Source: http://sardosalbertini.it/Giurisprudenza/Sentenze/tabid/222/articleType/ArticleView/articleId/64/categoryId/9/Diritto-di-accesso-del-Consigliere-Comunale.aspx
Timestamp: 2018-11-20 12:18:04+00:00

Document:
Diritto di accesso del Consigliere Comunale. > Studio Legale Sardos Albertini Scaglia - Associazione tra professionisti
Diritto di accesso del Consigliere Comunale.
TAR ABRUZZO - PESCARA, SEZ. I - sentenza 7 maggio 2012 n. 190 - Pres. ff. ed Est. Eliantonio - Nasuti (in proprio) c. Comune di Bomba (n.c.) - (accoglie).
Atto amministrativo - Diritto di accesso - Dei Consiglieri comunali - Ex art. 43, comma 2, D. lgs. n. 267 del 2000 - Natura non pubblica e strettamente personale degli atti cui è richiesto l’accesso - Diniego - Illegittimità - Ragioni.
E’ illegittimo il diniego di accesso espresso dal Segretario comunale in merito ad un istanza ostensiva avanzata da un Consigliere comunale, tendente ad ottenere copia di alcuni atti regolarmente acquisiti al protocollo generale dell’ente, funzionali allo svolgimento dell’attività di verifica e di controllo propria del consigliere, e non comportanti alcun aggravio alle spese ed alla funzionalità dell’Ente, che sia motivata con riferimento al fatto che gli atti richiesti in ostensione siano "… atti non pubblici, ma strettamente personali"; infatti, una volta acquisiti al protocollo generale dell’ente, la ipotizzata natura "strettamente personale" degli atti richiesti non può essere opposta al richiedente, in quanto ai sensi di quanto previsto dall’art. 43, D. lgs. n. 267 del 2000, il consigliere comunale è vincolato al segreto d’ufficio.
CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 8-9-2011, (sull’ambito del diritto di accesso previsto in favore di consiglieri comunali e provinciali e sulla sussistenza o meno del diritto del consigliere di ottenere una password per visionare un documento informatico).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 17-9-2010, (sui limiti entro i quali è ammissibile l’esercizio del diritto di accesso previsto in favore dei consiglieri comunali e provinciali per l’esercizio del loro mandato, sulla necessità o meno che le relative istanze siano motivate e sulla possibilità o meno di negare l’accesso nel caso di atti riservati).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 28-11-2006, (sulla legittimità o meno di una disposizione regolamentare che impone, per l’esercizio del diritto di accesso da parte dei consiglieri comunali, l’utilizzo di un modulo in cui sia specificato "il singolo documento amministrativo" che si chiede di conoscere, in modo da arrecare il minore aggravio possibile agli uffici).
N. 00190/2012 REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 100 del 2012, proposto da:
Oscar Nasuti, rappresentato e difeso da se medesimo, con domicilio eletto presso Augusto La Morgia in Pescara, viale Pindaro, 27;
Comune di Bomba, non costituito in giudizio;
l’accesso agli atti ed ai documenti richiesti dal ricorrente al Comune di Bomba in data 14 novembre 2011.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 aprile 2012 il dott. Michele Eliantonio e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
L’avv. Oscar Nasuti, consigliere comunale del Comune di Bomba, riferisce di aver chiesto il 14 novembre 2011 copia di alcuni atti dell’Amministrazione comunale, ma che tale richiesta era stata evasa solo parzialmente in quanto con nota 21 gennaio 2012, n. 116, il Segretario comunale aveva negato l’accesso agli atti registrati al protocollo ai nn. 2127, 2130, 2225, 2230 e 2231, rilevando che si trattava di "atti non pubblici, ma strettamente personali".
Con il ricorso in esame è insorto dinanzi questo Tribunale, ai sensi dell’art. 25, VI comma, della L. 7 agosto 1990, n. 241, al fine di ottenere l’accesso ai predetti atti.
Ha dedotto che l’Amministrazione, essendo il ricorrente consigliere comunale, avrebbe dovuto consentire in base all’art. 43, II comma, del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, l’accesso agli atti richiesti; ha, inoltre, osservato che gli atti richiesti non erano "strettamente personali" in quanto erano relativi:
In definitiva - come la giurisprudenza amministrativa ha costantemente avuto modo di precisare - tra l’accesso ai documenti dei soggetti interessati di cui agli art. 22 ss. della L. 7 agosto 1990, n. 241, e quello del consigliere comunale di cui al predetto art. 43, sussiste una profonda differenza, poiché il primo è un istituto che consente ai singoli soggetti di conoscere atti e documenti al fine di poter predisporre la tutela delle proprie posizioni soggettive eventualmente lese, mentre il secondo è un istituto giuridico posto al fine di consentire al consigliere comunale di poter esercitare il proprio mandato, verificando e controllando il comportamento degli organi istituzionali decisionali del comune. Per cui, in definitiva, in base al predetto art. 43 i consiglieri comunali, ivi inclusi ovviamente quelli di minoranza, hanno un diritto di accesso incondizionato a tutti gli atti che possano essere "utili" all’espletamento del loro mandato, anche al fine di permettere di valutare con piena cognizione la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione, nonché per esprimere un voto consapevole sulle questioni di competenza del Consiglio e per promuovere, anche nell’ambito del Consiglio stesso, le iniziative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale.
Con riferimento a tali principi costantemente affermati in giurisprudenza e dai quali non sussistono ragioni per discostarsi, sembra evidente al Collegio che l’istante abbia di certo diritto ad accedere a tutti gli atti richiesti con la predetta istanza del 14 novembre 2011. Sembra infatti evidente che tale richiesta, da un lato, sia funzionale allo svolgimento dell’attività di verifica e di controllo propria del consigliere comunale e, dall’altro, non comporti alcun aggravio alle spese ed alla funzionalità dell’Ente; mentre la ipotizzata natura "strettamente personale" degli atti richiesti non avrebbe potuta essere opposta al richiedente, in quanto il consigliere è vincolato al segreto d’ufficio.
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 07/05/2012

References: sentenza 
 art. 43
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 22
 art. 43
 art. 43