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Timestamp: 2020-08-05 20:19:00+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 32047 del 11/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32047 del 11/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 11/12/2018, (ud. 22/11/2018, dep. 11/12/2018), n.32047
sul ricorso 11225-2017 proposto da:
avverso la sentenza n. 910/5/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BOLOGNA, depositata il 04/04/2016;
L’Agenzia delle entrate impugna per cassazione, sulla base di un unico motivo, la sentenza in indicata epigrafe, di rigetto dell’appello erariale proposto contro l’annullamento del diniego di rimborso dell’IRPEF che la contribuente, dipendente della Banca Commerciale Italiana, aveva richiesto, sull’assunto della mancata applicazione della detrazione dall’imponibile lordo del quattro per cento dei contributi versati al fondo aziendale di previdenza complementare, prevista dal TUIR (D.P.R. n. 917 del 1986), art. 17, comma 2, nella formulazione vigente ratione temporis.
S.M. è rimasta intimata.
1. Il motivo di ricorso, con cui la difesa erariale, deducendo la violazione e falsa applicazione del TUIR (D.P.R. n. 917 del 1986), art. 17, comma 2, e art. 48, comma 2, lett. a), (ora 19 e 51), censura la sentenza impugnata per avere il giudice d’appello ritenuto che quella operata dalla banca in sede di liquidazione del fondo pensione integrativo al dipendente era una ritenuta eccedente rispetto a quanto previsto dalla normativa all’epoca vigente, è fondato e va accolto.
2. Va premesso che la determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui al TUIR, art. 51 comma 2 lett. a), vigente ratione temporis, prevede che “Non concorrono a formare il reddito i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge”. Invero, in tema di IRPEF, la base imponibile delle prestazioni erogate dai fondi di previdenza complementare per il personale degli istituti bancari non è imposta dalla legge, ma ha natura facoltativa, in base ad accordi contrattuali col datore di lavoro.
Pertanto i contributi versati dal dipendente, attesane la richiamata natura facoltativa, e posta la riferibilità dell’esenzione fiscale di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 51, comma 2, lett. a), ai soli contributi previdenziali obbligatori, concorrono a formare il reddito tassabile (Cass. n. 124 del 04/01/2018), essendone esclusi solo quelli versati “in ottemperanza a disposizioni di legge” (Cass. 11156 del 2010, n. 23030 del 2014, n. 124 e 2201 del 2018). La citata giurisprudenza, ancorchè riferita al TUIR, abrogato art. 48, è applicabile alla fattispecie, regolata dal TUIR, art. 51, che costituisce una rinumerazione della precedente disposizione.
La sentenza va conseguentemente cassata, non avendo la CTR applicato i suindicati principi; non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito (ex 384 c.p.c., 2 comma), col rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Compensa le spese del giudizio di merito e dichiara irripetibili le spese del giudizio di legittimità

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 17
 art. 17
 art. 48
 sentenza 
 art. 51
 art. 51
 art. 48
 art. 51
 sentenza 
 sentenza