Source: https://www.diritto.it/processo-tributario-giudizio-di-ottemperanza/
Timestamp: 2017-08-23 23:26:42+00:00

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L’art. 70 del D.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 disciplina il giudizio di ottemperanza in ambito tributario. L’introduzione di tale istituto è stata una novità, una delle più rilevanti, della riforma del processo tributario. Tuttavia, per lungo tempo è rimasta una norma poco utilizzata dagli operatori del diritto, forse sottovalutando lo strumento dell’ottemperanza, in termini di efficacia ed efficienza .
Il giudizio di ottemperanza in ambito tributario è caratterizzato da una procedura peculiare e a sé stante, che si presenta come valida alternativa all’esecuzione del processo civile (anch’essa esperibile per ottenere l’esecuzione di una sentenza tributaria) [1].
La competenza, in materia di ottemperanza tributaria, fondamentalmente è ripartita tra le Commissioni tributarie provinciali e quelle regionali. Tuttavia, la giurisprudenza ha accordato una sorta di competenza funzionale anche alla Commissione tributaria centrale, organo destinato a rimanere in vita, sino alla smaltimento di tutto il contenzioso ivi pendente. In particolare, le Sezioni Unite della Cassazione hanno avuto modo di statuire che “La competenza giurisdizionale attribuita, ai sensi dell’art. 70 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in ordine al nuovo istituto del giudizio di ottemperanza nel processo tributario, alle commissioni tributarie provinciali e regionali di nuova istituzione deve essere estesa, sulla base dello stesso art. 70 citato e del complessivo sistema delle disposizioni del D.Lgs. n. 546 del 1992, nonché in coerenza con la "intentio legis" (in assenza di una espressa disposizione di diritto intertemporale), anche relativamente alle decisioni delle soppresse commissioni tributarie di cui al previgente regime – comprese quelle della commissione tributaria centrale -, con esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo. La competenza delle nuove commissioni va distribuita tra commissioni provinciali e commissioni regionali, a seconda che le decisioni oggetto del giudizio di ottemperanza siano, rispettivamente, decisioni di prime cure o di ultima istanza degli organi previgenti.” (Cassazione, SS.UU., sentenza n. 9340 del 27/06/2002).
quando il giudizio di appello non decidendo nel merito, si conclude con una dichiarazione di inammissibilità, di improcedibilità o di estinzione dell’appello stesso. Tuttavia, in casi del genere, l’eventuale condanna alle spese assume valore di giudicato sostanziale, costituendo un autonomo titolo esecutivo.
Tale orientamento si contrappone a quello tradizionale[2], secondo cui sarebbero ottemperabili soltanto le sentenze self – executing, quelle cioè contenenti un comando ben preciso rivolto all’amministrazione, tale da poter essere eseguito con una mera attività sostitutoria.
Si può pacificamente concludere che l’Amministrazione non potrà più venire meno agli obblighi statuiti in una sentenza definitiva, opponendo la mancanza di una condanna esplicita. Questo significa che il giudizio di ottemperanza può essere instaurato per rendere eseguibili anche gli obblighi di una sentenza, in cui il giudice si sia limitato soltanto ad accogliere il ricorso, senza ulteriori determinazioni in merito[3].
A tal riguardo, la Cassazione ha espressamente stabilito che:“in sede di ottemperanza, in conformità con i principi affermati dalle SS.UU. e dal Consiglio di Stato, l’indagine deve essere condotta, entro i confini invalicabili posti dall’oggetto della controversia decisa col giudicato. Per logico corollario, il potere ermeneutico sul comando definitivo inevaso, che non può essere sindacato nel merito, va esercitato tenendo conto del quadro processuale come sopra circoscritto (Cass., Sez. trib., n. 22188 del 24/11/04 e la Cass. sez. trib., n. 22565 del 1/12/04).
3) presentare la domanda presso la commissione tributaria provinciale, se questa ha pronunciato la sentenza passata in giudicato, altrimenti alla commissione tributaria regionale, con ricorso indirizzato al Presidente della Commissione. Qualora la sentenza di secondo grado sia pienamente confermativa di quella di secondo grado e null’altro aggiunge, il ricorso deve essere depositato presso la commissione provinciale:
[1]La Cassazione ha definito il giudizio di ottemperanza un minisistema autonomo, in Cass. sez. trib. 13/05/2003, n. 7312.
[2] In tal senso, vedi Commissione Trib. Prov. di Milano, Sez. XXXIV, sentenza 18/07/2003, n. 80, secondo cui “non può formare oggetto di giudizio di ottemperanza la sentenza che accerti il credito vantato dal contribuente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, poiché non configura una sentenza esecutiva di condanna”
[3] In ordine alla ottemperabilità delle sentenze prive di condanna, la giurisprudenza di merito si è pronunciata positivamente, ammettendola nel caso di una sentenza che aveva soltanto annullato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, con il quale era stato sospeso il rimborso dell’IVA richiesto dal contribuente, a norma dell’art. 38 bis del D.P.R. n. 633/1972, senza statuire esplicitamente la condanna al rimborso. (Comm. Trib. di Bolzano, sez. V, sentenza 2 dicembre 2003, n. 22).

References: sentenza 
 art. 70
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 Cass. sez. 
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