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Timestamp: 2019-05-19 09:19:22+00:00

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R E G O L A M E N T O C O M U N A L E P E R L A T U T E L A D E L L I N Q U I N A M E N T O A C U S T I C O - PDF
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1 C O M U N E D I S A N T A N T I O C O P R O V I N C I A C A R B O N I A I G L E S I A S R E G O L A M E N T O C O M U N A L E P E R L A T U T E L A D E L L I N Q U I N A M E N T O A C U S T I C O
2 INDICE INTRODUZIONE Pag Oggetto 2. Campo di Applicazione 3. Quadro normativo di riferimento 4. Competenze dei Comuni Procedimenti amministrativi di prevenzione 5. Definizioni CAPITOLO I ZONIZZAZIONE ACUSTICA COMUNALE Pag Zone Omogenee: Definizione e disciplina delle classi acustiche 2. Valori limite di riferimento 3. Zone Particolari a. Aree Militari b. Aree adibite a manifestazioni temporanee c. Viabilità stradale e ferroviaria CAPITOLO II SORGENTI SONORE PRESCRIZIONI Pag Sorgenti sonore generiche 2. Sorgenti sonore industriali a ciclo continuo 3. Infrastrutture di trasporto 4. Sistemi di allarme 5. Pubblici esercizi (dehors) 6. Cantieri edili 7. Sorgenti sonore interne ad edifici 8. Sorgenti sonore legate ad attività domestiche 9. Sorgenti sonore legate ad attività di manutenzione verde privato 10. Sorgenti sonore in luoghi di intrattenimento con impianti elettroacustici per la diffusione musicale 11. Controlli e misure 12. Aree con differente classificazione acustica 13. Fasce cuscinetto CAPITOLO III AREE DESTINATE A MANIFESTAZIONI TEMPORANEE Pag Premessa 2. Autorizzazioni 3. Procedura di autorizzazione 4. Autorizzazioni in deroga 5. Autorizzazioni in deroga richiesta 6. Autorizzazioni in deroga rilascio CAPITOLO IV PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO Pag Premessa 2. Piani di risanamento acustico delle imprese 3. Piani di risanamento acustico comunali CAPITOLO V PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI DI PREVENZIONE Pag Premessa 2. Valutazione previsionale di impatto acustico 3. Opere e attività soggette alla predisposizione della documentazione di impatto acustico 4. Elenco impianti e attività rumorose 5. Elenco piccole attività artigianali non rumorose 6. Documentazione di impatto acustico 7. Valutazione previsionale del clima acustico 8. Impianti a ciclo produttivo continuo 9. Attività che utilizzano impianti elettroacustici di amplificazione e diffusione sonora 10. Acustica edilizia 11. Modalità di presentazione della documentazione 12. Verifiche APPENDICE MODULI AMMINISTRATIVI Pag. 39 pag 2/46
3 I N T R O D U Z I O N E QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO E PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI DI INTERESSE pag 3/46
4 GENERALITA 1. Oggetto Il presente documento costituisce adempimento all art. 6 comma e) della Legge quadro n. 447/95 e alle Direttive in materia di inquinamento acustico ambientale, della Regione Autonoma della Sardegna approvate con Delibera n. 62/9 del 14/11/2008, costituendo strumento per la gestione delle problematiche connesse con l inquinamento acustico in ambiente esterno ed abitativo e un supporto all applicazione della classificazione acustica, senza sostituire in nulla le disposizioni di legge e gli strumenti urbanistici vigenti. Per argomenti non trattati nel presente regolamento si deve fare riferimento alla normativa generale che disciplina il settore ed alle disposizioni degli strumenti urbanistici fra cui, primo per importanza, il Piano Regolatore Generale Comunale. 2. Campo di applicazione Le indicazioni contenute nel presente documento si applicano al contesto di inquinamento acustico, laddove per inquinamento acustico si intende, come citato all art. 2 della legge quadro, l introduzione di rumore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell ambiente abitativo o dell ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Sono esclusi gli ambienti destinati ad attività produttive per le quali vige la normativa di cui al decreto legislativo n. 277 del 15 agosto 1991 ad eccezione dell immissione di rumore prodotto da sorgenti sonore esterne ai locali ove hanno luogo le attività produttive. Ai fini di cui sopra valgono le definizioni indicate dalla Legge quadro n.447, relativi decreti attuativi e L.R. n. 52/ Quadro normativo di riferimento Con la legge quadro sull inquinamento acustico del 26 Ottobre 1995, n 447, l Italia si è dotata di uno strumento normativo organico, che considera il rumore nei suoi molteplici aspetti: differenziazione per tipi di sorgenti e relative competenze limiti di emissione, di immissione e di qualità modalità di rilievo modalità di risanamento procedimenti amministrativi di prevenzione, ecc. Questa legge ha stabilito i principi fondamentali in materia di tutela degli ambienti di vita e dell ambiente esterno dall inquinamento acustico, mentre l emanazione dei decreti e dei regolamenti ivi previsti è stata demandata a specifici organi dello Stato quali i Ministeri dell Ambiente, della Sanità, delle Infrastrutture e Trasporti. Le attività di pianificazione, controllo e vigilanza sull applicazione di questi decreti sono invece rimasti a carico di Regioni, Province e Comuni. La Regione Sardegna con Delibera n. 62/9 del 14/11/2008 ha approvato il documento tecnico denominato Direttive regionali in materia di inquinamento acustico. Altri riferimenti normativi sono: pag 4/46
5 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997: Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore Decreto Ministeriale 16 marzo 1998: Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico Decreto Ministeriale 29 novembre 2000: Criteri per la predisposizione, da parte degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991: Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 1997: Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 aprile 1999 n. 215: Requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi Decreto Ministero dell Ambiente 29 novembre 2000: Criteri per la predisposizione, da parte degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore Decreto 11 novembre 1996: Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004, n. 142: Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 maggio 1998 n. 120: Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l attività del tecnico competente in acustica ambientale, ai sensi dell art.3 comma 1, lettera b) e dell art. 2 commi 6, 7 e 8 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull inquinamento acustico Decreto del Presidente della Repubblica 3 aprile 2001, n.304 -"Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell'art.11 della legge 26 novembre 1995,n.447" Direttiva 2000/14/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio dell' 8 maggio 2000 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all' aperto. 4. Competenze dei Comuni - Procedimenti amministrativi di prevenzione L approvazione del Piano di Classificazione Acustica del territorio comunale costituisce il primo e più importante provvedimento amministrativo di competenza comunale nella direzione della prevenzione dell inquinamento acustico; col Piano di Classificazione Acustica potranno infatti trovare applicazione i numerosi procedimenti amministrativi previsti dalla Legge quadro n 447/95, procedimenti che nel seguito si elencano: 1. Procedimento di verifica e valutazione previsionale del clima acustico 2. Procedimento di verifica e valutazione previsionale di impatto acustico 3. Procedimento di autorizzazione attività rumorose temporanee 4. Procedimento di verifica dei requisiti acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti acustici passivi degli edifici 5. Procedimento di autorizzazione impianti a ciclo produttivo continuo 6. Disciplina delle attività che utilizzano impianti elettroacustici di cui al DPCM 215/ Procedimento di redazione e approvazione dei Piani di Risanamento Acustico di interesse delle Imprese 8. Procedimento di redazione e approvazione dei Piani di Risanamento Acustico di interesse comunale 9. Procedimento di redazione e approvazione dei Piani di contenimento del rumore da parte degli Enti gestori di infrastrutture stradali procedimenti che costituiscono la effettiva attuazione pratica delle attività di prevenzione amministrativa delegata pag 5/46
6 dalla legge quadro n 447/95 alle amministrazioni comunali. 5. Definizioni Accostamento critico: l accostamento di aree i cui valori di qualità differiscono in misura superiore a 5 db(a). Accostamenti critici rimossi: accostamenti critici presenti al termine della Fase II che, in seguito ad operazioni di omogeneizzazione (Fase III) sono stati eliminati; determinano delle potenziali criticità acustiche in quanto le attività localizzate nelle aree a classe più alta, essendo interessate da una riduzione critica, devono rispettare limiti di emissione ed immissione più restrittivi di quelli appropriati alle proprie esigenze acustiche. Accostamenti critici residui: accostamenti critici che non è stato possibile eliminare in Fase III (con l omogeneizzazione) o in Fase IV (con l inserimento di fasce cuscinetto). Area di studio: l area di studio rappresenta la porzione di territorio oltre la quale l azione della componente rumore indotta dall opera in progetto può essere considerata trascurabile. Nei casi più semplici essa può essere determinata empiricamente dal proponente, mentre in situazioni più complesse si farà riferimento a quanto segue: L azione della componente rumore è considerata trascurabile quando il massimo rumore immesso dall opera in progetto risulta conforme ai limiti fissati dal D.P.C.M. 14/11/97 Valori limite delle sorgenti sonore e risulti inferiore di almeno 5 db(a) al valore minimo della rumorosità residua presente nell area nel periodo di riferimento considerato (diurno o notturno). Il valore minimo della rumorosità residua di un area è rappresentato dal valore del livello statistico L90 calcolato su base oraria. Aree a superficie ridotta: aree con superficie inferiore a m 2 e non costituenti un isolato, che determinano processi di omogeneizzazione. Clima Acustico: le condizioni sonore esistenti in una determinata porzione di territorio, derivanti dall'insieme di tutte le sorgenti sonore naturali ed antropiche. Impatto acustico: alterazioni delle condizioni di clima acustico prodotte dall inserimento di una nuova attività, infrastruttura o altro Fascia Cuscinetto : parte di territorio non completamente urbanizzata, ricavata da una o più aree in accostamento critico al fine di rimuovere gli accostamenti critici; di norma le fasce cuscinetto sono delimitate da confini paralleli e distanti almeno 50 m. Ricettore: qualsiasi edificio adibito ad ambiente abitativo o ad attività lavorativa o ricreativa, comprese le relative aree esterne di pertinenza; aree naturalistiche vincolate, parchi pubblici e aree esterne destinate ad attività ricreative e allo svolgimento della vita sociale della collettività; aree territoriali edificabili già individuate dai piani regolatori generali vigenti alla data di presentazione della documentazione di impatto acustico. Tecnico competente in acustica ambientale: la figura professionale cui è stato riconosciuto il possesso dei requisiti previsti dall articolo 2, commi 6 e 7 della L. 447/95. pag 6/46
7 C A P I T O L O I ZONIZZAZIONE ACUSTICA COMUNALE DEFINIZIONE E DISCIPLINA DELLE CLASSI ACUSTICHE, DELLA VIABILITÀ STRADALE E DI QUELLA FERROVIARIA pag 7/46
8 LA ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE 1. Zone omogenee: definizione e disciplina delle classi acustiche Ai sensi dell art. 6 della Legge n. 447 del Legge quadro sull inquinamento acustico, si è provveduto alla suddivisione del territorio in zone o classi omogenee, secondo la classificazione stabilita dal DPCM Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. Nella tabella che segue si riportano le classi nelle quali è stato ripartito il territorio comunale e le relative definizioni individuate dal D.P.C.M. 14 novembre Classificazione del territorio comunale Classe I Aree particolarmente protette II Aree destinate ad uso Prevalentemente residenziale Descrizione Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali III Aree di tipo misto Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici; aree portuali a carattere turistico IV Aree di intensa attività umana Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e linee ferroviarie; le aree portuali a carattere commerciale-industriale, le aree con limitata presenza di piccole industrie. V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e scarsità di abitazioni. Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prove di insediamenti abitativi 2. Valori limite di riferimento Così come definito dall art. 2 della legge n. 447/95 si riportano le sotto indicate definizioni: - valori limite di emissione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in corrispondenza degli spazi utilizzati da persone e comunità; - valori limite di immissione: il valore massimo di rumore che può esse immesso dall insieme di tutte le sorgenti sonore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori; pag 8/46
9 - valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l ambiente; - valori di qualità: i valori di rumore di immissione da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obbiettivi di tutela previsti dalla legge n. 447/95. I valori di cui sopra sono determinati in relazione alla tipologia della sorgente, al periodo della giornata e alla destinazione d uso della zona da proteggere. Per quanto riguarda i valori limite di immissione essi sono distinti in: - valori limite assoluti, determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale; - valori limite differenziali, determinati con riferimento alla differenza tra il livello equivalente di rumore ambien-tale ed il rumore residuo. Si riportano nel seguito le sotto indicate tabelle di riferimento: Classi di destinazione D uso del territorio Valori limite di emissione Leq in db(a) Tempi di riferimento Diurno ( ) I Aree particolarmente protette Notturno ( ) II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Classi di destinazione D uso del territorio Valori limite assoluti di immissione Leq in db(a) Tempi di riferimento Diurno ( ) I Aree particolarmente protette Notturno ( ) II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali pag 9/46
10 Valori limite differenziali di immissione Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) DB 5 db 3 Tali valori non si applicano: - nelle aree classificate nella classe acustica VI; - se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno; - se il livello del rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno; Inoltre tali valori non si applicano alla rumorosità prodotta. - Dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; - Da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; - Da servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso. Classi di destinazione d uso del territorio Valori di qualità (di immissione) Leq in db(a) Tempi di riferimento Diurno ( ) I Aree particolarmente protette Notturno ( ) II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Zone particolari a) aree militari Fatto salvo che queste aree sono soggette ai limiti di zona previsti dalla zonizzazione acustica, la Legge quadro n. 447/1995 all art. 11, comma 3, prevede che la prevenzione e l inquinamento acustico nelle aree esclusivamente interessate da installazioni militari e nelle attività delle forze armate sono definiti mediante specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui all art. 3 della legge n. 898/1976 e successive modificazioni b) Aree adibite a manifestazioni temporanee Nell ambito del territorio comunale, ai sensi dell art. 4, comma 1, lett. a) della legge quadro n 447/95, sono state individuate diverse aree destinate a manifestazioni a carattere temporaneo, mobile o all aperto; tali aree pag 10/46
11 sono normalmente soggette ai limiti acustici propri della classe cui appartengono; tuttavia in occasione di manifestazioni temporanee, di durata limitata nel tempo, è consentito il superamento di tali limiti, previa specifica ed apposita autorizzazione dell Autorità Comunale competente e conformemente alle prescrizioni nel seguito indicate. Le aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, mobile o all aperto sono state individuate, in conformità alle Linee guida della regione Sardegna, nel rispetto dei criteri sotto indicati: - le aree devono avere caratteristiche tali da non penalizzare acusticamente le possibili attività delle aree ove sono localizzati i recettori più vicini, consentendo per questi un agevole rispetto dei limiti di immissione; - non deve essere creato disagio alla popolazione residente nelle vicinanze, anche in relazione a tutti gli aspetti collegati alle manifestazioni, quali ad esempio il traffico indotto; - la scelta di tali aree è stata fatta tenendo in conto criteri di compatibilità con recettori sensibili quali Ospedali, case di cura ecc. c) viabilità stradale Considerata la loro rilevanza per l impatto acustico ambientale, le infrastrutture stradali e ferroviarie sono elementi di primaria importanza ai fini della redazione del Piano di classificazione acustica comunale. Per tali infrastrutture non si applica il disposto degli articoli 2, 6 e 7 (valori limite di emissione, valori di attenzione e valori di qualità) del D.P.C.M. 14 novembre 1997; in particolare per le aree adiacenti alla viabilità stradale vigono due distinte discipline e regolamentazioni del rumore che fanno riferimento rispettivamente: 1. al DPCM 14/11/1997, tabelle allegate A, B e C, per quanto attiene alle porzioni di territorio influenzate dalle infrastrutture stradali o ferroviarie, con la sola esclusione delle fasce di pertinenza acustica, ed a tutte le fonti di rumore; 2. al DPCM 14/11/1997, tabelle allegate A, B e C, per quanto attiene alle fasce di pertinenza acustica ed a tutte le fonti di rumore, ad eccezione della rumorosità prodotta dal traffico stradale o ferroviario sull arteria a cui si riferiscono; 3. al DPR 142/2004, tabelle allegate 1 e 2, e DPR 459/1998, per quanto attiene alle fasce di pertinenza acustica ed ai limiti assoluti di immissione in esse ammissibili, riferiti al solo rumore prodotto dalle infrastrutture stradali o ferroviarie medesime. In riferimento alla viabilità interna al centro abitato, strade E - urbane di quartiere ed F - locali, il DPR 142/2004 ha individuato una fascia di pertinenza acustica di 30 m mentre per i valori limite assoluti di immissione ne ha demandato ai Comuni la definizione, nel rispetto dei valori riportati in tabella C allegata al DPCM 14/11/1997 e comunque in modo conforme alla zonizzazione acustica delle aree urbane, come prevista dall art. 6, comma 1, lett. a) della legge n. 447/1995. Le Linee guida regionali, in particolare con la Circolare esplicativa del paragrafo 15 Classificazione della viabilità stradale e ferroviaria, hanno ulteriormente disciplinato le modalità di classificazione delle aree prospicienti la viabilità interna ai centri abitati prevedendone l inserimento rispettivamente in classe II, in classe III o in classe IV, anche in relazione ai livelli di classificazione delle zone attraversate. Viabilità stradale Per quanto concerne il traffico veicolare è ampiamente dimostrato che nelle aree urbane esso costituisce la principale fonte d inquinamento acustico e conseguentemente, per consentire una compiuta classificazione acustica del territorio, risulta necessario considerarne il relativo apporto, tenuto conto delle caratteristiche specifiche delle varie strade. Per la determinazione delle fasce di pertinenza si è fatto riferimento al DPR n. 142 del Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell art.11 della legge n A partire dal confine stradale, e per ciascun lato, sono fissate fasce territoriali di pertinenza delle infrastrutture suddivise in due parti: - la prima, più vicina pag 11/46
12 - la seconda, più distante Tutte le altre strade, in quanto riconducibili alle tipologie: - strade urbane di quartiere - strade di tipo locale e interessate, in generale, da un flusso di traffico estremamente ridotto e inferiore ai 50 veicoli /ora, sono state considerate parte integrante dell area di appartenenza ai fini della classificazione acustica. Relativamente al territorio del Comune di S. Antioco non si è riscontrata la presenza di linee ferroviarie o assimilabili. pag 12/46
13 C A P I T O L O I I SORGENTI SONORE PRESCRIZIONI pag 13/46
14 1. Sorgenti sonore generiche Qualunque sorgente sonora attiva sul territorio comunale deve rispettare i limiti previsti dal D.P.C.M. 14/11/97 "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore" e riportati al capitolo I secondo il piano di classificazione acustica del territorio comunale. Al fine di prevenire forme di inquinamento acustico, compatibilmente a quanto previsto dalle NTA del PRGC, non è consentito l insediamento di nuove realtà produttive all interno di aree inserite in classe I e II. Ai fini del contenimento delle emissioni acustiche da traffico veicolare si rimanda a quanto prescritto dal Nuovo Codice della Strada (Decreto Legislativo del Governo n 285 del 30 aprile 1992), relativamente alla conduzione dei veicoli. E inoltre vietato nelle vicinanze di edifici mantenere acceso il motore degli autoveicoli in sosta per tempi superiori a 5 minuti, laddove non esistano specifiche esigenze dimostrabili. I progetti di modifiche sostanziali della viabilità urbana presso aree con presenza di ricettori sensibili (aree poste in classe I dal piano di classificazione acustica), devono essere corredati da apposita valutazione di impatto acustico. 2. Sorgenti sonore industriali a ciclo continuo Gli impianti a ciclo continuo esistenti al 17 marzo 1997, inclusi in classi acustiche differenti dalla VI, non sono soggetti al limite differenziale di immissione se rispettano il limite assoluto di immissione. Gli impianti a ciclo continuo di nuovo insediamento devono essere inseriti solo nelle classi acustiche V o VI e sono soggetti al rispetto del limite di immissione differenziale. Si definiscono impianti a ciclo continuo: quelli di cui non è possibile interrompere l'attività senza provocare danni agli impianti stessi, pericolo di incidenti o alterazioni del prodotto o per necessità di continuità finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale; quelli il cui esercizio è regolato da contratti collettivi nazionali di lavoro o da norme di legge, sulle ventiquattro ore per cicli settimanali, fatte salve le esigenze di manutenzione: 3. Infrastrutture di trasporto Le immissioni sonore prodotte da infrastrutture di trasporto sono soggette a specifici limiti definiti da appositi decreti. Tali limiti si applicano all interno delle cosiddette fasce di pertinenza la cui larghezza è stabilita in tali decreti (vedi capitolo I punto 3 lettera c) viabilità stradale) All esterno delle fasce di pertinenza le emissioni sonore prodotte dalle infrastrutture di trasporto concorrono ai livelli di rumorosità ambientali i cui limiti sono dettati dalla classificazione acustica comunale. 4. Sistemi di allarme I sistemi di allarme legati alla segnalazione di eventi eccezionali finalizzati ad avvertire la popolazione o i sistemi indicanti servizi di emergenza (ambulanze, polizia urbana,.) non sono soggetti ad alcun limite. I sistemi di allarme antifurto di qualunque tipologia non sono soggetti ai limiti della classificazione acustica (né limiti assoluti né limiti differenziali) ma non devono avere funzionamento continuo. L emissione sonora potrà avere durata continua per un tempo massimo di 2 nel caso di autovetture e 15 nel caso di abitazioni, uffici, negozi o altro tipo di edificio, al quale dovrà seguire un periodo privo di emissione sonora non inferiore a 60 secondi. L evento non dovrà ripetersi più di 3 volte con le tempistiche sopra specificate e tra un attivazione e l altra non devono trascorrere più di Pubblici esercizi (dehors) L installazione di dehors o aree temporanee esterne a locali pubblici oltre al rispetto delle vigenti normative comunali, deve ridurre al minimo l impatto acustico sulla popolazione. pag 14/46
15 Non è consentita l installazione di impianti di diffusione musicale, né lo svolgimento di spettacoli dal vivo salvo quanto espressamente previsto al Capitolo III L attività è soggetta ad autorizzazione in deroga secondo i seguenti criteri: durata massima dell autorizzazione in 180 gg anche se non continuativi nell arco dell anno solare, prorogabile di ulteriori giorni 30 su richiesta del titolare dell autorizzazione e laddove non siano pervenute segnalazioni di disturbo e superamento acustico di cui al comma seguente. livello massimo di pressione sonora misurata presso il ricettore potenzialmente più disturbato: 65 db(a) ad 1m dall edificio in esame, su base oraria da valutarsi mediante valutazione di impatto acustico a firma di tecnico competente. Non si applicano i limiti del criterio di immissione differenziale. 6. Cantieri edili Attività soggetta ad autorizzazione in deroga. Le attività che producono emissioni sonore significative dovranno essere svolte in orari compresi tra le ore 7.30 e le ore esclusivamente nei giorni feriali. Le attività che per la loro peculiarità devono essere svolte in intervalli temporali oltre quelli previsti o in giornate festive devono inderogabilmente essere soggette ad autorizzazione. L immissione massima consentita all attività di cantiere misurata sulla facciata dell abitazione più esposta (misurata ad 1m dalla stessa) come livello equivalente sugli intervalli orari indicati deve rispettare i seguenti limiti: Intervallo orario Limite di immissione [db(a)] ,0 Nel caso di presenza di ricettori particolarmente sensibili (scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di cura) nell area di interesse si applicano i seguenti limiti: Intervallo orario Limite di immissione [db(a)] ,0 Oltre ai succitati limiti l attività non deve produrre livelli di immissione misurati su intervalli di 1 ora, ad 1m della facciata degli edifici più esposti superiori ai seguenti: Ricettore Intervallo orario Limite di immissione [db(a)] Scuole, ospedali, case di 1 ora qualsiasi nel periodo ,0 cura Altri ricettori 1 ora qualsiasi nel periodo ,0 Nel caso in cui i lavori riguardino ristrutturazione interna e conseguentemente le unità abitative siano nello stesso edificio dell attività disturbante si applica un limite pari a 65 db(a) (livello equivalente su base oraria) misurato all interno dell ambiente abitativo disturbato a finestre chiuse. In casi eccezionali possono essere autorizzati livelli superiori laddove non risultasse possibile tecnicamente pag 15/46
16 contenere le emissioni sonore. In tal caso dovrà essere rigidamente fissato l intervallo temporale. In tutti i casi non si applicano i limiti di immissione differenziale Le apparecchiature e macchinari utilizzati devono rispondere ai requisiti di sicurezza della normativa specifica con particolare riferimento all aspetto delle emissioni sonore. In particolare le macchine ed attrezzature destinate ad essere usate all aperto devono essere conformi alla normativa di omologazione e certificazione ed in particolare soddisfare i requisiti della direttiva 2000/14/CE (o dal suo recepimento d.lgs. n. 262 del 4 settembre 2002) laddove applicabile. 7. Sorgenti sonore interne ad edifici Le sorgenti sonore interne agli edifici (intesi come impianti di uso comune) sono soggetti alle prescrizioni del d.p.c.m. 5 dicembre Rientrano nel campo di applicazione gli ascensori, gli scarichi idraulici, i bagni, i servizi igienici, la rubinetteria, gli impianti di riscaldamento, aerazione e condizionamento. 8. Sorgenti sonore legate ad attività domestiche Le attività domestiche (uso di elettrodomestici, piccoli utensili) e ricreative in ambito domestico (uso impianti di diffusione musicale o strumenti musicali), che hanno luogo all interno o all esterno di abitazioni e che possono comportare emissioni sonore di intensità considerevole verso altre abitazioni, devono essere svolte all interno di fasce orarie atte a contenere il disturbo. Le emissioni sonore comunque non devono in nessun modo superare i limiti delle classi definite dal Piano di Classificazione Acustica del territorio comunale. A tali attività non si applica il limite differenziale di immissione. Regolamenti condominiali possono intervenire a definire direttamente gli orari, che comunque devono essere contenuti nell intervallo 08:00 21: Sorgenti sonore legate ad attività di manutenzione verde privato Le operazioni di manutenzione del verde privato che utilizzano apparecchiature meccaniche, possono essere svolte solamente nei seguenti orari: Giorni feriali: dalle ore 08:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 20:00 Giorni festivi: dalle ore 09:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 20:00 Laddove applicabile, i macchinari utilizzati devono essere provvisti della marcatura relativa alla direttiva europea 2000/14/CE. 10. Sorgenti sonore in luoghi di intrattenimento con impianti elettroacustici per la diffusione musicale I luoghi di intrattenimento danzante al coperto e al chiuso sono tenuti al rispetto dei limiti di cui al capitolo I del presente documento o eventualmente dei limiti concessi in deroga. Tutti i luoghi di intrattenimento danzante, pubblico spettacolo, nonché dei pubblici esercizi utilizzanti impianti elettroacustici di diffusione sonora sono inoltre tenuti a rispettare i limiti di cui all articolo 2 del D.P.C.M. 16 Aprile 1999 n 215, a verificarne e certificarne il rispetto effettuando le verifiche di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6 del D.P.C.M. 215/ Controlli e misure La verifica dei livelli sonori prodotti dalle sorgenti sonore deve essere eseguita conformemente a quanto prescritto dal Decreto del Ministero dell'ambiente del 16/3/98 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico. Tali attività sono di competenza degli uffici comunali preposti, i quali potranno avvalersi del supporto tecnico dell ARPA o di consulenti tecnici qualificati come tecnici competenti in acustica ambientale ai sensi dell art.6 della pag 16/46
17 Legge n. 447/95. I requisiti per le misure acustiche delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera sono contenuti nel D.P.C.M. 5/12/97 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici. 12. Gestione del territorio Aree con differente classificazione acustica La situazione definita dal Piano di Classificazione Acustica (PCA) discende direttamente dalla pianificazione determinata dalle scelte compiute a livello di PUC e dalle regole imposte dalle linee guida regionali per la redazione di tale piano. Il territorio risulta così suddiviso in aree codificate in classi acustiche le quali possono confinare con altre aree inserite in classi acustiche differenti. In tal caso si possono presentare tre differenti casistiche: SITUAZIONE DI COMPATIBILITA : le aree confinanti sono inserite in classi acustiche che differiscono tra loro di non più di una classe e conseguentemente i limiti previsti non differiscono per più di 5 db. In tal caso si riscontra una compatibilità delle codifiche delle aree e non necessita alcun tipo di intervento. SITUAZIONE DI POTENZIALE INCOMPATIBILITA : le aree confinanti sono inserite in classi acustiche che differiscono tra loro per più di un salto di classe e conseguentemente i limiti previsti differiscono per più di 5 db. Se le verifiche acustiche effettuate a seguito della classificazione acustica del territorio, non hanno evidenziato il superamento dei limiti previsti dalle rispettive classi non dovranno essere intraprese, momentaneamente, azioni di risanamento. La potenziale incompatibilità deve però essere periodicamente monitorata, poiché modifiche della situazione (variazione delle sorgenti, differente dislocazione, ) potrebbero portare al superamento dei limiti. In tal caso diventa automaticamente necessario prevedere apposito Piano di Risanamento Acustico come al punto a seguire Modifiche apportate al PUC nelle aree oggetto di criticità devono tendere a risolvere tali situazioni compatibilmente al reale utilizzo del territorio ed alle previsioni di sviluppo urbanistico. SITUAZIONE DI INCOMPATIBILITA : situazione analoga alla precedente in cui l attività di misura condotta a seguito della classificazione acustica evidenzia il superamento dei limiti delle classi acustiche previste. In tal caso è necessario prevedere la realizzazione di un Piano di Risanamento Acustico, il quale deve individuare l ambito territoriale di intervento e le relative azioni necessarie per riportare il clima acustico entro i limiti previsti dal PCA, integrandosi laddove possibile con evoluzioni urbanistiche degli altri strumenti. 13. Gestione del territorio Fasce cuscinetto Al fine di evitare il contatto critico tra aree con più di un salto di classe acustica e conseguentemente situazioni di potenziale incompatibilità, laddove possibile si potrà intervenire con l introduzione di fasce cuscinetto di larghezza minima di 50 m. Nel caso in cui l introduzione delle fasce cuscinetto abbia elevato le classi acustiche delle aree interessate a tale operazione, al fine di prevenire conseguenze peggiorative del clima acustico per gli insediamenti ricadenti in tale aree si prevede che: o Gli insediamenti residenziali di nuova costruzione, così come nuovi edifici adibiti a scuole, case di cura, o case di riposo, ospedali, devono essere autorizzati solo previa presentazione di apposita valutazione del clima acustico eseguita da tecnico competente in acustica e progettati in modo da garantire standard funzionali al completo abbattimento del rumore negli ambienti di vita; Gli insediamenti di tipo produttivo e tutte le altre sorgenti di rumore devono rispettare i limiti definiti dalle fasce cuscinetto. La valutazione di clima acustico può dare luogo alle seguenti situazioni: pag 17/46
18 a) il clima acustico dell area interessata dal nuovo insediamento rispetta i limiti di immissione previsti dalla classificazione acustica. In tal caso l autorizzazione può essere concessa; b) il clima acustico dell area interessata dal nuovo insediamento non rispetta i limiti di immissione assoluti previsti dalla classificazione acustica. In tal caso la valutazione deve indicare la provenienza dell inquinamento acustico, individuando in tal modo le responsabilità dei soggetti. Se viene attribuita una responsabilità a carico di soggetti ben individuabili (insediamenti di tipo produttivo, infrastrutture...), sarà cura del Comune richiedere, attraverso i mezzi consentiti (ordinanze, prescrizioni...), il rispetto delle immissioni a tali soggetti, non trascurando peraltro di applicare le sanzioni previste dalla legge in caso di non rispetto dei limiti. In tali casi il Comune può altresì condizionare l autorizzazione a costruire al rispetto del D.P.C.M. 5/12/1997, in particolare per quanto riguarda l isolamento acustico di facciata, riservandosi di rilasciare il certificato di agibilità solo previa presentazione di un collaudo acustico eseguito da tecnico competente in acustica. c) il clima acustico dell area interessata dal nuovo insediamento non rispetta i limiti di immissione differenziali: in tal caso bisogna valutare se l applicabilità del criterio differenziale è dovuta all opera in esame o preesistente. Nel primo caso sarà a carico del proponente l opera conseguire il rispetto del limite, altrimenti dovrà essere individuato il titolare della sorgente a cui è imputabile la responsabilità del superamento del limite e sarà cura del Comune richiedere, attraverso i mezzi consentiti (ordinanze, prescrizioni...), il rispetto delle immissioni, con eventuale applicazione delle sanzioni previste dalla legge. In situazioni particolari laddove necessario e realizzabile sotto il profilo tecnico economico, la fascia cuscinetto è altresì utilizzata per interventi di protezione acustica passiva (barriere, terrapieni,...). pag 18/46
19 C A P I T O L O I I I AREE DESTINATE A MANI FESTAZIONI TEMPORANE E pag 19/46
20 1. Premessa Si definisce a carattere temporaneo qualunque attività che si svolga in periodi temporali limitati e/o legati ad ubicazioni variabili. Non sono incluse le attività che si ripetono periodicamente con cadenza superiore a 30 volte all anno per un massimo di 60 giorni nell arco dell anno solare di cui 10 giorni massimi non consecutivi. Le principali attività riconducibili alla suddetta tipologia sono (elenco non esaustivo): a. Concerti all aperto b. Luna park o circhi c. Feste popolari, patronali effettuate all aperto d. Manifestazioni sportive effettuati al di fuori di impianti sportivi e. Mercati e vendite ambulanti f. Spettacoli pirotecnici g. Manifestazioni politiche o religiose effettuate all aperto h. Annunci sonori effettuati con automezzi circolanti i. Cantieri edili, stradali ed assimilabili Lo svolgimento di tali attività può essere gestita attraverso specifiche autorizzazioni in deroga ai limiti previsti dalla classificazione acustica secondo quanto prescritto nel presente capitolo. 1.2 Nell ambito del territorio comunale, ai sensi dell art. 4, comma 1, lett. a) della legge quadro n 447/95, sono state individuate alcune aree destinate a manifestazioni a carattere temporaneo, mobile o all aperto, aree riportate nelle apposite planimetrie allegate al Piano di Classificazione acustica approvato in C.C. e nel seguito elencate: a) Area e parcheggi a servizio del Museo Archeologico; b) Aree dell Anfiteatro nel Parco Archeologico; c) Aree adiacenti il Forte Su Pisu, compreso l Anfiteatro e le scalinate adiacenti e l anfiteatro; d) Aree pubbliche antistanti la Parrocchia di Sant Antioco Martire; e) Aree ed impianti pista di pattinaggio di via Matteotti; f) Piazzali pubblici e belvedere antistante la vecchia chiesa di Sant Ignazio da Laconi; g) Aree pubbliche antistanti la Parrocchia di San Pietro Apostolo; h) Aree pubbliche antistanti la Chiesa di Nostra Signora di Bonaria e Piazza antistante; i) Vasta area comprendente la Piazza Pertini, il V.le Trieste, via Roma sino alla Chiesa di Santa Maria Goretti, Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele Piazza Umberto; j) Vasta area estesa dalla zona portuale a Sud e comprendente le aree verdi, gli impianti sportivi all aperto ed il palazzotto dello sport, comprese le piazze pubbliche antitanti il porticciolo turistico e la passeggiata estesa sino ai cantieri nautici a nord; k) Aree pubbliche e piazzali antistanti la spiaggia di Maladroxia; l) Aree a parcheggio ed impianti pubblici nella spiaggia di Coequaddus; m) Aree a parcheggio ed impianti pubblici nella spiaggia di Calasapone. Tali attività sono soggette a specifica autorizzazione da parte dell Autorità comunale competente. L Autorità comunale, ai sensi del presente regolamento, può prevedere, in ambito autorizzatorio, per la attività sopracitate, eventuali deroghe al rispetto dei valori limite assoluti di immissione e/o dei valori limite differenziali di pag 20/46
21 immissione specifici della zona e classe di appartenenza. 2. Autorizzazioni La domanda di autorizzazione per lo svolgimento delle attività rumorose temporanee dovrà essere corredata della seguente documentazione: a) planimetria in scala adeguata (1:2000 o 1:4000) dei luoghi e delle aree interessate dalla attività con indicata la destinazione d uso e la classificazione acustica delle aree oggetto delle immissioni sonore; b) Relazione tecnica illustrativa che evidenzi: la durata, in termini di numero di ore o di giorni, dell attività di cui si chiede l autorizzazione le fasce orarie interessate le caratteristiche tecniche dei macchinari e degli impianti rumorosi utilizzati, ivi compresi i livelli sonori emessi la stima dei livelli acustici immessi nell ambiente abitativo circostante ed esterno la destinazione d uso delle aree interessate dalle immissioni sonore Le attività sopra riportate sono in genere quelle temporanee potenzialmente rumorose che hanno luogo in maniera non continuativa per un massimo di 30 giorni all anno, possono essere svolte richiedendo un autorizzazione in deroga ai limiti previsti dalla classificazione acustica. Per le attività temporanee non si applica il limite di immissione differenziale. Sono esclusi dal trattamento in deroga e dall applicazione dei limiti del PCA: cantieri edili o stradali da attivarsi per il ripristino urgente dell'erogazione di servizi pubblici (linee telefoniche ed elettriche, condotte fognarie, acqua potabile, gas, ripristino di sistemi viari essenziali, ecc.) rumorosità prodotta da attività venatoria 3. Procedura di autorizzazione La richiesta va indirizzata al Servizio Ambiente in carta semplice almeno 15 gg prima dell avvio delle attività secondo il fac-simile riportato in allegato. Nella tabella a seguire si riportano i livelli massimi di immissione e gli orari concessi per le principali tipologie di attività in deroga pag 21/46
22 Tabella n.11 Limiti di immissione per attività in deroga Tipo di attività Limiti di orario Livello massimo di immissione L Aeq (*) [db(a)] Concerti all aperto Fino alle ore Luna park o circhi Fino alle ore 24:00 70 Feste popolari, patronali o politiche Fino alle ore 23:00(**) 70 effettuate all aperto Manifestazioni sportive effettuati al Dalle ore 07:00 alle ore 22:00 70 di fuori di impianti sportivi Mercati e vendite ambulanti Dalle ore 06:00 alle ore 19:00 70 Spettacoli pirotecnici Fino alle ore 23:00 - Manif Manifestazioni politiche o religiose effettuate all aperto Cantieri edili, stradali ed assimilabili Fino alle ore 23:00 70 Dalle ore 07:00 alle ore 19:00 i giorni feriali Dalle ore 09:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 19:00 i giorni festivi Vedi tabelle capitolo II punto 6 (*) Misure eseguite su periodi di 60 (**) Nelle giornate di venerdì, sabato e domenica fino alle ore 24 CASO A: la concessione della deroga risulta tacitamente rilasciata se dichiarato il rispetto dei livelli massimi di immissione e gli orari riportati nella tabella n.11. CASO B: nel caso in cui il richiedente non garantisca il rispetto dei limiti riportati nella tabella n.11 o nel caso di altre attività ed in funzione della complessità o particolarità delle sorgenti sonore dell attività oggetto di deroga, l ufficio comunale competente potrà richiedere che la richiesta d autorizzazione sia accompagnata da una valutazione di impatto acustico più approfondita a cura di un tecnico competente in acustica ambientale. I cantieri stradali, la manutenzione del verde pubblico,le attività di igiene del suolo, spazzamento, raccolte e compattamento dei rifiuti urbani appaltata o condotta dal comune sono automaticamente autorizzate in deroga. In sede di affidamento dell incarico o di gara d appalto la ditta che esegue le attività deve comunque indicare le caratteristiche acustiche delle apparecchiature che verranno utilizzate, gli accorgimenti tecnici ed organizzativi che intende mettere in atto al fine di evitare episodi di inquinamento acustico e dichiarare la propria disponibilità ad effettuare i lavori negli orari che saranno indicati dal Comune. L eventuale verifica dei livelli di immissione della attività temporanee sarà eseguita presso i ricettori potenzialmente più critici. Le attività temporanee che non sono state autorizzate in deroga ed i cui livelli di emissione superano i limiti previsti dal PCA verranno immediatamente sospese. 4. Autorizzazioni in deroga L autorità comunale (servizio Ambiente) può prevedere, in ambito autorizzatorio, per la attività rumorose temporanee, eventuali deroghe al rispetto di valori limite differenziali di immissione e/o dei valori limite assoluti di pag 22/46
23 immissione specifici della zona o classe di appartenenza. L autorizzazione comunale, nel caso di autorizzazione in deroga, dovrà stabilire: a) valori limite da rispettare per la durata della manifestazione, in deroga a quelli previsti dal Piano di classificazione acustica e/o dalla normativa vigente, eventualmente differenziati nei diversi intervallo orari; b) le disposizioni da porre in atto per il contenimento delle immissioni sonore; c) le limitazioni di orario allo svolgimento dell attività. I valori limite da rispettare, espressi in termini di Leq(A), dovranno inoltre tener conto delle diverse fasce orarie tabella 11, i limiti orari riportati nella stessa tabella nei mesi estivi di Luglio e Agosto possono essere derogato di una ulteriore ora. L Autorità comunale (Servizio Ambiente), in caso di autorizzazione in deroga dei limiti, rilascia il provvedimento previa contestuale comunicazione all ARPAS - Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente al fine di consentire la verifica delle condizioni previste dall Autorizzazione. 5. Autorizzazione in deroga - Richiesta La richiesta di autorizzazione deve essere formulata come da fac-simile allegato deve contenere le seguenti informazioni tecniche: o Elenco sorgenti sonore che verranno utilizzate (tipologia e dati tecnici principali) o o o o o Planimetria dell area in oggetto (tale da identificare la posizione delle sorgenti) Orario dello svolgimento delle attività Orario di utilizzo delle principali sorgenti sonore Durata dell attività temporanea Livelli di immissione stimati durante l esercizio delle attività ai confini dell area o presso i ricettori più vicini (*) o Livello massimo di immissione che si intende richiedere in deroga (*) (*) Da dichiarare solo nel caso B, in tal caso può essere richiesta una valutazione di impatto acustico a cura di un tecnico competente in acustica ambientale. 6. Autorizzazione in deroga - Rilascio Il Servizio Ambiente competente entro 15gg dalla richiesta di autorizzazione rilascia l autorizzazione, verificando con gli altri uffici competenti il rispetto di tutte le normative comunali. o Se la richiesta è riferita ad una delle attività riportate nella tabella n.11, con dichiarazione del rispetto dei o o limiti relativi, l autorizzazione è concessa tacitamente. Altrimenti l autorizzazione, previo esame della documentazione fornita, potrà essere concessa con prescrizioni su livelli massimi consentiti, orari e precauzioni tecniche da prendere per contenere il disturbo. L impossibilità di rispettare i limiti massimi richiesti dall ufficio competente o la non compatibilità dell attività richiesta con l area in cui si va ad insediare, saranno causa di rifiuto del rilascio dell autorizzazione. pag 23/46
24 C A P I T O L O IV PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO DI INTERESSE DELLE IMPRESE PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO DI COMPETENZA DEL COMUNE pag 24/46
25 1. Premessa Il risanamento acustico del territorio comunale potrà prevedere sia interventi a carico dei privati sia interventi pubblici; per quanto riguarda gli interventi pubblici i Comuni procedono, ai sensi della legge quadro n 447, alla predisposizione del Piano di risanamento acustico comunale sulla base delle criticità emerse dal Piano di classificazione acustica. 2. Piani di risanamento acustico delle imprese Entro sei mesi dall adozione del Piano di classificazione acustica le imprese interessate, ai sensi del comma 2 dell art. 15 della legge n. 447/95, devono presentare al Comune un Piano di risanamento acustico, costituito da elaborati grafici e relazione tecnica, con indicato il termine entro il quale l impresa prevede di adeguarsi ai limiti previsti. Gli elaborati grafici e la relazione che costituiscono il Piano dovranno contenere: - l indicazione della tipologia di attività con relativo codice, secondo classificazione ISTAT; - l ubicazione dell insediamento con riportata la zona acustica di appartenenza, in base a quanto previsto dal Piano di classificazione acustica; - la descrizione delle attività, dei cicli tecnologici e delle attrezzature e impianti esistenti; - l elenco e la descrizione delle apparecchiature che danno luogo ad immissioni di rumore nell ambiente esterno, nonché l indicazione dell ubicazione delle sorgenti sonore connesse all attività; - la durata dei periodi di attività, diurni e notturni, della loro frequenza e della contemporaneità di esercizio delle sorgenti sonore, nonché le condizioni di esercizio relative al massimo livello di rumore immesso nell ambiente; - i dati relativi alle misurazioni fonometriche effettuate; - le modalità ed i tempi di esecuzione del progetto di risanamento, che non potra superare i 24 mesi. Il Comune, esaminato il progetto di risanamento, la congruità dei tempi e la complessità dell intervento, approva il Piano di risanamento con eventuali prescrizioni. Qualora il Comune non si pronunci sul progetto di risanamento presentato dall impresa entro centottanta giorni, l impresa è comunque vincolata a realizzarlo con le modalità ed i tempi previsti. Le imprese che, comunque interessate, non presentano il Piano di risanamento, devono adeguarsi ai limiti fissati dalla suddivisione in classi del territorio comunale entro sei mesi dall adozione del Piano di classificazione acustica. 3. Piani di risanamento acustico comunali Sulla base delle criticità emerse dal Piano di classificazione acustica, o nel caso di superamento dei valori di attenzione di cui all art. 6 del DPCM , nonché nel caso previsto dal comma 1, lett. a) dell art. 4 della legge n. 447/95 (contatto diretto di aree i cui valori limite di immissione si discostano per più di 5 db(a)), l Amministrazione Comunale predispone e adotta il Piano comunale di risanamento acustico di cui all art 7 della medesima legge. Il Piano di risanamento acustico dovrà essere redatto da tecnico competente in acustica ambientale con eventuale collaborazione di tecnico esperto in pianificazione ambientale e territoriale. Il Piano dovrà specificare i singoli interventi e dovrà contenere in particolare: a) l elenco delle sorgenti sonore i cui valori di emissione acustica risultino superiori a quelli consentiti dalla normativa vigente; b) la rappresentazione planimetrica delle sorgenti da individuarsi in scala 1:5000, o anche 1:2000 per le zone più densamente urbanizzate o nel caso di piccoli Comuni, e in scala 1: per la restante parte del territorio; c) le schede di rilevamento acustico contenenti i dati relativi alle misurazioni fonometriche delle sorgenti oggetto di studio, con l indicazione dei livelli sonori da raggiungere; d) i soggetti cui compete l intervento di risanamento; pag 25/46

References: art. 6
 art. 2
 art.3
 art. 2
 articolo 2
 art. 6
 art. 2
 art. 11
 art. 3
 art. 4
 art. 6
 art.11
 articolo 2
 art.6
 art. 4
 art. 15
 art. 6
 art. 4