan Laudani. Lo strumento usato dal clan era quello della corruzione dei dirigenti all’insaputa della proprietà tedesca. Caso i cui sviluppi vanno seguiti con la massima attenzione e che invece sembra già caduto nel dimenticatoio mediatico. Il secondo riguarda l’operazione che ha colpito la versione evoluta del clan Santapaola operante praticamente in tutta Italia e con base operativa a Messina. Questo gruppo opera con le logge deviate, con i borghesi che contano e soprattutto agisce nei settori profittevoli più vari dal calcioscommesse della serie A, ai grossi appalti pubblici senza ricorrere a nessuna forma di pizzo che è addirittura vietato in base alle intercettazioni. Insomma siamo di fronte ad un gruppo moderno che governava tramite la corruzione ed ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-11By Salvatore Calleri
Nel netino la vergogna delle corse clandestine dei cavalli. Il video condiviso sui social e i “Caddiddi”
Sembrano scene da film alla “Fast and Furios”, con strade bloccate da scooter e automobili, invece sono la macabra realtà. Fantini e cavalli che danno vita a corse clandestine, scommesse milionarie, doping esasperato, spesso gestito dalle organizzazioni mafiose. È tutto questo e molto altro il mondo sommerso delle corse dei cavalli gestito dalle mafie che, come si legge nei rapporti della Lav, costituisce la prima voce di ricavi della zoomafia. Da Catania a Palermo, sino a Napoli e poi in Calabria ed in Puglia, la situazione non cambia. LA CORSA DI CAVALLI NEL NETINO E’ un video pubblicato su Facebook con decine di migliaia di visualizzazioni, centinaia di condivisioni ed un numero incalcolabile di “like” quello che viene postato da Salvo Gioliffi. Nel video, come descritto sopra, accade l’inverosimile: siamo, a quanto è dato sapersi dalle immagini, sulla “maremonti”, la strada che da Palazzolo porta a Noto, nel siracusano. Alle prime luci dell’alba, la strada viene bloccata e via alla sfilata di buontemponi in motorino che suonano all’impazzata i clacson per incitare i cavalli. I cavalli, appunto. Sono due le scuderie che, secondo quanto riferiscono i post, si sfidano: da un lato il cavallo “Luchino” (soprannominato anche, in maniera molto blasfema, “Padre Pio”), portabandiera della scuderia “Spinna” Caddiddi. La testimonianza è il post di vittoria (che pubblichiamo sotto) che i Caddiddi pubblicano sul proprio profilo. I “Caddiddi” sono una famiglia tristemente nota nel netino, soprattutto per Sebastiano Restuccia (detto Iano Spinna Caddiddi), già in passato molto reputato vicino capomafia Antonino Pinuccio ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-11By Paolo Borrometi
FB for children e Comunicare in famiglia
Il 10 luglio 2017 dalla partnership tra Associazione di promozione sociale FB for children e Comunicare in famiglia nasce una sinergia. Comunicare in famiglia è una pagina di facebook, con più di 36 mila iscritti, che pubblica informazioni, esperienze, idee per la famiglia, l’educazione dei figli e le buone relazioni. Come possiamo aiutare i genitori a educare e far crescere serenamente i propri figli? Questa e altre domande sono il motivo della collaborazione. L’intento dell’unione è quello di diffondere i valori della vita e della solidarietà e diffondere quanti più messaggi a favore della famiglia e per discutere delle cause di difficoltà della crescita dei bambini. FB for children, con l’omonimo gruppo su Facebook composto da più di 20 mila iscritti, ha lo scopo di aiutare tutti i bimbi, dalla loro nascita alla loro adolescenza, che non hanno possibilità di avere il necessario per la loro crescita ( vestiti, giocattoli, accessori scolastici, tempo, un consiglio ed altro utile alla crescita). Comunicare in famiglia, attraverso la pagina facebook ed il sito www.cominicareinfamiglia.it, desidera offrire alcune risposte alle domande che si pone un genitore, un educatore, risposte che provengono da fonti competenti: pedagogisti, psicologi, insegnati, educatori, consulenti familiari. L’ing. Dario Gulino, presidente dell’associazione FB for children: “La collaborazione con Comunicare in famiglia è importante al fine di divulgare ancor più i messaggi a favore della famiglia. Puntiamo a ridurre le difficoltà delle famiglie e i disagi che subiscono i minori, per il bene dei bambini e della socie The post FB for ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-10By Redazione
È stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone-Borsellino a Palermo nel quartiere dello Zen. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto è stato usato poi come ariete contro il muro dell’istituto scolastico. Sulla vicenda è stata aperta una indagine. Giò nel 2012 il busto di Giovanni Falcone, all’ingresso principale dell’istituto, era stato stato danneggiato: era stato rotto rotto il naso e scarabocchiata tutta la superficie. I vandali cinque anni, dopo aver danneggiato la statua, erano entrati da una finestra, complice il sistema di allarme che si era scaricato già il 25 aprile, e hanno scaraventato a terra armadi, cattedre, banchi e sedie. The post Palermo, staccata la testa del busto di Falcone davanti alla scuola dello Zen appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
Polizia stradale arresta due rumeni per furto d’auto
Nella giornata di ieri, Domenica 9 luglio 2017, personale della Polizia stradale di Ragusa con l’ausilio di una volante del Commissariato di Vittoria ha proceduto all’arresto di due persone di nazionalità rumena, responsabili di furto aggravato di un’autovettura Fiat Panda. In particolare, nel pomeriggio di ieri, verso le ore 14,30, durante un servizio di pattugliamento sulla SS 514, gli agenti della Stradale ricevevano una nota dalla Sala operativa della Questura di Ragusa di un furto appena consumato di un’autovettura Fiat Panda in località Comiso. A seguito dell’avviso, gli operatori decidevano di effettuare un’attenta vigilanza nei paraggi, nel tentativo di intercettare l’autovettura rubata poco prima. Giunti nei pressi del km 15 della SS 514 intercettavano il veicolo oggetto del furto che procedeva in direzione di Catania; gli occupanti del veicolo, con manovra repentina, invertivano la marcia per cui gli agenti si ponevano all’inseguimento dell’autovettura e dopo vari tentativi riuscivano a bloccarli. I due venivano identificati per: STAN SERGIU ION nato in Romania il 05/03/1984, IVAN COV MARIN nato in Romani il 30/01/1978, entrambi con diversi precedenti penali e residenti in provincia di Ragusa. Durante i controlli interveniva sul posto in ausilio anche personale del Commissariato di Vittoria che permetteva di perquisire i soggetti e di porli in stato di arresto per Furto in flagranza aggravato, in concorso. Inoltre, il conducente STAN SERGIU ION, presentando sintomi da abuso di alcol, veniva sottoposto all’alcoltest e trovato positivo, motivo per cui veniva denunciato anche per guida in stato d’ebrezza. I due ... read more
Codici d’onore, uomini d’onore, “la mafia non tocca donne e bambini“, “i mafiosi hanno regole ferree”, “i mafiosi non tradiscono“, “Non si guardano mogli di amici nostri”, “Si deve portare rispetto alla moglie”. E poi ancora: “Non può entrare in Cosa nostra chi ha un parente stretto nelle varie forze dell’ordine”, “chi ha tradimenti sentimentali in famiglia”, e “chi ha un comportamento pessimo e che non tiene ai valori morali”. Sono tutti falsi miti, falsi luoghi comuni. Molte di queste “regole” sono state ritrovate, ad esempio, nel decalogo del “perfetto mafioso” che nel 2007 gli inquirenti avevano sequestrato tra i documenti del boss Salvatore Lo Piccolo. Nulla di più falso anzi, nulla di più drammaticamente falso. Spesso, ancora oggi, si sente parlare di “regole degli uomini d’onore”. Questi “uomini” non hanno né regole, né onore. Eppure le vittime innocenti delle mafie (LEGGI TUTTI I NOMI) sono più di 900. I BAMBINI UCCISI DALLE MAFIE Basti pensare alle 108 bare bianche disseminate dalle mafie da Nord a Sud. Bambini, alcuni anche neonati, uccisi a freddo con un colpo di pistola, colpiti da esplosioni e proiettili con la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma anche sequestrati, dati in pasto ai maiali, sciolti nell’acido e bruciati. La vittima più piccola si chiama Caterina Nencioni, di soli 53 giorni, uccisa con la sorella Nadia, di otto anni, nell’esplosione di via dei Georgofili a Firenze del 1993. Valentina Guarino, invece, aveva solo sei mesi quando è stata colpita da una raffica di proiettili, ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-10By Paolo Borrometi
Alla preselezione del concorso pubblico per 800 cancellieri, indetto dal Ministero della Giustizia, si sono presentate diverse decine di migliaia di persone, secondo qualcuno addirittura 60.000. Immaginate un attimo: l’intera popolazione di Modica animata dalla speranza di entrare a far parte di una ristretta comunità di lavoratori paragonabile, per numero, ad una piccola parrocchia di periferia. E non pensiate che questo sia un fenomeno eccezionale o giustificato solo dalla portata nazionale del concorso! Ed infatti, proprio in questi giorni la ditta appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani di Modica è impegnata nella selezione di personale, per una decina di unità, da destinare nel proprio organico, anche in vista dell’inizio della raccolta differenziata. Bene, per questi pochi posti di lavoro hanno presentato il curriculum in centinaia, secondo qualcuno addirittura mille persone. Mi dicono che la ditta ha dovuto fare una prima importante scrematura, individuando una sessantina di potenziali lavoratori e nei prossimi giorni dovrà scegliere, tra questi, i pochi più fortunati. Alle spalle di questi fatti, citati solo a titolo di esempio, c’è un problema sociale allarmante, che manifesta la grandissima necessità di lavoro rispetto alla quale, però, non corrisponde un numero altrettanto proporzionato di offerta occupazionale. Ovviamente, in un simile stato di cose, il potere contrattuale dei lavoratori diventa estremamente debole, come accadeva cinquanta, cento anni fa, oltre che facile preda di una cultura clientelare, tipica della peggiore e più indegna classe politica italiana (tutt’altro che scomparsa dopo tangentopoli e dopo la fine della prima repubblica). ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-09By Antonio Ruta
Vittoria, tentato omicidio: Polizia arresta un 36enne
La Polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria lo cercava da mesi; da quando il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale aveva comunicato la possibilità che il ricercato si trovasse in zona. La corrispondenza tra gli Uffici era continuata nel corso dei mesi ma di SANDU Costica, rumeno di 36 anni, condannato in Romania dal Tribunale di Neamt alla pena di cinque anni di reclusione perché ritenuto responsabile del reato di tentato omicidio commesso in patria la notte del 21 giugno 2013 si erano perse le tracce. Le autorità romene avevano spiccato un MAE (mandato di arresto europeo) e la Polizia Giudiziaria, in possesso delle sue fotosegnaletiche non ha mai smesso di cercarlo. Poco si sapeva sul suo conto, oltre le foto, anche che suonasse in una band musicale. Ieri pomeriggio i poliziotti hanno fatto irruzione in una casa del centro storico a Vittoria dove negli ultimi giorni si erano concentrate le ricerche perché si era accertato che vi abitassero alcuni suoi familiari. L’uomo è stato trovato e non ha opposto resistenza. Condotto in Commissariato si è proceduto al fotosegnalamento di Polizia Scientifica al fine di accertare mediante la comparazione delle impronte dattiloscopiche la sua identificazione certa. Ottenuto il responso positivo sono stati attivati i canali della cooperazione internazionale ed eseguite le formalità necessarie si è proceduto all’arresto di iniziativa. SANDU Costica è stato portato in carcere a Ragusa e messo a disposizione del Presidente della Corte di Appello ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-08By Redazione
157 anni, 9 mesi e 20 giorni di carcere: storica sentenza della Corte d’Appello di Catania per l’operazione “Agnellino”
157 anni, 9 mesi e 20 giorni di carcere. E’ questa la storica sentenza della Corte d’Appello di Catania sulle persone coinvolte nell’operazione della Polizia di Ragusa dell’aprile del 2014, coordinata dalla dottoressa Valentina Sincero della Procura Distrettuale Antimafia di Catania. La sentenza della Corte d’Appello riforma quella di primo grado, accogliendo pressoché in toto le tesi accusatorie della Procura. In appello, la sentenza emessa dal Gup di Catania, Santino Mirabella, il 29 giugno dello scorso anno, aveva inflitto condanne per 96 anni e 4 mesi. L’operazione antidroga prese il nome di “Agnellino” dal momento che con questo termine alcuni degli imputati, che svolgevano attività di pastorizia, indicavano un chilo di droga con il linguaggio in codice tra loro. I condannati sono: Firrisi Emanuele, anni 22 e mesi 6 Bellassai Corrado, anni 11 e mesi otto Boschi Pieruccio, anni 14 e mesi 4 Cangialosi Rita, anni quattordici, mesi 6 e giorni 20 Errigo Giovanni, anni 14, mesi 6 e giorni 20 Ferrante Antonino, anni venti Firrisi Michele, anni dieci e mesi quattro Incremona Salvatore, anni dieci e mesi quattro Lauretta Giuseppe anni nove Occhipinti Sebastiano, anni otto Saccone Giuseppe, anni otto XeKa Sheptim, anni otto, mesi dieci e giorni venti Xeka Yber, anni tre, mesi dieci e giorni venti I poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa insieme con quelli del Commissariato di Comiso, durante le investigazioni, avevano delineato anche il modus operandi del gruppo. Nello specifico l’organizzazione si riforniva ... read more
Source: La SpiaPublished on 2017-07-08By Paolo Borrometi
Dopo la croce disegnata sulla porta dell’ufficio del gup Nicola Aiello due giorni fa, nuove minacce a lui e al giornalista di Repubblica, Salvo Palazzolo. Stamattina è stata recapitata per posta in redazione a Palermo una lettera anonima scritta al pc con minacce al nostro cronista e al pm. Nella missiva indirizzata a lui al giornale si intima di “finirla cu Borgo Vecchio” e di dire a “Nicola Aiello di tenersi basso a settembre”. In autunno verrà infatti pronunciata la sentenza del processo scaturito dall’operazione Panta rei sulle cosche palermitane. Il processo si svolge in abbreviato davanti al gup Aiello. La Procura di Caltanissetta ha aperto un’indagine sull’intimidazione. I pm della Procura nissena lunedì prossimo sentiranno Nicola Aiello e Salvo Palazzolo. (FONTE: REPUBBLICA) “Condannando questo vile episodio – dice il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo – rivolgo al collega Salvo Palazzolo il mio personale abbraccio e l’auspicio che un simile gesto non fermi la sua preziosa attività professionale”. Anche l’Ordine dei giornalisti di Sicilia esprime “la più piena solidarietà” a Salvo Palazzolo “nella certezza che il tentativo di intimidirlo sarà da lui completamente ignorato e che continuerà a fare il suo lavoro senza risentire di condizionamenti. Gesti come quelli indirizzati contro Salvo sono dettati, infatti, dal livore e dai timori nutriti nei confronti dei cronisti, che non sono mai da soli, perché hanno al proprio fianco le testate per cui scrivono e tutti i colleghi che condividono la stessa voglia di informare e di fare sempre e comunque il proprio dovere”. La più totale ... read more

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