Source: https://www.tabelleretributive.it/ccnl_Dirigenti_-_Enti_Locali_(dal_010195).html
Timestamp: 2019-05-27 05:28:05+00:00

Document:
(Decorrenza: 1º gennaio 2006 - Scadenza 31 dicembre 2009)
1. Il presente contratto collettivo nazionale si applica a tutto il personale con qualifica dirigenziale e con rapporto di lavoro a tempo indeterminato dipendente dagli Enti del Comparto regioni-autonomie locali, comprese le IPAB, di cui all'Area dirigenziale II, prevista dall'art. 2, comma 1, secondo alinea, del contratto collettivo nazionale quadro del 1º febbraio 2008, per la definizione delle autonome aree di contrattazione della dirigenza per il quadriennio 2006-2009.
Il presente contratto concerne il periodo 1º gennaio 2006-31 dicembre 2009 per la parte normativa ed è valido 1º gennaio 2006-31 dicembre 2007 per la parte economica.
Per quanto non previsto dal presente contratto collettivo, restano in vigore le norme dei precedenti c.c.n.l.
La responsabilità particolarmente grave del dirigente, accertata secondo le procedure adottate da ciascun Ente nel rispetto delle previsioni dell'art. 23 del c.c.n.l. del 10 aprile 1996, come sostituito dall'art. 14 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, costituisce giusta causa di recesso. La responsabilità particolarmente grave è correlata:
L'atto di recesso è adottato in conformità a quanto previsto dall'art. 15, commi 2 e 3, del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999.
Costituisce condizione risolutiva del recesso l'annullamento della procedura di accertamento della responsabilità del dirigente, disciplinata da ciascun Ente ai sensi dell'art. 23 del c.c.n.l. del 10 aprile 1996, come sostituito dall'art. 14 del c.c.n.l. 23 dicembre 1999.
Tutti i rinvii all'art. 27, comma 4, del c.c.n.l. del 10 aprile 1996 e successive modificazioni ed integrazioni, contenuti nei vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro, devono ritenersi riferiti al presente articolo.
Al termine del periodo di sospensione da ogni incarico dirigenziale, di cui all'art. 23-ter del c.c.n.l. del 10 aprile 1996, introdotto dall'art. 13 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006, l'Ente affida al dirigente interessato un incarico tra quelli istituiti secondo la disciplina dell'ordinamento vigente, nel rispetto delle previsioni dell'art. 22 del c.c.n.l. del 10 aprile 1996, come modificato dall'art. 13 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999 e dall'art. 10 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006. La mancata accettazione da parte del dirigente dell'incarico proposto costituisce giusta causa di recesso del rapporto di lavoro.
La presente disciplina trova applicazione dalla data di definitiva sottoscrizione del presente c.c.n.l.. Dalla medesima data sono disapplicate le disposizioni dell'art. 27 del c.c.n.l. del 10 aprile 1996 e quelle dell'art. 11 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006.
Capo II - NORME DISCIPLINARI - RESPONSABILITA' DISCIPLINARE
Costituisce principio generale la distinzione tra le procedure ed i criteri di valutazione dei risultati e quelli relativi alla responsabilità disciplinare, anche per quanto riguarda gli esiti delle stesse. La responsabilità disciplinare attiene alla violazione degli obblighi di comportamento, secondo i principi e le modalità di cui al presente c.c.n.l. e resta distinta dalla responsabilità dirigenziale, disciplinata dall'art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001, che viene accertata secondo le procedure definite nell'ambito del sistema di valutazione, nel rispetto della normativa vigente.
I dirigenti si conformano al codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, adottato con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri 28 novembre 2000, in quanto loro applicabile. Ai sensi dell'art. 54 del D.Lgs. n. 165/2001, tale codice viene allegato al presente c.c.n.l. (Allegato 1).
In sede di prima applicazione del presente c.c.n.l., il codice disciplinare deve essere obbligatoriamente reso pubblico nelle forme di cui al comma 11, entro 15 giorni dalla data di stipulazione del c.c.n.l. e si applica dal quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Resta fermo che le sanzioni previste dal D.Lgs. n. 150/2009 si applicano dall'entrata in vigore del decreto medesimo.
Resta fermo l'obbligo di sospensione del dirigente in presenza dei casi già previsti dagli artt. 58, comma 1, lett. a), b), limitatamente all'art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell'art. 58 comma 1, lett. a) e all'art. 316 del codice penale, lett. b) e c), del D.Lgs. n. 267/2000. E' fatta salva l'applicazione dell'art. 7, comma 9, n. 2, qualora l'Ente non disponga, ai sensi dell'art. 55-ter del D.Lgs. n. 165/2001, la sospensione del procedimento disciplinare fino al termine di quello penale, ai sensi dell'art. 10.
Qualora, oltre ai fatti che hanno determinato il licenziamento di cui al comma 3, siano state contestate al dirigente altre violazioni, ovvero nel caso in cui le violazioni siano rilevanti sotto profili diversi da quelli che hanno portato al licenziamento, il procedimento disciplinare viene riaperto secondo le procedure previste dal presente c.c.n.l.
Il dirigente che abbia accettato l'indennità supplementare in luogo della reintegrazione, per un periodo pari ai mesi cui è correlata la determinazione dell'indennità supplementare e con decorrenza dalla sentenza definitiva che ha dichiarato l'illegittimità o la ingiustificatezza del licenziamento, può avvalersi della disciplina di cui all'art. 31, comma 10, del c.c.n.l. del 10 aprile 1996, senza obbligo di preavviso. Qualora si realizzi il trasferimento ad altro Ente, il dirigente ha diritto ad un numero di mensilità pari al solo periodo non lavorato.
La presente disciplina trova applicazione dalla data di definitiva sottoscrizione del presente c.c.n.l.. Dalla medesima data sono disapplicate le disposizioni dell'art. 13 del c.c.n.l. del 12 febbraio 2002.
Lo stipendio tabellare della qualifica unica dirigenziale come stabilito dall'art. 2, comma 2, del c.c.n.l. del 14 maggio 2007, è incrementato dei seguenti importi mensili lordi, per tredici mensilità, con decorrenza dalle date sottoindicate:
a) dal 1º aprile 2006 di € 15,74;
b) rideterminato dal 1º luglio 2006 in € 26,24;
c) rideterminato dal 1º gennaio 2007 in € 141,386.
A seguito della applicazione della disciplina del comma 1, il nuovo stipendio tabellare annuo a regime della qualifica unica dirigenziale, con decorrenza dal 1º gennaio 2007, è rideterminato in € 41.968,00 comprensivo del rateo della tredicesima mensilità.
E' confermato il maturato economico annuo di cui all'art. 35, comma 1, lett. b) del c.c.n.l. del 10 aprile 1996 nonché la retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita.
Il valore economico della retribuzione di tutte le posizioni dirigenziali ricoperte alla data dell'1 gennaio 2007, nell'importo annuo per tredici mensilità, determinato secondo la disciplina dell'art. 27 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, è incrementato di un importo annuo lordo, comprensivo del rateo di tredicesima mensilità, pari a € 478,40. Conseguentemente, le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, sono incrementate, per l'anno 2007, in misura corrispondente agli incrementi di retribuzione riconosciuti a ciascuna funzione dirigenziale.
A decorrere dal 31 dicembre 2007, i valori minimi e massimi della retribuzione di posizione di cui all'art. 27, comma 2, del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, come modificati dall'art. 4, comma 3, del c.c.n.l. del 14 maggio 2007, sono conseguentemente rideterminati nel valore minimo di € 10.922,17 e nel valore massimo di € 44.491,87; resta in ogni caso ferma la disciplina prevista dall'art. 27, comma 5, del citato c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, come modificato dall'art. 24 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006.
Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, sono altresì incrementate negli importi ed alle scadenze di seguito indicate.
Gli enti locali possono integrare, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, qualora siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) effettiva adozione di adeguati sistemi di valutazione delle prestazione e dei risultati dei dirigenti, secondo le previsioni dell'art. 14 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999;
A decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per il solo anno 2008, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, i comuni e le province, possono incrementare le risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999 fino ad un massimo dell'1% del monte salari del 2005 relativo alla dirigenza, qualora il rapporto tra il numero di posizioni dirigenziali previste dal proprio ordinamento coperte ed il personale in servizio alla data del 31 dicembre 2007 sia non superiore ai seguenti valori:
A decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per il solo anno 2008, i comuni e le province in aggiunta all'aumento di cui al comma 2, possono incrementare le risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999 fino ad un massimo dello 0,5% del monte salari 2005 relativo alla dirigenza, qualora sia stato rispettato patto di stabilità interno anche per l'anno 2008 ed il rapporto tra il numero di posizioni dirigenziali coperte ed il personale in servizio alla data del 31 gennaio 2007 sia non superiore ai seguenti valori per classe demografica:
In sostituzione dei parametri di cui al comma 2, fermo restando il rispetto dei requisiti di cui al comma 1, lett. a), b), c) e d), i comuni e le province, a decorrere dal 31 dicembre 2007 ed a valere per il solo anno 2008, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, possono incrementare le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, fino ad un massimo dell'1% del monte salari del 2005 relativo alla dirigenza, qualora il rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti sia non superiore ai seguenti valori:
In sostituzione dei parametri di cui al comma 3, i comuni e le province, a decorrere dal 31 dicembre 2007 ed a valere per il solo anno 2008, in aggiunta all'aumento di cui al comma 4, possono incrementare le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, fino ad un massimo dello 0,5% del monte salari del 2005 relativo alla dirigenza, qualora sia stato rispettato il patto di stabilità interno anche per l'anno 2008 ed il rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti sia non superiore ai seguenti valori:
A decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per il solo anno 2008, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, i comuni capoluogo delle aree metropolitane, di cui all'art. 22 del D.Lgs. n. 267/2000, che abbiano rispettato il patto di stabilità interno per il triennio 2005-2007 nonché i vincoli di contenimento della spesa per il personale previsti dalla vigente legislazione, possono incrementare le risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999 fino all'1% del monte salari del 2005 relativo alla dirigenza, qualora il rapporto tra il numero di posizioni dirigenziali previste dal proprio ordinamento coperte ed il personale in servizio alla data del 31 dicembre 2007 sia pari o inferiore a 1/55.
a) rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti non superiore al 25%, ai fini dell'incremento delle risorse dell'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, di cui al comma 6;
b) rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti di cui alla lett. a) e rispetto del patto di stabilità interno anche per l'anno 2008, ai fini dell'incremento delle risorse dell'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, di cui al comma 7.
A decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per il solo anno 2008, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, le regioni, che abbiano rispettato il patto di stabilità interno per il triennio 2005-2007 nonché i vincoli di contenimento della spesa per il personale previsti dalla vigente legislazione, possono incrementare le risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999 fino allo 0,6% del monte salari del 2005 relativo alla dirigenza, qualora il rapporto tra numero di dirigenti in servizio effettivo e il personale in servizio alla data del 31 dicembre 2007 sia pari o inferiore a 1/10 ovvero sia stato ridotto il numero dei dirigenti in servizio effettivo al 31 dicembre 2007 rispetto al 31 dicembre 2006 nella misura del 5%.
A decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per l'anno 2008, le regioni in aggiunta all'aumento di cui all'art. 16 ed al comma 1, possono incrementare le risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999 fino allo 0,9% del monte salari 2005 relativo alla dirigenza, qualora sia stato rispettato il patto di stabilità anche per l'anno 2008 ed il rapporto tra numero di dirigenti in servizio effettivo e personale in servizio alla data del 31 dicembre 2007 sia pari o inferiore a 1/15 ovvero sia stato ridotto il numero dei dirigenti in servizio effettivo al 31 dicembre 2007 rispetto al 31 dicembre 2006 nella misura dell'8%.
a) rapporto tra spesa del personale e spesa corrente depurata della spesa sanitaria non superiore al 35%, ai fini dell'incremento delle risorse dell'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, di cui al comma 1;
b) rapporto tra spesa del personale e spesa corrente depurata della spesa sanitaria uguale o inferiore al 30% e rispetto del patto di stabilità interno anche per l'anno 2008, ai fini dell'incremento delle risorse dell'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, di cui al comma 2.
Con propri specifici atti, le regioni individuano, tra quelli di cui ai precedenti commi da 1 a 3, i criteri che possono trovare applicazione per ciascuno dei propri enti strumentali per l'incremento delle risorse delle risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999.
Le Camere di commercio possono integrare, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, e nella misura rispettivamente prevista dal comma 2, le risorse finanziarie, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, qualora siano in possesso dei seguenti requisiti, riferiti al 31 dicembre 2007:
d) l'esito, presso la singola Camera di commercio, delle valutazioni dei risultati dei dirigenti, strutturate secondo il sistema delineato nell'art. 7 del c.c.n.l. del 14 maggio 2007, non inferiore alla media complessiva del 90% per il biennio 2006-07 del valore massimo attribuibile secondo il sistema di valutazione adottato.
A decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per il solo anno 2008, in aggiunta alle disponibilità derivanti dall'applicazione dell'art. 16, le Camere di Commercio, qualora siano in possesso dei requisiti del comma 1, possono incrementare le risorse di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, fino ad un massimo dell'1,5% del monte salari del 2005 relativo alla dirigenza, secondo le condizioni ed i valori percentuali di seguito indicati:
In aggiunta alla retribuzione di posizione e di risultato, ai dirigenti possono essere erogati direttamente, a titolo di retribuzione di risultato, solo i compensi previsti da specifiche disposizioni di legge, come espressamente recepite nelle vigenti disposizioni della contrattazione collettiva nazionale e secondo le modalità da queste stabilite: art. 92, comma 5, D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006; art. 37 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999; art. 3, comma 57 della legge n. 662/1996; art. 59, comma 1, lett. p) del D.Lgs. n. 446/1997 (recupero evasione ICI); art. 12, comma 1, lett. b) del D.L. n. 437/1996, convertito nella legge n. 556/1996. L'ente definisce l'incidenza delle suddette erogazioni aggiuntive sull'ammontare della retribuzione di risultato sulla base criteri generali oggetto di previa concertazione sindacale, ai sensi dell'art. 6 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006.
Le somme risultanti dall'applicazione del principio dell'onnicomprensività del trattamento economico dei dirigenti, riferite anche ai compensi per incarichi non connessi direttamente alla posizione dirigenziale attribuita, integrano le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato, secondo la disciplina dell'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999.
Le risorse di cui al comma 4, al lordo di tutti gli oneri riflessi assistenziali, previdenziali e fiscali, sono utilizzate per incrementare, ai sensi dell'art. 29 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, la retribuzione di risultato dei dirigenti, sulla base di criteri volti a valorizzare, in via prioritaria ed in misura prevalente, quella dei dirigenti che hanno svolto i singoli incarichi. I suddetti criteri sono definiti dall'Ente, previa concertazione sindacale, ai sensi dell'art. 6 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006.
E' disapplicata dalla data di definitiva sottoscrizione del presente contratto collettivo la disciplina dell'art. 32 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999.
Decorrenza: 1º gennaio 2008 - Scadenza 31 dicembre 2009
1. Il presente contratto concerne il periodo 1º gennaio 2008-31 dicembre 2009 e concerne gli istituti del trattamento economico di cui ai successivi articoli.
1. Lo stipendio tabellare della qualifica unica dirigenziale, come stabilito dall'art. 14, comma 2, del c.c.n.l. del 22 febbraio 2010, è incrementato dei seguenti importi mensili lordi, per tredici mensilità, con decorrenza dalle date sottoindicate:
a) dal 1º aprile 2008: di € 15,74;
b) rideterminato dal 1º luglio 2008: in € 26,24;
c) rideterminato dal 1º gennaio 2009: in € 103,30.
2. A seguito della applicazione della disciplina del comma 1, il nuovo stipendio tabellare annuo a regime della qualifica unica dirigenziale, con decorrenza dal 1º gennaio 2009, è rideterminato in € 43.310,90, comprensivo del rateo della tredicesima mensilità.
3. E' confermato il maturato economico annuo, di cui all'art. 35, comma 1, lett. b) del c.c.n.l. del 10 aprile 1996, nonché la retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita.
1. Il valore economico della retribuzione di tutte le posizioni dirigenziali ricoperte alla data del 1º gennaio 2009, nell'importo annuo per tredici mensilità, determinato secondo la disciplina dell'art. 27 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, è incrementato, con decorrenza dalla medesima data del 1º gennaio 2009, di un importo annuo lordo, comprensivo del rateo di 13ª mensilità, pari a € 611,00. Conseguentemente, le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, sono incrementate, per l'anno 2009, in misura corrispondente agli incrementi di retribuzione riconosciuti a ciascuna funzione dirigenziale.
2. Gli enti, nei limiti delle risorse complessivamente destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato, a decorrere dal 1º gennaio 2009, possono adeguare il valore della retribuzione delle posizioni dirigenziali non ricoperte alla medesima data, tenendo conto degli incrementi risultanti dall'applicazione del comma 1.
3. A decorrere dal 31 dicembre 2009, i valori minimi e massimi della retribuzione di posizione di cui all'art. 27, comma 2, del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, come modificati dall'art. 16, comma 3 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2010, sono conseguentemente rideterminati nel valore minimo di € 11.533,17 e nel valore massimo di € 45.102,87; resta in ogni caso ferma la disciplina prevista dall'art. 27, comma 5 del citato c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, come modificato dall'art. 24 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2006.
4. Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, di cui all'art. 26 del c.c.n.l. del 23 dicembre 1999, sono altresì incrementate, con decorrenza dal 1º gennaio 2009, nella misura dello 0,73% del monte salari relativo alla dirigenza per l'anno 2007.
5. Le risorse di cui al comma 4 sono confermate anche per gli anni successivi al 2009 e, sommandosi a quelle già previste dall'art. 16, comma 4 del c.c.n.l. del 22 febbraio 2010, sono destinate integralmente al finanziamento della sola retribuzione di risultato dei dirigenti.
Qualifica unica dirigenziale 3331.61 0 0 0 156 26

References: sentenza 
 art. 92
 art. 37
 art. 3
 art. 59
 art. 12