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Timestamp: 2018-10-22 23:08:06+00:00

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1 R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1222 del 2011, proposto da: XXXXXXXXXX, rappresentata e difesa dagli avv.ti Antonino Galletti, Marco Di Giuseppe, con domicilio eletto presso T.A.R. Piemonte Segreteria in Torino, corso Stati Uniti, 45; contro Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocatura Dello Stato, domiciliata per legge in Torino, corso Stati Uniti, 45; nei confronti di XXXXXXXXXXXX, non costituito; per l'annullamento del decreto del Capo del Corpo Forestale dello Stato - Ispettorato Generale del , con l'annesso allegato n. 2 indicante le sedi delle assegnazioni di servizio a seguito della nomina ad agente del C.F.S., nella parte in cui la ricorrente è stata assegnata presso il Nucleo Operativo Speciale di Albano Vercellese (VC), laddove per le medesime funzioni presso la sede disponibile del Comando Stazione di
2 Berceto (PR) è stato assegnato l'agente controinteressato, nonostante l'apposita e specifica indicaizone quale sede preferenziale effettuata in sede procedimentale e nonostante che il controinteressato si sia classificato in graduatoria in posizione e lei deteriore, nonché di ogni atto precedente, successivo, conseguente e consequenziale ed in ogni caso connesso. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 1 dicembre 2011 la dott.ssa Paola Malanetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Rilevato che parte ricorrente ha impugnato gli atti in epigrafe deducendo i seguenti motivi di ricorso: 1) Violazione dell art. 3 legge n. 241/1990. Eccesso di potere per assenza di motivazione, travisamento dei fatti. Violazione artt. 3 e 97 cost. e dei principi di trasparenza ed imparzialità dell azione della PA. Eccesso di potere per trattamento discriminatorio, disparità di trattamento e violazione della par condicio, irragionevolezza ed illogicità. Ingiustizia manifesta. 2) Violazione degli artt. 7, 8 e 10 della l. n. 241/1990. Difetto di istruttoria, sproporzionalità dell agere amministrativo e lesione del principio del minor sacrificio. 3) Violazione dell art. 10 bis della l. n. 241/1990.
3 In fatto è pacifico che parte ricorrente ha partecipato al concorso per la nomina di novanta allievi agenti del Corpo forestale dello Stato riservato ai volontari in ferma breve delle forze armate, in servizio o in congedo, che abbiano concluso senza demerito la ferma breve triennale, di cui al bando del (doc. 2 parte resistente). Come si evince dall art. 1 del bando di concorso il medesimo comportava una ammissione riservata ai volontari in ferma breve nelle forze armate che avessero concluso un triennio di ferma. Il concorso si svolgeva tramite ammissione a frequentare un corso di formazione annuale al termine del quale, chi avesse superato l esame, sarebbe stato nominato agente del Corpo forestale dello Stato. La ricorrente, avendo i requisiti per l ammissione al corso, lo ha regolarmente frequentato conseguendo, all esito dell esame, il punteggio di Pubblicata la graduatoria finale del punteggio dell esame i concorrenti venivano invitati ad esprimere ciascuno una preferenza per almeno tre sedi; la ricorrente indicava nell ordine le sedi di Berceto, Parco Ligonchio e Solignano. Ricevuta la comunicazione di assegnazione della sede, la ricorrente risultava assegnata alla sede di Albano Vercellese e riscontrava che, la sede di Berceto, prima dalla medesima indicata in ordine di preferenza, era stata assegnata a XXXXXXXXXXXX. Quest ultimo risulta collocato in graduatoria, all esito dell esame, in posizione deteriore rispetto alla ricorrente, avendo conseguito il punteggio di 53,67. Insorge quindi la ricorrente deducendo gli esposti motivi di ricorso e contestando l atto impugnato nella parte relativa alla assegnazione della sede alla medesima e al controinteressato. Il controinteressato, regolarmente e tempestivamente intimato, non si è costituito. Il collegio ritiene la censura di eccesso di potere palesemente fondata. Sono pacifici i fatti esposti; è altresì pacifico che l unica graduatoria di merito rilevante all esito del concorso è quella formatasi dopo il corso di formazione e
4 connesso esame, essendo quella l unica fase effettivamente concorsuale della procedura, posto che la prima ammissione riservata è avvenuta sulla mera scorta del possesso del requisito dell aver svolto la ferma triennale senza demerito; solo all esito del corso si è svolto l esame vero e proprio. D altro canto la stessa amministrazione ha qualificato la graduatoria formata all esito del corso e relativo esame, nella quale la ricorrente precede il controinteressato di 8 posizioni, come graduatoria finale. Appare palesemente contraddittorio che l amministrazione dapprima chieda ai concorrenti l indicazione di sedi preferenziali e quindi disattenda del tutto detta indicazione nell assegnazione delle sedi, ovviamente fermo il rispetto della graduatoria di merito, che resta l unico oggettivo e insuperabile parametro di confronto delle posizioni dei concorrenti. La tesi difensiva dell amministrazione nella sostanza si riduce all assunto che la richiesta delle preferenze sarebbe stato un adempimento inutile ed irrilevante. La tesi non può trovare spazio, stante l evidente contraddizione insita nella procedimento tra la richiesta di indicazione delle preferenze e quindi il mancato rispetto delle medesime, ovviamente sempre nell insuperabile limite del rispetto della graduatoria di merito. Infine l amministrazione, salvo assumere la sostanziale inutilità delle preferenze esposte dai concorrenti, neppure allega quale sarebbe stato il criterio seguito per l assegnazione delle sedi, sicchè ne deriverebbe che, pur a fronte di una procedura concorsuale e di una chiara graduatoria di merito, l assegnazione delle sedi sarebbe stata rimessa al caso o peggio all arbitrio dell amministrazione. Il ricorso deve trovare accoglimento. Le spese seguono la soccombenza. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte sezione prima
5 definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, accoglie il ricorso e per l effetto annulla l atto impugnato nella parte in cui è stata assegnata al concorrente XXXXXXX la sede di servizio Comando stazione di Berceto e nella parte in cui è stata assegnata alla ricorrente la sede di servizio Nucleo Operativo Speciale di Albano Vercellese. Condanna parte resistente a rifondere a parte ricorrente le spese di lite che liquida in 3000,00 oltre IVA e CPA Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 1 dicembre 2011 con l'intervento dei magistrati: Franco Bianchi, Presidente Richard Goso, Primo Referendario Paola Malanetto, Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 01/12/2011 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
1 di 5 22/07/2011 8.27 N. 00783/2011 REG.PROV.COLL. N. 00810/2011 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato

References: SENTENZA 
 art. 60
 art. 3
 art. 10
 art. 1
 sentenza